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Risoluzione ‘campo largo’ su Giorgetti agita Pd, tensione con i Riformisti

Roma, 5 ago. (askanews) – La spaccatura non è stata messa agli atti solo perché alla fine la risoluzione Pd-M5s-Avs non è stata votata, da regolamento è stata preclusa dopo il voto di quella di maggioranza, ma sul piano politico è stata un’altra giornata tesa nel centrosinistra. Questa volta, però, le tensioni sono tutte interne al Pd, il documento unitario tra i dem e M5s-Avs evita strappi con gli alleati ma provoca un subbuglio tra i democratici e a lamentarsi non sono solo quelli della minoranza. Lorenzo Guerini ribadisce che lui – e gli altri ‘riformisti’ – non avrebbero votato comunque il documento, ma anche nell’area di Stefano Bonaccini il malumore era evidente. Una polemica messa in conto dal quartier generale Pd, che non intende lasciare a Giuseppe Conte il monopolio della linea contro il riarmo.

La tensione era esplosa già ieri sera, quando la minoranza ha letto sulle agenzie la bozza della risoluzione unitaria. “Così non è condivisibile, speriamo che la notte porti consiglio”, era stato il commento a caldo. Ma il testo depositato stamattina è esattamente quello diffuso ieri sera e i ‘riformisti’ erano già pronti ad assentarsi al momento del voto quando, appunto, si è capito che il testo non sarebbe proprio stato messo ai voti in quanto ‘precluso’ a norma di regolamento.

Un aiuto a limitare la spaccatura, ma Elly Schlein ha voluto comunque parlare della vicenda con Guerini. Un chiarimento, utile a preservare i rapporti personali, ma che non scioglie il nodo politico. Guerini, racconta più di un parlamentare, ha avuto anche un paio di scambi più ‘franchi’ con Peppe Provenzano e Chiara Braga, anche in questo caso terminati con un rasserenamento sul piano personale.

Quello che appunto non è risolto è il dato politico. Ha spiegato Guerini: “Ho espresso, una volta visto il testo, le mie riserve che mi avrebbero portato a non sostenerla”. Ma le proteste con il quartier generale hanno riguardato anche il metodo, la scelta di non condividere prima con la minoranza un testo su un argomento storicamente delicato per il partito e per la coalizione. I ‘riformisti’, peraltro, hanno votato i testi di Iv e Più Europa (che non sono stati preclusi), per sottolineare la loro posizione a favore del Safe e della difesa europea.

Uno dei sostenitori della Schlein minimizza: “Si sono arrabbiati, va bene. Devono segnalare la loro posizione, bene così. Ma noi abbiamo fissato una linea. E le cose scritte nella risoluzione le abbiamo già votate tante altre volte”. Insomma, l’accusa è di avere sollevato una polemica strumentale, per avere visibilità, perché il no al 5% del Pil per le spese Nato, il no al riarmo a livello nazionale e il no allo scostamento di bilancio per le spese militari sono posizioni già espresse dal Pd.

Lo dice esplicitamente Provenzano: la risoluzione “contiene le posizioni già più volte espresse e formulazioni che abbiamo già votato in mozioni unitarie recentemente con tutte le forze di opposizione della nostra alleanza”.

“Certo – ribatte un parlamentare della minoranza – peccato che le altre volte nei testi che presentavamo c’erano anche tanti punti per spiegare nel dettaglio che il sostegno all’Ucraina non è in discussione, che noi vogliamo investire nella difesa europea e via dicendo. Se togli quella parte resta solo… Conte”.

E’ questa la critica più politica che viene mossa dalla minoranza: il leader M5s già domenica aveva strappato su Ucraina e primarie, ora gli si concede una mozione unitaria che M5s festeggia come “molto soddisfacente”, in questo modo diventa lui quello che detta la linea. Argomento respinto dai parlamentari schleiniani: “Non è così, quelle sono le nostre posizioni, le abbiamo votate più volte, non cambia niente”.

Ma tutti sanno che non finisce qui, “Conte farà così per tutte le prossime settimane, fino alle primarie”, dice un parlamentare schleiniano. “Dobbiamo farcene una ragione e non cadere ogni volta in queste trappole in cui finiamo per scontrarci tra di noi”.

Vertice a casa Meloni con Tajani, Salvini e Lupi: bilancio e priorità ripresa

Roma, 5 ago. (askanews) – Un vertice a casa della premier Giorgia Meloni con i vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega, e Antonio Tajani, leader di Fi, e Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, si è tenuto questo pomeriggio. La riunione tra i leader della maggioranza, durata all’incirca due ore, secondo quanto viene riferito, è servita a fare il punto prima della pausa di agosto sulle cose fatte e sulle priorità da affrontare alla ripresa a settembre. Tra queste la legge elettorale, con il via libera politico all’intesa siglata oggi dagli sherpa che porterà alla presentazione al Senato il primo settembre di un emendamento unitario del centrodestra per introdurre le preferenze.

Banco Bpm, Castagna: Agricole Italia? Valuteremo, ritengo fusione molto solida

Milano, 5 ago. (askanews) – “Valuteremmo questa potenziale opportunità qualora diventasse concreta e realizzabile, nell’interesse di tutti gli azionisti della banca. Devo dire che, da un punto di vista industriale, ritengo che si tratti di una fusione molto solida”. Così l’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, in merito alla possibile fusione con il Credit Agricole Italia, ipotesi preferita dal socio francese. “In merito alla loro dichiarazione – ha detto -, secondo cui preferirebbero una fusione con noi, devo dire che questa è sempre stata una possibilità che, da 2-3-4 anni a questa parte, da quando sono diventati nostri azionisti, è rimasta sul tavolo come potenziale opportunità”.

“Naturalmente, se questa operazione dovesse concretizzarsi in un determinato momento, dovremo trovare una soluzione che soddisfi tutti gli altri azionisti di Banco Bpm”, ha sottolineato Castagna.

Alla domanda, infine, sulla possibile posizione del Governo sul peso dei francesi nell’eventuale operazione con il Credit Agricole Italia, Castagna si è limitato a rispondere: “francamente, non conosco la posizione del governo, ci sono regole e opportunità da rispettare, e non voglio addentrarmi in questioni che esulano da ciò che posso cercare di decidere”.

Conti pubblici, Governo incassa sì su clausola Ue. Lega ottiene modifica a risoluzione

Roma, 5 ago. (askanews) – La maggioranza porta a casa l’ok all’avvio della procedura per l’attivazione della clausola di salvaguardia, con il massimo per l’energia, ovvero lo 0,6% del Pil, e lo 0,9%, al di sotto del massimo possibile, per le spese per la difesa. Nel doppio passaggio alla Camera e al Senato, per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti il percorso è stato meno accidentato rispetto a quanto ipotizzato alla vigilia, anche se la Lega non ha rinunciato a mettere in evidenza la propria posizione non esattamente in linea con quella degli alleati.

A Montecitorio, questa mattina, il Carroccio ha chiesto e ottenuto una modifica alla risoluzione, già piuttosto “annacquata” per evitare problemi. Il confronto in maggioranza, nella sala del governo a fianco dell’Aula, è andato avanti per una ventina di minuti e al termine è arrivato il “ritocco”: il paragrafo che impegnava il governo “per il finanziamento delle misure relative alla difesa, a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma SAFE” è stato modificato chiedendo di valutare anche altri strumenti di finanziamento e comunque di privilegiare l’uso dei fondi SAFE per sistemi difensivi. Il paragrafo ora impegna il governo “per il finanziamento delle misure relative alla difesa a valutare il ricorso a diverse condizioni di finanziamento ive incluse, ove ritenute complessivamente vantaggiose, quelle di cui al programma SAFE preordinando in ogni caso via prevalente l’utilizzo dei fondi a sistemi tecnologici difensivi e di sicurezza nazionale”.

Al Senato, nel pomeriggio, il ‘successo’ è stato rivendicato da Claudio Borghi, uno dei più ‘euroscettici’ del Carroccio. “Abbiamo chiesto un cambiamento della risoluzione perché prima la formulazione aveva in sé un giudizio di valore – spiega Borghi -, ossia diceva il Safe è più conveniente, e invece no, non possiamo saperlo perché ha un tasso variabile. Non conviene indebitarsi col Safe perché i tassi possono andare al 12 e al 15, l’unica cosa che so è che se salgono il debito pubblico italiano va in sofferenza. La Germania infatti non partecipa e non capisco perché non possiamo fare la stessa cosa? A meno che noi non siamo i fratelli poveri e abbiamo regole diverse da quelle degli altri, chi pensa che l’Ue sia il paradiso deve riflettere perché così non è”.

“Schermaglie dimostrative”, commenta un esponente del centrodestra (non leghista). La partita vera si giocherà tutta sulla manovra, con la speranza – per Giorgia Meloni e il governo – di poter uscire dalla procedura di infrazione con la revisione dei dati Eurostat a settembre. Anche perchè, come ha spiegato Giorgetti, “nel caso in cui la procedura per deficit eccessivo non venga chiusa anticipatamente alla luce di una revisione” l’attivazione della clausola comporterebbe “un peggioramento dei conti pubblici negli anni successivi tale da determinare un deficit superiore al 3%”. Il titolare del Mef ha anche sottolineato che “alla ripartizione delle risorse” derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia “nei diversi esercizi finanziari e alla predisposizione delle disposizioni necessarie per l’attuazione degli interventi si procederà, con la prossima manovra di bilancio” dopo che il Parlamento avrà deliberato lo scostamento di bilancio. E’ proprio alla legge di bilancio che adesso di guarda: dopo la pausa si aprirà il cantiere e, nell’anno elettorale, tutti i partiti sono pronti a mettere le proprie richieste sulla scrivania del ministro.

Delmastro, Camera dice no a uso chat con Caroccia: in aula bagarre e proteste opposizioni

Roma, 5 ago. (askanews) – L’Aula della Camera ha detto no alla richiesta della Procura di Roma di utilizzare le chat tra Andrea Delmastro (Fdi) e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese. A scrutinio segreto – richiesto da Pd, Avs e M5s – i sì alla relazione della Giunta per le autorizzazioni (contraria alla richiesta) sono stati 206 i no 133.

La seduta, accesa fin da subito, è stata infuocata dall’intervento del capogruppo di Fdi Galeazzo Bignami, che ha tra l’altro attaccato l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

“La proposta della Giunta di negare l’autorizzazione al sequestro della corrispondenza dell’onorevole Delmastro Delle Vedove non costituisce alcuna interferenza nell’attività giudiziaria, ma rappresenta il corretto e responsabile esercizio di una competenza che la Costituzione attribuisce espressamente alla Camera”, ha detto nella sua relazione il deputato di Forza Italia Pietro Pittalis, relatore di maggioranza del dossier. Di tutt’altro avviso i due relatori di minoranza Federico Gianassi del Pd (“Significa mettere bastoni tra le ruote a un’indagine della magistratura che riguarda reati gravissimi”) e la pentastellata Carla Giuliano (“Una farsa con cui la maggioranza vuole impedire alla Procura di acquisire chat che ritiene rilevanti in un’indagine per riciclaggio e reati aggravati dall’agevolazione mafiosa”).

In Aula, per i 5stelle, in dichiarazione di voto interviene il leader Giuseppe Conte che accusa Giorgia Meloni, che “non ci mette la faccia”. “Se Meloni fosse stata qui che cosa avrebbe detto oggi ai cittadini: cari cittadini qui oggi parliamo di uno scudo. Lo scudo contro il carovita? Contro il crollo degli stipendi? Contro il calo della produzione industriale? Contro il boom delle ore di cassa integrazione? Contro il caro carburante? No, parliamo di uno scudo degli amici di partito. Prima è stata scudata la Santanchè, oggi Delmastro. Queste sono le priorità rispetto ai bisogni dei cittadini”, ha detto. Quando il leader M5s Giuseppe Conte ha terminato l’intervento i deputati e contestualmente i senatori pentastellati – durante le comunicazioni di Giorgetti – hanno sollevato i cellulari inscenando un’azione simbolica di protesta e richiamando la campagna #fuorilechat promossa in queste settimane dal Movimento 5 Stelle. Una protesta ripetuta anche al termine della seduta di Montecitorio.

Protesta in Aula anche dei deputati Avs: al termine della dichiarazione di voto di Elisabetta Piccolotti i deputati del suo gruppo hanno messo una benda bianca sugli occhi. “Non è possibile chiudere gli occhi agli italiani, non si può bendare l’Italia, aprite la scatola in cui avete chiuso la faina Delmastro”, ha detto Piccolotti.

“Il governo dovrebbe occuparsi dei problemi degli italiani non dei propri. Tutte le vostre energie sono impegnate a salvare voi stessi”, ha attaccato la segretaria Pd Elly Schlein, che ha chiamato direttamente in causa la presidente del Consiglio. “Se Meloni aveva detto che non avrebbe coperto più nessuno perchè sta facendo il contrario? Consentite l’acquisizione delle conversazioni, lasciate che emerga la verità”. “Vi chiediamo di votare a favore dell’autorizzazione – ha concluso – di non impedire di cercare la verità su fatti connessi alle mafie, altrimenti non vogliamo mai più sentir nominare Paolo Borsellino e dire che sarebbe stato un ministro di questo governo perchè la memoria dei servitori dello Stato che hanno sacrificato la vita appartiene a tutti, appartiene alla Costituzione e oggi suggerirebbe di votare tutti insieme per far fare il loro lavoro ai magistrati nel contrasto alle mafie”.

In un’atmosfera già ‘calda’ è intervenuto, per ultimo, Bignami, con un discorso durissimo, in cui ha tirato in ballo l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. “E’ incredibile che Conte pur di attaccare Meloni citi il diritto alla difesa dei mafiosi – ha detto – quando Scarpinato chiede di non aprire le sue chat tutti zitti, quando sono quelle di Delmastro c’è voyerismo spiccato”. Bignami ha puntato il dito anche contro il Pd: “Quello che dite è farina del vostro sacco o dei mafiosi incontrati quando siete andati da Cospito al 48 bis? Avete messo Delmastro nel mirino da quando ha rivelato quello che avete fatto con Cospito. I mafiosi hanno detto che andrebbe fatto saltare in aria, non come accade con Ranucci o Lavitola, per noi i mafiosi sono una minaccia seria”. E poi l’affondo su Scalfaro. “Per noi – ha detto il capogruppo – fu una sconfitta il fatto che Msi non riuscì a fare eleggere Paolo Borsellino, presidente della Repubblica. La sinistra fece eleggere Oscar Luigi Scalfaro che un anno dopo liberò 300 mafiosi al 41 bis”. Parole che hanno suscitato la viva protesta delle opposizioni e che hanno costretto la vicepresidente della Camera Anna Ascani a intervenire chiedendo al meloniano “rispetto per un presidente della Repubblica”, “non si può offendere la più alta carica dello Stato”. Ma Bignami ha proseguito: “Scalfaro fu eletto proprio a seguito delle dimissioni di Cossiga, presidente della Repubblica per il quale la sinistra chiese l’impeachment”.

Per Bignami, alla ripresa della seduta, le opposizioni hanno chiesto provvedimenti: censura e sospensione. “Si scusi per aver offeso la memoria di Oscar Luigi Scalfaro oppure c’è l’art. 60 del nostro regolamento che censura con interdizione questo comportamento”, ha chiesto in Aula il vicepresidente di Avs Marco Grimaldi.

Delmastro, opposizioni chiedono censura Bignami."E Fontana difenda Parlamento"

Roma, 5 ago. (askanews) – Opposizioni all’attacco in aula alla Camera dopo l’intervento del capogruppo Fdi Galeazzo Bignami contro Scalfaro. Pd, M5s, Avs e Iv hanno chiesto con fermezza una convocazione dell’ufficio di presidenza per prendere provvedimenti verso l’esponente di Fdi che ha sfociato a loro avviso nel “vilipendio”. Debora Serracchiani ha poi invocato la presenza del presidente della Camera Lorenzo Fontana a difesa delle prerogative parlamentari sulle visite di ispezione in carcere messe , a loro avviso, in discussione da Bignami. “Dopo aver sfidato con toni macista la presidente di turno Ascani, dopo aver ingiuriato i parlamentari che sono andati a fare visita in un penitenziario, Bignami ha accusato la massima istituzione dello Stato di aver fatto liberare mafiosi: si scusi per aver offeso la memoria di Oscar Luigi Scalfaro oppure c’è l’art. 60 del nostro regolamento che censura con interdizione questo comportamento”, ha detto il vicepresidente di AVS alla Camera Marco Grimaldi dopo “l’inaccettabile d’intervento del capogruppo di FdI Bignami”.

Per Andrea Casu del Pd “ci sono limiti che non possono essere varcati, attaccare in quel modo indegno una figura come Scaflaro che ha dedicato tutta la vita a difendere la Costituzione in maniera indegna e irrispettosa anche verso la presidenza. E’ gravissimo aver negato un diritto ai parlamentari della giunta delle autorizzazioni perché non volete che si sappia cosa ha fatto Delmastro e attaccate Scalfaro per negare la Costituzione ma la Costituzione esiste e resiste. Verso quello che è successo ci devono essere valutazioni del caso”.

“Il dibattito è sempre più un esercizio di dileggio, diffamazione, travisamento della verità in modo doloso per creare una rappresentazione diversa, questo è gravemente offensivo verso le istituzioni e il parlamento . Stasera poi c’è stata una forma di vero e proprio vilipendio verso il presidente emerito Scalfaro . Le istituzioni si servono con sobrietà – ha detto Alfonso Colucci M5s -non si possiedono con arroganza. La fermezza della difesa delle prerogative del Quirinale è premessa della difesa dei diritti dei cittadini, il Quirinale è garanzia dell’ordinamento, dell’unità della Repubblica. Ci dissociamo dal degrado del dibattito parlamentare e delle istituzioni”.

Roberto Goachetti per Iv ha ricordato che c’è già un precedente nel regolamento su questo tipo di comportamenti “quando M5s pronunciava parole simili verso Napolitano ma quello che è più grave sono le indegne parole che il capogruppo Fdi è stato capace di dire verso un’ attività che è non solo un onore ma un dovere, ossia svolgere ispezione all’interno delle carceri per verificare le condizioni dei detenuti, non si va solo quando c’è il mio amico ad aspettare la grazia”. La vicepresidente Anna Ascani ha risposto assicurando che “l’ufficio di presidenza valuterà se e come intervenire in questo caso”.

Ma il dibattito non si è concluso perché Debora Serracchiani del Pd ha sollevato un altro tema: “le visite in carcere sono una prerogativa costituzionale dei parlamentari, chiedo che il presidente Fontana che so essere nel suo ufficio, scenda per difendere le prerogative parlamentari – ha detto -. Fontana scenda, venga e spieghi che cosa significa visita ispettiva e siccome c’è anche il ministro Nordio credo debba dire qualcosa, spiegare che un parlamentare grazie alla Costituzione vanno negli istituti per chiedere che siano migliorate le condizione di vita e lavoro, qui c’è una lesione delle nostre prerogative, dica Fontana cosa intende fare”. Una richiesta a cui si è associato anche il M5s criticando anche il voto di Nordio a favore di Delmastro.

Delmastro, Bonelli (Avs): chiediamo sospendere Bignami, offese e bugie su Scalfaro

Roma, 5 ago. (askanews) – “Da Bignami offese volgari nei confronti di Oscar Luigi Scalfaro, con una menzogna inaccettabile e con offese pronunciate in Aula, accusando Scalfaro di aver liberato 300 mafiosi. Non è consentito a nessuno, tantomeno al capogruppo di Fratelli d’Italia, insultare volgarmente l’ex presidente della Repubblica per difendere l’indifendibile Andrea Delmastro, già condannato in secondo grado per rivelazione di segreto d’ufficio. In virtù di ciò, come Alleanza Verdi e Sinistra chiediamo che siano presi provvedimenti nei confronti di Bignami e che venga sospeso”. Lo ha dichiarato il leader Avs Angelo Bonelli, co portavoce di Europa Verde.

“Oggi Fratelli d’Italia – prosegue Bonelli- ha impedito alla Procura di accertare la verità e il Parlamento è stato trasformato in uno scudo per proteggere Andrea Delmastro. Prima hanno impedito ai deputati di conoscere gli atti, poi hanno bloccato le indagini. Chi teme quelle chat? Cosa deve essere nascosto agli italiani? È la logica dell’omertà istituzionale, della casta che si considera intoccabile e usa le istituzioni per salvarsi. Giorgia Meloni guida il governo dell’impunità”.

Giorgetti incassa ok a clausola salvaguardia, il massimo su energia

Roma, 5 ago. (askanews) – Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ottiene il via libera dal Parlamento all’avvio della procedura per l’attivazione della clausola di salvaguardia, con il massimo per l’energia, ovvero lo 0,6% del Pil e lo 0,9%, al di sotto del massimo possibile, per le spese per la Difesa. La giornata è iniziata presto in Aula alla Camera, dove il ministro ha iniziato le sue comunicazioni affermando che “oggi, in una situazione in cui non è ancora definita la disciplina contabile di bilancio nella nuova legge organica di bilancio, e in assenza di una procedura formale, il governo ha ritenuto doveroso presentarsi davanti al Parlamento e richiedere al Parlamento stesso l’autorizzazione a intavolare questa trattativa con la Commissione europea”.

“La clausola originaria – ha poi spiegato – era quella sulla difesa ed era 1,5% all’anno. Quello che c’è di nuovo è che, nell’ambito di questo 1,5%, uno 0,3% all’anno per un massimo di 0,6%, può essere dedicato alla sicurezza energetica. Quindi noi sicuramente chiederemo tutto il massimo, poi vediamo cosa ci dicono, della sicurezza energetica cioè 0,3 più 0,3 uguale 0,6%” mentre “per la parte di difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%”.

Giorgetti, speficando che lo scostamento sarà proposto al Parlamento tra settembre e ottobre e “sarà definito in termini puntuali, sia in termini quantitativi sia in termini di temporalizzazione” aggiungendo che “alla ripartizione delle risorse” derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia “nei diversi esercizi finanziari e alla predisposizione delle disposizioni necessarie per l’attuazione degli interventi si procederà, con la prossima manovra di bilancio”, dopo che il Parlamento avrà deliberato lo scostamento di bilancio.

Nella replica alla Camera, Giorgetti ha poi confidato che “è una scelta dificile venire a chiedere lo scostamento per la Difesa, credo che in passato se avessimo assunto scelte difficili e impopolari anche in materia di energia non saremmo in condizioni di dipendenza, di non autonomia sulla sovranità. Credo che però la politica si dica anche assunzione di responsabilità. Io ho giurato sulla Costituzione della Repubblica e all’articolo 52 c’è scritto che è sacro dovere del cittadino sostenere la Difesa e devo dire che per cultura sono molto sensibile alla cultura del dovere e davanti al dovere non si scappa, non si scantona non si diserta ed è per questo che sono qui oggi”.

Nel suo intervento al Senato, Giorgetti ha poi specificato che lo scostamento per l’energia sarà concentrato nel 2027 e 2028, essendo il 2026 a ottobre giunto quasi al termine.

La giornata si è quindi conclusa con l’accoglimento da entrambi i rami del Parlamento, prima dalla Camera, poi dal senato, della risoluzione di maggioranza che impegna il Governo ad avviare la procedura per la richiesta della clausola nazionale di salvaguardia per le spese “volte a rafforzare la esilienza del sistema energetico e la sicurezza del relativo approvvigionamento, nei limiti complessivi dello 0,6 per cento del PIL nel periodo di riferimento” e “in materia di difesa, anche relative agli investimenti, nei limiti dello 0,9 per cento del PIL nel periodo di riferimento”.

La risoluzione impegna inoltre il governo “a presentare al Parlamento, a seguito dell’adozione della raccomandazione da parte del Consiglio che autorizza ad avvalersi della clausola e dell’aggiornamento del quadro di finanza pubblica, la relazione” che “nelle more del completamento dell’attività del gruppo di lavoro sulla riforma della normativa di contabilità e finanza pubblica…autorizzi il ricorso allo scostamento dal percorso della spesa netta indicato nel Piano strutturale di bilancio”.

Delmastro, Conte: Meloni lontana dai cittadini, scuda amichetti

Roma, 5 ago. (askanews) – “Se Meloni fosse stata qui che cosa avrebbe detto oggi ai cittadini: cari cittadini qui oggi parliamo di uno scudo. Lo scudo contro il carovita? Contro il crollo degli stipendi? Contro il calo della produzione industriale? Contro il boom delle ore di cassa integrazione? Contro il caro carburante? No, parliamo di uno scudo degli amici di partito. Prima è stata scudata la Santanchè, oggi Delmastro. Queste sono le priorità rispetto ai bisogni dei cittadini”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte intervenendo in aula alla Camera in dichiarazione di voto sulla richiesta della Procura di Roma per il sequestro delle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (Fdi) e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan senese.

“Dimostrate di essere anni luce lontani dai bisogni dei cittadini e dall’onore delle istituzioni”, ha aggiunto. “Smettetela di invocare Paolo Borsellino, di richiamarvi alle sue idee e al suo pensiero, di riempirvi la bocca del concetto che la sovranità appartiene al popolo, perché il popolo si è espresso: 15 milioni di voti hanno detto basta a fare riforme per tutelare la vostra casta”, ha sottolineato.

“La vostra idea di giustizia è quella del marchese del grillo: io sono io e voi nulla. Severissimi con gli studenti, con gli operai che perdono il lavoro, con i minorenni che vengono criminalizzati, però con i vostri amici e amichetti costruite uno statuto privilegiato, un regime scudato. Io non ho molto da chiedervi oggi perché avete già macchiato con disonore le istruzioni però voglio dire ai cittadini che si battono per la legalità che le cose possono cambiare: c’è un’altra Italia e toccherà a noi tirare fuori le istituzioni dalle sabbie mobili in cui le avete precipitate. Cancelleremo tutte le norme che avete scritto che sono vergognose”, ha concluso.

Domus o caserma vigili? La scoperta al Celio a Roma con lavori PNRR

Roma, 5 ago. (askanews) – Una domus aristocratica o, più probabilmente, una caserma dei vigili del fuoco di Roma, è stata portata alla luce qui al Celio, uno dei sette colli di Roma. Sono le nuove scoperte archeologiche seguite agli scavi durati diversi mesi e costati circa 2 milioni di euro, condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura nell’ambito degli interventi finanziati dal PNRR, durante i lavori di consolidamento del muraglione storico di Villa Celimontana (o Villa Mattei al Celio).

“Cosa poteva essere, una domus? Un edificio di personalità di alto rango? Oppure, come sembra, una caserma legata alla coorte V dei Vigiles, i vigili del fuoco di Roma”, ha spiegato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma.

“È uno dei nostri 152 interventi PNRR della missione Caput Mundi”, ha sottolineato Porro, ricordando che ne sono stati conclusi 147 interventi entro la scadenza del 30 giugno.

Il complesso è appoggiato al muraglione preesistente, in una posizione estremamente panoramica. Otto ambienti, di cui cinque completamente scavati, decorati con mosaici pavimentali e affreschi di grande pregio, che appartengono a un edificio del II Secolo D.C., rimaneggiato successivamente nel III, sono stati mostrati in anteprima alla stampa. Tra i ritrovamenti più significativi un grande mosaico con un èmblema marino, mentre la natura dell’edificio resta al momento oggetto di studio. Simona Morretta, responsabile scientifica dello scavo. Che fine faranno questi magnifici ritrovamenti?

“Le strutture murarie non sono in buono stato di conservazione – ha spiegato ad askanews Simona Morretta, responsabile scientifica dello Scavo – Pertanto non possiamo lasciarlo a cielo aperto, per il momento reinterreremo, con la prospettiva di trovare un finanzimamento per far progettare e realizzare una copertura adeguata, ma armoniosa, che si inserisca degnamente all’interno della villa storica”, ha aggiunto Morretta.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Alessandra Franco

Immagini askanews

Ex Ilva, gli industriali si mobilitano per la "cordata italiana"

Roma, 5 ago. (askanews) – Restano 80 giorni prima che scatti la chiusura definitiva dell’area a caldo dell’ex Ilva, imposta dalla sentenza della Corte d’appello di Milano. Dal tavolo convocato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) con Confindustria, Federacciai, Federmeccanica e le principali imprese siderurgiche italiane emerge però una possibile via d’uscita per la produzione di Taranto. “Come ha detto il presidente Orsini e confermato il presidente di Federacciai Gozzi a seguito del tavolo odierno, ci sono le condizioni per valutare la possibilità di realizzare una cordata italiana promossa dal sistema industriale italiano per fare una sua proposta che consenta il salvataggio e rilancio della produzione siderurgica a Taranto”, ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al question time alla Camera.

A parlarne per primo, infatti, è stato lo stesso Orsini, che al termine del tavolo ha aperto all’ipotesi di “una cordata italiana che abbia a cuore l’industria di base”, resa possibile dalle nuove condizioni relative allo stabilimento. Confindustria, ha spiegato il presidente, sta lavorando per coinvolgere imprenditori disposti a investire nel Paese, con un piano industriale che tuteli i quasi 10.800 lavoratori coinvolti.

Anche il presidente di Federacciai Antonio Gozzi ha confermato la disponibilità ad approfondire il dossier per “verificare se sussistano le condizioni e le possibilità per promuovere una cordata di operatori siderurgici italiani finalizzata al rilancio degli impianti non interessati dal blocco disposto dalla sentenza”, auspicando che un eventuale coinvolgimento diventi un impegno condiviso dell’intero Sistema Italia.

Sulla stessa lunghezza d’onda Federmeccanica: “Le imprese italiane si trovano coinvolte in un quadro molto critico che ovviamente non hanno né cercato né voluto, ma non ci tireremo certo indietro”, ha affermato il presidente Simone Bettini. “Come abbiamo detto più volte, non possiamo permetterci di fare a meno dell’ex Ilva. Il Governo deve assumersi la responsabilità e creare tutte le condizioni per salvaguardare l’integrità dell’ex Ilva portando avanti la decarbonizzazione, tutelando allo stesso tempo la manifattura italiana e l’occupazione. Non possiamo permetterci che scoppi una bomba sociale e industriale”.

Sul fronte giudiziario, Urso ha spiegato che non ci sono margini: “gli altoforni dell’area a caldo non potranno più essere riattivati”. Da qui la necessità di disinnescare la “bomba sociale”, il cui esito sarebbe la desertificazione industriale della città.

Parallelamente al tavolo sulla cordata, al Mimit si è discusso anche di nuovi investimenti sul territorio di Taranto e della Puglia. Sul tavolo sono arrivate manifestazioni di interesse da Pirelli, che secondo quanto riferito da Urso starebbe valutando un progetto fino a 100 milioni di euro capace di generare circa mille nuovi posti di lavoro, e da altri gruppi tra cui Webuild, Renexia del gruppo Toto, Vestas, Zero Group, Statkraft e Innovation Group.

Un quadro che dal territorio viene però letto con maggiore cautela. “Sono uscito dalla riunione peggio di come sono entrato”, ha commentato il presidente della Regione Puglia Antonio De Caro, per il quale il confronto sui nuovi investitori ha lasciato in ombra il vero nodo: un polo siderurgico decarbonizzato, con i forni elettrici, che resti a Taranto. De Caro ha chiesto che lo Stato assuma un ruolo di garante in qualsiasi intesa, soprattutto se in gioco ci sono risorse pubbliche.

Richieste simili sono arrivate dal sindaco di Taranto Piero Bitetti, secondo cui qualsiasi valutazione potrà arrivare solo di fronte a “una proposta certa, completa”, con un piano industriale che abbia lo Stato come garante e preveda tutele per i lavoratori.

Nel frattempo le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm hanno riferito di aver inviato il documento unitario “Piano Straordinario Nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva” a tutte le forze politiche di Governo e opposizione, alle Regioni e ai Sindaci coinvolti, a Federmeccanica e a Confindustria.

Domani la vicenda sarà di nuovo al Mimit, per il terzo giorno consecutivo, con un incontro con le associazioni che rappresentano le imprese dell’indotto dello stabilimento di Taranto, finalizzato ad approfondire le prospettive produttive e industriali del sito e le conseguenze sul sistema produttivo locale.

Europei nuoto, l’Italian acrobatic team è di bronzo

Roma, 5 ago. (askanews) – L’italian acrobatic team conquista la medaglia di bronzo con 219.2645 punti, superando di sette l’Ucraina (tradizionalmente molto forte nelle spinte) e sale sul podio insieme a due super potenze del nuoto artistico come NAB (le russe atlete neutrali) e Spagna agli europei di nuoto in corso a Parigi. “Le medaglie sono tutte belle ma questa è la più bella delle tre perché eravamo in emergenza e l’abbiamo desiderata e sudata con tutte noi stesse”, afferma il tecnico responsabile delle squadre azzurre Roberta Farinelli. Le azzurre sono penultime in ordine di apparizione e quando si tuffano hanno ben chiara la fotografia della gara. E allora si va a tutta: due salti, due piattaforme, due balance e una combine. Tre minuti di show con un DD un pochino più basso per non rischiare di rovinare tutto con il BM. La torretta è cambiata ma la squadra non ne ha risentito ed è stata coesa e determinata quanto e più di prima. Una medaglia di bronzo, la terza consecutiva, da condividere anche con Sofia Tabbiani che per infortunio ha dovuto rinunciare ma che è stata ben sostituita in quella posizione da Alessia Macchi.

Internazionale a Ferrara, la 20esima edizione dal 2 al 4 ottobre

Milano, 5 ago. (askanews) – Torna dal 2 al 4 ottobre Internazionale a Ferrara, il festival di giornalismo che quest’anno compie 20 anni, organizzato da Internazionale, il settimanale che porta in Italia il meglio della stampa straniera, e dal Comune di Ferrara. Oltre 200 professioniste e professionisti dell’informazione provenienti da oltre 30 Paesi, si incontreranno per discutere di intelligenza artificiale e memoria collettiva, femminismo ed estremismi, conflitti globali e identità locali, migrazioni e integrazioni, diritti da difendere e da conquistare. Uno slalom virtuoso tra i temi forti della contemporaneità con, tra gli altri, la scrittrice australiana Sarah Ahmed, l’architetta palestinese Yara Sharif, il giornalista statunitense Jon Lee Anderson, l’esperta di sicurezza climatica Olivia Lazard, lo scrittore Nicola Lagioia – che al festival presenterà in anteprima il suo nuovo romanzo -, la scrittrice e giornalista ucraina Anna Romandash, attiviste e attivisti internazionali come la brasiliana Flavia da Silva Candido e il birmano Maw Htun Aung, lo storico israeliano Omer Bartov e il poeta e scrittore palestinese Mohammed El Kurd.

Torna al festival anche Zerocalcare per due dialoghi esclusivi, uno con Simon Paré-Poupart, operatore ecologico e scrittore la cui storia è diventata un caso letterario in Canada e negli Stati Uniti, e l’altro con la filosofa e scrittrice albanese, Lea Ypi.

Il logo che da sempre accompagna la manifestazione, rivisitato ogni anno in un dettaglio piccolo ma significativo, è il pianeta antropomorfo disegnato da Anna Keen: quest’anno batte un tamburo, per festeggiare il 20esimo anniversario del festival e portare l’attenzione sulle molte crisi emergenti e quelle dimenticate.

‘Quest’anno il nostro mondino accoglie le persone con un rullo di tamburo, come un banditore che arriva in città per dare notizie urgenti – ha spiegato Chiara Nielsen, vicedirettrice di Internazionale e direttrice di Internazionale a Ferrara -. Volevamo richiamare l’attenzione dei nostri lettori e delle persone che verranno a Ferrara su vecchie e nuove crisi e sulle guerre che si sono moltiplicate quest’anno. Le tensioni internazionali stanno seriamente minacciando la convivenza pacifica tra Stati e anche la crisi climatica è oramai sotto gli occhi di tutti’. E continua Nielsen ‘Con questo simbolo vogliamo quindi portare l’attenzione sul tempo delle decisioni e dell’azione: non possiamo più aspettare. Con la 20esima edizione di Internazionale a Ferrara affronteremo tutti questi temi, ma lo faremo, ancora una volta, tutti insieme’.

Prospettive sui conflitti: Israele, Palestina e Ucraina. I conflitti che dilaniano il nostro tempo sono al centro dei talk. La sociologa Micol Meghnagi, esperta in politiche della memoria e rappresentazioni sociali della Shoah, dialogherà con lo storico israeliano Omer Bartov nell’incontro dal titolo ‘Nell’abisso, dal sionismo al genocidio’, e parteciperà al talk ‘Il mondo dopo il 7 ottobre’ con l’attivista indiano autore del saggio ‘Il mondo dopo Gaza’ Pankaj Mishra e il giornalista statunitense Adam Shatz. Il poeta e scrittore palestinese Mohammed El Kurd rifletterà con Catherine Cornet, giornalista di Internazionale, su come i mezzi d’informazione raccontano i palestinesi, tra disumanizzazione e non riconoscimento del loro diritto all’autodeterminazione. Sulla questione palestinese interverrà anche lo scrittore Nasser Abou Srour, liberato nell’ottobre del 2025 dopo più di trent’anni in un carcere israeliano, mentre sarà proiettato al cinema Apollo il film ‘Palestina 36’, di Annemarie Jacir, che racconta la rivolta palestinese del 1936 contro il dominio coloniale britannico e le tensioni legate alla crescente immigrazione ebraica. Il Bakota Hub, nell’omonimo villaggio nell’ovest dell’Ucraina, è un centro culturale che ospita intellettuali ucraini, giornalisti, ricercatori e artisti internazionali. Saranno presenti al festival due delle residenti: Anna Romandash, scrittrice e giornalista ucraina, e la fotografa Robin Alysha Clemens, con una importante testimonianza diretta dai luoghi lontani dal fronte.

L’Europa tra visione sul futuro e lezioni del passato. I diritti e il futuro tecnologico dell’Europa sono al centro del dibattito con esperti e insider capaci di dare una visione ampia e al contempo specifica su temi di grande complessità. Si parlerà del futuro tecnologico e digitale dell’Unione Europea tra sovranità e sudditanza, nell’incontro organizzato nell’ambito del progetto ‘Europa2057’ in collaborazione con il Berggruen Institute, insieme a esperti come l’economista Francesca Bria, autrice del piano ‘Eurostack’, la specialista di sicurezza climatica Olivia Lazard e l’esperto di geopolitica dell’Università di Pechino Xiaoyu Lu. Ancora sul digitale in Europa e sulle sfide per la competitività del settore, il panel organizzato in collaborazione con la DG connect della Commissione europea al quale parteciperà anche il giornalista ed ex direttore europeo dei TED Talks, Bruno Giussani. La giornalista svedese Julia Lindblom presenterà un’inchiesta sui lavoratori invisibili dell’IA, assieme alla sindacalista honduregna Jennifer Paz e all’attivista keniana Angela Chukunzira. L’integrazione alle frontiere orientali dell’Europa, tra derive autoritarie e proteste giovanili, sarà il tema del talk con il reporter georgiano Giorgi Lomsadze, il giornalista investigativo rumeno Madalin Necsutu e la storica serba Dubravka Stojanovic. Dai temi della giustizia e del dopoguerra nei Balcani, uniti all’eredità del Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia, prenderà avvio il dibattito sul progetto ‘Resolution 808’, con la giornalista e politologa olandese Jorie Horsthuis in dialogo con il fotografo Martino Lombezzi e la giurista Alessandra Annoni. Ancora Europa nell’incontro realizzato in collaborazione con Gruppo FS, dove gli scrittori Linda Maggiori, autrice di Guida per viaggiatori senz’auto (Edizioni Epoké), e Gianni Montieri affronteranno il tema della sfida di una mobilità davvero sostenibile, in un contesto in cui crisi climatica e tensioni internazionali mettono alla prova l’integrazione europea portando al centro del dibattito i collegamenti ferroviari.

Un focus sui molti Sud del mondo. Dalla giustizia nelle favelas brasiliane, al nodo dell’impunità in Cile, fino alle figure e ai miti che popolano l’immaginario politico del Burkina Faso e degli altri paesi del Sahel. L’attivista brasiliana di Rio de Janeiro, Flavia da Silva Candido, che da anni si batte per i diritti umani e la giustizia razziale nelle favelas, racconterà le reti di solidarietà e gli spazi di confronto internazionali. L’attivista e politico birmano Maw Htun Aung, esponente del Governo di Unità Nazionale del Myanmar, dialogherà con Angela Napoletano, giornalista di Avvenire, su una guerra civile che prosegue da oltre cinque anni e di cui non sappiamo quasi nulla. Philippe Sands, avvocato che ha partecipato al processo della Corte penale internazionale per l’estradizione dell’ex presidente cileno Pinochet, parlerà del suo ultimo libro ’38 Londres Street o sull’impunità’ con la giurista Micaela Frulli. Si affronterà anche il tema della rivoluzione sociale operata da Thomas Sankara, ex presidente del Burkina Faso, e degli usi e abusi della sua figura da parte dei leader militari al potere nella regione attualmente, con l’antropologo africanista Marco Aime e l’economista sierraleonese e ugandese Yarri Kamara. Un’installazione di Medici senza frontiere con le foto di Nicolò Filippo Rosso riaccenderà l’attenzione su una delle crisi umanitarie più gravi al mondo: quindici anni dopo la separazione tra Sudan e Sud Sudan la regione è ancora segnata da attacchi ai civili e alle strutture sanitarie.

Adolescenti fra migrazioni e sfide tecnologiche. Due incontri realizzati in collaborazione con Cidas affronteranno temi urgenti che riguardano i più giovani. Con Virginia Costa per il Servizio Centrale, Alessia Detto della Cooperativa Cidas e Rodolfo Mesaroli di Civico Zero Onlus si parlerà di minori non accompagnati e di come costruire alleanze territoriali durature per una presa in carico stabile e qualificata. Giovani e Intelligenza artificiale, invece, sarà al centro del talk al quale parteciperanno il sociologo, Giovanni Boccia Altieri, la pedagogista Alessia Dulbecco e la divulgatrice e insegnante, Anna Rita Longo.

Libri che raccontano passato, presente e futuro. ‘Meridione per principianti’ è un dialogo tra l’autore Nicola Lagioia e l’autrice, Premio Campiello e Premio Strega, Donatella Di Pietrantonio, sul bisogno di andarsene o restare, tra provincia e meridione. L’autrice friulana Giada Messetti presenta il suo ultimo libro ‘Quando tornano le rondini’ in occasione del quarantennale dal devastante sisma in Friuli del 1976. Messetti, autorevole sinologa, presenterà anche ‘Nella testa del dragone’, una lezione-spettacolo sulla Cina ispirata al suo omonimo saggio. L’argentina Gabriela Cabezón Cámara, voce non convenzionale di una nuova generazione di scrittori, presenta ‘Le bambine dell’aranceto’. Vincitore del National Book Award 2025, Cabezón Cámara racconta in chiave immaginifica l’epopea di Catalina de Erauso: donna basca figlia di soldati, che sotto spoglie maschili raggiunse le Americhe. La professoressa Maria Silvia Vaccarezza, filosofa dell’educazione, presenta ‘Santi Influencer’, un saggio che esplora etica, vizi e virtù degli idoli digitali, assieme agli studenti del Liceo Carducci di Ferrara. La giornalista di Internazionale Annalisa Camilli commenta ‘Operazione Massacro’ di Rodolfo Walsh – titolo del 1957 sul golpe argentino – pubblicato quest’anno in una nuova edizione, in dialogo con il reporter investigativo americano Jon Lee Anderson, in un interessante confronto sul giornalismo d’inchiesta. Un omaggio alla letteratura la performance ‘Romanzi mondo’ del giornalista Leonardo Merlini che porterà il pubblico dentro romanzi così grandi da essere veri e propri universi: da Don Chisciotte a Moby Dick, ma anche le opere di Roberto Bolaño e David Foster Wallace.

Una prospettiva femminista e queer. Come ogni anno sono molte le giornaliste, attiviste, autrici e intellettuali che portano uno sguardo lucido su temi di grande attualità, attraverso la lente della parità di genere e dell’identità queer. Tre incontri a teatro, in collaborazione con inGenere.it, la rivista online che analizza la contemporaneità in una prospettiva di genere. Si comincia con ‘Chi paga il conto’, il dialogo fra due economiste femministe, Marcella Corsi, Sapienza Università di Roma e Sheba Tejani, King’s College London, per analizzare le nuove disuguaglianze e le sfide del futuro. Si continua con Elke Krasny, ricercatrice urbana ed esperta di storiografie critiche del femminismo che affronterà il tema della giustizia ecologica nell’incontro ‘Città che curano’. ‘Femminismo spaziale’, invece, porterà un approccio femminista e queer nell’esplorazione dello spazio durante l’incontro con Eleanor S. Armstrong, sociologa e ricercatrice accademica britannica, attualmente Space Research Fellow presso l’Università di Leicester.

Un programma per bambini e giovani adulti. Il programma ‘Fuoriclasse’, inaugurato lo scorso anno, torna con un palinsesto di eventi dedicati a ragazze e ragazzi dai 14 ai 18 anni, affrontando temi identitari per questa zona di confine tra l’infanzia e l’età adulta. In programma incontri sull’attivismo e sul fumetto, ma anche la mini rassegna di video reportage a cura di Arte, tre storie dal Canada al Kenya fino all’India di adolescenti che hanno deciso di non stare a guardare. Uno spazio dedicato anche ai bambini e alle bambine, con la programmazione Kids, ispirata alla proposta editoriale di Internazionale Kids, la pubblicazione rivolta ai più piccoli.

Le rassegne. Tornano anche le rassegne di Internazionale: gli audiodocumentari di Mondoascolti in collaborazione con Audible, società Amazon leader nella produzione e distribuzione di intrattenimento audio di qualità (audiolibri, podcast e serie audio) e i documentari di Mondovisioni a cura di CineAgenzia in collaborazione con Internazionale e Coop Alleanza 3.0, che quest’anno parleranno di abusi sessuali, culture wars negli Stati Uniti, tecnologia della sorveglianza, regolamentazione del digitale, guerra a Gaza e donne in Afghanistan.

La voce degli artisti. Attesissimi gli incontri con gli interpreti delle contraddizioni della contemporaneità. L’esperienza individuale di Zerocalcare diventa uno strumento per sollevare importanti questioni politiche e morali nel talk con la filosofa e scrittrice albanese Lea Ypi. Il fumettista e intellettuale romano incontrerà anche Simon Paré-Poupart, canadese laureato in sociologia che da 20 anni lavora come operatore ecologico, diventato un caso letterario internazionale con il libro autobiografico Spazzatura! Diario di un netturbino (che uscirà in Italia a settembre per Alegre). È previsto anche un ascolto guidato di musica con il cantautore e produttore discografico Iosonouncane.

Umorismo di emergenza. Uno spettacolo realizzato in collaborazione con Medici senza frontiere dove testimonianze dal campo e comicità si incontrano per riflettere su guerre, crisi umanitarie e sul modo in cui vengono raccontate dai mezzi di informazione e dalla politica. Insieme agli operatori di Msf, gli stand up comedian Max Angioni, Chiara Becchimanzi, Monir Ghassem, Roberto Lipari, Yoko Yamada.

Secondo il Copasir è in aumento la minaccia terroristica filo-jihadista

Roma, 5 ago. (askanews) – “È stato evidenziato, inoltre, un complessivo innalzamento della minaccia legata all’estremismo islamico in Europa e, in particolare, a un attivismo filo-jihadista, registratosi dopo l’attacco condotto da Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023”. Così si afferma in un passo della relazione del Copasir trasmessa oggi al Parlamento.

Sulla base anche di quanto riferito in tre diverse audizioni del direttore dell’Aisi, Bruno Valensise, il Copasir ricorda come “sono stati illustrati i principali profili di minaccia interna, con particolare riferimento a quelli legati all’estremismo e al terrorismo, nonché le attività di prevenzione e contrasto svolte dall’intelligence”.

Ed insomma “è emerso, inoltre, come si tratti, nella maggior parte dei casi, di integralisti islamici attivi sul web, cosiddetti ‘islamonauti’, appartenenti alla ‘generazione Z’, di origine straniera, seppur nati e cresciuti anche in Italia, di recente trasferitisi in altri Stati europei. Inoltre, diffusi sentimenti di odio antisionista, antiamericano e antioccidentale”.

“Diffusi sentimenti di odio antisionista, antiamericano e antioccidentale emergono in circuiti estremisti online frequentati anche da italiani, con alcuni utenti che manifestano interesse all’autoaddestramento e talora anche disponibilità a trasferirsi in zone di Jihad, se non ad attivarsi sul territorio nazionale”.

Inoltre – si spiega – “l’attenzione è stata rivolta all’allargamento della crisi in Medio Oriente al Libano e all’Iran, che ha contribuito anche a riportare in primo piano la cosiddetta minaccia sciita, promanante da organizzazioni e individui direttamente o indirettamente collegati alla teocrazia iraniana”.

El-Sayed ha vinto le primarie Dem per il Senato in Michigan

New York, 5 ago. (askanews) – Il progressista Abdul El-Sayed ha vinto le primarie democratiche in Michigan contro la deputata moderata Haley Stevens e ora punta a conquistare alle elezioni di novembre un seggio al Senato. L’Associated Press e altri media Usa hanno annunciato la vittoria di colui che sarebbe il primo senatore musulmano nel caso di vittoria alle Midterms contro il candidato repubblicano Mike Rogers. Stando ad AP, l’americano di origini egiziane ha vinto a cifra singola con un vantaggio di meno di 20.000 voti.

Calcio, Inter e Milan 1-1 a Perth nel primo derby di stagione

Roma, 5 ago. (askanews) – Si chiude sull’1-1 il primo derby della stagione tra Milan e Inter, disputato a Perth davanti a oltre 50mila spettatori e aperto dal commosso omaggio a Franco Baresi. Prima del fischio d’inizio le due squadre hanno osservato un minuto di silenzio, mentre i giocatori rossoneri sono scesi in campo indossando il numero 6 in memoria della leggenda milanista scomparsa il 31 luglio. Al 6′ di gioco il match è stato nuovamente interrotto per un lungo applauso dell’intero stadio.

Sul piano tecnico, il Milan parte meglio, confermando il pressing alto voluto da Ruben Amorim. I rossoneri sfiorano il vantaggio al 18′ quando Musah, servito da Loftus-Cheek al termine di una bella azione corale, colpisce in pieno il palo con un destro a incrociare. In precedenza Cissè e Chukwueze avevano già creato qualche grattacapo alla difesa nerazzurra.

Con il passare dei minuti, però, l’Inter di Cristian Chivu cresce, prende il controllo del possesso e chiude in avanti il primo tempo con le occasioni di Pio Esposito e Zielinski, fermati dalle parate di Torriani.

L’avvio della ripresa conferma il momento favorevole dei nerazzurri. Al 52′ arriva il vantaggio: Lavelli lavora bene spalle alla porta, Barella apre il gioco e mette un pallone perfetto al centro dell’area dove Dimarco, lasciato colpevolmente libero, deve soltanto appoggiare in rete l’1-0.

L’Inter continua a spingere e sfiora il raddoppio con Mkhitaryan e Lavelli, trovando però un attento Torriani. Amorim cambia allora quasi tutta la squadra inserendo, tra gli altri, Leao, Modric, Gonçalo Ramos, Jashari e Nkunku. Proprio i nuovi ingressi danno nuova energia al Milan: Leao accende la manovra e Provedel, entrato nella ripresa tra i pali dell’Inter, salva su Nkunku.

All’83’ arriva l’episodio decisivo. Nkunku cade in area dopo un contrasto con Carlos Augusto e l’arbitro concede il calcio di rigore tra le proteste nerazzurre. Dal dischetto lo stesso attaccante rossonero è impeccabile e firma l’1-1 all’84’ con un destro potente sotto la traversa.

Nel finale l’Inter prova a riportarsi avanti, ma Torriani si supera ancora respingendo una conclusione angolata di Calhanoglu. Dopo tre minuti di recupero arriva il triplice fischio: il primo derby dell’estate termina in parità, con indicazioni positive per entrambe le squadre. Il Milan conferma intensità e qualità nel pressing, mentre l’Inter cresce alla distanza e mostra una buona organizzazione di gioco. Un test utile per Chivu e Amorim, nel segno del ricordo di Franco Baresi.

Calcio, Gianfranco Zola coordinatore delle giovanili azzurre

Roma, 5 ago. (askanews) – Dopo le anticipazioni di Giovanni Malagò, arriva anche la conferma ufficiale da parte della FIGC: “Gianfranco Zola torna a vestire l’Azzurro ed entra nel Club Italia con il ruolo di coordinatore dei progetti delle attività giovanili – si legge nel comunicato stampa diramato dalla Federcalcio – . Il presidente federale, Giovanni Malagò, e quello del Club Italia, Claudio Ranieri, lo hanno fortemente voluto per completare i quadri della struttura federale che sovrintende alla gestione e allo sviluppo di tutte le rappresentative azzurre, condividendone la scelta con il presidente della Lega Pro, Matteo Marani, di cui Zola continuerà a essere vice presidente vicario”.

La nota diramata da Via Allegri prosegue così: “Artefice della ‘riforma’ che porta il suo nome, piattaforma programmatica che ha stimolato l’impiego di giovani calciatori in Serie C, Zola (vanta in azzurro 35 presenze e 10 reti da calciatore) indosserà di nuovo la maglia della Nazionale, anzi delle Nazionali, visto che il suo campo di azione sarà più ampio e si concentrerà sulla costruzione della filiera delle rappresentative giovanili, assieme al coordinatore tecnico Maurizio Viscidi”.

“Il suo carisma, la sua preparazione e il suo impegno verso i giovani mostrato in questi anni in Lega Pro rappresentano la base migliore per costruire il nostro futuro – dichiara Malagò – lo ringrazio perché ha accettato con entusiasmo, disponibilità e responsabilità. Con Ranieri, Mancini e Zola vogliamo costruire una nuova prospettiva per il calcio italiano”.

“Ringrazio il presidente Malagò per avere pensato a me in questo ruolo – dichiara Gianfranco Zola – a dimostrazione della bontà del progetto portato avanti in Lega Pro con la struttura interna, con i club e con la governance di cui faccio parte. Mi metto a disposizione del movimento azzurro con soddisfazione, slancio e senso del dovere, rivolto soprattutto allo sviluppo e alla crescita dei nuovi talenti italiani”.

Nuoto, Paltrinieri: "Me la sono giocata fino alla fine"

Roma, 5 ago. (askanews) – “Ieri avevo il numero quattro e sono arrivato quarto, oggi avevo il tre e sono arrivato terzo”. Così Gregorio Paltrinieri dopo aver conquistato il bronzo nella 5 km in acque libere agli europei di Parigi. “È stata una gara durissima, in mezzo ho fatto sempre tanta fatica. Sapevo di essere forte nell’ultimo tratto e poi ho visto che riprendevo Velly. Ieri ho commesso errori più da persona che da atleta. Sono dei momenti in cui perdo un po’ di fiducia e quei punti di riferimento per rimanere aggrappato alla gara”. “Me la posso ancora giocare – continua il carpigiano – È la prima medaglia nella Senna che prendo. Davanti a me ci sono due grandi atleti che stanno facendo la storia. Essere lì con loro è importante anche in una stagione nella quale non mi sono mai sentito benissimo. Forse questo minava un po’ le mie sicurezze. Tuttavia me la sono giocata in tutte e due le gare alla fine”. Paltrinieri è un riferimento: “Tutti i piccoli che vengono mi dicono che ero e sono il loro idolo. Tutto quello che ho fatto ha alzato il livello di questo sport. Adesso si vede. È un livello altissimo, un livello da piscina, adesso in molti praticano la doppia specialità. È bello che ci sia questa competizione, io mi diverto ancora tanto”. E in ottica Los Aggiunge conclude: “Uno deve essere cosciente di quali sono i propri punti di forza e i propri punti deboli. Non mi tiro fuori dai giochi. Ieri sono arrivato quarto nella dieci chilometri. C’è tempo di mettere a posto alcune cose…”.

Europei nuoto, Paltrinieri bronzo nella 5 km

Roma, 5 ago. (askanews) – Gregorio Paltrinieri è terzo nella cinque chilometri sulla Senna agli europei di nuoto in corso a Parigi. Il 31enne carpigiano chiude in 55’44″7 al termine di una gara in rimonta prendendosi il podio alle spalle del tedesco Florian Wellbrock, oro in 55’40″2 e bis dopo la vittoria nella 10 chilometri, e dell’ungherese David Betlehem, argento in 55’42″6. Una medaglia, quella di SuperGreg, costruita nell’ultimo giro quando cambia ritmo, recupera posizioni fino a mettersi dietro il francese Velly e insidiare Betlehem per l’argento nell’imbuto finale. Il campione di tutto – tesserato per Fiamme Oro e Coopernuoto e allenato al Centro Federale di Ostia da Fabrizio Antonelli – conferma ancora una volta la sua capacità di lettura delle gare. Si piazzano tra i primi sei gli altri due azzurri: Domenico Acerenza – campione italiano nella distanza e quarto nella 10 chilometri sulla Senna alle Olimpiadi di Parigi 2024 – è quinto in 55’54″4. Sesto Marcello Guidi, bronzo a Stari Grad 2025, in 55’54″9.

Migranti, Vannacci: bloccare ingressi da rotta balcanica con barriere

Roma, 5 ago. (askanews) – “Molti hanno travisato la parola remigrazione, chiamandola deportazione, è un errore perché noi vogliamo riportare queste persone a casa loro”. Lo ha detto il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci in una conferenza stampa nella sala stampa della Camera – il primo evento del partito in questa location – dedicata ai temi dell’immigrazione e dell’energia.

“Stiamo proponendo l’attuazione di un capitolo della Dichiarazione dei diritti dell’uomo” ha aggiunto e “abbiamo visto come è stato facile farlo da parte della Spagna a Ceuta e tutta la sinistra ha applaudito”.

“Il Parlamento europeo ha però bocciato provvedimenti che facevano questa proposta ma sono stati bocciati dalla sinistra e dai Popolari di cui fa parte Forza Italia…” ha sottolineato Vannacci aggiungendo che “intanto vanno bloccati gli ingressi via terra sulla rotta balcanica con uso delle forze dell’ordine, con barriere, lì il respingimento è possibile”.

Europei nuoto, 5km donne: Taddeucci oro, Pozzobon bronzo

Roma, 5 ago. (askanews) – Ginevra Taddeucci concede il bis e vince anche la 5km in acque libere ai campionati europei di nuoto in corso a Parigi. La nuotatrice fiorentina piazza l’impresa realizzando la doppietta continentale dopo l’oro nella dieci chilometri. La 29enne di Lastra a Signa – tesserata per Fiamme Oro e AC Group CC Napoli e allenata da Giovanni Pistelli – è la prima italiana a vincere cinque e dieci chilometri nella stessa edizione dei campionati europei. Un’impresa riuscita soltanto a Gregorio Paltrinieri agli Europei di Budapest 2021.

Nella Senna, sul circuito della Île aux Cygnes a ovest della Tour Eiffel, Taddeucci conduce e chiude in 1h02’31″2. Alle sue spalle l’ungherese Viktoria Mihalyvari Farkas è d’argento in 1h02’33″4. Il bronzo se lo prende una decisa Barbara Pozzobon in 1h02’35″1. Prestazione solida per la 32enne trevigiana – tesserata per Fiamme Oro e Hydros e allenata da Fabrizio Antonelli – al comando per terzi di gara: prima a dettare il ritmo, poi a restare nella scia di Ginevra Taddeucci e dell’ungherese Viktoria Mihalyvari-Farkas. Ottavo posto per Noemi Cesarano in 1h03’04″2 al debutto europeo.

Taddeucci conferma così il titolo conquistato a Stari Grad 2025. Un risultato che amplia la storia azzurra nella cinque chilometri femminile. Prima di lei erano riuscite a vincere il titolo europeo Viola Valli a Berlino 2002 e Rachele Bruni a Dubrovnik 2008, Eilat 2011 e Piombino 2012. L’unica doppietta italiana nella specialità risaliva a Dubrovnik 2008, con Bruni oro e Alice Franco bronzo.

Trump ha negato a Zelensky l’invio dei nuovi sistemi "Patriot" (Ft)

Roma, 5 ago. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe respinto la richiesta di inviare nuovi sistemi intercettori Patriot all’Ucraina durante l’incontro della scorsa settimana con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale. A riferirlo è il Financial Times, che cita persone a conoscenza dei colloqui tra i due leader. Difatti, nel corso dell’incontro Zelensky aveva richiesto al presidente americano l’invio di 300 intercettori entro l’inverno, viste le difficoltà riscontrate nella difesa di Kiev. Dalle prime ricostruzioni, Trump sembrava non aver declinato la richiesta, ma chiesto del tempo in virtù delle necessità che sopraggiungono dal conflitto con l’Iran.

Come evidenziato dalla Cnn, le scorte dei principali sistemi di difesa aerea degli Stati Uniti si sono ridotte in modo significativo durante la guerra con l’Iran: le forze armate hanno consumato quasi l’80% dei missili Thaad e circa la metà degli intercettori Patriot. Secondo l’emittente americana, la questione delle scorte di munizioni è tornata al centro dell’attenzione lo scorso fine settimana, prima della decisione del presidente Donald Trump di annullare nuovi attacchi contro l’Iran. “Le recenti segnalazioni sulla possibile carenza di munizioni, insieme ad altre informazioni di intelligence fornite a Trump sugli effetti negativi che un attacco alle infrastrutture critiche iraniane – compresi obiettivi legati al settore energetico – avrebbe potuto provocare, oltre alle preoccupazioni espresse dai Paesi del Golfo, sono state sufficientemente convincenti da spingere alcuni dei consiglieri più intransigenti di Trump a ritenere opportuno annullare le operazioni previste per il fine settimana”, hanno riferito le fonti alla Cnn.

Porro: isole climatiche? Soprintendenza aperta a dialogo con Gualtieri

Roma, 5 ago. (askanews) – “Il ministro (Alessandro) Giuli ha risposto al sindaco (Roberto) Gualtieri sulla stampa e ha detto che ha incaricato il sovrintendente di Roma di aprire un tavolo tecnico. Noi siamo disponibili al dialogo, così come siamo stati disponibili nei tavoli tecnici del Giubileo, nei progetti del Pnrr”: lo ha affermato la Soprintendente Speciale di Roma del Ministero della Cultura, Daniela Porro, parlando con i giornalisti a margine della presentazione delle nuove scoperte archeologiche, nell’ambito degli interventi finanziati dal PNRR, durante i lavori di consolidamento del muraglione storico di Villa Celimontana a Roma.

“Perché la Soprintendenza di Roma non soltanto ha realizzato 152 interventi, ma ha provato, esaminato gli interventi Pnrr che sono stati realizzati in tutta la città e anche questo è stato per noi un risultato, secondo me, straordinario, perché è stato veramente un carico di lavoro eccezionale in questi ultimi 2/3 anni, tra il Giubileo e il Pnrr. Noi non abbiamo mai respinto niente, abbiamo dialogato, ragionato, abbiamo sempre trovato un punto d’incontro. Questo nuovo tavolo sarà l’occasione per trovare un accordo con gli uffici del Comune”, ha concluso Porro, in riferimento all’appello al dialogo lanciato dal sindaco di Roma per poter piantare più alberi a sostegno dell’adattamento climatico dopo le polemiche sui rifacimenti di alcune piazze.

Ex Ilva, Orsini (Confindustria): si valuta una cordata italiana

Roma, 5 ago. (askanews) – “Visto le nuove condizioni relative allo stabilimento dell’Ilva si aprono le condizioni per valutare una cordata italiana che abbia a cuore l’industria di base”. Così Emanuele Orsini, presidente di Confindustria al termine del tavolo al Mimit sull’ex Ilva. “Oltre alle persone – ha spiegato – ci sono (questioni) importantissime di prodotti”. Quello di oggi è stato “un incontro serio e proficuo, nel merito si stanno valutando ipotesi”, ha aggiunto il leader degli industriali.

Ex Ilva, Orsini (Confindustria): si valuta una cordata italiana

Roma, 5 ago. (askanews) – “Visto le nuove condizioni relative allo stabilimento dell’Ilva si aprono le condizioni per valutare una cordata italiana che abbia a cuore l’industria di base”. Così Emanuele Orsini, presidente di Confindustria al termine del tavolo al Mimit sull’ex Ilva. “Oltre alle persone – ha spiegato – ci sono (questioni) importantissime di prodotti”.

Quello di oggi è stato “un incontro serio e proficuo, nel merito si stanno valutando ipotesi”, ha aggiunto il leader degli industriali.

David di Donatello, Gian Luca Farinelli è il nuovo direttore artistico

Roma, 5 ago. (askanews) – Il direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, è il nuovo direttore artistico dell’Accademia del Cinema Italiano, Fondazione che ogni anno assegna i prestigiosi David di Donatello. La nomina è stata approvata mercoledì 5 agosto 2026, dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione, presieduto da Silvia Calandrelli e composto dai Consiglieri Francesco Giambrone, Presidente AGIS, Alessandro Usai, Presidente ANICA, Giorgio Carlo Brugnoni, Direttore Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, e Salvatore Nastasi, Presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori: a partire dalla giornata odierna, infatti, la SIAE diventa Socio Fondatore Aderente della Fondazione.

“Ringrazio la Presidente Silvia Calandrelli e tutto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Accademia del Cinema Italiano”, ha dichiarato Farinelli, fra i maggiori esperti di restauro cinematografico al mondo, saggista, docente e ideatore del celebre festival ‘Il Cinema Ritrovato’. “La loro fiducia mi rende particolarmente orgoglioso. Assumo questo incarico con senso di responsabilità ma anche con entusiasmo. Il cinema italiano ha una storia unica e, al tempo stesso, un presente che merita di essere valorizzato. Lo faremo dando voce a tutte le diverse professionalità, sensibilità e anime, cercando di far emergere il meglio dell’intera filiera”.

“Rivolgo i miei più sinceri auguri di buon lavoro a Gian Luca Farinelli”, ha detto la presidente Silvia Calandrelli. “La sua competenza e l’incondizionato amore per il cinema rappresenteranno un importante elemento di crescita per l’Accademia e per tutto il nostro settore. Ci attendono appuntamenti importanti che porteranno la Fondazione in una nuova fase della sua storia, a cominciare dalla nomina del Presidente Onorario e dalla costituzione del Comitato di Indirizzo Artistico che completeranno la governance. I nuovi organi contribuiranno a definire il percorso dell’Accademia, rafforzando il dialogo con l’intero settore cinematografico e le sue diverse professionalità. Una stagione all’insegna della condivisione allo scopo di consolidare il ruolo dei David quale principale riconoscimento del cinema italiano e tra i più importanti a livello internazionale”.

Caldo, giovedì record di bollini rossi

Roma, 5 ago. (askanews) – Dopo il record di domani 6 agosto, con tutte le 27 città prese in considerazione in “bollino rosso”, la prima volta nel 2026, in Italia anche venerdì 7 agosto sarà una giornata bollente da Nord a Sud.

Secondo l’ultimo bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, aggiornato ad oggi, venerdì infatti il “bollino rosso” è previsto per 26 città su 27: Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo, Catania, Genova, Palermo, Trieste, Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria. Si “salva” solo Bolzano, prevista in “bollino giallo”.

Oggi sono 25 le città in “bollino rosso”, con le sole Messina e Reggio Calabria in “arancione”.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Caldo, venerdì 26 città in "bollino rosso". Si salva solo Bolzano

Roma, 5 ago. (askanews) – Dopo il record di domani 6 agosto, con tutte le 27 città prese in considerazione in “bollino rosso”, la prima volta nel 2026, in Italia anche venerdì 7 agosto sarà una giornata bollente da Nord a Sud.

Secondo l’ultimo bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, aggiornato ad oggi, venerdì infatti il “bollino rosso” è previsto per 26 città su 27: Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo, Catania, Genova, Palermo, Trieste, Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria. Si “salva” solo Bolzano, prevista in “bollino giallo”.

Oggi sono 25 le città in “bollino rosso”, con le sole Messina e Reggio Calabria in “arancione”.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Giorgetti: chiediamo il massimo sull’energia e lo 0,9% sulla difesa

Roma, 5 ago. (askanews) – Nella richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia “chiederemo tutto il massimo” sulla sicurezza energetica “cioè lo 0,6%” mentre “per la parte di difesa non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%”. Lo ha detto il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, a margine delle comunicazioni alla Camera dei Deputati.

“La clausola originaria era quella sulla difesa ed era 1,5% all’anno – ha detto – Quello che c’è di nuovo è che, nell’ambito di questo 1,5%, uno 0,3% all’anno per un massimo di 0,6%, può essere dedicato alla sicurezza energetica. Quindi noi sicuramente chiederemo tutto il massimo, poi vediamo cosa ci dicono, della sicurezza energetica cioè 0,3 più 0,3 uguale 0,6%” mentre “per la parte di difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%”.

Per quanto riguarda l’energia, ha ricordato Giorgetti, la Commissione “precisa il tipo di spese, e da quando esse siano maturate, che si possono utilizzare quindi non è una decisione nostra”.

“Noi dovremmo muoverci all’interno di quelle che sono le prescrizioni della Commissione – ha proseguito – che ovviamente ha fatto molta fatica a concedere questa eccezione sull’energia, ma l’ha ricondotta a determinate fattispecie. Quindi non è che tutte le spese fatte in qualsiasi Paese possono essere considerate”.

Sono almeno 141 i morti nella traversata verso Ceuta

Roma, 5 ago. (askanews) – Sono almeno 141 le persone che hanno perso la vita durante il massiccio afflusso di migranti dal Marocco nella città autonoma spagnola di Ceuta della scorsa settimana. Lo riporta oggi l’emittente spagnola Cadena Ser, precisando di aver appreso da fonti ufficiali di 78 corpi senza vita registrati a Ceuta e da fonti del collettivo Caminando Fronteras di altri 63 corpi presenti negli obitori di quattro località nel nord del Marocco.

Altre fonti hanno detto a Ser che la maggior parte dei corpi appartiene a giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni, perlopiù uomini marocchini, sebbene siano presenti anche alcuni uomini provenienti dall’Africa sub-sahariana.

Il Papa domani ad Assisi con i giovani d’Europa nel segno di San Francesco

Roma, 5 ago. (askanews) – Domani Papa Leone XIV sarà ad Assisi per la giornata conclusiva del “GO! Franciscan Youth Meeting”, il grande raduno internazionale di giovani iniziato il 3 agosto ed organizzato in occasione dell’800° centenario della morte di San Francesco, evento che riunisce migliaia di ragazzi e ragazze d’Europa per riscoprire il messaggio del Santo attraverso momenti di spiritualità, condivisione e festa.

E’ la seconda visita di Prevost ad Assisi in veste di Pontefice, dopo quella del 20 novembre 2025 per pregare sulla tomba di San Francesco ed incontrare i vescovi italiani.

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA – Leone decolla alle 8,00 dall’eliporto del Vaticano per atterrare alle 8,30 nel campo sportivo “Migaghelli” a Santa Maria degli Angeli, dove è accolto dall’Arcivescovo-Vescovo di Assisi mons. Felice Accrocca, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alfredo Mantovano, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il Prefetto di Perugia Francesco Zito, il sindaco di Assisi Valter Stoppini e il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti. Di lì si trasferisce in auto alla Basilica di Santa Maria degli Angeli: all’arrivo al Convento, il Papa è accolto dai Ministri Generali degli Ordini Francescani Fra Massimo Fusarelli, Fra Carlos Alberto Trovarelli e Fra Roberto Genuin.

Alle ore 8,45, in Piazza Santa Maria degli Angeli, inizia l’incontro con i giovani, in cui Prevost risponde a tre loro domande. Dalle ore 9,15 nel chiostro del Convento il Papa saluta i rappresentanti degli Ordini Francescani, i Vescovi presenti ed i membri del Comitato Nazionale per l’Ottavo Centenario della morte di S. Francesco d’Assisi.

Quindi, alle ore 10,30, in Basilica Leone celebra la Messa, in cui pronuncia l’omelia. Prima della Benedizione finale un giovane ringrazierà il Papa per l’incontro.

Alle ore 12,00 Leone lascia la Basilica di Santa Maria degli Angeli per tornare all’elicottero. L’atterraggio all’eliporto del Vaticano è previsto alle ore 12,45.

Bankitalia richiama le banche sul conto base: "Accesso a volte scoraggiato"

Roma, 5 ago. (askanews) – La Banca d’Italia sollecita le banche, Poste Italiane e gli altri prestatori di servizi di pagamento (per tutti “Psp”) a promuovere la conoscenza e la diffusione del conto di base tra i consumatori e a favorirne l’accesso, in particolare da parte della clientela più vulnerabile.

“Le analisi svolte dalla Banca d’Italia hanno infatti evidenziato che talvolta l’accesso a questo prodotto è ostacolato o scoraggiato in modo ingiustificato”, rileva l’istituzione di Via Naizonale con un comunicato.

La comunicazione chiede pertanto a banche e operatori di servizi di pagamento di adottare comportamenti conformi alla normativa e improntati “a criteri di correttezza sostanziale dei rapporti con la clientela e di intervenire su regole, procedure e prassi per rimuovere eventuali ostacoli all’offerta e all’accesso al conto di base”.

Il conto di base, ricorda Bankitalia, è un conto corrente o di pagamento con finalità di inclusione finanziaria, introdotto dalla Direttiva 2014/92 per consentire l’accesso ai servizi di pagamento essenziali. Risponde a esigenze semplici di gestione del denaro e prevede un insieme di operazioni e servizi generalmente più limitato rispetto a strumenti simili.

La legge riconosce il diritto a ottenere il conto di base ai consumatori che soggiornano legalmente nell’Unione europea. Inoltre, per le fasce di popolazione con reddito più basso, il conto è gratuito. “I Psp – conclude Bankitalia – sono tenuti a offrire il conto di base, nel rispetto degli obblighi previsti dalla normativa in materia di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo”.

Eurozona, terziario torna a crescere, produzione luglio a massimi 8 mesi

Roma, 5 ago. (askanews) – E’ tornata espansiva a luglio l’attività delle imprese dei servizi per l’insieme dell’area euro, con l’indice Pmi (Purchasing managers index) salito a 51,7 punti, da 49,4 di giugno, secondo S&P Global, segnando il valore più elevato da 5 mesi. In queste indagini i 50 punti sono la soglia di neutralità: sotto è contrazione, sopra è crescita.

L’indice Pmi sul terziario dell’Italia è salito a 52,5, sui massimi da inizio anno da 50,2 punti di giugno.

L’indice Pmi composito sulla produzione, che include servizi e manifatturiero, è salito a 52 punti, massimo da 8 mesi, riporta un comunicato, da 50 punti a giugno. Secondo S&P con il rallentamento dell’inflazione, produzione e nuovi ordini registrano l’incremento più elevato da novembre.

“Uno scenario di incoraggiante resilienza dell’economia dell’eurozona”, commenta Chris Williamson, capo economista di S&P Global Market Intelligence. “Ma allo stesso tempo evidenzia quanto il clima economico sia influenzato dai cambiamenti dei contesti geopolitici”.

“Luglio mostra il primo significativo aumento dell’attività del terziario dall’inizio del conflitto, aggiungendosi al panorama estivo più luminoso del manifatturiero, che ha a sua volta riportato il maggiore incremento della produzione in più di quattro anni”.

Queste dinamiche appaiono collegate ad alti e bassi sull’andamento del conflitto in Medioriente.

Gargani, la politica come missione nel solco del cattolicesimo democratico

Mi associo, e ci associamo come gruppo, al commosso ricordo che quest’Aula ha dedicato a Peppino Gargani: un uomo, un deputato e un collega che ha onorato questa istituzione.

 

Una vita al servizio delle istituzioni

Lo ha fatto nei lunghi anni del suo impegno parlamentare, nelle istituzioni europee e ai massimi livelli della vita pubblica. Da dirigente della Democrazia Cristiana ha vissuto la politica come una missione, interpretando fino in fondo i valori del suo partito. Proveniva da una terra che, con Gerardo Bianco, Nicola Mancino e Ciriaco De Mita, ha espresso protagonisti che hanno scritto pagine importanti della storia politica del nostro Paese.

Anche negli ultimi anni, da presidente dell’Associazione degli ex Parlamentari della Repubblica, ha continuato a servire le istituzioni con la stessa passione, dimostrando che l’impegno civile non si esaurisce con la conclusione del mandato parlamentare. Ha saputo fare dell’Associazione un luogo di incontro tra ex parlamentari di diverse generazioni, promuovendo momenti di confronto, approfondimento e autentica passione politica.

 

Il dialogo, la fermezza, il confronto

Voglio ricordare anche la sua presenza costante in Transatlantico. Era una delle figure più rispettate trasversalmente da tutte le forze politiche, come dimostrano gli interventi di oggi. Sapeva dialogare con tutti ed esprimere le proprie convinzioni con fermezza, autorevolezza e grande passione, senza mai rinunciare al confronto.

Ricordo, in particolare, uno degli ultimi dibattiti pubblici ai quali partecipò, dedicato al tema della giustizia. In quell’occasione portò il contributo della sua esperienza politica e della sua competenza di giurista, confermando una passione civile che lo ha accompagnato per tutta la vita.

 

Un esempio che resta

Il ricordo di Peppino Gargani non appartiene soltanto alla memoria. Rimane l’esempio di una presenza politica e istituzionale che ha dato molto all’Italia e alla quale il nostro Paese deve sincera riconoscenza.

Ci uniamo, infine, al cordoglio della figlia Elena, del figlio Alessandro, di tutta la famiglia e di quanti gli hanno voluto bene.

Politica estera e leadership: il nodo irrisolto del campo largo

Le primarie non possono decidere la politica estera

Se non fosse tutto drammaticamente vero, potrebbe anche essere interpretato come uno scherzo di carnevale. Invece, appunto, è tutto vero. Ormai lo sappiamo tutti — almeno quei pochi che seguono il dibattito politico — perché è stato ampiamente pubblicizzato. Ovvero, e in sintesi, il cosiddetto e sempre più variegato e folkloristico “campo largo” costruirebbe la sua politica estera — cioè l’asset centrale e decisivo che caratterizza qualsiasi governo — attraverso la celebrazione delle miracolistiche primarie.

Cioè, secondo il verbo del capo del partito populista dei 5 Stelle, Conte, prima si fanno le primarie e poi si decide quali sono la proposta e il progetto della coalizione di sinistra e progressista. È di tutta evidenza che, secondo questa vulgata, il progetto di politica estera della coalizione dipende da chi vince le primarie.

Se, ad esempio, dovesse imporsi il capo dei 5 Stelle, noi ci troveremmo di fronte a una coalizione sostanzialmente antioccidentale, formalmente e burocraticamente europeista, fortemente filorussa e filocinese. In sintesi, una politica estera sostanzialmente esterna, se non addirittura alternativa, rispetto alla tradizionale politica estera del nostro Paese dal secondo dopoguerra in poi.

Certo, è sufficientemente noto che il profilo politico del capo dei 5 Stelle è riconducibile a un profilo caratterizzato dal trasformismo politico e dall’opportunismo parlamentare. Ma è altrettanto indubbio che una coalizione politica che si candida a governare un Paese come l’Italia non può divertirsi e giocare attorno alla politica estera.

E cioè: come collocare il nostro Paese nello scacchiere europeo e internazionale, quali alleanze perseguire, quali scelte strategiche intraprendere e, soprattutto, come affrontare seriamente e non demagogicamente o populisticamente questo “cambiamento d’epoca”, come giustamente sottolineava Papa Francesco.

 

Una coalizione di governo non può affidarsi alla tombola

Insomma, e al di là delle simpatie, o meno, che si possono nutrire nei confronti di questa nuova e inedita “gioiosa macchina da guerra”, forse è anche arrivato il momento per dire, semplicemente, che la politica estera di una coalizione che aspira anche a essere un’alleanza di governo non può trasformarsi in una sorta di tombola permanente. Cioè, che cambia a seconda delle circostanze e delle intuizioni trasformistiche del momento.

Perché delle due l’una: o il trasformismo politico è diventato la nuova cifra della coalizione di sinistra e progressista, oppure la politica estera non rientra più nelle priorità di questo campo politico.

Entrambe queste soluzioni, per restare alla proposta singolare e anacronistica del capo dei 5 Stelle, rischiano di consegnare all’irrilevanza e, soprattutto, alla pericolosità una coalizione che si ispira concretamente a quei disvalori.

 

Prima i programmi, poi la leadership

Oppure, e questa forse sarebbe la soluzione più credibile, anche se a oggi non si intravede affatto all’orizzonte, ritornare a una stagione dove i programmi precedono sempre l’individuazione della leadership politica della coalizione.

Del resto, come può essere ritenuta seria e affidabile una coalizione che prescinde radicalmente dai programmi e che ritiene la politica estera un ornamento del tutto secondario e irrilevante ai fini della credibilità dell’alleanza stessa?

Questo è il vero nodo politico che la coalizione di sinistra e progressista adesso deve sciogliere. Al di là dell’ipocrisia, delle furbizie e dei cavilli trasformistici del capo dei 5 Stelle.

La mente che nessuno cura

In Italia ogni emergenza collettiva finisce per diventare un capitolo di bilancio. Succede anche con la salute mentale: se il sistema scricchiola, la risposta è sempre la stessa — più fondi, più organico, un decreto. Ma la vera emergenza di questo Paese è un’altra: non quanto si investe, ma come si cura.

 

Numeri che pesano

Nel 2024 i servizi hanno assistito 845.516 persone, con oltre 636.000 accessi al pronto soccorso psichiatrico e appena 75,2 euro pro capite di spesa. Il personale è cresciuto, da 29.114 a 33.142 unità, ma mancano ancora 7.500 professionisti rispetto allo standard. E l’assistenza varia da Regione a Regione: da 119 utenti ogni 10.000 abitanti nelle Marche a 447 in Liguria. Non basta assumere personale, se la rete resta frammentata in silos che non comunicano.

 

La piaga più ignorata

Sui minori il quadro è più drammatico: un adolescente su sette presenta segni riconducibili a un disturbo psichico, quasi un milione di ragazzi. In dieci anni sono raddoppiati gli utenti della neuropsichiatria infantile, oggi oltre 600.000, ma alcune Regioni coprono il 9% dei minori, altre meno del 4%. Al compimento dei 18 anni la presa in carico si interrompe bruscamente, proprio quando il rischio di abbandono è più alto.

 

Il carico sulla famiglia

Quando il sistema pubblico non regge, il vuoto lo riempie la famiglia. In Italia sono almeno 600.000 le persone con disturbi psichiatrici gravi affidate ai propri cari, senza sollievo né formazione. Nella teoria dei sistemi sociali di Niklas Luhmann, famiglia e sanità sono sistemi autonomi ma strutturalmente interdipendenti: quando uno dei due cede, l’urto si scarica sull’altro, e la famiglia diventa l’ultimo ammortizzatore di un fallimento pubblico.

 

Un ritorno al passato?

La domanda è meno provocatoria di quanto sembri, se ci si riferisce non ai manicomi ma al modello territoriale nato con Basaglia a Trieste: servizi radicati nei quartieri, presa in carico continuativa, inclusione sociale — riconosciuto dall’OMS tra i più efficaci al mondo. Oggi è proprio quell’approccio a essere eroso da una deriva ospedaliera e burocratica che lo rende irriconoscibile in molte Regioni. Recuperarne lo spirito, non la nostalgia, potrebbe essere la vera riforma.

 

Ridisegnare, non rattoppare

La questione è anche sociale: famiglie più isolate, pressione digitale e scolastica precoce, stigma che ritarda la richiesta d’aiuto. Servirebbe un assetto diverso: servizi integrati, prevenzione dai 3-5 anni, transizione programmata tra cura minorile e adulta, standard uniformi sul territorio, sostegno ai caregiver.

Il Piano nazionale 2026-2030 va in questa direzione, ma il rischio resta: scrivere «più risorse» credendo di aver risolto la questione del «come». Uno Stato che lascia un adolescente su sette, e le famiglie che li reggono, senza risposta non ha un problema di ragioneria. Ha un problema di civiltà.

Il tempo: la ricchezza che il PIL non vede

Una madre lascia il figlio a scuola, imbocca la tangenziale e resta ferma per quaranta minuti. Un uomo di settant’anni chiama per prenotare una visita cardiologica e si sente rispondere che il primo posto libero è tra sette mesi. Una ragazza aspetta allo sportello di un ufficio pubblico un documento che, con un sistema più semplice, richiederebbe cinque minuti invece di una mattinata.

Sono tre scene qualunque, che si ripetono ogni giorno in ogni città italiana. Ed è da qui, non da una teoria, che dovrebbe partire una nuova idea di politica.

Una società non è davvero ricca quando produce più velocemente. È ricca quando restituisce alle persone il tempo per ciò che rende la vita degna di essere vissuta.

Per questo propongo un nuovo indicatore: il Tempo di Vita Restituito. Ogni riforma, ogni investimento pubblico, ogni legge dovrebbe essere valutata anche attraverso una domanda semplice: quante ore di vita restituisce ai cittadini?

Misuriamo il PIL, la produttività, la crescita, la velocità delle connessioni. Ma quasi mai misuriamo il tempo che lo Stato fa perdere o restituisce alle persone. Eppure questa è una delle domande più politiche che esistano.

 

Linganno della durata

Il primo errore è credere che il valore del tempo coincida con la sua durata. Un’ora accanto a una persona amata non equivale a un’ora persa in una sala d’attesa. Un giorno dedicato alla cura di qualcuno non equivale a un giorno consumato tra code, burocrazia e spostamenti inutili.

Contano gli anni che viviamo, certo. Ma conta ancora di più come li viviamo. Una vita più lunga non è automaticamente una vita migliore. La durata senza qualità rischia di diventare semplice permanenza.

È la qualità del tempo a trasformare l’esistenza in una storia. Per questo dovrebbe diventare un obiettivo della politica, non soltanto una riflessione filosofica.

 

Un nuovo indicatore: il Tempo di Vita Restituito

La politica si misura quasi sempre attraverso grandi numeri: risorse stanziate, infrastrutture realizzate, procedure concluse.

Propongo di affiancare a questi un indicatore diverso: il Tempo di Vita Restituito, cioè il numero di ore che ogni anno lo Stato restituisce ai cittadini riducendo le attese, fissando tempi massimi per i servizi essenziali e pubblicando i risultati in modo trasparente.

Il Ministero della Salute ha già iniziato a misurare il rispetto dei tempi delle liste d’attesa attraverso la piattaforma nazionale. A maggio 2026 soltanto l’11,6 per cento della popolazione viveva in una regione in cui i tempi previsti dalla legge risultavano rispettati.

È un dato che colpisce. Ma dimostra anche una cosa fondamentale: il tempo pubblico si può misurare.

Lo stesso principio può essere esteso alla pubblica amministrazione, ai trasporti, ai permessi e alla giustizia amministrativa.

Un lavoratore italiano impiega mediamente circa quarantacinque minuti per raggiungere il posto di lavoro: quasi trenta ore ogni mese trascorse negli spostamenti, l’equivalente di quattro giornate lavorative.

Se siamo in grado di misurare la CO₂ prodotta da un territorio, possiamo misurare anche il tempo di vita che quel territorio sottrae ai suoi cittadini.

Ed è qui che cambia davvero il modo di valutare le politiche pubbliche.

Un bilancio economico può migliorare mentre le persone aspettano sempre di più. Basta spendere meglio altrove e il risultato resta positivo. Un bilancio in ore, invece, non lo permette.

Se le liste d’attesa aumentano, il Tempo di Vita Restituito diminuisce. Non esistono artifici contabili che possano nasconderlo. Questa misura rende finalmente visibile chi oggi resta invisibile: chi aspetta.

Una politica sussidiaria del tempo

Dietro ogni statistica ci sono vite concrete.

Il padre separato che rincorre turni incompatibili con i giorni trascorsi insieme ai figli. La coppia con bambini piccoli e i nonni lontani centinaia di chilometri. La persona sola che affronta una malattia senza una rete familiare.

Sono bisogni reali che una politica del tempo deve imparare a riconoscere.

Qui serve più sussidiarietà, non più burocrazia. Lo Stato non deve sostituirsi alla famiglia o alla comunità. Deve renderle possibili.

Significa sostenere le reti di mutuo aiuto tra famiglie, le banche del tempo, le associazioni di quartiere, le parrocchie e le realtà del Terzo settore che ogni giorno intercettano bisogni che lo Stato vede troppo tardi.

Significa prevedere una reale flessibilità lavorativa per chi assiste un familiare o è un genitore separato.

Significa rafforzare chi già oggi tiene unite le comunità, invece di sostituirlo.

Perché il Tempo di Vita Restituito non misura soltanto le ore risparmiate in una coda. Misura anche la possibilità di non affrontare da soli i momenti più difficili della vita.

Nel Regno Unito, tra il 2022 e il 2023, oltre sessanta aziende hanno sperimentato per sei mesi la settimana lavorativa di quattro giorni a parità di stipendio. Le dimissioni volontarie sono diminuite del 57 per cento, le assenze per stress del 65 per cento e il fatturato è rimasto stabile o è aumentato.

Il 91 per cento delle aziende ha deciso di mantenere il nuovo modello anche dopo la conclusione della sperimentazione.

Restituire tempo non rende le persone meno produttive. Le rende più libere. E spesso anche migliori.

Una politica della cura

Parlare di tempo significa parlare di famiglia, natalità, salute, lavoro e comunità.

Una società che non lascia tempo alle persone finisce per impedire loro di prendersi cura le une delle altre.

La cura richiede tempo. L’amicizia richiede tempo. Perfino la democrazia richiede tempo: quello dell’ascolto, del confronto e della partecipazione.

Il vero progresso non consiste soltanto nel fare più cose in meno tempo. Consiste nel poter dedicare più tempo alle cose che contano davvero.

Una società avanzata non è quella in cui tutto corre più velocemente. È quella in cui le persone hanno ancora tempo per fermarsi accanto a ciò che amano.

Perché, alla fine, la domanda decisiva non è soltanto quanto tempo viviamo. È per che cosa abbiamo avuto tempo di vivere.

Se vuole tornare a meritare fiducia, la politica dovrebbe iniziare a rispondere anche a questa domanda.

Tuffi, Pellacani: "Sto dando tutto per questo sport"

Roma, 4 ago. (askanews) – “Sono contentissima e non mi sembra quasi vero. I tre metri sono nel mio cuore e sono davvero soddisfatta di come ho affrontato la gara. Non pensavo tanto al risultato, ma alle mie sensazioni e a come saltare”. COsì CHiara Pellacani dopo la premiazione che le ha messo al collo il quarto oro agli Europei di tuffi di Parigi. “Amo questo sport – prosegue Chiara – e sto veramente dando tutto nella quotidianità. Non so neanche spiegarlo a parole, vorrei che questi successi aiutassero il nostro sport ad avere più di visibilità e ad avvicinare più giovani perché è davvero bellissimo”. “Mi auguro di scrivere ancora tante pagine di storia – conclude la 23enne romana – perché ci metto il cuore. Non penso ai record: solo a vivere il momento e divertirmi. Credo sia un mio punto di forza. I punteggi sia dal metro sia dai tre metri sono davvero buonissimi e sono il frutto del lavoro svolto tra Roma e Miami”. (Foto di Andrea Staccioli e Andrea Masini / DBM)

SpaceX, fatturato II trim quasi raddoppiato a 7,81 mld, taglia perdite

Roma, 4 ago. (askanews) – SpaceX ha chiuso il secondo trimestre con un boom di fatturato superiore alle attese, un aumento del 92% a 7,81 miliardi di dollari. Il periodo in esame si è chiuso con una perdita netta di 541 milioni di dollari, 9 cents per azione, a fronte di un passivo da circa 1 miliardo nell’analogo periodo di un anno prima.

Si tratta della prima trimestrale di bilancio da quando la società di Elon Lusk ha effettuato il suo spettacolare sbarco in Borsa, lo scorso 12 giugno. Dopo le impennate iniziali il titolo SpaceX ha cambiato rotta e complessivamente ha perso un 16%. Negli scambi dell’afterhours cede un 4,65% dopo che nel corso della seduta aveva registrato un rally del 9,43%.

Europeo Tuffi, Pellacani cala il poker, oro anche dai 3 metri

Roma, 4 ago. (askanews) – Chiara Pellacani continua a riscrivere la storia dei tuffi italiani. L’azzurra ha conquistato la medaglia d’oro anche nella prova individuale dal trampolino 3 metri agli Europei di Parigi, centrando il quarto titolo continentale della rassegna e diventando la prima tuffatrice italiana a vincere quattro ori nella stessa edizione degli Europei.

Pellacani ha dominato la finale dall’inizio alla fine, chiudendo con 358.05 punti, quasi 40 in più della britannica Yasmin Harper, argento, mentre il bronzo è andato alla russa Nadezhda Trifonova, in gara come atleta neutrale.

La romana ha preso il comando già dal primo tuffo e non lo ha più lasciato. Dopo aver chiuso in testa il primo round con 67.50 punti, ha progressivamente aumentato il vantaggio grazie a una serie di esecuzioni di alto livello. Decisivo il triplo e mezzo avanti carpiato del terzo turno, valutato 79.05 punti, che le ha consentito di allungare sulle rivali. Nel quarto round ha consolidato il primato con un doppio e mezzo rovesciato carpiato da 72 punti, arrivando all’ultimo tuffo con un margine tale da poter gestire il finale. È bastato un doppio e mezzo ritornato carpiato per chiudere la pratica e festeggiare il quarto oro.

Per Pellacani si tratta del quarto successo a Parigi dopo i titoli conquistati nel team event, nel sincro misto dal trampolino 3 metri insieme a Matteo Santoro e nel sincro femminile. Con questo risultato supera il primato di tre ori nella stessa edizione detenuto da Tania Cagnotto agli Europei del 2009 e avrà ancora la possibilità di incrementare il bottino nella gara del sincro femminile dal trampolino 3 metri.

Buona anche la prova dell’altra azzurra Elisa Pizzini, rimasta in corsa per il podio fino alle ultime rotazioni e quarta con 306.25 punti, sfiorando una medaglia che avrebbe completato una serata trionfale per i colori azzurri.

Tensioni su risoluzione Pd-M5s-Avs, riformisti dem: così non la votiamo

Roma, 4 ago. (askanews) – Dovrebbe essere una risoluzione unitaria, almeno nelle intenzioni, ma il testo scritto da Pd-M5s-Avs nel pomeriggio rischia di spaccare i democratici, con la minoranza e anche l’area Bonaccini che minacciano di non votarlo. Tanto che la versione circolata a ora di cena viene considerata definitiva da 5 stelle e ‘rosso-verdi’ mentre in casa dem si spiega che si tratta ancora di un bozza perché l’obiettivo è quello di coinvolgere anche altri soggetti, a cominciare da Iv. Non è bastato, insomma il pranzo tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, che il leader M5s ha reso noto spiegando che “la dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco” e che la leader Pd ha poi definito “positivo”.

Il testo ha richiesto ore di lavoro, alla Camera per tutto il pomeriggio Nicola Fratoianni, Peppe Provenzano e Riccardo Ricciardi si sono ritrovati a più riprese sui divanetti per discutere i dettagli e alla fine è stato consegnato alle agenzie di stampa un documento che nel dispositivo impegna il governo ad “escludere” che lo scostamento di bilancio venga destinato “a impegni di spesa militare”. Quei soldi, si chiarisce, vanno utilizzati solo per sanità, contrasto alla povertà, sostegno a famiglie e imprese.

Non solo, nelle premesse è stato inserito un paragrafo – ripreso da altri testi comuni scritti dai tre partiti – in cui si chiede anche di “riconsiderare gli impegni in sede Nato” e di “scongiurare ulteriori aumenti delle spese per i sistemi di armamento che insistono sul bilancio dello Stato, nonché attivarsi per superare il piano di riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento”. Fine, nessun accenno al Safe, solo una frase in cui si parla di “puntare alla costruzione di una vera difesa comune europea”.

Pochi minuti e dai riformisti Pd filtra il malcontento: quella risoluzione “non è condivisibile”, affermano. “I parlamentari Pd apprendono dalle agenzie di stampa il testo della risoluzione del nostro partito assieme a Avs e M5S. Non sappiamo se sia questo il testo definitivo. Vedremo se la notte porterà consiglio perché quello che si legge non è un testo condivisibile”.

Per M5s e Avs, appunto, la questione non si pone: “Il testo è quello e non cambia”, assicurano entrambi. I 5 stelle, anzi, si dicono estremamente soddisfatti del lavoro svolto e della risoluzione che le agenzie hanno rilanciato.

Ma in casa Pd, appunto, le cose vengono raccontate diversamente. L’insofferenza non è solo della minoranza, anche l’area Bonaccini fa sapere che non voterebbe il documento che è circolato: “Così non è accettabile”, dicono. E infatti dal Pd si assicura che il documento è ancora una bozza, appunto anche perché si vuole ottenere pure il sì di Iv sul documento. I lavori, insomma, sembrano ancora in corso e le tensioni nel ‘campo largo’ sembrano destinate a continuare.

Europeo tuffi, Conte-Pelligra argento nella piattaforma sincro

Roma, 4 ago. (askanews) – Alla prima partecipazione insieme in un grande appuntamento senior Simone Conte e Raffaele Pelligra (due gare e due medaglie) conquistano l’argento dalla piattaforma sincro con 416.46 punti. Il quadruplo e mezzo avanti raggruppato da 81.03 corona una finale da applausi. Vincono gli atleti neutrali russi Nikita Shleikher e Ruslan Ternovoi con 443.82 punti. Completa il podio l’Ucraina con Mark Hrytsenko e Oleksii Sereda a quota 406.05 punti. Sono la coppia baby, 19 anni Simone e 17 Raffaele, migliori amici, con le famiglie al seguito. Coraggiosi, arrembanti, senza paura: i due romani affrontano la finale con la maturità di una coppia navigata e la leggerezza di chi ha ancora davanti un futuro enorme. Terzi a pari punti con l’Ucraina a met gara (173.61), secondi al penultimo tuffo (335.43) con 15 punti di vantaggio sugli inglesi. Gara in progressione. Due enfant prodige. Inarrestabili. Nel 2024 a Rio de Janeiro hanno vinto l’oro ai Mondiali juniores nella piattaforma sincro. Oggi si spalanca per loro il palcoscenico dei grandi. (Foto di Andrea Staccioli / DBM)

Meloni: ok all’assunzione a tempo indeterminato di oltre 46mila docenti

Roma, 4 ago. (askanews) – Nel Consiglio dei ministri di oggi abbiamo “autorizzato le assunzioni a tempo indeterminato per il prossimo anno scolastico: 46.642 docenti, di cui 10.810 insegnanti di sostegno, oltre a dirigenti scolastici, personale educativo, insegnanti di religione e personale ATA. Un investimento importante che porterà nelle nostre scuole quasi 11.000 nuovi insegnanti di sostegno, per garantire maggiore continuità didattica, rafforzare l’inclusione e assicurare agli studenti con disabilità il supporto che meritano”. Lo scrive in un post sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Carburanti, Meloni: fatta nostra parte, pronti a valutare altri interventi

Roma, 4 ago. (askanews) – “Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato diversi importanti provvedimenti. Tra questi, abbiamo prorogato fino al 25 agosto le misure contro il caro carburanti. Cerchiamo di fare la nostra parte per contenere gli effetti dei rincari, in una fase internazionale ancora molto complessa. Dal 25 agosto entrerà nuovamente in vigore il meccanismo delle accise mobili, che continueremo a monitorare con attenzione per valutare ogni eventuale ulteriore intervento”. Lo scrive in un post sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Maggioranza tira dritto su no a chat Delmastro, opposizioni insorgono

Roma, 4 ago. (askanews) – Il centrodestra tira dritto sulla difesa dell’ex sottosegretario alla Giustizia di Fdi Andrea Delmastro e dice no a una ulteriore istruttoria della Giunta per le Autorizzazioni. Sulla richiesta della procura di Roma di autorizzare il sequestro delle chat tra l’esponente di Fdi e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese, resta il no votato a maggioranza in Giunta il 22 luglio scorso e l’ultima parola spetterà domani pomeriggio all’aula della Camera con un voto che potrebbe essere, se le opposizioni lo richiedono, a scrutinio segreto.

Il voto sul caso, già previsto la scorsa settimana, era slittato dopo la lettera inviata dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, con tanto di documentazione allegata, per chiedere di autorizzare l’uso delle chat. “Una documentazione inammissibile”, secondo il capogruppo di Fi alla Camera, Enrico Costa, perché “giunta tardivamente alla Camera”. Se la Giunta oggi avesse deciso un’ulteriore istruttoria sarebbe stato “un precedente” e “avremmo dato la possibilità a qualunque persona di procrastinare l’esame con un esito dilatorio”.

Le opposizioni insorgono e parlano di “profonda lesione delle prerogative parlamentari” soprattutto perché non è stato consentito ai componenti della Giunta di accedere alle chat come invece stabilito dal presidente Devis Dori. La sua decisione è stata stoppata da Fontana con la convocazione della Giunta per il Regolamento su richiesta del centrodestra. In quella sede, ieri sera, un voto a maggioranza ha rimesso la decisione finale alla Giunta per le autorizzazioni di oggi che, sempre a maggioranza, ha confermato l’intento di chiudere il caso entro la pausa estiva.

“Si è arrivati al paradosso – protesta Dori – di esprimere un voto sulla richiesta avanzata dalla Procura di Roma senza aver avuto accesso alla documentazione. Esistono gli estremi per sollevare la questione davanti all’Alta Corte. In questa direzione faremo i necessari approfondimenti”.

Per il relatore del caso Pietro Pittalis (Fi) “le chat non aggiungono né tolgono nulla rispetto a quanto già deliberato”. “Affermazioni gravissime”, per il Pd che con Federico Gianassi si chiede: “Come fanno a dirlo? La maggioranza è a conoscenza del contenuto di quelle conversazioni, mentre ai parlamentari dell’opposizione chiamati a pronunciarsi ne è stata impedita la consultazione? Su questo aspetto occorre fare piena luce”.

Durissimo il Movimento 5 stelle: “Hanno usato un organo di garanzia per aiutare la camorra e difendere un amico di partito. E’ vomitevole”, afferma la deputata pentastellata Daniela Torto. Frasi “diffamatorie” secondo Dario Iaia (Fdi) che invita la deputata del partito di Conte a rinunciare all’immunità: “Nel momento in cui si piega il diritto alle convenienze politiche si comincia ad aprire la porta alla barbarie e questo è ciò che sta avvenendo in quest’aula”.

Vela, domani l’addio a Borlenghi: ha insegnato a fotografare il vento

Roma, 4 ago. (askanews) – Domani Bellano, il paese affacciato sul Lago di Como dove Carlo Borlenghi era nato e aveva scelto di vivere, si fermerà per l’ultimo saluto a quello che tutti, senza esitazioni, considerano il più grande fotografo di vela della storia. Nella chiesa del paese si ritroveranno familiari, amici, velisti, progettisti, skipper, fotografi e dirigenti di un mondo che per oltre quarant’anni ha imparato a guardare il mare attraverso il suo obiettivo.

La sua scomparsa ha generato una delle più grandi ondate di commozione mai viste nella comunità velica internazionale. Dai team di Coppa America ai grandi navigatori oceanici, dagli yacht club ai circoli italiani, fino ai progettisti e agli organizzatori delle principali regate del mondo, il ricordo è stato unanime: con Carlo Borlenghi non se ne va soltanto un fotografo, ma l’uomo che ha costruito l’immaginario moderno della vela.

Per oltre quattro decenni Borlenghi ha seguito tutte le grandi sfide del mare. Dalle campagne di Azzurra al Moro di Venezia, fino alle avventure di Luna Rossa, passando per Whitbread, Volvo Ocean Race, Giraglia, Middle Sea Race e le imprese oceaniche di Giovanni Soldini. Milioni di appassionati hanno conosciuto la vela attraverso i suoi scatti, capaci di trasformare una regata in un racconto fatto di luce, onde, fatica e velocità.

Tra i messaggi più significativi c’è quello dell’America’s Cup, che ha ricordato come per oltre quarant’anni Carlo abbia raccontato lo spirito della Coppa attraverso il suo obiettivo, immortalando i momenti più iconici, le rivalità più intense e la continua ricerca dell’innovazione. Un riconoscimento che certifica il ruolo avuto dal fotografo italiano nella costruzione dell’immagine del trofeo sportivo più antico del mondo.

Anche lo Yacht Club Italiano, uno dei simboli storici della vela italiana, ha affidato ai social un pensiero che sintetizza il sentimento dell’intero movimento: le sue fotografie hanno accompagnato alcune delle pagine più belle del nostro sport e continueranno a farlo negli anni a venire. Non un semplice archivio fotografico, ma un patrimonio destinato a sopravvivere al tempo.

Il mondo Luna Rossa ha vissuto la scomparsa di Borlenghi come la perdita di una persona di famiglia. Il team italiano lo ha ricordato come il fotografo che per oltre vent’anni ha accompagnato la storia della squadra, dalla prima campagna di America’s Cup fino alle più recenti sfide, trasformando in immagini le vittorie, le sconfitte, la tensione e l’emozione di sei campagne di Coppa.

Per molti uomini del team, Carlo non era soltanto il fotografo ufficiale: era un compagno di viaggio. Uno di quelli capaci di entrare in punta di piedi nei momenti più delicati di una campagna, rispettando il silenzio degli equipaggi prima di una regata e riuscendo comunque a cogliere l’essenza di una sfida. Le sue immagini hanno raccontato Luna Rossa non solo come una barca, ma come una comunità di uomini e donne impegnati verso un obiettivo comune.

Anche i grandi protagonisti della vela internazionale hanno riconosciuto il suo talento unico. Navigatori, skipper e velisti hanno spesso sottolineato la sua capacità di essere invisibile durante il lavoro e fondamentale nel risultato finale: Borlenghi non fotografava semplicemente una barca veloce sull’acqua, ma cercava il momento in cui emergevano il carattere dell’equipaggio, la forza del vento, la tensione della competizione.

Sui social, nelle ultime ore, è stato un susseguirsi di immagini firmate Borlenghi. Team, velisti e fotografi hanno scelto di ricordarlo non con lunghe parole, ma pubblicando le sue fotografie: Luna Rossa in volo, gli AC75 sospesi sull’acqua, le partenze oceaniche, gli spruzzi che sembrano esplodere davanti all’obiettivo, gli sguardi degli equipaggi prima di una regata decisiva. È forse il tributo più autentico: lasciare che sia ancora una volta il suo lavoro a parlare.

Chi ha lavorato con lui ricorda soprattutto la capacità di essere sempre nel punto giusto. Non inseguiva semplicemente una barca: anticipava l’azione, intuiva la luce, aspettava l’istante perfetto. Per questo le sue immagini non documentavano soltanto un evento, ma ne raccontavano l’anima.

Il rapporto con i grandi campioni del mare nasceva anche dalla sua capacità di capire la vela dall’interno. Non era un osservatore esterno: conosceva le difficoltà della navigazione, i sacrifici degli equipaggi, la solitudine dei navigatori oceanici. Per questo i suoi scatti erano riconosciuti dagli stessi velisti come immagini autentiche, capaci di restituire quello che si prova a bordo.

C’è poi un dettaglio che negli anni è diventato quasi leggendario e che molti hanno voluto ricordare in queste ore: Carlo Borlenghi, l’uomo che ha passato la vita in mezzo agli oceani, non sapeva nuotare. Un paradosso che rende ancora più straordinaria una carriera vissuta sempre a pochi metri dalle onde, sulle barche appoggio o sugli elicotteri, alla ricerca dell’immagine perfetta.

Da domani il mare continuerà a riempirsi di vele, le regate continueranno a essere disputate e la Coppa America scriverà nuovi capitoli. Ma sarà impossibile guardare quelle immagini senza pensare che, in qualche modo, il linguaggio con cui oggi la vela viene raccontata porta la firma di Carlo Borlenghi.

Renzi: centrodestra diviso ma sinistra non si spari sui piedi

Roma, 4 ago. (askanews) – “Non so cosa farà la Meloni nè cosa farà Vannacci”, il centrodestra è diviso ed è un vantaggio per la sinistra “a condizione che non si spari sui piedi, dovrebbe dire noi si sta insieme, fare come Prodi nell’interpretazione di Guzzanti: sto fermo, faccio il semaforo, anche se questo è ingeneroso nei confronti di Prodi che ha fatto tante cose”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi intervistato al festival de La Versiliana a Marina di Pietrasanta.

“Non accetto di entrare in Parlamento con i voti di M5s e Avs ma solo se Iv, Casa riformista prende i voti, ma detto questo dico che i voti al centro sono sprecati, è il tentativo di dare fiato al tuo ego, di prendere tanti like sui social ma il punto è cambiare la vita delle persone, per farlo o stai a destra o stai a sinistra”, ha concluso.

Wall Street in rally con speranze su Hormuz, DJ +1,87%, Nasdaq +2,46%

Roma, 4 ago. (askanews) – Wall Street accelera e continua a incrementare i massimi storici, in una seduta euforica a seguito del lievitare delle speranze di un accordo per la riapertura dello stretto di Hormuz. A due ore e mezza da fine contrattazioni il Dow Jones balza dell’1,87%, l’S&P 500 segna un più 1,79% con un nuovo massimo storico a quota 7.740 punti mentre il Nasdaq galoppa del 2,46%.

In ribasso i tassi sui Treasuries, sulla scadenza decennale calano di 5 punti base al 4,633% mentre il dollaro si lima con l’euro che sale a 1,1521.

Le speranze sullo stretto hanno innescato un nuovo crollo dei prezzi del petrolio, che perdono oltre il 5% nel pomeriggio con il Barile di Brent, il greggio di riferimento più usato in Europa che cala a 79,35 dollari e il West Texas Intermediate che scende a 75,88 dollari.

Renzi: primarie? Regole non mi interessano ma campo largo non si divida

Roma, 4 ago. (askanews) – “Io non trovo una sola persona che mi chieda delle primarie, del ballottaggio, però sento molti parlare di stipendi, di scontrini e di bollette quindi il mio suggerimento è: si mettano d’accordo sulle regole, primo turno, secondo turno, tiro con l’arco, come vogliono ma l’importante è che il centrosinistra su stipendi, salute e sicurezza sia credibile, su questi temi Meloni ha fallito”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi parlando con i giornalisti a margine del festival de La Versiliana a Marina di Pietrasanta.

“A me delle regole delle primarie non interessa nulla, quello che interessa è il costo della vita, Meloni ha una coalizione divisa grazie a, lo dico in Versilia, Robertus Vannaccius Nerone, e quindi l’unica cosa che non può fare la sinistra è dividersi” ha concluso Renzi.

Conte a pranzo con Schlein, "nessun problema personale"

Roma, 4 ago. (askanews) – Con Elly Schlein non c’è “nessun problema personale. Oggi ci siamo visti a pranzo, lo avevamo concordato già la settimana scorsa. La dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco”. Così il leader M5s Giuseppe Conte, intercettato dai cronisti a Montecitorio. “Sull’Ucraina – ha anche affermato Conte – in questi giorni ho detto e ripetuto le stesse cose che io e il M5S diciamo da 4 anni, la nostra posizione è sempre la stessa. Ma rispetto le posizioni del Partito democratico”.