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Bce, Lagarde: l’unica certezza è che garantiremo la stabilità dei prezzi

Roma, 14 apr. (askanews) – Alla Bce in questa fase “il lavoro è particolarmente difficile” data l’incertezza e i continui cambiamenti del quadro, “la certezza che ho è che non lasceremo disancorare le aspettative di infezione” e che “garantiremo la stabilità dei prezzi”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde intervenendo al Bretton Woods Committee’s Summit.

“Storicamente in Europa gli shock inflazionistici sono stati transitori. Penso che quello che dobbiamo fare, nelle circostanze attuali, è valutare i dati determinare la natura attuale dello shock, i suoi possibili cambiamenti, la dimensione e la durata e poi dobbiamo essere aperti. Sarebbe un grave errore, oggi, dire che bisogna guardare oltre. Semplicemente non possiamo”, ha detto. Comunque, ove risultasse necessario agire sui tassi “ci muoveremo quando avremo i dati e non esiteremo”.

Lagarde ha mantenuto una linea guardinga sulle decisioni future. “Stiamo costantemente aggiornando” le previsioni, anche se “non le pubblichiamo ogni settimana, le aggiorniamo continuamente. Questo rende il nostro lavoro particolarmente difficile in questa fase. Si crea una sorta di schizofrenia, perché devi focalizzarti sul medio termine, perché la politica monetaria ha un obiettivo di medio termine, ma dobbiamo essere costantemente consapevole delle evoluzioni quotidiane della situazione complessiva e della situazione del mercato”.

III edizione del Premio Volontari@Work

Roma, 14 apr. (askanews) – Si è svolta presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, la cerimonia di premiazione della III edizione del Premio Volontari@Work, riconoscimento nazionale dedicato al volontariato di competenza e promosso dalla Fondazione Terzjus, con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Unioncamere, e con il contributo del Forum Nazionale del Terzo Settore e di Italia non Profit. Un premio con cui valorizzare il rapporto tra imprese ed Enti del Terzo Settore. Ha parlato così Luigi Bobba, Presidente Fondazione Terzjus: “Siamo passati dai 23 partecipanti del primo anno, ai 27 del secondo, ai 52 di questo terzo. Come dire, quel piccolo seme che avevamo individuato forse sta cominciando a crescere. Perché è importante? Perché segnala e racconta un’inedita alleanza tra il mondo delle imprese non profit e il mondo degli ETS, degli enti di Terzo Settore”.

I numeri della terza edizione confermano la crescita dell’iniziativa. 52 candidature ricevute da aziende ed enti del terzo settore, i cui progetti sono accomunati dalla capacità di generare impatto concreto nei territori e nelle comunità.

“Siamo di fronte anche ad un momento storico in cui, finalmente, c’è la consapevolezza del valore economico del volontariato. Un valore che va oltre la dimensione culturale. Occorre affrontare una nuova sfida: cominciare ad assegnare un valore a questa spontaneità, a queste azioni gratuite di milioni di italiani che si rivolgono al bene comune, attraverso uno scambio di competenze tra le imprese e il Terzo Settore, ma soprattutto uno scambio di competenze che genera un valore. La grande sfida è cominciare a misurare questo valore” ha dichiarato Gabriele Sepio, Segretario Generale di Fondazione Terzjus.

Un ruolo centrale attribuito al volontariato, e in particolare al volontariato di competenza, è presente anche nel Piano d’azione italiano per l’economia sociale, promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, in attuazione della raccomandazione europea. Ne ha parlato Lucia Albano, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze: “È un evento fondamentale per sottolineare il ruolo del volontariato, ma quando il volontariato si riempie delle competenze che nascono dal mondo dell’impresa, dal mercato, dalle professioni, ecco diventa un valore in più per costruire un futuro diverso”.

Nel corso della Cerimonia, premiati i progetti vincitori, selezionati da una Giuria d’eccezione composta da esponenti del mondo istituzionale, scientifico, del Terzo Settore e della comunicazione e presieduta dall’Onorevole Anna Ascani. Un incontro moderato da Sara Vinciguerra, Segretario del Premio e che ha visto la partecipazione anche del Ragioniere Generale dello Stato Daria Perrotta.

Menzioni speciali assegnate a personalità e organizzazioni che si sono distinte nella promozione del valore sociale delle competenze. La terza edizione di Volontari@Work, conferma quindi il volontariato di competenza come un modello sempre più rilevante: non solo solidarietà, ma un’alleanza tra imprese ed Enti del Terzo Settore per rafforzare le competenze, migliorare i servizi, attivare collaborazioni e generare valore condiviso per le comunità.

Fmi alza stime di inflazione ma consiglia a banche centrali di attendere

Roma, 14 apr. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale ha tagliato le previsioni di crescita economica globale di quest’anno al più 3,1%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di gennaio. Per il 2027, nell’ultimo World Economic Outlook, l’istituzione conferma l’attesa di una espansione globale del 3,2%. A livello globale, l’inflazione è prevista in accelerazione al 4,4% quest’anno e poi in moderazione al 3,7% il prossimo.

Ma queste sono le attese dello scenario di base. Il Fmi ha poi elaborato uno scenario “avverso”, peggiore soprattutto dal punto di vista del conflitto in Iran con cui la crescita quest’anno rallenterebbe al 2,5% e l’inflazione raggiungerebbe il 5,4%. Infine, anche ipotizzato uno scenario “grave”, con cui la crescita globale si ridurrebbe al 2% quest’anno e l’inflazione supererebbe il 6%.

Queste previsioni sono “dominate dai rischi al ribasso”, avverte il Fmi. “Le tensioni geopolitiche potrebbero peggiorare anche più di quanto non lo siano già, portando la situazione nella peggiore crisi energetica dei tempi moderni; oppure potrebbero esplodere le tensioni politiche”, avverte l’istituzione di Washington.

Il Fmi ha limato di 0,1 punti la stima di crescita degli Stati Uniti di quest’anno al 2,3%, mentre ha alzato in misura analoga quella sul 2027 al 2,1%. Per l’area euro ha tagliato di 0,2 punti l’attesa di crescita su entrambi gli anni, rispettivamente al più 1,1% e al più 1,2%. Tagli analoghi per l’Italia, sui cui è atteso un più 0,5% del Pil sia su quest’anno che sul prossimo.

E guardando all’inflazione, per l’area euro ora il Fmi prevede una accelerazione al 2,6% quest’anno, dal 2,1% del 2025, per poi attenuarsi al 2,2% nel 2027. I dati sono contenuti nel Word Economic Outlook. L’obiettivo di politica monetaria della Bce sull’inflazione è di averla al 2% sul medio periodo.

“Per ora le banche centrali possono aspettare, ma devono guardare attentamente ai rischi”, ha affermato il capo economista del Fmi, Pierre-Olivier Gourinchas durante la conferenza stampa di presentazione dello studio.

Per parte sua, la presidente della Bce, Christine Lagarde è apparsa cauta sulle mosse future. “Dobbiamo essere completamente agili e pronti a muoverci nella direzione richiesta. E dobbiamo essere legati ai dati, come abbiamo detto più volte. Ma questo oggi non significa che andremo in una direzione o in un’altra – ha detto in una intervista a Bloomberg Tv -. E certamente non determina un percorso dei tassi che oggi possa confermare. Onestamente non lo so”.

Tornando alle previsioni economiche, per il Giappone il Fmi ha confermato l’attesa di un più 0,7% sul Pil 2026 e un più 0,6% sul 2027.

Passando ai nuovi giganti economici globali, il Fmi ha limato di 0,1 punti la crescita attesa sulla Cina quest’anno al più 4,4% e confermato al più 4% il Pil 2027. Per l’India ha alzato di 0,1 punti le attese sul 2027 e il 2026, in entrambi i casi al più 6,5%. Il Fmi poi alzato di 0,3 punti la previsione di crescita economica di quest’anno della Russia al più 1,1% e di 0,1 punti quella sul prossimo, sempre al più 1,1%.

Drastici tagli, poi, per tutti i paesi del Golfo. A cominciare dall’Iran, per cui ora l’istituzione prevede una recessione del 6,1% quest’anno, cui dovrebbe seguire un parziale recupero con un più 3,2% del Pil sul 2027. Sempre per l’Iran, il Fmi stima un’inflazione a quasi il 70% quest’anno (68,9%), peraltro dopo il 50,9% del 2025, e al 39,6% del 2027.

Anche più acuta la recessione prevista sul Qatar, meno 8,6% sul Pil 2026 a cui però è atteso un rimbalzo completo sul 2027, con un più 8,6% del Pil. Per l’Iraq il Fmi prevede un meno 6,8% del Pil quest’anno e un più 11,3% il prossimo. Per il Kuwait meno 0,6% quest’anno e più 2,8% il prossimo. Per il Bahrein meno 0,5% quest’anno e più 4,5% il prossimo.

Sempre collegato al conflitto in Iran, per Israele il Fmi prevede invece un rafforzamento della crescita quest’anno al più 3,5% (dal più 2,9% del 2025) e una ulteriore accelerazione al più 4,4% nel 2027.

Mattarella difende il Papa: splendido messaggio contro autoesaltazione

Roma, 14 apr. (askanews) – Sergio Mattarella difende Papa Leone XIV dal duplice attacco del presidente Usa. Pur senza mai nominare Donald Trump il capo dello Stato oggi, rivolgendosi agli studenti di giornalismo, ha consigliato loro di leggere il messaggio che il Pontefice ha inviato all’Accademia di Scienze Sociali della Santa Sede: “e’ un bel messaggio sul potere, mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione”. Mattarella lo ha definito “uno splendido messaggio, che rende evidente il debito di riconoscenza che nei confronti del Papa deve nutrire e avvertire il mondo per i suoi richiami, in questo periodo così difficile”.

Gia ieri il capo dello Stato aveva elogiato l’azione del Papa in partenza per un viaggio in Africa sottolineando l’importanza del suo messaggio di pace in questa epoca così conflittuale. Pochi minuti dopo era arrivato l’attacco di Trump a Prevost definito “debole e pessimo nella politica estera”. Opinione peraltro ribadita 24 ore dopo a proposito della condanna verso la guerra in Iran. Una posizione talmente estrema da spingere tutta la politica italiana, premier Meloni compresa, a dissociarsi e definire “inaccettabili” quelle parole rivolte al capo dello chiesa cattolica.

Oggi parlando a braccio Mattarella sembra voler rinforzare il concetto e ampliarlo a un ragionamento più ampio, proprio sul potere e sui rischi che comporta: “Mi torna in mente quando anni fa uno studente delle scuole superiori mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere. Gli ho risposto che il potere, o quello cosiddetto tale, per chi ricopre ruoli di vertice nello Stato, nei sistemi sociali, può in effetti inebriare e far perdere l’equilibrio. Ma vi sono due antidoti. Il primo istituzionale, l’equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni di potere dello Stato tra i vari organi costituzionali. Il secondo è rimesso alla coscienza personale, individuale, ed è una alta capacità di autoironia”.

E l’auspicio di Mattarella è che “se i cosiddetti potenti della terra ne facessero un po’ di uso, anche in piccole dosi, il mondo ne avrebbe grande giovamento e loro stessi eviterebbero tante difficoltà e motivi di imbarazzo”.

L’incontro con gli studenti di giornalismo si è incentrato poi sulla difesa della libertà di stampa, del pluralismo e della professionalità dei giornalisti che in tempi di dominio tecnologico diventano “testimoni di verità”, gli unici in grado di distinguere “il vero dal verosimile o dal falso”, quindi unico “antidoto alla manipolazione”. Un richiamo che si è poi rivolto alle questioni nazionali, non il primo in verità, in particolare sulla Rai, ancora senza un presidente a causa dello stallo in commissione di Vigilanza e per la attuazione del Media Freedom Act varato dall’Ue già due anni fa. “La qualità dell’informazione interroga gli editori che sanno di impegnarsi in un settore vitale della democrazia, fanno impresa ma al centro non hanno un prodotto ma un bene pubblico – ha concluso – e le istituzioni chiamate ad assicurare quanto previsto dalla Costituzione e nelle convenzioni internazionali a cui aderiscono, un’insieme di norme nazionali e internazionali per rendere concreto il diritto dei cittadini a un’informazione plurale, corretta, autentica. Ogni vulnus a queste norme è un danno alla società”.

Papa ad Annaba (antica Ippona), messa nella Basilica di Sant’Agostino

Annaba (Algeria), 14 apr. (askanews) – Il Papa ha celebrato la messa nella Basilica di Sant’Agostino, nel promontorio di Annaba, l’antica Ippona, terra dell’influente teologo e vescovo romano di origine nordafricana. È stato questo uno dei momenti più intensi della sua seconda giornata in Algeria, dopo la visita in mattina agli scavi archeologici.

La Basilica di Sant’Agostino ad Annaba, nord-est dell’Algeria, conserva in una teca la reliquia dell’avambraccio destro dell’autore de “Le Confessioni”.

Alla celebrazione con Leone erano presenti il cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri e Cristobal Lopez Romero,

arcivescovo di Rabat.

“Quando ci chiediamo come sia possibile un futuro di giustizia e di pace, di concordia e di salvezza, ricordiamoci che stiamo facendo a Dio la stessa domanda di Nicodemo: ma davvero la nostra storia può cambiare? Siamo così carichi di problemi, insidie e tribolazioni! Davvero la nostra vita può ricominciare da capo? Sì!”, ha detto il Papa durante la messa.

Fi, Enrico Costa eletto capogruppo per acclamazione

Roma, 14 apr. (askanews) – Enrico Costa è stato eletto per acclamazione capogruppo di Fi alla Camera durante l’assemblea dei deputati in corso in Sala Colletti a Montecitorio. Secondo quanto si apprende Costa è stato indicato dall’uscente Paolo Barelli a norma di statuto.

Essendo candidato unico, Costa è stato eletto per acclamazione con un applauso. Un passato in Forza Italia, poi viceministro e ministro nei governi Renzi e Gentiloni, Costa in questa legislatura è stato eletto con Azione di Calenda, partito di cui è stato vicesegretario, per poi tornare in Fi due anni fa.

Si consuma strappo Meloni-Trump, tycoon all’attacco: mi sbagliavo su di lei

Verona, 14 apr. (askanews) – Le parole di Donald Trump deflagrano quando Giorgia Meloni ha appena lasciato il Vinitaly, da dove la premier ha annunciato lo stop al memorandum con Israele sulla Difesa. “Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”, è il giudizio durissimo sulla premier italiana che il presidente Usa affida al Corriere della Sera. E’ la conseguenza della presa di distanza sul Papa, con Meloni che ieri nel tardo pomeriggio – dopo una giornata di attacchi da parte delle opposizioni – ha definito “inaccettabili” le parole di Trump: “È lei che è inaccettabile”, ribatte il tycoon, criticando Meloni per l’atteggiamento sull’Iran e per il mancato intervento nello Stretto di Hormuz.

Poche ore prima, la stessa premier aveva rivendicato la sua capacità di criticare Trump (“Ho detto parole chiare, non so quanti leader le abbiano espresse. Questo per quanti dicono che ci sarebbe una sudditanza…”), negando però che questo potesse avere conseguenze nei rapporti tra Italia e Usa: “Per quanto possa essere complesso, per quanto possa essere difficile, il nostro orizzonte rimane l’Occidente”, aveva ribadito ai giornalisti che la attendevano alla Fiera di Verona. “Questa non è la politica di Giorgia Meloni, è la politica dell’Italia da 80 anni, da molto tempo”, ribadita – sottolinea la premier – anche dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Ancora più chiaramente: “Non guardo ad un’altra parte del mondo”, magari a Oriente. In questa cornice però, rivendica Meloni, “quando uno non è d’accordo, e io non sono d’accordo spesso, lo deve dire”. E qui, la premier aveva dato l’annuncio: “Ad esempio, non me lo avete chiesto, ma in considerazione della situazione attuale che stiamo vivendo, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”. Decisione con un significato politico che va ben oltre i suoi effetti pratici, e che arriva dopo le tensioni sul Santo Sepolcro, sugli attacchi di Israele ad Unifil, e sui bombardamenti di Beirut, con reciproche convocazioni degli ambasciatori tra Roma e Tel Aviv.

Due passaggi – la difesa di papa Leone dagli attacchi di Trump e lo stop al memorandum con Israele – che segnano dunque un atteggiamento nuovo da parte del governo italiano. Ma chissà se a palazzo Chigi si aspettassero una reazione simile da parte del presidente Usa. La premier non risponde, lo fanno i suoi capigruppo a Camera e Senato Galeazzo Bignami e Lucio Malan che diffondono una nota congiunta: “Italia e Stati Uniti sono Nazioni amiche ed alleate da lungo tempo, a prescindere da chi governa. Dispiace che ultimamente scelte dell’amministrazione americana non appaiano in linea con la visione degli Stati europei, Italia compresa. Ma il dovere degli amici è dire con trasparenza quando non si è d’accordo, non assecondare ciò che si reputa sbagliato. È quanto ha sempre fatto Giorgia Meloni in Europa come con gli Stati Uniti e con gli altri partner, con la chiarezza e la sincerità che hanno restituito alla nostra Nazione credibilità e prestigio a livello internazionale. Un comportamento coraggioso, sempre volto a difendere l’interesse nazionale”.

Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che invece si esprime su X: “L’amicizia tra Nazioni alleate si fonda sul rispetto, non sulla rinuncia alla propria autonomia di giudizio. Essere alleati non significa accettare tutto in silenzio, ma avere il coraggio di dire con chiarezza ciò che si ritiene giusto. Il legame tra Italia e Stati Uniti non è in discussione, così come non è in discussione la solidità dell’alleanza. Fino a oggi il Presidente Trump ha considerato Giorgia Meloni una persona coraggiosa, determinata e attenta al bene dell’Italia. Ed è vero. Perché Giorgia Meloni è un leader che non ha mai temuto di dire ciò che pensa, soprattutto quando sono in gioco princìpi, rispetto e identità”. Così come il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Essere alleati degli Stati Uniti e avere relazioni transatlantiche significa anche essere franchi, sinceri e rispettosi l’uno dell’altro. Noi abbiamo sempre detto quello che pensavamo. Giorgia Meloni aveva ragione: è una donna coraggiosa perché non ha mai nascosto ciò che pensava”.

Mps alla prova dell’assemblea: a Siena i soci decidono il nuovo cda

Siena, 14 apr. (askanews) – L’attesa sta per finire. Domani a Siena l’assemblea degli azionisti di Mps nominerà il nuovo cda e i vertici che guideranno la banca per il prossimo triennio, portando a termine l’operazione di aggregazione con Mediobanca. Il clima è tutt’altro che sereno. Le due liste di maggioranza – quella del cda col ticket Palermo-Maione e quella del socio Plt che ricandida l’ex amministratore delegato Lovaglio, licenziato dalla stessa banca per giusta causa – si contenderanno i voti del mercato, visto che oltre la metà del capitale del Monte è in mano a fondi e investitori istituzionali.

Con un’affluenza attesa intorno al 70% (ma i risultati veri si conosceranno solo domattina), la lista del cda parte da una base solida – in virtù anche della partecipazione del 13,5% del gruppo Caltagirone – ed è fiduciosa di superare la soglia del 30% del capitale totale, assicurandosi in tal caso la maggioranza del consiglio. Il confronto resta comunque aperto, alla luce anche dell’appoggio del fondo norvegese Norges Bank e del colosso Usa BlakcRock alla lista del socio Tortora (Plt), che possiede l’1,2% del capitale. Nessuna indicazione ufficiale giunge, per il momento, sia dal primo azionista Delfin – la holding della famiglia Del Vecchio che ha depositato l’intera quota del 17,5% e che potrebbe astenersi o, secondo alcune indiscrezioni di stampa, perfino appoggiare la lista di minoranza dei fondi – sia da Banco Bpm, che detiene il 3,7% di Mps. Resta sicuramente fuori dalla partita il ministero del Tesoro che non parteciperà all’assemblea, come aveva già fatto a febbraio per l’assise sulle modifiche allo Statuto e l’introduzione appunto della lista del cda.

Una volta votate le liste (punto 6 all’ordine del giorno), con 15 seggi contesi da tre schieramenti (per le due liste meno votate sono assicurati almeno tre posti, fino a un massimo di sette), non sono esclusi colpi di scena alla seconda votazione. Quella di domani sarà, infatti, la prima assemblea a vedere applicate le nuove disposizioni della Legge Capitali, con riflessi diretti sulle modalità di voto perchè, qualora la lista del cda risultasse vincente, tutti i soci, anche quelli che in precedenza si sono astenuti o hanno votato contro, saranno liberi di esprimere il loro gradimento in seconda battuta su ogni singolo candidato, con possibili sorprese finali sulla composizione del futuro board. Tanto più che perfino i proxy advisor Iss e Glass Lewis, nel raccomandare la lista del cda, hanno bocciato alcuni nomi illustri della lista del cda. Iss, per esempio, consigliava di votare contro la riconferma del presidente Maione. Entrambi d’accordo sul voto contro per Alessandro Caltagirone, Elena De Simone (manager espressione del gruppo Caltagirone) e il presidente del comitato nomine di Mps, Domenico Lombardi. Anche Norges Bank nella seconda votazione sui singoli consiglieri ha comunicato la sua bocciatura per Maione, Palermo, Passera, Caltagirone, De Simone e Lombardi.

Sul fronte proxy, infine, Plt ha chiesto ai Iss e Glass Lewis di valutare la possibilità di rivedere le proprie posizioni alla luce delle successive comunicazioni del cda Mps seguite a quella del deposito della lista il 4 marzo, ossia quelle relative all’ordine della lista rivisto e all’indicazione di Palermo come unico AD rispetto alla terna di nomi precedente. “Riteniamo – si legge nelle lettere, datate 12 aprile, inviate ai due proxy – che gli eventi verificatisi nelle scorse settimane non rappresentino semplici aggiornamenti marginali, bensì una sostanziale e imprevista alterazione del quadro fattuale e informativo su cui si basavano le raccomandazioni iniziali”.

La sfida post-ictus: prevenzione e convivenza con la patologia

Roma, 14 apr. (askanews) – Prima in Italia per casua di invalidità e seconda per fatalità. A differenza di altre patologie, l’ictus, nel nostro Paese, resta una sorta di tabù, con conseguenze non solo nell’immediatezza post-stroke, ma anche a distanza di mesi, con danni permanenti che condizionano la vita dei pazienti. Al Senato, presso la Sala Caduti di Nassirya si è tenuto un incontro con istituzioni, politiche e non, che provano ad accendere la luce su tematiche quali prevenzione, tempestività nelle cure ma anche assistenza successiva all’evento.

Abbiamo sentito la Senatrice Elena Murelli, promotrice dell’iniziativa: “In Italia purtroppo 120.000 casi ogni anno, il 75% delle persone ha casi di disabilità dopo un ictus e il 38% di spasticità dopo l’ictus. E’ importante quindi intervenire precocemente, ma soprattutto il policy paper che andiamo a presentare oggi fa emergere le criticità del sistema, ma propone naturalmente anche delle attività da fare. Quello in primo sicuramente è quello del PDTA”

La conferenza stampa, realizzata con il contributo non condizionante dell’azienda AbbVie, ha esposto un piano dettagliato con diverse fasi d’azione. All’interno del programma, priorità assoluta verrà data alla creazione di efficienti Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali Riabilitativi, ma anche alla costruzione di una rete assistenziale hub & spoke ed ad una più diffusa consapevolezza tra i professionisti del settore, per intervenire meglio e tempestivamente sulla malattia.

Le parole di Andrea Vianello, Presidente A.L.I.Ce. Italia Odv: “L’ictus è la seconda causa di morte e la prima di disabilità, quindi è un tema sociale e sanitario molto importante di cui forse si parla poco. Un tema così diffuso, stiamo parlando di 120.000 persone ogni anno che affrontano un ictus. Per fortuna adesso l’ictus è gestibile se i tempi sono giusti e nel posto giusto, ma i danni poi restano per molte persone e sono danni con cui bisogna fare i conti.”

Riconoscere fin da subito l’ictus per ridurre al minimo gli effetti dell’evento sul paziente, diminuire la pressione sulle strutture ospedaliere e sui caregiver: questo l’obiettivo dell’iniziativa, che abbraccia un più ampio percorso di consapevolezza e sensibilizzazione mirata a tutti colori i quali hanno lottato, e lottano tutt’ora, con patologie di questo genere.

ANAD:"La voce non si replica, 2026 anno chiave per attuazione AI Act"

Roma, 14 apr. (askanews) – La ricorrenza della Giornata Mondiale della Voce è l’occasione per ANAD – Associazione Nazionale Attori Doppiatori – per richiamare l’attenzione sul valore culturale, artistico e professionale della voce e riflettere sul futuro della professione del doppiatore, riconosciuta come patrimonio a livello internazionale.

“Ogni giorno prestiamo la nostra voce a storie che attraversano il mondo e arrivano al cuore delle persone. Ma non diamo solo una voce ai personaggi: diamo loro anima, rendendoli vicini al pubblico – commenta Daniele Giuliani, presidente di ANAD. È un legame profondo: è ciò che crea empatia, che costruisce un ponte invisibile tra chi racconta e chi ascolta. Per questo la Giornata Mondiale della Voce è un momento molto importante: ci ricorda che la voce è parte della nostra identità, dentro e fuori dal nostro lavoro. Oggi però questa identità è al centro di una trasformazione radicale. L’Intelligenza Artificiale ha aperto sicuramente possibilità e scenari nuovi, ma non può sostituire ciò che è umano. Per ANAD, celebrare la voce significa questo: difenderne il valore, oggi, mentre si decide il futuro della nostra professione”.

L’innovazione tecnologica ha fatto nascere interrogativi complessi e il dibattito sull’AI è sempre più centrale anche a livello globale. Per questo ANAD è in dialogo costante con Istituzioni e operatori del settore, con lo scopo di attivare una normativa che possa tutelare il lavoro dei doppiatori.

Grazie anche all’intervento dell’Associazione in relazione all’uso dell’AI – ricordano gli addetti ai lavori – l’Italia è tra i pochi Paesi in Europa ad aver raggiunto un risultato importante: dal 10 ottobre 2025 è entrata in vigore la legge n. 132/2025 (Legge Nazionale sull’Intelligenza Artificiale), che introduce nuove regole e disposizioni penali in materia di deepfake.

La normativa prevede misure specifiche per contrastare la creazione e la diffusione di contenuti falsi (immagini, video, audio) realizzati con l’Intelligenza Artificiale, capaci di imitare realisticamente volti, movimenti e voci, campionati e utilizzati a fini di lucro.

Dopo la lunga Campagna di sensibilizzazione (#ArtisticIntelligence) lanciata lo scorso anno dall’Associazione dei Doppiatori in difesa dell’Intelligenza Artistica, ora – auspicano i promotori – siamo davanti alla necessità che si attivi realmente tutto ciò che è stato deciso nei mesi scorsi.

Secondo Anad, il 2026 sarà un anno decisivo per l’attuazione dell’AI Act: dal 2 agosto entrerà in vigore il bollino AI, ritenuto “una tappa cruciale di tutto il percorso intrapreso finora”. L’associazione spiega che inizieranno ad essere applicati obblighi concreti per molte tecnologie, i sistemi di Intelligenza Artificiale dovranno essere trasparenti, e ci saranno requisiti di tracciabilità, sicurezza e responsabilità.

“Ci auguriamo che questo possa essere un segnale di svolta anche nella tutela nell’utilizzo delle voci, nella regolamentazione delle tecnologie di clonazione vocale, e nella salvaguardia della qualità artistica del doppiaggio – aggiunge Daniele Giuliani. È sbagliato pensare che il pubblico non si accorga della differenza tra un un’opera doppiata con l’AI e una doppiata da un attore in carne ed ossa e spesso sono gli stessi spettatori che riconoscono la qualità del lavoro artistico e decidono se dare fiducia o meno ad un nuovo film o serie tv”.

ANAD sottolinea di non opporsi al cambiamento, ma di chiedere alle Istituzioni di governarlo, affinché la voce continui a essere tutelata e valorizzata e l’innovazione possa essere accompagnata da regole chiare. La Giornata della Voce diventa così un momento di responsabilità: per ribadire che il futuro del doppiaggio passa anche dalla difesa della sua specificità e di ciò che rende unica questa professione.

A Roma l’Italian Gaming Expo & Conference 2026

Roma, 14 apr. (askanews) – Si è aperta a Roma l’edizione 2026 dell’Italian Gaming Expo & Conference, appuntamento di riferimento per il settore del gaming regolamentato e per l’ecosistema tecnologico, normativo e accademico che ne accompagna l’evoluzione. L’evento ha riunito istituzioni, regolatori, operatori, aziende tecnologiche e mondo della ricerca in un momento chiave per il comparto, impegnato tra riordino del gioco pubblico e ridefinizione degli equilibri tra innovazione, compliance e sostenibilità.

L’edizione 2026 rafforza in modo significativo il proprio posizionamento anche sul piano scientifico e formativo, grazie alla collaborazione con gli Osservatori del Politecnico di Milano e la presenza di ABI Servizi, in collaborazione con Salone dei Pagamenti, che contribuisce ai lavori con un focus sui sistemi di pagamento e sull’evoluzione delle infrastrutture finanziarie digitali, evidenziando la crescente convergenza tra industria del gaming, fintech e servizi bancari.

Alessio Crisantemi, fondatore di GN Media, promotore dell’IGE, ha detto: “E’ un settore in crescita, i numeri sono importanti ma l’aspetto che ci piace sottolineare di questa edizione è, oltre il numero di speaker, oltre 180 speaker provenienti da 15 Paesi diversi, 60 sessioni di contenuto, ma il dato veramente rilevante è che il 75% dei contenuti è orientato al gioco responsabile e alla sostenibilità”.

Sistemi di pagamento e tracciabilità, sicurezza, contrasto alle frodi e rafforzamento delle misure di tutela del consumatore sono stati al centro del dibattito. Temi che confermano la crescente interconnessione tra industria del gaming, economia digitale e processi di regolazione pubblica. Nicola Calandrini, Presidente Commissione Bilancio del Senato, ha spiegato: “Ha funzionato molto bene questa riforma fatta nel marzo 2024, che va a rafforzare quelli che sono i controlli dello stato, la tracciabilità delle movimentazioni finanziarie, e risolva anche il problema legato a parte della criminalità e riciclaggio. Quindi secondo noi questo è un sistema che può funzionare bene, che ha dei forti presidi legalitari, e non dobbiamo essere ossessionati dal gioco legale in Italia, che deve essere regolato in modo molto serio e secondo me questa riforma va nella giusta direzione”.

Da domani in aula scontro su dl Sicurezza. Cdx punta a modifiche senza fiducia

Roma, 14 apr. (askanews) – La partita del dl sicurezza si sposta, domani, nell’aula del Senato, dove il governo ha affermato di non voler porre la fiducia. Il centrodestra ha la necessità di intervenire con una “trentina” di modifiche, a partire dall’articolo 1 sui ‘coltelli’ che prevede il carcere da sei mesi a tre anni per chi porta fuori dalla propria “abitazione” strumenti da taglio eccedenti gli “otto centimetri” e “senza giustificato motivo” e sulla vendita di questi ai minori (così com’è scritta, la norma rischia di colpire anche chi va a pesca o a raccogliere funghi, per esempio). Le opposizioni hanno annunciato il muro contro muro anche in aula, contestano la scelta del governo di essere intervenuto ancora una volta sulla sicurezza e per decreto legge e metteranno sul tavolo la ‘mole’ di emendamenti già presentati in commissione Affari costituzionali (“il governo è arrogante, prosegue l’ostruzionismo a oltranza”).

Dopo giorni di esame al ralenti in commissione, oggi la seduta è stata sconvocata e il presidente della commissione nonché relatore del provvedimento Alberto Balboni (Fdi) ha ‘registrato’ l’impossibilità di concludere l’esame che è arrivato all’articolo 4 sui 33 complessivi. Il decreto deve essere convertito in legge entro il 25 aprile e il calendario ora si impone. Al posto della seduta c’è stata una riunione di maggioranza proprio per prepararsi alla ‘battaglia’, emendamento su emendamento, in aula.

“Siamo convinti della necessità e dell’urgenza dell’approvazione” del decreto e quindi “staremo qua tutto il tempo necessario per superare questo incredibile ostruzionismo del centrosinistra che parla di sicurezza ma poi in realtà fa esattamente l’opposto”, è stato il commento del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il quale ha aggiunto: “andremo avanti tutto il tempo che serve, mercoledì, giovedì, se serve anche venerdì. Di sicuro non arretriamo su questa battaglia”.

Ciriani ha ribadito l’intenzione di presentare una “trentina” di emendamenti “significativi, come maggioranza e come governo”, senza sbilanciarsi sui contenuti tranne che sui coltelli. Ma tra le proposte dovrebbe spuntare una proroga di sei mesi per il comandante della Guardia di finanza, Andrea De Gennaro. Ciriani ha attaccato: “E’ importante sottolineare che nonostante la nostra buona volontà e disponibilità al dialogo, il partito democratico e le opposizioni parlano di sicurezza soltanto nei talk show televisivi”.

Accusa rimbalzata al mittente dal M5S: “Questo decreto non nasce da un’analisi dei problemi, nasce da una attività legislativa improvvisata dopo alcune rassegne stampa e seguendo i talk show televisivi. Si insegue ciò che fa audience e si rende il Codice Penale un frullatore impazzito”. “Dopo un mese e mezzo di discussione in commissione, arriva in aula un decreto che dovrà essere modificato dalla stessa maggioranza perché non riescono a trovare un accordo tra di loro”, ha osservato il capogruppo dem Francesco Boccia: “hanno proposto di arrivare nell’esame a venerdì. Per noi possono arrivare a domenica o lunedì, non abbiamo limiti di tempo. Siamo qui. Questo è l’ennesimo atto di arroganza istituzionale”.

Peppe de Cristofaro di Avs ha definito l’ostruzionismo “una sorta di legittima difesa dinanzi ad un governo che procede a colpi di maggioranza con norme puramente propagandistiche per quello che riguarda la sicurezza e profondamente lesive dei diritti fondamentali quando si parla della libertà di manifestare”. E ha messo in guardia: “non pensi la maggioranza di poter utilizzare come minaccia, seppure in maniera ancora velata, i classici strumenti: i canguri piuttosto che la riduzione dei tempi parlamentari. Si discuta seriamente in aula, visto che in commissione non si è potuto fare. Quando si finirà si finirà, senza scadenze e accordi di nessun genere”.

The Zen Circus, si aggiugono nuove date a "Il Male Summer Tour 2026″

Roma, 14 apr. (askanews) – The Zen Circus aggiungono nuovi appuntamenti al calendario de “Il Male Summer Tour 2026”, con il quale attraverseranno l’estate accendendo i palchi dei principali festival italiani.

Tra le nuove date il 29 maggio a Livorno (Straborgo), il 17 luglio al MenGo Music Fest di Arezzo, il 21 21 luglio al Suoni di Marca Festival a Treviso, il 25 luglio a Sogliano (FC) per Notturni Nel Bosco, l’8 agosto Monte San Giacomo (SA) per il Tindamè Festival, il 21 agosto al Festival Radio Onda D’Urto di Brescia, il 3 settembre al Liberi Tutti 2026 di Sesto Fiorentino (FI).

“Il tour nei club de Il Male è stato probabilmente il più bello della nostra storia. E non era così scontato, visto che la nostra storia è decisamente lunga”, affermano The Zen Circus. “Questa estate mescoleremo ancora di più le carte, fra una selezione di canzoni dell’ultimo disco, brani storici immancabili e chicche per i dieci anni de La Terza Guerra Mondiale. Non vediamo l’ora”.

Nel frattempo, la band scalda i motori con un tour europeo, in partenza il 17 e 18 aprile dallo Studio Foce di Lugano, per celebrare i dieci anni dall’uscita di “La Terza Guerra Mondiale”, uno degli album cardine della loro discografia; la band farà poi tappa il 19 aprile a Monaco, il 20 aprile sarà a Berlino, il 22 a Parigi, il 24 a Bruxelles, il 25 a Londra e il 27 a Barcellona.

Pubblicato il 26 settembre 2025, Il Male (Carosello Records) è il loro ultimo album di inediti, undici tracce per uno dei loro lavori più crudi e diretti in cui il tema del dolore viene affrontato nelle sue molteplici forme. La band mette al centro il Male: lo interrogano, lo ascoltano, lo combattono. Perché ignorarlo non lo cancella, ma lo alimenta. Difendono l’imperfezione e l’incoerenza come parte dell’essere umani, riconoscendo nella fragilità e nella fallibilità un tratto comune.

Il Premio Leonardo 2026 assegnato all’Ad di Eni, Claudio Descalzi

Roma, 14 apr. (askanews) – Il Comitato Leonardo, che opera con il supporto del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha assegnato oggi i Premi Leonardo 2026, il riconoscimento che celebra il valore e la qualità dell’imprenditoria e del saper fare italiano. Il premio è stato conferito in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy.

Alla cerimonia, che si è svolta presso Palazzo Piacentini, hanno preso parte il Vice presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale On. Antonio Tajani, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, insieme al Presidente del Comitato Leonardo Sergio Dompé, al presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e al presidente di Ice Agenzia, Matteo Zoppas. Alla consegna dei prestigiosi riconoscimenti hanno inoltre partecipato i Soci del Comitato Leonardo, che riunisce oggi oltre 110 aziende che operano nei settori tradizionali e in quelli innovativi del Made in Italy, il cui fatturato complessivo supera i 400 miliardi di euro, con una quota export media pari al 57%.

Il Premio Leonardo 2026, assegnato ogni anno dal Comitato Leonardo a una personalità che abbia contribuito in modo significativo ad affermare l’immagine e l’eccellenza dell’Italia nel mondo, è stato conferito a Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, per le sue capacità di guidare Eni attraverso le trasformazioni del settore energetico. Claudio Descalzi “ha condotto Eni attraverso l’evoluzione del mercato, promuovendo uno sviluppo sostenibile, innovazione tecnologica e rafforzando la presenza del Gruppo nel contesto energetico globale” sottolinea il Comitato.

“Il Made in Italy continua a esprimere una straordinaria capacità di attrazione, confermandosi un fattore determinante di successo e competitività a livello globale. La qualità, la creatività, l’innovazione e il saper fare delle nostre imprese costituiscono un patrimonio unico, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. I dati istat del 2025 sul commercio estero mostrano che nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto un valore di 643 miliardi di euro, con una crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche, instabilità delle catene del valore e nuove dinamiche competitive, il Made in Italy è chiamato a rafforzare ulteriormente la propria resilienza e capacità di adattamento. Affrontare queste sfide significa investire ancora di più in innovazione, solidità industriale e presenza sui mercati globali, preservando al contempo l’identità che rende le nostre imprese riconoscibili e affidabili nel mondo. Come Comitato Leonardo rinnoviamo con convinzione il nostro impegno a promuovere e valorizzare le eccellenze del Made in Italy, preservandone l’identità e i valori distintivi” ha dichiarato Sergio Dompé, presidente del Comitato Leonardo.

“Il Made in Italy rappresenta oggi molto più di un marchio: è un’identità riconosciuta a livello globale, fatta di qualità, innovazione e capacità di unire tradizione e visione industriale. Le imprese che premiamo testimoniano la forza e la resilienza di un sistema produttivo che continua a distinguersi anche in un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche, instabilità energetica e profonde trasformazioni delle catene del valore. In questa fase di grande incertezza, le imprese italiane dimostrano una straordinaria tenuta, fondata sulla qualità dei loro prodotti e su una riconosciuta capacità relazionale, che consente di costruire e consolidare rapporti di fiducia sui mercati internazionali. Un elemento che dimostra come, per ridurre i rischi legati alle crisi globali e continuare a crescere nonostante l’incertezza, sia necessario investire ancora in innovazione, sostenibilità e capitale umano, portando avanti processi di diversificazione, aprendo nuovi mercati e rafforzando al tempo stesso la presenza internazionale delle nostre filiere” ha commentato Emanuele Orsini, presidente di Confindustria.

“In uno scenario geopolitico in cui prevale il conflitto, le guerre commerciali e l’instabilità, il nostro sistema produttivo appare più resiliente e capace di reagire: accresce il nostro export, affiancando così il Giappone come quarto esportatore mondiale, ma anche l’interesse degli investitori esteri, come evidenziano i principali indicatori sulla attrattività. Proprio per questo il Premio Leonardo, tra i riconoscimenti più prestigiosi del sistema industriale italiano, assume quest’anno un valore ancora maggiore. L’onorificenza conferita a Claudio Descalzi e a Eni è particolarmente significativa nel contesto attuale: si tratta della principale azienda energetica nazionale, impegnata a garantire l’approvvigionamento e l’autonomia energetica del Paese, con una visione che spazia dallo sviluppo dei biocombustibili all’estrazione del gas”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

“Con il Premio Leonardo International assegnato a Christophe Weber, Ceo di Takeda, celebriamo invece una realtà globale che da decenni investe in Italia, coniugando in modo esemplare innovazione e sostenibilità. Di grande rilievo, inoltre, il riconoscimento a Giovanni Malagò per lo straordinario successo della gestione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, e a S.E. Reem bint Ebrahim Al Hashimy, Ministro di Stato per la Cooperazione Internazionale degli Emirati Arabi Uniti, donna fortemente impegnata nel rafforzamento della cooperazione internazionale, nella promozione di partenariati strategici e nell’accrescere gli investimenti emiratini in Italia. In questo momento di tensione, in cui gli Emirati sono le principali vittime delle ritorsioni iraniane, desidero esprimere la piena vicinanza dell’Italia. La nostra partnership strategica è più solida che mai. Cogliamo anzi questa occasione per sollecitare la Commissione europea a finalizzare l’accordo di libero scambio con gli Emirati, quale modello per l’intesa complessiva con il Consiglio di Cooperazione del Golfo. È il momento di farlo” ha aggiunto Urso.

Montecucco a Vinitaly: dati in crescita, 60% destinato all’export

Verona, 14 apr. (askanews) – “Il Consorzio Montecucco si presenta a Vinitaly con buoni dati: abbiamo chiuso il 2025 con un maggiore imbottigliamento rispetto all’anno precedente”. A parlarci Giovan Battista Basile, presidente Consorzio Tutela Vini Montecucco. “Partiamo con ottimismo, felici di essere qui in una fiera che ci offre opportunità nazionali e internazionali per presentare i nostri vini, in un momento difficile per il settore, anche per problemi di comunicazione che complicano il nostro lavoro. Vogliamo far capire che il vino fa parte della nostra cultura e che è importante mantenere un rapporto equilibrato con esso, valorizzandone il ruolo nella nostra vita e nella nostra storia. Nel nostro piccolo, come territorio toscano, trasmettiamo questo messaggio: bere il vino consapevolmente, godendoselo con piacere e serenità. Non solo in Italia, ma nel mondo, visto che il 60% della nostra produzione è destinata all’export, pur essendo una piccola denominazione”, chiosa.

Il Consorzio Tutela Vini Montecucco festeggia quest’anno i suoi 26 anni, più di un quarto di secolo che ha elevato una terra un tempo ignota tra il Monte Amiata e il fiume Ombrone a territorio vitivinicolo di prim’ordine. Nato ufficialmente nel 2000, dopo il riconoscimento della Doc Montecucco nel 1998 e della Docg nel 2011, oggi conta 68 aziende associate, 800 mila bottiglie prodotte ogni anno, di cui il 90% è biologico.

Vinitaly 2026, da Atina a Verona

Roma, 14 apr. – C’è anche Antica Tenuta Palombo tra le realtà che rappresentano il Lazio a Vinitaly 2026, in corso a Verona dal 12 al 15 aprile, all’interno del Padiglione regionale, portando a Verona una selezione di etichette che raccontano l’identità vitivinicola della Valle di Comino e il legame profondo con il territorio di Atina. Fondata nel 1980, l’azienda è oggi una delle realtà più rappresentative di quest’area del Lazio e continua a promuoverne qualità, tradizione e riconoscibilità attraverso una produzione capace, confermando una presenza ormai consolidata in uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al vino.

Dalle bollicine ai bianchi, fino ai rossi che più rappresentano il legame con il Frusinate e con l’area di Atina, il percorso proposto dalla cantina restituisce l’immagine di una produzione costruita su radicamento territoriale, continuità e valorizzazione delle peculiarità locali. A rafforzarne il profilo contribuiscono anche i recenti riconoscimenti ottenuti da alcune etichette aziendali nella guida 5StarWines, tra cui il Primis Metodo Classico e il Maturano, segnale di un lavoro che intreccia qualità produttiva e promozione del territorio.

Al centro della proposta restano alcuni vini particolarmente identitari, a partire dall’Atina DOP Cabernet, indicato dalla stessa azienda come il suo vino più noto, accanto a etichette più limitate come il Capralitt, rosso IGP del Frusinate ottenuto da Cabernet e Merlot.

“A Vinitaly 2026 Antica Tenuta Palombo è presente, come ormai da diversi anni, all’interno del Padiglione Lazio. Siamo una realtà che da oltre quattro decenni lavora sul territorio e per il territorio, portando l’eccellenza della Valle di Comino e della produzione vitivinicola laziale anche fuori dai confini regionali e nazionali. I nostri vini raccontano un patrimonio ampio e variegato: dallo spumante metodo classico ai bianchi, sia da vitigni autoctoni sia da varietà arrivate qui oltre due secoli fa, fino ai grandi rossi di Atina.” dichiara Pierpaolo Pirone, enologo di Antica Tenuta Palombo. “Penso in particolare al Merlot, al Cabernet di Atina DOP e a etichette in tiratura molto limitata come il Capralitt, una piccola gemma che arricchisce ulteriormente il panorama della denominazione. Sono vini che portano con sé profumi, sensazioni e carattere di questo territorio, facendosi ambasciatori della nostra identità nel mondo”

Vinitaly, Pandolfo (Sant’Andrea): “Fieri per i 5 riconoscimenti”

Verona, 14 apr. (askanews) – “Sicuramente è un Vinitaly in un momento particolare per il vino, per la situazione internazionale e il calo dei consumi. È una fiera di passaggio, di riflessione e studio, per capire cosa migliorare e far sì che il vino – che ci accompagna da 6-7 mila anni – resti una bevanda tipica nostra e piacevole. Credo che il vino faccia parte della cultura italiana, dell’animo di ognuno di noi: tutti abbiamo un nonno o un parente che faceva il vino in casa. Questo patrimonio culturale, rafforzato dal riconoscimento UNESCO della cucina italiana, è eccezionale: il vino ci deve accompagnare. È compito delle cantine produrre, raccontare e far assaggiare i vini, legati al territorio. Il vino non è alcol, ma cultura, passione, territorio: serve ad apprezzare, rilassarsi e stare con gli amici. Siamo contentissimi di questa manifestazione e dei 5 riconoscimenti presi da noi per i vini del territorio: Vermentino, Moscato di Terracina, Circeo, tutti molto legati alla nostra terra. Il Vinitaly è il concorso internazionale più importante al mondo, con la fiera più prestigiosa: vincere una piccola bandierina da mettere su Circeo o Terracina, nelle nostre zone stupende, è una grande soddisfazione, per noi e per chi ci visita” afferma Andrea Pandolfo, titolare insieme con il padre di Cantina Sant’Andrea. “A volte a livello mediatico ci sono cose strane: la dieta mediterranea è la migliore per la longevità, e un bicchiere di vino a tavola ne fa parte. Bere giusto rilassa e fa stare bene. Forse il nostro errore è stato trasformare il vino in qualcosa di troppo tecnico, da assaggiare e degustare. Facciamolo tornare alle origini, ai banchetti romani: il vino deve recuperare la convivialità. In cantina lo dico sempre: il buon piatto e il bicchiere di vino non sono un fine, ma un mezzo per una bella serata, con la coppietta o gli amici, per ricordare ‘ho mangiato e bevuto bene, sono stato bene’. Quella è l’emozione che dobbiamo trasmettere con il vino”, aggiunge.

A confermare questo percorso per Cantina Sant’Andrea, anche i recenti riconoscimenti ottenuti nella guida 5StarWines – the Book 2027 – presentata nel corso di questa edizione di Vinitaly – dove diverse etichette della cantina hanno superato i 90 punti: l’Oppidum 2025 (90 punti), il Vermentino “253 Giorni” 2025 e il Circeo DOC Bianco Riflessi 2025, entrambi con 91 punti, e ancora il Capitolium 2023 e l’Hum Vigna Campo Soriano 2024, che raggiungono i 92 punti, a testimonianza di una qualità sempre più definita e riconoscibile.

Tennis, IBI 2026, Binaghi: "400mila presenze e titolo azzurro"

Roma, 14 apr. (askanews) – Obiettivi ambiziosi e una nuova fase che si apre nel segno della memoria. Internazionali BNL d’Italia 2026 si presentano con numeri già in crescita e traguardi chiari, indicati dal presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi: “Superare le 400mila presenze paganti, oltrepassare il miliardo di euro di impatto economico sul territorio e tornare, dopo 50 anni, a vedere un italiano vincere il singolare maschile”.

L’intervento di Binaghi, alla presentazione ufficiale al Foro Italico, si apre con un ricordo commosso di Nicola Pietrangeli, “il più grande campione del primo secolo della Federazione”, e di Lea Pericoli. “Senza di loro siamo più deboli, ma partiamo da una base molto solida grazie a ciò che hanno costruito”, sottolinea, indicando simbolicamente l’inizio di una nuova era per il tennis italiano.

Sul piano dei numeri, la crescita è già evidente. A un mese dal torneo sono stati venduti oltre 220mila biglietti, con un incremento dell’8,6% rispetto allo scorso anno. “Partiamo da 393mila presenze complessive nel 2025 e confidiamo di superare quota 400mila”, spiega Binaghi, evidenziando come il limite attuale sia legato alla capienza del Centrale, in attesa degli interventi di ampliamento previsti nei prossimi anni.

Determinante, nel successo del movimento, anche il ruolo dei media. Il canale federale SuperTennis registra una crescita record degli ascolti: +69% medio annuo, con una media giornaliera di circa un milione di contatti e picchi superiori ai 9 milioni durante gli US Open. “È uno strumento non facilmente replicabile, che rappresenta un vantaggio competitivo decisivo”, osserva il presidente federale.

Il boom riguarda anche la pratica sportiva: secondo dati Nielsen, i praticanti di tennis e padel in Italia sono 6,2 milioni, ormai vicini ai 6,5 milioni del calcio. Nel 2025 si sono disputati oltre 1,3 milioni di incontri ufficiali, pari a circa 3600 partite al giorno. “Un risultato che non avrei mai immaginato”, ammette Binaghi, pur riconoscendo un ritardo strutturale rispetto ad altri Paesi, come la Francia.

Sul fronte economico, la FITP chiude il 2025 con un fatturato record di oltre 243 milioni di euro, il più alto nella storia dello sport italiano. Quanto all’impatto degli Internazionali, la stima per il 2026 punta a superare il miliardo di euro, senza ricorso a contributi pubblici diretti. “Nessuno ha una percentuale di autofinanziamento come la nostra”, rivendica Binaghi.

Calcio, Figc, Malagò: "Sfida mi affascina, compattezza A"

Roma, 14 apr. (askanews) – Giovanni Malagò apre alla possibilità di guidare la FIGC, ma chiarisce tempi e condizioni. “La sfida della Figc mi affascina”, spiega l’ex presidente del CONI in un’intervista al podcast ‘Sette Vite’. “Non mi sono candidato: alcuni rappresentanti della Lega Serie A mi hanno chiesto un’eventuale disponibilità. Senza un passaggio formale non è corretto dare una risposta”.

Determinante, per l’eventuale discesa in campo, il sostegno dei club della massima serie. “È oggettivamente impressionante vedere 19 società su 20 convergere su un soggetto terzo, peraltro esterno alla dinamica federale diretta. Parliamo di un mondo storicamente complesso e litigioso, dove spesso è difficile trovare anche una maggioranza semplice. Senza questo livello di compattezza probabilmente avrei già declinato”, sottolinea Malagò.

L’ex numero uno dello sport italiano ribadisce però la necessità di un percorso condiviso: “Una candidatura, se ci sarà, dovrà essere accompagnata da un programma condiviso. Qualsiasi dichiarazione ora rischierebbe di sembrare programmatica prima dei confronti formali con le componenti. È un mondo che conosco bene e in cui bisogna rispettare tempi e passaggi”.

Quanto alle ragioni del consenso raccolto, Malagò individua credibilità e affidabilità come fattori chiave: “Nei momenti complicati serve qualcuno capace di tenere la barra dritta. L’affidabilità dovrebbe essere una qualità normale per chi ha responsabilità, ma evidentemente non è sempre così scontata”.

Infine, un passaggio sulla Nazionale e sulla mancata qualificazione ai Mondiali: “È qualcosa di incredibile, sorprendente e doloroso. Sono stato a vedere Italia-Irlanda a Bergamo da semplice cittadino e appassionato, con grande partecipazione emotiva. Questo dice tutto”.

Tennis, Alcaraz, esordio vincente a Barcellona

Roma, 14 apr. (askanews) – Buona la prima per Carlos Alcaraz al torneo Atp 500 di Barcellona. Il numero 2 del mondo, che tornava in campo a sole 48 ore dalla finale persa a Monte-Carlo contro Sinner (in cui ha perso anche la vetta del ranking), ha superato non senza qualche difficoltà di troppo Otto Virtanen, n°130 Atp e proveniente dalle qualificazioni. Un Alcaraz ben lontano dalla perfezione, salito di livello nel 2° set, che si è imposto 6-4, 6-2 in un’ora e 25′ di gioco. Per Carlitos anche un piccolo campanello di allarme dal punto di vista fisico, quando nel finale di 1° set è stato costretto a chiamare medical-time-out per un problema al polso destro. Al 2° turno giovedì affronterà il ceco Tomas Machac.

Sax e bollicine al Vinitaly: l’omaggio alla pace di Stefano Bottega

Verona, 14 apr. (askanews) – I tempi sono complicati, ma la buona compagnia, la musica e le bollicine sono parte del nostro patrimonio culturale irrinunciabile, del nostro essere italiani e del nostro saper vivere. Stefano Bottega lo ha dimostrato con un concerto a sorpresa al Vinitaly: le canzoni di Vasco Rossi, il sax di Andrea Innesto, il calore del pubblico sempre più vicino. E tra il pubblico anche il ministro del Turismo italiano Gianmarco Mazzi che ha dimostrato di apprezzare il momento musicale organizzato alla fiera di Verona come anche la deputata Maddalena Morgante.

A esibirsi Stefano Bottega stesso, produttore di spumanti premium, noto per i suoi vini millesimati.

Prima del concerto ci racconta: “L’idea è nata soprattutto per rispondere a questo momento di grandi tensioni internazionali: si respirano atmosfere cupe e ogni giorno sui giornali, sui telegiornali si propongono notizie sempre peggiori” spiega. “Allora ho pensato che il mondo del vino aveva bisogno anche del sostegno del mondo della musica perché hanno in comune tante cose, i profumi sono un po’ come le note che volano nell’aria, gli assaggi sono un po’ come gli accordi di chitarra e quindi questa atmosfera mi sembrava l’ideale come messaggio da portare a tutto il pubblico che è così numeroso qui al Vinitaly” aggiunge.

La buona musica e il saper bere bene, senza esagerare ma per gustare un’esperienza sempre unica. “Sono due mondi che interagiscono molto bene tra di loro e poi queste continue notizie di guerre, di tensioni mi hanno fatto pensare agli anni settanta quando ero bambino, quando la musica era veramente protagonista di un messaggio di pace, ci ricordiamo John Lennon che parlava di pace, di amore, io a questo ho voluto aggiungere un po’ il prosecco e la grappa che sono i miei prodotti ai quali tengo moltissimo”, dichiara Stefano Bottega.

E oltre all’orgoglio di un produttore, c’è l’economia italiana: le bollicine hanno un peso, sulla tavola italiana e nell’arena internazionale, che va tutelato. “Una grande importanza: non dimentichiamoci che il prosecco è l’unico vino al mondo che sta crescendo sia nel mercato interno che nei mercati mondiali, con 720 milioni di bottiglie per un fatturato di 3,6 miliardi di euro; è un business molto importante che va salvaguardato, va tutelato, a questo proposito siamo contrari ovviamente ai dazi perché il libero scambio va sempre favorito” dice.

Ma anche il recente accordo che l’Unione Europea e l’Australia hanno siglato per ridurre i dazi doganali, facilitare l’accesso alle materie prime critiche e proteggere oltre 165 indicazioni geografiche europee, non è “piaciuto tantissimo” a Bottega “perché il prosecco deve rimanere solo italiano”.

“A questo proposito voglio dire che lo champagne è stato tutelato al 100%, quindi gli australiani non potranno fare lo champagne, mentre è stato concesso loro per dieci anni di esportare il prosecco e poi di mantenerlo nel loro mercato interno, pensiamo che sia una cosa molto pericolosa e il Consorzio e anche il Ministero ritengo si debbano adoperare per rivedere l’accordo e tutelare il prosecco: il prosecco si può fare solo in Italia, nelle province di tutto il Friuli e nel Veneto”, conclude.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Gualtiero Benatelli

Immagini askanews

Maltempo, mercoledì allerta gialla in 8 regioni

Milano, 14 apr. (askanews) – Una circolazione depressionaria ben strutturata negli strati superiori atmosferici, attualmente situata sulla Tunisia, già dal pomeriggio di oggi, e nuovamente nel corso della giornata di domani, favorirà l’innesco di intensi fenomeni temporaleschi sulla Sicilia.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche.

L’avviso prevede, dal pomeriggio-sera di oggi, martedì 14 aprile, precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sulla Sicilia, specie sul settore centro-occidentale dell’isola. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate ed attività elettrica.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, mercoledì 15 aprile, allerta gialla in Abruzzo, Molise e su alcuni settori di Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia.

La Russa: bene Meloni a prendere distanze da attacco Trump a Papa

Roma, 14 apr. (askanews) – “La Meloni è stata da sempre molto chiara: noi siamo amici degli Stati Uniti, apprezziamo il presidente attuale quando dice cose su cui siamo d’accordo. Quando ci sono cose su cui non siamo d’accordo manteniamo l’amicizia come avviene tra amici”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa, uscendo dalla capigruppo di Palazzo Madama.

“Se qualcuno può pensare che la premier italiana possa considerare accettabili attacchi frontali al sommo pontefice non conosce l’Italia, non conosce il presidente del Consiglio, non conosce quello che significa il rapporto tra l’Italia e il Papa che in questo caso è pure americano”.

Trump ha detto di essere stato scioccato da Meloni, ‘pensavo avesse coraggio e mi sbagliavo’. “Non c’è bisogno di ricucire, il presidente ha fatto una sua valutazione, continueremo ad essere amici degli Usa” con “tutti gli argomenti come questo che ha detto la premier che mi trova pienamente d’accordo” perché “quando non ci troviamo, abbiamo il dovere, prima che il diritto, di dirlo, il dovere di prendere le distanze da un attacco frontale al Sommo pontefice. Se non l’avesse fatto sarebbe venuta meno ai doveri non solo di cattolica credente e osservante, perché Giorgia lo è profondamente, ma anche ai doveri del presidente del Consiglio italiano che non si è mai lontanamente immaginato ci potesse essere un confronto così duro qualunque cosa dica il papa, giusta o sbagliata”, ha sottolineato La Russa.

Italia-Usa, Schlein: solidarietà a Meloni, Trump non si permetta

Roma, 14 apr. (askanews) – “Voglio esprimere la nostra più ferma condanna, che sono certa sarà unanime in quest’aula, per l’attacco del presidente Donald Trump alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando in aula alla Camera.

“E – ha aggiunto – voglio dire che l’Italia è un paese libero e sovrano e che la nostra costituzione è chiara: l’Italia ripudia la guerra. Nessun capo di Stato straniero può permettersi ad attaccare o minacciare o mancare di rispetto al nostro paese e al nostro governo. siamo avversari in quest’aula ma siamo tutte e tutti cittadini italiani e rappresentanti degli italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese Chiediamo su questo davvero una condanna unanime”.

Almasri, aula Camera solleva conflitto attribuzione a tutela Bartolozzi

Roma, 14 apr. (askanews) – L’aula della Camera ha approvato per 47 voti di differenza la proposta di elevazione di un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nei confronti del Tribunale dei ministri e della Procura di Roma per la vicenda che riguarda Giusi Bartolozzi, l’ex capo gabinetto del ministero della Giustizia, indagata per false informazioni al pm nella vicenda Almasri.

Secondo la maggioranza, Tribunale e Procura avrebbero leso le prerogative della Camera escludendo l’ex collaboratrice del ministro Nordio dalla richiesta di autorizzazione a procedere che invece ha evitato il processo al guardasigilli, al ministro Piantedosi e al sottosegretario Mantovano.

“E’ evidente che esiste una connessione sostanziale tra i fatti ascritti a Nordio e la condotta di Bartolozzi. Il tribunale dei Ministri ha riconosciuto che l’allora capo di gabinetto aveva partecipato alle riunioni del 19 e del 21 gennaio 2025, aveva coordinato l’azione degli uffici, aveva agito come esecutrice delle direttive giuridiche di Nordio”, ha detto in aula Pietro Pittalis (Fi).

Secondo Devis Dori (Avs), presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, la Consulta boccerà il conflitto sollevato da Montecitorio ma “il voto di oggi è funzionale a far avvicinare la prescrizione dell’ipotesi di reato”.

Pd, Avs e M5s avevano chiesto il voto segreto ma il vicepresidente della Camera Sergio Costa ha spiegato che la richiesta non poteva essere accolta perché si trattava di un voto procedurale.

Fmi, Gourinchas: non sospendere il Patto di stabilità Ue

Roma, 14 apr. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale sconsiglia di attivare la clausola generale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita nella Unione europea e, ove vengano adottate misure contro il caro energia dai Paesi membri, raccomanda che siano “molto mirate e molto temporanee”.

Sul Patto di stabilità e di crescita dell’Ue “la nostra valutazione è che una serie di economie europee abbiano davvero bisogno di ripristinare i loro margini di bilancio, di abbassare i deficit strutturali”, ha affermato il capo economista del Fmi, Pierre-Olivier Gourinchas, rispondendo ad una domanda sull’argomento durante la conferenza stampa sul World Economic Outlook. “E che lo stanno facendo in base alle regole Ue”, con piani pluriennali, “quindi ci sono obiettivi sui prossimi anni sui loro percorsi ed è molto importante restare in carreggiata – ha proseguito – continuare con il ripristino dei margini di Bilancio, non deviare e non sospendere le regole”.

“Se misure vanno prese per supportare magari i più vulnerabili o i più esposti tra famiglie e imprese, allora queste misure possono essere attuate ma devono essere molto mirate e molto temporanee”, ha detto. Perché “quello che abbiamo visto in precedenza è che a volte misure di supporto finanziate in deficit spesso non sono state rimosse quando la crisi è venuta meno, perché politicamente è difficile rimuoverle”.

Trump: scioccato da Meloni, non vuole aiutarci in Iran

Roma, 14 apr. (askanews) – “Piace il fatto che la vostra presidente (del consiglio Giorgia Meloni) non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervistato in esclusiva dal Corriere della Sera.

Le ha parlato di questo? “No. Dice semplicemente che l’Italia non vuole essere coinvolta. Anche se l’Italia ottiene il suo petrolio da là, anche se l’America è molto importante per l’Italia. Non pensa che l’Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei”.

Sul Papa, Giorgia Meloni che detto che è inaccettabile quello che lei ha dichiarato. “È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha un’arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”.

Ma avete parlato di queste cose? “No…” Non avete parlato neanche una volta in questo mese? “No, non da molto tempo”.

Perché? “Perché non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. E’ molto diversa da quello che pensavo”.Nell’intervista, durata poco più di sei minuti, Trump ha criticato duramente Meloni, che un mese fa egli stesso aveva definito un’amica e una grande leader che “cerca sempre di aiutare” in un’altra intervista con il Corriere della Sera: “Non è più la stessa persona, e l’Italia non sarà lo stesso Paese: l’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

Trump torna a ripetere che l’Europa sta “distruggendo se stessa dall’interno” con le sue politiche di immigrazione e con quelle legate all’energia: “Pagano i più alti costi del mondo per l’energia e non sono nemmeno pronti a battersi per lo stretto di Hormuz da dove la ricevono. Dipendono da Donald Trump perché lo tenga aperto”.

Quanto all’uso dei dragamine italiani per lo stretto di Hormuz, il presidente americano afferma: “Ho chiesto di inviare tutto quello che vogliono, ma non vogliono perché la Nato è una tigre di carta”.

Su Papa Leone e il suo appello per la pace, Trump afferma che il Papa non capisce che l’Iran costituisce una minaccia nucleare. “Non capisce, e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese”.

Infine, la sconfitta elettorale del premier ungherese Viktor Orban: “Era un mio amico, non era la mia elezione ma era un mio amico, un brav’uomo, ha fatto un buon lavoro sull’immigrazione. Non ha lasciato che la gente venisse a rovinare il suo paese, come ha fatto l’Italia”.

Papa in Algeria, pianta un ulivo a Ippona, terra di Sant’Agostino

Ippona (Algeria), 14 apr. (askanews) – Leone XIV in Algeria ha fatto tappa al sito archeologico di Ippona, oggi Annaba, terra di Sant’Agostino, dove si è raccolto in un momento di preghiera. Il Papa ha deposto una corona di fiori e ha piantato un ulivo, segno di pace. La visita è stata breve a causa della pioggia battente.

Meloni: sospeso rinnovo automatico accordo di difesa con Israele

Verona, 14 apr. (askanews) – “In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti al Vinitaly.

“Non penso che le alleanze con le nazioni cambino in base a chi le guida o le governa, quando uno non è d’accordo lo deve dire – ha sottolineato – ma non penso che i nostri alleati strategici dovrebbero essere altri, non penso che dovremmo guardare a un’altra parte del mondo, per quanto possa essere complesso e difficile, il mio orizzonte, il nostro orizzonte, rimane l’occidente”.

Fmi prevede recessione Iran, Pil 2026 -6,1% e inflazione quasi al 70%

Roma, 14 apr. (askanews) – Drastici tagli alle previsioni di crescita economica di tutti i paesi del Golfo Persico da parte del Fondo monetario internazionale. A cominciare dall’Iran, per cui ora l’istituzione prevede una recessione del 6,1% quest’anno, cui dovrebbe seguire un parziale recupero con un più 3,2% del Pil sul 2027. I dati sono contenuti nell’ultimo World Economic Outlook.

Sempre per l’Iran, il Fmi stima un’inflazione a quasi il 70% quest’anno (68,9%), peraltro dopo il 50,9% del 2025, e al 39,6% del 2027.

Anche più acuta la recessione prevista sul Qatar, meno 8,6% sul Pil 2026 a cui però è atteso un rimbalzo completo sul 2027, con un più 8,6% del Pil. Per l’Iraq il Fmi prevede un meno 6,8% del Pil quest’anno e un più 11,3% il prossimo. Per il Kuwait meno 0,6% quest’anno e più 2,8% il prossimo. Per il Bahrein meno 0,5% quest’anno e più 4,5% il prossimo.

Sempre collegato al conflitto in Iran, per Israele il Fmi prevede invece un rafforzamento della crescita quest’anno al più 3,5% (dal più 2,9% del 2025) e una ulteriore accelerazione al più 4,4% nel 2027.

Fmi taglia stima Pil globale 2026 a +3,1%, ma con scenario grave solo +2%

Roma, 14 apr. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale ha tagliato le previsioni di crescita economica globale di quest’anno al più 3,1%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di gennaio. Per il 2027, nell’ultimo World Economic Outlook, l’istituzione conferma l’attesa di una espansione globale del 3,2%.

A livello globale, l’inflazione è prevista in accelerazione al 4,4% quest’anno e poi in moderazione al 3,7% il prossimo. Ma queste sono le attese dello scenario di base.

Il Fmi ha poi elaborato uno scenario “avverso”, peggiore soprattutto dal punto di vista del conflitto in Iran con cui la crescita quest’anno rallenterebbe al 2,5% e l’inflazione raggiungerebbe il 5,4%. Infine, anche ipotizzato uno scenario “grave”, con cui la crescita globale si ridurrebbe al 2% quest’anno e l’inflazione supererebbe il 6%.

Queste previsioni sono “dominate dai rischi al ribasso”, avverte il Fmi. “Le tensioni geopolitiche potrebbero peggiorare anche più di quanto non lo siano già, portando la situazione nella peggiore crisi energetica dei tempi moderni; oppure potrebbero esplodere le tensioni politiche”, avverte l’istituzione di Washington.

Il Fmi ha limato di 0,1 punti la stima di crescita degli Stati Uniti di quest’anno al 2,3%, mentre ha alzato in misura analoga quella sul 2027 al 2,1%. Per l’area euro ha tagliato di 0,2 punti l’attesa di crescita su entrambi gli anni, rispettivamente al più 1,1% e al più 1,2%. Tagli analoghi per l’Italia, sui cui è atteso un più 0,5% del Pil sia su quest’anno che sul prossimo.

Per il Giappone ha confermato l’attesa di un più 0,7% sul Pil 2026 e un più 0,6% sul 2027.

Passando ai nuovi giganti economici globali, il Fmi ha limato di 0,1 punti la crescita attesa sulla Cina quest’anno al più 4,4% e confermato al più 4% il Pil 2027. Per l’India ha alzato di 0,1 punti le attese sul 2027 e il 2026, in entrambi i casi al più 6,5%. Il Fmi poi alzato di 0,3 punti la previsione di crescita economica di quest’anno della Russia al più 1,1% e di 0,1 punti quella sul prossimo, sempre al più 1,1%.

Papa in Algeria: vengo come pellegrino di pace, siamo tutti fratelli

Algeri, 13 apr. (askanews) – “Vengo in mezzo a voi come pellegrino di pace, desideroso di incontrare il nobile popolo algerino”. Così il Papa nel discorso rivolto alle autorità, la società civile e il corpo Diplomatico algerini, al Centro convegni Djamaa el Djazair, ad Algeri.

“Siamo fratelli e sorelle, perché abbiamo lo stesso Padre nei cieli: il profondo senso religioso del popolo algerino – ha aggiunto – è il segreto di una cultura dell’incontro e della riconciliazione, di cui anche questa mia visita vuole essere segno”.

Per Leone XIV è il terzo viaggio internazionale, che lo porterà per undici giorni in Africa: dopo la prima tappa in Algeria, il pontefice visiterà il Camerun, l’Angola e infine la Guinea Equatoriale. Leone è il primo Papa a visitare l’Algeria.

Meloni: non so quanti leader hanno parlato come me su Trump

Roma, 14 apr. (askanews) – “A me pareva che il post pubblicato alle 8.30 del mattino fosse un segnale chiaro, poi ovviamente servivano parole più chiare e abbiamo detto anche parole più chiare”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un punto stampa al Vinitaly di Verona, rispondendo a chi le domandava perché non avesse criticato subito le parole di Donald Trump sul Papa.

“Non so quanti leader le abbiano espresse, questo per quanti dicono che ci sarebbe una sudditanza”, ha aggiunto concludendo la frase con tono sarcastico.

Spagna, la moglie di Sanchez rinviata a giudizio per corruzione

Roma, 14 apr. (askanews) – Begona Gomez, moglie del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, è stata incriminata per appropriazione indebita, traffico di influenze, corruzione in ambito commerciale e malversazione di fondi al termine di un’indagine durata due anni e condotta da un giudice di Madrid.

Gomez, 55 anni, è accusata di aver sfruttato la sua influenza come moglie del primo ministro socialista per ottenere e gestire un incarico presso l’Università Complutense di Madrid, e di aver utilizzato risorse pubbliche e conoscenze personali per perseguire i propri interessi privati.

Il giudice Juan Carlos Peinado ha inoltre incriminato, in relazione al caso, l’assistente personale della Gomez, Cristina Álvarez, e l’imprenditore Juan Carlos Barrabes. Tutti gli imputati si sono dichiarati non colpevoli. L’indagine su Gomez è stata avviata in seguito a una denuncia di Manos Limpias (Mani Pulite), un sindacato autoproclamatosi tale con legami di estrema destra, noto per aver utilizzato la giustizia per perseguire coloro che considera una minaccia agli interessi democratici della Spagna.

Sßnchez ha ripetutamente respinto le accuse contro la moglie, definendole una calunnia infondata e politicamente motivata. Il primo ministro ha accusato i suoi oppositori politici e mediatici di perseguitare la sua famiglia e ha apertamente messo in dubbio l’imparzialità di alcuni membri della magistratura.

M.O., Conte: Meloni spieghi in Parlamento stop a Memorandum con Israele

Roma, 14 apr. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, deve chiarire in Parlamento la posizione del governo italiano verso Israele dopo le dichiarazioni della premier al Vinitaly in cui ha annunciato la sospensione del rinnovo automatico del memorandum con Israele.

“L’avevamo invocata a più riprese da qualche anno – ha ricordato Conte – ma attenzione: non dobbiamo giocare con le parole. Non abbiamo capito se Meloni denuncia l’accordo in sé o esclude il rinnovo automatico e quindi prevede di negoziarlo di volta in volta con scadenze temporali precise”. Quanto annunciato dalla premier, ha proseguito Conte, “è un dato politico importante ma arriva tardivamente dopo 70.000 morti palestinesi, 20.000 bambini uccisi. Dobbiamo capire in quale contesto si inserisce questa dichiarazione estemporanea”.

“Cosa significa? Preannuncia un ravvedimento rispetto al silenzio complice di un genocidio a Gaza, un silenzio complice che noi abbiamo denunciato, che tantissimi cittadini, tantissimi giovani hanno denunciato andando per strada anche insultati dagli esponenti di maggioranza: dobbiamo saperlo. Come l’altro giorno ha dichiarato anche l’Economist, che non credo sia una fonte faziosa, oggi l’Italia ha una posizione in politica estera completamente remissiva, non si comprende assolutamente quale sia la linea di politica estera”, ha argomentato Conte.

“Stiamo rinunciando a cooperare militarmente per la sicurezza per tutti i comparti collegati con Israele? Vogliamo finalmente riconoscere lo stato della Palestina? Vogliamo finalmente promuovere l’adozione di sanzioni e economiche finanziarie nei confronti di Israele? Vogliamo dire che quel che sta facendo da anni il governo Netanyahu è completamente illegale, in contrasto con l’ordine internazionale, dall’occupazione abusiva della Cisgiordania agli attacchi armati nei paesi vicini e anche in Iran? È urgente che il presidente del Consiglio venga qui in quest’aula e venga a chiarire qual è la posizione di questo governo”, ha concluso.

Nasce il Museo della Pizza de l’Antica Pizzeria Da Michele

Roma, 14 apr. – L’Antica Pizzeria Da Michele, nota come il “Tempio della Pizza” e attualmente presente in cinque continenti per un totale di 80 sedi, apre le porte della sua storia: nasce il suo Museo della Pizza, uno spazio espositivo dedicato alla memoria, all’artigianalità e all’eredità della famiglia Condurro. L’apertura è stata celebrata con il tradizionale taglio del nastro alla presenza delle autorità locali, dei rappresentanti della famiglia Condurro e delle personalità di spicco del mondo gastronomico e culturale campano.

Il museo nasce non come una semplice celebrazione del passato, ma come un ponte verso il futuro della pizza. Attraverso un percorso espositivo di più stanze, i visitatori potranno scoprire i documenti inediti, le licenze storiche e le foto d’epoca che testimoniano l’evoluzione della pizzeria dal 1870 a oggi, gli attrezzi del mestiere, pale in legno, madie e impastatrici a mano, e un omaggio ai momenti iconici, dalle visite delle star di Hollywood (come Julia Roberts in “Eat Pray Love”, in italiano “Mangia, Prega, Ama”) ai grandi artisti napoletani.

“Questo museo non appartiene solo alla nostra famiglia, ma a Napoli e a tutti coloro che, nel mondo, vedono nella nostra pizza un simbolo di amore e semplicità” – ha dichiarato Sergio Condurro, amministratore de L’Antica Pizzeria Da Michele. “Ogni cimelio racconta la fatica, la passione e la gioia di aver fatto gustare a intere generazioni la pizza ‘a ruota di carro’.” Il museo è aperto tutti i giorni per i visitatori di via Sersale, a Napoli, dove sorge la sede storica de l’Antica Pizzeria Da Michele. Su prenotazione è possibile prendere parte alla “Da Michele Experience”, una masterclass con i maestri della famiglia Condurro per immergersi ancora di più nel mondo de l’Antica Pizzeria Da Michele e mettere le ‘mani in pasta’, imparando a preparare la propria pizza ‘a ruota di carro’. Fondata nel 1870, l’Antica Pizzeria Da Michele è diventata un’icona globale della pizza napoletana. Grazie alla gestione della famiglia Condurro, il brand ha saputo mantenere intatta la propria identità storica, espandendosi negli ultimi anni con il progetto “Michele in the World”, portando la pizza napoletana nelle principali capitali mondiali.

Vinitaly 2026: Napoli mette in vetrina il suo format

Roma, 14 apr. (askanews) – “Napoli porta al Vinitaly i suoi primati e l’eccellenza nei suoi vini. La città è la prima in Europa per numero di “Vigne Urbane” e questo ci spinge a immaginare nuovi percorsi di valorizzazione. Allo stesso tempo, le cantine dell’area vesuviana, quelle dei Campi Flegrei, ma l’intero comprato, hanno compreso che non si può immaginare di competere sulla quantità, per estensione dei nostri vigneti. Dunque puntiamo decisamente alla qualità, che negli ultimi anni è aumentata esponenzialmente”. Lo ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola, dando il via alle attività nell’ambito di Vinitaly 2026. “Wine, Sea and Tourism” è il format portato a Verona e che animerà lo stan fino al 15 aprile. Sono in programma degustazioni, masterclass e incontri con buyers stranieri (Usa, UK, Germania, Svizzera, Danimarca, Belgio, Svezia e Paesi Bassi). Tra questi alcuni rappresentanti di nazioni che hanno già aderito con i loro team all’America’s Cup e che a settembre saranno a Napoli per un incoming in chiave enologica, turistica e sportiva. A Verona, dunque, va in vetrina il meglio della viticultura partenopea, nel corso degli eventi organizzati da SI Impresa. Durante la kermesse, vengono proposti abbinamenti di piatti tipici (con prodotti offerti da Eurofish Napoli e Sfogliate Lab) con vini locali, con l’aiuto di sommelier professionisti. Il trionfo della tradizione, con la “Pizza a portafoglio”, servita in abbinamento con la Falanghina, il Gragnano o il Lacryma Christi tra gli appuntamenti più attesi.

Truck della salute “Io prevengo” conclude a Milano tour lombardo

Milano, 14 apr. (askanews) – Si conclude a Milano, in Piazza Duca d’Aosta davanti alla Stazione Centrale, il tour lombardo di “IO PREVENGO”, iniziativa di Lilly per rendere la prevenzione cardiometabolica accessibile, gratuita e vicina ai cittadini. Un progetto che si inserisce nel percorso di avvicinamento ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, di cui Lilly è Sponsor.

Protagonista dei Giochi è stata Sofia Goggia, bronzo nello sci alpino, che ai nostri microfoni ha spiegato quanto siano importanti i valori di sport e salute anche per diffondere la cultura della prevenzione: “Fare prevenzione significa avere cura di sé. Riuscire ad attuare dei piccoli gesti quotidiani per ampliare il proprio benessere e il benessere fisico, a mio avviso, è il primo presupposto fondamentale anche nello sport per poter poi esprimere i propri talenti, indipendentemente dalla disciplina”.

L’iniziativa “IO PREVENGO” ha ricevuto tantissime adesioni: oltre 1900 screening gratuiti erogati.

A tal proposito, abbiamo sentito Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access, Lilly Italy Hub, che ha indicato risultati dell’iniziativa e prossimi passi: “Oltre 2000 cittadini lombardi hanno scelto di aderire al nostro programma di screening per la prevenzione del diabete, dell’obesità e delle malattie cardiovascolari e credo che sia un bellissimo segnale di attenzione verso l’importanza della prevenzione. Siamo riusciti a rompere quella barriera della paura che c’è sul conoscere il proprio stato di salute, che è fondamentale proprio per evitare che una malattia bussi alla porta, ma continuare a vivere in salute proprio grazie a un dialogo costante e proattivo con il proprio medico”.

A Milano si stimano circa 240.000 persone con diabete e il 40% della popolazione adulta è in eccesso ponderale.

Alessandro Giungi, presidente della Commissione Consiliare Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026, ci spiega come aumentare progetti tipo “IO PREVENGO”, per promuovere salute e benessere tra i cittadini: “E’ fondamentale proprio queste grandi iniziative sportive, devono essere il modo per poter valutare anche le proprie condizioni di salute. Il fatto di questo track è che garantisce dei test assolutamente importanti sul tema, ad esempio del diabete, e che fa anche una importante opera di educazione alimentare, per evitare ad esempio il tema dell’obesità. Ecco, io credo che andiamo proprio nella direzione che i valori olimpici e paralimpici ci insegnano”.

Sul truck, tutti potranno effettuare gratuitamente esami rapidi e non invasivi, tra cui BMI, circonferenza vita, glicemia capillare, profilo lipidico, lipoproteina, pressione ed emoglobina glicata. Saranno anche disponibili consulenze nutrizionali personalizzate e attività educative per promuovere stili di vita sani.

Infine, Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, ha sottolineato l’importanza di investire nella prevenzione e nella medicina di prossimità, intercettando così i bisogni dei cittadini: “Non solo anticipare l’insorgenza di patologie, ma soprattutto consentire ai nostri cittadini di vivere meglio la loro esistenza. Quindi io credo che uno dei compiti fondamentali, oggi, sia far capire a tutti i cittadini della necessità di partecipare a tutte le campagne di prevenzione e far sì che si possa, insieme, creare una sanità migliore”.

Per partecipare ai consulti gratuiti basta prenotare sul sito di IoPrevengo, dai link sui canali social di Lilly o direttamente in Piazza. Si può selezionare la fascia oraria preferita.

Fi, Barelli: “Sui ministri non ho mai chiesto niente”

Roma, 13 apr. (askanews) – “Io sono capace a nuotare e galleggio, perché imparare a nuotare significa salvare la vita agli altri e a se stessi. Il salvavita non si tocca” e “non c’è nessuna necessità” di lasciare la Federazione e quindi “non mi sono mai posto il problema”. Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia, Paolo Barelli, parlando con i giornalisti dopo essere stato a palazzo Chigi.

“Ho letto di ministeri, ‘Barelli chiede’, i vostri informatori vi informano male, Barelli non ha mai chiesto nulla, non ha bisogno di nulla e sta nel centrodestra saldo”, ha aggiunto.

De Luca: tema mafia-appalti sicura concausa strage via D’Amelio

Milano, 14 apr. (askanews) – “Ci pare, e parlo a nome del gruppo stragi di Caltanissetta, che ci siano dei concreti, univoci e plurimi elementi per affermare che la gestione del procedimento mafia-appalti, e in realtà il tema mafia-appalti, sia stata una sicura causa della strage di via D’Amelio”. Lo ha detto il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, nel secondo capitolo della sua audizione presso la Commissione parlamentare Antimafia sui diversi filoni d’inchiesta sulle stragi del 1992 dopo che ieri la Procura di Caltanissetta ha chiesto l’archiviazione di uno dei filoni d’inchiesta, a carico di ignoti, sulle stragi di Capaci e via D’Amelio.

“Lo riteniamo – ha aggiunto – con un eleveto grado di attendibilità per via D’Amelio, in misura leggermente inferiore per quanto riguarda la strage di Capaci, ma secondo noi ha una sua rilevanza” anche in relazione alla strage che ha portato all’uccisione di Giovanni Falcone, della moglie e degli agenti della scorta.

“Individuale mafia-appalti come concausa della strage di via D’Amelio, e probabilmente anche della strage di Capaci, non esclude, anzi postula, che ci possano essere stati degli interventi esterni perché mafia-appalti è un crocevia di interessi economici, politici e mafiosi quindi che ci sia stato un intervento esterno in relazione a una causa del genere è anche abbastanza probabile” ha concluso.

Fi, Barelli: non mi sono dimesso, mio riferimento è gruppo, non l’esterno

Roma, 13 apr. (askanews) – Paolo Barelli non si è dimesso da capogruppo di Forza Italia alla Camera. Lo ha detto lui stesso, al termine di un incontro a palazzo Chigi, smentendo le voci che avevano cominciato insistentemente a circolare.

“Mica il capogruppo è roba mia, quando sarà il momento dirò che faccio altro semmai. A me non mi ha dimesso nessuno, avete parlato di firme, non ci sono firme, peraltro è pure brutto. Non è che a me mi pagano per fare il capogruppo. Detto quesso si parlerà, si ragionerà, il mio riferimento è il gruppo, non è l’esterno. Io sono stato eletto dal gruppo”.

Barelli, che ha detto di essere stato a palazzo Chigi per parlare con dei “funzionari per problemi legati a provvedimenti sulla sanità”, ha rivendicato i risultati della sua guida del gruppo. In quel ruolo, ha spiegato, “mi ha indicato Silvio Berlusconi, sono stato eletto dai deputati. In quel momento i parlamentari erano 44, come i gatti, oggi sono 54, 10 di più che significa il 25% di incremento, non gli è stato promesso nulla, sono venuti perché hanno fiducia nel capogruppo, nel partito di Forza Italia. Questi sono dati reali. Dopo di che, morto un Papa se ne fa un altro. Siamo tutti indispensabili e nessuno lo è”.

“Detto questo, non è un problema, tra un anno si vota e dobbiamo vincere le elezioni. Non è che uno è pagato di più o di meno, non è quello il tema. Ma i dati sono questi. Poi, se il signore, o chi guida le truppe, ritiene cose diverse, ho tante cose da fare. Non è che sto lì incollato”, ha sottolineato.

Alstom celebra 120 anni stabilimento Vado Ligure e rilancio sito

Genova, 13 apr. (askanews) – Alstom, leader globale nella mobilità intelligente e sostenibile, ha celebrato i 120 anni dello storico stabilimento di Vado Ligure che dal 1906 rappresenta un pilastro dell’industria ferroviaria italiana. L’anniversario cade in una fase particolarmente significativa per il sito di Vado, protagonista negli ultimi anni di un percorso di rilancio e consolidamento industriale in continuità con gli impegni assunti dall’azienda dopo l’acquisizione di Bombardier Transportation nel 2021.

Tra il 2021 e il 2026, infatti, sono stati investiti complessivamente circa 20 milioni di euro, destinati alla riorganizzazione e al rafforzamento della produzione delle locomotive Traxx Universal, principale asset industriale del sito, al miglioramento della qualità dei prodotti, al potenziamento commerciale e alla diversificazione delle attività. Inoltre, l’integrazione industriale con le altre sedi italiane di Alstom, in particolare con Savigliano ha favorito l’allineamento di competenze, processi e metodologie, accelerando lo sviluppo e valorizzando le complementarità sul territorio nazionale. Gli investimenti sul sito di Vado Ligure rientrano anche nel piano industriale di 63,3 milioni di euro per il periodo 2024-2026, che interessa tutti i siti di Alstom in Italia.

Grazie agli investimenti degli ultimi anni, lo stabilimento si è trasformato in un centro altamente specializzato, inserito in un processo produttivo moderno che unisce competenze tecniche avanzate e tecnologie all’avanguardia. Tra le nuove attività rientrano l’allestimento della Power Car del primo treno a idrogeno d’Italia, progetto simbolo della transizione energetica nel trasporto ferroviario, e il rafforzamento del ruolo nella manutenzione e nelle grandi revisioni.

“Si guarda – spiega Michele Viale, direttore generale di Alstom Italia – al futuro. Abbiamo fatto un grande investimento che stiamo portando a termine di 20 milioni di euro. Stiamo costruendo un nuovo capannone per fare anche manutenzione. Questo perché nel piano strategico del sito l’idea è di avere due pilastri: uno è quello delle locomotive che produciamo e continueremo a produrre nei prossimi anni e il secondo invece è quello delle grandi manutenzioni, delle overall, dei treni regionali e non solo, che verrà fatto qui sul sito di Vado e avrà la grande valenza di permettere di avere la possibilità di continuare ad avere un carico di lavoro stabile nei prossimi anni”.

L’evento, a cui hanno partecipato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, il capo del Dipartimento per le infrastrutture e le reti di trasporto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Enrico Maria Puija, il presidente di Federmeccanica Silvano Simone Bettini e il sindaco di Vado Ligure Fabio Gilardi, oltre al presidente Europa di Alstom Andrew DeLeone, al management e a circa 300 dipendenti dell’azienda, è stato anche l’occasione per presentare in anteprima “Binari d’innovazione”, un’esposizione permanente per il territorio e la comunità sulla storia ultracentenaria dello stabilimento di Vado Ligure, che sarà aperta al pubblico su prenotazione a partire da maggio.

“Oggi – sottolinea Gaia Mazzon, Communications Director Alstom Italia – abbiamo fatto un grande regalo a tutte le persone di Alstom e alla comunità in cui il sito si trova, con “Binari d’innovazione” che è appunto questa mostra permanente che racconta la storia delle innovazioni tecnologiche prodotte in questo sito industriale da 120 anni ed è creata anche per essere rivolta ai giovani che possono capire tutte le varie tecnologie e come funzionano le innovazioni, le leggi della fisica che vengono utilizzati per la produzione delle locomotive e avvicinarsi quindi anche al lavoro ferroviario e a tutti i mestieri che si possono fare in questa azienda”.

Nuove date per il World Tour 2026-2027 de Il Volo a Londra e Stoccolma

Milano, 14 apr. (askanews) – Il World Tour 2026-2027 de Il Volo si arricchisce di nuovi prestigiosi appuntamenti: il trio sarà protagonista il 5 novembre 2027 a Londra, sul palco dell’iconico Eventim Apollo, Hammersmith, uno dei teatri più storici e rappresentativi della capitale britannica, ed il 7 novembre a Stoccolma, sul palco dell’Avicii Arena. Le nuove date si inseriscono nella leg europea del tour prevista per l’autunno 2027, che porterà Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble nelle principali capitali, confermando la dimensione sempre più internazionale del progetto live.

Dopo il successo delle tappe in America Latina lo scorso marzo, Il Volo prosegue il tour con i prossimi appuntamenti negli Stati Uniti, al via da domani, 15 aprile, con dieci date, per poi tornare durante l’estate con un ricco calendario tra Italia, Spagna e Grecia (Friends & Partners).

Tra luglio e settembre, il trio sarà protagonista nelle principali location estive con un fitto calendario di appuntamenti: il 1 luglio a Marostica (VI) @ Piazza Castello (Marostica Summer Fest), il 3 luglio a Pistoia (PT) @ Piazza Duomo, il 6 luglio ad Asti (AT) @ Piazza Alfieri (Asti Musica), l’8 luglio a Vigevano (PV) @ Castello Sforzesco, l’11 luglio a Siracusa (SR) @ Teatro Greco, il 15 luglio a Barcellona @ Les Nits Occident, il 17 luglio a Cernobbio (CO) @ Villa Erba (Lake Sound Park), 19 luglio a Malaga @ Plaza de Toros de la Malagueta, il 21 luglio a Murcia @ Plaza de Toros, il 23 luglio a Cattolica (RN) @ Arena Regina, il 25 luglio ad Este (PD) @ Castello Carrarese (Este Music Festival), il 27 luglio a Salonicco @ City Theatre Gis, il 29 luglio a Corfù @ Church St. George (Old Fortress), il 31 luglio a Codroipo (UD) @ Villa Manin, il 2 agosto a Forte dei Marmi (LU) @ Villa Bertelli Live, il 7 agosto a Barletta (BT) @ Fossato del Castello, il 9 agosto ad Alghero (SS) @ Anfiteatro Ivan Graziani (Alghero Summer Festival), il 22 e il 23 agosto a Taormina (ME) @ Teatro Antico, il 27 agosto a Lanciano (CH) @ Parco Villa delle Rose, il 28 agosto a Macerata (MC) @ Sferisterio, il 6 settembre a Brescia (BS) @ Piazza della Loggia, l’8 settembre a Caserta (CE) @ Reggia / Piazza Carlo di Borbone.

Gli appuntamenti estivi italiani anticiperanno la quarta edizione di Tutti per uno, in programma il 24, 26 e 27 settembre nella cornice di Palazzo Te a Mantova, progetto ideato da Michele Torpedine e organizzato e prodotto da Friends & Partners.

A dicembre Il Volo tornerà nei principali palasport italiani con cinque date evento: 7 dicembre Milano @ Unipol Forum, 12 dicembre Firenze @ Nelson Mandela Forum, 17 dicembre Roma @ Palazzo dello Sport, 19 dicembre Torino @ Inalpi Arena, 20 dicembre Bologna @ Unipol Arena.

Il Papa scalzo in moschea ad Algeri e in silenzio davanti al “Mihrab”

Algeri, 13 apr. (askanews) – Leone XIV è entrato scalzo nella Grande Moschea di Algeri, tra le tappe della sua storica visita, la prima per un papa, nel Paese nordafricano. Il pontefice ha sostato qualche istante in silenzio, a fianco del Rettore della Moschea, Mohamed

Mamoun Al Qasimi, davanti al Mihrab, che indica la direzione verso La Mecca.

Un momento di raccoglimento durante la visita durata una decina di minuti nel luogo di preghiera islamico.

Il Papa in Algeria, Leone: Dio straziato da guerre e prepotenze

Annaba, 14 apr. (askanews) – “Il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne”. Lo ha detto il Papa nel discorso pronunciato alla Casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri.

“Ma il cuore del nostro Padre – ha aggiunto – non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno. Come cercate di fare qui nel servizio quotidiano, nell’amicizia, nel vivere insieme”.

“Penso che il Signore, dal Cielo, vedendo una casa come questa – ha concluso Leone – dove si cerca di vivere insieme nella fraternità, possa pensare: allora c’è speranza!”.

M.O., Schlein: ci voleva così tanto a sospendere accordo con Israele?

Roma, 14 apr. (askanews) – “Ci voleva così tanto? La presidente del Consiglio annuncia la sospensione del rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele. Lo chiedevamo da tempo insieme ad altre forze progressiste, perché la dignità di questo paese si misura anche sul rispetto del diritto internazionale. Ora serve coerenza: l’Italia smetta di fare ostruzionismo sulla sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele, su cui cresce il consenso tra gli Stati membri. Servono atti concreti per fermare i bombardamenti indiscriminati, l’occupazione illegale e lo smantellamento dello stato di diritto”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.

M.O., Conte: dopo batosta referendum governo revoca accordo con Israele

Roma, 14 apr. (askanews) – “Il voto e la partecipazione contano come macigni. Dove non erano bastati 2 anni e mezzo di genocidio e guerre illegali è arrivato il vostro voto, il voto di 15 milioni di persone che hanno detto no alle politiche del Governo. La sospensione dell’accordo militare Italia-Israele annunciata poco fa da parte del Governo arriva con grave, colpevole ritardo. Dopo oltre 70mila palestinesi uccisi. Ma è sicuramente una buona notizia. Dopo la batosta presa dagli elettori il Governo Meloni sempre più in difficoltà è costretto a fare marcia indietro rispetto all’ottuso ‘NO’ con cui aveva bloccato le nostre richieste di interrompere quegli accordi con Israele. Dobbiamo continuare a incalzarli: a quando le sanzioni?”. Lo scrive sui social il leader M5s, Giuseppe Conte.

L’Antimafia apre il filone mafia-partiti, acquisizione atti e audizioni

Roma, 14 apr. (askanews) – Si apre in Parlamento il filone sulle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti politici, dopo il caso Delmastro e le parole della premier Giorgia Meloni nel suo dicorso alla Camera e al Senato.

L’ufficio di presidenza della commissione Antimafia, all’unanimità, ha deciso, secondo quanto si apprende, di proseguire e ampliare il lavoro svolto dal comitato tecnico, guidato dal senatore Salvo Sallemi (Fdi), già focalizzato sulle infiltrazioni mafiose negli enti locali e nelle istituzioni territoriali. Allargando il perimetro alla direzione dei partiti.

E’ stato anche deciso di fare una richiesta di atti dei procedimenti penali per il delitto di scambio elettorale politico-mafioso (art. 416 ter cp) e per corruzione elettorale aggravata dell’agevolazione mafiosa (art. 86 DPR 570/1960), accogliendo una proposta di Cafiero de Raho (M5S). Con l’obiettivo di fare una raccolta di dati da consegnare al Parlamento.

Previste anche eventuali audizioni, sia in seduta plenaria sia tramite il Comitato competente sulle infiltrazioni mafiose negli enti locali.

Il Papa: il potere non dipende dalla forza, no all’esaltazione smodata di sé

Roma, 14 apr. (askanews) – L’esercizio del potere è un “elemento fondamentale per costruire la pace all’interno delle nazioni e tra di esse in questo momento di profondi cambiamenti globali. La dottrina sociale della Chiesa considera il potere non come un fine in sé, ma come un mezzo ordinato al bene comune. Ciò implica che la legittimità dell’autorità non dipende dall’accumulo di forza economica o tecnologica, ma dalla saggezza e dalla virtù con cui viene esercitata”. Così Papa Leone XIV in un messaggio inviato ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

“La saggezza, infatti, ci rende capaci di discernere e perseguire il vero e il bene, piuttosto che beni apparenti e vanagloria, nelle circostanze della vita quotidiana. Questa saggezza è inseparabile dalle virtù morali, che rafforzano il nostro desiderio di promuovere il bene comune. In particolare, sappiamo che la giustizia e la fortezza sono indispensabili per un sano processo decisionale e per mettere in pratica le decisioni. Anche la temperanza si rivela essenziale per l’uso legittimo dell’autorità, poiché la vera temperanza frena l’esaltazione smodata di sé e funge da barriera contro l’abuso di potere”.

“Quando i poteri terreni minacciano la ‘tranquillitas ordinis’ ù la classica definizione agostiniana di pace ù dobbiamo trarre speranza dal Regno di Dio, il quale, pur non essendo di questo mondo, illumina le vicende di questo mondo e ne rivela il significato escatologico”, conclude Prevost.

Stretto di Hormuz, ecco come funziona il blocco di Trump

Roma, 14 apr. (askanews) – Il blocco navale con cui gli Stati uniti hanno iniziato ieri a interdire il traffico marittimo da e per l’Iran non coincide, almeno per ora, con una chiusura totale dello stretto di Hormuz. L’annuncio politico del presidente Usa Donald Trump parlava di navi che cercano di entrare o uscire dallo stretto, ma la formulazione operativa dello US Central Command (CentCom) è più circoscritta: il blocco riguarda “tutto il traffico marittimo” in entrata o in uscita dai porti iraniani, sulle coste del Golfo e del Golfo di Oman, mentre il passaggio verso porti non iraniani resta formalmente consentito.

Questo significa che Washington, più che sigillare ogni movimento dentro Hormuz, sta cercando di trasformare il collo di bottiglia marittimo in un filtro militare. L’obiettivo è separare il traffico “neutrale” da quello collegato ai terminali iraniani, sottraendo a Teheran la possibilità di esportare normalmente petrolio e prodotti raffinati. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, il blocco può togliere dal mercato circa 2 milioni di barili al giorno di greggio e derivati iraniani, ma senza fermare in teoria le navi dirette verso Emirati, Iraq, Kuwait o altri scali del Golfo.

Sul piano pratico, il meccanismo è quello classico di una interdizione navale: unità di superficie Usa, verosimilmente cacciatorpediniere e altre navi da guerra, sorvegliano le rotte d’accesso; droni e sensori seguono i movimenti in uscita e in entrata; una volta individuato un “contatto di interesse”, la nave viene chiamata via radio e interrogata su porto di provenienza, destinazione, carico e composizione dell’equipaggio. A quel punto può essere invitata ad accettare una squadra di abbordaggio. Se coopera, deve rallentare, correggere la rotta e consentire l’ispezione con battelli veloci o, nei casi più delicati, con elicotteri e discesa rapida sul ponte con corde. Se non coopera, si passa dalla sorveglianza alla coercizione: intercettazione, deviazione, sequestro.

Questo fatto, tuttavia, richiede un’effettiva capacità operativa, che è difficile e onerosa. Un blocco navale non vive di annunci, ma di capacità continuativa di fermare davvero le navi. Anche il diritto internazionale lo descrive così: secondo il “San Remo Manual on International Law Applicable to Armed Conflicts at Sea” deve essere dichiarato, notificato, applicato in modo legale ed essere effettivo, cioè sostenuto da forze sufficienti. Non basta una “paper blockade”, una proclamazione senza mezzi adeguati. Per questo Reuters, citando esperti ed ex responsabili del Pentagono e della marina Usa, parla di un’impresa militare costosa e potenzialmente di lunga durata.La prova che non siamo davanti a una serrata ermetica dell’intero stretto si è vista già nel primo giorno pieno di applicazione. Tre petroliere legate a circuiti commerciali iraniani hanno attraversato Hormuz senza violare tecnicamente il blocco, perché non erano dirette a porti iraniani: una verso Hamriyah negli Emirati, una verso l’Iraq, una terza con metanolo caricato negli Emirati e rotta verso l’Asia. In parallelo, almeno due navi hanno invertito la rotta all’avvicinarsi dell’area, segno che l’effetto deterrente del dispositivo militare è già in funzione anche prima di eventuali sequestri spettacolari.

Il problema, per Washington, è che il traffico iraniano non passa soltanto per navi facilmente identificabili. La cosiddetta “shadow fleet”, la flotta ombra usata anche da Iran e Russia per aggirare le sanzioni, è fatta di unità con registrazioni opache, cambi di bandiera, proprietà difficili da ricostruire, sistemi di tracciamento spenti o manipolati, rotte falsificate e trasferimenti nave-a-nave che mascherano l’origine reale del carico. In un Golfo affollato da migliaia di unità, distinguere una petroliera realmente in violazione da una nave che ha solo incrociato circuiti commerciali iraniani è un gioco del gatto col topo.

Gli Stati uniti hanno esperienza di questo tipo di operazioni. Dopo la guerra del Golfo del 1991, la marina Usa abbordò per anni petroliere che cercavano di aggirare il sistema Onu sul petrolio iracheno. La maggioranza di quei controlli era “compliant”, cioè con la cooperazione delle navi fermate. Più indietro nel tempo, il precedente classico resta la “quarantena” di Cuba del 1962, che nella sostanza era un blocco navale. Ma Hormuz è molto più complicato: è stretto, trafficato, strategico per un quinto dei flussi mondiali di petrolio e gas, Inoltre è circondato da coste, terminali energetici e forze iraniane ancora capaci di disturbare il traffico con barchini veloci, mine, sabotaggi e minacce asimmetriche.