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easyJet: da Apollo offerta da 5,7 mld sterline, cda raccomanda proposta

Milano, 10 lug. (askanews) – Il cda di easyJet e Apollo hanno raggiunto un accordo di principio sui termini finanziari chiave di una possibile offerta pubblica di acquisto in contanti per l’intero capitale azionario della compagnia aerea: il colosso statunitense del private equity mette sul piatto 5,7 miliardi di sterline, superando così la concorrenza di Castlelake, e ottenendo il sostegno del board di easyjet.

Secondo i termini della proposta, gli azionisti di easyJet riceveranno 7,15 sterline per azione. Il board di easyJet, spiega una nota, ha esaminato attentamente l’offerta, insieme ai propri consulenti finanziari, e ha concluso all’unanimità che i termini finanziari sono tali da poter essere raccomandati ai propri azionisti. L’offerta fornisce infatti un valore in contanti superiore all’ultima proposta di Castlelake di 6,9 sterline per azione presentata il 4 luglio. Il cda di easyJet ritiene inoltre che la transazione proposta offra una combinazione interessante di valore, allineamento strategico e gestione a lungo termine dell’attività. Di conseguenza, il board di easyJet non intende più raccomandare la proposta di Castlelake.

In alternativa al pagamento in contanti, Apollo propone di offrire agli azionisti easyJet l’opportunità di trasferire la propria partecipazione azionaria nel veicolo attraverso il quale i fondi Apollo deterranno il loro investimento in easyJet. I termini di tale alternativa, che conferirebbe diritti di voto, restano soggetti a ulteriori discussioni e accordi.

“In qualità di investitore leader nel settore aeronautico con una comprovata esperienza nella creazione di valore in tutto il settore aereo – si legge in una nota -, Apollo ritiene che, attraverso la transazione proposta, sia nella posizione ideale per garantire la migliore gestione di easyJet, supportandola nel perseguimento del suo piano aziendale e nel raggiungimento dei suoi obiettivi strategici a lungo termine. In qualità di azionisti orientati al lungo termine con una comprovata esperienza nella creazione di valore nel settore aereo e nella crescita del personale delle compagnie aeree in cui ha investito in passato, Apollo vede un significativo potenziale nel percorso di crescita futuro di easyJet, a beneficio di tutti gli stakeholder, compresi i dipendenti”.

Alle radici non esclusive della nostra Carta

Le buone rivoluzioni, quelle ben riuscite, andrebbero soprattutto conservate. Le si dovrebbe consolidare, perpetuandole senza che ci sia troppo bisogno di celebrarle, sottraendole alla disputa dei posteri e alla controversia dei reduci. Non si tratterebbe di fare una rivoluzione senza tregua. Semmai di normalizzare i suoi esiti. Magari sfrondando anche una certa sua retorica.

E invece la nostra Costituzione finisce per diventare quasi il luogo cruciale dove avviene la disputa. Poiché la destra non la ama, dato che all’epoca si trovava all’angolo e non ha piacere di ricordarlo – e neppure l’onestà di ripensare più a fondo se stessa. Mentre la sinistra, o almeno una sua parte, la celebra con troppi intenti e sottintesi. Quasi che il proclamarsi figli preferiti di quella legge suprema potesse conferire un vantaggio politico ed elettorale.

Vorremmo evitare che la destra, sentendosi figlia di un dio minore, fosse così avara verso l’opera dei nostri padri fondatori. E del pari vorremmo che la sinistra, ancora alla ricerca di un nome per se stessa, evitasse di chiamarsi “costituzionale” come a rivendicare una sua esclusiva in materia.

La radice della nostra carta sta nascosta altrove. La si ritrova tra quei democristiani che convinsero La Pira a non insistere nel chiedere che la promulgazione della Carta avvenisse “in nome di Dio”. E in quel Togliatti che contro i suoi cari decise di votare per il riconoscimento dei patti lateranensi.

È quasi sempre l’eccezione infatti che dà valore alla regola. Ed è una certa (comune) sobrietà che andrebbe apprezzata più delle troppe parole di parte.

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì  9 luglio 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Il campo largo e il ritorno della “gioiosa macchina da guerra”

Dalla foto di Roma alla piazza di Napoli: il ritorno del progetto di Occhetto.

L’immagine prima scattata al ristorante romano e poi nella rumorosa e semivuota piazza napoletana ci restituisce che cos’è oggi quello che si chiama genericamente “campo largo”.

Semplicemente, e anche coerentemente, è una riedizione, seppur aggiornata e rivista, della antica “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria. Verrebbe da dire, nulla di nuovo sotto il sole. Anche perchè il progetto di Schlein, Conte, Fratoianni/Bonelli e Landini non è quello di ricostruire o rilanciare una coalizione di centro sinistra tradizionale ma, semmai, rafforzare e consolidare un’alleanza di sinistra e progressista.

Non lo dico io, come ovvio. Ma lo ripetono quotidianamente i capi e i leader delle varie anime della sinistra.

 Il centro ridotto a comparsa

Del resto, quando i cosiddetti gruppi centristi vengono messi in campo da esponenti del Pd – il caso dell’assessore di Roma Onorato da parte di Bettini è persin plateale per non dire vergognoso – conferma, per chi non lo sapesse ancora, che il cosiddetto Centro da quelle parti è poco più di un modesto “partito contadino” di sovietica memoria.

Altrochè il centro sinistra – per fermarsi alla seconda repubblica – del Ppi di Marini e Gerardo Bianco alleato con i Ds o la Margherita di Rutelli e dello stesso Marini, Parisi, Mastella e altri alleato con la sinistra o la prima fase del Pd di Veltroni e Franceschini.

Qui, al contrario, non c’è affatto un equilibrio fecondo e costruttivo tra il centro e la sinistra. Semmai c’è la sinistra al completo nelle sue mille sfumature di rosso accompagnata da qualche singolo esponente che non è di sinistra e che, altrettanto puntualmente, viene gentilmente invitato a fare parte della futura coalizione ma senza farsi vedere in pubblico.

Il caso del piccolo partito personale di Renzi è ancora diverso perchè lì c’è un veto politico e personale, specifico e pubblico, del Fatto Quotidiano e di di chi lo dirige.

E la manifestazione di Napoli, che fa seguito all’incontro di Roma, ha semplicemente confermato qual’è la natura, il profilo e, soprattutto, il progetto politico e di governo dell’attuale sinistra italiana.

 Un progetto mai nascosto

Infine però, ed è l’ultima considerazione, non si può contestare ai capi della sinistra – a cominciare dalla segretaria del Pd Elly Schlein – di essere incoerenti o, peggio ancora, di favorire un progetto politico che non avevano mai annunciato.

Al contrario, e per onestà intellettuale, Schelin, Conte, Fratoianni/Bonelli e Landini hanno sempre teorizzato e sostenuto, pubblicamente e in qualunque occasione, che era e che è necessario costruire una alleanza di sinistra e progressista.

Il centro sinistra tradizionale, cioè quello che abbiamo conosciuto dall’Ulivo in poi, è tutt’altra cosa ed è, francamente ed oggettivamente, un corpo estraneo rispetto a quella impostazione fortemente ideologica e politicizzata.

 Per il Centro serve una strada autonoma

E, al riguardo, “lo zoccolo duro” della coalizione – come lo chiamano gli stessi protagonisti in coro – è proprio rappresentato dalla sinistra radicale e massimalista della Schlein, dalla sinistra populista e demagogica di Conte, dalla sinistra estremista ed ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis e dalla sinistra classista e pan sindacale della Cgil di Landini.

Per il resto, come si suol dire in termini calcistici, c’è solo posto in piedi. Cioè in tribuna ad osservare e, al più, ad contentarsi delle briciole che vengono gentilmente elargite dagli azionisti.

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, il Centro se vuole ancora esistere deve guadare altrove.

Nello specifico, in un cartello/luogo autonomo e coerente, se vuole ancora tentare di continuare a giocare un ruolo politico, culturale e, soprattutto, programmatico.

La politica cresce nei luoghi, non nei social

Il tempo è linfrastruttura della politica

C’è un equivoco che attraversa la politica contemporanea, ed è un equivoco che paghiamo ogni giorno: credere che bastino idee, posizioni, visibilità e consenso per costruire una forza politica. Non è mai stato così.

La politica, nella sua forma più autentica, non nasce da un messaggio efficace né da una campagna ben riuscita. Nasce da un luogo: non necessariamente un edificio, una sede o un partito inteso come struttura amministrativa, ma una comunità stabile di persone che si incontrano, discutono, imparano a fidarsi, costruiscono insieme qualcosa che nessuno potrebbe realizzare da solo.

Quando questa dimensione scompare, resta soltanto la comunicazione. E la comunicazione, per quanto necessaria, non basta. Può attirare attenzione, ma non costruisce appartenenza. Può generare consenso, ma difficilmente genera responsabilità.

Oggi abbiamo invertito il rapporto tra politica e comunicazione. Pensiamo che la politica si giochi nella velocità: occupare gli spazi mediatici, reagire in tempo reale, essere sempre presenti, sempre visibili. Ma la velocità produce movimento, non costruzione. E il movimento, senza una direzione condivisa, è soltanto rumore che cambia continuamente forma.

La politica ha bisogno dell’opposto: ha bisogno di tempo.

C’è una cosa che i nostri nonni conoscevano bene e che la nostra epoca sembra aver dimenticato: ci vuole tempo per diventare qualcuno, e serve una comunità in cui imparare a esserlo.

Nessuno diventa classe dirigente in un ciclo di contenuti. Nessuno costruisce una comunità politica attraverso una sequenza di dichiarazioni pubbliche, per quanto brillanti. Serve tempo per conoscersi, per confrontarsi, per sbagliare insieme e correggersi insieme. Serve tempo, soprattutto, per costruire fiducia. Ed è proprio la fiducia il capitale più importante della politica. Senza fiducia non esiste responsabilità condivisa: esiste soltanto la rappresentazione della responsabilità.

Abbiamo progressivamente smarrito questa consapevolezza. Abbiamo iniziato a considerare la lentezza come un difetto, mentre è proprio la lentezza a rendere solide le istituzioni, credibili le persone e durature le comunità. La politica non è forte nonostante il tempo che richiede. È forte proprio grazie a quel tempo.

 

Le comunità formano le persone

Alcide De Gasperi non è diventato uno statista davanti a una telecamera o in un comizio. È cresciuto negli anni, dentro una comunità politica, ascoltando persone che chiedevano una casa, un lavoro, una speranza. Il tempo e l’appartenenza a quella comunità non erano ostacoli da superare. Erano il metodo.

Oggi, invece, il criterio dominante sembra essere un altro: bisogna essere immediatamente riconoscibili, conquistare attenzione in pochi secondi, trasformare ogni intervento in un contenuto. Ma la politica non è una competizione per la visibilità. È un processo di formazione. Le classi dirigenti non nascono dalla viralità, nascono da relazioni costruite nel tempo, da esperienze condivise, da responsabilità assunte gradualmente.

Per questo oggi non ci mancano soltanto idee. Ci manca chi formi persone prima ancora che candidati.

 

La crisi della politica è una crisi di comunità

Si parla spesso di crisi della rappresentanza. È vero. Ma prima ancora esiste una crisi più profonda: sono scomparsi gli spazi in cui si imparava a fare politica. Al loro posto sono rimaste reti sociali, flussi comunicativi, aggregazioni temporanee – strumenti preziosi, ma incapaci di sostituire una comunità, perché una comunità nasce dalla continuità.

Senza continuità non si costruisce cultura politica. Si producono soltanto opinioni che cambiano alla velocità dell’algoritmo. E quando le comunità scompaiono, il vuoto non rimane vuoto: viene occupato da chi parla più forte, da chi reagisce più velocemente, da chi semplifica problemi complessi fino a renderli irriconoscibili. Così la visibilità sostituisce l’autorevolezza, e il consenso immediato prende il posto della costruzione paziente.

 

Anche i cattolici vivono questa crisi

I cattolici impegnati nelle istituzioni non sono scomparsi. Sono presenti in molti partiti, nelle amministrazioni locali, in Parlamento, nelle associazioni. Quello che manca è altro: manca chi li metta in dialogo, li formi, elabori una cultura politica condivisa. Senza questo terreno comune, ciascuno finisce inevitabilmente per adattarsi alle logiche del proprio contesto: si amministra il presente, ma diventa difficile costruire una prospettiva.

Eppure la tradizione del cattolicesimo democratico ha sempre mostrato che una cultura politica nasce dall’incontro tra persone, non dalla semplice condivisione di valori astratti.

 

Il coraggio della parola

Esiste un silenzio che è segno di maturità: quello di chi sa aspettare il momento giusto per parlare, perché comprende il peso delle parole. Ma esiste anche un altro silenzio, quello di chi rinuncia a esporsi per paura del costo delle proprie idee. Lo chiamiamo prudenza. Molte volte è soltanto timore.

E ogni volta che chi potrebbe contribuire al dibattito sceglie di tacere, quello spazio viene inevitabilmente occupato da chi urla più forte. Per questo le parole hanno una responsabilità: possono costruire fiducia oppure alimentare rabbia, possono aprire un dialogo oppure chiuderlo. Una democrazia non ha paura del conflitto. Ha paura di un conflitto che sostituisce la ricerca della verità con la ricerca del consenso.

 

Costruire prima del consenso

Una comunità politica sana non vive nell’ansia dell’approvazione immediata. Non misura il proprio valore sul numero di visualizzazioni, sui sondaggi della settimana o sulla capacità di occupare il dibattito pubblico per qualche giorno. Si misura sulla capacità di costruire persone, relazioni e visioni che resistano al tempo.

Questo significa accettare una verità controintuitiva per la nostra epoca: la politica non è soltanto risposta al presente, è costruzione del futuro. E il futuro richiede pazienza, richiede metodo, richiede persone che imparino a confrontarsi, ad accogliere il dissenso, a cambiare idea quando necessario, a cercare una posizione comune senza che qualcuno la imponga dall’alto.

In questo senso il metodo diventa già politica – forse la sua forma più alta.

 

Dove ricominciare

Ricostruire comunità politiche non significa coltivare nostalgia. Non esiste un passato al quale tornare: esiste soltanto la responsabilità di creare ciò che oggi manca. Spazi in cui le persone possano incontrarsi con continuità, in cui si impari ad ascoltare prima di parlare, in cui la formazione conti quanto la comunicazione, in cui il tempo non sia percepito come una perdita di efficienza, ma come il presupposto della fiducia.

Nessun video virale sostituirà mai un pomeriggio trascorso ad ascoltare qualcuno. Nessuna strategia di comunicazione costruirà da sola una comunità: le comunità nascono quando le persone condividono tempo, responsabilità e fiducia. È da qui che bisogna ripartire.

La domanda non è se servano nuovi contenitori politici. La domanda è se siamo ancora capaci di costruire luoghi in cui questo possa accadere.

Perché un luogo politico non si racconta. Si costruisce. E lo si riconosce da una cosa che nessuna comunicazione riuscirà mai a simulare: il tempo che riesce a generare tra le persone.

La politica, prima di essere consenso, comunicazione o potere, è sempre stata questo: una forma stabile di presenza nella vita delle persone.

Lo spettro della libanizzazione

Almeno dagli anni Ottanta gli osservatori politici hanno introdotto nel proprio lessico il vocabolo libanizzazione: la guerra permanente fra fazioni armate e il conseguente smembramento dell’integrità statuale. Non la hobbesiana guerra di tutti contro tutti, bensì un conflitto continuo e violento fra bande; o, potremmo anche dire, fra partiti militari.

In cosa consiste, a mio avviso, lo spettro della libanizzazione?

Immaginiamo un elastico. Da decenni il Paese dei cedri è dilaniato da lotte intestine, con i vari gruppi sostenuti da altri Stati, quasi ne fossero la longa manus: Iran, Siria, Israele e così via.

Proviamo a tendere l’elastico: fenomeni simili, pur in forma meno estrema, riguardano lo Yemen, Gaza, la Cisgiordania, l’Iraq, la stessa Siria. E se un domani coinvolgessero anche l’Iran? O, poniamo, dopo il tramonto della leadership del presidente Erdogan, la Turchia? Stiamo parlando, si badi, degli eredi di due imperi, quello persiano e quello ottomano. Le persone coinvolte sarebbero decine e decine di milioni. Un’immane tragedia.

E se l’elastico si tendesse ancor di più, fino a lambire i confini dell’Occidente e oltre? Davvero sarebbe un dramma globale. Una guerra civile (quasi) mondiale, quale forse neppure Hobbes avrebbe immaginato. L’opposto della “pace perpetua” e cosmopolita a cui anelava Kant.

Libano, Idf: costretti a controllare "casa per casa"

Safad, 10 lug. (askanews) – Il lavoro dell’esercito israeliano in Libano meridionale non è finito, “stiamo lavorando casa per casa”, ha dichiarato un alto ufficiale militare dell’esercito israeliano di stanza nel Comando del Nord del Paese, durante una conversazione con una delegazione di giornalisti italiani, tra cui è presente askanews.

Mentre l’escalation tra Iran e Stati Uniti mette a rischio il processo dei negoziati in atto tra Washington e Teheran, il dialogo tra Gerusalemme e Beirut dovrebbe proseguire a Roma il prossimo 15 e 16 luglio, nonostante non poche difficoltà.

“La nostra missione in Libano è quella di ripulire l’area dalle forze di Hezbollah”, ha spiegato un ufficiale israeliano ad alcuni giornalisti italiani, specificando che “in ogni villaggio sciita nel sud del Libano è presente Hezbollah”. L’impegno dell’Idf in questo territorio è rivolto alla sicurezza di Israele, ha argomentato il militare, osservando come “non sia possibile disattivare la minaccia dall’alto” e di come sia indispensabile agire via terra per “verificare e distruggere le infrastrutture di Hezbollah”.

“Per essere sicuri, bisogna controllare casa per casa” insiste l’ufficiale di base nel Comando nel nord di Israele. “In ogni villaggio sciita abbiamo trovato diverse infrastrutture militari, tunnel, munizioni, missili e droni”. “Agiamo per preservare la nostra sicurezza”, ci tiene a specificare l’ufficiale, “e non vogliamo attaccare i civili”. Per esempio, spiega il militare, “gli otto villaggi cristiani non sono stati evacuati”, mentre è stato necessario evacuare i villaggi sciiti per “distruggere le infrastrutture di Hezbollah”.

L’alto ufficiale israeliano ha tenuto a sottolineare che nonostante “il morale delle truppe di Hezbollah sia basso”, il movimento sciita continua a reclutare nuovi miliziani dal nord e a rappresentare una minaccia per lo Stato israeliano.

Noi che siamo alla frontiera “abbiamo poco tempo per ripararci” sostiene un kibbutzim italiano trasferitosi in Israele negli anni ’70, ricorrendo le sue idee socialiste. “Qui alla frontiera prima arriva il missile e poi suona la sirena”, dobbiamo essere sempre in allerta riferisce il kibbutzim Luciano ad una delegazione di giornalisti presenti al kibbutz di Sasa, sottolineando la vicinanza del luogo dal confine con il Libano.

Soffermandosi su questo senso di insicurezza, l’ufficiale militare ha insistito sulla necessità di insistere nella realizzazione di una zona demilitarizzata fino al fiume Litani.

La zona di sicurezza promossa da Israele arriva fino al fiume Litani ed è lì, vicino al castello di Beaufort, che l’Idf sta cercando di intervenire per conquistare un importante avamposto di Hezbollah presso il villaggio di Nabatieh, che rappresenterebbe una constante minaccia per il nord del Paese, evidenzia l’alto ufficiale, mostrando ai giornalisti presenti la linea di contatto tra l’Idf e Hezbollah su una carta militare.

“Non possiamo andarcene prima di conquistare questo avamposto”, ha ribadito l’ufficiale israeliano, sostenendo che non c’è una data per il ritiro delle truppe, pur riconoscendo la volontà di dare fiducia all’esercito libanese.

Una fiducia nella volontà di Beirut che, tuttavia, non è condivisa da un ex ufficiale dell’Idf, oggi analista dell’Alma Research and Education Center, centro di ricerca con sede nel nord di Israele.

Secondo la sua analisi, il periodo più drammatico vissuto dal Libano non sono stati i conflitti con Israele, bensì gli anni della guerra civile. Da qui la convinzione che un intervento diretto dell’esercito libanese contro Hezbollah rischierebbe di far precipitare nuovamente il Paese in un conflitto interno. Per questo motivo, ha dichiarato l’analista a una delegazione di giornalisti italiani, tra cui askanews, è oggi l’Idf a condurre da sola le operazioni militari contro Hezbollah.

Mondiali, I risultati dei quarti di finale

Roma, 10 lug. (askanews) – Questi i risultati dei quarti di finale dei mondiali di calcio

QUARTI DI FINALE 09/07 Francia-Marocco 2-0 10/07 (Miami): Spagna-Belgio ore 21 11/07 (L.Angeles): Norvegia-Inghilterra ore 23 12/07 (Kansas City): Argentina-Svizzera ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Dallas): Francia-Spagna/Belgio ore 21 15/07 (Atlanta): Norvegia/Inghilterra-Argentina/Svizzera ore 21

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 23

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Napoli agita Pd-M5s-Avs, polemiche su parole Conte. Forse rinviata Padova

Roma, 9 lug. (askanews) – Stavolta non si può proprio dire “buona la prima”, la manifestazione di Napoli di Pd-M5s-Avs proprio non ha funzionato come si sperava, doveva essere una prova di forza e di unità ma il bilancio del giorno dopo è che non è stata né l’una né l’altra cosa. La contestazione in piazza di disoccupati e Potere al popolo già aveva guastato la giornata a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, ma la lettura dei giornali e delle agenzie di oggi è stata ancora meno gradevole, non solo per i racconti delle proteste e per l’affluenza tiepida. La sortita del leader M5s sulla Russia (“Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti”) ha fatto saltare sulla sedia l’ala riformista del Pd e i centristi della coalizione, ma non è piaciuta nemmeno al gruppo dirigente dem e ad Avs.

Uno scenario molto diverso da quello immaginato e in serata trapela anche la notizia che si starebbe valutando il rinvio della seconda manifestazione annunciata a giugno, quella prevista per il 15 luglio a Padova. Il motivo è la sovrapposizione con le votazioni sulla legge elettorale alla Camera, terreno di battaglia per i partiti del ‘campo largo’, ma all’indomani dell’appuntamento campano per molti sarebbe una scelta giusta anche per preparare meglio il prossimo raduno di piazza.

Di sicuro il clima non è sereno, in molti raccontano che c’erano stati diversi avvertimenti sui rischi di una manifestazione a Napoli. Pare che lo stesso sindaco Gaetano Manfredi avesse messo in guardia i leader della coalizione, quando si è cominciato a parlare del capoluogo campano: i disoccupati sono sul piede di guerra da tempo, Potere al popolo non perde occasione di attaccare sia il sindaco che il presidente della regione. Moniti che però i leader del ‘campo largo’ non hanno ritenuto sufficienti per cambiare sede e ora si sente più di una voce, nel Pd e non solo, che recita il classico “l’avevamo detto”.

Poi c’è la parte più politica, la sortita di Conte sulla Russia. Sia la Schlein che Bonelli e Fratoianni hanno evitato accuratamente di citare i temi che dividono il ‘tridente’, a cominciare appunto dall’Ucraina. Fratoianni dal palco ha spiegato esplicitamente l’intenzione del raduno: “Il fatto politico è che siamo qui su questo palco insieme, uniti e unite per dire a questo Paese che lo cambieremo, che siamo uniti e che non ci divideremo più”. Lo stesso ha ripetuto la Schlein: “Non faremo mai più il favore alle destre di dividerci”.

Le parole del leader M5s però difficilmente avranno fatto piacere alla stessa leader Pd, che da sempre definisce “criminale” la guerra di Putin contro l’Ucraina e che ripete sempre che l’Europa rischia di rimanere “schiacciata” tra “due aggressività, quella militare di Putin e quella commerciale di Trump”. Per Conte invece la Russia non è una minaccia.

Carlo Calenda ne approfitta subito: “Ma vi rendete conto che Giuseppe Conte dice testualmente da un palco dell’alleanza di sinistra ‘stanno costruendo apposta una minaccia russa’!!! Mentre i russi bombardano tutti i giorni l’Ucraina. Nel silenzio di Elly Schlein”. Ettore Rosato, anche lui di Azione, aggiunge: “Conte, come un Vannacci qualunque”. Infierisce anche Pina Picierno, che accusa la leader Pd di “fingersi morta” di fronte alle frasi del leader M5s. Ma anche l’europarlamentare Pd Giorgio Gori chiede: “Come possiamo far finta di niente?”. E Riccardo Magi, Più Europa, aggiunge: “Il pericolo russo è concreto e attuale basta leggere la relazione dei servizi italiani, basta vedere la storia degli ultimi anni, basta ascoltare le parole del presidente della Repubblica Mattarella”.

Un quadro che, dicono in tanti nel Pd, rovina parecchio quel “siamo uniti” pronunciato dal palco e che rappresenta un motivo in più – oltre alla sovrapposizione con la legge elettorale – per rinviare la seconda manifestazione. C’è un problema, spiega un dirigente del partito: “L’idea di rinviare la data di Padova circolava già da giorni, ora sembra che lo facciamo perché ieri è andata come è andataà”. Per questo la riflessione è in corso. Una soluzione potrebbe essere un rinvio solo di pochi giorni, per non dare l’impressione di una ‘fuga’.

Francia, Lagarde: "Non sono candidata a nulla", ma dimensione Ue cruciale

Roma, 9 lug. (askanews) – Sulle presidenziali in Francia “non sono candidata a nulla. Ma ci tengo molto alla tutela dell’Europa, al fatto che l’Europa costituisca il quadro di riferimento in cui i paesi membri operano, Francia inclusa”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, incalzata da domande sulle presidenziali nell’Esagono durante un’intervista a Euronews.

Sulla possibile contrapposizione tra un candidato di estrema sinistra, Jean-Luc Mélanchon, e uno di estrema destra, Marine Le Pen “cerco di guardare tutti i paesi senza addentrarmi nelle loro vicende politiche. Ovviamente, come francese ho le mie idee, ma le tengo per me. Quello che davvero spero è che il processo democratico continui. E sapete in politica otto mesi sono un’eternità, possono succedere tante cose”, ha proseguito.

“Monitoremo, guarderemo ai rischi e analizzeremo attentamente e speriamo che la ragione prevalga, che la Francia si assicuri che chiunque sia il leader che si comprenda che è cruciale essere un componente chiave dell’Europa. E che l’Europa è l’unico contesto in cui gli Stati membri, le nazioni, perfino alla Francia possono effettivamente svolgere un ruolo rilevante”, ha detto.

“Certamente spiegherò nella misura in cui cui posso perché la dimensione europea è così importante. Lo spiegherò – ha aggiunto, mantenendo una sfumatura di ambiguità – in qualunque capacità sarò maggiormente efficiente”.

Iran, Orsini: "Se la guerra continua il rischio recessione è molto alto"

Roma, 9 lug. (askanews) – “Noi la previsione l’abbiamo fatta ai primi di marzo. Abbiamo fatto tre scenari, il primo era che se fosse finita la guerra nel Golfo prima dell’estate avremmo fatto lo zero (di crescita). Il rischio è che se continuiamo così, se continua la guerra del Golfo, il rischio che si possa arrivare a una recessione è molto alto”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini rispondendo ad una domanda al termine del suo intervento all’assemblea generale di Confindustria Reggio Emilia.

“Detto questo le esportazioni, fortunatamente, stanno tenendo: un più 3%. E noi faremo questa missione in Mercosur e credo che sia una grande opportunità, perché quello è un mercato da 14 miliardi per noi”, ha proseguito.

“La grande salvezza di questo Paese – ha sottolineato Orsini – è che continua ad esportare e ha dei grandi campioni, dei capi filiera che continuano ad esportare. Però oggi la previsione (è quetsa) con Hormuz chiusa e con i costi alle stelle dell’energia, io credo che quello sia un problema”.

Bellezza e bruttezza, dialettica dell’arte alle Gallerie d’Italia

Milano, 9 lug. (askanews) – La dialettica tra bellezza e bruttezza, paradigma indissolubile fin dall’antichità classica, è al centro della nuova mostra delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo in Piazza della Scala a Milano. Un viaggio nel cuore del Rinascimento per esplorare il confine tra bello e brutto, tra armonia ideale e deformazione grottesca, tra natura e artificio.

“La mostra – ha spiegato la curatrice Chiara Rabbi Bernard – si propone in modo inedito di mettere in luce e presentare gli aspetti più pregnanti che emergono da confronto tra queste due tematiche”.

L’esposizione è realizzata in partnership con il Bozar – Centro per le Belle Arti di Bruxelles, ed è stata presentata per la prima volta nel febbraio 2026 al Bozar – Palais des Beaux-Arts della capitale belga. Arriva ora a Milano con nuovi prestiti e riunisce oltre 100 opere tra sculture, dipinti, disegni, manoscritti e arti decorative, provenienti da molti musei internazionali. “La dimensione internazionale delle Gallerie d’Italia – ha aggiunto Michele Coppola, direttore Arte Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e direttore delle Gallerie – non si misura solo più nella composita schiera di musei prestatori, ma addirittura nel lavorare a progetti che originariamente nascono nella condivisione con realtà internazionali: è a tutti gli effetti una ulteriore testimonianza della maturità del Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo”.

Articolata in diverse sezioni, la mostra invita il pubblico a riflettere sul potere dell’arte di reinventare la realtà e mettere in discussione i canoni estetici tradizionali, celebrando la libertà creativa dell’artificio come una delle conquiste più significative del Rinascimento. “In tutto il percorso espositivo – ha concluso la curatrice – c’è comunque anche il confronto fra arte italiana e arte del nord Europa per vedere appunto che possono esserci delle costanti, ma anche le varianti tematiche che ci sono tra le due culture”.

L’esposizione è aperta al pubblico alle Gallerie d’Italia fino al 18 ottobre.

Logistica, Dodoni (DAF): mancano autisti specializzati

Roma, 9 lug. (askanews) – “Spesso si parla di IA come rischio per un impatto sociale che possa portare disoccupazione ma parlando del mondo della logistica, del nostro specifico, dove noi produciamo veicoli industriali, camion condotti da personale specializzato. Non se ne parla ma ad oggi mancano 26 mila autisti, e dieci volte in più a livello continentale. E dati del ministero dei Trasporti alla mano nei prossimi anni dovremo affrontare la mancanza del 20 o forse del 35% per cento delle patenti in vigore perchè saranno di pensionati. E le nuove generazioni non sono così numerose per coprire questo spazio, che si andrà ad aggiungere ai 25 mila autisti mancanti. Dunque il costo del trasporto non si avrà più attraverso una dialettica commerciale ma sarà un’asta perchè lo stesso veicolo con conducente sarà richiesto dai vari fornitori e andrà assegnato a chi offrirà di più. Con il conto pagato dai consumatori”.

Lo ha dichiarato Massimo Dodoni, AD di DAF Veicoli Industriali SPA, in occasione della tavola rotonda “Muovere il futuro: infrastrutture, nuovi carburanti, logistica integrata”, promossa da Pilat & Partners nell’ambito degli appuntamenti AskaTalks.

Pd-M5s-Avs valutano rinvio manifestazione 15 per ‘muro’ su l.elettorale

Roma, 9 lug. (askanews) – Potrebbe essere rinviata, secondo quanto apprende Askanews, la seconda manifestazione del ‘tridente’ del ‘campo largo’, quella che Pd-M5s-Avs avevano annunciato per mercoledì 15 luglio a Padova. La valutazione è in corso in queste ore tra i leader delle tre forze politiche, perché il calendario fissato a Montecitorio per la legge elettorale si sovrappone proprio con la data scelta a giugno per l’appuntamento di Padova: la Camera voterà, con tempi contingentati, da martedì a venerdì della prossima settimana e questo costringerebbe i leader delle tre forze politiche – tutti deputati – a disertare l’aula proprio durante lo scontro finale.

Peraltro, anche se i quattro leader decidessero di assentarsi per qualche ora da una battaglia presentata come il “secondo tempo del referendum sulla giustizia”, gli altri deputati Pd-M5s-Avs non potrebbero fare altrettanto, perché altrimenti il centrodestra approverebbe la nuova legge elettorale senza nemmeno dover combattere.

La riflessione è in corso in queste ore, si valutano i pro e i contro delle due opzioni: confermare l’evento per il 15 luglio o rinviarlo, magari solo di qualche giorno. Si è presa in considerazione anche l’ipotesi di spostare tutto alla sera di venerdì 17, ma l’idea non piace troppo per ovvi motivi scaramantici.

Kevin Spacey, Can Yaman e Valeria Golino a Magna Graecia Film festival

Roma, 9 lug. (askanews) – Torna a Soverato, in Calabria, dal 25 luglio al primo agosto il Magna Graecia Film Festival. Ad aprire la 23esima edizione sarà il ritorno in Italia del due volte premio Oscar Kevin Spacey. L’attore riceverà la Colonna d’Oro, riconoscimento simbolo del Festival, sarà protagonista di una Conversazione d’Autore condotta da Silvia Bizio e presenterà al pubblico ‘Il prezzo di Hollywood’ (Swimming with Sharks), film che contribuì a rivelarne il talento internazionale.

Diretto artisticamente da Gianvito Casadonte, il Festival continua a mantenere al centro della propria missione la scoperta e la valorizzazione delle opere prime e seconde, accompagnando le nuove generazioni di registi e interpreti accanto ai grandi protagonisti del cinema mondiale. La sezione Documentari è curata da Antonio Capellupo, mentre quella internazionale è affidata a Silvia Bizio, da anni punto di riferimento tra Hollywood e il cinema italiano.

Le Conversazioni d’Autore vedranno protagonisti Kevin Spacey, Can Yaman, Valeria Golino, Marco D’Amore, Lino Banfi, Roberto Vecchioni, Isabella Ferrari, Giulia Michelini e Caterina Murino, ai quali si aggiungeranno Ivana Lotito, Irene Maiorino, Lucia Calamaro, Andrea Montovoli, Ludovica Rampoldi, Marco Spagnoli, Francesco Colella, Massimo De Lorenzo, Nicolangelo Gelormini, Alberto Palmiero, Aurora Quattrocchi, Saverio Smeriglio, Gaia Nugnes e Federico Villa. Le serate saranno condotte da Carolina Di Domenico e Marco Maccarini.

Accanto al programma cinematografico tornano gli appuntamenti di Magna Graecia Sport, Magna Graecia Book e Magna Graecia Salute, mentre l’edizione 2026 introduce i Dialoghi sulla Giustizia, uno spazio permanente dedicato al confronto tra magistratura, avvocatura, accademia e società civile sui temi della legalità, dei diritti e della responsabilità pubblica.

Particolarmente significativo sarà l’omaggio a Ettore Scola, Presidente Onorario del Festival, nel decennale della sua scomparsa, con la visione live di un frammento dello spettacolo “Una serata particolare” ideato e scritto dal nipote Giacomo Lazotti. Un tributo che restituisce il senso più autentico della storia del Magna Graecia Film Festival, nato con il sostegno e la partecipazione di maestri come Ettore Scola, Mario Monicelli, Citto Maselli, Ugo Gregoretti e Giorgio Arlorio e cresciuto fino a diventare una delle realtà culturali più riconosciute del Mezzogiorno.

‘Il Magna Graecia Film Festival nasce da un’idea semplice: fare della cultura un motore di crescita, di confronto e di sviluppo, accessibile a tutti senza mai pagare un biglietto. In ventitré anni abbiamo costruito relazioni internazionali senza mai perdere il legame con il nostro territorio. La presenza di Kevin Spacey e degli altri grandi protagonisti di questa edizione conferma che anche dal Sud è possibile costruire un progetto capace di parlare al mondo e che la Calabria è una terra dove si può produrre cultura generando nuove relazioni e opportunità”, afferma Gianvito Casadonte, direttore artistico del Festival.

La Giuria delle opere prime internazionali è presieduta dall’attrice e modella Caterina Murino (Casino Royale, Il seme della discordia, Ustica) e composta dall’attrice, modella e conduttrice televisiva, Valeria Bilello (Happy Family, Sense8, Beata Ignoranza, Made in Italy – Una casa per ritrovarsi, Da Grande) e dal Vice Direttore di Rai Fiction Ivan Carlei.

La Presidenza della Giuria delle opere prime e seconde italiane, è affidata al regista e sceneggiatore Renato De Maria (Franco Battiato – Il lungo viaggio, Caterina Caselli – Una vita 100 vite, Le indagini di Lolita Lobosco, Uno sbirro in Appennino) che sarà affiancato dal critico cinematografico, autore televisivo e conduttore Gianni Canova, dall’attore e regista Marco D’Amore (L’immortale, Napoli Magica, Caracas, Gomorra – Le origini) e dagli attori, rivelazioni cinematografiche degli ultimi anni, Matteo Oscar Giuggioli (Suspicious Minds, Succede, Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La vera storia degli 883) e Aurora Giovinazzo (Un’amicizia spericolata, Il Falsario, Freaks Out, Diamanti).

La Giuria dei documentari è presieduta dal regista e autore Francesco Frangipane (Vincitore del Magna Graecia Film Festival 2024 con Dall’alto di una fredda torre) che si occuperà del coordinamento dei ragazzi con lo stilista e manager di fama internazionale Domenico Vacca.

Il concorso dedicato alle opere prime e seconde italiane offre una vetrina significativa ad autrici e autori capaci di raccontare il presente attraverso linguaggi differenti offrendo uno spaccato della ricchezza espressiva delle nuove produzioni nazionali. La selezione comprende “Lo chiamava Rock ‘n Roll” di Saverio Smeriglio, “La gioia” di Nicolangelo Gelormini, “Breve storia d’amore” di Ludovica Rampoldi, “Tienimi presente” di Alberto Palmiero, “Gioia mia” di Margherita Spampinato e “Antartica” di Lucia Calamaro.

Il concorso internazionale, curato da Silvia Bizio, propone cinque film provenienti da Europa, Africa, Asia e America Latina, confermando la vocazione della manifestazione a intercettare le nuove traiettorie del cinema contemporaneo attraverso storie intime e universali. Dalla Francia arriva “Nino” di Pauline Loquès; dalla Nigeria “My Father’s Shadow” di Akinola Davies; la Colombia è rappresentata da “Un poeta” di Simón Mesa Soto. Da Taiwan “La mia famiglia a Taipei” di Shih-Ching Tsou. A completare la selezione “Catane” della regista rumena Ioana Mischie.

Saranno presentati fuori concorso al MGFF Mister TV: “Pippo Baudo Story” di Leonardo Metalli, omaggio a una delle figure più iconiche della televisione italiana.

Roberto Vecchioni riceverà la Colonna d’Oro, realizzata dal Brand GB Spadafora, terrà una conversazione d’autore con Gianni Canova, e presenterà in anteprima mondiale, il docu a lui dedicato, prodotto dalla IULM, “Corri, Roberto, corri” , ideato dallo stesso Canova. Il team tecnico-artistico che ha realizzato il film è interamente formato da giovani laureate, laureati e laureandi del Corso di Laurea Magistrale in Televisione, cinema e new media dell’università Iulm di Milano.

“The Opera! Arie per un’eclissi” di Paolo Gep Cucco e Davide Livermore fonde, invece, linguaggio operistico e sperimentazione in un’esperienza visiva di grande suggestione. E ancora “Lino d’Italia – Storia di un italiano” di Marco Spagnoli, ritratto di uno dei protagonisti più amati dal pubblico e che ha lasciato il segno tra cinema, televisione e costume.

Cinque opere accomunate da uno sguardo attento sulla realtà compongono il Concorso Documentari, una selezione curata da Antonio Capellupo che esplora storie di cambiamento, inclusione, memoria e partecipazione civile.

Da “Oceani” di Valentina Pellegrino e Barbara Rosanò, che mostra Manuel, ragazzo autistico che grazie alla comunicazione facilitata racconta la sua visione del mondo, alla ricerca identitaria e personale raccontata in “DOM” di Massimiliano Battistella; dalla rinascita di una piccola comunità rurale al centro di “Tatti. Paese di sognatori” di Ruedi Gerber, che indaga come un borgo della Maremma ritrovi nuova vita grazie all’incontro tra abitanti storici e nuovi arrivati, allo sguardo rivolto alle periferie e alle loro dinamiche sociali in “Il Pilastro” di Roberto Beani, passando per “Radio Solaire” di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci, storia di un’utopia concreta che, attraverso il potere della radio, restituisce voce alle comunità più isolate dell’Africa.

Il legame tra il Festival e il territorio si rinnova con Sguardi di Calabria, la rassegna non competitiva dedicata alle produzioni realizzate in Calabria o firmate da autori e autrici calabresi. La selezione comprende “La donna delle farfalle” di Luca Fortino, “Golia Corvo” di Francesco Altomare, “Ultimo filo” di Diana Molè, “Sulla tua rotta” di Gianluca Rocca, “Sangu Amaru” di Antonio Aleo e Andrea Canino e “Nessuno escluso” di Giuseppe Ansaldi.

Realizzata in collaborazione con la Calabria Film Commission, la rassegna Bella come il Cinema propone una selezione di opere sostenute dalla Fondazione che raccontano la Calabria come luogo di ispirazione, produzione e narrazione cinematografica: dalla musica d’autore con “Brunori Sas – Il tempo delle noci” di Giacomo Triglia a “Rino Gaetano- Sempre più blu” di Giorgio Verdelli, ai racconti di migrazione e integrazione di “Nyumba” di Francesco Del Grosso, fino alle storie di relazioni, conflitti e riscatto sociale narrate in “Da oggi in poi” di Gianluca Gargano e ne “Il quieto vivere” di Gianluca Matarrese.

Si rinnova e si consolida la collaborazione cinematografica tra il Picentia Short Film Festival e il Magna Graecia Film Festival. Per la nuova edizione della kermesse calabrese, il festival campano curerà nuovamente la direzione della sezione dedicata ai cortometraggi.

Il fulcro di questa rinnovata sinergia sarà la presentazione dei finalisti della sezione ‘First Lights’. Una scelta strategica che unisce le due realtà per tema e intenti, focalizzandosi interamente sulla valorizzazione e sul sostegno degli esordi cinematografici, con un’attenzione particolare alle opere realizzate dai giovanissimi talenti del panorama italiano e internazionale.

La guida della sezione cortometraggi è stata affidata a due figure chiave della kermesse partner: la direzione artistica sarà curata da Luca Capacchione, mentre la direzione tecnica sarà gestita da Jacopo Curcio.

La collaborazione si propone non solo come vetrina per il cinema breve, ma come vero e proprio incubatore per i registi di domani, offrendo uno spazio di rilievo a produzioni indipendenti e sguardi inediti capaci di arricchire il cartellone del Magna Graecia Film Festival.

Torna in programma Magna Graecia Sport, curato da Massimo Mauro, già calciatore, dirigente e opinionista sportivo, per raccontare il valore dello sport come fenomeno culturale, sociale e umano, capace di ispirare storie di talento e passione. Protagonista dell’incontro sarà Piero Ausilio, direttore sportivo dell’FC Internazionale Milano, che con lo stesso Mauro e Tommaso Labate ripercorrerà le tappe di una carriera ai vertici del calcio italiano e internazionale, offrendo al pubblico uno sguardo privilegiato sul lavoro dietro le quinte di una delle società più prestigiose d’Europa.

Non mancherà la sezione book – a cura di Maria Francesca Gagliardi – dedicata ai libri, spazio di confronto tra scrittura, cinema e attualità. L’attore Andrea Bosca presenta “La voce blu”, un’opera che intreccia introspezione e racconto, esplorando il potere della parola e delle emozioni. L’artista Manuela Sain porta al Festival il suo primo romanzo “Ultima chiamata dalla Casa Bianca”, volume che accompagna i lettori dietro le quinte della politica internazionale. “San Carlo Acutis. L’influencer di Dio” è l’ultima fatica letteraria di Luciano Regolo, dedicato alla figura del giovane beato che, con il suo esempio, continua a parlare alle nuove generazioni.

La 23ª edizione del Magna Graecia Film Festival vedrà nuovamente Radio2 partner ufficiale dell’evento, con trasmissioni in diretta, speciali e interviste esclusive alle grandi star della musica e del cinema ospiti della Manifestazione.

Nell’ambito della Convenzione tra Regione Calabria, Calabria Film Commission e Rai Com, verrà realizzato e mandato in onda direttamente da Soverato, cornice storica del Festival, il programma Generazione Radio2, con la conduzione di Nicol Angelozzi e Mario Benedetto, affiancati dal guastatore Vittorio Pettinato.

"Living! Julian Beck pittore" apre il nuovo spazio espositivo Ripense

Roma, 9 lug. (askanews) – Il nuovo spazio espositivo di Roma denominato Ripense inaugura la sua attività con la mostra “Living! Julian Beck pittore”, a cura di Lorenzo Mango, in programma dal 10 luglio al 14 novembre 2026.

L’Accademia Nazionale di San Luca ets ha così voluto ampliare la propria attività culturale con un nuovo spazio espositivo, originariamente acquistato dalla Fondazione Toti Scialoja come sua futura sede. Disatteso quel progetto, l’Accademia ha deciso di prenderlo in gestione per svilupparvi iniziative artistiche e culturali.

L’esposizione rende omaggio a Julian Beck (New York, 1925 — 1985), attore, regista, pittore e scrittore, anima e cofondatore, insieme a Judith Malina, del Living Theatre, e si focalizza sulla sua attività di pittore da cui trarrà i presupposti per gli esiti teatrali.

La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli, che ha costituito l’Archivio Living Theatre, affidato da Judith Malina a Peppe Morra, con il quale sia lei sia Julian Beck intrattenevano da molti anni uno stretto rapporto di collaborazione e amicizia.

Oggi l’Archivio, che conserva il più importante corpus di opere pittoriche e documenti di Julian Beck, è ospitato presso Palazzo Prospero Morone a Caggiano (Salerno) ed è tutelato dal Ministero della Cultura (MIC) – Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, Direzione Generale Archivi, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania.

Il titolo della mostra è insieme un nome e un’esortazione: richiama naturalmente il Living Theatre e suona come un invito ad aderire al moto vitale dell’arte, alla sua capacità di mettere in movimento il pensiero e l’azione, dentro e fuori la cornice del quadro.

“Quella di Julian Beck – dichiara il curatore Lorenzo Mango – è una figura veramente unica nel panorama artistico del Novecento. Il teatro, ma in termini più generali l’arte, erano pensati da Beck in un’intima fusione con la vita. L’artista era un pensatore di futuro, impegnato a immaginare quadri, spettacoli ma ancora di più mondi. La sua visione anarchica si tradusse in una scelta di vita che metteva al centro l’esperienza pacifista e un immaginario utopico. Tutto questo, prima ancora del teatro, si realizza nella pittura, una zona meno conosciuta del suo lavoro, eppure fondamentale perché ne rappresenta le premesse. Questa mostra, la prima storicizzazione del suo percorso di pittore, ne rende finalmente leggibili l’identità e gli sviluppi interni”.

La mostra mette a fuoco la vicenda meno nota, e proprio per questo più affascinante, dell’artista: quella di Beck pittore. Giovanissimo, nel 1943 lascia gli studi a Yale e torna a New York per dipingere e scrivere. Frequenta la galleria Art of This Century di Peggy Guggenheim e, nell’Autumn Salon del 1945, espone accanto a William Baziotes, Robert Motherwell, Jackson Pollock e Mark Rothko, entrando pienamente nel clima dell’Espressionismo astratto.

Per oltre un decennio la pittura rappresenta il laboratorio privilegiato della sua ricerca: un esercizio di libertà costruito attraverso stratificazioni di segno e colore, campiture vibranti, collage di cartoline, etichette e frammenti di stampa, fino a una pratica che aspira a restituire, come soleva ripetere, la “crudezza del mondo”.

Nel 1958 Beck sceglie di abbandonare la pittura per dedicarsi, come dirà, “all’arte più sociale del teatro”. Non si tratta di una frattura, bensì di un passaggio: le tensioni formali ed espressive della tela si trasferiscono nella materia teatrale, diventando scrittura scenica, corpo, gesto e presenza.

In mostra una selezione di circa 40 opere: dipinti e disegni del periodo 1944-1958, affiancati da fotografie, manifesti, bozzetti, costumi di scena, materiali d’archivio, inviti, videoproiezioni con stralci di spettacoli teatrali e documenti, tutti provenienti dall’Archivio Living Theatre.

L’esposizione restituisce così l’unità di un percorso creativo e l’idea dell’opera d’arte totale, in cui pittura, parola, scena e vita non costituiscono territori separati. A confermarlo è il ritorno alla pittura nel 1982 quando, per The Yellow Methuselah, Beck realizza un imponente fondale dipinto di settanta metri ispirato a Kandinskij.

La mostra è accompagnata da un catalogo che contiene: le presentazioni del Presidente Francesco Cellini e quella dell’accademico Gianni Dessì, il saggio del curatore Lorenzo Mango, i testi di Stefania Zuliani e Massimo Maiorino, l’intervista inedita a Julian Beck condotta da Andrew Nadelson nel dicembre del 1984 e l’intervista di Barbara Reggio a Cathy Marchand, attrice storica del Living Theatre. Il volume è inoltre corredato dalle riproduzioni di un’ampia selezione di opere e di tutte quelle esposte, documentate anche dalle foto di Andrea Veneri dell’allestimento.

Ripense prende il nome dalla via dove si trova lo spazio espositivo, adiacente a Lungotevere Ripa, e nasce come storico deposito e magazzino all’ingrosso di profilati ferrosi e metalli. Concepite come un grande ambiente industriale di circa 400 metri quadrati, le sue architetture conservano soffitti molto alti, ampie campate libere e travi d’acciaio a vista, originariamente progettate per sostenere i carichi e agevolare le operazioni di scarico delle merci.

Dal 2016 al 2025 lo spazio ha ospitato la galleria d’arte contemporanea T293, preservandone le strutture originarie.

Come ha sottolineato Francesco Cellini, Presidente dell’Accademia, il nuovo spazio espositivo è “affabile, agevole e duttile, tale da favorire una maggiore articolazione delle nostre attività”.

La mostra è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e si avvale del supporto di Opera Laboratori.

Poste Italiane, 240 mila richieste rilascio e rinnovo passaporti

Roma, 9 lug. (askanews) – Ha raggiunto le 240 mila richieste il servizio di rilascio e rinnovo passaporti di Poste Italiane, che si conferma un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini. In particolare, sono 184 mila le richieste presentate nei circa 7 mila uffici postali nei comuni con meno di 15 mila abitanti coinvolti nel Progetto Polis. Un’offerta di prossimità che si estende anche ai grandi centri urbani, con 431 uffici già abilitati in città come Roma, Milano, Bologna e Napoli. Il servizio del TG Poste.

Lazio, Tajani: crisi Lotito-tifosi non preoccupa Forza Italia

Roma, 9 lug. (askanews) – La crisi in atto tra i tifosi della Lazio e il presidente Lotito, senatore di FI, “non preoccupa il partito. Non sono tifoso della Lazio, sono tifoso della Juventus e sono contento che il Frosinone è in Serie A. Andrò a vedere Frosinone-Juventus il 23 di agosto”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, risponde a margine della presentazione della tessera 2026 di Forza Italia, a proposito dell’annunciato boicottaggio nei confronti di FI dei supporter biancoazzurri alle prossime elezioni politiche.

MotoGP, Marquez rilancia: "Sono di nuovo in corsa per il titolo"

Roma, 9 lug. (askanews) – Il mercato e la lotta iridata hanno monopolizzato la conferenza stampa dei piloti alla vigilia del Gran Premio di Germania di MotoGP. Al Sachsenring, dove domani prenderà il via il weekend con le prime prove libere, il leader del Mondiale Jorge Martin ha parlato per la prima volta del suo passaggio in Yamaha a partire dal 2027. “Faccio sempre la scelta migliore per me e per la mia famiglia. Vedremo cosa mi riserverà il futuro”, ha spiegato il campione del mondo in carica, confermando la convinzione alla base della decisione di lasciare Aprilia al termine della prossima stagione.

Lo spagnolo, saldamente al comando della classifica iridata, ha anche invitato a non dare nulla per scontato nella corsa al titolo. “Sono felice di essere tornato in conferenza, era passato tanto tempo. Siamo contenti del lavoro che stiamo facendo con Aprilia, ma il campionato è apertissimo. Oggi non conta la posizione in classifica, bisogna continuare a migliorare. Ad Assen mi è mancata un po’ di velocità”.

Tra i protagonisti della conferenza anche Fabio Di Giannantonio, che dal 2027 approderà nel team ufficiale Ktm. Il romano ha spiegato la scelta di lasciare la struttura VR46: “Non è stato semplice, quando si crea un rapporto quasi familiare è difficile separarsi. Ma devo pensare alla mia carriera. Credo fosse il momento giusto per affrontare una nuova sfida e diventare un pilota di riferimento in un team factory”. Sul campionato, Di Giannantonio ha sottolineato il buon momento di forma: “Stiamo andando forte, siamo sempre in lotta con i migliori, ma siamo soltanto a metà stagione e c’è ancora tanta strada da fare”.

Marc Marquez, invece, vede riaprirsi le prospettive iridate dopo un mese positivo. “Tre gare fa sembrava tutto finito, adesso sono tornato in gioco per il titolo. Davanti ci sono Martin, Bezzecchi e Di Giannantonio, che stanno andando molto forte. Dopo la pausa estiva capiremo davvero dove potrò arrivare”. Lo spagnolo ha aggiunto di aver ritrovato fiducia nelle curve a sinistra e, parlando del campionato, ha osservato che “quando la classifica è così corta significa che nessuno ha un vantaggio netto”. Quanto agli obiettivi, non ha dubbi: “Sceglierei sempre un titolo mondiale piuttosto che una vittoria”.

Marquez ha poi commentato anche il mercato. Si è detto felice del passaggio del fratello Alex in un team ufficiale, definendolo “una grande opportunità di crescita”, e ha espresso fiducia anche per Joan Mir, convinto che nel team Gresini possa ritrovare il contesto ideale per tornare competitivo grazie a un ambiente con meno pressione.

Ha parlato anche Ai Ogura, che dal 2027 correrà con Yamaha ufficiale. “Per un pilota giapponese è importante rappresentare un marchio giapponese in un team factory. Sarà interessante avere Jorge Martin come compagno”. Per il fine settimana tedesco il suo obiettivo è chiaro: “Entrare tra i primi sei”.

L’azione in pista scatterà venerdì con la prima sessione di prove libere alle 10.45, seguita dalle prequalifiche delle 15, che assegneranno i primi dieci posti validi per l’accesso diretto alla Q2 delle qualificazioni

Calcio, Russia, Uefa contraria alla riammissione delle squadre

Roma, 9 lug. (askanews) – La Uefa sarebbe intenzionata a mantenere l’esclusione delle squadre russe dalle competizioni calcistiche internazionali, non seguendo la linea del Comitato Olimpico Internazionale che ha recentemente revocato in via provvisoria la sospensione del Comitato olimpico russo, in vigore dal 2023. Lo riferisce il Guardian, citando fonti vicine all’organismo europeo del calcio.

La Uefa non ha ancora assunto una posizione ufficiale sul tema, ma secondo quanto riportato dal quotidiano britannico non starebbe valutando il ritorno dei club e delle nazionali russe alle competizioni europee. Una decisione che avrebbe conseguenze anche sul percorso di qualificazione ai Mondiali, torneo organizzato dalla Fifa ma con le eliminatorie europee gestite dalla stessa Uefa.

Il tema rischia di alimentare un nuovo confronto tra i due organismi calcistici internazionali. Secondo il Guardian, infatti, mentre diverse federazioni europee, tra cui Inghilterra, Germania e Francia, sarebbero contrarie alla riammissione della Russia, la Fifa sarebbe più disponibile a prendere in considerazione un reintegro delle squadre russe nelle competizioni.

Un eventuale braccio di ferro tra Fifa e Uefa rappresenterebbe un ulteriore elemento di tensione nei rapporti tra le due istituzioni, già messi alla prova nei mesi scorsi da altre questioni, tra cui il caso Balogun, che aveva portato l’organismo guidato da Aleksander Ceferin ad accusare la federazione internazionale di aver superato una “linea rossa”.

Sulla possibile riammissione della Russia è intervenuto anche il ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha definito l’ipotesi “irrispettosa”, sottolineando come il contesto internazionale non sia ancora cambiato.

Al via domani il Festival dell’Argentario

Roma, 9 lug. (askanews) – Sarà la straordinaria bellezza del promontorio dell’Argentario, con il suo mare e un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni, a fare ancora da cornice alla terza edizione del Festival dell’Argentario, in programma a Porto Santo Stefano da domani, venerdì 10 a domenica 12 luglio. Promosso dal Comune di Monte Argentario, fortemente voluto dal Sindaco Arturo Cerulli e realizzato grazie all’impegno dell’Assessora al Turismo, Cultura e Commercio Chiara Orsini, il Festival torna, dopo il successo delle precedenti edizioni, con un programma di alto profilo, capace di coniugare cultura, intrattenimento e grande musica, valorizzando il territorio attraverso la presenza di autorevoli protagonisti del mondo dello spettacolo, del giornalismo e della televisione. Sarà ancora una volta Gigi Marzullo ad accoglierli sul palco, allestito nello splendido scenario di Piazzale dei Rioni, e ad accompagnare il pubblico nel corso di tre imperdibili serate.

L’apertura del Festival, in programma domani, venerdì 10 luglio, sarà affidata allo spettacolo teatrale “Tu vuo’ fa’ l’americano”, diretto da Marcello Cirillo, con gli arrangiamenti e la direzione musicale del Maestro Demo Morselli. Un viaggio tra musica e memoria dedicato alla storia dell’emigrazione italiana, con la partecipazione dell’attrice Barbara De Rossi che, in qualità di voce narrante, accompagnerà il racconto con la sua intensa interpretazione.

Nasce il “Premio Brando Giordani” La principale novità della terza edizione è l’istituzione del “Premio Brando Giordani” dedicato alla memoria del grande dirigente Rai, giornalista, regista, autore e sceneggiatore. Il Premio nasce con l’obiettivo di valorizzare non solo l’eccellenza professionale, ma anche quei valori di umanità, generosità, rigore e rispetto che hanno contraddistinto il suo percorso umano e professionale. La giuria, presieduta dal Sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli, ha individuato tre personalità che rappresentano un punto di riferimento nel panorama della comunicazione, del giornalismo e della televisione italiana: Mara Venier, Alberto Matano e Giovanna Botteri. La prima edizione del riconoscimento si articolerà in due serate: sabato 11 luglio e domenica 12 luglio.

La serata di sabato 11 luglio, condotta da Gigi Marzullo e dalla giornalista del Tg1 Valentina Bisti, sarà dedicata alla consegna del Premio ad Alberto Matano e a Giovanna Botteri. Un appuntamento all’insegna dell’intrattenimento e dello spettacolo impreziosito dalla partecipazione di Serena Autieri, che con la sua straordinaria voce offrirà al pubblico un raffinato momento musicale, interpretando alcuni dei brani più rappresentativi del suo repertorio. Ad Alberto Matano il riconoscimento viene conferito per il suo percorso professionale di altissimo profilo, esempio di autorevolezza giornalistica e qualità dell’informazione, capace di coniugare rigore, chiarezza espositiva e profonda sensibilità umana nel racconto dell’attualità. A Giovanna Botteri per la straordinaria carriera nel giornalismo internazionale e come inviata di guerra, vissuta in prima linea con profondità di analisi, responsabilità dello sguardo e rigorosa capacità narrativa nel raccontare i grandi scenari internazionali.

La serata conclusiva di domenica 12 luglio vedrà protagonista Mara Venier, alla quale sarà conferito il Premio Brando Giordani quale esempio di eccellenza nella comunicazione televisiva e nel servizio pubblico, per aver saputo coniugare competenza, empatia e attenzione alle persone attraverso uno stile autentico, misurato e profondamente rispettoso. Nella stessa serata il Festival ospiterà uno degli appuntamenti più attesi dell’edizione: l’incontro con Riccardo Cocciante, uno dei cantautori più amati e celebrati dal pubblico, protagonista di un viaggio tra i più grandi successi della sua carriera da Bella senz’anima a Celeste nostalgia, da Margherita a Se stiamo insieme. Come da tradizione del Festival, la musica si alternerà al racconto con Gigi Marzullo che dialogherà con l’artista ripercorrendone la vita e il percorso umano e musicale.

La realizzazione della terza edizione del Festival dell’Argentario è resa possibile anche grazie al prezioso contributo degli Sponsor che, condividendone gli obiettivi di promozione culturale e valorizzazione del territorio, sostengono concretamente la manifestazione. Tra i partner della manifestazione riveste un ruolo significativo Estra, che conferma il proprio impegno a favore di iniziative capaci di generare valore per le comunità e promuovere il territorio attraverso la cultura: “In pochi anni il Festival dell’Argentario ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel panorama degli eventi estivi, grazie a una proposta che continua a crescere e a rinnovarsi”, dichiara il Presidente Francesco Macrì. “Per Estra sostenere questa manifestazione significa accompagnare un’iniziativa capace di unire qualità, partecipazione e promozione del territorio, generando valore per la comunità che la ospita”.

Alla realizzazione della manifestazione contribuiscono inoltre Argentario Golf & Wellness Resort, Giadil Trasporti, Impresa Edile Annibale Rosi, VA.RO di Rosi Antonella, Maregiglio e Kaimar Yacht Care, importanti realtà imprenditoriali che hanno scelto di affiancare il Festival riconoscendone il valore culturale e turistico per il territorio dell’Argentario e che, attraverso il loro prezioso sostegno, partecipano alla crescita di un progetto che, negli anni, si è affermato come uno degli appuntamenti più significativi dell’estate toscana.

Calcio, Milan, Pulisc stop di un mese e mezzo

Roma, 9 lug. (askanews) – Brutte notizie per il Milan e per Christian Pulisic. Gli esami strumentali ai quali si è sottoposto l’attaccante statunitense hanno evidenziato una microfrattura del perone della gamba destra, conseguenza dell’infortunio riportato durante Stati Uniti-Belgio, ottavo di finale del Mondiale. Il numero 11 rossonero era stato costretto a lasciare il campo al 52′ dopo una violenta torsione della gamba destra.

I tempi di recupero sono stimati tra le tre e le sei settimane, ma lo stop potrebbe protrarsi fino alla seconda metà di agosto, rendendo a rischio la sua presenza per l’esordio del Milan in Serie A, in programma il 23 agosto sul campo del Torino. Prima del rientro in partita, infatti, Pulisic dovrà recuperare la migliore condizione atletica dopo un lungo periodo di inattività.

Nel dopopartita della sfida con il Belgio, lo stesso capitano della nazionale statunitense aveva spiegato la dinamica dell’infortunio: “Ho subito una torsione completa sia alla caviglia sia al ginocchio nella stessa giocata. Ormai è andata, sfrutterò questo periodo per rimettermi in sesto”. Il giorno successivo era stato visto muoversi con l’ausilio delle stampelle.

Il nuovo allenatore rossonero Ruben Amorim, nella conferenza stampa di presentazione, aveva espresso piena fiducia nel giocatore, definendolo “un calciatore di grandissimo talento” e spiegando di volerlo impiegare prevalentemente sulla fascia sinistra a piede invertito, ma anche in posizione più centrale tra le linee. “Per noi è molto importante”, aveva sottolineato il tecnico portoghese.

Michele Mari al Premio Strega: emozionato, vittoria sudata

Roma, 9 lug. (askanews) – “L’emozione è tanta. Non credevo di essere così sotto pressione. Mi sono reso conto dell’intensità mediatica del premio Strega, sono quasi due mesi che mi sembra di essere immerso in questo brodo, in questo liquido amniotico fatto di incontri, interviste, presentazioni, conferenze stampa. Alla fine mi sono sentito stordito, come preso in un tritacarne Per cui stasera c’è una sorta di scioglimento anche emotivo, per cui dico ‘ne è valsa la pena’. Credo di essermelo sudato questo premio”. Così Michele Mari ha commentato la vittoria all’ottantesima edizione del Premio Strega con “I convitati di pietra” (edito da Einaudi), subito dopo la premiazione in piazza del Campidoglio, a Roma.

Mari ha vinto con 190 voti. Al secondo posto “Platone. Una storia d’amore” (Feltrinelli) di Matteo Nucci con 152 voti; al terzo posto, con 84 voti, Bianca Pitzorno, “La sonnambula” (Bompiani); al 4 posto, con 78 voti, Alcide Pierantozzi, “Lo sbilico” (Einaudi); quinta con 75 voti Teresa Ciabatti, “Donnaregina” (Mondadori). Al sesto posto, con 64 voti, Elena Rui, “Vedove di Camus” (L’orma).

Tulipani di Seta Nera 2026, Gran Galà in onda il 14 luglio su Rai 2

Roma, 9 lug. (askanews) – Ci sono storie che intrattengono e altre che lasciano un segno. Sono le storie che da diciannove anni il Festival Internazionale della Cinematografia Sociale “Tulipani di Seta Nera” porta al centro del dibattito culturale italiano e che sono state celebrate nel corso del Gran Galà del Sociale, l’evento conclusivo della 19esima edizione della manifestazione, condotto da Lorena Bianchetti e in onda martedì 14 luglio in seconda serata su Rai 2.

Una serata di emozioni, spettacolo e testimonianze che ha riunito artisti, protagonisti della cultura, dello sport, dell’informazione e dell’impegno civile per rendere omaggio a chi, attraverso il proprio lavoro, contribuisce ogni giorno a costruire una società più inclusiva, solidale e attenta alle persone.

Tra i momenti più significativi della serata, la consegna del “Premio Sorriso Diverso alla Carriera” da parte di Marco Scola Di Mambro (nipote di Ettore Scola) a Giulio Scarpati, interprete tra i più amati del panorama artistico italiano, premiato per un percorso professionale che ha saputo raccontare con autenticità, profondità e sensibilità le molte sfaccettature dell’animo umano. Il “Premio alla Carriera Musicale” è stato invece assegnato a Syria, accolta da un lungo applauso del pubblico dopo una coinvolgente esibizione dal vivo dei suoi più grandi successi, riconoscimento consegnato dal conduttore televisivo e radiofonico Claudio Guerrini a una carriera costruita nel segno della qualità artistica, della coerenza e di un legame autentico con generazioni di ascoltatori.

Novità di questa edizione, il “Premio alla Comicità” alla Signora Emma Coriandoli – per aver dato vita a un personaggio senza tempo capace di unire comicità e poesia – consegnato dal giornalista conduttore televisivo Stefano Buttafuoco, insignito a sua volta del riconoscimento “Testimonial Sorriso Diverso”.

Il riconoscimento “Talento Senza Confini” è andato all’attrice Anna Safroncik, esempio di integrazione culturale e professionale, capace di affermarsi nel panorama audiovisivo italiano facendo dell’incontro tra culture una ricchezza e un valore: a salire sul palco per la consegna il conduttore Beppe Convertini.

Cuore del Festival sono state, come sempre, le opere audiovisive che raccontano il sociale attraverso linguaggi innovativi e prospettive originali. Un percorso articolato nelle diverse sezioni competitive — cortometraggi, documentari e #SocialClip — curate rispettivamente dai direttori artistici Paola Tassone, Christian Carmosino Mereu e Igor Righetti, che hanno accompagnato la selezione delle opere valorizzando linguaggi, temi e sensibilità differenti.

Il “Premio Sorriso Diverso per il Miglior Cortometraggio” è stato assegnato da Massimiliano Bruno (Presidente di giuria della sezione) a “Ha Toccato” di Giusi Cataldo, apprezzato per la delicatezza con cui affronta il tema universale della comunicazione attraverso la storia di una famiglia composta da genitori sordi e da una figlia udente.

A consegnare il “Premio per il Miglior Documentario” a “Frana Futura” di Sofia Merelli, Francesco Luzzana ed Elena Bongiorno – opera che trasforma il fenomeno naturale della frana in una potente riflessione sul rapporto tra uomo, ambiente e cambiamento – il Presidente di giuria Simone Manetti.

Nella sezione #SocialClip ha conquistato il primo posto Greta, diretto da Luana Fanelli con Antonio Maggio e Pierdavide Carone, premiato da Silvia Salemi (Presidente di giuria della sezione) per la capacità di utilizzare il linguaggio contemporaneo dei social media mantenendo intatta la forza del messaggio e l’efficacia narrativa.

Per la televisione, il “Premio Sorriso Diverso per la Miglior Serie TV” è stato assegnato dall’attore Alessio Vassallo (padrino della selezione dei film sociali Rai Cinema Channel) a “La Preside” (Rai Fiction), diretta da Luca Miniero, capace di raccontare la scuola come luogo di inclusione, confronto e crescita, dando voce alle sfide educative e sociali del nostro tempo. A ritirare il premio sono saliti sul palco gli attori Aurora Venosa e Francesco Zenga. “La Ricetta della Felicità” (Rai Fiction) ha invece ricevuto il riconoscimento come “Miglior Serie TV a Impatto Sociale” per la capacità di affrontare temi di fragilità, rinascita e relazioni umane con uno sguardo autentico e contemporaneo. Il premio è stato consegnato dall’attrice Antonia Liskova (madrina della selezione dei film sociali Rai Cinema Channel) al regista Giacomo Campiotti e all’attrice Lucia Mascino.

Tra i premi speciali, il riconoscimento come “Miglior Sportivo” è stato consegnato dalla mental coach sportiva Veronica Francioli al campione paralimpico Giacomo Perini, esempio di resilienza, determinazione e inclusione. La giornalista Marzia Roncacci è salita sul palco per conferire il “Premio Miglior Giornalista” a Daniela De Robert per il suo contributo alla diffusione di una comunicazione responsabile e consapevole sui temi della salute mentale, mentre a Sabrina Tasselli è andato il “Premio Miglior Manager”, consegnato dalla conduttrice Barbara Politi, per aver trasformato la sostenibilità in un modello concreto di partecipazione e responsabilità condivisa.

Premiato, inoltre, dall’attore Carlo Belmondo il progetto di cooperazione internazionale “Spirito libero – associazione di promozione sociale”, riconosciuto per il suo impegno umanitario e per le iniziative dedicate all’istruzione, all’accesso all’acqua e al sostegno delle comunità più vulnerabili.

Con 540 opere provenienti dall’Italia e dall’estero, il Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera conferma il proprio ruolo di punto di riferimento nel panorama culturale nazionale, promuovendo opere capaci di trasformare il racconto audiovisivo in uno strumento di inclusione, consapevolezza e cambiamento sociale.

“Le storie possono cambiare il modo in cui guardiamo il mondo. Da diciannove anni il Festival Tulipani di Seta Nera premia quelle opere e quei protagonisti che riescono a generare dialogo, empatia e partecipazione sociale”, sottolinea il presidente del Festival, Diego Righini.

Presieduto da Diego Righini e ideato da Paola Tassone, il Festival Tulipani di Seta Nera è promosso dall’associazione di promozione sociale Università Cerca Lavoro, presidente Ilaria Battistelli.

Generazioni a confronto: l’Italia delle professioni invecchia

Roma, 9 lug. (askanews) – L’Italia delle professioni sta entrando in una fase decisiva: invecchia rapidamente, mentre il ricambio generazionale rallenta. In cinquant’anni l’età mediana della popolazione è salita da 33 a 49 anni, i giovani si sono dimezzati e gli over 65 sono raddoppiati. Questo squilibrio demografico si riflette direttamente sulla libera professione: meno ingressi, più pensionamenti, percorsi più lenti. Le nuove generazioni faticano a entrare, mentre la platea dei professionisti si sposta verso età sempre più mature, ampliando la distanza tra giovani e senior lungo tutto il ciclo di vita. È quanto emerge dal Rapporto Generazioni a confronto tra demografia e redditi realizzato dall’Osservatorio di Confprofessioni e illustrato oggi alla presenza del Ministro del Lavoro, Marina Calderone. All’evento sono intervenuti il presidente di Confprofessioni, Marco Natali; Raffaele Loprete, delegato di Confprofessioni a Giovani, Pari opportunità e Politiche Gender Gap; la ricercatrice dell’Osservatorio, Ludovica Zichichi; e la coordinatrice della Consulta Giovani di Confprofessioni, Giulia Maddalena. ‘I giovani si affacciano a un mondo del lavoro profondamente cambiato, segnato da nuovi equilibri demografici: l’Italia è il secondo Paese più anziano al mondo dopo il Giappone. Questo genera esigenze di cura che ricadono ancora troppo sulle donne. Le politiche di conciliazione devono promuovere una reale condivisione dei carichi di cura. Mi chiedo come presentiamo oggi la professione ai giovani: spesso l’immagine è quella di un mondo complesso, fatto di scadenze, pressioni e poco tempo per la vita privata. Dopo il 2008 e la pandemia, i giovani cercano qualità della vita, stabilità e prospettive di crescita. Il percorso formativo è impegnativo, ma l’esame di Stato resta una garanzia di deontologia e presidio di legalità. Non si eredita più lo studio come un tempo: servono multidisciplinarietà e integrazione delle competenze’, dichiara il Ministro del Lavoro, Marina Calderone.

Professioni sempre più mature: crollano gli under 35 La ricerca rivela che nel 2025 i lavoratori dipendenti under 35 rappresentano il 24% del totale, mentre tra i liberi professionisti scendono al 16% e tra gli altri indipendenti al 15%. L’età mediana dei professionisti raggiunge i 50 anni tra gli uomini e 46 tra le donne che, pur essendo mediamente più giovani, stanno rapidamente convergendo verso le fasce più mature. Il lavoro dipendente mantiene una struttura più equilibrata grazie a canali di ingresso più standardizzati, mentre la libera professione richiede tempi di avviamento più lunghi, stabilità economica iniziale e reti consolidate; condizioni che favoriscono le generazioni più mature e rendono più selettivo l’ingresso dei giovani. Il rapporto tra under 35 e over 55 evidenzia un ricambio generazionale già debole nel 2015 e ulteriormente peggiorato nel 2025. Tra gli uomini la presenza dei giovani resta strutturalmente bassa; tra le donne il vantaggio iniziale si riduce fino a scendere, a partire dal 2022, sotto la soglia della parità. ‘Il ricambio generazionale nel mondo delle professioni si è inceppato e i dati lo mostrano con grande chiarezza: i giovani entrano tardi, crescono lentamente e il divario con i senior si amplia lungo tutto il ciclo di vita. Non è solo un tema demografico, ma una questione che riguarda la capacità del Paese di innovare e di garantire continuità alle proprie competenze’, sottolinea il presidente di Confprofessioni, Marco Natali. ‘Il nostro Report evidenzia come l’inverno demografico stia producendo effetti pesanti anche sul mercato del lavoro professionale, rendendo il settore meno attrattivo per le nuove generazioni. Per questo dobbiamo agire subito. Confprofessioni – prosegue Natali – ha strumenti importanti, dal CCNL alla bilateralità, per rafforzare formazione, tirocini, mentorship e welfare contrattuale, e rendere più accessibile l’ingresso dei giovani nelle professioni. Ma serve uno sforzo comune. Il Governo ha avviato misure significative, ma occorrono strategie più sinergiche e innovative. È fondamentale che istituzioni, forze sociali e mondo accademico lavorino insieme’.

Redditi, la grande retromarcia dei giovani: da +20% a -16% nel lavoro autonomo Parallelamente all’invecchiamento degli occupati, cambia la distribuzione dei redditi lungo il ciclo di vita. Se nel 1987 i giovani tra 25 e 34 anni percepivano redditi pari al 97% della media complessiva, nel 2022 scendono al 78%: quasi 20 punti percentuali di reddito persi in 35 anni. La tradizionale curva ‘a campana’ si abbassa nelle età iniziali e si sposta in avanti nelle fasi centrali, segnalando una maturità economica più tardiva e un avvio professionale più ripido. Nel lavoro indipendente le differenze sono ancora più marcate: alla fine degli anni ’80 i giovani autonomi guadagnavano il 20% in più dei senior, mentre nel 2022 guadagnano il 16% in meno. L’analisi evidenzia un divario generazionale persistente: i giovani restano stabilmente sotto la fascia mid career (35-54 anni), i senior sopra, con una distanza che nel lavoro autonomo continua ad ampliarsi. ‘Le nostre analisi mostrano una penalizzazione sistematica dei giovani’, osserva Ludovica Zichichi, ricercatrice dell’Osservatorio di Confprofessioni. ‘Nel lavoro indipendente il divario è più ampio e più volatile: i giovani restano sempre sotto la fascia mid career e, nel tempo, sempre più sotto. Il picco reddituale si sposta avanti e la capacità di accumulazione si indebolisce’.

Giovani professionisti: ingresso difficile, redditi bassi, prospettive incerte Le nuove generazioni faticano a entrare nella libera professione. Le opportunità di progressione economica sono più lente, i redditi iniziali più bassi e la distanza dai senior tende ad ampliarsi soprattutto dopo la crisi del 2008, che ha colpito in modo asimmetrico le generazioni più giovani, prive di posizioni consolidate. Le differenze di genere si intrecciano con quelle generazionali. Le giovani donne mostrano infatti divari leggermente inferiori rispetto ai giovani uomini, ma solo perché l’intera distribuzione dei redditi femminili è più compressa. Non è un vantaggio, bensì un segnale di fragilità strutturale. ‘Le pari opportunità non rappresentano un semplice vessillo da esibire’, dichiara Raffaele Loprete, delegato di Confprofessioni a Giovani, Pari opportunità e Politiche Gender Gap. ‘Sono un principio di governo, una leva di politica economica, una responsabilità verso la comunità nazionale. Un Paese che valorizza il merito, che offre ai giovani le condizioni per costruire il proprio futuro e che consente alle donne di esprimere pienamente il proprio talento è un Paese che cresce, innova e si rafforza. In definitiva, è un Paese migliore’. ‘Partendo da questi dati, la Consulta avvierà nelle prossime settimane, in collaborazione con l’Osservatorio delle Libere Professioni, una ricerca dal titolo ‘Il lavoro che vorrei’, rivolta a laureandi e neo laureati, con l’obiettivo di capire quali caratteristiche del lavoro orientino le scelte delle nuove generazioni’, spiega Giulia Maddalena, coordinatrice della Consulta Giovani di Confprofessioni. ‘Siamo convinti che questo sia il punto di partenza necessario per formulare proposte concrete: servono azioni mirate a ridurre i divari generazionali e di genere, per non perdere una generazione di nuovi liberi professionisti’.

Calderone: ‘Un miliardo per l’autoimpiego, ma i giovani scelgono modelli ‘micro’ per problemi ‘macro” ‘A fronte dei fondi per l’autoimpiego destinati alle professioni ordinistiche dal decreto Coesione – un miliardo di euro – i giovani scelgono soprattutto i voucher a fondo perduto. Lo fanno perché il loro modello resta quello dello studio monotitolare: un modello ‘micro’ per problemi ‘macro’. Noi abbiamo disegnato strumenti per incentivare le società tra professionisti, favorire il travaso delle competenze e il ricambio generazionale, ma i giovani continuano a scegliere altro. E questo accade anche perché i professionisti più anziani non trasferiscono ai giovani questa nuova visione del lavoro. Il 30 luglio porterò in Aula il disegno di legge di riforma delle professioni: un passaggio decisivo per aggiornare gli ordinamenti e rispondere ai bisogni comuni delle 15 professioni ordinistiche. Come Ministro vigilante sulle casse privatizzate, lavoriamo per rafforzare tutela di maternità, paternità e conciliazione. Serve una sinergia tra ordini, associazioni e casse. Questa riforma è una battaglia di principi e sostanza: i giovani devono poter investire nella professione e scoprire quanto sia bello esercitare la libera professione, in un quadro di sostenibilità e di equo compenso, che è condizione fondamentale’, conclude il Ministro del Lavoro, Marina Calderone.

Calcio, Malagò:"Possibile sorpresa per futuro direttore tecnico"

Roma, 9 lug. (askanews) – “Potrebbe anche esserci una sorpresa”, per quanto riguarda il nome del futuro direttore tecnico della Nazionale. Ad annunciarlo è stato il nuovo presidente della Figc, Giovanni Malagò che, parlando a margine della cerimonia delle lauree honoris causa dell’ACS Asomi College of Science al Salone d’onore del Coni, ha confermato di essere ancora al lavoro per definire il nuovo “assetto tecnico” azzurro, a partire dalla scelta del direttore tecnico e del commissario tecnico. “Questa è la settimana decisiva, non cambio opinione. Siamo a giovedì e spero nel weekend di calmare l’agitazione. Sto lavorando molto, sono sul pezzo, ci può anche essere una sorpresa. Grande? Questo sta a voi giudicarlo”.

Sullo stand by di Maldini dice: “Magari si va facilmente su altre situazioni – ha aggiunto Malagò – Una volta superato questo primo argomento, vedo meno complicato il resto, paradossalmente”, in riferimento alla scelta del Ct azzurro che dovrebbe avvenire successivamente alla nomina del direttore tecnico.

Nel giorno in cui si celebra anche la “ricorrenza” del Mondiale vinto 20 anni fa dall’Italia (il 9 luglio 2006), Malagò ha commentato con tre parole-chiave: “Come vivo questa giornata? Indubbiamente con orgoglio per quello che ha fatto quello che era un meraviglioso gruppo: giocatori, allenatore, delegazione, tecnici. Non erano partiti con le migliori premesse, non certo con grandi aspettative. Poi dico ‘stimolo’ perché noi dobbiamo trarre forza ed energia, tutto quello che di positivo si può mettere sul campo. Poi ho usato la parola ‘monito’, che letteralmente significa ‘dovere’. Significa ‘guarda che ti stiamo osservando per quello che fai’. Questo è un dato di fatto”.

Obesità, si accende l’allarme per le giovani donne

Roma, 9 lug. (askanews) – Dal 3.6% del 2016 al 6.3% odierno. In 10 anni l’obesità tra le donne appartenenti alla fascia d’età 18-34 ha subito un’impennata preoccupante. È questo uno dei dati che emerge dai dati ISTAT 2025, evidenziati e discussi all’ottavo incontro dell’Italian Barometer Obesity Forum, tenutosi presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato. Grazie all’iniziativa della Sen. Daniela Sbrollini, è stato possibile riunire istituzioni, associazioni di pazienti ed esperti del settore per delineare le iniziative da concretizzare all’interno di uno scenario preoccupante.

L’intervista a Paolo Sbraccia, Presidente di IBDO Foundation, Università di Roma Tor Vergata: “Quest’anno c’è il dato di un raddoppio della prevalenza di obesità nella fascia 18-34, soprattutto nelle donne. Qualche anno fa eravamo particolarmente preoccupati dell’obesità infantile e lo siamo tuttora: un bambino su quattro è obeso, ed è un dato che in qualche modo segue il gradiente nord-sud. È una fascia che certamente va attenzionata anche perché riguarda la donna in età fertile.

Nel biennio 2024-2025, in Italia, oltre un minore su quattro tra i 3 e i 17 anni (26,0%) è in eccesso di peso, con un picco del 32,3% tra i bambini di 3-10 anni.

Le parole di Eligio Linoci, Presidente della Mattina Dopo e Vice Presidente FIAO: “Io mi concentrerei sull’obesità infantile, giovanile. Adesso ci vogliono le azioni, abbiamo fatto la legge che ha consacrato l’obesità come malattia cronica multifattoriale e recidivante, adesso ci vogliono le azioni, quindi ci vogliono tutte quelle dinamiche per poterla attuare, poterla mettere in pratica e sicuramente poter dare un equo servizio di cura verso tutti i pazienti.”

Tutti dalla stessa parte per combattere la malattia dell’obesità. Tema centrale dell’incontro è stata la necessità di unire le forze per non sottovalutare quella che è, a tutti gli effetti, un’epidemia globale.

Il commento di Jens Pii Olesen, General Manager e Vice President Novo Nordisk Italia: “L’obesità rappresenta una sfida enorme a livello globale: ne soffrono più di un miliardo di persone in tutto il mondo, per non parlare dei miliardi di persone con eccesso di peso. L’obesità è correlata a più di 200 malattie ed è essa stessa una patologia. Ed è connessa al più grande killer del mondo: le malattie cardiovascolari. Quindi è qualcosa che tutti noi dobbiamo prendere estremamente sul serio se vogliamo cambiare la salute nel mondo”.

A dare risalto all’incontro, l’intervento anche del Ministro della Salute Orazio Schillaci, con la ribadita volontà a continuare la lotta all’obesità anche grazie al Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, che mira ad unificare gli universi di sport, alimentazione, prevenzione e scuola per promuovere stili di vita sani fin dalle giovanissime età.

Rugby, Quesada verso la Nuova Zelanda: "Una grande sfida"

Roma, 9 lug. (askanews) – Annunciata la formazione della Nazionale Italiana Maschile di rugby che affronterà la Nuova Zelanda sabato 11 luglio alle 17.10 locali (7.10 italiane) a Wellington nel match valido per la seconda giornata del Nations Championship.

“Abbiamo analizzato la partita col Giappone: abbiamo perso tanti palloni – ha dichiarato Gonzalo Quesada nella conferenza stampa post annuncio formazione – abbiamo tanti calci sono stati troppo lunghi o troppo corti. Tutte situazioni che in una partita tra due squadre a un livello molto vicino poi pesano: abbiamo avuto 8 situazioni di superiorità netta che non abbiamo sfruttato, e sono tutti punti che non fai e che poi non hai quando ti trovi a difendere. La cosa buona è che non abbiamo mai mollato e mai smesso di difendere anche quando la partita si è messa male”.

“Le scelte di formazione sono di due tipi. Ci sono quelle strategiche, fatte immaginando come sarà la partita, e poi ci sono i giocatori che in qualche modo si “scelgono” da soli. È stato il caso di Malik Faissal: ha avuto un’opportunità contro il Giappone e la sua performance ci ha portati a decidere di lasciarlo in campo anche con la Nuova Zelanda. Ha meritato una riconferma. Per Monty Ioane non si tratta assolutamente di una punizione, nemmeno parlare di un giudizio sulla sua prestazione: semplicemente abbiamo deciso prima di tutto di confermare Malik e a quel punto volevamo dare un’opportunità anche a Lynagh che non aveva giocato la prima partita. Poi per l’Australia faremo le nostre valutazioni e sceglieremo chi giocherà”.

Sul nuovo esordiente in questo Nations Championship, Giulio Marini: “Ha un grande potenziale. Nel ruolo di quattro gioca quasi sempre Niccolò Cannone, ma abbiamo bisogno di avere più profondità in questo slot e poi pensiamo sia pronto. Quello che ci ha fatto vedere in allenamento ci fa sentire tranquilli: anche se ci sono gli All Blacks davanti è pronto a esordire”.

“Perdere fa sempre male, ma nessuno l’ha vissuto come un dramma o una vergogna. Noi sappiamo contro chi abbiamo giocato e sappiamo chi siamo: è stato un duro colpo. Non siamo stati all’altezza di quello che volevamo essere, ma la motivazione non manca. Siamo di fronte agli All Blacks e giocare in Nuova Zelanda è una cosa che capita poche volte nella vita. Abbiamo un gruppo incredibile e noi abbiamo grande fiducia in questi ragazzi, e questa non è mai mancata: affrontiamo le avversità sempre al meglio. Abbiamo un gruppo di giocatori incredibile, per l’atteggiamento e per l’energia che ha saputo mettere in campo in questa settimana: mi fa capire che sono consapevoli della sfida che arriva” ha sottolineato Quesada.

Tennis, Sinner-Djokovic sarà seconda semifinale a Wimbledon

Roma, 9 lug. (askanews) – La semifinale di domani tra Jannik Sinner e Novak Djokovic sarà il quarto confronto tra l’azzurro e il serbo sull’erba di Wimbledon. Un remake della semifinale dello scorso anno, ma con una novità nel programma. Tradizionalmente, infatti, la prima semifinale del Centre Court, in programma alle 14.30 italiane, vede protagonisti i giocatori scesi in campo nei quarti di finale il martedì. Questa volta, però, nonostante Sinner e Djokovic abbiano giocato un giorno prima rispetto agli altri semifinalisti, il loro match sarà il secondo di venerdì. Il programma sul Centrale, quindi, si aprirà alle 14.30 con Alexander Zverev e Arthur Fery. A seguire, orientativamente tra le 17.30 e le 18, toccherà a Sinner e Djokovic contendersi un posto in finale. Un orario che sicuramente sarà gradito al serbo, che avrà qualche ora in più per recuperare dalla maratona di cinque set contro Felix Auger-Aliassime.

Auto, Urso: in Europa chiuderanno stabilimenti, in Italia no

Roma, 9 lug. (askanews) – Secondo una analisi europea nei prossimi mesi si chiuderanno 25 stabilimenti di auto in Europa, in Germania e non solo. Ma “in Italia noi abbiamo concordato con Stellantis e l’amministratore delegato ha presentato questo piano in parlamento, rimarranno tutti attivi”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso intervenendo in videocollegamento a “Panorama On The Road” a Venezia, evento organizzato da Panorama.

“Cioè avremo un contesto – ha aggiunto il ministro – in cui in Europa si chiudono gli stabilimenti si licenziano centinaia di migliaia di lavoratori della filiera e noi abbiamo preservato perché più tempestivi, previdenti”.

A Locarno79 "Il Cileno", film sui movimenti rivoluzionari anni ’70

Roma, 9 lug. (askanews) – “Il Cileno”, diretto da Sergio Castro-San Martín, sarà presentato in anteprima mondiale alla 79esima edizione del Locarno Film Festival nella sezione Piazza Grande. Arriverà nelle sale italiane il 27 agosto con Fandango Distribuzione.

Il film si ispira liberamente alla vera storia di Aldo Marín, figura simbolo dell’intreccio tra i movimenti rivoluzionari cileni e italiani degli anni Settanta. Il Cileno è un film drammatico e storico, profondamente legato al nostro presente, in cui le tensioni sociali, culturali e politiche si intrecciano con nodi più intimi, quali maternità, sentimenti e vendetta.

Nel 1976 il minatore Aldo Marín fugge dal regime cileno e si rifugia a Torino, dove incontra Luciana, una dottoressa che pratica aborti clandestini, ma il suo tentativo di rifarsi una vita è minacciato da un talento che è anche la sua maledizione: costruire bombe.

Sergio Castro-San Martín firma, oltre alla regia, anche il soggetto e la sceneggiatura del film insieme a Simona Nobile.

Nel cast Camilo Arancibia (Aldo Marín), Sara Serraiocco (Luciana), Gaetano Bruno (Russo), Andrew Bargsted (Chapa) e con la partecipazione di Lorenzo Richelmy (Enrico).

Le riprese si sono svolte in Piemonte, a Locarno e in Cile.

Una produzione dispàrte, EQUECO e Cinédokké, in associazione con Redibis Film, in coproduzione con RSI Radiotelevisione Svizzera / SRG SSR. Opera realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti del cinema e nell’audiovisivo MiC – Ministero della Cultura DGCA con il supporto di PR FESR Piemonte 2021-2027 Bando “Piemonte Film TV Fund”, Film Commission Torino Piemonte, Creative Europe Media, Fondo de Fomento Audiovisual – MINCAP, Corfo, Ibermedia, Ufficio federale della cultura (UFC) – Repubblica e Cantone Ticino / Fondo cantonale per la cinematografia – Ticino Film Commission, con il patrocinio della Città di Torino.

“Il Cileno” sarà nelle sale italiane dal 27 agosto 2026 con Fandango Distribuzione.

Come la socialità nei giovani sta cambiando forma

Milano, 9 lug. (askanews) – Le abitudini delle nuove generazioni sono in continua evoluzione e fotografarle significa capire come cambiano i momenti di incontro e condivisione. È questo l’obiettivo di Together Lab, l’osservatorio sulla socialità contemporanea presentato da Heineken Italia, nato per analizzare il modo in cui i giovani raccontano e vivono le proprie relazioni. Il progetto, realizzato insieme a un team di ricercatori dell’Università IULM , coordinati dal professor Mauro Ferraresi, ha analizzato oltre 14.400 contenuti pubblicati spontaneamente da giovani tra i 18 e i 35 anni sulle principali piattaforme social.

“Nel 2025 siamo partiti dal nostro purpose “We brew the joy of true togetherness to inspire a better world”, cioè creiamo il piacere di stare insieme per ispirare un mondo migliore e abbiamo lanciato una campagna dal nome “Together”. Oggi facciamo un passo avanti, mettendoci in ascolto delle nuove generazioni” ha dichiarato Alfredo Pratolongo, Corporate Affairs Director Heineken Italia.

Dallo studio emergono cinque tendenze: il valore del weekend e della casa come spazi di condivisione, il ruolo centrale dell’aperitivo, una socialità più consapevole e il cibo come nuovo linguaggio delle relazioni.

“Le nuove generazioni sono sempre più attente alla ricerca dell’autenticità, è fondamentale. Non cercano più dei modelli da dover seguire, a cui conformarsi, ma sono attente a scegliere quelle situazioni, esperienze, compagnie e anche marche che si adattano naturalmente alle loro esigenze, non il contrario. Questa è stata un po’ la base della nostra strategia di comunicazione, che naturalmente evolve in base alle diverse occasioni di consumo, se parliamo di consumo a casa o nella ristorazione” ha aggiunto Michela Filippi, Marketing Director Heineken Italia

Secondo l’osservatorio, quindi, la socialità dei giovani non scompare ma cambia forma: alle occasioni fuori casa si affiancano nuovi momenti di condivisione domestica, con una maggiore attenzione all’autenticità, alla flessibilità e all’inclusione.

Migranti, Meloni: Europa va nella direzione indicata da nostro governo

Roma, 9 lug. (askanews) – “Volevamo cambiare l’approccio europeo sull’immigrazione, renderlo più concreto, più responsabile e più attento alla sicurezza dei cittadini. I fatti dimostrano che questa direzione sta prendendo forma. La proposta di un nuovo regime di sanzioni contro le reti criminali che sfruttano il traffico di migranti è un segnale importante verso questo obiettivo. Colpire questi gruppi significa agire alla radice di un fenomeno che lucra sulla vita delle persone, alimenta insicurezza e mette a rischio vite umane”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post su X.

“L’Europa – aggiunge – sta finalmente andando nella direzione che il nostro Governo ha indicato con determinazione: contrastare i trafficanti di esseri umani e riaffermare il principio che il fenomeno migratorio va governato, non subito”.

“L’Italia continuerà a lavorare affinché l’Europa sappia difendere i propri confini, combattere le organizzazioni criminali e governare i flussi migratori con responsabilità e umanità, ma anche intransigenza”, conclude.

Pier Silvio Berlusconi: Trump su Meloni? Io infastidito e offeso, sto con premier

Cologno Monzese, 9 lug. (askanews) – “E’ una cosa che mi ha toccato e profondamente infastidito. Io stimo il nostro primo ministro, penso che, vista situazione e il personaggio con cui abbiamo a che fare, meglio di così sarebbe difficile fare: trovare un equilibrio tra una posizione giusta con gli Stati Uniti e non mollare il punto sulle posizioni europee”. Lo ha detto Pier Silvio Berlusconi, Ceo di Mfe, nella consueta serata di presentazione della stagione televisiva 2026ù2027 negli studi di Cologno Monzese, ai giornalisti che gli chiedevano cosa pensasse dei recenti attacchi del presidente americano, Donald Trump, a Giorgia Meloni.

Berlusconi ha subito premesso “io sono orgoglioso di essere italiano e lo dico seriamente”, aggiungendo poi che “in quella occasione mi sono sentito offeso perchè ingiusto – ha rimarcato – perchè offeso da italiano. Tutto il mio appoggio al primo ministro Giorgia Meloni”. “Da italiano – ha concluso – penso che debba essere con lei e sono con lei”.

Docu di Lovino "Marco Bellocchio – La Porta della Realtà" a Locarno79

Roma, 9 lug. (askanews) – “Marco Bellocchio – La Porta della Realtà”, il documentario diretto da Fabio Lovino e dedicato a uno dei più grandi maestri del cinema italiano, verrà presentato in Selezione Ufficiale – Fuori Concorso alla 79esima edizione del Locarno Film Festival, in programma dal 5 al 15 agosto 2026.

Il film, prodotto da Loft Produzioni e Reggatta Production, arriverà nelle sale italiane il 27 agosto distribuito da Lucky Red.

Dopo quasi vent’anni di collaborazione con Marco Bellocchio, il documentario nasce dal desiderio di Fabio Lovino di raccontare l’universo umano e artistico di uno dei più grandi maestri del cinema contemporaneo. Attraverso immagini e testimonianze inedite, il film entra nel cuore del suo processo creativo e ripercorre, insieme ai colleghi, agli amici e alla famiglia, il cammino di un autore che ha saputo rinnovare costantemente il proprio linguaggio, vivendo una straordinaria stagione creativa e conquistando il riconoscimento internazionale, senza mai perdere la profondità e la libertà del suo sguardo.

Il documentario mostra per la prima volta Marco Bellocchio al lavoro sul set e racconta il suo approccio quotidiano alla regia. Accanto a lui, artisti, amici e familiari: dalla moglie e montatrice Francesca Calvelli ai figli Elena e Pier Giorgio, fino a colleghi e compagni di viaggio come Roberto Herlitzka, Pierfrancesco Favino, Fabrizio Gifuni, Marco Tullio Giordana, Daniele Ciprì, Francesco di Giacomo e Giuseppe Lanci.

“Con questo film ho cercato di restituire almeno una parte di ciò che ho ricevuto da Marco, sul piano artistico e umano”, racconta il regista Fabio Lovino, “dall’artista e dall’intellettuale di straordinario talento, capace di una rara empatia, fino all’uomo, con il suo carattere, le sue fragilità e una vita intensa, segnata da esperienze profonde”.

Regia e fotografia: Fabio Lovino; una produzione Loft Produzioni e Reggatta Production, distribuito da Lucky Red; durata: 65′.

L. elettorale, Tajani: tecnici al lavoro non decide Meloni

Roma, 9 lug. (askanews) – Sulle legge elettorale “stanno lavorando i rappresentanti dei partiti in Parlamento, non sceglie la Meloni”. Così il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, risponde ai cronisti a margine della presentazione della nuova tessera 2026, nella sede di FI, spiegando che “ci sono riunioni a livello tecnico, verranno presentati emendamenti e ci saranno discussioni all’interno dei gruppi parlamentari del centrodestra”.

Tajani: il campo largo è sempre più stretto, manca il centro

Roma, 9 lug. (askanews) – “La foto di ieri del campo largo è la foto del campo stretto, manca il centro. Si sentono le parole classiche di una campagna elettorale dell’estrema sinistra, M5s, Avs, Pd vanno sempre più verso l’estrema sinistra”. Lo ha detto il segretario nazionale di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, nel corso di una conferenza stampa nella sede di FI per la presentazione della nuova tessera 2026, nell’ambito della campagna adesioni del movimento azzurro, commentando le immagini dell’incotro di ieri a Napoli tra Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni.

“Non temiamo l’effetto Vannacci e quello di nessuno. Siamo in democrazia, se ci sono buone proposte. Siamo una forza di centro alternativa alla sinistra e diciamo ai delusi di centrosinistra che siamo pronti a costruire con loro una grande casa della liberdemocrazia riformista nel nostro paese” ha concluso Tajani.

Svelata la selezione ufficiale Locarno79: 203 film, 103 prime mondiali

Roma, 9 lug. (askanews) – Svelata in conferenza stampa a Zurigo la selezione ufficiale della 79esima edizione del Locarno Film Festival, che include 103 prime mondiali e otto prime internazionali. Titoli attesi firmati da voci emergenti e nomi affermati animeranno le tre competizioni principali, al fianco della ricca offerta delle sezioni non competitive.

Dal 5 al 15 agosto 2026 Locarno tornerà ad accogliere cineasti, professionisti e appassionati, riuniti per celebrare un cinema originale, audace e capace di cogliere le complessità del tempo presente. A partire da un record di 7759 iscrizioni ricevute, il programma di Locarno79 unisce scoperta e consacrazione delle nuove voci del cinema, confermando il ruolo del Festival quale piattaforma essenziale per il cinema indipendente, i grandi nomi internazionali e le forme cinematografiche del futuro.

Con 233 film, di cui 103 prime mondiali, la selezione offre un panorama articolato in cui il grande cinema popolare incontra la ricerca e la sperimentazione. Saranno 11 i film eleggibili per lo Swatch First Feature Award, mentre 19 titoli concorreranno per il Pardo for Change, assegnato al miglior film che affronta questioni ambientali, etiche o culturali di ampia rilevanza sociale. La selezione della 79esima edizione del Locarno Film Festival, che include opere prodotte e co-prodotte da 69 paesi, conferma la posizione del Festival all’interno del panorama internazionale come un luogo in cui l’arte cinematografica viene celebrata nella sua capacità di dare visibilità alle forme, alle voci e alle storie del futuro, e di mettere in dialogo i talenti emergenti e le prospettive indipendenti con un pubblico appassionato.

“Una selezione avventurosa e ricca di sorprese che affronta le sfide del presente senza rinunciare mai al piacere del racconto e del divertimento – ha commentato Giona A. Nazzaro, direttore artistico – Una selezione di titoli calata consapevolmente nelle complessità del tempo presente che pensa e riflette le trasformazioni in atto nel cinema e nell’audiovisivo. Il cinema, dunque, in tutte le sue forme e possibilità, che spazia curioso attraverso generi e linguaggi alla ricerca di quella scintilla di futuro di cui tutti abbiamo bisogno”.

Da Alberi Erranti ad Armony e Congo Boy, opere Rai Cinema a Locarno79

Roma, 9 lug. (askanews) – Rai Cinema partecipa al 79esimo Festival di Locarno con sette film, di cui quattro opere inedite in anteprima mondiale che ha contribuito a produrre, confermando – si legge in un comunicato – la propria presenza in uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al cinema d’autore.

Saranno presentati nel Concorso Internazionale Alberi Erranti di Salvatore Mereu e Ketticè di Giovanni Tortorici; nella sezione Piazza Grande, Armony di Dario Albertini, Paper Tiger di James Gray e Congo Boy di Rafiki Fariala; Cercatori d’Angeli di Leopoldo Pescatore, scelto come Evento speciale e film di chiusura di Locarno Kids Screenings; e, infine, Roma Elastica di Bertrand Mandico nel Fuori Concorso.

Dal cinema d’autore italiano alle nuove cinematografie internazionali, dalle grandi coproduzioni ai film rivolti al pubblico dei più giovani, Rai Cinema sottolinea di dedicare una costante attenzione alla qualità delle storie, capaci di raccontare, con linguaggi diversi, la complessità del presente.

Il nuovo film di Salvatore Mereu, Alberi Erranti, nel Concorso Internazionale, è tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Capitta. Il film, che vede nel cast Romeo Perrone, Giulia Maenza, Lorenzo Richelmy, Alessandro Haber e Massimo Popolizio, racconta, attraverso il destino di tre famiglie, una favola contemporanea sulla ricerca della propria identità e della libertà di essere se stessi. Al centro della narrazione il conflitto tra generazioni, in particolare quello tra padri e figli, e la paura dell’altro, di ciò che è diverso. Il film è prodotto da Viacolvento con Rai Cinema.

Sempre nel Concorso Internazionale, Ketticè, il nuovo film diretto e sceneggiato da Giovanni Tortorici, con Salvatore Gallina, Rachele Testagrossa e con la partecipazione speciale di Monica Bellucci. Dopo l’esordio con Diciannove, Tortorici prosegue l’esplorazione del mondo giovanile con un’opera seconda che restituisce un ritratto intimo dei suoi protagonisti e che esplora la ricerca di sé, il distacco e il desiderio di libertà tipici dell’adolescenza. Una produzione Frenesy Film Company, The Apartment, società del Gruppo Fremantle, PiperFilm, Memo Films in collaborazione con Rai Cinema, in collaborazione con First Pictures.

In Piazza Grande sarà presentato Armony, il nuovo film di Dario Albertini, con Valerio Mastandrea, Aurora Cherchi, Elena Lietti, Asia Argento e la partecipazione straordinaria di Ornella Muti. Prodotto da The Apartment, società del Gruppo Fremantle, Damocle con Rai Cinema e con la partecipazione di HBO Max, il film racconta la storia di una famiglia “felice a modo suo”, nata attorno ad Armony, un camionista solitario che, dopo la scomparsa della sorella, si ritrova a prendersi cura della nipote di sei anni e delle persone che, in modo inaspettato, entrano a far parte della sua vita. Un racconto che esplora i legami familiari attraverso la solitudine, e mostra come l’inatteso possa far riflettere sul senso di responsabilità. Nella stessa sezione saranno presentati due film, già passati al Festival di Cannes, che vedono coinvolta Rai Cinema tra i partner internazionali.

Paper tiger, il nuovo film di James Gray, presentato in Concorso a Cannes, riunisce sullo schermo Scarlett Johansson, Adam Driver e Miles Teller in un intenso dramma familiare in cui si intrecciano ambizione, lealtà e tradimento. Il film, prodotto da Rt Features, Ak Productions, Lb Entertainment, Leone Film Group e Vice Pictures, sarà distribuito in sala in Italia da 01 Distribution. E, ancora, Congo boy del regista africano Rafiki Fariala, reduce dal riconoscimento ottenuto nella sezione Un Certain Regard di Cannes, dove il protagonista Bradley Fiomona ha vinto il Premio come Migliore attore. Il film è prodotto da Karta Film, Makongo Films, Unité, Kiripifilms in collaborazione con Rai Cinema. Ispirato alla storia personale del regista, segue le vicende di Robert, un ragazzo di 17 anni che sogna di diventare musicista, mentre la guerra civile travolge la Repubblica Centrafricana. Un racconto di formazione in cui la musica diventa strumento di resistenza e di speranza, e che conferma il talento di uno degli autori emergenti più interessanti del panorama africano.

Cercatori d’angeli di Leopoldo Pescatore, scelto come Evento speciale e film di chiusura della sezione Locarno Kids Screenings. Con Sophia Anna Losito, Fausto Maria Sciarappa, Rolando Ravello e Alessandro Haber, il film racconta il percorso di crescita di Bianca, un’adolescente ribelle che, attraverso l’incontro con un gruppo di volontari, scopre un nuovo modo di guardare il mondo e di trasformare la propria inquietudine in impegno verso gli altri. Ispirato alla reale esperienza di volontariato dei “Cacciatori di Briciole”, è un coming-of-age che affronta temi come il dialogo tra generazioni, la giustizia sociale e la responsabilità ambientale. Il film è prodotto da Settembre Produzioni in collaborazione con Rai Cinema, in coproduzione con Rough Cat.

Completa la presenza di Rai Cinema Roma Elastica di Bertrand Mandico, presentato al Festival di Cannes nella sezione Midnight Screenings. Con Marion Cotillard, Noémie Merlant e un grande cast italiano, il film è ambientato nella Roma del 1982 e segue il viaggio di un’attrice americana ormai al tramonto, arrivata nella capitale per interpretare quello che potrebbe essere il suo ultimo film. Mandico firma un omaggio visionario al cinema italiano degli anni Settanta e Ottanta. Una produzione Atelier de Production, Dugong Films e Redibis Film in collaborazione con Rai Cinema.

Nuova edizione di "Fuori e dentro il borgo" di Luciano Ligabue

Milano, 9 lug. (askanews) – A 30 anni dalla sua prima pubblicazione, è tornato in libreria Fuori e dentro il borgo, il libro d’esordio di Luciano Ligabue, in una nuova edizione rivista e ampliata uscita per Mondadori. Domenica 12 luglio Luciano Ligabue presenterà la riedizione di Fuori e dentro il borgo nella sua Correggio (Reggio Emilia). La Zona Feste (via Fazzano, 4) ospiterà l’incontro moderato dal giornalista e scrittore Andrea Scanzi, in occasione della data conclusiva di ParoleRock, il suono che fa politica, la Festa Democratica di Correggio 2026.

Inizio evento ore 21.30. Ingresso libero. In loco sarà possibile acquistare le copie autografate della nuova edizione di Fuori e dentro il borgo. In attesa del talk, dalle ore 18.30 il palco della Zona Feste sarà affidato a giovani gruppi musicali legati al mondo del Liga: Fame, Minerva e Mad Box, a cui si aggiungerà un set acustico degli Happy Hour. Per celebrare questa giornata, gli iscritti al BarMario alle ore 16.00 al Cinepiù di Correggio potranno assistere gratuitamente alla proiezione di Radiofreccia, il film tratto dal libro e diretto dallo stesso Ligabue, mentre dalle ore 16.30 alle ore 18.30 avranno la possibilità di visitare la Ca’ di Pom, sede del fan club, in cui sono custoditi strumenti musicali, foto, video, abiti di scena, pezzi unici, memorabilia e rarità. Per entrambe le attività è obbligatorio prenotarsi su ligabue.com/barmario. Da tempo esaurito, Fuori e dentro il borgo è tornato disponibile offrendo l’occasione di riscoprire una delle opere più amate dell’universo narrativo di Ligabue. Un ritorno particolarmente significativo per un libro diventato negli anni un titolo di riferimento per il suo pubblico. Nel volume, Ligabue accompagna il lettore attraverso 50 storie dedicate a fatti, personaggi e atmosfere della Correggio della sua giovinezza, restituendo con la forza della scrittura un mondo fatto di memoria, identità, provincia, musica e relazioni umane. Racconti in cui affiorano, con autenticità e intensità, temi che attraversano anche la sua poetica musicale: la libertà, l’adolescenza, i legami familiari, il disagio, il desiderio di appartenenza. Questa nuova edizione, preziosa e da collezione, si arricchisce inoltre di una riflessione sul valore della scrittura e della creatività, osservate nella loro dimensione più libera. A completare il volume anche la sceneggiatura integrale di Radiofreccia insieme ad altri contributi inediti. L’uscita di Fuori e dentro il borgo segna così il ritorno di un libro capace di raccontare, con sguardo personale e d’ispirazione, una stagione generazionale e un immaginario profondamente legato alle radici di Ligabue e al suo “borgo”.

Renzi: centrosinistra unito può vincere, campo largo di Napoli no

Roma, 9 lug. (askanews) – “La manifestazione di Napoli di ieri dimostra in modo evidente che il campo largo Pd/M5S/Avs non basta per vincere. Serve anche una componente riformista che dia equilibrio sul posizionamento internazionale e sulle misure economiche. Una componente presente in Parlamento e sui territori, non costruita a tavolino contro qualcuno. Spostare sempre più a sinistra la coalizione non funziona: ci sarà sempre qualcuno più a sinistra, come dimostra Potere al Popolo. Come diceva Nenni: a forza di fare i puri si trova sempre quello più puro che ti epura. Il centrosinistra unito può vincere, il campo largo di ieri no. Mettiamoci al lavoro e andiamo a vincere nel 2027”. Così il leader di Iv Matteo Renzi, su X.

Francesco Gabbani annuncia a sorpresa i live "Occidentali’s Party"

Milano, 9 lug. (askanews) – Mentre è impegnato in tutta Italia con il suo nuovo tour estivo, Francesco Gabbani annuncia a sorpresa “Occidentali’s Party”, due speciali appuntamenti nei palazzetti in programma il 17 aprile 2027 al Nelson Mandela Forum di Firenze e il 22 aprile 2027 all’Unipol Forum di Milano. Un atteso ritorno nei grandi spazi indoor dopo il successo dei suoi ultimi tour, per celebrare insieme al pubblico un traguardo speciale: i dieci anni di Occidentali’s Karma.

Un nuovo capitolo live che arriva in un anno particolarmente significativo: il 2027 segna infatti il decennale di Occidentali’s Karma, il brano con cui Gabbani vinse il Festival di Sanremo dando il via ad un percorso costellato di successi entrati nell’immaginario collettivo.

Con questi due concerti evento, Gabbani celebrerà questo importante anniversario con uno spettacolo unico, caratterizzato da un allestimento inedito e da una scaletta pensata per ripercorrere i momenti più significativi della sua carriera. Una grande festa della musica che renderà omaggio al cammino artistico che lo ha portato a diventare uno dei cantautori più apprezzati e amati del panorama italiano

Le date sono prodotte da A1 Concerti. I biglietti sono disponibili da ora su TicketOne. Nel frattempo prosegue con grande successo il tour estivo, partito a metà giugno. Con la sua inconfondibile energia e la capacità di coniugare leggerezza e profondità, Francesco Gabbani continua a incontrare il pubblico in una serie di concerti che si trasformano in un vero e proprio racconto in musica, ripercorrendo le tappe più significative del suo percorso artistico. In scaletta convivono i brani più recenti, i grandi successi e le hit sanremesi che hanno fatto cantare e ballare il pubblico di tutta Italia, in un viaggio tra emozioni, storie e condivisione. Un percorso tra canzoni che continuano a evolversi e parole che, nel tempo, hanno conservato intatta la loro forza e il loro significato.

Il tour estivo è prodotto da A1 Concerti. Di seguito il calendario dei concerti: 12 giugno Bergamo, ChorusLife Arena 15 giugno Mestre, Teatro del Parco Bissuola 27 giugno Catania, Villa Bellini 02 luglio Trento, Piazza Fiera 03 luglio Piacenza, Palazzo Farnese 09 luglio Marostica, Piazza degli Scacchi 10 luglio Genova, Arena del Mare 12 luglio Cervia, Piazza Garibaldi 15 luglio Peccioli, Anfiteatro Fonte Mazzola 16 luglio La Spezia, Piazza Europa 18 luglio Bari, Fiera del Levante 20 luglio Bibione, Piazzale Zenith 29 luglio Ancona, Flame Festival 31 luglio Ploaghe, Stadio di atletica leggera “Lello Baule” 01 agosto Edolo, Piazzale Foro Boario 19 agosto Presicce – Acquarica, Festival I Colori dell’Olio 22 agosto Tagliacozzo, Piazza Duca degli Abruzzi

L’ambasciatore russo: l’Italia non ha esponenti della statura di Putin e Lavrov

Roma, 9 lug. (askanews) – “L’eminenza grigia della diplomazia italiana, il Segretario Generale (della Farnesina, ndr) Riccardo Guariglia, espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo l’influenza della Russia in Italia. Questo è comunque impossibile: infatti, la Russia può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Sergey Lavrov”. Lo ha scritto sul suo canale Telegram l’ambasciatore della Federazione russa a Roma, Alexei Paramonov.

“L’Italia, per contro, pur col suo immenso potenziale sul piano delle idee e col suo patrimonio politico e umanistico, oggi non dispone di figure di tale levatura”, ha aggiunto l’ambasciatore. “Possiamo solo auspicare che tornino ad emergere anche qui, per restituire all’Italia l’autonomia e il prestigio di cui godeva un tempo anche negli ‘affari esteri'”, ha concluso.

Bce: "Importante evitare di dare indicazioni sul futuro dei tassi"

Roma, 9 lug. (askanews) – “Dato il persistere dell’elevata incertezza, è importante evitare di dare qualsiasi indicazione riguardo al futuro dei tassi di interesse”. È uno degli elementi chiave concordati dal Consiglio direttivo della Bce, alla riunione del 10 e 11 giugno, in occasione della quale venne deciso all’unanimità di alzare i tassi per 0,25 punti percentuali in risposta ai rialzi dell’inflazione, determinati dai rincari di petrolio energia.

In occasione di quella riunione, i componenti del direttorio hanno concordato che “i rischi per le prospettive di inflazione sono al rialzo”, secondo quanto riportano i verbali pubblicati oggi dalla Bce. “Se i prezzi dell’energia dovessero salire di più o più a lungo di quanto attualmente atteso, l’inflazione dell’area euro aumenterebbe ulteriormente. Questo potrebbe venire rafforzato e essere più persistente se i prezzi dell’energia si dovessero diffondere più del previsto a altri prezzi, ai salari, alle aspettative di lungo termine o se gli approvvigionamenti dovessero essere maggiormente danneggiati”.

Di fronte a questo quadro, discusso in maniera approfondita e posto che secondo i banchieri centrali non ci si trova nella stessa situazione del 2022, che richiedeva una energica stretta monetaria, tutti i componenti del direttorio, secondo il documento, hanno appoggiato la proposta di alzare i tassi per 25 punti base.

“Sebbene rialzo potesse essere visto come una mossa cautelare a marzo o aprile, l’aggiustamento attuale non va visto come ‘una assicurazione’ ma piuttosto come una decisione solida in base allo scenario di base e a tutti quelli alternativi”, si legge.

I componenti del direttorio hanno concordato che le future decisioni continueranno a essere basate sulle prospettive di inflazione, sui rischi che le circondano, in base ai dati che perverranno, e che si manterrà un approccio decisionale basato sui dati, in cui le scelte vengono compiute volta per volta”senza vincolarsi a un percorso predeterminato sui tassi”.

Arte, a Palazzo Merulana la mostra "Lirismo Indifeso" di Franco Onali

Roma, 9 lug. (askanews) – Sfuggenti, persino contraddittorie. A prima vista le opere di Franco Onali, a Palazzo Merulana, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, gestito e valorizzato da CoopCulture, con “Lirismo Indifeso – Percezioni riflesse” a cura di Jacopo Bucciantini, dal 9 luglio al 27 settembre 2026, potrebbero apparire proprio in questo modo. Questo perché nell’arco di oltre mezzo secolo di attività, la sua pittura attraversa linguaggi differenti — dalla figurazione al post-cubismo, fino a soluzioni più astratte — senza mai aderire stabilmente a una corrente o a un programma stilistico riconoscibile. Una varietà che, tuttavia, non corrisponde a una dispersione, bensì alla costante fedeltà ad una medesima esigenza interiore.

Per comprendere la ricerca di Onali è necessario forse riconsiderare il significato stesso dell’atto pittorico. Le sue opere non nascono per illustrare concetti, né per raccontare storie o trasmettere messaggi. Esse sembrano piuttosto costituire uno spazio di conoscenza, uno strumento di confronto con sé stessi. In questo senso, i suoi dipinti non sono tanto finestre aperte sul mondo, quanto superfici ri?ettenti: immagini attraverso cui l’artista tenta di riconoscersi, senza tuttavia giungere mai a una definizione definitiva.

L’intera vicenda biografica dell’artista – si spiega in una nota – sembra confermare questa radicale autonomia. Nato a Roma nel 1932, formatosi tra le Accademie di Roma e Firenze, sotto la guida di Renato Marino Mazzacurati e Roberto Melli, e legato da rapporti di amicizia e confronto con personalità quali Mario Mafai, Renato Guttuso, Alberto Sughi, Tano Festa, Franco Angeli e Gino Severini, Onali sceglie tuttavia di rimanere ai margini del sistema dell’arte, sottraendosi alle logiche della promozione e della costruzione dell’immagine pubblica. Le sue opere circolano prevalentemente attraverso relazioni personali e la sua storia rimane affidata soprattutto ai ricordi di chi lo ha conosciuto. Questa posizione non è determinata da un disinteresse verso l’arte, bensì da una concezione profondamente libera della propria esistenza.

Anche per questo motivo, la produzione di Franco Onali, pur attraversando stagioni e linguaggi differenti, rivela una sorprendente continuità. Nel periodo post-cubista, sviluppato soprattutto tra gli anni Quaranta e Settanta, la frammentazione della forma e la molteplicità dei punti di vista cessano di essere un problema esclusivamente linguistico e diventano il mezzo attraverso cui restituire l’instabilità e la complessità dell’esperienza interiore. La geometria non viene utilizzata per costruire un ordine, ma per metterne in discussione la possibilità stessa.

Nelle successive opere figurative, apparentemente più riconoscibili, questa tensione non si esaurisce, ma si manifesta diversamente. Le immagini continuano a sottrarsi alla narrazione e alla descrizione naturalistica. Figure, oggetti, strumenti musicali, interni domestici e paesaggi emergono sulla tela come presenze sospese, prive di una funzione simbolica univoca, quasi appartenessero a una dimensione mnemonica o onirica piuttosto che alla realtà visibile.

Le differenti stagioni della sua ricerca non rappresentano quindi momenti separati, bensì le molteplici espressioni di una medesima necessità: preservare la libertà dell’immagine, sottraendola a ogni funzione dimostrativa, narrativa o ideologica. La pittura di Onali non pretende di spiegare, né di convincere, al contrario si limita, con estrema sincerità, ad esistere.

“È forse in questa disponibilità a mostrarsi senza difese, senza costruzioni teoriche e senza volontà di affermare una verità definitiva, che risiede ciò che Dario Micacchi definì ‘lirismo indifeso’. Un lirismo che attraversa l’intera vicenda artistica di Franco Onali e che trasforma ogni quadro in una sorta di autoritratto invisibile: non la rappresentazione di un volto, ma il ri?esso di una coscienza che, attraverso le immagini, continua a interrogare sé stessa”, spiega il curatore della mostra Jacopo Bucciantini.

L’esposizione propone una rilettura critica della produzione di Franco Onali, attraverso una selezione di dipinti e di materiali audiovisivi che evidenziano gli elementi strutturali della sua ricerca figurativa. Il progetto nasce dalla volontà di superare una lettura esclusivamente cronologica o antologica della poetica dell’artista, privilegiando invece un percorso capace di restituire al pubblico la grammatica visiva e poetica che caratterizza oltre cinquant’anni di attività.

L’allestimento offre strumenti interpretativi che consentono ai visitatori di avvicinarsi alla complessità dell’immaginario dell’artista, senza ridurne la natura enigmatica, e a scoprirne le modalità compositive e le tensioni poetiche attraverso la sua intera produzione. Lirismo Indifeso – Percezioni riflesse di Franco Onali trova una collocazione particolarmente significativa all’interno di Palazzo Merulana poiché nel corso della sua carriera, l’artista ebbe numerose frequentazioni con personalità riconducibili all’ambiente della Scuola Romana e sviluppò rapporti culturali che ne favorirono il dialogo con alcune delle più importanti esperienze artistiche del secolo scorso. Particolarmente significativa la stima manifestata nei suoi confronti da Gino Severini, figura centrale delle avanguardie storiche e autore presente nella collezione permanente del Museo. L’esposizione intende pertanto valorizzare tali connessioni, inserendo il lavoro di Onali all’interno di una più ampia riflessione sul Novecento italiano e sui suoi sviluppi successivi. L’allestimento si sviluppa attraverso una selezione di venticinque opere pittoriche rappresentative della ricerca dell’artista e comprende inoltre della documentazione audiovisiva documentaristica e video-artistica.

Info e contatti. La mostra è visitabile con biglietto d’ingresso a Palazzo Merulana. Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00), Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00). Via Merulana 121, Roma. www.palazzomerulana.it.

Idf: "Una coalizione in Libano? Solo per demilitarizzare Hezbollah"

Safad, 9 lug. (askanews) – Se Unifil o una coalizione internazionale a guida italo-francese intendono andare in Libano per demilitarizzare Hezbollah, per Israele non ci sono controindicazioni. Ma se le loro intenzioni non dovessero essere queste, “mi chiedo quale sia il motivo per essere lì”: lo ha dichiarato un Alto ufficiale militare dell’esercito israeliano di stanza nel Comando del Nord del Paese, durante una conversazione con una delegazione di giornalisti italiani, tra cui è presente askanews.

Per Israele “va bene” l’ipotesi di una forza internazionale che possa agire in Libano per mettere in sicurezza la regione e demilitarizzare Hezbollah, ma se non è nelle loro intenzioni intervenire contro il movimento sciita, ha rappresentato l’Alto ufficiale israeliano, mi chiedo quale sia la ragione per essere lì.

Targhe Tenco 2026: Orbit Orbit di Caparezza miglior album

Milano, 9 lug. (askanews) – Annunciate oggi, giovedì 9 luglio, le opere vincitrici delle Targhe Tenco 2026: Migliore album in assoluto – Orbit Orbit di Caparezza; Migliore album in dialetto – Amuri Luci di Carmen Consoli; Migliore album opera prima – Sta registrando audio… di Piji; Migliore album di interprete – Avincola canta Carella di Avincola; Migliore canzone singola – Quello che deve essere sarà di Emma Nolde; Migliore album a progetto – 80 Buon compleanno Ivan (live in Teramo) prodotto da Filippo Graziani. Risultato record nella fase del ballottaggio, con la partecipazione di 245 votanti.

Il prestigioso riconoscimento delle Targhe Tenco viene assegnato dal 1984 a “I migliori dischi dell’anno” di canzone d’autore pubblicati nel corso dell’anno (per le Targhe 2026 resi disponibili in qualunque modo al pubblico dal 1° giugno 2025 al 31 maggio 2026).

Le opere degli artisti candidati per le Targhe sono votate da una giuria vasta e competente formata da esperti, giornalisti e addetti ai lavori scelti dal Club Tenco che esprime i suoi voti nei modi e tempi che vengono comunicati ai giurati dall’Associazione. Il Direttivo del Club Tenco non fa parte di questa giuria.

Le informazioni relative alle Targhe Tenco e il regolamento sono online sul sito del Club Tenco.

Di seguito il numero dei voti ottenuti da ciascun finalista delle Targhe Tenco 2026 suddivisi nelle 6 sezioni previste: Caparezza con l’album Orbit Orbit (BMG) si aggiudica la targa del Migliore album in assoluto con 57 voti. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono: Andrea Laszlo De Simone con Una lunghissima ombra (56 preferenze); Madame con Disincanto (46 preferenze); Mauro Ermanno Giovanardi con E poi scegliere con cura le parole (46 preferenze); Erica Boschiero con Un posto sulla terra (39 preferenze).

Per la targa Migliore album in dialetto (o lingua minoritaria parlata in Italia) l’opera più apprezzata è Amuri Luci (Narciso Records / ADA Music Italy) di Carmen Consoli con 137 voti. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono: Daniele Sepe / Capitan Capitone & i Fratelli della Costa con 40N 14E (30 preferenze); Francesca Incudine con Radica (29 preferenze); Roberto Colella con Ce Sta Sempe Na Via (26 preferenze); Chiara Raggi con Zénta (18 preferenze).

L’album Sta registrando audio … (Azzurra Music) di Piji si aggiudica la targa Migliore album opera prima (primo album di lunga durata del titolare, cantautore o gruppo) con 81 voti. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono: Francamente con Bitte Leben (43 preferenze); Santamarea con Anime storte (42 preferenze); Satantango con Satantango (37 preferenze); Sara Gioielli con Gioielli Neri (23 preferenze).

Per la targa Migliore album di interprete l’opera più votata è Avincola canta Carella (TotoSound / Akkasamia) di Avincola con 96 preferenze. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono: Tosca con Feminae (59 preferenze); Gnut & Alessandro D’Alessandro con Dduje paravise (51 preferenze); Olden con Fanigliulo, l’artista (29 preferenze); P.A.O. con Le radici e la luna (6 preferenze).

La targa Migliore canzone singola, che va agli autori del brano, è assegnata a Quello che deve essere sarà (Carosello Records) di Emma Nolde con 54 voti. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono: Ditonellapiaga con Che fastidio! (46 preferenze); Mauro Ermanno Giovanardi con Anni Zero (44 preferenze); Bianca d’Aponte con Straniero (36 preferenze). Moni Ovadia, Giovanna Famulari, Michele Gazich con Palestina, terra di dolore (36 preferenze); Tosca con Primavera (23 preferenze).

Infine, il Migliore album a progetto, riconoscimento assegnato al produttore, è 80 Buon compleanno Ivan (live in Teramo) (Officine Pan Idler Tommy, distribuito da Sony Music Italy / evento omonimo a cura di IMARTS – International Music And Arts) prodotto da Filippo Graziani, con 70 preferenze. Le altre opere finaliste, in ordine di preferenze ottenute, sono: Noi, Piero – Collettivo Jambona (45 preferenze); Pigri – Teramo suona Ivan (44 preferenze); Il segreto di Penelope – Collettivo S.B.A.M. (31 preferenze); Buon compleanno Elvis Covered (17 preferenze).

Il Premio Tenco 2026 si terrà il 22, 23 e 24 ottobre presso il Teatro Ariston di Sanremo (Imperia). La rassegna dedicata alla Canzone d’Autore più prestigiosa e rinomata del nostro Paese, che ha superato l’importante traguardo dei 50 anni, anche in questa edizione premierà uno o più artisti con il Premio Tenco, assegnato dal Direttivo del Club Tenco alla carriera di coloro che hanno apportato un contributo significativo alla canzone d’autore mondiale.

Sempre il Club Tenco assegnerà anche il Premio Tenco all’Operatore Culturale e il Premio Yorum, istituito in collaborazione con Amnesty International Italia dal 2020 per dare visibilità agli artisti che in tutto il mondo, mettendo spesso a repentaglio la loro vita, lottano per i diritti umani e la libertà d’espressione.

Spionaggio, Mosca: risponderemo all’espulsione degli addetti militari da Roma

Roma, 9 lug. (askanews) – Il ministero degli Esteri russo ha dichiarato oggi che la Russia risponderà all’espulsione di due addetti militari dall’ambasciata russa a Roma.

Il ministro degli Esteri e vice primo ministro italiano Antonio Tajani ha affermato che Roma ha deciso l’espulsione di due addetti militari dall’ambasciata russa, a seguito dell’arresto di due sospetti in un caso di spionaggio, e che i due russi dovranno lasciare il Paese entro tre giorni.

“La Russia darà una risposta adeguata”, ha dichiarato il ministero di Mosca.