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domenica, 15 Febbraio, 2026
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Metaverso: che fine ha fatto? Un libro che rimette ordine

Milano, 15 feb. (askanews) – C’è una domanda che circola da mesi, nei convegni come nelle chiacchiere a margine: che fine ha fatto il metaverso? Dopo l’ubriacatura iniziale, il rumore si è abbassato. Al suo posto, disorientamento. “Fare business con le tecnologie immersive”, nuovo libro di Monica Magnoni, parte da lì.

Magnoni ha lavorato anni su brand positioning, digital marketing, experience design. Multinazionali, agenzie, brand nei settori energy, fashion, automotive, banking. Nel 2021 ha co-fondato Experiency, studio di marketing esperienziale nel Web3. Oggi è Chief Marketing & Events Officer di Rocket Sharing Club. Il frutto del suo lavoro deriva dall’esperienza sul campo.

Il libro porta lontano dalla retorica, vicino al lavoro vero. Realtà virtuale, aumentata, intelligenza artificiale, spatial computing diventano strumenti concreti. Funzionano quando incontrano obiettivi chiari, competenze diffuse, una cultura organizzativa che regge. Il metaverso smette di essere un luogo mitico. Diventa ambiente, anzi ambienti, da esplorare ed abitare con attenzione.

Il percorso è lineare. Orientamento, ingresso, uso: marketing, retail, formazione, collaborazione interna. I casi studio mostrano che l’innovazione funziona se è coerente con l’identità di un brand. Non se prova a sostituirla. Leggendo si capiscono molte cose che non sono così scontate, per il grande pubblico: non esiste un unico metaverso, la tecnologia non compensa una strategia assente, l’effetto wow dura poco senza scelte solide.

La parte finale è forse quella offre gli strumenti;. Questionari e piano strategico per misurare competenze, processi, disponibilità al rischio della propria organizzazione. Non esistono soluzione pronte, ma domande che impongono decisioni.

Il libro è rivolto a chi deve scegliere e spiegare, spesso sotto la pressione di mode che cambiano in fretta. C’è chi rincorre ogni novità, chi si blocca, chi prova a capire come usarla. Ma non esistono miracoli, né futuri fantascientifici. C’è invece un metodo per capire quali tecnologie servono davvero, e come usarle opportunamente.

Il metaverso esiste ancora. Adesso è pronto per dimostrare che produce valore.

Calcio, risultati di serie A: Bologna aggancia la Lazio

Roma, 15 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Torino-Bologna 1-2

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, Inter-Juventus 3-2, Udinese-Sassuolo 1-2, Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1,Torino-Bologna 1-2, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Classifica: Inter 61, Milan 53, Napoli 49, Juventus, Roma 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio, Bologna 33, Udinese, Sassuolo 32, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese e Genoa 24, Lecce, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, Bologna-Udinese

Brignone, a ottobre non aveva ancora rimesso gli sci: oggi doppio oro

Milano, 15 feb. (askanews) – Meno di quattro mesi fa, il 18 ottobre, a Milano, durante Apreski, Federica Brignone parlava del suo recupero dopo l’infortunio: con prudenza, realismo, perfino scetticismo. Non aveva ancora rimesso gli sci ai piedi e descriveva una riabilitazione lunga, dolorosa, incerta.

Oggi la scena è completamente diversa. Brignone ha appena conquistato la sua seconda medaglia d’oro olimpica, questa volta nello slalom gigante, completando un recupero che, alla luce delle sue stesse parole di allora, appare ancora più impressionante.

All’epoca spiegava di non sapere neppure se sarebbe riuscita a tornare a sciare. E la sua partecipazione alle Olimpiadi la riteneva difficile, se non improbabile.

“Non ho idea come funzionino le regole, sinceramente. Finché non metto gli sci – diceva Brignone – non so neanche se potrò, ne parlerò ovviamente con i responsabili, anche perché noi abbiamo una squadra fortissima, abbiamo delle ragazze comunque che van forte e se loro si meritano il posto più di me si meritano il posto più di me. Al momento non ne ho ancora voglia perché non sto così bene da mettere gli sci”.

“Sinceramente non è questa Olimpiade che mi cambia la vita e mi cambia la carriera. Quello che ho fatto l’ho fatto e anzi ho fatto ben di più di quello che mai avrei potuto sognare. Sarebbe un di più, sarebbe un bel sogno, è una cosa fantastica avere delle Olimpiadi in casa e ovviamente è qualcosa che mi sarebbe piaciuto fare perché altrimenti avrei già smesso. Però questa energia positiva per guarire mi serve anche per tornare a una vita normale, perché con un infortunio così non è una cosa scontata!.

“Ovviamente io lavoro dalle 5 alle 7 ore al giorno per curarmi, quindi ovviamente sto lavorando durissimamente altrimenti avrei una gamba di una misura e un’altra di un’altra. Però non sono ancora alla fase solo preparazione atletica, sto facendo ancora riabilitazione e il male ce l’ho tutti i giorni, cioè quello assolutamente”.

“Sto riabilitando la mia gamba a muoversi, a essere più mobile, a essere più forte, a recuperare il muscolo, a recuperare tutto, però da esercizi in palestra, corpo libero, sto provando a fare qualche passo di corsa, sto riniziando finalmente a fare i gradini come una persona normale. E’ chiaro che non è ancora finita. Probabilmente dovrò lavorarci ancora un bel po’ di tempo. Anche dovessi riuscire a mettere gli sci e a sciare – avvertiva Federica Brignone – comunque ci dovrò lavorare, perché non è finita”.

“Non credo che riuscirò a tornare esattamente come prima, anzi sicuramente no”, concludeva la campionessa.

Milano-Cortina, l’Italia in un giorno conquista quattro medaglie, dominano i podi al femminile

Roma, 15 feb. (askanews) – Quattro medaglie in un solo giorno. Due oro, un argento e un bronzo. L’Italia vola grazie al talento e alla leadership delle sue campionesse. La domenica del 15 febbraio a Milano-Cortina entra nella storia dei Giochi azzurri, con un bottino che esalta soprattutto il movimento femminile che ha conquistato sedici medaglie sulle 22 conquistate finora. A prendersi la scena è stata Federica Brignone, dominante nello slalom gigante. Dopo una prima manche solida e una seconda semplicemente perfetta, la valdostana ha conquistato l’oro con autorità, confermandosi punto di riferimento dello sci alpino mondiale e simbolo di questa spedizione.

Poche ore dopo è arrivato un altro capolavoro al femminile: Lisa Vittozzi ha trionfato nell’inseguimento di biathlon con una prova impeccabile al poligono e una rimonta straordinaria sugli sci stretti. Un oro storico, il primo per il biathlon italiano, costruito con freddezza e determinazione, che certifica la maturità definitiva della campionessa friulana. Sul podio anche Michela Moioli, argento nello snowboard cross a squadre insieme a Lorenzo Sommariva. Per la bergamasca l’ennesima conferma a livello olimpico, in una gara combattuta fino all’ultimo metro.

A completare la giornata il bronzo della staffetta 4×7,5 km di sci di fondo con Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino, quarta medaglia di squadra di una spedizione sempre più compatta. Il filo conduttore resta chiaro: le donne trascinano l’Italia. Tecnica, personalità e sangue freddo nei momenti decisivi hanno fatto la differenza, regalando due ori e un argento in poche ore. Milano-Cortina celebra così la forza del suo movimento femminile, sempre più protagonista ai massimi livelli internazionali.

Papa Leone XIV: non rassegnatevi alla cultura del sopruso e dell’ingiustizia

Roma, 15 feb. (askanews) – “Non rassegnatevi alla cultura del sopruso e dell’ingiustizia. Al contrario diffondete rispetto e armonia, cominciando col disarmare i linguaggi e poi investendo energie e risorse nell’educazione, specialmente dei ragazzi e della gioventù”. Così Papa Leone XIV durante la celebrazione della Santa Messa nella Parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido.

“Lo si sperimenta anche qui, a Ostia, dove pure, purtroppo, la violenza esiste e ferisce, prendendo piede talvolta tra i giovani e gli adolescenti, magari alimentata dall’uso di sostanze – ha detto il Santo Padre – oppure ad opera di organizzazioni malavitose, che sfruttano le persone coinvolgendole nei loro crimini e che perseguono interessi iniqui con metodi illegali e immorali. Di fronte a tali fenomeni invito tutti voi, come Comunità parrocchiale, uniti alle altre realtà virtuose che operano in questi quartieri, a continuare a spendervi con generosità e coraggio per spargere nelle vostre strade e nelle vostre case il buon seme del Vangelo. Sì, che in parrocchia possano imparare l’onestà, l’accoglienza, l’amore che supera i confini; imparare ad aiutare non solo quelli che ricambiano e salutare non solo quelli che salutano, ma ad andare verso tutti in modo gratuito e libero; imparare la coerenza tra la fede e la vita, come ci insegna Gesù, quando dice: ‘Se presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono’. Sia questa, carissimi, la meta dei vostri sforzi e delle vostre attività, per il bene di chi è vicino e di chi è lontano, affinché anche chi è schiavo del male possa incontrare, attraverso di voi, il Dio dell’amore, il solo che libera il cuore e rende veramente felici”.

Milano-Cortina, il medagliere dei Giochi olimpici invernali

Roma, 15 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

1 Norvegia oro 11 argento 6 bronzo 7 totale 24 2 Italia oro 8 argento 4 bronzo 10 totale 22 3 Stati Uniti oro 5 argento 8 bronzo 4 totale 17 4 Svezia oro 5 argento 5 bronzo 1 totale 11 5 Francia oro 4 argento 7 bronzo 4 totale 15 6 Austria oro 4 argento 6 bronzo 3 totale 13 7 Germania oro 4 argento 5 bronzo 4 totale 13 8 Paesi Bassi oro 4 argento 4 bronzo 1 totale 9 9 Svizzera oro 4 argento 2 bronzo 3 totale 9 10 Giappone oro 3 argento 5 bronzo 8 totale 15

Calcio, risultati di serie A: Parma, scatto salvezza

Roma, 15 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1.

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, Inter-Juventus 3-2, Udinese-Sassuolo 1-2, Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Classifica: Inter 61, Milan 53, Napoli 49, Juventus, Roma 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio 33, Udinese, Sassuolo 32, Bologna 30, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese e Genoa 24, Lecce, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, Bologna-Udinese

Calcio, Parma-Verona 2-1: decide Pellegrino

Roma, 15 feb. (askanews) – Con un gol di testa di Pellegrino nel recupero il Parma risolve una partita complicatissima, contro il Verona che resiste in 10 per più di 80′ e poi si arrende 2-1. Il Parma, avanti dopo appena 3′ con un gran tiro da fuori di Bernabé e in superiorità numerica dall’11’ per l’espulsione di Orban, si fa raggiungere poco prima dell’intervallo da un rigore di Harroui causato da un’ingenuità di Circati. Nella ripresa Strefezza colpisce la traversa, il muro dell’Hellas resiste fino al 93′, quando Pellegrino la risolve

Gaza, Trump: da Stati del Board of Peace impegno per 5 miliardi di dollari per aiuti e ricostruzione

Roma, 15 feb. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha affermato oggi su Truth che, alla riunione del Board of Peace in programma il 19 febbraio a Wasghinton, “annunceremo che gli Stati membri hanno impegnato oltre 5 miliardi di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione di Gaza e si sono impegnati a fornire migliaia di persone per la Forza internazionale di stabilizzazione e la polizia locale per mantenere sicurezza e pace per la popolazione di Gaza”.

“È molto importante che Hamas mantenga il suo impegno per la piena e immediata smilitarizzazione. Il Board of Peace si rivelerà l’organismo internazionale più influente della storia, ed è per me un onore essere il suo presidente”, ha aggiunto Trump.

Referendum, Nordio replica agli attacchi: sul Csm ho citato Di Matteo, non capisco indignazione

Milano, 15 feb. (askanews) – “Non capisco tanta indignazione scomposta alle mie dichiarazioni sulle correnti del CSM. Io mi sono limitato a citare le affermazioni di Nino Di Matteo, un noto pm preso a modello dal PD e dalla sinistra, riportate dal Fatto quotidiano e da altri giornali, quindi fonti non particolarmente vicine a noi, nel settembre 2019. Di Matteo parlò di ‘mentalità e metodo mafioso’. Altri esponenti del ‘partito del No’ si sono espressi, a suo tempo, in modo anche più brutale. Ne faremo un elenco e lo pubblicheremo”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, replicando alle reazioni suscitate dalle sue dichiarazioni inerenti alle degenerazioni correntizie della magistratura espresse alla stampa locale veneta. In un’intervista al Mattino di Padova, a proposito del referendum sulla giustizia, Nordio ha dichiarato che le correnti della magistratura costituiscono “una consorteria autoreferenziale che solo il sorteggio può eliminare”, sottolineando che “il sorteggio rompe questo meccanismo ‘para-mafioso’.

L’Anp: è iniziata l’annessione della Cisgiordania

Roma, 15 feb. (askanews) – L’ufficio della presidenza palestinese, ha dichiarato che la decisione presa oggi dal governo israeliano di registrare i terreni della Cisgiordania “equivale di fatto all’annessione dei Territori palestinesi occupati e segna l’inizio dell’attuazione di piani di annessione volti a consolidare l’occupazione attraverso l’espansione illegale degli insediamenti”.

In una nota riportata dall’agenzia di stampa Wafa, l’Anp ricorda che “la presidenza ha affermato che questa decisione annulla di fatto gli accordi firmati e contraddice chiaramente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in particolare la Risoluzione 2334, che afferma che tutte le attività di insediamento israeliane nei Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, non hanno validità legale e costituiscono una violazione del diritto internazionale”.

“Queste misure unilaterali non garantiranno all’occupazione israeliana alcuna legittimità sul territorio dello Stato di Palestina e non altereranno lo status giuridico e storico secondo cui la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e la Striscia di Gaza sono territori palestinesi occupati ai sensi del diritto internazionale”, si afferma nella nota.

La presidenza palestinese ha quindi chiesto alla comunità internazionale, “in primo luogo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e all’amministrazione americana, di intervenire immediatamente per fermare le pericolose azioni israeliane e per costringere Israele a rispettare il diritto internazionale e le risoluzioni di legittimità internazionale, per allentare le tensioni e riportare stabilità”.

Milano-Cortina, medagliere da record dell’Italia

Roma, 15 feb. (askanews) – Storico traguardo per l’Italia a Milano-Cortina 2026. Con 22 medaglie totali, di cui 8 d’oro (dato aggiornato alle ore 15.20 del 15 febbraio), la spedizione azzurra diventa la migliore di sempre ai Giochi Olimpici Invernali, superando il primato delle 20 medaglie conquistate a Olimpiadi invernali di Lillehammer 1994, quando l’Italia chiuse al quarto posto nel medagliere.

Il confronto con il passato rende ancora più significativo il risultato. A Lillehammer furono 7 ori, 5 argenti e 8 bronzi (20 totali). Oggi l’Italia è già a quota 22, con 8 ori, 4 argenti e 10 bronzi, seconda nel medagliere alle spalle della Norvegia. E resta ancora una settimana di gare per migliorare ulteriormente il bottino.

Dalla prima edizione di Olimpiadi invernali di Chamonix 1924, chiusa senza medaglie, fino alla crescita costante del dopoguerra e agli exploit di Grenoble 1968 (4 ori) e Albertville 1992 (14 medaglie totali), il percorso azzurro è stato lungo e progressivo. Il picco era rimasto Lillehammer 1994. Oggi Milano-Cortina riscrive la storia.

Negli ultimi decenni l’Italia ha alternato edizioni brillanti – come Olimpiadi invernali di Salt Lake City 2002 (13 medaglie) – a Giochi più complicati, fino al rilancio recente di Olimpiadi invernali di Pechino 2022 (17 medaglie). Ma mai era arrivata a 22.

Milano-Cortina 2026 diventa così la vetta assoluta dello sport invernale italiano. E con diverse finali ancora da disputare, il medagliere azzurro potrebbe continuare ad aggiornarsi, rendendo questo record ancora più solido.

Milano-Cortina, Vittozzi oro nel biathlon a inseguimento 10 chilometri donne

Milano, 15 feb. (askanews) – Lisa Vittozzi ha vinto la medaglia d’oro nel biathlon inseguimento 10 km ad Anterselva davanti alla norvegese Maren Kirkeeid e alla finlandese Suvi Minkkinen. Si tratta della prima medaglia dell’Italia in questa specialità e la terza olimpica nella carriera dell’atleta di Pieve di Cadore. Nona in rimonta l’altra italiana Dorothea Wierer, risalita dal quarantesimo posto.

Vittozzi è la prima italiana di sempre a vincere la medaglia d’oro nella gara a inseguimento del biathlon. Partita quinta dopo la sprint, Vittozzi ha costruito il successo con una rimonta straordinaria e una prova impeccabile al tiro: 20 bersagli colpiti su 20. La 31enne friulana ha recuperato i 37 secondi di svantaggio che la separavano dalla norvegese Maren Kirkeeide al via, superandola nel corso della gara. Kirkeeide ha poi chiuso con l’argento, mentre il bronzo è andato alla finlandese Suvi Minkkinen. Per Vittozzi è la terza medaglia olimpica in carriera – la prima d’oro – dopo il bronzo a Olimpiadi invernali di Pyeongchang 2018 e l’argento conquistato pochi giorni fa nella staffetta mista. Un ritorno al vertice iniziato a fine 2025 con una vittoria in Coppa del Mondo, dopo una stagione complicata e un lungo stop seguiti al trionfo nella classifica generale del 2024. “Non ci posso credere, sono troppo felice. Sono molto orgogliosa di me, mi sono venuti i brividi sugli ultimi chilometri. È un sogno che si avvera. Mi mancava questa medaglia e sono riuscita a portarla a casa. Mi scoppia il cuore”, ha detto l’azzurra dopo il trionfo. Per l’Italia è stata la terza medaglia in meno di un’ora, dopo l’oro di Federica Brignone nello slalom gigante e l’argento di Lorenzo Sommariva e Michela Moioli nello snowboard cross a squadre. In mattinata era arrivato anche il bronzo nella staffetta 4×7,5 km di sci di fondo con Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino: una giornata memorabile per i colori azzurri.

Milano-Cortina, Italia d’argento nello snowboard cross a squadre

Milano, 15 feb. (askanews) – Con la coppia formata da Michela Moioli e Lorenzo Sommariva l’Italia ha vinto a Livigno la medaglia d’argento olimpica nello snowboard cross a squadre, dietro alla Gran Bretagna (oro) e alla Francia (bronzo). Per la bergamasca è la seconda medaglia in questa edizione dei Giochi. L’Italia conquista così la 21esima medaglia in questi Giochi e supera il record all-time delle Olimpiadi invernali di Lillehammer 1994, con ancora una settimana di gare da disputare.

Milano-Cortina, Tamberi complimenti a Brignone: "Leggenda"

Roma, 15 feb. (askanews) – Tra i complimenti arrivati sui social c’è quello di Gianmarco Tamberi che ha postato una foto insieme alla figlia Camilla: “Leggenda italiana! Camilla non ha mai guardato uno schermo da quando è nata e non lo guarderà sicuramente ancora per tanto tempo…. Ma oggi, oggi ho voluto farle vedere colei che tra qualche anno le racconteremo essere una delle sportive italiane più straordinarie della storia del nostro sport. Guarda piccina, guarda che cosa ha combinato questa ragazza… Di nuovo!!!!!! Giù il cappello per Federica Brignone”

Milano-Cortina, immensa Brignone, oro anche nello slalom gigante: "Non mi rendo conto"

Roma, 15 feb. (askanews) – Immensa Federica Brignone. Dopo l’oro in superG, la valdostana conquista anche lo slalom gigante con una prova magistrale in entrambe le manche. L’azzurra, maresciallo dei carabinieri, chiude con 62 centesimi di vantaggio sulla svedese Sara Hector e la norvegese Thea Louise Stjernesund, argento ex aequo.

Per Brignone è la quinta medaglia olimpica della carriera, per l’Italia la ventesima in questi Giochi: eguagliato il record all-time delle Olimpiadi invernali di Lillehammer 1994, con ancora una settimana di gare da disputare.

Podio solo sfiorato da Lara Della Mea, quarta dopo una rimonta di undici posizioni e a soli 5 centesimi dal bronzo. Decima Sofia Goggia, che perde terreno nella seconda manche dopo il terzo posto a metà gara; 14 Asja Zenere.

A Rai Sport, Brignone ha raccontato l’emozione del trionfo: “Sono talmente senza parole che non riesco a capire cosa ho fatto. Nella prima manche sono stata tranquilla, fin troppo, e avevo paura di non essere aggressiva. Nella seconda ho pensato solo a sciare e spingere il più possibile. Al traguardo ho solo sentito urla e non ho capito più niente. Ho pensato solo al mio sci, l’ho vissuta bene. Della Mea? Deve solo essere orgogliosa”.

Calcio, risultati di serie A: Sassuolo aggancia Udinese a 32

Roma, 15 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Udinese-Sassuolo 1-2

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, Inter-Juventus 3-2, Udinese-Sassuolo 1-2, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Classifica: Inter 61, Milan 53, Napoli 49, Juventus, Roma 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio 33, Udinese, Sassuolo 32, Bologna 30, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, Bologna-Udinese

Conferenza di Monaco, Kallas: la Russia non è una superpotenza, la sua economia è a pezzi

Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – “La Russia non è una superpotenza. Dopo oltre un decennio di conflitto, inclusi 4 anni di guerra su vasta scala in Ucraina, la Russia è appena andata oltre le linee del 2014, e il costo è stato di 1,2 milioni di vittime. Oggi la Russia è distrutta, la sua economia è a pezzi. È scollegata dai mercati energetici europei e i suoi cittadini stanno fuggendo. In effetti, la minaccia più grande che la Russia rappresenta in questo momento è che ottiene più al tavolo dei negoziati di quanto abbia ottenuto sul campo di battaglia”. Lo ha detto l’Alta rappresentante della Politica estera Ue Kaja Kallas nel suo intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di MOnaco.

“E a proposito di negoziati – ha proseguito Kallas -, ciò che conta più dell’avere un posto al tavolo è sapere cosa chiedere quando ci si siede. Il motivo è molto semplice. Le richieste massimaliste della Russia non possono essere soddisfatte con una risposta minimalista. Pensateci. Se l’esercito ucraino deve essere limitato nelle dimensioni, anche la Russia dovrebbe esserlo. Dove la Russia ha causato danni in Ucraina, la Russia deve pagare per quei danni”.

Valanga in Valle d’Aosta: un morto e due feriti gravi

Milano, 15 feb. (askanews) – E’ di due morti e un ferito grave il bilancio della valanga del Canale del Vesses, sopra Courmayeur. Lo ha riferito il Soccorso Alpino Valdostano, precisando che le operazioni di ricerca e soccorso sono concluse. “Si tratta rispettivamente di una femmina e due maschi, di nazionalità (probabilmente) francese. Le operazioni di riconoscimento sono affidate al Sagf di Entrèves”, ha aggiunto il
Soccorso Alpino.

Il Soccorso Alpino ha precisato che che “sul posto hanno operato 15 soccorritori tra tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e Sagf, due medici, tre unità cinofile, due elicotteri, due ambulanze 118 ed è stato allestito in hangar a Courmayeur un Pma, Posto Medico Avanzato, per le azioni mediche in loco e per l’assistenza ad eventuali ulteriori
persone coinvolte”. “Le operazioni sono state coordinate dalla Centrale Unica del
Soccorso-Cus della Valle d’Aosta”.

Ucraina, arrestato l’ex ministro dell’Energia nell’inchiesta per corruzione

Roma, 15 feb. (askanews) – L’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina (Nabu) e la Procura specializzata anticorruzione (Sap) hanno arrestato l’ex ministro dell’Energia ucraino, Herman Halushchenko. Lo riporta l’agenzia di stampa ucraina Rbc, citando fonti secondo cui Halushchenko è stato arrestato mentre tentava di lasciare il paese.

Lo scorso novembre, le autorità anticorruzione hanno annunciato di aver scoperto un sistema di corruzione su larga scala nel settore energetico che vede coinvolti diversi alti funzionari ucraini, tra cui l’ex ministro dell’Energia.

L’operazione soprannominata “Midas” ha portato alla luce un sistema di estorsione ai danni dei subappaltatori della società Energoatom e operazioni di riciclaggio di denaro.

L’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina (Nabu) ha successivamente confermato l’arresto dell’ex ministro dell’Energia, Herman Halushchenko, nell’ambito dell’inchiesta anticorruzione Midas. “Oggi, mentre attraversava il confine, gli investigatori della Nabu hanno arrestato l’ex ministro dell’Energia nell’ambito del caso Midas”, si legge sull’account Telegram di Nabu. La notizia dell’arresto era stata anticipata dai media ucraini.

Come ricorda il Kiev Independent, Halushchenko è stato ministro dell’Energia dal 2021 al 2025 e nel luglio scorso era stato nominato ministro della Giustizia.

Lo scorso novembre, gli inquirenti hanno perquisito alcune sue proprietà nell’ambito dell’inchiesta Midas che ha portato alla luce un sistema di estorsione ai danni dei subappaltatori dell’azienda statale Energoatom e operazioni di riciclaggio di denaro.

Il parlamento ucraino ha approvato le dimissioni di Halushchenko il 19 novembre scorso, dopo che il Presidente Volodymyr Zelensky gli aveva pubblicamente chiesto di lasciare il suo incarico.

Sanremo, Michele Bravi: “La prima volta avevo la sindrome dell’impostore”

Milano, 15 feb. (askanews) – Michele Bravi torna per la terza volta in gara al Festival di Sanremo 2026. “Sanremo per me intanto è ricordo doppio, ricordo di infanzia perché saremo era il momento in cui con i nonni sul divanetto stavamo lì a guardare il Pippo Baudo, è ricordo perché il mio vero battesimo professionale è stato proprio su quel palco con Carlo Conti, con il Diario degli errori. Ed ero un bimbo, mi ricordo proprio quando sono entrato la prima volta ho pensato alla sindrome dell’impostore: mi dicevo qua sopra ha cantato Mia Martini e adesso c’è sto ragazzino che non sa fare niente. Mi sentivo completamente fuori luogo, non che adesso sia cambiata troppo l’attitudine però ecco quel ricordo lì, quella goffaggine lì rispetto alle cose. Nasco dalla cultura umbra che è un po’ scaramantica, quindi io tendo a non creare aspettative. Sono molto concentrato, ci tengo molto professionalmente a dire, facciamo vedere che c’è stata una crescita, perché adesso non sei più un ragazzino che è salito lì per la prima volta e quindi su quello ho proprio l’impegno mio di dire, porta a casa un bello spettacolo, quello sì. Però aspettative sui risultati per scaramanzia non dico niente. E’ chiaro che non me la voglio augurar male, senso cioè comunque le aspettative sono belle”.

Nella serata dei duetti Bravi condividerà il palco con l’amica e straordinaria interprete Fiorella Mannoia: già complici nell’ultimo album della cantautrice romana, i due artisti si ritrovano all’Ariston per cantare insieme Domani è un altro giorno di Ornella Vanoni, in un omaggio delicato e profondamente sentito a un’icona della musica italiana.

In attesa di una primavera che si preannuncia ricca di novità e nuovi traguardi artistici, a partire dall’uscita del nuovo progetto discografico (M.a.s.t./Believe) fino a un tour che lo riporterà finalmente dal vivo davanti al suo pubblico, il cantautore originario di Città di Castello (PG) si prepara a scrivere un nuovo capitolo del proprio percorso. A quattro anni dall’ultima partecipazione, segna un ritorno importante alla kermesse, dopo le due esperienze del 2017 con Il diario degli errori (quarto posto) e nel 2022 con Inverno dei fiori (decimo posto), e la partecipazione come ospite e autore nel 2018 al fianco di Annalisa e in duetto con Arisa nel 2021.

Referendum giustizia, Nordio: sorteggio rompe meccanismo para-mafioso. Schlein: la mafia ha ucciso magistrati

Roma, 15 feb. (askanews) – Le correnti della magistratura costituiscono “una consorteria autoreferenziale che solo il sorteggio può eliminare”. Lo afferma il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in un’intervista al Mattino di Padova. “Il sorteggio rompe questo meccanismo ‘para-mafioso’, questo verminaio correntizio come l’ha definito l’ex procuratore antimafia Benedetto Roberti, poi eletto con il Pd al Par- lamento europeo. Un mercato delle vacche. Lo scandalo Palamara ha mostrato tutto questo: ma hanno messo il coperchio su questo scandalo, 4 o 5 disgraziati costretti alle dimissioni e poi nulla è cambiato. I magistrati, prosegue il Guardasigilli, sono contrari “perché sanno che non ci sono argomenti contro questa riforma civile, liberale, voluta dagli italiani. E quindi cercano di portarla sul piano politico: governo sì, governo no”.

Dura la reazione alle parole del ministro. “Ci siamo svegliati con un’intervista del ministro Nordio che assimila ai magistrati i mafiosi. La trovo una cosa gravissima, soprattutto se a farlo è il ministro della Giustizia. Ci aspettiamo che Giorgia Meloni prenda immediatamente le distanze da queste parole e ci aspettiamo le scuse da parte del ministro. C’è una campagna elettorale ma non si possono fare affermazioni che paragonino i magistrati ai mafiosi”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo a Bari a margine di un evento della campagna “Vota No per difendere la Costituzione” in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo.

Secondo Schlein, così facendo il Guardasigilli “insulta anche la storia di tanta magistratura che si è battuta per anni contro le mafie e ha pagato anche con il prezzo della vita. Parliamo di persone come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rosario Livatino, Rocco Chinnici. È inaccettabile che un ministro parli in questo modo dei magistrati. Noi siamo qui per ribadire le nostre ragioni nel merito di questa riforma che riteniamo sbagliata, ma pensiamo che Nordio abbia oltrepassato il limite. Giorgia Meloni intervenga immediatamente su quello che è accaduto”.

“Quando avrà finito di smarcarsi da Merz per difendere la cultura maga – ha sottolineato ancora la segretaria Pd – magari Meloni potrà dire qualcosa sulle parole del suo ministro che si dimostra ancora una volta inadeguato al suo ruolo”.

Colpito da una mareggiata crolla l’arco degli innamorati in Salento

Roma, 15 feb. (askanews) – L’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla costa pugliese con venti forti e mareggiate ha provoato il crollo dell’Arco dei faraglioni di Sant’Andrea, in Salento. L'”arco degli innamorati”, uno dei monumenti naturali più famosi della costa Adriatica, si è sgretolato nella notta di San Valentino. Lo scrive sul proprio sito internet il Corriere Salentino che riporta un commento di Maurizio Cisternino, sindaco di Melendugno: “Allerta meteo, vento e mareggiate per giorni non hanno risparmiato un bene paesaggistico unico. Ci vuole un progetto su tutta la costa, per metterla in sicurezza. La natura così come l’ha creato l’arco, se l’è ripreso. È un colpo durissimo per l’immagine del Salento e per il turismo. La natura si è stravolta: quello che c’era 30 anni fa non c’è più. Dobbiamo trovare le risorse per un intervento organico”.

(foto da social)

Il Papa: costruire pace e prosperità per tutti i popoli

Roma, 15 feb. (askanews) – “Ricorre nei prossimi giorni il capodanno lunare, celebrato da miliardi di persone in Asia orientale in altre parti del mondo. Questa gioiosa festa incoraggia a vivere con più intensità le relazioni familiari e l’amicizia. Porti serenità nelle case e nella società e sia occasione per guardare insieme al futuro costruendo pace e prosperità per tutti i popoli”. Lo ha detto Papa Leone XIV rivolgendosi dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano a fedeli e pellegrini riuniti in Piazza San Pietro dopo la recita dell’Angelus.

Milano Cortina, Brignone in testa nella prima manche del gigante

Roma, 15 feb. (askanews) – Dopo l’oro olimpico conquistato nel SuperG Federica Brignone ha fatto registrare finora il miglior tempo nella prima manche del gigante femminile in corso a Cortina sulla pista Olympia delle Tofane. Secondo posto provvisorio per la tedesca Lena Duer a 34 centesimi e terzo per Sofia Goggia a 46 centesimi. Segue al quarto posto un terzetto di atlete con lo stesso tempo formato dall’italiana naturalizzata albanese Lara Colturi, dalla svedese Sara Hector e dalla norvegese Thea Louise Stjernesund. Vicinissime anche l’americana Mikaela Shiffrin al settimo posto, la canadese Valérie Grenier all’ottavo, la norvegese Mina Fürst Holtmann al nono posto e la neozelandese Alice Robinson al decimo. Le atlete in gara sono 76 in rappresentanza di 44 Paesi. La seconda manche è in programma alle 13.30.

Milano-Cortina, la staffetta femminile short track in finale con Fontana

Roma, 15 feb. (askanews) – La staffetta italiana femminile dello short track ha conquistato nei 3.000 metri la finale, in programma mercoledì sera, ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina. La squadra di pattinatrici azzurre formata da Arianna Fontana, Elisa Confortola, Chiara Betti e Arianna Sighel ha concluso ieri sera la semifinale al secondo posto dietro le olandesi. Niente da fare invece per Pietro Sighel nei 1.500 metri, eliminato ai quarti dopo una caduta.

“Raggiungere la finale della staffetta alle Olimpiadi non è un obiettivo facile. Per ora ci godiamo questo momento” ha commentato Fontana. “Per fortuna ho molta esperienza da questo punto di vista, ma a queste Olimpiadi è davvero difficile tenere tutto sotto controllo, soprattutto quando sei in pista. Il pubblico è eccezionale, ma abbiamo i nostri obiettivi e restiamo concentrati su quelli” ha aggiunto.

Cabaret e Olimpiadi, i comici di Cabaret 5.0: “Milàn col CONI in man”

Milano, 15 feb. (askanews) – Olimpiadi e Cabaret, abbiamo chiesto al collettivo di comici più milanesi di tutti, i Cabaret 5.0., gruppo formato da Germano Lanzoni, Folco Orselli, Rafael Andres Didoni, ma anche Walter Leonardi, e Flavio Pirini, cosa pensano di quello che sta succedendo in città e in Italia con le Olimpiadi di Milano Cortina.

Dallo Spirit de Milan dove ogni martedì sera raccontano con ironia e musica la società invitando il pubblico a fare stretching emotivo, Germano Lanzoni, noto per essere la voce del Milan, ironizza proprio sul fatto che alla Cerimonia di apertura lo Stadio Meazza, sia stato chiamato Olimpico.

Lanzoni, Orselli e Didoni, scherzano sulla bellezza e bruttezza degli atleti, sul fatto che il pattinaggio è Milano, perchè è in bilico tra business e fallimento. E infine… Un grande classico “Non vediamo l’ora di poter dire: e anche queste Olimpiadi ce le siamo levati da…. L’Olimpico”.

Cabaret e Olimpiadi, Katia Follesa: hanno un nome Snoop Dogg alla Balera

Milano, 15 feb. (askanews) – Olimpiadi e Cabaret, abbiamo chiesto a Katia Follesa comica e conduttrice televisiva italiana, cosa l’ha colpita di queste Olimpiadi di Milano Cortina. “Le Olimpiadi hanno un nome Snoop Dogg alla Balera dell’Ortica e in giro per Gallarate. I milanesi sono divisi, chi bene chi male perché la città è stata bloccata per giorni e non ci si muoveva, ma dai… capita una volta sola godiamocela, poi è divertente vedere come lo straniero si rapporta alla cultura e agli usi italiani come il bidet”.

Sanremo, Blind, El Ma e Soniko:”È la tesi di laurea per ogni artista”

Milano, 15 feb. (askanews) – Il trio Blind, El Ma e Soniko è in gara nella sezione Nuove Proposte del 76° Festival di Sanremo con il singolo “Nei miei DM”, attualmente in radio e disponibile in digitale.

La formazione un progetto originale nato nel 2025 che unisce tre anime artistiche diverse ha conquistato il suo posto all’Ariston vincendo Area Sanremo 2025, il concorso organizzato dalla città di Sanremo e dall’Orchestra Sinfonica, superando selezioni a cui hanno partecipato oltre 500 candidati.

“Sanremo è una cosa molto grande, con una grande storia, siamo molto soddisfatti di essere lì, quando abbiamo fatto la prima prova con l’orchestra non ci credevamo. È un sogno che si avvera, è la tesi di laurea per qualsiasi artista” raccontano i tre giovani.

“Nei miei DM” è un brano pop-dance energico e moderno che racconta un flirt all’epoca dei social, attraverso il linguaggio della Gen Z fatto di messaggi, attese e desideri. Il ritornello incisivo rende il brano riconoscibile e con tutte le carte in regola per accompagnare anche la stagione estiva.

“Abbiamo pensato di fare un brano di questo tipo per entrare prima nelle teste delle persone e abbiamo centrato l’obiettivo nel momento in cui la canzone rimane in testa. Non cerchiamo il premio della critica, cerchiamo una canzone il più mainstream possibile, e vogliamo portare con questa canzone energie positive”.

A Livigno la neve diventa anche arte per celebrare le Olimpiadi

Livigno (So), 15 feb. (askanews) – Mentre sono in corso le Olimpiadi invernali di Milano Cortina, l’Alta Valtellina vive giorni di sport, entusiasmo e visibilità internazionale, ma accanto alle competizioni a Livigno, il “Piccolo Tibet” lombardo, c’è un’altra forma di spettacolo che continua ad attirare sguardi e obiettivi fotografici: le sculture di neve. Le ha realizzate un’artista locale abituata a trasformare tutta la materia prima offerta dalla natura, quindi anche legno o fieno, oltre al manto bianco, in opere monumentali, modellate a colpi di pala, sega e scalpello.

“Il fatto che io sono circondata, vivendo a Livigno, dalla natura, quindi dalle piante, dal fieno e soprattutto dalla neve per tanti mesi all’anno, diventa per me – ha detto Vania Cusini, artista – materiale importante per lavorare. Ho fatto un percorso di arte-terapia, questo mi ha aiutato a conoscermi e a capire che feeling avevo con i materiali e con l’ambiente in cui vivo”.

Un’opera è dedicata allo snowboard, e tra gli autori c’è anche Kurt Wierer, orgoglioso zio della biathlonista Dorothea Wierer. Quella più grande, alta sei metri, è dedicata alle Olimpiadi ed è stata realizzata da una squadra guidata dall’artista livignasca in sei giorni.

“Io sto vivendo il momento -ha aggiunto Cusini – nel senso che forse non sto pensando troppo al futuro e questa occasione è bello viverla, vivere queste Olimpiadi, e poi quello che succederà lo vivremo. Livigno è un paese attivo, è sempre comunque vivo come paese, pur essendo piccolo, e sicuramente le Olimpiadi ci danno una spinta maggiore, ma spero che vivremo nell’utenticità comunque”.

E mentre le Olimpiadi proseguono, tra medaglie e cronometri, Livigno mostra un’altra faccia della montagna: quella in cui la neve non si limita a essere scenario, ma diventa racconto rivolto al mondo.

“Grazie all’arte e alla mia passione – ha raccontato l’artista – ho potuto girare il mondo e visitare degli angoli speciali: sono stata a Harbin, in Cina, il posto più grande al mondo per opere fatte di neve e ghiaccio, in Russia, e anche lì ho partecipato a dei festival e tra l’altro ho anche vinto”.

Simbolo della capacità di un territorio di trasformare le proprie condizioni climatiche in opportunità artistica e di promozione internazionale.

Milano Cortina, Brignone in testa nella prima manche del gigante

Milano, 15 feb. (askanews) – Dopo l’oro olimpico conquistato nel SuperG Federica Brignone ha fatto registare finora il miglior tempo nella prima manche del gigante femminile in corso a Cortina sulla pista Olympia delle Tofane. Secondo posto provvisorio per la tedesca Lena Duer a 34 centesimi e terzo per Sofia Goggia a 46 centesimi. Segue al quarto posto un terzetto di atlete con lo stesso tempo formato dall’italiana naturalizzata albanese Lara Colturi, dalla svedese Sara Hector e dalla norvegese Thea Louise Stjernesund. Vicinissime anche l’americana Mikaela Shiffrin al settimo posto, la canadese Valérie Grenier all’ottavo, la norvegese Mina Fürst Holtmann al nono posto e la neozelandese Alice Robinson al decimo. Le atlete in gara sono 76 in rappresentanza di 44 Paesi. La seconda manche è in programma alle 13.30.

Il 23 febbraio torna "Suunto Vertical Week": sfida globale di salita

Milano, 15 feb. (askanews) – Dal 23 febbraio al 1 marzo torna “Suunto Vertical Week 2026”, una sfida globale attraverso la registrazione delle proprie attività outdoor da qualunque luogo, che confluiscono sulla nota piattaforma Strava, che salva le singole performance e le mette a confronto con quelle degli altri partecipanti in classifiche condivise.

“Vertical” sta per dislivello: si sommano dunque tutti i metri che si percorrono solo in salita. Se si parte a 200 metri e si arriva a 800, si accumulano 600 metri di salita. Se poi si scende e si risale, i metri di salita si aggiungono ancora: non conta però la discesa ma quanta quota si guadagna, tratto dopo tratto. L’obbiettivo della challenge è arrivare a 10 milioni di metri complessivi percorsi in salita e collegare il risultato a una donazione per “Protect Our Winters Europe”: 1 euro ogni 1.000 metri accumulati.

Le attività vanno dalla corsa all’escursionismo, dal ciclismo allo sci alpinismo fino all’alpinismo vero e proprio, con la possibilità di procedere secondo il proprio ritmo. Nelle edizioni recenti l’Italia è stata tra i Paesi più presenti: dopo il primo posto del 2024, nel 2025 ha chiuso terza per dislivello totale accumulato, dietro Francia e Spagna. Per partecipare bisogna registrare le attività con un dispositivo Suunto e collegare il proprio account Strava nella Suunto app, così che i metri di salita vengano conteggiati. Durante la settimana è disponibile anche un quadrante dedicato “Vertical Week” e, per chi vuole seguire con più dettaglio l’andamento delle salite, sono previste funzioni di supporto alla lettura del profilo altimetrico e al controllo dello sforzo, compresa una modalità pensata per le ripetute in salita.

Suunto è il marchio finlandese nato nel 1936 grazie a Tuomas Vohlonen e, nel tempo, si è legata a strumenti per l’orientamento e l’outdoor, dalle bussole ai dispositivi per immersione e alta quota, fino agli attuali orologi GPS usati per registrare e analizzare allenamenti e uscite.

Foto di Thomas Monsorno

La Magnifica Comunità di Fiemme tra passato, modernità e autonomia

Milano, 15 feb. (askanews) – La Magnifica Comunità di Fiemme è un’istituzione di origine storica che gestisce il patrimonio collettivo della Val di Fiemme, una missione tra passato e presente che tiene conto della specificità del territorio come racconta il presidente Mauro Gilmozzi.

“La Magnifica Comunità è il demanio collettivo più grande del Paese e è un demanio che amministra evidentemente un territorio che è fatto di foreste, fatto di pascoli, fatto di montagne, ma porta con sé anche una grande cultura dell’autonomia che poi ha la base anche dell’autonomia del Trentino e di tante altre città alpine che hanno un po’ queste caratteristiche. Ma d’altronde non è solo il ricordo di un passato molto importante, oggi è anche modernità e quindi una comunità come questa che dentro questo palazzo produce anche cultura e riflessioni sul futuro”.

Una comunità da oltre mille anni, e una grande realtà che oggi si presenta al mondo durante questi giochi olimpici.

“Come ha detto il presidente della Fondazione Milano Cortina a Malagò citando Gustav Mahler, il nostro compito non è quello di custodire le ceneri, ma è quello di tener vivo il fuoco dell’autonomia dei demani collettivi e della cultura di montagna di cui il nostro Paese ma l’intera Europa ha grande bisogno soprattutto di fronte ai cambiamenti climatici, alle sfide anche generazionali che abbiamo di fronte in questi anni”.

Cabaret e Olimpiadi, Angelo Pisani: il mio sport? Mangiare nelle baite

Milano, 15 feb. (askanews) – Olimpiadi e Cabaret, abbiamo chiesto ad Angelo Pisani, noto attore e comico milanese, un commento sulle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 a cominciare dal suo sport invernale preferito: “Passeggiare per mangiare nelle baite. Dove c’è sport c’è complicità, mi auguro che tutto ciò che è stato costruito per i giochi accolga altre strutture e non diventi un cantiere abbandonato. Il fatto che abbiano usato per le zone dove non si può accedere la parola lock down… pedonale, è stato una mancanza di gusto, di stile e di poca intelligenza nell’uso delle parole. Lo sport stimola la conversazione e soprattutto non è solo quella legata al calcio, che mi annoia. Il mio sport preferito invernale è la passeggiata per andare in baita”.

L’attacco a mons. Savino e il ruolo pubblico dei vescovi

La polemica sollevata ieri

Ha sorpreso — ma non troppo, considerata la provenienza — l’attacco gratuito rivolto ieri a mons. Savino da parte di un quotidiano nazionale (La Verità, ndr).

Qual è il “capo d’imputazione”? Aver partecipato a un’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Magistrati. Aver espresso preoccupazione su una materia, quella oggetto del prossimo referendum, presentata come puramente tecnica ma in realtà carica di implicazioni politiche evidenti, tali da toccare l’impianto dello Stato costituzionale di diritto delineato dai Padri costituenti.

E tra quei costituenti vi furono molte personalità espressione del cattolicesimo liberale e democratico, che contribuirono ad arricchire il patrimonio dei principi fondamentali, concependo la Costituzione come “Casa comune” — espressione che mons. Savino ama ripetere — e come affermazione del primato della persona, nella sua dimensione individuale e sociale, contro ogni deriva statolatrica o totalitaria.

Il nodo politico e la voce cattolico-democratica

Forse, però, ciò che realmente disturba è altro. Disturba la posizione di mons. Savino sull’importanza di un rinnovato impegno politico dei cattolici in un tempo nel quale si avverte fortemente il bisogno di contenuti e di direzione.

Molti faticano a riconoscersi in un bipolarismo che tende a mettere in sordina la tradizione cattolico-democratica. In questo contesto, la passione per la Politica — con la P maiuscola — appare quasi fuori tempo. Eppure essa indica un’attività profondamente umana, orientata al Bene comune, con un’opzione preferenziale verso i poveri e gli ultimi, inclusi quegli “ultimi tra gli ultimi” che sono gli immigrati.

Si tratta di un pilastro consolidato del magistero sociale della Chiesa, riaffermato con forza negli ultimi pontificati.

Cosa deve fare un vescovo?

Se un vescovo non richiama questi principi, che cosa dovrebbe fare?

La dottrina sociale della Chiesa delinea un’etica fondata sulla triade carità, solidarietà, sussidiarietà. Un’etica che deve essere attuata in forma laica, cioè attraverso la responsabilità dei cattolici impegnati nella vita pubblica.

Al vescovo spetta offrire criteri di giudizio, indicazioni di orientamento, chiavi di lettura. Spetta promuovere occasioni in cui la politica sia intesa come servizio e non come mera gestione del potere.

Il vuoto degli anni passati

Negli anni iniziali di questa lunga e ancora incompiuta transizione, l’assenza di voci come quella di mons. Savino ha rappresentato un fattore di disorientamento per molti cattolici.

Quel silenzio ha favorito l’aridità e, talvolta, la spregiudicatezza di una politica priva di fini e di valori. Per questo, più che sorprendere la polemica di ieri, dovrebbe far riflettere il bisogno, oggi più che mai, di una parola autorevole che richiami alla responsabilità, al primato della persona e alla cura della Casa comune.

La modernità di “San Valentino”

La vita comune come luogo della vocazione

Francesco Bacone (1561-1626) considerava fondamentale la “ricaduta” tecnica delle conoscenze scientifiche. Più che un sapere fine a se stesso, decisiva era per il filosofo la possibilità di migliorare le condizioni quotidiane di vita. Ecco, la vita comune.

Così, la Riforma protestante, rifacendosi alle Scritture, vedeva nella famiglia e nel lavoro i principali luoghi e momenti nei quali esercitare la vocazione, non nei monasteri. È qui l’origine della celeberrima “etica calvinista” del lavoro.

Gradualmente, tale valorizzazione della “vita comune” coinvolge altre sensibilità religiose e altre aree geografiche, finendo per caratterizzare l’Occidente moderno.

Laffetto come fondamento della famiglia

Va da sé che una tendenza del genere porta a concepire la famiglia come basata sugli affetti, più che sui matrimoni “combinati” e “diplomatici”. L’amore o l’affetto tra i coniugi e tra i genitori e i figli acquistano sempre più una loro centralità.

Ciò trova espressione anche nella struttura delle abitazioni, volta ormai a salvaguardare l’intimità degli sposi e a limitare comportamenti intrusivi da parte di persone esterne al nucleo familiare.

È solo un passo iniziale, naturalmente, a cui seguiranno altri, come una sorta di “piano inclinato”. Se il vincolo matrimoniale si fonda sempre più sull’affetto, ad esempio, il venir meno del sentimento o dell’affetto può giustificare il divorzio (ovviamente si tratta di fenomeni lenti e non omogenei nei vari contesti geografici e socioculturali).

O, anche, in presenza del legame sentimentale, vi è una coppia, al di là del riconoscimento formale, religioso o civile che sia.

San Valentino e la dimensione duale”

Insomma: la festa di San Valentino è figlia della modernità. Non che in precedenza non vi fossero state famiglie contraddistinte dall’affetto o dall’amore, ma non era quello il “movente” principale per “metter su famiglia”. Analogamente, coppie di amanti vi sono da sempre, ma in epoca premoderna si trattava di una condizione socialmente marginale e irrilevante o clandestina.

In epoca moderna, invece, sempre più viene riconosciuta l’importanza dei vincoli affettivi. Più di recente, poi, il riconoscimento ha iniziato a estendersi alle coppie omosessuali.

Detto altrimenti: l’amore celebrato il 14 febbraio non è solo un “affare” privato, bensì un aspetto costitutivo della nostra civiltà.

Ecco, senza escludere altre, possibili forme di affettività e di vita amorosa, mi sembra di scorgere in San Valentino il riconoscimento del rilievo della dimensione “duale”, accanto a quelle individuale e plurale (come è noto, del resto, la lingua greca antica presentava proprio “il duale”, oltre al singolare e al plurale).

Il Carnevale è una cosa seria

Il Carnevale, a dispetto della banalizzazione e della invereconda organizzazione cui è continuamente sottoposto, conserva intatta la sua importanza sociale e culturale. Forse perché rappresenta ancora una efficace interpretazione delle contraddizioni esistenziali. Ovvero – come usa dirsi oggi – una via di accesso alla complessità del reale.

Il fondamento dionisiaco

Il suo fondamento risiede nel mito di Dioniso. La visione dionisiaca del mondo – per Nietzsche – si fonda «sul giuoco dell’ebbrezza, con il rapimento. Sono soprattutto due forze, che portano l’ingenuo uomo naturale all’oblio di sé nell’ebbrezza, ossia l’impulso primaverile e la bevanda-narcotico». Le feste di Dioniso non solo stringono il legame tra uomo e uomo, ma riconciliano anche uomo e natura. Tutte le divisioni di casta, stabilite tra gli uomini dalla necessità e dall’arbitrio, scompaiono: lo schiavo è uomo libero, il nobile e l’uomo di basse origini si riuniscono nei medesimi cori bacchici.

Il rito carnevalesco, perciò, si caratterizza per l’esaltazione dei contrasti, degli eccessi; per la confusione e la contaminazione esasperata tra entità e soggetti differenti, sovente antagonisti. Si compie attraverso la voluttuaria infrazione delle convenzioni, delle regolarità sociali. Apre squarci nella noiosa vita ordinaria, rompendone o rovesciandone le regole. Evidenzia l’instabilità, l’attrito. Dispone sempre al rinnovamento, al cambiamento, nel futuro. Anticipa le situazioni di crisi e indica le strade per il loro superamento.

Il dionisiaco resta dunque una chiave di comprensione dell’animo umano, presiedendone la incoercibile mutevolezza.

Giorgio Colli affermava: «Perché da Dioniso faccio cominciare il discorso sulla sapienza? Con Dioniso, invero, la vita appare come sapienza, pur restando vita fremente: ecco l’arcano».

La coesistenza degli opposti

Il culto dionisiaco, quindi il Carnevale, celebra l’impossibile e l’assurdo che si inverano. Dioniso è vita e morte, gioia e dolore, estasi e spasimo, benevolenza e crudeltà, cacciatore e preda, toro e agnello, maschio e femmina, desiderio e indifferenza, giuoco e violenza.

Infatti, la contraddizione portata dal carnevalesco non è logica, è reale. Meglio, esistenziale.

Gli opposti non trovano conciliazione, ma coesistono.

Dioniso è la divinità mitologica che riunisce, anzi ricuce gli estremi. Offre una forma di sapere, o meglio di sapienza, che il pensiero separativo non può comprendere, e non può fare a meno di condannare. La vita razionale, apollinea, è rigida e immiserita da saperi che, anche nella loro eccellenza, quando vengono generalizzati, non afferrano la fluidità della vita.

Il Carnevale è insomma la ribellione alla vita ingessata, mortifera.

Ne Le Baccanti di Euripide, Dioniso irrompe come personaggio polimorfo (dapprima come uno straniero straccione, poi come un toro e infine come un dio) che piano piano porterà Penteo, re di Tebe, a perdere la sua identità in quanto colpevole di aver rifiutato, razionalmente disprezzandolo, il culto dionisiaco. Penteo finisce per essere sbranato dalla madre, alla quale il dio aveva fatto perdere la ragione. Inutile chiosare che l’ottusa chiusura verso ogni cambiamento genera tragedie.

Dalla tragedia greca alla fisica quantistica

Così come nel rito carnevalesco, anche nella realtà regnano l’incertezza, l’imprevedibilità.

Nella tecnologia quantistica, ad esempio, si verifica il fenomeno analogo del cosiddetto tipping point, dove un sistema supera una soglia critica e cambia stato, senza poter tornare alla condizione precedente.

Ma si pensi al gatto di Schrödinger, il paradossale esperimento immaginato dal grande fisico austriaco sulla possibilità scientifica che un gatto collocato in ambiente subatomico fosse contemporaneamente vivo e morto. Il mito di Dioniso c’era arrivato molto prima.

Il Carnevale è dunque una cosa seria. Ci aiuta a governare l’incertezza, e – soprattutto – a resistere alla tentazione di comprendere la vita servendoci del (solo) raziocinio. D’altronde, come detto dal solito Nietzsche, «ciò che si lascia dimostrare ha sempre poco valore».

Casa di Comunità: o integra davvero, o è solo una nuova insegna

Nuova insegna, vecchie separazioni

La connessione tra cure e interventi alla persona viene spesso data per scontata, come se bastasse un buon assetto istituzionale.

Il rischio, però, è concreto: in molte regioni la Casa di Comunità prende forma come adempimento e “configurazione minima”, con forte eterogeneità territoriale e l’effetto di riprodurre separazioni già note tra filiera clinico-assistenziale e servizi di welfare locale. L’unità formale non basta: si possono definire perimetri e coordinamenti interistituzionali e continuare comunque a produrre processi separati, frammentati e monospecialistici.

Questa distorsione – una vera e propria patologia cognitiva – nasce dalla convinzione che sia sufficiente mettere in ordine le carte per ottenere il lavoro integrato. Ma la connessione reale tra ambito delle cure e area sociale non nasce dagli organigrammi: nasce dal lavoro quotidiano, dalla condivisione di informazioni, priorità e responsabilità e dalla riduzione di passaggi e tempi.

È una visione “classica” dell’organizzazione che sopravvaluta competenze formali e atti amministrativi come se fossero predittivi dei risultati e, nel frattempo, sottrae attenzione al punto decisivo: il coordinamento operativo che tiene insieme i pezzi.

Il criterio decisivo: la vita dellutente

Assumere il punto di vista dell’utente impone un criterio più esigente: integrazione significa percorso lineare. Vuol dire ottenere ciò che serve con il minimo di passaggi, spostamenti, operatori e attese, senza dover riattivare ogni volta nuovi interlocutori e nuovi accessi. Se questa continuità manca, il servizio resta una sommatoria di frammenti: la presa in carico è promessa, non esperienza.

La prova è nella pratica

La Casa di Comunità può essere lo strumento abilitante di una presa in carico integrata solo se crea, in modo stabile, un lavoro comune tra cure primarie, specialistica e interventi socio-assistenziali. In concreto significa disporre di uno spazio condiviso in cui valutazioni, informazioni, priorità e responsabilità non “passano” per invii successivi, ma vengono costruite insieme.

Se, invece, il modello si riduce a contenitore o a front-office di smistamento (invio–attesa–avvio del percorso), questo punto di incontro resta marginale: le aree si toccano ma non si saldano e il cittadino continua a fare da ponte tra mondi debolmente connessi.

Perché questa interdipendenza operativa sia strutturale, il setting distrettuale di prossimità va progettato come un’organizzazione di processo: regole comuni di accesso e stratificazione, valutazione multidimensionale e piano unico, interoperabilità informativa, équipe stabili, connessioni operative con servizi comunali e rete territoriale. Solo così i passaggi diventano fluidi e gli interventi possono essere attivati con tempi allineati.

In mancanza di questi presupposti, l’ambizione riformatrice si riduce a gesto simbolico: una nuova insegna su vecchi silos. Più offerta percepita, stessa frammentazione subita.

Calcio, risultati di serie A, l’Inter allunga in testa

Roma, 15 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Inter-Juventus 3-2

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, Inter-Juventus 3-2, ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Classifica: Inter 61, Milan 53, Napoli 49, Juventus, Roma 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio 33, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, Bologna-Udinese

Milano-Cortina, il medagliere dei Giochi olimpici invernali

Roma, 15 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

1 Norvegia oro 10 argento 3 bronzo 7 totale 20 2 Italia oro 6 argento 3 bronzo 9 totale 18 3 Stati Uniti oro 5 argento 8 bronzo 4 totale 17 4 Austria oro 4 argento 6 bronzo 3 totale 13 5 Francia oro 4 argento 6 bronzo 2 totale 12 6 Germania oro 4 argento 5 bronzo 4 totale 13 7 Paesi Bassi oro 4 argento 4 bronzo 1 totale 9 Svezia oro 4 argento 4 bronzo 1 totale 9 9 Svizzera oro 4 argento 2 bronzo 3 totale 9 10 Giappone oro 3 argento 4 bronzo 8 totale 15

Calcio, risultati di serie A, Atalanta sesta

Roma, 14 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Lazio-Atalanta 0-2

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Classifica: Inter 58, Milan 53, Napoli 49, Juventus, Roma 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio 33, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, Bologna-Udinese

M.O., Schlein: Meloni prova ad aggirare la Costituzione

Roma, 14 feb. (askanews) – “L’annuncio di Meloni sull’ingresso dell’Italia come membro osservatore nel ‘Board of peace’, il club a pagamento voluto da Trump per rimpiazzare l’Onu, e la difesa imbarazzante dell’ideologia Maga dalle parole di Merz, sono due elementi che confermano una subalternità politica a Trump ormai insostenibile per il nostro Paese e contraria agli interessi nazionali”. Lo dice la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Altro che guida – aggiunge – Meloni si colloca ai margini del progetto europeo, inseguendo le imposizioni di Trump invece di rafforzare i legami dell’Unione e di battersi per l’autonomia europea superando l’unanimità e rilanciando gli Eurobond. Entrare in un organismo sovranazionale senza che vi siano condizioni di parità significa tentare di aggirare la nostra Costituzione, che si dimostra uno strumento sempre più attuale a tutela dell’interesse nazionale e dei cittadini”.

Il San Valentino targato Gocciole

Napoli, 14 febbraio – Gocciole e San Valentino: a Napoli parte la campagna “Gocciolove” lanciata dal famosissimo brand di biscotti e snack. L’iniziativa, come ci spiega Marco Pasini, Marketing Manager del brand, nasce per pensare a tutte le persone che hanno cuori spezzati e non possono festeggiare la festa degli innamorati.

“La Campagna nasce dal fatto che a San Valentino tutti celebrano l’amore e nessuno si interessa mai dei cuori infranti. Gocciole vuole stare vicino agli innamorati, ma anche a chi ha avuto una delusione amorosa ed è stato lasciato. L’obiettivo è quello di svoltare anche San Valentino da così a COSÌ “.

A confermare i risultati dell’indagine sulle relazioni e su San Valentino condotta da AstraRicerche sono state le coppie che si sono ritrovate a passeggiare a Via Toledo.

“Quello che mi ricordo di più è l’essere stata lasciata senza neanche una parola. Il cosiddetto ghosting”. Ci ha raccontato una persona. “Un mio amico mi disse che in realtà non si viene lasciati ma ci si lascia, perché si fa in due”. Ha raccontato un passante. “Sono stata lasciata una volta, ma non è stata colpa mia”, ha detto un’altra ragazza. Tra i consigli raccolti a Via Toledo su come tirarsi su quando si è giù di morale, eccone alcuni: “Mi piace andare in palestra o ascolto musica”; “Io amo tantissimo trascorrere del tempo su Youtube a guardare video di commedie che mi fanno riprendere l’energia e la felicità”. Per altri la soluzione migliore è stare con le amiche. C’è poi chi si rifugia nel dolce mangiando biscotti.

La campagna, torna a commentare Marco Pasini, consiste in una confezione di Gocciole in edizione limitata disponibile solo a Napoli nella giornata di San Valentino ed esclusivamente per i cuori spezzati.

“Con questa campagna, Gocciole ha presentato un pack in edizione limitata che raccoglie le 11 frasi d’amore che Gocciole dedica ai cuori infranti. Proprio oggi, siamo qui, nel cuore del romanticismo cittadino, dove per la San Valentino e la giornata di domani le persone avranno la possibilità di interagire con un’installazione temporanea che si chiama “Gocciole Machine” e potranno inserire un proprio messaggio e la macchina lo trasformerà in un pack in edizione limitata con una dedica speciale per cuori spezzati”.

(Servizio Pubbliredazionale)

Uno strano cielo illumina la Galleria Poggiali a Milano

Milano, 14 feb. (askanews) – La Galleria Poggiali presenta Il cielo sopra Milano, mostra di Andreas Zampella a cura di Nicolas Ballario: un’installazione che ricrea negli spazi della galleria in Foro Bonaparte 52 uno strano cielo stellato, che si può ammirare ogni notte dall’esterno.

In occasione dell’inaugurazione, ne ha parlato ad askanews l’artista: “È un lavoro ambientale, il titolo è Il cielo sopra Milano e rappresenta appunto il cielo sopra Milano. Sono molto indeciso sul termine rappresentazione: un po’ lo rappresenta, un po’ lo è. L’oggetto che è natura morta, è un oggetto comunque vivente, è un po’ un attore, un po’ un personaggio che si fa corpo celeste, quindi diventa un cielo. È un esperimento di natura morta, è un approfondimento del termine natura morta. Anche i quadri approfondiscono comunque questa tipologia di tema. Che cos’è natura morta? I quadri sono natura morta dipinta su natura morta, sono degli stracci, dei canovacci, dei lenzuoli usati che diventano appunto protagonisti. Io dipingo sopra, aggiungo delle cose, cambio, trasformo il senso di questi canovacci sporchi che hanno già una loro storia e una loro vita e ovviamente aggiungo una narrazione e così li trasformo, gli cambio il ruolo. Una natura morta è uno spettacolo e in uno spettacolo ci sono dei ruoli. La Galleria Poggiali a Milano è in una galleria che ha una faccia su strada quindi è una galleria vetrina, ha una vetrina, quindi è possibile vedere questa installazione tutta la notte. Ci tenevo appunto che fosse visibile anche di notte, soprattutto di notte, in realtà è appunto un lavoro notturno, non è un lavoro che si vede alla luce del sole, è un lavoro che si vede al buio e quindi mi piaceva anche lì invertire questa cosa, la galleria che in genere si visita di giorno, in questo caso si visita di notte”.

Andreas Zampella elabora l’idea che la vita quotidiana sia una rappresentazione continua e che la natura morta sia oggi una forma pura di spettacolo. Dal soffitto della Galleria Poggiali prende forma una costellazione innaturale. Oggetti di uso comune, frammenti del quotidiano e resti di una civiltà iperfunzionante vengono incollati, sospesi, sottratti alla gravità del loro destino e brillano. Il buio li accende. La fluorescenza li trasforma in corpi celesti improvvisati. Sono oggetti destinati a essere buttati, e forse anche per questo diventano una natura morta. Ma è una natura morta che tradisce il suo stesso nome: perché qui nulla è davvero immobile, nulla è pacificato. Queste forme sembrano vive, instabili, pronte a mutare stato. La luce che emanano non consola, inquieta.

Meloni: valorizzare ciò che unisce Ue-Usa. Italia ‘osservatore’ a Board of peace

Addis Abeba, 14 feb. (askanews) – L’invito, riferisce lei stessa, è arrivato ieri sera. Una convocazione a partecipare ma come “osservatori”, cosa che risolve a monte il problema – sollevato anche dal Quirinale – di una incompatibilità con la nostra Costituzione. Dunque, l’Italia prenderà parte alla riunione del Board of peace per Gaza voluto da Donald Trump, che si terrà a Washington il 19 febbraio anche se si sta ancora valutando “a quale livello”. E’ la stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ad annunciarlo, conversando con alcuni giornalisti a margine della missione che l’ha portata ad Addis Abeba nel nome del Piano Mattei.

Una due giorni, quella in Etiopia, pensata per fare un tagliando del progetto per l’Africa varato due anni fa che Meloni considera uno dei tratti distintivi del suo mandato e grazie al quale, questa mattina, ha parlato in qualità di ospite d’onore all’assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana.

Due giorni, però, in cui la presidente del Consiglio è anche stata lontana da quella conferenza di Monaco diventata crocevia di un nuovo stress test dei rapporti tra Europa e Stati Uniti. E’ da quel palco, d’altra parte, che il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha pronunciato ieri un discorso dai toni particolarmente duri contro gli Stati Uniti, evidenziando la “profonda frattura” che si è aperta tra l’Europa e l’alleato, criticando anche certe “guerre culturali” che, ha detto, “non sono le nostre”, a cominciare da protezionismo e dazi. Affermazioni che – in un gioco di equilibrismi ormai diventati una costante della sua attività diplomatica – Giorgia Meloni critica da una parte e difende dall’altra. Nel tentativo, non solo di comprovare che non è utile esasperare i toni tra le due sponde dell’Atlantico, ma anche di evitare che l’immagine del nuovo asse italo-tedesco che ha promosso in tandem il documento sulla competitività presentato in Belgio, apparisse già sbiadita e superata dopo appena due giorni.

La presidente del Consiglio, dunque, da una parte spiega di non condividere le critiche alle battaglie in stile Maga, anche se “sono valutazioni politiche” e “ogni leader le fa come ritiene”. Dall’altra, considera condivisibile e “corretta” la parte del discorso in cui Merz si è rivolto all’Europa invitandola a fare di più per rafforzare la propria sicurezza e per far crescere l’economia in maniera indipendente dall’alleato.

Meloni, d’altra parte, non può negare che sia in atto una “fase molto complessa delle relazioni internazionali” e “una fase particolare dei rapporti tra Europa e Stati Uniti” ma, più che ammettere che ormai il ‘re è nudo’, preferisce continuare a puntare sulla necessità del dialogo e della “integrazione”. Insomma, spiega, è più utile “valorizzare quello che ci unisce piuttosto che quello che può dividerci”. Parole che trovano facile sponda nei toni conciliatori usati proprio oggi dal segretario di Stato americano, Marco Rubio, che sempre in quel di Monaco definisce “indistruttibile” il legame tra Europa e Usa. Ed è anche il senso di ciò che la presidente del Consiglio ribadisce ai leader africani quando dice che l’Italia ha il “dialogo nel suo dna”, parlando poco dopo gli interventi preoccupati sulla situazione in Medio Oriente, tra cui quello del capo dell’Unione africana che chiede che “cessi lo sterminio dei palestinesi”.

E’ anche in questa ottica, quindi, che la premier prova a mantenere il filo con l’amministrazione Trump, a mostrarsi sempre un passo più conciliante e meno dubbiosa degli altri partner europei, sebbene nelle ultime settimane non siano mancati terreni di scontro, come quello sulla Groenlandia o sulle truppe italiane in Afghanistan. Tanto che l’Italia ha accettato di prendere parte, appunto, come osservatore alla prima riunione del Board of peace della settimana prossima. La presidente del Consiglio, viene spiegato, sta valutando se partecipare in prima persona. Molto dipenderà da quale sarà il livello e la rappresentanza degli altri Paesi europei che decideranno di aderire. “Vedo interessati quelli che sono più vicini, quindi soprattutto Paesi mediterranei della sponda est. Per cui credo che non saremo gli unici a partecipare, ma ne stiamo parlando anche in queste ore per capire tra i vari leader, tra quelli che sono più interessati, come partecipare”, ha sottolineato.

Referendum, Fdi mobilitata ma senza politicizzare: sconfitta negativa per governo

Roma, 14 feb. (askanews) – La parola d’ordine è non politicizzare anche perché se la sfida referendaria diventa una battaglia destra contro sinistra non si fa un buon servizio né alla causa di una riforma della giustizia “sacrosanta” né al governo Meloni. La Direzione nazionale di Fdi, riunita per circa due ore questa mattina a Roma, sancisce unanimemente questa linea e impegna tutti gli organi del partito della premier Giorgia Meloni ad attivarsi “ad ogni livello” per “la massima e più efficiente comunicazione” sui contenuti della legge sottoposta alla consultazione popolare del 22 e 23 marzo “senza alcuna politicizzazione”.

Allo spazio eventi Nazionale in via Palermo tra i 120 delegati ci sono Arianna Meloni, Giovanni Donzelli, i ministri Lollobrigida, Urso, Schillaci, Calderone, il presidente del Senato, Ignazio La Russa. L’impegno viene scritto nero su bianco in un ordine del giorno votato da tutti in cui si invita a coinvolgere tutti quelli che sostengono la riforma “pur avendo una formazione culturale e politica lontana dalla nostra e dichiaratamente di sinistra”. Citatissimo oggi dagli esponenti di Fdi è stato Augusto Barbera, ex presidente della Corte Costituzionale, storico esponente del Pci, eminente giurista favorevole al Sì, che ha definito “ai limiti dell’eversione” le dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri (“Voteranno per il sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere”, ha detto in un’intervista due giorni fa).

Il responsabile organizzazione Donzelli sostiene che tanti sostenitori di Pd e M5s sono a favore della riforma, “la separazione delle carriere c’era in una mozione a un congresso del Pd firmata da buona parte dell’attuale classe dirigente” e “il sorteggio per il Csm era nel programma M5s”: “Se ci mettiamo a fare la campagna per il sì destra contro sinistra li mettiamo in difficoltà”. Da Donzelli al presidente dei deputati Fdi, Galeazzo Bignami, tutti, ripetono che il destino del governo Meloni è legato alle elezioni politiche del 2027 e non all’esito del referendum ma Edmondo Cirielli non fa fatica ad ammettere che “sicuramente una sconfitta non sarebbe positiva per il governo perché l’abbiamo messo nel programma e perché ci crediamo”.

Il viceministro degli Esteri e coordinatore della direzione nazionale di Fdi lo dice, secondo quanto riferiscono i presenti, aprendo la Direzione che si svolge a porte chiuse ma lo conferma anche ai giornalisti al termine della riunione: “È evidente che gli altri strumentalizzerebbero e direbbero ha perso il governo”. Cirielli spiega che “nei sondaggi tra centrodestra e centrosinistra c’è un equilibrio sostanziale: noi siamo avanti 2-3 punti. Se trasferiamo questo tipo di spaccatura della società sul referendum non facciamo un bel servizio alle ragioni morali, etiche e concrete del referendum, perché è un referendum sacrosanto. E non facciamo nemmeno un buon servizio alla nostra causa politica”. Quindi bisogna concentrarsi sul merito della riforma.

Tutti i dirigenti di Fdi saranno in campo “pancia a terra” ma su un’eventuale impegno della premier in prima persona nella campagna referendaria nessuno si sbilancia. La sorella Arianna, capo della segreteria politica, sottolinea come Meloni “abbia parlato ampiamente su questo”. Donzelli assicura: “Meloni la faccia la mette su tutto”. Per Bignami c’è tempo: “E’ utile informare e attivarsi ma neanche farsi prendere dall’ansia. E’ ancora presto per tante scelte che possiamo fare. La premier è impegnata su molte cose e giustamente deve dare priorità all’agenda istituzionale”.

Arianna Meloni interviene anche nel corso della riunione per esortare a essere presenti sui territori per spiegare le ragioni della riforma senza escludere le tante persone di sinistra che vogliono sostenerla, quindi a non farne una questione di parte ma una battaglia di principio. Sostegno alla battaglia per il sì anche dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, che intervenendo per un saluto ha ricordato che “il presidente della Repubblica per Costituzione deve essere super partes”. Lui “è il numero due e non ha gli stessi obblighi quindi parla” e rivendica “il fatto di non dover essere un apolide in politica”.

All’ordine del giorno della Direzione anche l’analisi del voto delle ultime elezioni comunali e regionali. A fare autocritica per primo è lo stesso Cirielli, sconfitto da Roberto Fico nella corsa per il governo della Campania. Il viceministro degli Esteri tratteggia una situazione non rosea al Sud per Fdi e per il centrodestra che si trova “mediamente il 10% sotto”. “Al Sud – spiega nel suo intervento di apertura e poi ai cronisti fuori – prendiamo gli stessi voti che al Nord ma ci manca il voto di opinione. Dobbiamo concentrarci su alcuni messaggi da comunicare a livello nazionale, altrimenti potremmo avere sorprese alle Politiche”.

Ad esempio sul tema dell’autonomia differenziata: “In campagna elettorale dovevo spiegare che non era una cosa che fregava il Sud. Vuol dire che la comunicazione deve essere migliorata”. E ancora, secondo Cirielli, “non siamo stati bravi a comunicare” nanche i risultati del governo Meloni: “Il Sud va meglio come occupazione, va meglio come Pil, lavoro e agricoltura stanno andando benissimo ma poi non c’è il risultato. Vuol dire che non siamo stati bravi a comunicare”.

Milano-Cortina, il medagliere dei Giochi olimpici invernali

Roma, 14 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina alle ore 17.30.

1 Norvegia oro 10 argento 3 bronzo 7 totale 20 2 Italia oro 6 argento 3 bronzo 9 totale 18 3 Stati Uniti oro 4 argento 8 bronzo 4 totale 16 4 Francia oro 4 argento 6 bronzo 2 totale 12 5 Germania oro 4 argento 4 bronzo 3 totale 11 6 Svezia oro 4 argento 4 bronzo 1 totale 9 7 Svizzera oro 4 argento 2 bronzo 3 totale 9 8 Austria oro 3 argento 6 bronzo 3 totale 12 9 Giappone oro 3 argento 3 bronzo 8 totale 14 10 Paesi Bassi oro 3 argento 3 bronzo 1 totale 7

Calcio, risultati di serie A, Fiorentina aggancia il Lecce

Roma, 14 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Como-Fiorentina 1-2

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Classifica: Inter 58, Milan 53, Napoli 49, Juventus, Roma 46, Como 41, Atalanta 39, Lazio 33, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, Bologna-Udinese

Rugby, Irlanda-Italia 20-13, prima sconfitta nel Sei Nazioni

Roma, 14 feb. (askanews) – Non basta un grande primo tempo all’Italia a Dublino: dopo il 10-5 della prima frazione, l’Irlanda esce alla distanza nella ripresa con due mete che ribaltano il punteggio e consegnano ai padroni di casa la prima vittoria azzurra nel Sei Nazioni 2026. Non bastano agli azzurri le mete di Nicotera e Lynagh, né la precisione al piede di Paolo Garbisi. Domenica 22, la squadra di Kieran Crowley tornerà in campo a Lille contro la Francia.

Nei primi minuti l’Italia resiste agli assalti dei padroni di casa, con una difesa attenta che respinge anche il tentativo di Dan Sheehan di superare un placcaggio, e un grande capolavoro di Lamaro che recupera palla ai 10 metri dalla linea di meta.

Al minuto 11 arriva il primo cartellino giallo della partita: Lynagh viene ammonito per un in avanti intenzionale, lasciando gli azzurri in inferiorità numerica per dieci minuti. Ma la squadra non crolla e continua a difendere con ordine, mantenendo il match in equilibrio. La prima meta del match arriva al 17′, firmata da Osborne per l’Irlanda, approfittando della superiorità numerica: Prendergast sbaglia la trasformazione e il punteggio resta sul 5-0.

La reazione italiana non tarda: Garbisi trasforma un calcio di punizione al 20′ e la squadra torna vicina agli avversari. Poco dopo, Nicotera sfrutta una maul ben orchestrata e va in meta, trasformazione perfetta di Garbisi, portando l’Italia in vantaggio al 40′: 10-5 all’intervallo. È il momento migliore degli Azzurri, che si dimostrano solidi anche in inferiorità numerica e mettono in difficoltà l’Irlanda con scelte rapide e giocate incisive.

Nel secondo tempo, però, la musica cambia. L’Irlanda accelera il ritmo e conquista terreno: al 42′ meta di Conan per i padroni di casa, anche se la trasformazione fallisce. L’Italia resta nei 22 irlandesi per lunghi tratti, attacca con insistenza, ma gli errori e alcune decisioni arbitrali sfavorevoli impediscono di concretizzare. Al 57′, Baloucoune rompe la difesa azzurra e schiaccia centralmente, trasformazione di Crowley: 17-10 per l’Irlanda.

Gli ultimi minuti sono un assalto azzurro: Garbisi calcia in touche a pochi metri dalla bandierina, Menoncello prova a sfondare, Lynagh cerca la meta, ma il tempo scade e l’Irlanda può festeggiare. Gli Azzurri provano fino all’ultimo secondo, ma non basta: 20-13 il risultato finale.

Nonostante la sconfitta, l’Italia mostra segnali incoraggianti: la precisione al piede di Garbisi, la determinazione di Nicotera e Lynagh e la difesa solida dimostrano che il gruppo è competitivo e capace di lottare fino all’ultimo. La squadra tornerà in campo domenica 22 marzo a Lille contro la Francia, con l’obiettivo di riscattarsi e continuare la corsa nel Sei Nazioni.

Calcio, Como-Fiorentina 1-2: colpo salvezza di Vanoli

Roma, 14 feb. (askanews) – Colpo Fiorentina a Como. La formazione viola vince 2-1 grazie ai gol di Kean e Fagioli che stendono il Como fermando la rincorsa europea dei lariani che non potranno approfittare dei big match di Juve e Roma per accorciare sul quarto posto. La Fiorentina si porta in vantaggio con Fagioli che, caparbio, approfitta di un’uscita distratta del Como, affonda su Kempf e batte Butez sul primo palo. Nella ripresa un’ingenuità di Perrone regala un calcio di rigore colpendo Mandragora in area di rigore. Kean dal dischetto firma il raddoppio, ma il Como non si lascia andare e Fabregas mette dentro tutta la qualità offensiva trovando il 2-1. Nel finale doppia ammonizione per Morata e lariani che chiudono in dieci