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_nave militare del futuro sarà un sistema integrato

Roma, 6 nov. (askanews) – “Euronaval è la principale fiera del settore navale e militare a livello europeo, ma direi anche mondiale. In questi giorni passano attraverso gli stand le principali istituzioni militari e tutte le maggiori industrie che operano nel settore della difesa. Essere presenti è quindi quasi un obbligo”.

Lo ha dichiarato Giovanni Sorrentino, amministratore delegato di Orizzonte Sistemi Navali, intervenuto al Media Space AIAD “en directe!” a Euronaval, il salone internazionale della difesa navale in corso a Parigi.

“Come Orizzonte Sistemi Navali siamo inseriti nel contesto di Fincantieri e ci appoggiamo al suo stand. I prodotti di cui siamo prime contractor, ovvero le navi militari, sono infatti realizzati da Fincantieri e Leonardo. Il nostro ruolo è quello di integratore a livello di Whole Warship dell’intera nave militare”.

“Oggi, con il livello tecnologico raggiunto, la nave militare non può più essere considerata come l’insieme di due mondi separati, ma deve essere concepita come un sistema unico. Da qui nasce il concetto di Whole Warship: i diversi sistemi devono essere perfettamente integrati tra loro”.

“Faccio spesso un parallelo con un aereo da caccia: nessuno pensa di separare l’avionica dal sistema di combattimento, perché viene concepito come un unico oggetto. Questo è il passaggio culturale che dobbiamo realizzare anche nel mondo navale: la nave deve essere vista come un sistema unico, altamente integrato. È proprio in questo contesto e lungo queste direttrici che si inserisce la missione di Orizzonte Sistemi Navali”, ha concluso Sorrentino.

Difesa, Credendino: AI e quantum cambieranno il futuro delle navi

Roma, 6 nov. (askanews) – “La nave è sempre stata un sistema di sistemi, un oggetto molto complicato che nel tempo è diventato ancora più complesso e che, con l’intelligenza artificiale, lo diventerà ulteriormente. In Italia abbiamo competenze uniche, da Fincantieri a Leonardo, fino al settore dell’elettronica”.

Lo ha dichiarato Enrico Credendino, presidente di Orizzonte Sistemi Navali, intervenuto al Media Space AIAD “en directe!” a Euronaval, il salone internazionale della difesa navale in corso a Parigi.

“Fincantieri ha appena presentato la Navis Sapiens, una nave che non è più soltanto lamiera, ma ha un cervello in grado di comprendere le dinamiche che avvengono intorno e di connettersi con il resto dell’architettura presente in mare. Qui accanto abbiamo un drone veramente avveniristico: è in corso un’evoluzione molto importante nel settore navale dal punto di vista tecnologico, non soltanto nell’elettronica, ma anche nella propulsione”.

“Se pensiamo che la prossima portaerei italiana che entrerà in linea dopo la Cavour non potrà che essere nucleare, con reattori di nuova generazione, comprendiamo che siamo di fronte a un cambio di mentalità e di paradigma”.

“Dobbiamo smettere di rincorrere quello che avviene e avere la forza e il coraggio di anticipare. L’avvento dell’intelligenza artificiale e dei computer quantistici cambierà questo paradigma. In Italia abbiamo le competenze per anticipare il futuro e mantenere una posizione di primo piano a livello europeo e internazionale”. ha concluso Credendino.

SeaFuture 2027, Pagni (Italian Blue Growth): focus underwater-Pmi

Roma, 6 nov. (askanews) – “Siamo arrivati alla decima edizione di Seafuture, in programma a settembre 2027. È ormai una manifestazione consolidata e strutturata, che nel corso delle nove edizioni precedenti ha registrato un trend di crescita. Per la prossima ci aspettiamo ancora più affluenza, un numero maggiore di delegazioni e moltissime presenze di aziende internazionali”.

Lo ha dichiarato Cristiana Pagni, presidente di Italian Blue Growth (IBG Events) e organizzatrice di Seafuture, intervenuta al Media Space AIAD “en directe!” a Euronaval, il salone internazionale della difesa navale in corso a Parigi.

“Avremo un intero padiglione dedicato all’underwater e ci aspettiamo la partecipazione di grandi aziende, ma soprattutto di piccole e medie imprese, che vengono a Seafuture per incontrarsi e conoscere lo stato dell’arte delle tecnologie emergenti”.

“Seafuture rappresenta una vetrina importante per le PMI, che hanno l’opportunità di incontrare gli end user delle Marine internazionali e di vedere direttamente sul campo le tecnologie, nel momento in cui vengono messe alla prova in mare”.

“Quello che ci contraddistingue rispetto ad altre manifestazioni è proprio lo spazio: disponiamo di aree all’interno della base navale che consentono di effettuare prove in mare e visite a bordo delle navi”, ha concluso Pagni.

Radioterapia oncologica, dalla tecnica al “farmaco di precisione”

Milano, 6 nov. (askanews) – In Italia il 60% dei pazienti oncologici necessita di

radioterapia, un trattamento a cui le stime internazionali attribuiscono il 40% delle

guarigioni complessive. Al 36° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di

Radioterapia e Oncologia clinica (AIRO), presentato a Milano e in programma a Rimini dal

20 al 22 novembre, insieme ad AIRB e AIRO Giovani, la disciplina mostrerà il suo

profondo cambio di paradigma.

Le parole del Presidente AIRO Stefano Pergolizzi: “Utilizziamo questo tipo di terapia

andando a incidere precisamente sul bersaglio tumorale. E questo incidere sul bersaglio

tumorale ha un significato locale e regionale, ma in altri ambiti ha un significato sistemico.

È dunque una terapia locale che ha anche una ricaduta generale”.

L’efficacia è già ampiamente documentata: nel tumore della prostata in stadio precoce

garantisce il controllo della malattia oltre il 95% a 10 anni, mentre nei tumori polmonari

iniziali la stereotassica offre risultati paragonabili alla chirurgia.

L’approccio personalizzato consente oggi di intervenire con successo anche nella malattia

metastatica, rallentandone la progressione all’interno di strategie condivise nei team

multidisciplinari.

Le dichiarazioni del Presidente eletto AIRO Pierluigi Bonomo: “La combinazione tra la moderna

radioterapia e i farmaci è oggi un tema centrale sempre più presente nel trattamento dei

pazienti oncologici. La versatilità e l’alta precisione della radioterapia consentono di unirla,

combinarla, integrarla alle moderne strategie sistemiche, in particolar modo

all’immunoterapia e ai farmaci biologici, in un ampio e crescente numero di indicazioni”.

Liliana Belgioia, membro del Consiglio Direttivo AIRO, si esprime così: “Il futuro della

radioterapia non solo sta andando sempre di più verso una precisione dei trattamenti, ma

anche e soprattutto verso una personalizzazione dei trattamenti, da un punto di vista

tecnico e tecnologico ma anche biologico. Ad esempio, possiamo personalizzare il

trattamento dividendo il tumore in aree che ricevono dosi di radiazioni diverse, nell’ottica di

ottenere risposte maggiori e sempre più importanti”.

In questo scenario di profonda trasformazione, il Congresso AIRO di Rimini si attesta

come l’appuntamento chiave per tracciare il futuro della disciplina. La radioterapia si

conferma così un pilastro dell’oncologia moderna: una medicina di precisione che,

integrandosi con immunoterapia e trattamenti sistemici, offre ai pazienti prospettive di cura

sempre più efficaci e mirate.

OpNet Wholesale Castle Tour e il futuro delle telecomunicazioni

Bevilacqua, 6 nov. (askanews) – II Wholesale Castle Tour 2026 fa tappa al Castello di Bevilacqua, in provincia di Verona, per il secondo appuntamento di un percorso dedicato all’evoluzione del mercato delle telecomunicazioni.

Al centro della giornata le trasformazioni del settore tra innovazione tecnologica, nuove infrastrutture e servizi sempre più integrati. Main sponsor OpNet, la società del Gruppo WindTre. In un mercato in cui la semplice disponibilità della rete non basta più, diventano fondamentali la qualità delle prestazioni, la continuità del servizio, la rapidità di attivazione e la capacità di rispondere alle esigenze dei territori.

Le parole di Marco Ferreri, key account manager OpNet: “Come wholesale enabler, OpNet mette a disposizione di realtà come HAL Service uno stack tecnologico completo, che integra rete, soluzioni fixed e wireless e competenze specialistiche. Questo consente agli operatori di accelerare lo sviluppo della propria offerta, rispondendo in modo efficace alle esigenze dei clienti business e consumer con servizi affidabili, flessibili e competitivi”.

Un altro fronte strategico è quello del mobile, protagonista di nuove opportunità di mercato.

L’intervista a Dejvi Dashi, key account manager OpNet: “Il mercato mobile, pur essendo maturo, continua a offrire importanti opportunità di crescita per gli operatori capaci di costruire proposte distintive e rilevanti. Oggi è possibile valorizzare il mobile come leva strategica, sviluppando brand e offerte con una propria identità, indipendentemente da logiche di convergenza. SY Mobile ne è un esempio concreto: un progetto che dimostra come la connettività mobile possa diventare il cuore di una proposition riconoscibile, competitiva e vicina alle esigenze di specifici segmenti di mercato”.

II mobile dunque non rappresenta più soltanto una connessione, ma diventa uno strumento per ampliare l’offerta, fidelizzare i clienti e accompagnarli verso ulteriori servizi digitali. II Wholesale Castle Tour si conferma così un laboratorio itinerante di confronto e innovazione, capace di mettere in relazione la dimensione nazionale delle infrastrutture con le necessità concrete dei territori

Giorgia celebra due anni da record e un nuovo traguardo

Milano, 6 nov. (askanews) – Due anni da record per Giorgia e un nuovo traguardo… il suo singolo “Parafulmini” è il brano più trasmesso dalle radio questa settimana, #1 nella classifica generale, #1 in quella italiana e #1 dell’airplay tv.

Un altro traguardo che va ad aggiungersi ai successi straordinari di questi ultimi due anni: a partire da La cura per me, certificato doppio platino, che ha superato i 180 milioni di stream globali diventando il secondo singolo più venduto del 2025. 7 singoli pubblicati di cui 5 entrati in Top3 radiofonica e ben 3 brani al #1 posto della classifica tra cui il singolo “GOLPE”, che è stato anche il più alto debutto femminile della classifica radio del 2025 ed è stato anche il primo caso dell’anno di un’artista donna alla #1 nel primo giorno di programmazione ufficiale.

E poi ancora il #1 posto raggiunto in classifica dall’album “G”, certificato ORO, il debutto al vertice della classifica della nuova versione dell’album “G+1” e il successo live con oltre 40 date sold out e 290.000 biglietti venduti in tutta Italia.

“Parafulmini” è un brano nato da un approccio sperimentale dell’artista, che l’ha portata a rompere i pattern a cui era abituata negli ultimi anni e a mettersi ulteriormente in gioco; ha lavorato con nuovi autori e produttori, approcciandosi in modo diverso alla scrittura dei brani alla quale ha partecipato attivamente.

Calabrò (MIMIT): bilancio positivo Transizione 5.0, soprattutto al Sud

Roma, 6 nov. (askanews) – “Partirei dal bilancio nei primi 10 mesi della norma, che è un bilancio molto positivo. Le imprese hanno apprezzato la norma, abbiamo avuto oltre 27.000, quasi 28.000 richieste istruttorie per l’iper ammortamento 5.0 e soprattutto 8 miliardi di investimenti finanziati con il nostro incentivo”: lo ha affermato Marco Calabrò, capo dipartimento politiche per le Imprese presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rispondendo a una domanda sul Piano Transizione 5.0, a margine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, il 5 novembre a Villa Wolkonsky a Roma.

“É una misura che ha una durata triennale e consente alle imprese di programmare i propri investimenti. Lo fa con regole più semplici all’interno di uno schema che è sempre automatico e consente il cumulo con altre misure. Questo è stato colto forse più che in passato dalle imprese del Mezzogiorno, il Sud sta rispondendo molto bene”, ha aggiunto.

Ue accusa TikTok di violare regole Dsa con contenuti potenzialmente dannosi

Roma, 6 nov. (askanews) – Bruxelles porta sul banco degli imputati TikTok. Nel mirino i meccanismo di suggerimento e i “feed” di contenuti: secondo i risultati preliminari di un’indagine della Commissione europea, gli algoritmi utilizzati dal social violerebbero le regole del Digital Services Act (Dsa) e “potrebbero risultare dannosi quando questa ininterrotta e ripetuta esposizione coinvolga, ad esempio, contenuti su tristezza, isolamento o immagini del corpo”.

Con un comunicato, la Commissione europea afferma che questi tipi di contenuti possono avere un effetto negativo sulla salute mentale degli utenti, specialmente negli adulti vulnerabili e i minori.

Secca la replica del social: le dichiarazioni della Ue “sono sostanzialmente inesatte e travisano l’architettura della nostra piattaforma e il nostro impegno per la sicurezza degli utenti”, ha affermato un portavoce di TikTok. “Abbiamo un solido track record nella tutela della nostra community, garantendo al contempo agli utenti un controllo diretto e intuitivo sulla loro esperienza di fruizione dei contenuti”.

In base alle normative comunitarie, TikTok ora può esercitare i suoi diritti di difesa esaminando le documentazioni dalla Commissione europea e fornendo le sue risposte. In caso di accertamento effettivo di violazioni, rischia una multa che può raggiungere il 6% del fatturato globale.

Terminate riprese "L’amore mio non muore", il nuovo film di Costabile

Roma, 6 nov. (askanews) – Sono terminate le riprese de “L’amore mio non muore” un film di Francesco Costabile, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano. Con Romana Maggiora Vergano, Jacopo Provenzano, Giuseppe De Domenico, Serena Astorino, Mauro Lamanna e con Vanessa Scalera. Scritto da Roberto Saviano, Giordana Mari, Vittorio Moroni e Francesco Costabile.

Una produzione Palomar, a Mediawan company, Tramp Limited, Wildside, società del gruppo Fremantle e Vision Distribution, in collaborazione con Sky. Distribuzione in Italia e all’estero Vision Distribution.

L’opera è realizzata e distribuita grazie al contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura. Le riprese si sono svolte in Calabria in collaborazione con la Fondazione Calabria Film Commission. La distribuzione italiana e internazionale sarà curata da Vision Distribution.

(Credit photo Francesco Pistilli)

Cade scudo per Bartolozzi nel caso Almasri, Consulta: non c’è obbligo di autorizzazione a procedere

Roma, 6 nov. (askanews) – La Corte Costituzionale si è pronunciata sul caso Almasri e, pur rilevando alcune omissioni procedurali, ha escluso che la Procura fosse obbligata a chiedere un’autorizzazione a procedere parlamentare per il reato di false dichiarazioni nei confronti di Giusi Bartolozzi, all’epoca dei fatti capo di gabinetto del ministro della giustizia Nordio.

Bartolozzi è accusata di false informazioni al pubblico ministero. I magistrati capitolini le contestano presunte dichiarazioni non veritiere rese durante le indagini sulla gestione del caso del comandante libico Osama Almasri, ex capo della prigione di Mitiga a Tripoli e leader della milizia Rada.

Il 19 gennaio 2025 Almasri era stato arrestato dalla polizia giudiziaria italiana in forza di un mandato di arresto internazionale, emesso dalla Corte penale internazionale con l’accusa di crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Il 21 gennaio 2025 Almasri è stato rilasciato e rimpatriato in Libia.

La Corte costituzionale con la sentenza numero 190, depositata oggi, ha parzialmente accolto il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dalla Camera contro il Tribunale dei ministri e la Procura di Roma.

“Il Tribunale dei Ministri avrebbe dovuto esplicitare le ragioni per cui non ha ritenuto prospettabile una responsabilità della dottoressa Bartolozzi, all’epoca dei fatti Capo di gabinetto del Ministro della giustizia, come concorrente nei reati attribuiti a quest’ultimo in relazione alla vicenda dell’arresto e della successiva liberazione di Osama Almasri, svoltasi tra il 19 e il 21 gennaio 2025. La Procura di Roma, dal canto suo, avrebbe dovuto comunicare alla Camera la valutazione del Collegio”, annota infatti la Consulta, evidenziando tali lacune procedurali.

“È stata invece esclusa – prosegue la nota della Corte Costituzionale – una lesione delle prerogative della Camera in relazione alla mancata richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti della dottoressa Bartolozzi per le dichiarazioni asseritamente false da lei rese al Tribunale dei Ministri nel corso di un’audizione svoltasi il 31 marzo 2025”.

La Corte infatti, da un lato “ha rilevato che, all’esito delle indagini svolte dal Tribunale nei confronti del ministro, la Procura aveva espressamente invitato il Tribunale a qualificare la condotta serbata dalla dottoressa Bartolozzi come concorso nei reati ascritti al ministro Nordio, o, alternativamente, a ipotizzare a suo carico il reato di false dichiarazioni durante le indagini”. E, “in virtù del principio di leale collaborazione tra i poteri dello Stato, a fronte di questa sollecitazione, il Tribunale avrebbe dovuto esplicitare le ragioni per le quali non ha ritenuto di configurare, in capo alla dottoressa Bartolozzi, una possibile responsabilità per concorso nei reati attribuiti al ministro. Ove avesse configurato un tale concorso, infatti, il Tribunale avrebbe dovuto chiedere alla Camera l’autorizzazione a procedere anche nei confronti della stessa dottoressa Bartolozzi, oltre che del ministro”.

Dal canto suo “la Procura avrebbe dovuto comunicare le valutazioni del Tribunale alla Camera, in modo da porla in condizioni di eventualmente promuovere conflitto di attribuzione nei confronti dell’autorità giudiziaria, ove avesse ritenuto che la decisione del Tribunale avesse leso le proprie prerogative costituzionali”.

Ma lo scudo della necessità dell’autorizzazione a procedere per l’allora capo gabinetto cade: per la Consulta non è possibile estendere l’obbligo dell’autorizzazione a procedere “anche ai reati compiuti da un terzo e semplicemente connessi a quelli ministeriali”.

“La Corte – si legge infatti nella nota stampa diffusa – ha invece escluso che sussistesse per il Tribunale e per la Procura un obbligo di chiedere un’autorizzazione a procedere nei confronti della dottoressa Bartolozzi per il diverso reato di false dichiarazioni. Non è stata infatti condivisa la tesi della Camera, secondo cui l’obbligo di chiedere l’autorizzazione a procedere sancito dall’articolo 96 della Costituzione per i reati attribuiti a un ministro nell’esercizio delle sue funzioni si estenderebbe anche ai reati compiuti da un terzo e semplicemente connessi a quelli ministeriali, come – in ipotesi – dichiarazioni false realizzate allo scopo di occultare la responsabilità di un ministro”.

La motivazione della Consulta è stringente: “La Corte ha, in proposito, sottolineato che la specialità della disciplina dei reati ministeriali, con la connessa garanzia dell’autorizzazione a procedere a tutela dell’azione di governo, esclude una interpretazione estensiva della disciplina dell’autorizzazione stessa. Eventuali esigenze di riservatezza istituzionale su circostanze apprese da persone interrogate dal Tribunale che non rivestano funzioni ministeriali possono essere tutelate, ove ne ricorrano le condizioni di legge, attraverso lo strumento dell’opposizione del segreto di Stato”.

Il presidente della Giunta per le autorizzazione Devis Dori commenta così la pronuncia della Corte costituzionale: “Un esito per noi ampiamente prevedibile. Che la posizione di Bartolozzi nel caso Almasri per false informazioni al pm non potesse essere trascinata nella competenza del Tribunale dei Ministri era per noi evidente, ora è confermato dalla suprema Corte”.

Dure le prime reazioni delle opposizioni: “La sentenza della Corte costituzionale sul caso Bartolozzi è un duro colpo al governo Meloni e al tentativo della maggioranza di costruire uno scudo politico e giudiziario sulla vicenda Almasri”, dichiara il leader Avs Angelo Bonelli, coordinatore di Europa Verde, sottolineando: “La Consulta ha stabilito che la Procura di Roma può procedere per le ipotesi di false dichiarazioni senza autorizzazione parlamentare, pur rilevando alcune omissioni procedurali. È una sconfitta per chi ha cercato di trasformare il Parlamento in uno strumento di protezione del potere”.

“Abbiamo denunciato fin dall’inizio – elenca Bonelli- la liberazione e il rimpatrio in Libia, con un aereo di Stato a spese dei contribuenti, di un uomo ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità, torture e violenze sessuali. La Consulta ha respinto la pretesa di estendere l’autorizzazione parlamentare a un reato autonomo contestato a Bartolozzi. Nessuno può pretendere immunità per aver ricoperto incarichi ai vertici del Ministero della Giustizia”.

Midterm, ancora incerti 2 seggi al Senato: in Alaska e Mississippi

Roma, 6 nov. (askanews) – E’ ancora in corso lo spoglio delle schede in due competizioni per un seggio al Senato degli Stati Uniti, dove martedì si è votato per le elezioni di metà mandato. Una è in Alaska e l’altra in Mississippi. In entrambi gli Stati, i Democratici sono in vantaggio ma con margini talmente ristretti da rendere impossibile ogni previsione.

In Alaska – riporta la Cnn -, la dem Mary Peltola, data al 48,2%, è in vantaggio di poco più di 600 voti sul senatore in carica Dan Sullivan (47,9%): 102.962 contro 102.325 preferenze.

La competizione è al centro di una controversia: il Dipartimento di Giustizia sta indagando se la campagna elettorale di Peltola abbia tentato di confondere gli elettori reclutando un secondo “Dan Sullivan” per sottrarre voti al candidato repubblicano. L’indagine fa seguito a un clamoroso articolo del New York Times, che ha rivelato quello che ha tutta l’aria di essere un escamotage. Ieri, il presidente Donald Trump ha dichiarato che tutti i voti espressi per “Daniel J. Sullivan” e “Gerald Heikes” dovrebbero essere assegnati al candidato in carica, definendo questa l’unica “soluzione equa”. Al Sullivan che Trump taccia come falso è andato per ora l’1,7% dei voti e a un altro candidato del ‘Gop’ un altro 2,3%.

Assegnare a un candidato i voti destinati a un altro – sottolinea l’emittente all news – rappresenterebbe un caso senza precedenti. Inoltre, dato che l’Alaska adotta un sistema di voto con classificazione delle preferenze (“ranked-choice voting”), gli elettori avevano già la possibilità di indicare entrambi i “Dan Sullivan” sulla propria scheda.

In Mississippi la corsa è ancora più incerta. Il dem Scott Colom è dato al 49%, avendo riportato 466.775 voti, mentre la governatrice in carica Cindy Hide-Smith è data al 48,9% con 464.962 voti. I Repubblicani del Mississippi stanno già affilando le armi giuridiche, ventilando la possibilità di intraprendere azioni legali. Esponenti del partito a livello nazionale, avvocati e attivisti locali stanno convergendo nello Stato per garantire che i funzionari elettorali rispettino le norme durante lo scrutinio e per osservare la verifica di migliaia di schede provvisorie.

Al via la nona edizione de "La Costituzione aperta a tutti"

Roma, 6 nov. (askanews) – Riprende il via da Roma il progetto “La Costituzione aperta a tutti” per la diffusione nelle scuole secondarie e nelle università italiane della conoscenza del diritto e della cultura costituzionale. La nona edizione vede sempre l’Università degli studi RomaTre nel ruolo di referente per i contenuti didattici, mentre Lefebvre Giuffrè è partner organizzativo ed editore dell’omonima pubblicazione. La diffusione dell’iniziativa – si legge in una nota – è favorita anche dalla rinnovata collaborazione con l’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica che ospita sul suo portale ufficiale i contenuti di tutte le lezioni delle varie edizioni.

L’evento inaugurale ‘Rimuovere ostacoli – La Costituzione aperta a tutti’, dedicato all’articolo 3 della nostra Carta fondamentale, si è tenuto stamattina alla Sala del Consiglio del Dipartimento di Giurisprudenza di RomaTre, con la lectio magistralis agli studenti di Michele Ainis, professore emerito di Diritto costituzionale nell’ateneo romano.

Antonio Delfino, direttore Relazioni esterne e istituzionali di Lefebvre Giuffrè, in sede di saluto ha dichiarato: “‘Rimuovere ostacoli’ non è soltanto un richiamo all’articolo 3 della nostra Costituzione. È un programma. È un impegno. E, soprattutto, è una responsabilità che riguarda ciascuno di noi. La Costituzione, infatti, non si limita ad affermare l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Chiede alla Repubblica qualcosa di più: di intervenire affinché le condizioni economiche e sociali non impediscano alle persone di essere realmente libere, realmente uguali, realmente partecipi della vita del Paese. È in quel ‘rimuovere’ che, forse, troviamo una delle parti più moderne e impegnative della nostra Carta. ‘La Costituzione aperta a tutti’ significa proprio farla uscire dai soli luoghi nei quali viene studiata e interpretata, per portarla dove la vita accade: nelle scuole, nelle università, nei territori, nelle comunità e anche nei luoghi nei quali la libertà è limitata e il bisogno di cittadinanza può essere ancora più forte. Per un sapere accessibile a tutti e condiviso”.

Marco Ruotolo, docente di Diritto costituzionale a RomaTre e referente scientifico dell’iniziativa, ha aggiunto: “La nuova edizione si è aperta con una lezione del professor Ainis dedicata al principio di eguaglianza sostanziale e al rapporto tra valorizzazione delle differenze, contrasto alle diseguaglianze e tutela dei diritti costituzionali. L’incontro ha dato avvio a un percorso che proseguirà in luoghi e comunità che accolgono persone in condizioni di fragilità o vulnerabilità, coinvolgendo realtà come Rondine, Libera e l’Istituto penale per i minorenni di Nisida, per approfondire il significato dei principi costituzionali e le sfide legate alla loro concreta attuazione”.

‘La Costituzione aperta a tutti’ è un laboratorio permanente di partecipazione e di educazione alla Cittadinanza attiva, con l’obiettivo di sviluppare una coscienza critica e una partecipazione consapevole degli studenti alla vita pubblica, in rapporto a diritti e doveri costituzionalmente garantiti. Il progetto – conclude il comunicato – è animato da incontri itineranti in cui relatori esperti nel mondo giuridico ed educativo conducono dibattiti sulla Costituzione per esplorare i legami tra conoscenza, cultura, libertà e società.

Leonardo Maria Del Vecchio: ho comprato il 2% del Fatto Quotidiano

Milano, 6 nov. (askanews) – Leonardo Maria Del Vecchio ha acquistato il 2% di Seif, il gruppo editoriale che edita il Fatto Quotidiano. “Anche io ho comprato il Fatto Quotidiano, il 2%”, scrive sui suoi social il presidente di Lmdv Capital, pubblicando una foto che lo ritrae a bordo di un jet privato con in mano una copia odierna del giornale.

La scorsa settimana Del Vecchio Jr aveva deciso di rinunciare a promuovere un’Opa su Seif dopo che la società non aveva accolto la sua richiesta di una due diligence confermatoria e i soci fondatori del Fatto avevano fatto sapere che non avrebbe aderito all’offerta.

Mattarella: Ue metta a disposizione vocazione a pace, democrazia più forte autocrazie

Roma, 6 nov. (askanews) – “Nel 2027 ricorre il 70esimo anniversario dei Trattati di Roma” è “l’occasione di rivolgere un appello affinchè i 27 paesi procedano senza indugio nel porre a disposizione della comunità internazionale la loro vocazione di pace e di crescente collaborazione. I padri fondatori dell’Unione manifestarono coraggio e lungimiranza dopo gli orrori del secondo conflitto mondiale nell’archiviare le ragioni di scontro di un lungo passato di contrapposizione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un saluto all’incontro con i partecipanti della Fondazione Nizami.

“Le crisi geopolitiche e geoeconomiche sfidano oggi le scelte della coesione e della solidarietà, architravi del progetto europeo impegnato a confermare che la democrazia è più forte della sopraffazione e delle autocrazie. Costruire la pace richiede un lavoro paziente” per “edificare un mondo equo e sostenibile”, “occorre che le persone di buona volontà sappiano opporsi a un mondo che sottrae con le guerre il diritto dei bambini alla vita e all’educazione”, ha sottolineato Mattarella.

Elliott Erwitt, la fotografia tra istanti decisivi, set e pubblicità

Bologna, 6 nov. (askanews) – “Per Elliott Erwitt esisteva la buona fotografia, come per Tina Modotti, ed è riuscito a coniugare queste diverse situazioni. Quindi sia le fotografie che lui faceva per i giornali, posate perché dovevano essere magari dei ritratti che uscivano sui mensili, sui settimanali che c’erano all’epoca come Life. Altri invece sono proprio degli scatti rubati nel momento, lui andava a cercare delle situazioni che fossero interessanti e faceva degli scatti nel momento, come il famoso bacio allo specchietto oppure i due che si baciano in macchina, che era proprio un portfolio uscito per Life. E poi c’era ancora un terzo mondo da cui lui ha attinto, se vogliamo, meno fotografie iconiche, che era il mondo della comunicazione, della pubblicità. Lui ha fatto molte campagne pubblicitarie, ma alcune delle sue fotografie più celebri come quella del bambino con la baguette eccetera sono proprio delle fotografie nate per un incarico pubblicitario”. È questo il racconto del modo in cui nascevano le immagini, molte entrate nell’immaginario collettivo, di Elliott Erwitt, uno dei più famosi fotografi del secondo Novecento. Lo ha fatto ad askanews Biba Giacchetti, curatrice della mostra “L’arte di osservare” dedicata al fotografo americano al Museo Civico Archeologico di Bologna e prodotta da Civita Mostre e Musei.

Mattarella: l’Europa a un crocevia, si riaffacciano gravi pretese di dominio

Roma, 6 nov. (askanews) – “E’ indubbio che l’Europa si trovi oggi di fronte a un nuovo crocevia della sua storia e che debba scegliere di assumere responsabilità più ampie nella vita internazionale. Il quadro non si presenta semplice e appare a tratti inedito segnato dalla brutale aggressione della Russia all’Ucraina, dall’aggravarsi dei conflitti in Medioriente, dal riacutizzarsi di numerose crisi, talvolta dimenticate, in altre parti del mondo, mentre tornano a riaffacciarsi gravi pretese di dominio”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un saluto all’incontro con i partecipanti della Fondazione Nizami Ganjavi.

Consob: ok a norme più semplici per quotazioni, Opa e ricerca finanziaria

Milano, 6 nov. (askanews) – In arrivo norme più semplici per quotazioni, offerte pubbliche e ricerca finanziaria. La Consob ha approvato, infattin, una serie di modifiche ai Regolamenti Emittenti, Mercati e Intermediari, per adeguarli al Listing Act europeo e alle novità del Tuf. Tra le principali novità, l’innalzamento da 8 a 12 milioni di euro della soglia al di sotto della quale le offerte pubbliche di titoli o di prodotti finanziari sono esentate dall’obbligo di pubblicazione del prospetto. In materia di offerte pubbliche di acquisto e scambio, si conferma invece a 8 milioni di euro la soglia di controvalore rilevante ai fini dell’applicazione della disciplina delle Opa e Ops.

La scelta, spiega Consob, consente di preservare la trasparenza delle operazioni di acquisizione che possono interessare gli emittenti di minori dimensioni, soprattutto se negoziati su un Mtf (sistema multilaterale di negoziazione). Sono comunque previste specifiche informazioni a beneficio degli investitori, nel caso di offerte pubbliche di scambio che coinvolgono titoli di nuova emissione esenti dall’obbligo di prospetto.

Sul fronte dei mercati, le modifiche recepiscono la nuova disciplina europea sul flottante minimo per l’ammissione alla quotazione. Si conferma la soglia al 10% del capitale, con la possibilità per i gestori dei mercati regolamentati di utilizzare criteri alternativi per valutare la sufficiente diffusione delle azioni presso il pubblico, tenendo conto delle caratteristiche degli emittenti e delle esigenze di liquidità del mercato. Ulteriori interventi ampliano poi la possibilità di qualificare i mercati dedicati alle pmi, senza introdurre richieste informative sproporzionate.

Novità riguardano anche la disciplina della ricerca finanziaria: in particolare, gli intermediari sono tenuti ad adeguarsi alle nuove disposizioni in materia di ricerca sponsorizzata dagli emittenti entro sei mesi dall’entrata in vigore delle relative norme di attuazione sul codice di condotta Ue.

Le modifiche regolamentari, adottate dopo la consultazione pubblica avviata a giugno, coordinano infine la disciplina delle Opa con le novità introdotte dalla riforma del Tuf, favorendo l’utilizzo della documentazione in formato digitale, l’impiego della lingua inglese nelle operazioni transfrontaliere e la semplificazione di numerosi adempimenti procedurali.

Mattarella: Europa a un crocevia, si riaffacciano gravi pretese dominio

Roma, 6 nov. (askanews) – “E’ indubbio che l’Europa si trovi oggi di fronte a un nuovo crocevia della sua storia e che debba scegliere di assumere responsabilità più ampie nella vita internazionale. Il quadro non si presenta semplice e appare a tratti inedito segnato dalla brutale aggressione della Russia all’Ucraina, dall’aggravarsi dei conflitti in Medioriente, dal riacutizzarsi di numerose crisi, talvolta dimenticate, in altre parti del mondo, mentre tornano a riaffacciarsi gravi pretese di dominio”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un saluto all’incontro con i partecipanti della Fondazione Nizami Ganjavi.

Manovra, Tajani: su sanità e pensioni si può migliorare

Roma, 6 nov. (askanews) – “Abbiamo fatto una manovra che punta a sostenere il ceto medio, con un ulteriore taglio dell’Irpef; a sostenere gli anziani nel settore della sanità; le imprese; ci sono la cedolare secca per chi affitta ai giovani, aiuti alle famiglie. Si può migliorare nel corso del dibattito parlamentare intervenendo su tre questioni: le pensioni, la sanità e la previdenza dedicata per il comparto difesa e sicurezza”. Così il vice premier e leader di Forza Italia a margine del Convegno Cisl “Le transizioni economiche e delle persone: dal Glocal regionale all’Europa” a Viterbo.

Cahill saluta Sinner, Magnus Norman il nuovo coach

Roma, 6 nov. (askanews) – Si chiude dopo quattro anni il sodalizio tra Jannik Sinner e Darren Cahill. La separazione tra il campione altoatesino e il tecnico australiano è stata ufficializzata questa mattina attraverso un video pubblicato sui social, mettendo fine alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane.

Al posto di Cahill arriverà lo svedese Magnus Norman, ex numero 2 del mondo, che affiancherà Simone Vagnozzi alla guida tecnica del numero 2 del ranking Atp.

Una collaborazione, quella tra Sinner e Cahill, che ha segnato una svolta nella carriera dell’azzurro. In quattro anni di lavoro insieme sono arrivati cinque titoli del Grande Slam e la conquista della vetta della classifica mondiale, con Sinner rimasto numero uno per 95 settimane.

“Quando abbiamo iniziato a lavorare insieme, nel 2022, ero soltanto un ragazzo italiano con tantissime domande. Tu non mi hai mai dato tutte le risposte. Mi hai aiutato a trovarle da solo”, ha ricordato Sinner nel video di saluto, accompagnato dalle immagini più significative della loro esperienza condivisa.

Parole cariche di riconoscenza per un rapporto andato ben oltre il campo da tennis: «Sei arrivato come uno dei miei allenatori, ma molto presto sei diventato molto più di questo. Una persona di cui potevo fidarmi, una persona su cui potevo contare».

IL NUOVO PROGETTO TECNICO – La nuova fase della carriera di Sinner ripartirà a dicembre, quando Norman entrerà ufficialmente nello staff insieme a Vagnozzi. Lo svedese porta in dote una significativa esperienza internazionale: da allenatore ha accompagnato Stan Wawrinka alla conquista di tre titoli Slam, riuscendo a imporsi nell’epoca dei Fab Four.

Resta da capire quale sarà l’impatto del nuovo assetto tecnico e se Norman riuscirà a instaurare con l’azzurro la stessa intesa costruita negli anni con Cahill.

Anche il tecnico australiano ha voluto affidare ai social il proprio messaggio di commiato, sottolineando il valore umano e professionale dell’esperienza vissuta: “Lavorare con Jannik è stato un onore e un privilegio speciali. È un ragazzo straordinario, un campione umile e dedito alla causa di cui siamo tutti incredibilmente orgogliosi”.

Cahill ha poi ringraziato l’intero gruppo di lavoro e i tifosi italiani per l’accoglienza ricevuta, augurando alla squadra nuovi successi.

Un messaggio di affetto è arrivato anche da Vagnozzi, che ha definito Cahill un amico e una figura fondamentale della propria crescita professionale: «Con te al mio fianco sono diventato un allenatore migliore». E ha concluso con una battuta sul golf, sport che non sembra destinato a mettere d’accordo i due tecnici.

Nel frattempo Sinner prosegue il lavoro in palestra per recuperare dall’infortunio al ginocchio destro che lo tiene lontano dai campi da luglio. Il nuovo progetto tecnico prenderà dunque forma nel corso del prossimo mese, mentre l’azzurro lavora per tornare protagonista nel circuito.

Si chiude così un capitolo fondamentale della carriera di Sinner. Con Norman comincia una nuova sfida, nel segno della continuità dei risultati e dell’ambizione di restare ai vertici del tennis mondiale.

Cisgiordania, Bonelli: Israele arresta 14 volontari stranieri,anche consigliera Avs

Roma, 6 nov. (askanews) – “In Cisgiordania, nei pressi di Kafr Ni’ma, a 23 chilometri da Ramallah, 14 volontari internazionali sono stati arrestati dalle autorità israeliane mentre aiutavano i palestinesi nella raccolta delle olive. Tra loro ci sono Giorgia Lombardi, consigliera comunale della Spezia e componente del Consiglio nazionale di Europa Verde, e altri cittadini italiani.Ho informato personalmente il Ministero degli Esteri dopo aver ricevuto un messaggio vocale da Giorgia Lombardi, nel quale mi raccontava quanto stava accadendo. I palestinesi sono stati brutalmente picchiati dai coloni israeliani e i volontari internazionali sono stati aggrediti. Sono poi intervenuti l’esercito e la polizia israeliana che, invece di arrestare i coloni responsabili delle violenze, hanno arrestato i volontari impegnati nella raccolta delle olive, ritirando loro i passaporti”. Lo comunica il leader Avs Angelo Bonelli, coordinatore dei Verdi europei.

“Siamo di fronte – denuncia Bonelli- all’ennesimo, inaccettabile episodio di violenza riconducibile alle politiche del governo criminale di Netanyahu, che il governo italiano continua a tollerare.Chiediamo l’immediata attivazione del Ministero degli Esteri e della nostra rappresentanza diplomatica per garantire la sicurezza e la liberazione dei cittadini italiani coinvolti e degli altri volontari. Non è accettabile che chi aiuta pacificamente i palestinesi venga arrestato mentre chi esercita violenza rimane impunito”.

Tumore del polmone, i 20 anni che hanno cambiato la malattia

Torino, 6 nov. (askanews) – WALCE, Women Against Lung Cancer in Europe, festeggia i propri vent’anni e lo fa con quattro giorni di iniziative nel cuore di Torino. Nata nel 2006, l’Associazione promuove informazione, prevenzione e supporto ai pazienti che ricevono una diagnosi di tumore del polmone.

Le parole di Silvia Novello, Professore Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università degli Studi di Torino e Presidente WALCE: “WALCE vive questo traguardo e le tappe che sono intercorse in questi 20 anni in maniera assolutamente positiva, ma non come traguardo in sé, ma come un momento. Giriamo intorno a questo punto della mappa e proseguiamo nel disegnare campagne di prevenzione personalizzate e programmi integrativi che vanno a completare la vera cura oncologica, come i programmi di attività fisica o i programmi di cucina che danno una maggiore compliance e aderenza alle cure”.

Non solo la più tradizionale chemioterapia, negli ultimi vent’anni la cura dei carcinomi polmonari ha subito una profonda evoluzione grazie alla personalizzazione delle terapie.

L’intervista a Massimo Di Maio Professore Ordinario di Oncologia Medica Università di Torino e Presidente AIOM: “La medicina personalizzata è diventata realtà nel trattamento del tumore del polmone negli ultimi anni. Fino a qualche anno fa esisteva soltanto la chemioterapia, mentre oggi abbiamo a disposizione trattamenti diversi a seconda delle caratteristiche dei singoli tumori, come l’immunoterapia e farmaci a bersaglio molecolare. La fase diagnostica iniziale è diventata cruciale per scegliere il miglior trattamento adatto a ciascun paziente. Infatti, pazienti con le stesse caratteristiche cliniche potrebbero avere un trattamento diverso a seconda di qual è il profilo del loro tumore specifico”.

Ascolto e vicinanza concreta a chi convive con questa patologia, è così che WALCE si prende cura dei propri pazienti.

Il commento di Paola Cavallo, Paziente associata WALCE: “Il mio percorso con Walce è cominciato all’inizio della mia malattia e parliamo di più di 14 anni fa. Logicamente all’inizio è stata semplicemente una questione di aspetti burocratici perché all’inizio ero malata: facevo delle cure tradizionali e non avrei mai potuto pensare di offrire un contributo concreto. Fortunatamente, andando avanti con gli anni, la malattia si è cronicizzata e ho cominciato a guardarmi intorno, finché poi sono stata invitata proprio da WALCE a un Be Mutual Day e lì ho capito che effettivamente c’era la possibilità di restituire quello che fino allora mi era stato donato”.

Un anniversario che non si ferma al passato, ma traccia la rotta verso un futuro in cui la ricerca e l’umanità camminano sempre più vicine.

Allarmi bomba contro i media in Irlanda: evacuate sedi di tv e testate a Dublino

Roma, 6 nov. (askanews) – Una serie di allarmi bomba ha provocato questa mattina l’evacuazione delle sedi di diverse organizzazioni giornalistiche irlandesi, tra cui l’emittente pubblica RTE, le radio Newstalk e Today FM e il quotidiano Irish Independent. Le minacce, arrivate via email, hanno costretto le emittenti a interrompere temporaneamente le trasmissioni in diretta, mentre la polizia ha avviato le operazioni di controllo degli edifici.

L’emittente pubblica RTE ha evacuato il proprio complesso di Donnybrook, a Dublino, dopo aver ricevuto un messaggio che annunciava un’esplosione entro 45 minuti. Il programma mattutino di Radio One, “Today with David McCullagh”, è stato interrotto e sostituito con musica e messaggi preregistrati. Le trasmissioni sono riprese alle 10.13, ora locale. Agenti di polizia con unità cinofile sono intervenuti nella sede dell’emittente.

“RTE, insieme a diverse altre organizzazioni giornalistiche, ha ricevuto una minaccia questa mattina”, ha confermato la stessa emittente in una nota. “In conformità con i nostri protocolli di sicurezza, il complesso è stato evacuato e alcuni servizi sono stati interessati. La polizia è presente a Donnybrook”, ha aggiunto.

Evacuata anche Marconi House, l’edificio di Dublino che ospita le emittenti del gruppo Bauer Media Audio Ireland, tra cui Newstalk, Today FM, Spin 1038 e 98FM. Anche il programma mattutino di Newstalk condotto da Claire Byrne ha subito un’interruzione, prima della ripresa delle trasmissioni. Segnalazioni di minacce sono arrivate inoltre al quotidiano Irish Independent e all’emittente Virgin Media.

La polizia irlandese, An Garda Siochana, ha confermato di essere a conoscenza di minacce indirizzate a organizzazioni giornalistiche in Irlanda e in altri Paesi europei. “Siamo in contatto con le organizzazioni giornalistiche irlandesi e le minacce saranno oggetto di indagine”, ha dichiarato un portavoce delle forze dell’ordine.

Gli episodi si verificano all’indomani di una vasta ondata di falsi allarmi bomba che ha interessato almeno 27 voli in diversi Paesi europei, provocando deviazioni, atterraggi precauzionali e interventi delle forze di sicurezza. Tra gli aerei coinvolti anche un volo Aer Lingus da Dublino a Roma, dirottato ieri su una base militare francese. Al momento non è stato accertato un collegamento tra le minacce rivolte alle organizzazioni giornalistiche e quelle contro il traffico aereo.

(Foto screenshot dal sito Rte)

Siglato l’Accordo di Programma per la valorizzazione del Compost

Rimini, 6 nov. (askanews) – Saldare il legame tra il recupero degli scarti organici e l’agricoltura per contrastare il degrado dei terreni e dare valore al riciclo dell’umido. Nasce con questo obiettivo l’Accordo di Programma presentato a Ecomondo, che vede schierati insieme il Consorzio Italiano Compostatori (CIC), il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), Biorepack e le principali associazioni agricole (Confagricoltura, Coldiretti e CIA).

L’intesa punta a definire una linea condivisa tra la filiera del riciclo organico, le istituzioni e il mondo agricolo per la tutela dei suoli su scala nazionale.

“In questo momento di cambiamenti climatici, che stanno modificando anche il modo di fare agricoltura, dobbiamo tornare alla concimazione naturale, cioè la sostanza organica. Oggi in Italia non abbiamo più quella risorsa che erano le vecchie stalle, che per mille motivi sono andate perse, e ci siamo rifugiati sul fertilizzante chimico, ma ci siamo accorti che i costi stanno esplodendo e che questo fertilizzante non fa sempre bene al terreno” ha dichiarato Gianpaolo Vallardi, Presidente CIC

Un modello di collaborazione sostenuto anche dal Governo per valorizzare l’impiego del compost e promuovere le buone pratiche dell’economia circolare in agricoltura.

“Il compost rappresenta la principale componente del rifiuto prodotto e del rifiuto raccolto. Oltre un terzo della raccolta differenziata è rappresentato dal rifiuto che deriva, appunto, dalla componente organica del rifiuto. E’ necessario, onde evitare che finisca in discarica o nel termovalorizzatore, garantirne un utilizzo più efficace, come può essere appunto un trattamento da cui produrre compost o valorizzazione energetica, con produzione di biogas e biometano” ha aggiunto Alberto Mattesco, Capo Segreteria del Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Presentato durante la Conferenza sul Compostaggio del CIC, il piano prevede azioni per la tracciabilità e la formazione degli operatori.

“Questo accordo per noi è storico, perché non abbiamo mai fatto prima una cosa così ampia con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Si concentra sul compost, quindi le associazioni agricole sono presenti perché sono le destinatarie e quindi dovrebbero aiutarci a promuoverlo presso tutte le forme di agricoltura che ci sono in Italia. Un’agricoltura che, come sappiamo tutti, è molto ricca e diversificata. L’Italia è un Paese verticale, quindi bisogna farlo da Nord a Sud” ha concluso Massimo Centemero, Direttore CIC.

Un passaggio fondamentale per affrontare il cambiamento climatico, garantendo benefici ambientali e nuove opportunità economiche all’intera filiera agroalimentare italiana.

Nuovo allarme bomba, su un volo Ryanair Roma-Lisbona

Roma, 6 nov. (askanews) – Allarme bomba questa mattina su un volo Ryanair proveniente da Roma e diretto a Lisbona. L’aereo è atterrato all’aeroporto Humberto Delgado della capitale portoghese intorno alle 8, ora locale, mentre le autorità hanno avviato un’operazione di emergenza per verificare la segnalazione di una possibile presenza di esplosivi a bordo.

La Policia Judiciaria (PJ) portoghese ha confermato alla stampa locale di essere impegnata negli accertamenti sul caso. Anche la Policia de Seguranca Publica (PSP) ha riferito di aver avviato la raccolta di informazioni sull’accaduto.

Secondo quanto riferito dal quotidiano Diario do Distrito, che cita CNN Portugal, l’intervento delle autorità sarebbe stato avviato in seguito a una segnalazione proveniente da un agente della PSP. La vicenda è stata confermata anche da Noticias ao Minuto e Radio Comercial, che hanno contattato direttamente le autorità di polizia.

Al momento non è stata confermata la presenza di ordigni o materiali esplosivi sull’aereo. Restano da chiarire l’origine della minaccia e l’esito delle verifiche effettuate dalle autorità portoghesi.

Conti Mps battono attese, Lovaglio: rotta è cambiata, non nostra bussola

Milano, 6 nov. (askanews) – Luigi Lovaglio, dopo la debacle dell’assemblea del 29 ottobre che ha visto la netta bocciatura da parte dei soci del suo piano per contrastare l’Opas di Intesa Sanpaolo, si presenta al mercato con risultati superiore alle attese e assicura che, seppur la “rotta” sia ora cambiata, il management gestirà le fasi successive “con lo stesso rigore e senso di responsabilità” che ha portato il Monte ha centrare ancora una volta i suoi obiettivi.

Mps ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto a 1,66 miliardi, in aumento del 21,2%, coi profitti che nel solo terzo trimestre sono saliti a 543 milioni (+14,6%), oltre il consensus, e ricavi in crescita del 5,6% a 6,023 miliardi, grazie alla positiva dinamica del margine di interesse (+3%), delle commissioni nette (+3,5%) e degli altri ricavi della gestione finanziaria (+21,5%). A fine settembre, il Cet1 ratio fully loaded della banca è al 16,4%. Anche alla luce dei risultati, le previsioni per il 2026 vengono riviste, indicando un utile lordo superiore a 3,7 miliardi (dal precedente 3,6 mld) e un coefficiente Cet1 di circa il 15,5%, ipotizzando un dividendo per azione di 0,86 euro.

“Anche oggi presentiamo un’altra serie di risultati molto buoni che confermano ulteriormente la forza e la qualità della nostra rete e la nostra capacità di esecuzione pur in un periodo caratterizzato da importanti sviluppi strategici”, ha sottolineato l’Ad di Mps durante la conference call con gli analisti. “La scorsa settimana i nostri azionisti si sono espressi sulle proposte strategiche sottoposte all’assemblea straordinaria e prendiamo atto della loro decisione con assoluto rispetto e proseguiamo il nostro cammino con lo stesso rigore e senso di responsabilità che ci hanno sempre guidato. In ogni lungo viaggio arriva il momento in cui la rotta cambia – ha proseguito Lovaglio -, ma il cambio di rotta non significa smarrire la direzione che rimane chiara: continueremo a raggiungere i nostri obiettivi, a generare risultati e preservare il valore della banca, e gestiremo la seconda fase con rigore e senso di responsabilità. La rotta può essere cambiata, ma non la nostra bussola”.

La valutazione ufficiale dell’Opas di Intesa da parte del cda di Mps arriverà solo dopo la pubblicazione del Documento di offerta. Tra il 9 e il 10 novembre è atteso il via libera della Consob che darà poi inizio al periodo di adesioni previsto nell’ultima settimana del mese, dal 23 novembre.

Intanto sul fronte delle autorizzazioni Antitrust, scrive oggi Repubblica, il parere finale dell’istruttoria sull’Opas è stato inviato ieri alle parti coinvolte, compresa Generali. Il garante, secondo fonti riportate dal quotidiano, avrebbe sostanzialmente accolto lo schema degli impegni proposti da Ca’ de Sass, chiedendo in più “correttivi comportamentali” perché l’investimento della maggior banca italiana nel suo primo concorrente assicurativo “resti puramente finanziario” e, in tal senso, le misure dovrebbero limitarsi alla nomina di consiglieri del tutto indipendenti nel cda del Leone da parte di Intesa. Sempre secondo quanto risulta a Repubblica, i vertici di Generali nelle settimane scorse avrebbero scritto all’Antitrust europeo per segnalare l’operazione di concentrazione di Intesa e sollecitare un intervento.

Almasri, Consulta accoglie in parte ricorso Camera su caso Bartolozzi

Roma, 6 nov. (askanews) – Il Tribunale dei Ministri avrebbe dovuto esplicitare le ragioni per cui non ha ritenuto prospettabile una responsabilità della dottoressa Bartolozzi, all’epoca dei fatti Capo di gabinetto del Ministro della giustizia, come concorrente nei reati attribuiti a quest’ultimo in relazione alla vicenda dell’arresto e della successiva liberazione di Osama Almasri, svoltasi tra il 19 e il 21 gennaio 2025.La Procura di Roma, dal canto suo, avrebbe dovuto comunicare alla Camera la valutazione del Collegio. È stata invece esclusa una lesione delle prerogative della Camera in relazione alla mancata richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti della dottoressa Bartolozzi per le dichiarazioni asseritamente false da lei rese al Tribunale dei Ministri nel corso di un’audizione svoltasi il 31 marzo 2025.

È quanto, in sintesi, ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 190, depositata oggi, con la quale ha parzialmente accolto un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dalla Camera contro il Tribunale dei ministri e la Procura di Roma.

Lo comunica la Consulta, spiegando che la Corte “ha rilevato che all’esito delle indagini svolte dal Tribunale nei confronti del Ministro, la Procura aveva espressamente invitato il Tribunale a qualificare la condotta serbata dalla dottoressa Bartolozzi come concorso nei reati ascritti al Ministro Nordio, o, alternativamente, a ipotizzare a suo carico il reato di false dichiarazioni durante le indagini”. E dunque “in virtù del principio di leale collaborazione tra i poteri dello Stato, a fronte di questa sollecitazione, il Tribunale avrebbe dovuto esplicitare le ragioni per le quali non ha ritenuto di configurare, in capo alla dottoressa Bartolozzi, una possibile responsabilità per concorso nei reati attribuiti al Ministro. Ove avesse configurato un tale concorso, infatti, il Tribunale avrebbe dovuto chiedere alla Camera l’autorizzazione a procedere anche nei confronti della stessa dottoressa Bartolozzi, oltre che del Ministro”.

Dal canto suo “la Procura avrebbe dovuto comunicare le valutazioni del Tribunale alla Camera, in modo da porla in condizioni di eventualmente promuovere conflitto di attribuzione nei confronti dell’autorità giudiziaria, ove avesse ritenuto che la decisione del Tribunale avesse leso le proprie prerogative costituzionali”.

La Corte ha invece escluso che sussistesse per il Tribunale e per la Procura un obbligo di chiedere un’autorizzazione a procedere nei confronti della dottoressa Bartolozzi per il diverso reato di false dichiarazioni. “Non è stata infatti condivisa la tesi della Camera – sottolinea ancora la Consulta- secondo cui l’obbligo di chiedere l’autorizzazione a procedere sancito dall’articolo 96 della Costituzione per i reati attribuiti a un ministro nell’esercizio delle sue funzioni si estenderebbe anche ai reati compiuti da un terzo e semplicemente connessi a quelli ministeriali, come – in ipotesi – dichiarazioni false realizzate allo scopo di occultare la responsabilità di un ministro”.

La Corte ha, in proposito, sottolineato che “la specialità della disciplina dei reati ministeriali, con la connessa garanzia dell’autorizzazione a procedere a tutela dell’azione di governo, esclude una interpretazione estensiva della disciplina dell’autorizzazione stessa. Eventuali esigenze di riservatezza istituzionale su circostanze apprese da persone interrogate dal Tribunale che non rivestano funzioni ministeriali possono essere tutelate, ove ne ricorrano le condizioni di legge, attraverso lo strumento dell’opposizione del segreto di Stato”.

Bce, Lane: cruciale contenere effetti dello shock da caro energia

Roma, 6 nov. (askanews) – La politica monetaria della Banca centrale europea deve cercare di “contenere” gli effetti del caro energia, in modo tale che tra un anno o due l’inflazione generale torni in maniera sostenibile all’obiettivo del 2%. Lo ha spiegato il capo economista della Bce, Philip Lane durante un dibattito alla conferenza sui mercati monetari.

In merito alla decisione con confermare i livelli dei tassi ad ottobre, “nel contesto di valutare quello che abbiamo già fatto con un paio di rialzi dei tassi, essenzialmente in merito a quello che dobbiamo fare per assicurare che l’inflazione torni al livello obiettivo in maniera tempestiva, si trattava di dire ‘vediamo le informazioni che ci saranno tra adesso e dicembre e valutiamo cosa fare a dicembre”, ha detto.

L’inflazione sull’energia è a un valore piuttosto rilevante, ha notato Lane. “Questo fa aumentare il costo della vita, fa salire i livelli dei prezzi e in questo modo influenzerà le negoziazioni salariali. Quindi è essenziale per la politica monetaria assicurare che lo shock dell’energia nel suo trasferirsi altre aree sia contenuto – ha detto – assicurare che il processo sia contenuto, in modo che tra un anno o due avremo un ritorno dell’inflazione al livello obiettivo in maniera sostenibile”.

Azerbaigian, ambasciatore Huseynli: pace nel Caucaso del Sud fondamentale

Roma, 6 nov. (askanews) – “Garantire una pace duratura nel Caucaso meridionale riveste un’importanza fondamentale non soltanto per i Paesi della regione, ma anche per la sicurezza di un’area geografica più ampia, per lo sviluppo economico e per l’espansione dei collegamenti di trasporto e comunicazione”, ha sostenuto l’ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia, Elchin Huseynli, nel corso del suo intervento al Concerto celebrativo del 4 novembre in occasione del “Giorno della Vittoria” azerbaigiano presso il Centro Culturale dell’Azerbaigian.

Nel suo discorso, l’ambasciatore Huseynli ha evidenziato come l’8 novembre “sia una delle pagine più gloriose e indimenticabili della storia del popolo azerbaigiano, una commemorazione carica di orgoglio, che l’Azerbaigian celebra da sei anni, e che rappresenta il trionfo della volontà nazionale del popolo azerbaigiano, della sua incrollabile unità, dell’amore per la Patria, dell’eroismo e della giustizia storica”, si apprende dal comunicato stampa.

Ricordando “la liberazione della città di Shusha, avvenuta l’8 novembre 2020”, l’ambasciatore azerbaigiano ha rappresentato che questo avvenimento ha rappresentato “un’opportunità storica per il ritorno alle proprie terre di centinaia di migliaia di azerbaigiani”.

“Oggi, nel Garabagh e nello Zangazur orientale, sono in corso importanti interventi di ripristino e ricostruzione. Nell’ambito del Programma del Grande Ritorno vengono realizzati progetti relativi agli insediamenti abitativi, alle infrastrutture sociali, ai trasporti e allo sviluppo economico. L’obiettivo è ripristinare la vita nei territori liberati e garantire condizioni di vita sicure e sostenibili” ha osservato l’ambasciatore.

L’ambasciatore Huseynli ha anche evidenziato che l’Azerbaigian attribuisce particolare importanza all’ampliamento delle opportunità di pace e cooperazione nella regione, allo sviluppo di rapporti di buon vicinato e alla costruzione di un clima di fiducia reciproca.

L’ambasciatore si è infine rivolto direttamente alla diaspora azerbaigiana in Italia, sottolineandone l’importanza per creare ponti culturali tra i due paesi, preservando la propria identità e promuovendo il proprio Paese in Italia e nel mondo.

A salutare il pubblico anche l’addetto militare, tenente colonnello Anar Abasov, che ha affermato come “la vittoria dell’Azerbaigian non sia stato soltanto un successo militare conseguito sul campo di battaglia, ma anche il risultato di un’efficace azione diplomatica, di una politica statale ben ponderata, di un impegno costante sulla scena internazionale e della ferma difesa degli interessi nazionali”, si apprende dal comunicato stampa.

Il concerto ha previsto brani della tradizione azerbaigiana ed internazionale, eseguiti dal pianista professionista di fama internazionale Abuzar Manafzade e con le incredibili voci degli artisti azerbaigiani Atilla Garib e Sona Iskandarli.

Con la superstar Olivia Rodrigo il Natale arriva in anticipo

Milano, 6 nov. (askanews) – Oggi, la cantautrice multiplatino Olivia Rodrigo, vincitrice di 3 Grammy Awards, ha pubblicato il suo primo singolo natalizio, “take me home (4 christmas)”, accompgnato dal video musicale ufficiale.

La canzone è stata scritta da Olivia insieme ai collaboratori Dan Nigro e Amy Allen, ed è stata prodotta da Dan Nigro. Il video musicale ufficiale vede la partecipazione della Rodrigo insieme a Cynthia Nixon (Sex and the City) e Ben Marshall (Saturday Night Live). Il video coglie l’emozione e l’imbarazzo che si provano quando si torna a casa per le feste e si incontra per la prima volta la famiglia del proprio partner.

In edizione fisica sono andati subito esauriti in Italia il vinile rosso e la musicassetta. Gli ultimi prodotti sono disponibili su Discoteca Laziale.

Il singolo natalizio arriva dopo l’uscita del remix di “expectations” di Olivia con Chappell Roan, pubblicato ad ottobre. Il remix è diventato rapidamente la collaborazione tutta al femminile che quest’anno ha raggiunto la posizione più alta nella classifica Hot 100, con Chappell che ha dato un tocco nuovo al brano originale. Il terzo album in studio di Rodrigo, acclamato dalla critica, intitolato “you seem pretty sad for a girl so in love”, è tornato al primo posto nella classifica Billboard 200 in seguito all’uscita del brano.

Olivia è attualmente impegnata nel suo tour “The Unraveled Tour”, già completamente sold out, con oltre 1 milione di biglietti venduti in tutto il mondo; sono state aggiunte ulteriori date per soddisfare la domanda e sono stati battuti diversi record di affluenza nelle varie sedi. Il tour fa seguito all’uscita del suo ultimo album, “you seem pretty sad for a girl so in love”, che ha debuttato al primo posto della classifica Billboard 200 con 485.000 copie vendute nella prima settimana, diventando il più grande debutto solista del 2026 e conquistando la vetta delle classifiche in 17 paesi (tra cui l’Italia).

Il 29 agosto 2026 si è tenuto al Great Park di Irvine, in California, Daisy Chain Fields, il primo festival musicale di Olivia Rodrigo interamente guidato da donne. Il festival ha raccolto 20 milioni di dollari a favore di 10 organizzazioni senza scopo di lucro impegnate a promuovere i diritti delle donne e delle ragazze e a difenderne gli interessi.

Giù le borse asiatiche, crolla Tokyo con titoli tech e IA. Apertura in calo per le borse europee

Milano, 6 nov. (askanews) – Vero e proprio crollo per la Borsa di Tokyo, affossata dai titoli tecnologici sulla scia del tonfo del Nasdaq che ieri ha perso oltre il 5,5%. La seduta dell’azionario giapponese è terminata con l’indice Nikkei sprofondato a 57.389,00 punti, in ribasso del 6,04%.

Lo tsunami sui titoli tech legato in particolare ai rinnovati forti timori sui concreti ritorni degli enormi investimenti effettuati a livello globale sull’Intelligeanza Artificale ha investito anche le altre Borse asiatiche. In particolare, a Seul l’indice Kospi è franato del -6,02% terminando a 5.059,69 punti e Shanghai ha perso l’1,10%, mentre si accingeva a concludere una seduta pesante anche Hong Kong, con l’indice Hang Seng che segnava -1,33%.

Per le Borse europee l’avvio di seduta è in forte calo, in scia al sonoro tonfo di Wall Street della vigilia e dei crolli delle Borse asiatiche di oggi provocati dallo tsunami sui titoli tech e legati all’IA. A una decina di minuti dall’inizio degli scambi, Francoforte cede l’1,64%, Londra l’1,55%, Parigi l’1,35%, Madrid lo 0,88%.

A Milano, l’indice Ftse Mib arretra dell’1,18%, con un solo titolo in controtendenza: Leonardo (+0,54%). Banco Bpm cede il 2,7% dopo la presentazione dei conti dei nove mesi ieri pomeriggio a mercati chiusi.

A Madame il Premio Woman Of The Year di Billboard Women in Music

Milano, 6 nov. (askanews) – Martedì 10 novembre 2026, Vesta Fiori Chiari ospiterà la terza edizione italiana di Billboard Women in Music. Un evento simbolo, creato per celebrare l’impatto, il talento e la guida delle donne che plasmano ogni giorno il settore musicale, sul palco come nell’executive. Al centro del 2026 ci sarà “The Voices Edition”, un’edizione pensata per dare spazio ai percorsi e alle visioni delle sue protagoniste, raccontando il valore umano e professionale con cui stanno ridefinendo i canoni dell’industria.

Il riconoscimento più atteso, Woman Of The Year, sarà assegnato a Madame, protagonista di un 2026 che ha segnato il suo ritorno sulla scena musicale con il nuovo album Disincanto e una nuova stagione di concerti. Cantautrice tra le più riconoscibili della sua generazione, Madame ha costruito negli anni un linguaggio personale, capace di muoversi tra scrittura, sperimentazione e pop. Il premio celebra un percorso artistico che continua a evolversi e la capacità di lasciare un segno nel panorama musicale italiano.

Con l’annuncio della Woman Of The Year si completa anche il quadro delle nove premiate di Billboard Women in Music 2026. Loredana Bertè riceverà il premio Icon, Ditonellapiaga sarà Powerhouse, mentre Adiel è DJ Of The Year. Il premio Rising Star andrà ad Angelica Bove, Francesca Michielin sarà Songwriter Of The Year ed Eleonora Rubini riceverà il riconoscimento Executive Of The Year. A Elisa sarà assegnato il premio Impact, mentre le Bambole di Pezza sono Group Of The Year, riconoscimento awarded by Morellato, Official Partner di Billboard Women in Music 2026.

Inoltre, il Premio EQUAL di Spotify fra le novità di questa edizione, è stato assegnato da Spotify al collettivo Canta Fino a 10, per l’impegno concreto e con inventiva nella valorizzazione del talento femminile e nel contrastare gli stereotipi di genere nella musica italiana promuovendo la collaborazione. Attraverso il programma EQUAL, la piattaforma si impegna attivamente per la parità di genere nella musica su scala globale in oltre 40 Paesi e in cinque anni, il progetto ha affiancato più di 1.400 tra cantanti, autrici, produttrici e addette ai lavori, ampliandone la proiezione internazionale e le opportunità professionali. Una collaborazione d’eccellenza, che vede Spotify come Official Partnerdell’evento.

La conduzione della serata sarà affidata a Giorgia Fumo, stand-up comedian, comica e scrittrice, che accompagnerà gli ospiti nel corso della terza edizione italiana di Billboard Women in Music.

Come di consueto, l’assegnazione dei riconoscimenti si baserà su un mix equilibrato tra qualità artistica e metriche oggettive, dai dati di ascolto in streaming alle metriche di classifica, senza tralasciare la rilevanza sociale e culturale. Questa metodologia analitica permette a Billboard di offrire una panoramica esaustiva del contributo femminile, valorizzando non soltanto le performance di vendita, ma anche l’impronta lasciata nell’industria e nelle dinamiche culturali attuali.

Mattarella a Papa Leone: l’Italia tutta seguirà suo viaggio, conforto davanti sfide

Roma, 6 nov. (askanews) – “È per gli italiani e per me personalmente una grande gioia sapere che Ella effettuerà questo lungo e molto atteso pellegrinaggio in America Latina”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Papa Leone XIV in occasione del viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù.

“Sono certo che questo Viaggio apostolico – per i messaggi che recherà e per la determinazione e la perseveranza con le quali la Santità Vostra se ne farà promotore – susciterà vaste speranze e sarà d’ispirazione non solo per gli amici popoli di quel Continente, ma per il mondo intero” scrive ancora Mattarella.

“Fedeli di nazionalità e culture diverse, di ogni generazione e differenti condizioni economiche e sociali, attendono tutti con impazienza il Suo arrivo – prosegue -. Sono uniti dall’entusiasmo e dall’urgenza di ricevere conforto di fronte a sfide che vengono percepite con particolare gravità specie in contesti segnati da forti diseguaglianze, ulteriormente accentuate dalle ripercussioni dei conflitti internazionali e di fenomeni di portata globale come i cambiamenti ambientali”.

“L’Italia tutta – conclude Mattarella – seguirà con partecipazione questo Viaggio, anche a ragione degli storici vincoli umani, culturali ed economici che la legano all’America Latina, regione che nei secoli scorsi ha accolto con generosità centinaia di migliaia di miei concittadini, migrati in quelle terre in cerca di lavoro e di migliori condizioni di vita”.

Usa, Trump furioso dopo le midterm cerca di riprendersi la scena

Roma, 6 nov. (askanews) – Donald Trump non sembra aver digerito la pesante sconfitta subita dai repubblicani alle elezioni di metà mandato, che hanno consegnato ai democratici il controllo di entrambi i rami del Congresso. In una nuova raffica di messaggi pubblicati su Truth Social, il presidente americano ha attaccato i vincitori, attribuito agli stessi elettori la responsabilità delle conseguenze economiche del voto e chiesto addirittura di modificare l’attribuzione dei voti in una delle ultime competizioni ancora in bilico, quella per il Senato in Alaska. Una successione di interventi che sembra rispondere anche al tentativo di riconquistare il centro della scena politica e mediatica, dirottando il dibattito dalle responsabilità della disfatta repubblicana alle polemiche alimentate dallo stesso presidente. Soprattutto, Trump cerca di prendere le distanze dalla sconfitta: “Io semplicemente non ero sulla scheda elettorale. Se ci fossi stato, avremmo vinto a valanga!”, ha nuovamente scritto in un messaggio interamente in maiuscolo.

A scatenare la nuova offensiva del presidente è stato anche il crollo di Wall Street nella seduta di ieri, con il Dow Jones che ha perso 1.833 punti (-3,44%), il Nasdaq il 5,52% e l’S&P 500 il 4,36%. “La Borsa è crollata oggi perché i ‘Dumocrats’ hanno avuto un grande martedì. E’ così triste da vedere, ma potete prendervela soltanto con voi stessi!”, ha scritto Trump, utilizzando il suo consueto gioco di parole offensivo contro i democratici. In un altro messaggio ha parlato di “una delle peggiori giornate della storia” dei mercati, denunciando le perdite subite dai risparmi pensionistici degli americani: “I vostri fondi 401(k) sono quindi diminuiti. Ricordate, non sono stati i repubblicani, sono stati i ‘Dumocrats'”. Ha però assicurato che gli Stati uniti torneranno presto “più grandi e più forti che mai”.

La ricostruzione del presidente trascura tuttavia alcuni elementi. Mercoledì, all’indomani del voto, Wall Street aveva registrato un consistente rialzo, con il Dow Jones in crescita del 3% e l’S&P 500 dell’1,6%, proprio sulla prospettiva di un Congresso diviso tra democratici e repubblicani. Il successivo crollo è stato alimentato soprattutto dalle vendite sui titoli tecnologici e dalle preoccupazioni degli investitori per una possibile stretta sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale e sulla costruzione di nuovi centri dati, oltre che dai timori sulla sostenibilità del debito dovuto agli ingenti investimenti nel settore.

Un altro bersaglio della furia presidenziale è diventata l’Alaska, dove la democratica Mary Peltola è in vantaggio di poche centinaia di voti sul senatore repubblicano uscente Dan Sullivan nel conteggio delle prime preferenze. Trump ha chiesto che i voti ottenuti da un candidato indipendente, Daniel J. Sullivan, omonimo del senatore, e quelli di un altro candidato, il repubblicano Gerald Heikes, vengano semplicemente sommati a quelli dell’uscente. “I voti del falso Dan Sullivan, più quelli dell’altro ‘parassita’ che i democratici hanno messo sulla scheda, dovrebbero essere immediatamente assegnati al VERO Dan Sullivan, e le elezioni sarebbero finite. Vincerebbe facilmente. Non esiste un’altra soluzione giusta!”, ha scritto. L’Alaska utilizza però un sistema di voto a preferenze ordinate, che prevede il trasferimento dei voti secondo le seconde scelte espresse dagli elettori, non la loro assegnazione automatica a un candidato.

Dietro questa successione di attacchi sembra dunque delinearsi una strategia comunicativa già sperimentata da Trump, quella che negli Stati uniti viene definita “flood the zone”, saturare lo spazio informativo con iniziative, provocazioni e messaggi capaci di monopolizzare l’attenzione pubblica. Una tecnica riconducibile all’ex consigliere presidenziale Steve Bannon, di cui il sito Axios aveva individuato una nuova manifestazione già nelle settimane precedenti le elezioni. Stavolta, tuttavia, l’obiettivo sembra anche quello di ribadire un’autorità politica ridimensionata dal pronunciamento degli elettori. All’indomani del voto, l’account ufficiale della Casa bianca ha pubblicato una fotografia del presidente accompagnata dalla scritta “Trump è ancora il vostro presidente”, mentre Trump ha diffuso l’immagine di un cappellino rosso con la parola “VETO”, a ricordare il potere di bloccare le leggi approvate dal nuovo Congresso democratico. Anche il direttore della comunicazione della Casa bianca, Steven Cheung, ha sentito il bisogno di ribadire pubblicamente che Trump resta il presidente degli Stati uniti.

Il messaggio è stato ulteriormente rafforzato da un comunicato ufficiale della Casa bianca, diffuso il 4 novembre, nel quale si assicura che i democratici falliranno nei tentativi di smantellare le politiche presidenziali e che “il presidente Trump non smetterà mai di combattere”. Come osserva Lindsay Newman, analista del centro studi britannico Chatham House, Trump non sembra intenzionato ad accettare il tradizionale ruolo di presidente indebolito dalla perdita della maggioranza parlamentare, il cosiddetto “lame duck”, l’anatra zoppa della politica americana. Al contrario, punta a continuare a governare attraverso i poteri esecutivi, senza lasciarsi condizionare dall’opposizione del Congresso. Una lettura che trova riscontro anche nelle indiscrezioni raccolte da Reuters sui provvedimenti unilaterali già in preparazione alla Casa bianca.

La nuova offensiva comunicativa segna così un cambiamento di tono rispetto alle prime dichiarazioni dopo il voto, quando Trump si era detto disposto ad accettare i risultati, aveva riconosciuto ai democratici di aver condotto una buona campagna elettorale e aveva prospettato possibili collaborazioni con la nuova maggioranza. Ora, mentre all’interno del Partito repubblicano si moltiplicano le richieste di un cambio di rotta dopo la sconfitta, il presidente appare determinato a non assumersi la responsabilità dell’esito delle urne e, soprattutto, a dimostrare che, nonostante la perdita del Congresso, il protagonista della politica americana resta ancora lui.

Crollo della Borsa di Tokyo con titoli tech e IA, Nikkei sprofonda (-6%)

Milano, 6 nov. (askanews) – Vero e proprio crollo per la Borsa di Tokyo, affossata dai titoli tecnologici sulla scia del tonfo del Nasdaq che ieri ha perso oltre il 5,5%. La seduta dell’azionario giapponese è terminata con l’indice Nikkei sprofondato a 57.389,00 punti, in ribasso del 6,04%.

Lo tsunami sui titoli tech legato in particolare ai rinnovati forti timori sui concreti ritorni degli enormi investimenti effettuati a livello globale sull’Intelligeanza Artificale ha investito anche le altre Borse asiatiche. In particolare, a Seul l’indice Kospi è franato del -6,02% terminando a 5.059,69 punti e Shanghai ha perso l’1,10%, mentre si accingeva a concludere una seduta pesante anche Hong Kong, con l’indice Hang Seng che segnava -1,33%.

Mps: utile nove mesi sale a 1,66 miliardi (+21,2%), sopra le attese

Milano, 6 nov. (askanews) – Mps chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile netto a circa 1,66 miliardi, in aumento del 21,2%, coi profitti che nel solo terzo trimestrale salgono a 543 milioni (+14,6%), oltre le attese degli analisti.

I ricavi nei nove mesi ammontano a 6,023 miliardi, in crescita del 5,6%, grazie alla positiva dinamica del margine di interesse (+3%), delle commissioni nette (+3,5%) e degli altri ricavi della gestione finanziaria (+21,5%). Nel terzo trimestre i ricavi sono pari a 1,998 miliardi, sopra il consensus. A fine settembre, il Cet1 ratio fully loaded è al 16,4%, con ampio buffer di capitale rispetto ai nuovi requisiti regolamentari (680 punti base).

Mps informa che sta procedendo con le attività di analisi dell’Opas promossa da Intesa Sanpaolo e che le valutazioni formulate dal cda saranno rese note ai sensi dell’art 103 del Tuf secondo le modalità e le tempistiche previste, ossia, sulla base delle indicazioni fornite da Intesa, entro il mese di novembre.

Tornando ai conti, il risultato operativo lordo del gruppo nei nove mesi sale a 3,461 miliardi (+10,2). I dividendi, proventi simili e utili delle partecipazioni ammontano a 529 milioni, in crescita del 15,8%, principalmente per effetto della maggiore contribuzione riveniente dalla partecipazione in Generali. Gli impieghi crescono a oltre 133 miliardi (+6,8%), con la raccolta totale a circa 300 miliardi. Il canone DTA è pari a -4 milioni (-43 mln nello stesso periodo dell’anno precedente).

Tracce di un passato che un po’ sopravvive

La metamorfosi del palazzone di Botteghe Oscure, la vecchia sede del Partito Comunista trasformata ora in un lussuoso albergo americano, suona apparente conferma del primato della “secolarizzazione”. Anche quella politica.

Tuttavia anche lì, perfino lì, certe tracce rimangono e perfino riaffiorano e, per quanto a noi piaccia immaginare che il mondo ricominci ogni giorno, sarebbe più saggio considerare invece che tra il vecchio e il nuovo si stendono sempre alcuni fili sottili e robusti. Quelli della memoria, che valgono assai più che non quelli della nostalgia.

Infatti, anche senza scavare più di tanto, ci si può imbattere nel busto di Gramsci e nei cimeli non troppo nascosti di quella lunga stagione. Del resto, se ancora qualche anno fa Berlusconi si affannava a mettere in guardia contro “i comunisti”, è fatale che un certo spirito di quella stagione sopravviva anche alle ruspe degli albergatori.

Tutto questo sarebbe un’occasione preziosa per fare i conti con noi stessi e riconoscere che esiste sempre un legame tra il nostro “come eravamo” e l’immaginazione di quel che potremo ancora diventare.

Questione di futuro, non solo di passato, insomma. Del resto, sono quasi sempre i nostri avversari a decidere del nostro destino, sia che ci capiti di averne ragione, sia che ne siamo invece sconfitti. Così, possiamo guardare a quegli anni e a quelle figure con il rispetto che è dovuto loro da parte di chi stava convintamente altrove. Magari potremmo perfino dar loro una mano a non far scomparire le tracce di un passato che un po’ sopravvive ancora oggi.

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 5 novembre 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Centro mai così debole in Europa. E non è un bene per l’Unione

Il ciclo elettorale che in Europa interesserà le sue principali nazioni, prossimo ad aprirsi fra poche settimane in Spagna, sarà molto interessante non solo per evidenti motivi politici (inerenti ogni singolo paese ma anche la UE nel suo insieme) ma pure per lo scenario politologico, usiamo senza timori questo termine, che ne deriverà.

E in particolare con riferimento a un tema del quale si scrive spesso su questo giornale: il futuro del “Centro” nell’era della radicalizzazione alimentata dal manicheismo veicolato sui social network, generatore di ventate populiste e nazionaliste spesso assai violente.

 

Il campanello d’allarme tedesco

La clamorosa scomparsa della CDU dal parlamento regionale della Sassonia-Anhalt ha posto con fragore il tema, anche perché i suoi storici consensi si sono per lo più riversati su una formazione come Alternative für Deutschland, i cui originari riferimenti al nazismo destano una certa impressione (e preoccupazione, anche se nel tempo sono stati in un qualche modo stemperati).

Se il governo Merz reggerà, una tradizionale Grosse Koalition che non pare godere più del gradimento generale, in Germania si voterà nel 2029 e da qui ad allora potranno accadere molte cose ma non v’è dubbio che il campanello d’allarme (udito pure a Berlino, dove invece è la sinistra radicale ad aver prevalso) è suonato forte e chiaro per gli storici partiti “moderati” (sia quello socialdemocratico sia quello cristiano democratico).

 

La Francia e il rischio nazionalista

La Francia si avvia alle elezioni presidenziali della prossima primavera scossa da continue e spesso violente manifestazioni, una costante che sin dai tempi dei primi “Gilet gialli” ha turbato l’intero arco della presidenza Macron, per diversi motivi non risoltasi in un successo: al punto che l’avversaria di sempre, Marine Le Pen, si ritrova ad essere la favorita nei sondaggi per la corsa all’Eliseo.

Con quel cognome e con quella storia l’eterna candidata questa volta potrebbe farcela, sfruttando quella crisi della “moderazione” che dopo aver affondato il gollismo a destra ha pure annichilito il Partito Socialista a sinistra in favore di un populismo radicale confinante con l’insurrezionalismo e peraltro perfettamente congeniale alla propaganda securitaria del Front National lepenista.

Germania in difficoltà e Francia in mano alla Destra nazionalista significano – è troppo facile prevederlo – crisi totale dell’asse Parigi-Berlino, titolare della tenuta (sia pure piena di limiti, come si è ben visto negli anni) dell’UE. Il sovranismo nazionalista è ostile all’Europa, ne è il suo principale nemico.

L’eventuale vittoria lepenista darebbe vento alle vele dei sovranisti nostrani: Giorgia Meloni rafforzerebbe il messaggio nazionalista che è nelle sue corde, che le risulta intimamente più naturale; assai più di quel prudente europeismo col quale ha ben saputo destreggiarsi in questi anni, fra un abbraccio con Ursula von der Leyen, un battibecco con Macron e uno scontro con Sánchez. E con questo – unito a un tradizionale securitarismo favorito dalla violenza di alcune frange giovanili nelle città – presentarsi agli elettori per ottenere un secondo mandato a governare. Forte, lei pure, della incredibile assenza di un “Centro” dotato di una qualche effettiva consistenza (e totalmente emarginato nella sua componente riformista di un Pd ormai lontanissimo parente di quello a suo tempo immaginato con la teoria della vocazione maggioritaria).

 

La Spagna, banco di prova per la Sinistra

Un’anticipazione di quello che potrebbe accadere in Francia e Italia il prossimo anno la si potrebbe vedere già fra poche settimane in Spagna, altra grande nazione europea. Dove l’eventuale sconfitta di Pedro Sánchez e del PSOE marcherebbe in termini pesanti la crisi continentale della Sinistra.

Perché se è vero che il premier spagnolo paga il peso di un lungo periodo trascorso alla Moncloa senza una vera maggioranza parlamentare e solo grazie al sostegno interessato di partiti indipendentisti regionali ai quali ha garantito forse troppo agli occhi di molti spagnoli; e che si ritrova appesantito da una serie di scandali addirittura coinvolgenti suoi familiari, è anche vero che egli ha saputo offrire una politica che con un equilibrato mix di riforme “progressiste” e di gestione economico-finanziaria più tradizionale ha registrato risultati importanti sul piano occupazionale e non solo.

Per sconfiggere Sánchez, che al contrario confida in un possibile successo trainato dalle proteste giovanili contro il caro-casa e che nelle condizioni date equivarrebbe a un trionfo, il Partido Popular di fatto sta già ora contrattando con la Destra estrema di Vox – rafforzata dal solito tema migratorio, ora declinato in chiave “re-migratoria” – un possibile futuro accordo di governo. Lasciando così ai margini la sua, per la verità già storicamente ridotta, ala moderata più sensibile ai temi sociali e alla tradizione popolare europea classica. A ulteriore conferma, purtroppo, della debolezza del “Centro” in questa fase storica.

 

Chi può invertire la tendenza?

Fra non molti mesi, dunque, potremmo ritrovarci con tre governi di Destra pura in tre dei cinque paesi principali dell’Unione mentre pure negli altri due – Germania e Polonia – il vento estremista nazionalista spira alquanto forte intanto che i locali esecutivi devono affrontare le insidie di una crisi economica mondiale non certo provocata da loro.

Ci sono pochi mesi per invertire il trend. Già, ma chi si accingerà a tentare l’impresa con qualche ragionevole speranza di successo?

Il potere e la virtù dell’equilibrio

La lezione della Democrazia Cristiana

Un vecchio slogan della classe dirigente della Democrazia Cristiana – che non era fatta da improvvisati, demagoghi e populisti ma da leader e statisti – diceva che in Italia “si vince al Centro ma, soprattutto, si governa dal Centro”.

Ora, la Dc ha concluso la sua esperienza politica oltre 30 anni fa, nel frattempo è crollata la cosiddetta prima repubblica ed è decollata la seconda repubblica – o il secondo tempo della prima repubblica, come qualcuno sostiene – e l’assetto politico, comunque sia, è mutato persino radicalmente.

Sono scomparsi i partiti popolari e di massa, le coalizioni basate su programmi e ricette programmatiche alternative e, soprattutto, ha fatto irruzione una classe dirigente che, salvo rarissimi casi, è composta da saltimbanchi e parvenu.

Un cambiamento radicale, appunto, dove non è neanche lontanamente possibile rintracciare qualche elemento in comune con il passato. Eppure, malgrado questa rivoluzione – avvenuta più o meno democraticamente – ci sono alcune costanti che paradossalmente, e quasi misteriosamente, si ripetono e che non è possibile cancellare neanche attraverso lo sforzo dei populisti di rimuovere definitivamente ed irreversibilmente tutto ciò che è riconducibile al passato.

E tra queste costanti c’è indubbiamente il capitolo del “governare dal Centro”.

 

La cultura di governo contro la deriva populista

Ovvero, anche se siamo in un contesto caratterizzato da una massiccia polarizzazione ideologica dove il normale e fisiologico confronto politico tra avversari è stato sostituito da una violenta contrapposizione dove la distruzione del nemico è diventata la regola aurea, la necessità di conservare una credibile cultura di governo è la vera priorità della politica contemporanea.

Anche se la deriva populista si è impossessata di larga parte dello scenario politico nazionale e le spinte massimaliste ed estremiste caratterizzano molti settori della vita pubblica del nostro paese.

Insomma, per farla breve, forse non si vince più al Centro ma è indubbio che si governa, forse oggi più di ieri, solo “dal Centro”.

E la conferma non solo è arrivata all’indomani della vittoria di Berlusconi nel lontano 1994, ma è diventata una costante che ha attraversato questi 30 anni e che è stata fatta propria anche con la vittoria di Giorgia Meloni nel settembre del 2022. E questo per una ragione persin troppo semplice da spiegare. E cioè, non può essere la cifra estremista, radicale, populista e massimalista la carta vincente per potere declinare una credibile ed efficace cultura di governo. Ed è anche per questo motivo che nell’attuale stagione politica si continua a “governare dal Centro”.

 

Il Centro e la necessità di una classe dirigente credibile

Certo, forse è addirittura inutile ricordare che per potere governare dal Centro con coerenza, efficacia ed autorevolezza è anche indispensabile avere un personale politico, cioè esponenti di partito, che sanno interpretare una cultura politica di Centro.

Sarebbe curioso, nonché singolare, che per “governare dal Centro” si facesse sistematicamente ricorso a partiti e ad esponenti politici che sono radicalmente estranei ed esterni a qualsiasi cultura politica di ispirazione centrista. Cattolica o laica che sia non fa differenza alcuna.

Ecco perché, infine, il passato continua ad essere un richiamo di straordinaria importanza anche per la stagione politica contemporanea.

A cominciare, appunto, dal fatto che se non “si governa dal Centro” si corre il serio rischio di finire in un’avventura che può mettere in difficoltà la stessa conservazione della nostra democrazia.

La bramosia di cose nuove e il bisogno di comprendere il nostro tempo

C’è un capitolo del buon libro su Luigi Sturzo di Lucio D’Ubaldo e Giuseppe Fioroni (Elogio dei liberi e forti, Giapeto Editore, 2018) che, sin dal titolo, ha rinforzato i miei vecchi pensieri e ne ha fatto nascere altri.

Il titolo del capitolo è «Bramosia di cose nuove» e le prime tre righe di inizio sollecitano ancora di più del titolo: «Capire una generazione che si affaccia alla battaglia della vita richiede una forma di compenetrazione con l’ambiente sociale e culturale di quel particolare contesto storico».

Già: bramosia e… compenetrazione!

Che, tradotti ai nostri giorni, significano semplicemente desiderio sfrenato di immedesimarsi il più possibile nei tempi che si vivono per interpretare il domani, cercando così, nello stesso tempo, di capire al meglio i «…tempi non facili che viviamo», nei quali, «in questa incertezza… sono proprio i giovani a disegnare il futuro», ha detto appena l’altro ieri Mattarella.

Pensando al ruolo e al peso che hanno avuto i giovani e i latinos per la sconfitta di Trump, Mattarella ci ha ancora una volta azzeccato.

Insomma, due parole, «bramosia» e «compenetrazione», che interrogano la nostra coscienza e la nostra responsabilità comunitaria, spingendoci a decifrare l’ambiente sociale e culturale delle nuove generazioni insieme a quello che attende tutti noi.

Lo Stato liberale è in piena crisi. E la deriva illiberale, assieme alle sue preoccupanti svolte autoritarie, con l’insana voglia di essere leader a tutti i costi (la cosiddetta «leaderpatia»), è stata denunciata da diversi studiosi. Da ultimo, e molto bene, anche da Michele Ainis. Un professore di Diritto pubblico che, anche in veste di qualificato costituzionalista, in un suo recente libro definisce questa deriva: «Fascismo bianco».

Sono mutamenti che respiriamo tutti i santi giorni. Quello che abbiamo visto recentemente per le strade italiane, con i cortei giovanili che, sebbene infiltrati da estremisti, manifestavano comunque contro questo sottile «fascismo bianco», contro questa generale crisi della democrazia partecipata e contro questa incerta transizione autocratica e antidemocratica, con i diritti dell’uomo e delle donne e le spinte all’eguaglianza messi da parte, se non del tutto nelle mani della scienza e della tecnologia.

Ebbene, non è difficile sostenere che la discesa nelle piazze dei giovani è stata motivata da questa crisi. Giovani pacifisti che trovano le finestre che si affacciano sul loro futuro sbarrate e che dobbiamo paradossalmente ringraziare perché si sono «compenetrati» perfettamente nei tempi che viviamo, difendendo l’irrinunciabile possibilità di manifestare liberamente il proprio pensiero, i dissensi, le insoddisfazioni e i bisogni sul carovita, la sanità, sul loro lavoro futuro senza dover espatriare, sull’IA e la robotica che licenziano operai, sulla sanità, sul riarmo e la guerra, sulla scuola, sul reddito delle loro famiglie, sulla sanità e sulla drammatica crisi del ceto medio in discesa libera.

E mi fermo!

È un avvertimento, questo di D’Ubaldo e Fioroni, che risente molto dello storicismo dichiarato più volte dal loro stimato Sturzo il quale, scandalizzando la stessa Chiesa, non ha mai avuto peli sulla lingua per stimolare tutti i cristiani, e non solo, a essere pratici e «concreti».

Abbandonando la teoria, le astrazioni, i rimpianti, il desiderio del passato e i pregiudizi nella valutazione della società che si ha sotto gli occhi e nella quale si vive.

Era in questo modo che don Luigi Sturzo, in veste di sociologo e storico, prendeva le distanze dalle semplificazioni positiviste, scientifiche e quantofreniche, che spesso, in compagnia di un capitalismo in piena crescita, dettavano le leggi alla convivenza civile, al bene comune e ai diritti umani, in quel suo periodo di primo sviluppo industriale, con il crescente disinteresse verso i lavoratori agricoli e i contadini che Sturzo difendeva molto e rispettava.

Semplificazioni spesso aiutate dalla «bramosia» della quantità, e spesso ridotte a semplici dati numerici sullo sviluppo capitalistico, che venivano utilizzati sin da quei tempi per studiare e capire lo sviluppo sociale di quel momento, nascondendo però i fenomeni che li provocavano, le complessità e soprattutto gli sviluppi e gli impatti sul futuro.

Un sistema di analisi utile, in fin dei conti, e molto adoperato anche ai nostri giorni dalla statistica sociale e politica, che spesso ci aiuta a farci un’idea, a misurare i fenomeni, fornendoci analisi e conclusioni sui dati numerici delle ricerche, ma che altrettanto spesso ci nasconde le cause di quei numeri e le soluzioni per quella serie di dati: basti ricordare l’uso spasmodico dei sondaggi ai nostri giorni.

Dire che, secondo le analisi dell’Istat, il ceto medio ha perso circa il 30% della propria ricchezza negli ultimi 15-30 anni, e si è impoverito — «de-cetomedizzazione» la definisce il Censis — ci può senz’altro aiutare a capire quello che succede, ma non indica una soluzione per risolvere la crisi che, giustamente, dovrebbe essere compito dello Stato.

Sembra scontato e corretto aggiungere che la visuale di concretezza antropologica e valoriale di Sturzo si rifaceva ovviamente ai valori cristiani e alla Dottrina Sociale della Chiesa, che lui ha avuto occasione di approfondire e amare sin dalla Rerum Novarum di Leone XIII, pubblicata quando aveva 20 anni (1891) e tre anni prima di essere ordinato sacerdote. Insomma, «bramosia» e «compenetrazione», due termini utilissimi ai giudizi politici e storici e al bene comune.

La sportività come virtù, anche politica

Mi offre lo spunto per una riflessione (anche politica) sullo sport (specificamente del calcio) un recente episodio, avvenuto nell’ambito delle manifestazioni per lo “spirito di Assisi” nell’ottavo centenario della morte del santo assisiate: l’assegnazione del primo Premio San Francesco a un bambino di nove anni, portiere di una squadra in una finale di calcio giovanile, per avere segnalato all’arbitro una rete della squadra avversaria che nessuno aveva visto ma di cui lui era l’unico consapevole; infatti, a pochi minuti dal termine della partita, un’azione di un calciatore della squadra avversaria, che stava perdendo, tira in porta e sembra evidente a tutti che l’azione sia terminata senza gol; solo il portiere sa con certezza che, invece, il pallone aveva superato la linea di porta e che quindi il gol c’era stato: allora lo dice al mister, che lo comunica all’arbitro, per cui il gol viene assegnato alla squadra avversaria.

Ma non finisce qui: non solo gli avversari hanno fatto i complimenti al piccolo portiere, anche i suoi compagni di squadra hanno accettato e apprezzato il gesto. Ebbene, il piccolo calciatore (Edoardo Consoli) con il suo allenatore (Enrico Pietrelli) è stato premiato dal ministro dello Sport e dei Giovani (Andrea Abodi, che ha istituito il Premio) e dal presidente del Comitato nazionale delle celebrazioni francescane (il poeta Davide Rondoni).

 

La sportività oltre il campo di gioco

Il riconoscimento sottolinea opportunamente − nello spirito del Premio − un esempio di sportività, una virtù che è bene segnalare, perché la sua pratica non dovrebbe caratterizzare solo il gioco del calcio e lo sport intero, ma tornerebbe utile anche in altri campi, a cominciare dalla politica, verrebbe da dire, a vedere come la politica stia perdendo il senso della contesa, e stia degenerando nel linguaggio e nel comportamento.

Questo riferimento sportivo alla politica non è una indebita estensione, perché proprio il calcio ha in sé delle valenze antropologiche ed etiche, che vanno al di là delle specifiche caratteristiche sportive, e possono quindi interessare altri ambiti, tra cui la politica.

Solo per esemplificare, posso segnalare che il teologo Bernhard Welte, in Filosofia del calcio (Morcelliana, 2021), ha parlato in un saggio del 1978 della partita come simbolo della vita; il giornalista Franklin Foer ha chiarito come il calcio spiega il mondo della globalizzazione (Dalai, 2007); il saggista Pierpaolo Gessa, in Campo filosofico (Amazon, 2026), ha colto metafisica, etica, estetica del calcio; per non farla lunga, ci limitiamo ad aggiungere solo due volumi di cui sono autori dei filosofi che sono anche orgogliosamente tifosi: Elio Matassi, il quale considerava il calcio una compiuta metafora della riflessione filosofica nel libro intervista su La filosofia del calcio (Mimesis, 2013) e in Pensare il calcio (Il Ramo, 2013), e Corrado Del Bò e Filippo Santoni de Sio i quali − ne La partita perfetta: filosofia del calcio (Utet, 2018) − sono giunti a sostenere che anche “ai filosofi non resta che riconoscere che ci sono molte più cose tra le due porte di un campo di quante ne contenga la loro filosofia”!

 

Il fair play come virtù politica

Pertanto, il collegamento tra calcio e politica può aiutare a capire come anche nella politica ci sia bisogno di competere con “fair play”, una categoria che risale all’Ottocento in Inghilterra ed era applicata allo sport; si è poi estesa ai rapporti sociali, economici e politici, e andrebbe intesa non come semplice rispetto delle regole ma come uno spirito competitivo animato dal rispetto per gli altri e per gli avversari, dallo spirito di amicizia, dal riconoscimento del proprio e dell’altrui valore, dal rifiuto della violenza verbale e fisica, non meno che delle discriminazioni di vario genere e delle prepotenze di vario tipo.

Ebbene, valori come la lealtà, la correttezza, la generosità, la resistenza, la disciplina, valgono solo per il gioco del calcio? Non debbono valere anche per il gioco politico? Certo, sappiamo che l’uno e l’altro sono oggi messi sotto accusa, per cui si potrebbe dire che entrambi avrebbero da guadagnare dalla messa in pratica della sportività.

 

La lezione di Leone XIV: vincere senza umiliare

In proposito, papa Leone XIV è intervenuto, recentemente, con una Lettera “sul valore dello sport” che vale anche per il calcio, intitolata Vita in abbondanza: con questa espressione non intende «un accumulo di successi o di prestazioni, ma una pienezza di vita che integra corpo, relazione e interiorità», per questo la persona «deve rimanere sempre al centro dello sport in tutte le sue espressioni, anche in quelle di eccellenza agonistica e professionale».

A queste condizioni «lo sport offre una lezione decisiva anche oltre il campo di gara: insegna che si può aspirare al massimo senza negare la propria fragilità, che si può vincere senza umiliare, che si può perdere senza essere sconfitti come persone. La competizione equa custodisce così una dimensione profondamente umana e comunitaria: non separa, ma mette in relazione; non assolutizza il risultato, ma valorizza il cammino; non idolatra la prestazione, ma riconosce la dignità di chi gioca», cioè «aiuta a dare significato alla fatica, a vivere la sconfitta senza disperazione e il successo senza presunzione».

 

,Il valore della rivalità e la “politica educata”

Ecco, andare oltre il campo di gara per esercitare la sportività pure in politica.

In proposito si potrebbero ricordare le parole del citato Welte sul significato simbolico del gioco del calcio: “almeno qui, in questo gioco, si può osservare ciò che viene sempre cercato e mai completamente trovato: lo scontro per la vittoria, con tutto il suo temperamento, vivacità e tensione, ma mantenendo la pace propria della rivalità cameratesca. È questo ciò che forse costituisce il vero fascino di tale gioco: ciò che viene sempre cercato e desiderato qui è messo in carne e ossa dinanzi agli occhi”.

Ma − aggiunge il pensatore tedesco − questa “gara di rivalità” nel calcio è normata da regole da rispettare e c’è chi le garantisce, in modo tale che ciascuno possa dire “il mio gioco è corretto”.

Forse è questo che manca in politica? Vi si potrà porre rimedio? La democrazia sotto questo profilo si autoregolamenta, certamente, e le voci della moderazione e della mediazione possono svolgere un ruolo essenziale, ma occorre che queste voci nella loro pluralità si facciano sentire, esercitando con fierezza quella che è stata chiamata la “politica educata”.

Rdc, Calderone: 1,7 mld di indebiti perchè controlli venivano fatti ex post

Milano, 5 nov. (askanews) – Del reddito di cittadinanza “penso ogni male possibile, visto e considerato che poi sono il ministro che ha proposto la norma che lo ha abrogato”. Lo ha detto il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, ospite di 4 di sera su Rete 4. “Ma non l’ho fatto – ha spiegato – per una convinzione ideologica, l’ho fatto per una considerazione: perché se siamo al lavoro per il lavoro non possiamo certamente sostenere una misura che mette il sussidio in competizione con il lavoro, e soprattutto non possiamo sostenere una misura che ha prodotto 1,7 miliardi di danno alle casse dell’Inps per indebita percezione e quindi indebita erogazione del sussidio, perché i controlli venivano fatti successivamente”.

“Io dico che è importante certamente sostenere chi è in difficoltà, ma la difficoltà si risolve anche attraverso un sapiente utilizzo degli strumenti per riaccompagnare al lavoro”, ha sottolineato. “In un momento in cui l’Italia ha il massimo storico di occupazione, ha la disoccupazione più bassa di sempre, sotto la media europea, vogliamo rimandare le persone a casa? E soprattutto alle aziende che cercano lavoratori e non lo trovano cosa gli dico, che devono assumere gli automi? Io credo – ha concluso la Calderone – che non sia questo il Paese che dobbiamo consegnare ai nostri figli”.

Da Travolta a Pamela Anderson, star in arrivo al Torino Film Festival

Roma, 5 nov. (askanews) – John Travolta, Isabelle Huppert, Fanny Ardant, Andy Garcia, Pamela Anderson, Luc Besson, Stephen Frears, solo per citare alcuni nomi. Tante le star in arrivo alla 44esima edizione del Torino Film Festival, dal 24 novembre al 2 dicembre, premiate con la Stella della Mole.

Un festival al femminile e dedicato alla divina Marilyn Monroe

che sorride sul manifesto di questa edizione e a cui è dedicata una retrospettiva con 24 film, nel centenario della nascita.

In tutto 120 titoli nelle tre sezioni di concorso (lungometraggi, documentari e cortometraggi) e nelle tre non competitive (Fuori concorso, Zibaldone e Retrospettiva Marilyn Monroe). Un festival che nelle intenzioni del direttore artistico accoglie le star ma mantiene l’impronta autoriale e cinefila. Giulio Base:

“Tante stelle che illuminano, però le stelle sono fatte per quello nel firmamento, per darci luce, ma sicuramente la colonna vertebrale del Torino Film Festival non cambia, non volevo tradirla, non la tradirò e quindi ci sono tantissime chicche autoriali, di scoperta, di ricerca, di film graffianti; secondo me gli autori all’opera prima devono voler cambiare il mondo, o addirittura voler cambiare la storia del cinema, e ci sono opere prime di questo tipo che cercano linguaggi originali, unici e quindi credo di poter dire che è un festival dove tutti possono trovare il loro gusto”.

Forte la presenza femminile, da Marilyn alle tre donne a guidare le giurie delle competizioni, Francesca Archibugi, Stefania Casini e Chiara Francini.

“Abbiamo la stragrande maggioranza di registe donne nei concorsi, ricordo che 10 su 16 dei registi in concorso sono donne, anche nei corti, e le presidenti di giuria sono tre donne, credo che la mia vocazione sia chiara” ha aggiunto il direttore artistico.

Tra i titoli del Concorso, gli italiani “L’ora più bella” di Ernesto Maria Censori con Andrea Arcangeli, Filippo Timi, Peppe Servillo e “Il primo giorno di vita di Leonardo Revelli, figlio unico” esordio alla regia di Stefano Grasso con Valerio Mastandrea, Francesco Gheghi e Valeria Bruni Tedeschi.

L’apertura il 24 al Teatro Regio è con “Novembre 1963 – L’assassinio di J. F. Kennedy” (November 1963) di Roland Joffé alla presenza del regista e di John Travolta, che nel corso del festival presenterà anche in anteprima italiana fuori concorso il primo film da lui diretto, “Propeller One-Way Night Coach” sul suo amore per il volo, fin da bambino.

Fuori Concorso sarà presentato il documentario rivelazione di Nathan Fielder e Lance Oppenheim, “You Can See Everything” su Elizabeth Holmes e ci sarà anche il nuovo film con Ficarra e Picone “La notte delle fragole” di Alessandro Genovesi. Chiude il biopic “Villeneuve : L’ascension d’une légende” di Yan Lanouette Turgeon. Torino si prepara a molti giorni di film e star, una su tutte per il direttore artistico: “Certamente il nome di John Travolta credo che faccia vibrare il cuore di tutti, senz’altro fa vibrare il mio e quindi sarò contento di riceverlo”.

Sanità, Zaffini: fatto molto, serve tempo perché arrivi ai cittadini

Roma, 5 nov. (askanews) – “L’Italia è già il Paese che investe più della media OCSE in prevenzione già oggi, e questo è un dato che riscontra sugli esiti di salute che danno ragione al nostro SSN in modo eclatante. Oggi noi abbiamo i determinanti di cura migliori al mondo in Italia, ciò non toglie che abbiamo dei grandi problemi per garantire le prestazioni nei tempi e nei modi richiesti dal cittadino. Sappiamo che il Covid tra i tanti danni che ha fatto ha fatto anche scoprire presuntamente fragili. In realtà fragili non sono perché vivono 2,4 anni in più rispetto alla media OCSE”: lo ha affermato Francesco Zaffini, senatore FDI e presidente Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro pubblico e privato, Previdenza sociale, a margine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

“La sanità la fa chi ci lavora, è il primo dei servizi, non la fanno le macchine. Noi dobbiamo formare meglio, motivare meglio e pagare meglio i professionisti che lavorano in sanità, abbiamo ricevuto un quadro da questi tre parametri drammatico. Stiamo lavorando in tutti i settori, abbiamo fatto tre contratti in questa legislatura sul personale medico, abbiamo licenziato ieri (4 novembre, ndr) il secondo accordo nazionale sulla sanità del territorio. Stiamo facendo passi da gigante, ma prima che questo arrivi ai cittadini in termini di abbattimento di liste d’attesa, serve un raccordo con le regioni migliore e pure su questo stiamo lavorando”, ha concluso.

Presentato il primo Manifesto per una Zootecnica del XXI secolo

Roma, 4 nov. (askanews) – E’ stato presentato a Roma “Dieci brevi lezioni di zootecnica”, il nuovo libro di Giuseppe Pulina, Professore ordinario di Scienze Animali presso l’Università degli Studi di Sassari e Presidente di Carni Sostenibili, edito da FrancoAngeli. Il volume è una sintesi del lavoro di ricerca del professore e presenta i punti salienti per la costruzione del primo Manifesto per la zootecnica del XXI secolo, un percorso intellettuale che tiene insieme la complessità del sapere zootecnico in tutti i suoi risvolti scientifici, etici, culturali e ambientali.

Il professor Gianni Battacone dell’Università di Sassari ha spiegato: “L’importanza di questo libro è il tentativo grandemente riuscito di un docente accademico di punta della scienza mondiale sulle scienze animali di rendere argomenti di interesse comune, in realtà per tutti, chiari, evidenti, completi dal punto di vista scientifico e anche, aggiungo, dal punto di vista della onestà intellettuale impeccabile”.

All’evento, organizzato da Carni Sostenibili e FrancoAngeli editore, sono intervenuti Pietro Paganini, Presidente di Competere e Professore presso la Temple University, e Andrea Rosati, Segretario Generale della Federazione Europea di Scienze Animali. La zootecnica continua ad essere una disciplina “poco raccontata” e fortemente carente di una tradizione divulgativa al di fuori dei propri confini specialistici. Il volume vuole rispondere proprio a questo bisogno. Pietro Paganini, Presidente di Competere e Professore Temple University, ha affermato: “Siamo passati dalla complessità al semplicismo e abbiamo dimenticato il passaggio della semplicità, cioè riuscire a raccontare la scienza senza svuotarla delle sue articolazioni, purtroppo come sono fatti gli strumenti di comunicazione preferiamo delle soluzioni semplicistiche e fortemente emotive invece di soluzioni semplici che riescono ad argomentarci la complessità e a renderla fruibile”.

“Dieci brevi lezioni di zootecnica” traccia un percorso che dalla nascita dell’allevamento arriva fino alla sostenibilità digitale, con l’introduzione della Precision Livestock Farming (PLF) e dei sistemi di Intelligenza Artificiale. Andrea Rosati, Segretario Generale della Federazione Europea di Scienze Animali, ha sottolineato: “Al livello globale ci aspettiamo che ci sia una produzione di 50% di proteine di origine animale in più da qui al 2050. Quindi la zootecnia ha bisogno di produrre molto di più rispetto a quello che produce oggi, ovviamente questo comporta problemi di impatti ambientali, sociali e tutte queste altre cose. Per forza di cose bisogna ricercarla, e arrivare a migliorare gli animali che producono”.

Erion Care, a Ecomondo premio ai Comuni contro i rifiuti a terra

Rimini, 5 nov. (askanews) – “Oggi premiamo, attraverso un riconoscimento nazionale, i Comuni e le realtà locali che si sono impegnati a contrastare l’abbandono dei mozziconi”. Lo ha detto Letizia Nepi, direttrice generale di Erion Care a Ecomondo, alla Fiera di Rimini. Le iniziative premiate, ha spiegato, vanno “dall’organizzazione di gare di raccolta con i cittadini all’informazione sul fenomeno, fino alla comunicazione tramite infografiche sui canali social. Abbiamo raccolto tutte queste pratiche per valorizzarle e premiarne alcune, con l’obiettivo di diffondere la cultura del contrasto al littering, ossia l’abbandono dei piccoli rifiuti”.

Erion Care “è il primo e al momento unico consorzio fondato sulla responsabilità estesa del produttore per i prodotti del tabacco, in particolare quelli con filtro”, ha ricordato Nepi. “Il filtro contiene acetato di cellulosa, una sostanza che può essere nociva per l’ambiente, motivo per cui la normativa prevede il supporto dei produttori nella gestione di questi prodotti”. A Ecomondo il consorzio punta a “creare sensibilizzazione e consapevolezza attorno al problema dell’abbandono dei mozziconi nell’ambiente” con iniziative di comunicazione, raccolta sul territorio e divulgazione delle buone pratiche.

Agcom, Capitanio: chatbot e minori? IA è pericolosa se non governata

Roma, 5 nov. (askanews) – “Questa è una nostra priorità, l’alfabetizzazione digitale che stiamo portando avanti anche insieme al Ministero dell’Istruzione con dei protocolli per portare il patentino digitale nelle scuole, che coinvolge diverse decine di migliaia di studenti in tutta Italia è un presidio fondamentale. É ovvio che l’IA se non governata, penso ai chatbot dei minori, può costituire sicuramente un pericolo”: così il commissario AGCOM Massimiliano Capitanio a margine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

“Quando uno si affida all’IA senza governare gli strumenti, rischia di trasformarsi da cittadino consapevole a consumatore passivo, ma spesso l’essere consumatore passivo ti porta a fare delle attività, anche nell’espressione del voto democratico, nella partecipazione a delle manifestazioni, come abbiamo visto a Milano, che diventano istintive e non razionali. L’autorità interviene nell’utilizzo dell’IA quando questa comporta un rischio sistemico, mette a rischio i minori, viola il copyright, un tema che interessa al mondo del giornalismo, e quando ci sono pratiche scorrette o pericolose per la società e l’utente”.

Legambiente denuncia un "ecocidio" a Gaza e in Cisgiordania

Roma, 5 nov. (askanews) – L’impatto sull’ambiente e sul territorio della guerra a Gaza e dell’occupazione in Cisgiordania, con drammatiche conseguenze a livello di riscaldamento climatico, disponibilità idrica, agricoltura e biodiversità. Di questo si è discusso oggi a Roma durante la conferenza stampa “Palestina: l’eredità ambientale dell’occupazione e della guerra”, organizzata da Legambiente nell’ambito del progetto europeo RAN – ReAct Now, che ha promosso i temi della giustizia climatica formando diversi giovani in Italia, Francia e Germania, e anche in Israele, Giordania e Palestina.

L’evento, che ha visto la partecipazione di Vanessa Pallucchi (Legambiente), Luisa Morgantini (AssoPacePalestina) e delle europarlamentari Cecilia Strada e Annalisa Corrado, ha lanciato un messaggio riassunto così dagli organizzatori in un comunicato: “Genocidio ed ecocidio vanno letti insieme. A tal proposito è necessario un appunto: l’ecocidio non è ancora codificato dal diritto internazionale, ma descrive ciò che in Palestina si vede ogni giorno, cioè la vita resa impossibile non solo oggi, ma anche in futuro, a causa di una strategia di appropriazione e distruzione dei beni ambientali e delle risorse necessarie alla sopravvivenza. Un aggravio, quello dell’occupazione israeliana, che si inserisce in un quadro critico da un punto di vista climatico. La regione del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente, a cui appartiene la Palestina, è già oggi classificata come uno degli hotspot climatici mondiali. Le proiezioni riportate parlano di un aumento della temperatura media annuale fino a +4,5°C entro fine secolo, di un’estate più lunga del 49% (circa due mesi in più), di un inverno ridotto del 56% e di precipitazioni annuali in calo del 25%”.

“Fin qui – prosegue il comunicato – uno scenario che accomuna gran parte del bacino mediterraneo. Ma i fatti dimostrano che, a differenza di altri contesti, in Palestina la capacità di adattarsi a questi cambiamenti e i diritti socio-ambientali delle persone sono strutturalmente limitati dal controllo politico e territoriale imposto sulle risorse naturali dal regime israeliano. Una delle questioni che meglio esplicitano la violazione della giustizia ambientale del popolo palestinese è l’acqua. Israele, tramite la società Mekorot, controlla oltre l’80% delle risorse idriche provenienti dalla falda montana e dalla Valle del Giordano”.

La conseguenza, secondo quanto spiegato dagli organizzatori della conferenza stampa è che circa 660.000 palestinesi in Cisgiordania hanno un accesso insufficiente all’acqua potabile. “Secondo B’Tselem – Centro d’informazione israeliano per i diritti umani nei territori occupati – un palestinese della Cisgiordania consuma in media 82 litri al giorno, un israeliano, coloni compresi, 247. Solo il 36% dei palestinesi ha acqua corrente ogni giorno, e nelle comunità non allacciate alla rete la media pro-capite scende a 26 litri – mentre L’OMS indica tra i 50 e i 100 litri il fabbisogno minimo totale di acqua per persona. Inoltre, secondo OCHA, tra gennaio e giugno 2026 oltre 100 episodi di demolizioni o violenze dei coloni hanno danneggiato o distrutto più di 190 strutture idriche e igienico-sanitarie, tra tubature, impianti di irrigazione e cisterne e a pagare sono soprattutto le comunità di pastori dell’Area C (territorio sotto il pieno controllo civile e militare di Israele, dove si trovano la maggior parte delle risorse naturali e gli insediamenti israeliani). Chi perde la cisterna compra l’acqua da un’autobotte o se ne va. La scarsità, in altre parole, produce sfollamento. Danni si ripercuotono anche sull’agricoltura palestinese, che dipende per circa l’80% dalle precipitazioni, un fattore che, sommato alla crisi climatica, la rende estremamente esposta alla siccità”.

“Oltre la scarsità d’acqua – prosegue il comunicato – c’è l’occupazione della terra. Il rapporto di Peace Now e Kerem Navot, due organizzazioni israeliane, calcola che dal 2023 siano nati 185 nuovi avamposti israeliani e che quelli agricoli e pastorali controllino ormai circa il 18% della Cisgiordania. Il 2025 è stato l’anno record anche per le nuove colonie e per gli avamposti: 86 in un solo anno. Per chi vive su quella terra, il bilancio è sociale prima che ambientale. OCHA registra che al 4 settembre oltre 3.960 palestinesi sono stati sfollati nel 2026, più di 16 al giorno, quasi il doppio della media 2023-2025, e che le violenze dei coloni sono ormai la causa principale degli sfollamenti. Per le Nazioni Unite gli attacchi dei coloni sono in media sei al giorno. Tra agosto 2025 e metà giugno 2026 OCHA ha documentato in alcune aree oltre 70 attacchi con feriti o danni”.

Anche la gestione dei rifiuti risente delle stesse restrizioni territoriali: “La Cisgiordania – prosegue il comunicato – produce circa 1.835 tonnellate di rifiuti solidi al giorno, di cui circa 343 tonnellate finiscono in discariche abusive dove prevale la combustione incontrollata. B’Tselem ha censito già nel 2017 almeno 15 impianti israeliani di trattamento dei rifiuti in Cisgiordania, che lavorano rifiuti prodotti in gran parte dentro Israele, sfruttando norme ambientali più blande. Un capitolo a parte riguarda l’e-waste: tra Hebron e Idhna si lavorano ogni anno tra le 57.000 e le 64.000 tonnellate di rifiuti elettronici informalmente riciclati, con un impatto sanitario gravissimo – tra cui un’incidenza più alta di linfomi – nelle comunità che vivono vicino ai siti di combustione. Anche le acque reflue sono un problema: un’analisi del Norwegian Refugee Council, con campioni esaminati dall’Università di Birzeit, ha documentato terreni agricoli palestinesi resi inutilizzabili dagli scarichi non trattati delle colonie. Oggi le autorità ambientali palestinesi parlano di 92 discariche abusive nate in Cisgiordania dall’ottobre 2023, quasi tutte in Area C, dove l’Autorità palestinese non ha giurisdizione, e di nessun permesso israeliano per un impianto palestinese di gestione dei rifiuti da oltre vent’anni”.

“Il conto finale – sottolineano gli organizzatori della conferenza – lo paga la biodiversità. Secondo la Commissione per la resistenza al Muro e alla colonizzazione, nel 2025 sono stati sradicati o danneggiati 35.273 alberi, di cui 26.988 ulivi, più del doppio dei 14.212 del 2024, e nei primi cinque mesi del 2026 se ne contano già oltre 10.000, con almeno 120.000 alberi colpiti dal 2020. Quando un ulivo viene estirpato, o un’area di pascolo viene recintata, non scompare soltanto un reddito: si spezzano corridoi ecologici e habitat”.

“Il volontariato ancora una volta costruisce ponti che creano relazioni solidali fra le nuove generazioni che, a livello globale, oltre i propri confini nazionali, chiedono pace, giustizia sociale e climatica – ha dichiarato Vanessa Pallucchi, Vice-Presidente di Legambiente – toccare con mano e documentare cosa sta accadendo in Palestina, in questo momento, aiuta a definire la complessità dei problemi che oltre ad essere di natura umanitaria sono anche di natura ambientale. Per questo motivo gli esiti del nostro progetto ReAct Now vengono presentati a ridosso della Giornata internazionale Onu per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente in situazioni di guerra e conflitto armato, come parte di un percorso che vede l’associazione impegnata nel riconoscimento del reato di ecocidio anche nel nostro Paese, come verrà discusso nel seminario Verso la pace con la natura, a Milano, proprio per celebrare la giornata Onu del 6 novembre”.

Infrastrutture, De Micheli: in programma Pd proposta pubblico-privato

Roma, 5 nov. (askanews) – “Sicuramente grazie al PNRR e alla stabilità delle scelte fatte dal nostro governo nel 2020 oggi abbiamo un sistema infrastrutturale più solido, anche se nel PNRR non erano presenti finanziamenti per le strade e gli aeroporti, però sul resto del sistema infrastrutturale si è visto il cambio di passo. Le risorse pubbliche sono sempre meno e quindi anche come Partito democratico stiamo elaborando una serie di proposte per il programma elettorale proprio per trovare, dentro al quadro di normativa europea, una nuova modalità di interazione tra pubblico e privato sulle infrastrutture che abbia una regolazione molto seria e stringente e consenta la mobilità delle persone a prezzi calmierati e non impedisca al privato di avere il giusto guadagno”: lo ha affermato l’esponente del Pd ed ex ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, a margine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

“Se vogliamo continuare a far crescere il nostro Paese e la nostra Europa dobbiamo trovare una nuova originalità finanziaria”, ha concluso.