Home Blog

A Bardonecchia V Tappa “Look up clean up” di Save the Planet

Roma, 8 set. (askanews) – Nuova tappa, la quinta per “Look Up Clean Up”, iniziativa di portata nazionale, lanciata da Save the Planet e realizzata grazie al sostegno delle aziende Enegan e Neogreen che, in un vero e proprio giro d’Italia, sta toccando diverse località del nostro stivale per chiudersi nella settimana del World Clean Up Day, in programma il 20 settembre.

L’evento ha come obiettivo, attraverso delle attività di pulizia dai piccoli e grandi rifiuti di centri urbani, spiagge e luoghi di interesse, quello di sensibilizzare la popolazione sui temi relativi alla sostenibilità che passa, anche, dai piccoli gesti.

Dopo Brisighella, in provincia di Ravenna, Capo Peloro (Messina) Treviso e Otranto ecco il turno di Bardonecchia, con partenza da Piazza Monsignor Francesco Bellando, nel Borgo vecchio.

L’evento ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bardonecchia ed è stato realizzato grazie al supporto di associazioni come la Polisportiva Bardonecchia, Bardocom – Associazione commercianti Bardonecchia, la Pro Loco, Turismo Torino e provincia, il Consorzio Turismo Bardonecchia e Acsel SpA. Per l’occasione è stato coinvolto anche il Club Alpino Italiano (CAI) di Bardonecchia, che ha invitato i turisti a partecipare all’iniziativa e a raccogliere i rifiuti lungo i sentieri boschivi.

Per questa tappa gli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa sono Pasticceria Ugetti, Routein Valsusa e Bardonecchia amor mio immobiliare.

La manifestazione ha ottenuto il patrocinio del World Clean Up Day, l’appuntamento entrato nell’agenda delle Nazioni Unite che, ogni anno, porta in oltre 190 Paesi più di 139 milioni di persone nel mondo ad agire concretamente in nome della sostenibilità e del benessere del nostro pianeta.

L’evento finale sarà in programma il 19 settembre a Firenze con una manifestazione che prevede tavole rotonde ed appuntamenti con un unico comune denominatore: la salvaguardia del Pianeta.

Calcio, Napoli, operato McTominay: intervento ablazione riuscito

Roma, 8 set. (askanews) – Scott McTominay, in seguito all’insorgenza di una lieve aritmia benigna, è stato sottoposto a un intervento di correzione mediante ablazione. L’operazione è perfettamente riuscita, come si legge nel comunicato ufficiale del club: “Nel corso della mattinata, come previsto, Scott McTominay ha effettuato la procedura di ablazione presso lo Spire Manchester Hospital. L’intervento è perfettamente riuscito. McTominay osserverà un periodo di riposo di circa due settimane prima di riprendere gli allenamenti”.

Esordio record per "Tre Ciotole" in Francia (oltre 30.000 spettatori)

Roma, 8 set. (askanews) – Continua il successo di “Tre ciotole” di Isabel Coixet in giro per il mondo. Dopo l’ottimo risultato al Box Office italiano con oltre 350mila admissions e 2.350.000 euro di incasso, il brillante risultato in Spagna (176k admissions 1,1 mio euro BO) e in Olanda (23K admissions), segna la migliore apertura tra le novità del weekend in Francia totalizzando 27.000 admissions nel primo weekend di programmazione. Il film è distribuito in 140 copie da Nour Films e la regista è stata protagonista di numerosi incontri nelle sale. Già da domani il numero di copie nelle sale francesi salirà a 160.

Ha registrato il miglior esordio tra tutte le novità della settimana, in un mercato di inizio stagione particolarmente difficile, nonché il terzo miglior esordio di un film italiano quest’anno e, ovviamente, il miglior esordio in Francia di un film di Isabel Coixet, davanti a “La mia vita senza me” e “La vita segreta delle parole”.

E soprattutto “Tre ciotole” è il film più apprezzato della settimana: ottiene il più alto grado di soddisfazione da parte degli spettatori ricevendo il “Label Plebiscite du public” , organismo francese specializzato in studi di cinema, con un punteggio di 8,8/10 ed è in testa anche su AlloCiné (3,9) e UGC (4,2).

Il film è stato presentato lo scorso fine settimana anche in Argentina, all’interno della Settimana di Cinema di Buenos Aires e uscirà presto in Giappone.

Quest’anno Vision ha portato ben 4 dei suoi film nelle sale francesi, un risultato record per uno dei territori chiave per il nostro cinema. Oltre a “Tre ciotole” sono stati infatti distribuiti, entrambi da Destiny film, sia “Diamanti” di Ferzan Ozpetek che “Le assaggiatrici” di Silvio Soldini. Il 27 ottobre uscirà sempre a cura di Destiny, “La Gioia” di Nicolangelo Gelormini con Valeria Golino: regista e attrice saranno protagonisti dell’avant-première del film a Parigi.

“Tre ciotole” diretto da Isabel Coixet, interpretato da Alba Rohrwacher e Elio Germano, è tratto dall’omonimo libro di Michela Murgia edito in Italia da Mondadori, ed è stato trasposto per il grande schermo da Michele Audenino e dalla stessa Coixet. Il film è prodotto da Cattleya e Vision Distribution e distribuito da Vision Distribution.

Treni cancellati e lievi ritardi: lo sciopero del personale delle Fs

Venezia, 8 set. (askanews) – Numerosi treni cancellati e lievi ritardi: sono gli effetti dello sciopero nazionale proclamato da alcune sigle sindacali autonome che interessa il personale del Gruppo Fs Italiane dalle 21.18 di lunedì 7 settembre alle 21 dell’8 settembre 2026. Nelle immagini la stazione di Venezia Santa Lucia, con gente in paziente attesa, tra cui molti turisti.

Convegno alla polizia con Vannacci a Torino, il Viminale: non parteciperà il questore

Roma, 8 set. (askanews) – Una “iniziativa sindacale” per la quale “non è prevista la partecipazione del Questore di Torino”. Così informa il Dipartimento di Pubblica Sicurezza in merito al convegno in programma a Torino il 18 settembre ‘Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori’ in cui è previsto un intervento del leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci. L’incontro è organizzato dal sindacato FSP Polizia di Stato. “In relazione all’evento di cui all’allegata locandina, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza precisa che trattasi di una iniziativa sindacale, per la quale non è prevista la partecipazione del Questore di Torino né il convegno costituirà aggiornamento professionale per gli appartenenti alla Polizia di Stato”, si spiega.

Cultura, Fai promuove "A porte aperte": rete unisce Enti Terzo Settore

Roma, 8 set. (askanews) – Enti e associazioni del Terzo Settore si uniscono e danno vita a una rete innovativa per promuovere l’accesso al patrimonio culturale attraverso l’inclusione sociale e la partecipazione attiva con il nuovo progetto “A porte aperte. Nuove prospettive per un patrimonio culturale inclusivo e accessibile a tutti”.

Ideato e promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con Dynamo Camp ETS, Fondazione Mus-e Italia, Fondazione IBVA e Associazione Amici del FAI, il progetto, nato ad aprile 2026, è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e prevede fino a ottobre 2027 attività educative, formative e artistiche rivolte a studenti, famiglie, volontari e professionisti, con particolare attenzione a persone con disabilità, background migratorio e fragilità socioeconomiche.

Gli Enti coinvolti uniscono forze, strategie, strumenti, obiettivi e competenze nel mondo del sociale, della cultura e della scuola per realizzare una serie di iniziative concrete che vedono il patrimonio storico-artistico come luogo di incontro, partecipazione e pari opportunità e la diversità come una risorsa per la coesione delle comunità, attraverso percorsi di cittadinanza attiva, corsi di formazione, borse di studio, visite dedicate nei beni culturali – a partire dai Beni del FAI, laboratori artistici, progetti multimediali. Buone pratiche messe a sistema per ridurre le barriere cognitive, socioeconomiche, fisiche e linguistiche nell’accesso alla vita culturale, che può diventare motore di autonomia, dialogo e crescita condivisa e generare quindi valore e benessere collettivo.

Tra i prossimi appuntamenti: da settembre al via percorsi artistici e laboratoriali condotti da circa 20 artisti professionisti e realizzati da Mus-e Italia in collaborazione con il FAI e l’Associazione Amici del FAI rivolti a 25 classi di scuole primarie a Milano, Brescia, Firenze, Sant’Elpidio a Mare (FM), Fermo e Ceriale (SV), con l’utilizzo di linguaggi artistici (danza, musica, teatro e arti visive) come strumenti educativi e inclusivi e che comprendono momenti di restituzione aperti alle famiglie e alla comunità; a ottobre invece il Corso Culturale di italiano per stranieri di livello B2/C1, offerto dal servizio Italiano per tutti di Fondazione IBVA, con sessioni dedicate sia alla lingua italiana sia all’approfondimento culturale, con visite guidate a beni storico-artistici di Milano (iscrizioni entro il 30 settembre); accanto a un percorso formativo dedicato specificamente ai volontari FAI e uno rivolto allo staff FAI, da novembre il FAI in collaborazione con CSV Milano inaugura un ciclo di sei incontri di formazione online di volontari e operatori culturali che verranno ripresi in primavera con Dynamo Camp sui temi dell’accessibilità e l’inclusione nei luoghi della cultura delle persone con disabilità e fragilità.

Sempre Dynamo Camp ha realizzato in estate esperienze basate sull’arte e di Terapia Ricreativa presso il Camp di Limestre (PT) – Art Factory – e i City Camp di Milano, Genova e Napoli – Art Lab. I laboratori, che verranno riproposti da giugno 2027, sono rivolti a famiglie con bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o condizioni di disabilità, e sono uno spazio in cui l’arte diventa accessibile e partecipata attraverso attività di creazione condivisa guidati da artisti del panorama contemporaneo insieme allo Staff Dynamo. Le famiglie Dynamo avranno inoltre la possibilità di godere dell’esperienza di visita ai Beni del FAI.

Anche nell’anno scolastico 2026-2027 prosegue l’attività del FAI di promozione dell’educazione alla cittadinanza attiva attraverso la scoperta del patrimonio culturale con Apprendisti Ciceroni, iniziativa che dal 1996 coinvolge ogni anno decine di migliaia di studenti, dapprima invitandoli a studiare, in classe, con i loro docenti e con i volontari del FAI, luoghi speciali del proprio territorio, e poi rendendoli protagonisti come narratori di quei luoghi durante le Giornate FAI di Primavera e di Autunno (queste ultime previste sabato 10 e domenica 11 ottobre); inoltre, con l’apertura delle scuole, continuano le visite scolastiche presso 32 Beni FAI, con contenuti e attività multidisciplinari appositamente pensati e costruiti, momenti di approfondimento culturale ed esperienze sul campo.

Per rendere l’arte, la natura e la storia accessibili a un pubblico sempre più ampio, il FAI prosegue e amplia la sua attività anche sul fronte dell’accessibilità, con la realizzazione di videoguide in LIS (Lingua dei Segni Italiana) a supporto della visita in autonomia in alcuni Beni e disponibili da questo autunno online su un sito dedicato. Verranno inoltre introdotte visite guidate in LIS in numerosi Beni FAI a cadenza regolare e su prenotazione, progettate e realizzate con l’Ente Nazionale Sordi.

In collaborazione con UICI – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, saranno progettati e implementati anche percorsi di visita tattili e multisensoriali e verranno realizzate delle schede tattili speciali a Casa Noha a Matera, per persone con disabilità sensoriali visive e per persone con disabilità intellettive di tutte le fasce d’età. La Fondazione sta inoltre lavorando per rendere sempre più accessibili i Beni anche a un pubblico con disabilità motorie: a tal fine i Beni si stanno dotando di rampe mobili, in grado di garantire la fruizione nel rispetto della conservazione dello stesso – tra i Beni coinvolti in questo progetto troviamo Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno (VA) – e sedute pieghevoli a disposizione dei visitatori, per agevolare la sosta lungo il percorso.

Per tutta la durata del progetto “A porte aperte”, l’Associazione Amici del FAI programma percorsi culturali inclusivi dedicati a pubblici fragili – cittadini con background migratorio, giovani e persone in condizioni di vulnerabilità – con un focus specifico su Milano e il coinvolgimento di mediatori artistici di origine straniera, formati da esperti in didattica inclusiva.

Inoltre, per garantire il diritto allo studio e contrastare il fenomeno della dispersione scolastica, a settembre l’Associazione Amici del FAI assegnerà per l’anno accademico 2026-2027 due borse di studio destinate a studenti meritevoli con origine migratoria e in situazioni di disagio socioeconomico della Città Metropolitana di Milano o di Brescia e provincia che hanno sostenuto l’esame di maturità e vogliono intraprendere il percorso di studio universitario.

Per febbraio 2027 è prevista inoltre la conclusione del progetto “A più voci. Nuovi percorsi culturali di prossimità e creatività”, realizzato da Amici del FAI, FAI e Fondazione IBVA, con il coinvolgimento di nuovi cittadini stranieri che vivono in Italia (cinesi, persiani, turchi, ucraini, spagnoli, russi, portoghesi, arabi) e chiamati a realizzare in modo professionale nella loro lingua madre audioguide in forma di podcast su alcuni Beni FAI (Monastero di Torba, La Velarca, Castello e Parco di Masino) che hanno approfondito e visitato con guide; i materiali saranno a disposizione online per le comunità migranti e per i visitatori stranieri.

Torna X Factor, tra novità e conferme riaccende i motori

Milano, 8 set. (askanews) – Una squadra rodata e frizzante, con l’innesto di Irama che porta freschezza, X Factor, torna e punta a scoprire nuovi talenti. Da giovedì 10 settembre, su Sky e in streaming su NOW, inizia la lunga, intensa fase di selezione che porterà alla definizione dei 12 protagonisti assoluti di questa stagione dello show Sky Original prodotto da Fremantle. Si riaccendono i motori e l’obiettivo, come sempre, è individuare l’X Factor tra i 12 talenti che si sfideranno settimana dopo settimana sul palco dei Live Show.

Sei puntate di selezioni: le Auditions, divise in tre episodi; a seguire le due serate di Bootcamp; quindi, lo step più importante, quello decisivo, le Last Call che formeranno i terzetti ufficiali.

Regina incontrastata di bravura, empatica e spiritosa, Giorgia anche quest’anno guiderà la selezione dei protagonisti, l’ artista icona della scena musicale italiana, torna per il terzo anno alla conduzione nello show. Come sempre il backstage sarà totalmente suo e sarà il prezioso punto di riferimento per i cantanti pronti debuttare sul palco, prima e dopo le loro perfomance.

La giuria, da sempre elemento chiave del programma è parzialmente modificata. Al tavolo di #XF2026 le conferme Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi, affiancati da Irama, al suo debutto assoluto in giuria.

Dopo la vittoria a Sanremo Giovani – che lo ha portato al suo esordio al Festival di Sanremo nel 2016 – e le sue prime esperienze televisive, Irama ha saputo reinventarsi continuamente senza mai perdere autenticità. 55 dischi di Platino, 6 dischi d’Oro e oltre 2,5 miliardi di stream, altre cinque partecipazioni al Festival di Sanremo dove si è sempre classificato nella Top 10, il suo successo è formidabile anche nei live: è reduce dal concerto di Stadio San Siro di Milano, dove lo scorso 11 giugno ha chiamato a raccolta 50mila fan. Conferma in blocco, come detto, per gli altri tre applauditissimi giudici.

Torna Francesco Gabbani, alla sua seconda edizione in giuria a X Factor: cantautore, polistrumentista e artista multiplatino, due volte vincitore al Festival di Sanremo, lo scorso anno ha mostrato un approccio capace di unire tecnica e leggerezza: sempre presente per i ragazzi che nella precedente annata erano nella sua squadra, ha creato con loro rapporti personali fortissimi riuscendo a essere un mentore forte e sincero. Terzo anno per Jake La Furia, uno dei padri del rap italiano nonché tra i più amati e riconosciuti esponenti della scena hip-hop del nostro Paese con una carriera lunga più di 25 anni, con i Club Dogo prima e da solista poi, nello show ha portato la sua cifra inconfondibile e sempre imprevedibile, dimostrando di essere una guida potente per i ragazzi che arrivano sul palco.

Anche Paola Iezzi è a quota tre edizioni (è la vincitrice in carica, dopo iltrionfo con la sua rob pochi mesi fa): nelle sue due annate ha dimostrato di essere magnetica, intensa ed autentica, sfoggiando cultura musicale e sensibilità artistica e consolidandosi anche come volto televisivo amatissimo dal pubblico; in trent’anni di carriera ha attraversato epoche e generazioni lasciando un segno unico nella musica e nello spettacolo.

A loro quattro toccherà il compito di diventare guida, mentore, riferimento per gli aspiranti cantanti in gara. E lo faranno, a partire da giovedì 10 settembre, già dalle selezioni in cui saranno chiamati a scorgere il talento nelle decine di ragazzi che arriveranno davanti a loro, sul palco dell’Allianz Cloud di Milano.

Quello che partirà dal 10 settembre – tutti i giovedì su Sky e in streaming suNOW, sempre disponibile on demand e visibile su SkyGo (anche in chiaro dal 15 settembre tutti i martedì su TV8 e dal 16 settembre tutti i mercoledì su Cielo) – sarà un percorso lunghissimo, denso di emozioni e ricchissimo di spunti preziosi, sia per i giudici sia, soprattutto, per i cantanti: – tre serate di Auditions, due episodi di Bootcamp, poi dalla fase di Last Call emergeranno quindi i 12 protagonisti ufficiali di X Factor 2026: 12 artisti che settimana dopo settimana, a partire da giovedì 22 ottobre, sul palco del Teatro Repower di Milano, si sfideranno nel corso dei Live Show.

E poi, al termine della lunga avventura, giovedì 3 dicembre si celebrerà la grande finale di X Factor, che dopo due incredibili annate in Piazza del Plebiscito a Napoli quest’anno torna a Milano, nel tempio della musica italiana dal vivo, l’Unipol Forum di Assago.

Nella lettura gli studenti italiani vanno meglio rispetto alla media Ocse

Roma, 8 set. (askanews) – La lettura è un punto di forza per l’Italia nel confronto internazionale. Gli studenti italiani ottengono 474 punti, un risultato significativamente superiore alla media Ocse di 461 e comparabile a quello di diversi sistemi europei con buone performance (ad es. la Finlandia) e superiore, per citarne alcuni, a Svezia, Germania, Portogallo, Danimarca, Francia, Spagna e Paesi Bassi.

In Italia la differenza di risultati tra gli allievi più bravi e quelli con competenze meno solide è più contenuta rispetto alla media Ocse. La distanza tra il 10% degli studenti con i risultati più bassi e il 10% con i risultati più elevati è di 248 punti, contro 264 nei Paesi Ocse. Un dato particolarmente favorevole riguarda gli studenti più deboli, che ottengono risultati circa 20 punti superiori rispetto ai coetanei OCSE collocati nelle stesse fasce della distribuzione.

Più di tre studenti italiani su quattro possiedono almeno le competenze di base in lettura. Il 76% raggiunge almeno il Livello 2, rispetto al 69% nella media OCSE: una quota che colloca l’Italia in una posizione relativamente favorevole rispetto al benchmark internazionale.

Le distanze territoriali nei punteggi medi persistono anche se si sono ridotte rispetto al passato. Nel 2025, si rilevano ancora differenze nella distribuzione dei livelli di competenza: la quota sotto il Livello 2 varia dal 16% nel Nord Ovest al 34% nel Sud, indicando dove concentrare maggiormente gli interventi.

I licei mostrano risultati particolarmente solidi, ma i divari tra percorsi restano ampi. Il loro vantaggio medio è di 72 punti rispetto agli istituti tecnici e di 128 punti rispetto agli istituti professionali. Il dato evidenzia, da un lato, livelli di competenza molto elevati in una parte del sistema e, dall’altro, un importante margine di miglioramento negli altri percorsi.

Nei licei il raggiungimento delle competenze di base è quasi generalizzato: il 91% degli studentiraggiunge almeno il Livello 2. La principale area di attenzione riguarda invece gli istituti professionali e la formazione professionale, dove la quota scende rispettivamente al 40% e al 38%.

La tenuta italiana è particolarmente significativa in un quadro internazionale di forte peggioramento. Tra il 2022 e il 2025 la media OCSE in lettura diminuisce di 14 punti, mentre la performance italiana rimane sostanzialmente stabile. Anche nell’orizzonte di lungo periodo, i risultati italiani mostrano una maggiore stabilità rispetto alla marcata flessione osservata in media a livello internazionale.

“E’ finito il tempo del pregiudizio, è finito il tempo in cui prevaleva la retorica e l’ultimismo, ‘siamo gli ultimi’, quasi con una sorta di soddisfazione nazionale: non siamo affatto gli ultimi, la scuola italiana soprattutto nella lettura, nella comprensione del testo, è ampiamente superiore alla media Ocse, come in matematica e scienze. Basta con il pessimismo”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara intervenendo alla presentazione del rapporto Ocse Pisa.

Casa, Fimaa: su affitti brevi Europa entra nel merito del diritto di proprietà

Roma, 8 set. (askanews) – La bozza di regolamento Ue Affordable Housing Act (alloggi a prezzi accessibili) “è una limitazione che rischia di comprimere il diritto di proprietà oltre i limiti di proporzionalità previsti dalla nostra Costituzione”. È il giudizio che esprime la Fimaa Italia-Confcommercio sul regolamento che la Commissione europea presenterà mercoledì 9 settembre. Il testo è studiato per limitare gli affitti brevi, e consente di introdurre limitazioni anche all’acquisto e all’utilizzo di unità immobiliari non destinate ad abitazione principale.

Secondo Fimaa Italia la criticità maggiore dell’Affordable Housing Act risiede nella possibilità, da parte dei Comuni, di far scattare automaticamente lo stato di ‘stress abitativo’. Si tratta infatti di un criterio pensato per le grandi capitali che lascia mano libera ai Comuni per limitare ulteriormente gli affitti brevi. Questo criterio unico si applicherà in gran parte delle città e delle mete turistiche italiane, grazie alla protezione di una normativa europea che non considera con logica e rispetto le peculiarità dei singoli Stati membri. Oltretutto le locazioni di breve periodo, in Italia, riguardano meno del 2% degli oltre 35 milioni di unità residenziali.

Il regolamento – prosegue Fimaa Italia – “colpirebbe i piccoli proprietari che si ritroverebbero nell’impossibilità di mettere a reddito le proprie unità immobiliari in un Paese votato al turismo e nel quale pertanto questo tipo di attività ha una rilevanza essenziale per la stessa economia. Il rischio è ancora più concreto se si considera che il testo è un regolamento e non una direttiva: una norma cioè direttamente applicabile in Italia senza alcun passaggio parlamentare. I Parlamenti nazionali, invece, devono preservare la libertà e l’indipendenza nelle scelte specifiche per le esigenze del Paese”.

Fimaa ritiene la bozza della normativa irricevibile, “lesiva del diritto di proprietà e della libertà contrattuale, e pertanto inaccettabile”.

L’Islanda convoca l’ambasciatore Usa per protestare contro la mappa di Trump

Roma, 8 set. (askanews) – La ministra degli Esteri islandese, Thorgerdur Katrin Gunnarsdottir, ha convocato l’ambasciatore statunitense nel Paese, ieri, dopo che il presidente Donald Trump ha pubblicato sui social media un’immagine che ritraeva l’isola e altri paesi con i colori della bandiera americana: lo ha riferito oggi l’emittente locale RUV.

Trump ha pubblicato sul suo account social, Truth Social, una mappa che mostrava decine di paesi – tra cui Cuba, Canada, Messico e diverse nazioni caraibiche – colorate con i colori della bandiera americana. Anche la Groenlandia e l’Islanda erano state colorate.

“La ministra degli Esteri Thorgerdur Katrin Gunnarsdottir ha convocato Billy Long, l’ambasciatore statunitense in Islanda, dopo che Trump ha pubblicato ieri (7 settembre) sui social media un’immagine in cui l’Islanda e altri paesi sono ricoperti dai colori della bandiera americana”, ha riportato RUV.

Lo stesso media ha riferito che, durante l’incontro con l’ambasciatore statunitense, il ministero degli Affari Esteri islandese ha definito il post di Trump “totalmente inappropriato”.

Re Carlo: Harry e Meghan non saranno impegnati in attività ufficiali

Roma, 8 set. (askanews) – Re Carlo III ha ribadito che il principe Harry e sua moglie Meghan rimangono membri della famiglia reale non impegnati in attività ufficiali, in seguito al loro ritorno nel Regno Unito.

Una lettera inviata a nome del re ad alti funzionari governativi specifica che la coppia continuerà ad astenersi dall’utilizzare i propri titoli reali, come già avviene da quando hanno rinunciato agli incarichi ufficiali nel 2020. La missiva aggiunge che qualsiasi attività benefica intrapresa dalla coppia sarà svolta a titolo privato e che le decisioni relative alla sicurezza operativa spettano alle autorità di polizia competenti.

La lettera è stata inviata dal Lord Ciambellano – la più alta carica della Casa Reale – ad alti funzionari del governo e delle forze armate, nonché ai Lord Luogotenenti, i rappresentanti personali del re nelle varie aree del Paese.

Judo, World Tour, l’Italia vola a Budapest

Roma, 8 set. (askanews) – Archiviati con esito più che positivo i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, la Nazionale di judo è pronta per tornare protagonista anche sul World Tour con il Grand Slam di Budapest (Ungheria), in programma sui tatami della Papp László Arena da venerdì 11 a domenica 13 settembre. La tre giorni magiara, oltre a rappresentare l’ultimo appuntamento di rilievo del calendario internazionale prima dei Campionati Mondiali azeri di Baku (4-11 ottobre), mette in palio dei punti preziosi per i ranking olimpici verso i Giochi di Los Angeles 2028 in tutte le 14 categorie di peso presenti.

L’Italia sarà ai blocchi di partenza con un contingente di ben 16 azzurri (nove uomini e sette donne). Si tratta di Giulia Ghiglione (-48 kg), Kenya Perna (-52 kg), Odette Giuffrida (-52 kg), Andrea Carlino (-60 kg), Carlotta Avanzato (-63 kg), Elios Manzi (-66 kg), Matteo Piras (-66 kg), Irene Pedrotti (-70 kg), Giorgia Stangherlin (-70 kg), Giovanni Esposito (-73 kg), Federico Bosis (-73 kg), Claudia Sperotti (-78 kg), Manuel Parlati (-81 kg), Christian Parlati (-90 kg), Kenny Komi Bedel (-90 kg) e Gennaro Pirelli (-100 kg – foto IJF/Emanuele Di Feliciantonio). In ognuna delle tre giornate di sfide dell’evento il final block, al termine del quale si conoscerà la composizione dei podi, è pianificato a partire dalle ore 17.00. Di seguito il programma di gara del fine settimana ungherese con tutte le categorie nel dettaglio.

Manovra, Landini (Cgil) annuncia mobilitazione sabato a Roma

Roma, 8 set. (askanews) – “Vi annuncio e vi anticipo che questo sabato, il 12 settembre, la Cgil insieme a tutte le associazioni che in questi anni insieme a noi hanno lavorato e che hanno portato anche a delle campagne referendarie, sia sui diritti sia per sconfiggere l’idea di cambiare la Costituzione nel nostro Paese, si riuniranno a Roma, perché stiamo ragionando e pensando che è il momento di rimobilitarci per scendere di nuovo insieme in piazza prima che venga fatta la Legge di Bilancio”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, parlando a piazza dei Cinquecento a Roma durante la presentazione dei candidati Atac alle prossime elezioni Rsu. La mobilitazione dovrebbe tenersi a ottobre.

“Dopo 4-5 anni di governo le condizioni di vita e di lavoro delle persone sono peggiorate – ha aggiunto -. E allora è venuto il momento di raccontare realmente com’è la situazione e di chiedere, già a partire dalla legge di bilancio che verrà fatta, quei cambiamenti e quegli investimenti che sono necessari. Vuoi potenziare i trasporti pubblici? Vuoi aumentare gli stipendi? Ci devi mettere dei soldi. Vuoi potenziare la sanità pubblica? Ci devi mettere dei soldi per fare le assunzioni di medici e di infermieri. Vuoi rafforzare il ruolo della sicurezza? Devi qualificare e investire le persone, polizia, servizi, ispettorati del lavoro che devono garantire queste condizioni”.

Calcio, Juventus, Locatelli si opera: stop da 3 a 6 mesi

Roma, 8 set. (askanews) – Emergenza totale in casa Juventus. Manuel Locatelli finirà sotto i ferri nelle prossime ore a Lione dopo che il consulto con lo specialista francese Bertrand Sonnery Cottet ha confermato la rottura del menisco esterno del ginocchio. Il capitano bianconero si è infortunato domenica sera nel big match contro il Milan e dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico. I tempi di recupero dipenderanno dal tipo di operazione: in caso di rimozione del menisco lo stop potrebbe essere di circa tre mesi, mentre con la suturazione si può arrivare fino a sei mesi. Locatelli rischia quindi di non rivedere il campo fino al 2027.

L’intervento è programmato per oggi pomeriggio all’Hopital Privé Jean Mermoz di Lione, dove opera Sonnery Cottet, specialista che negli ultimi anni ha seguito anche Gleison Bremer, Federico Gatti e Khephren Thuram.

Per la Juventus si tratta del terzo lungo stop in meno di dieci giorni. Prima di Locatelli si sono fermati Kenan Yildiz, alle prese con una frattura al quinto metatarso del piede sinistro e fuori per circa tre mesi, e Khephren Thuram, che dovrà restare ai box per quattro mesi a causa di una condropatia rotulea.

L’emergenza riguarda soprattutto il centrocampo. Al momento Luciano Spalletti può contare su Douglas Luiz, Teun Koopmeiners e sul giovane Owusu della Next Gen. In vista della trasferta di domenica contro il Sassuolo, il tecnico spera di recuperare almeno uno tra Pape Sarr e Weston McKennie, entrambi reduci da problemi muscolari.

Da valutare anche Andrea Cambiaso, fermato da una distorsione alla caviglia. Negli altri reparti restano indisponibili Jeff Ekhator e Juan Cabal, mentre Jeremie Boga, infortunatosi contro il Milan, sarà sottoposto agli esami per stabilire l’entità del problema. L’ivoriano salterà sicuramente il Sassuolo e potrebbe restare fuori anche contro l’Atalanta, con un possibile rientro a ottobre dopo la sosta per le nazionali.

In Italia si suicidano 4mila persone all’anno

Milano, 8 set. (askanews) – In Italia circa 4mila persone muoiono per suicidio ogni anno, più di dieci al giorno. Il fenomeno riguarda in prevalenza gli uomini e desta particolare attenzione tra i giovani: nella fascia tra i 15 e i 29 anni i casi risultano in aumento e, secondo i dati Istat richiamati dagli organizzatori dell’iniziativa, il suicidio è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali.

Il tema sarà al centro della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, che si celebra il 10 settembre. L’obiettivo è accrescere la consapevolezza, contrastare lo stigma e favorire il riconoscimento delle situazioni di sofferenza. In Italia manca ancora un piano nazionale specificamente dedicato alla prevenzione del suicidio e un sistema di monitoraggio in tempo reale.

A Milano, giovedì 10 settembre alle 19, l’associazione AMA Auto Mutuo Aiuto Milano Monza Brianza organizza un incontro pubblico gratuito alla Casa di Quartiere Garibaldi, in corso Garibaldi 27. All’appuntamento parteciperà anche Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano.

AMA opera sul territorio di Milano e Monza Brianza con 35 gruppi di auto mutuo aiuto rivolti a persone che affrontano lutti, separazioni, dipendenze, ansia, depressione e altre situazioni di fragilità. Tra le attività ci sono anche percorsi dedicati a familiari e persone vicine a chi è morto per suicidio. Direttore scientifico dell’associazione è Enrico Cazzaniga, psicologo e psicoterapeuta esperto di auto mutuo aiuto.

Durante la serata saranno proiettati alcuni estratti di “Svegliami a mezzanotte”, film diretto da Francesco Patierno e tratto dall’omonimo libro autobiografico di Fuani Marino, nel quale l’autrice racconta la propria esperienza dopo un tentativo di suicidio. Alla proiezione seguirà un momento di confronto guidato da Cazzaniga.

“Parlare di suicidio significa parlare anche delle persone che restano”, osserva Cazzaniga. Secondo la stima da lui richiamata, per ogni persona che muore per suicidio almeno venti tra familiari e amici stretti sarebbero direttamente coinvolti dalle conseguenze della perdita: rapportato ai circa 4mila decessi annui indicati per l’Italia, si tratterebbe di almeno 80mila persone. “Rompere il silenzio, combattere lo stigma sociale informando correttamente e creando occasioni di confronto – ha sottolieato – significa compiere un passo concreto verso una comunità più consapevole, inclusiva e capace di prendersi cura della fragilità, perché la prevenzione comincia dalle parole”.

Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, richiama quindi la necessità di affiancare alla prevenzione e al contrasto dello stigma il sostegno a chi affronta la morte per suicidio di un familiare o di una persona vicina. In questa prospettiva, sottolinea, le reti associative possono contribuire a contrastare isolamento e solitudine e a offrire occasioni di incontro e ascolto.

Pallavolo, Europei: i convocati di De Giorgi

Roma, 8 set. (askanews) – A poche ore di distanza dall’argento vinto dalle ragazze di coach Julio Velasco, il commissario tecnico Ferdinando De Giorgi ha definito il gruppo dei 14 atleti convocati per i Campionati Europei maschili di pallavolo, l’appuntamento clou della lunga stagione azzurra. L’evento, in programma da giovedì 10 fino a sabato 26 settembre, sarà ospitato da quattro Paesi (Italia, Bulgaria, Finlandia e Romania) e, oltre al titolo continentale, consegnerà al team vincitore anche il pass per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.

La scelta del CT è ricaduta sui palleggiatori Simone Giannelli e Riccardo Sbertoli, sugli schiacciatori Mattia Bottolo, Daniele Lavia, Alessandro Michieletto, Francesco Sani e Luca Porro, sui centrali Gianluca Galassi, Giovanni Sanguinetti e Pardo Mati, sugli opposti Kamil Rychlicki e Yuri Romanò, sui liberi Fabio Balaso e Gabriele Laurenzano. La rassegna continentale comincerà per l’Italia giovedì 10 settembre con la partita inaugurale tra i campioni del mondo in carica e la Svezia alle ore 21.05 in Piazza del Plebiscito a Napoli, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il cammino nella Pool A della Nazionale, quindi, proseguirà al PalaPanini di Modena contro la Grecia (sabato 12 settembre alle ore 21.05), la Slovacchia (domenica 13 settembre alle ore 21.05), la Repubblica Ceca (martedì 15 settembre alle ore 21.05) ed infine la Slovenia (giovedì 17 settembre alle ore 21.05). Gli altri tre gruppi sono in programma tra Sofia (Bulgaria – Pool B), Tampere (Finlandia – Pool C) e Cluj-Napoca (Romania – Pool D). Gli Europei, poi, continueranno al PalaVela di Torino ed ancora a Sofia con la disputa degli incontri di ottavi e quarti di finale. L’Unipol Forum di Milano, infine, sarà la cornice venerdì 25 e sabato 26 settembre delle semifinali e finali. La Pool A incrocerà con la Pool C (Finlandia, Estonia, Serbia, Belgio, Paesi Bassi e Danimarca), con l’Italia che giocherà gli eventuali ottavi e quarti di finale nella sede di Torino. Di seguito il calendario degli azzurri nella Pool A e quello della fase ad eliminazione diretta nel dettaglio.

Vela, Marcello De Gaspari è il campione italiano Dinghy 12′ 2026

Roma, 8 set. (askanews) – Marcello De Gaspari è il nuovo Campione Italiano Dinghy 12′ 2026. Il velista della Lega Navale Italiana di Genova, appartenente alla flotta Dinghy Team Tigullio del Circolo Velico Santa Margherita Ligure, ha conquistato il titolo a Marina di Loano al termine di quattro prove, disputate in condizioni caratterizzate da vento debole e discontinuo. De Gasperi, in regata con il Lillia in vetroresina e legno Irene, si è aggiudicato anche la Coppa Barone Girolamo Vannucci, riservata al vincitore del Campionato Italiano.

Organizzato dal Circolo Nautico Loano su delega della Federazione Italiana Vela, in collaborazione con Marina di Loano, Circolo Nautico Ceriale e Circolo Nautico Albenga e valido anche come quarta tappa della Coppa Italia 2026, il 91esimo Campionato Italiano Dinghy 12′ ha riunito 65 equipaggi provenienti da tutta Italia e dalla Bretagna. La giornata inaugurale di giovedì 3 settembre non ha consentito di portare a termine nessuna prova. Il Comitato di Regata ha tentato per tre volte di dare il via alle regate, ma il progressivo calo del vento ha impedito il regolare svolgimento del programma.

Venerdì 4 settembre sono state disputate due prove. La prima è stata vinta da Michele Quaglia, del Circolo Velico Santa Margherita Ligure, sul Lillia in vetroresina Carlito’s Waves. Nella seconda si è imposto Massimo Schiavon, del Circolo Velico Torre del Lago Puccini, sul Lillia in vetroresina Come Minimo. Al termine della giornata Gin Gazzolo, sul Sant’Orsola in vetroresina e legno Pallino, occupava la prima posizione della classifica provvisoria.

Sabato 5 settembre, dopo un iniziale rientro in porto dovuto all’assenza di vento, la flotta è tornata sul campo di regata e ha potuto disputare altre due regate. La terza prova del programma è stata vinta da Antonio Iacometti, della Compagnia della Vela Forte dei Marmi, sul Lillia in vetroresina Oliver. Nell’ultima prova si è imposto Alberto Patrone, del Club Velico Cogoleto, sul Dinghy classico Colombo Damina. Il completamento della quarta prova ha consentito l’applicazione dello scarto e la definizione della classifica finale. Marcello De Gaspari ha conquistato il titolo assoluto precedendo Antonio Iacometti e Federico Pilo Pais, del Circolo Velico Santa Margherita Ligure, in regata sul Lillia in vetroresina Blu Amnesia.

Categoria Dinghy Classici

Alberto Patrone – Campione Italiano Dinghy Classico Andrea Falciola Fabio Mangione Alberto Patrone si è inoltre aggiudicato il Trofeo Silvio Gotuzzo, riservato al primo concorrente classificato su un Dinghy Classico.

Il premio Legend, destinato ai timonieri over 80, è stato assegnato a Gaetano Allodi della Lega Navale Italiana di Napoli, che ha concluso il Campionato al 29° posto assoluto. Nel corso della cerimonia conclusiva sono stati assegnati anche i tradizionali premi challenge della Classe: il Trofeo Francesco Bariffi, riservato al primo concorrente su un Dinghy Classico d’Epoca, è stato vinto da Titti Carmagnani con Scignoria, imbarcazione del 1965. il Trofeo Daccà, destinato al primo timoniere under 40, è stato assegnato ad Antonio Iacometti; il Trofeo Guerrino Pifferi, riservato al primo concorrente della flotta del Garda, è stato vinto da Marco Dubbini; il Trofeo Mario Catalano, destinato al primo equipaggio femminile italiano classificato, è stato assegnato a Francesca Lodigiani, unica concorrente femminile in gara; il Trofeo Carlo Moschioni, riservato al primo concorrente della flotta del Lario, è stato vinto da Vito Moschioni, davanti a Pierluigi Puthod e Gianluigi Rudoni. È stata inoltre assegnata per la prima volta la Coppa istituita da Gin Gazzolo in memoria del nonno, il capitano di lungo corso e Cap-Hornier Luigi Gazzolo (1881-1947), destinata ai migliori classificati tra i tesserati della Lega Navale Italiana. Il riconoscimento è andato a Marcello De Gaspari della Lega Navale Italiana di Genova, Gin Gazzolo della Lega Navale Italiana di Santa Margherita Ligure e Francesco Cinque della Lega Navale Italiana di Anzio.

“Marcello De Gaspari velista di lungo corso di classi olimpiche e d’altura, con il titolo italiano 2026 completa una progressione di successi che in Dinghy l’hanno visto terzo ai Campionati di Santa Marinella 2023 e Bari 2025, primo al Bombolino 2025 e vincitore della Coppa Roberto Sestini 2026. Bello vedere sul secondo gradino del podio il “giovane” Antonio Iacometti e sul terzo il Campione Italiano giusto di 30 anni fa Federico Pilo Pais – commenta il Segretario di Classe Francesca Lodigiani – Un Campionato portato a casa nonostante il meteo complicato di questa anomala rovente estate. Grazie di cuore al Circolo Nautico Loano, alla Marina di Loano e al Comune che con una collaborazione fattiva e costruttiva sono riusciti nella non facile impresa di accogliere 65 concorrenti con spazi comodi per carrelli stradali, auto, camper e barche e grazie alla Marina di Loano per la fornitura di servizi come i punti acqua per sciacquare le barche, i bagni e un grande scivolo per il varo e l’ alaggio dei 65 Dinghy, operazione non banale nella quale ha operato col sorriso la “Banda dello Scaletto”, nutrito gruppo intergenerazionale formato da soci, dirigenti del Circolo, giovanissimi atleti e volontari”.

Il Consigliere del Circolo Nautico Loano Simone Migliavacca al termine della cerimonia di premiazione ha dichiarato: “Organizzare il Campionato Italiano Dinghy a soli 21 anni è stata per me un’esperienza importante e una grande responsabilità. Dopo mesi di preparazione, vedere Loano ospitare un evento di questo livello e tutto il nostro staff lavorare insieme è stata la soddisfazione più grande. Il campionato è andato molto bene e ha dimostrato le capacità organizzative del Circolo Nautico Loano e l’accoglienza di Marina di Loano e della nostra città. Il risultato è merito di un grande lavoro di squadra, sia in mare che a terra. Personalmente porto a casa un’esperienza che mi ha fatto crescere molto e che spero sia solo l’inizio di altri importanti eventi organizzati a Loano”. Il prossimo appuntamento con il Campionato Italiano Dinghy 12′ sarà la 92esima edizione, in programma a Maccagno sul Lago Maggiore.

Petrolio continua a rincarare, il Brent supera i 99 dollari

Roma, 8 set. (askanews) – Il barile di petrolio continua a guadagnare slancio. A metà mattina il Barile Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord, con un rialzo del 2,20% si porta a 99,13 dollari. Negli scambi dell’after Hours il West Texas Intermediate sale del 3,16% a 94,37 dollari.

Sviluppi che tendono ad alimentare nuovi rincari dei carburanti e aumentano le probabilità di rialzi dei tassi sia da parte della Banca centrale europea, il cui direttorio deciderà sulla politica monetaria giovedì, sia da parte della Federal Reserve americana, che terrà il suo incontro la prossima settimana.

Netanyahu fu avvertito del 7 ottobre 10 giorni prima

Roma, 8 set. (askanews) – Dopo la pubblicazione della notizia secondo cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu venne avvertito una decina di giorni prima del 7 ottobre della possibilità di un attacco di Hamas ma non assunse alcuna iniziativa né avvertì il governo, l’opposizione – in piena campagna elettorale – ha reagito imemdiatamente chiedendo che il Primo ministro venga inchiodato alle proprie responsabilità.

“L’articolo pubblicato stamattina, secondo cui Netanyahu sarebbe stato avvertito dieci giorni prima del massacro del 7 ottobre delle intenzioni di Sinwar, corrisponde al vero. Netanyahu ha la responsabilità personale e diretta dell’errore che ha portato alla morte di migliaia di israeliani durante il suo mandato. Ignorare gli avvertimenti equivale a negligenza criminale, ed è per questo che sta facendo tutto il possibile per impedire l’istituzione di una commissione d’inchiesta statale che porterebbe alla luce la verità”, ha scritto su X l’ex premier Naftali Bennett.

“Netanyahu è inadatto e illegittimo. Il suo posto è in prigione per i crimini commessi contro lo Stato di Israele. Le storie del ‘non sono stato svegliato’ sono finite. Sapeva, era stato avvertito. Nelle lettere scritte con il sangue di migliaia di israeliani – civili e soldati caduti delle Forze di Difesa Israeliane – ci svegliamo oggi con un’altra agghiacciante consapevolezza: l’uomo che ricopre la carica di Primo Ministro di Israele è qualcuno che ha abbandonato le proprie responsabilità” attacca il leader dei Democratici, Yair Golan”.

Tim svetta tra i maggiori rialzi a Piazza Affari dopo rilancio Poste

Roma, 8 set. (askanews) – Tim svetta con il maggiore rialzo questa mattina tra i principali titoli di Piazza Affari, dopo che ieri a tarda serata Poste Italiane ha annunciato un rilancio del corrispettivo per la sua offerta. A metà mattina il titolo segna un più 2,66% a 7,673 euro. Sempre sul Ftse-Mib Poste Italiane si lima di uno 0,38% a 26,15 euro.

Ieri, Poste Italiane ha comunicato un incremento della parte in contanti dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) pari a 0,30 euro per azione, assieme alla rinuncia della condizione di raggiungimento di una soglia del 66,67%. La nuova offerta sarà quindi costituita da 1,97 euro in contanti e 0,218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuove emissione, per ogni titolo Tim, secondo quanto stabilito dal Cdp di Poste Italiane.

Oggi pomeriggio i rispettivi amministratori delegati, Matteo del Fante di Poste e Pietro Labriola di Tim, sono attesi all’evento “A tua difesa. Verso la finanziaria 2026”, organizzato a Roma dalla Lega.

Tennis, Us Open: Darderi fuori, nessun italiano ai quarti

Roma, 8 set. (askanews) – Finisce agli ottavi di finale lo US Open di Luciano Darderi. Per la prima volta alla seconda settimana dello Slam newyorkese, l’italoargentino è stato battuto dal n. 1 del seeding Alexander Zverev con il punteggio di 6-2, 6-2, 7-6 in 2 ore e 32 minuti di gioco. Troppo Sascha per Luciano, che è riuscito a fare partita alla pari soltanto nel terzo set, vinto dal tedesco al tiebreak. Dopo undici Slam consecutivi non ci saranno italiani nei quarti di finale.

Germania, Vannacci: nazisti in AfD? Mai visti, li accusano per seminare paura

Roma, 8 set. (askanews) – “Salvini ora esulta per la vittoria di Afd, ma due anni fa l’ha cacciata dal gruppo europeo di Identità e democrazia. Sono sempre più convinto di aver agito correttamente nel lasciare il Carroccio”. Lo dice Roberto Vannacci, eurodeputato e fondatore di Futuro nazionale, in una intervista al Fatto quotidiano.

Commentando il successo di AfD nelle elezioni in Sassonia-Anhalt, l’ex generale spiega che “ci sono molte concause. Innanzitutto, c’è il fallimento della destra di governo tedesca, oggi espressione di BlackRock (il fondo di investimento per cui ha lavorato anche Merz, attuale cancelliere tedesco, ndr) con l’economia locale che è crollata dopo la decisione di non comprare più gas dalla Russia, rompendo un legame centrale per la loro economia. Poi la Cdu ha la responsabilità anche di essere alleata con i Socialisti in Europa, tanto che nella maggior parte delle volte votano assieme, portando avanti una politica di sinistra. E poi in tutta Europa la gente è stanca di questa Ue che spende per mandare armi all’Ucraina, e che non fa nulla sul piano dei rimpatri dei migranti irregolari, perseguendo quella follia chiamata Green Deal”.

Il voto tedesco è una cattiva notizia per il governo italiano, afferma Vannacci, “come per la maggior parte dei governi europei in carica. In Francia Rassemblement National cresce sempre di più, mentre in Spagna Vox è pronta a allearsi con i popolari per dare un calcio nel sedere a Sanchez”. Quanto ai neonazisti che fanno parte di AfD, il leader di FnV nega: “Io lavoro in Europa con Afd, e non ho mai visto un loro esponente che sia o si dichiari filo-nazista. E poi se legge il programma di Jordan Bardella di Rn, vedrà che è molto simile al loro. Credo che in Germania sia vietato fondare associazioni filo-naziste. La verità è che questa è una vecchia tattica: per seminare paura tra gli elettori si accusa Afd di essere nazista, come in Italia dicono di noi di Futuro Nazionale che siamo fascisti”, conclude.

Centrosinistra, Conte: primarie inevitabili. Se vince Schlein la sosterremo

Roma, 8 set. (askanews) – “Sono al servizio del progetto progressista, a prescindere da chi vincerà le primarie. Se sarà Schlein, la sosterremo. Non farlo sarebbe di una vigliaccheria inconcepibile”. Lo dice il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in un colloquio con La Stampa, realizzato a margine del suo intervento alla Festa dell’Unità di Pesaro.

Alle primarie, sottolinea l’ex capo del Governo, “per me non ci sono alternative: se accettassi di individuare il leader in un altro modo, i miei mi sputerebbero. Per noi è la prima volta in una coalizione alle Politiche, dobbiamo far sentire coinvolta la nostra base. Dite che, se perdessi le primarie, molti dei nostri poi non andrebbero a votare alle elezioni, ma vi garantisco che se mi facessi da parte per far correre Schlein o un eventuale altro candidato, sarebbe peggio”. Per evitare il rischio di spaccature, riconosce Conte, le primarie “vanno preparate bene, non è che si vota un giorno e stop, serve un percorso per creare le giuste condizioni”.

Quanto alle modalità (solo gazebo o anche voto via internet e turno singolo o ballottaggio) le preferenze del M5S per il voto secco e anche online sono note “ma non decido da solo, dovremo metterci d’accordo”, concede Conte.

Germania, Prodi: vittoria AfD fatto colossale e allarmante

Roma, 8 set. (askanews) – Il successo di AfD nelle elezioni in Sassonia-Anhalt “è un fatto di dimensioni colossali”. Lo dice Romanio Prodi in una intervista a Repubblica, spieganche “altre definizioni non mi sembrerebbero all’altezza della gravità della situazione. Per la prima volta dalla fine della guerra vince un partito di destra eversiva che evoca apertamente il nazismo. E vince col 45 per cento dei voti. Il secondo partito è staccato del 25 per cento. Serve altro per allarmarsi?”.

A giudizio dell’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione Ue “L’Europa non reagisce perché i Paesi che ne fanno parte non hanno intenzione di reagire, sia ben chiaro. Tutti sanno che il diritto di veto andrebbe superato, e quando Orbán ha perso le elezioni l’occasione per farlo era a portata di mano. Ma nessuno, Italia in primis, ha voluto prendere un’iniziativa in questo senso. Preferiscono un’Europa impotente”.

Turchia e Israele, cresce la tensione nel nuovo equilibrio mediorientale

Un nuovo fronte nel Mediterraneo orientale

Come già scritto qui a proposito del Patto della Mecca fra Arabia, Pakistan e Turchia la guerra contro l’Iran promossa da Israele e Stati Uniti sta inevitabilmente ridelineando la geografia politica mediorientale. Lasciando intravedere sullo sfondo un nuovo e preoccupante terreno di scontro, quello fra Israele e Turchia.

È soprattutto – anche se non solo – attraverso questa lente che va letto l’accordo concluso lo scorso 31 agosto fra Israele e Grecia prontamente chiamato lo “Scudo di Achille”, un complesso e sofisticato sistema di difesa aerea esteso a unità navali che Tel Aviv fornirà ad Atene e che coprirà una zona strategica del Mediterraneo orientale già oggetto di forte interesse russo e, naturalmente, israeliano.

 

Grecia e Turchia, la frattura dentro la NATO

La Grecia è membro NATO al pari della Turchia, con la quale è in storica competizione da sempre e con la quale non ha mai sanato la frattura che divide ancora oggi l’isola di Cipro, paese membro UE pesantemente infiltrato da finanze di varia natura provenienti dalla Federazione russa.

Non è difficile comprendere come questo nuovo accordo riguardante il quadrante orientale del Mare Nostrum sia un ulteriore tassello che precostituisce una alternativa, o meglio dire una integrazione al sistema di sicurezza garantito dall’Alleanza Atlantica. La cui affidabilità piena, a causa dell’atteggiamento ambiguo e anche schizofrenico assunto dagli USA da quando il Commander in Chief è Donald Trump, è stata ormai messa in dubbio e sta lentamente ma costantemente interrogando ogni suo paese membro.

 

Atene con Israele, Ankara guarda al mondo musulmano

Ponendo le premesse per l’insorgere al suo interno di possibili, enormi problemi. Grecia e Turchia, ad esempio, sono entrambi paesi membri, peraltro con capacità militari molto squilibrate in favore della seconda. Con questo accordo Atene si schiera definitivamente con Israele trascinando Cipro con sé proprio nel momento nel quale Ankara acuisce la sua ostilità nei confronti di Tel Aviv nutrendo l’evidente ambizione di guidare, almeno in parte, il mondo musulmano nella sua rinnovata ostilità verso quello ebraico.

C’è però un ulteriore elemento da considerare, ed è l’appartenenza europea. Grecia (e Cipro) sono parte dell’Unione mentre, come noto, la domanda di adesione della Turchia giace ormai semisepolta dalla polvere sin dal lontano 2005 e non pare che al punto in cui stanno le cose a Erdogan la cosa interessi granché.

 

Lo Scudo di Achille e il nodo del riarmo europeo

Questo dato – va da sé – inserisce lo Scudo di Achille nel più vasto tema del riarmo europeo, questione fondamentale ma di assai complessa soluzione operativa per motivi politici e finanziari. Eppure, se non altro per le mosse che altri attori stanno effettuando, il tema deve essere affrontato politicamente prima ancora che finanziariamente. La nuova condizione geopolitica mediterranea lo impone.

L’AfD e noi. Che fare?

Da un articolo di Mara Gergolet sul Corriere della Sera è possibile mettere a fuoco senza eccesso di difficoltà il programma dell’AfD, il movimento estremista di destra che ha conseguito un preponderante successo nella regione della Sassonia in Germania. Naturalmente si sta aprendo il dibattito sulle ragioni di questo successo. L’Est che avrebbe dovuto godere della caduta del muro di Berlino sembra che in fin dei conti preferisse restare dove una barriera impediva il contatto tra le due parti di quella terra.

“Così all’improvviso”

Tra i vari ingredienti, la difficoltà economica della classe operaia, suggestioni del nazionalismo, non ultimo quello della Russia di Putin, una immigrazione, temuta come una mina sociale piuttosto che come una risorsa, hanno maturato la situazione attuale. Non si tratta di un quadro con effetto sorpresa. “Così all’improvviso” è titolo di un film che racconta di una protagonista che scopre di essere sieropositiva. In Sassonia il colpo è stato invece più che telefonato e l’infezione politica ora in luce ha le sue responsabilità.

L’Europa del fallimento, dalle incerte ricette economiche alla pastoia della sua burocrazia, ha prodotto il disastro in cui siamo e ancor più un sentimento di avversione difficilmente arginabile. Si è occupata della misura delle vongole o della messa in cantina dei motori termoelettrici con le conseguenze occupazionali sotto gli occhi di tutti. Procede in modo confuso e balbettante anche in politica estera e della difesa.

 

Elettori in confusione e le sue conseguenze

Nella sua bisaccia ancora però i suoi valori occidentali resistono, ma asserragliati dallo scontento del popolo che confonde i piani. La crisi economica della Volkswagen con il taglio di 100.000 dipendenti dovrebbe lanciare allarme sulla necessità di perseguire politiche diverse ma non mettere in crisi il valore della democrazia, il rispetto della dignità della persona, la libertà di pensiero, di espressione, di religione con tutto il corollario dei pilastri della cultura occidentale.

 

Suggestioni o congestioni

Per l’intanto Trump e Putin godono di una Europa dove i nazionalismi la erodono ogni giorno fino a renderla a breve moribonda. Guardando ad alcuni punti del programma dell’AfD c’è da darsi una mossa per un colpo di reni che possa invertire la tendenza. L’AfD propone, secondo l’articolo della Gergolet, un pensare in tedesco, l’abolizione dell’obbligo scolastico, abolizione del programma “scuola senza razzismo”, priorità al tedesco e alla matematica e svilimento della psicologia e della sociologia, insomma nulla che possa esercitare il pensiero critico e di analisi. Non mancano le classi differenziate per disabili, l’espulsione e remigrazione degli stranieri e anche la possibile uscita dall’Europa senza considerare le effettive conseguenze economiche della faccenda.

 

Lora di un canone inverso

L’Europa è all’ultima fermata, ancora in tempo per riprendersi dal baratro, per darsi un futuro senza tornare al passato. L’AfD suona di afidi, quegli insetti che succhiano i liquidi dalle piante, non hanno forza propria ma si sostengono uccidendo la pianta su cui si posano e si sviluppano specialmente nel periodo estivo. Gli afidi sono estremamente voraci ma possono essere eliminati con una soluzione di acqua, sapone molle e potassio. Pur nella sua mollezza l’Europa potrebbe ancora farcela. Sembra che, nella cenere, di potassio ce ne sia in grande quantità. Dalle ceneri di questa Europa potrebbe esserci l’antidoto perché il nostro più antico Occidente non vada in definitiva combustione.

 

Alla domanda Che fare?”, una risposta: fare

Alla domanda “Che fare?” posta al tempo dal filosofo e scrittore russo Nikolaj Černyševskij nel suo omonimo romanzo del 1863, la risposta può essere solo ora e subito: “Fare”! Sarebbe ora.

La colpa è anche nostra

Gennaio 1969. Aldo Moro sale sul palco del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana. Sono passati pochi mesi da Valle Giulia, dalle occupazioni delle università, dai cortei che hanno riempito le strade di Roma, Torino, Milano. I ragazzi di quella generazione hanno messo in discussione tutto quello che fino a poco prima sembrava intoccabile: la scuola, l’autorità dei padri, i partiti, il modo stesso in cui si faceva politica in Italia.

 

Un paese che non si riconosce più

Per un uomo che in quel momento, scalzato dalla guida del governo, rappresenta la coscienza critica di uno dei partiti più potenti d’Europa, la strada più comoda sarebbe stata parlare di ordine pubblico, di ragazzi viziati, di una gioventù che non sa apprezzare quello che ha. È la reazione che ci si aspetterebbe, ed è quella che quasi tutta la sua classe dirigente sceglie.

Moro no. Davanti al suo stesso partito dice, parola per parola:

«Parliamo, giustamente preoccupati, di distacco tra società civile e società politica e riscontriamo una certa crisi dei partiti, una loro minore autorità, una meno spiccata attitudine a risolvere, su basi di comprensione, di consenso e di fiducia, i problemi della vita nazionale. Ma, a fondamento di questa insufficiente presenza dei partiti, non c’è forse la incapacità di utilizzare anche per noi, classe politica, la coscienza critica e la forza di volontà della base democratica?»

 

Un gesto raro per un politico

Tolta la lingua un po’ impettita dei congressi di partito, quello che Moro sta dicendo è semplice: i giovani si allontanano dalla politica, e forse non è colpa loro. È la politica che ha smesso di ascoltarli, che ha perso la voglia di rimettersi in discussione, che parla ancora una lingua vecchia a gente che ne parla un’altra.

Non è una frase da poco, detta da chi in quel momento ha in mano le leve del potere. Moro non trasforma i ragazzi delle occupazioni nel capro espiatorio comodo. Li prende sul serio anche quando lo mettono in difficoltà, anche quando gli fanno paura.

È un riflesso che oggi sembra quasi fuori moda. Di solito, quando una generazione più giovane critica come vanno le cose, chi comanda preferisce spiegarle pazientemente perché ha torto. Moro fa l’operazione opposta: si chiede se il problema non sia lui, il suo partito, il modo in cui per anni ha creduto di poter governare un paese senza davvero ascoltare chi stava crescendo fuori dal Palazzo.

 

Un dialogo pagato carissimo

Quella disponibilità a cercare un terreno comune, anche con chi la pensava all’opposto, Moro la pagherà nel modo più duro che si possa immaginare. Nel marzo del 1978 viene rapito dalle Brigate Rosse, un gruppo che nasce proprio da un pezzo di quella generazione che dieci anni prima riempiva le piazze, e che a un certo punto ha scambiato le parole con le armi. Cinquantacinque giorni dopo viene ucciso.

È una delle pagine più amare della nostra storia repubblicana: un uomo che aveva provato a tendere la mano a una gioventù inquieta, finito nelle mani della sua frangia più violenta.

 

Quello che resta

Moro non aveva tutte le risposte, e sarebbe ingiusto farne un santino. Ma quella frase del ’69 dice ancora qualcosa di vero: quando un’intera generazione si sente estranea a chi la governa, la prima domanda onesta da porsi non è «cosa hanno che non va i giovani», ma «cosa non abbiamo saputo fare noi». Facile da scrivere, difficile da mettere in pratica.

Moro almeno ci ha provato. E lo ha messo nero su bianco, davanti al suo stesso partito, quando gli conveniva molto di più tacere.

Salute mentale e diritti: il nodo del Protocollo di Oviedo

Coercizione e prevenzione

Nei prossimi due giorni, il 9 e 10 settembre, a Strasburgo torna all’attenzione del Consiglio d’Europa una questione particolarmente delicata: il progetto di Protocollo addizionale alla Convenzione di Oviedo, riguardante il ricovero e il trattamento involontari nei servizi di salute mentale.

In vista dell’appuntamento, Paolo Onorati e lavvocato Vania Cirese, esperta di diritto sanitario ed europeo, hanno promosso un’iniziativa rivolta al Governo italiano, articolata in dieci quesiti. La domanda di fondo è semplice: perché rendere giuridicamente vincolanti le regole che disciplinano il ricorso eccezionale alla coercizione senza attribuire la stessa forza agli obblighi destinati a prevenirla e ridurla?

 

Garantire i diritti, ridurre la coercizione

L’iniziativa non contesta la necessità di tutelare le persone che oggi sono sottoposte a ricoveri o trattamenti involontari. Al contrario, chiede che esse dispongano delle massime garanzie sostanziali e procedurali, affinché ogni misura restrittiva sia realmente eccezionale, necessaria, proporzionata e utilizzata come ultima risorsa.

Il problema riguarda l’architettura normativa. Il Consiglio d’Europa ha adottato il 17 giugno scorso una Raccomandazione dedicata alla salute mentale, ovvero alla prevenzione della soluzione coercitiva e allo sviluppo di alternative volontarie. Si tratta però, appunto, di una raccomandazione, mentre le norme sull’impiego delle misure “non volontarie” verrebbero inserite in uno strumento internazionale vincolante.

Da qui il timore che si finisca, al di là delle intenzioni, per consolidare giuridicamente leccezione, anziché imprimere ai sistemi sanitari una spinta altrettanto forte verso il suo progressivo superamento.

 

Le obiezioni della PACE e dellONU

La questione ha già suscitato importanti riserve. Il 28 gennaio scorso l’Assemblea parlamentare del Consiglio dEuropa (PACE) ha espresso parere negativo sul progetto, invitando a valutare uno strumento più flessibile e a verificarne la compatibilità con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Il 27 agosto anche il Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità è intervenuto in termini molto netti, giudicando il progetto fondamentalmente incompatibile con la Convenzione. Esisterebbe tuttavia un’analisi giuridica commissionata nell’ambito del Consiglio d’Europa che giungerebbe alla conclusione opposta. I promotori chiedono perciò che tale documentazione sia resa pubblica e sottoposta a un confronto trasparente.

 

Dieci domande anche allItalia

Al Governo italiano viene chiesto di chiarire quale posizione sosterrà a Strasburgo e su quali basi giuridiche e scientifiche. Tra i temi posti figurano la compatibilità con la Convenzione ONU, le alternative al Protocollo, il rischio di stabilizzare il ricorso alla coercizione e gli strumenti attraverso cui misurarne gli effetti concreti.

Il principio che ispira l’iniziativa può essere riassunto così: proteggere oggi chi subisce una misura involontaria e costruire le condizioni perché domani quella misura sia sempre meno necessaria sono due obiettivi complementari. La questione posta al Consiglio d’Europa è perché il diritto internazionale non debba perseguirli entrambi con adeguata forza normativa.

80 anni fa terminava il lungo esilio di Sturzo

Due giorni fa ricorreva l’ottantesimo anniversario del ritorno di don Luigi Sturzo dall’esilio negli Stati Uniti dove era arrivato, dopo il soggiorno londinese, sul piroscafo Samaria” il 3 ottobre 1940.

Sturzo arrivò a Napoli il 6 settembre 1946 dopo essersi imbarcato il 27 agosto 1946 a New York sul Vulcania.”  Prima di sbarcare aveva celebrato la messa nella sua cabina, per la quale aveva ottenuto il permesso dal Delegato Apostolico mons. Amleto Cicognani, ed aveva assistito ad un’altra celebrata da padre Russo delle Missioni di Cina suo compagno di cabina. Ad accoglierlo trovò gli amici siciliani Mattarella, Aldisio, Scelba, vari esponenti del disciolto Partito Popolare Italiano e della Democrazia cristiana, il socialista Lupis suo compagno d’esilio e molte persone che, pur non avendolo conosciuto,  si erano nutrite  dei suoi scritti durante il suo lungo esilio iniziato il 25 ottobre 1924.

Durante l’esilio in Inghilterra don Sturzo aveva pubblicato alcune importanti opere: LItalia e il Fascismo nel 1926,  La comunità internazionale e il diritto di guerra nel 1929, La società: sua natura e leggi nel 1935,  Politica e Morale nel 1938, Chiesa e Stato nel 1939. Nel periodo americano aveva poi pubblicato La vera vita. Sociologia del Soprannaturale nel 1943, LItalia e lordine internazionale nel 1944, Problemi spirituali del nostro tempo nel 1945, Nazionalismo e internazionalismo nel 1946.

Nel corso di quei sei anni trascorsi da esule negli Stati Uniti, egli aveva pubblicato diverse centinaia di scritti, raccolti nei due volumi della Miscellanea americana a cura di Giampaolo Malgeri, che mettono in evidenza la sua straordinaria attenzione agli eventi  storici, politici, militari, culturali e religiosi che attraversano gli anni drammatici della seconda guerra mondiale.

Nei suoi scritti il fondatore del Ppi richiama più volte i cinque punti di Pio XII contenuti nei radiomessaggi natalizi del 1939 e del 1941: il rispetto dei diritti degli Stati minori alla libertà politica e allo sviluppo economico, il rispetto della cultura e delle tradizioni delle minoranze, l’equa partecipazione di tutti i paesi alle ricchezze naturali senza monopoli intollerabili, la riduzione degli armamenti in vista di un disarmo mutuo e progressivo, la necessità di una nuova organizzazione internazionale per l’osservanza dei patti fra gli Stati.

Facendo un bilancio della sua attività politica e giornalistica, giova ricordare che in esilio don Sturzo parla di quattro battaglie perdute: il far riconoscere agli Alleati e all’opinione pubblica americana un’Italia non fascista, le affermazioni dei valori politico-morali di libertà di fronte ai sistemi totalitari, la realizzazione di un nuovo ordine internazionale basato sul diritto e la libertà dei popoli, un migliore trattato di pace  per l’Italia.

Aldilà dei risultati pratici delle sue battaglie, bisogna riconoscere a don Luigi Sturzo la straordinaria passione religiosa civile e politica, che lo ha sorretto nel corso della sua vita, nella quale come scrisse Jacques Maritain “l’attività temporale e la vita spirituale erano tanto più perfettamente distinte in quanto intimamente unite nell’amore e nel servizio di Cristo”.

Mons. Michele Pennisi

Arcivescovo emerito di Monreale, già Presidente della Commissione storica per la beatificazione del Servo di Dio  don Luigi Sturzo.

Innovazione didattica e valori dello sport, Luiss accoglie i nuovi studenti

Roma, 7 set. (askanews) – Con un’offerta formativa sempre più “di frontiera” e fortemente innovativa, caratterizzata da attività e modelli di apprendimento esperienziali all’avanguardia, l’università Luiss ha festeggiato i suoi nuovi studenti con la tradizionale Cerimonia di Benvenuto alla Matricole, momento culminante della Freshers’ Week, la settimana dedicata all’accoglienza e all’orientamento dei neoiscritti, circa 4mila quest’anno. Incremento delle domande d’ammissione, vocazione sempre più globale e sinergia con il mercato del lavoro sempre più stretta: sono i risultati che confermano la Luiss al primo posto tra le grandi università non statali nella classifica Censis 2026 e che, nel Ranking Financial Times Masters in Management 2026, hanno portato l’ateneo al 30mo posto al mondo per il corso di Laurea Magistrale in Management e al 18mo per quello in Corporate Finance, conquistando il 1° posto in Italia.

Paolo Boccardelli, Rettore Luiss: “Siamo in una fase di grandissimo cambiamento del mercato del lavoro, della formazione, degli assetti istituzionali, geopolitici, la politica stessa è in una fase di cambiamento e noi abbiamo il dovere morale di aiutare questi giovani ad affrontare queste sfide con la consapevolezza delle loro capacità, delle loro personalità e dei loro ruoli. E lo facciamo con un approccio molto innovativo, perché abbiamo deciso di abbracciare in maniera decisa l’innovazione tecnologica, le frontiere dell’intelligenza artificiale, ma in maniera positiva”.

L’evento ha riunito i vertici dell’Ateneo, tra cui il Direttore Generale Rita Carisano, i docenti dei diversi Dipartimenti e alcuni studenti-atleti, protagonisti del mondo sportivo italiano. I valori dello sport, infatti, oltre all’innovazione didattica, sono fondamentali per la crescita degli studenti, come ha sottolineato il Presidente FIGC Giovanni Malagò. La Luiss offre infatti anche il modello “Dual Career”, che consente di coniugare per gli studenti-atleti l’attività agonistica di alto livello con un percorso di laurea triennale e magistrale.

Lucrezia Ruggiero, Top Athlete Luiss, nazionale italiana nuoto artistico e sincronizzato: “Abbiamo questa grandissima opportunità: io stessa mi sono laureata in Giurisprudenza a novembre. Il progetto della Dual Career della Luiss Sport Academy ci permette di studiare e fare sport allo stesso tempo e questo farà in modo che, quando la nostra carriera sportiva terminerà, avremo qualcosa di pronto a sostituirla”.

L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei percorsi di studio, una partnership con Google for Education, moduli certificati in blockchain e due nuovi assistenti virtuali sono le novità di quest’anno, ma l’obiettivo della Luiss resta coniugare le competenze tecniche degli studenti a valori etici, responsabilità e spirito di squadra.

Giorgio Fossa, Presidente Luiss: “La Luiss deve far sì che oltre allo studio ci siano i valori che sono tipici di questa università dentro di loro e soprattutto ricordare che la Luiss può aprire le porte, ma le porte poi le devono attraversare loro”.

Venezia, arriva la Global Sumud Flotilla: portiamo bandiera Palestina

Venezia, 7 set. (askanews) – Accolta dal grido “Free free Palestine” una barca della Global Sumud Flotilla è arrivata anche alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia a Isola Edipo al Lido. A bordo la bandiera palestinese e la grande scritta, “Palestine”.

Lo sbarco è stato organizzato da Venice4Palestine, insieme alla Global Sumud Flotilla e al Morion Laboratorio Occupato, con il supporto di Isola Edipo e Artists for Palestine Italia, che hanno invitato il pubblico del festival ad accogliere l’imbarcazione, insieme a personalità del mondo cinematografico e culturale che si sono espresse a sostegno del popolo palestinese.

“La bandiera palestinese è stata issata a bordo dell’imbarcazione per onorare i registi dei film palestinesi presentati alla Mostra del Cinema di Venezia di quest’anno.

La bandiera palestinese sventola al Lido di Venezia!”, hanno detto gli attivisti dopo le polemiche per la mancanza del vessillo alla kermesse. “La Biennale può esporre soltanto le bandiere degli Stati riconosciuti dal governo italiano” ha dichiarato pochi giorni fa il direttore artistico della Mostra Alberto Barbera.

Maria Elena Delia, portavoce per l’Italia della Global Sumud Flotilla: “Per noi oggi era molto importante questa azione, ovviamente simbolica, che però è nelle nostre corde, perché le barche fanno parte della nostra identità, perché questa è una scena internazionale e soprattutto è una scena in cui c’è creatività, c’è arte, comunicazione e mai come in questo momento questa scena potrebbe veramente decidere di fare la cosa giusta e parlare di quello che succede in Palestina, che poi non è altro che lo specchio di tutta un’altra serie di ingiustizie che vediamo accadere nel mondo dove ci sono degli abusi di potere”.

Presente anche l’attrice Irene Maiorino: “Sono qui come persona, come umano, dobbiamo risvegliare un po’ le coscienze, non dobbiamo mollare questa lotta, è molto importante. I ragazzi di Venice4Palestine metteranno la bandiera che manca”.

E il regista di “Citizen Osama, di Gaza, Ahmed Hassouna, presentato alla Mostra ha detto: “Siamo qui non solo per combattere per la bandiera, siamo qui per fermare il silenzio, è molto importante. Voglio che tutti capiscano che l’occupazione israeliana non sta uccidendo solo i palestinesi a Gaza ma l’umanità a Gaza, stanno uccidendo ognuno di voi come essere umano a Gaza”.

Gli attivisti della Flotilla si preparano a intraprendere nuove missioni a ottobre e i rappresentanti del collettivo Venice4Palestine hanno organizzato, sempre a Venezia, l’8 settembre un panel sulla complicità culturale presso Casa degli Autori.

Venezia, Irene Maiorino: un’ingiustizia che manchi bandiera Palestina

Venezia, 7 set. (askanews) – “Sono qui come attrice ma in realtà sono qui veramente come persona, come essere umano, dobbiamo risvegliare un po’ le coscienze, non dobbiamo mollare questa lotta, è molto importante. I ragazzi di Venice4Palestine metteranno la bandiera che manca, qui ci sono due film che sono di origine palestinese, la terra di origine di questi film è la Palestina quindi io oggi passavo e vedevo che mancava questa bandiera, è veramente un’ingiustizia: chiediamo anche che a Israele venga comunque riservato un trattamento diverso”.

Così Irene Maiorino, la Lila della quarta stagione della serie “L’amica geniale”, presente all’arrivo di una barca della Global Sumud Flotilla alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, a Isola Edipo al Lido. A bordo la bandiera palestinese e la grande scritta: “Palestine”.

Lo sbarco è stato organizzato da Venice4Palestine, insieme alla Global Sumud Flotilla e al Morion Laboratorio Occupato, con il supporto di Isola Edipo e Artists for Palestine Italia, che hanno invitato il pubblico del festival ad accogliere l’imbarcazione, insieme a personalità del mondo cinematografico e culturale che si sono espresse a sostegno del popolo palestinese.

Venezia, Flotilla: Palestina non esiste? Alla Biennale serve coraggio

Venezia, 7 set. (askanews) – “Secondo me dovrebbero fare un atto di coraggio anche alla Biennale oppure non nascondersi dietro una frase come ‘dato che la Palestina non è riconosciuta’, allora non esiste, perché la Palestina esiste eccome, esiste nella vita, come nella morte che li riguarda tutti i giorni, morte della quale, anche molte persone di questo Paese sono complici”: lo ha dichiarato Maria Elena Delia, portavoce della Global Sumud Flotilla in Italia, arrivando al Lido, a Isola Edipo, a bordo di un’imbarcazione su cui è stata issata la bandiera palestinese per rendere omaggio ai registi dei film palestinesi presentati alla Mostra del Cinema di Venezia quest’anno.

“Hai citato Anna Foglietta, Greta Scarano con il ventaglio con l’anguria, sono cose piccole o grandi, simboliche o concrete, che però da un palcoscenico come questo hanno una risonanza che non è puramente estetica, è politica, noi li ringraziamo tanto”, ha aggiunto Delia.

Italia, Cernobbio lancia la sfida dei talenti

Cernobbio, 07 set. (askanews) – L’Italia perde talenti e competenze, mettendo a rischio competitività, innovazione e crescita economica. Nel 2024 oltre 141mila cittadini italiani hanno trasferito la propria residenza all’estero: circa 45mila erano laureati.

I dati della perdita per il nostro Paese in termini di competenze e di investimenti emergono dallo Studio “Comprendere e contrastare il fenomeno della perdita dei talenti: la Roadmap per l’Italia”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Philip Morris Italia e presentato al Forum Ambrosetti a Cernobbio.

Le parole di Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia: “La fuga dei talenti è un tema fondamentale, del quale credo non si parli abbastanza. Nel 2024, 45.000 laureati in Italia hanno lasciato questo Paese. La collettività ha impegnato 7,2 miliardi di euro per formare questi 45.000 laureati.”

Secondo lo studio, il fenomeno è ormai una priorità anche per il sistema produttivo: il 93,9% delle imprese lo considera problematico o molto problematico per l’Italia. Tra le principali cause indicate dalle aziende ci sono le retribuzioni basse rispetto al costo della vita, la scarsa fiducia nel futuro e la limitata disponibilità di opportunità professionali.

Le parole di Giovanna Iannantuoni, Professoressa Ordinaria di Economia Politica e già Rettrice, Università di Milano-Bicocca: “In questi giorni abbiamo ascoltato quanto sia prioritario per l’Europa l’autonomia e l’investimento su temi fondamentali quali l’intelligenza artificiale, la strategia per una nuova politica industriale che debba mettere al primo posto la competitività europea. Tutto questo è irrealizzabile senza le persone. L’infrastruttura più importante è quella dei giovani laureati, i quali devono trovare in Europa, nel nostro Paese, un posto dove essere felici e dove realizzare anche le proprie ambizioni professionali.”

La sfida riguarda quindi l’intero sistema Paese: dalla formazione all’ingresso nel mercato del lavoro, fino alla capacità di trattenere e richiamare competenze dall’estero. Per questo lo studio prevede anche una roadmap per invertire la rotta.

Il commento di Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group: “Abbiamo visto quello che sta facendo il resto dell’Europa. L’Italia ha sicuramente avviato il regime impatriati negli ultimi anni che stanno dando i frutti in termini di rientri dei principali talenti lavorativi anche nel mondo accademico, ma forse si può fare qualcosa di più in chiave di integrazione. Abbiamo messo a punto una roadmap di 15 interventi. Qui a Cernobbio abbiamo presentato 6 interventi che possono agire su filoni come l’aspetto fiscale, l’aspetto di supporto al rientro, la possibilità di fare lavorare e dialogare meglio ricerche, università e imprese, ma anche per esempio finanziare e sostenere start-up e innovazioni.”

Senza interventi strutturali, entro il 2035 l’Italia rischia di perdere altri 760mila laureati, con una perdita potenziale fino a 307 miliardi di euro di PIL.

La sfida, ora, è trasformare le proposte in azioni concrete, costruendo un sistema capace di valorizzare le competenze e rendere l’Italia un Paese più attrattivo per chi vuole studiare, lavorare e costruire qui il proprio futuro.

Cinema, tante star alla premiazione del Filming Italy Venice Award

Venezia, 7 set. (askanews) – Parterre di star ieri sera presso la Sala degli Stucchi dell’Hotel Excelsioral al Lido di Venezia per la cerimonia di premiazione del Filming Italy Venice Award, in cui Tiziana Rocca, direttore generale e artistico del Filming Italy Award, ha annunciato tutti i premiati di quest’anno. Il Premio è stato realizzato durante la 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e un ringraziamento speciale è stato rivolto al suo direttore artistico Alberto Barbera, da sempre vicino alla manifestazione.

“Sono molto soddisfatta di questa ottava edizione del Filming Italy Venice Award, che ancora una volta ci ha permesso di celebrare il talento, la creatività e le eccellenze del cinema italiano e internazionale nella splendida cornice della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia -ha detto Tiziana Rocca – questa edizione ha visto la partecipazione di un parterre di ospiti di altissimo prestigio, confermando la crescita e il valore raggiunti dal Filming Italy Venice Award. Dietro questo risultato c’è stato un grande sforzo produttivo e organizzativo. Sono particolarmente orgogliosa, inoltre, che il Premio continui a dedicare un’attenzione speciale alle donne che lavorano nell’industria cinematografica: attrici, registe, produttrici, sceneggiatrici, professioniste e tutte quelle figure che, con il loro talento e la loro determinazione, contribuiscono ogni giorno alla crescita del nostro cinema. Dedicare un premio a loro significa riconoscere il valore di un lavoro spesso silenzioso, ma fondamentale, e ribadire il nostro impegno a sostenere sempre di più il talento e la professionalità femminile. Il nostro obiettivo è continuare a crescere, portando a Venezia un evento capace di unire qualità, attenzione all’industria e, soprattutto, grande amore per il cinema” ha aggiunto.

La senatrice Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, ha commentato: “Ogni produzione che arriva su un territorio porta con sé una ricaduta che va oltre la firma di un film o di una serie. Oggi l’Italia può contare su una presenza capillare su tutto il territorio nazionale, ma fino a pochi anni fa le velocità erano molto diverse tra le regioni: penso alla Puglia, meno frequentata negli anni ’90 oggi meta ambita in tutto il mondo proprio grazie al cinema. Lo stesso sta accadendo con la Calabria. E questo significa occupazione stabile, non solo per le maestranze del settore. Il cinema è cultura, ma è anche lavoro, ed è per questo che il governo continua a investire”.

L’ambasciatrice di questa nuova edizione è stata Clara McGregor, attrice, produttrice e modella britannica, figlia dell’attore Ewan McGregor. Il ruolo di madrina è stato affidato alla giovanissima Letizia Arnò, protagonista femminile dell’ultimo film di Checco Zalone diretto da Gennaro Nunziante, ‘Buen Camino’. All’attrice russa – nonché una delle top model più famose al mondo e testimonial delle campagne pubblicitarie dei più celebri brand di moda – Irina Shayk è stato consegnato il Filming Italy Venice International Award. Prossimamente, Irina reciterà nel film della Universal Pictures ‘The Catch’, al fianco di Emma Stone e Chris Pine.

Ecco tutti i vincitori delle varie categorie: a Orlando Bloom il Filming Italy Venice International Award; a Lino Banfi il Filming Italy Achievement Award; a ad Alba Rohrwacher il Filming Italy Venice Award – Miglior attrice protagonista per il film Tre ciotole; ad Alessandro Preziosi il Filming Italy Venice Award – Miglior documentario per Aspettando Re Lear; ad Alessio Vassallo il Filming Italy Venice Award – Miglior attore protagonista in una serie tv per L’altro ispettore; ad Aurora Quattrocchi il Filming Italy Venice Award – Miglior attrice protagonista per il film Gioia mia; a Beatrice Arnera il Filming Italy Venice Award per Scuola di seduzione; a Eduardo Scarpetta il Filming Italy Venice Award – Miglior attore protagonista in una serie tv per Storia della mia famiglia e Storia della mia famiglia 2; a Malcom McRae il Filming Italy Venice International Award; a Francesca Archibugi il Filming Italy Venice Award Premio Speciale per il film Illusione; a Clara McGregor il Filming Italy Venice Award; a Giorgio Pasotti il Filming Italy Venice Award – Premio Sport e Cinema per il film Rosso Volante; a Greta Scarano il Filming Italy Venice Award per il suo esordio alla regia La vita da grandi; a Herbert Ballerina il Filming Italy Venice Award – Miglior attore protagonista in un film commedia per Cena di classe; a Francesca Comencini il Filming Italy Venice Women Power Award; a Leo Gassmann il Filming Italy Venice Award – Miglior attore protagonista per il film Fuori la verità; ad Akinola Davies Jr. il Filming Italy Venice International Award; a Massimiliano Gallo il Filming Italy Venice Award – Miglior esordio alla regia per il film La salita; a Matilde Gioli il Filming Italy Venice Award – Miglior attrice protagonista per il film Strike – Figli di un’era sbagliata; a Monica Guerritore il Filming Italy Venice Award – Miglior attrice protagonista per il film Anna; a Sveva Alviti il Filming Italy Venice European Award; ad Alanah Bloor il Filming Italy Venice International Award Best Character in a Tv Series per Sandokan; a Martina Colombari il Filming Italy Venice Award – Miglior attrice non protagonista per il film Buen Camino.

In collaborazione con SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, a Mario Martone il premio per la Miglior regia per il film Fuori. Tra gli altri premi speciali di questa edizione: a Pilar Fogliati il Premio Frecciarossa – Filming Italy Venice Award come Miglior attrice protagonista per il film Breve storia d’amore; a Carolina Crescentini il premio in collaborazione con Festina Filming Italy Venice Award – Miglior attrice protagonista in un film drammatico per Le cose non dette; a Claudia Tranchese il premio in collaborazione con Elena Mirò Filming Italy Venice Award – Miglior attrice non protagonista per la serie tv La Preside; a Ilenia Pastorelli il premio in collaborazione con Leo Pizzo Filming Italy Venice Award – Miglior attrice protagonista in un film commedia per Innamorarsi e altre pessime idee; a Irene Maiorino il Filming Italy Venice Award – Premio Speciale Donne del cinema italiano per il suo ultimo film Quasi grazia; a Cesare Hary il Filming Italy Venice Award Young Generation, in collaborazione con CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia; Alessandro Saba e Francesca Cualbu di Fremantle, il Filming Italy Producer Italian Award per La grazia di Paolo Sorrentino; a Paolo Del Brocco, AD di Rai Cinema, il Filming Italy Producer Italian Award per Le città di pianura di Francesco Sossai; a Giampaolo Letta, AD e Vicepresidente di Medusa Film, e a Benedetto Habib, produttore e partner di Indiana Production, il Filming Italy Producer Italian Award per Buen Camino di Gennaro Nunziante; a Marta Donzelli, fondatrice di Vivo Film, il Filming Italy Producer Italian Award per Le città di pianura di Francesco Sossai.

Il Filming Italy Venice Award, in collaborazione con Sala Grande, gode del patrocinio del Ministero del Turismo, della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del MiC, di ANEC, di ANICA, del SNCCI, di APA, di Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, del Centro Sperimentale di Cinematografia, di AGIS, di Italy for Movies, in collaborazione con Cinecittà.

La giuria di qualità è stata composta da diversi esponenti tra le eccellenze della cinematografia italiana: Alberto Barbera, direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia; Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema; Massimiliano Orfei, presidente di Piper Film; Giampaolo Letta, ad e vicepresidente di Medusa Film; Luigi Lonigro, direttore di 01 Distribution; Maria Pia Ammirati, direttrice Rai Fiction; Maria Giuseppina Troccoli, presidente della Fondazione Roma Lazio Film Commission; Guglielmo Marchetti, Chairman and ceo di Notorious Pictures; Federica Lucisano, ad di Lucisano Media Group; Flavio Natalia, direttore Sala Grande; Chiara Sbarigia, presidente APA; Simone Gialdini, direttore generale ANEC; Andrea Agostini, presidente Fondazione Marche Cultura; Manuela Cacciamani, ad di Cinecittà; Antonio Saccone, presidente di Cinecittà.

Durante la serata di premiazione è stato inoltre consegnato il premio in collaborazione con Panalight al cortometraggio Fiori cadono di Ludovica Galletta, presentato da Women in Film, Television and Media Italia all’ultima edizione del Filming Italy Sardegna Festival.

Ingegneria e architettura, nasce Liasia

Roma, 7 set. (askanews) – Rafforzare la rappresentanza delle organizzazioni di ingegneria, architettura e servizi tecnici, promuovere la centralità della progettazione nei processi di sviluppo del Paese e contribuire all’evoluzione del quadro normativo attraverso un confronto aperto e costruttivo con le istituzioni. Con questa visione nasce LIASIA – Libera e Indipendente Associazione delle Organizzazioni di Ingegneria, Architettura e altri Servizi Tecnici, una nuova realtà associativa nazionale che riunisce società e organizzazioni professionali operanti nei settori della progettazione, dell’ingegneria, dell’architettura, della consulenza specialistica e dei servizi tecnici.

Obiettivo è offrire una rappresentanza realmente indipendente, autorevole e propositiva, capace di interpretare le esigenze di un comparto strategico per la competitività del Paese e per la qualità delle infrastrutture, dell’ambiente costruito e delle opere pubbliche, e promuovere un mercato dei servizi tecnici fondato sulla qualità delle competenze, sulla trasparenza delle procedure, sulla libera concorrenza e sulla valorizzazione del merito, sostenendo al tempo stesso l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione dei processi, la sostenibilità e l’internazionalizzazione delle organizzazioni italiane.

Prima priorità la piena tutela dell’equo compenso quale garanzia della qualità delle prestazioni professionali. Ricosciuto nel

sistema ordinistico un interlocutore istituzionale fondamentale , ritenendo essenziale sviluppare un dialogo costante con tutti gli attori del settore.

Per il Presidente di LIASIA, Livio Gambacorta, l’Italia ha bisogno di restituire piena centralità alla progettazione e le grandi trasformazioni che il Paese è chiamato ad affrontare – dalla rigenerazione urbana alla transizione ecologica, dalla resilienza delle infrastrutture alla sicurezza del territorio – richiedono competenze progettuali di altissimo livello e organizzazioni in grado di operare con autonomia, responsabilità e visione.

Meloni: dal Consiglio europeo serve più coraggio sul costo dell’energia

Roma, 7 set. (askanews) – “E’ sotto gli occhi di tutti l’impatto fortissimo che la situazione internazionale, in particolare la crisi a Hormuz, sta avendo sul costo dei carburanti e fertilizzanti, sul costo delle materie prime e quanto tutto questo stia pesando su cittadini e imprese: siamo d’accordo con De Wever che il prossimo consiglio europeo debba tornare ad affrontare i temi della competitività, del costo dell’energia e debba farlo con più coraggio e maggiore concretezza”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa al termine dell’incontro con il primo ministro belga, Bart De Wever, a Palazzo Chigi.

“Lavoreremo insieme anche su questo punto, insieme animiamo il tavolo degli stati membri like minded, che hanno le stesse posizioni, insieme al cancelliere Merz: siamo d’accordo sulla necessità di convocare questo tavolo prima del consigio europeo”, ha aggiunto.

Caparezza esce col video ufficiale di A Comic Book Saved My Life

Milano, 7 set. (askanews) – Terminato il tour estivo di Orbit orbit che ha visto Caparezza esibirsi sui palchi dei principali festival, è disponibile da ora il videoclip ufficiale di A Comic Book Saved My Life.

Nel brano Caparezza ripercorre tre momenti della propria vita in cui il fumetto ha rappresentato un rifugio e un punto di riferimento. Il pezzo nasce così dal legame profondo dell’artista con il mondo dei fumetti, una passione che attraversa anche Orbit Orbit, album uscito lo scorso ottobre per BMG e certificato disco di platino, in cui musica e fumetto si incontrano.

Il videoclip è stato animato e diretto da Gianluca Maruotti, realizzato con illustrazioni dello stesso Maruotti e di Laura Camelli (La Came) e Lorenzo Mò utilizzando la tecnica stop motion cut out animation. I personaggi e gli elementi scenografici sono creati ritagliando carta e cartoncino, spostati a mano millimetro dopo millimetro, scattando una singola fotografia per ogni spostamento, per poi riprodurle rapidamente facendo prendere vita ai presonaggi e alla storia narrata.

Protagonista è un ragazzo che, dalla propria stanza, viene trasportato dalle pagine di un fumetto in un mondo fatto di avventure spaziali, supereroi, mostri e scenari surreali. Tra realtà e fantasia, il fumetto diventa uno spazio in cui rifugiarsi, ma anche un modo per capire meglio sé stessi e ciò che ci circonda.

Un anno ricco di musica per Caparezza, segnato dall’uscita di Orbit Orbit, dal tour nei principali festival italiani e dalla vittoria della Targa Tenco per il Miglior album in assoluto. Orbit Orbit rappresenta un progetto in cui musica, scrittura e immaginario si incontrano e che rappresenta una nuova tappa del percorso artistico di Caparezza.

Iran, Meloni: da Consiglio europeo serve più coraggio su costo energia

Roma, 7 set. (askanews) – “E’ sotto gli occhi di tutti l’impatto fortissimo che la situazione internazionale, in particolare la crisi a Hormuz, sta avendo sul costo dei carburanti e fertilizzanti, sul costo delle materie prime e quanto tutto questo stia pesando su cittadini e imprese: siamo d’accordo con De Wever che il prossimo consiglio europeo debba tornare ad affrontare i temi della competitività, del costo dell’energia e debba farlo con più coraggio e maggiore concretezza”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa al termine dell’incontro con il primo ministro belga, Bart De Wever, a Palazzo Chigi.

“Lavoreremo insieme anche su questo punto, insieme animiamo il tavolo degli stati membri like minded, che hanno le stesse posizioni, insieme al cancelliere Merz: siamo d’accordo sulla necessità di convocare questo tavolo prima del consigio europeo”, ha aggiunto.

Migranti, Meloni: Schengen si preserva solo difendendo confini esterni Ue

Roma, 7 set. (askanews) – Dal punto di vista dei flussi migratori “abbiamo avuto un’estate molto movimentata che chiama in causa la capacità europea di rispondere alle crisi su questa materia: rimango fermamente convinta che sia possibile preservare lo spazio Schengen nel migliore dei modi solo se si difendono i confini esterni dell’Ue, solo se tutti gli stati membri continuano a fare la loro parte nella lotta ai trafficati e all’immigrazione clandestina di massa”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa al termine dell’incontro con il primo ministro belga, Bart De Wever, a Palazzo Chigi.

Adéla è la star emergente del momento, dalla Slovacchia a Los Angeles

Milano, 7 set. (askanews) – Adéla ha ventidue anni e grinta da vendere: originaria della Slovacchia e poi trasferitasi a Los Angeles, da sconosciuta ha già conquistato i piani alti del pop, arrivando in cima alle classifiche e diventando un vero e proprio fenomeno musicale che ha attirato l’attenzione persino dell’attrice Premio Oscar Nicole Kidman, che ha deciso di inaugurare il suo profilo TikTok proprio utilizzano la hit dell’artista, “Ain’t in LA” e dichiarandosi sua fan. Proprio con “Ain’t in LA”, Adéla è volata oggi nella top10 dei brani più ascoltati al mondo su Spotify. Il suo album di debutto “PRIMA”, inoltre, ha ottenuto oltre 10 milioni di stream sempre su Spotify nelle prime 24 ore.

“Ain’t in LA”, che ha già ottenuto oltre 100 milioni di stream totali ed è diventata una delle hit mondiali del momento, ha anticipato l’album ed è arrivata accompagnata da un videoclip ufficiale diretto da Fred Gervais e girato nella città natale dell’artista a Bratislava. “Ain’t In LA” vede l’artista riflettere sul suo percorso in ascesa e travolgente con gratitudine per tutte le opportunità che le si sono presentate da quando ha lasciato la Slovacchia alla ricerca del successo nel mondo del pop. L’ispirazione le è venuta dopo una visita a casa, dove si è imbattuta in alcune foto di sua madre a 18 anni che posava davanti a una parete tappezzata di immagini appartenenti alla cultura pop. “Mio nonno aveva contrabbandato quei poster dalla Germania”, racconta, “e mi ha fatto pensare: “Ci sono così tante ragazze bellissime con dei sogni che non riusciranno mai a realizzare i propri desideri, proprio come mia madre”. Ho scritto questa canzone per lei e per gli altri miliardi di ragazze che probabilmente sono più fighe di me”. Adéla ora arriverà per la prima volta anche nelle radio italiane proprio con “Ain’t in LA” da venerdì 18 settembre. “PRIMA”, prodotto dai super producer Dylan Brady e Blake Slatkin, è uscito venerdì assieme al nuovo singolo intitolato “Nicole Kidman”. Diretto da Hannah Lux Davis, il videoclip è ricco di riferimenti ad alcuni dei ruoli più iconici dell’attrice in film come “Eyes Wide Shut”, “Moulin Rouge”, “Birth” e “Babygirl”, oltre che alla sua pubblicità per AMC Theatres. Parlando con “W Magazine” dell’ispirazione alla base della canzone, Adéla ha ricordato: “In qualche modo, sono stata invitata a un evento dei Golden Globe. Non ho mai recitato in un film, ma mi sono preparata per l’occasione, ho indossato un abito, mi sono fatta acconciare i capelli e stavo davvero bene. I miei capelli erano super vaporosi e il mio corsetto era così stretto che ho pensato: ‘In questo momento mi sento proprio come Nicole Kidman’. Ho guardato ‘Eyes Wide Shut’ e ne sono rimasta affascinata. Per me, lei è la vera star del Cinema.” L’album “Prima” è un ritratto tridimensionale dell’arte di Adéla e il suono autentico di una giovane donna che ha preso possesso del proprio potere. “Voglio che questo album suoni esattamente come una ragazza di 22 anni”, afferma Adéla. “Ho cercato di esprimere entrambi i lati. Ho mescolato il duro con il morbido, la vulnerabilità con la grinta, i ritmi energici con l’energia femminile. Ho fatto esattamente quello che volevo”. In “PRIMA”, la popstar esplora i lati più vulnerabili di sé stessa mentre affronta insicurezze, relazioni tossiche e temi classici dell’esperienza femminile come l’amore, la perdita, l’identità, l’autonomia e l’amicizia. Radicata in un sound caratteristico fatto di tacchi a spillo e piroette, tastiere intrise di sudore e testi intimi come un messaggio alle 3 del mattino, mantiene la sua musica con i piedi per terra grazie alla sua convinzione rinfrescante e senza compromessi di arrivare in cima. “PRIMA significa ‘prima’, il che è perfetto dato che questo è il mio debutto. Essere una prima ballerina significa essere la numero uno o la migliore ballerina della compagnia. È un termine affettuoso nella comunità delle ballerine. Sto cercando di diventare la prima ballerina del pop, e questo è il mio primo passo per raggiungerlo.”, ha raccontato.

Mosca chiude il Consolato tedesco a San Pietroburgo e i Goethe Institut

Roma, 7 set. (askanews) – La Russia revoca il consenso al funzionamento del Consolato Generale di Germania a San Pietroburgo, che dovrà pertanto cessare le proprie attività entro e non oltre il 18 settembre 2026. Lo ha annunciato oggi il ministero degli Esteri russo, precisando che si tratta di una misura di ritorsione in risposta alle decisioni adottate da Berlino.

Il ministero russo ha riferito che l’incaricato d’affari tedesco in Russia è stato convocato e informato delle misure adottate da Mosca. “In relazione alle azioni ostili della parte tedesca volte a chiudere il Consolato Generale russo a Bonn e la Casa della Scienza e della Cultura russa a Berlino, il 7 settembre l’incaricato d’affari tedesco in Russia è stato informato delle misure di ritorsione adottate”, si legge nella nota.

“La parte russa revoca il proprio consenso al funzionamento del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a San Pietroburgo, che dovrà cessare le proprie attività entro e non oltre il 18 settembre 2026, e tutti i suoi dipendenti dovranno lasciare la Russia entro tale data”, prosegue la dichiarazione.

Mosca accusa inoltre le autorità tedesche di aver provocato “una nuova escalation” nelle relazioni bilaterali e sostiene che Berlino sia “pienamente responsabile di tutte le conseguenze” delle proprie decisioni.

Le misure russe riguardano anche le attività culturali tedesche. “I centri culturali tedeschi del Goethe-Institut nella Federazione Russa devono cessare le loro attività”, ha affermato il ministero degli Esteri russo, aggiungendo che i dipendenti del Goethe-Institut in missione nel Paese dovranno lasciare la Russia entro e non oltre il 13 settembre 2026.

La decisione di Mosca arriva dopo l’annuncio, da parte del ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, della chiusura del Consolato Generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre e della rescissione dell’accordo relativo alle attività della Casa della Scienza e della Cultura russa a Berlino.

Venezia, Riccardo Scamarcio tra paternità e il peso delle aspettative

Venezia, 7 set. (askanews) – Riccardo Scamarcio è il padre di un bambino con una grave disabilità che nel nipote adolescente ritrova il figlio che avrebbe voluto avere. Parla di figli idealizzati, aspettative deluse e paternità, “I figli della scimmia”, opera prima di Tommaso Landucci presentata a Orizzonti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (nelle sale italiane dal 17 settembre con Medusa).

Il regista ha raccontato di aver iniziato a pensare al film nel momento in cui stava per diventare genitore e di essere partito, come suggestione, dalla fiaba di Esopo sulla scimmia che ama uno dei due figli e disprezza l’altro. “Quando aspetti un bambino cominci a immaginarti come sarà, fai delle proiezioni, anche su te stesso, su come sarai tu come padre”, racconta Landucci. Nel film quelle aspettative “vengono in qualche modo cambiate, forse deluse”, e il padre “deve farci i conti”.

“La parte interessante era stare in questo contrasto, in questa zona grigia”. La disabilità per Landucci, non è il tema principale ma la lente attraverso cui guardare qualcosa di più ampio: “Spero che parli a famiglie con persone con disabilità al loro interno, ma che parli in generale a padri e madri che hanno aspettative legate ai propri figli deluse da prospettive personali, dal vedere il proprio figlio non come un’altra persona ma come un proprio erede”.

Riccardo Scamarcio, anche tra i produttori, è rimasto subito catturato dalla sceneggiatura: “Il fatto di fotografare un uomo che non riesce a decifrare bene quello che prova, che si muove in maniera maldestra, che non è solo vittima, perché conserva un’ironia, una leggerezza nonostante il peso quotidiano di occuparsi di un figlio con una disabilità grave. E Il fatto che il copione giocasse contro il cliché, mi ha convinto che fosse una grande occasione per me da interprete”. “C’è anche una grandissima tenerezza nei confronti del fatto di essere genitori: non solo quella dell’amore dei genitori verso i figli, ma quella dello sguardo di Tommaso sui genitori stessi. Forse è una cosa di cui non si parla molto, ma in questo film c’è questa dolcezza”.

Venezia 83, la violenza dell’ICE diventa un horror in "They’re Here"

Roma, 7 set. (askanews) – Le azioni dell’ICE diventano un horror nel cortometraggio “They’re Here” presentato alla Mostra di Venezia. La regista Laura Poitras, che quattro anni fa aveva vinto il Leone d’oro con “Tutta la bellezza e il dolore” sull’abuso di oppiacei negli Usa, è arrivata al Lido con una maglietta con la scritta “Fight fascism”, “combattiamo il fascismo”. Anche questa volta ha portato a Venezia un’opera di denuncia, realizzata come un film dispotico e un horror, che racconta la vicenda di alcuni residenti di Minneapolis impegnati a sfuggire e a opporsi all’occupazione paramilitare della loro città da parte dell’ICE.

Poitras ha spiegato: “Avevamo l’urgenza di raccontare questa storia, ciò che stiamo vedendo negli Stati Uniti è terribile. Nei media c’è la normalizzazione di questa violenza noi invece volevamo sensibilizzare su questo tema, volevamo che si sentisse il senso del terrore. Questa è finzione, è realtà, è un incubo. L’intero Paese è sotto aggressione e oggi gli immigrati vivono in costante paura”.

“They’re Here” è ambientato in uno scenario invernale in cui agenti mascherati rapiscono bambini, i residenti sono costretti a viaggiare nascosti nei bagagliai, prigionieri in catene vengono caricati su aerei sotto gli occhi dei turisti, ciclisti monitorano i movimenti di una forza d’invasione. La co-regista e co-produttrice Rachel Lauren Mueller ha affermato: “La resistenza ha funzionato ma l’Ice è ancora attivo, ha un budget di 70 miliardi di dollari, solo negli ultimi due mesi sono state rapite 90mila persone, un numero impressionante. È ancora attivo anche se ha tattiche diverse”.

Poitras, in conferenza stampa, ha concluso: “Conosciamo la violenza su cui è fondato il nostro Paese ma c’è stata un’escalation enorme ed è una minaccia per la democrazia. Per questo avevamo l’urgenza di fare questo film, subito”.

In migliaia ai funerali del boia di Srebrenica Mladic in Serbia

Roma, 7 set. (askanews) – Migliaia di persone si sono riunite a Belgrado per i funerali di Ratko Mladic, il generale serbo condannato per aver orchestrato il peggior massacro in Europa dalla seconda guerra mondiale, il cui ritorno in patria, un tempo considerato un eroe, ha suscitato allarme internazionale. La cerimonia funebre è stata presieduta dal capo della chiesa ortodossa serba, il patriarca Porfirije, ma è stata disertata dalle principali autorità politiche del Paese. Il presidente serbo Aleksandar Vucic si è detto impegnato in un incontro improrogabile con il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev che si trova in visita a Belgrado.

Conosciuto come il “Macellaio della Bosnia” per il suo ruolo nel genocidio dei Balcani negli anni ’90, Mladic è morto in carcere alla fine di agosto all’età di 84 anni, mentre scontava l’ergastolo per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Mladic è rimasto una figura amata da molti serbi, compresi i politici nazionali, e la sua bara è stata trasportata in Serbia su un aereo governativo, avvolta nelle bandiere nazionali e portata fuori dall’aereo da soldati in uniforme. Mentre la bara veniva portata fuori dall’aeroporto, alcuni uomini si sono radunati lungo le strade e hanno esposto striscioni in onore del boia di Srebrenica.

Oggi, migliaia di persone si sono riunite davanti a una piccola chiesa nella capitale serba per rendere omaggio a Mladic. Le forze armate hanno assicurato la guardia al feretro, sul quale erano adagiati il suo caratteristico cappello militare e una spada. Davanti, una serie di medaglie. Fuori dalla chiesa, bandiere serbe sono state appese nelle vicinanze, mentre su un enorme striscione srotolato attraverso la strada si leggeva “Benvenuto, Generale, grazie a tua madre per aver dato alla luce un eroe”. Mladic, “cristiano ortodosso e soldato serbo”, “rimarrà profondamente impresso nella memoria della maggior parte del popolo serbo”, ha detto Porfirije durante la sua orazione funebre. “Al di là delle sentenze dei tribunali umani, il verdetto definitivo sulla figura e sulle sue azioni spetta al tempo, alla memoria storica e, soprattutto, al giudizio divino”.

Le esequie in pompa militare hanno suscitato la condanna della commissaria europea per l’allargamento, Marta Kos, che ha annullato una visita in Serbia prevista per venerdì. “Il ritorno della salma a Belgrado ricorda all’Europa le pagine più buie della nostra storia recente”, ha dichiarato sui social media.

La Serbia sta negoziando l’adesione all’Ue dal 2014, ma il processo si è bloccato negli ultimi anni sotto la presidenza populista di Aleksandar Vucic. “La glorificazione della morte di Mladic è incompatibile con i valori su cui si fonda il percorso verso l’Ue”, ha affermato Kos. “Questo percorso richiede di confrontarsi con il passato, richiede una vera riconciliazione e di rispettare le vittime dei crimini di guerra. I valori che sono alla base del nostro futuro comune non sono negoziabili”.

Un portavoce dell’Ue ha ribadito l’avvertimento questa mattina. “Qualsiasi glorificazione di criminali di guerra, negazionismo del genocidio e revisionismo contraddicono i valori europei più fondamentali e non hanno posto nell’Ue né nei paesi candidati all’adesione”, ha dichiarato in un comunicato.

Mladic è stato uno dei principali artefici della politica di pulizia etnica durante la guerra in Bosnia, che ha causato la morte di oltre 100.000 persone e lo sfollamento di oltre 2 milioni. Tra i suoi crimini più gravi spicca l’assedio di Sarajevo, capitale della Bosnia, durato 1.460 giorni, durante il quale la popolazione civile fu sottoposta quotidianamente a bombardamenti e attacchi di cecchini da parte delle forze nazionaliste serbe, causando la morte di oltre 10.000 persone.

Il conflitto, durato tre anni, culminò nel 1995 con l’uccisione di almeno 8.000 musulmani bosgnacchi nella città di Srebrenica, un crimine che sconvolse i governi europei, impegnati per decenni a prevenire gli stermini di massa dopo gli orrori della metà del secolo scorso. A Srebrenica, le forze di Mladic furono filmate mentre distribuivano dolciumi ai bambini, promettendo loro un salvacondotto, prima che migliaia di uomini e ragazzi bosniaci venissero radunati, uccisi e i loro corpi gettati in fosse comuni. “Diamo questa città in dono al popolo serbo”, dichiarò Mladic all’epoca in un video.

Le stragi sono state indicate come un fallimento internazionale, soprattutto perché Srebrenica era stata designata “zona sicura” sotto la protezione delle Nazioni Unite. Mladic fu arrestato in Serbia nel 2011, dopo 16 anni di latitanza, e condannato all’ergastolo da un tribunale delle Nazioni Unite nei Paesi Bassi nel 2017. Durante la sua detenzione, ha avuto problemi di salute a seguito di una serie di ictus. L’obiettivo della leadership serba, che Mladic era incaricato di attuare – come stabilito dal Tribunale penale internazionale delle Nazioni Unite per l’ex Jugoslavia (ICTY) – era l’espulsione forzata dei musulmani bosniaci, dei croati e di altri non serbi per liberare il territorio bosniaco e creare una “Grande Serbia”.

Musica, "Il mare sta piangendo" è il nuovo singolo di Lucia Lin

Roma, 7 set. (askanews) – “Il mare sta piangendo” è il suo primo singolo che racconta una storia di resilienza, prodotto da Milano Music Play e distribuito da The Orchard Sony Music. Da pochi giorni su tutte le piattaforme a firma di L.

Una storia di resilienza che attraversa due culture e si fa musica, racconto, canzone. La cantautrice e interprete di origine cinese e oggi residente a Trieste già protagonista di Italiani Made in China su Real Time, debutta nel panorama indipendente musicale con il suo primo singolo pubblicato il 28 agosto e si racconta in musica anche per lanciare un messaggio alle seconde generazioni.

Undici anni fa, milioni di telespettatori la videro riabbracciare i nonni cinesi dopo diciassette anni di lontananza, in una delle scene più commoventi di Italiani Made in China. Oggi Lucia Lin torna a raccontarsi – questa volta cantando, e con un messaggio ancora più diretto: quello di chi ha saputo fondere due culture invece di restarne prigioniera. “Il brano è la rottura di uno schema”

“Il mare sta piangendo” il suo singolo d’esordio, composto con la collaborazione di Claudio Banzato e prodotto dall’etichetta milanese sotto la direzione artistica di Ettore Diliberto – che nella sua carriera ha lavorato con artisti come Franco Battiato, Lucio Dalla ed Enrico Ruggeri – è distribuito da The Orchard/Sony Music. Si tratta di una ballata intima ed evocativa che unisce la sensibilità cantautoriale italiana a un background culturale e musicale multiforme che fonde due culture nella metafora del mare.

Il brano parla di una storia d’amore finita, di abbandono e di solitudine – ma per Lucia è è la rottura di uno schema; “I miei genitori -racconta- sono venuti in Italia per migliorare la loro vita. Venivamo dalle montagne, da una cultura antica e lontana, e hanno fatto tantissimi sforzi, dedicandosi completamente al lavoro per costruirci un futuro. È anche per questo che oggi sento la responsabilità di fare io quel passo in più – aprirmi, studiare, costruire ponti – che a loro non è sempre stato possibile. A volte la cultura cinese si chiude. Ho un mio parente, nato in Italia, che ancora oggi non parla italiano, e questo mi dispiace molto. Io ci sto provando invece a fare da ponte, perché l’unione tra le due culture è una grande ricchezza.”

Lucia Lin parla un italiano perfetto, canta nella lingua del paese che l’ha accolta, ed è oggi imprenditrice e artista. Un percorso che lei stessa descrive come il superamento di un muro: “Nelle due culture, oggi, vivo io. E vorrei essere in qualche modo di aiuto anche per le altre seconde generazioni. Il mio percorso è passato anche da un centro di accoglienza e da una casa famiglia, e poi dal lavoro fin da giovanissima nelle attività della mia famiglia. Ogni tappa, anche quelle più difficili, mi ha insegnato a camminare e ad andare avanti – perché come dicono in Cina: il fiume va solo avanti. Oggi voglio trasformare tutto questo in un messaggio di resilienza, per chi ne ha bisogno quanto ne avevo bisogno io.”

Un messaggio che parla anche a una comunità sempre più numerosa e radicata: secondo il Rapporto 2025 sulla comunità cinese in Italia, i cittadini cinesi regolarmente residenti nel Paese sono oltre 288.000, rendendo l’Italia il paese europeo con la maggiore presenza di cittadini della Repubblica Popolare Cinese. E sono già tantissimi i nati qui: tra gli studenti di origine cinese nelle scuole secondarie italiane, quasi 6 su 10 sono nati in Italia – una delle percentuali più alte tra tutte le comunità straniere presenti nel Paese.

“Il mare sta piangendo” nasce in un momento di pura ispirazione, davanti allo specchio della sua camera: melodia e testo fluiscono quasi da soli, in un dialogo intimo e inaspettato con se stessa. Unica testimone di quel canto nascente, la cagnolina Nana: “Nana, ora ti canto una mia canzone,” le dice Lucia, prima ancora che il brano prendesse la forma che ha oggi. Due culture, un unico suono

Anche nel brano, molto evocativo, il dialogo tra mondi diventa musica: L. canta in italiano, ma l’arrangiamento intreccia il violino a Er hu, uno strumento cinese antico – un ponte sonoro tra le due identità che convivono in lei. Non è un caso che sia proprio il mare a fare da sfondo a questa storia: Lucia vive a Trieste, città di frontiera che con il mare ha un legame identitario fortissimo, l’acqua diventa metafora di una forza capace di ferire ma anche di curare.

Nel video del brano compare anche la sorella Sara, che con lei ha condiviso le stesse difficoltà di vita e integrazione. Un’infanzia raccontata senza paura. Lucia Lin nasce in un piccolo villaggio tra le montagne dello Zhejiang, in Cina. A otto anni lascia tutto – la casa, i nonni che l’hanno cresciuta, le abitudini di una vita – per trasferirsi in Italia insieme alla famiglia. Per anni porta dentro un senso di sradicamento difficile da spiegare, in bilico tra due identità – “troppo italiana per sentirmi cinese, troppo cinese per sentirmi italiana.” Quel percorso, raccontato senza paura anche nelle sue difficoltà, è al centro del suo libro La Resilienza del Cuore. Il viaggio di una donna tra culture, sfide e traguardi, pubblicato nel 2025.

“Cantare per me è stata una cura,” racconta Lucia Lin. “Mi ha aiutata a uscire da un periodo buio. Con questo brano, e con il mio libro, vorrei mandare un messaggio semplice ma vero: la luce torna sempre. Non bisogna chiudere il cuore, nemmeno quando fa più male.” Un pensiero che Lucia porta con sé come un vero e proprio mantra: “Dove c’è cuore c’è luce e speranza.”

Oltre alla scrittura e alla musica, Lucia Lin è oggi hairstylist e imprenditrice a Trieste, nel salone Desideri Hair Stylist.

Venezia83, Strippoli: un film dalla mia paura di perdere controllo

Venezia, 7 set. (askanews) – Una storia “nata tanto tempo fa”, dalla paura più grande del regista, “quella di perdere il controllo”, da cui si è detto “ossessionato”. Lo ha raccontato Paolo Strippoli in conferenza stampa, presentando “L’estranea”, film italiano in Concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, tra thriller e mistero, dall’8 ottobre al cinema.

È la storia di Anna, interpretata da Jasmine Trinca, che si presenta all’improvviso a casa della figlia Alice, Romana Maggiora Vergano, per confessarle una verità nascosta per 20 anni: un patto stretto con una donna misteriosa, “l’estranea”-Valeria Bruni Tedeschi, per proteggere il destino della famiglia. Un segreto che adesso “reclama” il suo prezzo da pagare.

Per Strippoli il nodo del film “è lo scontro con l’impossibilità di controllare davvero la propria esistenza, perché le cose accadono ma non ci chiedono il permesso”. “Sono convinto di essere riuscito a raccontare un tema che mi sta particolarmente a cuore: il modo in cui la società entra nella vita dei più giovani attraverso i genitori, veri e propri spiragli sul mondo esterno”, ha dichiarato. “Se non filtriamo bene, possiamo fare grandi danni”, per cui “ogni genitore è narratore dei propri figli” e porta la realtà “nel salotto di casa”.

Tutti i personaggi, ha aggiunto, “sono incastrati in una spirale”, il titolo internazionale del film (The Spiral).

Al centro c’è la famiglia come “specchio della società, in particolare la piccola borghesia; solo chi è in alto può cadere” ha affermato e “il film racconta proprio il precipizio di questi genitori e gli errori che finiscono per trascinare giù anche i figli”.

Per Jasmine Trinca, “l’estranea è l’opposto del familiare, una parte di noi che forse risuona fortemente, diabolica, ma che ci aiuta a raccontare”. Nel film, ha aggiunto, convivono “tante maschere”, “tutte parti di una stessa donna”. E Valeria Bruni Tedeschi ha descritto il proprio personaggio come qualcosa di “molto familiare”, paragonabile a un’amica “molto faticosa”, che le chiede continuamente di scegliere tra il piede sinistro e il destro. Per Strippoli, infine, “L’estranea” è prima di tutto “una tragedia, in cui accadono cose bellissime mentre accadono cose orribili: dove l’euforia si scontra con il dramma, la felicità con l’orrore: quella per me è la vita”.

Geolier e Achille Lauro insieme nel nuovo singolo "Per noi"

Milano, 7 set. (askanews) – Ci sono incontri che nascono sul palco e altri che, dopo quel palco, trovano una nuova forma. È il caso di Geolier e Achille Lauro, che per la prima volta saranno ufficialmente insieme in “Per noi” (Atlantic Records Italy / Warner Music Italy), il nuovo singolo del rapper napoletano, fuori ovunque venerdì 11 settembre.

Due artisti che negli anni hanno costruito un’identità fortissima e immediatamente riconoscibile, ciascuno con un percorso unico, un immaginario preciso e un peso sempre più centrale nella scena musicale italiana. Dopo aver condiviso il palco dello Stadio Olimpico di Roma, dove Achille Lauro è stato ospite di Geolier cantando insieme a lui “Fotografia”, i due non potevano che riportare quella stessa energia anche in studio.

Geolier e Achille Lauro hanno dimostrato negli anni di essere entrambi capaci di spingersi oltre i confini dei rispettivi mondi e, proprio grazie alla loro singolare attitudine e autenticità, sono riusciti a dar vita insieme a una collaborazione che si inserisce perfettamente in questa fase discografica del rapper napoletano.

Il singolo arriva in un momento centrale del percorso dell’artista: archiviata l’estate, lo sguardo è già rivolto al 2027, quando Geolier inaugurerà “Napoli è casa tua”, il progetto speciale che porterà oltre 300.000 persone nel capoluogo campano per sei concerti già completamente sold out, trasformando la città in un’esperienza da vivere ben oltre il palco.

Il rapper riscrive la storia dei live nella sua patria, raddoppiando il suo primato e firmando un nuovo record: le sei date di “Napoli è casa tua”, in programma il 9, 10, 11, 13, 14 e 15 giugno 2027 allo Stadio Diego Armando Maradona, hanno registrato il tutto esaurito in meno di una settimana.

I fan raggiungeranno Napoli per vivere momenti indimenticabili ben oltre il concerto, assorbendo l’energia delle persone e dei luoghi che hanno ispirato il percorso artistico di Geolier. Perché per comprendere davvero ciò che il rapper racconta da anni, bisogna vivere emozioni uniche nel luogo da cui tutto ha avuto origine.

È questa la visione che ha dato vita a “NAPOLI È CASA TUA”, un progetto che trasforma sei concerti in un’esperienza diffusa, con eventi, attività e iniziative che accompagneranno chiunque arriverà in città. Perché Napoli non è soltanto il luogo da cui Geolier proviene. È casa sua. Ed è pronta a diventare la casa di tutti.

Questi tutti gli appuntamenti, prodotti e organizzati da Magellano Concerti:

9 giugno 2027 (sold out) 10 giugno 2027 (sold out) 11 giugno 2027 (sold out) 13 giugno 2027 (sold out) 14 giugno 2027 (sold out) 15 giugno 2027 (sold out)

Per permettere al pubblico di tutta Italia di raggiungere Napoli e vivere al meglio l’esperienza, saranno previste agevolazioni dedicate ai trasporti e alla permanenza in città. Le informazioni verranno comunicate su magellanoconcerti.it a partire dal 1° dicembre 2026.

Parallelamente al successo dal vivo, a livello discografico “Canzone d’amore” resta costante al primo posto della Daily Top Songs Italy di Spotify, dove dal 26 giugno non ha mai lasciato la prima posizione. Anche “Tutto è possibile” (quattro dischi di platino) si conferma tra gli album più ascoltati del Paese, restando alla #1 della Weekly Top Albums Italy di Spotify e tornando alla #1 della classifica album di FIMI/NIQ ITALIA.

Fuori il video di "Qualcosa per te" di Luciano Ligabue

Milano, 7 set. (askanews) – Da oggi, lunedì 7 settembre, è online il video di “Qualcosa per te” (Warner Music Italy), il nuovo singolo di Luciano Ligabue: https://youtu.be/CkSIKidImEs.

Prodotto da Overtake Production e diretto da Francesca Silvestri, il videoclip porta sullo schermo l’essenza stessa della nuova canzone di Luciano Ligabue, trasformandola in una presenza viva che attraversa le vite e le fragilità delle persone. Una figura che arriva nei momenti più intimi e difficili, capace di accompagnare, accogliere e offrire conforto. La regia costruisce un racconto delicato e profondamente umano, in cui la musica prende corpo e diventa presenza: qualcosa che ci raggiunge quando ne abbiamo più bisogno, ricordandoci il potere che una canzone può avere nella vita di chi la ascolta.

Il video è stato girato all’aeroporto di Roma Fiumicino, grazie alla collaborazione con Aeroporti di Roma (ADR), società del Gruppo Mundys.

“Qualcosa per te”, scritto dallo stesso Ligabue e prodotto da Federico Nardelli e Fabrizio Barbacci, è uscito a tre anni dall’ultimo album di inediti “Dedicato a noi” e accompagna i titoli di coda di “Luciano, prima di tutto”, il documentario diretto da Paolo Bonfadini, una produzione Sky realizzata da Sky Content Factory, disponibile on demand e in streaming su Now.

Cresce l’attesa per il gran finale del tour con 15 appuntamenti unici in 15 città, che non prevederanno repliche per rendere ogni “notte” speciale e irripetibile; una grande festa che partirà il 22 settembre dall’Arena di Verona e che si concluderà il 24 ottobre all’Unipol Dome, ultima data live di Ligabue per il 2026.

Ad accompagnare Luciano Ligabue ci saranno tutti i chitarristi che hanno suonato con lui nel corso della sua carriera, Fede Poggipollini (chitarra), Max Cottafavi (chitarra), Mel Previte (chitarra) e Niccolò Bossini (chitarra), insieme a Luciano Luisi (tastiere), Davide Pezzin (basso) e Lenny Ligabue (batteria).

Di seguito il calendario completo del tour, prodotto e organizzato da Friends&Partners e Zoo Aperto:

12 settembre – Jesolo (Venezia) – Palazzo del Turismo (data zero) 22 settembre – Verona – Arena di Verona 25 settembre – Padova – Kioene Arena 27 settembre – Bergamo – ChorusLife Arena 29 settembre – Genova – Pala Teknoship 1 ottobre – Livorno – Modigliani Forum 3 ottobre – Pesaro – Vitrifrigo Arena 6 ottobre – Firenze – Nelson Mandela Forum 8 ottobre – Mantova – PalaUnical 10 ottobre – Bologna – Unipol Arena 14 ottobre – Messina – Pala Rescifina 16 ottobre – Eboli – PalaSele 18 ottobre – Bari – Palaflorio 20 ottobre – Ancona – Pala Prometeo 24 ottobre – Milano – Unipol Dome

I biglietti sono disponibili su Ticketone e punti vendita abituali.

Per info: friendsandpartners.it / ligabue.com/barmario.

Attentato a Ranucci, Lavitola: Gomes disse che avrebbe fatto a modo suo

Roma, 7 set. (askanews) – “L’attentato con la bomba è un’idea di Gomes, rispetto alla quale mi assumo tutte le responsabilità del caso. Lui (Gomes, ndr) mi avvisò che avrebbe fatto a modo suo, senza dirmi che sarebbe stata utilizzata una bomba”. Così ha detto, tra le altre cose, Valter Lavitola davanti al riesame nell’udienza di stamane, nel corso di alcune dichiarazioni spontanee. Le parole dell’ex editore dell’Avanti sono state riportate nella sostanza dai suoi legali, gli avvocati Sergio ed Arturo Cola. “Io avevo dato un mandato in bianco” a Clesio Gomes Tavares – ha continuato Lavitola – specificando che comunque “non si doveva far male a nessuno”.