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Formula 1, Antonelli in pole a Spa: è il primo italiano dal 2009

Roma, 18 lug. (askanews) – Kimi Antonelli conquista la pole position del Gran Premio del Belgio, decima prova del Mondiale di Formula 1, sul circuito di Spa-Francorchamps. Il pilota della Mercedes firma il miglior tempo in 1’44″361 e scatterà davanti a Max Verstappen. In terza posizione aveva chiuso Lando Norris, ma l’inglese della McLaren sconterà una penalità di dieci posizioni e partirà dalla 13 casella.

Seconda fila quindi per George Russell e Charles Leclerc, rispettivamente terzo e quarto in griglia, mentre Lewis Hamilton completa la top five dopo essere riuscito a prendere parte alle qualifiche nonostante l’incidente nelle prove libere del mattino.

Per Antonelli si tratta della sesta pole position in carriera e della sesta stagionale, un risultato che gli consente di eguagliare il primato italiano stabilito da Alberto Ascari nel 1953. È inoltre il primo italiano a conquistare la pole a Spa dal 2009, quando ci riuscì Giancarlo Fisichella.

La sessione decisiva è stata interrotta da una bandiera rossa provocata dalla ghiaia riportata in pista dalla McLaren di Oscar Piastri. Alla ripresa, Antonelli ha piazzato il giro decisivo precedendo Verstappen, mentre Norris, autore del terzo tempo, è stato retrocesso per la penalità già inflitta prima delle qualifiche.

Tra gli altri piloti penalizzati anche Isack Hadjar, che scatterà dal fondo della griglia insieme alle Aston Martin. La gara del Gran Premio del Belgio è in programma domenica alle ore 15.

Ciclismo, Pogacar domina anche sui Vosgi, Tour ipotecato

Roma, 18 lug. (askanews) – Tadej Pogacar cala un altro assolo al Tour de France e mette una pesante ipoteca sulla vittoria finale. Lo sloveno della UAE Emirates conquista in solitaria la 14ª tappa, con arrivo in salita sul Col du Haag, centrando il quarto successo parziale in questa edizione della Grande Boucle e il 25° della carriera al Tour.

La frazione, lunga e movimentata, si era accesa fin dalle prime salite con una fuga di sei uomini, guidata da Richard Carapaz, protagonista di un lungo attacco. L’ecuadoriano ha resistito fino agli ultimi chilometri prima di essere riassorbito dal gruppo dei migliori sulle rampe del Col du Haag, salita inedita nella storia della corsa.

A otto chilometri dall’arrivo è arrivato l’affondo decisivo di Pogacar. Jonas Vingegaard ha provato a rispondere, ma non è riuscito a tenere il ritmo della maglia gialla. Lo sloveno ha rapidamente scavato il solco decisivo, involandosi verso il traguardo senza più essere impensierito.

Alle sue spalle Isaac Del Toro ha regolato allo sprint Paul Seixas per il secondo posto, mentre Vingegaard ha chiuso quarto davanti ad Ayuso, Lipowitz ed Evenepoel, che nel finale sono riusciti a ridurre il distacco.

Per Pogacar è la 125ª vittoria in carriera, la 17ª stagionale e la 25ª al Tour de France, risultato che gli consente di eguagliare il francese André Leducq nell’albo dei plurivincitori di tappa della Grande Boucle. Con questo successo lo sloveno consolida ulteriormente il primato in classifica generale, rafforzando la propria candidatura al quarto trionfo al Tour.

Il sindaco di New York Mamdani: valutiamo la possibilità di arrestare Netanyahu durante la visita all’Onu

Roma, 18 lug. (askanews) – Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha affermato di essere ancora in contatto con le autorità per valutare la possibilità di arrestare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante la sua visita per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre.

“Faremo tutto ciò che la legge mi consente di fare a New York, ma non scriveremo leggi a questo fine”, ha dichiarato Mamdani al New York Times, aggiungendo di essere in “dialogo costante” con l’Ufficio Legale di New York sulla questione.

“Credo che il primo ministro Netanyahu debba essere processato all’Aia”, ha affermato Mamdani, riferendosi alla sede della Corte penale internazionale delle Nazioni Unite, dove il premier ha ricevuto un mandato di arresto per presunti crimini di guerra a Gaza.

“E’ un criminale di guerra incriminato dalla Corte penale internazionale”, ha ribadito Mamdani. “E scoprirete che questa è un’opinione condivisa da molti, proprio a causa delle conseguenze delle sue azioni negli ultimi anni”, ha concluso.

Si tuffa nell’Adda per salvare il nipote: uomo muore nel Cremonese. Grave il bambino di 4 anni

Milano, 18 lug. (askanews) – Tragedia nel pomeriggio nelle acque del fiume Adda, in località Golfo Rivolta, in provincia di Cremona. Un uomo di origine indiana è morto nel tentativo di salvare il nipotino di 4 anni che si era tuffato nel fiume e aveva subito manifestato difficoltà. Il bambino è stato soccorso e trasportato in elisoccorso all’ospedale di Bergamo, dove è ricoverato in condizioni critiche.

Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco intervenuti sul posto, il piccolo si trovava con il padre e lo zio quando si è tuffato iniziando ad annaspare. Nel tentativo di raggiungerlo e metterlo in salvo, ad avere la peggio è stato lo zio, scomparso tra le acque.

Sul posto sono intervenuti i sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano, che hanno recuperato il corpo dell’uomo, ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Presenti anche una squadra del distaccamento dei vigili del fuoco di Gorgonzola, il personale del 118 e i carabinieri, che indagano per ricostruire l’esatta dinamica dell’indicente.

Cortona On The Move, Candida Hofer: il mistero dentro la chiarezza

Cortona, 18 lug. (askanews) – Candida Hofer è una delle più famose interpreti della fotografia d’architettura: i suoi teatri o biblioteche sono diventati paradigmi di un certo tipo di sguardo totalizzante sui luoghi e sulla loro funzione di spazi culturali. Cortona On Th Move le dedica una delle mostre dell’edizione 2026, “Perfetta Bellezza”, proponendo una serie di lavori sull’Italia, con scatti illuminanti sui teatri d’opera, ma anche sulle Gallerie dell’Accademia di Firenze, con il David di Michelangelo a dialogare con il luogo che lo ospita.

Immagini tecnicamente perfette, ogni dettaglio colto con tutta la ricchezza delle decorazioni e una luce così precisa e naturale da poter essere sole definita soprannaturale. Tutte cose che sappiamo della fotografia di Hofer e che qui risuonano una volta di più. Come sappiamo che quello che guardiamo è come se fosse una versione ultra-definita della realtà, un abbracciare tutto, un conoscere tutto.

Però, e qui forse c’è qualcosa che non sapevamo, più si guardano queste incredibili fotografie e più si sente che, in realtà, a emergere è il senso di mistero che accompagna quella chiarezza, più le guardiamo e più possiamo scegliere di scivolare dentro il fascino di tutto quello che le fotografie di Candida Hofer non mostrano, e non si tratta solo delle persone o degli spettacoli, ma proprio la sensazione di tutto ciò che non sappiamo e che forse, come recitava il titolo di una Triennale di qualche anno fa, non sappiamo neppure di non sapere. E questo rende l’esperienza estremamente interessante, nella sua nebbia segreta.

Calcio, Roma: ufficiali i rinnovi di Cristante e Mancini

Roma, 18 lug. (askanews) – La Roma blinda due dei suoi uomini simbolo. Il club giallorosso ha ufficializzato i rinnovi di contratto di Bryan Cristante e Gianluca Mancini, entrambi in scadenza nel giugno 2027. Il centrocampista ha prolungato il proprio accordo fino al 2028, mentre il difensore ha firmato un nuovo contratto valido fino al 2029.

Cristante, arrivato nella Capitale nel 2018 dall’Atalanta, è ormai uno dei giocatori più presenti nella storia recente della Roma. Con la maglia giallorossa ha collezionato 364 presenze complessive tra campionato e coppe, realizzando 21 reti. Numeri che gli hanno permesso di entrare nella top ten dei calciatori con più apparizioni nella storia del club.

Anche Mancini rappresenta un punto fermo della squadra. Arrivato alla Roma nel 2019, il difensore ha totalizzato 319 presenze in tutte le competizioni, con 23 gol segnati. La sua permanenza fino al 2029 conferma la volontà della società di mantenere una base italiana e di esperienza all’interno della rosa.

I due rinnovi arrivano nel giorno delle parole del tecnico Gian Piero Gasperini, che aveva sottolineato l’importanza di una gestione equilibrata del gruppo e del monte ingaggi. “Ci sono giocatori che hanno portato la squadra al terzo posto e poi si vedono scavalcare dai nuovi arrivati. È giusto stabilire un target nei contratti”, aveva spiegato l’allenatore.

Iran: abbiamo cessato di adempiere agli obblighi previsti dal memorandum d’intesa con gli Usa

Roma, 18 lug. (askanews) – L’Iran ha cessato di adempiere ai propri obblighi previsti dal memorandum d’intesa per la fine del conflitto con gli Stati Uniti: lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, citato dall’agenzia di stampa Tasnim.

“Abbiamo cessato di adempiere ai nostri obblighi e al momento non li stiamo rispettando, poiché ci stiamo occupando di questioni di difesa nazionale”, ha proseguito Gharibabadi, che guida anche la delegazione negoziale iraniana nei colloqui con gli Stati Uniti.

“Teheran non vede alcun motivo per aderire a un accordo se questo non viene attuato dall’altra parte”, ha concluso il diplomatico.

Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida suprema iraniana, ha dichiarato che la politica di condurre “guerra e negoziati simultaneamente” è finita.

“Rispetteremo tutti i governi e tutti i popoli sono nostri fratelli, ma continueremo i nostri attacchi contro i soldati e le basi americane”, ha aggiunto l’ex comandante dei Pasdaran in una intervista alla televisione iraniana.

Rezaei ha affermato che un’ulteriore escalation rischierebbe di infiammare diverse zone critiche internazionali, citando Israele e Turchia, Arabia Saudita e alcuni Paesi della regione, Cina e Taiwan, nonché Russia ed Europa.

Rivolgendosi ai popoli della regione per impedire un’escalation del conflitto, ha avvertito gli Stati Uniti di “aspettarsi ondate di missili” e li ha messi in guardia contro qualsiasi operazione di terra.

Intanto, il bilancio delle vittime degli attacchi statunitensi contro l’Iran è salito a 50, mentre il numero dei feriti ha superato i 500, secondo quanto riportato dal ministero della Sanità iraniano.

Il bilancio precedente, diffuso il 17 luglio dal ministero, indicava 38 morti e almeno 400 feriti.

“Tra il 27 giugno e il 18 luglio, oltre 500 persone sono rimaste ferite e 50 sono cadute in combattimento”, ha dichiarato il portavoce del ministero, Hossein Kermanpour.

Schlein: Italia ha molte priorità, destra vuol farci parlare d’altro

Sant’Ilario d’Enza, 18 lug. (askanews) – Più la destra “cerca di farci parlare d’altro”, più il Pd insisterà “sui bisogni concreti delle persone”. Dalla festa regionale del partito a Sant’Ilario d’Enza, in provincia di Reggio Emilia, prima tappa del suo giro nelle Feste dell’Unità, la segretaria Elly Schlein rilancia la sfida al governo sui temi della sanità e del lavoro.

“Non è normale un paese in cui in alcuni territori aspetti un anno e mezzo per una gastroscopia o una mammografia – ha spiegato Schlein a margine del suo comizio alla Festa -. Sono aumentati di un milione e mezzo in un solo anno gli italiani che rinunciano a curarsi. E’ così che silenziosamente questa destra sta smantellando la sanità pubblica universalistica voluta da donne straordinarie come Tina Anselmi: noi difendiamo ancora quella sanità e non permetteremo a nessuno di renderla una sanità a misura del portafoglio delle persone”.

“C’è troppa precarietà in questo paese, anche questo è un dramma”, ha aggiunto la segretaria, indicando il modello spagnolo: “La Spagna in tre anni è cresciuta del 9,2%, noi del 2,2%. Ha alzato del 50% il salario minimo, che là già esiste, mentre qui ci stiamo ancora battendo con tutte le opposizioni per una legge, e ha fatto un accordo tra imprese e sindacati per ridurre drasticamente i contratti precari. Molti ragazzi hanno conosciuto solo contratti da uno, tre, sei mesi: come fai a pagarti un affitto, come fai a farti una famiglia? Sono questi i temi da mettere al centro per costruire un futuro migliore per gli italiani”, ha concluso.

Pd, Schlein al campeggio Giovani dem: “conoscono priorità italiani”

Sant’Ilario d’Enza, 18 lug. (askanews) – “Lavoro, salute, casa e sicurezza: sono questi i temi che stiamo affrontando al campeggio dei Giovani democratici, che sono ripartiti e stanno portando avanti queste battaglie in tutto il paese. Questi ragazzi hanno ben chiaro quali sono le priorità degli italiani, non si può dire lo stesso di un governo che ha un’unica priorità in questa fase: cambiare la legge elettorale perché hanno paura di perdere”. Lo ha detto Elly Schlein, segretaria del Pd, partecipando ai lavori del campeggio nazionale dei Giovani democratici a Sant’Ilario d’Enza in provincia di Reggio Emilia, accompagnata dalla segretaria dei Gd Virginia Libero.

Occorre mettere al centro della discussione il “diritto alla casa” perché “per troppi anni questo governo sulla casa non ha fatto nulla: ha partorito un piano annunciando 10 miliardi quando di veri e nuovi ce n’è a stento uno – ha ricordato Schlein -. Serve uno sforzo, perché l’emergenza abitativa è sentita da tantissimi italiani, in città dove non si riesce più a pagare un affitto o si fa fatica a pagare i mutui, perché abbiamo tra gli stipendi più bassi d’Europa”. E poi “la sicurezza”, su cui “abbiamo fatto proposte condivise con le nostre forze alleate, e il lavoro dignitoso, il salario minimo”, ha aggiunto.

“I Giovani democratici hanno fatto il congresso nel novembre scorso, è stata eletta la nuova segretaria Libero, che ringrazio perché in pochi mesi hanno fatto rifiorire le azioni della giovanile del Pd. Sono impegnati in un percorso attraverso tutto il paese che si chiama ‘Benvenuti nel paese reale'”, ha concluso Schlein.

Infantino e Trump: "Il Mondiale 2026 il più grande evento della storia"

Roma, 18 lug. (askanews) – A poche ore dalla finale mondiale tra Argentina e Spagna, Gianni Infantino e Donald Trump hanno celebrato il bilancio del Mondiale 2026 con una conferenza stampa a New York caratterizzata da grandi elogi, dichiarazioni trionfalistiche e alcune uscite destinate a far discutere.

Il presidente della FIFA ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti per il ruolo avuto nell’organizzazione della prima Coppa del Mondo a 48 squadre, ospitata da Stati Uniti, Canada e Messico. “Abbiamo unito il mondo, tutte le nazioni nel calcio. Le leggende del nostro sport sono qui, quelle che fanno battere il cuore di miliardi di persone. Siamo tutti insieme per celebrare questo incredibile Mondiale”, ha detto Infantino rivolgendosi a Trump.

“Quando ci siamo incontrati nel 2018, dopo l’assegnazione del torneo, le avevo promesso che sarebbe stata una grande edizione. Ha superato ogni aspettativa: gli stadi sono pieni, sette milioni di persone hanno assistito alle partite dal vivo e miliardi hanno seguito il torneo in televisione”, ha aggiunto il numero uno della FIFA.

Infantino ha definito il Mondiale americano “non solo la Coppa del Mondo più bella di sempre, ma il più grande evento umano, sociale e culturale mai visto”. Poi il ringraziamento diretto a Trump: “Questa Coppa del Mondo non sarebbe stata un successo senza di lei. La sua amministrazione, la Casa Bianca, le città e gli stadi hanno contribuito a creare un ambiente sicuro e gioioso”.

Sulla stessa linea il presidente americano: “I Mondiali del 2026 sono stati forse l’evento sportivo di maggior successo nella storia”. Trump ha parlato di “un torneo come nessun altro prima, con un’enorme carica competitiva e momenti indimenticabili”, lasciando anche aperta l’ipotesi di una nuova candidatura degli Stati Uniti per ospitare il torneo, questa volta senza la collaborazione di Canada e Messico.

Durante la conferenza non sono mancati però momenti controversi. Trump, pur ammettendo di non essere un esperto di calcio, è tornato sulla semifinale persa dall’Inghilterra contro l’Argentina, commentando la posizione di Harry Kane: “Forse hanno commesso un errore facendolo giocare in difesa. Ma che ne so io di calcio? Bisogna essere un po’ offensivi, no?”. Il presidente americano ha poi elogiato l’assist di Lionel Messi definendolo “quasi perfetto” e ha dedicato parole positive anche a Cristiano Ronaldo, definito “un ragazzo fantastico”.

Infine, Trump ha raccontato un retroscena sull’episodio del cartellino rosso inizialmente assegnato a Folarin Balogun durante il percorso degli Stati Uniti nel torneo. “Ho chiamato Infantino dopo quell’episodio. Gli ho detto: ‘Lascialo giocare’. Beh, no, non gliel’ho detto, gli ho semplicemente espresso il mio disaccordo”, ha precisato tra gli sguardi imbarazzati dei presenti.

Tra autocelebrazione, numeri record e dichiarazioni sopra le righe, la conferenza di New York ha rappresentato l’ultimo grande palcoscenico mediatico prima della finale tra Argentina e Spagna. Una chiusura di Mondiale che, ancora una volta, non ha mancato di alimentare il dibattito.

Formula1, Antonelli vola nelle libere a Spa. Incidente Hamilton

Roma, 18 lug. (askanews) – Kimi Antonelli si prende la scena nelle terze prove libere del Gran Premio del Belgio di Formula 1 a Spa. Il pilota della Mercedes, leader del campionato, ha chiuso al comando la sessione con il tempo di 1:45.990, confermando il grande feeling con il circuito dopo aver già fatto segnare il miglior crono nelle seconde libere.

Alle sue spalle la McLaren di Lando Norris, secondo classificato, e la Red Bull di Max Verstappen, terzo. Quarto posto per l’altra Mercedes di George Russell, mentre Lewis Hamilton ha chiuso quinto al volante della Ferrari.

Il sette volte campione del mondo, però, ha concluso la sessione nel modo peggiore. A pochi minuti dalla bandiera a scacchi Hamilton ha perso il controllo della SF-26 nello stesso punto in cui venerdì era finito a muro Pierre Gasly. L’impatto ha provocato danni alla parte posteriore della vettura, con l’ala danneggiata e la gomma posteriore destra divelta. Non è esclusa anche la necessità di sostituire il cambio.

Per il team di Maranello è quindi iniziata una corsa contro il tempo per riuscire a mettere la monoposto in condizioni di disputare le qualifiche, in programma alle 16.

Antonelli ha invece gestito la sessione da protagonista. Dopo aver trovato subito un ritmo elevato, il giovane italiano ha mantenuto la leadership anche nella simulazione gara, resistendo al tentativo di rimonta degli avversari. Nel finale ha trovato traffico e non è riuscito a migliorarsi, ma il suo tempo è rimasto sufficiente per conquistare il primo posto.

Buona anche la prestazione delle McLaren, con Norris davanti ai rivali nonostante la penalità di dieci posizioni in griglia da scontare in gara. In difficoltà invece Charles Leclerc, che ha chiuso la sessione più indietro rispetto ai principali protagonisti.

Alle 16 il via alle qualifiche del Gran Premio del Belgio, con Antonelli pronto a confermare il ruolo di uomo da battere e Ferrari impegnata nel recupero lampo della vettura di Hamilton.

Usa, cresce l’interesse turistico per le coste del Sud

Mobile (Alabama), 18 lug. (askanews) – Con l’aumento dei flussi verso destinazioni meno congestionate e più accessibili, una parte della costa sud-orientale degli Stati Uniti d’America sta registrando un interesse crescente tra viaggiatori internazionali e domestici. Dalle isole barriera – le Outer Banks – della Carolina del Nord alle spiagge di quarzo dell’Alabama, emergono località che combinano patrimonio naturale, infrastrutture turistiche e un’offerta ancora relativamente meno saturata rispetto ai grandi hub balneari.

In particolare l’Alabama si sta posizionando come alternativa nel Golfo del Messico grazie alla qualità delle sue spiagge e a un’offerta meno inflazionata. Gulf Shores e Orange Beach costituiscono i principali centri turistici, con servizi consolidati e attività legate alla nautica e alla pesca. Parallelamente, aree come il Gulf State Park e Dauphin Island puntano su un turismo naturalistico, con ecosistemi dunali protetti, birdwatching e una fruizione più lenta del territorio.

Nel complesso, queste destinazioni riflettono una tendenza più ampia: la ricerca di coste meno affollate, accessibili e con una forte componente ambientale, in grado di intercettare una domanda in evoluzione sia negli Stati Uniti d’America sia nei mercati internazionali.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Carla Brandolini

Immagini askanews

Mondiali, Scaloni: "Contro la Spagna servirà la migliore Argentina"

Roma, 18 lug. (askanews) – L’Argentina si prepara all’appuntamento più importante del Mondiale con la consapevolezza di affrontare una delle squadre migliori del torneo. A poche ore dalla sfida contro la Spagna che assegnerà il titolo, Lionel Scaloni chiede alla sua squadra concentrazione e continuità, senza lasciarsi condizionare dal peso della posta in palio. “Ci prepariamo come sempre. Con la voglia che le cose vadano bene, analizzando l’avversario. Avremo bisogno della nostra miglior versione. Non pensiamo al fatto che sia una finale del Mondiale: ci prepariamo al massimo”, ha detto Scaloni. Il ct argentino ha sottolineato il percorso della sua squadra e la crescita mostrata nel torneo, in particolare nella semifinale vinta contro l’Inghilterra: “La squadra ha avuto aspetti positivi, il secondo tempo contro l’Inghilterra e’ stato molto buono. Stiamo bene. Possiamo migliorare come sempre. Giochiamo contro un grande avversario. Siamo una squadra conosciuta. Per questo ha ancora piu’ valore essere arrivati dove siamo arrivati”. Grande rispetto per la Spagna di Luis de la Fuente, che Scaloni considera una squadra con principi simili a quelli dell’Argentina. Il tecnico ha anche scherzato sulla forza degli avversari: “Che parta il pullman della Spagna mi preoccupa gia’… cercheremo di impedirglielo. Mi preoccupa tutto” ha detto sorridendo. Sul rapporto con il collega spagnolo Luis De La Fuente, Scaloni ha spiegato: “Mi conosce come persona. Siamo amici. Sappiamo come giocano le nostre squadre. Abbiamo principi simili, siamo abbastanza simili”. Il ct campione del mondo in carica ha poi parlato del protagonista piu’ atteso della finale, Lionel Messi, celebrandone il valore storico e umano: “E’ storia pura. E’ una leggenda. Mi riempie d’orgoglio. Che il miglior calciatore che il mondo abbia visto pensi che stiamo facendo la storia e’ meraviglioso”. Scaloni ha poi aggiunto: “Continuiamo a sentire la mancanza di Maradona, ma ora dobbiamo goderci Messi. Quello che hanno fatto questi giocatori e’ qualcosa di impensabile. La gratitudine verso i calciatori sara’ eterna. Se non si vince, questa squadra e’ stata comunque incredibile”. Sul possibile ultimo Mondiale di Messi, il ct argentino non ha dato risposte definitive: “Non lo so… che ne so. Non ne ho idea. Continua a sorprenderci. Non ne abbiamo parlato”. Scaloni ha infine raccontato di aver abbandonato le superstizioni dopo l’esperienza in Qatar: “Le avevo. Mi mettevo sempre le stesse scarpe, ma abbiamo perso contro l’Arabia Saudita… e da quel momento sono finite. Da allora non ho piu’ fatto riti”. Anche Emiliano Martinez ha parlato alla vigilia della finale contro la Spagna. Il portiere argentino ha raccontato le emozioni vissute durante il percorso mondiale: “A volte piango da solo pensando a quello che abbiamo raggiunto. La cosa importante e’ godersi il momento, perche’ ci accompagnera’ per tutta la vita”. Il numero uno dell’Argentina ha spiegato il suo ruolo oltre le parate: “Mi sento molto tranquillo. Il portiere e’ piu’ delle parate. E’ il messaggio prima della partita, il modo di entrare in campo, la tranquillita’ che riesci a trasmettere”. Martinez ha poi rivelato di giocare ancora con un problema fisico alla mano: “Mi fa ancora male tutti i giorni. Ho evitato l’operazione. Tutti gli specialisti della mano mi avevano detto che dovevo operarmi: Inghilterra, Stati Uniti… Nella prima fase non potevo allenarmi con il gruppo. Dalle eliminatorie mi sento meglio”. Sulla Spagna, infine, il portiere argentino ha riconosciuto il valore dell’avversario: “E’ una grande nazionale. Seguo molto il campionato spagnolo. Non c’e’ solo Lamine, hanno un grande gruppo. Hanno un grande allenatore. Non e’ un caso che siano arrivati in finale. Anche noi abbiamo le nostre armi. Speriamo sia una partita che i tifosi possano ricordare per anni”.

Mondiali, De la Fuente: "Finale un privilegio, ma vogliamo vincerla"

Roma, 18 lug. (askanews) – “Essere in finale è già un lusso e un privilegio. Firmerei per arrivarci ogni anno e perderla, ma visto che siamo qui lotteremo per vincerla”. Luis de la Fuente presenta così la sfida contro l’Argentina che assegnerà il titolo mondiale 2026. Il commissario tecnico della Spagna, intervenuto al Jacob K. Javits Convention Center di New York, ha mostrato rispetto per gli avversari ma anche grande fiducia nei confronti della sua squadra.

Uno dei temi principali della vigilia riguarda le condizioni di Lamine Yamal, atteso protagonista della finale insieme a Lionel Messi. Il talento del Barcellona ha ricevuto rassicurazioni dal ct: “Lamine sta bene. Sono i momenti più delicati perché può sempre esserci qualche inconveniente, ma ora è in perfette condizioni fisiche. Deve essere Lamine. Il modo migliore per aiutarlo è fare in modo che sia se stesso”.

De la Fuente ha spiegato che il giovane attaccante aveva accusato un leggero fastidio dopo un colpo ricevuto nell’azione del rigore, ma che il problema è stato superato. Poi il pensiero al duello generazionale con Messi, definito “irripetibile”. “È un esempio per i più giovani per quello che sta facendo in questo Mondiale”, ha detto il tecnico spagnolo.

Proprio sul fuoriclasse argentino De la Fuente ha ricordato un episodio curioso vissuto anni fa, quando allenava il settore giovanile del Siviglia. “Giocavamo contro il Barcellona e c’era Messi. Mi avevano parlato di lui. All’inizio gli facemmo una marcatura individuale. Al 70′ cambiai il ragazzo che lo seguiva e in 15 minuti ci segnarono quattro gol”, ha raccontato sorridendo.

Sulla finale, il ct spagnolo si aspetta una partita spettacolare tra due nazionali di grande qualità. “Ognuna cercherà di portare la partita dove più le conviene. Brillantezza e talento faranno la differenza”. Nessun timore, invece, per l’intensità dell’Argentina di Lionel Scaloni: “Non mi verrebbe mai in mente dire che è una squadra costruita sul gioco duro. È una nazionale campione d’America e del mondo. Ha le sue armi, ma sono armi calcistiche”.

Elezioni,Schlein: dobbiamo essere pronti, saranno mesi di campagna dura

Sant’Ilario d’Enza, 18 lug. (askanews) – “Ci aspettano mesi di una campagna che sarà dura. Dobbiamo essere pronti, avere solidi i nostri argomenti, parlare soprattutto di quello che vogliamo fare noi, ancora di più di ciò che critichiamo perché non ha fatto o ha fatto male questo governo”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein dal palco della Festa regionale dell’Unità a Sant’Ilario d’Enza.

“Vi chiedo questo sforzo”, ha concluso Schlein. “So che avremo tutto il partito e tutti i militanti al nostro fianco, compresi i Giovani democratici, che stanno facendo una splendida campagna nel paese reale”.

Mondiali, conferenze stampa dei finalisti aperte al pubblico pagante

Roma, 18 lug. (askanews) – Crescono le polemiche attorno alla FIFA alla vigilia della finale del Mondiale 2026 tra Spagna e Argentina. L’organismo guidato da Gianni Infantino ha deciso di trasformare le tradizionali conferenze stampa dei finalisti in un evento aperto al pubblico, ma con ingresso a pagamento, nell’ambito del Fanatics Fest in programma al Javits Center di New York.

L’incontro con i media, che si è svolto nella notte italiana, ha visto salire sul palco i commissari tecnici Luis de la Fuente e Lionel Scaloni, accompagnati da un calciatore per ciascuna nazionale. A differenza della consuetudine, la conferenza non si svolgerà allo stadio della finale, il MetLife Stadium di East Rutherford, né alla vigilia immediata della partita, ma è stata anticipata di 24 ore e inserita nel programma dell’evento organizzato dalla FIFA insieme allo sponsor Fanatics.

A far discutere sono soprattutto i prezzi dei biglietti: 81 dollari per gli adulti e 35 per i bambini. Gli organizzatori avevano annunciato che il pubblico avrebbe potuto assistere agli interventi e, in teoria, anche rivolgere domande ai protagonisti, anche se la presenza di centinaia di giornalisti accreditati ha reso impossibile un ampio coinvolgimento dei tifosi.

L’evento prevedeva inoltre ulteriori iniziative a pagamento. Tra queste, la possibilità di scattare una foto con l’ex difensore inglese Rio Ferdinand acquistando un pacchetto dedicato.

Campo largo, Schlein(Pd): ricostruita alleanza progressista, da settembre il progetto. Andiamo a vincere

Sant’Ilario d’Enza, 18 lug. (askanews) – “Abbiamo dato una linea dall’inizio e sta portando i suoi frutti: abbiamo ridato una spinta forte al nostro partito, ma anche ricostruito una coalizione che nel 2022 non c’era, perché queste forze politiche divise non si parlavano più”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein dal palco della Festa regionale dell’Unità a Sant’Ilario d’Enza.

“Oggi – ha proseguito Schlein – c’è un’alleanza progressista che governa insieme e governa bene in tante regioni e in tante città, senza un problema al giorno, senza dover raccontare di governi che si rompono o di litigi”.

“Governiamo bene insieme perché questi grandi valori costituzionali sono alla base del progetto che costruiremo da settembre con gli alleati: non c’è miglior programma che attuare fino in fondo la nostra Costituzione antifascista. Andiamo a vincere insieme per un futuro migliore”, ha concluso.

Roggero, Salvini: nè attacchi nè pressioni su Mattarella, su grazia decide solo lui

Roma, 18 lug. (askanews) – “Non ci sono stati attacchi nei confronti di nessuno. Noi non facciamo pressioni. Sua moglie ha chiesto la grazia e, a mio avviso, ha fatto bene: sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente dal presidente della Repubblica nei tempi e nei modi che vorrà. Perchè è lui l’unico che può decidere modi, tempi e contenuti”. Lo ha detto sulla grazia a Mario Roggero il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, incontrando la stampa dopo la visita nel carcere di Bollate al gioielliere condannato per l’omicidio dei suoi rapinatori. Davanti al penitenziario i giovani della Lega hanno organizzato un presidio di solidarietà per la grazia a Roggero.

Atletica, Europei U18: Doualla regina nei 100. Inno a squarciagola

Roma, 18 lug. (askanews) – “L’obiettivo era essere la più spensierata possibile”. È tutta nella serenità ritrovata la chiave del trionfo di Kelly Doualla, nuova campionessa europea under 18 dei 100 metri. La 16enne azzurra ha conquistato la medaglia d’oro agli Europei di Rieti con lo straordinario tempo di 11.14 (+0.6), migliorando il primato europeo di categoria e pareggiando il crono che fa di lei la seconda italiana di sempre insieme a Manuela Levorato.

“Ho capito in questa stagione che se arrivo con l’ansia non posso fare nulla – racconta la sprinter del Cus Pro Patria Milano -. Durante il riscaldamento ascoltavo musica e ridevo con il mio allenatore. Correre in Italia mi ha tolto pressione: conoscevo la pista e volevo fare una bella figura. Ci sono riuscita”.

Doualla ha dominato la finale con un vantaggio di 32 centesimi sulla greca Apostolia Antonatou (11.46), mentre il bronzo è andato alla britannica Celine Obinna-Alo (11.50). Un successo costruito con lucidità, seguendo il piano preparato con il tecnico Walter Monti. “I tre turni erano stati studiati in precedenza e abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi. Prima arrivare in finale, poi conquistare una buona corsia, la numero 5 che è la mia preferita”.

L’azzurra non si è lasciata condizionare dal ruolo delle rivali. “Sono arrivate qui tutte fortissime. Io non avevo il miglior tempo stagionale e un po’ di ansia c’era, ma conoscevo il mio valore e molte di loro le avevo già affrontate all’Eyof”. Solo dopo il traguardo ha realizzato la portata della prestazione: “L’11.14? Non me ne ero accorta. L’ho visto uscendo dalla pista e non potevo chiedere di meglio”.

Decisivo anche il sostegno del pubblico dello stadio Guidobaldi. “Ringrazio Rieti: hanno vissuto ogni mia gara, dalle batterie alla finale. Si sentiva il loro calore. Ho cantato l’inno italiano a squarciagola: è stato bellissimo e tutto il pubblico lo ha cantato con me”. (Foto Grana Fidal)

Morti in piscina, Musumeci: disegno di legge bloccato dalle lobby, ora iter veloce

Catania, 18 lug. (askanews) – “Se da un anno il ddl” per la sicurezza delle piscine pubbliche e private “rimane fermo non è per distrazione ma perché molte volte gli interessi lobbistici e gli interessi di categoria frenano i preminenti interessi collettivi”. Lo ha detto il ministro per il Mare e la Protezione civile, Nello Musumeci, intervenendo a Catania all’evento Ecr dedicato al Mediterraneo.

“Mi risulta che in commissione la spinta di alcune associazioni e lobby economiche – ha sottolineato – portavano a escludere una parte delle piscine dall’osservanza delle norme restrittive, non è possibile” perché “nelle piscine domestiche si muore molto più di quanto accada nelle piscine pubbliche: il 37% degli incidenti mortali” in piscina “avviene nell’ambiente domestico”.

“Il diritto alla sicurezza e alla vita soprattutto di un minore è un diritto sacrosanto”, ha detto spiegando che ora ci sarà “un percorso veloce” con l’ok in commissione “entro fine mese”.

“In 4 anni – ha sottolineato Musumeci – sono morti 73 bambini nelle piscine in Italia, certamente la politica deve interrogarsi. Lo abbiamo fatto lo scorso anno e io personalmente ho voluto varare, dopo avere ascoltato i tecnici e gli operatori, un disegno di legge per mettere in sicurezza le piscine pubbliche e private”. Si tratta, ha aggiunto, di “un tema serissimo, viene difficile non dire che l’Europa sarà chiamata a dare indicazioni, anche se la materia rimane nelle competenze degli stati membri, non è escluso che arrivi una indicazione”. Alla fine il ministro ha fatto “una raccomandazione da genitore e da nonno” perché “va bene il salvagente, l’allarme, la barriera, il bocchettone anti-incidenti ma quando un bambino è in acqua non bisogna mai lasciarlo da solo. Occorre sempre la presenza dell’adulto, è fondamentale altrimenti difficilmente anche con tutte le migliori leggi del mondo riusciremo a scongiurare queste tragedie”.

Roggero,Pd: a destra gara irresponsabile su sicurezza, Salvini oltre il limite

Roma, 18 lug. (askanews) – “La destra ha scelto di trasformare una vicenda giudiziaria sancita da tre gradi di giudizio in una gara di propaganda sulla sicurezza. Forse anche per archiviare le difficoltà e le divisioni emerse sulla legge elettorale, assistiamo a una rincorsa che non ha nulla a che vedere con la tutela dei cittadini, ma solo con la ricerca di consenso a destra. In queste ore si stanno superando limiti che non dovrebbero mai essere oltrepassati. Dopo l’attacco alle prerogative del Presidente della Repubblica sulla grazia, la visita in carcere del vicepremier Salvini rappresenta l’apice di una spettacolarizzazione della giustizia, accompagnata da iniziative che rischiano di forzare procedure e rispetto tra le istituzioni. È un modo irresponsabile di usare temi delicatissimi come la sicurezza e la giustizia per alimentare una competizione politica tutta interna alla destra”. Lo denuncia la presidente dei deputati del Pd Chiara Braga.

“Noi – ha dichiarato la capogruppo Pd ospite a Skytg24- non condividiamo un’idea trumpiana della giustizia, fondata sul principio del “fai da te”. Non possiamo accettare che il nostro Paese scivoli verso una logica da Far West, alimentando istinti che con lo Stato di diritto e con la giustizia non hanno nulla a che fare.Di fronte a vicende così delicate serve equilibrio, rispetto delle istituzioni e delle decisioni della magistratura. Serve responsabilità: la sicurezza non si difende con la propaganda, ma con la serietà delle risposte e con il rispetto delle regole dello stato di diritto”.

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, intervenendo a Sky Agenda.

Il Cnr: l’anticiclone s’idebolisce, da martedì fresco e temporali (ma nel frattempo picchi fino a 45 gradi)

Roma, 18 lug. (askanews) – L’ondata di caldo africano che da giorni interessa l’Italia si avvia verso una fase di cambiamento. Secondo le previsioni del Consorzio Lamma, nato dalla collaborazione tra Cnr e Regione Toscana, l’anticiclone subtropicale che domina il Mediterraneo inizierà gradualmente a perdere forza: nel fine settimana una depressione in discesa dal Nord Europa si avvicinerà alla penisola, ma la vasta area di alta pressione continuerà ancora per qualche giorno a bloccare l’ingresso dell’aria più fresca.

La svolta è attesa tra martedì e mercoledì, quando un nuovo impulso freddo proveniente da nord riuscirà a rompere la “cupola” di aria calda presente sul Mediterraneo occidentale. Il contrasto tra le masse d’aria potrà favorire la formazione di temporali anche intensi, con forti raffiche di vento e locali grandinate, soprattutto sui versanti adriatici e nelle zone interne del Centro-Sud.

Nel frattempo il caldo record resisterà fino a domenica, con temperature massime oltre i 40 gradi su Sicilia, Sardegna, entroterra pugliese, Calabria ionica e Basilicata orientale. In queste aree non sono esclusi picchi fino a 44-45 gradi. Valori vicini ai 40 gradi sono attesi anche nelle zone interne di Marche, Abruzzo e Molise, mentre al Nord le temperature saranno più contenute, generalmente tra 33 e 36 gradi.

Il passaggio della perturbazione determinerà un progressivo calo termico, più evidente tra martedì e mercoledì, quando l’aria fresca spazzerà via caldo intenso e afa per alcuni giorni. Nel fine settimana, tuttavia, non mancheranno fenomeni temporaleschi anche forti su Triveneto, Alpi centrali, nord Appennino, Romagna e alte Marche.

I temporali forti, sottolinea il Cnr, arrivano quando l’aria fresca, più densa e pesante, si infila sotto l’aria calda e umida, sollevandola bruscamente. È questo movimento verticale a dare origine alle nubi temporalesche più intense. A fare da “carburante” ai fenomeni sono due ingredienti: l’aria calda e umida presente al suolo, e il cosiddetto “wind shear”, cioè la variazione di velocità e direzione del vento salendo in quota.

Il forte contrasto termico tra le masse d’aria, unito alla grande quantità di energia disponibile nell’atmosfera, potrà quindi generare temporali violenti, con vento intenso e grandinate.

Basket Nba, LeBron: "Il ritiro? Sono ancora competitivo"

Roma, 18 lug. (askanews) – A quasi 42 anni, LeBron James lascia intendere che il momento dell’addio alla NBA potrebbe essere ancora lontano. Sul palco del Fanatics Fest di New York, insieme al campione di tennis Novak Djokovic, il fuoriclasse americano ha contestato la tendenza a spingere gli atleti più longevi verso il ritiro solo per ragioni anagrafiche.

“Nel nostro sport si sente sempre dire: ‘Quando si ritirerà? È arrivato il momento’. Ma perché? Perché dobbiamo forzare i campioni a smettere quando stanno ancora giocando ad altissimo livello?”, si è chiesto James, attualmente il free agent più atteso del mercato NBA.

Il quattro volte campione NBA ha poi paragonato la sua situazione a quella delle grandi icone della musica: “Bruce Springsteen e i Rolling Stones sono in tour da decenni e nessuno dice loro di smettere o di non esibirsi più in una città. Se continuiamo a dedicarci completamente al nostro lavoro, rispettiamo il gioco e diamo ancora tutto, perché non dovremmo continuare?”.

Parole che lasciano intendere come la stagione 2026-27, che sarebbe la sua 24ª in NBA, potrebbe non rappresentare l’ultimo capitolo della sua straordinaria carriera. “Sto semplicemente cercando di ottenere il massimo dal tempo che mi resta e continuo a giocare perché amo ancora quello che faccio”, ha concluso James.

Mondiali, Messi: "La foto con Yamal è pura locura"

Roma, 18 lug. (askanews) – Tra i momenti più importanti e divertenti del Fanatics Fest c’è stato anche quello dedicato alla celebre fotografia che, quasi vent’anni fa, immortalò Lionel Messi insieme a un Lamine Yamal ancora neonato durante un servizio fotografico del Barcellona in cui l’argentino faceva il bagnetto a Yamal. Un’immagine diventata virale negli ultimi mesi e destinata ad assumere ancora più significato ora che i due si ritroveranno uno di fronte all’altro nella finale del Mondiale tra Spagna e Argentina. Sul palco sono salite diverse celebrità, tra cui Tom Brady che ha intervistato proprio Messi ricordando e citando lo scatto con Yamal. “È davvero una foto incredibile – ha risposto Messi -, pura locura. Ho fatto una foto con lui quando era un neonato e adesso ci affronteremo in una finale Mondiale”.

Messi ha poi speso parole di grande stima per il giovane talento spagnolo, che segue con particolare attenzione per il suo legame con il Barcellona: “Lamine è un grandissimo giocatore, lo seguo moltissimo perché gioca nel club che amo. A 19 anni è già uno dei più forti al mondo, ha tutta la carriera davanti e una grande opportunità di fare qualcosa di storico. Anche se noi faremo il massimo affinché non sia questa volta. Gli auguro sempre tutto il meglio, anche perché il suo bene è il bene del Barcellona”.

Mondiali, stelle dello sport presentano Argentina-Spagna

Roma, 18 lug. (askanews) – New York si è trasformata nel palcoscenico della vigilia della finale del Mondiale tra Argentina e Spagna grazie al Fanatics Fest, il festival che ha riunito alcune delle più grandi stelle dello sport mondiale. Al posto della tradizionale conferenza stampa, a porre le domande ai protagonisti della finale sono stati campioni come Novak Djokovic, Tom Brady, Kevin Durant e l’ex difensore inglese Rio Ferdinand, con la conduzione dell’attore e comico Kevin Hart. Ad aprire l’evento è stata invece l’esibizione del rapper Travis Scott.

Il ct argentino Lionel Scaloni ha sottolineato il forte legame della Selección con il proprio popolo: “Ci emozioniamo perché vediamo emozionata la nostra gente. Giochiamo per loro”. Sul futuro di Lionel Messi in nazionale ha invece glissato: “Non ne abbiamo parlato, dovete chiederlo a lui”.

Dall’altra parte, il commissario tecnico della Spagna Luis De La Fuente ha evidenziato il valore del traguardo raggiunto: “Essere in finale di un Mondiale è qualcosa di speciale. Domenica vedremo due grandi nazionali, per certi aspetti simili. Il talento farà la differenza”.

Tra i momenti più attesi, le parole di Lionel Messi, che ha ricordato la celebre foto che lo ritrae insieme a un piccolissimo Lamine Yamal: “È una fotografia incredibile. Oggi ci ritroviamo avversari in una finale mondiale. È uno dei giocatori più forti al mondo, ha una carriera straordinaria davanti. Gli auguro il meglio, anche se faremo di tutto perché non sia questa la sua occasione”.

Djokovic ha chiesto a Messi e Scaloni come si gestisce la pressione di una finale mondiale, per poi rivolgere la stessa domanda a De La Fuente e al capitano spagnolo Rodri, mentre Kevin Durant ha interrogato il portiere argentino Emiliano Martínez sulla possibilità di difendere il titolo conquistato nel 2022.

Lo stesso Martínez ha raccontato di convivere ancora con il dolore alla mano: “Tutti gli specialisti mi avevano detto che senza operarmi non avrei potuto giocare, ma sono andato avanti lo stesso. Ai miei compagni dico di godersi questi giorni, perché li ricorderemo per tutta la vita”. Infine Rodri ha reso omaggio al capitano argentino: “È difficile descrivere cosa rappresenti Messi per il calcio e per l’Argentina. Per me è il più grande giocatore di tutti i tempi”.

Ondata di attacchi Usa, Teheran risponde: raid su Bahrein e Giordania, colpiti militari Usa in Kuwait

Roma, 18 lug. (askanews) – Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver completato la settima ondata di attacchi contro obbiettivi iraniani, colpendo arsenali e altri obbiettivi strategici. Teheran ha risposto colpendo infrastrutture americane in Medio Oriente, con attacchi in Giordania, Bahrein, Kuwait dove l’esercito iraniano ha annunciato di aver attaccato un Centro di Supporto alle forze terrestri, uccidendo diversi militari Usa.

Il Centcom continua a ritenere l’Iran responsabile su indicazione del Comandante in capo, applicando pienamente il blocco navale contro i porti iraniani”, si legge nel comunicato diffuso dallo stesso Comando. Dall’altro lato lo stretto di Hormuz “è completamente chiuso e altamente a rischio”: hanno affermato le guardie rivoluzionarie dell’Iran.

Oltre 50.000 militari americani sono operativi in tutto il Medio Oriente e rimangono vigili, letali e pronti”, conclude la nota del Centcom.

Ma l’Iran lancerà un’offensiva su vasta scala se gli attacchi statunitensi dovessero protrarsi per più di due o tre giorni: lo ha affermato Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema iraniana. “L’Iran non si accontenterà più di una semplice rappresaglia e nessun confine sarà al sicuro” ha concluso Rezaei, le cui dichiarazioni sono state riportate dalla televisione di Stato iraniana.

La televisione di Stato iraniana, citando fonti dell’esercito, ha reso noto che l’esercito iraniano ha colpito una base aerea in Bahrein utilizzata dagli Stati Uniti, in risposta alla nuova ondata di attacchi americani.

I droni d’attacco hanno colpito “hangar e aree di parcheggio per aerei, serbatoi di carburante dell’esercito statunitense presso la base aerea di Sheikh Isa, nonché diversi ponti di collegamento in Bahrein”. La base nel sud del Bahrein è “uno dei centri operativi e logistici più importanti” per le forze armate statunitensi nella regione, secondo le fonti.

L’esercito giordano ha reso noto di aver abbattuto dieci missili iraniani, senza che si siano registrate né vittime né danni. “I sistemi di difesa aerea… hanno intercettato dieci missili iraniani che erano entrati nello spazio aereo giordano e che avevano come obiettivo il territorio del regno, (che) sono stati intercettati e abbattuti”, si legge nel comunicato diffuso dalle forze armate di Amman.

Le autorità del Kuwait hanno reso noto che un secondo impianto di produzione di energia e desalinizzazione kuwaitiano è stato attaccato dall’Iran, provocando un incendio e l’arresto di diverse unità produttive.

Le forze armate del Bahrein hanno reso noto di aver respinto diversi nuovi attacchi iraniani, dopo l’attivazione dell’allarme antiaereo nella capitale Manama.

I guardiani della Rivoluzione (pasdaran) iraniani hanno reso noto di aver attaccato personale militare statunitense presso il Centro di Supporto alle Forze Terrestri di Arifjan, in Kuwait, uccidendo diversi militari: è quanto riporta Press TV.

Secondo le fonti durante la 18a ondata dell’Operazione Nasr-2, le forze iraniane hanno distrutto una stazione radar presso la base aerea statunitense di Ali Al Salem, in Kuwait, utilizzando un drone, insieme a un hangar per la manutenzione delle armi e a un deposito per droni.

Iran, le guardie rivoluzionarie: lo Stretto di Hormuz è completamente chiuso (Cnn)

Roma, 18 lug. (askanews) – Ora lo stretto di Hormuz “è completamente chiuso e altamente a rischio”. Lo affermano le guardie rivoluzionarie dell’Iran, secondo quanto riporta la Cnn nella comunicazione con cui hanno riferito delle due petroliere che, nel tentativo di attraversare lo stretto, sono incappate in zone minate e sono ora in fiamme.

Quattro petroliere che stavano cercando di attraversare lo stretto di Hormuz sono state bloccate da attacchi effettuati dalle forze militari dell’Iran, riporta Reuters, citando le guardie rivoluzionarie iraniane secondo cui le petroliere sono state fermate con una operazione combinata di missili e droni.

In precedenza le stesse guardie rivoluzionarie, citate da diversi media iraniani a controllo statale, hanno riferito che due petroliere erano in fiamme dopo aver attraversato zone minate nello Stretto.

Ue, Fitto: auspicabili Eurobond per energia e difesa, ma decidono Paesi

Catania, 18 lug. (askanews) – Premettendo che si tratta di “una valutazione personale e non della posizione della Commissione”, “se la domanda a me è se sarebbe auspicabile avere uno strumento di debito comune sul modello che possa proseguire” l’esperienza del Pnrr “soprattutto in alcuni ambiti, penso alla difesa, all’energia, cioè a quegli ambiti che possono rappresentare una visione comune, e l’elemento di rafforzamento dell’autonomia strategica a livello europeo, la mia risposta sarebbe sì, sarebbe auspicabile”. Lo ha detto il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffale Fitto rispondendo a una domanda sugli eurobond nel corso del suo intervento in collegamento all’evento di Ecr a Catania dedicato al Mediterraneo.

“Però è chiaro che questo rientra nella dimensione delle scelte da parte degli Stati membri ed è importante sottolineare il fatto che Paesi come la Germania hanno compiuto delle scelte diverse in questa fase, mettendo in campo strumenti di debito nazionale. Chiaramente le due cose non stanno insieme, vedremo, sarà una discussione che sarà portata avanti soprattutto in Consiglio”, ha aggiunto.

Michele Coppola: Cortona On The Move ha ispiralo le Gallerie d’Italia

Cortona, 18 lug. (askanews) – Un festival come Cortona On The Move ha ispirato le Gallerie d’Italia quando Intesa Sanpaolo ha deciso di aprire a Torino una quarta sede museale dedicata alla fotografia. Lo ha detto il direttore Arte, Cultura e Beni storici della banca, nonché direttore delle Gallerie d’Italia, Michele Coppola, a margine dell’inaugurazione cortonese. Questo festival, insieme ad altri – ha aggiunto – rende la fotografia un elemento irrinunciabile del racconto di arte e cultura nel nostro Paese.

Cortona On The Move: la 16esima edizione guarda al paesaggio italiano

Cortona, 18 lug. (askanews) – Un festival di fotografia che riempie una città, la vivifica con un racconto culturale di prim’ordine e ragiona sia sul medium sia sulla stratificazione dell’immaginario visivo sull’Italia. La sedicesima edizione di Cortona On The Move è intitolata “Beautiful Country” ed è stata progettata dalla direttrice artistica Renata Ferri.

“Quando mi è stata affidato questo incarico – ha detto ad askanews – la prima cosa che ho pensato è che volevo dedicarlo all’Italia, perché è un Paese molto stereotipato, molto iconizzato, ma in realtà è un Paese cartolina. Quindi fare un festival di fotografia mi dava la possibilità di togliere il velo dello stereotipo e cercare di guardare l’Italia con nuovi occhi. Quindi Beautiful Country è un titolo ironico che ci dice che davvero siamo il Paese più bello del mondo, ma attenzione, perché dietro a questa bellezza ci sono tante fragilità: rischiamo di perdere il nostro patrimonio archeologico e molti lavori ce lo dicono”.

Attraverso 33 mostre, legate da un sottile filo rosso, ma libere di fare vedere i tanti e diversissimi modi nei quali oggi la fotografia pensa se stessa, Cortona offre uno spettacolo abbastanza unico, soprattutto per la sorprendente qualità di molti dei progetti presentati, che vanno dai grandi nomi agli emergenti, dal paesaggio alla inevitabile riflessione sociale. Ma la cosa più interessante è effettivamente la mancanza di ammiccamento all’immaginario sul nostro Paese, che lascia spazio, anche attraverso l’ironia, a una fotografia libera, contemporanea, quasi sempre interessante. E per questa edizione di Cortona On The Move l’obiettivo è molto chiaro: “Riappropriarci del nostro sguardo – ha aggiunto Renata Ferri – rallentare lo sguardo per averlo più approfondito e per essere capaci di leggere oltre l’apparenza”.

Tra gli aspetti caratteristici del festival quest’anno c’è la volontà di produrre sempre più contenuti originali attraverso commissioni, che poi divengono una mostra come l’ambizioso progetto “Peninsula”, dedicato al lavoro di dieci tra fotografe e fotografi che indagano i territori fisici e simbolici del paesaggio contemporaneo italiano.

Elezioni,Tajani: si vota piu’o meno a scadenza,detassare tredicesime basse

Roma, 18 lug. (askanews) – Le prossime elezioni politiche previste in autunno 2027 si terranno “a scadenza naturale, mese più,mese meno. Altro che centrodestra diviso: questo sarà il governo più longevo della Repubblica, prima di questo c’è stato solo un governo Berlusconi”. Parola del vicepremier Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, che in una intervista al Messaggero, indica una piattaforma prioritaria di Forza Italia per governo e centrodestra. Ovvero: “riduzione della pressione fiscale, detassazione delle tredicesime, aumento delle agevolazioni fiscali specie per igiovani, aumento della sicurezza dei cittadini”.

“Le ideologie – sottolinea Tajani- non mi interessano, so- no un pragmatico”. Ed in particolare la detassazione delle tredicesime,”si può fare partendo da quelle più basse, che possono essere detassate al 100% e poi andando a scalare verso l’alto” . Puntando trovare le necessarie coperture con “investimenti seri dai fondi privati,per esempio nelle opere infrastrutturali e nei progetti sull’intelligenza artificiale” contando sul fatto che “i privati investono se c’è fiducia e stabilità: quella che vogliamo dare con la legge elettorale e che il governo di centrdestra ha garantito in questi anni”.

Di contro, Tajani vede gli avversari del centrosinistra divisi sui fondamentali per un programma di governo alternativo, dalla politica fiscale a quella internazionale. “Ci spieghino – afferma il segretario di Fi – cosa vogliono fare con la patrimoniale e le successioni e se stanno con l’Ucraina o con la Russia. Pensino al flop della manifestazione di Napoli, al fatto che gli elettori del centro di centrosinistra sono orfani. Il loro è un campo stretto, un campo corto. E i governi non si fanno sulle preferenze, ma sulla politica estera e su quella economica”.

Fi, Tajani: tifare pareggio sciocchezza, Fi e Berlusconi fondatori centrodestra

Roma, 18 lug. (askanews) – “Non esiste. Noi siamo figli politici di Silvio Berlusconi, l’uomo che ha inventato il centrodestra, il bipolarismo italiano, il sistema maggioritario, la seconda Repubblica, da sempre contro i giochi di palazzo e i papocchi. Sono sciocchezze. Siamo alternativi alla sinistra e nessuno della famiglia Berlusconi ha mai parlato di pareggio o la pensa in maniera diversa dal padre. Poi siamo sempre pronti ad ascoltare i consigli sempre costruttivi di persone amiche come Marina e Pier Silvio, ed è giusto e positivo che abbiano passione per Forza Italia, la più visionaria creatura del pa- dre. Ma non ci hanno mai imposto niente”. Lo ha affermato al Messaggero il vicepremier Antonio Tajani, segretario di Forza Italia.

L.elettorale, Tajani frena su ripristino preferenze al Senato: "vedremo"

Roma, 18 lug. (askanews) – “L’importante è che sia passata la legge elettorale. Le preferenze sono un dettaglio, l’ho detto prima del voto. C’era qualche parlamentare che non le voleva, e c’era il tema della quota di genere. Un voto non politico, comunque: si è fatta una tempesta in un bicchier d’acqua su un emendamento presentato fra l’altro non da tutto il centrodestra. C’è stata un’assemblea del nostro gruppo che alla fine ha de- ciso di sostenere l’emendamento. Ma ripeto, parliamo di una votazione su cento. So che Maurizio Lupi vuole riproporre l’emendamento. Si vedrà a tempo debito. La sinistra stia serena: non c’è nessuna crisi di governo. Sono le loro contraddizioni a essere politiche, non le nostre”.

Lo dichiara al Messaggero il viceppremier segretario di Forza Italia Antonio Tajani, all’indomani di una riunione del vertice del suo partito, in vista dell’approdo al Senato martedì o mercoledì in commissione Affari costituzionali della riforma della legge elettorale approvata giovedì scorso dalla Camera.

Rispetto al quale, secondo indiscrezioni di stampa, ci sarebbe stato ieri un colloquio fra la presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi e la premier Giorgia Meloni in cui la capogruppo avrebbe sconsigliato la forzatura della ripresentazione a palazzo Madama della proposta bocciata dalla Camera a scrutinio segreto, non essendo in grado di garantire il sostegno compatto dei sentori di Forza Italia neppure con il voto palese imposto dal Regolamento di palazzo Madama.

Fi, Tajani: avanti al centro con Ppe, Vannacci fuori dalla maggioranza

Roma, 18 lug. (askanews) – “Io vado avanti per la mia strada. Forza Italia è un partito liberale,cattolico, atlantista, europeista, riformista. Facciamo quello che secondo noi è giusto fare. Vogliamo prendere consenso nell’elettorato liberale, anche tra i centristi delusi dal centrosinistra. Il centro c’è, ed è Forza Italia. Dal primo al tre marzo a Roma ospiteremo il congresso del Ppe”.

Lo afferma il vicepremier Antonio Tajani, intervistato dal Messaggero all’indomani di una riunione con i vertici del suo partito, tagliando corto e netto sul rapporto fra centrodestra e il neonato partito di estrema destra Futuro Nazionale fondato dall’ex vicesegretario della Lega Roberto Vannacci. “Ha scelto lui – sottolinea Tajani sull’ex generale- di mettersi fuori dal centrodestra: era il vicecesegretario di un partito che ne faceva parte. Comunque, è un problema che non mi pongo quello degli estremisti fuori dal centrodestra. Noi siamo difensori della democrazia”.

Roggero, Tajani: è colpevole ed ha sbagliato ma va perdonato

Roma, 18 lug. (askanews) – “Ha sbagliato ed è colpevole per quello che ha fatto. Ma va perdonato. Perché va anche capito quello che ha subito. E quando ti minacciano, o minacciano la tua famiglia, non reagisci in maniera razionale. Detto questo, non è una mente criminale. Mi viene in mente ‘Un borghese piccolo piccolo”, il rimorso sarà la sua condanna peggiore”. Lo afferma il vicepremier segretario di Forza Italia Antonio Tajani al Messaggero sul caso del gioiellere Mario Roggero, da ieri in carcere a Bollate per la condanna definitiva per omicidio dei suoi rapinatori.

Grosso guaio a Washington. C’è un Presidente che non ama la democrazia

Il potere come dominio personale

La vicenda della telefonata di Trump al boss della FIFA Gianni Infantino per far revocare la squalifica al centravanti della nazionale USA ai campionati mondiali che si sono disputati in America al di là della sua gravità sportiva (per fortuna o meglio dire per capacità dei calciatori belgi senza dirette conseguenze nel risultato sul campo) illustra bene la concezione del potere che l’uomo della Casa Bianca immagina nella propria testa e prova ad esercitare ogni giorno. Un potere assoluto, o quasi.

Lo si è visto in numerose circostanze e in numerosi settori di attività. Non è il caso ora di richiamarli alla mente, dalle pressioni accompagnate da minacce (un accoppiamento sempre presente nelle esternazioni trumpiane) all’allora governatore della Federal Reserve Jerome Powell affinché abbassasse i tassi di interesse a quelle sugli alleati della NATO per obbligarli all’innalzamento sino al 5% del PIL nazionale delle loro spese militari, alla confusa ma continuata azione belligerante verso tutti i paesi del mondo attuata tramite l’innalzamento dei dazi commerciali.

La logica della sottomissione

Così pure nei rapporti umani. Non si vuole dire “amicizia”, vocabolo troppo impegnativo in assoluto e totalmente inconcepibile associato a un personaggio come Trump. Se ne è dovuta rendere conto Giorgia Meloni, ridotta presto a nemica dopo essersi illusa di poter utilizzare politicamente la sua sintonia ideologica e, appunto, la sua supposta “amicizia” con il tycoon. In realtà, con quest’ultimo l’unico metodo valido per non venire sottoposti alla sua ira, ai suoi dileggi, ai suoi insulti è la sottomissione: dargli sempre ragione, non contraddirlo mai, fare sempre quello che lui esige. Come Gianni Infantino, appunto. E – su un livello più importante per il futuro del mondo – come Mark Rutte, il Segretario Generale dell’Alleanza Atlantica. Da politico navigato, al costo di passare per uno che si lascia dominare, quest’ultimo cerca di fare virtù da necessità, dove la virtù è la sopravvivenza dell’Alleanza (e, certo, anche del suo alto incarico).

Ma è evidente che così non va bene, che non può durare. Tanto più ove si consideri che gli Stati non sono persone individuali, sono organizzazioni complesse e plurali, finanche quando dominati da autocrati.

L’identificazione tra uomo e istituzione

Forse Trump non lo capisce, avendo identificato sé stesso con gli Stati Uniti d’America (lo si avverte bene nei suoi interminabili discorsi autocelebrativi, laddove mischia e unisce frequentemente il sé stesso uomo col sé stesso presidente, la persona e l’istituzione quasi fossero perfettamente sovrapposte).

Egli ritiene di poter disporre come vuole di qualsiasi cosa, forte di un suo successo nella vita come individuo che si manifesta col denaro, con i palazzi, con i campi da golf e quant’altro e che ora ha saputo – per unica sua capacità – allargarsi allo Stato e ai suoi simboli (la Casa Bianca da ristrutturare in larga misura, il National Mall e la Reflecting Pool pure interessati da lavori, peraltro al momento fallimentari) e finanche ai suoi istituti (c’è un Vice Presidente, c’è un Segretario di Stato, certo: ma gli ambasciatori personali di Trump nel mondo sono il genero immobiliarista Jared Kushner e l’amico immobiliarista Steve Witkoff): per Trump non esistono interlocutori altri che sé medesimo, convinto di poter decidere tutto, con unico limite “la mia coscienza” (che è di larghe vedute, diciamo).

Questo atteggiamento megalomane ed egocentrico, che lo conduce spesso e volentieri a esercitarsi in dichiarazioni iperboliche ed eccessive, a rivolgere insulti gratuiti nei confronti anche di altri Capi di Stato e di Governo, a utilizzare un linguaggio spesso greve e volgare, ha avuto un suo climax nell’attacco rivolto una prima volta e poi ripetuto a Papa Leone. Per lui, di fatto, niente più che un connazionale che mai sarebbe arrivato al soglio pontificio se non fosse stato di nazionalità americana e proprio in contemporanea con la presenza alla Casa Bianca di Trump. Con tanto di incredibili post creati con l’IA sul suo social Truth.

L’allarme per la democrazia americana

Alcuni psichiatri hanno parlato di “narcisismo maligno” tipico di una personalità “distruttiva” (che alla lunga potrà rivelarsi anche “auto-distruttiva”, perché – come detto – un esercizio così egotico e autocentrato del potere di una grande nazione ancora democratica, nonostante tutto, non può durare all’infinito).

La Corte Suprema – ancorché dominata da giudici di nomina conservatrice – ha cominciato a bocciare alcuni Executive Orders presidenziali e il prossimo novembre sarà l’elettorato, stando ai sondaggi, a mettere un freno parlamentare al dispotismo trumpiano. Ma qui l’allarme è almeno arancione, se non addirittura rosso: ancora l’altra sera, e non è la prima volta, il tycoon ha sproloquiato circa un pericolo “brogli” e un’azione malevola per lui orchestrata dalla Cina che falserebbe il risultato elettorale, come – a suo dire, e senza prova alcuna – sarebbe già avvenuto nel 2020.

Se Donald Trump non verrà sanzionato dalla maggioranza dei suoi connazionali nel turno elettorale di medio termine l’intera democrazia americana diverrebbe a rischio e l’oltraggio da essa subìto il 6 gennaio 2021 con l’assalto al Campidoglio si rivelerebbe come il primo atto di una tragedia annunciata proprio quel pomeriggio: la distruzione della base ideale sulla quale è sorta ed è cresciuta.

Oltre i due poli, la sfida europeista

Il Campo Largo e i nodi irrisolti

Le recenti manifestazioni napoletane e le dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio (e nuovo candidato al ruolo?) Giuseppe Conte sulla pericolosità della minaccia russa rendono sempre più evidente come il Campo Lavrov (o Largo) non sia adatto a governare il nostro Paese.

Viene in mente, a riguardo, la celebre copertina dell’Economist su Silvio Berlusconi, nella quale veniva definito unfit to lead; verrebbe da dire: ecco, se non lo era lui, figurati questi altri…

5 Stelle, PD e AVS sembrano aver chiarito in quella piazza che saranno il nocciolo duro di una qualunque alternativa al centrodestra, anche se non hanno trovato ancora una soluzione a due problemi (che non definirei di poco conto): il programma di governo e chi guiderà l’esecutivo.

Non sono questioni secondarie ed è grave che, dopo quattro anni di opposizione, non abbiano ancora trovato un minimo comun denominatore per il quale chiedere il voto.

Oggi il Campo Lavrov appare diviso su tutto, in primis sulla politica estera e sul posizionamento europeo riguardo al riarmo. Due temi centrali ma, per i principali esponenti dell’opposizione (anche quelli riformisti), non sembrano costituire un problema.

Quando qualcuno osa porre la questione, si ribatte, come un bue che dà del cornuto all’asino, che anche il centrodestra ha le medesime divisioni. Questa accusa è vera solo in parte.

La differenza tra i due schieramenti

Assumendo, infatti, che Giorgia Meloni non commetta l’errore di inglobare Vannacci nella sua coalizione, finora le remore leghiste sul sostegno a Kiev e sul riarmo sono state sempre frenate e tenute a bada dalla leader di FdI.

Nessuna posizione anti-ucraina è emersa nei voti della maggioranza in Parlamento. L’atteggiamento del presidente del Consiglio e del suo ministro degli Esteri, almeno su questi punti, non è mai stato ambiguo. Non hanno mai vacillato nel loro posizionamento pro-ucraino e atlantista, con le ovvie sfumature classiche dei conservatori.

La stessa magia, però, non è in grado di compiere Elly Schlein; anzi, quando si tratta di dettare le linee programmatiche all’intera coalizione, appare in posizione gregaria, pronta ad accettare ogni fuga in avanti che Giuseppe Conte porta a termine.

Per questo motivo, anche se la segretaria del PD dovesse riuscire a vincere la competizione per la premiership, non sarà capace di garantire che il programma della sua coalizione sia fermo sulla linea pro-ucraina, come quello del centrodestra. La questione della politica estera è cruciale. Lo ha sostenuto anche Stefano Cappellini nel suo editoriale di insediamento come direttore de la Repubblica, quotidiano che, almeno un tempo, riusciva a dettare l’agenda e il programma all’intero centrosinistra.

L’Europa non può essere a targhe alterne

La minaccia russa esiste; forse oggi (e speriamo mai) non è fisicamente ai confini del nostro Paese, ma è forte e concreta ai confini di molti altri Paesi europei che fanno parte della nostra Unione.

Siamo pronti a reagire come europei nel caso in cui uno dei 27 Stati membri fosse attaccato o, anche allora, diremo: fatti loro, non è un problema mio?

Se alcuni esponenti del Campo Largo ritengono che sia questo lo scenario, non possiamo che dubitare anche del loro tasso di europeismo e quindi di quello della coalizione di sinistra. Non possiamo essere europeisti a targhe alterne solo quando ci conviene. Sia chiaro, io sono tra coloro i quali ritengono che già la vile invasione russa dell’Ucraina sia una minaccia per l’intera Europa e per l’Italia, ma, a quanto pare, tutto questo non basta all’ex presidente del Consiglio.

Così come non gli basta, per qualificare Putin come una minaccia al nostro Paese, l’esito delle recenti indagini, nelle quali è emerso che alcune mele marce dei nostri servizi segreti erano pagate dalla Russia per ricevere informazioni riservate.

Cosa aspetta il PD a prendere le distanze da tutto ciò? Aspettiamo che si beva vodka e si canti l’inno russo per festeggiare il 25 Aprile per aprire gli occhi e riconoscere la realtà? Oppure, per ottenere uno strapuntino di potere, si accetta di tutto? Ma allora il Campo Lavrov è così differente dal centrodestra che sgomita per eleggere una sua personalità al Quirinale?

Uno spazio politico da costruire

C’è qualcuno che si sta adoperando per costruire un’alternativa sia alla destra che alla sinistra? Sì, sarebbe ipocrita non riconoscerlo.

Sono numerosi e via via più crescenti gli appelli agli europeisti. L’on. Pina Picierno continua a chiamarli con il magnifico appellativo di don Sturzo, “liberi e forti”, affinché si possano ritrovare tutti, senza veti di sorta, in uno spazio terzo e indipendente dai due poli.

Ritengo che questo sia il luogo in cui anche noi, che continuiamo a dibattere su questo giornale online, possiamo trovare una casa.

Spero che arrivi presto un segnale in questa direzione.

Alternative non se ne vedono all’orizzonte. Mi chiedo, infatti: non vale la pena lottare per uno dei grandi lasciti che Alcide De Gasperi ci ha lasciato, l’Europa?

Se non ci sentiamo a casa con gli europeisti, dove ci dovremmo sentire accolti con il rispetto che meritiamo?

Nel Campo Largo, dove non si viene nemmeno invitati a tavola per un pranzo (figuriamoci per scrivere il programma), se non si è di sinistra estrema?

Nel centrodestra, invece, dove i popolari servono solo per apparire più affidabili a Bruxelles e per mettere bocca unicamente sulla politica estera?

Credo che queste ultime due domande abbiano la medesima risposta: no, la nostra casa è altrove… in uno spazio pubblico (?).

Esodo dei giovani: Fumarola (Cisl) chiede una strategia di largo respiro

Ventottomila giovani in meno in sei anni. È il numero che la Cisl Marche ha messo al centro dell’iniziativa conclusasi ieri ad Ancona sul rapporto tra nuove generazioni, lavoro e territorio, e che la segretaria generale confederale Daniela Fumarola ha usato come chiave di lettura per un fenomeno che va oltre la statistica: lo spopolamento delle aree interne marchigiane, destinato — secondo le proiezioni citate — ad aggravarsi ulteriormente.

Per Fumarola la questione non si esaurisce nell’emigrazione giovanile in sé, ma investe la tenuta strutturale del sistema regionale: un bacino generazionale che si assottiglia mette a rischio “il sistema produttivo, il welfare, la tenuta dei territori, la cura degli anziani”. La leader sindacale ha respinto le letture consolatorie del fenomeno: il richiamo alle “radici” — formula ricorrente nel dibattito pubblico sulle aree interne — non regge da sola, perché le radici attecchiscono solo dove il terreno è fertile. E il terreno, ha precisato, non si genera per decreto identitario ma attraverso politiche pubbliche, investimenti, contrattazione e qualità dei servizi.

Cosa serve, secondo la Cisl

Il giovane — è la tesi di fondo — resta o rientra sulla base di un calcolo concreto: lavoro qualificato, formazione credibile, servizi essenziali (sanità, trasporti, connessioni digitali, casa, cultura). Da qui la richiesta di un cambio di metodo nelle politiche per le aree interne: non più interventi puntuali e scollegati tra loro, ma una regia unica capace di tenere insieme sanità di prossimità, scuola, trasporto pubblico locale, infrastrutture fisiche e digitali, fiscalità agevolata, sostegno alle imprese e cooperazione intercomunale.

Il banco di prova ZES

In questa cornice si inserisce l’estensione della Zona economica speciale a Marche e Umbria, che Fumarola non ha letto come misura automaticamente risolutiva: la ZES “produce valore” solo se diventa piattaforma di sintesi tra fondi europei, risorse di coesione, capitali privati e filiere produttive — e solo se questa sintesi si traduce in occupazione di qualità, capace di trattenere competenze e ridurre gli squilibri tra territorio e territorio.

Società e benessere: chi misura ciò che conta davvero?

Oltre gli indicatori economici

Negli ultimi decenni abbiamo imparato a misurare quasi tutto. Misuriamo la crescita economica, il debito pubblico, la produttività, i consumi, i flussi finanziari, la quantità di servizi erogati. Eppure, mentre aumentano gli indicatori e si moltiplicano i sistemi di monitoraggio, cresce una domanda sempre più difficile da ignorare: stiamo davvero misurando ciò che conta per la vita delle persone?

Una comunità può registrare una crescita del PIL e, nello stesso tempo, sperimentare un aumento della solitudine, della sfiducia e delle disuguaglianze. Un sistema sanitario può aumentare il numero delle prestazioni erogate e vedere diminuire la percezione di vicinanza e di accoglienza da parte dei cittadini. Una scuola può raggiungere risultati eccellenti nei test standardizzati e non riuscire a contrastare il disagio relazionale e l’abbandono scolastico.

La questione, allora, non riguarda soltanto la quantità delle risorse impiegate o l’efficienza dei sistemi organizzativi. Riguarda la capacità di comprendere quale impatto producano realmente le politiche pubbliche sulla qualità della vita delle persone e delle comunità.

Dall’economia dei mezzi all’economia dei fini

Per lungo tempo il dibattito pubblico si è concentrato prevalentemente sui mezzi: quanto spendiamo, quanto produciamo, quanto cresce l’economia.

Sono certamente informazioni importanti. Nessuna società può prescindere dalla sostenibilità economica. Tuttavia, il rischio è confondere i mezzi con i fini.

L’obiettivo ultimo di una comunità non è accumulare risorse, ma creare condizioni che consentano alle persone di vivere una vita dignitosa, sviluppare le proprie capacità, costruire relazioni significative e partecipare attivamente alla vita sociale.

Non a caso, negli ultimi anni, istituzioni internazionali, università e centri di ricerca hanno iniziato a interrogarsi sulla necessità di superare una lettura esclusivamente economica dello sviluppo.

Il tema non è nuovo. Già Robert Kennedy, nel celebre discorso del 1968, ricordava che il PIL misura tutto, tranne ciò che rende la vita degna di essere vissuta.

Oggi quella riflessione appare ancora più attuale.

La grande sfida delle politiche pubbliche

Ogni politica pubblica nasce con l’intenzione di migliorare una condizione esistente.

Ma come possiamo sapere se questo miglioramento si è realmente verificato? Non basta verificare se un’opera è stata realizzata, se un servizio è stato attivato o se una procedura è stata completata. Occorre comprendere quali cambiamenti abbiano generato quelle azioni nella vita concreta delle persone.

Una nuova Casa della Comunità migliora davvero l’accessibilità alle cure? Un intervento di rigenerazione urbana rafforza le relazioni sociali o produce nuove forme di esclusione? Un progetto educativo favorisce la crescita della persona o si limita a trasmettere competenze tecniche?

Una tecnologia digitale riduce le disuguaglianze oppure rischia di ampliarle?

Sono domande che non trovano risposta nei tradizionali indicatori economici o amministrativi. Per questo motivo si sta diffondendo una crescente attenzione verso modelli di valutazione capaci di considerare contemporaneamente dimensioni economiche, sociali, relazionali, culturali e ambientali.

Il Bene Comune come criterio di valutazione

In questo scenario torna di grande attualità il concetto di Bene Comune.

Per troppo tempo il Bene Comune è stato considerato una categoria prevalentemente etica o filosofica, importante sul piano dei principi ma difficilmente applicabile nella pratica.

Oggi emerge invece l’esigenza di trasformarlo in un criterio concreto di valutazione delle scelte pubbliche e private.

Una politica genera Bene Comune quando rafforza la coesione sociale, riduce le disuguaglianze, amplia le opportunità, promuove la partecipazione, tutela le persone più fragili e migliora la qualità delle relazioni all’interno della comunità.

Il Bene Comune non coincide con l’interesse della maggioranza né con la semplice somma degli interessi individuali. Esso riguarda la qualità delle condizioni che consentono a tutti di sviluppare pienamente la propria umanità.

Per questa ragione la sua valutazione richiede strumenti nuovi e una visione più ampia dello sviluppo.

Verso una cultura della valutazione umana

L’Italia possiede una straordinaria ricchezza di esperienze civiche, associative, cooperative e istituzionali che ogni giorno producono valore sociale spesso invisibile alle statistiche tradizionali.

Far emergere questo patrimonio significa sviluppare una nuova cultura della valutazione. Una cultura che non sostituisce gli indicatori economici, ma li integra. Una cultura che affianca all’efficienza l’equità, alla produttività la qualità delle relazioni, ai risultati quantitativi gli effetti umani delle decisioni.

In questa prospettiva stanno nascendo diverse esperienze di ricerca, osservazione e misurazione dell’impatto sociale e umano, con l’obiettivo di offrire alle istituzioni e ai cittadini strumenti più adeguati per comprendere la complessità del nostro tempo. La vera innovazione, oggi, non consiste soltanto nel progettare nuove politiche, ma nel saperne valutare gli effetti reali sulle persone.

Una domanda aperta al Paese

Forse la domanda più importante che dovremmo porci non è quanto cresce un territorio, ma come cresce. Non è quante risorse investiamo, ma quale valore umano producono. Non è soltanto quali servizi offriamo, ma se quei servizi contribuiscono a rendere le persone più libere, più partecipi, più consapevoli e più capaci di costruire comunità.

In un’epoca attraversata da profonde trasformazioni tecnologiche, sociali e demografiche, questa potrebbe diventare una delle grandi sfide culturali e politiche dei prossimi anni. Perché ciò che non si osserva rischia di essere trascurato. Ma ciò che conta davvero per la vita delle persone merita di essere riconosciuto, valorizzato e, soprattutto, misurato.

 

FareRete InnovAzione BeneComune APS promuove la cultura del Bene Comune attraverso percorsi di partecipazione, formazione e innovazione sociale. Con questo articolo propone una riflessione su come rendere osservabili e valutabili gli effetti delle politiche pubbliche sullo sviluppo umano e sulla qualità della vita delle comunità.

La Ue presenta l’attesa riforma dell’Ets e il piano di elettrificazione

Bruxelles, 17 lug. (askanews) – La Commissione europea ha presentato oggi a Bruxelles due proposte chiave per le politiche climatiche ed energetiche dell’Unione: una proposta di revisione molto rilevante del mercato dei permessi di emissione di CO2 (l’Ets, ‘Emissions Trading System’), e un Piano d’azione per l’elettrificazione in tutti i settori dell’economia, con l’obiettivo indicativo di raddoppiarla nel 2040 (portandola al 46% dei consumi energetici complessivi) rispetto a oggi.

La riforma certamente non ‘sospende’ affatto l’Ets, come alcuni governi (tra cui l’Italia) chiedevano; ma, come ci si attendeva, introduce molti elementi di maggiore flessibilità, concessioni temporanee, decelerazione nei percorsi di riduzione delle emissioni, che rispondono alle richieste di una parte á dell’industria: innanzitutto, le quote di emissioni gratuite alle imprese ad alto consumo energetico continueranno in gran parte al di là di quanto era previsto finora; nel frattempo ci sarà anche un aumento delle quote gratuite, entro il percorso di riduzione inizialmente stabilito per il periodo 2026-2030. In termini di valore, questo aumento varrà per l’industria circa 10 miliardi di euro, di cui 4 miliardi già previsti in una recente proposta delle Commissione e 6 miliardi aggiunti con questa riforma dell’Ets.

Per i settori (cemento, ferro, acciaio e alluminio, fertilizzanti) a cui si applicano i ‘dazi climatici’ del ‘Meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere’ (Cbam), il percorso originario prevedeva una riduzione progressiva delle quote gratuite dal 2026 fino all’azzeramento totale nel 2034; ora questa scadenza verrà prorogata al 2038.

Un altro elemento importante è l’adeguamento del ‘fattore di riduzione lineare’ del tetto annuale complessivo di emissioni previsto dall’Ets (che è un sistema di ‘cap and trade’, in cui il ‘cap’, il tetto, viene appunto abbassato ogni anno). Finora, la riduzione era stata fissata al 4,3% annuo dal 2024 al 2027, con un aumento al 4,4% previsto dal 2028 al 2030. La proposta di riforma prevede ora di portare il fattore di riduzione al 3,7% dal 2031 al 2035, e all’1,7% per il periodo 2036-2040. Secondo la Commissione, tutto questo è in linea con l’obiettivo intermedio del 2040, già fissato dalla legislazione di Ue, di una riduzione delle emissioni complessiva (e non solo per i settori dell’Ets) del 90% rispetto al 1990.

La Commissione intende comunque condizionare le quote gratuite agli investimenti nella decarbonizzazione da parte delle industrie che le ottengono: le imprese avranno un primo 80% dei permessi di emissione gratuiti dietro presentazione dei loro piani di investimento in questo senso, e il restante 20% dopo l’attuazione di quei piani.

Inoltre, la ‘riserva di stabilità’ dell’Ets (‘Market Stability Reserve’, Msr), che ha il ruolo di ritirare dal mercato le quote di CO2 disponibili man mano che si riduce il tetto, rallenterà e ridurrà i suoi interventi, con un tasso di assorbimento dei permessi di emissione che sarà dimezzato dopo il 2030, passando dall’attuale 24% al 12%.

Infine, il sistema Ets verrà allargato ancora, innanzitutto al settore dell’incenerimento dei rifiuti urbani, con un’integrazione graduale tra il 2031 e il 2034, anche allo scopo di incentivare il ricorso a sistemi di cattura e stoccaggio della CO2 (Ccs): in pratica, gli inceneritori senza Ccs dovranno pagare i permessi di emissione.

E delle novità sono previste anche per altri due settori in cui l’Ets ha già cominciato a essere applicato: l’aviazione civile e il settore marittimo. Nell’aviazione, finora i permessi di emissione riguardavano solo i voli entro lo Spazio Economico Europeo (Ue più Islanda, Norvegia e Liechtenstein), e con la Svizzera e il Regno Unito. Ora verranno inclusi, a partire dal 2029, tutti i voli entro un raggio di 5.000 Km dal centro dell’Europa e tutti i voli con jet privati.

Nel settore marittimo, l’Ets si applica dal 2024 a tutte le navi da carico e passeggeri di stazza lorda superiore alle 5.000 tonnellate, che fanno scalo nei porti dello Spazio economico europeo. Ora verranno incluse anche le navi più piccole, dalle 5.000 alle 400 tonnellate.

Per quanto riguarda l’elettrificazione, il piano della Commissione è stato spiegato in modo molto convinto dal commissario all’Energia, Dan Jorgensen, durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles. L’obiettivo di portare la quota di elettricità nel consumo finale di energia dell’Ue al 46% entro il 2040 è ambizioso, se si tiene conto del fatto che negli ultimi 10 anni quella quota è rimasta praticamente uguale, al 23%.

Si tratta, per ora, di un ‘piano’ che prevede un obiettivo ‘indicativo’, ma che potrebbe diventare vincolante, soprattutto se vi sarà il sostegno unanime degli Stati membri, che è necessario per approvare importanti modifiche legislative, quanto meno per coordinare, se non armonizzare, a livello europeo i sistemi di tassazione dell’energia, che variano molto nei diversi Stati membri, con una tendenza generale (particolarmente evidente in Italia, ma non solo) a penalizzare l’elettricità rispetto alle fonti fossili.

Le proposte legislative vere e proprie saranno presentate probabilmente il prossimo autunno, quando la Commissione dovrà presentare il pacchetto post 2030, per adeguare le misure energetiche e climatiche al nuovo obiettivo della riduzione delle emissioni del 90% nel 2040, rispetto al 1990, così come aveva fatto per l’obiettivo di riduzione del 2030 (55%) nel precedente mandato di Ursula von der Leyen, con il pacchetto ‘Fit for 55’.

Il piano mira a diminuire notevolmente le bollette energetiche delle famiglie e delle imprese, e si concentra soprattutto sugli ostacoli all’elettrificazione che la Commissione vorrebbe rimuovere: oltre alla tassazione che penalizza l’elettricità, l’ancora eccessiva importazione di fonti fossili, l’uso irrazionale e costoso delle reti di trasmissione e distribuzione, lo stoccaggio insufficiente dell’energia rinnovabile, i costi troppo alti della conversione all’elettricità nei settori dei trasporti, della produzione industriale, degli edifici (soprattutto con il mancato sviluppo a livelli adeguati, finora, delle pompe di calore).

Secondo la Commissione, conseguire l’obiettivo dell’elettrificazione al 46% significherebbe ridurre le importazioni di gas nell’Ue del 70% e quelle di petrolio del 40%, con un risparmio di 260 miliardi di euro all’anno. Anche i costi della generazione di elettricità verrebbero ridotti notevolmente, del 20% circa, e anche le emissioni di CO2 verrebbero ridotte del 20% nel 2040 rispetto a oggi.

Il piano prevede, tra l’altro, una razionalizzazione delle reti e della distribuzione con la promozione dei sistemi ‘intelligenti’ (‘smart meters’ e ‘smart grids’) che concentrano i consumi nei periodi in cui l’elettricità costa meno, e con obiettivi di stoccaggio dell’energia (200 gigawatt entro il 2030) e di ulteriore sviluppo delle rinnovabili (100 gigawatt in più ogni anno).

Nel settore edilizio, l’obiettivo indicato è quello di raddoppiare le installazioni delle pompe di calore entro il 2030, rispetto al 2025. Nel settore dei trasporti, mentre cominciano finalmente a migliorare i dati sulla vendita dei veicoli elettrici (22,3% in più nel 2026), si punta a sviluppare il ‘social leasing’ (il noleggio a basso costo di auto elettriche alle famiglie con redditi medio-bassi), ad accelerare l’elettrificazione dei veicoli ‘heavy duty’ per il trasporto delle merci, e a sviluppare il potenziale dell’elettrificazione nel settore marittimo. Nell’industria, la Commissione ricorda che è già possibile l’elettrificazione del 60% della domanda energetica, oggi basata sui carburanti fossili.

‘Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz – ha ricordato il commissario Jorgensen -, in Europa abbiamo pagato oltre 50 miliardi di euro in più per la nostra energia. Si tratta di oltre 50 miliardi di euro in più, senza aver ricevuto energia aggiuntiva, nemmeno una singola molecola in più. Questo ci dimostra quanto siamo vulnerabili, quanto sia economicamente insostenibile dipendere dall’energia esterna. Abbiamo bisogno della nostra energia prodotta qui da noi. Ne abbiamo bisogno anche per essere leader nella lotta contro il cambiamento climatico: stiamo vivendo una delle estati più calde di sempre, se non la più calda in assoluto. Le persone stanno morendo a causa delle ondate di calore’.

‘E ne abbiamo bisogno – ha sottolineato il commissario – per ragioni di competitività. Dobbiamo sostituire le molecole nere, costose e inquinanti’ del gas e del petrolio ‘con elettroni economici, puliti e prodotti a casa nostra. E per questo non basta produrre più energie rinnovabili e più nucleare; certamente è necessario, ma non è sufficiente. Abbiamo anche bisogno di utilizzare effettivamente questi elettroni nelle nostre economie, per riscaldare le nostre case, i nostri edifici, per guidare le nostre auto, per produrre nella nostra industria’.

‘Il messaggio che rivolgiamo oggi all’Europa è chiarissimo: Scegliete l’elettricità al posto dei combustibili fossili. Scegliete gli elettroni verdi al posto delle molecole nere. Scegliete bollette più basse. Aria più pulita. Risorse prodotte in patria. Scegliete la trasformazione al posto della stagnazione. La stabilità al posto dell’instabilità. La sicurezza al posto della vulnerabilità. In poche parole – ha concluso Jorgensen -, scegliete il futuro al posto del passato: perché l’era dei combustibili fossili sta volgendo al termine. E per l’Europa, il futuro è energia pulita ed elettrificazione’. (fonte immagine: Europea Union).

Torna "Roma Arte in Nuvola", la sesta edizione dal 20 al 22 novembre

Roma, 17 lug. (askanews) – Dal 20 al 22 novembre 2026 torna “Roma Arte in Nuvola”, la grande fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea della Capitale, ideata e diretta da Alessandro Nicosia e promossa da Eur SpA, con la direzione artistica di Adriana Polveroni a cui si affianca, in questa edizione, una sezione curata da Pier Paolo Pancotto.

Dopo il successo dello scorso anno, con oltre 38.000 visitatori, anche questa sesta edizione si contraddistingue per la sua proposta artistico-culturale, in grado di offrire un’esperienza emozionante e condivisa, appuntamento unico per tutti gli appassionati di arte.

Con circa 140 gallerie italiane ed internazionali partecipanti, la manifestazione, all’interno di uno scenario d’eccezione come la Nuvola di Fuksas, costituisce non solo un momento d’incontro e confronto con il pubblico, ma si pone l’obiettivo di ampliare ulteriormente i propri confini, allargando l’offerta alle correnti artistiche tra le più attuali ed influenti.

Paese ospite di questa edizione è la Germania, con un progetto che si avvale della curatela di Gregor Jansen e Julia Apitzsch, realizzato in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia.

Grazie alla capacità di fare sistema e con una sua precisa specificità, questa sesta edizione conferma significative collaborazioni con le istituzioni pubbliche, parte attiva nella programmazione artistico-culturale della manifestazione: dal Ministero della Cultura, con la speciale partecipazione di alcune delle sue istituzioni museali e culturali più rappresentative fino alla Regione Lazio e a Roma Capitale.

Tra i progetti speciali di quest’anno, la manifestazione rende omaggio a Corrado Cagli, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa del Maestro, con un progetto realizzato in collaborazione con l’Archivio Corrado Cagli, che riunisce una selezione di sculture e alcune inedite maschere in carta.

Ad arricchire ulteriormente il programma una serie di importanti novità, che verranno presentate prossimamente e che contribuiranno a rendere questa edizione ancora più ricca e sorprendente.

Roma Arte in Nuvola rappresenta un evento di richiamo per collezionisti, curatori, artisti, addetti ai lavori ma anche per il grande pubblico. Talk, mostre, installazioni e performance connotano l’identità di questa sesta edizione, rendendola un’offerta completa e di alto profilo, che spazia dall’arte moderna fino alle nuove avanguardie.

Roggero, Lega valuta ipotesi candidatura e raccoglie fondi per lui

Roma, 17 lug. (askanews) – “La Lega in campo su ogni fronte per sostenere Mario Roggero. Oltre alla campagna a favore della grazia, il partito sta valutando ogni possibile iniziativa, nel pieno rispetto della legge, compresa l’eventuale candidatura di Roggero, qualora ne ricorrano i presupposti normativi”. Lo rende noto il partito.

“Parallelamente, la Lega è impegnata a promuovere una massiccia raccolta di fondi destinata ad aiutare il gioielliere nel pagamento dei risarcimenti disposti dalla sentenza. Per la Lega, chi ha difeso il proprio lavoro e la propria vita non può essere lasciato solo”, si legge in un comunicato.

Mondiali di calcio, la Fifa come l’Nba: un anello per i vincitori

Roma, 17 lug. (askanews) – Come nella Nba, i campioni del Mondo saranno premiati dalla Fifa con gli “anelli del campionato” per portare “un’iconica tradizione sportiva americana nel calcio mondiale”. Ne saranno prodotti 2026 esemplari, 30 andranno a giocatori e staff della squadra vincitrice, gli altri saranno “messi a disposizione dei tifosi di tutto il mondo come Prodotto Ufficiale con Licenza”. Il comunicato stampa della FIFA prosegue: “Subito dopo la finale, il capitano e l’allenatore della squadra vincitrice riceveranno degli anelli provvisori per commemorare l’evento. Ciascuno dei 30 anelli destinati ai vincitori verrà poi personalizzato prima di essere consegnato ufficialmente in un secondo momento, garantendo così la perfetta corrispondenza per tutta la vita a un traguardo che risuonerà per l’eternità”.

Noemi incanta Il Teatro Carlo Felice

Roma, 17 lug. – Una serata di grande musica e partecipazione ha acceso il prestigioso Teatro Carlo Felice di Genova, dove il progetto Basko Dome ha regalato ai clienti e ai soci Basko un evento esclusivo con protagonista Noemi, tra le artiste più amate della scena musicale italiana. Accolta da lunghi applausi, la cantante romana ha emozionato il pubblico con una performance intensa e coinvolgente, alternando i suoi brani più celebri a interpretazioni ricche di energia e sensibilità. La sua voce inconfondibile e la capacità di creare un dialogo diretto con la platea hanno trasformato il concerto in un esperienza condivisa, fatta di emozioni e partecipazione. La serata si e aperta con la presentazione del progetto Basko Dome, iniziativa che punta a offrire esperienze culturali di alto profilo, promuovendo al tempo stesso attenzione al territorio, sostenibilità e valorizzazione delle comunita locali. Nel suo intervento, Giovanni D’Alessandro, Direttore Business Unit Retail del Gruppo Sogegross, ha sottolineato come il progetto rappresenti un investimento concreto nella cultura e nella volontà di rendere accessibili luoghi simbolo come il Teatro Carlo Felice a un pubblico sempre più ampio. Presenti anche le istituzioni regionali, tra cui il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la vicepresidente e assessore alla Cultura Simona Ferro, insieme al partner e al professionisti che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.

Il successo della serata conferma il valore di Basko Dome come format capace di coniugare spettacolo, cultura e responsabilita sociale. trastormando un concerto in un occasione di incontro e condivisione. Un progetto che guarda gia al futuro, con l’obiettivo di portare sul palco nuovi grandi protagonisti della musica italiana.

LampedusaCinema, al via con "Gioia Mia" di Margherita Spampinato

Roma, 17 lug. (askanews) – Si apre sabato 18 luglio con “Gioia mia” di Margherita Spampinato, David di Donatello per il migliore esordio alla regia e per la migliore attrice protagonista e Premio speciale BNL BNP Paribas nella ‘cinquina’ finalista dei Nastri d’Argento, la 18esima edizione de Il Vento del Nord, la rassegna organizzata con il coordinamento di Laura Delli Colli, l’organizzazione di Massimo Ciavarro e la consulenza di Giovanni Spagnoletti, che porta ogni anno il cinema sull’isola che non ha una sala, grazie al sostegno del MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo e della Fondazione Claudio Nobis, main partner di quest’edizione.

Un’iniziativa alla quale, come sempre, hanno assicurato la propria partecipazione solidale produzioni e distribuzioni leader nel cinema italiano, a cominciare da Rai Cinema e 01 Distribution, Lucky Red, Fandango, Medusa, Piper Film, Vision Distribution con tutte le produzioni dei film in programma alle quali si aggiungono Premiere Film per i cortometraggi, i Giornalisti Cinematografici (SNGCI), le istituzioni e gli sponsor locali e le sigle in prima linea nell’impegno sui diritti umani e civili, nella denuncia di ogni guerra, nell’impegno dalla parte delle donne e dell’infanzia violata da ogni violenza: Amnesty International Italia, Emergency, la Fondazione Una Nessuna Centomila ed Every Child Is My Child.

Una quindicina – tra film e cortometraggi – le proiezioni fino a venerdì prossimo 24 luglio e molti gli incontri organizzati con le ragazze e i ragazzi dell’isola per approfondire temi e suggestioni di un progetto che unisce l’intrattenimento alla cultura e lo spettacolo alle storie vicine al pubblico dei più giovani, per i quali il cinema sull’isola è ogni anno una scoperta. Sono stati scelti proprio tra loro, ancora una volta, gli studenti liceali, ‘giurati’ di quest’edizione impegnati nel laboratorio dedicato al cinema e chiamati a scegliere, alla fine, un vincitore in una ‘cinquina’ di titoli proposti.

“Con LampedusaCinema, associazione nata per produrre ogni anno Il Vento del Nord – spiega Laura Delli Colli, Presidente dei Giornalisti Cinematografici e responsabile del coordinamento della Rassegna – rinnoviamo ancora una volta l’impegno preso 18 anni fa con gli spettatori di un luogo speciale, che vive quotidianamente sulla propria pelle la sua naturale vocazione di prossimità. Lampedusa è una vera e propria ‘terra di mezzo’ che, in un clima di accoglienza davvero unico, convive quotidianamente con la realtà complessa e le difficoltà delle migrazioni. Un luogo dove il cinema di queste giornate diventa un appuntamento che riesce a rendere ‘contagiosa’ la passione del cinema e l’emozione del grande schermo”.

E aggiunge Massimo Ciavarro: “Esserci ancora una volta, a dispetto di molte difficoltà, è un modo per portare nell’estremo Sud del Sud, con il cinema – ma soprattutto grazie alla commedia – anche un’occasione di leggerezza e di riscatto in un’isola dalle straordinarie risorse naturali e, perché no, umanitarie, in cui si vive all’insegna della solidarietà scontando, purtroppo, un’immagine spesso devastata dall’attualità che la cronaca mette ogni giorno, non sempre in modo corretto, in primo piano”.

La rassegna che si inaugura con “Gioia mia” e si concluderà venerdì prossimo 24 luglio con una serata evento dedicata alla “Musica del Cinema”, una lezione concerto che vedrà sul palco insieme al maestro Andrea Guerra, autore di moltissime colonne sonore di successo – e con la collaborazione di Carlo Barbalucca per i filmati che accompagneranno la musica – proprio una rappresentanza dei ragazzi che a Lampedusa studiano musica fin da piccoli grazie all’Associazione Culturale Lipadusa.

Per quanto riguarda le serate, i film nell’arena di Piazza Castello, come sempre gratuita per gli spettatori, sono, dopo la serata inaugurale, “La piccola Amélie” (animazione) e “Domani interrogo” nella serata family di domenica, “Il bene comune” di Rocco Papaleo, “2 cuori e 2 capanne” di Massimiliano Bruno, “Come ti muovi sbagli” di Gianni Di Gregorio, “Notte prima degli esami 3.0” di Tommaso Renzoni, “La vita va così” di Riccardo Milani e, in omaggio alla musica nel cinema, “Gloria!” di Margherita Vicario.

Grazie ad Amnesty International Italia, l’attrice – e in questo caso regista – Valeria Solarino presenterà lunedì 20, prima del film, il suo corto documentario La solidarietà non è un reato e ne parlerà al pubblico; in rassegna, grazie alla distribuzione Premiere Film, saranno proposti dalla selezione Corti d’Argento SNGCI anche i cortometraggi Il velo di Cristian Patanè, La bambina di carta di Fabio Vasco e Bratiska di Gregorio Mattiocco.

L’organizzazione ringrazia la Fondazione Una Nessuna Centomila e in particolare Anna Foglietta, tra le fondatrici dell’associazione Every child is my child, per il video sul tema della violenza contro le donne e il femminicidio È come sembra, che inaugura la serata di domani prima del film.

Ai titoli in rassegna si aggiunge un capitolo importante del tradizionale appuntamento con LampedusaLab, il laboratorio di formazione dedicato agli studenti liceali coordinato per la Scuola dalla prof.ssa Paola Dragonetti con il contributo del prof. Giovanni Spagnoletti e con il prezioso supporto della Fondazione Claudio Nobis.

Proprio alla Fondazione Claudio Nobis e alla sua Presidente onoraria, attrice Elena Croce Nobis – e al coordinamento dei Giornalisti Cinematografici SNGCI – si deve il progetto della videoteca accolta nei locali del Liceo che, finalmente, è diventata ormai da due anni una realtà dedicata agli studenti dell’isola.

Previsti il consueto incontro dedicato ai film in programma con il prof. Giovanni Spagnoletti e, in particolare, sulla scrittura con lo sceneggiatore e regista Tommaso Renzoni.

La Fondazione Claudio Nobis main partner 2026. Ancora una volta con Il Vento del Nord un partner nato dall’omaggio di Elena Croce, grande interprete teatrale, per Claudio Nobis, firma di Repubblica, grande appassionato di cinema e teatro, che assicura attenzione e supporto soprattutto ai giovani talenti.

Firmato l’ordine di carcerazione per il gioielliere Mario Roggero

Milano, 17 lug. (askanews) – La procura di Asti ha firmato l’ordine di carcerazione per Mario Roggero e il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) è pronto a costituirsi nel carcere milanese di Bollante. La conferma arriva dall’avvocato Sergio Novani, uno dei difensori del 72enne piemontese condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori durante una rapina del 2021.

Roggero si presenterà a Bollate intorno alle 16.30, ha affermato ad askanews il legale che poi ha sottolineato: “Auspichiamo che in questa ultima ora il Tribunale di Sorveglianza di Torino prenda un provvedimento, positivo o negativo che sia. Ci aspettiamo un segnale dallo Stato”.

Mattea Fo a Umbria Film Festival: "Per Fo e Rame teatro atto pubblico"

Roma, 17 lug. (askanews) – A cento anni dalla nascita e a dieci anni dalla scomparsa, Dario Fo torna al centro della scena dell’Umbria Film Festival. Non come un autore da celebrare soltanto attraverso la memoria, ma come una voce ancora capace di interrogare il presente, difendere la libertà di parola e rivendicare il diritto della satira e del teatro a disturbare.

La 30esima edizione dell’Umbria Film Festival, in programma a Montone fino a domenica 19 luglio, dedica la giornata di venerdì 17 luglio al Premio Nobel, con incontri, teatro e cinema: l’appuntamento è parte del programma delle Celebrazioni del Centenario di Dario Fo promosse dalla Fondazione Fo Rame ETS e dalla Regione Umbria. Ospite del festival è Mattea Fo, figlia di Jacopo e presidente della Fondazione Fo Rame ETS, in Piazza Fortebraccio insieme a Stefano Bertea.

Clou della giornata, alle 21.15 in Piazza Fortebraccio, i cortometraggi In Our Hands e Scuritade e, a seguire, con la proiezione di Lo svitato di Carlo Lizzani, alla presenza di Mattea Fo e Stefano Bertea.

Al centro dell’omaggio c’è il rapporto tra l’eredità di Dario Fo e il tempo presente. Un’eredità che, nelle parole di Mattea Fo, non può essere ridotta alla conservazione di un testo o alla celebrazione di un repertorio ormai consegnato alla storia. “Mistero buffo non è mai stato, per Fo, un testo chiuso: era una partitura viva, che lui stesso riscriveva ogni sera in scena, adattando il grammelot e le giullarate ai fatti del giorno”.

Negli archivi della Fondazione Fo Rame, questa continua trasformazione emerge dagli appunti di lavoro sui vangeli apocrifi: pagine attraversate da correzioni, varianti e disegni a margine che anticipavano i gesti dell’attore prima ancora delle parole. Quei documenti restituiscono l’immagine di un Dario Fo lontano da qualsiasi cristallizzazione: non soltanto l’autore di un classico della storia del teatro, ma un artigiano della scena impegnato a riscrivere continuamente parole, movimenti e rapporto con il pubblico.

“Questo è forse il messaggio più eloquente che l’Archivio Rame Fo custodisce: la prova che la vera eredità di Fo e Rame non è un testo da conservare intatto, ma un metodo da tenere vivo”. È questa natura “in movimento” a spiegare perché Mistero buffo continui a essere rappresentato e reinterpretato in contesti diversi. Chi ne raccoglie oggi l’eredità non è chiamato semplicemente a ripeterne il testo, ma a rispettarne il copione continuando a rinnovarne il messaggio.

“Fare teatro è un mestiere fisico, non solo intellettuale”. Nel recupero del grammelot e della giullarata medievale, Dario Fo costruiva un teatro nel quale voce, gesto, ritmo e corpo diventavano linguaggio prima ancora delle parole. Una lezione particolarmente attuale in un tempo in cui una parte sempre più ampia dell’esperienza artistica e culturale viene vissuta attraverso uno schermo e a distanza. “Alle nuove generazioni di attori, registi e drammaturghi, Fo ricorda che il teatro comincia dove finisce la mediazione. Fare teatro è un mestiere fisico, non solo intellettuale”.

Ma la fisicità non è l’unico elemento radicale dell’esperienza di Fo e Franca Rame. Il loro teatro era prima di tutto un atto pubblico, nato per incontrare il pubblico nelle piazze, nelle fabbriche e nelle case del popolo, senza rivolgersi esclusivamente a spettatori già preparati o abituati alla scena teatrale. Mistero buffo riusciva a farsi comprendere attraverso il corpo, l’ironia e il ritmo anche da chi non aveva mai messo piede in un teatro. Il suo linguaggio popolare non semplificava il contenuto, ma lo rendeva accessibile, diretto e capace di incidere.

“Il rischio, se il teatro italiano perde questa doppia dimensione – fisica e popolare – è quello di un teatro sempre più autoreferenziale: rivolto a un pubblico già acquisito, rassicurante, che rinuncia alla propria funzione critica per diventare intrattenimento colto invece che linguaggio di massa capace di disturbare”.

Nell’opera di Fo e Rame, comicità, satira politica, teatro popolare e libertà di parola non sono mai state dimensioni separate. Il riso non era un fine, ma uno strumento per mostrare le contraddizioni del reale e portare il pubblico a guardare la propria condizione con occhi diversi. “Se una risata non scomodava nessuno, non serviva a niente – era intrattenimento, non satira”. Una dichiarazione che acquista un significato particolare nel tempo delle polarizzazioni, delle autocensure preventive, delle polemiche istantanee e dei nuovi moralismi. “La satira che oggi rinuncia a rischiare, che si autocensura in anticipo per paura della polemica o del linciaggio social, ha già smesso di fare il proprio mestiere prima ancora di cominciare”.

Tra i diversi aspetti dell’opera di Dario Fo e Franca Rame, Mattea Fo individua nella libertà di parola e di pensiero la radice dalla quale nascono la comicità, la satira politica e il teatro popolare. “Se devo indicare un aspetto come il più urgente, però, è la libertà di parola e di pensiero. È quella per cui Fo e Rame si sono sempre battuti, pagando anche di persona – censure, denunce, aggressioni – ed è la radice da cui nascono tutte le altre dimensioni della loro opera: senza libertà di parola non c’è satira politica che tenga, non c’è comicità che scomodi davvero, non c’è teatro popolare che possa dire ciò che va detto senza filtri”. Il coraggio di prendere posizione e di pronunciare parole scomode senza attendere il permesso di nessuno resta così il cuore vivo della loro esperienza artistica e civile.

L’omaggio a Dario Fo arriva dopo due giornate nelle quali l’Umbria Film Festival ha confermato la propria vocazione: trasformare Montone in una sala cinematografica diffusa, aperta e accessibile, nella quale la visione diventa occasione di incontro e partecipazione.

Il Festival prosegue sabato 18 luglio alle 11 al Cinema Ed Lewis con l’incontro “Quando nasce uno sguardo. Il futuro prende forma”, dedicato al cortometraggio. Alle 18.30 al Teatro San Fedele è in programma il secondo appuntamento di AmarCorti, con la presenza dei registi e il dibattito al termine delle proiezioni. Alle 21.15 in Piazza Fortebraccio, l’Umbria Film Festival renderà omaggio a Gillo Pontecorvo, a vent’anni dalla scomparsa e nel sessantesimo anniversario dell’uscita di La battaglia di Algeri. La serata si svolgerà alla presenza di Marco Pontecorvo. A seguire, “WTF OFF: The Return – Between Chaos and Vertigo” proporrà una selezione di cortometraggi fuori dagli schemi.

La giornata conclusiva si apre alle 11 al Cinema Ed Lewis con “Titoli di coda. I mestieri del cinema”. Alle 18.30 al Teatro San Fedele sarà presentato il terzo e ultimo programma di AmarCorti, mentre alle 19.30 in Piazza Fortebraccio il Concerto della Filarmonica Braccio Fortebraccio accompagnerà il pubblico verso la cerimonia conclusiva. Alle 21.15, sempre in Piazza Fortebraccio, saranno presentate le giurie e proclamati i vincitori di ShortsUp e AmarCorti. Nel corso della serata sarà consegnato a Gurinder Chadha, regista britannica di origine indiana, l’Excellence Award, istituito per celebrare il contributo al cinema internazionale di una regista ancora in piena attività. A seguire, per la sezione The Square: film sotto le stelle, il Festival si chiuderà con Leviticus di Adrian Chiarella.

Il Business Tutors 2026 della Scuola SSATI

Firenze, 17 lug. (askanews) – Il 44% dei profili professionali richiesti dalle imprese toscane non viene trovato: è il dato emerso al Business Tutors 2026, l’evento finale del Corso in Gestione d’Impresa della SSATI – Scuola di Scienze Aziendali e Tecnologie Industriali “Piero Baldesi”, che si è svolto all’Auditorium Ridolfi di Intesa Sanpaolo a Firenze.

Al centro il mismatch tra competenze disponibili e richieste del mercato del lavoro, attraverso uno studio della SSATI elaborato su dati di Confindustria Toscana Centro e Costa, e Camera di Commercio di Firenze.

“Che cosa manca? Manca – afferma Claudio Terrazzi, presidente Scuola Scienze Aziendali e Tecnologie Industriali – la competenza necessaria al momento. Il mondo del lavoro sta cambiando in maniera velocissima e lo vediamo. Se penso negli ultimi cinque anni, abbiamo fatto e rifatto i nostri programmi didattici almeno tre volte. Quindi non c’è una competenza specifica che manca, anche se si dovesse parlare del mondo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, dove noi ci stiamo dirigendo. Ma la mancanza di competenze purtroppo è molto trasversale e per tutte le tipologie di lavoro”

Gli studenti del Corso in Gestione d’Impresa hanno presentato i propri business plan, sviluppati insieme ad aziende reali, davanti a imprenditori, manager e professionisti. Un confronto diretto tra formazione e mondo produttivo, con l’obiettivo di creare competenze più vicine alle esigenze delle imprese.

“La filosofia della scuola – spiega Guya Berti, Direttore della SSATI – è quella di aiutare i nostri giovani a trovare la loro strada all’interno del mondo del lavoro, dando loro delle competenze e contestualmente aiutare le imprese a colmare questo gap di mancanza di personale qualificato per inserirli nei propri organici”.

Jacopo Vicini Assessore Sviluppo Economico Comune di Firenze sottolinea: “è una scuola di cui siamo orgogliosi, che ha l’obiettivo di tenere insieme pubblico e privato e aiutare i ragazzi a inserirsi nel mondo del lavoro. Sappiamo che Firenze ha una sfida importante davanti, quella di tutelare la sua tradizione, ma anche di aprirsi alle sfide del futuro come la sostenibilità e l’innovazione. Le scuole come questa aiutano i ragazzi a orientarsi nel mondo del lavoro e a trovare una strada per contribuire al futuro della nostra città”.

La giornata si è conclusa con un dialogo intergenerazionale tra Ferruccio De Bortoli e Clara Morelli dedicato al futuro del lavoro, alle aspettative dei giovani e alle trasformazioni del giornalismo e della società.

Il post di Meloni (dopo la bufera per il caso Roggero): mi aggredisci e mi difendo. Risarcirti? Non è giusto

Roma, 17 lug. (askanews) – “Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo DDL Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un post su X.

L’argomento è il ddl sicurezza; il timing è il giorno dopo la bufera sul caso Roggero – il gioielliere di Grinzane che uccise due rapinatori, condannato ieri in via definitiva – e il giorno dopo la chiamata al Colle del ministro della Giustizia Carlo Nordio per ricordare al Guardasigilli il perimetro costituzionale della concessione della grazia.

La Cassazione ha confermato ieri la condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, accogliendo, dunque, la richiesta della Procura generale. Il 28 aprile 2021, il gioielliere 72enne di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, era nella sua gioielleria, quando tre banditi armati l’assaltarono. Usciti dal negozio, l’uomo li inseguì all’esterno e mentre fuggivano, sparò alle loro spalle diversi colpi con una pistola, legalmente detenuta. Due rapinatori morirono, il terzo rimase ferito. I giudici della Cassazione hanno confermato la sentenza della Corte d’Appello, che aveva escluso la legittima difesa.

Subito dopo la condanna è partita la mobilitazione politica per la concessione della grazia, a partire dai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, dal ministro della difesa Guido Crosetto, ma anche dal Governatore del Piemonte Cirio. E mentre i capigruppo alla Camera e Senato di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Civici d’Italia, Udc, Maie-Centro Popolare avviavano la raccolta firme di tutti i parlamentari, il ministro della Giustizia Carlo Nordio “ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della Grazia in favore di Mario Roggero”.

L’iniziativa del Quirinale in serata prova a ridefinire i confini istituzionali e costituzionali del caso: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceve al Quirinale Nordio “per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006”, come comunicato dall’ufficio stampa del Quirinale.

Oggi il post della premier, sebbene non esplicitamente correlato al caso, è destinato a riaprire la questione. Intanto, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Tango – rispondendo a Crosetto – ricorda il punto di diritto: “Vorrei ricordare che la legge prevede già il sacrosanto istituto della legittima difesa, ma non può tollerare la vendetta privata. Dire il contrario significa minare le fondamenta dello Stato di diritto e questo chi rappresenta le istituzioni dovrebbe saperlo bene”.

Oggi e domani picco del caldo: 16 città in "bollino rosso", 14 domenica

Roma, 17 lug. (askanews) – La prossima settimana l’afa che sta attanagliando gran parte d’Italia lascerà spazio – ma non ovunque – a qualche giorno più fresco, ma quello in arrivo sarà comunque uno dei fine settimana più caldi dell’anno, con il picco di questa terza ondata di calore tra oggi e domani.

Secondo l’aggiornamento quotidiano dei Bollettini sulle ondate di calore del Ministero della Salute, domenica 19 luglio saranno 14 le città in “bollino rosso”: Bari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Viterbo; “bollino arancione” per Catania, Messina e Reggio Calabria; “bollino giallo” per Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Milano, Torino, Trieste, Venezia e Verona.

Domani, sabato 18 luglio, le città in “bollino rosso” saranno invece 16 (come oggi): Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino e Viterbo; 7 le città in “bollino arancione”: Bari, Catania, Messina, Napoli, Reggio Calabria, Venezia e Verona; 4 le città in “bollino giallo”: Ancona, Bolzano, Cagliari, Trieste.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.