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Mondiali di calcio: risultati, classifiche e calendario

Roma, 21 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia ed Erzegovina, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 Scozia-Marocco 0-1 20/06 Brasile-Haiti 3-0 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Brasile, Marocco 4, Scozia 3, Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 Turchia-Paraguay 0-1 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia, Paraguay 3, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 Germania-Costa d’Avorio 2-1 21/06 Ecuador-Curaçao 0-0 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania 6, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 1

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 Olanda-Svezia 5-1 20/06 Giappone-Tunisia 4-0 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Olanda, Giappone 4, Svezia 3, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 (Los Angeles): Belgio-Iran ore 21 22/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Egitto ore 03 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 Spagna-Arabia Saudita 4-0 22/06 (Miami): Uruguay-Capo Verde ore 00 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna 4, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 3, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 (New York): Argentina-Austria ore 21 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina, Austria 3, Giordania, Algeria 0

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Colombia 3, Portogallo, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 3, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Lorenzo Mark Finn vince il Giro Next Gen

Roma, 21 giu. (askanews) – Lorenzo Mark Finn chiude in grande stile il suo Giro Next Gen Carta Giovani Nazionale, conquistando la Maglia Rosa e imponendosi anche nella Villa Sant’Angelo-L’Aquila Tudor ITT. Il due volte campione del mondo ha fatto segnare il tempo di 29’03″, precedendo di 15″ il campione nazionale irlandese Adam Rafferty e di 32″ il campione nazionale belga, nonché ex Maglia Rosa, Matisse Van Kerckhove. Più lontani Mateo Ramirez e Henrique Bravo, che hanno comunque difeso il podio dall’assalto del vincitore di Piana delle Mele, Aubin Sparfel, quarto sia nella cronometro sia nella classifica generale. Finn riporta così l’Italia sul tetto del Giro Next Gen quindici anni dopo il successo di Mattia Cattaneo, oggi suo compagno di squadra alla Red Bull. La squadra festeggia anche la conquista della Maglia Tricolore, sempre sulle spalle di Finn, della Maglia Rossa, vinta dal vincitore della seconda tappa Davide Donati, e della Classifica Superteam. Sul podio finale sono stati premiati anche il britannico Mattie Dodd, vincitore della Maglia Azzurra, e Javier Cubillas, vincitore della Maglia Bianca.

MotoGp, Bagnaia: "Non siamo ancora pronti per vincere"

Roma, 21 giu. (askanews) – “Non siamo pronti per vincere, ma ci stiamo arrivando piano piano. Sapevamo che oggi mi sarebbero mancati due decimi per poter pensare alla vittoria, però ho provato a fare il possibile”. Così spiega Pecco Bagnaia ai microfoni di Sky dopo il terzo posto ottenuto nel Gp di Brno. “Sono riuscito a tenere veramente un buon ritmo – continua – finché sono stato davanti accusavo molto il drop del posteriore però tutto sommato riuscivo a gestirlo. Non avevo le vibrazioni grazie a qualche modifica sulla moto ma avevo tanto floating, quindi la moto tendeva a muoversi tanto forse per la temperatura della gomma, e mi dava abbastanza fastidio”. Sul calo nella parte finale della corsa, quando è stato superato da Marquez e Ogura: “Finché sono stato davanti era gestibile, quando mi hanno superato ho dovuto lasciarli andare subito perché molto probabilmente mi sarei steso. Ho iniziato ad avere tanto sottosterzo e non riuscivo più a portare velocità in curva. Fortunatamente avevo un buon gap su Di Giannantonio e appena mi sono rimesso a spingere sono riuscito ad andare abbastanza bene. Sicuramente non sono ancora i risultati che credo di poter ottenere, perché secondo me la possibilità di lottare con Marc c’è, però ci stiamo arrivando”. Sul bilancio complessivo del fine settimana a Brno: “Sapevo che questa è una buona pista e abbiamo ottenuto tantissimi punti tra ieri e oggi, quindi il bilancio è sicuramente positivo anche e soprattutto a livello di feeling. Siamo contenti e dobbiamo lavorare così, le aspettative sono sempre più alte però lavorando in questo modo sicuramente ci arriveremo. Per vincere devo essere messo meglio, voglio avere un po’ di percentuale in più, al momento ci stiamo avvicinando. Rispetto all’inizio dell’anno sto capendo meglio le cose, sicuramente riuscire a fermarla meglio e farla girare meglio aiuta a non consumare troppo la gomma dietro e oggi secondo me siamo stati abbastanza bravi”.

Italia-Usa, Salvini: screzi persnali non devono compromettere rapporti

Roma, 21 giu. (askanews) – “È fondamentale non confondere gli screzi a livello di vertici con i rapporti fondamentali fra Italia e Stati Uniti, rapporti commerciali di amicizia, di collaborazione, perché il problema non sono l’Italia e gli Stati Uniti ma sono i paesi non democratici e sono i paesi comandati da estremisti islamici che non sono né l’Italia negli Stati Uniti. Quindi mi auguro che si chiuda in fretta questa parentesi di incomprensione e si torni a lavorare insieme. C’è sempre una via di uscita. A me interessa avere ottimi rapporti con la più grande democrazia del mondo a prescindere da chi la comanda in questo momento”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, parlando della polemica Trump-Meloni a un gazebo questa mattina a Milano.

“Attacchi personali non devono sfociare in compromissione dei rapporti diplomatici delle reazioni commerciali e industriali. Noi abbiamo con gli Stati Uniti non una ma 100 partite aperte e anche gli Stati Uniti hanno bisogno di noi, faccio l’esempio dell’alta velocità ferroviaria che negli Stati Uniti è all’anno zero. Noi siamo disponibilissimi a portare i nostri investimenti la nostra capacità negli Stati Uniti a prescindere dagli screzi con la Casa Bianca”, ha proseguito Salvini.

“Chi attacca in maniera così inutile la presidente del governo italiano attacca tutto il governo italiano e attacca tutti gli italiani detto questo per me è partita chiusa e quindi si lavora insieme”, ha concluso.

Trump: "Gli Usa potrebbero prendere il controllo di Hormuz"

Roma, 21 giu. (askanews) – In un’intervista a Fox News, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di aver parlato con funzionari iraniani e di averli messi in guardia contro qualsiasi tentativo di chiudere lo Stretto di Hormuz.

Trump ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero diventare l'”angelo custode” dello Stretto di Hormuz e assumere il controllo del 20% delle esportazioni di petrolio che transitano attraverso il corridoio. “Potremmo prendere il controllo dello Stretto, se necessario. Li farò saltare in aria.”

MotoGp, Marquez: "La moto è più importante del pilota"

Roma, 21 giu. (askanews) – “E’ stata gestita bene, abbiamo fatto qualche cambiamento per essere più rilassato sulla moto rispetto a ieri, ha perso un po’ di performance ma stavo bene; non è stato facile stare dietro Pecco, ho usato molto la gomma posteriore, sono stati sei giri veramente lunghi”. Cosi Marc Marquez dopo la vittoria nel Gp di MotoGp a Brno. L’iberico ha proseguito: Il pilota ha fatto la differenza? Alla fine siamo uno sport dove il pilota fa l’ultima differenza, la moto è più importante. E la nostra funziona. Oggi negli ultimi giri la moto aveva di più. Bisogna continuare a lavorare così, abbiamo modificato due o tre cose, Ogura era forte, noi eravamo lì, ma anche Diggia e Pecco andavano fortissimo”. Marquez ha infine chiosato: “Oggi ho fatto gli ultimi tre giri in apnea, non mi fidavo di Ogura. Lui è fortissimo. Ma una frase di una persona famosa nel paddock recita: vince chi più resiste, non chi è più veloce. Adesso è momento di resistere”.

MotoGp, il calendario del motomondiale e i vincitori

Roma, 21 giu. (askanews) – Questo il calendario del MotoGp 2026 ed i vincitori:

GP Thailandia (Buriram, Thailandia, 1 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Brasile (Goiânia, Brasile, 22 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Texas (Austin, Stati Uniti, 29 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Spagna (Jerez de la Frontera, Spagna, 26 aprile) vincitore: Alex Marquez (Gresini Racing) GP Francia (Le Mans, Francia, 10 maggio) vincitore: Jorge Martin (Aprilia) GP Catalogna (Barcellona, Spagna) vincitore: Fabio Di Giannantonio (Ducati) GP Italia (Mugello, Italia, 31 maggio) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Ungheria (Balaton, Ungheria, 7 giugno) vincitore: Marc Marquez (Ducati) GP Repubblica Ceca (Brno, Repubblica Ceca, 21 giugno) vincitore: Marc Marquez (Ducati)

GP Paesi Bassi (Assen, Paesi Bassi, 28 giugno) GP Germania (Sachsenring, Germania, 12 luglio) GP Regno Unito (Silverstone, Regno Unito, 9 agosto) GP Aragona (Aragón, Spagna, 30 agosto) GP San Marino (Misano, Italia, 13 settembre) GP Austria (Red Bull Ring, Austria, 20 settembre) GP Giappone (Motegi, Giappone, 4 ottobre) GP Indonesia (Mandalika, Indonesia, 11 ottobre) GP Australia (Phillip Island, Australia, 25 ottobre) GP Malesia (Sepang, Malesia, 1° novembre) GP Qatar (Lusail, Qatar, 8 novembre) GP Portogallo (Portimão, Portogallo, 22 novembre) GP Comunità Valenciana (Valencia, Spagna, 29 novembre)

MotoGp, Marquez trionfa a Brno davanti a Ogura e Bagnaia

Roma, 21 giu. (askanews) – Marc Marquez conquista il Gran Premio della Repubblica Ceca e centra la vittoria numero 101 della sua carriera, imponendosi sul circuito di Brno al termine di una gara gestita con autorità nella seconda metà. Lo spagnolo precede il sorprendente Ai Ogura e Francesco Bagnaia, autore di una prova combattiva ma costretto ad arrendersi nel finale.

La gara si accende fin dalle prime battute. Dopo la partenza dalla pole, Ogura mantiene la leadership iniziale, ma Bagnaia risale rapidamente posizioni e supera prima Marc Marquez e poi il pilota giapponese, prendendo il comando della corsa. Alle sue spalle Marquez resta in scia senza perdere contatto, mentre Ogura continua a mantenere un ritmo elevato.

Per diversi giri Bagnaia guida con pochi decimi di vantaggio sul compagno di squadra, ma a sei tornate dalla conclusione arriva il momento decisivo. Marquez rompe gli indugi, attacca e supera l’italiano, prendendosi la testa della gara. Una volta al comando, il campione spagnolo aumenta progressivamente il ritmo e costruisce il margine necessario per difendersi dagli attacchi finali.

Nel frattempo anche Ogura trova lo spunto per superare Bagnaia e conquistare una prestigiosa seconda posizione. Il giapponese prova fino all’ultimo a restare in contatto con Marquez, ma deve accontentarsi del miglior risultato stagionale davanti al piemontese della Ducati ufficiale.

Ai piedi del podio chiude Fabio Di Giannantonio, autore del giro più veloce della gara nel finale e vicino a rientrare nella lotta per il terzo posto. Completano la top ten Joan Mir, Fermin Aldeguer, Pedro Acosta, Moreira, Alex Marquez e Jorge Martin. Lo spagnolo dell’Aprilia, nonostante due long lap penalty scontati in gara, riesce a limitare i danni e recupera sette punti nella classifica mondiale su Marco Bezzecchi.

Il leader del campionato, infatti, non prende parte alla corsa dopo la squalifica confermata dagli steward. Nonostante lo zero incassato a Brno, Bezzecchi conserva comunque la leadership del Mondiale, mentre il successo di Marquez rilancia ulteriormente la sua rincorsa al titolo in una stagione sempre più aperta ed equilibrata.

Calcio, domani l’elezione del presidente Figc, sfida Malagò-Abete

Roma, 21 giu. (askanews) – Un lunedì decisivo per il futuro del calcio italiano. Domani mattina alle 11 al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel (diretta dalle ore 12 su Vivo Azzurro TV) si riunisce l’assemblea elettiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio chiamata a scegliere il successore di Gabriele Gravina, dopo la conclusione del suo mandato segnata dalla crisi culminata con la terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali.

A contendersi la presidenza sono Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. L’ex presidente del Coni parte da una posizione di vantaggio, rafforzata dal recente parere dell’Anac che ha escluso ipotesi di ineleggibilità legate alla normativa sul cosiddetto “pantouflage”. Dalle ore 11 saranno 273 i delegati aventi diritto al voto, per un totale di 516 preferenze ponderate in rappresentanza delle diverse componenti del movimento calcistico nazionale.

Malagò può contare sul sostegno della Lega Serie A, della Lega Serie B, dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio e dell’Associazione Italiana Calciatori. Abete, invece, si affida soprattutto al peso della Lega Nazionale Dilettanti, che rappresenta circa il 34% dei voti assembleari, puntando su un programma di riforme strutturali per ampliare il consenso.

Resta da sciogliere il nodo della Lega Pro, particolarmente critica nei confronti del recente provvedimento governativo che ha destinato l’1% della mutualità dei diritti televisivi dai settori giovanili alla Serie A femminile. Una situazione che potrebbe orientare parte dei voti verso Malagò, consentendogli di superare la maggioranza assoluta necessaria per l’elezione già al primo scrutinio.

Nel suo programma, Malagò propone una profonda riorganizzazione del sistema calcio con l’obiettivo di rilanciare la competitività delle Nazionali. Tra i punti centrali figurano misure per la sostenibilità economica dei club, il confronto con il Governo sul superamento dell’Irap, l’introduzione di quote legate al betting, un piano straordinario per l’ammodernamento degli impianti sportivi e una maggiore autonomia dell’Associazione Italiana Arbitri. Domani l’assemblea sarà chiamata a scegliere la guida che dovrà accompagnare il calcio italiano fuori da una delle fasi più delicate della sua storia recente.

Sono iniziati in Svizzera i negoziati Usa-Iran

Roma, 21 giu. (askanews) – “Il vertice di Lucerna è iniziato e il primo incontro tra Stati Uniti e Iran si terrà con la mediazione di Qatar e Pakistan”, ha annunciato il ministero degli Esteri del Qatar, come riportato dall’agenzia di stampa Isna.

“Un incontro tripartito che coinvolge Iran, Stati Uniti e Qatar sulle questioni di un cessate il fuoco globale in Libano e del congelamento dei beni iraniani è attualmente in corso presso la sede dei negoziati”, ha aggiunto la televisione di stato iraniana, da un hotel di lusso nella Svizzera centrale.

La delegazione negoziale iraniana, guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf, ha incontrato anche la delegazione pakistana, che comprendeva il primo ministro Shehbaz Sharif e il capo di Stato maggiore dell’Esercito Asim Munir, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Isna.

Mattarella: la GdF contrasta l’evasione a tutela dei contribuenti onesti

Milano, 21 giu. (askanews) – “Nella ricorrenza del 252esimo anniversario di fondazione della Guardia di Finanza, mi è grato rivolgere il saluto della Repubblica alle donne e agli uomini del Corpo, agenti efficaci nell’attuazione degli indirizzi della Costituzione. Rendo omaggio alla Bandiera di Guerra, insignita della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della cultura e dell’arte, per l’alto valore riconosciuto alla Banda musicale del Corpo nel corso di un secolo di intensa e appassionata attività. Rivolgo un commosso pensiero a tutti i Finanzieri che hanno pagato con il sacrificio della vita l’adempimento del proprio dovere. Alle loro famiglie rinnovo la profonda vicinanza e la riconoscenza del Paese. Quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario della sovrana decisione con cui il popolo italiano ha dato vita alla Repubblica e si celebrano importanti ricorrenze nell’ambito del Corpo”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d’Armata Andrea De Gennaro.

“Siamo a venticinque anni dalla riforma che ha ridefinito la Guardia di Finanza come Forza di polizia economico-finanziaria, in grado di affrontare le complesse problematiche dei mercati globalizzati, in ambito nazionale ed europeo, accanto al necessario contrasto all’evasione fiscale, a tutela della capacità della Repubblica di corrispondere ai bisogni dei cittadini e a tutela dei contribuenti onesti, garanzia di legalità economica – evidenzia il Capo dello Stato -.La Repubblica è grata alle Fiamme Gialle per la dedizione e la professionalità dimostrate in Patria e nelle missioni internazionali. In questo giorno di festa, a tutti gli appartenenti alle Fiamme Gialle, in servizio e in congedo, e alle loro famiglie, mi è grato inviare i più fervidi auguri di ogni futuro bene personale e professionale. Viva la Guardia di Finanza! Viva la Repubblica!”.

Auto precipita in un canale a Senago nel Milanese: morti tre minorenni

Milano, 21 giu. (askanews) – Tragedia all’alba di questa mattina a Senago, nel Milanese, dove un’auto con nove persone a bordo è finita nel Canale Villoresi. Il bilancio definitivo è di tre minorenni morti e sei feriti, soccorsi e affidati alle cure del personale sanitario.

Secondo quanto riferito dai Vigili del Fuoco, nelle prime fasi dell’intervento sono state recuperate sette persone: sei sono state prese in carico dai sanitari mentre una è stata trovata priva di vita. Nel corso delle successive operazioni di recupero del veicolo e di ricerca dei dispersi, i soccorritori hanno individuato all’interno dell’autovettura anche i corpi privi di vita delle altre due persone che risultavano disperse. Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi dei Vigili del Fuoco con personale specializzato, oltre agli operatori del 118 e alle Forze dell’Ordine.

Sono ancora in corso le operazioni di recupero del veicolo e di messa in sicurezza dell’area, mentre gli investigatori stanno accertando la dinamica dell’incidente.

“Tre giovani vite spezzate, sei ragazzi feriti. In nove a bordo della stessa auto finita in un canale, l’autista ubriaco. Inaccettabile”. Così il ministro delle Infrastrutture e leader della Lega Matteo Salvini commenta sui social gli svluppi dell’incidente avvenuto all’alba a Senago, nel Milanese.

“Noi possiamo approvare tutte le leggi possibili per aumentare la sicurezza stradale (e i dati del nuovo Codice della Strada sono incoraggianti, con oltre 100 morti in meno rispetto all’anno precedente!), ma ancora non basta – sottolinea Salvini -. La prima causa di morte per i giovani continuano a essere gli incidenti in strada, non la malattia o la droga”. “Voglio scrivere direttamente ai ragazzi, agli studenti e ai neopatentati, voglio raggiungerli nelle case e incontrarli nelle scuole. La vita è sacra ed è solo una – scrive ancora il leadere della Lega -. Una preghiera e un pensiero per le famiglie e per gli amici delle vittime di queste tragiche ore.

Pezeshkian: "L’Iran non rinuncerà al suo diritto di arricchire l’uranio"

Roma, 21 giu. (askanews) – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che Teheran non rinuncerà al suo diritto di arricchire l’uranio, ma è disposto a fornire garanzie sul fatto che il Paese non intende dotarsi di un’arma nucleare.

“Ciò che gli Stati Uniti chiedono è che l’Iran non costruisca una bomba atomica. Non è una novità, e possiamo anche affermare per iscritto che non abbiamo alcuna intenzione di costruire una bomba”, riporta il sito web del presidente.

“Tuttavia, non rinunceremo al nostro diritto di arricchimento, e l’altra parte non avrà altra scelta che accettarlo”, aggiunge, mentre i negoziatori iraniani e statunitensi si incontreranno oggi in Svizzera per dei colloqui.

Il Papa: rispondere all’odio con amore e mitezza

Milano, 21 giu. (askanews) – In un mondo segnato da conflitti, ostilità e persecuzioni, bisogna “rispondere all’odio con l’amore, alla prepotenza con la mitezza, allo scoraggiamento con la perseveranza”. È l’appello da Papa Leone XIV ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro per l’Angelus.

Il Papa ha citato un brano del Vangelo ricordando che San Matteo “scriveva per comunità che non avevano vita facile. Dovevano affrontare ostilità e persecuzioni, come succede ancora oggi a tanti cristiani in vari luoghi della terra”. Per il Pontefice, “adesso come allora è impegnativo rimanere fedeli agli insegnamenti di Gesù e annunciare la sua Parola”. Per questo, ha aggiunto il Pontefice, “è necessario che affondiamo le radici della nostra fede e della nostra missione in un intenso rapporto con Lui. Questo ci dà la forza di non arrenderci e di continuare a trasmettere a tutti, in ogni circostanza, il suo messaggio di speranza, d’amore e di pace. Il mondo ne ha tanto bisogno”, ha concluso il Papa prima della recita della preghiera mariana.

Nel pomeriggio in Svizzera l’incontro Iran-Usa-Pakistan-Qatar

Roma, 21 giu. (askanews) – Un incontro quadrilaterale tra Iran, Stati Uniti, Qatar e Pakistan si terrà questo pomeriggio presso il resort di Burgenstock, in Svizzera, secondo quanto riferito dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano ai media statali iraniani.

Esmaeil Baghaei ha dichiarato che l’Iran terrà dapprima degli incontri con gli intermediari Qatar e Pakistan, aggiungendo che l’incontro in Svizzera fa seguito all’attuazione del memorandum d’intesa firmato con gli Stati Uniti la scorsa settimana.

Italia-Usa, Crosetto: il legame è solido, Trump incomprenibile

Milano, 21 giu. (askanews) – “Il nostro legame con gli Stati Uniti è profondo e solidissimo e non dipende dai governi e dai Presidenti del Consiglio. L’atteggiamento di Trump non l’ho capito. Mi sembrava, da ciò che ho visto in televisione, ma anche era come mi ho sentito io negli Stati Uniti, che non ci fosse alcun problema nei rapporti con l’Italia”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo a Radio24.

I rapporti con l’ambasciatore Usa in Italia “sono ottimi: penso che anche lui sia in difficoltà in questo momento”, ha evidenziato Crosetto. Sempre sull’allenza Roma Washington, il ministro della Difesa ha aggiunto: “Dal punto di vista della difesa ma anche da altri punti di vista non c’è nulla che possa essere imputato all’Italia da parte dell’amministrazione Usa. Anzi, rispetto ad altre nazioni europee ha fatto molto di più: abbiamo sempre rispettato integrmente i trattati mentre altre nazioni hanno deciso di non rispettarli. Per cui quello di Trump è un atteggiamento difficile da capire. Dispiace perché fa male ai rapporti tra due nazioni che sono profondi e solidi hanno da decenni”.

Caldo estremo in tutta Italia: temperature a 39°C e notti tropicali

Milano, 21 giu. (askanews) – Il calendario astronomico sancisce il via ufficiale della stagione estiva, ma l’atmosfera ha deciso di farlo in grande stile, portando sull’Italia una configurazione barica eccezionale. Il solstizio coincide infatti con l’apice di una potente ondata di calore che sta investendo l’intero territorio nazionale, determinando condizioni di disagio diffuso e valori termici che si candideranno a rimanere tra i più elevati di tutta la stagione.

Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che questa domenica 21 giugno sarà caratterizzata da un caldo estremo e anomalo da Nord a Sud. A governare il quadro meteorologico è una imponente rimonta anticiclonica subtropicale, supportata da una fortissima spinta di aria rovente proveniente direttamente dalle latitudini nordafricane. Questa massa d’aria compressa verso il basso provocherà una vera e propria impennata dei termometri, lasciando spazio solo a isolati disturbi temporaleschi a ridosso dei rilievi alpini e appenninici.

Nel corso della giornata di domenica, le temperature massime raggiungeranno picchi compresi tra i 38°C e i 39°C in modo diffuso sulle pianure italiane. Sotto la lente d’ingrandimento ci saranno in particolare la Pianura Padana e le zone interne del Centro e della Sardegna, dove la calura si esprimerà alla sua massima potenza. Parliamo di anomalie termiche impressionanti, con valori che si porteranno anche di 10°C oltre le medie tipiche di questo periodo dell’anno. In questo contesto di stabilità quasi assoluta, l’estrema energia termica in gioco e il ciclo diurno permetteranno l’innesco di qualche nota instabile. Nel corso del pomeriggio di domenica si verificheranno infatti dei rapidi break temporaleschi che colpiranno le aree alpine e i settori interni appenninici. Si tratterà di fenomeni localizzati e di breve durata.

Il vero problema per la popolazione sarà rappresentato dalla stabilità atmosferica prolungata e dall’accumulo di calore nei centri urbani, che renderà il riposo notturno sempre più difficile e pesante. Entreremo infatti nella fase delle notti super tropicali: la colonna di mercurio faticherà a scendere e, in diverse località costiere e di pianura, le temperature minime notturne non riusciranno a calare sotto la soglia dei 25°C o addirittura dei 27°C. L’alto tasso di umidità e l’assenza di vento trasformeranno le ore serali in un contesto decisamente afoso e opprimente, inaugurando l’estate con un vero e proprio battesimo di fuoco.

Questa intensa ondata di caldo potrebbe blinderà l’Italia per altri 8-10 giorni, dato che i modelli non mostrano ancora una fine netta, bensì un semplice e temporaneo indebolimento della struttura anticiclonica. Questo parziale cedimento favorirà l’infiltrazione di correnti più fresche in quota che, contrastando con l’aria rovente accumulata nei bassi strati, basteranno a far scoppiare violenti temporali non solo sui rilievi, ma in estensione anche alle aree di pianura adiacenti alle montagne. La prossima settimana si preannuncia quindi complessivamente stabile, anticiclonica e bollente, ma con l’insidia costante di questi improvvisi e forti break temporaleschi alimentati proprio dall’estrema calura.

La narrazione manipolata della remigrazione

Il ritorno di un tema divisivo

Il tema della remigrazione, che sembrava relegato dietro le quinte del dibattito politico e del programma di governo, pur rimanendo latente ogni volta che si affronta la questione migratoria, è tornato con forza al centro della scena. Un ruolo significativo in questo processo è stato svolto dall’europarlamentare Roberto Vannacci e dal movimento Futuro Nazionale, che hanno elevato il tema a priorità politica, raccogliendo un consenso non trascurabile.

Parallelamente, anche l’Unione Europea ha impresso una svolta più restrittiva alle proprie politiche migratorie. L’apertura alla realizzazione di centri e hub per la gestione delle richieste d’asilo al di fuori del territorio comunitario viene interpretata da molti osservatori come un avvicinamento alle posizioni sostenute da partiti sovranisti e conservatori presenti nel continente.

Tuttavia, nel dibattito pubblico emerge una contraddizione profonda. Molti esponenti politici che rivendicano le radici cristiane dell’Europa sembrano trascurare i richiami costanti della Chiesa cattolica all’accoglienza, alla dignità della persona e alla tutela dei migranti. Un richiamo che ha caratterizzato il magistero di Papa Francesco e che continua a essere presente nella dottrina sociale della Chiesa.

Che cosa significa davvero “remigrazione”?

Per quanto riguarda l’Italia, si pongono almeno due ordini di problemi.

Il primo riguarda il significato stesso del termine “remigrazione”. Se con esso si intende il ritorno nel Paese di origine di chi è emigrato, allora il fenomeno dovrebbe interessare innanzitutto i molti giovani italiani che negli ultimi anni hanno lasciato il Paese, privandolo di competenze e capitale umano. A questi si potrebbero aggiungere i pensionati residenti all’estero, che rappresentano una quota di consumatori e contribuenti sottratta all’economia nazionale. Non a caso, alcuni Paesi europei, tra cui il Portogallo, hanno promosso programmi destinati a favorire il rientro dei propri cittadini emigrati.

L’economia italiana e il lavoro degli immigrati

La seconda considerazione riguarda il ruolo ormai strutturale della manodopera immigrata. In Italia, regolari e irregolari svolgono spesso attività lavorative per le quali manca una disponibilità sufficiente di lavoratori italiani oppure che molti connazionali non sono più disposti a svolgere. Si pensi alle colf, alle badanti, ai lavoratori impiegati nella raccolta agricola di frutta e verdura o, più recentemente, alla carenza di autisti nel trasporto pubblico locale denunciata da numerose aziende del settore. Questo semplice elenco dovrebbe bastare a far comprendere come sia ormai difficile, piaccia o meno, immaginare il funzionamento dell’economia italiana senza il contributo di una significativa forza lavoro straniera.

I limiti giuridici dei rimpatri di massa

Ma la remigrazione, intesa come rimpatrio su larga scala degli immigrati presenti sul territorio nazionale, è davvero realizzabile dal punto di vista giuridico ed economico?

La risposta, in sintesi, appare negativa. Mancano spesso accordi di riammissione efficaci con i Paesi di origine; l’identificazione delle persone è frequentemente complessa, poiché molti migranti arrivano privi di documenti; inoltre, senza la collaborazione degli Stati interessati, i rimpatri risultano estremamente difficili da eseguire. A ciò si aggiunge il principio di non-refoulement sancito dalla Convenzione di Ginevra del 1951, che vieta di respingere o espellere una persona verso un Paese nel quale rischi persecuzioni o gravi minacce alla propria vita e alla propria libertà.

La questione economica non è meno rilevante. I rimpatri forzati comportano costi significativi per l’amministrazione pubblica: oltre alle spese di trasporto e di logistica, sono necessari adeguati dispositivi di sicurezza, che spesso richiedono la presenza di più agenti di polizia per ogni persona rimpatriata. Anche qualora si volesse procedere a espulsioni su larga scala, l’impatto finanziario sarebbe considerevole e difficilmente sostenibile nel lungo periodo.

Il silenzio della politica progressista

Naturalmente questi sono soltanto alcuni spunti di riflessione. La materia richiederebbe un’analisi molto più approfondita. Ciò che colpisce, tuttavia, è come di fronte a una propaganda martellante i partiti cosiddetti progressisti, pur disponendo di numerose argomentazioni e dati a sostegno delle proprie posizioni, spesso rinuncino a costruire una narrazione alternativa, limitandosi talvolta a inseguire il terreno politico degli avversari.

Gli esempi non mancano. Pietro Bartolo, noto come il “medico di Lampedusa”, ha prestato servizio sull’isola dal 1992 al 2019, assistendo circa 250.000 migranti sbarcati sulle coste italiane. Eletto al Parlamento europeo nel 2019 nelle liste del Partito Democratico, ha avanzato nel corso degli anni diverse proposte in materia migratoria che, secondo molti osservatori, non hanno ricevuto l’attenzione politica e mediatica che meritavano.

Il tempo delle scelte

Siamo dunque di fronte a un bivio. L’accoglienza deve procedere insieme all’integrazione e al rispetto delle regole del Paese ospitante, a partire dalla Costituzione. Su questi principi non dovrebbero esserci ambiguità. Allo stesso tempo, però, è necessario contrastare con argomenti solidi le semplificazioni e le rappresentazioni distorte della realtà, senza timori e senza reticenze.

Come si legge nell’Apocalisse (3,15-16): «Poiché sei tiepido, e non sei né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca». In questo tormentato inizio di secolo, il tempo dell’ambiguità sembra essersi esaurito. È il tempo delle scelte, soprattutto per la politica.

Oltre il limite: il trumpismo e la crisi dell’Occidente politico

Un potere che non conosce misura

È francamente difficile comprendere quale sia la soglia oltre la quale il delirio di onnipotenza di Donald Trump sfoci in un malato accenno di demenza senile, ma è certo che le sue esternazioni sempre più intolleranti ed esagerate non possono ormai non preoccupare anche la cerchia ristretta delle persone a lui più vicine. E ancor più l’intero establishment statunitense, in considerazione dell’enorme potere di cui dispone il Presidente della prima potenza mondiale e dei danni che, conseguentemente, può causare al proprio Paese.

Cercando di mettere ordine nella infinita sequela di minacce e insulti, moniti e apprezzamenti fuggevoli, prepotenza esibita e disprezzo non dissimulato, quello che si intravede in questo smisurato caos comunicativo guidato da un egotico senso di superiorità individuale è il convincimento che l’Occidente per come lo abbiamo sempre inteso in realtà non esista perché è solo l’America a detenere le chiavi del potere planetario e quelle chiavi adesso le ha lui, Donald Trump.

Non è per caso che ad essere sistematicamente attaccati, alternando accuse collettive a insulti personali in una sequela di offese divenute ormai inaccettabili per chiunque, siano prevalentemente i leader delle nazioni europee.

Il disprezzo per l’Europa e le sue élite

Le motivazioni di tale atteggiamento possono risiedere nella profonda ignoranza culturale della parte, purtroppo non piccola, meno istruita del popolo americano che il presidente affarista interpreta mettendoci del suo; o anche nel radicale disprezzo verso le élites europee, viste come una sorta di aristocrazia ricca di titoli nobiliari ma povera di potere reale e forza economica (e militare), come emerge dall’astio di cui sono intrise le parole dei rappresentanti del movimento MAGA, a cominciare da JD Vance e Peter Hegseth.

Quali che siano, queste o altre ancora, esse denunciano la totale inconsapevolezza dello straordinario soft power democratico e liberale che l’Occidente tutto – con la millenaria cultura europea e la frizzante evocazione emotiva di crescita e sviluppo materiale dell’american way of life – ha saputo suscitare nel tempo, ma che ora non ha più anche e soprattutto perché sottoposto a un processo distruttivo che l’America trumpiana persegue con ferocia senza comprendere che così facendo demolisce sé stessa e non solo i suoi alleati storici. Un fatto che Xi Jinping, attento studioso della storia occidentale, ha compreso da tempo e lo ha dimostrato, per la prima volta in maniera alquanto esplicita, nel recente vertice di Pechino col Presidente USA.

L’Occidente come forza condivisa

L’impero americano che ha in mente il movimento MAGA non è esattamente lo stesso cui anela Donald Trump, ora seduto alla Casa Bianca immaginandosi quale novello Napoleone, o quale nuovo Alessandro il Grande. Rinserrato nella “fortezza America” – che deve intendersi in senso macro-continentale, dalla Groenlandia all’Antartide – quello propugnato dal primo; esteso oltre quei confini ma in co-partecipazione con la Cina, probabilmente, quello sognato dal secondo, sempre auto-dichiaratosi vincitore di ogni guerra, di ogni trattativa, di ogni pace reale o presunta. Ma in entrambi i casi assolutamente inconsapevoli che la grandezza del supposto impero americano risiede nella sua declinazione occidentale, unita e non divisa, amica e non ostile, con l’Europa.

Una declinazione che trova nella democrazia, nella libertà e nella socialità (in quest’ultimo caso con ancora troppi limiti, in verità) la sua ragion d’essere e la sua forza. Che quest’uomo eccessivo sta distruggendo. Andando oltre il limite.

A cinquant’anni dal Midas di Craxi

Il Midas e la svolta socialista

Ci stiamo avvicinando a una data importante, il 16 luglio. Sì, perché il 16 luglio 1976, cinquant’anni fa, all’Hotel Midas di Roma, Bettino Craxi (classe 1934) diveniva segretario del Psi. 

Il predecessore, un illuminista napoletano come Francesco De Martino, al di là di una tendenziale subalternità al Pci, aveva gravemente sottovalutato, a differenza di Pietro Nenni, l’importanza del referendum sul divorzio, del 1974. Quello fu, a mio avviso, il suo errore decisivo.

Craxi, come è noto, fu sostenuto da diverse anime del partito e si riprometteva di creare le condizioni per l’alternativa di sinistra.

I due passaggi della strategia craxiana

Due furono i salti logici che caratterizzarono, nei lustri della sua leadership, la linea di quello che sarebbe divenuto il Garofano rosso. Il primo: per rendere più forte e credibile la sinistra, si perseguiva il rafforzamento del Psi. Il secondo: accrescere l’influenza e il potere personale del segretario avrebbe consentito di rendere più forte il Psi.

Non si trattava, in sé, di errori logici. Ma venne trascurata la rilevanza del “come?”. Come perseguire in maniera feconda i due obiettivi, evitando che si trasformassero in altrettanti boomerang?

Da un lato, il Pci, pur con i suoi mille e mille limiti, non era il Partito comunista francese. Dall’altro, al Psi di Craxi non riuscì di realizzare l’antico sogno nenniano di porsi come guida di tutta l’area laico-socialista, dal Psdi al Pli al Pri, fino a nuovi soggetti quali le Liste verdi.

Il mancato approdo della “terza forza”

Intese parziali vi furono, ad esempio con i radicali e con lo stesso “Sole che ride”, ma non prese mai davvero consistenza la “terza forza” liberalsocialista, libertaria e repubblicana.

E, dunque, al termine della parabola della guida dell’esecutivo da parte di Bettino Craxi, a iniziare almeno dal 1987, il Psi, quasi per una strana nemesi storica, subiva lo stesso “destino cinico e baro” che aveva caratterizzato il partito di Giuseppe Saragat già negli anni Cinquanta: trasformarsi in una sorta di corrente sui generis della Dc.

Custodire l’altro: il valore delle parole e del silenzio

C’è un gesto antico e silenzioso che precede ogni costruzione morale: custodire. Non è un’idea astratta, né una virtù tra le altre: è una postura originaria dello sguardo, il riconoscere che qualcosa — o qualcuno — non si esaurisce mai nell’uso che possiamo farne, e che la sua semplice esistenza ha già un valore che ci precede. Questo riconoscimento non nasce prima di tutto da un sistema concettuale: nasce dall’incontro. È nel volto dell’altro, nella sua parola, nella sua presenza che si impone l’evidenza della dignità come qualcosa che non si deduce, ma si riconosce.

L’uomo come monade

Per rendere più sensibile questa intuizione, può essere utile attraversare — anche solo per un momento — la filosofia di Gottfried Wilhelm Leibniz e la sua dottrina delle monadi.

Le monadi sono sostanze semplici, indivisibili, “senza finestre”: non ricevono nulla dall’esterno e nulla emettono in senso causale. Eppure ciascuna riflette l’intero universo dal proprio punto di vista. Non esiste una duplicazione neutra del reale, ma una molteplicità di prospettive irriducibili, come se ogni essere fosse uno specchio vivente del tutto.

Tra queste monadi, Leibniz distingue gradi diversi di coscienza: dalle percezioni oscure della materia, fino alle anime degli animali, e infine agli spiriti, capaci di autocoscienza, cioè di riconoscersi come “io”. È qui che l’umano emerge come soggetto morale: non solo come centro di percezione, ma come essere che si sa tale e che può riconoscere negli altri una simile interiorità.

Resta però una tensione decisiva: se le monadi non comunicano realmente tra loro, come può esistere relazione? Leibniz risponde con l’armonia prestabilita: Dio ha disposto fin dall’inizio una corrispondenza perfetta tra tutte le sostanze, come orologi sincronizzati che non si toccano mai ma segnano la stessa ora.

Proprio qui, però, la metafora può essere riaperta. Nella nostra esperienza concreta non viviamo dentro una sincronizzazione già data. Viviamo piuttosto la fatica dell’accordo, l’asimmetria dello sguardo, la distanza che nessuna immediatezza colma del tutto. Se ogni persona resta in parte inaccessibile, allora la relazione non può essere un dato: diventa un compito. E il suo luogo più fragile e più decisivo è la parola.

Le parole come custodia

Se ogni persona è, in questo senso, un mondo che non si lascia abitare dall’interno, allora la parola diventa il tentativo umano di avvicinarsi senza violare, di toccare senza possedere.

Non è mai un semplice mezzo. È un gesto. Dire qualcosa a qualcuno significa già esporsi alla sua irriducibilità, riconoscere che l’altro non è un oggetto da descrivere, ma una presenza a cui rispondere. Per questo le parole possono custodire oppure ferire: perché arrivano dove nessun altro atto può arrivare, proprio là dove l’altro è più esposto e più segreto.

In questo senso, parlare bene a qualcuno — ascoltarlo fino in fondo, non ridurlo a etichetta — è già una forma di custodia: un tentativo sempre incompiuto di costruire quell’armonia che non ci è data in anticipo, ma che nasce solo nell’incontro.

Questo rapporto tra parola e custodia attraversa anche la narrativa contemporanea, in forme simboliche. Nel romanzo La custode di Loryndel di Manuela Montanaro, la parola non è mai un semplice segno: è una realtà viva, dotata di peso e di respiro. Nel mondo narrativo del libro le parole hanno una consistenza quasi vitale: non descrivono soltanto il reale, ma lo custodiscono e lo trasformano. La protagonista, Soranya, possiede il dono di dare voce alle parole, di renderle vive — ma questo dono non è mai puro potere: è anche esposizione, fragilità, rischio. La sua stessa esistenza è legata alla continuità della parola; quando la voce si interrompe, anche la vita vacilla.

Al di là della trama, ciò che colpisce è l’intuizione simbolica: una parola spezzata, una storia interrotta, una verità non detta fino in fondo non restano neutrali. Tendono a spegnersi, come se la vita del senso dipendesse dalla sua custodia nel linguaggio. Non è una metafora che si incontra spesso, e nemmeno facile da reggere per un intero romanzo: viene da chiedersi quale percorso porti qualcuno a costruire un’intera mitologia attorno all’idea che le parole, semplicemente, vivano — e a tenerla in piedi fino in fondo, senza che si sgretoli.

La fragilità dell’altro e la responsabilità del linguaggio

C’è un secondo movimento della custodia, complementare alla parola e altrettanto difficile da praticare: il silenzio. Non il silenzio dell’indifferenza, ma quello scelto, attivo — il saper trattenere una parola non perché manchi il coraggio di dirla, ma perché si è capito che dirla, in quel momento, a quella persona, potrebbe fare più male che bene.

La fisica ci ha abituato a un principio rassicurante: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, calcolabile, prevedibile. Ma questo principio, che vale per i corpi, non vale per le persone. Quando rivolgiamo una parola a qualcuno conosciamo l’azione — ciò che diciamo — ma non possiamo mai conoscere in anticipo la reazione, perché nessuno sa davvero cosa quella persona stia attraversando in quel preciso istante. È la stessa intuizione delle monadi senza finestre, applicata al linguaggio: non potendo vedere dentro l’altro, non possiamo calcolare l’effetto delle nostre parole come si calcola una forza. Per questo, a volte, tacere non è una rinuncia: è un’arma di custodia, forse la più radicale, perché rinuncia a un potere — quello di parlare, di giudicare, di colpire — proprio nel momento in cui sarebbe più facile esercitarlo.

Il silenzio come disciplina

Questa disciplina dovrebbe valere ovunque, ma vale doppiamente dove le parole hanno una cassa di risonanza istituzionale: in politica, tra capi di Stato e di governo, dove ogni frase pesa non solo su chi la pronuncia ma su milioni di persone che da quella relazione dipendono. Lo si è visto con chiarezza nelle tensioni di queste settimane tra Donald Trump e Giorgia Meloni: un commento personale, buttato lì in un’intervista, rivolto a un’alleata storica, ha prodotto in poche ore una crisi diplomatica fatta di telefonate di solidarietà, viaggi cancellati, reazioni quasi unanimi — comprese quelle di chi, all’interno dello stesso governo italiano, non ha esitato a definire quelle parole come una vera e propria deriva. Colpisce che a criticare il tono non sia stata solo l’opposizione, ma anche chi siede nella stessa maggioranza di Meloni: segno che il problema non era la posizione politica in gioco, ma il modo — personale, sprezzante, non necessario — in cui è stata detta.

Meloni stessa, rispondendo a quelle parole, ha tracciato con chiarezza la direzione opposta a questa deriva: ha osservato che le dispiaceva non vedere, in Trump, la stessa determinazione verso i nemici dell’Occidente che invece riserva ai propri alleati — segno che la fermezza, quando esiste davvero, andrebbe rivolta a chi minaccia, non a chi sostiene. Ha chiuso la replica con una frase netta, “io e l’Italia non imploriamo mai”, senza però scendere sullo stesso terreno personale usato contro di lei: una risposta ferma, non un contrattacco a parole. È proprio in questo equilibrio — fermezza nel merito, misura nel tono — che si vede la differenza tra il coraggio e la sua imitazione sguaiata. Quando il potere rovescia questo equilibrio, e scarica la propria durezza sugli alleati invece che sulle minacce reali, smette di custodire la fiducia che lo regge e comincia, lentamente, a logorarla.

Una sola custodia

Dignità della persona, irriducibilità della monade, responsabilità della parola, disciplina del silenzio: non sono discorsi separati, ma quattro modi di dire lo stesso movimento. Custodire.

Custodire significa riconoscere che l’altro non è mai un mezzo, ma neppure un enigma da risolvere. È una presenza da abitare con rispetto, attraverso gesti piccoli e concreti: il modo in cui si ascolta, si nomina, si resta — e, quando serve, si tace.

E forse la verità più radicale è questa: non custodiamo l’altro dall’esterno, come se fosse qualcosa che ci è affidato. Lo custodiamo dentro la relazione stessa, che ci trasforma mentre la viviamo. Perché ogni volta che prendiamo sul serio una parola detta, una storia affidata, un volto incontrato — o una parola trattenuta per non ferire — diventiamo anche noi parte di quella custodia: mai proprietari, sempre responsabili.

Mondiali di calcio: risultati, classifiche e calendario

Roma, 21 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia ed Erzegovina, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 Scozia-Marocco 0-1 20/06 Brasile-Haiti 3-0 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Brasile, Marocco 4, Scozia 3, Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 Turchia-Paraguay 0-1 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia, Paraguay 3, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 Germania-Costa d’Avorio 2-1 21/06 Ecuador-Curaçao 0-0 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania 6, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 1

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 Olanda-Svezia 5-1 20/06 Giappone-Tunisia 4-0 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Olanda, Giappone 4, Svezia 3, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 (Los Angeles): Belgio-Iran ore 21 22/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Egitto ore 03 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 (Atlanta): Spagna-Arabia Saudita ore 18 22/06 (Miami): Uruguay-Capo Verde ore 00 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 3, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 (New York): Argentina-Austria ore 21 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina, Austria 3, Giordania, Algeria 0

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Colombia 3, Portogallo, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 3, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Trump, Conte: risparmiateci favoletta di Meloni che tutela Italia

Roma, 20 giu. (askanews) – “Potete anche controllare quasi tutte le tv e i giornali ma risparmiateci la favoletta del Governo Meloni che tutela l’Italia con la schiena dritta”. Così sui social il leader M5s Giuseppe Conte.

“La premier – aggiunge – si guardi allo specchio. Ad aprile 2025 per far contento Trump è andata negli Stati Uniti a prendere impegni per acquisti di armi e gas americani, per non tassare i giganti del web statunitensi. Nell’estate 2025 è andata a firmare l’aumento esorbitante delle spese militari al 5% del Pil per far contento Trump e non si è schierata con i leader europei che hanno alzato la voce come Sanchez. Sui dazi imposti alle nostre imprese ha parlato di accordo ‘positivo’ e ‘sostenibile’ e ha fatto dire al suo vicepremier, sfidando il senso del ridicolo, che le misure contro le nostre aziende in fondo erano una ‘opportunità’. Rispetto agli attacchi al Venezuela ha parlato di azione difensiva legittima mentre lo stesso Trump spiegava che la ragione era il petrolio. Di fronte alle violazioni del diritto internazionale di Netanyahu e Trump in Iran ha detto ‘non condivido né condanno’ ma a pagare sono stati gli italiani con il boom di prezzi, energia e carburante. Di fronte a un genocidio con oltre 20mila bambini uccisi da Netanyahu ha mandato Tajani a ‘osservare’ il Board of peace di Trump con il cappellino rosso Maga in mano mentre lo proponeva per il Nobel per la Pace. Potrei continuare. Le favole di un Governo che tutela l’interesse nazionale la possono raccontare i giornali del deputato di maggioranza Angelucci e tutto il sistema informativo che controllano da Palazzo Chigi. Lo stesso che ha buttato fango su di noi, che abbiamo portato 209 miliardi quando ci volevano imporre il Mes. Lo stesso che rideva per ‘Giuseppi’ mentre scontentavamo Trump su spese militari e Via della Seta per tutelare i nostri interessi nazionali, pur senza mettere in discussione le nostre alleanze storiche”.

“Lo scontro di oggi – conclude Conte – non è contro un leader che alza la testa, ma è un richiamo all’ordine verso chi ha sempre obbedito senza fiatare, assumendo impegni insostenibili per il popolo italiano. Chi ha ridotto l’Italia così non la rimetterà in piedi di certo. Tocca a noi”.

Chi era Madre Cabrini, la patrona dei migranti venerata negli Usa

Denver, 20 giu. (askanews) – Importante per l’America ma anche per l’Italia, per gli italiani, per i migranti di oggi e per i discendenti di chi emigrò ormai in tempi lontani: Madre Cabrini, con la sua vita straordinaria, è stata citata più volte e oggi con la visita di Papa Leone XIV a Pavia, il suo nome torna di nuovo alla ribalta. Lei religiosa e fondatrice della congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, venne mandata nelle Americhe proprio da Leone XIII e morì a Chicago, la città natale di Prevost, nel 1917. In queste immagini di askanews si può ammirare il Cabrini Shrine, il santuario da lei fondato e a lei dedicato ai piedi delle Rocky Mountains, in Colorado.

Ma perché questa santa è così importante, oggi più che mai? A spiegarcelo Alisa DiGiacomo, storica e autrice del libro “Italy in Colorado”.

“Madre Cabrini, Santa Cabrini, in realtà la prima santa americana canonizzata in America, è significativa per il Colorado”, precisa. “Ma prima di parlare del Colorado, Santa Cabrini ha avuto un impatto mondiale. Incredibile da pensare ma è una delle prime donne nella Chiesa cattolica che sia riuscita a fondare un proprio ordine. E penso che questo dimostri quanto fosse difficile farlo in quel periodo. La sua attenzione è sempre stata rivolta alla sua cura per le persone, per i più bisognosi. Non a caso è la santa patrona degli immigrati. Per il Colorado, è significativa perché le venne chiesto di venire qui, alla luce della situazione nello Stato nel 1904 per gli immigrati italiani. La prima cosa che fece, fu fondare una scuola in Colorado. Poi fondò un orfanotrofio, comprò un terreno, oggi il Santuario di Cabrini (Cabrini Shrine)”.

Il Cabrini Day è una festività dello Stato del Colorado che si celebra ogni anno il primo lunedì di ottobre, in onore di questa straordinaria filantropa. Ma in cosa consiste l’eredità di Francesca S. Cabrini?

“Si chiama Cabrini Day, ed è, di fatto, la prima festa statale retribuita della nazione che onora una donna, il che è anche molto significativo. Quindi tutto questo è legato agli italoamericani, ma anche alla sua eredità e a ciò che ha fatto per aiutare le persone in Colorado, e questa è ancora la missione del santuario, un luogo accogliente per chiunque voglia venire a riflettere e vedere la bellezza che circondava gli orfani di allora, soprattutto le bambine orfane. Per loro era davvero straordinario andare ‘al Cabrini’ e vivere le montagne del Colorado”, spiega DiGiacomo.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio di Claudia Berardicurti e Linda Verzani

Immagini askanews

Si ringrazia Brand Usa, Visit Colorado e Visit Denver

Il Papa: basta parole di odio fra Paesi, vogliamo vivere in pace

Pavia, 20 giu. (askanews) – “Tutti vogliamo vivere in pace. È molto importante che non perdiamo mai la speranza. Però come ci ha detto Sant’Agostino, se vogliamo cambiare i tempi se vogliamo che il mondo viva in pace dobbiamo cominciare con noi stessi. Basta con parole di odio, basta con gli insulti, con i bulling (bullismo, ndr), basta con tutte quelle cose che fanno guerra fra le persone, fra le comunità, fra i paesi. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione”. Lo ha detto il Papa a Pavia, parlando a braccio davanti ai fedeli riuniti in piazza Duomo.

Meloni a Trump: mia popolarità non la riguarda, pensi alla sua

Roma, 20 giu. (askanews) – “Presidente Trump, questi attacchi costanti e immotivati sono insensati. Quanto alla mia popolarità, essere suo amico non l’ha certo aiutata, né dipende dal mio rapporto con lei. La mia popolarità dipende dalla mia capacità di difendere l’interesse nazionale italiano, ed è esattamente ciò che ho sempre fatto”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, replica al presidente degli Stati Uniti dopo il nuovo attacco su Truth.

“La mia popolarità non la riguarda. Le suggerisco di concentrarsi sulla sua”, aggiunge.

MotoGp, Bagnaia torna al successo nella Sprint di Brno

Roma, 20 giu. (askanews) – Francesco Bagnaia ritrova il successo e conquista la Sprint Race del Gran Premio della Repubblica Ceca sul circuito di Brno. Il pilota Ducati, scattato dalla prima fila, prende il comando fin dalla partenza e gestisce con autorevolezza i dieci giri di gara, resistendo nel finale al ritorno di Ai Ogura e centrando la sua prima vittoria Sprint dalla Malesia 2025.

Alle spalle del due volte campione del mondo chiude proprio Ogura, protagonista di un altro fine settimana di alto livello dopo la pole position ottenuta in mattinata con il record della pista. Il giapponese della Aprilia Trackhouse, partito dalla prima casella, prova fino all’ultimo a mettere pressione a Bagnaia, ma deve accontentarsi della seconda posizione. Sul gradino più basso del podio sale Marc Marquez, autore di una gara in rimonta e capace di mantenere il contatto con i primi fino alla bandiera a scacchi.

Quarta posizione per Fabio Di Giannantonio, seguito da Jorge Martin, Raul Fernandez ed Enea Bastianini. Gara complicata invece per Marco Bezzecchi: il leader del Mondiale era in quinta posizione quando è finito nella ghiaia a pochi giri dal termine, perdendo punti preziosi nella corsa al titolo.

La Sprint di Brno è stata caratterizzata anche da numerose cadute. Oltre a Bezzecchi, non hanno concluso la gara Pedro Acosta, Maverick Vinales, Diogo Moreira e Luca Marini, tutti scivolati in diverse fasi della corsa senza conseguenze fisiche rilevanti.

Determinante anche la scelta delle gomme. Bagnaia ha optato per la mescola soft al posteriore, riuscendo a mantenere un ritmo elevato fin dalle prime battute e costruendo un margine sufficiente per contenere il recupero di Ogura, che aveva invece scelto la media in vista di un possibile vantaggio nella seconda parte della gara.

Per Bagnaia si tratta della 14ª vittoria Sprint in carriera, risultato che interrompe un digiuno durato 238 giorni e rilancia le ambizioni del pilota Ducati in vista della gara lunga di domenica. Con questo successo il piemontese raggiunge inoltre quota 34 podi Sprint complessivi, eguagliando il primato condiviso da Jorge Martin e Marc Marquez.

L’appuntamento con il Gran Premio della Repubblica Ceca è ora fissato per domenica alle 14, quando sul tracciato di Brno andrà in scena la gara lunga che potrebbe rimescolare ulteriormente le carte nella lotta per il Mondiale MotoGP.

Iran, attacchi israeliani in Libano: chiuso lo Stretto di Hormuz

Roma, 20 giu. (askanews) – Il comando militare centrale iraniano ha annunciato di aver chiuso lo Stretto di Hormuz a causa degli attacchi israeliani nel Libano meridionale, descrivendoli come una violazione dell’accordo dell’Iran con gli Stati Uniti.

“Si annuncia che lo stretto di Hormuz sarà chiuso al traffico navale. Si precisa che questo primo passo è una risposta alla violazione degli impegni da parte del nemico e, se l’aggressione continuerà, saranno pianificate e adottate ulteriori misure per costringere il nemico a rispettare i propri obblighi”, ha dichiarato il quartier generale centrale Khatam al Anbiya in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato.

Trump: Meloni vuole tornare a essere amica degli Usa per avere consensi…

Roma, 20 giu. (askanews) – Giorgia Meloni “sta andando male in Italia in termini di popolarità” e ora, “dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare ad essere nostra amica per migliorare i suoi consensi. No, grazie!!!”. Lo ha scritto sul suo social Truth il presidente americano, Donald Trump, lanciando nuove accuse alla presidente del Consiglio italiano.

“La presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, mi ha chiesto più e più volte di fare una foto con me durante il vertice del G7 in Francia”, ha detto in apertura di post tornando sull’episodio Trump, che aveva in precedenza sottolineato che la premier italiana lo aveva “implorato” di scattare questa foto e che lui aveva provato “dispiacere” per lei.

“Sta andando male in Italia in termini di popolarità”, ha proseguito l’inquilino della Casa Bianca parlando di Meloni, “forse perché si è opposta agli Stati Uniti d’America, un Paese che ama davvero e protegge l’Italia, quando si è trattato di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare un’arma nucleare (ma, del resto, anche la NATO ha fatto lo stesso!)”.

“Non ci ha nemmeno permesso di utilizzare le piste di atterraggio o le basi aeree italiane, creando un notevole inconveniente logistico, e questo nonostante gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere l’Italia e gli altri cosiddetti alleati della NATO”, ha concluso Trump, “Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare ad essere nostra amica per migliorare i  suoi consensi. No, grazie!!!”.

No Tav, proteste a Chiomonte: scontri manifestanti-polizia

Milano, 20 giu. (askanews) – Nottata di tensione nell’area del cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione a Chiomonte, in Val di Susa. Secondo quanto riferito dall’edizione online de La Stampa, un gruppo di attivisti No Tav ha preso d’assalto le recinzioni che delimitano l’area protetta del cantiere in Val Clarea, scontrandosi con le forze dell’ordine presenti sul posto.

Stando alla ricostruzione riportata dal quotidiano torinese, i manifestanti si sono inizialmente concentrati al presidio dei Mulini per poi raggiungere la zona del cantiere attraverso i sentieri della valle. Alcune decine di attivisti, in parte con il volto coperto, hanno tentato di sfondare le grate e le recinzioni a protezione del cantiere lanciando pietre e altri oggetti contro gli agenti schierati a difesa dell’area. Le forze dell’ordine polizia hanno respinto i manifestanti servendosi di lacrimogeni e idranti.

Carburanti, il Codacons esorta: adeguare al ribasso i listini alla pompa

Milano, 20 giu. (askanews) – In un mese le quotazioni del petrolio hanno registrato un calo verticale di quasi il -24%, ma per gli automobilisti i vantaggi alla pompa, anche per effetto della riduzione del taglio delle accise, sono stati decisamente inferiori, creando una sproporzione che pesa ogni giorno sulla spesa per i rifornimenti di carburante. Lo afferma il Codacons, pronto ad iniziative legali a tutela degli automobilisti italiani.

Il 20 maggio scorso il Brent, indice di riferimento per il mercato europeo, chiudeva attorno ai 105 dollari al barile, mentre oggi le quotazioni si attestano sugli 80 dollari, con un crollo verticale del -23,8% – analizza il Codacons – Nello stesso periodo il prezzo medio del gasolio alla pompa è passato da 1,980 a 1,937 euro al litro, con un calo di appena il -2,2%, dato su cui però pesa anche la riduzione dello sconto fiscale sul diesel decisa dal governo, mentre il prezzo medio della benzina in un mese è sceso da 1,961 a 1,841 euro/litro, con un calo -6,1%.

Nonostante il petrolio non sia l’unica variabile che incide sui prezzi finali alla pompa, è evidente lo squilibrio che in questa fase sta interessando i listini dei carburanti, che come al solito salgono a velocità della luce quando aumenta il greggio, ma scendono troppo lentamente quando le quotazioni del petrolio calano. Per tale motivo il Codacons, “se non si registrerà una immediata e decisa riduzione dei prezzi ai distributori, è pronto a rivolgersi alle Procure della Repubblica e all’Antitrust affinché accertino eventuali fenomeni speculativi a danno dei consumatori”.

Iran, in Svizzera i negoziatori Usa e iraniani per primi colloqui

Roma, 20 giu. (askanews) – L’inviato statunitense Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi si incontrano oggi in Svizzera per i primi colloqui dopo l’intesa firmata nei giorni scorso, mentre il cessate il fuoco in Libano sembra rilanciare gli sforzi per trasformare un accordo provvisorio sulla guerra con l’Iran in un assetto regionale duraturo.

Israele e Hezbollah hanno concordato venerdì un cessate il fuoco in Libano, promettendo la fine dell’escalation dei combattimenti che aveva messo in dubbio i negoziati tra Stati Uniti e Iran, cruciali per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per la stabilizzazione delle forniture petrolifere.

Witkoff raggiunge in Svizzera Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, già presente sul posto, secondo Axios. Araqchi dovrebbe invece oggi, ha aggiunto il sito.

Incendio in un resort di Santo Domingo, muore una turista italiana

Roma, 20 giu. (askanews) – Le autorità di Santo Domingo hanno confermato all’ambasciatore d’Italia il decesso di una cittadina italiana coinvolta nell’incendio del resort in zona Bayahibe. In ospedale l’ambasciatore ha incontrato il marito della signora F.V. e gli ha offerto l’assistenza dell’ambasciata assieme agli incaricati del resort che stanno seguendo tutti gli altri italiani coinvolti nell’incendio.

La signora F.V. sarebbe stata colta da una crisi respiratoria mentre era in spiaggia, dove era accorsa assieme agli altri turisti per evacuare le stanze dell’hotel. Ha perso conoscenza inalando monossido di carbonio quando un’ondata di fumo proveniente dal sito incendiato l’ha investita. E’ stata trasportata in ospedale con un’auto privata. Continua l’opera di assistenza e di verifica sulla condizioni dei connazionali da parte dei funzionari diplomatici italiani. Il governo della Repubblica Dominicana ha inviato il capo della protezione civile e due ministri sul luogo del disastro; sono state tenute riunioni operative con l’ambasciata d’Italia e i responsabili del resort per garantire assistenza durante l’emergenza. Al momento non si registrano altre vittime legate direttamente o indirettamente all’incendio, sono in corso altre verifiche.

MotoGP, Ogura in pole a Brno davanti a Di Giannantonio

Roma, 20 giu. (askanews) – Ai Ogura sorprende ancora e conquista la pole position del Gran Premio della Repubblica Ceca di MotoGP sul circuito di Brno. Il pilota giapponese del team Trackhouse Aprilia abbassa ulteriormente il record della pista fermando il cronometro sull’1:51.139, un tempo straordinario che gli vale la prima posizione in griglia e conferma quanto di buono mostrato già nelle pre-qualifiche.

Per Ogura, al secondo anno nella classe regina, si tratta di un risultato storico. A 25 anni e 4 mesi diventa infatti il più giovane pilota giapponese a conquistare una pole position in MotoGP, superando il primato che apparteneva a Daijiro Kato. Il talento nipponico conferma così la crescita mostrata nel corso della stagione e regala ad Aprilia una partenza davanti a tutti in un weekend che potrebbe rivelarsi molto importante.

Accanto a lui in prima fila scatteranno due Ducati. Fabio Di Giannantonio conquista il secondo tempo, confermando l’ottimo stato di forma evidenziato nelle ultime uscite, mentre Francesco Bagnaia centra la sua migliore qualifica stagionale con il terzo crono. Il due volte campione del mondo ha mostrato segnali incoraggianti su un tracciato reso più veloce dal recente rifacimento dell’asfalto.

La seconda fila sarà aperta da Marco Bezzecchi, quarto e tra i protagonisti del fine settimana dopo il brillante venerdì. Alle sue spalle partirà Marc Marquez, costretto a ricostruire la propria qualifica dopo la cancellazione di un giro veloce per superamento dei limiti della pista. Sesto tempo per il sorprendente brasiliano Diogo Moreira, debuttante in MotoGP, autore di una prestazione di alto livello in sella alla Honda.

Completano le prime dieci posizioni Raul Fernandez, Pedro Acosta, Franco Morbidelli e Jorge Martin. Lo spagnolo, campione del mondo in carica, sarà chiamato a una gara in rimonta e dovrà inoltre scontare due long lap penalty per l’incidente provocato al via del Gran Premio d’Ungheria.

Nel pomeriggio è in programma la Sprint Race, mentre la gara lunga si disputerà domenica sul circuito ceco, con Ogura chiamato a difendere una pole conquistata con una prestazione destinata a entrare nella storia recente del tracciato di Brno.

Fratoianni: spazio per tutti c’è, non serve somma algebrica

Bologna, 20 giu. (askanews) – “C’è spazio per tutti”. Così il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni risponde a margine dell’incontro “Lavoro, il cuore della democrazia” alla Festa della Fiom-Cgil di Bologna sulla possibilità di includere il centro nel campo largo.

“Da un lato ci dicono ‘Non vi vedete, non vi riunite, non prendete un’iniziativa’, poi ci vediamo, ci riuniamo, prendiamo un’iniziativa e ci dicono ‘Ma manca quello’ – spiega Fratoianni -. Poi se c’era quello ci avrebbero detto ‘Ma manca quell’altro’ e così via fino all’infinito”.

Il centro “lo rispetto moltissimo, ma è fatto di tante iniziative – prosegue -. Quando ci sarà un indirizzo chiaro sapremo anche a chi mandare una proposta. La fase di scrittura del programma comincerà a settembre, ci sarà tempo per coinvolgere tutti coloro che hanno interesse a costruire un’alternativa”.

Ma avverte: “La somma algebrica non serve a niente. Quello che serve è la coesione di una proposta che abbia al centro un punto di riferimento, la Costituzione italiana. È arrivato il momento, invece che di provare a scassarla, di attuarla e rilanciarla”.

Spazi da non perdere, a Taurianova Festival dell’Infanzia

Roma, 20 giu. (askanews) – Creare tre spazi-gioco per bambini e famiglie in cui applicare un metodo educativo-pedagogico centrato sull’apprendimento tramite il gioco, le emozioni e le esperienze sensoriali. È stato l’obiettivo del progetto “Giochiamo a crescere”, selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che ha creato tre poli per l’infanzia a Reggio Calabria, Gioiosa Ionica e Taurianova, promuovendo contesti educativi inclusivi e partecipati a sostegno dello sviluppo dei più piccoli e del ruolo delle famiglie.

In particolare, a Taurianova, dall’8 al 10 maggio, si è svolto il Festival dell’Infanzia “Giochiamo a Crescere”, coinvolgendo bambini, famiglie, educatori, operatori sociali e istituzioni in tre giornate di gioco e confronto sui temi del benessere e dell’educazione condivisa.

Nel corso del Festival, scuole, servizi educativi e spazi pubblici si sono trasformati in luoghi di incontro e sperimentazione. Laboratori creativi, percorsi sensoriali, attività motorie, letture animate, esperienze musicali, educazione alimentare e attività legate alle emozioni hanno permesso ai bambini di apprendere attraverso il gioco, valorizzando curiosità, creatività e relazioni.

La partecipazione è stata significativa: con oltre 60 famiglie, per circa 150 bambini complessivamente coinvolti nelle attività. Sono stati realizzati 14 laboratori, calibrati sulle diverse fasce d’età e distribuiti nelle tre giornate.

Accanto alle attività per l’infanzia, il Festival ha dedicato spazio anche agli adulti con incontri su educazione emotiva, consapevolezza genitoriale e nutrizione pediatrica. Momenti di confronto che hanno favorito il dialogo tra famiglie e professionisti, rafforzando la rete educativa del territorio.

Importante anche il coinvolgimento della comunità locale: scuole, servizi, associazioni, Terzo Settore e amministrazione comunale hanno collaborato in un’ottica di comunità educante, a sostegno dei diritti dell’infanzia e delle famiglie.

Più che un evento, “Giochiamo a Crescere” si conferma uno spazio di comunità capace di generare relazioni, partecipazione e fiducia. Un’esperienza che lascia un patrimonio di competenze e legami e che ribadisce come investire sull’infanzia significhi investire sul futuro dei territori, attraverso una rete condivisa tra bambini, famiglie e istituzioni.

Italia-Usa, Salvini: non mi pento del sostegno a Trump



Roma, 20 giu. (askanews) – “Chi attacca il presidente del Consiglio attacca tutto il governo e attacca tutta l’Italia. Ciò ovviamente non compromette i rapporti fra due paesi amici, fra due popoli amici”. Così Matteo Salvini, parlando con i giornalisti a Milano.

A chi gli chiede se si sia pentito del suo sostegno a Trump, Salvini risponde che “non mi devo pentire, mi dolgo e mi pento. Mi pento e mi dolgo quando vado a confessarmi in chiesa”. Vi sentite ancora trumpiani? “Io mi sento italiano, sono vicepresidente del Consiglio e voglio avere buoni rapporti con tutti”.

Infine a chi gli chiede se parteciperà alla festa per il 4 luglio a villa Taverna, il vicepremier replica che “la mia agenda la faccio settimana per settimana, quindi le posso dire dove vado oggi pomeriggio, in Piazza San Carlo, e dove vado domani con mia figlia”.

Maria Grazia Spillantini, una vita a Cambridge per studiare le demenze

Roma, 20 giu. (askanews) – Maria Grazia Spillantini, neuroscienziata, studia le malattie degenerative del cervello da quasi quaranta anni in Gran Bretagna: è la protagonista del nuovo episodio di Italiane della Scienza”, un podcast della rubrica SGUARDI prodotta da askanews e ideata da Alessandra Quattrocchi.

Spillantini in un laboratorio di ricerca a Cambridge fece il dottorato con l’incoraggiamento di Rita Levi Montalcini, poi provò a tornare in Italia al CNR, dove si scontrò con il nepotismo, così tornò a Cambridge, all’università, per fare ricerca come voleva. Abbiamo parlato dell’ambiente accademico e della ricerca in Italia e dei suoi mali; dello Spillantini Lab e delle speranze per l’Alzheimer, il Parkison e la demenza fronte temporale.

Rita Levi Montalcini incoraggiava gli scienziati quando si può tornare in Italia. Lei a un certo punto ci ha provato al CNR; cos’è che non ha funzionato?

“Vengo da un paesino delle montagne. Non avevo santi in paradiso e sono arrivate altre persone che invece ne avevano molti e quindi il mio posto era ambito” racconta. “Rita ha provato a farmi andare da lei, ho ancora la lettera scritta di trasferimento. Però era in pensione, quindi non era possibile. E un giorno mi disse ‘Cara, cosa vuoi fare in questo ambiente?’ E a quel punto era come se mi desse la benedizione di fare quello che volevo. Scrissi immediatamente al CNR che dava le dimissioni. Tornai tre giorni dopo in Inghilterra, trovai un post da post-doc all’università di Cambridge e ora sono trent’anni che sono lì, prima da post-doc poi come lecturer, e dal 2007 come professore ordinario”.

Così l’Italia decenni fa ha perso un’altra ricercatrice che oggi a Cambridge guida il suo “Spillantini Lab” dove si fa ricerca su tutti i tipi di demenza; ha identificato il ruolo della sinonucleina che è componente dei depositi di proteine nei malati di Parkinson e di demenza con corpi di Lewy, ha identificato le mutazioni del gene MEPT come cause ereditarie della demenza fronte temporale.

“Ora sappiamo molto di più di quello che è associato con la malattia e quindi che cosa la causa” spiega. “Ancora non c’è una cura, però negli ultimi cinque anni sono stati fatti dei passi notevoli, e quindi si spera che qualcuno di tutti questi farmaci che sono testati al momento possa funzionare. E questi farmaci sono soprattutto indirizzati alla neuro patologia che causa la disfunzione cerebrale. Il meccanismo generale è lo stesso: ci sono delle proteine normalmente presenti nel nostro cervello, che a un certo punto non sappiamo per quale ragione in alcune persone iniziano a non andare più dove dovrebbero. Rimangono nel mezzo della cellula senza una direzione ben precis,a e quando si incontrano due che sono complementari, iniziano a formare dei piccoli aggregati. Probabilmente si formano sempre, solo che nel cervello dei giovani si possono degradare, quindi vanno e vengono, ma con l’età la capacità del nostro cervello di degradarli è molto, molto ridotta e quindi cominciano a reclutare quello che hanno intorno. Così vengono fuori le placche e questi aggregati più grandi che si possono poi vedere nel cervello dei pazienti, nelle placche dell’Alzheimer e i corpi di Lewy, nel Parkinson o altri nel motoneurone disease”.

Lo sforzo è dunque trovare delle medicine che blocchino la malattia. Anche quando si troveranno, “il problema” dice Spillantini “è soprattutto nelle forme che non sono ereditarie, quindi non sono prevedibili. Quindi è quello che si sta cercando di fare: capire qual è l’inizio per non aspettare quando ad esempio la persona o la persona con il Parkinson non si muove più bene; capire prima per evitare che ci sia questa diffusione di tutti questi aggregati nel cervello”.

Spillantini racconta anche la sua amicizia di giovane scienziata con Rita Levi Montalcini: “Ho un ricordo bellissimo, lei mi chiamò per una interview a Roma, cominciò subito a mettermi a mio agio e si mise al microscopio. Mi fece vedere come sezionare un embrione di pollo con l’ago. Cominciammo a parlare di tutto, della mia famiglia, del lavoro, cosa facevo a Firenze, e poi passavano delle persone nel corridoio e le salutava; da quel momento poi nacque una specie di profonda amicizia.” Nella sua esperienza al CNR ha incontrato, dice, un modo di fare ricerca molto diverso da quanto accade fuori Italia: “se tu vuoi fare ricerca non c’è bisogno di firmare il cartellino; vuoi andare a lavorare. Il problema è che alcuni esperimenti non finiscono alle cinque, alle sei; e quindi anche con altre ragazze saltavamo i cancelli per andare a mangiare la pizza e si ritornava indietro. E poi c’era un po’ di nepotismo. Per me alla fine andarmene è stato un bene. Ma io conosco tanti italiani che molto spesso non avevano qualche santo in paradiso e si sono ritrovati che l’unico modo per poter fare quello per cui avevano passione, era andare all’estero e solo così hanno avuto successo. Come si fa a cambiare in Italia non lo so. E poi è nel nostro carattere forse… siamo abituati così”.

“Italiane della scienza” è un podcast reperibile su tutte le piattaforme di streaming, sul canale YouTube di SGUARDI e nella sezione “SGUARDI” del sito di askanews.

Mondiali, Montella, "Questa Turchia meritava di più"

Roma, 20 giu. (askanews) – Delusione e orgoglio nelle parole di Vincenzo Montella dopo l’eliminazione della Turchia dal Mondiale 2026. La sconfitta per 1-0 contro il Paraguay, arrivata dopo il ko all’esordio con l’Australia, condanna la nazionale turca all’uscita anticipata dal torneo nonostante prestazioni giudicate positive dal commissario tecnico italiano.

Montella fatica a spiegare quanto accaduto nelle prime due gare del Gruppo D. “È davvero incredibile, arriviamo da due prestazioni di altissimo livello in cui abbiamo calciato 65 volte verso la porta senza riuscire a segnare e abbiamo concesso pochissimo agli avversari. Eppure quel poco che abbiamo concesso è stato trasformato in gol”, ha dichiarato il tecnico, sottolineando come una situazione del genere non gli fosse mai capitata in 35 anni di calcio.

Il Paraguay ha colpito dopo appena 64 secondi con Matias Galarza, trovando il vantaggio che ha deciso la sfida nonostante i 32 tentativi offensivi della Turchia. Un copione simile a quello dell’esordio contro l’Australia, quando la squadra di Montella aveva creato molto senza riuscire a concretizzare.

Il ct ha comunque difeso i suoi giocatori: “Non si può dire che sia mancato lo spirito, l’anima o la voglia di lottare. La squadra ha dato tutto fino all’ultimo secondo. Mi dispiace tantissimo per il popolo turco e soprattutto per i calciatori, perché hanno lasciato tutto sul campo”. Già nei giorni precedenti Montella aveva chiesto maggiore sostegno per una squadra giovane, invitando a non farsi condizionare dalle critiche dopo la sconfitta inaugurale.

La Turchia, tornata al Mondiale dopo 24 anni di assenza e accreditata alla vigilia come una delle possibili sorprese del torneo, chiude così anzitempo la propria avventura iridata. Resta da disputare l’ultima gara del girone contro gli Stati Uniti, ormai priva di effetti sulla qualificazione.

Mondiali di calcio: risultati, classifiche e calendario

Roma, 20 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia ed Erzegovina, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 Scozia-Marocco 0-1 20/06 Brasile-Haiti 3-0 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Brasile, Marocco 4, Scozia 3, Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 Turchia-Paraguay 0-1 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia, Paraguay 3, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 (Toronto): Germania-Costa d’Avorio ore 22 21/06 (Kansas City): Ecuador-Curaçao ore 02 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 0

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 (Houston): Olanda-Svezia ore 19 20/06 (Monterrey): Giappone-Tunisia ore 06 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Svezia 3, Olanda, Giappone 1, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 (Los Angeles): Belgio-Iran ore 21 22/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Egitto ore 03 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 (Atlanta): Spagna-Arabia Saudita ore 18 22/06 (Miami): Uruguay-Capo Verde ore 00 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 3, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 (New York): Argentina-Austria ore 21 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina, Austria 3, Giordania, Algeria 0

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Colombia 3, Portogallo, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 3, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Il nuovo Faust e il tramonto della politica

Faust nell’età dell’apparato

Ogni epoca inventa il proprio Faust. Il nostro non vive più nello studio oscuro del sapiente inquieto, tra libri, formule e desiderio di sapere. Abita i laboratori dell’innovazione, le piattaforme digitali, le architetture dell’intelligenza artificiale, i linguaggi dell’efficienza, della previsione, della prestazione.

Non firma più il patto con il sangue. Lo sottoscrive, più silenziosamente, ogni volta che rinuncia alla domanda sul senso; ogni volta che accetta che il possibile diventi automaticamente necessario; ogni volta che confonde il progresso con l’espansione illimitata della potenza.

Faust non è solo l’uomo che vuole conoscere. È l’uomo che non sopporta più la propria finitezza. Vuole oltrepassare ogni soglia, dominare l’enigma, sottrarre la vita al mistero. Non accetta che vi siano dimensioni dell’esistenza che chiedano contemplazione più che possesso, ascolto più che controllo, sapienza più che calcolo.

In questo senso, Faust è una figura permanente dell’Occidente: l’ombra di una civiltà che ha imparato a trasformare il mondo, ma che spesso ha smarrito la domanda decisiva: trasformarlo per che cosa? Per quale uomo? Verso quale forma di convivenza?

Il nostro tempo sembra aver ereditato da Faust non tanto la fame del sapere, quanto l’insofferenza verso la misura. Ogni fragilità appare come una disfunzione da correggere, ogni lentezza come un difetto del sistema, ogni mistero come un problema non ancora risolto.

Non demonizzare lo sviluppo tecnologico

Non si tratta di demonizzare lo sviluppo tecnologico. Esso cura, protegge, connette, salva vite, apre possibilità impensabili. Il problema non è lo strumento in sé, ma la sua mitizzazione: il momento in cui smette di servire l’uomo e comincia a presentarsi come destino; non ci aiuta più soltanto a vivere meglio, ma pretende di dirci che cosa sia una vita riuscita.

L’apparato diventa mito quando ciò che è misurabile appare più vero di ciò che non lo è. Quando legame, tenerezza, gratuità, memoria, coscienza, perdono e speranza diventano realtà secondarie, perché non interamente traducibili nel linguaggio della prestazione.

Qui si comprende la lucidità di Emanuele Severino. Nel suo pensiero, la tecnica non resta semplice mezzo: tende a diventare apparato dominante, forza che non serve più a scopi stabiliti altrove, ma impone il proprio fine, cioè realizzare tutto ciò che è possibile. Il nodo, allora, non riguarda solo la crisi dei partiti o l’impoverimento delle classi dirigenti. Riguarda la difficoltà crescente della politica a governare processi tecnico-economici che procedono secondo una logica propria.

La politica, nella sua forma più alta, dovrebbe essere il luogo in cui una comunità decide ciò che vale. Non solo ciò che conviene, funziona o produce consenso immediato. Dovrebbe interrogare il senso, ordinare i mezzi, riconoscere la misura, custodire il fragile, impedire che la potenza si trasformi in arbitrio.

Quando però rinuncia a questa funzione, resta amministrazione dell’esistente. Diventa gestione dell’apparato, manutenzione del mercato, adattamento a forze che non riesce più a orientare. Il tramonto della politica, allora, non è semplicemente il declino dei partiti: è la perdita della capacità collettiva di dire che cosa è giusto, umano, degno; e che cosa, invece, non lo è, anche se tecnicamente possibile.

Quando la tecnica diventa visione del mondo

In questo scenario, Faust e Severino si incontrano. Faust rappresenta il desiderio illimitato di oltrepassamento; Severino mostra il mondo in cui quel desiderio diventa struttura storica, apparato, destino. Il mito diventa sistema.

Papa Francesco ha chiamato questa dinamica “paradigma tecnocratico”. Non si tratta soltanto di avere molti strumenti a disposizione, ma di assumere una forma mentale: la realtà come materiale disponibile, il corpo come piattaforma modificabile, la società come sistema da ottimizzare, la persona come insieme di funzioni, dati, bisogni e prestazioni.

Questo paradigma non è neutro. Ogni dispositivo porta con sé una visione implicita dell’uomo. Una scuola pensata solo per misurare produce un certo tipo di studente. Una sanità governata solo da indicatori produce un certo tipo di cura. Una comunicazione modellata solo sull’immediatezza produce una parola più rapida, forse, ma spesso più povera.

Il nodo, dunque, non è solo tecnologico. È antropologico. La domanda non è quanta innovazione possiamo produrre, ma quale idea di persona stiamo silenziosamente costruendo attraverso i dispositivi che generiamo.

Se l’uomo viene pensato come macchina imperfetta, il sistema tenderà a correggerlo. Se viene pensato come consumatore, tenderà a prevederlo e orientarlo. Se viene pensato come dato, tenderà ad archiviarlo. Se viene pensato come prestazione, tenderà a selezionarlo. Ma se viene riconosciuto come persona, allora ogni apparato dovrà restare al suo posto: grande, prezioso, necessario, ma non sovrano.

È qui che il richiamo alla custodia dell’umano nel tempo dell’intelligenza artificiale assume un valore decisivo. Una potenza così ampia chiede un discernimento ancora più alto. Non basta domandarsi che cosa gli strumenti possano fare. Occorre chiedersi quale soggetto stiano formando, quale società stiano preparando, quale idea di libertà stiano imponendo.

Gli scarti della cultura dell’illimitato

L’innovazione assolutizzata alimenta una cultura dell’illimitato. Non sempre rumorosa o aggressiva: spesso elegante, seducente, razionale, vestita di neutralità. Promette efficienza, sicurezza, rapidità, personalizzazione, controllo. Ma sotto questa promessa può nascondersi una trasformazione inquietante: l’idea che tutto ciò che esiste debba essere reso disponibile, modificabile, prevedibile.

Il corpo diventa piattaforma. Il desiderio diventa dato. L’attenzione diventa mercato. Il lavoro diventa algoritmo. La relazione diventa interfaccia. La fragilità diventa errore.

Ma una civiltà incapace di riconciliarsi con la propria misura finisce per scaricare la propria durezza sui più fragili.

Perché la vulnerabilità non scompare: si sposta sui più deboli, su chi non tiene il ritmo, su chi non rende, su chi non può essere accelerato, potenziato, ottimizzato.

Ogni società che divinizza la prestazione finisce per generare scarti.

Qui Faust incontra i poveri, i malati, gli anziani, i disabili, i bambini, gli esclusi: tutti coloro che ricordano al mondo che la persona non vale perché è efficiente, ma perché porta in sé una dignità indisponibile. La loro presenza è una protesta silenziosa contro l’idolatria della potenza.

Ritrovare i fini, custodire l’umano

C’è allora una suggestione spirituale potente, che attraversa anche la Magnifica Humanitas di Leone XIV: da un lato Babele, l’uomo che costruisce verso l’alto per farsi un nome; dall’altro la via di Neemia, la pazienza di chi ricostruisce mura e legami, fino al Magnificat, il canto che rovescia la logica della supremazia e guarda la storia dal basso, dalla parte degli umili e degli affamati. Babele è l’immaginario del dominio. Il Magnificat è l’immaginario della grazia.

Nel tempo dell’innovazione mitizzata, questa opposizione diventa decisiva. Babele può oggi assumere la forma di una torre di dati, algoritmi, sistemi predittivi e poteri concentrati. Il Magnificat ricorda invece che la grandezza non coincide con il dominio, che il futuro non nasce dall’arroganza della potenza, ma dalla disponibilità di chi sa ricevere, custodire, generare.

La questione decisiva, allora, non è fermare il progresso. Sarebbe impossibile e ingiusto. La questione è sottrarlo al mito, ricondurlo alla misura dell’umano, riconsegnarlo a una promessa comune.

Serve una politica capace di non ridursi a gestione dell’apparato. Un’economia che non pieghi ogni innovazione alla sola logica del profitto. Una scuola che non formi soltanto operatori funzionali, ma coscienze capaci di discernimento. Una cultura che educhi alla profondità. Una spiritualità che ricordi all’uomo che non è Dio, e proprio per questo può restare umano.

Ritrovare una direzione significa tornare a porre domande elementari e immense: questa innovazione rende l’uomo più libero o più dipendente? Rafforza i legami o li sostituisce? Protegge i fragili o li rende invisibili? Aumenta la giustizia o concentra il potere? Serve la vita o la organizza fino a svuotarla?

Domande spirituali

Sono domande politiche, non tecniche. Domande spirituali, non solo procedurali. Nessun algoritmo può porle al posto nostro, perché riguardano il senso ultimo della convivenza.

Forse il nostro tempo ha bisogno di uscire dal sortilegio faustiano: non rinunciando al sapere, ma liberandolo dalla volontà di dominio; non rifiutando gli strumenti, ma impedendo loro di diventare religione; non esaltando il limite come condanna, ma riconoscendolo come soglia.

Il vero dramma del nostro tempo non è avere macchine troppo potenti. È avere domande troppo deboli. È possedere strumenti immensi e non sapere più per quale promessa usarli. È inseguire la supremazia mentre si perde la sapienza.

Per questo Faust ci riguarda ancora. Non come personaggio letterario, ma come figura della nostra inquietudine. E per questo il tramonto della politica non è una questione riservata ai filosofi: è la soglia del nostro presente.

Se la politica non torna a pensare i fini, se la cultura non torna a educare il desiderio, se la spiritualità non torna a custodire il cuore, l’apparato continuerà a crescere. Ma non è detto che, insieme a esso, maturi anche la nostra coscienza.

Il compito più urgente, forse, è proprio questo: diventare meno ossessionati dalla potenza e più capaci di responsabilità. Costruire sistemi intelligenti, certo, ma senza rinunciare a formare coscienze. E soprattutto smettere di chiedere alla macchina di salvarci dalla nostra finitezza, imparando ad abitarla senza disperazione.

Perché l’uomo non si salva diventando padrone di tutto. Si salva quando riconosce che la vita non è possesso, ma affidamento; non dominio, ma cura; non supremazia, ma relazione.

Longo, Moscati e Toniolo: tre vie al bene comune

Quando si accostano figure come Bartolo Longo, Giuseppe Moscati e Giuseppe Toniolo, si potrebbe cedere alla tentazione di leggerle separatamente: Longo come uomo della conversione e della devozione mariana, Moscati come medico santo, Toniolo come economista e pensatore sociale. Eppure, a uno sguardo più profondo, un filo unitario le attraversa: la capacità di trasformare la fede in responsabilità storica, cioè in opere, pensiero, scelte e servizio concreto alla persona.

Il tratto comune è chiaro: in loro la fede non diventa mai rifugio intimistico né semplice pratica religiosa. Al contrario, si fa presenza operosa dentro le contraddizioni del proprio tempo. E non era un tempo semplice: la modernità avanzava rapidamente, la questione sociale si aggravava, le povertà cambiavano volto, il rapporto tra Chiesa e società attraversava tensioni profonde. Ciascuno di loro, con vocazione diversa, seppe abitare quella stagione senza nostalgia, senza paura e senza ridurre il cristianesimo a presidio identitario. Lo vissero come forza propulsiva, capace di aprire strade, generare opere e ricomporre legami.

Longo: la pietà popolare non è evasione

Bartolo Longo è forse il caso più emblematico di una grazia capace di attraversare le fratture dell’esistenza e di trasformarle in principio di rinascita personale e sociale. La sua biografia è segnata da passaggi drammatici, da smarrimenti, da una ricerca inquieta che lo conduce lontano dalla fede e poi, radicalmente, a una vita nuova. Ma ciò che colpisce non è soltanto la conversione: è la forma che essa assume. Longo non si limita a tornare a Dio; sceglie di restituire socialmente la misericordia ricevuta. Accanto alla diffusione del Rosario e alla nascita del Santuario di Pompei, promuove opere educative e sociali, attenzione ai poveri, ai figli dei carcerati, ai più fragili. In lui la pietà popolare non è evasione: diventa motore di promozione umana.

Qui emerge un primo nodo, che lo lega agli altri due: tutti comprendono che la fede autentica possiede una forma pubblica, storica e relazionale. Non è un fatto privato nel senso riduttivo del termine, ma una sorgente che genera legami, istituzioni e responsabilità.

La carità competente di Giuseppe Moscati

Se Bartolo Longo mostra come la conversione possa diventare opera sociale, Giuseppe Moscati rivela in modo luminoso come la competenza professionale possa farsi carità intelligente. Moscati non è soltanto un medico buono: è un medico rigoroso, studioso, scientificamente autorevole, pienamente inserito nella ricerca e nella cura del suo tempo. La sua santità non contrappone fede e scienza, ma le custodisce in un’unità superiore: la scienza come strumento di servizio alla dignità della persona. È questo a renderlo moderno in senso pieno.

Nel suo stile di cura, il malato non è mai ridotto a caso clinico, a funzione biologica, a numero di reparto. In ogni paziente Moscati riconosce una storia, una sofferenza, una dignità inviolabile. Per questo la sua medicina è insieme clinica e umana, scientifica e spirituale. Non cede né al sentimentalismo né al tecnicismo: proprio in questa sintesi risiede la sua grandezza. In un’epoca come la nostra, nella quale il rischio della spersonalizzazione della cura è altissimo, Moscati appare come una figura profetica. Ci ricorda che il sapere professionale, se non è attraversato da un’etica della prossimità, può diventare freddo; ma anche che la generosità, senza competenza, rischia di restare inefficace.

Il legame con Longo e Toniolo diventa allora evidente: la fede, per essere credibile, deve generare mediazioni concrete. Non basta proclamare il bene; occorre dargli forma storica, renderlo visibile nelle istituzioni, nelle opere, nelle professioni e nelle relazioni sociali. In Longo questa mediazione prende corpo nell’educazione, nell’accoglienza dei più fragili e nella capacità di trasformare la devozione in promozione umana. In Moscati si esprime nella medicina come luogo di carità competente, dove la scienza non cancella il volto del malato, ma lo custodisce. In Toniolo passa attraverso il pensiero economico-sociale, l’elaborazione culturale e la costruzione di un ordine civile più umano, capace di rimettere al centro la persona, il lavoro, la famiglia e il bene comune.

Toniolo e la santità del pensiero sociale

Giuseppe Toniolo offre la terza dimensione di questo filo conduttore: quella della carità pensata, della fede che si fa cultura, analisi della società e proposta di un ordinamento più giusto. Comprende con straordinaria lucidità che non basta limitarsi agli effetti visibili della povertà; occorre interrogare le cause, i meccanismi economici, i modelli di sviluppo, il rapporto tra mercato, Stato, corpi intermedi, lavoro e famiglia. In lui la spiritualità non è separata dalla riflessione sociale: ne è la sorgente profonda.

La sua lezione resta decisiva perché anticipa un’intuizione fondamentale della migliore tradizione sociale cristiana: la comunità umana non si salva né con l’individualismo né con il collettivismo, ma attraverso una trama di relazioni, istituzioni e responsabilità orientate alla persona.

Toniolo vede che l’economia non è neutrale: produce effetti antropologici, educativi e morali. Per questo insiste sulla necessità di una cultura sociale capace di coniugare libertà e giustizia, iniziativa e solidarietà, efficienza e dignità. Il suo pensiero economico-politico nasce da questa convinzione: il mercato non può essere lasciato a se stesso, come se fosse un meccanismo impersonale e autosufficiente; deve essere inscritto in un ordine etico e sociale orientato al bene comune. Per Toniolo l’economia è sempre economia della persona e della comunità: riguarda il lavoro, la famiglia, i corpi intermedi, la partecipazione, la giustizia distributiva, la responsabilità delle istituzioni. In questo senso anticipa molte intuizioni della dottrina sociale contemporanea, perché comprende che un ordine sociale giusto non si costruisce né con l’individualismo liberista né con l’assorbimento statalista della persona, ma attraverso un equilibrio vivo tra libertà economica, solidarietà sociale e responsabilità politica.

Una santità immersa nella complessità

Se Bartolo Longo incarna la forza trasformativa della conversione e Giuseppe Moscati la santità della cura, Toniolo incarna la santità del pensiero sociale. Longo ci mostra che la fede può edificare luoghi; Moscati che può guarire corpi e anime ferite; Toniolo che può orientare strutture e processi storici. Tre percorsi diversi, un’unica logica: servire la persona perché in essa si riconosce un valore che viene prima di ogni utilità.

C’è poi un altro elemento, di grande importanza: la loro è una santità non evasiva. Nessuno dei tre fugge la complessità del proprio tempo, nessuno sceglie una spiritualità disincarnata. Tutti accettano la fatica della storia: la povertà materiale e morale, la malattia, le disuguaglianze, le tensioni culturali, i cambiamenti sociali. Questo li rende figure esemplari anche oggi, in una fase segnata da smarrimento e frammentazione. Essi testimoniano che alla crisi non si risponde con il cinismo né con la lamentazione, ma con vite capaci di generare senso, cura e opere.

Il filo che tiene uniti Bartolo Longo, Giuseppe Moscati e Giuseppe Toniolo può essere espresso così: la santità come forma alta di responsabilità civile. Non una santità separata dalla storia, ma immersa nelle sue ferite; non una fede ridotta a devozione privata, ma tradotta in cura, giustizia, cultura e promozione umana. In loro il Vangelo non appare come discorso astratto, ma come forza viva, capace di attraversare biografie, professioni, istituzioni e lacerazioni sociali.

Per questo continuano a parlarci. In tempi segnati da polarizzazioni, solitudini e impoverimenti, materiali e simbolici, queste tre figure ci consegnano una lezione comune: la fede matura non separa interiorità e storia, preghiera e azione, amore di Dio e servizio all’uomo. E ci ricordano che la vera grandezza spirituale non consiste nel sottrarsi al proprio tempo, ma nell’abitarlo con intelligenza, compassione e coraggio.

La corona del Rosario come simbolo unitario

Un passaggio ulteriore aiuta a comprendere meglio il nesso tra queste tre figure: il riferimento alla Madonna di Pompei. Attraverso Bartolo Longo, la devozione mariana introduce una dimensione decisiva, quella della mediazione spirituale che diventa forza storica. Nel suo significato più autentico, infatti, la devozione a Maria non allontana dal mondo, ma educa ad abitarlo con maggiore profondità evangelica. La corona del Rosario può così diventare una chiave simbolica per rileggere insieme Longo, Moscati e Toniolo. Come grani di una stessa corona, essi restano distinti, ma sono tenuti insieme da un unico filo: la fede che si traduce in responsabilità verso la persona e la vicenda comune.

In Bartolo Longo il Rosario si fa rinascita personale e opera sociale; in Giuseppe Moscati si fa prossimità verso il malato, delicatezza della cura, intelligenza della carità; in Giuseppe Toniolo si fa discernimento storico, pensiero sociale, ricerca di un ordine economico e civile più umano e giusto. Così la Madonna di Pompei non appare soltanto come il segno di una devozione, ma come il richiamo a una spiritualità incarnata, paziente, popolare e generativa, capace di unire preghiera e azione, interiorità e bene comune.

Verso il 2027: attualità di un’eredità

Questa prospettiva ha trovato una significativa conferma in un recente incontro tenutosi a Roma, promosso dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori insieme alle fondazioni, agli istituti, alle associazioni e alle realtà formative italiane che si richiamano al pensiero e all’eredità del Beato Giuseppe Toniolo. In quella sede è stata condivisa la decisione di avviare un percorso nazionale in vista del quindicesimo anniversario della beatificazione, che ricorrerà nel 2027.

Tra le scelte più rilevanti emerse dall’incontro vi è l’organizzazione di tre appuntamenti nazionali – uno al Nord, uno al Centro e uno al Sud del Paese – dedicati alla figura di Toniolo e alla sua attualità. Gli incontri intendono approfondire alcuni temi centrali della sua lezione: la pace, l’economia al servizio della persona, la dignità del lavoro, la responsabilità dei cattolici nella vita pubblica e la costruzione di un nuovo umanesimo nel tempo dell’intelligenza artificiale.

L’obiettivo non è soltanto commemorare Toniolo, ma rilanciarne il pensiero come bussola culturale, sociale ed ecclesiale per leggere le sfide del presente: guerre, nazionalismi, crisi del diritto internazionale e nuove disuguaglianze. Dentro questo cammino, l’appuntamento del Sud assume un valore particolare, perché consente di rileggere Toniolo accanto a Bartolo Longo e Giuseppe Moscati, come parte di una medesima responsabilità cristiana verso la storia.

Pompei e la civiltà della cura

Si comprende allora perché abbia senso celebrare insieme queste tre figure proprio al Sud e sotto lo sguardo della Madonna di Pompei. Non si tratta di una semplice coincidenza geografica, né di un accostamento devozionale. Pompei, nella vicenda di Bartolo Longo, non è soltanto un santuario: è il segno di una fede capace di rifare il tessuto umano di un territorio. Là dove vi erano povertà, marginalità, abbandono educativo e ferite sociali, la preghiera non si è chiusa in se stessa, ma ha generato opere, accoglienza, istruzione e promozione umana. Per questo Pompei può essere letta come una grande parabola meridionale: il luogo in cui il Rosario diventa linguaggio di riscatto e la devozione mariana si fa responsabilità verso la storia.

In questa luce, Longo, Moscati e Toniolo non vengono accostati per omogeneità biografica, ma perché rappresentano tre risposte necessarie alle domande profonde del Mezzogiorno e, più in generale, del nostro tempo. Longo mostra che nessuna vita è definitivamente perduta e che la conversione può diventare opera sociale. Moscati ricorda che il Sud ferito ha bisogno di una cura competente, umana, non burocratica, capace di vedere nel malato non un numero, ma un volto. Toniolo offre il pensiero necessario perché la carità non resti gesto episodico, ma diventi cultura sociale, ordinamento, responsabilità istituzionale, bene comune. Il Sud, infatti, non ha bisogno soltanto di consolazione; ha bisogno di mediazioni forti: educative, sanitarie, economiche, comunitarie e spirituali.

Maria rimanda alla vita degli uomini

Ecco perché la Madonna di Pompei può diventare la chiave più alta di questa celebrazione. Maria non trattiene a sé, ma rimanda alla vita concreta degli uomini; non sottrae alla storia, ma insegna ad attraversarla con fede, pazienza e coraggio. La corona del Rosario, in questo senso, non è soltanto un oggetto di pietà: è l’immagine di un popolo che tiene insieme ferite e speranze, dolori e responsabilità. Ogni grano può richiamare una forma della santità: la conversione che edifica, la cura che consola e guarisce, il pensiero sociale che orienta la convivenza. Il filo che li unisce è lo stesso: una fede che non evade, ma genera vita, opere e futuro.

Per questo celebrare Longo, Moscati e Toniolo al Sud, davanti alla Madonna di Pompei, significa affermare che la spiritualità cristiana non è estranea alla costruzione della città. Al contrario, quando è autentica, diventa una forza mite e tenace di rigenerazione. Pompei dice che anche dalle periferie, dalle terre segnate da fragilità antiche e nuove, può nascere una civiltà della cura, della giustizia e del bene comune. E forse proprio il Sud, con le sue contraddizioni e la sua sete di riscatto, può comprendere meglio questa lezione: non basta pregare senza costruire, non basta costruire senza curare, non basta curare senza pensare le cause profonde della sofferenza sociale.

 

Pompei, Sala Marianna De Fusco, 18 giugno 2026 – «Curare, educare e costruire». Fede e bene comune nel pensiero e nelle opere di Bartolo Longo, Giuseppe Moscati e Giuseppe Toniolo.

De Toni, dall’ingegneria alla «città felice». E il caos? Talvolta inibisce anche lui

Un ingegnere attento alla filosofia, un uomo delle istituzioni senza paura della complessità, un cattolico con le radici nel popolarismo sturziano, ma senza aver vissuto l’esperienza democristiana: tutto questo illumina il tratto originale di un percorso, privato e pubblico, che si snoda lungo l’asse di un impegno consapevolmente indirizzato ad affrontare le sfide della vita. In filigrana compare l’Italia com’era un tempo (povera, soprattutto nel nordest ancora preindustriale) e come invece si presenta oggi, fiorente nonostante le carenze di una classe dirigente povera di storia e di cultura politica, ostaggio delle semplificazioni imposte dal bipolarismo.

Un ingegnere prestato alla complessità

Alberto Felice De Toni arriva in libreria con Una vita surfando sull’orlo del caos (Guerini e Associati), poco meno di duecento pagine in cui un settantunenne di Curtarolo, in provincia di Padova, ripercorre il tragitto che lo ha portato dalle difficili condizioni del secondo dopoguerra veneto alla guida del capoluogo friulano. Ma chi conosce il suo iter accademico sa che il titolo non è una semplice metafora letteraria: l’“orlo del caos” è il filo conduttore di una produzione scientifica che De Toni costruisce da vent’anni, da Prede o ragni (2005) a Visione evolutiva (2010), fino a In equilibrio dinamico all’orlo del caos (2020) — una vera e propria scuola di pensiero sulla gestione della complessità applicata alle organizzazion (e virtualmente estesa alla politica, sebbene alla politica nutrita di sogni e di speranza).

Dalla cattedra al municipio

Ingegnere chimico, ricercatore e poi ordinario a Udine, preside di Facoltà, rettore dell’ateneo friulano dal 2013 al 2019 (anno in cui organizza il G7 University), segretario generale della Fondazione CRUI fino al 2021: il libro racconta questa traiettoria come la costruzione progressiva di un metodo, prima che come una carriera. È il passaggio, quasi naturale per la tradizione cittadina, dal rettorato alla politica attiva che nel 2023 lo porta a sindaco di Udine.

Surfare la politica: tra ordine e disordine

È qui che la teoria diventa pratica di governo. De Toni guida una coalizione di centrosinistra ampia ed eterogenea con una “maggioranza a geometria variabile”, come ama sottolineare nei suoi discorsi: troppo ordine, spiega, trasformerebbe la coalizione in una caserma; troppo disordine, in una Babilonia. Il fine dichiarato non è l’amministrazione ordinaria ma la “felicità pubblica”, un paradigma che lui considera essenziale per dare forma e concretezza a un nuovo riformismo comunitario. È un punto su cui vale la pena soffermarsi: la sintesi tra rigore tecnico-scientifico e afflato comunitario richiama, pur in un contesto laico e civico, le categorie fondamentali del pensiero sociale cristiano in ordine alla promozione del bene comune. 

Di lui è stato detto che ha sempre mostrato la capacità di “trasferire entusiasmo a tutti” (Gaetano Manfredi). Peccato che questo entusiasmo non arrivi a motivarlo come artefice a pieno titolo della rigenerazione del cattolicesimo democratico italiano. Evidentemente la scienza della complessità espone i suoi limiti – per quanto lo riguarda – di fronte alla macroscopica frantumazione di un mondo politico e intellettuale che pure rappresenta il filone più ricco e interessante del riformismo di governo del secondo Novecento. Purtroppo anche De Toni, una volta tanto, ha paura del caos.

Annalisa, tra eros e teologia: una hit estiva parla di grazia e trasgressione

Fra le matrici culturali del libertinismo vi è quella teologica. Paradossalmente, la stessa del puritanesimo (si guardi in proposito agli studi del compianto Giulio Giorello e di Pietro Adamo): la concezione protestante della salvezza “per grazia soltanto”. Provo a volgarizzare il percorso logico: se la salvezza non dipende dai nostri comportamenti, bensì solo dall’amore e dalla misericordia indicibili e senza prezzo del Signore, possiamo godere delle gioie della vita e dei piaceri naturali senza troppe inibizioni e senza sensi di colpa.

La cantautrice Annalisa, dunque, nel brano Canzone estiva, davvero attinge a un «pensiero non cattolico». Ella, poi, non canta “sei il mio sogno erotico”, ma «sei nel mio sogno erotico». Non un’infatuazione superficiale e solo carnale, come pure l’aggettivo “erotico” potrebbe suggerire; piuttosto “mi sei dentro, sei nella mia vita, almeno in quella notturna e onirica, brucio di passione per te” e sarei disposta a stravolgere la mia esistenza.

A proposito di discorsi teologici, nella minuscola comunità metodista del mio paesino d’origine (Palombaro), non mancavano (lo segnalavo proprio al professor Pietro Adamo) accenti blasfemi, e non solo per irridere alla tradizione cattolica. Qui situerei un altro passaggio del brano di Annalisa: «Mi vuoi più suora o pornodiva?».

Insomma, ha proprio ragione la showgirl, che dà prova anche in ciò di padroneggiare mirabilmente il senso del paradosso: a dispetto del titolo, «questa non è una canzone estiva».

Mondiali di calcio: risultati, classifiche e calendario

Roma, 19 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia ed Erzegovina, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 (Boston): Scozia-Marocco ore 00 20/06 (Philadelphia): Brasile-Haiti ore 03 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Scozia 3, Brasile, Marocco 1 Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 (San Francisco): Turchia-Paraguay ore 06 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia 3, Paraguay, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 (Toronto): Germania-Costa d’Avorio ore 22 21/06 (Kansas City): Ecuador-Curaçao ore 02 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 0

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 (Houston): Olanda-Svezia ore 19 20/06 (Monterrey): Giappone-Tunisia ore 06 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Svezia 3, Olanda, Giappone 1, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 (Los Angeles): Belgio-Iran ore 21 22/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Egitto ore 03 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 (Atlanta): Spagna-Arabia Saudita ore 18 22/06 (Miami): Uruguay-Capo Verde ore 00 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 3, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 (New York): Argentina-Austria ore 21 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina, Austria 3, Giordania, Algeria 0

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Colombia 3, Portogallo, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 3, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Dal 27 giugno è "Rio Dreams, il carnevale dell’estate ai Tucul"

Roma, 19 giu. (askanews) – Ad ognuno il suo! Accontentare tutti non è impresa facile, ma neppure impossibile. Arriva la quarta edizione della rassegna estiva multidisciplinare che in un solo luogo unisce musica, teatro, comicità, illusionismo, cinema e cultura pop, che vedrà sul palco a ferragosto l’attesissimo concerto di Michele Zarrillo. C’è un’arte per ogni sensibilità con “Rio Dreams, il carnevale dell’estate ai Tucul”, la kermesse ideata dal Direttore artistico Daniele Micelli, che nell’omonimo villaggio di Tor San Lorenzo, nel comune di Ardea (RM) si prepara dal 27 giugno e fino al 30 agosto 2026 a dare vita ad un ricco cartellone di eventi con un focus ben preciso: inclusione, condivisione, accessibilità. Non solo serate di intrattenimento sotto le stelle ma un programma fitto di esperienze a portata di mano.

Cultura, animazione, spettacoli, giochi per una estate senza confini, senza barriere e con oltre 60 giorni dedicati al divertimento e alle emozioni formato famiglia, e non solo. Attività diurne, come baby show, schiuma party, laboratori di magia, cinema all’aperto, experience con dinosauri animatronic, cacce al tesoro, campagne di educazione e gioco per gli amici a quattro zampe, lasciano il posto alle stelle che, non solo brilleranno nel cielo, ma anche sul palco, grazie ad alcuni grandi nomi dello spettacolo italiano, tra cui: Icaro (tributo a Renato Zero 11 luglio), Davide Spada (Show di magia 16 luglio), Pippo Franco (spettacolo 18 luglio), Experience K – Pop (tributo a Demon Hunters 30 luglio). E ancora il 31 luglio grande evento musicale con Maurizio Mattioli, Alberto Laurenti e I Rumba de Mar nello spettacolo “Da Carosone a Califano”, mentre l’1 agosto sul palco notte cabaret con Enzo Salvi e Valentina Paoletti, opening Antonio Delle Donne.

Ma non è finita. 8 agosto Gran galà della Magia con Mago Lupis, Laura De Paulis, Mirko Menegatti, Ernesto Planas, Kay La Ferrera, The Phobias, 11 agosto Commedia “Vacanze Rumene” con Christian Generosi, Fabrizio Gaetani, Mauro Bellisario, 13 agosto cabaret con Antonello Costa, 15 agosto grande attesa per il concerto di Michele Zarrillo, ed inoltre live show con l’imitatore Gigi Vigliani (17 agosto), Jackson One (tributo a Michael Jakcson 18 agosto) e tanti altri appuntamenti da non perdere, come gli spettacoli pirotecnici a cura di Pirotecnica Agretto e la sfilata dei carri allegorici a tema Rio de Janeiro con la partecipazione dei Tierra Brasil’s.

Nato, i 75 anni di JFC Naples: Mediterraneo resta centrale

Napoli, 19 giu. (askanews) – L’Alleanza Atlantica ebbe una nascita difficile. Anche con l’evidenza di una minaccia comune tangibile – l’espansionismo sovietico – non era facile superare vecchi pregiudizi tra nazioni che in alcuni casi erano state nemiche durante il secondo conflitto mondiale. E tuttavia ci si riuscì e uno dei risultati fu la creazione del Joint Force Command (JFC) Naples. Proprio di questo comando a Lago Patria, Napoli, si sono festeggiati i 75 anni Presente il generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della difesa, Francois-Maire Gougeon, Deputy Assistant Secretary General for Defence Policy and Planning della Nato e l’ammiraglio George M. Wikoff, della marina degli Stati Uniti, che oltre a JFC Naples, comanda le forze navali Usa in Europa e le forze navali Usa in Africa.

L’Italia e la città di Napoli hanno accolto Wikoff alcuni mesi fa, quando succedeva all’ammiraglio Usa Stuart Benjamin Munsch.

Come è stata l’accoglienza e il rapporto con il Paese ospitante?, gli chiediamo. “Ho vissuto in molte parti del mondo e svolto diversi incarichi all’estero. Posso dire che ciò che rende unica questa area è lo spirito della comunità napoletana, il supporto che offre a questo comando e le relazioni che riusciamo a costruire. Ho avuto l’opportunità di incontrare studenti, rappresentanti religiosi e autorità civili. Sento davvero che il team di JFC Naples fa parte della comunità locale, ed è una relazione molto speciale di cui sono entusiasta”, dice.

Durante l’evento importanti momenti come il ricordo dei caduti con la deposizione di una corona, uno spettacolare lancio con le bandiere del comando, della Nato e dell’Italia, e anche un annullo filatelico commemorativo di Poste Italiane.

L’Alleanza sta davvero cambiando. Noto è che il successore di Wikoff non sarà più americano, ma italiano.

“Ci sono 32 nazioni coinvolte nell’Alleanza, ed è un’alleanza molto forte. Come ho detto, è l’insieme delle nazioni che fa la forza. Non si tratta di un singolo Paese, ma del contributo collettivo. Sono assolutamente fiducioso che, con una leadership italiana in questo comando, fortemente concentrata sull’importanza del fianco sud e sud-orientale, il comando continuerà a prosperare e a operare con successo”, spiega.

Gli chiediamo da stratega militare americano, come valuta l’importanza strategica del Mediterraneo e il futuro ruolo di JFCNaples.

“Il fatto che questo comando sia rimasto nello stesso luogo per 75 anni dimostra chiaramente l’importanza del Mediterraneo e delle nazioni che si affacciano su entrambe le sue sponde. Evidenzia anche quanto sia cruciale la stabilità in questa regione. Sono molto fiducioso per il futuro del comando, che continuerà a svolgere la sua missione di deterrenza e difesa, creando al tempo stesso le condizioni per la stabilità nei Paesi membri della NATO e contribuendo a proteggere il nostro fianco sud”, dichiara.

Le parole dell’ammiraglio Wikoff restituiscono l’immagine di un comando che, pur evolvendo in un contesto geopolitico “dinamico”, resta ancorato a due pilastri fondamentali: la cooperazione tra alleati e il radicamento nel territorio che lo ospita. Napoli, in questo senso, non è solo una sede operativa, ma parte integrante della proiezione strategica della NATO nel Mediterraneo.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

Centrosinistra, i leader Pd-M5s-Avs cantano sul palco insieme "Bella ciao"

Bologna, 19 giu. (askanews) – La campagna elettorale del campo largo parte da Bologna. Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni salgono insieme sul palco della Festa della Fiom-Cgil per l’incontro “Lavoro, il cuore della democrazia” e aggiungono un tassello al percorso dell’alleanza progressista.

Il messaggio è unitario: aperti ad altre forze, ma non è questione di sigle o di incontri di vertice. “Bisogna parlare con le persone, costruire il programma tra la gente”, ripetono i leader. Da settembre si parte con la scrittura comune delle proposte, dal salario minimo allo “sblocca stipendi”, dalla sanità ai diritti.

L’impegno, preso pubblicamente da Schlein, è chiaro: “Non faremo mai più il regalo alla destra di andare divisi”. Conte guarda alle nuove forze civiche “che vengono dal basso”, Fratoianni chiede “ambizione” per un’alternativa che “cambi tutto”.

A chiudere la serata, i tre leader insieme sul palco cantano Bella ciao con la platea della Fiom. La campagna è ufficialmente aperta.

Italia-Usa, Schlein: attacchi Trump a Meloni inaccettabili, destra apra occhi

Bologna, 19 giu. (askanews) – “Gli attacchi del presidente Trump alla presidente del Consiglio Meloni sono inaccettabili, da respingere con forza. Noi non accettiamo attacchi né insulti rivolti al governo del nostro Paese e continueremo a difendere le istituzioni italiane”. Lo ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, a Bologna per un’iniziativa del campo largo alla Festa della Fiom-Cgil.

“Ci aspettiamo però che lo faccia, e cominci a farlo di più, anche la destra di questo Paese e che capisca quanto è stata sbagliata la strategia di un atteggiamento remissivo verso Trump e questa amministrazione americana – ha aggiunto Schlein -. Un atteggiamento che non solo non ha portato risultati, ma che ha danneggiato l’interesse nazionale. Si è visto sui dazi, si è visto sulla spesa militare al 5%, si è visto sulle guerre illegali volute da Trump e Netanyahu”.

Per la leader dem “dopo il deprecabile episodio di oggi questo governo e questa destra devono finalmente aprire gli occhi sul fatto che quella strategia è stata fallimentare. Serve tutt’altro approccio nella politica estera di questo Paese”.

FII Priority Europe 2026, Lepore: orgogliosi di essere parte

Roma, 19 giu. – Roma si conferma in questi giorni una piattaforma di dialogo globale, capace di riunire istituzioni, investitori, rappresentanti del mondo economico e protagonisti dell’innovazione in un confronto sulle grandi traiettorie di sviluppo dei prossimi anni. In un contesto internazionale di primo piano, con la presenza di ministri, capi di Stato, leader globali e oltre mille partecipanti provenienti da diversi Paesi, MS Desk ha preso parte al FII PRIORITY Europe 2026 Summit, promosso con il sostegno dell’Arabia Saudita e del Public Investment Fund. Un appuntamento che guarda al futuro dell’Europa, alla sua capacità di attrarre capitali, rafforzare relazioni strategiche e contribuire a modelli di crescita più sostenibili, competitivi e condivisi. A margine dell’evento, l’Avv. Giuseppe Lepore, Presidente di MS Desk Italy, ha dichiarato:

“Siamo fieri, come MS Desk, di essere presenti in questo contesto internazionale e in un evento che vede riuniti rappresentanti ai massimi livelli. Ringraziamo l’Arabia Saudita e il Fondo PIF per aver organizzato e sostenuto questa importante occasione di confronto. Siamo qui per raccogliere e condividere prospettive, guardando al ruolo che l’Europa e i Paesi partner potranno avere nei prossimi anni nella costruzione di nuove opportunità di crescita, investimento e sviluppo sostenibile. Occasioni come questa sono fondamentali per rafforzare il dialogo tra sistemi economici, istituzioni e attori internazionali”.