Roma, 21 ago. (askanews) – Le trombe che nell’Antica Grecia annunciavano la sospensione dei conflitti per lasciare spazio ai Giochi hanno idealmente aperto anche questa sera la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo. A Taranto, davanti ai 18mila spettatori dello stadio Iacovone, la cerimonia inaugurale ha unito memoria e spettacolo, identità italiana e vocazione mediterranea, sport e cultura. Il filo conduttore della serata è stato il rapporto profondo tra Taranto e la storia dello sport.
Un legame rappresentato dall’Atleta di Taranto, il celebre campione vissuto intorno al V secolo avanti Cristo e considerato uno dei protagonisti più importanti dei giochi panatenaici. La sua figura è tornata al centro della cerimonia insieme alla riproduzione di un’anfora panatenaica, in un omaggio alle radici greche della città e alla tradizione sportiva del Mediterraneo.
L’apertura ha trasformato lo Iacovone in un grande palcoscenico. Spettacoli di luce, proiezioni e fuochi d’artificio hanno accompagnato il racconto delle antiche discipline olimpiche e della storia dei Giochi del Mediterraneo, arrivati alla loro ventesima edizione dopo 75 anni di competizioni e protagonisti. La scenografia ha insistito sul rapporto fra il passato e il futuro, coerentemente con il motto scelto per questa edizione: “Embrace the Future”.
La marciatrice pugliese Antonella Palmisano ha consegnato il tricolore al reparto militare presente sul palco. Poco dopo, il Canto degli Italiani è stato interpretato da Simone Grande, vincitore di The Voice Kids 2026, mentre i corazzieri hanno provveduto all’alzabandiera. Ad aprire la sfilata è stata la Grecia rappresentata dai portabandiera Maria Prevolaraki e Apostolos Siskos. Particolarmente imponente l’ingresso della Turchia, una delle delegazioni più numerose, mentre il Kosovo ha ricevuto un’attenzione speciale in vista dell’organizzazione della ventunesima edizione.
Applauditissimo il presidente del Comitato organizzatore Michele Emiliano Ferrarese: “Questa sera non celebriamo solo lo sport ma anche la pace e l’unità”, ha detto, richiamando proprio la figura dell’Atleta di Taranto, custodita a pochi passi dallo stadio. Il Mediterraneo, ha spiegato Ferrarese, deve essere “incontro, dialogo e condivisione”. E proprio il motto Embrace the Future diventa, nelle sue parole, una scelta di campo: il futuro si costruisce “scegliendo il dialogo e non il conflitto, il rispetto e non l’intolleranza”. Ferrarese ha ricordato anche la complessa corsa contro il tempo per realizzare gli impianti e organizzare l’evento, ringraziando il Governo italiano, l’ICMG e tutte le persone coinvolte nella preparazione dei Giochi. “L’Italia è terra di incontro”, ha concluso, sottolineando come la storia mediterranea continui questa sera proprio a Taranto.
Grande entusiasmo ha accompagnato l’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto da una lunga ovazione dal pubblico. Qualche fischio per il Presidente del Senato Ignazio La Russa e la premier Giorgia Meloni. La presenza del capo dello Stato ha rappresentato il momento istituzionale più importante della cerimonia. Dopo gli interventi delle autorità e la sfilata delle delegazioni, Mattarella ha ufficialmente dichiarato aperti i Giochi del Mediterraneo.
L’ingresso della Marina Militare, chiamata a portare la bandiera dei Giochi, momento particolarmente simbolico per una città, come Taranto, storicamente legata al mare e alla presenza della Marina. E poi Mietta, l’acclamatissimo Albano, per la parte dello spettacolo. A chiudere il cerimoniale è stato il giuramento ufficiale di Mauro De Filippis, in rappresentanza degli atleti, e Flavia Bonanni, in rappresentanza dei giudici. In chiusura Serena Brancale: pur non essendo tarantina (è nata a Bari) ha sempre mostrato grande attaccamento certificato, tra gli altri, dall’ultima hit dell’estate. Si è infatti cimentata proprio in “Al mio paese”.
E poi, come nella tradizione più antica, sono tornate a risuonare le trombe. Nell’Antica Grecia il loro suono segnalava la sospensione delle ostilità per consentire lo svolgimento dei Giochi panatenaici. A Taranto, migliaia di anni dopo, il significato è diverso ma il messaggio conserva una forza sorprendentemente attuale: per qualche giorno, uomini e donne provenienti da Paesi diversi si incontrano nello stesso spazio e si misurano attraverso lo sport.


















































