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Al via il progetto "Fourteen", prima vera girl band K-Pop

Roma, 20 mag. (askanews) – Prende ufficialmente il via “Fourteen”, il primo progetto mai realizzato in Italia e in Europa con l’obiettivo di creare la prima vera girl band K-Pop italo-europea. Un progetto trasmediale unico nel suo genere, sviluppato in collaborazione con Rai, che unirà musica, televisione, live show e mondo digital in un’esperienza senza precedenti, destinata a ridefinire il panorama teen e pop europeo.

L’obiettivo è chiaro e ambizioso: selezionare e formare quattro artiste che daranno vita alla prima girl band K-Pop italo-europea attraverso un percorso artistico, televisivo e musicale reale, moderno e internazionale.

Sono ufficialmente aperti i casting nazionali per scegliere le 4 protagoniste di Fourteen. La produzione è alla ricerca di ragazze tra i 13 e i 22 anni che sappiano cantare e/o ballare, con forte personalità, energia, presenza scenica e il desiderio di entrare a far parte di un progetto destinato a lasciare il segno nel mondo dell’intrattenimento europeo. Ma non solo. Sono aperti anche i casting per: coprotagonisti della serie Tv, ballerini e ballerine del corpo di ballo ufficiale.

Ma Fourteen sarà molto più di una semplice band. Il progetto prevede infatti: la produzione di un album discografico originale e dei relativi videoclip; una serie TV in onda prossimamente in onda sulle reti Rai; un tour live nazionale nel 2027. Un ecosistema creativo costruito insieme ad alcuni dei principali player italiani dell’intrattenimento e della musica, dove il talento sarà il vero protagonista.

Fourteen nasce per creare una nuova generazione di artisti e portare per la prima volta in Europa il linguaggio del K-Pop attraverso una produzione originale, contemporanea e completamente Made in Italy, con un respiro internazionale.

Date del casting: NAPOLI – 13 e 14 Giugno MILANO – 20 e 21 Giugno ROMA – 25 e 26 Giugno Callback finale: ROMA – 27 e 28 Giugno

Nvidia: utile trimestre +211% e ricavi record, sale il dividendo

Milano, 20 mag. (askanews) – Nvidia chiude il primo trimestre dell’anno fiscale 2027 con un utile netto di periodo a 58,3 miliardi di euro, in crescita del 211% rispetto ai 18,8 miliardi di un anno fa. Un risultato centrato a fronte di ricavi in crescita dell’85% a 81,6 miliardi di dollari, rispetto ai 44,1 miliardi del periodo di riferimento. Il margine operativo balza al 75%, contro il 60,5%, per un utile netto per azione che sale a 2,39 dollari (+214%).

Per il secondo trimestre il gruppo dei chip prevede ricavi a 91 miliardi e conferma di poter centrare un margine operativo lordo al 75%. Spese stimate a 8,3 miliardi di dollari.

“La diffusione delle fabbriche di intelligenza artificiale, la più grande espansione infrastrutturale nella storia dell’umanità, sta procedendo a una velocità straordinaria. L’IA agentica è arrivata: svolge un lavoro produttivo, genera valore reale e si sta diffondendo rapidamente in tutte le aziende e in tutti i settori”, ha detto Jensen Huang, fondatore e CEO di NVIDIA, commentando i dati record del primo trimestre. “NVIDIA occupa una posizione unica al centro di questa trasformazione in quanto unica piattaforma in grado di funzionare su ogni cloud, di alimentare ogni modello all’avanguardia e open source e di scalare ovunque venga prodotta l’IA, dai data center hyperscale all’edge”, ha sottolineato Jensen Huang.

I conti record hanno permesso al Consiglio di Amministrazione di Nvidia di aumentare di 80 miliardi di dollari l’autorizzazione al riacquisto di azioni proprie, senza scadenza. Rivisto al rialzo anche il dividendo trimestrale in contanti da 0,01 dollari per azione a 0,25 dollari per azione ordinaria, che sarà pagato il 26 giugno 2026 a tutti gli azionisti registrati al 4 giugno 2026.

Nel corso del primo trimestre dell’anno fiscale 2027, ricorda la società, NVIDIA ha restituito agli azionisti una somma record pari a circa 20 miliardi di dollari sotto forma di riacquisto di azioni proprie e dividendi in contanti. Alla fine del primo trimestre, che il gruppo dei chip e dei datacenter archivia ad aprile, la società disponeva ancora di 38,5 miliardi di dollari nell’ambito della propria autorizzazione al riacquisto di azioni proprie.

Governo, Salvini evoca il voto anticipato. E poi fa retromarcia

Milano, 20 mag. (askanews) – Il governo arriva a fine legislatura? “Non so…”. Anzi no, come non detto: “L’obiettivo è arrivare all’autunno del 2027”. Cambia così, la versione di Matteo Salvini. E il tutto nel giro di poche ore: in mattinata a Trento la possibilità di chiudere il quinquennio “dipende anche dai fattori economici”; nel pomeriggio a Venezia ogni dubbio rientra: “Il nostro obiettivo è arrivare assolutamente a fine legislatura”.

Cosa sia successo nell’intervallo tra le due dichiarazioni non si sa, se sia arrivata una richiesta di correggere la rotta come dice Giuseppe Conte: “Probabilmente ha ricevuto una chiamata da palazzo Chigi…”. Fatto sta che la retromarcia è netta: “Ne approfitto per una precisazione – ha detto incontrando la stampa a Venezia – perchè ho visto che qualche vostro collega ha scritto da Trento…”. Certo, “è sempre colpa di chi si spiega mai di chi scrive”, concede il segretario della Lega, ma “ho semplicemente detto che la situazione economica mondiale non rende semplice il nostro lavoro”. E tuttavia “non penso minimamente a perdere neanche un giorno – ha insistito Salvini – rispetto a quello che gli italiani ci hanno delegato per governare. Per me si vota all’ultimo giorno utile per andare a votare”, dice Salvini.

Nel frattempo erano arrivate le parole di Antonio Tajani: La legislatura arriverà a scadenza naturale, sono assolutamente convinto. È chiaro che ci sono dei problemi che non dipendono da noi perché la crisi di Hormuz è una crisi provocata da altri ma devo dire che l’Italia sta reagendo in maniera positiva”. Un tentativo di frenare le conseguenze delle parole di Salvini, il primo esponente di maggioranza a parlare esplicitamente di voto anticipato non per riportare le elezioni prima dell’estate, come pure si è più volte ipotizzato, ma a causa della “situazione economica”.

Parole che stridono con la narrazione governativa sui risultati ottenuti e con l’obiettivo mai nascosto di Giorgia Meloni di essere il primo governo a reggere per l’intera legislatura. Tanto che dalle opposizioni subito incalzano: “La Lega terremotata da Vannacci vede nelle elezioni l’unica via d’uscita. “Dopo Tajani che ha parlato di manovra correttiva, oggi Salvini arriva a evocare una fine anticipata della legislatura per i problemi economici. Come al solito usano le istituzioni per risolvere questioni interne”, attacca la capogruppo Dem Chiara Braga.

Offrendo una lettura non dissimile da quella che arriva da Fratelli d’Italia e da Forza Italia. I parlamentari che ne parlano si dividono in due ‘fazioni’. Sia in Fi che in Fdi c’è chi pensa che sia stata solo un’uscita infelice: “È nervoso per Vannacci, e gli è uscita male la dichiarazione”, è la versione ‘buonista’. “È terrorizzato dalla crescita di Vannacci, e pensa che andare prima al voto possa tagliare le gambe a Futuro Nazionale”, dicono invece i più maliziosi. Quale che sia stato l’effettivo intento di Salvini, sia in Fi che in Fdi tutti convergono sull’idea che invece alla maggioranza convenga tenere duro: “Se la situazione internazionale migliora e le crisi rientrano, avremo solo da guadagnarci”, è la speranza.

Ma al di là della situazione in politica estera, restano tutte le tensioni interne, con Fi e Lega che si danno battaglia su diversi terreni: le ultime polemiche sulla cittadinanza sono solo la punta dell’iceberg di un conflitto che si snoda sulle varie nomine che da mesi il governo non riesce a varare. Lo stallo annoso sulla Rai, e quello più recente sulla Consob ne sono la testimonianza. Come dice ancora il leader M5s, “il clima è cambiato dopo il referendum”.

Summit Italia-India a Roma, Meloni e Modi firmano partenariato strategico: "mai così vicine"

Roma, 20 mag. (askanews) – “Italia e India sono più vicine che mai”. Giorgia Meloni può dirlo con convinzione, forte della dichiarazione congiunta firmata oggi a Villa Pamphilj che ha elevato le relazioni bilaterali tra i due paesi al rango di partenariato strategico speciale: un accordo in 11 settori, dalla difesa all’innovazione al commercio con l’obiettivo “alla portata” di raggiungere 20 miliardi di interscambio entro il 2029 e il lancio nel 2027 dell’anno della cultura e del turismo Italia-India.

La presidente del Consiglio non nasconde, anzi rivendica, il ruolo che nel rafforzamento delle relazioni ha avuto la sua “amicizia sincera” con il leader indiano con cui ha avuto sette incontri in tre anni e mezzo. Un’amicizia che fa impazzire i social network dove la coppia soprannominata “Melodi”, dalla crasi dei cognomi dei due leader, raccoglie milioni di like.

Complice la popolarità dell’account di Modi – oltre cento milioni di follower sia su X che su Instagram – i post pubblicati dai due leader, che cavalcano la popolarità social, battono ogni record: dal selfie ieri sera al Colosseo al reel con le caramelle ‘Melody’ portate dal primo ministro indiano. Quest’ultimo diventa il contenuto postato da un leader politico in Italia con il maggior numero di ‘mi piace’ in assoluto. Si dipana così, tra il colore e la sostanza, la missione di Modi, iniziata ieri sera con l’accoglienza da parte di Meloni al Pincio per una cena a Casina Valadier con vista mozzafiato sulla capitale. Proseguita con la visita notturna al Colosseo con la presidente del Consiglio a fare da guida anche nei sotterranei dell’anfiteatro Flavio. Oggi l’editoriale a doppia firma sul Corriere della Sera pubblicato, oltre che in Italia, su più di cento testate indiane e in tutte le 27 lingue riconosciute anticipa che Italia e India “hanno una visione comune del futuro”.

“E’ una giornata che io non considero riduttivo definire storica”, afferma Meloni al termine del bilaterale a Villa Pamphilj, anche perché “colma un vuoto” lungo 26 anni. Da tanto tempo, dal 2000, mancava una missione bilaterale Italia-India a Roma. Per la premier “questa visita sancisce l’apice di un percorso che in questi anni abbiamo costruito con costanza e determinazione per riannodare i fili del rapporto fino a portarlo al livello più alto di sempre”.

Nei 39 punti della dichiarazione congiunta i due leader hanno ribadito il loro impegno a cooperare sul Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC) incoraggiando la prima riunione ministeriale dell’IMEC ad adottare misure concrete per promuovere questa iniziativa nel 2026, hanno sottolineato “l’urgente necessità di riformare le Nazioni Unite per renderle più rappresentative e adatte alle realtà odierne” e “l’importanza di collaborare in seno alle Nazioni Unite e in altre piattaforme globali, tra cui il G20, per proteggere il multilateralismo e sostenere un ordine internazionale basato sulle regole”.

Tra i temi del bilaterale anche la situazione internazionale, il conflitto in Ucraina e in Iran dove “l’auspicio comune – spiega Meloni – è che il negoziato di pace possa andare avanti, trovare una conclusione positiva in un contesto che sappiamo essere precario: entrambi lavoriamo al ripristino della libertà di navigazione nello stretto di Hormuz”.

Dopo il bilaterale, un pranzo con i vertici di alcune aziende: partecipano il presidente di Almaviva, Alberto Tripi, il presidente di Maire, Fabrizio Di Amato, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, l’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane, Stefano Antonio Donnarumma, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, Lorenzo Mariani e il Direttore Generale del CREA Maria Chiara Zaganelli. Quindi la firma di sette accordi tra il governo italiano e quello indiano. Meloni e Modi si salutano con l’impegno di tenere riunioni annuali e di una prossima visita della premier a Nuova Delhi.

40 anni, 30mila minori e una sola missione: non lasciarli soli

Roma, 20 mag. (askanews) – Quarant’anni con i minori nelle periferie sociali. Quarant’anni in prima linea. Quarant’anni con chi rischiava di restare solo. Un lavoro quotidiano, spesso silenzioso, che ha cambiato il futuro di intere generazioni. La Cooperativa Marianella Garcia celebra un cammino fatto di responsabilità e di presenza, nei territori più complessi del Distretto Socio-Sanitario 16, tra Catania, Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. In questi anni ha accompagnato oltre 10mila famiglie, sostenuto 30mila minori, costruito più di 500 servizi e progetti facendo rete con più di 400 partner istituzionali. Numeri importanti, ma dietro ogni numero c’è una storia: un ragazzo rimesso in cammino, una famiglia sostenuta, una fragilità intercettata in tempo. Il quarantennale della Cooperativa etnea entrerà nel vivo il 21 maggio alle ore 20, all’Auditorium Nelson Mandela di Misterbianco, con il musical “Marianella Garcia: la voce dei senza voce”, per la regia di Giovanni Salamone e con la collaborazione artistica del gruppo teatrale della Milizia dell’Immacolata di Catania. La storia di Marianella Garcia Villas, donna che in El Salvador lottò per i diritti umani fino al sacrificio della propria vita, continua a ispirare l’identità della Cooperativa: difendere la dignità umana, stare al fianco degli ultimi, trasformare la giustizia sociale in azione concreta. Oggi la Cooperativa è guidata dal presidente Giuseppe Scionti, affiancato dal vicepresidente Giuseppe Santagati e dal Consiglio di Amministrazione composto da Salvatore Filippello, Cecilia Paola Costanzo Pellegrino e Sebastiano Caudullo. Conta oltre 60 lavoratori, tra psicologi, educatori, assistenti sociali, pedagogisti e professionisti specializzati. Un team virtuoso con 40 donne, 25 giovani under 30 e 28 soci lavoratori. “La Cooperativa – spiega il presidente Giuseppe Scionti – in questi 40 anni non si è limitata ad affrontare il disagio sociale nel territorio etneo: lo ha guardato negli occhi dei minori, tutti i giorni. Vispi, aperti al cambiamento e pieni di paura sul futuro. Ha contrastato la povertà educativa, sostenuto la genitorialità, ridotto la dispersione scolastica, accompagnato giovani fuori dalle dipendenze, costruito percorsi di reinserimento dopo la detenzione. Oggi l’impegno è uguale: vogliamo esserci dove la fragilità è più forte, dove occorre dare ai ragazzi una possibilità in più”. “La Cooperativa per quarant’anni è stata un riferimento – afferma il sindaco di Misterbianco Marco Corsaro – è costituita da persone che sviluppano azioni di grande merito, è un pilastro stabile che fa la differenza per la capacità di lettura del territorio”. Le celebrazioni per i 40 anni di attività sono già iniziate il 14 maggio nella parrocchia Santa Bernadette di Lineri, luogo d’origine della Cooperativa, con un momento dedicato al fondatore padre Antonio Visalli, che nel 1986 scelse la cooperazione sociale come risposta vera ai bisogni emergenti del territorio: solidarietà, partecipazione, giustizia. “Faccio parte del gruppo di giovani della comunità ecclesiale guidata da Don Visalli – racconta Giovanni Rapisarda, socio fondatore della Cooperativa Marianella Garcia e direttore dell’U.O.C. Territoriale di Neuropsichiatria Infantile dell’ASP di Catania – l’identità cooperativistica scelta da Visalli per questa esperienza laica fu profetica, lo dimostrano quarant’anni di attività germogliati da quel seme. Il codice genetico è ancora vivo, la Cooperativa mantiene alti i valori di promozione umana, radicamento del territorio, i servizi orientati alla persona, privilegiando i giovani in condizioni disagiate. Con i soci ancora oggi lavoro su altro versante, quello di dirigente in una azienda sanitaria, con un fronte comune: quello della lotta alla fragilità, all’emarginazione, con un’attenzione costante al territorio e ai suoi bisogni”. “Nel 1986 eravamo ragazzi attivi, obiettori di coscienza, studiavamo la pedagogia degli oppressi e credevamo nella giustizia sociale – spiega Girolamo Monaco, socio fondatore della Cooperativa Marianella Garcia e direttore dell’Istituto Penale per i Minorenni (IPM) di Acireale – Sentivamo il bisogno di incidere nei territori bisognosi, a Lineri con la guida di Don Visalli incontravamo i bambini, gli adolescenti e gli adulti. In alcune zone del quartiere non c’erano elettricità e servizi idrici, mancavano i servizi essenziali. Era urgente fare qualcosa per la comunità, avviammo il percorso con un centro diurno per i giovani e una casa famiglia, tutto si ampliò mentre ciascuno di noi faceva le proprie scelte di vita. Auguro alla Cooperativa di rimanere fedele all’utenza, mettendo sempre al primo posto le persone”. In quarant’anni la Cooperativa ha costruito negli angoli delle città coinvolte tanti presìdi, servizi e opportunità di riscatto: centri di aggregazione giovanile, centri diurni per minori, educativa domiciliare, educativa di strada, educativa scolastica, formazione professionale, inclusione sociale, servizi per la prima infanzia, percorsi per minori e giovani adulti dell’area penale, inserimenti lavorativi, comunità alloggio, spazi neutri e sportelli di ascolto psicologico

La sfida della sicurezza dati per il fotovoltaico europeo

Arezzo/Valdarno, 19 mag. (askanews) – La sicurezza dei dati e delle infrastrutture elettriche è oggi una delle principali sfide del settore energetico. In un contesto sempre più digitale e interconnesso, ZCS Azzurro, brand della divisione Green Innovation di Zucchetti Centro Sistemi, punta su sistemi di gestione proprietari e server europei per garantire protezione delle informazioni, continuità operativa e affidabilità degli impianti fotovoltaici.

L’azienda italiana mantiene in Europa il controllo delle attività strategiche, dalla gestione dei dati ai sistemi di monitoraggio, pur avvalendosi di una filiera internazionale per la produzione hardware. Un modello pensato per assicurare conformità alle normative europee, dal GDPR alla tutela delle reti elettriche.

Le parole di Averaldo Farri, Direttore della Divisione Green Innovation: “Noi diamo grande importanza alla sicurezza dei dati, sia lato utenza, perché da un impianto fotovoltaico si possono ricavare molte informazioni sensibili, per esempio quanto si consuma, quando si consuma e in che modo viene utilizzata l’energia, e poi anche lato sicurezza delle reti, perché paradossalmente mandando con un segnale elettronico in crash tutti gli inverter in una sola volta si potrebbero mettere a grande repentaglio le reti elettriche”.

Attraverso infrastrutture cloud proprietarie e server residenti in Europa, ZCS Azzurro garantisce il controllo diretto delle informazioni e dei sistemi di monitoraggio, evitando dipendenze da piattaforme extra-UE e rafforzando la protezione dei dati sensibili.

A sottolineare il valore del sistema proprietario anche Riccardo Filosa, Sales Director della Green Innovation di Zucchetti Centro Sistemi: “La gestione dei dati attraverso un’infrastruttura cloud proprietaria ci permette di offrire un servizio di qualità nettamente superiore ai nostri clienti, ci permette di offrire personalizzazioni ai clienti”.

L’ offerta ZCS Azzurro comprende inverter di ultima generazione, sistemi di accumulo, soluzioni BESS per applicazioni C&I e utility scale, stazioni di ricarica per veicoli elettrici, pompe di calore aria/acqua e piattaforme avanzate di monitoraggio. Un ecosistema energetico integrato che punta a coniugare innovazione, sicurezza e transizione energetica responsabile.

Energia, Bonelli: “Sull’energia Meloni prende in giro gli italiani”

Roma, 20 mag. (askanews) – “Meloni dice di voler far saltare il Patto di Stabilità per consentire la diminuzione del costo dell’energia? Voglio dire che sta beffando due volte gli italiani: aumentando il debito e facendo pagare la diminuzione del costo dell’energia attraverso le tasse degli italiani”.

Lo ha detto Angelo Bonelli(Avs) a margine della manifestazione, sotto la sede del Gse, in sostegno delle comunità energetiche.

“Chi è che ci guadagna?”, ha aggiunto. “Chi ha speculato sui carburanti, chi ha speculato sull’energia, chi ha accumulato negli ultimi tre anni oltre 70 miliardi di euro di profitti”.

Ma, “a pagare sono gli italiani e non invece chi ha accumulato questa ricchezza perché Giorgia Meloni non li vuole tassare”. “Il punto è che oggi noi siamo qui a sostenere quello che è il futuro, ovvero le comunità energetiche rinnovabili, che questo governo non vuole sostenere, non vuole sostenere le rinnovabili. Pensa al nucleare che la prossima settimana approverà per continuare a prendere i soldi dalle tasche degli italiani”.

“Parliamoci chiaro – ha concluso Bonelli – non vogliono le rinnovabili perché sole e vento sono fonti energetiche gratuite e siccome devono continuare a far lucrare da Descalzi ad altri questo Paese, allora puntano a mettere in ginocchio gli italiani e anche l’ambiente”.

Flotilla, Schlein: Meloni passi dalle parole ai fatti concreti

Roma, 20 mag. (askanews) – “I crimini di Netanyahu e del suo governo di estremisti devono finire, il governo italiano passi dalle parole ai fatti e tolga il veto che impedisce all’Unione europea di sospendere l’accordo di cooperazione con Israele”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine di una iniziativa elettorale ad Avellino.

Ha aggiunto la leader Pd: “Le immagini che abbiamo visto oggi del trattamento inumano e delle violenze subite dagli attivisti della flottiglia sono inaccettabili. Servono fatti concreti per mettere fine a queste violazioni ripetute e costanti del diritto internazionale e dei più basilari diritti umani”.

Governo, Conte: Salvini sul voto? Si è rimangiato tutto

Roma, 20 mag. (askanews) – Salvini sul governo ha gettato una bomba? “Salvo rimangiarsi subito la dichiarazione dopo che ha visto effetto che hanno avuto le sue parole. Probabilmente ha ricevuto una chiamata da palazzo Chigi”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, rispondendo a una domanda sull’ipotesi di voto anticipato ventilata dal vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso della presentazione del volume del giornalista Antonio Polito “La Costituzione non è di sinistra”.

Alla domanda se il governo arriverà a fine legislatura, l’ex premier ha risposto: “Se continuano a litigare così, non credo, anche se cercheranno di prendere tempo, magari per trovare altri posti per piazzare i loro amichetti”.

Norimberga riapre Centro di documentazione: cultura trasforma memoria

Roma, 20 mag. (askanews) – “Norimberga è una città medievale, il mercato italiano è molto importante per noi, più di 90.000 pernottamenti dall’Italia solo a Norimberga. Abbiamo una grande trasformazione in arrivo: il Centro di documentazione riapre al pubblico il 22 di maggio”: lo ha detto ad askanews la direttrice dell’ente per la promozione turistica di Norimberga, CTZ Norimberga (Congress- und Tourismus-Zentrale Nuernberg), Yvonne Couline, a margine di un evento per la stampa dll’Ente nazionale Germanico per il Turismo (ENGT) che si è tenuto al Goethe Institut a Roma.

L’ampliamento e una nuova mostra permamente del Centro di documentazione (“Dokumentationszentrum Reichsparteitagsgelaende”) – museo di Norimberga situato nell’ala nord della grande Sala dei Congressi – sarà inaugurato il 21 e aperto al pubblico il 22 maggio 2026.

La città bavarese, nota per il Processo ai gerarchi nazisti (1945-1946), nei prossimi anni ha in programma di riprogettare completamente l’ex area raduni del partito nazionalsocialista (rimasta incompleta a causa della Seconda guerra mondiale), facendo della Sala Congressi dal settembre 2028 la nuova sede del Teatro dell’Opera della città.

“Quando si parla di Cultura della Memoria: abbiamo in programma di stabilire nella Sala dei Congressi il nuovo Teatro dell’Opera di Norimberga entro tre anni, proprio nel Palazzo di Congressi, non solo l’Opera, ma anche spazi per artisti internazionali”, ha spiegato la responsabile.

“La cultura riprende questo Palazzo. Questi luoghi saranno ritrasformati, è un processo di trasformazione, dove la cultura è il cuore, il centro del progetto”, ha aggiunto.

“Norimberga è anche sinonimo di mercatini di Natale, nel 2028 il Mercatino di Natale (Christkindlesmarkt, ndr), il più conosciuto della Germania, celebra 350 anni dalla sua nascita. É famoso per i Lebkuchen (Pan di Zenzero), il Gluehwein (Vin Brulé) e le salsicce”, ha concluso Couline.

Vitamina D, due giorni di confronto tra ricerca e pratica clinica

Verona, 20 mag. (askanews) – Venerdì 22 e sabato 23 maggio, Verona ospiterà un incontro dedicato al ruolo della Vitamina D nella salute ossea e muscolo-scheletrica. Un appuntamento che riparte dal lavoro di ricerca avviato quasi trent’anni fa con l’obiettivo di rileggere criticamente quanto emerso fino a oggi. Ha parlato così il Prof. Davide Gatti, associato di Reumatologia Università di Verona e Presidente eletto della società SIOMMMS: “Ci confronteremo molto su temi caldi della vitamina D, sugli effetti scheletrici, su quelli extrascheletrici, sul ruolo nella pratica clinica, su come dosarla, su quali sono i limiti dei dosaggi, quali sono le soglie ideali e questo credo che ci permetterà di arrivare a chiarire molti dei punti oscuri che, purtroppo, sono ancora presenti e che rendono molto spesso la vitamina D utilizzata poco e soprattutto male”.

La prima giornata sarà dedicata all’evoluzione scientifica del colecalciferolo, dalle basi fisiopatologiche ai temi più discussi della pratica clinica: appropriatezza prescrittiva, limiti terapeutici e interpretazione delle evidenze disponibili. “La vitamina D, come sapete, riguarda diverse attività fisiologiche in ambiti diversi, con specialità diverse, quindi richiede una discussione aperta, un confronto aperto per capire quali sono le certezze, ma anche per capire quali sono i versanti da esplorare sia in termini di ricerca che di applicazioni cliniche” ha aggiunto il Prof. Maurizio Rossini dell’Unità di Reumatologia dell’Università di Verona.

La seconda giornata guarderà invece al presente e al futuro, mettendo a confronto dati real-world, impatto sulla salute pubblica e contributi provenienti da diverse discipline mediche. Un approccio pensato per definire con maggiore chiarezza il reale perimetro di utilizzo della Vitamina D.

“Si stanno esplorando e stanno venendo fuori dalla ricerca anche alcuni aspetti originali, anche in ambito extrascheletrico. Pensiamo a quello muscolare, pensiamo all’ambito metabolico come il diabete, pensiamo anche a quello cardiovascolare e anche immunologico, non c’è dubbio” ha concluso Rossini.

L’incontro adotterà un taglio multidisciplinare e critico, orientato al confronto tra specialisti e società scientifiche. L’obiettivo finale sarà favorire indicazioni condivise per un utilizzo appropriato, sostenibile e scientificamente fondato del colecalciferolo nella pratica clinica.

Turismo, Marchetti (Engt): Germania meta vicina, viaggi in treno +19%

Roma, 20 mag. (askanews) – “Abbiamo chiuso febbraio con un più 3,5% rispetto all’anno scorso, quindi è già un ottimo risultato. Ovviamente sono tempi volatili, però ci rincuora che la Germania sia una destinazione vicina e molto raggiungibile anche via terra, anche con i treno, soprattutto con i nuovi collegamenti che partiranno anche da Roma. Sappiamo che le Frecce stanno effettuando i test sulle infrastrutture tedesche e quindi presto avremo anche un collegamento da Roma su Monaco diretto”: lo ha detto ad askanews Agata Marchetti, direttrice per l’Italia dell’Ente nazionale Germanico per il Turismo (Engt) a margine di un evento per la stampa al Goethe Institut a Roma dedicato alle principali novità e manifestazioni per i turisti italiani in Germania nel 2026, a cui ha partecipato anche la direttrice dell’ente per la promozione turistica di Norimberga, Ctz Norimberga (Congress- und Tourismus-Zentrale Nuernberg), Yvonne Couline, e la responsabile per l’Italia del Ctz Norimberg Helga Schenk.

“I viaggi in treno hanno visto un’impennata negli ultimi anni, nel 2025 attestiamo un più 19%, ma l’anno precedente ha visto un aumento del 140% di viaggi in treno verso la Germania”, ha aggiunto. “Napoli-Berlino è prevista per ora nel 2028, cominciamo a testare la prima tratta su Monaco e poi sarà emozionante (spannend, ndr) vedere la Frecce arrivare fino alla capitale tedesca”, ha sottolineato Marchetti.

“Anniversari importanti? Uno che ha un respiro mondiale Frankfurt Design Capital, Francoforte al centro dei riflettori per il traguardo di Capitale mondiale del Design, non solo la città di Francoforte ma tutta la regione è coinvolta in questo evento con più di 2.000 manifestazioni dedicate al Design. E spostandosi verso la Capitale tedesca, anche Berlino ha un importante anniversario che riguarda il design. Sono 20 anni come città che fa parte della rete del design delle città europee e nel 2026 celebra i Berlin Design Days, dal 24 al 26 settembre e promettono tanti eventi e manifestazioni, ha aggiunto la direttrice ENTG in Italia.

Flotilla, Conte: video Ben Gvir sconcio, Governo italiano sia conseguente

Roma, 20 mag. (askanews) – “Mi stanno preannunciando che verranno imbarcati lui e il giornalista Mantovani del Fatto Quotidiano e altri italiani, immagino questa sera e arriveranno domani mattina”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto informazioni sul deputato del M5S Dario Carotenuto sequestrato in acque internazionali dalle forze israeliane insieme a centinaia di attivisti della Flotilla.

Parlando a margine della presentazione di un libro a Roma, l’ex premier è tornato a commentare il video dei maltrattamenti ai danni degli attivisti italiani in Israele: “Abbiamo visto quelle immagini, sono immagini assolutamente sconce, ledono la dignità di qualsiasi essere umano. E la cosa grave è che un ministro del governo israeliano (Itamar Ben Gvir, ndr) se ne vanti, le posti e le rivendichi”.

“Vedo – ha proseguito Conte – che adesso ci sono alcune dichiarazioni molto ferme e risolute del governo italiano. Dovevamo aspettare il nostro deputato Carotenuto perché il nostro governo finalmente prendesse in modo chiaro le distanze da un governo israeliano che è assolutamente indecente e criminale? Adesso però atteggiamenti conseguenti: stracciamo l’accordo di cooperazione militare Italia-Israele ma anche lavoriamo all’Unione Europea perché si arrivi finalmente a strappare anche l’accordo di cooperazione Unione europea-Israele. E tutto il resto: ovviamente conseguente riconoscimento dello Stato di Palestina e tutto quello che chiediamo – ha concluso – da quando è stato commesso il genocidio”.

Energia, Schlein: governo rimuova ostacoli per comunità energetiche

Roma, 20 mag. (askanews) – “Noi chiediamo al governo di semplificare, snellire, abbattere, rimuovere gli ostacoli, ecco, appunto, allo sviluppo pieno delle comunità energetiche in Italia”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo alla manifestazione delle comunità energetiche davanti alla sede del Gestore dei servizi energetici. “Bisogna smetterla di ostacolare le comunità energetiche che possono contribuire a due obiettivi molto importanti: uno è quello di aumentare la produzione rinnovabile e quindi anche di abbassare le bollette, e ce n’è molto bisogno, visto che siamo purtroppo così dipendenti dalle fonti fossili e cittadini e imprese lo contano ogni giorno nelle bollette così alte. L’altro obiettivo ugualmente importante perà è migliorare l’aria che respiriamo, perché chiaramente vuol dire ridurre le emissioni”.

“Le comunità energetiche rinnovabili e solidali poi hanno la particolarità di reinvestire quello che ottengono con questi risparmi in progetti sociali. La transizione energetica è una questione democratica e quindi serve puntare in questa direzione. Abbiamo insistito l’ultima volta che eravamo qui davanti al Gse perché il governo ha tardato molto nell’approvare decreti attuativi che potessero dare via allo sviluppo delle Cer e ci sono purtroppo ancora troppi ritardi. Le persone che ogni giorno nei territori fanno partire, cercano di fare partire queste comunità, lamentano la lentezza burocratica: serve semplificare, serve più personale, risorse, serve un tavolo di confronto permanente con il coordinamento delle comunità energetiche per andare tutti nella stessa direzione, che è una direzione che fa bene all’Italia”, ha aggiunto.

Fumetti, ARF! Arriva a Testaccio a Roma con Caparezza

Roma, 20 mag. (askanews) – Giunto al suo dodicesimo anno di attività, ARF! Festival del Fumetto di Roma cambia forma e diventa un festival diffuso nel tempo e negli spazi. Tre weekend, tre quartieri – Parione, Testaccio e Garbatella – per un’edizione che amplia il proprio raggio d’azione senza perdere la sua vocazione originaria: promuovere e valorizzare il fumetto come linguaggio contemporaneo attraverso mostre, incontri, attività per il pubblico, editoria indipendente e formazione, tutto a ingresso gratuito.

Dopo l’anteprima di giovedì 14 maggio alla Sala Dalí dell’Instituto Cervantes di Roma, a piazza Navona, con l’apertura della mostra Mafalda & La Pimpa alla presenza di Altan, il festival prende vita a Testaccio dal 22 al 24 maggio alla Città dell’Altra Economia del Campo Boario, con il grande protagonista di questa edizione, Caparezza, artista che da sempre attraversa linguaggi e immaginari. Una presenza che conferma la natura trasversale di ARF!, capace di mettere in relazione fumetto, musica, arti visive e cultura popolare contemporanea.

Per tutto il weekend troveremo la mostra firmata Caparezza, Orbit Orbit, realizzata in collaborazione con COMICON e Sergio Bonelli Editore, l’ARF! Kids, con laboratori creativi non-stop, letture di qualità, disegni, librerie specializzate per l’infanzia, l’ARF! Bookshop — in collaborazione con Giufà Libreria Caffè — e un workshop intensivo di manga di due giorni in collaborazione con KOKORO.

Venerdì 22 alle ore 20, Caparezza sarà il protagonista di un Talk Show in quattro atti sul palco di Testaccio Estate: un appuntamento pensato come attraversamento dei diversi territori creativi che da sempre abitano il lavoro dell’artista. Sabato 23 maggio, tra gli appuntamenti più attesi del weekend, l’incontro dedicato a La fine del mondo, la rivista mensile a fumetti che esce in edicola allegata a Il Manifesto: presentazione, talk e firmacopie con Maicol & Mirco, Zuzu, Vitt Moretta e la vicedirettrice del Manifesto Micaela Bongi. Nella stessa giornata sono previsti tre nuovi incontri con Caparezza: due visite guidate alla mostra Orbit Orbit, un firmacopie insieme al disegnatore Riccardo Torti e un nuovo talk al Villaggio Globale.

Domenica 24 maggio il programma prosegue con le attività di ARF! Kids, i laboratori creativi e il workshop manga. Per tutta la giornata restano inoltre visitabili la mostra Orbit Orbit, l’ARF! Bookshop e Ottimomassimo, con una selezione di libri e attività dedicate alle bambine e ai bambini.

Il terzo weekend, 29, 30 e 31 maggio, ARF! arriva alla Garbatella, tra Casetta Rossa, Villetta Social Lab e Hub Culturale Moby Dick, portando nel Municipio VIII la sua dimensione più indipendente, laboratoriale e professionale. Alla Casetta Rossa torna la SELF® di ARF! dedicata alle autoproduzioni e all’editoria indipendente, con oltre 50 delle più importanti realtà italiane del settore, talk pomeridiani e serali e l’ARF! Bookshop.

Alla Villetta Social Lab saranno protagoniste le artiste del Collettivo Viscosa, con una mostra che espone opere di Artessandra, Fiordip, Bezuss, Silvetrina, émma, Palù, Toonie, Biene e Zanna. Accanto alle produzioni di Viscosa saranno presenti anche collaborazioni con TedxSapienza, Lucha y Siesta e La Revue – L’informazione a fumetti, e il disegno dal vivo a cura di Magville.

Alla biblioteca Moby Dick torna invece JOB ARF!, il format dedicato alla formazione e all’orientamento professionale, con i colloqui tra autrici e autori esordienti e case editrici, affiancati dalle masterclass delle principali scuole e accademie di fumetto.

Con questa nuova struttura, ARF! non cambia soltanto geografia: ridefinisce il proprio modo di abitare la città, costruendo un festival articolato in più luoghi, più tempi e più pubblici. Mostre, talk, editoria indipendente, attività per bambine e bambini, formazione e incontri professionali diventano parti di uno stesso percorso, pensato per attraversare tre vivaci quartieri romani, mettendoli in relazione attraverso il fumetto nelle sue molteplici forme. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, con prenotazione dove prevista.

L’iniziativa è promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, con il sostegno del Municipio Roma I e del Municipio Roma VIII ed è organizzata e realizzata dall’Associazione Culturale ARF!

Sbs guarda agli Usa tra AI e accessori smart

Milano, 20 mag. (askanews) – Un’azienda tech italiana nata nel novarese e cresciuta fino ad acquisire alcuni dei propri competitor e ad aprire una filiale negli Stati Uniti. Sbs ha inaugurato a Miasino la settima edizione di The Next, l’evento con cui presenta strategie e novità nel mondo degli accessori tech, tra intelligenza artificiale, audio smart e soluzioni pensate per la mobilità quotidiana.

Al centro dell’edizione 2026 ci sono novità dedicate all’energia, all’outdoor e ai servizi digitali. Tra queste Stickit, piattaforma per creare adesivi personalizzati on demand, ma anche power bank e sistemi di ricarica con display intelligenti e batterie allo stato solido, pensate anche per il trasporto aereo. Presentata inoltre Wild Gear, proposta dedicata all’outdoor con dispositivi multifunzione dotati di ricarica solare, torcia integrata e funzione power bank, come ha spiegato Marco Visconti, direttore generale di SBS: “Cerchiamo di intercettare non solo la tecnologia, ma anche i bisogni dell’utente. Abbiamo creato una linea per chi ama stare all’aperto e sentirsi comunque in sicurezza”.

Accanto agli accessori arrivano anche tracker compatibili con Apple e Android per localizzare oggetti personali e bagagli, oltre ad auricolari con funzioni AI integrate.

Oltre alla partecipazione alle fiere tech più importanti del settore, da Las Vegas a Berlino, l’azienda punta a rafforzare sempre di più la propria presenza internazionale.

“Abbiamo fatto diverse acquisizioni e abbiamo consolidato la nostra presenza in Europa e quest’anno apriamo anche la filiale degli Stati Uniti proprio per avere una distribuzione globale”, ha concluso Visconti.

Ciclismo, Giro, Narváez firma la fuga a Chiavari. Eulalio in rosa

Roma, 20 mag. (askanews) – Jhonatan Narváez conquista l’11ª tappa del Giro d’Italia 2026, la Porcari-Chiavari di 195 chilometri, imponendosi allo sprint davanti a Enric Mas al termine di una lunga giornata di fuga sulle strade tra Toscana e Liguria. Terzo posto per Diego Ulissi, regolando il gruppetto inseguitore arrivato con undici secondi di ritardo.

La classifica generale resta invariata nelle prime posizioni, con la Maglia Rosa ancora sulle spalle del portoghese Afonso Eulálio, che conserva 27 secondi di vantaggio su Jonas Vingegaard. Terzo rimane Thymen Arensman a 1’57″.

La frazione è stata caratterizzata da una prima parte corsa ad altissima velocità, con numerosi tentativi di fuga e continui scatti. Dopo oltre un’ora di bagarre si è formata l’azione decisiva, animata tra gli altri da Ulissi, Narváez, Mas, Aleksandr Vlasov e Chris Harper.

Sui saliscendi liguri il gruppo Maglia Rosa ha lasciato spazio agli attaccanti, controllando senza particolari difficoltà il distacco. Nel finale, sulla salita verso Cogorno e successivamente sulla Colla dei Scioli, Narváez e Mas hanno piazzato l’allungo decisivo, riuscendo a mantenere un margine minimo sugli inseguitori fino al lungomare di Chiavari.

Negli ultimi chilometri i due battistrada hanno iniziato a studiarsi in vista della volata finale, con Narváez che ha sfruttato la propria esplosività per avere la meglio sullo spagnolo e conquistare così il terzo successo personale in questa edizione del Giro.

Il gruppo dei big ha tagliato il traguardo con oltre tre minuti e mezzo di ritardo, senza cambiamenti in classifica generale. Alle spalle di Eulálio e Vingegaard restano in corsa per il podio anche Felix Gall, Ben O’Connor e Jai Hindley.

Giornata amara invece per Davide Ballerini, costretto al ritiro dopo una caduta avvenuta nelle prime fasi della tappa. Il corridore della XDS Astana, vincitore della frazione di Napoli, aveva urtato violentemente il ginocchio destro contro un marciapiede dopo essere arrivato lungo in curva.

Domani il Giro proseguirà con una tappa che potrebbe nuovamente offrire occasioni agli attaccanti, mentre la lotta per la Maglia Rosa resta apertissima in vista delle grandi montagne della seconda metà di corsa.

Factorial presenta il report “Scartoffie”

Milano, 20 mag. (askanews) – La burocrazia costa 530mila euro per ogni 100 dipendenti. È questo il dato che emerge dal nuovo report “Scartoffie” presentato da Factorial a Milano durante l’AI Week 2026, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati all’intelligenza artificiale.

L’intervista a Nicola Laganà, Vicepresidente del Marketing di Factorial: “La burocrazia a giorno d’oggi nell’azienda pesa moltissimo, basti considerare che molti manager ancora spendono diverse ore a settimana in attività ripetitive come approvazione di moduli e richieste invece di dedicarsi ad attività ad alto valore aggiunto come leadership, innovazione o strategia. L’intelligenza artificiale può chiaramente aiutare in tutto questo perché può liberare del tempo nell’agenda dei manager occupandosi di quelle che sono al giorno d’oggi attività ripetitive svolte da loro. Con Factorial quello che stiamo facendo è implementare l’intelligenza artificiale in maniera pratica e concreta nei software di gestione aziendale.”

Secondo il report, oltre un manager su tre dedica più di cinque ore a settimana ad attività burocratiche extra, generando errori e rallentamenti, amplificando il costo complessivo delle scartoffie, senza contare il carico emotivo in termini di ansia e stress. Chi può migliorare tutto questo scenario è, secondo Rudy Bandiera, divulgatore e consulente digitale, l’intelligenza artificiale.

Le parole di Rudy Bandiera, divulgatore e consulente digitale: “Come stanno vivendo le persone questa rivoluzione dell’intelligenza artificiale? In due modi sostanzialmente. Il primo è grande entusiasmo, vediamo la borsa che cresce, vediamo l’Europa che rimane indietro rispetto a Stati Uniti e Cina per quello che riguarda la ricerca sull’intelligenza artificiale quindi grande entusiasmo in quella direzione. Dall’altra parte paura perché la vediamo come un alieno che permea ogni parte della nostra vita e non capiamo come funziona. A questo si aggiunge un tema. Qual è il rischio che le aziende e le persone corrono approdando l’intelligenza artificiale in maniera diciamo un po’ superficiale? E’ quello di aggiungere tecnologia e stratificare tecnologia alla burocrazia.

Nel report è emerso inoltre che secondo l’86% dei professionisti intervistati, un sistema di AI integrato migliorerebbe concretamente la gestione delle attività burocratiche. Un segnale chiaro di come automazione e intelligenza artificiale siano sempre più centrali nel futuro del lavoro e dell’organizzazione aziendale, come chiaramente sottolineato dal report di Factorial protagonista di questa AI Week 2026.

Governo, Salvini precisa: obiettivo è arrivare ad autunno 2027

Milano, 20 mag. (askanews) – L’obiettivo è “arrivare ad autunno 2027”. Lo ha precisato il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, in un punto stampa in Veneto, precisando il senso delle sue affermazioni al Festival dell’Economia di Trento.

“Ne approfitto per una precisazione – ha detto incotnrando la stampa – perchè ho visto che qualche vostro collega ha scritto da Trento… Poi è sempre colpa di chi si spiega mai di chi scrive. Il nostro obiettivo è arrivare assolutamente a fine legislatura, di arrivare all’autunno 2027. Ho semplicemente detto che la situazione economica mondiale non rende semplice il nostro lavoro”. (segue)

Flotilla, Tajani: Israele ha superato linea rossa

Roma, 20 mag. (askanews) – “Abbiamo notato che c’è una differenziazione all’interno del governo” israeliano: “Il ministro degli esteri ha condannato quello che ha fatto il ministro Ben Gvir, Netanyahu pure ha detto che quello che è successo non è in linea con le leggi di Israele, ma comunque per quanto ci riguarda è stata superata la linea rossa e quindi adesso vedremo quale iniziative adottare per dare una risposta”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando coi giornalisti alla Camera dei fatti relativi al sequestro, ad opera delle Forze armate israeliane, degli attivisti della Global Sumud Flotilla e del video mostrato stamane dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliana Itamar Ben Gvir.

AI e dati clinici verso la nuova sanità digitale

Milano, 20 mag. (askanews) – La sanità digitale italiana guarda sempre più all’integrazione tra dati, immagini cliniche e Intelligenza Artificiale. A Milano, l’evento “Healthcare Informatics Connect” promosso da Philips ha riunito esperti del settore sanitario e tecnologico per discutere delle nuove sfide della trasformazione digitale in sanità. Secondo Philips, il vero salto di qualità passa dalla capacità di far dialogare sistemi e informazioni sanitarie lungo tutto il percorso di cura. Ha parlato così Roberta Ranzo, responsabile del business dell’informatica sanitaria per Philips Italia, Grecia e Israele: “Le priorità strategiche e la sfida della sanità digitale, sicuramente è quella di rendere il dato fruibile in contesti più ampi, quindi sia da un punto di vista regionale che a livello nazionale. E di conseguenza, uno dei temi chiave che si è vinto anche durante il dibattito di oggi, è proprio quel tema dell’interoperabilità, che diventa un fattore fondamentale proprio affinché il dato viaggi in maniera molto semplice all’interno delle strutture. E come Philips stiamo investendo in maniera molto significativa su questo aspetto”.

L’evento ha acceso i riflettori anche sull’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale in radiologia. Una trasformazione che, come spiegato dall’esperto internazionale Woojin Kim, Chief Strategy Officer and Chief Medical Information Officer at HOPPR e Chief Medical Officer dell’American College of Radiology Data Science Institute, non punta a sostituire il medico, ma a ridurre il carico amministrativo e migliorare i workflow clinici attraverso strumenti sempre più integrati nei processi diagnostici. Ne ha parlato Davide Ippolito, Responsabile S.S. Radiologia d’Urgenza e Imaging Innovativo della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori: “L’intelligenza artificiale sta traghettando verso il futuro l’immagine radiologica, intesa come implementazione sia dell’efficienza che della performance diagnostica da radiologo, che passa dalla riduzione dei tempi di acquisizione al miglioramento finale della qualità delle immagini a un referto più riproducibile, il tutto atto al fine di targhettizzare la terapia del paziente”.

Ma il futuro della sanità digitale non riguarda soltanto innovazione e automazione. Dati sanitari, cybersecurity e sostenibilità diventano elementi sempre più strategici per garantire efficienza e continuità assistenziale. Ha parlato così Marco Foracchia, Presidente AISIS e CIO dell’Azienda USL di Reggio Emilia: “La storia digitale ha visto un’evoluzione da elemento abilitante di base a elemento di supporto decisionale e ora diventa un vero elemento di ottimizzazione e di implementazione di tutte quelle azioni di sostenibilità che diventano fondamentali. Quindi, il digitale diventa praticamente l’unico strumento abilitante, sia per la misura che per l’attuazione di quelle azioni necessarie, come dico sempre, non più per curare il singolo paziente, ma per garantire la sostenibilità della cura dei molti pazienti che affrontano i loro percorsi all’interno delle nostre strutture”.

Dall’incontro emerge un messaggio chiaro: il futuro della sanità dipenderà dalla capacità di integrare tecnologie, dati e competenze per costruire un sistema più sostenibile, connesso e vicino ai bisogni del paziente.

Flotilla, Fratoianni (Avs): Governo fermi rassegna Cinecittà cinema italiano in Israele

Roma, 20 mag. (askanews) – “Oltre al cinema italiano, a Netanyahu vogliono portargli pure i pop-corn? Mentre sono mesi che lavoriamo senza sosta per raccogliere le firme per interrompere i rapporti tra Unione Europea ed Israele, apprendiamo con sconcerto da una comunicazione di Venice4palestine , che la Cinecittà del governo Meloni rende una delle industrie culturali più importanti del nostro Paese complice della propaganda e del genocidio portando i film italiani in Israele per una rassegna finanziata e promossa dagli istituti italiani di cultura di Tel Aviv e di Haifa in collaborazione con Cinecittà”. Lo dichiara il leader Avs Nicola Fratoianni in un post su Facebook.

“Qualcuno potrebbe pensare che Ben Gvir e Smotrich dopo una dura giornata di lavoro abbiano diritto di rilassarsi e arricchirsi culturalmente con i film dei nostri autori – prosegue il leader rossoverde – ma in realtà quello che sta succedendo, è che il governo italiano sta rendendo a loro insaputa Sorrentino, Michieletto, Martone e tutti gli artisti coinvolti, complici di una propaganda che mira a normalizzare questa atrocità”.

“omprendiamo ovviamente l’importanza e l’autonomia della cultura e degli operatori culturali, ma ci sono particolari momenti della storia dei popoli in cui è necessario interrompere il normale corso degli eventi, per evitare che tutto venga considerato “normale”. Nulla è normale in un genocidio – conclude Fratoianni – e nella sua costruzione. E tocca a noi, con ogni strumento di cui disponiamo, evidenziarlo. L’arte e il cinema non possono rischiare di essere il sollazzo degli autori del genocidio.Noi continueremo a lottare affinché tutti i rapporti tra Israele ed Unione Europea vengano rescissi. Non vogliamo essere complici e vogliamo dirlo tutti insieme il 27 maggio alla città dell’altra economia a Roma, dalle ore 18 con l’evento Justice For Palestine. Non ci fermiamo”.

L. Fontana: mostra su Giovanni Amendola insegnamento per i giovani

Roma, 20 mag. (askanews) – La mostra “Giovanni Amendola: il valore della democrazia”, aperta da oggi a palazzo del Seminario, è “un’occasione per riscoprire e apprezzare la sua personalità attraverso documenti, testimonianze e materiale inèdito dell’archivio privato conservato dalla famiglia”. Lo ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nel suo saluto inaugurale.

“Le sezioni dell’allestimento – ha sottolineato – ripercorrono tutta la sua vita e permettono di comprendere fino in fondo il valore del contributo amendoliano alla causa della democrazia. Amendola coltivò fin da giovane una solida formazione attraverso la letteratura, gli studi filosofici, il giornalismo e la frequentazione di ambienti culturali. Questo acceso fervore intellettuale lo porterà a impegnarsi in politica in prima persona”.

“Nella sua analisi sui problemi dell’Italia liberale – ha ricordato il presidente della Camera – associò la crisi del sistema alla perdita dei valori risorgimentali, che a suo giudizio era colpevole di snaturare l’azione di governo. Per questo sostenne l’esigenza di una nuova classe dirigente capace di saldare le aspirazioni e i bisogni della società italiana con gli ideali della democrazia. Era un obiettivo ambizioso, ma la situazione generale appariva ormai compromessa dall’ascesa del fascismo e dalla violenza dello squadrismo. Amendola ravvisò e denunciò fin da subito la natura totalitaria, eversiva e reazionaria del regime mussoliniano. Lo fece quando ancora in pochi avevano compreso il pericolo che incombeva sul Parlamento e sulle libertà statutarie. Guidò con determinazione l’opposizione aventiniana. Lo stesso Matteotti lo riconobbe nel suo celebre discorso pronunciato alla Camera il 30 maggio 1924”.

“Ma Giovanni Amendola – ha proseguito Fontana – non assisterà mai al risveglio democratico italiano dopo il lungo ventennio di dittatura fascista. Morirà nel 1926 per le gravi conseguenze dell’ennesima aggressione squadrista. La camicia insanguinata che indossava nel giorno in cui fu aggredito è qui esposta. È una testimonianza concreta della brutalità di una delle stagioni più buie della nostra storia. Questa mostra non ambisce dunque a riportare al centro del dibattito pubblico soltanto l’esempio di un illustre statista. Vuole far riflettere su quanti hanno sacrificato la propria vita per garantire al nostro Paese un futuro di uguaglianza e di libertà. È grazie al coraggio di uomini come Giovanni Amendola se tutti noi oggi possiamo vivere in una società civile e democratica”.

“Mi auguro che questo insegnamento giunga soprattutto ai giovani. La libertà democratica non è mai un’eredità definitiva. Ogni generazione – ha concluso – è chiamata a custodirla”.

Flotilla, Conte: stracciare ogni accordo con governo criminale di Netanyahu

Roma, 20 mag. (askanews) – “Questo è il ministro israeliano Ben Gvir che umilia e vessa gli attivisti della Flotilla, dopo un arresto illegale eseguito a mano armata in acque internazionali in cui è stato coinvolto anche il deputato del M5S Dario Carotenuto, anche lui imbarcato per portare aiuti umanitari e solidarietà alla popolazione di Gaza”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, rilanciando le immagini del violento trattamento al quale sono stati sottoposti in Israele gli attivisti italiani della Flotilla sequestrati in acque internazionali dalle forze armate israeliane.

“Le chiacchiere del nostro Governo e dell’Europa stanno a zero – ha aggiunto l’ex premier – se, a fronte del genocidio e di una lista enorme di atti illegali, non si straccia ogni accordo con il governo criminale di Netanyahu e non si impongono sanzioni contro chi ha calpestato anche l’ultimo briciolo di diritto internazionale e di umanità”.

Delmastro, confermata condanna ad 8 mesi

Roma, 20 mag. (askanews) – Confermata la condanna in appello ad otto mesi di reclusione per Andrea Delmastro. Il reato contestato a Delmastro è quello di rivelazione del segreto d’ufficio. I giudici della corte d’appello hanno anche stabilito che dovranno essere rifuse le spese di giustizia. Le motivazioni della sentenza di oggi saranno depositate entro 90 giorni.

“Faremo ricorso in cassazione”. Così ha detto l’ex sottosegretario Andrea Delmastro ha risposto ai cronisti dopo la conferma della sua condanna, ad 8 mesi di reclusione, per il reato di rivelazione del segreto d’ufficio. Lasciando gli uffici della corte d’appello non ha poi risposto ancora a giornalisti e telecamere. “È un caso per cui sono disposto ad andare fino in fondo. Attendiamo le motivazioni della sentenza. Andremo sicuramente in cassazione. Siamo delusi e stupiti della sentenza di oggi pomeriggio. Alla luce delle parole della procura generale e della ricostruzione non c’era alcun dubbio. Le presunte notizie rivelate non erano segrete”, ha poi precisato il difensore di Andrea Delmastro, l’avvocato Andrea Milani.

I cronisti hanno chiesto “Farete ricorso in Cassazione?” e la risposta dell’ex sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro, è stata chiara: “Sicuramente”. L’affermazione è stata registrata sulla porta dell’ascensore della corte d’appello della Capitale, al piano terra, pochi metri dall’aula dove il collegio ha confermato la condanna ad 8 mesi di reclusione. E’ durata meno di un minuto la lettura del
dispositivo della sentenza. Dopo Delmastro, accompagnato dalla scorta, ha lasciato l’aula con passo svelto, subito attorniato da
giornalisti e telecamere.

Meloni-Modi: urgente riformare l’Onu, proteggere multilateralismo

Roma, 20 mag. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il primo ministro dell’India Modi hanno sottolineato “l’urgente necessità di riformare le Nazioni Unite per renderle più rappresentative e adatte alle realtà odierne”. È quanto si legge in uno dei punti della dichiarazione congiunta firmata oggi a villa Pamphilj in occasione del vertice Italia-India.

Nel documento di 39 punti, “entrambi i leader hanno sottolineato l’importanza di collaborare in seno alle Nazioni Unite e in altre piattaforme globali, tra cui il G20, per proteggere il multilateralismo e sostenere un ordine internazionale basato sulle regole”.

Flotilla, Netanyahu: gestione Ben-Gvir non in linea con i valori di Israele

Roma, 20 mag. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha criticato la condotta del ministro della Sicurezza israeliana Itamar Ben-Gvir, affermando che “il modo in cui il ministro ha gestito gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme dello Stato di Israele”.

Netanyahu ha tuttavia aggiunto che “Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza”.

“Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile”, ha concluso il leader israeliano.

"Vite parallele", nuovo brano di Ron a quattro anni da ultimo album

Milano, 20 mag. (askanews) – Nuova canzone per Ron, dal titolo “Vite parallele”, disponibile dal 22 maggio in streaming e in radio, a (quasi) quattro anni dai più recenti inediti pubblicati nell’album “Sono un figlio”.

Rispondendo a una personale esigenza di tornare a fare musica e alla costante richiesta dei fan, Ron ha deciso di entrare in studio a comporre e realizzare nuove canzoni – nelle pause del lungo tour “Al Centro esatto della musica” – lavorando proprio con il suo team di musicisti con cui si esibisce in giro per l’Italia.

“Dopo un lungo periodo di pausa ho sentito il bisogno di tornare al mio pubblico con un brano intenso che parla di assenze, di scelte e di quella parte di noi che continua a credere anche quando la ragione dice di lasciar andare. La canzone è frutto di un lavoro di gruppo, pensata e realizzata nei lunghi viaggi tra una città e l’altra con Stefania Tasca e Giuseppe Tassoni, che sono parte dei musicisti che mi accompagnano nei live”, Ron a proposito della nuova canzone.

“Vite parallele” è un brano dall’atmosfera internazionale; raffinate sonorità fanno da tappeto alla sua voce che il tempo ha reso sempre più calda ed espressiva. L’arrangiamento combina elementi live – come chitarre, hammond e sezione ritmica – con texture elettroniche, creando un equilibrio tra sonorità dal richiamo retrò e un impianto sonoro moderno: così, la canzone conferma la coerenza stilistica e l’eleganza del cantautore, che con ogni probabilità ci sorprenderà ancora con altri inediti nel corso di quest’anno.

Premio Tenco alla Carriera e a 30 anni dalla sua vittoria al Festival di Sanremo (con “Vorrei incontrarti fra cent’anni”, in coppia con Tosca), a suggellare uno dei più prestigiosi percorsi artistici della scena cantautorale italiana, iniziato nel 1970 non ancora diciassettenne conquistando da subito notorietà e favore del pubblico, fino a diventare protagonista indiscusso del panorama musicale italiano. Artista raffinato e sensibile, un repertorio ricchissimo (26 album da studio) e tra i più belli della canzone italiana, con il suo talento e intuizioni compositive ha firmato molti capolavori e tanti successi, anche per “giganti” del panorama musicale, rimasti impressi nella memoria collettiva.

Giorgia Meloni e il premier indiano Modi a Villa Pamphilj

Roma, 20 mag. (askanews) – Nelle immagini l’arrivo del primo ministro della Repubblica dell’India, Narendra Modi e la Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni a Villa Doria Pamphilj, a Roma. Il bilaterale si svolge nella Casina del Bel Respiro, poi un pranzo di lavoro ufficiale la Cerimonia di scambio degli accordi. Infine Meloni e Modi si recheranno nel Giardino d’Ingresso per la piantumazione di un albero di Gelso nero donato dal Primo Ministro della Repubblica dell’India.

Formula1, Vasseur: "Servirà essere pronti subito"

Roma, 20 mag. (askanews) – Il Mondiale di Formula 1 fa tappa questo fine settimana a Montréal per il Gran Premio del Canada, appuntamento che nel 2026 cambia collocazione in calendario e viene disputato per la prima volta nel mese di maggio. Sullo storico Circuit Gilles-Villeneuve andrà in scena anche il terzo weekend Sprint della stagione.

Il tracciato canadese, costruito sull’isola artificiale di Notre-Dame e intitolato dal 1982 all’ex pilota Ferrari Gilles Villeneuve, è considerato uno dei circuiti più spettacolari e tecnici del calendario iridato. Lungo 4,361 chilometri, alterna lunghi rettilinei, staccate violente e chicane dove risultano decisive stabilità in frenata e trazione in uscita dalle curve lente, in particolare dal tornante di curva 10.

Uno degli aspetti più delicati del weekend sarà la gestione degli pneumatici. Le continue accelerazioni e frenate, unite al frequente utilizzo dei cordoli e alla costante evoluzione della pista, potrebbero incidere in maniera significativa sul degrado delle gomme. Una variabile resa ancora più importante dal format Sprint, che concede ai team una sola sessione di prove libere da 60 minuti prima dell’inizio delle sessioni competitive.

Attenzione anche al meteo, tradizionalmente imprevedibile a Montréal. Il trasferimento della gara a maggio potrebbe portare temperature più basse rispetto al passato, con previsioni che indicano valori inferiori ai 20 gradi e condizioni variabili, tra asciutto e possibili rovesci. Un fattore che potrebbe influire sia sulla preparazione degli pneumatici sia sul livello di grip della pista.

Il Gran Premio del Canada resta inoltre uno degli eventi più seguiti dal pubblico nordamericano, con migliaia di tifosi provenienti da Canada, Stati Uniti ed Europa. Per la Scuderia Ferrari si tratta di un appuntamento particolarmente sentito grazie alla forte presenza di sostenitori ferraristi di origine italiana.

“Quello in Canada è sempre un appuntamento speciale, con una grande atmosfera sia in città che in pista”, ha dichiarato il team principal Ferrari Fred Vasseur. “Dal punto di vista sportivo Montréal non è mai semplice. Il tracciato è molto impegnativo per i freni, la trazione è fondamentale e quest’anno il meteo e le basse temperature potrebbero aggiungere un ulteriore livello di complessità, soprattutto con il formato Sprint che ci offrirà poco tempo per prepararci. Dovremo essere pronti fin dalla prima sessione”.

Il programma del weekend prevede venerdì l’unica sessione di prove libere alle 18.30 italiane, seguita dalla Sprint Qualifying alle 22.30. Sabato la Sprint scatterà alle 18, mentre le qualifiche per il Gran Premio sono in programma alle 22. La gara si correrà domenica alle 22 italiane sulla distanza di 70 giri, pari a 305,27 chilometri.

Campioni del Mondo-Italia Loves Unesco all’Arena Verona il 5 giugno

Milano, 20 mag. (askanews) – Un tesoro unico, impareggiabile. Con 61 Patrimoni dell’Umanità l’Italia si conferma custode di una ricchezza culturale senza paragoni e il Paese con il maggior numero di siti riconosciuti al mondo, a cui si aggiungono i più recenti assegnati nel 2023 all’ Arte del canto lirico e nel 2025 alla Cucina italiana, prima al mondo. Ma uno sguardo è già rivolto al futuro, con il lancio Unesco della canzone napoletana classica.

L’Arena di Verona ospiterà una grande festa nazionale e questo primato mondiale, Venerdì 5 giugno, diretta Rai 1 in mondovisione, con la conduzione di Milly Carlucci.

Campioni del Mondo – Italia loves Unesco sarà uno spettacolo senza precedenti in cui eccezionalmente l’Arena di Verona verrà allestita con due set grandiosi dedicati all’Opera e alla Cucina italiana: o l’Anfiteatro in cui si terrà un grande spettacolo lirico, con i quadri più significativi e celebri delle grandi Opere interpretati da stelle della lirica, accompagnate dall’Orchestra e dal Coro dell’Arena, scenografie e costumi magnificenti e l’impiego di cinquecento artisti tra musicisti, mimi, danzatori e figuranti; o Piazza Bra che sarà protagonista di un grande tributo alla Cucina italiana; verranno rappresentate in diretta, attraverso azioni sceniche spettacolari raccontate da Paolo Belli, tutte le fasi di preparazione di una grande cena popolare “sotto le stelle”, con mille persone.

Per l’evento arriveranno grandi artisti d’opera insieme a star del pop e rock: dopo le prime conferme di Plácido Domingo e Vittorio Grigolo e la partecipazione straordinaria della Sacerdotessa del rock Patti Smith, grande appassionata dell’Opera italiana, che si esibirà in una versione sinfonica della sua hit mondiale “Because the night”, scritta con Bruce Springsteen, arrivano quelle di Massimo Ranieri, Gigi d’Alessio, Serena Rossi e Sal Da Vinci.

Con loro entreremo in un meraviglioso racconto sul valore storico e culturale della canzone napoletana, che partirà dal Teatro Filarmonico di Verona, sede delle recenti cerimonie olimpiche e paralimpiche e della più antica accademia musicale europea, e continuerà sul palco dell’Arena: saranno questi quattro grandi artisti, con la canzone napoletana nell’anima, gli ambasciatori che accompagneranno il lancio della candidatura ufficiale a Patrimonio dell’Umanità.

Una grande festa che, dopo le celebrazioni di due anni fa per l’iscrizione del Canto lirico italiano nel Registro dei patrimoni immateriali dell’Umanità, porterà a Verona 100 delegati Unesco da tutto il mondo.

L’evento è realizzato da Fondazione Arena di Verona, con il contributo del Ministero della Cultura e in collaborazione con: Ministero dell’Agricoltura, Ministero del Turismo, Ministero degli Affari Esteri e Ministero dello Sport. La ripresa televisiva dell’evento è realizzata da Rai Cultura.

M.O., Schlein: Ben Gvir agghiacciante, ora servono sanzioni

Roma, 20 mag. (askanews) – “Le immagini degli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati, ammanettati, inginocchiati e derisi dal ricercato dalla corte penale internazionale Ben Gvir sono agghiaccianti, questi sono crimini contro la dignità umana”. Lo dice la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Non solo il governo criminale di Netanyahu compie ripetuti atti di pirateria in acque internazionali e vicino alle coste europee, ma detiene anche attivisti e nostri concittadini in condizioni violente e disumane”.

La segretaria Pd chiede che “il governo italiano e l’Unione europea facciano ogni sforzo per la loro immediata liberazione e per assicurare lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari indispensabili ai palestinesi. Servono sanzioni per il governo di Netanyahu e i suoi ministri estremisti, che continuano a violare il diritto internazionale e coprire le violenze dei coloni in Cisgiordania. Serve dare un segnale chiaro e irrimandabile, il governo italiano tolga il veto alla sospensione dell’accordo UE-Israele, per manifesta violazione dei più basilari diritti umani”.

Tennis, Sinner: "Robot? Non è denigratorio, cerco la perfezione"

Roma, 20 mag. (askanews) – Alla vigilia del Roland Garros, Jannik Sinner racconta il proprio modo di vivere il tennis, la pressione e le difficoltà affrontate nell’ultimo anno. In un’intervista concessa a L’Equipe, il numero uno del ranking Atp, fresco vincitore degli Internazionali d’Italia 2026, risponde anche a chi lo definisce un “robot”.

“Non trovo il termine denigratorio. È così che funziono”, spiega Sinner. “Cerco sempre di essere il più preciso possibile, di giocare il colpo giusto al momento giusto, e questo richiede di essere in ottima forma fisica e mentale. È per questo che mi alleno: per essere il più preparato possibile nei momenti importanti di una partita”.

Il campione altoatesino torna poi sulla dolorosa sconfitta nella finale del Roland Garros 2025 contro Carlos Alcaraz. “Sarebbe una bugia dire che è stato facile andare avanti”, ammette. “Ma cerco sempre di voltare pagina velocemente, anche quando vinco. E così sono riuscito a trionfare a Wimbledon subito dopo. Ho imparato grandi lezioni da quella sconfitta a Parigi. Mi sforzo sempre di migliorare, di credere in me anche quando sono scoraggiato, di rialzarmi quando cado”.

Sinner affronta anche il tema della pressione legata al suo status di numero uno del mondo. “Cerco di vivere nel modo più normale possibile. Non ho nè desiderio nè bisogno di vantarmi. Sono contento di ciò che ho e felice soprattutto di trovarmi in salute”. Poi aggiunge: “Ho scelto una vita con sacrifici, ma ci vuole anche equilibrio: si hanno 24 anni una sola volta, cerco di godermeli. E io ho trovato un buon equilibrio”.

Nel corso dell’intervista il tennista italiano parla anche dei mesi legati al caso Clostebol e alla sospensione. “I mesi che hanno preceduto la mia sospensione sono stati difficili, non potevo parlarne con nessuno. In campo sembravo molto triste, e lo ero: non mi sentivo libero. Ma credo che nulla accada per caso. Sono convinto che tutto questo mi abbia reso una persona più forte. Ho capito chi erano i miei veri amici e anche questo mi ha aiutato”.

Infine, Sinner ricorda gli insegnamenti ricevuti dai genitori. “Avevano sempre un sorriso sul volto quando tornavano a casa, indipendentemente da quanto fosse stata dura la giornata al ristorante. Era impossibile capire se avessero avuto una buona o una brutta giornata, ed è quella la mentalità che cerco di avere oggi. Quando esco dal campo torno a essere una persona normale e cerco di essere felice per ciò che ho”.

Xi e Putin: no alla legge della giungla, vogliamo un mondo multilaterale

Roma, 20 mag. (askanews) – Il presidente cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin hanno messo in guardia oggi a Pechino contro il rischio di un ritorno alla ‘legge della giungla’ nelle relazioni internazionali, trasformando il vertice alla Grande sala del popolo in una dichiarazione politica contro mire egemoniche statunitensi, la pressione militare occidentale e la frammentazione dell’ordine globale. A meno di una settimana dal vertice tra Xi e il presidente Usa Donald Trump, Cina e Russia hanno scelto di presentare il loro partenariato come un fattore di stabilità in un mondo attraversato dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, dalla crisi energetica e dal riarmo strategico.

In una dichiarazione congiunta ‘sulla promozione di un mondo multipolare e di un nuovo tipo di relazioni internazionali’, Pechino e Mosca affermano che l’agenda globale della pace e dello sviluppo affronta ‘nuovi rischi e nuove sfide’, con il pericolo di ‘una frammentazione della comunità internazionale e di un ritorno alla legge della giungla’. Il riferimento, pur non nominando direttamente Washington, è apparso rivolto agli Stati uniti e ai loro alleati. Le due parti hanno dichiarato di opporsi ‘all’egemonia e all’unilateralismo’ e di respingere ‘un ritorno a un mondo in cui prevale soltanto la legge della forza’, rivendicando al tempo stesso ‘l’autorità e il ruolo centrale delle Nazioni unite negli affari internazionali’.

Il fatto stesso che sia stata estratta, dal vertice Xi-Putin, una dichiarazione congiunta – la tredicesima nella storia tra i due leader che si sono dichiarati amici più volte – marca la differenza col precedente, atteso summit Xi-Trump, che si è concluso senza un documento di questo tipo.

La giornata di Putin a Pechino è stata costruita come una sequenza diplomatica ad alta densità simbolica. Dopo l’arrivo nella capitale cinese ieri sera, il presidente russo è stato accolto oggi da Xi con una cerimonia ufficiale davanti alla Grande sala del popolo: picchetto d’onore, inni nazionali, salve di cannone, bambini con bandiere cinesi e russe. I due leader hanno poi avuto un incontro in formato ristretto, dedicato ai dossier più sensibili, seguito da colloqui allargati con le delegazioni. Al termine, Xi e Putin hanno assistito alla firma dei documenti bilaterali, hanno reso dichiarazioni ai media, hanno partecipato nel pomeriggio alla cerimonia di inaugurazione degli Anni congiunti dell’educazione Cina-Russia 2026-2027 e hanno avuto anche un momento più informale davanti al tè, nella cornice riservata della diplomazia personale tra i due leader. Putin ha inoltre incontrato il premier cinese Li Qiang per discutere cooperazione economica, commercio e progetti settoriali. Infine, ha preso parte a un ricevimento offerto da Xi.

Nel colloquio con Xi, Putin ha ripetuto che il rapporto con Pechino ha raggiunto un livello mai raggiunto prima. ‘Grazie agli sforzi comuni delle due parti, le relazioni russo-cinesi hanno raggiunto un livello senza precedenti’, ha detto il presidente russo, sottolineando la frequenza dei contatti ad alto livello, la solidità della fiducia politica e l’allargamento della cooperazione in energia, commercio, trasporti, logistica, scienza e tecnologia. Putin ha definito la cooperazione tra Russia e Cina ‘un importante fattore di stabilità in una situazione internazionale turbolenta’ e ha invitato Xi a visitare la Russia il prossimo anno.

Xi ha collocato il vertice dentro una prospettiva storica. Quest’anno ricorrono i trent’anni dall’istituzione del partenariato strategico di coordinamento tra Cina e Russia e i venticinque anni dalla firma del Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione. Le relazioni tra i due paesi, ha detto il presidente cinese, sono arrivate al livello attuale perché le due parti hanno saputo approfondire la fiducia politica e il coordinamento strategico ‘con la tenacia di chi resiste a mille colpi’, espandere la cooperazione ‘con lo spirito di chi sale ancora di un piano’ e difendere la giustizia internazionale ‘con il coraggio di restare calmi mentre le nuvole caotiche volano intorno’. Per Xi, Cina e Russia devono ora promuovere ‘un sistema di governance globale più giusto e ragionevole’.Uno dei risultati politici più importanti è stata la conferma della proroga del Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione, firmato nel 2001. Per Pechino, quel testo ha dato una base giuridica stabile alla relazione bilaterale. Per Mosca, oggi ha un valore ancora più rilevante, perché consente di presentare il rapporto con la Cina non come una convergenza tattica nata dopo l’invasione dell’Ucraina, ma come un partenariato strutturale e di lungo periodo.

Le due parti hanno firmato o annunciato una serie di documenti di cooperazione: 42 in tutto, secondo il Cremlino. Gli accordi riguardano commercio, standard sanitari, media di Stato, energia nucleare, scienza, tecnologia, proprietà intellettuale, istruzione e scambi umani. Non è stato invece annunciato un vero sfondamento sul gasdotto Power of Siberia 2, il progetto che dovrebbe portare in Cina fino a 50 miliardi di metri cubi l’anno di gas russo attraverso la Mongolia. Il Cremlino ha parlato di una ‘comprensione generale’ sui parametri del progetto, ma restano aperti dossier come il prezzo, i tempi e le condizioni commerciali.

Il dossier energetico resta comunque al centro della relazione. La crisi in Medio Oriente, la guerra in Iran e le tensioni sullo stretto di Hormuz hanno accresciuto il valore strategico delle forniture russe per Pechino. Xi ha detto che è ‘imperativo raggiungere senza indugio un cessate il fuoco completo’ e che è ‘ancora più inaccettabile riaccendere le ostilità’. Per la Cina, una potenza industriale dipendente dalle importazioni di greggio e dalle rotte marittime, l’instabilità del Golfo significa aumento dei costi, rischio di interruzioni nelle catene di approvvigionamento e limitazione della crescita. Putin, da parte sua, ha presentato la Russia come fornitore affidabile in una fase di turbolenza globale.

Questo tema è tornato anche nell’incontro con Li Qiang. ‘Una delle priorità è garantire una protezione affidabile della nostra cooperazione dalle influenze esterne negative’, ha detto Putin al premier cinese. Il presidente russo ha indicato tra i dossier prioritari l’attuazione di progetti comuni in energia, industria, spazio, agricoltura, trasporti e logistica. Ha inoltre sottolineato che, nonostante ‘alcuni aggiustamenti’ negli indicatori del commercio bilaterale alla fine del 2025, quest’anno l’interscambio sta mostrando ‘una buona crescita, superiore al 10 per cento’. Putin ha poi invitato Li Qiang a visitare la Russia: ‘La aspettiamo in Russia’, ha detto.

La dichiarazione congiunta pubblicata dal Cremlino contiene anche un passaggio netto su Taiwan. ‘La parte russa ribadisce la propria adesione al principio di una sola Cina’, si legge nel documento. E’ una formula scontata, ma politicamente rilevante perché riafferma il sostegno di Mosca alla posizione di Pechino secondo cui Taiwan fa parte della Cina. Per il Cremlino, il principio di una sola Cina implica il non riconoscimento di Taiwan come Stato sovrano indipendente. Per Pechino, resta il fondamento diplomatico della sua politica verso l’isola, orientata alla riunificazione, ufficialmente pacifica, sotto il principio ‘un paese, due sistemi’.

L’altro bersaglio esplicito della dichiarazione è il progetto statunitense Golden Dome, lo scudo antimissile voluto da Trump. Cina e Russia affermano che il piano ‘pone una minaccia evidente alla stabilità strategica’ perché mira a costruire un sistema antimissile globale, multilivello e multisfera, con componenti anche spaziali. Le due parti sostengono che il progetto contraddice il principio fondamentale della stabilità strategica, cioè l’interconnessione tra armi offensive e difensive, e avvertono che esso potrebbe ‘aumentare significativamente il rischio di scontri armati nello spazio’, favorendo il dispiegamento di armi orbitali e trasformando lo spazio in ‘un’arena di confronto armato’.

Il capitolo nucleare è altrettanto duro. Russia e Cina condannano ‘qualsiasi provocazione e azione ostile’ di potenze nucleari contro altre potenze nucleari che possa ledere i loro interessi fondamentali di sicurezza e aumentare i rischi strategici. Il documento afferma che la sicurezza di uno Stato non può essere garantita a spese della sicurezza di un altro, respinge la contrapposizione tra blocchi, l’espansione delle alleanze militari e le guerre per procura. Le due parti definiscono inoltre inammissibile costringere Stati sovrani a rinunciare alla neutralità e manifestano preoccupazione per le dichiarazioni di alcuni Stati formalmente non nucleari dell’Unione europea favorevoli all’acquisizione di armi nucleari.

Nel testo, Mosca e Pechino chiedono anche l’abbandono delle pratiche di ‘missioni nucleari congiunte’, deterrenza nucleare ‘estesa’ e deterrenza ‘avanzata’, considerate destabilizzanti. E’ un passaggio che si inserisce nella critica più ampia alla postura nucleare degli Stati uniti e della Nato, ma che serve anche a saldare le narrative strategiche dei due paesi: per Mosca, la minaccia viene dal rafforzamento militare occidentale in Europa; per Pechino, dall’infrastruttura di alleanze Usa nell’Indo-Pacifico.

La dichiarazione congiunta attacca infatti anche l’espansione della Nato verso l’Asia-Pacifico. Cina e Russia affermano che ‘le azioni dirette a espandere la presenza dell’Organizzazione del trattato dell’Atlantico del nord nella regione Asia-Pacifico e a creare un suo equivalente asiatico, anche sulla base di meccanismi come Aukus, sono incompatibili con gli obiettivi di rafforzamento della pace e della sicurezza regionale’.

Ampio anche il capitolo spaziale. Russia e Cina hanno concordato di proseguire l’attuazione di grandi progetti spaziali di interesse comune, rafforzando la cooperazione nei programmi nazionali e nelle aree chiave dell’attività spaziale. Il documento cita la Stazione internazionale di ricerca lunare, l’esplorazione della Luna e lo spazio profondo. Il messaggio è duplice: da un lato, Mosca e Pechino vogliono mostrare di poter competere con gli Stati uniti anche nelle tecnologie strategiche più avanzate; dall’altro, legano la cooperazione spaziale alla denuncia contro la militarizzazione dello spazio.

Cina e Russia hanno inoltre concordato di rafforzare la cooperazione contro il terrorismo e contro l’uso politico dei gruppi terroristici. La dichiarazione afferma che le due parti intendono combattere insieme le ‘tre forze del male’ – terrorismo, separatismo ed estremismo – con particolare attenzione alle organizzazioni incluse nelle liste del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite e ad altri gruppi che minacciano la sicurezza nazionale di Russia e Cina. Mosca e Pechino vogliono inoltre coordinarsi per impedire la pianificazione e l’esecuzione di attentati con nuove tecnologie e per contrastare il sostegno a gruppi terroristici usati per fini politici.

La dimensione educativa e culturale è stata trasformata in un altro asse politico della visita. Xi e Putin hanno inaugurato gli Anni congiunti dell’educazione Cina-Russia 2026-2027, il decimo grande progetto intergovernativo di questo tipo tra i due paesi. L’iniziativa segue gli anni della cultura e punta a rafforzare università, scuole, formazione professionale, mobilità studentesca, ricerca scientifica e studio delle rispettive lingue. Per Mosca e Pechino, la cooperazione educativa serve a dare profondità sociale a un rapporto che non vuole apparire soltanto come un’alleanza di vertice tra apparati statali.

Dietro la retorica della parità, resta tuttavia evidente lo squilibrio crescente tra i due partner. Dopo l’invasione dell’Ucraina e le sanzioni occidentali, la Russia dipende sempre di più dalla Cina per esportare energia, importare tecnologia, sostenere la propria industria e mantenere canali finanziari e commerciali alternativi. La Cina, invece, usa la Russia come retrovia strategica, fonte energetica continentale e partner nella contestazione dell’egemonia americana, ma evita di trasformare il rapporto in una vera alleanza militare formale, che potrebbe costarle troppo nei rapporti con l’Europa, con l’Asia e con parte del Sud globale.

La visita di Putin, arrivata subito dopo quella di Trump, mostra bene la strategia di Xi. Pechino vuole tenere aperto il canale con Washington, decisivo per commercio, tecnologia, dazi e Taiwan, ma allo stesso tempo rafforza il legame con Mosca per dimostrare che la Cina non è isolabile. Putin è alla sua venticinquesima visita in Cina da quando è arrivato al potere e Xi lo ha incontrato oltre quaranta volte. La diplomazia del tè, la cerimonia solenne, i colloqui ristretti e allargati, il coordinamento su sicurezza, energia, spazio, istruzione e ordine mondiale servono a inviare un messaggio unico: Cina e Russia non intendono accettare un sistema internazionale definito dagli Stati uniti.

Formazione ITS, il futuro delle Scienze della Vita passa dai giovani

Roma, 20 mag. (askanews) – Come formare i professionisti del futuro nelle life sciences, uno dei comparti più dinamici e strategici del Paese, è stato il focus della seconda edizione degli Stati Generali della Formazione ITS, promossa a Firenze da Fondazione VITA – Istituto Tecnologico Superiore per le Nuove Tecnologie della Vita. Nell’evento – che ha riunito istituzioni nazionali e regionali, aziende del settore biotech e farmaceutico e studenti ITS – sono stati presentati i risultati della survey annuale dedicata al fabbisogno formativo espresso dalle aziende del settore, che ha evidenziato il ruolo sempre più centrale degli ITS Academy come ponte tra formazione e mondo del lavoro: Area qualità, Ricerca & Sviluppo, Impianti e Meccatronica Farmaceutica sono le figure più ricercate dalle imprese.

Andrea Paolini, presidente di Fondazione Vita: “È un momento importante perché tutta la formazione dell’ITS si basa sulla professionalizzazione e sull’importanza di sapere qual è la domanda delle imprese e quali sono le risposte che possiamo dare adeguatamente formando questi ragazzi. Incontrarsi e interfacciarsi con queste realtà per noi risulta importante e questi ragazzi devono imparare a capire, oltre che a formarsi adeguatamente, come si interagisce e come si lavora all’interno di queste realtà molto complesse, però molto importanti ovviamente per i nostri percorsi”.

Guardando ai singoli corsi ITS di Fondazione VITA, dalla survey si riscontrano dati molto positivi sul fronte dell’occupabilità che raggiunge il 70% per gli studenti del corso Bioqualtech; l’87% per i diplomati di Biomedtech e il 76% per Profarmabio.

Stefano Chiellini, direttore di Fondazione VITA: “Dati molto importanti, rassicuranti, proprio perché il settore richiede le figure che normalmente Fondazione Vita forma ogni anno, insiste sui territori dove la Fondazione Vita ha fatto anche investimenti importanti per quelli che sono i laboratori finanziati con Regione Toscana e PNRR. Dati rassicuranti anche sulla parte dell’occupazione, dove si attesta dal 70 all’85% l’occupazione, toccando anche punte di coerenza fino al 100%”.

Ma la formazione della Fondazione VITA passa anche da una serie di investimenti in attrezzature e infrastrutture, con ambienti formativi dotati di tecnologie e strumentazioni scientifiche innovative nel campo chimico, biomedicale, biologico, dell’automazione e della robotica industriale.

Alessandra Nardini, assessora Istruzione, Università, Ricerca, Formazione Regione Toscana: “Noi investiamo moltissimo su questo segmento di formazione terziaria non universitaria, perché crediamo che offra davvero tante opportunità lavorative per le nostre ragazze e per i nostri ragazzi, un’occupazione di qualità, stabile, sicura, giustamente retribuita, dignitosa e tutelata e perché appunto risponde al bisogno delle imprese di avere personale adeguatamente formato”.

La giornata ha visto anche la cerimonia di consegna dei diplomi agli studenti che hanno completato i percorsi ITS di Fondazione VITA e la sessione “It’s Your Time”, uno spazio di incontro diretto e di confronto tra gli studenti ITS di Fondazione VITA e alcune delle principali aziende del settore life sciences.

Flotilla, Meloni-Tajani: inaccettabile Ben Gvir, pretendiamo scuse

Milano, 20 mag. (askanews) – “Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona”. Lo dichiarano il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, in una nota sul comportamento del ministro israeliano al porto di Ashdod dove sono stati sbarcati i compenenti della Flotilla sequestrati dall’esercito israeliano.

“Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano”.

Per questi motivi, “il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convocherà immediatamente l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto”.

Tv, dal 30 maggio su RaiPlay "Sacro Moderno" di Lorenzo Pallotta

Roma, 20 mag. (askanews) – Sarà disponibile dal 30 maggio in esclusiva su RaiPlay “Sacro Moderno”, opera prima del regista Lorenzo Pallotta. Il film documentario nasce in un periodo storico dove i piccoli borghi stanno scomparendo e con essi anche le antiche tradizioni e racconta la storia e il destino di una comunità montana che in tutti i modi cerca di sopravvivere.

Nel comune montano di Intermesoli sono rimaste poche persone. Il giovane Simone, erede tacito di memorie e antiche tradizioni, si fa carico delle responsabilità del paese. Non molto distante vive Filippo, eremita e individualista, che lontano da tutti cerca di ricostruire sé stesso e la propria fede. Simone e Filippo, legati da silenzi opprimenti, fanno i conti con limiti e compromessi interiori sotto lo sguardo vigile di un popolo che, inconsapevolmente, travolge la loro vita e il loro destino. “Sacro Moderno” vuole evocare nello spettatore un forte senso di oppressione e di solitudine, attraverso il disorientamento nell’animo di personaggi privi di punti di riferimento.

Il fine ultimo è sia quello di provare a creare un universo volutamente magico, a metà tra fiaba nera e film di formazione – dove lo spettatore si perde nei ritmi dilatati di un silenzio apparente, cercando dentro di sé il senso ultimo del film -, sia mostrare i diversi punti di vista dei protagonisti che in maniera differente prendono le distanze dal sistema gerarchico e di potere che si è formato negli anni all’interno di questi paesi. Una verità oscura e tragica che probabilmente non smetterà mai di esistere in un mondo così piccolo e nascosto, ma universalmente comprensibile.

“Sacro Moderno” nasce dall’esigenza del regista di raccontare i luoghi e le tradizioni della sua regione, con l’intento di enfatizzare il suo territorio, spesso dimenticato dal cinema italiano contemporaneo. Lorenzo Pallotta, giovane regista originario dell’Abruzzo, ha studiato presso il Sae Institute di Milano. Ha iniziato la sua carriera lavorando in produzioni universitarie e indipendenti, concentrandosi su documentari, spot pubblicitari, videoclip musicali, cortometraggi e web series. Pallotta ha lavorato come assistente alla regia nei film “Loro” e “Piccole Avventure Romane” di Paolo Sorrentino. “Luis” (cortometraggio 2019) ha ottenuto riconoscimenti in numerosi festival, tra cui il Festival Européen du Film Court de Brest (Francia), il Figari Film Fest (Italia), Visioni Italiane (Cineteca di Bologna, Italia) e il MedFilm Festival (Roma, Italia). Nel 2026 ha fondato il collettivo Area139 per sviluppare e produrre cinema indipendente.

Xi e Putin: no a legge giungla, vogliamo mondo multilaterale

Roma, 20 mag. (askanews) – Il presidente cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin hanno messo in guardia oggi a Pechino contro il rischio di un ritorno alla ‘legge della giungla’ nelle relazioni internazionali, trasformando il vertice alla Grande sala del popolo in una dichiarazione politica contro mire egemoniche statunitensi, la pressione militare occidentale e la frammentazione dell’ordine globale. A meno di una settimana dal vertice tra Xi e il presidente Usa Donald Trump, Cina e Russia hanno scelto di presentare il loro partenariato come un fattore di stabilità in un mondo attraversato dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, dalla crisi energetica e dal riarmo strategico.

In una dichiarazione congiunta ‘sulla promozione di un mondo multipolare e di un nuovo tipo di relazioni internazionali’, Pechino e Mosca affermano che l’agenda globale della pace e dello sviluppo affronta ‘nuovi rischi e nuove sfide’, con il pericolo di ‘una frammentazione della comunità internazionale e di un ritorno alla legge della giungla’. Il riferimento, pur non nominando direttamente Washington, è apparso rivolto agli Stati uniti e ai loro alleati. Le due parti hanno dichiarato di opporsi ‘all’egemonia e all’unilateralismo’ e di respingere ‘un ritorno a un mondo in cui prevale soltanto la legge della forza’, rivendicando al tempo stesso ‘l’autorità e il ruolo centrale delle Nazioni unite negli affari internazionali’.

Il fatto stesso che sia stata estratta, dal vertice Xi-Putin, una dichiarazione congiunta – la tredicesima nella storia tra i due leader che si sono dichiarati amici più volte – marca la differenza col precedente, atteso summit Xi-Trump, che si è concluso senza un documento di questo tipo.

La giornata di Putin a Pechino è stata costruita come una sequenza diplomatica ad alta densità simbolica. Dopo l’arrivo nella capitale cinese ieri sera, il presidente russo è stato accolto oggi da Xi con una cerimonia ufficiale davanti alla Grande sala del popolo: picchetto d’onore, inni nazionali, salve di cannone, bambini con bandiere cinesi e russe. I due leader hanno poi avuto un incontro in formato ristretto, dedicato ai dossier più sensibili, seguito da colloqui allargati con le delegazioni. Al termine, Xi e Putin hanno assistito alla firma dei documenti bilaterali, hanno reso dichiarazioni ai media, hanno partecipato nel pomeriggio alla cerimonia di inaugurazione degli Anni congiunti dell’educazione Cina-Russia 2026-2027 e hanno avuto anche un momento più informale davanti al tè, nella cornice riservata della diplomazia personale tra i due leader. Putin ha inoltre incontrato il premier cinese Li Qiang per discutere cooperazione economica, commercio e progetti settoriali. Infine, ha preso parte a un ricevimento offerto da Xi.

Nel colloquio con Xi, Putin ha ripetuto che il rapporto con Pechino ha raggiunto un livello mai raggiunto prima. ‘Grazie agli sforzi comuni delle due parti, le relazioni russo-cinesi hanno raggiunto un livello senza precedenti’, ha detto il presidente russo, sottolineando la frequenza dei contatti ad alto livello, la solidità della fiducia politica e l’allargamento della cooperazione in energia, commercio, trasporti, logistica, scienza e tecnologia. Putin ha definito la cooperazione tra Russia e Cina ‘un importante fattore di stabilità in una situazione internazionale turbolenta’ e ha invitato Xi a visitare la Russia il prossimo anno.

Xi ha collocato il vertice dentro una prospettiva storica. Quest’anno ricorrono i trent’anni dall’istituzione del partenariato strategico di coordinamento tra Cina e Russia e i venticinque anni dalla firma del Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione. Le relazioni tra i due paesi, ha detto il presidente cinese, sono arrivate al livello attuale perché le due parti hanno saputo approfondire la fiducia politica e il coordinamento strategico ‘con la tenacia di chi resiste a mille colpi’, espandere la cooperazione ‘con lo spirito di chi sale ancora di un piano’ e difendere la giustizia internazionale ‘con il coraggio di restare calmi mentre le nuvole caotiche volano intorno’. Per Xi, Cina e Russia devono ora promuovere ‘un sistema di governance globale più giusto e ragionevole’.

Uno dei risultati politici più importanti è stata la conferma della proroga del Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione, firmato nel 2001. Per Pechino, quel testo ha dato una base giuridica stabile alla relazione bilaterale. Per Mosca, oggi ha un valore ancora più rilevante, perché consente di presentare il rapporto con la Cina non come una convergenza tattica nata dopo l’invasione dell’Ucraina, ma come un partenariato strutturale e di lungo periodo.

Le due parti hanno firmato o annunciato una serie di documenti di cooperazione: 42 in tutto, secondo il Cremlino. Gli accordi riguardano commercio, standard sanitari, media di Stato, energia nucleare, scienza, tecnologia, proprietà intellettuale, istruzione e scambi umani. Non è stato invece annunciato un vero sfondamento sul gasdotto Power of Siberia 2, il progetto che dovrebbe portare in Cina fino a 50 miliardi di metri cubi l’anno di gas russo attraverso la Mongolia. Il Cremlino ha parlato di una ‘comprensione generale’ sui parametri del progetto, ma restano aperti dossier come il prezzo, i tempi e le condizioni commerciali.

Il dossier energetico resta comunque al centro della relazione. La crisi in Medio Oriente, la guerra in Iran e le tensioni sullo stretto di Hormuz hanno accresciuto il valore strategico delle forniture russe per Pechino. Xi ha detto che è ‘imperativo raggiungere senza indugio un cessate il fuoco completo’ e che è ‘ancora più inaccettabile riaccendere le ostilità’. Per la Cina, una potenza industriale dipendente dalle importazioni di greggio e dalle rotte marittime, l’instabilità del Golfo significa aumento dei costi, rischio di interruzioni nelle catene di approvvigionamento e limitazione della crescita. Putin, da parte sua, ha presentato la Russia come fornitore affidabile in una fase di turbolenza globale.

Questo tema è tornato anche nell’incontro con Li Qiang. ‘Una delle priorità è garantire una protezione affidabile della nostra cooperazione dalle influenze esterne negative’, ha detto Putin al premier cinese. Il presidente russo ha indicato tra i dossier prioritari l’attuazione di progetti comuni in energia, industria, spazio, agricoltura, trasporti e logistica. Ha inoltre sottolineato che, nonostante ‘alcuni aggiustamenti’ negli indicatori del commercio bilaterale alla fine del 2025, quest’anno l’interscambio sta mostrando ‘una buona crescita, superiore al 10 per cento’. Putin ha poi invitato Li Qiang a visitare la Russia: ‘La aspettiamo in Russia’, ha detto.

La dichiarazione congiunta pubblicata dal Cremlino contiene anche un passaggio netto su Taiwan. ‘La parte russa ribadisce la propria adesione al principio di una sola Cina’, si legge nel documento. E’ una formula scontata, ma politicamente rilevante perché riafferma il sostegno di Mosca alla posizione di Pechino secondo cui Taiwan fa parte della Cina. Per il Cremlino, il principio di una sola Cina implica il non riconoscimento di Taiwan come Stato sovrano indipendente. Per Pechino, resta il fondamento diplomatico della sua politica verso l’isola, orientata alla riunificazione, ufficialmente pacifica, sotto il principio ‘un paese, due sistemi’.

L’altro bersaglio esplicito della dichiarazione è il progetto statunitense Golden Dome, lo scudo antimissile voluto da Trump. Cina e Russia affermano che il piano ‘pone una minaccia evidente alla stabilità strategica’ perché mira a costruire un sistema antimissile globale, multilivello e multisfera, con componenti anche spaziali. Le due parti sostengono che il progetto contraddice il principio fondamentale della stabilità strategica, cioè l’interconnessione tra armi offensive e difensive, e avvertono che esso potrebbe ‘aumentare significativamente il rischio di scontri armati nello spazio’, favorendo il dispiegamento di armi orbitali e trasformando lo spazio in ‘un’arena di confronto armato’.

Il capitolo nucleare è altrettanto duro. Russia e Cina condannano ‘qualsiasi provocazione e azione ostile’ di potenze nucleari contro altre potenze nucleari che possa ledere i loro interessi fondamentali di sicurezza e aumentare i rischi strategici. Il documento afferma che la sicurezza di uno Stato non può essere garantita a spese della sicurezza di un altro, respinge la contrapposizione tra blocchi, l’espansione delle alleanze militari e le guerre per procura. Le due parti definiscono inoltre inammissibile costringere Stati sovrani a rinunciare alla neutralità e manifestano preoccupazione per le dichiarazioni di alcuni Stati formalmente non nucleari dell’Unione europea favorevoli all’acquisizione di armi nucleari.

Nel testo, Mosca e Pechino chiedono anche l’abbandono delle pratiche di ‘missioni nucleari congiunte’, deterrenza nucleare ‘estesa’ e deterrenza ‘avanzata’, considerate destabilizzanti. E’ un passaggio che si inserisce nella critica più ampia alla postura nucleare degli Stati uniti e della Nato, ma che serve anche a saldare le narrative strategiche dei due paesi: per Mosca, la minaccia viene dal rafforzamento militare occidentale in Europa; per Pechino, dall’infrastruttura di alleanze Usa nell’Indo-Pacifico.

La dichiarazione congiunta attacca infatti anche l’espansione della Nato verso l’Asia-Pacifico. Cina e Russia affermano che ‘le azioni dirette a espandere la presenza dell’Organizzazione del trattato dell’Atlantico del nord nella regione Asia-Pacifico e a creare un suo equivalente asiatico, anche sulla base di meccanismi come Aukus, sono incompatibili con gli obiettivi di rafforzamento della pace e della sicurezza regionale’.

Ampio anche il capitolo spaziale. Russia e Cina hanno concordato di proseguire l’attuazione di grandi progetti spaziali di interesse comune, rafforzando la cooperazione nei programmi nazionali e nelle aree chiave dell’attività spaziale. Il documento cita la Stazione internazionale di ricerca lunare, l’esplorazione della Luna e lo spazio profondo. Il messaggio è duplice: da un lato, Mosca e Pechino vogliono mostrare di poter competere con gli Stati uniti anche nelle tecnologie strategiche più avanzate; dall’altro, legano la cooperazione spaziale alla denuncia contro la militarizzazione dello spazio.

Cina e Russia hanno inoltre concordato di rafforzare la cooperazione contro il terrorismo e contro l’uso politico dei gruppi terroristici. La dichiarazione afferma che le due parti intendono combattere insieme le ‘tre forze del male’ – terrorismo, separatismo ed estremismo – con particolare attenzione alle organizzazioni incluse nelle liste del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite e ad altri gruppi che minacciano la sicurezza nazionale di Russia e Cina. Mosca e Pechino vogliono inoltre coordinarsi per impedire la pianificazione e l’esecuzione di attentati con nuove tecnologie e per contrastare il sostegno a gruppi terroristici usati per fini politici.

La dimensione educativa e culturale è stata trasformata in un altro asse politico della visita. Xi e Putin hanno inaugurato gli Anni congiunti dell’educazione Cina-Russia 2026-2027, il decimo grande progetto intergovernativo di questo tipo tra i due paesi. L’iniziativa segue gli anni della cultura e punta a rafforzare università, scuole, formazione professionale, mobilità studentesca, ricerca scientifica e studio delle rispettive lingue. Per Mosca e Pechino, la cooperazione educativa serve a dare profondità sociale a un rapporto che non vuole apparire soltanto come un’alleanza di vertice tra apparati statali.

Dietro la retorica della parità, resta tuttavia evidente lo squilibrio crescente tra i due partner. Dopo l’invasione dell’Ucraina e le sanzioni occidentali, la Russia dipende sempre di più dalla Cina per esportare energia, importare tecnologia, sostenere la propria industria e mantenere canali finanziari e commerciali alternativi. La Cina, invece, usa la Russia come retrovia strategica, fonte energetica continentale e partner nella contestazione dell’egemonia americana, ma evita di trasformare il rapporto in una vera alleanza militare formale, che potrebbe costarle troppo nei rapporti con l’Europa, con l’Asia e con parte del Sud globale.

La visita di Putin, arrivata subito dopo quella di Trump, mostra bene la strategia di Xi. Pechino vuole tenere aperto il canale con Washington, decisivo per commercio, tecnologia, dazi e Taiwan, ma allo stesso tempo rafforza il legame con Mosca per dimostrare che la Cina non è isolabile. Putin è alla sua venticinquesima visita in Cina da quando è arrivato al potere e Xi lo ha incontrato oltre quaranta volte. La diplomazia del tè, la cerimonia solenne, i colloqui ristretti e allargati, il coordinamento su sicurezza, energia, spazio, istruzione e ordine mondiale servono a inviare un messaggio unico: Cina e Russia non intendono accettare un sistema internazionale definito dagli Stati uniti.

Flotilla, attivisti in ginocchio e mani legate nel porto di Ashdod. Ben Gvir li schernisce

Roma, 20 mag. (askanews) – Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliana, Itamar Ben Gvir, si è recato al porto di Ashdod, dove sono trattenuti gli attivisti della Global Sumud Flotilla catturati dalle forze israeliane. In un filmato diffuso dallo stesso esponente dell’estrema destra israeliana su X, sotto il titolo “Welcome to Israel”, si vedono gli attivisti con le mani legate, in ginocchio, faccia a terra e il ministro che sventola la bandiera israeliana.

Il video mostra anche un’attivista che scandisce “Free, free Palestina” alla volta di Ben Gvir e viene subito immobilizzata a terra dagli agenti dello Shin Bet. Stando alla traduzione fatta dal quotidiano Ynet, il ministro schernisce gli attivisti: “Sono arrivati con tanto orgoglio, guardate come sono ridotti ora. Non eroi, niente di che, sostenitori del terrorismo. Chiederò a Netanyahu: consegnameli per molto tempo nelle prigioni dei terroristi”.

Lega, Salvini: Vannacci? Non temo nessuno, uno va e dieci arrivano

Trento, 20 mag. (askanews) – “Uno che va a 10 ne arrivano”. Così il vicepremier Matteo Salvini, ha risposto dal Festival dell’Economia di Trento alla domanda sui sui timori per un effetto Vannacci e le ultime uscite dalla Lega.

“No, io temo solo gli eventi esterni che non posso controllare le guerre soprattutto. Non temo nessuno, non ho paura di nessuno, sono preoccupato della situazione economica. Sarei un folle da ministro che si occupa di lavori pubblici se non fossi preoccupato perché con questi aumenti dei prezzi e con qualcuno che mi dice aspetta a spendere perché il malato non è ancora abbastanza grave, sì che sono preoccupato perché se si fermano i camion, se si fermano le aziende se la gente non compra, la situazione economica è complicata”, ha aggiunto Salvini

“Non sono preoccupato per dinamiche politiche per gente che va a gente che viene, sondaggi, conflitti, nomine, no, quello no”, ha concluso il leader della Lega.

Governo, Salvini: voto a scadenza naturale? Non lo so,dipende da economia

Trento, 20 mag. (askanews) – “Non lo so, dipende anche dai fattori economici”. Così il vicepremier Matteo Salvini, ha risposto dal festival dell’Economia di Trento alla domanda se si voterà a scadenza naturale che sarebbe settembre.

“Noi eravamo al 25 febbraio non dico tranquilli perché uno che fa il ministro dei Lavori pubblici in Italia non è mai tranquillo però c’era una situazione economica in crescita c’era una situazione sui cantieri tranquilla adesso c’è una situazione” difficile.

Italia-India, Meloni: giornata storica, paesi più vicini che mai

Roma, 20 mag. (askanews) – “E’ una giornata che io non considero riduttivo definire storica per le relazioni tra le nostre due nazioni”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso delle dichiarazioni congiunte a Villa Pamphilj dopo l’incontro con il primo ministro Modi.

“Il mio amico Modi – ha proseguito – è alla guida dell’India ininterrottamente dal 2014, quella di oggi è la prima missione bilaterale in Italia dopo 26 anni. Con questa visita colmiamo questo vuoto e insieme decidiamo di rilanciare. Questa visita sancisce l’apice di un percorso che in questi anni abbiamo costruito con costanza e determinazione per riannodare i fili del rapporto fino a portarlo al livello più alto di sempre: oggi eleviamo il nostro rapporto al livello di partenariato strategico speciale, il più alto mai raggiunto”.

“Ora – ha sottolineato Meloni – Italia e India sono più vicine che mai, ora sono nelle condizioni di esprimere il potenziale al massimo livello”.

Expat o immigrati? A Londra scrittori italiani a confronto

Roma, 20 mag. (askanews) – Cosa distingue un immigrato da un expat? Quali sono le differenze fondamentali tra chi sceglie di vivere lontano dalla terra natia e chi è costretto a farlo per forza di circostanze? All’Istituto Italiano di Cultura di Londra, diretto da Francesco Bongarrà, ne hanno parlato Emanuela Achenoum – la giovane scrittrice italiana autrice di Tangerinn, recentemente uscito nella traduzione inglese di Lucy Rand per Europa Editions – e Vincenzo Latronico, autore di “Perfezioni”. Lo scrittore si trova in questi giorni a Londra anche per lo European Writers Festival, anche grazie al sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura.

“Mio padre è marocchino, molto fiero delle sue origini e legato alla sua terra, ma – ha detto Emanuela Achenoum – ha sempre provato ad integrarsi al meglio nella sua patria di adozione, l’Italia, e in particolare Reggio Calabria, da cui io provengo. E, per esempio, non ha mai cercato di impormi nulla della sua cultura. Dunque, io non sono musulmana nè parlo arabo: un modo, per lui, di essere certo di non crerami alcun possibile problema di inserimento. D’altronde io sono sempre stata una privilegiata, dal punto di vista dell’immigrazione: sono bianca, ho studiato all’università, lavoro nell’editoria, i miei genitori mi hanno sempre supportata economicamente. Per questi motivi ho deciso che la storia di Mina, la protagonista di Tangerinn, non potevo raccontarla in prima persona, come avevo inizialmente pensato”.

L’appartenzenza ad un luogo, fare parte di una comunità, parlare un linguaggio comune, condividere tradizioni e cultura sono tematiche condivise da Latronico, egli stesso per molti anni un expat a Berlino. “Anch’io del genere privilegiato – ha osservato – anche se ora sono molto felice di essere tornato in Italia”, mentre la Achenoum – vive a Roma dopo una parentesi londinese che ha di fatto ispirato l’ambientazione di Tangerinn, ed un’altra a Milano – ha confessato di sentirsi diversa quando torna a casa, a Reggio Calabria: “E’ come se tornassi a 17 anni. Quando si torna a casa si torna anche a una dimensione che sembra essere rimasta immutata”.

E la letteratura italiana in traduzione? Qualcosa si muove? “Dalla Ferrante in poi – ha rimarcato la Anechoum – si può facilmente osservare come alcuni autori non abbiamo frontiere nè confini. E’ incredibile sentire come I lettori cinesi, ad esempio, si identifichino con I personaggi di una Napoli anni ’60. Certo, ci sono I confini creati dalle diverse lingue, ma la letteratura ha il potere di unirci”.

Vegas Jones esce con “Chic Nisello 2”: il volume 2 della mia vita

Milano, 20 mag. (askanews) – “Chic Nisello 2” il nuovo album di Vegas Jones, è stato presentato in anteprima al palazzetto di Cinisello Balsamo con un evento che ha celebrato le origini del rapper e arriva a 10 anni anni di distanza dal primo capitolo.

“Avevo bisogno di sentirmi Chic Nisello tanto quanto mi sono sentito nel primo volume. Ovviamente è un disco, è un me diverso, cambiato, evoluto, evoluto più che cambiato, che ha ritrovato la sua rotta, il suo bagaglio, è di nuovo nel suo viaggio dopo tanta fatica. il volume 2 della mia vita, se fosse il mio secondo tempo, più fedele possibile di sempre. Ce l’ho pronto da un po’ di tempo, aspettavo un momento giusto per tirarlo fuori, ma tutto il concept c’era già.

Vegas Jones ha ridefinito i canoni del rap melodico e tecnico in Italia, nell’album è affiancato da diversi artisti di spicco della scena: dalle collaborazioni storiche con Emis Killa e Jake La Furia, alla penna intimista di Silent Bob, fino alla sintonia con le nuove generazioni rappresentate da Flaco G e Kay Carter.

“Ho tratto tanta ispirazione da ognuno di loro in studio per me questo quello che mi fa crescere sempre, mi fa sempre evolvere cioè assorbire le cose migliori degli altri e capire dove io non posso arrivare e cercare di arrivarci ovviamente nei miei limiti perché sono un uomo e non posso fare tutto e ho di bello le mie peculiarità però ognuno di loro mi ha dato tanto non solo sul disco ma anche personalmente”.

Sedici tracce in cui, dietro i motori rombanti e le atmosfere ricercate di brani notturni prodotti da Low Kidd, batte un cuore profondamente umano.

Rai, Floridia chiede a Giorgetti acquisire in Vigilanza lettera Ue su Freedom Act

Roma, 20 mag. (askanews) – “Ho inviato oggi una lettera al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti chiedendo di acquisire e trasmettere alla Commissione di Vigilanza Rai la comunicazione che, secondo indiscrezioni di stampa, la Commissione europea avrebbe inviato in merito all’European Media Freedom Act”. Lo rende noto la presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai Barbara Floridia.

“Come noto – sottolinea Flordia- i lavori della vigilanza Rai sono al momento fermi per il boicottaggio della maggioranza, ma resta fondamentale che la commissione abbia tutti gli elementi utili visto che in gioco c’è il tema dell’indipendenza del servizio pubblico e del rispetto degli standard europei in materia di libertà dell’informazione. Sono certa che il ministro darà seguito a questa richiesta, nel solco della più leale collaborazione anche alla luce del rischio di infrazione europea e del blocco prolungato dei lavori sulla riforma in commissione ottava al Senato”.

Dazi, ok del Trilogo Ue ad attuare l’accordo con gli Usa (con salvaguardie)

Roma, 20 mag. (askanews) – Si sblocca la procedura per l’attuazione da parte dell’Unione europea degli accordi commerciali sui dazi con gli Stati Uniti. Ma Bruxelles appronta anche salvaguardie, per premunirsi da eventuali “ripensamenti” di Wasington. Nel corso della notte gli europarlamentari, gli Stati membri Ue e la Commissione, in sede di “trilogo”, hanno raggiunto un accordo provvisorio per dare attuazione alle intese commerciali politiche che erano state concluso la scorsa estate con l’amministrazione Trump.

“Un accordo è un accordo e l’Ue rispetta i suoi impegni. Accolgo con favore l’accordo raggiunto”, ha commentato su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

L’accordo provvisorio è su due regolamenti volti a dare attuazione agli aspetti tariffari della Dichiarazione congiunta Ue-Usa del 21 agosto 2025, spiega un comunicato diffuso dal Consiglio Ue, in cui si precisa che il primo regolamento elimina i dazi rimanenti sui prodotti industriali americani e garantisce un accesso preferenziale al mercato, mentre il secondo riguarda la proroga della sospensione dei dazi per le importazioni di aragoste.

L’accordo provvisorio prevede anche una clausola sull’acciaio. La Commissione Ue infatti “ha la facoltà di sospendere le concessioni relative ai prodotti siderurgici e di alluminio destinati agli Stati Uniti qualora, entro il 31 dicembre 2026, gli Stati Uniti continuino ad applicare un dazio superiore al 15% sui prodotti derivati dall’acciaio e dall’alluminio importati dall’UE”.

E rafforza le condizioni in base alle quali la Commissione è autorizzata a sospendere, in tutto o in parte, l’applicazione del regolamento, mediante un atto di esecuzione, si legge ancora nel comunicato. Ciò può verificarsi qualora gli Stati Uniti non rispettino gli impegni assunti nella dichiarazione congiunta, compromettano in altro modo gli obiettivi perseguiti nella dichiarazione congiunta o interrompano le relazioni commerciali e di investimento con l’UE, anche discriminando o prendendo di mira gli operatori economici dell’UE. Il meccanismo di sospensione può essere attivato anche qualora vi siano sufficienti indicazioni che tali azioni possano verificarsi in futuro.

L’accordo comprende un meccanismo di salvaguardia specifico, che fornisce all’Unione europea gli strumenti per affrontare eventuali aumenti significativi delle importazioni dagli Stati Uniti che causino o minaccino di causare gravi danni ai produttori nazionali, specifica la nota del Consiglio.

In particolare, “a seguito di una richiesta debitamente motivata da parte di tre o più Stati membri, dell’industria o dei sindacati dell’UE, oppure di propria iniziativa, la Commissione avvierà un esame per valutare se l’aumento delle importazioni abbia causato o rischi di causare un danno grave ai produttori dell’UE. Qualora vi siano prove sufficienti, la Commissione può decidere di sospendere, in tutto o in parte, l’applicazione del regolamento”.

I colegislatori hanno concordato inoltre di introdurre una clausola di scadenza, in base alla quale il regolamento cesserà di essere applicato alla fine del 2029, a meno che non vengano presi ulteriori provvedimenti.

L’intesa raggiunta nella notte prevede anche un meccanismo di monitoraggio periodico. “Sei mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento, e successivamente ogni tre mesi, la Commissione dovrà informare i colegislatori delle variazioni dei volumi e dei valori degli scambi commerciali delle esportazioni statunitensi verso l’UE relative ai beni contemplati dal regolamento” spiegano nella nota e “sei mesi prima della scadenza del regolamento, la Commissione presenterà una valutazione completa che esaminerà, tra l’altro, l’impatto del regolamento sui flussi commerciali tra UE e Stati Uniti, sui modelli commerciali, sulle entrate tariffarie e, più specificamente, l’impatto sulle pmi. Ove opportuno, tale valutazione sarà accompagnata da una proposta legislativa per prorogare l’applicazione del regolamento”.

Ora l’accordo provvisorio sui due regolamenti dovrà essere approvato e formalmente adottato da entrambe le istituzioni europee prima di essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. I regolamenti entreranno in vigore il giorno successivo alla loro pubblicazione. Il secondo regolamento, relativo all’importazione di aragoste, si applicherà retroattivamente a partire dal primo agosto 2025.

Oms: il numero di decessi sospetti per Ebola aumenta

Roma, 20 mag. (askanews) – Il numero dei decessi sospetti per ebola è salito a 139 e i contagi registrati hanno superato i 600. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus.

“A oggi, l’Oms è stata informata di oltre 600 casi sospetti di infezione e 139 decessi sospetti per ebola. Prevediamo che questo numero continuerà ad aumentare”, ha dichiarato in una conferenza stampa a Ginevra. Secondo il capo dell’organizzazione, il rischio di diffusione della febbre emorragica da ebola è “alto a livello regionale e nazionale, ma basso a livello globale”.

Stellantis rafforza partnership con Dongfeng, ipotesi Voyah a Rennes

Milano, 20 mag. (askanews) – Stellantis rafforza l’asse con la Cina e prepara una nuova joint venture europea con Dongfeng per vendere, distribuire e potenzialmente produrre in Europa veicoli a nuova energia del gruppo cinese, a partire dal marchio premium Voyah. Il progetto, annunciato dopo un memorandum d’intesa non vincolante, prevede una società con sede in Europa, partecipata al 51% da Stellantis e al 49% da Dongfeng.

La nuova entità gestirebbe vendite e distribuzione dei veicoli Voyah in mercati europei selezionati, facendo leva sulla rete e sulle competenze post-vendita di Stellantis. La joint venture avrebbe inoltre attività congiunte in acquisti e ingegneria, con l’obiettivo di sfruttare l’ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia e ridurre costi e tempi di sviluppo.

Sul piano industriale, Stellantis e Dongfeng puntano alla localizzazione in Europa di nuovi veicoli Dongfeng a nuova energia con produzione nello stabilimento di Rennes, in Francia, in linea con le norme europee e i requisiti del “Made in Europe”. Il progetto resta subordinato alla firma degli accordi definitivi e alle necessarie autorizzazioni.

Il sito di Rennes-La Janais, storico impianto ex Psa vicino a Chartres-de-Bretagne, conta circa 2mila addetti e produce la Citroën C5 Aircross. In Francia Stellantis ha recentemente avviato anche la riorganizzazione di Poissy, dove la produzione auto dovrebbe fermarsi entro il 2028, con riconversione verso ricambi, ricondizionamento, riciclo e stampa 3D.

“I piani annunciati oggi portano la collaborazione recentemente rafforzata con Dongfeng a una nuova dimensione, quella di una partnership internazionale al servizio dei clienti di tutto il mondo”, ha dichiarato Antonio Filosa, ceo di Stellantis. Il nuovo capitolo, ha aggiunto, consentirà di offrire “una gamma ancora più ampia di prodotti a prezzi competitivi”.

Per Qing Yang, presidente di Dongfeng l’intesa è in linea con le politiche cinesi di apertura, doppia circolazione e sostegno agli investimenti esteri. La joint venture, ha aggiunto, potrà accelerare l’espansione internazionale di Dongfeng e supportare “la trasformazione strategica di Stellantis e il rafforzamento della sua presenza in Cina”.

L’annuncio arriva pochi giorni dopo il rafforzamento della storica joint venture cinese Dongfeng Peugeot Citroën Automobile, nata nel 1992 e attiva a Wuhan, che dal 2027 dovrebbe produrre nuovi veicoli a nuova energia Peugeot e Jeep per Cina ed export globale. Dalla sua creazione, Dpca ha prodotto oltre 6,5 milioni di veicoli. Dongfeng era stata anche azionista rilevante di Psa prima della fusione del 2021 con Fiat Chrysler.

Per Stellantis, il dossier Dongfeng si aggiunge al capitolo Leapmotor, altro pilastro della strategia cinese del gruppo. Il rafforzamento della partnership prevede cooperazione negli acquisti attraverso Leapmotor International e, sul piano industriale, la produzione a Saragozza della Leapmotor B10 e di un nuovo C-suv elettrico Opel con componenti dell’ecosistema Leapmotor, oltre all’assegnazione di futuri modelli a Madrid-Villaverde.

Il progetto conferma l’accelerazione delle alleanze con partner cinesi, leva per ridurre il gap di costo sull’elettrico, ampliare l’offerta e rispondere ai requisiti europei su localizzazione produttiva e dazi. Per il gruppo guidato da Filosa, il punto sarà rafforzare la competitività senza creare sovrapposizioni eccessive con i marchi storici.

Commerzbank, Orlopp: ripete no a UniCredit, "approccio aggressivo e pressioni"

Roma, 20 mag. (askanews) – Ha parlato di “pressioni pubbliche”, l’amministratore delegato di Commerzbank, Bettina Orlopp, che oggi all’assemblea degli azionisti, dove le sono stati tributati ripetuti applausi, ha ribadito la contrarietà all’offerta pubblica di scambio (Ops) di UniCredit.

Secondo la manager tedesca, la banca italiana ha mostrato “un approccio sempre più aggressivo”. E nel frattempo “interrogativi chiave” sull’operazione “sono rimasti senza risposta. E invece di avere un’offerta attrattiva, oggi vediamo una proposta che non presenta alcun bonus”, ha detto.

“La nostra raccomandazione è chiara: non accettate l’offerta di UniCredit. Non crea alcun valore aggiunto rispetto alla nostra strategia autonoma. Non riflette il valore dei fondamentali di Commerzbank – ha proseguito – e i rischi di attuazione sono enormi, l’esito incerto”.

Tra l’altro, dato che “non prevede una soglia minima di adesione significa che gli azionisti che accettano l’offerta non sanno se, alla scadenza, UniCredit avrà il 30%, la maggioranza semplice o la quota necessaria per l’integrazione. Per UniCredit è un’opzione, per voi significa esporsi all’incertezza”.

Orlopp ha però sostenuto che la dirigenza di Commerzbank resta aperta al dialogo. “Voglio sottolinearlo con chiarezza, restiamo aperti alla discussione a condizione, ovviamente, che vi sia una reale volontà di discutere i punti che abbiamo sollevato. Con la chiara intenzione di offrire ai nostri azionisti un premio interessante. E con un piano che tenga conto dei fattori di successo del nostro modello di business e della nostra strategia di crescita. In tal caso, siamo sempre pronti a sederci insieme -ha concluso -. Lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo”. (fonte immagine: Commerzbank).

Il lavoro che logora, in 10 anni malattie professionali +54%

Roma, 20 mag. (askanews) – Crescono le malattie professionali, aumenta il numero di lavoratori che soffrono di stress, ansia e disturbi del sonno e cambia il volto stesso dei rischi legati al lavoro. Negli ultimi dieci anni (2014-2024) le denunce di malattie professionali sono aumentate del 54%, passando da 57mila a oltre 88 milacasi, mentre 9 occupati su dieci dichiarano di tornare a casa esausti dopo il lavoro, oltre l’82% si sente stressato e quasi uno su due soffre di problemi del sonno. Un disagio sempre più diffuso che aumenta anche il rischio di incidenti e infortuni: affaticamento mentale, carenza di riposo e pressione continua riducono infatti attenzione e capacità di reazione, contribuendo alla crescita degli incidenti, compresi quelli nel tragitto casa-lavoro (+3,2% nel 2025, dato provvisorio), che oggi concentrano il 27% dei casi mortali denunciati all’Inail.

E’ quanto emerge dal rapporto “Salute e benessere nella trasformazione del lavoro: evoluzione dei rischi e nuove sfide”, realizzato dalla Fondazione studi consulenti del lavoro e presentato oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival del Lavoro.

L’indagine, realizzata su dati Inail ed Eurofound, evidenzia come la trasformazione dell’organizzazione del lavoro tra ritmi sempre più intensi, reperibilità continua, pressione sui risultati e difficoltà di conciliazione tra vita privata e professionale, stia modificando profondamente i fattori di rischio. Se dunque gli infortuni sul lavoro risultano in calo (-10,5% nell’ultimo decennio), aumentano invece le patologie legate all’usura fisica e mentale accumulata nel tempo.

Le malattie del sistema osteomuscolare rappresentano oggi oltre il 70% delle denunce all’Inail e negli ultimi quattro anni sono più che raddoppiate. A rendere ancora più complesso il quadro sono i cambiamenti climatici e l’invecchiamento della forza lavoro.

Negli ultimi anni è aumentata l’esposizione dei lavoratori a temperature estreme, soprattutto al caldo eccessivo, con effetti su salute e sicurezza. Parallelamente, l’invecchiamento della forza lavoro ha accresciuto fragilità e patologie croniche: oggi oltre il 66% delle denunce di malattie professionali riguarda lavoratori over 55, fascia che concentra anche quasi il 45% degli infortuni mortali denunciati all’Inail.

“L’aumento delle malattie professionali e dei disturbi legati al benessere psicofisico conferma quanto la salute debba essere centrale nell’organizzazione del lavoro e nelle strategie delle imprese – commenta il presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca – le aziende assumono un ruolo sempre più importante nella tutela del benessere delle persone, anche attraverso strumenti di welfare aziendale come le polizze sanitarie integrative, oggi leva strategica anche per attrarre i più giovani. In un contesto in cui anche la vita quotidiana, fuori dal lavoro, è sempre più segnata da stress e carichi familiari e di cura, ancora oggi prevalentemente sulle donne, diventa necessario ripensare modelli organizzativi e sistemi di prevenzione, puntando maggiormente sulla conciliazione vita-lavoro, su ambienti più sostenibili e su una cultura che integri sicurezza, salute e benessere”.