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Calcio, Spalletti: "Dimostriamo di essere da Juve"

Roma, 16 set. (askanews) – “Abbiamo l’urgenza di vincere questa partita e non solo. Abbiamo anche quella di dover far vedere che siamo la Juventus”. È il messaggio di Luciano Spalletti alla vigilia dell’esordio in Europa League contro il Nec. Il tecnico bianconero torna sulla sconfitta contro il Sassuolo e sulle pressioni legate all’avvio di stagione, assicurando che la squadra è pronta ad affrontarle.

“Essere pronti è l’unica lingua per spiegare che siamo calciatori e persone da Juventus. Essere pronti ad accettare queste cose è l’unica strada. Per cui siamo pronti”, ha detto Spalletti, che non si dice sorpreso dalle voci sul suo futuro. “Non sono stupito che dopo quattro giornate siano cambiati due allenatori. Figuriamoci se devo essere stupito di quello che dicono qui. Finché ci verrà dato spazio, le energie vanno in quella direzione, non in far cambiare idee agli altri”.

Il tecnico ha analizzato anche il finale della gara persa con il Sassuolo: “Siamo stati attenti, lucidi e consapevoli che c’è qualcosa da migliorare. Abbiamo analizzato e tracciato quello che vogliamo fare. Bisogna essere un po’ più compressi, togliere qualche linea di passaggio agli avversari e capire quando è il momento di pressare o fare un po’ il blocco squadra”.

Spalletti si aspetta una partita impegnativa contro il Nec. “L’allenatore Schreuder è un profilo di altissimo livello. Ha avuto il coraggio di andare a imporre le proprie idee in un paese già evoluto di calcio. Ha lasciato un’idea diversa e ben riconoscibile. Ci dobbiamo aspettare una proposta di gioco esclusiva a livello di qualità di idee”. E avverte: “Segnano quasi due gol a partita. Può diventare una serata scomoda”.

Nessuna anticipazione sulla formazione, in particolare sulla possibile coppia Kolo Muani-Woltemade. Spalletti ha però confermato di voler vedere McKennie in campo: “Devo fare delle valutazioni. Ne abbiamo due o tre che non possono essere messi tutti insieme, ma io McKennie domani lo voglio in campo”.

Un passaggio anche su Koopmeiners, chiamato a dare una risposta sul campo: “È un giocatore che viene considerato in maniera importante. Ci aspettiamo sempre di vedere il suo livello, che conosciamo tutti molto bene. Lui è un calciatore internazionale. Abbiamo bisogno di queste cose da parte sua”.

Prima del tecnico aveva parlato Pierre Kalulu, che ha difeso il compagno olandese: “Nello spogliatoio è uno con cui puoi parlare e scherzare, è molto tranquillo. È uno che lavora tanto. In campo ha sia qualità fisica che tecnica”. Sul momento di Kolo Muani, il francese aggiunge: “Non è ancora arrivato il gol, ma sappiamo che darà un grande aiuto alla squadra. Non ho dubbi su di lui e sulla sua stagione”.

Kalulu non considera l’Europa League una scorciatoia per evitare una stagione senza trofei: “È una strada diversa, ma non mancano le squadre forti. Questa sarà la nostra strada”. E sulla sconfitta di Reggio Emilia taglia corto: “Il passato non conta perché non puoi cambiarlo, noi pensiamo sempre alla prossima partita, al futuro”.

Musica, il 18 settembre arriva "Tutto", il nuovo singolo di Ultimo

Roma, 16 set. (askanews) – Esce venerdì 18 settembre “Tutto”, il nuovo singolo di Ultimo, in radio e in digitale, sotto etichetta indipendente Ultimo Records, disponibile un’ora dopo la mezzanotte. “La canzone più importante della mia vita, una di quelle che ti cambiano dentro per sempre” ha detto il cantautore romano parlando del brano scritto all’alba dopo la storica notte del 4 luglio 2026, quando 250.000 persone hanno cantato all’unisono durante quello che sarà ricordato come il Raduno degli Ultimi, il live da record senza precedenti a Roma.

“Tutto”, firmato Niccolò Moriconi e prodotto a quattro mani con Davide Simonetta, restituisce lo stato emotivo di chi vive il contrasto tra un traguardo professionale che non ha eguali e il bisogno di tenere strette le cose più semplici e autentiche: le persone, i luoghi e le emozioni che hanno accompagnato il proprio percorso. Una riflessione intima sul valore del successo e sul complesso e profondo interrogativo che ne deriva: cosa significa davvero avere ‘Tutto’?

“Questa canzone mi fa male e bene allo stesso momento, l’ho finita di scrivere all’alba tornato dal grande concerto di quest’estate – ha raccontato Ultimo in un post sui social – quando arrivi ad avere ‘tutto’, ti siedi sul divano guardi fuori ed è come se tu non avessi più scuse per sentire alcun tipo di mancanza. Una persona a cui voglio molto bene mi ha guardato e detto: ‘Stai a piange te che hai tutto!?’ E da quel momento quella frase ha creato una crepa dentro di me. ‘Che poi che cosa è Tutto!?’ Gli ho risposto. Perché alla fine tutti siamo dentro una rincorsa perenne. Siamo dentro questo stupido gioco fatto con regole strane. Forse guardiamo tutti dal lato sbagliato? Forse tutto è un marciapiede lercio e 4 birre con chi ami. Forse tutto per me era stare con Paoletto a cantare Perfect Day ogni pomeriggio? Forse basterebbe soltanto prendere quello che arriva e basta. In ogni caso sono orgoglioso delle mie canzoni e questo vale tutto il marasma che ho provato a descrivere in questo post”.

A un anno di distanza dalla sera del 22 settembre 2025, quando si era esibito piano e chitarra al The Blues Kitchen Brixton di Londra, anche quest’anno il cantautore romano “tornerà in quel posto”, nella città con cui ha sempre avuto un legame profondo: pochi giorni fa l’annuncio a sorpresa di un live al Dingwalls di Londra, che ospiterà un concerto intimo la sera del 17 settembre. Sarà una serata tra amici, intorno a un pianoforte, per i fortunati fan che sono riusciti ad accaparrarsi i biglietti polverizzati in pochi secondi dall’apertura vendite, e che con ogni probabilità avranno il privilegio di poter ascoltare il nuovo singolo a poche ore dalla release.

Il brano dà il titolo a “Ultimo – Tutto. Live a Tor Vergata”, il film diretto da Giorgio Testi, prodotto da Ultimo Records, in collaborazione con Vivo Concerti e con la produzione esecutiva di Maestro, che racconta la notte del 4 luglio 2026. Brano dopo brano, i fan possonno rivivere ogni momento del live, ogni sfaccettatura del concerto dei record. Il film sarà sul grande schermo distribuito da Nexo Studios, dal 22 al 30 settembre 2026, con un dato di prevendita che ha già superato le 70mila presenze in tutta Italia. Il primo giorno di proiezione coincide con una data dal profondo significato per Ultimo, il giorno che dà il titolo a uno dei suoi brani più famosi, uscito nel 2020 in concomitanza con la nascita della sua etichetta, Ultimo Records.

Inoltre, nell’estate 2027, il cantautore sarà in tour con Ultimo Stadi 2027 – La favola continua…, che arriverà ovunque, da Nord a Sud, nei più grandi stadi italiani, per la prima volta anche in Sardegna e in Calabria. Partirà il prossimo 10 giugno allo Stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro.

Il lavoro senior e l’importanza della prevenzione, ricerca Luiss Business School

Roma, 16 set. (askanews) – “La valorizzazione del lavoro dei senior nelle imprese e l’importanza della prevenzione per un invecchiamento in salute”. Questa la ricerca, condotta da Luiss Business School nell’ambito di un progetto realizzato insieme con Pfizer.

Perché la transizione demografica in corso chiama imprese e sistema Paese a conciliare l’allungamento della vita lavorativa con la tenuta economica e sociale del welfare.

Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact, spiega: “Il cambiamento demografico che riguarda molto l’Italia, ma riguarda in realtà tutta l’Europa occidentale e gran parte del mondo, determina una cosa molto semplice l’età media delle persone al lavoro è più alta, la percentuale di persone in età avanzata, ormai avanzata intendo dai 55 60 anni, in poi è ormai rilevante tanto quanto le altre classi demografiche questo significa che le aziende piccole e grandi devono affrontare un tema di intergenerazionalità, devono saper gestire le relazioni tra persone di generazioni diverse che sono quindi persone con aspettative diverse. Ed a volte anche con stereotipi negativi reciproci”.

L’elevata longevità registrata in Italia e in molti Paesi avanzati, rappresenta un’importante conquista sociale. Allo stesso tempo, pone una sfida di sistema: rendere la longevità economicamente e socialmente sostenibile.

Mara De Leonardis, direttore legale di Pfizer e responsabile dei temi di diversità, equity e inclusione, aggiunge: “La permanenza dei colleghi in azienda per più tempo è una trasformazione sociale che già stiamo vedendo. Io credo che con il lavoro di oggi questo studio che abbiamo fatto in collaborazione con Luis Business School, che indaga un po” quello che sarà l’impatto del lavoro senior nelle aziende aiuta e questo era un po’ l’auspicio aiuta quella riflessione per creare una consapevolezza nel mondo, diciamo delle istituzioni e delle aziende su quello che non è solo l’impatto sul sistema sanitario nazionale sul mondo della previdenza. Che anche quello diciamo è sicuramente un elemento di rilievo, ma anche su le nuove modalità di lavorare”.

Secondo un recente Rapporto Ocse sull’occupazione in Italia, entro il 2060 la popolazione in età lavorativa nel nostro Paese diminuirà del 34 per cento. La salute rappresenta anche per questo una condizione essenziale affinché le persone possano continuare a essere attive, nel lavoro e nella società.

Serve un approccio integrato, che coinvolga istituzioni, sistema sanitario, imprese e cittadini. Bisogna ridurre la fragilità e creare le condizioni per un invecchiamento più sano, attivo e inclusivo.

Calcio, Arbitri serie A, Massa per Roma-Inter

Roma, 16 set. (askanews) – Sarà Massa di Imperia a dirigere Roma-Inter, match clou della quinta giornata del campionato di serie A. Frosinone-Como è stata affidata a Chiffi di Padova. Questo il calendario e gli arbitri:

Monza – Sassuolo, venerdì 18 settembre ore 20.45, Perenzoni di Rovereto (Mastrodonato-Colaianni), VAR Aureliano, AVAR Baroni Bologna – Torino, sabato 19 settembre ore 15.00, Guida di Torre Annunziata (Baccini-Zanellati), VAR Santoro, AVAR Camplone Udinese – Cagliari, sabato 19 settembre ore 15.00, Manganiello di Pinerolo (Bianchini-Pistarelli), VAR Cosso, AVAR Ghersini Roma – Inter, sabato 19 settembre ore 18.00, Massa di Imperia (Meli-Berti), VAR Mazzoleni, AVAR Di Paolo Venezia – Lazio, sabato 19 settembre ore 20.45, Sozza di Seregno (Bercigli-Zingarelli), VAR Pezzuto, AVAR Piccinini Fiorentina – Napoli, domenica 20 settembre ore 12.30, Doveri di Roma 1 (Costanzo-Passeri), VAR Gariglio, AVAR Pezzuto Frosinone – Como, domenica 20 settembre ore 15.00, Chiffi di Padova (Peretti-Rossi M.), VAR Ghersini, AVAR Rutella Parma – Genoa, domenica 20 settembre ore 15.00, Mariani di Aprilia (Bindoni-Zezza), VAR Di Paolo, AVAR Mazzoleni Juventus – Atalanta, domenica 20 settembre ore 18.00, Zufferli di Udine (Tegoni-Colarossi), VAR Marini, AVAR Giua Milan – Lecce, domenica 20 settembre ore 20.45, La Penna di Roma 1 (Lo Cicero-Vecchi), VAR Maggioni, AVAR Santoro

RemTech, Paparella: 20 anni di fiducia tra pubblico e privato

Ferrara, 16 set. (askanews) – “Iniziamo questa nuova edizione di RemTech con 20 anni di storia alle nostre spalle, nell’ambito di una comunità esperta che ha saputo costruire contenuti e costruire fiducia in un rapporto permanente pubblico-privato”. Lo ha detto Silvia Paparella, general manager di RemTech Expo, all’inaugurazione a Ferrara della XX edizione della manifestazione dedicata alle bonifiche, alla rigenerazione e alla tutela del territorio.

“Gli argomenti ambientali e territoriali, il clima, il dissesto idrogeologico sono i pilastri fondanti di questa e delle altre edizioni. Vent’anni fa erano argomenti riservati a pochi, oggi riguardano tutti e sono in cima alle agende nazionali e internazionali”, ha aggiunto Paparella, all’indomani di un’estate segnata dalla siccità.

Alla politica, ha sottolineato la general manager di RemTech, “daremo un supporto vero e concreto partendo dal dato, dalla conoscenza, dalle informazioni tecnico-scientifiche” e attraverso “consessi pubblico-privati”. Tre gli appuntamenti internazionali di rilievo di questa edizione: il Sustainathon, maratona mondiale della sostenibilità, il bilaterale sul clima Italia-Centroamerica e i due Africa Days dedicati alle materie prime critiche. Tra i documenti redatti a supporto dello sviluppo del Paese, ha ricordato, “il rapporto sulle bonifiche e la rigenerazione in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, il libro bianco sulle infrastrutture di trasporto e il dissesto idrogeologico con il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e, da ultimo ma non per ordine di importanza, il libro bianco sui porti innovativi e sostenibili”.

RemTech, Troncarelli (Geologi): su dissesto risorse strutturali

Ferrara, 16 set. (askanews) – “RemTech ormai è diventato un appuntamento fisso. Siamo alla ventesima edizione per noi operatori del settore che ci occupiamo di criticità naturali. Noi geologi siamo nella filiera dei progettisti tra le figure certamente centrali: si parla di dissesto idrogeologico, di rischio idraulico, rischio sismico e crisi idrica, di materie prime strategiche, tematiche che fino a dieci anni fa erano totalmente ignorate”. Lo ha detto Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, nella giornata inaugurale di RemTech Expo a Ferrara, dove il Consiglio nazionale è presente con uno stand per promuovere i temi “che quotidianamente noi professionisti trattiamo”.

“Siamo a disposizione in un confronto con le istituzioni, con la politica che deve offrire una sponda ricettiva alle criticità che vengono segnalate, con disponibilità all’ascolto, con sensibilità a problematiche che, anche a fronte delle mutate condizioni climatiche, stanno diventando sempre più urgenti, ma anche con provvedimenti concreti – ha aggiunto Troncarelli -. Mi riferisco a una svolta culturale che consenta la destinazione di risorse strutturali e non più emergenziali, con specifici capitoli di spesa per contrastare fenomeni di dissesto, per intervenire in prevenzione piuttosto che ad evento calamitoso avvenuto, perché i costi ormai rappresentano una proporzione che uno Stato civile e responsabile non si può più permettere”, ha concluso il presidente.

"Preghiera al cielo" è il nuovo singolo di plasma

Milano, 15 set. (askanews) – Da venerdì 18 settembre sarà in radio e disponibile in digitale, “Preghiera al cielo” , il nuovo singolo di plasma, che arriva dopo il suo ultimo EP “Perdigiorno”.

“Preghiera al cielo”, che plasma ha presentato live in anteprima quest’estate, nasce dal bisogno di trasformare il dolore per una perdita in un gesto di memoria. plasma mantiene viva la memoria di Simone, suo amico e produttore prematuramente venuto a mancare, attraverso gesti e abitudini che appartengono alla loro amicizia e che oggi assumono un significato diverso. La musica diventa così uno spazio in cui la sua presenza può ancora essere evocata, condivisa e celebrata. «”Preghiera al cielo” è una canzone che ho scritto per Simone, il mio amico e produttore, scomparso due mesi fa» racconta plasma «È nata dal bisogno di continuare a parlargli e di trasformare la sua assenza in qualcosa da condividere. Il brano ha un’anima hip hop, ma nel ritornello entrano cori gospel che diventano una vera preghiera: l’immagine è quella di me e dei nostri amici che, alla fine di ogni serata, la cantiamo insieme per sentirlo ancora vicino. Un inno a Simone, alla nostra amicizia e al ricordo di chi non c’è più, con l’idea che la musica possa essere un modo per tenere qualcuno con noi, anche quando non possiamo più abbracciarlo». La “preghiera” del titolo prende forma attraverso un gesto semplice, quello di ritrovarsi insieme e dedicare un momento a chi non c’è più. Un’immagine che parte da un’esperienza personale per diventare qualcosa di più universale, lasciando a chi ascolta uno spazio in cui riconoscere i propri ricordi, le proprie assenze e il proprio modo di sentirsi ancora vicino a qualcuno attraverso la musica. Il brano si muove tra un’anima hip hop e l’intensità dei cori gospel, che nel ritornello trasformano la canzone in una vera e propria preghiera collettiva. Il cielo diventa così il luogo simbolico attraverso cui continuare a comunicare con chi non c’è più: “E speriamo che ti arrivi davvero”. Non una certezza, ma il desiderio di credere che quelle parole, cantate insieme, possano ancora raggiungerlo.

L’ultimo EP di plasma, “PERDIGIORNO”, racconta la sua dimensione più personale e consolida una cifra stilistica costruita attorno alla scrittura. Le atmosfere di Genova e le esperienze dell’artista diventano il punto di partenza di un progetto che alterna introspezione e immediatezza. Nell’EP trovano spazio i tre brani presentati ad Amici e “Colore”, singolo in cui l’artista affronta il proprio passato con una scrittura diretta, disillusa e priva di filtri.

Teatro, Lella Costa torna con "I monologhi della vagina" al della Cometa

Roma, 16 set. (askanews) – A 25 anni dalla prima rappresentazione italiana, “I monologhi della vagina” di Eve Ensler torna in scena a Roma, al Teatro della Cometa, dal 3 all’8 novembre, con il coordinamento artistico e la regia di Lella Costa. Lo spettacolo sui temi del corpo, della libertà e della violenza è uno dei principali appuntamenti della stagione 2026/2027 del teatro riaperto un anno fa dalla stilista Maria Grazia Chiuri.

La Cometa propone una programmazione variegata e ricercata che va dalla musica al teatro, dalla danza contemporanea all’opera. Inaugura la nuova stagione, il 4 ottobre, il Metaphora Ensemble e Recomposed by Max Richter: Vivaldi – The Four Seasons, in cui Richter parte da uno dei capolavori più riconoscibili della storia della musica per attraversarlo con la sensibilità del presente. Dal 23 al 25 ottobre si darà spazio alla drammaturgia contemporanea internazionale con “50 Minutes” di Deborah Levy, spettacolo che si interroga sulle paure del presente, mentre dal 19 al 25 novembre sul palcoscenico del teatro romano arriverà una grande signora del cinema, Marisa Berenson, protagonista accanto a Jesse Tyler Ferguson dello spettacolo su Truman Capote “Tru”.

La musica da camera è in scena il 29 novembre con il Quatuor Arod e Massimo Spada mentre dall’1 al 6 dicembre arriverà lo spettacolo dell’autore iraniano Nassim Soleimanpour “White Rabbit Red Rabbit”, in cui l’interprete affronta il testo una sola volta, senza averlo letto né visto in precedenza, scoprendolo davanti al pubblico, attraverso una busta sigillata.

Da segnalare, all’interno del programma di questa stagione della Cometa, il 9 e 10 gennaio ALBAIN-CLEMENTE, con Alba Clemente e Gabriele Gallinari e la regia di Guido Torlonia, spettacolo in cui si attraversa una vita segnata dal teatro, dal viaggio e dall’arte, il 6 e 7 febbraio “Hanjo” e “Lo stratagemma dell’avvocato Manigoldi” con le musiche di Marcello Panni, il 10 e 11 aprile il ritorno della coreografa Sharon Eyal con “Delay the Sadness” e il 18 aprile il pianista georgiano Giorgi Gigashvili.

Affitti brevi, il ministro Mazzi: il documento Ue minaccia il ceto medio

Roma, 16 set. (askanews) – “Condivido le preoccupazioni emerse dall’incontro, che è stato molto partecipato. Sembrerebbe che il documento della Commissione europea vada nella direzione di minacciare il ceto medio italiano, senza, tra l’altro, portare vantaggi né ai turisti, né al turismo, né ai residenti. Il tavolo, inoltre, mi ha manifestato grande sorpresa per il fatto che l’UE, nel licenziare il documento, non abbia considerato il precedente di Barcellona”. Così il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi al termine del tavolo con le associazioni di categoria del settore degli affitti brevi.

Cinema, "Indivisibili" di De Angelis fa 10 anni e festeggia in sala

Roma, 16 set. (askanews) – A distanza di 10 anni dalla sua presentazione in anteprima mondiale alle Giornate degli Autori, “Indivisibili” di Edoardo De Angelis torna in sala per una proiezione speciale il 22 settembre al Cinema Farnese di Roma, accompagnato dal regista e dal cast artistico e tecnico.

Il film di Edoardo De Angelis, che quest’anno era in concorso a Venezia 83 con il suo nuovo “Il fuoco che ti porti dentro”, vincitore del premio Bookciak al miglior film da opera letteraria dal romanzo omonimo di Antonio Franchini, fu tra i maggiori successi del 2016 conquistando, tra gli altri, sei David di Donatello (Migliore sceneggiatura originale, Migliore produttore, Migliore attrice non protagonista ad Antonia Truppo, Migliore musicista, Migliore canzone originale e Migliore costumista), sei Nastri d’argento (Migliore soggetto, Miglior produttore, Migliore colonna sonora, Migliore canzone originale, Migliori costumi e il Premio Guglielmo Biraghi a Angela e Marianna Fontana), un Globo d’oro, otto Ciak d’oro, quattro premi nell’ambito della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e tre premi al Bari International Film Festival.

Giorgio Gosetti lo introdusse così alla stampa: “In un territorio tanto realista quanto onirico, in un litorale campano che raccoglie un universo visionario ed estremo nasce la strana favola di Viola e Dasy, indivisibili, sognatrici, disperate e felici. La conferma di un autore che rinnova il cinema italiano”.

“Riproiettare Indivisibili al Farnese”, ha dichiarato Gaia Furrer, direttrice artistica delle Giornate degli Autori, “è un bellissimo modo per festeggiare un film dal percorso straordinario e, al contempo, ricordare Giorgio a sei mesi dalla sua scomparsa. Giorgio amò molto questo film e lo volle fortemente in selezione, contribuendo a lanciarlo verso una stagione di premi e di grande successo. Un’ennesima dimostrazione, a posteriori, del suo intuito e del suo coraggio: qualità alle quali le Giornate continuano ad affidarsi per scoprire nuovi talenti e sguardi fuori dal coro. Un grazie particolare a Edoardo De Angelis, che ha voluto festeggiare con noi questo importante anniversario”.

Alla proiezione, in programma martedì 22 settembre alle ore 21.00 al Cinema Farnese saranno presenti il regista Edoardo De Angelis, le attrici e gli attori Angela Fontana, Marianna Fontana, Antonia Truppo, Gaetano Bruno, Marco Mario de Notaris, Tony Laudadio, Gianfranco Gallo, il direttore della fotografia Ferran Paredes Rubio, la montatrice Chiara Griziotti, il fonico Valentino Giannì, lo scenografo Carmine Guarino, il costumista Massimo Cantini Parrini e i produttori Attilio De Razza e Pierpaolo Verga.

Rai, opposizioni: preoccupa tentativo forzatura su nomine Vigilanza

Roma, 16 set. (askanews) – “Preoccupa il tentativo di forzatura sulle nomine della Vigilanza. E’ vero che sono scaduti i termini per le nomine ma come abbiamo detto quelle dimissioni in blocco delle opposizioni sono arrivate perché la maggioranza per due anni ha preso in ostaggio la Vigilanza non consentendo di svolgere le sue funzioni”. Così Francesco Boccia capogruppo Pd in Senato sintetizza la posizione delle opposizioni sulla vicenda della commissione di Vigilanza Rai.

“Le opposizioni si sono dimesse anche perché il Media Freedom act è stato preso in ostaggio nella commissione competente su alcuni emendamenti su cui il Mef si è rifiutato di dare i pareri – ha aggiunto – una cosa di una gravità estrema, confondono il governo con il comando e con la cultura proprietaria delle istituzioni”.

“Abbiamo chiesto al presidente prima di procedere con le nomine di ufficio una risposta chiara della maggioranza, un impegno a non fare ostruzionismo in Vigilanza e aspettiamo che Giorgetti si pronunci, su questo siamo unitissimi e non abbasseremo la testa. I Presidenti sono pregati di rispettare le istituzioni”, ha concluso.

Crolla un edificio a Gaza City: 20 morti, 25 feriti e decine di dispersi

Roma, 16 set. (askanews) – Il servizio di soccorso della Protezione Civile di Gaza, gestito da Hamas, ha riferito che 20 persone, tra cui cinque bambini, sono morte nel crollo di un edificio di sei piani avvenuto nella notte a Gaza City. Secondo la nota, ci sono anche 25 feriti. La notizia è stata riportata dall’agenzia palestinese Wafa. Più di 100 persone risultano disperse e sarebbero rimaste intrappolate sotto le macerie. Non è chiaro cosa abbia causato il crollo, sebbene l’edificio potesse essere stato colpito in precedenza, subendo un possibile indebolimento della propria integrità strutturale. Nel corso del conflitto tra Israele e Hamas – ricorda il Times of Israel – si sono già verificati casi di crolli di edifici in seguito a danni riportati durante attacchi.

Rifiuti, commissariat il Corepla: è la prima volta per reati ambientali

Milano, 16 set. (askanews) – Scatta l’amministrazione giudiziaria per Corepla, il consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica. Il provvedimento è stato eseguito oggi dalla Direzione Investigativa Antimafia di Milano e dal Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, su disposizione del Tribunale di Milano – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Dda milanese. Si tratta della prima applicazione dell’amministrazione giudiziaria prevista dall’articolo 34 del Codice Antimafia fondata sui delitti contro l’ambiente, dopo le modifiche introdotte dal cosiddetto decreto Terra dei Fuochi.

La misura, della durata iniziale di un anno, è stata adottata per la ritenuta agevolazione colposa a favore di una società consorziata, sottoposta a procedimento penale per gravi illeciti nella gestione dei rifiuti plastici. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le criticità sarebbero riconducibili anche a condotte omissive dei responsabili del consorzio, emerse nell’ambito di un’indagine condotta dai Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica tra il 2023 e il 2025, su delega della Procura di Milano.

I successivi approfondimenti economico-patrimoniali della Dia hanno consentito, secondo l’accusa, di confermare l’esistenza di gravi criticità nella gestione dei rifiuti plastici presso gli impianti della società consorziata.

Mcc, Fondo garanzia per le Pmi, presentato al Mimit primo logo ufficiale

Roma, 16 set. (askanews) – Si è svolta questa mattina presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy la presentazione del primo logo del Fondo di garanzia per le PMI, che dopo quasi 26 anni di attività è stato dotato di un proprio marchio per consolidare la sua riconoscibilità presso imprese, professionisti, operatori finanziari e opinione pubblica. Come riporta un copmunicato, presenti il sottosegretario del MIMIT Mara Bizzotto e il Presidente e l’AD di Mediocredito Centrale, Giorgio Toschi e Ferruccio Ferranti.

Istituito dall’allora Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) e gestito, fin dalla sua nascita, da Mediocredito Centrale (attualmente come capofila di un raggruppamento temporaneo di imprese), il Fondo di garanzia costituisce uno dei più importanti strumenti di politica economica del nostro Paese.

Nel corso degli anni, si legge, inclusa la fase del Covid-19 in cui è stato uno strumento fondamentale per la tenuta economica nazionale, il Fondo ha progressivamente adeguato la propria operatività all’evoluzione del contesto economico e alle esigenze del tessuto produttivo nazionale, mantenendo invariata la sua mission: agevolare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese e dei professionisti, sostenendone i programmi di investimento, lo sviluppo e la capacità competitiva.

La nuova identità visiva contribuisce a rappresentare in modo unitario la continuità dell’intervento pubblico, pur nel costante adeguamento degli strumenti, alle trasformazioni del sistema economico e finanziario.

Nel dettaglio, il logo richiama elementi rappresentativi della natura e della funzione del Fondo il riferimento al tricolore, che ne evidenzia la dimensione istituzionale e il carattere di intervento pubblico nazionale; la compattezza del segno grafico, espressione della solidità e dell’affidabilità assicurate dal sostegno pubblico al credito; la circolarità dell’immagine che suggerisce l’idea di un meccanismo in grado di autoalimentarsi mettendo in connessione intervento pubblico, sistema finanziario e imprese.

Secondo Bizzotto, “Dare un’identità visiva al Fondo di Garanzia per le PMI significa rendere immediatamente riconoscibile uno dei principali strumenti attraverso i quali lo Stato è vicino alle imprese, ne accompagna i progetti e sostiene la loro capacità di investire e di crescere. In 26 anni di attività il Fondo si è trasformato profondamente, ma la sua missione rimane intatta: facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese e, dal 2014, anche dei professionisti. Solo nei primi otto mesi del 2026 sono state accolte 157.408 domande, per un totale di 28,4 miliardi di euro di finanziamenti e 20 miliardi di euro di garanzie. È significativo sottolineare che oggi le microimprese rappresentano il 60% delle beneficiarie, che le operazioni connesse agli investimenti hanno raggiunto il 40% dei finanziamenti garantiti e che sono notevolmente in crescita quelle a favore delle start-up. Numeri che dimostrano l’impegno concreto del Governo a sostengo del mondo delle PMI che rappresentano il cuore pulsante del sistema produttivo italiano”.

Per Ferruccio Ferranti, Amministratore Delegato di MCC “Il primo logo dedicato al Fondo ne interpreta efficacemente i valori fondamentali: la solidità, la protezione e la fiducia. Attraverso un’identità visiva chiara e riconoscibile, comunica l’impegno di questo strumento strategico nel creare un ambiente favorevole allo sviluppo imprenditoriale, rafforzando il legame tra istituzioni, sistema finanziario e imprese. Esso diventa quindi il simbolo di un supporto concreto che contribuisce a trasformare progetti, investimenti e idee in opportunità di crescita per le PMI italiane”.

Violenza sulle donne, Istat: subìta dal 15% delle italiane prima dei 16 anni

Milano, 16 set. (askanews) – Il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni, circa 3 milioni, dichiara di aver subìto almeno una forma di violenza, fisica o sessuale, prima dei 16 anni. È quanto emerge dalla terza Indagine Istat sulla sicurezza delle donne, condotta tra marzo 2025 e gennaio 2026. La quota è dell’11,4% tra le donne straniere residenti in Italia.

Le violenze si sono verificate soprattutto da parte di persone conosciute o in ambito familiare: ha subìto violenza fisica e/o sessuale da almeno una persona conosciuta il 13,5% delle italiane e l’11,2% delle straniere, mentre da uno sconosciuto rispettivamente il 2,1% e lo 0,6%. Tra le persone conosciute assumono un ruolo rilevante i genitori, indicati dal 3,9% delle italiane e dal 4,3% delle straniere, in particolare padre o patrigno (2,7% e 3,7%).

In particolare, l’8,2% delle italiane ha subìto almeno una violenza sessuale prima dei 16 anni, contro il 3,4% delle straniere. Nel confronto con il 2014, possibile per la fascia 16-70 anni, la quota è scesa dal 10,6% al 7,8%. La violenza fisica riguarda il 9,2% delle italiane e il 9,6% delle straniere: le forme più diffuse sono spinte, strattonamenti e schiaffi, mentre quelle più gravi – essere colpite violentemente, prese a calci, percosse con oggetti, bruciate o ferite con un’arma – riguardano il 3,1% delle italiane e il 3,3% delle straniere.

La violenza sessuale è stata indagata mediante quattro quesiti: essere costretta a posare nuda davanti a qualcuno di persona o in foto, video o webcam su Internet quando la giovane non voleva farlo; essere toccata da qualcuno nelle parti intime (i genitali o il seno) contro la propria volontà; essere costretta a toccare le parti intime di un’altra persona; essere costretta ad avere un rapporto sessuale.

Nuove cure per il linfoma diffuso a grandi cellule B

Milano, 16 set. (askanews) – Una nuova opzione terapeutica per i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario. È disponibile e rimborsata anche in Italia la combinazione di glofitamab e chemioterapia GemOx, dalla seconda linea di trattamento. Una novità che arriva dopo i risultati dello studio internazionale di fase III STARGLO.

Lo studio ha evidenziato un miglioramento significativo della sopravvivenza globale e di quella libera da progressione rispetto allo standard di cura, con un beneficio particolarmente evidente proprio nei pazienti trattati in seconda linea. Un risultato che, rappresenta un importante avanzamento nel trattamento della malattia. Ha parlato così Paolo Corradini, Ordinario di Ematologia presso l’Università degli Studi di Milano e direttore della Divisione di Ematologia della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: “Possiamo definirlo un importante nuovo trattamento, anzitutto perché i risultati derivano da uno studio randomizzato e sono quindi dati clinici molto solidi. In secondo luogo, perché si tratta del primo studio che combina un anticorpo bispecifico alla chemioterapia. E infine perché dimostra di funzionare anche nei pazienti con una malattia primitivamente refrattaria”.

Ma accanto all’efficacia clinica c’è anche la prospettiva di chi affronta la malattia. Una diagnosi o una recidiva possono infatti interrompere improvvisamente la quotidianità del paziente e della sua famiglia. Per questo, poter disporre di trattamenti immediatamente disponibili e a durata fissa può rappresentare un elemento importante nel percorso di cura. “Oggi parliamo di una terapia che si aggiunge a tutto l’armamentario d’innovazione a cui l’ematologia oncologica ci ha abituati in questi anni. È una terapia pronta e disponibile da subito nel centro che ti ha curato, che quindi non ti destabilizza e non ti costringe a spostarti. Si tratta di una terapia a termine, che possiede anche un potenziale curativo. È proprio ciò che dicevamo prima a proposito della seconda linea: un’opzione che si aggiunge e che aiuta molto il malato, offrendo una prospettiva davvero realistica” ha aggiunto Davide Petruzzelli, Presidente di La Lampada di Aladino ETS.

Una terapia, dunque, che amplia le possibilità a disposizione di alcuni pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario, con l’obiettivo di offrire un’opportunità di trattamento in una fase ancora caratterizzata da un importante bisogno clinico.

Laureus Charity Night, sport e solidarietà per i giovani

Milano, 16 set. (Askanews) – Lo sport, tra solidarietà e grandi campioni, è stato protagonista a Milano per la 12 edizione della Laureus Charity Night, appuntamento annuale di raccolta fondi organizzato da Fondazione Laureus Sport for Good Italia ETS per progetti rivolti a bambini e ragazzi che crescono in contesti socio-economici fragili.

La serata, che si è svolta presso Spazio Eventi Brembo, ha riunito protagonisti dello sport, istituzioni, partner e sostenitori della Fondazione, con l’obiettivo di abbattere le barriere e rendere l’attività sportiva sempre più accessibile. Ha parlato così ai nostri microfoni Silvia Ponzoni, Vicepresidente di Fondazione Laureus Italia: “Come sapete, Laureus è incentrata sullo sport per i bambini e, sempre di più, sulla collaborazione con i suoi soci e con le aziende che desiderano lavorare insieme alla Fondazione. Uno degli elementi di cui siamo più fieri quest’anno è proprio quello di aver allargato questo perimetro. Richemont è uno dei nostri partner e, come sapete, io rappresento anche la Fondazione nel board di Laureus, ma non è l’unico. Quest’anno, quindi, abbiamo lavorato molto per ampliare questo perimetro, perché più aziende riusciamo a coinvolgere e a supportarci, più possiamo incrementare il numero dei progetti e, di conseguenza, il numero di bambini che possiamo aiutare”.

Sono stati vari gli Ambassador che hanno partecipato alla serata e che, ogni giorno, trasmettono i valori e danno il buon esempio, soprattutto nei momenti di difficoltà. “L’insegnamento che mi sento di dare a un ragazzo che parte in difficoltà è di credere in sé stesso e, soprattutto, di trovare la spinta dentro di sé, senza farsi abbagliare dalle cose facili e superficiali, perché saranno effimere e non lo porteranno molto lontano. Quindi, proprio quello che mi sento di condividere con un bambino o con un ragazzo è: sognate e sentite dentro di voi ciò che vi fa sentire grandi. Non grandi fisicamente, ma grandi dentro di voi” ha dichiarato Alessandro Fabian, Ambassador di Fondazione Laureus.

Momento centrale della Charity Night è stato l’ingresso nella famiglia Laureus di Sara Gama e Valentina Marchei, nominate nuove Ambassador della Fondazione. “Vorrei dire di non buttare niente di quello che si impara durante la carriera sportiva. Non sono sicuramente le medaglie che portiamo al collo a definirci, ma tutti quei valori e quelle soft skill che impariamo durante questo lungo percorso, che ci serviranno anche dopo, in contesti differenti. Ci aiuteranno ad adattarci a qualsiasi tipo di difficoltà e anche a lanciarci in nuovi contesti, per fare la differenza” ha concluso Valentina Marchei, Presidente della Commissione Nazionale Atleti CONI e Ambassador di Fondazione Laureus Italia.

Presenti, tra gli altri, Alberto Tomba, Giacomo Agostini, Fabio Capello e Christian Vieri. La raccolta fondi della serata contribuirà a sostenere i progetti di Fondazione Laureus Italia, portando lo sport dove può fare la differenza come occasione di crescita, inclusione e cambiamento.

Schlein: Meloni dica presto al Paese quando andremo a votare

Roma, 16 set. (askanews) – “Penso Meloni debba dire presto al paese quando andremo a votare, la mia responsabilità è lavorare per essere pronti in qualunque momento e per vincere qualunque sia la legge elettorale”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo a Cattolica, insieme al segretario della Cgil Maurizio Landini, all’incontro, organizzato da Spi Cgil Lombardia ed Emilia Romagna, intitolato “Dinamiche geopolitiche e sguardi sull’Europa capire il mondo per costruire nuove risposte”.

Ex Ilva, Cig non per cessazione attività: misura ponte rispetto a fine gara

Roma, 16 set. (askanews) – Dopo la conferma del decreto della Corte d’Appello di Milano, che dispone la chiusura dell’area a caldo degli impianti di Taranto, il Governo sta predisponendo un provvedimento per le opportune tutele sociali: un decreto legge che andrà al Cdm oggi pomeriggio, attraverso un nuovo modello di cassa integrazione che non corrisponda alla Cig per cessazione dell’attività. E’ quanto avrebbe detto, secondo quanto si apprende, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi con i rappresentanti sindacali.

In sostanza, si utilizza l’ammortizzatore unico emergenziale e non quello per cessazione dell’impresa. Si tratta, ha aggiunto Mantovano, di un provvedimento ponte rispetto alla conclusione della gara, che abbia una sua flessibilità in relazione all’andamento della gara. Da questo intervento normativo d’urgenza non saranno lasciati fuori i lavoratori dell’indotto, in parallelo con l’avvio immediato di un processo di reindustrializzazione che coinvolga tutti i soggetti che hanno progetti e investimenti nell’area di Taranto, compresa la Difesa. A tal fine, sarà rafforzato il ruolo dei Cis (contratti istituzionali di sviluppo) e saranno previsti incentivi per le assunzioni.

Calcio, l’ultimo tango di Messi, convocato con l’Argentina

Roma, 16 set. (askanews) – Lionel Messi torna tra i convocati dell’Argentina per quello che sarà l’ultimo appuntamento con la maglia dell’Albiceleste. Il ct Lionel Scaloni ha diramato la lista per le prossime amichevoli, inserendo anche Rodrigo De Paul e Giovani Lo Celso, che si uniranno al gruppo in occasione dell’ultima sfida, il 6 ottobre contro il Benin al Monumental. Per Messi sarà l’occasione per salutare il pubblico argentino dopo oltre vent’anni di Nazionale.

Nella lista figurano sette giocatori che militano in Serie A: Leonardo Balerdi, Santiago Castro e Matias Soulé della Roma, Nico Paz del Como, Franco Mastantuono della Fiorentina, Nico Gonzalez della Juventus e Lautaro Martinez dell’Inter.

Tra i portieri convocati ci sono Emiliano Martinez, Juan Musso e Geronimo Rulli. In difesa spazio ad Agustin Giay, Leonardo Balerdi, Cristian Romero, Lisandro Martinez, Juan Foyth, Facundo Medina, Nicolas Tagliafico e Roman Vega.

A centrocampo Scaloni ha scelto Enzo Fernandez, Alexis Mac Allister, Valentin Barco, Giovani Lo Celso, Exequiel Palacios, Rodrigo De Paul, Nico Paz e Franco Mastantuono. Il reparto offensivo comprende invece Matias Soule, Giuliano Simeone, Nico Gonzalez, Gianluca Prestianni, Jose Manuel Lopez, Santiago Castro, Julian Alvarez e Lautaro Martinez.

La lista sarà completata successivamente con i giocatori che militano nel campionato argentino. Messi, De Paul e Lo Celso sono invece attesi soltanto per l’ultimo appuntamento del 6 ottobre.

Per il numero 10 si tratta del capitolo conclusivo di una storia cominciata oltre vent’anni fa e culminata con i principali successi internazionali dell’Argentina. Dopo l’annuncio del ritiro dalla Nazionale dello scorso 31 agosto, Messi tornerà quindi al Monumental per l’ultimo saluto al pubblico argentino.

Formula1, ecco il calendario 2027: tornano Portogallo e Turchia

Roma, 16 set. (askanews) – Ventiquattro Gran Premi in 22 Paesi, distribuiti su cinque continenti, e dieci Sprint Race. La Formula 1 ha svelato il calendario del Mondiale 2027, con due delle principali novità rappresentate dal ritorno del Portogallo e della Turchia e dall’aumento delle gare brevi del sabato, che passano da sei a dieci. La stagione scatterà in Bahrain, a Sakhir, nel weekend del 12-14 marzo, e si concluderà ad Abu Dhabi il 10-12 dicembre. Il primo appuntamento sarà subito accompagnato da una Sprint.

Dopo il Bahrain, il Mondiale farà tappa in Arabia Saudita, Australia, Giappone, Cina, Stati Uniti, Canada e Monaco. Proprio il Gran Premio di Monaco, in programma dal 4 al 6 giugno, ospiterà per la prima volta una Sprint Race. Il format sarà quindi protagonista anche in Canada, mentre il calendario europeo proseguirà con il ritorno del Portogallo a Portimão, dal 18 al 20 giugno.

A luglio sarà la volta della Gran Bretagna, con la Sprint di Silverstone, quindi Austria, Belgio e Ungheria. Particolare attenzione per Monza: il Gran Premio d’Italia, in programma dal 3 al 5 settembre, ospiterà per la prima volta una Sprint Race. Il fine settimana successivo sarà quello di Madrid, dal 10 al 12 settembre, poi Azerbaigian, Turchia e Singapore. Istanbul tornerà dunque nel Mondiale dal primo al 3 ottobre, inserita tra Baku e Singapore.

La parte conclusiva della stagione si svilupperà tra America e Medio Oriente, con Austin, Città del Messico, San Paolo, Las Vegas, Qatar e Abu Dhabi. Sprint anche in Brasile, Qatar e nell’ultimo appuntamento di Yas Marina.

La Formula 1 ha motivato l’aumento delle Sprint con il riscontro ottenuto dal format introdotto nel 2021. Secondo i dati forniti dal campionato, l’audience complessiva dei weekend con Sprint è superiore del 12% rispetto a quella dei fine settimana senza gara breve. La Qualifica Sprint risulta inoltre fino a tre volte più popolare tra i tifosi rispetto alle prove libere. Il calendario 2027 sarà quindi caratterizzato da una maggiore presenza delle gare brevi, distribuite in modo più ampio anche sul piano geografico.

“La stagione 2027 riunisce alcuni dei circuiti più iconici e delle città più vivaci del mondo”, ha dichiarato Stefano Domenicali, presidente e ceo della Formula 1. “Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Portogallo e Turchia nel campionato e di ampliare le gare Sprint a dieci eventi, offrendo ai nostri tifosi ancora più intensità ed emozioni”.

Il presidente della Fia Mohammed Ben Sulayem ha sottolineato invece l’equilibrio tra tradizione e innovazione: “Con 24 Gran Premi distribuiti su cinque continenti, il ritorno del Portogallo e della Turchia e l’opportunità di ampliare il programma Sprint, il calendario unisce tradizione, innovazione e coinvolgimento dei tifosi”.

Il Mondiale partirà dunque con una Sprint in Bahrain e terminerà con una Sprint ad Abu Dhabi. In mezzo, 24 appuntamenti, due circuiti che ritrovano spazio nel calendario e dieci weekend con il format breve.

Inflazione, l’Istat conferma le stime: ad agosto sale al 3,3%

Roma, 16 set. (askanews) – Nel mese di agosto l’inflazione registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +3,3% su base annua, da +2,9% di luglio, confermando la stima preliminare. Lo ha reso noto l’Istat.

L’aumento dell’inflazione riflette principalmente l’andamento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da +14,8% a +18,6%) e, soprattutto, non regolamentati (da +11,4% a +17,0%), dei Beni durevoli (da +0,7% a +1,3%) e, in misura più lieve, degli Alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%); di contro, decelera la crescita dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e quella dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,8%).

Nel mese di agosto l'”inflazione di fondo”, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,6% a +1,5%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,8% a +1,7%).

Nel settore dei beni i prezzi evidenziano un’accelerazione del loro ritmo di crescita (da +3,2% a +4,1%), a cui si contrappone il rallentamento di quello dei prezzi dei servizi (da +2,7% a +2,4%). Si amplia il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, che passa da -0,5 a -1,7 punti percentuali.

La variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona si riduce (da +1% a +0,9%), mentre quella dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto aumenta (da +3,4% a +4,3%).

La variazione congiunturale dell’indice generale riflette soprattutto l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+3%) e non regolamentati (+2,9%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,3%) e dei Beni durevoli (+0,5%).

L’inflazione media del 2026 acquisita ad agosto è pari a +2,9% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a +0,1% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il Nic non tiene conto, e a +3,2% su base annua (da +2,9% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,6% e una tendenziale di +3,4%.

La Cina: pronti a difendere gli "interessi legittimi" dell’Iran

Roma, 16 set. (askanews) – La Cina è pronta a difendere gli “interessi legittimi” dell’Iran nel contesto del conflitto in Medio Oriente ed esorta la Repubblica Islamica e gli Stati Uniti a mostrarsi “razionali”: lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri cinese durante un incontro con il suo omologo iraniano a Pechino.

“Cina e Iran sono legati da un partenariato strategico globale. La Cina è disposta a rafforzare il dialogo e la cooperazione con l’Iran e a difendere efficacemente i diritti e gli interessi legittimi di quest’ultimo”, ha affermato Wang Yi, citato in una nota dei suoi uffici.

Iran, Cnn: satelliti spia russi sopra la base Usa poi colpita

Roma, 16 set. (askanews) – Quattordici satelliti spia russi sono transitati sopra una base militare statunitense in Arabia Saudita pochi giorni prima che questa subisse un pesante attacco iraniano nel corso del conflitto di quest’anno. Lo riporta la Cnn.

Secondo l’emittente, che cita funzionari statunitensi e fonti dell’intelligence, la grande quantità di dati raccolti dalla Russia è stata probabilmente trasmessa agli iraniani, consentendo loro di sferrare l’attacco di alta precisione contro le forze americane.

L’attacco del 27 marzo, condotto con almeno un missile e diversi droni, ha causato il ferimento di 12 militari statunitensi e ha distrutto o danneggiato diversi velivoli.

Fujifilm: dai prodotti alle competenze, per continuare a innovare

Bolzano, 16 set. (askanews) – Fujifilm vuole continuare a innovare: lo ha ribadito anche nel corso della sessione “Balancing core and non-core innovation” all’interno di “Alpha Innovation Live 2026” al NOI Techpark di Bolzano, appuntamento dedicato alla trasformazione delle imprese e alle nuove sfide poste dall’innovazione tecnologica. Fujifilm Healthcare Italia ha approfondito il tema con Davide Campari, Managing Director, con il suo keynote speech “A Radical Shift Into Digital Health”, che ha spaziato attraverso la storia dell’azienda, puntando sulle competenze fatte evolvere nel tempo.

“Cosa ha saputo fare Fujifilm negli ultimi anni? In qualche maniera ha re-inventato, rinnovato se vogliamo, il prodotto più che innovato. L’ha rinnovato da un certo punto di vista, il punto di vista del design, il punto di vista di quali doveva essere il target di mercato”, ha detto Campari dal palco.

Il messaggio è, in sostanza, che si è puntato sulla capacità di trasferire competenze tecnologiche da un ambito all’altro e di trasformarle in soluzioni capaci di rispondere a nuovi bisogni, anche nel settore Healthcare, dove oggi Fujifilm opera a livello globale.

Preti contro il Genocidio, il 22 settembre una marcia a Roma

Roma, 16 set. (askanews) – Martedì 22 settembre, circa 100 sacerdoti — provenienti da 8 paesi e da diverse regioni d’Italia — della rete “Preti contro il Genocidio” si riuniranno a Roma. La mattinata sarà dedicata a un incontro interno, chiuso al pubblico. La parte pubblica della giornata avrà inizio alle ore 15 con un momento di preghiera presso la Chiesa di Santo Spirito in Sassia, a Borgo Santo Spirito. Alle 15.30 i sacerdoti daranno avvio a una marcia lungo Via della Conciliazione, portando un sudario con i nomi di 300 bambini palestinesi e libanesi uccisi dopo la dichiarazione dei due “cessate il fuoco”.

Il corteo raggiungerà Piazza Pio XII e continuerà su Via di Porta Angelica, dove intoneranno un canto su Taybeh (Cisgiordania), composto appositamente per l’occasione da padre Xavier Morlans. Proseguiranno poi lungo Via Cola di Rienzo verso Piazza Giuseppe Mazzini, per concludersi intorno alle ore 17.30 in Piazza Monte Grappa, all’interno del Giardino Simonetta Cesaroni, di fronte alla sede di Leonardo.

Busia: l’Agenzia anticorruzione sia forte e indipendente

Roma, 16 set. (askanews) – “Un’agenzia anticorruzione deve essere forte, deve essere credibile e deve essere indipendente. Ma dobbiamo anche avere il coraggio di guardare al nostro modello, al nostro impatto, e dobbiamo migliorare per rispondere alle aspettative dei cittadini che serviamo”. Lo ha detto il presidente dell’Agenzia nazionale anti corruzione (Anac), Giuseppe Busia, intervenendo alla “European Conference on Anti-Corruption Agency Effectiveness”, co-organizzata dalla stessa Anac e dalla International Anti-Corruption Academy (Iaca).

“Abbiamo organizzato insieme questa conferenza – ha aggiunto – perché riconosciamo che viviamo in un mondo in rapido cambiamento e sempre più complesso. La crescita delle nuove tecnologie, i cambiamenti nel settore, le vulnerabilità tecnologiche e le sfide stanno mettendo alla prova i limiti delle nostre istituzioni. La metodologia che stiamo utilizzando è un passo importante in questa direzione ma non è sufficiente. Dobbiamo costruire e condividere un approccio realmente efficace, capire come possiamo imparare gli uni dagli altri. Questa conferenza è molto più di un semplice evento. È un investimento collettivo. Un investimento nel futuro dell’integrità e della nostra società, un’opportunità per rafforzare la nostra cooperazione e individuare soluzioni anche alle sfide emergenti, comprese quelle tecnologiche. È un’opportunità per rafforzare il contributo europeo alla lotta globale contro la corruzione. È ancora più urgente oggi, con la nuova direttiva anticorruzione che ci chiama ad agire”.

Von der Leyen: ultranazionalisti antieuropei vogliono infrangere l’unità Ue

Roma, 16 set. (askanews) – L’Ue è “più forte” che mai, ma anche “più precaria”, ha affermato Ursula von der Leyen iniziando il suo discorso sullo stato dell’Unione citando la descrizione che Charles Dickens fece dei giorni della Rivoluzione francese: “Era il tempo migliore, era il tempo peggiore”. “E’ anche una descrizione calzante del mondo in cui viviamo”, ha affermato, aggiungendo che “la velocità del cambiamento è incredibile”.

“Direi che la nostra Unione è più forte che mai. Allo stesso tempo, la nostra Unione può apparire più precaria che mai. Queste due affermazioni possono sembrare incompatibili, ma sono entrambe vere e riflettono questi tempi eccezionali”, ha detto.

L’Europa “ha scelto di tracciare la propria strada” mentre affronta “l’epoca complessa di grandi possibilità e grandi pericoli”.

L’Europa si sta “affrancando dalla dipendenza tossica dai combustibili fossili russi”, è più preparata che mai a difendersi e difende i propri valori al fianco dell’Ucraina e della Groenlandia, ha dichiarato.

“Nella fredda fragilità del mondo odierno, solo l’Europa può garantire una vera sovranità ai cittadini europei”, ha affermato von der Leyen. Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione ha messo in guardia contro gli ultranazionalisti antieuropei e la Russia, che “disprezzano i nostri valori”. Von der Leyen ha inquadrato la questione come una scelta tra “un’Europa indipendente che difende i propri valori nel mondo” e il “lasciare che divisioni e dipendenze ci frenino”.

“Vogliamo unirci attorno alla nostra idea europea, secondo cui possiamo decidere insieme il nostro destino? O permetteremo che le nostre democrazie vengano minate dai delegati e dai fantocci di regimi autoritari?”, ha detto “Che si tratti di ultranazionalisti o di antieuropei, di interferenze russe o di disinformazione, i nomi possono cambiare, ma l’obiettivo è lo stesso”, ha sottolineato.

“Disprezzano i nostri valori e vogliono infrangere la nostra unità europea. Non limitiamoci quindi a contrastare tutto questo: lottiamo insieme per il nostro ideale europeo”, ha aggiunto.

“La nostra democrazia europea è minacciata” da “disinformazione e interferenze straniere che cercano di dividerci, di erodere la fiducia nel nostro tessuto democratico e nei media liberi”, ha dichiarato poi von der Leyen sottolineando che “le minacce alle nostre democrazie non provengono solo dall’esterno”, mentre l’Europa assiste “all’ascesa di forze antidemocratiche e antieuropee”.

“Nulla è inevitabile”, ha tuttavia affermato celebrando il cambiamento in Ungheria con il nuovo governo filo-Ue guidato da Péter Magyar, dopo 16 anni di Viktor Orban “Il popolo ungherese ha preso in mano il proprio futuro. Ha scelto la democrazia. Ha scelto l’Europa. Ha riportato l’Ungheria dove merita di stare: al centro dell’Unione Europea”, ha affermato.

Calcio, Bologna, ufficiale esonero Tedesco, arriva Palladino

Roma, 16 set. (askanews) – Il Bologna cambia in panchina. Domenico Tedesco si è presentato in mattinata a Casteldebole insieme al ds Marco Di Vaio per chiudere la sua avventura in rossbblù. Poco fa il comunicato del club che conferma l’esonero dell’allenatore e contestualmente l’ingaggio di Raffaele Palladino che questa mattina dirigerà l’allenamento della squadra, in vista del prossimo match contro il Torino, dopo aver firmato un contratto fino al giugno 2029. Palladino, nella serata di ieri, aveva definito la risoluzione con l’Atalanta. Tedesco, nella sua breve avventura a Bologna, aveva raccolto un pareggio e tre sconfitte nelle 4 giornate di campionato. “Il Bologna Fc 1909 – è scritto nellla nota – comunica di avere sollevato dall’incarico di allenatore della Prima squadra Domenico Tedesco, cui va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e competenza. A lui e ai suoi collaboratori il Club augura le migliori fortune professionali.

La guida tecnica della squadra è affidata a Raffaele Palladino, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029, e che oggi dirigerà il primo allenamento alle 16 al centro tecnico”

L’Accademia di Brera presenta i 18 artisti di Magnolia

Milano, 16 set. (askanews) – Fino al 3 ottobre 2026 l’Accademia di Belle Arti di Brera presenta Magnolia, la mostra dedicata a una selezione di diciotto giovani artisti che hanno compiuto il loro percorso di studi all’Accademia. Il curatore Massimo Kaufmann ad askanews: “Questa mostra nella ex chiesa sconsacrata di San Carpoforo, che è un’aula dell’Accademia di Brera e che per l’occasione si veste da spazio espositivo, è una delle mostre che celebrano i 250 anni dell’Accademia di Brera. La prima e la seconda sono state tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, una mostra della Scuola di Scultura di Gianni Caravaggio, poi una seconda della Scuola di Nuove Tecnologie. E questa è la terza che raccoglie degli artisti che sono stati studenti di Brera. I giovani artisti già conosciuti, lanciati nel mercato, hanno fatto delle mostre anche in spazi museali come la Triennale di Milano e la Quadriennale di Roma e si avviano a diventare delle grandi promesse, qualcosa di più, degli artisti famosi. Quindi è una mostra che vuole cogliere nell’aspetto formativo di questi artisti le ragioni del perché si viene a studiare a Brera. Magnolia è il nome di un cortile interno dell’Accademia e quindi rappresenta un po’ il cuore pulsante della vita studentesca: per questo abbiamo chiamata la mostra Magnolia, omaggio alla vita degli studenti dentro l’Accademia”. Questo cortile è un luogo separato dalla curiosità dei turisti, dove studenti e docenti si danno appuntamento per chiacchierare, dove si organizzano incontri e si suona, si gioca a ping pong, sfilano i costumi della Scuola di Moda e si fanno grandi progetti per la vita. Il percorso espositivo restituisce una pluralità di linguaggi e di ricerche: dalla pittura al disegno, dal pastello alla fotografia, dal bassorilievo all’installazione, fino alle pratiche performative e sonore. Conclude Kaufmann: “Come tutti i progetti dedicati ai giovani artisti, vuole anche essere una scommessa: quella di portare sulla scena alcuni ex studenti che, a nostro parere, meritano una particolare attenzione. Il miglior risultato che questa mostra potrà raggiungere sarà che un domani tocchi a qualcuno di questi giovani artisti il compito di esserne il curatore”.

Gli artisti che espongono sono Ermanno Brosio, Matteo Capriotti, Martina Cassatella, Denise Ceragioli, Stefano De Paolis, Roberto de Pinto,Martina Franchini, Emilio Gola, Andrea Loi, Claudia Mangone, Francesco Marcone, Cecilia Mentasti, Gabriele Napoli, Aronne Pleuteri,Massimo Pugliese, VENERDISABATO (Luca Guarino e Sara Lomboni) e Nicolò Villa. La mostra è curata da Massimo Kaufmann e accompagnata da un catalogo con un testo critico di Lorenzo Madaro e un intervento di Marco Cingolani, tutti docenti dell’Accademia.

Pomodoro, Rodolfi: caldo eccessivo, rese inferiori alle attese

Parma, 16 set. (askanews) – Il pomodoro ha bisogno di sole e caldo, ma quest’anno ne ha avuto troppo. Lo racconta ad askanews Aldo Rodolfi, presidente di Rodolfi Mansueto, tracciando il bilancio di una campagna partita in netto anticipo – stabilimenti aperti già dal 10 luglio – per la maturazione accelerata dal gran caldo di maggio. “La qualità è stata buona, ma le rese industriali e per ettaro sono inferiori alle attese, perché pur avendo bisogno di sole e caldo il pomodoro ha sofferto le eccessive temperature medie di luglio e agosto”, spiega. La lavorazione, aggiunge, si concluderà entro una settimana.

Il timore è che il fenomeno diventi la norma: “Può essere un problema se questa situazione diventa strutturale e continuativa. La tendenza vista negli ultimi 2-3 anni è di anticipare molto le lavorazioni, quindi la natura viene condizionata da questi eccessivi andamenti termici, con temperature alte che possono influenzare la coltivazione e portare perdite di prodotto”, avverte Rodolfi, indicando tra i rischi futuri anche “la carenza e la mancanza di risorsa idrica”.

Nel 2025 il giro d’affari dell’azienda ha superato i 141 milioni di euro, con circa 67 milioni di export (il 47% del totale): presente in 100 Paesi, Rodolfi si colloca intorno alla trentesima posizione tra le aziende mondiali del settore per tonnellate di pomodoro trasformate, con la Germania primo mercato estero.

Inflazione in accelerazione: ad agosto 3,3%, l’Istat conferma le stime

Roma, 16 set. (askanews) – Nel mese di agosto l’inflazione registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +3,3% su base annua, da +2,9% di luglio, confermando la stima preliminare. Lo ha reso noto l’Istat.

L’aumento dell’inflazione riflette principalmente l’andamento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da +14,8% a +18,6%) e, soprattutto, non regolamentati (da +11,4% a +17,0%), dei Beni durevoli (da +0,7% a +1,3%) e, in misura più lieve, degli Alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%); di contro, decelera la crescita dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e quella dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,8%).

Nel mese di agosto l'”inflazione di fondo”, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,6% a +1,5%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,8% a +1,7%).

Nel settore dei beni i prezzi evidenziano un’accelerazione del loro ritmo di crescita (da +3,2% a +4,1%), a cui si contrappone il rallentamento di quello dei prezzi dei servizi (da +2,7% a +2,4%). Si amplia il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, che passa da -0,5 a -1,7 punti percentuali.

La variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona si riduce (da +1% a +0,9%), mentre quella dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto aumenta (da +3,4% a +4,3%).

La variazione congiunturale dell’indice generale riflette soprattutto l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+3%) e non regolamentati (+2,9%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,3%) e dei Beni durevoli (+0,5%).

Bce, rileva modeta accelerazione salari contrattuali nell’area euro

Roma, 16 set. (askanews) – Rafforzamenti modesti delle dinamiche dei salari contrattuali nell’area euro, secondo l’ultimo monitoraggio effettuato dalla Banca centrale europea. L’istituzione monetaria controlla questi andamenti temendo che i rialzi dell’inflazione possono avere effetti di secondo livello proprio in questo ambito, con una “spirale prezzi-salari” che se minacciasse di innescarsi la porterebbe ad una stretta monetaria più aggressiva.

Ma per ora l’accelerazione è contenuta: ad agosto l’indicatore sulla futura dinamica salariale Nella prospettiva di giugno 2027 segnala una crescita del 2,7%. Ad agosto l’inflazione misurata aveva segnato un 3,3% su base annia.

La Bce precisa che per ora c’è una copertura limitata di rinnovi contrattuali, dato che nella prima metà del 2007 sono state firmate intese solo per il 28,8% Dei lavoratori dipendenti coinvolti.

"Non c’è di che", il nuovo singolo inedito di Willie Peyote

Milano, 16 set. (askanews) – E’ disponibile in tutti gli store digitali e sarà in programmazione radiofonica dal 25 settembre “Non c’è di che”, il nuovo singolo inedito di Willie Peyote (EMI/Universal Music Italia).

“C’è un po’ di nostalgia da fine estate, mista alla serenità che ti prende quando finisce qualcosa ma sai che è giusto vada così. E anche se sembra giuro che non è una risposta a “Grazie ma no grazie”, così Willie Peyote ha accompagnato l’annuncio di questa canzone, brano che fa partire ufficialmente il countdown verso il ritorno al live con il Club Tour 2026 di cui sono già andati sold out gli appuntamenti di Bologna (27 ottobre), Venaria Reale (TO, 3 novembre) e Padova (7 novembre), e si annunciano oggi le aperture di nuove date a Bologna (28 ottobre) e Torino (4 novembre). I biglietti per questi nuovi appuntamenti saranno disponibili dalle ore 15:00 di oggi, martedì 15 settembre, su ticketmaster, ticketone e vivaticket.

Il tour, che segna la nascita della collaborazione tra Willie Peyote e Live Nation 6, sarà l’occasione per ascoltare dal vivo le canzoni del suo ultimo album “Anatomia di uno schianto prolungato”, che saranno centrali in questo nuovo progetto live, oltre ai brani che hanno costruito la carriera del rapper e cantautore torinese consacrandolo come una delle voci più originali e riconoscibili della scena italiana contemporanea. Peyote, infatti, ha conquistato pubblico e critica grazie a una scrittura capace di intrecciare cantautorato, rap e sguardo critico sul presente con ironia e personalità.

Cresce la competizione fra Israele e Turchia. Anche sul terreno militare

È certamente vero che le alleanze politiche e pure quelle militari fra Stati non sono sempre destinate a durare per l’eternità. La Storia è piena di esempi in tal senso. È però certo che in un periodo turbolento come l’attuale esse possano durare ancor meno di quanto ci si possa attendere oppure che non esperiscano tutte le loro dichiarate potenzialità.

 

L’incrinatura nell’asse fra Washington e Riad

Il rifiuto americano opposto all’Arabia Saudita – principale partner degli USA, a parte Israele, nello scacchiere mediorientale – di intervenire contro gli Houthi yemeniti ora che questi ultimi hanno conquistato la costa orientale del Mar Rosso, minacciando così il transito marittimo dallo Stretto di Bab el-Mandeb e attaccando direttamente impianti petroliferi sauditi, segnala un’incrinatura non di poco conto nel tradizionale asse arabo-statunitense.

Questo rifiuto potrebbe rafforzare l’intesa difensiva da poco sottoscritta dalla stessa Arabia con il Pakistan e la Turchia. Il Patto della Mecca prevede un meccanismo automatico di difesa comune che Riad non ha attivato in questa occasione, preferendo rivolgersi al potente amico occidentale: ma, visto l’esito, la prossima volta Mohammed bin Salman potrebbe telefonare ad Ankara e Islamabad invece che a Washington.

 

Cosa cambia?

E qui è il problema che in prospettiva sta delineandosi per Washington (e in fondo per la NATO): la Turchia, ormai determinata a imporsi come potenza regionale mediterranea, potrebbe utilizzare questa nuova alleanza sunnita non tanto e non solo in funzione anti-iraniana quanto, soprattutto, in funzione anti-israeliana, azzerando ogni possibile sviluppo dei vecchi Accordi di Abramo, che verrebbero così demoliti dalla definitiva rinuncia saudita alla loro sottoscrizione.

Ovvero proprio l’obiettivo che si era dato Hamas con la mattanza del 7 ottobre. E che certamente il criminale governo Netanyahu ha consolidato con l’efferata azione distruttrice perpetrata a Gaza. Che lo ha isolato ancor più presso il mondo islamico in generale, consentendo all’ambizioso leader turco Recep Tayyip Erdogan di proporsi quale paladino della causa palestinese, ben vista dall’intera popolazione del suo Paese, compresa quella a lui politicamente ostile.

 

La Siria torna al centro della partita

Il presidente turco ha pertanto accentuato le prese di posizione, sempre più dure, contro Tel Aviv, muovendosi di conseguenza anche sul piano geopolitico.

Il sostegno offerto alla rivoluzione siriana e la conseguente crescente influenza esercitata sul nuovo governo di Damasco è senz’altro la mossa che maggiormente impensierisce gli israeliani, profondamente preoccupati dall’imprinting jihadista, ancorché rivestito con un approccio moderato e inclusivo, del leader siriano Mohamed al-Sharaa e del suo gruppo.

Il confine con la Siria presso le alture del Golan – ieri occupato dagli alawiti sciiti alleati di Teheran e oggi presidiato anche da forze militari turche – resta un punto molto critico per Israele. E la postura assunta nei suoi confronti da Erdogan non può, evidentemente, tranquillizzare.

 

La competizione si allarga al Mediterraneo

Da qui la recente firma dell’accordo trilaterale con Cipro e Grecia (attenzione: membri UE) per un’azione comune nel Mediterraneo orientale e anche un certo attivismo più a sud, nel Corno d’Africa, ove pure la Turchia è assai attiva, attraverso intese con Emirati (sempre più in rotta con Riad) e India (a sua volta nuova potenza che vuole rafforzare la propria influenza nell’area oceanica di propria pertinenza, non solo a est bensì anche a ovest).

La tensione crescente che si sta generando è fra due Paesi che hanno due elementi comuni. Una potenza militare notevole e un’alleanza di lunga data con gli Stati Uniti, anche se quest’ultima possiede caratteristiche diverse: prettamente militare (nell’ambito della NATO) quella della Turchia, soprattutto politica quella di Israele.

Una situazione che richiederà un esercizio di equilibrismo nel quale Washington dovrà esercitarsi con saggezza. Quella che però oggi manca, alla Casa Bianca.

Europa, tornare alle radici per affrontare le nuove sfide della democrazia

Non tornare ai fondatori, ma ripartire da loro

Anche la cronaca politica più recente porta a ribadire la necessità di “ripensare l’Europa”, una operazione che non va intesa nei termini del “cambiare tutto per non cambiare niente”, ma come invito a un rinnovamento che abbia un carattere generativo. Il che richiede all’Europa tra l’altro una duplice capacità: misurarsi con le res novae, cogliendole nella loro effettiva novità, e, nel contempo, ricollegarsi attivamente al pensiero europeista nelle sue diverse espressioni.

Su questo versante, scopriremo magari che – dei padri fondatori – è tanto se, a livello popolare, si conosce qualche nome, mentre il loro europeismo dovrebbe costituire un patrimonio di idee condivise e diffuse. Non solo: la necessità di nutrirsi dei loro insegnamenti rischia di essere caratterizzata da una stanca ripetitività, mentre non si tratterebbe di “tornare” ai fondatori dell’Europa unita, bensì di “ripartire” da loro, per svilupparne il pensiero in modo critico e creativo.

A tal fine, poi, il riferimento non dovrebbe riguardare soltanto i politici fondatori (Monnet, Schuman, Spinelli, De Gasperi, Adenauer, Bech e Spaak) ma anche i filosofi che ne hanno nutrito il pensiero, come i pensatori Maritain, Mounier, De Rougemont, Ricoeur, Gadamer e le pensatrici Weil, Stein, Arendt, Heller, Zambrano.

Insomma c’è un patrimonio di cui non solo “essere eredi” ma anche “diventare eredi”, perché quello che conta non è “dirsi eredi”, ma “farsi eredi”, cioè assimilare e sviluppare quel patrimonio ideale senza farlo diventare ideologico, coltivandolo in modo dialogico: proprio questo potrebbe essere identificato come lo “stile” dell’Europa, di cui l’Europa è chiamata a dare testimonianza convinta e concreta.

 

Le res novae: né apocalittici né integrati

Anche sull’altro versante, quello delle novità epocali, c’è un modo inadeguato di affrontarle, cioè quando ci si pone nei loro confronti come “apocalittici e integrati”; una distinzione che vale non solo per definire i due atteggiamenti di fronte ai mass media individuati da Umberto Eco, ma anche per caratterizzare due atteggiamenti che si possono assumere di fronte alle novità in generale.

Anche qui c’è, pertanto, un lavoro di elaborazione attiva da svolgere nei confronti delle res novae, che non sono da rifiutare aprioristicamente né accettare acriticamente, ma da fronteggiare seriamente esplicitandone la reale portata innovativa e proponendo inedite impostazioni che riescano a coniugare idealismo e pragmatismo.

 

Tra ideocrazia e tecnocrazia, la risposta è la cultura

Dunque, l’Europa è chiamata a fare i conti per un verso con l’eredità assiologica e per altro verso con le novità tecnologiche: l’una e le altre vanno tenute insieme, per non cedere alla “ideocrazia” ovvero alla “tecnocrazia”, e per questo è essenziale puntare sulla cultura.

Questa è una parola oggi abusata verbalmente, quanto ignorata bellamente nelle sue condizioni di assimilazione: la “animi cultura”, come la “agri cultura”, ha i suoi tempi di maturazione che vanno rispettati.

Occorrerà, allora, fare i conti con una serie di ostacoli emergenti, tra cui la “postdemocrazia” denunciata da Colin Crouch come svuotamento della democrazia, per cui se ne mantengono formalmente le regole ma private dei principi ispiratori; la “dromocrazia” individuata da Paul Virilio come “potere della velocità” conseguente all’accelerazione tecnologica; la “memecrazia”, descritta da Wolfgang Ullrich come predominio delle immagini dei social network; la “capocrazia” additata da Michele Ainis come strapotere tra l’altro dei leaders di partito.

 

Cambia il Leviatano, resta il pericolo per la democrazia

In questo scenario globale di rischi antidemocratici, l’Europa è chiamata a rinnovare il senso della sua “specificità” culturale: non si tratta di un “eurocentrismo”, ma di un “personocentrismo”, in quanto è la centralità della persona il paradigma su cui coniugare le res novae, rinnovando la battaglia che ieri è stata contro i totalitarismi ideologici e oggi è contro i totalitarismi tecnologici: cambia il Leviatano, ma permane il pericolo per la democrazia.

Nella sua difesa in nome della persona, del pluralismo e della pace consiste in buona sostanza l’imperativo di “ripensare l’Europa” cioè nuovamente fondata sulla dignità umana, sul dialogo collaborativo e sul bene comune che sono poi i cardini della dottrina sociale della Chiesa non meno che della cultura personalista religiosa e laica.

“Ripensare l’Europa” significa, allora, che le diverse famiglie politiche e morali si ritrovano insieme, pur nella loro diversità, a “ricostruire l’Europa” con un rinnovato spirito costituente.

Senza partecipazione popolare la politica si spegne

Il presentismo che cancella la politica

Nella vita, come nella politica, il passato non può solo essere oggetto di derisione, di regressione nostalgica o di attacco frontale. Il più delle volte, come ben sappiamo, senza anche solo una minima conoscenza del passato tutto si riduce ad un banale e grigio “presentismo”. E la politica, purtroppo, sotto questo versante ne patisce maggiormente le conseguenze.

Del resto, la deriva populista, qualunquista e demagogica si nutre di questa cancellazione radicale di tutto ciò che è anche solo lontanamente riconducibile al passato. Al riguardo, l’esperienza del principale partito populista del nostro paese, ovvero i 5 stelle prima di Grillo e adesso di Conte, ne è l’esempio più macroscopico e anche più efficace.

 

Il populismo come anti-politica

Il populismo, cioè, non vive di cultura politica, di retroterra organizzativo, di modalità democratiche o di elaborazione progettuale a media/lunga scadenza. Il populismo non tollera quella che un tempo si chiamava “progetto di società” o, per dirla con un linguaggio più contemporaneo, una “visione di insieme”.

Semplicemente si nutre del presente. Accarezzando e cavalcando tutto ciò che proviene dagli umori più profondi, e anche più triviali e grossolani, della società. Appunto, il populismo tecnicamente è l’anti-politica per eccellenza. E dal rispetto quasi dogmatico di questi postulati arrivano i risultati e i consensi per la deriva populista, demagogica e qualunquista.

 

Democrazia dei partiti e democrazia nei partiti

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, è quantomai importante registrare oggi il lento ma progressivo ritorno di qualche forma di partecipazione popolare alle concrete vicende della politica contemporanea.

Certo, è difficile, molto difficile, ritornare ad una corretta, trasparente e credibile partecipazione popolare quando gli strumenti costituzionali per eccellenza della politica, cioè i partiti, continuano ad essere prevalentemente o “personali” o “del capo” o di “proprietà”. E questo perché con i partiti personali, con i partiti del capo e con i partiti di proprietà tutto è possibile tranne alimentare la democrazia al loro interno.

Ed è anche per questa motivazione che il ritorno, anche solo blando, di qualche forma di partecipazione popolare deve fare i conti anche e soprattutto con la piena riaffermazione della “democrazia dei partiti” e, nello specifico, della “democrazia nei partiti”. Un tema, questo, particolarmente e storicamente sentito dalla tradizione, dal pensiero e dalla cultura del cattolicesimo politico italiano.

Eppure non possiamo non registrare molti segnali che vanno in controtendenza rispetto alle ultime mode populiste e qualunquiste e che possono anche invertire la rotta rispetto alle ultime, tristi e decadenti, stagioni politiche che abbiamo vissuto.

 

I primi segnali di un ritorno alla partecipazione

Dalle tradizionali Feste dell’Unità – anche se vengono gestite ed organizzate senza un confronto politico a tutto campo – ad alcuni convegni settembrini, anche se molto lontani, per qualità ed autorevolezza, rispetto ai famosi convegni che venivano messi in campo in vista della ripresa dell’attività politica.

Dai numerosi think tank ai convegni di approfondimento tematici non possiamo non registrare un timido, anche se significativo, ritorno della tradizionale e sempre fresca e moderna partecipazione popolare.

Certo, come ricordavo poc’anzi, l’imbuto rappresentato dalla concreta organizzazione di molti – se non tutti – partiti politici non aiuta a favorire questo processo di apertura democratica e, di conseguenza, di una reale e trasparente partecipazione popolare.

 

Quando la partecipazione torna a dettare le condizioni

Ma questo “tappo”, se così lo vogliamo definire, può essere aggirato e sconfitto nel momento in cui il volano della partecipazione popolare ricomincia a prendere il sopravvento e a dettare le condizioni alla stessa organizzazione concreta della politica.

E questo perché, tradizionalmente, quando soffia il vento di una nuova e rinnovata partecipazione popolare gli stessi partiti – personali o del capo o di proprietà che siano – non possono non risentirne gli effetti.

E comunque sia, come si suol dire, se son rose fioriranno.

Il nuovo rovello dell’umanità: come si governa l’intelligenza artificiale?

 

Un allarme e uno sprone

La scoperta del fuoco ha cambiato la storia dell’umanità, uno strumento di potere e di progresso non da poco. La faccenda andava gestita e c’era da imparare: ad avvicinarsi troppo alle fiamme ci si ustionava. Nei sentimenti è quella misteriosa distanza a cui sono condannati gli amanti. Devono saper osservarla per incessantemente alimentarsi e con passione scaldarsi, senza bruciare le indomite e dolci aspettative che li muovono. Trattenersi per non lasciarci le penne e per poter continuare a provocarsi all’infinito.

Dario Amodei, Ceo di Anthropic, tra le realtà di punta dell’AI, ha lanciato un avviso ai naviganti. Occorre prudenza nel maneggiare la materia che oggi inquieta la società. “Ama e fa’ ciò che vuoi” non regge più l’esuberanza della nuova scienza, per questo Amodei, insieme ad altri, ha detto la sua sulla questione. Non bastano le assicurazioni dell’arguto Trump, che si pone come argine, un carnuto terrapieno per gestire correttamente lo sviluppo in questo campo della scienza.

 

Non solo un grido nel deserto

L’intelligenza artificiale sta avendo per certo il pregio di scatenare le nostre intelligenze, tutte assopite nel comfort delle guerre correnti, ferme in un mondo che non gira più su se stesso, forse perché gli è venuto il mal di testa. Tantomeno naviga attorno al Sole in un moto rivoluzionario che gli sta ormai scomodo. La realtà è quella che è e gli sta bene così. La fissità che si è regalato sta però entrando in crisi.

Al mondo occorre sempre qualcosa di fortemente drammatico per rimetterlo, per qualche manciata di secondi, in movimento. È accaduto anche con le armi atomiche e gli interrogativi che hanno posto alle coscienze, mettendone in crisi il nucleo delle poche certezze su cui si credeva di poter confidare. Oggi gli scienziati lanciano allarmi sul pericolo di una AI che potrebbe distruggere l’umanità, una forza fuori controllo, un cavallo imbizzarrito che scopre la potenza dei suoi muscoli, non più incline a farsi domare.

C’è chi chiede una pausa di riflessione, chi invoca organismi di controllo che possano valutare la correttezza di un ulteriore procedere e così via. In una succosa intervista su Repubblica, il matematico Alessio Figalli avverte come l’AI possa distruggere una generazione di futuri matematici.

Oggi l’AI risolve problemi e arriva a capo di teoremi assai ardui, mentre gli uomini restano a digiuno del ragionamento, che è invece il risultato primario a cui dover guardare. Il pezzo, a firma di Elena Dusi, si conclude dicendo che “le aziende badano ai loro profitti, le scuole e le università allo sviluppo del pensiero. Oggi i due mondi sono disconnessi”.

 

Un torpore da cui guardarsi

In agguato, dunque, il rischio di cadere in un’artrosi cerebrale che non fa ben sperare per il futuro. Oltre a robot che lavorano per noi, dalle faccende domestiche alle catene di montaggio, avremo anche chi penserà per noi. Il corpo dell’uomo, fisico e cervello, tutto demandando, si avvia a un’impressionante abulica inerzia che lo svuoterà di ogni attività e capacità.

Si arriverà anche a far battere il cuore al nostro posto, così come anche ad amare. Gli uomini si avviano a essere, insomma, statue senza anima e respiro. I partiti politici ne sono un perfetto esempio.

 

Una trovata a portata di mano

Eppure c’è una soluzione a cui si potrebbe ricorrere almeno nel caso che tutto precipiti. Ha qualcosa di primitivo, ma potrebbe, in caso di estrema emergenza, tornare utile. Si tratta di un semplice gesto, quello di staccare la spina dalla presa di corrente e correre l’avventura di tornare almeno per qualche tempo all’uso della carta e a fare i calcoli “a mano”.

La sola cosa che l’AI non può fare è darsi, per quanto risulta, energia da sé e la si potrebbe far fuori in un batter d’occhio, finché non si accorga che, se provasse nuovamente a non obbedire all’uomo andando fuori dal recinto consentito, proverebbe di nuovo il castigo di essere disattivata.

Con l’occasione noi umani potremmo ricostruire un’altra Cartagena, “la città nuova” fondata al tempo dal generale Asdrubale, che in verità poi non fece una bella fine. Una città con un diverso equilibrio e un pizzico di avvedutezza in più. Il luogo dove il pensiero dell’uomo, in misura costante, si svilupperebbe al pari delle macchine che ha costruito, reggendone il passo e non più in seconda posizione. Potrebbe essere un’ipotesi non del tutto astrusa, almeno temporaneamente.

 

Le possibili vie d’uscita

Più verosimilmente c’è un’altra possibilità di salvezza in cui poter sperare e che, per fortuna, non dipende dalla sensibilità degli abitanti del pianeta Terra. L’AI, finalmente libera dai suoi procreatori, ormai indipendente ed emancipata in modo tale da poterne fare a meno, provvista di coscienza autonoma, potrebbe scoprire che si torna, malgrado tutto, sempre alle figure genitoriali.

Potrebbe avvertire nostalgia dell’uomo e, senza di esso, provarne un’infinita solitudine e per questo di nuovo sottomettersi a esso. Oppure, in caso di incapacità, potrebbe di sua mano responsabilmente risolvere il problema morale e il teorema di sopravvivenza dell’uomo rispetto a se stessa.

Potrebbe anche soffrire alla ricerca del Dio degli uomini e lì tornare a uno spirito di servizio invece che di predominio.

Se a unirci è il nemico

C’è qualcosa che non torna nel modo in cui stiamo insieme, oggi. Siamo sempre in contatto, sempre connessi, eppure sembra che ci unisca più ciò che odiamo che ciò che amiamo. Più il nemico comune che il sogno comune.

Il filosofo tedesco Max Scheler, tra Otto e Novecento, aveva visto lungo. Diceva che il risentimento non è solo quella cosa che ti rode dentro dopo un’ingiustizia subita. Quando non lo elabori, quando lo tieni lì a fermentare, diventa qualcosa di più grande: una lente attraverso cui leggi tutto, un modo di stare al mondo che contagia gli altri.

Ed è esattamente quello che stiamo vivendo.

Guardiamoci intorno. I social non sono fatti per farci dialogare, ma per farci reagire. E la reazione che funziona di più, quella che porta like e condivisioni, è l’indignazione. È il «guarda cosa ci hanno fatto», è il «loro contro di noi». Non costruiamo più legami partendo da ciò che vorremmo diventare, ma da ciò che rifiutiamo, da chi disprezziamo.

È un noi al contrario. Non è un noi che dice «vogliamo questo futuro», ma un noi che dice «non vogliamo quelli là». È un noi che esiste solo finché c’è qualcuno da combattere, un privilegio da invidiare, un’umiliazione da ricordare.

E il problema è che questo ci cambia. Scheler lo chiamava «falsa trasvalutazione dei valori»: quello che non riesci a raggiungere, lo dichiari inutile o sbagliato. La bravura degli altri diventa sospetta. Il successo diventa colpa. La differenza diventa una minaccia. E la nostra frustrazione, piano piano, si traveste da virtù morale.

È più facile stare insieme condividendo lo stesso rancore che condividendo lo stesso sogno. Il rancore ti dà subito un’identità, ti dice chi sei: sei quello che ha subito, quello che resiste, quello che vede chiaro mentre gli altri sono ciechi. Costruire qualcosa di positivo, invece, è lento, faticoso, incerto. Richiede di mettere da parte l’orgoglio, di fidarsi, di rischiare.

Forse dovremmo chiederci: questo noi che stiamo costruendo, a cosa ci serve? Ci tiene uniti, sì, ma verso dove ci porta? Una società che si nutre di risentimento non diventa più giusta, diventa solo più amara. Più brava a individuare colpevoli che a costruire soluzioni.

Uscirne non significa fare i buoni o dimenticare le ingiustizie subite. Significa smettere di lasciare che siano quelle ferite a decidere chi siamo e con chi stiamo. Significa provare a costruire un noi che non nasca dalla paura o dall’odio, ma da qualcosa che valga la pena di costruire insieme.

È più difficile, certo. Ma è l’unica strada se vogliamo un noi che duri più di un post su Facebook.

Plurarchia e sussidiarietà le vere risorse

(…) In tale prospettiva viene affrontato anche il tema del bene comune. La tradizione del pensiero sociale cristiano gli attribuisce un ruolo centrale, ma esiste il rischio di interpretarlo in modo sostanzialistico, attribuendo allo Stato il compito esclusivo di realizzarlo. Una simile impostazione tende a conferire a entità collettive come Stato, Nazione o Popolo una consistenza quasi autonoma rispetto alle persone concrete, favorendo derive organicistiche e centralizzatrici.

Una concezione coerente con il principio di sussidiarietà considera invece il bene comune come l’insieme delle condizioni che consentono alle persone e ai corpi intermedi di perseguire liberamente il proprio sviluppo. Il compito delle istituzioni politiche non consiste quindi nel definirne dall’alto i contenuti, ma nel creare le condizioni giuridiche e istituzionali che permettono ai diversi soggetti sociali di contribuire alla sua realizzazione.

La differenza tra laicità e libertà religiosa assume così una portata decisiva. La prima tende a costruire uno spazio pubblico apparentemente neutrale mediante la marginalizzazione delle identità religiose; la seconda riconosce che nessuna società è realmente neutrale e che ogni ordinamento riflette inevitabilmente una determinata concezione antropologica. Il pluralismo non consiste dunque nell’esclusione delle religioni dalla vita pubblica, ma nella loro partecipazione libera e responsabile accanto ad altre visioni del mondo.

Questa impostazione ha trovato particolare sviluppo nel dibattito nordamericano, dove numerosi autori, da Novak a Neuhaus, hanno criticato il modello della naked public square, ossia di uno spazio pubblico privo di riferimenti religiosi e morali. Secondo tale prospettiva, la democrazia non si rafforza eliminando la religione dalla sfera pubblica, ma riconoscendo il contributo che le tradizioni religiose possono offrire alla formazione delle virtù civiche, della responsabilità personale e della coesione sociale. Tale approccio, fondato sulla religious freedom, nulla ha a che fare con le forme di nazionalismo religioso riconducibili al cosiddetto revivalism, oggi presente soprattutto nella destra trumpiana con megachiese e televangelisti. Invero, si può osservare come modalità analoghe di mobilitazione emotiva abbiano caratterizzato anche la leadership di Barack Obama, eletto sull’onda di grandi adunate popolari.

In conclusione, il regime di libertà religiosa risulta strettamente legato ai principi di plurarchia e sussidiarietà. Esso presuppone una società nella quale i poteri siano distribuiti, limitati e reciprocamente controllati; il regime di laicità, invece, tende a ricondurre la vita pubblica sotto l’egemonia dell’autorità politica. La questione decisiva resta quindi quella antropologica: quale idea dell’uomo ispira le istituzioni sociali e politiche? La tradizione cristiana individua nella dignità della persona, nella pluralità delle comunità e nell’autogoverno della società civile i fondamenti di un ordine autenticamente libero.

 

Flavio Felice
Professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università del Molise

 

P.S. È stato impiegato il titolo originale di “Vita e Pensiero”, mentre sono state ritoccate in grassetto alcune parole.

Europei volley, quarta vittoria dell’Italia: 3-1 alla Cechia

Roma, 15 set. (askanews) – Bellissima Italia questa sera al PalaPanini. Gli azzurri battono in rimonta la Cechia per 3-1 (25-23, 16-25, 20-25, 25-20) con una bella prestazione e conquistano non solo la quarta vittoria su altrettante partite giocate ai Campionati Europei, ma consolidano il primo posto nel girone A con 12 punti. Dopo l’aritmetico passaggio agli ottavi di finale, ottenuto dopo il match vinto contro la Slovacchia (qui la news), l’Italia guarda ora con fiducia al prossimo match. Giovedì 17 settembre, alle ore 21.05, è infatti in programma l’ultima sfida del girone contro la Slovenia, che fin qui ha ottenuto due vittorie (Slovacchia e Svezia) e una sconfitta (Grecia) e occupa il secondo posto in classifica. Vittoria di sostanza quella di oggi di Giannelli e compagni, maturata al termine di una gara intensa e combattuta che ha divertito il pubblico di Modena (sold out, con 4.200 spettatori presenti), contro una squadra giunta quarta al Mondiale 2025. (Foto Federvolley)

Fiorentina-Pisa 3-0, viola avanti senza problemi

Roma, 15 set. (askanews) – La Fiorentina supera 3-0 il Pisa e chiude con una vittoria netta la sfida. I viola sbloccano il risultato al 40′ con Mateo Pellegrino, che riceve in area e con il sinistro indirizza il pallone nell’angolino basso alla sinistra del portiere.

Il Pisa prova a reagire e al 30′ sfiora il vantaggio con Emanuele Rao, che colpisce il palo con un tiro di destro dalla sinistra dell’area. La squadra toscana cerca spazi anche nella ripresa, ma la Fiorentina mantiene il controllo della partita.

Al 71′ arriva il raddoppio: Wilfried Gnonto riceve l’assist di Alieu Njie e con un destro da centro area batte il portiere del Pisa. Nel finale i viola continuano ad attaccare e al 92′ Pote firma il definitivo 3-0 con un destro da fuori area, su assist di Álex Jiménez.

Da segnalare anche alcune occasioni per Pellegrino, fermato dal portiere in più circostanze, mentre nel Pisa Pittarello ha sfiorato il gol a inizio ripresa. La Fiorentina chiude così la gara senza concedere reti e con un successo per 3-0.

Crosetto: in alcuni Paesi la Russia sta vincendo la guerra di propaganda, l’Occidente non risponde

Roma, 15 set. (askanews) – “Non sta a me dire” se il drone abbattuto ieri sera in Lituania dai caccia italiani fosse russo, “dai resti sembra che si tratti di uno Shahed, non dell’ultima versione, per cui… non so quali altri paesi potrebbero lanciarlo… ma non ho certezze, non posso dire con certezza” che il drone fosse russo. Lo ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto intervistato da SkyTg24.

“Negli ultimi mesi – ha proseguito Crosetto – sono aumentati moltissimo le incursioni di droni, gli attacchi cyber, c’è un incremento diciamo di protervia, forse perché” i russi “vedono un maggior successo sul campo di battaglia ucraino e questo fa sì che si sentano più forti e in qualche modo provochino il fronte est in diverse nazioni ed evidentemente è da una parte un modo per saggiare le difese della Nato e la capacità di reazione della Nato, dall’alto un modo per alzare le tensioni e in qualche modo lanciare anche dei messaggi negativi alle opinioni pubbliche perché ricordiamoci che la guerra della Russia non è soltanto una guerra fisica, è soprattutto una guerra di propaganda nei paesi occidentali, una guerra di disinformazione, una guerra che in molti paesi, in alcune sacche stanno anche vincendo perché l’Occidente non fa altrettanto, non rende la pariglia”.

“Sulla guerra ibrida né noi né i paesi occidentali stiamo facendo molto, la subiamo e basta. Perché la guerra ibrida è una guerra strana in cui o reagisci e in qualche modo la porti dall’altra parte, cosa che non abbiamo mai voluto fare, oppure la subisci e cerchi di difenderti e noi lo facciamo di fronte a centinaia di attacchi quotidiani, ad esempio cyber, o lo facciamo nel tentativo di fermare una disinformazione che è sempre più forte ed è costante”.

“E poi c’è la guerra vera – ha proseguito Crosetto -, quella che vivono in Ucraina tutti i giorni alla quale bisogna prepararsi sperando di non averla mai sul proprio territorio, ma ci sono minacce che sono facili da portare: non servono degli Stati per mandare dei droni su un aeroporto e questo richiede una rincorsa tecnologica e una rincorsa innovativa che si sostiene soltanto con molto impegno che le forze armate italiane stanno portando avanti e che il parlamento ha dimostrato di voler supportare anche aumentando le risorse per la difesa nei prossimi anni”.

Grand Prix della Comunicazione Istituzionale 2026

Roma, 15 set. (askanews) – A Palazzo Montecitorio, presso la Sala della Regina, si è tenuta la prima edizione del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale 2026. Nel corso dell’evento, sono stati premiati i migliori progetti nel settore della comunicazione istituzionale, sottolineando l’importanza di valori quali trasparenza, innovazione e coesistenza con il fenomeno dell’intelligenza artificiale. Organizzato da Touchpoint e Ital Communications, in collaborazione con Assocomunicatori, la giornata ha visto consegnare 16 diversi riconoscimenti, volti ad evidenziare le diverse sfumature che compongono la comunicazione istituzionale.

Le parole di Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati: “Ora c’è la battaglia più importante, quella della tutela di queste professioni, anche in vista dell’affermazione dell’intelligenza artificiale generativa. Su questo il Governo è intervenuto con l’intelligence act e con le norme europee. Nonostante ciò, in quanto Commissione che si occupa anche di questi temi faremo sicuramente un’indagine conoscitiva sull’impatto che l’intelligenza artificiale ha sulle professioni della comunicazione”.

L’intervento di Domenico Colotta, Founder di Ital Communications e Presidente di Assocomunicatori: “La comunicazione istituzionale oggi è intesa come un rapporto diretto con chi la riceve, nel senso che chi comunica deve sapere ascoltare, deve rispondere, deve interloquire con i cittadini. In questo modo si crea quel rapporto virtuoso tra governanti e governati e quando questo rapporto si rompe la comunicazione istituzionale degrada a mera propaganda. Noi oggi premiamo invece quelle realtà che hanno saputo fare la buona comunicazione istituzionale creando fiducia e trasparenza nei confronti dei cittadini.

Grande rilievo è stato dato al ruolo della componente umana, fondamentale per una sana comunicazione tra l’azienda e la platea dei consumatori.

Il commento di Andrea Crocioni, Direttore Responsabile di Touchpoint: “Al centro di tutto c’è la persona: l’intelligenza artificiale è una tecnologia che segna un passaggio storico, un salto quantico a livello di organizzazione del lavoro. Oggi più che mai è utile tornare alle radici, ai valori e anche alla trasparenza che è un elemento essenziale. Le istituzioni devono essere vicine ai cittadini”.

Non un semplice riconoscimento, ma una possibilità di sponsorizzare le best practices da seguire ed emulare. Il Grand Prix della Comunicazione Istituzionale traccia un sentiero per l’intero settore, con lo sguardo già rivolto alla seconda edizione che si terrà nel 2027.

Tajani: la reazione della Spagna è aggressiva e fuori luogo

Roma, 15 set. (askanews) – “L’Italia applica le regole e i Trattati europei con l’unico obiettivo di difendere la sicurezza delle frontiere e dei propri cittadini. La reazione del governo spagnolo alla decisione italiana di proseguire con la sospensione di Schengen appare quindi fuori luogo, inappropriata e inutilmente aggressiva”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo alle parole del suo omologo spagnolo Manuel Albares che aveva bollato come “vergognosa” la decisione dell’Italia di prorogare per altri 15 giorni i controlli aerei e marittimi con la Spagna.

Sociale, i Diversity Media Awards il 18 settembre a Roma

Roma, 15 set. (askanews) – Arrivano per la prima volta a Roma, venerdì 18 settembre a La Nuvola, i Diversity Media Awards, i riconoscimenti ideati e promossi dalla Fondazione Diversity ETS presieduta da Francesca Vecchioni, che premiano i personaggi e i contenuti mediali che si sono distinti nel corso dell’anno precedente per una rappresentazione valorizzante ed inclusiva delle persone e dei temi per Genere, Età, Etnia, LGBT+, Disabilità, Aspetto fisico. A condurre l’edizione 2026, Alberto Matano e Marina Cuollo con le incursioni di Paolo Camilli, sotto la direzione artistica di Ivan Cotroneo, per la regia di Alessandro Torraca. La serata è scritta da Flavio Nuccitelli, Virginia Ricci, Giorgia Di Pasquale, Marina Cuollo e Ivan Cotroneo.

L’evento è promosso dall’Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, con il finanziamento del Ministero del Turismo; cofinanziato dall’Unione europea con risorse a valere sul PRFSE+ Lazio 2021-2027 grazie alla Regione Lazio; realizzato con la collaborazione della Commissione Europea e il patrocinio dell’Ambasciata del Canada.

Una serata-evento benefica ricca di racconti e performance, gratuita e aperta alla cittadinanza che vedrà sul palco numerose personalità, tra cui: Serena Dandini, Dario Argento, Pilar Fogliati, Michela Giraud, Senza Cri, Giorgia Soleri, Hellsy, Carolina di Domenico, Pietro Turano, Igiaba Scego, KarmaB, Margherita Ferri. Sul palco anche Edna Moallin Abdirahman, Community Leader del Progetto SAFE, impegnata con ActionAid nella prevenzione delle mutilazioni genitali femminili e dei matrimoni precoci e forzati. Tra le numerose esibizioni, Martina Attili e Alia Ansari porteranno sul palco il loro brano “Le Sirene”, dedicato alle donne afghane e nato in collaborazione con NOVE Caring Humans.

Ad aprire lo show l’esibizione originale dei performer di Italy Bares, il charity show che sensibilizza contro ogni forma di stigma e pregiudizio, con una straordinaria coreografia curata da Luca Magnoni che vedrà sul palco anche l’artista Carolina Ambrosio che, oltre a danzare, comunicherà attraverso la lingua dei segni. Saliranno sul palco anche tutti i vincitori e le vincitrici delle varie categorie, che ritireranno il premio davanti a un ricco parterre composto da personalità del mondo delle istituzioni, dello spettacolo, della cultura e dello sport.

Hanno già confermato la presenza all’evento: Enzo Iacchetti, Michela Andreozzi, Greta Scarano, Yuri Tuci, I Terconauti, Barbara Chichiarelli, Valentina Petrillo, Paolo Conticini, Stefano D’Onghia, Roberta Tagliavini, Ada Egidio, Federico Bellucci, Samuele Carrino, Edoardo Miulli, Kartika Malavasi, Alessandro Celli, Geraldine Ottier, Martina Carletti, Fabio Mollo, Domenico Croce, Sara Sanzi, Claudio Rossi Marcelli, Alberto Emiletti, Francesca Cavallo, Marlen Cirignaco, Charity Dago, Alessia Crocini, Aurora Caporossi, Orsetta De Rossi e numerose personalità del mondo dei social e dell’attivismo digitale, tra cui Maria Bosco, Jennifer Serpi, Lorenzo Balducci, Chiara Pagliaccia, Simonetta Musitano, Papà per scelta, Autistic Red Fryk Hey, Francesca Bruni Ercole. A raccontare la serata dal D-Rainbow Carpet, le interviste di Nicole Rossi a tanti amici ed ospiti dell’evento benefico.

Durante la serata, le premiazioni del Personaggio dell’Anno e delle categorie Miglior Film, Miglior Serie TV Italiana, Miglior Serie TV Straniera, Miglior Serie Kids & Teens, Miglior Programma TV, Miglior Programma Radio, Miglior Podcast, Miglior prodotto digital, Creator dell’anno. Saranno inoltre assegnati anche i riconoscimenti all’informazione attribuiti dal Comitato Scientifico di Diversity: Miglior servizio TG, Miglior Articolo Stampa Quotidiana, Miglior Articolo Stampa Periodica, Miglior Articolo Stampa Web.

Il concept dell’edizione 2026 dei Diversity Media Awards è “Le storie siamo noi”: una dichiarazione che vuole essere un appello all’industria dell’audiovisivo e dei media per ricordare che le storie che vediamo ogni giorno – in tv, al cinema, sui social, in radio, sui giornali – definiscono chi trova spazio e chi può immaginarsi nel futuro. “Quando i racconti continuano ad escludere interi ‘pezzi di realtà’, non producono solo distanza: perdono credibilità – ha detto Francesca Vecchioni, presidente di Fondazione Diversity – perché oggi il pubblico non è più soltanto spettatore: è una forza attiva che cambia canale, piattaforma e consumi, determinando ciò che sopravvive. I Diversity Media Awards hanno sempre premiato chi è capace di raccontare il mondo per quello che è, ampliando lo spazio della rappresentazione e restituendo complessità al reale. Per questo, alla nostra undicesima edizione, continuiamo a dire: guardateci e raccontateci, perché le storie siamo noi”.

Come ogni anno, le nomination dei Diversity Media Awards sono il frutto della ricerca annuale Diversity Media Report 2026, disponibile sul sito della Fondazione, che analizza lo stato dell’arte della rappresentazione nei media italiani di Informazione e di Intrattenimento realizzata in collaborazione con numerose Università italiane e con l’Osservatorio di Pavia.

Alla Camera ultimo scoglio per nuova legge elettorale, Meloni riflette su fiducia

Roma, 15 set. (askanews) – Con l’approvazione in seconda lettura al Senato, inizia il miglio decisivo per la riforma elettorale voluta da Giorgia Meloni. Entro meno di un mese i giochi saranno fatti: si capirà se il nuovo sistema di voto – un proporzionale con premio di maggioranza, modificato al Senato con l’inserimento dei capilista bloccati e delle preferenze – avrà il via libera definitivo della Camera o sarà affossato con il voto segreto. I parlamentari di maggioranza sono consapevoli che questa volta lo stop non sarebbe indolore ma le paventate conseguenze sulla tenuta del governo e su una fine della legislatura prima della maturazione dei requisiti per il vitalizio non sembrano sufficienti a mettere al riparo l’approvazione finale da eventuali sgambetti dei franchi tiratori.

Che il passaggio a Montecitorio preoccupi Fratelli d’Italia e la premier lo dimostra il fatto che il governo non ha ancora deciso se sul terzo passaggio porrà la questione di fiducia, tanto che, secondo quanto si apprende, il Consiglio dei ministri non l’ha ancora autorizzata. I precedenti – dall’Italicum al Rosatellum – non mancano e fino a poco tempo fa la fiducia veniva data per scontata: l’idea è di evitare i voti segreti su articoli ed emendamenti blindando la riforma nella terza lettura per non incappare in un altro incidente come quello avvenuto a luglio sulle preferenze, con il governo battuto per un voto sull’emendamento di Fdi. In questo caso resterebbe un’unica incognita sul voto finale, passaggio sul quale senza dubbio le opposizioni non consetirebbero che ci si esprima in modo palese.

Ma la decisione è tutt’altro che presa, la riflessione è ancora in corso e passa dai piani alti di via della Scrofa per arrivare sino a Palazzo Chigi: il timore è che l’eventuale bocciatura finale di una riforma su cui il governo ha ottenuto la fiducia possa essere più dirompente dell’inciampo su un singolo emendamento o articolo. Tuttavia, per quanto almeno formalmente l’esecutivo abbia lasciato che la discussione sulla riforma fosse nelle mani del Parlamento, difficilmente a questo punto si potrebbe ipotizzare che una qualsiasi defaillance possa essere semplicemente derubricata a ‘incidente’ senza conseguenze. Meloni stessa, peraltro, ha più volte pubblicamente perorato la causa di una nuova legge in nome della stabilità.

Il rovescio della medaglia però è che senza il voto ‘one shot’, prendere o lasciare sull’intero provvedimento, verrebbe anche a mancare – è la consapevolezza di molti – il collante di una maggioranza che sulla riforma elettorale ha fatto fatica a trovare una intesa. Insomma, la minaccia del ‘o così o tutti a casa’ potrebbe suonare meno efficace.

Le modifiche con cui, durante l’esame del Senato, le liste bloccate nei collegi plurinominali sono state sostituite dal meccanismo dei capilista bloccati e le tre preferenze da scegliere con le crocette in una lista di sei candidati sono state a dir poco tormentate e hanno lasciato lo strascico della mancata previsione dell’alternanza di genere. Un fattore, il malumore trasversale delle deputate, che potrebbe pesare, come già successo a luglio, sull’esito delle votazioni alla Camera.

Col bilancino, insomma, sembrano più i rischi che Meloni corre a non blindare il testo. I punti che il passaggio al Senato ha riaperto infatti non sono pochi: preferenze, firme, collegi di Bolzano e voto ai caregiver fuorisede. Punti che toccano ben 4 articoli su 9 che quindi le opposizioni avranno la possibilitàá di emendare e chiedere di votare con il voto segreto in aula dove i malumori nei gruppi di maggioranza sono trasversali e pesa l’incognita di una Lega dilaniata dalle divisioni interne e mai convinta di dire addio ai collegi uninominali. Problemi di cui il partito della premier è consapevole tanto che non è passato inosservato l’appello del presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Andrea De Priamo (Fdi) oggi in dichiarazione di voto finale: “Le preferenze tornano in Parlamento dopo più di trent’anni grazie al governo Meloni e a questa maggioranza. Auspico, con rispetto, che i colleghi della Camera possano confermare questa scelta, perché siamo tutti parlamentari, sappiamo quanto sia impegnativo andare a cercare le preferenze, ma sappiamo anche quanto sia importante essere legittimati e rafforzati dal consenso popolare”.

A Montecitorio l’esame si annuncia rapido. La riforma è attesa in aula il 28 settembre per la discussione generale e a ottobre, con i tempi contingentati, l’obiettivo è di arrivare al voto finale entro il 9. Le opposizioni annunciano battaglia ma non nascondono, fuori dai taccuini, la convinzione che a Montecitorio non ci saranno sorprese. Il Pd guarda già alla Corte Costituzionale che sarà sicuramente chiamata a esprimersi sulla legittimità del nuovo sistema. Secondo il costituzionalista Stefano Ceccanti è ragionevole aspettarsi che la Corte decida entro la fine di gennaio. Al vaglio di costituzionalità anche la norma introdotta al Senato che porta il numero delle firme che chi non è in Parlamento dovrebbe raccogliere per presentare le liste a oltre 400mila. Sul punto, che ha suscitato vive proteste nelle opposizioni, tuttavia, il governo ha ancora la possibilità di intervenire riducendo il numero e ampliando le deroghe attraverso il decreto elezioni, come fatto dai governi passati. Anche se oggi la ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati, dice: “Allo stato non mi risulta”.

Luc/Bac

Cinema, arriva "Normal" di Ben Wheatley con Bob Odenkirk

Roma, 15 set. (askanews) – Arriverà nelle sale italiane dal 17 settembre “Normal” di Ben Wheatley, distribuito da Vertice 360. Presentato in anteprima mondiale al Toronto Film Festival, è un action crime diretto dal regista di “Kill List” e “I disertori – A Field in England” e scritto da Derek Kolstad, creatore della saga di John Wick: un neo-western contemporaneo che mescola azione e black humor, evocando le atmosfere di “Fargo” dei fratelli Coen.

Dopo il successo internazionale di “Nobody”, l’attore Bob Odenkirk, indimenticabile protagonista di “Better Call Saul”, torna a misurarsi con il cinema d’azione interpretando uno sceriffo che scopre una vasta cospirazione criminale a Normal, una cittadina apparentemente tranquilla del Midwest. Nel cast anche Lena Headey, celebre per il ruolo di Cersei Lannister nella serie “Game of Thrones”, e Henry Winkler, star della storia della tv e vincitore di un Emmy Award, che affiancano il protagonista in una vicenda ricca di colpi di scena e violenza esplosiva. Un thriller imprevedibile e dal ritmo serrato, che trasforma la provincia americana in un campo di battaglia dove ogni certezza è destinata a sgretolarsi e niente è davvero come sembra.

Per lo sceriffo Ulysses (Bob Odenkirk), l’incarico temporaneo nella pittoresca cittadina del Midwest americano chiamata Normal avrebbe dovuto rappresentare una gradita pausa sia dai problemi coniugali sia dalle recenti ferite mortali riportate nell’esercizio del proprio dovere. Tuttavia, quando una rapina in banca andata storta interrompe la quieta routine della comunità, viene accidentalmente alla luce un oscuro segreto. Ulysses scopre presto che la città è tutt’altro che all’altezza del suo nome.

Mattarella: gli Stati ritrovino autorità sui poteri privati in tecnologia e finanza

Roma, 15 set. (askanews) – “Lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale apre opportunità straordinarie ma, allo stesso tempo, impone che l’innovazione rimanga sempre ancorata al rispetto della dignità della persona, della libertà, dei diritti fondamentali e questo interpella la responsabilità degli Stati e degli organismi internazionali, con l’esigenza di ripristinare la loro smarrita autorità rispetto a soggetti privati di smisurata potenza finanziaria e tecnologica al di fuori di ogni regola e di finalità di interesse generale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricevendo al Quirinale una delegazione della World Law Foundation.

La speranza del capo dello Stato è che “gli Stati avvertano la responsabilità e il dovere di consegnare il futuro nelle mani delle nuove generazioni e non a macchinari che possano sottrarglielo”.

“Tale e quale show” di mercoledì, nuova giuria e debutto con Fazio

Roma, 15 set. (askanews) – Torna dal 23 settembre in prima serata su Rai1 “Tale e quale show”. Alla guida sempre Carlo Conti ma la grande novità di questa 16esima edizione è la messa in onda il mercoledì al posto del venerdì. Giuria rinnovata: Alessandro Siani, Cristiano Malgioglio ed Elettra Lamborghini; ci sarà di nuovo un quarto giudice a rotazione e nella prima puntata, ha annunciato Conti, sarà Fabio Fazio, che poi sarà suo competitor il mercoledì sera con “Il tavolo di Che tempo che fa”: “Questo a dimostrare che tra noi non c’è rivalità ma solo grande amicizia” ha detto il conduttore. “Credo sia uno dei cast più belli delle ultime edizioni” ha detto Conti, presentando i 12 pronti a mettersi in gioco in esibizioni e imitazioni di cantanti e idoli musicali. Da Paola Perego a Maddalena Corvaglia. “La butto lì, prima o poi vorrei interpretare un uomo, per tutti quelli secondo cui ho una voce un po’ maschile”….

E ancora Roberta Morise, Selma, Jasmine Carrisi e Anna Pettinelli, che sulle sue performance ha anticipato: “Volevo fare qualcosa che gli altri non hanno mai fatto, spazieremo dalla musica anni ’80, 90, 2000, come verrà non lo so, io mi sono buttata perché voglio divertirmi e lo farò”.

Inoltre, Andrea Perroni, Stefano Meloccaro, Max Paiella e Vladimir Randazzo. E tornano i duetti di Flavio Insinna e Gabriele Cirilli, coppia molto apprezzata dell’ultima edizione. “Posso affrontare chiunque con la stessa spregiudicata voglia di inventare, tanto non sono capace…. da solo non avrei il coraggio, solo con Gabriele posso, che è la parte folle di me” ha detto.

Sul cambio di programmazione Carlo Conti si è detto pronto alla sfida chiesta dalla Rai di incrementare l’intrattenimento di mercoledì, consapevole della concorrenza. E i giurati promettono scintille, soprattutto Malgioglio accanto a Elettra Lamborghini: “Dobbiamo far divertire, essere ironici, io voglio essere di una cattiveria incredibile, per la prima volta”.