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venerdì, 13 Febbraio, 2026
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Ue, Green Deal, non solo retromarcia, von der Leyen difende l’Ets

Alden Biesen, 12 feb. (askanews) – Ci sono dei limiti e delle “linee rosse” anche nella retromarcia generalizzata sulla legislazione sul Green Deal, che gran parte degli Stati membri, dell’industria, del settore agricolo e di varie altre lobby sono riuscite a imporre nell’agenda politica dell’Ue, spesso con il consenso della Commissione europea.

Lo si è visto oggi al ritiro informale dei capi di Stato e di governo dell’Ue nel castello belga di Alden Biesen, dove non è passata la richiesta da parte di diversi paesi, tra cui l’Italia, di smantellare, sostanzialmente, il sistema europeo Ets per la compravendita dei permessi di emissione, visto solo come un costo aggiuntivo per i settori dell’industria e dell’energia.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha difeso in modo chiaro ed efficace il sistema Ets, le ragioni per cui è stato creato e i risultati che ha portato, durante la conferenza stampa di stasera, al terminne del vertice informale di Alden Biesen.

A una giornalista che notava come alcuni leader avessero chiesto non solo una revisione, ma addirittura la sospensione dell’Ets, von der Leyen ha risposto: “Il sistema di scambio delle quote di emissione presenta chiari vantaggi. È sempre importante valutarne gli effetti. È un sistema basato sul mercato, ed è completamente neutrale dal punto di vista tecnologico. In pratica, dice: se vuoi inquinare, paghi. Se non vuoi pagare, innova. Ed è proprio quello che è successo. È stato introdotto nel 2005 e da allora le emissioni sono diminuite del 39%”, mentre i settori coperti dall’Ets1 sono cresciuti del 71%. Quindi decarbonizzazione e crescita possono andare di pari passo”, ha affermato la presidente della Commissione.

Inoltre, ha agggiunto, con il pagamento dei permessi di emissione “sono stati generati ricavi per 260 miliardi di euro”, che sono stati utilizzati “in parte a livello europeo, ma per una quota minore, e per più del 78% da parte degli stessi Stati membri”. E, ha precisato, “la componente europea viene reinvestita nell’innovazione, ed è stata uno dei fattori che hanno reso le nostre industrie leader mondiali in settori come l’industria pulita e l’innovazione”. Von der Leyen non lo ha detto, ma è noto che invece gli Stati membri non hanno utilizzato i loro ricavi nello stesso modo virtuoso.

Comunque, ha spiegato la Presidente della Commissione, il sistema Ets “contiene poi anche elementi che, se per qualsiasi motivo il prezzo” dei permessi di emission “aumenta troppo o le circostanze economiche sono difficili, consentono di modulare il prezzo con una riserva di stabilità del mercato. Quindi, certamente, ci sono argomenti che approfondiremo quando avremo la revisione, e dobbiamo considerare altri elementi che potrebbero essere importanti”.

“Il prezzo dell’energia in sé – ha proseguito – è molto importante. Il primo aspetto è, ovviamente, la fonte energetica stessa. Ad esempio, il prezzo del gas. Ma poi ci sono le tariffe di rete, i corrispettivi di rete, che sono piuttosto consistenti. Poi ci sono le tasse, le imposte nazionali. E poi c’è il sistema di scambio delle quote di emissione. La composizione di questi quattro elementi varia da Stato membro a Stato membro. Quindi alcuni Stati membri hanno tasse più alte, altri molto basse. In alcuni Stati membri, i costi dell’Ets sono più alti, in altri più bassi, eccetera. Quindi, come potete vedere, è una questione complessa. Ma – ha ribadito – l’Ets ha i suoi vantaggi”.

“Il sistema di scambio delle emissioni ha creato un intero settore delle tecnologie pulite. E questo settore, il settore energetico, ad esempio ieri al summit dell’industria europea svoltosi ad Anversa – ha riferito la Presidente della Commissione, che era presente all’evento – si è espresso molto chiaramente, affermando di aver investito nella decarbonizzazione, di avere fiducia nel fatto di poter raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, e quindi, ci hanno detto, ‘abbiamo bisogno anche della vostra affidabilità e credibilità, affinché i nostri investimenti diano i loro frutti'”, ha concluso von der Leyen.

“Per essere onesti – ha aggiunto a questo punto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa -, è vero che ci sono alcuni leader a cui non piace l’Ets, ma ce ne sono diversi altri a cui invece piace, e che hanno preso la parola per difendere il sistema. Ecco perché dobbiamo continuare la nostra discussione, su questo”, ha concluso.

Asse Meloni-Merz fa infuriare Sanchez, e Macron tenta di ricucire col tedesco

Alden Biesen, 12 feb. (askanews) – Le alleanze a Bruxelles sono “variabili”, lo riconosce la stessa Giorgia Meloni, ma stavolta l’iniziativa italo-tedesca arriva a sollevare la dura protesta dello spagnolo Pedro Sanchez: il prevertice convocato prima del Consiglio informale di Alden Biesen è un metodo “divisivo”, fanno sapere fonti del governo spagnolo. La premier aveva precisato che simili iniziative “non sono contro qualcuno” ma alla Moncloa il ruolo svolto dal governo italiano non è piaciuto.

Alla riunione alla fine hanno partecipato 19 Paesi e la Commissione europea, Meloni ha spiegato che intende renderlo un formato strutturato, replicando il modello applicato sull’immigrazione: “Se Paesi si organizzano per cercare di fornire al Consiglio, che è quello che poi decide, elementi più precisi e una convergenza già definita, questo può aiutare il Consiglio e può aiutare la Commissione”. Parole distensive Meloni le aveva rivolte in particolare alla Francia, che pure ha deciso di partecipare al prevertice: “C’è sicuramente un motore italotedesco, una convergenza con Merz, ma è qualcosa che non si fa contro o escludendo qualcun altro: la Francia partecipa al tavolo sulla competitività ed è un bene perchè è un paese importante”. Anche Merz e Macron hanno voluto smussare le distanza, almeno sul piano dell’immagine: dopo il pre vertice si sono presentati insieme al doorstep del Consiglio informale, assicurando “concordia” sugli obiettivi.

Insomma, l’iniziativa sembrava “assorbita”. Ma a far risalire la tensione è stato Pedro Sanchez, affidando ai media spagnoli un messaggio chiaro: “I negoziati – ricostruisce ad esempio El Pais – si sono svolti a livello di sherpa, secondo fonti governative, e quando l’incontro ha iniziato a prendere forma, la Spagna ha dichiarato di non ritenere opportuno tenere riunioni preliminari che escludessero alcuni paesi. In seguito, l’Italia ha deciso di non invitare la Spagna, che si era opposta all’incontro”. Dunque, spiegano le fonti spagnole, “abbiamo comunicato al governo italiano che questo tipo di iniziativa mina i principi fondamentali dell’Ue e, invece di avvicinare le soluzioni, le allontana ulteriormente”.

Da palazzo Chigi arriva però una versione diversa: dopo il prevertice, Meloni e Sanchez hanno avuto modo di confrontarsi a margine del Consiglio informale, e “nel corso del colloquio, il Presidente Sanchez non ha sollevato alcuna questione in merito al mancato invito alla riunione di coordinamento svoltosi nella mattinata prima dell’avvio dei lavori al Castello di Alden Biesen”. Insomma, nessun pentimento sull’iniziativa, che anzi Meloni vuole “strutturare” e che ha già un prossimo incontro fissato: “I leader hanno concordato di rivedersi già a margine del Consiglio europeo di marzo per mantenere alta l’attenzione sui temi della competitività e contribuire alle definizione di obiettivi concreti e scadenze precise”.

Si vedrà dunque presto, tra poco più di un mese, che piega prenderà l’iniziativa dei Paesi “like-minded” che in questo caso sono i tre quarti dei membri dell’Unione. Sapendo appunto che le maggioranze sono variabili, e che ci si può ritrovare su fronti diversi a seconda del dossier esaminato. Sulla coesione Meloni è stata chiara: “Non è alternativa alla competitività, perchè senza coesione tu lasci indietro interi territori, non ci sono le infrastrutture adeguate e dunque mini la competitività, e su questo ci troveremo d’accordo con i Paesi del Sud piuttosto che con i Paesi del Nord”.

Altrettanto chiaro Merz in serata: ha ribadito la contrarietà netta agli Eurobond, e ha scaricato sul bilancio comunitario l’onere di trovare risorse per finanziare la competitività: “Dobbiamo fare con i soldi che abbiamo, sul quadro finanziario la discussione sarà difficile”. E ad alleanze variabili.

Ue, completamento mercato unico, risultati attesi entro giugno

Alden Biesen, 12 feb. (askanews) – Il ritiro informale dei capi di Stato e di governo dell’Ue nel castello belga di Alden Biesen, concepito inizialmente come un “brain storming” senza decisioni o conclusioni attese, ha prodotto comunque diversi impegni a proseguire il lavoro per la competitività europa e per il completamento del mercato unico, con varie proposte che la Commissione ha annunciato che presenterà già entro marzo, e soprattutto con la fissazione di una scadenza importante: il passaggio alle “cooperazioni rafforzate” tra i soli paesi membri interessati, se entro il prossimo giugno non saranno stati possibili a ventisette i passi avanti considerati necessari per quanto riguarda l’Unione dei mercati dei capitali (ribattezzata “Unione dei risparmi e degli investimenti”) e il cosiddetto “28esimo regime” di diritto societario (che consentirà alle nuove società di registrarsi entro 48 ore online, per operare in tutta l’Ue).

La scadenza di giugno è stata confermata, nelle conferenze stampa stampa al termine del vertice informale, dal presidente francese Emmanuel Macron e poi dalla stessa presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “L’Unione dei mercati dei capitali sembra creare convergenza, ma quello che abbiamo deciso oggi è che di qui a giugno dovremo finalizzarne l’agenda. Se a giugno non avremo progetti concreti, prospettive e progressi concreti, decideremo attraverso una cooperazione rafforzata”, ha detto Macron.

“Abbiamo concordato di costruire un mercato unico, che deve esistere – ha riferito von der Leyen – non solo con il 28esimo regime, ma anche con l’Unione del risparmio e degli investimenti, in modo da avere un mercato dei capitali profondo e liquido. E qui abbiamo concordato di voler concludere entro giugno la prima fase dell’Unione dei risparmi e degli investimenti, che includa – ha precisato – l’integrazione del mercato, la vigilanza” unica europea sui mercati dei capitali “e le cartolarizzazioni. Se non ci saranno progressi sufficienti entro quella data, prenderemo in considerazione l’introduzione di una cooperazione rafforzata” per andare avanti.

Questo significa, ha ricordato la presidente della Commissione che “almeno nove Stati membri, se lo desiderano, potranno accelerare i tempi e decidere di essere più ambiziosi”. Questa possibilità, ha precisato von der Leyen, “in teoria, è molto interessante anche per il 28esimo regime, perché può renderlo più ambizioso. Se non tutti i Ventisette vogliono passare immediatamente al 28esimo regime, potremmo attivare la cooperazione rafforzata”.

“Certo, sarebbe preferibile avanzare a Ventisette, ma questi due elementi costitutivi estremamente importanti” del completamento del mercato unico “devono davvero progredire ora; e quindi una potenziale cooperazione rafforzata esiste come opzione di riserva”, ha concluso von der Leyen.

La proposta sul 28esimo regime sarà presentata entro marzo dalla Commissione, e, hanno precisato fonti diplomatiche a margine del vertice informale, riguarderà solo il diritto societario, con l’esclusione del diritto del lavoro, del diritto fallimentare e degli aspetti fiscali.

Federica Brignone: ho usato testa, tecnica, ho usato tutto

Cortina, 12 feb. (askanews) – “Io ovviamente sono venuta qui, ed era talmente speciale essere qua. Non sapevo neanche se sarei tornata a fare l’atleta dopo l’anno scorso e quindi dopo l’incidente essere qui alle Olimpiadi è stato qualcosa di speciale davvero. È stato un percorso veramente difficile. Penso di non aver fatto un giorno o pochi giorni comunque totalmente positivi, per cui da una parte ero pronta dall’altra sapevo che avrei dovuto continuare a soffrire e sono qua grazie a tutto questo, è stato qualcosa di speciale”. Lo ha detto Federica Brignone a Casa Italia a Cortina, subito dopo la celebrazione del CONI per la medaglia d’oro storica vinta nel SuperG a 10 mesi dal gravissimo incidente che aveva messo a rischio la sua carriera.

“Mi sento orgogliosa – ha aggiunto Brignone – mi sento una privilegiata mi sento veramente fortunata a poter essere qua davvero non era scontato la mia presenza e il fatto ancora di poter essere qui con una medaglia era qualcosa di impensabile, però dall’altra parte ogni giorno prendevo confidenza. Ho usato tutto, ho usato la mia testa, ho usato la mia tecnica, tutta la mia esperienza per provare a dare il massimo. Poi in una gara di un giorno tutto può succedere, però non penso di essere una persona cambiata”.

Milano-Cortina, Franzoni: “Brignone leggendaria, sembra una fiaba”

Livigno (So), 12 feb. (askanews) – “Le ho scritto prima, è stata leggendaria nel senso che so cosa vuol dire tornare da un infortunio grave, mi è successo tre anni fa ormai, e già tornare è una una gran cosa, però tornare e vincere le Olimpiadi… le ho detto ‘sembra una fiaba e se c’è una persona che se lo merita sei sicuramente tu’. Ha dato una grande dimostrazione di coraggio e di forza e di quanto comunque un’atleta, una persona con tanta volontà, riesca a raggiungere risultati incredibili”. Lo ha detto Giovanni Franzoni, parlando a Casa Italia a Livigno della medaglia d’oro conquistata da Federica Brignone nel SuperG di Cortina a dieci mesi da un grave infortunio.

Milano-Cortina, Franzoni: non mi rendo conto dell’argento, mi fa bene

Livigno (So), 12 feb. (askanews) – “È ancora fresca come cosa, sto ancora cercando di realizzare il tutto, ma per il momento va bene così perché ci sono ancora tante gare e questo non rendermi conto penso mi faccia bene per rimanere concentrato e continuare ad avere fame di risultati ancora per la Coppa del Mondo e ancora per l’ultima gara qua alle Olimpiadi. Penso che sia quello che mi ha fatto raggiungere anche i risultati che sono riuscito a raggiungere”. Lo ha detto Giovanni Franzoni, argento nella discesa libera di Bormio ai Giochi di Milano Cortina, parlando della sua medaglia a Casa Italia a Livigno.

“Non ho praticamente festeggiato, è da un mese e mezzo che ci sono risultati da festeggiare, ma non sono riuscito assolutamente a fare nulla perché ovviamente se no ne risentirebbe un po’ il fisico così sono stato un po’ con la mia famiglia e i miei amici e lo staff e comunque a fine stagione, quando ci sarà un po’ più di tempo, ripensando a quello che siamo riusciti a raccogliere ci sarà il tempo per festeggiare e stare tranquilli” ha aggiunto.

“Gli ultimi anni sono stati veramente tosti, appunto per l’infortunio, i punti Fis si sono alzati, e a ripensare che due anni fa ero ancora in Coppa Europa a partire col pettorale numero 60 e oggi sono vice campione olimpico fa un po’ strano, però è incredibile come quando le cose iniziano a girare nel modo giusto la fiducia inizia ad arrivare, fai quello switch mentale che poi ti fa prendere fiducia, e i risultati poi arrivano uno dietro l’altro, non per caso, ma perché tutto quello che hai seminato negli anni poi lo raccogli, come è successo a me in un mese e mezzo”.

Domani al via la 62a Conferenza di Monaco: gli Usa picconano l’ordine mondiale

Monaco di Baviera, 12 feb. (askanews) – Prenderà il via domani, all’Hotel Bayerischer Hof di Monaco di Baviera, la tre giorni della 62esima Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, principale appuntamento globale in materia di sicurezza, difesa e relazioni internazionali, che forse mai come quest’anno cade in un momento di eccezionale incertezza, caratterizzato da crisi sovrapposte, crescenti tensioni geopolitiche e profondi cambiamenti sistemici. Non a caso il Munich Security Report 2026, rapporto che funge da spunto di discussione per la Conferenza, si intitola “Under Destruction” e descrive un mondo entrato nell’era della “politica della demolizione”, se non proprio in quella di una distruzione totale dell’ordine internazionale post-1945 guidato dagli Stati Uniti.

Alla Munich Security Conference 2026 sono attesi oltre 60 capi di stato e di governo, quasi 90 ministri degli Esteri e della Difesa e i vertici di 40 organizzazioni internazionali. Circa 120 gli stati rappresentati e mille i partecipanti totali.

Tra gli ospiti più attesi figurano il segretario di stato americano Marco Rubio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer. Per la Ue ci sarà la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, e l’alta rappresentante per Affari esteri e politica di sicurezza Kaja Kallas, mentre la Nato sarà rappresentata dal segretario generale Mark Rutte. Per l’Italia arriveranno il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto. La Russia, anche se formalmente invitata, non sarà presente, così come l’Iran.

Per la prima volta, sarà il cancelliere federale Merz ad aprire la conferenza della capitale bavarese con un discorso inaugurale.

Il segretario di Stato Marco Rubio guiderà una delegazione di oltre 50 deputati del Congresso Usa oltre ai governatori del Michigan, Gretchen Whitmer, e della California Gavin Newsom, ha annunciato il presidente della Msc, Wolfgang Ischinger. Un segnale significativo visto che, secondo l’ultimo Munich Security Index, sondaggio condotto a novembre 2025, i cittadini di quasi tutti i paesi del G7 e dei Paesi Bics (Brics meno la Russia), ad eccezione di Giappone e Cina, considerano gli Stati Uniti un rischio più grave rispetto all’anno precedente.

Si parlerà ovviamente dei principali focolai di instabilità del pianeta, compresi Iran e Striscia di Gaza, ma un’attenzione speciale sarà riservata ancora una volta all’Ucraina, con un vertice, a latere della Conferenza, dei ministri degli Esteri dei Paesi occidentali e con il premio Ewald von Kleist, intitolato al fondatore della Msc, che quest’anno sarà assegnato al “coraggioso popolo ucraino”. L’obiettivo del riconoscimento, ha spiegato Ischinger, è richiamare l’attenzione internazionale sul fatto che la Russia si dichiara disponibile al dialogo mentre continua a colpire i civili. Come ulteriore segnale di attenzione verso Kiev, la Msc ospiterà per la prima volta l’Ukraine House, una sede per dibattiti, eventi collaterali e briefing, che fungerà anche da centro di lavoro per la delegazione ucraina.

Tra gli altri Capi di Stato e di governo si segnalano Donald Tusk, primo ministro della Polonia, Mette Frederiksen, primo ministro della Danimarca, e Alexander Stubb, presidente della Finlandia. Il premier canadese Mark Carney ha rinunciato dopo la tragica sparatoria alla Tumbler Ridge Secondary School: al suo posto parteciperanno i ministri della Difesa David McGuinty e degli Esteri Anita Anand. Alla Conferenza inoltre, parteciperà anche il segretario generale dell’Asean Kao Kim Hourn.

Tra gli altri ministri degli Esteri si segnalano Elina Valtonen, ministra degli Esteri della Finlandia, Espen Barth Eide, Norvegia, S. Jaishankar, India. Per i titolari della Difesa saranno presenti Antti Hakkanen, ministro della Difesa della Finlandia, Judith Collins, della Nuova Zelanda, Richard Marles, vice premier e ministro della Difesa dell’Australia, Tore O. Sandvik, Norvegia, Robertas Kaunas, Lituania.

Scacco al linfoma, campagna per vincere partita con tumori non Hodgkin

Roma, 12 feb. (askanews) – I linfomi non Hodgkin comprendono oltre 50 forme diverse. Combatterle significa affrontare una partita fatta di attese, battute d’arresto e ripartenze, in cui ogni scelta conta.

Questo è il cuore della campagna di informazione ‘Scacco al linfoma’ promossa da AbbVie. E’ la ricerca scientifica che apre la strada a nuove opzioni terapeutiche, come gli anticorpi bispecifici, ed è in grado di migliorare la cura e la qualità di vita dei pazienti.

Enrico Derenzini, professore associato di ematologia dell’Università di Milano, spiega: “Con l’introduzione di nuove forme di immunoterapia finalmente siamo in grado di curare dei linfomi in fase di recidiva che fino a pochi anni fa non sarebbero state curabili. Questo principalmente grazie all’avvento di nuove forme di immunoterapia, come le terapie cellulari e soprattutto gli anticorpi B-specifici. Questi creano un ponte tra le cellule del nostro sistema immunitario e le cellule tumorali del linfoma. Di fatto attivano e dirigono i nostri linfociti e li portano ad eliminare le cellule neoplastiche del linfoma”.

I linfomi rappresentano circa il 50 per cento dei tumori ematologici e non si manifestano tutti allo stesso modo: si differenziano per aggressività, velocità di crescita e risposta alle terapie.

Marco Ladetto, professore ordinario di ematologia Università Piemonte Orientale, aggiunge: “Abbiamo cellule cattive che sono le cellule del linfoma, che proliferano e creano danni all’organismo. Ma abbiamo dei potenti alleati, che sono i linfociti T, in particolare, che sono delle cellule che possono essere diciamo così attivate per andare a colpire le cellule tumorali. Con questi nuovi anticorpi più specifici noi siamo in grado di portare il linfocita contro la cellula tumorale e quindi attivare la risposta immune ed eliminare le cellulale linfomatose. Non con i meccanismi vecchio stile, tipo la chemioterapia, ma andando ad utilizzare il nostro sistema immunitario contro il tumore”.

Tra i linfomi aggressivi, il linfoma diffuso a grandi cellule B è il sottotipo più frequente, si presenta con linfonodi ingrossati e a rapida crescita in varie sedi; si stimano circa 150mila nuovi casi l’anno nel mondo e 4.400 in Italia.

Ladetto sottolinea come la nuova prospettiva di cure “è nata dalla conoscenza profonda che abbiamo dell’immunità, che una volta non avevamo e che ci ha consentito di sviluppare questo tipo di metodologie che sono profondamente biologiche”.

Nelle prossime settimane verrà lanciato il sito web ‘Scacco al linfoma’ dove si potranno trovare informazioni e materiali utili.

Caterina Golotta, Direttore medico AbbVie Italia, dice: “Perché ‘Scacco al linfoma’. Perché la partita che si ingaggia contro questa patologia è proprio come una partita di scacchi. In cui c’è una battaglia contro il tempo ed in cui in ogni mossa deve già anticipare quella successiva. Questo vale per tutti gli attori coinvolti, per noi che sviluppiamo farmaci innovativi, per i medici che sono impegnati nel trattamento delle persone affette da linfomi e per i pazienti”.

Gratteri incendia campagna referendum, centrodestra all’attacco

Roma, 12 feb. (askanews) – A poche ore dal video del Pd – poi ritirato – che ha “utilizzato” gli azzurri del curling per uno spot in favore del ‘No’ al referendum sulla riforma della magistratura, scatenando le proteste anche del Coni, ci ha pensato Nicola Gratteri ad infuocare nuovamente il dibattito in vista del voto del 22-23 marzo prossimi.

In un’intervista video al ‘Corriere della Calabria’, il procuratore della Repubblica di Napoli ha affermato – tra l’altro – che “votano ‘Sì’ gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”.

Le parole di Gratteri hanno provocato l’indignazione da parte dei parlamentari della maggioranza che sostengono il provvedimento voluto dal governo Meloni. A cominciare dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, che si è detto “basito dalla grave dichiarazione rilasciata” da Gratteri. “La sua affermazione oltre ad essere priva di verità, offende milioni di cittadini che non voteranno come lui”, ha sottolineato La Russa.

Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, che parla di “attacco alla libertà e alla democrazia che offende milioni di italiani”. Maurizio Lupi (Noi moderati) stigmatizza le “parole dal sen fuggite” di cui “dovrebbe scusarsi”.

Per il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto (Fi), “dividere gli italiani tra persone ‘per bene’ e presunti delinquenti sulla base della loro scelta al referendum è un atto di delegittimazione grave e inaccettabile”.

Parole di fuoco da parte del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami che ha definito “indegne” le affermazioni di Gratteri. “Mi auguro che le Istituzioni, la magistratura, il Comitato per il ‘No’ e le altre forze politiche condannino e prendano le distanze da questa assurda criminalizzazione di chi la pensa diversamente”, ha aggiunto Bignami.

Sulla questione interviene anche l’Unione Camere Penali, secondo cui quello di Gratteri “è un insulto. Riduce milioni di cittadini a una categoria di sospetti e li dipinge come moralmente indegni solo per la loro scelta di voto. Qui si è oltrepassato il limite. Un magistrato, per il ruolo che ricopre non può permettersi parole che dividono, diffamano e deformano la realtà. Non è libertà di espressione: è delegittimazione del pluralismo. E quando simili esternazioni provengono da chi amministra la giustizia, il danno non è personale ma istituzionale, perché incrina la credibilità dell’intera magistratura”.

Rottamazione, Timpone: su "fuori quota" migliaia di imprese a rischio

Roma, 12 feb. (askanews) – “Mentre il dibattito politico si concentra sulla nuova Rottamazione Quinquies, un’ombra pesante si allunga su una vasta platea di contribuenti. Le domande per la definizione agevolata sono già partite ma il meccanismo attuale nasconde una trappola normativa che rischia di soffocare l’attività imprenditoriale di chi ha pendenze derivanti da avvisi di accertamento che ricordiamo non identificano l’evasore fiscale, perchè a volte trattandosi di accertamenti presuntivi spesso celano delle cantonate legate alla mancata obiettività di aver preso un granchio da parte dei funzionari dell’agenzia delle entrate”. Lo dice ad askanews il tributarista Gianluca Timpone.

“Il problema principale riguarda coloro che erano stati ammessi alla precedente Rottamazione Quater ma che, per ragioni spesso banali, come il pagamento di una rata con un solo giorno di ritardo o la dimenticanza di una singola scadenza, sono decaduti dal beneficio. Per questi contribuenti, la legge attuale non prevede appello: chi è decaduto dalla Quater non può, ad oggi, accedere ai nuovi benefici per gli stessi ruoli accertativi. La situazione diventa drammatica quando i debiti derivano da avvisi di accertamento – avverte -. A differenza delle normali cartelle esattoriali, questi atti diventano esecutivi in tempi rapidissimi. Senza la ‘copertura’ di una rottamazione o di una rateizzazione attiva, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) è obbligata ad avviare le azioni esecutive: pignoramenti presso terzi, blocco dei conti correnti e fermi amministrativi”.

E si stima “che siano centinaia di migliaia i contribuenti (tra piccoli professionisti, artigiani e PMI) che si trovano in questo limbo. Parliamo di una platea che ha manifestato la volontà di pagare aderendo alla Quater, ma che è stata espulsa dal sistema per piccoli errori formali. Molti di questi presentano carichi derivanti da accertamenti che, se non pagati in un’unica soluzione (spesso impossibile per cifre importanti), trasformano il fisco in una ‘spada di Damocle’ – spiega Timpone -. Ricevere un pignoramento del conto corrente o dei crediti verso i clienti significa, per un imprenditore, l’impossibilità di pagare stipendi, fornitori e tasse correnti. In sintesi: la fine dell’attività”.

Di qui l’appello del tributarista: serve una riapertura dei termini o la rateizzazione ordinaria. “Il grido d’aiuto che arriva dal mondo delle professioni e delle imprese è chiaro: è necessario un intervento normativo urgente. Due sono le strade auspicate Una riapertura dei termini: Consentire a chi è decaduto dalla Quater di confluire nella Quinquies, magari pagando una piccola sanzione per il ritardo pregresso, ma salvaguardando il debito principale. Oppure l’accesso alla rateizzazione ordinaria: Attualmente, chi decade da una rottamazione per l’ultima versione è giù stato chiarito, si vede spesso negata anche la possibilità di una rateizzazione ordinaria (il cosiddetto “piano a 84 o 120 rate”) se non paga prima l’intero arretrato. Un paradosso che blocca ogni tentativo di regolarizzazione”.

“In conclusione, non si tratta di chiedere un condono, ma di permettere a chi vuole pagare di farlo in modo sostenibile. Permettere il pagamento dilazionato dei ruoli da accertamento non è solo un atto di giustizia verso chi ha commesso un errore veniale di pochi giorni, ma una necessità economica nazionale. Un imprenditore che vive sotto la minaccia costante di azioni esecutive non può programmare, non può investire e non può lavorare in serenità. Restituire a questi contribuenti la possibilità di rateizzare – dice Timpone – significa mantenere in vita aziende che, altrimenti, sarebbero destinate a soccombere sotto il peso di una burocrazia rigida, alimentando la spirale negativa della disoccupazione e della perdita di gettito per lo Stato”.

Mattarella "talismano" a Cortina, "le medaglie sono degli atleti"

Roma, 12 feb. (askanews) – La visita di Sergio Mattarella a Cortina per le prime gare delle Olimpiadi di Milano-Cortina ha lasciato il segno. In meno di 24 ore la squadra azzurra ha festeggiato tre ori olimpici. Nella serata dell’11 febbraio, a poche centinaia di metri dall’albergo che ospitava Mattarella, lo slittino ha visto l’Italia vincere sia nel doppio femminile, sia in quello maschile. Oggi con il presidente a bordo pista Federica Brignone ha trionfato nel SuperG sulla pista delle Tofane. Insomma il Capo dello Stato continua a portare bene agli atleti azzurri come ha sottolineato oggi il presidente del Comitato olimpico Luciano Buonfiglio che ha invitato Mattarella a restare visti i risultati di questi giorni. Il Presidente ha ovviamente risposto con ironia: “Tutto posso fare tranne appropriazione indebita. Le medaglie sono degli atleti, sono fortunato io ad essere stato qui in questi giorni in cui hanno conquistato molte medaglie. Spero che continui”.

La presenza del capo dello Stato è stata apprezzata dagli atleti che ne hanno lodato le capacità tecniche ma soprattutto la vicinanza e la presenza in un momento così cruciale per le loro carriere sportive. Ieri sera il Presidente appena arrivato a Cortina ha incontrato Sofia Goggia e telefonato ad Arianna Fontana. Dopo la gara ha incontrato in albergo le due slittiniste medaglia d’oro – poche ore dopo il successo sulla pista Eugenio Monti – Andrea Voetter e Marion Oberhofer: “Siete state favolose”, ha detto Mattarella. Insieme alle due atlete c’era il ct e leggenda olimpica Armin Zoeggeler.

“Come al solito, è stato molto umile e gentile e quello che mi ha detto mi ha reso ancora più orgogliosa. Ha detto che era orgoglioso di me”, ha raccontato Federica Brignone che Mattarella ha abbracciato sulla pista subito dopo la vittoria al SuperG questa mattina. “Bravissima. Ci contavo”, ha detto Mattarella. E lei molto modestamente ha risposto: “Io non così tanto”. Anche dagli spalti della gara sono arrivate le grida di entusiasmo per la presenza del Presidente: “grazie, grande Presidente, bravo presidente, evviva”.

Quindi il pranzo con gli atleti al villaggio olimpico dove Mattarella ha scambiato le sue impressioni con Amos Mosaner e Stefania Constantini, medaglia di bronzo nel doppio misto di curling. Tra gli alteti con cui Mattarella sì è intrattenuto anche le campionesse di slittino Andrea Voetter e Marion Oberhofer e i campioni della squadra maschile Simon Kainzwaldner ed Emanuel Rieder. E infine a Casa Italia dove ha concluso la sua visita il capo dello Stato ha rinnovato i “complimenti a tutti i nostri atleti che stanno realizzando in questo momento non soltanto una presenza italiana nei giochi, ma il segno dell’amicizia con tutti gli altri atleti e le altre atlete di ogni altro Paese. È questo è il senso delle Olimpiadi: i valori della fraternità umana, della condivisione delle prospettive da tutti i popoli attraverso lo sport”.

“Gli atleti continuino con lo spirito di questi giorni e con l’impegno per competere con lealtà e con successo”, è stato il suo messaggio finale.

Delphine e Molly, storie di collezionismo Coca-Cola alle Olimpiadi

Milano, 12 feb. (askanews) – Le Olimpiadi non sono solo sport e competizione: per molti appassionati, rappresentano un mondo di tradizioni, amicizie globali e collezionismo. Al centro di questo universo ci sono i pin trading, spille commemorative che i fan scambiano con entusiasmo, e Coca-Cola emerge come protagonista indiscussa. Da decenni, il marchio di Atlanta è sinonimo di Olimpiadi, con pin vintage che uniscono generazioni di collezionisti.

Delphine, originaria proprio di Atlanta, Georgia – la città natale di Coca-Cola – racconta come tutto sia iniziato per lei nel 1996: “È iniziato per me ad Atlanta con i nostri figli e ovvimente mio marito portandoli agli eventi e all’improvviso ci siamo resi conto che c’era il pin trading e stavamo tutti scambiando e la cosa più divertente per me e per i bambini è stata proprio incontrare altra gente e vedere tutti i bellissimi pin”. Per lei, cresciuta in un contesto dove “la Coke è così tanto parte delle nostre vite ad Atlanta”, i pin Coca-Cola sono vita quotidiana e olimpica.

Molly, da Milwaukee, Wisconsin, porta invece una storia familiare profonda. Cresciuta aiutando il padre a preparare i pin per le Olimpiadi, da Vancouver a Londra e Pechino, ha trasformato il lutto per la scomparsa di lui, in un omaggio personale. “Ho tre fratelli maggiori e mio padre ha portato ognuno di loro a diverse Olimpiadi come Vancouver, Londra e Pechino e io avrei dovuto andare con mio padre a Rio, ma sfortunatamente è mancato. Quindi per Parigi ho creato una spilla che in un certo senso simboleggia il suo ricordo”. Per lei, le Olimpiadi incarnano “la tradizione, oltre che divertirsi e conoscere le persone e le loro storie, e poter condividere la mia storia”.

E Coca-Cola? “I valori della Coca-Cola sono gli stessi”, dice, mentre mostra i suoi pin vintage: “Ho un sacco di pin vintage Coca-Cola e penso che sia sempre stato uno standard avere la Coca-Cola alle Olimpiadi. Non credo si possa avere uno senza l’altro”.

Durante l’intervista, le due appassionate si lanciano in uno scambio vivace: “Ti va scambiare? Sì. Ok, ecco uno… oh sì, mi piace quello, ero anche alle Olimpiadi di Parigi… scambiamo, scambiamo!”. È il cuore del pin trading: relazioni che nascono da una spilletta, con Coca-Cola – marchio storico – come collante universale.

Delphine riassume quel senso di comunità globale: “Unità, pace, competizione, arte, amicizie e semplicemente far parte di una comunità con tutti gli altri nel mondo”. In un’epoca di collezionismo digitale, i pin Coca-Cola alle Olimpiadi – e al The Peak di Milano – sono davvero tutto un altro mondo.

Interviste di Cristina Giuliano

Montaggio e immagini di askanews

Milano-Cortina, il medagliere alle ore 18

Roma, 12 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina alle ore 18:

1 Norvegia oro 7 argento 2 bronzo 5 totale 14 2 Italia oro 6 argento 2 bronzo 7 totale 15 3 Stati Uniti oro 4 argento 6 bronzo 3 totale 13 4 Svezia oro 4 argento 3 bronzo 1 totale 8 5 Svizzera oro 4 argento 1 bronzo 2 totale 7 6 Austria oro 3 argento 5 bronzo 3 totale 11 7 Francia oro 3 argento 4 bronzo 1 totale 8 8 Germania oro 3 argento 3 bronzo 2 totale 8 9 Giappone oro 2 argento 2 bronzo 5 totale 9 10 Paesi Bassi oro 1 argento 3 bronzo 0 totale 4

Formula1, Leclerc guida i test di Sakhir in Bahrain

Roma, 12 feb. (askanews) – Così come la mattinata, anche il pomeriggio della seconda giornata di testa a Sakhir vede la Ferrari davanti a tutti. Charles Leclerc mantiene il comando con l’1:34.273 fatto registrare in mattinata: il monegasco precede di mezzo secondo il campione del mondo Lando Norris, che però ottiene il tempo con una mescola di svantaggio (C2 contro C3). A far sorridere la Scuderia e i campioni del mondo non è tanto il risultato ma la questione-affidabilità: nella giornata in cui Mercedes di Kimi Antonelli è quasi totalmente ferma per un problema alla power unit e Red Bull non gira al mattino per una perdita idraulica, Ferrari e McLaren macinano giri; “prevale” Norris con 149 giri, dieci in più di Leclerc, il quale completa una simulazione gara nel pomeriggio. A oltre un secondo tutto il resto del gruppo, comandato da Oliver Bearman su una Haas partita meglio rispetto alle attese.

Meloni due giorni in Etiopia, Piano Mattei come ‘ponte’ con l’Africa

Roma, 12 feb. (askanews) – Due giorni in Etiopia per fare il punto sul Piano Mattei e riaffermare il ruolo di ‘ponte’ che l’Italia ambisce ad avere tra i due continenti. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sarà ad Addis Abeba per un doppio appuntamento: domani, a due anni dal primo summit che si tenne a Roma nel gennaio 2024, presiederà la seconda edizione del vertice Italia-Africa, il giorno seguente sarà ospite d’onore della riunione plenaria della 39ma sessione ordinaria dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana.

Un’occasione per fare una sorta di tagliando del progetto che la presidente del Consiglio considera tra le priorità del suo mandato e che, dai 9 iniziali, ora coinvolge 14 ‘paesi focus’, con la prospettiva – si sottolinea – di un ulteriore allargamento nei prossimi mesi.

E’ la prima volta che questo vertice si tiene in Africa: la scelta di Addis Abeba e la decisione di tenere il summit in concomitanza con il vertice dell’Unione africana – spiegano fonti italiane – enfatizza uno degli obiettivi strategici del governo che è quello di fare dell’Italia ‘il ponte privilegiato tra Europa e Africa’, una strategia che si riflette anche nello slogan del summit, ‘A bridge for a common growth’, ‘un ponte per una crescita comune’.

Per quanto riguarda le risorse finanziarie, per il 2025 sono stati messi a terra progetti per un valore di circa 1,3-1,4 miliardi di euro che derivano da diversi strumenti, tra cui: il Fondo Clima, Plafond Africa di Cdp e collaborazioni con istituzioni come la Banca Mondiale, l’IFAD e la Banca africana di sviluppo.

– Partecipanti –

Al vertice Italia-Africa partecipano il presidente della Commissione dell’Unione africana, Mohammed Ali Youssouf, il presidente dell’Unione Africana e presidente della Repubblica dell’Angola, João Lourenço, il primo ministro della Repubblica federale democratica di Etiopia, Abiy Ahmed Ali e numerosi capi di Stato e di governo delle nazioni del continente. Saranno inoltre presenti, in rappresentanza delle organizzazioni internazionali e delle istituzioni finanziarie internazionali con le quali, negli ultimi due anni, sono state avviate e rafforzate collaborazioni e sinergie strategiche: il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, il presidente della Banca africana di sviluppo, Sidi Ould Tah, e la direttrice esecutiva della Banca Mondiale, Anna Bjerde.

Parteciperanno al vertice anche rappresentanti delle istituzioni finanziarie italiane, di alcune delle principalità realtà del mondo imprenditoriale italiano e delle organizzazioni della società civile coinvolte nelle iniziative.

– Programma dei lavori –

I lavori del vertice avranno inizio alle ore 18 presso il Convention center di Addis Abeba. L’apertura sarà affidata agli interventi introduttivi della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, del primo ministro della Repubblica federale democratica di Etiopia, Abiy Ahmed Ali (in qualità di nazione ospitante), del presidente dell’Unione africana e presidente della Repubblica dell’Angola, João Lourenço, del presidente della commissione dell’Unione africana, Mohammed Ali Youssouf, del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

Seguirà una prima sessione di interventi dei Capi di Stato e di governo delle 14 nazioni coinvolte direttamente del Piano Mattei, concepita – sottolineano fonti italiane – come momento di confronto politico sull’attuazione delle iniziative in corso e sulle prospettive di sviluppo dei partenariati avviati. Il dibattito sarà successivamente aperto agli interventi di ulteriori autorità invitate, sempre a livello di Capi di Stato e di governo. In chiusura dei lavori, prenderanno la parola i rappresentanti delle organizzazioni internazionali e delle istituzioni finanziarie internazionali (Banca Africana di Sviluppo e Banca Mondiale). Al termine si terrà la cena di Stato offerta dal primo ministro etiope in onore del Vertice Italia-Africa e del Vertice dell’Unione africana.

– Meloni alla 39ª assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana –

Il 14-15 febbraio 2026 si svolgerà, nella sede della Commissione dell’Unione africana ad Addis Abeba, la riunione annuale dell’assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana, giunta alla sua trentanovesima edizione. All’assemblea sono invitati i 49 membri attuali (ad eccezione dei 6 attualmente sospesi per cambio incostituzionale di governo: Burkina Faso, Guinea Bissau, Madagascar, Mali, Niger e Sudan). Meloni parteciperà come ospite d’onore alla sessione plenaria di apertura dell’assemblea dell’Unione africana: l’invito rivolto dall’Ua alla presidente del Consiglio viene considerato da palazzo Chigi ‘un grande segnale politico di fiducia e di apprezzamento dell’organizzazione per il percorso di cooperazione consolidato negli ultimi anni tra Italia e Unione africana, anche nel quadro del Piano Mattei, nonché per l’impegno comune a rafforzare un partenariato strategico sempre più solido tra Africa ed Europa’.

La cerimonia inaugurale (prevista alle ore 9) si svolgerà nella Mandela Hall, alla presenza dei capi di Stato e di governo africani e dei partner internazionali dell’Unione africana. La premier interverrà alla cerimonia di apertura in plenaria. Nel corso del suo intervento, si sottolinea da fonti italiane – ribadirà ‘l’ambizione dell’Italia ad essere il ponte privilegiato tra l’Europa e l’Africa, la centralità del continente africano nei nuovi equilibri geopolitici globali, il sostegno italiano all’Agenda 2063 dell’Unione Africana e l’impegno a rafforzare un partenariato fondato su corresponsabilità, crescita condivisa e strumenti finanziari innovativi’.

Interverranno, inoltre, alla cerimonia di apertura in plenaria il presidente della Commissione dell’Unione africana, Mohammed Ali Youssouf; il primo ministro della Repubblica federale democratica di Etiopia, Abiy Ahmed Ali; il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres; il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit; il presidente della Palestina, Mahmud Abbas; il presidente uscente dell’Unione Africana e presidente della Repubblica dell’Angola, João Lourenço.

Prima dell’inizio dei lavori in plenaria, la presidente del Consiglio e il presidente della Commissione dell’Unione africana parteciperanno ad una breve cerimonia per lo svelamento del francobollo commemorativo emesso dall’Italia in occasione del 25° anniversario dell’Atto costitutivo dell’Unione Africana. Al termine della sessione inaugurale si terrà una foto di famiglia.

In questi anni, il Piano Mattei – secondo i dato forniti da palazzo Chigi – è arrivato a coinvolgere direttamente 14 nazioni africane e ha lanciato o portato avanti un centinaio progetti in settori cruciali: energia e transizione climatica, agricoltura e sicurezza alimentare, infrastrutture fisiche e digitali, sanità, acqua, cultura e istruzione, formazione e capitale umano, sviluppo dell’Intelligenza artificiale e dominio spaziale. Oggi – sottolineano foni diplomatiche – il Piano Mattei non è più un’iniziativa solo italiana, ma è riconosciuta come una strategia di respiro europeo e internazionale, che può contare su sinergie strutturate a vario livello, con l’Unione Europea attraverso il Global Gateway, il G7, l’Unione Africana, le Istituzioni internazionali e molteplici partner a livello bilaterale.

Questi in sintesi gli ambiti dei maggiori progetti:

Agricoltura e sicurezza alimentare

In Algeria, centrale è il progetto di agricoltura rigenerativa su larga scala per il recupero di terreni aridi e la creazione del Centro di eccellenza Enrico Mattei per la formazione agroalimentare. In Senegal, l’impegno è focalizzato sulla sovranità alimentare con un finanziamento di 90 milioni di euro, mentre in Mozambico nasce un polo ortofrutticolo nella provincia di Manica. A livello regionale, si segnala il sostegno alla filiera del caffè in cinque Paesi dell’Africa orientale e australe.

Energia e transizione climatica

L’asse energetico vede protagonisti l’interconnessione elettrica ELMED tra Italia e Tunisia e la costruzione del maxi-impianto fotovoltaico Abydos II in Egitto. In Kenya, il Piano sostiene la finanza climatica con 150 milioni di euro e la produzione di biocarburanti, mentre in Marocco è stato istituito un Centro panafricano per le energie rinnovabili. La Mauritania beneficia invece di programmi per l’elettrificazione rurale tramite mini-centrali solari.

Istruzione e capitale umano

La formazione tecnica è centrale in molti Memorandum d’intesa (Egitto, Tunisia, Etiopia), volti a qualificare la forza lavoro locale e potenziare l’insegnamento dell’italiano. Progetti specifici riguardano il settore turistico a Zanzibar e il rafforzamento dell’istruzione primaria in Costa d’Avorio.

Salute, infrastrutture e digitale

In campo sanitario, gli interventi si concentrano sul rafforzamento dei sistemi nazionali in Etiopia e sulla salute materno-infantile in Costa d’Avorio. Sul piano infrastrutturale, l’Italia sostiene il Corridoio di Lobito (Angola-Zambia-RDC) e il miglioramento della rete idrica a Brazzaville. Infine, l’innovazione è guidata dall’AI Hub for Sustainable Development e dal programma di digitalizzazione della PA in quattro Paesi pilota.

Cultura

Si segnalano collaborazioni archeologiche tra il Colosseo e l’anfiteatro di El-Jem in Tunisia e la candidatura UNESCO per i luoghi di Sant’Agostino in Algeria.

Unrae: a gennaio veicoli commerciali -5,2%, quota bev cala al 2,4%

Milano, 12 feb. (askanews) – Il mercato italiano dei veicoli commerciali avvia il 2026 con un trend negativo e con un mese di gennaio che segna il terzo calo consecutivo. Nel mese, rileva Unrae, sono state registrate 14.290 nuove immatricolazioni, con una flessione del 5,2% rispetto alle 15.070 unità dello stesso mese del 2025 (che aveva già registrato una contrazione del 16% rispetto a gennaio 2024).

Veicoli elettrici in retromarcia: nel mese di gennaio i veicoli commerciali elettrici puri registrano una riduzione sia in termini di volumi venduti che di quota di mercato. La quota si è fermata al 2,4%, quasi dimezzata rispetto al 4,5% di dicembre 2025 ma in diminuzione anche rispetto al 2,7% di gennaio 2025, quando non c’erano incentivi.

Sembra dunque, osserva Unrae, che si sia già esaurito il possibile effetto positivo dell’immatricolazione di veicoli che hanno beneficiato dei contributi del Mase, il cui volume effettivo potrà essere determinato solo al termine delle procedure relative ai rimborsi per i Concessionari. Su questa tematica, l’Unrae continua a sollecitare un’accelerazione dei processi di rimborso delle somme anticipate.

Un sostegno al comparto potrebbe arrivare dagli incentivi confermati dal Mimit durante il Tavolo Automotive del 30 gennaio scorso, che ha previsto l’allocazione di 200 milioni di euro per l’acquisto di nuovi veicoli commerciali nei prossimi 5 anni (periodo 2026-2030). Tuttavia, considerando le procedure necessarie per rendere operativa questa misura, l’utilizzo delle risorse previste per il 2026 non appare immediato.

“Come abbiamo ribadito in più occasioni, oltre agli incentivi servono altre azioni prioritarie per il comparto dei veicoli commerciali”, dichiara Roberto Pietrantonio, presidente Unrae. “In particolare, occorre sviluppare le infrastrutture di ricarica anche per i Light Commercial Vehicles, come già previsto per i veicoli pesanti, introdurre un credito d’imposta al 50% per gli investimenti privati in ricariche fast (oltre 70 kW) per il triennio 2026-2028 e intervenire sugli elevati costi delle ricariche”.

“A livello europeo – prosegue Pietrantonio – il Pacchetto Automotive ha al momento previsto una revisione del target di riduzione delle emissioni di CO2 per i veicoli commerciali leggeri al 2030, portandolo dal -50% al -40% rispetto ai valori del 2021”.

Fincantieri, Folgiero: nucleare visione strategica, già al lavoro

Milano, 12 feb. (askanews) – Il nucleare “è una visione strategica ed è sicuramente un long shot, un colpo lungo, però come tutte le grandi rivoluzioni devi cominciare domani, gli effetti non saranno domani ma devi cominciare domani, quindi stiamo lavorando, anzi già da un po’, intanto con la Marina che sta definendo la sua traiettoria tecnologica sul nucleare militare con un progetto che si chiama Minerva, e che dà una misura di quanto la Marina sia lungimirante”. Lo ha detto l’AD di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, a margine della presentazione del piano al 2030.

“E poi – ha proseguito – stiamo studiando e valutando gli impatti ingegneristici delle alternative del nucleare a mare, dei reattori di quarta generazione, sull’assunzione che il nucleare a mare deve andare su una traiettoria tecnologica diversa da quella del nucleare a terra, quindi va spillato perché ha esigenze diverse e va creata una traiettoria tecnologica ad hoc che è quello che stiamo facendo”.

Sanchez contro Meloni, per Madrid pre-vertice Ue "divisivo"

Alden Biesen, 12 feb. (askanews) – Scontro tra il premier spagnolo, Pedro Sánchez, e la premier italiana Giorgia Meloni, a causa del pre-vertice informale sulla competitività e la semplificazione amministrativa dell’Ue, che si è tenuto oggi tra 19 Stati membri e la Commissione europea, immediatamente prima del “ritiro” dei leader dei Ventisette nel castello belga di Alden Biesen.

La notizia è riportata oggi dal quotidiano spagnolo “El Pais”, secondo cui Sánchez non è stato invitato al pre-vertice, organizzato da Italia, Germania e Belgio, perché in precedenza i rappresentanti del governo spagnolo, contattati dagli organizzatori, avevano dichiarato “di non ritenere opportuno tenere riunioni preliminari che escludessero alcuni paesi”.

Chiusa la Pineta Monumentale di Fregene: avvistati 6 lupi

Roma, 12 feb. (askanews) – “A partire da oggi, 12 febbraio 2026, e fino al termine dell’emergenza, con apposita Ordinanza sindacale, è stata disposta la chiusura al pubblico della Pineta Monumentale di Fregene. Il provvedimento si è reso necessario a seguito dell’avvistamento, all’interno dell’area, di un branco composto da sei esemplari di lupo. Considerata l’elevata frequentazione della pineta da parte di cittadini, anche in presenza di animali domestici, l’Amministrazione ha ritenuto opportuno adottare una misura precauzionale finalizzata alla tutela della pubblica incolumità”. Così sui social il Comune di Fiumicino che spiega: “Al tempo stesso, il provvedimento intende garantire la salvaguardia del lupo, specie protetta e di grande valore per l’equilibrio dell’ecosistema e la biodiversità del territorio”.

Cittadinanza, Braga (Pd): serve una legge per chi nasce in Italia

Roma, 12 feb. (askanews) – “Quindici storie che ci raccontano come nel nostro Paese ci sono giovani, ragazzi e ragazze, persone, che pure essendo nate in Italia, vivendo e avendo studiato qui, ancora non sono cittadini a pieno titolo. Questo si traduce in una serie di ostacoli che condizionano molto la vita quotidiana, i percorsi di studio, la possibilità di andare in gita scolastica assieme agli altri compagni”. Lo ha detto la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, a margine della presentazione del libro “Volti italiani. 15 storie che ci spiegano perché serve una legge sulla cittadinanza” di Victoria Karam, nella sala stampa di Montecitorio.

“Il tema dell’immigrazione oggi è declinato da questa destra solo in una logica di emergenza e securitaria, mentre è un grande tema da governare con politiche che puntano a riconoscere pienamente il diritto alla cittadinanza traendo anche spunto e forza da quella mobilitazione che, seppure non ha portato all’approvazione del referendum di un anno fa, ha dimostrato come c’è nel Paese la consapevolezza che serve riformare quella legge per dare finalmente una cittadinanza piena che riconosca a chi nasce in Italia il diritto ad essere a pieno titolo cittadino italiani”, ha aggiunto Braga.

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Ouidad Bakkali (Partito Democratico), Giorgia Rombolà (Tg3), Matteo Favero (Partito Democratico).

Un topo in pentola alla mensa di una scuola primaria nel Napoletano

Napoli, 12 feb. (askanews) – I carabinieri della stazione di San Paolo Bel Sito (Napoli) sono intervenuti intorno alle 13 presso l’Istituto Comprensivo “G. Costantini” su segnalazione del dirigente scolastico. Poco prima della somministrazione dei pasti agli alunni della scuola primaria, un’operatrice della società incaricata del servizio di refezione ha rinvenuto un topo all’interno di una pentola destinata alla distribuzione del vitto. Nessun alunno ha consumato cibo proveniente da quella preparazione. Il roditore, già morto al momento del ritrovamento, è stato sequestrato. Sul posto sono intervenuti anche il personale dell’Asl di Marigliano e i carabinieri del Nas di Napoli per gli accertamenti del caso.

Referendum, Nordio: pensiamo di vincere ma ci inchineremo a volontà popolare

Roma, 12 feb. (askanews) – “I sondaggi vengono vengono fatti con vari criteri, si tiene conto di chi vuole andare a votare, di chi non vuole andare a votare, le percentuali vengono calcolate sugli uni e sugli altri. Noi siamo fiduciosi. In ogni caso noi ci inchineremo alla volontà popolare che è sovrana, ma posso dire che pensiamo oltre che speriamo di vincerlo questo referendum. Siamo molto tranquilli”. Lo ha detto ai cronisti il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rispondendo, dopo aver concluso il suo intervento al question time in aula al Senato, a una domanda sui sondaggi che danno conto della rimonta del No nelle intenzioni di voto al referendum costituzionale sulla giustizia.

Casapound, Molteni: è da sgomberare come Spin Time

Roma, 12 feb. (askanews) – “Io sono contro tutte le occupazioni abusive, non c’è una occupazione di destra e una di sinistra. Quindi non ci sono sgomberi di destra o di sinistra. Chi occupa abusivamente commette un reato ma soprattutto lede un diritto di proprietà. Questo governo si è caratterizzato in questi anni per oltre 4.500 sgomberi, abbiamo introdotto norme nel pacchetto sicurezza. C’è Casapound e c’è anche lo Spin time”. Così il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, rispondendo alla domanda di Askanews su quando si procederà allo sfratto di Casapound dallo stabile occupato in via Napoleone III a Roma.

Tutto quello che è “occupazione illegale e abusiva è oggetto di attenzione da parte del governo. Su Casapound c’è un elenco degli immobili fatto dalla prefettura (dall’allora prefetto oggi ministro Piantedosi)”, ha aggiunto ribadendo: “C’è Casapound come anche lo Spin time. Devono essere sgomberati tutti”.

Non c’è una maggiore urgenza di intervenire dopo la sentenza di Bari? “Ci sono squadristi rossi e ci sono squadristi neri, le sentenze che vanno a condannare atti di violenza sono ben accette. Mi auguro che la stessa mano pesante ci sia anche nei confronti di chi ha preso a martellate i poliziotti”, ha concluso.

Euro digitale, Cipollone: ci serve per non dipendere da "generosità" altrui

Roma, 12 feb. (askanews) – “In un mondo in cui le dipendenze eccessive possono essere sfruttate come strumento di pressione, preservare la nostra sovranità monetaria richiede misure coraggiose per superare le dipendenze che avevamo tacitamente accettato finora nei pagamenti e nella finanza”. Lo ha affermato Piero Cipollone, componente del comitato esecutivo della Bce, a conclusione nel suo intervento a sostegno dell’euro digitale, oggi a Roma presso l’Accademia dei Lincei.

“Per i pagamenti al dettaglio digitali, la finanza digitale, i pagamenti transfrontalieri e il finanziamento di imprese innovative dobbiamo assicurarci di non dipendere più eccessivamente dalla ‘generosità’ di terzi – ha detto -. Ciò non significa chiudere il nostro mercato. Significa agire con determinazione per integrarlo ulteriormente e facilitare l’espansione e la concorrenza degli operatori europei oltre i confini nazionali”.

Secondo Cipollone, che nel direttorio Bce ha le deleghe su sistemi di pagamento e euro digitale, in questo modo “consolideremo la resilienza, l’efficienza e la sicurezza economiche, rafforzando al tempo stesso la nostra sovranità monetaria”.

“Con l’introduzione dell’euro i paesi europei hanno riacquistato la sovranità monetaria – ha sostenuto -. In un mondo instabile, questo beneficio della nostra moneta unica ha acquisito un’importanza ancora maggiore. Con l’euro, condividiamo un attributo fondamentale della sovranità. Come disse Robert Schuman, abbiamo ‘unito gli interessi economici’ in ambito monetario. Questo cementa la nostra unità, perché ciò che riguarda l’euro coinvolge tutti i paesi dell’area dell’euro, e viceversa”. (fonte immagine: ECB)

Milano, il 9 marzo il World Radio Day con i suoi protagonisti

Roma, 12 feb. (askanews) – Il 9 marzo la Radio torna protagonista a Milano con il World Radio Day, l’evento gratuito organizzato da Radio Speaker, il portale di riferimento per il settore radiofonico in Italia, che per il sesto anno consecutivo celebra la radio, il mezzo che solo nel 2025, secondo i dati Audiradio, ha raggiunto 35.053.000 ascoltatori nel giorno medio. A salire sul palco del Talent Garden Calabiana saranno alcuni tra i più importanti protagonisti della radio italiana tra cui Gerry Scotti, Linus e Roberto Ferrari (Radio Deejay), Jake la Furia, Camilla Ghini e Daniele Battaglia (Radio 105), Rosaria Renna e Filippo Firli (Radio Monte Carlo), Melissa Greta e Andrea Rock (Virgin Radio), Mary Cacciola, Flavia Cercato, Stefano Meloccaro e Benny (Radio Capital), Marco e Raf (Radio Kiss Kiss), Matteo Campese e Niccolò Giustini (Rtl 102.5), Marco Caputo (RAI), Massimiliano Montefusco (Rds) e tanti altri nomi di spicco del panorama radiofonico nazionale.

La manifestazione, aperta a tutti, si conferma il punto di riferimento dell’intera filiera radiofonica italiana, con numeri che ne attestano il successo: oltre 400 emittenti radiofoniche coinvolte nelle precedenti edizioni, più di 13.000 spettatori tra presenza fisica e streaming e 825.000 visualizzazioni sui social. L’edizione 2026 offrirà 9 ore di diretta, anche in live streaming, con oltre 60 grandi protagonisti della Radio Italiana, dall’Fm al Dab fino al podcasting, che si alterneranno sul palco tra talk, interviste, panel e workshop. Non mancheranno momenti di formazione, uno spazio espositivo e di networking pensati per favorire l’incontro e il dialogo tra emittenti, professionisti, brand, editori, istituzioni e nuove realtà del settore audio.

“Il World Radio Day è l’unico evento che unisce tutta la filiera della radio italiana – ha spiegato Giorgio d’Ecclesia, ceo and Founder di Radio Speaker – editori e professionisti del microfono, etichette e società per i diritti musicali, centri media e investitori, fonici e sviluppatori hardware e software, fino al vasto pubblico degli ascoltatori. Quest’anno, con il tema “Radio e Intelligenza Artificiale” scelto dall’Unesco, guardiamo al futuro: capire come l’AI possa trasformare e potenziare il nostro modo di fare radio è una sfida entusiasmante e necessaria. Per questo invito tutti – conduttori, editori, aziende, professionisti, studenti e appassionati – a esserci: non solo per ascoltare, ma per costruire insieme la radio che verrà”.

Milano-Cortina, Zelensky ha premiato l’atleta Heraskevych

Roma, 12 feb. (askanews) – Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha conferito all’atleta ucraino di skeleton Vladyslav Heraskevych l’Ordine della Libertà. “Per il servizio disinteressato al popolo ucraino, il coraggio civico e il patriottismo nel sostenere gli ideali di libertà e i valori democratici, decreto: di conferire l’Ordine della Libertà a Vladyslav Mykhailovych Heraskevych, membro della squadra olimpica nazionale ucraina, atleta di skeleton”, si legge nel testo del documento, secondo quanto riferisce l’agenzia ucraina Interfax. L’atleta è stato estromesso, salvo il verdetto del ricorso, dalle competizioni olimpiche per aver voluto indossare un casco con raffigurate le imamgini di atleti uccisi in guerra dalla Russia.

Milano-Cortina, Mattarella ad atleti: competere con lealtà e con successo

Roma, 12 feb. (askanews) – “Gli atleti continuino con lo spirito di questi giorni e con l’impegno per competere con lealtà e con successo”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita a Casa Italia si è rivolto agli atleti impegnati nelle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

“Tutto posso fare tranne appropriazione indebita. Le medaglie sono degli atleti – sottolinea riferendosi con una battuta alle vittorie azzurre di queste ore – sono fortunato io ad essere stato qui in questi giorni in cui hanno conquistato molte medaglie. Spero che continui”.

“Complimenti a tutti i nostri atleti che stanno realizzando in questo momento – aggiunge Mattarella – non soltanto una presenza italiana nei giochi, ma il segno dell’amicizia con tutti gli altri atleti e le altre atlete di ogni altro Paese. È questo è il senso delle Olimpiadi. È il senso di Casa Italia, che si apre a tutti coloro che verranno per condividere le bellezze di questi luoghi, ma anche i valori della fraternità umana, della condivisione delle prospettive da tutti i popoli attraverso lo sport”.

Milano-Cortina, Mattarella agli atleti: competere con lealtà e con successo

Roma, 12 feb. (askanews) – “Gli atleti continuino con lo spirito di questi giorni e con l’impegno per competere con lealtà e con successo”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita a Casa Italia si è rivolto agli atleti impegnati nelle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

“Complimenti a tutti i nostri atleti che stanno realizzando in questo momento non soltanto una presenza italiana nei giochi, ma il segno dell’amicizia con tutti gli altri atleti e le altre atlete di ogni altro Paese. È questo è il senso delle Olimpiadi. È il senso di Casa Italia, che si apre a tutti coloro che verranno per condividere le bellezze di questi luoghi, ma anche i valori della fraternità umana, della condivisione delle prospettive da tutti i popoli attraverso lo sport”. Così anche il presidente a Cortina a conclusione della sua visita, dopo la quale farà ritorno a Roma.

“Tutto posso fare tranne appropriazione indebita. Le medaglie sono degli atleti, sono fortunato io ad essere stato qui in questi giorni in cui hanno conquistato molte medaglie. Spero che continui”. Così Mattarella, dopo la visita a Casa Italia a Cortina si è rivolto ironicamente ai dirgenti del comitato olimpico che hanno sottolineato come la sua visita abbia portato fortuna viste le medaglie conquistate.

Cinema, finite le riprese di "L’uomo che poteva cambiare il mondo"

Roma, 12 feb. (askanews) – Sono terminate le riprese de “L’uomo che poteva cambiare il mondo”, secondo lungometraggio di Anne Paulicevich, sceneggiatrice di Tango Libre (Premio Speciale della Giuria – Festival di Venezia 2012) e di Working Girls co-diretto insieme a Frédéric Fonteyne (film belga candidato come Miglior Film Internazionale agli Academy Awards 2020) con Elio Germano, Albrecht Schuch e Fausto Russo Alesi. Nel cast anche Linda Caridi ed Edoardo Pesce.

Il film è ambientato nel 1938. Hitler è in visita ufficiale in Italia. Per impressionare il suo ospite, Mussolini chiama il più autorevole archeologo italiano a fare da guida tra i tesori del Bel Paese. L’uomo, distante dalle posizioni del regime, si ritrova costretto ad accompagnare i due dittatori: quattro giorni in cui la bellezza e la potenza dell’arte diventano terreno di tensioni, ambiguità e scelte che continuano a risuonare nel presente.

Protagonista, nel ruolo del Professore di Archeologia e Storia dell’Arte, Elio Germano (Berlinguer – La grande ambizione, Iddu, Volevo nascondermi). Accanto a lui Albrecht Schuch (Peacock, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Berlin Alexanderplatz) nei panni di Hitler e Fausto Russo Alesi (Iddu, Rapito, Esterno notte) in quelli di Mussolini.

Girato tra l’Italia (principalmente Roma e Firenze), la Germania (Monaco) e il Belgio, il film è una coproduzione europea. I produttori sono la belga Versus (Through the Night, Vermiglio, Close), le italiane Indigo Film (Primavera, Iddu, La Grande Bellezza) e PiperFilm (La Grazia, Parthenope, Duse), che distribuirà il film anche in Italia, e la tedesca NiKo Film (Più che mai, Ghost Trail, The Village Next to Paradise). Le vendite internazionali del film sono a cura di PiperPlay.

I produttori Jacques-Henri Bronckart (Versus Production), Nicola Giuliano (Indigo Film), Massimiliano Orfei (PiperFilm) e Nicole Gerhards (Niko Film) dichiarano: “Siamo entusiasti di collaborare a questa ambiziosa coproduzione, le cui riprese si sono svolte in tre diversi paesi europei con un cast internazionale. Ispirandosi a fatti storici realmente accaduti, riteniamo che questa storia sia di straordinaria attualità e confidiamo che possa risuonare profondamente nel pubblico di oggi”.

(Foto di Francesca Ardau, su concessione del Ministero della Cultura – Gallerie degli Uffizi – Venere di Urbino di Tiziano Vecellio)

Italianità e tracciabilità al centro della filiera del vino

Roma, 12 feb. (askanews) – Attenzione alle materie prime, curiosità su tracciabilità, origine certa ed ingredienti riconoscibili e maggiore interesse nel ricercare prodotti italiani e sostenibili anche a costo di pagarli di più. Sono queste le principali richieste del consumatore italiano che si avvicina ad una filiera produttiva, richieste che emergono anche nel settore vinicolo. Secondo Coldiretti, nel 2022 l’Italia ha importato oltre 250 mila tonnellate di saccarosio da paesi extra-UE, una quota significativa finita proprio nel settore del vino (fonte: Coldiretti – Report su importazioni agroalimentari 2023). Ma se l’uva è italiana, perché non dovrebbe esserlo anche lo zucchero? Queste le parole dell’esperto Maurizio Cambrea, Naturalia Ingredients:

“Ci auspichiamo che nel tempo la nostra italianità, compreso anche gli ingredienti tra cui gli zuccheri, trovino sempre maggiore spazio e maggiore attenzione sia dai produttori, così come questa può essere una risposta idonea alla esigenza dei consumatori che sono sempre più attenti di fatto ad avere un’etichetta più trasparente e anche a scegliere un prodotto che abbia all’interno ingredienti certificati sia per l’origine che per la qualità e che in qualche modo garantiscano un’identità di un prodotto 100% italiano”.

Dopo il boom del biologico e del “senza solfiti”, oggi la sfida si gioca sugli ingredienti tecnici, compresi gli zuccheri usati per le pratiche di arricchimento, dolcificazione e spumantizzazione. Un’indagine condotta da Wine Intelligence evidenzia, proprio, come il 45% dei wine lovers tra 25 e 45 anni consideri, di fatto, “molto importante” conoscere l’origine degli ingredienti secondari.

“Esporre al consumatore una piena chiarezza sugli ingredienti utilizzati e soprattutto sull’origine, che è un elemento sia di qualità soprattutto per gli italiani, ma anche di garanzia della provenienza e di come questo ingrediente sia stato trattato lungo tutta la filiera è un elemento fondamentale per poter vendere ancora una volta in modo magari differenziante il proprio prodotto a un mercato e a un consumatore oggi giovane, ma che quindi rappresenta il futuro di questo settore, sempre più attento e sempre più alla ricerca di un prodotto di qualità”. Ha così concluso Maurizio Cambrea, Naturalia Ingredients.

Meloni spinge col "motore italo-tedesco": subito risposte sulla competitività

Alden Biesen, 12 feb. (askanews) – Incalzare il Consiglio, perchè adotti già a marzo iniziative “concrete” a favore della competitività, e perchè dia alla Commissione “indicazioni precise” sugli obiettivi da raggiungere. Solo così si potrà arginare la “burocrazia” europea che “sta superando ampiamente quello che è il proprio ruolo”. E per riuscirci, il tavolo convocato da Italia, Germania e Belgio prima del Consiglio informale di Alden Biesen dovrà “strutturarsi”, diventare un formato che si riunisca prima degli appuntamenti ufficiali e che lavori per arrivare alle riunioni dei leader con proposte concrete. Giorgia Meloni parla con i giornalisti nell’intervallo tra i due appuntamenti di giornata: subito dopo il prevertice che ha visto la partecipazione di 19 Paesi e della Commissione, e prima che inizi il “ritiro” dei leader convocato da Antonio Costa nel castello delle Fiandre.

Un’iniziativa concordata con il cancelliere tedesco Merz, “Friedrich” lo chiama la premier, a dimostrazione di quel “motore italo-tedesco” che “c’è”, afferma Meloni, e che “non è contro qualcuno”. Ovvero contro la Francia, che “è al tavolo ed è un bene perchè è un paese importante”. Proprio mentre parla la premier italiana, Merz e Macron si presentano insieme al Consiglio, per un doorstep congiunto in cui assicurano “concordia” sugli obiettivi da raggiungere. Del resto, dice ancora Meloni, in Europa le alleanze “sono variabili”, ci si trova al fianco di alcuni Paesi su certe battaglie, contrapposti su altri. Ad esempio, a dividere Italia e Germania c’è la questione degli eurobond (“Io sono sempre favorevole” ricorda Meloni) e ci sarà la questione dei fondi di coesione, da non sacrificare in nome delle nuove sfide europee: “Non dobbiamo fare l’errore di considerare la competitività alternativa alla coesione, perchè senza coesione tu lasci indietro interi territori, non ci sono le infrastrutture adeguate e dunque mini la competitività”. E allora su quello, prevede Meloni, “ci troveremo d’accordo con i Paesi del Sud piuttosto che con i Paesi del Nord”.

Ma con la Germania si va d’accordo su altri punti all’ordine del giorno. Che Meloni elenca: i costi dell’energia (su cui annuncia anche misure al prossimo Cdm) con la necessità di fermare le speculazioni e di “rivedere gli ETS”, la direttiva Cbam, il mercato unico, la semplificazione su cui la lettera scritta da Italia e Germania “ha offerto molti strumenti per semplificare e per farlo velocemente”. E “c’è l’automotive su cui l’Italia è in prima linea dall’inizio, c’è la questione del contesto internazionale in cui ci muoviamo, per combattere le nostre dipendenze con una autonomia strategica su energia e materie critiche”. E c’è il tema del commercio internazionale: “Bene gli accordi di libero scambio ma a patto che ci sia reciprocità. La Ue deve scegliere: se facciamo accordi di libero scambio con sistemi che non hanno neanche lontanamente le norme che noi imponiamo ai nostri produttori, non possiamo continuare a iper-regolamentare”. E poi c’è la questione del “freno d’emergenza” attivabile da un singolo Paese per “bloccare gli oneri eccessivi che emergono durante il processo legislativo, ad esempio con l’attivazione su richiesta di uno Stato membro”, inserita nel “non paper” italo-tedesco-belga.

Dunque “i temi sono moltissimi”, e già il Consiglio di marzo – auspica Meloni – dovrà essere “molto concreto nel dare risposte ai nostri sistemi produttivi”: “La sfida è capire se la Ue può dare risposte concrete immediate sulla competititivtà perchè non c’è più tempo da perdere”. I leader del prevertice, di conseguenza, hanno concordato di rivedersi già a margine del Consiglio europeo di marzo “per mantenere alta l’attenzione sui temi della competitività e contribuire alle definizione di obiettivi concreti e scadenze precise”.

Meloni spinge col "motore italo-tedesco": subito risposte su competitività

Alden Biesen, 12 feb. (askanews) – Incalzare il Consiglio, perchè adotti già a marzo iniziative “concrete” a favore della competitività, e perchè dia alla Commissione “indicazioni precise” sugli obiettivi da raggiungere. Solo così si potrà arginare la “burocrazia” europea che “sta superando ampiamente quello che è il proprio ruolo”. E per riuscirci, il tavolo convocato da Italia, Germania e Belgio prima del Consiglio informale di Alden Biesen dovrà “strutturarsi”, diventare un formato che si riunisca prima degli appuntamenti ufficiali e che lavori per arrivare alle riunioni dei leader con proposte concrete. Giorgia Meloni parla con i giornalisti nell’intervallo tra i due appuntamenti di giornata: subito dopo il prevertice che ha visto la partecipazione di 19 Paesi e della Commissione, e prima che inizi il “ritiro” dei leader convocato da Antonio Costa nel castello delle Fiandre.

Un’iniziativa concordata con il cancelliere tedesco Merz, “Friedrich” lo chiama la premier, a dimostrazione di quel “motore italo-tedesco” che “c’è”, afferma Meloni, e che “non è contro qualcuno”. Ovvero contro la Francia, che “è al tavolo ed è un bene perchè è un paese importante”. Proprio mentre parla la premier italiana, Merz e Macron si presentano insieme al Consiglio, per un doorstep congiunto in cui assicurano “concordia” sugli obiettivi da raggiungere. Del resto, dice ancora Meloni, in Europa le alleanze “sono variabili”, ci si trova al fianco di alcuni Paesi su certe battaglie, contrapposti su altri. Ad esempio, a dividere Italia e Germania c’è la questione degli eurobond (“Io sono sempre favorevole” ricorda Meloni) e ci sarà la questione dei fondi di coesione, da non sacrificare in nome delle nuove sfide europee: “Non dobbiamo fare l’errore di considerare la competitività alternativa alla coesione, perchè senza coesione tu lasci indietro interi territori, non ci sono le infrastrutture adeguate e dunque mini la competitività”. E allora su quello, prevede Meloni, “ci troveremo d’accordo con i Paesi del Sud piuttosto che con i Paesi del Nord”.

Ma con la Germania si va d’accordo su altri punti all’ordine del giorno. Che Meloni elenca: i costi dell’energia (su cui annuncia anche misure al prossimo Cdm) con la necessità di fermare le speculazioni e di “rivedere gli ETS”, la direttiva Cbam, il mercato unico, la semplificazione su cui la lettera scritta da Italia e Germania “ha offerto molti strumenti per semplificare e per farlo velocemente”. E “c’è l’automotive su cui l’Italia è in prima linea dall’inizio, c’è la questione del contesto internazionale in cui ci muoviamo, per combattere le nostre dipendenze con una autonomia strategica su energia e materie critiche”. E c’è il tema del commercio internazionale: “Bene gli accordi di libero scambio ma a patto che ci sia reciprocità. La Ue deve scegliere: se facciamo accordi di libero scambio con sistemi che non hanno neanche lontanamente le norme che noi imponiamo ai nostri produttori, non possiamo continuare a iper-regolamentare”. E poi c’è la questione del “freno d’emergenza” attivabile da un singolo Paese per “bloccare gli oneri eccessivi che emergono durante il processo legislativo, ad esempio con l’attivazione su richiesta di uno Stato membro”, inserita nel “non paper” italo-tedesco-belga.

Dunque “i temi sono moltissimi”, e già il Consiglio di marzo – auspica Meloni – dovrà essere “molto concreto nel dare risposte ai nostri sistemi produttivi”: “La sfida è capire se la Ue può dare risposte concrete immediate sulla competititivtà perchè non c’è più tempo da perdere”. I leader del prevertice, di conseguenza, hanno concordato di rivedersi già a margine del Consiglio europeo di marzo “per mantenere alta l’attenzione sui temi della competitività e contribuire alle definizione di obiettivi concreti e scadenze precise”.

Ue, Conte: Meloni pro-eurobond ma fa asse con Germania che non li vuole

Roma, 12 feb. (askanews) – “Presidente Meloni, coraggio non aver paura. Nel 2020 tutti volevano che prendessimo il Mes e invece siamo riusciti a ottenere gli eurobond e i 209 miliardi che oggi sono gli unici investimenti che tengono ancora a galla l’economia. Fa piacere sapere che adesso sei anche tu a favore degli eurobond. Questo è già un passo avanti: ricordo che mentre io mi battevo per ottenerli, il tuo partito si asteneva nonostante nel Pnrr ci fossero contributi a fondo perduto”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, rilanciando la notizia delle dichiarazioni della presidente del Consiglio sul carattere “divisivo” degli eurobond.

“Ora però – ha aggiunto Conte – la tua strategia è incomprensibile: ti dichiari finalmente a favore degli eurobond ma fai asse con la Germania, che non li vuole, e ci sta trascinando in un riarmo che di fatto avvantaggia lei ma penalizza noi che non abbiamo spazio fiscale. La nostra industria in declino, il futuro dei nostri figli non li difendiamo rincorrendo i sogni della Germania di ridiventare una superpotenza militare. Li difendiamo creando un grande progetto europeo per investimenti con il debito comune su industria, energia, sanità, welfare. E cancelliamo le disastrose firme che hai messo sul ritorno dei vincoli dell’austerità e sul Riarmo”.

“Facciamo contare l’Italia di nuovo, come nel 2020”, ha concluso l’ex premier.

FT: la polizia belga ha fatto irruzione nella Commissione europea

Roma, 12 feb. (askanews) – La polizia belga ha fatto irruzione nella Commissione europea nell’ambito di un’indagine su possibili irregolarità nella vendita di beni immobili, ha diffuso il quotidiano britannico Financial Times.

Secondo due persone a conoscenza dell’operazione sentite dal Financial Times, questa mattina sono state effettuate perquisizioni in diverse sedi della Commissione a Bruxelles, tra cui quella del dipartimento del bilancio.

L’inchiesta, secondo quanto affermato dalle fonti, riguarda la vendita di immobili dell’UE, avvenuta durante il precedente mandato della Commissione, quando Johannes Hahn era commissario al bilancio.

Leader Ue in "ritiro", l’intervento di Draghi e le reazioni dei 27

Alden Biesen, 12 feb. (askanews) – Durante il suo intervento al ritiro informale dei leader dell’Ue, in corso oggi nel castello di Alden Beisen, nelle Fiandre, Mario Draghi, l’ex premier italiano ed ex presidente della Bce, autore del rapporto sulla competitività dell’economia europea, “ha sottolineato il deterioramento del panorama economico dopo la presentazione della sua relazione e l’urgenza di affrontare tutte le questioni sollevate in quella sede”, secondo quanto riferiscono fonti europee.

Draghi, riferiscono ancora le fonti, “si è concentrato su diversi argomenti chiave: la necessità di ridurre le barriere nel mercato unico, la frammentazione dei mercati azionari e gli sforzi per mobilitare il risparmio europeo, il costo dell’energia, la possibilità di una ‘preferenza europea’ mirata in alcuni settori e, infine, sul processo decisionale”, ovvero “la possibilità di ‘cooperazioni rafforzate’ per procedere più rapidamente in alcuni di questi ambiti, se necessario, come previsto dai Trattati Ue”.

È seguito “un approfondito scambio di opinioni con i leader, i cui quesiti hanno riguardato questioni come le sfide per gli investimenti, l’Unione dei risparmi e degli investimenti (come è stato ribattezzato il progetto, mai realizzato, dell’Unione dei mercati dei capitali, ndr), il funzionamento del settore energetico, le linee guida sulle fusioni (con la loro revisione da parte della Commissione per consentire alle imprese di raggiungere dimensioni di scala europea, ndr) e il ruolo internazionale dell’euro”, hanno concluso le fonti.

France24: "Francesca Albanese non ha detto Israele nemico dell’umanità"

Roma, 12 feb. (askanews) – L’emittente France24 ha ricostruito come “è stata erroneamente attribuita a Francesca Albanese la frase ‘Israele è il nemico comune dell’umanità'”, che ha spinto ieri il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, a bollare come “oltraggiose e riprovevoli” tali parole, annunciando che chiederà le dimissioni della Relatrice Onu alla prossima sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.

Al question time tenuto ieri all’Assemblea nazionale, Barrot ha risposto a una domanda presentata da Caroline Yadan, parlamentare che rappresenta francesi residenti all’estero, “tra i primi ad affermare che Francesca Albanese avesse rilasciato una simile dichiarazione”, postando lo scorso 8 febbraio su X una foto della Relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi con la citazione “Israele è il nemico comune dell’umanità”, e aggiungendo: “Queste dichiarazioni antisemite fatte in Qatar sono inqualificabili”.

“Due giorni dopo, 53 parlamentari del partito Renaissance hanno firmato una lettera, di cui Caroline Yadan è stata la prima firmataria, inviata al ministero degli Affari Esteri per denunciare queste presunte affermazioni, questa volta senza mettere la citazione della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite. ‘Il 7 febbraio […] ha designato Israele come nemico comune dell’umanità'”, recita la lettera, firmata tra gli altri dall’ex premier Elisabeth Borne e dall’ex portavoce del governo Olivia Grégoire, in cui si chiede quindi che Albanese venga “privata del mandato Onu con effetto immediato”.

“Ma Francesca Albanese non ha pronunciato questa frase durante la conferenza” organizzata da Al Jazeera in Qatar e a cui ha partecipato in videocollegamento il 7 febbraio, ha scritto quindi l’emittente, rilanciando quindi il passaggio del suo intervento in cui la Relatrice speciale “ha denunciato il genocidio commesso da Israele, così come l’inerzia di alcune parti del mondo occidentale, senza mai affermare che Israele è il nemico comune dell’umanità”.

Albanese è stata intervistata oggi dal programma “En tête-à-tête” di France24: “Non ho mai, mai, mai detto ‘Israele è il nemico comune dell’umanità’. Ho parlato dei crimini di Israele, dell’apartheid e del genocidio. E ho condannato come nemico comune il sistema che impedisce di portare i crimini di Israele davanti alla giustizia e di porvi fine: il sistema economico, il sistema finanziario e il sistema politico”.

Albanese ha anche risposto alla domanda sulla sua partecipazione a un evento che ha visto la presenza, tra gli altri, del leader di Hamas all’estero, Khaled Meshaal, e del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, precisando che il suo intervento in videocollegamento è avvenuto nel corso di una tavola rotonda a cui hanno partecipato solo esperti di diritto internazionale, tra cui l’ex procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), Fatou Bensouda.

L’emittente francese ricorda che già nel marzo 2025 era stata presentata da Caroline Yadan una lettera firmata da 43 parlamentari in cui si chiedeva di bloccare la conferma di Francesca Albanese come Relatrice speciale per i Territori palestinesi. Incarico rinnovato ad aprile 2025.

Ue, Freni: mercato unico capitali indifferibile, sono ottimista

Milano, 12 feb. (askanews) – “Il mercato unico europeo è una necessità indifferibile per il mercato dei capitali, non esiste un mercato dei capitali del futuro se non è un mercato europeo, che parta da un’infrastruttura di mercato unica e arrivi a essere un unico mercato”. Lo ha detto Federico Freni sottosegretario del ministero dell’Economia a un evento Assonime in Borsa.

“E’ l’unico modo di dare competitività al sistema europeo, e le regole devono essere regole tarate per essere appetibili per tutti, è il lavoro che stiamo provando a fare, cioè immaginare per i singoli Stati, per l’Italia per quanto ci riguarda, regole che possano essere appetibili per il sistema comune, perché poi se abbiamo tutte regole troppo diverse sarà complicato fare un mercato, invece è una necessità indifferibile per il mercato”. 

“Io sono ottimista perché in questo momento la necessità è talmente impellente che forse ci muoviamo”, ha concluso.

Referendum, putiferio su video Dem per No: "Ma che curling fanno al Pd?"

Roma, 12 feb. (askanews) – La sintesi più efficace si trova sul luogo del delitto: “Ma che curling fanno al Pd?”. Sui social impazzano i commenti all’ultimo video postato sui canali del partito – e sparito in nottata, ma il danno era già fatto – per la campagna a sostegno delle ragioni del No al referendum sulla giustizia. In pratica, uno spezzone della gara dei due azzurri campioni di curling, Amos Mosaner e Stefania Constantini, “a loro insaputa” testimonial per il No. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio si dice “sbalordito”, i due atleti chiedono e ottengono la rimozione del post da ogni dove, il centrodestra grida allo scandalo. E non è nemmeno la prima volta.

Una settimana fa, sempre per questa benedetta campagna del No alla riforma Nordio, un altro video ha scatenato un putiferio nel centrosinistra, perchè accostava chi vota Sì al referendum a CasaPound (“Loro votano Sì, noi difendiamo la Costituzione”, lo slogan), postando su Facebook il video di un’adunata fascista, scandita da urla “presente” e da saluti romani. Peccato che una parte del Pd si sia esposta dichiarando di votare Sì, peccato che siano per il Sì ex parlamentari e costituzionalisti Dem (Stefano Ceccanti), padri fondatori del partito (Cesare Salvi, Enrico Morando, per fare due nomi), l’ex presidente della Consulta Augusto Barbera, sempre molto ascoltato a sinistra, la vice presidente Dem del Parlamento europeo Pina Picierno, che ha definito “insultante e svilente” la linea comunicativa che assimila al fascismo chi voterà Sì.

Ora il caso del video sul curling, disciplina divenuta velocemente uno sport nazionale amato, seguito, capace di incuriosire e con atleti popolarissimi. Stefania Constantini stella del curling – costretta oggi a ribadire in una storia che il proprio impegno “rimane esclusivamente sportivo” -, ha su Instagram quasi 220mila follower, ventimila in più, per dire, dell’account del Partito Democratico. Nel video ‘incriminato’ la si vede in primo piano sulla pista di ghiaccio: con un colpo lancia la stone, mentre Mosaner con la scopa da curling abrade la superficie per ottenere la traiettoria desiderata e conquistare il centro della casa. Felicità olimpica? Non proprio, l’obiettivo della stone su cui aleggia il banner “no al referendum” non è l’oro olimpico ma sfrattare dalla casa la scritta “La giustizia controllata dal governo”. Gaffe, rimozione del post, attacchi dal centrodestra.

Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d’Italia, si spinge a osservare che questa situazione imbarazzante “rischia di turbare i nostri atleti impegnati a onorare il Tricolore alle Olimpiadi invernali e si aggiunge alle innumerevoli fake-news che stanno propinando contro la riforma della Giustizia”.

Il capogruppo azzurro al Senato Maurizio Gasparri parla di “una vergognosa speculazione del Pd”, il vice presidente della Camera Giorgio Mulè osserva che “sporcare le olimpiadi con una propaganda ridicola strumentalizzando i nostri atleti può appartenere solo a chi, nella disperata caccia al consenso, ha perso il senso della misura”. Lo stesso ministro Nordio parla di “post che alterano la pacatezza del dialogo sulla riforma” mentre il Pd in una nota dopo la rimozione del post, parla di “meme” in “contesto ironico” e garantisce che “non vi era nessuna intenzione di coinvolgere direttamente gli atleti nella campagna referendaria, di attribuire loro una posizione politica, nè di strumentalizzare in alcun modo le loro prestazioni sportive, delle quali siamo, come tutti orgogliosi”.

Poste Italiane e Ministero Esteri insieme per export italiano

Roma, 12 feb. (askanews) – Un protocollo d’intesa per rafforzare la presenza delle piccole e medie imprese italiane sui mercati internazionali e sostenere il Made in Italy. A siglarlo nella Capitale sono stati il ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante e il direttore generale Giuseppe Lasco. L’accordo prevede lo sviluppo di sinergie nel settore logistico a servizio delle PMI, nel quadro del Piano d’azione per l’export italiano promosso dalla Farnesina. Il servizio del TG Poste.

Resolute Asset Management Italy: nuove sfide nel real estate

Milano, 12 feb. (askanews) – Dal Regno Unito all’Italia passando per il Mediterraneo e l’Est Europa. Resolute Asset Management si posiziona sempre di più al vertice del settore nel Bel Paese per portare i suoi valori e il suo modus operandi in un contesto vivo e vivace. Conoscenza del mercato fondamentale, per essere da subito performanti e operativi. Ne ha parlato Mario Bertolotti, Director Resolute Asset Management Italy: “Noi sicuramente, non essendo una big four, viviamo di credibilità, viviamo di qualità, di riconoscimento. Chi viene da noi non si riconosce in un logo, ma si riconosce in una totale dedizione intensive care. Quindi per noi qualità e migliorare le nostre competenze, migliorare la qualità del nostro lavoro, significa migliorare i risultati e quindi aumentare il livello di questa professionalità e credibilità”.

Conoscenza profonda del mercato, implementazione di strategie di gestione e non solo. Resolute Asset Management vuole portare il suo modello di successo, portando mano per mano i suoi clienti nel percorso di consulenza spesso tortuoso.

“Tralasciando i nomi, perché ovviamente è una delle cose che ci contraddistingue è la confidenzialità che che garantiamo ai nostri clienti. Proprio recentemente abbiamo risolto una situazione per un grosso gruppo bancario, una situazione che era ferma da diversi anni in cui noi siamo riusciti a trovare un investitore che ha permesso di trovare un accordo tra debitori e creditore sulla base di un business plan anche industriale di rise up che permette la riconversione di un immobile che era completamente abbandonato da tantissimi anni” ha aggiunto Bertolotti.

Sfide vinte, sfide per il futuro. Non c’è soltanto la voglia di mostrare al mondo e all’Italia un progetto vincente, ma anche la volontà di guardarsi intorno per scandagliare nuovi fronti.

“Nel mondo della consulenza immobiliare tutti parlano di tutto e tutti dicono di saper tutto. Quello su cui noi ci differenziamo è il fatto che noi parliamo di cose che abbiamo veramente fatto, cioè non solo di cose che riportiamo in una slide, ma cose che abbiamo gestito, implementato, organizzato e soprattutto portato al successo” ha concluso Bertolotti.

Successo per i clienti, fedeltà nei propri valori. Un binomio fondante del progetto di Resolute.

Olimpiadi, Oro Brignone: la Fan zone col fiato sospeso, poi la gioia

Milano, 12 feb. (askanews) – L’incredibile oro olimpico vinto dalla sciatrice italiana Francesca Brignone al SuperG ha regalato una delle emozioni più belle di questi Giochi Olimpici di Milano Cortina. Una favola: l’infortunio poco prima delle Olimpiadi, la paura di non esserci o di non farcela e poi la vittoria.

Queste immagini arrivano dalla Fan Zone al Castello di Milano, dove nonostante la pioggia, il cielo grigio e la mattinata umida, centinaia di persone si sono radunate davanti al maxi schermo per vivere l’emozione insieme e in diretta. Tutti col fiato sospeso in attesa del verdetto, e poi la gioia.

Milano-Cortina, Mattarella a Brignone: ci contavo

Roma, 12 feb. (askanews) – “Ci contavo”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sceso sulla pista del SuperG per complimentarsi con Federica Brignone vincitrice dell’oro olimpico.

Il capo dello Stato ha abbracciato l’atleta e poi si è concesso per una foto insieme a Brignone, al presidente del Comitato olimpico, al ministro dello Sport Andrea Abodi, accanto a lui anche la signora Laura e tutta la squadra dei dirigenti che accompagna i nostri sportivi a Milano-Cortina.

Tornando poi a sedersi sugli spalti Mattarella ha ricevuto l’apprezzamento dagli spettatori della gara, in tanti gli hanno gridato “grazie, grande Presidente, bravo presidente, evviva”.

Milano-Cortina, il Cio revoca l’esclusione dello skeletonista ucraino

Livigno(So), 12 feb. (askanews) – Il Cio ha revocato l’esclusione dello skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych dai Giochi di Milano Cortina. Stamani la presidente del Comitato olimpico internazionale, Kirsty Coventry, aveva incontrato a Cortina l’atleta e “in via eccezionale”, dopo questo colloquio definito “molto rispettoso”, ha chiesto al presidente della Commissione disciplinare dello stesso Cio di riconsiderare la revoca dell’accreditamento per i Giochi. Il presidente della Commissione, si legge in una nota del Cio, ha poi accolto la richiesta, il che significa che Heraskevych “può continuare a partecipare ai Giochi nonostante l’impossibilità di competere”.

Sanremo, Mazzariello: “Il festival è un’emozione a 360 gradi”

Milano, 12 feb. (askanews) – Mazzariello si è aggiudicato ufficialmente un posto tra le “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo 2026 con il brano “Manifestazione d’amore”. “Sanremo per me significa sicuramente tanta emozione, nel senso è un’emozione provata a 360 gradi. Sto provando tutto lo spettro delle emozioni, dall’ansia, all’attenzione, alla gioia, tutto questo mix è un adrenalinico, fra poco mi fa esplodere, salta in aria e anche tanti ricordi passati con la mia famiglia e i miei amici. Ma Sanremo è anche ricordi, il mio preferito è quello vinto da Diodato, Fai Rumore è veramente un capolavoro e quindi ogni tanto in questo periodo dell’anno mi vengono in mente queste belle cose”.

In “Manifestazione d’amore” il protagonista vive in una bolla tutta sua, costretto a correre e a performare seguendo i ritmi frenetici della città. “Il brano è nato come tutte le cose che faccio: in modo totalmente casuale. Volevo parlare di quanto sia importante dopo dei periodi lunghissimi passati fuori casa ricordarsi le proprie radici, le persone amate: tipo avrei dovuto chiamare mio padre, avrei dovuto dirti ti voglio bene. Poi c’è questa metafora fortunatamente non autobiografica dove il protagonista sta per essere messo sotto un incrocio e questo contatto ravvicinato con la fine gli fa ricordare le cose veramente importanti. La canzone è nata così con questo viaggio.

Ance, Brancaccio: edilizia scolastica centrale, agire su ultimo miglio Pnrr

Roma, 12 feb. (askanews) – Edilizia scolastica centrale per la rigenerazione urbana e lo sviluppo del Paese, un tema che richiede l’intervento di capitali privati. Pnrr che proprio sull’edilizia scolastica ha mostrato “una ottima performance”, ma ora serve “un provvedimento, un chiarimento per una chiusura ordinata dell’ultimo miglio”. E chiarimenti servono anche sul concetto di partneriato pubblico-privato, in particolare sulla definizione di interesse pubblico, preservando le imprese che hanno già fatto investimenti. Sono i temi chiave toccati da Federica Brancaccio, presidente dell’Ance nel suo intervento oggi ad un evento sul tema organizzato assieme al Ministero dell’istruzione.

Al tavolo iniziale, insieme alla numero uno dell’Associazione nazionale costruttori edili, è intervenuto il ministro dell’Istruzione del merito, Giuseppe Valditara.

“Il tema dell’edilizia scolastica, il tema della scuola in generale è sempre stato un tema centrale per noi – ha detto Bancaccio -. La scuola intesa non solo come didattica ma anche come come spazio è uno dei parametri con i quali diciamo si può misurare anche il grado di civiltà, progresso, speranza di futuro di un paese ed è tema centrale anche quel dibattito che noi portiamo sempre ai tavoli della rigenerazione urbana. Cioè la scuola ha una potenzialità e una possibilità di impatto sociale ovviamente sul territorio ma anche proprio di qualcosa che può innescare un circolo virtuoso, un circuito virtuoso di rigenerazione urbana”.

In Italia “abbiamo circa 40.000 edifici scolastici. La metà di questi sono ante 74 – ha proseguito – che significa senza normativa sismica energetica, cioè in un periodo diverso. Moltissimi di questi sono sotto i nostri occhi, sono le famose scuole del regno che sono dei bellissimi edifici in zone centrali o in zone interne, dove oggi probabilmente potrebbero avere, potrebbero essere maggiormente utilizzati con altre funzioni perché per quanto noi possiamo intervenire su questi edifici scolastici magari sono in zone dove non c’è più quella richiesta, ecco non ci sono più bambini o giovani e sono invece utilissimi per dare altre risposte alle città in termine di rigenerazione e c’è bisogno poi di tanta edilizia scolastica nuova, sostitutiva magari”.

“La scuola è qualcosa che deve aprirsi alla città, la scuola deve essere multifunzionale, la famosa h24 che deve poter funzionare 24 ore, questo ovviamente agevola e consente maggiormente anche l’investimento di capitali privati”, ha detto. “Noi abbiamo un monitoraggio dell’avanzamento dei cantieri scuola PNRR: è molto positivo, sono 5.700 cantieri in uno stato di avanzamento, alcuni diciamo una grande percentuale conclusi ma comunque più del 50 per cento sono in uno stadio avanzato, quindi diciamo una ottima performance. Però diciamo siamo in un momento storico in cui si è detto che siamo all’ultimo miglio del PNRR”.

E qui c’è “la preoccupazione di quello che noi chiamiamo l’ultimo miglio del PNRR, perché il paese ha avuto una performance veramente oltre ogni aspettativa, il paese nella sua interezza, comuni, imprese, pubblica amministrazione, governo, quindi adesso è fondamentale che ci sia un provvedimento, un chiarimento per una chiusura ordinata – ha avvertito Brancaccio – e per avere questa famosa ultima rata e portare a termine tutti quei lavori che sono in una fase di conclusione ma che magari non si ultimeranno proprio fino all’ultimo euro”.

“E poi bisogna garantire una continuità di investimenti in generale e in particolare sull’edilizia scolastica. Qui veniamo proprio al tema del partenariato pubblico-privato. Molto partenariato ovviamente è stato fatto in termini di energia, di efficientamento energetico, perché lì il ritorno era anche abbastanza garantito e abbastanza facile. Ma invece è fondamentale riuscire a trovare dei meccanismi per cui in generale in questo paese si possono attrarre capitali privati”.

“Un altro tema a cui dobbiamo tutti insieme dare una risposta è quello dell’emergenza abitativa”, ha sottolineato. Ma “sulla definizione di interesse pubblico è importante che questo paese faccia una riflessione: l’interesse pubblico è appunto il privato che interviene dove la pubblica amministrazione magari ha delle difficoltà, e lo Stato interviene dove il privato ha delle difficoltà. Se non c’è un chiarimento credo proprio che rischiamo anche di non riuscire a superare un problema, ecco, come quello che è sorto adesso del diritto di prelazione. Ci vorrà tempo per fare una riflessione su quali sono gli altri strumenti che possono quindi consentire al pertenariato pubblico privato in questo paese di continuare ad andare avanti”.

“Chiederemo questo: di garantire quei progetti, quelle manifestazioni di interesse, quegli investimenti delle imprese che sono ad oggi state fatte, quindi le imprese hanno investito su partenariato pubblico privato, e che ora rischiano. Devo dire purtroppo, non è la prima volta, che il mondo produttivo si scontra diciamo di fronte a un legittimo affidamento e poi ha un boomerang. Quello che chiederemo è ragionare su una possibilità di un tempo per adeguarsi”. L’intervento del ministro Valditara “ha stimolato tutta una serie di temi, tra l’altro noi l’idea del tavolo di confronto l’avremmo lanciata e alla fine lui ci ha preceduto. Quindi chiedo veramente di portare al ministro i nostri ringraziamenti”, ha concluso.

Hellwatt Festival con Kanye West, Martin Garrix, Rita Ora, Baby Gang

Milano, 12 feb. (askanews) – A luglio 2026, Reggio Emilia ospiterà Hellwatt Festival, un evento sviluppato in oltre un anno di lavoro e pianificazione con l’obiettivo di portare in Italia i più avanzati modelli di produzione musicale e scenografica.

Hellwatt Festival si terrà alla RCF Arena di Reggio Emilia, la venue per concerti immersa nel verde più grande d’Europa con tanti artisti di punta: Kanye West, Martin Garrix, Rita Ora, Ozuna, Baby Gang, Benny Benassi, Swedish House Mafia e tanti altri. Un evento che nasce con una visione chiara: creare in Italia un’esperienza culturale e artistica che sia riconosciuta a livello mondiale, capace di coniugare innovazione tecnologica, qualità produttiva e valore per il pubblico.

La realizzazione del festival coinvolge un team creativo e produttivo di livello internazionale. Tra i partner figura Moment Factory, studio canadese riconosciuto per la progettazione di ambienti immersivi, scenografie digitali e installazioni multimediali su larga scala. Tra i progetti a cui ha contribuito figurano il Super Bowl XLVI Halftime Show con Madonna, produzioni per il mondo Disney e installazioni realizzate a Las Vegas, inclusi progetti sviluppati per lo Sphere, una delle venue tecnologicamente più avanzate al mondo.

Hellwatt Festival vede inoltre la collaborazione di scenografi che hanno contribuito alla realizzazione di alcune delle scenografie più iconiche del Glastonbury Festival.

La direzione della produzione è affidata a Vittorio Dellacasa, executive production manager con esperienza internazionale maturata in grandi produzioni, eventi globali e collaborazioni con artisti e organizzazioni di primo piano.

L’obiettivo è offrire un evento in cui ogni elemento, dalla progettazione artistica alla logistica, sia pensato per garantire qualità, sicurezza e un’esperienza memorabile.

Molto più di un concerto, il programma quotidiano è composto da più fasi, ognuna cuore pulsante dell’esperienza: pre-party, live sul Main Stage, EDM Set Night sul Main Stage e afterparty.

L’area boulevard sarà animata ogni giorno, dalle ore 12.00 alle ore 18.00, dal format Takeover@Hellwatt. Questi pre-party d’eccellenza saranno curati da Zamna Festival, il celebre festival internazionale nato a Tulum, in Messico, oggi punto di riferimento globale per la musica elettronica e per la creazione di esperienze immersive di altissimo livello, capaci di unire musica, arte e scenografia in un unico universo narrativo.

Il boulevard sarà allestito con scenografie e ambientazioni cinematografiche immersive che trasporteranno gli spettatori in un mondo post-apocalittico, futuristico e cyberpunk, dando vita a un’esperienza coinvolgente progettata come un set a grandezza naturale.

La festa proseguirà nell’area boulevard anche subito dopo la conclusione dei live sul Main Stage e della EDM Set Night, con gli afterparty ufficiali che dureranno fino al mattino. Anche in questo caso, Zamna Festival contribuirà con una selezione di ospiti e DJ internazionali, consolidando il proprio ruolo di curatore artistico e garantendo una proposta musicale continua, coerente e di altissimo livello, in linea con gli standard dei grandi festival internazionali.

Dopo l’annuncio di YE (Kanye West), primo nome in cartellone, per un live di portata storica che da solo basterebbe a definire un’estate, sono stati svelati oggi nuovi grandi nomi che si aggiungono alla lineup del festival.

Il programma (e altri To Be Announced): Sabato 4 luglio Main Stage: Poison beatz warm up set, Baby Gang, Dffset, Ice Spice, Ty Dolla $ign, Wiz Khalifa + special guest TBA. Edm set night: Lost Frequencies, Martin Garrix.

Domenica 5 luglio Main Stage: Lolita warm up set, Nicky Jam, Ozuna, Rita Ora, The Chainsmokers. Edm set night: Afrojack, Dimitri Vegas & Like Mike, Dj Snake.

Sabato 11 luglio Main Stage: Benny Benassi, Clean Bandit, Alok. Edm set night: Swedish House Mafia.

Venerdì 17 luglio Main Stage: TBA

Sabato 18 luglio Main Stage: Special Opening Show TBA, YE (Kanye West). Le sorprese non finiranno qui e nuovi nomi saranno annunciati nei prossimi giorni!

Le prevendite per tutti i live apriranno mercoledì 18 febbraio alle ore 16.00 su Ticketmaster.

Saranno disponibili vari tipi di biglietti, singoli e cumulativi. Si comunica che, a causa del possibile elevato numero di accessi simultanei, il sistema potrebbe temporaneamente rallentare o non mostrare immediatamente la disponibilità. In questi casi si invitano gli utenti ad aggiornare la pagina fino alla corretta visualizzazione delle categorie. Quando una categoria sarà realmente esaurita, comparirà la dicitura Sold Out.

Incredibile Brignone, oro olimpico dopo il terribile infortunio

Cortina, 12 feb. (askanews) – Una vittoria incredibile, che sembrava impossibile fino a poche settimane fa. Federica Brignone, grande atleta e maresciallo dell’arma dei carabinieri,  il 3 aprile 2025 si era procurata una frattura scomposta di tibia e perone. Oggi, 12 febbraio 2026, ha vinto la medaglia d’oro in Super G alle Olimpiadi di Milano Cortina sotto gli occhi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Un trionfo, nei Giochi Olimpici italiani, che diventa nei fatti la grande notizia di queste Olimpiadi, alle quali fino all’ultimo si era temuto non potesse prendere parte. Dopo il decimo posto nella discesa libera oggi, nella gara più attesa per lei, atleta della squadra dei carabinieri, è arrivata la vittoria, davanti alla francese Mirandoli e alla austriaca Huetter. Sofia Goggia, anch’essa molto attesa oggi, è invece uscita nella prima metà della gara.

“Non pensavo che avrei potuto vincere, è incredibile. Forse ce l’ho fatta oggi perché l’oro olimpico non mi mancava”. Queste le prime parole di Federica Brignone alle tv sulla pista delle Tofane dopo avere vinto l’oro nel SuperG di Milano Cortina 2026.

Ex Ilva, sindacati: governo ci convochi entro fine mese o ci autoconvochiamo

Roma, 12 feb. (askanews) – “Le abbiamo tentate tutte, ma la situazione peggiora. Noi aspettiamo una convocazione da parte del governo” sull’ex Ilva. “Se la convocazione non avviene entro il mese di febbraio siamo pronti ad autoconvocarci davanti a Palazzo Chigi” con l’obiettivo di “rappresentare lì le nostre posizioni al Paese”. Lo ha detto Rocco Palombella, numero uno della Uilm, che ha sottolineato: “vogliamo chiarezza, vogliamo la verità”, “noi non accetteremo nessuna decisione che prefiguri esuberi e che prefiguri assetti che non siano discussi con le organizzazioni sindacali”. In questa fase “il governo – ha chiarito – deve avere la regia della gestione dell’ex Ilva con imprenditori italiani che siano d’aiuto alla gestione”. E “da tempo chiediamo il coinvolgimento del presidente del Consiglio” e “chiediamo l’attivazione immediata del tavolo” da parte di Meloni, ha aggiunto Palombella.

Palombella ha quindi insistito sulla necessità di “una gestione dello Stato senza se e senza ma” degli stabilimenti ex Ilva e di una “conovocazione” o scatterà “l’autoconvocazione a Palazzo Chigi”.

Strage di Crans Montana, la rabbia dei parenti delle vittime contro i Moretti

Roma, 12 feb. (askanews) – Un parapiglia tra alcuni familiari delle vittime dell’incendio di Capodanno al bar “Le Constellation” e i coniugi Moretti si è verificato oggi, pochi minuti prima dell’inizio dell’interrogatorio di Jessica davanti al campus Energypolis a Sion, in cui si svolge l’audizione.

Gli imputati sono arrivati scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, ma la situazione è sfuggita di mano e i familiari presenti, meno di una decina, si sono avventati contro di loro. Jessica Moretti e il marito sono stati ripetutamente definiti “assassini”.

C’è stato anche uno scambio verbale tra una madre e Jacques Moretti. “Siete la mafia, avete pagato 200mila franchi ed è finita!”, ha detto la donna al proprietario del “Constellation”, in cui la notte di Capodanno sono morte 41 persone e oltre 100 sono rimaste ferite. Il gerente ha replicato: “No, non c’è mafia, sono un lavoratore (…). Mi dispiace, mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia”, ha replicato Moretti.

Oggi c’è l’interrogatorio di Jessica Moretti, alla presenza di alcune decine di avvocati delle parti civili che potranno farle domande. In questa occasione, diverse famiglie delle vittime hanno deciso di riunirsi davanti al campus Energypolis, con l’obiettivo di incrociare lo sguardo della donna.

In apertura dell’interrogatorio, la procuratrice generale aggiunta del Cantone Vallese Catherine Seppey ha rivolto un appello alle parti “affinché si mantenga la calma e un clima più consono”. Intanto, la polizia cantonale vallesana ha annunciato il rafforzamento delle misure di sicurezza.

(Fonte ATS)

Energia, Meloni: affrontare temi costi, misure in prossimo Cdm

Alden Biesen, 12 feb. (askanews) – “I temi della competitività sono molti, personalmente e a nome dell’Italia mi concentrerò sulla questione dei prezzi dell’energia. Su questo chiaramente ci sono delle dinamiche e delle risposte che servono a livello nazionale e la prossima settimana porteremo in Consiglio dei Ministri una misura molto articolata sul tema dei prezzi dell’energia, ma sono anche europee”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni al suo arrivo al COnsiglio informale ad Alden Biesen, in Belgio.

“Se noi non rimuoviamo i problemi che esistono anche a livello europeo, non saremo in grado di dare una risposta sul tema più serio che mette a repentaglio la competitività delle nostre imprese, che è il tema dei costi dell’energia. Qui la questione è molto tecnica, ma dobbiamo partire da una profonda revisione del sistema degli ETS e particolarmente, diciamo, dal freno alla speculazione finanziaria che c’è intorno al sistema”.