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Meloni a Parigi con i Volenterosi: l’Italia pronta a inviare navi

Roma, 17 apr. (askanews) – L’Europa è pronta a fare la sua parte con una missione “neutra” nello stretto di Hormuz e l’Italia a mettere “a disposizione le proprie unità navali sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare” come previsto dalla Costituzione. Al termine di una settimana segnata dalle frizioni con il presidente degli Usa Donald Trump, la premier Giorgia Meloni stavolta decide di “esserci”, di essere al fianco dei Volenterosi, e partecipare con il cancelliere tedesco Merz alla conferenza convocata a Parigi dal presidente francese Emmanuelle Macron e dal primo ministro britannico Keir Starmer.

Dopo il gelo dello scorso febbraio, attorno al caso di Quentin Deranque, giovane attivista di estrema destra morto a Lione, e il rinvio del vertice bilaterale Italia-Francia previsto a Tolosa il 10 aprile, tra Macron e Meloni sono baci e abbracci. Il saluto tra i due, all’arrivo della presidente del Consiglio all’Eliseo è caloroso, si scambiano una battuta, sorridono. Mentre i quattro ‘Volenterosi’ sono riuniti con i rappresentanti di altri paesi collegati – “più di cinquanta”, scriverà su X il presidente francese – compresi Cina e India, arriva la notizia della riapertura alle navi commerciali dello stretto di Hormuz per la durata del cessate il fuoco. “La riapertura di Hormuz è essenziale per qualsiasi serio progetto di negoziato per la crisi in Medio Oriente”, afferma Meloni nelle dichiarazioni congiunte alla stampa con Macron, Starmer e Merz.

Ad annunciare l’intenzione di una missione nello stretto di Hormuz è Macron. Meloni afferma che “l’Italia è pronta a fare la sua parte” specificando due cose: innanzitutto che “una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata, con una postura esclusivamente difensiva, soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità” e che la disponibilità a inviare “proprie unità navali” può avvenire solo dopo una “necessaria autorizzazione parlamentare” come previsto dalle “nostre regole costituzionali”. La premier aggiunge che “un’esperienza preziosa per ciò che stiamo cercando di fare ora è quella dell’operazione europea Aspides che vanta una presenza importante in un’area attigua a quella di Hormuz”. Non cita alcun ruolo per l’Onu, cosa che invece fa Merz, né un eventuale coinvolgimento degli Usa, tema che divide Macron e Starmer. L’unico riferimento agli Stati Uniti è per sottolineare la loro mediazione che ha portato al “preziosissimo” cessate il fuoco in Libano.

In Italia le opposizioni osservano il cambio di marcia della premier: “Come si cambia per non morire, cantava Fiorella Mannoia ma Meloni è stonata dal punto di vista politico, si è rimessa al tavolo di quelli che non voleva vedere perchè voleva fare il ponte di Trump. Era venuta via con sdegno, ora fa retromarcia”, punge il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Per il leader di Più Europa Riccardo Magi “ha fatto bene l’Italia a partecipare e ad avere un ruolo da protagonista ma è innegabile che si tratti al contempo di una sconfessione a tempi record di tutto quello che ha detto fino a oggi: puntare su Trump e affossare l’Ue”.

Avs e M5s già mettono in guardia sui contorni della missione navale: “Potrà avere il nostro consenso in Parlamento solo se dotata di un chiaro mandato dell’ONU”, dichiarano Fratoianni e Bonelli. “L’egida dell’Onu – sottolineano i pentastellati – è necessaria per garantire una cornice giuridica chiara e una netta separazione dalle iniziative unilaterali di Trump. Ci chiediamo se quella di Meloni sia stata una dimenticanza o un primo tentativo di tornare nelle grazie del presidente americano”.

Bologna celebra la giornata mondiale delle lenti a contatto 2026

Bologna, 17 apr. (askanews) – Nella splendida cornice di Piazza Maggiore a Bologna, il 15 Aprile, si è svolto l’evento principale della Giornata Mondiale delle Lenti a Contatto 2026, promossa da Assottica Gruppo Contattologia. Una giornata nata con l’obiettivo di diffondere la cultura della visione, basata su informazione corretta e maggiore consapevolezza sull’impatto positivo che le lenti a contatto possono avere nella vita quotidiana. Il messaggio arriva forte e chiaro: vedere bene significa vivere meglio.

L’intervista a Filippo Pau, Presidente Assottica Gruppo Contattologia: “Durante la giornata mondiale delle lenti a contatto vogliamo porre l’attenzione su un aspetto molto importante e spesso sottovalutato, ossia l’importanza della qualità della visione. La qualità della visione significa per noi lanciare un messaggio molto chiaro, ossia che quando si vede bene si vive meglio.”

Sono stati 130 i giovani danzatori scesi in piazza, coordinati dalla coreografia di Fabrizio Prolli. Il cuore della giornata è stato proprio questo: raccontare come l’uso consapevole delle lenti a contatto possa migliorare la qualità della vita di tutti i giorni.

Le parole del Prof. Stefano Barabino, Resp. Centro Superficie Oculare e Occhio Secco dell’Ospedale L. Sacco di Milano: “Tutte le manovre che dobbiamo fare, lavarci le mani prima di mettere le lenti a contatto, lavarci le mani prima di togliere le lenti a contatto, l’utilizzo eventualmente anche di sostituti lacrimali, mentre utilizziamo lenti a contatto sono fondamentali.”

Il commento del Dott. Andrea Cappellini, Ottico Optometrista: “La tecnologia che c’è dietro alle lenti a contatto oggi garantisce non solo un benessere visivo, ma anche una sicurezza che fino a pochi anni fa era impensabile. Nuovi materiali, nuove tecnologie, nuove modalità di portare la lente a contatto fanno sì che l’occhio sia al sicuro da qualunque tipo di complicanza, ovviamente sempre se la persona viene seguita correttamente da un professionista e quindi utilizza la lente a contatto con coscienza e scrupolo come deve essere. Detto questo è un atto di amor proprio, è qualcosa che in qualche modo è una visione naturale e non mediata attraverso una lente di un occhiale che ha tantissimi vantaggi ma di certo non riporta al mondo esattamente com’è”

Un invito a prendersi cura della propria vista ogni giorno, con consapevolezza e responsabilità: perché vedere bene è il primo passo per vivere meglio.

Settimana Velica internazionale 2026: vela, giovani e inclusione

Roma, 17 apr. – Livorno ospiterà dal 24 aprile al 3 maggio la Settimana Velica Internazionale (SVI 2026), un evento che unisce sport a livello agonistico, cultura marittima e inclusività, trasformando la città in un punto di riferimento internazionale per la vela e la formazione dei giovani.

Grazie ad una forte e consolidata sinergia tra Accademia Navale, Comune di Livorno e Circoli Velici Livornesi, anche per questa edizione la manifestazione avrà l’adesione da parte del Presidente della Repubblica ed il patrocinio della Regione Toscana.

Alla presenza delle autorità locali e nazionali, dei rappresentanti dei circoli velici partecipanti, il prossimo 17 aprile presso l’Accademia Navale di Livorno si svolgerà la conferenza stampa ufficiale e sarà l’occasione per presentare il programma completo delle regate e le novità della manifestazione introdotte per questa edizione 2026.

La SVI 2026 conferma i grandi appuntamenti che hanno fatto la storia di questa importante manifestazione e introduce novità pensate per coinvolgere giovani velisti e atleti paraolimpici.

L’Accademia navale aprirà i suoi cancelli e sarà visitabile con tour guidati, ospitando alcuni dei numerosi eventi collaterali e culturali.

Le delegazioni straniere non saranno solo protagoniste delle regate classe Tridente 16′, ma nel miglior spirito dell’accoglienza, parteciperanno alla consueta parata lungo le strade di Livorno, a cerimonie ufficiali ed a visite guidate alle bellezze del territorio. In tale contesto la SVI si conferma un’occasione di scambio internazionale, formazione e diplomazia sportiva.

Il Contrammiraglio Alberto TARABOTTO, Comandante dell’Accademia Navale, ha dichiarato: “La SVI 2026 unisce tradizione e innovazione: rappresenta non solo una competizione sportiva di alto livello, ma anche l’occasione per testimoniare il prestigio storico e la vocazione educativa dell’Accademia Navale di Livorno. Un Ente di formazione universitaria militare unico a livello internazionale, che coinvolge e forma giovani ufficiali provenienti da diversi Paesi, i futuri comandanti di domani. La manifestazione mantiene al centro dell’attenzione la “vela inclusiva”, non solo con classi dedicate e la presentazione di una nuova imbarcazione progettata per diversamente abili, ma aprendo il mondo della vela e del mare ai più.”

Il Sindaco di Livorno, Luca SALVETTI, ha aggiunto: “Il rapporto simbiotico di Livorno con il mare si rispecchia in ogni iniziativa o evento che coinvolga la città. La Settimana Velica Internazionale è una di queste occasioni, unica e speciale per Livorno. Dopo l’inverno si torna a respirare l’aria di libertà e leggerezza che il mare ci dona e riprendono gli eventi. Il ventaglio di iniziative anche sportive offrono alla città opportunità turistiche e di svago per i cittadini e i turisti che scelgono Livorno come meta di gite e vacanze”.

Il Presidente del Comitato dei Circoli velici Livornesi, Dott. Andrea MAZZONI ha dichiarato: “Grazie all’eccellente sinergia instauratasi con la Federazione Italiana Vela, il Comando Accademia Navale che per il secondo anno apre le porte dell’Istituto per ospitare una regata velica, oltre alle ormai consolidate regate programmate nel periodo 24 aprile – 3 maggio, tra queste merita menzionare la regata 420 – 470, regata valida come tappa della Coppa Italia e qualificazioni per Europei e Mondiali che sarà gestita dal Circolo Velico Antignano in stretta collaborazione con il Circolo Nautico Livorno e la Sezione Velica dell’Accademia; oltre 100 sono le imbarcazioni attese e le aspettative sono molto alte sia da parte dei regatanti che da parte dell’organizzazione. I risultati attesi saranno fondamentali per assicurare ogni anno una regata di ranking all’interno della SVI nell’attesa di poter trovare un’area idonea lungo il litorale livornese che possa permettere lo svolgimento di regate giovanili con presenze importanti di imbarcazioni.”

Il Presidente della Struttura Organizzativa, C.Amm. (AUS) Raffaele Cerretini, ha dichiarato: “La SVI 2026 rappresenta il risultato di un lavoro di squadra meticoloso: ogni dettaglio, dalle regate ai momenti culturali, è pensato per garantire qualità e accoglienza dell’esperienza velica, il tutto nella massima sicurezza. Di fondamentale importanza il supporto a terra ed in mare degli enti istituzionali e militari nonché dei numerosi partners che con il loro supporto tecnico e finanziario permetteranno di offrire a regatanti e popolazione una Settimana Velica densa di eventi di altissimo livello. Il Villaggio della Vela è stato progettato per essere inclusivo e aperto a tutti, riflettendo i valori di sportività, formazione dei giovani e innovazione, elementi che contraddistinguono la manifestazione.”

Nell’ambito del programma della Settimana Velica dell’Accademia Navale di Livorno, iI 26 aprile prossimo l’Automotoclub Storico Italiano (ASI), consegnerà la “Targa Oro”, il massimo riconoscimento rilasciato dalla federazione per certificare l’eccellenza, l’originalità e l’integrità dei mezzi storici a due imbarcazioni della flotta di vele storiche della Marina Militare: Il Corsaro II (20,9 mt.) lo yawl con velatura “Marconi” realizzato nel 1961 nei Cantieri Costaguta di Genova Voltri su progetto di SPARKMAN & STEPHENS e lo yacht a vela Tarantella (16,70 mt.) costruito in legno nel 1969 dal cantiere Carlini di Rimini sempre su progetto di SPARKMAN & STEPHENS. A consegnare il prestigioso riconoscimento, di cui è insignito anche l’Amerigo Vespucci, saranno il VicePresidente dell’ASI, Ugo Gambardella, il Presidente della Commissione ASI Nautica, Motonautica e Aeronautica, Andrea Tovaglieri e il Commissario ASI Nautica, Alessandro Mazzoni.

Mediobanca e Mps corrono in Borsa con nuovo cda Siena e scommesse M&A

Milano, 17 apr. (askanews) – Mps e Mediobanca hanno proseguito anche oggi la corsa in Borsa dopo il ribaltone in assemblea a Siena, con il ritorno di Luigi Lovaglio alla guida del Monte e le speculazioni di una possibile nuova ondata di M&A nel settore. In un mercato euforico dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz, anche se i due titoli erano già sugli scudi prima dell’annuncio, Piazzetta Cuccia ha chiuso con un rialzo del 5,19% a 20,67 euro, valori che non vedeva da settembre, e Mps del 4,17% a 9,161 euro, sui massimi da gennaio.

Dopo il colpo di scena dell’assemblea – con la vittoria della lista del socio Tortora (Plt) che, grazie al sostegno di Delfin e Banco Bpm, ha battuto la lista del cda uscente, appoggiata da Francesco Gaetano Caltagirone – il mercato sembra premiare la fine dell’incertezza nella governance dell’istituto e la continuità, con Lovaglio determinato a portare a termine il suo piano di fusione di Mediobanca, destinata al delisting. Nei primi giorni della prossima settimana si riunirà per la prima volta il nuovo consiglio che, tra i diversi equilibri (sei componenti sono tratti dalla lista degli “sconfitti”), dovrà trovare una sintesi e nominare il presidente e i due vicepresidenti. Non è escluso che ci possa essere qualche rinuncia alla carica di consigliere.

“Siamo soddisfatti e onorati di aver restituito la banca nell’interesse di tutti i contribuenti italiani”, si è limitato a dire il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, interpellato sul ritorno di Lovaglio, a margine dei lavori dell’Fmi a Washington. Il Tesoro, che detiene ancora una quota del 4,86% nella banca, non ha partecipato all’assemblea per il rinnovo dei vertici.

Chiusa la partita assembleare con il rinnovo dei cda, il mercato torna a speculare sulla possibile creazione del “terzo polo”, con la mai tramontata ipotesi di aggregazione tra Mps e Bpm (+3,3% a 13,48 euro), che a Siena ha votato a favore di Lovaglio. Un voto “di logica industriale” per la continuità, ha spiegato l’amministratore delegato Giuseppe Castagna, confermato, assieme al presidente Massimo Tononi, alla guida del Banco, che vede il primo socio Credit Agricole rafforzarsi ulteriormente nel capitale al 22,8%.

Tennis, Musetti out ai quarti a Barcellona

Roma, 17 apr. (askanews) – Si è chiuso ai quarti di finale il percorso di Lorenzo Musetti all’Atp 500 di Barcellona. Il carrarino, testa di serie numero 2, ha perso contro il francese e numero 9 del tabellone Arthus Fils per 6-3, 6-4 in un’ora e 16 minuti di gioco. Una partita ben gestita da parte di Fils, che nel primo set ha strappato la battuta a Musetti nell’ottavo gioco, andando così a servire per il 6-3. Scena praticamente identica nel secondo parziale, con Musetti che perso il servizio nel nono game, alla prima palla break del set a disposizione per il francese. Salito 5-4, Fils ha chiuso 6-4 e conquistato la semifinale. Per Fils si tratta della 13^ semifinale in carriera: attende il vincente del match tra Norrie e Jodar.

Nuova edizione speciale di "Comuni Immortali" di Achille Lauro

Milano, 17 apr. (askanews) – A un anno da “Comuni Mortali”, esce oggi su tutte le piattaforme digitali la nuova edizione speciale “Comuni Immortali” di Achille Lauro. Il progetto arriva dopo un anno da record che ha visto l’artista superare i 500.000 biglietti venduti tra il tour nei palazzetti (tutto sold out) e i live attesi negli stadi del 2026 e 2027, e riprende uno dei capitoli più significativi della sua carriera, ampliandone il racconto e proiettandolo oltre il tempo.

Se il precedente disco si configurava come un lavoro di dediche intime – alla famiglia, agli affetti, alla propria città e all’amore – “Comuni Immortali” ne raccoglie l’eredità, ampliandone lo sguardo e portando il racconto personale verso una dimensione più collettiva. All’interno di questo nuovo capitolo, il progetto si arricchisce di tre brani inediti, insieme all’inclusione di “Senza una stupida storia” e dell’ultimo singolo “In viaggio verso il Paradiso”, contribuendo ad ampliare e ridefinire l’universo narrativo e sonoro dell’album.

Focus-track del disco è “Comuni Immortali”, una dedica all’amore impossibile: un sentimento assoluto e irrisolto, per cui si sarebbe disposti a tutto pur di riviverlo. Un amore dal respiro epico, che richiama l’immaginario dei poemi omerici, in cui un comune mortale arriva a sfidare gli dei pur di riaverlo.

“La città degli angeli”, scritta tra Los Angeles e l’Italia, si sviluppa come una riflessione collettiva: una dedica a una generazione inquieta che fatica a trovare una quiete stabile ma continua a vivere e a sognare, anche solo per frammenti di felicità.

“La via dei guai” assume invece una dimensione più universale, trasformandosi in un racconto corale dedicato a chi attraversa la vita nelle sue contraddizioni quotidiane: a chi ama, a chi si perde, a chi deve ricominciare.

Più che una riedizione, il disco è un’estensione del racconto: le storie non si esauriscono quando smettono di essere raccontate ma continuano nelle persone, nelle canzoni e nel tempo.

“Quest’anno, nonostante i tantissimi impegni, sono riuscito a scrivere molto, a vivere a lungo all’estero, tra Los Angeles e New York, e a comporre tante canzoni, alcune delle quali sento in modo particolare.” – racconta Achille Lauro – “Per celebrare questo anno stupendo abbiamo pensato a una nuova edizione speciale del disco che ha segnato un nuovo percorso della mia carriera. Voglio restituire alle persone che ci stanno donando così tanto amore un ultimo giro di musica, da cantare insieme, prima dei nostri primi stadi. L’energia che ricevo ogni giorno mi travolge e mi spinge ad andare sempre oltre. “Comuni Immortali” è dedicato a tutte le persone che hanno reso possibile questo anno: alle nostre storie e a quella musica che ci tiene uniti, rendendoci, in qualche modo, senza tempo.”

A completare il progetto, ancora una volta, è l’immaginario visivo firmato da Luigi & Iango che restituisce una dimensione sospesa tra moda, identità e racconto artistico, contribuendo a definire l’estetica di questo nuovo capitolo.

Parallelamente, anche il live segue questa traiettoria. Dopo il suo primo tour nei palazzetti tutto sold out, Achille Lauro chiude un capitolo e ne apre uno nuovo, più ambizioso e definitivo: quello degli stadi, dove questo racconto trova la sua dimensione più ampia.

Le tre date dello show “Comuni Immortali” previste a giugno 2026 – il 7 allo Stadio Romeo Neri di Rimini, il 10 allo Stadio Olimpico di Roma (sold-out) e il 15 allo Stadio San Siro di Milano (sold-out) – rappresentano il primo passaggio concreto di questo nuovo immaginario live. A queste seguirà nel 2027 il primo vero tour negli stadi “Per sempre noi”, annunciato passo dopo passo durante il tour nei palazzetti in partenza il 3 giugno 2027 dal Bluenergy Stadium di Udine, e in arrivo il 6 giugno 2027 allo Stadio Dall’Ara di Bologna, l’11 giugno 2027 allo Stadio San Nicola di Bari, il 15 giugno 2027 allo Stadio San Siro di Milano, il 22 giugno 2027 all’Allianz Stadium di Torino, il 26 giugno 2027 allo Stadio Euganeo di Padova, il 30 giugno 2027 allo Stadio Olimpico di Roma e il 10 luglio 2027 allo Stadio Franco Scoglio di Messina.

I biglietti per il tour negli stadi 2027 e la data del 7 giugno 2026 al Romeo Neri di Rimini sono disponibili su Ticketone e nei punti vendita autorizzati. Il tour nei palazzetti e gli stadi, ideati da De Marinis Group, sono prodotti da Friends & Partners.

Il Papa: mondo individualista e ipocrita, Università luogo di amicizia

Roma, 17 apr. (askanews) – “Mentre molti nel mondo sembrano perdere i propri punti di riferimento spirituali ed etici, trovandosi imprigionati nell’individualismo, nell’apparenza e nell’ipocrisia, l’Università è per eccellenza un luogo di amicizia, di cooperazione e insieme di interiorità e di riflessione”. Lo ha detto il Papa incontrando il mondo universitario all’Università cattolica dell’Africa centrale a Yaoundè.

“Ciò che il Vangelo e la dottrina della Chiesa sono chiamati oggi a promuovere, in generosa e aperta sinergia con tutte le istanze positive che fermentano la crescita della coscienza umana universale – ha aggiunto Leone – è un’autentica cultura dell’incontro, una cultura anzi, possiamo ben dire, dell’incontro tra tutte le autentiche e vitali culture”.

Il Papa ha ricordato che alle origini delle Università, nel Medioevo, “i suoi iniziatori le diedero come meta la Verità”. “Ancora oggi, docenti e studenti sono chiamati a proporsi come fine e, al tempo stesso, come stile di vita, la ricerca comune della verità”, ha ribadito il Pontefice.

"Dansons" il nuovo singolo che segna il ritorno di Céline Dion

Milano, 17 apr. (askanews) – Da oggi, venerdì 17 aprile, è in radio e in digitale “Dansons” (celinedion.lnk.to/Dansons), il nuovo singolo che segna il ritorno sulle scene musicali dell’icona mondiale Céline Dion.

Ad accompagnare il brano, è disponibile da oggi anche il lyric video ufficiale, girato in una iconica strada di Parigi dal regista Maxime Allouche: www.youtube.com/watch?v=FHL5wBjqXCI.

Il brano segna una reunion artistica di grande rilievo con Jean-Jacques Goldman, a dieci anni dalla loro ultima collaborazione su “Encore un soir”. Jean-Jacques Goldman e Celine Dion hanno collaborato più volte nel corso degli anni, in particolare per l’album “D’eux”, pubblicato nel 1995, il disco in lingua francese più venduto di sempre, di cui Goldman è stato principale autore

“Dansons” vede Céline tornare al repertorio francese (che ha segnato gli inizi della sua straordinaria carriera) e unisce eleganza, ottimismo e profondità emotiva – tratti distintivi di Jean-Jacques Goldman e Céline Dion – a una forte tensione espressiva, tra resilienza e desiderio di connessione attraverso la musica.

Ricevuto da Céline già nel 2020, il brano ha trovato la sua realizzazione solo nel 2026, diventando così simbolo di un ritorno artistico tanto atteso quanto significativo.

«Era il 2020, il mondo si fermava e le persone danzavano, confinate nelle loro case – afferma Jean-Jacques Goldman – Sei anni dopo, niente più virus, ma non serve cambiare una parola: il mondo non gira meglio, e noi danziamo ancora “sopra gli abissi”».

L’uscita di “Dansons” arriva mentre Celine Dion si prepara al suo atteso ritorno sul palco con “Celine Dion Paris 2026”, una residency evento di cinque settimane presso la Paris La Défense Arena, con 16 concerti in programma tra settembre e ottobre 2026. Un appuntamento che segna l’inizio di un nuovo capitolo nella carriera dell’artista.

Con quasi 260 milioni di album venduti in tutto il mondo, Celine Dion è una delle artiste più riconoscibili, stimate e di maggior successo nella storia della musica pop, grazie a hit internazionali come “The Power of Love”, “It’s All Coming Back to Me Now”, “Because You Loved Me” e “My Heart Will Go On”.

Parallelamente, ha raggiunto risultati straordinari anche come artista francofona, firmando brani amatissimi quali “Pour que tu m’aimes encore”, “S’il suffisait d’aimer” e “Encore un soir”. Il suo album del 1995 “D’eux” resta ancora oggi il disco in lingua francese più venduto di tutti i tempi, a testimonianza del suo impatto globale.

Nel corso della sua carriera, Celine Dion ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui 5 Grammy Awards, 2 Academy Awards, 7 American Music Awards, 20 JUNO Awards e ben 43 Félix Awards, oltre al prestigioso Diamond Award ai World Music Awards 2004, che ne ha consacrato lo status di artista femminile più venduta di sempre. Nel 2016 ha inoltre ricevuto il Lifetime Achievement Icon Award ai Billboard Music Awards.

A Las Vegas, le sue residency (2003-2019) restano le più redditizie e di maggior successo della storia.

Nel 2024, in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi, è tornata sul palco con una toccante interpretazione di “Hymne à l’amour” dalla Torre Eiffel.

Borse europee euforiche con riapertura Hormuz, Milano chiude a +1,75%

Milano, 17 apr. (askanews) – Chiusura in netto rialzo per Piazza Affari e le Borse europee, spinte dall’entusiasmo degli investitori per i crescenti segnali di distensione in Medio Oriente e dal crollo del prezzo del petrolio dopo l’annuncio di Teheran della riapertura dello Stretto di Hormuz. A Milano il Ftse Mib ha guadagnato l’1,75% a 48.869 punti, aggiornando i massimi dal 2000, a Francoforte il Dax il 2,39%, a Parigi il Cac40 l’1,97%.

“In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Araghchi. Ribassi a doppia cifra per il greggio: il Brent si porta sotto gli 89 dollari al barile (-10%), il Wti scende sotto gli 83 dollari (-12%). In forte calo anche il gas che, alla Borsa di Amsterdam, viaggia in area 39 euro al megawattora.

A Piazza Affari, tra i titoli principali, maglia rosa a Stellantis (+6,79%), seguita da StM (+6,55%), Ferrari (+5,24%) e Mediobanca (+5,19%). Tonfo per i petroliferi: Eni -7,03%, Saipem -5,35%.

Tennis, Alcaraz forfait a Madrid, Sinner n.1 a Roma

Roma, 17 apr. (askanews) – Forfait di Carlos Alcaraz al Masters 1000 di Madrid. Il numero due del mondo non giocherà il torneo spagnolo per il secondo anno consecutivo, aprendo scenari importanti nella corsa al vertice del ranking e nuove opportunità per Jannik Sinner.

Lo stesso Alcaraz ha annunciato il forfait sui social: “Ci sono notizie incredibilmente difficili da dare. Madrid è casa mia, uno dei luoghi più speciali del calendario per me, ed è per questo che mi fa cosi male non poter giocare qui per il secondo anno consecutivo. Grazie per il vostro continuo supporto e spero di vedervi presto”.

Con l’assenza dello spagnolo, l’azzurro può puntare non solo alla possibilità di vincere cinque Masters 1000 consecutivi, traguardo mai riuscito nella storia del tennis, ma anche ad allungare sensibilmente in classifica: i due sono separati da 390 punti.

Il quadro è favorevole anche in ottica stagionale. Sinner non ha punti da difendere a Madrid, così come Alcaraz, e potrebbe capitalizzare il torneo per rafforzare ulteriormente la propria posizione. Lo spagnolo, invece, avrà poi un calendario con pesanti difese di punti tra Roma, Roland Garros e Queen’s, per un totale di circa 3.500 punti.

Meloni: pronti a missione navale a Hormuz solo difensiva e finite le ostilità

Roma, 17 apr. (askanews) – “L’Italia è pronta a fare la sua parte” ma “è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva: mi pare che anche su questo ci fosse questa mattina pieno accordo”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, a Parigi presso il Palazzo dell’Eliseo.

“Stiamo portando avanti una importante azione di pianificazione a livello nazionale: l’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali,  chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole
costituzionali”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, a Parigi presso il Palazzo dell’Eliseo.

“Ma è un impegno in linea con un lavoro che abbiamo già fatto per la difesa della libertà di navigazione”, ha aggiunto Meloni
ricordando le missioni “Aspides, Atalanta, quindi le operazioni europee. In particolare Aspides che vanta una presenza importante
in un’area attigua a quella di Hormuz dal mio punto di vista può rappresentare un’esperienza preziosa anche per quello che stiamo
cercando di fare ora”.

Guerra e clima, 311 milioni di tonnellate CO2 in 4 anni guerra Ucraina

Roma, 17 apr. (askanews) – Le guerre non devastano solo vite umane, territori ed economie ma lasciano una cicatrice profonda anche sul clima. A quattro anni dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, il bilancio delle emissioni di gas serra attribuibili al conflitto ha superato 311 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (tCO2e) – una cifra paragonabile alle emissioni annuali dell’intera Francia. A questi si aggiungono i costi climatici della guerra a Gaza, stimati in oltre 31 milioni di tCO2e, mentre è in corso la stima delle emissioni del conflitto in Iran.

In Ucraina inoltre c’è da registrare il danno degli incendi boschivi scatenati dai combattimenti che, continuano ad aumentare in modo progressivo. Condizioni insolitamente calde e secche, probabilmente intensificate dal riscaldamento globale, hanno trasformato anche le più piccole scintille in incendi incontrollabili, rendendo impossibile qualsiasi intervento. Un circolo vizioso che illustra come conflitti armati e crisi climatica si alimentino a vicenda.

Di tutto questo si parla sabato 18 aprile alle 11 nell’ambito della Padova Climate Action Week 2026, il primo festival diffuso sul clima costruito dal basso in Italia.

L’evento sarà tenuto da Lennard de Klerk, ricercatore indipendente che in risposta all’invasione russa dell’Ucraina ha fondato l’Initiative on GHG Accounting of War (Libraesva ESG ha rilevato un possibile tentativo di phishing da “7axcc.r.a.d.sendibm1.com” warbon.org), il progetto dedicato alla stima delle emissioni di gas serra generate dai conflitti armati. Il tema è ormai sul tavolo delle organizzazioni internazionali.

Alla COP30 in Brasile, l’Ucraina ha annunciato l’intenzione di ritenere la Russia responsabile di questi danni: la richiesta di risarcimento, calcolata su un costo sociale del carbonio di 185 dollari per tCO2e, supera i 57 miliardi di dollari nella categoria “danni ambientali” del Registro dei danni per l’Ucraina, parte del Meccanismo internazionale di risarcimento.

Per quello che riguarda Gaza, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica One Earth stima che il costo climatico a lungo termine della distruzione, dello sfollamento e della ricostruzione possa superare 31 milioni di tCO2e – più delle emissioni annuali combinate di Costa Rica ed Estonia nel 2023. Nonostante si tratti di cifre enormi, gli Stati non hanno alcun obbligo di segnalare le emissioni militari all’organismo delle Nazioni Unite per il clima, lasciando questi impatti fuori da qualsiasi quadro di responsabilità internazionale. La metodologia sviluppata per Gaza si sta applicando ora anche al conflitto in Iran, ampliando la portata di questa contabilità finora invisibile.

Nell’incontro di sabato saranno esplorati gli impatti climatici diretti e indiretti delle guerre in corso e sarà affrontato il tema di come il nuovo obiettivo NATO di spesa militare al 5% del PIL potrebbe influenzare le emissioni belliche e si discuterà delle possibili soluzioni per evitare un’ulteriore escalation delle emissioni militari in Europa.

La Padova Climate Action Week è promossa dalla società di consulenza Aequilibria con il patrocinio del Comune e dell’Università di Padova. Il festival ha portato nella città veneta oltre 60 appuntamenti tra conferenze, workshop e iniziative artistiche, coinvolgendo università, istituzioni, imprese e società civile. Il modello si ispira alla London Climate Action Week, punto di riferimento internazionale dal 2019.

“La crisi climatica e i conflitti armati non sono fenomeni separati”, commenta Daniele Pernigotti, CEO di Aequilibria e promotore dell’iniziativa. “I dati presentati da Lennard de Klerk mostrano in modo drammatico come la guerra acceleri le emissioni e distrugga le capacità di adattamento climatico. Portare questo confronto a Padova, in un festival costruito dal basso, significa dare voce a chi lavora concretamente per contrastare la crisi e proporre strade alternative e soluzioni”, aggiunge.

AI in Italia: 93% la conosce, ma 3 su 4 non sono formati

Roma, 17 apr. (askanews) – Definita da molti come la nuova rivoluzione industriale, l’IA si è introdotta, in misura e in modi diversi, nella vita della stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Dal semplice utilizzo con fini ludici fino ad elemento essenziale in ambito lavorativo, l’intelligenza artificiale è un fenomeno che non può più passare inosservato. Per questo motivo, Rome Business School e Planeta Formaciòn y Universidades hanno dato vita al Barometro sull’IA e l’Occupabilità, indagine che dà una visione nitida ed evidenzia la mancanza di formazione all’interno delle aziende su un corretto utilizzo degli strumenti AI.

Le parole di Patricia Abad, Head of qualitative research, GAD3: “Questo studio dimostra che l’Italia è in linea con i risultati ottenuti ad esempio in Spagna, ma i principali risultati che possono essere utili a questi dipendenti e leader mostrano che esiste un grande divario tra la formazione che ricevono oggigiorno, che è molto personale, molto spontanea a modo loro, e la formazione che le aziende offrono. Quindi la conclusione principale per me, per i leader italiani, è formate i vostri dipendenti perché hanno bisogno di questa formazione, ma sono anche curiosi riguardo alle intelligenze alternative, quindi vogliono conoscere questi strumenti, vogliono sapere come applicarli al loro lavoro quotidiano e questa è un’ottima opportunità per sviluppare un modo di lavorare migliore.”

Apripista in Italia ChatGPT, tra i primi modelli di intelligenza artificiale conversazionale sviluppato da OpenAI, che ha reso possibile un’interazione diretta tra consumatori ed AI. Nonostante ciò, i numeri parlano chiaro: il 93% del campione intervistato conosce l’intelligenza artificiale, ma il 75% dei professionisti italiani non ha mai seguito corsi di formazione.

L’intervista a Valentino Megale, Program Director, RBS International Master in Artificial Intelligence: “Dobbiamo acquisire le skill di pianificazione, skill manageriali, quindi le skill del futuro per gestire anche l’AI sono per esempio la capacità di valutare quale AI è quella giusta per noi, la capacità di fare l’unboxing del problema, quindi quello che viene chiamato workflow analysis e praticamente poi la pianificazione del workflow, skill di monitoring, cioè la capacità di monitorare come l’AI sta funzionando.”

Il commento di Andrea Massaccesi, Principal Head of AI & Innovation, Key2People:” È chiaro che quello di ricorrere alle AI è in qualche modo da subito, quando si affronta un problema, è una tentazione che chiaramente abbiamo tutti, l’abbiamo sempre di più e dobbiamo chiederci come le prossime generazioni che entreranno nel mondo del lavoro, ma anche gli studenti banalmente, come approcceranno questo tema e che tipo di guida dobbiamo dargli in modo tale che riescano a maturare anche competenze significative come quelle che oggi sono diffuse nel mondo del lavoro.”

Lo studio è stato condotto in collaborazione con GAD3 ed ha coinvolto oltre 3.700 interviste a dirigenti e dipendenti in Spagna, Francia, Italia e Colombia. Nonostante la volontà di avviare dei percorsi formativi ad-hoc da parte delle aziende, il risultato della ricerca evidenzia alcune criticità. La formazione dovrà essere universale, dall’impiegato al dirigente, e soprattutto dovrà diffondere una maggior consapevolezza su come l’AI possa essere concretamente utilizzata nei vari campi professionali.

Iran, Giorgetti: incertezza tratto dominante ma oggi volge al bello

Roma, 17 apr. (askanews) – “Ogni giorno lo scenario cambia. Vuol dire che l’incertezza, che è il tratto dominante delle discussioni di questi giorni, volge oggi al bello. Questo non significa che la situazione sia risolta”. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha commentato così gli ultimi sviluppi del conflitto in Medio Oriente e nel Golfo Persico a margine delle assemblee primaverili di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale a Washington.

Nella capitale americana il Ministro ha anche visto il segretario al Tesoro Scott Bessent, con il quale ha avuto un “incontro come sempre amichevole. Sono emersi dei punti comuni di visione anche strategica, primo fra tutti la necessità di renderci autonomi sotto il profilo delle materie prime critiche”. Giorgetti ha riconosciuto comunque che “attualmente ci sono interessi talvolta diversi che soltanto il dialogo continuo può portare a dei buoni compromessi per entrambi”.

A margine delle assemblee il Ministro ha commentato anche le recenti valutazioni del Fondo Monetario Internazionale sull’Italia che “sono valutazioni molto migliori rispetto a tre anni fa quando sono arrivato la prima volta. E quindi questo è un buon segno”.

“Dopodiché il percorso che abbiamo intrapreso continua” ha aggiunto “certo è che situazioni che non dipendono da noi, di carattere eccezionale, rischiano di creare problemi e contraccolpi non soltanto all’Italia o all’Europa ma all’economia globale”.

Il Ministro ha commentato anche la critica del Fondo Monetario Internazione all’intervento sulle accise per ridurre il costo dei carburanti: “Diciamo che nella prospettiva di carattere tecnico può avere un senso. Chiaramente chi fa politica è chiamato a fare anche altri tipi di valutazione”.

Valutazioni che arrivano chiare invece sull’ipotesi di proroga dello sconto fiscale previsto dal decreto crescita per i lavoratori che rientrano dall’estero, compresi i calciatori: “Diciamo che in questo momento abbiamo altre priorità e altre emergenze per le famiglie e per le imprese. Se ne potrà parlare, ma onestamente non mi sembra in cima in questo momento alle necessità del Paese”.

In generale, ha sottolineato Giorgetti “credo che i poveri ministri delle finanze non siano molto invidiati in questo momento. Gli incontri di questi giorni, anche a livello europeo, hanno confermato lo stato di disagio e la richiesta anche alla Commissione europea di assumere decisioni urgenti, rapide ed efficaci per contrastare quella che speriamo sia una situazione temporanea”.

Iran, Meloni: a Parigi iniziativa importante, ci tenevo a esserci

Roma, 17 apr. (askanews) – “Grazie al presidente Macron e al primo ministro Starmer per questa iniziativa che considero estremamente importante, ragione per la quale ci ho tenuto ad esserci personalmente”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, a Parigi presso il Palazzo dell’Eliseo.

“Considero molto significativo che vi abbiano preso parte anche tante nazioni da contesti molto differenti tra loro: dimostra che il lavoro che stiamo facendo non è un lavoro che è mosso da un interesse di parte ma da un interesse generale. L’obiettivo necessita di uno sforzo che coinvolge diversi ambiti, quello diplomatico, quello securitario, anche quello umanitario, se si pensa ai marittimi che sono bloccati nel Golfo e se si pensa alle nazioni che vengono impattate direttamente dalla crisi”, ha aggiunto.

UniParma apre le porte agli studenti in occasione dell’open day

Parma, 17apr. (askanews) – Partecipazione e tantissimo entusiasmo per la tre giorni dedicata ai ragazzi, pronti a scegliere il proprio percorso universitario all’Università di Parma. L’Open Day ha dato l’opportunità agli studenti arrivati da tutta Italia di conoscere da vicino i corsi di laurea triennali e magistrali, confrontarsi con docenti e servizi e scoprire le opportunità offerte dall’ateneo.

Le parole di Paolo Martelli, Rettore Università di Parma: “L’Open Day per noi vuol dire anche apertura dei dipartimenti nei diversi plessi per mettere in contatto i giovani delle scuole secondarie di secondo grado con le attività che vengono svolte nei dipartimenti, quindi anche attività di ricerca: i laboratori saranno aperti, così come le strutture per far vedere che cosa siamo in grado di offrire anche dal punto di vista delle infrastrutture del nostro Ateneo”.

L’Università di Parma guarda al futuro con grande fiducia, puntando a diventare sempre più attrattiva anche per gli studenti internazionali grazie alla qualità della didattica, alla varietà dell’offerta formativa e ai servizi dedicati alla vita universitaria.

Le parole di Paolo Martelli, Rettore Università di Parma: “In questi ultimi anni abbiamo lavorato molto nell’aumentare l’attrattività per gli studenti internazionali. Anche in questo caso è una questione di servizi, è una questione di organizzazione, abbiamo lavorato creando una struttura dedicata all’accoglienza degli studenti internazionali che sta dando degli ottimi risultati”.

Il Rettore ha inoltre sottolineato le sfide dei prossimi anni, tra calo demografico e cambiamenti economici, evidenziando l’importanza di innovazione e apertura.

Le parole di Paolo Martelli, Rettore Università di Parma: “Quello che ci auguriamo è che si possa continuare ad essere attrattivi e credo che l’attrattività, soprattutto del sistema universitario in presenza tradizionale, passi attraverso la qualità dell’offerta formativa di concerto ai servizi che dobbiamo garantire agli studenti”.

Una tre giorni intensa, positiva e carica di energia: migliaia di ragazzi hanno letteralmente preso d’assalto l’ateneo, alla ricerca delle informazioni giuste per iniziare il proprio futuro universitario.

La prima impressione, positiva, ed il pensiero di Elisa, Studentessa di Terni: “Sono una ragazza di Terni, Umbria e sono venuta qua per cercare informazioni per veterinaria e per scienze animali. L’ambiente universitario mi piace e Parma è una bellissima città. Spero che sia un ambiente sociale bello che mi possa dare tante opportunità”.

Un segnale forte di interesse e fiducia verso il percorso Universitario come caposaldo per il proprio futuro. Una tre giorni che conferma Parma come meta sempre più scelta per costruirlo.

Giornata mondiale Terra: da Msp Roma iniziative per tutela pianeta

Roma, 17 apr. (askanews) – In occasione della Giornata Mondiale della Terra, che si celebra ogni anno il 22 aprile per sensibilizzare cittadini e istituzioni alla tutela dell’ambiente, MSP Roma – ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni – rinnova il proprio impegno attraverso una serie di iniziative concrete volte a promuovere sostenibilità, educazione ambientale e partecipazione attiva.

Istituita nel 1970, la Giornata della Terra – ricorda una nota – rappresenta oggi uno degli appuntamenti globali più importanti dedicati alla salvaguardia del pianeta, coinvolgendo oltre 190 Paesi e milioni di persone in attività che spaziano dalla riduzione dell’inquinamento alla diffusione di buone pratiche ecologiche. In questo contesto, MSP Roma porta avanti un approccio che unisce sport e ambiente, favorendo una maggiore consapevolezza soprattutto tra le giovani generazioni.

Tra le iniziative di punta, il 19 aprile si svolgerà la sesta edizione dell’evento “Lo sport incontra l’ambiente”, una giornata dedicata alla raccolta dei rifiuti in mare e sulla spiaggia presso la Margon Beach, nel territorio di Civitavecchia. L’evento, patrocinato dal Comune di Civitavecchia, vedrà la partecipazione delle ASD/SSD affiliate di subacquea insieme a cittadini volontari, in un’azione concreta di tutela dell’ecosistema marino e costiero.

Parallelamente, dal 16 al 19 aprile MSP Roma sarà presente, come avviene ogni anno dal 2017, al Villaggio per la Terra, ospitato presso il Galoppatoio di Villa Borghese. All’interno di questo importante evento dedicato alla sostenibilità, l’organizzazione allestirà uno stand informativo e offrirà attività gratuite di mountain bike per i più piccoli, guidate da istruttori qualificati. Un’opportunità per avvicinare bambini e famiglie allo sport all’aria aperta, promuovendo al contempo il rispetto per l’ambiente.

Queste iniziative confermano il ruolo attivo di MSP Roma nella diffusione di una cultura della sostenibilità ambientale, tema sempre più centrale nella società contemporanea. In un’epoca segnata dai cambiamenti climatici e dalla crescente necessità di proteggere le risorse naturali, l’impegno del Comitato Provinciale dimostra come lo sport possa essere uno strumento efficace per educare, coinvolgere e generare un impatto positivo sul territorio.

Attraverso eventi, attività formative e momenti di partecipazione collettiva, MSP Roma – conclude la nota – continua a promuovere uno stile di vita sano e responsabile, contribuendo concretamente alla tutela del pianeta e alla costruzione di un futuro più sostenibile.

Fmi: Italia bene su deficit ma debito resta alto e crescita insoddisfacente

Roma, 17 apr. (askanews) – L’Italia ha fatto progressi superiori alle attese in termini di riduzione del rapporto deficit/Pil, ma il debito pubblico resta elevato e la crescita economica “insoddisfacente” e quello che si può fare, in questo ambito, è intervenire con riforme e misure strutturali per migliorare la performance economica del Paese. Lo ha affermato Helge Berger, vicedirettore del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale, durante una conferenza stampa alle assemblee primaverili Washington.

In Italia “il risanamento dei conti pubblici sta continuando e questo riflette progressi benvenuti negli ultimi anni. C’è una performance superiore al previsto (in termini di riduzione del deficit) nel 2025 e similarmente lo abbiamo visto nel 2024. Questi sono progressi positivi. Sono guidati prevalentemente dalla disciplina sulla spesa, che è l’approccio appropriato in un mondo in cui il debito dell’Italia resta molto alto”, ha detto.

Il debito/Pil “riteniamo che sarà attorno al 137% del Pil sulla media del 2026 e che non calerà molto nei prossimi cinque anni, restando attorno a quel numero. Questo è troppo alto. Quindi bisognerà continuare con un risanamento ambizioso anche dato il un contesto esterno meno favorevole – ha proseguito -. Una strada per rendere questo problema meno allarmante è fare progressi sulla crescita. Più si portano avanti le riforme, più si ottiene in termini di gettito fiscale e più è facile soddisfare i requisiti sulla spesa. Quindi è qui dove l’Italia può fare progressi”.

“Questa è un’agenda ben conosciuta. L’abbiamo esaminata e ne abbiamo critto più volte. L’Italia, per esempio, è uno dei paesi in cui la partecipazione è molto bassa al mercato del lavoro. Il capitale umano è un altro problema. Ci sono miglioramenti che si possono fare sulla governance. Quindi c’è una lunga lista, e non andrò dai dettagli, per migliorare la performance di crescita che al momento attuale non è molto soddisfacente. E’ un compito per il governo”, ha concluso.

Iran, Meloni: riaprire Hormuz essenziale per negoziato serio

Roma, 17 apr. (askanews) – “Riaprire Hormuz è un elemento essenziale per qualsiasi soluzione al conflitto mediorientale. Si vede bene in queste ore la centralità della riapertura di Hormuz nel negoziato, è chiara sulla base degli sviluppi di queste ore: in risposta al cessate il fuoco in Libano c’è stata la riapertura da parte iraniana al passaggio nello stretto. La riapertura è parte di qualsiasi serio progetto negoziato”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, a Parigi presso il Palazzo dell’Eliseo.

“Girl” di Shu Qi vince la 23esima edizione di Asian Film Festival

Roma, 17 apr. (askanews) – E’ andato a “Girl” di Shu Qi, nota e bellissima attrice taiwanese che firma il suo esordio alla regia, presentato in concorso a Venezia 82, il premio come Miglior film della 23esima edizione di Asian Film Festival, che si è concluso (il 15 aprile) con una cerimonia di premiazione al Cinema Farnese di Roma, appuntamento storico che da oltre vent’anni porta nella Capitale il meglio del cinema asiatico contemporaneo. Il direttore del festival Antonio Termenini, “felice” di questo vincitore, anche perché – ha ricordato – Asian Film Festival è nato inizialmente come Taiwan Film Festival:

“La 23esima edizione è andata molto bene, grazie alle collaborazioni anche con le ambasciate e gli istituti di cultura, siamo stati molto contenti della presenza del regista giapponese Fukada Koji, che quando era qui ha saputo di essere in concorso al prossimo festival di Cannes”, ha raccontato ad askanews.

L’edizione 2026 di AFF ha presentato 36 lungometraggi – 18 in concorso, 9 nella sezione Newcomers, 9 fuori concorso – oltre a 10 cortometraggi, offrendo una panoramica cinematografica che attraversa Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Filippine, Malesia, Cina, Vietnam, Singapore, Cambogia, Hong Kong e Taiwan.

Che cosa attrae lo spettatore italiano verso il cinema asiatico?

“In alcuni casi ci può essere un interesse verso i Paesi, non solo verso il cinema, ma conoscere di più Malesia, Indonesia etc., in alcuni casi probabilmente uno specifico interesse verso il cinema, verso alcune storie, anche perché ci sono delle similitudine con la letteratura e altre forme di espressione artistica”, ha aggiunto.

“Il mio film preferito di questa edizione ‘Gods are watching’, film cinese-malese, che spero possa essere presto riproiettato”, ha concluso.

Dopo la premiazione dei vincitori, la serata è proseguita con le proiezioni di due titoli di grande richiamo: “She Has No Name” (2024) del maestro hongkonghese Peter Chan, autore a cui il Festival aveva dedicato una retrospettiva nel 2011, e “The Ugly” (2025) di Yeon Sang-ho, thriller coreano che suggella un’edizione all’insegna della varietà e della ricerca.

Questi gli altri vincitori dell’Asian Film Festival 2026: nella sezione Newcomers vince “Falling into silence” di Yuto Shimizu, Menzione speciale per “Unint – Love on Trial” di Koji Fujada; il premio Film più originale è andato ex aequo a “Two Voices into an eco” di Kim Kyung-rae e a “Siapa Dia” di Garin Nugroho. Vince il premio come Miglior Attrice la tailandese Prapamonton Eiamchan per “Human Resource” di Nawapol Thamrongrattanarit, premio Miglior attore va al cambogiano Piseth Chhun per “Becoming Human” di Polen Ly.

Tra gli ospiti internazionali che hanno partecipato: Koji Fukada, tra i nomi più prestigiosi del cinema giapponese contemporaneo; Isabel Sandoval, tra le voci più interessanti del nuovo cinema filippino; e Lee Kwang-kuk, tra i talenti più raffinati della scena coreana contemporanea.

Quest’anno la giuria era composta da Gianluca Arcopinto, produttore cinematografico, Francesco Maesano, giornalista del TG1, e Martina Barone, selezionatrice del Torino Film Festival e critica cinematografica. Accanto alla giuria ufficiale, presenti anche tre giurie studentesche: quella dell’Università LUMSA attribuirà il premio al miglior film della sezione Newcomers, la giuria della RUFA – Rome University of Fine Arts, assegnerà il premio al miglior cortometraggio in concorso e quella degli studenti UNINT si occuperà del premio menzione speciale.

Asian Film Festival è realizzato con il patrocinio

dell’Ambasciata delle Filippine, con il sostegno dell’Ambasciata della Malesia, dell’Ambasciata dell’Indonesia, dell’Ambasciata della Thailandia, dell’Istituto Culturale Coreano e dell’Istituto Giapponese di Cultura. Partner istituzionali sono il MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e la Regione Lazio. Con il sostegno di Credem Euromobiliare PB.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Carla Brandolini

Panetta: andiamo abbastanza bene, meno toccati da crisi rispetto al passato

Roma, 17 apr. (askanews) – “Una crisi energetica non è mai una buona notizia, soprattutto per un paese come il nostro, un’economia come la nostra che dipende dalle importazioni di energia e di energia fossile dall’estero”. Ma oggi “siamo stati toccati meno del passato da questa crisi”, con l’efficienza energetica “molto migliorata” per l’economia italiana e “abbiamo delle condizioni molto migliori” anche “perché i conti sono sotto controllo, non c’è stato un allarme sui conti pubblici, con questo non voglio dire che ci possiamo rilassare. Abbiamo un sistema bancario forte, abbiamo aumentato gli investimenti, quindi tutto sommato andiamo abbastanza bene”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta a margine delle assemblee annuali di Fmi e Banca Mondiale a Washington, incontrando le telecamere assieme al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

Calcio, Gasperini si commuove su Percassi, lascia conferenza

Roma, 17 apr. (askanews) – Momento di forte emozione per Gian Piero Gasperini che si commuove parlando di Antonio Percassi e lascia la conferenza stampa alla vigilia della sfida tra Roma e Atalanta.

“A Bergamo lo consideravo un ciclo chiuso, ritenevo impossibile fare di piu’ e avevo detto da mesi che non avrei rinnovato – spiega il tecnico -. Ma se sono stato nove anni li’ vuol dire che non sono una persona cosi’ brutta, che non si lavora cosi’ male con me”.

Ripercorrendo l’esperienza in nerazzurro, Gasperini sottolinea il valore del club: “L’Atalanta ha fatto cose incredibili non solo per merito mio, ma anche di una societa’ capacissima”. Poi il passaggio piu’ personale, che lo porta alla commozione: “La sintonia e’ venuta meno anche perche’ non c’era piu’ papà Percassi, a cui ero molto legato”.

Parole che chiudono il suo intervento, con il tecnico visibilmente provato che decide di interrompere la conferenza.

Fuori "Bitte Leben" di Francamente, tra elettronica e cantautorato

Roma, 17 apr. (askanews) – Anticipato dalla preghiera d’amore laica di Zagara, dal viaggio nei labirinti di Berlino con Telephone Tango e in quelli familiari con La casa dei miei nonni e dall’inebriante festa d’estate in Sirene sulla Luna, esce per Carosello Records “Bitte Leben”, primo album di Francamente, cantautrice torinese (trapiantata prima a Berlino e ora a Milano) dal timbro e dalla personalità inconfondibili.

“Bitte Leben” sarà presentato dal vivo, per la prima volta in full band, in quattro concerti primaverili, organizzati da OTR Live, in programma il 19 maggio al Locomotiv Club a Bologna, il 20 a Largo Venue a Roma, il 22 a Hiroshima Mon Amour a Torino e il 23 maggio al MI AMI Festival a Milano.

Nove canzoni incorniciate da un intro e un outro che riassumono con efficacia l’anima del disco, evidente fin dal titolo Bitte Leben (letteralmente “per favore, vita!” e inteso come “per favore vivi”) e dalla copertina: una foto intensa che restituisce uno sguardo accogliente e determinato, caldo e umano, che condivide con chi osserva le difficoltà dell’esistenza, ma al tempo stesso riafferma la spinta inarrestabile della vita, la necessità di guardarla con coraggio e determinazione negli occhi.

“Bitte Leben” è un invito a tuffarsi in ciò che sembra a noi lontano e straniero, non solo per lingua, ma per abitudine. Racconta l’artista. Incontrare persone che non avremmo mai pensato potessero esserci amiche, fare i lavori più disparati per pagarsi l’affitto. Riconoscere il dolore nella vita di ciascuno di noi, ma non trattarlo come un mostro, come un alieno, bensì come una parte indispensabile che non deve paralizzare, ma diventare qualcosa su cui fare leva.

Frutto di un lavoro quotidiano e artigianale in studio al fianco del produttore Goedi, alias Diego Montinaro, Bitte Leben si muove con potenza e raffinatezza tra cantautorato ed elettronica, guardando all’eredità di artiste come Kate Bush, Giuni Russo e Alice.

Testi evocativi e sinceri, che partono da esperienze, ricordi ed emozioni personali per poi espandersi attraverso immagini suggestive e riflessioni profonde e universali, si fondono a un pop elegante e poetico, dal sound a tratti più introspettivo e altre volte più esplosivo e “danzereccio” e capace di lasciarsi sporcare da altri mondi sonori. Ecco quindi che nell’album risuonano gli ascolti di artisti molto diversi tra loro, da Lucio Battisti a Lola Young, dai Tame Impala ai New Order, da Franco Battiato ai The Cure, a conferma di un approccio alla musica,che non conosce limiti di genere e di sperimentazione.

Bitte Leben si apre con Ma tu, intro intima e sincera che si rivolge a chi ascolta in modo diretto per essere subito in due, insieme. 5 di mattina fotografa con sonorità liberatorie e incalzanti l’adolescenza in periferia, dove la rassegnazione è di casa tra autogrill, balconi affollati e biciclette in cerca delle luci della città. E poi Cattedrale, primo brano nato dalla collaborazione tra Francamente e Goedi. Il manifesto del disco, che contiene tutti i suoni e le tematiche ne costituiscono il fil rouge: il desiderio di essere uno spazio aperto, ma sicuro, per chi si ama, l’idea di un mondo civile dove ciascuno può essere un’altissima cattedrale con luce e cori; l’anelito alla libertà, come Giordano Bruno e Giovanna d’Arco.

Se Sirene sulla Luna sgorga dall’esperienza al festival La Luna e I Calanchi ad Aliano, plasmando un’atmosfera di folclore contemporaneo, immergendosi in una dimensione bucolica e quasi onirica, Nuda di bossa nasce invece dalla rottura con una persona cara al termine di un viaggio in Brasile e, avvolgendosi in sonorità tra bossa, Lucio Battisti e Ornella Vanoni, celebra la bellezza dei rapporti che finiscono ma che continuano a costituire un punto di riferimento.

La Casa dei Miei Nonni nasce invece in studio, partendo da una bozza di Goedi e Mattia Del Moro (Dumar), e va a scandagliare i legami familiari, invitando a cercare il proprio modo di abitare gli affetti, scegliendo ciò che è meglio per noi e accettando che a volte l’amore richiede lontananza. Telephone Tango invece è una dedica a Berlino, città in cui Francamente ha vissuto per quattro anni e che rappresenta un tassello importante della sua identità. A intrecciarsi e dialogare con essa nella sua geografia emotiva c’è Milano, che è il suo presente: muovendosi tra raffinato cantautorato e tappeti di elettronica, è un invito a permettersi di essere in costante definizione. Fiorita sotto il sole di un’ estate siciliana, Zagara invece è l’incontro tra Palermo e Berlino. Una canzone sacra e dissacrante in cui si fondono canzone italiana ed elettronica, con richiami alla tradizione popolare e a sonorità anni ’80 della cold wave tedesca, e che parla di amore: un sentimento così grande e intenso che a volte spaventa, in bilico costante tra estasi e paura, quasi come fosse l’apparizione di una santa. Torino con i suoi portici, i tram e i bar, le discussioni e le attese, è lo sfondo di Non mi importa più: un grido di liberazione per chiunque si senta vincolato a una situazione (lavorativa, amorosa, familiare) dalla quale però finalmente riesce a uscirne, come da una dipendenza. Se potessi è una ballad dedicata al nipote di Francamente, l’espressione di un desiderio di protezione dai tempi bui in cui viviamo e di ricerca di nuove strade senza paura, seguendo chi ancora non sa cosa sia.

Infine, “Per favore vivi”, l’outro del disco che condensa e chiude il cerchio aperto nell’intro (Ma tu), tra suoni in parte caotici e disconnessi, proprio com’ è la vita, arriva a comporsi il messaggio e il concept dell’album. “Questo brano vuole essere uno slancio verso ciò che è scomodo e sconosciuto, un invito a non prendersi troppo sul serio e a permettersi di mutare costantemente”, afferma Francamente. “Uno sguardo rivolto verso chi ascolta, da essere umano a essere umano, consapevole delle difficoltà altissime di ogni percorso, ma che ciononostante continua a guardare verso il mare del possibile. Nonostante tutto quindi, tu per favore vivi”.

Jey pubblica "Echi d’ombra", tra rap e canto lirico

Roma, 17 apr. (askanews) – “Echi d’ombra” è il nuovo singolo di Jey, disponibile da oggi, venerdì 17 aprile, su tutte le piattaforme digitali, pubblicato da Redgoldgreen Label. Jey è il nome d’arte del soprano Jennifer Turri, artista faentina classe 1998.

Jey, dopo la formazione al Conservatorio Rossini di Pesaro (PU), dove si laurea in Canto Lirico con lode, si specializza all’Accademia Lirica di Osimo (AN). Canta nei cori del Rossini Opera Festival, del Teatro della Fortuna di Fano, del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, e nel Coro Cherubini, diretto dal Maestro Riccardo Muti. Approfondisce la tecnica con masterclass importanti, tra cui quella con il tenore José Carreras, e nel 2021 riceve il prestigioso Premio Maria Callas all’Arena di Verona, per il talento vocale dimostrato nel panorama lirico italiano.

Se il canto lirico rappresenta il suo percorso professionale e accademico, da sempre ha nutrito una parallela passione per la musica rap e per tutte le sonorità urban e black. Si è già affacciata al mondo dell’Hip-Hop partecipando a varie manifestazioni di concerti del settore, ma anche collaborando con nomi già affermati della scena.

Quello di Jey è dualismo che attraversa ogni aspetto del suo stile: dalle rime incisive alle suggestive linee vocali, che si alternano ai testi che cavalcano i ritmi e gli accenti del rap. Echi d’ombra è un grido lucido dentro il caos contemporaneo. Il brano racconta una realtà in cui l’uomo si smarrisce tra apparenza, violenza e vuoto, diventando “schiavo senza padrone”, intrappolato in una corsa priva di significato.

La fusione tra rap e lirica amplifica questo contrasto: da un lato la denuncia cruda del reale, dall’altro una dimensione più alta, quasi spirituale, che tenta di dare senso al dolore. Ne emerge il ritratto di un’umanità divisa, sospesa tra luce e oscurità, dove anche quando tutto sembra spegnersi resta una consapevolezza profonda della propria natura: “Ma senza amore noi siamo morte”.

Anche la copertina disegnata dall’artista Leon Ant, riflette questo gioco di chiaroscuri: una fanciulla attraversa una selva popolata da spiriti dannati e ne riemerge irrimediabilmente trasformata. Il singolo è accompagnato dal videoclip diretto da Davide Matterazzo, costruito su uno spazio essenziale e simbolico: uno sfondo bianco che diventa punto di incontro tra luce e ombra. Le immagini non seguono una narrazione lineare, ma si muovono come un flusso interiore, restituendo lo stato d’animo di chi vive costantemente in bilico tra ciò che è e ciò che teme di diventare. Echi d’ombra anticipa il primo EP di Jey, in uscita il prossimo 22 maggio: un progetto crossover che mescola lirica, rap, rock, pop urbano, trap e reggaeton, di cui questo singolo rappresenta solo un primo, significativo preludio.

Premio Orbital Cultura-Nexi Group 2026 all’artista Armin Linke

Milano, 17 apr. (askanews) – Il Premio Orbital Cultura – Nexi Group è lieto di annunciare il vincitore della sua IV edizione: l’artista Armin Linke, rappresentato dalla galleria Vistamare (Milano – Pescara). Dedicato alla fotografia, il premio del valore di 10.000 euro, commissiona all’artista vincitore la realizzazione di una serie di immagini dedicate a un museo italiano: per l’edizione 2026 il complesso prescelto è quello delle Terme di Caracalla, Roma.

Le immagini vengono poi donate da Orbital Cultura alle istituzioni, perché possano utilizzarle per attività promozionali e di comunicazione, e per valorizzare il loro patrimonio e i loro archivi. L’artista è scelto ogni anno da una giuria di esperti, presieduta da Orbital Cultura, sulla base di una lista di candidati indicati dalle gallerie partecipanti a miart. La giuria, composta da Daniela Porro, storica dell’arte e Soprintendente Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, da Francesco Zanot, curatore e critico fotografico, e da Luca Cerizza, curatore e scrittore d’arte, ha così motivato la sua decisione: “Il lavoro di Armin Linke si distingue per la capacità di andare oltre la dimensione descrittiva e documentaria della fotografia, utilizzandola innanzitutto come strumento di ricerca e di indagine.Nella sua pratica l’immagine non si limita a restituire l’apparenza dei soggetti, ma rende accessibili i processi, i meccanismi, gli attori e le reti di relazioni che regolano sistemi complessi, normalmente nascosti allo sguardo.Attraverso una pratica rigorosa e analitica, Linke mette in luce ciò che rimane generalmente sommerso sotto la soglia di visibilità, interrogandosi sulle modalità di funzionamento di istituzioni, ambienti produttivi, organizzazioni e, più in generale, grandi macchine operative.?Al centro della sua ricerca emerge una costante attenzione al rapporto tra scala umana e sistemi più ampi, evidenziando come l’individuo sia inscritto in strutture che ne determinano le condizioni di esistenza e viceversa.?Il progetto dedicato alle Terme di Caracalla si colloca in questa prospettiva, come terreno di indagine per una rilettura del sito nelle sue diverse articolazioni e nelle dinamiche che lo attraversano”.

Il riconoscimento è stato annunciato alla presenza della giuria, delle galleriste e del direttore artistico di miart, Nicola Ricciardi, insieme a Selva Barni, curatrice del premio per Orbital Cultura, che commenta: “Come Gruppo Nexi siamo felici di contribuire alla valorizzazione del patrimonio artistico del nostro Paese. Con questo premio e i nostri numerosi altri progetti vogliamo dotare le istituzioni culturali di strumenti innovativi e adeguati alle esigenze contemporanee. In una logica di restituzione e di crescita comune. La nostra ambizione è realizzare un’estesa documentazione dei luoghi dell’arte e della cultura, interpretati da autori il cui sguardo va oltre la dimensione puramente descrittiva, per consegnarci ritratti attuali della nostra civiltà: una diversa prospettiva sul futuro dei nostri beni artistici e architettonici e sulla loro importanza per il futuro della vita collettiva e dell’economia”.

Armin Linke è nato a Milano nel 1966. Lavora con la fotografia e la cinematografia, ideando processi che mettono in discussione il mezzo, le sue tecnologie, le strutture narrative e la sua complicità all’interno di strutture socio-politiche più ampie. La sua opera funziona come una raccolta di strumenti atti a demistificare diversi linguaggi e strategie concettuali. In un approccio collettivo con altri interlocutori, creativi, ricercatori e scienziati, le narrazioni delle sue opere si espandono sul piano di molteplici discorsi, mettendo al centro i temi dell’installazione e dell’esposizione. Le opere di Linke sono state esposte in molti Paesi; la sua installazione “Alpi” ha vinto il premio speciale alla Biennale Architettura di Venezia del 2004 e “Image Capital” il Kubus Sparda Art Prize nel 2019. Già artista residente al Kunsthistorisches Institut in Florenz (KHI) e artista ospite al CERN di Ginevra, è attualmente guest professor all’ISIA di Urbino e professore alla Akademie der Bildenden Künste di Monaco di Baviera.

Cinema, Bellaria Film Festival: oltre 60 film e omaggio a Gaspar Noè

Roma, 17 apr. (askanews) – È stato presentato oggi, alla presenza del direttore organizzativo Sergio Canneto e della direttrice artistica Daniela Persico, il programma completo della 44esima edizione del Bellaria Film Festival, che si terrà dal 6 al 10 maggio 2026 a Bellaria Igea Marina (Rimini). Il festival è la casa del cinema indipendente italiano: punto di riferimento di nuove e coraggiose sperimentazioni del linguaggio cinematografico, unisce il passato e il presente del cinema più libero e coraggioso.

Per la 44esima edizione, Bellaria Film Festival propone un programma articolato in cinque giornate, con oltre 60 film tra i concorsi dedicati al cinema italiano e internazionale (Casa Rossa e Gabbiano), numerosi eventi speciali e anteprime fuori concorso, affiancate da una retrospettiva (Anni Zero) dedicata agli esordi eccellenti dei primi anni duemila.

In un momento storico critico per l’Europa, il Festival intende interrogarsi sul ruolo dell’arte e degli artisti nella società contemporanea, facendo emergere riflessioni sulla forza liberatoria del gesto creativo e sulla sua irriducibilità nei confronti dell’ideologia. “Senti questo battito?” è il claim della quarantaquattresima edizione. Per questo il Premio Speciale BFF44 – i film che liberano la testa va a Tizza Covi e Rainer Frimmel per The Loneliest Man in Town: la coppia di autori sono un esempio di un cinema libero e umanista, che ha saputo realizzare grandi film con piccoli budget, inventandosi una nuova pratica per il cinema contemporaneo.

“Alla quinta edizione come direttrice artistica, iniziamo a vedere i frutti di un Bellaria Film Festival centro del giovane cinema indipendente italiano e impegnato in un’attività culturale e di formazione per i futuri professionisti, che stanno muovendo i loro primi passi grazie al sostegno concreto del Festival. Quest’anno di fronte a un mondo che sembra chiudersi su se stesso, proponiamo l’opera di cineasti in instancabile ricerca, che sanno tenere insieme lo scandaglio nell’intimità come il teatro storico in cui si muove un’umanità confusa e in preda allo sconforto, eppure ancora capace di generare nuova vita, come avviene nell’opera di Angela Schanelec, una delle nostre ospiti internazionali, o nella scelta di riproporre un primo film necessario in questi tempi come Private di Saverio Costanzo” ha dichiarato Daniela Persico, direttrice artistica di BFF44.

Film di apertura sarà The Loneliest Man in Town di Tizza Covi e Rainer Frimmel, presentato quest’anno in concorso al Festival Internazionale del Cinema di Berlino e prossimamente distribuito in Italia da Wanted: il film, un ritratto del musicista Al Cook che non ha mai sacrificato la propria libertà creativa, intercetta un passaggio epocale che riguarda non solo le trasformazioni dello spazio urbano ma anche quelle delle relazioni umane. I due filmmaker, attualmente sul set del loro nuovo film a Roma, saranno presenti al Festival per una masterclass dedicata al loro cinema.

La serata di apertura prevederà la riapertura pubblica ufficiale del Cinema Apollo, struttura sul lungomare di Bellaria Igea-Marina, chiusa da più di vent’anni al pubblico. Con un’operazione di ristrutturazione condotta da Approdi grazie al supporto dell’azione 1.3.4 della Regione Emilia Romagna Azione, sostegno all’innovazione e agli investimenti delle imprese del turismo, dei servizi e del commercio, delle imprese culturali e creative, la sala diventerà una delle location del Festival. Per l’occasione nell’atrio verrà allestita una mostra a opera dell’artista e cineasta ravennate Yuri Ancarani con l’installazione Ciao Musica, che rilegge in chiave femminile e contemporanea la tradizione romagnola degli sciucarèn, gli schioccatori di frusta. In occasione dell’inaugurazione sarà proiettato in sala Whipping Zombie, in un dialogo tra tempi e geografie sui riti e i corpi danzanti.

Quest’anno il Festival sarà ricco di anteprime italiane, a partire da Rose di Markus Schleinzer, distribuito in sala da MUBI, film che ha visto Sandra Huller trionfare con il Premio per la migliore interpretazione alla Berlinale. E sempre da Berlino arriva My Wife Cries di Angela Schanelec, dramma intimo sui movimenti misteriosi del cuore sullo sfondo di una Germania in rapida trasformazione. Angela Schanelec sarà al Festival per l’anteprima italiana del film.

A questo parterre di ospiti internazionali si aggiunge Gaspar Noé, regista che ha sovvertito più volte i canoni del cinema affrontando temi estremi senza mezze misure. L’autore sarà protagonista di una conversazione con Romeo Castellucci, visiting director del BFF, e presenterà i suoi ultimi due film Climax e Vortex. Tra gli appuntamenti a cura di Romeo Castellucci, anche una selezione di cortometraggi sperimentali, a conferma del suo amore per la settima arte.

La giornata di chiusura sarà invece dedicata alla presentazione di due anteprime di film italiani: nel pomeriggio omaggeremo l’attore Fausto Russo Alesi, protagonista di La bolla delle acque matte di Anna Di Francisca: una commedia lunare su un sindaco che sogna di salvare il proprio paese funestato dal terremoto aprendo un ristorante, in sala dall’11 maggio. In serata il cantautore Giorgio Canali accompagnerà la presentazione del documentario appassionato e familiare sulla sua carriera, Con la pioggia dentro diretto dal giovane regista Matteo Berruto, che inizierà un tour nelle sale italiane.

Tra gli ospiti di questa edizione anche Romana Maggiora Vergano, attrice tra le più talentuose della sua generazione, acclamata da critica e pubblico per le sue interpretazioni dall’esordio con Paola Cortellesi in C’è ancora domani fino al più recente Portobello di Marco Bellocchio, per il quale riceverà il Premio Casa Rossa per la miglior attrice. Romana Maggiora Vergano sarà inoltre protagonista di un incontro in dialogo con Irene Dionisio con cui ha lavorato sul set di Idda, ultimo film della regista che la vede protagonista insieme a Tecla Insolia.

Bankitalia: Italia riceve 10% greggio, 11% gas e 25% raffinati dal Golfo

Roma, 17 apr. (askanews) – L’Italia riceve circa il 10 per cento del petrolio greggio totale dai paesi che si affacciano sul Golfo persico, in particolare da Arabia Saudita e Iraq, l’11 per cento del gas naturale, soprattutto dal Qatar e un quarto dei prodotti petroliferi raffinati totali, prevalentemente dall’Arabia Saudita. Lo riporta una analisi inserita dalla Banca d’Italia nell’ultimo Bollettino economico.

Secondo Bankitalia la dipendenza della Penisola dal greggio proveniente da questa regione è simile a quella degli altri maggiori paesi dell’area dell’euro, ma “è più elevata per i prodotti petroliferi raffinati e per il gas naturale”.

La guerra in Medio Oriente, si legge, ha riportato in primo piano i rischi connessi con l’approvvigionamento energetico dai paesi del Golfo Persico. Per l’Italia questi rischi “si trasmettono soprattutto attraverso i rincari di petrolio e gas naturale, che potrebbero ampliare significativamente il disavanzo energetico e ridurre la competitività dei settori ad alto consumo di energia”, prosegue Bankitalia.

Data la natura integrata di questo mercato e la competizione internazionale per l’approvvigionamento di risorse limitate, “il permanere delle quotazioni delle materie prime energetiche su livelli elevati avrebbe effetti considerevoli sul saldo di conto corrente dell’Italia. A parità di consumi – calcola Bankitalia – se nel 2026 il petrolio e il gas naturale avessero prezzi coerenti con le quotazioni implicite nei contratti futures osservati alla fine di marzo, il disavanzo energetico nazionale si amplierebbe di poco più di mezzo punto di Pil”.

Ipotizzando invece uno scenario alternativo più severo, “il disavanzo si amplierebbe di quasi 2 punti e mezzo di Pil, al 4,3 per cento”. Bankitalia ricorda che nel 2022, per effetto dei rincari conseguenti all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il disavanzo energetico aveva raggiunto un picco del 5,1 per cento.

Il rialzo dei prezzi dell’energia si ripercuoterebbe anche sulla competitività internazionale dei settori ad alto consumo di energia (prodotti chimici, metallurgia, prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi e prodotti della carta), ai quali è riconducibile circa il 16 per cento delle esportazioni italiane di beni, una quota simile a quella della Germania. Il conflitto potrebbe inoltre influire sugli scambi di beni non energetici e di servizi con i paesi del Medio Oriente. Negli ultimi anni l’importanza di tale area come mercato di destinazione per l’Italia è aumentata: nel 2025 assorbiva circa il 4 per cento delle esportazioni italiane di beni.

Le importazioni italiane di beni non energetici dal Medio Oriente rappresentavano invece meno dell’1 per cento del totale e comprendevano soprattutto metalli (alluminio) e prodotti chimici di base (polimeri e materie plastiche).

Bankitalia: marcato peggioramento attese imprese Italia da guerra Iran

Roma, 17 apr. (askanews) – Dopo il 28 febbraio, tra le imprese in Italia “si è osservato un marcato peggioramento delle attese sulle proprie condizioni economiche e sulla domanda estera, insieme a un rialzo delle aspettative sui costi di produzione. Al momento, le intenzioni di investimento per il 2026 restano tuttavia sostanzialmente stabili”. Lo riporta la Banca d’Italia in un riquadro di analisi inserito nel Bollettino economico.

“Le attese delle aziende sulle proprie condizioni economiche sono peggiorate in modo significativo dopo l’inizio delle ostilità: il 34 per cento delle imprese intervistate dopo il 28 febbraio ha segnalato prospettive negative per i successivi tre mesi e solo il 6 per cento ha previsto un miglioramento; prima del conflitto, le percentuali erano rispettivamente 14 e 11 per cento”, prosegue l’analisi.

Secondo le aziende, l’elevata incertezza macroeconomica e geopolitica assumerà un ruolo rilevante tra i fattori che influenzeranno la propria attività nel secondo trimestre dell’anno. “È risultato particolarmente marcato il deterioramento delle attese sull’evoluzione della domanda estera nei successivi tre mesi: dopo il 28 febbraio la quota di giudizi di peggioramento è raddoppiata, a fronte di una contrazione sia dei giudizi di stabilità sia, in particolare, di quelli di miglioramento”.

“Anche le valutazioni sulle condizioni per investire si sono deteriorate – riporta ancora Bankitalia – senza incidere tuttavia sui piani di investimento per il 2026, che restano per il momento orientati all’espansione per più di un terzo delle imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi. L’andamento del prezzo del petrolio e più in generale dei costi di produzione rappresenta uno dei principali fattori di preoccupazione”.

Iran, Axios: sblocco dei beni iraniani in cambio dell’uranio arricchito

Roma, 17 apr. (askanews) – Gli Stati Uniti e l’Iran stanno negoziando un piano di tre pagine per porre fine alla guerra, e uno degli elementi in discussione prevede che gli Stati Uniti sblocchino 20 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati in cambio della rinuncia da parte dell’Iran alle sue scorte di uranio arricchito, secondo quanto riferito da due funzionari statunitensi e altre due fonti informate sui colloqui all’agenzia Axios.

La cifra più recente discussa tra Stati Uniti e Iran è di 20 miliardi di dollari, hanno riferito le fonti ad Axios. Un funzionario statunitense ha specificato che si tratta di una proposta americana, mentre un altro funzionario statunitense ha descritto l’ipotesi di uno scambio di denaro in cambio di uranio come “una delle tante discussioni in corso”.

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran di accettare di spedire tutto il suo materiale nucleare negli Stati Uniti, mentre gli iraniani hanno acconsentito solo a “degradarlo” all’interno del proprio territorio. In base a una proposta di compromesso attualmente in discussione, riferisce Axios, parte dell’uranio altamente arricchito verrebbe spedito in un paese terzo, non necessariamente negli Stati Uniti, e parte verrebbe diluito in Iran sotto supervisione internazionale.

Blue economy, Orsini: vale l’11,3% Pil, importantissimo sostenerla

Genova, 17 apr. (askanews) – “L’economia del mare vale l’11,3% del Pil, 216 miliardi di fatturato, più di un milione di addetti e con la filiera siamo a due milioni e mezzo di persone. Credo che sia importantissimo dare risalto a questa economia, soprattutto per un Paese come il nostro con oltre 7.700 km di costa”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine di un convegno sull’economia del mare organizzato da Confindustria a Genova.

“In un momento come questo – ha sottolineato il numero uno degli industriali – serve sostenere tutti i settori perché il nostro Paese possa continuare a fare bene. Siamo sempre fiduciosi, facciamo sempre tutto quello che serve per mantenere alto il nostro Paese, pensiamo anche ai più 650 miliardi di esportazioni, però è logico che tutto quello che ci cade attorno è molto complicato”.

Iran, Birol: se Hormuz resta chiuso per Europa rischio cancellazione voli

Roma, 17 apr. (askanews) – “Se lo Stretto di Hormuz dovesse restare chiuso, per l’Europa ci sono due rischi. Il primo è l’aumento dei prezzi del petrolio, del gas e della benzina. Il secondo riguarda la disponibilità dei prodotti raffinati. Alcune forniture potrebbero non arrivare più e potremmo trovarci di fronte a carenze di carburante per l’aviazione e diesel”. Lo ha detto in una intervista alla Stampa, Fatih Birol, numero uno dell’Aie, l’Agenzia internazionale per l’energia.

“Il problema – ha aggiunto – è concreto. Se l’interruzione dovesse durare sei settimane o più, potremmo arrivare persino alla cancellazione di voli per mancanza di jet fuel” ha spiegato.

“Stiamo affrontando più problemi contemporaneamente. Oltre al petrolio, ci sono criticità legate ai petrolchimici e all’elio, fondamentali per le catene globali di approvvigionamento. Interruzioni in questi ambiti possono avere conseguenze molto serie”.

Dal punto di vista industriale, tra i settori europei più esposti, evidenzia Birol ci sono “in primis l’aviazione. Ma più in generale, le industrie che dipendono fortemente dai prodotti petroliferi e dai trasporti potrebbero affrontare difficoltà rilevanti”. “Oltre 80 asset chiave – spiega – sono stati colpiti e più di un terzo è gravemente danneggiato. Sarebbe estremamente ottimistico pensare a un rapido ritorno alla normalità: serviranno fino a due anni”.

Per Birol “innanzitutto, i governi devono essere chiari: le forniture aggiuntive non sono infinite e i Paesi entreranno in competizione tra loro per accaparrarsi risorse limitate. In secondo luogo, è il momento di interventi concreti”.

“Abbiamo suggerito misure per ridurre i consumi, come limitare gli spostamenti e incentivare il lavoro da remoto e il trasporto pubblico, per esempio rendendolo gratuito nelle città. Sono politiche che alcuni Paesi stanno già adottando”.

Quanto al nucleare e all’eventualità che possa entrare nel mix energetico italiano per Birol: “l’Italia non è un Paese con abbondanti risorse energetiche. Sta facendo molto bene sulle rinnovabili – solare, eolico, geotermico – ma ha bisogno anche di una produzione stabile e continua. Per la prosperità economica, la sicurezza energetica e la sovranità nazionale, Roma dovrebbe valutare il nucleare con attenzione, sia nella sua forma tradizionale sia con i nuovi reattori modulari”.

Per Birol un ritorno al gas russo da parte dell’Unione europea “dipende dai singoli Paesi. Ma se l’Europa facesse questa scelta, sarebbe una decisione politica. E rischierebbe di rivelarsi un errore”.

Calcio, Gasperini verso Atalanta-Roma, "zero alibi"

Roma, 17 apr. (askanews) – Vigilia delicata per la Roma, attesa dalla sfida contro l’Atalanta, incrocio chiave nella corsa europea e carico anche di significati personali per Gian Piero Gasperini. L’allenatore giallorosso, ex simbolo della crescita bergamasca, chiede concentrazione assoluta: “Zero alibi, è una partita importantissima”.

Gasperini torna anche sul clima degli ultimi giorni, segnati dalle dichiarazioni di Claudio Ranieri che hanno acceso una polemica inattesa. “È stata una sorpresa incredibile, non me lo aspettavo. Non c’è mai stato un tono diverso tra me e Ranieri”, spiega il tecnico, sottolineando di aver scelto la linea del silenzio per non creare danni alla squadra: “Mi sono preoccupato di non rispondere e di non creare difficoltà alla Roma e ai tifosi”.

Il confronto con l’Atalanta riporta inevitabilmente alla lunga esperienza in nerazzurro: “A Bergamo ho potuto far bene perché il contesto era compatto e la società straordinaria”. Un modello che Gasperini vede possibile anche nella Capitale: “A Roma c’è tutto per far bene”, ribadisce, indicando nella coesione tra club, squadra e ambiente la chiave per crescere.

Sulla partita, il tecnico prevede equilibrio tra due squadre simili per caratteristiche: pressing alto, costruzione dal basso e conoscenza reciproca. “Sono squadre che si conoscono bene, ma qui c’è un gruppo con grande spirito. Dobbiamo pensare solo al campo”, insiste.

La scelta di Roma, aggiunge, nasce proprio dalla volontà di misurarsi in una piazza ad alta pressione: “Se riesci a far bene qui hai una gratificazione immensa”. Un percorso che passa anche dalla corsa alla Champions, obiettivo ancora possibile: “Con poco possiamo stare lì e abbiamo ancora delle chance”.

Infine, capitolo formazione e gestione degli infortuni: Gasperini conferma l’assenza di Pellegrini e il recupero di Pisilli, mentre su altri elementi decisiva sarà la valutazione medica. “Se il medico dice di no, io mi attengo”, spiega, ammettendo come il confronto interno su questi temi sia fisiologico.

In un finale di stagione definito come “rush decisivo”, il tecnico chiede compattezza e concentrazione totale: il passato resta sullo sfondo, il presente è una sfida che può indirizzare il futuro europeo della Roma.

Nato, Tajani: non credo ci sarà rottura tra Usa ed Europa

Shanghai, 17 apr. (askanews) – “La Nato europea è la difesa europea, quella già ci stiamo lavorando, è il pilastro europeo dell’alleanza atlantica, io credo però che l’alleanza atlantica sia un patrimonio fondamentale e indispensabile anche per gli Stati Uniti perché è vero che l’Europa ha bisogno degli Stati Uniti ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno dell’Europa perché non credo che gli Stati Uniti vogliano rimanere isolati, quindi credo che da questo punto di vista non ci sarà una rottura con l’Europa”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a Villa n.1 a Waitanyuan a Shanghai dopo un incontro fra il Sistema Italia e la comunità imprenditoriale italiana in Cina.

“Dobbiamo lavorare, possono esserci opinioni diverse ma siamo alleati, siamo amici, per noi il rapporto transatlantico è fondamentale, l’unità dell’Occidente è fondamentale perché senza l’unità dell’Occidente poi nel mondo vincono le autocrazie e questo non va bene”, ha sottolineato Tajani.

Le musiche dei giovani compositori del Pollini raccontano Padova

Padova, 17 apr. (askanews) – “I Sabati del Conservatorio” continuano sulla scia della contemporaneità: domani, sabato 18 aprile, alle 18.00, sul palco dell’Auditorium Pollini avrà luogo infatti il concerto del ContempoLAB Pollini (Ensemble studentesco per la Nuova Musica) che proporrà al pubblico della rassegna le musiche dei giovani compositori dell’Istituto. Un concerto prezioso che mostra un altro fondamentale aspetto degli studi e delle carriere che si preparano al “Pollini”, quello, appunto, relativo alla scrittura di nuova musica accademica: si potrà quindi assistere all’esecuzione di un repertorio inedito ed esclusivo, firmato dagli studenti della classe di Composizione del Maestro Giovanni Bonato. Il titolo del programma è “Bagatelle per Padova – I giovani compositori del Conservatorio raccontano Padova”, un ritratto atipico della città del Santo i cui luoghi più rappresentativi si trasformano in musica, sostituendo le immagini con il potere evocativo dei suoni che diventano quasi “fotografie emozionali”.

C’è naturalmente il filtro del vissuto di ciascun compositore nel tradurre in note un determinato scorcio, monumento o quartiere padovano, allo stesso tempo, per sua natura, la musica amplia le percezioni e riesce a scovare realtà altrimenti invisibili, condividendole con chi ascolta. Si tratta di brani stilisticamente molto diversi tra loro anche come organico (si va dai primi con un set di percussioni per un solo musicista, ad altri per duo, trio e quartetto, spesso con combinazioni strumentali insolite, fino agli otto strumenti in quelli conclusivi), così come estremamente vari sono i luoghi che raccontano; ognuno dei pezzi rappresenta poi un interessantissimo saggio delle direzioni che la musica contemporanea sta prendendo.

Di seguito le composizioni e i rispettivi autori: “Aspexi” (Specola) di Filippo Cevenini, “Tra giardini e serre” (Orto Botanico) di Edoardo Pugliese, “Intra Loca Sancta” (Sant’Antonio) di Mattia Fontana, “What Happens in That Toroid?” (Laboratori nazionali di Legnaro) di Dario Michelon, “Opus Jocti” (Eremitani e Cappella degli Scrovegni) di Fabio Lotto, “OCRA” (Prato della Valle) di Edoardo Gioachin, “Universae Sapientiae” (Palazzo Bo, Teatro Anatomico) di Gianluca Tovo, “Mornië Utulié” (Parco Treves) di Fabrizio Fusari, “Oblivion” (Riviera dei Ponti Romani) di Lorenzo De Angeli, “Dramma al Pedrocchi” di Gabriele Marana, “Piazza dei Signori” di Federico Zattera, “Doc Doc” (Porta Portello) di Enrico Zordan, “Discesa a sinistra” (quartiere Arcella) di Arturo Susani. Il programma sottolinea inoltre la collaborazione fra studenti ed ex studenti del corso che sono già compositori affermati.

Nuoto, Curtis record italiano nei 50 sl a Riccione

Roma, 17 apr. (askanews) – Un altro segnale forte da Sara Curtis ai Campionati Assoluti di Riccione. L’azzurra firma il nuovo record italiano nei 50 stile libero gia’ in batteria, nuotando in 24″29 e migliorando il precedente primato di 24″41.

La quarta giornata si apre quindi con un’ottima notizia in attesa della finale in programma nel pomeriggio: il tempo ottenuto lascia margini per un ulteriore miglioramento, con Curtis pronta a ritoccare ancora il record.

Non solo Curtis: la mattinata di batterie definisce anche gli altri protagonisti delle finali. Thomas Ceccon si qualifica nei 200 dorso, unica gara individuale scelta in questo appuntamento, mentre Carlos D’Ambrosio centra la finale nei 200 stile libero.

Miart, alcune gallerie: Mazzoleni, Maurizio Nobile e Frediano Farsetti

Milano, 17 apr. (askanews) – Fiera Milano presenta la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi che si svolge dal 17 al 19 aprile 2026. La sezione principale Established accoglierà i visitatori al Level 0 della South Wing di Allianz MiCo. 111 gallerie attraversano con libertà il Novecento e il presente, mettendo in dialogo maestri dell’arte moderna e ricerche contemporanee, oltre a progettualità vicine al design da collezione e d’autore. Ecco le esposizioni di Galleria Mazzoleni, Maurizio Nobile Fine Art e Galleria d’Arte Frediano Farsetti.

Teatro Olimpico Roma, Dado torna in scena con "Il ripetente"

Roma, 17 apr. (askanews) – È laureato all’università “della vita”, ma per Dado la scuola – e soprattutto le interrogazioni – non finiscono mai. Il comico romano, tra i volti più amati di Zelig, torna in scena con “Il Ripetente”, un monologo brillante e tagliente che mescola, nel suo stile inconfondibile, canzoni, risate e riflessioni ironiche: osservazioni solo apparentemente semplici, ma capaci di colpire nel segno con efficacia disarmante. Lo spettacolo debutta il 18 e 19 maggio al Teatro Olimpico di Roma (ore 21).

Dopo il successo del podcast e dello spettacolo teatrale “Titolo di studio: la strada”, quella che Dado porta sul palco non è una scuola qualunque: è la scuola dell’esperienza, dove il voto massimo è “te l’avevo detto”, il registro è pieno di ex e il preside risponde al nome Destino.

“Il Ripetente” è il racconto tragicomico di un uomo che si accorge di aver commesso sempre lo stesso errore – tre, quattro, cento volte – e che, non sapendo come dare una svolta alla sua vita, si ritrova a ripetere ossessivamente il suo repertorio migliore in ogni relazione: nelle amicizie, con le donne, con i colleghi di lavoro, perfino con i propri parenti. È un viaggio ironico tra déjà vu, autogol e interrogazioni mai superate. Una su tutte: perché ci ostiniamo a cercare la felicità negli stessi luoghi dove l’abbiamo persa?

Tra una battuta e una “lezione” non richiesta, Dado veste i panni di un eterno scolaro dell’esistenza, che continua a presentarsi all’esame della vita… col compito copiato da sé stesso. Perché, si sa, chi non studia è condannato a ripetere. E chi studia… pure.

Prodotto da DALMA Production e Spettacoli PRO, lo spettacolo “Il ripetente” è scritto da Gabriele Pellegrini, Massimiliano Elia, Emiliano Luccisano, Augusto Fornari, Mario Scaletta.

Iran, Orsini: miopia Ue spaventa, forse va cambiata governance

Genova, 17 apr. (askanews) – “Questa miopia veramente mi spaventa. Forse dobbiamo cambiare chi ci governa in Europa”. Con questo attacco alla governance Ue il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha commentato il rischio recessione in Ue paventato dal Fmi, a margine di un convegno sull’economia del mare organizzato da Confindustria a Genova.

“Speriamo che si arrivi presto a una negoziazione nel Golfo – ha spiegato Orsini – perché, se continuiamo ovviamente con il conflitto e questa instabilità, sicuramente entreremo in recessione. Noi l’abbiamo detto quasi tre settimane fa con il nostro Centro studi: se (la guerra) finisse velocemente siamo a un +0,5, se arriviamo ai quattro mesi dal conflitto siamo a uno zero, quindi una stagnazione, ma è logico che, se il conflitto continua, diventa anche un problema”.

“Noi – ha concluso il leader degli industriali – cominciamo ad avere problemi a reperire prodotti sugli scaffali in Sicilia, cominciamo ad avere problemi con i voli aerei: è logico che quando abbiamo questi tipi di problemi fare impresa è veramente complicato e mi meraviglia onestamente che l’Europa ancora non stia vedendo questa cosa, che non abbia pronte misure e che si stia parlando ancora di aiuti di Stato e non di debito pubblico, dove ancora oggi il cambio euro-dollaro vale 1,16”.

Orsini: tema è l’incertezza, per noi Golfo vale 32 mld interscambio

Genova, 17 apr. (askanews) – “Il vero tema è l’incertezza, l’instabilità. Dobbiamo fare prestissimo, mettere a terra l’iperammortamento perché credo che quella sia una via anche per dare un overboost al Paese che comunque i nostri imprenditori stanno aspettando”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, parlando della situazione geopolitica internazionale a margine di un convegno sull’economia del mare organizzato da Confindustria a Genova.

“Ogni giorno – ha aggiunto Orsini – noi combattiamo con quello che nessuno vuole. Noi abbiamo bisogno di avere mercati aperti, abbiamo bisogno di saper andare nei mercati. Per noi il Golfo vale 32 miliardi di interscambio con un saldo positivo di 11,3 miliardi. Non abbiamo ancora l’executive order degli Stati Uniti e per noi è un mercato da 65 miliardi. Quindi l’incertezza, purtroppo, fa sì che gli investimenti non vengano messi a terra”.

Tennis, Flavio Cobolli in semifinale a Monaco

Roma, 17 apr. (askanews) – Flavio Cobolli è in semifinale al torneo Atp 500 di Monaco di Baviera. Il romano (n.16 Atp), quarta testa di serie del seeding, si è imposto in modo convincente contro Vit Kopriva (77 del mondo) con i parziali di 6-3, 6-2 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Cobolli si qualifica così per la prima volta tra i migliori 4 in Germania, dove nel 2023 si era fatto conoscere arrivando fino ai quarti. Sabato attende il vincente di Zverev-Cerundolo per proseguire la caccia al suo terzo titolo in carriera dopo quelli vinti lo scorso anno sulla terra di Bucarest e Amburgo.

Tennis, Djokovic salta Madrid, "devo recuperare"

Roma, 17 apr. (askanews) – Niente Madrid per Novak Djokovic. L’ex numero 1 del mondo, tre volte campione nel Masters 1000 della capitale spagnola, annuncia il forfait con un messaggio sui social: “Madrid, purtroppo non potrò partecipare al torneo quest’anno. Sto continuando il mio recupero per tornare presto. A presto!”.

Il serbo aveva già lasciato intendere qualche dubbio sulla sua presenza, assistendo giovedì a bordo campo, insieme a Luka Doncic, alla sfida di Eurolega tra Real Madrid e Stella Rossa.

Dopo la finale raggiunta agli Australian Open, il 38enne ha disputato solo il Masters 1000 di Indian Wells, fermandosi agli ottavi contro Jack Draper. Nel 2025, a Madrid, era stato eliminato all’esordio da Matteo Arnaldi, mentre in carriera ha conquistato il titolo sulla terra rossa spagnola nel 2011, 2016 e 2019. ‘

Il Papa: nel mondo c’è fame di pace, libertà, giustizia. Portiamo questo cibo

Roma, 17 apr. (askanews) – Il miracolo che Gesù ha compiuto con la moltiplicazione dei pani e dei pesci “è segno dell’amore” di Dio: “Ci fa vedere non solo come Dio nutre l’umanità con il pane della vita, ma come noi possiamo portare questo cibo a tutti gli uomini e le donne che hanno fame di pace, di libertà, di giustizia come noi. Ogni gesto di solidarietà e perdono, ogni iniziativa di bene è un boccone di pane per l’umanità bisognosa di cura”. Così Papa Leone XIV nell’omelia durante la messa che sta celebrando nel parcheggio dello Japoma Stadium, a Douala, in Camerun.

“E tuttavia – ha avvertito – questo non basta. Al cibo che alimenta il corpo occorre infatti unire con uguale carità il nutrimento dell’anima, che alimenta la nostra coscienza, che ci sostiene nell’ora buia della paura, tra le tenebre della sofferenza. Questo cibo è Cristo, che sempre nutre in abbondanza la sua Chiesa e ci rafforza nel cammino con il suo Corpo”.

BiM protagonista della Milan Art Week con Paper/Northern Lights

Milano, 17 apr. (askanews) – BiM diventa protagonista della Milano Art Week, la settimana dell’arte contemporanea promossa dal Comune di Milano, e della Milano Design Week. Il progetto di rigenerazione urbana che sta trasformando un intero isolato in Bicocca in un nuovo business district vedrà, infatti, l’esposizione di Paper/Northern Lights di Gianni Pettena, come raccontato da Michelangelo Giombini, Head of Product Development & CEO di Manifattura placemakers: “L’arte contemporanea, insieme al design e alla fotografia, è al centro del nostro progetto. Proprio dalla fotografia contemporanea abbiamo iniziato qualche anno fa, attivando alcuni spazi mentre preparavamo il cantiere di riqualificazione dell’edificio. Queste iniziative hanno il ruolo di creare una comunità: persone che, negli spazi che realizziamo, possano lavorare, trascorrere del tempo e, perché no, anche formarsi una cultura o lasciarsi ispirare.”

Originariamente realizzata nel 1971, l’opera viene ora riproposta con un allestimento site-specific in cui lunghe strisce di carta appese al soffitto riempiono completamente lo spazio espositivo di BiM, come spiegato da Davide Giannella, curatore dell’esposizione: “Paper/Northern Lights è la riproposizione di un progetto di Gianni Pettena, che è stato ideato la prima volta nel 1971 in occasione di una sua lezione al Minneapolis College of Art and Design, ed è incentrata sull’idea di creazione di uno spazio personale. L’installazione si attiva, le opere d’arte si attivano semplicemente attraverso l’apporto del pubblico che è fornito di forbici, inizia a ritagliare uno spazio di carattere personale sia in termini emotivi che fisici all’interno di questa distesa, di questo grande volume di fogli di carta”.

La presentazione di Paper/Northern Lights, parte del palinsesto espositivo promosso da BiM e dal collettivo Specific, è solo uno dei tasselli della valorizzazione della rigenerazione urbana di Bicocca, unitamente al Milano Art Week Party, una serata di festa aperta a tutta la città dedicata alla settimana dell’arte contemporanea che animerà gli spazi di BiM, in programma sabato 18 aprile:

“Ci troviamo in uno spazio espositivo nel contesto di BiM: un progetto di rigenerazione urbana che abbiamo iniziato nel 2023 e sta trasformando un intero isolato in Bicocca in un nuovo business district. Si tratta di un grande edificio di oltre 50.000 metri quadri a funzione direzionale, che è stato costruito negli anni 90 e viene recuperato e rifunzionalizzato in alcuni suoi spazi, perché al piano terra abbiamo realizzato un grande giardino e degli spazi retail” ha concluso Giombini.

Con queste iniziative, BiM riafferma ancor di più il valore della rigenerazione urbana del quartiere di Bicocca, oltre al valore dell’arte, della creatività e della cultura contemporanea.

Sciopero giornalisti, il presidio a Milano: urgente rinnovo contratto

Milano, 17 apr. (askanews) – I giornalisti sono tornati a incrociare le braccia giovedì 16 aprile per ribadire l’urgente necessità del rinnovo del Contratto collettivo nazionale di Lavoro, una protesta che va avanti ormai da anni. L’Associazione lombarda dei Giornalisti ha tenuto un presidio in Piazza San Babila a Milano, nel giorno dello sciopero indetto dalla Federazione Nazionale della Stampa contro gli editori che, dopo oltre 10 anni, continuano a non voler discutere seriamente di un adeguamento normativo ed economico del contratto di lavoro.

Malgrado le continue richieste di “sacrifici”, sia in termini di diritti che di condizioni lavorative in cambio di una manciata di spiccioli, gli editori – denuncia l’Associazione lombarda – continuano a pretendere dai giornalisti senza tenere in alcun conto i diritti e le retribuzioni mai degne della professione.

“Diritti, tutele e soldi. Ma soprattutto dignità per i giovani colleghi. È quello che chiedono i giornalisti scioperando, di nuovo, a sostegno del nuovo contratto nazionale di lavoro, fermo da oltre 10 anni – dice Paolo Perucchini, Presidente dell’Associazione lombarda dei Giornalisti -. Basta sfruttare le nuove generazioni di cronisti: dobbiamo garantire loro lavoro e un vero futuro. Gli editori investano nella qualità, a partire da chi lavora nei loro media”.

La Federazione Nazionale della Stampa che ha proclamato gli scioperi e la manifestazione nazionale di categoria spiega le sue ragioni in questo comunicato: “Nell’ambito della vertenza per il rinnovo contrattuale, che si protrae ormai da due anni, la Federazione nazionale della Stampa italiana ha proclamato un’altra giornata di sciopero unitario, il 16 aprile 2026. Il sindacato rifiuta le risposte della Fieg sul rinnovo contrattuale. La Fnsi lotta per mantenere le tutele per i giornalisti e per il futuro dell’informazione e non si può accontentare di risposte algebriche e miopi che stanno riducendo l’informazione stessa ad un terreno incolto per l’intelligenza artificiale e lo sfruttamento di manodopera intellettuale. Gli editori continuano a prendere finanziamenti, eppure senza riuscire a immaginare un futuro per l’informazione e i suoi lavoratori, che siano dipendenti o collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori autonomi. Viviamo il grande paradosso di una società che consuma informazione e di editori che bruciano chi fa informazione”.

Miart, alcune gallerie: Sadie Coles HQ, Poggiali e Traffic Gallery

Milano, 17 apr. (askanews) – Fiera Milano presenta la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi che si svolge dal 17 al 19 aprile 2026. La sezione principale Established accoglierà i visitatori al Level 0 della South Wing di Allianz MiCo. 111 gallerie attraversano con libertà il Novecento e il presente, mettendo in dialogo maestri dell’arte moderna e ricerche contemporanee, oltre a progettualità vicine al design da collezione e d’autore. Ecco le esposizioni di Sadie Coles HQ, Galleria Poggiali e Traffic Gallery.

Lazio: convegno su Difensore Civico e PA nell’era digitale

Roma, 17 apr. (askanews) – Si è svolto presso il Consiglio Regionale del Lazio, il convegno “Diritti, Innovazione e Istituzioni: Il Difensore civico e la Pubblica Amministrazione nell’era digitale”. Un’iniziativa promossa dal Difensore civico della Regione Lazio, che si inserisce nel solco delle attività istituzionali che punta a rafforzare la tutela dei diritti e il dialogo tra pubblica amministrazione e cittadini, con attenzione particolare alle sfide poste dalla trasformazione digitale. Ha parlato così Marino Fardelli, Difensore Civico Regionale Lazio: “La difesa civica si trasforma, va incontro anche a quelle che sono le novità del mondo contemporaneo e sfida anche l’innovazione tecnologica. Quindi il tema dei diritti, il tema della dignità camminano di pari passo. La difesa civica è presente, cercando di ridare dignità alle persone”.

Un momento di dialogo e approfondimento di grande rilevanza, in cui si è ribadito il ruolo strategico del Difensore civico come garante di equità, trasparenza e accessibilità nell’azione amministrativa, in un contesto in continua evoluzione. “L’evento è importante perché incontriamo dei cittadini, incontriamo dei ragazzi e tocchiamo con mano quello che è il senso di prossimità alle persone, al mondo reale. Perché il mondo del Difensore Civico è qualcosa che rappresenta trasparenza, vicinanza alle persone, disintermediazione ed è in linea coi principi che stiamo seguendo. Uno slogan che vorrei fare mio è che dobbiamo lavorare per distruggere labirinti e non per costruire mappe che consentano di orientarci all’interno di questi” ha dichiarato Giovanni Anastasi, Presidente di Formez.

Hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali, accademici ed esperti del settore, che si sono confrontati su temi sempre più centrali. In merito si è espressa Eleonora Zazza, Presidente Corecom Lazio: “Siamo molto lieti di essere qui. Il nostro scopo, il nostro interesse è quello di ricordare sempre la presenza delle istituzioni accanto ai ragazzi, per affrontare il mondo digitale in modo protetto e sicuro”.

All’incontro, ampio spazio anche agli interventi di approfondimento. Uno dei momenti è stata la prima edizione del “Premio Caterina Sparagna”, istituito in memoria della studentessa già distintasi nell’ambito del progetto “Il Difensore Civico tra i banchi di scuola”. Un riconoscimento finalizzato a valorizzare l’impegno delle giovani generazioni sui temi della cittadinanza attiva, della difesa civica e della tutela dei diritti, attraverso elaborati creativi e multimediali.

Ue, Salvini: sorda e nemica, anche Confindustria chiede cambio

Milano, 17 apr. (askanews) – “La Ue è sorda se non nemica: sta impedendo al governo italiano di usare i soldi degli italiani per aiutare gli italiani in difficoltà: Patto di stabilità, aiuti di Stato, vincoli di bilancio… Perfino il presidente di Confindustria ha detto che bisogna cambiare il governo dell’Europa. Noi come governo italiano o governatori possiamo approvare leggi e stanziare soldi, ma finchè a Bruxelles ci ingabbiano…”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, in un filo diretto con Radio Libertà, commentando la presa di posizione di Emanuele Orsini.

“Vorremmo dare più aiuti ai camionisti, per evitare che gli aumenti si scarichino sul carrello, ma l’Europa ci dice no: il governo italiano non può aiutare più di tanto perchè ci dicono che è vero che la situazione è grave ma non ancora gravissima… Vogliamo aspettare che il malato muoia? Chi governa l’Europa di buonsenso ne dimostra poco anche con le dichiarazioni di queste ore. Evidentemente c’è qualcuno in Ue cui la guerra non dispiace e la crisi economica ed energetica non dispiace…”.

Iran, le notizie più importanti del 17 aprile sulla guerra

Roma, 17 apr. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di venerdì 17 aprile sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con ripercussioni sull’economia globale. Nella notte fra giovedì e venerdì è entrato in vigore un cessate il fuoco fra Libano e Israele.

-10:37 Iran, Trump: “Papa deve capire che questo è il mondo reale”.

-09:02 Iran, maresciallo Munir (che piace a Trump) perno della mediazione.

-08:18 Libano, media: Idf apre il fuoco su ambulanza nel Sud.

-07:46 Hormuz, prima petroliera sudcoreana esce dal Mar Rosso.

-07:39 Iran, Australia: nessuna richiesta di aiuto da Usa.

-07:33 Iran, Pezeshkian: Usa non vinceranno questo conflitto.

-07:23 Iran, Trump ammette: accordo di pace potrebbe non esserci.

-07:19 Trump: Italia? Non c’è stata per noi, non ci saremo per loro.

-07:09 Trump: guerra Iran “piccola deviazione” per gli Usa.

-07:02 Libano, Tajani: accogliamo con favore imminente cessate-il-fuoco.

-07:01 Iran, Tajani: Cina segue con attenzione riunione Parigi su Hormuz.

-07:00 È entrato in vigore nella notte tra giovedì e venerdì un cessate il fuoco di dieci giorni tra Libano e Israele. A Beirut, allo scoccare della mezzanotte, nei sobborghi meridionali della città sono risuonati spari di festeggiamento. Fino all’ultimo momento il conflitto è stato intenso: l’ultimo attacco rivendicato da Hezbollah contro truppe israeliane – riporta Al Jazeera – è arrivato a dieci minuti prima della mezzanotte, e Israele ha continuato a lanciare raid aerei fino a uno o due minuti prima dell’entrata in vigore della tregua.

Trump: l’Italia? Non c’è stata per noi, non ci saremo per loro

Roma, 17 apr. (askanews) – Donald Trump torna ad attaccare l’Italia con un post pubblicato su Truth, nel quale, linkando un articolo del Guardian sul no all’uso di Sigonella per alcuni aerei americani, ha ribadito in modo netto la sua irritazione per l’Italia.

“L’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro!”, ha scritto il presidente Usa Donald Trump, rilanciando così la polemica sull’atteggiamento italiano rispetto all’utilizzo della base di Sigonella da parte di alcuni velivoli statunitensi.

Il riferimento del presidente americano al rifiuto italiano di consentire l’uso della base siciliana per alcuni aerei Usa.

Orsini: no a campagna elettorale permanente, c’è bisogno di stabilità

Roma, 17 apr. (askanews) – “In questo momento tutte le parti politiche, le parti responsabili, devono pensare ad una cosa sola: al bene del Paese”. Ad affermarlo è il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che dice “assolutamente no” ad una campagna elettorale permanente.

“Cominciare oggi ad entrare in campagna elettorale, con quello che ci sta accadendo intorno… Noi abbiamo bisogno di stabilità e di un piano industriale in questo Paese. Non possiamo pensare di smontare ogni giorno quel piano industriale”, spiega in occasione di un convegno a Genova sull’economia del mare.