Home Blog

Sanremo, Sayf: “Prendiamo quello che ci regala il destino”

Sanremo, 1 mar. (askanews) – A poche ore dal suo incredibile exploit al Festival di Sanremo, dove ha conquistato il secondo posto ma soprattutto è stato il più votato al televoto, Sayf con il brano “Tu mi piaci tanto”, ad askanews, ha racccontato le sensazioni che sta vivendo”Incredulità che rimane ancora adesso, quindi vediamo”.

Sulla partecipazione a Eurovision ha detto: “Non ci tenevo particolarmente ma ci sarei andato per mandare poi un messaggio quello di unione, di fratellanza, ma veramente sentito. Dobbiamo ricordarci che siamo persone, siamo uguali, non siamo gli ordini, non siamo le guerre che ci vengono imposte”

Sul palco ha voluto la mamma: “Perché le voglio bene, perché la mamma la ama come sempre. Mi ha regalato un ricordo che porterò per sempre”.

Nel tuo futuro prossimo cosa c’è: “Ora vabbè, intanto due giorni un po’ di nanna. Poi vediamo, ci avremo da fare uscire il disco che è quasi pronto, ci avremo a deve date, quello che ci regala il destino lo prendiamo”.

Proprio ieri, Sayf ha annunciato anche il suo “Santissimo Tour”, con due appuntamenti live previsti per il 21 ottobre all’Alcatraz di Milano e per il 27 ottobre all’Atlantico di Roma. Inoltre, dopo il successo delle tre date sold out del 2025, Sayf ritorna a Genova con uno speciale evento estivo: La Santissima Fest 2026, che il 18 luglio lo porterà per la prima volta sul palco dell’Arena del Mare.

Sayf ha un talento cristallino e mixa sapientemente rap e melodie, strofe serrate e ritornelli apertissimi, momenti d’amore, situazioni leggere e racconti introspettivi e impegnati, caratterizzati da una profondità fuori dal comune che ha conquistato con la sua freschezza e la sua autenticità.

Sanremo, Rossi (Rai): con Stefano De Martino investiamo sul futuro

Sanremo, 1 mar. (askanews) – “Innanzittutto c’è un atto di generosità straordinaria di Carlo, è la prima volta nella storia della Rai e di Sanremo che avviene un passaggio di testimone così in diretta, con Stefano De Martino che si commuove, resterà credo negli annali, era importante per far vedere la capacità di programmazione dell’azienda”. Lo ha detto Giampaolo Rossi, amministratore

delegato della Rai, parlando della prossima edizione del Festival di Sanremo all’indomani della notizia del nuovo direttore artistico fatta in diretta da Carlo Conti.

La scelta di Stefano De Martino, come conduttore e direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo, “non è una scelta estemporanea” e “nasce proprio da un ragionamento molto serio di un investimento anche sul futuro. Stefano Di Martino è stato un investimento per la Rai qualche anno fa e continua ad esserlo oggi. È l’idea di incarnare un modello di intrattenimento che potrà essere costruito nei prossimi mesi” ha aggiunto.

Crosetto sta rientrando in Italia con un aereo militare

Roma, 1 mar. (askanews) – “Sto rientrando in Italia continuando a gestire da ieri la situazione delicata con tutti gli strumenti tecnici necessari per farlo anche all’estero. Rientrerò come ovvio da solo, per evitare l’esposizione ad ulteriori pericoli ad altri che viaggiando con me in condizioni attuali possono essere messi a rischio. Lo farò ovviamente con un aereo militare, e lascerò qui la mia famiglia (che comprende la scelta), dopo essermi sincerato che per loro, come per gli altri cittadini italiani e stranieri, non ci siano rischi rilevanti se non quelli di nefasta casualità”. Lo scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto, che si trovava a Dubai quand’è rimasto ‘bloccato’ negli Emirati Arabi Uniti a causa degli attacchi di Israele e Usa contro l’Iran. “Continuo a lavorare, per loro come per altri, per trovare una soluzione veloce e sicura a totale supporto dell’unità di crisi della Farnesina”, sottolinea il ministro della Difesa.

“Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato, in modo tale da togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato”, aggiunge.

“Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica e vorrei rassicurare sul fatto che non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni ed ancor meno per la quantità dell’impegno e per la dedizione all’Istituzione. Sulla qualità diranno altri. Non penso – scrive il titolare della Difesa – si possa strumentalizzare una situazione creatasi per eventi, l’attacco a Dubai, che non erano considerati tra le ipotesi di risposta iraniana, nelle tempistiche e nei modi con cui sono avvenuti e si sono concretizzati, proprio perché nell’ultima crisi, più violenta di questa, gli Emirati furono esclusi dalla reazione e l’aeroporto di Dubai rimase aperto”.

“Ciò detto la mia presenza qui ieri e questa notte è stata utile nella gestione della crisi in corso e nei rapporti con gli Eau. Così come lo sono state le interlocuzioni con i miei colleghi europei e mediorientali oggi e quella che avrò con il Pentagono questa sera tardi”.

Sci, a Garmisch vince la nebbia, SuperG uomini cancellato

Roma, 1 mar. (askanews) – A Garmisch vince la nebbia: dopo una ripetuta serie di rinvii, la giuria di gara si è vista costretta a cancellare il superG che avrebbe completato il programma della tappa tedesca di Coppa del Mondo.

La fascia di nubi basse che ha abbracciato sin dalla prima mattina la parte alta del Kandahar insieme alla costante pioggerella non hanno dato le adeguate condizioni di sicurezza per disputare la sfida bavarese.

L’appuntamento con il massimo circuito maschile è dunque fissato per il prossimo fine settimana a Kranjska Gora (Slovenia) dove si disputeranno un gigante ed uno slalom.

Calcio, Cremonese-Milan 0-2, decidono Pavlovic e Leao

Roma, 1 mar. (askanews) – Il Milan sbanca lo “Zini” nel finale e batte 2-0 la Cremonese, decidendo una gara bloccata fino al 90′. A sbloccarla è Pavlovic di testa, poi nel recupero Leao chiude i conti in contropiede.

La partita resta in equilibrio per oltre ottanta minuti. Nel primo tempo i grigiorossi partono forte e sfiorano il vantaggio con Bonazzoli e Vardy, ma il Milan cresce alla distanza e crea le occasioni più nitide: Leao spreca clamorosamente davanti ad Audero, che nel finale di frazione salva anche su Pulisic e Fofana con due interventi decisivi.

Nella ripresa il copione non cambia. Al 60′ Audero è ancora protagonista su Leao, servito da Rabiot. La Cremonese risponde con Luperto e Vandeputte, senza trovare lo specchio. Allegri cambia assetto e uomini, inserendo forze fresche in attacco, mentre Nicola prova a rimescolare le carte.

All’86’ Modric pennella in area per Fullkrug che svetta ma manda alto. All’89’ Bartesaghi scatta sulla sinistra e conquista un corner, ma si ferma toccandosi la coscia ed è costretto a uscire. Sugli sviluppi del tiro dalla bandierina, al 90′, Pavlovic svetta di testa e batte Audero. Il Var controlla per un possibile tocco di mano, poi convalida: Milan in vantaggio.

La Cremonese prova a reagire ma nel recupero si scopre. Al 94′ contropiede rossonero: Nkunku appoggia per Leao che deposita a porta vuota per il definitivo 2-0. Subito dopo il gol Pavlovic va ad abbracciare Bartesaghi, protagonista nell’azione del corner e uscito infortunato.

Calcio, risultati di A, Milan a -10 dall’Inter

Roma, 1 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 27esima giornata dopo Cremonese-Milan 0-2

27^ GIORNATA Parma-Cagliari 1-1, Como-Lecce 3-1, Verona-Napoli 1-2, Inter-Genoa 2-0, Cremonese-Milan 0-2, ore 15 Sassuolo-Atalanta, ore 18 Torino-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 2 marzo ore 18.30 Pisa-Bologna, ore 20.45 Udinese-Fiorentina.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 53, Roma 50, Como 48, Juventus 46, Atalanta 45, Bologna 36, Sassuolo 35, Lazio 34, Parma 33, Udinese 32, Cagliari 30, Torino, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

28^ GIORNATA venerdì 6 marzo 20.45 Napoli-Torino, sabato 7 marzo 15.00 Cagliari-Como, 18.00 Atalanta-Udinese, 20.45 Juventus-Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce-Cremonese, 15.00 Bologna-Verona, 15.00 Fiorentina-Parma, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Centinaia di navi cariche di petrolio e Gnl bloccate davanti a Hormuz

Roma, 1 mar. (askanews) – Almeno 150 petroliere, tra cui navi per il trasporto di greggio e Gnl, hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo, davanti allo Stretto di Hormuz. Lo scrive Al Jazeera.

Altre decine sarebbero ferme dall’altra parte dello Stretto. Secondo le stime dell’agenzia di stampa Reuters basate sui dati di tracciamento delle navi della piattaforma MarineTraffic, le petroliere sono raggruppate in acque aperte al largo delle coste dei principali produttori di petrolio del Golfo, tra cui Iraq e Arabia Saudita, nonché del gigante del Gnl Qatar.

L’Iran ha attaccato la petroliera Skylight, battente bandiera di Palau, mentre attraversava lo Stretto di Hormuz, al largo delle coste dell’Oman. 4 marinai sono rimasti feriti nell’attacco. L’intero equipaggio è stato evacuato.

Iran, Tajani: migliaia telefonate, normale non avere subito una risposta

Roma, 1 mar. (askanews) – “È chiaro che quando ci sono migliaia e migliaia di telefonate qualcuno può non avere una risposta immediata però proprio per questo abbiamo, tra ieri e oggi, incrementato il numero delle linee telefoniche nel consolato di Italia a Dubai e abbiamo costituito questa task force di 50 persone che sono operative a occuparsi soltanto degli italiani. Non si occupano degli altri problemi, cioè militari o politici, ma solo di assistere gli italiani”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina.

“Con la nuova direzione generale degli italiani all’estero abbiamo creato insieme all’unità di crisi questa task force, che ha lo stesso numero dell’unità di crisi ma è un centralino che smista alla task force “, ha detto il ministro mostrando un cartello con il numero di telefono “0636225”.

Tajani: l’Italia informata da Israele quando l’attacco all’Iran era già iniziato

Roma, 1 mar. (askanews) – “Noi siamo stati informati dal governo israeliano quando l’attacco” contro l’Iran “era in corso”, quando “era partito il primo attacco. Mi ha chiamato il ministro” degli Esteri “Gideon Sa’ar per dirmi quello che stava facendo e quello che stavano facendo insieme agli americani in piena sintonia politica e militare, quindi ieri mattina, presto, quando l’attacco era già iniziato”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina.

“È stato un lungo colloquio, l’obiettivo era quello di informare l’Italia dell’attacco che stavano portando” avanti, ha aggiunto Tajani.

“Mi auguro che” il ministro della Difesa Guido Crosetto “rientri prima” del 7 marzo da Dubai, quando dovrebbe riaprire lo spazio aereo degi Emirati Arabi Uniti. “Io personalmente non lo sapevo”, ha risposto Tajani alla domanda se il governo fosse a conoscenza della partenza di Crosetto per Dubai.

“Lui è partito prima” dell’attacco, ha spiegtao Tajani, “noi siamo stati informati dal governo israeliano quando l’attacco era in corso, quando era partito il primo attacco”.

Carlo Conti: "Sono felice, è stato un lavoro durato 5 anni, 3+2″

Sanremo, 1 mar. (askanews) – “Mi sono fermato solo per ringraziarvi, devo tornare a casa a riorganizzare le mia vita, portare a scuola mio figlio. Sono un felice, è stato un lavoro durato 5 anni, 3+2 e sono soddisfatto di vedere i risultati. Vado via con via con medaglia d’oro e di bronzo” ha detto Carlo Conti congedandosi dalla sala stampa alla fine del Festival di Sanremo.

“Ho chiesto all’azienza fortemente di fare questo passaggio di consegne in video, mi sono trovato in mezzo a un festival del passato di Pippo Baudo e quello del futuro di Stefano De Martino” ha detto Conti prima di lasciare la sala stampa con un speciale per Bruno, il pescatore che lo ha portato in barca in questi giorni, alla città di Sanremo che lo ha sempre accolto.

Incontrare William Kentridge: "Direi al me 18enne che ce la farà"

Milano, 1 mar. (askanews) – William Kentridge è uno dei grandi protagonisti della scena dell’arte contemporanea, le sue opere hanno attraversato tante pratiche e hanno dato una forma alla storia dell’apartheid e della società che è venuta dopo, ma soprattutto hanno dimostrato una mobilità e una capacità di lavorare lungo uno spettro ampio e mai rigidamente definibile. Skira gli dedica ora una monografia della nuova serie Milestones, che vuole essere un’immersione nel suo lavoro.

Lo abbiamo incontrato a Milano e gli abbiamo chiesto in che modo un artista guarda a questo grande catalogo della sua opera e della sua vita. “Credo che si debba guardare dietro con gli occhi del te stesso 18enne – ci ha risposto – e che si debba dire a quel giovane te stesso di non preoccuparsi: in 40 anni i tuoi lavori saranno esposti in tanti musei, avrai queste mostre, e la tua opera sarà riconosciuta e premiata. Sarebbe stato un tale sollievo per quel 18enne non avere l’ansia sul suo futuro, non chiedersi continuamente se avrò successo e se qualcuno guarderà a quello che faccio. Tutto quel panico che si innescava… oggi mi dispiace per quel me di 18 anni”.

Nato a Johannesburg nel 1955, Kentridge ha raggiunto notorietà internazionale soprattutto con i suoi film di animazione, opere che hanno ridefinito un paradigma e che mantengono una grande potenza, nonostante la semplicità formale. La sua storia personale e quella del Sudafrica passano nei lavori ed è forse scontato, ma anche naturale, chiedergli a un certo punto che cosa può fare un artista davanti al tempo presente e alle sue asperità. “Mi è sempre piaciuta la risposta di Gabriel Garcia Marquez alla domanda su quale sia il dovere di un artista di uno scrittore – ci ha detto -. Lui disse che il dovere rivoluzionario di uno scrittore è quello di scrivere bene, di lavorare al meglio e coscienziosamente nel suo studio. Questo è ciò che fa un artista, questo è ciò che fa la differenza. Come cittadino è diverso, puoi sostenere questa protesta o quel movimento, ma questa cosa secondo me non c’entra con il lavoro che fai in studio”.

Il mondo però intorno continua a esistere, continua a colpire. E, partendo dall’idea di fare il lavoro al meglio, l’arte che impatto reale può avere sulla società? “Ha un impatto sugli individui e gli individui danno alla società la sua forma – ha concluso Kentridge -. Talvolta molte persone sono colpite da una stessa opera d’arte, talvolta vale a livello di singolo. Pensateci, ci sono alcuni film o alcuni libri o dei brani musicali che in certi momenti della vita ti confermano come ti senti e chi sei oppure ti mostrano qualcosa di nuovo. Io credo che il ruolo delle arti nel modo in cui noi ci definiamo e ci percepiamo è molto centrale e importante. Per me è questo l’impatto dell’arte, piuttosto che un’azione diretta”.

L’intervista sa finendo, ma continuiamo a guardare William Kentridge, che a Milano ha portato suoi lavori sia nella nostra di Palazzo Reale sulla Metafisica sia da Lia Rumma e a Palazzo Citterio, con la sensazione di avere incontrato una grandezza, una eccezionalità, pur sotto un aspetto se volete comune. Ma che lascia il segno e che, un po’, potrebbe cambiare anche chi lo ha intervistato. Forse, chissà. (Leonardo Merlini)

L’Opec+: ad aprile aumenteremo la produzione di greggio, +206mila barili al giorno

Roma, 1 mar. (askanews) – L’Opec+, Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman, annuncia che gli otto membri aumenteranno la produzione di petrolio di 206.000 barili al giorno ad aprile. Era atteso un aumento di 137mila barili al giorno.

“Alla luce di una stabile prospettiva economica globale e degli attuali solidi fondamentali del mercato – spiega l’Opec+ in una nota al termine del meeting di oggi – come riflesso delle basse scorte di petrolio, gli otto paesi partecipanti hanno deciso di riprendere la liquidazione degli
1,65 milioni di barili al giorno di aggiustamenti volontari aggiuntivi annunciati nell’aprile 2023 e hanno concordato un aggiustamento della produzione di 206 mila barili al giorno”.

“I paesi continueranno a monitorare e valutare attentamente le condizioni di mercato e, nel loro continuo impegno a sostenere la stabilità del mercato, hanno ribadito l’importanza di adottare un approccio cauto e di mantenere la massima flessibilità per aumentare, sospendere o invertire la graduale eliminazione degli aggiustamenti volontari della produzione, inclusa l’inversione degli aggiustamenti volontari precedentemente implementati di 2,2 milioni di barili al giorno annunciati nel novembre 2023”, sottolinea la nota.

Gli otto paesi Opec+ terranno riunioni mensili per valutare le condizioni di mercato, la conformità e la compensazione. Gli otto paesi si incontreranno il 5 aprile 2026.

Sci, Goggia: "Oggi sono davvero contenta, devo stare sul pezzo"

Roma, 1 mar. (askanews) – Sofia Goggia torna al successo, il ventottesimo della carriera che porta a quota 68 il proprio bottino di podi in Coppa del Mondo. L’acuto nel superG di Soldeu è la seconda vittoria di una stagione che l’ha vista medagliata olimpica in discesa per la terza volta consecutiva. “Oggi sono davvero contenta, ho fatto una bella gara nel complesso, all’interno di un weekend molto solido. Credo che tra ieri ed oggi la differenza non sia stata molta, ho spinto di più ma è stata soprattutto la strategia diversa in entrata muro a lanciarmi oggi. Ho fatto una gran gara, tutta all’attacco anche nei due punti dove era necessario stare più attenti. Anche se quando ho tagliato il traguardo non ero così sicura di poter vincere, per via di un paio di grattate sul muro. Ieri ero molto consapevole che nel tratto centrale ci fosse stato qualcosa che non andava: pagava di più stare alti prima dell’ingresso nel muro ed aver sistemato quel dettaglio mi ha portato a vincere”.

Un successo che permette di rafforzare il primato nella classifica di specialità. “Sono contenta delle mie prove in superG: credo sia frutto del tanto lavoro fatto anche in gigante, in questa disciplina che è perfetto connubio tra tecnica e velocità. La realtà dice però che c’è da rimanere sul pezzo: martedì ripartiamo già verso la Val di Fassa e ci saranno tante gare nel giro di poche settimane. La Coppa di specialità rimane un sogno e mantengo la concentrazione giorno per giorno per provare a realizzarlo. Ho feeling anche con la discesa, ma è stata una stagione particolare: sono partita bene a St. Moritz, ho sbagliato io in Val d’Isere ed in gennaio ho pagato piste e condizioni a me poco adatte. Poi il bronzo alle Olimpiadi e qui sono stata terza venerdì sapendo di aver accumulato tutto nella parte alta”.

Il quinto posto permette a Laura Pirovano di archiviare un altro ottimo piazzamento, sempre e costantemente a ridosso del podio. “Sono più contenta di ieri, mi sono sentita meglio e ho sciato meglio. So che quando la pista è rovinata mi manca la fiducia ma oggi ho tenuto fino in fondo. Quando ho visto che ero quinta mi son detta… “Eh, orami sono sempre lì”: sono molto orgogliosa di essere sempre tra le prime, manca sempre quel pizzico e continuerò a provarci ogni giorno. Ora non vedo l’ora di essere in Val di Fassa: ho tanti bei ricordi su La VolatA”.

Federica Brignone ha condotto una gara parallela a Goggia nella parte più tecnica del tracciato: “Rispetto a ieri ho corretto la linea nel salto prima del piano, ma sopra non ho ancora la giusta confidenza nei salti. Peccato perchè non sono riuscita ad esprimermi al mio livello per tutta la gara: nella parte bassa ho saputo sciare allo stesso livello di Sofia. E’ stata una settimana tosta, ma mi piace tanto essere qui e stare nel gruppo, con le altre ragazze. Sono felice di stare così, poi vedremo giorno per giorno”.

MotoGp: Marquez ritiro per foratura: "Gomma esplosa sul cordolo"

Roma, 1 mar. (askanews) – Gara sfortunata per Marc Marquez nel Gran Premio di Thailandia. Sul tracciato del Chang International Circuit, il campione del mondo in carica è costretto al ritiro al 22° dei 26 giri mentre occupa la quarta posizione, a causa di una foratura alla gomma posteriore della sua Ducati Desmosedici GP26. Ai microfoni di Sky Italia, Marquez conferma la sua versione: “Secondo me la gomma è esplosa sul cordolo. Mi è partito il posteriore alla curva sì, ma secondo me era normale, ero entrato forte. Ho visto che mi partiva dietro e allora mi sono detto di andare sulla parte più sicura, ovvero fuori dalla pista e rientrare, anche se perdevo tempo. Solitamente il problema è quando rientri in pista, perché questo tipo di cose succedono là e invece è accaduto andando fuori, non so perché. Secondo me è stato il cordolo che ha fatto esplodere tutto. La fortuna è che non sono caduto”.

Il pilota spagnolo lascia intendere che il podio è alla portata: “Oggi soffriamo, ma il secondo posto è possibile. Stavamo soffrendo, ma alla fine mi sentivo forte almeno per fare terzo o anche ottimisticamente secondo. La mia strategia di gara è chiarissima: all’inizio voglio risparmiare fisico e gomme e quando mancano 10 giri dare tutto. All’inizio perdo, ma poi mi riprendo. Non abbiamo fortuna, perché 100 piloti saltano quel cordolo e non succede mai niente”.

La ricostruzione è confermata anche da Piero Taramasso, responsabile Michelin per la MotoGp, ai microfoni di Canal+: “La foratura avviene sul cordolo, è quello che ci dice Marc. L’unico errore che commette è andare largo e colpire il cordolo: il cerchione si deforma, l’aria esce e la gomma si sgonfia. Peccato, perché in quel momento è il più veloce in pista”.

Secondo Taramasso, quello dei cordoli è un tema ricorrente nel weekend thailandese: “Abbiamo questo problema per tutto il fine settimana. Molte ruote tornano deformate perché fa molto caldo, le gomme sono morbide e i cordoli sono molto aggressivi. Anche ieri c’è una perdita di pressione all’anteriore di Martin per lo stesso motivo”.

Con il ritiro di Buriram, Marquez lascia la Thailandia con 9 punti complessivi, a 23 lunghezze dal leader Acosta e a 16 da Bezzecchi, in una classifica che ora si complica.

L’accorato appello del Papa: fermare la sprirale di violenza

Città del Vaticano, 1 mar. (askanews) – “Rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile. Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli che anelano a una convivenza pacifica fondata sulla giustizia e continuiamo a pregare per la pace”. “Cari fratelli e sorelle, seguo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran in queste ore drammatiche. La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche né con le armi che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e  responsabile. dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi”.

Tajani ringrazia il premier del Qatar per l’assistenza agli italiani

Roma, 1 mar. (askanews) – “Ho ringraziato il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, per garantire la sicurezza e l’assistenza a tutti gli italiani in Qatar”. Lo ha affermato sui social il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio italiano, Antonio Tajani.

“Gli ho espresso gratitudine e solidarietà per gli attacchi che stanno subendo anche in questi momenti dall’Iran”, ha aggiunto il capo della diplomazia italiana, “La nostra ambasciata a Doha, i nostri diplomatici e funzionari seguono tutti i nostri connazionali. Un pensiero anche ai nostri militari impegnati nella base di Al Udeid”.

Sci, Sofia Goggia vince il SuperG di Soldeu

Roma, 1 mar. (askanews) – Sofia Goggia ha vinto in 1.25.95 il SuperG di coppa del mondo a Soldeu (Andorra). A 34 anni è il suo 28mo successo in carriera e il secondo stagionale. Sul podio con Goggia, la tedesca Emma Aicher in 1.26.19 e la norvegese Lie Kajsa Vickhoff in 1.26.26. Quinto posto per Laura Pirovano in 1.26.72. Federica Brignone, campionessa olimpica di superG oltre che di gigante, ha chiuso invece ottava in 1.26.94. Goggia si conferma nettamente in testa nella corsa per la classifica della coppa di disciplina con 420 punti, inseguita dalla neozelandese Alice Robinson, oggi settima, a 336 punti quando mancano due gare alla fine della stagione. La coppa del mondo donne torna ora in Italia, nella trentina Val di Fassa. Da venerdì a domenica prossima sono in programma due discese e un superG. Federica Brignone – con la gamba sinistra sempre sofferente – come da lei stessa anticipato – dovrà decidere sulla partecipazione anche a queste gare. Proprio in Val di Fassa il 3 aprile dello scorso anno Federica fu vittima della caduta che la bloccò per parecchi mesi.

MotoGp, Bezzecchi: "Dopo l’errore di ieri importante rifarsi"

Roma, 1 mar. (askanews) – Dal primo all’ultimo giro in testa, con oltre cinque secondi di margine e la sensazione di controllo totale. Marco Bezzecchi domina il Gran Premio di Thailandia al Chang International Circuit, si lascia alle spalle la caduta di ieri e firma una delle prove più solide della stagione per l’Aprilia Racing.

“Sono molto molto contento perché dopo ieri, che è un errore che ci stava ma che fa sempre male, era importante cercare di rifarsi oggi”, dice a fine gara. “Avevo chiara in testa una strategia da poter provare a fare, ma era importante partire bene. Ce l’ho fatta, sono partito meglio di ieri e dopo ho cercato di gestire bene le gomme anche se stavo forzando chiaramente per cercare di mettere un po’ di distacco tra me e il secondo. E dai, sono contento, i ragazzi sono stati bravissimi e quindi cerchiamo di continuare così”.

Il consumo della posteriore fa la differenza su una pista tradizionalmente severa con gli pneumatici. Bezzecchi allunga fino a quattro secondi su Raul Fernandez e tiene un ritmo che resta inesorabile fino alla bandiera a scacchi.

“Perché all’inizio per andare via stavo chiaramente spingendo, però avevo ben chiari i punti dove poter spingere un po’ di più e altri dove toccava invece essere un po’ più conservativi”, spiega. “Questa è una pista un po’ maledetta per certi aspetti della gomma e quindi anche dove magari delle volte non fai attenzione, come possono essere i movimenti che fai sui rettilinei, qua fanno la differenza e quindi ho cercato semplicemente di guidare il più pulito possibile e mi veniva bene. La moto funzionava bene, quindi diciamo che è stato un insieme di cose. Sono molto soddisfatto”.

La superiorità della RS-GP emerge anche dal risultato complessivo: quattro Aprilia nei primi cinque posti. Un segnale forte per la casa di Noale.

“Vuol dire che sono stati bravi i ragazzi quest’inverno a fare delle cose buone in Aprilia perché ci hanno portato tante cose da provare”, osserva Bezzecchi. “Non è stato facile ai test riuscire a provare bene tutto, ad avere sempre chiaro cosa fosse meglio e cosa fosse un pelo peggio, perché i test spesso ti portano un po’ fuori strada visto che la pista diventa sempre fantastica. Però loro sono stati bravi e sono contento”.

Resta anche il peso mentale della caduta di ieri, superata già dalle prime curve di oggi. “Stamattina è stata tosta perché comunque ho cercato di entrare come se ieri non fosse successo niente e ho subito preso due o tre rischi importanti. Quindi mi sono detto di fare un respiro perché sennò avrei fatto i danni anche oggi. Dopo in gara sono partito fortunatamente forte e ho cercato di stare un po’ più tranquillo e mi è venuto tutto un pelo meglio. Dopo un po’ di giri mi sono dimenticato di ieri”.

La Farnesina crea la "Task Force Golfo" per assistere gli italiani

Roma, 1 mar. (askanews) – E’ in corso alla Farnesina una riunione del ministro degli Esteri Antonio Tajani con gli ambasciatori in Iran e della regione per valutare l’andamento delle operazioni militari di Israele e Stati Uniti. Il ministro – fa sapere la Farnesina in una nota – ha creato una “Task Force Golfo” che rafforzerà il lavoro dell’Unità di Crisi e sosterrà l’impegno delle ambasciate e dei consolati nella regione per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza delle migliaia di cittadini bloccati nei paesi del Golfo.- Il Governo italiano – prosegue la nota – ha accolto con favore la collaborazione che i governi del Golfo e le loro linee aeree stanno offrendo ai cittadini bloccati, innanzitutto offrendo assistenza per alloggiare in albergo. L’ambasciata negli Emirati e quella in Qatar sono riuscite a far spostare dagli aeroporti in alberghi tutti i passeggeri in attesa. Al momento non ci sono previsioni di riapertura degli aeroporti.

A Rimini i giovani iraniani universitari festeggiano in piazza

Rimini, 1 mar. (Askanews) – Ballano, scandiscono slogan, festeggiano sotto lo sguardo severo di Papa Paolo V Borghese: sono tutti iraniani, studenti universitari del campus di Rimini dell’Università di Bologna, accorsi in centro a piazza Cavour nella cittadina romagnola in questo sabato sera di fine febbraio, per celebrare la morte dell’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran ucciso nei bombardamenti Israele-americani su Teheran.

“Si, è morto davvero. Siamo molto contenti. Siamo tutti studenti” dice una ragazza. Per loro nessun dubbio sul futuro, l’essenziale è oggi: “È un giorno importante anzi per me è il giorno più importante” dice un altro ragazzo. “Siamo molto felici e non riusciamo a smettere di festeggiare”.

Putin: l’uccisione di Khamenei "cinica violazione" di ogni norma

Roma, 1 mar. (askanews) – Il presidente della Russia, Vladimir Putin, ha condannato nei termini più duri l’uccisione del leader supremo dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, e dei membri della sua famiglia, definendolo un atto compiuto con cinica violazione di tutte le norme del diritto internazionale. Lo indica un comunicato pubblicato sul sito del Cremlino.

“Le porgo le mie più sentite condoglianze per l’assassinio del leader supremo della Repubblica Islamica dell’Iran, Ali Khamenei, e dei membri della sua famiglia, perpetrato con cinica violazione di tutte le norme della morale umana e del diritto internazionale”, si legge nella nota.

Obesità, tra consapevolezza e percezione di sé: edulcoranti alleati

Roma, 2 mar. (askanews) – In Italia oggi l’obesità colpisce il 12 per cento della popolazione adulta, pari a oltre 6 milioni di persone. Secondo uno studio di AstraRicerche per il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food – realizzato in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità – esiste un evidente divario tra consapevolezza generale su questa patologia e percezione di sé di fronte alla bilancia. Tre italiani su quattro riconoscono obesità e sovrappeso come gravi rischi per la salute e la maggioranza della popolazione è consapevole delle cause e dei principali fattori di prevenzione. L’indagine riconosce anche un ruolo utile e funzionale agli edulcoranti nel ridurre apporto calorico e assunzione di zuccheri. Eppure, sebbene l’8,9% degli intervistati risulta clinicamente obeso, solo il 2,7% si definisce tale.

“Siccome l’obesità e il sovrappeso – ha detto ad askanews Luca Piretta, medico gastroenterologo e nutrizionista dell’Università Campus Bio Medico di Roma – sono malattie multifattoriali nelle quali il ruolo dell’alimentazione è molto importante, i dolcificanti possono rappresentare un valido sostituto degli zuccheri semplici che non devono superare il 15% del totale delle calorie. per una serie di ragioni in primis, perché non avendo calorie non vanno a incidere sul peso e sul sovrappeso secondo non alzano la glicemia e possono essere d’aiuto per i pazienti con iperglicemia o diabete mellito”.

La ricerca mostra che gli italiani sanno come correre ai ripari per contrastare sovrappeso o obesità. Mangiare sano, muoversi di più e svolgere attività fisica regolare sono le strategie indicate da più di 6 connazionali su 10. Gli edulcoranti vengono promossi come alleati funzionali per ridurre l’assunzione calorica: la maggioranza sa che possono essere usati a casa al posto dello zucchero e che rappresentano uno strumento utile nel supportare le linee guida nutrizionali sulla riduzione degli zuccheri e nel controllo della glicemia. Gli utilizzi più diffusi sono nel caffè e nelle bevande calde, ma i giovani li sperimentano anche nella preparazione di dolci e per dolcificare yogurt, cereali e frullati.

“Per combattere l’obesità – ha aggiunto Piretta – ci sono varie strategie da adottare: in primis l’alimentazione. Dobbiamo ridurre l’apporto delle calorie e rispettare i dettami delle linee guida per una sana alimentazione, favorire l’attività fisica, rispettare il ritmo circadiano del nostro mangiare quotidiano, mangiando poco la sera e di più al mattino. Cercare di rispettare il sonno, che è un elemento fondamentale per il nostro stato di salute, e ricordare che la qualità degli alimenti è importante per mantenere il nostro stato di salute con una corretta alimentazione”.

In vista della Giornata Mondiale dell’Obesità del 4 marzo, il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food intende quindi incoraggiare un dibattito sul ruolo utile degli edulcoranti e porre l’accento sull’importanza di promuovere una corretta alimentazione tra le persone che soffrono di questa patologia, in linea con i consigli sulle migliori pratiche per coniugare corretta alimentazione e stile di vita sano.

Larijani: colpiremo Usa e Israele con una forza senza precedenti

Roma, 1 mar. (askanews) – Il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ha promesso di colpire Stati Uniti e Israele con una forza senza precedenti dopo il loro attacco contro la repubblica islamica che ha provocato la morte della guida suprema della repubblica islamica, Ali Khamenei.

“IERI L’IRAN HA LANCIATO MISSILI CONTRO GLI STATI UNITI E ISRAELE, E HANNO FATTO DEL MALE. OGGI LI COLPIREMO CON UNA FORZA CHE NON HANNO MAI CONOSCIUTO”, ha dichiarato Ali Larijani in un messaggio pubblicato su X, adottando lo stile di scrittura in maiuscolo caro a Donald Trump sul suo social Truth.

Al televoto di Sanremo Sayf preferito a Sal Da Vinci. Arisa terza

Sanremo, 1 mar. (askanews) – Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo, ha battuto Sayf con una differenza dello 0,3% sul totale. Ma è il televoto a rilasciare una classifica che vede in testa Sayf con il 26,4%, seguito da Sal Da Vinci, con il 23,6%. Altra sorpresa, Arisa è stata preferita a Ditonellapiaga (19,2% contro il 18,9%).

Ecco le percentuali complete della Super Finale: Sal Da Vinci – Totale: 22,2% – Televoto: 23,6% Sayf – Totale: 21,9% – Televoto: 26,4% Ditonellapiaga – Totale: 20,6% – Televoto: 18,9% Arisa – Totale: 18,9% – Televoto: 19,2% Fedez & Marco Masini – Totale: 16,5% – Televoto: 11,9%

Gli Emirati Arabi Uniti avvertono l’Iran: la vostra aggressione è un errore, siete isolati

Roma, 1 mar. (askanews) – Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati Arabi Uniti, afferma che gli attacchi dell’Iran nel Golfo hanno isolato il Paese, avvertendo Teheran di non prendere di mira i paesi vicini, mentre la sua campagna di ritorsione nella regione è entrata nel suo secondo giorno.

“L’aggressione iraniana contro gli stati del Golfo è stata un errore di calcolo e ha isolato l’Iran in un momento critico. La vostra guerra non è contro i vostri vicini”, ha affermato il diplomatico come riportato da Al Jazeera.

“Tornate alla ragione, al vostro ambiente e trattate i vostri vicini in modo razionale e responsabile prima che il cerchio dell’isolamento e dell’escalation si allarghi”.

Teheran: il presidente Pezeshkian è al sicuro e in buona salute

Roma, 1 mar. (askanews) – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è al sicuro e in buona salute. Lo ha dichiarato il vice capo delle comunicazioni del suo ufficio, Mehdi Tabatabaei.

“Il presidente dell’Iran è in completa sicurezza e salute”, ha scritto Tabatabaei su X. In precedenti articoli di stampa, Pezeshkian era stato indicato come uno degli obiettivi dei raid israeliani e statunitensi in Iran, insieme alla Guida suprema Ali Khamenei, la cui morte era stata confermata in precedenza nella giornata.

L’esercito di Teheran e il corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica hanno promesso di vendicare la morte di Khamenei.

Iieri sera festa a Roma (e in altre città) per la morte di Khamenei

Roma, 1 mar. (askanews) – “Hai detto che venivià Qui siamo in tanti, ci siamo voluti essere tutti ieri sera. E’ stata una giornata meravigliosa”. Dice così uno degli organizzatori del presidio spontaneo che ieri sera ha occupato piazza San Giovanni in Laterano, a Roma. Una manifestazione in favore dell’attacco Usa all’Iran, un brindisi alla faccia di quell’Ayatollah Khamenei che è stato ucciso. “Non sappiamo quello che succederà, come non lo sapevano i vostri nonni o padri nel ’45 quando finì la guerra. Dopo tanti anni di Mussolini e Hitler”, continua con la voce rotta dall’emozione.

I rappresentanti del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, per molto tempo in esilio a Londra, sono sommersi di messaggi in queste ore. “Vorremmo rispondere a tutti, ma ancora non sappiamo. Ci chiedono degli amici o dei familiari però adesso è complicato”. I brevi video che arrivano tramite i social raccontano di piazze in festa, come a Roma od a Genova. “Siamo studenti, camerieri, imprenditori, sarti – continua Mahmoud, 39 anni – siamo in Italia da poco però vogliamo bene al vostro paese che ci ha dato ospitalità”.

Ieri sera è stato speciale, però. “Avrei voluto che non finisse mai – continua- Non credevo in Trump eppure lui lo ha fatto. Una mia cugina è stata quasi ammazzata per la strada durante il periodo delle proteste per Mahsa Amini. Lei non portava il velo e nemmeno le sue amiche. Nessuno le aveva mai detto nulla. Poi un giorno, dopo essere stata all’università, uno l’ha presa per i capelli e l’hanno picchiata”.

Sono tante le storie che si ascoltano, adesso, tra lacrime e sorrisi. Con il telefono sempre acceso per vedere se arrivano messaggi, indicazioni, notizie. “Studio qui da poco – dice adesso una ragazza che lavora part time da un parrucchiere molto noto su via Tuscolana – sono arrivata perché la mia famiglia ha pagato uno del regime. Khamenei è stato responsabile di tanti miei amici e compagne. Lui rappresentava il dolore, ma ora c’è solo gioia. Ora lasciateci piangere e cantare”.

MotoGp, Bezzecchi trionfa in Thailandia, Marquez ko per foratura

Roma, 1 mar. (askanews) – Dominio totale di Marco Bezzecchi nel Gran Premio di Thailandia. Il pilota dell’Aprilia Racing comanda dalla prima all’ultima curva al Chang International Circuit e vince con oltre cinque secondi di vantaggio su Pedro Acosta, mentre Raul Fernandez chiude terzo. Alla fine è dominio Aprilia con quattro moto di Noale nelle prime cinque.

Bezzecchi scatta bene, mantiene la testa alla partenza e da subito impone il ritmo. Giro dopo giro allunga: prima un secondo, poi due, poi oltre tre secondi e mezzo. A dieci tornate dalla fine il margine è già incolmabile. Gestisce senza sbavature, non commette errori e negli ultimi giri controlla, mentre alle sue spalle infuria la battaglia per il podio.

Acosta nel finale supera Raul Fernandez e si prende la seconda posizione. Fernandez prova a resistere nonostante un problema alla spalla accusato in mattinata, ma deve accontentarsi del terzo posto. Subito dietro è festa Aprilia: Jorge Martin è quarto e Ai Ogura quinto, con quattro RS-GP nelle prime cinque posizioni.

Il colpo di scena arriva a sei giri dalla fine: Marc Marquez, mentre è quarto e in piena corsa per il podio, fora la gomma posteriore. La sua moto perde rendimento, è costretto a rallentare e poi al ritiro. Poco dopo cade anche Alex Marquez, bandiera gialla e finale amaro per i due fratelli. Gara complicata per Francesco Bagnaia: resta a lungo nelle retrovie, perde posizioni nella seconda metà di gara e chiude nono.

A Buriram, sotto i 35 gradi e con il 40% di umidità, Bezzecchi firma così una prova di forza: domina dall’inizio alla fine e lancia un segnale chiaro al campionato.

Israele: Khamenei ucciso a Teheran in una operazione di precisione

Roma, 1 mar. (askanews) – La Guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, è stata uccisa in un raid aereo israeliano di precisione e su larga scala avvenuto ieri a Teheran. Lo hanno indicato ufficialmente le Idf (Forze di Difesa israeliane).

“Ali Khamenei è stato preso di mira in un’operazione di precisione e su larga scala condotta dall’aviazione israeliana, guidata da informazioni accurate delle Idf, mentre si trovava nel suo complesso centrale di comando nel cuore di Teheran, insieme ad altri alti funzionari”, si legge in un comunicato militare.

L’esercito ha affermato che Khamenei, che ha ricoperto la carica di guida suprema dal 1989, “era direttamente responsabile della violenta repressione dei cittadini iraniani per molti anni”. “Khamenei era l’architetto del piano per distruggere lo stato di Israele ed era conosciuto come la ‘testa del polipo iraniano’, le cui braccia si estendevano in tutto il Medio Oriente fino ai confini dello stato di Israele. Tra queste, la più importante era l’organizzazione terroristica Hezbollah. La Guida suprema del regime iraniano era responsabile degli attacchi terroristici contro lo stato di Israele e il sangue di molti civili di tutto il mondo era sulle sue mani”, hanno affermato le Idf.

Le Idf hanno dichiarato di aver “messo fine a un capitolo durato decenni con l’eliminazione del leader dell’asse terroristico iraniano”.

“La sua eliminazione si aggiunge a una serie di eliminazioni di membri autorevoli dell’asse terroristico condotte dalle Idf durante la guerra”, ha aggiunto il comunicato.

Israele ha colpito il cuore di Teheran, si levano grandi colonne di fumo

Roma, 1 mar. (askanews) – Grandi colonne di fumo sono state viste levarsi da Teheran. Lo scrive l’emittente Al Jazeera.

“Israele afferma che “il cuore di Teheran” è stato colpito L’esercito israeliano afferma di aver colpito “il cuore di Teheran” per la prima volta dall’inizio degli ultimi attacchi tra Stati Uniti e Israele. La dichiarazione pubblicata su Telegram afferma che gli obiettivi sono stati siti governativi, aggiungendo che nei giorni scorsi gli attacchi avevano lo scopo di stabilire la superiorità aerea e spianare la strada verso Teheran.

In Iran il processo di transizione dopo la morte di Khamenei inizierà oggi

Roma, 1 mar. (askanews) – Il processo di transizione in Iran dopo la morte della guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, inizierà oggi stesso, domenica. Lo ha annunciato il principale responsabile della sicurezza del Paese, Ali Larijani.

“Sarà presto formato un consiglio direttivo provvisorio. Il presidente, il capo del potere giudiziario e un giurista del Consiglio dei Guardiani assumeranno la responsabilità fino all’elezione del prossimo leader”, ha dichiarato Ali Larijani, capo del più alto organo di sicurezza iraniano, il Consiglio supremo di sicurezza nazionale.

Larijani è anche ex consigliere di Ali Khamenei. “Questo consiglio sarà istituito il prima possibile. Stiamo lavorando alla sua formazione già da oggi”, ha aggiunto.

Referendum, il No dei cattolici democratici nel nome di Leopoldo Elia

Nella Bicamerale D’Alema fu la voce di Leopoldo Elia, intellettuale e politico democristiano, caposcuola del diritto costituzionale ed anche Presidente della Consulta, a mettere in imbarazzo i fautori di una riforma del Csm un po’ più aggraziata di quella odierna, ma evocativa della stessa pretesa di reinvenzione del giusto processo per il tramite della separazione delle carriere dei magistrati. In Commissione, Elia frenò la spinta che in nome del garantismo aveva come obiettivo il dissinesco degli eccessi di Mani Pulite, inclinando tuttavia a destra la linea del nuovo Partito popolare. Si realizzò in quel passaggio la convergenza con il Polo delle libertà.

Bicamerale 1997: la voce controcorrente di Elia

Ecco, è interessante ricordare quanto avvenne allora perché introduceva una dialettica che la Dc, nel corso del suo lunghissimo e ininterrotto ciclo di governo, mai aveva contemplato e soprattutto mai tradotto in scelte lesive dell’autonomia e indipendenza della magistratura. Neppure, bisogna dire, al tramonto della Prima Repubblica. Infatti, anche di fronte alle picconate di Cossiga la reazione di Piazza del Gesù fu improntata a massima cautela. L’allora vice presidente del Csm, Giovanni Galloni, autorevole vicesegretario ai tempi di Zaccagnini, apparve interprete tenace di una linea di compostezza che rispecchiava la comune sensibilità delle forze storicamente legate al patto costituzionale.

Fedeltà della Dc e del Ppi

Di questa tradizione, vera e propria ossatura della “ideologia democristiana”, si tende a perdere traccia. Il revisionismo abbaglia i custodi di una improbabile ortodossia del giusto processo. Mi riferisco ai “Popolari per il Sì”, guidati dall’on. Zecchino e dal prof. Prosperetti, i quali si appellano al programma del Ppi di Martinazzoli, laddove si legge quel “consentendo alla separazione delle carriere” posto a chiusura del capitoletto sulla giustizia. Chi ebbe la responsabilità di portare all’assemblea di (ri)fondazione del partito il documento programmatico, ovvero il prof. Enzo Balboni, è intervenuto a far chiarezza sul punto contestato. Nell’insieme il tenore della riflessione e della proposta dei popolari ribadiva piena fedeltà alla cultura dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, escludendo revisioni drastiche dell’ordinamento della magistratura.

La posizione del Ppi nel chiarimento di Marini

Perché, dunque, è importante il richiamo ad Elia? Due furono in Bicamerale gli emendamenti che intervenivano sul riordino del Csm e su entrambi il giurista cattolico manifestò il suo dissenso, modulandone la forza. Vale la pena rileggere per intero la dichiarazione riportata negli Atti parlamentari del 28 ottobre 1997: “Signor Presidente, colleghi, ho avuto più volte l’occasione di esprimere la mia opinione contraria all’articolazione del Csm in due sezioni, una per i magistrati giudici, l’altra per i magistrati pubblici ministeri. Ho ritenuto che […] questa disgiunzione […] rappresenti una fuga in avanti e non garantisca quegli effetti positivi che da essa deriverebbero secondo i sostenitori di questa riforma. Pertanto, in coerenza con opinioni fortemente maturate, voterò contro l’emendamento alternativo Fontan C. 122.122 [costituzione di due Csm, ndr] e mi asterrò nella votazione dell’emendamento Follieri S.122.216 che prevede le due sezioni [destinato all’approvazione, ndr]”.

È vero, la posizione di Elia sembrò contraddire la posizione ufficiale del partito, stante l’apporto di altri commissari popolari, tra cui lo stesso Zecchino, da sempre favorevoli alla separazione delle carriere. In ogni caso, il capogruppo alla Camera, Sergio Mattarella, intervenne con una nota formale per precisare che la novità introdotta dalla Bicamerale non era il colpo di maglio alla unicità dell’ordinamento della magistratura. In effetti l’emendamento approvato poteva essere letto in maniera meno dirompente, essendo prevista solo la divisione in due sezioni dell’unico Csm. Nel partito si levarono comunque proteste, tra cui quella molto severa di Luigi Granelli. Fu così che il segretario del partito ritenne necessario intervenire su “Il Popolo” per sgombrare il campo dagli equivoci. “È un’accusa miseravole – scriveva Franco Marini il 31 ottobre – valutare la posizione dei popolari come mossa da un qualsiasi desiderio di rivalsa contro la magistratura. La distinzione delle funzioni – e non delle carriere, che i popolari hanno respinto è un tema all’ordine del giorno da tempo, che l’intera coalizione dell’Ulivo aveva fatto suo nel comune programma elettorale”.

Con Cartabia, non con Nordio

Distinzione, non separazione: con Cartabia, diremmo oggi alla stregua di Marini, non con Nordio. È poca cosa? Ebbene, Elia aveva avvertito tempestivamente che anche la creazione di due sezioni distinte in un unico Csm apriva una voragine. Con la sua intransigenza obbligò il gruppo dirigente del partito a non oltreassare il criterio stabilito nel programma dell’Ulivo. L’illuminante episodio permette di rilevare quanto il senso di quella battaglia si rifranga sull’odierno dibattito. La distinzione delle funzioni, nel quadro della unitarietà della cultura della giurisdizione, sostanzialmente è stata acquisita con la riforma Cartabia. L’appello referendario chiama perciò gli elettori a decidere se l’estremismo del sottosegretario Mantovano – ieri ha fatto un discorso molto duro – diretto a spezzare senza se e senza ma l’omogeneità di formazione e inquadramento dei magistrati, meriti di essere battuto. A riguardo, seguendo la traccia di questa breve ricostruzione storica, non ci sono dubbi: nel nome di Leopoldo Elia, i cattolici democratici non possono che votare No al referendum.

P.S. Così recitava il programma dell’Ulivo del 1996 nel capitolo intitolato Far lavorare meglio i magistrati: Maggiore distinzione tra funzioni del giudice e funzioni del pubblico ministero, con una restrizione delle possibilità di passare dalle une alle altre, senza però arrivare alla separazione delle carriere”.

La crisi della leadership occidentale: l’analisi di Parsi

 Ci sono libri che conservano fascino e attualità a distanza di tempo dalla loro stesura: così è per questo ‘Titanic’ di Vittorio Emanuele Parsi che ho il piacere di rileggere e recensire in questa seconda edizione rinnovata ed ampliata, come è stato in questi giorni per un altro classico della produzione editoriale de il Mulino come ‘Democrazia e definizioni’ di Giovanni Sartori al cui pari il lungo, denso e colto saggio del Professore di Relazioni internazionali e Direttore di ASERI dell’Unicatt di Milano si propone come chiave di lettura imprescindibile per comprendere temi ed evidenze del nostro tempo.

Il sottotitolo di Titanic – ‘Naufragio o cambio di rotta per l’ordine liberale’ – proietta subito il lettore al centro degli avvenimenti ‘domestici e internazionali’ ampiamente dibattuti oggi e lo fa con visione lungimirante e prospettica che va oltre il mero, attuale presente, pur anticipandone le incombenti emergenze.

Preceduto dai lusinghieri apprezzamenti di illustri accademici come G. John Ikenberry, Michael Mastanduno, Matthew Evangelista, Mehran Kamrava, Joseph M. Grieco e accompagnato da una imponente bibliografia (che da sola occupa 70 pagine delle oltre 350 in cui si sviluppa il testo), il lavoro di Parsi è un ‘libro di enorme importanza’, per chiunque voglia comprendere come la politica e l’economia domestica e globale siano giunte a un livello così deplorevole e cosa possiamo fare per costruire un futuro migliore’.

Una chiave interpretativa per il presente

L’analisi politologica è ampiamente sostenuta da un impianto epistemologico strutturato a argomentato nel suo incedere, suffragato da evidenze documentate e da una inusitata capacità ermeneutico-interpretativa che sa andare al focus del problema evidenziato dal titolo: il declino dell’ordine internazionale liberale che sta al crocevia tra il naufragio e un possibile cambio di rotta.

Un’avvertenza di grande attualità alla luce degli avvenimenti più recenti postumi al libro, dalla guerra in Ucraina, alla questione mediorientale, al devastante e allargato conflitto USA-Israele contro l’Iran dalle conseguenze interne-estere imprevedibili, alla politica dei dazi imposta da Trump (e proprio in questi giorni sonoramente bocciata dalla Corte Suprema americana), alle sfere di influenza del neo colonialismo, al nuovo ordine mondiale come va configurandosi per opera delle super-potenze USA, Russia e Cina, alle incertezze che affliggono l’Europa e la spingono verso l’irrilevanza.

Ma anche considerando gli impliciti strategici e incidentali sottesi, tra mire espansionistiche, crudo pragmatismo, retaggi nazionalistici, populismi emergenti, al ridimensionamento degli organismi internazionali a cominciare dall’ONU (che dovrebbe sottostare alle direttive del Board of peace), all’inazione paralizzante della NATO, alle soccombenze delle democrazie liberali (intese come ‘ comune eredità ideologica dell’umanità’ secondo Francis Fukuyama), alla crisi del multilateralismo nella governance del commercio internazionale, all’inusitata discrasia delle diverse concezioni di Occidente tra le due sponde dell’Atlantico.

 

La rottura dell’equilibrio tra democrazia ed economia

La tesi che Parsi pone alla base della sua lunga riflessione è che la crisi dell’ordine internazionale liberale risulti dalla rottura dell’equilibrio tra democrazia ed economia di mercato. Questo passaggio mi ricorda quello che Parsi tenne a sottolineare a conclusione di una nostra intervista: la difesa di ogni democrazia nazionale passa attraverso la difesa delle democrazie nel mondo. Ciò dovrebbe realizzarsi non solo a fronte di eventi o minacce militari ma anche nel loro coordinamento a livello internazionale, dal cambiamento climatico planetario alle pandemie, dalle migrazioni all’inquinamento globale, dall’esaurimento delle risorse naturali ai modelli di consumo sostenibili, soprattutto alle politiche energetiche.

Temi e strategie che Mario Draghi ha fatto propri nel suo ‘Rapporto sul futuro della competitività europea’ del settembre 2024 e rinnovato più volte per preparare in tempo utile l’Europa alle sfide che il nuovo ordine mondiale va imponendo, sollecitando un moto di ripresa e reazione che pare non essersi concretizzato in modo coeso e solidale.

 

La metafora del Titanic e il rischio del naufragio

La metafora del vascello occidentale dirottato dal suo corso (costruzione di un libero mercato, impiego della sovranità nazionale come contrappeso agli eccessi del mercato stesso, costruzione di una solida architettura di istituzioni internazionali fondato sulla cooperazione, inclusione politica delle classi sociali per favorire la democrazia rappresentativa, incentivo alla creazione di una classe media come spina dorsale dei sistemi politici ed economici nazionali) rischia di assumere – secondo Parsi – le sembianze e il destino del Titanic di fronte al gigantesco iceberg rappresentato dalla questione della leadership USA (anche nel passaggio dalla sua crisi all’America first, attraverso politiche protezionistiche e isolazioniste) di fronte all’ascesa di Russia e Cina, dal terrorismo jihadista, dalla messa in crisi delle democrazie per opera dei populismi e delle tecnocrazie.

La discontinuità – evidenziata dall’autore – che segna il passaggio tra l’ordine internazionale liberale e l’ordine globale neoliberale non è una sottile disquisizione semantica: essa sottende quanto la deregulation abbia favorito i rapporti tra democrazia e mercato, tra capitale e lavoro con la messa in crisi della classe media.

Questo passaggio favorito dalla globalizzazione e dall’assenza di fondamenti etici tutelanti ha determinato il ribaltamento che secondo Parsi rappresenta un’inversione di rotta: non più proteggere le società domestiche dalle minacce provenienti dal contesto internazionale ma piuttosto difendere i mercati globali – specialmente quelli finanziari – da qualsiasi intralcio proveniente dalle società domestiche.

Dalla libertà del mercato siamo passati inesorabilmente alla dittatura del mercato. Ciò si riverbera inevitabilmente su aspetti che riguardano i popoli e le persone e che finiscono per essere compressi: i diritti individuali, i salari e il tenore di vita delle classi lavoratrici, l’uguaglianza dei cittadini, lo stesso funzionamento dell’ascensore sociale.

 

Etica, democrazia e futuro dell’Occidente

Sono rimasto colpito dall’importanza che Parsi attribuisce alla declinazione dei principi etici che dovrebbero sottendere l’ordine liberale come scudo delle democrazie, che scivolano verso nuovi opportunismi dove il mercato non è al servizio dell’uomo ma l’uomo e la sua dignità sono soggiogati all’autoregolamentazione speculativa dei mercati.

Non c’è sviluppo sostenibile senza una solida base etica, perché nel modificare la realtà i valori sono una leva potente quanto gli interessi dei suoi più potenti operatori. Il saggio di Parsi si sviluppa attraverso sette capitoli tematici che considerano le evidenze insieme connotative ed esplicative del temuto naufragio dell’Occidente e del possibile cambio di rotta: sono temi che gli avvenimenti internazionali successivi a questa seconda edizione del libro stanno ponendo in modo persino drammatico.

Il protrarsi della guerra in Ucraina (giunta al quarto anno) evidenzia come la strategia di Putin sia orientata all’espansione verso ovest, il terrorismo di Hamas e la distruzione di Gaza sono un altro aspetto della insolubilità dei conflitti, l’islamizzazione dell’Occidente viene vissuta come una inesorabile soccombenza della civiltà occidentale, la rielezione di Trump alla Casa Bianca ha segnato la messa in crisi della storica alleanza con l’Europa (dove le potenzialità reattive e solidali sono rinculcate dai nazionalismi e dai populismi emergenti), il lento configurarsi di un nuovo ordine mondiale basato sui rapporti di forza tra le superpotenze non si traduce tout-court nel naufragio dell’ordine liberale ma non depone neanche per un imminente cambio di rotta, l’Africa rappresenta un’incognita potenzialmente esplosiva.

Molte incognite

Il mondo vive una situazione di sospensione e di attesa, per ora non si palesano luci in fondo al tunnel, tutto sembra precario e incerto, la sensazione è quella di uno stallo lacerato da conflitti, soccombenza dei popoli e sanguinose perdite di vite umane.

A 80 anni di distanza dal secondo conflitto mondiale tutto torna in predicato ma si rischia un gioco a incastro delle parti pieno di incognite e decisamente pericoloso per le sorti dell’umanità.

La dimensione planetaria di problemi apparentemente irrisolvibili rende insicura la navigazione in acque agitate: la metafora del Titanic evocata da Parsi appare realistica e meriterebbe che l’autorevole docente di relazioni internazionali si cimentasse in una aggiornata lettura di questo viaggio tempestoso.

ANNet Divide: la nuova frattura della conoscenza nell’era delle identità digitali

L’ANNet Divide (Artificial Neural Networks Divide) – il divario tra chi sa interagire con le reti neurali artificiali e chi ne resta escluso – non è solo una questione tecnologica. È una frattura della conoscenza, un nuovo confine sociale che separa chi possiede gli strumenti per comprendere l’intelligenza artificiale da chi rischia di subirla.

In un mondo in cui decisioni, servizi e perfino relazioni passano attraverso sistemi algoritmici, non conoscere significa perdere potere. Non sapere significa perdere voce. Non comprendere significa perdere cittadinanza.

La vera posta in gioco non è l’accesso alla tecnologia, ma la capacità di governare il proprio sapere.

Una nuova disuguaglianza della conoscenza

L’ANNet Divide nasce quando la complessità dell’IA supera la capacità delle persone di interpretarla, quando la velocità dell’innovazione supera la velocità dell’apprendimento, quando la società dimentica che la conoscenza è un diritto e non un privilegio.

È un divide che colpisce tutte le generazioni, ma in modo diverso: i giovani rischiano di usare l’IA senza comprenderla, gli adulti di dipenderne senza controllarla, le persone anziane di esserne escluse senza colpa.

L’identità digitale avatarica: la seconda dimensione della persona

Al centro di questa frattura c’è la persona, con la sua identità digitale avatarica.

Ogni persona oggi vive in due dimensioni: quella fisica e quella algoritmica. La prima è visibile, la seconda è invisibile ma decisiva.

L’identità digitale non è un profilo online: è l’insieme dei dati, delle tracce e delle interazioni che definiscono come l’IA ci vede, ci interpreta, ci classifica. Se non conosciamo i meccanismi che governano questa identità, rischiamo di perdere la nostra autonomia. Se non comprendiamo come funzionano le reti neurali, rischiamo di essere definiti da esse.

Una risposta culturale, non solo tecnica

Per questo la risposta all’ANNet Divide non può essere solo tecnica. Deve essere culturale.

Serve una nuova alfabetizzazione della complessità, capace di unire saperi umanistici e competenze digitali, memoria ed esplorazione, esperienza e innovazione. Serve una società che non delega la conoscenza alle macchine, ma la rigenera attraverso le persone.

Serve un ecosistema in cui ogni persona – giovane, adulta, anziana – possa comprendere, scegliere, partecipare.

Conoscenza, cittadinanza e democrazia

La conoscenza è la prima infrastruttura democratica. I saperi sono la vera tecnologia abilitante. La persona, con la sua identità digitale consapevole, è il centro da cui ripartire.

Superare l’ANNet Divide significa restituire energia alla conoscenza, dignità ai saperi, protagonismo alla persona. Significa affermare che nessuna rete neurale può sostituire ciò che rende umano l’umano: la capacità di dare senso, di interpretare, di immaginare il futuro.

La sicurezza digitale come bene comune

Il digitale sostiene la vita pubblica

La cybersecurity non è un problema tecnico: è responsabilità pubblica. Ci accorgiamo della sua importanza quasi sempre troppo tardi quando un attacco informatico entra in possesso di dati sensibili di persone, aziende o servizi pubblici. La vulnerabilità riguarda chi dipende dai servizi digitali e non ha alternative. Proteggere il digitale significa difendere persone reali, aziende e l’integrità dei servizi, garantendo continuità e dignità.

Il digitale sostiene funzioni essenziali: sanità, università, trasporti, energia, lavoro. Non sono servizi “online”: sono pilastri della vita pubblica. Quando si fermano, non si interrompe una piattaforma. Si interrompe un pezzo di Paese.

Servizi interrotti? Fiducia compromessa

Ogni malfunzionamento o attacco rompe la continuità dei servizi, espone dati sensibili e mina la fiducia tra cittadini e istituzioni. In sanità e università, chi ne soffre maggiormente sono i più fragili: chi dipende totalmente dal servizio pubblico.

La trasformazione digitale ha ampliato l’accesso, ma anche la vulnerabilità. Milioni di cittadini ogni giorno interagiscono con sistemi digitali per prenotazioni, referti, cartelle cliniche ed emergenze. Quando funzionano, nessuno se ne accorge. Quando si fermano, il danno colpisce chi non ha alternative.

Il mondo accademico mostra la stessa fragilità. Recenti attacchi a università, come La Sapienza di Roma, hanno bloccato didattica, ricerca e lavoro. La sicurezza digitale è essenziale per la continuità dei servizi pubblici.

Tecnologia, responsabilità e governance pubblica

La tecnica non è neutra. Ogni scelta digitale ha conseguenze politiche e sociali. Ogni sistema non protetto sposta il rischio sui cittadini, soprattutto sui più vulnerabili. Per questo la sicurezza digitale non può essere affrontata solo quando scoppia l’emergenza. Governare l’imprevisto è parte del dovere delle istituzioni: vegliare non significa vivere nell’allarme, ma assumersi la responsabilità di proteggere il bene comune.

Anche l’architettura della pubblica amministrazione merita attenzione. In molte regioni i sistemi digitali sono avanzati ma frammentati: piattaforme diverse, fornitori moltiplicati, responsabilità distribuite. Serve una governance dello Stato chiara e attiva, capace di coordinare, monitorare e garantire la protezione dei sistemi. Senza una regia unica, l’innovazione corre più veloce della capacità di proteggerla. E a pagare sono le persone, non i server.

Serve una scelta politica chiara: attribuire alla sicurezza digitale una collocazione istituzionale autonoma, nazionale e regionale. Significa riconoscere che proteggere dati, garantire continuità dei servizi e difendere le infrastrutture digitali non è un compito accessorio, ma una responsabilità primaria dello Stato.

Una responsabilità nazionale ed europea

Se la sicurezza digitale è un bene comune, va pensata anche in dimensione europea. Le reti attraversano confini e rendono interdipendenti sistemi e territori: una vulnerabilità locale può avere effetti sistemici. Ma una difesa credibile parte dai territori, dai comuni, dalle aziende sanitarie, dalle scuole, dalle università. È lì che i cittadini incontrano quotidianamente lo Stato digitale e si misurano le fragilità più profonde.

Le nuove direttive europee, come NIS2, non vanno viste come adempimenti burocratici, ma come un invito alla maturità istituzionale: integrare stabilmente la sicurezza digitale nella governance pubblica quotidiana.

Considerare la cybersecurity una questione puramente tecnica significa ignorarne l’impatto umano. Un attacco interrompe servizi essenziali, espone dati sensibili e mina la fiducia collettiva. Tutto questo ha volti concreti: pazienti, studenti, famiglie, operatori pubblici.

Investire in sicurezza digitale non è una scelta tecnologica: è una decisione politica ed etica. Determina chi vogliamo proteggere e quanto siamo disposti a prenderci cura di ciò che mantiene unita la comunità. Vegliare oggi non è uno slogan: è una responsabilità istituzionale verso il domani, verso chi è più vulnerabile e verso il bene comune.

Sanremo, Ditonellapiaga terza al Festival: “È storia e cultura, l’esprienza più forte”

Milano, 01 mar. (askanews) – Ditonellapiaga è arrivata terza alla 76° edizione del Festival di Sanremo con Che fastidio!, brano energico, diretto e pungente che segna un passaggio fondamentale nel nuovo percorso artistico della cantautrice.

“Sanremo è per me la storia e cultura della mia nazione prima di tutto, quindi, non riesco a collegarmi a questo personalmente. In secondo luogo, è il momento più forte e più grande che abbia mai vissuto nella mia carriera. Nella mia prima partecipazione con Donatella Rettore, sicuramente e poi in questa seconda partecipazione, in cui mi misuro su quel palco con brano forte, coraggioso con grande simpatia ed energia. E’ con un palco molto difficile ma che voglio affrontare con spensieratezza, cercando di concentrarmi sull’esibizione per portare il divertimento del pezzo al pubblico”. ha racconato alla vigilia della sua partecipazione al Festival.

Scritto e composto dalla stessa Margherita insieme a Edoardo Castroni, Edoardo Ruzzi e Alessandro Casagni, Che fastidio!, regala uno spaccato sincero delle piccole e grandi inconvenienze della vita quotidiana e di quella strana sensazione di sentirsi fuori posto, raccontata dall’artista in modo ironico, pungente e mai giudicante attraverso tutto ciò che può dar fastidio nella vita di tutti i giorni e nel frenetico mondo di Margherita. In occasione della serata delle cover in programma venerdì 27 febbraio, Ditonellapiaga si esibirà sulle note The Lady Is a Tramp in duetto con Tony Pitony. Il brano sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dopo la performance sul palco dell’Ariston.

“La mia canzone si chiama Che Fasidio. È ironica, pungente e anche autoironica perché racconta ciò che mi circonda e il mio approccio a certi aspetti sociali che spesso accadono senza alcun giudizio e che in certi momenti della mia vita sono diventati un po’ stretti. Con simpatia li ho elencati e analizzati con una bellissima cassa dritta”.

Con la sua scrittura ora tagliente ora ironica e immediata, Che fastidio! apre le porte e si fa brano-manifesto di Miss Italia, il nuovo progetto discografico fuori venerdì 10 aprile per BMG/Dischi Belli e da ora disponibile in preorder. Dopo un momento di smarrimento identitario musicale, Miss Italia nasce come reazione alla necessità di fermarsi e rimettere tutto in discussione per ritrovarsi. Motore creativo dell’album è il desiderio di restare fedele a se stessa pur vivendo all’interno di un sistema che spesso chiede il contrario. Interamente scritto e composto dalla stessa Margherita -insieme ad Alessandro Casagni che ne ha anche curato la produzione- e anticipato dal singolo e videoclip Sì lo so, il nuovo album indaga il rapporto con i canoni, con la percezione degli altri e con l’idea di essere “giusti”. Ed è proprio qui che entra in gioco l’ironia pungente e dissacrante di Ditonellapiaga che, attraverso Miss Italia, ritrova la sua voce sbarazzina e volutamente fuori dal coro, proprio come il suo nome. Su sonorità elettroniche e sfumature pop-dance, la cantautrice esplora le crepe dello star system, punzecchia i suoi miti e le sue maschere, trasformando le contraddizioni di questo mondo in una parodia lucida, ironica e intelligente: Ditonellapiaga non punta il dito, stuzzica con curiosità, prendendosi i suoi spazi tra le regole e le sue ambiguità.

La nuova fase artistica di Ditonellapiaga troverà la sua espressione più diretta anche dal vivo, con il ritorno nei club previsto per l’autunno 2026: il 27 novembre 2026 la cantatrice giocherà in casa esibendosi all’Atlantico di Roma, mentre il 30 novembre 2026 porterà le sue performance magnetiche e carismatiche anche al Fabrique di Milano.

I biglietti dei live di Roma e Milano sono già disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita e prevendita abituali. Maggiori informazioni su Magellano Concerti.

Sanremo, Sayf secondo al festival: “E’ come giocare in nazionale, che fai non ci vai?”

Milano, 1 mar. (askanews) – Occhi vispi e simpatici, Sayf, giovane promessa del panorama attuale si è còlassificato a sorpresa secondi a Sanremo con il brano “Tu mi piaci tanto” e si candida ad essere una delle sorprese di questo Festival. Artista italo-tunisino classe 1999, ma profondamente e orgogliosamente genovese, porta nella sua musica il racconto della sua identità, delle sue radici e delle sfide vissute tra due culture, trasformandole in una narrazione autentica e contemporanea. “Sanremo non lo seguivo tanto, ma ho sempre percepito il momento anche perchè mia madre che è tunisina vedeva Rai 1, ma è come giocare il mondiale, se ti chiamano in nazionale, che fai non ci vai?” ha detto prima di partire per la riviera

Il suo brano colpisce per i differenti registri, il ritornello resta attaccato in testa, lo si canticchia subito, ma le strofe hanno il peso della canzone d’autore, uno spaccato sulla società con citazioni che vanno da calcio con Cannavaro alla politica con Berlusconi fino a Tenco che lui ripete essere il suo spirito guida. “E’ un insieme di fotografie, di tanti momenti passati, di ricordi che ho vissuto in prima persona, di cose che ho appreso crescendo, in qualche modo di amore e di salvezza” spiega il giovane cantatore.

I sui riferimenti musicali sono vari, ma Adam Viacava detto Sayf, non è solo un cantante di nicchia perchè si è fatto conoscere con la hit Sto bene al mare insieme a Mengoni e Rkomi, ha fatto la gavetta ma ha anche scelto strade non scontate: il primo provino di X Factor ma poi non ha voluto proseguire: “Ho passato il primo provino di X Factor, ma poi non ho proseguito perchè quella non era la mia storia, almeno in quel momento”. Sayf ha un talento cristallino e mixa sapientemente rap e melodie, strofe serrate e ritornelli apertissimi, momenti d’amore, situazioni leggere e racconti introspettivi e impegnati, caratterizzati da una profondità fuori dal comune.

Sanremo, Sal Da Vinci trionfa al Festival: ho atteso 17 anni per tornare, non me lo aspettavo

Milano, 1 mar. (askanews) – Sal Da Vinci ha trionfato alla 76 edizione del Festival di Sanremo, tornando sul palco dell’Ariston a 17 anni dalla sua ultima partecipazione con “Per sempre sì,” brano che inaugura una nuova fase del suo percorso artistico. “Io ho avuto il piacere di salire sul palco del Festival di Sanremo nel 2009 e fu un’emozione grande perché è un sogno che inseguivo da molti anni, c’erano quasi 13 tentativi andati a male. Il 2009 addirittura è stato per me un festival rocambolesco perché io fui eliminato e poi ripescato e addirittura fui spinto sul podio e quindi è un ricordo molto tenero. Poi ho atteso altri 17 anni che giustamente in questi 17 anni sono accadute molte cose, tra teatro, dischi e quant’altro, bellissime soddisfazioni, ma questa invece è stata una notizia miracolosa, non me l’aspettavo. Quindi vado lì con, al di là delle aspettative, io porto la mia musica, il mio sentimento, la mia onestà nel presentare questa canzone che credo, possa appartenere a tutti quanti, lo fa danzando in punta di piedi”. ha raccontato alla vigila della gara canora

La canzone, espressione della maturità di un performer a tutto tondo con oltre quarant’anni di carriera, mette al centro l’amore e la promessa più importante della vita: il racconto di due persone che continuano a scegliersi, nonostante tutto. Un amore inteso come scelta quotidiana nella sua forma più pura, un filo invisibile che unisce due persone nel tempo. Il brano è prodotto da Merk & Kremont e Adriano Pennino e scritto da Sal Da Vinci, Francesco Da Vinci, Alessandro La Cava, Federica Abbate, Merk & Kremont ed Eugenio Maimone.

“Il mio brano si intitola Per sempre sì parla della consacrazione di un amore, parla di una promessa, delle nostre promesse che spesso magari sono un po’ così vacillanti. Invece in questa canzone non si riferisce solo alla promessa di matrimonio che è meravigliosa, ma anche del nostro impegno nel costruire il nostro futuro. Quindi le promesse vanno mantenute”.

Durante la serata cover Sal Da Vinci si esibirà insieme a Michele Zarrillo reinterpretando “Cinque Giorni”. Un incontro tra due sensibilità artistiche affini che dialogano su un brano che ha segnato la storia della canzone d’autore italiana. Una canzone che, a distanza di oltre trent’anni dalla sua prima esecuzione a Sanremo, continua a parlare al presente, attraversando nuove generazioni e linguaggi.

Dopo l’esperienza sanremese, per Sal Da Vinci si apre un anno interamente dedicato al live e alla nuova musica, con un progetto di inediti di prossima uscita attualmente in lavorazione. A partire da ottobre porterà il suo iconico repertorio sui principali palcoscenici italiani con “Sal Da Vinci – Live Teatri 2026” (organizzato da Vivo Concerti). Un ritorno all’essenza dell’esibizione dal vivo, pensato in una dimensione più intima e raccolta, che segue il grande successo di “Stasera che Sera! – Special Edition”, lo speciale concerto-evento in Piazza del Plebiscito a Napoli dello scorso 6 settembre.

Sanremo, Arisa quarta al festival: è la mia casa, la mia identità artistica

Milano, 01 mar. (askanews) – Arisa si è classificata quarta al 76° Festival di Sanremo con “Magica favola”, brano scritto dalla stessa Arisa con Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass, che segna il suo ritorno sul palco dell’Ariston dopo due vittorie, un secondo posto e una partecipazione come co-conduttrice.

“Sanremo per me è la mia casa. Il sogno di bambina che si realizza dopo 26 anni di vita, perché io l’ho fatto la prima volta a 26 anni. Il posto che ha accolto il mio sogno e l’ha fatto diventare realtà, quindi io sono molto grata a Sanremo. – ha detto prima di iniziare la gara-

Ci sarò sempre anche quando non posso accedervi, in qualche modo cercherò di esserci perché per me consacrare la mia musica è il mio sogno e la mia identità artistica”.

La canzone racconta il viaggio emotivo di una donna dall’infanzia all’età adulta, tra le prime scoperte dell’amore, le ferite, la stanchezza e il desiderio di pace. L’amore diventa oceano: un luogo in cui perdersi e ritrovarsi, fino alla scelta di rinunciare alla “guerra del cuore” per cercare serenità, verità e protezione.

“Vi dico che Magica Favola è un resoconto di una vita che è un po’ manifesto generazionale, un po’ femminile. Dopo tanti tentativi amorosi uno capisce che ha incentrato la sua vita solo sulla ricerca dell’amore e capisce che in realtà l’amore è una cosa universale e può essere indirizzata in molteplici direzioni. E’ qualcosa che si deve sentire dentro piuttosto e non solo essere espresso nell’amore romantico. Musicalmente mi ispiro alle grandi melodie dei primi del novecento, alle operette che ha cantato Pavarotti che hanno cantato tanti artisti della classica, soprattutto nel ritornello volevamo un brano che potesse resistere al tempo e potesse non essere soggetto alle mode”.

“Magica favola” sarà inclusa in “Foto Mosse”, il suo nuovo album in uscita nella prossima primavera a cinque anni dal suo precedente lavoro.

Nella serata dei duetti del Festival, Arisa salirà sul palco insieme al Coro del Teatro Regio di Parma per interpretare “Quello che le donne non dicono”, un brano-manifesto che attraversa generazioni e che nel tempo è diventato un inno alla femminilità e alla sua forza, capace di raccontarne tutte le sfumature.

Conclusa l’esperienza sanremese, Arisa tornerà ad abbracciare il pubblico dal vivo con Arisa – Live Première, due appuntamenti speciali prodotti e organizzati da Friends & Partners, che la riporteranno in una dimensione intima ed emozionante, pensata per offrire un’esperienza ravvicinata e coinvolgente.

Iran, chi potrebbe succedere all’ayatollah Khamenei

Roma, 28 feb. (askanews) – Le voci e le dichiarazioni semi-ufficiali sulla morte di Ali Khamenei rilanciano la questione della successione al vertice della Repubblica islamica, argomento comunque urgente data l’età dell’ayatollah che sarebbe stato ucciso oggi da un raid israeliano: la Guida Suprema in carica dal 1989 è nata il 19 aprile 1939 a Mashad.

La Costituzione iraniana affida la scelta del successore all’Assemblea degli Esperti, composta da 88 religiosi, che delibera con un voto a porte chiuse.

Non esiste un erede designato e la selezione riflette un delicato bilanciamento di autorità teologica, fedeltà politica e sostegno dei centri di potere.

Secondo un’analisi del sito di notizie Amwaj.media, la prospettiva della successione negli ultimi mesi ha scatenato una competizione concreta e sempre più visibile all’interno dell’establishment iraniano.

I due nomi che sembrano emergere con maggiore forza sono HASSAN ROUHANI e HASSAN KHOMEINI. Il primo, ex presidente e religioso moderato, ha un ruolo critico verso l’attuale linea conservatrice, ma molti interpretano questa posizione come una mossa calcolata per accreditarsi come alternativa credibile. Forte di un lungo curriculum istituzionale – dalla guida del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale alla presidenza della Repubblica – Rouhani ha solidi legami nei gangli del potere e gode di riconoscimento nei seminari sciiti di Qom e Najaf.

HASSAN KHOMEINI, nipote del fondatore della Repubblica islamica, unisce legittimità dinastica e formazione religiosa di alto livello. Khomeini è vicino ai Pasdaran sui temi strategici e sostenitore dell'”Asse della Resistenza”, si è mostrato aperto su libertà civili e diplomazia. Ha così costruito un profilo trasversale in grado di attrarre sia ambienti conservatori sia circoli più pragmatici.

Più improbabile, ma spesso citata, è l’ipotesi di MOJTABA KHAMENEI, figlio della Guida Suprema che sarebbe stata uccisa oggi. Una successione ereditaria contrasterebbe con la tradizione sciita e con i principi anti-monarchici della Rivoluzione islamica, rischiando di minare la legittimità del sistema già fragile.

EBRAHIM RAISI fino alla sua morte era considerato il candidato preferito dei conservatori e ha lasciato un vuoto nel fronte più duro che ha contribuito a spostare l’attenzione su figure ritenute possibili ‘ponti’ tra fazioni.

Anche i Pasdaran giocano un ruolo cruciale: l’apparato militare sarebbe impegnato da tempo in una fase preliminare di selezione per garantire che il futuro leader goda del loro sostegno.

Tra i possibili successori citati da un’analisi di Iranwire spicca MOHAMMAD MEHDI MIRBAGHERI, membro dell’Assemblea degli Esperti e considerato esponente dell’ala più ideologica, con una visione escatologica unita a intransigenza politica: respinge i modelli occidentali, invoca un controllo “massimo” del clero sulla società e ha giustificato posizioni estreme anche sul conflitto in Medio Oriente.

Più defilato ma influente è considerato AHMAD HOSSEINI KHORASANI, membro del Consiglio dei Guardiani per nomina diretta di Khamenei, è un convinto difensore dei Pasdaran, che definisce pilastro del sistema. Sostiene l’autosufficienza nazionale e si mostra scettico sui negoziati con l’Occidente.

Un altro nome che circola è quello di MOHAMMAD REZA MODARRESI YAZDI, a sua volta membro dell’Assemblea degli Esperti e figura legata a potenti reti clericali. Vicino alla famiglia Larijani, ha assunto posizioni sempre più dure contro l’Occidente e le minoranze religiose.

Iran, Meloni segue sviluppi da vicino, sentiti Starmer e Merz

Roma, 28 feb. (askanews) – La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, continua a seguire da vicino gli sviluppi in Medio Oriente e ha presieduto questa sera a Palazzo Chigi una nuova riunione, cui hanno preso parte il Vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Sottosegretario Alfredo Mantovano; in collegamento telefonico il Vicepresidente Matteo Salvini, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Presenti i vertici dell’Intelligence.

La Presidente del Consiglio, informa una nota di Palazzo Chigi, ha inoltre condiviso le valutazioni raccolte nel pomeriggio nei numerosi contatti telefonici avuti con alcuni partner europei, a partire dal Cancelliere Merz e dal Primo Ministro Starmer oltre che con il Re del Bahrein, l’Emiro del Kuwait, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’Emiro del Qatar e il Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita. Sono in corso ulteriori contatti con il Sultano dell’Oman e il Re di Giordania. In serata e domani si terranno ulteriori contatti con i partner nelle riunioni previste a livello dei Ministri degli Esteri in ambito sia G7 che di Unione Europea.

Sanremo gran finale, i momenti salienti della serata

Roma, 28 feb. (askanews) – Serata finale del Festival di Sanremo, si esibiranno i 30 big in gara. Con Carlo Conti e Laura Pausini ci sono Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica. Bocelli è il superospite. Francesco Renga il primo a cantare. Le prime 5 canzoni in classifica verranno riproposte e di nuovo sottoposte alle 3 giurie (televoto, sala stampa tv e web, radio). Di seguito i momenti salienti dello show in diretta

-20:30 Conti al Tg1: “Queste notizie che arrivano dal mondo ci fanno venire i brividi, inizieremo con una piccola riflessione, poi si va verso la scoperta del vincitore di questa edizione”.

-18:00 Da Ermal Meta a Levante, passando per Sayf e Maria Antonietta e Colombre. Il tema dell’attacco in Iran preoccupa anche il Festival di Sanremo. In primis Carlo Conti che ha assicurato un pensiero a ciò che sta accadendo in Medio Oriente in queste ore, dicendosi pronto a dare la linea al Tg1 e a interrompere la kermesse canora “qualora ci fossero aggiornamenti” ma “speriamo di no”.

Calcio, Verona-Napoli 1-2, Lukaku al 96′ decide al Bentegodi

Roma, 28 feb. (askanews) – Il Napoli espugna il Bentegodi al termine di una gara combattuta e ricca di colpi di scena, superando il Verona 2-1 grazie a un gol di Romelu Lukaku in pieno recupero. Apre Hojlund dopo meno di due minuti, pareggia Akpa Akpro nella ripresa, poi il sigillo finale dell’attaccante belga. Al Bentegodi di Stadio Marcantonio Bentegodi il Napoli parte fortissimo e passa in vantaggio al 2′: cross di Politano respinto corto dalla difesa, Hojlund svetta di testa e piazza un pallonetto preciso all’angolino per l’1-0. Per il danese è il nono centro stagionale in Serie A. La squadra di Antonio Conte continua a spingere: Elmas dal limite impegna Montipò, costretto a distendersi per deviare in angolo. Poco dopo è ancora Hojlund a sfiorare il raddoppio, saltando il portiere e calciando in diagonale, ma Edmundsson salva quasi sulla linea. Il Verona cresce con il passare dei minuti e prova a reagire con Sarr e Harroui, senza però trovare precisione sotto porta. Si va all’intervallo con gli ospiti avanti 1-0. Nella ripresa l’Hellas trova il pareggio al 64′: sugli sviluppi di un corner la difesa azzurra respinge corto, Akpa Akpro lascia partire un destro potente deviato da Hojlund che spiazza Meret per l’1-1. La partita si accende, fioccano ammonizioni e proteste, con lo stesso Conte sanzionato per eccessive rimostranze. Nel finale il Napoli tenta il tutto per tutto inserendo Lukaku accanto a Hojlund per un attacco pesante. Il Verona, però, non rinuncia a ripartire e al 92′ sfiora il vantaggio con Bowie dopo un’uscita a vuoto di Meret. Quando il pari sembra scritto, al 96′ arriva l’episodio decisivo: cross dalla destra di Giovane e colpo vincente di Lukaku che batte Montipò e regala tre punti pesantissimi ai partenopei.

Usa e Israele hanno attaccato l’Iran, la situazione aggiornata in diretta

Roma, 28 feb. (askanews) – Usa e Israele hanno attaccato l’Iran. Un primo bilancio è di 201 morti e oltre 700 feriti. Il regime degli ayatollah ha risposto colpendo basi Usa in diversi Paesi del Golfo. Bersagliata anche Dubai. Lo stretto di Hormuz è stato chiuso, moltissimi i voli passeggeri e commerciali dirottati. Incolumi i militari italiani in Kuwait, mentre la base è stata colpita. E’ mistero sulla sorte di Khamenei. Crosetto bloccato a Dubai. Iran: missili israeliani hanno centrato una scuola femminile, “85 morti”. Di seguito lo sviluppo degli eventi.

-19:37 Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana gli attacchi aerei israeliani e statunitensi che hanno colpito oggi l’Iran hanno ucciso 201 persone e ne hanno ferite 747. Lo riporta la Tv di stato iraniana.

-19:35 Macron: nucleare di Teheran non si risolve con bombardamenti. Lo ha dichiarato il presidente in apertura del Consiglio di Difesa.

-19:30 Iran, Tajani: tutti i nostri connazionali in buone condizioni.

-19:20 Meloni a Palazzo Chigi per vertice. Nella sede di governo anche Tajani e Manotovano.

Sanremo, da Levante a Sal Da Vinci: le esibizioni in sala stampa

Sanremo, 28 feb. (askanews) – Levante, Sal da Vinci, Maria Antonietta e Colombre, alcuni degli artisti in gara a Sanremo si sono esibiti con i loro brani in sala stampa per i giornalisti a poche ore dalla serata che incoronerà il vincitore. E alla fine anche Tullio De Piscopo che festeggia gli 80 anni a suon di musica dopo il duetto al Festival.

Marco Celauro vince V edizione Sanremo Cristian Music

Roma, 28 feb. – È Marco Celauro, cantautore di Agrigento, il vincitore della quinta edizione del Sanremo Cristian Music -Festival della Canzone Cristiana -grazie al brano “Il tuo amore”, una composizione intensa e contemporanea che ha saputo coniugare profondità spirituale, qualità autorale e forza interpretativa. L’artista siciliano si è imposto al termine di una finale particolarmente competitiva, confermando la crescita qualitativa di un Festival che, anno dopo anno, consolida la propria identità nel panorama musicale nazionale. Al secondo posto si è classificato Francesco Grazioli con il brano “Perdono”, mentre il terzo gradino del podio è stato conquistato da Ale G Queen con “Dio Meraviglioso”, a testimonianza di un’edizione che ha saputo valorizzare stili e sensibilità artistiche differenti, unite da una comune matrice spirituale e da una chiara vocazione professionale. A decretare i vincitori è stata la Giuria del Festival, affiancata dalla Giuria della Stampa e delle Radio, che hanno valutato le canzoni in gara secondo criteri di qualità musicale, efficacia interpretativa, originalità e coerenza tematica. In aggiunta ai premi principali, sono stati conferiti i seguenti premi: -Premio Miglior Interprete a Mariateresa per il brano “Luce Universale”; -Premio della Stampa a “I Figli del Padre” per “Il giusto perseguitato”; -Premio Miglior Testo a Renato Belluccio per “Infrangibile (Paolo vive in noi)”.

I Trofei sono stati realizzati dal Maestro orafo Michele Affidato, già autore dei riconoscimenti del Festival di Sanremo, garanzia di continuità artistica e prestigio istituzionale. La quinta edizione del Sanremo Cristian Music – www.sanremofestivaldellacanzonecristiana.it – si è svolta, come da tradizione, in concomitanza con il Festival di Sanremo, sabato 28 febbraio 2026 alle ore 12. L’evento è stato trasmesso su Bom Channel (digitale terrestre) e su SKY canale 5068, oltre che in streaming sulla pagina Facebook di La Luce di Maria – che conta oltre 1.500.000 follower -sui canali social ufficiali e sul canale YouTube del Festival, assicurando una diffusione capillare e trasversale su più piattaforme e intercettando un pubblico ampio e diversificato. La manifestazione è stata presentata magistralmente dal cantautore Fabrizio Venturi, ideatore e direttore artistico del Festival, che ha guidato l’edizione 2026 nel segno di una visione chiara e strutturata.

L’evento è stato dedicato agli operatori di pace, ai militari e alle forze dell’ordine. Nel solco del pensiero di Sant’Agostino – Chi canta prega due volte , espressione che fin dalla sua prima edizione è il motto ufficiale del festival – questa quinta edizione si è distinta per un’impostazione innovativa, orientata a valorizzare un nuovo stile della canzone cristiana, sempre più riconosciuta e legittimata nel panorama della musica contemporanea. “Con questa quinta edizione abbiamo segnato una svolta significativa non solo per la musica cristiana, ma per l’intero comparto musicale , ha dichiarato il direttore artistico Fabrizio Venturi. Il nostro obiettivo, a partire da questa edizione, è valorizzare interpreti che hanno scelto la musica come professione, coinvolgendo editori e produttori discografici e favorendo un dialogo strutturato con il mercato musicale nazionale. Abbiamo portato in gara artisti di grande levatura provenienti dal DDT Music Festival, preselezione ufficiale del Sanremo Cristian Music svoltasi nel novembre 2025 a Firenze. Ho voluto artisti preparati, consapevoli e determinati, pronti a investire sul proprio percorso artistico e a fare della musica un’autentica ragione di vita, come accade nei generi pop, rock e rap “.

Una dichiarazione che delinea con chiarezza la traiettoria futura del Festival: crescita qualitativa, piena professionalizzazione e dialogo concreto con l’industria musicale. Tra i finalisti figurano anche due artisti provenienti dal discografico Massimo Galfano, noto talent scout e già giurato di Area Sanremo, Sanremo Giovani e The Voice Senior, elemento che conferma l’attenzione verso percorsi artistici di comprovata qualità e verso una selezione fondata su criteri rigorosi. Il Sanremo Cristian Music – Festival della Canzone Cristiana – si conferma così un autorevole trampolino di lancio per nuovi interpreti e autori, contribuendo in modo determinante alla costruzione di un repertorio cristiano contemporaneo capace di dialogare con il grande pubblico senza rinunciare alla propria identità.

Atletica, Larissa Iapichino vince agli Assoluti Indoor

Roma, 28 feb. (askanews) – Larissa Iapichino ha vinto la gara di salto in lungo che ha animato la prima giornata dei Campionati Italiani Assoluti Indoor, ma non convincendo completamente sulla pedana del PalaCasali di Ancona. La Campionessa d’Europa in sala si è imposta con la misura di 6.78 metri piazzata al secondo tentativo, apice di una serie in cui è parsa meno brillante del solito nella fase di rincorsa e in cui la velocità prima dello stacco è sembrata migliorabile.

La fresca vincitrice del World Indoor Tour (il massimo circuito internazionale di atletica in sala), nonché detentrice del trofeo della Diamond League, ha aperto il proprio pomeriggio con un nullo, non riuscendo a interpretare al meglio l’asse di battuta, come successo anche in occasione della terza e della quinta prova.

L’attacco di Usa e Israele all’Iran, la comunità internazionale: situazione grave

Roma, 28 feb. (askanews) – Alleati e avversari degli Stati Uniti hanno reagito agli attacchi congiunti lanciati questa mattina da Washington e dall’alleato Israele contro l’Iran, con alcuni stretti partner americani che hanno definito la situazione ‘grave’ e ‘pericolosa’.

– Unione europea La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito gli ‘sviluppi’ in Iran ‘estremamente preoccupanti’. Ha ricordato le sanzioni dell’Ue contro il regime iraniano e i suoi Guardiani della Rivoluzione, affermando che ‘garantire la sicurezza nucleare e prevenire qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare le tensioni o minare il regime globale di non proliferazione è di importanza cruciale’.

Ha inoltre sottolineato che Bruxelles ha ‘costantemente promosso sforzi diplomatici volti ad affrontare i programmi nucleare e balistico attraverso una soluzione negoziata’. L’invito a ‘tutte le parti è esercitare la massima moderazione, proteggere i civili e rispettare pienamente il diritto internazionale’, ha dichiarato Von der Leyen.

Kaja Kallas, alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, ha dichiarato di aver parlato con il ministro degli Esteri israeliano e con altri funzionari della regione, aggiungendo che ‘l’Ue sta inoltre coordinandosi strettamente con i partner arabi per esplorare percorsi diplomatici. La protezione dei civili e il diritto internazionale umanitario sono una priorità’.

Ha precisato che una missione navale europea nel Mar Rosso è in stato di massima allerta e pronta ad aiutare a mantenere aperto il corridoio marittimo.

– Nazioni Unite Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha condannato ‘l’escalation militare odierna in Medio Oriente’, affermando che l’operazione e la risposta iraniana minano ‘la pace e la sicurezza internazionale’.

‘Chiedo l’immediata cessazione delle ostilità e la de-escalation’, ha dichiarato Guterres. ‘In caso contrario, si rischia un conflitto regionale più ampio con gravi conseguenze per i civili e la stabilità regionale. Incoraggio con forza tutte le parti a tornare immediatamente al tavolo dei negoziati’.

Guterres ha inoltre sottolineato che i membri delle Nazioni Unite ‘devono rispettare i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale’, inclusa la Carta dell’Onu, che vieta ‘la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi stato’.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu dovrebbe riunirsi alle 16 di sabato (le 22 italiane) presso la sede di New York per una riunione d’emergenza.

– Italia A seguito dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato una riunione telefonica con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, e il ministro della Difesa Guido Crosetto, oltre ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

Tajani ha chiarito che nessun italiano è coinvolto e ha espresso la convinzione che quello di Stati Uniti e Israele ‘non sarà certamente l’attacco di un giorno’. Ha aggiunto di non credere che ‘l’Iran abbia interesse’ a estendere il conflitto’ perchè ‘sarebbe la sua fine non avendo la forza di resistere a lungo ad un attacco congiunto di Usa e Israele. – Russia La Russia ha condannato gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. ‘Washington e Tel Aviv hanno ancora una volta intrapreso un percorso pericoloso che sta rapidamente spingendo la regione verso un disastro umanitario, economico e potenzialmente persino radiologico’, ha dichiarato il ministero degli Esteri russo.

‘La natura sostenuta e sistematica degli attacchi destabilizzanti condotti dall’amministrazione statunitense contro i principi fondamentali dell’ordine giuridico internazionale negli ultimi mesi suscita particolare timore’, ha aggiunto il ministero, chiedendo ‘un immediato ritorno a un percorso politico e diplomatico’.

– Regno Unito ‘All’Iran non deve mai essere consentito di sviluppare un’arma nucleare ed è per questo che abbiamo costantemente sostenuto gli sforzi per raggiungere una soluzione negoziata’, ha sottolineato un portavoce del governo del Regno Unito.

Londra non ha partecipato all’attacco Usa-Israele contro l’Iran e il primo ministro Keir Starmer era previsto presiedesse una riunione d’emergenza dei ministri nel corso della giornata. La Gran Bretagna è pronta a proteggere i propri interessi nella regione e ‘non vuole assistere a un’ulteriore escalation verso un conflitto regionale più ampio’.

– Francia Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che ‘lo scoppio di una guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran comporta gravi conseguenze per la pace e la sicurezza internazionale’.

Macron ha affermato che la Francia è pronta a dispiegare risorse per proteggere i propri partner, se richiesto. ‘L’escalation in corso è pericolosa per tutti. Deve fermarsi. Il regime iraniano deve capire che non ha altra scelta se non impegnarsi in negoziati in buona fede per porre fine ai suoi programmi nucleare e balistico, così come alle sue azioni di destabilizzazione regionale. Questo è assolutamente essenziale per la sicurezza di tutti in Medio Oriente. Anche il popolo iraniano deve poter costruire liberamente il proprio futuro. I massacri perpetrati dal regime islamico lo squalificano e richiedono che la parola venga restituita al popolo. Prima sarà, meglio sarà’, ha dichiarato Macron.

– Canada Il primo ministro del Canada, Mark Carney, ha affermato: ‘La Repubblica Islamica dell’Iran è la principale fonte di instabilità e terrore in tutto il Medio Oriente, ha uno dei peggiori record di diritti umani al mondo e non deve mai essere autorizzata a ottenere o sviluppare armi nucleari’.

Il Canada ‘sostiene gli Stati Uniti nell’agire per impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare e per impedire al suo regime di minacciare ulteriormente la pace e la sicurezza internazionale’, ha detto Carney.

– Finlandia Il presidente finlandese Alexander Stubb ha affermato che gli Stati Uniti stanno operando in gran parte al di fuori del diritto internazionale tradizionale dopo i loro attacchi contro l’Iran, ha riportato l’emittente pubblica finlandese Yleisradio Oy (Yle).

‘Di solito, la giustificazione per questo tipo di attacchi è stata cercata presso le Nazioni Unite o almeno presso gli alleati. Ora, non ci sono state molte domande al riguardo’, ha detto Stubb, secondo Yle.

Stubb, che ha trascorso ore a giocare a golf con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha affermato di non aspettarsi che la sua controparte americana si avvalga di intermediari per negoziare la fine del conflitto, ha riportato l’emittente.

‘Sono abbastanza sicuro che il presidente Trump non coinvolgerà alcun intermediario in questa vicenda’, ha affermato. ‘Speriamo che la situazione si calmi, ma al momento sembra che si stia intensificando’, ha affermato Stubb, secondo Yle.

– Oman Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, che stava svolgendo un ruolo di mediatore nei negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare, si è detto ‘sgomento’.

‘Negoziati attivi e seri sono stati ancora una volta compromessi’, ha dichiarato Albusaidi. ‘Né gli interessi degli Stati Uniti né la causa della pace globale ne traggono beneficio. E prego per gli innocenti che soffriranno. Esorto gli Stati Uniti a non lasciarsi trascinare ulteriormente. Questa non è la vostra guerra’.

– Kuwait Il Kuwait, sede di una grande base aerea statunitense colpita dall’Iran, ha condannato ‘l’odioso attacco iraniano’ e ha affermato di avere il diritto di difendersi ‘in risposta a questa palese aggressione, in modo proporzionato alla portata e alla natura di questa violazione e in conformità con il diritto internazionale’.

– Qatar Il Qatar, che ospita la più grande base militare statunitense in Medio Oriente anch’essa presa di mira dall’Iran, ha dichiarato che gli attacchi costituiscono ‘una palese violazione della sua sovranità nazionale, un attacco diretto alla sua sicurezza e alla sicurezza del suo territorio e un’escalation inaccettabile che minaccia la sicurezza e la stabilità della regione’.

Il ministero degli Esteri del Qatar ha sottolineato che lo stato ‘è stato e rimane tra i primi a chiedere il dialogo con la Repubblica Islamica dell’Iran’ e ha invocato ‘l’immediata cessazione di qualsiasi azione di escalation, il ritorno al tavolo del dialogo e la priorità al linguaggio della ragione e della saggezza, per contenere la crisi e preservare la sicurezza della regione’.

Sanremo, Fedez: Masini mi calma parlandomi di calcio prima di entrare

Sanremo, 28 feb. (askanews) – “Io sono rimasto scioccato della calma serafica di Marco dietro le quinte e per osmosi è riuscito a infonderla anche a me, io ho sempre percepito il peso di questo palco, questa è la mia terza volta e sono contento di come sono riuscito sempre di più a godermelo e a non subirlo”.

Così Fedez in conferenza stampa a Sanremo raccontando la sua esperienza al Festival con marco Masini.

“Marco ha una tecnica per cercare di stemperare la situazione che ha fatto breccia su di me: mi ha parlato di calcio, io sono diventato esperto di Fiorentina, mi parla solo di quella, il riscaldamento vocale per la prima serata è stato: “Forza Viola!”.

MotoGP, Marquez: "Non accetto la penalizzazione"

Roma, 28 feb. (askanews) – “Non accetto questa penalizzazione in modo migliore perché è la prima gara, ma perché ho 33 anni”, Marc Marquez, alla fine, si lascia andare a una risata. Questo non vuol dire che abbia accettato una sconfitta per un sorpasso che lui ritiene regolare ma che gli è costato la Sprint di Buriram, in Thailandia. La Direzione Gara e gli Steward sembrano vogliano ispirarsi ai cugini della F1, calcando di più la mano sulle penalizzazioni, anche per manovre che fino a pochi mesi fa erano perfettamente normali nel motociclismo.

“Non mi piace perdere, ma per me questa è stata una vittoria, perché tornavo a correre dopo un infortunio, ero al comando – sottolinea Marquez – Ho perso la gara all’ultima curva, ma poco a poco mi sono sentito bene e sono riuscito a gestirla dopo la caduta di Bezzecchi. È stata un Sprint un po’ più lenta di quello che si sarebbe potuto fare, ma volevo finirla perché è il migliore modo per iniziare la stagione”.

“Sono le nuove regole della MotoGP. Si sono messi a fare i pignoli – dice Marc usando la parola gergale tiquismiquis – Ero arrabbiato perché se vogliono penalizzare in questo modo che mandino i messaggi quando devono inviarli, non all’ultima curva. Se vuoi essere come la Formula 1, così rigoroso e rigido con le regole, va bene, ci adatteremo, però mandami il messaggio della penalizzazione alla terza curva, non all’ultima dopo un minuto e mezzo. Altrimenti, aspetti e riguardi l’episodio a fine gara”.

Sulla penalizzazione dice: “Me lo hanno spiegato. Nei giri prima Pedro entrava forte, ma io mi accorgevo che stava arrivando, rallentavo e incrociavo sfruttando una migliore accelerazione in uscita. Per qualche ragione, Acosta non ha potuto fermarsi, io ho mantenuto la mia traiettoria e ho fatto la curva, non sono andato nemmeno sul cordolo, mentre lui è uscito dalla pista. Non mi aspettavo una penalizzazione, ma quando succede l’unica cosa che puoi fare è accettarla. Per un momento ho pensato di non ridare la posizione, ma poi ho pensato che avrei preso 3 secondi di penalità e allora l’ho rispettata”.