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Basket 3×3, parte da Alba la sesta stagione dell’Italia street circuit

Milano, 30 mag. (askanews) – Per il terzo anno consecutivo parte da Alba la nuova stagione dell’Estathé 3×3 Italia Streetbasket circuit. La presentazione sui campi di Piazza Risorgimento dà il via all’Opening tournament che inaugura la sesta edizione del circuito dedicato all’attività 3×3, Open e Giovanile, organizzato dalla Federazione italiana pallacanestro in collaborazione con Master group sport.

La cittadina piemontese è la sede storica del gruppo Ferrero che da cinque anni, con il proprio marchio Estathé, è title sponsor della manifestazione. L’Opening tournament è il primo evento di un tour che toccherà 19 regioni italiane per un totale di oltre 130 tornei, fino ad arrivare alle finals che dal 29 luglio al primo agosto assegneranno a Riccione i titoli maschili e femminili per le categorie open e giovanili (under 14, under 16 e under 18).

L’Opening tournament vede la partecipazione dei migliori ballers di Italia che si sfideranno per conquistare i primi titoli della stagione. Per il torneo maschile, inoltre, l’Opening tournament assegnerà alla squadra vincitrice un pass per la tappa di Amsterdam del Fiba 3×3 World Tour, il tour più importante del 3×3 al mondo, in programma dal 19 al 21 giugno.

Come nell’edizione passata, l’Estathé 3×3 Italia Streetbasket Circuit sarà suddiviso in due circuiti distinti: il circuito Elite, di cui fanno parte i tornei master e i t, e il circuito Classic.

Centrale la presenza dell’attività giovanile all’interno del circuito, a sottolineare il senso di appartenenza al mondo 3×3 e la voglia di avere un tour inclusivo e coinvolgente. Come per il Circuito Open, anche a livello giovanile è previsto un sistema di ranking (regionale) e le tappe master e top includeranno obbligatoriamente l’attività giovanile. Nella tappa di apertura di Alba andrà infatti in scena lo Junior Opening Tournament, il torneo riservato alle categorie maschili e femminili minibasket, esordienti, U13, U14, U16 e U18 in collaborazione con Olimpo basket Alba.

MotoGp, Fernandez trionfa nella Sprint del Mugello

Roma, 30 mag. (askanews) – Successo di Raul Fernandez nella Sprint Race del Gran Premio d’Italia al Mugello. Il pilota Aprilia conquista una vittoria autorevole sul circuito toscano al termine di una gara gestita con grande efficacia, precedendo il connazionale Jorge Martin e l’italiano Fabio Di Giannantonio.

Fernandez e Martin hanno costruito il loro risultato grazie alla scelta della gomma media posteriore, rivelatasi determinante nella seconda parte della gara. Lo spagnolo ha preso il comando dopo le prime fasi e ha saputo respingere il tentativo di rimonta del compagno di marca negli ultimi giri, tagliando il traguardo davanti a tutti.

Alle loro spalle ottima prestazione di Di Giannantonio, protagonista di una gara in costante rimonta che gli ha consentito di conquistare il terzo gradino del podio. Quarto posto per il poleman Marco Bezzecchi, autore di una progressione efficace dopo essere scivolato fuori dalle prime posizioni nelle fasi iniziali.

La gara era partita con lo spunto vincente di Marc Marquez, balzato immediatamente al comando dalla seconda fila. Lo spagnolo della Ducati è però stato superato nel corso dei primi giri da Fernandez e Martin, chiudendo infine in quinta posizione.

Sesto posto per Fermin Aldeguer davanti a Francesco Bagnaia, settimo al traguardo dopo una gara complicata che lo ha visto perdere progressivamente terreno rispetto ai battistrada. A punti anche Pedro Acosta.

La Sprint è stata caratterizzata anche da alcune cadute eccellenti. Sono finiti a terra Enea Bastianini e Franco Morbidelli, costretti al ritiro, mentre Joan Mir ha dovuto abbandonare la gara nelle fasi finali rientrando ai box.

Il weekend del Mugello proseguirà domenica con la gara lunga, in programma alle ore 14, dopo una Sprint che ha confermato l’eccellente stato di forma delle Aprilia e il grande equilibrio che caratterizza il Mondiale MotoGP 2026.

Calcio, il Liverpool e Slot si separano

Roma, 30 mag. (askanews) – E’ finita tra il Liverpool e Arne Slot: non sarà più l’olandese alla guida dei Reds nella prossima stagione. L’annuncio del club inglese è arrivato nella mattinata del 30 maggio. “Il Liverpool FC conferma che Arne Slot lascerà il suo incarico di allenatore con effetto immediato e che è già in corso la procedura per la nomina del suo successore. Lascia il suo posto con un titolo di Premier League in bacheca e con la nostra più profonda gratitudine e riconoscenza”, recita la nota del club.

Andoni Iraola. E’ lui il nome in pole per i Reds. L’ultima squadra allenata dal basco è stata il Bournemouth (giugno 2023-giugno 2026). A Iraola era interessato il Milan.

Tennis, Cobolli agli ottavi del Roland Garros

Roma, 30 mag. (askanews) – Uno splendido Flavio Cobolli guadagna il pass per gli ottavi al Roland Garros per la prima volta in carriera. La testa di serie n.10 lascia appena 7 giochi allo statunitense Learner Tien (18 del tabellone), battuto 6-2, 6-2, 6-3 in un’ora e 46′ di gioco. Azzurro solido in ogni fondamentale (anche 7 ace) contro un rivale molto falloso e nervoso. E’ la seconda volta che Cobolli si qualifica per gli ottavi in uno Slam dopo Wimbledon 2025. Affronterà lunedì agli ottavi (senza ancora aver concesso un set) il sorprendente statunitense Zachary Svajda, n.85 del mondo, capace di battere in 5 set Francisco Cerundolo. Un solo precedente, che risale a Delray Beach 2024, vinto dall’azzurro in tre set.

“Mi sono svegliato un po’ nervoso oggi perché sapevo che ci sarebbero state delle persone a cui tengo a vedermi – le sue parole a fine match – È la mia prima vittoria sul Philippe-Chatrier e vorrei fare i complimenti anche a Learner che forse stamattina era un po’ stanco. Oggi non voglio parlare di tennis, c’è la finale di Champions. Sono legato all’Arsenal per Calafiori e al PSG per Luis Enrique… quindi che vinca il migliore e che sia una finale con tanti gol. Chiedo ai tifosi solo una cortesia: se vincete la finale non fate troppo rumore, vorrei dormire stanotte…”

Nepi: "Gareggiare a Piazza di Siena come correre in F1 a Montecarlo"

Roma, 30 mag. (askanews) – “Piazza di Siena oggi è fra gli eventi di salto ostacoli più importanti al mondo. La nostra prospettiva è quella di diventare un unicum, portando Piazza di Siena a essere l’evento degli sport equestri irrinunciabile per ogni cavaliere o amazzone. Montare a Piazza di Siena è un po’ come correre a Montecarlo per la Formula 1, un qualcosa di speciale e irripetibile nella stagione agonistica e nel curriculum di qualunque atleta”. Così l’ad di Sport e Salute Diego Nepi Molineris, nel corso dell’incontro di presentazione del restauro della Fontana dei Cavalli Marini.

Poi – spiega una nota – l’ad ha rivolto lo sguardo verso la Piazza di Siena – e non solo – che sarà: “Dobbiamo viaggiare nel futuro di questo straordinario pezzo unico dell’arte, della scultura e della natura e dobbiamo farlo con una serie di progettualità dalle quali nascano nuovi servizi e occasioni per cittadini e turisti. Dobbiamo farlo costruendo nuove prospettive di riqualificazione di Villa Borghese per renderla un palcoscenico permanente, 365 l’anno, che possa soddisfare la voglia di fare sport di ognuno di noi. E soprattutto dei più giovani, bambini e bambine, creando per loro un luogo che possa generare amicizia, cultura, voglia di socializzare attraverso lo sport”.

L’ad di Sport e Salute ha poi concluso: “Abbiamo appena chiuso un capitolo lungo dieci anni, ma siamo qui proprio per aprirne un altro”.

Hegseth: nei negoziati Teheran si muove nella nostra direzione

Roma, 30 mag. (askanews) – L’Iran “si sta muovendo nella direzione” indicata dagli Stati Uniti nei negoziati sul nucleare e i colloqui sono stati “produttivi”. Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth, parlando a margine dello Shangri-La Dialogue di Singapore.

“Stanno venendo nella nostra direzione. I colloqui sono stati produttivi. Penso che sappiano dove deve andare”, ha affermato Hegseth, ribadendo che il presidente Donald Trump accetterà solo un’intesa che consideri vantaggiosa per gli Stati uniti e per la sicurezza internazionale.

“Qualsiasi accordo che il presidente sia disposto a fare, lo farà solo se crede che sia un grande accordo per il nostro Paese e per la sicurezza del mondo”, ha detto il capo del Pentagono. Secondo Hegseth, gli obiettivi di Washington “non sono cambiati”: garantire che l’Iran non sia in grado di dotarsi di un’arma nucleare “né ora né in futuro”.Hegseth ha richiamato le parole di Trump, secondo cui Teheran può scegliere se arrivare a un’intesa o “fare i conti con il dipartimento della Guerra”. “Siamo preparati. Oggi siamo posizionati in modo ancora più forte rispetto al primo giorno per affrontare la questione in quel modo, se dovessimo farlo, ma lui preferirebbe di no”, ha affermato.

Il capo del Pentagono ha detto che l’Iran conosce “molto, molto chiaramente” le aspettative americane e che spetta al team negoziale raggiungere un risultato. “Sono abbastanza fiducioso che, con il nostro presidente, che fa solo grandi accordi, alla fine sarà qualcosa che sarà orgoglioso di difendere e che garantirà che l’Iran, che tutti sanno non dovrebbe avere un’arma nucleare, non l’abbia mai”, ha concluso.

Piazza di Siena, Lollobrigida: "Sport equestri eccellenza italiana"

Roma, 30 mag. (askanews) – “Il mondo degli sport equestri è un’eccellenza italiana che unisce tradizione, tutela del cavallo, valorizzazione del territorio, turismo e filiere agricole. Manifestazioni come Fieracavalli e Piazza di Siena dimostrano come il cavallo sia non solo protagonista dello sport, ma anche motore di sviluppo culturale, economico e sociale per la nostra Nazione”. Lo ha detto Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste a Piazza di Siena dove si è intrattenuto con il presidente della Fise Marco Di Paola e l’ad di Sport e Salute Diego Nepi Molineris.

“Dobbiamo continuare ad investire nel comparto equestre e nell’ippica, valorizzando una filiera che crea opportunità per l’agricoltura, il turismo e i territori, mettendo sempre al centro il benessere del cavallo e la qualità delle nostre tradizioni. Un augurio particolare a Piazza di Siena e alla Fise, entrambi compiono cent’anni e rappresentano sempre meglio la nostra bella Italia”, ha aggiunto Lollobrigida.

Gallerie d’Italia, a Milano sessanta’anni di Arnaldo Pomodoro

Milano, 30 mag. (askanews) – Sessant’anni di lavori artistici e la sensazione, a un anno dal morte, che la forza di tante delle sue opere sia ancora estremamente presente. Le Gallerie d’Italia di piazza Scala ospitano una retrospettiva su Arnaldo Pomodoro curata da Luca Massimo Barbero e Federico Giani.

Grazie a un nucleo antologico di quarantacinque opere provenienti dalle collezioni di Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro, la mostra, significativamente intitolata “Una vita”, ripercorre decennio dopo decennio, le tappe più significative dell’avventura creativa e poetica

di Pomodoro. Il percorso espositivo presenta capolavori e opere notissime accanto ad altre meno conosciute e a un nucleo di materiali d’archivio, selezionati dai curatori per suggerire anche

nuove chiavi di lettura e di visione.

Il salone centrale del museo di Intesa Sanpaolo ospita sculture monumentali in fiberglass bianco che subito danno la cifra del dialogo tra le opere e lo spazio espositivo, poi, nelle salette adiacenti, il racconto esplora i momenti più salienti del percorso di

Pomodoro: dagli esordi nel pieno della stagione informale si passa alle riflessioni sulla geometria euclidea e poi alla relazione con il minimalismo per arrivare alla celebri sfere e ai rotanti, ma anche a un altro aspetto decisivo: quello della scrittura. Per ridare spazio a una lezione che è storica, ma non smette di farsi guardare.

"Ryan Ted" di Tedua primo 1 in classifica degli album più venduti

Milano, 30 mag. (askanews) – “Ryan Ted” di Tedua debutta al 1 della classifica degli album più venduti della settimana (dati Fimi/Niq). 16 tracce che segnano un’ulteriore evoluzione artistica per Tedua, con quell’estetica ispirata al mondo della serie tv The O.C., ma filtrata attraverso le sue esperienze personali. È così che l’immaginario diventa crudo e diretto, senza compromessi e con una scrittura particolarmente incisiva e priva di sovrastrutture.

Questa la tracklist del mixtape che contiene anche feat. con Anna, Ernia, Latrelle, Nerissima Serpe, Sayf:

Rap Leggenda Faxxx feat. Latrelle Uno+Gangsta feat. Nerissima Serpe Mai Felpa Nera feat. Anna Too Late Hoola Hop feat. Ernia Volare Freestyle Giovane e bello feat. Sayf Gli Anni Gravità feat. Latrelle Blue Veliero di carta Chuniri Lettera a Tedua

L’album esce nella versione CD e LP. L’artwork della copertina è di Marco Giacobbe.

L’artista dei record, che ha all’attivo 79 certificazioni platino, 39 d’oro e 3 miliardi di stream globali, il 24 giugno 2026 terrà il suo primo live allo Stadio G. Meazza di Milano. Un evento unico, prossimo al sold out e per il quale restano disponibili solo gli ultimi biglietti del terzo anello, che arriva come una vera e propria consacrazione di quei 10 anni di carriera iniziati con la pubblicazione di “Aspettando Orange County”.

Assocarta e CIC insieme per la transizione green

Napoli, 30 mag. (askanews) – Al Green Med Expo & Symposium di Napoli, siglata un’importante alleanza da Assocarta e dal Consorzio Italiano Compostatori (CIC). Un accordo tra due eccellenze italiane nella produzione di materie e prodotti rinnovabili, che punta a creare sinergie industriali e ambientali strategiche, così da accelerare il percorso verso un’economia sempre più circolare e contribuire alla transizione ecologica ed energetica del Paese. Ha parlato così Massimo Centemero, Direttore Generale CIC: “Al Green Med Symposium abbiamo siglato un accordo con Assocarta che si fonda su due pilastri fondamentali. Il primo è che le cartiere consumano energia. I compostatori producono energia tramite la produzione di biometano, dalla trasformazione del rifiuto umido, e quindi il primo step di questo accordo è verificare le condizioni per l’accessione del biometano, quindi del metano di origine biologica e rinnovabile, da utilizzare nelle cartiere che, invece, sono notoriamente consumatrici di energia”.

Assocarta e CIC condividono l’impegno verso la minimizzazione degli impatti ambientali su aria, acqua e suolo, in coerenza con gli obiettivi europei del Green Deal e della neutralità climatica al 2050.

“Il primo passo fondamentale è fare una mappatura. Dobbiamo prendere la cartina dell’Italia, sovrapporre le cartiere, quindi i punti di generazione reflu e di esigenza di energia con i compostatori. Dobbiamo poi verificare quali sono queste sovrapposizioni territoriali, perché chiaramente più sono vicini i punti di origine di un rifiuto e il punto di trasformazione dello stesso rifiuto e meglio è. Questo per una questione legata al non spreco di energia. Dopodiché, si faranno i passi successivi per verificare la quantificazione delle masse in gioco e dei metri cubi di biometano in gioco” ha aggiunto Centemero.

In occasione del GreenMed, il CIC ha inoltre rafforzato l’accordo con Regione Campania, che prevede di ottimizzare la raccolta della frazione umida per la produzione di compost e biometano: “Il lavoro da fare è immenso, però anche qui ci stiamo concentrando su diverse linee. La prima è quella di migliorare le raccolte differenziate, non solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi, cioè migliorare la comunicazione ai cittadini, creare nuovi meccanismi di formazione e informazione” ha concluso Centemero.

Le due associazioni vogliono poi contribuire al raggiungimento degli obiettivi definiti dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), rafforzando il ruolo dell’industria italiana nella transizione energetica. Sarà quindi istituito un Tavolo Tecnico, composto da esperti delle due organizzazioni, che avranno il compito di monitorare le attività, favorire il confronto operativo e sviluppare progetti condivisi.

Cina-Usa, a Singapore Hegseth modera toni ma approccio non cambia

Roma, 30 mag. (askanews) – L’atteso discorso del segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth allo Shangri-La Dialogue di Singapore ha segnato un cambio di registro nei toni, ma non una svolta strategica. A due settimane dal vertice di Pechino tra il presidente Usa Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, il capo del Pentagono ha evitato la retorica più frontale dell’anno scorso, ha scelto di non nominare il tema della sovranità di Taiwan nel suo intervento e non ha evocato il Mar cinese meridionale. Ma il messaggio di fondo è rimasto netto: Washington vuole stabilizzare la competizione con Pechino, non accettare una sfera di influenza cinese nel Pacifico.

La differenza rispetto al 2025 è stata evidente. L’anno scorso Hegseth aveva definito “reale” la minaccia rappresentata dalla Cina e aveva richiamato l’ordine impartito da Xi all’Esercito popolare di liberazione di essere pronto, entro il 2027, a un’eventuale operazione contro Taiwan. Quest’anno il linguaggio è stato più calibrato. Il segretario alla Difesa ha criticato ancora il riarmo cinese, ma ha precisato che gli Stati uniti non affrontano questa sfida con un “inutile” muro contro muro, bensì con una postura di “forza misurata e deliberata”.

La scelta lessicale riflette il momento politico. Dopo il vertice Trump-Xi, Washington e Pechino cercano di contenere il rischio di incidenti e di dare alla competizione un quadro più prevedibile. La Cina resta il principale parametro della strategia americana nell’Indo-Pacifico, ma l’amministrazione Trump sembra voler evitare che Taiwan o il Mar cinese meridionale diventino immediatamente il banco di prova della fase post-vertice.

Il punto più sensibile è Taiwan. Hegseth non l’ha citata nel discorso, ma è stato costretto a parlarne nella sessione di domande e risposte. Il pacchetto di armi da 14 miliardi di dollari per Taipei non è ancora stato autorizzato da Trump e il capo del Pentagono si è limitato a dire che la decisione spetta al presidente e dipenderà anche dalla “natura” del rapporto con la Cina. Ha però respinto l’idea che il dossier sia condizionato dalla guerra Usa-Israele contro l’Iran o dall’esaurimento delle scorte americane.

L’omissione non è casuale. Per Pechino, Taiwan resta la “linea rossa” per eccellenza nei rapporti con Washington. Per gli Stati uniti, invece, l’isola è insieme un impegno di deterrenza e una variabile negoziale delicatissima. Non riconoscere Taiwan come Stato indipendente, ma armare Taipei per impedire un’annessione con la forza, è da decenni l’equilibrio su cui si regge la politica americana. Il discorso di Singapore ha mostrato quanto quell’equilibrio sia oggi sottoposto alla logica personale e transazionale di Trump.

Hegseth ha tuttavia inserito Taiwan indirettamente nel cuore della strategia americana, parlando di “deterrenza per negazione” lungo la prima catena di isole. E’ una formula tecnica, ma politicamente densa: significa rendere troppo costoso per la Cina qualsiasi tentativo di dominare lo spazio che va dal Giappone alle Filippine, passando proprio per Taiwan. Il capo del Pentagono non ha detto “Taiwan”, ma ha descritto l’architettura militare che dovrebbe impedirne l’isolamento.

Il messaggio agli alleati è stato altrettanto chiaro. Hegseth ha lodato Giappone e Corea del sud per l’aumento delle spese militari e ha salutato le riforme della difesa di Tokyo. In sostanza, gli Stati uniti restano il perno della sicurezza regionale, ma chiedono agli alleati asiatici di assumersi una quota maggiore dell’onere. E’ la stessa logica che Trump applica alla Nato: meno garanzie automatiche, più pressione sui partner perché finanzino la propria difesa.

Per la Cina, questo resta un segnale ostile, anche se espresso con toni più morbidi. Pechino guarda con crescente preoccupazione al riarmo giapponese, al rafforzamento dei legami militari tra Tokyo, Manila, Canberra e Wellington, e all’allargamento delle reti di difesa americane nella regione. Hegseth non ha ripetuto le accuse più dure sul Mar cinese meridionale, ma ha ribadito che nessuna potenza può imporre la propria egemonia nel Pacifico. E’ il modo americano per dire che il dialogo con Xi non equivale a un arretramento.

L’assenza di un alto rappresentante cinese al forum ha reso ancora più visibile il paradosso del momento. Washington parla di canali militari migliori e di relazioni meno tese, ma il principale teatro di confronto sulla sicurezza asiatica si è svolto senza il ministro della Difesa cinese. Il risultato è stato un dialogo indiretto: Hegseth ha parlato a Pechino attraverso gli alleati e i partner regionali, mentre gli osservatori cinesi hanno misurato ogni omissione e ogni sfumatura come un possibile effetto del vertice Trump-Xi.

MotoGp, il calendario del motomondiale

Roma, 30 mag. (askanews) – Questo il calendario del MotoGp 2026:

GP Thailandia (Buriram, Thailandia, 1 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Brasile (Goiânia, Brasile, 22 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Texas (Austin, Stati Uniti, 29 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Spagna (Jerez de la Frontera, Spagna, 26 aprile) vincitore: Alex Marquez (Gresini Racing) GP Francia (Le Mans, Francia, 10 maggio) vincitore: Jorge Martin (Aprilia) GP Catalogna (Barcellona, Spagna) vincitore: Fabio Di Giannantonio (Ducati) GP Italia (Mugello, Italia, 31 maggio)

GP Ungheria (Balaton, Ungheria, 7 giugno) GP Repubblica Ceca (Brno, Repubblica Ceca, 21 giugno) GP Paesi Bassi (Assen, Paesi Bassi, 28 giugno) GP Germania (Sachsenring, Germania, 12 luglio) GP Regno Unito (Silverstone, Regno Unito, 9 agosto) GP Aragona (Aragón, Spagna, 30 agosto) GP San Marino (Misano, Italia, 13 settembre) GP Austria (Red Bull Ring, Austria, 20 settembre) GP Giappone (Motegi, Giappone, 4 ottobre) GP Indonesia (Mandalika, Indonesia, 11 ottobre) GP Australia (Phillip Island, Australia, 25 ottobre) GP Malesia (Sepang, Malesia, 1° novembre) GP Qatar (Lusail, Qatar, 8 novembre) GP Portogallo (Portimão, Portogallo, 22 novembre) GP Comunità Valenciana (Valencia, Spagna, 29 novembre)

MotoGp Bezzecchi in pole record al Mugello. Aprilia domina

Roma, 30 mag. (askanews) – È di Marco Bezzecchi la pole position del Gran Premio d’Italia al Mugello. Sul circuito di Autodromo Internazionale del Mugello, il pilota Aprilia firma il miglior tempo in 1:43.921, nuovo record della pista, davanti a una prima fila tutta targata Noale.

Alle spalle di Bezzecchi si piazza infatti Raul Fernandez, secondo, mentre terzo è Jorge Martin, completando una storica tripletta Aprilia in qualifica.

La prima Ducati è quella di Marc Marquez, che chiude quarto una sessione molto positiva dopo il rientro in pista. In seconda fila anche Fermin Aldeguer, quinto, e Francesco Bagnaia, sesto, con la Ducati ufficiale.

Più indietro Fabio Di Giannantonio, settimo, seguito da Franco Morbidelli nono e Pedro Acosta decimo.

La giornata del Mugello è stata segnata da condizioni ideali e da una forte competitività già nelle libere, con i piloti italiani protagonisti anche sul piano delle iniziative personali, tra caschi speciali e tributi nel weekend del Gran Premio d’Italia.

Nel Q1 passano invece il turno Raul Fernandez e Pedro Acosta, mentre tra gli esclusi resta il gruppo guidato da Ai Ogura.

Dopo le qualifiche, il programma del weekend prevede la Sprint Race nel pomeriggio alle 15 e la gara lunga domenica alle 14 sul circuito toscano.

MotoGp, Di Giannantonio domina libere al Mugello, Bagnaia terzo

Roma, 30 mag. (askanews) – È ancora Fabio Di Giannantonio il più veloce al Mugello. Il pilota del team VR46 ha fatto segnare il miglior tempo nelle prove libere del sabato del Gran Premio d’Italia, confermando l’ottimo stato di forma già mostrato nelle sessioni di venerdì. Sul tracciato toscano di Autodromo Internazionale del Mugello, Di Giannantonio ha fermato il cronometro sull’1’45″641, precedendo Pedro Acosta su Ktm di 244 millesimi e Francesco Bagnaia su Ducati di 270.

Il romano completa così una prima parte di weekend quasi perfetta, dopo aver già chiuso davanti a tutti sia la prima sessione di prove libere sia le prequalifiche del venerdì. Alle sue spalle si confermano competitivi Acosta e Bagnaia, mentre il leader del Mondiale, Marco Bezzecchi su Aprilia, ha ottenuto il sesto tempo.

Più indietro i due grandi protagonisti del campionato, entrambi ancora alle prese con il recupero fisico dopo le cadute delle scorse settimane. Jorge Martin ha chiuso in ottava posizione, seguito da Marc Marquez, nono.

Il sabato del Mugello è stato caratterizzato anche dalla tradizionale presentazione dei caschi speciali realizzati dai piloti per il Gran Premio d’Italia. Bezzecchi ha scelto di rendere omaggio alla memoria di Alex Zanardi, scomparso il 1° maggio, replicandone fedelmente il celebre casco. Un tributo particolarmente sentito che ha attirato l’attenzione del paddock e degli appassionati.

Originale anche la scelta di Luca Marini, che ha dedicato il proprio casco a Nicole Orlando, atleta affetta da sindrome di Down, richiamando il titolo del libro che racconta la sua storia, “Vietato dire non ce la faccio”. Di Giannantonio ha invece optato per una grafica astratta ispirata alla sua nuova automobile, mentre Bagnaia ha scelto una rappresentazione della pizza, simbolo della convivialità e dell’italianità che caratterizzano il fine settimana del Mugello.

Spazio anche alle iniziative dei team. Il Prima Pramac Yamaha MotoGP ha portato in pista una livrea speciale disegnata da Pininfarina per celebrare i sei anni di partnership con Prima Assicurazioni. La colorazione, dominata da rosso e viola, richiama l’identità visiva dello sponsor, mentre il bianco è un omaggio alla storica Ferrari Modulo, una delle creazioni più iconiche firmate dal celebre studio di design italiano

Calcio, Abodi: "Guardiola Ct? Non è un sogno impossibile"

Roma, 30 mag. (askanews) – “Non è un sogno impossibile, è un allenatore importante. Bisogna capire se voglia diventare uno straordinario selezionatore”. Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, interviene sul tema del futuro commissario tecnico della Nazionale e sul percorso di rilancio del calcio italiano dopo la mancata qualificazione al Mondiale.

Parlando a Sky Tg24, Abodi sottolinea come la scelta del prossimo ct non possa essere ridotta a una questione economica. “Non è un tema di denaro, ma di ambizioni. Un allenatore da solo non fa una Nazionale, bisogna associare un progetto di alto livello di rilancio del calcio italiano. Bisogna cercare di recuperare il filo dell’eccellenza, per raggiungere obiettivi bisogna saper collaborare”.

Il ministro torna poi sulla delusione per l’assenza dell’Italia dalla prossima rassegna iridata. “Non è accettabile che, per la terza volta, non saremo ai Mondiali. E che, dopo due volte in cui ci siamo ritrovati a giocarci tutto in un play-off, la nostra avversaria dimostri di avere più voglia, di aver avuto un approccio diverso”. Da qui l’auspicio che la situazione possa rappresentare una svolta per tutto il movimento. “Mi auguro che questo determini uno choc della coscienza. Stiamo entrando in una sorta di sortilegio, non si è perso il talento, si è solo addormentato e lo stiamo trascurando”.

Secondo Abodi, la priorità assoluta deve essere rappresentata dai giovani e dalla formazione. “La politica è importante così come l’assetto della federazione, la giustizia sportiva e la riforma dei campionati. Ma alla fine tutto ruota al modello tecnico”. Il ministro evidenzia inoltre un cambiamento nel rapporto tra i ragazzi e il gioco del calcio, osservando come molti giovani abbiano oggi una minore familiarità con il pallone rispetto al passato.

Nel suo intervento, Abodi richiama anche la necessità di valorizzare maggiormente il talento nazionale. “Non sempre si ha la sensazione che il giocatore abbia libertà di saltare l’uomo, cosa che ci ha consentito di vincere. Troppo facile cercare il talento all’estero, costa meno, ma dobbiamo trovare riforme che consentano maggiore competitività del mercato interno”. Un passaggio che rilancia il dibattito sulla crescita dei vivai, sugli spazi concessi ai giovani italiani e sulle strategie necessarie per riportare il calcio azzurro ai vertici internazionali.

Malta oggi al voto: Abela favorito sul partito di Metsola

Roma, 30 mag. (askanews) – Malta vota nel segno della continuità. Oggi i cittadini maltesi vanno alle urne per decidere se procedere in continuità con il Partito Laburista, al governo da 13 anni, oppure dare fiducia all’opposizione conservatrice, guidata da Alex Borg. Il favorito è il primo ministro uscente del Partito Laburista, Robert Abela, che dovrebbe essere confermato alla leadership dell’isola mediterranea, dopo aver indetto in anticipo le elezioni per dare allo Stato la necessaria “stabilità” in un contesto di turbolenza geopolitica.

Poco più di un mese fa, il primo ministro Abela ha indetto elezioni anticipate, richiedendo al popolo maltese una rinnovata fiducia “per progredire con stabilità”. Una decisione che ha accorciato la legislatura di 9 mesi. Lanciando la sua campagna elettorale, Abela ha evidenziato come il suo governo offriva certezze, stabilità e tranquillità. Era l’unica forza politica con idee innovative, esperienza e credibilità per migliorare e semplificare la vita delle persone nonostante i tempi difficili.

“Non solo garantiremo la stabilità dei prezzi e la crescita economica, ma proporremo anche nuovi piani ambiziosi, ma realistici e sostenibili per il futuro, basati sui suggerimenti che ci avete dato voi, il popolo. I vostri sogni sono il nostro progetto”, ha indicato il leader laburista maltese, sottolineando come i laburisti si concentreranno sul “benessere” dei maltesi.

Alex Borg, leader del Partito Nazionalista di centro-destra di cui la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola è un esponente di spicco, ha presentato il proprio partito come il “partito del futuro”, incentrando la sua campagna elettorale sul cambiamento e sulla capacità del partito di essere “pronto” a governare l’isola mediterranea.

“Non siamo venuti da voi con paura; non siamo venuti intimiditi. Siamo venuti con idee, visione, proposte e coraggio. Non abbiamo parlato del passato; abbiamo parlato del nostro splendido futuro, del futuro dei nostri giovani che vogliono vedere realizzato il loro potenziale, costruire una famiglia e condurre una vita di alta qualità”, ha dichiarato Borg, chiudendo la propria campagna elettorale.

La campagna elettorale, conclusasi giovedì sera, ha visto le due fazioni politiche confrontarsi in location gremite, con famosi Dj internazionali a movimentare i comizi.

Secondo quanto esposto dal giornale europeo Politico, il Partito Laburista dovrebbe confermarsi alla guida del Paese, con l’ultimo sondaggio, del 24 maggio, che attesta Abela al 53%, mentre Borg insegue al 43%.

Droga, Meloni: colpo durissimo alla criminalità, governo avanti su legalità

Roma, 30 mag. (askanews) – “1.335 arresti, 2.358 denunce, oltre 430 chili di droga, 111 armi da fuoco e 250 armi bianche sequestrate: l’imponente operazione condotta su tutto il territorio nazionale segna un colpo durissimo alla criminalità. Complimenti alla Polizia di Stato e a tutti coloro che hanno contribuito a questo importante risultato”. Lo scrive su X, la premier Giorgia Meloni, postando le immagini diffuse dalla stessa polizia dell’operazione di questa mattina.

“Il Governo – assicura la premier – continuerà ad andare avanti con determinazione sulla strada della legalità e della sicurezza. Anche per questo abbiamo rafforzato gli strumenti di contrasto al porto abusivo di armi, comprese quelle da taglio: ogni colpo alla criminalità significa più tutela e più serenità per tutti i cittadini”.

Droga, maxi operazione Polizia in tutta Italia. 1.335 arrestate

Roma, 30 mag. (askanews) – I poliziotti delle Squadre mobili di tutta Italia, coordinati dal Servizio centrale operativo, hanno portato a termine un’operazione ad alto impatto, finalizzata al contrasto dello spaccio di droga e del porto abusivo d’armi, che ha interessato tutto il territorio nazionale.

L’operazione, che ha visto la collaborazione degli agenti del Reparto prevenzione crimine e degli altri Uffici delle Questure, ha portato all’arresto di 1.335 persone e alla denuncia di altre 2.358.

Sono stati sequestrati circa 450 chilogrammi di droga, tra cocaina, cannabinoidi ed eroina.

Le armi da fuoco sequestrate invece sono 111, tra cui un fucile d’assalto, diverse armi da guerra e un giubbotto antiproiettili.

Per quanto riguarda il contrasto del porto di armi bianche, molto diffuso in ambito giovanile, ne sono state rinvenute e sequestrate 250, tra taglierini, tirapugni, taser, sfollagente telescopici, fionde, machete, sciabole ed accette.

Nel corso dell’operazione sono state identificate 297.071 persone, di cui 15.665 minorenni. I controlli si sono concentrati all’interno di quartieri cittadini e nelle vicinanze di locali notturni, dove si registra un maggior consumo di droga.

Federico Mecozzi dedica a Franco Battiato "Traiettorie impercettibili"

Milano, 30 mag. (askanews) – Accolto con particolare favore da Grazia Cristina Battiato (presidente della Fondazione Franco Battiato) e da Francesco Cattini (storico manager di Franco Battiato), e impreziosito dalla presenza di ospiti come Morgan, Simone Cristicchi, Juri Camisasca e Thea Crudi , “Traiettorie impercettibili” è il nuovo progetto discografico dedicato a Franco Battiato di Federico Mecozzi, violinista, compositore e polistrumentista tra i più promettenti della scena italiana contemporanea, da oltre diciassette anni al fianco di Ludovico Einaudi nei principali teatri e arene del mondo.

Fuori il 29 maggio 2026 per The Orchard su tutte le piattaforme e, in esclusiva in formato CD e vinile per Discoteca Laziale a questo link, il disco rappresenta un viaggio personale e profondamente sentito nell’universo musicale di Franco Battiato, figura che ha segnato in maniera decisiva il percorso artistico di Mecozzi. Un’operazione delicata e coraggiosa, che sceglie di confrontarsi con uno dei repertori più importanti e stratificati della musica italiana contemporanea attraverso una rilettura prevalentemente strumentale, capace di preservarne la forza evocativa aprendola a nuove prospettive sonore.

A distanza di anni dalla scomparsa di Franco Battiato, “Traiettorie impercettibili” si inserisce in un momento storico in cui la sua opera continua a rivelarsi straordinariamente contemporanea. In un panorama musicale sempre più veloce e frammentato, il progetto di Mecozzi recupera il valore dell’ascolto, della ricerca spirituale e della contaminazione culturale che hanno reso unica la produzione del maestro.

Il disco nasce dal desiderio di entrare nella musica di Battiato senza replicarla, provando invece ad attraversarla con uno sguardo personale. Le canzoni vengono spogliate, ricomposte e riportate dentro un universo sonoro fatto di violino, ricerca timbrica ed essenzialità, lasciando emergere dettagli melodici e armonici che continuano ancora oggi a sorprendere per modernità e profondità. Si tratta quindi di una rilettura rispettosa e personale, che prova a cogliere nuove sfumature nascoste all’interno di melodie, armonie e strutture compositive già entrate nell’immaginario collettivo. Il titolo stesso, “Traiettorie impercettibili”, richiama quei movimenti sottili e invisibili che attraversano la musica di Battiato e continuano a influenzare artisti di generazioni diverse.

La tracklist di “Traiettorie impercettibili”, prodotto dallo stesso Federico Mecozzi, insieme a Cristian Bonato, attraversa alcune delle pagine più iconiche e profonde del repertorio di Franco Battiato, alternando momenti di grande spiritualità, tensione sperimentale e ricerca sonora. Elemento di particolare valore del progetto è la presenza, in “Voglio vederti danzare”, della voce originale di Franco Battiato, che affiora come un’eco nella parte finale del brano: un’apparizione discreta e simbolica, capace di suggellare il dialogo tra omaggio, memoria e rilettura contemporanea.

A impreziosire il progetto sono presenti feat. con artisti profondamente legati all’universo umano e musicale di Battiato. In “Shock in My Town” compare Morgan, interprete da sempre affine alla poetica battiatesca e capace di restituirne la tensione sperimentale e visionaria. Juri Camisasca e Thea Crudi partecipano invece a “Nomadi”, dando vita a un momento di forte intensità spirituale e meditativa: Camisasca, storico collaboratore e compagno di ricerca artistica di Battiato, rappresenta uno dei legami più autentici con il suo universo creativo. Chiude il disco Simone Cristicchi in “Invito al viaggio”, brano che trova nella sua sensibilità narrativa ed emotiva una dimensione particolarmente intensa e contemporanea.

Accanto a queste collaborazioni trovano spazio alcune delle pagine più rappresentative del repertorio battiatesco. “Voglio vederti danzare”, uno dei suoi brani più celebri, conserva il fascino esotico ed esoterico dell’originale trasformandosi, nella lettura di Mecozzi, in una danza strumentale guidata dal violino, capace di esaltare il grande potere evocativo e ipnotico della composizione; una rilettura ulteriormente impreziosita dalla presenza della voce originale di Franco Battiato che affiora nel finale come un’eco lontana. Il brano è accompagnato da un videoclip ufficiale diretto da Francesco Gardini, che vede la presenza del celebre ballerino e coreografo Kledi Kadiu: nato dal rapporto di stima e amicizia con Mecozzi, il video traduce in movimento l’energia ipnotica del brano e la sua tensione poetica verso la danza. “L’ombra della luce” apre idealmente il viaggio del disco con il suo carattere contemplativo e spirituale: il violino prende il posto della voce in una versione essenziale e solenne, vicina alla forma di una sonata per strumento solo. In “Gli uccelli” il movimento e l’osservazione della natura diventano intrecci di archi che evocano i “voli imprevedibili” del brano originale, fino a suggerire quelle stesse traiettorie invisibili che danno il titolo all’album. “La cura” si trasforma invece in un intenso canto strumentale, un lamento romantico che trova slancio e luce nelle aperture melodiche e nelle dinamiche orchestrali. “Il re del mondo”, infine, è forse la rilettura più radicale del progetto: partendo da un arpeggio di pianoforte si sviluppa in una trama di linee sovrapposte, ritmi irregolari e timbri cangianti che assumono i contorni di un vero e proprio viaggio psichedelico, prima di ritrovare il celebre e struggente tema originale firmato da Franco Battiato e Giusto Pio.

A completare l’identità del progetto visivamente è l’artwork originale realizzato da Davide Toffolo, fumettista, illustratore e frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti.

Paul McCartney torna ai Beatles con l’album "The Boys of Dungeon Lane"

Milano, 30 mag. (askanews) – Paul McCartney ha pubblicato oggi il nuovo album “The Boys of Dungeon Lane” sulle piattaforme digitali e in formato fisico.

Paul McCartney ha parlato del nuovo album in una conversazione con l’attore Paul Mescal, protagonista nei prossimi biopic dedicati ai Beatles del regista Sam Mendes, “The Beatles: A Four-Film Cinematic Event”. Durante la conversazione intima tra i due, Paul ha esplorato i ricordi, le relazioni, gli eventi e le storie che hanno ispirato il nuovo disco.

Ad anticipare la release sono stati i singoli “Days We Left Behind”, accolto con grande entusiasmo, e “Home to Us”, il primo duetto in assoluto di Paul con Ringo Starr.

“The Boys of Dungeon Lane” non è solo il primo nuovo album solista di Paul McCartney in oltre cinque anni; è una raccolta rivelatrice di storie mai condivise prima, ricordi personali e alcune canzoni d’amore di nuova ispirazione, da una delle figure culturalmente più significative del nostro tempo. Rivolgendo lo sguardo verso l’interno, Paul rivisita gli anni formativi che hanno plasmato sia la sua vita, sia le fondamenta stesse della cultura popolare moderna. L’album è senza dubbio il suo più personale e introspettivo fino ad oggi, con storie inedite che trasportano l’ascoltatore indietro nel tempo, dove tutto è iniziato. Le nuove canzoni mostrano Paul in uno stato d’animo sincero, vulnerabile e riflessivo, mentre scrive con rara apertura della sua infanzia nella Liverpool del dopoguerra, della resilienza dei suoi genitori e delle prime avventure con George Harrison e John Lennon, molto prima che il mondo avesse mai sentito parlare della Beatlemania. “The Boys of Dungeon Lane” è la storia prima della Storia.

Tracklist “The Boys of Dungeon Lane”: 1. As You Lie There 2. Lost Horizon 3. Days We Left Behind 4. Ripples in a Pond 5. Mountain Top 6. Down South 7. We Two 8. Come Inside 9. Never Know 10. Home to Us 11. Life Can Be Hard 12. First Star of the Night 13. Salesman Saint 14. Momma Gets By

Guidare nella notte attraverso l’arte: Jasper Johns a Bilbao

Bilbao, 30 mag. (askanews) – È l’ultimo grande artista delle Novecento americano e il suo nome si connota di leggenda. Eppure Jasper Johns, oggi 96enne, ancora non lo riusciamo a incasellare in una definizione precisa: il suo percorso e la sua lezione si continuano a muovere con ironia e senso di un presente che resta, in fondo, inscalfibile. Il Museo Guggenheim di Bilbao gli dedica una grande retrospettiva con 140 opere: “Jasper Johns: Night Driver”.

“È una figura fondamentale del contemporaneo, che ha trasformato radicalmente il panorama artistico degli Stati Uniti a metà degli anni Cinquanta – ha detto la direttrice del museo, Miren Arzalluz -. In questa occasione siamo stati molto fortunati ad avere una stretta collaborazione con l’artista, che ci ha accompagnato, aiutato e ci ha anche prestato un numero importantissimo di opere dalla sua collezione personale”.

La mostra si apre con le opere più celebri di Johns: i numeri, le mappe americane, gli straordinari bersagli che mantengono una intensità sorprendente e, soprattutto, le bandiere che lo hanno reso famoso un decennio prima dell’affermarsi della Pop Art. Guardandole oggi sembrano le vestigia di un’idea di America che esse stesse avevano contribuito a decostruire, con un processo che continua anche adesso sotto i nostri occhi. Poi il percorso prosegue, attraverso tutte le stagioni della sua ricerca.

“Per la generazione di Johns e dei suoi amici, come John Cage e Merce Cunningham – ha detto ad askanews il curatore della mostra, Enrique Juncosa – l’arte era una questione di vita e di morte. E Johns ha sostenuto che l’arte dovrebbe essere qualcosa che non puoi fare a meno di creare, perché è come un bisogno o una necessità. A ma piace questa idea dell’artista e del suo lavoro. Lui non ha quasi mai dato spiegazioni sulle opere, soprattutto in merito al significato, e quanto permette ai critici di interpretarlo, poiché ci sono molti rimandi e riferimenti, e lascia spazio a idee e interpretazioni diverse”.

Uno dei temi ricorrenti quando si parla di Jasper Johns è il protendersi della sua pittura fuori dalle due dimensioni del quadro, il suo inglobare la realtà, attirandola denrto e oltre la cornice. Lo stesso discorso vale per le sculture e si potrebbe stare a lungo a discutere della dimensione letteraria del suo lavoro. Ma la cosa che si sente di più è il fatto che Johns abbia anticipato molte delle tendenze dell’arte venute dopo di lui; come Duchamp e Rauschenberg, figure a lui care, anch’egli nella varietà delle posizioni ha seminato idee che altri hanno poi usato per la loro arte. E il titolo dell’esposizione di Bilbao, “Night Driver”, sembra descrivere – come avrebbe potuto fare Micheal Stipe – questo incessante movimento del lavoro dell’artista.

“Mi piace l’idea del guidare, come idea di viaggio, di movimento verso un altro spazio, di scoperta di qualcosa di nuovo – ha aggiunto Juncosa -. Ci parla anche di concentrazione e solitudine, perché guida da solo. Il titolo mi sembra giusto, assomiglia a quello di una canzone pop, e poi credo sottolinei ancora di più la dimensione emotiva del lavoro di Johns”.

E l’emozione è l’altro grande aspetto di questa mostra, che offre al pubblico anche due splendide stanze dedicate ai lavori su carta di Jasper Johns, non meno potente di quello pittorico. E se il fatto che un grande esponente del New Dada ci possa oggi emozionare così è forse l’idea che più alimenta il misterioso leggero sorriso che spesso troviamo nei ritratti dell’artista. Un sorriso di dolce e disincantata malinconia. (Leonardo Merlini)

Al pianeta mare Film Lab di Taranto il corto "a sako" il premio fondazione Taranto 25

Taranto, 30 mag. (askanews) – Emozione, partecipazione e grande attenzione da parte di quasi 300 studenti e studentesse dei principali istituti comprensivi e licei tarantini hanno accompagnato, nell’aula Magna del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, la proiezione di sette cortometraggi realizzati con smartphone da dodici giovani ventenni filmmaker provenienti da diverse parti del mondo. I lavori, ideati, girati e montati in quattro giorni, a budget zero e con il minimo impatto ambientale, sono nati in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità e hanno raccontato, attraverso sguardi originali e linguaggi contemporanei, il rapporto tra mare, ambiente, ricerca scientifica, cittadinanza attiva e comunità partecipata.

Al termine della proiezione, la Giuria studenti ha assegnato il “Premio Fondazione Taranto 25” ad Arik Amodeo, nato ad Antigua e Barbuda e cresciuto in Toscana, per il cortometraggio “A Sako”. L’opera è dedicata alla memoria di Bakari Sako, bracciante maliano di 35 anni tragicamente ucciso il 9 maggio scorso a Taranto. Il giovane videomaker che lavora a Milano ha tratto ispirazione dal clima di partecipazione civica vissuto durante i cinque giorni di residenza artistica in città e dai risultati del progetto di ricerca Civitas diretto dalla professoressa Maria Casola del Dipartimento Jonico.

Il premio è stato consegnato da Fabio Tagarelli, presidente di Fondazione Taranto 25, insieme al socio e docente Renato Galeone. Il riconoscimento consentirà ad Amodeo di partecipare, attraverso una residenza artistica, alla Giuria Giovani del Pianeta Mare Film Festival Internazionale di Napoli 2026, in programma dal 5 al 10 ottobre.

Grande interesse ha suscitato anche “L’oro di Taranto”, firmato dalla ventenne napoletana volontaria della Marina Militare Carmen Iovino e dal diciassettenne tarantino Mattia Magli, studente eccellente del Liceo Ferraris e volontario WWF. Il corto, ispirato al progetto di ricerca INFEAS sulla mitilicoltura, coordinato dal professor Vito Uricchio dell’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del CNR, e agli studi di biologia marina per la tutela dei cetacei nel Mar Piccolo, si è aggiudicato il “Premio Jonian Dolphin Conservation”, consegnato dal presidente Vittorio Pollazzon. Apprezzamenti sono stati rivolti anche agli altri lavori realizzati durante il laboratorio. Tra questi “La prima volta”, ideato da Anna Testa, ufficiale della Marina Militare, ispirato ai valori e alla vita dei sommergibilisti; “Animals”, realizzato da Gabriele Bellini di Salerno, studente dell’Accademia di Belle Arti di Bari, insieme alla romana Anna Maria Spingola; e “Leda”, opera del tarantino Marco Santoro, laureato all’Università di Venezia, e della studentessa barese Federica Colacicco, dedicata alle relazioni umane e alla mitilicoltura.

Una dimensione più poetica caratterizza “Il pioppo rombiscatole”, storia fiaba di fantasia, fratellanza e cura della Terra in cui un giovane albero dialoga con un fiore saggio, realizzata dal tarantino Davide Santoro, studente di cinema al Master IULM di Milano, con la diciannovenne foggiana Irene Guida. Forte impatto emotivo ha avuto infine “L’ancora”, firmato dal romano Giordano Scialanga e dall’argentina Tiziana Rovere, studentessa di cinema a Londra e Milano. Il corto racconta il dialogo telematico e telepatico tra un padre sommergibilista in missione e la figlia, la cui voce prende forma nei suoni di un delfino, interpretato dalla stessa Rovere, che accompagna il sommergibile in mare aperto. Un’opportunità resa possibile dalla Marina Militare, attraverso il Comando Interregionale Marittimo Sud, guidato dall’ammiraglio di divisione Andrea Petroni.

Il progetto, artistico, formativo e civico, nasce da un percorso che unisce città costiere italiane ed europee attraverso storie, creatività giovanile e attenzione al sociale. I partecipanti hanno saputo trasformare in immagini le eccellenze della ricerca scientifica e le buone pratiche di citizen science, dando vita a un racconto collettivo del mare e dei territori. Curato dal Pianeta Mare Film Festival Internazionale di Napoli, il tour dei Film Lab ha fatto tappa a Venezia, Napoli, Roma, Genova, nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano e a Brest, in Francia, e ora a Taranto, accolto dalla partecipazione della cittadinanza e delle istituzioni locali. La tappa tarantina è stata guidata e ispirata dal professor Antonio Uricchio, consigliere di amministrazione del Tecnopolo del Mediterraneo, presidente ANVUR uscente e già rettore dell’Università di Bari, che ha favorito la costruzione di un’ampia rete di collaborazioni e sinergie di saperi e relazioni scientifiche multidisciplinari.

Il successo dell’evento è frutto di un’alleanza tra Comune di Taranto, Marina Militare e Università degli Studi di Bari Aldo Moro, con le testimonianze della professoressa Maria Casola e dell’avvocato Angelo Fanelli. Determinante anche il contributo del professor Vito Uricchio, commissario straordinario di Governo per le bonifiche ambientali di Taranto; della Fondazione Taranto 25, con il presidente Fabio Tagarelli e i suoi soci; e del Ministero della Cultura, grazie ad Angelo Michele Raguso, Soprintendente delegato del Patrimonio culturale subacqueo, e all’archeologa Annalisa Biffino. Hanno inoltre collaborato l’Accademia di Belle Arti di Bari, con il presidente Rocky Malatesta; il WWF Taranto, con il presidente Giovanni Di Vincentiis; il Polo Tecnologico del Mediterraneo, guidato da Antonio Messeni Petruzzelli; la Jonian Dolphin Foundation, con il presidente Vittorio Pollazzon e il direttore del centro Ketos Nicola Clemente; Daniela Putignano, Procuratore per i Minorenni di Taranto; e numerosi istituti scolastici del territorio, coordinati dai docenti Renato Galeone, Alessandra Pagano e Anna Chiara Vimborsati. Tra le scuole presenti in Aula Magna figurano l’I.C. San Giovanni Bosco e gli istituti superiori e licei Aristosseno, Archimede, Archita e Battaglini. La direzione scientifica e artistica dei Lab è curata da Max Mizzau Perczel, presidente dell’Associazione culturale Pianeta Mare Darwin Dohrn e direttore del festival di Napoli, insieme al regista Valerio Ferrara, Premio La Cinef al Festival di Cannes e direttore artistico del tour, con il supporto di Stefano Marttacchione, docente di montaggio per la tappa di Taranto. Il progetto conferma il proprio successo anche sul piano digitale: nell’ultimo mese le interazioni sulla pagina Instagram ufficiale hanno coinvolto oltre 430.000 giovani under 30, superando i 2 milioni nell’arco dell’anno. Negli ultimi dodici mesi sono stati inoltre più di 9.000 gli studenti che hanno partecipato in presenza a laboratori, giurie e giornate ufficiali del festival.

La Russia è molto più debole di 4 anni fa

Una parata senza trionfo

La celebrazione in tono minore, molto minore, della ricorrenza del 9 maggio – giorno che la Russia festeggia in quanto anniversario della sconfitta nazista – ha destato una qual certa impressione in tutti gli osservatori internazionali.

Nessuna esibizione di forza militare (ancor più evidente se solo si fa memoria delle imponenti parate del passato, non solo sovietico ma anche di questi anni “putiniani”), tempi limitati allo stretto essenziale, pochissimi ospiti stranieri, presenza di un contingente nordcoreano (a ricordare – e questo è stato un effetto non voluto – che l’infinita “operazione militare speciale” in Ucraina ha richiesto pure il sacrificio di migliaia di giovani soldati asiatici mandati a morire dal dittatore Kim Jong-un), discorso sottotono del Presidente, apparso stanco e invecchiato. Il tutto con la paura di un attacco ucraino, che però sarcasticamente Zelenskyi (che non ha dimenticato la sua professione originaria) aveva garantito non ci sarebbe stato.

Questo clima un po’ mesto è divenuto a Mosca addirittura plumbeo una settimana più tardi quando il cielo si è riempito di droni ucraini che hanno dimostrato d’essere in grado di colpire finanche la capitale, e che quindi – volendo – avrebbero potuto colpirla anche il 9 maggio. La feroce reazione russa, con il più pesante attacco missilistico su Kyiv dall’inizio della guerra non ha cancellato il senso di frustrazione e stanchezza che si era percepito durante la parata, tutt’altro che trionfale, del giorno della vittoria.

E adesso, col drone caduto in Romania e le al solito allucinanti dichiarazioni di Medvedev, quella frustrazione pare poter generare nuovi fermenti guerreschi.

I segnali di un Cremlino più fragile

Cosa sta succedendo fra le mura del Cremlino? Non lo sappiamo, naturalmente. Ma una serie di indizi conduce a sospettare che il potere dello zar stia lentamente, impercettibilmente cominciando a indebolirsi. E ciò non tanto a causa delle voci su un possibile tentativo di golpe che sarebbe stato ordito dall’ex sodale ed ex Ministro della Difesa Sojgu, voci peraltro non confermate. Quanto piuttosto dagli eventi che hanno nell’ultimo anno e mezzo posto in evidenza un effettivo indebolimento russo nello scacchiere internazionale.

L’Ucraina e il fallimento della narrazione putiniana

La guerra in Ucraina, innanzitutto. Dove non solo i russi non conquistano più territorio da diversi mesi ma addirittura ne hanno perduto una parte, già occupata al costo di migliaia di vite umane. Non solo. L’efficienza con la quale Kyiv dimostra di saper produrre e impiegare droni letali ha smentito la narrazione (assai in voga anche da noi ad opera dei corifei putiniani alloggiati dalle parti del Fatto Quotidiano) secondo la quale gli ucraini non hanno alcuna possibilità e dovrebbero arrendersi e basta.

Siria, Sahel e Caucaso: gli alleati si allontanano

Ma c’è dell’altro. La Russia sta perdendo gli alleati sui quali contava per una propria presenza attiva in varie parti del globo. A cominciare dal Mediterraneo, ove le basi militari, effettivamente strategiche, possedute in Siria sono ora in una condizione di incertezza perché il nuovo potere insediatosi a Damasco non è certo così amichevole con Mosca (al quale anzi reclama la restituzione dell’ex dittatore lì protetto) come lo era quello di Bashar al-Assad.

Per proseguire nel Sahel, la vasta area subsahariana dell’Africa dove attraverso il famoso Gruppo Wagner ora ridenominato Afrika Corps Mosca aveva progressivamente occupato lo spazio geopolitico prima appannaggio della Francia. Qui fra colpi di stato, infiltrazioni jihadiste, eterni conflitti tribali, la situazione è un po’ sfuggita di mano e l’investimento fatto a suo tempo potrebbe anche perdere il suo valore.

E ancora: il conflitto Azerbaijan – Armenia non solo si è concluso con la vittoria azera e con un accordo di pace mediato dagli USA. Per di più i russi hanno dimostrato di non saper (in un primo tempo) e di non voler (in un secondo) proteggere l’alleato armeno il quale ora, indebolito, sta riconsiderando il proprio quadro di alleanze, cominciando con l’uscita dalla CSTO (Collective Security Treaty Organization) a guida russa e avviando un riavvicinamento all’Unione Europea.

L’ombra lunga della Cina su Mosca

Anche l’Iran è un alleato che Mosca ha dimostrato di non saper e poter garantire: al di là di ogni valutazione negativa sulla guerra voluta dal duo Netanyahu-Trump, ciò peserà sulla situazione che verrà a determinarsi in seguito all’accordo che, si spera presto, verrà raggiunto fra Washington e Teheran.

Infine, spostandoci nel continente americano, è già saltato l’alleato venezuelano e potrebbe accadere la stessa cosa per Cuba: in quest’ultimo caso lo smacco sarebbe enorme soprattutto dal punto di vista simbolico, per quello che il regime de L’Avana ha significato per decenni in tutto il mondo.

In un quadro dunque alquanto desolante a Putin resta l’inscalfibile “amicizia” con Xi Jinping e la Cina. Ma è davvero così? La visita a Pechino, pur celebrativa e ricca di accordi commerciali in numerosi settori, ha dato l’idea, ancor più di quelle precedenti, di una sostanziale sottomissione, e non solo perché la Cina garantisce le finanze russe acquistando (a prezzo di favore) la gran parte del greggio prodotto da Mosca.

Se quanto ha rivelato il Financial Times fosse vero – e cioè che Xi avrebbe confidato a Trump che “Putin potrebbe pentirsi della guerra in Ucraina” – si avrebbe in un qualche modo la conferma che alla Cina e al suo leader interessa solo un risultato: portare il paese al livello di prima potenza planetaria, al momento in co-partecipazione con gli Stati Uniti. Tutto il resto – inclusa l’amicizia con la Russia – è subordinato a quel solo, vero obiettivo.

Centesimus Annus, spiritualità e crisi della democrazia

Una riflessione globale alla vigilia di una nuova stagione
Si conclude oggi, con l’udienza accordata dal Santo Padre, l’Assemblea generale e Conferenza internazionale della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, articolata in una due giorni di incontri e riflessioni.

La manifestazione, programmata da molti mesi, ha avuto luogo a soli tre giorni dalla promulgazione della prima enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica Humanitas”: il che ha costretto i numerosi speaker e relatori invitati da diverse parti del mondo a rivedere le proprie carte onde verificare che non ci fossero incoerenze con il documento pontificio.

Libertà, pluralismo e domanda di spiritualità
Il tema scelto per la Conferenza era “Un mondo frammentato alla ricerca della spiritualità. Libertà e pluralismo nella Dottrina sociale della Chiesa”. Con oltre 400 iscritti a parlare nelle diverse sessioni e seminari, il tema di una riscossa mondiale della spiritualità come dimensione necessaria all’essere umano è stato declinato sotto gli aspetti più vari. Va detto che comunque l’Intelligenza Artificiale è stata protagonista in molte delle sezioni speciali nelle quali si sono affrontati i vari aspetti della odierna necessità di spiritualità.

La crisi dell’ordine internazionale
La Fondazione Centesimus Annus – ha spiegato il presidente Paolo Garonna – è in continua crescita e in diversi paesi del mondo continuano a costituirsi nuovi ‘Capitoli’ nazionali. La Fondazione è impegnata a perseguire traguardi sempre più ambiziosi, mantenendosi fedele al duplice mandato approvato a suo tempo da Giovanni Paolo II: supporto diretto e senza intermediari alla figura e all’opera del pontefice; e azione di diffusione della Dottrina sociale della Chiesa. Quella attuale è un’epoca in cui si sono fatti evidenti la crisi della democrazia contemporanea e il progressivo indebolimento del multilateralismo.

Sussistono una cosiddetta “recessione democratica” insieme all’affermazione di leadership autoritarie, la diffusa sfiducia verso le istituzioni internazionali (si pensi a come sia l’ONU che la UE lascino molto perplessi un gran numero di cittadini comuni) e il ritorno dell’unilateralismo: sono tutti fattori che stanno minando alle fondamenta l’ordine globale costruito negli ultimi 80 anni.

De Rita e la lezione di Lebret
Un consenso particolare e degno di essere rimarcato è stato l’intervento dinanzi a una qualificata presenza internazionale del fondatore del Censis Giuseppe De Rita, che ha voluto toccare il tema delle accentuazioni altalenanti succedutesi nelle varie fasi storiche dell’azione dei cattolici nella società civile tra evangelizzazione e promozione umana: un’abbinata che Paolo VI e il domenicano fondatore di Économie et Humanisme Louis-Joseph Lebret, suo aiutante per la stesura dell’enciclica “Populorum Progressio” (“lo sviluppo dei popoli”), ritenevano inscindibile e su cui impegnarsi con eguale energia.

De Rita, che è stato per altro amico di Lebret e in corrispondenza con lui durante il lavoro per l’enciclica, ha suggerito, sia in generale che per lo speciale impegno sulla spiritualità, di prodigarsi per tutte e due insieme: evangelizzazione e promozione umana.

Ricostruire i legami: la sfida comunitaria oltre le macerie dell’individualismo

Una città ferita come metafora del presente

C’è una figura antica che oggi parla con sorprendente forza al nostro tempo. Non è un leader carismatico nel senso moderno del termine, non guida eserciti né costruisce consenso attraverso slogan. È un uomo che vede una città ferita, comprende che la crisi non è solo materiale ma morale e comunitaria, e decide di agire.

È Neemia.

Il Libro di Neemia racconta la ricostruzione delle mura di Gerusalemme nel V secolo avanti Cristo, dopo l’esilio babilonese. Ma ridurre questa vicenda a un semplice episodio storico o religioso sarebbe un errore. In realtà, Neemia rappresenta uno dei più straordinari modelli di leadership comunitaria e di rigenerazione civica della storia.

Gerusalemme è distrutta. Le mura sono crollate. Il popolo è disgregato, impaurito, diviso. La comunità ha perso identità, fiducia e speranza. Neemia, però, non si limita a denunciare il degrado o ad attribuire colpe. Fa qualcosa di molto più difficile: trasforma il dolore in responsabilità collettiva.

Ed è qui che la sua figura diventa attualissima. Anche oggi viviamo dentro “mura crollate”. Non solo infrastrutture materiali, ma muri invisibili: la solitudine sociale, la frammentazione delle comunità, le disuguaglianze crescenti, la crisi educativa, la sfiducia nelle istituzioni, l’impoverimento delle relazioni umane. Viviamo in una società spesso incapace di sentirsi comunità.

La corresponsabilità contro la cultura della delega

La grande intuizione di Neemia è comprendere che nessuna ricostruzione può avvenire dall’alto e nessun cambiamento autentico può essere delegato completamente ad altri. Per questo coinvolge il popolo intero: famiglie, lavoratori, sacerdoti, cittadini. Ognuno ricostruisce un tratto di muro davanti alla propria casa. Ognuno mette la propria pietra.

È il contrario della cultura della delega e dell’individualismo contemporaneo.

Neemia insegna che la rinascita di una comunità nasce quando le persone smettono di sentirsi spettatori e tornano ad essere corresponsabili del destino collettivo.

Ma il suo insegnamento non si ferma qui. La ricostruzione avviene in mezzo alle opposizioni, alle paure, agli attacchi esterni e alle tensioni interne. Neemia affronta conflitti sociali, ingiustizie economiche, resistenze culturali. Eppure non arretra. Comprende che ricostruire una comunità significa tenere insieme visione e concretezza, spiritualità e organizzazione, ideale e responsabilità.

È una leadership che non cerca consenso personale, ma genera partecipazione.

Governare significa prendersi cura della fragilità collettiva

In un tempo in cui spesso la politica si riduce a comunicazione, e il dibattito pubblico a conflitto permanente, Neemia ci ricorda che governare significa anzitutto prendersi cura della fragilità di una comunità e trasformare la crisi in un cantiere condiviso.

Per questo il suo messaggio parla oggi anche al Terzo Settore, al volontariato, alle istituzioni locali, ai mondi dell’educazione, della sanità e dell’impegno civico.

La vera innovazione sociale non nasce da soluzioni astratte o da narrazioni autoreferenziali. Nasce quando qualcuno ha il coraggio di vedere le ferite del proprio tempo e decide di coinvolgere altri nella ricostruzione.

È il principio stesso del “fare rete” come costruzione di corresponsabilità e bene comune, fondato sulla partecipazione, sulla fiducia e sulla valorizzazione delle relazioni umane.

Una comunità si rigenera quando ciascuno comprende che il bene comune non è un concetto teorico, ma una responsabilità concreta condivisa. Come ricordato anche nelle riflessioni sviluppate da FareRete InnovAzione BeneComune APS, il bene comune non è la somma di interessi individuali, ma la costruzione di insieme della comunità, fondata su relazioni, partecipazione e corresponsabilità.

I nuovi cantieri dell’umano

Neemia, in fondo, non ricostruisce soltanto mura. Ricostruisce legami, fiducia, identità collettiva. Restituisce ad un popolo la consapevolezza di poter ancora essere comunità.

Ed è forse questa la sfida più urgente del nostro tempo.

Abbiamo bisogno di nuovi “cantieri dell’umano”, dove la ricostruzione non riguardi soltanto economia, tecnologia o infrastrutture, ma il tessuto relazionale, educativo e sociale del Paese. Abbiamo bisogno di leadership capaci di generare partecipazione e non dipendenza, comunità e non solitudine, corresponsabilità e non frammentazione.

Perché le società non si salvano soltanto con le riforme. Si rigenerano quando le persone tornano a sentirsi parte di una stessa costruzione collettiva.

E allora la domanda che Neemia consegna anche a noi è semplice e radicale: quali sono oggi le mura crollate che abbiamo il coraggio di ricostruire insieme?

Rosapia Farese è professionista impegnata nell’innovazione sociale e nella promozione della cultura del Bene Comune, attiva in progetti che integrano etica, lavoro e sviluppo sostenibile attraverso reti collaborative tra istituzioni, imprese e cittadini.

Dc, tutti la vogliono e nessuno se la piglia

La nostalgia di ciò che si è combattuto

Che strano e singolare destino. Dopo averla criminalizzata politicamente, culturalmente e moralmente per svariati decenni e dopo aver dipinto la sua classe dirigente – tra l’altro fatta da leader veri e statisti riconosciuti – come una sorta di associazione a delinquere o, nella migliore delle ipotesi, come un clan clientelare e di pura gestione del potere, adesso c’è un crescente rimpianto di quella esperienza politica, di quella storia culturale e di quella stessa capacità di governo. Insomma, una perfetta e quasi scientifica eterogenesi dei fini dove un partito, e tutto ciò che l’ha caratterizzato negli anni, viene sostanzialmente invocato per quello che ha concretamente rappresentato nella politica italiana e, al contempo, viene altrettanto scientificamente respinto nella sua declinazione politica e culturale.

La cultura di governo come eredità

Su questo versante, quindi, non si tratta oggi di replicare, come ovvio e persin scontato, un partito o un soggetto politico che ormai è consegnato agli archivi storici ma, molto più semplicemente, di saper recuperare da quella tradizione quegli ingredienti decisivi per qualsiasi partito – o coalizione – che voglia continuare a coltivare una vera cultura di governo, che crede nel riformismo come stella polare del proprio comportamento politico e, soprattutto, che ha l’obiettivo di avere una classe dirigente che non sia banalmente una sommatoria di improvvisazione, di superficialità, di casualità e di pressappochismo.

La Dc evocata e subito respinta

Ora, come le vicende politiche quotidiane confermano a piene mani, ogni qualvolta si parla della Dc soprattutto da parte di coloro che sono e restano incalliti detrattori ed infaticabili demolitori di quella esperienza – cioè in larga parte la cultura storica della sinistra italiana oltre ai vari populismi di destra e di sinistra – scatta un meccanismo strano e singolare. Viene, appunto, invocata nei sermoni e nelle prediche sulla carta stampata e nelle sfumate osservazioni e riflessioni dei vari talk televisivi per essere poi, e altrettanto puntualmente, demolita quando si affronta il tema di un potenziale ritorno, seppur mutandis mutandis, di una esperienza del genere. Ovvero, e detta in termini ancora più semplici, la Dc viene usata solo come un espediente propagandistico per colpire, distruggere ed annientare il nemico politico di turno ma ponendo, pur sempre, un limite invalicabile quando qualcuno si permette il lusso di “riabilitare” quella esperienza cinquantennale agli occhi dei detrattori più implacabili di quel partito.

Pregiudizi che non tramontano

Ecco perché, e al di là di qualsiasi altra considerazione, questo atteggiamento alquanto sbilenco ed originale, ci insegna una cosa sola. Ovvero, i vecchi pregiudizi politici, culturali, morali e forse anche etici non tramontano mai. Anzi, nel tempo si rafforzano e si consolidano. E il caso della Democrazia Cristiana, al di là del giudizio che ognuno può dare e legittimamente declinare al riguardo, non cambia affatto. Anzi, e appunto, si rafforza. Del resto, è appena sufficiente sfiorare la lezione o il magistero politico, culturale ed istituzionale di qualche storico leader o statista Dc per arrivare alla conclusione che proprio quel partito continua ad essere il nemico mortale da non ricordare e da ridicolizzare agli occhi della storia. Fuorchè sia utile e necessario per colpire il nemico politico contemporaneo.

Evitare celebrazioni fuorvianti

Morale della favola. Forse tutti coloro – presunti storici, giornalisti, conduttori di talk televisivi, opinionisti ed intellettuali vari – dovrebbero semplicemente evitare od astenersi dal celebrare la Dc. Anche perché il loro giudizio non è sul profilo politico e sulla storia di quel nobile e qualificato partito ma solo e soltanto un banale escamotage per inserirlo nelle tristi e speculari polemiche politiche contemporanee. Almeno su questo versante gli incalliti detrattori e demolitori di quel partito – e ieri come oggi il giudizio di fondo non è affatto cambiato – lascino il giudizio a chi quel partito o quella cultura politica hanno condiviso e sostenuto. Perché tutti possono, come ovvio, giudicare e commentare l’eredità della Dc ma pochi, almeno credo, possono più credibilmente di altri dare un giudizio articolato, corretto e anche realistico. Sgombro da ataviche pregiudiziali ideologiche, politiche, personali e anche morali.

Calcio, Monza in Serie A, Catanzaro a testa alta

Roma, 29 mag. (askanews) – Il Monza soffre fino all’ultimo secondo, perde 2-0 davanti al proprio pubblico ma conquista ugualmente la promozione in Serie A. Una serata incredibile all’U-Power Stadium, dove il Catanzaro sfiora una rimonta che avrebbe avuto del clamoroso dopo il 2-0 subito nella finale d’andata dei playoff di Serie B.

Alla fine il doppio confronto si chiude in perfetta parità, ma a premiare la squadra allenata da Paolo Bianco è il miglior piazzamento ottenuto nella stagione regolare. Un regolamento che condanna il Catanzaro dopo novanta minuti giocati con coraggio, intensità e qualità.

Per la formazione di Alberto Aquilani resta l’orgoglio di aver creduto nell’impresa fino all’ultimo. Servivano tre gol per ribaltare il risultato dell’andata e per lunghi tratti della gara i giallorossi hanno dato l’impressione di poter davvero riaprire il discorso promozione.

L’avvio è prudente, con il Monza che gestisce il vantaggio accumulato nella prima sfida e il Catanzaro che cerca di costruire senza scoprirsi troppo. La prima occasione importante arriva per i brianzoli con Cutrone, ma la conclusione viene neutralizzata da Pigliacelli. Dall’altra parte è Jack a rendersi pericoloso di testa prima del vantaggio che arriva al 40′.

Sugli sviluppi di un calcio di punizione, il difensore giallorosso svetta più in alto di tutti e batte Thiam, riportando la finale in equilibrio. Il Monza accusa il colpo e prima dell’intervallo rischia ancora sul tentativo di Favasuli, fermato da un intervento decisivo del portiere brianzolo.

Nella ripresa il Catanzaro aumenta ulteriormente la pressione. Iemmello, simbolo e capitano della squadra calabrese, sfiora il raddoppio al 56′, poi ci provano Liberali e Alesi senza fortuna. Il Monza risponde con Colombo e Hernani, ma la sensazione è che la partita sia nelle mani degli ospiti.

Il momento che fa tremare l’U-Power Stadium arriva al 78′. Da calcio d’angolo emerge Frosinini che di testa firma il 2-0. A quel punto il Catanzaro è a una sola rete dalla promozione e il finale diventa una battaglia nervosa, giocata più con il cuore che con la tattica.

Iemmello sfiora il colpo che avrebbe riscritto la storia a pochi minuti dalla fine, mancando per centimetri una palla invitante davanti alla porta. È l’ultima grande occasione di una squadra che esce tra gli applausi e con il rimpianto di essere arrivata a un passo dall’impresa.

Al triplice fischio esplode invece la festa del Monza. I brianzoli tornano immediatamente in Serie A dopo una sola stagione di assenza, completando il proprio percorso attraverso i playoff. Una promozione sofferta, forse più sofferta del previsto, ma che vale il ritorno nell’élite del calcio italiano.

Per il Catanzaro resta una sconfitta che brucia ma anche la consapevolezza di aver disputato una stagione straordinaria. Per il Monza, invece, la notte della liberazione: la Serie A è di nuovo realtà.

Evento Consiglio regionale Lazio, “Alzheimer e nuove terapie”

Roma, 29 mag. (askanews) – Alla sede del Consiglio Regionale del Lazio si è tenuta la tavola rotonda “Alzheimer e nuove terapie”, promossa dal Consigliere Regionale Roberta Della Casa. Tema dell’incontro l’Alzheimer, evidenziando l’importanza della diagnosi precoce, ma anche di una rete integrata che possa coinvolgere tutti gli attori: dai clinici agli addetti ai lavori, ma anche le associazioni di pazienti e società scientifiche.

L’intervista a Roberta Della Casa, Consigliere Regionale: “È emersa la voglia di curare e di prendere in carico il paziente a 360°. In alcuni casi mancano i mezzi, in altri manca l’organizzazione. Ho proposto a tutti quanti di lavorare insieme per costruire quella che potrebbe essere un’organizzazione ottimale che ci consentirebbe di raggiungere risultati migliori nei confronti dei pazienti, sopratutto nell’immediato e di fare una programmazione anche per investimenti di risorse sul medio-lungo periodo sicuramente più oculata. Quindi io sono a disposizione, questo tavolo deve essere qualcosa di pratico e che porta al risultato.”

Proprio nel campo dell’innovazione, il settore si prepara all’arrivo dei nuovi farmaci disease modifying, già in uso in alcune regioni italiane, tra cui il Lazio con alcuni centri. Inoltre, dal dialogo, è emersa l’importanza dell’innovazione in diagnostica con l’arrivo dei test per biomarcatori, con l’auspicio che il loro utilizzo diventi sempre più accessibile e capillare.

Nuovamente Roberta Della Casa, Consigliera Regionale: “C’è tanta innovazione sia in campo di diagnostica che in campo terapeutico. Io penso che nonostante l’innovazione spesso abbia un costo importante, le istituzioni debbano comunque investire. Investire in ricerca e in terapie che possano migliorare la vita dei pazienti e anche in diagnostica che possa dare delle risposte sempre quanto più precise. Questo è un processo di crescita che non possiamo fermare. Ovviamente dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo nella cassa delle pubbliche amministrazioni però possiamo ragionare insieme ai clinici su come valorizzare le risorse a disposizione in favore dei pazienti. L’innovazione non può essere fermata e il futuro dipende da ciascuno di noi.”

Accorciare i tempi clinici e definire una rete per la presa in carico dei pazienti con una diagnosi precoce di Alzheimer, con chiari ruoli e responsabilità, su tutto il territorio regionale. Sono queste la priorità della cabina medica, che adesso si trova di fronte ad una grando opportunità: grazie alle risorse disponibili, e al possibile rifinanziamento del Fondo Alzheimer, si può dare un impulso concreto al trattamento della patologia e alla diagnosi precoce, per assicurare un miglioramento della qualità di vita delle persone affette da Alzheimer.

Coppa delle Nazioni: trionfo Messico a Piazza di Siena, Italia quarta

Roma, 29 mag. (askanews) – Tanti applausi e tribune gremite a Villa Borghese hanno accompagnato la Coppa delle Nazioni, uno degli appuntamenti più attesi dello Csio di Roma Piazza di Siena – Master d’Inzeo. Nel pomeriggio romano, sottolinea una nota, si è scritta una nuova pagina della storia del concorso: il Messico è tornato a conquistare la Coppa delle Nazioni a distanza di 78 anni dall’unico precedente successo, ottenuto nel 1948, aggiungendo nuovamente il proprio nome al prestigioso albo d’oro della competizione.

A decidere la sfida è stato un emozionante barrage finale contro la Germania. A firmare il punto decisivo è stato Patricio Pasquel che, con un percorso netto, è riuscito a precedere il tedesco Richard Vogel consegnando così il successo al team messicano. La squadra vincitrice ha schierto Carlos Hank Guerreiro con H5 Shaq Attack (0/0), Patricio Pasquel con Chakkaloup PS (0/4-0), Andres Azcarraga con Contendros 2 (0/12) e Fernando Martinez Sommer con Joep (0/0). Alle spalle del Messico si è classificata la Germania, mentre il terzo posto è andato alla Gran Bretagna. Quarta l’Italia davanti al pubblico di casa.

Lo spettacolo degli sport equestri prosegue anche al Galoppatoio con il Fip Arena Polo European Championship, alla sua prima edizione. L’Italia si prepara a tornare in campo per la semifinale contro la Francia, bronzo mondiale, mentre l’Inghilterra sfiderà nuovamente la Svizzera nell’altra semifinale del torneo continentale in scena al Galoppatoio.

A tracciare un primo bilancio della manifestazione è stato il presidente della Federazione Italiana Sport Equestri, Marco Di Paola, che ha sottolineato la crescita internazionale del movimento equestre annunciando anche una novità destinata a incidere sul futuro del settore. “Il nostro sport sta diventando sempre di più uno show business. Il prossimo anno entrerà nel nostro mondo un nuovo operatore, il Premier Jumping League (PJL) – oltre al Global Champions Tour – che ha promesso di investire 300 milioni di euro nei nostri circuiti, con un progetto analogo e un piano di investimento di tre anni (100 milioni all’anno) in una sorta di campionato rivolto a 15 squadre che saranno gestite da patron”.

Allo Csio è arrivato anche Giovanni Malagò. “Piazza di Siena è un simbolo della città, dello sport ma anche del mondo olimpico che ha rappresentato. C’è tutto organizzazione, risultati sportivi, classe, stile, atmosfera, è una cosa unica, speciale”, ha detto il presidente onorario del concorso ippico, “Il segreto di questo evento? Marco Di Paola e la Fise sono bravi e la legacy qui è sotto gli occhi di tutti…”.

Romania, Putin: von der Leyen non era lì, non può sapere l’origine del drone

Roma, 29 mag. (askanews) – Nessuno può parlare dell’origine del drone che ha colpito un edificio in Romania finché non ne saranno esaminati i resti, ha dichiarato oggi il presidente russo Vladimir Putin, sostenendo che la presidente della Commissione europea von der Leyen non può essere sicura della provenienza russa, non essendo presente sul territorio romeno.

“La signora von der Leyen non è mai stata in Romania e non ha esaminato i resti di questo drone. Nessuno può stabilire la provenienza di un determinato velivolo finché non viene esaminato”, ha rappresentato il presidente russo in un punto stampa organizzato ad Astana, in Kazakistan.

All’Archivio di Stato di Roma la mostra “Tre volte Repubblica”

Roma, 29 mag. (askanews) – All’Archivio di Stato di Roma una mostra celebra gli 80 anni della Repubblica attraverso lettere, documenti, simboli, immagini e rare testimonianze. “Tre volte Repubblica. Roma 1798 – 1849 – 1946” offre al pubblico l’opportunità di ripercorrere oltre un secolo di storia di Roma raccontando la nascita, la caduta e il ritorno dell’idea di Repubblica in tre momenti fondamentali, messi in dialogo tra loro.

Filippo Vignato, tra i curatori della mostra: “Tre volte Repubblica perché prendiamo spunto dalla transizione istituzionale del ’46, da alcuni documenti molto significativi prestatici dall’Archivio Centrale dello Stato sul 2 giugno ’46 e sulla nostra Repubblica, cercando delle premesse nelle esperienze repubblicane giacobina e del 1849. Quindi abbiamo, dai documenti del nostro archivio, tratto alcune delle testimonianze più toccanti e anche più evidenti, dei tratti che possono avere avuto un pieno sviluppo nel nostro ordinamento”.

Tra i documenti in mostra, di particolare rilievo, nel raccontare l’esperienza del 1798, spiega ancora il curatore, “abbiamo alcuni provvedimenti, la Costituzione e un bando, che mirano a stabilire i diritti di tutti i cittadini per la Repubblica giacobina e quindi estendono i diritti civili e politici anche alle minoranze che prima erano state escluse oppure, vessate da alcuni provvedimenti restrittivi, come gli ebrei. Per la Repubblica Romana, invece, ci siamo concentrati su alcuni documenti legati alla resistenza all’occupante: perché il 3 luglio del 1849, quando cade sotto le armi francesi la città, e viene quindi a cessare il potere della Repubblica Romana, nel ’49 abbiamo anche un’affermazione, con la promulgazione della Costituzione, delle idealità e dei valori politici di cui era portatrice quell’ordinamento, quell’Assemblea costituente. E dunque qui, nell’intreccio tra la resistenza all’occupante e la resistenza, che è la premessa della nostra Repubblica, si trova un legame ideale tra i due Stati”.

Apre e in un certo senso chiude il percorso, una teca con i documenti che attestano il passaggio da Monarchia a Repubblica: la scheda riferendaria per la forma istituzionale, la proclamazione del risultato da parte della Corte di Cassazione, l’emblema della Repubblica nel suo originale di Paolo Paschetto, (conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato).

Una mostra che alla vigilia del 2 giugno, 80 anni dopo, ha un significato speciale. Aggiunge Vignato: “Dietro a questi documenti ci sono anche delle forti personalità, delle persone diciamo, che hanno cercato di volere qualcosa, che si è realizzato solamente nel 1946. Quindi questa speranza, diciamo, che va a realizzarsi molto dopo, vale per i posteri, è anche un messaggio che vale ancora oggi”.

La mostra, allestita al primo piano del complesso di S. Ivo alla Sapienza e a ingresso gratuito, dopo il 3 giugno riaprirà al pubblico dal 17 al 30 giugno (dalle 14 alle 18 dal lunedì al venerdì, con chiusura il 29 giugno).

Ciclismo, Giro d’Italia, beffa per Ciccone ai Piani di Pezzè

Roma, 29 mag. (askanews) – Amaro finale per Giulio Ciccone nella 19ª tappa del Giro d’Italia, dopo una giornata da grande protagonista sulle Dolomiti. L’azzurro della Lidl-Trek è stato tra i più brillanti in salita, conquistando quattro GPM, compreso il Passo Giau-Cima Coppi, e lanciandosi poi in un’azione solitaria in discesa verso l’arrivo ai Piani di Pezzè.

La sua fuga sembrava destinata al successo, ma nel finale è arrivata la rimonta di Sepp Kuss, che lo ha ripreso a circa due chilometri dal traguardo prima di staccarlo e andare a vincere la frazione. Ciccone ha chiuso terzo a 36 secondi, preceduto anche da Derek Gee.

Per l’italiano resta comunque una consolazione importante: grazie alla sua azione, Ciccone conquista la maglia azzurra di miglior scalatore, simbolo di una giornata di grande aggressività e continuità in salita.

In classifica generale Jonas Vingegaard mantiene la maglia rosa senza particolari difficoltà, controllando gli attacchi degli avversari diretti. Buona prova anche per Davide Piganzoli, che si avvicina nella lotta per la maglia bianca di miglior giovane.

Una tappa intensa e spettacolare, con continui colpi di scena tra Dolomiti e discesa finale, che conferma la solidità della squadra Visma | Lease a Bike e riapre la battaglia per le posizioni di podio alle spalle del leader della corsa.

MotoGp, Di Giannantonio guida le Pre-qualifiche al Mugello

Roma, 29 mag. (askanews) – Le Pre-qualifiche del GP d’Italia al Mugello parlano italiano e vedono in vetta Fabio Di Giannantonio, protagonista assoluto del venerdì con il miglior tempo in 1:44.808. Alle sue spalle chiude secondo Francesco Bagnaia, competitivo fin dal mattino e subito a ridosso del riferimento, mentre completa una prima fila virtuale tutta tricolore Enea Bastianini, terzo e in crescita con la sua KTM.

Il dominio italiano prosegue con il quarto posto di Franco Morbidelli, che apre una seconda fila provvisoria in un turno in cui la Ducati conferma la propria superiorità sul tracciato toscano, piazzando cinque moto nelle prime sei posizioni. Quinta posizione per Fermin Aldeguer, davanti a Marc Márquez, apparso competitivo al rientro e autore di un giro sul limite.

Tra le note di giornata anche le due Aprilia di Marco Bezzecchi e Jorge Martín, rispettivamente settimo e ottavo e entrambe qualificate direttamente al Q2 dopo una sessione intensa. Chiude la top ten Ai Ogura insieme a Raúl Fernández e altri protagonisti in lotta serrata.

Fuori dalla top ten e quindi costretto al Q1 Pedro Acosta, solo 13°, insieme alle due Trackhouse di Ogura e Fernández. Giornata complicata anche per diversi piloti condizionati da cadute e interruzioni: tra questi Fabio Quartararo, coinvolto in una scivolata con bandiera rossa ma rientrato poi in pista.

La sessione ha confermato il momento di forza delle Ducati sul circuito di casa, dove dominano dal 2022, ma anche l’equilibrio crescente con Aprilia e KTM che si inseriscono stabilmente nella lotta nelle posizioni di vertice.

A Bergamo confronto tra Ministro Foti, Imprese e Terzo Settore

Bergamo, 29 mag. (askanews) – Oltre il PNRR, la sostenibilità deve diventare una leva strutturale di crescita per imprese e territori. Da Bergamo si rilancia il ruolo strategico della Lombardia, tra le regioni trainanti per investimenti, innovazione e sviluppo. Ha così parlato il Ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il PNRR Tommaso Foti: “La Lombardia aveva 110.000 progetti finanziati e ne ha, ad oggi, conclusi circa 100.000. Sono numeri importanti, con cifre importanti.

La Lombardia, nell’insieme, aveva l’equivalente di una legge di bilancio come spesa. Molto spesso, queste cifre non vengono valutate o comparate, ma una legge media del bilancio Italiano ha più o meno sui 24/25 miliardi. Se andiamo a vedere, la Lombardia ne ha molti di più a disposizione”.

All’Auditorium di Confindustria Bergamo il confronto promosso da CESVI e Confindustria ha riunito istituzioni, imprese e Terzo Settore. Al centro del dibattito, il futuro della sostenibilità oltre la stagione delle risorse straordinarie del PNRR. Secondo CESVI, oggi la sostenibilità non può più essere soltanto compliance o rendicontazione. “In un contesto internazionale particolarmente difficile, che ha impatto anche sulla nostra economia, ritornare a parlare dei temi della sostenibilità non è un dovere burocratico o una questione relegata alla sostenibilità dei bilanci. Significa guardare al futuro, per capire che tutti noi, aziende, terzo settore, società civile e istituzioni, dobbiamo uscire un po’ dalla nostra comfort zone e continuare a darci da fare per sviluppare progetti insieme, in un’ottica di coprogettazione, per promuovere l’economia dei nostri territori attraverso la promozione dei valori sociali” ha dichiarato Stefano Piziali, Direttore Generale di Cesvi.

Un tema cruciale in un contesto segnato da crisi geopolitiche, cambiamenti climatici e nuove fragilità economiche. “Responsabilità è la parola chiave attorno alla quale la sostenibilità ruota.

Responsabilità per l’impresa, significa avere a cuore, nel proprio agire, non solo il risultato e il valore prodotto, ma l’impatto che genera all’interno dei sistemi. Quindi sui territori, sulle comunità e sulle persone. Le nostre imprese hanno affrontato il tema della sostenibilità prima ancora che questo termine fosse sdoganato. Lo facevano e lo fanno inconsapevolmente per il loro agire all’interno delle comunità nelle quali sono inserite” ha concluso Giovanna Ricuperati, Presidente di Confindustria Bergamo.

Quello raccontato è un modello che punta su innovazione, coesione sociale e sviluppo inclusivo perché la sostenibilità è sempre più una questione di competitività e futuro.

Rivoluzionare la smart home oltre la pulizia

Chateau de Chantilly, 29 mag. (askanews) – Dreame Technology, leader mondiale nelle soluzioni per la casa intelligente e lo stile di vita smart, amplia il concetto di smart home e presenta uno degli ecosistemi più completi mai lanciati dal brand. L’azienda è stata pioniera di innovazioni e tecnologie, arrivando a offrire una gamma completa di prodotti. A Chantilly, in Francia, sono state svelate le novità dedicate alla pulizia intelligente, agli elettrodomestici e alla cura degli animali domestici. Ha parlato così Laura Bertellotti, Marketing Director Italia di Dreame Technology: “Siamo orgogliosi di aver raccolto qua i nostri partner più importanti per raccontare il nuovo ecosistema di Dreame, che è entrata in Europa nel 2019. Siamo orgogliosi anche di essere diventati, così velocemente, il primo brand di robot vacuum cleaner. Nel 2025, la nostra crescita è stata impressionante, abbiamo raggiunto il +103%. Quest’anno andiamo anche più veloci perché, nei soli mesi di gennaio e aprile, siamo cresciuti del +110%. Risultati che, in questa industria, sono praticamente un miracolo”.

Presentate diverse novità per la smart home: protagonista è la serie X60 Pro, con robot aspirapolvere dotati di intelligenza artificiale avanzata, affiancata da Cyber X, primo robot bionico a quattro cingoli capace di salire le scale. Arriva anche la T Series, gamma di lavapavimenti ultrasottili con pulizia ad acqua calda fino a 90°C. L’azienda debutta anche nella refrigerazione intelligente con il frigorifero FizzFresh, ampliando inoltre il proprio ecosistema con prodotti dedicati agli animali domestici.

“Abbiamo raccontato il nuovo ecosistema di Dreame. Si tratta di un ecosistema connesso. Partiamo come azienda che nasce con gli elettrodomestici per la pulizia, quindi con gli aspirapolvere. Diventiamo poi un ecosistema connesso, lavorando su tutto il mondo della casa e diventando quindi una global technology company” ha concluso Bertellotti.

La casa diventa così un ambiente sempre più smart, personalizzato e autonomo. La nuova gamma Dreame arriverà progressivamente sul mercato europeo a partire dalla metà del 2026.

Spettacolo, Taormina si accende: dai premi Oscar a Bryan Adams

Roma, 29 mag. (askanews) – Taormina si prepara a una stagione di eventi: dal 10 al 14 giugno i premi Oscar Helen Mirren, Jane Campion, Giuseppe Tornatore, il cast della terza stagione di “House of Dragons” e numerosi altri attori italiani e stranieri saranno tra i protagonisti della 72esima edizione del Taormina Film Festival e nel cartellone degli appuntamenti estivi al Teatro Antico ci sono artisti come Bryan Adams (30 giugno), Village People (12 luglio), Pink Floyd Legend (5 agosto) e Pooh (24 e 25 agosto).

La lunga e ricca stagione degli spettacoli promossi dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia si preannuncia all’insegna di una tradizione ormai consolidata: “Il calendario 2026 è particolarmente fitto – ha evidenziato il sovrintendente Felice Panebianco – e vanta nomi di grande respiro, produzioni teatrali di altissimo livello artistico e culturale, concerti di popstar e gruppi che hanno segnato la storia della musica. La Fondazione, ente strumentale della Regione Siciliana, è il punto di riferimento per la programmazione, gli spettacoli si svolgeranno nella suggestiva cornice della nostra cavea, tra le più antiche al mondo, tra mare siciliano e fuoco dell’Etna, e nella Casa del Cinema per alcuni specifici incontri”.

Si inizierà con il tributo al maestro Giorgio Albertazzi, uno dei più illustri attori della storia del teatro italiano, che è stato anche direttore artistico di Taormina Arte, nel decennale dalla sua scomparsa. Subito dopo, il Film Festival che trasformerà Taormina nella capitale del grande schermo grazie all’impegno e all’entusiasmo della direttrice artistica Tiziana Rocca: “Instancabile anima delle rassegne cinematografiche – ha sottolineato Panebianco – nelle scorse settimane siamo stati a Cannes per presentare la 72esima edizione che vanta un parterre di attori, attrici, registi, musicisti, scrittori che richiameranno l’attenzione della stampa internazionale”.

Si prosegue con gli appuntamenti musicali e i concerti di Daniela Puglisi (10 luglio), Serena Brancale (11 luglio), Angelina Mango (24 luglio), Luca Carboni (9 agosto) e Nino D’Angelo (12 agosto), Serene e Palermo Classica (2 settembre), Coez (10 settembre), Madame (13 settembre).

“A novembre, infine, è in programma il ricordo del poeta, Filippo Tommaso Marinetti ed il futurismo – ha concluso Panebianco – un appuntamento organizzato in collaborazione con l’Universitá degli studi di Messina, iniziativa resa possibile grazie all’impegno del direttore artistico Simona Celi. L’idea è ricordare lo spettacolo ‘Elettricità’ che si svolse, appunto, a Messina”.

Bankitalia, energia, crescita e IA: le sfide chiave indicate da Panetta

Roma, 29 mag. (askanews) – Caro energia, rialzi dell’inflazione – e speculari indebolimenti della crescita – e il crescente rischio che questa dinamica porti le banche centrali, a cominciare dalla Bce, ad una stretta sui tassi di interesse, per evitare che la ripresa inflazionistica prenda piede. Ma anche crisi dell’ordine mondiale, crisi nella crisi con la chiusura dello Stretto di Hormuz, che potrebbe avere anche nuove gravi ricadute umanitarie, intelligenza artificiale – uno dei termini più ricorrenti in tutto il discorso. E poi sfide di fronte all’Europa, che richiedono anche un titolo di debito comune; sfide per l’Italia, dalla bassa crescita alla demografia, ai giovani, la formazione, la necessità di trovare delle opportunità. E sfide per le banche, in un contesto di accresciuta incertezza ma elevata dotazione patrimoniale ci sono “spazi per nuove aggregazioni”.

E’ stato un intervento a tutto campo quello di Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia oggi al tradizionale appuntamento annuale delle Considerazioni finali alla Relazione annuale.

Dopo una fase in cui la crescita globale sembrava tenere, con la guerra in Iran “le prospettive economiche si sono fortemente deteriorate”, ha rilevato. I rincari dell’energia “erodono il reddito disponibile delle famiglie e comprimono i margini delle imprese”. Le condizioni finanziarie si sono irrigidite e i debiti pubblici “già elevati dopo anni di politiche espansive, lasciano spazi ridotti per interventi di sostegno”.

In questo quadro generale, per l’economia dell’Italia “il conflitto nel Golfo Persico ha indebolito prospettive già fragili”. E “secondo le proiezioni, l’attività economica rimarrà debole nei prossimi mesi. Negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi”, ha avvertito Panetta. Non che per l’area euro la situazione sia molto migliore. “Negli scenari più sfavorevoli, un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente 1 punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27. L’inflazione potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo”.

E’ su questa situazione che Panetta lancia il suo monito da banchiere centrale: “potrebbe richiedere una ricalibrazione dell’orientamento della politica monetaria” da parte della Bce, “per contrastare il rischio di tensioni inflazionistiche persistenti. La politica monetaria non può evitare che il rincaro dell’energia si trasmetta al sistema produttivo. Deve però impedire che questo processo dia luogo a un’inflazione persistente, radicata nelle aspettative e nelle scelte di imprese e lavoratori. Una spirale tra prezzi e salari va prevenuta – ha avvertito -: una volta avviata, sarebbe dannosa e costosa da eliminare”.

Un segnale che si aggiunge a quelli giunti da altri esponenti della Bce, che fanno pensare ad un possibile intervento al rialzo sui tassi di interesse al Consiglio direttivo dell’11 giugno. In quella occasione la Bce aggiornerà le previsioni su crescita economica e inflazione, con il contributo di tutte le banche centrali dell’eurozona. Bankitalia aggiornerà le stime per la Penisola.

Passando alla analisi delle banche commerciali, in Italia “l’elevata dotazione patrimoniale del sistema apre spazio a nuove aggregazioni, nazionali e transfrontaliere. Entrambe possono contribuire a rafforzare il mercato bancario europeo”, ha detto Panetta. Secondo il governatore, operazioni “ben disegnate” possono “avvicinare la struttura del mercato creditizio a quella degli altri principali paesi europei, rendere le banche più competitive e favorire una maggiore diversificazione dei ricavi”.

“Il loro valore dipenderà dalla capacità di creare intermediari più solidi ed efficienti, in grado di sostenere più efficacemente l’economia reale e di offrire alla clientela servizi di migliore qualità a costi contenuti”.

Tornando al quadro generale, secondo il numero uno dell’istituzione di Via Nazionale “l’Italia deve guardare al futuro con determinazione. Ha punti di forza importanti: conoscenze scientifiche all’avanguardia, risorse umane da valorizzare, un sistema produttivo con eccellenze riconosciute, una solida posizione finanziaria di banche, imprese e famiglie. È un patrimonio prezioso. Perché diventi un vero vantaggio, occorre orientarlo verso crescita, redditi e prosperità negli anni a venire”.

Un accenno anche ai conti pubblici (in realtà abbastanza limitato se confrontato con le “Considerazioni finali” degli anni passati). In Italia è necessario imboccare “con decisione un sentiero che consenta di ridurre stabilmente il peso del debito pubblico, si liberano risorse per la spesa sociale e per lo sviluppo”.

Il richiamo era inserito nel tema dell’innovazione tecnologica e della intelligenza artificiale, citata a più riprese nell’intervento. “La tecnologia – ha detto il governatore – sarà il terreno decisivo di sfida. IA, robotica e altre innovazioni stanno ridisegnando i processi produttivi, l’organizzazione del lavoro, la domanda di competenze. Restare ai margini di questa trasformazione significherebbe accettare un arretramento della capacità di crescere, proprio mentre l’invecchiamento della popolazione rende indispensabile aumentare il contributo di ogni lavoratore e di ogni impresa”.

Secondo Panetta, poi, “la rivoluzione tecnologica non produrrà spontaneamente benessere condiviso: deve essere governata. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale deve restare al servizio della persona e della società, non della concentrazione del potere tecnologico”.

Quindi “servono regole adeguate a tutelare il pluralismo, l’apertura dei mercati, la concorrenza e la dignità del lavoro; vanno condivise a livello globale”. Ma anche sul tema innovazione, “il criterio ultimo del successo – ha detto il governatore – sarà la capacità di offrire opportunità e futuro ai giovani. Un Paese che innova deve saper valorizzare le competenze, premiare il merito, trattenere e attrarre talenti, consentire a ciascuno di contribuire secondo le proprie abilità. È una questione di efficienza e di giustizia insieme”. (di Roberto Vozzi).

Trump nella Situation Room valuta l’accordo con l’Iran

Roma, 29 mag. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth che si riunirà “ora nella Situation Room per prendere una decisione definitiva” sull’accordo con l’Iran.

In un lungo post, Trump ha ribadito che “l’Iran deve impegnarsi a non possedere mai un’arma nucleare o una bomba atomica” e che “lo Stretto di Hormuz deve essere immediatamente aperto, senza pedaggi, per il libero traffico marittimo in entrambe le direzioni”.

“Tutte le mine, se presenti, saranno neutralizzate (abbiamo già rimosso, tramite detonazione, numerose mine di questo tipo con i nostri potenti dragamine sottomarini. L’Iran completerà l’immediata rimozione e/o detonazione di tutte le mine rimanenti, che non saranno molte!)”, ha aggiunto il presidente americano.

“Le navi bloccate nello Stretto a causa del nostro straordinario e senza precedenti blocco navale, che ora verrà revocato, potranno iniziare il processo di ‘ritorno a casa!’. Salutate le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri genitori e le vostre famiglie da parte mia, il vostro Presidente preferito!”, ha scritto Trump.

“Il materiale arricchito, talvolta chiamato ‘polvere nucleare’, sepolto in profondità sotto terra, ricoperto da montagne virtualmente crollate a causa del nostro potente attacco con i bombardieri B2 di 11 mesi fa, verrà riportato alla luce dagli Stati Uniti (che, come concordato, sono l’unico Paese, insieme alla Cina, ad avere la capacità meccanica per farlo!), in stretto coordinamento e collaborazione con la Repubblica Islamica dell’Iran e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, e DISTRUTTO. Non ci sarà alcuno scambio di denaro, fino a nuovo avviso. Su altri punti, di ben minore importanza, è già stato raggiunto un accordo”, ha concluso il presidente americano.

Bingo, Unione Consumatori Italiani chiede ripristino concorrenza

Roma, 29 mag. (askanews) – L’Unione Consumatori Italiani sostiene l’appello dell’Antitrust per ripristinare condizioni di concorrenza eque nel settore del Bingo. Secondo l’associazione, il forte divario tra il payout del Bingo (70-71%) e quello di altri giochi regolamentati, soprattutto online (90-95%), penalizza le sale fisiche, ne riduce la sostenibilità economica e rischia di spingere i giocatori verso forme di gioco più rischiose o illegali.

Gli italiani spendono nel gioco legale 22 miliardi di euro all’anno (2025), la cui metà va nelle casse dello Stato, per questo sono importanti regole uniformi e maggior attenzione alle dipendenze.

Limitare il payout del Bingo – segnala UCI – significa orientare i giocatori verso giochi potenzialmente più remunerativi, come quelli digitali , afferma Massimiliano Albanese, Segretario Federale dell’UCI. Penalizzare le sale Bingo significa cancellare progressivamente un tipo di gioco che si svolge in contesti di aggregazione sociale e con ritmi meno alienanti rispetto ad altre tipologie di gioco .

L’associazione chiede quindi interventi urgenti per consentire alle sale Bingo di competere in modo più efficace, tutelando occupazione, legalità e sicurezza dei consumatori. I giocatori non devono essere indotti a scelte pericolose da dinamiche di mercato distorte , conclude Albanese, sottolineando che il ripristino della concorrenza contribuirebbe anche a incrementare gli standard di sicurezza.

Cartoons on the Bay 2026, domani gran finale con i premi alla carriera

Roma, 29 mag. (askanews) – Si conclude domani, sabato 30 maggio, la trentesima edizione di Cartoons on the Bay, a Pescara, con una giornata che riunisce il meglio del festival: premi alla carriera, l’offerta Rai Kids, la cerimonia conclusiva dei Pulcinella Awards e una grande serata di spettacolo in piazza.

Il programma professionale all’Aurum prende il via alle 10.30 con un keynote dedicato alla distribuzione digitale e al coinvolgimento del pubblico giovane su RaiPlay, a cura della direzione Kids Content. Alle 11.45, il Direttore di Rai Kids Roberto Genovesi presenterà le ultime produzioni e la programmazione per bambini e ragazzi.

Nel pomeriggio i momenti più attesi: alle 15.15, una dimostrazione di Improv Animation dal vivo, dallo schermo Wacom al palco grazie a Toon Boom. Alle 15.15 si apre poi la sequenza dei Pulcinella Career Award. Il primo andrà al regista Kirk Wise, co-direttore di capolavori Disney come La bella e la bestia (1991), Il gobbo di Notre Dame (1996) e Atlantis – L’impero perduto (2001): un’occasione unica per ascoltarlo raccontare il suo percorso creativo in una conversazione con il critico Oscar Cosulich. Seguirà, alle 16.00, il riconoscimento a Don Daglow, figura pionieristica del videogioco con oltre quattro decenni di carriera nella narrazione interattiva e nel game design.

Alle 17.00, la Cerimonia di Premiazione dei Pulcinella Awards 2026 chiuderà ufficialmente il festival: ospiti, omaggi e la consegna di tutti i premi delle sette categorie in concorso. A condurre la serata saranno Laura Carusino e Livio Beshir.

In piazza, il gran finale è affidato a Cristina D’Avena feat.Gem Boy, che salirà sul palco alle 21.00 in Piazza della Rinascita, con il dj-set di Claudio Cannizzaro ad aprire e chiudere la serata. Ingresso libero e gratuito.

Ucraina, Lukashenko: Meloni è una "donna", non può essere mediatrice

Roma, 29 mag. (askanews) – Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, rappresentando la telefonata avuta con il presidente francese Emmanuel Macron, ha spiegato che non si può affidare a “una donna” il ruolo di promotrice del dialogo tra Europa e Russia, escludendo che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni possa avere un ruolo in tal senso.

Come riporta l’agenzia bielorussa Belta, Lukashenko ha confidato a Macron che deve essere lui, in quanto decano dell’Ue, a mettere in moto il processo di dialogo con Mosca.

“Io gli dico: aspetta, sei tu l’aksakal (il decano, ndr), sei al potere da così tanti anni! E gli altri chi sono? Merz è un politico ancora molto giovane. Starmer pure è piuttosto giovane. Chi dovrebbe parlare? Sono tutti giovani”, ha affermato il leader bielorusso, sottolineando che “in Italia poi c’è addirittura una donna come primo ministro”.

“Cosa, volete davvero affidare questi compiti a una donna?” ha affermato Lukashenko.

“Tu sei l’aksakal, comincia a muoverti”, ha continuato il leader bielorusso. Oggi in Europa sei, si può dire, la figura principale e il motore di tutto questo. Sei andato in Armenia, e adesso devi venire da noi a parlare, a Mosca oppure a Minsk. E discutendo bisogna risolvere questa questione”, ha concluso il presidente bielorusso.

Tv, ‘Physical Italia: da 100 a 1’ dall’11 settembre su Netflix

Roma, 29 mag. (askanews) – È da oggi disponibile il trailer ufficiale di “Physical Italia: da 100 a 1”, la prima edizione italiana della competizione fisica senza precedenti prodotta da Endemol Shine Italy e disponibile su Netflix dall’11 settembre, ogni venerdì.

Netflix ha svelato insieme al trailer anche tutte le date di uscita degli episodi: i primi tre saranno disponibili da venerdì 11 settembre, gli episodi 4 e 5 da venerdì 18 settembre, gli episodi 6 e 7 da venerdì 25 settembre e la finale venerdì 2 ottobre.

In questa competizione fisica senza precedenti, 100 concorrenti si sfidano in prove estreme che spingono al limite il corpo e la tenacia. Dai campioni olimpici ai creator, dai rugbisti ai volti dello spettacolo: nell’arena del Lingotto ogni gerarchia viene azzerata. Forza, agilità e sangue freddo sono le uniche armi per sopravvivere. Nella “Sala dei Busti” non contano le medaglie passate, ma quanto fuoco hai dentro. Perché alla fine, solo uno di loro porterà a casa la vittoria.

Tra i 100 figurano anche l’ex rugbista della Nazionale italiana Mirco Bergamasco, la plurimedagliata olimpica Tania Cagnotto, atleta di kickboxing e icona dello spettacolo italiano Elisabetta Canalis, il “signore degli anelli” Jury Chechi, la leggenda del nuoto Federica Pellegrini, l’ex rugbista e volto tv Alvise Rigo e il content creator Luis Sal.

Il lavoro di casting per questa prima edizione è stato imponente: oltre 1.000 persone contattate, 187 provini su Zoom (per un totale di 130 ore) e 137 selezioni finali svolte in presenza. Il concorrente più giovane ha 22 anni, il più esperto ne ha 60. I profili selezionati rappresentano una vasta gamma di discipline: dal triathlon alla lotta, dal football americano allo skeleton, fino all’Hyrox o il Calcio Storico Fiorentino. La regia è firmata da Alessio Pollacci. La curatrice editoriale del progetto è Roberta Briguglia, capoprogetto Tommaso Marazza. Il team autorale è composto da Lorenzo Campagnari, Valerio Trapasso, Christian Monaco, Federica Riva, Antonio Moreno e Barbara Strambi. La scenografia è di Marco Calzavara mentre la direzione della fotografia è di Ivan Pierri. Luca Pennisi e Giampaolo Toselli sono i produttori esecutivi.

Physical Italia: da 100 a 1 si aggiunge alla line up del franchise, affiancando i recenti annunci di Physical: Asia, Physical 100: Mexico, Physical 100: Sweden e Physical: 100 Usa.

Tabacco, Beatrice (Mohre): sbagliato eliminare gli aromi

Roma, 29 mag. (askanews) – “La dipendenza da nicotina è caratterizzata da un importante tasso di ricaduta e colpisce soprattutto le persone più fragili dal punto di vista socioeconomico. In Italia i decessi collegati al fumo sono in media circa 90mila ogni anno”. Lo ha detto Fabio Beatrice, direttore del board scientifico dell’Osservatorio Mohre, intervenendo a Radar, format di Urania News. “Le principali riviste scientifiche internazionali indicano che la sigaretta elettronica è significativamente meno nociva rispetto al fumo tradizionale, soprattutto per l’assenza di combustione, e può rappresentare uno strumento utile nel percorso di riduzione del danno. L’approccio più realistico è proprio quello della riduzione del danno, mentre spesso si continua a puntare su strategie basate esclusivamente sui divieti. Esperienze come quelle della Svezia e del Regno Unito hanno mostrato una riduzione del consumo di tabacco combusto. Questo però non riguarda le politiche antifumo rivolte ai giovani: non si contrasta il tabagismo giovanile proponendo la sigaretta elettronica. Inoltre non condivido l’idea di finanziare la ricerca medica attraverso l’aumento del prezzo delle sigarette, perché i due aspetti devono restare separati anche per evitare possibili conflitti di interesse . Beatrice ha aggiunto: Nella direttiva europea sul tabacco attualmente in discussione si ipotizza il divieto degli aromi nelle sigarette elettroniche, mantenendo forse soltanto quello al tabacco. Non lo considero corretto. Abbiamo evidenze scientifiche che mostrano come gli aromi possano aiutare il fumatore nel percorso di abbandono”.

Nastri d’Argento, nove nomination per "La grazia" di Paolo Sorrentino

Roma, 29 mag. (askanews) – È “La grazia” di Paolo Sorrentino con nove nomination il film più candidato dai Giornalisti Cinematografici tra i cinque titoli in selezione per il Miglior film 2026, con “40 secondi” di Vincenzo Alfieri, “Cinque secondi” di Paolo Virzì, “Duse” di Pietro Marcello e “Le città di pianura” di Francesco Sossai. Oggi l’annuncio, tradizionalmente anche del ‘Nastro d’Argento dell’Anno’ che va per la prima volta a una commedia: dopo il successo straordinario non solo di pubblico “Buen camino” di Gennaro Nunziante con Checco Zalone riceverà il Nastro nella serata di premiazione mercoledì 24 giugno a Roma per gli 80 anni dei Nastri d’Argento al Teatro Argentina.

Nelle candidature, da oggi al voto della stampa specializzata, che sceglierà i vincitori di quest’edizione così significativa, sono 36 i titoli selezionati, tra i quali scorre un fil rouge che evidenzia con la qualità degli esordi, una selezione eterogenea con una presenza di temi sociali che emergono anche nella commedia. Significativa, inoltre, l’attenzione d’autore ad una narrazione che, con stili diversi, sottolinea comunque un presente nel quale è forte lo smarrimento di fronte alle difficoltà quotidiane, ma anche la rappresentazione della violenza e il senso della sopraffazione di genere che filtra fin dalle sceneggiature.

Dopo “La grazia” con 9 nomination, seguono con 6 candidature “Cinque secondi”, “Gli occhi degli altri”, “Le città di pianura”, “Le cose non dette”. Hanno ottenuto 5 candidature “40 secondi”, “La gioia” e “Primavera”, 4 sono le nomination per “Duse”, “Il Dio dell’Amore”, “Notte prima degli esami 3.0”, 3 le candidature per “Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino”, “Gioia mia”, “La salita” e “La valle dei sorrisi”, infine 7 film hanno ottenuto 2 candidature e 14 titoli una sola nomination.

Oltre ai titoli candidati per il ‘Miglior film’, i cinque finalisti per la ‘Migliore regia’ sono Andrea De Sica per “Gli occhi degli altri”, Nicolangelo Gelormini per “La gioia”, Gabriele Muccino per “Le cose non dette”, Paolo Sorrentino per “La grazia”, Paolo Virzì per “Cinque secondi”.

I ‘Migliori esordi’ in nomination sono quelli di Massimiliano Gallo per “La salita”, Damiano Michieletto per “Primavera”, Alberto Palmiero per “Tienimi presente”, Ludovica Rampoldi per “Breve storia d’amore”, Margherita Spampinato per “Gioia mia”.

Candidati per la ‘Commedia’: “Il Dio dell’Amore” di Francesco Lagi, “La vita va così” di Riccardo Milani, “Lavoreremo da grandi” di Antonio Albanese, “Notte prima degli esami 3.0” di Tommaso Renzoni, “Oi vita mia” di Pio e Amedeo.

Nella ‘cinquina’ per il ‘Soggetto’: per “Fuori la verità” Davide Minnella, Elena Giogli, Michele Furfari, Gaia Marianna Musacchio, per “Il bene comune” Valter Lupo e Rocco Papaleo, per “La valle dei sorrisi” Jacopo Del Giudice, Paolo Strippoli, Milo Tissone, per “Un film fatto per bene” Franco Maresco e Claudia Uzzo, per “Unicorni” Alessia Crocini e Michela Andreozzi.

Per la ‘Sceneggiatura’ sono entrati in cinquina Francesco Bruni, Carlo Virzì, Paolo Virzì con “Cinque secondi”, per “La gioia” Giuliano Scarpinato, Benedetta Mori in collaborazione con Chiara Tripaldi con la collaborazione alla sceneggiatura di Nicolangelo Gelormini, Paolo Sorrentino per “La grazia”, Riccardo Brun, Mara Fondacaro, Massimiliano Gallo per “La salita”, Francesco Sossai e Adriano Candiago per “Le città di pianura”.

E poi le attrici e gli attori in nomination di questa 80esima edizione. Le ‘Protagoniste’ candidate sono Valeria Bruni Tedeschi per “Duse”, Anna Ferzetti per “La grazia”, Valeria Golino per “La gioia”, Aurora Quattrocchi per “Gioia mia”, Jasmine Trinca per “Gli occhi degli altri”; le ‘non protagoniste’ in candidatura sono invece Giuliana De Sio per “Nel tepore del ballo”, Milvia Marigliano per “La grazia”, Fabrizia Sacchi per “Primavera”, Teresa Saponangelo con “Per te”, Ilaria Spada per “Cinque secondi”.

E ancora, sempre in ordine alfabetico, la ‘cinquina’ degli ‘Attori protagonisti’: Valerio Mastandrea per “Cinque secondi”, Gabriel Montesi per “Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino”, Saul Nanni per “La gioia”, Sergio Romano per “Le città di pianura”, Toni Servillo per “La grazia”. I ‘non protagonisti’: Pierpaolo Capovilla per “Le città di pianura”, Francesco Gheghi per “40 secondi”, Vinicio Marchioni per “Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino”, Andrea Pennacchi per “Primavera”, Claudio Santamaria per “Le cose non dette”.

E ancora attrici e attori per la commedia: le ‘Attrici’ candidate sono Beatrice Arnera per “Cena di classe”, Sabrina Ferilli per “Notte prima degli esami 3.0”, Daria Frediani per “Era”, Claudia Pandolfi per “2 cuori e 2 capanne”, Isabella Ragonese per “Il Dio dell’Amore”. E gli ‘Attori’: Giuseppe Battiston per 2Lavoreremo da grandi”, Francesco Colella per “Il Dio dell’Amore”, Gianni Di Gregorio per “Come ti muovi sbagli”, Edoardo Leo per “2 cuori e 2 capanne”, Gian Marco Tognazzi per “Notte prima degli esami 3.0”.

Nastri tecnici: per la ‘Fotografia’ concorrono Gogò Bianchi per “Gli occhi degli altri”, Daria D’Antonio per “La grazia”, Gherardo Gossi per “Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino”, Marco Graziaplena per Duse, Fabio Zamarion per “Le cose non dette”.

Per la ‘Scenografia’ Gaspare De Pascali con Carlotta Dessmann per “Duse”, Massimiliano Nocente per “Breve storia d’amore”, Lily Pungitore per Anna, Alessandro Vannucci per “Gli occhi degli altri”, Tonino Zera per “Alla festa della rivoluzione”.

Per ancora, per i ‘Costumi’ sono candidati Mariarita Barbera e Gaia Calderone per “Primavera”, Antonella Cannarozzi per “La gioia”, Andrea Cavalletto per “Testa o croce?”, Massimo Cantini Parrini per “Gli occhi degli altri”, Ursula Patzak per 2Alla festa della rivoluzione”.

In cinquina per il ‘Montaggio’ Vincenzo Alfieri per “40 secondi2, Paolo Cottignola per “Le città di pianura”, Claudio Di Mauro per “Le cose non dette”, Massimo Quaglia per Anna, Cristiano Travaglioli per “La grazia”. ‘Sonoro’, infine, con cinque nomi che indicano la presa diretta in rappresentanza dell’intera squadra: Emanuele Cecere e Mirko Perri per “La grazia”, Fabio Conca per “Cinque secondi”, Adriano Di Lorenzo per “40 secondi”, Maricetta Lombardo per “Gli occhi degli altri”, Francesco Morosini per “La valle dei sorrisi”.

In gara per il Nastro dedicato ai ‘Casting director’ concorrono: Marco Matteo Donat-Cattin e Federica Baglioni per “40 secondi”, Anna Pennella per “La valle dei sorrisi”, Antonio Rotundi per “Le cose non dette”, Margherita Spampinato e Giulia Tarquini per “Gioia mia”, Davide Zurolo per “Un anno di scuola”.

Le candidature per la ‘Migliore colonna sonora’: Enzo Avitabile per le musiche de “La salita”, Stefano Bollani per “Il Dio dell’Amore”, Michele Braga per “Il bene comune”, Fabio Massimo Capogrosso per “Primavera”, Moses Concas per “La vita va così2.

Infine le ‘Canzoni originali’ in gara: Le brave ragazze da “Notte prima degli esami 3.0” composta da Alessandro Casagni, testi e musica di Margherita Carducci (Ditonellapiaga) eseguita da Ditonellapiaga, Le cose non dette da “Le cose non dette” scritta da Marcello Grilli, Alessandro Mahmoud e Paolo Buonvino, prodotta e orchestrata da Paolo Buonvino ed eseguita da Mahmood, Malavia da “Malavia” musica e testi di Vincenzo Artigiano (Speaker Cenzou), Giuseppe Sica, Mattia Cozzolino eseguita da Mattia Cozzolino e Speaker Cenzou (Vincenzo Artigiano), Ti da “Le città di pianura” musica, testi ed esecuzione di Marco Spigariol (Krano), Vàttelo! da “Io sono Rosa Ricci” testo di Gennaro “Raiz” Della Volpe e Silvia Uras, musica di Paolo Baldini Dubfiles eseguita da Paolo Baldini Dubfiles feat. Raiz e Silvia Uras.

DSV protagonista al Motor Valley Fest 2026

Modena, 29 mag. (askanews) – DSV protagonista al Motor Valley Fest, l’evento dedicato all’eccellenza motoristica italiana in programma a Modena dal 29 al 31 maggio. Per l’edizione 2026, l’azienda porta nel cuore della città un’esperienza immersiva pensata per tradurre in modo concreto i valori della logistica: velocità, precisione e lavoro di squadra.

Protagonista dell’allestimento un pit stop di Formula 3, concepito per offrire al pubblico la possibilità di vivere da vicino ciò che accade dietro le quinte.

Nella giornata inaugurale del 28 maggio, DSV è stata inoltre tra i protagonisti della tavola rotonda “Filiera e Supply Chain Industriale”, appuntamento dedicato ai temi della logistica, della tecnologia e dell’evoluzione delle catene di approvvigionamento globali.

A intervenire in merito è stato Davide Uracchi, Managing Director di DSV: “La nostra funzione è quella di mettere insieme, di semplificare i processi, di rendere più efficienti i flussi e di integrarci ai processi di supplay chain dei nostri partner. Li chiamo partner perché non siamo più un fornitore, ma siamo diventati anche noi, a 360 gradi, un partner. Questo cambio anche evolutivo, che naturalmente deve passare attraverso un processo di evoluzione culturale di tutta la filiera, è diventato per noi strategico”.

Evidenziata l’importanza dell’innovazione, dell’integrazione dei servizi e della capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato. “Oggi le istituzioni hanno un compito di aggregatore e di facilitatore per le aziende per insediarsi e per fare progetti in una nazione, come l’Italia, che tendenzialmente parte sfavorita rispetto ad altri Paesi europei. Questo perché il costo dell’energia è più alto e perché la burocrazia, delle volte, ci impedisce di fare progetti velocemente e quindi multinazionali come quella che rappresento, molto spesso, trovano la scorciatoia di fare questi progetti altrove. Noi abbiamo il compito e il dovere di presidiare il territorio italiano e di favorire gli investimenti” ha aggiunto Uracchi.

A completare l’esperienza del Motor Valley Fest 2026, i due concerti live in Piazza San Francesco, pensati per celebrare energia, passione e territorio, valori che da sempre caratterizzano il legame tra DSV e il mondo del motorsport.

La Romania dichiara il Console generale russo persona non grata

Roma, 29 mag. (askanews) – La Romania ha dichiarato il Console generale russo a Costanza persona non grata e ha annunciato la chiusura del Consolato russo nella città sul Mar Nero dopo che un’incursione di un drone ha ferito due persone in un condominio.

La Russia ha “la piena responsabilità di questo incidente senza precedenti” vicino al confine con l’Ucraina e “il Console generale russo a Costanza è stato dichiarato persona non grata e il Consolato generale russo a Costanza verrà chiuso”, ha affermato il presidente rumeno Nicusor Dan. La Russia reagirà prontamente alla decisione della Romania di chiudere il consolato russo a Costanza, al confine con l’Ucraina, ha riportato l’agenzia di stampa statale TASS, citando la portavoce del ministero degli Esteri moscovita, Maria Zakharova.

Il presidente rumeno Nicuor Dan ha annunciato questo primo pomeriggio l’espulsione del console russo a Costanza e la chiusura del consolato dopo lo schianto di un drone russo su un edificio residenziale della città che ha provocato due feriti lievi.

Fisco, nel dl Accise emendamento anti-pignoramento del conto corrente a chi paga

Roma, 29 mag. (askanews) – Il tema dei pignoramenti dei conti correnti ai contribuenti che stanno regolarmente pagando rottamazioni e rateizzazioni fiscali è esploso nel dibattito pubblico dopo la segnalazione andata in onda durante la trasmissione “Restart” su Rai3.

Nel corso della puntata, il commercialista Gianluca Timpone aveva denunciato le conseguenze paradossali derivanti dal blocco dei conti correnti nei confronti di contribuenti che, pur avendo aderito a procedure di definizione agevolata o a piani di rateizzazione con il Fisco, si vedevano comunque sottoposti ad azioni cautelari ed esecutive.

Alla trasmissione era presente anche l’onorevole Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, che ha raccolto immediatamente la segnalazione e avviato un’iniziativa normativa concreta. Proprio a seguito del confronto televisivo e delle successive riflessioni tecniche, è stato infatti proposto un emendamento all’interno del Dl Accise volto a introdurre una maggiore tutela per i contribuenti in regola con pagamenti rateali o rottamazioni.

L’emendamento proposto nel Dl Accise mira dunque a introdurre un principio di sostenibilità nella riscossione: se il contribuente è in regola con una rateizzazione o con la rottamazione, non deve subire il pignoramento del conto corrente.

Meloni: sinistra dice di voler combattere precariato, destra lo sta facendo

Roma, 29 mag. (askanews) – “La sinistra ha sempre detto di voler combattere il precariato. La destra lo sta facendo”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni commentando su X i dati Istat sul lavoro.

“Secondo l’Istat – afferma – nell’ultimo anno in Italia ci sono 269 mila occupati in più. Un dato molto importante, che conferma un record storico: non c’erano mai state così tante persone al lavoro nella nostra Nazione. Ma c’è un numero che merita di essere sottolineato più di altri: sempre nell’ultimo anno i dipendenti permanenti sono aumentati di 143 mila unità, mentre i dipendenti a termine sono diminuiti di 64 mila”.

Teatro, Leo con Ti racconto una storia al Palazzo dello Sport di Roma

Roma, 29 mag. (askanews) – Dopo anni di successi, tournée sold out e teatri gremiti in tutta Italia, “Ti racconto una storia” arriva per la prima volta al Palazzo dello Sport di Roma, il 7 maggio 2027. Edoardo Leo porterà nella grande arena romana lo spettacolo diventato un cult del teatro contemporaneo italiano. Lo show (prodotto da Stefano Francioni Produzioni e organizzato da Ventidieci), vedrà la partecipazione di Jonis Bascir, da sempre sul palco con Edoardo, con le sue improvvisazioni musicali.

Sarà un evento pensato come una grande celebrazione condivisa con il pubblico: una festa della parola, delle storie, della comicità e dell’emozione. Un’occasione per ripercorrere il meglio di uno spettacolo che, anno dopo anno, ha conquistato spettatori di tutte le età grazie alla capacità di alternare ironia, poesia e riflessione in un dialogo diretto e autentico con la platea.

Edoardo Leo ha dichiarato: “Come si racconta una storia? Come funziona l’umorismo, la risata? A cosa serve ridere? Un viaggio lungo 30 anni fatto di appunti, ritagli, ricordi e racconti. Per capire insieme al pubblico il bisogno umano di raccontare storie e di ascoltarle. Per ragionare insieme su comicità e poesia e sul ruolo degli artisti nelle vite di tutti. Il 7 maggio al Palazzo dello Sport di Roma andrà in scena una festa. Una festa della parola e del racconto. Il meglio di Ti racconto una storia, uno spettacolo ‘unico’ per ringraziare il pubblico che in questi anni ha viaggiato insieme a me e alle mie storie”. I biglietti sono disponibili sul circuito TicketOne.

Energia, risposta Commissione Ue a Meloni attesa mercoledì 3 giugno

Roma, 29 mag. (askanews) – Arriverà con ogni probabilità, mercoledì 3 giugno, la risposta della Commissione europea alla lettera del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni in cui chiedeva di poter disporre di flessibilità di bilancio sulle misure per il caro energia equivalente a quella che viene riservata alle spese supplementari in difesa. Lo ha lasciato capire un portavoce della Commissione, Balazs Ujvari, interpellato oggi sul tema durante il briefing di metà giornata con la stampa.

“A quel che mi risulta non abbiamo ancora risposto – ha detto -. Ma la prossima settimana ci sarà la presentazione del Pacchetto del semestre europeo, e quella sarà una opportunità per discutere le tematiche che Giorgia Meloni ha sollevato nella sua lettera”.