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Zelensky: attendiamo gli Usa per riprendere negoziati. Trump: non ha carte, deve fare un accordo

Roma, 5 mar. (askanews) – Mentre gli Stati Uniti restano concentrati sull’Iran, “dove siamo chirurgici” negli attacchi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che i negoziati per la pace in Ucraina continuano. Il presidente ucraino Volodymyr “Zelenksy deve darsi da fare e deve chiudere un accordo”, ha dichiarato a Politico il presidente Usa, convinto che il leader russo Vladimir Putin sia “pronto a fare un’intesa”. Secondo Trump “è impensabile che (Zelensky) sia l’ostacolo. Non ha le carte (da giocarsi). Ora ne ha ancora di meno”.

Dal canto suo Zelensky – che ha avuto oggi una conversazione telefonica con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella quale la premier ha rinnovato il sostegno dell’Italia – ha fatto sapere di attendere gli Usa per il riprendere processo diplomatico. “Continueremo il processo diplomatico quando i nostri partner americani saranno pronti a lavorare come concordato: formati bilaterali con loro, formati trilaterali con la Russia, così come il lavoro con gli europei”, ha affermato il presidente ucraino. “In questo momento praticamente tutta l’attenzione del mondo è concentrata sulla situazione intorno all’Iran e, indipendentemente da quanto dureranno lì le ostilità, dobbiamo essere pronti a riprendere la diplomazia in qualsiasi momento”.

Anche se “i russi restano attivi lungo la linea del fronte e gli attacchi continuano”, Zelensky ha sottolineato il “passo positivo”, avvenuto nel frattempo dello scambio di prigionieri: “Altre duecento delle nostre persone sono tornate a casa dalla prigionia russa. Ci aspettiamo che gli scambi continuino nei prossimi giorni”.

Nell’attesa della ripresa dei negoziati trilaterali, oggi il presidente ucraino ha anche annunciato che Kiev fornirà supporto agli Stati Uniti in Medio Oriente per arginare gli Shahed iraniani. “Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti per un supporto concreto nella difesa contro gli ‘Shahed’ nella regione del Medio Oriente. Ho incaricato di fornire i mezzi necessari e di garantire la presenza di specialisti ucraini in grado di assicurare il livello di sicurezza richiesto”, ha detto Zelensky.

Lillo in “La pelle del mondo”: etica, ecologia e botanica per tutti

Roma, 5 mar. (askanews) – Da venerdì 6 marzo arriva in prima serata su Rai3 “La pelle del mondo”, nuovo programma di Rai Cultura, (prodotto da Be Water Film) dedicato alla vita sulla Terra, alla biosfera e al ruolo delle piante nel nostro futuro.

A condurre, il professore Stefano Mancuso, scienziato e saggista, insieme a Lillo Petrolo, da sempre sensibile ai temi della natura e dell’ambiente. Ogni puntata sarà dedicata a un tema specifico. “La prima di queste sei puntate che raccontano come funziona questo straterello sottile che circonda il Pianeta in cui c’è la vita, la biosfera, è tutta lì, in uno strato di 20 km, dalle piante che producono l’ossigeno e il cibo, alle città, alle comunità” ha detto Mancuso. “Cerchiamo di caricare anche voi su questa nave che sta cercando di viaggiare in questo argomento”, ha aggiunto Lillo.

Una riflessione “accessibile” sul destino del Pianeta, per rendere comprensibili anche temi più complessi con ospiti che vanno da Corrado Guzzanti e Maccio Capatonda, a studiosi, scienziati e specialisti, fino ad Alessandro Gassmann e Vinicio Capossela.

Iran, Meloni rassicura (via radio): non entreremo in guerra

Roma, 5 mar. (askanews) – La faccia ce la metterà mercoledì prossimo, quando parlerà nel luogo istituzionalmente preposto per questo tipo di comunicazioni e confacente alla gravità del momento. Intanto, Giorgia Meloni ci ha messo la voce, per lanciare un messaggio fortemente politico sulla crisi che sta incendiando il Medio Oriente e i Paesi del Golfo dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, ma anche per rassicurare l’opinione pubblica che vede l’escalation lambire sempre più l’Europa: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”.

La presidente del Consiglio si collega di buon mattino con Rtl 102.5, dopo essere stata la sera precedente al Quirinale per confrontarsi con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e poche ore prima che i ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto, si rechino a Camera e Senato per quel passaggio parlamentare che, attraverso il via libera alla risoluzione di maggioranza, fornisce la cornice legislativa necessaria all’invio nei Paesi del Golfo e a Cipro di assetti difensivi come sistemi di difesa area, anti-drone e anti-missilistici. Un tema centrale che in giornata è stato anche al centro della telefonata che il presidente francese, Emmanuel Macron, ha fatto alla premier e nella quale si è “ribadito il comune impegno per sostenere” quell’area. “L’Italia, come Regno Unito, Francia e Germania, intende inviare aiuti ai paesi del Golfo” e questo, spiega Meloni, “non solo perché sono nazioni amiche” ma soprattutto perché lì “ci sono decine di migliaia di italiani, anche militari, che vogliamo e dobbiamo proteggere”. Nel corso della giornata la premier ha sentito anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

Una scelta, quella della premier di intervenire per una mezz’ora abbondante in radio a dispetto di tutte le richieste di andare in Parlamento avanzate in questi giorni, che viene da subito contestata dalle opposizioni. Che avrebbero voluto vedere la premier dire dai banchi del governo ciò che invece spiega via etere. Ossia che è in atto una “crisi sempre più evidente del diritto internazionale” e “degli organismi multilaterali” che sta “generando un mondo sempre più governato dal caos” e che l’esecutivo è “preoccupato” per la “reazione scomposta” di Teheran che “comporta il rischio di un’escalation dalle conseguenze totalmente imprevedibili”, con “ripercussioni” anche sull’Italia soprattutto sul fronte economico (a cominciare dal costo dell’energia e dai rischi di speculazione sugli alimenti). Ma, soprattutto, sempre in radio, Giorgia Meloni risponde a un’altra domanda che in questi giorni le opposizioni le hanno rivolto con insistenza: quella sull’uso delle basi. La presidente del Consiglio ricorda che l’utilizzo è concesso “in virtù di accordi che risalgono al 1954” che si attuano quando “si parla di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche, ovvero di non bombardamento”. E se arrivassero richieste per altri usi che “ad oggi” non ci sono? Meloni ricorda che la competenza “sul decidere se concedere o no un utilizzo più esteso sarebbe del Governo” ma assicura che è sua intenzione nel caso coinvolgere le Camere.

Quelle stesse Camere nelle quali Meloni si presenterà mercoledì, dopo le pressanti proteste dell’opposizione. Che, per la verità, non si placano nemmeno dopo l’annuncio dato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, della “disponibilità” della premier a presentarsi. Le comunicazioni della prossima settimana, infatti, anticipano e assorbono – estendendole anche alla situazione in Medio Oriente – quelle che la presidente del Consiglio avrebbe comunque dovuto rendere a Camera e Senato in vista del prossimo Consiglio europeo del 19 marzo. Per il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia, “siamo di fronte ad un uso ‘a la carte’ del Parlamento”. A suo giudizio l’idea di abbinare le due cose “fa sorgere un solo sospetto, ossia che nella settimana del referendum non voglia dibattiti in Aula. È preoccupata non per il Paese, non per l’Iran ma per il referendum”.

Iran, opposizioni in aula: dov’è Meloni? Schlein: Governo non appoggi guerra

Roma, 5 mar. (askanews) – Dov’è Giorgia? “Ministro Crosetto prenda il telefono e chiami Giorgia Meloni, le dica di venire qui, è inaccettabile che non ci sia”, attacca Nicola Fratoianni di AVS. “Ma cosa aveva di meglio da fare la premier oggi piuttosto che essere qui?”, incalza Maria Elena Boschi di Italia viva. “Meloni? Una voce fuori campo, lancia appelli alla radio” ironizza la 5 stelle Chiara Appendino. “Ma chi è Meloni, Churchill che parla a Radio Londra?”, punge Peppe Provenzano del Pd. La dem Anna Ascani tira le somme: “Meloni tace in Parlamento sull’Iran mentre il mondo brucia. Non è un caso e ovviamente non è un problema di agenda. È una scelta”, “il tentativo goffo, assurdo, sbagliato, incredibile di non mettere la faccia su quello che oggi il governo è venuto a dirci”. Nell’aula di Montecitorio prima e del Senato poi, ancora prima di entrare nel merito delle comunicazioni dei ministri degli Esteri e della Difesa Antonio Tajani e Guido Crosetto sulla crisi iraniana, le opposizioni protestano per l’assenza della presidente del Consiglio. Ma, alla Camera, sono spaccate in tre: Pd, M5S e AVS presentano una risoluzione unitaria, Italia viva una autonoma e Azione e il Partito liberaldemocratico di Marattin un’altra ancora. Mentre al Senato le risoluzioni di minoranza sono due: quella di Pd-M5S-AVS e quella di Iv.

La premier, pochi minuti prima che si apra la seduta della Camera, concede un’intervista a una radio. Ma “parli al Paese attraverso il Parlamento invece che alla radio, qual è la linea politica?” è la contestazione di Ascani. Peraltro, a giudizio di Boschi “se fosse qui a sentire la replica di Tajani si metterebbe le mani tra i capelli”. La replica del titolare della Farnesina – dopo che le opposizioni hanno tuonato contro “la morte del diritto internazionale prima e dell’Europa politica poi” chiedendo, nella risoluzione unitaria di Pd-M5S e AVS di non concedere l’utilizzo di basi a “forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l’Iran” – è il momento di massima tensione in aula. Dai banchi delle opposizioni gli gridano “vergogna” e Tajani visibilmente spazientito, dopo essere stato interrotto più volte da mugugni e urla, ribatte che lui non si deve vergognare “di niente” e che altri, magari, “sì”. Quelli, ad esempio, che “non hanno rispettato il Parlamento quando hanno mandato gli aerei italiani a bombardare nei Balcani”. “Era il presidente del Consiglio Massimo D’Alema che era parte, onorevole Provenzano, del suo partito”. E quelli che, insiste il ministro all’indirizzo dei 5 stelle, sono andati “in ginocchio da Trump e dalla Merkel”. Riccardo Ricciardi gli risponde di “sciacquarsi la bocca” prima di nominare il Movimento.

Intanto, la segretaria dem Elly Schlein si chiede se sia “normale che il ministro Tajani venga qui a fare appelli all’unità mentre Giorgia Meloni va alla radio ad attaccare le opposizioni”. Il Governo, attacca Schlein, deve essere chiaro nel dire oggi, ora, che non appoggia “una guerra che viola il diritto internazionale”.

Poche scintille al Senato, soprattutto suscitate dall’intervento del leader di Iv Matteo Renzi, che accusa Tajani di “mediocrità. Siamo oltre la politica, siamo all’avanspettacolo. Manca che ci dia la ricetta delle tagliatelle e ci chiederemo se c’è nonna Pina alla Farnesina o c’è la gloriosa tradizione della diplomazia italiana”. La replica del vicepremier: “È facile andare nel Golfo per fare conferenze ben pagate” ma “è molto più difficile tutelare i cittadini italiani”. Renzi però ne ha anche per Crosetto, a suo dire preso di mira da “qualcuno all’interno dei servizi di intelligence”, come dimostra il fatto che da due anni “su alcune testate ci sono le veline di un conflitto tra il ministro Crosetto e il sottosegretario Mantovano”. Laconica la replica del titolare della Difesa: “Ho piena fiducia in Alfredo Mantovano”, commenta Crosetto.

Quanto alle risoluzioni sulle comunicazioni, alla Camera l’opposizione di centro propone suoi documenti autonomi, più vicine a quella di maggioranza. Italia viva chiede l’impegno per la de-escalation (e non fa cenno della questione basi americane in Italia) mentre Azione e il Pld di Marattin chiedono di aumentare gli investimenti sulla difesa. Un pezzo di queste risoluzioni ottiene il parere positivo del Governo e passa, la risoluzione del campo progressista viene invece bocciata. Al Senato, come da regolamento, approvata la risoluzione di maggioranza restano precluse quelle di minoranza, ma su alcune parti di quella di Iv arriva comunque il parere favorevole del Governo, ininfluente alla luce delle norme che regolano il voto in assemblea.

Iran, Meloni: non entreremo in guerra. L’11 sarà in aula (dopo proteste opposizioni)

Roma, 5 mar. (askanews) – La faccia ce la metterà mercoledì prossimo, quando parlerà nel luogo istituzionalmente preposto per questo tipo di comunicazioni e confacente alla gravità del momento. Intanto, Giorgia Meloni ci ha messo la voce, per lanciare un messaggio fortemente politico sulla crisi che sta incendiando il Medio Oriente e i Paesi del Golfo dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, ma anche per rassicurare l’opinione pubblica che vede l’escalation lambire sempre più l’Europa: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”.

La presidente del Consiglio si collega di buon mattino con Rtl 102.5, dopo essere stata la sera precedente al Quirinale per confrontarsi con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e poche ore prima che i ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto, si rechino a Camera e Senato per quel passaggio parlamentare che, attraverso il via libera alla risoluzione di maggioranza, fornisce la cornice legislativa necessaria all’invio nei Paesi del Golfo e a Cipro di assetti difensivi come sistemi di difesa area, anti-drone e anti-missilistici. Un tema centrale che in giornata è stato anche al centro della telefonata che il presidente francese, Emmanuel Macron, ha fatto alla premier e nella quale si è “ribadito il comune impegno per sostenere” quell’area. “L’Italia, come Regno Unito, Francia e Germania, intende inviare aiuti ai paesi del Golfo” e questo, spiega Meloni, “non solo perché sono nazioni amiche” ma soprattutto perché lì “ci sono decine di migliaia di italiani, anche militari, che vogliamo e dobbiamo proteggere”. Nel corso della giornata la premier ha sentito anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

Una scelta, quella della premier di intervenire per una mezz’ora abbondante in radio a dispetto di tutte le richieste di andare in Parlamento avanzate in questi giorni, che viene da subito contestata dalle opposizioni. Che avrebbero voluto vedere la premier dire dai banchi del governo ciò che invece spiega via etere. Ossia che è in atto una “crisi sempre più evidente del diritto internazionale” e “degli organismi multilaterali” che sta “generando un mondo sempre più governato dal caos” e che l’esecutivo è “preoccupato” per la “reazione scomposta” di Teheran che “comporta il rischio di un’escalation dalle conseguenze totalmente imprevedibili”, con “ripercussioni” anche sull’Italia soprattutto sul fronte economico (a cominciare dal costo dell’energia e dai rischi di speculazione sugli alimenti). Ma, soprattutto, sempre in radio, Giorgia Meloni risponde a un’altra domanda che in questi giorni le opposizioni le hanno rivolto con insistenza: quella sull’uso delle basi. La presidente del Consiglio ricorda che l’utilizzo è concesso “in virtù di accordi che risalgono al 1954” che si attuano quando “si parla di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche, ovvero di non bombardamento”. E se arrivassero richieste per altri usi che “ad oggi” non ci sono? Meloni ricorda che la competenza “sul decidere se concedere o no un utilizzo più esteso sarebbe del Governo” ma assicura che è sua intenzione nel caso coinvolgere le Camere.

Quelle stesse Camere nelle quali Meloni si presenterà mercoledì, dopo le pressanti proteste dell’opposizione. Che, per la verità, non si placano nemmeno dopo l’annuncio dato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, della “disponibilità” della premier a presentarsi. Le comunicazioni della prossima settimana, infatti, anticipano e assorbono – estendendole anche alla situazione in Medio Oriente – quelle che la presidente del Consiglio avrebbe comunque dovuto rendere a Camera e Senato in vista del prossimo Consiglio europeo del 19 marzo. Per il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia, “siamo di fronte ad un uso ‘a la carte’ del Parlamento”. A suo giudizio l’idea di abbinare le due cose “fa sorgere un solo sospetto, ossia che nella settimana del referendum non voglia dibattiti in Aula. È preoccupata non per il Paese, non per l’Iran ma per il referendum”.

ABB: reti elettriche chiave per la transizione energetica

Rimini, 5 mar. (askanews) – La transizione energetica corre sempre più sull’elettricità. Secondo le stime della International Energy Agency, oltre la metà del percorso globale di decarbonizzazione passa proprio dall’elettrificazione. Ma per centrare gli obiettivi climatici al 2030 servirà aumentare di circa il 50% gli investimenti nelle reti e accelerare anche sul fronte dell’efficienza energetica.

Una sfida che riguarda direttamente anche l’Italia, alle prese con l’integrazione delle rinnovabili, l’elettrificazione dei consumi e l’ammodernamento delle infrastrutture energetiche.

Di questi temi si discute a KEY – The Energy Transition Expo, la fiera dedicata alle tecnologie per l’energia in corso al Rimini Expo Center, dove è presente anche ABB. “L’Italia ha delle buonissime basi – ha detto Gianluca Lilli, vice presidente ABB Eletrification Italia – ma bisogna continuare ad investire perché comunque la domanda di energia sta crescendo a un ritmo vertiginoso, trainata dai data center, dalla mobilità elettrica e dall’elettrificazione dei processi industriali e degli edifici. Quindi è necessario raddoppiare nei prossimi anni gli investimenti per le reti, ma al tempo stesso aumentare molto anche quelli nelle tecnologie che abilitano l’efficientamento energetico”.

L’evoluzione del sistema richiede infatti un salto tecnologico nella gestione dell’energia: reti più digitali, sistemi di protezione più avanzati e soluzioni capaci di migliorare efficienza e qualità del servizio. “Le nostre soluzioni – ha aggiunto – adottano tecnologie di elettrificazione e automazione molto digitalizzate e consentono di avere risparmi significativi in termini di energia, ridurre le emissioni e aumentare la qualità del servizio erogato, riducendo i tempi di interruzione e ottimizzando i costi di gestione. Sono soluzioni modulari e scalabili, che possono adattarsi a impianti di ogni dimensione, da quelli domestici fino ai grandi impianti industriali”.

Ma accanto alle tecnologie emerge anche un altro nodo della transizione energetica: quello delle competenze.

La diffusione di impianti sempre più digitali e interconnessi richiede infatti tecnici qualificati, mentre molte aziende segnalano difficoltà nel reperire personale formato. “Una recente ricerca – ha spiegato Davide Del Sale, training coordinator ABB – ha dimostrato che oltre il 70% delle aziende ha problemi a reperire personale sufficientemente qualificato in questo ambito. Gli impianti stanno evolvendo a velocità altissima e la digitalizzazione diventa la soluzione di tutto. Purtroppo sotto questo aspetto il gap è ancora molto elevato”.

Per questo a KEY ABB organizza anche un programma di formazione tecnica dedicato a installatori, progettisti e impiantisti, con corsi guidati da esperti del gruppo.

Rugby, la formazione italiana per la sfida all’Inghilterra

Roma, 5 mar. (askanews) – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la formazione che affronterà l’Inghilterra sabato 7 marzo alle 17.40 allo Stadio Olimpico di Roma, partita valida per la quarta giornata del Guinness Sei Nazioni 2026 e che sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su NOWtv. Tre, tutti tra i trequarti, i cambi rispetto alla partita di Lille contro la Francia: nel triangolo allargato rientra Lorenzo Pani – sceso in campo contro l’Irlanda – che ritroverà la maglia numero 15 con Ioane e Lynagh all’ala. Tra i centri torna dal primo minuto Brex in coppia con Menoncello, mentre i fratelli Garbisi divideranno la cabina di regia: per il minore dei fratelli, Alessandro, si tratta del debutto da titolare nel Sei Nazioni 2026 dopo che, nel 2024, il mediano di mischia del Benetton Rugby aveva messo a segno proprio contro l’Inghilterra la prima meta della gestione di Quesada.

Interamente confermato il pacchetto di mischia: in terza linea insieme a capitan Lamaro ci saranno Lorenzo Cannone e Zuliani, in seconda linea Zambonin e Niccolò Cannone, mentre in prima linea nel XV titolare scenderanno in campo Ferrari, Nicotera – arrivato al quarantesimo cap – e Fischetti.

Pronti a subentrare dalla panchina Di Bartolomeo, Spagnolo, Hasa, Ruzza, Favretto, Fusco, Marin e Tommaso Allan, al rientro in lista gara dopo l’infortunio contro il Sudafrica nel novembre 2025.

Questa la formazione che scenderà in campo: 15 Lorenzo PANI (Zebre Parma, 11 caps) 14 Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 12 caps) 13 Juan Ignacio BREX (Toulon, 50 caps) 12 Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 37 caps) 11 Monty IOANE (Lione, 45 caps) 10 Paolo GARBISI (Toulon, 52 caps) 9 Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 22 caps) 8 Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 36 caps) 7 Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 41 caps) 6 Michele LAMARO (Benetton Rugby, 52 caps) – capitano 5 Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 17 caps) 4 Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 61 caps) 3 Simone FERRARI (Benetton Rugby, 72 caps) 2 Giacomo NICOTERA (Stade Français, 39 caps) 1 Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 61 caps)

Vannacci: non mi paga Putin, ma su Ucraina accettare le sue condizioni

Roma, 5 mar. (askanews) – Contatti seppure “sporadici” con il mondo dei Maga, intenzione di partecipare a qualche evento che ruota intorno all’area trumpiana, nessun legame con Putin nonostante le ottime relazioni intessute con Mosca quando ricopriva l’incarico di addetto per la Difesa alle ambasciate di Russia, Bielorussia, Armenia, Turkmenistan. Posizione chiara sulla guerra in Ucraina: si risolve accettando le condizioni della Russia. Roberto Vannacci traccia i contorni di Futuro Nazionale rispondendo per due ore alle domande dei corrispondenti stranieri a Roma, russi compresi, nella sede della stampa estera a Palazzo Grazioli.

Due ore di conferenza nonostante una sala non gremita anche perché in contemporanea alla Camera ci sono le comunicazioni dei ministri Crosetto e Tajani sugli aiuti italiani ai paesi del Golfo nel mirino dell’Iran dopo l’attacco di Usa e Israele a Teheran. È tanta la curiosità dei corrispondenti verso l’europarlamentare eletto con la Lega di Matteo Salvini con più di 500mila preferenze e poi uscito per fondare un partito tutto suo che in Europa è già andato più a destra di tutti i partiti del centrodestra italiano aderendo al gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, lo stesso di Afd. L’ex generale annuncia che “il primo vagito di Futuro Nazionale sarà con l’assemblea costituente di giugno, probabilmente a Roma”. In quell’occasione sarà presentato il programma. Il partito punta ai delusi dal governo Meloni che ha “tradito” e “infranto” alcuni “baluardi” della destra (ad esempio introducendo il nuovo reato di femminicidio o invitando Francesca Pascale) ma i partiti dell’attuale maggioranza restano “l’interlocutore naturale”.

Ma è sulla politica estera che piovono domande. Quella su “dove ci ha portato la guerra in Ucraina, quale è il bilancio adesso e cosa può fare l’Europa” arriva dal corrispondente dell’agenzia russa Ria. Vannacci ribadisce che “la guerra in Ucraina ci ha portato a un disastro e chi ne paga le conseguenze sono gli ucraini e poi gli europei” e che “la pace giusta non è mai esistita: nella storia dell’umanità ho sempre visto la pace del vincitore”. Ricorda che “oggi quasi il 20% del territorio ucraino è conquistato dai russi” quindi “bisogna accettare le condizioni russe”. Ne snocciola tre da cui secondo il suo parere deve partire il tavolo negoziale: “la neutralità ucraina, non rinunciare ai territori conquistati militarmente, non dislocare in Ucraina i sistemi Nato”. È lo stesso giornalista russo a chiedere cosa ne pensa l’ex generale della decisione del Cio di ammettere gli atleti russi alle paralimpiadi Milano-Cortina: “Sempre detto – risponde Vannacci – che sport e cultura dovrebbero rimanere fuori dalla politica, le Olimpiadi sono nate per far interrompere le guerre”.

Interpellato sui suoi presunti legami con la Russia, l’europarlamentare le bolla come “farloccherie” della sinistra. E chiarisce: “Non sono filo-russo, non mi paga Putin, non ho la villa in Crimea. Le accuse di essere filoputinista mi fanno ridere, qualcuno ci campa, lo faccia, non mi disturba più di tanto”. Vannacci spiega di aver “svolto al meglio” la funzione di addetto alla difesa che è quella “di avere relazioni col paese che ti ospita altrimenti me ne sarei stato a casa mia, è chiaro che avevo intessuto ottime relazioni. Era il mio lavoro. Dire che visto che avevo ottime relazioni con i russi sono filo russo è una narrativa infantile”.

La corrispondente dell’agenzia Tass si presenta ricordando all’ex generale di aver avanzato diverse richieste di intervista. Poi gli chiede se alle prossime elezioni pensa di far parte della coalizione di centrodestra “e magari anche di migliorarla” sottolineando come abbiano “cose in comune ma anche divergenze ad esempio sulla crisi ucraina”. È l’occasione per Vannacci di ribadire che “il supporto incondizionato in termini di armi ed economia all’Ucraina non porta bene all’Europa e che è meglio una sconfitta oggi che una disfatta domani. Vorrei portare questo pragmatismo all’iterno della coalizione”.

Plenitude e Pininfarina ridisegnano le stazioni di ricarica

Cambiano, 5 mar. (askanews) – Plenitude, attraverso la controllata Plenitude On The Road, sigla una collaborazione strategica con Pininfarina per ridefinire il design delle aree dedicate alla ricarica dei veicoli elettrici. Un accordo che punta a trasformare questi spazi in luoghi riconoscibili, funzionali e integrati nel territorio, coniugando tecnologia, estetica e qualità dei servizi per la mobilità elettrica.

L’accordo prevede la progettazione e lo sviluppo di nuove stazioni di ricarica innovative, pensate per adattarsi ai diversi contesti urbani e territoriali. Non solo infrastrutture tecniche, ma veri e propri hub caratterizzati da materiali di qualità, ergonomia e semplicità d’uso, con servizi aggiuntivi studiati per valorizzare il tempo di sosta degli e-driver.

Il design sarà curato da Pininfarina, eccellenza italiana dell’architettura e dello stile industriale, mentre Plenitude metterà in campo le proprie competenze tecnologiche nel settore dell’e-mobility. Un incontro tra innovazione energetica e cultura del progetto, fondato su una visione comune orientata al futuro della mobilità elettrica, sempre più sostenibile e innovativa anche dal punto di vista del design.

La partnership si concretizza anche con l’installazione di quattro punti di ricarica presso la sede Pininfarina di Cambiano: due in corrente alternata fino a 22 kW e due in corrente continua fino a 50 kW. Un intervento che si inserisce nel percorso ESG della design house e nel suo impegno verso la transizione ecologica.

Nel corso della presentazione abbiamo ascoltato le parole di Paolo Martini, Head of E-Mobility Recharge Solutions di Plenitude e Amministratore Delegato di Plenitude On The Road, che ha illustrato come questa collaborazione rappresenti un passo concreto per innovare ulteriormente l’esperienza della ricarica, rendendola sempre più personalizzata e integrata nelle esigenze degli e-driver.

“La partnership tra Pininfarina e Plenitude nasce da un’idea specifica, ovvero quella di creare un ecosistema che leghi il mondo del design all’attività di ricarica del proprio veicolo. L’obiettivo principale non è soltanto quello di unire due mondi ma anche quello di rafforzare sia in Italia, sia all’estero, l’identità, la riconoscibilità e la qualità del servizio nella nostra rete. Ciò non è fondamentale soltanto per l’identità stessa dell’azienda, ma serve soprattutto a offrire all’e-driver un contesto distintivo con una ricarica sempre più agevole e una serie di servizi aggiuntivi di qualità.”

Spazio anche a Paolo Dellachà, Amministratore Delegato di Pininfarina, che ha sottolineato il valore del design come motore di progresso e acceleratore del cambiamento, capace di trasformare le aree di ricarica in spazi accoglienti, riconoscibili e armoniosamente inseriti nel territorio.

“Sicuramente condividiamo con Plenitude molti dei valori che guidano i nostri progetti; che sono essenzialmente innovazione, qualità del design e attenzione alle persone. Se guardiamo il contesto attuale, Plenitude sta perfettamente contribuendo alla transizione energetica grazie alla loro capacità industriale e tecnologica, e pensiamo di essere partner ideali in questo senso grazie alla nostra visione di reinterpretare spazi e oggetti per creare un’esperienza cliente migliore.”

La collaborazione tra Plenitude e Pininfarina segna così un nuovo passo verso una mobilità elettrica sempre più sostenibile, innovativa e attenta all’esperienza delle persone.

Trump: inaccettabile il figlio di Khamenei leader dell’Iran

Roma, 5 mar. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato ad Axios che deve essere personalmente coinvolto nella scelta del prossimo leader dell’Iran.

“Il figlio di Khamenei è per me inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran”, ha dichiarato Trump nell’intervista citata da Axios. “Devo essere coinvolto nella nomina, come con Delcy (Rodriguez) in Venezuela”, ha aggiunto Trump.

In un’intervista telefonica a Politico Trump ha sminuito le critiche al conflitto contro l’Iran giunte non solo dall’opposizione democratica ma anche all’interno del movimento MAGA: “La gente sta amando quanto sta succedendo”, ha detto. E sul ruolo che intende avere nella scelta della futura leadership a Teheran, Trump ha risposto: “Avrò un impatto forte altrimenti non ci sarà alcun patteggiamento perché non intendiamo dover fare questo di nuovo”. E sull’ipotesi che il prossimo leader supremo sia il figlio di Ali Khamenei, Trump ha chiosato: “Il motivo per cui il padre non avrebbe dato (il ruolo) al figlio è che dicono sia incompetente”.

Mojtaba Khamenei, figlio della defunta Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, è sopravvissuto agli attacchi aerei di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, nei quali suo padre è stato ucciso, hanno riferito ieri fonti iraniane a Reuters. Mojtaba, esponente della linea dura del clero di medio rango con stretti legami con l’elite dei Guardiani della Rivoluzione islamica, è una delle figure più influenti dell’establishment clericale iraniano ed è considerato un possibile successore del padre. L’Iran non ha ancora annunciato un nuovo leader.

Secondo Trump, che ostenta ottimismo, il governo iraniano non sarà l’unico a soccombere sotto il peso degli Stati Uniti: “Anche Cuba cadrà. Abbiamo tagliato tutto il petrolio, tutti i soldi, oppure abbiamo tagliato tutto ciòche veniva dal Venezuela, che era l’unica fonte. E vogliono fare un accordo”.

Ucraina, Meloni sente Zelensky: indispensabile unità veduta Ue-Usa

Roma, 5 mar. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky.

Il colloquio – riferisce una nota di palazzo Chigi – ha permesso un approfondito scambio di vedute sullo stato di avanzamento del processo per il raggiungimento di una pace giusta e duratura per l’Ucraina e sui prossimi passi da compiere, anche alla luce degli attuali sviluppi della crisi in Medio Oriente.

I due leader hanno ribadito quanto, soprattutto in questa fase, sia indispensabile l’unità di vedute tra partner europei e americani e il riconoscimento del contributo europeo al processo di pace, il cui esito tocca interessi europei fondamentali ed è determinante per la stabilità e sicurezza del continente.

Il presidente Zelensky – si sottolinea poi – ha colto l’occasione per ringraziare nuovamente l’Italia per l’invio di forniture di emergenza a sostegno del settore energetico ucraino.

In conclusione, la presidente del Consiglio ha rinnovato la vicinanza dell’Italia alla nazione ucraina, assicurando che l’Italia manterrà un ruolo di primo piano nel percorso di ricostruzione del Paese.

Carolina Bubbico, esce nuovo singolo e video "Uma rosa e um bordado"

Roma, 5 mar. (askanews) – A pochi giorni dalla partecipazione come direttrice d’orchestra per Ditonellapiaga al Festival di Sanremo, dove ha ricevuto importanti riconoscimenti per il suo lavoro di arrangiamento (terzo posto in classifica per Che Fastidio!, la canzone in gara, che si è aggiudicata anche il Premio Bigazzi come miglior composizione, e vittoria nella serata delle cover con The Lady is a Tramp), Carolina Bubbico torna immediatamente al lavoro sul proprio progetto artistico annunciando l’uscita venerdì 6 marzo di “Uma rosa e um bordado”, secondo estratto che anticipa la pubblicazione di Vocàlia, il suo nuovo album, prevista per il 10 aprile prossimo.

Partirà poi il tour Vocàlia, queste le prime date confermate: l’artista sarà il 15 maggio a Napoli (Auditorium Novecento), il 20 maggio al Blue Note di Milano, il 22 maggio all’Alcazar Club a Roma e il 12 agosto a Sulmona (AQ) per Muntagninjazz Festival.

Il brano contiene il secondo importante featuring presente nell’album con la presenza di Mari Jasca, talentuosa cantante brasiliana; il testo, in portoghese, porta la firma di un importante autore, Antonio Villeroy.

“Uma rosa e um bordado” è un viaggio di liberazione interiore, in cui la protagonista lascia il passato alle spalle e traccia un nuovo cammino con leggerezza e consapevolezza” afferma Carolina parlando del brano, “L’immagine della Rosa e del Ricamo diventa simbolo di un’identità ritrovata, semplice ma essenziale, visualizzando una donna capace di creare bellezza e significato nella propria vita, mentre il Beijo alforriado (bacio liberato) rappresenta il gesto di emancipazione emotiva”.

Tra simboli di delicatezza e forza interiore, la canzone celebra così una rinascita personale fatta di trasformazione, gioia e autenticità.

“Uma rosa e Um Bordado” segue la pubblicazione di “Everlove” (feat Becca Stevens), primo singolo estratto lo scorso 30 gennaio.

Crosetto: la tattica dell’Iran è quella di scatenare il caos

Roma, 5 mar. (askanews) – L’obiettivo iraniano nella sua risposta all’azione israelo-statunitense sembra essere quello di estendere il conflitto e provocare un impatto economico globale scatenando “il caos”. Lo ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto nell’informativa al Senato svolta insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla crisi in Medio Oriente. Secondo Crosetto, la tattica di Teheran appare sempre più chiara. “La sintesi della tattica ormai si sta chiarendo ed è quella di scatenare il caos”.

Il ministro ha spiegato che l’Iran starebbe cercando di coinvolgere l’intera regione indipendentemente dalle posizioni dei singoli paesi. “Far sì che non ci sia un paese della zona che abbia o non abbia appoggiato l’iniziativa, che sia o no d’accordo con questi paesi che hanno sostenuto l’iniziativa americana e israeliana”.

L’obiettivo, ha aggiunto, sarebbe quello di ampliare le conseguenze del conflitto oltre i diretti protagonisti. “Scatenare un caos che propaghi l’onda di questo conflitto all’esterno dei contendenti”.

Crosetto ha sottolineato soprattutto il possibile impatto economico globale. “Io penso che una delle tattiche dell’Iran sia quella di arrivare nelle case, sulle tavole e nelle tasche di ognuno dei cittadini occidentali”.

Ma per Crosetto la crisi in Medio Oriente rischia di avere effetti destabilizzanti anche su altri teatri di guerra già aperti, a partire da quello ucraino. Secondo Crosetto, il quadro internazionale che si sta delineando è caratterizzato da un aumento generale dell’instabilità. “Il quadro di caos che si apre con questa crisi rischia di incrementare altri quadri di caos che sono già aperti”. Tra questi, ha spiegato, c’è il conflitto tra Russia e Ucraina. “Il fronte ucraino è un fronte che può peggiorare con questa crisi”.

Il ministro ha indicato anche le dinamiche interne alla Russia come fattore di rischio: “Putin è in grande difficoltà in Russia, non perché qualcuno sia contro la guerra, ma perché la parte più nazionalista lo critica perché non ha ancora concluso la guerra”. Secondo Crosetto, i settori più radicali criticano il presidente russo anche per altri fronti geopolitici: “Lo criticano per la Siria, lo criticano per il Venezuela, lo criticano per l’Iran e perché da quattro anni sarebbe impantanato in Ucraina”.

Il sogno di Marco Belinelli in film. Ai giovani dico: crederci sempre

Roma, 5 mar. (askanews) – Il coraggio di sognare in grande, quel sogno che si costruisce piano piano, con tanti sacrifici, senza mollare mai. E soprattutto l’amore assoluto per il basket, una vita dedicata alla palla e al canestro. Questo racconta il documentario “The Basketball Dream – Marco Belinelli”, regia di Giorgio Testi, un ritratto autentico e molto personale dell’unico giocatore italiano ad aver vinto un titolo NBA, al cinema solo il 16, 17 e 18 marzo, con eventi speciali per le scuole (il 17 e 18), a cura di Giffoni Innovation Hub.

Il film ricostruisce la carriera del giovanissimo Marco che dai palleggi in giardino a San Giovanni in Persiceto (Bologna) conquista gli Stati Uniti, con pazienza e perseveranza, tra salite e discese, sconfitte, panchine e canestri, fino allo storico titolo del 2014 con i San Antonio Spurs. Un cerchio che poi si chiude con il ritorno a Bologna e lo scudetto con la Virtus. Il “Dream” del titolo è anche un messaggio per i ragazzi, dice:

“Crederci sempre. Per me è stato importante fin dall’inizio avere questo amore per lo sport, per la pallacanestro ovviamente nel mio caso, di rispettarlo, di fare sacrifici, di aspettare soprattutto che le cose accadessero al loro tempo. Non ho mai avuto la fretta di voler arrivare… Soprattutto in questo mondo di oggi si è portati a volere tutto subito, quindi avere pazienza, amore per quello che si fa, rispettare quello che si fa e sicuramente dedicare tanto, in questo caso ovviamente all’allenamento, per essere la migliore versione di quello che si può essere” spiega.

Nel film, tra partite, amici e testimonianze di campioni come Andrea Bargnani, Tony Parker e Baron Davis, emerge un ragazzo semplice che ha sempre avuto alle spalle una famiglia che non ha mai smesso di credere nel suo sogno.

“Per me è stato molto importante il voler comunque centrare i miei obiettivi; quindi prima di tutto crescere come giocatore, migliorarmi anno dopo anno, per poi ovviamente pensare agli obiettivi, che per un giocatore di basket o comunque per uno sportivo, è quello di portare a casa i risultati, portare a casa trofei, però ci arrivi solamente se sei circondato comunque anche da una famiglia, da amici, dalla moglie, fidanzata, ecc. che ti supporta e ti sa consigliare nella maniera giusta in quel momento”.

E sul ritiro ad agosto 2025 a 39 anni, come si vede anche nel film, dice: “Da un certo punto di vista io ho dato veramente tutto alla pallacanestro”… “Non ci sono rimpianti, sai, molte persone mi hanno chiesto: ti manca un po’? Ti manca l’adrenalina che vivi in quei momenti? Onestamente in questo momento no, perché ho comunque una vita bella e piena, mia moglie e le mie splendide bimbe, non ho neanche tempo di pensare a tante altre cose. Quindi mi godo veramente la vita alla giornata”.

“The Basketball Dream – Marco Belinelli” è prodotto da Red Private con Rai Documentari e realizzato con il patrocinio della Federazione Italiana Pallacanestro e della Lega Basket Serie A,

Iran, Trump attacca: la Spagna? Perdente. Deluso dal Regno Unito

New York, 5 mar. (askanews) – Il presidente americano continua i suoi attacchi contro la Spagna e in misura minore contro il Regno Unito. In un’intervista al New York Post ha tacciato come “perdente” la prima e ha mandato a dire alla seconda che dovrebbe sostenere gli sforzi americani nella guerra contro l’Iran “senza dubbi”.

Due giorni dopo aver minacciato dallo Studio Ovale di punire economicamente la Spagna per rifiutarsi di fornire le sue basi militari agli Usa per attaccare l’Iran, Donald Trump ha dichiarato in un’intervista telefonica con il quotidiano della galassia Murdoch che la Spagna “è molto ostile alla Nato” per non sottostare all’impegno di portare al 5% del Pil le spese nella difesa. Per questo “non lavora bene in squadra e nemmeno noi lavoreremo bene in squadra con la Spagna”.

Quanto al Regno Unito, Trump è tornato a far capire (come aveva detto martedì) che preferirebbe avere a che fare con un leader del calibro di Winston Churchill. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, il Regno Unito “è molto deludente” e il suo primo ministro Keir Starmer “non è Winston Churchill, lasciatemelo dire così”. La frustrazione deriva dal rifiuto di Starmer di consentire l’uso delle basi militari britanniche per colpire l’Iran. Alla luce di un “attacco incredibile contro una nazione ostile”, ha detto Trump, “dovrebbe darci senza dubbi o esitazione cose come le basi”. Visto il legame tra Usa e Regno Unito, ha aggiunto al NY Post, “dovremmo certamente contare su di loro. Sono rimasto molto sorpreso da Keir. Molto deluso”.

Il valore del turismo organizzato anche in condizioni d’emergenza

Roma, 5 mar. (askanews) – Le tensioni in Medio Oriente, oltre a rappresentare un elemento di grande instabilità geopolitica, hanno avuto delle forti ripercussioni anche nel settore del turismo. Migliaia di viaggiatori, infatti, sono rimasti indirettamente coinvolti dalla chiusura di spazi aerei e dalla cancellazione di rotte strategiche creando così disagi e preoccupazioni. In circostanze come questa emerge quanto il turismo organizzato, rispetto al viaggiare fai-da-te, rappresenti un valore aggiunto in grado di attivare una macchina operativa complessa e altamente specializzata per garantire assistenza, tutela e soluzioni rapide ai propri clienti.

Fulvio Avataneo, presidente AIAV, ha dichiarato: “Stiamo vivendo una situazione drammatica, sono stati cancellati già più di 12.000 voli. Ci sono aeroporti in Medio Oriente che non riapriranno fino al termine del conflitto. Il turismo organizzato italiano sta perdendo circa 3.500 prenotazioni, per una perdita complessiva di circa 6,5 milioni di euro. Circa 150.000 turisti provenienti dalle zone interessate dalla guerra non verranno in Italia quest’anno e questo vuol dire perdere circa 2,5 milioni di pernottamenti. Il nostro comparto tiene duro e le agenzie, in questo frangente, hanno dimostrato di essere un valore aggiunto rispetto ai viaggi fai-da-te.

Sabrina Zecchinato, Responsabile Commerciale Touchpoint, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Già a partire dal 28 febbraio, come tour operator, abbiamo lavorato senza sosta per fornire assistenza e soluzioni alternative ai nostri clienti. Abbiamo impiegato ogni risorsa della nostra rete globale di collaboratori per offrire il miglior servizio possibile in una situazione di emergenza”.

Rapporti privilegiati con associazioni di categoria, enti ed istituzioni, rapporto diretto 24 ore su 24 e garanzie in termini di sicurezza. Il settore del turismo organizzato infatti è disciplinato dal Codice del Turismo, il quale indica obblighi precisi in capo all’organizzatore e una protezione decisamente superiore per il consumatore rispetto all’acquisto separato di servizi.

“Quanto sta accadendo ora in Medio Oriente configura ciò che è previsto dall’articolo 41 c.4 del Codice del Turismo, ovvero le ‘circostanze inevitabili e straordinarie’ che si verificano nel luogo di destinazione del viaggio o nelle sue immediate vicinanze e che hanno un’incidenza sostanziale sulla sua esecuzione. Al verificarsi di queste condizioni, il Codice del Turismo prevede che il consumatore venga rimborsato delle somme spese per il pacchetto di viaggio entro circa due settimane dal recesso”, ha affermato Sathya D’Amico, Ufficio Legale AIAV.

In conclusione, l’emergenza in Medio Oriente sta mettendo in luce il grande impegno di tutta la filiera del turismo organizzato: tour operator, network e agenzie di viaggio hanno attivato vere e proprie task force operative per monitorare l’evoluzione dello scenario internazionale, assistere i clienti e individuare soluzioni rapide ed efficaci.

Ex Ilva, Urso: la sfida si è complicata, serve coesione

Roma, 5 mar. (askanews) – “La sfida era già di per sé molto difficile. Ora si è ulteriormente complicata anche per effetto della sentenza del Tribunale di Milano. Serve coesione e la massima responsabilità da parte di tutti”. E’ quanto avrebbe dichiarato, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, al tavolo sull’ex Ilva a Palazzo Chigi.

“Ho chiesto ai commissari straordinari di finalizzare entro tre settimane il negoziato in corso con il gruppo Flacks, alle condizioni già illustrate in questa sede rispetto alla sostenibilità finanziaria del piano e al coinvolgimento di partner industriali attivi nel settore siderurgico”, avrebbe aggiunto Urso.

“Questo anche al fine di sbloccare al più presto le risorse necessarie alla continuità produttiva dell’ex Ilva che, come è noto, sono erogabili, come richiesto dalla commissione europea, a condizione che vi sia un acquirente – avrebbe affermato Urso – ho inoltre chiesto ai commissari di fare tutto il possibile per evitare la chiusura dell’area a caldo di Taranto disposta dal Tribunale di Milano a partire dal prossimo agosto, impugnando la decisione nei tempi già annunciati e formulando al più presto un’Aia sostenibile. In parallelo, di completare la manutenzione di Afo 4 entro il mese di aprile e di procedere con il cronoprogramma già definito di ripristino degli impianti, tornando a una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate annue di acciaio”.

Referendum, guerra e timore brogli agitano maggioranza. Tajani: rischiamo di perdere

Roma, 5 mar. (askanews) – I venti di guerra del Medio Oriente soffiano anche sul referendum per la riforma della magistratura, in programma il 22-23 marzo prossimi. A poco più di due settimane dall’appuntamento con le urne, la separazione delle carriere tra pm e giudici, cuore della riforma costituzionale voluta dal governo Meloni, sembra ora coinvolgere poco gli italiani, più preoccupati – secondo esponenti del governo – dall’escalation dell’attacco Usa-Israele all’Iran, che ha infiammato i mercati e ha fatto schizzare all’insù il prezzo del petrolio e i prezzi di molte bollette e beni primari. Ad agitare la maggioranza contribuiscono anche gli ultimi sondaggi che danno i ‘No’ in netta ripresa, che viaggiano sulla corsia di sorpasso e l’ipotetico rischio brogli alle urne.

Questo quadro a tinte fosche preoccupa e non poco il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, che oggi ha serrato le fila del partito invitando i suoi a una “mobilitazione straordinaria” affinché “ogni deputato, senatore, consigliere comunale, sindaco dia il massimo, casa per casa: se non facciamo così rischiamo di perdere”. Il titolare della Farnesina ha lanciato anche un avvertimento sul potenziale rischio brogli. “Dobbiamo fare in modo che la partita del referendum si giochi in modo corretto”, ha detto.

L’incognita astensionismo turba anche il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che ha fotografato la situazione. “Con questi venti di guerra e con i rincari della benzina, il referendum è un tema politico sempre più lontano dalla preoccupazione della gente. E’ difficile per chiunque convincerli ad andare a votare, soprattutto il nostro elettorato.Tutto il resto sembra una discussione troppo lontana. Noi però siamo impegnati sul referendum”.

Di tutt’altro avviso il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che si è detto “preoccupato per la guerra in quanto tale” ma “sicurissimo di vincere”.

Tra le forze politiche di maggioranza e i comitati che sostengono il ‘Sì’ alla riforma ci si chiede se nel rush finale della campagna referendaria, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, scenderà nelle piazze in prima persona. Possibile – ma al momento non confermata – la partecipazione a un’iniziativa di FdI sul tema della riforma della magistratura il 12 marzo a Milano.

La premier, intanto, questa mattina, su Rtl 102.5 ha messo sull’avviso gli italiani. “Sono anni, decenni, che sentiamo dire che la giustizia in Italia non funziona adeguatamente. Noi ci eravamo presi un impegno con i cittadini a fare questa riforma, oggi serve un referendum confermativo. Penso che i cittadini che sono d’accordo, che so essere la maggioranza, a una riforma del genere e a una giustizia che funzioni meglio debbano spendere cinque minuti del loro tempo il 22 e 23 marzo per andare a mettere una croce. Se non si è disposti a fare questo poi è difficile lamentarsi di quello che non funziona in Italia”.

Il premio oscar Luc Jacquet e Giovanni Caccamo nell’oceano Atlantico

Milano, 5 mar. (askanews) – In un mondo che ancora una volta sceglie la guerra come traiettoria di distruzione, The Ark of Change vuole ripudiare fermamente ogni forma di violenza in nome di tutte le nuove generazioni del mondo. Un viaggio in mare unico che unisce arte, natura e impegno sociale, in partenza oggi, 5 marzo 2026.

Dieci giovani, dieci storie, un veliero e l’oceano da attraversare. The Ark of Change – L’Arca del Cambiamento – è un progetto ideato da Giovanni Caccamo, in collaborazione con l’Associazione Youth and Future – Parola ai giovani APS, che sarà raccontato in un film, prodotto da Masi Film, diretto dal regista Premio Oscar Luc Jacquet (La marcia dei pinguini) e dagli scatti del visionario fotografo Jamie Hawkesworth.

Dieci giovani “eroi senza superpoteri”, attraverseranno l’Oceano Atlantico da Capo Verde al Suriname a bordo della Oosterschelde, un antico veliero Olandese del 1918, in un viaggio simbolico che ripercorrerà la tratta atlantica degli schiavi e collegherà i due polmoni del mondo. The Ark of Change trasporterà una quantità simbolica di semi in nome della biodiversità.

Durante il viaggio, i giovani protagonisti, ispirandosi alla Dichiarazione universale dei diritti umani, redigeranno una Carta dei valori con alcune soluzioni concrete per innovare la società. Il film affronterà attraverso le storie di ciascuno di loro i temi cruciali per le nuove generazioni: diritti umani, convivenza pacifica e disarmo, crisi climatica, mondo virtuale, salute mentale e identità di genere. A raccontarle: Plestia Alaqad (Palestina); Sean Binder (Ireland); Francesco Cicconetti (Italy); Federico Gambedotti (Italy, Eritrea); Drukmo Gyal (Tibetan, TAR, China); Andrew Johnson Raphael (Malawi); Ayumi Kuramae Izioka (Brasil, Japan, Netherlands); Manisha Maharjan (Nepal, Newar); Chris Mansa Laporte (France, Haiti).

Il veliero sarà trasformato in un’opera d’arte galleggiante grazie allo straordinario contributo di Mimmo Paladino, che rappresenterà le parole di cambiamento dei giovani in 40 bandiere artistiche che formeranno un Gran Pavese di 80 metri.

Alla fine del viaggio, in collaborazione con Fondazione Sylva e Associazione Arte Continua i semi saranno utilizzati per riforestare un lotto di terra in un luogo da definire e creare il Bosco del Cambiamento.

The Ark of Change rientra nel progetto collettivo Youth and Future, ideato da Giovanni Caccamo: un movimento globale che ha coinvolto migliaia di ragazze e ragazzi di ogni religione, origine e identità di genere, dando vita al Manifesto for Change, un libro edito da Treccani con la prefazione di Papa Francesco, presentato alle Nazioni Unite lo scorso 20 marzo 2025. Tra le istituzioni coinvolte: Musei Vaticani, MAXXI, Yale, Harvard, Berklee College of Music, Tokyo University of Foreign Studies e numerose organizzazioni giovanili internazionali.

Negli ultimi anni infatti, Giovanni ha ascoltato le voci di giovani da ogni parte del mondo in università, carceri e centri di accoglienza, ponendo loro una domanda semplice e potente: “Cosa cambieresti della società in cui vivi e in che modo?”. L’idea, partita nel 2021 in risposta all’appello dello scrittore Andrea Camilleri che affidò alle nuove generazioni l’arduo compito di far partire un nuovo umanesimo, in questi anni si è sviluppata in diversi ambiti: la musica (con l’album “Parola”), l’arte (con il coinvolgimento di artisti come Maurizio Cattelan, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Emilio Isgrò, Mimmo Jodice etc.), la performance ( con l'”Agorà del cambiamento”, nella Stanza della Segnatura nei Musei Vaticani), la fotografia (con un reportage a cura di Marco Anelli, storico fotografo di Marina Abramovic).

L’11 giugno 2026 dal Teatro Dal Verme di Milano partirà il nuovo tour di Giovanni Caccamo, dal titolo: “L’alba dentro l’imbrunire”, per festeggiare i suoi 10 anni di carriera. Un concerto emozionante, con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali per la rassegna Panorami Sonori, in cui l’artista racconterà l’intero progetto, interpreterà le canzoni più significative dei suoi primi quattro album e i brani scritti per Elisa, Lang Lang, Andrea Bocelli, Malika Ayane, Patty Pravo, con la partecipazione di alcuni straordinari ospiti. L’ultima parte del concerto sarà un omaggio al suo mentore Franco Battiato. (Le prevendite apriranno il 10 marzo 2026 alle ore 12:00 su ipomeriggi.it/acquista è ticketone.it)

Iran, Tajani: "E’ concreto il rischio di un allargamento del conflitto"

Roma, 5 mar. (askanews) – “E’ concreto il rischio di un allargamento del conflitto che come sapete si è iniziato con l’attacco di Israele e degli Stati Uniti dopo il fallimento delle trattative e con il rischio concreto che l’Iran potesse dotarsi una bomba atomica e incrementare il numero dei missili a lungo raggio in grado di colpire non soltanto Israele, ma anche i paesi europei”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle sue comunicazioni nell’Aula del Senato sul conflitto in Iran e la richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo.

“Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare la massima moderazione tenendo aperti i canali di dialogo con l’Iran senza tradire la nostra posizione” ha sottolineato Tajani, aggiungendo: “Restiamo convinti che la via diplomatica, per quanto complessa, sia l’unica in grado di produrre risultati duraturi, anche quando appare molto difficile, anche quando l’obiettivo sembra molto distante. Lo ripeto: non siamo in guerra con nessuno e questa è l’essenza della nostra politica estera, parlare con tutti senza rinunciare mai ai nostri valori. Questo è il senso dell’azione di governo, in Medio Oriente e su tutti gli scacchieri internazionali. E’ questo è l’impegno che rinnoviamo oggi davanti al paese”. Durante le comunicazioni si è accesa anche la polemica tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il ministro che ha attaccato: “È facile andare nel Golfo per fare conferenze ben pagate” ma “è molto più difficile tutelare i cittadini italiani”.

Calcio, Dybala out: salta Genoa-Roma

Roma, 5 mar. (askanews) – Niente da fare, la Roma non potrà contare su Paulo Dybala per la partita del prossimo fine settimana di Serie A sul campo del Genoa allenato dal grande ex De Rossi. Nel corso dell’allenamento di oggi l’attaccante argentino ha dovuto alzare bandiera bianca prima del tempo per via di un dolore emerso nella zona del ginocchio sinistro, quello che già in più di una circostanza gli ha comportato dei problemi.

Dybala è un giocatore della Roma dall’estate del 2022, quando i giallorossi erano riusciti a superare la concorrenza dell’Inter per aggiudicarsi l’attaccante argentino, appena svincolatosi dal precedente contratto con la Juventus. Purtroppo per lui e per i tifosi giallorossi, gli stop di Dybala per infortunio sono stati una consuetudine che si è ripresentata puntualmente. Fin troppo.

In tre anni e mezzo di permanenza alla Roma, le partite ufficiali giocate da Dybala sono state 135 tra tutte le competizioni, con anche un bottino di reti non male, visto che l’argentino ha segnato 45 volte. C’è però anche l’altra faccia della medaglia, quella delle partite saltate per infortunio. E non sono poche: fino ad oggi infatti la Roma ha dovuto rinunciare alla Joya in 40 gare, che saranno 41 con il Genoa. Facendo un rapido calcolo, guardando il totale si può arrivare a stimare tra un quinto e un quarto circa il numero di partite della Roma saltate per problemi fisici da Dybala, il 23% delle volte.

Restringendo solamente a questa stagione il campo, la percentuale di partite della Roma saltate da Dybala per infortunio sale. Sono già 11 su 36 gare complessive, con il Genoa si salirà a 12 su 37. Di fatto, un terzo.

Formula1, Leclerc: "Fiducioso nel lavoro fatto finora"

Roma, 5 mar. (askanews) – “Lottare per il Mondiale? Sono piuttosto neutrale al riguardo, non ho né fiducia né sfiducia. Sono fiducioso che stiamo facendo un buon lavoro nella preparazione di questa prima gara. Ma sono anche consapevole che la Mercedes sembra essere più forte di noi, per ora. Quindi dobbiamo mantenere la calma e non reagire in modo eccessivo”, Così Charles Leclerc alla vigilia del primo appuntamento del Mondiale di Formula1, a Melbourne. Leclerc ha poi insistito sull’importanza degli sviluppi. “È solo la prima gara della stagione. Ovviamente, sono incredibilmente emozionato di vedere dove siamo rispetto agli altri. Ma ho la sensazione che quest’anno, più che in altri, sarà un campionato in cui lo sviluppo farà una differenza molto più grande, perché il concetto è ancora relativamente nuovo”.

“Abbiamo avuto parecchi giorni di test, sappiamo più o meno cosa otterremo. Non sappiamo dove siamo rispetto agli altri, e questo fa una grande differenza. Abbiamo ancora qualche punto interrogativo da risolvere, ma i test sono andati bene e speriamo che la prima gara vada altrettanto bene”, ha concluso.

Cinema, il ‘700 a Cinecittà con gli abiti di Firth, Canet, Buscemi

Roma, 5 mar. (askanews) – Merletti, bottoni preziosi e tessuti damascati: a Cinecittà si Mostra irrompe l’atmosfera di un periodo complesso come il ‘700 agitato da illuminismo, rivoluzione industriale e caduta dell’ancien régime. Un secolo per raccontare il quale per la prima volta l’esposizione permanente degli Studios pone l’accento sulla moda maschile con un nucleo di sei habit à la francaise, ovvero la mise composta da giustacorpo, giacca e braghe, indossati da interpreti importanti: Colin Firth in Valmont, Steve Buscemi in Mercoledì 2, Guillaume Canet in Le Déluge, Caleb Landry Jones nel recente Dracula firmato da Luc Besson e Tom Hulce nei panni di Amadeus. Il posto d’onore è riservato all’abito di Donald Sutherland per Il Casanova di Federico Fellini.

Fiore all’occhiello della nuova selezione è lo speciale omaggio dedicato al capolavoro del maestro riminese, a 50 anni dall’uscita nelle sale. Ospitato proprio nella sala che la mostra dedica al costume di scena, un ambiente interamente ripensato per l’occasione con una nuova imponente teca che fa da vera e propria quinta, il focus è costituito da tre capi: due femminili (Tirelli – Trappetti Costumi dal 1964 e Sartoria Farani) indossati da dame veneziane e uno creato per il protagonista, quel Donald Sutherland che ottenne il ruolo battendo colleghi come Robert Redford, Marcello Mastroianni e Gian Maria Volontè.

Gli abiti sono firmati dallo scenografo-costumista Danilo Donati, sodale di Fellini che proprio per il guardaroba del Casanova vinse il premio Oscar. Non da meno le creazioni che Donati realizzò per l’impianto scenografico, per questo accanto ai costumi è possibile ammirare due elementi provenienti dal set: un rinoceronte e un leone di Venezia e, in una teca scrigno a lato, una serie di accessori originali del film Le Déluge e la ricostruzione della corona a specchio con le sette candele ispirata a quella che indossa il Casanova in una scena erotica, il tutto firmato da Pikkio, azienda leader nella realizzazione di gioielli per audiovisivo e teatro.

Un tributo articolato quello al Casanova che gli Studi fanno sì al loro cinecittadino più celebre Fellini, ma anche a Danilo Donati di cui nel 2026 ricorrono i 100 anni dalla nascita ‘Casanova è stato un film ‘firmato totalmente Cinecittà’ – racconta Gianfranco Angelucci regista, sceneggiatore sodale di Fellini e testimone oculare d’eccezione del periodo delle riprese – tutti gli ambienti, le scene, persino la laguna veneziana erano state interamente ricostruiti per le sequenze del film, e la maggior parte dei teatri erano occupati dalla produzione PEA di Alberto Grimaldi. Non c’è stata una sola inquadratura realizzata fuori dagli stabilimenti di Via Tuscolana 1055′. Il film è entrato tanto nell’identità di Cinecittà che la Venusia, creatura fantastica a metà tra una gigantessa e una dea realizzata da Giantito Burchiellaro per la pellicola è oggi uno dei simboli degli studi.

L’abito nero di Sutherland in mostra (Tirelli – Trappetti Costumi dal 1964) è indossato nella sequenza con Angelina la gigantessa veneziana incontrata a Londra. Nel corso della lavorazione durata 21 settimane l’attore ha indossato 40 costumi diversi, 10 parrucche in nuance, 300 nasi e 300 menti finti, e si era sottoposto a 126 trucchi differenti per rendere credibile il processo di invecchiamento.

Grande macchina produttiva anche dietro a Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta, diretto da Gianluca Jodice, i cui costumi sono valsi il sesto David di Donatello a Massimo Cantini Parrini. Indossato da Guillaume Canet il vestito di Luigi XVI (Tirelli – Trappetti Costumi dal 1964) risponde al rigore storico e simboleggia il crollo del potere. Per il Conte Vlad rivisitato da Luc Besson nel suo recente Dracula – L’amore perduto, il protagonista Caleb Landry Jones indossa un abito firmato da Corinne Bruand (Tirelli – Trappetti Costumi dal 1964) in tinte pastello punteggiato da raffinati ricami.

Smaccatamente pop è invece la mise di Steve Buscemi in Mercoledì 2 in cui il suo personaggio, il Preside Dort, è il maestro dei festeggiamenti di un sontuoso party a tema carnevale settecentesco veneziano. Per lui, Colleen Atwood, quattro volte premio Oscar, affiancata da Mark Sutherland, ha ideato un abito viola (Tirelli – Trappetti Costumi dal 1964) che riprende le atmosfere gotiche della serie, caratteristiche dell’immaginario di Tim Burton, trasportando lo stile del XVIII secolo nella contemporaneità dei nostri giorni, senza dimenticare l’attenzione per i dettagli.

A concludere il focus sul Settecento è Theodor Pistek, costumista e pittore ceco, scomparso nel 2025 a 93 anni, di cui in mostra due abiti (Tirelli – Trappetti Costumi dal 1964) ricordano gli altrettanti Oscar da lui vinti come sodale di Milos Forman. Pistek interpreta l’epoca in cui si muovono i suoi protagonisti – Tom Hulce per Amadeus e Colin Firth per Valmont – attraverso una ricerca storica capace di raccontare l’opulenza del tempo e la geniale stravaganza di Mozart, la natura libertina e seduttiva del visconte di Valmont, anche attraverso una ricerca sulla pittura dell’epoca.

A fare da spartiacque tra il focus sul Settecento e gli altri capi della selezione, è una commedia girata a Cinecittà e tra le più amate del cinema italiano, Non ci resta che piangere, di cui sono esposte le indimenticabili mise di Massimo Troisi e Roberto Benigni. Disegnati da Ezio Altieri i costumi (Sartoria Farani) in stile medievale con l’immancabile calzamaglia propongono i colori del cuore dei due interpreti: bianco e azzurro, come la maglia del Napoli, per Troisi e rosso e bianco come i colori di Castiglion Fiorentino, luogo di nascita di Benigni. Fanno capo a due attrici a cui la storia del cinema mondiale deve molto altre due mise della selezione. Una è Eleonora Duse cui dà corpo Valeria Bruni Tedeschi nel recente film Duse di Pietro Marcello. Un abito di velluto color pavone con inserti di pizzo nero (Tirelli – Trappetti Costumi dal 1964) ideato da Ursula Patzak che reinterpreta gli originali appartenuti all’attrice, proponendo una veste dalle linee di Maria Monaci Gallenga e Mariano Fortuny, stilisti coevi alla Duse. L’altra è Anna Magnani attraverso il film Anna interpretato e diretto, nella sua prima prova registica da Monica Guerritore. L’abito (Tirelli – Trappetti Costumi dal 1964) un originale vestito in tulle rosa anni Cinquanta, fa parte dei costumi creati da Nicoletta Ercole.

Il resto della selezione 2026, curata dalla responsabile di Cinecittà si Mostra Barbara Goretti, in collaborazione con Piero Risani e Carolina Rorato Guarienti per A.S.C. Associazione Scenografi Costumisti Arredatori, propone abiti indossati da grandi del cinema del passato.

La prima è proprio Anna Magnani che recitò in La carrozza d’oro di Jean Renoir, film girato a Cinecittà per il quale Maria De Matteis vince il Nastro d’Argento. La costumista crea un abito nero (Costumi d’Arte Peruzzi) sostenuto da panier e sottogonna, con corpetto e una ricca gonna di seta, ricamati con perline, pietra di jais e paillettes che la Magnani indossa alla fine della pellicola.

Un esplosivo abito arancio (Tirelli – Trappetti Costumi dal 1964) tutto paillettes e piume è invece stato creato da Piero Tosi per Virna Lisi nella commedia romantica Arabella di Mauro Bolognini, ambientata sul finire degli anni Venti. Solo per la protagonista Tosi creò oltre 75 abiti coniugando la moda del tempo con elementi di ispirazione più moderna. Giancarlo Bartolini Salimbeni veste Claudia Cardinale nel ruolo di Lucia Esposito per I guappi di Pasquale Squitieri. L’abito (Costumi d’Arte Peruzzi) è un esempio di rilettura della moda del tempo attraverso l’uso di silhouette strutturate, caratterizzate dai tipici bustini che esaltano la figura e ampie gonne impreziosendole con dettagli dal forte valore materico come scialli frangiati, merletti e tessuti dalle trame ricercate.

Infine da un grande film storico come Il principe delle volpi diretto da Henry King a Cinecittà e vincitore proprio dell’Oscar per i costumi, arrivano due mise (Costumi d’Arte Peruzzi) firmate dal grande Vittorio Nino Novarese: l’abito indossato da Tyrone Power, caratterizzato da un farsetto aderente, con spalle e maniche ampie e ricche decorazioni geometriche, e una veste femminile, indossata da Marina Berti, con corsetto strutturato e una gonna ampia, ritmata da un corposo ornamento a rilievo che ne esalta le linee e la preziosità dei tessuti.

Allestita dal 20 febbraio, la nuova selezione di costumi originali di scena di Cinecittà si Mostra è visitabile a Roma tutti i giorni tranne il martedì, dalle 10 alle 18.

Migranti, Piantedosi: sbarchi -40%, rimpatri +26%. Il governo proseguirà con determinazione

Roma, 5 mar. (askanews) – Rispetto alla lotta all’immigrazione illegale “i dati aggiornati a ieri sugli sbarchi dall’inizio dell’anno fanno registrare il valore più basso dall’entrata in carica di questo Governo. Quest’anno stiamo registrando una riduzione del 40 per cento rispetto agli ultimi due anni durante i quali avevamo già registrato un trend in diminuzione del 37 per cento in confronto all’anno precedente al nostro insediamento”, lo ha detto il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, al question time del Senato. “Alla luce di questi elementi e dei dati appena riferiti la sola conclusione possibile è che il Governo proseguirà con determinazione la strada intrapresa per garantire legalità e sicurezza ai cittadini”.

“Significativo è anche il dato che riguarda i rimpatri: dall’insediamento del Governo, è stato costante un incremento del 15 per cento l’anno che, dall’inizio dell’anno in corso, è salito ulteriormente al 26 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025; l’anno scorso siamo arrivati a circa 7 mila rimpatri (tra forzosi e volontari) e quest’anno contiamo di superare la soglia dei 10 mila, livelli considerati irraggiungibili per il passato”, ha continuato. “Negli ultimi tre anni, grazie anche alla collaborazione dell’Italia con Libia, Tunisia e Algeria sono stati operati 81mila rimpatri assistiti con l’ausilio dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione”, ha sottolineato Piantedosi, aggiungendo: “Puntiamo a rafforzare i rimpatri volontari assistiti anche dall’Italia così come all’ampliamento della rete dei Cpr, visto che dei reati commessi in Italia il 35 per cento risulta ascrivibile a cittadini stranieri con punte più alte che raggiungono il 48 per cento a Bologna, il 54 per cento a Firenze e il 55 per cento a Milano”, ha proseguito il responsabile del Viminale, concludendo: “Ecco perché stiamo pianificando una progressiva estensione dalla rete dei CPR, a partire dai territori in cui ce ne è più bisogno”.

Cinema, da Star Wars a Randy Kerber: torna il Roma Film Music Festival

Roma, 5 mar. (askanews) – Un nuovo capitolo di Star Wars, “Il ritorno dello Jedi”, in prima assoluta italiana, sonorizzato dal vivo; e ancora Randy Kerber, il pianista di Harry Potter e Forrest Gump, che presenta il concerto immersivo “The Piano in Hollywood – A Night with Randy Kerber”. Sono alcune delle sorprese di quest’anno di Roma Film Music Festival, la manifestazione internazionale dedicata al mondo delle colonne sonore guidata dalla direzione artistica di Marco Patrignani, che torna per la sua quinta edizione, dal 16 al 22 marzo, nella Capitale, per celebrare la musica che rende indimenticabile il cinema.

Una settimana di eventi, incontri e dibattiti gratuiti con i protagonisti del settore. Un festival che prende vita tra l’Auditorium della Conciliazione e nei luoghi dove è stato ideato: il Forum Theatre e i Forum Studios, ovvero gli storici studi fondati da Ennio Morricone, Piero Piccioni, Armando Trovajoli e Luis Bacalov.

Le prime tre giornate (dal 16 al 18 marzo) sono dedicate al centenario del grande compositore Piero Umiliani: pioniere del Jazz in Italia e figura centrale della musica per il cinema (ha composto oltre 150 colonne sonore, tra cui I soliti ignoti di Mario Monicelli), è l’autore dell’intramontabile Mah Nà Mah Nà ed è ancora oggi un punto di riferimento per giovani musicisti, producer e dj internazionali che ne reinterpretano il sound. A lui Roma Film Music Festival dedica due concerti e una mostra immersiva che trasporterà il pubblico in un viaggio multisensoriale tra immagini, archivi sonori e ambientazioni suggestive.

Lunedì 16 marzo alle ore 20,30 si inizia con “Gegè Munari and FRIENDS”, il live guidato da Gegè Munari, storico batterista di Piero Umiliani ed Ennio Morricone; 92 anni di energia e vitalità artistica, che travolgerà il pubblico del Forum Theatre con una serata di grande intensità arricchita dalla presenza di special guest e ospiti a sorpresa.

Martedì 17 marzo dalle 10 alle 19 l’intera giornata è dedicata alla Mostra immersiva Piero Umiliani 100th anniversary con listening sessions in vinile e ospiti speciali. La mostra è visitabile anche un’ora prima dei concerti di lunedì 16 e mercoledì 18 marzo, in questa occasione solo per chi ha acquistato i biglietti dei live.

Mercoledì 18 marzo alle ore 21 il Forum Theatre apre le porte a un concerto speciale dei Calibro 35 dedicato a Piero Umiliani. La band più cinéphile della scena musicale europea sale sul palco in assetto immersivo: un’esperienza sonora di grande impatto capace di mettere in dialogo la scrittura visionaria del Maestro con l’energia esplosiva e la cifra stilistica inconfondibile della formazione. Segue uno speciale doppio djset a cura di DJ Frankie45 e Jolly Mare.

Giovedì 19 marzo alle ore 21 Roma Film Music Festival presenta per la prima volta in Italia la leggenda Randy Kerber, il pianista che ha accompagnato le emozioni del cinema mondiale. Storico collaboratore di John Williams e interprete originale di colonne sonore iconiche tra cui Harry Potter, Titanic, La La Land e Forrest Gump (suo il pianoforte nella celebre scena con la piuma che apre il film con Tom Hanks) presenta in prima mondiale il concerto immersivo “The Piano in Hollywood – A Night with Randy Kerber”. Una produzione in collaborazione con Robert Townson Productions.

Star Wars: Episode VI – Return of the Jedi – in concerto è l’evento di chiusura del festival: sul grande schermo l’intero film in alta definizione, mentre sul palco l’Orchestra Italiana del Cinema – nella sua formazione più ampia di 80 elementi – interpreta dal vivo, in perfetto sincrono con la pellicola, la colonna sonora. Tra temi immortali e orchestrazioni monumentali, le leggendarie musiche di John Williams – impresse nella memoria collettiva – tornano a vivere con una grande orchestra sinfonica a 43 anni dal debutto cinematografico.

L’epica lotta tra l’Alleanza Ribelle e l’Impero Galattico di George Lucas si riaccende all’Auditorium Conciliazione di Roma sabato 21 marzo (ore 21) e domenica 22 marzo (ore 15 e 19,30) con il direttore d’orchestra Ernst Van Tiel; e ancora al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano con il Maestro Benjiamin Pope sabato 2 maggio (ore 21) e domenica 3 maggio (ore 15 e 19,30), in occasione dello Star Wars Day. Sei repliche e due città per assistere al travolgente cine-concerto che nel capoluogo lombardo coincidono con le attese celebrazioni per lo Star Wars day, all’insegna del motto May the fourth be with you.

Come ogni edizione, anche quest’anno il festival ospita i Film Music Talks a cura di Massimo Privitera e Marco Patrignani: un ciclo di incontri gratuiti dedicati ai protagonisti della musica per il cinema, pensato come spazio di alta divulgazione culturale e confronto tra industria e formazione (la prenotazione è obbligatoria tramite form sul sito ufficiale romafmf.com).

“Con questa edizione – ha affermato Marco Patrignani, ideatore e fondatore del Festival, presidente dell’Orchestra Italiana del Cinema e patron degli storici Forum Studios – vogliamo unire memoria e dimensione internazionale. Il centenario di Piero Umiliani rappresenta le nostre radici culturali, mentre Star Wars in Concerto sprigiona tutta la potenza della formula film con orchestra dal vivo, capace di incantare e travolgere gli spettatori di ogni età. Un festival che mette al centro la grande musica del cinema come patrimonio culturale condiviso, tra memoria, ricerca e spettacolo”.

Crisi impresa, nuovo diritto concorsuale stravolto regole gioco

Roma, 5 mar. (askanews) – L’avv. Sergio Russo (Studio legale Uccelli Montano di Livorno)di Livorno, già membro della commissione di riforma del 2006 in materia concorsuale, richiama l’attenzione sulle conseguenze concrete – oggi pienamente visibili – della trasformazione del diritto della crisi d’impresa. Rispetto al modello del 1942, nato con un’impostazione prevalentemente punitiva e orientata a estromettere dal mercato l’impresa in difficoltà, il sistema attuale punta a recuperare i valori economici e a garantire la continuità aziendale , spiega Russo. Secondo l’avv. Sergio Russo, l’evoluzione normativa ha portato all’introduzione di strumenti sempre più audaci , che si discostano in modo marcato dai criteri tradizionali. Il punto di svolta più recente è rappresentato dal piano di ristrutturazione soggetto a omologazione, che – sottolinea il legale – incide profondamente non solo sul diritto della crisi, ma sull’impianto del diritto privato in generale, consentendo piani di risanamento capaci di derogare ai due cardini classici del diritto concorsuale: la par condicio creditorum e il rigoroso rispetto delle cause di prelazione. Per l’avv. Sergio Russo dello Studio legale Uccelli Montano di Livorno, queste scelte legislative stanno producendo effetti che si amplificano ogni giorno: Siamo passati da una logica di esclusione dell’impresa in dissesto a una logica di recupero e continuità. È un cambiamento strutturale, che imprenditori e creditori devono imparare a conoscere e governare, perché ridisegna in profondità i rapporti economici dentro e fuori dalle procedure concorsuali .

Iran, Meloni in aula alla Camera mercoledì 11 anche su Consiglio europeo

Roma, 5 mar. (askanews) – Le comunicazioni della presidente del consiglio Giorgia Meloni sul Consiglio europeo già prevista per mercoledì 18 nel pomeriggio è stata anticipata all’11 marzo, sempre di pomeriggio ed estesa agli sviluppi della crisi in Medio oriente. Lo ha annunciato in Aula la vicepresidente Anna Ascani riferendo l’esito della conferenza dei capigruppo.

Il testo della presidente del Consiglio, che parlerà prima al Senato, verrà consegnato a Montecitorio in mattinata e la discussione inizierà alle 15.

Di conseguenza il question time sarà anticipato alle 12,45.

Euro digitale, operatori servizi pagamento invitati al progetto pilota

Roma, 5 mar. (askanews) – L’Eurosistema delle Banche centrali ha pubblicato un invito ai fornitori di servizi di pagamento (payment service providers o Psp) a partecipare al progetto pilota sull’euro digitale. Contestualmente, riporta un comunicato della Bce, è stato pubblicato un quadro esteso di informazioni tecniche e operative delle procedure coinvolte.

“Fornendo questo materiale – sostiene la Bce – l’Eurosistema assicura trasparenza a tutte le parti interessate e supporto consistente ai fornitori di servizi di pagamento, mentre perdeono in considerazione l’opportunità di unirsi a questa iniziativa per delineare il futuro dei sistemi di pagamento in Europa”.

L’Eurosistema delle banche centrali include tutte le istituzioni centrali che dei paesi che utilizzano l’euro, quindi anche la banca di Banca d’Italia.

Secondo la Bce, il progetto di pilota avrà una durata di 12 mesi e si svolgerà dalla seconda metà del 2027. Metterà alla prova le caratteristiche dell’euro digitale in un contesto controllato per verificare le sue funzionalità tecniche, i processi operativi e l’esperienza complessiva degli utenti. La versione “beta” dell’euro digitale non avrà corso legale, precisa il comunicato.

La sperimentazione coinvolgerà personale dell’Eurosistema, operatori commerciali selezionati dalla Bce e dalle banche centrali nazionali, come caffè o ristoranti, così come operatori di e-commerce. (fonte immagine: ECB)

A Gabriele Salvatores il Globo d’Oro alla Carriera

Roma, 5 mar. (askanews) – Il Globo d’Oro, storico premio organizzato e conferito dall’Associazione della Stampa Estera in Italia per celebrare le opere e i protagonisti più significativi del cinema italiano, giunge alla 66esima edizione e annuncia il conferimento del Premio alla Carriera a Gabriele Salvatores. L’ambita statuetta verrà consegnata durante la serata di premiazione, che si terrà il prossimo primo luglio nella sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma.

Ancora una volta il prestigioso Globo d’Oro si conferma come un momento di riconoscimento centrale per celebrare l’eccellenza cinematografica italiana nel contesto internazionale. A scegliere Salvatores, già Premio Oscar, è stato infatti il Comitato Cinema della Stampa Estera, composto da rappresentanti della stampa provenienti da tutti i paesi del mondo, e che ha voluto rendere omaggio a un percorso artistico capace di coniugare ricerca, innovazione narrativa e dialogo costante con il pubblico internazionale.

“Con il Premio alla Carriera al maestro Gabriele Salvatores celebriamo un regista che ha saputo raccontare l’Italia con profondità, visione e respiro internazionale, capace di attraversare generi e generazioni, mantenendo uno sguardo sempre riconoscibile e autentico”, così le co-responsabili del Premio, Francesca Biliotti, corrispondente San Marino RTV, e Constanze Templin, giornalista e TV producer tedesca.

“Questa 66esima edizione vuole confermare e rafforzare il legame non solo con la storia della città di Roma che ci ospita, ma con il suo patrimonio creativo e produttivo che rende il Cinema italiano riconoscibile nel mondo – continuano – Parliamo di artigiani, maestranze, professionisti che rappresentano un vanto del Made in Italy. Per questo il Globo d’Oro è da sempre un ponte tra l’Italia e la stampa internazionale, ribadendo questo dialogo e proiettandolo nel futuro”.

Nel frattempo proseguono i lavori delle giurie impegnate nella visione e selezione delle opere in concorso nelle diverse categorie: lungometraggi, documentari, cortometraggi e serie TV.

Il Comitato Cinema 2026 è composto dalle co-responsabili del Premio e della sezione lungometraggio, Francesca Biliotti, corrispondente San Marino RTV, Italia; e Constanze Templin, giornalista/ TV producer, Germania; Antonino Galofaro, responsabile sezione serie TV, giornalista Le Temps, Svizzera; Alba Kepi, responsabile sezione cortometraggio, corrispondente Ora News, Albania; Mary Villalobos, responsabile sezione documentario, giornalista NTN 24 dell’America Latina, Colombia.

Poste Italiane, recapito da record: consegnati 349 milioni di pacchi

Milano, 5 mar. (askanews) – Poste Italiane consolida la propria leadership nel settore della logistica. Nel 2025 il gruppo ha consegnato 349 milioni di pacchi, in aumento del 13,3% rispetto all’anno precedente. Un risultato in crescita, come sottolineato dall’amministratore delegato Matteo del Fante, durante la presentazione dei risultati finanziari 2025, e in linea con gli obiettivi del piano strategico The Connecting Platform.

Referendum, Tajani: evitare che fronte no giochi partita coi brogli

Roma, 5 mar. (askanews) – “Dobbiamo fare in modo che la partita non la giochino attraverso i brogli”. Lo ha detto Antonio Tajani intervenendo al consiglio nazionale di Fi in corso alla Camera.

Il segretario azzurro ha citato il caso di Andrea Gentile, esponente cosentino Fi proclamato deputato dopo un riconteggio delle schede nel collegio inizialmente assegnato a M5s. “Occhiuto ha raccontato che era arrivato l’ordine di annullare più schede possibili”, ha detto Tajani mettendo in guardia anche sul voto all’estero: “Dobbiamo essere Particolarmente attivi su fronte estero”.

Secondo Tajani è “la Sinistra che vuol metter la magistratura sotto il controllo della politica” e che con questa riforma “teme di perdere il potere di condizionamento”.

Il vicepremier ha invitato a “fare di più anche dentro i ministeri dove la Cgil è mobilitata. Ora vediamo le altre sigle che faranno…”.

Referendum, Tajani: non risparmiamoci o rischiamo di perdere

Roma, 5 mar. (askanews) – “Non possiamo risparmiarci. Ogni deputato, senatore, consigliere comunale, sindaco dia il massimo, casa per casa: se non facciamo così rischiamo di non vincere anche se i sondaggi dicono che gli italiani sono favorevoli. Non si vince coi sondaggi ma con i voti”. Lo ha detto Antonio Tajani, leader di Fi e vicepremier, al consiglio nazionale del partito in corso alla Camera. “Ho chiesto anche al nostro tesoriere di aprire le borse”, ha aggiunto.

“Nonostante la situazione internazionale cercheremo di fare il massimo perché non ci regalerà nulla nessuno. Facciamo come se fossimo candidati con il sistema delle preferenze. Non dobbiamo essere aggressivi nei confronti dei magistrati anche se ci attaccano, teniamo conto che la maggioranza dei magistrati è favorevole”, ha aggiunto Tajani citando il pm anticamorra Catello Maresca “a dimostrazione che sono balle colossali che solo i delinquenti votano si”.

Tajani ha quindi spiegato: “Data la situazione internazionale non posso fare la campagna come vorrei, quindi rappresentatemi nel modo migliore”.

Mario Biondi in italiano, in arrivo l’album "Prova d’autore"

Milano, 5 mar. (askanews) – Quest’anno Mario Biondi, la voce italiana più calda e riconoscibile del soul-jazz, festeggia un traguardo straordinario: 20 anni di una carriera internazionale cominciata con l’esplosione del singolo “This Is What You Are”, contenuto in “Handful of Soul”.

Da quel 2006, la carriera del crooner non si è più fermata, costellata di concerti in tutta Europa e nel mondo, con un record di 50 Paesi in cui si è esibito, e con certificazioni Oro e Platino dei suoi album.

I festeggiamenti sono cominciati lo scorso anno a settembre con “This Is What You Are” risuonata da importanti e famosi musicisti della scena jazz internazionale. Dopo la riedizione di dicembre “A Very Special Mario Christmas” con i classici del Natale e “Cool Yule (feat. Antonio Faraò)”, e dopo aver participato al 76° Festival di Sanremo ospite di Sayf con Alex Britti portando sul palco la cover di Ray Charles “Hit the Road Jack”, che si è classificata sul podio, Mario Biondi annuncia un’altra speciale tappa di questi festeggiamenti!

Il 10 aprile uscirà “Prova d’autore” il primo album in italiano del crooner, un’opera che lo vede protagonista assoluto non solo come interprete, ma anche come autore e compositore e di cui ha curato arrangiamenti e produzione. Venti tracce per festeggiare il compleanno di uno straordinario percorso artistico! Da sempre Mario Biondi, infatti, è anche autore, compositore, produttore e arrangiatore dei suoi brani e questo nuovo disco sottolinea proprio la sua competenza musicale a 360°.

Il pre-order sarà disponibile da martedì 10 marzo. L’album uscirà prima in digitale e successivamente in vinile in copie da collezione.

Da maggio Mario Biondi sarà in tour nei teatri delle più importanti città italiane. Una celebrazione raffinata dei grandi successi di “Handful of Soul” e dell’intera carriera, con arrangiamenti inediti pensati per esaltare la purezza della sua voce e l’eleganza delle sonorità soul-jazz, con grandi musicisti che lo accompagneranno sul palco. Ad accompagnare Mario in questa nuova avventura live ci saranno storici musicisti ma anche grandissime novità a partire dal Maestro Antonio Faraò uno dei più importanti pianisti jazz italiani riconosciuto a livello internazionale, considerato una figura di spicco grazie alla sua tecnica raffinata.

Di seguito le date: 3 maggio al Teatro San Domenico di Crema – data zero 5 maggio dal Teatro EuropAuditorium di Bologna 8 e 9 maggio al Teatro Arcimboldi di Milano 11 maggio al Teatro Colosseo di Torino 13 maggio al Teatro Verdi di Firenze 16 maggio al Teatro Team di Bari 17 e 18 maggio al Teatro della Conciliazione di Roma 19 maggio al Teatro Augusteo di Napoli 21 maggio al Teatro Metropolitan di Catania

Il tour è prodotto da Friends & Partners. Le prevendite sono disponibili su TicketOne e sui circuiti di prevendita abituali. Radio Monte Carlo è la radio partner del tour.

I concerti proseguiranno in estate e culmineranno in un esclusivo evento live previsto in autunno per riunire tutti i fan in questo speciale ventennale.

Come sempre, all’attività in Italia, Mario Biondi affianca i concerti all’estero. Di seguito le date internazionali prodotte e organizzate da International Music & Arts & Beyond:

8 marzo a Zurich – Kaufleuten 10 marzo a Madrid – Teatro Capitol 11 marzo a Barcellona – Teatro Paralel 13 marzo a Bern – Kursaal Theatre 18 marzo a Tallinn – Mere Cultural Centre 20 marzo a Praga – Hybernia Theatre 23 maggio a Budapest – Margaret Island Open-Air Theatre 5 giugno a Parigi – New Morning 7 giugno a Londra – Theatre Royal Drury Lane 9 giugno a Edimburgo – The Queen’s Hall 10 giugno a Glasgow – St Luke’s 26 giugno a Saarbrucken – E Werk

Con Mario Biondi sul palco, oltre al già citato Maestro Antonio Faraò (pianoforte), ci saranno Massimo Greco (polistrumentista e direttore musicale), Matteo Cutello (tromba), Giovanni Cutello (sassofono), Ameen Saleem (basso), Devid Florio (percussioni, chitarra e flauto) e David Haynes (batteria), che in alcuni show lascerà il posto a Nicolas Viccaro (batteria) o Francesca Remigi (batteria).

Il Papa ‘supplica per la pace: abbandonare i progetti di morte’

Roma, 5 mar. (askanews) – La sala stampa della Santa Sede ha pubblicato il testo del video con l’intenzione di preghiera di Papa Leone XIV per il mese di marzo, diffusa attraverso la campagna “Pray with the Pope”, iniziativa del Pope’s Worldwide Prayer Network, sul tema “Per il disarmo e la pace”.

“Signore della Vita, che hai plasmato ogni essere umano a tua immagine e somiglianza, crediamo che tu ci abbia creati per la comunione, non per la guerra, per la fraternità, non per la distruzione. Tu che hai salutato i tuoi discepoli dicendo: ‘La pace sia con voi’ – dice il Papa nella preghiera – donaci la tua pace e la forza per renderla reale nella storia. Oggi eleviamo la nostra supplica per la pace nel mondo, chiedendo che le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia”.

“Disarma i nostri cuori dall’odio, dal rancore e dall’indifferenza, perché possiamo diventare strumenti di riconciliazione. Aiutaci a comprendere che la vera sicurezza non nasce dal controllo alimentato dalla paura, ma dalla fiducia, dalla giustizia e dalla solidarietà tra i popoli”.

“Signore – prosegue Prevost nella preghiera – illumina i leader delle nazioni, affinché abbiano il coraggio di abbandonare i progetti di morte, fermare la corsa agli armamenti e mettere al centro la vita dei più vulnerabili. Fa’ che la minaccia nucleare non condizioni mai più il futuro dell’umanità”.

“Spirito Santo, rendici costruttori fedeli e creativi di pace quotidiana: nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità e nelle nostre città. Che ogni parola gentile, ogni gesto di riconciliazione e ogni scelta di dialogo siano semi di un mondo nuovo”, conclude Leone XIV.

Iran, prezzi energia restano in tensione e l’Europa affronta una nuova crisi

Roma, 5 mar. (askanews) – I prezzi di gas e petrolio nelle ultime ore sembrano essersi stabilizzati. I mercati stanno a guardare e scommettono probabilmente su una risoluzione del conflitto in Medio Oriente in tempi ragionevolmente brevi. Oggi, a metà mattinata, il gas sul Ttf di Amsterdam viaggia a quota 51,7 euro a megawattora, in rialzo del 6% mentre il petrolio è a quota 83,66 dollari al barile per quanto riguarda il future a un mese sul Brent, il greggio di riferimento internazionale, con un aumento del 2,65%. Nelle ultime ore il prezzo ha oscillato tra gli 80 e gli 85 dollari al barile, livello più alto da luglio 2024 ma ancora non si sono viste le impennate sul prezzo temute allo scoppio del conflitto condotto da Usa e Israele contro l’Iran che sta comportando, di fatto, un blocco dello Stetto di Hormuz da cui transita il 20% del greggio mondiale e del Gnl prodotto prevalentemente dal Qatar, con Emirati, Arabia saudita e Kuwait.

Domani si terrà a Bruxelles una riunione speciale della Commssione dedicata esclusivamente al tema energetico. La guerra in Medio Oriente sarà la questione all’ordine del giorno e all’incontro con la presidente della Commissione Ursula von der dovrebbe partecipare anche il capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, Fatih Birol.

Il mix produttivo europeo, molto dipendente dal gas, espone l’Europa a stress sul fronte dei prezzi con il venir meno del gas naturale liquefatto dal Qatar che ha bloccato la produzione lasciando a secco molti paesi orientali verso cui è indirizzato prevelantemente il gas del paese. Il che determina la corsa a procurarsi navi sul mercato spot indirizzate ad altri paesi con una pressione al rialzo sui prezzi.

In una analisi il Financial Times sottolinea come “la guerra in Medio Oriente ha fatto salire i prezzi del gas in Europa al livello più alto dal 2023 all’inizio di questa settimana, lasciando il continente ad affrontare un’altra crisi energetica quattro anni dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia. Con le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz di fatto bloccate e gli attacchi iraniani al Qatar che hanno costretto il secondo fornitore mondiale di gas naturale liquefatto a interrompere la produzione, i prezzi del gas in Europa sono aumentati fino al 70% da venerdì”.

Emblematico il caso di una nave cistrena per gas naturale liquefatto che ieri, evidenzia il Ft, “originariamente diretta in Francia è diventata il primo carico nell’Oceano Atlantico a deviare verso l’Asia, segnalando la crescente concorrenza delle economie asiatiche per accaparrarsi le forniture. La BW Brussels, carica di Gnl proveniente dalla Nigeria, ha fatto inversione di rotta per dirigersi a sud verso il Capo di Buona Speranza, secondo Kpler, una società di intelligence sulle materie prime”.

L’inverno particolarmente freddo poi ci ha messo del suo e secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, le riserve di gas in tutta l’Unione sono riempite per meno del 30%, rispetto a una media quinquennale di circa il 45% per questo periodo dell’anno. Le riserve in Paesi come Paesi Bassi, Svezia, Croazia e Lettonia sono particolarmente basse. Sta meglio l’Italia che ha gli stoccaggi pieni al 45%, come spiegato dal ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin e dall’ad di Snam la società che gestisce gli stoccaggi in Italia, Agostino Scornajenchi.

“Dal 2022, l’Ue ha diversificato gli approvvigionamenti e non dipende più dal gas russo, importando invece quantità molto maggiori di gas americano e attingendo maggiormente alla Norvegia. L’Europa si rifornisce solo del 10% circa del suo Gnl dal Qatar”. Si stanno ovviamente già vagliando ipotesi di interventi per poter scongiurare criticità forti tra queste, rileva il quotidiano “passare a breve termine dal gas al carbone in alcune centrali elettriche, come ha fatto la Germania durante la crisi energetica del 2022”. Del resto i prezzi del carbone hanno raggiunto il massimo degli ultimi due anni, poiché l’impennata dei prezzi del gas innescata dalla guerra in Iran ha spinto le aziende di servizi pubblici in Europa e nel Nord-est asiatico a cercare ulteriori forniture di carbone per alimentare la produzione.

“I prezzi europei del carbone termico utilizzato nelle centrali elettriche sono aumentati del 26% dalla vigilia della guerra, raggiungendo i 133 dollari a tonnellata, con aumenti simili nei mercati australiano e asiatico”, secondo i dati sui prezzi di Argus. Ad esempio il Bangladesh ha dichiarato che ricorrerà al carbone per alleviare l’impatto degli elevati prezzi del gas e delle interruzioni della fornitura di Gnl. “Un conflitto prolungato in Medio Oriente potrebbe far raddoppiare i prezzi del carbone rispetto agli attuali livelli, fino a circa 250 dollari a tonnellata, soprattutto se la crisi energetica dovesse costringere al riavvio di centrali a carbone dismesse’, ha affermato Alex Thackrah, senior manager per il carbone di Argus”.

L’Europa può anche fare leva su una particolare leva energetica che è mancata in seguito all’invasione russa dell’Ucraina: il nucleare francese. Circa la metà dei 56 reattori nucleari francesi gestiti nel 2022 da Edf ha dovuto essere chiusa per ispezioni e sostituzioni di tubi a seguito di un problema di crepe, con conseguente riduzione della produzione a livello pluriennale. Un’altra opzione a livello Ue “sarebbe quella di rinviare l’estensione pianificata del sistema europeo di scambio di quote di emissione, il suo programma di punta per aumentare i prezzi del carbonio”.

In tensione insieme al gas anche il mercato petrolifero che con il blocco di Hormuz vede diversi paesi dal Golfo già con le riserve piene e la necessità di ridurre se non fermare la produzione. Secondo una stima del Ft, si stima che “l’Arabia Saudita abbia appena due settimane prima di dover ridurre la produzione”. Oggi Saudi Aramco ha incrementato l’esportazione di petrolio via porto di Yanbu, sul Mar Rosso, per evitare lo Stretto di Hormuz. Aramco gestisce un oleodotto est-ovest con una capacità di 5 milioni di barili al giorno, che le consente di trasportare il greggio per circa 1.200 chilometri dai giacimenti orientali a Yanbu. Da lì, l’oleodotto egiziano Sumed offre un collegamento fondamentale con il Mediterraneo.

Martedì l’Iraq è diventato il primo grande esportatore a iniziare a ridurre la produzione, annunciando la riduzione della produzione in tre dei suoi maggiori giacimenti petroliferi. Altri giacimenti petroliferi nella regione sono destinati a chiudere nei prossimi giorni, sottraendo milioni di barili di greggio al mercato, dopo che solo domenica l’Opec+ aveva annunciato un aumento della produzione di 206mila barili al giorno e nostante le rassicurazioni di Donald Trump sulle possibili scorte navali alle petroliere che vogliano avventurarsi attraverso Hormuz.

“Un importante trader di petrolio – evidenzia l’Ft – ha stimato che la perdita di produzione di petrolio in Iraq siattesta a oltre 2 milioni di barili al giorno, con ulteriori 1,5 milioni di b/g a rischio ‘nei prossimi uno o due giorni’. Ha aggiunto che altri 1,5 milioni di barili di petrolio potrebbero poi essere persi dal Kuwait nei prossimi tre giorni. Dopodiché, nei prossimi cinque giorni, saranno gli Emirati Arabi Uniti a dover fare i conti, e poi, quando arriveremo a 15 giorni o più, inizieremo a perdere produzione in Arabia saudita”.

Foti: Italia all’avanguardia nella lotta alle frodi sui fondi Ue

Roma, 5 mar. (askanews) – Questa mattina si svolge “la presentazione di una importante relazione che dà conto della attività svolta dal nucleo della Gdf presso il ministero degli Affari europei, che ha come finalità prima quella del comitato Colaf che, da oltre 30 anni, è al lavoro per contrastare le truffe che si verificano in ordine ai fondi che vengono erogati dalla Unione europea. I fatti dimostrano l’Italia è all’avanguardia su questa attività e i numeri lo attestano in modo significativo”. Così il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, a margine della presentazione, oggi a Roma, della relazione annuale 2024 al Parlamento del Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Unione europea (Colaf).

Etruschi e Veneti, l’acqua come culto a Palazzo Ducale a Venezia

Venezia, 5 mar. (askanews) – Due importanti civiltà dell’Italia preromana unite dal raconto della loro relazione con l’acqua come elemento centrale dello sviluppo e dei commerci, ma anche, e soprattutto, oggetto di culto e di devozione. La mostra “Etruschi e Veneti – Acqua, culti e santuari” apre al pubblico a Palazzo Ducale a Venezia, luogo più che mai adatto a rappresentare la relazione tra l’uomo e lo spazio acquatico, tra una grande civiltà e il suo mare.

“È un bel momento – ha detto ad askanews Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione MUVE – per rappresentare la cultura veneta, un bel momento per raccontare questa relazione importante tra gli Etruschi e i Veneti. Pensate che in questa mostra ci sono oltre 700 reperti storici di cui 300 vengono proprio dal Veneto. Quindi abbiamo voluto fortemente raccontare quali erano le culture dell’epoca tra gli scambi che loro facevano a livello culturale, ma anche a livello di informazioni e di formazione reciproca e quindi di inclusione tra i due popoli”.

Simbolicamente la mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano, che in autunno ne ospiterà un secondo capitolo, si apre con la meravigliosa testa di Leucotea del santuario di Pyrgi, che proviene dal Museo nazionale etrusco di Villa Giulia: un volto che porta ancora in sé la forza del confronto diretto con il divino, ma anche l’inafferrabilità tipica delle acque, mai dome. Il percorso poi prosegue muovendosi tra l’Etruria e i santuari veneti, come Este o Altino e traccia un cammino che è storico-archeologico, ma anche emotivo.

“Sono delle memorie – ha aggiunto Chiara Squarcina, direttrice scientifica della Fondazione MUVE e co-curatrice della mostra con Margherita Tirelli – la nostra memoria di un passato che ci dice molto, ci può raccontare molto e ci può insegnare davvero cose incredibili. Ci sono dei ritrovamenti in cui proprio narrano questa devozione, perché il culto dell’acqua non è altro che il culto della dea Leucotea e altre divinità che sono dei punti di riferimento proprio di questi culti, di questi luoghi che erano santuari ma non erano solo luoghi dove si pregava, dove si chiedeva, erano anche luoghi di incontro di inclusione sociale”.

Alla inaugurazione della mostra ha preso parte anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il MIC ha patrocinato il progetto.

L’esposizione a Palazzo Ducale, con tutte le suggestioni e anche un’appendice contemporanea rappresentata da un arazzo-installazione realizzato dalla Fondazione Bonotto – resta aperta al pubblico fino al 29 settembre.

Arte, Emilia Kabakov torna a Venezia con un progetto speciale

Roma, 5 mar. (askanews) – Emilia Kabakov torna a Venezia con un progetto speciale, pensato per la città e costruito insieme ai suoi abitanti, Diario veneziano. Protagoniste saranno circa 500 persone della città metropolitana di Venezia, invitate a scrivere una pagina di questo affresco corale e ad affidare alla mostra un oggetto capace di rappresentare simbolicamente il proprio legame con Venezia. Frammenti di vite, memorie, desideri, nostalgie e speranze comporranno un mosaico umano stratificato e sorprendente, sospeso tra passato e futuro. Con l’apertura dell’Open Call, a cui è possibile rispondere fino al 22 marzo 2026, prende avvio la costruzione di quest’opera monumentale e partecipata che invita i cittadini a diventare co-autori di un racconto collettivo unico. Persone di ogni età — dai bambini agli anziani, dai nuovi cittadini alle famiglie storiche — sono chiamate a contribuire a questa “installazione totale”, condividendo il proprio vissuto, che intrecciandosi con quello degli altri dà forma a un ritratto trasversale e profondamente umano della città. L’Open Call è rivolta a tutti coloro che hanno un legame con Venezia, indipendentemente da età, provenienza o storia. Per partecipare è richiesto il prestito di un oggetto simbolico (dimensioni massime 40 × 30 × 30 cm, valore economico contenuto) che simboleggi il proprio legame con Venezia, accompagnato da un testo breve (al massimo 1.000 caratteri) che ne racconti la storia ed espliciti questo legame. Ogni contributo entrerà a far parte dell’opera, dando vita a un diario in cui la città si racconta attraverso chi la vive. Per proporre il proprio oggetto è possibile scrivere a diarioveneziano@gmail.com (sono accettati anche messaggi vocali) oppure inviare un testo su supporto cartaceo, che verrà ritirato a domicilio insieme all’oggetto. Un’ulteriore occasione di adesione e approfondimento del progetto è offerta dai due appuntamenti pubblici con Emilia Kabakov — sabato 7 marzo alle ore 17.00 (Bea Vita, Cannaregio 3082) e martedì 10 marzo alle ore 18.30 (CREA | Cantieri del Contemporaneo, Giudecca 211/A) — durante i quali, oltre a conoscere l’artista, sarà possibile consegnare il proprio oggetto, condividere la propria storia e contribuire fin da subito alla costruzione del lavoro. Momenti di incontro diretto, voluti dalla Kabakov, che rendono esplicita la natura partecipativa del progetto, fondata sul dialogo con la città e i suoi abitanti. I testi e gli oggetti ricevuti in prestito entreranno a far parte della mostra Diario veneziano, un collettore di testimonianze, trasformando un invito individuale in un gesto collettivo e democratico. Ideato da Ilya Kabakov ed Emilia Kabakov e oggi sviluppato da Emilia Kabakov a tre anni dalla scomparsa del marito, Diario veneziano sarà presentato dal 9 maggio al 28 giugno 2026 al piano nobile di Ca’ Tron, sede dell’Università Iuav di Venezia, in concomitanza con la 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. Curata da Cesare Biasini Selvaggi e Giulia Abate, la mostra — organizzata da BAM e patrocinata dal Comune di Venezia — trasformerà il piano nobile dello storico palazzo cinquecentesco affacciato sul Canal Grande in un grande dispositivo narrativo capace di restituire la voce di una comunità. Non una mostra su Venezia, ma una mostra con Venezia: una “installazione totale” in cui le storie individuali si intrecciano in un ritratto corale della città. Il progetto affonda le sue radici nel 1993, quando Ilya ed Emilia Kabakov realizzarono a Gand un’installazione basata sulla scrittura condivisa. Oggi quell’intuizione si rinnova, ampliandosi in una dimensione profondamente partecipativa. Come afferma Emilia Kabakov: “Venezia è un faro di speranza per ciò che può accadere quando i vicini si sostengono a vicenda e condividono la responsabilità di custodire la propria casa per le generazioni future2. Ilya ed Emilia Kabakov Ilya Kabakov (Dnepropetrovsk, URSS, 1933-Long Island, USA, 2023) ed Emilia Kabakov (Dnepropetrovsk, URSS, 1945) hanno iniziato il loro sodalizio artistico alla fine degli anni Ottanta, sposandosi nel 1992. Insieme hanno ridefinito il concetto di installazione ambientale attraverso le celebri “installazioni totali”, opere immersive che intrecciano memoria personale, utopia e fallimento, sogno e ironia, riflettendo sulla condizione umana universale. Le loro opere sono presenti nelle collezioni dei principali musei internazionali, tra cui il Centre Pompidou, la Tate Modern, il MoMA, il MAXXI, il Museo Statale Ermitage e la Collezione Reale di Abu Dhabi. La rivista ArtNews li ha inclusi tra i dieci artisti viventi più influenti al mondo. Dopo la scomparsa di Ilya nel maggio 2023, Emilia Kabakov continua a realizzare e sviluppare i progetti concepiti insieme, mantenendo viva una delle ricerche artistiche più significative della seconda metà del Novecento.

Iran, Bce teme rischi sulla crescita e rialzi per l’inflazione

Roma, 5 mar. (askanews) – Nell’area euro “l’inflazione potrebbe risultare più elevata se dovessero esserci persistenti movimenti al rialzo dei prezzi dell’energia, oppure se catene di approvvigionamento globali maggiormente frammentate dovessero spingere i prezzi alle esportazioni, ridurre l’approvvigionamento di materie prime critiche e aggiungere costrizioni alle capacità dell’economia dell’area euro”. È uno degli elementi di rischio sulle prospettive economiche discussi dall’ultimo Consiglio direttivo monetario della Bce, che si è svolto lo scorso 4 e 5 febbraio, ben prima della fiammata dei prezzi del petrolio innescata dalle operazioni militari di Usa e Israele in Iran.

I verbali della riunione sono stati pubblicati oggi dalla Bce.

L’Iran viene menzionato una volta, nell’ambito dei possibili elementi di rischio per la crescita economica. “I venti contrari esterni, come le tensioni commerciali, volatilità dei mercati finanziari e le incertezze geopolitiche, incluse quelle associate con l’Iran – si legge – la Groenlandia e Cuba, potrebbero pesare sulla domanda interna e minare il recente slancio della crescita”.

Sicurezza sul lavoro: come interviene la tecnologia e l’AI

Roma, 5 mar. – Negli ultimi anni la sicurezza sul lavoro si è arricchita di

regole e procedure, ma purtroppo gli incidenti continuano a

verificarsi e i risultati restano insoddisfacenti. Oggi però in

nostro aiuto possono intervenire le nuove tecnologie digitali e

l’intelligenza artificiale. Ne abbiamo parlato con Bruno

Ranellucci, CEO di Tutor Consulting:

“È chiaro che la tecnologia oggi è in continua evoluzione, quindi

dovremmo cercare di adottare e sviluppare delle tecnologie di

monitoraggio costante a salvaguardia dell’operatività quotidiana.

Attualmente esistono già dei sistemi alla guida che sono in grado

di capire se il guidatore ha un colpo di sonno o se sta perdendo

la traiettoria dell’auto e subentrano a salvaguardia

dell’incidente. Certamente si possono potenziare, ma è necessario

adottarle nel quotidiano”.

La tecnologia può dare un aiuto concreto, ma resta efficace solo

se viene compresa e accettata da chi la utilizza, diventando

parte di una cultura della sicurezza che nasce dalla

consapevolezza e dall’uso costante degli strumenti messi a

disposizione: “Sicuramente l’intelligenza artificiale rappresenta

uno strumento fondamentale ma bisogna saperla utilizzare –

afferma l’ingegnere Ottone Lambiase di Tutor Consulting –

quindi il primo step è proprio quello di educare le persone a

percepire le nuove tecnologie. In tal senso, occorre abitudine,

cultura e approfondimento”.

Un altro elemento determinante è la capacità di rendere le regole

e gli strumenti davvero comprensibili, così che chi lavora possa

riconoscerli al volo, interpretarli senza dubbi e usarli in modo

naturale nella propria attività quotidiana

“Chi fa il mio mestiere deve avere un obiettivo, ovvero quello di

creare certezze: le valutazioni dei rischi e le certificazioni

vengono fornite affinché le persone possano comprenderle in modo

rapido, chiaro, semplice e intuitivo. Ma l’ambizione è arrivare a

sistemi che tengano conto anche delle possibili distrazioni: il

concetto di “doppia sicurezza” consiste nel mettere davanti al

lavoratore diverse barriere prima che possa farsi male,

l’obiettivo è quello di creare per l’appunto una doppia barriera

che lo tuteli dall’infortunio” conclude Ottone Lambiase.

Iran, Formula1 senza problemi ma MotoGp verso il no al Qatar

Roma, 5 mar. (askanews) – La Formula 1 è coinvolta solo in parte, almeno nell’immediato, dalla grave crisi in Medio Oriente. Il Gran Premio d’Australia a Melbourne si disputerà regolarmente, nonostante alcune difficoltà logistiche per i team. Le maggiori incognite riguardano le prossime settimane: ad aprile sono in calendario il Gran Premio del Bahrain e quello dell’Arabia Saudita. Se la crisi non dovesse rientrare, entrambi gli appuntamenti sono a rischio. La situazione resta fluida e il Circus monitora con attenzione ogni evoluzione.

Più complicata la situazione della MotoGp. “È difficile che andremo là il 12 aprile, ma non posso dirlo con certezza adesso – ha dichiarato ieri Carmelo Ezpeleta l’amministratore delegato della società che gestisce il Motomondiale -. Spostarlo? Posso solo dire che escludo sicuramente di andare altrove. Siamo tranquilli perché abbiamo sempre un piano B”. L’evento sarebbe previsto 10-12 aprile sul circuito di Lusail International Circuit, vicino a Doha. Ricordiamo che un evento del genere muove circa 1.200 persone e oltre 300 tonnellate di materiale (che arriva per gran parte via cargo aereo).

Calcio, la Uefa sulla finalissima: "Al momento no alternative a Doha"

Roma, 5 mar. (askanews) – “Siamo a conoscenza delle speculazioni che circondano la Finalissima, data la situazione nella regione – ha spiegato a Sky l’Uefa a proposito della partita fra Argentina e Spagna, in programma il 27 marzo in Qatar -. Sono in corso trattative con gli organizzatori locali, che hanno compiuto enormi sforzi per garantire lo svolgimento regolare della partita. Una decisione definitiva è prevista verso la fine della prossima settimana. Al momento, non sono state prese in considerazione sedi alternative rispetto a Doha. Non commenteremo ulteriormente finché non verrà presa una decisione”. La partita vedrà affrontarsi i campioni d’Europa e del Sud America, ovvero la Spagna, vincitrice di UEFA EURO 2024, e l’Argentina, vincitrice della Copa América 2024. L’Argentina è anche campione del mondo e detentrice della Finalissima, grazie al successo per 3-0 sull’Italia nel 2022.

Iran, Cio: "Garantire la sicurezza degli atleti paraolimpici"

Roma, 5 mar. (askanews) – Il Comitato Olimpico Internazionale ha chiesto di garantire “la sicurezza degli atleti” che si recano ai Giochi Paralimpici di Milano-Cortina, in particolare quelli “suscettibili di essere colpiti dai conflitti più recenti”. L’organo olimpico ha evitato qualsiasi allusione diretta alla guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran. “Chiediamo a tutti gli Stati membri dell’Onu di sostenere gli atleti qualificati per i Giochi Paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026, che potrebbero essere colpiti dai conflitti più recenti, al fine di consentire loro di partecipare in sicurezza ai Giochi”, scrive l’organizzazione.

Circolo Mieli e Muccassassina: votare "no" al referendum Giustizia

Roma, 5 mar. (askanews) – Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Muccassassina invitano a votare NO al referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026. Lo riferiscono in un comunicato.

“Per la comunità LGBTQIA+ la Costituzione non è un testo astratto né un richiamo retorico – prosegue il testo – è stata ed è il principale punto di riferimento politico e giuridico delle nostre battaglie”. Per il Circolo Mieli e Muccassassina “i principi costituzionali – l’uguaglianza formale e sostanziale, la tutela dei diritti inviolabili, il divieto di discriminazione – hanno rappresentato in questi anni il fondamento su cui si sono costruiti avanzamenti concreti verso l’uguaglianza”.

Secondo Mieli e Muccassassina, “molte delle conquiste che oggi consideriamo acquisite non sono nate dalla benevolenza della classe politica, ma dall’applicazione rigorosa dei principi costituzionali da parte della magistratura e dalla pressione dei movimenti. In un Paese in cui una parte consistente della politica, soprattutto di destra, ha spesso osteggiato le istanze LGBTQIA+, la Costituzione ha rappresentato un argine democratico e uno strumento di tutela essenziale.

Intervenire sugli equilibri costituzionali in modo divisivo su un tema delicato come la giustizia significa, a nostro avviso, indebolire quell’architettura di garanzie che ha reso possibili i nostri avanzamenti, affermano ancora. Significa esporre la democrazia al rischio di una progressiva erosione dei contrappesi, concentrando più potere nelle mani di chi governa e riducendo gli spazi di controllo e autonomia, sottolineano.

“Guardiamo con preoccupazione a quanto accaduto in Paesi come l’Ungheria guidata da Viktor Orbán, dove il ridimensionamento dell’autonomia della magistratura e l’indebolimento delle istituzioni di garanzia hanno accompagnato un arretramento delle libertà civili e dei diritti LGBTQIA+. Non vogliamo che anche in Italia si affermi un modello in cui chi governa comanda senza adeguati contrappesi, erodendo progressivamente democrazia e libertà”, denunciano, ribadendo che “votare NO significa difendere l’impianto costituzionale, l’autonomia della magistratura e l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Significa affermare che in una democrazia costituzionale nessun potere può prevalere sugli altri e che i diritti non sono concessioni della maggioranza, ma garanzie per tutte e tutti”.

Mario Colamarino, presidente del CircoloDichiara Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” ha affermato: “Per la nostra comunità la Costituzione è stata una casa e uno scudo. Quando la politica ha esitato o si è opposta, sono stati i principi costituzionali e la loro applicazione a consentirci di avanzare. Per questo non possiamo restare in silenzio di fronte a riforme che rischiano di alterare l’equilibrio dei poteri. Non vogliamo un Paese in cui chi governa possa ridurre gli spazi di autonomia della magistratura e delle istituzioni di garanzia. Difendere la Costituzione significa difendere la libertà di tutte e di tutti”.

All’interno di questo percorso, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Muccassassina cercheranno di promuovere un fronte ampio e plurale “LGBTQIA+ per il NO”, invitando associazioni, movimenti, collettivi e singole persone della nostra comunità a unirsi in una mobilitazione comune. Siamo inoltre in collegamento con il Comitato per il NO al referendum, con cui intendiamo coordinare iniziative e azioni condivise sul territorio. Nelle prossime settimane organizzeremo momenti pubblici di approfondimento, assemblee e banchetti informativi per spiegare le ragioni del NO e favorire una partecipazione consapevole al voto.

Etruschi e Veneti, l’acqua come culto a Palazzo Ducale a Venezia

Venezia, 5 mar. (askanews) – Due importanti civiltà dell’Italia preromana unite dal racconto della loro relazione con l’acqua come elemento centrale dello sviluppo e dei commerci, ma anche, e soprattutto, oggetto di culto e di devozione. La mostra “Etruschi e Veneti – Acqua, culti e santuari” apre al pubblico a Palazzo Ducale a Venezia, luogo più che mai adatto a rappresentare la relazione tra l’uomo e lo spazio acquatico, tra una grande civiltà e il suo mare.

“È un bel momento – ha detto ad askanews Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione MUVE – per rappresentare la cultura veneta, un bel momento per raccontare questa relazione importante tra gli Etruschi e i Veneti. Pensate che in questa mostra ci sono oltre 700 reperti storici di cui 300 vengono proprio dal Veneto. Quindi abbiamo voluto fortemente raccontare quali erano le culture dell’epoca tra gli scambi che loro facevano a livello culturale, ma anche a livello di informazioni e di formazione reciproca e quindi di inclusione tra i due popoli”.

Simbolicamente la mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano, che in autunno ne ospiterà un secondo capitolo, si apre con la meravigliosa testa di Leucotea del santuario di Pyrgi, che proviene dal Museo nazionale etrusco di Villa Giulia: un volto che porta ancora in sé la forza del confronto diretto con il divino, ma anche l’inafferrabilità tipica delle acque, mai dome. Il percorso poi prosegue muovendosi tra l’Etruria e i santuari veneti, come Este o Altino e traccia un cammino che è storico-archeologico, ma anche emotivo.

“Sono delle memorie – ha aggiunto Chiara Squarcina, direttrice scientifica della Fondazione MUVE e co-curatrice della mostra con Margherita Tirelli – la nostra memoria di un passato che ci dice molto, ci può raccontare molto e ci può insegnare davvero cose incredibili. Ci sono dei ritrovamenti in cui proprio narrano questa devozione, perché il culto dell’acqua non è altro che il culto della dea Leucotea e altre divinità che sono dei punti di riferimento proprio di questi culti, di questi luoghi che erano santuari ma non erano solo luoghi dove si pregava, dove si chiedeva, erano anche luoghi di incontro di inclusione sociale”.

Alla inaugurazione della mostra ha preso parte anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il MIC ha patrocinato il progetto.

L’esposizione a Palazzo Ducale, con tutte le suggestioni e anche un’appendice contemporanea rappresentata da un arazzo-installazione realizzato dalla Fondazione Bonotto – resta aperta al pubblico fino al 29 settembre.

Un ex rapper (Balendra Shah) è il favorito nelle elezioni in corso in Nepal

Roma, 5 mar. (askanews) – A quasi sei mesi dall’ondata di proteste senza precedenti guidata dai giovani, che provocò la morte di 77 persone, sono in corso da questa mattina le elezioni generali in Nepal per designare i membri del nuovo parlamento nella nazione himalayana. Arroccato tra Cina e India, il paese di 30 milioni di persone è afflitto da decenni di instabilità politica, che ha paralizzato un’economia prevalentemente agricola e ha aggravato la disoccupazione, problemi strutturali su cui ha pesato anche una corruzione dilagante.

Il malessere di lunga data – ricorda oggi l’agenzia Reuters – è sfociato in manifestazioni di piazza lo scorso settembre, innescate dal divieto dei social media, che hanno portato migliaia di persone a scendere in piazza, provocando scontri e vittime che hanno costretto alle dimissioni il primo ministro K.P. Sharma Oli.

Oggi, gli elettori si sono riversati in scuole, templi e antichi cortili trasformati in seggi elettorali in tutto il paese, con alcuni che hanno sfidato il freddo mattutino nella capitale Kathmandu per votare in anticipo. Le operazioni di voto sono iniziate alle 7:00 ora locale (le 2:15 in Italia) e si chiuderanno alle 17:00 (le 12:15 italiane), con lo spoglio previsto poco dopo la chiusura, secondo la commissione elettorale del Paese.

I funzionari hanno dichiarato che oltre 300.000 membri del personale di sicurezza, inclusi i militari, sono stati schierati per garantire uno svolgimento pacifico delle votazioni negli oltre 23.000 seggi sparsi in tutto il Paese.

Oli, alla guida del Partito Comunista del Nepal (Unificato Marxista-Leninista, UML), moderato, è di nuovo in lizza, insieme ad altri 3.400 candidati di 65 partiti. Tra questi, il partito più antico del Paese, il Congresso Nepalese guidato dal 49enne Gagan Thapa, e il Partito Comunista Nepalese (NCP), composto da ex ribelli maoisti che si sono uniti alla politica tradizionale. Insieme all’UML, questi partiti hanno dominato la politica nepalese negli ultimi trent’anni, sebbene il paese abbia assistito a 32 cambi di governo negli ultimi 35 anni. Ma il favorito in questi sondaggi è il Rastriya Swatantra Party (RSP), che ha schierato come candidato primo ministro il carismatico rapper diventato politico Balendra Shah.

Promesse di posti di lavoro, lotta alla corruzione e miglioramento della governance – tutte richieste sollevate durante le proteste di settembre – hanno dominato gran parte della campagna elettorale. “Le elezioni sono fondamentali per rispondere alle aspirazioni dei giovani espresse durante le proteste della Generazione Z”, ha affermato l’analista politico Puranjan Acharya a Reuters. “Se i leader neoeletti saranno considerati inadatti a farlo, ci sarà il rischio di ulteriori problemi”.

Circa 19 milioni di elettori potranno votare per 275 membri del parlamento attraverso un sistema elettorale misto: 165 seggi con sistema maggioritario uninominale e 110 con sistema proporzionale. È probabile che i primi risultati emergano entro domani, ma i risultati completi potrebbero richiedere una settimana o più, poiché lo spoglio dei voti con sistema proporzionale richiede tempo, hanno affermato i funzionari della commissione elettorale.

Iran, Meloni sente Macron: comune impegno sostegno Paesi Golfo e Cipro

Roma, 5 mar. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron.

“I due leader – riferisce una nota di palazzo Chigi – hanno discusso le implicazioni del conflitto in Iran sia sul quadro regionale mediorientale che a livello globale, concentrandosi in particolare sull’impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione”.

La presidente Meloni e il presidente Macron, si sottolinea nel comunicato, “hanno anche ribadito il comune impegno per sostenere le nazioni del Golfo colpite dagli ingiustificabili attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro e a evitare un’escalation militare in Libano. I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto sull’evoluzione della crisi”.

Iran, Conte: Italia pronta a piegarsi a richiesta basi dagli Usa

Roma, 5 mar. (askanews) – “Meloni scappa dal Parlamento e fa monologhi alla radio e su una crisi internazionale di tale portata manda i due ministri della difesa e degli esteri in parlamento, tra varie approssimazioni e ferie a Dubai”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti in piazza Montecitorio.

“La realtà – ha aggiunto – è che non abbiamo avuto ancora nessuna parola di condanna degli attacchi armati degli Stati Uniti e di Israele che sono in violazione del diritto internazionale. E ancora: grande ambiguità sulla concessione delle nostre basi che in questo momento dicono servono per sostenere i paesi amici del Golfo, ma è chiaro che attendiamo la richiesta americana per piegarci anche a questa richiesta; e intanto i cittadini italiani pagano il prezzo di questa crisi con un caro-bollette e un caro-energia e aumento dell’inflazione”.

Colaf, Foti: controlli puntuali miglior garanzia sull’uso dei fondi Ue

Roma, 5 mar. (askanews) – La capillare attività di verifica che viene effettuata in Italia dal del Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Unione europea (Colaf) “è anche la miglior garanzia” che queste risorse vengano “utilizzate per le finalità cui erano destinate”. Lo ha affermato il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, oggi a Roma, durante la presentazione della relazione annuale 2024 del Colaf.

“Ho letto i giorni scorsi delle agenzie dove, a vederle così, mi sembra che l’Italia sia un Paese dove la frode sta di casa. Ma in realtà – ha notato Foti – mi sono posto la domanda se questi dati, così importanti rispetto ai dati della media dell’Unione Europea, non fossero anche la testimonianza più netta di un’attività molto puntuale che viene svolta nel nostro Paese, e che probabilmente in altre circostanze magari viene svolta solo per casi che si ritengono più rilevanti”.

Tra l’altro il Colaf non porta avanti meramente “un monitoraggio” ma effettua “una attività prestigiosa di verifica e di controlli”, che “è anche la miglior garanzia che ci sia una verifica postuma sul come queste attività sono state utilizzate”, sul fatto che “queste risorse sono state utilizzate per le finalità cui erano destinate – ha detto il ministro – e non invece siano state oggetto di quelle che possiamo definire, secondo dei casi, altro effetto”.

Foti ha anche messo in rilievo l’evoluzione dei mezzi tecnologici e la preparazione sulla formazione del personale, “perché è chiaro che la formazione del personale in questo caso diventa un assetto prestigioso di cui potersi valutare ai fini dell’azione”, ha detto.

Mfe: Pier Silvio Berlusconi presidente e group Ceo

Milano, 5 mar. (askanews) – Il cda di Mfe ha deliberato di attribuire al Ceo Pier Silvio Berlusconi il ruolo di chairman e group Ceo. Lo comunica una nota del gruppo Mediaset che ha adottato una nuova organizzazione del top management in ottica internazionale. A Fedele Confalonieri la carica di statutory Chairperson, continuando a presiedere l’assemblea e il cda.

La scelta, voluta da Pier Silvio Berlusconi – spiega Mfe -, segna il passaggio da una holding di controllo finanziario a una media company operativa, capace di coordinare e indirizzare direttamente le proprie società in tutti i Paesi, valorizzando le migliori risorse e competenze interne al gruppo e rafforzando l’innovazione con nuovi presidi organizzativi e manageriali. La nuova struttura di vertice prevede il passaggio da un’organizzazione verticale a una orizzontale per integrare tutte le funzioni di staff nell’ambito della holding.

“Questa nuova organizzazione renderà il gruppo integrato a livello internazionale. Così potremo agire concretamente per essere sempre più efficaci ed efficienti”, ha commentato Pier Silvio Berlusconi. “E’ un assetto che valorizza consapevolmente le risorse e le competenze interne, lasciando allo stesso tempo spazio a nuove professionalità e rafforzando Mfe per operare in modo sempre più solido e competitivo in Europa – ha sottolineato -. La struttura cambia nella sostanza: le funzioni di vertice da ora opereranno con una responsabilità di gruppo, su tutti i mercati in cui siamo presenti”.