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Referendum, Meloni: se non passa? Io resto e giustizia non funziona

Roma, 16 mar. (askanews) – “Invito i cittadini ad andare a votare guardando il merito della riforma – ha detto la Premier – perché questa non è una riforma di destra non è una riforma di sinistra è una riforma di buonsenso e tutte le persone di buonsenso che siano di destra o di sinistra devono cogliere l’occasione di modernizzare questa nazione. Io intendo arrivare alla fine della legislatura e farmi giudicare dagli italiani sul complesso del lavoro che ho fatto quindi non avrebbe senso che io mi dimettessi anche nel caso di vittoria del No”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata a ‘Quarta Repubblica’ su Rete4.

“Questo a maggior ragione – sottolinea – dovrebbe convincere chi è d’accordo con la riforma, e la sinistra cerca di convincere dicendo andate a votare no contro la Meloni: che non ha senso farlo perché tra un anno puoi andare a votare contro la Meloni e mandare a casa la Meloni, se hai la maggioranza, ovviamente. Ma intanto oggi non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. E se tu oggi voti no per mandare a casa la Meloni, ti ritrovi la Meloni che rimane al suo posto, e pure una giustizia che continua a non funzionare. Non mi sembra un grande affare. Conviene andare a votare intanto per portare a casa una riforma della giustizia e migliorare lo stato della giustizia in Italia, indipendentemente da chi dovesse andare al governo fra un anno. Perché a me basta lasciare questa nazione in condizioni migliori di come l’ho ereditata, indipendentemente da quello che gli italiani sceglieranno fra un anno”.

Energia, von der Leyen ai 27:ecco le opzioni per ridurre prezzi

Bruxelles, 16 mar. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha inviato una lettera ai capi di governo degli Stati membri in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 19 e 20 marzo, con un focus particolare sulla questione del caro energia, uno dei fattori più importanti che influisce negativamente sulla competitività delle imprese, aggravatosi a seguito dell’inizio della guerra di Usa e Israele contro l’Iran, e del conseguente blocco dello stretto di Hormuz.

A parte l’emergenza, comunque, l’Ue ha bisogno di trovare delle soluzioni strutturali che diminuiscano in modo permanente i costi dell’energia, e in particolare dell’elettricità, e su questo von der Leyen propone agli Stati membri una serie di opzioni possibili.

“La questione più urgente, sia dal punto di vista della competitività che dell’indipendenza, è quella energetica, in particolare riguardo al petrolio e al gas”, afferma la presidente della Commissione all’inizio della lettera. “Dal 2021 l’Ue ha compiuto progressi significativi nella diversificazione dell’approvvigionamento energetico e nell’aumento della capacità di energia rinnovabile”, la cui parte nel mix energetico “è passata dal 36% nel 2021 al 48% nel 2025”. Con le rinnovabili “insieme al nucleare, oltre il 70% della nostra elettricità è ora prodotta da fonti energetiche a basse emissioni di carbonio”, anche se ancora “diversi settori, e in particolare i trasporti, rimangono fortemente dipendenti dai combustibili fossili importati”.

“Attualmente – assicura von der Leyen -, la sicurezza fisica dell’approvvigionamento dell’Unione europea è garantita. Tuttavia – rileva -, l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili sta già pesando sulla nostra economia. Dall’inizio del conflitto, l’Europa ha già speso ulteriori 6 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili: un chiaro monito sul prezzo che paghiamo per la nostra dipendenza”. E avverte: “Un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas dalla regione del Golfo potrebbe avere un impatto significativo sulla nostra economia”.

Iniziative urgenti per mitigare l’impatto del conflitto in Medio Oriente sono già in corso, ricorda la presidente della Commissione, e tra queste in particolare “il più grande rilascio di riserve strategiche di petrolio mai effettuato, coordinato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, per attenuare gli effetti dell’interruzione fino alla ripresa del traffico regolare attraverso lo Stretto di Hormuz”, e “il coordinamento multinazionale per prepararsi al ripristino della libertà di navigazione nella regione”.

Ma, a parte l’emergenza, servono soprattutto “misure che riducano i costi energetici in modo più duraturo affrontando le cause strutturali degli alti prezzi dell’energia, con un focus sull’elettricità”. Per farlo, indica von der Leyen, “dobbiamo agire sui quattro componenti principali che determinano i prezzi dell’energia elettrica: il costo dell’elettricità stessa; i costi di rete; le imposte e i prelievi e infine i costi del carbonio”, ovvero delle quote di CO2 che si acquistano sul mercato europeo dei permessi di emissione Ets.

Innanzitutto, bisogna diminuire il costo di produzione dell’elettricità, “che da solo rappresenta più della metà del prezzo” dell’energia elettrica pagato dai consumatori. “Ridurre questi costi richiede rapidi progressi verso gli obiettivi dell’Ue per l’energia pulita entro il 2030, con investimenti tempestivi”, e questo sarebbe “il modo migliore per limitare le ore in cui il prezzo del gas naturale, più elevato, determina il prezzo all’ingrosso” dell’elettricità, in base al sistema marginale del Merit Order” (l’assetto del mercato elettrico europeo).

Referendum, Meloni: correnti magistratura strumento potere

Roma, 16 mar. (askanews) – “Le correnti servono, come servono i partiti politici, a nominare i propri responsabili e poi, diciamo, difendere i propri interessi”, “la corrente è fondamentalmente uno strumento di potere”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata a ‘Quarta Repubblica’ su Rete4, parlando della riforma della giustizia.

“Nel momento in cui tu non hai più la facoltà di nominare i tuoi responsabili e non puoi più garantire che chi si aggrega alla corrente avanzerà più facilmente di carriera, o comunque avrà un occhio di riguardo quando ci sono le valutazioni per quello che riguarda il piano disciplinare, perché la gente si dovrebbe aggregare alle correnti?”, aggiunge.

Iran, Meloni: missione a Hormuz sarebbe passo verso coinvolgimento

Milano, 16 mar. (askanews) – “Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare Aspides, la missione nel Mar Rosso”, mentre un interventocon navi militari nello Stretto di Hormuz “chiaramente è più impegnativo perché vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento” nel conflitto con l’Iran. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata a “Quarta Repubblica” su Retequattro.

“Da una parte per noi è fondamentale, ovviamente, la libertà di navigazione che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner, ma intervenire insomma, significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento”, ha ribadito la premier.

Renaissance Tuscany Il Ciocco: la vecchia Toscana conquista il mondo

Lucca, 14 mar. (askanews) – “Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa è diventato un punto fermo. Tutti vogliono venire qui perché è la Toscana pura, la vecchia Toscana: la Garfagnana è proprio quella, dove si vive ancora come 50 anni fa, più rallentata rispetto alle grandi città, e il Renaissance Tuscany offre quella fotografia autentica, la cartolina della vecchia Toscana”. Così Georges Midleje, Regional Managing Director.

A raccontarci la storia di una struttura immersa nel paesaggio e nella tradizione italiana, eppure ambita dal turismo internazionale, è Georges Midleje, regional managing director.

Il Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa appartiene alla famiglia Marcucci, ci spiega, ed è stato il primo hotel Marriott in Toscana, nonché il primo Renaissance Hotel nella regione e primo Renaissance Resort d’Europa. Dispone di 180 camere – incluse suite, Presidential e Penthouse – ristrutturate con una fusione tra stile italiano classico e modern chic tipico di Renaissance Hotels, brand di Marriott International: una collezione di alto livello con 173 proprietà in 39 Paesi.

“Al Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa abbiamo scelto Renaissance perché evoca il Rinascimento toscano; è stato ristrutturato totalmente nel 2011 con circa 17 milioni di euro: un albergo grande, con 180 chiavi”, afferma Midleje. La struttura offre anche esperienze esclusive come wine tasting e show cooking, per un’immersione autentica nella cultura locale. Anche grazie alla vicinanza di luoghi come il Podere Concori (a 15 minuti dal resort), una cantina locale con vini da agricoltura biologica che ha ricevuto anche riconoscimenti importanti.

A gestire l’hotel è Shaner, “preferred manager” di Marriott, spiega Midleje: un’azienda americana specializzata in sviluppo, proprietà e gestione di hotel, partner e franchisee autorizzato di Marriott International. Gestisce diverse proprietà Marriott, incluso il Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa, premiata nel 2025 e 2026 come top performing management company negli USA e Canada per l’eccellenza operativa.

Sia al Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa immerso nella campagna, sia a Lucca nei Grand Universe Lucca e Grand Universe La Residenza, l’atmosfera è internazionale nonostante le radici italiane. Nei fatti, americani e indiani scelgono queste strutture. “Il 68% della clientela arriva da Marriott Bonvoy, con quasi 300 milioni di iscritti in corsa per punti e benefit; Lucca ha altissime percentuali di americani, oltre al 19-20% di italiani: in alta stagione, diventa marcatamente straniero”, conclude Midleje.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio e immagini askanews

Iran, Conte: attacco illegittimo, Italia non mandi navi e non dia basi

Roma, 16 mar. (askanews) – L’Italia ovviamente non deve mandare le navi, non è coinvolta in questa guerra”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte parlando a ‘4 di sera’ su Rete4. Il presidente Usa, ha aggiunto, ha anche “minacciato Sanchez, dobbiamo dare solidarietà al premier spagnolo. Non perché è socialista, lui è il vero sovranista in Europa oggi”.

L’attacco è “assolutamente illegittimo”, ha aggiunto, e l’Italia non deve nemmeno concedere l’uso delle basi sul proprio territorio, nemmeno per “attività di supporto logistico”

Libano, detriti di razzi sulla base Unifil con gli italiani a Shama

Roma, 16 mar. (askanews) – Nel tardo pomeriggio di oggi, sulla base Unifil di Shama nel sud del Libano, sede del Comando del settore Ovest a guida italiana, sono caduti alcuni detriti verosimilmente provocati da razzi intercettati in aria dai sistemi antimissile israeliani: è quanto si legge in un comunicato diffuso dal ministero della Difesa.

Secondo le prime informazioni, non si registrano feriti. Soltanto un militare italiano, immediatamente soccorso e assistito dal personale sanitario della base, lamenta dolore a un occhio ma non presenta ferite. Le sue condizioni non destano preoccupazione.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in contatto con il capo di Stato maggiore della Difesa, con il Comando operativo di vertice interforze (COVI) e con il comandante del contingente italiano di Unifil per ricevere continui aggiornamenti sulle condizioni del personale militare e sulla situazione in corso.

Referendum, Mantovano: non si vota su governo. Vittoria no ipoteca su futuro

Roma, 16 mar. (askanews) – “Voglio ribadire quello che a cominciare da Giorgia Meloni, ma tutti gli esponenti del governo, la maggioranza hanno detto il lungo e in largo: il 22 e il 23 marzo non si vota sul governo Meloni. Alle prossime elezioni politiche chi non ha gradito o non gradisce quanto stiamo facendo avrà modo di esprimerlo col massimo della libertà, come avviene in democrazia”. Lo dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ospite della trasmissione ’10 Minuti’ su Rete4.

“L’oggetto del referendum – aggiunge – è una riforma della giustizia attesa da 40 anni e se dovesse passare in no per odio al governo di turno, questo rischia di rappresentare una seria ipoteca, nel senso che nessun governo in futuro farà una riforma della giustizia per non rischiare di essere mandato a casa dal no sulla riforma stessa”.

Referendum, Salvini: preoccupano toni minacciosi di alcuni procuratori

Milano, 16 mar. (askanews) – “Io rispetto chi voterà No” al referendum sulla giustizia, ma “sono preoccupato che alcuni procuratori capo della Repubblica ripetano in questi giorni che sanno che per il Sì voteranno mafiosi, indagati o massoni. Mi sa tanto del minaccioso… io rispetto chi voterà No, chiederei lo stesso rispetto per i milioni di italiani persone perbene che hanno scelto di votare Sì”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, ospite di Cinqueminuti in onda stasera su RaiUno.

Russia, Governo costretto a difendere Cirielli: normale vedere ambasciatore

Milano, 16 mar. (askanews) – Una polemica “inutile”, per un “incontro avvenuto alla luce del sole”. Tocca ad Antonio Tajani provare a sgonfiare il caso sollevato dal Corriere della Sera, che ha rivelato l’incontro avvenuto in febbraio tra il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore russo in Italia Aleksej Vladimirovich Paramonov. E la parola d’ordine è manzoniana: ‘Sopire, troncare’, avrebbe detto il conte zio. Perchè l’irritazione di Giorgia Meloni per l’episodio viene confermata, ma l’esito non può che essere quello di compattare tutto il governo a difesa di Cirielli. Che infatti nel pomeriggio può dire: “Non devo giustificarmi, perché ovviamente non prendo queste iniziative da solo: ho agito a nome del governo”. Sopire e troncare dunque, per non prestare ulteriormente il fianco alle critiche delle opposizioni, derubricate a “polemiche strumentali”.

Tajani minimizza dunque la rilevanza dell’incontro: “Non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione Russa” e quindi Cirielli “ha ricevuto un ambasciatore accreditato presso la Repubblica Italiana”. Soprattutto, “l’incontro è servito a ribadire la nostra posizione, non è che cambia il nostro atteggiamento nei confronti della Russia perché è venuto alla Farnesina l’ambasciatore della Federazione Russa. La posizione è quella, gliel’ha ribadita anche Cirielli, quindi non c’è nulla dascandalizzarsi”. Concetto ribadito dallo stesso Cirielli: “Il fatto che un viceministro incontri un ambasciatore regolarmente accreditato è assolutamente normale. Se è qui, è qui per fare l’ambasciatore”.

Spiegazioni che non convincono le opposizioni, anche perchè sullaposizione del governo pesa l’atteggiamento della Lega. Matteo Salvini non ha nulla da eccepire sull’incontro di Cirielli, “se ha incontrato l’ambasciatore russo avrà avuto i suoi motivi per farlo”. Ma approfitta dell’occasione per rilanciare la richiesta di allentare le sanzioni verso la Russia: “Una proposta di buon senso. Ho letto che questa mattina il presidente di Federpetroli chiede di rimuovere le sanzioni sul petrolio e il gas russo e secondo me ha ragione. Non perchè sia amico di Putin, ma perché le famiglie e le imprese italiane rischiano di non farcela a spendere di più”, dice il leader del Carroccio e vice premier.

Ecco allora che il Pd insiste nel chiedere un chiarimento: “Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare per sapere cosa sta succedendo: se il governo sta riaprendo le relazioni con la Russia si allontana dalla posizione unitaria europea”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein, per la quale “Meloni deve fare chiarezza su quali siano le cose che hanno discusso in questo incontro”.

Referendum, Mantovano: non sottopone magistratura a politica

Roma, 16 mar. (askanews) – “Io invito il presidente Monti, nei cui confronti ho grandissimo rispetto, e il segretario Landini a indicare un solo articolo, un solo comma, una sola parola, una sola virgola della riforma oggetto del Referendum di domenica e lunedì prossimi, da cui si può ricavare in qualche modo la sottoposizione della magistratura alla politica e l’alterazione della Costituzione”. Lo dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ospite della trasmissione ’10 Minuti’ su Rete4.

“Mi permetto di ricordare, non soltanto a loro, che da circa 27 anni nella Costituzione – aggiunge – c’è una modifica introdotta nel 1999, quella all’articolo 111, con la quale si dice nel modo più chiaro possibile che il processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, e tra le parti ovviamente c’è anche il pubblico ministero, davanti a un giudice terzo e imparziale. Allora, questa riforma è nient’altro che il completamento di quella riforma, oltre che di un quadro riformatore iniziato 40 anni fa col codice di procedura penale di Vassalli e Pisapia”.

“Segnalo anche, non certo al presidente Monti e neanche al segretario Landini che lo sanno bene, che nella Costituzione c’è un articolo, il 138, che saggiamente fu previsto dai costituenti, i quali non immaginavano se stessi come Mosè che scende dal monte Sinai con le tavole della legge, ‘quelle sono e se non vi piacciono le rompo’. Dissero i padri costituenti: ‘Noi non siamo Mosè, ma con l’articolo 138 permettiamo fra 50 anni, fra 80 anni, fra 100 anni, alla Costituzione più bella del mondo di adeguarsi alla modernità e alle esigenze di efficienza che riguardano anche il sistema giudiziario”, conclude.

Parma, arriva il grande padel: dal 17 al 22 marzo torneo Fip Silver

Roma, 16 mar. (askanews) – Una nuova settimana di sfide e spettacolo per il padel internazionale: dal 17 al 22 marzo arriva a Parma il Fip Silver Mediolanum Padel Cup, torneo del Cupra Fip Tour, circuito professionistico della Federazione Internazionale Padel. Al Pro Parma Sport Center, dove sono in palio 20mila euro di montepremi e 80 punti per il ranking mondiale Fip, sono attese protagonisti e protagoniste di livello mondiale: tra queste, la numero uno italiana Carolina Orsi – oro ai Giochi Europei di Cracovia 2023 e bronzo agli Europei 2025 e Mondiali 2024 – con le compagne di Nazionale Martina Parmigiani ed Emily Stellato. In evidenza, sottolinea una nota, anche Lucia Sainz, già numero 1 del mondo e pluricampionessa europea e mondiale con la Spagna, insieme alla giovane Raquel Eugenio, classe 2008 e numero 23 del ranking.

Tra gli uomini spiccano Simone Iacovino e Lorenzo Di Giovanni, bronzo agli Europei 2025, i veterani Daniele Cattaneo e Riccardo Sinicropi e i giovani talenti della NextGen internazionale, tra cui il 19enne Francisco “Curro” Cabeza, il più giovane vincitore di un torneo Premier Padel. Domenica ci sarà poi spazio per quattro ospiti d’eccezione: Alessandro Melli, Mark Iuliano, Alessio Tacchinardi e Nicola Amoruso scenderanno in campo per una sfida a colpi di racchetta, anche questa aperta al pubblico. Il Cupra Fip Tour di cui fa parte il Fip Silver di Parma, lo scorso hanno visto in campo più di 5.000 atleti per un totale di oltre 300 tornei.

Per il 2026 sono previsti più di 200 tornei che complessivamente ospiteranno 400 competizioni in cinque continenti.

Kallas: l’Ue non ha interesse ad allargare la missione navale Aspides a Hormuz

Roma, 16 mar. (askanews) – I ministri degli Esteri dell’Unione Europea non hanno mostrato “alcun interesse” ad estendere, almeno per il momento, la missione navale dell’Ue in Medio Oriente allo Stretto di Hormuz, ha dichiarato oggi Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera e di sicurezza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto ad altri Paesi di contribuire al controllo dello Stretto dopo che l’Iran ha risposto agli attacchi israelo-americani utilizzando droni, missili e mine per bloccare di fatto il passaggio delle petroliere che normalmente trasportano un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello globale.

La missione Aspides dell’Ue è stata istituita nel 2024 per proteggere le navi dagli attacchi del gruppo yemenita Houthi nel Mar Rosso.

“Durante le nostre discussioni è emersa una chiara volontà di rafforzare questa operazione, ma per il momento non c’è interesse a modificarne il mandato”, ha dichiarato Kallas ai giornalisti dopo una riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue a Bruxelles.

Poste Italiane supera 2.600 colonnine ricarica veicoli elettrici

Roma, 16 mar. (askanews) – L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Progetto Polis, che coinvolge i Comuni con meno di 15 mila abitanti, con l’obiettivo di incentivare l’inclusione sociale e la mobilità sostenibile dei cittadini nei piccoli centri. Entro l’anno è prevista l’installazione di 5 mila colonnine complessive in 3.500 Comuni tra Nord, Centro, Sud e isole. Il servizio del TG Poste.

Carceri, Mattarella: suicidi sconfitta dello Stato. Pesano sovraffollamento e carenza del personale

Roma, 16 mar. (askanews) – “Vi sono tanti problemi il primo dei quali è la piaga dei suicidi dei detenuti che non si attenua e che è una sconfitta dello Stato cui sono affidate le vite dei detenuti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e una rappresentanza della polizia penitenziaria in occasione del 209esimo anniversario della sua Costituzione.

“Ci sono diversi problemi in questo importante reparto della vita della Repubblica: il corpo penitenziario che ha compiti di grande responsabilità, sovente in condizioni di estrema difficoltà, talvolta di difficoltà insostenibile per le condizioni di sovraffollamento e per le condizioni strutturali degli edifici penitenziari, non essendo adeguati ai compiti, vi si aggiunge la carenza di personale che, non da oggi, continua a pesare fortemente anche sul lavoro degli agenti chiamati a moltiplicare gli sforzi, a questo si aggiunge la carenza di professionalità come quelle sanitarie e di formatori che sono essenziali nel mondo carcerario”, ha detto Mattarella.

Insomma una “condizione complessiva che richiede a tutti voi un sovrappiù di impegno professionale – ha evidenziato il capo dello Stato – vi ringrazio per la dedizione con cui vi dedicate”. Quindi Mattarella ha rivolto un saluto ai “familiari dei caduti in servizio, medaglie d’oro, desidero esprimere loro la riconoscenza della Repubblica. Auguri a chi lascia il servizio dopo anni di impegno intenso e sovente faticoso nella loro attività e auguri agli allievi che si preparano a un compito così delicato”.

“La finalità di reinserimento e del recupero dei detenuti particolarmente per i più giovani è non solo un obbligo costituzionale ma una scelta di civiltà e un investimento per la cittadinanza perchè il recupero conduce a una recidiva estremamente bassa e quindi è una responsabilità della Repubblica da coltivare il più possibile”, ha detto Mattarella. “Per questo sono importanti le attività ‘trattamentali’, termine non felicissimo – ha aggiunto il capo dello Stato – ma, essenziali per il reinserimento, per rendere più alta la speranza di recupero per il futuro. Questa è una finalità prevista dalla Costituzione che la Repubblica ha l’obbligo di coltivare”.

UniCredit, Orcel sfida Berlino e lancia Ops su Commerzbank

Milano, 16 mar. (askanews) – UniCredit torna all’attacco su Commerzbank, di cui già detiene una partecipazione del 26% (più un ulteriore 4% tramite derivati), annunciando il lancio un’offerta pubblica di scambio. Nonostante la ferma opposizione del governo tedesco, che resta il secondo azionista con una quota del 12%, del board di Commerzbank e dei suoi dipendenti, Andrea Orcel tenta di uscire dallo stallo, aumentando il pressing sulla seconda banca tedesca con l’Ops, ultimo tassello di un’operazione avviata a settembre 2024.

Se ufficialmente le ragioni dell’operazione sono principalmente di natura tecnica – l’offerta è finalizzata a superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca in materia di acquisizioni -, strategicamente, la mossa per UniCredit ha l’obiettivo di aprire un dialogo e favorire un confronto costruttivo con Commerzbank e coi suoi principali stakeholder, partendo da un maggior potere negoziale. “Il nostro messaggio a Commerzbank è: ora è il momento di parlare”, ha spiegato il Ceo di UniCredit nel corso di una conference call, assicurando di non mirare ad acquisirne il controllo, non prevedendo di superare in modo significativo la soglia del 30% (con il concambio atteso il premio è solo del 4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo). Ma Orcel vuole garantirsi flessibilità: se l’Ops consente subito di evitare di aggiustare costantemente la propria quota per rimanere al di sotto della soglia del 30% per evitare che scatti l’Opa obbligatoria, considerato il buyback in corso da parte di Commerzbank, allo stesso tempo permette a UniCredit, una volta conclusa l’offerta, di poter incrementare liberamente la propria partecipazione sul mercato o con altre modalità, senza alcun vincolo o limite.

Un’operazione “ragionevole e pragmatica” secondo il cda del gruppo italiano, “priva di svantaggi, tenendo conto che la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore”. Non la pensa così Commerbank. “Le comunicazioni di UniCredit sull’offerta, non concordata, non includono informazioni aggiuntive sui termini chiave di creazione di valore dell’operazione, informazioni necessarie per eventuali discussioni”, ha scritto la banca in una nota. “Il rapporto di cambio previsto nell’annuncio non include un premio per i nostri azionisti”, ha sottolineato a sua volta la Ceo Bettina Orlopp che domattina è attesa alla Morgan Stanley European Financials Conference. “Siamo convinti della solidità e del potenziale della nostra strategia, incentrata sull’indipendenza e sulla crescita redditizia”.

Le mire di UniCredit – già presente in Germania attraverso HVB, acquisita nel 2005 – su Commerbank risalgono a settembre 2024 con l’acquisizione di una quota del 9%. Il blitz aveva colto di sorpresa il governo tedesco che aveva messo all’asta una parte delle sue azioni nella banca, rilevate durante la crisi finanziaria del 2008. Oggi come allora, politica, board e dipendenti si sono sempre mostrati contrari all’operazione, trattandosi di un istituto chiave per i finanziamenti alle piccole e medie imprese tedesche. L’annuncio “riguarda le due banche coinvolte”, ma “la posizione politica del governo tedesco sulla questione è chiara: vogliamo mantenere l’indipendenza di Commerzbank”, ha affermato il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. In mattinata, il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, Maximilian Kall aveva detto: “un’acquisizione ostile sarebbe inaccettabile, soprattutto perché Commerzbank è una banca di importanza sistemica.Il Governo continuerà a sostenere la sua strategia volta a mantenere l’indipendenza dell’istituto”. Anche il gruppo parlamentare dell’Spd ha ribadito la sua opposizione al tentativo di acquisizione, sottolineando come Commerzbank sia “una banca di importanza sistemica che ha dimostrato ripetutamente la sua capacità di operare con grande successo in autonomia”.

L’Ops “è il livello successivo di oltraggio. Non solo non è coordinata, è ostile”, ha commentato Sascha Uebel, presidente del consiglio di fabbrica di Commerzbank, nonchè vicepresidente del Consiglio di sorveglianza della banca. “Ci difenderemo con tutte le nostre forze e i nostri mezzi”.

Sul fronte del Governo italiano è la Lega a commentare, attraverso il deputato e capogruppo in commissione Finanze, Giulio Centemero. “Troppo spesso alcuni governi europei invocano integrazione e mercato unico quando gli investimenti arrivano da loro, ma alzano barriere politiche quando sono imprese italiane a crescere e a proporsi come aggregatori”, ha detto in una nota. “Se davvero si vuole parlare di mercato dei capitali e di integrazione economica allora le regole devono valere per tutti. Le operazioni industriali transfrontaliere non possono essere ostacolate per meri interessi nazionali quando l’iniziativa arriva da società italiane. Serve coerenza: o il mercato unico vale sempre, oppure diventa soltanto uno slogan utile quando conviene ad altri”.

Dalla Commissione Ue è arrivato un sostegno indiretto. Pur non commentando, come prassi, i singoli casi, Bruxelles ha evidenziato come il consolidamento del settore bancario attraverso fusioni nazionali e transfrontaliere contribuirebbe a migliorare l’efficienza e la redditività delle banche, che andrebbe a vantaggio dei consumatori e dell’economia nel suo complesso. “Ciò di cui abbiamo bisogno per il successo dell’Unione del risparmio e degli investimenti a beneficio dei nostri cittadini e delle nostre imprese è avere banche solide, perché sono intermediari chiave nei mercati dei capitali”, ha dichiarato Siobhan McGarry, portavoce della Commissione europea per i servizi finanziari. “Nella Ue abbiamo un settore bancario forte e diversificato, ma le nostre banche non si sono ancora espanse a sufficienza per essere competitive sul palcoscenico internazionale”.

In Borsa il titolo UniCredit ha chiuso in rialzo dello 0,54% a 63,84 euro, balzo per Commerzbank (+8,62% a 32,14 euro). Il rapporto di cambio dell’offerta, il cui avvio è previsto all’inizio di maggio, sarà determinato dalla BaFin nei prossimi giorni, ma il concambio atteso è pari a 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank, che corrisponde ad un prezzo di 30,8 per azione Commerzbank. (fonte immagine: UniCredit)

Carceri, Mattarella: pesano sovraffollamento e carenza personale

Roma, 16 mar. (askanews) – “Ci sono diversi problemi in questo importante reparto della vita della Repubblica: il corpo penitenziario che ha compiti di grande responsabilità, sovente in condizioni di estrema difficoltà, talvolta di difficoltà insostenibile per le condizioni di sovraffollamento e per le condizioni stutturali degli edifici penitenziari, non essendo adeguati ai compiti, vi si aggiunge la carenza di personale che, non da oggi, continua a pesare fortemente anche sul lavoro degli agenti chiamati a moltiplicare gli sforzi, a questo si aggiunge la carenza di professionalità comne quelle sanitarie e di formatori che sono essenziali nel mondo carcerario”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e una rappresentanza della Polizia Penitenziaria in occasione del 209° anniversario della sua costituzione.

Insomma una “condizione compolessiva che richiede a tutti voi un sovrappiù di impegno professionale – ha evidenziato il capo dello Stato – vi ringrazio per la dedizione con cui vi dedicate”.

Quindi Mattarella ha rivolto un saluto ai “familiari dei caduti in servizio, medaglie d’oro, desidero esprimere loro la riconoscenza della Repubblica. Auguri a chi lascia il servizio dopo anni di impegno itenso e sovente faticoso nella loro attività e auguri agli allievi che si preparano a un compito così delicato”.

Trump: l’Iran ora è una tigre di carta. Gli alleati aiutino a liberare Hormuz, serve più a loro

Roma, 16 mar. (askanews) – Gli attacchi americani contro l’Iran continuano “con piena forza” e “in ogni direzione”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, durante una conferenza stampa al ribattezzato Trump-Kennedy Center a Washington in cui ha sostenuto che gli iraniani “sono stati letteralmente obliterati”. Il leader Usa ha spiegato che “dall’inizio del conflitto sono stati lanciati oltre settemila target, principalmente militari e commerciali. Abbiamo ottenuto il 95% di riduzione di attacchi missilistici e il 95% di droni. Ora i missili vengono lanciati molto lentamente perché non ne hanno molti”. Stando a Trump, oggi sono stati colpiti tre siti manifatturieri di missili. Secondo lui “oltre 100 navi sono state distrutte o affondate. Deve essere un record”. “Abbiamo colpito, per quanto ne sappiamo, tutte le loro navi posa-mine”, ha dichiarato inoltre Trump, riferendosi alla capacità dell’Iran di bloccare lo Stretto di Hormuz. “Ora, immagino, potrebbero mettere le mine su altri tipi di navi e lasciarle cadere. Ma non sappiamo che ne sia stata lanciata alcuna. Non siamo sicuri che ne sia stata lanciata alcuna”. “Noi abbiamo colpito tutte e 30 le loro navi e le abbiamo distrutte. Sono tutte sul fondo del mare”, ha specificato Trump. “L’Iran l’ha sempre usata come arma economica, e non potrà continuare a farlo a lungo”, ha osservato ancora Trump, in merito alla militarizzazione di Hormuz, annunciando che “numerosi paesi mi hanno detto che stanno arrivando”. “Incoraggiamo fortemente altre nazioni le cui economie dipendono dallo Stretto molto più della nostra”, ha dichiarato oggi il presidente statunitense Donald Trump in conferenza stampa, spiegando che gli Usa vogliono “che vengano ad aiutarci con lo Stretto” di Hormuz.

“Noi otteniamo meno dell’1% del nostro petrolio dallo Stretto, mentre alcuni paesi ottengono molto di più: il Giappone il 95%, la Cina il 90%. Molti europei ne ottengono una quota considerevole, la Corea del Sud il 35%”, ha osservato Trump, affermando che gli Stati Uniti hanno messo lo Stretto di Hormuz “in ottime condizioni”.

Quindi, l’Iran è diventata una “tigre di carta” dopo gli attacchi di Usa e Israele, ha detto il presidente americano, Donald Trump, durante la conferenza stampa in cui è tornato a incoraggiare “altre nazioni che dipendono dallo Stretto di Hormuz ad aiutare gli Stati Uniti rapidamente e con grande entusiasmo”. Trump avrebbe voluto fare i nomi dei paesi disposti ad aiutare “ma non so se vogliono che lo faccia o meno perché forse non vogliono essere presi di mira ma direi che non importa se siete presi di mira o no perché abbiamo a che fare con una tigre di carta. Non lo era due settimane fa ma ora lo è”. Nella stessa conferenza ha definito “fantastica” la relazione con il Venezuela (dove a inizio anno gli Usa hanno rimosso il presidente Nicolas Maduro), da cui ora arrivano “milioni di barili di petrolio”.

Trump in generale ha detto che gli Stati Uniti non hanno bisogno dello Stretto di Hormuz né del petrolio che passa attraverso di esso. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump. In conferenza stampa, il leader Usa ha dichiarato: “Non abbiamo bisogno di petrolio. Il petrolio è uno degli asset migliori che abbiamo. La nostra produzione è più che doppia rispetto a quella di ogni altro Paese”. Trump ha spiegato che già prima della guerra l’uso dello Stretto era basso, ora è a zero.

Dopo aver detto che l’aiuto degli alleati Nato nello Stretto di Hormuz è “una necessità”, il presidente americano ha detto di aver chiesto quell’aiuto “non perché ne abbiamo bisogno ma per vedere come si comportano”. In riferimento agli alleati stessi, Trump ha aggiunto: “Lavoriamo con loro sull’Ucraina ma non abbiamo bisogno di farlo”. Secondo lui “alcune nazioni ci deluderanno. Vi farò sapere quali sono”.

Infine, il presidente americano ha negato che Israele possa lanciare un attacco nucleare contro l’Iran. “Israele non lo farebbe mai” ha detto Trump. Secondo varie stime, Israele ha 100 testate nucleari mentre l’Iran nemmeno una.

MotoGp, rinviato il Gp del Qatar all’8 novembre

Roma, 16 mar. (askanews) – Cambia il calendario del Motomondiale 2026. A causa della crisi geopolitica e del conflitto in corso in Medio Oriente, gli organizzatori della MotoGP hanno deciso di rinviare di cinque mesi il Gran Premio del Qatar, inizialmente previsto ad aprile. La gara sul circuito di Lusail si disputerà ora l’8 novembre.

La decisione è stata ufficializzata domenica 15 marzo, dopo le recenti cancellazioni dei Gran Premi di Formula 1 in Bahrain e Arabia Saudita. Il rinvio del round qatariota ha comportato anche uno slittamento delle ultime due tappe del mondiale: il Gp del Portogallo, a Portimao, è stato posticipato al 22 novembre, mentre il tradizionale finale di stagione di Valencia si correrà il 29 novembre.

“La priorità è sempre la sicurezza di tutte le persone coinvolte nella MotoGP e garantire che ogni Gran Premio si svolga secondo i più alti standard possibili”, ha spiegato l’amministratore delegato della MotoGP Carmelo Ezpeleta. “Sappiamo che è importante chiarire ai tifosi la possibilità di utilizzare i biglietti per il nuovo evento e ringraziamo anche Portimao e Valencia per la collaborazione e la flessibilità”.

Sulla stessa linea gli organizzatori qatarioti. “Rispettiamo e sosteniamo la decisione di rinviare il Gp del Qatar – ha dichiarato Abdulrahman bin Abdullatif Al Mannai, presidente della federazione motociclistica del Qatar – e ringraziamo tifosi, team e partner per la comprensione. Non vediamo l’ora di accogliere tutti a novembre”.

Il nuovo calendario porterà anche a una “triple header” finale con tre gare consecutive: Australia, Malesia e Qatar in tre fine settimana di fila. Se confermata, la stagione 2026 diventerebbe la più lunga nella storia del Motomondiale, che dal 1949 non si era mai concluso così tardi, alla vigilia di dicembre. Restano tuttavia le incognite legate alla situazione nel Golfo e alle condizioni climatiche di fine novembre, soprattutto a Valencia.

Trezzano sul Naviglio, inaugurato il Sentiero dei Campioni di P&G

Trezzano sul Naviglio, 16 mar. (askanews) – A Trezzano sul Naviglio viene inaugurato il nuovo “Sentiero dei Campioni”, un percorso di circa un chilometro immerso nel verde del Parco del Centenario. Un progetto promosso da Procter & Gamble insieme a Carrefour e Corepla, con la consulenza tecnica di AzzeroCO2, pensato per unire sport, natura e sostenibilità.

Abbiamo intervistato Riccardo Calvi, Direttore Comunicazione Procter & Gamble Italia:”Ha un significato molto importante il Sentiero dei Campioni, perché si inserisce all’interno di un programma che si chiama P&G per l’Italia con il quale già dal 2021 stiamo realizzando azioni concrete nell’ambito della sostenibilità ambientale e sociale. Mi fa piacere inaugurare proprio il Sentiero dei Campioni di Trezzano, che ricordiamo è il terzo perché dopo quello di Cerni e di Villafranca di Verona mi fa piacere inaugurarlo nel periodo delle Paralimpiadi proprio perché è un sentiero accessibile, accessibile a tutti e che quindi può rientrare anche nel nostro impegno nel favorire l’avviamento allo sport dei ragazzi con disabilità che stiamo portando avanti con un programma proprio pensato per i giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 che si chiama “campioni ogni giorno”.

Un nuovo spazio che arricchisce il Parco del Centenario e offre ai cittadini di Trezzano sul naviglio un luogo in più per vivere la natura.

Abbiamo sentito Giuseppe Morandi, Sindaco di Trezzano sul Naviglio: “Per la nostra comunità trezzanese il Sentiero dei Campioni rappresenta un’opportunità molto interessante che l’amministrazione ha voluto cogliere per dotare la nostra cittadina di un percorso che è un percorso vita e salute ma non solo corporeo per esercizi fisici ma anche per esercizi mentali e psicologici. I nostri cittadini potranno così passeggiare nell’ambiente e nella natura facendo questi esercizi e rilassando la loro psiche.”

Secondo AzzeroCO2, il Sentiero dei Campioni dimostra come tutela dell’ambiente e benessere delle persone possano andare di pari passo, grazie anche alla realizzazione di un Orto-Frutteto Solidale che rafforza la biodiversità del parco.

Ecco le parole di Sara Palliccia, Project Manager Progetti Innovativi AzzeroCO2:” La sostenibilità ambientale non è un tema ambientale, è prevalentemente un tema umano, perché l’ambiente in cui viviamo determina la nostra vita. Fenomeni atmosferici estremi sono in grado di cambiare l’economia dei paesi e quindi la vita delle persone. È fondamentale che aziende come ad esempio Procter & Gamble si impegnino a supporto di progetti che siano sia ambientalmente sostenibili che con un occhio molto attento alla vita delle persone. “

Il Sentiero dei Campioni si sviluppa in cinque tappe tematiche dedicate a respiro, acqua, bosco, panorama e movimento, per riscoprire il rapporto tra attività fisica, natura e benessere.

Carceri, Mattarella: reinserimento obbligo costituzionale e scelta civiltà

Roma, 16 mar. (askanews) – “La finalità di reinserimento e del recupero dei detenuti particolarmente per i più giovani è non solo un obbligo costituzionale ma una scelta di civiltà e un investimento per la cittadinanza perchè il recupero conduce a una recidiva estremamente bassa e quindi è una responsabilità della Repubblica da coltivare il più possibile”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e una rappresentanza della Polizia Penitenziaria in occasione del 209° anniversario della sua costituzione.

“Per questo sono importanti le attività ‘trattamentali’, termine non felicissimo – ha aggiunto il capo dello Stato – ma, essenziali per il reinserimento, per rendere più alta la speranza di recupero per il futuro. Questa è una finalità prevista dalla Costituzione che la Repubblica ha l’obbligo di coltivare”.

Formula1, Kimi Antonelli a Bologna, accoglienza trionfale

Roma, 16 mar. (askanews) – Accoglienza da vincitore per Andrea Kimi Antonelli, atterrato questa mattina all’aeroporto Marconi di Bologna dopo il successo nel Gran Premio di Formula Uno in Cina. Il giovane pilota italiano ha raccontato ai giornalisti l’emozione per i tanti messaggi ricevuti dopo la vittoria.

“Sono stato sorpreso dalla dedica di Jannik Sinner dopo Indian Wells, l’ho apprezzata molto, è stato molto carino e l’ho ringraziato”, ha spiegato Antonelli, visibilmente soddisfatto per l’affetto ricevuto anche dal mondo dello sport italiano.

Tra gli attestati di stima anche quello di un’altra icona bolognese, Alberto Tomba, che ha espresso il desiderio di conoscerlo. “Lui è una leggenda – ha commentato Antonelli -. I miei genitori mi parlano spesso delle sue imprese e ovviamente sarebbe bello poterlo incontrare”.

Il pilota Mercedes ha poi parlato anche del rapporto con Lewis Hamilton, ora in Ferrari, soffermandosi su una foto scattata insieme dopo la gara. “Credo che quella con Lewis sia la foto dell’anno – ha detto -. Il suo entusiasmo nei miei confronti è stato davvero bello. Mi ha sempre supportato da quando sono arrivato in Mercedes e lui in Ferrari. Abbiamo un bellissimo rapporto ed è speciale con un campione come lui. La Ferrari è la Ferrari ed è immensa, ma anche tifare Mercedes per me… non sarebbe male”.

Sean Penn salta gli Oscar e va a Kiev. Zelensky: grazie a te sappiamo cosa significa essere un vero amico

Roma, 16 mar. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ringrazia l’attore americano premio oscar Sean Penn per il suo supporto. “Sean, grazie: grazie a te sappiamo cosa significa essere un vero amico dell’Ucraina. Sei stato al fianco dell’Ucraina fin dal primo giorno della guerra su larga scala”, ha scritto il presidente ucraino sul proprio profilo X.

“Questo è vero ancora oggi”, ha aggiunto Zelensky, specificando che “sappiamo che continuerai a stare al fianco del nostro Paese e del nostro popolo”. Penn non ha presenziato alla cerimonia di premiazione della notte degli Oscar 2026 preferendo recarsi in Ucraina. Penn ha comunque vinto la sua terza statuetta, come miglior attore non protagonista per “Una battaglia dopo l’altra”, il film che ha trionfato all’edizione numero 98 a Los Angeles. Non è la prima volta: l’attore 65enne si è già recato in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa nel 2022. Nel 2023 Penn ha anche co-diretto un documentario su Zelensky, un ritratto che ripercorre la sua carriera da comico a leader, presentato in anteprima al Festival del cinema di Berlino nel 2023.

Russia, Pd: Governo chiarisca contenuti e modalità incontro Cirielli

Milano, 16 mar. (askanews) – “Il Partito Democratico ha presentato un’interpellanza urgente al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale per chiedere chiarimenti su un incontro avvenuto tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia. L’iniziativa promossa dai deputati democratici della commissione Esteri della camera impegna il Governo a chiarire in modo puntuale tre questioni fondamentali. In particolare si chiede “se il Governo, anche alla luce delle dichiarazioni rese dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, possa fornire una ricostruzione puntuale dell’incontro avvenuto tra il viceministro Edmondo Cirielli e l’ambasciatore della Federazione Russa Aleksej Vladimirovic Paramonov, indicando con precisione la data, il luogo, le modalità di svolgimento e i principali temi trattati nel corso del colloquio”. I Democratici chiedono inoltre “se e con quali modalità il Presidente del Consiglio dei ministri e il ministro degli Affari esteri siano stati informati dell’incontro e dei suoi contenuti. E se il Governo ritenga che l’incontro con l’ambasciatore della Federazione Russa, pur rientrando nelle normali prassi diplomatiche, sia coerente con la linea politica ufficiale dell’Italia nei confronti della Russia e con gli impegni internazionali assunti nell’ambito dell’Unione europea, e se intenda assumere iniziative volte a garantire una piena trasparenza parlamentare in merito a tali interlocuzioni future”.

Ucraina, Schlein: errore gravissimo acquistare gas e petrolio da Russia

Roma, 16 mar. (askanews) – Tornare ad acquistare gas e petrolio dalla Russia sarebbe “un errore gravissimo”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando a ‘Tagadà’ su La7. “Sarebbe errore drammatico allentare la pressione economica sulla Russia, perché Putin se ne avvantaggerebbe per continuare la sua invasione criminale in Ucraina. Il governo su questo è diviso, infatti non è riuscita a esprimersi in modo forte e chiare contro questa proposta di t di allentare le sanzioni sul petrolio. Invece l’Europa deve invece rimanere compatta”.

Paralimpiadi, Mattarella chiama per congratularsi con presidente Cpi

Roma, 16 mar. (askanews) – Congratulazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e saluto in videochiamata della premier Giorgia Meloni ai medagliati a Casa Paralimpica, arrivati al termine dei XIV Giochi paralimpici di Milano Cortina

“Grande orgoglio per i risultati ottenuti dalla squadra italiana ai Giochi Paralimpici Invernali, un’edizione che ha segnato un risultato storico per il nostro Paese con il superamento del numero di medaglie mai raggiunto prima dall’Italia in questa manifestazione”, si legge in un comunicato del Comitato paralimpico.

Il Presidente della Repubblica Mattarella, viene detto, “ha telefonato al Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, per esprimere le sue congratulazioni per l’edizione da record della delegazione azzurra e per i risultati ottenuti dagli atleti italiani. Il Capo dello Stato ha sottolineato il grande valore sportivo e umano delle prestazioni della squadra, ringraziando atleti, tecnici e tutto il movimento paralimpico per aver portato ancora una volta prestigio e orgoglio al Paese”.

Al termine della cerimonia di chiusura dei Giochi, a Casa Paralimpica si è svolta inoltre una videochiamata con la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che “ha voluto salutare direttamente alcuni dei medagliati presenti. Alla chiamata hanno partecipato, insieme agli atleti, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e il Presidente del CIP”. La Presidente Meloni “ha rivolto parole di grande apprezzamento e gratitudine agli atleti azzurri, complimentandosi per i risultati raggiunti e per l’esempio di determinazione, impegno e passione che rappresentano per tutto il Paese”.

Per il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, quella appena conclusa “è stata un’edizione straordinaria per lo sport paralimpico italiano. I nostri atleti hanno scritto una pagina importante, raggiungendo un risultato storico e dimostrando ancora una volta talento, determinazione e spirito di squadra. Il sostegno e la vicinanza delle istituzioni rappresentano un segnale molto importante per tutto il movimento».

"Barefoot Walk", madri israeliane e palestinesi insieme per la pace

Roma, 16 mar. (askanews) – Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma martedì 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace”, l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

A guidare il cammino simbolico saranno Reem Al-Hajajreh e Yael Admi, candidate al Premio Nobel per la Pace, che attraverseranno la città a piedi nudi in un gesto potente e universale. Il percorso partirà alle 17 dall’Ara Pacis e si concluderà alla Terrazza del Pincio, trasformando Roma in un palcoscenico internazionale di dialogo e speranza.

La Barefoot Walk, patrocinata da Roma Capitale, lancia un messaggio chiaro ai leader mondiali: i bambini hanno diritto a un futuro di sicurezza, dignità e pace duratura. La campagna chiede ai governi di includere donne e comunità nei processi decisionali e di trasformare la richiesta collettiva di pace in azioni politiche concrete.

L’evento sarà impreziosito da una performance a capella esclusiva di MILCK, cantautrice vincitrice del primo posto nella classifica Billboard, la cui voce accompagnerà l’appello delle madri al mondo.

Questa camminata darà il via a una serie di eventi di solidarietà in tutto il mondo, in concomitanza con importanti appuntamenti internazionali, tra cui il Vertice del G7 di Evian, previsto per giugno.

La Barefoot Walk for Peace è un invito aperto: chiunque desideri partecipare può farlo, a titolo individuale o insieme ad associazioni.

"Ossessione" di Samurai Jay è certificato disco d’oro

Milano, 16 mar. (askanews) – Ossessione di Samurai Jay conquista oggi il disco d’oro. Il brano è il primo tra quelli in gara al 76º Festival di Sanremo ad aver ottenuto la certificazione, segnando un ulteriore traguardo per l’artista.

La certificazione arriva in un momento di grande successo per Samurai Jay, che continua a dominare le classifiche e gli streaming con Ossessione: il singolo ha conquistato il primo posto della classifica FIMI/NIQ per due volte consecutive, nella settimana #10 e #11 del 2026, è stabile al primo posto della Top 50 Italia di Spotify ed è entrato anche nella Top 200 Global (#164, la posizione più alta raggiunta). Con oltre 1,5 milioni di stream giornalieri e più di 25 milioni di stream complessivi su tutte le piattaforme, Samurai Jay è inoltre il primo artista della kermesse a superare i 10 milioni di ascolti con il proprio brano.

Il successo si riflette anche sulle altre piattaforme: Ossessione è #1 nella Apple Top: 100 Italy, nella Top Songs Amazon Music e nella Top 200 Shazam Italia, oltre alla #94 posizione nella Top 200 Global Shazam. Anche il videoclip ufficiale è tra i più visti su YouTube, è il #3 video musicale più visto con 4,8 milioni di visualizzazioni. Sui social il brano continua a crescere: su TikTok il suono di Ossessione è diventato virale superando i 170mila video creati dagli utenti, confermando Samurai Jay come uno degli artisti più influenti del momento anche sui social media.

Tra i traguardi più recenti dell’artista c’è inoltre il disco di platino di Halo, il singolo pubblicato lo scorso giugno per Island Records (Universal Music Italia). Con oltre 70 milioni di streaming complessivi su tutte le piattaforme, il brano si è imposto come uno dei successi più rilevanti dell’ultimo anno.

Samurai Jay, che si è esibito per la prima volta al Festival di Sanremo, si è distinto per il suo sound sperimentale e ricco di contaminazioni, che fonde rap e sonorità elettroniche e urban, arricchite da influenze latine, riscontrando grande successo ed entusiasmo da parte del pubblico.

Esce "Agonia", il nuovo album di Chiello

Milano, 16 mar. (askanews) – Da venerdì 20 marzo sarà disponibile in digitale e nei formati CD (standard e autografato) e vinile (standard, autografato e colorato trasparente) “Agonia”, il nuovo album di Chiello. Attivo il pre-order https://island.lnk.to/AGONIA.

L’album contiene “Ti penso sempre” (Island Records/Universal Music Italia), il brano con cui ha partecipato al 76° Festival di Sanremo, scritto da Chiello e composto da Tommaso Ottomano, Saverio Cigarini, Fausto Cigarini e Matteo Pigoni.

La copertina di “Agonia” è una fotografia di Todd Hido, tratta dalla raccolta “House Hunting”, un corpus di immagini a colori e in bianco e nero che attraversa i sobborghi americani. Gli scenari di Hido sono solitari, misteriosi, sospesi tra conforto e inquietudine. Le sue fotografie ritraggono interni di case a schiera e vedute notturne di abitazioni simili, in cui la presenza umana è solo suggerita, il bagliore di un televisore acceso, una lampadina, una finestra illuminata nel buio. Immagini, capaci di evocare una malinconia silenziosa e persistente, in cui il quotidiano diventa qualcosa di intimo e poetico. Restituendo una bellezza fragile, discreta e profondamente emotiva. AGONIA dialoga con questo immaginario e scava nelle venature più profonde dell’essere umano, esplorando fragilità, solitudine, desiderio e introspezione emotiva.

Chiello presenterà il nuovo album al pubblico con un instore tour: – 20 marzo – Milano – Mondadori Duomo – ore 16.00 – 24 maro – Roma – Discoteca Laziale – ore 16.00

Il cantautore, con la sua cifra stilistica unica e il suo immaginario poetico, si conferma tra i nomi rivelazione del 2025. Dopo l’uscita del suo ultimo album “Scarabocchi” (Island Records/Universal Music Italia) e il successo del primo live show nei principali club italiani, torna sul palco con “Chiello Club Tour 2026”, sei date ad alta intensità.

Questo il calendario, organizzato e prodotto da Trident Music:

16 Aprile 2026 – gran teatro geox – Padova 19 Aprile 2026 – atlantico – Poma 21 Aprile 2026 – teatro cartiere carrara – Firenze 22 Aprile 2026 – estragon – Bologna 28 Aprile 2026 – alcatraz – Milano 29 Aprile 2026 – teatro concordia – Venaria reale (Torino)

I biglietti sono disponibili in prevendita su Ticketone.it, su Ticketmaster.it e nei punti vendita abituali. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito https://bit.ly/chielloclubtour2026.

JULI torna con il nuovo brano "Quelli come me" con Coez

Milano, 16 mar. (askanews) – La sua “firma” musicale è la più riconoscibile della scena attuale, ha all’attivo 34 dischi di PLATINO e 28 dischi d’ORO e un totale di oltre 1 miliardo di stream globali: JULI torna con il nuovo brano “Quelli come me”, prima collaborazione con Coez, in uscita venerdì 20 marzo in radio e in digitale. Il brano, che arriva a due anni di distanza dal successo di “Ho voglia di te” con Emma e Olly, è disponibile da ora in pre-save qui: link

“Quelli come me” è un brano spontaneo, nato chitarra e voce e naturalmente rimasto tale. Una canzone semplice e delicata, dove il contrasto con il testo crea una distorsione quasi agrodolce. Un inno generazionale dove l’ascoltatore può facilmente ritrovarsi, un flusso di pensieri che ci ricorda che il fatto di sentirsi soli viene annullato dall’avere accanto qualcuno di simile, la persona giusta.

“Questo è un brano che nasce dopo due giorni di studio – racconta Juli. Il ricordo più bello è stato che dopo averlo scritto siamo andati a cena anche con altri amici e con un giro in macchina ce lo siamo goduto al massimo allo stereo. Tutto il pezzo è un “sono come te e tu sei come me”, un tu che si riferisce ad un’altra persona ma che in realtà parla anche a sé stessi.”

JULI, pseudonimo di Julien Boverod, è un producer, autore e musicista classe ’98 originario di Aosta ma cresciuto artisticamente a Torino. Sin da giovanissimo si fa largo nel panorama musicale riuscendo ad emergere a livello nazionale, raggiungendo certificazioni d’oro e di platino per le sue produzioni e composizioni. Dal 2018 produce per Shade, Boro Boro, Oliver Green e successivamente allarga il campo delle collaborazioni lavorando anche insieme a Mambolosco, Fred De Palma, Alfa, Dargen D’Amico, Baby K. A partire dalla fine del 2020 collabora con Olly, artista con il quale si instaura una speciale intesa artistica che porta alla produzione dell’album “Il mondo gira”, pubblicato a dicembre 2022, e alla partecipazione a Sanremo 2023 con il brano “Polvere”. Nel 2024 JULI ritorna al Festival di Sanremo in qualità di autore, arrangiatore e produttore dei brani “Apnea” di Emma e “Il cielo non ci vuole” interpretata da Fred De Palma. È anche tra i compositori e produttori del singolo multiplatino “L’ultima poesia” di Ultimo e Geolier. A maggio 2024 entra a far parte del roster di EMI Records (Universal Music) e pubblica subito dopo il singolo “Ho voglia di te” con Emma e Olly, che conta 60 milioni di streams sulle piattaforme digitali e già disco di platino. Sul finire del 2024 esce il secondo album di Olly, “Tutta vita”, interamente co-scritto e prodotto da JULI, che esordisce alla #1 in classifica FIMI e già certificato disco di platino. A Sanremo 2025 JULI è autore e produttore del brano vincitore del Festival: “Balorda nostalgia” di Olly. Ad aprile esce il brano “Bella davvero”, scritta da Ultimo e prodotta da Juli e ad ottobre esce “Tutta vita (sempre)”, il repack dell’album di Olly. Parallelamente parte il tour di Olly nei palasport, di cui Juli cura la direzione artistica.

Tra “Anticristo” e neo-con, messa in latino a Roma (ma senza Thiel)

Roma, 16 mar. (askanews) – Sono giovani, molti sono stranieri, devoti ma soprattutto ultra conservatori: sono i selezionatissimi partecipanti ai seminari sull'”Anticristo” del controverso tecno-guru trumpiano Peter Thiel, co-fondatore di Paypal con Elon Musk e fondatore dell’azienda Palantir Technologies, in questi giorni a Roma. Domenica, dopo il primo incontro di circa due ore, hanno seguito una messa in latino nella Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, in pieno centro storico, tra via Giulia e Piazza del Monte di Pietà. Al termine delle funzione Davide Quadri, responsabile internazionale Lega Giovani, ha detto ai giornalisti presenti:

“Molti più giovani rispetto ad altre situazioni della Chiesa, penso che questo sia un fatto” probabilmente “perché la liturgia tradizionale è molto più rigorosa e più bella e quindi la gioventù è sicuramente ispirata a qualcosa di bello. La messa tradizionale è assolutamente bellissima, anche per gli stranieri. Il fatto che questo rito (in latino) sia uguale da New York a Hong Kong penso che aiuti nella Chiesa universale ad avvicinarci”, ha dichiarato al termine della funzione parlando con i giornalisti fuori dalla chiesa.

Alcuni di loro ancora con il pass al collo per prendere parte ai prossimi due incontri previsti di Thiel, che, nonostante le voci dei giorni precedenti e la grandissima attenzione mediatica prodotta dalla sua visita a Roma, non si è presentato in Chiesa. Inizialmente, per sviare i giornalisti e i curiosi, ma anche gli stessi partecipanti, era corsa voce che la funzione religiosa si sarebbe tenuta nella chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini, a una decina di minuti a piedi di distanza.

Iran, la Casa Bianca: Trump chiede all’Europa e ai Paesi del Golfo di fare di più per riaprie lo Stretto di Hormuz

Roma, 16 mar. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta chiedendo agli alleati europei, ai partner del Golfo e ai Paesi arabi di fare di più per riaprire lo stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.

“Il presidente sta parlando con i nostri alleati in Europa e anche con molti dei nostri partner nel Golfo e nel mondo arabo per incoraggiarli a fare di più per aprire lo stretto di Hormuz”, ha dichiarato. “Anche i nostri alleati della Nato devono fare di più”, ha aggiunto.

La portavoce ha sottolineato che gli Stati uniti stanno realizzando le operazioni militari non solo per proteggere le proprie basi e risorse nella regione ma anche per difendere Europa, Medio Oriente e la comunità internazionale: “Gli Stati uniti stanno operando non solo per sostenere e proteggere le nostre risorse e basi in Medio Oriente, ma anche per difendere l’Europa, il Medio Oriente e il resto del mondo dal regime iraniano che cerca di ottenere una bomba nucleare”.

Illumina, nuova visione sport per Italia parte da Cologno Monzese

Roma, 16 mar. (askanews) – Un’Italia dove lo sport non è più un privilegio, ma un diritto. Dove ogni piazza, ogni quartiere, ogni città diventa un palcoscenico di energia, inclusione e futuro. Sono i presupposti alla base di Sport Illumina, il progetto promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi con un finanziamento di 31,8 milioni di euro e ideato da Sport e Salute.

Illumina – sottolinea una nota – è la rivoluzione italiana che non solo trasforma gli spazi, ma accende la vita delle persone. Non si tratta di sogni, ma di possibilità concrete: campi da basket che ricordano il Madison Square Garden, campi da tennis con le stesse superfici degli Australian Open, tornei sotto le stelle, attività scelte dai cittadini stessi. Dalla prima scintilla di Cologno Monzese nascerà un’onda che attraverserà l’Italia, portando accessibilità, divertimento, salute e comunità in ogni angolo del Paese. Lo sport smette di essere osservato e diventa vissuto, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, guidato da tutor pronti a supportare ogni cittadino. Questa è la nuova visione dello sport italiano, e chiunque voglia partecipare potrà finalmente farlo.

Quello di Cologno Monzese – il primo Illumina, degli 85 in fase di realizzazione – è realtà grazie anche alla visione del Comune che ha creduto nel progetto. Qui lo sport è da sempre un punto di riferimento per la comunità e per molti giovani. Il nuovo spazio nasce nel parco di via Neruda, dove per anni un campetto da basket è stato luogo di incontro spontaneo per i ragazzi del quartiere. Da quell’esperienza prende forma oggi un’area sportiva rinnovata e aperta a tutti. Uno spazio multifunzionale con campo da basket 3×3, area calisthenics e parete per l’arrampicata.

Ad arricchire la giornata, la presenza dei ragazzi delle scuole, delle Asd locali, dei cittadini oltre agli Ambassador del Team Illumina: i campioni Filippo Magnini e Giacomo Galanda, l’artista Silvia Salemi, gli atleti Sara e Paolo Vargetto e il freestyler Swan Ritossa. L’inaugurazione si è distinta per uno show musicale curato da Warner Music Italy, media partner del progetto, con l’esibizione del vincitore di Sanremo Giovani, Nicolò Filippucci.

“Il nostro Progetto Sport Illumina – sottolinea Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani – ha come obiettivo la riqualificazione urbana e sociale dei luoghi dove poter praticare gratuitamente attività motoria, perché abbiamo il dovere di intervenire tanto più dove emergono o hanno addirittura il sopravvento disagi sociali e fenomeni criminali, come abbiamo fatto a Caivano, non solo con il ricostruito centro sportivo Pino Daniele, ma anche con il playground che abbiamo realizzato e dedicato a Fortuna e Antonio, bambini lanciati da due balconi tredici anni fa, applicando il principio dello sport come indispensabile difesa immunitaria sociale. Con questo spirito e con queste consapevolezze il Governo Meloni sta investendo risorse finanziare e attuando progetti diffusi, come mai successo nella storia della Repubblica, mettendo a disposizione delle comunità nuove infrastrutture pubbliche, a partire dai 1.543 spazi attrezzati nei Comuni del Sud sotto i 10.000 abitanti, ai quali si aggiungono ora le 85 progettualità di Sport Illumina, come questa di Cologno Monzese, con un investimento finanziario complessivo di quasi 32 milioni”.

Secondo Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute, “questa è la risposta concreta di Sport e Salute ad una domanda sempre crescente di spazi e luoghi dove poter svolgere attività fisica e sportiva in maniera libera, gratuita e accessibile. Abbattiamo così alcune delle barriere d’accesso allo sport. Un impegno concreto che non si conclude al taglio del nastro ma si consolida nella gestione quotidiana di questi spazi”.

“Illumina – osserva Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute – nasce da un’idea semplice ma dirompente: il buio si deve trasformare in opportunità e il silenzio nel battito di una comunità. La nostra missione è generare valore sociale. Accendiamo i territori con l’arma più potente che abbiamo: la bellezza dello sport praticato, libero e accessibile a tutti, perché lo sport è vita e illumina tutto!”.

Secondo Stefano Zanelli, sindaco di Cologno Monzese, “il progetto Sport Illumina ci ha permesso non soltanto di riqualificare un’area sportiva nel nostro territorio, nel contempo è una opportunità per un percorso di condivisione sportiva con la popolazione cittadina ed in particolare i nostri giovani. Siamo certi che il coinvolgimento delle associazioni sportive e la presenza di tutor faranno di questo playground un punto di riferimento importante per tutti, con la consapevolezza che lo sport, soprattutto quello praticato all’aperto, è fonte di benessere, amicizia e vita”.

Energia, Vannacci: riaprire i rubinetti con la Russia

Montecatini (Pistoia), 16 mar. (askanews) – È necessario “riaprire i rubinetti con la Russia perché anche quelli influenzano il prezzo dell’energia”. Lo ha detto il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, parlando con i giornalisti a Montecatini prima del suo spettacolo “Il mondo al contrario – Remigrazione” al Teatro Verdi.

“Io l’ho detto ma qualcuno l’ha fatto, Trump ha sospeso temporaneamente le sanzioni alla Russia, quando ci si trova in una crisi e il sistema adottato precedentemente non funziona perché non rivedere quell’impianto sanzionatorio”, ha spiegato Vannacci.

La linea del governo sul permanere delle sanzioni alla Russia “non mi convince nella maniera più assoluta perché secondo me contrasta con quelli che sono gli interessi italiani” ha detto ancora Vannacci. È d’accordo con Salvini? “Forse Salvini e d’accordo con me” ha concluso Vannacci.

Via Fani, Meloni: pagina dolorosa, ricordiamo servitori Stato uccisi

Milano, 16 mar. (askanews) – “Il 16 marzo 1978 gli agenti Giulio Rivera, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Domenico Ricci e Francesco Zizzi, furono vigliaccamente uccisi nel tragico agguato in via Fani a Roma che portò al rapimento di Aldo Moro, il cui corpo fu poi ritrovato senza vita il 9 maggio successivo. Un giorno difficile per tutti, che aprì una pagina dolorosa della nostra storia repubblicana. Oggi desidero ricordare questi servitori dello Stato che hanno dato la vita per proteggere e difendere con coraggio e sacrificio le Istituzioni e la Repubblica. A loro va la nostra eterna gratitudine, insieme al ringraziamento che desidero inviare a tutti gli uomini e le donne in divisa per il quotidiano lavoro a difesa della Nazione e dei cittadini”. Lo dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Formula1, Antonelli: "Due giorni di festa poi testa al Giappone"

Roma, 16 mar. (askanews) – “Sono contento di aver riportato il Tricolore sul gradino più alto del podio. Quindi spero di poter continuare così perché comunque siamo sulla strada giusta, però non sarà facile”. E’ la soddisfazione di Kimi Antonelli raccontata a RaiNews 24 il giorno dopo la fantastica vittoria in CIna. La dedica “sicuramente alla mia famiglia, al mio team e a tutti quelli che mi seguono e che mi hanno supportato sin da quando ero piccolo, perché comunque questo è anche il frutto di tutto il lavoro e del percorso che è stato fatto fino ad oggi”. Sulle partene dice: “Non è che siano state delle migliori per me, soprattutto in Australia, quindi in Cina ieri diciamo che non ero non ero molto confidente e sulla partenza, però è andata meglio del previsto e sono riuscito a sfilar secondo. Dopo da lì sono stato in testa e sono riuscito a fare un buon passo”. Sui complimenti ricevuti: “Ne ho avuti un sacco. Sono rimasto molto sorpreso dalla dedica di Yannick a Indian Wells, quindi infatti ho scritto un messaggio perché l’ho apprezzato moltissimo è stato veramente carino”. Anche Alberto Tomba ha detto che vuole conoscerlo presto. “Sì, beh, lui ovviamente una leggenda e i miei genitori mi parlano molto spesso di Alberto, quindi sarebbe bello poterlo conoscere. Sicuramente adesso la prima cosa che farò arrivo a casa mi mangerò un po’ di pasta, un po’ di tagliatelle perché è da un po’ che non che non le mangio. Però farà una roba tranquilla con i miei amici con la mia famiglia, perché comunque è un momento molto speciale per me per la mia famiglia, per i miei amici e quindi lo cercherò di divertirmi e comunque di godermi anche questo momento e poi una volta fatto ciò il focus andrà su Suzuka.

Tennis, Ranking Atp, Quattro italiani nella Top 20

Roma, 16 mar. (askanews) – E’ un lunedì storico per il tennis italiano maschile. Per la prima volta, infatti, l’Italia può vantare quattro giocatori tra i primi 20 del mondo. Guida Jannik Sinner, oggi numero 2, primo italiano capace di salire in vetta al ranking ATP. Seguono Lorenzo Musetti (5), Flavio Cobolli che migliora il suo best ranking e sale alla posizione numero 14, oltre a festeggiare il successo a Indian Wells in doppio misto con Belinda Bencic.

Il record è reso possibile dall’ascesa alla posizione numero 18 di Luciano Darderi, quattordicesimo giocatore italiano a entrare tra i primi 20 del mondo nel ranking ATP, da quando è stata introdotta la classifica ATP, nel 1973.

Per quanto riguarda i primi venti italiani nel ranking ATP di questa settimana, sorridono anche Marco Cecchinato e Stefano Napolitano. Il palermitano guadagna 26 posizioni e torna in Top 200 (n. 198) grazie alla finale al Challenger di Kigali; il biellese ne risale 123 e rientra in Top 300 (n. 299) per effetto dei quarti di finale nello stesso torneo organizzato nella capitale del Ruanda. Nel circuito Challenger la sorpresa l’ha firmata il ventenne Filippo Romano, finalista a Cherbourg, che fa un balzo di 163 posizioni fino alla 378.

Il primo Masters 1000 della stagione ha permesso a Jannik Sinner di ridurre il gap da Carlos Alcaraz da 3.150 a 2.200 punti. L’azzurro non può superare Alcaraz nemmeno dopo Miami, che assegna 1.000 punti, e dunque Alcaraz è sicuro di eguagliare le 66 settimane complessive da numero 1 di Sinner: accadrà il prossimo 6 aprile.

Questa la Top 20: 1 Carlos Alcaraz (ESP) 13.550, 2 Jannik Sinner (ITA) 11.350, 3 Novak Djokovic (SRB) 5.370, 4 Alexander Zverev (GER) 4.905, 5 Lorenzo Musetti (ITA) 4.365, 6 Alex de Minaur (AUS) 4.185, 7 Taylor Fritz (USA) 4.170, 8 (+1) Felix Auger-Aliassime (CAN) 4.000, 9 (-1) Ben Shelton (USA) 3.860, 10 (+1) Daniil Medvedev 3.610, 11 (-1) Alexander Bublik (KAZ) 3.385, 12 (+1) Casper Ruud (NOR) 2.715, 13 (-1) Jakub Mensik (CZE) 2.650, 14 (+1) Flavio Cobolli (ITA) 2.520, 15 (+1) Karen Khachanov 2.410, 16 (+1) Andrey Rublev 2.400, 17 (+2) Alejandro Davidovich Fokina (ESP) 2.260, 18 (+3) Luciano Darderi (ITA) 2.084, 19 (+1) Francisco Cerundolo (ARG) 2.020, 20 (+2) Frances Tiafoe (USA) 1.920.

Energia, Commissione Ue: agire su rincari ma mantenere sistema Ue

Roma, 16 mar. (askanews) – La Commissione europea ribadisce che al momento non ci sta una crisi sugli approvvigionamenti di energia ma una crisi sui prezzi e che, nell’esaminare diversi tipi di misure per intervenire su questo fronte, esclude invece “cambiamenti strutturali al nostro sistema di energia”. Lo ha affermato il commissario europeo per energia e immobiliare abitativo, Dan Joergensen giungendo al Consiglio dei minstri Ue di trasporti, telecomunicazioni e energia.

“Ora parlerò con i ministri dell’energia per sentire le loro analisi della situazione, su quanto sia grave. Per me – ha detto – è importante mettere in rilievo che non abbiamo una crisi sulla sicurezza degli approvvigionamenti, che sarebbe molto grave e che richiederebbe altre misure, ma siamo in una crisi dei prezzi. E il fatto che i prezzi siano così alti è qualcosa che non possiamo ignorare”.

“Quindi, discuterò di questo con i ministri, ovviamente più avanti anche i leader si incontreranno. Guardiamo a diversi tipi di misure, non posso andare nei dettagli. Una sola cosa importante che voglio sottolineare è che non parliamo di cambiamenti strutturali al nostro sistema di energia in Europa”, ha avvertito.

“Questo che ci consente oggi di gestire la situazione meglio di quando eravamo nel 2022”, grazie al fatto di avere ora “molte più rinnovabili nel nostro sistema, quindi quello che vediamo è misure mirate sul breve termine, ma non posso andare dei dettagli. Certamente abbiamo un chiaro interesse nel mantenere il mercato dell’elettricità disegnato come è adesso, ci serve che il mercato funzioni e dobbiamo assicurare la sicurezza sugli approvvigionamenti. E’ quello che il sistema marginale dei prezzi ci assicura – ha sostenuto Joergensen -. Ci servono prezzi più bassi possibile ed è quello che ci consentono le forze di mercato. Oggi siamo in una situazione di molto maggiore disaccoppiamento dai prezzi del gas” perché sono diminuite le ore in cui il prezzo del gas fissa il riferimento per l’elettricità.

UniCredit lancia offerta pubblica di scambio per superare 30% Commerzbank

Roma, 16 mar. (askanews) – Nuova mossa a sorpresa dell’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, nella partita sulla tedesca Commerzbank: a mercati europei ancora chiusi, il gruppo ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica di scambio (Ops), finalizzata a superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca e per favorire, nelle prossime settimane, “un confronto costruttivo” con Commerzbank e con i suoi principali stakeholder.

Al momento si prevede che UniCredit raggiunga una partecipazione in Commerzbank superiore al 30%, senza tuttavia acquisirne il controllo. “Qualora, come previsto, UniCredit non acquisisca il controllo di Commerzbank, l’impatto finanziario sul capitale sarà minimo”, spiega l’istituto di Piazza Gae Aulenti in una nota.

“Non miriamo ad acquisire il controllo, ma intendiamo avviare un dialogo costruttivo con Commerzbank e con tutti gli stakeholder”, ha poi esplicitato Orcel in una conference call con gli analisti. Unicredit già controlla il 26% della banca tedesca più un ulteriore 4% tramite derivati.

“Il nostro obiettivo con questa operazione è superare la soglia del 30% prevista dalla normativa. Possiamo raggiungere tale obiettivo solo attraverso un’offerta pubblica volontaria che, come previsto dalla legge tedesca, sia rivolta a tutti gli azionisti per il 100% delle azioni”, ha proseguito il manager. Ma ha anche sottolineato che in base alle normative tedesche quando l’offerta “sarà conclusa saremo liberi di comprare azioni sul mercato come ogni altro investitore, senza limiti e senza la necessità di lanciare un’ulteriore offerta”.

Peraltro “l’offerta è sul 100%” del capitale, anche se “la nostra aspettativa è di non riuscire ad avere il controllo”.

Unicredit prevede che l’Offerta finalizzata al superamento del 30% di Commerzbank sia formalmente avviata all’inizio di maggio, con un periodo di adesione di quattro settimane. Nello stesso mese Piazza Gae Aulenti terrà un’assemblea straordinaria al fine di ottenere l’autorizzazione all’aumento di capitale a servizio dell’Offerta di scambio finalizzata al superamento del 30% in Commerzbank.

Commerzbank per ora non commenta l’annuncio di UniCredit. Domani l’amministratore delegato, Bettina Orlopp parteciperà a una conferenza di Morgan Stanley in cui ovviamente potrà essere bersagliata da domande. A Piazza Affari Unicredit scivola del 2% in mattinata a 62,18 euro per azione. A Francoforte tutt’altro clima, con Commerzbank che avanza del 4,16% a 30,82 euro per azione allineandosi al valore ipotizzato da Unicredit per il lancio dell’offerta (30,8 euro, con 0,485 azioni Ucg per ogni quota portata in adesione). Il prezzo definitivo sarà infatti stabilito dalla Bafin nei prossimi giorni.

Secondo Jerome Legras, head of research di Axiom Alternative Investments si tratta di un’offerta più “tecnica”, ma che al tempo stesso dimostrando che a UniCredit “non rinunciano alle loro ambizioni in Germania”. Il gruppo com questa operazione intende “gestire la questione del codice tedesco sulle acquisizioni, dato che Unicredit è vicina al raggiungimento della soglia del 30% con il regolamento fisico dei derivati. Il premio modesto (4%) conferma quanto dichiarato: non prevedono di raggiungere il controllo (presumiamo che ciò significhi oltre il 50%) e riteniamo che, con quel premio, non supereranno di molto il 30%. Una volta conclusa questa offerta – conclude Legras in una nota di commento – avranno maggiore libertà di acquistare sul mercato, quindi si tratta anche di una leggera pressione per portare la parte tedesca al tavolo delle trattative”. (fonte immagine: UniCredit)

La Crisi di Hormuz, ecco perché la Cina potrebbe uscirne vincitrice

Roma, 16 mar. (askanews) – La crisi in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran stanno aprendo un nuovo fronte della competizione globale: non solo militare e diplomatica, ma energetica e industriale. In questo scenario la Cina, pur restando esposta allo shock petrolifero, potrebbe risultare uno degli attori relativamente più avvantaggiati, grazie a una combinazione di transizione energetica, diversificazione delle forniture e capacità di intervento statale sul mercato.

Il contesto è da economia di emergenza. Nei giorni scorsi il Brent ha toccato 119,50 dollari al barile, per poi stabilizzarsi attorno ai 100 dollari (stamattina 105 Usd), mentre l’interruzione dei flussi attraverso Hormuz rischia di ridurre l’offerta globale di petrolio fino a circa 8 milioni di barili al giorno, quasi l’8% della domanda mondiale. L’Agenzia internazionale dell’energia ha reagito autorizzando un rilascio straordinario di circa 400 milioni di barili dalle riserve strategiche dei paesi membri.

La Cina importa 1,3-1,4 milioni di barili al giorno di petrolio iraniano, circa il 13% delle importazioni totali su circa 10-11 milioni di barili al giorno di greggio importato da Pechino. Sono molto limitate le importazioni di gas naturale iraniano, mentre il Gnl che passa per Hormuz corrisponde al 25% dell’import totale di gas naturale della Repubblica popolare. Principale fornitore: il Qatar.

Nel frattempo la crisi sta assumendo anche una dimensione politica sempre più esplicita. Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha chiesto con insistenza il sostegno degli alleati per garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz, sottolineando che Europa e Cina dipendono in modo molto più diretto dalle forniture energetiche provenienti dal Golfo rispetto a Washington. In un’intervista al Financial Times, Trump ha affermato che ‘è del tutto normale che quanti traggono profitto da questo stretto contribuiscano a fare in modo che non accada nulla di spiacevole laggiù’.

Il presidente statunitense ha inoltre avvertito che un eventuale rifiuto da parte degli alleati potrebbe avere conseguenze anche sul piano politico e militare. ‘Se non ci sarà una risposta, o se questa sarà negativa, penso che questo avrà conseguenze molto negative per il futuro della Nato’, ha dichiarato.

Trump ha poi chiamato direttamente in causa anche Pechino, osservando che la Cina importa una parte significativa del proprio petrolio attraverso Hormuz. ‘Penso che anche la Cina dovrebbe offrire il proprio aiuto, perché importa il 90 per cento del suo petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz’, ha detto il presidente statunitense. Trump ha inoltre lasciato intendere che la questione potrebbe avere ripercussioni anche sul piano diplomatico, spiegando che vorrebbe una risposta da Pechino prima della visita di stato prevista in Cina, dove dovrebbe incontrare il presidente Xi Jinping dal 31 marzo al 2 aprile. ‘Vorremmo saperlo prima’, ha affermato, aggiungendo che in caso contrario la visita ‘potrebbe essere rinviata’. La Cina resta un grande importatore di energia e non è immune allo shock. Nel 2024 ha importato circa 11,1 milioni di barili di greggio al giorno, con una dipendenza dall’estero pari al 71,9%. Tuttavia la struttura del sistema energetico cinese sta cambiando rapidamente. Nel 2025 il consumo totale di energia ha raggiunto circa 6,17 miliardi di tonnellate equivalenti di carbone standard, con il carbone al 51,4% del mix e la cosiddetta energia pulita – cioè gas e fonti non fossili – al 30,4%. Nel 2024 il carbone rappresentava ancora il 53,2%, il petrolio il 18,1%, il gas l’8,8% e le fonti non fossili il 19,9%.

La tendenza di lungo periodo è evidente. Nel 2010 il carbone pesava circa il 69% del mix energetico cinese, mentre oggi è sceso poco sopra il 50%. Nello stesso periodo la quota delle fonti non fossili è più che raddoppiata, passando da meno del 10% a circa il 20%. Questa trasformazione riduce gradualmente la dipendenza dell’economia dal petrolio, soprattutto perché una quota crescente della domanda energetica viene coperta dall’elettricità.

Il sistema elettrico è infatti il vero scudo cinese contro uno shock petrolifero prolungato. La produzione di elettricità da fonti pulite – idroelettrico, nucleare, eolico e solare – è passata da 3.712,6 miliardi di chilowattora nel 2024 a circa 4.248 miliardi nel 2025. Nel 2024 la generazione elettrica totale era composta da circa 6.171 TWh di termoelettrico, di cui 5.871 da carbone, 1.285 TWh di idroelettrico, 444 di nucleare, 989 di eolico e 853 di solare. Complessivamente vento e sole hanno già fornito circa il 18,5% dell’elettricità prodotta.

Questo significa che una quota crescente della crescita economica cinese può essere alimentata da elettricità prodotta internamente e non da petrolio importato. In uno scenario di prezzi energetici elevati, l’elettrificazione dell’economia riduce l’impatto diretto dello shock sul sistema industriale.

Un secondo fattore chiave è la diversificazione geografica delle forniture. Il Medio Oriente resta fondamentale, ma non è più l’unico pilastro dell’approvvigionamento cinese. Negli ultimi anni la Russia è diventata il primo fornitore di greggio della Cina. Nel 2024 le importazioni dalla Russia hanno raggiunto circa 108,5 milioni di tonnellate, pari a circa 2,17 milioni di barili al giorno, mentre l’Arabia saudita si è fermata a circa 78,6 milioni di tonnellate, pari a circa 1,57 milioni di barili al giorno.

Anche sul gas la Cina ha costruito un sistema più resiliente rispetto ad altri importatori asiatici. Nel 2025 la pipeline Power of Siberia ha trasportato circa 38,8 miliardi di metri cubi di gas russo verso il mercato cinese, mentre la rete di pipeline dall’Asia centrale – principalmente dal Turkmenistan – ha una capacità complessiva di circa 55 miliardi di metri cubi l’anno. Questi flussi terrestri non eliminano l’esposizione al mercato marittimo del gas naturale liquefatto, ma riducono il rischio sistemico legato a un blocco delle rotte nel Golfo.

Il vero elemento strategico è però la capacità dello Stato di intervenire direttamente sul mercato. La Cina dispone di ampie riserve strategiche di petrolio, stimate intorno ai 900 milioni di barili, equivalenti a circa 78 giorni di importazioni. In caso di crisi prolungata il governo può inoltre modulare la raffinazione, limitare le esportazioni di carburanti e gestire amministrativamente prezzi e scorte per proteggere l’economia interna.

Anche uno shock rilevante sui prezzi del petrolio, insomma, potrebbe essere gestibile per Pechino. Con un prezzo medio di riferimento di 76,9 dollari al barile e importazioni di circa 11,1 milioni di barili al giorno, la bolletta petrolifera annua della Cina è stimata in circa 311 miliardi di dollari. Se il prezzo del greggio aumentasse del 10%, il costo aggiuntivo sarebbe di circa 31 miliardi di dollari, pari allo 0,16% del Pil. Con un aumento del 30% l’aggravio salirebbe a circa 93 miliardi, cioè lo 0,48% del Pil, mentre con un aumento del 60% arriverebbe a circa 187 miliardi, meno dell’1% del Pil.

Non si tratta di cifre trascurabili, ma non sono sufficienti da sole a destabilizzare l’economia cinese. In una guerra energetica conta soprattutto il costo relativo dell’energia rispetto ai concorrenti. Se una parte crescente del fabbisogno viene coperta da elettricità domestica e da forniture terrestri, l’impatto effettivo del petrolio caro può risultare inferiore rispetto a economie più dipendenti dalle rotte marittime.

La crisi di Hormuz potrebbe quindi avere un effetto paradossale. Pur colpendo direttamente la Cina come grande importatore, potrebbe rafforzare proprio il modello energetico che Pechino sta costruendo da anni: più elettrificazione, più rinnovabili, più diversificazione delle rotte e maggiore controllo statale delle scorte.

In questo senso la Cina non uscirebbe indenne dalla crisi, ma potrebbe risultare il vincitore relativo della guerra energetica globale, cioè l’attore che riesce ad assorbire meglio lo shock e a mantenere competitività industriale mentre altri paesi vedono aumentare in modo più pesante il costo dell’energia. (di Antonio Moscatello)

Crisi di Hormuz, ecco perché la Cina potrebbe uscirne vincitrice

Roma, 16 mar. (askanews) – La crisi in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran stanno aprendo un nuovo fronte della competizione globale: non solo militare e diplomatica, ma energetica e industriale. In questo scenario la Cina, pur restando esposta allo shock petrolifero, potrebbe risultare uno degli attori relativamente più avvantaggiati, grazie a una combinazione di transizione energetica, diversificazione delle forniture e capacità di intervento statale sul mercato.

Il contesto è già da economia di emergenza. Nei giorni scorsi il Brent ha toccato 119,50 dollari al barile, per poi stabilizzarsi attorno ai 100 dollari (oggi 105 Usd), mentre l’interruzione dei flussi attraverso Hormuz rischia di ridurre l’offerta globale di petrolio fino a circa 8 milioni di barili al giorno, quasi l’8% della domanda mondiale. L’Agenzia internazionale dell’energia ha reagito autorizzando un rilascio straordinario di circa 400 milioni di barili dalle riserve strategiche dei paesi membri.

La Cina importa 1,3-1,4 milioni di barili al giorno di petrolio iraniano, circa il 13% delle importazioni totali su circa 10-11 milioni di barili al giorno di greggio importato da Pechino. Sono molto limitate le importazioni di gas naturale iraniano, mentre il Gnl che passa per Hormuz corrisponde al 25% dell’import totale di gas naturale della Repubblica popolare. Principale fornitore: il Qatar.

Nel frattempo la crisi sta assumendo anche una dimensione politica sempre più esplicita. Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha chiesto con insistenza il sostegno degli alleati per garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz, sottolineando che Europa e Cina dipendono in modo molto più diretto dalle forniture energetiche provenienti dal Golfo rispetto a Washington. In un’intervista al Financial Times, Trump ha affermato che ‘è del tutto normale che quanti traggono profitto da questo stretto contribuiscano a fare in modo che non accada nulla di spiacevole laggiù’.

Il presidente statunitense ha inoltre avvertito che un eventuale rifiuto da parte degli alleati potrebbe avere conseguenze anche sul piano politico e militare. ‘Se non ci sarà una risposta, o se questa sarà negativa, penso che questo avrà conseguenze molto negative per il futuro della Nato’, ha dichiarato.

Trump ha poi chiamato direttamente in causa anche Pechino, osservando che la Cina importa una parte significativa del proprio petrolio attraverso Hormuz. ‘Penso che anche la Cina dovrebbe offrire il proprio aiuto, perché importa il 90 per cento del suo petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz’, ha detto il presidente statunitense. Trump ha inoltre lasciato intendere che la questione potrebbe avere ripercussioni anche sul piano diplomatico, spiegando che vorrebbe una risposta da Pechino prima della visita di stato prevista in Cina, dove dovrebbe incontrare il presidente Xi Jinping dal 31 marzo al 2 aprile. ‘Vorremmo saperlo prima’, ha affermato, aggiungendo che in caso contrario la visita ‘potrebbe essere rinviata’.

La Cina resta un grande importatore di energia e non è immune allo shock. Nel 2024 ha importato circa 11,1 milioni di barili di greggio al giorno, con una dipendenza dall’estero pari al 71,9%. Tuttavia la struttura del sistema energetico cinese sta cambiando rapidamente. Nel 2025 il consumo totale di energia ha raggiunto circa 6,17 miliardi di tonnellate equivalenti di carbone standard, con il carbone al 51,4% del mix e la cosiddetta energia pulita – cioè gas e fonti non fossili – al 30,4%. Nel 2024 il carbone rappresentava ancora il 53,2%, il petrolio il 18,1%, il gas l’8,8% e le fonti non fossili il 19,9%.

La tendenza di lungo periodo è evidente. Nel 2010 il carbone pesava circa il 69% del mix energetico cinese, mentre oggi è sceso poco sopra il 50%. Nello stesso periodo la quota delle fonti non fossili è più che raddoppiata, passando da meno del 10% a circa il 20%. Questa trasformazione riduce gradualmente la dipendenza dell’economia dal petrolio, soprattutto perché una quota crescente della domanda energetica viene coperta dall’elettricità.

Il sistema elettrico è infatti il vero scudo cinese contro uno shock petrolifero prolungato. La produzione di elettricità da fonti pulite – idroelettrico, nucleare, eolico e solare – è passata da 3.712,6 miliardi di chilowattora nel 2024 a circa 4.248 miliardi nel 2025. Nel 2024 la generazione elettrica totale era composta da circa 6.171 TWh di termoelettrico, di cui 5.871 da carbone, 1.285 TWh di idroelettrico, 444 di nucleare, 989 di eolico e 853 di solare. Complessivamente vento e sole hanno già fornito circa il 18,5% dell’elettricità prodotta.

Questo significa che una quota crescente della crescita economica cinese può essere alimentata da elettricità prodotta internamente e non da petrolio importato. In uno scenario di prezzi energetici elevati, l’elettrificazione dell’economia riduce l’impatto diretto dello shock sul sistema industriale.

Un secondo fattore chiave è la diversificazione geografica delle forniture. Il Medio Oriente resta fondamentale, ma non è più l’unico pilastro dell’approvvigionamento cinese. Negli ultimi anni la Russia è diventata il primo fornitore di greggio della Cina. Nel 2024 le importazioni dalla Russia hanno raggiunto circa 108,5 milioni di tonnellate, pari a circa 2,17 milioni di barili al giorno, mentre l’Arabia saudita si è fermata a circa 78,6 milioni di tonnellate, pari a circa 1,57 milioni di barili al giorno.

Anche sul gas la Cina ha costruito un sistema più resiliente rispetto ad altri importatori asiatici. Nel 2025 la pipeline Power of Siberia ha trasportato circa 38,8 miliardi di metri cubi di gas russo verso il mercato cinese, mentre la rete di pipeline dall’Asia centrale – principalmente dal Turkmenistan – ha una capacità complessiva di circa 55 miliardi di metri cubi l’anno. Questi flussi terrestri non eliminano l’esposizione al mercato marittimo del gas naturale liquefatto, ma riducono il rischio sistemico legato a un blocco delle rotte nel Golfo.

Il vero elemento strategico è però la capacità dello Stato di intervenire direttamente sul mercato. La Cina dispone di ampie riserve strategiche di petrolio, stimate intorno ai 900 milioni di barili, equivalenti a circa 78 giorni di importazioni. In caso di crisi prolungata il governo può inoltre modulare la raffinazione, limitare le esportazioni di carburanti e gestire amministrativamente prezzi e scorte per proteggere l’economia interna.

Anche uno shock rilevante sui prezzi del petrolio, insoma, potrebbe essere gestibile per Pechino. Con un prezzo medio di riferimento di 76,9 dollari al barile e importazioni di circa 11,1 milioni di barili al giorno, la bolletta petrolifera annua della Cina è stimata in circa 311 miliardi di dollari. Se il prezzo del greggio aumentasse del 10%, il costo aggiuntivo sarebbe di circa 31 miliardi di dollari, pari allo 0,16% del Pil. Con un aumento del 30% l’aggravio salirebbe a circa 93 miliardi, cioè lo 0,48% del Pil, mentre con un aumento del 60% arriverebbe a circa 187 miliardi, meno dell’1% del Pil.

Non si tratta di cifre trascurabili, ma non sono sufficienti da sole a destabilizzare l’economia cinese. In una guerra energetica conta soprattutto il costo relativo dell’energia rispetto ai concorrenti. Se una parte crescente del fabbisogno viene coperta da elettricità domestica e da forniture terrestri, l’impatto effettivo del petrolio caro può risultare inferiore rispetto a economie più dipendenti dalle rotte marittime.

La crisi di Hormuz potrebbe quindi avere un effetto paradossale. Pur colpendo direttamente la Cina come grande importatore, potrebbe rafforzare proprio il modello energetico che Pechino sta costruendo da anni: più elettrificazione, più rinnovabili, più diversificazione delle rotte e maggiore controllo statale delle scorte.

In questo senso la Cina non uscirebbe indenne dalla crisi, ma potrebbe risultare il vincitore relativo della guerra energetica globale, cioè l’attore che riesce ad assorbire meglio lo shock e a mantenere competitività industriale mentre altri paesi vedono aumentare in modo più pesante il costo dell’energia. (di Antonio Moscatello)

Carburanti, il gasolio al massimo da 4 anni: vola a 2,070 euro-litro

Roma, 16 mar. (askanews) – Continuano a correre i prezzi dei carburanti alla pompa: il gasolio self service è al massimo dal 22 marzo 2022, giorno in cui il governo Draghi intervenne con il taglio delle accise; la benzina è al massimo dal 6 agosto 2024. Dopo un paio di settimane al di sotto, anche Eni supera quota due euro al litro sul gasolio, pur restando tra i sei e i sette centesimi al di sotto degli altri maggiori marchi (Ip, Q8 e Tamoil). Sulla benzina, il cane a sei zampe è circa quattro centesimi sotto la concorrenza.

Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Ip ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per Q8 si registra un rialzo di cinque centesimi su benzina e gasolio. Per Tamoil +4 centesimi sulla benzina e +8 sul diesel.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,841 euro/litro (+25 millesimi, compagnie 1,845, pompe bianche 1,834), diesel self service a 2,070 euro/litro (+37, compagnie 2,071, pompe bianche 2,068). Benzina servito a 1,973 euro/litro (+21, compagnie 2,012, pompe bianche 1,900), diesel servito a 2,200 euro/litro (+33, compagnie 2,235, pompe bianche 2,135). Gpl servito a 0,705 euro/litro (+1, compagnie 0,715, pompe bianche 0,694), metano servito a 1,501 euro/kg (+6, compagnie 1,501, pompe bianche 1,500), Gnl 1,234 euro/kg (-1, compagnie 1,238 euro/kg, pompe bianche 1,231 euro/kg).

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,927 euro/litro (servito 2,178), gasolio self service 2,133 euro/litro (servito 2,385), Gpl 0,837 euro/litro, metano 1,534 euro/kg, Gnl 1,295 euro/kg.

Trump alla Nato sullo Stretto di Hormuz: futuro negativo se non aiuta

Roma, 16 mar. (askanews) – Donald Trump ha di nuovo chiesto con insistenza supporto per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, una via strategica per il trasporto del petrolio, ritenendo che il futuro sarebbe “molto negativo” per la Nato in caso di rifiuto di assistenza da parte dei suoi alleati. E che potrebbe rinviare la sua visita in Cina se Xi Jinping e Cina non risponderanno positivamente.

“È del tutto normale che quanti traggono profitto da questo stretto contribuiscano a fare in modo che non accada nulla di spiacevole laggiù”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti in un’intervista al Financial Times, ricordando che Europa e Cina dipendono fortemente dal petrolio del Golfo, a differenza degli Stati Uniti.

“Se non ci sarà una risposta (alla richiesta americana, ndr), o se questa sarà negativa, penso che questo avrà conseguenze molto negative per il futuro della Nato”, ha aggiunto.

“Penso che anche la Cina dovrebbe offrire il proprio aiuto, perché importa il 90 per cento del suo petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha inoltre affermato, precisando che vorrebbe una risposta da Pechino prima della sua visita di stato in Cina, dove deve incontrare il presidente Xi Jinping dal 31 marzo al 2 aprile. “Vorremmo saperlo prima”, altrimenti “potremmo rinviare” la visita, ha sottolineato, senza precisare per quanto tempo.

Dall’inizio del fine settimana, Trump esorta i Paesi che dipendono dal petrolio che transita nello Stretto di Hormuz a garantirne la sicurezza in coordinamento con gli Stati Uniti.

Teheran prende di mira lo Stretto di Hormuz come rappresaglia contro gli attacchi israelo-americani, con l’obiettivo di renderlo impraticabile: una strategia che mira a danneggiare l’economia mondiale per fare pressione su Washington, mentre i prezzi del petrolio continuano a salire. Lo Stretto di Hormuz è una via strategica attraverso la quale transita normalmente circa un quinto della produzione mondiale di idrocarburi.

Referendum, Meloni: Sì, per rendere la giustizia libera da politica e correnti

Roma, 16 mar. (askanews) – “L’obiettivo di questa riforma è rendere la giustizia libera dai condizionamenti della politica, e da quelle degenerazioni correntizie che hanno compromesso la credibilità, il prestigio e l’autorevolezza della magistratura. Ecco perché ai cittadini dico di non restare a guardare. E di andare a votare, e votare sì”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista a Il Dubbio.

“I magistrati decidono su tantissimi aspetti della nostra vita quotidiana, come la sicurezza, l’immigrazione, il lavoro, la salute e la libertà personale. E un potere enorme, ma è anche l’unico potere a cui non corrisponde quasi mai un’adeguata responsabilità. Se un magistrato sbaglia o non fa il proprio dovere, nella maggior parte dei casi non accade nulla. E quel magistrato può fare anche carriera. E chi ne paga le conseguenze? I cittadini, le famiglie e le imprese di questa Nazione. Ecco perché è necessario andare a votare, e votare Sì, perché è arrivato il tempo di correggere queste storture, profonde e strutturali”. Poi ha aggiunto: “Questa riforma non è di destra né di
sinistra. E una riforma di semplice e puro buonsenso, e non è affatto un caso che molti dei punti che prevede ù dalla
separazione delle carriere al sorteggio per il Csm ù siano stati proposti in passato da chi oggi li contesta con tanto impeto, col solo obiettivo di attaccare politicamente il governo. Ma la verità è che questa riforma è una riforma giusta e che riguarda la vita di tutti, la nostra libertà e i nostri diritti”.

Tennis, Sinner: "Ora testa a Miami"

Roma, 16 mar. (askanews) – Vincere per la prima volta a Indian Wells, ha detto Jannik Sinner, primo campione italiano in singolare maschile nella storia del torneo, “è una sensazione incredibile. Un grande traguardo”. Il numero 2 del mondo è il primo italiano a raggiungere le 100 partite vinte nei Masters 1000, e il terzo giocatore dopo Roger Federer e Novak Djokovic a vincere tutti i sei tornei di questa categoria sul duro. L’en plein l’aveva firmato per la verità anche Andre Agassi, che ha consegnato il trofeo a Sinner, ma allora i tornei che oggi avremmo definito Masters 1000 sul duro erano cinque, Parigi infatti si giocava su tappeto indoor.

“Sono molto felice – ha sottolineato in conferenza stampa Sinner dopo il suo primo titolo stagionale – Sono comunque arrivato in semifinale in uno Slam. Questo era il primo grande torneo dopo l’Australian Open, ovviamente è stata una grande settimana. Abbiamo cercato di arrivare qui molto presto. Non avevo ancora vinto qui, volevo prepararlo nel miglior modo possibile, il più professionale possibile. Questo traguardo significa molto per me. Adesso ho un paio di giorni per rilassarmi, non c’è molto tempo tra qui e Miami, che è un torneo altrettanto importante. Cercherò di giocare il miglior tennis possibile anche lì, e poi vedremo come andrà”.

In finale, Sinner ha sconfitto in due tie-break un Daniil Medvedev in versione aggressiva, capace in semifinale di eliminare Carlos Alcaraz e rientrato in Top 10 grazie a questo risultato.

“Penso che stia giocando un gran tennis. Era molto fiducioso, ha già vinto un paio di titoli quest’anno e, arrivando qui, ha giocato davvero molto bene. Non dobbiamo dimenticare che è un campione Slam, e non è successo per caso. Ha servito molto bene e io ho fatto fatica in risposta, soprattutto contro la seconda – ha analizzato Sinner – Credo che il tennis abbia bisogno di lui. Ha un tennis unico, ha stili di gioco diversi quando serve e quando risponde. Vederlo tornare a questo livello è fantastico”.

C’è stato anche un avversario in più da fronteggiare, ha spiegato Sinner, comunque preparato anche per questa sfida. “Faceva molto caldo ma non era umido, e questo fa una grande differenza – ha spiegato – Però sono arrivato qui una settimana prima dell’inizio del torneo. Le condizioni erano molto simili a quelle di oggi. Abbiamo fatto giornate di allenamento molto lunghe. Mi sentivo molto preparato, quindi non ho avuto grandi problemi con il clima e con il caldo, il che è molto positivo per me. Fa tutto parte del processo che stiamo cercando di seguire perché io diventi il miglior atleta possibile”.

Ora, testa a Miami, conclude Sinner. “Quando hai questo ritmo, non vuoi perderlo. Miami sarà molto importante, è l’ultimo torneo sul cemento prima che inizi la stagione sulla terra battuta. Poi torneremo in Europa, giocheremo in condizioni completamente diverse, e non sai mai cosa può succedere sulla terra. Non vedo l’ora, cercherò di dare il massimo e vedremo come andrà”.

Iran, le notizie più importanti del 16 marzo sulla guerra

Roma, 16 mar. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti del 15 marzo intorno alla guerra di Usa e Israele contro l’Iran e le sue ripercussioni nel Golfo, in Libano e globali. (A cura di Gianpiero Casagni).

-07:21 Emirati Arabi: intercettati missili e droni provenienti da Iran

-07:16 L’aeroporto di Dubai annuncia la sospensione temporanea dei voli

-07:01 L’Arabia Saudita ha intercettato più di 60 droni sopra il proprio territorio a partire dalla mezzanotte (le 22 di domenica in Italia). Lo indicano i dati diffusi dal ministero della Difesa di Difesa.

Usa, Trump: ho il diritto assoluto di imporre dazi doganali

Roma, 16 mar. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato di avere il “diritto assoluto” di reintrodurre diritti doganali, dopo che i suoi dazi sono stati bocciati dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. “Ho il diritto assoluto di imporre DAZI sotto un’altra forma, e ho già iniziato a farlo”, ha scritto sul suo social Truth, in un apparente riferimento alle indagini commerciali avviate dalla sua amministrazione, mentre ha imposto dazi del 10 per cento tramite decreto.

Gli Stati Uniti hanno avviato giovedì una nuova serie di indagini commerciali per verificare eventuali violazioni nella lotta contro il lavoro forzato che potrebbero giustificare nuovi dazi contro 60 Paesi, tra cui quelli dell’Unione Europea, la Cina e il Giappone.

Le dichiarazioni di Donald Trump sono state pubblicate poche ore dopo che Pechino ha esortato gli Stati Uniti a “correggere immediatamente (le loro) azioni errate” in materia commerciale, mentre è stato avviato un nuovo ciclo di negoziati tra le due principali economie del pianeta.

Queste indagini sono un atto “totalmente unilaterale, arbitrario e discriminatorio e costituiscono un tipico atto di protezionismo”, ha sottolineato il Ministero del Commercio cinese. Alti funzionari americani e cinesi si sono incontrati questo fine settimana a Parigi per cercare di risolvere le controversie commerciali che nel 2025 hanno dato luogo a una dura battaglia, prima di una tregua concordata a ottobre.

Bebe Vio addio alla scherma, il futuro sono i 100 metri

Roma, 16 mar. (askanews) – L’oro paralimpico del fioretto a Rio 2016 e Tokyo 2020 lascia la scherma per dedicarsi all’atletica leggera. Ospite a “Che tempo che fa”, Bebe Vio ha raccontato delle recenti difficoltà fisiche che l’hanno convinta a prendere una decisione inattesa: “Ho avuto parecchi problemi fisici ultimamente. Non l’ho mai detto a voce alta: purtroppo è finita con la scherma: l’ultima volta che ho tirato è stata a Parigi 2024. Non ce la faccio più fisicamente ma ho cercato di darmi da fare con altri sport”. Una decisione presa con il team di lavoro che l’accompagna da sempre: “Adesso abbiamo, e dico ‘abbiamo’ con la squadra perché posso farlo solo grazie a un gruppo di persone che mi sta dietro in questo momento. Ecco, abbiamo iniziato con l’atletica. Penso di fare i 100 metri”.

Basket, l’Italia femminile al Mondiale dopo 32 anni

Roma, 16 mar. (askanews) – L’Italia del basket femminile raggiunge il suo grande obiettivo: la qualificazione ai Mondiali a 32 anni di distanza dall’ultima volta. Le ragazze di coach Capobianco, già bronzo agli ultimi Europei, battono la Spagna – a sua volta già sicura della qualificazione e argento all’ultimo EuroBasket – per 68-56 al termine di un match molto combattuto, deciso nella ripresa dalle giocate di una Cecilia Zandalasini da 22 punti e dai 14 di una preziosissima Francesca Pasa nel momento più complicato del match. L’Italia parte forte e tocca il +12 nel corso del secondo quarto, ma a cavallo di primo e secondo tempo le spagnole cambiano marcia e si portano in vantaggio anche di 6 lunghezze. Lì esce il carattere delle azzurre, capaci di rimontare e alla fine di affermarsi per conquistare un posto a Berlino senza dover attendere i risultati delle avversarie: l’Italia prenderà parte ai Mondiali che si terranno a Berlino dal 4 al 13 settembre, da seguire in diretta sui canali di Sky Sport. Martedì contro il Senegal (alle 19 su Sky Sport Basket) ci si giocherà la possibilità di chiudere il girone al secondo posto alle spalle dell’imbattibile Team USA.