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All’Intelligenza Artificiale piace il ‘centro’ di Fioroni

Il libro di Giuseppe Fioroni è un’autobiografia politica ma soprattutto un manuale per chi pensa che in Italia esista ancora uno spazio di centro e che non basti collocarsi a metà strada tra destra e sinistra.

Il centro, per Fioroni, non è una collocazione ma una cultura. Vuol dire competenza, pragmatismo, dialogo, radicamento sociale, senso delle istituzioni. E vuol dire evitare che la moderazione diventi una tecnica per stare sempre dalla parte giusta del potere.

Da qui viene il primo consiglio: essere autonomi. Non autosufficienti, non equidistanti per principio, ma liberi. Un centro responsabile non sceglie le alleanze per trovare una sistemazione: le costruisce sulla compatibilità dei programmi. Se serve soltanto a completare una coalizione, è una ruota di scorta; se porta idee, cultura di governo e capacità di mediazione, può invece condizionarla. La pluralità è una ricchezza, ma diventa irrilevanza quando si trasforma in indistinguibilità.

Secondo consiglio: tornare nei luoghi in cui la politica si forma prima di diventare comunicazione. Territori, comuni, associazioni, corpi intermedi, professioni. La rappresentanza si ammala quando si separa dai mondi vitali che pretende di interpretare. Il centro non può essere il partito dei salotti moderati: deve ricucire pezzi di società che non si parlano più.

Terzo: investire sulla formazione. Prima di chiedere ai giovani di candidarsi bisogna dare loro strumenti per capire. Scuole di cittadinanza, studio della Costituzione, dei bilanci pubblici, della politica internazionale; poi esperienze vere nei comuni, nei servizi sociali, nella scuola, nella sanità. Ai giovani non serve un palco: serve una “casa civile”, un posto in cui passione e metodo imparino a convivere.

Quarto: non confondere il rinnovamento con l’anagrafe. Fioroni è severo con la politica che vive di rottamazioni, onde, sondaggi, leader improvvisi. Il ricambio serve quando produce competenza, autonomia e responsabilità. Altrimenti cambia soltanto il volto di chi occupa la scena.

Infine, un centro responsabile dovrebbe misurarsi sulla qualità delle istituzioni che lascia: diritti più accessibili, welfare più umano, scuola più esigente, fiscalità più giusta, potere più sobrio. E qui che la parola “servizio”, che attraversa tutto il libro, smette di essere una formula edificante e diventa criterio politico.

Il messaggio finale è forse il più utile: non serve rifare la Dc, né fondare l’ennesimo partitino che si proclama decisivo tra due blocchi. Serve ricostruire una cultura capace di ridurre la polarizzazione senza cancellare le differenze, di mediare senza essere ambigua, di governare senza idolatrare il governo.

Il centro, insomma, non va occupato. Va meritato.

 

Giuseppe Fioroni
Ovunque è il centro
Rubbettino, 202 pp., 16 euro

 

[Il testo è qui riproposto per gentile concessione de Il Foglio]

Germania profonda: il vento d’Oriente e la provocazione di Lutero

Un vento che viene da Est

Leggendo i risultati elettorali in Sassonia-Anhalt, con un’altissima partecipazione al voto, giovani compresi, e osservando come l’AfD abbia sottratto elettori a destra, al centro e a manca, non ho potuto fare a meno di soffermarmi sul giudizio di alcuni commentatori che hanno sottolineato l’influenza dell’Europa orientale e quel sapore d’Oriente, polacco e ceco, che si sarebbe avvertito nelle urne. A ciò si aggiunge il vento del separatismo russo e antieuropeo che, secondo questa lettura, si sarebbe sempre respirato in questo Land sin da quando faceva parte della DDR. Il tutto, ha aggiunto qualcuno, a conferma delle forti nostalgie per la vecchia Germania Est.

Non ci sono dubbi sul fatto che il contesto culturale della Sassonia-Anhalt sia oggi largamente secolarizzato, anche come conseguenza del precedente regime comunista. Circa il 67% della popolazione si dichiara non religioso o non credente e soltanto il 19% cristiano: quest’ultimo composto per circa il 16% da protestanti evangelici e per il 3% da cattolici.

 

Quelle «brezze» che attraversano la storia

I sociologi mi rimprovereranno certamente per la mancanza di dati e di riferimenti a ricerche; forse gli antropologi culturali un po’ meno, perché faccio riferimento soprattutto ai valori. Ma la metafora che mi ha colpito — quella, cioè, di una Sassonia che respira in silenzio un’aria d’Oriente — mi ha fatto riesumare quella di un mio precedente appunto, pubblicato su questo stesso sito in due puntate successive.

Tentavo allora di spiegare, attraverso un’allegoria, che cosa può succedere quando si respira per anni una «brezza d’aria» marina. In questo particolare caso tedesco, si tratterebbe di un’aria proveniente da Est: dalla Polonia, dalla Repubblica Ceca e dalla Russia. Un’aria d’Oriente nella quale si sono sedimentate, nel corso del Novecento, anche esperienze e culture politiche radicalmente diverse, compresa la tragica eredità del nazismo e, successivamente, quella della Germania comunista; una storia che ha contribuito a marcare la distanza dall’Europa occidentale.

Avevo generalizzato, provocatoriamente, anche nel mio precedente appunto. Perché mi sono riferito a quelle silenziose «brezze di mare», a quegli influssi religiosi — cristiani e cattolici — che spesso rimangono sottotraccia e ai quali non facciamo caso, o non vogliamo far caso per scelta personale. Eppure possono seminare valori, idee e comportamenti assimilati nel corso di lunghi periodi, diventando, consciamente o inconsciamente, parte del retroterra culturale di una città, di una specifica regione o di un Land, sino a interessare intere nazioni, diversi Stati e, in alcuni casi, una parte consistente dell’Occidente.

 

Weber, Tocqueville e il peso delle culture religiose

È una mia opinione e, nello stesso tempo, una provocazione antropologica. Ma se fosse vero che il capitalismo moderno abbia trovato un impulso particolare in una determinata «etica protestante» e che le idee di fraternità e uguaglianza abbiano ricevuto un impulso decisivo da una diffusa cultura cristiana e cattolica — per richiamare, pur nelle loro profonde differenze, le riflessioni di Max Weber e Alexis de Tocqueville — allora gli influssi esercitati sul modo di pensare l’economia, la democrazia liberale e sociale e i diritti umani connessi meriterebbero di essere valutati attentamente anche alla luce di queste matrici religiose.

 

La terra di Martin Lutero

Ecco, dunque, dove si è fermata la mia curiosità. Guarda caso, la Sassonia-Anhalt è la terra nella quale nacque e visse Martin Lutero, promotore, com’è noto, della Riforma protestante del XVI secolo. Fu a Wittenberg, città storica di questo Land, che la tradizione colloca nel 1517 l’affissione delle celebri 95 tesi, con le quali Lutero contestò duramente la pratica delle indulgenze e aprì un conflitto destinato a produrre la frattura religiosa dell’Europa occidentale.

Da quella frattura nacque anche una concezione religiosa fortemente incentrata sul rapporto personale del credente con la Scrittura e con la grazia, distinta dalla tradizione cattolica, che ha invece attribuito un rilievo particolare alla dimensione comunitaria ed ecclesiale della fede. Due sensibilità differenti, che nei secoli hanno contribuito, insieme a molti altri fattori, a modellare culture e società europee.

 

Una metafora, non una spiegazione

Che cosa c’entra tutto questo con la vittoria dell’AfD? Probabilmente niente, se pretendessimo di stabilire un rapporto diretto di causa ed effetto. Sarebbe storicamente e politicamente insostenibile.

Ma, nello stesso tempo, credo che possa esserci qui una metafora. Le culture profonde di un territorio non determinano automaticamente le scelte politiche dei suoi abitanti, ma lasciano sedimenti, linguaggi, sensibilità e modi di percepire il rapporto con gli altri.

Forse anche le «brezze» della storia, quando soffiano molto a lungo, meritano di essere ascoltate.

Dopo la Sassonia, l’Europa davanti alla sfida delle destre sovraniste

UnEuropa sotto pressione

Scrive Gianfranco Infante, oggi, su Politica Insieme: «Tre obiettivi diversi quelli perseguiti da USA, Russia e Israele, ma che, per ragioni diverse, possono incontrarsi. Trump può avere interesse a indebolire l’Europa come potenza regolatrice; Putin a indebolirla come potenza geopolitica; Netanyahu a ridurne la capacità di esercitare una pressione politica sul Medio Oriente».

E ci sono anche in Italia quelli che plaudono o restano indifferenti a ciò che sta accadendo nell’“Internazionale della destra europea”. Scrivo di “Internazionale di destra europea” considerato che, come ricorda Francesca Basso sul Corriere della Sera, «la scelta fatta dalla Sassonia-Anhalt, pur trattandosi di un piccolo Land con 1,7 milioni di elettori, ha gonfiato il petto dei sovranisti d’Europa che si preparano al voto nei prossimi mesi».

La stessa Basso evidenzia che «il 20 settembre andranno al voto per rinnovare le assemblee regionali i Länder di Berlino e Meclemburgo-Pomerania. E saranno il vero test. I sovranisti scaldano i motori. Fuori della Germania, i prossimi ad andare a votare saranno il 13 settembre gli svedesi. I Socialdemocratici di Magdalena Andersson sono al momento dati come il primo partito, ma seguiti dalla destra radicale dei Democratici Svedesi. Poi in ottobre tocca a lettoni e bulgari. Il 2027 è l’anno dei big: con le presidenziali francesi in aprile — che potrebbero dare il grande scossone all’Unione europea se vincerà il Rassemblement National di Marine Le Pen —, l’Italia, la Spagna (unico grande Paese tra i Ventisette con un governo socialista), la Grecia e la Polonia, dove Piattaforma Civica di Donald Tusk (Ppe) dovrà vedersela con il partito ultraconservatore e nazionalista del Pis, che a Strasburgo sta nell’Ecr con Fratelli d’Italia».

Si profilano, dunque, seri rischi per l’Unione Europea, attaccata dai tre tycoon citati e dai fermenti sovranisti presenti al proprio interno.

 

Se la Germania cambiasse direzione

Se quanto avvenuto in Sassonia si replicasse nel voto dei Länder di Berlino e Meclemburgo-Pomerania, è evidente che ci troveremmo in una situazione totalmente diversa da quella dell’atto di fondazione comunitario e dei trattati successivi, con la Germania, locomotiva dell’Europa, alla mercé dell’egemonia politica dell’estrema destra tedesca.

Una situazione tanto più grave trattandosi di un Paese che si sta riarmando, convertendo molte delle proprie industrie verso la produzione militare, sostenuta dai contributi garantiti dall’UE e da alcuni Stati europei, tra cui il nostro Paese.

Ecco perché, con una delle mie noterelle quotidiane, ho ricordato il compianto presidente Andreotti che, intervenendo in un Consiglio nazionale della DC dopo l’avvenuta unificazione tedesca, a noi giovani che gli evidenziammo il suo pessimismo su quell’evento, apparso a noi molto importante, replicò così: «Amo tanto la Germania, che preferisco avere a che fare con due».Non v’è dubbio che nel voto sassone abbia giocato un ruolo decisivo la frustrazione diffusa tra molti cittadini per il tipo di unificazione nazionale che, lungi dal correggere le disuguaglianze profonde tra Est e Ovest, le ha conservate e vieppiù aggravate, specie con la grave crisi economico-industriale attuale del Paese.Ferma è apparsa sin qui la risposta della CDU, il partito più penalizzato dal voto, che ha visto una grande trasmigrazione di elettori dal partito di ispirazione democratico-cristiana all’AfD. Ora si attendono gli sviluppi dopo la “disponibilità” offerta dal leader dell’estrema destra per l’avvio del nuovo governo regionale.

 

Le fratture italiane dopo il voto tedesco

Anche in Italia il voto della Sassonia ha evidenziato le fratture esistenti tanto tra i partiti del centrodestra quanto a sinistra, con il centro sempre in attesa della sua ricomposizione politica.

Al governo si assiste all’ennesima pantomima del duo Salvini-Tajani, col primo pronto a difendere la democraticità di quel voto e Tajani convinto nell’affermare: «L’AfD? Il sovranista tedesco è il peggior nemico dell’Italia. Ma alla Ue serve il rilancio».

È la riproposizione di una tripolarità nella politica estera del governo, che si aggrava con il pendolarismo oscillante della Meloni tra la fedeltà trumpiana e quella alle scelte tradizionali euroatlantiche dell’Italia. Una situazione che non giova alla credibilità del nostro Paese a livello internazionale, al di là della continua retorica della propaganda governativa.

Pesa la scelta nettamente a sostegno di quel voto di Salvini e di Vannacci, che rappresenta la mina vagante per la destra di governo alla vigilia del prossimo voto politico nazionale.

Anche a sinistra, se si escludono le nette parole pronunciate da Romano Prodi, che scrive: «AfD fatto colossale, mai accaduto dal ’45. L’Europa è in pericolo», aggiungendo che «il voto segue l’autoritarismo mondiale che da Trump a Putin sta erodendo lentamente le nostre democrazie», restano le ambiguità di posizioni diverse presenti nel PD. Fratoianni, invece, considera quel voto «una sveglia per Europa e Italia», aggiungendo: «Corriamo ai ripari contro gli estremismi».

Al centro serve uniniziativa politica

E al centro?

Siamo ancora alla ricerca della sua ricomposizione che, ancora una volta, ha bisogno di una forte iniziativa dell’area cattolico-democratica, liberale e cristiano-sociale, come quella avviata dagli amici del campo degasperiano”, che andrà supportata dalla base a livello territoriale, comunale, provinciale e regionale.

È tempo di tornare ai nostri fondamentali degasperiani e morotei della DC.

Questione sociale, serve una cultura politica per governarla

La giustizia sociale oltre la propaganda

Molti parlano, il più delle volte a sproposito, della necessità di ridare cittadinanza ad un principio che sarebbe stato clamorosamente violato in questi ultimi anni: ovvero, la giustizia sociale. Un principio, cioè un progetto politico, che da ormai molto tempo ogni singola coalizione elettorale accusa l’altra di non prendersi sufficientemente cura della giustizia sociale e quindi, e di conseguenza, di non affrontare tutto ciò che è riconducibile alla cosiddetta “questione sociale” nel nostro paese.

Ora, tutti ormai conosciamo perfettamente come si traduce tutto ciò nelle concrete dinamiche politiche del nostro paese. E cioè, si fa l’elenco dei poveri; di chi non arriva a fine mese; si esalta la retorica e si scaricano le responsabilità sugli stipendi troppo bassi; si denunciano i mali atavici della sanità pubblica e in ultimo, ma non per ordine di importanza, si sostiene – accusandosi vicendevolmente – che l’altra coalizione non è affatto attrezzata a livello politico, culturale e programmatico per affrontare le difficoltà e le conseguenze derivanti da una irrisolta questione sociale.

 

Una cultura politica per affrontare la questione sociale

Al riguardo, non possiamo non dire una cosa, persino banale nella sua essenza. E cioè, la questione sociale, in qualsiasi fase politica o epoca storica, si può aggredire ad una sola condizione. Ovvero, se esiste una cultura politica in un partito o nella coalizione di riferimento che ha gli strumenti, e gli attrezzi, per sciogliere quei nodi che sono riconducibili alla questione sociale.

Perché tra ricette assistenzialiste e pauperiste come quelle populiste dei 5 Stelle e di altri partiti della sinistra estremista e ricette vagamente liberiste di alcuni settori della destra, non possiamo non ricordare che esiste una specifica cultura, e anche una classe dirigente, che hanno saputo in un passato più o meno recente affrontare e risolvere credibilmente i problemi riconducibili alla “questione sociale”. E questa cultura politica si chiama cattolicesimo sociale. E la classe dirigente di riferimento era la sinistra sociale di ispirazione cristiana. Certamente non l’unica ma indubbiamente la più autorevole e anche la più titolata ad affrontare quei temi.

 

Donat-Cattin e Marini, la lezione del dato sociale”

È appena sufficiente citare due nomi, nonché due illustri leader politici e statisti, per rendersene conto: Carlo Donat-Cattin e Franco Marini. Due leader espressione del pensiero, della tradizione e della cultura del cattolicesimo sociale che, però, hanno saputo incidere profondamente sul terreno delle scelte politiche quando si parlava di come difendere i diritti dei lavoratori, le esigenze e le richieste dei ceti popolari, la difesa dello stato sociale, l’incremento dell’occupazione e in ultimo, ma non per ordine di importanza, la costruzione di un progetto politico che facesse del “dato sociale” il perno essenziale di una strategia politica e di governo.

Perché la vera specificità della sinistra sociale di ispirazione cristiana nella Dc prima e nei partiti che hanno visto poi il protagonismo di uomini e donne che provenivano da quella cultura politica, era proprio quella di non limitare la questione sociale alla necessità di escogitare interventi spot o di mero richiamo propagandistico ma, al contrario, di sapere inserire la dimensione sociale – appunto il “dato sociale”, come lo definiva Donat-Cattin durante la Prima Repubblica – all’interno di un progetto politico e di governo.

E questo, del resto, è l’unico modo per evitare che il tutto si riduca a mera propaganda. Come, per fare un solo esempio, continuare a blaterare sulla necessità del “salario minimo” quando tutti sanno che quello è il modo migliore per indebolire il ruolo del sindacato e ingessare lo stesso mercato del lavoro.

 

Recuperare la tradizione del cattolicesimo sociale

Ecco perché, e soprattutto oggi, è quantomai necessario, nonché indispensabile, recuperare la cultura, la tradizione, la storia e il pensiero del cattolicesimo sociale per poter affrontare seriamente e credibilmente la nuova ed inedita questione sociale.

Ed è, questo, anche l’unico modo per rileggere e riscoprire il magistero pubblico – politico, sociale, sindacale e di governo – di uomini come Donat-Cattin e Marini che proprio su questo versante hanno segnato una delle pagine più belle della cultura riformista e democratica del nostro paese.

Il nostro Cesare, Cleopatra e l’ombra degli Alemanni

Cesare osserva e manda ambasciatori

Cesare da tempo non rientra in città. Ma di certo non sta senza far nulla. Ormai la strategia di liberarsi della ex amata Cleopatra è fallita miseramente. Stringere i cordoni della borsa non ha prodotto il risultato che si aspettava; i sesterzi sono arrivati dai Federati europei in base ad un’alleanza che lo stesso Cesare aveva promosso, e quindi meglio continuare ad osservare.

Solo che, osservando durante la canicola, la saggia Giulia, moglie paziente, nota che presto dagli Alemanni si terrà un’elezione.

Le elezioni, in casa Cesare, significano accordi nuovi da siglare o patti da rinnovare. Solo che questa regione di casa alemanna è contraria alla politica inclusiva di una capitale dell’impero che è molto lontana dall’amata Alemannia.

Cesare manda ambasciatori a sondare orientamento politico e possibile patto da siglare. Nel frattempo Cleopatra/Meloni veleggia in Sardegna per meglio sopportare la canicola o va dagli Apuli per ristorare le forze consumate dal faticoso governare. L’impero è vasto e molti sono i conflitti che sorgono, e i Federati e gli Alleati esterni cominciano a notare che la regina degli Egizi cerca di governare “con la leva del carro tirata”; sta frenando, questo è certo.

Meno certo è quando scenderà dal carro per riprendere la sua nave e tornare nell’amato Egitto.

 

La manovra degli Alemanni

Intanto gli ambasciatori lavorano. Gli Alemanni sono convinti che devono salvaguardare gli interessi del territorio loro e che il patto dei Federati europei è diventato un vincolo troppo stretto. Non se ne vogliono andare perché ci sono dei vantaggi, ma vorrebbero tentare di scardinare il patto con una manovra dal basso.

Questo stesso tentativo lo hanno fatto, senza grande successo, gli Hungari con il loro leader tanto caro a Cleopatra/Meloni. Ma ora gli Alemanni sono più forti e, nella loro piccola regione della grande Alemannia, contano di vincere.

Subito gli ambasciatori rientrano da Cesare e riferiscono. Al Divo imperatore non sfugge che gli Alemanni sono della stessa pars della regina Cleopatra/Meloni: la tradizione locale (quella egizia trapiantata nella Roma repubblicana), il rispetto dei confini (dell’impero che altri hanno costruito e difeso, cioè Cesare e i cittadini di Roma e d’Italia e non gli Egizi) e l’economia locale senza schiavi di altri popoli.

Perfetto! Il Divo Cesare prepara il suo piatto.

 

Lottovolante degli Hungari

Gli Alemanni vincono a mani basse, come avevano detto gli ambasciatori. E gli Hungari? E Cleopatra/Meloni?

Il primo già si immagina in sala macchine dell’ottovolante con cui costringerà la pars, che finora è stata a guardare, ad andare su e giù, urlando ad ogni curva e ad ogni discesa, per il piacere suo e di quelli che, guardando, pensano di avere facile la vittoria finale, godendo nel mettere a dura prova lo stomaco di quei poveretti della pars di quelli che stanno a guardare.

Minaccia stragi che non può fare e si contenta dell’ottovolante.

 

Cleopatra guarda a destra

Cleopatra/Meloni non si accorge di nulla. Poi si guarda il fianco destro, quello che non avrebbe mai guardato perché presidiato da lei stessa, la grande regina chiamata dal popolo (Cesare, per la verità, come ben sappiamo) a salvare l’impero, e scorge un’ombra… un elmo.

Guarda meglio. Caspita! È un elmo alemanno!

“Che ci fanno qui?”, si domanda sconcertata.

L’ombra avanza e presto scopre che l’elmo appartiene ad un uomo imponente. L’Alemanno saluta con un breve cenno del capo e occupa tutto lo spazio libero.

La regina si alza le vesti. Costui le sta pestando il mantello. Si ritrae. È piccola.

Lui la guarda e le fa cenno con la mano…

“Fattè più in là, che sto stretto.”

Oddio. L’hanno sorpassata a destra. E so’ pure grossi.

E resta muta.

 

La regina non ha più niente da dire

Sì, proprio muta, non dice nulla. Sgomento? Forse. Tattica? Forse. Ma la verità è che non ha niente da dire.

Che vergogna! Lei che era il presidio dell’impero, il leader che tutti avrebbero voluto e che solo gli Italici potevano godere di tanta gloria.

Non sono forse le cose che lei stessa sbandierava quattro anni fa, appena arrivata a Roma?

La tradizione, i patti federati da rivedere, i confini da presidiare, gli schiavi da rimandare indietro (e Iddio solo sa quanti sesterzi sono costate queste sue soluzioni!), il nuovo passo verso il futuro “radioso”, ecc.

Poi i mesi sono passati e la grande destra riformatrice immaginata da Cleopatra/Meloni si è piegata su se stessa come un origami, sempre più piccola, fino a stare in una mano: poche politiche di nessun respiro.

Ma eccola qui, la grande regina. Le fa ombra — e tanta ombra — un guerriero alemanno.

Silenzio!

Che se te sente, regina mia, questo c’ha l’ascia dietro la schiena ben nascosta. Altro che orlo del mantello: questo te spazza in un momento!

Centrosinistra, ‘campo largo’ insieme sul palco, restano nodi Ucraina e primarie

Roma, 8 set. (askanews) – “L’alternativa c’è”, Nicola Fratoianni lo dice prima ancora del dibattito alla festa di Avs che riunisce di nuovo Pd-M5s e Verdi-Sinistra al rientro dalla pausa estiva. L’appuntamento è stato preparato con attenzione, sul palco tutti evitano di impelagarsi nella discussione sulla scelta del leader, anteponendo il programma, che Angelo Bonelli invita a scrivere rapidamente (“Sbrigamose”, dice in romanesco, aggiungendo che presto verrà presentata una proposta di legge contro il caro-energia). Non è un caso, spiega uno dei leader del ‘campo largo’: “qualcuno ha convinto tutti che prima dobbiamo definire il programma”. E definire il programma non sarà una passeggiata, perché le differenze restano, saranno pure “tre contro 4.850 cose su cui siamo d’accordo”, come dice (con un richiamo a una canzone di Daniele Silvestri) Elly Schlein, ma sono differenze ‘di peso’.

Una di queste riguarda proprio la scelta del leader. Nessuno entra nel merito, tranne la leader Pd che ribadisce la sua linea, ci sono solo due possibilità: “Valuteremo se fare un accordo” che porti a indicare come leader “chi prende un voto in più o se fare delle primarie a cui mi sono sempre detta disponibile”. Per la leader Pd non c’è altra opzione, nessun ‘terzo nome’ da definire ad un tavolo della coalizione, niente accordi in stanze chiuse.

Ma le distanze, sia pure con garbo, vengono ribadite anche su altri temi. L’Ucraina, innanzitutto. Giuseppe Conte ripete: “Non cambio idea, io sono coerente. Non sarà con le armi che noi risolviamo il problema”. Il leader M5s la mette così: “Io credo che sulla svolta negoziale possiamo tutti riconoscerci, basta scommettere sulla vittoria militare, sulla pelle altrui”. Perché, lo ripete anche stasera, per lui non ci sono dubbi, la pace si poteva raggiungere poco dopo l’inizio della guerra ma “purtroppo Johnson, la Gran Bretagna, e il democratico Biden hanno premuto tantissimo sulla vittoria. Mi sono sempre interrogato: è stato questo il modo migliore? Resto convinto che il negoziato sia il modo migliore”.

Fratoianni prova a tenere tutto insieme, “qui non ci sono filo-putiniani, siamo tutti d’accordo che è una guerra criminale scatenata da Putin e che l’Ucraina è stata aggredita. E siamo tutti d’accordo sul sostegno all’Ucraina. E’ sicuro che il modo più efficace sia continuare a inviare armi?”. Avs la pensa come Conte, ma la pone in maniera più dialogante: “Magari sarebbe meglio aiutare l’Ucraina con la via negoziale”.

La Schlein sulla via negoziale è d’accordo da tempo, la leader Pd lo ripete da quando è alla guida del partito. Ma a differenza degli alleati sottolinea che anche nei giorni scorsi Putin ha detto no ad un piano di pace presentato da Kiev. Certo, innanzitutto cerca di minimizzare: “Siamo tutti d’accordo nel dire che per fare la pace serve una grande iniziativa politica e diplomatica dell’Ue. La differenza è su come pensiamo di sostenere il popolo ucraino. Siamo in disaccordo solo su come sostenere questo sforzo”.

Ma, se Conte ha detto “non cambio idea”, lei aggiunge: “Abbiamo una responsabilità talmente grande davanti a noi che dovremo discutere anche su questo fino allo sfinimento, perché sarebbe imperdonabile dividersi e regalare un’altra vittoria a questa destra”. Non bisogna fare “un favore ad una destra che racconta noi divisi ma che vota in tre modi diversi in Europa”. E poi, sottolinea, ok la “svolta negoziale” ma “sapendo che oggi Putin sta facendo un’altra cosa, perché ha rifiutato il piano di pace presentato anche qualche giorno fa da Zelensky”.

Anche sul perimetro dell’alleanza Conte ribadisce la diffidenza verso Renzi: “C’è un problema di garanzie, affidabilità, che non ci siano compagni viaggio che per ragioni opportunistiche personali o partitiche possano pensare di scartare con disinvoltura”. Schlein non cita mai il leader Iv, ma dice: “Quello che fa la differenza è la coerenza del programma, ma non partiamo da zero. Dopo tanta litigiosità noi governiamo bene insieme (nelle regioni e nei comuni, ndr)”. Peraltro, sottolinea, “Giorgia Meloni ha vinto perché il campo progressista era diviso e noi dobbiamo promettere solennemente che non faremo mai più alla destra il favore di dividerci”.

Anche perché “noi sappiamo che c’è chi spera nel pareggio perché spera che poi non ci sia un’alleanza progressista nel paese, al governo del paese ma un governo di larghe intese e noi abbiamo iniziato a far politica contro i governi delle larghe intese”.

Finisce con Schlein, Bonelli e Fratoianni a cena in uno dei ristoranti della festa e, appunto, con l’impegno a fare di ottobre un mese di “grande consultazione popolare per la definizione del programma”, insiste Bonelli.

Clima, salari, stop norme anti-dissenso: cosa farebbe centrosinistra in primo Cdm

Roma, 8 set. (askanews) – Misure per il clima e l’energia, il riconoscimento della Palestina e lo stop degli accordi di cooperazione militare con Israele, l’abrogazione delle norme anti-dissenso e smaltellare tutti i presìdi anticorruzione con la reintroduzione del reato di abuso d’ufficio. Questi sono alcuni dei provvedimenti che i leader del centrosinistra, dal palco della festa di Avs, hanno dichiarato di voler approvare al primo Consiglio dei ministri se la coalizione progressista vincerà le elezioni politiche.

La segretaria dem Elly Schlein ha sottolineato: “sarà un primo Cdm lungo, alcune proposte potranno” essere varate “subito e a costo zero, come il salario minimo”, ha detto Schlein, aggiungendo il “congedo paritario per entrambi i genitori pagato al 100%” cui è “particolarmente legata”.

Il primo a rispondere alla domanda è Angelo Bonelli: “Cambiamo quest’aria afosa che sta producendo un aumento delle diseguaglianze sociali. Occorre abbassare il costo dell’energia, dire a Eni che deve cambiare missione sociale e non può più fare profitti sulle famiglie”, ha detto invitando a contrastare i “negazionisti della destra”.

“Abbiamo aspettato un po’ di tempo e avremo tanto da deliberare – ha esordito Conte -. Le cose più urgenti del paese. Come ha annunciato Angelo stiamo presentando una proposta congiunta in materia energetica”. Ma per il presidente M5S servono “deliberazioni significative sulla Palestina e l’interruzione degli accordi di cooperazione militare con Israele ma credo – ha puntalizzato – che nel primo cdm dobbiamo aggiungere l’abrogazione di tutte le norme infilate qui e là per reprimere il dissenso politico, per comprimere la protesta civile e smaltellare tutti i presìdi anticorruzione, dobbiamo reintrodurre il reato di abuso d’ufficio”.

Tocca a Schlein che ha ricordato le “proposte unitarie” presentate. “Ne sono emerse tante e io condivido quello che è stato detto, anticipandomi, da Angelo e Giuseppe e questa è una notizia a proposito di coesione… – chiosa -. Sono d’accordo che il clima sia una priorità. Condivido anche quello che diceva Giuseppe”. Per poi citare il salario minimo e il congedo paritario.

Infine è la volta di Nicola Fratoianni per cui tra le priorità, ha precisato, ci sono i salari, i precari ma anche la “patrimoniale” per i “super-ricchi” che “si può fare”.

Centrosinistra, Conte: Renzi? Compagni viaggio devono essere affidabili

Roma, 8 set. (askanews) – “Non ho fatto nessun patto per ridimensionare nessuno”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, dal palco della festa di Avs, rispondendo ad una domanda sullo spazio di Matteo Renzi nel centrosinistra.

“Dall’inizio – ha sottolineato Conte – lavoro con i Cinque Stelle per costruire un progetto progressista” e “mi preoccupo per esserci passato direttamente, che questo progetto sia solido e che ci garantisca la possibilità di cambiare il paese”. E per cambiare il paese, ha aggiunto, “non basta un anno, serve una legislatura”. In questo senso, ha evidenziato, c’è un “problema di garanzie, affidabilità, che non ci siano compagni viaggio che per ragioni opportunistiche personali o partitiche possano pensare di scartare con disinvoltura”.

“Visti oggi i venti di estrema destra che spirano in Europa, io credo che se noi faremo il nostro dovere, se presenteremo a questa comunità nazionale un programma prioritario e realmente progressista, spazio alla destra noi lo togliamo”, ha affermato Conte.

Lega, domani l’incontro coi nordisti. Salvini insiste su banche e pensioni

Milano, 8 set. (askanews) – Tra minacce di destituzioni e inviti a non trasformare Pontida in una resa dei conti, nella Lega sembra essere arrivato finalmente il momento del confronto tra il segretario Matteo Salvini e il ‘fronte del Nord’. L’appuntamento è in progamma domani a Roma, a latere dell’iniziativa “A tua difesa” voluta dal segretario leghista per definire le proposte del partito in tema di economia, all’avvicinarsi della legge di Bilancio.

Di certo il clima non è dei più sereni, agitato dall’ipotesi che Massimiliano Romeo – tra gli esponenti dei Nordisti – sia destituito dal ruolo di presidente dei senatori del Carroccio. Ipotesi che Claudio Borghi, indicato tra i possibili sostituti, non si affanna a smentire: “Non lo so, io faccio quello che mi dice il partito”.

È in questa atmosfera che si terrà l’incontro, che sarà circoscritto a Matteo Salvini (e forse Claudio Durigon) da un lato, e Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti e Luca Zaia dall’altro. Non dovrebbe esserci il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che a scanso di equivoci ha anticipato ad oggi il suo intervento all’iniziativa della Lega, inizialmente previsto domani in concomitanza con l’incontro.

“Un qualche appeasement prima di Pontida si troverà”, dicono dal fronte del Nord, assicurando che “non c’è l’intenzione di trasformare il raduno sul Sacro prato in una resa dei conti”. Su quale potrà essere però la ‘quadra’ di bossiana memoria nessuno si sbilancia. Di sicuro, non si tratta di nomine: Fedriga ha infatti ribadito ancora una volta che la questione dei vice segretari non è sul tavolo, da tempo è chiaro che non è quella la soluzione che al Nord chiedono. In ballo c’è l’identità del partito, una linea sovranista che i nordisti ritengono ormai naufragata nell’ascesa di Futuro Nazionale. Ma che Matteo Salvini continua a portare avanti, ancora ieri con il tweet di congratulazioni ad AfD. E in ballo c’è soprattutto chi rappresenterà la Lega in Parlamento nella prossima legislatura. Con la nuova legge elettorale, le attuali percentuali leghiste consentiranno sostanzialmente solo l’elezione dei capilista, senza che possano entrare in ballo le preferenze. Ecco allora che la scelta di chi indicare in cima ai listini diventa fondamentale per disegnare gli equilibri futuri del Carroccio.

Intanto Salvini insiste con la sua linea e le sue proposte. Quota 64 sulle pensioni, con la ‘benedizione’ arrivata oggi anche da Giorgetti, e il contributo straordinario dalle banche su cui rilancia: “Dovrà essere strutturale, non una tantum”. Proposta che verrà portata anche in Aula, nonostante la contrarietà di Forza Italia: “Di fronte ai numeri, gli alleati diranno sì”, è la convinzione di Salvini.

Centrosinistra, Schlein: primarie? ora affinare programma, tutti d’accordo

Roma, 8 set. (askanews) – “Sulle primarie, la risposta è sempre la stessa, la conoscete…è chiaro che siamo tutti qui convinti che adesso dobbiamo concentrarci anzitutto sull’affinare un programma comune che non parte da zero ma dalle tante proposte unitarie che abbiamo già depositato insieme: salario minimo, congedo paritario, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, alla festa di Avs, dove il dibattito finale della giornata vede sul palco la stessa leader del Pd, il presidente M5S Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola fratoianni di Avs.

“Per noi è sempre importante essere insieme, questa sera ci ospitano sul loro palco della loro festa Alleanza verdi e sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni li ringrazio per questo. Sarà un’altra occasione di confronto sulle tante battaglie che stiamo portando avanti insieme e anche soprattutto nel paese”, ha sottolineato Schlein.

L.elettorale domani in aula al Senato, vertice sherpa su ultimi nodi

Roma, 8 set. (askanews) – La riforma elettorale targata Meloni approda nell’aula del Senato senza un testo definitivo, con un paio di nodi da sciogliere non di poco conto: la soglia per ottenere il premio di maggioranza e l’esclusione dei voti delle liste non ripescate sotto il 3%. Si tratta di due punti dirimenti per il risultato elettorale che, stando agli ultimi sondaggi, con la crescita di Futuro Nazionale con Vannacci, danno centrodestra e campo largo a un’incollatura se non addirittura alla pari.

Così domani, mentre alle 10 l’aula del Senato è convocata per votare le questioni pregiudiziali e poi avviare la discussione generale sul testo che arriva in aula senza mandato al relatore, gli sherpa del centrodestra alle 11,30 in via della Scrofa si riuniranno per accordarsi sugli ultimi ritocchi. Secondo quanto trapela da Fdi ha buone chance di ottenere il parere favorevole e quindi essere approvato l’emendamento presentato dalla senatrice di Fdi Paola Ambrogio che prevede l’abbassamento dal 42 al 41 per cento della soglia per l’assegnazione del premio di maggioranza. La proposta era stata presentata anche in commissione ma poi accantonata. Così come sono stati accantonati durante l’esame in Affari costituzionali gli emendamenti di maggioranza che modificano la cosiddetta la norma ‘anti-cespugli’ introdotta alla Camera con la quale si prevede di non conteggiare, ai fini del raggiungimento della soglia per l’attribuzione del premio, i risultati elettorali delle liste sotto la soglia del 3% non ripescate: sul punto c’è un emendamento sottoscritto da FdI, Lega e Nm (ma non da Forza Italia) per portare la soglia all’1%, su cui il Governo aveva espresso parere favorevole, e uno di FdI per fissare la soglia al 2%, che per FI sarebbe preferibile.

L’esame in commissione Affari Costituzionali proseguirà in serata e domattina prima dell’aula ma è ormai assodato che non si arriverà a votare il mandato al relatore, il presidente della commissione Andrea De Priamo (FdI). Decadrà così anche l’introduzione delle preferenze approvata in commissione che toccherà all’aula approvare nuovamente. La norma sui capilista bloccati e la possibilità di scegliere con le crocette tre candidati in un elenco di sei è prevista da un emendamento Lisei che oggi il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha stabilito essere subemendabile. Questo per venire incontro alle opposizioni che ieri avevano sollevato il problema della scorrettezza della procedura seguita che aveva precluso la votazione sugli emendamenti delle minoranze sullo stesso tema. “Una soluzione pasticciata”, secondo Peppe De Cristofaro di Avs.

Sullo sfondo la questione del ballottaggio previsto dall’emendamento presentato in aula dall’ex presidente del Senato Marcello Pera (FdI): l’ipotesi del doppio turno, previsto nella prima versione del testo presentata alla Camera, poi abbandonata, aveva ripreso vigore alla vigilia della ripresa dei lavori dopo la pausa estiva poi però subito archiviata per le divisioni nella maggioranza sul punto. Oggi molti la danno ufficialmente tramontata anche se a sera un senatore di FdI fa notare che formalmente l’emendamento Pera è ancora lì, non ritirato.

Ex Ilva, Decaro: serve legge speciale per Taranto, stop licenziamenti

Roma, 8 set. (askanews) – “Abbiamo chiesto un’agenda per Taranto che si deve tradurre in una legge speciale per Taranto, abbiamo chiesto il blocco delle procedure di licenziamento, abbiamo chiesto che resti il polo siderurgico decarbonizzato con i forni elettrici, un impianto che non inquini e non metta a rischio la salute dei cittadini. Abbiamo chiesto che il porto di Taranto diventi davvero un hub per l’eolico offshore quindi che venga data attuazione alla decisione già presa”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, parlando con i giornalisti davanti a Palazzo Chigi dopo il tavolo sull’ex Ilva.

“Abbiamo proposto Taranto – ha aggiunto – come zona di accelerazione per la produzione industriale sulla base di un regolamento europeo, ci sono tutte le caratteristiche: l’Ue dice ai 27 stati membri di individuare almeno una di quelle aree per ogni paese e noi chiediamo che l’area di Taranto si possa candidare”.

Tra le proposte, ha spiegato Decaro, anche “incentivi mirati e più attrattivi per l’insediamento di aziende nell’area di Taranto, la possibilità di sgravi fiscali, decontribuzione per chi assume persone che lavorano all’interno dell’Ilva o nell’indotto. Abbiamo condiviso di costituire un tavolo interistituzionale per il monitoraggio, per individuare tutte queste soluzioni”.

Dal governo, ha puntualizzato, abbiamo ottenuto “risposte parziali” ma “una risposta importante è stata di mantenere il polo siderurgico decarbonizzato indipendentemente dall’acquirente, dal gestore. Ci saranno forni elettrici”.

“C’è poi una ipotesi di scivolamento pensionistico sia per i lavoratori diretti che indiretti dell’indotto che hanno avuto un legame con l’area a caldo del ciclo integrale” ha concluso Decaro.

Caos nel traffico aereo in Gb, Nats: "Implementato una soluzione" al problema tecnico

Roma, 8 set. (askanews) -I voli in partenza da diversi aeroporti del Regno Unito – tra cui quelli londinesi di Heathrow, Gatwick e Stansted – sono stati interessati nel pomeriggio da un problema tecnico che ha colpito il fornitore dei servizi di controllo del traffico aereo Nats.

Il Nats (National Air Traffic Services) ha annunciato di aver “implementato una soluzione” al problema tecnico al sistema di controllo del traffico aereo che ha portato alla cancellazione di centinaia di voli in partenza dagli aeroporti del Regno Unito.

“Il nostro sistema di gestione dei voli sta iniziando a riprendersi”, ha dichiarato l’agenzia nazionale per il controllo del traffico aereo, “Continuiamo a lavorare a stretto contatto con le compagnie aeree e gli aeroporti nostri clienti per ripristinare la piena operatività”.

Nats ha inoltre espresso le “più sincere scuse per i disagi arrecati ai viaggiatori”.

La compagnia lowcost Ryanair ha affermato che oltre 65mila dei suoi passeggeri sono interessati dal problema che ha colpito i voli in partenza dal Regno Unito, a causa di un’avaria al sistema di controllo del traffico aereo, e che cancellerà più di 50 voli di linea.

Sul proprio sito, il vettore ha aggiunto che i passeggeri interessati saranno informati e ha invitato tutti coloro che oggi viaggiano da e verso il Regno Unito a controllare l’app di Ryanair per gli ultimi aggiornamenti sul proprio volo.

La compagnia aerea ha inoltre chiesto le dimissioni dell’amministratore delegato di National Air Traffic Services (Nats) a causa del guasto al sistema.

Wizz Air si è unita a Ryanair nelle critiche al Nats (National Air Traffic Services), il fornitore dei servizi di controllo del traffico aereo nel Regno Unito. Lo riportano i principali media britannici.

“Un fornitore di infrastrutture nazionali critiche non dovrebbe bloccare ripetutamente il sistema dell’aviazione. Nats, nella sua forma attuale, non è semplicemente all’altezza del compito”, si legge in una nota.

La compagnia aerea ha dichiarato di essere “estremamente delusa” dal fatto che un nuovo guasto tecnico di Nats abbia provocato gravi disagi ai viaggiatori, aggiungendo che è necessaria una riforma urgente.

Fumetti, musica, arte e cinema: torna il Festival di Linus

Milano, 8 set. (askanews) – Dal 25 al 27 settembre torna ad Ascoli Piceno “Linus – festival del fumetto”, rassegna culturale arrivata alla quinta edizione ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, con la collaborazione di Sandro Veronesi: tre giorni di appuntamenti che vogliono raccontare il fumetto in tutte le sue declinazioni, alternando ospiti, dialoghi, concerti e mostre d’arte.

“L’idea in particolare quest’anno è di capire come il fumetto si è entrato nel mondo dell’arte tout court, cioè come l’influenza del fumetto arrivi a chi scrive, a chi fa musica, nel mondo della politica, è un modo di capire come il fumetto influenzi vari linguaggi dell’arte”, ha spiegato Elisabetta Sgarbi.

Fra gli ospiti del Festival, che si svolge al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, il primo giorno ci sono Lorenza Di Sepio e Marco Barretta, creatori di Simple & Madama; Mario Natangelo, disegnatore satirico, protagonista di un dialogo con Sandro Veronesi, e la Bandabardò in concerto. La serata vedrà sul palco il regista Gabriele Mainetti (“Lo chiamavano Jeeg Robot,” “Freaks Out” e “La città proibita”), in un confronto con Veronesi dedicato al cinema e al fumetto. A seguire un intervento di Igort, fumettista e direttore della rivista Linus. e la proiezione del film “La città proibita”.

Il secondo giorno, sabato 26 settembre, nel pomeriggio, il festival ospiterà “La fisica che piace”, con Vincenzo Schettini, professore di fisica e divulgatore scientifico. Lo stesso giorno, in anteprima assoluta, sarà presentata la nuova graphic novel novel “L’anomalia” del fumettista italiano Manuele Fior, vincitore del Fauve d’Or al Festival di Angouleme. Pubblicata da La nave di Teseo, l’opera è tratta dall’omonimo romanzo di Hervé Le tellier, vincitore del Premio Goncourt. Protagonisti dell’incontro Manuele Fior, Hervé Le Tellier e Sandro Veronesi. A chiudere la giornata il concerto di Raphael Gualazzi.

Domenica 27 settembre, alle ore 18.00, presso la Pinacoteca Civica, sarà invece inaugurata la mostra “Manuele Fior. L’anomalia” a cura di Luca Volpatti ed Elisabetta Sgarbi, alla presenza di Manuele Fior, Stefano Papetti ed Elisabetta Sgarbi. In serata andrà in scena lo spettacolo “Pitecus” di Flavia Mastrella e Antonio Rezza e in anteprima la proiezione di “Groppo e galoppo” di Antonio Rezza e la presentazione dell’album “Il pianto del Centauro”, il primo esperimento musicale di Antonio Rezza. Un’opera sonora costruita interamente sulla voce e sulle armonie gutturali di Rezza, dove la parola lascia spazio alla vibrazione, al ritmo e alla melodia.

Il Festival quest’anno è dedicato a Anna Maria Gregorietti Gandini, scomparsa da poco. “Una grande donna che io ho conosciuto proprio arrivando a Milano, giovanissima”, “tra le prime libraie in Italia a creare un laboratorio – ha spiegato Elisabetta Sgarbi – perché un conto è la libreria, un conto è una libreria-laboratorio come Milano Libri dove passavano con grande piacere e frequentemente Umberto Eco, Oreste del Buono e Laura Lepetit e lì, in questo mondo laboratorio, nascono grandi iniziative come la fondazione della Casa editrice ‘La Tartaruga’, dedicata alle donne e poi tante altre iniziative tra cui Linus: Anna Maria Gandini è la madre di Linus, quindi non poteva che a lei essere dedicato questo festival”.

Banche, Salvini: contributo dovrà essere strutturale, non una tantum

Milano, 8 set. (askanews) – “La sinistra dice no a tutto, anche in maggioranza c’è qualcuno che prova a rallentare invece di accelerare. Ma gli alleati al tavolo, di fronte ai numeri, non potranno che dire di sì a un contributo da parte delle imprese più ricche d’Italia. Ma non una tantum o straordinario, un contributo sulla differenza degli interessi che danno e prendono e sulle commissioni che deve essere strutturale e definitivo”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, chiudendo la prima giornata del convegno della Lega sulle proposte economiche.

“Sto parlando delle grandi banche, non di quelle cooperative, di territorio. Parlo delle prime 10 banche… E non della patrimoniale di quel genio della Schlein sulla gente”.

Cisgiordania, Londra e 11 Paesi sanzionano i coloni: ira di Israele

Roma, 8 set. (askanews) – Il Regno Unito ha dato il via. La Francia e altri dieci Paesi hanno deciso di unirsi. La decisione di imporre restrizioni al commercio di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania ha l’obiettivo di lanciare un segnale a Israele: i coloni violenti hanno superato la linea rossa, mettendo a rischio anche la possibile soluzione dei ‘due popoli, due Stati’. Restano in disparte gli Stati Uniti: ‘Ovviamente non faremo quello che ha fatto il Regno Unito’, ha precisato il segretario di Stato Marco Rubio, confermando la stretta alleanza tra i due Paesi.

La frattura diplomatica si è consumata dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri britannico Ed Miliband, che ha definito ‘illegale’ l’occupazione israeliana della Cisgiordania e ha fatto ricorso al termine ‘pulizia etnica’ per descrivere quanto sta accadendo nei territori palestinesi occupati. Sul fronte di Gaza, Miliband ha inoltre parlato di ‘prove sempre più numerose’ della possibile commissione di crimini di guerra da parte delle forze israeliane. Parole che hanno provocato la dura reazione di Israele: il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha risposto annunciando una serie di misure di ritorsione contro Londra, a partire dalla chiusura del Consolato britannico a Gerusalemme.

La crisi mediorientale si allarga intanto sul fronte europeo. Oggi undici Paesi europei, insieme al Canada, hanno annunciato l’introduzione di restrizioni commerciali sui prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania, motivando la decisione con ‘livelli senza precedenti di violenza da parte dei coloni’. Una convergenza che rischia di accentuare ulteriormente l’isolamento internazionale del governo israeliano e di aprire un nuovo fronte di tensione nei rapporti tra Israele e i suoi partner occidentali.

Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband, parlando oggi alla Camera dei Comuni, ha definito ‘illegale’ l’occupazione israeliana della Cisgiordania, affermando inoltre che in alcune aree del territorio è attualmente in corso una ‘pulizia etnica’ ai danni della popolazione palestinese. ‘Oggi ho annunciato che la posizione ufficiale del governo britannico è che l’occupazione è illegale a causa del consolidamento del controllo da parte di Israele, della sua intenzione di estendere la sovranità in modo permanente e del suo programma espansionistico attraverso gli insediamenti illegali’, ha spiegato Miliband.

‘La nostra posizione non è soltanto un’affermazione della realtà arrivata con troppo ritardo. Il governo ritiene che l’illegalità dell’occupazione secondo il diritto delle Nazioni Unite debba riflettersi nei rapporti economici che scegliamo di intrattenere con i territori occupati’, ha aggiunto il ministro britannico, lasciando intendere che il riconoscimento politico dell’illegalità dell’occupazione potrebbe tradursi anche in ulteriori misure sul piano economico e commerciale.

È in questo contesto che Miliband ha poi difeso l’utilizzo dell’espressione ‘pulizia etnica’, richiamando le dichiarazioni di due figure di primo piano della società israeliana. ‘Ehud Olmert, ex primo ministro israeliano, ha descritto quanto sta accadendo come, cito testualmente, ‘un tentativo violento e criminale di procedere alla pulizia etnica di territori della Cisgiordania’. L’ex ministro della Salute e generale di brigata in pensione dell’IDF, Ephraim Sneh, ha dichiarato, e cito nuovamente: ‘Questa è una pulizia etnica”, ha affermato il diplomatico britannico.

Miliband ha quindi cercato di circoscrivere il significato attribuito dal governo britannico al termine, richiamando la definizione delle Nazioni Unite: ‘In parole semplici, per l’ONU la pulizia etnica è definita come una politica deliberata volta a rimuovere, attraverso mezzi violenti e tali da incutere terrore, la popolazione civile appartenente a un determinato gruppo etnico o religioso da specifiche aree geografiche, per iniziativa di un altro gruppo etnico o religioso’.

Da qui la presa di posizione di Londra: ‘Il governo britannico concorda sul fatto che in alcune aree della Cisgiordania sia in corso una pulizia etnica dei palestinesi perpetrata da coloni responsabili di atti terroristici’, ha dichiarato Miliband.

Un’accusa che il ministro ha rivolto non soltanto ai coloni, ma anche alle autorità israeliane, accusate di non aver contrastato adeguatamente le violenze. ‘Troppo spesso il governo israeliano ha chiuso un occhio di fronte a tutto questo e, peggio ancora, alcuni suoi esponenti hanno rilasciato dichiarazioni e intrapreso azioni a sostegno dello sfollamento forzato dei palestinesi’, ha aggiunto il diplomatico britannico.

Inoltre, il ministro britannico ha evidenziato come vi siano ‘prove sempre più numerose’ del fatto che a Gaza siano stati commessi crimini di guerra. ‘Ciò che è accaduto, comprese le azioni delle Forze di difesa israeliane (IDF), è stato esaminato approfonditamente da diverse organizzazioni, tra cui la Commissione internazionale d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite. Le conclusioni di questi rapporti rappresentano una prova sempre più consistente del fatto che potrebbero essere stati commessi crimini di guerra, e sosteniamo i procedimenti giudiziari volti ad accertarlo’, ha sottolineato Miliband. Una presa di posizione particolarmente dura, che Miliband ha tuttavia accompagnato con una precisazione destinata a segnare il perimetro politico delle accuse britanniche. Prima di formulare le proprie contestazioni, il ministro ha infatti ribadito di essere ‘un orgoglioso ebreo britannico’ e di difendere ‘sempre il diritto di Israele di esistere’. Una puntualizzazione che evidenzia il tentativo di Londra di distinguere la legittimità dello Stato di Israele dalle politiche del governo israeliano nei territori palestinesi occupati. Oltre a questo, il ministro degli Esteri britannico ha affermato di non essere intenzionato a recidere i legami con Israele, in quanto elemento fondamentale nella lotta contro l’Iran. Infatti, nel corso del suo discorso alla Camera dei Comuni Miliband ha specificato che le sanzioni ‘prenderanno di mira gli insediamenti illegali e la loro espansione, non Israele’.Le decisioni prese da Londra sono state accolte negativamente in Israele. Il ministro Sa’ar, infatti, nel corso della conferenza stampa odierna ha bollato come ‘bugie oltraggiose’ le dichiarazioni dell’omologo britannico, annunciando altresì la chiusura del Consolato britannico a Gerusalemme.

Il ministro degli Esteri israeliano ha accusato Londra di aver assunto una posizione ‘moralmente distorta’, qualificando le sanzioni come una ‘palese interferenza’ negli affari interni di uno Stato sovrano e nel suo processo elettorale. Il capo della diplomazia israeliana ha precisato che Israele ‘non ha nulla contro il popolo britannico’, sottolineando di sapere che nel Regno Unito esistono molti amici di Israele. La responsabilità, ha sostenuto, sarebbe invece dell’attuale governo laburista, accusato di adottare sistematicamente misure ostili nei confronti di Israele.

Rivendicando il diritto del popolo ebraico a vivere ‘in tutta la Terra d’Israele’, Sa’ar ha respinto ogni tentativo internazionale di esercitare pressioni su Israele affinché modifichi le proprie politiche per ragioni di sicurezza o di interesse nazionale: ‘Non avete alcuna possibilità di riuscirci’, ha rappresentato Sa’ar, sostenendo che la ‘larga maggioranza del popolo israeliano’ sostiene gli insediamenti dei coloni e non è favorevole alla creazione di uno Stato palestinese.

Tra le misure annunciate da Israele in risposta alle decisioni di Londra figurano l’espulsione dei rappresentanti britannici dalla sede di Kiryat Gat, la sospensione delle attività britanniche di addestramento delle forze dell’Autorità Palestinese a Ramallah e il divieto di ingresso in Israele per 12 funzionari pubblici britannici. Tra questi figura, in cima alla lista, l’ex leader del Partito Laburista Jeremy Corbyn.

La posizione britannica si inserisce inoltre in un fronte internazionale sempre più ampio. Insieme al Regno Unito, Francia, Canada e altri nove Paesi europei hanno annunciato oggi restrizioni al commercio di beni provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania, citando ‘livelli senza precedenti di violenza da parte dei coloni’. I dodici governi hanno ribadito la necessità di tutelare la soluzione dei due Stati e si sono opposti a qualsiasi forma di annessione dei territori palestinesi o di sfollamento forzato della popolazione.

In questo clima di crescente tensione, il contrasto tra Gran Bretagna e Israele travalica i confini continentali, con il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, che ha chiesto al primo ministro Benjamin Netanyahu di ‘riconoscere la sovranità dell’Argentina sulle Isole Malvinas’ e di ‘imporre sanzioni al Regno Unito finché l’occupazione continuerà’.

Due polemiche al giorno e Vannacci provoca: senza FnV centrodestra sotto 42%

Roma, 8 set. (askanews) – Dacci oggi la nostra polemica quotidiana. Magari anche due. La strategia comunicativa di Futuro nazionale frequenta la polemica e la usa, tanto che, mentre il partito cresce – l’ultimo sondaggio di Swg lo dà al 7,7% – Roberto Vannacci ‘provoca’ il centrodestra: “Adesso hanno preso la calcolatrice – attacca l’ex generale sui social postando i titoli di alcuni articoli su legge elettorale e ballottaggio -. Senza Futuro nazionale la destra non arriva al 42%. Non è propaganda, è aritmetica”.

Quindi, rilancia Vannacci, il centrodestra non si deve “illudere” perchè “i nostri voti non sono un pacco da ritirare alla vigilia delle elezioni”: FnV, insiste, “non sarà la ruota di scorta di nessuno” ma “il motore che riporterà la destra sulla retta via”. Tradotto: l’alleanza si può fare, ma va costruita “su punti programmatici chiari e condivisi” e non “con formule escogitate nei palazzi”.

La polemica del giorno, intanto, è doppia, un po’ interna e un po’ esterna. Quella interna riguarda la cacciata dal partito di Luca Sforzini, tessera numero 18 di FnV, presidente del Centro studi Rinascimento nazionale, think thank storico del partito. Ieri la direzione disciplinare nazionale di Futuro nazionale “ha deliberato l’espulsione a seguito delle sue ripetute sortite sulla stampa e sui social network foriere di attacchi ad altri iscritti del partito e di descrizioni del movimento del tutto infondate”. Sforzini ha espresso più volte critiche nei confronti delle derive estremistiche del partito, con tanto di invito all’ex generale a “liberarsi delle cornacchie nere”.

Ora FnV parla di “ambizioni personali volte a saziare appetiti antichi che si prestano alle mire di chi vuole avvelenare e soffocare il partito dall’interno”. Pronta la replica di Sforzini secondo il quale a Vannacci “i grilli parlanti non piacciono e le cornacchie nere, che si sono ormai impossessate della gestione del partito, amano lanciarli contro il muro”. Sforzini rivendica l’essere “un uomo di destra, di destra storica, risorgimentale” e ribadisce: “Non considero le nostalgie e le suggestioni totalitarie un valore della destra”.

C’è poi un’altra polemica, che si consuma lontano da Roma e che, come già era accaduto per l’invito di Vannacci al forum Ambrosetti a Cernobbio, vede un evento e una città coinvolta, stavolta Torino. Il leader di FnV parteciperà, in qualità di relatore, a una tavola rotonda, organizzata dai sindacati Fsp-polizia di Stato e Fmpi, il 18 settembre all’hotel Nh di Torino. L’appuntamento è stato riconosciuto come attività di aggiornamento professionale e questo ha scatenato diverse proteste, a cominciare dal Silp Cgil Piemonte che ha chiesto formalmente al questore di Torino di revocare il riconoscimento di crediti formativi agli agenti che parteciperanno all’evento. “La libertà di espressione o vale per tutti, oppure non vale per nessuno – ribatte il deputato Emanuele Pozzolo, responsabile regionale FnV in Piemonte -. Futuro Nazionale non accetterà che nel nostro Paese si costruiscano cittadini di serie A, le cui idee possono essere ascoltate e persino certificate, e cittadini di serie B, le cui idee devono essere messe a tacere”. Insomma, conclude, “non ci faremo intimidire dalla cultura delle barricate. Se pensate di poter stabilire voi chi può parlare e chi no, troverete Futuro Nazionale dalla parte opposta. Sempre”.

Dopo le polemiche, dalla Polizia è arrivata la precisazione: “Trattasi – ha scritto in una nota il Dipartimento di pubblica sicurezza – di una iniziativa sindacale, per la quale non è prevista la partecipazione del Questore di Torino né il convegno costituirà aggiornamento professionale per gli appartenenti alla Polizia di Stato”.

Gb, problema su controllo traffico aereo: disagi per voli in partenza

Roma, 8 set. (askanews) – I voli in partenza da diversi aeroporti del Regno Unito – tra cui quelli londinesi di Heathrow, Gatwick e Stansted – sono stati interessati da un problema tecnico che ha colpito il fornitore dei servizi di controllo del traffico aereo Nats.

A Heathrow, riporta il sito internet della Bbc, le partenze sono state inizialmente sospese intorno all’ora di pranzo. Il traffico è poi ripreso, prima di subire ulteriori interruzioni nel pomeriggio. I voli in arrivo sono invece atterrati regolarmente.

Gatwick ha comunicato di essere attualmente interessato dal problema, insieme ad altri scali. Anche l’aeroporto di East Midlands è stato colpito dal disservizio, mentre l’aeroporto di Manchester ha avvertito che alcuni voli in partenza potrebbero subire ritardi. Ai passeggeri è stato consigliato di contattare le proprie compagnie aeree per verificare lo stato dei voli.

In una nota, Nats ha dichiarato di essere al lavoro per individuare la causa del problema, che, secondo quanto appreso dalla Bbc, non è ancora stato risolto.

“Abbiamo individuato il problema nel nostro sistema di elaborazione dei voli. I nostri tecnici sono sul posto e stanno lavorando con urgenza per ripristinare le normali operazioni il più rapidamente possibile”, ha dichiarato Nats in una nota. “I voli continuano a partire e lo spazio aereo è aperto, ma ci vorrà del tempo per tornare alla normalità”.

L’ente si è scusato per i ritardi causati e ha invitato i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea. Nats ha comunicato che fornirà aggiornamenti sul sito [www.nats.aero](http://www.nats.aero) e su X.

L’aeroporto di Edimburgo ha dichiarato in un post sui suoi profili social che il problema potrebbe avere ripercussioni sulle sue operazioni. Anche gli aeroporti di Dublino e Cork, in Irlanda, stanno registrando ritardi.

Francesca Verdini: con l’accusa di fascismo la sinistra egemonica delegittima gli altri

Milano, 8 set. (askanews) – “Scrivo queste parole perchè da tempo sento di dovermi giustificare per ciò che penso. Come se il mio voto dicesse qualcosa non solo delle mie idee, ma della mia intelligenza, della mia sensibilità, persino della mia qualità umana. Come se non fossi mai abbastanza colta, preparata, consapevole. E alla fine resta sempre quella parola: fascista. A volte persino ‘sporca fascista’. Mia nonna il fascismo lo ha combattuto. Io, dentro di me, di fascista non ho mai riconosciuto niente”. Lo scrive sui social Francesca Verdini, in due lunghi post che registrano il ‘like’ del compagno, il vicepremier Matteo Salvini.

“Non è successo in un giorno. È stato un processo lungo culturale prima ancora che politico. Per anni una certa sinistra ha conquistato un’egemonia in molti luoghi della cultura, dell’informazione, dello spettacolo dell’università. Lentamente ha costruito un mondo nel quale pensarla diversamente è diventato sempre più difficile. Non perchè sia vietato, ma perchè ha un costo: puoi essere escluso, giudicato e soprattutto etichettato. Non importa cosa pensi, quali ragioni ti abbiano portato a farlo o quale sia la tua storia. Se non sei allineato, arriva una parola destinata a chiudere la discussione: fascista, stupido, ignorante, cattivo, razzista. Non si confuta più un’idea, si delegittima chi la pronuncia”, sostiene Verdini.

“Nel mio lavoro questo senso di estraneità lo incontro continuamente. Attori, registi, sceneggiatori mi confidano ciò che pensano e poi aggiungono: ‘Non dirlo. Poi non mi fanno più lavorare’. Eppure vedo Iacchetti minacciare botte e augurare la morte a un ministro, Saverio Tommasi parlare delle botte ai ‘fascisti’ come legittima difesa, Bonaccini spiegare che chi vota a destra ha mediamente studiato meno, Brigitte Macron colpire il marito al volto, Rula Jebreal chiamare ‘scimmia’ un uomo afroamericano. E ogni volta mi faccio la stessa domanda: se le parti fossero invertite, il metro sarebbe lo stesso? Sono episodi diversi, non voglio fare di tutta l’erba un fascio. Ma non possono esistere insulti progressisti, minacce democratiche o violenze rese accettabili dall’antifascismo. Una cosa sbagliata non diventa giusta perchè arriva dalla parte che abbiamo deciso essere ‘quella giusta’. Questo doppio standard logora. Ti fa sentire espulso, ti rende più duro, ti fa venire voglia di urlare più forte. Ed è qui che voglio fermarmi. Non voglio che tutto questo renda me, ‘o noi’ (chiunque si senta così), peggiori. E non voglio che ci faccia sentire soli. Perchè non siamo soli. Siamo in tanti a vedere questa ipocrisia e a sentirne il peso. Io voglio continuare a dirlo. Senza farmi intimidire. E, a pensarci bene, è proprio quello che fece mia nonna quando il fascismo c’era davvero. Non smise di dire ciò che pensava per paura. Lo disse più forte”.

Antonello Venditti riparte da Roma per tornare live nei palazzetti

Milano, 8 set. (askanews) – Dopo le celebrazioni del quarantennale dell’inno intergenerazionale “Notte prima degli esami” e dell’album “Cuore” con oltre 300.000 spettatori in più di 60 date in due anni e sulla scia dell’entusiasmo del tour estivo appena concluso “Daje! Live summer 2026”, Antonello Venditti si prepara a calcare le scene live nel 2027 con , il nuovo attesissimo tour che segna il suo grande ritorno nei più importanti palasport italiani.

“In questo mondo gli esseri più umani sono gli animali” prenderà il via con una speciale anteprima l’8 marzo, giorno del compleanno di Antonello Venditti, al Palazzo dello Sport della sua Roma.

Il tour nei palasport, a due anni dal precedente, sarà una nuova imperdibile occasione per il pubblico per emozionarsi sulle note delle canzoni che hanno reso Antonello Venditti uno degli artisti più amati della musica italiana.

In questi appuntamenti live, il cantautore romano, che nel frattempo è in studio per lavorare a nuova musica, guiderà con l’energia e la grinta che da sempre lo contraddistinguono un racconto straordinario tra passato, presente e futuro.

Queste le date del tour “In questo mondo gli esseri più umani sono gli animali”, prodotto e organizzato da Friends&Partners: 08 marzo 2027 – Roma – Palazzo dello Sport 03 aprile 2027 – Mantova – Pala Unical 09 aprile 2027 – Torino – Inalpi Arena 14 aprile 2027 – Bergamo – Chorus Life Arena 17 aprile 2027 – Milano – Unipol Forum 21 aprile 2027 – Padova – Kioene Arena 28 aprile 2027 – Ancona – Pala Prometeo 08 maggio 2027 – Firenze – Nelson Mandela Forum 15 maggio 2027 – Bari – Pala Florio 19 maggio 2027 – Napoli – Pala Partenope 22 maggio 2027 – Messina – Pala Rescifina I biglietti saranno disponibili su Ticketone.it e nelle prevendite abituali dalle ore 14.00 di domani, mercoledì 9 settembre.

Mario Righini è nuovo Creative development director di Colorado Film

Roma, 8 set. (askanews) – Massimo Righini è il nuovo Creative Development Director – Television, Formats and Unscripted di Colorado Film. Lo annuncia il Gruppo Rainbow in un comunicato.

Righini entrerà nel team guidato da Gian Paolo Tagliavia, Executive Vice President TV, Digital and Talent del Gruppo e si occuperà della strategia di sviluppo e della realizzazione di progetti televisivi e di nuovi format per le piattaforme digitali, con particolare attenzione all’area dell’intrattenimento unscripted, fa sapere il gruppo.

“Viviamo un momento di profonda trasformazione del Mercato, con crescenti opportunità di convergenza tra le diverse piattaforme e Massimo, con la sua esperienza dei meccanismi del mondo dell’intrattenimento, darà un contributo molto importante allo sviluppo di Colorado ampliando e sviluppando la nostra offerta”, ha commentato Tagliavia.

Il rafforzamento di Colorado – spiega Rainbow – fa parte della strategia complessiva del gruppo, voluta e guidata da Iginio Straffi, Fondatore e Presidente, e punta a sviluppare ulteriormente “una realtà diventata ormai un punto di riferimento in Italia e a livello internazionale”.

“Siamo molto felici di accogliere Massimo Righini in Colorado Film – ha sottolineato Straffi – Massimo mi ha subito colpito per la sua passione, creatività, energia e la sua competenza editoriale. La sua profonda conoscenza dell’industria creativa rappresenta un importante valore aggiunto per il percorso che abbiamo intrapreso. L’ingresso di Massimo Righini è la conferma della nostra volontà di continuare a investire nelle persone capaci di accompagnarci verso nuove sfide creative”.

“Entrare in Colorado Film significa poter sviluppare nuove idee all’interno di un gruppo che ha fatto della creatività italiana un patrimonio internazionale – ha affermato Massimo Righini – Ringrazio Iginio Straffi e Gian Paolo Tagliavia per la fiducia e per la visione che condividiamo. Il mio obiettivo è contribuire alla crescita dell’intrattenimento televisivo e digitale del Gruppo, sviluppando format originali che uniscano identità editoriale, forza popolare e potenziale internazionale. È un lavoro che richiede creatività, conoscenza del pubblico e capacità di trasformare le idee in progetti produttivi concreti: l’esperienza che porto in Colorado, da condividere con il team, gli autori, i talenti e i nostri partner”.

Manager e direttore creativo con oltre trent’anni di esperienza nell’intrattenimento televisivo, Massimo Righini ha costruito un percorso che unisce ideazione editoriale, sviluppo di format e direzione creativa e operativa. Nel corso della carriera ha contribuito, con ruoli autoriali, di cura editoriale e di produzione creativa, alla realizzazione di oltre 80 programmi televisivi e all’adattamento di format internazionali per il mercato italiano. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti società di produzione e broadcaster, tra cui Mediaset, Endemol Shine, Fascino, Magnolia e Banijay, lavorando a progetti destinati a Rai, Discovery e Sky. Tra i programmi ai quali ha contribuito figurano Il Collegio, Matrimonio a prima vista, Bake Off Italia, La Talpa, Guess My Age e Camionisti in trattoria. Tra le produzioni realizzate dalla divisione durante il suo percorso in Casta Diva figurano La porta magica per Rai 2, Holiday Crush per Prime Video e Come una volta – Un amore da favola per Discovery plus.

RemTech Expo, presentata XX Edizione

Roma, 8 set. (askanews) – Presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica, è stata presentata la ventesima edizione di RemTech Expo, in programma a Ferrara dal 16 al 18 settembre 2026. “Risanamento e rigenerazione: visione, progresso e competitività, tra ambiente, infrastrutture, territori e salute”. Questo il tema della XX Edizione. Nel video il commento di Francesco Ventura, consigliere Oice e AU di VDP Srl.

Cisgiordania, Londra: l’occupazione israeliana è "illegale"

Roma, 8 set. (askanews) – Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha affermato che Londra riconosce l’occupazione israeliana dei territori in Cisgiordania come illegali.

“Oggi ho annunciato che la posizione ufficiale del governo britannico è che l’occupazione è illegale a causa del consolidamento del controllo da parte di Israele, della sua intenzione di estendere la sovranità in modo permanente e del suo programma espansionistico attraverso gli insediamenti illegali”, ha spiegato il diplomatico britannico.

“La nostra posizione non è soltanto un’affermazione della realtà arrivata con troppo ritardo. Il governo ritiene che l’illegalità dell’occupazione secondo il diritto delle Nazioni Unite debba riflettersi nei rapporti economici che scegliamo di intrattenere con i territori occupati” ha specificato Miliband.

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha annunciato misure di ritorsione israeliane nei confronti della Gran Bretagna, in seguito alla decisione britannica di imporre sanzioni agli insediamenti, specificando che il governo israeliano chiuderà il Consolato britannico a Gerusalemme.

Secondo quanto riportato dal giornale israeliano Ynet, le altre misure comprendono: l’espulsione dei rappresentanti britannici dalla sede di Kiryat Gat; la sospensione delle attività britanniche di addestramento delle forze dell’Autorità Palestinese a Ramallah; e il divieto di ingresso in Israele per 12 funzionari pubblici britannici coinvolti in attività antisemite e anti-israeliane.

Secondo Sa’ar “la decisione del governo laburista è particolarmente assurda, considerando che più di 100 anni fa la Dichiarazione Balfour riconobbe ufficialmente il diritto storico del popolo ebraico a stabilire la propria patria nella Terra d’Israele, compresa la Giudea e la Samaria. Questo principio fu incluso nel Mandato britannico”.

Bce, caro petrolio e inflazione alimentano attese rialzo tassi giovedì

Roma, 8 set. (askanews) – I nuovi rincari di petrolio e carburanti, combinati con la recente revisione al rialzo della crescita economica nell’area euro, appaiono destinati a cementare la propensione della Banca centrale europea ad un nuovo aumento dei tassi di interesse, al consiglio direttivo che giovedì, in trasferta a Berlino, si concluderà con la comunicazione delle decisioni di politica monetaria.

Contestualmente l’istituzione, che ha sede sempre in Germania, ma a Francoforte, pubblicherà le sue previsioni economiche aggiornate per crescita e inflazione. Il tutto alle 14:15 italiane.

Mezz’ora dopo la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. Oltre alle questioni monetarie, potrebbe essere oggetto di domande sulle sue intenzioni riguardo alla permanenza in carica, dopo mesi di indiscrezioni che la stessa la alimentato su una sua uscita anticipata.

Ma ancor prima, domani in serata, la presidente interverrà alla cena di gala organizzata dalla Bundesbank, la Banca centrale della Germania

Ad agosto l’inflazione media nell’area euro è salita al 3,3% su base annua, secondo la stima preliminare diffusa da Eurostat. Questa settimana lo stesso istituto di statistica comunitario ha rivisto rialzo i dati sulla crescita del Pil aggregato dell’area al +0,6% nel secondo trimestre.

Lo scorso giugno i tecnici della Bce prevedevano uno 0,8% di crescita quest’anno, cui dovrebbe seguire un più 1,2% nel 2027 e più 1,5% – sempre per l’insieme dell’eurozona – nel 2028. Sull’inflazione prevedevano una accelerazione al 3% quest’anno, un calmieramento al 2,3% nel prossimo è un ritorno all’obiettivo della stessa Bce, al 2% nel 2028.

Meloni: inaccettabile scarcerare dopo poche ore chi aggredisce agenti

Roma, 8 set. (askanews) – “E’ difficile da comprendere” e “inaccettabile” la scarcerazione dopo poche ore di chi ha aggredito le forze dell’ordine. È una decisione che “indebolisce la credibilità dello Stato nel suo complesso”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, postando su X le “immagini che mostrano due agenti aggrediti e feriti mentre stanno facendo il proprio dovere, durante l’arresto di un individuo” qualche giorno fa in via Cavour a Roma.

“L’uomo, accusato di aggressione, resistenza, oltraggio e lesioni, viene portato davanti al giudice: l’arresto viene convalidato, ma lui torna comunque libero poche ore dopo. Episodi, sempre più numerosi, di decisioni che vanificano il lavoro di chi ogni giorno opera per garantire la sicurezza dei cittadini, spesso mettendo a rischio la propria incolumità”, sottolinea la premier.

“Il Governo – assicura – continuerà a rafforzare tutele e strumenti per le Forze dell’Ordine. Ma quando, dopo comportamenti di questa gravità e dopo un’aggressione a chi rappresenta lo Stato, si torna liberi nel giro di poche ore, non è soltanto difficile da comprendere. È francamente inaccettabile, perché indebolisce la credibilità dello Stato nel suo complesso”.

I cani a Roma e Trento, ultime tre date del tour dell’atteso ritorno



Roma, 8 set. (askanews) – Ultime tre date del tour estivo de i cani, organizzato da DNA concerti e 42 Records, che ha segnato il ritorno dal vivo della band, tornata sui palchi dopo nove anni di assenza e protagonista di uno dei tour più attesi della stagione.

Già sold out la data di giovedì 10 settembre a Roma, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, sono disponibili ancora pochi biglietti per la seconda tappa romana dell’11 settembre, entrambe in collaborazione con Spring Attitude nell’ambito di Roma Summer Festival. Ad aprire i due live, il trio indie-rock/post-punk romano Vascelli. L’apertura porte è alle 18.30, alle 20 il live dei Vascelli mentre alle 21 il live de i cani.

Ultimi biglietti anche per l’appuntamento conclusivo del tour il 13 settembre a Trento, al Poplar Festival presso Doss Trento. L’inizio del live è alle 22.

Poche parole, nessuna ricerca di visibilità, zero esposizione: i cani si esprimono solo attraverso la musica. Che sia in un disco – come l’ultimo e acclamato “post mortem” – o sul palco, il progetto di Niccolò Contessa continua a parlare a un pubblico sempre più ampio e partecipe, attraverso canzoni che negli anni sono entrate nell’immaginario di un’intera generazione.

I cani sono l’ennesimo gruppo pop romano, “post mortem” è il loro quarto album dopo “Il sorprendente album d’esordio de i cani” (2011), “Glamour” (2013), “Aurora” (2016).

22simba annuncia il nuovo singolo "Provinciali"

Milano, 8 set. (askanews) – 22simba annuncia oggi “Provinciali” (Island Records/Universal Music Italy), il nuovo singolo fuori venerdì 11 settembre su tutte le piattaforme digitali. La traccia è stata anticipata dall’apertura del pre-order (disponibile a questo link) di “Atto 3: Provinciali”, il terzo e ultimo capitolo che compone “Miria” – il nuovo album in uscita il 18 settembre 2026 – disponibile nei formati fisici LP Autografato Numerato e CD Autografato Numerato con artwork esclusivo dedicato. Il brano segue la pubblicazione dei singoli “Arricchiti” feat. Guè e “2 Passi dal cielo non uno in più”.

Con “Provinciali”, 22simba trasforma le proprie origini in un punto di forza, raccontando cosa significa crescere in una realtà di provincia come Saronno e portarne con sé valori, contraddizioni e ambizioni. L’artista racconta il bisogno di custodire i rapporti familiari, i ricordi d’infanzia e le esperienze che hanno contribuito a renderlo la persona che è oggi, restituendo un racconto intimo e personale della sua storia.

“Provinciali” anticipa “Atto 3: Provinciali”, il capitolo conclusivo di “Miria”, il nuovo album di 22simba in uscita il 18 settembre. In questo terzo e ultimo atto, l’artista raggiunge una nuova consapevolezza: riconosce ciò che ancora gli manca, ma lo fa con maggiore lucidità e una più profonda coscienza di sé. Comprende, soprattutto, che la sua storia e quella della nonna Miria appartengono a epoche e contesti diversi e che, proprio per questo, non possono essere sovrapposte né messe a confronto. Al centro di questo capitolo c’è la provincia, luogo delle origini e parte imprescindibile dell’identità dell’artista. Non un semplice sfondo, ma una matrice capace di plasmare esperienze, linguaggi e visioni del mondo. Tornare alle proprie radici diventa così un modo per rileggere il presente con occhi nuovi, riconoscendo ciò che lo ha formato e facendo i conti con ciò che ancora sente di cercare.

Questo ultimo capitolo arriva dopo “Atto 1: Arricchiti”, il primo atto che racconta il conflitto di chi insegue i beni materiali per poi interrogarsi sul loro significato, e “Atto 2: Miria”, che prende il nome dalla nonna dell’artista e riflette sul valore autentico della felicità, ispirandosi alla sua capacità di apprezzare le piccole cose e creando un confronto con una generazione che fatica a sentirsi davvero soddisfatta. Ad accompagnare il secondo capitolo è stato il vlog con Massimo Pericolo (disponibile su Youtube) registrato a casa della nonna di 22simba, in cui i due artisti si confrontano sulla loro infanzia e sul loro percorso di crescita alla ricerca della felicità e del senso della stessa, concept al centro di “MIRIA”.

L’annuncio del disco era arrivato lo scorso 10 maggio al termine dello show sold out al Fabrique di Milano, una data evento che ha segnato un momento chiave nel percorso dell’artista e durante la quale sono stati anticipati i primi dettagli del progetto. Reduce da questo importante appuntamento live, 22simba tornerà sui palchi in autunno con il “Miria Tour”, che toccherà i principali club italiani e che vede già sold out le tre date al Fabrique di Milano.

Lo scorso 3 ottobre 2025 è uscito “La Cura”, l’EP certificato disco d’oro che rappresenta un passo importante nell’evoluzione personale e musicale del giovane artista, confermandosi come uno dei più autentici e promettenti del nuovo panorama urban contemporaneo. Tra i brani spicca “Fanculo” – certificato disco d’oro – con Marracash, diventato manifesto della sua identità artistica e con il quale si è esibito sul palco del Marra Palazzi25 in occasione delle tre date all’Unipol Forum di Milano. Il 23 gennaio 2026 segue “La Cura, in nome di Miria”, il repack dell’EP che amplia e rinnova il progetto iniziale.

A partire dal 19 settembre, 22simba incontrerà i suoi fan in occasione del Miria Instore Tour in programma a Milano, Torino, Bologna, Roma, Genova e Verona.

22simba continua il suo percorso in costante evoluzione, consolidando il proprio posto tra le voci più rilevanti della sua generazione.

C.destra, Vannacci: senza Fn non arriva a 42%, non si illuda su nostri voti

Roma, 8 set. (askanews) – “Adesso hanno preso la calcolatrice. Senza Futuro nazionale la destra non arriva al 42%. Non è propaganda, è aritmetica”. E’ quanto scrive il leader di Fn Roberto Vannacci sui social postando i titoli di alcuni quotidiani sulla nuova legge elettorale e il ballottaggio.

“Ma nessuno si illuda: i nostri voti non sono un pacco postale da ritirare alla vigilia delle elezioni” e “le alleanze non si costruiscono con formule escogitate nei palazzi, ma sulla chiarezza dei programmi e la lealtà verso gli elettori”, osserva ribadendo che Fn “non negozia i suoi principi” e “non sarò la ruota di scorta di nessuno”.

Vannacci spiega di voler essere “il motore che riporterà la destra sulla retta via” con un’alleanza su “punti programmatici chiari e condivisi”.

“Nessuna incertezza, nessun dubbio, nessun tentannamento”, il centrodestra se vuole governare “dovrà fare i conti con gli italiani che ha deluso fino ad oggi” e quindi “anche con noi”, conclude.

Venezia83, The Echo Chamber: anteprime a Roma con Marinelli e Pallaoro

Roma, 8 set. (askanews) – Dalla Mostra del cinema di Venezia alle sale. Anteprime speciali a Roma di “The Echo Chamber”, presentato in Concorso e in uscita dal 10 settembre.

Mercoledì 9 settembre alle 18.50 al Cinema Greenwich il regista Andrea Pallaoro insieme all’interprete Luca Marinelli saluteranno il pubblico in sala all’inizio della proiezione. La proiezione sarà in lingua originale con sottotitoli in italiano. Alle 19.45 stessa anteprima con Pallaoro e l’attore al Cinema Eden.

Alle 18.30, invece, al Cinema Quattro Fontane, al termine della proiezione seguirà un Q and A con Pallaoro, Marinelli, la sceneggiatrice Ludovica Rampoldi e il produttore Nicola Giuliano. La proiezione sarà in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Alle 21.30 al Cinema Giulio Cesare Pallaoro insieme a Marinelli saluteranno il pubblico in sala all’inizio della proiezione. ( lingua originale con sottotitoli in italiano).

Nel cast di “The Echo Chamber”, oltre a Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. Il film è l’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci scritta con Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi. È una coproduzione italo-belga Indigo Film con Rai Cinema per l’Italia e Versus Production per il Belgio ed è prodotto da Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri e coprodotto da Jacques-Henri Bronckart e Tatjana Kozar.

“The Echo Chamber” sarà distribuito in Italia da 01 Distribution. Le vendite internazionali saranno a cura di Paradise City Sales e saranno corappresentate da UTA per il Nord America.

Il film è una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. Leo e Anne si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona la voce di Ava che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto.

Andrea Pallaoro è un regista italiano, tra le voci più originali del cinema contemporaneo, attivo tra Los Angeles e New York. Dopo la formazione al California Institute of the Arts e all’Hampshire College, esordisce con “Medeas”, presentato alla Mostra di Venezia e premiato a livello internazionale. I suoi film successivi, “Hannah”, con Charlotte Rampling, vincitrice della Coppa Volpi, e “Monica”, sono stati entrambi in concorso a Venezia, ottenendo numerosi riconoscimenti internazionali.

A Bardonecchia V Tappa “Look up clean up” di Save the Planet

Roma, 8 set. (askanews) – Nuova tappa, la quinta per “Look Up Clean Up”, iniziativa di portata nazionale, lanciata da Save the Planet e realizzata grazie al sostegno delle aziende Enegan e Neogreen che, in un vero e proprio giro d’Italia, sta toccando diverse località del nostro stivale per chiudersi nella settimana del World Clean Up Day, in programma il 20 settembre.

L’evento ha come obiettivo, attraverso delle attività di pulizia dai piccoli e grandi rifiuti di centri urbani, spiagge e luoghi di interesse, quello di sensibilizzare la popolazione sui temi relativi alla sostenibilità che passa, anche, dai piccoli gesti.

Dopo Brisighella, in provincia di Ravenna, Capo Peloro (Messina) Treviso e Otranto ecco il turno di Bardonecchia, con partenza da Piazza Monsignor Francesco Bellando, nel Borgo vecchio.

L’evento ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bardonecchia ed è stato realizzato grazie al supporto di associazioni come la Polisportiva Bardonecchia, Bardocom – Associazione commercianti Bardonecchia, la Pro Loco, Turismo Torino e provincia, il Consorzio Turismo Bardonecchia e Acsel SpA. Per l’occasione è stato coinvolto anche il Club Alpino Italiano (CAI) di Bardonecchia, che ha invitato i turisti a partecipare all’iniziativa e a raccogliere i rifiuti lungo i sentieri boschivi.

Per questa tappa gli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa sono Pasticceria Ugetti, Routein Valsusa e Bardonecchia amor mio immobiliare.

La manifestazione ha ottenuto il patrocinio del World Clean Up Day, l’appuntamento entrato nell’agenda delle Nazioni Unite che, ogni anno, porta in oltre 190 Paesi più di 139 milioni di persone nel mondo ad agire concretamente in nome della sostenibilità e del benessere del nostro pianeta.

L’evento finale sarà in programma il 19 settembre a Firenze con una manifestazione che prevede tavole rotonde ed appuntamenti con un unico comune denominatore: la salvaguardia del Pianeta.

Calcio, Napoli, operato McTominay: intervento ablazione riuscito

Roma, 8 set. (askanews) – Scott McTominay, in seguito all’insorgenza di una lieve aritmia benigna, è stato sottoposto a un intervento di correzione mediante ablazione. L’operazione è perfettamente riuscita, come si legge nel comunicato ufficiale del club: “Nel corso della mattinata, come previsto, Scott McTominay ha effettuato la procedura di ablazione presso lo Spire Manchester Hospital. L’intervento è perfettamente riuscito. McTominay osserverà un periodo di riposo di circa due settimane prima di riprendere gli allenamenti”.

Esordio record per "Tre Ciotole" in Francia (oltre 30.000 spettatori)

Roma, 8 set. (askanews) – Continua il successo di “Tre ciotole” di Isabel Coixet in giro per il mondo. Dopo l’ottimo risultato al Box Office italiano con oltre 350mila admissions e 2.350.000 euro di incasso, il brillante risultato in Spagna (176k admissions 1,1 mio euro BO) e in Olanda (23K admissions), segna la migliore apertura tra le novità del weekend in Francia totalizzando 27.000 admissions nel primo weekend di programmazione. Il film è distribuito in 140 copie da Nour Films e la regista è stata protagonista di numerosi incontri nelle sale. Già da domani il numero di copie nelle sale francesi salirà a 160.

Ha registrato il miglior esordio tra tutte le novità della settimana, in un mercato di inizio stagione particolarmente difficile, nonché il terzo miglior esordio di un film italiano quest’anno e, ovviamente, il miglior esordio in Francia di un film di Isabel Coixet, davanti a “La mia vita senza me” e “La vita segreta delle parole”.

E soprattutto “Tre ciotole” è il film più apprezzato della settimana: ottiene il più alto grado di soddisfazione da parte degli spettatori ricevendo il “Label Plebiscite du public” , organismo francese specializzato in studi di cinema, con un punteggio di 8,8/10 ed è in testa anche su AlloCiné (3,9) e UGC (4,2).

Il film è stato presentato lo scorso fine settimana anche in Argentina, all’interno della Settimana di Cinema di Buenos Aires e uscirà presto in Giappone.

Quest’anno Vision ha portato ben 4 dei suoi film nelle sale francesi, un risultato record per uno dei territori chiave per il nostro cinema. Oltre a “Tre ciotole” sono stati infatti distribuiti, entrambi da Destiny film, sia “Diamanti” di Ferzan Ozpetek che “Le assaggiatrici” di Silvio Soldini. Il 27 ottobre uscirà sempre a cura di Destiny, “La Gioia” di Nicolangelo Gelormini con Valeria Golino: regista e attrice saranno protagonisti dell’avant-première del film a Parigi.

“Tre ciotole” diretto da Isabel Coixet, interpretato da Alba Rohrwacher e Elio Germano, è tratto dall’omonimo libro di Michela Murgia edito in Italia da Mondadori, ed è stato trasposto per il grande schermo da Michele Audenino e dalla stessa Coixet. Il film è prodotto da Cattleya e Vision Distribution e distribuito da Vision Distribution.

Treni cancellati e lievi ritardi: lo sciopero del personale delle Fs

Venezia, 8 set. (askanews) – Numerosi treni cancellati e lievi ritardi: sono gli effetti dello sciopero nazionale proclamato da alcune sigle sindacali autonome che interessa il personale del Gruppo Fs Italiane dalle 21.18 di lunedì 7 settembre alle 21 dell’8 settembre 2026. Nelle immagini la stazione di Venezia Santa Lucia, con gente in paziente attesa, tra cui molti turisti.

Convegno alla polizia con Vannacci a Torino, il Viminale: non parteciperà il questore

Roma, 8 set. (askanews) – Una “iniziativa sindacale” per la quale “non è prevista la partecipazione del Questore di Torino”. Così informa il Dipartimento di Pubblica Sicurezza in merito al convegno in programma a Torino il 18 settembre ‘Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori’ in cui è previsto un intervento del leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci. L’incontro è organizzato dal sindacato FSP Polizia di Stato. “In relazione all’evento di cui all’allegata locandina, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza precisa che trattasi di una iniziativa sindacale, per la quale non è prevista la partecipazione del Questore di Torino né il convegno costituirà aggiornamento professionale per gli appartenenti alla Polizia di Stato”, si spiega.

Cultura, Fai promuove "A porte aperte": rete unisce Enti Terzo Settore

Roma, 8 set. (askanews) – Enti e associazioni del Terzo Settore si uniscono e danno vita a una rete innovativa per promuovere l’accesso al patrimonio culturale attraverso l’inclusione sociale e la partecipazione attiva con il nuovo progetto “A porte aperte. Nuove prospettive per un patrimonio culturale inclusivo e accessibile a tutti”.

Ideato e promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con Dynamo Camp ETS, Fondazione Mus-e Italia, Fondazione IBVA e Associazione Amici del FAI, il progetto, nato ad aprile 2026, è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e prevede fino a ottobre 2027 attività educative, formative e artistiche rivolte a studenti, famiglie, volontari e professionisti, con particolare attenzione a persone con disabilità, background migratorio e fragilità socioeconomiche.

Gli Enti coinvolti uniscono forze, strategie, strumenti, obiettivi e competenze nel mondo del sociale, della cultura e della scuola per realizzare una serie di iniziative concrete che vedono il patrimonio storico-artistico come luogo di incontro, partecipazione e pari opportunità e la diversità come una risorsa per la coesione delle comunità, attraverso percorsi di cittadinanza attiva, corsi di formazione, borse di studio, visite dedicate nei beni culturali – a partire dai Beni del FAI, laboratori artistici, progetti multimediali. Buone pratiche messe a sistema per ridurre le barriere cognitive, socioeconomiche, fisiche e linguistiche nell’accesso alla vita culturale, che può diventare motore di autonomia, dialogo e crescita condivisa e generare quindi valore e benessere collettivo.

Tra i prossimi appuntamenti: da settembre al via percorsi artistici e laboratoriali condotti da circa 20 artisti professionisti e realizzati da Mus-e Italia in collaborazione con il FAI e l’Associazione Amici del FAI rivolti a 25 classi di scuole primarie a Milano, Brescia, Firenze, Sant’Elpidio a Mare (FM), Fermo e Ceriale (SV), con l’utilizzo di linguaggi artistici (danza, musica, teatro e arti visive) come strumenti educativi e inclusivi e che comprendono momenti di restituzione aperti alle famiglie e alla comunità; a ottobre invece il Corso Culturale di italiano per stranieri di livello B2/C1, offerto dal servizio Italiano per tutti di Fondazione IBVA, con sessioni dedicate sia alla lingua italiana sia all’approfondimento culturale, con visite guidate a beni storico-artistici di Milano (iscrizioni entro il 30 settembre); accanto a un percorso formativo dedicato specificamente ai volontari FAI e uno rivolto allo staff FAI, da novembre il FAI in collaborazione con CSV Milano inaugura un ciclo di sei incontri di formazione online di volontari e operatori culturali che verranno ripresi in primavera con Dynamo Camp sui temi dell’accessibilità e l’inclusione nei luoghi della cultura delle persone con disabilità e fragilità.

Sempre Dynamo Camp ha realizzato in estate esperienze basate sull’arte e di Terapia Ricreativa presso il Camp di Limestre (PT) – Art Factory – e i City Camp di Milano, Genova e Napoli – Art Lab. I laboratori, che verranno riproposti da giugno 2027, sono rivolti a famiglie con bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o condizioni di disabilità, e sono uno spazio in cui l’arte diventa accessibile e partecipata attraverso attività di creazione condivisa guidati da artisti del panorama contemporaneo insieme allo Staff Dynamo. Le famiglie Dynamo avranno inoltre la possibilità di godere dell’esperienza di visita ai Beni del FAI.

Anche nell’anno scolastico 2026-2027 prosegue l’attività del FAI di promozione dell’educazione alla cittadinanza attiva attraverso la scoperta del patrimonio culturale con Apprendisti Ciceroni, iniziativa che dal 1996 coinvolge ogni anno decine di migliaia di studenti, dapprima invitandoli a studiare, in classe, con i loro docenti e con i volontari del FAI, luoghi speciali del proprio territorio, e poi rendendoli protagonisti come narratori di quei luoghi durante le Giornate FAI di Primavera e di Autunno (queste ultime previste sabato 10 e domenica 11 ottobre); inoltre, con l’apertura delle scuole, continuano le visite scolastiche presso 32 Beni FAI, con contenuti e attività multidisciplinari appositamente pensati e costruiti, momenti di approfondimento culturale ed esperienze sul campo.

Per rendere l’arte, la natura e la storia accessibili a un pubblico sempre più ampio, il FAI prosegue e amplia la sua attività anche sul fronte dell’accessibilità, con la realizzazione di videoguide in LIS (Lingua dei Segni Italiana) a supporto della visita in autonomia in alcuni Beni e disponibili da questo autunno online su un sito dedicato. Verranno inoltre introdotte visite guidate in LIS in numerosi Beni FAI a cadenza regolare e su prenotazione, progettate e realizzate con l’Ente Nazionale Sordi.

In collaborazione con UICI – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, saranno progettati e implementati anche percorsi di visita tattili e multisensoriali e verranno realizzate delle schede tattili speciali a Casa Noha a Matera, per persone con disabilità sensoriali visive e per persone con disabilità intellettive di tutte le fasce d’età. La Fondazione sta inoltre lavorando per rendere sempre più accessibili i Beni anche a un pubblico con disabilità motorie: a tal fine i Beni si stanno dotando di rampe mobili, in grado di garantire la fruizione nel rispetto della conservazione dello stesso – tra i Beni coinvolti in questo progetto troviamo Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno (VA) – e sedute pieghevoli a disposizione dei visitatori, per agevolare la sosta lungo il percorso.

Per tutta la durata del progetto “A porte aperte”, l’Associazione Amici del FAI programma percorsi culturali inclusivi dedicati a pubblici fragili – cittadini con background migratorio, giovani e persone in condizioni di vulnerabilità – con un focus specifico su Milano e il coinvolgimento di mediatori artistici di origine straniera, formati da esperti in didattica inclusiva.

Inoltre, per garantire il diritto allo studio e contrastare il fenomeno della dispersione scolastica, a settembre l’Associazione Amici del FAI assegnerà per l’anno accademico 2026-2027 due borse di studio destinate a studenti meritevoli con origine migratoria e in situazioni di disagio socioeconomico della Città Metropolitana di Milano o di Brescia e provincia che hanno sostenuto l’esame di maturità e vogliono intraprendere il percorso di studio universitario.

Per febbraio 2027 è prevista inoltre la conclusione del progetto “A più voci. Nuovi percorsi culturali di prossimità e creatività”, realizzato da Amici del FAI, FAI e Fondazione IBVA, con il coinvolgimento di nuovi cittadini stranieri che vivono in Italia (cinesi, persiani, turchi, ucraini, spagnoli, russi, portoghesi, arabi) e chiamati a realizzare in modo professionale nella loro lingua madre audioguide in forma di podcast su alcuni Beni FAI (Monastero di Torba, La Velarca, Castello e Parco di Masino) che hanno approfondito e visitato con guide; i materiali saranno a disposizione online per le comunità migranti e per i visitatori stranieri.

Torna X Factor, tra novità e conferme riaccende i motori

Milano, 8 set. (askanews) – Una squadra rodata e frizzante, con l’innesto di Irama che porta freschezza, X Factor, torna e punta a scoprire nuovi talenti. Da giovedì 10 settembre, su Sky e in streaming su NOW, inizia la lunga, intensa fase di selezione che porterà alla definizione dei 12 protagonisti assoluti di questa stagione dello show Sky Original prodotto da Fremantle. Si riaccendono i motori e l’obiettivo, come sempre, è individuare l’X Factor tra i 12 talenti che si sfideranno settimana dopo settimana sul palco dei Live Show.

Sei puntate di selezioni: le Auditions, divise in tre episodi; a seguire le due serate di Bootcamp; quindi, lo step più importante, quello decisivo, le Last Call che formeranno i terzetti ufficiali.

Regina incontrastata di bravura, empatica e spiritosa, Giorgia anche quest’anno guiderà la selezione dei protagonisti, l’ artista icona della scena musicale italiana, torna per il terzo anno alla conduzione nello show. Come sempre il backstage sarà totalmente suo e sarà il prezioso punto di riferimento per i cantanti pronti debuttare sul palco, prima e dopo le loro perfomance.

La giuria, da sempre elemento chiave del programma è parzialmente modificata. Al tavolo di #XF2026 le conferme Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi, affiancati da Irama, al suo debutto assoluto in giuria.

Dopo la vittoria a Sanremo Giovani – che lo ha portato al suo esordio al Festival di Sanremo nel 2016 – e le sue prime esperienze televisive, Irama ha saputo reinventarsi continuamente senza mai perdere autenticità. 55 dischi di Platino, 6 dischi d’Oro e oltre 2,5 miliardi di stream, altre cinque partecipazioni al Festival di Sanremo dove si è sempre classificato nella Top 10, il suo successo è formidabile anche nei live: è reduce dal concerto di Stadio San Siro di Milano, dove lo scorso 11 giugno ha chiamato a raccolta 50mila fan. Conferma in blocco, come detto, per gli altri tre applauditissimi giudici.

Torna Francesco Gabbani, alla sua seconda edizione in giuria a X Factor: cantautore, polistrumentista e artista multiplatino, due volte vincitore al Festival di Sanremo, lo scorso anno ha mostrato un approccio capace di unire tecnica e leggerezza: sempre presente per i ragazzi che nella precedente annata erano nella sua squadra, ha creato con loro rapporti personali fortissimi riuscendo a essere un mentore forte e sincero. Terzo anno per Jake La Furia, uno dei padri del rap italiano nonché tra i più amati e riconosciuti esponenti della scena hip-hop del nostro Paese con una carriera lunga più di 25 anni, con i Club Dogo prima e da solista poi, nello show ha portato la sua cifra inconfondibile e sempre imprevedibile, dimostrando di essere una guida potente per i ragazzi che arrivano sul palco.

Anche Paola Iezzi è a quota tre edizioni (è la vincitrice in carica, dopo iltrionfo con la sua rob pochi mesi fa): nelle sue due annate ha dimostrato di essere magnetica, intensa ed autentica, sfoggiando cultura musicale e sensibilità artistica e consolidandosi anche come volto televisivo amatissimo dal pubblico; in trent’anni di carriera ha attraversato epoche e generazioni lasciando un segno unico nella musica e nello spettacolo.

A loro quattro toccherà il compito di diventare guida, mentore, riferimento per gli aspiranti cantanti in gara. E lo faranno, a partire da giovedì 10 settembre, già dalle selezioni in cui saranno chiamati a scorgere il talento nelle decine di ragazzi che arriveranno davanti a loro, sul palco dell’Allianz Cloud di Milano.

Quello che partirà dal 10 settembre – tutti i giovedì su Sky e in streaming suNOW, sempre disponibile on demand e visibile su SkyGo (anche in chiaro dal 15 settembre tutti i martedì su TV8 e dal 16 settembre tutti i mercoledì su Cielo) – sarà un percorso lunghissimo, denso di emozioni e ricchissimo di spunti preziosi, sia per i giudici sia, soprattutto, per i cantanti: – tre serate di Auditions, due episodi di Bootcamp, poi dalla fase di Last Call emergeranno quindi i 12 protagonisti ufficiali di X Factor 2026: 12 artisti che settimana dopo settimana, a partire da giovedì 22 ottobre, sul palco del Teatro Repower di Milano, si sfideranno nel corso dei Live Show.

E poi, al termine della lunga avventura, giovedì 3 dicembre si celebrerà la grande finale di X Factor, che dopo due incredibili annate in Piazza del Plebiscito a Napoli quest’anno torna a Milano, nel tempio della musica italiana dal vivo, l’Unipol Forum di Assago.

Nella lettura gli studenti italiani vanno meglio rispetto alla media Ocse

Roma, 8 set. (askanews) – La lettura è un punto di forza per l’Italia nel confronto internazionale. Gli studenti italiani ottengono 474 punti, un risultato significativamente superiore alla media Ocse di 461 e comparabile a quello di diversi sistemi europei con buone performance (ad es. la Finlandia) e superiore, per citarne alcuni, a Svezia, Germania, Portogallo, Danimarca, Francia, Spagna e Paesi Bassi.

In Italia la differenza di risultati tra gli allievi più bravi e quelli con competenze meno solide è più contenuta rispetto alla media Ocse. La distanza tra il 10% degli studenti con i risultati più bassi e il 10% con i risultati più elevati è di 248 punti, contro 264 nei Paesi Ocse. Un dato particolarmente favorevole riguarda gli studenti più deboli, che ottengono risultati circa 20 punti superiori rispetto ai coetanei OCSE collocati nelle stesse fasce della distribuzione.

Più di tre studenti italiani su quattro possiedono almeno le competenze di base in lettura. Il 76% raggiunge almeno il Livello 2, rispetto al 69% nella media OCSE: una quota che colloca l’Italia in una posizione relativamente favorevole rispetto al benchmark internazionale.

Le distanze territoriali nei punteggi medi persistono anche se si sono ridotte rispetto al passato. Nel 2025, si rilevano ancora differenze nella distribuzione dei livelli di competenza: la quota sotto il Livello 2 varia dal 16% nel Nord Ovest al 34% nel Sud, indicando dove concentrare maggiormente gli interventi.

I licei mostrano risultati particolarmente solidi, ma i divari tra percorsi restano ampi. Il loro vantaggio medio è di 72 punti rispetto agli istituti tecnici e di 128 punti rispetto agli istituti professionali. Il dato evidenzia, da un lato, livelli di competenza molto elevati in una parte del sistema e, dall’altro, un importante margine di miglioramento negli altri percorsi.

Nei licei il raggiungimento delle competenze di base è quasi generalizzato: il 91% degli studentiraggiunge almeno il Livello 2. La principale area di attenzione riguarda invece gli istituti professionali e la formazione professionale, dove la quota scende rispettivamente al 40% e al 38%.

La tenuta italiana è particolarmente significativa in un quadro internazionale di forte peggioramento. Tra il 2022 e il 2025 la media OCSE in lettura diminuisce di 14 punti, mentre la performance italiana rimane sostanzialmente stabile. Anche nell’orizzonte di lungo periodo, i risultati italiani mostrano una maggiore stabilità rispetto alla marcata flessione osservata in media a livello internazionale.

“E’ finito il tempo del pregiudizio, è finito il tempo in cui prevaleva la retorica e l’ultimismo, ‘siamo gli ultimi’, quasi con una sorta di soddisfazione nazionale: non siamo affatto gli ultimi, la scuola italiana soprattutto nella lettura, nella comprensione del testo, è ampiamente superiore alla media Ocse, come in matematica e scienze. Basta con il pessimismo”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara intervenendo alla presentazione del rapporto Ocse Pisa.

Casa, Fimaa: su affitti brevi Europa entra nel merito del diritto di proprietà

Roma, 8 set. (askanews) – La bozza di regolamento Ue Affordable Housing Act (alloggi a prezzi accessibili) “è una limitazione che rischia di comprimere il diritto di proprietà oltre i limiti di proporzionalità previsti dalla nostra Costituzione”. È il giudizio che esprime la Fimaa Italia-Confcommercio sul regolamento che la Commissione europea presenterà mercoledì 9 settembre. Il testo è studiato per limitare gli affitti brevi, e consente di introdurre limitazioni anche all’acquisto e all’utilizzo di unità immobiliari non destinate ad abitazione principale.

Secondo Fimaa Italia la criticità maggiore dell’Affordable Housing Act risiede nella possibilità, da parte dei Comuni, di far scattare automaticamente lo stato di ‘stress abitativo’. Si tratta infatti di un criterio pensato per le grandi capitali che lascia mano libera ai Comuni per limitare ulteriormente gli affitti brevi. Questo criterio unico si applicherà in gran parte delle città e delle mete turistiche italiane, grazie alla protezione di una normativa europea che non considera con logica e rispetto le peculiarità dei singoli Stati membri. Oltretutto le locazioni di breve periodo, in Italia, riguardano meno del 2% degli oltre 35 milioni di unità residenziali.

Il regolamento – prosegue Fimaa Italia – “colpirebbe i piccoli proprietari che si ritroverebbero nell’impossibilità di mettere a reddito le proprie unità immobiliari in un Paese votato al turismo e nel quale pertanto questo tipo di attività ha una rilevanza essenziale per la stessa economia. Il rischio è ancora più concreto se si considera che il testo è un regolamento e non una direttiva: una norma cioè direttamente applicabile in Italia senza alcun passaggio parlamentare. I Parlamenti nazionali, invece, devono preservare la libertà e l’indipendenza nelle scelte specifiche per le esigenze del Paese”.

Fimaa ritiene la bozza della normativa irricevibile, “lesiva del diritto di proprietà e della libertà contrattuale, e pertanto inaccettabile”.

L’Islanda convoca l’ambasciatore Usa per protestare contro la mappa di Trump

Roma, 8 set. (askanews) – La ministra degli Esteri islandese, Thorgerdur Katrin Gunnarsdottir, ha convocato l’ambasciatore statunitense nel Paese, ieri, dopo che il presidente Donald Trump ha pubblicato sui social media un’immagine che ritraeva l’isola e altri paesi con i colori della bandiera americana: lo ha riferito oggi l’emittente locale RUV.

Trump ha pubblicato sul suo account social, Truth Social, una mappa che mostrava decine di paesi – tra cui Cuba, Canada, Messico e diverse nazioni caraibiche – colorate con i colori della bandiera americana. Anche la Groenlandia e l’Islanda erano state colorate.

“La ministra degli Esteri Thorgerdur Katrin Gunnarsdottir ha convocato Billy Long, l’ambasciatore statunitense in Islanda, dopo che Trump ha pubblicato ieri (7 settembre) sui social media un’immagine in cui l’Islanda e altri paesi sono ricoperti dai colori della bandiera americana”, ha riportato RUV.

Lo stesso media ha riferito che, durante l’incontro con l’ambasciatore statunitense, il ministero degli Affari Esteri islandese ha definito il post di Trump “totalmente inappropriato”.

Re Carlo: Harry e Meghan non saranno impegnati in attività ufficiali

Roma, 8 set. (askanews) – Re Carlo III ha ribadito che il principe Harry e sua moglie Meghan rimangono membri della famiglia reale non impegnati in attività ufficiali, in seguito al loro ritorno nel Regno Unito.

Una lettera inviata a nome del re ad alti funzionari governativi specifica che la coppia continuerà ad astenersi dall’utilizzare i propri titoli reali, come già avviene da quando hanno rinunciato agli incarichi ufficiali nel 2020. La missiva aggiunge che qualsiasi attività benefica intrapresa dalla coppia sarà svolta a titolo privato e che le decisioni relative alla sicurezza operativa spettano alle autorità di polizia competenti.

La lettera è stata inviata dal Lord Ciambellano – la più alta carica della Casa Reale – ad alti funzionari del governo e delle forze armate, nonché ai Lord Luogotenenti, i rappresentanti personali del re nelle varie aree del Paese.

Judo, World Tour, l’Italia vola a Budapest

Roma, 8 set. (askanews) – Archiviati con esito più che positivo i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, la Nazionale di judo è pronta per tornare protagonista anche sul World Tour con il Grand Slam di Budapest (Ungheria), in programma sui tatami della Papp László Arena da venerdì 11 a domenica 13 settembre. La tre giorni magiara, oltre a rappresentare l’ultimo appuntamento di rilievo del calendario internazionale prima dei Campionati Mondiali azeri di Baku (4-11 ottobre), mette in palio dei punti preziosi per i ranking olimpici verso i Giochi di Los Angeles 2028 in tutte le 14 categorie di peso presenti.

L’Italia sarà ai blocchi di partenza con un contingente di ben 16 azzurri (nove uomini e sette donne). Si tratta di Giulia Ghiglione (-48 kg), Kenya Perna (-52 kg), Odette Giuffrida (-52 kg), Andrea Carlino (-60 kg), Carlotta Avanzato (-63 kg), Elios Manzi (-66 kg), Matteo Piras (-66 kg), Irene Pedrotti (-70 kg), Giorgia Stangherlin (-70 kg), Giovanni Esposito (-73 kg), Federico Bosis (-73 kg), Claudia Sperotti (-78 kg), Manuel Parlati (-81 kg), Christian Parlati (-90 kg), Kenny Komi Bedel (-90 kg) e Gennaro Pirelli (-100 kg – foto IJF/Emanuele Di Feliciantonio). In ognuna delle tre giornate di sfide dell’evento il final block, al termine del quale si conoscerà la composizione dei podi, è pianificato a partire dalle ore 17.00. Di seguito il programma di gara del fine settimana ungherese con tutte le categorie nel dettaglio.

Manovra, Landini (Cgil) annuncia mobilitazione sabato a Roma

Roma, 8 set. (askanews) – “Vi annuncio e vi anticipo che questo sabato, il 12 settembre, la Cgil insieme a tutte le associazioni che in questi anni insieme a noi hanno lavorato e che hanno portato anche a delle campagne referendarie, sia sui diritti sia per sconfiggere l’idea di cambiare la Costituzione nel nostro Paese, si riuniranno a Roma, perché stiamo ragionando e pensando che è il momento di rimobilitarci per scendere di nuovo insieme in piazza prima che venga fatta la Legge di Bilancio”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, parlando a piazza dei Cinquecento a Roma durante la presentazione dei candidati Atac alle prossime elezioni Rsu. La mobilitazione dovrebbe tenersi a ottobre.

“Dopo 4-5 anni di governo le condizioni di vita e di lavoro delle persone sono peggiorate – ha aggiunto -. E allora è venuto il momento di raccontare realmente com’è la situazione e di chiedere, già a partire dalla legge di bilancio che verrà fatta, quei cambiamenti e quegli investimenti che sono necessari. Vuoi potenziare i trasporti pubblici? Vuoi aumentare gli stipendi? Ci devi mettere dei soldi. Vuoi potenziare la sanità pubblica? Ci devi mettere dei soldi per fare le assunzioni di medici e di infermieri. Vuoi rafforzare il ruolo della sicurezza? Devi qualificare e investire le persone, polizia, servizi, ispettorati del lavoro che devono garantire queste condizioni”.

Calcio, Juventus, Locatelli si opera: stop da 3 a 6 mesi

Roma, 8 set. (askanews) – Emergenza totale in casa Juventus. Manuel Locatelli finirà sotto i ferri nelle prossime ore a Lione dopo che il consulto con lo specialista francese Bertrand Sonnery Cottet ha confermato la rottura del menisco esterno del ginocchio. Il capitano bianconero si è infortunato domenica sera nel big match contro il Milan e dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico. I tempi di recupero dipenderanno dal tipo di operazione: in caso di rimozione del menisco lo stop potrebbe essere di circa tre mesi, mentre con la suturazione si può arrivare fino a sei mesi. Locatelli rischia quindi di non rivedere il campo fino al 2027.

L’intervento è programmato per oggi pomeriggio all’Hopital Privé Jean Mermoz di Lione, dove opera Sonnery Cottet, specialista che negli ultimi anni ha seguito anche Gleison Bremer, Federico Gatti e Khephren Thuram.

Per la Juventus si tratta del terzo lungo stop in meno di dieci giorni. Prima di Locatelli si sono fermati Kenan Yildiz, alle prese con una frattura al quinto metatarso del piede sinistro e fuori per circa tre mesi, e Khephren Thuram, che dovrà restare ai box per quattro mesi a causa di una condropatia rotulea.

L’emergenza riguarda soprattutto il centrocampo. Al momento Luciano Spalletti può contare su Douglas Luiz, Teun Koopmeiners e sul giovane Owusu della Next Gen. In vista della trasferta di domenica contro il Sassuolo, il tecnico spera di recuperare almeno uno tra Pape Sarr e Weston McKennie, entrambi reduci da problemi muscolari.

Da valutare anche Andrea Cambiaso, fermato da una distorsione alla caviglia. Negli altri reparti restano indisponibili Jeff Ekhator e Juan Cabal, mentre Jeremie Boga, infortunatosi contro il Milan, sarà sottoposto agli esami per stabilire l’entità del problema. L’ivoriano salterà sicuramente il Sassuolo e potrebbe restare fuori anche contro l’Atalanta, con un possibile rientro a ottobre dopo la sosta per le nazionali.

In Italia si suicidano 4mila persone all’anno

Milano, 8 set. (askanews) – In Italia circa 4mila persone muoiono per suicidio ogni anno, più di dieci al giorno. Il fenomeno riguarda in prevalenza gli uomini e desta particolare attenzione tra i giovani: nella fascia tra i 15 e i 29 anni i casi risultano in aumento e, secondo i dati Istat richiamati dagli organizzatori dell’iniziativa, il suicidio è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali.

Il tema sarà al centro della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, che si celebra il 10 settembre. L’obiettivo è accrescere la consapevolezza, contrastare lo stigma e favorire il riconoscimento delle situazioni di sofferenza. In Italia manca ancora un piano nazionale specificamente dedicato alla prevenzione del suicidio e un sistema di monitoraggio in tempo reale.

A Milano, giovedì 10 settembre alle 19, l’associazione AMA Auto Mutuo Aiuto Milano Monza Brianza organizza un incontro pubblico gratuito alla Casa di Quartiere Garibaldi, in corso Garibaldi 27. All’appuntamento parteciperà anche Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano.

AMA opera sul territorio di Milano e Monza Brianza con 35 gruppi di auto mutuo aiuto rivolti a persone che affrontano lutti, separazioni, dipendenze, ansia, depressione e altre situazioni di fragilità. Tra le attività ci sono anche percorsi dedicati a familiari e persone vicine a chi è morto per suicidio. Direttore scientifico dell’associazione è Enrico Cazzaniga, psicologo e psicoterapeuta esperto di auto mutuo aiuto.

Durante la serata saranno proiettati alcuni estratti di “Svegliami a mezzanotte”, film diretto da Francesco Patierno e tratto dall’omonimo libro autobiografico di Fuani Marino, nel quale l’autrice racconta la propria esperienza dopo un tentativo di suicidio. Alla proiezione seguirà un momento di confronto guidato da Cazzaniga.

“Parlare di suicidio significa parlare anche delle persone che restano”, osserva Cazzaniga. Secondo la stima da lui richiamata, per ogni persona che muore per suicidio almeno venti tra familiari e amici stretti sarebbero direttamente coinvolti dalle conseguenze della perdita: rapportato ai circa 4mila decessi annui indicati per l’Italia, si tratterebbe di almeno 80mila persone. “Rompere il silenzio, combattere lo stigma sociale informando correttamente e creando occasioni di confronto – ha sottolieato – significa compiere un passo concreto verso una comunità più consapevole, inclusiva e capace di prendersi cura della fragilità, perché la prevenzione comincia dalle parole”.

Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, richiama quindi la necessità di affiancare alla prevenzione e al contrasto dello stigma il sostegno a chi affronta la morte per suicidio di un familiare o di una persona vicina. In questa prospettiva, sottolinea, le reti associative possono contribuire a contrastare isolamento e solitudine e a offrire occasioni di incontro e ascolto.

Pallavolo, Europei: i convocati di De Giorgi

Roma, 8 set. (askanews) – A poche ore di distanza dall’argento vinto dalle ragazze di coach Julio Velasco, il commissario tecnico Ferdinando De Giorgi ha definito il gruppo dei 14 atleti convocati per i Campionati Europei maschili di pallavolo, l’appuntamento clou della lunga stagione azzurra. L’evento, in programma da giovedì 10 fino a sabato 26 settembre, sarà ospitato da quattro Paesi (Italia, Bulgaria, Finlandia e Romania) e, oltre al titolo continentale, consegnerà al team vincitore anche il pass per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.

La scelta del CT è ricaduta sui palleggiatori Simone Giannelli e Riccardo Sbertoli, sugli schiacciatori Mattia Bottolo, Daniele Lavia, Alessandro Michieletto, Francesco Sani e Luca Porro, sui centrali Gianluca Galassi, Giovanni Sanguinetti e Pardo Mati, sugli opposti Kamil Rychlicki e Yuri Romanò, sui liberi Fabio Balaso e Gabriele Laurenzano. La rassegna continentale comincerà per l’Italia giovedì 10 settembre con la partita inaugurale tra i campioni del mondo in carica e la Svezia alle ore 21.05 in Piazza del Plebiscito a Napoli, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il cammino nella Pool A della Nazionale, quindi, proseguirà al PalaPanini di Modena contro la Grecia (sabato 12 settembre alle ore 21.05), la Slovacchia (domenica 13 settembre alle ore 21.05), la Repubblica Ceca (martedì 15 settembre alle ore 21.05) ed infine la Slovenia (giovedì 17 settembre alle ore 21.05). Gli altri tre gruppi sono in programma tra Sofia (Bulgaria – Pool B), Tampere (Finlandia – Pool C) e Cluj-Napoca (Romania – Pool D). Gli Europei, poi, continueranno al PalaVela di Torino ed ancora a Sofia con la disputa degli incontri di ottavi e quarti di finale. L’Unipol Forum di Milano, infine, sarà la cornice venerdì 25 e sabato 26 settembre delle semifinali e finali. La Pool A incrocerà con la Pool C (Finlandia, Estonia, Serbia, Belgio, Paesi Bassi e Danimarca), con l’Italia che giocherà gli eventuali ottavi e quarti di finale nella sede di Torino. Di seguito il calendario degli azzurri nella Pool A e quello della fase ad eliminazione diretta nel dettaglio.

Vela, Marcello De Gaspari è il campione italiano Dinghy 12′ 2026

Roma, 8 set. (askanews) – Marcello De Gaspari è il nuovo Campione Italiano Dinghy 12′ 2026. Il velista della Lega Navale Italiana di Genova, appartenente alla flotta Dinghy Team Tigullio del Circolo Velico Santa Margherita Ligure, ha conquistato il titolo a Marina di Loano al termine di quattro prove, disputate in condizioni caratterizzate da vento debole e discontinuo. De Gasperi, in regata con il Lillia in vetroresina e legno Irene, si è aggiudicato anche la Coppa Barone Girolamo Vannucci, riservata al vincitore del Campionato Italiano.

Organizzato dal Circolo Nautico Loano su delega della Federazione Italiana Vela, in collaborazione con Marina di Loano, Circolo Nautico Ceriale e Circolo Nautico Albenga e valido anche come quarta tappa della Coppa Italia 2026, il 91esimo Campionato Italiano Dinghy 12′ ha riunito 65 equipaggi provenienti da tutta Italia e dalla Bretagna. La giornata inaugurale di giovedì 3 settembre non ha consentito di portare a termine nessuna prova. Il Comitato di Regata ha tentato per tre volte di dare il via alle regate, ma il progressivo calo del vento ha impedito il regolare svolgimento del programma.

Venerdì 4 settembre sono state disputate due prove. La prima è stata vinta da Michele Quaglia, del Circolo Velico Santa Margherita Ligure, sul Lillia in vetroresina Carlito’s Waves. Nella seconda si è imposto Massimo Schiavon, del Circolo Velico Torre del Lago Puccini, sul Lillia in vetroresina Come Minimo. Al termine della giornata Gin Gazzolo, sul Sant’Orsola in vetroresina e legno Pallino, occupava la prima posizione della classifica provvisoria.

Sabato 5 settembre, dopo un iniziale rientro in porto dovuto all’assenza di vento, la flotta è tornata sul campo di regata e ha potuto disputare altre due regate. La terza prova del programma è stata vinta da Antonio Iacometti, della Compagnia della Vela Forte dei Marmi, sul Lillia in vetroresina Oliver. Nell’ultima prova si è imposto Alberto Patrone, del Club Velico Cogoleto, sul Dinghy classico Colombo Damina. Il completamento della quarta prova ha consentito l’applicazione dello scarto e la definizione della classifica finale. Marcello De Gaspari ha conquistato il titolo assoluto precedendo Antonio Iacometti e Federico Pilo Pais, del Circolo Velico Santa Margherita Ligure, in regata sul Lillia in vetroresina Blu Amnesia.

Categoria Dinghy Classici

Alberto Patrone – Campione Italiano Dinghy Classico Andrea Falciola Fabio Mangione Alberto Patrone si è inoltre aggiudicato il Trofeo Silvio Gotuzzo, riservato al primo concorrente classificato su un Dinghy Classico.

Il premio Legend, destinato ai timonieri over 80, è stato assegnato a Gaetano Allodi della Lega Navale Italiana di Napoli, che ha concluso il Campionato al 29° posto assoluto. Nel corso della cerimonia conclusiva sono stati assegnati anche i tradizionali premi challenge della Classe: il Trofeo Francesco Bariffi, riservato al primo concorrente su un Dinghy Classico d’Epoca, è stato vinto da Titti Carmagnani con Scignoria, imbarcazione del 1965. il Trofeo Daccà, destinato al primo timoniere under 40, è stato assegnato ad Antonio Iacometti; il Trofeo Guerrino Pifferi, riservato al primo concorrente della flotta del Garda, è stato vinto da Marco Dubbini; il Trofeo Mario Catalano, destinato al primo equipaggio femminile italiano classificato, è stato assegnato a Francesca Lodigiani, unica concorrente femminile in gara; il Trofeo Carlo Moschioni, riservato al primo concorrente della flotta del Lario, è stato vinto da Vito Moschioni, davanti a Pierluigi Puthod e Gianluigi Rudoni. È stata inoltre assegnata per la prima volta la Coppa istituita da Gin Gazzolo in memoria del nonno, il capitano di lungo corso e Cap-Hornier Luigi Gazzolo (1881-1947), destinata ai migliori classificati tra i tesserati della Lega Navale Italiana. Il riconoscimento è andato a Marcello De Gaspari della Lega Navale Italiana di Genova, Gin Gazzolo della Lega Navale Italiana di Santa Margherita Ligure e Francesco Cinque della Lega Navale Italiana di Anzio.

“Marcello De Gaspari velista di lungo corso di classi olimpiche e d’altura, con il titolo italiano 2026 completa una progressione di successi che in Dinghy l’hanno visto terzo ai Campionati di Santa Marinella 2023 e Bari 2025, primo al Bombolino 2025 e vincitore della Coppa Roberto Sestini 2026. Bello vedere sul secondo gradino del podio il “giovane” Antonio Iacometti e sul terzo il Campione Italiano giusto di 30 anni fa Federico Pilo Pais – commenta il Segretario di Classe Francesca Lodigiani – Un Campionato portato a casa nonostante il meteo complicato di questa anomala rovente estate. Grazie di cuore al Circolo Nautico Loano, alla Marina di Loano e al Comune che con una collaborazione fattiva e costruttiva sono riusciti nella non facile impresa di accogliere 65 concorrenti con spazi comodi per carrelli stradali, auto, camper e barche e grazie alla Marina di Loano per la fornitura di servizi come i punti acqua per sciacquare le barche, i bagni e un grande scivolo per il varo e l’ alaggio dei 65 Dinghy, operazione non banale nella quale ha operato col sorriso la “Banda dello Scaletto”, nutrito gruppo intergenerazionale formato da soci, dirigenti del Circolo, giovanissimi atleti e volontari”.

Il Consigliere del Circolo Nautico Loano Simone Migliavacca al termine della cerimonia di premiazione ha dichiarato: “Organizzare il Campionato Italiano Dinghy a soli 21 anni è stata per me un’esperienza importante e una grande responsabilità. Dopo mesi di preparazione, vedere Loano ospitare un evento di questo livello e tutto il nostro staff lavorare insieme è stata la soddisfazione più grande. Il campionato è andato molto bene e ha dimostrato le capacità organizzative del Circolo Nautico Loano e l’accoglienza di Marina di Loano e della nostra città. Il risultato è merito di un grande lavoro di squadra, sia in mare che a terra. Personalmente porto a casa un’esperienza che mi ha fatto crescere molto e che spero sia solo l’inizio di altri importanti eventi organizzati a Loano”. Il prossimo appuntamento con il Campionato Italiano Dinghy 12′ sarà la 92esima edizione, in programma a Maccagno sul Lago Maggiore.

Petrolio continua a rincarare, il Brent supera i 99 dollari

Roma, 8 set. (askanews) – Il barile di petrolio continua a guadagnare slancio. A metà mattina il Barile Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord, con un rialzo del 2,20% si porta a 99,13 dollari. Negli scambi dell’after Hours il West Texas Intermediate sale del 3,16% a 94,37 dollari.

Sviluppi che tendono ad alimentare nuovi rincari dei carburanti e aumentano le probabilità di rialzi dei tassi sia da parte della Banca centrale europea, il cui direttorio deciderà sulla politica monetaria giovedì, sia da parte della Federal Reserve americana, che terrà il suo incontro la prossima settimana.

Netanyahu fu avvertito del 7 ottobre 10 giorni prima

Roma, 8 set. (askanews) – Dopo la pubblicazione della notizia secondo cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu venne avvertito una decina di giorni prima del 7 ottobre della possibilità di un attacco di Hamas ma non assunse alcuna iniziativa né avvertì il governo, l’opposizione – in piena campagna elettorale – ha reagito imemdiatamente chiedendo che il Primo ministro venga inchiodato alle proprie responsabilità.

“L’articolo pubblicato stamattina, secondo cui Netanyahu sarebbe stato avvertito dieci giorni prima del massacro del 7 ottobre delle intenzioni di Sinwar, corrisponde al vero. Netanyahu ha la responsabilità personale e diretta dell’errore che ha portato alla morte di migliaia di israeliani durante il suo mandato. Ignorare gli avvertimenti equivale a negligenza criminale, ed è per questo che sta facendo tutto il possibile per impedire l’istituzione di una commissione d’inchiesta statale che porterebbe alla luce la verità”, ha scritto su X l’ex premier Naftali Bennett.

“Netanyahu è inadatto e illegittimo. Il suo posto è in prigione per i crimini commessi contro lo Stato di Israele. Le storie del ‘non sono stato svegliato’ sono finite. Sapeva, era stato avvertito. Nelle lettere scritte con il sangue di migliaia di israeliani – civili e soldati caduti delle Forze di Difesa Israeliane – ci svegliamo oggi con un’altra agghiacciante consapevolezza: l’uomo che ricopre la carica di Primo Ministro di Israele è qualcuno che ha abbandonato le proprie responsabilità” attacca il leader dei Democratici, Yair Golan”.

Tim svetta tra i maggiori rialzi a Piazza Affari dopo rilancio Poste

Roma, 8 set. (askanews) – Tim svetta con il maggiore rialzo questa mattina tra i principali titoli di Piazza Affari, dopo che ieri a tarda serata Poste Italiane ha annunciato un rilancio del corrispettivo per la sua offerta. A metà mattina il titolo segna un più 2,66% a 7,673 euro. Sempre sul Ftse-Mib Poste Italiane si lima di uno 0,38% a 26,15 euro.

Ieri, Poste Italiane ha comunicato un incremento della parte in contanti dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) pari a 0,30 euro per azione, assieme alla rinuncia della condizione di raggiungimento di una soglia del 66,67%. La nuova offerta sarà quindi costituita da 1,97 euro in contanti e 0,218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuove emissione, per ogni titolo Tim, secondo quanto stabilito dal Cdp di Poste Italiane.

Oggi pomeriggio i rispettivi amministratori delegati, Matteo del Fante di Poste e Pietro Labriola di Tim, sono attesi all’evento “A tua difesa. Verso la finanziaria 2026”, organizzato a Roma dalla Lega.

Tennis, Us Open: Darderi fuori, nessun italiano ai quarti

Roma, 8 set. (askanews) – Finisce agli ottavi di finale lo US Open di Luciano Darderi. Per la prima volta alla seconda settimana dello Slam newyorkese, l’italoargentino è stato battuto dal n. 1 del seeding Alexander Zverev con il punteggio di 6-2, 6-2, 7-6 in 2 ore e 32 minuti di gioco. Troppo Sascha per Luciano, che è riuscito a fare partita alla pari soltanto nel terzo set, vinto dal tedesco al tiebreak. Dopo undici Slam consecutivi non ci saranno italiani nei quarti di finale.