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Educazione finanziaria: il punto dell’Edufin Index

Roma, 30 ott. (askanews) – Gli italiani faticano ancora a fare i conti con l’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa. La quinta edizione dell’Edufin Index, promossa da “Fondazione Alleanza in memoria di Mario Gasbarri”, in collaborazione con la SDA Bocconi School of Management, scatta una fotografia chiara della situazione. Appena il 39% della popolazione raggiunge la sufficienza, mentre l’indice medio nazionale si ferma a 56 punti su 100. Dallo studio presentato a Roma, emerge un profondo divario tra chi investe (con una media di 60/100) e chi resta escluso (46/100), a cui si aggiungono i tradizionali divari di genere e generazionali, con un generale senso di incertezza verso il futuro che pesa sul benessere psico-finanziario dei cittadini.

“La scarsa educazione finanziaria pesa tantissimo. Basti pensare ad alcuni dati: ci sono 1.100 miliardi fermi sui conti correnti bancari e appena 10 milioni di lavoratori iscritti alla previdenza complementare, che rappresentano neanche il 40% della forza lavoro. Un altro aspetto interessante è che nelle famiglie italiane si parla molto di spese e consumi il che è assolutamente corretto ma non si parla di risparmio. Sono tutti elementi che evidenziano un livello di educazione finanziaria ancora basso, mentre la consapevolezza finanziaria rappresenta un formidabile moltiplicatore di opportunità” ha dichiarato Giancarlo Fancel, Country Manager e Ceo di Generali Italia.

Per invertire la rotta e portare la cultura finanziaria fuori dai libri e dentro la vita quotidiana, Alleanza Assicurazioni scende in campo con la tappa romana (29-30 ottobre in Piazza Sant’Emerenziana) della campagna itinerante “Rimetti il tuo futuro nel verso giusto”, un’occasione per incontrare direttamente i cittadini dopo il successo del Piano Nazionale che dal 2020 ha coinvolto oltre 550 mila persone.

“Il tema della consapevolezza e della conoscenza della propria situazione finanziaria è sicuramente determinante. Nonostante i passi avanti compiuti grazie alle molteplici iniziative portate avanti, la situazione sta migliorando, ma c’è ancora molta strada da fare. Dove c’è consapevolezza, bisogna poi tradurre queste conoscenze in azioni e in comportamenti concreti, che sono quelli capaci di creare vero valore e di permettere ai cittadini italiani e alle famiglie di pianificare con oculatezza il proprio futuro” ha aggiunto Marco Oddone, Amministratore Delegato di Alleanza Assicurazioni.

A chiudere la presentazione, il lancio ufficiale della nuova edizione del Premio Edufin Index “Donne che Contano” – in collaborazione con la piattaforma Rame – volto a premiare e sostenere i progetti del Terzo Settore impegnati sul fronte dell’autonomia economica femminile.

Bosnia, Meloni ricorda militari caduti: quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia

Roma, 30 ott. (askanews) – “Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama. Insieme al Ministro Guido Crosetto, ho deposto un mazzo di rose al Circo Massimo per rendere omaggio ai nostri quattro militari che hanno perso la vita in Bosnia”. Lo scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X.

“Abbiamo voluto – spiega – che il Villaggio della Difesa, allestito in vista del 4 novembre, diventasse un luogo di raccoglimento aperto a tutti. Un luogo dove ogni italiano possa portare un fiore, lasciare un pensiero, fermarsi in silenzio. E far sentire alle famiglie dei nostri caduti la vicinanza di un’intera Nazione. So che nessuna parola può colmare un’assenza così grande. Ma esserci è un dovere. Stringerci a chi soffre, custodire il ricordo di chi abbiamo perso, accompagnare i feriti e i loro cari in queste ore difficili”.

“A chi vorrà venire al Circo Massimo – è l’invito della premier – chiedo un gesto semplice: portate un fiore. In quel fiore ci saranno il vostro affetto, il vostro rispetto, il grazie dell’Italia. Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura: non vi dimenticheremo”.

Manovra, Azzone: fondazioni bancarie penalizzate 2 volte, serve riflessione

Roma, 30 ott. (askanews) – Con il nuovo contributo previsto dalla manovra di Bilancio “le fondazioni bancarie vengono penalizzate due volte”, una decisione che sembra mettere in duiscussione il loro ruolo quali grandi azionisti delle banche e che meriterebbe “una riflesione”. E’ il monito lanciato dal presidente dell’Acri, Giovanni Azzone, a margine della Giornata del Risparmio a Roma.

Si profila una richiesta equivalente a 70 milioni di euro tramite un aumento dell’Ires sulle fondaizoni, ha rilevato, precisando che non si è potuto esaminare il testo del provvedimento. Inoltre “veniamo inseriti nella categoria degli intermediari finanziari, mi sembra una contraddizione in termini”, ha aggiunto.

Ad Artissima MIRA si racconta: progetto del MIC a Messina

Torino, 30 ott. (askanews) – La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura partecipa ad Artissima con due diverse presenze, accompagnate nei tre giorni di fiera da incontri con gli operatori del settore, talk e performance. Uno stand in fiera offre l’opportunità di approfondire le attività di promozione internazionale dell’arte italiana svolte dalla Direzione, proponendosi anche come punto di incontro con artisti, curatori, galleristi, direttori di musei e professionisti del settore. Un secondo spazio è dedicato a MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts (Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti), nuovo polo culturale di Messina il cui progetto è promosso dal Ministero della Cultura, attraverso la Direzione Generale Creatività Contemporanea e l’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, dal Comune e dall’Università di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI: qui sarà presentata tutti i giorni alle ore 17 la performance Posso sentire ciò che ancora non riesco a vedere del collettivo Polisonum ideata in occasione del lancio della programmazione artistica di MIRA.

Chiara Ianeselli, dirigente del Ministrero della Cultura, dell’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, ha raccontato ad askanews il progetto: “Mira – l’Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti – é un istituto di ricerca che guarda ai mediterranei, non a caso utilizzo questo termine, che ha una connotazione di ricerca molto profonda e molto radicata anche negli studi sui Mediterranei e non sul Mediterraneo. La prospettiva è quella di guardare verso l’Africa, ma di guardare anche alla diaspora, quindi alle migrazioni e non fermarsi al territorio italiano. È profondamente radicato in Sicilia, in particolare a Messina, perché le due sedi sono le Torri Morandi, che è un luogo iconico dello stretto, e Villa Pace che è una villa ottocentesca nei pressi delle Torri Morandi. In attesa del restauro di questi due edifici abbiamo deciso di lavorare già sul territorio e presentare il progetto e, grazie al Direttore Generale Creatività Contemporanea Costantino D’Orazio, abbiamo avuto uno spazio qui ad Artissima. Abbiamo deciso non solo di presentarci istituzionalmente, ma di lasciare spazio in maniera programmatica agli artisti, in particolare al collettivo Polisonum. Non a caso lavoriamo già con un collettivo “a più voci”, questo è il significato del nome del collettivo stesso. Ad Artissima presentano un’anteprima di quello che faremo poi a Messina il prossimo anno. È un lavoro incentrato sullo stretto, guarda ai cetacei, in particolare alle balene. È stata forse una coincidenza, forse esito della ricerca: Mira è proprio una stella all’interno della costellazione della balena, quindi si è creato poi un equilibrio interessante quando abbiamo iniziato il dialogo con loro. È un progetto complesso che guarda alle migrazioni non solo ovviamente degli animali, ma anche degli esseri umani e guarda soprattutto allo Stretto di Messina come luogo di passaggio non solo tra la Sicilia e l’Italia ma tra l’Europa e l’Africa”.

La programmazione di MIRA proseguirà a Messina sabato 7 novembre 2026 alle ore 18.00 a Palazzo del Monte di Pietà dove si terrà Il sacro e il lampo – Mito e potere nella pirotecnica mediterranea, un incontro dedicato alla dimensione visiva, rituale, socio-culturale e politica della pirotecnica. A confrontarsi saranno Andrea Botto, artista e fotografo che da oltre un decennio dedica la propria ricerca a questo ambito, Berardino Palumbo, Professore ordinario di Antropologia sociale all’Università degli Studi di Messina, Mario Sarica, etnomusicologo e studioso delle tradizioni popolari e lo scrittore Massimo Maugeri.

Mediterranean Institute for Research and Arts raccoglie il testimone dal precedente progetto MAXXI Med, avviato nel 2023, rafforzandone la dimensione condivisa attraverso il coinvolgimento di partner stituzionali. Sviluppa una ricerca interdisciplinare dedicata al Mediterraneo, con particolare attenzione alla Sicilia come luogo di incontro tra Europa, Africa e Medio Oriente. Attraverso arti visive, performance, musica e danza, il progetto promuove scambi culturali, residenze e collaborazioni con artisti e comunità locali e internazionali. Centrale nella missione di MIRA è la formazione, grazie al coinvolgimento di università e centri di ricerca. Il polo intende valorizzare il patrimonio materiale e immateriale del Mediterraneo favorendo dialogo, cooperazione e pluralità culturale. L’obiettivo è sostenere nuove forme di ricerca e produzione artistica capaci di contrastare i processi di omologazione culturale contemporanea.

Grazie a un accordo siglato tra la Direzione Generale Creatività Contemporanea e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, inoltre ad Artissima la direzione del museo potrà selezionare opere da proporre all’acquisto per arricchire la propria collezione permanente.

Ade – Apulia Digital Experience, terza edizione 11-13 dicembre a Bari

Roma, 30 ott. (askanews) – Le nuove frontiere digitali tra innovazione, IA, creatività e impresa. Bari si prepara ad accogliere la terza edizione di ADE – Apulia Digital Experience, conferenza internazionale organizzata da Rai Com e Apulia Film Commission e finanziata dalla Regione Puglia, con la direzione artistica di Adriano Monti Buzzetti.

Da venerdì 11 a domenica 13 dicembre il capoluogo pugliese sarà per tre giorni la casa del futuro digitale e ospiterà il dibattito sulle trasformazioni del comparto audiovisivo, dell’animazione, del gaming e sulle nuove applicazioni dell’Intelligenza Artificiale e delle innovazioni digitali nelle industrie culturali e creative.

Protagonisti di conferenze e panel saranno le imprese e i loro professionisti, il mondo della ricerca e i nuovi talenti, le istituzioni e soprattutto le idee. Di primo piano i relatori che si alterneranno nell’ampio programma pubblico. Tra i nomi di spicco, quelli di Ben Smith della casa di produzione Rebellion e coproduttore di Rogue Trooper, adattamento cinematografico in animazione dell’omonimo fumetto di fantascienza; del sociologo Derrick De Kerckhove, tra i massimi esperti al mondo di cultura digitale; di Pasquale Viscanti, Co-Fondatore e CEO di AI WEEK; di Anna Manzo, Direttrice talent management in The Jab, nuova talent agency firmata The Jackal; di Sandra Smedegaard Mondahl e Penelope Lee Dovichi di IO Interactive, lo studio danese al lavoro su “007 First Light”, il nuovo videogioco dedicato a James Bond e di tantissimi altri.

Un viaggio che sarà anche occasione di networking e punto d’incontro tra startup, PMI e grandi player industriali. La prima giornata sarà dedicata al mondo dei videogiochi, in continua evoluzione, e ospiterà l’ADE Indie Showcase, spazio d’incontro tra sviluppatori indipendenti e studenti.

Con Apulia Digital Experience torna anche il contest dedicato ad autori e creativi “Raccontare la Puglia con l’intelligenza artificiale”, che promuove la realizzazione di progetti destinati a presentare, valorizzare e diffondere il patrimonio artistico, culturale e turistico della Puglia attraverso l’ideazione di prodotti digitali basati sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Data ultima per le iscrizioni venerdì 27 novembre. La premiazione avverrà domenica 13 dicembre.

ADE – Apulia Digital Experience, conferenza internazionale è organizzata da Rai Com, Regione Puglia e Apulia Film Commission, a valere su risorse del POC Puglia 2021/2027 – Area Tematica 06, nell’ambito dell’intervento “Apulia Digital Experience 2025/2026”. In collaborazione con Age Of Games, Comune di Bari, Puglia Cultura e Territorio, ITS Academy Apulia Digital.

Due campi larghi con le loro difformità

E due. Il secondo partito delle due principali coalizioni in campo annuncia che non continuerà a votare a favore del sostegno armato a Kiev. Prima Conte, ora Salvini. Non è proprio il ritorno di fiamma del vecchio asse giallo-verde, quello dell’inizio della scorsa legislatura. Ma è il sintomo di un’affinità geopolitica (e populistica) che accomuna forze importanti degli schieramenti che si contenderanno il prossimo governo.

Si può sempre sperare che nel frattempo si apra un pertugio negoziale che consenta, se non una pace, almeno una tregua. Ma se così non fosse, vorrebbe dire che nessuna delle due coalizioni potrà disporre di una maggioranza per decidere a proposito del principale dossier della nostra politica estera.

È come dire che a questo punto di “campi larghi” ce ne sono due. E che entrambi brillano – si fa per dire – per certe loro difformità geopolitiche. Cosa che negli annali della nostra vita repubblicana non era mai capitata. Almeno finora.

Si intuisce che dietro quei due pronunciamenti di Conte e Salvini c’è una buona dose di utilità elettorale. Entrambi sperano infatti di tornare ai consensi di una volta sbandierando vessilli “pacifisti”.

Salvo non riuscire a comprendere né la differenza che corre tra la pace e la resa, né il nesso che lega pace e giustizia. E tantomeno a sanzionare la brutalità dell’aggressione russa, che a quella pace ha posto fine.

Tutto questo è grave senza essere serio. Guerriglia elettorale, e non quella pace disarmata e disarmante di cui ci sarebbe un così gran bisogno.

 

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 29 ottobre 2026

[Testo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Giovani e adulti, un’alleanza per cambiare il mondo

Nel quarantesimo anniversario dell’istituzione dell’Incontro internazionale per la pace, passato alla storia come lo “spirito di Assisi”, intitolato quest’anno a “Pace disarmata e disarmante”, sono stati presenti anche i “Giovani per la pace” della Comunità di Sant’Egidio, che hanno dibattuto sul tema “Un mondo da cambiare”.

E l’iniziativa è giunta a proposito, in quanto si può collegare alla protesta studentesca in corso, nel senso che il contesto assisiate, all’insegna dell’incontro e del confronto, può aiutare a non perdersi dietro certe polemiche suscitate dal Movimento del 17 ottobre e a offrire motivi di riflessione sul “mondo da cambiare” e anche sul “modo di cambiare”. E questo non è meno importante di quello, anzi può essere la condizione per renderlo più apprezzabile.

La richiesta dei giovani di Assisi è chiara: “costruire il futuro a partire dagli ultimi”, un impegno che è stato esemplificato attraverso il “racconto” di alcune storie e la “presenza” di alcune personalità.

Questo metodo narrativo mi pare particolarmente significativo, perché aiuta a sentirsi “comunità”: non in nome di un’identità escludente, bensì di una condivisione umanistica.

Forse ciò che è venuto meno nei rapporti tra le generazioni è proprio questa capacità di raccontarsi: raccontare esperienze, emozioni, sentimenti, in una parola “storie”, prima ancora di occuparsi della grande “storia”.

In questo contesto, due le categorie che mi sembrano rilevanti: la pace, in riferimento al “mondo da cambiare”, e l’alleanza, come “modo di cambiare”.

 

La pace come condizione naturale dell’umanità

Quale pace? Non la pace come intervallo fra guerre o sospensione o interruzione di conflitti, ma la pace come condizione umana normale, che la guerra infrange, per cui la guerra va rifiutata in nome dell’umanità come specie e come valore.

Dunque, non la guerra come status naturale e la pace come qualcosa di transitorio in un contesto che rimane di guerra, in potenza o in atto.

Insomma, il paradigma su cui si coniuga la vita è quello della pace e non della guerra, che non è mai umana: umana è solo la pace.

Leone XIV, impossibilitato a partecipare personalmente all’Incontro di Assisi per motivi sanitari, è stato presente con un videomessaggio, in cui tra l’altro ha detto: «Non c’è guerra santa, solo la pace è santa».

Ciò richiede un cambiamento di mentalità, che s’ispiri non alla logica dell’homo homini lupus, ma alla logica dell’homo homini amicus o frater.

Da qui occorre muovere affinché la convivenza fraterna e amicale trovi traduzione nella quotidianità, che per questo diventa eroica: non di un eroismo monumentale, ma di un eroismo silenzioso.

 

Un nuovo patto tra giovani e adulti

Quale alleanza? È questo l’aspetto meno scontato, ma non meno essenziale, richiamato ad Assisi: i giovani devono sentirsi ed essere protagonisti di tutta una serie di alleanze, a cominciare da quella con gli adulti.

Sotto questo profilo potrebbero giocare un ruolo importante gli anziani, come, a livello familiare, i nonni tra i genitori e i figli.

Ciò significa ripensare i rapporti intergenerazionali e rintracciare un sentimento condiviso, che si può sintetizzare in quel motto caro a don Lorenzo Milani: “I care”, m’importa, per dire “mi sta a cuore”, “mi prendo cura”. Ed è l’esatto contrario del “me ne frego” fascista.

Si tratta allora di tessere rinnovati rapporti collaborativi in diversi campi: dalla politica all’economia, dalla cultura alla religione, tutti finalizzati, come diceva papa Francesco, alla “cura della casa comune” e, come dice papa Leone, alla “custodia della persona umana”.

Nell’uno e nell’altro caso, la via indicata è la fraternità cosmica e universale e l’amicizia personale e sociale.

I giovani devono essere al centro di questo processo di rinnovamento non per una concessione adultistica, ma per il fatto che, dovendo guardare al futuro, non si può prescindere da coloro che il futuro lo incarnano al presente.

Al riguardo, alcune indicazioni si possono trarre dal magistero di papa Francesco, in particolare dalla sua esortazione apostolica sui giovani Christus vivit.

La lezione che se ne trae è che la società e la Chiesa non devono limitarsi a parlare di giovani, ma devono piuttosto parlare ai giovani e con i giovani.

L’ecologia integrale di papa Francesco ricorda che si deve rispondere al grido della terra ferita e al grido dei poveri emarginati; ora possiamo aggiungere: anche al grido dei giovani, che sono stati diseredati da un sistema sociale.

C’è un’espressione che denuncia la gravità della situazione, cioè il parlare di “giovani senza futuro”: è un ossimoro insostenibile, per cui occorre mettere fine a questo autentico “furto” di futuro nei confronti dei giovani.

Un furto peggiore di qualche furto materiale operato da alcuni ragazzi il 17 ottobre a Milano: se questo va condannato, figuriamoci quello, che tocca il senso stesso dell’essere persona dei giovani.

 

Oltre la protesta, ascoltare il disagio

Ciò significa che non si dovrebbe ridurre la protesta studentesca a una contestazione del governo in carica, verso cui si possono certamente avanzare critiche.

Ma il fatto che i governi varino da Paese a Paese dovrebbe renderci attenti a ciò che non varia, ossia il malessere sociale e personale che c’è dietro la protesta e che sarebbe riduttivo rubricare a livello di mera contestazione antigovernativa.

Quando invece ne va di un’impostazione sociale complessiva, qual è la globalizzazione, di una mentalità diffusa che, come dice Leone XIV, ha normalizzato la guerra, si è assuefatta alle ingiustizie, alle disuguaglianze, alle discriminazioni.

Contro questa società i giovani hanno cominciato a far sentire la loro voce e occorre ascoltarla.

 

Restituire ai giovani il futuro

Se anche la protesta non durasse, non dovremmo dimenticarla. Anzi, sarebbe proprio il momento per avviare un nuovo patto intergenerazionale, tenendo presenti le parole che don Luigi Ciotti ha scritto non oggi, ma nel 2019, in Per un nuovo umanesimo (Solferino):

«Un giovane è per sua natura aperto alla vita, affamato di conoscenza, animato da domande profonde e inquietudini positive».

Per cui il giovane «sente il bisogno di interlocutori che prendano in seria considerazione la sua domanda, il suo bisogno di interrogare e interrogarsi».

E questo richiede «adulti che sappiano essere presenti senza essere soffocanti, tolleranti senza essere indifferenti. Che lo mettano in condizione di essere autonomo, di costruire percorsi in cui l’energia possa scorrere alla giusta tensione, in argini né troppo stretti né troppo larghi».

Tornano i pallottolieri e tramontano le coalizioni

Il ritorno della logica del pallottoliere

Purtroppo sono tramontate le coalizioni, soprattutto quelle che sono capaci di declinare una cultura di governo, e sono prepotentemente ritornati al centro dell’attenzione i cosiddetti “pallottolieri”. Cioè quelle alleanze che al loro interno contengono il tutto e il contrario di tutto.

Per capirci, il modello “Unione” di prodiana memoria che si presentò alle elezioni del 2006 vincendo di un soffio contro il centrodestra guidato da Silvio Berlusconi e che poi concluse la sua triste esistenza dopo appena un anno e mezzo con un travagliato e impervio percorso politico, parlamentare e di governo.

Parliamo, cioè, di quelle coalizioni dove l’unico elemento che manca all’appello è il progetto politico e di governo perché viene sostituito, appunto, dalla logica del pallottoliere.

Sommare e aggiungere tutto e il contrario di tutto all’interno dell’alleanza pur di battere l’odiato nemico politico, con il risultato, altrettanto scontato, che così facendo non si può governare.

Perché, come è ovvio e persino scontato ricordare, non esiste una convergenza politica, culturale e, men che meno, di natura programmatica sulle cose da fare e, soprattutto, sulle ricette da mettere in campo per affrontare e cercare di risolvere i problemi che sono sul tappeto.

 

Il bipolarismo come strumento di contrapposizione

Ora, e per tornare all’oggi, in ossequio a un bipolarismo che non contempla una sana e fisiologica democrazia dell’alternanza ma, al contrario, è un semplice strumento che viene inteso e interpretato come una clava da scagliare contro il nemico giurato per annientarlo definitivamente e irreversibilmente, è di tutta evidenza che le coalizioni non sono alleanze costruite per governare ma si riducono a essere, appunto, pallottolieri da lanciare contro la concorrenza.

E quello che sta capitando in questi giorni ne è la plateale conferma. Soprattutto sul versante dell’alleanza di sinistra e progressista dove, oltre alle palesi contraddizioni politiche e programmatiche già presenti all’interno di quel blocco elettorale, si aggiungono posizioni ancora più disomogenee.

Come, ad esempio, l’apertura al partito di Rifondazione comunista che solidarizza addirittura con le posizioni del gruppo terroristico palestinese di Hamas.

Ma gli esempi non mancano anche per la coalizione di centrodestra. Anche se in minore misura, per ragioni del tutto comprensibili, essendo quell’alleanza attualmente al governo.

 

La cultura di governo sacrificata alla sommatoria elettorale

Ma la riflessione politica che non si può non fare alla luce del comportamento concreto delle principali coalizioni è una sola.

E cioè, al di là di come viene realmente concepito e interpretato il bipolarismo nel nostro Paese, è indubbio che in questa radicale e ideologica contrapposizione tra i rispettivi schieramenti in competizione viene definitivamente sacrificata la cultura di governo.

Cioè l’unico elemento che, di fatto, giustifica l’esistenza di una coalizione politica che ha l’ambizione di governare il Paese.

E quando si rinuncia a declinare una vera e credibile cultura di governo perché si privilegia solo ed esclusivamente la logica della sommatoria numerica e del pallottoliere, non lamentiamoci se poi cresce il distacco tra il Paese reale e il Paese legale, se si indebolisce la qualità della nostra democrazia, se si incrina la credibilità delle nostre istituzioni democratiche e, in ultima analisi, se si attenua fortemente la stessa efficacia dell’azione di governo.

Le tre ombre del secolo: clima, IA e nucleare nei programmi del futuro

Viviamo in un’epoca definita da ciò che lo storico Eric Hobsbawm chiamerebbe un orlo del precipizio: rinnovato, ma significativamente più complesso rispetto al Novecento. Le società contemporanee si trovano ad affrontare una convergenza senza precedenti di tre minacce esistenziali: il cambiamento climatico, la proliferazione e modernizzazione degli arsenali nucleari e lo sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale generale.

Ciascuna di queste forze possiede la capacità autonoma di destabilizzare le fondamenta socio-economiche del pianeta, ma è la loro interazione sistemica a rappresentare la vera insidia del ventunesimo secolo.

Il clima e il ritorno della minaccia nucleare

Il cambiamento climatico non è più una proiezione teorica, ma una realtà ecologica manifesta.

Come argomentato dal filosofo e sociologo Bruno Latour, la Terra non è più uno sfondo inerte per le azioni umane, ma un attore politico reattivo che ridisegna i confini della sovranità e della sicurezza nazionale. La scarsità di risorse idriche, la desertificazione e la spinta migratoria di masse disperate generano pressioni geopolitiche enormi sui confini statali, alimentando nazionalismi e instabilità.

È proprio in questo contesto di fragilità globale che la minaccia nucleare riemerge con brutale aggressività. L’erosione dei trattati di non proliferazione e il riarmo strategico delle superpotenze si intrecciano pericolosamente con le tensioni climatiche.

Come analizzato dallo studioso di rischi esistenziali Nick Bostrom, il pericolo nucleare moderno soffre del cosiddetto effetto assuefazione: decenni di deterrenza hanno creato una falsa illusione di sicurezza, dimenticando che l’equilibrio della distruzione mutua assicurata è intrinsecamente fragile e soggetto a errori umani o tecnologici.

 

L’intelligenza artificiale e i rischi per la democrazia

A complicare questo quadro interviene l’intelligenza artificiale. Se da un lato l’IA offre strumenti straordinari per l’ottimizzazione energetica e la ricerca scientifica, dall’altro introduce rischi sistemici.

L’integrazione di algoritmi decisionali nei sistemi di comando e controllo militare riduce drasticamente i tempi di reazione umani di fronte ad allerte atomiche, aumentando l’impatto di possibili falsi positivi.

Inoltre, la disinformazione generata da modelli generativi minaccia la tenuta democratica, polarizzando il dibattito pubblico e minando il consenso scientifico.

Di fronte a questa triade di rischi, la risposta politica tradizionale appare tragicamente inadeguata, spesso ostacolata da forme pervasive di negazionismo o riduzionismo.

Il negazionismo politico si manifesta oggi in tre modi: la svalutazione dogmatica della scienza climatica, il disinteresse per il disarmo strategico bollato come pacifismo utopico e il liberismo deregolamentato verso la tecnologia e l’IA in nome del profitto a breve termine.

Il filosofo Hans Jonas, nel suo celebre Il principio responsabilità, invocava un’etica per la civiltà tecnologica che mettesse al centro la salvaguardia dell’avvenire. I politici odierni devono fare proprio questo principio, superando il respiro corto delle scadenze elettorali.

 

Una nuova responsabilità per la politica

Per costruire programmi politici all’altezza del presente, i leader e i partiti devono adottare una governance integrata basata su azioni concrete.

In primo luogo, la transizione ecologica deve diventare il motore della politica industriale, legando la decarbonizzazione alla giustizia sociale e alla sicurezza energetica.

In secondo luogo, occorre promuovere una diplomazia multilaterale rinnovata che includa la regolamentazione vincolante dell’IA nei settori della difesa e la riattivazione dei patti per la riduzione delle testate nucleari.

Infine, è indispensabile sostenere l’alfabetizzazione scientifica e l’indipendenza dell’informazione per disarmare le narrazioni complottiste e negazioniste.

Combattere il negazionismo richiede una politica del coraggio, capace di comunicare la complessità senza cedere al fatalismo.

Non si tratta di alimentare la paura, ma di trasformare la consapevolezza del rischio in un progetto di ricostruzione civile e democrazia partecipata.

Le sfide del nostro tempo non ammettono dilazioni: integrare la tutela del clima, il controllo dell’IA e la pace nucleare nei programmi di governo è oggi l’unico vero banco di prova per misurare la maturità di una classe dirigente.

 

L’Europa davanti alla prova decisiva del 2027

Il prossimo anno sarà cruciale per l’Europa che, con tutti i suoi difetti, resta, visto il quadro di riferimento odierno, l’ultimo baluardo della democrazia, pur con tutte le inefficienze e le critiche al suo sistema di governance e la scarsa proattività che ha mostrato sino adesso in relazione alle gravi crisi internazionali.

Se prevarrà la logica della disgregazione, i Paesi europei saranno soltanto terra di conquista delle attuali superpotenze.

Il nostro Paese, uno dei fondatori della Comunità, sarà chiamato a scegliere quale posizione tenere e, in questo senso, le elezioni del 2027 segneranno il cammino che intraprenderemo e, di conseguenza, il destino che ci attende.

Il tempo lento dell’orto

La solitudine dietro il silenzio

Riccardo ha 19 anni e una rabbia che gli vibra nelle dita. È arrivato in comunità dopo mesi di silenzi dolorosi, implosi, vissuti nel chiuso della sua stanza, tra farmaci che anestetizzavano i giorni e le notti senza tregua. Aveva gli occhi spenti, opachi come vetri offuscati, lo sguardo chino, l’umore piegato come un ramo sotto il peso. Le braccia — a volte visibili oltre le maniche rimboccate — raccontavano con cicatrici rosee, sottili e parallele un dolore che aveva cercato sfogo nella pelle, quando nessuno sembrava disposto ad ascoltarlo davvero.

Riccardo mi ha fatto pensare alla solitudine radicale che Sartre racconta nel Muro: quella dei prigionieri chiusi nella stessa cella, eppure ciascuno irrimediabilmente solo, dove neppure la presenza dell’altro riesce a consolare.

All’inizio osservava tutto con diffidenza, come chi ha smesso di attendere qualcosa dagli altri: una sfiducia abbandonica, come se fosse stato reciso da quel legame primario che tiene ancorata l’esistenza a un senso possibile. Quando l’ho incontrato, non ha parlato. Ha preso una sedia e si è seduto lontano, ma non troppo.

Era il suo modo per dire: «Sto qui, ma non avvicinarti troppo».

 

Una domanda nell’orto

Ci sono voluti giorni, segnati da un umore incerto e altalenante, prima che affiorassero parole, tronche, guardinghe, come se anche il dire fosse un rischio, un gesto di fiducia difficile da concedere. È successo mentre zappavamo l’orto insieme, sotto un sole di fine ottobre che ingannava il freddo.

«Tanto se poi te ne vai anche tu, che senso ha?» ha detto all’improvviso.

Ho fermato le mani e il cuore. Non ho risposto: non avevo nessuna risposta pronta, e forse non serviva. Ho ripreso a zappare, con gesti più lenti, quasi rituali. Sono rimasto. Non ho cercato scorciatoie né parole che addolcissero. Ho scelto di sostare, in silenzio e con fatica, sperando di varcare anche solo di un passo il tumulto che lo abitava.

 

Il coraggio educativo di restare

Quella pausa, quell’apparente non-fare, è stata l’inizio di una fiducia. È la scommessa che il lavoro educativo fa contro il Muro: che una presenza capace di non fuggire possa, invece, incrinare la solitudine.

Riccardo, come tanti ragazzi oggi, non cerca risposte immediate, ma presenze che reggano l’urto del suo dolore. In un tempo saturo di stimoli ma povero di legami che sanno di terra, fatti di corpo e di tempo condiviso, i giovani hanno bisogno di adulti fermi e attenti, capaci di abitare la fragilità senza ritirarsi.

Non desiderano relazioni che li sovrastino, ma legami che si radichino nel loro sé, che sappiano orientare senza imporre, accompagnare senza cedere alla retorica educativa.

Per questo noi adulti dobbiamo avere il coraggio di restare, di fermarci accanto a chi sta ai margini, senza la fretta di guarire, ma con la pazienza di chi sa che ogni tempo donato si fa seme: di fiducia, di affidamento, di una rinascita possibile, lontana da una logica che misura tutto in base a ciò che rende, e non a ciò che salva e trasforma.

 

Custodire chi non chiama

Ripenso a quella domanda nell’orto. Riccardo non chiedeva aiuto, eppure chiedeva tutto: che qualcuno non se ne andasse.

Custodire chi non chiama è questo: restare nel buio accanto all’altro senza pretendere di rischiararlo, perché il mattino, quando verrà, sia davvero suo.

Perché, in fondo, ciò che davvero manca è una relazione devota.

 

È qui pubblicato per gentile concessione dell’autore l’articolo che oggi compare nell’edizione a stampa dell’Avvenire.

Calcio, Classifica serie A: Atalanta a quota 11

Roma, 29 ott. (askanews) – Questo il programma e la classifica di serie A dopo Frosinone-Lecce 5-1

Nona giornata: Sassuolo-Lazio 2-6, Roma-Cagliari 4-2, Torino-Como 1-3, Milan-Bologna 2-4, Parma-Udinese 0-0, Venezia-Inter 0-2 Genoa-Juventus 2-0, Monza-Napoli 1-4, Frosinone-Lecce 5-1 Fiorentina-Atalanta 2-2.

Classifica: Lazio, Inter 25, Roma 21, Como 20, Milan 18, Frosinone 17, Juventus, Napoli 14, Cagliari, Torino 13, Bologna, Atalanta 11, Genoa 10, Lecce 9, Sassuolo 8, Monza 7, Udinese, Parma, Fiorentina 5, Venezia 3.

Decima giornata: sabato 31 ottobre: ore 15: Bologna-Monza, ore 18: Udinese-Roma, ore 20.45: Milan-Inter; domenica 1 novembre: ore 12.30: Como-Venezia, ore 15: Frosinone-Torino, Lazio-Cagliari, ore 18: Lecce-Genoa, ore 20.45: Juventus-Napoli; lunedì 2 novembre: ore 18.30: Sassuolo-Fiorentina, ore 20.45: Atalanta-Parma.

Padel, Fip Gold di Torino: brillano i big, Barahona-Piotto dominanti

Roma, 29 ott. (askanews) – Javi Barahona e Nacho Piotto partono fortissimo al Fip Gold di Torino – terzo appuntamento di padel più importante in Italia dopo il Major di Roma e il Premier Padel P1 di Milano – in corso al Palavillage di Grugliasco fino a domenica 1 novembre. I numeri uno del seeding maschile – si legge in una nota – hanno lasciato un solo game agli avversari, Luis Oliver e Ivan Repetuev, confermando subito le ambizioni di titolo. Dopo il Day 1 avanzano anche l’argentino Alex Chozas, campione del mondo due anni fa con l’Albiceleste, insieme al giovane connazionale Juani Rubini (6-3 7-6 sui francesi Hugounenq/Pillon). Nel tabellone femminile inizia bene il cammino della “leyenda” Lucia Sainz, oro ai Giochi del Mediterraneo di due mesi fa, insieme al talento Leti Manquillo, che hanno superato Raquel Rodriguez e Carlotta Burello (6-1 6-0). Tra le italiane brillano Francesca Campigotto – una delle atlete di casa – e Carolina Petrelli, al secondo turno insieme alla giovane azzurra juniores Matilde Minelli, in coppia con Carla Mesa. E venerdì sarà proprio derby azzurro tra Campigotto-Petrelli e Minelli, avversarie per un posto ai quarti di finale.

Il torneo, organizzato con il patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Grugliasco, rappresenta un salto di categoria rispetto al FIP Silver dello scorso anno disputato sempre a Torino e porta in Piemonte una delle dodici tappe Gold del Cupra FIP Tour, il circuito internazionale della Federazione Internazionale Padel. Con quasi 200 atleti e atlete provenienti da oltre dieci Paesi, il FIP Gold mette in palio un montepremi di 50mila euro e 150 punti per il ranking mondiale. Un evento che si inserisce in un movimento in forte crescita: secondo i dati FIP, in Piemonte i campi da padel sono passati da 274 nel 2021 a 782 nell’ottobre 2026, con un incremento del 185,4%.

Nel primo turno di giovedì esordio positivo anche per il torinese Matteo Rosingana, che insieme a Santino Giuliani ha superato gli spagnoli Karlos Rodriguez e José Manuel Ortiz (6-3 4-6 6-1). Nella giornata di venersì sarà sfida all’italo-argentino Santino Nicocia e lo spagnolo José Pedro Montalban.

Bosnia, precipita elicottero: morti quattro militari italiani

Milano, 29 ott. (askanews) – Un elicottero italiano impegnato in Bosnia-Erzegovina nell’ambito dell’operazione EUFOR Althea è precipitato. Sono quattro i militari italiani dei quali è stata accertata la morte a seguito dello schianto. A diffondere il bilancio è stato il ministero della Difesa in una nota ufficiale.

L’elicottero italiano, un CH 47, è precipitato per cause ancora in fase di accertamento nella zona di Brcko, al confine con la Croazia. Come ha confermato l’ambasciatrice d’Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, a bordo c’erano quindici persone di nazionalità italiana. Le quattro vittime sono due appartenenti all’Esercito Italiano e due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (Cri)”, si legge nella nota stampa del ministero della Difesa, che precisa come “gli undici feriti stanno ricevendo le cure necessarie e, al momento, nessuno di loro versa in pericolo di vita”.

Cordoglio è stato espresso dalle istituzioni e dalla politica, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Ho appreso con profonda commozione la notizia del decesso dei militari occorso nel tragico incidente elicotteristico in teatro operativo bosniaco nell’ambito dell’operazione ‘Althea’”, ha dichiarato il presidente esprimendo “i miei sentimenti di cordoglio e di commossa solidarietà al dolore provocato da questo tragico evento” e “la mia vicinanza e solidarietà” ai famigliari delle vittime.

“La notizia del tragico incidente che ha coinvolto un elicottero italiano di EUFOR in Bosnia-Erzegovina – ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – è motivo di profondo dolore. Il mio pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che, impegnati nella missione per la pace e la stabilità della regione, stanno vivendo ore di angoscia. A loro va la mia più sincera vicinanza e quella del Governo italiano”.

Calcio, Classifica serie A, Frosinone zona Europa

Roma, 29 ott. (askanews) – Questo il programma e la classifica di serie A dopo Frosinone-Lecce 5-1

Nona giornata: Sassuolo-Lazio 2-6, Roma-Cagliari 4-2, Torino-Como 1-3, Milan-Bologna 2-4, Parma-Udinese 0-0, Venezia-Inter 0-2 Genoa-Juventus 2-0, Monza-Napoli 1-4, Frosinone-Lecce 5-1 Fiorentina-Atalanta.

Classifica: Lazio, Inter 25, Roma 21, Como 20, Milan 18, Frosinone 17, Juventus, Napoli 14, Cagliari, Torino 13, Bologna 11, Atalanta, Genoa 10, Lecce 9, Sassuolo 8, Monza 7, Udinese, Parma 5, Fiorentina 4, Venezia 3.

Decima giornata: sabato 31 ottobre: ore 15: Bologna-Monza, ore 18: Udinese-Roma, ore 20.45: Milan-Inter; domenica 1 novembre: ore 12.30: Como-Venezia, ore 15: Frosinone-Torino, Lazio-Cagliari, ore 18: Lecce-Genoa, ore 20.45: Juventus-Napoli; lunedì 2 novembre: ore 18.30: Sassuolo-Fiorentina, ore 20.45: Atalanta-Parma.

Bosnia, Mattarella: profonda commozione, vicinanza a familiari vittime

Roma, 29 ott. (askanews) – “Ho appreso con profonda commozione la notizia del decesso dei militari occorso nel tragico incidente elicotteristico in teatro operativo bosniaco nell’ambito dell’operazione ‘Althea’. In questa triste circostanza, voglia rendersi interprete presso l’Esercito Italiano e il Corpo Militare della Croce Rossa dei miei sentimenti di cordoglio e di commossa solidarietà al dolore provocato da questo tragico evento, chiedendo loro di esprimere ai familiari delle vittime la mia vicinanza e solidarietà”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano.

Bce, Lagarde lascia a febbraio: "Non posso più restare neutrale"

Roma, 29 ott. (askanews) – Ancora tre mesi e poi Christine Lagarde lascerà la presidenza della Bce. A febbraio invece che a fine ottobre, perché intende “impegnarsi su questioni che non sono di politica monetaria” e vuole poterlo fare con piena “libertà di espressione e di parola”, senza i vincoli di neutralità di un banchiere centrale. “Non posso e non penso di poter restare neutrale. Non penso di potermi sentire a mio agio in questa neutralità nella fase attuale, sono interessata alla verità e vedo troppo spesso viene danneggiata, contestata e distorta”. Con queste parole ha parzialmente spiegato il suo annuncio, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

Oggi i banchieri centrali dell’area euro erano nuovamente riuniti per le decisioni sui tassi di interesse. Hanno confermato all’unanimità il livello attuale, il principale riferimento resta quindi al 2,50%. Ma nel tradizionale incontro esplicativo con la stampa, Lagarde ha lanciato chiari segnali sull’intenzione di procedere a un rialzo a dicembre.

Inevitabilmente, tuttavia, la conferenza è stata dominata delle domande sull’annuncio che, poche ore prima, la stessa Bce aveva diramato sul proposito di Lagarde di lasciare il 7 febbraio. E forse per evitare in diretta domande che avrebbero potuto anche risultare scomode, la presidente uscente ha deciso di non rispondere volta per volta, ma di parlare solo di politica monetaria e poi, a fine conferenza stampa, di rilasciare una dichiarazione senza accettare altre domande.

“Non c’è mai un momento giusto per lanciare”, ha detto. Ma “in questa fase, relativamente a diversi aspetti nel mondo, non solo in Europa, penso che la mia voce, la mia iniziativa possa aiutare relativamente ai principi che mi stanno a cuore. Ci sono cose che posso dire. Se poi la gente mi ascolterà o meno è un’altra questione. Ma sento di dover dire queste cose e non posso farlo nella mia posizione attuale. Voilà!”. E così ha concluso.

L’annuncio di oggi in realtà non è un fulmine a ciel sereno. Sono mesi che questa ipotesi circolava, a seguito di dichiarazioni della stessa Lagarde. Sono ripetutamente circolate ipotesi che la vedrebbero rilevare la presidenza del World Economic Forum.

Ma, aspetto ben più controverso, secondo alcune ricostruzioni alla base della mossa ci sarebbero motivazioni non proprio compatibili con i principi di autonomia della banca centrale. Uno dei motivi, mai confermato da Lagarde, sarebbe infatti consentire che la nomina del prossimo presidente Bce venga regolata dall’attuale presidente della Francia, Emmanuel Macron, per evitare che invece ricada nei compiti del futuro presidente, in particolare se dovesse venire eletta Marine Le Pen o un altro esponente del Front National.

La stessa ex ministra francese non ha ritenuto di chiarire ulteriormente i suoi propositi.

Intanto la corsa alla successione è già scattata. La procedura di nomina del presidente e dei componenti del Comitato esecutivo della Bce, che sono cinque in totale, è regolata dall’articolo 283 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea. Sono candidabili “persone di riconosciuta levatura ed esperienza professionale nel settore monetario o bancario”, vengono nominati dal Consiglio europeo, cioè i Capi di Stato e di governo a maggioranza qualificata, in questo caso significa con i voti di almeno 16 Paesi sui 21 dell’area euro e che rappresentino almeno con il 65% della popolazione, previa consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della stessa Bce.

Il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa ha annunciato l’immediato avvio della procedura. Nominata il 18 ottobre 2019, Lagarde si era insediata il primo novembre successivo, succedendo a Mario Draghi dopo aver guidato il Fondo monetario internazionale. Dato che l’ipotesi di questa uscita anticipata circolava da tempo, ci sono già in lizza diversi possibili candidati per la successione. Il governo olandese ha già manifestato la candidatura dell’ex governatore della banca centrale, Klaas Knot, la Spagna appoggia Pablo Hernßndez de Cos, direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali ed ex governatore del Banco de España.

Ma anche il l’attuale presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, potrebbe ambire alla carica, visto che contemporaneamente è in uscita dal direttorio anche la tedesca Isabel Schnabel.

Tutto questo nel mezzo dell’impegno della Bce per riportare l’inflazione dell’area euro al suo obiettivo del 2%. Dati i nuovi rincari dell’energia, il quadro attuale avrebbe potuto portare già oggi a un nuovo rialzo dei tassi. E a dicembre, se la situazione sarà confermata “il senso della direzione è piuttosto chiaro”, ha affermato Lagarde sul tema monetario.

Alla riunione “c’è stato dibattito, abbiamo guardato ai numeri, agli accresciuti rischi, all’inasprimento finanziario legato ai tassi a lungo termine, ai vari ai pro e contro. Sono stati espressi punti di vista. C’è stata una decisione unanime alla fine del dibattito che eravamo in una posizione sufficientemente buona per attendere ulteriori informazioni”, ha riferito.

“Il nostro prossimo incontro è a dicembre e se la valutazione che abbiamo avuto oggi non sarà inficiata da sviluppi rilevanti, la direzione di rotta è chiara”. (fonte immagine: ECB 2026).

Governo, Conte: anche Italia sta scivolando in sistema illiberale

Milano, 29 ott. (askanews) – “La democrazia sta arrancando dappertutto, si stanno affermando le autocrazie, stanno dilagando i sistemi liberali. Da noi non ce ne siamo accorti forse e non molti sono consapevoli, ma ormai abbiamo già uno strisciante rotolamento verso un sistema illiberale. Già adesso”. Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte, intervenendo ad una iniziativa di Rinascita.

“Michele Ainis l’ha chiamato fascismo bianco, analizzando i comparti dove il governo è intervenuto: la riforma della Corte dei conti, il tentativo col premierato da cui ci siamo salvati grazie alla grande popolarità del presidente Mattarella che è stato uno degli elementi che ha dissuaso dall’andare avanti, ma anche i tanti interventi normativi fatti in vari ambiti che di fatto hanno rafforzato il potere dell’esecutivo sugli organi di garanzia e di controllo. E ovviamente c’è il tema della sicurezza”.

"All about me": le elezioni di midterm un referendum su Trump

Roma, 29 ott. (askanews) – Non sono in pochi a sostenere che le elezioni di midterm statunitensi siano una sorta di referendum per misurare il consenso nei confronti di Donald Trump. Tra questi c’è lo stesso inquilino della Casa Bianca, che ha più volte invitato gli elettori a comportarsi come se nella consultazione del 3 novembre in lizza ci fosse lo stesso presidente.

Un’impostazione che, riflettono gli analisti politici, molti repubblicani vorrebbero evitare ma allo stesso tempo sono consapevoli essere inevitabile. La maggior parte dei repubblicani ha troppa paura di dire apertamente a Trump quanto sia impopolare – la riflessione – ma al di là della loro timidezza hanno bisogno che gli elettori di Trump che raramente votano si rechino alle urne. E’ il motivo principale per il quale stanno assecondando una strategia incentrata su Trump, che secondo molti rischia di compromettere la loro credibilità e di far perdere seggi sia alla Camera sia al Senato. “Non abbiamo scelta. Siamo bloccati sulla stessa barca con lui, che ci piaccia o meno”, ha recentemente dichiarato un alto responsabile della campagna repubblicana, in contatto con l’organizzazione politica di Trump. “Ora, quando la marea sale, tutte le barche vengono sollevate. Ma gli unici che sembrano convinti che la marea stia salendo sono quelli della Casa Bianca”.

Trump ha di fatto preteso che gli spot elettorali fossero incentrati su di lui, sostenendo che le elezioni di midterm rappresentino comunque dei referendum sulla figura del presidente. Ha puntato inoltre a mettere in evidenza i risultati ottenuti dalla sua amministrazione. “Non sono sulla scheda elettorale, ma è come se ci fossi”, ha detto il presidente americano a un suo confidente. L’inquilino della Casa Bianca ha riconosciuto che “la storia ci insegna che il presidente in carica” subisce sconfitte alle elezioni di metà mandato, ma ha anche tenuto a evidenziare che “nessuno ha mai avuto un primo anno e mezzo come il nostro”.

Secondo gli “strateghi” repubblicani, Trump ha utilizzato un messaggio efficace sui tagli fiscali. Ma le loro ricerche mostrano sempre più spesso che gli elettori attribuiscono a Trump la responsabilità della guerra in Iran, che sta facendo aumentare il costo della benzina, con il prezzo del diesel ai massimi storici. E i suoi discorsi tendono a essere poco coerenti e privi di una linea chiara, con un’efficacia a volte discutibile. Dal progressista Maine al conservatore Missouri, dalla Florida all’Oregon, gli elettori non nascondo preoccupazione per alcune delle principali politiche del presidente: la già citata guerra con l’Iran, che si sta nuovamente intensificando; la politica draconiana in materia di immigrazione; i dazi e le altre misure economiche che hanno fatto aumentare il costo della vita.

Oppressi dal caro vita – in primis il prezzo dei carburanti, il principale indicatore a cui l’americano medio guarda per capire quanto il proprio portafoglio sia sotto pressione – gli elettori sono sconcertati dall’ossessione di Trump per progetti come la sfarzosa sala da ballo che ha ordinato di costruire alla Casa Bianca. E il tasso di approvazione del presidente è ai minimi del suo secondo mandato. I democratici, che hanno subito una pesante sconfitta alle elezioni presidenziali del 2024 – proprio a causa delle preoccupazioni degli elettori per l’inflazione e il costo della vita -, hanno riconquistato il sostegno della propria base e degli elettori indipendenti delusi, insoddisfatti di Trump e della situazione attuale. I sondaggi indicano che, se si votasse domani, l’opposizione otterrebbe una larga maggioranza alla Camera dei rappresentanti, dove i repubblicani dispongono attualmente di un vantaggio di pochi seggi. E i democratici hanno la possibilità di conquistare il Senato, risultato che soltanto pochi mesi fa sarebbe sembrato impossibile.

Anche gli avversari di Trump, poi, stanno assecondando questa “personalizzazione” sulla figura del presidente nelle elezioni di midterm. Dal 1 settembre, i candidati democratici e i loro alleati hanno speso oltre 163 milioni di dollari in spot televisivi che menzionano il presidente repubblicano, secondo un’analisi dell’Ap basata sui dati di AdImpact, società che monitora gli investimenti pubblicitari sui media. Molti degli spot democratici accusano gli avversari repubblicani di anteporre Trump agli interessi degli elettori, soprattutto su questioni come i dazi e la guerra in Iran, che secondo i democratici stanno facendo sensibilmente lievitare il costo della vita.

Un sondaggio di NBC News ha rilevato che oltre il 40 per cento degli elettori registrati ha dichiarato di voler utilizzare il proprio voto per il Congresso per “inviare un segnale di opposizione al presidente Trump”. La propensione a esprimere un voto di protesta contro il presidente americano è aumentata rispetto al 38 per cento registrato in vista delle prime elezioni di midterm di Trump, nel 2018, e al 35 per cento di elettori che nel 2022 intendevano manifestare la propria opposizione al presidente Joe Biden. Il dato è inoltre superiore al 37 per cento di elettori che nel 2006 votarono per esprimere opposizione al presidente George W. Bush, durante la guerra in Iraq, diventata progressivamente sempre più impopolare.

Una percentuale più bassa, inferiore al 30 per cento, ha dichiarato che il proprio voto del 2026 sarà “un segnale di sostegno” a Trump: dato leggermente inferiore a quello registrato nel 2018. Il 28 per cento degli intervistati, invece, ha sottolineato che il proprio voto non rappresenterà un segnale né di sostegno né di opposizione al presidente.

(di Francesco Corda)

Midterm, la spesa è più cara, un problema per il Gop

New York, 29 ott. (askanews) – Negli Stati Uniti la chiamano “affordability” e potrebbe essere cruciale nel determinare l’esito delle elezioni di metà mandato del prossimo tre novembre. Per il partito di un presidente, Donald Trump, che aveva centrato la sua rielezione proprio intorno all’accessibilità economica e che aveva scaricato sul suo predecessore, Joe Biden, la responsabilità di un’inflazione alta, le prospettive sulla carta sono preoccupanti. Lo dicono i sondaggi. Lo dicono anche dati e analisi di vario tipo.

Stando a quasi la metà degli elettori registrati sentiti da Reuters e Ipsos, il costo della vita è il fattore più importante sulla base del quale esprimeranno il loro voto. Quelli di generi alimentari, benzina e casa sono tra le questioni più rilevanti anche per il campione sentito da CNBC.

A causa di una guerra contro l’Iran entrata nel nono mese e che ha destabilizzato il sistema energetico mondiale, Trump ha raggiunto un risultato non invidiabile e impensabile solo a gennaio: il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti durante il suo secondo mandato è più alto di quello durante l’era Biden. La differenza è minima ma per un leader che nell’estate del 2024 aveva promesso prezzi sotto i due dollari al gallone, il fatto che a pochi giorni del voto la media nazionale sia di oltre 4,24 dollari (contro i 3,04 dollari di un anno fa) la dice lunga sullo scontento generale. Per il gasolio, va anche peggio: i sei dollari sono stati superati, contro i 3,6 di 12 mesi fa. Non a caso Trump ha siglato un accordo controverso per importare gasolio russo, anche se per gli analisti la mossa non aiuta.

Andare dal benzinaio per fare il pieno non è l’unica fonte di frustrazione per gli americani. Lo è anche fare la spesa, ricevere servizi sanitari, pagare le bollette con i prezzi dell’elettricità saliti anche per colpa dei data center, la cui costruizione non è mai stata così impopolare. Mentre i prezzi salgono, le tasche degli americani si svuotano. Solo a settembre i prezzi sono saliti in un anno del 3,7% ma i salari orari non sono rimasti allo stesso passo, essendo cresciuti del 3%.

Non dovrebbe dunque sorprendere gli strategisti se sei famiglie americane su 10 non possono permettersi il costo della vita di base nei campi di battaglia elettorale che decideranno quale partito controllerà la Camera. Lo ha calcolato il Washington Post, secondo cui i redditi non sono rimasti al passo ddi costi in aumento in 42 dei 46 distretti più competitivi in questa tornata elettorale. Il quadro è peggiore nei distretti controllati dai repubblicani: la percentuale delle famiglie che non riesce a coprire le spese di base è aumentata del 2,1% nei distretti in mano al GOP e dell’1,7% in quelli a guida democratica. Il Washington Post calcola che nei distretti cruciali, il 60% delle famiglie non ha abbastanza reddito per coprire i costi per casa, spesa, trasporti, sanità, assistenza all’infanzia e tasse.

Il GOP continua a puntare il dito contro Biden e il caos da lui lasciato. L’idea è che Trump sta facendo pulizia e ha bisogno di tempo ma nel frattempo ha garantito un’economia solida. Dal canto suo il presidente continua a promettere prezzi in calo e a vantarsi di un “dono” fatto dal Venezuela: una nave con “un milione di barili di petrolio”.

Il presidente tuttavia ha mostrato una certa insensibilità nei confronti delle preoccupazioni degli elettori. Sabato 24 ottobre, dalla Georgia, con toni scurrili ha letteralmente detto: “Non me ne importa nulla” se i media dicono che la gente soffre quando va al benzinaio, “Lo dirò: Stiamo facendo una fortuna pazzesca” con i prezzi del petrolio alti. “Il business del petrolio e del gas degli Stati Uniti sta facendo centinaia di miliardi di dollari”, si è vantato Trump durante il comizio. Martedì 27 ottobre dal Texas ha detto che il “dividendo da 5.000 dollari” promesso a tutti i cittadini americani adulti nel caso in cui i repubblicani mantengano il controllo del Congresso basterebbe per comprare “un hamburger e forse un dessert piccolo”.

Qualcuno lo paragona a George W Bush nel 2006, quando il presidente repubblicano era impantanato in un conflitto in Medio Oriente che non solo trascinò giù il partito quell’anno ma lo lasciò ferito in vista dell’elezione presidenziale successiva (quella vinta nel 2008 da Barack Obama). Stando a CNN, Trump ora ha almeno i quattro peggiori livelli di approvazione mai registrati per un presidente nell’ottobre prima di un’elezione di midterm dal 1938. Nella sua carriera politica lui non è mai sceso così in basso. Resta da vedere se, mentre il costo della vita sale, la performance del GOP scenderà alle Midterm.

Torna l’Apulia Digital Experience, dall’11 al 13 dicembre a Bari

Roma, 29 ott. (askanews) – Le nuove frontiere digitali tra innovazione, IA, creatività e impresa. Bari si prepara ad accogliere la terza edizione di ADE – Apulia Digital Experience, conferenza internazionale organizzata da Rai Com e Apulia Film Commission e finanziata dalla Regione Puglia, con la direzione artistica di Adriano Monti Buzzetti.

Da venerdì 11 a domenica 13 dicembre il capoluogo pugliese sarà per tre giorni la casa del futuro digitale e ospiterà il dibattito sulle trasformazioni del comparto audiovisivo, dell’animazione, del gaming e sulle nuove applicazioni dell’Intelligenza Artificiale e delle innovazioni digitali nelle industrie culturali e creative.

Protagonisti di conferenze e panel saranno le imprese e i loro professionisti, il mondo della ricerca e i nuovi talenti, le istituzioni e soprattutto le idee. Di primo piano i relatori che si alterneranno nell’ampio programma pubblico. Tra i nomi di spicco, quelli di Ben Smith della casa di produzione Rebellion e coproduttore di Rogue Trooper, adattamento cinematografico in animazione dell’omonimo fumetto di fantascienza; del sociologo Derrick De Kerckhove, tra i massimi esperti al mondo di cultura digitale; di Pasquale Viscanti, Co-Fondatore e CEO di AI WEEK; di Anna Manzo, Direttrice talent management in The Jab, nuova talent agency firmata The Jackal; di Sandra Smedegaard Mondahl e Penelope Lee Dovichi di IO Interactive, lo studio danese al lavoro su “007 First Light”, il nuovo videogioco dedicato a James Bond e di tantissimi altri.

Un viaggio che sarà anche occasione di networking e punto d’incontro tra startup, PMI e grandi player industriali. La prima giornata sarà dedicata al mondo dei videogiochi, in continua evoluzione, e ospiterà l’ADE Indie Showcase, spazio d’incontro tra sviluppatori indipendenti e studenti. Con Apulia Digital Experience torna anche il contest dedicato ad autori e creativi “Raccontare la Puglia con l’intelligenza artificiale”, che promuove la realizzazione di progetti destinati a presentare, valorizzare e diffondere il patrimonio artistico, culturale e turistico della Puglia attraverso l’ideazione di prodotti digitali basati sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Data ultima per le iscrizioni venerdì 27 novembre. La premiazione avverrà domenica 13 dicembre.

ADE – Apulia Digital Experience, conferenza internazionale è organizzata da Rai Com, Regione Puglia e Apulia Film Commission, a valere su risorse del POC Puglia 2021/2027 – Area Tematica 06, nell’ambito dell’intervento “Apulia Digital Experience 2025/2026”. In collaborazione con Age Of Games, Comune di Bari, Puglia Cultura e Territorio, ITS Academy Apulia Digital.

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Elicottero italiano di Eufor Althea precipitato in Bosnia

Roma, 29 ott. (askanews) – Nel pomeriggio di oggi, in Bosnia-Erzegovina, un elicottero italiano, un CH 47, impegnato nell’ambito dell’operazione EUFOR Althea è precipitato per cause ancora in corso di accertamento. I soccorsi sono prontamente intervenuti. Al momento – riferisce un comunicato del ministero della Difesa – non è possibile rilasciare ulteriori dichiarazioni, in attesa di informazioni più precise soprattutto sulle condizioni di salute del personale.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Fena tre persone sarebbero morte e 12 sarebbero state trasportate in ospedale in seguito allo schianto di un elicottero di Eufor Althea nella zona di Brcko.

Il ministero della Difesa di Roma ha solo confermato in un comunicato che un elicottero italiano, un CH 47, impegnato nell’ambito dell’operazione EUFOR Althea è precipitato per cause ancora in corso di accertamento senza fornire altre informazioni in attese di ulteriori notizie sulle condizioni del personale.

Midterm, le sette sfide che decideranno il controllo del Senato

Roma, 29 ott. (askanews) – A meno di una settimana dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, il partito democratico appare favorito per riconquistare la Camera, mentre la contesa per il Senato appare molto più incerta. Per strappare il controllo del Senato al Gop, i democratici devono conquistare almeno quattro seggi: al momento, infatti, i Repubblicani hanno una maggioranza di 53 seggi contro 47. Tuttavia, il crescente malcontento degli elettori nei confronti del presidente Donald Trump hanno reso incerte sfide elettorali anche in Stati tradizionalmente considerati roccaforti repubblicane.

Ad oggi i democratici risultano nettamente favoriti solo in uno Stato attualmente in mano ai Repubblicani: la Carolina del Nord, dove l’ex governatore democratico Roy Cooper è dato per favorito nella corsa contro il repubblicano Michael Whatley. Secondo il ‘Cook Political Report’, un’analisi indipendente, risultano invece molto incerte le sfide in altri sette Stati. Nel 2024 Trump ha vinto in sei di questi sette Stati, in cinque dei quali con un margine a doppia cifra.

Nella maggior parte di queste sfide, i Repubblicani stanno investendo più risorse dei Democratici, in particolare in Texas e Ohio.

Secondo le medie calcolate dal Washington Post sulla base degli ultimi sondaggi, i Democratici sarebbero in leggero vantaggio in tutte e sette gli Stati anche se, nella maggior parte dei casi, il distacco rientra nel margine di errore.

ALASKA

L’ex deputata democratica Mary Peltola sfida il senatore repubblicano Dan Sullivan, che punta a un terzo mandato in uno Stato duramente colpito dall’aumento dei prezzi del gasolio per il conflitto con l’Iran, e da altre difficoltà legate al costo della vita. La competizione è stata resa più complessa dalla candidatura di Daniel J. Sullivan Jr., un insegnante in pensione, il cui nome comparirà sulla scheda elettorale in virtù del particolare sistema elettorale dello Stato che ammette quattro candidati. I repubblicani hanno accusato l’insegnante di fungere da ‘esca’, inserita dai democratici per confondere gli elettori. Accusa che il diretto interessato ha respinto.

Nel 2024, Trump ha vinto in Alaska con un vantaggio di 13 punti percentuali.

IOWA

La deputata repubblicana Ashley Hinson sfida il deputato statale democratico Josh Turek in uno Stato che l’ex presidente Barack Obama aveva conquistato due volte, ma che sotto Trump si è spostato su posizioni più conservatrici.

Entrambi i candidati hanno cercato di convincere gli elettori di non essere vincolati al proprio partito o alla sua leadership. Hinson ha detto che sosterrà Trump su questioni come la sicurezza delle frontiere, ma che non esiterà a opporsi qualora ritenesse le sue politiche inadatte per l’Iowa. Turek, che sta facendo campagna elettorale in uno Stato che non elegge un democratico al Senato degli Stati Uniti da 16 anni, si è definito ‘orgogliosamente un moderato’, sostenendo che potrebbe arrivare ad accordi con Trump su diverse questioni.

In Iowa, gli agricoltori costituiscono un importante blocco elettorale e dipendono dal gasolio per alimentare i propri macchinari. A meno di due settimane dalle elezioni, il presidente ha annunciato lo stanziamento di 8 miliardi di dollari in pagamenti una tantum a favore degli agricoltori.

Nel 2024, l’Iowa ha votato per Donald Trump con un margine di 13,2 punti percentuali.

KANSAS

All’inizio dell’anno, nessuno dei due partiti riteneva competitiva la sfida in Kansas, lo Stato dove, da quasi un secolo, nessun democratico è riuscito a conquistare un seggio al Senato (l’ultima volta nel 1932). Tuttavia, i sondaggi indicano che Adam Hamilton, un democratico che si presenta come moderato, è impegnato in una sfida molto serrata contro il senatore repubblicano Roger Marshall.

I repubblicani hanno accusato Hamilton, pastore metodista a capo della più grande chiesa dello Stato, di fingere di essere un moderato, rilanciando sue vecchie dichiarazioni a sostegno del movimento Black Lives Matter e a favore di un percorso verso la cittadinanza per gli immigrati privi di documenti.

Nel 2024 Trump ha vinto in Kansas con un margine di 16 punti. I vertici del Partito Repubblicano hanno ammesso che la competizione è serrata, molto più di quanto avrebbero auspicato. Tanto da dirottare risorse dalla Carolina del Nord per sostenere Marshall, che nelle ultime settimane ha anche criticato l’operato dell’agenzia federale per l’immigrazione (Ice) nello Stato.

MAINE

La senatrice repubblicana Susan Collins punta a conquistare un sesto mandato in uno Stato che nel 2024 ha votato contro Trump. Collins verrà sfidata da Troy Jackson, un democratico dell’area progressista ed ex presidente del Senato statale, entrato in corsa solo a luglio, dopo che il candidato inizialmente designato, Graham Platner, si è ritirato per le accuse di violenza sessuale. Secondo i sondaggi, la sfida si preannuncia molto combattuta.

Il Maine è lo Stato che ha più subito le ripercussioni della guerra commerciale al Canada, tanto che la scorsa settimana l’amministrazione Trump ha annunciato la revoca per alcuni prodotti, a partire dal 30 ottobre, dei dazi al 50% imposti la scorsa estate, proprio per sostenere Collins.

MICHIGAN

Il Michigan è considerato dai repubblicani la migliore opportunità di conquistare un seggio dopo che l’establishment democratico non è riuscito a imporre il proprio candidato. Il progressista Abdul El-Sayed, figlio di genitori immigrati dall’Egitto ed ex funzionario della sanità pubblica, si è infatti imposto alle primarie tenute ad agosto e sfiderà l’ex deputato repubblicano Mike Rogers in quella che potrebbe rivelarsi la contesa più serrata dell’anno per un seggio al Senato attualmente in mano ai Democratici. Lo scorso fine settimana, sia Trump che l’ex presidente Barack Obama hanno fatto campagna elettorale in Michigan.

El-Sayed è spesso preso di mira dal presidente americano: nel comizio tenuto domenica a Port Huron, in Michigan, lo ha definito un ‘jihadista’. Rogers, ex agente dell’Fbi che è stato per 14 anni alla Camera dei Rappresentanti, ha cercato di prendere le distanze da Trump soprattutto riguardo alla guerra commerciale con il Canada, che sta creando problemi all’industria automobilistica, il motore economico del Michigan.

Nel 2024 Trump ha vinto con uno scarto di un punto percentuale.

OHIO

Il democratico Sherrod Brown punta a tornare al Senato dopo aver perso il seggio nel 2024, sfidando il senatore Jon Husted, nominato lo scorso anno al Senato per sostituire il vice presidente JD Vance. Il vincitore di questa elezione dovrà ripresentarsi alle urne nel 2028 per un mandato completo di sei anni.

La sfida in Ohio è diventata una delle più costose per il Senato a livello nazionale, con oltre 360 milioni di dollari spesi dalle due parti. Brown ha speso milioni di dollari in spot per attaccare Husted riguardo al suo sostegno alla realizzazione dei data center, mentre Husted ha criticato Brown per una carriera politica iniziata più di 50 anni fa.

Nel 2024 Trump ha vinto con un margine di 11 punti.

TEXAS

I Democratici non vincono un’elezione per il Senato in Texas dal 1988, l’anno prima della nascita del deputato locale, James Talarico, che sfida il procuratore generale repubblicano Ken Paxton in un Stato di orientamento conservatore che negli ultimi anni ha più volte infranto le speranze dei Democratici.

I repubblicani hanno già speso 300 milioni di dollari per mantenere il seggio, dopo che gli elettori hanno preferito Paxton, al centro di numerosi scandali, al senatore repubblicano in carica John Cornyn. Talarico ha definito Paxton ‘il politico più corrotto del Texas’, mentre Paxton ha attaccato Talarico per aver invitato gli americani a ridurre il consumo di carne e le emissioni di gas serra per contrastare il cambiamento climatico. ‘Petrolio. Carne bovina. Uno stile di vita – recita uno spot di Paxton – ma il radicale James Talarico vuole dare tutto alle fiamme’.

Nel 2024, Trump ha vinto in Texas con un margine di quasi 14 punti, conquistando forte sostegno anche dalla comunità latina che rappresenta circa un elettore su cinque in Texas. Tuttavia, le operazioni dell’agenzia per l’immigrazione e le dogane (Ice) potrebbero spingere molti di questi elettori verso Talarico.

(di Simona Salvi)

Mps: stop al piano Lovaglio, dai soci netta bocciatura in assemblea

Siena, 29 ott. (askanews) – Mps sempre più vicina a Ca’ de Sass. L’assemblea cruciale per il futuro del Monte si è conclusa senza sorprese, con la bocciatura delle operazioni straordinarie predisposte dall’Ad Luigi Lovaglio per difendersi dall’Opas di Intesa Sanpaolo, che ora ha la strada spianata per la futura conquista del Monte, in tandem con il gruppo Unipol. A poco più di sei mesi dall’assemblea che, contro ogni pronostico, aveva sancito la vittoria di Lovaglio, oggi a Siena è invece calato il sipario sul suo progetto industriale, avviato lo scorso anno con l’acquisizione di Mediobanca. Ad essere stata bocciata, infatti, è stata anche l’operazione di fusione di Piazzetta Cuccia in Mps, che aveva già avuto il via libera dai rispettivi cda e dalla Bce.

L’esito del voto era già stato deciso nelle ultime settimane dagli schieramenti di forze che si erano espressi a favore di Intesa Sanpaolo, che a inizio ottobre aveva ritoccato la sua offerta subordinandola alla bocciatura delle operazioni su Banco Bpm e Banca Generali. Le posizioni annunciate dai grandi azionisti – a partire da Delfin e dal gruppo Caltagirone – e le indicazioni negative emerse dai proxy advisor non lasciavano speranze a Lovaglio. E oggi i numeri sono stati implacabili: in assemblea (presente il 66% circa del capitale della banca) a votare no all’Ops su Banco Bpm è stato il 91,1% dei presenti, per Banca Generali il 90,9%.

“E’ andata esattamente come avevamo previsto”, ha ammesso l’Ad di Mps, che ha puntato il dito contro la mossa di Intesa Sanpaolo. “L’ultimatum posto ha compresso lo spazio per un confronto tra più opzioni alternative, senza quell’ultimatum, la partita sarebbe ancora aperta”, ha osservato. “Le nostre proposte, industrialmente valide, avrebbero potuto essere confrontate, esaminate nel merito, con maggiore tempo e con tutti gli elementi informativi necessari. Si pensava di andare in campo a giocare la partita, ma non ci siamo potuti andare per l’ultimatum di Intesa”.

Bocciatura meno sonora per l’operazione di fusione di Mediobanca, ma l’esito non cambia, coi titoli di coda sul completamento di un progetto che aveva visto un quasi plebiscito all’assemblea del 2025 e la cui efficacia era prevista entro quest’anno. In questo caso, i voti contrari sono stati il 63,65% del capitale presente, i favorevoli il 32,91%. “Ci ha sorpreso il cambio di rotta di Intesa Sanpaolo, inizialmente favorevole alla fusione e successivamente orientata ad auspicarne la mancata approvazione”, ha sottolineato Lovaglio. “Quando un attore così rilevante cambia posizione in modo cosi netto il contesto dell’assemblea cambia di conseguenza”. Ca’ de Sass aveva infatti auspicato che la fusione di Mediobanca venisse realizzata successivamente all’Opas per minimizzare il rischio di ripercussioni negative nelle attività di integrazione informatica e operativa dei sistemi e di evitare il rischio di duplicazione di costi.

Nonostante la triplice bocciatura, Lovaglio non si sente però sconfitto nè tantomeno sfiduciato dai soci, rivendicando di aver costretto Intesa Sanpaolo a far alzare il prezzo dell’Opas. Il rilancio, ha detto, “dimostra nei fatti che le nostre iniziative hanno rafforzato il potere negoziale degli azionisti, quindi abbiamo fatto il nostro dovere. Siccome hai fatto guadagnare, hai fatto alzare il prezzo e gli azionisti incassano 800 milioni in più, pensi che gli azionisti ti vogliono sfiduciare?”.

Lovaglio, che nel corso delle oltre sei ore di assemblea (tra le poche rimaste “aperte”) ha incassato nel corso degli interventi il sostegno unanime dei piccoli soci, ha assicurato che “la partita non è finita” e che il risultato odierno “non è il verdetto finale sul futuro del Monte”. “Tra il voto di oggi e l’obiettivo dichiarato di Intesa Sanpaolo c’è ancora una strada lunga – ha spiegato -. La partita decisiva si giocherà sulle condizioni effettive dell’Opas, sulle decisioni dell’Antitrust e sul livello di adesione. E proprio perchè la partita non è finita, il nostro compito, da oggi, resta semplice: continuare la positiva dinamica dei risultati, proteggere clienti e dipendenti, massimizzare il valore per tutti gli azionisti e fare in modo che ogni scelta futura rispetti il Monte, Siena, la Toscana e tutti i territori nei quali operiamo”, ha concluso.

Landini: “Manovra? Inadeguata e ingiusta, ragioni sciopero più forti”

Roma, 29 ott. (askanews) – Quella varata dal Governo è “una manovra totalmente inadeguata ai bisogni delle persone”, è “ingiusta” e “continua a indicare spese per le armi, taglia i soldi alla sanità, non mette nulla sulla casa e sugli affitti, continua a far pagare le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati, non restituendo 4 miliardi e mezzo di fiscal drag”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine di un convegno alla Camera sul caporalato.

“Addirittura introduce nuove flat tax – ha aggiunto – in un Paese normale, a parità di reddito devi pagare parità di tasse e combattere l’evasione fiscale, introdurre la progressività vera anche sui profitti e sulle rendite finanziarie. E’ quello di cui abbiamo bisogno. Per questo sono ancora più forti le ragioni per lo sciopero generale del 20 novembre, le ragioni delle lotte dei giovani e degli studenti che chiedono di poter avere un futuro”.

Fujifilm Healthcare Italia premiata da Hitachi Vantara

Roma, 29 ott. (askanews) – Dalla capacità di generare dati clinici alla necessità di archiviarli, proteggerli e renderli disponibili lungo i percorsi di cura, fino alla sostenibilità degli investimenti digitali nel tempo: è lungo questa direttrice che si sviluppa l’impegno di Fujifilm Healthcare Italia nell’evoluzione tecnologica della sanità.

L’azienda ha ricevuto da Hitachi Vantara il riconoscimento “Vertical Solution Partner of the Year FY25 EMEA”, che valorizza il consolidamento di una collaborazione attiva da diversi anni nell’ambito delle infrastrutture IT, del cloud e della gestione dei dati. Un rapporto che consente di integrare le tecnologie di Healthcare IT di Fujifilm con soluzioni infrastrutturali dedicate all’archiviazione, alla gestione e alla protezione delle informazioni.

Fujifilm aveva già ottenuto nel 2023, nell’ambito dell’Hitachi Vantara Partner Program, lo status di Edge-to-Core-to-Cloud Infrastructure and Resell Partner. Un percorso che testimonia la continuità di una collaborazione sviluppata nel tempo per rispondere alle esigenze di un settore sanitario sempre più digitale e interconnesso.

Un riconoscimento, spiega Kai Fukuzawa, Presidente del Consiglio di Amministrazione di FUJIFILM Healthcare Italia, che rappresenta un motivo di grande soddisfazione e conferma il valore della collaborazione con Hitachi Vantara, nella convinzione che le partnership strategiche siano fondamentali per promuovere l’innovazione e affrontare le sfide di un settore in continua evoluzione come quello sanitario.

La necessità di adottare una visione di lungo periodo della trasformazione digitale è stata al centro anche della partecipazione di Fujifilm Healthcare Italia all’Healthcare Innovation Summit, con l’intervento di Eugenio Talarico, Medical Informatics BU Manager, alla tavola rotonda dedicata alla sostenibilità della componente digitale della sanità, agli effetti del PNRR e ai possibili modelli gestionali.

Centrale come garantire che gli investimenti realizzati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) continuino a produrre valore anche dopo la conclusione della fase di finanziamento e implementazione dei progetti. La trasformazione digitale, infatti, non si esaurisce con l’acquisizione di una tecnologia o l’attivazione di una piattaforma: per tradursi in un miglioramento concreto dei servizi sanitari, richiede modelli di gestione sostenibili, manutenzione e aggiornamento delle infrastrutture, sicurezza dei dati, formazione degli operatori e integrazione tra sistemi e processi.

La trasformazione digitale della sanità richiede dunque un approccio che integri tecnologia, infrastrutture, organizzazione continuità gestionale. La tecnologia crea valore quando entra davvero nel lavoro quotidiano delle strutture sanitarie e contribuisce a migliorare i percorsi di cura”, è il pensiero di Davide Campari, Managing Director di Fujifilm Healthcare Italia, per il quale l’impegno è mettere in relazione innovazione diagnostica, infrastrutture digitali e competenze, affinché le informazioni siano disponibili in modo sicuro e tempestivo. Contribuendo così a una sanità più accessibile e sostenibile, con strumenti più efficaci per i professionisti e benefici concreti per i pazienti.

Edufin Index 2026, sufficienza in educazione finanziaria per 4 italiani su 10

Roma, 29 ott. (askanews) – L’educazione finanziaria e assicurativa degli italiani è stabile (56/100) e non sufficiente, ma è più alta tra gli italiani che negli ultimi 24 mesi sono stati in grado di risparmiare e investire (60/100) Focus giovani: in famiglia si parla di denaro (91%), ma soprattutto di spese e consumi (59%); solo il 37% affronta il tema del risparmio Roma. Come riporta un comunicato, Fondazione Alleanza, in memoria di Mario Gasbarri, con la collaborazione scientifica di SDA Bocconi School of Management, rende noti i risultati della quinta edizione di Edufin Index, l’Osservatorio su consapevolezza e comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani.

La ricerca è stata presentata oggi a Roma, nel corso di un evento patrocinato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e riconosciuto nel calendario ufficiale del Mese dell’educazione finanziaria 2026 promosso dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria.

Dopo l’apertura del Presidente del Senato Ignazio La Russa, del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alessandro Morelli, del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti e del Presidente della Commissione Finanze della Camera Paolo Osnato, sono intervenuti il Country Manager e Ceo di Generali Italia Giancarlo Fancel, l’Amministratore Delegato di Alleanza Assicurazioni Marco Oddone e il Dean di SDA Bocconi School of Management Stefano Caselli.

L’Osservatorio, consultabile sul sito https://www.edufinindex.it, mette in relazione le conoscenze finanziarie e assicurative degli italiani con il loro comportamento. La ricerca, prosegue il comunicato del gruppo Generali, ha analizzato anche quest’anno le competenze della popolazione in ambito finanziario e assicurativo, approfondendo il rapporto tra alfabetizzazione finanziaria e benessere, oltre alla socializzazione finanziaria dei giovani in famiglia.

Secondo il rapporto, nel 2026 il livello medio dell’Edufin Index1 si conferma a 56 punti su 100, sotto la soglia di sufficienza fissata a 60 su una scala da 0 a 100. L’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa resta complessivamente bassa: permane il divario tra chi conosce e agisce concretamente nella gestione consapevole delle proprie finanze e chi non lo fa. Il 39% degli italiani (4 su 10) raggiunge o supera la soglia di sufficienza, mentre il 51% si colloca nella fascia intermedia (livello Edufin tra 41 e 59 su 100) e il 10% resta nell’area dell’analfabetismo finanziario (livello Edufin uguale o inferiore a 40 su 100).

Il quadro, si legge, è sostanzialmente stabile rispetto al 2025 e conferma la necessità di trasformare le conoscenze in comportamenti più consapevoli. L’edizione 2026 introduce la novità della distinzione tra investitori (gli italiani che negli ultimi 24 mesi sono stati in grado di risparmiare e investire in strumenti finanziari) e non investitori. I primi, pari al 73% della popolazione, raggiungono in media la sufficienza, con un punteggio di 60/100. I non investitori, il restante 27%, si fermano invece a 46/100. Tra chi investe risultano più elevati sia i livelli di consapevolezza sia quelli relativi ai comportamenti finanziari.

Nel complesso della popolazione, prosegue il comunicato, l’Edufin Index si attesta a 58 punti tra gli uomini e 54 tra le donne, con un divario di genere di 4 punti, rispetto ai 5 del 2025. Sul fronte generazionale, l’indice è pari a 57 punti tra i 45-64enni e 52 tra i 18-24enni, con un gap di 5 punti, in riduzione rispetto ai 6 del 2025. Tra gli investitori, invece, il divario tra adulti e giovani raggiunge i 7 punti, evidenziando il ruolo dell’esperienza maturata nelle decisioni finanziarie e assicurative.

Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia ha dichiarato: ‘L’educazione finanziaria è una leva essenziale di benessere, resilienza e sviluppo. Non è soltanto una competenza individuale, ma una risorsa collettiva che rafforza la capacità di famiglie, imprese e comunità di affrontare le sfide del presente e del futuro. Come Generali, vogliamo continuare ad agire insieme alle istituzioni per creare una maggiore consapevolezza che può tradursi in scelte più efficaci, capacità di pianificare, protezione del patrimonio e sicurezza finanziaria. Per un Paese più solido, inclusivo e capace di guardare al futuro con fiducia”.

Secondo Marco Oddone, CEO di Alleanza Assicurazioni ha commentato: “I risultati presentati oggi mettono in evidenza un elemento importante: esperienza e partecipazione alle scelte finanziarie si associano a competenze più elevate. Per questo, come Alleanza, insieme alla nostra Rete, vogliamo rendere l’educazione finanziaria sempre più concreta e accessibile, portandola nei territori, nelle scuole e nella vita quotidiana delle persone. Dal 2020 abbiamo coinvolto 550mila cittadini in oltre 10mila eventi e continueremo a investire nella capacità dei nostri Consulenti di trasformare la conoscenza in comportamenti consapevoli. Sapere non basta, l’educazione finanziaria e assicurativa produce valore quando aiuta le persone a scegliere, agire e guardare al futuro con maggiore sicurezza”.

Dalla ricerca all’azione sul territorio: l’impegno di Alleanza per l’educazione finanziaria e assicurativa Di fronte allo scenario evidenziato dal rapporto, Alleanza Assicurazioni rafforza il proprio impegno per rendere l’educazione finanziaria e assicurativa accessibile e diffusa. Dal 2020 il Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa ha coinvolto 550.000 persone attraverso oltre 10.000 eventi educativi sul territorio, raggiungendo inoltre ogni anno 100 milioni di contatti sui social attraverso contenuti educativi. Inoltre, con il progetto “EducAzione Finanziaria a Scuola” realizzato insieme ad AIEF, in questi anni, sono stati coinvolti circa 500 istituti con oltre 35.000 studenti.

In questa direzione si inserisce anche “Rimetti il tuo futuro nel verso giusto”, la campagna di trade marketing e visibilità locale di Alleanza che coinvolge 24 città italiane e che il 29 e 30 ottobre fa tappa a Roma, in Piazza Sant’Emerenziana. Un’iniziativa che porta Alleanza e i suoi Consulenti direttamente nelle piazze per avvicinare le persone ai temi della protezione, previdenza, risparmio, investimenti e servizi bancari e stimolare una maggiore consapevolezza rispetto alle scelte per il proprio futuro.

A due anni dal precedente approfondimento, l’indicatore di socializzazione finanziaria dei giovani (mostra come si acquisiscono e sviluppano in famiglia valori, atteggiamenti, conoscenze e comportamenti finanziari) sale a 66/100, sei punti in più rispetto al 20242.

Acquisti e spese quotidiane, prosegue l’analisi, possono rappresentare occasioni per ampliare il confronto dal presente al futuro, introducendo progressivamente i temi del risparmio, del rischio, della protezione e della pianificazione. Il 91% dei genitori dichiara di parlare con i figli di soldi e gestione del denaro. Gli argomenti più affrontati sono i soldi per gli acquisti desiderati, indicati dal 59%, e le decisioni di spesa, al 46%. Seguono le decisioni di risparmio, al 37%, il budget familiare, al 36%, le notizie economiche e finanziarie, al 21%, e gli investimenti e le assicurazioni, entrambi al 20%.

La gestione autonoma di piccole somme rappresenta un’occasione concreta di apprendimento, ma restano differenze tra ragazzi e ragazze: riceve regolarmente la paghetta il 33% dei maschi e il 26% delle femmine. Ampliare il dialogo familiare dai consumi del presente alla pianificazione del futuro è quindi un passaggio decisivo per rafforzare autonomia e consapevolezza.

L’edizione 2026, si legge, approfondisce per la prima volta la relazione tra alfabetizzazione finanziaria e benessere. Il benessere generale degli italiani si attesta a 59/100, appena al di sotto della soglia di sufficienza (60/100). Secondo il rapporto, resta più fragile il quadro relativo al benessere psico- finanziario (l’indicatore che misura quanto ci si sente al sicuro con i propri soldi e capaci di gestirli) che si ferma a 51/100. È soprattutto la poca serenità verso il futuro a pesare negativamente sul rapporto degli italiani con le proprie finanze. L’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa impatta positivamente sul benessere dei cittadini quando si trasforma in capacità di agire.

In occasione dell’evento, Generali Italia e Fondazione Alleanza, con il Comitato Scientifico Edufin Index e il supporto tecnico ed editoriale di Rame, hanno lanciato il Premio Edufin Index “Donne che Contano”, con l’obiettivo di riconoscere e sostenere le realtà che lavorano concretamente sull’educazione finanziaria e sull’autonomia economica delle donne.

Gli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato, le fondazioni e le cooperative sociali già costituite e con sede legale in Italia possono presentare la propria candidatura, compilando il form disponibile sul web, fino al 20 dicembre 2026. Le candidature saranno valutate dal Comitato Scientifico Edufin Index sulla base di cinque criteri chiave: impatto concreto, radicamento territoriale, inclusività, replicabilità e coerenza con gli obiettivi del Premio.

Rosario Livatino, la fede che diventa giustizia

La forza mite di una testimonianza

Ci sono figure che, senza cercare di diventare simboli, finiscono per parlare alla coscienza di un intero Paese. Rosario Livatino è una di queste. Il giovane magistrato assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990, a soli 38 anni, ci consegna una testimonianza nella quale il rigore della giustizia si accompagna alla profondità della fede.

La Chiesa lo ricorda il 29 ottobre, anniversario della sua cresima, ricevuta nel 1988, quando aveva già 35 anni. Una scelta adulta, consapevole, che aiuta a comprendere quanto la dimensione religiosa fosse parte integrante della sua esistenza.

Livatino non esibiva la propria fede. La custodiva con discrezione, lasciando che fosse il comportamento quotidiano a renderla riconoscibile. Non chiedeva privilegi per le proprie convinzioni, né confondeva il servizio dello Stato con l’appartenenza religiosa.

 

La giustizia come servizio alla persona

È proprio questa distinzione, vissuta senza separazioni, a rendere particolarmente preziosa la sua lezione. Livatino sapeva che la giustizia esige indipendenza, competenza, coraggio. Ma sapeva anche che nessuna funzione pubblica può smarrire il riferimento alla dignità della persona.

La sua fermezza contro la criminalità organizzata nasceva da una concezione alta del dovere. Non c’era ostentazione, non c’era ricerca del consenso. C’era la serena determinazione di chi considera la legalità un bene comune, soprattutto a tutela dei più deboli.

 

Un’eredità per i cattolici democratici

A questa testimonianza il mondo cattolico deve guardare con particolare attenzione. E noi cattolici democratici abbiamo una ragione in più per sentirla vicina.

Nella nostra tradizione, la fede non è mai stata pensata come alternativa alla responsabilità civile, ma come una delle sorgenti più profonde dell’impegno per il bene comune. Il rispetto delle istituzioni, la difesa della legalità, la centralità della persona appartengono a un patrimonio che Livatino ha interpretato con straordinaria semplicità.

Non si tratta di appropriarsi della sua figura, che appartiene all’intera comunità nazionale. Si tratta piuttosto di riconoscere nella sua vita un richiamo esigente alla coerenza tra ciò che si crede e ciò che si fa.

Nel giorno della sua memoria, il giudice ragazzino ci ricorda che la democrazia ha bisogno di istituzioni giuste, ma anche di coscienze capaci di servirle. E che la fede, quando è autentica, non domanda riconoscimenti: genera responsabilità.

Manovra, Conte: la targa personalizzata del Governo è "carovita me ne frego"

Roma, 29 ott. (askanews) – “Dopo 4 anni ecco la targa del Governo: ‘carovita, me ne frego'”: si intitola così il nuovo post su Facebook del leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Il Governo – afferma – arriva all’ultimo Cdm senza decreto bollette e propone agli italiani la targa personalizzata a pagamento. Non hanno capito dove siamo fra guerre e le loro disastrose firme sul Riarmo e sui patti di austerità europei: salari reali a -10 per cento in cinque anni, tre anni di crollo industriale, boom di cassa integrazione, carburante sopra i 2 euro da mesi e mesi, record di pressione fiscale. La manovretta elettorale è una lotteria di micromisure per microplatee. Se sei fortunato, dopo lo slalom tra i vari requisiti, raccogli qualche briciola”.

“Il biglietto vincente – accusa l’ex presidente del Consiglio – va ad armi e difesa: 14 miliardi di extra-spese. Quello perdente ai lavoratori dipendenti, tartassati tra rincari, tasse e stipendi da fame. Per le armi 4,5 miliardi in più nel 2027, per la sanità 2,5: la metà di quanto chiesto dallo stesso Ministro e dalle Regioni. Dicono che ci saranno soldi dalle banche tra tasse e rinvii di crediti, dopo anni e anni di no alle nostre proposte di una vera tassa sugli extraprofitti bancari. Il ceto medio viene lasciato solo: il taglietto Irpef 50-55mila euro è nulla contro la perdita del potere d’acquisto e l’aumento delle tasse per inflazione e fiscal drag. Hanno ignorato le nostre proposte per la scala mobile fiscale automatica per difendere gli stipendi dai rincari, per recuperare soldi dal riarmo, dagli extraprofitti energetici, dai 13 miliardi del Ponte da mettere sulle scuole”.

“Non ci hanno ascoltato – prosegue Conte – su un taglio Irpef di 5 anni per gli under 35 prima che scappino a cercare stipendi altrove. Se protesti sei un criminale: agricoltori e autotrasportatori raccontati come mafiosi, studenti come drogati o cellule terroristiche. Per coprire tutto questo non funzionano più nemmeno gli show di Meloni che si veste da giudice sparando via social bugie ed errori grossolani su cui, alla prima domanda in una conferenza stampa, ha dovuto pure chiedere scusa per essere stata colta in fallo. Permettono agli italiani di personalizzare la targa, la loro l’hanno già scelta: ‘carovita, me ne frego’. Se la pagheranno, dipenderà dal voto e dalla partecipazione dei cittadini. Alla mia comunità e alle forze di opposizione dico: ora dare tutto, senza perdere un secondo. Difendiamo l’Italia”, conclude.

Al Besta primo intervento craniale al mondo con Stealth AXiS

Milano, 29 ott. (askanews) – È stata eseguita presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, la prima procedura craniale al mondo per l’asportazione di un tumore cerebrale, tramite il sistema chirurgico Medtronic Stealth AXiS integrato con l’ecografia intraoperatoria. L’intervento è stato portato a termine dall’équipe guidata dal professor Francesco Di Meco, direttore del Dipartimento di Neurochirurgia.

La nuova piattaforma neurochirurgica, unisce in modo semplice e immediato le immagini della risonanza magnetica pre-operatoria con i dati dell’ecografia acquisiti direttamente in sala operatoria. Questa integrazione in tempo reale, fornisce informazioni di estrema precisione, consentendo di ottimizzare la rimozione della massa tumorale e riducendo significativamente il rischio di compromettere le funzioni neurologiche del paziente.

Nelle applicazioni craniali, Stealth AXiS sfrutta l’intelligenza artificiale per sviluppare una trattografia automatica. Il sistema crea mappe cerebrali personalizzate in grado di visualizzare chiaramente le vie neurali “critiche” collegate alle funzioni cerebrali essenziali da preservare, offrendo funzionalità di pianificazione e visualizzazione in tutte le fasi dell’operazione.

L’operazione effettuata al Besta, segna un’importante tappa nel percorso dell’istituto milanese verso la progressiva adozione di soluzioni ad alta tecnologia nella neurochirurgia di precisione.

Weekend di manifestazioni, il Viminale: ci sarà un articolato dispositivo per isolare i violenti

Roma, 29 ott. (askanews) – Il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto oggi al Viminale una riunione in videoconferenza con i prefetti, i questori ed i vertici delle forze di polizia di tutti i capoluoghi di regione.

Nel corso dell’incontro è stata condivisa “un’approfondita analisi delle manifestazioni di piazza in programma nel fine settimana”, si legge in una nota.

In particolare, “sono stati analizzati gli scenari che potranno presentarsi nelle aree più sensibili delle città interessate da possibili proteste e mobilitazioni”.

Le forze dell’ordine insieme ai rinforzi messi a disposizione dal Viminale, coordinate dalle autorità provinciali di pubblica sicurezza, garantiranno “un capillare presidio del territorio per la gestione dei numerosi eventi in programma”.

Anche grazie ad un continuo lavoro di monitoraggio garantito dal comparto dell’intelligence e dagli investigatori delle Forze di polizia- si spiega – sarà messo in campo “un articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze”.

Durante la riunione il ministro Piantedosi ha rinnovato il suo apprezzamento “per l’impegno di tutti gli operatori delle Forze dell’ordine che, anche nelle ultime settimane, come sempre fatto in passato, hanno ancora una volta dimostrato la capacità di saper gestire, con intelligenza, professionalità ed equilibrio, situazioni molto complesse”.

Cassazione respinge i ricorsi contro lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto

Roma, 29 ott. (askanews) – Le sezioni unite civili della Cassazione hanno rigettato i ricorsi contro lo stop dell’area a caldo dell’Ex Ilva di Taranto, sia quello principale che quello incidentale e compensa integralmente le spese del giudizio di legittimità e dei procedimenti ex art. 373 del cpc.

La “omessa valutazione delle risultanze dello studio di Vis e del parere favorevole dell’Iss su cui si è basato il rilascio dell’Aia 2025, la mancata indicazione di quali sarebbero i diversi e ulteriori limiti di sicurezza entro cui ricondurre l’emissione di polveri, il riferimento non già al livello di produzione di acciaio attuale, ma al più elevato scenario produttivo autorizzato (6 Mt/a)”. Questo uno dei motivi che hanno portato la Cassazione a rigettare i ricorsi straordinari di Ilva e di Acciaierie d’Italia contro il decreto della Corte d’Appello di Milano con cui si dispone la fermata dell’area a caldo dell’ex Ilva.

La Suprema Corte spiega poi che “tutti questi motivi risultano inammissibili per difetto di interesse”. Per la Cassazione, la Corte d’appello di Milano nel formulare le motivazioni “che sorreggono l’accoglimento della domanda inibitoria collettiva (amianto e polveri sottili) le ha espressamente dichiarate autonome e ciascuna idonea a sorreggere la decisione. Pertanto, una volta ritenuti infondati e inammissibili i motivi proposti in tema di amianto decisione di accoglimento dell’inibitoria collettiva non potrebbe venir meno anche se, in ipotesi, si ritenessero meritevoli di accoglimento i motivi svolti sulla seconda ratio relativa alle polveri sottili”.

“Il collegio ha ritenuto di “disattendere l’istanza di rinvio dell’udienza – si legge nella sentenza – attesa l’inammissibilità della memoria in replica del pubblico ministero, di cui perciò non si è tenuto conto, ed esclusa, sulla base delle informazioni acquisite presso gli uffici di supporto telematico, l’esistenza di malfunzionamenti tali da pregiudicare le difese, del resto ampiamente spiegate nella pubblica udienza, pur nella ristrettezza dei termini dovuta all’urgenza dei ricorsi”.

La Cassazione afferma che “viene in rilievo una vicenda di annosa e complessa portata sul piano economico, sociale e umano, su cui si sono già espresse la Corte costituzionale, la Corte europea dei diritti dell’uomo e la Corte di giustizia dell’Unione europea. Il massimo livello di tutela apprestato dalla Carta costituzionale alla vita, alla salute e all’ambiente, specie dopo la riforma costituzionale degli artt. 9 e 41, ma già prima con gli artt. 2 e 32 della Costituzione, è un dato acquisito; così come sono evidenti i limiti (ri)disegnati dall’art. 41 Cost. alla libertà dell’iniziativa economica privata, che ‘non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana’. Quanto al diritto al lavoro, indiscutibilmente di valore primario in una Repubblica democratica che su di esso è fondata (art. 1 Cost.), assume un ruolo preminente l’impegno della Repubblica non solo a riconoscere ‘a tutti i cittadini il diritto al lavoro’, ma anche – e soprattutto – a promuovere ½le condizioni che rendano effettivo questo diritto’ (art. 4 Cost.). A ben vedere, diritto alla vita e alla salute (oltre che all’ambiente sano) e diritto al lavoro non possono essere contrapposti e non devono entrare in conflitto, poiché non sarebbe nemmeno meritevole di tutela un lavoro svolto in condizioni degradanti o pericolose: il diritto al lavoro che lo Stato deve promuovere è un diritto al lavoro salubre e sicuro, non già sottoposto a condizioni inaccettabili per salvaguardarne il mantenimento, che va tuttavia sostenuto e perseguito con appropriate politiche economico-sociali. Ad essere contrapposto è invece il diritto allo svolgimento di attività imprenditoriale, che la stessa Carta fondamentale, come visto, perimetra in modo che non contrasti con l’utilità sociale, né rechi danno ai diritti preminenti alla salute e all’ambiente, oltre che alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Se così è, il faticoso bilanciamento degli interessi sin qui operato dai giudici di merito, attraverso l’articolato giudizio che ha portato all’accoglimento dell’azione inibitoria collettiva, risulta, nei termini che saranno precisati, corretto e ragionevole”.

Per questo, le sezioni unite della Cassazione “ritengono che una ponderata decisione sulle censure mosse al provvedimento di inibitoria collettiva, ora assoggettato a scrutinio di legittimità, non possa prescindere da una ricostruzione diacronica della vicenda economica, normativa e giudiziaria, rivista alla luce dell’impatto ambientale spiegato dal complesso siderurgico di Taranto e dei plurimi interventi pubblici posti in essere per salvaguardarne la continuità”.

“La sentenza delle sezioni unite della Corte di Cassazione impone un’accelerazione del piano condiviso con il Governo e i commissari straordinari a Palazzo Chigi grazie alla lotta dei lavoratori. E’ necessario investire risorse straordinarie per pianificare la decarbonizzazione degli impianti ed al contempo acquistare bramme e coils per assicurare continuità alla produzione e all’occupazione”. Lo dichiara in una nota Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom.

“Serve dare corso alle manutenzioni e alle bonifiche – dice – ma soprattutto alle verticalizzazioni di tutti gli impianti da Taranto a Genova fino a Novi Ligure e Racconigi. E’ necessario che Palazzo Chigi riconvochi il tavolo per condividere il percorso di attuazione del verbale del 27 ottobre scorso, in particolare su alcuni punti fondamentali: definizione del piano industriale; individuazione del soggetto industriale; realizzazione del piano sociale per garantire salario e occupazione per tutti; attivazione del piano di rigenerazione dell’occupazione con nuovi investitori nelle aree industriali dell’ex Ilva per la garanzia occupazionale”.

“La sentenza delle sezioni unite della Corte di Cassazione impone un’accelerazione del piano condiviso con il Governo e i commissari straordinari a Palazzo Chigi grazie alla lotta dei lavoratori. E’ necessario investire risorse straordinarie per pianificare la decarbonizzazione degli impianti ed al contempo acquistare bramme e coils per assicurare continuità alla produzione e all’occupazione”. Lo dichiara in una nota Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom.

“Serve dare corso alle manutenzioni e alle bonifiche – dice – ma soprattutto alle verticalizzazioni di tutti gli impianti da Taranto a Genova fino a Novi Ligure e Racconigi. E’ necessario che Palazzo Chigi riconvochi il tavolo per condividere il percorso di attuazione del verbale del 27 ottobre scorso, in particolare su alcuni punti fondamentali: definizione del piano industriale; individuazione del soggetto industriale; realizzazione del piano sociale per garantire salario e occupazione per tutti; attivazione del piano di rigenerazione dell’occupazione con nuovi investitori nelle aree industriali dell’ex Ilva per la garanzia occupazionale”.

Centrosinistra, domani vertice leader su modi e tempi programma e primarie

Roma, 29 ott. (askanews) – Almeno un cronoprogramma e qualche regola d’ingaggio per la prosecuzione dei lavori di costruzione della coalizione “campo largo” o “Alleanza per la Costituzione” che dir si voglia: questo l’obiettivo minimo del vertice dei leader di Pd, M5S, AVS, previsto nella giornata di domani e che, secondo quanto si apprende da fonti del centrosinistra, dovrebbe svolgersi in modalità online e concludersi entro l’ora di pranzo, al più tardi nel primo pomeriggio. Il “campo largo” si riunirà ancora in formato base, cioè con i soli leader di Pd, Elly Schlein, M5S, Giuseppe Conte, AVS, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.

All’ordine del giorno della riunione la necessità di “sciogliere un po’ di nodi su modi e tempi” dell’avvicinamento alle primarie (e delle stesse primarie) per la scelta del leader-candidato premier della coalizione, figura resa necessaria dalla riforma elettorale recentemente licenziata dal Parlamento. I modi: va definito il perimetro delle future riunioni che prima o poi dovrebbero essere allargate alle altre componenti della coalizione, che siano centriste o di sinistra; e il format dell’approfondimento programmatico che, quando si tratterà di mettere nero su bianco, richiederà la presenza di altre figure di parlamentari e forse tecnici, oltre ai leader dei principali partiti.

Rispetto all’orientamento emerso in questi mesi dal Pd, quello della necessità di posporre le primarie non solo al confronto programmatico ma forse anche all’atteso pronunciamento della Corte costituzionale sulla legge elettorale, le altre forze dell’alleanza sembrano orientate a tenere il punto sulla tempistica: intesa sul programma entro dicembre, primarie non oltre la prima metà di febbraio. C’è anche da discutere dell’ipotesi di una manifestazione unitaria del centrosinistra, lanciata da Avs e accolta da Pd e M5S, ma rimasta finora senza una data e una piattaforma definite.

“Nessuno pensa di poter risolvere tutti i problemi domani, ma certo – riferiscono le stesse fonti – un qualche segnale da dare all’esterno che la riunione abbia portato a dei passi avanti sarebbe quanto mai opportuno”.

Lagarde: "Mi dimetto perché non riesco più a restare neutrale"

Roma, 29 ott. (askanews) – Christine Lagarde ha deciso di dimettersi dalla presidenza della Bce “per avere la libertà di parola, la libertà di espressione e la libertà di impegnarmi su questioni che non sono di politica monetaria. Come sapete, da presidente della Bce ho un obbligo di neutralità. E non posso e non penso di poter restare neutrale. Non penso di potermi sentire a mio agio in questa neutralità nella fase attuale, sono interessata alla verità e vedo che la verità troppo spesso viene danneggiata, contraddetta e rappresentata in maniera fuorviante”. Così la presidente dimissionaria ha spiegato la decisione di abbandonare anticipatamente la carica, a decorrere dal prossimo febbraio.

“Non c’è mai un momento giusto per lanciare”, ma “in questa fase, relativamente a diversi aspetti del mondo, non solo in Europa, penso che la mia voce possa aiutare, la mia iniziativa relativamente ai principi che mi stanno a cuore”, ha proseguito nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

“Ci sono cose che posso dire. Se poi la gente mi ascolterà o meno è un’altra questione. Ma sento di dover dire queste cose e non posso farlo nella mia posizione attuale. Voilà”, ha concluso. (fonte immagine: ECB).

Ex Ilva, Cassazione respinge i ricorsi contro stop area a caldo Taranto

Roma, 29 ott. (askanews) – Le sezioni unite civili della Cassazione hanno rigettato i ricorsi contro lo stop dell’area a caldo dell’Ex Ilva di Taranto, sia quello principale che quello incidentale e compensano integralmente le spese del giudizio di legittimità e dei procedimenti ex art. 373 del cpc.

Tra i motivi che hanno portato la Cassazione a rigettare i ricorsi straordinari di Ilva e di Acciaierie d’Italia contro il decreto della Corte d’Appello di Milano con cui si dispone la fermata dell’area a caldo dell’ex Ilva c’è la “omessa valutazione delle risultanze dello studio di Vis e del parere favorevole dell’Iss su cui si è basato il rilascio dell’Aia 2025, la mancata indicazione di quali sarebbero i diversi e ulteriori limiti di sicurezza entro cui ricondurre l’emissione di polveri, il riferimento non già al livello di produzione di acciaio attuale, ma al più elevato scenario produttivo autorizzato (6 Mt/a)”.

La Suprema Corte spiega poi nelle motivazioni che “tutti questi motivi risultano inammissibili per difetto di interesse”. Per la Cassazione, la Corte d’appello di Milano nel formulare le motivazioni “che sorreggono l’accoglimento della domanda inibitoria collettiva (amianto e polveri sottili) le ha espressamente dichiarate autonome e ciascuna idonea a sorreggere la decisione. Pertanto, una volta ritenuti infondati e inammissibili i motivi proposti in tema di amianto decisione di accoglimento dell’inibitoria collettiva non potrebbe venir meno anche se, in ipotesi, si ritenessero meritevoli di accoglimento i motivi svolti sulla seconda ratio relativa alle polveri sottili”.

Il collegio ha ritenuto di “disattendere l’istanza di rinvio dell’udienza – si legge nella sentenza – attesa l’inammissibilità della memoria in replica del pubblico ministero, di cui perciò non si è tenuto conto, ed esclusa, sulla base delle informazioni acquisite presso gli uffici di supporto telematico, l’esistenza di malfunzionamenti tali da pregiudicare le difese, del resto ampiamente spiegate nella pubblica udienza, pur nella ristrettezza dei termini dovuta all’urgenza dei ricorsi”.

La Cassazione afferma che “viene in rilievo una vicenda di annosa e complessa portata sul piano economico, sociale e umano, su cui si sono già espresse la Corte costituzionale, la Corte europea dei diritti dell’uomo e la Corte di giustizia dell’Unione europea. Il massimo livello di tutela apprestato dalla Carta costituzionale alla vita, alla salute e all’ambiente, specie dopo la riforma costituzionale degli artt. 9 e 41, ma già prima con gli artt. 2 e 32 della Costituzione, è un dato acquisito; così come sono evidenti i limiti (ri)disegnati dall’art. 41 Cost. alla libertà dell’iniziativa economica privata, che ‘non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana’. Quanto al diritto al lavoro, indiscutibilmente di valore primario in una Repubblica democratica che su di esso è fondata (art. 1 Cost.), assume un ruolo preminente l’impegno della Repubblica non solo a riconoscere ‘a tutti i cittadini il diritto al lavoro’, ma anche – e soprattutto – a promuovere ½le condizioni che rendano effettivo questo diritto’ (art. 4 Cost.). A ben vedere, diritto alla vita e alla salute (oltre che all’ambiente sano) e diritto al lavoro non possono essere contrapposti e non devono entrare in conflitto, poiché non sarebbe nemmeno meritevole di tutela un lavoro svolto in condizioni degradanti o pericolose: il diritto al lavoro che lo Stato deve promuovere è un diritto al lavoro salubre e sicuro, non già sottoposto a condizioni inaccettabili per salvaguardarne il mantenimento, che va tuttavia sostenuto e perseguito con appropriate politiche economico-sociali. Ad essere contrapposto è invece il diritto allo svolgimento di attività imprenditoriale, che la stessa Carta fondamentale, come visto, perimetra in modo che non contrasti con l’utilità sociale, né rechi danno ai diritti preminenti alla salute e all’ambiente, oltre che alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Se così è, il faticoso bilanciamento degli interessi sin qui operato dai giudici di merito, attraverso l’articolato giudizio che ha portato all’accoglimento dell’azione inibitoria collettiva, risulta, nei termini che saranno precisati, corretto e ragionevole”.

Per questo, le sezioni unite della Cassazione “ritengono che una ponderata decisione sulle censure mosse al provvedimento di inibitoria collettiva, ora assoggettato a scrutinio di legittimità, non possa prescindere da una ricostruzione diacronica della vicenda economica, normativa e giudiziaria, rivista alla luce dell’impatto ambientale spiegato dal complesso siderurgico di Taranto e dei plurimi interventi pubblici posti in essere per salvaguardarne la continuità”.

La Bce conferma i tassi di interesse al 2,50%. Caro energia spinge prezzi e frena Pil

Roma, 29 ott. (askanews) – La Banca centrale europea ha confermato i livelli dei tassi di interesse ufficiali in vigore per l’area euro, con il principale riferimento (il tasso sui depositi) che resta così al 2,50%. La decisione giunge al termine del Consiglio direttivo, contrassegnato dall’annuncio delle dimissioni della presidente Christine Lagarde, che lascerà la carica a febbraio.

“Sebbene lo shock energetico stia ancora manifestando tutti i suoi effetti, finora l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile – rileva l’istituzione con un comunicato – e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase. La maggiore entità e durata dello shock energetico nonché le sue implicazioni per gli effetti indiretti e di secondo impatto faranno verosimilmente salire l’inflazione e indebolire la crescita”.

La Bce ribadisce la sua determinazione ad “assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”, assieme al fatto che le decisioni future saranno basate sui dati che non intende “vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Il tema della successione potrebbe prendere il sopravvento nella conferenza stampa esplicativa, che la stessa Lagarde terrà alle 14 e 45.

“I prezzi dell’energia hanno continuato ad aumentare – prosegue la Bce – comportando rischi al rialzo per le prospettive di inflazione e rischi al ribasso per le prospettive di crescita”. Il Consiglio direttivo “resta in una posizione favorevole per affrontare l’attuale situazione di elevata incertezza”.

Per i 120 anni di Roberto Rossellini, una grande retrospettiva a L.A.

Roma, 29 ott. (askanews) – Per celebrare i 120 anni dalla nascita di Roberto Rossellini, l’Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles, Cinecittà e il Ministero della Cultura presentano “Roberto Rossellini Prefers Real Life”, una grande retrospettiva dedicata al Maestro del Neorealismo italiano che si aprirà il 4 e 5 novembre nelle sale dell’Academy Museum di Los Angeles.

All’inaugurazione parteciperanno i familiari di Rossellini, tra cui la figlia Isabella Rossellini, che presenterà i film, l’Amministratrice Delegata di Cinecittà Manuela Cacciamani e Amy Homma, Presidente dell’Academy Museum. L’evento proseguirà fino alla fine del mese.

Il titolo della retrospettiva si ispira al celebre saggio di Francois Truffaut del 1963, in cui riconobbe in Rossellini il padre della Nouvelle Vague.

Il programma ripercorre la sua straordinaria filmografia, da “Roma città aperta”, “Paisà” e “Germania anno zero” a “Stromboli”, “Europa ’51” e “Viaggio in Italia”.

Accanto a questi grandi classici, il programma comprende cortometraggi come “My Dad Is 100 Years Old”, interpretato da Isabella Rossellini, che lo ha scritto, e diretto da Guy Maddin; documentari come “Viva Ingrid!” di Alessandro Rossellini; e “Rossellini visto da Rossellini” di Adriano Aprà.

Il pubblico dell’Academy Museum potrà assistere alla prima mondiale del nuovo restauro in 4K di Cinecittà de “La paura” (1954), ultimo film di Rossellini con Ingrid Bergman, e alla prima statunitense di “Viaggio in Italia” (1954), il cui restauro è stato presentato in anteprima mondiale quest’anno alla Mostra del Cinema di Venezia.

Tratto dal racconto di Stefan Zweig “Angst”, “La Paura” il film è un dramma psicologico noir sull’incapacità di comunicare di una coppia, sul senso di colpa e sul perdono.

Isabella Rossellini, che sarà presente nei due giorni di apertura, ha affermato: “Mio padre credeva che i film fossero più di un semplice intrattenimento: il cinema poteva portare consapevolezza, conoscenza e comprensione. Questi sono stati i principi guida del suo lavoro. La curiosità di mio padre e il suo amore per la vita sono sempre stati per me fonte di ispirazione. Sono felicissima di poter rivedere i suoi film sul grande schermo e di condividerli con il pubblico dell’Academy. Ringrazio Cinecittà per l’impegno costante nel preservare e restaurare l’eredità di mio padre, e l’Academy Museum per sostenere la diffusione del cinema internazionale in una sede così magnifica”.

“Da trent’anni Cinecittà detiene i diritti di dieci tra i film più rappresentativi di Roberto Rossellini – ha sottolineato Manuela Cacciamani, amministratrice delegata di Cinecittà – Questi titoli vengono restaurati periodicamente con le migliori tecnologie disponibili nei nostri laboratori e sono conservati anche in preziose copie 35mm, che verranno messe a disposizione in via eccezionale per questo grande evento. Parafrasando Preminger, c’è il cinema prima di Roberto Rossellini e il cinema dopo Roberto Rossellini. Con questa iniziativa Cinecittà riporta al centro del cinema mondiale un patrimonio rivoluzionario di film, storie ed emozioni: l’opera di uno dei più grandi registi italiani, un’eredità per l’intera umanità. Siamo orgogliosi di presentarla insieme al nostro partner, il prestigioso Academy Museum, dopo gli omaggi congiunti già dedicati a grandi figure del cinema italiano come Pier Paolo Pasolini, Ennio Morricone, Sophia Loren e Carlo Rambaldi”.

“L’opera di Roberto Rossellini ci ricorda che il cinema è molto più di una forma d’arte – ha affermato Amy Homma, Direttrice e Presidente dell’Academy Museum of Motion Pictures e dell’Academy Collection – è una lente potente attraverso cui comprendiamo l’umanità, la storia e noi stessi. La sua visione audace continua a ispirare cineasti e pubblico di ogni generazione, riaffermando il potere duraturo del racconto. Siamo orgogliosi di avere l’opportunità di proiettare i suoi film a nuovi pubblici e onorati che Isabella possa unirsi a noi per parlare del lavoro di suo padre e contribuire a sostenere la missione del museo di celebrare e preservare la storia del cinema”.

Tra i film in programma: “La paura”, “Viaggio in Italia”, “L’amore”, “Francesco, giullare di Dio”, “Germania anno zero”, “Giovanna d’Arco al rogo”, “La macchina ammazzacattivi”, “Paisà”, “Roma città aperta” e “Stromboli”.

La retrospettiva è a cura di K.J. Relth-Miller per l’Academy Museum. La supervisione del restauro e della lavorazione delle pellicole è a cura di Paola Ruggiero per Cinecittà; l’ideazione e la produzione dell’evento sono di Camilla Cormanni per Cinecittà.

Turismo di lusso, l’Italia vale 9 miliardi e attira investitori

Firenze, 29 ott. (askanews) – Nove miliardi di euro, quasi quattro milioni e mezzo di viaggiatori di fascia alta, tredici milioni di notti in hotel di lusso. Un’industria che ora ha il suo appuntamento d’affari: Aura, alla Fortezza da Basso di Firenze. “Da oltre 63 edizioni – racconta Gloria Armiri, manager turismo di Italian Exhibition Group – organizziamo il TTG Travel Experience a Rimini ad ottobre, che si è appena concluso, e il mercato ci ha raccontato che sentiva la necessità di avere una piattaforma altrettanto autorevole per il mondo del lusso”.

E il motivo, per chi organizza, è semplice. “L’Italia – continua Armiri – è il paese più desiderato dalla clientela mondiale alto spendente. Di fatto le nostre strutture alberghiere hanno una storia di accoglienza e di cura nota in tutto il mondo”.

Dopo gli appuntamenti d’affari, il programma porta i buyer in città, alla scoperta del saper fare fiorentino. A Palazzo Gucci si attraversano 105 anni della maison: le borse iconiche, gli abiti di sei decenni, i film delle collezioni, il laboratorio degli artigiani. Intanto i capitali corrono: 1 miliardo e 700 milioni investiti negli alberghi italiani nel primo semestre 2025, oltre la metà nel lusso. Lo conferma Benedetto Puglisi, direttore Real Estate e Hospitality di Deloitte: “E’ un settore che sta in questo momento esplodendo, e in particolare l’Italia. Tra i paesi più interessanti dove investire e dove aprire nuovi hotel di lusso emerge proprio l’Italia con l’82% di preferenze, una percentuale enorme se si considera che gli altri paesi come Spagna, Francia, Germania, ecc. si collocano con una percentuale molto bassa tra il 10% e il 4%”.

Ma c’è di più. Secondo l’analisi di Deloitte “l’Italia è ricca di destinazioni che non sono solo le città prioritarie che conosciamo tipo Milano, Roma, Venezia e Firenze, le famose top cities, ma soprattutto – spiega Puglisi – destinazioni secondarie che stanno emergendo nel mercato del turismo di lusso e che offrono grandi potenzialità per le compagnie alberghiere”.

Biometano/Biometano, Vigilante: contributo sicurezza energetica

Roma, 29 ott. (askanews) – Vinicio Mosé Vigilante (Amministratore Delegato GSE) è intervenuto al convegno “Biometano: innovazione, sostenibilità e sicurezza dei nuovi sistemi di rifornimento in campo”, che si è svolto presso il Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, sede nazionale di Coldiretti promosso da Fondazione UniVerde, Coldiretti, CIB – Consorzio Italiano Biogas ed EBA – European Biogas Association. “Il biometano – ha detto – coniuga transizione energetica, competitività e sviluppo dei territori. Valorizzare i sottoprodotti agricoli e i reflui zootecnici significa trasformare le risorse locali in energia rinnovabile, creando nuove opportunità per le imprese agricole e contribuendo alla sicurezza energetica del Paese. Il GSE, per conto del Governo, sostiene questo percorso attraverso la gestione degli incentivi e l’accompagnamento delle imprese nella realizzazione degli investimenti. L’obiettivo è tradurre il potenziale della filiera in benefici concreti per il sistema produttivo e le comunità locali”.

La Commissione elettorale: il voto in Israele si è svolto regolarmente

Roma, 29 ott. (askanews) – Il direttore generale ad interim della Commissione elettorale centrale israeliana (Cec), Dean Livne, ha respinto le accuse di frode diffusa nelle elezioni di martedì, definendole infondate e sottolineand che il voto si è svolto legalmente e che, per quanto a sua conoscenza, non vi sono prove di irregolarità sistematiche.

“Le elezioni per la Knesset si sono svolte in maniera legale. L’integrità del processo elettorale presso i seggi è stata rigorosamente garantita e, per quanto a nostra conoscenza, non vi sono basi per le accuse di violazioni sistematiche dell’integrità delle elezioni”, ha scritto Livne in una lettera al deputato di Yesh Atid Vladimir Beliak, membro della commissione, così come riporta il Times of Israel.

Il chiarimento è arrivato dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu e i suoi alleati hanno sostenuto, senza presentare prove pubbliche, che le elezioni sono state truccate attraverso operazioni finanziate dall’estero per aumentare l’affluenza alle urne degli elettori arabi.

Livne ha affermato che la richiesta di un’indagine interna dello Shin Bet (il servizio di Intelligence del paese), formulata dal presidente della Cec, il giudice Noam Sohlberg, si è basata su informazioni classificate che necessitano di ulteriori accertamenti e che tali informazioni non sono ancora state verificate.

Sohlberg aveva incaricato lo Shin Bet di indagare su presunte interferenze straniere e corruzione elettorale. I sospetti riguardano l’invio di ingenti flussi di denaro dal Qatar finalizzati ad aumentare l’affluenza alle urne tra gli elettori della comunità arabo-israeliana.

Baglioni, dopo l’anteprima a Roma fuori il brano "Che Notte È Questa"

Roma, 29 ott. (askanews) – Dopo l’anteprima dal vivo in esclusiva per il pubblico dei sette straordinari concerti in Piazza di Siena, il nuovo brano di Claudio Baglioni “Che Notte È Questa!”, prodotto da Cosa Edizioni Musicali s.r.l. per Sony Music Italy, sarà disponibile in radio e in digitale da venerdì 13 novembre. La settimana di musica insieme a Claudio Baglioni intitolata “Che Notte È Questa” e iniziata il 24 ottobre terminerà il primo novembre

Sette appuntamenti che hanno trasformato Piazza di Siena in un enorme teatro a cielo aperto. Sette notti di festa, emozione e memoria nella magnifica, verde, grandissima piazza naturale del parco di Villa Borghese.

Il 24 ottobre 1982, 44 anni fa, proprio qui si svolse il leggendario Alé-oó, il primo gigantesco raduno della storia della musica dal vivo in Italia, con una folla oceanica. Quell’evento rappresentò il gran finale di Alé Oó, prima tournée italiana che portò la musica nei grandi spazi outdoor, trasformando il concerto in un grande rito di partecipazione.

Ciascuno dei sette concerti, a partire dalla serata inaugurale del 24 ottobre, si apre con una sorpresa speciale che Claudio Baglioni ha voluto riservare al pubblico: “Che Notte È Questa!”, brano inedito che racconta una notte unica e irripetibile, in cui il tempo sembra fermarsi, le suggestioni diventano più intense e la musica permette di abbandonarsi alla bellezza dell’istante e di riuscire a superare, con incanto meraviglia e stupore, il limite della quotidianità.

Del brano “Che Notte È Questa!” – registrato presso Alari Park Studios (Cernusco sul Naviglio, Milano) e Forum Village Recording (Roma) – Claudio Baglioni firma musica e testo, Paolo Gianolio arrangiamento e orchestrazione, Lorenzo Cazzaniga ingegnere del suono e masterizzazione.

(Credits photo Angelo Trani)

Bce conferma i tassi di interesse dell’area euro al 2,50%

Roma, 29 ott. (askanews) – La Banca centrale europea ha confermato i livelli dei tassi di interesse ufficiali in vigore per l’area euro, con il principale riferimento (il tasso sui depositi) che resta così al 2,50%. La decisione giunge al termine del Consiglio direttivo, contrassegnato dall’annuncio delle dimissioni della presidente Christine Lagarde, che lascerà la carica a febbraio.

“Sebbene lo shock energetico stia ancora manifestando tutti i suoi effetti, finora l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile – rileva l’istituzione con un comunicato – e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase. La maggiore entità e durata dello shock energetico nonché le sue implicazioni per gli effetti indiretti e di secondo impatto faranno verosimilmente salire l’inflazione e indebolire la crescita”.

La Bce ribadisce la sua determinazione ad “assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”, assieme al fatto che le decisioni future saranno basate sui dati che non intende “vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Il tema della successione potrebbe prendere il sopravvento nella conferenza stampa esplicativa, che la stessa Lagarde terrà alle 14 e 45.

Mps, sit-in sindacati fuori da assemblea: Siena patrimonio del Paese

Siena, 29 ott. (askanews) – Sit-in organizzato da Cgil, Cisl e Uil davanti alla sede di Mps di viale Mazzini a Siena, nel giorno dell’assemblea dei soci che segna il destino della banca senese. Difesa dell’integrità del gruppo, valorizzazione della città di Siena e tutela dell’occupazione sono le richieste dei sindacati e dei lavoratori.

“Oggi noi siamo qui a rappresentare che Monte dei Paschi è un’infrastruttura fondamentale non solo per questo territorio ma per il Paese”, ha dichiarato Alice d’Ercole, segretaria generale Cgil Siena, “è il terzo polo bancario”. “Noi siamo qui – ha concluso – per dire che il tessuto socio-economico dei territori, il lavoro dei dipendenti, i lavoratori dell’indotto non possono essere effetti collaterali dei dividendi della finanza, ma sono la spina dorsale del Paese e sono la priorità dell’interesse interesse generale del Paese”.

“Mps per Siena è un’istituzione – ha dichiarato Massimo Martini, segretario Uil Siena – noi vogliamo sostenere sempre e comunque la possibilità che Montepaschi resti a Siena, che abbia il suo ruolo come l’ha avuto in questi anni. Portarci via questa ricchezza che ha 500 anni di storia sicuramente è una rapina che non possiamo accettare. Noi siamo qui a manifestare il nostro dissenso e vogliamo sostenere i lavoratori, ma soprattutto vogliamo sostenere la comunità di Siena”.

Errori operativi e guasti: le ipotesi sulla strage dei treni in Spagna

Roma, 29 ott. (askanews) – Una triplice falla nel sistema di sicurezza, a vari livelli, potrebbe essere la causa della strage dei treni che ha scosso ieri la Spagna. Le autorità locali predicano la massima prudenza, mentre gli inquirenti sono al lavoro per conoscere le reali motivazioni dell’ennesima tragedia ferroviaria nel Paese. Intanto, prosegue incessante il lavoro dei soccorritori che continuano le ricerche tra le lamiere dopo lo schianto. L’incidente ha provocato la morte di 69 persone. Oltre 100 sono rimaste ferite. La Farnesina ha confermato il coinvolgimento di nove italiani: di questi, uno è ricoverato in ospedale con ferite non gravi, mentre due donne risultano ancora “disperse”.

Le conclusioni definitive sulla collisione tra un treno Iryo e un treno ad alta velocità Renfe dipenderanno da rapporti tecnici, registri, comunicazioni tra i centri di controllo e dichiarazioni dei professionisti coinvolti. Tuttavia, le indagini preliminari suggeriscono una combinazione di errori e guasti operativi che si sarebbero verificati contemporaneamente. Una delle linee d’indagine mira a verificare se ci sia stato qualche tipo di problema nel coordinamento della circolazione ferroviaria. I tecnici stanno analizzando le autorizzazioni alla circolazione, i cambi di binario e le comunicazioni intercorse prima dell’incidente. Gli investigatori cercano di determinare se vi sia stato un errore umano o tecnico nella gestione del traffico che possa aver portato entrambi i treni a trovarsi su traiettorie incompatibili.

Un altro degli aspetti esaminati riguarda i sistemi di segnalamento e di protezione ferroviaria. Gli specialisti stanno verificando il funzionamento dei meccanismi destinati a evitare le collisioni, compresi i sistemi automatici di controllo della velocità e di rilevamento dei conflitti. La domanda fondamentale è se tali sistemi abbiano funzionato come previsto oppure se, al contrario, si sia verificata un’anomalia che ha impedito di correggere la situazione in tempo. Si sta inoltre valutando se gli equipaggi abbiano ricevuto tutte le informazioni necessarie per reagire a una possibile emergenza.

Le indagini preliminari sembrerebbero inoltre indicare una concatenazione di fattori che potrebbe aver ridotto il margine di reazione dei macchinisti e dei centri di controllo. Gli esperti ricordano che i grandi incidenti ferroviari sono raramente riconducibili a un’unica causa. Nella maggior parte dei casi, infatti, concorrono diverse circostanze simultanee: decisioni operative, aspetti tecnici, fattori umani ed elementi legati all’infrastruttura stessa. Determinare come si combinino tutti questi elementi sarà fondamentale per ricostruire quanto accaduto.

Secondo quanto riferito dal quotidiano spagnolo El Mundo, si stima che a bordo dei treni viaggiassero più di 500 persone. Dei 110 feriti che hanno richiesto assistenza medica in Castilla-La Mancha, 60 sono già stati dimessi e 50 rimangono ricoverati “in condizioni critiche”, riporta il giornale spagnolo. Il presidente regionale, Emiliano García-Page, ha sottolineato che i quattro pazienti in condizioni più critiche “stanno migliorando”: “Siamo un po’ più ottimisti sul loro esito finale; siamo più fiduciosi”, ha rappresentato il presidente Page.

Per quanto concerne la situazione degli italiani coinvolti, la Farnesina ha fatto sapere che 5 passeggeri italiani sono stati recuperati in condizioni stabili dai due treni coinvolti. Mentre un sesto è ricoverato in un ospedale di Toledo. Questa mattina, il ministero ha confermato che una delle tre persone disperse ha contattato il Consolato di Madrid per rassicurare sulla propria salute. Pertanto, risultano ancora due donne italiane “disperse”.

Mps, Nicoletta Fabio (sindaca Siena): il nostro mantra è l’integrità

Siena, 29 ott. (askanews) – “Il mantra delle istituzioni senesi, a partire dall’amministrazione comunale, è sempre stato quello dell’integrità” e “il timore è di perdere un patrimonio che questa città ha creato e costruito negli anni”. Lo ha dichiarato la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, presente al sit-in dei lavoratori di Mps indetto dai sindacati davanti alla sede della banca di viale Mazzini dove si tiene l’assemblea dei soci, cruciale per il futuro del gruppo.

“L’integrità della banca – ha spiegato -, l’integrità dei livelli occupazionali, l’integrità di quel rapporto di prossimità con il territorio che è tipico di Banca Monte dei Paschi nei confronti delle famiglie, delle imprese, soprattutto delle piccole e medie imprese tipiche del nostro territorio. Quindi, la presenza delle funzioni direzionali nella città di Siena, che questa banca ha fondato 500 anni fa. L’auspicio è che tutto ciò possa essere garantito nel futuro della nostra città”.

“E’ ovvio che con chiunque sarà – ha proseguito, riferendosi alla strada ormai spianata dell’Opas di Intesa Sanpaolo – dovremo metterci a un tavolo, questo è logico. A oggi le rassicurazioni rimangono tali, quindi parole sicuramente apprezzabili. Io auspico, se quella sarà poi la fine di questa vicenda, che queste promesse, queste ipotesi verranno rispettate, ma è tutto da vedere, da verificare”.

A chi le chiedeva dell’atteggiamento del Governo, con il Mef azionista che ha deciso di non partecipare all’assemblea per mantenere la neutralità nel risiko bancario in atto, la sindaca di Siena ha risposto: “Segni di attenzione ce ne sono stati a suo tempo, sappiamo qual è la posizione del governo, il governo oggi non ci sarà, quindi ha fatto la sua non-scelta, legittima”.

Biometano, Pecoraro Scanio: è soluzione ecologica

Roma, 29 ott. (askanews) – In occasione dell’incontro “Biometano: innovazione, sostenibilità e sicurezza dei nuovi sistemi di rifornimento in campo”, che si è svolto presso il Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, sede nazionale di Coldiretti. Promossa da Fondazione UniVerde, Coldiretti, CIB – Consorzio Italiano Biogas ed EBA – European Biogas Association, Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione UniVerde) ha fatto il punto: “Il biometano può rafforzare la cultura dell’economia circolare e la sicurezza energetica dell’Italia, ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas e creare nuove opportunità di reddito per le imprese agricole. Il PNIEC punta a circa 5,7 miliardi di metri cubi annui entro il 2030. L’agricoltura e l’allevamento possono dare un contributo decisivo valorizzando risorse e trasformando un’esigenza di gestione aziendale in un’opportunità energetica ed economica. Per tradurre questo potenziale in benefici concreti, occorre anche sbloccare la diffusione dei sistemi innovativi come quello presentato per il rifornimento in campo. Occorrono norme chiare, procedure autorizzative proporzionate e tempi certi, nel rispetto dei requisiti di sicurezza. Consentire ai mezzi agricoli di rifornirsi direttamente dove lavorano può ridurre gli spostamenti verso distributori lontani, i tempi di fermo e i consumi associati. Significa anche dedicare più tempo alle lavorazioni, contenere i costi e favorire una maggiore produttività e redditività agricola, con un uso più efficiente e sostenibile delle risorse”.

A Roma le voci (italiane) di Spiderman e Odissea e premi doppiaggio

Roma, 29 ott. (askanews) – Le grandi voci del doppiaggio saranno protagoniste il 5 e il 6 novembre a Palazzo Braschi con “Voci tra le onde”, la manifestazione ideata da Vixvocal e Accademia De Angelis.

Saranno due giorni dedicati all’arte della voce, al cinema, alla cultura e alle trasformazioni del linguaggio audiovisivo a cui parteciperanno doppiatori, direttori di doppiaggio, professionisti del settore, autori, che interagiranno con il pubblico e illustreranno un mestiere che rappresenta una parte fondamentale della storia del nostro cinema.

“Voci tra le onde” propone workshop gratuiti, incontri, interviste, dibattiti, una mostra fotografica e momenti di spettacolo. La giornata del 5 si apre con la mostra fotografica interattiva “To Rome with Voice”, con i luoghi più belli della città come sono stati raccontati nei film da alcune delle voci più iconiche del doppiaggio italiano. Alle 14 ci sarà il workshop di Massimo De Ambrosis, voce di Edward Norton e Owen Wilson, alle 17 l’incontro con il cast di doppiatori del film più visto dell’anno, “Odissea” di Christopher Nolan. Interverranno Riccardo Rossi (Ulisse, Matt Damon), Domitilla D’Amico (Penelope, Anne Hathaway), Ilaria Stagni (Circe, Samantha Morton), Marco Mete (direttore del doppiaggio). La giornata di venerdì 6 si aprirà con un workshop di Carlo Cosolo, voce di Oliver Platt e direttore del doppiaggio di saghe come “Pirati dei Caraibi”, “Star Wars”, “Mission: Impossible”, “Django Unchained e C’era una volta a… Hollywood”, che accompagnerà il pubblico alla scoperta del lavoro in sala, dalla traduzione al mix, con prove di doppiaggio. Dalle 12 ci sarà l’incontro con Marco Vivio, Lorenzo De Angelis e Alex Polidori, le tre voci dei film con protagonista “Spiderman”.

La manifestazione si concluderà alle 19 con il reading “Finché c’è una voce”, il cinema racconta la guerra e la pace, e la consegna dei premi dedicati a Gualtiero, Enrico, Manlio e Vittorio De Angelis, quattro voci che hanno contribuito alla storia dello spettacolo italiano. Tra gli ospiti di “Voci tra le onde” sono previsti: Mario Cordova, voce di Richard Gere e Willem Dafoe, Roberto Stocchi, voce di Ricky Gervais, Tiziana Avarista, voce di Salma Hayek e Maggie Gyllenhaal, Emanuela Rossi, voce di Cate Blanchett e Michel Pfeiffer.

Biometano, Prandini: grande opportunità per imprese agricole

Roma, 29 ott. (askanews) – In occasione del convegno “Biometano: innovazione, sostenibilità e sicurezza dei nuovi sistemi di rifornimento in campo”, che si è svolto ieri presso il Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, sede nazionale di Coldiretti. Promossa da Fondazione UniVerde, Coldiretti, CIB – Consorzio Italiano Biogas ed EBA – European Biogas Association, Ettore Prandini (Presidente Coldiretti) è così intervenuto: “Il biogas e il biometano rappresentano una grandissima opportunità per le imprese agricole. Oggi l’Italia è il quarto produttore a livello globale e ha ancora ampi margini di crescita. È però fondamentale continuare a lavorare affinché gli impianti siano realizzati effettivamente dai nostri imprenditori agricoli, evitando il rischio di favorire l’ingresso di fondi speculativi, che innescherebbero una competizione per il controllo dei terreni. Occorre inoltre proseguire il lavoro a livello europeo per ottenere il riconoscimento del digestato. È una battaglia che portiamo avanti da dieci anni per convincere le istituzioni europee a promuovere l’utilizzo di fertilizzanti di origine organica in alternativa a quelli chimici. Nonostante i numerosi ostacoli burocratici, siamo forse oggi alle battute finali di questo percorso. Il riconoscimento del digestato consentirebbe infatti ai nostri imprenditori di ridurre i costi di gestione, sostituendo i concimi chimici con fertilizzanti di origine organica”.

Biometano, Scarazzini (CNH): ruolo centrale agricoltura

Roma, 29 ott. (askanews) – Antonio Scarazzini (Responsabile Relazioni Istituzionali Italia di CNH), commenta il momento del biometano in occasione del convegno “Biometano: innovazione, sostenibilità e sicurezza dei nuovi sistemi di rifornimento in campo”, che si è svolto ieri presso il Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, sede nazionale di Coldiretti. Promossa da Fondazione UniVerde, Coldiretti, CIB – Consorzio Italiano Biogas ed EBA – European Biogas Association.

LATAM Champion Program: le opportunità dell’accordo UE-Mercosur

Roma, 29 ott. (askanews) – I temi della crescita sui mercati esteri e del rafforzamento della presenza italiana in Sud America sono stati al centro dell’evento di lancio del Latin America Champion Program, che ha visto la partecipazione di oltre 100 delegati e di un ampio panel istituzionale. Promossa da SACE, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e la collaborazione di CDP, SIMEST, Confindustria e Unioncamere, la nuova iniziativa punta a supportare le aziende nelle strategie di espansione globale e nella creazione di alleanze strategiche nei Paesi sudamericani. Di concerto con l’accordo commerciale UE-Mercosur, il fine ultimo è dare un nuovo impulso alle esportazioni italiane nella regione.

L’evento ha visto l’intervento dell’AD di SACE Michele Pignotti, di Mauro Battocchi (Direttore Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del MAECI), di Giorgio Silli (Direttore Generale dell’IILA), di Barbara Cimmino (Vicepresidente di Confindustria) e di Lorenzo Galanti (Direttore Generale dell’Agenzia ICE), insieme ai principali rappresentanti del Sistema Paese.

Le parole di Mariangela Siciliano, Head of Commercial Strategy, Initiatives & Services di SACE: “”La nostra missione è mettere in sinergia tre esigenze delle imprese italiane: la conoscenza dei mercati, l’individuazione di opportunità commerciali e l’identificazione degli strumenti più adatti per coglierle. L’obiettivo di questa iniziativa, ma più in generale dell’attività di SACE, è mettere a sistema queste esigenze, integrandole con le competenze e gli strumenti assicurativo-finanziari che mettiamo a disposizione delle imprese. Vogliamo, quindi, far incontrare la domanda delle nostre imprese con un’offerta di servizi disegnati su misura per loro”.

L’intervista a Alessandro Terzulli, Chief Economist di SACE: “”Chiaramente, ci sono due mercati che richiedono particolare attenzione: il Messico e il Brasile. Stiamo parlando, tuttavia, di una realtà diversificata, con numerosi mercati e opportunità. Ogni impresa, in base al proprio settore e al proprio prodotto, deve elaborare un piano strategico specifico. Non è detto, quindi, che anche nei Paesi meno rilevanti per queste imprese non possano esserci opportunità. Il nostro export verso quest’area ammonta a circa 20 miliardi di euro, sulla base degli ultimi dati definitivi disponibili, relativi al 2025, a fronte di un import di circa 14 miliardi”.

A rendere possibile questo pacchetto di misure è la forte cooperazione tra le istituzioni e gli organismi del sistema Paese a sostegno della proiezione internazionale delle nostre imprese.

Mauro Battocchi, Direttore Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del MAECI: “Oggi esportiamo circa 30 miliardi di euro, pari al 3% del nostro export totale, ma le potenzialità sono immense. Stanno diminuendo le barriere tariffarie nell’area Mercosur e questo rappresenta un grandissimo vantaggio, destinato a crescere nel corso dei prossimi anni. Altri Paesi hanno già liberalizzato gli scambi e stiamo lavorando per abbattere anche le barriere non tariffarie. Inoltre, si stanno ridefinendo le catene globali del valore. Quella del Mercosur è un’area relativamente tranquilla rispetto ad altre zone del mondo, caratterizzate da una maggiore turbolenza”,

Sono sei i mercati prioritari selezionati per le elevate potenzialità di sviluppo offerte al tessuto produttivo italiano: Brasile, Messico, Cile, Colombia, Argentina e Perù. Il programma, articolato in due fasi formazione specialistica e business matching , verrà avviato nel 2027 e rappresenterà un’occasione concreta di crescita per l’intera filiera italiana dell’export.

Mps: assemblea dei soci boccia il progetto di fusione di Mediobanca

Siena, 29 ott. (askanews) – L’assemblea dei soci di Mps ha bocciato il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca, primo punto all’ordine del giorno della parte straordinaria. Tra i presenti, i contrari sono stati il 63,65%, i favorevoli il 32,91%, gli astenuti il 3,42%. Al momento del voto era presente il 65,86% del capitale sociale.

“Conoscevamo le posizioni di alcuni azionisti rilevanti e sapevamo che l’aritmetica della fusione sarebbe stata difficile – aveva dichiarato l’amministratore delegato Luigi Lovaglio nel corso del suo precedente intervento -. Ci ha sorpreso, invece, il cambio di rotta di Intesa Sanpaolo: inizialmente favorevole alla fusione e successivamente orientata ad auspicarne la mancata approvazione. Quando un attore così rilevante cambia posizione in modo così netto il contesto dell’assemblea cambia di conseguenza”. Intesa Sanpaolo nel ritoccare al rialzo la sua Opas aveva auspicato che la fusione di Mediobanca venisse realizzata successivamente alla sua offerta per minimizzare il rischio di ripercussioni negative nelle attività di integrazione informatica e operativa dei sistemi e di evitare il rischio di duplicazione di costi.

“Ciò che proponiamo ai nostri azionisti è il completamento di un progetto che ha visto un plebiscito all’assemblea Mps dello scorso anno e un’adesione massiccia da parte degli azionisti di Mediobanca – aveva sottolineato -. Il mercato, e in particolare i fondi e gli altri investitori istituzionali, hanno continuato a manifestare con chiarezza una valutazione positiva del progetto. Per noi, il prevalente sostegno anche oggi di una componente qualificata dell’azionariato istituzionale internazionale rappresenterebbe un segnale forte e chiaro del valore del nostro progetto”.