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Erion Care, a Ecomondo premio ai Comuni contro i rifiuti a terra

Rimini, 5 nov. (askanews) – “Oggi premiamo, attraverso un riconoscimento nazionale, i Comuni e le realtà locali che si sono impegnati a contrastare l’abbandono dei mozziconi”. Lo ha detto Letizia Nepi, direttrice generale di Erion Care a Ecomondo, alla Fiera di Rimini. Le iniziative premiate, ha spiegato, vanno “dall’organizzazione di gare di raccolta con i cittadini all’informazione sul fenomeno, fino alla comunicazione tramite infografiche sui canali social. Abbiamo raccolto tutte queste pratiche per valorizzarle e premiarne alcune, con l’obiettivo di diffondere la cultura del contrasto al littering, ossia l’abbandono dei piccoli rifiuti”.

Erion Care “è il primo e al momento unico consorzio fondato sulla responsabilità estesa del produttore per i prodotti del tabacco, in particolare quelli con filtro”, ha ricordato Nepi. “Il filtro contiene acetato di cellulosa, una sostanza che può essere nociva per l’ambiente, motivo per cui la normativa prevede il supporto dei produttori nella gestione di questi prodotti”. A Ecomondo il consorzio punta a “creare sensibilizzazione e consapevolezza attorno al problema dell’abbandono dei mozziconi nell’ambiente” con iniziative di comunicazione, raccolta sul territorio e divulgazione delle buone pratiche.

Agcom, Capitanio: chatbot e minori? IA è pericolosa se non governata

Roma, 5 nov. (askanews) – “Questa è una nostra priorità, l’alfabetizzazione digitale che stiamo portando avanti anche insieme al Ministero dell’Istruzione con dei protocolli per portare il patentino digitale nelle scuole, che coinvolge diverse decine di migliaia di studenti in tutta Italia è un presidio fondamentale. É ovvio che l’IA se non governata, penso ai chatbot dei minori, può costituire sicuramente un pericolo”: così il commissario AGCOM Massimiliano Capitanio a margine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

“Quando uno si affida all’IA senza governare gli strumenti, rischia di trasformarsi da cittadino consapevole a consumatore passivo, ma spesso l’essere consumatore passivo ti porta a fare delle attività, anche nell’espressione del voto democratico, nella partecipazione a delle manifestazioni, come abbiamo visto a Milano, che diventano istintive e non razionali. L’autorità interviene nell’utilizzo dell’IA quando questa comporta un rischio sistemico, mette a rischio i minori, viola il copyright, un tema che interessa al mondo del giornalismo, e quando ci sono pratiche scorrette o pericolose per la società e l’utente”.

Infrastrutture, De Micheli: in programma Pd proposta pubblico-privato

Roma, 5 nov. (askanews) – “Sicuramente grazie al PNRR e alla stabilità delle scelte fatte dal nostro governo nel 2020 oggi abbiamo un sistema infrastrutturale più solido, anche se nel PNRR non erano presenti finanziamenti per le strade e gli aeroporti, però sul resto del sistema infrastrutturale si è visto il cambio di passo. Le risorse pubbliche sono sempre meno e quindi anche come Partito democratico stiamo elaborando una serie di proposte per il programma elettorale proprio per trovare, dentro al quadro di normativa europea, una nuova modalità di interazione tra pubblico e privato sulle infrastrutture che abbia una regolazione molto seria e stringente e consenta la mobilità delle persone a prezzi calmierati e non impedisca al privato di avere il giusto guadagno”: lo ha affermato l’esponente del Pd ed ex ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, a margine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

“Se vogliamo continuare a far crescere il nostro Paese e la nostra Europa dobbiamo trovare una nuova originalità finanziaria”, ha concluso.

Fino al 7 marzo al MAXXI le opere delle tre finaliste del Bulgari Prize

Roma, 5 nov. (askanews) – Sono tre artiste donne le finaliste del MAXXI Bulgari Prize 2026: Chiara Bersani, Adji Dieye e Margherita Moscardini. La mostra con le tre opere inedite prodotte per il Premio, a cura di Giulia Ferracci, sarà visitabile fino al 7 marzo.

La grande installazione di Adji Dieye, “Una Resa senza Caduta”, è una struttura di tubolari in ferro avvolta da veli di rayon. L’installazione riprende, capovolta e in equilibrio instabile, la sagoma della torre del padiglione dell’Africa Occidentale Francese all’Esposizione coloniale internazionale di Parigi del 1931, un’architettura costruita per offrire al pubblico europeo un’immagine dell’Africa a misura d’impero. Rovesciando un edificio nato per esibire le colonie, Dieye rende visibile quanto le immagini fissate allora continuino a orientare lo sguardo di oggi.

Con “Una strada”, Margherita Moscardini intreccia scultura e diritto. Una scultura in bronzo riproduce un tratto del marciapiede di via Guido Reni, la strada su cui si affaccia il MAXXI. Il progetto richiama una categoria del diritto romano, le “res nullius in bonis”, le cose che non rientrano nel patrimonio di alcuno. L’artista ha elaborato una proposta di integrazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio che istituisca beni inappropriabili e inalienabili, destinati alla fruizione collettiva.

Nella sala accanto, “Blanche. Si fece un giaciglio nel mio udito” di Chiara Bersani è una piccola cassa di legno rivestita di stucco e gesso, unita a una lira funzionante. Il punto di partenza è una mummia egizia conservata al British Museum che presenta i segni dell’osteogenesi imperfetta, la stessa condizione con cui vive l’artista. Bersani ne fa un sarcofago e un rito, attivando periodicamente l’opera con la voce e la lira, in un canto offerto in dono a tutti quei corpi viventi che non hanno un riconoscimento nella società civile.

Il 23 febbraio, con una cerimonia dedicata, la giuria decreterà la vincitrice della quinta edizione del Premio che unisce MAXXI e Fondazione Bvlgari nel sostegno ai talenti dell’arte. La sua opera sarà acquisita dal Museo ed entrerà a far parte della Collezione MAXXI.

Bisio (Engineering): ok cybersicurezza, ma oggi mancano competenze AI

Roma, 5 nov. (askanews) – “Bisogna probabilmente spingere gli investimenti sulla cybersecurity di quanto non facessimo prima. L’Italia investe più o meno come la media dei Paesi europei, forse leggermente sotto, ma il trend è chiaramente in crescita. Quello in cui l’Italia è scarsa, ma è scarso un pochino tutto il mondo, sono le competenze, per cui in realtà bisogna accelerare enormemente sulle competenze AI”: lo ha affermato Aldo Bisio, ceo di Engineering Group, a margine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

“Come capo di un’azienda importante, perché parliamo di 14.000 dipendenti, è chiaro che in questo momento la priorità numero uno, anche nelle teste di tutti i miei colleghi, sia come accelerare la transizione e attraversare il guado da un mondo senza AI a un mondo che sarà interamente AI”, ha aggiunto.

Sanità, Lorenzin: assumere e rendere professioni mediche attrattive

Roma, 5 nov. (askanews) – “Purtroppo se il governo non trova ulteriori risorse, noi stiamo continuando verso una strisciante privatizzazione del sistema sanitario, perché se non ci sono le risorse per fare una riforma del personale come si deve, cioè rendere attrattiva la professione medica e infermieristica in particolare, le professioni sanitarie, noi stiamo assistendo a un lento dissanguamento di quello che è il corpo del personale e i giovani vanno all’estero. Quindi noi abbiamo veramente bisogno di una riorganizzazione di quello che è il sistema, che non è soltanto salari, ma anche qualità della vita, tempi di lavoro, tempi di possibilità di conciliare vita e lavoro, basta andare in un qualsiasi reparto di un ospedale anche in questa città e si capisce di cosa si parla, cioè sono tutti sotto organico, tutti molto stanchi e affaticati e quindi noi abbiamo che le persone sono quelle che mandano avanti il sistema, non è che sono i numeri o gli algoritmi e senza persone il servizio non va e lo vediamo dalle liste d’attesa, perché anche se tu mi metti delle risorse ma non c’è chi può fare quel lavoro è difficile; così come io contesto anche il tema di continuare a dare incentivi a chi già c’è per fare ancora di più, quando già sei

allo stremo. Noi dobbiamo assumere, ma per assumere dobbiamo trovare le persone che vogliono fare questo lavoro e dobbiamo renderlo quindi maggiormente attrattivo. Lo dico in soldoni perché poi è quello che manca in questa legge di bilancio. Le regioni avevano chiesto 6 miliardi e più all’anno. Lo stesso ministro ne aveva chiesti 5 e mezzo e oggi ci troviamo con poco più di 3 miliardi dove tu vai a vedere che dentro c’è anche un miliardo e 4 del contratti che erano già stati definiti quindi sono pochissime le risorse”.

Lo ha detto la ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, vicepresidente dei senatori Pd, commentando le risorse per la sanità previste nella prossima manovra a margine della seconda edizione dell’Urania Policy and Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

Iren, piano ambiente al 2035: 2,2 miliardi e termovalorizzatori

Rimini, 5 nov. (askanews) – Raccogliere i rifiuti non basta più: bisogna trasformarli in materia ed energia. Da Ecomondo Iren traccia la rotta della sua divisione ambiente al 2035, in territori sempre più esposti a ondate di calore, crisi idriche e blackout.

“Vogliamo migliorare ulteriormente la qualità dei nostri servizi – spiega il presidente esecutivo del gruppo, Luca Dal Fabbro – perché noi abbiamo una missione, un ruolo fondamentale che è quello di offrire servizi migliori alla popolazione dei nostri territori: la Toscana, l’Emilia, il Piemonte e ovviamente la Liguria. Quattro regioni più la Sicilia con l’acqua, dove vogliamo essere sempre più partner della nostra clientela, dei nostri abitatori, facendo con loro un patto che è basato sulla massima trasparenza e sul massimo sforzo da parte nostra di servire le loro esigenze”.

Nei territori serviti la raccolta differenziata dovrà salire al 75 per cento e il biometano ricavato dall’organico più che raddoppiare. Ma il nodo resta la chiusura del ciclo, dove l’Italia fa ancora i conti con le discariche. “La sintesi è dare più forza al nostro domani. Lo facciamo con 10,4 miliardi di euro di investimenti nei 10 anni – ricorda l’amministratore delegato, Gianluca Bufo -. 2,2 sono sul settore dell’ambiente. Qui ci concentriamo, dopo tanti anni dove abbiamo migliorato la qualità della raccolta differenziata, su quelle infrastrutture critiche per la fase di fine ciclo dei rifiuti, i termovalorizzatori. Il paese ne ha bisogno di circa 22 per rispettare la normativa Ue di non mettere più i rifiuti urbani in discarica. Noi siamo posizionati con queste quattro iniziative sulle sei regioni che hanno avviato o già concluso gli iter autorizzativi. Gli investimenti li dobbiamo, li sappiamo e li vogliamo fare”.

Russo (Aifa): opportunità da sviluppo ricerca scientifica tecnologica

Roma, 5 nov. (askanews) – “Viviamo in un contesto che sta assistendo a uno sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica impressionante, che è partita con lo studio del DNA e che sta aprendo delle opportunità di cura e di sviluppo di cure come non accadeva in precedenza. Questo pone delle sfide importanti sia per gli organismi regolatori ma anche per i servizi sanitari, quindi per poter gestire poi dopo la sostenibilità dell’accesso a queste terapie e soprattutto anche l’esigenza di renderle disponibili il prima possibile per i pazienti che ne hanno bisogno”.

Così Pierluigi Russo direttore tecnico scientifico Aifa a margine della seconda edizione dell’Urania Policy and Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

“È un cambio probabilmente paradigmatico che impegna non soltanto nuovi modelli di ricerca ma anche un approccio regolatorio che noi stiamo cercando di gestire al meglio, quindi con un’evoluzione anche di questo modello regolatorio, in questo senso – ha aggiunto – anche le caratteristiche dell’Agenzia Italiana del Farmaco, che è un’agenzia italiana del farmaco nel contesto europeo anche un po’ atipica, che unisce insieme la dimensione regolatoria con l’accesso e la sostenibilità, è sicuramente un approccio che è osservato con grande attenzione a livello europeo”.

Midterm, Bonelli: volti nuovi? Ciò che conta è mobilitazione popolare

Roma, 5 nov. (askanews) – “Quei volti non erano tanto nuovi negli Stati Uniti d’America, sono volti cresciuti nella società americana, nelle battaglie della società americana. Quello che ha contato molto sono le grandi questioni della giustizia sociale, un carovita, la disoccupazione che è aumentata, la guerra a cui Trump ha portato gli Stati Uniti. Penso che la lezione che viene dalle Midterm è, e anche la lezione di Lula in Brasile, che c’è una mobilitazione popolare che può spingere e oltrepassare, cancellare ogni algoritmo delle piattaforme social”: così Angelo Bonelli, co-leader di AVS, a margine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

“Noi dobbiamo batterci per maggiore giustizia sociale, giustizia ambientale, batterci contro questa guerra e il folle riarmo deciso da Giorgia Meloni che sta condannando l’Italia a spendere 500 miliardi di euro aggiuntivi da qui al 2035”, ha sottolineato Bonelli.

Emicrania, una nuova proposta per il contrasto alla patologia

Roma, 5 nov. (askanews) – Spesso sottovalutata e non adeguatamente trattata, l’emicrania rappresenta oggi una delle malattie più debilitanti non solo in Italia ma in tutto il mondo. Un danno sociale per chi ne soffre e un impatto economico Nazionale che tocca la soglia dei 3,5 miliardi di euro ogni anno. Per queste ragioni è stata presentata, presso l’Hotel Nazionale a Montecitorio, una proposta indirizzata a garantire un miglior accesso alle cure e ad inserire l’emicrania tra le cronicità del Piano Nazionale Cronicità e nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

Le parole di Maria Concetta Altavista, Direttore UOC Neurologia Dipartimento delle Specialità Mediche ASL Roma 1SIMG: “È ancora sottostimata: si parla di emicrania spesso anche in modo scorretto. Non si fa una diagnosi differenziale tra altre forme di cefalea, infatti anche all’interno dell’emicrania ci sono varie forme che andrebbero diagnosticate e bisognerebbe garantire ai pazienti un accesso alle terapie più definito con dei percorsi più chiari, in modo che possano essere diagnosticate precocemente evitando, al contempo, che si cronicizzino. Uno dei pericoli dell’emicrania è, infatti, che il paziente tenda a fare un’automedicazione spesso scorretta e che quindi queste forme si cronicizzino”.

Il commento del Senatore Ignazio Zullo: “È molto importante ascoltare pareri di esperti e pazienti per poi successivamente portare il tema in discussione nelle aule istituzionali. È importante che la coscienza collettiva, ma soprattutto la politica ne prenda consapevolezza. L’emicrania è una patologia che è caratterizzata dalla soggettività dei sintomi, è misconosciuta, eppure è una malattia affrontata da milioni di persone e che assorbe molte risorse. Dalla vita privata al lavoro, chi ne soffre vede la propria quotidianità minacciata. Ed è proprio su questo aspetto dove le Istituzioni devono prendere atto e cercare di dare una risposta attraverso i LEA”.

Un utilizzo più tempestivo ed efficace dei finanziamenti messi a disposizione per la Regione Lazio. Tra le intenzioni della proposta figura anche un miglior collocamento dei fondi a disposizione.

L’intervista a Gianluca Coppola, Professore Associato di Neurologia presso la Sapienza Università di Roma: “Formare significa investire ore e ore in informazione sulla diagnosi e sulla cura delle cefalee in primis. È altrettanto importante il tema della collaborazione con i centri cefalei: in Italia ne abbiamo molti di più rispetto ad altri paesi europei. Questo comporta dover collaborare con le due società scientifiche che abbiamo in Italia, la SISC e l’ANICEF, per incrementare l’informazione e favorire il proselitismo, cioè la conoscenza di questa patologia subdola. L’emicrania, infatti, è funzionale, cioè non esiste un biomarcatore che ci aiuti nella diagnosi, non c’è una molecola e non è possibile avere riscontri dalle neuroimmagini. Abbiamo quindi bisogno di collaborare con chi realmente sa e conosce la patologia”.

Nonostante siano già stati fatti importanti passi avanti nel trattamento dell’emicrania, rimangono importanti criticità. Ed è per questa ragione che far assumere a tale patologia cronica rilevanza nazionale ed inserirla nei LEA significherebbe una svolta fondamentale nella lotta all’emicrania.

Lorenzin: medici no vax reintegrati? Vergogna, si sconfessa scienza

Roma, 5 nov. (askanews) – “È una vergogna, si devono vergognare, perché questa è un’azione legittimata da questa maggioranza, dal ministro e dal presidente del Consiglio su cui si dovrebbe vergognare, perché mette non soltanto in discussione la capacità degli ordini di vigilare, quindi di fare quella che è la loro missione e quindi li sconfessa; sconfessa la scienza e rimette in pista persone che se sono state radiate ci sarà stato anche un motivo e quindi sono persone da cui per esempio una persona anziana dovrebbe andare e dovrebbe sentirsi dire che deve farsi il vaccino per l’influenza, il vaccino per l’herpes zooster, oppure da cui una madre va a chiedere se può o meno fare la vaccinazione obbligatoria, non ci stupiamo poi che in Italia siamo sotto le soglie della trivalente e dell’esavalente, come purtroppo ci attestano le cronache”.

Lo ha detto la ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, vicepresidente dei senatori Pd, rispondendo a una domanda su cosa ne pensasse dei medici no-vax reintegrati a lavoro, a margine della seconda edizione dell’Urania Policy and Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

Il governo impugna la legge del Veneto sul fine vita

Roma, 5 nov. (askanews) – A quanto si apprende, durante la riunione del Consiglio dei ministri il governo ha deciso di impugnare la legge sul fine vita del Veneto.

Secondo quanto viene riferito, il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, non ha partecipato né alla discussione né al voto mentre il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli si sarebbe espresso contro in quanto, a suo giudizio, si tratta di una legge ordinamentale che indica solo le linee guida ma si attiene alla normativa vigente.

“Rispetto pienamente la decisione assunta oggi dal Consiglio dei ministri di impugnare la legge veneta sul fine vita. È una prerogativa costituzionale del Governo, che ha il diritto di rivolgersi alla Consulta quando ritiene che una norma regionale presenti profili di incostituzionalità. Come d’altronde è pienamente legittimo che i rappresentanti della Lega in CDM non abbiamo partecipato al voto. Personalmente, rivendico con convinzione la scelta compiuta dal Consiglio regionale del Veneto, che ho personalmente sostenuto e votato. Una scelta di responsabilità, di rispetto delle sentenze della Corte costituzionale e, soprattutto, di attenzione ai cittadini e alla loro libertà. Abbiamo voluto dare regole certe a situazioni già previste dal nostro ordinamento, evitando di lasciare soli i pazienti, le loro famiglie e i medici davanti a decisioni di straordinaria delicatezza”. Così il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, commenta la decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la legge regionale 8 settembre 2026, n. 17, sulle procedure per l’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito, approvata dall’Assemblea legislativa veneta lo scorso 2 settembre.

“L’impugnazione rappresenterà un’ulteriore occasione di approfondimento giuridico – prosegue il Presidente Zaia -. La Corte costituzionale si è già espressa sulle normative di Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna, chiarendo anche gli spazi entro i quali possono intervenire le Regioni. Ora avrà modo di pronunciarsi anche sulla legge veneta. Attendiamo questo giudizio con serenità, convinti della serietà del lavoro svolto e della volontà di rispettare pienamente il quadro costituzionale. Ma credo che il vero problema sia un altro, e che non possa essere attribuito a questo Governo o a una singola maggioranza politica: l’Italia trascina da troppi anni un vuoto legislativo sul fine vita che nessun Parlamento non è ancora riuscito a colmare. Ricordo il 2009 e la vicenda di Eluana Englaro, morta dopo diciassette anni in stato vegetativo, quando una lunga battaglia giudiziaria condotta dal padre Beppino portò all’autorizzazione a sospendere l’alimentazione e l’idratazione artificiali. Quella vicenda scosse profondamente il Paese e aprì un dibattito che, a distanza di diciassette anni, non possiamo considerare concluso. Nel 2019, con la sentenza sul caso di Dj Fabo, la Corte costituzionale individuò quattro condizioni rigorose per la non punibilità dell’aiuto al suicidio: una patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche giudicate intollerabili, la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e la piena capacità di prendere decisioni libere e consapevoli. Ma quella sentenza non pretendeva certo di sostituirsi per sempre al legislatore. Era una risposta necessaria a un vuoto normativo, accompagnata da un preciso richiamo al Parlamento perché intervenisse”.

“Da allora sono passati diciassette anni – sottolinea Zaia -. Si sono succeduti Governi e maggioranze di orientamento diverso, ma una legge nazionale ancora non c’è. Ecco perché non considero questa una battaglia tra destra e sinistra. Su questioni così profonde le sensibilità attraversano tutti gli schieramenti, perché prima delle appartenenze politiche vengono le coscienze individuali. Il punto non è stabilire chi abbia ragione sul piano morale, ma assumersi la responsabilità di dare al Paese una disciplina chiara, rispettosa della dignità della persona e capace di garantire le necessarie tutele, a cominciare dalle cure palliative e dalla protezione delle persone più fragili”.

“Mi auguro quindi che questa nuova vicenda costituzionale diventi anche uno stimolo per il Parlamento ad affrontare finalmente il tema, senza altri rinvii. Il Parlamento trovi la forza e il coraggio di intervenire, approvando una legge che dia finalmente risposte concrete a queste persone malate, alle loro famiglie e a chi ogni giorno le accompagna in un percorso di sofferenza. Le Regioni non possono essere lasciate sole a rispondere a pazienti terminali che in virtù della sentenza della Corte hanno il diritto di gestire il loro fine vita e quindi di avere una risposta dal sistema sanitario regionale. Mi auguro che, quando si parla di ‘fine vita’, prevalga un approccio liberale e non liberticida. Uno Stato liberale deve saper rispettare le convinzioni di tutti, comprese quelle di chi compie scelte che personalmente non condividiamo. La libertà di coscienza deve valere tanto per chi è favorevole quanto per chi è contrario, senza che le convinzioni degli uni diventino imposizioni per gli altri. È questa, a mio giudizio, la responsabilità di una politica moderna e di un Paese che voglia davvero mettere al centro la dignità e la libertà dei propri cittadini”, conclude Zaia. A quanto si apprende, nel corso del dibattito di oggi in Consiglio dei ministri sulla decisione di impugnare la legge del Veneto sul fine vita, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fatto mettere a verbale, a nome della delegazione di Forza Italia, la necessità di un intervento legislativo del Parlamento.

Per Forza Italia, infatti, una materia tanto delicata – sottolineano fonti del partito – deve essere disciplinata dalle Camere attraverso una normativa nazionale che eviti il proliferare di leggi regionali, anche in contrasto tra loro, e dia attuazione alle indicazioni della Corte costituzionale.

Guerini (Copasir): attacchi hacker ai supermercati “preoccupano”

Roma, 5 nov. (askanews) – “Gli attacchi di questi giorni preoccupano, perché è evidente che sono attacchi che da un lato hanno colpito la vulnerabilità dei sistemi, dovuta anche a mancanza di aggiornamento dei sistemi stessi, su cui si è inserito l’attaccante, e poi perché crea paure e insicurezza nell’opinione pubbliche. Ai supermercati si è affiancato l’attacco all’ospedale in Francia dove erano conservate le sacche di sangue, questioni molto sensibili che riguardano la sicurezza e la salute dei cittadini”: così

Lorenzo Guerini, deputato Pd e presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) a margine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

“Dobbiamo lavorare per tenere alta la capacità di difesa dal punto di vista cibernetico facendo in modo che accanto alle modifiche normative e all’implementazione delle norme, sia nazionali che europee, ci sia anche un lavoro per far crescere la resilienza cibernetica nel Paese che passi anche attraverso ls sensibilizzazione dei cittadini, delle aziende e delle pubbliche amministrazioni”, ha aggiunto.

Rivendicazione hacker russi è plausibile? “È in corso di approfondimento, lo stanno facendo i nostri organismi, non posso sbilanciarmi da questo punto di vista. Credo sia doveroso da parte nostra fare tutte le valutazioni del caso, perché il tema dell’attribuzione degli attacchi è sempre un tema molto complicato in ambito cibernetico”, ha affermato.

Bce, Lagarde ultima lezione: lascio per parlare libera, i dazi un errore

Milano, 5 nov. (askanews) – Cento minuti davanti a oltre 600 studenti nella sede di Borsa Italiana, in uno degli ultimi interventi pubblici da presidente della Bce. Christine Lagarde, ospite dell’Osservatorio for Indipendent Thinking per il progetto Young Factor, ha dialogato con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e poi con i ragazzi: tassi, inflazione, dazi, Cina, indipendenza della Bce e il suo addio anticipato a Francoforte.

Sulla politica monetaria la linea è di attesa vigile. “Abbiamo già alzato i tassi due volte, a giugno e a settembre. Una settimana fa abbiamo deciso all’unanimità di tenerli fermi, anche se abbiamo discusso se alzarli di nuovo. Siamo ben posizionati per aspettare e vedere i dati”, ha detto Lagarde. “Rivedremo le proiezioni a dicembre, e da qui ad allora avremo molti indicatori che ci aiuteranno a determinare se un rialzo sia necessario”.

L’inflazione al 4% nell’area euro, con l’Italia un po’ più in alto, è “prevalentemente” figlia dell’energia: “In Italia è aumentata di oltre il 20% a ottobre anno su anno, nell’area euro del 18%. Continuerà così finché non emergerà un effetto base”, cioè finché il rincaro non sarà entrato nel confronto con l’anno precedente. La situazione è “molto difficile” perché ci sono “due forze”: la crisi in Medio Oriente, con il suo “impatto massiccio” su tutte le fonti energetiche, e l’intelligenza artificiale, che con data center e chip “spinge nella direzione opposta, creando valore e domanda”. Uno shock misto che “richiede sottigliezza, per non applicare lo strumento dei tassi come un martello”, ma senza lasciare che “l’inflazione produca effetti di secondo round”. Sulla guerra: “Trump disse che sarebbe stata una questione di settimane. Era marzo”.

Sull’addio anticipato al 7 febbraio 2027: “Avrei finito comunque a ottobre, ho anticipato di nove mesi perché nelle circostanze attuali, in Europa e altrove, voglio esprimere in modo più indipendente opinioni in cui credo fermamente, e partecipare a dibattiti che non riguardano la politica monetaria. Non so che forma prenderà, ma sono certa di voler restare libera”.

Nessun ripensamento sui dazi: “L’ho detto, lo dico e lo dirò: sono controproducenti”. Dopo le midterm americane “non mi aspetto che vengano rivisti subito, gli ordini esecutivi sono destinati a restare, forse il Congresso modificherà l’autorità del presidente, ma ci vorrà tempo”. Però “qualcosa è successo siamo diventati un po’ più audaci”.

Sulla Cina, Lagarde ha chiesto un dialogo “per ripristinare condizioni di concorrenza eque: quando ci sono sussidi, finanziamenti molto a buon mercato e una spinta a esportare invece che a sviluppare il mercato interno, non sono sicura che sia leale”. Ma l’Europa deve fare la sua parte: “Rispetto a Cina e Stati Uniti tendiamo a non lavorare tanto a lungo e tanto duramente. Servono più produttività e più lavoro”, oltre a un mercato dei capitali che trattenga le startup che oggi “partono per la California perché lì trovano venture capital e un senso del rischio che qui non è altrettanto sviluppato”.

La Bce è “estremamente indipendente, perché è scritto nel Trattato: né Mattarella, né Macron né Meloni possono chiamarmi per dire ‘perché non alzi i tassi?’, o più probabilmente ‘perché non li tagli?’. Sanno di non poterlo fare”. Il bilancio dei sette anni: “Non sempre perfetto, a volte non abbiamo diagnosticato bene una situazione caotica, ma nel complesso abbiamo fatto ragionevolmente bene”. E sulle etichette: “Sono ancora un gufo, né colomba né falco. Ma ho visto molte colombe diventare un po’ falchi e viceversa, perché le ideologie monetarie non resistono alla prova dei tempi”.

Ai ragazzi Lagarde ha parlato di deepfake (“ho visto video di Fabio Panetta e Peter Kazimir: sembrano loro, il messaggio potrebbe essere creduto”), di educazione finanziaria (“il 50% degli europei ha competenze molto limitate, e di questi il 60% sono donne: è una strada verso la libertà”) e di difesa comune, dove bisogna “diluire un po’ la sovranità per proteggerla meglio insieme”.

Infine un omaggio al paese ospite: “Dieci anni fa i Pigs, Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, erano i malati d’Europa. Oggi sono in cima alla classifica, mentre non tutti i nordici stanno benissimo. Buone politiche e determinazione possono invertire quello che sembrava l’ineluttabile declino del Sud Europa”.

Musica, Muti e Wiener Philharmoniker al Festival di Musica e Arte Sacra

Roma, 5 nov. (askanews) – Riccardo Muti e i Wiener Philharmoniker inaugureranno la XXV edizione del Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra a Roma il 21 novembre alla Basilica di San Paolo fuori le Mura.

L’edizione n. 25 del Festival porterà nella Capitale e in Vaticano fino al 24 novembre, nelle principali chiese e basiliche papali, prestigiose orchestre internazionali, solisti, ensemble strumentali e corali da tutto il mondo.

Organizzato fin dal suo nascere dalla Fondazione Pro Musica e Arte Sacra, diretta dal suo fondatore Sen. Dr. h.c. mult Hans-Albert Courtial, il Festival quest’anno dedica l’edizione a due ricorrenze: il quarto centenario della dedicazione della Basilica di San Pietro e gli ottocento anni della morte di San Francesco d’Assisi. Ad esse si aggiunge la forte volontà del Festival a ribadire attraverso la musica e l’arte – con il motto Ars Artem Salvat e il sostegno al restauro dei luoghi sacri – la pace nel mondo.

“Fin dall’inizio sono stato fermamente convinto del motto che guida il nostro lavoro: ‘Ars artem salvat’ – L’arte salva l’arte – ha spiegato il presidente Hans-Albert Courtial – con questo spirito, grazie a generosi mecenati disposti fin dall’inizio a condividere la mia idea per la conservazione dell’arte sacra e per la gioia e l’arricchimento spirituale di molte persone, ha avuto inizio una serie di Festival straordinari ed emozionanti, con la partecipazione di numerosi e rinomati artisti internazionali: una manifestazione divenuta ormai una tradizione culturale e religiosa che si rinnova ogni autunno, e che porta antichi e nuovi tesori della musica sacra nelle basiliche romane”.

Grande attesa per il concerto inaugurale che vede il ritorno dei Wiener Philharmoniker – fra le orchestre più prestigiose al mondo legata alla storia del Festival per esserne stata per molti anni orchestra in residence – e del maestroMuti, che torna al Festival dopo 22 anni, quando nel 2004 diresse sempre i Wiener, a conferma del consolidato legame artistico fra il maestro e la compagine viennese. Muti ha scelto insieme ai Wiener un programma tutto mozartiano, con la regale e solenne Messa dell’incoronazione K 317 e il mottetto Ave Verum Corpus K 618. Con i Wiener e Muti un cast vocale internazionale di prim’ordine – il soprano Rosa Feola, il mezzosoprano Nina van Essen, il tenore Giovanni Sala e il basso Alexander Grassauer – insieme al Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”, maestro del coro Lorenzo Donati.

In occasione del concerto inaugurale, la Banda Musicale del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano eseguirà l’Inno Pontificio, sotto la direzione del maestro Stefano Iannilli.

Tra gli altri appuntamenti del festival, alla Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, la mattina del 21 novembre per la Messa di inaugurazione, il Guillou Consort, interessante realtà del panorama italiano della musica corale e sacra degli ultimi anni, accompagna la celebrazione con le musiche di Lorenzo Perosi, figura centrale nel rinnovamento della musica sacra tra Otto e Novecento, e di Mons. Valentino Miserachs Grau, oggi fra le voci più autorevoli del repertorio sacro e liturgico.

Il 22 novembrenella Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura il concerto del Coro dell’Escolanía del Escorial, diretto da José María Abad Bolufer, Maestro di Cappella P. Pedro Alberto Sánchez, uno dei cori di voci bianche spagnoli più celebri, residente presso il maestoso Monastero dell’Escorial e da quest’anno coro in residence del Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra. Il programma spazia fra repertorio antico e musica sacra più recente, dal Cinquecento del Palestrina fino al Novecento francese di Francis Poulenc, per un concerto in onore di Papa Leone XIV.

Il 23 novembrela Basilica Papale di Santa Maria Maggiore accoglie l’Oxford Philharmonic Orchestra fra le formazioni inglesi più prestigiose, che con l’altrettanto celebre Oxford Philharmonic Choir, diretti da Marios Papadopoulos, esegue uno dei capolavori della musica sacra di tutti i tempi, Il Vespro della Beata Vergine (1610) di Claudio Monteverdi. Finale il 24 novembre (ore 21) alla Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio che richiama l’inaugurazione per la scelta di un programma tutto mozartiano, pensato per i 270 anni della nascita del salisburghese. Un Mozart sacro e spirituale, interpretato dal quartetto della Stiftsmusik St. Peter che proprio da Salisburgo proviene, con il soprano Ekaterina Krasko, diretto da Peter Peinstingl.

Sicurezza stradale, alla Camera il Rapporto DEKRA 2026

Roma, 5 nov. (askanews) – Il 19° Rapporto DEKRA, presentato alla Camera, mette al centro “la strada come luogo di lavoro” e ribadisce che la sicurezza stradale si garantisce solo unendo tecnologia, norme chiare, infrastrutture sicure e responsabilità condivisa. Il Rapporto DEKRA 2026 attraverso un’indagine dell’Istituto Piepoli, in collaborazione con Ital Communications, rivela che il 59% degli italiani ritiene sicure le proprie strade, pur indicando come priorità: manutenzione; controlli ed educazione stradale. Presente Matteo Salvini Vicepresidente del Consiglio dei ministri e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha ricordato l’inasprimento delle sanzioni per l’uso del cellulare alla guida, poiché la distrazione rappresenta la prima causa di incidenti.

Le parole di Toni Purcaro, Presidente di DEKRA Italia: “Tra i comportamenti a rischio vi è l’uso di smartphone e droghe, soprattutto tra i giovani. L’utilizzo dello smartphone alla guida è la principale causa degli incidenti dovuti al comportamento umano, che a sua volta genera il 90% degli incidenti. Rispetto a questo, noi come DEKRA sottolineiamo non solo l’attenzione all’utilizzo dello smartphone, ma anche al touchscreen, che oggi è in gran parte dei veicoli di nuova generazione. Attenzione, dunque, ad avere lo stesso tipo di approccio sia nei confronti di uno smartphone, che ha una determinata dimensione, che con i touchscreen molto più grandi”.

Per il 71% degli italiani la tecnologia rende la guida più sicura, ma la responsabilità va condivisa tra istituzioni (42%), cittadini (40%) e forze dell’ordine (36%). La tecnologia digitale (C-ITS) è essenziale per prevenire gli incidenti stradali, ma il fattore umano resta centrale contro distrazioni e stress. DEKRA chiede interventi urgenti anche per chi lavora nelle strade. Intanto, sul fronte dei dati, nel 2025 l’Italia registra 162 morti in meno rispetto all’anno precedente. Tra i comportamenti più pericolosi adottati alla guida figurano l’utilizzo dello smartphone (63%), l’aver assunto alcol o droghe (59%), il mancato rispetto di precedenze, semafori e segnali stradali (44%), le condizioni di stanchezza o sonnolenza (42%). Per quanto riguarda i comportamenti personali, tra i più giovani si rilevano alcune condotte rischiose: il 26% dichiara di attraversare almeno qualche volta fuori dalle strisce o con il semaforo rosso, mentre il 22% ammette di superare i limiti di velocità.

Nuovamente Toni Purcaro, Presidente di DEKRA Italia: “Gli incidenti che oggi riguardano biciclette e pedelec sono superiori a quelli dei mezzi pesanti. La tecnologia è importantissima ma sempre attenzione e consapevolezza perché la strada appartiene a tutti”.

Il Rapporto DEKRA ci ricorda che la sicurezza stradale non è fatta di numeri, ma di vite umane

L’intervento di Santo Puccia, Direttore del Servizio Polizia Stradale: “Oggi è stato posto l’accento sulle vite umane perse, le persone che riportano gravi disabilità e anche i costi sociali che corrispondono a svariati miliardi di euro che purtroppo evidenziano l’ordine di grandezza del fenomeno dell’incidentalità stradale”.

La tecnologia innova, ma è la nostra responsabilità a fare la differenza: una mobilità davvero moderna non si misura dalla velocità, ma dalla sicurezza con cui ci fa tornare a casa.

Lupi: Vannacci non è ago della bilancia, Noi Moderati è fondamentale

Roma, 5 nov. (askanews) – “Vannacci non sarà nel centrodestra, Vannacci non sarà l’ago della bilancia, il centrodestra è una coalizione che è unita e unisce le differenze. Noi Moderati è fondamentale all’interno di questa coalizione perché dà il suo contributo. Lo si è visto anche con le elezioni americane, c’è bisogno di concretezza, serietà, responsabilità, un partito come Noi Moderati deve dare forza nel centrodestra alla proposta moderata e di centro”: lo ha dichiarato Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati (NM) a margine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

Durigon: “A Quota 64 più risorse, sto lavorando bene con Giorgetti”

Roma, 5 nov. (askanews) – “Il parlamento ha già fatto una legge” sull’IA, “su questo siamo stati precursori, l’Europa ne sta facendo un’altra e su questo sono molto preoccupato. Allo stesso tempo dico che è una rivoluzione che non si può fermare, va sicuramente gestita. Credo che l’IA debba entrare anche nel nostro meccanismo del mondo del lavoro per essere competitivi con gli altri Paesi”. Lo ha detto il sottosegretario al Lavoro e alle politiche sociali Claudio Durigon a margine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

“Credo che l’Italia abbia sempre fatto buona virtù delle proprie intelligenze, sfruttare anche questa occasione di rinnovamento anche per rinnovare quello che è il mercato del lavoro, i giovani he entrano nel sistema lavoro, magari gli anziani li mandiamo via prima, quota 64, per cui stiamo combattendo in manovra, servirà anche in virtù dell’IA”, ha sottolineato.

“A Quota 64 risorse in più servono, ma è stato già un grande gesto queste prime risorse, sto lavorando molto bene con il ministro Giorgetti, stiamo lavorando anche via telefono, ero con lui anche prima, con Giancarlo stiamo lavorando su questo, faremo in modo che ci siano risorse adeguate per Quota 64, ovvio il Parlamento sarà sovrano su alcune scelte”, ha concluso.

Binance, ecco come gli hacker di Kim hanno fatto il furto del secolo

Roma, 5 nov. (askanews) – I grandi furti che fanno la storia non avvengono solo nei treni in corsa o in inespugnabili caveau di banche. Anzi, sempre più spesso nel mirino ci sono impalpabili pacchetti di dati. Uno dei casi che pare destinato a entrare nei manuali è quello del furto alla piattaforma digitale di criptovalute Binance e a perpetrarlo sarebbero stati hacker legati a un’entità statale della Corea del Nord.

Si è trattato di un’operazione preparata per mesi, condotta attraverso falsi colloqui di lavoro, software manipolati e l’infiltrazione nei sistemi informatici di una delle maggiori piattaforme mondiali crypto. Il furto di asset digitali per un valore di circa 5,64 miliardi di euro ai danni di Binance, avvenuto il 29 ottobre scorso, rappresenta il più grande attacco informatico di questo genere mai registrato.

Secondo l’Fbi, dietro l’operazione ci sarebbe TraderTraitor, un gruppo di hacker riconducibile all’apparato statale nordcoreano. L’episodio riporta l’attenzione su una delle principali fonti di finanziamento clandestino del regime di Kim Jong Un: il furto sistematico di criptovalute, i cui proventi, secondo gli organismi internazionali che monitorano le sanzioni contro Pyongyang, contribuiscono anche allo sviluppo dei programmi nucleari e missilistici.

La ricostruzione pubblicata da Binance rivela un attacco articolato in diverse fasi, cominciato già nel giugno scorso, quando un ingegnere della società scaricò una versione manipolata di un programma mentre cercava di installare uno strumento di intelligenza artificiale per la programmazione. Il sistema di sicurezza aziendale individuò l’anomalia, il computer venne sostituito e le credenziali modificate. Gli aggressori, tuttavia, erano riusciti a raccogliere informazioni sulle responsabilità dell’ingegnere e sui suoi colleghi che gestivano i portafogli digitali della piattaforma.

A settembre un secondo dipendente venne contattato da un falso reclutatore attraverso una piattaforma professionale, sostenne due colloqui di lavoro per una società inesistente e fu indotto a scaricare sul computer aziendale un programma apparentemente destinato a una prova di selezione, che conteneva invece codice malevolo.

La fase decisiva dell’infiltrazione risale al 20 ottobre, quando gli aggressori, sfruttando il computer compromesso e uno strumento interno di intelligenza artificiale, riuscirono ad accedere ai sistemi di altri due ingegneri, impossessandosi delle credenziali necessarie per intervenire sulle infrastrutture dei portafogli digitali. Il 29 ottobre scattò l’operazione vera e propria: in appena quattro minuti furono trasferiti verso un indirizzo controllato dagli hacker oltre 233 milioni di XRP, seguiti da ingenti quantità di altre criptovalute, fra cui Bitcoin, Solana ed Ethereum. Le operazioni non autorizzate proseguirono per quasi quattro ore. La particolare tecnica impiegata per delegare le autorizzazioni alle transazioni sulla blockchain Ethereum consentì agli aggressori di continuare a spostare fondi anche dopo la sospensione dei normali prelievi disposta dalla società.

Binance è riuscita a congelare o intercettare asset per circa 2,53 miliardi di euro, mentre si è impegnata a coprire integralmente con risorse proprie le perdite degli utenti. Al 3 novembre, secondo la società, il 98% degli asset interessati era stato reintegrato nelle riserve, anche se questo non significa che la stessa quota dei fondi sottratti sia stata recuperata. L’Fbi, che il 31 ottobre ha attribuito formalmente l’attacco a TraderTraitor, ha lanciato un allarme alle società del settore finanziario digitale per bloccare il riciclaggio delle criptovalute rubate. Gli investigatori hanno osservato la conversione di parte dei proventi in Ethereum e il possibile successivo ricorso a servizi finanziari decentralizzati per renderne più difficile la tracciabilità. Secondo Chainalysis, società specializzata nell’analisi delle transazioni sulla blockchain, un elemento a sostegno dell’attribuzione è la commistione di fondi provenienti dal furto a Binance con quelli sottratti in un precedente attacco alla piattaforma Bitget, anch’esso attribuito ad hacker nordcoreani.

Pyongyang ha respinto le accuse. Kim Yo Jong, potente sorella del leader nordcoreano e alta dirigente del Partito dei lavoratori (formazione unica del regime), ha definito l’attribuzione dell’Fbi un’ulteriore manifestazione della politica ostile degli Stati uniti nei confronti della Corea del Nord. Nelle dichiarazioni diffuse dall’agenzia ufficiale Kcna, ha inoltre ribadito che non esistono attualmente le condizioni per riprendere il dialogo con Washington, in un momento in cui si torna a ipotizzare un possibile incontro tra Kim Jong Un e il presidente americano Donald Trump.

Secondo Chainalysis, nel 2025 gli hacker riconducibili alla Corea del Nord hanno sottratto complessivamente criptovalute per circa 1,8 miliardi di euro, quasi il 60% del valore dei furti registrati a livello mondiale. Il solo attacco a Binance avrebbe dunque prodotto un bottino più di tre volte superiore a quello attribuito agli operatori nordcoreani nell’intero anno precedente. Un rapporto del 2025 del Multilateral Sanctions Monitoring Team, il meccanismo costituito da undici Paesi, fra cui l’Italia, per vigilare sull’applicazione delle sanzioni internazionali, ha documentato il ruolo delle operazioni informatiche clandestine nel finanziamento delle attività militari nordcoreane, evidenziando i collegamenti con organismi statali sottoposti a sanzioni, fra cui il Reconnaissance General Bureau, il servizio di intelligence militare.

La capacità offensiva di Pyongyang poggia su un apparato organizzato e sostenuto direttamente dallo Stato. Mentre la popolazione nordcoreana non dispone di un libero accesso alla rete internet globale, le autorità selezionano giovani con particolari attitudini matematiche e informatiche e li avviano a percorsi di formazione specializzati. Le unità così costituite operano su più fronti: furti di criptovalute, spionaggio politico e industriale, sottrazione di tecnologie sensibili e raccolta di informazioni su funzionari governativi, ricercatori e giornalisti stranieri. Secondo il Libro bianco della Difesa giapponese del 2026, gli effettivi impiegati nelle strutture nordcoreane dedicate alle operazioni informatiche sarebbero circa 6.800, anche se altre valutazioni sudcoreane hanno indicato numeri superiori.

Il metodo utilizzato contro Binance non rappresenta un caso isolato. Nel maggio 2024, un’operazione attribuita allo stesso gruppo TraderTraitor aveva sottratto circa 274 milioni di euro alla piattaforma giapponese DMM Bitcoin. Secondo una ricostruzione congiunta dell’Fbi e della polizia nipponica, l’attacco era cominciato quando un falso reclutatore aveva contattato su LinkedIn un dipendente della società Ginco, fornitrice di software per la gestione di portafogli digitali. Il dipendente era stato indotto a eseguire un programma malevolo presentato come una prova tecnica per un’assunzione. L’infiltrazione aveva successivamente consentito agli aggressori di manipolare una transazione legittima e sottrarre i fondi. Nel febbraio 2025 un altro attacco, alla piattaforma Bybit, aveva fruttato circa 1,33 miliardi di euro, allora il più grande furto di criptovalute mai registrato.

Un ulteriore elemento di preoccupazione è la crescente sovrapposizione fra le attività degli hacker e quelle dei lavoratori informatici nordcoreani che ottengono impieghi all’estero, talvolta sotto falsa identità. Il rapporto del Multilateral Sanctions Monitoring Team del 2025 documenta l’utilizzo di queste figure sia per procurare valuta estera al regime attraverso attività apparentemente legittime, sia per agevolare operazioni clandestine. Martyn Williams, specialista della Corea del Nord presso lo Stimson Center, sottolinea che si tratta generalmente di gruppi distinti, ma avverte che alcuni lavoratori possono introdurre nei programmi informatici vulnerabilità utilizzabili successivamente per infiltrarsi nelle aziende. La crescente diffusione del lavoro a distanza rende particolarmente difficile verificare l’effettiva identità dei dipendenti.

Le implicazioni vanno oltre le perdite delle società colpite. Un rapporto del gruppo di esperti delle Nazioni unite del 2024 citava la valutazione di uno Stato membro secondo cui circa la metà delle entrate in valuta estera della Corea del Nord derivava da attività informatiche illecite. Un altro Paese stimava che queste operazioni contribuissero al 40% del finanziamento dei programmi di armi di distruzione di massa. Si tratta di stime non verificabili in modo indipendente, che tuttavia danno un quadro della centralità attribuita al settore nell’economia del regime. Secondo Yeji Kim, consulente sulla Corea del Nord di Global Rights Compliance, le operazioni informatiche costituiscono ormai uno strumento fondamentale per aggirare le restrizioni finanziarie internazionali. Kim Jong Un, ricorda l’esperta, ha definito la guerra informatica una ‘spada onnipotente’ accanto alle armi nucleari e ai missili. Oggi, osserva, potrebbe essere proprio questa la spada che finanzia le altre due.

Il caso Binance mette infine in evidenza lo squilibrio fra le capacità di un apparato statale che può dedicare mesi alla preparazione di un singolo attacco e le strutture di sicurezza delle imprese private. Secondo Williams, gli hacker nordcoreani non agiscono alla ricerca di occasioni improvvise, ma pianificano a lungo le operazioni e, una volta raggiunto l’obiettivo, procedono rapidamente alla sottrazione e al riciclaggio dei fondi. Per le società del settore, il rischio non riguarda soltanto le vulnerabilità dei sistemi informatici, ma anche l’affidabilità delle persone che vi hanno accesso. Come sintetizza Yeji Kim, per la Corea del Nord si tratta di ‘un’operazione statale attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette’. Per chi si trova dall’altra parte, invece, ‘è un lavoro’.

Borse Ue in ordine sparso, crollo Nasdaq deprime tech, Milano -1,03%

Roma, 5 nov. (askanews) – Finale in ordine sparso per le Borse in Europa, con una prevalenza di cali mentre Wall Street sembra essersi già pentita delle euforie di ieri dopo la vittoria elettorale dei democratici Usa, con i maggiori indici in fortissimo calo e un tracollo del Nasdaq. Al fine contrattazioni Londra lascia sul terreno lo 0,30%, Francoforte segna meno 0,41%, Parigi è invece positiva per uno 0,34%.

A Piazza Affari l’indice Ftse-Mib ha chiuso al meno 1,03%, con i cali più forti su Stm (-9,33%), Technoprobe (-9,28%), Fincantieri (-4,77%), e Stellantis (-4,49%). In rialzo invece Tenaris (+3,66%), Amplifon (+2,76%) e Fineco (+2,43%).

La seduta risente della forte volatilità degenerata in brusche cadute dell’azionario statunitense. A circa quattro ore da fine contrattazioni il Dow Jones cade del 2,41%, l’S&P 500 crolla del 3,24% e il Nasdaq va a pico del 4,44%. Si interrompe il calo del dollaro con l’euro che si stabilizza attorno a 1,1232 sul biglietto verde e intanto risalgono i prezzi del petrolio, con il Brent che guadagna oltre il 2% a 96,65 dollari.

Al di là delle vicende elettorali, a pesare sull’azionario statunitense sono anche le pressioni al ribasso sui titoli tecnologici, tra cui giganti come Nvidia, Oracle e Broadcom, in piena stagione delle trimestrali di bilancio. In particolare, risultano sotto pressione i titoli più esposti all’intelligenza artificiale, nei mesi passati oggetto di massicci afflussi di capitali su cui ripetutamente sono stati sollevati allarmismi.

TFF, in Concorso l’esordio di Stefano Grasso con Mastandrea e Gheghi

Roma, 5 nov. (askanews) – Sarà la 44esima edizione del Torino Film Festival ad accogliere l’anteprima di “Il primo giorno di vita di Leonardo Revelli, figlio unico”, opera prima di Stefano Grasso (sceneggiatore finalista al Premio Solinas 2010 con “Più buio di mezzanotte non può fare”) e in arrivo prossimamente al cinema con Vision Distribution.

Il film, con protagonisti Valerio Mastandrea, Francesco Gheghi e Valeria Bruni Tedeschi, sarà presentato all’interno del concorso ufficiale. Il cast è completato da Angelina Rose Woreth, Chiara Caselli e Astrid Casali.

Leonardo Revelli ha tutto per essere felice: il primo film che ha scritto in uscita al cinema, l’amore di una ragazza francese che lui ricambia con trasporto, due genitori che fin da bambino lo hanno sempre fatto sentire speciale. Talmente speciale che Leonardo ha finito per crederci, figlio unico in entrambe le accezioni. Giovanni e Laura, affermati psicanalisti di Torino, hanno costruito intorno a lui un nucleo familiare tenuto insieme da una mitologia ben precisa: ogni forma di mediocrità non è contemplata e il dolore è bandito. Quando Laura viene colpita da una grave malattia, il marito cade in uno sconforto che lo rende irriconoscibile e senza freni inibitori si rivela per quello che è: un disadattato nella vita pratica ed emotiva. Leonardo allora si ritrova improvvisamente senza certezze né punti di riferimento, in una relazione a due con suo padre che a specchio gli mostra di essere uno come tanti.

Acqua, negli edifici l’efficienza idrica come quella energetica

Rimini, 5 nov. (askanews) – Estati roventi, siccità, alluvioni. E città che continuano a trattare l’acqua come una risorsa infinita. A Ecomondo il Green Building Council Italia porta la sfida dentro gli edifici.

“Oggi a Ecomondo – spiega il direttore, Marco Caffi – parliamo di efficienza idrica e di soluzioni tecnologiche innovative per fare in modo che l’efficienza idrica acquisisca la stessa dignità e la stessa attenzione, all’interno dei nostri edifici e delle città, che oggi possiede l’efficienza energetica”.

Acqua ricavata dall’umidità dell’aria, recupero della pioggia e delle acque grigie, scarichi sottovuoto, tetti verdi: le tecnologie ci sono. Dalla politica arriva la proposta di estendere i certificati blu anche alle città e di puntare sul riuso.

“Una delle cose che abbiamo portato avanti in Parlamento – ricerca Patty L’Abbate, deputata del Movimento 5 stelle e vicepresidente della commissione Ambiente della Camera – è l’utilizzo delle acque reflue, mediante un trattamento terziario appropriato, per poterle riutilizzare nelle nostre città. Sappiamo quanto i colpi di calore abbiano creato problemi quest’estate: per irrigare i prati o i tetti verdi è necessaria l’acqua, ma si possono annaffiare con le acque reflue in modo da riservare ai cittadini l’acqua potabile. In Italia ne riutilizziamo soltanto il 9% circa e la restante parte la buttiamo a mare, ma la gestione di questa risorsa limitata è fondamentale”.

TFF, in anteprima il musical "Costanera" con Celeste Dalla Porta

Roma, 5 nov. (askanews) – Sarà presentato in anteprima al Torino Film Festival nella sezione Zibaldone “Costanera”, il musical opera prima di Mauro Diéz Concari, prodotto da Minerva Pictures in coproduzione con Nadador Cine (Uruguay) e Agresywna Banda (Polonia) e in collaborazione con Rai Cinema.

I protagonisti, che saranno presenti a Torino insieme al regista, sono Celeste Dalla Porta, qui alla sua seconda interpretazione dopo l’esordio in “Parthenope” di Paolo Sorrentino, ruolo che le è valso la candidatura ai David di Donatello come Miglior Attrice Protagonista e la vittoria del David Miglior Rivelazione – e Michele Sallicandro, attore e musicista emergente, già visto ne “I bastardi di Pizzofalcone”.

Accanto a loro, Cecilia Bertozzi (Comandante, Call My Agent 2), Fabrizio Ferracane e l’attore argentino Marcelo Subiotto (Miglior Attore al Festival di San Sebastian per Puan, Netflix’s The Eternaut, The Message, Gran premio della Giuria alla Berlinale 2025).

Esordio dal respiro internazionale, girato tra Italia e Sud America, “Costanera” intreccia jazz, amore e riflessioni sul delicato passaggio all’età adulta, dando vita a un musical dramedy che si snoda tra due continenti. Ad arricchire il film la colonna sonora originale firmata da Raphael Gualazzi, tra i più autorevoli interpreti del jazz contemporaneo a livello europeo.

Protagonista della storia è Diego, giovane trombettista talentuoso ma irrequieto, che decide di lasciare Roma e la fidanzata Alice per raggiungere il suo mentore Nacho in Argentina. Ad aspettarlo, dall’altra parte del mondo, non ci sono né contratti né certezze. Diego parte perché vuole provare a fare davvero il musicista, mettendosi in ascolto del proprio talento e misurandosi con quella scelta senza più alibi. Il viaggio si rivela presto più esistenziale che professionale. A Buenos Aires, Diego entra in contatto con un ambiente nuovo, fatto di serate piene di musica, colori e improvvisazioni febbrili, ma soprattutto ritrova l’amore in Camila, una giovane aspirante traduttrice che lo travolge completamente.

Con “Costanera”, co-scritto con Enrico Minto e Elena Tramonti, Mauro Diéz Concari (2000), giovane regista italo-spagnolo diplomato al CSC, firma un’opera prima viva e gioiosa, che fonde musical e romance in un racconto pieno di colori e movimento, e trasforma il viaggio di un giovane artista in una riflessione universale sulla ricerca di sé, del proprio talento e del proprio posto nel mondo.

Poste Italiane, “La sicurezza ci sta a cuore”

Roma, 5 nov. (askanews) – “La sicurezza ci sta a Cuore”, Poste Italiane installa 800 defibrillatori in tutta Italia

L’Azienda ha lanciato il più grande progetto nazionale di cardioprotezione nel settore privato. Il servizio del TG Poste.

Poste Italiane ha lanciato il più grande progetto nazionale di cardioprotezione aziendale, “La Sicurezza ci sta a Cuore”. Attraverso l’installazione di 800 defibrillatori in 242 sedi in tutto il Paese, il Gruppo guidato dall’Ad Matteo Del Fante e dal Dg Giuseppe Lasco ha messo in campo il piano di primo soccorso cardiaco più esteso finora mai realizzato nel settore privato.

I dispositivi possono analizzare automaticamente il ritmo cardiaco e accompagnare il soccorritore nelle diverse fasi dell’intervento attraverso indicazioni vocali, rendendo più semplice l’esecuzione delle procedure anche per chi non possiede specifiche competenze mediche.

L’investimento, che rientra nella strategia di protezione e prevenzione adottata da Poste Italiane a tutela dei suoi dipendenti, ha comportato il posizionamento di macchine semiautomatiche con controllo remoto che, in caso di emergenza, riducono in modo significativo i rischi connessi ad un arresto cardiaco. Particolarmente significativo l’impatto a livello territoriale: i defibrillatori installati, infatti, saranno registrati presso le Centrali Operative del 118, andando così a potenziare la rete regionale dei dispositivi salvavita.

La disponibilità di un defibrillatore nelle immediate vicinanze può essere determinante in caso di arresto cardiaco, quando la rapidità dei soccorsi è uno degli elementi fondamentali per aumentare le possibilità di sopravvivenza.

L’installazione dei defibrillatori è accompagnata da un piano di formazione che coinvolge circa 9.500 dipendenti che fanno parte delle squadre di emergenza del Gruppo, e sessioni informative per circa 35 mila risorse. Numeri importanti che danno atto della sensibilità del gruppo Poste Italiane nel voler mettere al centro la salute delle proprie persone.

Bonifiche, in Italia certificato solo il 6% dei siti nazionali

Rimini, 5 nov. (askanews) – Quarantadue siti di interesse nazionale, oltre 38.500 aree di competenza regionale e locale, 484 siti orfani. L’Italia da bonificare è una mappa sterminata, ma la certificazione è arrivata solo per il 6 per cento delle aree Sin. Confindustria Energia ci ha dedicato uno studio.

“L’obiettivo dello studio – spiega il direttore generale, Modestino Colarusso – è cercare di dare una risposta a una domanda molto semplice: che cosa serve per reinvestire in quei siti, ridare valore ai territori e attrarre investimenti in nuove tecnologie rinnovabili e dell’economia circolare per l’ottimizzazione delle risorse? Le risposte sono molteplici, ma soprattutto è necessario rafforzare l’integrazione tra risanamento e riconversione, cioè pensare fin dall’avvio della bonifica a quello che potrà essere il futuro del sito in termini di riutilizzo e riuso”.

Nelle aree di competenza regionale e locale solo una su cinque ha superato la fase di intervento, mentre l’89 per cento dei siti orfani ha ancora i procedimenti aperti. Francia e Germania viaggiano più veloci. “Ci sono ancora troppe aree inquinate – ricorda il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani – dove le bonifiche tardano a partire o a concretizzarsi, alcune persino dalla fine degli anni ’90. Serve che tutto il Paese si prenda una nuova responsabilità, l’industria, le istituzioni, il mondo ambientalista e gli enti locali, per permettere di fare la reindustrializzazione nell’era della decarbonizzazione all’interno delle aree industriali e non fuori, come in alcuni casi si sta facendo”.

Durigon (Lega): 5 morti sul lavoro in 24 ore? “Rabbia e rammarico”

Roma, 5 nov. (askanews) – “Fa rabbia, fa rabbia perché credo che questo governo insieme alle parti sociali abbiamo fatto tanto e stiamo cercando di fare tanto, abbiamo messo più ispettori, purtroppo tutte queste morti sono davvero un dramma per noi, continueremo con le parti sociali a cercare soluzioni, ma sono davvero rammaricato, è un momento davvero triste”. Lo ha detto il sottosegretario al Lavoro e alle politiche sociali Claudio Durigon a margine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

TFF, "Le Angelesse" di Roberta Torre in Concorso tra i Documentari

Roma, 5 nov. (askanews) – Sarà presentato al 44esimo Torino Film Festival, in competizione nella sezione Concorso Internazionale Documentari, “Le Angelesse”, il nuovo film documentario di Roberta Torre, che racconta la messa in scena teatrale e cinematografica di un gruppo di donne detenute nelle sezioni femminili delle case di reclusione di Milano Bollate e San Vittore.

Il film è una produzione Faber Produzioni, Stemal Entertainment e Luce Cinecittà, con Rai Cinema, realizzata con il contributo del MiC – DG Cinema e Audiovisivo. La distribuzione italiana è affidata a Draka Distribution, mentre le vendite estere sono curate da Rai Cinema International Distribution.

Un gruppo di detenute si trasforma in “Le Angelesse”: donne recluse che diventano interpreti e protagoniste delle proprie storie. Attraverso il teatro e il cinema, la narrazione del delitto e della reclusione viene sottratta alla cronaca per assumere la dimensione universale della tragedia. Isolate su un fondo nero, le protagoniste si confrontano con la propria storia e con la responsabilità individuale. Il palcoscenico diventa così uno spazio di emancipazione della mente, dove, pur nella condizione della detenzione, è possibile ritrovare unicità, dignità e libertà.

“La scelta visiva principale del film è quella di aver isolato le protagoniste su un assoluto fondo nero proprio per eliminare l’alibi sociologico. Vedendo una detenuta dentro una cella grigia, il pubblico cerca la colpa nella struttura, nello Stato, nell’ambiente. Togliendo la realtà e posizionandole su fondo nero scompare ogni giustificazione sistemica. Rimane solo l’individuo assoluto davanti alla propria storia. È un approccio che definirei illuminista: l’essere umano è pienamente responsabile delle proprie azioni, nel bene e nel male. Il fondo nero eleva la loro colpa dalla cronaca nera alla dimensione universale della tragedia classica, dove ognuno si fa carico della propria responsabilità etica ed estetica”, ha raccontato Roberta Torre.

TFF, "Audrey La Mer" di Levi Riso alla 44esima edizione

Roma, 5 nov. (askanews) – Sarà presentato al 44esimo Torino Film Festival nella sezione Zibaldone “Audrey La Mer”, il nuovo film di Levi Riso, con Dario Guidi, Gregorio Arcieri di Rauso e Sara Serraiocco. Nel cast anche Max Werner Krause, Anna Ferruzzo, Matilde Piana, Francesca Antonelli, Luisa de Santis, Laura Mazzi, Federico Tocci, Francesco Centorame, e con Pia Lanciotti, Margherita Vicario e con la partecipazione straordinaria di Massimo Ranieri.

Nella Roma occupata del ’43 una giovane donna, Audrey La Mer, canta canzoni spensierate per alleviare ai passanti la realtà fatta di freddo, fame, paura mentre suo figlio Mirò raccoglie le offerte. Ma nessuno dei due è ciò che sembra. Audrey nasce Giuseppe Macaluso e nella nativa Sicilia si esibiva sui palcoscenici vestito da sirena. Il bambino si chiama Elia ed è miracolosamente scampato al rastrellamento del ghetto del 16 ottobre. Entrambi in fuga, aiutandosi, coltivano un sogno. Lei, entrare a Cinecittà e diventare un’attrice del cinema; lui di ritrovare la sua famiglia. Il destino metterà a dura prova le loro aspirazioni: occorrerà un sacrificio perché Audrey compia nella vita vera la sua interpretazione più bella.

“Pensavo di fare un film sul passato, ma presto ho capito che stavo facendo un racconto sull’oggi. Ho sentito il bisogno di raccontare due esseri umani che, nella Roma occupata del 1943, trovano nella fantasia e nella cura reciproca una forma di resistenza – ha raccontato Levi Riso. Da una necessità di sopravvivenza nasce, giorno dopo giorno, un legame autentico e profondo, capace di trasformare due solitudini in una famiglia. Per raccontare questa storia, ho compreso che avrei dovuto partire da me stessa: dai ricordi dell’infanzia, dal rapporto con mia madre, dalle lettere che il mio prozio omosessuale, confinato durante il fascismo, scriveva a mia nonna, e dalla mia esperienza di donna transgender. Non un film in costume, ma un’opera che mette a nudo il presente, raccontando ciò che sopravvive al tempo e ciò che, tragicamente, continua a ripetersi. Perché le discriminazioni, la paura dell’altro e la violenza contro chi è percepito come diverso non appartengono soltanto al passato. E perché, allora come oggi, riconoscersi nell’umanità dell’altro può diventare il più radicale degli atti di resistenza” ha detto.

Levi Riso, nata a Catania nel 1983, ha esordito nel lungometraggio con “Più buio di mezzanotte”, presentato nel 2014 alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes. Nel 2017 ha diretto “Una famiglia”, in concorso a Venezia. Con “Audrey La Mer” torna alla regia esplorando l’identità, la libertà individuale e il rapporto tra vicende personali e storia.

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Lagarde: lascio la Bce con 9 mesi di anticipo per esprimermi più liberamente

Milano, 5 nov. (askanews) – “Abbiamo già alzato i tassi due volte, a giugno e a settembre. Alla nostra ultima riunione, una settimana fa, abbiamo deciso all’unanimità di tenerli fermi: tutti erano d’accordo, anche se abbiamo discusso se alzarli di nuovo. Ma abbiamo ritenuto di essere ben posizionati per aspettare e vedere quali numeri, dati e informazioni arriveranno, che confermeranno o smentiranno le nostre proiezioni”. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde, dialogando con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana all’incontro promosso dall’Osservatorio for Indipendent Thinking a Piazza Affari, davanti a oltre 600 studenti. “Rivedremo le proiezioni a dicembre. Da qui a dicembre avremo molti indicatori che ci aiuteranno davvero a determinare se un rialzo sia necessario per centrare il nostro obiettivo”.

Sull’inflazione al 4% nell’area euro, con l’Italia un po’ più in alto, Lagarde ha usato un’immagine: “È come il motore di un’auto, bisogna aprire il cofano e guardare cosa la sta causando. Al momento ciò che causa questi numeri, troppo alti rispetto al nostro obiettivo, è prevalentemente l’energia. In Italia l’energia è aumentata di oltre il 20% a ottobre su ottobre dell’anno scorso, e poiché l’energia entra in tutto ciò che facciamo ha spinto tutti i prezzi oltre il 5%. Lo stesso vale per l’intera area euro: costi dell’energia +18%, inflazione al 4%”.

“Probabilmente, e dico un grande ‘probabilmente’ perché le cose cambiano estremamente in fretta, continuerà così finché non emergerà un effetto base, ma continuerà così per un certo periodo”, ha aggiunto la presidente della Bce.

“Prima di tutto, avrei finito comunque a ottobre, perché questa è la regola: come presidente della Bce si ha un mandato di otto anni, non rinnovabile né prorogabile. Quello che ho fatto è stato anticipare di nove mesi quell’uscita ineluttabile. Perché? Perché nelle circostanze attuali, in Europa e altrove, voglio poter esprimere in modo più indipendente opinioni in cui credo fermamente” ha detto la presidente Lagarde, che lascerà l’incarico il 7 febbraio 2027 con nove mesi di anticipo rispetto alla scadenza.

“Voglio poter partecipare a dibattiti che non riguardano la politica monetaria. Non soddisferò la vostra curiosità, perché non so esattamente che cosa farò, ma sono certa di voler restare libera e indipendente in quello che faccio e in quello che dico”, ha aggiunto Lagarde rivolgendosi agli oltre 600 studenti in sala. “Sarò un’eroina del vostro programma di libertà di pensiero ed espressione”.

“La Banca centrale europea è estremamente indipendente. L’indipendenza è scritta nel Trattato. Nessun leader, che sia il Presidente Mattarella, il Presidente Macron o la Presidente Meloni, può farmi una telefonata per dire ‘perché non alzi i tassi?’, o più probabilmente ‘perché non tagli i tassi?’. Non lo fanno perché sanno di non poterlo fare”. Lagarde ha riconosciuto i limiti strutturali dell’istituzione: “Siamo un’istituzione giovane, abbiamo un mandato unico e autorità fiscali diverse in ciascuno degli Stati membri, non c’è un’unica autorità fiscale”. Ma, ha avvertito, “dobbiamo fare molta attenzione che la politica monetaria e il nostro obiettivo monetario siano dominanti, e non possiamo lasciare che considerazioni fiscali interferiscano con il nostro unico obiettivo di un’inflazione al 2% nel medio termine e con la nostra indipendenza”.

Centrosinistra, Bonelli (Avs): se vinciamo abroghiamo i dl sicurezza

Roma, 5 nov. (askanews) – Il campo progressista deve “cominciare a dire che i decreti di sicurezza – se vinceremo – li abrogheremo, perché noi dobbiamo garantire un diritto democratico” di manifestare a “studenti, operai che hanno perso al posto di lavoro…”.Lo ha detto Angelo Bonelli parlando all’assemblea del programma della Cgil.

Al tempo stesso, ha aggiunto, “lo voglio dire chiarezza: il centrosinistra non deve aver paura di affrontare un tema che riguarda anche le forze dell’ordine, perché è un aspetto che non possiamo lasciare alla destra la sicurezza. Siccome sono imprenditori della paura” la usano “come strumento per nascondere il proprio fallimento sulle politiche sociali e non solo”.

Trump potrebbe silurare Caine o Cooper, non Hegseth

New York, 05 nov. (askanews) – In cerca di un capro espiatorio dopo la sconfitta alle elezioni di metà mandato, dovuta in parte alla guerra impopolare in Iran, il presidente americano potrebbe salvare il capo del Pentagono. Lasciando al suo posto Pete Hegseth, Donald Trump potrebbe silurare Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, o Brad Cooper, ammiraglio alla guida del Comando centrale americano (il CentCom). Lo scrive il Washington Post. Il giornale cita fonti secondo cui tutti e tre gli uomini, in momenti diversi, sono stati responsabili di aver dato a Trump valutazioni troppo ottimistiche sulla guerra e di non essere stati sufficientemente chiari sui rischi e sui costi per gli Stati Uniti.

I portavoce di Cooper e Caine hanno rifiutato di commentare. L’ufficio di Hegseth ha riciclato una dichiarazione che aveva fornito per un altro articolo del Washington Post pubblicato domenica, dicendo che lui vuole rimanere al Pentagono per il resto del mandato di Trump.

Cinema, "Landscapes of Ending" di Mattuzzi al Festival dei Popoli

Roma, 5 nov. (askanews) – “Landscapes of Ending”, il nuovo documentario di Francesco Mattuzzi, unico titolo italiano nel Concorso Internazionale Lungometraggi del 67esimo Festival dei Popoli, sarà presentato domani, 6 novembre, alle ore 17.00, al Cinema La Compagnia di Firenze, in anteprima assoluta alla presenza del regista. Il film esplora il confine tra la vita e la morte attraverso quattro storie che lo abitano in modi diversi.

In una società contemporanea che tende ad allontanare il tabù della morte dallo sguardo e ad affidare alla tecnologia la promessa di prolungare la vita, “Landscapes of Ending” compone un affresco corale sulle nostre paure e speranze. Il documentario intreccia quattro percorsi, quattro storie apparentemente distanti tra loro, che ruotano attorno a un tema comune: il modo in cui affrontiamo la nostra finitezza, tra il desiderio di prolungare la vita, di scegliere come lasciarla o di trovare un modo per accoglierne il limite. A Londra, il biologo Chris Faulkes studia gli eterocefali glabri, piccoli roditori noti per la loro straordinaria longevità, indagando sulle possibilità della scienza di intervenire sui processi dell’invecchiamento, ma anche sui limiti di una visione che aspira a estendere sempre più la durata della vita. In Italia, Sabina, un’anziana donna che desidera decidere della propria fine, guarda al Sarco – il dispositivo per l’assistenza al fine vita ideato da Philip Nitschke — come possibilità di scelta. La sua storia si sviluppa nell’attesa e nel confronto con ostacoli e pregiudizi, mostrando quanto possa essere difficile trasformare una scelta personale in una possibilità concreta. Nitschke, ideatore del dispositivo, rappresenta un ulteriore punto di vista: quello di chi cerca nella tecnologia una risposta alla volontà di controllare il momento della propria fine. In Arizona, la comunità di Sun City West attraversa la terza età riscoprendo il senso del tempo presente attraverso abitudini, relazioni e nuovi inizi.

Attraverso questo mosaico umano e filosofico, Mattuzzi costruisce un’indagine sulla ricerca di senso nella nostra transitorietà. Alle vicende dei protagonisti si alternano immagini contemplative e visionarie, che aprono il racconto a una dimensione più intima e suggeriscono ciò che le parole non sempre riescono a esprimere.

Ad accompagnare le immagini del film, una colonna sonora composta da sei brani degli The Urban Voodoo Machine, collettivo musicale britannico fondato a Londra nel 2002 dal carismatico frontman e cantautore di origine norvegese Paul-Ronney Angel. Il loro blues contaminato da sonorità gitane si intreccia con le atmosfere rarefatte e visionarie del film, accompagnando il viaggio tra i luoghi e le storie dei protagonisti e contribuendo a definirne il tono sospeso.

Manovra, Schlein: va riscritta, è completamente sbagliata

Roma, 5 nov. (askanews) – “La manovra va riscritta perché è completamente sbagliata perché non dà risposte alle istanze che moltissimi italiani stanno portando nelle piazze di queste settimane”. Lo ha detto la segretaria del partito democratico Elly Schlein e arrivando all’assemblea del programma della Cgil. Legge di bilancio, ha insistito, “non dà risposte e, soprattutto, taglia sulla sanità”.

“Ieri ha sottolineato la leader del partito democratico – all’unanimità le regioni – tutte, anche quelle governate dal centrodestra – hanno detto che i tagli sulla sanità stanno smantellando la sanità pubblica e che le risorse sono insufficienti”.

Ha aggiunto la Schlein: “Noi continueremo a lottare per difendere la sanità pubblica e abbattere le liste d’attesa assumendo più medici e infermieri. Servono più risorse e non ci venga a dire che non le trovano perché bastava non mettere un miliardo e sette su quella ‘card’ che andrà direttamente nelle tasche della sanità privata. E non dimentichiamo che è una manovra che aumenta la spesa militare di 14 miliardi di euro, che è l’aumento più grande della storia”.

Su Raiplay la docuserie "Che bella compagnia"

Roma, 5 nov. (askanews) – È disponibile su RaiPlay “Che Bella Compagnia”, la docuserie in quattro episodi ideata da Sara Cervelli e diretta da Alessandro Ferrara, che attraversa l’Italia per raccontare storie autentiche di coraggio, solidarietà, inclusione e rinascita.

Da Farindola a Bologna, da Frascati a Modena, il documentario entra nelle vite di persone che hanno saputo trasformare esperienze difficili in occasioni di condivisione e riscatto, restituendo al lavoro, al cibo e al rapporto con il territorio il loro valore più profondo: quello di creare legami e costruire comunità.

A guidare il racconto, accanto ai protagonisti delle quattro storie, alcune delle personalità più rappresentative della cultura e della cucina italiana: Massimo Bottura e Lara Gilmore, Cristina Bowerman, Isa Mazzocchi e la scrittrice Donatella Di Pietrantonio. Le loro esperienze si intrecciano con quelle di Luciana Cianchi, custode della tradizione del pecorino di Farindola nel ricordo del figlio Eliseo; Roberto Morgantini, fondatore delle Cucine Popolari di Bologna; Giulia Fusco, viticoltrice che ha raccolto l’eredità del padre a Frascati; e i ragazzi e le ragazze del Tortellante di Modena, protagonisti di un progetto che attraverso la pasta fatta a mano promuove formazione e autonomia per le persone autistiche.

Quattro storie diverse, unite da una stessa visione: la possibilità di trovare, anche nei momenti più complessi, nuove ragioni per ripartire. In “Che Bella Compagnia” la tavola diventa così uno spazio di incontro, un linguaggio universale capace di raccontare la dignità del lavoro, il valore delle relazioni e la forza di una comunità che sceglie di non lasciare indietro nessuno.

Grande trotto e festa per famiglie all’Ippodromo Snai San Siro

Milano, 3 nov. (askanews) – Grande trotto, spettacolo e divertimento per le famiglie: all’Ippodromo Snai San Siro il 1 novembre è andata in scena una giornata di sport e intrattenimento, con un programma vastissimo che ha coinvolto tutte le età. La giornata si è aperta con l’Inno Nazionale eseguito dalla Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” e dalla Fanfara della 1 Regione Aerea dell’Aeronautica Militare. Poi protagoniste in pista otto corse, tra cui il Gran Premio delle Nazioni Elite U.E.T. di Gruppo 1, dedicato ai cavalli di 4 anni ed oltre sui 2.100 metri, vinto da Free Time Jepson, e il Gran Premio Paolo e Orsino Orsi Mangelli, riservato ai trottatori di 3 anni, vinto da Ischia Joy. In programma anche il Gran Premio Orsi Mangelli Filly, vinto da Ingrid AM, e la Coppa di Milano, che ha visto imporsi Cienfuegos Laumar. Accanto all’appuntamento sportivo, l’ippodromo ha proposto un pomeriggio dedicato alle famiglie, con giochi e spettacoli a tema Halloween, animazione per bambini e il Battesimo della Sella.

Abbiamo chiesto a Marco Chantre Bompiani, Direttore Ippodromi Snai, qual è il bilancio della giornata: “Abbiamo chiuso due settimane straordinarie, caratterizzate da un livello sportivo molto elevato. Il primo weekend ha visto al centro il trotto e due giornate di galoppo, con il Jockey Club di domenica, che ha rappresentato un vero e proprio coronamento internazionale di grande prestigio. La domenica successiva si è conclusa con una giornata di trotto, anch’essa di altissimo livello sportivo, con l’Orsi Mangelli, il Gran Premio delle Nazioni e la Coppa di Milano. Accanto a queste giornate sportive, come sempre, arricchiamo l’evento con altri ingredienti che lo rendono attrattivo per le diverse tipologie di visitatori: famiglie, appassionati di sport e non solo. Abbiamo proposto animazioni per i bambini a tema Halloween, in occasione del primo novembre, il battesimo della sella, che rappresenta sempre un momento molto bello per avvicinare i più piccoli al mondo del cavallo”.

La capacità di rinnovarsi e restare al passo con i tempi che cambiano: è questo uno dei valori aggiunti dell’Ippodromo Snai San Siro “Continuiamo a lavorare molto per valorizzare e rendere sempre più attrattivo questo luogo storico di Milano, inaugurato nel 1920, bellissimo e situato nel cuore della città, caratterizzato da uno straordinario stile Liberty. Abbiamo avviato da lunedì scorso i nuovi lavori per recuperare e ristrutturare i 2000 metri quadri per creare nuovi spazi per eventi privati, aziendali, sportivi e ippici. La volontà è quella di creare un luogo sempre attivo e che possa accogliere chiunque voglia vivere Milano e il nostro Ippodromo, affacciandosi al contempo al mondo ippico”. conclude Marco Chantre Bompiani.

L’iniziativa conferma la volontà dell’Ippodromo di essere considerato uno spazio aperto alla città, capace di affiancare agli appuntamenti sportivi anche occasioni di svago e socialità per tutta la famiglia.

TFF, da Travolta a Pamela Anderson. Giulio Base: "Torino si illumina"

Roma, 5 nov. (askanews) – John Travolta, Isabelle Huppert, Fanny Ardant, Andy Garcia, Pamela Anderson, Luc Besson, Stephen Frears, Mike Newell, Josh Safdie, Mira Sorvino, solo per citare alcuni nomi. Tante le star in arrivo alla 44esima edizione del Torino Film Festival, dal 24 novembre al 2 dicembre, che riceveranno il Premio Stella della Mole.

Un festival al femminile e dedicato alla divina Marilyn Monroe che sorride sul manifesto di questa edizione e a cui è dedicata una retrospettiva con 24 film, nel centenario della nascita. Molto presente il tema della sessualità nel programma di questa edizione, ha detto il direttore artistico Giulio Base: “Mi ero impegnato a custodire l’impronta autoriale e cinefila di questo festival e questo è il principio che continua a guidarmi: 120 titoli, come gli anni scorsi e nessuna serie televisiva, perché vengono celebrate da molte altre manifestazioni. Con orgoglio ribadisco che le presenze femminili avranno una voce prorompente, dalle tre donne a guidare le giurie dei concorsi – Francesca Archibugi, Stefania Casini e Chiara Francini – alla sezione principale dove le regie al femminile sono 10 su 16 film in Concorso”.

Tre le sezioni di concorso (lungometraggi, documentari e cortometraggi) e tre quelle non competitive (Fuori concorso, Zibaldone e Retrospettiva Marilyn Monroe). Tra i titoli del Concorso, gli italiani “L’ora più bella” di Ernesto Maria Censori con Andrea Arcangeli, Filippo Timi, Peppe Servillo e “Il primo giorno di vita di Leonardo Revelli, figlio unico” esordio alla regia di Stefano Grasso con Valerio Mastandrea, Francesco Gheghi e Valeria Bruni Tedeschi. E “Thirteen in Gaza” di Hosam Abu Dan, il primo lungometraggio di finzione realizzato a Gaza dopo 12 anni, un esordio. 

Apertura con “Novembre 1963 – L’assassinio di J. F. Kennedy” (November 1963) di Roland Joffé al Teatro Regio con il regista e John Travolta, che nel corso del festival presenterà anche in anteprima italiana fuori concorso il primo film da lui diretto, “Propeller One-Way Night Coach” sulla sua passione per il volo fin da bambino. Fuori Concorso sarà presentato anche il documentario rivelazione di Nathan Fielder e Lance Oppenheim, “You Can See Everything” su Elizabeth Holmes e ci sarà il nuovo film con Ficarra e Picone “La notte delle fragole” di Alessandro Genovesi. Chiuderà il festival il biopic “Villeneuve : L’ascension d’une légende” di Yan Lanouette Turgeon.

Ricca la sezione Zibaldone in cui, oltre a molte delle star premiate come Besson, Ardant in versione regista, Safdie, Newell, ci saranno “Audrey La Mer” di Levi Riso, “L’ultimo salto” di Umberto Carteni, “Sguardi” di Marco Ponti, “Under the rain” di Fabrizio Maria Cortese, la prima regia di Antonia Liskova, il fantasy “Il mio nemico immaginario” con Fabio Volo, Giulia Bevilacqua e Loretta Goggi; “Rondolino docet” di Mimmo Calopresti, il documentario su Moretti “Caro Nanni” di Pablo Maqueda e l’esordio di David Ambrosini “Il paradiso è un posto bellissimo”; inoltre, Celeste Della Porta si metterà alla prova con il musical in “Costanera” sulle musiche di Raphael Gualazzi, una sorta di “La La Land all’italiana” come l’ha definito il direttore artistico, di Mauro Diéz Concari. 

Un programma tra opere prime e seconde e star italiane e internazionali, ha sottolineato Giulio Base. “Il mandato che mi era stato consegnato era di trasformare il festival, questo luogo prestigioso e un po’ di nicchia, in qualcosa che fosse visibile a tutti. Capisco che qualcuno ha potuto storcere il naso ma Torino non poteva restare segreto, è diventato un festival illuminato, ed era quello che volevamo. Mi dà fiducia che anche la città lo apprezzi e mi riempie il cuore”. E ha aggiunto: “Ho voglia di continuare a illuminare il Torino Film Festival mantenendo la cifra autoriale, in Concorso ci sono ancora opere prime e seconde di altissimo livello”.

Alla presentazione era presente tra gli altri la Sottosegretaria al ministero della Cultura Lucia Borgonzoni, che ha aggiunto: “Un festival che è cresciuto e con un budget in un certo senso limitato – circa 2 milioni e 800mila euro, come nelle edizioni passate – ha saputo coniugare film sperimentali e film che attraggono il grande pubblico, ha vissuto una rinascita e senza chiedere ulteriori fondi e risorse”.

Marco Rubio valuta le dimissioni in vista delle presidenziali 2028

Roma, 5 nov. (askanews) – Il segretario di Stato americano Marco Rubio starebbe valutando di dimettersi ora per potersi candidare alla presidenza degli Stati Uniti nel 2028. Lo scrive il quotidiano britannico The Independent.

Secondo fonti del quotidiano, il Segretario di Stato – che ricopre anche il ruolo di Consigliere per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca – si starebbe preparando a correre per la nomination repubblicana in vista delle elezioni del novembre 2028, con il vicepresidente J.D. Vance attualmente come suo principale rivale. Già prima dei disastrosi risultati delle Midterm autorevoli esponenti del partito negli Stati Uniti e figure di spicco del governo britannico avevano riferito al “The Independent” che Rubio avrebbe potuto abbandonare il suo ruolo di alto livello nell’amministrazione del presidente Donald Trump.

Ora una fonte interna a Washington ha dichiarato al quotidiano che Rubio ha bisogno di “prendere le distanze dalla guerra in Iran e scaricare la responsabilità su Trump”. Un alleato di Rubio ha commentato: “Per lui ha perfettamente senso dimettersi e lasciare l’amministrazione. Al momento è il candidato favorito per ottenere la nomination” repubblicana, ed “è decisamente in vantaggio rispetto a Vance. Tuttavia, non può candidarsi finché rimane Segretario di Stato; restare legato all’amministrazione non farebbe altro che danneggiare le sue prospettive”.

Rubio è uno dei cinque membri dell’attuale gabinetto di Trump che, secondo le indiscrezioni, si starebbero preparando ad abbandonare la nave dopo l’umiliazione subita alle elezioni di metà mandato.

Rugby, Nations Championship, il XV Azzurro per il Sudafrica

Roma, 5 nov. (askanews) – Il commissario tecnico della Nazionale italiana maschile, Gonzalo Quesada, ha ufficializzato la formazione che affronterà il Sudafrica sabato 7 novembre alle 12.40 all’Allianz Stadium di Torino nel match valido per la quarta giornata del Nations Championship che inaugurerà le Northern Emisphere Series.

Il triangolo allargato della prima formazione dell’Italia per la stagione 2026/27 sarà formato da Belloni, Capuozzo e Ioane, stesso trio sceso in campo contro il Cile nel novembre 2025, con scambio di maglia tra Belloni e Capuozzo, mentre l’ala del Lione nel match contro i Campioni del Mondo in carica toccherà quota 50 caps. Coppia di centri inedita per la scena internazionale con Marin e Odogwu, mentre le chiavi della mediana saranno affidate a Paolo Garbisi e Alessandro Fusco. In terza linea, dopo aver partecipato al raduno del Guinness Sei Nazioni 2026 senza essere mai utilizzato, farà il suo esordio con la maglia numero sette Samuele Locatelli che completerà il reparto con Lorenzo Cannone e Ortombina.

In seconda linea ci sarà l’esperienza di Ruzza e Niccolò Cannone, mentre in prima linea Giacomo Nicotera andrà a collezionare il suo secondo cap da capitano, guidando la Nazionale per la prima volta su territorio nazionale dopo il debutto nel ruolo nel tour del 2025 in Namibia, con Niccolò Cannone e Paolo Garbisi vice-capitani.

A completare il reparto insieme al tallonatore dello Stade Francais ci saranno Ferrari – insieme ad Allan unici due reduci della vittoria contro il Sudafrica a Firenze nel 2016 – e Hasa. Pronti a subentrare dalla panchina Di Bartolomeo, Fischetti, Neculai, Opoku, Vintcent, Varney e il veterano Allan. La direzione del match sarà affidata all’irlandese Eoghan Cross.

Questa la formazione azzurra: Belloni, Capuozzo, Odogwu, Marin, Ioane, Garbisi, Fusco, Cannone, Locatelli, Ortombina, Ruzza, Cannone, Ferrari, Nicotera, Hasa; in panchina: Di Bartolomeo, Fischetti, Neculai, Opoku Gyamfi, Vintcent, Zuliani, Varney, Allan.

Tessile, Cancila (Art-Er): serve quadro Ue omogeneo per imprese

Rimini, 5 nov. (askanews) – “Siamo in grande attesa di quello che emergerà sia dal tavolo Ecodesign sia dalle direttive relative al Digital Product Passport, soprattutto nel tessile, che hanno una grande influenza. Fino a che queste regole non arriveranno a una completezza con gli atti delegati, si farà fatica a trovare un’attuazione locale che possa rendere le nostre aziende proattive”. Lo ha detto Enrico Cancila di Art-Er, l’agenzia della Regione Emilia-Romagna per lo sviluppo dell’innovazione e il trasferimento tecnologico, a margine di Ecomondo alla Fiera di Rimini. L’azione verso le imprese, ha spiegato, va modulata “in modo che quando anche la compliance con le leggi europee arriverà si sia pronti, ma allo stesso tempo non si facciano lavori inutili”.

In Emilia-Romagna ci sono già “sperimentazioni interessanti e pregevoli”, ha sottolineato Cancila, ricordando che i distretti più coinvolti sono quello del tessile di Carpi e quello delle calzature di San Mauro Pascoli. Il tema è “distinguere le varie filiere: la filiera del fast fashion rispetto a chi invece produce in maniera un pochino più sostenibile verso l’alta moda”, perché i modelli di business sono diversi. “Molti si stanno impegnando sulla sostenibilità, ma deve essere chiaro a tutti cosa vuol dire sostenibilità, sennò siamo sempre al palo”. Nei due distretti Art-Er ha condotto le prime misurazioni della circolarità delle imprese, nell’ambito del Tavolo regionale permanente della moda. A San Mauro Pascoli le aziende hanno mostrato buone performance nella produzione, con grande attenzione a limitare sprechi e rifiuti, ma resta da affrontare la valorizzazione degli scarti di pellame. A Carpi, dove l’analisi ha coinvolto dieci imprese, l’approvvigionamento è risultato la fase più debole, con una performance media del 38%, legata alla natura prevalentemente contoterzista delle aziende e alla scarsa tracciabilità lungo la filiera, mentre il design si è fermato al 49%, con punte del 68% su durabilità e riparabilità dei capi.

“La concorrenza, soprattutto sul tessile, dell’e-commerce e di tutti i mercati esteri, Cina in primis, è molto forte sul prezzo: dobbiamo trovare un modo per comunicare sostenibilità e trasparenza e informare il consumatore su cosa sta comprando”, ha aggiunto Cancila. “Non ci si arriva solo come sistema Emilia-Romagna: deve essere tutto il sistema della Commissione europea a dialogare per un percorso comune. In un mercato globale l’azione locale arriva solo fino a un certo livello”.

Acqua, Masanello (Almaviva): “Ciò che non misuri lo subisci”

Rimini, 5 nov. (askanews) – “Per quanto riguarda l’idrico si tratta di ridurre le perdite, che è un tema strettamente connesso all’energia. La nostra filosofia è quella di misurare: tutto ciò che non misuri lo subisci”. Lo ha detto Franco Masanello, amministratore delegato di Almaviva Bluebit, società del gruppo Almaviva, a margine di Ecomondo alla Fiera di Rimini. Un contributo “fondamentale per il Paese, considerando che l’acqua abilita il 21-22% del Pil”, ha sottolineato.

Le misurazioni, ha spiegato Masanello, “possono essere effettuate a terra oppure tramite dati satellitari”. A terra il gruppo utilizza sensori in campo e il nuovo data logger Bjong+, presentato in fiera, progettato e realizzato in Italia, che acquisisce segnali di qualsiasi tipo e li trasmette con diversi protocolli. I dati confluiscono nella piattaforma Smart Water Management System, “dove milioni o centinaia di milioni di dati vengono processati, verificati e resi integri. A quel punto abilitiamo decisioni basate su dati certi; alla decisione segue l’azione, come andare a riparare la perdita e misurarne i risultati con una minore dispersione idrica”.

A Rimini Almaviva presenta anche una nuova piattaforma proprietaria che individua le perdite attraverso l’osservazione satellitare, integrando dati ambientali e informazioni sulla rete. In un caso applicativo ha permesso di circoscrivere le verifiche sul campo da 48 a 11 chilometri di condotte, con una riduzione del 77% dell’estensione da controllare.

Tessile, Erion Textiles: grandi catene moda pronte per l’Epr

Rimini, 5 nov. (askanews) – “Il settore del riciclo dei rifiuti tessili sta vivendo un momento di cambiamento. Siamo in attesa di una normativa sulla responsabilità estesa del produttore che è attesa entro la fine del 2026”. Lo ha detto Luca Campadello, direttore generale di Erion Textiles, a margine di Ecomondo alla Fiera di Rimini. “I produttori di moda e abbigliamento, pensate alle grandi catene retail, ma anche i grandi operatori dell’online, si sono uniti all’interno del nostro consorzio per presidiare l’implementazione e l’organizzazione della raccolta, della selezione e del riciclo degli abiti usati, che una volta che il decreto verrà pubblicato verranno gestiti sotto il coordinamento delle aziende della produzione”, ha spiegato.

Il consorzio, ha ricordato Campadello, ha già avviato raccolte in negozio in alcuni Comuni italiani e un’iniziativa di ecomodulazione, per “capire come incentivare i produttori nella produzione di prodotti più sostenibili”. Una sostenibilità che “si declina all’interno della parola riciclabilità: quindi abiti più riciclabili, abiti più durevoli, più robusti, che vivono una vita più lunga, e abiti che possano contenere materiale riciclato”.

“L’ultimo lavoro che stiamo facendo sono le valutazioni economiche, capire quanto costerà alle aziende produttive occuparsi della raccolta, della selezione e del riciclo degli abiti usati – ha aggiunto il direttore generale -. Stiamo accompagnando queste grandi catene nell’immaginare dove investire i costi: nella ricerca e sviluppo, nella riparazione, oppure nei trasporti, nella selezione, nel riciclo”.

Antitrust-Bankitalia: concorrenza stabile, ma limitato ricambio imprese leader

Roma, 5 nov. (askanews) – Le condizioni concorrenziali dell’economia italiana sono rimaste sostanzialmente stabili tra il 2010 e il 2023: non emerge un aumento generalizzato del potere di mercato delle imprese. Permangono però comparti molto concentrati e un ricambio limitato nelle posizioni di vertice. È il quadro che emerge dal Rapporto “Lo stato della concorrenza in Italia”, presentato oggi a Roma dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e dalla Banca d’Italia, come riporta un comunicato nel corso di un convegno in corso di svolgimento in Piazza Verdi.

Il Rapporto offre una lettura integrata di tre dimensioni della concorrenza: margini delle imprese, concentrazione del fatturato e dinamismo imprenditoriale. L’aumento del markup, ossia il rapporto tra prezzi praticati e costi di produzione, è stato moderato e ha riguardato soprattutto comparti che all’inizio del periodo presentavano margini più bassi.

La concentrazione del fatturato, si legge, cresciuta durante la crisi del debito sovrano, nel 2023 è tornata su livelli prossimi a quelli iniziali. Questi risultati mostrano una situazione diversa da quella di altri Paesi, soprattutto degli Stati Uniti, dove l’aumento dei margini delle imprese e la crescente concentrazione del mercato segnalano un possibile indebolimento della concorrenza.

In Italia, tuttavia, il rinnovamento imprenditoriale è stato frenato da una dinamica demografica sfavorevole: per gran parte dello scorso decennio le imprese che hanno chiuso sono state più numerose di quelle nate, una tendenza che si è invertita solo dal 2021.

Dal Rapporto AGCM-Banca d’Italia emerge anche che le posizioni di vertice restano occupate in larga parte dalle stesse imprese, pur con segnali di maggiore ricambio negli ultimi anni. Un sano funzionamento dei mercati, conclude l’analisi, richiede l’ingresso di nuove imprese e la crescita di quelle più produttive. Rimuovere gli ostacoli a questi processi può rafforzare gli incentivi all’innovazione e all’efficienza, con benefici per la produttività, la crescita e i consumatori.

Zelensky: lavoriamo intensamente con il Vaticano per i bimbi rapiti

Roma, 5 nov. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di star “lavorando intensamente con il Vaticano” per riportare in patria i bambini ucraini rapiti dalla Russia.

“Stiamo lavorando intensamente con il Vaticano, i Paesi del Medio Oriente e gli altri nostri partner. Finora siamo riusciti a riportare a casa 2.790 bambini su oltre 20.000 che sono stati rapiti. Ma ogni volta si tratta di una sfida: ritrovarli, verificarne l’identità, dimostrare i fatti e riportarli in patria. E ogni volta la Russia si oppone” ha spiegato il presidente ucraino, a seguito di un incontro con il primo ministro di Andorra, Xavier Espot Zamora.

Cesare Cremonini con Malika Ayane nel singolo "Cose molto piccole"

Milano, 5 nov. (askanews) – Da domani, venerdì 6 novembre, sarà in tutte le radio “Cose molto piccole”, il nuovo singolo di Cesare Cremonini con Malika Ayane. Il brano è tratto da AMATEUR, il decimo album di inediti di Cremonini, uscito il 23 ottobre. Sedici anni dopo, Cesare e Malika tornano a cantare insieme in una canzone d’amore fatta di abitudini, dettagli e piccole cose quotidiane. “Cose molto piccole” parte da una stanza e lentamente allarga lo sguardo. Una casa un po’ in disordine, le luci della strada, due persone su un divano, una cena da decidere, i pensieri che diventano briciole. Poi lo sguardo si sposta verso i pianeti, l’oceano, le navi: dalle cose più piccole all’universo, la canzone mette nello stesso spazio la normalità di due vite e la magia delle cose di ogni giorno. «Quando è nato questo verso della canzone ho pensato subito a Malika. La sua voce raccoglie e riordina sempre “cose piccole”, intime. Le porta in primo piano nelle canzoni. Io credo che Malika sia una straordinaria artista della realtà, capace di dare un colore perfetto alle nature morte che ci circondano, come una fantastica studiosa della verità», racconta Cremonini. Dall’altra parte c’è un rapporto che Malika racconta attraverso la musica e l’affetto che li lega: «Ho sempre trovato la penna di Cesare estremamente raffinata, intensa, capace di raggiungere una dimensione alta e rara. Sono davvero felice di far parte di questo progetto, perché l’amore che entrambi nutriamo per la musica, quando si incontra e trova una direzione comune, riesce a dare vita a qualcosa di bello, autentico, speciale. E poi per l’affetto profondo che ci lega», racconta Malika Ayane.

Ad accompagnare l’uscita del singolo, un video che ripercorre la prima esecuzione dal vivo di “Cose molto piccole”, sul palco dell’O2 Shepherd’s Bush Empire di Londra, durante lo showcase di presentazione di AMATEUR. Le immagini del concerto si alternano ad alcuni momenti delle registrazioni in studio, intrecciando la dimensione live con quella più intima della nascita della canzone.

Nel brano Jeremy Stacey suona la batteria. Gli archi, arrangiati da Alessandro Magnanini e Rosie Danvers, sono eseguiti da Wired Strings e registrati ai RAK Studios di Londra.

A grande richiesta aprono due nuovi turni per i Meet and Greet e Photocall di Bologna e Milano. È possibile partecipare fino ad esaurimento disponibilità, acquistando una copia fisica di AMATEUR entro il 12 novembre. Per tutte le informazioni è necessario contattare i negozi partecipanti all’evento.

Il prossimo capitolo sarà AMATOUR, il tour nei palasport in partenza a novembre, con 190.000 biglietti venduti. 24 novembre – Ancona, Palaprometeo (DATA ZERO – SOLD OUT) 27 novembre – Bologna, Unipol Arena (SOLD OUT) 28 novembre – Bologna, Unipol Arena (SOLD OUT) 30 novembre – Bologna, Unipol Arena (SOLD OUT) 2 dicembre – Bologna, Unipol Arena 4 dicembre – Bologna, Unipol Arena (SOLD OUT) 5 dicembre – Bologna, Unipol Arena 6 dicembre – Bologna, Unipol Arena 9 dicembre – Torino, Inalpi Arena 10 dicembre – Torino, Inalpi Arena

12 dicembre – Torino, Inalpi Arena 15 dicembre – Milano, Unipol Forum 16 dicembre – Milano, Unipol Forum 18 dicembre – Milano, Unipol Forum (SOLD OUT) 19 dicembre – Milano, Unipol Forum (SOLD OUT) 21 dicembre – Milano, Unipol Forum

Calcio, Fifa: membro Consiglio Kohzo Tashima si candida a presidente

Roma, 5 nov. (askanews) – Il membro del Consiglio Fifa Kohzo Tashima intende candidarsi alla presidenza della federazione calcistica mondiale sfidando l’attuale presidente Gianni Infantino. Lo hanno riferito i media giapponesi, al termine di una riunione della federazione calcistica nazionale.

Tashima è il primo sfidante credibile di Infantino a emergere da quando, lo scorso luglio, il presidente della Fifa aveva suscitato forti polemiche nel mondo del calcio internazionale con un piano per cedere a investitori privati quote dei futuri ricavi dei Mondiali.

Il quotidiano giapponese Asahi ha riferito che Tashima ha annunciato la propria intenzione di candidarsi alle elezioni del prossimo marzo e che i membri del consiglio direttivo della federazione calcistica giapponese (Jfa) hanno approvato all’unanimità il proprio sostegno alla sua candidatura. Anche il quotidiano sportivo Nikkan Sports ha riportato la notizia.

La Jfa non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento dell’agenzia di stampa Associated Press. Tashima, 68 anni, è un ex calciatore della nazionale giapponese ed ex presidente della federazione calcistica del Paese. Fa parte dell’organo direttivo della Fifa dal 2015, quando alla presidenza c’era Sepp Blatter.

Tashima ha reputazione di dirigente rispettato, diplomatico e poco incline a esporsi nel mondo spesso opaco della politica calcistica. Per candidarsi è necessario ottenere il sostegno ufficiale di almeno cinque delle 211 federazioni affiliate alla Fifa, che saranno chiamate a votare il 18 marzo a Rabat, in Marocco. I candidati dovranno inoltre superare una verifica dei requisiti di eleggibilità da parte di una commissione di tre membri nominata dalla Fifa.

La Uefa, l’organo di governo del calcio europeo, sta guidando gli sforzi per individuare un candidato in grado di sfidare Infantino, in vista della scadenza del 18 novembre per la presentazione delle candidature.

Serie di allarmi bomba sui voli, Ue: inaccettabili minacce ai civili. Monitoriamo la situazione

Roma, 5 nov. (askanews) – La Commissione europea interviene sul caso dei falsi allarmi bomba che da qualche giorno si succedono sui velivoli nei cieli europei. “Qualsiasi minaccia nei confronti dei civili è inaccettabile. Garantire l’incolumità e la sicurezza dei cittadini rimane una priorità. Stiamo monitorando attentamente la situazione e siamo in contatto con gli Stati membri interessati e con l’Agenzia europea per la sicurezza aerea”, ha scritto sui social il Commissario europeo per i Trasporti sostenibili e il Turismo Apostolos Tzitzikostas.

“Ho chiesto alle autorità nazionali – cui spetta la responsabilità di valutare le minacce alla sicurezza, indagare sugli incidenti e attuare le opportune misure di sicurezza nel settore dell’aviazione – di collaborare strettamente con i gestori aeroportuali, le compagnie aeree e le forze dell’ordine”, ha aggiunto.

“È ancora troppo presto per trarre conclusioni su un eventuale collegamento tra gli incidenti segnalati. Le indagini a livello nazionale sono tuttora in corso”, ha precisato.

In Italia, il ministro di Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, segue con particolare attenzione la questione legata ai ripetuti allarmi bomba che stanno investendo il traffico aereo europeo. Salvini, riporta il Mit con una nota, è in stretto contatto con l’Enac per monitorare i voli che atterrano su suolo italiano e con l’Enav per la gestione del traffico aereo che sorvola l’Italia senza fare scalo nel nostro Paese.

Banche, Siani (Bankitalia): su IA e innovazione cruciale rapido adattamento

Roma, 5 nov. (askanews) – L’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale (IA) “sono oggi tra i principali fattori di trasformazione del settore finanziario e implicano sfide inedite per la solidità degli intermediari, la continuità dei servizi essenziali e la stabilità del sistema economico. Questi fattori “stanno modificando l’operatività degli intermediari” finanziari, “creando opportunità e nuove fonti di rischio”, assieme a “opportunità importanti”. Lo ha rilevato Giuseppe Siani, capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia oggi nel suo intervento alla commissione parlamentare di inchiesta sule banche.

“Il rispetto formale delle regole non basta – ha avvertito -. Gli intermediari devono comprendere e anticipare i riflessi dell’evoluzione digitale, governare le dipendenze tecnologiche, preservare le funzioni essenziali e i servizi critici, adottare piani di investimento in tecnologie, in controlli e in competenze, valutare i rischi derivanti dal ricorso da terze parti. La velocità di adattamento è ormai diventata anche un fattore strategico per preservare la sostenibilità nel tempo del modello operativo”.

“La resilienza – ha proseguito Siani – non può pertanto essere delegata alle sole funzioni tecniche, ma rappresenta un obiettivo aziendale prioritario, che richiede il pieno coinvolgimento dei vertici e implica scelte strategiche, organizzative e di investimento. Il rafforzamento della resilienza è quindi una responsabilità condivisa tra intermediari, fornitori tecnologici e Autorità, che devono contribuire, secondo le proprie responsabilità, alla costruzione di un ecosistema sicuro e capace di preservare la fiducia dei cittadini e delle imprese”.

“La Banca d’Italia – ha concluso – sostiene l’innovazione e la trasformazione digitale del settore finanziario e contribuisce a mitigarne i rischi. Negli scorsi mesi, abbiamo intensificato il confronto con le Autorità nazionali ed estere, gli operatori finanziari e i fornitori di servizi ICT per ribadire che lo sviluppo dell’innovazione, delle competenze e della capacità di governo dei rischi rafforzano la sicurezza e la resilienza del sistema finanziario”.

Italia in primo piano per la transizione ecologica

Rimini, 5 nov. (askanews) – Un valore economico pari a 555 miliardi di euro, a dimostrazione del ruolo di primo piano svolto dall’Italia nella gestione dei rifiuti e nella transizione ecologica. È la fotografia scattata dal nuovo studio realizzato da TEHA Group in collaborazione con CONAI, e presentato a Ecomondo, nel corso di un incontro promosso insieme ad Assoambiente ed Omnisyst, per fare il punto sulla competitività e sulle prospettive della filiera.

“Con questo studio abbiamo delineato un modello fondato su 5 pilastri e 4 leve, che identifica 3 grandi priorità. La prima riguarda la governance e il mercato unico, fondamentali per costruire un vero mercato unico europeo; la seconda punta a riallineare domanda e offerta, favorendo una simbiosi industriale che renda stabile il mercato delle materie prime seconde; la terza, infine, si concentra sulla finanza e sulla disponibilità di investimenti per sostenere l’intero percorso” ha dichiarato Luca Piatto, Responsabile dell’Area Rapporti con il Territorio di CONAI.

Lo studio evidenzia i dati più significativi del settore, ma mostra come il mercato delle materie prime seconde fatichi ancora a svilupparsi, richiamando gli interventi più urgenti a livello europeo.

“Per alcuni materiali riciclati non c’è abbastanza mercato: la plastica ne è l’esempio più evidente, perché oggi quella vergine costa meno di quella riciclata, ed è per questo che dobbiamo sostenere il mercato del riciclo. Partiamo intanto dall’Italia, che esporta ancora una grossa quantità di rifiuti speciali a causa di un forte deficit impiantistico. Faccio un esempio: rimuoviamo l’amianto ovunque, ma non abbiamo impianti dedicati per trattarlo o riciclarlo, per cui siamo costretti a spedirlo in Germania. Dobbiamo colmare al più presto questo divario impiantistico che il nostro Paese ancora affronta” ha aggiunto Chicco Testa, Presidente di Assoambiente.

Servono quindi interventi per tutelare il riciclato europeo rispetto a materie vergini e importate.

“Abbiamo tre attori principali nella filiera: chi produce il residuo, chi lo tratta e chi riutilizza la materia prima seconda ottenuta dal trattamento. Omnisyst si inserisce in questo processo trovando la migliore destinazione per il residuo industriale, affinché venga gestito con la tecnologia più avanzata. Verso gli impianti di trattamento svolgiamo un ruolo di aggregatore, riuscendo così a favorire il setup di flussi continui con volumi che abbiano un reale peso industriale. Infine, forniamo la tecnologia necessaria a tracciare l’intero flusso di materiale, accompagnando la materia prima seconda con un set di dati indispensabile per renderla perfettamente fruibile a chi dovrà riutilizzarla” ha concluso Enrico Meacci, CEO di Omnisyst.

Per superare gli ostacoli che impediscono il riutilizzo dei residui industriali occorre quindi puntare su tracciabilità e digitalizzazione: una svolta necessaria per garantire efficienza e dare reale valore all’intera filiera.

Autonomia, PD-M5S-AVS: no a forzature, audire presidenti del Sud

Milano, 5 nov. (askanews) – I capigruppo delle opposizioni in Commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè (Partito Democratico), Alfonso Colucci (Movimento 5 Stelle) e Filiberto Zaratti (Alleanza Verdi e Sinistra), hanno chiesto che, nell’ambito delle audizioni sull’autonomia differenziata, vengano ascoltati i presidenti delle Regioni Calabria, Basilicata, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania, Puglia e Sardegna.

“Queste audizioni sono fondamentali per valutare nel merito gli effetti delle nuove attribuzioni di competenze e poteri alle Regioni proposte dal governo, anche alla luce delle profonde preoccupazioni evidenziate dal dossier dell’Ufficio studi della Camera. Non si può procedere senza ascoltare chi governa territori che potrebbero essere direttamente interessati dalle conseguenze di questa riforma. Lo stesso dossier richiama PERALTRO un passaggio essenziale della giurisprudenza costituzionale: il Parlamento non può essere ridotto a un ruolo di mera approvazione o rifiuto dell’intesa, secondo la logica del ‘prendere o lasciare’, con l’esclusione della possibilità di intervenire attraverso emendamenti. Qualora le Camere intendessero apportare modifiche sostanziali all’accordo raggiunto, infatti, questo dovrebbe essere rinegoziato tra il Governo e la Regione interessata. Siamo dunque di fronte a un procedimento complesso, che richiede approfondimento, confronto e pieno rispetto delle prerogative parlamentari. Non può essere sacrificato alla fretta della maggioranza, che ha già chiesto il voto a data certa e sembra voler accelerare a ogni costo l’iter per saldare un conto politico con uno degli azionisti della coalizione di governo. Su una riforma che rischia di incidere profondamente sull’unità del Paese e sui diritti dei cittadini non sono ammissibili forzature”, spiegano gli esponenti delle opposizioni.

Meloni: l’Ue parli con una voce sola sulla questione ucraina. Inaccettabile andare in ordine sparso

Roma, 5 nov. (askanews) – “Alla luce dei più recenti sviluppi, sono costretta a tornare su un tema che ho più volte sollevato in Consiglio europeo. Mi riferisco alla necessità, per l’Europa, di parlare con una sola voce sulla questione ucraina. Necessità ormai improcrastinabile”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una lettera inviata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.

“Dando l’immagine di un’Europa che va in ordine sparso” sull’Ucraina “non facciamo altro che l’interesse di chi vuole che questa guerra continui”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una lettera inviata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.

“Consentimi, al riguardo, di ripercorrere solo – spiega la premier – quanto accaduto nell’ultimo mese. A Miami un incontro ‘informale’ tra i consiglieri per la sicurezza nazionale di alcuni Stati europei, Ucraina, e rappresentanti NATO e UE è stato confermato solo successivamente, da fonti statunitensi. Poi ci siamo riuniti a Oslo. Pochi giorni dopo, a Helsinki, durante la sessione del Consiglio nordico, il presidente Stubb e il primo ministro Støre hanno sospeso i lavori per una telefonata ‘a titolo nazionale’ con il presidente russo Putin. Immediatamente dopo è stata convocata per il 19 novembre, a Berlino, una riunione della Coalizione dei Volenterosi, che riunisce 37 Stati. Ma, una settimana prima, cioè il 12 novembre – a margine della riunione della Comunità politica europea – siamo stati convocati a una riunione del cosiddetto ‘formato Berlino’, che ha una composizione ancora diversa da tutte le altre che ho citato”.

“Come se non bastasse, apprendo che in questi giorni – continua Meloni – hanno luogo riunioni di livello tecnico a Bruxelles, e che è prevista una non meglio precisata presenza europea ai colloqui previsti ad Abu Dhabi tra ucraini e russi con la mediazione americana. E, nel frattempo, ci saremo visti al Consiglio europeo informale di Dublino”. “Ho rimesso in fila gli esempi solo dell’ultimo mese – sottolinea la presidente del Consiglio – perché penso che spieghino più di qualsiasi parola quanto tutto questo ci stia rendendo poco credibili nella gestione di uno dei dossier più complicati con i quali le nostre nazioni si confrontano. E sono convinta che tutti ci rendiamo conto di come, dando l’immagine di un’Europa che va in ordine sparso, non facciamo altro che l’interesse di chi vuole che questa guerra continui. E penso che sia inaccettabile, atteso che in gioco ci sono vite umane e il futuro della nostra sicurezza”.

Il Consiglio europeo di dicembre “decida una volta per tutte chi siede al tavolo negoziale” sull’Ucraina “in rappresentanza dell’Unione europea, e con quale mandato”, chiede la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni nella lettera inviata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. “Metto nero su bianco queste parole, Antonio, perché voglio che rimanga agli atti – aggiunge la premier – che non mi presto a questa dinamica, né intendo restare a guardare mentre si consuma.
Allo stesso tempo, voglio sgombrare il campo da qualsiasi equivoco: non sto chiedendo un posto per l’Italia in questo o in quel formato. Tutt’altro: se può rendere la mia richiesta più credibile, sono pronta a dire che non chiedo questo ruolo né per me né per l’Italia. Quando abbiamo potuto, non abbiamo mai fatto mancare il nostro contributo, e non lo faremo domani. Ma non siamo disposti ad accettare che si negozino, in assenza di un mandato, impegni che anche la nostra nazione sarà poi chiamata ad assumere”.
“Inoltre, il risultato ci sta molto più a cuore del formato, e perché l’Europa possa ambire a determinarlo deve parlare con una voce sola, e autorevole. Quello che continuo a chiedere – sottolinea Meloni – è che si decida una volta per tutte chi siede al tavolo negoziale in rappresentanza dell’Unione Europea, e con quale mandato. Perché procedere in ordine sparso, con iniziative che si rincorrono e si accavallano non ci aiuterà, né con i nostri partner, né con chi dobbiamo convincere a fermare un’aggressione insensata”. “Chiedo formalmente che nel prossimo Consiglio europeo informale di Dublino la questione venga discussa, affinché il Consiglio europeo di dicembre – conclude la presidente del Consiglio – sia in grado di formalizzare una decisione sul punto, anche dopo un raccordo con Regno Unito, Norvegia e gli altri partner europei interessati. In caso contrario, temo che rischiamo di condannare l’Europa all’irrilevanza nel processo negoziale. Confido che metterai la questione tra le tue priorità e sai che potrai sempre contare sul mio sostegno”.