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Ferrara Buskers Festival, per edizione 2026 "Aspettati l’inaspettato"

Roma, 13 lug. (askanews) – Dal 26 al 30 agosto il centro storico di Ferrara tornerà a trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto per la 39esima edizione del Ferrara Buskers Festival, la manifestazione internazionale dedicata all’arte e alla musica di strada che, dal 1988, richiama in città artisti e pubblico da tutto il mondo. Come da tradizione, il Festival sarà anticipato dall’anteprima di Comacchio, in programma domenica 23 agosto.

Il tema scelto per quest’anno è “Aspettati l’inaspettato”, un invito a vivere il Festival lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla sorpresa, elementi che appartengono da sempre all’arte di strada. Il filo conduttore dell’edizione guarda verso l’Oriente, con una significativa presenza di artisti provenienti da Giappone, Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan, Iran e da numerosi altri Paesi, protagonisti di un dialogo artistico e culturale che attraverserà l’intera manifestazione.

Saranno 78 i gruppi invitati, per un totale di 259 artisti, di cui 201 Under 35, provenienti da 27 Paesi. Musicisti, performer, acrobati, giocolieri, beatboxer, danzatori e artisti di strada trasformeranno Ferrara in un luogo di incontro tra culture, linguaggi e discipline artistiche differenti.

Oltre ai 60 spettacoli al giorno divisi in slot di un’ora, il Festival proporrà 43 laboratori, 13 talk, 6 reading, 2 mostre fotografiche, workshop musicali, attività dedicate alle famiglie, iniziative sociali, spettacoli nelle RSA e nella Casa Circondariale di Ferrara, oltre al tradizionale Dopofestival dalla mezzanotte – ad ingresso gratuito nel Cortile del Castello Estense – alla scoperta dei dj set e della musica elettronica buskers, oltre alle aree dedicate allo street food e ai mercatini.

Artista dell’Anno sarà Frankie Hi-NRG MC, protagonista storico della scena hip hop italiana e scelto per la naturale sintonia tra il suo percorso artistico e i valori che da sempre caratterizzano il Ferrara Buskers Festival: libertà espressiva, attenzione ai temi sociali, autenticità e capacità di trasformare la musica in uno strumento di incontro e partecipazione.

Come per lo scorso anno, l’accesso alle attività del Festival sarà regolato da un biglietto d’ingresso dal costo volutamente contenuto, pensato per sostenere la manifestazione mantenendola accessibile al più ampio pubblico possibile. Il ticket giornaliero costerà 12 euro, mentre l’abbonamento valido per tutte le cinque giornate sarà disponibile a 25 euro, meno di cinque euro al giorno. L’ingresso sarà gratuito per i ragazzi fino ai 13 anni e per le persone con disabilità, con ulteriori agevolazioni dedicate a diverse categorie di visitatori.

Le attività del Festival inizieranno ogni giorno già dal pomeriggio. Da mercoledì a sabato gli appuntamenti prenderanno il via alle 19, mentre le esibizioni dei buskers animeranno il centro storico dalle 20 fino a mezzanotte. Domenica 30 agosto il programma si concentrerà tra le 16 e le 21, con il tradizionale Final Party a chiudere la manifestazione.

Ferrara Buskers Festival è realizzato con il patrocinio del Comune di Ferrara, Ministero della Cultura e Regione Emilia Romagna e grazie alla consolidata partnership con Gruppo Hera, main partner del Festival, che anche quest’anno accompagnerà la manifestazione con un articolato programma di iniziative dedicate alla sostenibilità ambientale e alla promozione di comportamenti responsabili.

“Il Ferrara Buskers Festival è un patrimonio della città di Ferrara, un evento che da quasi quarant’anni contribuisce a definirne l’identità culturale e a farla conoscere nel mondo”, afferma Rebecca Bottoni, Presidente dell’Associazione Ferrara Buskers Festival. “Per questo la sua crescita e la sua realizzazione nelle migliori condizioni possibili rappresentano una responsabilità condivisa: dell’organizzazione, delle istituzioni, delle realtà economiche, delle associazioni di categoria, dei cittadini e di tutti coloro che credono nel valore della cultura come bene comune. Desidero ringraziare l’Assessore alla Cultura Marco Gulinelli e l’Assessore al Commercio Francesco Carità per aver condiviso fin da subito questa visione e per il sostegno concreto che stanno dimostrando al Festival. Un ringraziamento altrettanto sentito va ad Ascom Confcommercio Ferrara, Confesercenti Ferrara, Confartigianato Ferrara, FIPE e CNA Ferrara, che hanno sposato con convinzione questo percorso, riconoscendo nel Ferrara Buskers Festival non solo un grande evento culturale, ma una risorsa strategica per la città, capace di generare valore culturale, sociale ed economico”, ha aggiunto.

“Solo lavorando insieme possiamo custodire e far crescere un progetto unico, che continua a essere il primo e l’originale festival dedicato all’arte dei buskers, un punto di riferimento internazionale capace di unire qualità artistica, accoglienza e partecipazione. È con questo spirito che vogliamo guardare al futuro: facendo squadra per preservare e valorizzare un patrimonio di tutti, mantenendone viva l’identità e l’autenticità che da sempre contraddistinguono il Ferrara Buskers Festival”, ha sottolineato ancora.

Anna raddoppia le date dei live a Milano e Roma dopo i sold out

Milano, 13 lug. (askanews) – A pochi giorni dall’uscita dell’album Million Dollar Babe, Anna – fenomeno generazionale e artista femminile più ascoltata in Italia – annuncia il Sold Out e il raddoppio delle date a Milano e Roma del Million Dollar Babe Tour, la tournée nei principali palazzetti italiani, prodotta da Vivo Concerti. I nuovi appuntamenti sono previsti domenica 13 dicembre 2026 all’Unipol Dome di Milano e domenica 20 dicembre 2026 al Palazzo dello Sport.

In seguito all’uscita del singolo White Girl Wasted, che anticipa il nuovo album Million Dollar Babe, uscito il 10 luglio, Anna torna live con una tournée, prodotta da Vivo Concerti, che arriverà nelle principali città italiane: Pesaro, Padova, Firenze, Napoli, Milano, Torino, Bologna e Roma.

I biglietti per la nuova data a Roma saranno disponibili online su www.vivoconcerti.com da martedì 14 luglio 2026 alle ore 14:00 e in tutti i punti vendita autorizzati da domenica 19 luglio 2026 alle ore 11:00. Invece, i biglietti delle altre date del tour sono già disponibili online su www.vivoconcerti.com e in tutti i punti vendita autorizzati.

Il nuovo singolo White Girl Wasted consolida il sodalizio artistico tra Anna e il produttore MILES. Il titolo si rifà ad un celebre slang americano ed è un inno pop dalle sonorità dance e clubbing, con un ritornello super catchy, bassi potenti e un beat EDM ad altissima intensità. Il 10 luglio è uscito il secondo album in studio Million Dollar Babe, un manifesto di forza, rivalsa e autodeterminazione, che attraversa le contraddizioni del successo, partendo dai concetti di ‘status’ e ‘gloria’, fino al vuoto, alla solitudine e alle illusioni che spesso l’accompagnano. Un disco che celebra la perseveranza, la libertà di essere sé stessi e la capacità di trasformare ogni ferita in consapevolezza.

Nel 2025 ha concluso il suo “VERA BADDIE TOUR”, prodotto da Vivo Concerti, con 10 date tutte sold-out nelle principali arene italiane, è risultata tra le 20 rapper più ascoltate al mondo su Spotify ed è da due anni l’artista femminile più ascoltata in Italia. Il suo album di debutto uscito nel 2024, “VERA BADDIE” (certificato 5xPlatino), è stato il disco femminile più venduto e l’album rimasto più a lungo alla prima posizione nel corso dell’anno. L’artista ha annunciato le prime date estive che la vedranno al Velodromo Paolo Borsellino a Palermo il 7 agosto, al Red Valley Festival ad Olbia il 14, a Piazza della Repubblica a Monfalcone il 23, a Villa Bellini a Catania il 28 e al Sottosopra di Bari il 13 settembre.

Anna – calendario date palasport 2026: Sabato 28 novembre 2026 | Pesaro, Vitrifrigo Arena – Data Zero Lunedì 30 novembre 2026 | Padova, Fiera di Padova Mercoledì 2 dicembre 2026 | Firenze, Mandela Forum Sabato 5 dicembre 2026 | Napoli, Palapartenope Sabato 12 dicembre 2026 | Milano, Unipol Dome – SOLD OUT Domenica 13 dicembre 2026 | Milano, Unipol Dome Nuova Data Martedì 15 dicembre 2026 | Torino, Inalpi Arena Giovedì 17 dicembre 2026 | Bologna, Unipol Arena Sabato 19 dicembre 2026 | Roma, Palazzo Dello Sport SOLD OUT Domenica 20 dicembre 2026 | Roma, Palazzo Dello Sport Nuova Data

L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

Capolista bloccato e fino a 3 preferenze, l’emendamento Fdi-Nm-Udc

Roma, 13 lug. (askanews) – Un capolista bloccato e una lista di sei nomi tra i quali esprimere fino a tre preferenze tracciando un segno nel quadrato posto a fianco del nome e del cognome. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista. È quanto prevede l’emendamento alla legge elettorale presentato da Fdi, Noi Moderati e Udc in aula alla Camera per superare il meccanismo della lista bloccata nei collegi plurinominali. Non viene modificato invece il cosiddetto listone che prevede l’assegnazione di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla coalizione che ottiene il premio di maggioranza.

Il numero dei candidati è, in ogni caso, pari a sette, compreso il capolista. Nella successione dei candidati delle liste nei collegi plurinominali, il candidato che segue immediatamente il capolista può essere dello stesso genere del capolista. A pena di inammissibilità, i candidati, a partire dal candidato che segue immediatamente il capolista, sono collocati secondo un ordine alternato di genere.

L’emendamento prevede anche che nessun candidato possa essere incluso in liste con lo stesso simbolo in più di cinque collegi plurinominali, in posizione di capolista o in una diversa posizione, a pena di nullità. Il deputato eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista e in altra posizione è proclamato nel collegio nel quale è eletto in posizione di capolista.

Se eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista, è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore cifra elettorale percentuale di collegio plurinominale. Se eletto in più collegi plurinominali con le preferenze è proclamato nel collegio nel quale ha ottenuto più voti.

Se un deputato è eletto sia nel listone legato al premio di maggioranza che nei collegi plurinominali, si intende eletto nel listone. Tra due candidati che abbiano ottenuto lo stesso numero di preferenze prevale l’ordine di presentazione nella lista.

Capolista bloccato e fino a 3 preferenze, l’emendamento Fdi-Nm-Udc

Roma, 13 lug. (askanews) – Un capolista bloccato e una lista di sei nomi tra i quali esprimere fino a tre preferenze tracciando un segno nel quadrato posto a fianco del nome e del cognome. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista. È quanto prevede l’emendamento alla legge elettorale presentato da Fdi, Noi Moderati e Udc in aula alla Camera per superare il meccanismo della lista bloccata nei collegi plurinominali. Non viene modificato invece il cosiddetto listone che prevede l’assegnazione di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla coalizione che ottiene il premio di maggioranza.

Il numero dei candidati è, in ogni caso, pari a sette, compreso il capolista. Nella successione dei candidati delle liste nei collegi plurinominali, il candidato che segue immediatamente il capolista può essere dello stesso genere del capolista. A pena di inammissibilità, i candidati, a partire dal candidato che segue immediatamente il capolista, sono collocati secondo un ordine alternato di genere.

L’emendamento prevede anche che nessun candidato possa essere incluso in liste con lo stesso simbolo in più di cinque collegi plurinominali, in posizione di capolista o in una diversa posizione, a pena di nullità. Il deputato eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista e in altra posizione è proclamato nel collegio nel quale è eletto in posizione di capolista.

Se eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista, è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore cifra elettorale percentuale di collegio plurinominale. Se eletto in più collegi plurinominali con le preferenze è proclamato nel collegio nel quale ha ottenuto più voti.

Se un deputato è eletto sia nel listone legato al premio di maggioranza che nei collegi plurinominali, si intende eletto nel listone. Tra due candidati che abbiano ottenuto lo stesso numero di preferenze prevale l’ordine di presentazione nella lista.

Max Pezzali: il pubblico torna ai live perchè facciamo un buon lavoro

Milano, 13 lug. (askanews) – Si è chiuso a San Siro con un bilancio da record il viaggio di Max Pezzali nei più grandi stadi italiani. Il Max Forever gli anni d’oro – Stadi 2026 è il tour più venduto del 2026 con i suoi oltre 683.000 biglietti per i 15 appuntamenti live. Ed è già tempo di ripartire. Max a dicembre sarà di nuovo tour nei palasport italiani, Max Gorever – Stessa storia stesso posto stesso bar. A San Siro prima del live, incontrando la stampa ha svelato qualcosa del nuovo,

“Quello che deve arrivare sarà una figata totale perché è sempre nell’onda dell’ingredienti simili, piatto diverso. Questo sarà, stessa storia, stesso posto, stesso bar che parte nei palazzetti e lì sarà proprio il ricreare l’atmosfera e le emozioni dei bar di provincia. C’è un luogo in cui io e tanti dalla mia generazioni abbiamo costruito la nostra educazione sentimentale e narrativa” ha raccontato Pezzali. Il debutto è previsto per fine anno, a partire da una vera e propria residency all’Unipol Dome Milano Santa Giulia. Prima data già tutta esaurita il 22 dicembre, e a seguire 23, 26, 27, 29 e 30 dicembre. Altra residency attende Max al Palazzo dello Sport di Roma, nel mese di gennaio 2027. Proprio dalla Capitale è arrivato il fulmineo tutto esaurito per le prime sei date in cartellone (16, 17, 19, 20, 22 e 23 gennaio 2027), e ora Roma si fa in otto con l’annuncio di due nuovi appuntamenti: lunedì 25 e martedì 26 gennaio 2027.

Poi Max ha svelato il “segreto” del incredibile suo successo”. “La cosa mi stupisce, stupisce per primo me, però la spiegazione che vi sto dando è che ci sono buone probabilità che stiamo facendo un buon lavoro sul live. Ci sono persone che tornano, ma tanti che tornano, perché non è che i 683.000 di adesso sono diversi da quelli di precedenti, dovremmo avere una popolazione di diverse centinaia di milioni di persone, invece sono persone che si sono trovate bene, che si sono divertite, sono state bene, che hanno avuto delle vibrazioni positive e che nel momento in cui escono di qui, già prenotano l’esperienza nella prossima, diciamo, declinazione di questa avventura”.

Dopo San Siro, c’è ancora tanto da fare, ma promette che tirerà anche il fiato e andrà in vacanza. “Assolutamente sì. Però ecco, in realtà poi io continuo a dire che fino ad una certa età vedi anche l’aspetto affaticante del lavoro, pensi al tempo libero. Nel mio caso il tempo libero è questo, cioè la parte divertente, non andando più in discoteca, ormai la parte divertente è salire su quel palco è averlo a disposizione. E’ uno degli intrattenimenti, cioè delle forme di intrattenimento più costose ma anche più soddisfacenti. Con la maturità della mia età, prendi solo l’aspetto della fortuna che hai di stare lì sopra, non lo vedi come una fatica, non pensi le vacanze, un po’ come diceva Marchionne, perché questi vanno in vacanza?, Sì però vabbè, si aprono autostrade” ha concluso.

Due alpinisti morti sul Gran Paradiso

Roma, 13 lug. (askanews) – Questa mattina il Soccorso Alpino Valdostano ha recuperato i corpi senza vita di due alpinisti caduti in un crepaccio sul Gran Paradiso. I due sono partiti dal rifugio Vittorio Emanuele il 9 luglio e non hanno fatto rientro. Da qui l’allarme e l’effettuazione di alcuni sorvoli in elicottero, con esito negativo. Questa mattina è stato individuato il crepaccio ed estrarre i due alpinisti che erano caduti ad una profondità di circa 20 metri. Sono stati portati ad Aosta. Le operazioni di riconoscimento sono affidate al Sagf di Entrèves-Courmayeur. E’ quanto riferisce una nota del Soccorso Alpino Valdostano.

Carburanti, Urso: pronti a interventi mirati se blocco Hormuz persiste

Roma, 13 lug. (askanews) – “Dove questo perdurare del blocco di Hormuz dovesse comportare anche un aumento del prezzo del carburante alla fonte, ovviamente noi interverremo, come abbiamo fatto fin dall’inizio, con provvedimenti come suole specifici mirati”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’evento degli Stati Generali della Space Economy dal titolo “Investimenti e finanziamenti per la Space Economy – Le opportunità”, in corso a Milano.

“Credo che questa vicenda – ha aggiunto – ci debba insegnare, che occorre realizzare, come stiamo facendo, politiche di lungo respiro per ridurre la dipendenza dall’estero e aumentare la capacità di produrre energia elettrica con fonti da noi controllate sul nostro paese, è per questo che il governo ha accelerato sulla strada delle rinnovabili la cui capacità produttiva in questi anni è aumentata di oltre il 40% ed è per questo che il governo ha riaperto la strada del nucleare civile di nuova generazione, ci auguriamo che il parlamento condivida il provvedimento entro la pausa estiva, così che i decreti attuativi si possano realizzare entro quest’anno, perché noi dobbiamo comunque prendere atto della realtà. La realtà ci impone di realizzare tutto quello che è necessario per la sicurezza energetica del nostro paese e del nostro continente, visto che il conflitto, l’indeterminantezza, l’incertezza, è il nuovo paradigma dell’epoca in cui viviamo, come dimostra quello che sta accadendo nel blocco dello stretto di Hormuz, come dimostrano le guerre, i conflitti armati, che circondano la nostra Europa”.

Venezia83, attrice francese Valérie Donzelli guiderà giuria Orizzonti

Roma, 13 lug. (askanews) – È ufficiale la composizione delle Giurie internazionali di Orizzonti e di Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, diretta da Alberto Barbera, in programma dal 2 al 12 settembre 2026.

La Giuria internazionale Orizzonti sarà presieduta dalla regista, attrice e sceneggiatrice francese Valérie Donzelli e sarà inoltre composta da: il distributore cinematografico statunitense Peter Becker, la regista hongkonghese-statunitense Elizabeth Lo, il regista e sceneggiatore messicano David Pablos e l’attrice italiana Barbara Ronchi.

Presieduta dalla sceneggiatrice e regista italiana Carolina Cavalli, la giuria internazionale Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” sarà inoltre composta dal regista britannico-nigeriano Akinola Davies Jr. e dal produttore statunitense Ted Hope.

Tutti i premi ufficiali saranno annunciati e consegnati durante la cerimonia di chiusura dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, sabato 12 settembre sul palco della Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia.

Bresh nel 2027 porterà il suo mare a Milano sabato 11 settembre

Milano, 13 lug. (askanews) – Partito lo scorso anno con il suo primo tour nei palasport e proseguito quest’anno con tre date in Europa a Parigi, Londra e Barcellona, per poi approdare nella sua Genova con quattro live Sold Out al Porto Antico e un altro Sold Out all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il viaggio di Bresh non accenna a fermarsi e nel 2027 arriverà, per la prima volta, all’Ippodromo Snai San Siro di Milano, sabato 11 settembre 2027, in occasione di I-Days Milano.

Un appuntamento unico, denominato “Milano Marea”, che si preannuncia una vera e propria festa davanti ai suoi fan. Una nuova tappa di quel viaggio a vele spiegate che sta portando Bresh su palchi sempre nuovi e diversi.

Gli utenti iscritti a My Live Nation potranno accedere alla presale dalle ore 11.00 di martedì 14 luglio, registrandosi gratuitamente su www.livenation.it. La vendita generale dei biglietti sarà aperta a partire dalle ore 11.00 di mercoledì 15 luglio su www.ticketmaster.it, www.ticketone.it e www.vivaticket.com.

A un anno di distanza dall’uscita di “Mediterraneo”, che dal momento della sua uscita è sempre rimasto nella classifica degli album più venduti della settimana, è disponibile in digitale “Mediterraneo – Dopo il mare”, la deluxe edition dell’ultimo album di BRESH. Oltre alle 16 tracce già in “Mediterraneo”, “Mediterraneo – Dopo il mare” contiene 4 brani inediti (“Dopo il mare”, “Cuore di latta”, “Tutto a puttane” e “Relax”), il nuovo singolo attualmente in radio “Da Dio”, e i brani “Introvabile” (certificato ORO) e “Serenamente” con JULI. Le foto sono di Sam Gregg. L’artwork è di Marco Giacobbe e Matteo Bonato. Il nuovo singolo “Da Dio”, prodotto da Shune, arriva dopo il precedente “Introvabile” (prodotto da Shune, Rocco Biazzi, Juli) e racconta di quanto a volte la vita sia capace di sorprendere quando consapevolmente si sceglie di non avere più il controllo su tutto. E così, l’unica cosa da fare diventa arrendersi e lasciarsi trasportare dal caos e dagli imprevisti che capitano lungo il cammino.

È inoltre online il video ufficiale del brano, diretto da Simone Mariano.

RADIO 105 è media partner di “Milano Marea”.

Max Pezzali racconta la serie sugli 883 Nord Sud Ovest Est

Milano, 13 lug. (askanews) – Dal 9 ottobre in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW andrà in onda Nord Sud Ovest Est. La leggendaria storia degli 883, che racconta l’album che avrebbe cambiato tutto, nuovi amori, concerti leggendari, il mitico Jolly Blu e l’America: tutte le emozioni dell’esplosivo 1993 di Max Pezzali e Mauro Repetto – interpretati da Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli.

Max Pezzali poco prima del grande show di San Siro che ha chiuso il tour negli stadi ha sveltato qualche novità sulla serie a cominciare da un nuovo singolo inedito.

Ho visto solo i primi tre episodi a Roma su otto complessivi però sono partiti veramente altissimi, è una cosa che mi piace tanto e non vedo l’ora di buttarmici dentro. La cosa fondamentale è che ci sarà un pezzo nuovo nella serie, che è legato alla serie fondamentalmente e che secondo me ci sta e si lega bene. Secondo me è molto adatto, molto bello e anche al di fuori della serie è qualcosa che potrebbe emozionare. (8:18) Come si titola? Non lo so, c’ un underscore, in trattino basso, come si dice dalla mie parti”.

La seconda stagione della dramedy Sky Original di Sydney Sibilia targata Sky Studios e Groenlandia, società del Gruppo Banijay, prodotta da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, che dopo Hanno Ucciso l’Uomo Ragno (tra le serie Sky Original più viste di sempre) racconterà in otto nuovi episodi le vicende che portarono al secondo e ultimo album della band di Pavia, arrivato al culmine di un successo travolgente. Nuovo il team di regia, composto da Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano, Alice Filippi. La nuova stagione è scritta da Francesco Agostini, Marco Pettenello e Sydney Sibilia. Con Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli nei panni dei due underdog che, grazie alla musica, negli anni ’90 diventarono gli improbabili eroi di una storia in grado di far cantare ed emozionare ancora oggi intere generazioni di fan, tornano nei nuovi episodi anche Ludovica Barbarito (Silvia), Davide Calgaro (Cisco), Edoardo Ferrario (Pierpaolo), Roberto Zibetti (Claudio Cecchetto) e Riccardo Armiento (Nemorino), affiancati dalle new-entry Gaia Zampighi (Michela Rossini) e Rosa Barbolini (Caterina).

A Palermo presa la banda dei kalashnikov, 15 fermi

Roma, 13 lug. (askanews) – Questa mattina, a seguito di indagini svolte da personale del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia – ha dato esecuzione a 15 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, ricorrendone i presupposti di legge sia in termini di gravità indiziaria che di pericolo di fuga, in relazione all’escalation criminale che dal novembre 2025 sta colpendo il territorio cittadino ricadente nel mandamento mafioso di Tommaso Natale / San Lorenzo. Nello specifico, si legge in una nota, 9 provvedimenti di fermo hanno riguardato soggetti indiziati della commissione dei reati di estorsione, tentata estorsione, porto e detenzione illegali di armi comuni e di armi da guerra, tutti aggravati ai sensi dell’art.416 bis punto 1 del codice penale.

I restanti provvedimenti di fermo hanno riguardato 6 soggetti ritenuti appartenenti ad una associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, operante nei quartieri di San Lorenzo e dello Zen 2, con disponibilità di armi da fuoco. Nell’indagine sono coinvolti ulteriori 7 soggetti che si trovano già in stato di detenzione per altra causa. L’odierna attività costituisce la prosecuzione di quella che, agli inizi di giugno di quest’anno, ha portato la Procura della Repubblica di Palermo ad emettere 8 provvedimenti di fermo per ulteriori fatti inquadrabili nel medesimo contesto investigativo.

“L’operazione di oggi, condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo, dimostra ancora una volta che lo Stato è presente e che in Italia non c’è spazio per l’impunità. Chi sbaglia ne risponde davanti alla giustizia, e questo è ciò che permette ai cittadini di avere fiducia nelle istituzioni. Il lavoro dell’Arma dei Carabinieri, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, segna un altro colpo importante alla criminalità organizzata. Il Governo continuerà a sostenere con tutti i mezzi e le risorse possibili l’operato delle Forze dell’Ordine, consapevole che la lotta alla mafia si combatte attraverso la presenza dello Stato, gli investimenti in sicurezza e l’impegno costante nei territori. Ai Carabinieri coinvolti in questa importante attività investigativa va il nostro sincero ringraziamento per la professionalità, il coraggio e il senso del dovere mostrati al servizio della collettività”. Lo dichiara in una nota il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Attacchi informatici ai Paesi Ue, la Francia convocherà l’ambasciatore russo

Roma, 13 lug. (askanews) – Parigi convocherà “nei prossimi giorni” l’ambasciatore della Russia in Francia dopo una “vasta campagna informatica” condotta da Mosca a fini di sabotaggio e spionaggio in una decina di Paesi europei, tra cui la Francia. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot.

“Oltre alla convocazione dell’ambasciatore, adotteremo anche sanzioni nei confronti di nove persone e quattro entità responsabili di questa campagna informatica orchestrata dall’FSB, il Servizio federale di sicurezza della Russia”, ha dichiarato Barrot ai microfoni di Bfm Tv.

Donne che hanno fatto della farmacia una missione di cura

Roma, 13 lug. (askanews) – Oltre 316.000 farmaci raccolti, più di 47.000 bambini raggiunti, 2.560 farmacie mobilitate in iniziative di solidarietà su tutto il territorio nazionale. I numeri del welfare farmaceutico italiano crescono. Dietro questi numeri, però, ci sono storie che nessun protocollo cattura. Storie di donne nel Mezzogiorno che della farmacia hanno fatto vocazione prima ancora che professione, in terre dove l’analfabetismo segnava intere generazioni e il bancone della farmacia si trasformava nel presidio sociale sempre aperto senza prenotazione.

Una di queste storie è adesso un libro. Si intitola “Con tutto l’amore che posso” e lo ha scritto Antonella Migliorati, oltre che farmacista ha conseguito un dottorato di ricerca di Biologia e Fisiopatologia cellulare presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Siena.

La protagonista è la madre quarantatré anni di servizio, in piedi dietro il banco fino a ottantatré anni ma il racconto ha inizio molto più indietro, nel 1900, quando la bisnonna dell’autrice, una giovane insegnante ventenne di Todi, accettò dal conte Pavoncelli l’incarico di fondare una scuola nel Palazzo Gala di Cerignola. Obiettivo dichiarato: combattere l’analfabetismo dilagante nelle campagne pugliesi.

Quella donna catapultata in un territorio schiacciato dal latifondismo e dalla miseria fece una cosa che oggi chiameremmo welfare comunitario ma che allora non aveva nome. Una volta insediata nel ruolo di direttrice, le venne affidata carta bianca sia sul programma scolastico che sull’organizzazione delle maestranze.

Dovendo trasformare il Palazzo Gala in una scuola, necessitavano braccia, mani, non solo insegnanti; servivano inservienti, in quanto direttrice, nominò non solo le giovani insegnanti ma assunse le ragazze madri, le giovani vedove e le donne ripudiate perché considerate “disonorate”, donando a quest’ultime dignità e lavoro.

Stipendio e dignità restituiti in un colpo solo. “Ha fatto come il suo cuore le suggeriva, ha creato una realtà che oggi chiamiamo casa famiglia” ricostruisce Migliorati.

Il marito della bisnonna, il professor Vincenzo Santoro, sempre più innamorato della moglie e proteso anch’egli da sempre verso il sociale, lasciò il suo impiego di professore di italiano e si iscrisse alla Facoltà di Farmacia a Napoli diventando farmacista nel 1900.

Tornato a Cerignola diventò nello stesso anno titolare di una delle farmacie più antiche del luogo e la intitolò “Farmacia Del Popolo”. Il dottor Vincenzo Santoro dava i preparati galenici gratuitamente a chi non se li poteva permettere.

“Da questa coppia nacquero tre figlie: Filomena, Geltrude (la nonna dell’autrice) e Tusnelda. I bisnonni di Antonella (Vincenzo e Anna) fecero studiare tutte e tre le figlie: Geltrude divenne insegnante come la madre (Anna Tiberi) mentre Filomena e Tusnelda furono tra le prime donne di Cerignola e in Italia a essersi laureate: Filomena in farmacia e Tusnelda in medicina a soli ventiquattro anni e lavorò come medico vice-primario per dieci anni al Gaslini di Genova” racconta Migliorati e continua: “nel 1930 Vincenzo Santoro a Cerignola pubblicò un annuncio di lavoro sul gazzettino dei farmacisti: -cercasi farmacista-. A questo annuncio rispose un giovane laureato, Luigi Danile, che diventò il nonno materno dell’autrice”. Dal matrimonio di Luigi e Geltrude nacque Angela Maria Rosaria, la madre di Antonella, la vera protagonista del memoir.

Professoressa di tedesco per dieci anni a Roma, fu costretta a tornare a Cerignola quando morì suo padre. “Le farmacie, a quei tempi, non si potevano vendere ma si tramandavano; diversamente, si perdeva la titolarità della farmacia a favore dello Stato” chiarisce l’autrice.

Rispettando i sacrifici dei suoi genitori e dei suoi nonni, Rosaria si iscrisse a Farmacia con quattro figli sulle spalle. “Ha detto di sì a un destino improvviso. Lei viveva a Roma, aveva quello che sognava, però nonostante tutto, fece quello che andava fatto sorretta dalla fede” narra Migliorati.

L’autrice ha iniziato il libro nei primi mesi del 2024, l’ha poi lasciato per completare un altro testo “Da mendicante a pellegrino” scritto in occasione del Giubileo ed è stato pubblicato dopo la morte della mamma avvenuta il 24 marzo, per rispettare le sue ultime volontà.

L’amore come forma di cura. È uno dei fili che tengono insieme tutto il racconto.

Tennis, Ranking Atp, Sinner nella Top ten dei numeri 1

Roma, 13 lug. (askanews) – Jannik Sinner ha iniziato la settimana numero 80 da numero 1 del mondo. L’azzurro raggiunge dunque Lleyton Hewitt, decimo giocatore per numero di settimane in vetta alla classifica in carriera da quando esiste il ranking computerizzato, nel 1973. L’azzurro ha 13.450 punti avendo confermato il titolo a Wimbledon. Grazie alla vittoria in finale, ha 4.970 punti di vantaggio su Zverev, finalista ai Championships dopo aver conquistato il suo primo titolo Slam al Roland Garros. Il tedesco ha scavalcato Carlos Alcaraz ed è tornato numero 2 del mondo, il suo best ranking. Con questo vantaggio, Sinner è sicuro di rimanere numero 1 almeno fino al lunedì successivo alla finale dello US Open (88 settimane), ma può puntare nei prossimi mesi a raggiungere le 101 settimane da n.1 di Andre Agassi, nono in questa classifica. E più avanti le 109 di Bjorn Borg, ottavo.

Per quanto riguarda il tennis italiano, oggi l’Italia può vantare quattro Top 20, otto Top 100 e 17 Top 200. Alle spalle di Sinner, si segnala il best ranking di Flavio Cobolli, salito alla posizione numero 9 dopo il secondo quarto di finale consecutivo a Wimbledon. Best ranking anche per Andrea Guerrieri, arrivato ai quarti al Challenger di Trieste, che avvicina ulteriormente l’ingresso in Top 200 (n. 219, +8). Tra i primi 20 italiani nel ranking, chi ha guadagnato più posizioni rispetto alla precedente classifica è Lorenzo Giustino, che risale 30 posizioni e rientra in Top 200 grazie alla finale al Challenger di Liegi (196).

Questa la classifica: 1 (=0) Jannik Sinner (Ita) 13.450, 2 (+1) Alexander Zverev (Ger) 8.480, 3 (-1) Carlos Alcaraz (Esp) 8.160, 4 (=0) Felix Auger-Aliassime (Can) 4.740, 5 (+1) Alex de Minaur (Aus) 4.110, 6 (-1) Ben Shelton (Usa) 3.770, 7 (+1) Novak Djokovic (Srb) 3.760, 8 (+1) Daniil Medvedev 3.670, 9 (+1) Flavio Cobolli (Ita) 3.460, 10 (-3) Taylor Fritz (Usa) 3.365, 11 (=0) Alexander Bublik (Kaz) 2.810, 12 (+2) Jiri Lehecka (Cze) 2.510, 13 (-1) Casper Ruud (Nor) 2.435, 14 (+1) Lorenzo Musetti (Ita) 2.315, 15 (+2) Learner Tien (Usa) 2.270, 16 (-3) Andrey Rublev 2.230, 17 (+2) Frances Tiafoe (Usa) 2.230, 18 (-2) Luciano Darderi (Ita) 2.210, 19 (-1) Jakub Mensik (Cze) 2.205, 20 (+3) Alejandro Davidovich Fokina (Esp) 2.160.

Esrb: economia e finanza Ue solide nonostante i venti contrari

Roma, 13 lug. (askanews) – Il sistema finanziario europeo è rimasto resiliente, in un quadro di rischi sulla stabilità finanziaria che si mantengono elevati. L’incertezza continua ad essere accentuata e se i negoziati per risolvere le tensioni sui dazi commerciali hanno portato sviluppi positivi, sul versante delle tensioni geopolitiche si sono riaccesi gli allarmismi per il conflitto in Medioriente. E’ la fotografia scatata dallo Europea Systemic Risk Board (Esrb), nel suo rapporto annuale che prende in esame gli sviluppi tra lo scorso anno e i primi mesi del 2026.

“Nonostante i venti contrari a livello globale – si legge – complessivamente le condizioni economiche e finanziarie nell’Unione europea sono rimaste solide. Questo ha sostenuto imprese e famiglie e ne sono risultate perdite limitate sul credito, per un setore bancario ben patrimonilizzato”. (fonte immagine: ESRB).

Nucleare, Pichetto: non prevedo il referendum, sarebbe un assurdo

Napoli, 13 lug. (askanews) – “Io direi che noi possiamo sperare che entro Natale, entro fine anno, il completamento delle proposte normative, procedure anche molto articolate, poi io non prevedo il referendum perché sarebbe un assurdo, lo valuteranno in futuro”. Così il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, da Napoli, per l’evento “Da Fermi al futuro. Dialoghi sull’energia nucleare sostenibile” , ideata dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in collaborazione con Unioncamere, risponde ad una domanda in merito ai tempi di esecuzione e gli obiettivi del nucleare.

Romafrica Film Festival 2026, nel film "Nyumba" Cutro diventa casa

Roma, 13 lug. (askanews) – Tre giorni di cinema, incontri, pensieri, storia e futuro, con un occhio rivolto alla diaspora ed alle “seconde generazioni”. Questo sarà il Romafrica Film Festival, il RAFF 2026, che si svolgerà per la sua dodicesima edizione, dal 16 al 18 luglio, alla Casa del Cinema di Villa Borghese ed all’Accademia d’Egitto, a Roma, con un programma pensato per portare soprattutto l’Africa che racconta sé stessa al pubblico italiano, a cura dell’Associazione Le Reseau e di Itale20.

Durante la manifestazione verranno presentate 15 opere, (5 lungometraggi, 5 documentari e 5 cortometraggi), per un totale di circa 15 ore di cinema africano, ad ingresso gratuito, in lingua originale con sottotitoli in italiano. Direttore artistico del RAFF è Antonio Flamini, presidente Cleophas Adrien Dioma.

Si comincia giovedì 16 luglio a partire dalle 18 con l’evento inaugurale all’Accademia d’Egitto di via Omero 4, con la proiezione del film egiziano “Loved, Imagined” della regista Sarah Rozik introdotto da S.E. Bassam Rady, Ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto, dalla Prof.ssa Rasha Saleh, direttrice dell’Accademia d’Egitto, dal Paolo Giuntarelli direttore dipartimento Affari Generali della Presidenza della Regione Lazio, da Cleophas Adrien Dioma, presidente RAFF e da Antonio Flamini, direttore artistico del RAFF 2026. Il film, presentato in anteprima mondiale all’El Gouna Film Festival nell’ottobre 2025. Parla di Youssef, un professore universitario solitario che viene coinvolto nel tumulto emotivo di una studentessa in cerca di aiuto per la sua relazione con Noah, ritrovandosi così al centro di un complesso triangolo sentimentale. A seguire sarà possibile visitare la “Mostra sull’antico Egitto” e poi un “light cocktail africano” nei giardini dell’Accademia.

Nella seconda giornata, venerdì 17 luglio, la rassegna si sposta alla Casa del Cinema di Villa Borghese, dove alle 15 verrà proiettato nella sala Fellini il documentario “Una goccia nell’oceano”, introdotto dalla regista Maria De Sousa originaria dell’isola equatoriale São Tomé e Príncipe, a seguire il documentario “Africa, la mia vita. Don Luigi Mazzucato e l’avventura del CUAMM” introdotto dal regista Nicola Berti e da rappresentanti del CUAMM, l’organizzazione nota come ‘Medici con l’Africa Cuamm’, ONG italiana impegnata nella promozione e tutela della salute nel continente africano. Alle 18 in anteprima europea il film drammatico, d’azione del 2026 del regista nigeriano Bem Pever “A land apart”, ambientato in una storia alternativa in cui la Nigeria non ha mai scoperto il petrolio puntando invece tutto sull’agricoltura, il film segue la lotta per il potere geopolitico scatenata dall’ascesa di una figlia illegittima nella più grande azienda agricola dell’Africa occidentale. Nel cast Richard Mofe Damijo, Sam Dede e Onyeka Onwenu. Il film è stato acclamato a livello internazionale, vincendo il premio come Miglior Film al Zanzibar International Film Festival (ZIFF 2026) a fine giugno e partecipando al Cannes Marché du Film del 2026. Alle 19.45, sempre in sala Fellini, il lungometraggio del 2025 della Costa d’Avorio “Au-dela des illusions” del regista Salif Konè, proiezione in collaborazione con l’Ambasciata della Costa d’Avorio in Italia e il Franco film festival, con introduzione alla proiezione del film a cura di S.E. Nogozène Bakayoko Ambasciatore della Repubblica della Costa d’Avorio. Un thriller criminale sulle complesse relazioni tra amicizia, ambizione, lealtà e tentazione.

Alle 21.30 nell’Arena all’aperto Ettore Scola la proiezione del film del Senegal “Dent pur dent” del regista Ottis Ba Mamadou, proiezione in collaborazione con l’Ambasciata del Senegal in Italia e il Franco Film Festival presentato al Festival Panafricano del Cinema e della Televisione di Ouagadougou-Burkina Faso (FESPACO). Introduzione alla proiezione del film a cura di S.E. Ngor Ndiaye Ambasciatore della Repubblica del Senegal. Il film racconta di Idrissa, impiegato statale nella periferia di Dakar, che perde il lavoro a causa delle restrizioni del FMI. Il film sarà preceduto dalla proiezione del cortometraggio del Senegal del 2025 “Le refus” di Meissa Wade.

La rassegna prosegue, sempre alla Casa del Cinema, sabato 18 luglio alle ore 15 in sala Fellini con la proiezione del documentario del 2026 del Camerun “Donne di montagna: il coraggio della resilienza” con l’introduzione del regista Pierre Tsapgueu Sonna. Il film è stato presentato al Bari International Film Festival (Bif&st), adotta uno sguardo intimo e antropologico per raccontare la vita quotidiana, le lotte e l’emancipazione delle donne che vivono e lavorano nelle aree montane e rurali del Camerun. Sarà preceduto dal cortometraggio “Refus” della regista francese di origine senegalese Louina Leonitta. Il programma della manifestazione prosegue alle 17 con la proiezione del documentario del 2026 “Lievete da annanze ‘o sole” introdotto dal regista di origine somale Halim Mohammed. Il film è un atto di resistenza, decoloniale che nasce dal cuore della comunità nera di Napoli. Nei suoni dell’hip hop, della drill, dell’R’n’B e della dancehall, giovani artisti trasformano la marginalità in forza collettiva, ridefinendo la città come meticcia, vibrante e universale. Sarà preceduto dal cortometraggio del Senegal “Awa” del regista Sara Gadiaga. Alle 19 il documentario “Nyumba” introdotto dal regista Francesco Del Grosso e dalla sceneggiatrice Paola Bottero. Abdulaye, Alex, Hafsa, Moussa, Sisì: sulla spiaggia di Cutro un intreccio tra il racconto corale del viaggio della speranza e quello individuale, che scava nelle loro vite precedenti in Gambia, Senegal, Sierra Leone e Somalia. La sand art, lasciando impronte indelebili, accompagna paure, dolori ed emozioni dei 5 protagonisti, che in Calabria sono sbarcati ed hanno deciso di restare. Perché hanno trovato Nyumba, casa, a Caulonia, Lamezia, Reggio Calabria, Soveria Mannelli, da dove narrano la quotidianità di affetti e di vita, fatta di accoglienza e di speranza. Dedicato agli oltre 30mila migranti risucchiati dal cimitero Mediterraneo. Il documentario sarà preceduto dal cortometraggio del 2026 “hope & shine kibera center” di Aurian Houde. Alle 20.30 nell’Arena all’aperto Ettore Scola è prevista una degustazione di vini del Sudafrica per festeggiare il “Mandela Day” e a seguire alle ore 21.30 la proiezione del film del Sudafrica “Carissa” di Jason Jacobs e Devon Delmar. Proiezione in collaborazione con l’Ambasciata del Sudafrica in Italia, presentato nel 2024 alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti. Introduzione alla proiezione del film a cura di S.E. Nosipho Nausca-Jean Jezile Ambasciatore del Sudafrica e Rappresentante Permanente presso la FAO. Carissa è una giovane donna che vive con la nonna Wilhelmiena in un piccolo villaggio incastonato tra i monti Cederberg. Wilhelmiena disapprova la mancanza di ambizione di Carissa e il suo incessante uso del telefono, che alimenta i loro continui litigi. Nel tentativo di farle cambiare direzione, la nonna trascina Carissa a una presentazione di un conglomerato aziendale, Mont Royale. Hanno in programma di rilevare la locale piantagione di tè rooibos per costruire un nuovo campo da golf con resort di lusso. L’azienda offre programmi d’istruzione per giovani candidati, che Wilhelmiena vede come un’opportunità per Carissa. Una sera arriva inaspettata la visita di Hendrik, il nonno di Carissa assente da tempo. Danneggiato dall’acquisizione di Mont Royale, in quanto coltivatore di roiboos, Hendrik offre a Carissa la possibilità di trascorrere del tempo con lui in montagna tra i campi di rooibos prima che scompaiano. Wilhemiena si oppone, ma Carissa una sera si comporta male e Wilhemiena la caccia di casa, costringendola a cercare rifugio in montagna: l’unica via di fuga disponibile.

La manifestazione partecipa al bando promozione del Dipartimento Cinema del Ministero della Cultura, ha il patrocinio del Ministero del Turismo, della Regione Lazio, dell’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibile alla Giornata della Memoria del Comune di Roma, della Fondazione Roma Lazio Film Commission, del Centro Sperimentale di Cinematografia, di Cinecittà e di CNA Roma.

Partner dell’iniziativa l’Ambasciata del Sudafrica, l’Ambasciata della Costa d’Avorio, l’Ambasciata del Senegal, l’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto, l’Accademia d’Egitto, l’Institut Françoise di Roma e il Francofilm Festival, il FESPACO (Festival Panafricano del Cinema e della Televisione di Ouagadougou) e il Luxor African Film Festival.

Media Partnership: Rainews.it

Durante la manifestazione saranno consegnate le targhe premio della manifestazione, realizzate a cura del Maestro B.Zarro.

Lo spirito dell’Ulivo, ovvero il fantasma che l’Italia evoca da trent’anni

Ruffini ci riprova. «Torniamo allo spirito dell’Ulivo» — frase che in politica italiana funziona un po’ come l’oroscopo sul giornale: va bene sempre, non impegna a nulla, e la si può ripubblicare identica ogni sei mesi cambiando solo la foto in prima pagina.

Il problema non è l’idea in sé. Un centro che prova a darsi un’anima oltre le sigle è legittimo, e l’Italia — schiacciata da vent’anni di bipolarismo urlato — ne avrebbe pure bisogno. Il problema è che l’abbiamo già sentita, questa canzone, più volte di quante ne possiamo contare: nuove sigle, nuovi contenitori, nuovi «poli» che dovevano nascere e si sono sciolti prima ancora di avere l’atto di nascita registrato. Ogni leader di quest’area, nell’ultimo ventennio, si è sentito in dovere di evocare Prodi, la bicicletta e il ’96 come si evoca un santo protettore: rassicura, fa audience, non produce voti.

E puntualmente si ripete lo stesso copione: la trasformazione in «soggetto politico» resta tutta da scrivere, le scadenze fissate somigliano più a ultimatum interni che a progetti condivisi, e i protagonisti coinvolti restano meravigliosamente incapaci di parlare con una voce sola — preferendo interviste parallele a una linea comune. Il «campo largo» che si definisce sempre per esclusione — mai senza qualcuno, mai per una proposta propria — è l’ossessione ricorrente di quest’area politica.

Vale la pena ricordarlo: il vero spirito dell’Ulivo non era la nostalgia. Era una leadership riconosciuta, un programma comune scritto prima e non dopo, e la capacità di tenere insieme sensibilità diverse sotto un progetto — non sopra le macerie di forze che faticano a riconoscersi reciprocamente. Finché la «rifondazione» si misura in interviste parallele e prime pagine contese, quello che si rilancia non è l’Ulivo: è solo il genere giornalistico del «centro che ci riprova», un pezzo che si scrive quasi da solo ogni volta che si avvicina una scadenza elettorale.

Tennis, Sinner: "Sono orgoglioso di me stesso"

Roma, 13 lug. (askanews) – “Essere di nuovo qui, come campione del torneo, significa molto per me”. Il Theatre dell’All England Club è colmo di giornalisti che lo accolgono con un lungo applauso. Jannik Sinner utilizza parole semplici per raccontare il giorno che gli ha consegnato il quinto titolo Slam della carriera; sorride timidamente nel raccontare la partita che lo ha definitivamente consegnato alla storia dei Championships.

Il bis a Wimbledon è arrivato al termine di un match intenso, contro uno straordinario Alexander Zverev: “E’ un risultato incredibile – racconta il numero 1 del mondo come riportato da Supertennis – , la partita oggi è stata molto dura. Sascha ha giocato ad un livello altissimo, entrambi abbiamo giocato una partita di altissimo livello. Giocare una finale Slam è raro e sempre speciale. Sono molto felice del risultato, sono orgoglioso di me stesso”.

L’esultanza finale è stata carica di emozioni: “Ogni Slam fa storia a sé – dice – è storia diversa, un ambiente diverso, sono sensazioni diverse. Questo per me significa molto perché è stato un torneo duro, soprattutto dopo Parigi, esattamente come era avvenuto lo scorso anno. Venendo qui ho cercato di mettermi nella miglior posizione possibile per essere competitivo; abbiamo fatto tantissimi giorni di lavoro a Monaco: giornate molto lunghe, tanti sacrifici e tutto solo per essere in questa posizione. Avere ottenuto questo risultato significa tanto, è stata una giornata incredibile”.

“Non è un fallimento se non vinci uno Slam – aggiunge – ; essere in finale, vivere questo tipo di giornate è una cosa rara. Ho vinto cinque Slam, alla fine sono solo cinque giorni così su tantissimi altri, e quando succede vuoi solo provare a godertela. Oggi è stata una giornata molto dura: se avessi perso sarebbe stata comunque una grande domenica, perché giocare una finale Slam è così raro e speciale. Non do mai nulla per scontato. Certo, se posso scegliere, scelgo questo risultato, ma alla fine ci sono sempre due giocatori in campo. Massimo rispetto per Sascha perché sta facendo qualcosa di straordinario: il suo gioco sta crescendo giorno dopo giorno. Questo è il bello del nostro sport, c’è sempre qualcuno che ti spinge al limite. Speriamo che Carlos torni presto, perché il tennis ha bisogno di lui; avere Novak ancora nel circuito, insieme a tutti i giovani che stanno arrivando, è davvero bello. Allo stesso tempo sai che devi continuare a lavorare duro per vivere momenti come questo”.

Il livello di Sinner durante il torneo è salito turno dopo turno e oggi, contro uno Zverev impressionante, in modo particolare al servizio e sul dritto, tutto è girato su pochissimi punti: “Se perdi il servizio una volta, molto probabilmente perdi il set, soprattutto contro giocatori come Sascha – spiega l’azzurro – . Contro i migliori giocatori del mondo devi stare molto attento ai tuoi turni di servizio e contro Sascha, quando serve così, è davvero difficile riuscire a strappargli il servizio. Ho cercato di capire, nei momenti importanti, come nel tie-break del secondo set, dove stesse servendo. La risposta è stata molto importante, ma dal mio punto di vista è ancora più importante provare a tenere i propri turni di servizio, e poi vedere cosa succede nei game di risposta. Parliamo di dettagli piccolissimi. Sono migliorato molto durante tutto il torneo: se guardi le prestazioni delle prime due, tre partite e poi come ho finito il torneo, il livello è sempre cresciuto. Era esattamente ciò di cui avevo bisogno, cercavo questo tipo di miglioramento. Ovviamente mentalmente devi fare uno switch per riuscirci, ma sono molto felice di come ho gestito la situazione, soprattutto quest’anno. Ora è il momento di godersela”.

Borse Asia, deciso calo dopo attacchi in Iran. A picco Seoul (-7,8%)

Roma, 13 lug. (askanews) – Tutte in forte calo le principali borse asiatiche dopo la ripresa degli attacchi americani in Iraq che hanno subito riportato al rialzo i prezzi del petrolio.

Particolarmente colpito dalle vendite il settore dei semiconduttori. La borsa di Seoul va a picco con l’indice Kospi che cede oltre il 7,8% trainata al ribasso da titoli come Samsung (-9%) e SK Hynix (-12%).

Deciso calo anche a Tokyo dove il Nikkei-225 perde circa due punti percentuali. Male anche Shanghai (-1,30%) e Singapore (-0,24%) mentre Hong Kong mantiene una leggero rialzo (+0,2%).

Ranucci e Lavitola, un’impresa italiana

Un mondo di ospiti inattesi

Il caso Sigfrido Ranucci è una tipica faccenda italiana che serve a commenti sotto l’ombrellone. Di meglio da parlare sembra che non ci sia. Sembra che Sigfrido indichi una pace vittoriosa od una vittoria in pace. Comunque la si metta non corrisponde almeno in questi giorni agli accadimenti che lo riguardano. E’ stato vittima di un tentato attentato e pare che ad ordire la faccenda sia stato il suo amico Lavitola.

Da qui infinite teorie si dipanano fino ad ingarbugliare ancora oltre la vicenda. Potrebbe trattarsi di un tradimento, non si sa per quale ragione, del suo amico fidato. Oppure di un caso montato ad arte per costruire una immagine di martire ed eroe, buona per una ipotesi di glorioso impegno in politica. Od anche più semplicemente di una azione di qualche balordo risentito dalle inchieste del giornalista che per alcuni è un eroe che alza il tappeto scoprendo le ceneri del male proprio di ogni potere.

I maligni dicono anche di un Lavitola che ispirasse Ranucci per mettere nel mirino questa o quella situazione, inchieste pari a bombe ad orologeria ed una squadra non sempre priva di interessi ed indipendenza. Potrebbero allora esserci zone d’ombra assai peggiori del solleone che picchia inclemente addosso agli Italiani.

Per altri il giornalista sarebbe, all’opposto, un costruttore di teoremi utili solo ai gonzi che credono alle sue inchieste magnificandone il mestiere e la notorietà. I più maliziosi dicono poi fantasiosamente che i costi delle querele da fronteggiare siano agevolmente pagate dalle entrate pubblicitarie di “Report”, la trasmissione che conduce e quindi va bene procedere secondo questo modo.

 

Tempo destate, di acque torbide e di congiure

La prima domanda che fanno i sarti quando un nuovo cliente è alla prima prova di un pantalone è:” Lei l’ingombro, insomma, per intenderci, il fastidio dove lo porta?”. L’allusione è ai genitali maschili che devono essere allocati da una parte o l’altra del cavallo dell’indumento.

Ranucci è un uomo che dà fastidio e che si fa fatica a piazzare da qualche parte senza che dia ulteriori disagi a chi lo avversa. Il fastidio è una miscela di superbia e ripugnanza, un sentimento che nel tempo è sfumato fino a poterlo in qualche maniera a sopportare. Ciò malgrado il suo gracidio deve essere risultato troppo molesto e quindi sembra che qualcuno lo voglia silenziare. Abituato ad essere sempre in bella mostra sullo schermo televisivo, Ranucci forse ora desidererebbe starsene, proprio lui, rannicchiato in disparte, lontano da ogni clamore, in attesa che ogni cosa si chiarisca.

Stesi al sole di una spiaggia tutto è possibile. Anche che il suo amico Lavitola abbia congiurato per questo. C’è forse, nel sottobosco di una verità che magari un giorno verrà a galla, una vite che si è sbullonata ai danni del buon giornalista facendo danni imprevisti. C’è la vita dei protagonisti, del fatto sulla bocca di tutti, ora messa in subbuglio. C’è una vite del male che si arrampica fino ad intrecciare eventuali cospirazioni difficilmente presumibili e che frutta un vino subito in aceto. Nulla a che vedere con la bellezza di un ranuncolo.

 

Lo Stivale ed i suoi antichi vizi

In un gran bel film di Bob Marshall, a titolo “Nine”, un regista, che ondeggia tra fama e desiderio di intimità, non ha chiaro come stendere la definitiva sceneggiatura del film che si accinge a girare. Si rifugia tra la moglie, l’amante, una sua grande amica ed infine una sua collaboratrice, tutto per ritrovare una identità in crisi di nitidezza. Sarà proprio la sua costumista e confidente a regalargli la formula magica ed esortativa per andare avanti con il lavoro e ritrovare il senso dei suoi passi: “Sei un bugiardo di prima classe tesoro. Vai in giro e menti per l’Italia, menti per l’Italia”.

Potrebbe tornare utile a quelli su cui i giudici hanno ora sotto tiro ed agli altri che verranno. L’Italia quando è a corto di notizie pare ispirarsi a questa formula. Il nostro è un Paese fatto così.

Una voce libera e piccola ma importante per il futuro dei cattolici in politica

Un giornale controcorrente

E adesso parlo anche de “Il Domani d’Italia”. E non per assecondare una deriva agiografica. Ma per una ragione specifica e definita. E cioè, Il Domani continua a svolgere e a declinare quotidianamente un ruolo importante per due ragioni di fondo. Che non possono essere smentite e che, del resto, sono sotto gli occhi di tutti.

La prima ragione è persin oggettiva in quanto pubblica e percepibile da tutti. Il Domani è un organo di informazione politico, culturale e programmatico. Un giornale che va controcorrente perchè non si limita a giudicare, a denigrare o, peggio ancora, ad insultare o a criminalizzare politicamente le ragioni altrui. Deriva, questa, che oggi è molto presente e gettonata sia a destra che a sinistra e dai relativi megatoni giornalistici e televisivi perchè il confronto, appunto, non avviene più attraverso tesi ed argomenti ma solo e soltanto con lo strumento della demolizione pregiudiziale – politica e personale – dell’avversario che diventa un nemico da annientare e da distruggere. Lo potremmo definire, visto che è un tema attuale, “il metodo Report” di Ranucci.

Detto con altre parole, sul Domani i temi si dibattono, si confrontano e si approfondiscono. E questa, del resto, l’antica scuola del cattolicesimo politico italiano. Sia nella sua versione giornalistica che in quella politica e culturale. Non si antepongono mai giudizi personali al merito delle questioni che erano e restano centrali per garantire e salvaguardare la qualità del dibattito e ce contrano bollico.

 Una delle poche voci del cattolicesimo politico

In secondo luogo, ed è la ragione principale, Il Domani d’Italia è una delle pochissime voci a livello nazionale – peraltro autorevoli e storiche – del cattolicesimo politico italiano. Una voce che rispecchia, del resto, la varietà e la pluralità che caratterizzano il panorama del cattolicesimo politico: nella sua versione democratica, popolare e sociale. Ma la vera specificità ed originalità del Domani resta quella di non ridursi a giocare un ruolo marginale, subalterno e del tutto periferico rispetto al tema dell’impegno, del ruolo e della funzione dei cattolici in politica.

Una specificità che porta a denunciare, laicamente e sempre con un rigoroso rispetto di tutte le posizioni in campo, i comportamenti e le scelte concrete che sono solo funzionali ad una sostanziale irrilevanza dei cattolici nella vita pubblica e democratica del nostro paese. Una voce, quella del Domani, che contribuisce quindi – attraverso una quotidiana elaborazione politica, culturale e programmatica – a qualificare il ruolo dei cattolici nella cittadella politica italiana.

 La continuità di una tradizione

Anche e soprattutto attraverso la rilettura del magistero politico, culturale, sociale e civile dei grandi leader e statisti del cattolicesimo democratico, popolare e sociale del passato. Perché al Domani si resta dell’opinione che il passato continua ad essere una fonte di esempio, e anche di apprendimento, per aggiornare e delineare un progetto politico di presenza e di impegno dei cattolici nella società contemporanea.

Una voce, libera e democratica quindi, che non si rassegna ad applaudire il ruolo dell’esperienza dei “cattolici indipendenti di sinistra” da un lato o ad applaudire il ruolo di mera testimonianza, virtuale ed astratto, nel campo variegato e composito dell’attuale destra italiana dall’altro. Ecco perché “II Domani d’Italia” è importante e forse anche decisivo nell’attuale fase politica italiana. Una voce piccola ma, come recita la miglior tradizione cattolico democratica, sono sempre “le piccole minoranze profetiche di choc a guidare la storia”. E la tradizione, la storia, il pensiero e la cultura del cattolicesimo democratico, popolare e sociale sono anche i figli e la conseguenza di quel richiamo culturale e di metodo. E “Il Domani d’Italia” cerca, senza autocompiacimento, auto esaltazione e sempre con molta umiltà, di garantire la continuità della miglior tradizione del cattolicesimo politico italiano.

De Gasperi, l’Europa e la sfida delle aree interne

Da oggi, 13 luglio, fino al 18 luglio, Montenerodomo, in Abruzzo, ospita la quinta edizione della Scuola estiva dedicata alle aree interne del Mezzogiorno. L’iniziativa riunisce studenti universitari, studiosi, amministratori e rappresentanti delle istituzioni per riflettere sulle prospettive di sviluppo dei territori segnati dallo spopolamento e dalle fragilità demografiche.

L’apertura dei lavori è affidata alla mostra Servus inutilis. Alcide De Gasperi e la politica come servizio, promossa dalla Fondazione De Gasperi e dalla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli. A seguire, una tavola rotonda con Rocco Buttiglione, Lucio D’Orazio, Armando Vittoria e Flavio Felice (autore dell’articolodi di presentazione dell’evento  pubblicato lo scorso 7 luglio su Avvenire).

Il riferimento a De Gasperi non è soltanto celebrativo. La sua idea di Europa, fondata sulla solidarietà tra i popoli, sulla cooperazione tra gli Stati e sulla responsabilità delle classi dirigenti, continua a offrire una prospettiva concreta anche per il rilancio delle aree interne. Le politiche di coesione europee, se accompagnate da una forte capacità progettuale delle comunità locali, possono infatti rappresentare un’opportunità per contrastare il declino demografico e valorizzare il patrimonio culturale e sociale del Mezzogiorno.

È un’impostazione che richiama una delle intuizioni più profonde dello statista trentino: l’Europa non come semplice spazio economico, ma come comunità di destino capace di ridurre i divari territoriali e di promuovere il bene comune. Un messaggio che conserva una particolare attualità proprio mentre il futuro delle aree interne torna al centro del dibattito pubblico.

Il cinema di Bergman: sessant’anni fa usciva  “Persona”

Altri anni e altri affanni, nel 1966 il cinema osava l’impossibile, alcuni registi realizzavano film che oggi sarebbero considerati puri deliri, velleità di menti annebbiate. Oggi le storie devono essere raccontate obbedendo alle aspettative di un pubblico che vuole soltanto una bella storia da seguire per un paio d’ore e dimenticare due ore dopo.

Oggi un film come Persona di Bergman resterebbe un’idea chiusa a doppia mandata in un cassetto. Nel 1966 invece venne considerato un capolavoro su cui riflettere, 85 minuti da inserire nella storia del cinema. I primi sei minuti, quelli dei titoli di testa, sono un magma di immagini rapidissime, ragni, agnelli, crocifissioni, obitori, un ragazzo che si sveglia dalla morte e tocca uno schermo dove appare un viso sfocato di donna, forse la salvezza. E dopo questa sarabanda inizia il film, la storia di una grande attrice che sul palco improvvisamente ha perso le parole e si è chiusa in un mutismo assoluto.

I medici hanno stabilito che non ha alcun disturbo fisico o mentale: è solo una donna che non vuole più parlare perché non trova più alcun senso nella vita. Non sa più qual è la differenza tra la finzione scenica, recitata in teatro ma anche nello scorrere dei giorni, e la verità autentica che brucia dentro e crea solo cenere.

Per aiutarla a guarire, le viene assegnata una giovane infermiera ed entrambe vengono spedite su un’isola lontana dal mondo, un frammento di roccia in mezzo al mare.

E in quella gelida desolazione le parti si invertono: la ragazza sente il bisogno di sfogarsi, di raccontare tutto di sé, anche episodi scandalosi, mentre l’attrice tace e ascolta. Le due donne diventano sempre più intime tra di loro, fino quasi a confondersi in una sola persona, cioè in una sola maschera disperatamente in bilico tra la menzogna e la verità.

L’infermiera sa che la aspetta una vita semplice e ordinata, ma sa anche che il momento in cui è stata più prossima alla rivelazione è stato l’incontro con due giovani maschi e un’altra ragazza, un’esperienza sessuale che l’ha trascinata in una zona della vita priva di regole e convenzioni e che poi l’ha portata ad abortire.

E l’infermiera ha capito anche quale è la ferita profonda dell’attrice senza più parole: un figlio non voluto, non amato, forse malato, un figlio che la adora e che lei invece ha sempre sentito come un ostacolo.

Due segreti che si confrontano: maternità, aborto, libertà, paura, vita che cerca un senso e trova solo solitudine e infelicità. Sono dialoghi tra chi parla e chi tace, parole e silenzi, tenerezza e violenze improvvise.

Come spesso accade nel cinema di Bergman, forse viene detto troppo, ogni frase sembra estratta da un dramma di Ibsen o da un testo di Kirkegaard, manca quel distacco e quella leggerezza che danno vivacità, ad esempio, ai film di Fellini, ugualmente complessi ma più fiduciosi nella forza benefica dell’immaginazione. InPersona ogni scena si muove su una lastra di ghiaccio pronta a frantumarsi e inghiottire tutto quanto. Il clima è segnato da una religiosità tetra, dove nessuno parla mai agli uccelli e alla meraviglia dell’esistenza. Ricordo ancora quei versi sorprendenti di Milo De Angelis: «Chi soffre non è profondo». Ecco, forse ci può essere una profondità felice, una sofferenza che a volte sa sorridere, un cinema che non è solo la dichiarazione di un fallimento esistenziale.

Verso la fine si vede persino Bergman che riprende una scena, forse per dire: è solo cinema, la vita è altrove, in un deserto dove talvolta nascono anche i fiori.

Fonte: L’Osservatore Romano – 11 luglio 2026

Titolo originale: Un dialogo estremo degno di Ibsen e di Kierkegaard

Tennis, Sinner batte Zverev e conquista di nuovo Wimbledon

Roma, 12 lug. (askanews) – Jannik Sinner si conferma campione a Wimbledon battendo in quattro set il tedesco Alexander Zverev in quasi quattro ora di gioco, con il punteggio di 6-7 7-6 6-3 6-4.

Jannik Sinner si conferma il re di Wimbledon. Il numero uno del mondo difende con successo il titolo conquistato dodici mesi fa e conquista il suo secondo trofeo consecutivo sull’erba dell’All England Club, battendo in finale il tedesco Alexander Zverev, testa di serie numero due, con il punteggio di 6-7 (7/9), 7-6 (7/2), 6-3, 6-4 dopo quasi quattro ore di gioco.

È stata una finale di altissimo livello, giocata sul filo dell’equilibrio per oltre due set, con entrambi i protagonisti protagonisti di una battaglia soprattutto al servizio. Nel primo parziale non si registra alcun break e il tie-break diventa inevitabile. Qui Zverev dimostra grande lucidità nei punti decisivi, annulla due set point e si impone 9-7, portandosi avanti dopo un’ora e cinque minuti di gioco.

La reazione di Sinner, però, è quella del campione. Nel secondo set l’azzurro alza progressivamente il livello del proprio tennis, trova maggiore continuità da fondo campo e aumenta l’efficacia della risposta. Anche questa volta si arriva al tie-break, ma il copione cambia completamente: il numero uno del ranking domina il gioco decisivo per 7-2, ristabilendo la parità dopo oltre due ore di una sfida intensissima.

L’inerzia del match passa definitivamente dalla parte dell’italiano. Nel terzo set Sinner continua a mettere pressione al servizio dell’avversario e, dopo aver annullato l’unica palla break concessa, trova il primo break dell’incontro nell’ottavo gioco, chiudendo poi il parziale per 6-3.

Nel quarto set Zverev prova a restare agganciato alla partita, ma Sinner appare ormai padrone del confronto. Il break decisivo arriva nel settimo game grazie a una straordinaria serie di risposte aggressive che costringono il tedesco all’errore. Da quel momento il campione altoatesino non concede più nulla nei propri turni di battuta e chiude l’incontro al primo match point con il punteggio di 6-4, alzando ancora una volta il trofeo più prestigioso del tennis mondiale.

Per Sinner si tratta del 30° titolo ATP in carriera, del sesto successo stagionale e soprattutto del quinto torneo del Grande Slam, il primo conquistato nel 2026, che consolida ulteriormente la sua leadership nel ranking mondiale. Il successo rappresenta inoltre la sua centesima vittoria nel circuito ATP, un traguardo simbolico che conferma la straordinaria continuità dell’azzurro ai massimi livelli.

Nonostante la sconfitta, Alexander Zverev esce comunque rafforzato dal torneo londinese. Grazie ai punti conquistati raggiungerà infatti la seconda posizione della classifica mondiale, superando Carlos Alcaraz, al termine di un Wimbledon che lo ha visto tornare protagonista fino all’ultimo atto.

Con il bis sull’erba di Londra, Sinner entra sempre più nella storia del tennis italiano e internazionale, confermandosi il punto di riferimento del circuito maschile e l’uomo da battere anche in questa stagione.

Iran, nuovi attacchi Usa a Bandar Abbas e a Qeshm

Roma, 12 lug. (askanews) – Diverse esplosioni sono state avvertite nel porto iraniano di Bandar Abbas e nell’area dell’isola di Qeshm. Lo riportano le agenzie iraniane Mehr e Fars, citate da Al Jazeera, mentre Axios parla di una nuova ondata di attacchi americani.

Il governatore di Qeshm, Hossein Amir Teymouri, ha dichiarato all’agenzia IRNA che “da 10 a 11 proiettili nemici” hanno colpito l’isola. Teymouri ha precisato che tutti gli obiettivi colpiti erano militari e che non si sono registrate vittime.

Poco dopo il Ministero della Difesa del Kuwait ha annunciato che tre posti di confine ed una piattaforma petrolifera offshore sono stati oggetto di “un attacco criminale” ed hanno subito “danni materiali”, in quella che potrebbe essere una rappresaglia di Teheran. Sulla piattaforma petrolifera offshore gestita dalla Kuwait Oil Company ci sarebbe anche un operaio rimasto ferito.

Braccio di ferro sullo stretto di Hormuz. Gli Usa: è aperto, traffico normale. L’Iran è chiuso

Roma, 12 lug. (askanews) – Gli Stati Uniti sono pronti a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz: lo ha reso noto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) dopo l’annuncio dell’Iran sulla chiusura della via di navigazione, ribadito successivamente dalle autorità di Teheran. “Lo Stretto di Hormuz è aperto a tutte le navi che intendono transitare legalmente in questa via navigabile internazionale. Le forze statunitensi sono posizionate e pronte a garantire che la libertà di navigazione rimanga intatta nonostante l’aggressione, le molestie, le minacce e le dichiarazioni arbitrarie dell’Iran. L’Iran non controlla lo stretto. Il traffico è libero”, si legge nel comunicato diffuso dal Centcom.

Teheran – che attraverso le parole di Mohsen Rezaee, consigliere di Khamenei, ha chiarito che Hormuz è più importante di decine di bombe atomiche – ha sua volta ribadito la chiusura dello Stretto alla navigazione: “A causa dei recenti movimenti illegali delle forze militari statunitensi nella regione, il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz non è attualmente possibile”, si legge in una nota dell’Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico, che conclude: “Non appena la stabilità e la calma saranno ripristinate, tutte le richieste saranno esaminate secondo il calendario previsto e saranno rilasciati i permessi necessari”.

MotoGp, Bezzecchi operato. Aprilia spera in Silverstone

Roma, 12 lug. (askanews) – È iniziato il recupero fisico di Marco Bezzecchi dopo l’infortunio rimediato nelle qualifiche del Gran Premio di Germania al Sachsenring. Il pilota dell’Aprilia è stato operato questa mattina alla clavicola sinistra dall’équipe del dottor Giuseppe Porcellini all’Ospedale Universitario di Sassuolo. L’intervento si è concluso con successo: la frattura “completa e scomposta” è stata ridotta e stabilizzata.

Ora per il pilota romagnolo comincia la fase di riabilitazione con l’obiettivo di tornare in pista già nel prossimo appuntamento del Mondiale, il Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone (7-9 agosto). I tempi di recupero, però, restano ancora da definire e saranno valutati nei prossimi giorni sulla base dell’evoluzione del quadro clinico.

Aprilia, attraverso una nota ufficiale, ha spiegato: “Marco è stato operato con successo dal Dottor Giuseppe Porcellini presso l’Ospedale Universitario di Sassuolo; la frattura della clavicola sinistra è stata ridotta e stabilizzata”.

La squadra di Noale ha aggiunto: “Sebbene sia ancora presto per definire i tempi di recupero, auspichiamo di avere Marco fit per il prossimo GP di Silverstone, in programma a inizio agosto. La prognosi verrà comunque sciolta nei prossimi giorni”.

Per Bezzecchi si prospettano quindi settimane di lavoro intenso durante la pausa estiva. Il rientro in Gran Bretagna non è impossibile, ma rappresenta una sfida: negli ultimi anni diversi piloti della MotoGP hanno dovuto affrontare recuperi più lunghi dopo fratture alla clavicola, tra cui Marc Marquez, che in passato ha impiegato diverse gare prima di ritrovare la piena competitività.

MotoGp, Marc Marquez trionfa in Germania

Roma, 12 lug. (askanews) – Marc Marquez si conferma il re del Sachsenring e, dopo aver firmato la pole e vinto la Sprint, trionfa anche nella gara lunga. Sul podio anche le due Trackhouse di Ogura e Fernandez. 4° Acosta, poi Martin e Bagnaia. Out Di Giannantonio e Alex Marquez. Assente Bezzecchi, operato alla clavicola. Martin resta in testa alla classifica: +14 su Ogura e +18 su Marc Marquez.

Scattato dalla pole, Marquez ha preso il comando fin dalle prime curve, contenendo inizialmente il tentativo del fratello Alex di restargli in scia. Giro dopo giro il pilota Ducati ha aumentato il passo, girando con costanza sull’1’21″ basso e costruendo un margine che gli ha consentito di amministrare la gara senza mai dare l’impressione di essere in difficoltà.

Alle sue spalle la lotta per il podio ha animato gran parte della corsa. Raul Fernandez, con la Aprilia del team Trackhouse, ha occupato a lungo la seconda posizione, ma nel finale ha dovuto cedere il passo al compagno di squadra Ai Ogura, autore di una gara in rimonta e bravo a piazzare il sorpasso decisivo a pochi giri dalla bandiera a scacchi. Il giapponese ha così completato una splendida doppietta per il team americano, chiudendo secondo davanti a Fernandez.

Ai piedi del podio ha terminato Pedro Acosta, protagonista di una gara solida ma mai in grado di inserirsi nella lotta per le prime tre posizioni. Alle sue spalle il leader del Mondiale Jorge Martin ha limitato i danni con il quinto posto. Lo spagnolo ha disputato una gara accorta, difendendosi nel finale dagli attacchi di Francesco Bagnaia, sesto al traguardo dopo una corsa nelle retrovie del gruppo di testa senza riuscire a trovare lo spunto per superare il rivale.

La gara è stata caratterizzata anche da numerosi colpi di scena. Fabio Di Giannantonio è stato il primo dei protagonisti a finire nella ghiaia, scivolando nelle fasi iniziali dopo aver perso l’anteriore. Pochi giri più tardi è caduto anche Alex Marquez, che fino a quel momento occupava la seconda posizione e sembrava l’unico in grado di seguire il fratello. Sono finiti a terra anche Joan Mir e Cal Crutchlow, entrambi senza conseguenze fisiche, mentre Maverick Vinales è stato costretto al ritiro nel finale per un problema tecnico.

Con questo successo Marc Marquez rilancia le proprie ambizioni iridate, anche se Jorge Martin mantiene la leadership del campionato. Lo spagnolo dell’Aprilia guida infatti la classifica con 14 punti di vantaggio su Ai Ogura e 18 sul pilota Ducati, ora risalito al secondo posto grazie ai 25 punti conquistati in Germania.

Il Motomondiale osserva ora una pausa estiva e tornerà in pista dal 7 al 9 agosto sul circuito di Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna, dodicesimo appuntamento della stagione.

Banche, i tassi sui nuovi mutui sono già ai massimi da quasi 2 anni

Roma, 12 lug. (askanews) – La “mini” stretta monetaria operata finora dalla Banca centrale europea è bastata a far risalire i tassi sui nuovi mutui in Italia ai massimi da quasi due anni a questa parte. A maggio, infatti, il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni ha raggiunto il 3,959%.

Per trovare un livello analogo o superiore, bisogna tornare indietro fino al all’agosto del 2024, in cui questa voce si attestava al 4,0962%, secondo le tabelle della Banca d’Italia.

Eppure all’epoca lo stesso livello di riferimento dei tassi Bce – il tasso sui depositi – era a valori nettamente superiori: il 3%. Attualmente, a seguito del rialzo da 0,25 punti percentuali effettuato a giugno, il tasso sui depositi della Bce si attesta al 2,25%. In questo caso si tratta del livello più elevato da poco più di un anno: dall’aprile del 2025.

Al tempo stesso, sempre secondo i dati della Banca d’Italia, i tassi di interesse sui depositi (conti correnti passivi) delle famiglie restano a un limitato 0,1733%, livello sostanzialmente in linea con quello dei mesi precedenti risalendo fino al luglio del 2025. Nell’agosto del 2024, invece, questa voce si attestava uno 0,366%, sempre un livello ridotto, ma leggermente superiore a quello attuale.

Questo differenziale della dinamica di risalita dei tassi potrebbe rialimentare le polemiche già sollevate nei giorni scorsi da alcune associazioni, sulla velocità con cui le banche aumentano i tassi sui prestiti che erogano a famiglie e imprese e la maggiore “cautela” che usano sui tassi con cui retribuiscono i conti correnti.

Va comunque rilevato che il livello dei tassi bancari non riflette unicamente quello che è il quadro attuale dei tassi di riferimento della Bca, ma piuttosto l’aspettativa che il settore bancario ha su quello che sarà il futuro dei tassi ufficiali. L’ultima rilevazione della Banca Italia, peraltro, è riferita a maggio, quando non era stato ancora operato il rialzo dei tassi della Bce di giugno, ma appunto la mossa era ampiamente attesa dai mercati.

Sempre a maggio, probabilmente, l’attesa dei mercati era per ulteriori possibili rialzi dopo quello di giugno, laddove la tregua raggiunta a metà mese tra Stati Uniti e Iran ha determinato una inversione dei prezzi sul petrolio, e conseguentemente un allentamento delle pressioni inflazionistiche che, potenzialmente, e se la dinamica si confermerà, potrebbe anche arrestare la Bce nella sua manovra di inasprimento.

Nei dai dei mesi successivi, quindi, anche i tassi bancari potrebbero mostrare aggiustamenti a questo nuovo scenario.

MotoGp, il calendario del motomondiale e i vincitori

Roma, 12 lug. (askanews) – Questo il calendario del MotoGp 2026 ed i vincitori:

GP Thailandia (Buriram, Thailandia, 1 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Brasile (Goiânia, Brasile, 22 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Texas (Austin, Stati Uniti, 29 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Spagna (Jerez de la Frontera, Spagna, 26 aprile) vincitore: Alex Marquez (Gresini Racing) GP Francia (Le Mans, Francia, 10 maggio) vincitore: Jorge Martin (Aprilia) GP Catalogna (Barcellona, Spagna) vincitore: Fabio Di Giannantonio (Ducati) GP Italia (Mugello, Italia, 31 maggio) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Ungheria (Balaton, Ungheria, 7 giugno) vincitore: Marc Marquez (Ducati) GP Repubblica Ceca (Brno, Repubblica Ceca, 21 giugno) vincitore: Marc Marquez (Ducati) GP Paesi Bassi (Assen, Paesi Bassi, 28 giugno) vincitore: Ai Ogura (team Trackhouse Racing, Aprilia) GP Germania (Sachsenring, Germania, 12 luglio) vincitore: Marc Marquez (Ducati)

GP Regno Unito (Silverstone, Regno Unito, 9 agosto) GP Aragona (Aragón, Spagna, 30 agosto) GP San Marino (Misano, Italia, 13 settembre) GP Austria (Red Bull Ring, Austria, 20 settembre) GP Giappone (Motegi, Giappone, 4 ottobre) GP Indonesia (Mandalika, Indonesia, 11 ottobre) GP Australia (Phillip Island, Australia, 25 ottobre) GP Malesia (Sepang, Malesia, 1° novembre) GP Qatar (Lusail, Qatar, 8 novembre) GP Portogallo (Portimão, Portogallo, 22 novembre) GP Comunità Valenciana (Valencia, Spagna, 29 novembre)

Tragedia a Brno, morti due piloti in una gara di superbike

Roma, 12 lug. (askanews) – Tragedia sul circuito di Brno, in Repubblica Ceca, dove due piloti hanno perso la vita in seguito a un incidente avvenuto durante una gara del Campionato motociclistico Alpe Adria. Le vittime sono l’austriaco Philipp Steinmayr, 32 anni, e il romeno Adrian Rus-Sinner, 43 anni. Secondo una prima ricostruzione, Steinmayr si era fermato in pista per un problema tecnico subito dopo la partenza della prova della categoria Superstock 1000/Superbike ed è stato investito dalla moto di Rus-Sinner. Il pilota austriaco è morto sul colpo, mentre il romeno è deceduto successivamente in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.

In seguito all’incidente gli organizzatori hanno deciso di annullare il resto del programma del fine settimana, comprese le gare delle categorie Supersport 300 European Cup, Supersport 600 European Cup, Superstock 1000 European Cup e Women’s European Championship.

In una nota congiunta, la FIM Europe, l’Unione Motociclistica Alpe Adria, il promotore Academy, la Federazione Motoristica Rumena, l’Unione Motociclistica Balcanica e l’Autodromo di Brno hanno espresso il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime, agli amici e all’intera comunità motociclistica.

Zelensky annuncia le dimissioni della premier Svyrydenko: rimpasto di governo per nuova strategia politica

Roma, 12 lug. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato domenica le dimissioni di Yulia Svyrydenko dalla carica di Primo ministro, che ricopriva da un anno, nonché un “rimpasto di governo” che corrisponde a un cambiamento nella “strategia politica” dell’Ucraina.

“Ogni area prioritaria della politica estera sarà affidata alla responsabilità di una persona specifica con una significativa esperienza”, ha dichiarato Zelensky nel suo comunicato stampa pubblicato su Telegram, aggiungendo di aver offerto al Primo ministro uscente “un nuovo importante Ministero per le relazioni con un partner chiave”, senza specificare quale.

Il Presidente ucraino non ha fornito dettagli sulla composizione del nuovo esecutivo, né sui tempi per la sua formazione: “Conto sul fatto che, insieme ai parlamentari, effettueremo le opportune sostituzioni all’interno del governo ucraino”.

Papa Leone XIV: "Venti di guerra non spengano la fiammella della pace"

Roma, 12 lug. (askanews) – “Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose parti del mondo colpendo ancora una volta tanti innocenti: non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace anche quando sembra vacillante”: lo ha ribadito Papa Leone XIV nella preghiera dell’Angelus tenuta a Castelgandolfo.

Il Pontefice ha invitato a “percorrere la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, unico cammino per una pace giusta e duratura”.

Nel corso della preghiera Papa Leone ha ricordato come “Gesù stesso, il Verbo fatto uomo, che ha dato la vita per la nostra salvezza, è il seme che il Padre continua a spargere nel mondo perché, morendo, porti molto frutto (cfr Gv 12,24)”.

“È vero, a volte incontra in noi un terreno duro e insensibile, altre volte distratto, simile al suolo battuto dei sentieri, al terreno sassoso, ai cespugli dei rovi; ma ci sono momenti in cui trova una terra ricettiva e feconda, e allora si innescano miracoli d’amore capaci di cambiare tutto il resto, come certamente abbiamo sperimentato anche noi nella nostra vita. Per questo il Padre non smette di seminare, perché sa che la potenza del suo amore è più forte della nostra debolezza”, ha concluso.

Iran e Oman proseguiranno le consultazioni sullo stretto di Hormuz

Roma, 12 lug. (askanews) – L’Iran e l’Oman hanno concordato di proseguire le consultazioni sulla situazione nello Stretto di Hormuz: lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.

In precedenza, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione (pasdaran) iraniani aveva annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz fino alla fine delle interferenze statunitensi nella regione, aggiungendo che a nessuna nave sarebbe stato consentito il transito.

“L’Oman e l’Iran hanno concordato di proseguire il dialogo a livello politico, legale e tecnico per raggiungere un’intesa comune al fine di garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz” ha proseguito il portavoce, aggiungendo che la futura gestione dello Stretto di Hormuz dovrebbe essere determinata attraverso consultazioni tra Iran e Oman, tenendo conto della situazione degli ultimi mesi e delle azioni militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

In precedenza, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione (pasdaran) iraniani aveva annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz fino alla fine delle interferenze statunitensi nella regione, aggiungendo che a nessuna nave sarebbe stato consentito il transito.

“L’Oman e l’Iran hanno concordato di proseguire il dialogo a livello politico, legale e tecnico per raggiungere un’intesa comune al fine di garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz” ha proseguito il portavoce, aggiungendo che la futura gestione dello Stretto di Hormuz dovrebbe essere determinata attraverso consultazioni tra Iran e Oman, tenendo conto della situazione degli ultimi mesi e delle azioni militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Norvegia-Inghilterra quante polemiche, papà Haaland: "Derubati"

Roma, 12 lug. (askanews) – È finita con una lunga coda di polemiche la sfida tra Norvegia e Inghilterra. Non solo per il discusso gol dell’1-1 segnato da Jude Bellingham, con il pallone che secondo i norvegesi potrebbe aver colpito il cavo della spider cam prima di arrivare al centrocampista inglese (e quindi sospendere l’azione), ma anche per il botta e risposta tra Bellingham e il suo allenatore Thomas Tuchel.

Il ct dell’Inghilterra, dopo la vittoria sofferta 2-1, aveva ammesso senza troppi giri di parole: “Siamo stati fortunati. Il modo in cui abbiamo giocato è stato sciatto, abbiamo commesso molti errori tecnici. Questo non riguarda la mentalità, ma dobbiamo fare meglio”.

Parole che non sono piaciute a Bellingham, protagonista della serata. Il numero 10 inglese ha difeso la prestazione della squadra e risposto al tecnico: “Non penso sia così. Forse non sa cosa significa affrontare una squadra con Haaland, Odegaard, Nusa, Sorloth e altri grandi giocatori. Non si vince ogni partita facendo girare la palla con mille passaggi. A volte bisogna vincere sporco”.

Bellingham ha poi parlato del rapporto con Erling Haaland, suo ex compagno al Borussia Dortmund e grande amico: “La gente ci ha visto come rivali per 90 minuti, io ho visto solo mio fratello. Sapevo come si sentiva perché ci sono passato anch’io. Sono andato subito da lui non per le telecamere o per i titoli, ma solo per ricordargli che una partita non definirà mai chi è. Domani sarà sempre mio fratello”.

Tuchel ha replicato senza alimentare la polemica, riconoscendo i meriti della squadra ma confermando la sua analisi: “Sono impressionato dal cambiamento che hanno fatto, dallo spirito e dalla capacità di superare le difficoltà. Non riceveranno mai abbastanza elogi. Ma sono anche un allenatore e penso che possiamo giocare meglio. Siamo tra le prime quattro, però possiamo essere più veloci e più cinici. E sì, siamo stati fortunati”.

A rincarare la dose ci ha pensato Alfie Haaland, padre di Erling. Durante la partita aveva già ironizzato sui social commentando l’episodio con un “Well done Bellingham and referee” rivolto al centrocampista inglese e all’arbitro Turpin. Poi, in televisione, è stato ancora più duro: «Siamo stati derubati, penalizzati da due decisioni clamorose. Il primo gol non era valido: c’era un’infrazione evidente nella costruzione dell’azione e il VAR non è intervenuto. Se il VAR serve a correggere errori chiari, perché non è stato rivisto?”.

Infine il riferimento al gol annullato a Haaland: “Tutti dicono che Erling abbia spinto Anderson, ma stanno semplicemente lottando per la posizione e usando le braccia. È calcio”.

Gli Usa colpiscono 140 obiettivi in Iran. Teheran: colpiti target Usa in Kuwait, Qatar e Bahrein

Roma, 12 lug. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno colpito circa 140 obiettivi in Iran nell’ambito della terza ondata di attacchi di questa settimana, ha annunciato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centocm) sul proprio profilo di X.

“Le forze statunitensi hanno colpito circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento terrestri e navali, droni e navi. Tra gli obiettivi figuravano siti missilistici e di droni iraniani, capacità navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera” si legge nel comunicato.

Nel corso di questa settimana gli Stati Uniti hanno colpito oltre 300 obiettivi iraniani in tre diverse ondate di attacchi, conclude la nota.

In risposta agli attacchi statunitensi condotti questa notte nel sud del Paese, l’Iran ha colpito diverse installazioni militari statunitensi in Kuwait, Qatar e Bahrein: è quanto riporta la Press TV, citando fonti dei Guardiani della Rivoluzione (pasdaran) iraniani.

L’esercito iraniano ha utilizzato droni per colpire un sistema di difesa aerea Patriot, un deposito di munizioni e una stazione radar militare statunitense in Kuwait, ha riferito l’emittente.

L’Iran ha inoltre colpito una stazione di comunicazione e una stazione radar militari statunitensi in Bahrein; secondo quanto riportato dalla Press Tv le forze iraniane avrebbero anche lanciato un attacco missilistico balistico contro la base aerea statunitense di Al Udeid, in Qatar.

"Live à Paris" l’amato album dal vivo di Céline Dion esce in vinile

Milano, 12 lug. (askanews) – In occasione del 30° anniversario di “Live à Paris” l’amato album dal vivo di Céline Dion sarà pubblicato per la prima volta in vinile. Il nuovo doppio LP, uscirà il 4 settembre 2026, pochi giorni prima dell’attesissimo ritorno dell’artista sul palco della Plenitude Arena, ed è disponibile da oggi, venerdì 10 luglio, in pre-order.

Registrato nell’ottobre del 1995 allo Zénith di Parigi davanti a 6.000 spettatori, “Live à Paris” fu pubblicato per la prima volta nell’ottobre del 1996 nei formati CD e VHS, seguiti dall’edizione DVD nel novembre 2003. A trent’anni di distanza, questa raccolta live viene riproposta per la prima volta in vinile con una nuova sequenza dei brani e una tracklist rivisitata, che attinge sia all’edizione originale su CD sia a quella video, offrendo un’esperienza d’ascolto più completa e coinvolgente.

Il doppio LP sarà disponibile sia in un’esclusiva edizione in vinile Golden Tan, sia nella classica versione nera. La confezione includerà inoltre un booklet di otto pagine con fotografie e testi delle canzoni e una speciale bonus track in studio di “À Paris”. Scritta da Francis Lemarque, questa celebre chanson, divenuta uno dei simboli della capitale francese, arricchisce il progetto affiancandosi alle straordinarie performance dal vivo.

“Live à Paris” immortala Céline Dion in uno dei momenti più significativi della sua carriera, con interpretazioni tratte da “D’eux “- l’album in lingua francese più venduto di sempre – insieme ai suoi grandi successi internazionali e ad alcuni classici intramontabili. Il disco include gli straordinari duetti con Jean-Jacques Goldman, tra cui “Les derniers seront les premiers” e “J’irai où tu iras”, oltre a intense interpretazioni di “The Power Of Love”, “River Deep, Mountain High” e “Quand on n’a que l’amour” di Jacques Brel.

Oltre a “Live à Paris”, il 4 settembre saranno pubblicati in vinile anche 14 album del catalogo di Céline Dion, disponibili in una nuova esclusiva versione Pearly White, già disponibile in pre-order. Questa nuova collana offrirà ai fan l’opportunità di riscoprire alcuni dei lavori più celebri dell’artista in un prezioso formato da collezione.

Qatar, Meloni: profonda tristezza per scomparsa Al Thani

Roma, 12 lug. (askanews) – “Ho appreso con profonda tristezza la notizia della scomparsa dell’Emiro Padre del Qatar, Sua Altezza lo Sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani. Lo Sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani è stato uno di quei rari leader che ha cambiato il corso della storia della propria Nazione. Con straordinaria visione, coraggio e determinazione, ha posto le basi del Qatar moderno, ne ha rafforzato le istituzioni e gli ha conferito una voce e un prestigio ben oltre i suoi confini. Il Qatar che oggi conosciamo e ammiriamo porta l’inconfondibile impronta della sua leadership. Desidero porgere le mie più sentite condoglianze a titolo personale e a nome del Governo italiano, a Sua Altezza l’Emiro Tamim, a tutta la Sua famiglia e al popolo del Qatar cui rivolgo i miei pensieri e le mie preghiere in questo momento di profondo dolore”. Così la presidente del consiglio Giorgia Meloni.

Renzi, il funambolo che ha perso l’altra sponda

Il talento dellequilibrio

Ho smesso di guardare i talk show aspettandomi una tesi. Con Renzi in scaletta, guardo per il numero. È lo stesso spirito con cui si va al circo: non ti chiedi cosa dimostri l’acrobata, ti godi l’attimo in cui sembra stia per cadere e invece no, gira su se stesso e riprende l’equilibrio. L’applauso parte prima ancora che tu abbia capito cosa sia successo.

È bravissimo, va detto senza ironia: pochi in Italia sanno leggere un tavolo negoziale così in fretta, capire chi sta bluffando, spostare l’attenzione un attimo prima che diventi un problema. Il guaio è che, a furia di allenare solo quel muscolo — la mossa, non la meta —, a un certo punto il funambolo comincia a scambiare l’equilibrio per una destinazione.

Le porte sempre socchiuse

Guardate i mesi, non le settimane. In un mese apre a Conte: «servono tutti per vincere»; il mese dopo lo liquida come uno che ha avuto «il capolavoro» di dividere un centrosinistra che prima era unito. Un giorno il “campo largo” è la casa comune, l’indomani annuncia che correrà per conto suo nel proporzionale perché non vuole «i voti di Pd e M5S» — salvo poi essere lui il primo a ricordare quanto quei voti servano, aritmeticamente, per battere la destra.

Non è incoerenza caratteriale: è una strategia dichiarata. Tenere ogni porta socchiusa per poterla richiudere o riaprire a seconda di come cambia il vento politico. Il difetto di questo metodo è che, dopo un po’, smetti di essere un leader con un progetto e diventi una funzione: quello che, qualunque cosa accada, saprà infilarsi nella crepa giusta.

 La battuta come strategia

Anche l’invettiva, in Renzi, ha smesso di essere uno sfogo ed è diventata quasi un genere letterario: la premier «scendiletto di Trump», un avversario «più mostruoso del mostro di Loch Ness», un altro «analfabeta istituzionale», traghettato da «un Gianni Letta» a «camerata».

Sono frasi che bucano lo schermo, vengono rilanciate, occupano per ore lo spazio mediatico che potrebbe essere dedicato a una proposta su fisco, lavoro o sanità. È un investimento razionale: la battuta costa poco e rende molto; un piano di governo costa moltissimo e in televisione quasi nessuno lo legge. Il problema è che, alla lunga, il pubblico impara il genere e smette di aspettarsi altro. Non ti chiede più cosa proponi, ma soltanto quale sarà la prossima battuta.

 Il trauma del salto

C’è, forse, anche qualcosa di più personale in questo funambolismo permanente: la sensazione che restare in equilibrio sia diventato più rassicurante che arrivare davvero da qualche parte.

Chi ha guidato un governo a trentanove anni e poi lo ha visto sgretolarsi in pochi mesi, chi ha puntato tutto su un referendum costituzionale perdendolo, può aver imparato che il salto mortale è l’unico terreno sul quale il fallimento resta sempre provvisorio. Al massimo arrivano i fischi, ma si rimane sul filo, pronti al numero successivo. Un programma di governo, invece, o funziona oppure no. E Renzi quel grande “no” lo ha già conosciuto.

 La sopravvivenza non basta

Detto questo, sarebbe ingeneroso ignorare l’altra faccia della medaglia. Con un partito attestato intorno al 3-4%, muoversi continuamente da un tavolo all’altro non è soltanto un vezzo: è anche una forma di sopravvivenza politica. In un sistema frammentato come quello italiano, chi non dispone dei numeri per imporre un’agenda può soltanto cercare di condizionarla, spostandosi, disturbando gli equilibri, tenendo tutti sulle spine.

È un mestiere legittimo, e talvolta persino necessario. Ma resta un mestiere di rendita: si vive di ciò che si sottrae agli altri, non di ciò che si costruisce. E il pubblico, alla fine dello spettacolo, applaude comunque. Solo che, uscendo dal tendone, difficilmente saprebbe dire quale fosse davvero la meta del funambolo, dall’altra parte del filo.

Povertà è questione sociale: la provocazione di Carlo Messina

I centomila bambini dimenticati

Non possono e non devono passare sotto silenzio le riflessioni avanzate recentemente da Carlo Messina, Ceo e consigliere delegato di Banco Intesa, il primo gruppo bancario italiano, attorno ad un tema di grande attualità. Certo, non provengono da un esponente del cattolicesimo sociale e nè tantomeno, da un attore politico che affonda le sue radici culturali e politiche in quel patrimonio ideale. Tuttavia, ripeto, le osservazioni che ha fatto meritano di essere riportate, discusse ed approfondite.

Cosa ha detto, in sostanza, Messina? Semplice. In Piemonte, dice il dirigente bancario, una delle regioni industriali più forti d’Italia ci sono 100 mila bambini che vivono in una condizione pressochè di povertà. Una osservazione importante, anche se non affatto nuova, che esula per una volta da tutto ciò che caratterizza il suo lavoro fatto di grafici, investimenti milionari, previsioni finanziarie o formule matematiche.

 Il progetto Scelte Future”

Insomma, una osservazione che privilegia il dato sociale rispetto a qualsiasi altra considerazione. Il tutto condito con un linguaggio che non è quello di un manager milionario o quasi ma semmai quello di un osservatore che guarda al futuro dell’Italia in questo particolare momento storico senza altri filtri: politici o di schieramento.

Lo ha detto a Torino durante la presentazione di “Scelte Future”, il programma promosso con la Fondazione Compagnia San Paolo e la Fondazione Ufficio Pio. Non si tratta di una iniziativa generica. È un progetto da 10 milioni di euro pensato per favorire l’accesso alla formazione superiore, il risparmio incentivato e l’educazione finanziaria, partendo dai bambini e dalle famiglie più esposte alla fragilità economica. Una sperimentazione che partirà proprio dal Piemonte con l’obiettivo, ambizioso, di costruire un modello da replicare anche in altri territori.

E la frase che ha pronunciato al riguardo il manager è stata alquanto significativa. E cioè, “In Italia si parla troppo di riarmo. Poi scopriamo che in una regione industriale e ricca come il Piemonte ci sono 100 mila bambini che vivono in una condizione molto vicina alla povertà. La priorità del paese – ha concluso – deve essere adesso il sociale e non le armi”.

 La questione sociale torna al centro

Insomma, non si tratta di una intuizione rivoluzionaria nè ci troviamo di fronte ad un benefattore, sia chiaro. Non ci sono “santi sociali” all’orizzonte. Comunque sia, non si può non prendere atto che quando un vertice del più grande gruppo bancario nazionale individua nella questione sociale un tema che non si può più eludere, c’è indubbiamente da compiacersi.

Con la speranza, al contempo, che non siano solo parole di convenienza e di circostanza ma, semmai, foriere di un impegno concreto capaci di aggredire le conseguenze nefaste di una nuova ed inedita questione sociale che investe il nostro paese. A cominciare, nel caso specifico, dal Piemonte.

No alla riforma elettorale del governo Meloni

L’evento, che ha visto la partecipazione di costituzionalisti ed esperti in materia elettorale, esponenti di Partiti politici, Fondazioni, Comitati, e Associazioni, è durato circa 5 ore con 36 interventi, una vera e propria maratona per la democrazia; l’incontro è stato aperto dal Presidente della Fondazione Matteotti Alberto Aghemo e dal Presidente del Comitato Iniziative Popolari Mattia Orioli, da Luigi Spanu e Marco Martinoli che hanno coordinato i lavori, e poi dalle relazioni introduttive dell’on. Mario Tassone e dell’on. Enzo Palumbo.

Sono intervenuti all’inizio alcuni docenti della materia: Lorenzo Spadaccini professore associato di diritto Costituzionale Unimercatorum, Marco Ladu professore associato di Diritto costituzionale e Pubblico e-Campus, Sergio Bagnasco editorialista esperto di leggi elettorali, Lara Trucco professore ordinario di Diritto Costituzionale UNIGE, Luciano Mario Fasano professore associato di Scienza Politica UNIMI.

Significativi gli interventi dei rappresentanti dei partiti che si oppongono al “melonellum”: on. Filiberto Zaratti Deputato AVS Commissione Affari Costituzionali, l’on. Carmela Auriemma Deputata M5S Commissione Affari Costituzionali, il sen. Dario Parrini Senatore PD Commissione Affari Costituzionali, l’on. Riccardo Magi Deputato +Europa Commissione Affari Costituzionali, Ruggero Scotti portavoce Roma Possibile, Bianca Piscolla di Radicali Italiani, Mauro Vaiani Segreatrio di Autonomia e Ambiente.

E poi, ancora: Gherardo Colombo ex magistrato, Elisabetta Trenta  per Nuovi orizzonti per l’Italia,

Christian Ferrari Segretario Confederale CGIL, l’on. Lucio D’Ubaldo di Tempi Nuovi e Direttore domani d’Italia, il sen. Ivo Tarolli promotore di Piattaforma Popolare, l’on. Vitaliano Gemelli   Presidente UNLA, Bartolomeo Nicolotti  dell’Associazione per la Rappresentanza Votolibeguale, Luigi Righini  del  Centro Studi Popolari Europei, l’avv. Jacopo Bartolomei, l’on. Erminia Mazzoni, l’on. Maurizio Eufemi, Cinzia Martino   del Comitato 21 giugno, e tanti altri interventi da parte di associazioni e personalità autorevoli rinvenibili nel link della live su YouTube e Radio Radicale.

Il convegno, iniziato alle 10 di mattina è proseguito sino alle 17.00 con numerosi interventi che hanno evidenziato la forte preoccupazione per la tenuta democratica del Paese, provocata dalle forzature costituzionali presenti sia nella legge elettorale attuale (il rosatellum) sia in quella in corso di approvazione (il melonellum).

Nelle conclusioni è emerso come il tema di fondo sia la scelta tra “democrazia rappresentativa” che ha sin dall’inizio ha connaturato la nostra Repubblica parlamentare, e una sorta di “demokratura elettiva”, che è l’obiettivo perseguito dai protagonisti della c. d. seconda Repubblica da almeno venti anni e che oggi trova la sua naturale conclusione con la proposta all’esame, che introduce surrettiziamente un “premierato di fatto” che non si ha il coraggio di introdurre con un’apposita riforma costituzionale soggetta a referendum oppositivo, rappresentando l’ultimo atto di una manovra eversiva volta a sovvertire i cardini essenziali della Costituzione e della Repubblica,

Mattia Orioli, presidente del Comitato Iniziative Popolari, ha tratto le conclusioni del Convegno affermando la necessità di ritornare alla legge elettorale proporzionale con preferenze, come fu chiaramente voluto dai Costituenti con appositi ordini del giorno approvati all’unanimità, in modo da ridare al Paese una legge elettorale che consenta al pluralismo della società italiana di essere rappresentato il Parlamento, bloccando la deriva autoritaria in corso.

L’evento, svolto neIla Sala della Fondazione Giacomo Matteotti, è stato trasmesso sul canale YouTube in diretta. Ora può essere rivisto cliccando su https://youtube.com/@iniziativepop o andando sui canali video di Radio Radicale.

Ci lascia Peppino di Capri, non la sua arte

Tra i capolavori di Peppino di Capri, Champagne di certo è il più celebre. Tutti/e, in particolare, ricordano i primi quattro versi: «Champagne / Per brindare a un incontro / Con te / Che già eri di un altro». Non tutti, invece, sanno che il testo del brano musicale descrive un amore infelice, una passione fugace: un incontro, dove “un” è soprattutto un aggettivo numerale cardinale. Un solo incontro, destinato a restare l’ultimo.

Tanto che alla fine il brindisi è amaro, all’insegna della solitudine.

Ma, come insegna la stessa sua biografia, l’artista sapeva che “un incontro” può divenire “l’incontro”. E gli incontri, quelli autentici, non si svolgono fra soggetti già definiti; al contrario, contribuiscono fortemente a definirli.

Ci si incontra innanzitutto parlando – “siamo un colloquio”, poetava Hölderlin. E Martin Heidegger commentava: «Ma che cosa significa allora un “colloquio”? Evidentemente il parlare insieme di qualcosa. È in tal modo che il parlare rende possibile l’incontro».

Eccoci tornati all’incontro. L’incontro cantato in Champagne è anche di natura erotica e sentimentale, seppur clandestino e fugace.

E qui mi sento di dedicare a Peppino di Capri questi miei piccoli versi: “Una spinta è il sesso / sollecitazione / sangue che scorre, / un andare verso, / un sovrastare, / uscita del corpo da se stesso”. Sì, una sorta di estasi del corpo.

Un’estasi accompagnata, nei brani del cantante, da un intenso sentire.

Calcio, Paolo Maldini nuovo direttore tecnico della Nazionale

Milano, 11 lug. (askanews) – Paolo Maldini sarà il nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia. Lo ha annunciato Giovanni Malagò, dichiarando anche che Leonardo sarà in Nazionale in qualità di Advisor. Si ricompone la coppia Maldini-Leonardo che già aveva lavorato assieme al Milan. Con la nomina di Paolo Maldini adesso l’argomento caldo diventa il futuro ct che erediterà la panchina occupata da Silvio Baldini nelle ultime due amichevoli e, prima di lui, da Gennaro Gattuso. Paolo Maldini arriva in Azzurro con un ruolo fortemente decisionale e dunque sarà proprio lui, in concerto con Malagò, a scegliere il nome dell’allenatore.

Calcio, Paolo Maldini nuovo direttore tecnico della Nazionale

Milano, 11 lug. (askanews) – Paolo Maldini sarà il nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia. Lo ha annunciato Giovanni Malagò, dichiarando anche che Leonardo sarà in Nazionale in qualità di Advisor. Si ricompone la coppia Maldini-Leonardo che già aveva lavorato assieme al Milan. Con la nomina di Paolo Maldini adesso l’argomento caldo diventa il futuro ct che erediterà la panchina occupata da Silvio Baldini nelle ultime due amichevoli e, prima di lui, da Gennaro Gattuso. Paolo Maldini arriva in Azzurro con un ruolo fortemente decisionale e dunque sarà proprio lui, in concerto con Malagò, a scegliere il nome dell’allenatore.

Calcio, Klopp prossimo ct Germania: atteso via libera di Red Bull

Roma, 11 lug. (askanews) – La Federcalcio tedesca (DFB) è vicina a nominare Jürgen Klopp nuovo commissario tecnico della Germania. La federazione ha annunciato di aver raggiunto un accordo di massima con l’ex allenatore di Borussia Dortmund e Liverpool, anche se resta ancora da definire un passaggio decisivo: il via libera dell’attuale datore di lavoro del tecnico, il gruppo Red Bull.

In un comunicato, la DFB ha reso noto che il presidente Bernd Neuendorf e il vicepresidente Hans-Joachim Watzke hanno incontrato venerdì a New York Klopp per un primo confronto approfondito sulla possibile nomina. “Durante questo confronto costruttivo si è raggiunto un accordo di massima sui punti chiave di un eventuale contratto”, si legge nella nota.

“I colloqui proseguiranno la prossima settimana. Entrambe le parti sono fiduciose che la trattativa, subordinata all’accordo con l’attuale datore di lavoro di Klopp, Red Bull, possa essere portata a una conclusione positiva”, aggiunge la federazione.

Klopp è il candidato scelto per raccogliere l’eredità di Julian Nagelsmann, dimessosi dopo l’eliminazione della Germania ai sedicesimi di finale del Mondiale, arrivata ai rigori contro il Paraguay. Considerato uno dei tecnici più influenti della sua generazione, il 59enne ha conquistato successi importanti alla guida di Borussia Dortmund e Liverpool.

Dopo aver lasciato il club inglese nel 2024, Klopp ha assunto il ruolo di responsabile del calcio globale per Red Bull, coordinando le attività sportive dei club del gruppo in Austria, Germania, Brasile, Stati Uniti e Giappone. Proprio il rapporto contrattuale con la multinazionale rappresenta l’ultimo ostacolo prima dell’ufficializzazione.

Lo scorso fine settimana l’allenatore aveva dichiarato di sentirsi “più che ricaricato” dopo il periodo di pausa lontano dalla panchina. La Germania punta ora su di lui per rilanciare una nazionale che, dopo il titolo mondiale conquistato nel 2014, ha attraversato un lungo periodo di difficoltà culminato con due eliminazioni consecutive nella fase a gironi dei Mondiali e con la recente uscita ai sedicesimi dell’edizione disputata in Nord America.

Calcio, Gattuso: "Lazio una sfida, la Nazionale una ferita aperta"

Roma, 11 lug. (askanews) – “Sono orgoglioso di essere arrivato in questo club, ho buonissime sensazioni”. Si è presentato così Gennaro Gattuso, nuovo allenatore della Lazio, nella conferenza stampa d’esordio alla guida dei biancocelesti. L’ex commissario tecnico dell’Italia ha spiegato di aver accettato una sfida che conosceva fin dall’inizio, senza nascondere le difficoltà del momento.

“Sono stato vicino più di una volta alla Lazio, forse senza queste condizioni avrei detto di no. Per me è una sfida. Sapevo già le problematiche che c’erano, so bene che c’è da mettere l’elmetto e da lavorare”, ha dichiarato il tecnico.

Gattuso ha indicato gli obiettivi della sua gestione: “Voglio una squadra che sudi per la maglia, che rispetti la storia e la tradizione di questo club. Dobbiamo creare un clima familiare, divertire i tifosi e renderli orgogliosi. Serve restare uniti anche nelle difficoltà, poi vedremo dove potremo arrivare”.

Sul rapporto complicato tra squadra e tifoseria, l’allenatore ha invitato a non cercare giustificazioni. “Se oggi parlo dei tifosi creo solo un alibi. Dobbiamo rispettarli con serietà e lealtà. Sappiamo qual è la situazione, dobbiamo isolarci e pensare soltanto a lavorare. L’ambiente non è ideale, ma speriamo di essere bravi a far cambiare qualcosa”.

Gattuso ha poi parlato del confronto con il presidente Claudio Lotito, definendolo “franco”. “Quando ci siamo visti gli ho chiesto di sistemare qualcosina. Se il presidente ha qualcosa da dire viene e ne parla con me e con la squadra. Noi siamo suoi dipendenti, ma è giusto che le cose vengano dette con educazione”.

Inevitabile un passaggio anche sulla recente esperienza alla guida della Nazionale, conclusa con la mancata qualificazione al Mondiale dopo l’eliminazione contro la Bosnia. “La delusione è stata tanta. Posso solo ringraziare i ragazzi perché mi hanno dato tutto. Nel calcio contano anche gli episodi: da giocatore ho avuto un po’ di fortuna, da allenatore ho preso qualche mazzata. È una ferita che mi porterò addosso fino alla fine, ma bisogna andare avanti”.

Infine, il tecnico ha parlato del ritorno in Serie A dopo le esperienze all’estero: “Allenare fuori dall’Italia mi ha fatto crescere. Noi italiani pensiamo spesso di essere i migliori, ma il calcio cambia velocemente. Volevo completare il mio percorso professionale e quando è arrivata la chiamata della Lazio mi hanno convinto”.

Mit: al via nuove regole autovelox. 3150 attivi, 850 da omologare

Roma, 11 lug. (askanews) – “Alla luce delle nuove regole in vigore dalla mezzanotte di oggi riguardanti gli autovelox, si precisa che, allo stato attuale, i dispositivi attivi perché corrispondenti ai requisiti richiesti per l’omologazione, in quanto il prototipo rientra nell’elenco di cui all’allegato B del Decreto, sono circa 3150”. E’ quanto si legge in una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale con le nuove regole.

“Per i rimanenti dispositivi, circa 850 unità, i produttori dovranno richiedere l’omologazione del prototipo producendo la documentazione integrativa prevista nell’allegato tecnico A” precisa il Ministero.

“Soddisfazione del ministro Salvini – prosegue la nota – per il quale l’obiettivo della sicurezza sulle strade resta una priorità senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini”.

SalinadocFest 2026, premio IRRITEC alla regista iraniana Sepideh Farsi

Roma, 11 lug. (askanews) – Unire l’impegno sociale d’impresa alla forza del cinema civile per dare voce ai diritti umani. Con questo spirito, nel cuore della 20esima edizione del SalinaDocFest – la grande manifestazione internazionale fondata e diretta da Giovanna Taviani – sarà consegnato sabato alla regista iraniana Sepideh Farsi il prestigioso Premio IRRITEC 2026 da Giulia Giuffrè, responsabile della Sostenibilità e consigliere di amministrazione di Irritec e Presidente dell’Associazione SDF.

Il riconoscimento celebra il suo straordinario film-manifesto “Put Your Soul on Your Hand and Walk” (Prendi in mano l’anima e cammina), che sarà proiettato dopo la cerimonia all’interno della sezione SDF Contro la guerra.

Sostenuto da IRRITEC – azienda siciliana main partner del festival – il premio SDF all’ospite internazionale, incarna la visione cardine del gruppo: “Irrigare la cultura come si irriga la terra”, valorizzando l’arte capace di generare un impatto sociale concreto. La giuria ha celebrato il lavoro di Sepideh Farsi come “un’opera necessaria che trasforma il cinema in un atto di responsabilità, restituendo voce e volto a Gaza e a chi, nella guerra, rischia di essere ridotto a numero o silenzio”.

Il documentario nasce infatti dal potente incontro a distanza tra la regista, che vive a Parigi, e Fatma Hassona, giovanissima fotoreporter palestinese che ha documentato l’assedio di Gaza dall’interno. Attraverso un fitto scambio di videochiamate durato quasi un anno, le due donne hanno progettato un lavoro sulla disperata condizione del popolo palestinese, intrecciando la cronaca della guerra ai sogni di Fatma, che desiderava viaggiare per il mondo con la sua macchina fotografica. Proprio il giorno successivo all’annuncio della loro partecipazione al Festival di Cannes per presentare il progetto, si compie il dramma: il 16 aprile 2025 la casa degli Hassona viene colpita da missili che uccidono Fatma e i suoi familiari.

“Il film è la mia risposta, come regista, ai massacri in corso”, spiega Sepideh Farsi. “Quando ho incontrato Fatma Hassona è avvenuto un miracolo. Lei è diventata i miei occhi a Gaza, dove resisteva documentando giorno per giorno la guerra. E io sono diventata un collegamento tra lei e il resto del mondo. Abbiamo mantenuto questa linea di comunicazione per quasi un anno: i frammenti di pixel e suoni che ci siamo scambiate sono diventati il film che vedete. L’assassinio di Fatma ne cambia per sempre il significato”. Un’opera potente che rende giustizia anche alla drammatica premonizione della stessa fotoreporter: “Se muoio, voglio una morte rumorosa, che sia sentita da tutto il mondo”.

Giulia Giuffrè, nella doppia veste di responsabile della Sostenibilità e consigliera di amministrazione di IRRITEC e di presidente dell’Associazione SDF, ha così commentato l’iniziativa: “Credo profondamente nel valore della cultura e del cinema come strumenti capaci di dare voce a temi di grande rilevanza sociale, generando consapevolezza, dialogo e cambiamento. Per questo ritengo fondamentale costruire un ponte tra il mondo della cultura e quello delle imprese, in una relazione di valore reciproco: da un lato, la cultura offre alle aziende un linguaggio autentico per promuovere messaggi e valori; dall’altro, le imprese possono svolgere un ruolo decisivo nel sostenere e diffondere la cultura. Anche attraverso il festival, il mio obiettivo è favorire questa alleanza, affinché arte, spettacolo e tessuto imprenditoriale condividano un impegno concreto e duraturo verso la società”.

Il palcoscenico di questa sinergia è il SalinaDocFest, che festeggia quest’anno il prestigioso traguardo della sua ventesima edizione grazie alla sinergia tra la presidenza di Giulia Giuffrè e la direzione artistica di Giovanna Taviani.

Mandato di comparizione per i giornalisti del NY Times autori dell’inchiesta sul nuovo Air Force One di Trump

Roma, 11 lug. (askanews) – Il New York Times ha dichiarato che diversi suoi giornalisti hanno ricevuto mandati di comparizione in seguito a un’inchiesta del quotidiano sulle capacità del nuovo Air Force One del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, un jet donato dal Qatar.

In precedenza, il New York Times aveva scritto che il nuovo Air Force One di Trump dispone di capacità inferiori rispetto al velivolo che è destinato a sostituire. I mandati di comparizione sono stati emessi nei confronti dei giornalisti Julian Barnes, Eric Lipton, Tyler Pager ed Eric Schmitt, tutti co-autori dell’articolo sul nuovo Air Force One. I mandati sono stati emessi dal procuratore federale degli Stati Uniti Jay Clayton, recentemente nominato da Trump per ricoprire l’incarico di direttore dell’Intelligence nazionale.

Un alto funzionario dell’Fbi ha contattato il quotidiano prima della pubblicazione dell’articolo e ha sollecitato i redattori a ritardare la diffusione della notizia sul nuovo Air Force One, definendola una questione di sicurezza nazionale, ha riferito il quotidiano citando una persona a conoscenza della conversazione. Il funzionario, tuttavia, si è rifiutato di spiegare quale fosse la preoccupazione specifica legata alla sicurezza nazionale, ha aggiunto il quotidiano. Nel maggio 2025, la famiglia reale del Qatar ha donato a Trump un Boeing 747-8 del valore stimato di 400 milioni di dollari. Il presidente statunitense ha accettato l’aereo con l’intenzione di convertirlo nel nuovo Air Force One, anche se fino a poco tempo fa ha continuato a utilizzare il vecchio velivolo.

La scorsa settimana, Trump ha presentato ufficialmente il Boeing 747, caratterizzato da una livrea esterna nei colori rosso, bianco, blu e oro, oltre a un abitacolo completamente rinnovato.