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Spazi da non perdere, Palazzo Amati a Taranto

Roma, 2 ott. (askanews) – Nel cuore della Città Vecchia di Taranto, c’è una targa all’ingresso di Palazzo Amati che riassume lo spirito di una nuova stagione: “Qui si costruisce il futuro insieme con il sud”. L’edificio storico, a lungo rimasto inutilizzato, apre ufficialmente una nuova pagina con l’avvio del progetto “Ketos – Centro Euromediterraneo del Mare e dei Cetacei”.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Taranto e dalla Fondazione con il Sud, vede la Jonian Dolphin Conservation nel ruolo di capofila alla guida di una rete composta da 15 partner del territorio e del Terzo Settore. L’obiettivo è ambizioso: consolidare un ecosistema permanente in cui ricerca scientifica, formazione, tutela dell’ambiente e coesione sociale si intrecciano per offrire nuove opportunità di sviluppo sostenibile.

Con l’allestimento del primo piano e l’imminente ristrutturazione del secondo, Palazzo Amati si propone come un punto di riferimento per l’intero bacino del Mediterraneo. Il centro ospiterà percorsi museali interattivi, attività di divulgazione e progetti di citizen science, affiancati da aree di coworking, residenze di studio ed eventi dedicati alla Blue Economy.

Tra gli snodi centrali del programma figura anche il supporto al San Paolo Dolphin Refuge, la struttura pensata per diventare il primo rifugio permanente del Mediterraneo destinato all’accoglienza di cetacei provenienti da contesti di cattività.

Accanto alla valenza scientifica, il progetto punta sulla dimensione comunitaria e sull’inclusione. Attraverso percorsi educativi e spazi d’aggregazione rivolti a studenti, giovani e persone in condizioni di fragilità, Ketos mira a rafforzare il tessuto sociale dell’Isola Madre, facendo della tutela del mare e del patrimonio culturale una leva concreta di crescita, cittadinanza attiva e riscatto territoriale.

Rome Business School celebra la laurea di oltre 3000 studenti

Roma, 2 ott. (askanews) – Rome Business School parte di Planeta Formaciòn Universidades, un network internazionale di 22 istituzioni educative creato da De Agostini e dal Grupo Planeta, ha celebra la Graduation Ceremony 2026 al Palazzo dello Sport di Roma, dove si è concluso il percorso di studi di 3504 studenti di 148 diverse nazionalità, davanti a un pubblico di famiglie, aziende e università partner internazionali per un totale di oltre 5.000 partecipanti considerando professori e famigliari.

Tra gli ospiti d’onore, Silvio Ursini, Executive Vice President del Gruppo Bulgari e a capo della divisione Hotels & Resorts, è stato il Patron della cerimonia di quest’anno.

Ursini si aggiunge alla lista dei Patron delle ultime edizioni, che negli anni ha visto susseguirsi, tra gli altri, Nicola Drago (Executive Vice Chairman del Gruppo De Agostini, 2025), Nico Losito (Vice President IBM Technology Italia, 2024) e Giovanni Ravasio (VP Cloud Applications Italia e Iberia di Oracle, 2023).

Tra i momenti più significativi, la consegna dei riconoscimenti, con cui Rome Business School ha celebrato l’eccellenza di studenti, docenti e aziende che si sono distinti nel corso dell’anno. Il Graduation Patron Impact Award è stato consegnato a Silvio Ursini mentre tra i premi alla docenza, l’Online Teaching Excellence Award è andato al professor Andrea Ciceri, Program Director dell’International Online Master in Neuromarketing and Customer Experience; l’On Campus Teaching Excellence Award è stato assegnato al professor Federico Coccia, dell’International Master in Marketing and Sales; e il Program Director Recognition Award è andato alla professoressa Silvia Bellucci, Program Director dell’International Master in Data Science.

Quest’anno, il RBS4Entrepreneurship Award è andato a SKYA, una startup che utilizza l’intelligenza artificiale conversazionale per automatizzare lo screening dei candidati nei processi di selezione del personale, nata proprio dal programma RBS4Entrepreneurship. A chiudere la lista dei premiati, il Talent Partner Award, assegnato all’azienda che ha reclutato il maggior numero di studenti di Rome Business School nel corso dell’anno, è andato a Deloitte; a ritirare il riconoscimento è stato Fabrizio Del Gobbo, Employer Branding Manager dell’azienda.

Difesa, conclusa la 21esima edizione del Nato Cax Forum

Roma, 2 ott. (askanews) – Si è conclusa a Roma la 21 edizione del Nato Cax Forum, l’appuntamento internazionale che fa leva sulle tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale per migliorare la preparazione operativa della nato in scenari multidominio. Oltre 400 partecipanti da 28 nazioni si sono confrontati su esperienze, innovazioni e prospettive future.

Le nuove piattaforme di simulazione si stanno evolvendo da semplici strumenti di addestramento a veri ambienti dinamici dove sperimentare capacità, testare decisioni e prepararsi a scenari complessi. obiettivo fondamentale è il paradigma del “provare prima di fare”, per identificare criticità prima di affrontare situazioni reali.

Fabio Massimo Castaldo: “L’intelligenza artificiale supporta la creazione di scenari e l’analisi degli esiti, ma sempre mantenendo il controllo umano e garantendo la trasparenza delle decisioni grazie all’intelligenza artificiale trasparente

G. W. Kent Davis, Callian: “Il forum ha approfondito inoltre temi cruciali come l’interoperabilità tra sistemi adottati dai paesi alleati e lo sviluppo di standard condivisi. Tecnologie di realtà estesa e digital twin ampliano la capacità di formazione, riducendo tempi e risorse”.

La Nato conferma così la sua leadership nell’innovazione tecnologica per la difesa, ponendo la simulazione e l’intelligenza artificiale al servizio della prontezza operativa, senza dimenticare il ruolo insostituibile dell’uomo nelle decisioni più delicate.

Il caro energia frena la competitività dell’industria del cemento

Roma, 2 ott. (askanews) – Il caro energia e l’aumento dei costi legati alla CO mettono a rischio la competitività dell’industria del cemento. Ad agosto il prezzo dell’elettricità in Italia è aumentato del 65% rispetto al 2025, superando di oltre il 40% i valori di Germania, Francia e Spagna.

È il quadro tracciato da Federbeton alla conferenza ANCE “Città nel futuro 2030-2050” a Roma, svolta alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, dove la filiera ha chiesto interventi urgenti per sostenere gli investimenti della decarbonizzazione.

“Dobbiamo rimanere competitivi alla luce dell’evoluzione delle normative europee. L’intera filiera industriale sta già investendo in sostenibilità e decarbonizzazione, ma è evidente che questi sforzi richiedano un quadro normativo chiaro e adeguati finanziamenti di supporto, specialmente a fronte di capex oggi particolarmente onerosi” ha dichiarato Stefano Gallini, Presidente di Federbeton.

Per proteggere la produzione nazionale dalla concorrenza extra-UE, la federazione punta sulla continuità di strumenti come Energy Release e Interconnector, oltre al rilancio dei combustibili alternativi e della cattura della CO .

“I prossimi passi consistono nel continuare a rafforzare il dialogo sia con la Commissione europea sia con le autorità italiane, ma anche nel proseguire con gli investimenti per cogliere opportunità già concrete, come l’impiego dei combustibili alternativi nei cementifici. Oggi disponiamo di strumenti come il CBAM, che potrebbero contribuire a garantire un contesto competitivo più equo. Ovviamente devono funzionare ed essere accompagnati da controlli efficaci; per questo manteniamo un dialogo aperto sia con le Dogane sia con i vari Ministeri. Infine, chiediamo che i proventi delle aste ETS vengano per buona parte reinvestiti nell’industria, a sostegno di progetti di decarbonizzazione” ha aggiunto Gallini.

La tenuta del settore resta infatti decisiva non solo per l’industria manifatturiera, ma per la realizzazione delle infrastrutture strategiche del Paese.

Festival del Podcasting, “Siamo 18,5 milioni di ascoltatori in Italia”

Milano, 2 ott. (askanews) – Quanto tempo dedicano gli italiani ai podcast? E qual è il profilo dell’ascoltatore più assiduo? Ne abbiamo parlato al Festival del Podcasting a Milano con Giorgio Pedrazzini, customer success manager in NielsenIQ, che ha presentato la nuova ricerca NielsenIQ, commissionata da Audible, sui trend di consumo dei podcast nel nostro Paese: “Da tanti anni, ormai da nove, ci occupiamo di monitorare lo stato di salute dei podcast in Italia, misuriamo le abitudini, i trend di ascolto e quest’anno abbiamo visto come tutti gli anni ormai lo possiamo confermare un incremento degli ascoltatori – ha spiegato Pedrazzini – Siamo arrivati a 18 milioni e mezzo, vuol dire mezzo milione di persone in più che hanno ascoltato almeno una volta un podcast negli ultimi dodici mesi”.

“È una crescita importante – ha prosegutio – soprattutto se pensiamo che siamo partiti nel 2018 quando gli ascoltatori erano poco più di 10 milioni, quindi un 80 % non è una crescita indifferente vuol dire che i podcast sono qualcosa che è entrato nelle nostre case, è entrato tanto ovviamente durante la pandemia quando eravamo tutti bloccati in casa ma è qualcosa che poi è rimasto. E visto che parliamo di casa, si ascolta tanto a casa, è il luogo di ascolto elettivo si ascolta anche in macchina ma tendenzialmente l’ascolto avviene al ritorno dal lavoro. Devo dire che una delle funzioni che viene attribuita maggiormente ai podcast è proprio questa, di poter ascoltare mentre si fa altro, quindi mi immagino che persone che sono tornate al lavoro fanno qualcosa, cucinano, fanno qualche lavoro domestico e intanto ascoltano un podcast. È da tanto che vediamo che l’ascolto è tendenzialmente legato al multitasking, questa è una delle prime caratteristiche che viene riconosciuta. Altra cosa che piace ed è il primo motivo di ascolto è il fatto che si possono approfondire i temi di proprio interesse, quindi si ascolta volentieri qualcosa che ci piace, che ci interessa, perché lo possiamo approfondire, perché possiamo scegliere noi che cosa ascoltare”.

Fiaba di Diana Lola Posani entra in Platea Palazzo Galeano

Lodi, 2 ott. (askanews) – Il 30 settembre 2026, Diana Lola Posani ha presenta Fiaba, performance per sola voce che ha portato Fivefold Tuning fuori dalla vetrina di Platea Palazzo Galeano alla Piarda Ferrari, area verde affacciata sull’Adda poco distante dal centro storico di Lodi.

Curata da Giovanna Manzotti, Fivefold Tuning è una programmazione pensata come un unico piano sequenza: cinque interventi che da marzo 2026 a gennaio 2027 entrano progressivamente in relazione all’interno dell’ambiente definito da senza soluzione di continuità, l’opera architettonica e installativa di Liliana Moro che costituisce l’asse portante dell’intero progetto. La curatrice e l’artista hanno raccontato ad askanews la performance e come si inserisce nel progetto.

Giovanna Manzotti: “Con la performance intitolata Fiaba di Diana Lola Posani, la programmazione di Platea Palazzo Galeano esce dagli spazi della vetrina per approdare in un’area poco distante, lungo la iParda Ferrari. È una zona che l’artista ha scelto personalmente proprio per la sua caratteristica, una zona liminale dove la città nel contesto urbano comincia a lasciare spazio alla vegetazione e all’acqua”. La Piarda Ferrari – termine che indica tradizionalmente uno spazio destinato all’approdo e alla navigazione – è una zona che digrada verso il fiume Adda attraverso una successione di alberi, prati e gradoni. Diana Lola Posani: “Abbiamo scelto questo luogo perché in qualche modo ispirata anche all’opera di Liliana Moro ho pensato all’acqua e al fiume come un elemento quasi archetipico. Volevo ricreare una sorta di apparizione fiabesca. La scelta della notte e della posizione era un ricercare una forma di apparizione, perché mi interessava andare a toccare il tema della paura dell’ombra, però in un modo che fosse personale in quanto attivato dal mio corpo, ma al tempo stesso il più possibile neutrale e universale come può essere una fiaba”.

La curatrice sul lavoro performativo dell’artista: “Diana Lola Posani utilizza come elemento principale della sua pratica la voce, che diventa quasi un elemento scultoreo che attraverso dei vocalizzi plasma proprio una dimensione spaziale, fisica e sonora”. E prosegue la performer sul suo stesso approccio: “Quello che faccio è costruire delle circostanze atmosferiche per cui certi stati psicofisici si possono manifestare e all’interno di quegli stati trovo dei suoni, come in questo caso sono dei suoni in particolare utilizzati nell’ipnosi non verbale che riprendono suoni di animali che aggrediscono e di prede. Quindi sono dei suoni legati alla paura ma che servono per superare la paura. Questo ribaltamento l’ho trovato molto interessante e ho utilizzato questo linguaggio che di solito viene utilizzato come linguaggio di cura, come linguaggio di espressione personale. È una performance che più che nascere da un concetto che poi viene incarnato nel corpo, nasce dal corpo e poi viene in qualche modo sintetizzata”. Realizzata interamente senza l’utilizzo di strumenti di amplificazione, la performance è il risultato di un lungo periodo di training fisico e vocale che restituisce la nuda presenza della voce nel suo farsi materia e nel suo rapporto con il paesaggio fluviale. La coreografia segue la naturale conformazione della piarda.

Giovanna Manzotti spiega come la performance entra nella vetrina: “All’interno dello spazio di Platea Palazzo Galeano la performance verrà restituita come una traccia audio che l’artista ha scelto di far fruire ai passanti per circa dieci minuti in un orario mattutino tra le 7 e le 7.20 del mattino proprio per restituire quasi questa dimensione liminale che c’è tra l’alba e l’inizio del giorno”. Il suono entrerà così a far parte della stratificazione del palinsesto espositivo stabilendo nuove relazioni con le opere già presenti. I suoi vocalizzi aggiungono un elemento sonoro al fluire dell’acqua nell’installazione di Liliana Moro; riportano il passante lungo l’Adda, la cui natura ha ispirato gli scatti di diverse specie vegetali di Lorena Bucur in Resto poco, torno presto e sembrano infine provenire dal corpo strisciante di Guastafeste, la scultura di Federica Balconi. Inteso come materia scultorea, il suono modifica ancora una volta lo spazio e la percezione dell’insieme destinati a trasformarsi con ogni nuovo intervento.

Fivefold Tuning è realizzato con il contributo della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi. Il progetto Platea Palazzo Galeano – nato nel 2020 per promuovere l’arte contemporanea sul territorio e le giovani generazioni di artisti – è realizzato con il patrocinio del Comune di Lodi. Main partner sono Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di Tutela del Formaggio Grana Padano e sostenitori sono FaseModus Architettura, gli amici di Platea. Il progetto grafico è a cura di Carolina Incerti.

Monaco-Italia, Mattarella accolto dai principi Alberto II e Charlène

Roma, 2 ott. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è in visita di Stato nel Principato di Monaco, su invito del principe Alberto II. Si tratta della prima visita di Stato di un capo dello Stato italiano nel Principato.

All’arrivo al Palazzo dei Principi, residenza ufficiale della famiglia Grimaldi, il presidente Mattarella è stato accolto nel cortile d’onore dal principe Alberto II e dalla principessa Charlène. Dopo la cerimonia di benvenuto, con gli onori militari, l’esecuzione degli inni nazionali, e la presentazione delle Delegazioni ufficiali, il capo dello Stato si intratterrà a colloquio con il Principe nel Salone di Famiglia.

La giornata proseguirà all’Opéra di Monte Carlo, dove il presidente della Repubblica e la signora Laura, assieme al principe e alla principessa di Monaco, assisteranno allo spettacolo lirico della mezzosoprano Cecilia Bartoli. Al termine del concerto, si terrà nella Sala del Trono del Palazzo dei Principi il pranzo ufficiale, offerto dal principe Alberto II in onore del presidente Mattarella.

Nella mattinata di domani, il capo dello Stato incontrerà il personale dell’Ambasciata d’Italia e una rappresentanza della collettività italiana nel Principato di Monaco.

A seguire, Mattarella e il principe Alberto II visiteranno il Museo Oceanografico, una delle più importanti isti¡tuzioni scientifiche e museali dedicate alla ricerca marina a livello internazionale. Al termine della visita sono previste dichiarazioni alla stampa. Il presidente successivamente farà rientro a Roma.

Le occasioni di incontro tra Mattarella e il principe Alberto II sono state, negli anni, diverse: si sono ritrovati in contesti multilaterali, come nel febbraio 2026, nei giorni precedenti l’avvio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, durante la presentazione dei membri del Comitato Olimpico Internazionale; si sono, inoltre, incontrati in occasione dell’inaugurazione della mostra “Barocco Globale – Il mondo a Roma nel secolo di Bernini”, il 2 aprile 2025, presso le Scuderie del Quirinale.

Laura Pausini: “Ho imparato che non posso piacere a tutti”

Mantova, 2 ott. (askanews) – “In questi anni, diciamoci la verità, ne ho viste e sentite di tutti i colori su di me e quindi mi sono ritrovata a dover decidere come affrontare i miei istinti, anche perché oggi ho capito che come parli sbagli e fai male a qualcuno, specialmente puoi fare male a te stesso” Laura Pausini è tornata a casa e parla a cuore aperto al suo pubblico da Mantova che ha ospitato la data zero dell’undicesimo tour mondiale Io Canto/Yo Canto World Tour 2026/2027.

“Questo momento storico è fatto di grandi cambiamenti tra le persone e tra i rapporti umani. Noi in realtà siamo i primi che dobbiamo capire chi siamo e cosa vogliamo da noi. Per questo negli ultimi tempi ho imparato che non devo per forza a piacere a tutti no? Non devo per forza farmi rispettare da tutti e che non devo per forza rispondere a tutti.

“Bisogna avere il coraggio di lasciare spazio, di lasciare andare. Usare il silenzio è in alcune situazioni è opportuno, o meglio ancora, più che il silenzio, la musica. E poi avere il coraggio di mettersi davanti a uno specchio. Ti guardi e ti dici: tu non sei nato per essere la persona giusta nella vita di tutti. Sei nato per non diventare la persona sbagliata nella tua” ha detto Laura Pausini accolta da un fortissimo applauso dei fan.

Orsini: pronti a sostenere Meloni su infrazione al Patto di stabilità

Roma, 2 ott. (askanews) – “Ci vuole il coraggio di dire ‘facciamo infrazione'”. E “dobbiamo dire la verità noi sosteniamo il presidente del Consiglio, il governo e le forze politiche che ci stanno, che dicano noi vogliamo salvaguardare l’industria del Paese, che fa il welfare dell’83%, a discapito di fare infrazione sia sulla difesa dai prodotti cinesi, sia sull’energia, perché l’energia c’è qualcuno che ci sta rubando dei soldi che si chiama Ets. Se questo verrà fatto noi ci saremo e faremo in modo che tante Confindustrie europee verranno al nostro fianco”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, in occasione della conferenza “Industria Marche 2026 – Il coraggio di cambiare”, organizzato da Confindustria Marche ad Ancona.

“Io sostengo il presidente del Consiglio (Giorgia Meloni) nel fare infrazione”, ha detto ancora Orsini, che rivolgendosi alla platea ha chiesto: “Voi volete chiudere o stare vivi?”.

Centrosinistra, Schlein: è democrazia che guidi chi prende più voti

Roma, 2 ott. (askanews) – “Vorrei esser ancora più chiara: in qualsiasi altro Paese europeo non ci sarebbe stata questa discussione, perché è normale che guidi il partito che prende un voto in più. Non è egemonia, è democrazia”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla direzione del partito.

“Poi se c’è qualcuno che non riconosce questo principio democratico noi siamo disponibili e pronti anche alle primarie e le faremo e vinceremo insieme. Avendo poi cura di rappresentare tutti e quelle diverse sensibilità”.

Sicilia, l’ex vicepresidente indagato per corruzione: chiesto l’arresto

Milano, 2 ott. (askanews) – L’ex vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao è indagato dalla Procura di Palermo per corruzione. Per lui i pm hanno chiesto l’arresto in carcere. Armao, marito dell’ex capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, sarà interrogato nei prossimi giorni.

Questa mattina la polizia ha effettuato perquisizioni nell’abitazione e negli studi professionali del politico disposte dalla Procura del capoluogo siciliano. Armao, avvocato amministrativista ed ex assessore regionale all’Economia, fino allo scorso agosto ha ricoperto, su nomina della giunta Schifani, l’incarico di presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza della Regione siciliana. Il governatore Renato Schifani lo aveva inoltre scelto come consulente per i rapporti con l’Europa e con il governo nazionale.

L’inchiesta, condotta dalla Squadra mobile di Palermo, coinvolge complessivamente nove persone. La procura chiesto l’arresto per tutti.

(Fonte: Quotidiano di Sicilia)

Centrosinistra, Schlein: mesi decisivi, serve responsabilità e unità

Roma, 2 ott. (askanews) – “Questa direzione arriva in un passaggio che non esito a definire decisivo. Per il nostro partito, per tutto il centrosinistra, per il paese. Abbiamo davanti mesi che decideranno il futuro non solo dell’Italia ma dell’Europa e abbiamo il dovere di affrontarli con senso di responsabilità, con serietà e quell’unità che abbiamo costruito insieme e che è stata la nostra grande forza”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein aprendo i lavori della direzione del partito.

Asili nido, giungla delle rette: da 80 a 645 euro al mese, gratis solo a Mantova

Roma, 2 ott. (askanews) – La disponibilità di posti e i costi degli asili nido sono un nodo ancora irrisolto del Paese. Il costo dei servizi per la prima infanzia continua a rappresentare una voce significativa per molte famiglie, con delle evidenti disparità territoriali che si aggiungono a quelle già esistenti nella disponibilità e nell’accessibilità dei servizi. E’ quanto rileva uno studio della Uil, che per rendere omogenei e confrontabili i dati ha adottato come parametro di riferimento un bambino all’asilo nido comunale a tempo pieno, considerando, dove previsto separatamente, anche il costo della refezione calcolato su 20 pasti mensili.

Dal report emerge un “dato sconfortante”, dice la Uil. Per le famiglie campionate, l’asilo nido è gratuito solo nel comune di Mantova. Negli altri casi, invece, non solo i servizi per la prima infanzia non sono gratuiti, ma prevedono costi decisamente differenti tra un comune e l’altro. Per i nuclei familiari con un figlio e un Isee fino a 15mila euro si passa dagli 80 euro mensili di Catanzaro ai 460 euro di Chieti. Per le famiglie con un figlio e un Isee fino a 25mila euro si passa dai 100 euro mensili di Catanzaro ai 550 euro di retta del comune di Imperia.

Questi divari territoriali sono resi ancora più complessi dalle differenze nei costi, inglobati o aggiunti alla retta, del servizio mensa. Addizionando anche questa variabile, infatti, le città più virtuose, per i nuclei familiari con un figlio e un Isee fino a 15mila euro, sono Mantova e Messina, con una spesa mensile complessiva di 60 euro, seguite da Catanzaro, con una spesa complessiva di 80 euro, Ragusa con una spesa di 110 euro e Trapani con 111 euro. Le cinque città più care, sempre considerando la combinazione tra retta e costo del servizio mensa, sono Belluno con 553 euro mensili, Prato con 504 euro, Biella con 491 euro, Cuneo con 488 euro e Pistoia con 487 euro. La stessa iniquità si registra anche per i nuclei familiari con un figlio e con un Isee fino a 25mila euro. Si confermano tra le città più virtuose Messina, con una spesa mensile complessiva tra retta e mensa di 80 euro, Catanzaro con 100 euro, Mantova con 102 euro e Ragusa, con 170 euro, seguita da Agrigento con una spesa mensile di 200 euro.

Le città più care sono Udine, con un costo mensile di mensa e nido di 645 euro, Sondrio con 641 euro, Pistoia con 640 euro, Torino con 618 euro e, infine, Varese con ben 605 euro. “È necessario mantenere alta l’attenzione sui servizi educativi per la prima infanzia – commenta il segretario confederale della Uil, Santo Biondo – perché incidono sulle opportunità di crescita delle bambine e dei bambini e sul contrasto alle disuguaglianze fin dai primi anni di vita. Allo stesso tempo, rappresentano una condizione importante per sostenere sia la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro sia l’occupazione femminile”.

L’inflazione media nell’area euro ha raggiuntio il 3,8% a settembre

Roma, 2 ott. (askanews) – Accelera al 3,8% a settembre l’inflazione nell’area euro su base tendenziale, dal 3,2% di agosto. In Italia l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) sale al 4,1%, dal 3,2% di agosto, mentre a settembre 2025 il tasso tendenziale era all’1,7%.

Lo rende noto Eurostat, nella stima flash. Su base mensile i prezzi dell’area euro registrano un +0,6%, mentre in Italia l’aumento è del 2,0%.

L’energia ha il tasso tendenziale più alto, al 18,8% (14,3% ad agosto). Seguono i servizi al 3,2% (3,0% ad agosto), gli alimentari, alcol e tabacco all’1,4% (1,1% ad agosto) e i beni industriali non energetici all’1,1% (1,2% ad agosto). L’inflazione di fondo, al netto di energia, alimentari, alcol e tabacco, è al 2,5% (2,4% ad agosto).

Il livello riportato da Eurostat è ben superiore al 2% fissato come obiettivo dalla Bce, che a fine mesa avrà un nuovo direttorio per le decisioni sui tassi di interesse.

Alla Festa Unità tedesca con Wadephul, Lotito, Fertitta e Montezemolo

Roma, 2 ott. (askanews) – Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, in visita ufficiale in Italia, è stato l’ospite d’onore della Festa dell’Unità tedesca a Villa Almone, residenza dell’ambasciatore tedesco Thomas Bagger a Roma. Tra le varie autorità presenti, il ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il deputato di Forza Italia Claudio Lotito, Luca Cordero di Montezemolo, l’ambasciatore americano in Italia Tilman J. Fertitta, la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi, i deputati Fdi Giulio Tremonti e Giangiacomo Calovini e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Il ricevimento del primo ottobre è stata inoltre l’occasione per celebrare il 75esimo anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania. Maniche arrotolate, il ministro Wadephul, che nel pomeriggio aveva incontrato alla Farnesina l’omologo Antonio Tajani e che sarà oggi in Vaticano per parlare di Ucraina con l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, ha presieduto alla piantumazione di una quercia, simbolo di stabilità, assieme a Giangiacomo Calovini, presidente del gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Germania.

“Oggi nel giardino della residenza abbiamo piantumato una quercia, questo è il primo dei 75 alberi che saranno messi a dimora in tutta italia. Un albero per ogni anno della ripresa delle relazioni tra Italia e Germania”, ha affermato l’ambasciatore Bagger.

Gabrielli, da Zaccagnini a Conte per fare più largo il campo largo

Franco Gabrielli merita certamente rispetto. Ha servito lo Stato in incarichi delicatissimi, dalla Protezione civile alla Polizia, ai servizi segreti, conquistando un prestigio che non dovrebbe essere sprecato. Invece la sua intervista sul Corriere della Sera di oggi lascia l’amaro in bocca.

Nella lunga conversazione con Aldo Cazzullo annuncia il suo impegno politico accanto a Ernesto Maria Ruffini. Non chiede incarichi – dice – bensì vuole contribuire alla costruzione di «una nuova idea di Paese». E soprattutto indica l’obiettivo: rendere più largo il centrosinistra. Benissimo. Ma largo verso dove? E, prima ancora, costruito intorno a che cosa?

 

L’oriundo della politica

Qui emerge forse il limite dell’«oriundo della politica». Che significa? Gabrielli la politica l’ha praticata da giovane, nella Democrazia cristiana, coltivando le speranza suscitate da Zaccagnini. Oggi vi ritorna portandosi dietro il linguaggio dell’uomo di Stato: equilibrio, concretezza, complessità, rifiuto delle semplificazioni.

Sono qualità preziose. Ma la politica domanda anche un’altra cosa: individuare i punti di dissenso e farne oggetto di attento giudizio.

E qui sta il punto. Una coalizione non si allarga semplicemente aggiungendo qualcuno. La si può allargare davvero se la si organizza secondo un disegno più adeguato, se necessario cambiando la logica che la anima; e per cambiarla occorrono critica e autocritica, per usare una formula antica. Occorre dire cosa non ha funzionato (o non funziona) e soprattutto quale indirizzo debba essere corretto. È precisamente questo passaggio che nell’intervista manca.

 

Il macigno dei Cinque Stelle

Gabrielli gira attorno al problema senza affrontarlo. Arriva persino a vezzeggiare Calenda, dopo aver sostanzialmente ghigliottinato l’ipotesi di un centro autonomo, per rinviare tuttavia alle primarie il compito di ridefinire l’equilibrio complessivo della coalizione. Ma le primarie servono a scegliere una leadership, non possono aggredire e risolvere le contraddizioni politiche.

La questione vera è un’altra: il Pd di Elly Schlein ha costruito in questi anni un rapporto privilegiato, ancorché dialettico, con il Movimento 5 Stelle. È questa scelta che dovrebbe essere sottoposta a verifica da chi, come Gabrielli, sostiene di voler allargare il campo e riportarvi una sana cultura riformista come cemento della governabilità.

Il problema non è Conte come persona. È il peso politico e culturale del populismo, esplicito o strisciante, dentro la coalizione. È la continua rimasticatura di argomenti e parole d’ordine che spesso sembrano incapaci di misurarsi proprio con quella complessità della società italiana alla quale Gabrielli, giustamente, si richiama.

Il centrosinistra diventa così difficilmente digeribile per una parte dell’elettorato che pure non si riconosce nella destra. E la definizione stessa di centrosinistra appare ormai problematica dal momento che in essa convivono e si alimentano tutti gli idola tribus della sinistra vecchia e nuova.

 

L’Ucraina smaschera la contraddizione

È soprattutto il finale dell’intervista a rendere evidente il problema. Cazzullo domanda dell’Ucraina e Gabrielli risponde, senza esitazioni: è giusto continuare a sostenere Kiev anche militarmente, perché possa difendersi; la pace deve fermare la guerra, non premiare l’aggressione. Parole chiare. Ma Giuseppe Conte sostiene una linea diversa e continua a contestare l’invio di armi alla martoriata Ucraina. Non è una sfumatura bensì una divergenza che investe la sicurezza nazionale ed europea, nonché la credibilità dell’Italia nel panorama internazionale.

E allora la domanda che Gabrielli non pone diventa inevitabile: su che cosa dovrebbe fondarsi l’alleanza?insomma, non basta invocare le primarie e neppure aggiungere Ruffini, Gabrielli o qualche altro riformista alla coalizione lasciandone immutato l’asse politico. Se si vuole davvero allargare il centrosinistra bisogna avere il coraggio di discuterne l’indirizzo.

Gabrielli, che nella vita pubblica ha mostrato più volte rigore e senso dello Stato, questa volta si ferma un passo prima. Vuole correggere il centrosinistra – ma poi è questa la definizione corretta? – senza mettere in discussione ciò che lo rende inaffidabile e quindi inservibile agli occhi di una fetta importante di pubblica opinione .

Per questo la sua intervista, pur ricca di osservazioni condivisibili e di buone intenzioni, finisce per assomigliare a una classica occasione mancata.

Nell’eurozona a settembre l’inflazione è salita al 3,8% sull’anno

Roma, 2 ott. (askanews) – Accelera al 3,8% a settembre l’inflazione nell’area euro su base tendenziale, dal 3,2% di agosto. In Italia l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) sale al 4,1%, dal 3,2% di agosto, mentre a settembre 2025 il tasso tendenziale era all’1,7%.

Lo rende noto Eurostat, nella stima flash. Su base mensile i prezzi dell’area euro registrano un +0,6%, mentre in Italia l’aumento è del 2,0%.

L’energia ha il tasso tendenziale più alto, al 18,8% (14,3% ad agosto). Seguono i servizi al 3,2% (3,0% ad agosto), gli alimentari, alcol e tabacco all’1,4% (1,1% ad agosto) e i beni industriali non energetici all’1,1% (1,2% ad agosto). L’inflazione di fondo, al netto di energia, alimentari, alcol e tabacco, è al 2,5% (2,4% ad agosto).

OpenAI ha allontanato 3 ricercatori critici sulla sicurezza dell’Ia

Roma, 2 ott. (askanews) – OpenAI ha allontanato tre ricercatori che lavoravano sulla sicurezza dell’Intelligenza artificiale, accusandoli di avere violato le regole interne sulla gestione di informazioni sensibili. Secondo il Wall Street Journal, si tratta di Tomek Korbak, Jasmine Wang e Mikita Balesni.

“Ci siamo separati da tre persone per violazione delle nostre politiche sull’accesso e sulla gestione delle informazioni sensibili dell’azienda”, ha dichiarato un portavoce di OpenAI. Un’indagine interna avrebbe accertato che i tre avevano gestito informazioni riservate al di fuori delle procedure previste, “violando la fiducia indispensabile al nostro lavoro”.

Secondo il Wall Street Journal, almeno una delle violazioni contestate riguarderebbe informazioni condivise con un’organizzazione esterna che si occupa di valutare la sicurezza dei modelli di Ia. OpenAI non ha reso pubblico il nome del gruppo né la natura precisa dei dati coinvolti.

I tre ricercatori avevano espresso pubblicamente posizioni critiche sulla velocità con cui procede lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale e avevano sostenuto sui social altri ricercatori che chiedono maggiori precauzioni nella corsa ai modelli più avanzati.

Korbak aveva inoltre collaborato con organizzazioni esterne impegnate nella valutazione della sicurezza dell’Ia. Il suo nome era stato associato anche ai rapporti con Metr, uno degli organismi coinvolti nell’analisi dell’incidente di luglio nel quale strumenti sperimentali di OpenAI avevano compromesso sistemi della piattaforma Hugging Face.

L’allontanamento dei tre ricercatori arriva mentre cresce all’interno dell’industria dell’Ia il confronto tra chi chiede di rallentare lo sviluppo dei sistemi più potenti per rafforzarne le garanzie di sicurezza e chi ritiene invece necessario mantenere elevato il ritmo dell’innovazione.

OpenAI ha affermato nelle ultime settimane di avere rafforzato i propri controlli sui comportamenti inattesi dei modelli e di voler aumentare il ricorso a valutazioni indipendenti esterne.

Fa ancora caldo

Milano, 2 ott. (askanews) – L’avvio del mese di ottobre si inserisce in un contesto di diffuse anomalie termiche positive sul bacino del Mediterraneo.

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che la presenza continua di una struttura anticiclonica di matrice subtropicale manterrà le temperature massime su valori compresi tra 26 e 28°C su diverse regioni italiane, configurando un quadro termico con scarti fino a +3-4°C oltre le medie climatologiche del periodo.

La persistenza dell’alta pressione è favorita da una complessa dinamica su scala europea e globale. In ambito atlantico, la formazione di una profonda circolazione depressionaria tra le Isole Britanniche e l’Islanda, è stata responsabile delle precipitazioni di forte intensità che hanno interessato la Francia meridionale e la Spagna orientale.

Tale assetto sinottico, contribuisce indirettamente al richiamo di aria calda verso l’Europa meridionale. Contestualmente, c’è da considerare anche la temperatura superficiale del Mar Mediterraneo, che registra valori fino a 26°C in particolare su Tirreno centrale e occidentale.

Nella giornata di venerdì si osserverà una nuvolosità sparsa al Nord e lungo la fascia tirrenica, con locali piovaschi sulle Alpi occidentali e in Sardegna.

Nel corso del fine settimana prevarranno condizioni di stabilità atmosferica e tempo in gran parte soleggiato su quasi tutto il Paese; temporanei addensamenti interesseranno il Nord-Ovest e la Sicilia, dove nelle ore pomeridiane saranno possibili isolati rovesci.

I modelli numerici evidenziano la persistenza del campo di alta pressione per i prossimi giorni, ipotizzando un eventuale cambio di circolazione non prima della metà della prossima settimana.

Gli auguri di Giorgia Meloni per la festa dei nonni

Milano, 2 ott. (askanews) – “Ci sono persone che ci accompagnano per tutta la vita. Anche quando non ci sono più. Sono nelle parole che usiamo, nei gesti che ripetiamo a volte senza accorgercene, nei ricordi che tornano alla mente nei momenti più importanti. Restano in quello che ci hanno insegnato con il loro amore, il loro esempio e i loro racconti. I nonni sono questo: parte fondamentale delle nostre radici, della nostra storia e di ciò che siamo diventati. A tutti i nonni d’Italia, a quelli che abbiamo ancora la fortuna di poter abbracciare e a quelli che continuiamo a sentire accanto a noi, per sempre. Buona Festa dei Nonni”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione della Festa dei Nonni, postando una foto di lei, della sorella Arianna e della figlia insieme alla nonna.

GAMeC presenta le mille lacrime di Selma Selman

Bergamo 2 ott. (askanews) – “Mi sono messa a nudo, vedete me in tutta la mostra, ma allo stesso tempo ho creato uno spazio in cui possiamo comunicare” così Selma Selman in conferenza stampa durante la presentazione della mostra 1000 Tears, mille lacrime, ma anche mille occhi. Dal 1 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027 , la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta nello Spazio Zero 1000 Tears, la prima mostra personale dell’artista Selma Selman in un’istituzione italiana. Nata nel 1991 a Bihac, in Bosnia Erzegovina – Selman ha costruito gran parte della propria ricerca a partire dalla storia della sua famiglia e della propria comunità: attraverso linguaggi differenti dalla pittura al film, dalla performance alle pratiche di ricerca esamina come le strutture sociali, economiche, politiche e culturali determinino quali corpi, storie, esperienze e forme di lavoro possano essere riconosciuti oppure rimossi. Nel progetto espositivo la genealogia femminile, la storia rom e la capacità di reinventare continuamente il proprio racconto diventano strumenti per opporsi ai processi di cancellazione, produrre narrazioni alternative e immaginare modi nuovi di abitare il mondo. Una visione che trova espressione anche al di fuori della sua pratica artistica, nel progetto Get the Heck to School , fondato dall’artista nel 2017 per favorire l’accesso all’istruzione delle ragazze rom nella sua città natale.

Il direttore della GAMeC, Lorenzo Giusti, ha introdotto a askanews la mostra: “Inauguriamo oggi la mostra di Selma Selman alla GAMeC, una mostra che ha come fulcro, come elemento germinante, una vecchia fotografia di famiglia che ritrae Selma quando aveva due anni insieme alle donne della sua famiglia, donne che stavano affrontando in quel momento il conflitto, quindi la guerra in Bosnia Erzegovina che è al centro di tutto il percorso espositivo. Da quella fotografia sono generati dei nuovi disegni che dialogano con alcuni lavori recenti, pitture in particolare che sono state realizzate su dei supporti anomali: dei cofani di macchina o altri oggetti di scarto. È un riferimento all’attività di famiglia che si basava proprio sulla vendita di questi oggetti di scarto e la loro valorizzazione in qualche modo. Già questa scelta ci ha raccontato è una scelta di chi può avere uno sguardo artistico come il suo. E non ci sono soltanto pittura e disegno, c’è anche un monolite, un totem al centro della sala dove è proiettato un video che fa riferimento a una memoria specifica: un passaggio della madre su questo ponte con Selma in braccio e un gesto della madre che copre gli occhi alla figlia, impedendole di vedere i tanti corpi morti attorno a loro. Questi traumi, queste memorie, questi ricordi entrano all’interno della mostra e portano, ovviamente, una visione che è anche conflittuale al proprio interno e questo conflitto è anche presente nelle 140 lettere a Omer che abbiamo deciso di pubblicare per quest’occasione”. Letters to Omer è un progetto che Selman sviluppa dal 2021 attraverso una serie di lettere destinate a un interlocutore immaginario.

Conclude Giusti: “Nel video Crossing the Blue Bridge Selma riattraversa quel ponte, lo fa correndo. E questa è anche una forma di liberazione, in qualche modo un modo per rielaborare quel trauma e per tornare a osservare con speranza il proprio contesto di origine, il proprio paese e se stessa più grande, dopo un percorso lungo di crescita fatto di viaggi, incontri e trasformazioni della propria identità. Questa è anche una mostra che parla di memorie, traumi e sofferenze, ma anche una mostra che porta attraverso lo sguardo un’immagine di speranza”. Nella sequenza di Crossing the Blue Bridge proposta in loop il volto dell’artista rimane costantemente celato allo sguardo: una figura di spalle mentre corre verso qualcosa che non può essere visto e da cui, al tempo stesso, sembra fuggire: il visibile convive con l’evocato.

La mostra è parte di una serie di iniziative realizzate con il supporto del Club GAMeC – l’associazione degli amici del museo che dal 2005 sostiene le attività della Galleria, volte a promuovere la ricerca artistica contemporanea in tutte le sue forme. Il programma Pedagogia della Speranza, di cui la mostra fa parte, si sviluppa sotto la direzione artistica di Lorenzo Giusti , attraverso un processo di co-progettazione che vede coinvolti il Dipartimento Educativo della GAMeC , guidato da Sara Tonelli con Rachele Bellini , e il team curatoriale formato da Sara Fumagalli, Valentina Gervasoni e Irene Guandalini.

L’ora buona per tracciare qualche regola in più

Si può comprendere un certo senso di scampato pericolo dopo le elezioni suppletive di Reggio Calabria. Infatti la “sfida” di Vannacci al centrodestra è andata così così. E ora tutti (non solo i “governativi”) possono tirare un piccolo sospiro di sollievo. A patto, però, che quel sospiro sia davvero piccolo e non illuda nessuno di essere venuti a capo di un problema che rischiamo invece di trascinarci ancora a lungo.

Il tema, infatti, parafrasando Gaber, non è il “Vannacci in sé”. Piuttosto il Vannacci che è in noi. E cioè l’attitudine di gran parte del circo politico di affrontarsi a colpi di demagogia, coltivando l’estremismo delle parole e delle promesse e senza mai concedere il più piccolo spazio alla reciproca comprensione.

È quello il terreno su cui un bullo come il “generale” trova linfa per le sue scorribande. Portando alle conseguenze più estreme (e più inaccettabili) il gioco delle opposte faziosità.

Il fatto è che c’è nel Paese una corrente di sfiducia che corrode le nostre istituzioni e i nostri costumi. E a furia di vedere all’opera una classe dirigente che si dà sempre sulla voce e non trova mai un attimo di calma per riflettere e soppesare le cose con un minimo di reciproca ponderatezza, va a finire che ogni forma di estremismo viene sdoganata e di fatto legittimata.

È tempo, insomma, di tracciare (e rispettare) qualche regola in più nella nostra vita pubblica. Tanto più in un momento in cui l’intelligenza artificiale fa sembrare intelligente ogni artificio. Cosa che non è, ovviamente.

Fonte: La Vice del Popolo – Giovedì 1 ottobre 2026

[Testo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Francia, la piazza si radicalizza e Le Pen può ergersi a paladina dell’ordine

Le ragioni del disagio

La rabbia dei licei francesi nasce da problemi concreti: insegnanti assenti e non sostituiti, classi sovraffollate, edifici deteriorati. Nelle periferie parigine, racconta Le Monde, gli studenti denunciano soprattutto la distanza dalle opportunità offerte ai coetanei della capitale. È una domanda di uguaglianza e riconoscimento che merita ascolto.

La mobilitazione, estesasi alle università, è però accompagnata da incendi, aggressioni al personale scolastico e scontri con la polizia. Anche l’operato delle forze dell’ordine richiede verifiche: tre indagini dell’IGPN riguardano il ferimento di liceali durante i blocchi. La gravità delle violenze impone di accertare le responsabilità senza confondere l’intera protesta con i suoi episodi più distruttivi.

Il rischio della radicalizzazione

La vicenda porta alla luce una radicalizzazione della società francese, nella quale il disagio alimenta la contrapposizione e la mediazione perde terreno. Il governo accusa La France insoumise di esasperare le tensioni; il suo leader, Jean-Luc Mélenchon, denuncia la repressione e invita i suoi militanti a interporsi. Le accuse politiche, naturalmente, non costituiscono una prova delle responsabilità negli scontri.

Resta tuttavia il problema dell’effetto prodotto da questa posizione. Mélenchon può mobilitare i suoi sostenitori, ma rischia di spingere altri cittadini verso chi promette sicurezza. Marine Le Pen può così ergersi a difesa dell’ordine, raccogliendo il consenso di quanti guardano alle immagini delle violenze con paura e chiedono anzitutto protezione.

Non è un automatismo elettorale. È però una dinamica che la sinistra dovrebbe considerare: quando la difesa delle rivendicazioni non si accompagna a una condanna inequivocabile delle violenze, la destra nazionalista trova uno spazio favorevole. Il governo, intanto, ha ritirato i nuovi contributi previsti per alcuni percorsi post-diploma e annunciato incontri con le rappresentanze scolastiche. L’apertura dovrà produrre risposte concrete.

 

Il “rischio Francia” si proietta sull’Europa

La posta delle presidenziali del 2027 supera i confini francesi. Una vittoria della destra nazionalista ed euroscettica potrebbe indebolire la coesione dell’Unione e rendere più difficile assumere decisioni comuni.

Per questo la crisi merita attenzione europea. La Francia ha bisogno di ricomporre le proprie fratture, evitando che la domanda di cambiamento – contro squilibri e fratture sociali –  e quella di sicurezza diventino inconciliabili. Ebbene, se la politica democratica rinuncia a tenerle insieme, lascia alla destra nazionalista la possibilità di presentarsi come l’unica risposta all’inquietudine – e infine al disordine.

Tutto questo in una fase segnata dalla necessità di riordino della finanza pubblica, con gli attuali parametri pericolosamente fuori controllo. Mentre il governo annuncia una manovra lacrime e sangue, la piazza da’ sfogo alla ribellione. Per ora degli studenti.

Trump e Xi ridisegnano il mondo: l’ombra di Taiwan dietro i due panda

L’ipotesi di un nuovo G3

Il cerimonioso incontro fra Trump e Xi Jinping a Washington della scorsa settimana avrebbe prodotto, si è detto, solo due panda donati allo zoo di Atlanta. Naturalmente, c’è molto di più. Il cosa non è al momento dato saperlo, ma potrebbe trattarsi di questioni assai rilevanti.

Carlo Bastasin, docente al Brookings Institution di Washington, a In mezz’ora con Monica Maggioni ha ipotizzato con una certa convinzione che i prossimi due vertici, già calendarizzati nel corrente anno, condurranno a un trilaterale con Putin – forse già a Miami il prossimo dicembre, a margine del G20 – il cui obiettivo sarà, sostanzialmente, formalizzare il superamento del vecchio ordine mondiale multilaterale, per sostituirlo con uno nuovo imperniato su Stati Uniti, Cina e Russia.

Una sorta di G3 che poi – Bastasin questo però non lo ha detto – sarebbe in realtà un G2+1, posta la subordinazione ormai nei fatti di Mosca a Pechino. Un’occasione che l’enigmatico leader cinese e il glaciale zar post-sovietico non si lascerebbero sfuggire, ben consapevoli che sarà difficile in futuro poter contare su una presidenza americana

tanto accomodante nei loro confronti.

 

Taiwan al centro della partita

Se questa suggestione – oggi dobbiamo considerarla tale – si trasformasse in qualcosa di concreto, il futuro di Taiwan diverrebbe uno degli argomenti di massimo interesse geopolitico, più di quanto non sia già ora. Lo confermano le forti preoccupazioni dei partner americani nell’area, a cominciare dal Giappone.

Alcuni vedono in una sorta di scambio Cuba-Taiwan il possibile e immorale risultato che potrebbe alla fine suggellare un accordo fra le due potenze. Un’affermazione netta del dominio USA sul continente americano, già imposta a Pechino con gli accordi a Panama che hanno marginalizzato l’offensiva cinese sul Canale e già recapitata a Mosca con l’operazione Venezuela a inizio anno. E, in parallelo, il riconoscimento di una certa predominanza cinese nella propria area geografica marittima.

Altri, seguendo lo stesso filone di analisi senza però ipotizzare uno scambio esplicito, considerano possibile un’operazione Taiwan, prevista inizialmente per il 2027 ma ora proiettata verso il 2028, anno elettorale sia negli Stati Uniti sia nell’ex Formosa. E pure l’anno nel quale Xi Jinping dovrebbe ottenere dal Partito Comunista Cinese un quarto mandato al potere. Ne ha scritto su Foreign Affairs Jonathan Czin, anch’egli del Brookings Institution.

Vi sarebbero diverse ragioni al riguardo. Fra queste potrebbe pesare la volontà di Xi di legare la propria eredità politica a quello che Pechino considera un obiettivo storico: la riunificazione di Taiwan alla Madre Patria.

 

La carta del Kuomintang

V’è poi la speranza che lo storico partito nazionalista taiwanese, il Kuomintang, da anni all’opposizione e più possibilista circa il raggiungimento di un accordo di lunga durata con Pechino, possa finalmente tornare a vincere le elezioni. Un’ipotesi esplorata lo scorso aprile nel corso degli incontri che la presidente del partito, Cheng Li-wun, assai più disponibile al dialogo con la Cina continentale rispetto alla media dell’opinione pubblica taiwanese, ha avuto a Pechino, invitata dallo stesso Xi.

Ma ci sono pure ragioni di ordine interno a proiettare al 2028 il possibile momento della verità, soprattutto nel caso di una nuova vittoria elettorale del Democratic Progressive Party e del presidente taiwanese Lai Ching-te. Per quel tempo Xi Jinping avrà potuto rimpiazzare – anche sfruttando la nomina dei nuovi vertici del partito dopo il XXI Congresso – le molte alte cariche militari che ha epurato nell’ultimo anno in nome della lotta alla corruzione.

 

La lezione del 2022

Ci sono poi ragioni di ordine esterno. La principale riguarda proprio gli Stati Uniti. A tal proposito Czin osserva quanto sia stata importante la lezione appresa dai cinesi dopo la dura risposta di Pechino alla visita che l’allora speaker della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, fece a Taipei nell’agosto del 2022: gli Stati Uniti non intervennero militarmente a fronte delle manovre potenzialmente assai aggressive poste in essere dalla Cina intorno all’isola. E c’era Biden alla Casa Bianca, non certo un presidente incline alle posizioni di Pechino.

E qui entra in gioco Trump, un presidente che pare voler intendere il suo motto Make America Great Again in termini assoluti sul continente americano, ma in termini relativi altrove, e soprattutto interessato a dialogare e trovare accordi con i regimi piuttosto che con le nazioni democratiche dell’Occidente, che Xi ritiene infatti in declino.

La guerra intrapresa dal tycoon contro l’Iran ha offerto ai cinesi l’occasione per raccogliere utili informazioni su alcune debolezze della potenza a stelle e strisce. Limiti politici e limiti militari: diminuita capacità di influenza sulle nazioni arabe alleate ma anche, addirittura, su Israele; stock di munizioni che richiederanno anni per essere ricostituiti; vulnerabilità delle basi d’oltremare e della stessa logistica navale. Problemi che l’Amministrazione Trump lascerà in eredità a quella successiva, qualunque essa sarà.

 

 Oltre i panda, Taiwan

Quindi, ecco la conclusione: USA meno pronti di ieri a difendere Taiwan. Nonostante la linea ufficiale di Washington non sia cambiata, le esternazioni trumpiane tese a compiacere Xi – sia nella prima visita a Pechino, sia nell’incontro di Washington – hanno generato ansia e preoccupazione a Taipei.

Qui, peraltro, ormai da anni ci si sta attrezzando per garantirsi un’autonoma capacità difensiva, attraverso la famosa Strategia del Porcospino e un’educazione della popolazione alla resilienza, capace di reggere l’urto di un possibile attacco e di un eventuale blocco navale dell’isola.

Oltre i due panda, ci avvisano gli analisti del Brookings, potrebbe esserci Taiwan, dunque.

Maritain, le vie della pace: costruire ogni giorno la civitas pacificationis

I due Discorsi all’Unesco

In presenza di un deteriorarsi di quella che papa Francesco ha chiamato la «terza guerra mondiale a pezzi», può risultare opportuno rileggere i due Discorsi sulla pace che il filosofo Jacques Maritain tenne all’Unesco: uno nel 1947, all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, e l’altro nel 1966, all’indomani della chiusura del Concilio ecumenico Vaticano II.

Il primo apparve come volume con il titolo La voie de la paix, poi ripubblicato con altro titolo, che esplicitava l’indicazione che vi era contenuta: Le possibilità di cooperazione in un mondo diviso, e inserito nel volume Il filosofo nella società. Il secondo fu pubblicato nel volume di Incontri di culture all’Unesco, con il titolo Les conditions spirituelles du progrès et de la paix, poi ripubblicato tra gli “scritti di filosofia cristiana” di Approches sans entraves come riflessione su Il ruolo dello spirituale nei confronti del progresso e della pace (Maritain aveva corretto il titolo originario).

Si tratta di due brevi testi che però, nella loro essenzialità, richiamano alcune indicazioni che, tipiche della riflessione di Maritain, risultano di rilevante interesse per la pace, in quanto insistono sulle possibilità di cooperazione pratica e sul compito proprio dello spirituale. Sono tematiche che, peraltro, Maritain aveva già affrontato o affronterà in modo più articolato in opere come Principi di una politica umanista del 1944 e L’uomo e lo Stato del 1951.

 

La pace bisogna guadagnarsela

Questi due Discorsi, per la sede in cui sono stati fatti, acquistano ulteriore significato, mostrando in particolare che la pace si costruisce e che “vincere la pace”, come già aveva sostenuto nel 1945 in Cristianesimo e democrazia (che, come inedito, risale al 1942), è anche più difficile che vincere la guerra.

Se la pace autentica occorre “guadagnarsela”, “meritarsela”, si rende necessario battere tutte le strade che possono portare ad essa e concepirla non come la sola sospensione della guerra, cioè una condizione tranquilla e rassicurante, ma come una indefessa costruzione a livello operativo e teorico, individuale e sociale.

Per questo ho intitolato Vie della pace il volume in cui ho riunito i due Discorsi maritainiani e che è di prossima pubblicazione presso l’editore Castelvecchi di Roma. D’altra parte, lo stesso Maritain aveva declinato al plurale l’originaria intitolazione del primo Discorso (La via della pace) quando, successivamente, fin dal nuovo titolo aveva identificato la pace con le possibilità di cooperazione, considerate tanto più necessarie in quanto in presenza di un mondo diviso. Non solo: il plurale torna pure nel secondo Discorso quando Maritain precisa che il ruolo dello spirituale si attua in un triplice modo: come educazione, ispirazione e cultura.

 

Le cinque vie indicate da Maritain

Il plurale delle vie della pace appare evidente anche da quanto il Filosofo scrisse in altre occasioni. In primo luogo, a proposito del “dialogo” come collaborazione in campo pratico sotto il segno dell’amicizia civile, e come confronto sul piano teorico all’insegna della giustizia intellettuale.

Inoltre, sul piano dei “valori moderni” come disideologizzazione; sul piano della “società politica mondiale” come unificazione del mondo; sul piano dell’educazione come “risveglio umano” in senso individuale e sociale; sul piano dei “piccoli gruppi” come impegno per la verità tra azione e contemplazione.

Ecco, dunque, le cinque vie indicate direttamente o indirettamente da Maritain e che ho denominato rispettivamente: la via dialogica, la via assiologica, la via politologica, la via pedagogica e la via prassiologica.

Sono vie diverse, ma accomunate da una idea fondamentale: che identifica la pace con il progetto storico concreto dell’umanesimo integrale, come «promozione di tutto l’uomo e di tutti gli uomini», per usare il linguaggio di Paolo VI, il quale nella Populorum progressio, sulla scia dell’umanesimo integrale di Maritain, addita l’«umanesimo plenario» finalizzato allo “sviluppo dei popoli”, considerato il nuovo nome della pace.

L’umanesimo eroico e la città fraterna

In questa prospettiva, Maritain aveva additato la necessità di un umanesimo eroico, cioè un eroismo della quotidianità, finalizzato alla “città fraterna”, «la quale − aveva pure puntualizzato nel relativo discorso intitolato Che cosa è l’uomo (poi nel volume Pour la justice del 1945) − non comporta la speranza che tutti gli uomini saranno un giorno perfetti sulla terra e si ameranno fraternamente, sibbene la speranza che lo stato esistenziale della vita umana e le strutture della civiltà si avvicineranno sempre più alla perfezione, la cui misura è la giustizia e l’amicizia».

Dunque, non un paradiso in terra, ma una tensione sempre più impegnata e impegnativa per rendere la società più umana o, come dirà Avishai Margalit, almeno “decente”; insomma, non il mondo migliore, ma un mondo migliore è quello a cui si può pervenire, se si lavora a creare le condizioni sociali, economiche, politiche, morali e spirituali della pace.

 

Costruire la civitas pacificationis

A tal fine, ecco la lezione che mi sembra provenire dall’impostazione maritainiana, specialmente dai due Discorsi all’Unesco : non bisogna stancarsi di ricercare nuove vie della pace e di impegnarsi per la sua costruzione.

Giorno per giorno, si contribuisce alla edificazione della civitas pacis, anzi della civitas pacificationis, dato il carattere dinamico e concreto che le è proprio, cioè “pacificazione”: sia per arrivare alla pace dopo una guerra, sia per mantenere la pace in modo da non arrivare ad un’altra guerra.

Si vis pacem, para civitatem, si direbbe oggi per indicare l’effettiva volontà di pace.

Italgas: accordo per acquisire 22,5% di Floene per 120 mln

Milano, 2 ott. (askanews) – Italgas ha firmato un accordo vincolante con le giapponesi Marubeni e Toho Gas per acquisire una partecipazione del 22,5% in Floene, principale operatore della distribuzione del gas in Portogallo. Il valore dell’operazione, in termini di equity value, è di circa 120 milioni di euro.

L’accordo prevede l’acquisto del 100% di Meet Europe Natural Gas, società che detiene il 22,5% del capitale di Floene. Con il perfezionamento dell’operazione Italgas assumerebbe un ruolo industriale nella società attraverso il controllo congiunto.

L’acquisizione rientra nella strategia di crescita attraverso operazioni di M&A prevista dal Piano strategico 2026-2032 di Italgas, presentato lo scorso giugno.

“L’operazione permetterebbe di generare un rilevante valore industriale, producendo benefici per i clienti, le comunità locali e tutti gli stakeholder, favorendo lo sviluppo nel lungo termine del settore della distribuzione del gas in Portogallo”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Italgas, Paolo Gallo.

Grazie all’acquisizione, ha aggiunto Gallo, “sarebbe possibile combinare la presenza fortemente radicata a livello locale di Floene con la comprovata esperienza di Italgas nella digitalizzazione delle reti, nell’innovazione e nell’efficienza operativa”.

Il perfezionamento dell’operazione è subordinato ad alcune condizioni, tra cui l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti.

Floene serve circa 1,1 milioni di utenti attivi nei segmenti residenziale e industriale e gestisce una rete di circa 14mila chilometri. La società detiene cinque concessioni per la distribuzione del gas in aree strategiche del Portogallo, tra cui l’area metropolitana di Lisbona, e opera inoltre attraverso un sistema di licenze in altre aree del Paese.

Padel, al Fip Gold di Perugia brillano i big del ranking mondiale

Roma, 1 ott. (askanews) – È iniziato alla Padel Arena il Fip Gold Mediolanum Padel Cup di Perugia, uno degli appuntamenti di punta della Federazione Internazionale Padel nonché terzo torneo più importante disputato in Italia dopo il Major di Roma e il P1 di Milano. Nel tabellone maschile – si legge in una nota – sono subito entrati in scena alcuni dei principali protagonisti del circuito mondiale, con l’esordio dei numeri 1 del seeding Lucas Bergamini e Jairo Bautista e il successo di Javi Garrido e Juani De Pascual nel match più atteso della giornata contro Lucho Capra e Maxi Sanchez.

Bergamini, brasiliano numero 19 del Fip Ranking, e Bautista, spagnolo numero 23, hanno superato in due set Lorenzo Di Giovanni e Giuseppe Fino (6-3 6-4). Vittoria netta anche per Garrido e De Pascual: le teste di serie numero 6, al primo torneo in coppia, hanno battuto 6-3 6-1 gli argentini Lucho Capra e Maxi Sanchez, quest’ultimo già numero 1 del mondo, conquistando l’accesso agli ottavi di finale.

Buona prova anche per due giovani della NextGen italiana, Noa Bonnefoy e Michele Brambilla, ventenni e vincitori a luglio della medaglia d’oro al Fisu World University Championship Padel. Gli azzurri hanno impegnato fino al tie-break del secondo set gli spagnoli Alex Arroyo e Jose Jimenez, rispettivamente numero 28 e 29 del mondo e teste di serie numero 4 (6-2 7-6 il risultato finale). Ha iniziato bene il torneo anche Javi Barahona, vincitore del Fip Silver di Perugia nel 2025, che insieme a Maxi Sanchez Blasco ha superato 6-3 6-4 Patiniotis/Garcia. Avanti anche Javi Garcia, altro vincitore dell’edizione 2025, quest’anno in coppia con Alex Ruiz.

Venerdì, a partire dalle 12, sarà invece il turno delle principali protagoniste del tabellone femminile. Tra le più attese ci sono le azzurre Carolina Orsi, Giulia Dal Pozzo e Carlotta Casali, tutte protagoniste delle recenti medaglie conquistate dalla Nazionale tra Mondiali, Europei e Giochi del Mediterraneo. Orsi giocherà insieme alla ex numero uno mondiale Patty Llaguno contro Giuditta Beltrami e Michela Zaccagnini. Dal Pozzo sarà in coppia con Nuria Rodriguez contro Francesca Scrinzi e Vittoria Giraldi. In campo – conclude la nota – anche Carlotta Casali insieme a Nerea Guerra, contro Deborah Cruciani e Micaela Moroni.

Winding Refn: il cinema è umanità, IA e social ci stanno distruggendo

Roma, 1 ott. (askanews) – Nicolas Winding Refn, il visionario regista danese di “Drive”, è arrivato a Roma per presentare il suo nuovo film “Her Private Hell”, uscito nelle sale (dall’1 ottobre con Mubi) italiane dopo essere passato all’ultimo Festival di Cannes.

Un film che si muove tra horror e fantascienza, neon, violenza e una nebbia misteriosa che pervade una metropoli futuristica, dove un’attrice (Sophie Thatcher) in cerca di suo padre intreccia il suo destino con quello di un soldato americano che deve salvare la figlia (Charles Melton).

Quello di Refn è un mondo artificiale e ipnotico con un’estetica visiva potente, un film che ha diviso la critica: “Non volevo mandare un messaggio – ha spiegato il regista – io creo esperienze per le persone; ovviamente amo i colori, il caos, il sesso, la violenza e tutti questi temi che sono nel film ma dentro c’è soprattutto la storia di una ragazza alla ricerca di suo padre, che in quel viaggio crea il padre perfetto. In questo racconto è forte il tema del rapporto padre-figlia”.

Refn ha parlato più volte di un importante intervento cardiaco a cui ha dovuto sottoporsi che gli ha cambiato la prospettiva: “Ho quasi sperimentato uno stato di pre-morte e poi sono riuscito a tornare. Questo non ha influito sul mio modo di fare cinema ma è cambiata la mia idea del tempo e di quanto sia prezioso; ho capito che se vuoi creare un’esperienza, devi assicurarti che sia un’esperienza degna per il pubblico perché devi rispettare il fatto che ti dedichi del tempo”.

Spicca la colonna sonora di Pino Donaggio, storico collaboratore di Brian De Palma, che accompagna le visioni del film. “Devo dire che la sua musica è il vero sangue del mio inferno privato – ha detto Refn – senza la sua musica non ci sarebbe film”.

E sul suo ritorno al cinema a 10 anni da “The Neon Demon” ha dichiarato di aver messo da parte, almeno nel prossimo futuro, l’esperienza con la tv.

“Il cinema è uno degli ultimi luoghi in cui si vivono esperienze collettive, dobbiamo proteggerlo, preservarlo, perché altrimenti perderemo gran parte della nostra umanità. Ci sono così tante cose nella tecnologia che ci stanno facendo a pezzi, l’intelligenza artificiale, l’algoritmo, la solitudine… I social media ci dividono sempre di più, anziché unirci. E se perdiamo anche il cinema allora perdiamo gran parte della nostra umanità. Per me il cinema è vita”.

Il regista incontra a Roma il pubblico in sala per accompagnare l’uscita; l’1 ottobre alle 19.15 al Nuovo Cinema Aquila alle 20.30 all’UCI Cinema Porte di Roma e al The Space Cinema Parco de Medici con Q and A al termine della proiezione; il 2 ottobre, alle 11.00 alla Multisala Lux, alle 19.00 al Cinema Troisi e alle 21.00 al Cinema Quattro Fontane.

Wadephul a Roma, con Foti e Fertitta per Festa Unitá tedesca

Roma, 1 ott. (askanews) – “Oggi nel giardino della residenza abbiamo piantumato una quercia, questo è il primo dei 75 alberi che saranno messi a dimora in tutta italia. Un albero per ogni anno della ripresa delle relazioni tra Italia e Germania”: lo ha affermato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, ospite d’onore della Festa dell’Unità tedesca in corso a Villa Almone, residenza dell’ambasciatore tedesco a Roma, in occasione del 75esimo anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania.

“Negli ultimi 75 anni i nostri paesi sono diventati un centro di forza europeo. Questo è un albero che metaforicamente Adenauer e de Gasperi piantarono allora insieme”, ha aggiunto, augurando che fra altri 75 anni quella quercia sarà ancora più grande e forte.

“Ogni giorno ci impegniamo per una Germania forte e affidabile in Europa che dimostri stabilità contro le crisi che affliggono il mondo. A tal fine occorre stabilità politica ma anche una base economica stabile. Germania e Italia in questo ambito continuano a svolgere un ruolo guida” in questo senso.

A Villa Almone, tra le varie autorità presenti, il ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il deputato di Forza Italia Claudio Lotito, Luca Cordero di Montezemolo, l’ambasciatore americano in Italia Tilman J. Fertitta, la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi, i deputati Fdi Giulio Tremonti e Giangiacomo Calovini e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Calcio, Mancini: "Contro la Francia per vincere"

Roma, 1 ott. (askanews) – Dopo la vittoria in Turchia, l’Italia si prepara al terzo impegno di Nations League. Venerdì alle 20.45 gli Azzurri saranno di scena allo Stade de France contro la Francia di Zinedine Zidane. Alla vigilia della sfida, il Ct Roberto Mancini ha parlato a Sky Sport, sottolineando la volontà della Nazionale di giocare senza timori reverenziali.

“Sicuramente sarà una grande partita, perché giochiamo contro una grande squadra, piena di giocatori straordinari. Però ci teniamo a fare bella figura, cercheremo di provarci”, ha detto Mancini.

L’obiettivo, però, non sarà soltanto limitare i danni. “Quando affronti squadre così forti non giochi mai per non vincere, chiaro che giocheremo per vincere sempre. Questa deve essere la nostra mentalità, sapendo che tutto può accadere in una partita”, ha spiegato il Ct.

Mancini ha poi fatto il punto sulla condizione della squadra dopo la gara di Bursa e sulle possibili scelte di formazione. “Qualcuno, valutiamo domani con l’ultimo allenamento, per vedere come hanno recuperato dalla partita di Bursa. Non abbiamo molti dubbi, ma domani vedremo”, ha aggiunto.

Ancora da definire anche il centravanti. Alla domanda sulla possibile scelta tra Pio Esposito e Moise Kean, il Ct ha risposto lasciando aperta anche l’ipotesi Scamacca: “O Scamacca. Cambieremo meno rispetto a Bursa”.

Possibile novità anche in mezzo al campo, con Sandro Tonali candidato a giocare da regista. “Può essere”, ha risposto Mancini, senza però sciogliere definitivamente il dubbio.

Acqua, Vincenzi (ANBI): raccontare bellezza territori

Roma, 1 ott. (askanews) – “Noi come Anbi con Obiettivo Acqua insieme a Fondazione Univerde vogliamo raccontare la bellezza dei territori che è prodotta dall’acqua, l’acqua irrigua che circola, che preleviamo e cerchiamo di distribuire in 120 mila km di canali producendo ambiente, economia, benessere. Con questo spirito vogliamo raccontare quanto è importante continuare con la pratica irrigua che a livello agricolo come modello italiano e nel sud Europa ci permette di mantenere una straordinaria biodiversità ambientale e agricola che è unica al mondo e che dobbiamo preservare”.

Lo ha dichiarato Francesco Vincenzi, presidente ANBI, inaugurando l’esposizione “Acqua, biodiversità e paesaggio. Un viaggio attraverso le Aree Protette d’Italia” nell’ambito dell’EuroMediterranean Water Forum a Roma.

Meloni a von der Leyen: tener conto di inflazione in valutazione regole spesa

Roma, 1 ott. (askanews) – “Siamo consapevoli dei rischi connessi alla modifica di regole di bilancio introdotte di recente, volte a perseguire un obiettivo che tutti condividiamo: la sostenibilità del debito. Siamo altresì pienamente consapevoli degli impegni assunti dall’Italia nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi in corso e della necessità di rispettare il percorso correttivo della spesa netta. Riteniamo tuttavia che il quadro di bilancio consenta alla Commissione europea di tenere conto” della crescita dell’inflazione “nel valutare, ex ante, il rispetto della regola di spesa in sede di esame dei prossimi Documenti programmatici di bilancio”. Lo scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella lettera inviata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per chiedere una maggiore flessibilità a causa della crescente inflazione.

“Ritengo che si tratti di una questione urgente, non più rinviabile, che dovrebbe essere discussa dai Ministri delle Finanze nella prossima riunione dell’ECOFIN”, conclude.

Carburanti, anche Tamoil vara misure per contenere i prezzi

Roma, 1 ott. (askanews) – Tamoil Italia S.p.A., società appartenente al gruppo internazionale Oilinvest, ha deciso di adottare una serie di misure volte a mitigare il prezzo dei carburanti commercializzati presso la propria rete di distributori a marchio.

L’iniziativa, recita un comunicato, si inserisce nel contesto delle attuali condizioni straordinarie determinate dalla situazione internazionale che continua a influenzare i mercati energetici e il settore dei trasporti, con significative ripercussioni sul potere di acquisto delle famiglie e sui costi sostenuti dagli operatori economici.

Accogliendo gli appelli provenienti dalle istituzioni e dalle associazioni dei consumatori, Tamoil Italia intende contribuire concretamente a sostenere la mobilità dei cittadini attraverso l’attuazione di interventi finalizzati al contenimento dei prezzi dei carburanti.

Le misure adottate, si legge, sono state concepite per generare benefici sia per i consumatori finali sia per la sostenibilità economica delle attività connesse alla rete distributiva. L’iniziativa resterà in vigore fino al 31 ottobre 2026.

“Tamoil conferma la propria volontà di operare come partner responsabile al servizio del Paese, dei propri clienti e degli operatori della rete, contribuendo, per quanto possibile, ad attenuare gli effetti delle attuali tensioni internazionali sul mercato dei carburanti”, afferma la società.

Tentato attacco alla base Raf, arrestato 27enne con cittadinanza gb-iraniana

Roma, 1 ott. (askanews) – La polizia antiterrorismo britannica ha annunciato l’arresto di un 27enne con doppia nazionalità britannica e iraniana, con l’accusa di preparare atti terroristici, nell’ambito delle indagini sull’incidente alla base della RAF di Fairford. Secondo quanto riportato dalla Bbc, l’uomo è stato arrestato a Westminster, Londra, mentre un secondo uomo, un cittadino britannico di 26 anni, è stato interrogato, e sono stati perquisiti due immobili della zona.

Cinque ventenni, arrestati domenica scorsa nei pressi della base aerea, rimangono in stato di libertà vigilata. Sono tutti cittadini britannici residenti a Londra: quattro vivono a Westminster e uno a Camden.

Carburanti, convocata domattina la Energy Task Force dell’Ue

Roma, 1 ott. (askanews) – La crisi dei prezzi dell’energia resta sotto i riflettori nell’Unione europea: è stata convocata per domani mattina presto, alle 8 e 30, una riunione della Energy Union Task Force, che include rappresentanti della Commissione europea e dei paesi membri della Ue. Lo riferiscono fonti comunitarie, secondo cui in agenda è prevista “una discussione della situazione attuale”.

Uno sviluppo che sembra confermare precedenti indiscrezioni di stampa in merito a “colloqui di crisi” – così erano stati definiti dal Financial Times – sull’ipotesi di far ricorso alle scorte strategiche.

Secondo il quotidiano, che cita fonti anonime, Washington avrebbe messo pressioni sui paesi europei per far ricorso alle loro riserve, avvertendo che altrimenti gli Usa potrebbero bloccare le forniture di diesel.

Questo mentre il presidente Usa, Donald Trump, è a sua volta sotto forti pressioni per cercare di abbassare i prezzi dei carburanti ai distributori, in vista delle elezioni di medio termine.

In realtà, la polemica riguarderebbe la decisione assunta in sede di Agenzia Internazionale per l’energia già nei mesi scorsi, a marzo, in risposta al primo shock dei prezzi innescato dal conflitto con l’Iran, che ha bloccato le forniture dallo stretto di Hormuz.

In particolare, secondo il segretario di Stato statunitense all’energia, Chris Wright, mentre gli Usa e il Giappone hanno onorato i loro impegni sul rilascio delle scorte, diversi paesi europei avrebbero sbloccato solo una frazione di petrolio e raffinati su cui si erano impegnati.

Ad ogni modo, non tutti negli Stati Uniti sarebbero favorevoli a uno stop delle esportazioni di diesel. In particolare varie aziende del settore avrebbero avvertito l’amministrazione Trump che una mossa del genere danneggerebbe la loro reputazione quali fornitori e potrebbe avere un effetto boomerang.

Domani, intanto, non sono previste riunioni del comitato direttivo (governing board) dell’Aie su eventuali decisioni o raccomandazioni di rilascio delle scorte strategiche di petrolio. Lo puntualizzano dall’Ahgenzia interpellati sulla questione.

L. elettorale, tra scranni pieni e vedette per maggioranza sollievo dopo tensione

Roma, 1 ott. (askanews) – Sono le 13.27 quando il presidente della Camera Lorenzo Fontana proclama il risultato del voto a scrutinio segreto sulle pregiudiziali alla legge elettorale. E la maggioranza può tirare un sospiro di sollievo. Dopo giorni di tensioni, retroscena, ministri “precettati”, avvertimenti (“se si va sotto si va a casa”, la linea di Meloni e Fdi) il risultato è migliore delle previsioni: 229 no contro 151 sì. Con il corollario di ‘vedette’ e occhi puntati sulle fessure delle pulsantiere per ‘scovare’ eventuali franchi tiratori (in caso di sorprese che non sono arrivate).

All’avvio del dibattito, un’ora e mezzo prima del voto, ministri, viceministri, sottosegretari e deputati fanno la spola tra l’aula e il Transatlantico. Poco dopo le 13, quando Lorenzo Fontana entra a presiedere, l’emiciclo è strapieno. A quel punto i banchi del governo sono al gran completo. Assente la premier Giorgia Meloni al salone della Nautica di Genova e il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini che è alla seconda edizione della conferenza ‘Citta del futuro 2030-2035’ (e che comunque è senatore).

Pienone tra gli scranni, con leader, capigruppo e deputati fino all’ultimo dei peones. Il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli è in piedi in cima ai banchi del partito e parla fitto al telefono, poi dirà “stiamo organizzando Atreju”. Seduta tra i colleghi di Forza Italia l’ex compagna di Silvio Berlusconi, di nero vestita, Marta Fascina. Mentre in Transatlantico gironzolano alcuni ex parlamentari come Mario Landolfi e Antonio Razzi.

Ranghi serratissimi anche tra le file delle opposizioni. La segretaria Elly Schlein quando comincia il dibattito è seduta al suo posto. In aula dall’inizio pure i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli e Riccardo Magi di +Europa. Il presidente Giuseppe Conte arriva poco prima del ‘clou’. In Futuro nazionale, l’opposizione a destra del centrodestra, sono tutti seduti e al dunque mancherà all’appello solo l’ex Fdi Emanuele Pozzolo.

Durante l’intervento sulle pregiudiziali è il dem Gianni Cuperlo a evocare il rischio di un’aula ‘militarizzata’: “Avete vedette per controllare la postura delle dita che voteranno nel voto segreto, non vi fidate neppure dei vostri parlamentari”. Ironico Roberto Giachetti di Iv: “Ringrazio la presidente del Consiglio Meloni che ha preteso uno schieramento così vasto del governo con ministri, viceministri, sottosegretari, ho visto il ministro dell’Economia, dell’Ambiente, del Turismo, delle Pari opportunità, della Giustizia e addirittura il viceministro degli Esteri, che sono qui presenti per ascoltare me”. Il vannacciano Edoardo Ziello sottolinea: “Queste aule così affollate non si vedono mai quando dobbiamo parlare dei problemi degli italiani ma quando c’è in ballo la poltrona su cui alcuni fantasmi di Montecitorio sono imbullonati, vedo l’onorevole Brambilla, manca invece l’onorevole Angelucci della Lega”.

Pochi brusii in aula rispetto ad altre occasioni. Al momento del voto sulle pregiudiziali, dalle tribune gli occhi sono puntati sulle ‘vedette’ e le dita all’insù di chi, in particolare tra le file di Fdi, non inserisce tutta la mano nella fessura della pulsantiera ideata per proteggere il voto segreto. Forse per rendere ‘visibile’ il proprio sì. Non si curano di essere eventualmente additati come franchi tiratori i leghisti e gli azzurri che, come i deputati delle opposizioni, infilano tutta la mano. Alcuni fedelissimi della premier si posizionano negli scranni più alti del settore di Fratelli d’Italia: Donzelli, Francesco Filini, Sara Kelany e Augusta Montaruli che si sporge in avanti verso i banchi sotto di lei. Con Fontana che richiama all’ordine chi si alza in piedi: “colleghi, cortesemente, rimanete seduti!”.

Tabulati alla mano, gli assenti sono complessivamente 17 e si contano, nei partiti, sulle dita di una mano. Di parlamentari di Fdi manca solo Roberto Traversi; cinque assenti sono della Lega (Antonio Angelucci, Stefano Candiani, Virginio Caparvi, Giulio Centenaro non partecipano al voto, mentre Dario Giagoni risulta in missione). Di Forza Italia il ministro Gilberto Pichetto Fratin (anche lui in missione) e Rita Della Chiesa. Infine, Franco Tirelli per Noi moderati. L’organizzazione delle truppe, oggi, ha funzionato. Prossimo appuntamento il voto segreto dell’8 ottobre sul voto finale sulla legge elettorale.

Al Salone Nautico il caso di Salis giù dal palco. Polemica, poi Meloni chiama sindaca

Genova, 1 ott. (askanews) – La visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Salone Nautico di Genova apre un caso politico-diplomatico. Al momento del taglio del nastro, infatti, sul palco oltre alla premier salgono il il presidente della Regione Liguria Marco Bucci (di centrodestra) ed il presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti ma non la sindaca (di centrosinistra) Silvia Salis. “Non è stata invitata dal cerimoniale”, la prima spiegazione che emerge.

Subito, dal centrosinistra, si alza la polemica. “Uno schiaffo a Genova, non a te. Temono il confronto, cuccioli”, scrive su X rivolgendosi a Salis il senatore Pd Filippo Sensi. “Un’offesa ai cittadini e alla città”, dicono il Dem Andrea Orlando e il capogruppo M5s al Senato Luca Pirondini.

“Se l’obiettivo, come si vocifera, e spero che non sia così, era quello di levarmi attenzione, non credo sia stato raggiunto”, commenta amareggiata Salis. Che poi ricorda: “Io rappresento la città di Genova non voglio fare polemica, vorrei solo ricordare che noi siamo in prestito alle istituzioni, non sono nostre, gli incarichi che abbiamo li serviamo, non servono a noi, noi rappresentiamo le istituzioni per le quali siamo state votate. E’ stato un peccato ovviamente non essere sul palco, però quello che voglio trasferirvi è il senso di servizio verso il nostro incarico, non sono incarichi personali e non vanno personalizzati in nessun modo”.

Mentre la polemica monta, arrivano le spiegazioni e le prese di distanza. “Io non ne so assolutamente nulla, mi hanno chiamato sul palco e sono salito”, garantisce Bucci mentre Palazzo Chigi assicura che Meloni è rimasta “sorpresa” e “dispiaciuta” per la mancata presenza della sindaca sul palco. Nel corso della cerimonia, Meloni – sottolineano fonti della Presidenza del Consiglio – ha infatti chiesto al presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, il motivo dell’assenza di Salis, apprendendo in quel momento che si era trattato di un errore dell’organizzazione del Salone.

Lo stesso Formenti esprime “un po’ di fastidio” per “queste polemiche strumentali, che non so da dove arrivino, ma non mi interessano”. “Il centrosinistra deve sapere che il Salone Nautico di Genova è la casa della sindaca Salis e lei è non solo benvenuta ma partecipe perché ci ha aiutato a fare un grande Salone, ed è sempre stata presente quando abbiamo avuto bisogno”, prosegue, rivelando di provenire da “una famiglia storicamente di sinistra, socialista”.

Dall’organizzazione del Salone Nautico precisano, intanto, che “il cerimoniale dell’inaugurazione del 66mo Salone Nautico Internazionale non prevedeva la partecipazione al taglio del nastro né del presidente di Regione Liguria, Marco Bucci, né della sindaca di Genova, Silvia Salis. Si chiarisce inoltre che la Presidenza del Consiglio è completamente estraneaß all’accaduto”.

Alla fine è Meloni, rientrata a Roma, a telefonare alla sindaca per cercare di chiudere il caso. La premier ha espresso “il proprio dispiacere per quanto accaduto”. Salis – hanno riferito fonti del Comune – si è detta dispiaciuta per lo sgarbo istituzionale subito dalla città, ha sottolineato che restano da chiarire le responsabilità per l’accaduto, il motivo per il cui il presidente della Regione Liguria Marco Bucci era presente ed ha ringraziato la premier per la telefonata.

Putin: il mondo è a un momento cruciale. Dobbiamo evitare gli scenari più catastrofici

Roma, 1 ott. (askanews) – “Il mondo è giunto a un momento decisivo e cruciale del suo sviluppo. E non è affatto una questione che riguarda solo la politica. La politica, come sempre, nasce da cambiamenti profondi”: lo ha affermato il presidente russo, Vladimir Putin, nel corso della sessione plenaria del 23° incontro annuale del Club di discussione internazionale Valdai.

I cambiamenti sono in atto in ogni ambito: dalla tecnologia alla struttura sociale, dal clima alla medicina, dalle questioni militari alla bioetica, dal futuro dell’energia ai mutamenti demografici, fino alla digitalizzazione universale, all’intelligenza artificiale e a modelli di sviluppo economico completamente nuovi, ha proseguito Putin.

“L’elenco potrebbe continuare a lungo. Nel loro insieme, questi fattori creano le condizioni per una trasformazione qualitativa. Non siamo ancora in grado di valutare in modo univoco o completo tutte le circostanze che la accompagnano e le relative conseguenze”, ha aggiunto Putin.

E prima o poi, tutti nel mondo dovranno trovare un accordo sui principi di un nuovo ordine mondiale: “Le tendenze allarmanti a cui assistiamo sulla scena internazionale ci impongono di riflettere – innanzitutto, e prima ancora di pensare a come organizzare l’interazione globale in modo più saggio, efficace ed equo per il futuro (sebbene tutto ciò sia, ovviamente, di estrema importanza) – su come preservare la pace e la sicurezza globali proprio ora, in un momento in cui molte norme giuridiche precedenti sono state accantonate e quelle nuove devono ancora emergere”.

Dobbiamo evitare – ha avvertito Putin – gli scenari più catastrofici e adottare misure concrete per impedire che l’umanità precipiti sull’orlo dell’estinzione.

“Cosa bisogna fare per evitare gli scenari più catastrofici? La responsabilità per il nostro futuro comune non è affatto uno slogan astratto; è un insieme di azioni concrete, il cui obiettivo è impedire all’umanità di scivolare sull’orlo dell’estinzione ed evitare l’irreparabile”.

Le persone devono comprendere i rischi emergenti ed essere preparate ad affrontarli, ha spiegato Putin.

“È nostra responsabilità anche aiutare le persone a comprendere questi rischi e a prepararsi ad affrontarli. In modo che individui e famiglie non siano lasciati soli ad affrontare le sfide in materia di sicurezza, il mercato del lavoro in continua evoluzione, lo spazio digitale e così via”, ha sottolineato Putin.

In particolare, riguardo all’intelligenza artificiale, il presidente russo ha ricordato che il mondo deve ancora imparare a vivere e lavorare con l’intelligenza artificiale.

“I cambiamenti globali stanno creando moltissimi nuovi dilemmi che prima semplicemente non esistevano. L’esempio più lampante è la questione dell’intelligenza artificiale, qualcosa con cui dobbiamo ancora imparare a convivere e a lavorare. In che modo il suo rapido sviluppo influenzerà il livello intellettuale dell’umanità stessa, così come il suo patrimonio spirituale e culturale?”, ha affermato Putin.

Il totalitarismo digitale sarà un esempio altrettanto tetro, senza sbocco e disumano del passato totalitario quanto quelli visti in precedenza, ha aggiunto il presidente russo.

Salis: peccato mancato invito su palco a Salone nautico di Genova

Genova, 1 ott. (askanews) – “Se l’obiettivo, come si vocifera, e spero che non sia così, era quello di levarmi attenzione, non credo sia stato raggiunto”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, parlando con i giornalisti, al termine della cerimonia di inaugurazione del Salone Nautico di Genova, del mancato invito a salire sul palco insieme alla premier Giorgia Meloni, al presidente della Regione Marco Bucci e al presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti.

“Io rappresento la città di Genova – ha aggiunto Salis – non voglio fare polemica, vorrei solo ricordare che noi siamo in prestito alle istituzioni, non sono nostre, gli incarichi che abbiamo li serviamo, non servono a noi, noi rappresentiamo le istituzioni per le quali siamo state votate. E’ stato un peccato ovviamente non essere sul palco, però quello che voglio trasferirvi è il senso di servizio verso il nostro incarico, non sono incarichi personali e non vanno personalizzati in nessun modo”.

Draghi: i legislatori nazionali ed europei devono assumersi la piena responsabilità della crescita

Roma, 1 ott. (askanews) – “Perché la costituzione duri, i legislatori a livello nazionale ed europeo devono ora assumersi la piena responsabilità della crescita come obiettivo dell’Unione. Se lo faranno, metteranno l’Europa sulla strada del rinnovamento”. Lo ha detto l’ex presidente della Bce Mario Draghi alla decima edizione della Karl Brunner Distinguished Lecture al Politecnico federale di Zurigo.

“Una generazione fa l’Europa si è data una costituzione monetaria che ha retto a ogni crisi da allora. Poggia su una banca centrale indipendente con una chiara priorità per la stabilità dei prezzi e sulla disciplina di bilancio. Quel quadro resta quello giusto”, ha aggiunto. “La condizione di Brunner vale ancora: una banca centrale può mantenere stabile la moneta solo se i governi tengono sotto controllo il debito. Ciò che è cambiato è come questa condizione può essere soddisfatta. Un quadro fiscale da solo non può soddisfarla quando la crescita è debole”, ha detto. “Più l’integrazione va avanti – ha spiegato – più saldamente la crescita può restare sopra i tassi di interesse, e meglio la banca centrale sarà isolata dalle pressioni politiche. Crescita e indipendenza si rafforzano allora a vicenda”.

“Di fronte a shock inflazionistici, la politica monetaria non può farsi carico della crescita oggi, ma può fare in modo che il percorso dei tassi di politica monetaria non sia più alto di quanto richieda la stabilizzazione dell’inflazione a medio termine. Questo è coerente con il mettere al primo posto la stabilità dei prezzi”. Lo ha detto l’ex presidente della Bce e x presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi alla Karl Brunner Distinguished Lecture al Politecnico federale di Zurigo.

“Le stime indicano che l’aumento dei tassi a breve termine attesi dalla fine dello scorso anno ridurrà la crescita tra 1,1 e 1,3 punti percentuali in totale nel 2026-2028. Queste stime precedono l’ulteriore rialzo dei tassi attesi da metà agosto”, ha spiegato. “È importante, soprattutto in un momento in cui i fattori globali hanno un ruolo maggiore nello spingere al rialzo i rendimenti in Europa, assicurare che il percorso atteso dei tassi di politica monetaria rifletta le intenzioni della banca centrale, e non l’incertezza su come risponderà”, ha sottolineato.

Genova, Salis: speravo che Meloni facesse una visita più ampia

Genova, 1 ott. (askanews) – “Con la presidente del Consiglio ci eravamo già incontrate alle Olimpiadi di Parigi, quando ero vicepresidente vicario del Coni nel 2024. Non ho avuto di parlarle oggi perché è arrivata che ero già seduta ed è andata via che ero sempre seduta. Avrei avuto piacere che questa fosse una visita più ampia, legata ai temi della città, avrei avuto piacere di scambiare qualche parola con lei proprio sui temi e le urgenze di una città cruciale come Genova, con un porto così importante per il Mediterraneo”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, parlando con i giornalisti, al termine della cerimonia di inaugurazione del Salone Nautico di Genova, della visita della premier Giorgia Meloni.

Pet Carpet: Marocco, Italia e USA trionfano

Roma, 1 ott. (askanews) – Cala il sipario sulla IX edizione del Pet Carpet Film Festival, la kermesse cinematografica internazionale e solidale dedicata al legame tra umani e animali. Aperta dalle note solenni della Fanfara a Cavallo dell’Arma dei Carabinieri, che ha incantato la platea con un emozionante repertorio musicale e con la dolcissima testimonial a quattro zampe Briciola, la manifestazione è stata caratterizzata dall’omaggio a San Francesco d’Assisi, in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla sua scomparsa. Un grande successo per un’edizione speciale, ospitata nella cornice della Casa del Cinema, che ha visto salire sul palco una conduzione corale e inedita, autentico riflesso dello spirito francescano di umiltà, fratellanza e vicinanza agli ultimi. Accanto alla giornalista Federica Rinaudo, fondatrice e direttrice artistica, sono, infatti, intervenuti: Fra Antonio D’Errico, frate missionario e digital creator della Fraternità Francescana “Pellegrini della Misericordia”; l’ex clochard Francesco insieme al suo inseparabile cane Tommaso; il giovanissimo mago Super Ale, portavoce del passaggio generazionale e custode di un messaggio di rispetto e amore per la natura. Durante la manifestazione, organizzata dall’associazione Pet Carpet e sotto la regia di Massimiliano Vado, affiancato dal suo fedele cane Renato, è stato presentato in anteprima nazionale il cortometraggio “Senza di me”, realizzato dalla Fnovi (Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani) e dedicato al ruolo fondamentale e spesso invisibile dei medici veterinari. Fondamentale durante le tre giornate di festival, realizzate con il sostegno di PetStore Conad e Vitakraft, la presenza delle istituzioni e delle forze dell’ordine che, oltre a patrocinare l’evento, sono state parte attiva con dimostrazioni e attività dedicate alla sicurezza e al soccorso a due e quattro zampe: l’Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa Italiana, l’Anas (Gruppo FS Italiane). Nel corso delle serate le storie piene di emozioni e di amore incondizionato hanno conquistato il pubblico, che con profonda attenzione ha seguito sul grande schermo le proiezioni dei 15 cortometraggi arrivati in finale su circa 600 corti giunti da ogni parte del mondo. Compito arduo quello della giuria, presieduta dalla cantautrice Grazia Di Michele e composta da esperti del settore, giornalisti e volti noti della cultura e dello spettacolo, tra cui: Alda D’Eusanio, opinionista Tv; Bruno Frustaci, produttore della Sunshine; Crisula Stafida, attrice; Lucia Macale, presidente Imago Film; Claudio Rossi Massimi, regista; i cantautori Stefano Borgia e Paolo Audino; il regista Donato Leoni; Daniela Mulas, consigliera Fnovi; Francesca Bastone, giornalista e inviata del programma “Dalla parte degli animali”; Donatella Pandimiglio, attrice e cantante; Emanuele Vezzoli, attore; la coppia di attori e creator digitali The Coniugi (al secolo Simone Gallo e Alina Person). Tra i premiati per la stampa: Tg 2 costume e società, Tgr Lazio, Rai News 24, Tg 5, il programma “Forum”, il programma “Dalla parte degli animali”. A ricevere il premio “Una vita a 4 zampe” la conduttrice Licia Colò e il prestigiatore Silvan, premiati dal presidente onorario Enzo Salvi, visibilmente commosso dopo la dedica per la sua amata Peggy, volata recentemente sul ponte dell’arcobaleno. Per il film il premio a “Cose che accadono sulla terra”.

I corti vincitori di questa edizione:

Cinepet: “La legge del mercato” di Alessandro Panza

Docupet: “L’amore è fatto di piccoli gesti” di Alice Regazzo e Andrea Girardi

Mondopet: “Cenerentola 2.0” di Sabrina Tesei

Scuola: “Gli Appeningers”, cartone realizzato dalla scuola Pupilli di Grottazzolina (Fermo)

Animation Pet: “Irreplaceable” di Samantha Reyna (USA)

Menzioni speciali: Selene Tola per “Giuliano” e Lidia Cera per “Momo il gatto libraio”

Miglior corto in assoluto: “Maroccane” di Doroti Polito, che con il suo Cecio ha raccontato uno spaccato dell’emergenza in Marocco.

Migranti, ok Consiglio Ue: via libera alle nuove norme sui rimpatri, tra cui gli hub extra-Ue

Roma, 1 ott. (askanews) – Oggi il Consiglio dell’Unione europea ha dato il via libera definitivo alle nuove norme sui rimpatri, che consentiranno agli Stati membri di “trasferire le persone prive del diritto di soggiorno nell’Ue, e nei cui confronti sia stato emesso un provvedimento di rimpatrio, in hub per i rimpatri istituiti in paesi terzi”.

Nel comunicato diffuso dall’Ue si precisa che le nuove norme, che entreranno in vigore nelle prossime settimane, “integrano il patto sulla migrazione e l’asilo e contribuiranno alla sua efficace attuazione”.

“Le norme forniscono agli Stati membri ulteriori strumenti per attuare i rimpatri e offrono loro la possibilità di istituire centri di rimpatrio in paesi extra-Ue. Tutte le misure relative ai rimpatri devono essere attuate nel pieno rispetto dei diritti fondamentali”, si rimarca nella nota.

“Circa due persone su tre destinatarie di ordine di lasciare l’Ue di fatto non partono. Le norme riviste sui rimpatri, adottate oggi, aiuteranno gli Stati membri a eseguire i rimpatri in modo rapido ed efficace. Questo è fondamentale per garantire un approccio comune alla gestione della migrazione nell’ambito del Patto sulla migrazione e l’asilo”, ha commentato il ministro irlandese della Giustizia, degli Interni e della Migrazione, Jim O’Callaghan, il cui paese detiene la presidenza di turno del Consiglio. Le nuove norme impongono ai cittadini di paesi terzi che non hanno il diritto di rimanere nell’Ue di lasciare lo Stato membro interessato e di collaborare con le autorità, pena sanzioni, quali la riduzione di benefici e indennità, il diniego di incentivi per il rimpatrio volontario, multe o anche sanzioni penali, se previste dalla legislazione nazionale.

Le norme prevedono quindi un Ordine europeo di rimpatrio, un modulo comune in cui gli Stati membri dovranno inserire gli elementi chiave della decisione di rimpatrio, che consentirà agli Stati membri di conoscere le decisioni adottate da altri.

Sono quindi previste misure speciali per i cittadini di paesi terzi che rappresentano un rischio per la sicurezza. Ad esempio, gli Stati membri possono imporre un divieto di ingresso a tempo indeterminato, qualora questo sia giustificato e proporzionato al rischio per la sicurezza, oppure trattenere i cittadini di paesi terzi per un periodo superiore a 24 mesi.

Le norme consentono poi agli Stati membri di trasferire le persone prive del diritto di soggiorno nell’Ue, e nei cui confronti sia stato emesso un ordine di rimpatrio, verso centri di rimpatrio istituiti in paesi terzi. “Questo richiede la definizione di un accordo o di un’intesa con il paese terzo in questione” e “tali accordi o intese potranno essere conclusi solo con paesi terzi che rispettino gli standard internazionali in materia di diritti umani e i principi del diritto internazionale, compreso il principio di non respingimento”.

“I minori non accompagnati sono esclusi da tali accordi o intese”, ha precisato l’Ue.

Le norme devono ora essere pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue ed entreranno in vigore il giorno successivo.

“Alcune disposizioni, come quelle relative agli hub di rimpatrio, si applicheranno immediatamente. Altre disposizioni, che richiedono attività preparatorie, verranno applicate un anno dopo l’entrata in vigore”.

Blauer presenta B.GLAM

Roma, 1 ott. (askanews) – In occasione della Milano Fashion Week di settembre, Blauer presenta B.GLAM, una capsule collection esclusiva che inaugura un nuovo capitolo nell’evoluzione del brand. Pensata per affermare Blauer nel segmento premium del womenswear internazionale, B.GLAM rappresenta l’incontro tra tessuti di pregio, innovazione tecnica, ricerca stilistica e attitudine premium, reinterpretando il DNA del marchio attraverso una visione contemporanea, sofisticata e fortemente fashion.

Enzo Fusco, Presidente di FGF Industry:

“Un pò lo chiamiamo uno studio di laboratorio, stiamo sperimentando materiali nuovi visto che Blauer ha sempre avuto materiali tecnici facendo tanta ricerca e ci piaceva fare un prodotto per una donna moderna che possa andare in ufficio e con lo stesso capo la sera andare a una cena o a un evento senza doversi cambiare. Con leggerezza materiali nuovi e un pò di colore”.

Composta da venti look femminili e distribuita esclusivamente in una selezione di best shop internazionali, la collezione è l’espressione più esclusiva dell’universo Blauer. La collezione esplora l’incontro tra performance e femminilità grazie a un’attenta ricerca sui materiali. E sui colori:

“Se vediamo le stampe mi ricordano un tramonto bellissimo colorato, l’ispirazione è basata anche sui fiori guardando ai colori che abbiamo messo, colori naturali, delle piante e dei fiori, utili come ispirazione”.

Il colore diventa quindi un’affermazione di stile. B.GLAM, abbandona ogni minimalismo per abbracciare una palette vibrante, fatta di accenti intensi, contrasti inaspettati e combinazioni cromatiche che invitano proprio a sperimentare.

EASD a Milano: la medicina tra la gente

Milano, 1 ott. (askanews) – Un punto d’incontro tra medicina, scienza e vita quotidiana. L’occasione, è l’EASD – il congresso annuale dell’European Association for the Study of Diabetes – che riunisce a Milano gli esperti italiani e internazionali di diabetologia e dell’area cardiometabolica. Un appuntamento in cui Lilly – impegnata da 150 anni nella ricerca, sviluppo e messa a disposizione di terapie innovative in area cardiometabolica – promuove una serie di iniziative diffuse per portare la medicina fuori dagli spazi congressuali e avvicinarla alla vita delle persone.

“Abbiamo voluto per la prima volta portare quello che si discute sempre all’interno delle sale congressuali al di fuori del convegno. Ecco perché abbiamo preso ispirazione da un concetto come quello del Fuorisalone per creare il nostro “Fuori Congresso”: il nostro obiettivo è portare l’innovazione scientifica e i dati discussi da scienziati e clinici direttamente al pubblico, con messaggi chiari e semplici per aiutarlo a prendersi cura della propria salute” ha dichiarato Elias Khalil, Presidente e Amministratore Delegato Italy Hub di Lilly.

Cuore pulsante del progetto, l’installazione Fuori Congresso – Connecting with Cardiometabolic Health, di Piazza Tre Torri a CityLife.

“Il concetto alla base di questa installazione è quello di connessione, perché nella salute molte cose sono collegate: l’alimentazione, l’esercizio fisico, la salute mentale, ma anche le patologie stesse. Quando pensiamo a diabete, obesità e malattie cardiovascolari, non parliamo di elementi isolati, ma di componenti di un’unica grande realtà: le malattie cardiometaboliche” ha proseguito Khalil.

La prevenzione delle patologie cardiometaboliche passa anche dall’impegno delle Istituzioni, chiamate a costruire un contesto normativo e culturale in grado di favorire corretti stili di vita.

“La parola chiave è chiaramente prevenzione. La scorsa settimana abbiamo approvato la Proposta di Legge 127, che riconosce all’obesità una rilevanza sociale, dando seguito al suo riconoscimento come patologia a livello nazionale. Per affrontare l’obesità serve un approccio multidisciplinare, perché è evidente che da essa derivano diverse patologie correlate: dai problemi cardiocircolatori e respiratori al diabete di tipo 2 e ad altre cronicità. Investire oggi sulla prevenzione significa garantire una popolazione più sana domani e ridurre l’impatto sul sistema sanitario” ha concluso Alessia Villa, Consigliere Regionale della Regione Lombardia.

L’appuntamento intreccia le storie di Milano e di Eli Lilly and Company: il 1876 INFATTI, è l’anno di nascita dell’azienda e quello in cui fu inaugurata la prima linea tranviaria milanese. Con il Tram Storico Lilly 150, l’evoluzione della città di Milano si intreccia con le principali tappe della storia di Lilly, che quest’anno celebra 150 anni, in un’esperienza itinerante gratuita e aperta al pubblico, che da Piazza Castello percorre le strade del capoluogo.

Raf costretto a rinviare il tour per operarsi alla faringe

Milano, 1 ott. (askanews) – Si informa che il tour Infinito – Palasport di Raf, inizialmente previsto per ottobre 2026 è posticipato all’autunno 2027 per permettere all’Artista di sottoporsi a un intervento alla faringe e completare il relativo periodo di riposo e di recupero.

Di seguito il nuovo calendario: 02 ottobre 2027 – Milano, Unipol Forum (recupero del 12 ottobre 2026), 09 ottobre 2027 – Roma, Palazzo dello Sport (recupero del 17 ottobre 2026) 14 ottobre 2027 – Napoli, Palapartenope (recupero del 9 ottobre 2026)

Con queste parole, Raf spiega i motivi del rinvio del tour: “Come sapete, i concerti si programmano con molti mesi di anticipo e a volte, nel frattempo, capitano imprevisti. A fine agosto purtroppo è tornato a trovarmi un problema alla faringe che pensavo di aver risolto con l’intervento dello scorso anno. Sono riuscito comunque a portare a termine il tour estivo grazie ai farmaci, che mi hanno permesso di gestire la situazione, ma il cui utilizzo a lungo termine è sconsigliato. Ora dovrò sottopormi a un nuovo intervento risolutivo e soprattutto concedere alla mia voce il tempo necessario per riprendersi. È un passaggio necessario, che devo affrontare rispettando i tempi indicati per poter tornare a fare quello che amo nelle condizioni migliori. Mi dispiace farvi aspettare, soprattutto perché so quanto stavamo aspettando questi concerti. Grazie per l’affetto che mi fate sentire, sempre”.

I biglietti già acquistati rimangono validi per le nuove date del 2027.

Chi desiderasse richiedere eventualmente il rimborso per il concerto inizialmente previsto nel 2026, potrà farlo tramite il circuito TicketOne entro e non oltre le ore 23:59 del 30 ottobre 2026 (seguendo la procedura indicata alla seguente pagina: www.rimborsi.ticketone.it).

Info su friendsandpartners.it

Tennis, Alcaraz: "Non togliamo i 5 set dagli Slam"

Roma, 1 ott. (askanews) – Carlos Alcaraz difende il formato tradizionale degli Slam e si schiera contro l’ipotesi di ridurre a tre set anche i quattro Major. Alla vigilia del debutto a Tokyo, il numero 3 del mondo ha affrontato il tema in conferenza stampa: “Senza cinque set finiremmo per cancellare l’eredità dei tornei dello Slam. Credo che la loro bellezza risieda proprio in questo. Se eliminassimo questo aspetto e passassimo al meglio dei tre set distruggeremmo il significato stesso dei Major”.

Lo spagnolo, reduce dalla sconfitta al quinto set contro Jannik Sinner agli Us Open, ha ribadito la sua posizione: “Sin dagli albori si gioca al meglio dei cinque, ed è proprio questo a renderli speciali. Non cambierei nulla, giocare tre set su cinque per me va benissimo”.

Il tema è legato anche al calendario e alla crescente durata delle partite. Alcaraz individua però il problema soprattutto nella quantità di tennis giocato durante la stagione: “Giocare in generale un po’ meno e non avere tornei consecutivi settimana dopo settimana, è quello che cambierei”.

Il formato attuale degli Slam prevede dunque, per gli uomini, la necessità di vincere tre set per conquistare l’incontro. Una formula che può portare a partite di cinque ore o più, ma che secondo Alcaraz rappresenta anche parte dell’eredità e del significato dei quattro tornei più importanti della stagione.

Festa del Cinema di Roma annuncia tre nuovi titoli

Roma, 1 ott. (askanews) – Tre nuovi titoli entrano nel programma della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma, in pogramma dal 13 al 25 ottobre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Nella sezione Special Screenings, sarà presentato “Kintsugi… e sono la mia opera”, un racconto sul dolore, la trasformazione e la rinascita nato durante la lavorazione del nuovo album di Elisa: il film, realizzato da Ludovico Boccianti, raccoglie la dimensione più intima della cantautrice, trasformando in immagini, musica, danza e parole le emozioni legate alla nascita delle canzoni. In occasione dell’anteprima, Elisa, considerata una delle voci più talentuose nella storia della nostra musica italiana, sarà protagonista di un incontro con il pubblico della Festa.

“Ho attraversato e trasformato un dolore per ritrovare me stessa e il coraggio di vivere la vita che voglio” racconta nel mediometraggio. “Kintsugi vuol dire andare avanti ma portando con me anche tutto quello che mi ha fatto male, quasi fino a distruggermi e andare in mille pezzi, perché da tutte quelle crepe, è da lì che esce la mia luce”, aggiunge.

La sezione Freestyle Film ospiterà invece “Faith” di Paul Andrew Williams, autore di titoli presentati nei maggiori festival internazionali da London to Brighton e Una canzone per Marion, selezionati rispettivamente al Sundance e a Toronto, fino a Dragonfly, premiato lo scorso anno al Tribeca. Il nuovo film del regista e sceneggiatore britannico vede protagonista una straordinaria Erin Doherty nel ruolo di Gina, madre single che cresce il figlio Jamie (Smylie Bradwell) in un quartiere popolare di Londra. Durante un quiz al pub conosce Michael – interpretato da un ambiguo e misterioso James McAvoy – che diventa presto una presenza costante nelle loro vite. Ma alla vigilia del decimo compleanno di Jamie, un tragico incidente sconvolge tutto. “Faith nasce da un’esigenza personale, dal desiderio di indagare il modo in cui una persona normale può superare uno stravolgimento e andare avanti con speranza”, ha spiegato Paul Andrew Williams. “La resilienza, la fede, la capacità di ricostruire sono cose che hanno segnato la mia vita: spero questa genuinità risuoni oltre le differenze linguistiche, di cultura, al di là dei confini”, aggiunge.

A completare il programma della sezione Special Screenings sarà “Ricordati ragazza” di Claudia Gerini. Nel film, la diciottenne Matilde sta per votare per la prima volta, ma quel giorno per lei conta poco: preferirebbe il mare con le amiche. La madre Maria Grazia e la nonna Nella, la guidano allora in un viaggio tra ricordi familiari e storia italiana, dal primo voto delle donne nel 1946 alle conquiste di oggi. Intrecciata alla loro, scorre la vicenda simbolica di Vittoria e delle sue quattro amiche, donne che attraversano oltre un secolo di emancipazione femminile — dalle suffragette alle ventuno Madri Costituenti — con ricostruzioni cinematografiche, materiali dell’Archivio Luce, foto e documenti di importanti archivi italiani. Insieme alle testimonianze di Luciana Castellina, Debora Migliucci e Patrizia Castelli, e la testimonianza storica di Nadia Gallico Spano, una delle Madri Costituenti.

"Milk Wood Bar", omaggio a Dylan Thomas nel nuovo disco di Capossela

Roma, 1 ott. (askanews) – Si intitola “Milk Wood Bar” il nuovo album di Vinicio Capossela, in uscita il 22 gennaio 2027 per BMG. Svelata oggi anche la copertina del disco, che inaugura la nuova collaborazione discografica ed editoriale tra l’artista e la società musicale.

Il pubblico avrà l’occasione di ascoltare in anteprima dal vivo le canzoni del nuovo album durante “E morte non avrà dominio”, la prima “Ballad Opera” di Capossela, che debutterà il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico di Roma per il Romaeuropa Festival, per proseguire poi in tournée nei teatri italiani fino al 21 dicembre.

In occasione della tournée teatrale, gli spettatori riceveranno una cartolina attraverso cui potranno accedere ad un portale esclusivo che gli consentirà di preordinare l’album e di ricevere in omaggio due oggetti speciali: la locandina del concerto autografata con un testo inedito dell’artista e un sottobicchiere del “Milk Wood Bar”.

Ispirata all’universo poetico di Dylan Thomas e al suo poema per voci “Under Milk Wood” (Sotto il bosco di latte), “E morte non avrà dominio” vedrà Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla condividere la scena in una rappresentazione in cui musica, parola e teatro si intrecciano, dando vita a un racconto corale che celebra la vita nella sua pluralità.

Lo spettacolo è una produzione IMARTS, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa.

“Milk Wood Bar” sarà disponibile in tre differenti formati fisici: CD a tre ante con booklet, doppio vinile nero standard e una speciale Collector’s Edition, in edizione limitata e numerata, con doppio vinile bianco. Il preorder del disco è attivo al link: VINICIOCAPOSSELA.LNK.TO/MILKWOODBAR

Esplode la protesta degli studenti in Francia, centinaia di arresti. Un preside cosparso di benzina

Roma, 1 ott. (askanews) – Una massiccia ondata di proteste studentesche è in corso in Francia con quasi 400 licei bloccati – e da oggi anche decine di università – e violenti scontri con la polizia. Le proteste, iniziate dai liceali a Parigi il 25 settembre, si sono estese a numerose altre città fra cui Lione, Lille, Strasburgo, Marsiglia e Nizza. Oggi in particolare alla mobilitazione si sono unite anche le università. Gli studenti universitari hanno risposto ad un appello congiunto all'”Atto 2″ della mobilitazione, occupando gli atenei di diverse città. Oltre 30 sarebbero le università coinvolte, secondo la stampa transalpina.

I liceali denunciano carenze strutturali e di risorse, ritmi scolastici eccessivi e contestano il meccanismo di accesso all’università. Il bilancio complessivo delle proteste è finora di 625 persone arrestate dall’inizio dei blocchi mentre i feriti accertati sono oltre 119 tra studenti e dipendenti scolastici. Si contano anche 83 feriti fra le forze dell’ordine.

Nella periferia parigina di Saint-Denis, folle di giovani si sono radunate di fronte a uno schieramento di polizia. Uno studente ha esibito un cartello con la scritta: “Possiamo spiegarci senza subire gas lacrimogeni?”. A Marsiglia, i servizi di autobus, tram e metropolitana sono stati sospesi a causa di “atti di vandalismo e aggressioni agli autisti” verificatisi in mattinata. Alcuni aggressori hanno cosparso di benzina un preside. A Strasburgo, il servizio tranviario è stato sospeso su richiesta delle autorità statali “per limitare gli spostamenti di rivoltosi e manifestanti”.

A Rennes, dopo aver bloccato la propria università, alcuni studenti si sono uniti ai liceali mobilitati davanti ai loro istituti per sostenerli e difendere anche le loro istanze. “Studenti liceali repressi, risposta universitaria”, recita uno striscione all’ingresso di Sciences Po Rennes, ostruito da alcuni cassonetti. Un incendio è poi divampato questa mattina davanti al liceo Blaise-Pascal di Rouen. In diversi video diffusi sui social network si vedono alte fiamme levarsi davanti all’edificio. Il preside del liceo è rimasto ferito.

Il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha convocato una riunione di crisi nel pomeriggio, chiedendo ai ministri di annullare i viaggi previsti per i giorni successivi a causa dei blocchi attuati dagli studenti delle superiori, così da consentire ai prefetti di gestire la situazione. Le manifestazioni e i blocchi, iniziati la scorsa settimana, sono diventati un punto critico per il governo in un momento delicato: l’esecutivo ha annunciato una serie di tagli alla spesa estremamente impopolari all’interno del bilancio per il 2027.

Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, ha dichiarato che, in alcune località, dei facinorosi si spostavano da una scuola all’altra per istigare alla violenza. “Un liceo incendiato, personale cosparso di benzina, un bilancio dei feriti che si aggrava”, ha intanto reso noto il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray, denunciando violenze “di estrema gravità” nei pressi degli istituti scolastici, che “vanno ben oltre la sola questione della scuola”. “Nessuna rivendicazione può giustificare tali atti”, ha scritto.

“Coloro che commettono queste violenze devono essere perseguiti e sanzionati”, ha aggiunto, invitando inoltre ciascuno a “valutare la responsabilità delle proprie parole e dei propri appelli alla mobilitazione”. Geffray ha annunciato di aver disposto che “le lezioni si svolgano a distanza qualora danneggiamenti o blocchi impediscano di accogliere gli studenti in piena sicurezza”. Tali decisioni saranno prese “caso per caso” dai dirigenti scolastici insieme alle autorità scolastiche, mentre i prefetti dovranno essere informati per coordinare la messa in sicurezza delle aree circostanti. “La violenza non priverà i nostri studenti del loro diritto fondamentale all’istruzione”, ha concluso.