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“Il corpo che si cura”: la sfida della medicina rigenerativa

Milano, 09 ott. (askanews) – Non più soltanto intervenire sul corpo, ma aiutarlo a ripararsi sfruttando i suoi stessi meccanismi naturali. È il principio alla base della medicina rigenerativa, al centro del nuovo libro del professor Carlo Tremolada, Il corpo che si cura, che racconta un possibile cambio di paradigma nel modo di affrontare alcune patologie e il processo di invecchiamento.

Dalle patologie articolari alla medicina estetica, l’approccio descritto nel libro parte dal tessuto adiposo e dalla possibilità di utilizzarne le componenti per favorire la riparazione e la rigenerazione dei tessuti.

Le parole di Prof. Carlo Tremolada, Direttore Scientifico di Image Regenerative Milano e St. Moritz: “Con questa particolare preparazione i tessuti sono in grado di attaccarsi in maniera stabile dove vengono trapiantati. Puoi farlo sotto ecografia, nel caso di un’articolazione, oppure senza l’ausilio dell’ecografo, con il trapianto dei tessuti che si completa in modo totalmente naturale, cioè facendo ciò che già fanno normalmente, però sono in numero molto più elevato e soprattutto restano lì per tanto tempo”.

Una prospettiva che si inserisce in un settore in forte crescita, sostenuto anche dall’aumento dell’aspettativa di vita. Ma a cambiare, insieme alla medicina, sono anche alcuni dei luoghi comuni sull’invecchiamento.

L’intervista a Annachiara Annino, Partner Lattanzio KIBS e responsabile Centro Studi: “L’invecchiamento adesso deve essere accompagnato non solo da uno stile di vita sano, ma anche da tutta una serie di attività che ci permettono di arrivare in salute e oltrepassare i 60/65 anni. Ciò è coerente con i pensionamenti che sono sempre più tardivi”.

Dalla gestione del dolore alle prospettive legate alla longevità, la medicina rigenerativa punta dunque a spostare il confine della cura: non soltanto intervenire sul problema, ma valorizzare la capacità del corpo di recuperare e rigenerarsi.

Il futuro dell’industria automotive tra Cina, Italia ed Europa

Altavilla Vicentina, 9 ott. (askanews) – Si è tenuto presso la CUOA Business School di Altavilla Vicentina il convegno “Dalla produzione al fine vita: il nuovo paradigma globale dell’industria automotive tra Cina e Italia”, organizzato da Ecoeuro in collaborazione con la stessa business school. L’appuntamento ha posto al centro del dibattito la profonda trasformazione che sta investendo l’intera catena del valore dell’industria automotive, dalla produzione fino alla dismissione.

Le parole del fondatore e Presidente di Ecoeuro S.r.l. Antonello Di Mauro: “Questo convegno è il primo che si fa con i costruttori cinesi in Italia e di questo siamo molto orgogliosi. Sembra che ci sia molto interesse a vedere il flusso di persone. Oggi parleremo di quello che non è più un fenomeno, bensì una realtà: l’industria cinese ha una certa rilevanza all’interno del mercato europeo. Alla luce del regolamento europeo, che cade sulla testa di tutti gli operatori della filiera con delle responsabilità, noi diamo informazione e studiamo soluzioni per tutto il mercato dell’auto”.

Una location di assoluto prestigio per un convegno che ha saputo unire Italia e Cina, come sottolineato da Federico Visentin, presidente della CUOA Business School: “È un convegno molto interessante, perchè affronta un settore importante che è quello dell’automotive e mette al centro il concetto della collaborazione. Soprattutto in questo confronto tra due sistemi, quello italiano e quello cinese, diventa uno degli aspetti che stimola nel riflettere. Dobbiamo passare dalla logica di competizione a una logica di cooperazione e collaborazione, questo evento può dare degli spunti molto importanti in questa direzione”.

Al centro del confronto vi sono stati due fattori determinanti: la crescente presenza dei costruttori cinesi sui mercati italiano ed europeo e l’impatto del nuovo quadro normativo sull’economia circolare.

L’intervento di Corrado Clini, ex Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare: “L’iniziativa di oggi è molto importante, è un segnale concreto che viene dato all’industria italiana ed europea, e che riguarda le autorità cinesi. Il senso della cooperazione e del suo valore tecnologico tra imprese italiane e cinesi, che lavorano nel settore dell’automotive, riguarda sul recupero e il riciclaggio dei veicoli.

Quest’ultimo consentirà di sviluppare e approfondire la conoscenza delle tecnologie e sviluppare nuove soluzioni”.

L’incontro ha così offerto un dialogo stabile tra chi produce e immette i veicoli sul mercato e chi ne gestisce il fine vita, evidenziando come il futuro dell’automotive europeo dipenda dall’integrazione tra innovazione, responsabilità ambientale e recupero delle risorse.

Finanziare l’energia del futuro, la sfida della Giornata del credito

Roma, 9 ott. (askanews) – Energia, sostenibilità e il contributo che la finanza può dare al percorso verso fonti più pulite sono stati i temi al centro della 58esima Giornata del credito, alla Camera di Commercio di Roma. La sfida è trovare le risorse per la transizione: un impegno che coinvolge il settore pubblico e la finanza privata, come spiega Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia.

“I numeri sono decisamente imponenti perché le stime della Commissione Europea parlano appunto di investimenti per 660 miliardi l’anno dal ’26 al ’30 sul tema proprio della transizione energetica. È evidente che investimenti di queste dimensioni non possono essere gestiti solamente attraverso il sistema pubblico, quindi è necessario un intervento del sistema finanziario anche privato, ma direi che soprattutto è importante creare un ecosistema in cui tutti gli stakeholder, tutti i protagonisti poi svolgano un ruolo complementare”.

Energia e finanza sono quindi i temi scelti per questa edizione della Giornata del credito. Il presidente dell’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, Ercole Pellicanò, spiega il legame tra i due settori.

“Diciamo che la Giornata del Credito come concetto di base tende, ormai da 58 anni, a diffondere la cultura economico-finanziaria, fare cultura. Oggi abbiamo naturalmente un tema principale per il Paese, che è il problema dell’energia. L’energia è enorme, non solo per il nostro Paese, ma per noi in particolare. E l’energia va sostenuta attraverso un supporto finanziario, le banche, il sistema finanziario, le assicurazioni e così via. Quindi riflettendo sull’argomento di quest’anno, ho messo insieme le due cose: energia e finanza, perché si completano e sono indispensabili insieme. Comunque l’energia è l’argomento principale di oggi ed il supporto delle banche e del sistema finanziario”.

Per sostenere questi investimenti serve anche un maggiore impegno europeo. È la richiesta di Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria per l’Energia.

“Uno studio che abbiamo realizzato come Confindustria negli anni scorsi indicava in 1100 miliardi di euro l’impegno, diciamo, economico come Sistema Paese per raggiungere gli obiettivi che l’Unione Europea ha condiviso con gli Stati membri. Sono una mole ingente che nessun Stato né singolarmente, né a livello di singoli investimenti privati può sopportare. Quindi occorre davvero un grande sforzo comune, un grande sforzo anche da parte dell’Unione Europea; in questo io credo che debba mettere a disposizione delle imprese e degli Stati membri, diciamo, una capacità di finanziamento ulteriore oltre quella dello singolo Stato”.

ATuPU:Poli universitari chiedono regole certe, tutele, rappresentanza

Roma, 9 ott. (askanews) – Cresce l’interesse per ATuPU – Associazione per la Tutela dei Poli Universitari. Dopo la presentazione ufficiale, numerose richieste di adesione e di chiarimento confermano l’esigenza di una rappresentanza autorevole a tutela delle imprese del settore universitario digitale.

“Vogliamo dare voce a chi contribuisce quotidianamente alla crescita dell’Università italiana – dichiara Massimiliano Scognamiglio, Presidente di ATuPU – Chiediamo rapporti contrattuali equilibrati, regole trasparenti e piena libertà di rappresentanza, senza timore di ripercussioni commerciali”.

L’Associazione promuoverà un’Assemblea Nazionale dei Poli Universitari per definire proposte condivise su contratti, compensi, autonomia imprenditoriale e tutela degli investimenti, da sottoporre agli Atenei e ai principali gruppi universitari, a partire da Multiversity.

“Dietro ogni Polo – sottolinea Walter Scognamiglio, Vicepresidente Vicario – ci sono imprenditori, famiglie, collaboratori e anni di sacrifici. Un patrimonio che merita rispetto e certezze. Non cerchiamo contrapposizioni, ma un dialogo fondato sulla dignità delle imprese e sulla reciprocità degli impegni”.

ATuPU auspica inoltre chiarimenti sulle recenti notizie giudiziarie riguardanti Multiversity e l’Università Pegaso, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, a tutela della fiducia degli studenti e degli operatori.

“La nostra priorità è trasformare le criticità in proposte concrete – dichiara Matteo Fortunati, Segretario Generale.- costruendo un confronto stabile con Atenei e istituzioni, nel segno della trasparenza e della tutela del lavoro”.

“Nei prossimi giorni – conclude Walter Scognamiglio – avvieremo interlocuzioni con le istituzioni governative, a cominciare dalla Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, affinché le istanze della nostra categoria trovino ascolto e adeguata attenzione istituzionale”.

Apre a Roma il MAM, arte digitale e IA nel Museo Media Art permanente

Roma, 9 ott. (askanews) – Il primo museo permanente di Roma interamente dedicato alla Media Art, il MAM (Media Art Museum) apre le porte al pubblico da venerdì 9 ottobre: un luogo in cui tecnologia e arte si fondono in esperienze che ridefiniscono il rapporto tra opera, spazio e pubblico.

Il MAM, in Corso d’Italia 37/D è diretto da Gianluca Del Gobbo e occupa circa 1.000 metri quadrati. Riunisce mostre, installazioni, performance, ricerca, formazione e attività educative. Al centro una sala immersiva di 300 metri quadrati, con un palco e 27 proiettori che trasformano pareti, soffitto e pavimento in un unico ambiente visivo. Oltre alla mostra, il MAM ha in programma di animarsi con festival ed eventi dedicati alle arti digitali, audiovisive e immersive dal vivo.

Il museo nasce da oltre venticinque anni di attività nelle arti digitali e audiovisive – dai pionieri del web e dell’intelligenza artificiale fino alle pratiche generative e alle esperienze immersive – del suo fondatore con i suoi collaboratori: un percorso tra opere storiche e contemporanee che raccontano come tecnologia, immagini, codice e spazio hanno trasformato il modo di creare e vivere l’arte.

Net Art e NFT, live immersivi, AI art, opere interattive, installazioni e molto altro trovano spazio all’interno di HyperMedia, la mostra permanente del Media Art Museum curata da Del Gobbo, contenente l’archivio storico di Shockart.net con più di 25 anni di creatività, insieme alle produzioni di artisti provenienti dalla rete AVnode.

HyperMedia conta 35 collettivi artistici (per un totale di 48 artisti) di fama internazionale e provenienti da dieci stati diversi (tra questi Australia, Stati Uniti, Ungheria, Italia, Turchia, Cile, Francia) che portano al MAM le loro creazioni fatte di pixel, immagini mutevoli e codici html.

A incuriosire sono le opere immersive che modificano completamente la relazione tra spettatore e opera d’arte, abbattendo ogni barriera. Questo concetto è ben visibile in Continuum, l’opera dell’ungherese Kati Katona – già presente a Fotonica 2024 – in cui esplora la struttura dello spazio e del tempo su scala cosmica. Insieme a lei anche il progetto Pixel Orchestra vs FLxER dello studio italiano Ultravioletto: un’installazione interattiva in cui due software (Pixel Orchestra e FLxER) dialogano creando immagini che lo spettatore può comporre e manipolare.

Il programma dei Live Immersivi si arricchisce anche con le opere degli italiani Alice Felloni, FLxER, Dario Buratti, martae, Carlo Alfano, Angela D’onghia e Simona Vacca, insieme a Stanislav Glazov (Ungheria), SARV (Francia), Infratonal (Francia), Susan Kosti (Australia), Lake Heckaman (Stati Uniti), Sergey Prokofyev (Germania), Konx-on-pax (Regno Unito), Jana Tox e Bruno Tripodi (Cile), Pandelis Diamantides (Olanda), Anna Bacheva (Francia), Benjamin Sandro Jantzen (Germania), Bad Pedestrian (Stati Uniti), DECOL Media Arts Studio (Turchia).

In HyperMedia è possibile ammirare anche opere generate con l’Intelligenza Artificiale. Ad esporre in questa sezione, sono l’italiana Francesca Fini con Blood & Ink, una serie di animazioni che nascono da un archivio personale; l’ungherese David Szauder – protagonista a Fotonica 2024 – con I Believe with All My Soul in cui intelligenza artificiale, memoria e cultura visiva creano un tempo sospeso, in cui l’assenza è parte fondamentale dell’opera; e V3RBO che partendo dall’arte dei graffiti esplora anche quella digitale, con Metamorphosis Insectorum: un’opera in cui le lettere dell’alfabeto si scompongono e ricompongono diventando delle armature, mettendo così in discussione il confine tra struttura artificiale e organismo vivente.

Insieme alle precedenti forme d’arte, HyperMedia dedica uno spazio anche alla NetArt in cui la rete diventa medium e spazio dell’opera, creando una correlazione tra codice, immagini, link e interazione. Per questa sezione ci saranno le creazioni degli americani GMUNK, Perfectl00p, Chris Maestas (0009), Ghassan Naji (g0naji) e Joshua Davis, Jaromil (Olanda), Ross Mawdsley (Regno Unito) e Deliriouniversale.com(a) (Italia).

La programmazione del museo comincia nella giornata di sabato 10 ottobre con Visual Sound Academy dedicato alla creatività delle nuove generazioni di artisti digitali: fino al 21 ottobre, accoglierà residenze artistiche e workshop intensivi con artisti professionisti internazionali. Nei suoi spazi inoltre, gli studenti esporranno le opere create in questa occasione.

Il MAM è anche sede di alcuni dei festival residenti più longevi del panorama artistico-digitale internazionale come la XXVI edizione di LPM – Live Performers Meeting (il più grande evento mondiale di Audio Visual Performing Arts) in programma dal 22 al 25 ottobre.

Successivamente, gli spazi del museo ospiteranno Live Cinema Festival dal 5 al 7 novembre, dedicata al live cinema e alle performance audiovisive e la X edizione di Fotonica Festival, il festival internazionale di Audio Visual Digital Art e Luce, in programma dal 20 al 28 novembre.

Dai videomapping futuristici alle residenze artistiche, passando per performance artistiche, musica elettronica e workshop per tutte le età, Fotonica celebra l’arte digitale e la sperimentazione audiovisiva presentando le migliori esperienze mondiali e contribuendo alla creazione di un network globale che raduna le più importanti realtà del settore. Il programma completo verrà svelato nelle prossime settimane e si suddividerà nella sede del MAM e dell’Accademia di Ungheria, che ospiteranno residenze artistiche, workshop e incontri con gli artisti.

Infine il Media Art Museum è anche luogo di workshop e di didattica rivolta non solo a giovani artisti ma anche a scuole, bambini e famiglie, un luogo vivo con una programmazione che interseca mostre, festival internazionali e attività didattiche per tutte le età: dal 2027 infatti saranno attivati dei corsi per bambini e ragazzi con l’obiettivo di avvicinarli al mondo della digital art, attraverso laboratori, installazioni interattive e percorsi educativi.

Tutte le opere esposte nel museo sono raccolte all’interno di un catalogo edito da Art’Officina.

Il MAM – Media Art Museum è aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle ore 19, l’area didattica è aperta su prenotazione. Per tutte le informazioni e per acquistare i biglietti, visitare il sito https://mediaartmuseum.org/

20 centesimi in più per il pane di domani

Milano, 9 ott. (askanews) – Carburante sempre più caro, costi di produzione in aumento e margini sempre più ridotti. Per gli agricoltori, fare impresa diventa una sfida quotidiana, tra difficoltà economiche e incertezze sul futuro. Nonostante ciò, a Milano, a Palazzo dei Giureconsulti, il pane continua ad essere impastato, ma dietro questo gesto antico c’è una domanda urgente: se il grano continua a essere pagato così poco a chi lo produce, tra vent’anni chi lo coltiverà?

A fine agosto, alla Borsa di Bologna, il grano tenero biologico valeva 33 centesimi al chilo, mentre il convenzionale appena 22. Da qui nasce la campagna di NaturaSì “20 centesimi per il pane di domani”, che chiede ai consumatori un contributo di soli 20 centesimi in più per ogni chilo di pane.

Abbiamo chiesto a Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, perché chiedere ai clienti di pagare di più il pane: “Il pane viene dal grano e noi abbiamo bisogno di valorizzare il grano. Oggi il grano purtroppo è pagato troppo poco e gli agricoltori non ce la fanno a continuare a produrre con questo prezzo che, pur essendo un prezzo internazionale, è insostenibile. Dobbiamo assolutamente investire più denaro in agricoltura e pagare il grano a un prezzo più giusto, che possa permettere agli agricoltori di andare avanti e di continuare a lavorare in futuro”.

Il contributo, che sarà attivo per un anno nei negozi NaturaSì, sarà destinato alle aziende agricole della filiera. Per chi consuma un etto di pane al giorno si tratta di soli 2 centesimi in più al giorno, mentre il prezzo di pasta, farine e biscotti rimarrà invariato.

Alla presentazione hanno partecipato anche giovani agricoltori, tra cui Marta Galimberti di Cascina Bagaggera, che ha raccontato le difficoltà del settore lanciando un messaggio forte sulla necessità di cambiare le cose: “Io sono un po’ stufa, sinceramente, da giovane agricoltrice della retorica che si fa veramente da troppi anni, dell’agricoltore missionario che deve spaccarsi la schiena e lavorare 365 giorni all’anno. Per fortuna che c’è lui e per fortuna che ci fa il cibo. Quello che dobbiamo pensare è una responsabilità un po’ condivisa e una corresponsabilità e cercare di dare dignità al lavoro agricolo e a questo giovane agricoltore che in alternativa dura per qualche anno e poi molla”.

Alla presentazione è intervenuto con un videomessaggio anche il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, che sottolinea il peso e l’importanza delle singole scelte quotidiane di tutti noi: “Oggi mangiare può essere un atto rivoluzionario che cambia il nostro sistema produttivo, che valorizza la qualità, che valorizza il rispetto dei lavoratori, il rispetto dell’ambiente. I cittadini possono davvero dare una mano quando sanno scegliere”.

La mattinata si è conclusa con un rito di panificazione collettiva guidato dal maestro panificatore Davide Longoni, con la partecipazione straordinaria anche di Giovanni Storti, del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, che ci ha tenuto a esserci.

Calcio, Inter, Chivu: "Attenzione ai minutaggi dei nazionali"

Roma, 9 ott. (askanews) – Dopo tre settimane di pausa, l’Inter è pronta a ripartire in campionato dalla sfida con il Parma. Cristian Chivu ha presentato la partita in conferenza stampa, soffermandosi sulle condizioni dei nazionali e sulle scelte di formazione. “Non possiamo non guardare i minutaggi fatti in nazionale e metterli a rischio fisicamente, ma abbiamo giocatori abituati a giocare ogni tre giorni: bisogna capire momento, avversario ed equilibrio di squadra”, ha spiegato il tecnico nerazzurro.

Chivu ha respinto anche le etichette legate alla corsa scudetto. “Ma perché si parla sempre di anti-Inter? Perché non parliamo di anti-Roma? O anti-Como? Noi sappiamo chi siamo, non serve che gli altri ci ricordino che abbiamo la medaglia al collo. Noi sappiamo solo lottare, ma è troppo presto per parlare di certe cose. Siamo solo a ottobre”.

Tra i temi della vigilia anche la situazione di Provedel, sul quale l’allenatore non ha sciolto le riserve: “Lo vedrete domani”. Spence, invece, sarà convocato dopo una settimana di allenamenti con il gruppo, pur essendo reduce da due mesi di assenza dai campi. “È a disposizione e, soprattutto, ci fa piacere vedere il suo sorriso”, ha aggiunto Chivu.

Il tecnico ha poi chiarito la gestione di Calhanoglu, finito al centro delle critiche in Turchia per non essere andato a trovare i compagni di nazionale a Bologna. “Ho deciso io: ho messo l’allenamento il pomeriggio, era il suo primo in gruppo e ci tenevo che ci fosse, per questo non gli ho dato il giorno libero”.

Fiducia anche per Aleksandar Stankovic, possibile alternativa proprio al centrocampista turco. “Sappiamo quanto è importante in quel ruolo Hakan, ma siamo curiosi anche di vedere Ale, che poteva giocare di più. L’ho tenuto in braccio da bambino, l’ho allenato da adolescente ed è consapevole che è in una squadra evoluta e con tanta ambizione. Lavora seriamente per far capire che a questo livello ci sa stare”.

Nessun caso, inoltre, per Sucic, arrivato in ritardo rispetto alla preparazione per gli impegni al Mondiale e assente per una settimana in occasione della nascita del figlio. “Siamo contenti di lui e della sua umiltà”, ha assicurato Chivu, che ha promosso anche la duttilità di Diouf, impiegato da terzino in una recente partita della Francia. “Mi fa piacere quando un giocatore capisce che non deve legarsi a un ruolo fisso e quanto la duttilità sia importante”.

Formula1, Singapore, Verstappen in pole per la Sprint

Roma, 9 ott. (askanews) – Max Verstappen conquista la pole position nelle qualifiche della Sprint del Gran Premio di Singapore di Formula 1, ma la sua prima posizione è in bilico. L’olandese della Red Bull è finito sotto investigazione per aver superato Lewis Hamilton in regime di bandiera gialla durante la SQ1. I commissari dovranno valutare l’episodio, che potrebbe comportare una penalizzazione in griglia.

Alle spalle di Verstappen si è piazzata la Mercedes di George Russell, staccata di un decimo, mentre Charles Leclerc ha portato la Ferrari in terza posizione, a due decimi e mezzo dalla vetta. Quarto e quinto tempo per le McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, con Hamilton sesto. Soltanto settimo Kimi Antonelli, leader del Mondiale, a quasi sette decimi dal miglior crono.

Il risultato del pilota italiano risente delle difficoltà legate alla nuova configurazione tecnica della Mercedes, già sperimentata in Malesia e confermata a Singapore. Russell ha invece utilizzato la versione precedente della vettura, con risultati migliori nella sessione di qualifica.

La giornata è stata condizionata anche da problemi tecnici ai sistemi GPS e di rilevamento dei tempi, che hanno rallentato l’ufficializzazione della classifica dopo la SQ1 e ritardato l’inizio della seconda fase. La sessione era stata interrotta anche per un incidente di Sergio Perez: il messicano della Cadillac è finito contro le barriere in curva 4, danneggiando l’ala della vettura e provocando l’esposizione della bandiera rossa.

Eliminate nella SQ1 le Williams di Carlos Sainz e Alex Albon, le Cadillac di Perez e Valtteri Bottas, l’Aston Martin di Lance Stroll e la Racing Bulls di Arvid Lindblad. Nella SQ2 sono invece usciti Fernando Alonso, Franco Colapinto, Nico Hulkenberg, Gabriel Bortoleto, Oliver Bearman ed Esteban Ocon.

La Sprint è in programma domani alle 11 italiane, mentre alle 15 si disputeranno le qualifiche per il Gran Premio di domenica. Verstappen dovrà attendere la decisione dei commissari prima di conoscere la propria posizione definitiva in griglia.

Contratti, Fumarola (Cisl): lavoriamo per chiudere al più presto

Modena, 9 ott. (askanews) – “Stiamo lavorando molto, perché sono temi importanti e non vogliamo dare risposte alla sola fase contingente, ma tracciare una visione e una strategia di politica e di relazioni sindacali solide”. Lo ha detto la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, a margine del convegno organizzato dalla Cisl a Modena, sulla trattativa per la contrattazione. “Abbiamo affrontato il tema della rappresentanza e della contrattazione, e stiamo lavorando su salute e sicurezza, formazione e partecipazione”, ha spiegato. “Auspichiamo di poter chiudere nel più breve tempo possibile, ma ci sono 14 associazioni che devono ragionare fra di loro; Cgil, Cisl e Uil hanno presentato la propria piattaforma”.

La segretaria ha rivendicato il valore del metodo concertativo: “Vorrei recuperare il metodo: credo che questo metodo concertativo debba poter andare avanti anche dopo la sigla dell’accordo, perché il Paese ha bisogno di tenere insieme le forze e che ognuno si assuma il proprio pezzo di responsabilità”.

L. Elettorale, Fumarola (Cisl): preoccupa premio maggioranza al 42%

Modena, 9 ott. (askanews) – “Il Parlamento è sovrano. Certo, magari si poteva raggiungere con una modalità diversa, ma non è la prima volta che viene posta la fiducia su una legge elettorale: anche le ultime sono state votate in questa modalità”. Lo ha detto la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, a margine del convegno organizzato dalla Cisl a Modena, commentando la nuova legge elettorale. “Quello che ci preoccupa è la quota del 42% del premio di maggioranza”, ha aggiunto, “perché laddove non si dovesse raggiungere c’è bisogno di uno scatto in avanti di tutte le forze politiche riformiste, liberali e democratiche, che dovranno unirsi per arginare gli estremismi e dare un governo solido al Paese”.

Orsini: “Basta campagna elettorale, parliamo di cose serie”

Modena, 9 ott. (askanews) – “Si parla troppo di campagna elettorale e di elezioni. Oggi ci sono problemi molto importanti e dobbiamo cercare di risolvere ciò che sta accadendo”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine del convegno “Costruire il futuro: dialogo tra impresa e lavoro”, organizzato dalla Cisl a Modena, interpellato sulle tensioni dei mercati e sulla data del voto. “Cominciamo a parlare di cose che hanno un senso: di come proteggere le imprese italiane ed europee e di come fare in modo che i nostri imprenditori rimangano sui nostri territori”, ha aggiunto.

Al centro delle preoccupazioni, “quello che posso definire un attacco dei prodotti cinesi verso l’Europa”: “Abbiamo un saldo negativo europeo di 376 miliardi, e l’Italia ha un saldo negativo di 46 miliardi, che cresce di 14 miliardi all’anno”, ha sottolineato il presidente di Confindustria.

Contratti, Orsini (Confindustria): auspico accordo entro fine mese

Modena, 9 ott. (askanews) – “Questa è una cosa molto seria: l’accordo deve essere fatto”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine del convegno “Costruire il futuro: dialogo tra impresa e lavoro”, organizzato dalla Cisl a Modena, a proposito dell’intesa con i sindacati sulla contrattazione. “Mi auguro che si arrivi alla fine del mese o ai primi giorni di novembre a poterlo chiudere: questa è la volontà”, ha aggiunto.

“E’ una cosa complessa, non conta un giorno in più o un giorno in meno: l’importante è farla bene, nell’interesse dei lavoratori e nell’interesse delle imprese”. Ha spiegato il vicepresidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni industriali Maurizio Marchesini, che sta seguendo in prima persona le relazioni con i sindacati. “Ci stiamo lavorando, siamo fiduciosi, però sono temi complessi che riguardano la vita di tutti noi: stiamo lavorando con molta intensità. Io sono ottimista”, ha concluso Marchesini.

Mattarella: evitare che le tecnologie digitali manipolino il libero confronto

Roma, 9 ott. (askanews) – “La stagione delle tecnologie digitali in atto, che suscita tanta doverosa attenzione per evitare che possano essere funzione di riduzione e manipolazione di spazi del libero confronto, può essere occasione per dare nuovo impulso alla ricerca e al sapere collettivo, incrementando opportunità e protagonisti della ricerca, mettendo in rete e agevolando l’accesso a fondi archivistici e raccolte bibliografiche e audiovisive, rafforzando sempre più il legame con le università e i centri di cultura, favorendo, quindi, la cooperazione europea e internazionale”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente AICI – Associazione delle istituzioni di cultura italiane – Flavia Piccoli Nardelli, in occasione della X Conferenza Nazionale dal titolo “Italia e cultura. Trent’anni di storia degli istituti: punti di arrivo e nuove sfide”.

Borsa, accordo all’Ecofin sulla riforma dei mercati dei capitali

Roma, 9 ott. (askanews) – Favorire l’impiego del risparmio privato negli investimenti nelle imprese europee, riducendo gli ostacoli tra i mercati finanziari dei diversi Paesi. È l’obiettivo del pacchetto sul quale l’Ecofin, il Consiglio dei ministri di Finanze e Economia della Ue, ha raggiunto un accordo politico, come riporta un comunicato del Consiglio Ue.

Le misure fanno parte dell’Unione del risparmio e degli investimenti. Secondo le stime riportate dal Consiglio, circa 10mila miliardi di euro di risparmi delle famiglie europee sono oggi detenuti in depositi bancari a basso rendimento, anziché essere investiti nei mercati dei capitali. Il pacchetto punta a facilitare il finanziamento delle imprese e a rafforzare la competitività dell’Ue.

“L’Europa ha i risparmi. Ora è il momento di metterli al lavoro. L’accordo di oggi rappresenta un importante passo avanti verso un’Unione del risparmio e degli investimenti più profonda, con un significativo valore aggiunto per la competitività dell’Ue nel lungo periodo”, ha dichiarato Simon Harris, vicepremier e ministro delle Finanze irlandese.

La posizione concordata prevede di trasferire dalle autorità nazionali all’Esma, l’autorità europea dei mercati finanziari, la vigilanza sulle principali sedi di negoziazione transfrontaliere e sui più rilevanti operatori che gestiscono le attività successive agli scambi, tra cui depositari centrali di titoli e controparti centrali. L’obiettivo è rendere la supervisione più uniforme e ridurre la frammentazione tra i mercati nazionali.

Per i fornitori di servizi su cripto-attività, il passaggio immediato alla vigilanza dell’Esma riguarderebbe soltanto quelli transfrontalieri più significativi, anziché tutti gli operatori come proposto dalla Commissione.

Sono inoltre previste semplificazioni per i gestori di fondi che operano in più Stati membri, per ridurre la complessità delle regole e i costi. Un nuovo “passaporto del depositario” consentirebbe ai fondi di nominare un depositario in un Paese dell’Ue diverso da quello in cui sono stabiliti. Secondo la posizione del Consiglio, il regime resterebbe facoltativo per gli Stati membri.

Il pacchetto amplia anche le possibilità di sperimentare nuove tecnologie per la negoziazione e il regolamento degli strumenti finanziari, attraverso il regime pilota per la tecnologia a registro distribuito.

La posizione negoziale, si legge, sarà ora completata sulla base dell’accordo politico, prima dell’adozione formale da parte del Consiglio. I negoziati con il Parlamento europeo potranno iniziare quando anche questo avrà adottato la propria posizione.

Domani riprende la serie A con la sesta giornata

Roma, 9 ott. (askanews) – Ripartirà da domani il campionato di serie A dopo due settimane di sosta. Si comincia sabato con gli anticipi della sesta giornata: Genoa-Fiorentina, Inter-Parma, Napoli-Frosinone. Poi Como-Roma anticipo di lusso delle ore 12 la domenica. Questo il programma completo:

Sesta giornata Sabato 10 ottobre: ore 15.00 Genoa-Fiorentina, ore 18.00 Inter-Parma, ore 20.45 Napoli-Frosinone; Domenica 11 ottobre: ore 12.30 Como-Roma, ore 15.00 Lazio-Monza, Lecce-Bologna, ore 18.00 Sassuolo-Milan, ore 20.45 Cagliari-Juventus; Lunedì 12 ottobre: ore 18.30 Atalanta-Venezia, ore 20.45 Torino-Udinese.

Classifica: Roma, Inter, Lazio 13, Cagliari 12, Milan 11, Frosinone, Juventus, Como 10, Napoli, Sassuolo 7, Atalanta, Lecce 6, Udinese, Torino, Parma, Monza, Fiorentina 4, Bologna 2, Genoa 1, Venezia 0

Settima giornata Venerdì 16 ottobre: ore 20.45 Frosinone-Sassuolo; Sabato 17 ottobre: ore 15.00 Venezia-Napoli, ore 18.00 Bologna-Inter, ore 20.45 Roma-Genoa; Domenica 18 ottobre: ore 12.30 Udinese-Lecce, ore 15.00 Fiorentina-Como, ore 18.00 Milan-Atalanta, ore 20.45 Juventus-Lazio; Lunedì 19 ottobre: ore 18.30 Monza-Cagliari, ore 20.45 Parma-Torino.

Dalla difesa degli anti-apartheid al diritto internazionale, il Nobel a Pillay

Roma, 9 ott. (askanews) – Navi Pillay ha ottenuto oggi il Premio Nobel per la Pace “per i suoi sforzi per promuovere la pace e la legalità internazionale”, diventando la quinta personalità sudafricana a ricevere il prestigioso riconoscimento. La giurista nata 85 anni fa a Durban in una famiglia di origine indiana tamil, trascorse la prima parte della sua carriera difendendo proprio gli attivisti contro l’apartheid, insigniti negli scorsi decenni del Nobel.

Albert Luthuli, uno dei primi leader dell’African National Congress (Anc), ricevette il premio nel 1960, per la sua “lotta non violenta contro l’apartheid; quindi nel 1984 venne premiato l’arcivescovo Desmond Tutu, primo vescovo nero del Sudafrica, “per il suo ruolo di leader unificante nella campagna non violenta contro l’apartheid”; infine nel 1993 il Comitato del Nobel assegnò il premio a Nelson Mandela e FW De Klerk “per il loro impegno per la risoluzione pacifica del regime di apartheid e per aver gettato le basi per un nuovo Sudafrica democratico”.

“Da studentessa di legge nel 1963, ero affascinata dai processi di Norimberga, che studiavo approfonditamente in biblioteca; mi offrivano un quadro di riferimento per comprendere i crimini dell’era dell’apartheid e il modo in cui il diritto potesse contrastare la violenza e le disuguaglianze promosse dallo Stato”, scrisse Pillay in un articolo pubblicato cinque anni fa dalla Cnn.

Nel 1967 fu la prima donna ad avviare uno studio legale nella Provincia del Natal e nel 1995 la prima donna non bianca a far parte della Corte suprema del Paese. “Divenni avvocato nel 1967, in un periodo in cui nessuno studio legale voleva assumermi perché ero una ‘persona di colore’. Difesi attivisti anti-apartheid, denunciai le torture subite dai detenuti politici e ottenni in sede giudiziaria che mio marito, anche lui detenuto, non venisse torturato. Feci in modo che i prigionieri politici, tra cui Nelson Mandela, potessero avere accesso all’assistenza legale. Il primo ufficio da giudice in cui entrai fu il mio, nel 1995, quando divenni la prima donna non bianca a far parte della Corte Suprema”, raccontò ancora.

Nel 1999 divenne giudice e Presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda dove, secondo il Comitato del Nobel, si distinse per “il ruolo svolto nel determinare che la violenza sessuale e lo stupro, così come la diffusione della propaganda, potevano portare all’incriminazione per crimini contro l’umanità e genocidio”.

Pillay è stata anche una delle prime giudici nominate alla Corte penale internazionale (Cpi), creata nel 2002 per perseguire gli individui accusati di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. “Sebbene la creazione stessa della Cpi abbia rappresentato un risultato straordinario e l’istituzione abbia conseguito successi notevoli, il nostro lavoro è appena iniziato – scrisse cinque anni fa – guardandomi intorno nel mondo, vedo il divario tra le nostre aspirazioni e la realtà vissuta dalle vittime nel mondo”.

Dal 2008 al 2014 ha ricoperto la carica di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani; ha inoltre presieduto la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, dal 2021 al 2025 e, nel 2019, è diventata giudice ad hoc presso la Corte internazionale di giustizia nel procedimento che vede il Myanmar accusato di genocidio.

“Il percorso verso l’attuazione dei principi di Norimberga simboleggia l’aspirazione dell’umanità e il suo progresso verso la giustizia. Abbiamo l’obbligo morale di proseguire il nostro impegno collettivo per un futuro più giusto e pacifico per le prossime generazioni. Dobbiamo abbandonare la cultura dell’impunità per i crimini più gravi e le violazioni flagranti dei diritti umani, per abbracciare una cultura fondata sulla responsabilità. Questa è l’essenza di Norimberga ed è un elemento centrale dell’eredità che anch’io spero di lasciare”, concluse Pillay il suo intervento sulla Cnn del 2021.

Nazionale Crazy for Football al Milano 4 Mental Health il 9 e 10 ottobre

Roma, 9 ott. (askanews) – La Nazionale Italiana di calcio a 5 (Futsal) per la Salute Mentale Crazy for Football sarà tra i protagonisti di Milano 4 Mental Health 2026, la rassegna promossa dal Comune di Milano per rimettere il benessere psichico al centro del dibattito pubblico, contrastare lo stigma e promuovere una cultura della cura e dell’inclusione attraverso il coinvolgimento diretto di cittadini, istituzioni e Terzo Settore. In concomitanza con la 34esima Giornata Mondiale della Salute Mentale, il 9 e il 10 ottobre, Crazy for Football propone un programma di iniziative centrate sul linguaggio universale del pallone e sul connubio tra Calcio, Cultura e Comunità, realizzato in collaborazione con Bocconi Sport e Il Cinemino, e con il patrocinio della Fondazione Cariplo.

Oggi, dalle ore 14 alle 16, una Sessione Speciale di Selezione Azzurra. I Servizi di Salute Mentale, le comunità terapeutiche e le associazioni del territorio milanese collaboreranno con la Nazionale per un provino speciale volto a individuare nuovi talenti da inserire nel giro azzurro in vista del prossimo mondiale. Dalle ore 16 alle 18, Torneo Quadrangolare “CRAZY CHALLENGE” con un evento clou: un torneo a quattro squadre che vedrà scendere in campo la Nazionale Crazy for Football (campione del Mondo e d’Europa in carica), la Selezione Comune di Milano e leggende Inter-Milan, la Selezione Bocconi e la Selezione Play2Give. Un’occasione unica per unire istituzioni, glorie del calcio, giovani e comunità territoriali. L’evento è a partecipazione libera.

Domani, sabato 10 ottobre 2026, la Giornata Mondiale della Salute Mentale – Il Cinemino. Alle ore 18, tavola Rotonda e proiezione del film documentario. Un incontro dedicato al valore dello sport come strumento di riscatto e inclusione con esponenti del mondo dello sport, dei media e della comunicazione. A seguire, la proiezione del documentario “The Madmen Coach”, che racconta la storia di Malick Bitèye e della squadra nazionale senegalese fondata a Dakar per sfidare la Nazionale Crazy for Football in Italia. Il film – già insignito della Menzione Speciale ai Nastri d’Argento 2026 e del premio come Miglior Film al GO MENTAL! di Berlino – è stato selezionato in oltre 40 festival internazionali. Evento aperto con prenotazione al link https://forms.gle/jGCGDv4JrKTHsjor6.

“Quello della Nazionale Crazy for football – commenta Lamberto Bertolè Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano – è uno straordinario esempio di come lo sport possa contribuire all’inclusione e al superamento dello stigma attraverso iniziative che allargano la partecipazione e coinvolgono la comunità. Ospitare le selezioni per i nuovi talenti è per la città motivo di orgoglio, ma anche dimostrazione di un’attenzione che non rimane sulla carta, ma si fa ogni giorno concreta, anche grazie alla partnership tra la Rete Italiana Città Sane OMS, di cui Milano ha la presidenza, e il progetto che la squadra porta avanti quotidianamente”.

Il Raduno della Nazionale e la Location Simbolo. Milano ospiterà parallelamente il 3° raduno annuale della Nazionale in vista dei prossimi Campionati del Mondo di Salute Mentale, previsti all’inizio del 2027. La rosa vedrà alternarsi i veterani già campioni d’Europa nel 2024 e nuovi innesti selezionati dal campionato della Divisione Calcio Paralimpico FIGC e dai raduni regionali in Puglia, Lazio e Piemonte.

La squadra alloggerà presso l’OstellOlinda, ex convitto infermieri dell’Ospedale Psichiatrico “Paolo Pini”: un luogo altamente simbolico, riconvertito in spazio di accoglienza e promozione sociale grazie al Progetto Olinda avviato dallo psichiatra Thomas Emmenegger nell’ambito del percorso di superamento del manicomio.

“La salute mentale – spiega il dottor Santo Rullo, fondatore del progetto Crazy for Football e Presidente dell’International Football Committee for Mental Health IFCMH – è una delle sfide sociali, sanitarie e organizzative più grandi del nostro tempo. Richiede un impegno corale da parte di istituzioni, comunità, imprese e Terzo Settore per creare contesti capaci di includere e generare nuove opportunità. Il nostro strumento è lo sport: quando gli atleti indossano la maglia azzurra e lo scudetto FIGC, smettono di sentirsi ed essere percepiti come “malati” per diventare rappresentanti di un’Italia che lotta e gioca ad alti livelli. È il modo più efficace per abbattere i pregiudizi che ancora oggi circondano il disturbo mentale”.

Calcio, Napoli, Allegri:"McTominay convocato, può giocare 20-30′"

Roma, 9 ott. (askanews) – Scott McTominay torna a disposizione del Napoli. Alla vigilia della sfida contro il Frosinone, Massimiliano Allegri annuncia il recupero del centrocampista scozzese, fermo nelle ultime settimane per infortunio. “McTominay verrà convocato, avremo a disposizione un giocatore per 20-30 minuti”, ha spiegato l’allenatore azzurro, che guarda con fiducia alla ripresa del campionato.

Il Napoli è chiamato a conquistare i tre punti per rilanciarsi in classifica e affrontare nel modo migliore il successivo impegno europeo contro il Villarreal. “Inizia un mese importante. Domani dobbiamo portare a casa la vittoria per preparare bene la partita anche col Villarreal”, ha sottolineato Allegri, chiedendo alla squadra “consapevolezza e responsabilità”, ma anche “umiltà e rispetto del Frosinone”.

Restano alcune situazioni da monitorare sul fronte degli infortuni. Mathías Olivera dovrebbe recuperare entro una settimana, mentre André-Frank Zambo Anguissa è ancora in fase di recupero. In difesa rientra Marianucci, con Beukema in buone condizioni. “Su quello non sono per nulla preoccupato”, ha assicurato il tecnico, che ha promosso anche i progressi di Badiashile.

Allegri ha poi difeso Rasmus Hojlund, reduce da buone prestazioni con la nazionale, e Kevin De Bruyne. “Hojlund ha giocato cinque partite, non tutte per 90 minuti, facendo due gol. Se facesse due gol ogni quattro-cinque partite arriverebbe a 16-18 gol”, ha osservato. Su De Bruyne ha aggiunto: “Ha fatto buone partite, in nazionale ha fatto anche gol. Sull’aspetto fisico stanno crescendo e mi fa piacere quando fanno bene”.

Infine, un messaggio alla squadra in vista del ciclo di impegni: “Dobbiamo restare focalizzati sull’obiettivo, è importante riuscire a fare un filotto di vittorie perché queste ti fanno vedere le cose in un altro modo”. Prima il Frosinone, dunque, poi l’attenzione si sposterà sul Villarreal.

Formula1, Singapore: Russell davanti a tutti, Leclerc è secondo

Roma, 9 ott. (askanews) – George Russell è il più veloce nelle prove libere del Gran Premio di Singapore di Formula 1. Il pilota della Mercedes chiude in 1’32″274 e precede la Ferrari di Charles Leclerc, secondo in 1’32″472, e la McLaren di Lando Norris, terzo in 1’32″547.

Quarta posizione per Lewis Hamilton con l’altra Ferrari in 1’32″773, davanti alla McLaren di Oscar Piastri, quinto in 1’32″838. Sesto tempo per il campione del mondo Max Verstappen con la Red Bull in 1’33″006, mentre Kimi Antonelli, dopo aver guidato la classifica nella prima parte della sessione, chiude settimo in 1’33″525.

Ottavo Isack Hadjar con la seconda Red Bull, davanti all’Alpine di Pierre Gasly e alla Racing Bulls di Liam Lawson, che completano la top ten. La sessione è stata caratterizzata da alcuni episodi senza conseguenze: Antonelli è finito nella via di fuga alla curva 16 a causa del surriscaldamento dei freni, mentre Nico Hülkenberg ha dovuto fermarsi all’uscita della pit lane per un problema al cambio.

Il fine settimana di Singapore prosegue con le qualifiche Sprint, in programma alle 14.30, mentre sabato si disputerà la Sprint sulla distanza di 20 giri.

MotoGp Fernandez il più veloce in Indonesia, Aprilia domina

Roma, 9 ott. (askanews) – Raul Fernandez è il più veloce nelle prequalifiche del Gran Premio d’Indonesia di MotoGP. Lo spagnolo dell’Aprilia Trackhouse firma il record della pista di Mandalika in 1’28″725 e precede le Aprilia ufficiali di Marco Bezzecchi, secondo in 1’28″944, e Jorge Martin, terzo in 1’29″206. Quarto tempo per Pedro Acosta con la KTM in 1’29″394, davanti alla Ducati di Marc Marquez, quinto in 1’29″426.

Aprilia piazza così tre moto nelle prime tre posizioni, confermando la competitività sul circuito indonesiano. Alle spalle dei primi cinque c’è Fabio Di Giannantonio, sesto con la Ducati del team VR46, seguito dalla Yamaha di Fabio Quartararo. Ottavo Alex Marquez, mentre Franco Morbidelli è nono e Francesco Bagnaia decimo, entrambi su Ducati.

I primi dieci accedono direttamente alla Q2 delle qualifiche. Nelle prove libere del mattino era stato Bezzecchi a ottenere il miglior tempo in 1’30″132, davanti a Marc Marquez e al leader del Mondiale Jorge Martin, terzo a 266 millesimi. Quarto Acosta.

Banche, Dombrovskis: pacchetto competitività nel I trimestre

Roma, 9 ott. (askanews) – “Presenteremo il pacchetto sulla competitività delle banche nel primo trimestre del prossimo anno. Coprirà gli aspetti legati al completamento dell’Unione bancaria, all’integrazione bancaria e alla semplificazione”. Lo ha riferito il commissario europeo all’economia, Valdis Dombrovskis, precisando nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin che l’esatta struttura di questo pacchetto è ancora da definire.

In generale in Europa sulle banche “bisogna rimuovere le complicazioni e le duplicazioni normative non necessarie”, ha detto, puntando anche a “dare priorità all’innovazione”.

Acqua, de França Doria (WWAP): ispirati da paesaggi italiani

Roma, 9 ott. (askanews) – “In un momento dove il mondo si confronta con diverse sfide collegate all’acqua siamo grati al Governo italiano e alla Fondazione Univerde per questa opportunità di poter presentare nuove soluzioni ma anche di essere ispirati da queste belle immagini di paesaggi di territori italiano per proteggere l’acqua e averne cura come risorsa per tutti noi”.

Lo ha affermato Miguel de França Doria (Direttore UNESCO WWAP) in occasione del orso espositivo multimediale promosso da UNESCO WWAP, Fondazione UniVerde e One Water Committee Italy nell’ambito del Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026 a Roma.

La sfida di finanziare l’energia del futuro, il punto alla Giornata del credito

Roma, 9 ott. (askanews) – Energia, sostenibilità e il contributo che la finanza può dare al percorso verso fonti più pulite sono stati i temi al centro della 58esima Giornata del credito, alla Camera di Commercio di Roma. La sfida è trovare le risorse per la transizione: un impegno che coinvolge il settore pubblico e la finanza privata, come spiega Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia.

“I numeri sono decisamente imponenti perché le stime della Commissione Europea parlano appunto di investimenti per 660 miliardi l’anno dal ’26 al ’30 sul tema proprio della transizione energetica. È evidente che investimenti di queste dimensioni non possono essere gestiti solamente attraverso il sistema pubblico, quindi è necessario un intervento del sistema finanziario anche privato, ma direi che soprattutto è importante creare un ecosistema in cui tutti gli stakeholder, tutti i protagonisti poi svolgano un ruolo complementare”.

Energia e finanza sono quindi i temi scelti per questa edizione della Giornata del credito. Il presidente dell’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, Ercole Pellicanò, spiega il legame tra i due settori.

“Diciamo che la Giornata del Credito come concetto di base tende, ormai da 58 anni, a diffondere la cultura economico-finanziaria, fare cultura. Oggi abbiamo naturalmente un tema principale per il Paese, che è il problema dell’energia. L’energia è enorme, non solo per il nostro Paese, ma per noi in particolare. E l’energia va sostenuta attraverso un supporto finanziario, le banche, il sistema finanziario, le assicurazioni e così via. Quindi riflettendo sull’argomento di quest’anno, ho messo insieme le due cose: energia e finanza, perché si completano e sono indispensabili insieme. Comunque l’energia è l’argomento principale di oggi ed il supporto delle banche e del sistema finanziario”.

Per sostenere questi investimenti serve anche un maggiore impegno europeo. È la richiesta di Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria per l’Energia.

“Uno studio che abbiamo realizzato come Confindustria negli anni scorsi indicava in 1100 miliardi di euro l’impegno, diciamo, economico come Sistema Paese per raggiungere gli obiettivi che l’Unione Europea ha condiviso con gli Stati membri. Sono una mole ingente che nessun Stato né singolarmente, né a livello di singoli investimenti privati può sopportare. Quindi occorre davvero un grande sforzo comune, un grande sforzo anche da parte dell’Unione Europea; in questo io credo che debba mettere a disposizione delle imprese e degli Stati membri, diciamo, una capacità di finanziamento ulteriore oltre quella dello singolo Stato”.

Banche, tassi nuovi mutui a massimi 2 anni e su credito al consumo record

Roma, 9 ott. (askanews) – Il 3,9891% raggiunto in Italia ad agosto dal Tasso Annuale Effettivo Globale (Taeg) sui nuovi mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, è il livello più elevato da due anni a questa parte: per trovare un valore superiore nelle statistiche della Banca d’Italia bisogna infatti risalire al 4,0962%, registrato su questa stessa voce nell’agosto del 2024.

Per quanto riguarda invece il tasso sui nuovi prestiti al consumo, che ha raggiunto il 10,7789%, apparentemente si tratta di un nuovo massimo storico: nelle tabelle, che risalgono fino al 2003, non risulta un valore superiore sebbene a più riprese il tasso abbia superato il 10%.

I rialzi dei tassi di mercato riflettono – e spesso anticipano – le mosse effettuate dalla Banca centrale europea sui livelli ufficiali per tutti i Paesi che adottano l’euro. Lo scorso settembre la Bce ha effettuato un nuovo aumento di 0,25 punti percentuali dei tassi, portando il principale riferimento al 2,50%.

Onu: l’esecuzione pubblica di Hasan negli Usa è tortura

Roma, 9 ott. (askanews) – La diretta televisiva annunciata negli Stati Uniti dell’esecuzione tramite fucilazione di Nidal Hasan, che nel 2009 uccise 13 persone in una base militare in Texas, costituirebbe una forma di “tortura”, ha denunciato oggi l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

“Come ha sottolineato l’Alto Commissario in risposta alle esecuzioni pubbliche in Afghanistan e in Iran, le esecuzioni pubbliche costituiscono una forma di trattamento o punizione crudele, inumana o degradante. La trasmissione in diretta di un’esecuzione equivale a un’esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura”, ha dichiarato l’Ufficio dell’Alto Commissario in un messaggio all’Agence France-Presse.

Nidal Hasan, che nel 2009 uccise 13 persone nella base militare di Fort Hood in Texas, “sarà fucilato dai soldati, come è giusto che sia, e faremo in modo che il pubblico possa assistere all’esecuzione”, ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth.

Jovanotti torna con "Le foglie di te" feat. Samurai Jay

Milano, 9 ott. (askanews) – A pochi giorni dalla presentazione alla Festa del Cinema di Roma di “Lorenzo”, Jovanotti torna alla musica con “Le foglie di te”, nella nuova versione feat. Samurai Jay, in uscita per Universal Music da venerdì 9 ottobre in radio e su tutte le piattaforme digitali.

“Le foglie di te” nasce dentro Il corpo umano VOL. 1 ed è una canzone d’amore piena di immagini, desiderio e movimento. Dentro ci sono la strada, la musica, il sole, la luna, la natura, le cose piccole e quelle enormi. Tutto finisce nello stesso flusso, con quella scrittura di Lorenzo che parte da un dettaglio e in poche righe apre un paesaggio.

C’è il tempo che passa, quello che cresce, quello che resta. Un seme che può diventare una foresta, un’immagine che si allarga fino a contenere una storia intera. Nella nuova versione Samurai Jay aggiunge un’altra direzione al brano: entra nella canzone con la sua voce, il suo flow e la sua sensibilità, senza spostarne il centro. Il suono si fa più fisico, più ritmato, più immediato e si accende un’ulteriore energia.

Nel video “Le foglie di te” Jovanotti porta Samurai Jay alla scoperta di New York. Per Samurai è la prima volta in città; Lorenzo, invece, la frequenta da sempre, ci ha vissuto pezzi importanti della sua storia musicale, ci ha lavorato e registrato dischi. Diventa così la sua guida, con una missione in più: trovargli una fidanzata. Tra strade, incontri e ragazze incrociate lungo il percorso, Lorenzo si improvvisa una specie di Cupido newyorkese e i due attraversano la città come una coppia complice e divertita. Un piccolo gioco sentimentale dentro il movimento continuo di New York, che porta anche nelle immagini lo spirito leggero e vitale della nuova versione del brano. Il videoclip sarà disponibile su YouTube dal 16 ottobre.

“Le foglie di te” arriva dopo “Buon Vento” con Alfa e dopo l’estate del Jova Summer Party, che ha attraversato Olbia, Montesilvano, Catanzaro, Palermo, Napoli e Bari, culminando il 12 e 13 settembre con due grandi notti al Circo Massimo di Roma.

È un autunno che tiene insieme musica e immagini. Appena passato il suo compleanno più tondo e dopo un’estate vissuta sul palco, Lorenzo torna con un nuovo brano e dal 26 novembre arriverà poi al cinema con “LORENZO – L’incredibile avventura di Jovanotti”, il film diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti.

Premio Nobel per la pace 2026 al giudice della Cpi Navanethem Navi Pillay

Roma, 9 ott. (askanews) – Il Comitato per il Nobel ha assegnato il premio per la pace del 2026 alla giudice della Corte Penale Internazionale Navanethem Navi Pillay, per i suoi sforzi per promuovere la pace e la legalità internazionale.

Pillay “ha ampliato in modo significativo la portata e l’impatto del diritto internazionale. Ha ricoperto il ruolo di giudice presso l’Alta Corte del Sudafrica, il Tribunale penale internazionale per il Ruanda e la Corte penale internazionale. È stata Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e, fino a poco tempo fa, ha presieduto la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati”, prosegue la motivazione: “Attraverso procedimenti giudiziari internazionali di importanza storica, ha dimostrato che le misure giuridiche possono contribuire a prevenire atti di guerra e violenza. Navi Pillay ha inoltre contribuito a rafforzare le istituzioni del diritto internazionale. La sua indipendenza, la sua competenza e la sua fermezza l’hanno resa una delle giuriste internazionali più stimate del nostro tempo”. “Nell’assegnare il Premio Nobel per la Pace di quest’anno, il Comitato Nobel norvegese intende ricordare al mondo che lo Stato di diritto – sia a livello nazionale che internazionale – costituisce il fondamento del sistema creato per garantire la pace e risolvere i conflitti in modo non violento. La pace richiede giustizia. La storia ha dimostrato che un mondo privo dello Stato di diritto è ingiusto, sconsiderato e disumano. I giudici – custodi di quel sottile confine tra ordine e caos – meritano dunque il nostro più vivo apprezzamento. Tuttavia, oggi, mentre questi stessi giudici subiscono sanzioni e le loro istituzioni vengono attaccate, abbiamo bisogno di persone dotate di coraggio, lungimiranza e determinazione: qualità che Navi Pillay dimostra costantemente nel suo operato. Navi Pillay ha chiamato Stati e leader nazionali a rispondere delle proprie azioni, infondendo speranza nelle vittime di violenze e conflitti. In tutti gli incarichi ricoperti, ha sottolineato la responsabilità di individui e Stati nel rispettare lo Stato di diritto, contribuendo inoltre a definire le norme e i principi giuridici in materia. La sua influenza è stata determinante quando il Tribunale penale internazionale per il Ruanda ha stabilito che lo stupro e la violenza sessuale possono costituire crimini contro l’umanità – oltre che genocidio. Nel medesimo procedimento, Navi Pillay ha svolto un ruolo chiave in un’altra importante svolta giuridica: per la prima volta, un imputato è stato accusato di istigazione al genocidio sulla base della sola diffusione di propaganda”, conclude la motivazione.

Mattarella: Parlamento luogo vivo in cui si misura qualità democrazia

Roma, 9 ott. (askanews) – “Il Parlamento è luogo vivo di prassi, procedure e responsabilità, nel quale si misura quotidianamente la qualità della democrazia”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente dell’Associazione, Giorgio Giovannetti, in occasione della Giornata di studio, organizzata dall’Associazione Alunni del Seminario di Studi Parlamentari “Silvano Tosi”.

“La giornata di studio ‘La clinica della Costituzione’. Il ruolo del Parlamento alla soglia della XX Legislatura nel ricordo di Silvano Tosi a 100 anni dalla nascita, rappresenta un’importante occasione di confronto sul ruolo del Parlamento e offre l’opportunità di riflettere sulle procedure che ne scandiscono l’attività, fulcro del dialogo democratico attraverso cui si attua il mandato rappresentativo affidato dai cittadini”, osserva il Presidente.

“Nel centenario della sua nascita, Silvano Tosi rimane un punto di riferimento fondamentale per leggere, con sguardo rigoroso e ancora attuale, l’evoluzione delle istituzioni rappresentative – ricorda il capo dello Stato -. Formatosi presso l’Istituto di Scienze politiche ‘Cesare Alfieri’ di Firenze, illustre studioso del diritto parlamentare, egli conferì piena dignità accademica alla disciplina, divenendone il primo titolare di cattedra. Docente e giornalista, osservatore attento e commentatore lucido delle vicende istituzionali del Paese, Tosi portò la sua competenza anche nelle istituzioni: fu infatti componente del Consiglio Superiore della Magistratura. A Silvano Tosi, insieme a Giovanni Spadolini, Paolo Barile e Alberto Predieri, si deve inoltre l’ideazione del Seminario di studi e ricerche parlamentari, realizzato nel 1967 come metodo didattico innovativo fondato sulla sinergia tra ricerca universitaria ed esperienza tecnico-istituzionale. Il Seminario, oggi intitolato alla sua memoria, attesta la perdurante vitalità del suo insegnamento. Agli autorevoli relatori e a quanti partecipano a questa giornata di studio, formulo gli auguri di un proficuo lavoro”.

Bankitalia, ad agosto tassi sui nuovi mutui saliti quasi al 4%

Roma, 9 ott. (askanews) – Nuovi rialzi dei tassi su mutui e credito al consumo ad agosto. Il Tasso Annuale Effettivo Globale (Taeg) sui nuovi mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni ha raggiunto il 3,99 per cento, secondo l’ultima rilevazione della Banca d’Italia, dal 3,81 nel mese precedente. Il tasso sui nuovi prestiti al consumo è salito al 10,78 per cento, dal 10,38 di luglio.

I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie si sono invece limati al 3,71 per cento, dal 3,79 nel mese precedente.

Nel frattempo, secondo la statistica “Banche e moneta” ad agosto i prestiti al settore privato sono aumentati del 3,7 per cento su base annua, in lieve accelerazione dal più 3,5 per cento di luglio. I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,9 per cento (2,6 nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 4,2 per cento (4,1 in luglio).

Infine, depositi del settore privato sono aumentati dell’1,8 per cento, in frenata dal più 2,4 annuo nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è aumentata del 5,9 per cento (5,6 nel mese precedente).

Cinema, torna l’appuntamento Ring! a Ottobre Alessandrino

Roma, 9 ott. (askanews) – Ad Alessandria, nel programma di Ottobre Alessandrino, torna Ring!, momento dedicato alla critica cinematografica all’interno del festival diretto da Luca Ribuoli e Roberto Lasagna.

Nato nel 2002, nel corso di oltre 20 anni di storia, ha visto la partecipazione di ospiti illustri come Nanni Moretti, Mimmo Calopresti, Gianni Amelio, Morando Morandini, Elisabetta Sgarbi. Ideato da Alberto Barbera, Bruno Fornara e Lorenzo Pellizzari e curato da Giulio Sangiorgio, Ring! si interroga sul ruolo, sul linguaggio e sul futuro di chi il cinema lo guarda, lo interpreta e lo racconta, ponendo al centro una domanda: a cosa serve, oggi, la critica cinematografica?

Si parte oggi (9 ottobre), con la Masterclass di critica cinematografica condotta da Giulio Sangiorgio, critico cinematografico, direttore di Film Tv e direttore artistico di Ring!. L’incontro (ingresso gratuito su prenotazione) propone una riflessione sul linguaggio del grande schermo attraverso un percorso formativo rivolto a partecipanti selezionati tra le promesse della critica cinematografica di domani.

Alle 18.00, a Palatium Vetus, sarà invece il momento di “Come eravamo – La storia di Ring!”. Sul palco il direttore artistico della Biennale del Cinema di Venezia Alberto Barbera, i critici Bruno Fornara e Nuccio Lodato per ripercorrere la nascita, la storia e le idee di un’esperienza che ha segnato il rapporto tra cinema, festival e critica. Un appuntamento per ricordare da dove veniamo e chi ha contribuito a costruire quella storia, senza dimenticare le figure che non ci sono più, come Giuliana Callegari, alla quale sarà dedicata, a seguire, la proiezione di L’ultimo spettacolo – Appunti e frammenti per Giuliana Callegari di Angelo Barco (1999, 60′).

Alle 21.00, sempre a Palatium Vetus, spazio a un nuovo confronto con “A cosa serve la critica? – Critici a duello”. Da una parte Paolo Mereghetti, dall’altra Giulio Sangiorgio. Due critici, due generazioni, due sensibilità e due modi di guardare al cinema si confronteranno sui massimi sistemi del mestiere, in un vero e proprio duello di idee sul senso e sulla necessità della critica cinematografica. A seguire, la proiezione di Le siège de l’Alcazar di Luc Moullet (Francia, 1989, 57′) per continuare a giocare sul confronto tra scuole e visioni divergenti.

La seconda giornata si apre alle 15.00, a Palatium Vetus, con “Uno contro tutti – In difesa della commedia italiana”, con la presentazione del numero 613 di Bianco e nero, la storica rivista di studi cinematografici del Centro Sperimentale di Cinematografia, dedicato a “La commedia italiana 2000-2025”. Che cosa è successo alla commedia italiana? Ce lo meritiamo Checco Zalone? E perché Angelo Duro è diventato una star anche sul grande schermo? Che cosa resta davvero oggi di quella che un tempo chiamavamo la “commedia all’italiana”? A provare a rispondere sarà il critico Rocco Moccagatta, pronto ad interrogarsi su ciò che racconta questo genere del nostro Paese, dei nostri gusti e del nostro tempo.

Ring! continua alle ore 16:30 interrogandosi su cosa significhi oggi scrivere di cinema e recensire in un panorama mediale profondamente cambiato, sempre più vasto, veloce e frammentato. Ne parleranno Emanuela Martini (Cineforum), Carlo Valeri (Sentieri selvaggi) e Roy Menarini, critico cinematografico e curatore di Scrivere di audiovisivi. Ambiti, forme, strumenti (Carocci), volume di prossima pubblicazione che sarà presentato in anteprima proprio durante l’incontro.

Alle ore 18:00 protagonista l’Odissea di Nolan. Amato, discusso, celebrato o guardato con perplessità: a confrontarsi ci saranno: Maria Sole Colombo, archivista, critica e programmatrice cinematografica, e Roberto Silvestri, giornalista e critico cinematografico. Un confronto senza rete, tra entusiasmo e dubbi, passioni e riserve.

A chiudere le due giornate, l’assegnazione del Premio Ring! a Fuori orario – Cose (mai) viste, il programma di Rai 3 che incarna un’idea di critica che ha segnato la storia della televisione e della cultura cinematografica italiana. La serata conclusiva sarà arricchita dal dialogo tra Roberto Turigliatto, critico cinematografico, e Fulvio Baglivi, attore, regista e sceneggiatore, ed entrambi autori di Fuori orario – Cose (mai) viste, a seguire la proiezione di Parola (su una) data [Estratti] di Enrico Ghezzi, opera che interroga registi e filosofi, tra cui Jacques Derrida e Slavoj Žižek, sul tema dell’11 settembre.

All’orizzonte le primarie del malumore

Rischiano di essere le primarie del malumore. Mano a mano che si avvicina il traguardo della fine della legislatura, il centrosinistra, o campo largo che dir si voglia, sperimenta tutti i modi per presentarsi al voto nel modo migliore.

Inevitabilmente, si trova a fare i conti col dilemma della leadership, immaginando che l’unico modo di risolverlo sia quello di andare alla conta tra i due leader più gettonati (Schlein e Conte), i quali si avviano a quell’appuntamento con un alto, altissimo grado di fiducia nel metodo scelto e, soprattutto, nel loro stesso carisma.

Impresa che potrà anche riuscire loro, ma che si presenta accompagnata da un rumore di sottofondo che non promette molto di buono. Infatti non c’è nessun entusiasmo da parte di tutti gli altri. Anzi, i più hanno cercato di inventare mille modi per evitare di trovarsi davanti a quel bivio.

Nel suo insieme, l’opposizione sembra non amare più di tanto il modello di sfida a cui si sta preparando. Se per la destra l’enfasi sul(la) leader somiglia a un ballo a corte, dalla parte opposta appare, invece, come una sorta di doloroso sacrificio.

Ora, può darsi che, cammin facendo, gli umori possano cambiare e forse perfino capovolgersi, ma celebrare le primarie accompagnati da uno stato d’animo così evidentemente scettico non promette molto.

A meno che il carisma nascosto dei candidati non possa fare la differenza strada facendo, ipotesi che tuttavia non appare probabilissima in un contesto in cui, però, il gioco delle previsioni somiglia ormai a una roulette russa.

Fonte: La Voce del Popolo – 8 ottobre 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Vannacci, Cerno e il gusto perduto del rispetto

Sbatti ogni giorno un mostro in prima pagina

Sembra che, in un tempo in cui si rispolvera San Francesco, voci della Chiesa suggeriscano più che mai l’urgenza di riscoprire il sentimento dell’amore, che si rende concreto nel perdono e che esige, ancor oltre, la stima verso chi si perdona. Passaggi non semplici, su cui quotidianamente esercitarsi. Si fa prima a dire: una fatica improba, ma necessaria.

È in questo clima che il buon Vannacci ha sentenziato che, a suo dire, Tommaso Cerno, il direttore de Il Giornale, ha «gusti invertiti». Quest’ultimo ha replicato che il Generale patisce un serio deficit di contenuti. Il commento è venuto fuori a proposito di fasce protette in TV e dell’eventuale divieto, per mano dello stellato militare, di propaganda gender e omosessualista quando l’utenza è composta anche da bambini. Si è aperta per l’ennesima volta la cerniera alla sgradevolezza dei costumi e il risultato è sotto gli occhi di tutti.

 

La truculenza al comando

Tralasciando il merito della questione, c’è un modo di fare osservazioni o di proporre il proprio credo che non dovrebbe mai trascurare la delicatezza dei modi e la gentilezza del cuore. C’è sempre un porgersi come se si fosse in guerra e l’altro fosse un nemico.

In questo senso la stima perde immediatamente un già arido valore economico e si fa, più pericolosamente, immediato giudizio, con il rischio che chi si muove in questo modo «si stima un grand’uomo; / Ma così va, chi sopra ’l ver s’estima». In politica corre un’eccessiva stimolazione del lancio dei pesci in faccia e non pare proprio che sia un grande, godibile spettacolo.

Un possibile opposto

Che sia in versi o in prosa, sarebbe consigliabile, almeno nella comunicazione, invertire le forme e smettere di andare contro il divieto di senso della civiltà. A questo punto della faccenda dovremmo sperare tutti di essere invertiti, di saperci rivolgere verso l’altro con desiderio di incontro e di comprensione, di abbandonare i facili istinti e mettere in campo un sangue che canti parole ben intonate.

Sarebbe il più felice ribaltamento della regola per cui, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato potrebbe mutare in positivo. «In altre circostanze, avrebbe riso, proprio di gusto, d’una richiesta simile», qualcuno potrebbe replicare a una proposta di tal fatta.

Del resto, Flaiano insegna che gli amici servono innanzitutto a ridarci il gusto della verità, quella che di questi tempi si impiglia sempre nel nostro primo, peggior pensiero, tutto istinto, e da lì non si muove oltre. E poi ancora, prima di reagire alle parole altrui, sarebbe utile darsi il tempo giusto, così: «Ché se la voce tua sarà molesta / nel primo gusto, vital nodrimento / lascerà poi, quando sarà digesta».

Se tutto questo riuscisse, sarebbe roba da far venire le vertigini, da far accapponare la pelle al frasario corrente.

Non è solo Vannacci ad avere difficoltà di vocabolario politico. Un consigliere del Comune di Pontedera, tal Floriano Della Bella, ne ha fatte di belle: ricco d’impeto, incespica sulla parola e, invece di appellare la Meloni come «caciarona», gli viene fuori «ciociara» a mo’ d’insulto. Si è forse confuso anche l’inconscio. Seguiranno i chiarimenti, le scuse e nuove accuse, perché tutto torni ad avvilupparsi nel solito teatrino.

 

Cose dell’altro mondo

Si legge che a Bologna c’è la nuova edizione del festival «C’è + gusto a Bologna». Ecco che si potrebbe provare tutti a resettare i palati e ad assaggiare un alfabeto umano. Se proprio indispensabile, ci si potrebbe affidare anche al soccorso di un’intelligenza artificiale per trovare la combinazione vincente per un traguardo del genere.

I leader dei grandi partiti, non solo in Italia, potrebbero stilare un documento in cui si stabiliscono nuove regole di confronto, un codice di comportamento che stia nel perimetro dell’educazione e del rispetto. Sarebbe cosa buona e ragionevole ma, come insegnava Andreotti, il problema non è avere ragione, quanto piuttosto farsela dare dagli altri.

Un tale passo sarebbe assai più che disarmare gli arsenali atomici sparsi per il mondo. Per adesso San Francesco dovrà ancora armarsi di santa pazienza.

Ora i centristi dicano cosa vogliono fare

Il centro non può restare ai margini

È ormai abbastanza evidente che adesso i centristi devono dire apertamente e chiaramente cosa vogliono fare e come si vogliono comportare nella dialettica politica italiana contemporanea. Al riguardo, ci sono due concrete considerazioni che non possono non essere evidenziate.

Innanzitutto, il centro, e di conseguenza i centristi, non possono più limitarsi a giocare un ruolo residuale, marginale e periferico. Il dibattito a cui abbiamo assistito in questi ultimi tempi è abbastanza deprimente per il futuro e la prospettiva del centro.

Quando una coalizione come quella del campo largo è egemonizzata, sotto il versante politico, culturale e programmatico, dalla sinistra populista, radicale, massimalista ed estremista, è di tutta evidenza che l’apporto delle potenziali ed eventuali forze centriste è semplicemente irrilevante.

 

Nel campo largo, un apporto irrilevante

È appena sufficiente, al riguardo, osservare concretamente il peso reale di tutto ciò che non è riconducibile al campo della sinistra progressista per rendersi conto che il centro, da quelle parti, è sostanzialmente ridotto al peso che avevano i «cattolici indipendenti di sinistra» eletti nelle liste del Pci negli anni Settanta e Ottanta. Cioè, politicamente, nulla.

E non è un caso, del resto, che la frammentazione delle mille sigle centriste nella coalizione di sinistra e progressista sia solo funzionale alla richiesta di avere qualche seggio parlamentare gentilmente offerto dagli azionisti di maggioranza dell’alleanza.

 

Nel centrodestra domina Meloni

Sul versante del centrodestra, specularmente, la situazione è leggermente diversa, ma non granché, perché il peso, l’autorevolezza e il carisma della premier Giorgia Meloni sono talmente forti ed oggettivi che indeboliscono, se non oscurano del tutto, l’apporto e il contributo delle forze centriste.

Il ruolo e il peso di Forza Italia, nello specifico, non sono in grado né di rappresentare un autentico luogo politico centrista né, al contempo, di condizionare adeguatamente il progetto politico complessivo della coalizione stessa.

Insomma, due situazioni che evidenziano, di fatto, l’impotenza e la sostanziale irrilevanza politica e progettuale della politica di centro, del progetto di centro e della stessa cultura politica di centro. Una situazione che, come ovvio, non può essere la via più gettonata per chi continua a individuare nella politica di centro una risposta positiva e concreta alle difficoltà della politica contemporanea.

 

Tornare politicamente protagonisti

In secondo luogo, e specularmente, il centro assolve al suo ruolo se è in grado di ritornare politicamente protagonista. O all’interno della coalizione di riferimento oppure dando vita a un centro autonomo e sganciato dai due poli maggioritari. In entrambi i casi, però, non può ridursi a giocare un ruolo puramente ancillare e, di conseguenza, del tutto irrilevante.

Certo, nessuno pensa di ritornare a una stagione, quella della Prima Repubblica, in cui il centro ha giocato un ruolo decisivo e determinante sotto il profilo politico e progettuale e della stessa cultura di governo.

Un ruolo, seppure meno incisivo, che comunque è stato praticato anche durante la prima fase della Seconda Repubblica, quando le forze centriste hanno saputo giocare una parte decisiva. Non a caso si parlava ancora di centrosinistra e di centrodestra.

 

Una scelta che non si può rinviare

Ecco perché, al di là di molte chiacchiere, la posta in gioco è abbastanza semplice da descrivere: o si ha il coraggio di ritornare politicamente protagonisti oppure ci si riduce a essere del tutto marginali e periferici.

Un epilogo, va pur detto, che sarebbe triste e anche un po’ decadente per una nobile e gloriosa cultura politica che ha caratterizzato e accompagnato la crescita e il consolidamento della nostra democrazia.

Svezia, a Stoccolma prende forma una nuova maggioranza, oltre i blocchi

La crisi dopo il voto

A qualche settimana dalle elezioni, la Svezia non ha ancora trovato una maggioranza di governo. Il centrodestra, uscito sconfitto dalle urne, ha perso il controllo del Parlamento, ma il campo alternativo fatica a trasformare i suoi 176 seggi su 349 in una coalizione.

Magdalena Andersson, leader dei Socialdemokraterna (Socialdemocratici), è nuovamente incaricata di cercare una soluzione. Oggi è previsto un incontro fra i quattro partiti potenzialmente maggioritari, ma le distanze restano considerevoli.

 

Il nodo della Sinistra

Il problema riguarda soprattutto il rapporto fra Centerpartiet (Partito di Centro) e Vänsterpartiet (Partito della Sinistra). Elisabeth Thand Ringqvist, leader del Centro, esclude l’ingresso della sinistra radicale nel governo. Nooshi Dadgostar, al contrario, rivendica una partecipazione ministeriale.

È una controversia che investe gli indirizzi politici, non soltanto la distribuzione degli incarichi. E rischia di compromettere la nascita dell’esecutivo Andersson.

 

La novità viene dalla capitale

Proprio mentre la politica nazionale appare prigioniera dei veti, nella Regione di Stoccolma prende forma un esperimento di notevole interesse.

Cinque partiti hanno avviato negoziati per una nuova maggioranza: Socialdemocratici, Centro, Kristdemokraterna (Democratici Cristiani), Liberalerna (Liberali) e Miljöpartiet (Partito dell’Ambiente, i Verdi).

Insieme disporrebbero di 80 seggi su 149, una maggioranza assoluta. Non è dunque una semplice suggestione giornalistica, ma una formula politicamente e numericamente praticabile, ancora sottoposta alla verifica dei negoziati.

 

Il Centro come cerniera

La novità è nella composizione dell’alleanza. I Democratici Cristiani, tradizionalmente collocati nel centrodestra, siederebbero accanto ai Socialdemocratici. Il Centro assumerebbe una funzione di raccordo, mentre Liberali e Verdi contribuirebbero a definire un equilibrio programmatico.

Resterebbero fuori sia Sverigedemokraterna (Democratici Svedesi), la destra nazionalista, sia Vänsterpartiet.

Si delinea così una maggioranza che non nasce dall’aggregazione delle ali, ma dalla convergenza delle forze moderate appartenenti a tradizioni politiche differenti.

 

Un possibile modello nazionale

Naturalmente una regione non è il Parlamento nazionale. Ebba Busch, leader dei Democratici Cristiani, continua a escludere un governo nazionale guidato da Andersson, salvo circostanze eccezionali.

Ma Stoccolma introduce un elemento nuovo nel dibattito svedese: la possibilità di costruire maggioranze attraverso il centro, anziché cercare continuamente compromessi fra gli estremi.

Se il negoziato regionale avrà successo, non sarà soltanto un accordo amministrativo. Potrà diventare un laboratorio politico, mostrando come il centro possa tornare a essere il luogo in cui si costruiscono le maggioranze, non semplicemente quello in cui si raccolgono i voti decisivi.

A Roma la prima monografica su Pontormo, visionario dal colore acceso

Roma, 8 ott. (askanews) – La prima grande mostra monografica dedicata a Jacopo da Pontormo, detto Pontormo (Pontorme, Empoli, 1494 – Firenze, 1557) è stata inaugurata alle Scuderie del Quirinale a Roma e sarà aperta al pubblico dal 9 ottobre al 7 febbraio 2027. Innovatore originale e visionario, la cui opera ha ispirato artisti del Novecento, come Bill Viola o Pasolini, Pontormo è tra i grandi protagonisti del Cinquecento fiorentino, artista inquieto e fondatore del manierismo in pieno Rinascimento.

La mostra, promossa da Ales – Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi – in conferenza stampa è intervenuto anche il direttore Simone Verde – prodotta insieme alla casa editrice Electa (che pubblica anche il catalogo), è curata da Cristina Acidini con altri tra i maggiori esperti del Cinquecento fiorentino (quali Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani) ed è l’occasione per vedere riuniti i principali capolavori dell’artista, come non accadeva dalla Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino a Palazzo Strozzi a Firenze nel 1956. La curatrice Acidini:

“Il percorso di Pontormo viene qui raccontato dagli esordi, nelle imprese collettive sotto l’egida di Andrea del Sarto, poi l’autonomia degli anni della maturità, con le grandi pale d’altare e i disegni che evocano la lunetta di Poggio a Caiano per Leone X de’ Medici. E poi attraverso queste sue fasi, come l’avvicinamento alla grafica di Albrecht Duerer e il conseguimento di una sua maniera totalmente autonoma, visionaria, all’insegna di un colore acceso e ravvivato da forti contrasti”, ha spiegato ad askanews la curatrice Cristina Acidini.

Dalla cappella Capponi in Santa Felicita a Firenze viene la pala con la Pietà (o Trasporto di Cristo, 1525-1528), di magnetica bellezza, insieme con quattro tondi con gli Evangelisti di Pontormo e Bronzino, mentre dalla pieve di San Michele Arcangelo di Carmignano presso Prato, viene l’opera più conosciuta di Pontormo, la Visitazione (1528-1532), che si può ammirare nell’ultima sala.

“E poi le grandi opere della maturità: i ritratti in particolare, sia per personaggi importanti della Firenze del Tempo e sia per la dinastia dei Medici che si insedia definitivamente nel 1530 e lo prende come primo pittore di corte”, ha ricordato Acidini.

L’esposizione è resa possibile grazie a prestiti eccezionali provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo (oltre alle Gallerie degli Uffizi, alla Galleria dell’Accademia e Musei del Bargello a Firenze, la Galleria Borghese e l’Istituto centrale per la Grafica a Roma, anche il Louvre a Parigi, la National Gallery e il British Museum a Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery of Art di Washington, l’Art Institute di Chicago, il Getty Museum di Los Angeles e altri ancora), insieme con dipinti concessi dalle diocesi e dalle parrocchie di Firenze e del territorio.

Il direttore delle Scuderie del Quirinale Matteo Lanfranconi: “La prima mostra monografica dedicata a Pontormo, non era stata fatta neanche nella città di Pontormo, cioé Firenze. Le Scuderie del Quirinale ci sono riuscite, grazie anche alla partnership con le Gallerie degli Uffizi, straordinario prestatore della mostra e simbolo istituzionale di garanzia per la credibilità rispetto a tutti i prestatori internazionali che hanno riconosciuto questa come un’opportunità incredibile per partecipare”.

Occhiuto: errore includere Vannacci, nulla a che fare con centrodestra

Milano, 8 ott. (askanews) – “Se si alleasse con Vannacci qualcuno pensa che forse il centrodestra vincerebbe più facilmente. Io penso che non riuscirebbe poi a governare”, insiste il governatore della Calabria, per il quale “sarebbe un grave errore da parte del centrodestra se includesse Vannacci. Vannacci non ha nulla a che fare con la storia del centrodestra che ha governato con stabilità in questi anni, quando ha governato. I governi più longevi sono i governi del centrodestra”. “In politica non sempre l’aritmetica funziona: Vannacci in coalizione significherebbe snaturare il centrodestra che invece aprendosi ai riformisti può davvero vincere e soprattutto governare”. Lo ha detto il vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto, arrivando a Milano per presentare il suo libro “Il coraggio di governare”.

Attesa OK – Giornata del credito: la sfida di finanziare l’energia del futuro

Roma, 8 ott. (askanews) – Energia, sostenibilità e il contributo che la finanza può dare al percorso verso fonti più pulite sono stati i temi al centro della 58esima Giornata del credito, alla Camera di Commercio di Roma. La sfida è trovare le risorse per la transizione: un impegno che coinvolge il settore pubblico e la finanza privata, come spiega Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia.

“I numeri sono decisamente imponenti perché le stime della Commissione Europea parlano appunto di investimenti per 660 miliardi l’anno dal ’26 al ’30 sul tema proprio della transizione energetica. È evidente che investimenti di queste dimensioni non possono essere gestiti solamente attraverso il sistema pubblico, quindi è necessario un intervento del sistema finanziario anche privato, ma direi che soprattutto è importante creare un ecosistema in cui tutti gli stakeholder, tutti i protagonisti poi svolgano un ruolo complementare”.

Energia e finanza sono quindi i temi scelti per questa edizione della Giornata del credito. Il presidente dell’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, Ercole Pellicanò, spiega il legame tra i due settori.

“Diciamo che la Giornata del Credito come concetto di base tende, ormai da 58 anni, a diffondere la cultura economico-finanziaria, fare cultura. Oggi abbiamo naturalmente un tema principale per il Paese, che è il problema dell’energia. L’energia è enorme, non solo per il nostro Paese, ma per noi in particolare. E l’energia va sostenuta attraverso un supporto finanziario, le banche, il sistema finanziario, le assicurazioni e così via. Quindi riflettendo sull’argomento di quest’anno, ho messo insieme le due cose: energia e finanza, perché si completano e sono indispensabili insieme. Comunque l’energia è l’argomento principale di oggi ed il supporto delle banche e del sistema finanziario”.

Per sostenere questi investimenti serve anche un maggiore impegno europeo. È la richiesta di Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria per l’Energia.

“Uno studio che abbiamo realizzato come Confindustria negli anni scorsi indicava in 1100 miliardi di euro l’impegno, diciamo, economico come Sistema Paese per raggiungere gli obiettivi che l’Unione Europea ha condiviso con gli Stati membri. Sono una mole ingente che nessun Stato né singolarmente, né a livello di singoli investimenti privati può sopportare. Quindi occorre davvero un grande sforzo comune, un grande sforzo anche da parte dell’Unione Europea; in questo io credo che debba mettere a disposizione delle imprese e degli Stati membri, diciamo, una capacità di finanziamento ulteriore oltre quella dello singolo Stato”.

Occhiuto: riconoscente a Tajani, ora Fi recuperi sua carica innovativa

Milano, 8 ott. (askanews) – “Forza Italia è il mio partito, il partito che amo, il partito del quale sono vice segretario nazionale. Molti in alcuni tratti del mio libro hanno rintracciato delle critiche a Forza Italia, non è così: io non critico il mio partito anzi vorrei stimolarlo, perché tutti insieme dobbiamo recuperare quella carica innovativa che Forza Italia aveva quando Berlusconi la fondò. Dobbiamo aprire il partito alle esperienze migliori della società civile, del mondo produttivo, del ceto intellettuale, come fece Berlusconi.

Dobbiamo essere più smart anche per recuperare il voto, il consenso, l’interesse dei giovani, perché Forza Italia nacque come un partito molto apprezzato dai giovani di allora”. Lo ha detto il vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto, a Milano per presentare il suo ultimo libro.

Quanto al segretario Tajani, “è l’uomo al quale tutti quanti dobbiamo riconoscenza perché senza di lui Forza Italia non ci sarebbe: nessuno avrebbe puntato un euro su Forza Italia qualche anno fa” e invece Forza Italia oggi è ancora in campo anche se “ha bisogno di essere maggiormente liberale, riformista anche per attrarre nell’interesse del centrodestra quelli che prima votavano magari per il centro-sinistra, perché nel centro-sinistra avevano cittadinanza i riformisti. Oggi nel campo largo i riformisti sono reietti, per cui se noi riusciamo a essere il partito che Berlusconi volle, il partito delle riforme liberali, il partito che che raccoglie l’interesse dei riformisti, oggi ancor più di allora, riusciamo ad allargare il centrodestra e a farlo vincere senza avere la tentazione di inseguire la destra populista”.

Quanto alla necessità di gestire “in squadra” il partito, sollecitata più volte da Occhiuto, il presidente della Calabria spiega: “Ci sono già quattro vicesegretari, io sono uno di questi, ci sono i due capigruppo e quindi il mio è uno stimolo a fare in modo che tutti noi, tutti quelli che condividono degli incachi di responsabilità in Forza Italia sappiano raccogliere la lezione di Berlusconi. Io dico spesso che a noi di Forza Italia non basta più parlare soltanto di Berlusconi, bisogna saper attualizzare quella lezione perché forse è il modo migliore per onorarlo. E questo sono convinto che lo sappia bene anche il segretario”.

Fi, Occhiuto: rispetto per M. Berlusconi, ma non agisco sotto dettatura

Milano, 8 ott. (askanews) – “Ho veramente rispetto per Marina Berlusconi, ma quello che faccio lo faccio perché lo penso”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, vice segretario di Forza Italia, arrivando a Milano per presentare il suo ultimo libro, in risposta alla domanda se incontrerà in questi giorni Marina Berlusconi.

“Io sono fra quelli che incontrano di meno Marina Berlusconi, credo di aver dimostrato il coraggio di dire le cose e quando dico che nel paese bisogna avere il coraggio di fare le cose senza dettatura non immagino che la mia attività nel partito debba essere sotto sotto dettatura di qualcuno. Ho grande rispetto di Marina Berlusconi che rappresenta un riferimento culturale importantissimo per noi perché porta il nome del fondatore di Forza Italia e peraltro assomiglia moltissimo al padre, ma quello che faccio lo faccio perché lo penso”, ha spiegato.

Ex-Ilva, dopo Genova e Novi Ligure l’azienda ferma anche Taranto

Roma, 8 ott. (askanews) – Acciaierie d’Italia ha annunciato lo stop a tutte le attività anche nello stabilimento ex-Ilva di Taranto, dopo la fermata degli impianti di Genova e Novi Ligure, seguita alla decisione della Corte d’Appello di Milano. Lo riferiscono fonti sindacali a margine dell’incontro tra governo e sindacati a Palazzo Chigi.

Intanto il governo è intenzionato a portare già nel prossimo Consiglio dei ministri un decreto legge che contenga le tutele sociali per i lavoratori dell’ex Ilva e che punti a una cassa integrazione non per chiusura attività, ma in una prospettiva di continuità. Allo stesso tempo, l’esecutivo sta approfondendo ulteriori tutele sociali, da inserire in sede di conversione del Dl. Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, aprendo l’incontro con i sindacati sull’ex Ilva a Palazzo Chigi.

Resta ferma, ha aggiunto Mantovano, secondo quanto si apprende, l’intenzione del Governo di puntare alla produzione di acciaio green con impianto Dri e forni elettrici, purché nell’ambito di un piano industriale credibile. Le risorse per il Dri ci sono, ha spiegato, anche quelle che potrebbero sembrare parzialmente distolte possono in realtà rientrare in quanto destinate alla decarbonizzazione, quindi sostanzialmente all’area di Taranto che è l’unica interessata a questo processo.

Il Governo, ha continuato Mantovano, sta approfondendo ulteriori semplificazioni e incentivi per i progetti di investimento nell’area di Taranto che puntino, previa riqualificazione professionale dei lavoratori, ad assorbire quanti dovessero restare senza lavoro per la vicenda Ilva, con una struttura tendenzialmente unitaria di coordinamento che avrà il compito di finalizzare e accelerare la loro attuazione.

Mantovano, ha ripercorso anche gli ultimi sviluppi dell’iter giudiziario che interessa l’ex Ilva, ricordando come le richieste del Pg della Cassazione, sebbene non vincolanti per le Sezioni unite, critichino i decreti di sospensione della Corte d’Appello di Milano, sia sui rischi da amianto sia sulle polveri Pm10. Un passaggio, quello del Pg della Cassazione, ha detto Mantovano secondo quanto si apprende, che sostanzialmente attesta la correttezza del lavoro svolto dal Governo attraverso l’istruttoria approfondita del ministero dell’Ambiente e dell’Istituto superiore di sanità, così come gli sforzi degli amministratori per adattarsi alle prescrizioni.

Tuttavia, ha sottolineato il sottosegretario, le richieste del Pg non fermano ovviamente l’efficacia del decreto della Corte d’Appello di Milano, il che impone agli amministratori dell’ex Ilva di seguire le sue prescrizioni, pena il rischio di incappare nella violazione di norme ambientali e penali. Uno dei punti che l’esecutivo sta approfondendo, ha concluso, non è tanto quello di sterilizzare del tutto il decreto della Corte d’Appello con una nuova norma, il che sarebbe giuridicamente impossibile, quanto evitare il rischio che la piena e totale esecuzione dell’ordine di spegnimento degli altoforni renda vana un’eventuale decisione della Cassazione – il 20 ottobre – che dovesse consentire ai forni di restare in attività.

A Sassuolo Marinella Senatore firma la sua prima opera in ceramica

Sassuolo (Modena), 8 ott. (askanews) – Un grande pannello di tre metri e sessanta, con le silhouette e le parole di chi lavora in fabbrica. A Sassuolo Marinella Senatore firma la sua prima opera in ceramica, realizzata con i dipendenti di Marca Corona, l’azienda più antica del distretto. Lo spiega l’amministratore delegato Lelio Poncemi: “Il senso originario sta nella partecipazione, nel coinvolgimento, nel chiedere a un’artista di vederci con i suoi occhi e aiutarci a valorizzare la nostra storia e il nostro modo di stare insieme”.

Marca Corona per l’arte arriva alla quinta edizione: ogni anno un artista entra in azienda e lavora con i dipendenti. Con Senatore laboratori di scrittura collettiva e movimento, e sul retro dell’opera le frasi di tutti i partecipanti. A raccontarlo è Katia Canuri, che in azienda segue comunicazione ed eventi. “Quando viene svolto qui in azienda funziona perché mette in connessione dipendenti che altrimenti si saluterebbero al mattino e alla sera scambierebbero solo due battute. Quando invece affrontiamo questi workshop ciò che nasce e che ne esce sono esperienze diverse”.

L’opera è in mostra fino al 4 dicembre alla Galleria Marca Corona, il museo d’impresa del distretto, accanto alle luminarie dell’artista. A febbraio sarà a Bologna per Arte Fiera, nell’autunno 2027 al Palazzo Ducale di Sassuolo. “E’ una comunità che ama la propria materia e dimostra creatività nel proprio lavoro – spiega Marinella Senatore -. Il fatto che si siano raccontati per creare quest’opera è una manifestazione della loro dignità, generosità e coesione come comunità. La terra e la ceramica sono elementi attorno ai quali si creano legami affettivi profondi”.

Fdi ‘apre’ finestra elettorale a giugno. Porte chiuse a Vannacci

Roma, 8 ott. (askanews) – Per Giorgia Meloni si tratta di un dibattito “surreale” al quale al momento non intende partecipare. Eppure, incassato il via libera con voto segreto alla riforma del sistema di voto, la grande domanda che aleggia in Parlamento è soltanto una: quando si terranno le elezioni Politiche? Ufficialmente, la premier ribadisce che l’intento è andare avanti fino alla fine della legislatura. “Manca un anno, sono concentrata sul lavoro”, spiega infatti ad Ascoli dove si è recata per partecipare all’inaugurazione del parco restaurato di Palazzo Saladini Pilastri. In cima alle preoccupazioni, d’altra parte, ora c’è il caro energia, una manovra da costruire con poche risorse a disposizione e la trattativa con Bruxelles perché si tenga conto della spirale inflattiva nei limiti di spesa consentita. Tutti temi che riguardano direttamente le tasche degli elettori e che, di conseguenza, non possono che essere determinanti nella campagna elettorale ormai inesorabilmente avviata.

E, tuttavia, più di un indizio dimostra che l’ipotesi che ci sia un voto anticipato alla fine della primavera del prossimo anno è seriamente presa in considerazione dal partito di via della Scrofa. Qualche giorno fa era stato il capogruppo al Senato, Lucio Malan, a evocarla, salvo poi fare una correzione di rotta. Oggi a rilanciare la suggestione sono le parole al Foglio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e braccio destro di Giorgia Meloni, Giovanbattista Fazzolari. Che spiega: la scelta di quando andare a nuove elezioni “non dipende solo da noi”, ma “ci sono due possibili scadenze naturali: una alla fine dei cinque anni, quindi a settembre, l’altra a giugno che darebbe agio al prossimo governo di fare con calma la legge di bilancio”.

Nessuna spinta per l’una o per l’altra opzione, spiegano dal fronte dei meloniani, semplicemente la constatazione che gli scenari sul piatto restano due. Tanto è bastato, però, perchè nei conciliaboli si cominciasse a ragionare di date specifiche. L’ipotesi di un voto a primavera inoltrata sembra puntare su fine maggio o, appunto, inizio giugno. Anche in virtù di una considerazione molto precisa: uno dei motivi per anticipare la fine della legislatura in assenza di problemi in maggioranza – viene spiegato – sarebbe quello di optare per un election day con le prossime elezioni amministrative che, per legge, devono essere svolte (almeno per quanto riguarda il primo turno) tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Se invece si decidesse di arrivare a scadenza naturale, il mese cerchiato in rosso non sarebbe in realtà settembre ma novembre. C’è anche chi ipotizza un week end preciso, quello di metà mese. Uno scenario che prevede però anche che ci sia un anticipo di manovra.

Trovare qualcuno che è pronto ad accettare una scommessa su questa opzione non è tuttavia facile. Intanto perché, con i deputati costretti ad andare a caccia di preferenze, in molti prefigurano un Parlamento che, archiviata la manovra, sarà sempre meno frequentato. Ma c’è un altro evento spartiacque, ed è il congresso della Lega fissato per il 24-25 ottobre di quest’anno. Prima di quella data – ragiona un alto esponente di Fratelli d’Italia – è difficile che si possa concretamente parlare di voto anticipato perchè significherebbe far arrivare Matteo Salvini all’appuntamento molto indebolito visto che tra i ‘ribelli’, a cominciare da Massimiliano Romeo, c’è già chi ha ricordato che prima bisogna portare a casa l’autonomia differenziata. Ma perplessità su elezioni anticipate albergano anche in casa dell’altro alleato. “Io credo che si debba votare a fine legislatura, l’opinione di Forza Italia è questa”, ribadisce ancora una volta Antonio Tajani. C’è anche chi maliziosamente fa notare che congelare per ora la data delle urne contribuisce anche ad agitare il centrosinistra, impegnato in una faticosa discussione sulla questione.

Un tema su cui invece le posizioni sono decisamente meno sfumate è quello che riguarda l’eventuale apertura di un canale con Roberto Vannacci. Quei voti potrebbero essere essenziali al centrodestra per raggiungere la fatidica soglia del 42% che consentirebbe di accedere al premio di maggioranza. Proprio durante le dichiarazioni di voto sulla legge elettorale, il capogruppo di Fururo nazionale, Edoardo Ziello, ha aperto all’ipotesi di un dialogo con il centrodestra nell’ottica di “non far tornare a guidare la nazione ai vari Bonelli, Fratoianni, Conte”. La replica di Francesco Lollobrigida è stata però gelida. “Non abbiamo bisogno di aprire a ragionamenti con chi sta all’opposizione e ci vuole mandare a casa tutti i giorni”.

Un accordo chiuso in vista delle prossime elezioni Politiche è invece quello che Fratelli d’Italia ha siglato con ‘Sud chiama Nord’ di Cateno De Luca e che sarà ufficializzato nel corso di una conferenza stampa martedì. Intesa che consentirà alla formazione del sindaco di Taormina di avere a breve una componente parlamentare grazie a un paio di ‘prestiti’: tra questi, quello di Manlio Messina che contestualmente dovrebbe tornare nel partito di Giorgia Meloni, lasciato in polemica circa un anno fa.

Dombrovskis: non possiamo creare continuamente nuove flessibilità sui conti

Roma, 8 ott. (askanews) – I rialzi inflazionistici “sono già presi in considerazione nella valutazione complessiva, tra i fattori rilevanti”, quando la Commissione Ue giudica il rispetto dei Paesi delle regole del Patto di stabilità e di crescita. E su queste regole nella Ue “non possiamo tirare fuori nuove flessibilità ogni volta. Farebbe insorgere dubbi sul nostro impegno a rispettare le regole, in una fase in cui la credibilità dei nostri propositi sulla sostenibilità di bilancio è un asset cruciale. Non possiamo metterlo a rischio”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis durante la conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

Sui conti pubblici “è necessaria la prudenza – ha affermato -. Gli Stati membri devono attenersi ai loro obiettivi dei piani strutturali di bilancio di medio termine. E l’utilizzo della flessibilità ampliata, sulla base delle clausole di salvaguardia nazionali, va utilizzata con cautela”.

“È anche opportuno notare che le nostre regole di bilancio contengono già diversi elementi di flessibilità per intervenire sulla situazione attuale in una maniera equilibrata. Un elemento chiave delle nostre regole è la contro ciclicalità. Questo significa, per esempio, che le mancate entrate di bilancio a causa del rallentamento dell’economia non devono essere compensate – ha notato -. E che anche gli aumenti delle spese per i maggiori tassi di interesse non vanno compensate nei piani attuali”.

Gioco pubblico, Cardia: Misure ponte vitali

Roma, 8 ott. – Le restrizioni sul gioco hanno ridotto gli apparecchi sul territorio, ma non hanno ridotto la domanda. È il paradosso indicato da Geronimo Cardia, presidente di ACADI-Confcommercio, al Forum ACADI 2026 di Roma sull'”Impatto sociale delle regole”. Tra il 2018 e il 2025, infatti, la raccolta complessiva è salita da 106,8 a 165,4 miliardi di euro, mentre quella degli apparecchi è scesa da 48,7 a 31,5 miliardi. Nello stesso periodo il settore ha perso il presidio di 662 Comuni e circa 9.500 addetti.

“La domanda non sparisce: migra da un prodotto all’altro, da un canale all’altro, quando non finisce nell’illegalità”, afferma Cardia. È su questa distanza tra obiettivi ed effetti che ACADI chiede di misurare le regole. Distanze dai luoghi sensibili e limiti orari hanno ristretto l’offerta autorizzata in parte del territorio senza impedire alla domanda complessiva di crescere, con conseguenze anche su legalità, gettito e occupazione. Con i termini della delega per il riordino del gioco fisico scaduti, Cardia chiede quindi interventi immediati. “Oggi che sono spirati i termini per il riordino, le misure ponte sono vitali”. Tra le proposte ci sono il riequilibrio del PREU, il Prelievo erariale unico, e del payout, la quota delle giocate restituita in vincite, la sperimentazione delle AWP e VLT di nuova generazione e proroghe che non diventino un costo ulteriore per gli operatori. “Le imprese del gioco legale non chiedono meno regole, ma regole migliori”, afferma Lino Enrico Stoppani, vicepresidente vicario di Confcommercio, indicando nella tutela delle persone, nel contrasto all’illegalità e nella sostenibilità delle imprese gli obiettivi da tenere insieme.

Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ricorda che il testo per il riordino predisposto con il Ministero dell’Economia e la Ragioneria generale dello Stato e arrivato a Palazzo Chigi era equilibrato e dovrebbe essere ripreso nella prossima legislatura. La frammentazione delle regole territoriali resta uno degli ostacoli alle gare: chi concorre per una concessione deve sapere dove e a quali condizioni potrà esercitarla. Per predisporre ed espletare una gara occorre circa un anno, da qui la necessità delle proroghe. La riduzione degli apparecchi, aggiunge Lollobrigida, non ha diminuito il gioco complessivo, ma ne ha spostato una parte verso l’online. Renato Loiero, consigliere del presidente del Consiglio per le politiche di bilancio, richiama invece il rapporto tra Stato e territori. Le esigenze statali ed erariali talvolta non convergono con le esigenze dei territori e questa è una criticità irrisolta . La scadenza della delega non chiude tuttavia il dossier: Nulla esclude che si possa ancora intervenire o nei decreti correttivi della delega fiscale o in un’altra sede . Loiero considera inoltre probabile un intervento sulle proroghe nella prossima legge di Bilancio. Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè invita ad aggiustare le storture della regolamentazione, superare le disomogeneità territoriali e garantire stabilità fiscale, indicando la primavera 2027 come obiettivo per una nuova definizione delle regole.

Al Forum hanno partecipato anche SAPAR, STS-FIT, EGP-FIPE e LOGiCO. Il tavolo politico-istituzionale è stato moderato dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone. Per Cardia il punto resta quello indicato dai numeri: se la domanda continua a crescere mentre gli apparecchi autorizzati arretrano, occorre intervenire sugli effetti delle regole e impedire che l’attesa del riordino indebolisca ulteriormente la rete fisica.

Consumi, Carozza: dati non rivelano che italiani comprano

Roma, 8 ott. – In Italia chiudono diciotto negozi di moda e abbigliamento ogni giorno: oltre 23mila attività e 35mila posti di lavoro perduti negli ultimi cinque anni, secondo Federazione Moda Italia -Confcommercio. Numeri dietro cui, per Abbigliamento Vincente Agenzia di marketing fondata da Michele Carozza e specializzata esclusivamente nel settore moda non c’è soltanto la crisi dei consumi.

“Il punto non è che gli italiani spendono meno – spiega Michele Carozza – è che hanno smesso di comprare come compravano dieci anni fa. La passeggiata in centro, la vetrina che intercetta chi passa, l’acquisto d’impulso davanti al negozio era il modello su cui i punti vendita si reggevano. Oggi quell’impulso si è spostato online: una persona vede un prodotto, due tocchi con modalità di pagamento online e l’ordine arriva a casa. È comodo, immediato, senza attrito, e contro quella comodità il negozio fisico, da solo, non può competere”.

Eppure, sottolinea l’agenzia, il punto vendita ha un vantaggio che l’online non potrà mai avere.

“Un negoziante con dieci anni di attività, quando parla con un cliente in negozio, è un vero esperto di abbigliamento: sa consigliare, sa leggere la persona che ha davanti. Il problema è che quella competenza la conoscono solo i clienti che entrano; tutti gli altri non la vedono. Il digitale serve esattamente a questo: con un tocco di editing, mostrare a tutti l’esperto che quel negozio ha già dentro. Non costruiamo un personaggio finto, raccontiamo una competenza che esiste davvero. E oggi le persone si fidano molto di più di un brand con un volto riconoscibile che di un marchio anonimo. Noi lavoriamo solo sulla moda, esclusivamente con negozi di abbigliamento, accessori e calzature. Un’agenzia che dice di fare tutto, in realtà non fa bene niente: il marketing cambia da settore a settore. Lavorare solo nel fashion ci permette tre cose concrete: conoscere la stagionalità, sapere come ruota la merce, capire chi entra in negozio e perché compra. Parliamo la stessa lingua dei nostri clienti, ed è la sola lingua con cui oggi un negozio di abbigliamento può tornare a crescere”.

Ue, Dombrovskis: flessibilità sui conti? E’ necessaria prudenza di bilancio

Roma, 8 ott. (askanews) – Sulle richieste di Italia e Grecia di maggiore flessibilità di Bilancio alla luce dell’elevata inflazione, “quello che sto mettendo in rilievo è la necessità di prudenza di bilancio, specialmente alla luce degli sviluppi attuali sui mercati dei titoli di Stato. Ci sono elementi nelle regole di bilancio che già aiutano”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

“Ovviamente avremo un esame approfondito sulle richieste di Italia e Grecia, per discutere questa situazione. E ovviamente avremo maggiori analisi; e come ho detto in precedenza, seguiremo gli sviluppi da vicino e siamo pronti a proporre misure di risposta necessarie. Ma bisogna anche notare che buona parte di queste risposte riguardano il funzionamento dei mercati dell’energia. Questione – ha concluso – che è stata toccata nelle discussioni oggi”.

Carburanti, raffinerie disponibili a valutare aumento produzione

Roma, 8 ott. (askanews) – Il settore della raffinazione ha manifestato la disponibilità a verificare i margini per ulteriori incrementi della produzione tecnicamente realizzabili, attraverso una valutazione impianto per impianto che tenga conto delle caratteristiche operative dei singoli siti e del quadro ambientale e normativo vigente.

È quanto hanno comunicato i rappresentanti delle raffinerie attive in Italia, rispondendo alla richiesta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, come riporta un comunicato nel corso del tavolo convocato al Mimit.

Nel dettaglio, Unem (Unione Energie per la Mobilità), che riunisce le principali imprese del settore, ha evidenziato che ulteriori incrementi della produzione potrebbero essere favoriti anche da eventuali modifiche, a livello europeo, alle specifiche tecniche dei prodotti, purché tecnicamente e ambientalmente percorribili.

Le raffinerie italiane dispongono attualmente di una capacità di raffinazione di circa 83,3 milioni di tonnellate all’anno. Nel 2026, il tasso medio di utilizzo è stato stimato da Unem intorno all’80%, con un picco dell’86% registrato nel mese di agosto. L’Italia è oggi, infatti, tra i Paesi europei che mantengono una capacità di raffinazione in grado di soddisfare i consumi interni di carburanti come benzina e gasolio. Per il jet fuel, riporta il Mimit, permane invece un significativo deficit produttivo, nonostante nel 2026 la produzione sia aumentata di circa il 30%. In questo quadro, il sistema industriale nazionale potrebbe contribuire a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti non solo dell’Italia, ma anche dell’Europa.

Piazza del Popolo si apre alla città con il Forum “Aperti”

Roma, 8 ott. (askanews) Per sei giorni, dal 9 al 14 ottobre, Piazza del Popolo diventa la piazza di tutti. Confesercenti porta nel cuore di Roma “Aperti” Forum 2026, con l’obbiettivo di creare uno spazio utile al confronto e al dibattito aperto a tutti. Non solo un appuntamento per le imprese o le istituzioni bensì uno spazio cui chiunque può accedere senza alcuna distinzione.

La sera la piazza si accende con la musica e lo spettacolo. Ci saranno The Kolors, Noemi, Rocco Hunt e tanti altri artisti, fino alla serata con Enrico Brignano, tutti con ingresso libero e con la conduzione di Rudy Zerbi, che del Forum è anche il direttore artistico.

L’intervista a Rudy Zerbi, conduttore e direttore artistico del Forum: “Abbiamo pensato di alternare momenti di confronto con quelli istituzionali e politici, tutto sotto il grande tema della cultura. A proposito di cultura, c’è anche la musica. La sera ci saranno degli spettacoli con cantanti molto popolari, amati dai giovani, che saranno lì proprio per cercare di far arrivare più gente possibile e condividere momenti di felicità e di gioia. L’immagine che abbiamo voluto dare al forum è la stessa immagine che si potrebbe trovare in qualsiasi borgo o paese di cui stiamo parlando. Quindi un’immagine popolare, dove ci sono persone che vivono la vita di tutti i giorni e che possano popolare Piazza del Popolo come se fosse un borgo”.

Durante il giorno, invece, si parla di futuro e ci si confronta sui temi che stanno a cuore a commercianti e cittadini: Il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, incontra i leader politici Elly Schlein, Segretaria del Partito Democratico, Giuseppe Conte, Presidente del Movimento 5 Stelle, Antonio Tajani, Segretario Nazionale di Forza Italia e Vicepresidente del Consiglio, Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste della Repubblica Italiana, Marina Elvira Calderone, Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Galeazzo Bignami, Membro della Camera dei deputati, Carlo Calenda, Segretario di Azione, Maurizio Lupi, Leader di Noi Moderati, Nicola Fratoianni, Segretario di Sinistra Italiana e leader di AVS, Angelo Bonelli, Portavoce di Europa Verde e deputato di AVS, e Paolo Barelli, Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento.

A seguire Aldo Cazzullo presenta il suo nuovo libro “Quando l’Italia rinacque – Il nostro Rinascimento”. Spazio anche alla sfida-opportunità dell’intelligenza artificiale: i laboratori di Confesia accolgono chiunque voglia imparare a utilizzare l’intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni e nel lavoro. Non mancano i momenti per le famiglie con le performance domenica pomeriggio di talent e performers straordinari da tutto il mondo

Tradizione e innovazione, confronto e divertimento: una piazza davvero aperta.

Il Consumer Electronics Show debutta a Milano il 21 ottobre

Roma, 8 ott. (askanews) – Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese innovative, attrazione di capitali esteri e sviluppo delle tecnologie di frontiera. Sono questi i temi al centro della conferenza stampa svoltasi oggi a Palazzo Piacentini per la presentazione del “CES Unveiled Milan”, l’evento che il prossimo 21 ottobre porterà per la prima volta in Italia, negli spazi dell’Allianz MiCo, l’edizione europea del Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente di Agenzia ICE Matteo Zoppas, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini (in videomessaggio), il vicepresidente di Confindustria Fausto Bianchi, il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, il colonnello dell’Aeronautica Militare Walter Villadei, la President & CEO di CTA Kinsey Fabrizio (in videomessaggio) e la senior director Global Programs Janenne Remondino.

Promossa da Agenzia ICE e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), in stretta sinergia con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e Fondazione Fiera Milano, in collaborazione con la Consumer Technology Association (CTA) americana, l’iniziativa si inserisce in un percorso strategico volto a posizionare l’Italia tra i principali hub tecnologici mondiali.

“Portare il grande appuntamento del CES in Italia è motivo di orgoglio e rappresenta la certificazione di come il nostro Paese sia sempre più attrattivo. Il CES è un grande palcoscenico dell’innovazione che ci consentirà di dimostrare come l’Italia sia la sede ideale dove investire nella grande sfida del futuro, con le sue startup, con le sue imprese innovative, con la sua rete di distretti industriali vocati all’economia digitale”, dichiara Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy.

Dichiara Matteo Zoppas, presidente di Agenzia ICE: “Portare il CES in Italia significa avvicinare le nostre imprese alle frontiere dell’innovazione mondiale. Grazie alla collaborazione con ICE, il CES di Las Vegas, punto di riferimento globale per le tecnologie più avanzate di prodotto e di processo, avrà un’edizione anche nel nostro Paese. Un’opportunità strategica per il sistema produttivo italiano: confrontarsi con le migliori tecnologie del mondo, valutare l’adozione di soluzioni innovative, per aumentare produttività e competitività e conquistare nuove opportunità sui mercati internazionali. Ma c’è anche un’altra grande opportunità: per startup e PMI espositrici, entrare nell’ecosistema internazionale del CES significa poter accedere a una vetrina globale, creare connessioni con grandi gruppi industriali, attrarre l’interesse degli investitori e aprire nuove prospettive di crescita”.

“In un mondo che cambia rapidamente, innovazione, ricerca e nuove tecnologie sono le condizioni indispensabili per difendere e rafforzare la nostra competitività. Non possiamo limitarci a utilizzare o regolamentare le tecnologie del futuro. Dobbiamo essere capaci di svilupparle, produrle e industrializzarle in Italia e in Europa”, dichiara il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, intervenendo in videomessaggio.

“In passato il CES di Las Vegas è stato molto utile per dare alle nostre PMI una spinta concreta verso l’innovazione. Averlo per la prima volta in Italia è un riconoscimento importante per la nostra industria e per le nostre piccole e medie imprese, che stanno dimostrando di saper competere nel mondo: nel 2025 l’export italiano ha raggiunto il record di 643 miliardi di euro e nel primo semestre 2026 è cresciuto del 4,5% in valore. Dobbiamo continuare su questa strada investendo in innovazione, ricerca e tecnologie e accompagnando le imprese, a partire dalle più piccole, sui mercati internazionali. Per le PMI l’innovazione è essenziale per trasformare le competenze in crescita, produttività e nuovi posti di lavoro”, dichiara Fausto Bianchi, Presidente della Piccola Industria e Vice Presidente di Confindustria.

“Portare per la prima volta CES Unveiled in Italia rappresenta una grande opportunità per il sistema Paese: significa mettere le nostre imprese e startup in contatto con uno dei principali ecosistemi internazionali dell’innovazione e, allo stesso tempo, mostrare al mondo le competenze che l’Italia esprime nella tecnologia, nella ricerca e nell’industria. Il 21 ottobre, ad Allianz MiCo, Milano entrerà nel circuito internazionale del CES, creando un collegamento diretto con Las Vegas e con una rete globale di imprese, investitori e innovatori”, dichiara Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano. “È un risultato costruito grazie a un grande lavoro di squadra, a partire da Agenzia ICE e dal Presidente Matteo Zoppas, che ringrazio, e reso ancora più significativo dal sostegno del Ministro Adolfo Urso. Il CES arrives in un territorio che esprime un ecosistema dell’innovazione particolarmente forte: la Lombardia concentra il 27% delle startup innovative italiane e mette in relazione tecnologia, ricerca, università, industria e manifattura avanzata. È questa capacità di costruire connessioni tra competenze diverse che oggi rende competitivi i territori e rafforza il sistema Paese. Come Fondazione Fiera Milano abbiamo voluto fare un passo ulteriore: fare in modo che l’arrivo del CES producesse un impatto che andasse oltre la giornata del 21 ottobre e oltre Allianz MiCo. Per questo abbiamo coinvolto istituzioni, università, imprese e associazioni in un programma diffuso di iniziative in città. Le fiere sono piattaforme nelle quali l’innovazione incontra il mercato, si costruiscono relazioni e si aprono nuove opportunità internazionali. Un grande evento come CES Unveiled deve lasciare al territorio nuove relazioni per le imprese, occasioni per le startup, connessioni con università e ricerca e una maggiore capacità di attrarre investimenti, competenze e innovazione. È così che un grande evento diventa valore per il territorio e per il Paese”.

L’appuntamento del 21 ottobre all’Allianz MiCo vedrà la partecipazione di 100 aziende e startup italiane altamente qualificate, in rappresentanza di 20 differenti ambiti tecnologici. Il comparto con la presenza più consistente è l’Intelligenza Artificiale, rappresentato da 28 realtà, affiancato da settori strategici come l’Aerospazio (13 imprese), l’Internet delle Cose (IoT), la Digital Health e i nuovi sistemi di mobilità connessa e autonoma. L’evento offrirà alle imprese un’area espositiva dedicata e sessioni strutturate di incontri B2B e pitching con grandi gruppi industriali, incubatori e 200 investitori internazionali provenienti da 25 Paesi.

Musica e impresa: grande partecipazione al MEI 2026

Roma, 8 ott. – Ha registrato un’ottima affluenza di pubblico, artisti e addetti ai lavori il debutto ufficiale di “Musicista Imprenditore?”, il progetto ideato e fondato da Elisa De Matteis, presentato in anteprima nel corso della kermesse del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) 2026 a Faenza.

Nel corso del talk ufficiale, seguito da numerosi operatori del settore, è stato acceso il faro su un tema cruciale per la scena indipendente contemporanea: la necessità di unire il talento artistico a competenze manageriali solide, strategie di marketing mirate e a un business plan strutturato, superando la fase del “fai-da-te” improvvisato.

Al centro dell’incontro vi è stata la presentazione del videocorso “Diventa Imprenditore della tua musica”, un percorso formativo completo in 19 moduli progettato per fornire agli artisti gli strumenti concreti indispensabili per valorizzare la propria professionalità nel mercato odierno.

“Siamo estremamente soddisfatti dell’accoglienza ricevuta qui al MEI 2026”, dichiara Elisa De Matteis. “La risposta di artisti, band e operatori del settore conferma che c’è una forte e reale esigenza di cambiamento: i musicisti non vogliono più affidarsi al caso, ma cercano metodi concreti, competenze digitali e strumenti di business plan per trasformare la propria passione in una professione solida e duratura. Questo debutto a Faenza rappresenta solo il primo passo di un autunno ricco di appuntamenti”.

(Comunicato stampa)