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Albania, Rama: attori stranieri dietro le proteste violente

Roma, 20 ott. (askanews) – Il primo ministro albanese Edi Rama ha denunciato una “guerra ibrida” che, a suo avviso, è all’origine delle violente manifestazioni che da una settimana scuotono Tirana, in vista di una “marcia di solidarietà” dei docenti universitari a sostegno degli studenti. Ne dà notizia il sito del quotidiano francese Le Figaro.

Dopo diversi mesi di manifestazioni, per lo più non violente, contro un progetto di complesso turistico legato alla famiglia del presidente americano Donald Trump, da martedì scorso, sottolinea la testata transalpina, Tirana è sconvolta dalle violenze che hanno costellato le proteste degli studenti. Questi ultimi sono scesi in piazza per denunciare le pessime condizioni di studio e la corruzione, ma anche per chiedere le dimissioni del socialista Edi Rama, al potere dal 2013.

La violenza, ha sostenuto Rama, è “orchestrata da mani addestrate a tale scopo e alimentata dall’esterno, da attori stranieri — una realtà che sta diventando un tema di primaria importanza in tutta Europa”. L’obiettivo di queste “mani che si sono intromesse” nelle manifestazioni, secondo il primo ministro “assolutamente legittime”, è quello di “frenare il progresso del Paese” e di “bloccare il processo dei negoziati” per l’adesione di Tirana all’Unione europea.

Ucraina, Musk ha ordinato di rallentare Starlink usato da Kiev

Roma, 20 ott. (askanews) – Elon Musk ha ordinato di rallentare una versione di Starlink di livello militare su cui fa affidamento l’Ucraina, una decisione che ha scatenato il panico a Kiev e confusione all’interno dell’amministrazione Trump. A confermare la notizia, che si era già diffusa nei giorni scorsi, il sito del quotidiano statunitense The Wall Street Journal, che la attribuisce a funzionari statunitensi e persone informate sulla questione.

Sia Musk che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno espresso rabbia nei confronti dell’Ucraina per aver attaccato le raffinerie di diesel russe nelle ultime settimane. Attacchi che il presidente ritiene responsabili degli alti prezzi energetici. La scorsa settimana, Musk ha limitato la velocità con cui le apparecchiature ucraine potevano rimanere connesse alla rete satellitare, hanno riferito le fonti, rendendo praticamente inutilizzabili alcuni droni d’attacco e droni intercettori.

Dl cortei, Colle ferma super poteri militari. Meloni: nessuno minimizzi scontri

Roma, 20 ott. (askanews) – Riunioni fino a un minuto prima del Consiglio dei ministri, che infatti comincia con circa un’ora di ritardo. E un incontro con Sergio Mattarella del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano che, pur programmato da tempo insieme al commissario per l’edilizia penitenziaria, diventa l’occasione per chiudere il cerchio sull’asse palazzo Chigi-Quirinale. Il governo vara il decreto legge che concretizza la stretta contro le violenze nei cortei fortemente voluta dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo le devastazioni avvenute in particolare a Milano nei giorni scorsi. Ma dalla “risposta ferma” dello Stato invocata dalla premier alla fine ‘esce’ la concessione di poteri di polizia giudiziaria ai militari inviati nelle città per ‘Strade sicure’, a cominciare proprio dal capoluogo lombardo dove ne arriveranno 500 in più fino alla fine dell’anno. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nega che ci sia stato uno stop del Colle, ma quella che viene definita come una semplice “interlocuzione” sarebbe in realtà stata determinante per evitare una misura che per molti sarebbe stata alla stregua della legge marziale.

Il Consiglio dei ministri dura solo una mezz’ora perché quando il decreto arriva sul tavolo della riunione i giochi sono ormai fatti. Intervengono a turno, ciascuno per la parte che lo riguarda, i ministri interessati dal provvedimento: oltre al titolare del Viminale, il Guardasigilli Carlo Nordio e il responsabile della Difesa, Guido Crosetto. Poi, è la stessa presidente del Consiglio – mentre è in corso la conferenza stampa per illustrare il provvedimento – a metterci la faccia con un video postato sui social di oltre sei minuti. Meloni elenca per titoli alcune delle novità contenute ma, soprattutto, invia un messaggio che ha come mittente le opposizioni. Le scene viste a Milano, dice, “sono inaccettabili” e “nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare”.

Nasce dunque – racconta la presidente del Consiglio – il reato di partecipazione violenta a manifestazioni che può comportare fino a 5 anni di carcere e una multa fino a 20mila euro, e si prevede che il fermo preventivo possa essere applicato anche ai minorenni. C’è poi una misura che Meloni sintetizza nello slogan ‘chi rompe paga’, che – nel caso di coinvolgimento di under 18 – vedrà l’onere del pagamento attribuito ai genitori.

La premier fa anche una rapida analisi di quello che definisce un fenomeno “nuovo” che vede protagonisti degli scontri di piazza, sottolinea, non solo “le frange antagoniste di sempre” che “a ogni corteo cercano lo scontro” ma anche “giovanissimi, moltissimi di loro minorenni arrivati in piccoli gruppi, convocati da un video sui social, ragazzi venuti in piazza per spaccare, rubare, filmarsi mentre lo fanno”. Nessun riferimento alla guerra ibrida su cui Crosetto e il leader della Lega, Matteo Salvini, hanno dimostrato già di avere visioni diverse. “È un fenomeno – afferma la premier – che dobbiamo affrontare con serietà anche per impedire che quelle immagini diventino un modello da imitare”.

Non è l’unica frase-slogan di Meloni nel lungo video social. “Non c’è niente di rivoluzionario nel devastare e nel rubare. Devastare e rubare non è protesta, è criminalità”, dice. O ancora: “Noi conosciamo le difficoltà di tanti giovani, sappiamo cosa significa cercare un lavoro, avere uno stipendio insufficiente, non vedere prospettive per il futuro” ma “il disagio non può diventare mai un alibi per la violenza”. Meloni distingue anche tra i protagonisti degli scontri e i lavoratori che, a vario titolo, stanno protestando “pacificamente” in questi giorni con conseguenze dirette anche sulla vita dei cittadini. “Penso agli agricoltori, agli autotrasportatori, ai lavoratori di ex Ilva, alle tante comunità che stanno attraversando movimenti difficili”, con cui “il governo dialoga e lavora per trovare soluzioni”.

Non manca anche una stoccata a Ilaria Salis, pur mai nominata. “Considero gravissimo – sostiene – che i rappresentanti delle istituzioni arrivino a pubblicizzare i riferimenti per ottenere assistenza legale gratuita dopo le devastazioni di Milano”. La conclusione è però un appello a tutte le forze “indipendentemente dalle idee politiche” a “stare dalla parte della legalità, della libertà, del rispetto delle regole”.

Cortei, allarme di Crosetto su "guerra ibrida". Salvini lo liquida: ‘Basta…’

Roma, 20 ott. (askanews) – Dietro le violenze che si sono verificate nelle manifestazioni di protesta dei giorni scorsi scorsi c’è una strategia di “guerra ibrida”? Il tema è stato sollevato oggi dal ministro della Difesa Guido Crosetto, ma liquidato senza giri di parole dal collega di governo e vicepremier Matteo Salvini.

“I fatti di Milano e di altre parti – ha detto Crosetto intervenendo al forum sul procurement della difesa – sono una cosa profondamente diversa da quelli che abbiamo vissuto in altre epoche, profondamente. E sono il frutto di una cosa che inascoltato richiamo da anni: che è la guerra ibrida che qualcuno sta portando alle nostre nazioni con strumenti non convenzionali che si chiamano Tik tok, social, YouTube senza che l’Occidente se ne renda conto, in qualche modo reagisca”. Crosetto ha avvertito che molti ragazzi che hanno partecipato ai fatti “hanno in questi anni subito una controeducazione da qualche parte, non solo le famiglie, che sono un luogo in cui passano più tempo, non è neanche la scuola, che in qualche modo gli ha dato punti di riferimento, valori, ambizioni, visioni del mondo in conflitto col mondo in cui vivono, una società in cui viviamo”. “Stiamo combattendo una guerra ibrida che nessuno di noi ha mai combattuto e che subiamo”, è l’allarme lanciato da Crosetto: “La mia più grande preoccupazione oggi, più di quella fisica, è la capacità che ormai hanno alcune nazioni, dopo aver studiato con gli algoritmi le menti dei nostri giovani, di conoscerli molto meglio di ognuno di noi e di influenzarli”.

Alle parole del titolare della Difesa si è allineato il responsabile del Viminale Matteo Piantedosi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri: “Se Crosetto ha detto queste cose si vede che ha degli elementi di analisi che non vanno sottovalutati”. Per Piantedosi “abbiamo assistito a fenomeni e situazioni nei quali si è manifestata un’apparente spontaneità di massa da parte di gruppi di giovani, che si sono mossi nel modo che abbiamo visto. Tuttavia, le modalità con cui queste persone sembravano essere attivate e organizzate fanno sorgere interrogativi: appare quantomeno singolare che quanto accaduto non possa essere ricondotto a qualche forma di organizzazione”.

Anche i centristi della maggioranza la pensano come Crosetto “Condivido l’allarme: quanto accaduto a Milano dimostra che non possiamo sottovalutare il ruolo dei social nella formazione dei più giovani e l’influenza che algoritmi e piattaforme possono esercitare sui loro comportamenti”, dichiara Alessandro Colucci, deputato di Noi Moderati e presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Sicurezza Informatica e Tecnologica. “Quanto accaduto a Milano e in altre città italiane non è il frutto di un normale disagio sociale né può essere letto con le categorie del passato. Sostengo fin dalle prime ore in cui si consumavano gli eventi che tutti abbiamo potuto vedere che siamo di fronte a un qualcosa di strano, sicuramente di non ordinario, a forme ibride di destabilizzazione dei nostri Paesi condotte non i carri armati ma con gli algoritmi, attraverso piattaforme come TikTok e i social, e che prendono di mira la parte più fragile e preziosa delle nostre società: i giovanissimi”, conferma Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato.

Di linea completamente diversa è invece Salvini. Il leader leghista non crede a una ‘regia’ dietro gli episodi di violenza e saccheggi. “Ho letto cose strambe… i russi… No, basta…”, liquida la questione parlando con i giornalisti a Milano.

Intanto oggi è stato incardinato in Senato il disegno di legge sullo ‘scudo democratico’ presentato da Azione che “affronta la guerra ibrida condotta contro le libertà costituzionali e il voto degli italiani”, spiega il leader Carlo Calenda, chiedendo di approvarlo “presto”.

AUBAC presenta il Bilancio di Sostenibilità 2025

Roma, 20 ott. (askanews) – Rendere trasparente l’impatto della pianificazione sulla sicurezza dei cittadini, l’ambiente e lo sviluppo sostenibile. Con questo obiettivo AUBAC (l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale) ha presentato il suo primo Bilancio di Sostenibilità, che si riferisce all’esercizio 2025. Il documento, redatto con il contributo metodologico del Dipartimento di Diritto ed Economia dell’Impresa della Sapienza Università di Roma, affianca ai dati finanziari l’analisi delle dimensioni ambientali, sociali e di governance, collegando le attività agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

“Il bilancio che oggi presentiamo ha tre obiettivi. Il primo è rendere conto delle attività che svolgiamo e dei risultati che intendiamo conseguire per la sostenibilità e lo sviluppo economico e culturale del territorio che gestiamo. Il secondo è rendere comprensibile un lavoro molto tecnico: la possibilità di spiegarlo e renderlo più accessibile è di tutto vantaggio per chi deve prendere decisioni informate e migliori. Il terzo riguarda la possibilità di migliorare noi stessi: fissare obiettivi e indicatori ci consente di mettere a fuoco il nostro lavoro, ascoltare le necessità degli stakeholder e orientare le nostre attività verso un miglioramento continuo” ha dichiarato Marco Casini, Segretario Generale di AUBAC.

Centrale nel Bilancio è l’innovazione tecnologica, a partire dalla piattaforma WebGIS-Digital Twin, che integra cartografie e dati satellitari per rendere le informazioni accessibili a cittadini e amministrazioni, affiancata dal progetto Plasticentro per contrastare l’inquinamento da plastica nei fiumi.

“Abbiamo trasferito tutto il nostro sapere e le informazioni, provenienti da tutti gli attori istituzionali del territorio, su una piattaforma digitale continuamente aggiornata e consultabile. Questo consente di mettere assieme e sovrapporre tutte le informazioni utili, permettendo di prendere decisioni profonde, rapide e informate e dando così la possibilità, a ciascuno degli attori, di svolgere al meglio le proprie attività” ha aggiunto Casini.

“A questa Autorità di bacino va riconosciuta un’importante valenza politico-strategica, grazie alla visione che la dirigenza è riuscita a esprimere. Attraverso la digitalizzazione sono stati connessi non solo i dati, ma anche le diverse autorità che si occupano di risorse e politiche idriche, creando un sistema che a mio parere rappresenta un modello per tutto il Paese” ha concluso Annamaria Barrile, Direttore Generale di Utilitalia.

L’iniziativa segna così un passo fondamentale verso una governance dell’acqua sempre più digitale e partecipata, in grado di trasformare i dati di pianificazione in tutela concreta del territorio.

Nordio: con il nuovo decreto sicurezza estesa l’imputabilità dei minori

Roma, 20 ott. (askanews) – “Il primo articolo riguarda l’estensione, o meglio, la tipizzazione della presunzione di capacità di intendere e di volere, vale a dire l’imputabilità del minore. Il minore è imputabile, in linea generale, quando commette un reato a partire dai quattordici anni, ferma restando la disciplina prevista dal codice penale in materia. Avevamo già inserito questa presunzione di imputabilità in un disegno di legge e ne avevamo parlato proprio in questa sede. Oggi, invece, la disposizione viene inserita nel decreto-legge e acquista quindi efficacia immediata. Per il resto, il contenuto è esattamente quello di cui avevamo parlato in precedenza”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al termine della riunione del Consiglio dei ministri, presentando a Palazzo Chigi lo schema del decreto legge approvato dal governo in materia di sicurezza.

Spotify, video podcast in crescita: arrivano novità per i creator

Milano, 20 ott. (askanews) – I video podcast crescono in Italia e cambiano le prospettive per chi crea contenuti. In un anno le ore di visione su Spotify sono aumentate del 97% e gli utenti mensili che scelgono il video sono oltre il 40% in più di prima. Il nostro Paese è così il sesto per adozione di video podcast.

In questo scenario, Spotify ha annunciato l’arrivo dello Spotify Partner Program e di Memberships, strumenti per chi crea contenuti, così che possa monetizzazione di più e rafforzare il rapporto con il pubblico. Novità presentate durante Spotify NEXT e Video Podcast Club, al Teatro Elfo Puccini di Milano, dove sette show hanno incontrato dal vivo i propri fan.

Le parole di Francesco Buccino, Podcast Solutions Manager, Southern Europe di Spotify: “Sono nuovi programmi che vanno a rispondere a due fenomeni che stiamo vedendo nel mondo del podcast, in particolare in Italia. Spotify Partner Program nasce come risposta a questa crescita esplosiva del video. Abbiamo visto i dati, in Italia il consumo di video podcast è raddoppiato, più 97%, in solo un anno: il trend del video podcast che sta esplodendo e il programma Spotify Partner Program è stato appunto pensato per far sì che i creator lo possano sfruttare al meglio. Da una parte gli utenti premium potranno guardare video podcast nel modo che hanno sempre voluto, senza interruzioni, e dall’altra i creator hanno ora il vantaggio di una nuova fonte di revenue, anche più stabile rispetto alla sola pubblicità o alle sole sponsorship, da combinare appunto con pubblicità e sponsorizzazioni. Sicuramente rappresenta un’opportunità di reddito in più”.

Ai ricavi pubblicitari si affiancano nuove opportunità di guadagno legate alle ore di visione degli utenti Premium, che guardano senza pubblicità. Per quanto riguarda Memberships, invece, si potranno proporre contenuti esclusivi, episodi speciali e accessi anticipati ai propri sostenitori, generando nuovi ricavi.

Elisa De Marco, Elisa True Crime, ha aggiunto: “Il rapporto con la mia community si sta evolvendo sempre di più perché questi contenuti stanno diventando sempre più trasversali. Le persone possono usufruire dei video podcast in modi sempre più disparati, ed è una cosa che mi fa molto piacere perché in questo modo possono passare più tempo in compagnia dei contenuti che creo”.

L’evento è stato l’occasione per presentare questo nuovo programma e gli episodi registrati saranno disponibili in formato video su Spotify entro la fine dell’anno.

Catania crea impresa, mezzo milione per idee e start-up

Roma, 20 ott. (askanews) – È il give back che anima “Catania Crea Impresa”. Restituire crescita, generare futuro. Il progetto avrà come punto di riferimento il Palazzo delle Poste, al centro della città etnea. La selezione e il percorso di accompagnamento – supportato da DBHub della famiglia siciliana Di Bella e Wylab della famiglia Gozzi di Chiavari – si concentrano sull’individuazione di iniziative da inserire in due percorsi complementari: l’incubazione per le idee e l’accelerazione per le start-up. Basterà accedere alla piattaforma cataniacreaimpresa.it e candidarsi per partecipare alle selezioni per trasformare idee in imprese e per potenziare la crescita delle start-up: su di esse saranno destinati 515mila euro grazie alla misura regionale a sostegno dello sviluppo imprenditoriale sul territorio siciliano.

L’incubazione supporterà l’intuizione da verificare e validare, aiutando i team a definire proposte di valore, a confrontarsi con il mercato e costruire le basi del progetto d’impresa. A ogni impresa costituita e incubata andranno contributi de minimis di 15mila euro, formazione, mentoring, network con aziende e investitori lungo il percorso di business. L’accelerazione per startup già avviate consentirà di consolidarne il modello e affrontare una nuova crescita. Saranno dedicati servizi a supporto della crescita e scalabilità per 25mila euro e 30mila euro al termine del percorso in regime de minimis per l’implementazione del know-how post programma. La selezione identificherà le iniziative più promettenti, quelle orientate al business matching con partner che vivranno percorsi strutturati di sviluppo. Nell’aula magna del Rettorato dell’Università di Catania, ieri pomeriggio (lunedì 19 ottobre), ha aperto i lavori della presentazione il rettore Enrico Foti, spiegando che “la nascita di Catania Crea Impresa s’inserisce in una visione di sviluppo sulla quale stiamo lavorando concretamente, rafforzando il rapporto con la città, il networking con il mondo industriale e imprenditoriale attraverso la Fondazione Siciliae Studium Generale 1434 e valorizzando iniziative di open innovation”. “L’impresa è ardua – sottolinea Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana – la politica si deve rendere protagonista e interprete di quelle che sono le criticità del momento. Questo progetto strategico certifica l’attenzione da parte della politica rispetto alle esigenze dei giovani e delle start-up siciliane, è pensato per chi volesse scommettersi attraverso questa misura importante”. “Investiamo ancora su Catania, lo facciamo da quasi 30 anni – evidenzia Franz Di Bella, Founder & CEO di DBhub – vogliamo mettere a disposizione ciò che è stato già costruito per aiutare altri a lanciare nuove imprese e generare sviluppo duraturo in Sicilia. Lo faremo con Wylab, generando supporto per start-up familiari, team emergenti, corporate venture e talenti capaci di contribuire alla crescita innovativa nel nostro territorio”. Il Ceo Federico Smanio ha raccontato che Wylab, attiva da dieci anni a Chiavari, ha iniziato facendo incubazione di impresa: “il nostro piccolo ecosistema è cresciuto – ha detto Smanio – abbiamo realizzato progetti in Liguria, Romagna, Marche, Lazio, Piemonte. Questo in Sicilia è il coronamento di un percorso. Abbiamo le competenze, le capacità, lo spirito e la passione giusta per offrire opportunità a talenti, imprese e start-up di questa Isola”. Giulia Di Bella, Strategic Engagement Manager di DBhub, ha aggiunto “con DBhub e Wylab non inneschiamo solo un cambiamento, è una rivoluzione. Noi giovani cerchiamo opportunità reali e tangibili. Vogliamo metterci in gioco e trasformare le nostre conoscenze in valore per il territorio che non sia solo economico, ma anche sociale e culturale”. I giovani possono realizzare il proprio sogno custodito fino ad ora nel cassetto, rimanendo a Catania “che si mostra sempre in fermento – dice Enrico Trantino, sindaco della Città Metropolitana di Catania – non si adagia su se stessa, non vive sugli allori. Il progetto presentato metterà a frutto capacità e creatività. In un luogo iconico per la città, il Palazzo delle Poste, dove cresceranno esperienze vincenti nate da una giusta intuizione”. “Creare connessioni fra giovani e imprese con incubatori come questo consentirà non solo di valorizzare i talenti, ma di trattenerli e farli investire qui in Sicilia – ha concluso Fabrizio Fronterrè presidente dei Giovani Industriali di Confindustria Catania – ci dovrebbero essere molte iniziative come questa.” DBhub e Wylab condividono la convinzione che chi ha costruito successo possa contribuire a crearne altri. Le quattro direttrici di Catania Crea Impresa sono l’innovazione dentro le imprese familiari, per accompagnare la trasformazione di processi, prodotti, organizzazioni e modelli di business, l’innovazione che genera nuove imprese per sostenere team emergenti e startup con percorsi di incubazione e accelerazione, anche indipendentemente da esigenze immediate delle aziende esistenti; l’innovazione in cui investire per promuovere il corporate venture capital, mobilitando capitale di rischio delle imprese familiari verso startup e progetti ad alto potenziale; l’innovazione nelle persone per formare e attrarre talenti capaci di creare nuove imprese o di contribuire alla crescita innovativa delle aziende del territorio. L’ambizione del progetto strategico è creare condizioni favorevoli perché i talenti possano scegliere di restare in Sicilia, o di arrivarvi per costruire il proprio futuro. Con il rafforzamento dell’ecosistema imprenditoriale siciliano nel medio e lungo periodo si punta a rendere il territorio più attrattivo per nuove risorse, collaborazioni e investimenti.

AMR e vaccini 2026, la sfida della pandemia silenziosa

Roma, 20 ott. (askanews) – Un’ occasione di confronto tra istituzioni, società scientifiche e politica per attenzionare la minaccia della resistenza antimicrobica. Presso la Sala degli Atti Parlamentari si è tenuto l’incontro “AMR e Vaccini 2026”. Obbiettivo della giornata esplorare quelle che sono le ultime evidenze scientifiche ed al contempo esaminare le nuove terapie antimicrobiche.

Le parole di Maurizio Sanguinetti, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS: “Quello che noi cerchiamo di fare è fare la miglior diagnosi possibile nel minor tempo possibile, nel modo più accurato possibile. In questo modo si riducono i consumi inutili di antibiotici e quindi si può ridurre la pressione selettiva sui microorganismi. E questo è il motivo per cui una diagnostica accurata e rapida è particolarmente utile nei confronti di questo problema”.

Ampio spazio è stato riservato ai vaccini e al modello dell’Early Access per gli antimicrobici innovativi, con il fine ultimo di prevenire e agevolare l’accesso dei pazienti alle nuove terapie.

L’intervista a Massimo Andreoni, Università degli Studi di Tor Vergata: “La richiesta è molto semplice: una volta che il CIHMP, cioè che l’ente di certificazione europeo, dice che quegli antibiotici possono essere antibiotici e antifungini, quindi antimicrobici per meglio dire, possono essere utilizzati per uso umano, bisogna averli rapidamente a disposizione per poi poterli utilizzare subito e lasciare che l’iter della trattativa con l’AIFA proceda nei tempi dovuti. Questo credo che sia un argomento, come dicevo, etico e indispensabile”.

Il commento di Fabrizio Pregliasco, Università degli Studi di Milano: “La vaccinazione ormai è per la vita con tanti appuntamenti, in particolare per i fragili. Ma vaccinarsi vuol dire evitare occasioni di uso incongruo degli antibiotici, per esempio durante la stagione invernale con l’influenza, è noto che il 30-40% delle somministrazioni di antibiotici è incongruo. L’uso di antibiotici, quando non serve, alimenta il problema che a noi sta molto a cuore, ossia quello dell’antibiotico resistenza”.

Affinchè si possano ottenere risultati concreti, sarà necessaria un’integrazione completa tra Servizio Sanitario Nazionale, innovazione, prevenzione e governance, per poter guardare al futuro con ottimismo e tutelare la salute della comunità.

Meloni: a Milano violenze inaccettabili, nessuno minimizzi. Nuovo reato per contrastarle

Roma, 20 ott. (askanews) – “Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città italiane nel fine settimana: negozi saccheggiati, vetrine distrutte, forze dell’ordine aggredite. Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare per questo oggi il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto con nuove misure per prevenire e contrastare queste violenze”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social.

“Nasce un nuovo reato, la partecipazione violenta a una manifestazione” afferma nel video pubblicato sui social in cui illustra le misure presenti nel nuovo decreto varato dal Cdm.

“Tradotto, se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere, fino a 20 mila euro di multa. Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno, la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo”, sottolinea.

Con una delle misure previste dal decreto varato dal Consiglio dei ministri “applichiamo un principio semplice, chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori” afferma Meloni riguardo al nuovo decreto varato dal Cdm.

“Come funziona? Se il danno – spiega la premier – è a un bene pubblico, una pensilina, un semaforo, una camionetta, il prefetto manda a casa l’ingiunzione di pagamento. Se il danno è a un privato, una vetrina, un negozio, un auto, il proprietario va dal giudice ottiene un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. Certo ci si potrà opporre, ma intanto i genitori di quel ragazzo che si è divertito a spaccare tutto dovranno pagare e chi ha subito il danno potrà rivalersi su tutto, sui beni di quella famiglia, anche sui soldi che lo Stato eventualmente le deve”.

Ok al nuovo decreto sicurezza. Rilievi del Quirinale ai compiti di poliza giudiziaria ai militari

Roma, 20 ott. (askanews) – Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge recante ‘Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile’.

A quanto si apprende, il Quirinale ha sollevato un’unica eccezione alle bozze del decreto cortei, a proposito della possibilità di dare compiti di polizia giudiziaria ai militari. Su questo c’è stato fino all’ultimo un’interlocuzione tra gli uffici di Palazzo Chigi e il Quirinale.

Meloni: a Milano violenze inaccettabili, nessuno può minimizzare o giustificare

Roma, 20 ott. (askanews) – “Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città italiane nel fine settimana: negozi saccheggiati, vetrine distrutte, forze dell’ordine aggredite. Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare per questo oggi il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto con nuove misure per prevenire e contrastare queste violenze”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social.

Cortei, Vannacci festeggia 58 anni e mostra muscoli: contro violenti pugno duro

Roma, 20 ott. (askanews) – Nel giorno del suo 58mo compleanno e a poche ore dal Cdm che licenzierà un nuovo decreto contro la guerriglia urbana, Roberto Vannacci ha annunciato la ‘ricetta’ di Futuro nazionale contro i responsabili delle violenze di piazza: “il pugno duro”. Nel corso di una conferenza stampa negli uffici di Futuro Nazionale a Montecitorio, in collegamento da Strasburgo, il generale ha presentato una nuova proposta di legge firmata FnV contro il “terrorismo di piazza” che ha invaso le città.

“Non vogliamo imitare i francesi che fanno ricorso al coprifuoco, ma dobbiamo fronteggiare un’emergenza. Lo Stato deve proteggere i cittadini onesti, la libertà di manifestazione è sacrosanta, ma subordinata al rispetto della sicurezza e della salute pubblica”, ha spiegato il leader di Futuro nazionale. “Chi aggredisce la polizia porta il terrorismo in piazza, per noi questo è terrorismo di piazza e la risposta deve essere solo il pugno duro”, ha aggiunto.

Vannacci ha ricordato che a “Milano sono stati devastati negozi come ‘Champion’. Strano che non sono stati presi d’assalto panetterie e alimentari. La fame di giustizia sociale passa dalle sneaker firmate”. Il generale ha poi messo sull’avviso i violenti che saccheggiano le città italiane: “Li conosciamo, hanno un nome e un cognome si chiamano collettivi studenteschi, centri sociali, black block, maranza, baby gang. Ma con Futuro nazionale saremo noi a terrorizzare i delinquenti e i criminali, li andremo a prendere uno a uno nelle case, nelle scuole e gli faremo pagare i danni”.

Sul decreto annunciato per il Consiglio dei ministri di questo pomeriggio, ha detto che Futuro nazionale “ha sempre votato i provvedimenti del governo ritenuti idonei. Vedremo cosa faremo. Speriamo che non inseriscano cose che non possiamo accettare, altrimenti sarà l’ennesimo provvedimento placebo, ma se ce ne accorgeremo, non potremo essere d’accordo”.

La proposta di legge sottoscritta dai deputati di Futuro nazionale, Ziello, Ravetto, Calderone, Davide Bergamini, Bof, Furgiuele, Pierro, Pozzolo, Sasso prevede tra i principali punti le restrizioni alle manifestazioni e sanzioni più severe; l’impiego dell’esercito nelle manifestazioni; pene di almeno sei anni di carcere per certi reati commessi durante le manifestazioni; la tutela delle forze dell’ordine grazie a uno scudo penale; l’ampliamento delle tutele per chi usa le armi; la revoca della cittadinanza italiana per chi commette reati.

Centrosinistra, Conte: primarie non duello rusticano, spero altri candidati

Roma, 20 ott. (askanews) – Le primarie del centrosinistra non devono diventare un “duello rusticano” e Giuseppe Conte assicura il proprio “impegno” per evitare questo esito. Il leader M5s lo ha detto parlando alla Coldiretti. “Ormai primarie siano, e primarie saranno”, ha affermato. Ma, ha aggiunto, “che non siano quelle primarie in cui si confrontano due o più partiti in modo asfittico. Questa è stata sempre la preoccupazione espressa da una parte dell’elettorato del fronte progressista” e anche da “autorevoli esponenti”.

“Una preoccupazione – ribadisce Conte – che io non ho lasciato cadere invano, ci ho ragionato su e ho capito che rischiavamo – rischiamo ancora! – di andare verso una prospettiva che potrebbe essere oggettivamente divisiva”. Questo anche “al di là dell’impegno – e il mio è garantito! – perché non ci sia un clima da conta finale e da scontro”.

Conte, quindi, ha concluso: “E’ evidente che se ci sono due leader di partito… Io mi auguro che ci siano altri candidati, proprio perché non ci sia diciamo questo duello, questo confronto, questo duello rusticano”. Bisogna evitare di essere “schiacciati su una rivalità che potrebbe far male”.

Il governo francese conferma il coprifuoco nelle principali città

Roma, 20 ott. (askanews) – Il governo francese ha confermato il coprifuoco notturno in alcune zone di Parigi, a Lione, Bordeaux e Nizza, dopo una notte trascorsa senza incidenti: lo ha annunciato il premier francese, Sébastien Lecornu, sul proprio profilo di X.

I coprifuoco mirati “hanno contribuito alla tranquillità di questa notte e nuovi coprifuoco saranno disposti laddove la situazione lo richieda”, ha spiegato il premier; la polizia e la gendarmeria hanno poi confermato che la nottata è trascorsa senza criticità in tutta la Francia.

La Prefettura di Polizia ha annunciato l’istituzione di un nuovo coprifuoco in alcuni settori della capitale, dalle 23 di martedì alle 6 di mercoledì. Tale divieto di circolazione, analogo a quello in vigore ieri, riguarderà Place de la République e la zona di Les Halles, secondo quanto riferito dalla stessa fonte.

Un’altra ordinanza vieta “qualsiasi assembramento non dichiarato” dalle 20 di martedì alle 6 di mercoledì, in particolare nelle zone circostanti l’Eliseo, l’Assemblea nazionale, il Senato, gli Champs-Élysées, Châtelet, Place Vendôme e le stazioni ferroviarie.

A Lione, prorogato per martedì il coprifuoco nel centro città a partire dalle 21; a Bordeaux è stato istituito un coprifuoco per i minori non accompagnati da un rappresentante legale, valido dalle 22 alle 7 fino a lunedì 26 ottobre, “nelle aree particolarmente colpite dai saccheggi del 17 ottobre”; infine, a Nizza, nelle zone del centro città, della Vieux-Nice e di Trachel-Gare du Sud, fino a domenica 25 ottobre è stato introdotto un coprifuoco per i minori, dalle 21 alle 6.

Il giudice: dopo i disordini a Milano c’è un altissimo rischio di nuove violenze

Roma, 20 ott. (askanews) – Restano in carcere 4 dei 5 maggiorenni arrestati dopo gli scontri avvenuti sabato scorso tra piazza Duomo e le vie del centro di Milano. Lo ha deciso il gup Fabrizio Felici convalidando gli arresti e disponendo la misura cautelare in carcere per i 4 giovani accusati di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata.

Per un quinto maggiorenne, accusato soltanto di resistenza pluriaggravata e difeso dall’avvocato Guido Guella, il giudice ha invece disposto gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

La procura diretta da Marcello Viola aveva chiesto per tutti i 5 maggiorenni arrestati dopo gli scontri la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere.

Il gip di Milano, Fabrizio Felici, nell’ordinanza di convalida degli arresti dei 4 maggiorenni, accusati di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata, avverte che il rischio che le violenze si ripetano è “altissimo”.

“Il rischio che ciò possa accadere di nuovo nel breve termine è altissimo, bastando considerare che il giorno successivo ai fatti, domenica 18 ottobre, si è creata una situazione analoga e che già dal giorno successivo si sono diffuse nuove convocazioni via social (dagli account Italia in piazza e Movimento 17 ottobre, sui quali, pure, sono in corso indagini) con le quali si invitano i giovani a rendere ‘permanente’ la mobilitazione e a mantenere un profilo decisamente violento e insurrezionale”, scrive il gip di Milano, Fabrizio Felici, nell’ordinanza.

“E’ evidente, dal proseguire del battage via social per convocare altre proteste nei prossimi fine settimana, che è in atto un preciso progetto di destabilizzazione dell’ordine pubblico, che conta proprio sulla spontanea partecipazione di molti giovani che trovandosi in quella situazione di sfogo collettivo di rabbia e violenza, perdono completamente il controllo dei propri impulsi e diventano propria volta attori violenti e antisociali, agendo in totale contrasto con i valori della nostra Costituzione che, al contrario, delinea un assetto sociale e istituzionale imperniato sul ripudio della violenza e sulla libera dialettica degli attori politici secondo il metodo democratico”, scrive il gip di Milano.

Secondo il giudice, inoltre, “è più che plausibile che l’autoconvocazione via social della protesta fosse già preordinata alla realizzazione delle violenze, sotto un’insegna volutamente generica e indeterminata di istanze sociali varie, dall’aumento dei carburanti al carovita in generale, si che l’organizzazione delle proteste non sembra ruotare intorno a una specifica istanza sociale, bensì perseguire il deliberato scopo di dare sfogo a una violenza indiscriminata e incontrollata”.

Esce "Binari", il nuovo singolo di Francamente: un’ode alla vita

Roma, 20 ott. (askanews) – Esce venerdì 23 ottobre “Binari”, il nuovo singolo di Francamente per Carosello Records, definito dall’artista un’ode alla vita e alla sua imprevedibilità, a quel movimento necessario e continuo che la e ci attraversa.

La canzone sarà contenuta nel vinile di Bitte Leben, l’album d’esordio della cantautrice, che per la prima volta esce in formato fisico e sarà disponibile dal 13 novembre.

Il vinile contiene anche un’altra sorpresa: un’esclusiva e intensa versione live di “Se potessi”, uno dei brani più personali del disco, registrata al Locomotiv di Bologna in una delle prime date del tour con cui Francamente ha portato dal vivo in tutta Italia il suo primo album.

“Binari” è il brano perfetto per chiudere il percorso di Bitte Leben, un disco che è stato capace di entrare nel cuore e nell’anima di chi lo ha ascoltato, sia del pubblico che della critica, che lo ha inserito nella cinquina dei finalisti alle Targhe Tenco 2026 nella categoria Miglior Album Opera Prima. Un riconoscimento prezioso che porterà Francamente a esibirsi sul palco del Teatro Ariston a Sanremo durante il Premio Tenco 2026, insieme agli altri finalisti, proprio venerdì 23 ottobre, giorno di uscita del nuovo singolo.

Binari è nato – così come tutto Bitte Leben – dal lavoro quotidiano e artigianale in studio con il produttore Goedi. Una canzone in cui l’artista torinese (trapiantata poi a Berlino e ora di base a Milano) si muove con raffinatezza e potenza tra cantautorato e un’elettronica morbida e avvolgente, posando ancora una volta lo sguardo su ciò che a lei è più caro: i rapporti umani.

“‘Binari’ parla del movimento tra due persone che nel conoscersi sviluppano aspettative differenti l’una per l’altra”, racconta Francamente. “Il legame è lo stesso, eppure si creano visioni parallele a seconda del desiderio. Così iniziano a correre pensieri e sogni, procedono di stazione in stazione, creando realtà diverse non sempre destinate a incontrarsi”, aggiunge.

Binari è un ultimo, prezioso tassello che rinnova l’invito racchiuso in Bitte Leben fin dal suo titolo: lasciarsi sporcare e mescolarsi con la vita, accettandone i continui cambiamenti, le bellezze e gli inevitabili ostacoli, e abbracciando la relazione con l’Altro nella sua imprescindibile pluralità.

(copyright photo: Nicola Garzetti)

E’ stato presentato "il piano per l’Artico" della Ue

Roma, 20 ott. (askanews) – La Commissione europea e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno presentato oggi una nuova strategia per l’Artico.

La strategia definisce un nuovo quadro di cooperazione politica tra partner che condividono gli stessi principi e valori, ponendo al centro le persone, la sicurezza, il clima e la prosperità, si apprende dal comunicato stampa condiviso da Bruxelles. Il piano si articola in quattro priorità: rafforzare la sicurezza e la resilienza, affrontare i cambiamenti climatici nell’Artico, promuovere la prosperità e creare opportunità per le persone e le comunità artiche.

Come sostenuto dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, l’Unione europea fa parte dell’Artico, in quanto oltre mezzo milione di cittadini europei vivono in questa regione. Con il Regno di Danimarca, la Finlandia e la Svezia tra i suoi Stati membri artici, e grazie agli stretti legami con Norvegia, Islanda, Regno Unito, Canada e Stati Uniti, l’UE è direttamente interessata dagli sviluppi della regione, che incidono sulla sicurezza europea, sul clima e sulla prosperità.

L’Artico sta cambiando rapidamente. La regione si riscalda a una velocità quasi quattro volte superiore alla media globale, con conseguenze sugli ecosistemi, sui mezzi di sussistenza e sulle comunità locali, riferisce Bruxelles. Pertanto, l’apertura di nuove rotte marittime e l’accesso a risorse finora difficilmente sfruttabili stanno trasformando il panorama economico e della sicurezza dell’Artico, alimentando tensioni geopolitiche, competizione strategica e attività militari.

“La sicurezza dell’Artico è sicurezza europea. Oltre 500.000 cittadini dell’UE vivono nell’Artico e tre Stati membri dell’Unione sono nazioni artiche”, ha affermato Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea.

“Con il rafforzamento della presenza e delle ambizioni di Russia e Cina, l’Artico è diventato un fronte della competizione globale per il potere. La nostra strategia rinnovata riflette questa nuova realtà e pone la sicurezza saldamente al centro delle nostre priorità”, ha sostenuto Kallas, osservando che “per difendere i nostri interessi, stiamo intensificando gli sforzi nel campo della sorveglianza, delle infrastrutture, della mobilità militare e delle tecnologie per la difesa in grado di operare nelle condizioni climatiche estreme della regione”.

“L’accesso alle rotte marittime artiche e alle risorse riveste un’importanza strategica per l’Unione europea”, ha specificato Kallas.

La strategia propone misure concrete per promuovere una regione stabile e pronta ad affrontare le sfide future, in stretta collaborazione con i partner artici e le comunità locali, comprese le popolazioni indigene, e nel loro interesse, osserva Bruxelles.

La nuova strategia artica dell’Unione europea punta a rafforzare la presenza e la sicurezza europea in una regione sempre più centrale negli equilibri geopolitici globali. Bruxelles intende collaborare con gli Stati membri, i partner artici e la Nato per proteggere le infrastrutture critiche, rafforzare la sorveglianza marittima e migliorare la capacità operativa nell’Artico, anche attraverso il potenziamento delle capacità legate ai rompighiaccio.

All’interno del piano, particolare attenzione è dedicata alla protezione dei cavi sottomarini e delle catene di approvvigionamento, al monitoraggio delle attività marittime e al contrasto delle minacce alle infrastrutture strategiche. In questa direzione si inseriscono la creazione di un Centro per la sicurezza marittima e il progetto di un Centro per i cavi artici, con funzioni di sorveglianza, protezione e coordinamento degli interventi.

La strategia riconosce inoltre il peso crescente della competizione per le risorse naturali e le nuove rotte commerciali aperte dai cambiamenti climatici. L’UE punta a integrare porti, ferrovie, infrastrutture energetiche e reti digitali europee nei futuri corridoi artici, rafforzando la connettività con la regione e la resilienza delle proprie catene di approvvigionamento. Tra i progetti figurano il cavo sottomarino Pan-Arctic Cable, per collegare direttamente la Groenlandia all’Europa, e il potenziamento delle comunicazioni satellitari attraverso IRIS².

Sul fronte economico ed energetico, Bruxelles intende sostenere le energie rinnovabili, lo sviluppo sostenibile e l’accesso alle materie prime critiche, confermando al contempo la propria posizione contraria allo sfruttamento di petrolio, carbone e gas nell’Artico. La strategia comprende anche il rafforzamento della ricerca scientifica e della cooperazione con le comunità locali e le popolazioni indigene.

Il cambiamento climatico rappresenta infatti una questione strategica oltre che ambientale: il riscaldamento accelerato della regione ha conseguenze dirette sulla sicurezza, sugli ecosistemi e sulle condizioni meteorologiche europee. L’UE intende quindi potenziare il monitoraggio climatico e la condivisione dei dati.

Infine, Bruxelles punta a rafforzare la resilienza democratica dei partner artici, contrastando disinformazione e interferenze straniere e promuovendo il coinvolgimento delle comunità locali, soprattutto dei giovani per assicurare che le loro esigenze e aspirazioni continuino a orientare le iniziative europee nella regione.

Tennis, Next Gen ATP Finals: il futuro fa tappa a Reggio Calabria

Roma, 20 ott. (askanews) – Reggio Calabria diventa il palcoscenico del tennis del futuro. Dal 9 al 13 dicembre il PalaCalafiore ospiterà le Next Gen ATP Finals, il torneo che mette di fronte gli otto migliori giocatori Under 20 della stagione. Per la prima volta la manifestazione approda nel Mezzogiorno, dopo le cinque edizioni disputate a Milano tra il 2017 e il 2022 e le tre successive a Jeddah, in Arabia Saudita.

L’annuncio è arrivato oggi a Palazzo Corrado Alvaro, alla presenza del presidente della Federazione italiana tennis e padel Angelo Binaghi, del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma, del sindaco Francesco Cannizzaro e del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. L’appuntamento chiude una stagione che vede l’Italia protagonista del tennis internazionale, dopo le ATP Finals di Torino e le finali di Coppa Davis a Bologna.

“Per la nostra Federazione tornare al Sud con un grande evento internazionale è motivo di particolare soddisfazione”, ha sottolineato Binaghi, ricordando il contributo del Mezzogiorno alla crescita del movimento tennistico nazionale. “Le Next Gen ATP Finals non sono più soltanto una vetrina per i giovani che aspirano a diventare campioni, ma un vero e proprio passaggio verso la consacrazione internazionale”. L’obiettivo, ha aggiunto, è avvicinare i ragazzi al tennis e lasciare al territorio un’eredità che vada oltre la settimana del torneo.

È proprio la legacy il tema centrale dell’operazione. «Non conteremo gli spettatori sugli spalti, ma i ragazzi che, finito l’evento, sceglieranno di scendere in campo sognando di diventare come i campioni per cui hanno tifato», ha spiegato Mezzaroma. Per il presidente di Sport e Salute, la Calabria potrà mostrare al mondo le proprie potenzialità nell’accoglienza e nell’organizzazione, trasformando la manifestazione in un’occasione di crescita per i circoli e per i giovani.

Sulla stessa linea Abodi, che ha sostenuto il progetto fin dalla sua ideazione. «Una nuova opportunità per valorizzare il nostro meraviglioso Sud», ha detto il ministro, collegando l’evento alla volontà di distribuire in modo più equilibrato i grandi appuntamenti sportivi sul territorio nazionale. Lo sport, ha osservato, è anche promozione delle eccellenze locali, sviluppo economico e sociale e occasione per creare nuove prospettive.

Il torneo ha già dimostrato di essere una vetrina capace di anticipare i protagonisti del circuito mondiale. Nelle edizioni milanesi hanno partecipato Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev, tutti diventati numeri uno del ranking, oltre ad altri giocatori poi affermatisi ai massimi livelli. Tra gli azzurri passati dalle Next Gen anche Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi.

Per Reggio Calabria si tratta di un ritorno sulla scena internazionale. Nel 2009 la città ospitò la finale di Fed Cup tra Italia e Stati Uniti, vinta 4-0 dalle azzurre Sara Errani, Flavia Pennetta, Francesca Schiavone e Roberta Vinci. In precedenza aveva accolto tre sfide di Coppa Davis e, tra il 1959 e il 1970, gli Internazionali di Reggio Calabria, con campioni come Giuseppe Merlo, Neale Fraser e Tony Roche.

A dicembre, dunque, non sarà soltanto una settimana di tennis. La sfida sarà trasformare la visibilità internazionale in partecipazione sportiva, nuove opportunità per i giovani e un risultato duraturo per la città e la Calabria.

Volontariato d’impresa: personale in campo per il terzo settore

Milano, 20 ott. (askanews) – Torna l’Elanco Impact Day, la giornata globale dedicata al volontariato d’impresa che vede il personale dell’azienda impegnato in iniziative sociali a fianco del terzo settore. Nel 2026 l’adesione in Italia ha raggiunto circa il 63% dell’organico, a supporto di realtà come Banco Alimentare, Caritas Ambrosiana, Dynamo Camp ETS e Rise Against Hunger Italia.

“Negli anni l’Impact Day è cresciuto, in particolare in Elanco Italia: sono sempre di più i colleghi che partecipano con gioia a questa giornata di volontariato aziendale. Un percorso cresciuto anche grazie all’aumento degli enti del Terzo Settore con cui collaboriamo” ha dichiarato Valentina Surace, Senior Associate Quality Assurance e Sustainability Team Coordinator di Elanco Italia.

Fra le azioni concrete realizzate a Milano e Bologna figurano il confezionamento di oltre 4.400 kit alimentari, la preparazione di 4.320 pasti per le scuole nell’Africa sub-sahariana, la donazione di 31mila uova contro la povertà alimentare e le raccolte rifiuti dell’iniziativa “FantaElanco”.

“L’Impact Day è una ricorrenza speciale per noi di Elanco: è il momento dell’anno in cui ci ritroviamo per condividere una giornata all’insegna del volontariato, mettendo noi stessi a disposizione per dare un contributo alle comunità in cui operiamo” ha aggiunto Stefano Demarchi, Tax/Accounting/FP&A Manager di Elanco Italia.

Parte del personale ha dato il proprio contributo direttamente sul campo presso il Campus di Dynamo Academy, nell’Appennino toscano, partecipando alle attività di manutenzione delle strutture.

“Negli anni l’impegno verso il volontariato d’impresa è diventato sempre più strategico all’interno del mondo Dynamo. È un modo concreto e tangibile con cui aziende e dipendenti si mettono in gioco per dare un contributo alla crescita del nostro progetto” ha concluso Sandra Nannini, Responsabile dello Sviluppo di Dynamo Academy.

L’iniziativa conferma il trend in costante crescita del volontariato aziendale di Elanco in Italia, coordinato dal nuovo Sustainability Team per facilitare la collaborazione con gli enti del territorio e l’aggregazione del personale.

Regista “No Other Land” a Roma: stop impunità Israele in Cisgiordania

Roma, 20 ott. (askanews) – Solo quando “il governo italiano e gli altri governi occidentali” smetteranno di “garantire impunità al governo israeliano”, la situazione in Cisgiordania potrà cambiare. Lo ha detto ad askanews Basel Adra, attivista, avvocato, giornalista e regista palestinese del film “No Other Land”, intervistato a margine dell’evento “Dall’economia di occupazione all’economia di liberazione” che si è tenuto oggi a Roma. Un evento organizzato dalla colalizione di oltre 20 organizzazioni promotrici della campagna “Stop al commercio con gli insediamenti illegali”.

“Oggi mentre sto parlando con te, in questo preciso istante, i bulldozer israeliani stanno distruggendo case a Masafer Yatta (nel sud della Cigiordania, ndr). Accade proprio ora, mentre ti sto parlando. E succede quasi ogni settimana. Le persone soffrono tanto a causa di queste demolizioni, perchè rimangono senza una casa dove tornare e sono costrette a rifugiarsi in vecchie grotte, dove è pericoloso vivere”, ha denunciato ad askanews Basel Adra.

“Queste azioni e il fatto che coloni e i soldati israeliani hanno trasformato la raccolta delle olive in una zona di guerra: attaccano gli agricoltori, rubano il raccolto e uccidono i palestinesi mentre sono intenti a raccogliere le olive; aggrediscono persino diplomatici e giornalisti”, ha continuato l’attivista, facendo riferimento a quanto accaduto nei giorni scorsi alla fotoreporter del Washington Post, Heidi Levine, aggredita nel villaggio di Abu Falah, a est di Ramallah, e a diversi diplomatici europei, a loro volta aggrediti da coloni, nei pressi del villaggio di Taybeh, a nord-est di Ramallah.

“Questo accade a causa dell’impunità garantita al governo israeliano dal governo italiano e da altri governi occidentali, che continuano a sostenere questo regime di apartheid e di genocidio”, ha denunciato Adra, secondo cui “solo quando cambieranno le azioni qui, potrà cambiare la situazione sul campo. Nient’altro”.

“Non parlatemi del governo israeliano o di un eventuale cambio dell’attuale leadership di (Benjamin, ndr) Netanyahu e (Itamar, ndr) Ben-Gvir”, ha continuato, facendo riferimento alle prossime elezioni in Israele, in programma il 27 ottobre, “perché noi palestinesi abbiamo una lunga esperienza con questi governi e sappiamo bene che sono solo sciocchezze”.

“Del resto, sono gli stessi politici israeliani, sia della coalizione di governo che dell’opposizione, a dichiarare apertamente che continueranno a sostenere gli insediamenti e i coloni, e a portare avanti l’espansione delle colonie”, ha concluso il regista Premio Oscar.

Festa di Roma, il nuovo spot FS tra treni d’epoca e storia del Paese

Roma, 20 ott. (askanews) – Un viaggio attraverso epoche e atmosfere diverse, per raccontare la storia del Paese e ripercorrere l’evoluzione del treno: dalle eleganti carrozze storiche, fino al giorno d’oggi. Si intitola “Viaggiare in Italia, viaggiando nel tempo” il nuovo spot del Gruppo FS e di Fondazione FS Italiane, presentato alla 21esima Festa del Cinema di Roma, in un evento che ha celebrato il legame tra la settima arte e il treno, fin dai fratelli Lumière, con la partecipazione tra gli altri della conduttrice raidiofonica Ema Stokholma (conduttrice della cerimonia inaugurale della Festa), dell’attore Massimiliano Caiazzo e introdotto dalle note dell’Orchestra della Fondazione Ennio Morricone.

Nello spot, diretto da Volfango De Biasi, la protagonista (Serena De Ferrari) sale su un treno storico dopo aver attraversato la Sala Reale della Stazione Centrale di Milano per poi ritrovarsi in epoche diverse, attraversando le carrozze che cambiano, con il tempo che passa. Un racconto per riscoprire il legame profondo tra il territorio e la storia dell’Italia, sulle note di “Felicità” di Lucio Dalla.

Giuseppe Inchingolo, Vicedirettore Generale Corporate Gruppo FS: “Racconta i nostri primi passi, dalla ferrovia della Napoli Portici fino ad arrivare ai meravigliosi treni iconici, dall’Arlecchino alle Centoporte, per raccontare appunto da dove sono partite le ferrovie e dove sono arrivate. Un passaggio storico che si lega di fatto anche alla storia del Paese perché le ferrovie raccontano la storia di come i territori si sono uniti, di come si sono accorciate le distanze, di come si sono create nuove opportunità. A noi piace dire che abbiamo contribuito in modo importante a costruire l’unità d’Italia e stiamo continuando a farlo anche oggi con l’alta velocità, quindi rappresentare questo passato proiettato con il futuro fatto di innovazione, tecnologia e velocità ci sembra una operazione importante”.

Il racconto di un viaggio che lega passato e futuro attraverso il cinema, con l’intento, inoltre, di suggerire a chi arriva nel Paese, che viaggiare in Italia è come viaggiare nel tempo.

Luigi Cantamessa, Direttore Generale Fondazione FS, ha spiegato: “Tutta la commedia italiana si è svolta sui treni delle Ferrovie dello Stato, oggi si celebra e si cementa qualcosa di davvero importante, la storia delle Ferrovie dello Stato è la storia del Paese, del vissuto degli italiani, del nostro costume, del nostro modo di essere che si vede nello svolgersi di 60 anni, dal dopoguerra, e io credo che i treni che vedremo nello spot debbono far pensare con il loro comfort, con i loro velluti, con le loro sperimentazioni tecniche, che senza quei vecchi treni noi oggi non avremmo l’ETR1000 che va a 300 chilometri orari”.

Turismo e cinema, Mazzi lancia l’iniziativa “Che spettacolo l’Italia!”

Roma, 20 ott. (askanews) – Che spettacolo l’Italia! è un’iniziativa “incentrata sul fatto di creare un piccolo film, che chiamiamo film turismo e che venga poi divulgato attraverso i film e le opere principali, che sono film e serie tv nei vari formati. Pensiamo che il cinema sia stato molto importante anche per il turismo, anche per il turismo di qualità e per l’immagine dell’Italia nel mondo”: così il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha presentato “Che spettacolo l’Italia! What a movie Italia is. Quando il turismo abbraccia il cinema”, alla Festa del Cinema di Roma.

Il ministro ha citato “i nostri grandi registi, da Fellini a De Sica, Pasolini con il Vangelo II Matteo girato a Matera”, ma anche “Vacanze Romane e Benigni con La Vita è bella, o film più popolari come Cliffhanger di Stallone o al Sorpasso”, per spiegare che “se noi avessimo una narrazione dei luoghi dove sono stati girati questi film, oggi avremmo qualcosa di grande pregio, perché grandi attori che ci raccontano i luoghi dove loro magari hanno vissuto per delle settimane per girare i film, sarebbero delle perle. Pensando questo abbiamo lanciato questa iniziativa, per sostenere il turismo italiano attraverso gli occhi del cinema”, ha sottolineato, in riferimento al claim dello spot presentato all’Auditorium per il lancio dell’iniziativa istituzionale del MiTur.

Il progetto mira a promuovere lo sviluppo nazionale e internazionale del turismo italiano attraverso la realizzazione, l’acquisizione e la divulgazione di contenuti audiovisivi originali, in qualità cinematografica, denominati film turismo, da distribuire in accoppiata a serie tv e film per le sale cinematografiche, in prima programmazione o proiezione.

Nei film turismo gli attori protagonisti, affiancati da co-protagonisti e dal regista, rappresenteranno e racconteranno al pubblico i luoghi delle riprese e delle scene più significative appena viste. Il progetto riguarderà territori, località, città e borghi d’Italia che non risultino semplici ambientazioni ma assumano identità, centralità e rilevanza nelle storie e in quanto tali vengano valorizzati.

I film turismo potranno avere una durata dai 5 ai 10 minuti a seconda che vengano abbinati a film per le sale cinematografiche, a film-tv o a serie tv nei formati lunga-serie o mini-serie. La presenza del film turismo a fine proiezione sarà annunciata nei titoli di testa dell’opera principale attraverso la dicitura “Quest’opera promuove lo sviluppo del turismo italiano”.

I produttori potranno inviare le loro proposte al Ministero del Turismo e una commissione valuterà la coerenza di tali proposte con le finalità di promozione dello sviluppo del turismo italiano. Per la realizzazione e acquisizione dei film turismo e per le relative attività di distribuzione e divulgazione sono previsti stanziamenti fino a quattrocentomila euro a seconda che l’abbinata sia con film per le sale cinematografiche, film tv o serie tv, in formato lunga-serie o mini-serie.

Il progetto, curato dal Ministero del Turismo in collaborazione con la società in house ENIT SpA, avrà carattere sperimentale per un anno. L’avviso sarà reso pubblico martedì 10 novembre 2026.

Sanità, de Pascale:6 Regioni al Governo, 5.5 mld o tagliamo i servizi

Modena, 20 ott. (askanews) – “Oggi usciamo con una lettera e un appello di sei presidenti di regione che chiedono al Governo di ascoltare il ministro Schillaci, che aveva chiesto 5 miliardi e mezzo per il prossimo anno, e di fare tutti gli sforzi possibili per salvare il Servizio sanitario nazionale”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, a margine dell’inaugurazione dell’impianto Aliplast del Gruppo Hera a Modena.

“Non è il momento delle partigianerie politiche: solo l’incremento dei costi dell’energia per il riscaldamento negli ultimi mesi dell’anno per l’Emilia-Romagna cuberà tra i 20 e i 30 milioni di euro. Se non adeguiamo il finanziamento saremo costretti a tagliare i servizi, e questo è inaccettabile”, ha aggiunto de Pascale.

Cortei, Salvini: controllare le stazioni, intercettare prima

Milano, 20 ott. (askanews) – “Certi ragazzi, ragazzini, minorenni, maggiorenni che scrivono sui social come fossero impuniti, sabato non devono uscire di casa. Molto banalmente si può fare, quindi sono sicuro che le forze dell’ordine siano già al lavoro per questo”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, parlando con i giornalisti al termine della cerimonia di posa della prima pietra del ‘Bosco della Musica’.

“È per questo che chiedo un patto fra tutti per difendere e proteggere Milano. Anche perché molti di questi vengono da fuori Milano. Ne parlavo con il questore, la polizia ferroviaria: li si può intercettare a casa loro, quando vengono dalle province, quando vengono da Crema, da Pavia, da Lecco, da Varese, da Cinisello, li devi intercettare là e devi controllare le stazioni. Ripeto, quello che non si può più fare è concedere Piazza Duomo, perché vedere le fiamme in Piazza Duomo è un simbolo di resa che non possiamo permetterci”, ha aggiunto.

Pezzati (Oxfam): “Italia smetta di sostenere l’occupazione israeliana”

Roma, 20 ott. (askanews) – L’Italia metta fine al proprio “sostegno di fatto” all’occupazione israeliana dei Territori palestinesi e “metta in atto politiche a sostegno dell’economia palestinese”. Questo l’appello lanciato oggi dal portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, Paolo Pezzati, interpellato da askanews a margine dell’evento “Dall’economia di occupazione all’economia di liberazione” che si è tenuto a Roma, organizzato dalla coalizione di oltre 20 organizzazioni promotrici della campagna “Stop al commercio con gli insediamenti illegali”.

“Oggi siamo qui a Montecitorio a parlare di come l’Italia ancora non stia agendo in modo concreto per rispettare il pronunciamento della Corte (internazionale, ndr) di giustizia riguardo l’illegalità dell’occupazione israeliana nel territorio palestinese”, ha dichiarato Pezzati, ricordando che “nel luglio del 2024, dopo aver chiarito l’illegalità dell’occupazione, la Corte di giustizia ha chiesto agli Stati di agire in modo obbligatorio per sospendere qualsiasi attività politica ed economica a sostegno l’occupazione”.

“In questi anni l’Italia non ha fatto nulla e nel frattempo le colonie aumentano, la violenza dei coloni aumenta e allo stesso tempo anche le risorse dei palestinesi, come l’acqua e i terreni, vengono sottratti in modo inesorabile – ha sottolineato il portavoce di Oxfam – in più i piccoli imprenditori palestinesi subiscono ogni giorno costi aggiuntivi, ritardi dovuti all’occupazione, al moltiplicarsi delle barriere dei cancelli, a controlli non previsti, a ritardi nelle consegne, insomma tutta una serie di sfide quotidiane dovute all’occupazione, che minano la capacità degli operatori economici palestinesi di essere competitivi”.

“L’Italia può agire in entrambe le direzioni: da un lato interrompere il sostegno di fatto che ha rispetto all’occupazione israeliana e allo stesso tempo può mettere in atto politiche a sostegno dell’economia palestinese”, ha concluso il portavoce di Oxfam.

Violenze, Mazzi:pericoloso fomentare odio, sembra rivivere terrorismo

Roma, 20 ott. (askanews) -“Quello a cui abbiamo assistito è uno scempio, mi sembra di rivivere e ricadere negli errori fatti negli anni ’70 quando, purtroppo, ci sono stati cattivi maestri che con parole pericolose e con tutta una serie di distinguo hanno poi portato l’Italia nella tragedia del terrorismo. Oggi i tempi sono cambiati, ma mi sembra di rivivere quel clima. Suggerisco di essere molto attenti a fomentare il caos, a seminare odio perché è molto pericoloso”. Così il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, a margine della presentazione di “Che spettacolo l’Italia! What a movie Italia is. Quando il turismo abbraccia il cinema”, alla Festa del Cinema di Roma, parlando delle manifestazioni di questi giorni a Milano.

“Non comprendo questo modo di fare – ha aggiunto – io rappresento un’altra cosa, rappresento l’Italia del turismo, un’Italia che vive di idee, di entusiasmo, di lavoro e si sforza di presentare il nostro paese, la nostra nazione al massimo della sua bellezza. Continuerò a lavorare in questo modo e non voglio avere nulla a che fare con chi fomenta caos e semina odio”.

Energia, de Pascale: emergenza, serve strategia di lungo periodo

Modena, 20 ott. (askanews) – “E’ un’emergenza e non è la sede per le polemiche politiche, ma negli ultimi tre anni abbiamo sottovalutato come Paese il tema dell’energia. Tutte le volte che si alzano i prezzi l’energia diventa il tema centrale, ma non appena scendono lievemente la priorità diventa un’altra e lo stiamo pagando in maniera drammatica”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, a margine dell’inaugurazione dell’impianto Aliplast del Gruppo Hera a Modena.

“Oggi dobbiamo prendere misure di emergenza, anche la Regione prenderà le sue per la sanità, il Tpl e i servizi gestiti direttamente. In questo momento o si adeguano le risorse, o si fermano le corse o si interrompono le produzioni”, ha aggiunto de Pascale, ricordando che “abbiamo progetti importantissimi sulle rinnovabili, come l’eolico offshore, che sono stati completamente abbandonati. Servono misure emergenziali per il sistema Paese, ma soprattutto una strategia di lungo periodo che purtroppo al momento non si vede”.

Quanto al confronto con il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, “c’è un rapporto di consuetudine e di relazione, ma purtroppo in Italia alcune scelte strutturali si fanno più al Mef e a Palazzo Chigi che nei vari ministeri, perché le risorse sono lì”, ha concluso il governatore dell’Emilia-Romagna.

Al via l’ottava edizione di “Cammina Natura”

Roma, 20 ott. (askanews) – Risincronizzare il passo con i ritmi della terra, riscoprire la biodiversità e valorizzare le tradizioni locali. Sabato 24 e domenica 25 ottobre torna “Cammina Natura”, l’iniziativa nazionale giunta alla sua ottava edizione e promossa da AIGAE, l’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche.

Un fine settimana che propone oltre 120 itinerari gratuiti e accessibili lungo tutta la Penisola: dalle ricchezze geologiche e religiose del Veneto al secolare Olivo di Sant’Emiliano in Umbria, dal fascino del Castello di Quirra in Sardegna, fino ai panorami delle Alpi del Mare in Liguria.

Al centro della manifestazione c’è anche la valorizzazione di un capitale umano ad altissima qualificazione: l’associazione conta infatti oltre 3.500 professionisti, una presenza competente sul campo capace di trasformare una semplice camminata in un’esperienza di conoscenza profonda.

L’evento conta sul patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e delle principali realtà territoriali italiane, oltre alla media partnership di Rai Pubblica Utilità, proponendosi come un suggestivo invito a ritrovare il legame tra uomo e natura.

Cortei, Conte: condanniamo devastazioni, governo scarica su altri

Roma, 20 ott. (askanews) – “Condanniamo le devastazioni che ci sono state a Milano, sono inaccettabili, fermo restando che la responsabilità dell’ordine pubblico è di questo governo che non può scaricare su altri”. Così il leader di M5s, Giuseppe Conte a margine di un evento all’Hotel Nazionale a Roma.

“Qui c’è un Paese che è in condizioni economiche e sociali davvero disagiate: non possiamo non ascoltare il grido degli studenti, il grido degli agricoltori, degli autotrasportatori, dei pescatori, degli allevatori. Il grido si leva soprattutto forte al Sud ma anche al Nord”, ha aggiunto Conte.

Roma, a San Francesco a Ripa Grande restauri nella Cella del Santo

Roma, 20 ott. (askanews) – Nel convento di San Francesco a Ripa Grande, nel cuore di Trastevere, la Cella del santo di Assisi è uno dei luoghi più significativi della memoria francescana a Roma. In occasione dell’ottavo centenario della morte del santo, la Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, ha promosso e realizzato un intervento sul patrimonio storico-artistico custodito nella Cella dove l’assisiate ha soggiornato durante i suoi viaggi a Roma.

“Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, questo intervento assume un particolare significato perché restituisce l’attenzione a uno dei luoghi romani più strettamente legati alla memoria del santo – dichiara Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – una operazione resa possibile dalla collaborazione della Soprintendenza con il Fondo Edifici di Culto e i Mecenati Roman Heritage che hanno finanziato il restauro: la conclusione dei lavori e la presentazione pubblica dei risultati rappresentano un’occasione per rendere più leggibile e accessibile il valore storico, artistico e devozionale di questo spazio, favorendone una più ampia conoscenza”.

Le attività hanno riguardato il restauro dei cinquanta reliquiari in lamina d’argento della famiglia francescana, interessati da fenomeni di ossidazione e corrosione, e la manutenzione della grande macchina d’altare lignea che li accoglie.

“La Chiesa di San Francesco a Ripa grande nel cuore di Trastevere è il luogo che conserva più di altri a Roma la presenza del Santo d’Assisi e ne è custode della sua devozione. Per questo motivo, secondo Ugo Pierucci, presidente dei Mecenati Roman Heritage – abbiamo accolto con entusiasmo il prezioso progetto di restauro della sua Cella all’interno della Chiesa. Un intervento perpetua la virtuosa collaborazione tra il pubblico e i Mecenati nel preservare e valorizzare il patrimonio artistico di Roma, impreziosito dal patrocinio ottenuto da parte del Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco”.

L’intervento integrato di restauro, manutenzione e approfondimento conoscitivo è stato progettato da Alessandra Acconci, storica dell’arte della Soprintendenza Speciale di Roma che ne ha curato anche la direzione scientifica: “L’obiettivo è stato quello di considerare la Cella nel suo insieme: non una semplice raccolta di singole opere, ma uno spazio unitario, nel quale arredi, immagini e testimonianze devozionali concorrono a raccontarne la storia. L’intervento, che ha messo in relazione conservazione, ricerca e valorizzazione, ci ha permesso di ricomporre questa lettura complessiva e di restituire pienamente il valore di un luogo che conserva intatta la sua forte identità storica e devozionale”.

A queste operazioni si sono affiancate indagini diagnostiche sulle icone di san Ludovico di Tolosa e sant’Antonio da Padova, finalizzate ad approfondirne le tecniche esecutive e le caratteristiche materiche. L’intero progetto è stato realizzato in collaborazione con il FEC – Fondo Edifici di Culto, proprietario del complesso, con il sostegno dell’Associazione Mecenati Roman Heritage ETS attraverso una sponsorizzazione tecnica.

La tradizione vuole che Francesco vi abbia soggiornato durante le sue visite a Roma per i suoi non facili incontri con il pontefice Innocenzo III, accolto nell’allora ospizio di San Biagio, tenuto dai Benedettini di Ripa Grande. Il piccolo ambiente conserva ancora elementi che rimandano alla sua originaria semplicità, insieme ad arredi e suppellettili che nei secoli ne hanno consolidato il carattere di luogo di culto e devozione.

Nota già all’inizio del Cinquecento come sacrario, elevata a santuario da Clemente VIII, la Cella assunse l’assetto attuale tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento. La parete di fondo è interamente coperta da una macchina d’altare lignea realizzata da Bernardino da Jesi, durante i lavori promossi dal cardinale Ranuccio Pallavicini.

Nell’altare sono inseriti 50 reliquiari in lamina d’argento dei santi della famiglia francescana, che compongono idealmente un grande albero dell’Ordine. Di particolare rilievo è inoltre il nucleo delle icone francescane. La tavola con il Ritratto di san Francesco, dipinta a tempera e foglia d’oro firmata da Margarito d’Arezzo, databile al Duecento costituisce una delle più antiche immagini del Santo. A essa si affiancano le tavolette con sant’Antonio da Padova e san Ludovico da Tolosa, attribuite a Lello da Orvieto, datate intorno al 1325.

Guasto al cloud di Google, disagi per banche e aziende. Revolut: dati al sicuro

Milano, 20 ott. (askanews) – Da questa mattina si registrano diversi problemi di accesso ad alcuni servizi in Europa a causa di disservizi di Google Cloud. Secondo l’ultimo aggiornamento del colosso i problemi sono partiti poco dopo la otto di questa mattina in Italia e stanno avendo ripercussioni su servizi di banche, aziende e piattaforme online.

Una interruzione di corrente ha causato un problema nella zona europe-west2-b, che coincide con una delle zone della regione di Londra dove Google ha i propri data center. L’interruzione, fa sapere Google, è stata risolta e sta procedendo il ripristino dei servizi anche se i clienti, fanno sapere da Google, potrebbero non essere ancora in grado di creare nuovi carichi di lavoro. Google stima che il ripristino completo dei carichi di lavoro esistenti dovrebbe essere ultimato, indicativamente, entro le 15 di oggi, ora in cui fornirà un aggiornamento della situazione.

Tra le banche colpite dai problemi di Google cloud Revolut, che conferma di riscontrare “Attualmente un’interruzione che interessa diversi servizi”. “Confermiamo che i fondi e i dati di tutti i nostri clienti sono al sicuro – assicura un portavoce di Revolut bank – Stiamo lavorando per risolvere il problema da quando è stato individuato questa mattina e ci scusiamo con tutte le persone coinvolte per l’inconveniente arrecato”.

Plastica, Pichetto: valutiamo meccanismo a sostegno del riciclo

Modena, 20 ott. (askanews) – “Stiamo valutando quale può essere un meccanismo di intervento proprio per integrare o aiutare quello che è il risultato del riciclo italiano, perché non possiamo avere i piazzali pieni”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’inaugurazione a Modena di R3GID, il nuovo impianto di Aliplast, del Gruppo Hera, per il riciclo delle plastiche rigide. “L’emergenza estiva l’abbiamo in parte tamponata, anche mandando all’incenerimento una parte di questa plastica, però non è la soluzione”, ha aggiunto.

Il ministro ha ricordato il tavolo nazionale della plastica, aperto davanti a una “concomitanza di fattori negativi”: l’aumento della differenziata anche in altri paesi europei, “per la plastica ormai siamo al 75%”, e l’arrivo di plastica importata “da paesi che non hanno le nostre regole”.

“In alcuni casi ho attivato Guardia di Finanza e Dogane proprio per il controllo – ha spiegato Pichetto Fratin -. Ho chiesto il loro intervento in modo anche massiccio perché arriva anche plastica vergine sotto forma di riciclata, almeno si dice”.

Sull’impianto modenese, finanziato con circa 8 milioni di fondi Pnrr, il ministro ha sottolineato che “deve essere un modello nazionale perché utilizza acqua depurata, utilizza il calore del termovalorizzatore e dà nuova vita alla plastica”.

Arrestato un 14enne con l’accusa di avere accoltellato un coetaneo a scuola

Napoli, 20 ott. (askanews) – Ieri mattina all’interno di una scuola di Castel Volturno, in provincia di Caserta, uno studente di 14 anni è stato ferito all’addome e a una mano con un coltello a serramanico. La polizia ha arrestato un coetaneo, ritenuto responsabile del ferimento. La giovane vittima è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata in ospedale, dove è stata ricoverata in osservazione per una ferita addominale. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, il ferimento sarebbe avvenuto durante una lite tra i due studenti.

Vance: l’Ucraina la smetta di bombardare i siti energetici russi

Roma, 20 ott. (askanews) – Il vicepresidente statunitense J.D. Vance, in un’intervista trasmessa la notte scorsa sul canale YouTube di 2Way, ha dichiarato che l’Ucraina dovrebbe smettere di prendere di mira le infrastrutture energetiche russe. Alla domanda “l’Ucraina è un’alleata degli Stati Uniti?”, Vance ha risposto che si tratta “in un certo senso, di un partner. Ma credo che, a volte, i nostri interessi divergano. Ad esempio, ritengo forse che debbano effettuare attacchi contro le infrastrutture russe legate al combustibile, che finiscono per far aumentare i costi dell’energia per gli americani? No. Certo, collaboriamo con loro su alcune questioni e continueremo a farlo, ma ritengo che dovrebbero smettere di bombardare le infrastrutture energetiche russe”, ha affermato.

Sollecitato a chiarire la distinzione tra “alleato” e “partner”, Vance ha sottolineato che “non esiste un’alleanza formale con l’Ucraina”. “Continueremo a lavorare insieme su alcuni fronti, ma su altri saremo in disaccordo”, ha concluso.

Crosetto: i disordini di Milano sono anche una conseguenza della guerra ibrida

Roma, 20 ott. (askanews) – I fatti di Milano sono anche una manifestazione della guerra ibrida. Lo ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto intervenendo oggi al forum sul procurement della difesa.

“I fatti di Milano e di altre parti sono una cosa profondamente diversa da quelli che abbiamo vissuto in altre epoche, profondamente. E sono il frutto di una cosa che, inascoltato, richiamo da anni: che è la guerra ibrida che qualcuno sta portando alle nostre nazioni con strumenti non convenzionali che si chiamano Tik tok, social, YouTube senza che l’Occidente se ne renda conto, in qualche modo reagisca” ha detto Crosetto.

Crosetto ha avvertito che molti ragazzi che hanno partecipato ai disordini “hanno in questi anni subito una controeducazione da qualche parte, non solo le famiglie, che sono un luogo in cui passano più tempo, non è neanche la scuola, che in qualche modo gli ha dato punti di riferimento, valori, ambizioni, visioni del mondo in conflitto col mondo in cui vivono, una società in cui viviamo”.

Tennis, Next Gen Atp Finals a Reggio Calabria

Roma, 20 ott. (askanews) – Ancora cinquanta giorni e Reggio Calabria si trasformerà nella capitale mondiale del tennis giovanile. Le Next Gen ATP Finals, il torneo che ogni anno riunisce gli otto migliori giocatori Under 20 del circuito maschile, si disputeranno, infatti, dal 9 al 13 dicembre sul veloce indoor del PalaCalafiore.

Dopo le Nitto ATP Finals di Torino e le Davis Cup Finals by Generali di Bologna, Reggio Calabria chiuderà, dunque, una stagione che vedrà ancora una volta il nostro Paese grande protagonista del calendario tennistico internazionale. Una sequenza di eventi che conferma l’Italia come riferimento mondiale per il tennis di vertice.

Presso la Sala Monsignor Ferro, situata all’interno di Palazzo Corrado Alvaro, stamane è andata in scena la conferenza stampa di presentazione dell’evento, alla presenza di Angelo Binaghi (Presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel), Marco Mezzaroma (Presidente di Sport e Salute), Andrea Abodi (Ministro per lo Sport e i Giovani), Francesco Cannizzaro (Sindaco di Reggio Calabria), Roberto Occhiuto (Presidente della Regione Calabria) e Diego Nepi Molineris (Amministratore Delegato di Sport e Salute).

Le Next Gen ATP Finals tornano dunque in Italia e sbarcano per la prima volta nel Mezzogiorno, dopo che il nostro Paese aveva ospitato le prime cinque edizioni dell’evento a Milano (dal 2017 al 2022, con la sola eccezione del 2020 a causa dell’emergenza sanitaria).

“Desidero rivolgere un particolare ringraziamento al Ministro Andrea Abodi, che ha creduto con convinzione in questo progetto e si è impegnato in prima persona affinché le Next Gen ATP Finals potessero approdare a Reggio Calabria. Il suo sostegno – ha aggiunto Angelo Binaghi, Presidente Federazione Italiana Tennis e Padel – è stato fondamentale per trasformare questa opportunità in una prospettiva concreta, condivisa con il Presidente della Regione Roberto Occhiuto e il Sindaco Francesco Cannizzaro, ai quali va il nostro altrettanto sincero ringraziamento. Per la nostra Federazione tornare al Sud con un grande evento internazionale è motivo di particolare soddisfazione. Il Mezzogiorno ha dato un contributo significativo alla crescita del tennis italiano e rappresenta una straordinaria fucina di tesserati, appassionati e giovani talenti. Un patrimonio che merita attenzione e nuove opportunità per continuare a crescere. Le Next Gen ATP Finals non sono più soltanto una vetrina per i giovani che aspirano a diventare campioni, ma un vero e proprio passaggio verso la consacrazione internazionale, come dimostrano i tanti protagonisti delle precedenti edizioni che sono poi diventati stelle del circuito mondiale. È questa la forza del torneo: raccontare il futuro del tennis attraverso giocatori che, molto spesso, sono già pronti a essere protagonisti del presente. Con questo appuntamento vogliamo avvicinare ancora di più i giovani al grande tennis, offrire al territorio una vetrina internazionale e lasciare un’eredità che vada oltre la settimana del torneo. Siamo felici di poterlo fare a Reggio Calabria, con la convinzione che le Next Gen ATP Finals rappresentino una grande opportunità per la città e per tutta la Calabria”.

Marco Mezzaroma, Presidente di Sport e Salute ha aggiunto: “Un grande evento vale anche per quello che lascia dopo. Per questo, su mandato del Governo, come Sport e Salute organizziamo i grandi eventi sportivi e li portiamo dove possono lasciare di più. In questo senso la scelta della Calabria è un valore aggiunto: è una terra con grandi potenzialità, a volte ancora inespresse, che grazie allo sport di alto livello può mostrare al mondo il meglio di sé in ospitalità, accoglienza e capacità organizzativa. L’eredità di queste Next Gen ATP Finals si misurerà quindi nell’immagine che l’Italia, e la Calabria in particolare, saprà dare di sé, ma anche nei ragazzi che per la prima volta prenderanno in mano una racchetta, nei campi e nei circoli che si riempiranno. Per un giovane calabrese vedere a pochi metri i migliori Under 20 del mondo vorrà dire capire che arrivare così in alto si può. È questo l’effetto moltiplicatore che cerchiamo. Non conteremo gli spettatori sugli spalti, ma i ragazzi che, finito l’evento, sceglieranno di scendere in campo sognando di diventare come i campioni per cui hanno tifato”.

Per Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani: “La scelta di puntare su Reggio Calabria e il suo PalaCalafiore per disputare le Next Gen ATP Finals rappresenta NON SOLO l’ennesima sfida vinta nella quale ho creduto fortemente fin da quando è nata l’idea dialogando con il presidente della Federtennis Binaghi, che ringrazio, MA ANCHE una nuova opportunità, a poche settimane dalla chiusura dei bellissimi Giochi del Mediterraneo di Taranto, per valorizzare il nostro meraviglioso Sud. Ho voluto questo evento a Reggio Calabria, per portare in una terra affascinante e con un enorme potenziale inespresso una manifestazione internazionale di grande prestigio che abbiamo affidato organizzativamente alla nostra società Sport e Salute. Si conferma ancora una volta la volontà e l’impegno del Governo presieduto da Giorgia Meloni di offrire pari opportunità sportive all’Italia intera. Con queste Finali valorizziamo il territorio, riequilibrando geograficamente la presenza di grandi eventi tennistici: dagli Internazionali di Roma alle Finali ATP di Torino, alla fase finale della Coppa Davis di Bologna per arrivare a Reggio Calabria, che chiuderà la stagione internazionale con i migliori giovani tennisti del mondo, una finestra sul futuro. Questo evento rappresenta una grande occasione non solo sportiva, per offrire ai giovani, alla città e all’intera Calabria nuove prospettive. Lo sport non è soltanto competizione, ma anche promozione del territorio e delle sue eccellenze, crescita economica e sociale. Continueremo a investire in questa direzione, convinti che la collaborazione tra istituzioni e mondo sportivo possa generare più cultura sportiva e valore aggiunto per le comunità”.

UNA FUCINA DI CAMPIONI – Il valore del torneo si misura guardando a ciò che ha lasciato in eredità. Negli anni milanesi hanno calcato quel campo, e in diversi casi lo hanno vinto, giocatori che poco dopo avrebbero conquistato o sfiorato un titolo del Grande Slam, molti dei tennisti che oggi occupano la Top 10 e ben tre futuri numeri 1 del mondo: Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev. Tra i partecipanti anche alcuni degli azzurri protagonisti dei successi in Coppa Davis, come Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Dopo Milano, dal 2023 al 2025 il torneo si è giocato a Jeddah, in Arabia Saudita, senza perdere la sua natura di trampolino verso il grande tennis. Hamad Medjedovic è diventato il vincitore con il ranking più basso di sempre, João Fonseca si è imposto a soli 18 anni, secondo campione più giovane della storia, e Learner Tien ha rispettato il pronostico che lo indicava come prima testa di serie.

REGGIO CALABRIA, UNA STORIA DI GRANDE TENNIS – Per Reggio Calabria non sarà la prima volta sotto i riflettori del grande tennis internazionale. Il 7 e 8 novembre 2009 il Tc Rocco Polimeni ospitò, infatti, la finale di Fed Cup tra Italia e Stati Uniti. Davanti al pubblico di casa, Sara Errani, Flavia Pennetta, Francesca Schiavone e Roberta Vinci si imposero per 4-0, conquistando il secondo titolo mondiale della loro storia, dopo quello del 2006. Inoltre, per ben tre volte la città ha ospitato sfide di Coppa Davis: Italia vs Austria nel 1972, con in campo il ‘dream team’ Pietrangeli-PanattaBertolucci-Barazzutti, Italia vs Irlanda nel 1983 e la sfortunata Italia-Finlandia nel 2002.

La tradizione tennistica della città ha però radici ancora più lontane: dal 1959 al 1970 fu sede dei prestigiosi Internazionali di Reggio Calabria, maschili e femminili, nel cui albo d’oro figurano campioni come Giuseppe Merlo, Neale Fraser e Tony Roch.

Schlein: la Ue sanzioni Netanyahu come Putin

Roma, 20 ott. (askanews) – “C’è stata un’iniziativa importante da parte di 11 Paesi, tra cui la Francia, il Canada, il Regno Unito e molti Paesi europei che – di fronte al fatto che a Gaza si continua a morire e che vanno avanti i crimini del governo di Netanyahu – hanno deciso di dare un segnale forte e dire stop al commercio dei prodotti che vengono dalle colonie illegali”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo all’evento ‘Dall’economia di occupazione all’economia di liberazione’ all’Hotel Nazionale a Roma.

“Noi crediamo che sia vergognoso che il governo italiano non abbia seguito quella iniziativa: su questo dobbiamo assolutamente insistere e chiamare questo governo alle sue responsabilità”, ha aggiunto Schlein sottolineando che “servono sanzioni per i crimini del governo Netanyahu” ed è importante ricordare che “il diritto internazionale vale sempre, non vale fino a un certo punto e non vale a seconda di chi lo viola. E’ insopportabile questo doppio standard che c’è stato in questi anni anche da parte dell’Unione Europea, perché quando a violare il diritto internazionale è stata la Russia di Putin c’è stato un intervento compatto, quando lo viola Netanyahu, non ci può essere questo silenzio e questa complicità”. Per la segretaria del Pd occorre “continuare a insistere per la sospensione dell’accordo Ue-Israele, che prevede il rispetto dei diritti fondamentali, perché è stato violato dal governo Netanyahu”.

Cortei, Salvini: repressione non basta, serve accogliere e dare futuro

Milano, 20 ott. (askanews) – La posa della prima pietra del nuovo campus del Conservatorio di Milano, alla periferia sud della città, “è una bella boccata di ossigeno e di verde, tra autotrasporto e misure per la sicurezza. Ma è un tema attinente a quanto visto negli ultimi giorni: coinvolgere, accogliere, dare speranza, prospettiva, lavoro, futuro, è l’altra parte della medaglia rispetto alla prevenzione e alla repressione, che da sole non bastano”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega, Matteo Salvini parlando alla cerimonia per la prima pietra del ‘Bosco della musica’.

Rubio: "Non solo l’Ucraina, tutti vogliono gli intercettori"

Roma, 20 ott. (askanews) – “Per quanto riguarda le vendite, so che una delle questioni di cui ha parlato il presidente Zelensky è il tentativo di acquistare intercettori. E lo capisco. Ma lo stesso vale per tutti gli altri Paesi del mondo. Oggi ho parlato anche con l’Arabia Saudita: anche loro vorrebbero degli intercettori” ha chiarito il segretario di Stato Marco Rubio, parlando con i giornalisti in India in merito al suo colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“Israele vorrebbe degli intercettori. Anche noi ne abbiamo bisogno”, ha rappresentato il diplomatico americano.”Tutti i Paesi del mondo vorrebbero avere intercettori e molte nazioni, in diverse parti del mondo, li stanno richiedendo. Probabilmente sono il prodotto più richiesto in questo momento nel settore della difesa”, ha specificato Rubio, osservando che “quando un Paese non riceve intercettori dagli Stati Uniti, non significa che glieli stiamo negando”.

“Anche noi abbiamo le nostre esigenze”, ha sottolineato il diplomatico statunitense, aggiungendo che gli Stati Uniti devono “rispettare determinati livelli minimi di disponibilità, stabiliti internamente per le nostre basi e per la nostra presenza militare in tutto il mondo”. “Questo comprende, per esempio, le nostre basi in Europa”, ha evidenziato Rubio.

“Tutto questo deve essere gestito tenendo conto dell’insieme delle esigenze. Se si guarda all’Ucraina, o a qualsiasi altra questione, attraverso una sorta di imbuto, concentrandosi esclusivamente su un unico problema, non si può avere una visione completa”, ha rappresentato il segretario americano, ribadendo che “non c’è nulla che venga deliberatamente negato all’Ucraina”.

Proteste tir, Rixi: da oggi erogazione 480 mln contributi

Milano, 20 ott. (askanews) – “Da oggi iniziamo a erogare i contributi sui 430 milioni che ora sono diventati 480 milioni circa, per azzerare tutte le domande che sono pervenute fino al 30 di agosto, che è l’ultima finestra che è stata aperta”. Lo ha detto il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, al termine dell’incontro in prefettura a Milano sulle proteste degli autotrasportatori a cui ha partecipato il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e le sigle Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop Produzione e Servizi e Sna-Casartigiani.

Rixi ha anche aggiunto che “poi verrà aperta un’altra finestra per le nuove domande sostanzialmente ai primi di novembre e che poi appunto verrà compensata coi crediti d’imposta nel 2027”.

Il viceministro ha sottolineato che nel complesso “abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto e poi mettiamo nuove risorse su settembre-ottobre, che però il credito d’imposta sarà ovviamente nel ’27. E anche lo sblocco dei 590 milioni del rinnovo del parco mezzi, su cui abbiamo avuto un confronto anche a livello europeo, perché ovviamente quello che ci chiedono tutte le associazioni è di mantenere l’endotermico, oltre che nuovi carburanti, perché oggi comunque il trasporto pesante va con motore diesel e quindi ovviamente con ancora un motore endotermico”.

In Francia 121 persone sono già in carcere per le violenze del fine settimana

Roma, 20 ott. (askanews) – Il ministro della Giustizia francese, Gerald Darmanin, intervistato questa mattina su CNews-Europe 1, ha precisato che 121 persone sono già in carcere in relazione alle violenze urbane del fine settimana. “Ho chiesto ai procuratori di essere estremamente fermi, implacabili nei confronti di chi ha aggredito poliziotti, gendarmi e vigili del fuoco, di chi ha saccheggiato esercizi commerciali e di chi ha attaccato edifici pubblici”, ha spiegato.

Vi sono inoltre una cinquantina di procedimenti giudiziari avviati, “un numero enorme di persone in stato di fermo” e “oltre 700 individui che, scortati dalla polizia, sono stati trasferiti in strutture di detenzione in attesa del giudizio”, ha precisato il ministro facendo riferimento a condanne che prevedono la reclusione effettiva, incluse pene di breve durata.

Interpellato sul profilo dei “saccheggiatori” entrati in azione durante il fine settimana, il Guardasigilli ha dichiarato: “si tratta di una delinquenza a prevalenza maschile: il 95% sono uomini”. Darmanin ha poi aggiunto alcuni dettagli sull’età: “c’erano dei minorenni di 13 anni, a volte 15 o 16 anni, ma anche molti maggiorenni: il 70% sono adulti”.

Mentre alcuni responsabili politici stranieri hanno indicato l’immigrazione come causa delle violenze urbane in Francia, il ministro della Giustizia ha espresso una valutazione diversa: “C’è di tutto”, ha ribadito con forza. “Tra le persone fermate ci sono individui provenienti dall’immigrazione, stranieri, ma anche persone perfettamente integrate, che sono francesi”, ha concluso.

Mattarella: infortuni e morti sul lavoro emergenza tra le più gravi

Roma, 20 ott. (askanews) – “Gli infortuni e le morti sul lavoro rappresentano una delle emergenze più gravi del nostro Paese. In questo contesto, le giornate di studio che oggi prendono avvio offrono l’occasione per esaminare le criticità del sistema e approfondire le possibili strategie di intervento. Ogni tragedia lascia un segno profondo nelle famiglie e nelle comunità, per sempre private di una parte di sé”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo. “Troppo spesso, il risparmio economico e la fretta operativa prevalgono sulla tutela delle persone, soprattutto nei settori più esposti, dove la frammentazione di appalti e subappalti può compromettere il rispetto delle norme e una chiara attribuzione delle responsabilità. Contrastare tali fenomeni richiede controlli rigorosi, formazione adeguata e una cultura della sicurezza diffusa lungo l’intera filiera produttiva, anche valorizzando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie”. “Occorre inoltre tenere conto delle trasformazioni del mondo del lavoro. Digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuove forme di impiego impongono di prestare attenzione ai rischi psicosociali legati a carichi eccessivi, orari prolungati e precarietà – avverte il capo dello Stato -. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, oltre 840.000 persone muoiono ogni anno nel mondo per problemi di salute associati a questi fattori. Un dato che ricorda come la tutela debba riguardare la persona nella sua interezza, salvaguardandone la salute fisica e mentale. La sicurezza non può essere considerata un costo da contenere né un adempimento formale, ma deve costituire il presupposto irrinunciabile di ogni scelta sul lavoro e sulla dignità delle persone”.

“A tutti i partecipanti rivolgo l’augurio di buon lavoro, certo che queste giornate contribuiranno a rendere più incisiva l’azione comune a tutela della vita e della salute di ogni lavoratore”, conclude.

Welfare, Forum Unipol: nel 2024 produzione a 374 mld, +15% su anno

Roma, 20 ott. (askanews) – La filiera del welfare in Italia ha generato nel 2024 circa 374 miliardi di euro di valore della produzione, in crescita del 15% rispetto al 2023, impiegando 5,1 milioni di occupati. E’ quanto emerge dal Rapporto 2026 del Think Tank “Welfare, Italia”, presentato oggi a Roma nell’ambito del Forum dal titolo “Il welfare in Italia e in Europa tra valore identitario e fattori di crescita”, iniziativa promossa da Unipol in collaborazione con TEHA Group, con il contributo di un comitato scientifico presieduto da Giuseppe Guzzetti e composto da Giuseppe Curigliano, Veronica De Romanis e Stefano Scarpetta.

La filiera coinvolge oltre 458mila enti pubblici e privati, profit e non profit. Rispetto al 2023, sulla base dei dati ricalcolati secondo la metodologia aggiornata, si registra un aumento di oltre 13mila enti e 344mila occupati.

La spesa pubblica per il welfare ha raggiunto nel 2025 il valore record di 692,8 miliardi di euro, pari al 60% della spesa pubblica nazionale, con la previdenza che assorbe il 49,5% delle risorse. Secondo le stime del Think Tank, nel 2026 raggiungerà circa 715 miliardi. Se proseguissero le dinamiche di crescita dell’ultimo decennio, potrebbe superare i mille miliardi già nel 2037.

A pesare sul sistema è anche la pressione demografica. Nel 2025 le nascite sono scese al minimo storico di 355mila, con un saldo naturale negativo di 297mila persone. La riduzione della popolazione in età lavorativa, stimata in 6 milioni di persone entro il 2050, potrebbe comportare, a parità delle altre condizioni, una contrazione potenziale del Pil del 10,7% rispetto al 2025.

Restano inoltre divari territoriali nella disponibilità dei servizi. Nel Mezzogiorno i posti nei servizi educativi per la prima infanzia sono 19,3 ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni, contro 37,9 al Nord e 40,4 al Centro. La spesa comunale per interventi e servizi sociali è di 111 euro pro capite, contro i 185 euro del Nord.

Il Think Tank propone due strategie nazionali. Una per valorizzare salute, assistenza e partecipazione attiva degli anziani, l’altra per sostenere competenze, occupazione, autonomia abitativa, salute mentale e previdenza complementare dei giovani. Le filiere del welfare riferite agli over 65 e agli under 35 generano rispettivamente 130,7 e 114,9 miliardi di euro di ricavi.

Tajani: a Milano 500 militari in più con poteri di polizia giudiziaria

Roma, 20 ott. (askanews) – Sulla sicurezza a Milano “c’è una situazione alla quale il governo risponderà con grande fermezza già oggi con il Consiglio Ministri. Ci saranno 500 militari che avranno anche poteri di polizia giudiziaria e contribuiranno a garantire la sicurezza e un’attività forte di prevenzione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Welfare Italia Forum, sottolineando che “inoltre ci saranno una serie di decisioni normative che bloccheranno qualsiasi tentativo di trasformare le nostre città in luoghi di devastazione”.

Tajani considera “inaccettabile quello che è accaduto”. “La risposta del governo sarà fermissima per garantire il libero commercio e la circolazione dei cittadini nei centri storici. Oggi ci sarà un Consiglio dei Ministri che prenderà le decisioni opportune. Cominceremo, ripeto, con la presenza di 500 militari in più nella città di Milano”, ha insistito, spiegando che la decisione “permetterà veramente di avere un controllo del territorio ancora più efficace”. “Provvedimenti anche di tipo giuridico che renderanno più difficile ai minori delinquere senza alcun motivo”, ha commentato Tajani.

Proseguono i blocchi degli autotrasportatori in Campania

Napoli, 20 ott. (askanews) – Non accenna a rientrare la mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro vita e l’aumento dei carburanti. In Campania, oltre ai presidi notturni al casello di Nola (A30), in vista del confronto previsto per oggi con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, la protesta sta bloccando diversi nodi strategici della regione.

Nuovi blocchi stradali si registrano lungo lo svincolo Nola-Villa Literno e sull’Asse Mediano, dove il traffico è rimasto completamente paralizzato nel tratto compreso tra Giugliano e Casacelle, con pesanti ripercussioni anche sulle uscite limitrofe. Situazione critica anche in prossimitàá del casello di Avellino Est e della barriera di Mercato San Severino (A30), dove la circolazione in direzione Caserta è andata in tilt.

Intanto giunge al quarto giorno consecutivo la protesta al Porto di Napoli: le motrici dei tir presidiano il Varco Bausan impedendo il passaggio dei mezzi pesanti e la movimentazione delle merci, mentre restano del tutto regolari le operazioni di imbarco per le auto private e i passeggeri.

In arrivo intensa perturbazione atlantica con piogge anche persistenti

Roma, 20 ott. (askanews) – Una strutturata perturbazione atlantica in risalita da Spagna e Francia si appresta a raggiungere l’Italia, determinando un’intensa fase di instabilità atmosferica a partire dai settori nord-occidentali. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che il transito di questo sistema frontale originerà precipitazioni diffuse e localmente persistenti, associate a una dinamica sinottica di particolare complessità.

L’EVOLUZIONE SINOTTICA E L’INTERAZIONE TRA MASSE D’ARIA – L’assetto attuale deriva da un nucleo instabile originariamente sceso dal Mare del Nord verso la Francia durante la giornata di domenica. Questo sistema, seguendo una traiettoria da est verso ovest (dinamica definita moto retrogrado), si è portato verso il Golfo di Guascogna.

In questa sede la depressione ha subito un’inversione della traiettoria, spinta nuovamente verso est a causa dell’interazione con un vasto fronte atlantico in discesa da Groenlandia e Islanda. Tale confluenza riporterà il sistema perturbato verso il suo naturale spostamento verso est, favorendo una rigenerazione della struttura depressionaria e orientandone il perno verso l’Italia, dove determinerà condizioni perturbate per le successive 48 ore.

IL QUADRO PER MARTEDÌ: PRECIPITAZIONI INTENSE E PERSISTENTI IN LIGURIA – La giornata di martedì sarà caratterizzata da un marcato peggioramento al Nord-Ovest. L’attenzione si concentra in particolare sulla Liguria, settore per il quale, in merito alle potenziali criticità idrogeologiche, si rimanda alla consultazione dei bollettini ufficiali diramati dalla Protezione Civile. L’interazione tra correnti miti e umide di Scirocco e flussi più freddi di Tramontana in discesa dalla Val Padana genererà una stazionaria linea di convergenza.

Questa dinamica favorirà fenomeni di elevata intensità e persistenza, con accumuli pluviometrici stimati oltre i 150 mm in 24 ore (quantitativi equivalenti alla media mensile del periodo), in particolare nei settori compresi tra le province di Savona e Genova. Al mattino le precipitazioni risulteranno più isolate sul Ponente ligure, per poi diffondersi e intensificarsi nel corso del pomeriggio, estendendosi con accumuli consistenti anche su Piemonte, Lombardia occidentale e coste toscane.

Contestualmente, si registreranno isolati rovesci e temporali su Sardegna e versanti ionici della Sicilia. Le regioni del Centro, in particolare l’entroterra toscano, l’Umbria e il Lazio, registreranno condizioni termiche marcatamente miti, con valori massimi compresi tra i 25 e i 26°C, prima di un progressivo peggioramento serale che coinvolgerà l’intero Nord-Est, i bacini tirrenici centrali e la Campania.

L’EVOLUZIONE PER MERCOLEDÌ – Per la giornata di mercoledì si prospetta l’estensione delle precipitazioni verso est e sud-est. Si attendono piogge abbondanti sul Nord-Est (specie a nord del fiume Po), su Toscana, Umbria, Lazio e Campania, mentre si assisterà a un parallelo e graduale miglioramento delle condizioni atmosferiche sulle regioni del Nord-Ovest.

TENDENZA PER LA SECONDA PARTE DELLA SETTIMANA – La giornata di giovedì garantirà una temporanea stabilizzazione atmosferica, con un generale esaurimento della fenomenologia e ampie schiarite. Tuttavia, si tratterà di una fase transitoria: già nel corso di venerdì è atteso l’ingresso di un nuovo sistema frontale che determinerà il ritorno delle precipitazioni. L’intera settimana si confermerà dunque dominata da una dinamica sinottica pienamente autunnale.

Zelensky: anche l’Italia vittima della guerra ibrida russa

Roma, 20 ott. (askanews) – Anche l’Italia è vittima della guerra ibrida condotta dalla Russia contro i paesi europei, attraverso campagne di disinformazione e tentativi di condizionare il dibattito pubblico. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale ha denunciato anche le restrizioni imposte dagli Stati uniti alla condivisione dell’intelligence e all’utilizzo di Starlink, definendole ingiuste nei confronti di Kiev.

“Da tempo una guerra ibrida contro l’Europa, anche contro l’Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Non è la guerra su vasta scala che conduce contro di noi, ma passa attraverso televisioni, mezzi d’informazione, Internet e social network”, ha dichiarato Zelensky, rispondendo a una domanda sulle interferenze russe nei processi democratici occidentali. Il presidente ucraino ha accusato Mosca di sfruttare le divisioni interne alle società europee, in particolare sui temi dell’immigrazione, della religione, della lingua e delle questioni di genere, per influenzare le scelte degli elettori.

Zelensky ha inoltre espresso apprezzamento per il sostegno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Ho un ottimo rapporto con Giorgia e la rispetto molto. Sono grato agli italiani ma non è una relazione in cui l’Italia aiuta e l’Ucraina non dà nulla in cambio. Con noi cresce anche la vostra tecnologia”, ha affermato, sottolineando il carattere reciproco della cooperazione tra Roma e Kiev.

Sul rapporto con Washington, il presidente ucraino ha confermato l’esistenza di restrizioni statunitensi alla condivisione delle informazioni di intelligence e al funzionamento di Starlink. “Le limitazioni alla condivisione di intelligence e la riduzione della velocità di Starlink non sono più semplici minacce, ma una realtà. È ingiusto nei nostri confronti”, ha dichiarato, ribadendo la gratitudine verso il popolo statunitense e l’amministrazione Trump, ma chiedendo maggiore trasparenza nei rapporti tra alleati.

Zelensky ha spiegato di aver proposto agli Stati uniti di rinunciare agli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe in cambio della fornitura di intercettori per proteggere quelle ucraine. Washington, tuttavia, non avrebbe accolto la proposta. “Ci chiedono soltanto di fermarci”, ha osservato, denunciando una situazione che considera ingiusta. Il presidente ucraino ha confermato la disponibilità a proseguire il dialogo diplomatico, pur manifestando preoccupazione per i tentativi di riportare Vladimir Putin al centro della scena internazionale. Ha sottolineato che Kiev non intende ostacolare i negoziati, ma che qualsiasi accordo deve garantire la sicurezza dell’Ucraina e non può essere deciso senza il suo coinvolgimento.

Sul tema delle garanzie di sicurezza, Zelensky ha indicato come elementi fondamentali la forza dell’esercito ucraino, il sostegno europeo e quello della Nato. Ha ribadito che l’adesione all’Alleanza atlantica resta la soluzione preferibile, pur dichiarandosi disponibile a valutare garanzie alternative giuridicamente vincolanti.

Il leader ucraino ha infine respinto le pressioni per indire elezioni durante la guerra, sottolineando le difficoltà di garantire la partecipazione dei militari al fronte e dei milioni di cittadini rifugiati all’estero. Ha contestato in particolare l’idea che una sostituzione alla presidenza possa facilitare un accordo con Mosca. “Trovo strano che lo facciano i partner americani”, ha affermato, ribadendo che spetta soltanto agli ucraini scegliere il proprio presidente.

Militari a Milano, il No del sindacato indipendente di Polizia

La risposta alle violenze di Milano

Dopo le violenze che hanno sconvolto il centro di Milano, il Governo valuta un rafforzamento del dispositivo di sicurezza. Secondo le indiscrezioni giornalistiche, potrebbero arrivare altri 500 militari nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, mentre si discute della possibilità di attribuire loro funzioni di polizia giudiziaria.

Una prospettiva che incontra una significativa obiezione proprio all’interno del mondo delle forze dell’ordine.

A prendere posizione è Domenico Pianese, segretario generale del COISP, sindacato indipendente della Polizia di Stato, che invita il Governo a non confondere la presenza militare sul territorio con la gestione dell’ordine pubblico.

 

Il no del Coisp

«L’ordine pubblico richiede poliziotti formati, equipaggiamenti adeguati e una precisa catena di responsabilità», afferma Pianese, sottolineando che la sicurezza non si rafforza sostituendo le competenze della Polizia con quelle dei militari.

La distinzione non è soltanto professionale. Riguarda la diversa natura delle funzioni istituzionali. Le Forze armate hanno preparazione, strumenti e compiti differenti da quelli delle forze di polizia. Il loro eventuale impiego nella gestione delle manifestazioni solleverebbe problemi operativi e di responsabilità.

Pianese esprime perplessità anche sull’attribuzione ai militari della qualifica di agente di polizia giudiziaria: una qualifica, osserva, non può sostituire la formazione necessaria per esercitarne le funzioni.

 

Una dialettica significativa

La presa di posizione merita attenzione anche sul piano politico. Il COISP non è un sindacato riconducibile alla sinistra. La sua cultura sindacale, particolarmente attenta alla tutela degli agenti e all’autorità dello Stato, presenta sensibilità spesso vicine al centrodestra.

Eppure, proprio da questa organizzazione arriva un richiamo critico a una possibile scelta del Governo Meloni.

Non è una contestazione dell’esigenza di sicurezza, ma del modo in cui si pensa di garantirla. Una differenza sostanziale, che impedisce di ridurre il confronto alla consueta contrapposizione tra rigoristi e garantisti.

 

La sicurezza e le istituzioni

Naturalmente, occorre distinguere le ipotesi ancora allo studio: aumentare i militari destinati a Strade Sicure non equivale ad affidar loro la gestione dei cortei. Su quest’ultimo punto si concentra soprattutto l’allarme del sindacato.

La richiesta conclusiva di Pianese è inequivocabile: investire in assunzioni, formazione, mezzi e protezioni per i poliziotti.

È una posizione che restituisce alla discussione il tema della professionalità dello Stato e della distinzione delle sue funzioni.

La fermezza contro la violenza è necessaria. Ma proprio per questo la risposta delle istituzioni deve essere competente, proporzionata e rispettosa delle responsabilità che l’ordinamento assegna a ciascuno. La sicurezza democratica si rafforza anche così.

Europa, è l’ora della difesa comune

Le quattro priorità americane

L’ambasciatore americano presso la Nato, Matthew Whitaker, ha dal suo punto di vista inteso “tranquillizzare” gli europei circa il confermato impegno degli Stati Uniti nell’assicurare il rispetto, in caso si rendesse necessario, dell’art. 5 dello statuto fondativo dell’Alleanza Atlantica. Ma in realtà ne ha ulteriormente accentuato le preoccupazioni poiché ha elencato – in ordine di importanza, dall’alto in basso – quali sono le “quattro priorità” degli Usa: la “nostra sicurezza nazionale” (ovviamente, ci mancherebbe altro); la “sicurezza del nostro continente” (la vecchia Dottrina Monroe oggi ripresa e riaggiornata); la “sicurezza dell’Indo-Pacifico” (a conferma che con Trump viene prima l’America, anche del Sud, e solo dopo l’Estremo Oriente); la “sicurezza dell’Europa” (ottimo, ma è solo all’ultimo punto…).

Questa è l’osservazione di un alto funzionario dell’Amministrazione americana che opera attualmente nell’ambito di un’organizzazione militare difensiva quale è la Nato, e già dice molto. Quale sia il disegno geopolitico che la definisce nell’attuale fase storica è reso esplicito dalle non tanto estemporanee quanto piuttosto continuative prese di posizione di Trump, simpatetiche con Cina e Russia – e in particolare con i loro presidenti, Xi Jinping e Putin – e antipatizzanti con l’Unione europea e i capi dei governi nazionali del Vecchio Continente non supini ai suoi dettami.

 

Da Berlino a Mosca, il rovesciamento delle alleanze

Decodificato politicamente, il messaggio dell’ambasciatore ci dice che l’obamiano Pivot to Asia è stato sostituito da America first, e questo si sapeva già, ma pure che l’Asia oggi è per la Casa Bianca in primo luogo la Cina; e che il kennediano “siamo tutti berlinesi” di vecchia memoria divenuto realtà con la caduta del Muro nel 1989 è ormai seppellito da una inedita vicinanza con Mosca a scapito della Germania e degli altri paesi europei, per i quali si auspica (attivamente) una presa del potere ad opera di movimenti e partiti nazionalisti che affosserebbero l’Unione europea, primo nemico del tycoon.

Una considerazione, questa, forse un po’ forzata, ma a questo punto necessaria per mettere opinione pubblica e politica europee innanzi ad una realtà che si sta delineando in maniera preoccupante, della quale il progressivo abbandono dell’Ucraina al suo destino da parte di Washington è la tragica cartina di tornasole. Così che gli europei – fra poco impegnati in alcuni turni elettorali di estrema importanza – si rendano conto che oltre ai temi economici, sempre basilari, e a quelli climatici, non più eludibili, la questione di una propria autonoma difesa si pone in termini imperativi.

Anche nel caso, auspicabile, di un futuro ritorno alla Casa Bianca a un atteggiamento più amichevole con le capitali europee e con Bruxelles gli anni che stiamo vivendo impongono la messa in agenda del tema. Prima che l’Unione sprofondi nell’insignificanza politica più totale.

 

Il costo delle difese nazionali

Non è qui il caso di entrare nei dettagli, tutti sappiamo che nessun singolo paese europeo, neppure la Germania che ha deciso un riarmo mai neppure immaginato sino a pochissimi anni fa, è in grado di difendersi autonomamente da un attacco nemico condotto da potenze militarmente superiori.

Senza contare le inefficienze, costosissime, derivanti dalle mancate economie di scala: la numerosità dei sistemi d’arma europei, tutti nazionali e tutti o quasi duplicati per 27 volte, mostra la sua assurdità a confronto dell’efficienza derivante da un numero minore di modelli che garantisce costi minori (si pensi ad esempio ai pezzi di ricambio) e razionalità nella loro gestione. Osservazioni ormai stranote e ben argomentate da anni dagli specialisti della materia che la politica non ha saputo sino ad oggi fare proprie.

 

Debito comune per una difesa comune

Ora però il dramma ucraino, in corso da cinque anni, è aggravato dal tradimento in atto ad opera del peggior presidente statunitense di sempre, e obbliga dunque l’Europa sotto attacco a un colpo di reni: debito comune per finanziare una difesa comune, che fra l’altro costringerebbe i singoli paesi a operare congiuntamente negli investimenti nel settore, nella ricerca e sviluppo, nel purchasing, nelle catene di comando e quant’altro.

Tutto molto difficile nello scetticismo generale che pervade oggi l’Ue e nel respiro ancora fortemente nazionalista che la alimenta. Tutto addirittura impossibile se in Francia dovesse divenire presidente Marine Le Pen. Ma tutto decisivo per il futuro dell’Europa. Più forte o, al contrario, relegata ad un modesto quarto posto, che in ogni manifestazione sportiva significa medaglia di legno. Simbolicamente, dice tutto.