Lo stretto più strategico del pianeta
La conferma che a Washington, probabilmente anche a causa della pressione e della fretta esercitata con successo da Benjamin Netanyahu su Donald Trump, prima dell’attacco all’Iran non si fossero approfonditi come necessario e indispensabile tutti i dossier ad esso connessi è data dalla sottovalutazione con la quale si è approcciata la questione dello Stretto di Hormuz.
Poiché è francamente impossibile che gli uffici del Pentagono non abbiano segnalato al Ministro della Guerra Pete Hegseth e al Presidente Trump il suo possibile, anzi probabile blocco da parte del nemico iraniano, è in ultima istanza a questi due decisori che va imputato un errore che sta già ora costando moltissimo all’economia mondiale e in particolare agli alleati americani del Golfo, oltre che all’Europa. Anche perché era noto, da sempre, che l’Iran avrebbe sfruttato il proprio posizionamento geografico in caso di estrema necessità.
Come noto, lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico con il Golfo dell’Oman e immediatamente dopo con l’Oceano Indiano. È uno dei “colli di bottiglia” più importanti e noti del pianeta. Anche perché da esso transita circa un quinto dell’intera produzione petrolifera mondiale e circa un quarto del gas naturale liquido che viene trasportato attraverso i mari.
Un collo di bottiglia energetico globale
Queste percentuali – 20% del petrolio mondiale e 25% del gas naturale liquido – ci dicono che già solo una limitata sospensione del traffico navale che lo percorre può causare importanti conseguenze sui mercati internazionali e, per riflesso, sulla vita quotidiana di tutti noi. Figurarsi a fronte di un suo blocco prolungato.
Che l’Iran è in grado di provocare. E che ha sempre sostenuto di essere disposto a provocare qualora fosse stato attaccato da potenze ostili, a cominciare naturalmente da Israele e Stati Uniti. Hormuz è un asset strategico cui Teheran non è per alcun motivo disposta non solo a rinunciare, ma neppure a non utilizzare, se messa alle strette.
Ciò a cui stiamo assistendo in questi giorni è la conferma di questo assunto.
Le avvisaglie ignorate
Questo scenario era stato dichiarato esplicitamente già nel corso della prima amministrazione Trump, dopo che Washington aveva deciso di ritirarsi dall’accordo sul nucleare sottoscritto pochi anni prima durante la presidenza Obama e dopo l’avvio della strategia della cosiddetta “massima pressione” applicata sulla Repubblica islamica per indebolirne l’economia e contrastarne la crescente influenza regionale, esercitata anche attraverso i suoi proxy: Hezbollah, Hamas e Houthi.
In quegli anni fu il presidente Hassan Rohani – espressione autorevole della componente cosiddetta moderata del regime, pur sottoposta all’autorità assoluta della Guida Suprema Ali Khamenei – ad avvertire gli americani che, se avessero insistito nella loro azione volta a ridurre la capacità dell’export petrolifero iraniano, “non una goccia di petrolio” sarebbe più passata dal Golfo Persico.
L’arma geografica dell’Iran
Affermazioni e intimidazioni, queste ed altre, che sono state evidentemente sottostimate e non prese nella dovuta considerazione.
Certo, bloccare il traffico petrolifero nel Golfo significa impoverire in misura cospicua le casse di Teheran e dunque la minaccia può essere derubricata alle tradizionali fatwe ad uso delle masse periodicamente lanciate contro l’odiato popolo sionista e il Grande Satana americano. Ma questa considerazione può valere in tempo di pace, o comunque di relativa tranquillità. Non in tempo di guerra.
In una guerra che per di più ha l’obiettivo – almeno da parte israeliana – di annientare il regime, Hormuz diventa una risorsa strategica decisiva, un’arma letale da utilizzare senza riserva. Ed è esattamente ciò che sta accadendo.
Se Donald Trump ogni tanto leggesse qualcosa avrebbe facilmente compreso questa semplice verità, segnalata da sempre da tutti gli studiosi che hanno affrontato il tema: quel “collo di bottiglia” rappresenta un eccezionale vantaggio geografico che la natura ha assegnato all’Iran contemporaneo.


















































