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Tennis, Sinner batte Djokovic in 3 set ed è in finale a Wimbledon

Milano, 10 lug. (askanews) – Jannik Sinner torna in finale a Wimbledon dopo un anno di distanza. L’azzurro ha battuto in semifinale Novak Djokovic 6-4, 6-4, 6-4. Affronterà domenica in finale il tedesco Alexander Zverev.

Sinner ha comandato il match fin dall’inizio, mostrando una superiorità evidente negli scambi da fondo campo e un servizio praticamente inattaccabile. Djokovic ha provato a rimanere aggrappato alla partita, ma non è mai riuscito a trovare vere contromisure alla potenza e alla profondità dell’italiano che ha chiuso in due ore e 20′ di gioco, in cui ha infilato 40 vincenti e soli 15 errori.

Nel primo set l’equilibrio si rompe nel nono game: Sinner accelera con il rovescio, si procura due palle break e alla seconda occasione piazza il passante vincente che gli vale il 5-4. Poi chiude il parziale al servizio con grande autorità.

Anche nel secondo set il copione non cambia. Djokovic prova ad alzare il livello, ma Sinner continua a martellare da fondo campo. Il break arriva nel settimo game, con una splendida palla corta che lascia fermo il serbo e regala all’azzurro il vantaggio decisivo. Sul 5-3 Sinner mette in mostra tutta la sua sicurezza al servizio, con due ace consecutivi, e poi chiude 6-4.

Nel terzo set Jannik parte ancora più forte: break immediato al quarto tentativo dopo aver annullato la resistenza di Djokovic. Il serbo salva altre situazioni difficili, ma non riesce mai a impensierire davvero il rivale. Sinner difende il vantaggio fino alla fine e chiude la partita con un altro 6-4.

Una prova da campione assoluto per il 23enne altoatesino, che centra la seconda finale consecutiva a Wimbledon e conferma il suo dominio nel tennis mondiale. Settima finale Slam per lui, la prima del 2026. Affronterà Sascha Zverev, con cui domina i precedenti 9-4. Per Djokovic, invece, sfuma la possibilità di raggiungere l’ottavo titolo sull’erba londinese e il record assoluto di nove successi.

Pd-M5s-Avs ragionano su piazza a Roma, Padova in stand-by

Roma, 10 lug. (askanews) – Potrebbe essere una piazza a Roma – si parla di Santi Apostoli, storica location dell’Ulivo – l’idea di Pd-M5s-Avs per superare la sovrapposizione tra la manifestazione prevista a Padova per il 15 luglio e la maratona alla Camera sulla legge elettorale. L’appuntamento nella città veneta era stato fissato a giugno, insieme a quello di Napoli di mercoledì scorso, ma ora la volata finale sulla modifica del sistema elettorale ha spinto i leader dei tre partiti a rivedere il calendario.

Già da mercoledì sera, subito dopo la fine del comizio napoletano, si era parlato di rimandare la seconda tappa, dal momento che il 15 luglio ci sarà da dare battaglia in aula, con la destra divisa sulla reintroduzione delle preferenze. Le votazioni iniziano martedì 14 e sono previste fino a venerdì 17, difficile che Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni possano allontanarsi da Montecitorio proprio nel mezzo di un passaggio così delicato.

D’altro canto, come ragionava già ieri un parlamentare Pd, “l’idea circolava già da giorni, ma ora – dopo Napoli – rischia di sembrare una scelta per evitare altri problemi”. Per questo da ieri si ragiona su una soluzione che eviti letture maliziose e l’idea sarebbe proprio quella di organizzare intanto un appuntamento ‘romano’, magari dedicato alla legge elettorale, da organizzare in un ‘buco’ dei lavori parlamentari o al termine delle votazioni, previsto al più tardi per venerdì.

“Di sicuro una cosa la faremo”, assicurava ancora poche ore fa un dirigente del ‘campo largo’. Tutto però è ancora oggetto di valutazione, perché in ogni caso – ragiona un parlamentare Pd – “stiamo sempre parlando di organizzare di corsa una manifestazione il 15 luglio, durante la settimana…”. Altro punto da chiarire è cosa fare dell’appuntamento di Padova: rinviarlo o ‘sostituirlo’ con l’eventuale data romana? Di tutto questo si parla ancora in queste ore e ancora non è stata presa una decisione definitiva.

Nasce l’associazione Professionisti Legno

Bologna, 10 lug. (askanews) – Si sono svolti nel verde delle Serre dei Giardini Margherita di Bologna gli Stati Generali della Foresta-Legno, promossi e organizzati da Federazione Filiera Legno. Una giornata di confronto che ha riunito istituzioni, imprese, mondo della ricerca e professionisti del settore per affrontare le principali sfide e le opportunità della filiera del legno, dalla gestione sostenibile delle foreste all’innovazione industriale, fino alla valorizzazione delle competenze professionali. Tra le novità più significative emerse dall’evento c’è la nascita di Professionisti Legno, la prima associazione professionale nazionale dedicata ai professionisti che operano nel comparto industriale del legno e alle diverse figure tecniche e specialistiche della filiera.

Sulle ragioni che hanno portato alla costituzione della nuova associazione e sulle categorie di professionisti a cui si rivolge, abbiamo raccolto il commento del presidente di Federazione Filiera Legno, Angelo Luigi Marchetti: “Quando si parla di legno dobbiamo capire che dietro c’è tutta un’intera filiera, tantissime aziende che hanno una necessità importantissima che è quella di qualificare i propri collaboratori. Quindi l’associazione professionale del legno nasce proprio con l’intento di qualificare le maestranze, il saper fare e portare valore non solo alle persone, ma alle imprese e di conseguenza all’intero comparto. Per questo motivo abbiamo costituito questa associazione insieme ad altri interlocutori, quindi non solo UNCEM, PFC e Consorzio Legno, perché il nostro intento è valorizzare il legno portando avanti la qualifica delle persone che lo lavorano”

Quali sono invece gli obiettivi dell’associazione e quali benefici potrà portare all’intera filiera? A rispondere è ancora il presidente Marchetti.

“E’ importante per le imprese qualificare le proprie risorse umane. Da una parte è un modo per attrarre risorse in un settore che è sempre visto un po’ come un settore povero. Dall’altra parte, se noi guardiamo il nostro mercato di destinazione, il fatto di avere persone qualificate aumenta le potenzialità del nostro mercato perché qualifica maggiormente le imprese e i loro prodotti”.

Nel corso degli Stati Generali si è parlato anche dell’attuale scenario del settore, tra andamento del mercato, sostenibilità, innovazione e prospettive di sviluppo. Su questo momento che il comparto del legno sta vivendo nel 2026, ascoltiamo ancora il presidente Angelo Luigi Marchetti.

“L’impressione, e quindi il sentimento, è quello di mantenere quello che era il valore della produzione dell’anno scorso. Ovviamente poi viviamo ogni giorno in base a quello che succede a livello mondiale, quindi siamo soggetti a questi sbalzi che ci sono, ma tendenzialmente direi che per l’anno in corso vediamo proprio questa continuità”.

La conferma di un importante momento di confronto per un settore strategico dell’economia italiana, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori della filiera e valorizzare le competenze professionali come leva per affrontare le sfide future, puntando su sostenibilità, innovazione e crescita.

Accordo sul voto ai fuori sede, partiti in fibrillazione su preferenze

Roma, 10 lug. (askanews) – Alle prossime elezioni politiche gli elettori fuorisede non saranno costretti a tornare nel comune di residenza per votare ma potranno esercitare il proprio diritto nel comune dove sono domiciliati per studio, lavoro o motivi di cura. A quattro giorni dall’approdo in aula alla Camera della legge elettorale, un primo accordo nel centrodestra sulle ulteriori modifiche alla riforma Bignami arriva su un punto su cui sembrava complicato trovare un’intesa politica e una soluzione tecnica. La proposta sul voto ai fuori sede viene annunciata dai leader dei giovani dei partiti della coalizione Fabio Roscani (Fdi), Luca Toccalini (Lega), Simone Leoni (Fi) e Maria Chiara Fazio (Nm).

Manca ancora invece l’intesa sulle preferenze che, su impulso della premier Giorgia Meloni, Fdi vuole inserire nella nuova legge elettorale. “Sono un inguaribile ottimista”, dice Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito, spiegando che gli sherpa di maggioranza saranno al lavoro fino all’ultimo momento utile – il termine per la presentazione degli emendamenti scade lunedì alle 13 – per arrivare a un emendamento unitario. “Il centrodestra – ricorda – fino ad oggi non si è mai diviso in nessuna votazione che c’è stata alla Camera dei Deputati o al Senato e non ho motivo di credere che finirà diversamente questa volta. Saremo uniti”.

Per il presidente dei deputati della Lega, Riccardo Molinari, però “incaponirsi sulle preferenze non ha senso”, “gli italiani non le vogliono, lo hanno detto con il referendum degli anni 90”. All’indomani delle parole di Matteo Salvini, lette da molti come un’apertura sulle preferenze (“Noi non abbiamo posizioni ferme”, aveva detto il vicepremier), Molinari precisa che sono state “lette male”: significavano che “per la Lega la legge elettorale non è una priorità, nasce da un’esigenza di Fdi e Meloni. Siamo arrivati a un testo di compromesso, la Lega ha già fatto rinunce”.

Anche per Forza Italia il compromesso raggiunto sul testo uscito dalla Commissione è più che sufficiente tanto che molti tra gli azzurri vedono difficile un’intesa last minute e danno per scontato che alla fine sarà Fdi a presentare l’emendamento. Una ipotesi che dal partito di Meloni nessuno esclude visto che, è la convinzione, “il tema va affrontato”. Non solo perché è politicamente una battaglia della premier ma anche perché resta il tema della dubbia costituzionalità delle liste bloccate così come concepite dall’attuale testo. Dalla sentenza della Consulta sull’Italicum è emerso che le liste rigide non sono di per sé incostituzionali, ma possono diventarlo sulla base della percentuale di seggi assegnati mediante le liste bloccate e della lunghezza di tali liste.

“La proposta in campo c’è, lavoriamo all’intesa”, è il refrain da via della Scrofa: la proposta ruota sempre intorno all’idea di mantenere fermo il listone legato al premio di maggioranza e nei collegi plurinominali prevedere capilista bloccati e preferenze (due o tre, alternando il genere). Per convincere gli alleati, Fi in particolare, era stato proposto anche il modello belga delle cosiddette liste flessibili per cui il candidato che supera un certo quoziente viene eletto prima del capolista. “Ma è un sistema complesso da mettere in pratica e anche da spiegare agli italiani”, viene fatto notare dagli esperti.

Comunque vada, la prossima settimana sarà decisiva e i deputati – molti di loro eletti con liste bloccate – dovranno fare i conti con la proposta delle preferenze. La fibrillazione è alta sia nel centrodestra che nel centrosinistra tanto che, si apprende in ambienti parlamentari, qualche esponente della maggioranza ha già avviato contatti con quanti nell’opposizione sarebbero in difficoltà se dovesse passare la modifica delle preferenze provando a dissuaderli dall’idea, circolata nel campo largo, di disertare l’aula e lasciare emergere le divisioni della maggioranza sul punto. Quindi restare in aula a fare muro contro le preferenze dietro lo scudo del voto segreto.

Voto segreto che tutti danno per scontato anche se, regolamento della Camera alla mano, articolo 51, “la votazione per scrutinio segreto può essere richiesta in Assemblea da trenta deputati o da uno o più Presidenti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari consistenza numerica”. Tra Fdi che ha sfidato le opposizioni a restare in aula e votare con voto palese e Roberto Vannacci che chiede alla premier di invitare gli alleati a non chiedere lo scrutinio segreto chi si sobbarcherà l’ingrato compito?

Un altro emendamento in arrivo da parte del centrodestra è quello che dovrebbe modificare il numero delle circoscrizioni estere per evitare quell’effetto maggioritario che il taglio del numero dei parlamentari produce, ad avviso degli esperti di maggioranza, distorcendo la natura proporzionale del sistema per eleggere i deputati all’estero. Il dibattito è tra l’idea di Fdi di passare dalle 4 circoscrizioni alla Camera e 4 al Senato a, rispettivamente, 2 (Europa ed extra-Europa) e una e l’idea di altri che propendono per una circoscrizione unica anche alla Camera.

Ue, Fitto: adeguare e modernizzare la politica di coesione

Roma, 10 lug. (askanews) – “Nel piano nazionale e regionale di partenariato – ha sottolineato Fitto – c’è il coinvolgimento delle regioni ma è differente tra stato membro a stato membro. In Italia le regioni hanno ruolo importante e sono responsabili dei programmi. Non è un caso che nel regolamento che accompagna i piani nazionali si faccia riferimento esplicito al rispetto dell’organizzazione costituzionale di ogni stato membro”. Lo ha detto il vicepresidente della commissione europea Raffaele Fitto (Fdi), a margine del seminario ‘La forza dei territori’ organizzato dalla delegazione Fdi-Ecr al Parlamento europeo a Roma.

“Si fa sintesi tra gli obiettivi della governance dei piani regionali e gli obiettivi della politiche di coesione. Nel regolamento, un atto formale, sono individuati in modo chiaro obiettivi e principi delle politiche di coesione e questo penso garantisca la dimensione territoriale. Per poter realizzare interventi che puntino a bilanciare a livello europeo le prospettive bisogna mettere in campo una sintesi tra coesione e competitività e quindi adeguare e modernizzare la politica di coesione”, ha concluso.

La Rai: sospese cautelativamente le repliche estive di Report

Roma, 10 lug. (askanews) – “In attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci, la Direzione Approfondimento ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico .Resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di Report, che tornerà in onda a partire dal prossimo mese di novembre”. Lo si legge in una nota.

Madonna torna in vetta alla classifica con l’album "Confessions II"

Milano, 10 lug. (askanews) – É “Confessions II” l’album più venduto della settimana (Classifica Fimi/NIQ). Madonna torna al n. 1 della chart in Italia dopo 11 anni mostrando con questo nuovo lavoro che “la pista da ballo è più viva che mai”!

Ritrovandosi con il produttore Stuart Price, Madonna ha posto le basi per un’evoluzione dell’universo rivoluzionario che aveva creato con Confessions on a Dance Floor, vincitore di un GRAMMY®. Attraverso le 16 tracce mixate in modo continuo di Confessions II, esplora temi quali l’amore, il trauma, la perdita e la guarigione. L’album rafforza la convinzione di lunga data di Madonna secondo cui la musica dance è tutt’altro che superficiale: la pista da ballo è un’ancora di salvezza, un luogo di evasione, connessione e sopravvivenza .

L’album vede la partecipazione di sua figlia, Lola Leon, nel brano emozionante “The Test”, scritto a quattro mani dalle due, con testi profondamente personali che riflettono la guarigione e l’evoluzione del loro rapporto. Madonna collabora inoltre per la prima volta con il DJ e produttore olandese Martin Garrix nel suggestivo “Bizarre”, un’esplorazione delle complessità dell’amore. Inoltre, l’artista belga Stromae apporta il suo stile distintivo alla seducente “My Sins Are My Savior”. I produttori Andrew Watt e Cirkuit si uniscono a Stuart Price in due brani evocativi, “Danceteria” e “L.E.S. Girl”, che raccontano i primi anni di Madonna a New York City, celebrando il leggendario locale, le amicizie che l’hanno plasmata e quella vita unica che solo Madonna poteva immortalare.

L’album è stato anticipato da Bring Your Love”, featuring Sabrina Carpenter, eseguito per la prima volta al Coachella sul palco della Carpenter. Il singolo in Italia ha raggiunto il primo posto dell’airplay radiofonico e rimane stabile nelle prime posizioni mentre il nuovo singolo “Danceteria”, un inno dance euforico, che ripercorre un emozionante omaggio al nightclub newyorkese dove Madonna ha mosso i primi passi nel 1982. Canta dell’emozione provata quando il DJ Mark Kamins ha messo per la prima volta il suo demo di “Everybody” davanti a 300 persone e ripete il ritornello: “Qui tutti sono un’opera d’arte”.

Tennis, Wimbledon: Zverev vola in finale, battuto Fery in tre set

Roma, 10 lug. (askanews) – Alexander Zverev conquista per la prima volta la finale di Wimbledon e conferma il momento d’oro della sua carriera. Il tedesco, fresco vincitore del Roland Garros, ha sconfitto il britannico Arthur Fery con il punteggio di 7-6 (7-0), 6-2, 6-4 in due ore e 13 minuti, centrando la quinta finale Slam della carriera e tornando al numero 2 del ranking mondiale, davanti a Carlos Alcaraz.

Sul Centrale dell’All England Club si è così conclusa la splendida favola di Fery, numero 114 del mondo a inizio torneo e capace di spingersi fino alla semifinale grazie anche alla vittoria nei quarti sull’azzurro Flavio Cobolli. Il britannico, sostenuto dal pubblico di casa, ha retto il confronto soltanto nel primo set, prima di arrendersi alla solidità e alla superiorità del tedesco.

L’equilibrio iniziale si è spezzato nel tie-break del primo parziale, dominato da Zverev che ha lasciato l’avversario a zero punti. Da quel momento il campione tedesco ha preso definitivamente il controllo dell’incontro, imponendo il proprio ritmo con un servizio impeccabile e una continuità da fondo campo che non ha lasciato spazio alla reazione dell’inglese.

Nel secondo set è bastato un break nel quarto gioco per indirizzare il parziale, chiuso agevolmente 6-2. Nel terzo Fery ha provato a restare in partita, ma il break conquistato da Zverev nel quinto game si è rivelato decisivo. L’inglese ha avuto un ultimo sussulto d’orgoglio annullando tre palle per il doppio break con una serie di ace, ma il tedesco ha mantenuto il sangue freddo e ha chiuso l’incontro 6-4 sul proprio servizio.

Per Zverev si tratta della prima finale in carriera sull’erba di Wimbledon e della seconda consecutiva in uno Slam dopo il trionfo parigino. Il tedesco diventa così il terzo giocatore dell’era Open a raggiungere la finale dello Slam successivo alla conquista del suo primo Major e domenica andrà a caccia di una storica doppietta Roland Garros-Wimbledon.

Il suo avversario uscirà dalla seconda semifinale tra Jannik Sinner e Novak Djokovic.

Dopo gli stadi Sfera Ebbasta guarda al futuro, nel 2027 i palasport

Milano, 10 lug. (askanews) – Dopo aver infiammato gli stadi con $€LEBRATION, lo show-evento che ha celebrato i 10 anni di carriera davanti a decine di migliaia di fan, e in attesa di calcare -fino al 14 agosto- i palchi delle principali venue estive, Sfera Ebbasta guarda già al futuro, pronto a tornare dal vivo anche nel 2027 con una nuova serie di appuntamenti -prodotti da Vivo Concerti- nei principali palazzetti italiani.

Arriva oggi l’annuncio del Live tour 2027, che a partire dal prossimo gennaio porterà il Trap King sui palchi di: Torino (sabato 30 gennaio @ Inalpi Arena); Roma (mercoledì 3 febbraio @ Palazzo dello Sport); Milano (sabato 6 febbraio @ Unipol Dome) e Bologna (sabato 13 febbraio @ Unipol Arena).

I biglietti per il Live tour 2027 saranno disponibili su www.vivoconcerti.com a partire dalle ore 14:00 di lunedì 13 luglio, e nei punti vendita autorizzati dalle ore 11:00 di sabato 18 luglio. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

Per ricambiare i fan dell’affetto incondizionato che gli dimostrano da oltre 10 anni, Sfera Ebbasta sta già pensando ad uno show spettacolare: una nuova avventura indoor tra le tappe di una carriera straordinaria, che ad oggi è valsa all’artista milanese 240 Dischi di Platino e 39 Dischi d’Oro, oltre 7 miliardi di stream complessivi e una fanbase multigenerazionale che su Instagram supera i 5 milioni di follower. In scaletta non mancheranno i titoli che -anno dopo anno, record dopo record- l’hanno portato dai palazzoni di Cinisello ai vertici della musica italiana e fino al tetto del mondo, nel segno di una storia che continua a crescere e scrivere nuove pagine. Come quella iniziata direttamente dal palco dello Stadio San Siro, dove solo due giorni fa Sfera ha annunciato a sorpresa l’arrivo del suo nuovo album spoilerando anche un brano inedito.

Iran, Trump: detto sì alla loro richiesta di continuare i colloqui

Roma, 10 lug. (askanews) – “La Repubblica Islamica dell’Iran ci ha chiesto di continuare i ‘colloqui’. Abbiamo acconsentito, ma gli Stati Uniti hanno dichiarato loro, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth Social, il social media di sua proprietà.

Inoltre, al New York Post, Trump ha detto di aver  “lasciato istruzioni” nel caso in cui l’Iran riuscisse
nel suo piano per assassinarlo, e che ci sarebbero state conseguenze gravissime. “Sono nella loro lista da molto tempo. È questo il problema”, ha affermato. “L’unica cosa è che ho dato istruzioni: se dovesse succedere qualcosa, bombardateli letteralmente con una intensità mai vista prima”, ha affermato il presidente Usa. Interrogato sulle recenti notizie secondo cui Israele avrebbe segnalato questa settimana informazioni su un complotto per eliminarlo, Trump ha indicato che non c’è stato alcun nuovo piano
da parte dell’Iran, ma ha affermato che Teheran lo vuole morto da anni. “No, no. Israele non ha fatto nulla. No, no”, ha detto. “Sono il numero uno” nella lista nera dell’Iran “da molto tempo, e la vita è così, sapete”. “Spero che vi mancherò”, ha aggiunto Trump.

J-Ax al primo posto dell’EarOne con "Hippy Ya Yo (Però anche no)"

Milano, 10 lug. (askanews) – J-Ax conquista il primo posto della classifica EarOne con “Hippy Ya Yo (Però anche no)”, brano più trasmesso della settimana dalle radio italiane. Attraverso il rap, il pop e il country J-Ax con “Hippy Ya Yo (Però anche no)” trasmette voglia di ballare, divertirsi e fare festa alla vita.

In attesa dell’uscita del nuovo album “Vita Morte e Miracoli”, J-Ax tornerà live in quattro prime imperdibili date sabato 10 (sold out) e domenica 11 ottobre al Fabrique a Milano e venerdì 23 e sabato 24 ottobre all’Atlantico di Roma, dove ripercorrerà in musica la sua lunga e prolifica carriera artistica.

I biglietti sono disponibili su https://www.ticketone.it/

MotoGp, Marc Marquez domina le pre-qualifiche al Sachsenring

Roma, 10 lug. (askanews) – Marc Marquez conferma il suo straordinario feeling con il Sachsenring e chiude al comando le pre-qualifiche del Gran Premio di Germania. Lo spagnolo della Ducati ufficiale ha fermato il cronometro in 1’19″394, facendo segnare il miglior tempo della giornata e ribadendo il proprio ruolo di favorito su una pista che storicamente lo ha visto protagonista.

Alle sue spalle ha sorpreso Raul Fernandez, secondo, mentre Fabio Di Giannantonio ha conquistato il terzo tempo dopo essere stato a lungo al comando della sessione. Quarta posizione per Alex Marquez, seguito da Jack Miller, autore di un’ottima prestazione con la Yamaha Pramac.

L’Aprilia piazza tre moto nella top ten: sesto Ai Ogura, settimo Marco Bezzecchi e ottavo Jorge Martin, al rientro dopo il lungo stop, tutti qualificati direttamente alla Q2. Completano i primi dieci Pedro Acosta e Franco Morbidelli.

La grande delusione di giornata è Francesco Bagnaia. Il due volte campione del mondo Ducati, già in difficoltà nelle prove libere del mattino, non è riuscito a trovare il giro decisivo nel finale e ha concluso soltanto tredicesimo, restando escluso dai primi dieci e dovendo così affrontare il Q1 nelle qualifiche di sabato. Davanti a lui si è piazzato anche Enea Bastianini, undicesimo, ma anche per lui sarà necessario passare dalla prima sessione di qualificazione.

La fase decisiva della sessione ha regalato continui cambi al vertice. Dopo il miglior tempo iniziale di Bezzecchi, Di Giannantonio è sceso fino a 1’20″104 prima di migliorarsi ulteriormente in 1’19″674. Sembrava il riferimento definitivo, ma Marc Marquez ha risposto con un eccezionale 1’19″394, abbassando di quasi tre decimi il limite fatto segnare fino a quel momento e mettendo tutti alle proprie spalle.

Non sono mancati gli episodi: Joan Mir ed Enea Bastianini sono finiti nella ghiaia durante gli ultimi minuti senza conseguenze, mentre Franco Morbidelli è stato nuovamente segnalato ai commissari per aver rallentato un altro pilota in traiettoria, dopo la penalità già rimediata ad Assen.

Il programma del weekend prevede sabato la seconda sessione di prove libere, quindi le qualifiche e la Sprint Race, mentre domenica alle 14 scatterà il Gran Premio di Germania.

Tennis, Alcaraz torna ad allenarsi, ma salta Montreal

Roma, 10 lug. (askanews) – Carlos Alcaraz torna a impugnare la racchetta e alimenta le speranze dei tifosi, ma il rientro in campo resta ancora senza una data certa. Il campione spagnolo, fermo dallo scorso aprile per un infortunio al polso destro, ha pubblicato sul proprio profilo Instagram foto e video di una seduta di allenamento all’Accademia di El Palmar, accompagnati da un messaggio eloquente: “Sulla buona strada”.

Nelle immagini Alcaraz esegue esercizi anche con una racchetta priva delle corde e con una parte del telaio rimossa. Si tratta di una metodologia utilizzata nelle fasi di recupero dagli infortuni al polso o all’avambraccio: consente di riprodurre il gesto tecnico completo senza l’impatto con la palla, riducendo al minimo vibrazioni e sollecitazioni sull’articolazione. L’obiettivo è recuperare progressivamente fluidità, timing e memoria muscolare, aumentando il carico di lavoro senza compromettere il processo di guarigione.

I progressi mostrati dal numero tre del mondo rappresentano un segnale incoraggiante, ma non modificano, almeno per il momento, il programma del suo staff. Alcaraz, infatti, non figura nell’entry list del Masters 1000 di Montreal, in calendario dal 2 al 13 agosto, segno che il ritorno alle competizioni non è ancora imminente.

La prima finestra utile potrebbe quindi essere il Masters 1000 di Cincinnati, in programma dal 13 al 23 agosto, ultimo grande appuntamento prima degli US Open. Anche questa ipotesi, tuttavia, resta subordinata all’evoluzione del recupero e al via libera dello staff medico.

Secondo quanto riferiscono i media spagnoli, inoltre, la visita di controllo inizialmente prevista per oggi sarebbe stata rinviata di alcuni giorni. Una decisione che non sarebbe legata a complicazioni nel decorso, ma alla volontà di valutare le condizioni del polso dopo un ulteriore periodo di lavoro sul campo, confermando la linea di massima prudenza scelta dal team del due volte campione di Wimbledon.

MonitorCH4: a Bologna il meeting sulle emissioni di metano

Bologna, 10 lug. (askanews) – Si è svolta a Bologna la seconda edizione di MonitorCH4, convegno dedicato al confronto tra i principali attori coinvolti nella normativa energetico-ambientale europea sulle emissioni di metano. Quest’anno l’evento, promosso da Amici della Terra, si è aperto al panorama europeo con una parte espositiva dedicata alle tecnologie, alle pratiche operative e al quadro regolatorio per il monitoraggio, la quantificazione e la riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico. Tommaso Franci, responsabile energia per Amici della Terra, ha coordinato la mattinata, spiegando perchè è importante soffermarsi su tematiche simili.

“Il senso di MonitorCH4 è di far conoscere le tecnologie e i servizi che sono già disponibili per la riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico, oltre alle esperienze degli operatori che già fanno questi interventi in modo molto significativo. Questo consente di accelerare le iniziative per la riduzione di queste emissioni climalteranti, che hanno un impatto molto forte nel breve periodo. Una tonnellata di emissioni di metano nel breve periodo a 20 anni ha un effetto 80 volte superiore a quello della CO2” ha dichiarato Tommaso Franci, responsabile energia per Amici della Terra

Durante la seconda edizione di MonitorCH4 si sono susseguiti interventi sia istituzionali che dei rappresentanti d’industria presenti, mostrando quanto vivo sia il dialogo fra le parti, come sottolineato da Francesca Di Macco, Focal Point per l’implementazione dei regolamenti emissioni metano del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

“L’Italia è sicuramente tra i Paesi membri che hanno mostrato il maggiore impegno nell’attuazione del regolamento sulle emissioni di metano. Sicuramente possiamo vantare molti obiettivi raggiunti, sia dal lato della futura autorità competente, che sarà il Ministero, che dal lato degli operatori. C’è stata una forte collaborazione” ha aggiunto Francesca Di Macco, Focal Point per l’implementazione dei regolamenti emissioni metano del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Accanto alla conferenza, è stata aperta un’area Expo, che ha visto la presenza di imprese attive nello sviluppo di soluzioni per il rilevamento, la quantificazione, la digitalizzazione, la riparazione e la riduzione delle emissioni di metano. Massimo Micucci, Consulente Strategico Open Gate Italia, ha evidenziato il valore di momenti come questo per tutto il settore.

“Rispettare le regole europee significa migliorare moltissimo l’ambiente, in particolare sulla riduzione delle emissioni di metano, perché sono 80 volte più climalteranti della CO2, anche se se ne parla poco. Le regole è possibile rispettarle nella misura in cui raccogliamo anche tutti quanti i segnali che ci arrivano dalle imprese tecnologiche già molto impegnate nella riduzione dell’ambiente, cioè quelle che si sono presentate qui” ha concluso Massimo Micucci, Consulente Strategico Open Gate Italia

L’evento, che ha anche permesso di passare in rassegna le tecnologie già disponibili per la misurazione e la verifica delle emissioni, è stato l’occasione per fare il punto della situazione sul settore dell’energia e delle emissioni di metano, dando anche accenno all’approccio positivo sia del Regolamento UE in materia che del suo rispetto all’interno del nostro Paese.

I biglietti per il Giubileo di Vasco esauriti in meno di mezz’ora

Milano, 10 lug. (askanews) – Il Giubileo di Vasco è ufficialmente battezzato. Bastano meno di 30 minuti dall’apertura della vendita generale per polverizzare oltre 550.000 biglietti destinati ai dieci concerti che, dal 6 al 25 giugno 2027, trasformeranno lo Stadio Olimpico di Roma nella capitale del rock italiano.

Una corsa impressionante che potrebbe non essere finita. Le richieste continuano ad arrivare senza sosta e confermano ciò che da anni accompagna ogni annuncio di Vasco: il limite non è mai il pubblico, ma la capienza degli stadi. Se sarà possibile, nei prossimi mesi verranno messi in vendita ulteriori posti, compatibilmente con le disponibilità dell’Olimpico.

“Le potenzialità di Vasco superano da tempo le capienze disponibili”, commenta Roberto De Luca, Presidente di Live Nation Italia. “La domanda continua a crescere e ogni volta ci confrontiamo con un limite che non è quello del pubblico, bensì quello degli spazi. Per quest’anno va bene così.”

Ma i numeri, per quanto straordinari, raccontano solo una parte della storia. Il successo di Vasco va ben oltre le cifre: è un patrimonio collettivo costruito in mezzo secolo di canzoni, emozioni, libertà e generazioni che continuano a ritrovarsi negli stadi con la stessa passione.

Il 2027 sarà l’anno del Giubileo di Vasco, un mese di festa nazionale che celebra i suoi cinquant’anni di carriera. Ma sarà anche una pagina di storia della musica dal vivo in Italia.

Ancora una volta Vasco è l’apripista, inaugurando la più grande residency mai realizzata nel nostro Paese: dieci concerti consecutivi nella stessa città, un modello che fino a oggi apparteneva soprattutto ai grandi artisti internazionali e che guarda al futuro dei grandi eventi anche in Italia.

Dal suo ultimo post su IG: «Sono uno che, se non le trova aperte, le porte le sfonda. E quando una strada non c’è, se la inventa. Io sono un apripista.»

Le date del Giubileo di Vasco sono state svelate il 18 giugno a Bari, al termine di una campagna teaser diventata virale sui social durante il trionfale tour 2026. Da quel momento è stato chiaro che non si trattava semplicemente di una serie di concerti, ma di un evento destinato a segnare un prima e un dopo nella storia della musica live italiana.

Lavoro, accordo tra le imprese su rappresentanza e contratti

Roma, 10 lug. (askanews) – Intesa raggiunta tra le associazioni datoriali su contratti e rappresentanza. A sottoscrivere il documento, dopo un lungo confronto, le associazioni dell’industria, del commercio, dell’artigianato, delle cooperative, delle assicurazioni e delle banche.

La prossima settimana potrebbe già partire il confronto tra associazioni datoriali e sindacati. Cgil, Cisl e Uil, lo scorso 17 giugno, avevano infatti varato una piattaforma unitaria per un accordo quadro interconfederale, con le principali associazioni datoriali, su modello contrattuale e rappresentanza.

Nella bozza di accordo sottoscritto dalle associazioni d’impresa si legge che, alla luce delle più recenti novità introdotte dal decreto Primo Maggio, le parti “concordano nel ritenere che risulta fondamentale individuare criteri oggettivi ed affidabili per misurare la maggiore rappresentatività comparata datoriale”.

Le associazioni dei lavoratori convengono, poi, “sulla necessità di definire tali criteri condivisi tenendo conto della tipologia e della natura giuridica delle imprese rappresentate”. Per questo “condividono l’obiettivo di procedere a una corretta perimetrazione dei campi di applicazione contrattuale, quale presupposto per individuare il contratto collettivo di riferimento sulla base del peso rappresentativo dei soggetti firmatari”.

In tale prospettiva, in coerenza con il percorso di razionalizzazione avviato presso il Cnel le parti “si impegnano ad evitare impropri ampliamenti dei perimetri contrattuali e ad istituire un Osservatorio con funzioni di monitoraggio e di regolazione delle eventuali sovrapposizioni contrattuali”.

Le associazioni datoriali, inoltre, ritengono che sia necessaria “una selezione più trasparente e rigorosa delle parti sociali anche ai fini istituzionali, ossia per la partecipazione ai tavoli di confronto, consultazione e interlocuzione con le istituzioni e con gli altri enti competenti. I criteri per la selezione ai fini istituzionali, sia delle organizzazioni datoriali che sindacali, devono basarsi su dati omogenei, certi e misurabili”, si legge ancora nella bozza d’intesa.

Vengono individuati tre criteri per la selezione, ai fini istituzionali, delle organizzazioni datoriali dotate di effettiva rappresentatività. Il primo criterio riguarda la “seniority dell’organizzazione”, intesa come la sua “presenza storica e continuativa nel sistema delle relazioni industriali”. Il secondo criterio riguarda la partecipazione dell’organizzazione “a organismi di rappresentanza europea riconosciuti come parti nel dialogo sociale europeo nell’ambito dei lavori del Comitato economico e sociale europeo (Cese)”. Il terzo criterio ha a che fare con “la presenza nel proprio sistema di contrattazione collettiva, anche per effetto di delega al secondo livello, di istituti strutturati, volti a disciplinare e sostenere forme di welfare contrattuale, integrative rispetto al sistema pubblico di welfare, spettanti alla generalità dei dipendenti ed aventi valore economico”.

A questi tre criteri definiti “qualitativi” viene aggiunto un quarto criterio “quantitativo”, fondato sul numero di dipendenti che “vedono regolato il proprio rapporto dalla contrattazione collettiva del settore rappresentato, tenendo anche in considerazione la tipologia di impresa e l’ampiezza dei settori produttivi di riferimento della Confederazione, qualora le tematiche trattate nei tavoli istituzionali abbiano natura trasversale”.

Le organizzazioni dei lavoratori sono poi concordi sulla necessità di individuare insieme dei “criteri oggettivi e quantitativi anche per misurare la rappresentatività delle associazioni datoriali ai fini contrattuali, in ciascun settore produttivo, tenendo conto della tipologia e della natura giuridica dell’impresa”. Entrando nel merito, le associazioni concordano sul fatto che “l’individuazione del contratto collettivo da prendere a riferimento per la determinazione del Tec non comporta obbligo di applicazione generalizzata (erga omnes)”. Ma convengono che “l’applicazione integrale di un diverso contratto collettivo di settore che, tuttavia, garantisca ai lavoratori un trattamento economico e normativo uguale a quello del contratto collettivo di riferimento dia diritto di accedere a tutti benefici di legge”.

Con l’obiettivo d’individuare il contratto collettivo di riferimento, le associazioni firmatarie “concordano che l’individuazione del Tec da prendere come riferimento deve tener conto della tipologia e della natura giuridica dell’impresa” e concordano che “l’unico criterio universale quantitativo oggettivo che consente di misurare, in maniera certa e omogenea, la rappresentatività dei soggetti dal lato datoriale che sottoscrivono un determinato contratto collettivo è quello preso in considerazione dal Cnel e, quindi, quello della diffusione del contratto tra i lavoratori del settore, distinguendo per tipologia e natura giuridica dell’impresa”.

Inoltre confermano l’impegno a verificare che, nei rispettivi contratti collettivi nazionali, “non si dia corso ad impropri allargamenti dei perimetri di applicazione e, quindi, ci si attenga il più strettamente possibile al rispetto dei perimetri tradizionalmente definiti”.Infine s’impegnano a costituire “un Organismo che possa svolgere un’opera di monitoraggio e segnalazione di eventuali comportamenti non conformi circa il rispetto di quanto appena concordato”.

Ue, Fidanza (Fdi): favorevoli a nuove forme debito comune

Roma, 10 lug. (askanews) – “C’è una ostilità da parte dei paesi frugali a nuove forme di debito comune: c’è una proposta spagnola di qualche ora fa per una emissione di debito comune da 850 miliardi all’anno per sostenere le spese destinate ai temi della competitività, il nostro governo la sostiene, siamo d’accordo”. Lo ha detto il capodelegazione Fdi-Ecr al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, a margine del seminario “La forza dei territori”, organizzato dalla delegazione di Fratelli d’Italia – ECR a Roma.

“C’è una forte ostilità dei paesi frugali al debito comune ma noi non vogliamo nuove tasse europee, ci opponiamo a nuove risorse proprie che vadano a incidere sulle tasche dei cittadini e sulla competitività delle nostre industrie. C’è una ritrosia da parte degli Stati membri ad aumentare il contributo al bilancio comune europeo, da qualche altra parte bisognerà torvare le risorse.

Quindi siamo favorevoli a nuove forme di debito comune con le giuste condizionalità e un uso serio come abbiamo fatto con il

Pnrr”, ha aggiunto.

Malan: sicurezza da sempre priorità, nessuna accelerazione per Vannacci

Roma, 10 lug. (askanews) – “Non c’è alcuna accelerazione” sulla sicurezza. “Facciamo queste politiche dal 2022”. Così il presidente dei senatori Fdi, Lucio Malan, risponde a chi gli domanda se c’è un’accelerazione del governo in tema di sicurezza per contrastare l’ascesa nei sondaggi di Roberto Vannacci.

A margine del seminario “La forza dei territori”, organizzato dalla delegazione di Fratelli d’Italia – ECR a Roma, Malan ha osservato: “Il provvedimento per il rimpatrio immediato degli immigrati che commettono reati è possibile metterlo in atto adesso perché grazie all’azione del governo si è ottenuto dall’Ue un cambiamento di posizione: quattro anni fa la politica europea sull’immigrazione si occupava unicamente della riallocazione all’interno dell’Ue senza preoccuparsi del fatto che sarebbe meglio che l’immigrazione fosse ridotta possibilmente a zero. Da diverso tempo sono cambiati i parametri, vogliamo che ne arrivino il meno possibile. L’Europa non è un posto dove possono arrivare tutti e tantomeno l’Italia”.

Quanto al vertice di ieri a Palazzo Chigi in tema di sicurezza, Malan ha detto: “Al momento non ho notizie di provvedimenti, ma se c’è stato il vertice ieri sera bisogna dare tempo. La sicurezza è una delle principali priorità del governo Meloni sin dal suo insediamento. È un percorso intrapreso nell’ottobre 2022 con risultati notevoli: rimpatrio dei migranti a livelli record, riduzione degli sbarchi”.

Cinema, fine riprese per "Perfetta" di Paolo Zucca con Geppi Cucciari

Roma, 10 lug. (askanews) – La scorsa settimana sono terminate le riprese del film “Perfetta” con protagonista Geppi Cucciari, per la regia di Paolo Zucca. Il film è tratto dall’omonima opera teatrale di Mattia Torre ed è stato adattato per il cinema da Giacomo Ciarrapico con la collaborazione di Geppi Cucciari e Paolo Zucca e con la consulenza creativa di Francesca Rocca. Nel cast anche Stefano Accorsi, Giorgio Tirabassi, Anna Ferzetti e molti altri.

“Perfetta” è una commedia che racconta un mese della vita di una donna e affronta con intelligenza e ironia il tema del ciclo femminile. La routine quotidiana della protagonista Laura, moglie e madre, venditrice di auto, è scandita dalle quattro fasi del ciclo, e inevitabilmente influenzata dalle sue stesse oscillazioni ormonali, cicliche come la luna. Una riflessione sulle donne legata alle variazioni fisiologiche che influenzano la sua quotidianità, le sue emozioni, i suoi stati d’animo e le sue reazioni, tra ironia, commozione e leggerezza.

Il primo simposio AfricaConnect alla Scuola Sant’Anna di Pisa

Pisa, 10 lug. (askanews) – Dalla crisi climatica alla tutela della biodiversità, fino alla sicurezza alimentare e alla salute globale. Sono state le grandi sfide condivise da Europa e Africa il filo conduttore del primo Simposio AfricaConnect, ospitato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dedicato al ruolo della cooperazione scientifica internazionale nella ricerca di soluzioni comuni. Due giornate che hanno riunito ricercatori, accademici e rappresentanti delle istituzioni italiani e africani con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra i due continenti su temi sempre più strategici per lo sviluppo sostenibile. Un’iniziativa che, come spiega il rettore della Scuola Sant’Anna, Nicola Vitiello, è stata l’occasione per potenziare il percorso di internazionalizzazione avviato dall’ateneo di Pisa: “Per noi questa è una grande opportunità di collaborazioni scientifiche. Noi siamo un’università che fa ricerca e vogliamo avviare collaborazioni scientifiche su tematiche attuali come la cooperazione in ambito ambientale con i paesi dell’Africa, con l’idea di avviare collaborazioni solide e con l’ambizione di produrre conoscenza scientifica di altissimo valore e di altissima qualità”

Un modello di cooperazione che punta a costruire rapporti paritari e duraturi, nell’ottica di una valorizzazione del talento che è da sempre la missione cardine della Scuola.

“Noi siamo sempre alla ricerca di talenti e i talenti e il merito sono presenti in tutte le regioni del mondo, compresa l’Africa. Noi vogliamo condividere idee e sfide e farlo con rigore scientifico e metodologico, con l’obiettivo di fare quella ricerca anche applicata che permette di portare risultati utili a migliorare la qualità della vita” ha aggiunto Vitiello.

A livello scientifico, il confronto si è concentrato anche sul contributo che la ricerca può offrire nell’affrontare sfide globali che superano i confini nazionali. A entrare nel dettaglio, il professor Matteo Dell’Acqua, direttore del progetto AfricaConnect: “Terra AfricaConnect è un programma speciale della Scuola Sant’Anna con il quale stiamo facendo un esercizio di unione di puntini. Con puntini intendo persone, modi di lavorare, domande di ricerca, di discipline diverse, che sono poi la caratteristica della Scuola, e la ricerca interdisciplinare, che va dalle scienze sperimentali alle scienze sociali, con le quali cerchiamo di mettere a rete le tante capacità che ci sono in campo nel lavorare in Africa e con l’Africa”.

Un momento di confronto che punta a trasformare la collaborazione scientifica in progetti concreti, rafforzando il dialogo tra Europa e Africa su sfide che riguardano tutti.

Mobilità del futuro, Pilat: incntro su tema centrale

Roma, 10 lug. (askanews) – L’Italia, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo e la sua complessa conformazione geografica, non può prescindere da una logistica moderna, sostenibile e interconnessa. Muovere il futuro significa ridisegnare i flussi delle merci e delle persone attraverso una reale integrazione tra infrastrutture fisiche, innovazione digitale e nuovi vettori energetici. In questo scenario, la transizione ecologica ed economica del Paese non può basarsi esclusivamente sulla spesa pubblica, ma passa inevitabilmente dalla capacità del tessuto privato di investire in soluzioni infrastrutturali ad alto valore tecnologico ed erogate in logica di servizio.

Se ne è parlato in occasione dell’evento “Muovere il futuro: infrastrutture, nuovi carburanti, logistica integrata”, primo degli appuntamenti Aska Talks promosso da Pilat & Partners. Momento di incontro tra stakeholder e istituzioni in un dibattito aperto sui temi centrali del sistema paese. Nel video il commento di Riccardo Pilat, Ceo e Founder.

Due di Noi arriva al Roma Summer Fest

Roma, 10 lug. – Un divano rosa al centro di uno dei più importanti appuntamenti culturali e musicali dell’estate. È questa l’immagine scelta da “Due di Noi”, la campagna di sensibilizzazione promossa da Gilead Sciences Italia con Europa Donna Italia, che arriva al Roma Summer Fest per continuare un percorso iniziato nell’ambito delle Olimpiadi Culturali di Milano Cortina 2026 per portare il tema del tumore al seno metastatico all’interno di luoghi dedicati alla socialità.

Per un mese, il divano rosa sarà il simbolo di una nuova narrazione della malattia metastatica: non soltanto il racconto di una diagnosi e delle cure, ma il racconto di una vita che continua. Una vita fatta di relazioni, passioni, sport, cultura, lavoro, progetti e momenti di condivisione. Una vita che oggi, grazie ai progressi della ricerca scientifica, può contare su un tempo più lungo e, soprattutto, su un tempo di maggiore qualità.

La scelta del Roma Summer Fest non è casuale. Una manifestazione che celebra la musica, l’incontro e la partecipazione accoglie la campagna per raccontare cosa significhi, per una donna che convive con un tumore al seno metastatico, poter programmare una serata con gli amici, assistere a un concerto, praticare sport o coltivare le proprie passioni. Attività che per molti rappresentano la normalità e che oggi, sempre più spesso, possono continuare a far parte della quotidianità delle pazienti grazie all’evoluzione delle cure.

Al centro dell’iniziativa, ospitata presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il dialogo tra clinici, associazioni di pazienti e rappresentanti del mondo della ricerca, accomunati da un obiettivo condiviso: rendere il più rapidamente possibile disponibili alle donne le opportunità offerte dall’innovazione terapeutica.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento profondo nel trattamento del tumore al seno metastatico”, afferma la Prof.ssa Alessandra Fabi, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. “Oggi disponiamo di terapie innovative che consentono di controllare la malattia più a lungo, preservando al tempo stesso la qualità di vita delle pazienti. Intervenire precocemente con le opzioni terapeutiche più efficaci significa offrire maggiori opportunità di beneficio clinico, più tempo e più tempo vissuto bene. È in questa direzione che guardiamo con interesse alle più recenti acquisizioni terapeutiche che la ricerca ha portato. La recente approvazione europea di una terapia mirata in prima linea per le pazienti con tumore al seno metastatico triplo negativo, non candidabili all’immunoterapia e per il quale fino a pochissimi anni fa esisteva solo la chemioterapia, rappresenta un ulteriore passo avanti. L’auspicio è che il percorso di accesso in Italia possa completarsi rapidamente affinché le donne affette da questa neoplasia possano equamente e al più presto riceverla come cura principale”.

Se la ricerca continua ad ampliare le possibilità terapeutiche, altrettanto fondamentale è il lavoro svolto dalle associazioni di pazienti per trasformare il progresso scientifico in opportunità concrete e accessibili.

“Oggi la ricerca sta cambiando in modo tangibile la prospettiva delle donne con tumore al seno metastatico”, dichiara Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia. “Ma l’innovazione è davvero tale solo quando raggiunge tutte le donne, indipendentemente dal luogo in cui vivono. Le associazioni hanno il compito di portare la voce delle pazienti nei tavoli decisionali, favorire il dialogo con le istituzioni e contribuire a ridurre le disuguaglianze di accesso alle cure. L’obiettivo comune è fare in modo che i progressi della ricerca si traducano rapidamente in benefici reali, consentendo a sempre più donne di guadagnare non solo anni di vita, ma vita negli anni”.

Il valore di questa trasformazione emerge con particolare evidenza nei contesti di partecipazione collettiva, dove le donne con tumore al seno metastatico possono continuare a essere protagoniste della propria quotidianità.

“Negli anni abbiamo visto crescere la presenza delle donne con tumore al seno metastatico nelle manifestazioni dedicate alla salute e al benessere”, sottolinea la Prof.ssa Alba Di Leone, Presidente di Susan G. Komen Italia. “Non si tratta semplicemente di numeri, ma della testimonianza concreta di come la ricerca abbia cambiato il percorso della malattia. Sempre più donne continuano a vivere pienamente le proprie relazioni, partecipano a eventi, fanno sport e condividono esperienze con le loro famiglie e le loro comunità. Manifestazioni come la Race for the Cure e iniziative come Due di Noi contribuiscono a rendere visibile una realtà che merita di essere raccontata: le donne non sono la loro malattia, ma i loro progetti, le loro passioni e il loro desiderio di futuro”.

Se oggi il tumore al seno metastatico può essere affrontato con prospettive molto diverse rispetto al passato, il merito è di un percorso che ha visto procedere insieme ricerca scientifica, innovazione terapeutica, advocacy delle associazioni e impegno delle istituzioni. Ogni nuovo avanzamento contribuisce ad ampliare il tempo a disposizione delle pazienti, ma soprattutto la possibilità di viverlo pienamente, continuando a coltivare relazioni, passioni e progetti. In questo scenario l’innovazione rappresenta un elemento decisivo: non soltanto perché rende disponibili nuove opportunità terapeutiche, ma perché sposta sempre più avanti il confine di ciò che è possibile fare contro la malattia. Una sfida che richiede investimenti continui nella ricerca e un impegno condiviso affinché i progressi scientifici possano tradursi rapidamente in benefici concreti per tutte le donne.

“La ricerca nel tumore al seno metastatico sta vivendo una fase di grande evoluzione. Nuove opzioni terapeutiche stanno contribuendo ad aumentare il tempo a disposizione delle pazienti preservandone la qualità di vita e consentendo di intervenire sempre più precocemente nel percorso di cura. Afferma Carmen Piccolo, Direttore Medico di Gilead Sciences Italia. “Oggi la sfida non è soltanto sviluppare innovazione, ma fare in modo che questa raggiunga rapidamente tutte le donne che ne possono beneficiare, in maniera equa e uniforme sul territorio nazionale. Per questo è fondamentale il lavoro congiunto della comunità scientifica, delle istituzioni e delle associazioni di pazienti. Da cinque anni Gilead ha scelto di investire nell’oncologia solida con l’obiettivo di contribuire a migliorare la vita delle persone che convivono con una malattia oncologica. Accanto alla ricerca, continuiamo a sostenere iniziative come Due di Noi perché crediamo sia importante dare voce alle donne con tumore al seno metastatico e portare questi temi nei luoghi della vita quotidiana, favorendo consapevolezza, dialogo e attenzione verso il valore dell’innovazione”

Con il suo arrivo al Roma Summer Fest, Due di noi continua, dunque, il suo viaggio nei luoghi della vita quotidiana per raccontare una realtà che sta cambiando. Un invito a guardare oltre la malattia e a riconoscere il valore della ricerca che, ogni giorno, contribuisce ad ampliare il tempo, le opportunità e il futuro delle donne che convivono con il tumore al seno metastatico.

Mobilità, Curtacci (Q8): in futuro più democratica e accessibile

Roma, 10 lug. (askanews) – “Generalmente quando si parla di mobilità sostenibile si affronta il tema di quale sarà il carburante del futuro, in realtà la mobilità è qualcosa di più complesso. Il consumatore non sceglie una tecnologia, una infrastruttura, ma una soluzione. Quindi in questa equazione va inserito il cliente. Quando viaggiamo inseriamo tutti il navigatore per risparmiare tempo e la stessa cosa la fa il consumatore nelle sue scelte quotidiane. La mobilità del futuro dunque è una mobilità che deve consentire alle persone in maniera più democratica, più accessibile, di muoversi”.

Lo ha evidenziato Fabio Curtacci, Retail & Marketing Director Q8 Italia SPA, in occasione dell’evento “Muovere il futuro: infrastrutture, nuovi carburanti, logistica integrata” promosso da Pilat & Partners in occasione degli AskaTalks.

Roma, al Gazometro la IX edizione di Videocittà, dedicata all’acqua

Roma, 10 lug. (askanews) – Giunto alla nona edizione, torna a Roma fino al 12 luglio Videocittà, il Festival della Visione e della Cultura Digitale ideato da Francesco Rutelli, con la direzione artistica di Anna Lea Antolini e la direzione creativa di Michele Lotti, e il sostegno di Eni, main partner della manifestazione. Installazioni luminose, esperienze immersive, interattive e in Virtual Reality, videoarte, A/V live e dj set, talk e performance animeranno ancora una volta il Gazometro di Roma, la più grande area di archeologia industriale urbana d’Europa.

Dopo aver dedicato le precedenti edizioni alla Luna, alla Terra, alla Galassia e al Sole, Videocittà 2026 sceglie come tema centrale l’acqua: origine della vita, risorsa essenziale e simbolo universale capace di attraversare culture, paesaggi e immaginari e, allo stesso tempo, chiave per riflettere sulle grandi urgenze contemporanee.

L’intero programma del festival, dalle installazioni ai live audiovisivi, dalle opere immersive ai talk, fino al nome di questa edizione – Videocittà Watercult 2026 – declina il tema dell’acqua in forme e linguaggi differenti, invitando il pubblico a riflettere sul suo valore ecologico, politico e culturale come elemento vivo, mutevole e universale.

Tra le novità, l’arrivo del compositore, musicista e producer tedesco Apparat. L’artista, vincitore del David di Donatello per la migliore colonna sonora con ‘Capri-Revolution’ di Mario Martone, nominato ai Grammy Awards con l’album LP5 e autore delle musiche della serie cult ‘Dark’, sarà protagonista di una doppia partecipazione speciale: la sua traccia Black Water, reinterpretata in una nuova versione realizzata per il quindicesimo anniversario del brano, entrerà a far parte di ‘In Lympha’, la grande installazione immersiva ideata e prodotta da Eni in collaborazione con Videocittà, che invaderà gli spazi dell’Opificio 41 per tutta la durata del Festival interpretando l’acqua come origine e principio generativo. A questo si aggiunge uno speciale dj set in programma sabato 11 luglio sul main stage del Gazometro.

E ancora ‘Unda’, la nuova installazione luminosa site-specific prodotta da Eni per Videocittà. Per la prima volta il Gazometro G4 si trasforma in un’opera visibile esclusivamente dall’esterno, diventando un nuovo segnale luminoso nel paesaggio urbano della Capitale. Attraverso una composizione di luce e laser ispirata al moto perpetuo dell’acqua, reinterpreta uno dei simboli più iconici dell’archeologia industriale contemporanea trasformandolo in un faro urbano in continua metamorfosi.

Il Gazometro centrale dei tre gazometri minori, noto come G2, si trasforma in uno spazio di connessione tra immagini, tecnologia e performance dal vivo, sempre nel segno dell’acqua. Immagini di oceani, fiumi e piogge da tutto il mondo danno forma all’installazione immersiva e multidisciplinare ‘Water: always the same, always different’ unendo la ricerca di Giuseppe La Spada – artista italiano con collaborazioni che spaziano da Ryuichi Sakamoto a Franco Battiato – le sonorità di Francesca Heart e la ricerca corporea della performer brasiliana Amanda Lana.

Per la prima volta al festival arriva Cao Yuxi, artista cinese tra le figure più rilevanti della scena contemporanea, che presenta in prima italiana la sua celebre installazione immersiva ‘Nature’s Computility’: una cascata avvolgente che, attraverso l’uso di algoritmi, decodifica la bellezza della natura e restituisce il fluire dell’acqua in visualizzazioni dinamiche ad altissima risoluzione.

La sezione audio-visual music traduce l’acqua in esperienza sonora e visiva, con un main stage concepito come un ibrido tra installazione e spazio performativo e una line up che vanta alcuni dei nomi più autorevoli del panorama elettronico. Il 10 luglio si apre con Sara Persico e Mika Oki, vincitrici dei Videocittà Awards 2025 nella categoria AV performance per un live che fonde elettronica sperimentale, sound art e vocalità radicale. A seguire, Mace, uno dei producer più influenti della scena musicale italiana contemporanea, che dopo due Forum sold out e la recente partecipazione all’Opening delle Olimpiadi invernali, porta a Videocittà un dj set audiovisivo, costruito insieme a Sugo Design, che traduce il suono in paesaggio e visione.

L’11 luglio il programma prosegue con Nziria, cantante, producer e performer nata a Ravenna e di origini napoletane. L’artista presenta dal vivo ‘Syysma’, il nuovo album tra Neomelodico Napoletano, Hardcore Gabber e club culture contemporanea. Segue Populous dal vivo con i visual di Furio Ganz per presentare l’album ‘Isla Diferente’, scritto a Lanzarote, isola misteriosa, arcaica, dove i silenzi dei vulcani incontrano l’oceano, chiude la serata Apparat.

Il 12 luglio il main stage sarà dedicato al progetto di Donato Dozzy e Neel: ‘Voices From The Lake’, con cui i due artisti italiani esplorano universi sonori sperimentali che evocano dimensioni subacquee e influenzate dalla natura e al nuovo live AV dello studio transmediale Liminal State dedicato all’acqua: ‘Freefall’, una performance audiovisiva di improvvisazione dal vivo in cui suono, musica luci e visual generativi si sviluppano in tempo reale esplorando la caduta libera come spazio di libertà.

Ritorna uno degli appuntamenti più amati del festival, quello con le esperienze in realtà virtuale. Tra paesaggi naturali e liquidi, presso l’Anfiteatro, si assisterà alla presentazione in prima assoluta di ‘In Pinus’, esperienza tutta italiana in VR sul pino domestico, prodotta da Impersive per Videocittà in collaborazione con la Tenuta presidenziale di Castelporziano nell’ambito del progetto europeo Co-vision, con la regia di Guido Geminiani, la partecipazione della performer Delfina Stella, il testo di Simone Arcagni e la musica di Vincenzo Pizzi. E ancora, al primo piano del G3, il più grande dei gazometri più piccoli, è la volta di ‘L’acqua in virtual reality’, un corpus di quattro esperienze in VR – ‘Jellyfish’ della francese Mélodie Mousset, ‘Biolum ‘del francese Abel Kohen, ‘Plastisapiens’ delle canadesi Edith Jorisch e Miri Chekhanovich, ‘The world came flooding in’ degli australiani Van Sowerwine e Isobel Knowles – presentate in prima italiana; e del documentario in realtà virtuale ‘Sweet end of the world!’ di Stefano Conca Bonizzoni, selezionato dalla library VR di Rai Cinema che anche quest’anno rinnova la sua partnership con Videocittà.

La sezione Videoarte, curata da Damiana Leoni e Ra di Martino, ospita il 10 luglio un programma di opere di alcuni tra i più interessanti protagonisti della scena artistica internazionale contemporanea, dedicate al tema dell’acqua. Spazio quindi a Shahzia Sikander, artista pakistana nota per aver sovvertito le tradizioni della pittura in miniatura dell’Asia centrale e meridionale, con il tableau cinematografico dipinto a mano ‘3 to 12 Nautical Miles’ sulle storie di commercio, colonialismo e potere che hanno segnato il passato e presente; al collettivo milanese che esplora il rapporto tra immagine, paesaggio e percezione ‘Flatform’, già conosciuto per le sue esposizioni al Maxxi, Centre Pompidou e Fondazione Prada nonché candidato agli Academy Awards nel 202, che in dialogo con le curatrici presenterà l’opera Quello che verrà è solo una promessa: un lungo piano sequenza che racconta gli effetti dell’innalzamento delle acque. Poi ancora l’artista argentina multidisciplinare Cecilia Bengolea che indaga il rapporto tra corpo, movimento e ambiente attraverso la danza contemporanea e pratiche popolari, con l’opera in bianco e nero ‘Lighting Dance’ dove esplora il rapporto tra elettricità atmosferica, musica e movimento; e infine ‘Monira Al Qadiri’, artista kuwaitiana che ha esposto in contesti internazionali come il Guggenheim di Bilbao, il Palais de Tokyo e la Biennale di Venezia 2022 nella mostra centrale ‘The Milk of Dreams’, con Diver, un racconto sulla pesca delle perle nel Golfo Persico che ha sostenuto per secoli l’economia della sua regione.

L’11 luglio arriva uno degli artisti più noti del panorama internazionale: Adrian Paci, che presenterà in dialogo con le curatrici le opere ‘Turn on, Di queste luci si servirà la notte’, video installazione nata da una performance realizzata nel fiume Arno, e The Column, una potente metafora visiva sul lavoro, l’identità culturale e il dialogo tra Oriente e Occidente, che intreccia arte, migrazione e dinamiche della globalizzazione.

Il Tevere, presenza vitale della città di Roma, è al centro della ricerca del giovane artista digitale Tommaso Cherubini che per Videocittà ne studia il passato e il presente, traducendo dati idrologici e ambientali in un sistema particellare immersivo con l’artwork ‘Invisible Ecologies: Tevere’, presentato in prima assoluta.

Il gioco interattivo prende forma nel Giardino con un’altra opera di Giuseppe La Spada, ‘Particle Catharsis’, che dialoga con l’installazione multiforme del G2, invitando il pubblico ad entrare in comunione con l’elemento primordiale e il suo potere purificatore attraverso il gesto e il movimento; e con ‘Maelstrom’ dell’americano Lake Heckaman.

L’acqua come fenomeno naturale, climatico e scientifico è al centro di OS Ocean Suite, il progetto artistico-scientifico realizzato dal CMCC – Centro Euro-Mediterraneo e sui Cambiamenti Climatici con Nova System Academy e Planetaria. Attraverso la sonificazione di oltre settant’anni di dati climatici legati al fenomeno Enso (El Nino-Southern Oscillation), il progetto – posizionato nella rampa di accesso al Gazometro G3 per tutta la durata del Festival – trasforma il dialogo invisibile tra oceano e atmosfera in un paesaggio sonoro immersivo.

Con il ciclo di incontri ‘Aqua’ ideati da Francesco Rutelli e con gli Aqua Talk di Simone Arcagni, il Festival amplia la riflessione sul tema dell’acqua affrontandone le implicazioni ambientali, storiche e strategiche, tra cambiamenti climatici, patrimonio culturale e scenari geopolitici globali.

Videocittà, da sempre attenta alla sperimentazione e ai nuovi talenti e alle nuove tecnologie, ospita anche la premiazione dell’IGPDecaux Graphic Award, svelando le tre opere vincitrici capaci di reinterpretare Roma ‘Città Eterna’ attraverso le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale. In chiusura del festival, la visione verso il futuro prosegue con Cinecittà che per voce del presidente Antonio Saccone e dell’amministratore aelegato Manuela Cacciamani annuncia che sarà coinvolta direttamente in Videocittà attraverso un’iniziativa volta a valorizzare il talento di un giovane under 35 e l’utilizzo dell’immenso patrimonio dell’Archivio storico Luce. Videocittà è realizzato grazie a Eni Main Partner della manifestazione, il riconoscimento del Ministero della Cultura, il supporto della Regione Lazio, il contributo di Roma Capitale, Zetema e Camera di Commercio di Roma. I Partner sono Acea e SIAE, la Rai è Media Partner del Festival.

Imprese e diritto: perché lo studio legale ha un ruolo primario

Roma, 10 lug. (askanews) – Nel dibattito pubblico si parla spesso di giustizia come se fosse un concetto assoluto, ma chi lavora ogni giorno nel diritto sa che la giustizia non è una formula matematica: è un equilibrio delicato tra regole, organizzazione e responsabilità professionale. Ma il diritto non incide soltanto nelle aule di tribunale, perché per molte imprese la gestione dei rapporti con la pubblica amministrazione e delle procedure di gara rappresenta una parte strutturale dell’attività. Ne abbiamo parlato con l’Avv. Anselmo Torchia:

“Un esempio è quello del project financing, che riguarda lavori pubblici effettuati con capitali pubblici e privati, ed è molto interessante perché dà ai privati degli strumenti e potenzia quelli pubblici. Ha tuttavia delle controindicazioni importanti perché può generare problemi quantitativi, rischi di corruzione o di scarsa concorrenza. Abbiamo inoltre il caso dell’avvalimento, quando un’impresa avente tutti i requisiti previsti dal bando di gara li presta ad una impresa che invece non li ha tutti. Oppure il subappalto, che richiama direttamente la responsabilità dell’appaltatore.”

In un contesto così complesso, la scelta dello studio legale a cui affidarsi diventa un elemento che merita attenzione, perché il modo in cui viene organizzato il lavoro può incidere concretamente sulla qualità della difesa e sulla gestione delle situazioni più delicate.

“Esistono due tipologie di studi: uno artigianale e uno industriale, composto da un numero altissimo di avvocati, anche all’estero. Negli studi artigianali, tuttavia, il materiale prodotto da portare in causa è qualitativamente più elevato, grazie anche agli strumenti tecnologici che permettono di avere rapporti internazionali e di interfacciarsi ormai con il mondo intero” prosegue l’Avv. Torchia.

Quando grandi opere coinvolgono imprese internazionali, abituate a operare con studi legali strutturati su scala globale, il contesto in cui si realizza l’intervento richiede anche una conoscenza puntuale del quadro normativo, amministrativo e operativo del territorio, ed è in questo equilibrio tra grandi strutture organizzate e supporto di uno studio legale radicato localmente che può costruirsi una gestione più attenta e consapevole delle complessità.

Guasto a motore e finestrino rotto su volo Ryanair. Passeggero trattenuto per non essere risucchiato

Roma, 10 lug. (askanews) – Un volo Ryanair diretto nello scalo bavarese di Memmingen, in Germania, è rientrato in sicurezza a Salonicco dopo aver subito un grave guasto al motore poco dopo il decollo. Lo hanno riferito le autorità greche.

Durante l’incidente, un frammento del motore ha colpito e mandato in frantumi il finestrino accanto a un passeggero, ferendo la persona seduta nelle vicinanze. In base alle testimonianze riportate da diversi organi di informazione, considerate quota e velocità del Boeing 737, il viaggiatore è stato trattenuto da sua moglie, seduta accanto a lui, per non essere risucchiato all’esterno. A titolo precauzionale sono state attivate le maschere di ossigeno, provocando momenti di panico tra i passeggeri.

Le autorità hanno precisato che non si è verificata alcuna crepa o apertura nella fusoliera dell’aereo, malgrado le iniziali preoccupazioni per i danni. L’equipaggio ha rilevato il problema mentre l’aereo sorvolava la Macedonia del Nord e ha deciso di rientrare a Salonicco, poiché il guasto al motore non poteva essere risolto durante il volo.

Dopo che i piloti hanno dichiarato l’emergenza, all’aeroporto “Macedonia” di Salonicco sono state attivate le procedure standard previste per questi casi. Vigili del fuoco, ambulanze, polizia e altri servizi di emergenza sono stati messi in stato di allerta. L’aereo è atterrato senza problemi ed è stato successivamente trasferito in un’area dedicata dello scalo.

Quattro passeggeri sono stati trasportati in ospedale a titolo precauzionale per accertamenti medici. La maggior parte è stata visitata e dimessa, mentre una persona è rimasta in osservazione per ulteriori esami.

Ryanair ha predisposto un aereo sostitutivo che ha consentito alla maggior parte dei passeggeri di raggiungere Memmingen e completare il viaggio. In una nota alla stampa, la compagnia lowcost ha spiegato che “un volo Ryanair da Salonicco a Memmingen, partito venerdì mattina (10 luglio), è rientrato a Salonicco poco dopo il decollo dopo che un finestrino di un passeggero si è staccato durante il volo. L’aereo è atterrato regolarmente e i passeggeri sono rientrati nel terminal. Un passeggero ha richiesto e ricevuto assistenza medica a terra a Salonicco. Per ridurre al minimo il ritardo, è stato predisposto un aereo sostitutivo che ha trasportato i passeggeri a Memmingen, decollando da Salonicco alle 9.53 ora locale di questa mattina”.

Le autorità aeronautiche competenti hanno ora avviato un’indagine per accertare le cause del guasto al motore.

50 anni del disastro di Seveso, il monito di Mattarella: no scambio tra costi umani e vantaggi economici

Roma, 10 lug. (askanews) – “Il disastro ambientale che, cinquant’anni fa, dalla periferia di Meda sconvolse la comunità di Seveso e coinvolse anche quelle di Cesano Maderno e Desio, fu un evento tra i più drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare e, ancora oggi, i suoi effetti inquinanti lo fanno considerare uno degli eventi più gravi a livello globale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia per il 50esimo anniversario. “Quel che accadde a Seveso – ha ricordato Mattarella – divenne un punto di svolta, nella coscienza italiana ed europea, per la cultura della sicurezza e della prevenzione, cui l’emergenza di Seveso impresse una doverosa, significativa accelerazione. Quanto avvenne era inammissibile, e le norme successivamente elaborate su scala continentale ebbero valore storico perché si fondarono sulla tutela della vita delle persone, sulla tutela delle comunità e dell’ambiente come diritto umano primario”.

E “pensando al senso civico e di solidarietà mostrata nell’emergenza, assume aspetto di alto valore simbolico la figura di Carlo Galante, scomparso da più di due decenni, al quale la Repubblica ha conferito la medaglia d’argento al valor civile. Operaio dell’Icmesa, entrò nel reparto in cui il reattore aveva innescato il violento getto di vapore letale e al cui interno una nebbia velenosa, potenzialmente mortale, avvolgeva tutto. Con una semplice maschera sul viso, Carlo Galante riuscì ad azionare la valvola del raffreddamento e quell’operazione consentì di limitare l’uscita della sostanza tossica, riducendo un danno, pur ormai gravissimo, che, senza il suo intervento, sarebbe divenuto di gran lunga più devastante. Fu un’azione, la sua, di vero eroismo, che merita perenne riconoscenza”.

Di contro, ha sottolineato il capo dello Stato, “risalta molto ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, l’intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali con il colpevole ritardo con cui fornirono notizie della gravità di quanto stava accadendo. La presenza di diossina nell’aria fu così prima taciuta, occultata, quindi minimizzata. Altrettanto sconcertante è la circostanza che soltanto il disastro svelò che, nello stabilimento, veniva prodotto triclorofenolo, altamente pericoloso. Reticenze e occultamenti gravissimi”.

“L’imperdonabile ritardo delle informazioni, che, invece, sarebbero dovute doverosamente giungere, con chiarezza e immediatezza, alle istituzioni e alla popolazione, divenne esso stesso causa del protrarsi dell’esposizione alla diossina di persone e di animali”, ha ammonito.

“La tragedia dell’Icmesa divenne triste paradigma di quel che non si deve fare, ispirando l’avvio di un cantiere europeo che ha dato vita a norme stringenti, anche in Italia, come la Valutazione di impatto ambientale e le Autorizzazioni integrate ambientali, a difesa dei cittadini. Specialmente a tutela dai rischi indotti da industrie con lavorazioni potenzialmente nocive. E’ una strada che va costantemente percorsa con determinazione”, ha sottolineato il Presidente della Repubblica, a Seveso per i 50 anni dal disastro ambientale.

“Le tre direttive ‘Seveso’, che nell’arco di trent’anni, dal 1982 al 2012, sono divenute leggi dell’Unione europea, contengono norme garanzia della sicurezza, previsioni di piani di emergenza e di coordinamento tra Stati nei casi in cui la minaccia ambientale assuma più vaste proporzioni”, ha aggiunto.

“Il progresso tecnologico deve essere a servizio dell’uomo, delle comunità. Qualsiasi opinione che immagini possibile pianificare cinicamente uno scambio tra costi umani e vantaggi economici va respinta con fermezza”, ha ribadito il Presidente della Repubblica.

“Con l’impegno di tutti hanno vinto la speranza e la vita”. Così Mattarella, ha concluso il suo intervento alla cerimonia per i 50 anni del disastro ambientale di Seveso. “La vita e il futuro sono tornati nelle vostre mani. E’ stato un percorso impegnativo, faticoso. Colmo di sacrifici, quando il dolore si alternava alla speranza”, ha ricordato.

“Alla lungimiranza e all’impegno del Sindaco di Seveso di allora, Francesco Rocca, del presidente della Giunta regionale, Cesare Golfari, di chi li affiancò, come i commissari straordinari Antonio Spallino e Luigi Noè, va rivolto un pensiero riconoscente – ha detto ancora -. La Repubblica ricorda la loro opera”.

Venezia83, completata la selezione per il Concorso Orizzonti Corti

Roma, 10 lug. (askanews) – È stata ultimata la selezione per il Concorso Internazionale di Orizzonti Corti dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2 – 12 settembre 2026) della Biennale di Venezia, diretta da Alberto Barbera. Saranno 13 i cortometraggi in anteprima mondiale che concorreranno per il Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio, assegnato dalla Giuria della sezione Orizzonti e 2 cortometraggi saranno presentati Fuori concorso in anteprima mondiale.

Le proiezioni ufficiali della selezione avranno luogo il 10 e l’11 settembre 2026. In tutto La Biennale ha ricevuto 2500 cortometraggi, di cui 205 italiani.

Questo l’elenco dei cortometraggi, la cui produzione vede coinvolti 13 diversi Paesi del mondo.

In concorso: “Angelo Azzurro” di Tommaso Acquarone, con Thomas Di Federico, Pietro Paolo Marziani, Vida Tunguz (Italia); “Tesztpálya” (“Pista di prova”) di Lydia Cornett, con Hunor Zsédely e la famiglia Zsédely (Ungheria, Uk, Usa); “Mothmama” (“Falenamama”) di Jessica Di Costa, con Gabriella Hirschson, Audley Anderson (Australia); “Una Fortaleza” (“Una fortezza”) di Alba Gaviraghi, con Antonia Pereira, Francisca Gavilán, Catalina Huerta, Daniela López, Luciana Sobarzo (Cile); “Los Poderos” di Salim Jaller, con Daniel Ochoa, Victoria Escobar (Colombia, Francia); “Head of a Camel” di Shannon Lee, animazione (Usa); “The Tropic of the Mourning Gecko” di Stavros Markoulakis, con Dimitris Lagoutis, Amaury Foucher, Anastasia Galerou Vlassi (Grecia, Francia, Paesi Bassi); “Sasso, carta, forbici” di Virginia Mori, animazione (Italia, Francia); “Bleu au loin” (“Blu in lontananza”) di Amir Houshang Moein, animazione (Francia); “Man Made Lake” di Annie Ning, con Lou Justine Moua Nédellec, Cao Ciong Zhang, Jing Ji Liu, Nola Kalata (Usa, Cina); “Quelques instants de bonheur” (“A few moments of happiness”) di Shaden Safieddine Tazi, documentario (Francia, Uk); “Silence” di Pavlo Shpegun, con Hryhoriy Naumov, Iolanta Bohdiun (Ucraina); “Paper Plane” di Saoirse Ronan, con Martha Malone, Clare Dunne, Tim Creed (Uk, Irlanda).

Fuori concorso: “Il senso della terra” di Alessandro Ingaria, Simone Massi, con Valentina Carnelutti, Sebastiano Kiniger, Beatrice Elena Festi, Shukuru Zanon (Italia); “Sounds from Home” (“Suoni da casa”) di Nathan Silver, documentario (Francia, Usa).

Nuova ondata di caldo intenso in arrivo su Italia ed Europa occidentale

Roma, 10 lug. (askanews) – Una nuova, intensa ondata di calore sta per colpire l’Italia e l’Europa occidentale. Da lunedì, un’area di bassa pressione a ovest della Penisola Iberica richiamerà aria calda di origine desertica, che rinforzerà l’anticiclone già presente da settimane sul nostro Paese. E’ quanto si legge in un comunicato relativo alle previsioni del Consorzio LaMMA | CNR-Regione Toscana.

Nello stesso momento, un’altra area di bassa pressione si consoliderà tra l’Europa orientale e il Mar Nero, dando vita a quella che i meteorologi chiamano “configurazione a omega”. Questa volta il cuore dell’anticiclone si sposterà più a est, coinvolgendo l’intera penisola, comprese le regioni del Sud rimaste finora ai margini del grande caldo. Lunedì sono previste temperature fino a 37-39°C in Sardegna e 36-38°C nelle zone interne. Da martedì il caldo potrebbe intensificarsi ulteriormente, con punte di 40°C o oltre in Sardegna, Sicilia e nelle zone interne del Centro Italia.

Un anticiclone funziona come una grande cupola che intrappola l’aria calda. Questa aria scende verso il suolo, si comprime e si scalda ancora di più. Allo stesso tempo, l’alta pressione impedisce la formazione di nuvole e blocca l’arrivo di correnti più fresche, come quelle atlantiche. Il risultato: cielo sereno e temperature in costante aumento.

Un anticiclone è tanto più forte quanto più è calda l’aria che lo alimenta, in particolare alle quote “medie” ovvero quelle comprese tra 4.000 e 6.000 metri. Quando l’aria calda proveniente dalle regioni subtropicali si dirige verso nord, verso l’Europa centrale, l’anticiclone ha un orizzonte di vita maggiore e può durare settimane. Perché questo accada, serve una specifica combinazione: una bassa pressione posizionata sul lato occidentale dell’anticiclone che, ruotando in senso antiorario (come avviene nel nostro emisfero), “risucchia” aria calda dal deserto africano e la spinge verso l’Europa.

Il sistema si comporta come un’onda: quando il picco di alta pressione si consolida, nella parte opposta dell’onda può formarsi un altro vortice di bassa pressione, che blocca l’anticiclone e lo costringe a restare fermo sulle stesse zone per lungo tempo.

Questa “configurazione a omega” non è di per sé un fenomeno eccezionale, ma il cambiamento climatico ne sta rafforzando la componente anticiclonica: il picco di alta pressione si sposta sempre più a nord, portando il caldo fino al nord della Francia, all’Inghilterra e persino alla Scandinavia. Inoltre, le masse d’aria coinvolte sono sempre più calde, e questo si traduce in temperature al suolo via via più elevate. È così che si formano ondate di calore lunghe ed estese su tutto il continente.

Perché questi blocchi anticiclonici si indeboliscano, servono correnti fredde e vortici abbastanza intensi da rompere la cupola di alta pressione, portando piogge e un calo delle temperature. Ma più l’atmosfera si scalda, più questa “controparte fredda” si indebolisce, rendendo sempre più difficile spezzare il blocco.

A tutto questo si aggiunge un circolo vizioso legato alla temperatura del mare: un’atmosfera calda e stagnante riscalda anche il mare, che a sua volta rilascia calore nell’aria, amplificando il fenomeno. In questo periodo il Mar Ligure, il Golfo del Leone e il Mar di Corsica registrano temperature superficiali di 7-8°C superiori alla media stagionale (circa 28-29°C), mentre le coste italiane sono 4- 5°C sopra la norma. Quando arriveranno i temporali, questo calore in eccesso si tradurrà anche in maggiore “energia” per venti e piogge più intensi e violenti.

NEET, oltre un milione di giovani donne fuori da studio e lavoro

Roma, 10 lug. (askanews) – Oltre un milione di giovani donne in Italia è fuori da percorsi di studio, formazione e lavoro. Rappresentano il 59% dei NEET tra i 15 e i 34 anni e la maternità si conferma il principale fattore di rischio: tra le madri in coppia il tasso di NEET arriva al 49,4%, contro l’8,3% dei padri.

È quanto emerge dalla seconda edizione del Rapporto Dedalo – Laboratorio permanente sul fenomeno NEET, dal titolo “NEET, giovani non invisibili: tra cura e rinuncia, una lettura di genere del fenomeno”, promosso da Fondazione Gi Group, in partnership con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, in collaborazione con ZeroNeet di Fondazione Cariplo e Fondazione Compagnia di San Paolo. Lo studio, realizzato con il contributo di Eurofound, ADAPT e Valore D, è stato presentato alla Camera dei Deputati.

“Il dato dei NEET in Italia è migliorato molto, con un calo del 10%, cioè il più alto miglioramento che abbiamo avuto in Europa. D’altra parte, partivamo come i peggiori e la cosa resta ancora adesso a un livello grave. Anche rispetto agli altri paesi europei siamo al quarto e ultimo posto. L’altro dato molto importante è che, di questi numeri, ancora piuttosto gravosi, c’è una forte lettura che porta a evidenziare come siano le donne la pare di popolazione che resta più penalizzata in questa fase della vita” ha dichiarato Chiara Violini, Presidente di Fondazione Gi Group.

Il Rapporto introduce anche una nuova “Scala di Gravità” per misurare la distanza dei NEET dal mercato del lavoro.

“Abbiamo cominciato a occuparci di orientamento, cosa che non era strettamente nei nostri compiti, e attraverso la Fondazione l’abbiamo preso su serio, perché pensiamo che sia questa la miglior prevenzione al fenomeno NEET. Abbiamo esteso le nostre competenze a progetti innovativi, a servizi che parlino nuovi linguaggi, a percorsi di formazione nuovi che mettano in connessione la fase dell’istruzione e della formazione delle persone all’inserimento lavorativo. L’obiettivo del rapporto è quindi contribuire a una migliore conoscenza del fenomeno dei NEET e individuare strumenti di prevenzione e contrasto” ha aggiunto Violini.

L’obiettivo del Rapporto è quindi contribuire a una migliore conoscenza del fenomeno dei NEET e individuare strumenti di prevenzione e contrasto, con particolare attenzione ai fattori che incidono sulla partecipazione delle giovani donne ai percorsi di studio e al mercato del lavoro.

MotoGp, Germania, Raul Fernandez il più veloce nelle Libere 1

Roma, 10 lug. (askanews) – È Raul Fernandez a sorprendere tutti nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Germania della MotoGP, undicesimo appuntamento del Mondiale. Il pilota spagnolo della Trackhouse-Aprilia ha fermato il cronometro sull’1’20″829, precedendo di appena 61 millesimi Marc Marquez, protagonista comunque di una mattinata intensa al Sachsenring.

Il pilota della Ducati Lenovo, grande favorito su un tracciato dove ha costruito buona parte della sua leggenda, è infatti scivolato nelle fasi iniziali della sessione alla curva 3, senza riportare conseguenze fisiche. Marquez ha proseguito regolarmente il lavoro in pista concentrandosi soprattutto sul passo gara e sulla messa a punto della Desmosedici, senza ricorrere al montaggio di pneumatici nuovi nel finale, a differenza di Fernandez che ha sfruttato una gomma fresca per ottenere il miglior riferimento cronometrico.

Terzo tempo per Fabio Di Giannantonio, seguito da Joan Mir e Jack Miller. Completano la top ten Alex Marquez, Alex Rins, Marco Bezzecchi, Franco Morbidelli e Jorge Martin. Più attardati Maverick Vinales e Pedro Acosta, rispettivamente undicesimo e dodicesimo.

Il miglior tempo di Fernandez resta comunque distante circa un secondo dal record della pista. Al termine della sessione i piloti hanno inoltre effettuato alcune prove di partenza con la nuova disposizione sulla griglia introdotta proprio dal Sachsenring, caratterizzata da una maggiore distanza tra le file e tra le singole caselle di partenza.

Le prequalifiche del pomeriggio assegneranno i primi dieci posti validi per l’accesso diretto al Q2 di sabato.

Mattarella: tutela rischi industria va perseguita con determinazione

Roma, 10 lug. (askanews) – “La tragedia dell’Icmesa divenne triste paradigma di quel che non si deve fare, ispirando l’avvio di un cantiere europeo che ha dato vita a norme stringenti, anche in Italia, come la Valutazione di impatto ambientale e le Autorizzazioni integrate ambientali, a difesa dei cittadini. Specialmente a tutela dai rischi indotti da industrie con lavorazioni potenzialmente nocive. E’ una strada che va costantemente percorsa con determinazione”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a Seveso per i 50 anni dal disastro ambientale.

“Le tre direttive ‘Seveso’, che nell’arco di trent’anni, dal 1982 al 2012, sono divenute leggi dell’Unione europea, contengono norme garanzia della sicurezza, previsioni di piani di emergenza e di coordinamento tra Stati nei casi in cui la minaccia ambientale assuma più vaste proporzioni”, ha aggiunto.

Meta, Commissione Ue accusa Instagram e Facebook di "creare dipendenza"

Roma, 10 lug. (askanews) – La Commissione europea accusa Meta di violazioni delle regole del Digital Services Act, tramite contenuti e meccanismi che creano dipendenza sui social Instagram e Facebook, sulla base dei risultati preliminare di una indagine che ha esaminato pratiche come lo scorrimento infinito (scroll), l’autoplay, le notifiche in push e le raccomandazioni personalizzate. Secondo quanto riporta l’esecutivo Ue con una nota, Meta non avrebbe adeguatamente valutato i richio di questi sistemi per il benessere fisico e mentale degli utenti, tra cui minori e vulnerabili.

“I dati mostrano anche che le attuali misure di mitigazione di Meta non intervengono efficacemente su questi rischi”, afferma la Commissione.

Meta ora potrà esercitare i suoi diritti di difesa, esaminando i documenti della Commissione e rispondendo. Se le conclusioni preliminari della Commissione saranno confermate, secondo la Ue in assenza di correttivi la società può subire sanzioni che in base alla gravità delle violazioni possono raggiungere il 6% del fatturato globale del provider.

I Rolling Stones escono col nuovo album Foreign Tongues

Milano, 10 lug. (askanews) – Foreign Tongues, il nuovo e attesissimo album in studio dei Rolling Stones, esce oggi per EMI/Universal Music e si afferma già come un altro tassello di straordinario rilievo dell’eredità della leggendaria band rock .

La raccolta di 14 brani arriva a meno di tre anni dall’uscita di Hackney Diamonds, l’album degli Stones acclamato universalmente dalla critica e vincitore di un Grammy Award, che ha conquistato le classifiche di tutto il mondo ottenendo numerosi riconoscimenti multi-platino. Il disco include il nuovo singolo dal tocco soul Jealous Lover, il precedente In the Stars, travolgente e irresistibile, e l’ultra-blues Rough and Twisted, brano di apertura ruvido ed esplosivo, presentato inizialmente con il nome The Cockroaches su un’edizione limitata in vinile white label, già diventato un ricercatissimo oggetto da collezione tra i fan.

L’energia grezza e sperimentale di questi primi brani attraversa l’intero Foreign Tongues, un album che cattura l’inconfondibile sound della band, ma che allo stesso tempo si spinge verso nuovi territori sonori e lirici. Alle dodici nuove composizioni si affiancano una straordinaria reinterpretazione di You Know I’m No Good di Amy Winehouse e un omaggio a uno degli artisti che ha più influenzato gli Stones, Chuck Berry, con Beautiful Delilah.

Registrato durante un periodo di eccezionale creatività, Foreign Tongues ha preso vita in meno di un mese ai Metropolis Studios di West London, dove Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood si sono riuniti insieme al produttore vincitore di un Grammy Award Andrew Watt, già al timone di Hackney Diamonds. Tra i principali collaboratori figurano gli storici compagni di viaggio Darryl Jones, Matt Clifford e Steve Jordan, mentre la travolgente Hit Me In The Head include una speciale partecipazione di Charlie Watts, registrata nel corso di una delle sue ultime sessioni in studio prima della sua scomparsa nel 2021. Completano il disco le partecipazioni di un’impressionante schiera di artisti ospiti, tra cui Steve Winwood, Paul McCartney, Robert Smith dei The Cure e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers.

Ripensando al processo di registrazione, Mick Jagger ha dichiarato: «Ho adorato queste sessioni di registrazione a Londra, ai Metropolis. Sono state settimane di lavoro molto intense per incidere Foreign Tongues. Avevamo 14 grandi brani e siamo andati avanti il più velocemente possibile. Mi piace molto quello studio perché non è troppo grande e riesci a percepire la passione di tutti.»

Keith Richards ha aggiunto: «Foreign Tongues rappresenta una naturale continuità rispetto a Hackney Diamonds ed è stato fantastico tornare a lavorare a Londra, circondati dall’atmosfera unica della città. È stato un mese di lavoro intenso e concentrato. Per me, tutto ruota attorno al piacere di fare musica. Mi sento fortunato a poter continuare a farlo e spero che possa durare ancora a lungo.»

Ronnie Wood ha commentato: «L’atmosfera in studio era incredibilmente creativa e tutta la band è stata al massimo della forma per tutto l’intero processo. Molto spesso siamo riusciti a ottenere la versione giusta già alla prima take. Spero che il disco piaccia a tutti.»

La suggestiva copertina dell’album è un dipinto realizzato dal celebre artista americano Nathaniel Mary Quinn, che ha dichiarato: «Realizzare la copertina di un album dei Rolling Stones è un onore artistico: un dialogo con una delle forze più durature della storia della cultura.»

Spagna, bosco in fiamme in Andalusia: vittime intrappolate nelle loro auto

Roma, 10 lug. (askanews) – Un incendio boschivo scoppiato nel tardo pomeriggio di giovedì nei pressi di Almeria, in Andalusia, nel sud della Spagna, ha provocato 12 morti, alcuni dei quali sono stati trovati all’interno dei loro veicoli. Si tratta di un bilancio drammatico che supera quello registrato nell’intero 2025.

“Immensa tristezza e desolazione per le terribili conseguenze dell’incendio che sta colpendo la provincia di Almeria”, ha scritto su X il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, esprimendo le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime e invitando tutti a “prestare la massima prudenza”.

In precedenza, i servizi regionali avevano comunicato un bilancio di sei vittime, precisando che “i decessi si sono verificati in una frazione di Bedar e alcune delle persone sono state ritrovate all’interno dei loro veicoli”. Nella notte tra giovedì e venerdì sono stati mobilitati circa 150 vigili del fuoco e cinque autobotti.

Le autorità regionali hanno inoltre attivato durante la notte “la fase di emergenza, situazione operativa 2, del piano antincendio, alla luce dell’evoluzione e dell’elevato potenziale dell’incendio”. L’Unità Militare di Emergenza (Ume), impiegata nelle situazioni più critiche, “sarà dispiegata sul posto nelle prossime ore”, hanno aggiunto le autorità.

Gli abitanti di diversi quartieri sono stati evacuati a causa dell’incendio. Una donna con ustioni e un’altra persona intossicata dal fumo sono state trasportate in un ospedale locale. “Altre quattro persone sono state curate sul posto per problemi respiratori e ustioni lievi”, hanno precisato le autorità dell’Andalusia.

Circa cinquanta persone sono state ospitate in un centro culturale e diverse strade sono state chiuse a causa dell’emergenza. Il numero di emergenza “ha gestito oltre 150 chiamate di cittadini che segnalavano l’incendio; le prime indicavano che le fiamme si trovavano al chilometro 511 della strada N-340A. Nelle prime segnalazioni, i testimoni riferivano che un cavo era caduto, causando l’incendio, e che le fiamme si erano propagate rapidamente all’area boschiva adiacente alla strada”, ha concluso il comunicato.

La Spagna è attualmente interessata da un’ondata di caldo e negli ultimi giorni diverse zone dell’Andalusia erano state poste in allerta arancione. A fine maggio, il primo ministro Pedro Sanchez aveva annunciato che la Spagna avrebbe dispiegato durante l’estate “il più imponente” dispositivo antincendio mai mobilitato nel Paese.

Negli ultimi anni la Spagna ha sperimentato ondate di calore sempre più lunghe, già a partire dalla primavera e poi durante l’estate, con temperature che in alcuni casi hanno superato i 40 gradi, creando le condizioni ideali per incendi devastanti. Nel 2025, secondo il Sistema europeo d’informazione sugli incendi boschivi (Effis), oltre 393.000 ettari sono stati devastati dalle fiamme in Spagna, il peggior bilancio di incendi della storia recente del Paese.

L’intelligence israeliana avverte gli Usa: l’Iran ha un nuovo piano per uccidere Trump

Roma, 10 lug. (askanews) – Israele ha condiviso con gli Stati Uniti informazioni di intelligence riguardanti un nuovo presunto complotto dell’Iran per assassinare il presidente statunitense Donald Trump. Lo ha riportato il Wall Street Journal, citando persone a conoscenza della vicenda.

Il quotidiano ha sottolineato che la repubblica islamica ha pubblicamente promesso di assassinare Trump da quando gli Stati Uniti hanno ucciso, nel 2020, il generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds del corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Gli appelli alla morte del presidente americano sono inoltre ampiamente presenti nelle commemorazioni in corso per la Guida Suprema uccisa, l’ayatollah Ali Khamenei.

Dall’articolo non è chiaro quando queste informazioni di intelligence siano state trasmesse né attraverso quale canale.

Trump, che è stato bersaglio di diversi tentativi di assassinio – incluso l’attentato del 2024, durante il quale un proiettile gli sfiorò un orecchio – questa settimana ha fatto riferimento alle minacce nei suoi confronti, dichiarando: “Sono presente in tutte le loro liste. Ho visto questa mattina che sono in ognuna delle loro liste. E finora, credo di essere stato piuttosto fortunato, ma forse questa fortuna non durerà ancora a lungo”.

Mattarella ricorda Occorsio: salvaguardare valori costituzionali

Roma, 10 lug. (askanews) – “A cinquant’anni dalla sua scomparsa, rinnovo i sentimenti di vicinanza della Repubblica italiana ai suoi familiari e a quanti ne hanno tenuto viva la memoria. Il suo esempio continui a illuminare l’impegno di chi opera per la salvaguardia dei valori costituzionali”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Presidente della Fondazione Vittorio Occorsio, Eugenio Occorsio.

“Il 10 luglio del 1976, Vittorio Occorsio venne ucciso in un agguato rivendicato da ‘Ordine Nuovo’, movimento per il quale aveva chiesto e ottenuto lo scioglimento a motivo delle riconosciute finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista – ricorda il capo dello Stato -. Sostituto Procuratore della Repubblica a Roma, aveva condotto inchieste complesse sul terrorismo, individuando connessioni tra criminalità organizzata, massoneria deviata ed eversione di estrema destra. Magistrato schivo e determinato, cercava con metodo rigoroso di definire le responsabilità penali, anche quando queste avevano implicazioni politiche scomode. Consapevole del rischio personale, continuò a svolgere le sue funzioni con fermezza e fiducia nella capacità dello Stato di diritto di prevalere attraverso l’applicazione della legge”.

Lavoro, Unioncamere: oltre 568mila entrate previste dalle imprese a luglio

Roma, 10 lug. (askanews) – A luglio le imprese prevedono quasi 568mila ingressi, mentre nel trimestre luglio-settembre il fabbisogno occupazionale si attesta su 1,5 milioni di contratti. Nel confronto con luglio 2025, la domanda di lavoro mostra una lieve flessione, pari a circa 7mila unità (-1,1%); nel trimestre il calo è di circa 39mila entrate (-2,6%). A livello settoriale, la flessione interessa quasi tutti i comparti, con l’eccezione dell’agricoltura (+8,9 nel mese), dei servizi di alloggio, ristorazione e turistici (+1,6%), delle industrie alimentari (+1,2%) e dei servizi operativi (+0,8%). A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che elabora le previsioni occupazionali per il mese di luglio.

L’industria programma 136mila entrate nel mese e 365mila nel trimestre. Al suo interno, il manifatturiero concentra quasi 89mila ingressi nel mese e 232mila nel trimestre. Le maggiori opportunità provengono dalle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco, con circa 26mila entrate nel mese e 58mila nel trimestre, dalle industrie meccaniche ed elettroniche, con quasi 19mila e 52mila ingressi, dalle industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo, con 14mila e poco meno di 40mila entrate, e dalle industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature con circa 7mila ingressi a luglio e 20mila nel trimestre. Le imprese delle costruzioni prevedono di attivare 48mila contratti nel mese e 133mila nel trimestre.

Nel terziario si concentrano 392mila entrate a luglio, che salgono a 994mila nell’arco del trimestre. A guidare la domanda sono i servizi di alloggio e ristorazione e i servizi turistici con 138mila contratti nel mese e 299mila nel trimestre. Seguono il commercio, che programma 74mila ingressi a luglio e 190mila entro settembre, i servizi alle persone con 64mila entrate nel mese e 200mila nel trimestre, i servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone con 44mila e 111mila contratti.

Cinema, a ottobre torna l’Ocean Film Festival World Tour Italia

Roma, 10 lug. (askanews) – Torna l’Ocean Film Festival World Tour Italia, edizione italiana dell’Ocean Film Festival Australia, il festival internazionale che seleziona e porta sul grande schermo i migliori corto e mediometraggi dedicati all’oceano, agli sport acquatici, all’esplorazione e alla conservazione marina.

Quest’anno la manifestazione festeggia 10 anni di cinema, avventura e oceano, esplorazioni, imprese sportive e racconti capaci di ispirare e accendere una maggiore consapevolezza sul valore del mare. Dal 14 ottobre a metà novembre il festival celebrerà l’anniversario attraversando il Paese con 22 appuntamenti nei principali cinema e teatri italiani.

Ad inaugurare la manifestazione sarà il pre-evento di Milano, in programma mercoledì 14 ottobre al Teatro Carcano, prima dell’inizio dello spettacolo, con ospite Alex Bellini, esploratore, divulgatore ambientale e autore, che presenterà il suo nuovo libro in un incontro dedicato alle grandi sfide ambientali e al rapporto tra uomo e natura.

L’edizione 2026 segna un’ulteriore crescita del festival, che amplia la propria presenza sul territorio nazionale con due nuove città: Rovereto, per la prima volta nel circuito del tour, e Catanzaro, prima tappa in Calabria. Un’espansione che conferma la volontà di rendere il festival sempre più capillare, attraversando l’Italia da Nord a Sud e da Est a Ovest, coinvolgendo un pubblico sempre più ampio di appassionati di mare, outdoor, viaggi e sostenibilità.

“La decima edizione rappresenta un traguardo importante, ma soprattutto la conferma che in Italia esiste una comunità sempre più ampia di persone che desidera conoscere e vivere l’oceano. In questi dieci anni il festival è cresciuto insieme al suo pubblico e continuerà a portare nelle sale storie capaci di emozionare, ispirare e promuovere una vera cultura del mare”, ha dichiarato Alessandra Raggio, ceo di Itaca The Outdoor Community, organizzatrice di OCEAN Film Festival World Tour Italia.

In nove edizioni nelle sale cinematografiche, oltre a un’edizione digitale nel 2020, Ocean Film Festival World Tour Italia ha coinvolto oltre 38.500 spettatori, raggiungendo 20 città italiane, grazie anche al contributo di oltre 400 volontari.

Anche per questa decima edizione il programma proporrà una selezione internazionale di corto e mediometraggi dedicati alle grandi avventure del mare. Dalle spedizioni in Antartide alle foreste di kelp, dalla biodiversità marina alla tutela degli oceani, passando per vela, surf, ricerca scientifica e straordinari incontri con la fauna selvatica, i film racconteranno alcune delle storie più affascinanti e attuali del nostro pianeta attraverso immagini spettacolari e protagonisti d’eccezione.

Come da tradizione, le serate saranno arricchite dalla presenza di ospiti che porteranno sul palco esperienze vissute in prima persona e offriranno al pubblico l’occasione di approfondire i temi affrontati nei film. Tra i protagonisti già annunciati, oltrea a Alex Bellini, Diego Curtarello, ecologo marino, content creator e divulgatore scientifico conosciuto sui social come Diegologia Marina; Marco Spinelli, fotografo, documentarista ed esploratore del mondo sommerso; Alessandro Dini, pioniere e promotore del surf italiano, direttore tecnico nazionale ACSI Surfing e autore; Giovanni Chimienti, biologo marino, National Geographic Explorer e tra i più autorevoli divulgatori italiani dedicati alla ricerca e alla conservazione degli ambienti marini.

Nel corso degli anni OCEAN Film Festival World Tour Italia ha sviluppato importanti collaborazioni con realtà impegnate nella tutela degli ecosistemi marini, tra cui One Ocean Foundation, Fondazione Centro Velico Caprera, Water Defenders Alliance powered by LifeGate, Marevivo e Sea Shepherd, promuovendo iniziative concrete di sensibilizzazione e conservation che coinvolgono direttamente il pubblico del festival. A conferma del proprio impegno nella promozione della cultura dell’oceano, Ocean Film Festival World Tour Italia è membro del Comitato Nazionale del Decennio del Mare, su invito della Commissione Oceanografica Italiana presso il Cnr, e ha ricevuto l’endorsement della Unesco Ocean Decade.

Vodafone: Emirates Telecom vende intera quota a Xavier Niel

Milano, 10 lug. (askanews) – Emirates Telecommunications Group (e&) ha concordato la vendita della propria intera partecipazione del 16,2% in Vodafone per 5,95 miliardi di dollari. L’operatore degli Emirati Arabi Uniti cederà la propria quota a Vega, veicolo di investimento controllato dalla famiglia dell’imprenditore francese Xavier Niel, per un corrispettivo complessivo di 112,5 pence per azione Vodafone, comprensivo di contanti e di un dividendo futuro. Il prezzo rappresenta un premio del 13% rispetto all’ultima quotazione di chiusura del titolo Vodafone. Il patron di iliad diventa così il più grande azionista dell’operatore britannico.

La vendita pone fine al ruolo di e& come principale azionista dell’operatore britannico dopo circa quattro anni. Il proprio rappresentante nel board si è dimesso dalla carica di amministratore non esecutivo di Vodafone.

(foto tratta dal sito Web del gruppo Vodafone)

Tv, da Masterplan a Bro: le novità della stagione di Prime Video

Roma, 10 lug. (askanews) – La commedia romantica “Come distruggere l’ex”, con Greta Scarano, Dario Aita e Eugenio Franceschini, il thriller psicologico “Un’altra madre”, con protagonisti Sabrina Impacciatore, Alessandro Borghi, Francesco Gheghi e ancora “Masterplan”, film franco-italiano girato in lingua inglese e interpretato dal candidato all’Oscar Stanley Tucci (disponibile in 240 paesi e territori nel mondo dal prossimo 16 ottobre), accanto a nuove serie come “Bro” con protagonisti Can Yaman e Giovanni Nasta e a conferme degli show più popolari. Sono tra le novità della prossima stagione di Prime Video svelate a Roma al Prime Video Presents Italia 2026, anche festeggiando i dieci anni del servizio streamingin Italia.

Tra i nuovi annunci anche “Il Ministero dell’Amore”, surreale commedia romantica con un cast corale che include Pif, Corrado Guzzanti, Pietro Sermonti, Angela Finocchiaro, e con la partecipazione di Alessandra Mastronardi; le serie “Due cuori in affitto” basata sull’omonimo e amatissimo romanzo della scrittrice Felicia Kingsley, “Il giorno perfetto” con Diana Del Bufalo e Pierpaolo Spollon e “Ingorgo”, basata sul format della serie originale spagnola Atasco e diretta dagli YouNuts!. Inoltre, rinnovati show di successo come “The Traitors Italia S2” e “The 50 S2”, la serie “Pesci Piccoli S3” e lo speciale “Love Me Love Me… More” per raccontare chi sono i protagonisti del “fenomeno”, dentro e fuori dal set.

L’evento è stato anche l’occasione per condividere aggiornamenti su alcune produzioni già annunciate, come “Blame it on Rome”, “Love Me Love Me 2”, tratto dal secondo romanzo della serie di quattro libri “Love Me Love Me” di Stefania S., le serie “Postcards from Italy”, “Super Market”, e gli show “Roast in Peace S2” e “LOL Halloween Special”.

Il comedy show con il più esilarante e spietato funerale sarà guidato dall’officiante per eccellenza Michela Giraud, dal 18 settembre. Anche quest’anno, cinque nuove celebrità, cinque “defunti” d’eccezione sono pronti a farsi seppellire dalle risate: Fedez, Alessandro Borghese, Simona Ventura, Giuseppe Cruciani e Asia Argento. A “onorare” la loro memoria con ironia e sarcasmo saranno 4 spietati comici: le due new entry Max Angioni e Martina Catuzzi, il vincitore della passata stagione Stefano Rapone ed Eleazaro Rossi. Mentre dal 23 ottobre, nello speciale LOL da brividi, oltre a non ridere i concorrenti dovranno non spaventarsi. A sfidarsi saranno Maccio Capatonda, Katia Follesa, Lucia Ocone, Herbert Ballerina, Brenda Lodigiani e Andrea Pisani.

Nel Prime Video Store ci saranno i film e le serie più recenti per acquisto o noleggio. E gli iscritti a Prime possono arricchire la già ampia selezione, inclusa nell’abbonamento Prime, aggiungendo gli abbonamenti ai loro canali preferiti, come HBO Max, Infinity Selection, Paramount+, MGM+, Apple TV, Discovery+, LaB Channel, Anime Generation e Midnight Factory, per un’esperienza di intrattenimento completa e sempre più innovativa.

easyJet: da Apollo offerta da 5,7 mld sterline, cda raccomanda proposta

Milano, 10 lug. (askanews) – Il cda di easyJet e Apollo hanno raggiunto un accordo di principio sui termini finanziari chiave di una possibile offerta pubblica di acquisto in contanti per l’intero capitale azionario della compagnia aerea: il colosso statunitense del private equity mette sul piatto 5,7 miliardi di sterline, superando così la concorrenza di Castlelake, e ottenendo il sostegno del board di easyjet.

Secondo i termini della proposta, gli azionisti di easyJet riceveranno 7,15 sterline per azione. Il board di easyJet, spiega una nota, ha esaminato attentamente l’offerta, insieme ai propri consulenti finanziari, e ha concluso all’unanimità che i termini finanziari sono tali da poter essere raccomandati ai propri azionisti. L’offerta fornisce infatti un valore in contanti superiore all’ultima proposta di Castlelake di 6,9 sterline per azione presentata il 4 luglio. Il cda di easyJet ritiene inoltre che la transazione proposta offra una combinazione interessante di valore, allineamento strategico e gestione a lungo termine dell’attività. Di conseguenza, il board di easyJet non intende più raccomandare la proposta di Castlelake.

In alternativa al pagamento in contanti, Apollo propone di offrire agli azionisti easyJet l’opportunità di trasferire la propria partecipazione azionaria nel veicolo attraverso il quale i fondi Apollo deterranno il loro investimento in easyJet. I termini di tale alternativa, che conferirebbe diritti di voto, restano soggetti a ulteriori discussioni e accordi.

“In qualità di investitore leader nel settore aeronautico con una comprovata esperienza nella creazione di valore in tutto il settore aereo – si legge in una nota -, Apollo ritiene che, attraverso la transazione proposta, sia nella posizione ideale per garantire la migliore gestione di easyJet, supportandola nel perseguimento del suo piano aziendale e nel raggiungimento dei suoi obiettivi strategici a lungo termine. In qualità di azionisti orientati al lungo termine con una comprovata esperienza nella creazione di valore nel settore aereo e nella crescita del personale delle compagnie aeree in cui ha investito in passato, Apollo vede un significativo potenziale nel percorso di crescita futuro di easyJet, a beneficio di tutti gli stakeholder, compresi i dipendenti”.

Alle radici non esclusive della nostra Carta

Le buone rivoluzioni, quelle ben riuscite, andrebbero soprattutto conservate. Le si dovrebbe consolidare, perpetuandole senza che ci sia troppo bisogno di celebrarle, sottraendole alla disputa dei posteri e alla controversia dei reduci. Non si tratterebbe di fare una rivoluzione senza tregua. Semmai di normalizzare i suoi esiti. Magari sfrondando anche una certa sua retorica.

E invece la nostra Costituzione finisce per diventare quasi il luogo cruciale dove avviene la disputa. Poiché la destra non la ama, dato che all’epoca si trovava all’angolo e non ha piacere di ricordarlo – e neppure l’onestà di ripensare più a fondo se stessa. Mentre la sinistra, o almeno una sua parte, la celebra con troppi intenti e sottintesi. Quasi che il proclamarsi figli preferiti di quella legge suprema potesse conferire un vantaggio politico ed elettorale.

Vorremmo evitare che la destra, sentendosi figlia di un dio minore, fosse così avara verso l’opera dei nostri padri fondatori. E del pari vorremmo che la sinistra, ancora alla ricerca di un nome per se stessa, evitasse di chiamarsi “costituzionale” come a rivendicare una sua esclusiva in materia.

La radice della nostra carta sta nascosta altrove. La si ritrova tra quei democristiani che convinsero La Pira a non insistere nel chiedere che la promulgazione della Carta avvenisse “in nome di Dio”. E in quel Togliatti che contro i suoi cari decise di votare per il riconoscimento dei patti lateranensi.

È quasi sempre l’eccezione infatti che dà valore alla regola. Ed è una certa (comune) sobrietà che andrebbe apprezzata più delle troppe parole di parte.

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì  9 luglio 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Il campo largo e il ritorno della “gioiosa macchina da guerra”

Dalla foto di Roma alla piazza di Napoli: il ritorno del progetto di Occhetto.

L’immagine prima scattata al ristorante romano e poi nella rumorosa e semivuota piazza napoletana ci restituisce che cos’è oggi quello che si chiama genericamente “campo largo”.

Semplicemente, e anche coerentemente, è una riedizione, seppur aggiornata e rivista, della antica “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria. Verrebbe da dire, nulla di nuovo sotto il sole. Anche perchè il progetto di Schlein, Conte, Fratoianni/Bonelli e Landini non è quello di ricostruire o rilanciare una coalizione di centro sinistra tradizionale ma, semmai, rafforzare e consolidare un’alleanza di sinistra e progressista.

Non lo dico io, come ovvio. Ma lo ripetono quotidianamente i capi e i leader delle varie anime della sinistra.

 Il centro ridotto a comparsa

Del resto, quando i cosiddetti gruppi centristi vengono messi in campo da esponenti del Pd – il caso dell’assessore di Roma Onorato da parte di Bettini è persin plateale per non dire vergognoso – conferma, per chi non lo sapesse ancora, che il cosiddetto Centro da quelle parti è poco più di un modesto “partito contadino” di sovietica memoria.

Altrochè il centro sinistra – per fermarsi alla seconda repubblica – del Ppi di Marini e Gerardo Bianco alleato con i Ds o la Margherita di Rutelli e dello stesso Marini, Parisi, Mastella e altri alleato con la sinistra o la prima fase del Pd di Veltroni e Franceschini.

Qui, al contrario, non c’è affatto un equilibrio fecondo e costruttivo tra il centro e la sinistra. Semmai c’è la sinistra al completo nelle sue mille sfumature di rosso accompagnata da qualche singolo esponente che non è di sinistra e che, altrettanto puntualmente, viene gentilmente invitato a fare parte della futura coalizione ma senza farsi vedere in pubblico.

Il caso del piccolo partito personale di Renzi è ancora diverso perchè lì c’è un veto politico e personale, specifico e pubblico, del Fatto Quotidiano e di di chi lo dirige.

E la manifestazione di Napoli, che fa seguito all’incontro di Roma, ha semplicemente confermato qual’è la natura, il profilo e, soprattutto, il progetto politico e di governo dell’attuale sinistra italiana.

 Un progetto mai nascosto

Infine però, ed è l’ultima considerazione, non si può contestare ai capi della sinistra – a cominciare dalla segretaria del Pd Elly Schlein – di essere incoerenti o, peggio ancora, di favorire un progetto politico che non avevano mai annunciato.

Al contrario, e per onestà intellettuale, Schelin, Conte, Fratoianni/Bonelli e Landini hanno sempre teorizzato e sostenuto, pubblicamente e in qualunque occasione, che era e che è necessario costruire una alleanza di sinistra e progressista.

Il centro sinistra tradizionale, cioè quello che abbiamo conosciuto dall’Ulivo in poi, è tutt’altra cosa ed è, francamente ed oggettivamente, un corpo estraneo rispetto a quella impostazione fortemente ideologica e politicizzata.

 Per il Centro serve una strada autonoma

E, al riguardo, “lo zoccolo duro” della coalizione – come lo chiamano gli stessi protagonisti in coro – è proprio rappresentato dalla sinistra radicale e massimalista della Schlein, dalla sinistra populista e demagogica di Conte, dalla sinistra estremista ed ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis e dalla sinistra classista e pan sindacale della Cgil di Landini.

Per il resto, come si suol dire in termini calcistici, c’è solo posto in piedi. Cioè in tribuna ad osservare e, al più, ad contentarsi delle briciole che vengono gentilmente elargite dagli azionisti.

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, il Centro se vuole ancora esistere deve guadare altrove.

Nello specifico, in un cartello/luogo autonomo e coerente, se vuole ancora tentare di continuare a giocare un ruolo politico, culturale e, soprattutto, programmatico.

La politica cresce nei luoghi, non nei social

Il tempo è linfrastruttura della politica

C’è un equivoco che attraversa la politica contemporanea, ed è un equivoco che paghiamo ogni giorno: credere che bastino idee, posizioni, visibilità e consenso per costruire una forza politica. Non è mai stato così.

La politica, nella sua forma più autentica, non nasce da un messaggio efficace né da una campagna ben riuscita. Nasce da un luogo: non necessariamente un edificio, una sede o un partito inteso come struttura amministrativa, ma una comunità stabile di persone che si incontrano, discutono, imparano a fidarsi, costruiscono insieme qualcosa che nessuno potrebbe realizzare da solo.

Quando questa dimensione scompare, resta soltanto la comunicazione. E la comunicazione, per quanto necessaria, non basta. Può attirare attenzione, ma non costruisce appartenenza. Può generare consenso, ma difficilmente genera responsabilità.

Oggi abbiamo invertito il rapporto tra politica e comunicazione. Pensiamo che la politica si giochi nella velocità: occupare gli spazi mediatici, reagire in tempo reale, essere sempre presenti, sempre visibili. Ma la velocità produce movimento, non costruzione. E il movimento, senza una direzione condivisa, è soltanto rumore che cambia continuamente forma.

La politica ha bisogno dell’opposto: ha bisogno di tempo.

C’è una cosa che i nostri nonni conoscevano bene e che la nostra epoca sembra aver dimenticato: ci vuole tempo per diventare qualcuno, e serve una comunità in cui imparare a esserlo.

Nessuno diventa classe dirigente in un ciclo di contenuti. Nessuno costruisce una comunità politica attraverso una sequenza di dichiarazioni pubbliche, per quanto brillanti. Serve tempo per conoscersi, per confrontarsi, per sbagliare insieme e correggersi insieme. Serve tempo, soprattutto, per costruire fiducia. Ed è proprio la fiducia il capitale più importante della politica. Senza fiducia non esiste responsabilità condivisa: esiste soltanto la rappresentazione della responsabilità.

Abbiamo progressivamente smarrito questa consapevolezza. Abbiamo iniziato a considerare la lentezza come un difetto, mentre è proprio la lentezza a rendere solide le istituzioni, credibili le persone e durature le comunità. La politica non è forte nonostante il tempo che richiede. È forte proprio grazie a quel tempo.

 

Le comunità formano le persone

Alcide De Gasperi non è diventato uno statista davanti a una telecamera o in un comizio. È cresciuto negli anni, dentro una comunità politica, ascoltando persone che chiedevano una casa, un lavoro, una speranza. Il tempo e l’appartenenza a quella comunità non erano ostacoli da superare. Erano il metodo.

Oggi, invece, il criterio dominante sembra essere un altro: bisogna essere immediatamente riconoscibili, conquistare attenzione in pochi secondi, trasformare ogni intervento in un contenuto. Ma la politica non è una competizione per la visibilità. È un processo di formazione. Le classi dirigenti non nascono dalla viralità, nascono da relazioni costruite nel tempo, da esperienze condivise, da responsabilità assunte gradualmente.

Per questo oggi non ci mancano soltanto idee. Ci manca chi formi persone prima ancora che candidati.

 

La crisi della politica è una crisi di comunità

Si parla spesso di crisi della rappresentanza. È vero. Ma prima ancora esiste una crisi più profonda: sono scomparsi gli spazi in cui si imparava a fare politica. Al loro posto sono rimaste reti sociali, flussi comunicativi, aggregazioni temporanee – strumenti preziosi, ma incapaci di sostituire una comunità, perché una comunità nasce dalla continuità.

Senza continuità non si costruisce cultura politica. Si producono soltanto opinioni che cambiano alla velocità dell’algoritmo. E quando le comunità scompaiono, il vuoto non rimane vuoto: viene occupato da chi parla più forte, da chi reagisce più velocemente, da chi semplifica problemi complessi fino a renderli irriconoscibili. Così la visibilità sostituisce l’autorevolezza, e il consenso immediato prende il posto della costruzione paziente.

 

Anche i cattolici vivono questa crisi

I cattolici impegnati nelle istituzioni non sono scomparsi. Sono presenti in molti partiti, nelle amministrazioni locali, in Parlamento, nelle associazioni. Quello che manca è altro: manca chi li metta in dialogo, li formi, elabori una cultura politica condivisa. Senza questo terreno comune, ciascuno finisce inevitabilmente per adattarsi alle logiche del proprio contesto: si amministra il presente, ma diventa difficile costruire una prospettiva.

Eppure la tradizione del cattolicesimo democratico ha sempre mostrato che una cultura politica nasce dall’incontro tra persone, non dalla semplice condivisione di valori astratti.

 

Il coraggio della parola

Esiste un silenzio che è segno di maturità: quello di chi sa aspettare il momento giusto per parlare, perché comprende il peso delle parole. Ma esiste anche un altro silenzio, quello di chi rinuncia a esporsi per paura del costo delle proprie idee. Lo chiamiamo prudenza. Molte volte è soltanto timore.

E ogni volta che chi potrebbe contribuire al dibattito sceglie di tacere, quello spazio viene inevitabilmente occupato da chi urla più forte. Per questo le parole hanno una responsabilità: possono costruire fiducia oppure alimentare rabbia, possono aprire un dialogo oppure chiuderlo. Una democrazia non ha paura del conflitto. Ha paura di un conflitto che sostituisce la ricerca della verità con la ricerca del consenso.

 

Costruire prima del consenso

Una comunità politica sana non vive nell’ansia dell’approvazione immediata. Non misura il proprio valore sul numero di visualizzazioni, sui sondaggi della settimana o sulla capacità di occupare il dibattito pubblico per qualche giorno. Si misura sulla capacità di costruire persone, relazioni e visioni che resistano al tempo.

Questo significa accettare una verità controintuitiva per la nostra epoca: la politica non è soltanto risposta al presente, è costruzione del futuro. E il futuro richiede pazienza, richiede metodo, richiede persone che imparino a confrontarsi, ad accogliere il dissenso, a cambiare idea quando necessario, a cercare una posizione comune senza che qualcuno la imponga dall’alto.

In questo senso il metodo diventa già politica – forse la sua forma più alta.

 

Dove ricominciare

Ricostruire comunità politiche non significa coltivare nostalgia. Non esiste un passato al quale tornare: esiste soltanto la responsabilità di creare ciò che oggi manca. Spazi in cui le persone possano incontrarsi con continuità, in cui si impari ad ascoltare prima di parlare, in cui la formazione conti quanto la comunicazione, in cui il tempo non sia percepito come una perdita di efficienza, ma come il presupposto della fiducia.

Nessun video virale sostituirà mai un pomeriggio trascorso ad ascoltare qualcuno. Nessuna strategia di comunicazione costruirà da sola una comunità: le comunità nascono quando le persone condividono tempo, responsabilità e fiducia. È da qui che bisogna ripartire.

La domanda non è se servano nuovi contenitori politici. La domanda è se siamo ancora capaci di costruire luoghi in cui questo possa accadere.

Perché un luogo politico non si racconta. Si costruisce. E lo si riconosce da una cosa che nessuna comunicazione riuscirà mai a simulare: il tempo che riesce a generare tra le persone.

La politica, prima di essere consenso, comunicazione o potere, è sempre stata questo: una forma stabile di presenza nella vita delle persone.

Lo spettro della libanizzazione

Almeno dagli anni Ottanta gli osservatori politici hanno introdotto nel proprio lessico il vocabolo libanizzazione: la guerra permanente fra fazioni armate e il conseguente smembramento dell’integrità statuale. Non la hobbesiana guerra di tutti contro tutti, bensì un conflitto continuo e violento fra bande; o, potremmo anche dire, fra partiti militari.

In cosa consiste, a mio avviso, lo spettro della libanizzazione?

Immaginiamo un elastico. Da decenni il Paese dei cedri è dilaniato da lotte intestine, con i vari gruppi sostenuti da altri Stati, quasi ne fossero la longa manus: Iran, Siria, Israele e così via.

Proviamo a tendere l’elastico: fenomeni simili, pur in forma meno estrema, riguardano lo Yemen, Gaza, la Cisgiordania, l’Iraq, la stessa Siria. E se un domani coinvolgessero anche l’Iran? O, poniamo, dopo il tramonto della leadership del presidente Erdogan, la Turchia? Stiamo parlando, si badi, degli eredi di due imperi, quello persiano e quello ottomano. Le persone coinvolte sarebbero decine e decine di milioni. Un’immane tragedia.

E se l’elastico si tendesse ancor di più, fino a lambire i confini dell’Occidente e oltre? Davvero sarebbe un dramma globale. Una guerra civile (quasi) mondiale, quale forse neppure Hobbes avrebbe immaginato. L’opposto della “pace perpetua” e cosmopolita a cui anelava Kant.

Libano, Idf: costretti a controllare "casa per casa"

Safad, 10 lug. (askanews) – Il lavoro dell’esercito israeliano in Libano meridionale non è finito, “stiamo lavorando casa per casa”, ha dichiarato un alto ufficiale militare dell’esercito israeliano di stanza nel Comando del Nord del Paese, durante una conversazione con una delegazione di giornalisti italiani, tra cui è presente askanews.

Mentre l’escalation tra Iran e Stati Uniti mette a rischio il processo dei negoziati in atto tra Washington e Teheran, il dialogo tra Gerusalemme e Beirut dovrebbe proseguire a Roma il prossimo 15 e 16 luglio, nonostante non poche difficoltà.

“La nostra missione in Libano è quella di ripulire l’area dalle forze di Hezbollah”, ha spiegato un ufficiale israeliano ad alcuni giornalisti italiani, specificando che “in ogni villaggio sciita nel sud del Libano è presente Hezbollah”. L’impegno dell’Idf in questo territorio è rivolto alla sicurezza di Israele, ha argomentato il militare, osservando come “non sia possibile disattivare la minaccia dall’alto” e di come sia indispensabile agire via terra per “verificare e distruggere le infrastrutture di Hezbollah”.

“Per essere sicuri, bisogna controllare casa per casa” insiste l’ufficiale di base nel Comando nel nord di Israele. “In ogni villaggio sciita abbiamo trovato diverse infrastrutture militari, tunnel, munizioni, missili e droni”. “Agiamo per preservare la nostra sicurezza”, ci tiene a specificare l’ufficiale, “e non vogliamo attaccare i civili”. Per esempio, spiega il militare, “gli otto villaggi cristiani non sono stati evacuati”, mentre è stato necessario evacuare i villaggi sciiti per “distruggere le infrastrutture di Hezbollah”.

L’alto ufficiale israeliano ha tenuto a sottolineare che nonostante “il morale delle truppe di Hezbollah sia basso”, il movimento sciita continua a reclutare nuovi miliziani dal nord e a rappresentare una minaccia per lo Stato israeliano.

Noi che siamo alla frontiera “abbiamo poco tempo per ripararci” sostiene un kibbutzim italiano trasferitosi in Israele negli anni ’70, ricorrendo le sue idee socialiste. “Qui alla frontiera prima arriva il missile e poi suona la sirena”, dobbiamo essere sempre in allerta riferisce il kibbutzim Luciano ad una delegazione di giornalisti presenti al kibbutz di Sasa, sottolineando la vicinanza del luogo dal confine con il Libano.

Soffermandosi su questo senso di insicurezza, l’ufficiale militare ha insistito sulla necessità di insistere nella realizzazione di una zona demilitarizzata fino al fiume Litani.

La zona di sicurezza promossa da Israele arriva fino al fiume Litani ed è lì, vicino al castello di Beaufort, che l’Idf sta cercando di intervenire per conquistare un importante avamposto di Hezbollah presso il villaggio di Nabatieh, che rappresenterebbe una constante minaccia per il nord del Paese, evidenzia l’alto ufficiale, mostrando ai giornalisti presenti la linea di contatto tra l’Idf e Hezbollah su una carta militare.

“Non possiamo andarcene prima di conquistare questo avamposto”, ha ribadito l’ufficiale israeliano, sostenendo che non c’è una data per il ritiro delle truppe, pur riconoscendo la volontà di dare fiducia all’esercito libanese.

Una fiducia nella volontà di Beirut che, tuttavia, non è condivisa da un ex ufficiale dell’Idf, oggi analista dell’Alma Research and Education Center, centro di ricerca con sede nel nord di Israele.

Secondo la sua analisi, il periodo più drammatico vissuto dal Libano non sono stati i conflitti con Israele, bensì gli anni della guerra civile. Da qui la convinzione che un intervento diretto dell’esercito libanese contro Hezbollah rischierebbe di far precipitare nuovamente il Paese in un conflitto interno. Per questo motivo, ha dichiarato l’analista a una delegazione di giornalisti italiani, tra cui askanews, è oggi l’Idf a condurre da sola le operazioni militari contro Hezbollah.

Mondiali, I risultati dei quarti di finale

Roma, 10 lug. (askanews) – Questi i risultati dei quarti di finale dei mondiali di calcio

QUARTI DI FINALE 09/07 Francia-Marocco 2-0 10/07 (Miami): Spagna-Belgio ore 21 11/07 (L.Angeles): Norvegia-Inghilterra ore 23 12/07 (Kansas City): Argentina-Svizzera ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Dallas): Francia-Spagna/Belgio ore 21 15/07 (Atlanta): Norvegia/Inghilterra-Argentina/Svizzera ore 21

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 23

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Napoli agita Pd-M5s-Avs, polemiche su parole Conte. Forse rinviata Padova

Roma, 9 lug. (askanews) – Stavolta non si può proprio dire “buona la prima”, la manifestazione di Napoli di Pd-M5s-Avs proprio non ha funzionato come si sperava, doveva essere una prova di forza e di unità ma il bilancio del giorno dopo è che non è stata né l’una né l’altra cosa. La contestazione in piazza di disoccupati e Potere al popolo già aveva guastato la giornata a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, ma la lettura dei giornali e delle agenzie di oggi è stata ancora meno gradevole, non solo per i racconti delle proteste e per l’affluenza tiepida. La sortita del leader M5s sulla Russia (“Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti”) ha fatto saltare sulla sedia l’ala riformista del Pd e i centristi della coalizione, ma non è piaciuta nemmeno al gruppo dirigente dem e ad Avs.

Uno scenario molto diverso da quello immaginato e in serata trapela anche la notizia che si starebbe valutando il rinvio della seconda manifestazione annunciata a giugno, quella prevista per il 15 luglio a Padova. Il motivo è la sovrapposizione con le votazioni sulla legge elettorale alla Camera, terreno di battaglia per i partiti del ‘campo largo’, ma all’indomani dell’appuntamento campano per molti sarebbe una scelta giusta anche per preparare meglio il prossimo raduno di piazza.

Di sicuro il clima non è sereno, in molti raccontano che c’erano stati diversi avvertimenti sui rischi di una manifestazione a Napoli. Pare che lo stesso sindaco Gaetano Manfredi avesse messo in guardia i leader della coalizione, quando si è cominciato a parlare del capoluogo campano: i disoccupati sono sul piede di guerra da tempo, Potere al popolo non perde occasione di attaccare sia il sindaco che il presidente della regione. Moniti che però i leader del ‘campo largo’ non hanno ritenuto sufficienti per cambiare sede e ora si sente più di una voce, nel Pd e non solo, che recita il classico “l’avevamo detto”.

Poi c’è la parte più politica, la sortita di Conte sulla Russia. Sia la Schlein che Bonelli e Fratoianni hanno evitato accuratamente di citare i temi che dividono il ‘tridente’, a cominciare appunto dall’Ucraina. Fratoianni dal palco ha spiegato esplicitamente l’intenzione del raduno: “Il fatto politico è che siamo qui su questo palco insieme, uniti e unite per dire a questo Paese che lo cambieremo, che siamo uniti e che non ci divideremo più”. Lo stesso ha ripetuto la Schlein: “Non faremo mai più il favore alle destre di dividerci”.

Le parole del leader M5s però difficilmente avranno fatto piacere alla stessa leader Pd, che da sempre definisce “criminale” la guerra di Putin contro l’Ucraina e che ripete sempre che l’Europa rischia di rimanere “schiacciata” tra “due aggressività, quella militare di Putin e quella commerciale di Trump”. Per Conte invece la Russia non è una minaccia.

Carlo Calenda ne approfitta subito: “Ma vi rendete conto che Giuseppe Conte dice testualmente da un palco dell’alleanza di sinistra ‘stanno costruendo apposta una minaccia russa’!!! Mentre i russi bombardano tutti i giorni l’Ucraina. Nel silenzio di Elly Schlein”. Ettore Rosato, anche lui di Azione, aggiunge: “Conte, come un Vannacci qualunque”. Infierisce anche Pina Picierno, che accusa la leader Pd di “fingersi morta” di fronte alle frasi del leader M5s. Ma anche l’europarlamentare Pd Giorgio Gori chiede: “Come possiamo far finta di niente?”. E Riccardo Magi, Più Europa, aggiunge: “Il pericolo russo è concreto e attuale basta leggere la relazione dei servizi italiani, basta vedere la storia degli ultimi anni, basta ascoltare le parole del presidente della Repubblica Mattarella”.

Un quadro che, dicono in tanti nel Pd, rovina parecchio quel “siamo uniti” pronunciato dal palco e che rappresenta un motivo in più – oltre alla sovrapposizione con la legge elettorale – per rinviare la seconda manifestazione. C’è un problema, spiega un dirigente del partito: “L’idea di rinviare la data di Padova circolava già da giorni, ora sembra che lo facciamo perché ieri è andata come è andataà”. Per questo la riflessione è in corso. Una soluzione potrebbe essere un rinvio solo di pochi giorni, per non dare l’impressione di una ‘fuga’.

Francia, Lagarde: "Non sono candidata a nulla", ma dimensione Ue cruciale

Roma, 9 lug. (askanews) – Sulle presidenziali in Francia “non sono candidata a nulla. Ma ci tengo molto alla tutela dell’Europa, al fatto che l’Europa costituisca il quadro di riferimento in cui i paesi membri operano, Francia inclusa”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, incalzata da domande sulle presidenziali nell’Esagono durante un’intervista a Euronews.

Sulla possibile contrapposizione tra un candidato di estrema sinistra, Jean-Luc Mélanchon, e uno di estrema destra, Marine Le Pen “cerco di guardare tutti i paesi senza addentrarmi nelle loro vicende politiche. Ovviamente, come francese ho le mie idee, ma le tengo per me. Quello che davvero spero è che il processo democratico continui. E sapete in politica otto mesi sono un’eternità, possono succedere tante cose”, ha proseguito.

“Monitoremo, guarderemo ai rischi e analizzeremo attentamente e speriamo che la ragione prevalga, che la Francia si assicuri che chiunque sia il leader che si comprenda che è cruciale essere un componente chiave dell’Europa. E che l’Europa è l’unico contesto in cui gli Stati membri, le nazioni, perfino alla Francia possono effettivamente svolgere un ruolo rilevante”, ha detto.

“Certamente spiegherò nella misura in cui cui posso perché la dimensione europea è così importante. Lo spiegherò – ha aggiunto, mantenendo una sfumatura di ambiguità – in qualunque capacità sarò maggiormente efficiente”.