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A Cracovia un uomo in mimetica spara sulla folla: 5 morti

Roma, 7 nov. (askanews) – Almeno sei morti e dodici feriti. È questo l’ultimo bilancio di una sparatoria che ha investito nel primo pomeriggio il centro della città polacca di Cracovia: lo hanno riferito Tvn24 e la polizia locale. “Al momento, sono state confermate sei vittime nell’attacco avvenuto oggi nella Piazza del Mercato di Cracovia”, si legge in un comunicato della Polizia. L’uomo che ha aperto il fuoco è un cittadino polacco di 25 anni, ha riferito la polizia.

Secondo i media polacchi e fonti della polizia citate dalla France Presse, l’attentatore indossava una divisa militare ed era armato di un fucile d’assalto dotato di mirino telescopico. Si spostava a bordo di un’automobile nel centro cittadino, quando ha aperto il fuoco indiscriminatamente contro i passanti, prima di essere colpito dalle forze dell’ordine.

L’uomo sarebbe stato ferito da colpi d’arma da fuoco e trasportato in ospedale, secondo quanto riferito dalla polizia locale, che al momento ha dichiarato di non essere alla ricerca di altri attentatori. Secondo quanto riportato su X dall’account della polizia della Piccola Polonia, la regione polacca in cui si trova Cracovia, alcuni agenti sono rimasti feriti durante il conflitto a fuoco. Un video diffuso sui social network mostra un poliziotto aprire il fuoco contro l’autore della sparatoria sul ciglio di una strada, prima di accasciarsi a sua volta, apparentemente ferito da un colpo d’arma da fuoco. Il primo ministro Donald Tusk ha parlato di una “tragica sparatoria”, precisando che “la polizia sta indagando sulle circostanze e sul contesto dell’attacco”. Il ministro degli Interni Marcin Kierwinski è atteso sul posto. Il presidente della Repubblica Karol Nawrocki ha espresso la propria “immensa preoccupazione”.

“Attendo spiegazioni complete sulle circostanze di questi tragici eventi (…). La sicurezza dei polacchi è una priorità assoluta”, ha scritto Nawrocki su X.

Numerosi mezzi di soccorso sono arrivati sul posto e un elicottero di emergenza è stato avvistato al centro della piazza. Le forze dell’ordine e i servizi di soccorso hanno invitato residenti e turisti a non recarsi nella piazza del Mercato e raccomandato a chiunque si trovi nelle vicinanze di mettersi al sicuro.

“Sul luogo dell’accaduto sono già al lavoro i procuratori, la polizia e tutte le forze dell’ordine, impegnati a mettere in sicurezza le prove e a chiarire le circostanze dell’attacco. Lo Stato è operativo. Invitiamo tutti alla calma e a non ostacolare il lavoro delle autorità. Faremo in modo che l’autore di questo crimine riceva una punizione esemplare”, ha dichiarato su X il ministro polacco della Giustizia, Waldemar Zurek.

In un messaggio pubblicato su X, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Polonia, Tom Rose, ha espresso la solidarietà dell’America alle vittime, definendo l’accaduto un “attacco brutale e mortale”.

Ucraina, la Russia: gli europei non hanno nulla da fare al tavolo dei negoziati

Roma, 7 nov. (askanews) – Gli europei non hanno nulla da fare al tavolo dei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

La sua dichiarazione è stata pubblicata in relazione allo svolgimento delle prime esercitazioni militari della cosiddetta “Forza multinazionale per l’Ucraina”, nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi.

“Ciò conferma ancora una volta che gli europei non hanno nulla da fare al tavolo dei negoziati”, ha affermato Zakharova in un commento pubblicato sul sito internet del ministero degli Esteri russo.

La portavoce ha aggiunto che l’Occidente non è disposto a tenere conto delle legittime preoccupazioni di Mosca in materia di sicurezza e continua ad alimentare una spirale di escalation. Il prossimo ciclo di colloqui tra Russia, Stati Uniti e Ucraina è previsto per il 10 e 11 novembre ad Abu Dhabi.

L’inviato speciale del presidente statunitense, Steve Witkoff, ha riferito che le parti intendono discutere le garanzie di sicurezza, la de-escalation, le questioni umanitarie e i prossimi passi verso una soluzione pacifica.

Il Cremlino ha confermato la partecipazione della delegazione russa, che sarà guidata dal consigliere presidenziale Vladimir Medinsky.

Il Papa: la pace è possibile e vogliamo costruirla

Roma, 7 nov. (askanews) – “Molte grazie per l’accoglienza e per essere qui. Nell’omelia della santa messa” celebrata oggi a Paysandú “ho parlato di tre simboli, tre espressioni che spiegano molto bene parte della nostra vita cristiana. Essere costruttori di ponti: come qui avete voi ponti che uniscono Paesi, dobbiamo costruire ponti che uniscono tutti i popoli, non solo nella fede, perchè crediamo in un solo Dio, crediamo che la pace è possibile e vogliamo costruirla”. Così Papa Leone XIV, in un piccolo saluto parlando a braccio alla folla che si è raccolta davanti la Basilica di Nuestra Señora del Rosario y San Benito de Palermo, Cattedrale di Paysandú, nel tragitto verso l’aeroporto.

Quindi Prevost ha citato “le palme, che rappresentano che vogliamo essere tutti uniti, costruire comunità di fede. E il mate: questa espressione così importante nella vostra cultura, due amici o due familiari che sono uniti molte volte a condividire, senza parole molte volte, ma stando uniti, a condividire la vita, le difficoltà e l’allegria”.

“Questi simboli ci aiutano a continuare a vivere, a soppesare dolori, difficoltà e le sfide, cercando la presenza di Dio tra noi stessi e ricevendo dal Signore la forza e il coraggio di vivere la nostra fede, di proclamare la nostra fede in Gesù Cristo che ci ha dato la vita”, ha concluso il Papa, benedicendo infine i presenti.

Una sparatoria a Cracovia ha provocato almeno 2 morti e 10 feriti

Roma, 7 nov. (askanews) – È di cinque morti il bilancio delle vittime di una  sparatoria a Cracovia, in Polonia. Lo ha riferito la polizia della città. La polizia aveva comunicato che nel centro di Cracovia alcuni individui non identificati avevano aperto il fuoco da un’auto in movimento. In un primo momento erano stati segnalati due morti e 10 feriti, tra cui due agenti di polizia. “Al momento disponiamo di informazioni su cinque persone decedute nell’incidente a colpi d’arma da fuoco avvenuto a Cracovia”, ha riferito la polizia. Secondo un testimone oculare, le forze dell’ordine sono riuscite a ferire l’aggressore durante l’operazione che ha portato alla sua cattura.

“Durante l’arresto, l’attentatore è rimasto ferito. Mi trovavo nelle vicinanze e ho visto gli agenti medicargli la ferita sul posto. L’agente presente ha confermato che si trattava di una ferita da arma da fuoco e che l’uomo è già stato portato via”, ha raccontato il testimone.

L’interlocutore ha inoltre riferito che l’uomo ha esploso diverse raffiche di colpi. “È successo tutto nei pressi della Piazza del Mercato. In un primo momento ho sentito tre spari, poi, in un altro punto, gli spari sono ricominciati. In entrambi i luoghi ci sono delle vittime”, ha concluso.

Il primo ministro Donald Tusk ha parlato di una “tragica sparatoria”, dichiarando di essere stato informato dell’accaduto dal ministro degli Interni e precisando che sono in corso indagini da parte della polizia.

Secondo una fonte delle forze dell’ordine, il responsabile della sparatoria è stato arrestato.

A Lione la polizia utilizza i lacrimogeni contro i manifestanti

Roma, 7 nov. (askanews) – La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni contro i manifestanti a Lione, scesi in piazza per protestare contro l’aumento dei prezzi. Lo ha riferito l’emittente televisiva Bfmtv.

Le autorità municipali di Lione avevano precedentemente vietato le manifestazioni nel centro della città, citando un “elevato rischio per la sicurezza”.

Le autorità francesi prevedono che oggi fino a 170mila persone prenderanno parte alle proteste contro il caro vita in tutto il Paese, di cui 60mila a Parigi. Le proteste in Francia sono iniziate a metà settembre, quando alcuni studenti delle scuole superiori sono scesi in piazza nei sobborghi di Parigi per chiedere un miglioramento delle condizioni degli istituti scolastici.

Le manifestazioni si sono presto trasformate in proteste di massa in tutto il Paese, molte delle quali caratterizzate da episodi di violenza, spingendo le autorità a rafforzare i controlli delle forze dell’ordine e ad arrestare centinaia di persone.

Calcio, Nazionale arriva Palma, forfait Mancini

Roma, 7 nov. (askanews) – Una novità e un forfait per l’Italia di Roberto Mancini. Dopo il via libera della Fifa per il cambio di nazionalità sportiva di Matteo Palma (nato in Germania e con alcune presenze nelle selezioni giovanili tedesche), il ct azzurro ha deciso di chiamarlo per i match con Francia e Belgio, ultimi due impegni per l’Italia nel girone di Nations League in programma rispettivamente giovedì 12 novembre allo stadio Giuseppe Meazza di Milano e domenica 15 novembre allo stadio Re Baldovino di Bruxelles. Per il difensore classe 2008 dell’Udinese si tratta della prima volta in Nazionale. Non potrà invece rispondere alla convocazione Gianluca Mancini: il difensore della Roma, costretto a dare forfait a causa di un infortunio, resterà presso il club di appartenenza per seguire le terapie del caso.

Gli azzurri si raduneranno domani sera al Centro Tecnico Federale di Coverciano, dove lunedì pomeriggio sosterranno la prima seduta di allenamento. Questo l’elenco dei convocati aggiornato: Portieri: Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Guglielmo Vicario (Juventus), Difensori: Honest Ahanor (Crystal Palace), Alessandro Bastoni (Inter), Riccardo Calafiori (Arsenal), Federico Dimarco (Inter), Daniele Ghilardi (Roma), Michael Kayode (Brentford), Marco Palestra (Chelsea), Matteo Palma (Udinese), Giorgio Scalvini (Atalanta). Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Riccardo Cassano (Como), Issa Doumbia (Sporting CP), Nicolò Fagioli (Fiorentina), Davide Frattesi (Lazio), Simone Lontani (Parma), Niccolò Pisilli (Roma), Samuele Ricci (Como), Alessandro Romano (Cagliari), Sandro Tonali (Tottenham). Attaccanti: Nicolò Cambiaghi (Bologna), Alphadjo Cisse (Milan), Francesco Pio Esposito (Inter), Sebastiano Esposito (Sassuolo), Luca Koleosho (Paris FC), Mattia Liberali (Como), Gianluca Scamacca (Atalanta), Antonio Vergara (Napoli), Nicolò Zaniolo (Udinese).

Exclusive Padel Cup, nel weekend a Bergamo terza tappa circuito Msp

Roma, 7 nov. (askanews) – Cristiano Doni, Massimo Carrera, Cristian Zenoni, Riccardo Maspero, Nicholas Frey. Nel weekend – si legge in una nota – ci sarà una passerella di ex calciatori al 27Padel di Bergamo per la terza tappa della Exclusive Padel Cup, circuito organizzato da Msp Italia, ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, leader in Italia nei tornei di padel amatoriali, e firmato da Exclusive, la carta di credito premium del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Dopo le prime due tappe disputate a Roma e Trani, e in attesa di quella di chiusura al Pro Green Padel di Parma (28-29 novembre), la Exclusive Padel Cup – giunta alla sua sesta edizione – fa tappa nel ‘gioiello’ di Cristiano Doni, che ha deciso di chiamare il club con il suo storico numero di maglia, il 27. Con lui, in campo ci saranno altre due colonne dell’Atalanta tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 come Cristian Zenoni e Massimo Carrera, l’ex Samp, Cremonese e Torino Riccardo Maspero e l’ex Chievo Nicholas Frey. Completano il parterre de roi a Bergamo l’ex tennista (ora apprezzato talent) Claudio Mezzadri, l’ex pallavolista Claudio Galli (un altro dei protagonisti della ‘Generazione di fenomeni’) e l’ex campione di atletica Gennaro Di Napoli.

Iscrizioni da record per la tappa di Bergamo del circuito amatoriale riservato alla categoria ‘non classificati’ o mai classificati oltre la terza, quarta e quinta fascia ed è diviso in tre categorie: maschile, femminile e misto. E per esaltare lo spirito della competizione, nel segno del fair play, le coppie si arbitreranno da sole, con la supervisione dei direttori di gara di Msp. In campo, tra gli altri, anche Martin Materassi e Valentina Silenzi (figlia di Andrea, ex giocatore del Torino), che proseguono il loro ‘giro d’Italia’ seguendo la Exclusive Padel Cup dopo aver già vinto nel misto le tappe di Roma e Trani.

“Dopo Roma e Trani, ecco Bergamo, per un altro weekend di grande padel nella ‘casa’ di un amico e di un grande calciatore come Cristiano Doni – ha sottolineato Claudio Briganti, responsabile nazionale padel di MSP Italia – La Lombardia, e quindi anche Bergamo, è diventata una delle regioni dove il padel è più diffuso e popolare, e siamo felici di ‘debuttare’ in questa città con la Exclusive Padel Cup, diventata ormai un appuntamento fisso e un’eccellenza nel calendario dei tornei amatoriali più apprezzati della stagione, per lo spirito competitivo ma soprattutto per quello aggregativo. Un aspetto, questo, che nella pratica del padel è assolutamente prioritario e che rende questa disciplina sempre più popolare”.

Roma, Gualtieri: avanti per continuare a cambiare la città, con tutti

Roma, 7 nov. (askanews) – “Ho deciso di candidarmi per continuare a cambiare la città” ha detto il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, nel corso del suo intervento a Roma all’Auditorium della Conciliazione, in occasione dell’incontro con elettori e sostenitori della lista “Per Roma con Gualtieri”.

La nostra attenzione “si sposterà sempre di più sulle persone, su tutte e su tutti, su tutte le romane e su tutti i romani, e quando si dice tutte e tutti, bisogna sempre partire da chi è più fragile, da chi è più in difficoltà e di chi ha di meno” ha detto il sindaco.

“Avanti tutti significa però un’altra cosa, una cosa molto importante, perché una trasformazione ambiziosa e profonda come quella che noi abbiamo intrapreso e che dovremo proseguire e rafforzare non potrà mai essere svolta da sola da un sindaco. È necessario che il sindaco ce la metta tutta, io ce la metterò tutta, lavorerò tantissimo, ci metterò tutto il mio impegno, tutta la mia passione come ce l’ho messa in questi cinque anni, ma da soli non si cambia in profondità. E quindi il senso di tutti, di questo ‘Avanti tutti’ significa anche coinvolgere ancora di più la città nel processo di trasformazione, di cambiamento e di miglioramento della qualità della vita della nostra città, promuovere la partecipazione dei cittadini, ascoltare i cittadini, rendere i protagonisti anche della scrittura del programma e poi della realizzazione delle nostre politiche; dovrà essere il nostro assilo, portare la città dentro la campagna elettorale e soprattutto dentro il governo e l’amministrazione di Roma sarà la scelta di fondo che noi abbiamo iniziato a fare e che faremo con ancora più determinazione nella campagna elettorale e nei prossimi cinque anni.

Ex Ilva, Fumarola: no a spezzatino e a lavoratori di serie B

Milano, 7 nov. (askanews) – “No, no, dobbiamo tenere insieme tutte le necessità e tutte le esigenze di impianti che sono ovviamente diversi fra loro, ma guai a immaginare di fare lo spezzatino. Non possiamo permettere di creare lavoratori di serie A e lavoratori di serie B”.

Così la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, a Genova a margine della prima tappa della mobilitazione nazionale “Il Patto che unisce. Lavoro, salari, welfare, pensioni per lo sviluppo”, parlando dell’ex Ilva a proposito dell’ipotesi spezzatino.

“Noi pensiamo che l’acciaio vada difeso, la produzione vada difesa, ma deve essere resa necessariamente ecocompatibile, deve mantenere in equilibrio i diritti costituzionalmente previsti: lavoro, ambiente, salute e sicurezza”, ha rimarcato Fumarola.

Manovra, Fumarola: pensionati non sono bancomat, correggere intervento

Milano, 7 nov. (askanews) – Nella legge di Bilancio 2027 va “corretto l’intervento sulle pensioni. Noi crediamo che i pensionati non debbano assolutamente essere un bancomat, quindi l’indicizzazione va lasciata così com’è, anzi magari migliorata per dare qualcosa in più ai pensionati”. A dirlo la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, a Genova a margine della prima tappa della mobilitazione nazionale “Il Patto che unisce. Lavoro, salari, welfare, pensioni per lo sviluppo”.

Per la segretaria della Cisl, inoltre, “va corretto l’intervento sulla flat tax perché crediamo che la Costituzione abbia inserito tra gli articoli la progressività e quindi non possono pagare sempre pensionati e lavoratori le tasse e magari lavoratori autonomi, che hanno già altri redditi, avere una tassa piatta”.

Altro intervento “importantissimo” va fatto “sulla scuola perché crediamo che oggi più che mai l’emergenza educativa sia uno dei problemi che il nostro Paese deve affrontare e quindi non è possibile tagliare gli organici, tagliare quelle 7.000 persone che invece devono agevolare il percorso di crescita dei ragazzi” ha detto. Infine la Fumarola cita “il tema della sanità che è quel filo rosso che unisce tutto il nostro Paese: apprezziamo l’intervento che è stato fatto aggiungendo delle risorse ma pensiamo che ne vadano aggiunte delle altre e soprattutto pensiamo che bisogna stabilizzare e aumentare gli organici”.

Trieste, Piantedosi: nulla giustifica l’aggressione agli agenti

Roma, 7 nov. (askanews) – “Ho sentito al telefono il dottor Leonardo Boido, vicario della questura di Trieste, ferito ieri sera durante le intemperanze dei soliti teppisti, per esprimere la mia personale solidarietà a lui e agli altri poliziotti coinvolti. Nonostante quanto accaduto, è già pronto a tornare al lavoro: un esempio concreto di professionalità e senso del dovere, propri di chi svolge il suo lavoro”. Così ha detto il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi.

“Nulla può giustificare un’aggressione alle Forze dell’ordine. Su questo non possono esserci ambiguità. Alle donne e agli uomini in divisa va la gratitudine mia e del governo. Rinnovo loro anche l’impegno, mio personale e del governo, a garantire, ogni giorno, sostegno e protezione concreti. Lo faremo a partire dai lavori parlamentari di approvazione della legge di bilancio, disposti a sostenere ogni possibile riconoscimento al loro prezioso contributo alla nostra democrazia”, ha detto ancora il ministro Piantedosi.

Il Papa: siamo tutti chiamati a costruire ponti e legami di amore

Roma, 7 nov. (askanews) – “La vocazione a cui tutti siamo chiamati” è “costruire ponti, rafforzare legami, unire, comunicare, trasmettere la gioia della fede, come ha fatto il beato Jacinto ‘al momento opportuno e non opportuno'”. Così Papa Leone nell’omelia della messa a Paysandú, in Uruguay.

Spiegando che “ci sono tre simboli che caratterizzano questa regione e che possono aiutarci a riflettere sul tesoro della fede che ci è stato dato e sulla missione che oggi ci viene affidata”, ovvero “il ponte, le palme e il mate”, partendo dal ponte Prevost ha ricordato che “in questa città di Paysandú si trova il Ponte internazionale Generale Artigas, che attraversa il fiume Uruguay, unendo due Paesi vicini. Non è difficile immaginare i benefici che genera un ponte: apertura, comunicazione, scambio. Perciò, quanto è importante essere costruttori di ponti!”.

Inoltre, ha proseguito il Papa, “è necessario che il ponte abbia buone fondamenta, affinché non soccomba alle correnti più impetuose. Certamente, così come la casa costruita sulla roccia rimane salda in mezzo alla tempesta e la casa edificata sulla sabbia rischia di crollare, anche un ponte ha bisogno dei supporti adeguati per non crollare sotto la forza del vento e delle acque. Ogni volta che andrete sulla costa e vedrete il ponte, ricordate che questo simbolo ci rappresenta e ci indica l’importanza di una solida formazione cristiana. Dobbiamo essere ben preparati per dare ragioni della nostra fede a chiunque ce lo chieda e non lasciarci trascinare ‘da dottrine varie ed estranee’. Solo così saremo strumenti di unità e legami di carità”, ha concluso.

Calcio, Gattuso: "Non pensiamo al primato, umiltà e rispetto"

Roma, 7 nov. (askanews) – “Non pensiamo al primato, ma a fare le nostre prestazioni. Dobbiamo continuare a pedalare forte, partita dopo partita”. Così l’allenatore della Lazio, Gennaro Gattuso, alla vigilia della sfida contro il Napoli, in programma domani allo stadio Diego Armando Maradona, nell’ultimo turno di campionato prima della sosta per le nazionali.

La formazione biancoceleste si presenta all’appuntamento da capolista, ma il tecnico invita a non lasciarsi condizionare dalla posizione in classifica. “Non abbiamo pressioni, ma siamo consapevoli di giocare contro una squadra forte, che sta attraversando un momento complicato. Ci vuole rispetto e umiltà”, ha spiegato Gattuso in conferenza stampa.

Il tecnico si aspetta una partita difficile, nonostante le difficoltà attraversate dagli azzurri: “Mi aspetto dai miei giocatori spensieratezza, voglia di stare in campo, soffrire e battere colpo su colpo. Non abbiamo nulla da perdere, dobbiamo andare a fare la nostra partita con identità e mentalità”.

Gattuso ha poi ricordato il suo passato sulla panchina del Napoli: “Sono stato benissimo, sono riuscito a vincere un trofeo. Per me è stato un onore e un privilegio allenare quel club”. Sulla sfida con Massimiliano Allegri, suo ex allenatore e capitano, ha aggiunto: “La storia dice che non ho ancora mai vinto contro di lui. È uno che nei momenti di difficoltà trova sempre lucidità. Per questo non mi fido”.

Sul fronte della formazione, resta in dubbio Nuno Tavares, mentre è pesante l’assenza di Mattia Zaccagni, alle prese con un problema al quadricipite. “Speriamo che non siano sei settimane, la prossima settimana faremo una risonanza”, ha precisato Gattuso. Recuperati Rovella e Marusic, che saranno a disposizione per la trasferta. Il tecnico ha inoltre indicato Isaksen come probabile capitano.

“Anche per noi sarà una finale, perché è una partita importante”, ha concluso Gattuso, che invita la Lazio a mantenere concentrazione e umiltà nella sfida contro gli azzurri.

MotoGp, Marco Bezzecchi pole in Qatar

Roma, 7 nov. (askanews) – Marco Bezzecchi conquista la pole position del Gran Premio del Qatar di MotoGP. Il pilota italiano dell’Aprilia ha fatto segnare il miglior tempo nelle qualifiche sul circuito di Lusail in 1’50″028, precedendo di 266 millesimi lo spagnolo Marc Marquez su Ducati. Terzo posto per Fabio Di Giannantonio, staccato di 299 millesimi. Per Bezzecchi si tratta della 14ª pole in carriera, la quarta della stagione. Il romagnolo ha anche migliorato di 471 millesimi il precedente riferimento della pole, stabilito da Marquez lo scorso anno. “E ho anche fatto un errore nell’ultima curva”, ha commentato sorridendo il pilota Aprilia.

Quinto tempo per Francesco Bagnaia, alle spalle di Raul Fernandez, quarto. In seconda fila anche Ai Ogura, sesto. Pedro Acosta scatterà dall’ottava posizione, mentre Enea Bastianini è decimo.

Qualifiche difficili per Jorge Martin, undicesimo a oltre un secondo da Bezzecchi. Lo spagnolo dell’Aprilia è ancora condizionato dalla frattura al radio del braccio destro e dal dolore che si è fatto più intenso nel corso della giornata.

La Sprint Race è in programma alle 17 ora italiana, con Bezzecchi che scatterà dalla prima casella davanti a Marquez e Di Giannantonio.

Rugby, Italia travolta a Torino dal Sudafrica: 66-7

Roma, 7 nov. (askanews) – Pesante ko dell’Italia nel primo dei quattro impegni dell’Italrugby nelle Northern Series del Nations Championship 2026. All’Allianz Stadium di Torino gli azzurri del ct Quesada, sono stati battuti 66-7 dai vicecampioni del mondo del Sudafrica. Il Sudafrica domina il primo tempo e chiude i primi 40 minuti sul 45-0, segnando sette mete con Mngomezulu, Van den Berg, Marx (doppietta), Kolisi e Willemse. Gli Springboks sfruttano soprattutto la superiorità nel gioco alla mano e nelle maul, mentre l’Italia fatica a contenere gli attacchi avversari.

Nella ripresa gli azzurri reagiscono e trovano la meta al 62′ con Ruzza, trasformata da Allan. Il Sudafrica, però, allunga ancora con Louw e De Villiers, prima della marcatura finale di Hooker allo scadere. Il match termina 66-7 per gli Springboks. Ora l’Italia il 14 novembre sfiderà l’Argentina allo Stadio Ferraris di Genova, sempre alle ore 12.40.

Capri, le immagini della doppia tromba d’aria vicino ai Faraglioni

Capri, 7 nov. (askanews) – Le immagini della doppia tromba d’aria che si è formata a Capri vicino ai celebri Faraglioni. Due impressionanti e alte colonne in mare che quasi si chiudono tra loro a formare un arco a pochi metri dalle coste.

La Campania nelle ultime ore, come gran parte del Centro Italia, è stata interessata da una forte ondata di maltempo. Il Centro Funzionale della Protezione Civile della Regione aveva emanato un avviso di allerta gialla in vigore fino alla mattinata di sabato per precipitazioni, anche intense, a scala locale, con conseguente rischio idrogeologico.

A Trieste tre poliziotti feriti e una bomba carta contro il Vicario

Roma, 7 nov. (askanews) – “Ieri sera, a Trieste, nel corso di una manifestazione improvvisata e violenta, si è sfiorata la tragedia e oggi contiamo tre colleghi feriti: uno del Reparto Mobile, uno della Questura e il Vicario. In modo particolare, il dottor Boido è stato raggiunto da una bomba carta che solo per una frazione di secondo non è esplosa a contatto con la sua testa, deflagrando appena toccato il suolo ai suoi piedi: cosa sarebbe potuto accadere se fosse andata diversamente?”. Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp. “Queste manifestazioni violente – prosegue Pianese – rischiano di generare enormi tragedie rispetto alle quali ci auguriamo che il sistema giudiziario riesca a dare le necessarie risposte per far capire che comportamenti di questo tipo non possono più essere tollerati nel nostro Paese. Nel contratto di lavoro di chi indossa una divisa non c’è scritto che si debba fare da bersaglio a bombe carta, mazze, bastoni o sampietrini. I poliziotti devono essere tutelati come ogni altro cittadino, a maggior ragione perché rappresentano lo Stato nelle piazze. Ai colleghi va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Il dottor Boido al momento è ricoverato in ospedale in osservazione, mentre gli altri due colleghi hanno ricevuto per ora cinque giorni di prognosi”, conclude.

“Esprimo totale solidarietà alle forze dell’ordine che ieri nei disordini verificatisi a Trieste nel corso della manifestazione hanno pagato con dei feriti: attaccare i servitori dello Stato è semplicemente inconcepibile e non tollerabile in uno Stato democratico”. Sono parole del
governatore del Friuli-Venezia Gulia, Massimiliano Fedriga.

“Rivolgo nuovamente un appello a tutte le forze politiche e alle realtà associative, esattamente come ho fatto qualche giorno fa, ma purtroppo inascoltato, a fermare continue tensioni che alimentano il fuoco ormai scoppiato”, aggiunge.

Tennis, Errani-Paolini alle Wta Finals: "Felicissime"

Roma, 7 nov. (askanews) – Sara Errani e Jasmine Paolini conquistano per la terza volta un posto alle Wta Finals, in programma dall’8 al 15 novembre a Indian Wells. Le azzurre hanno staccato il pass grazie alla vittoria nella semifinale del torneo Wta di Tokyo, ultimo appuntamento utile per la Race, contro Tereza Mihalikova e Olivia Nicholls, in un vero e proprio spareggio per l’ultimo posto disponibile nella competizione.

“È stato un percorso lungo, siamo riuscite a qualificarci nell’ultimo torneo, nell’ultima partita. Siamo davvero felicissime”, ha dichiarato Sara Errani in un’intervista alla Wta.

” Tante volte abbiamo avuto il dubbio di non farcela”, ha raccontato Jasmine Paolini, alla terza partecipazione consecutiva alle Finals in doppio. “Il torneo di Tokyo è stato complicato, perché anche i primi turni erano importantissimi: se avessimo perso al primo turno, saremmo state fuori. Fin dall’inizio sapevamo che quel torneo avrebbe deciso chi sarebbe venuto qui a Indian Wells. È stata quindi una settimana un po’ stressante”.

“È stato un periodo particolare, ma a un certo punto ci siamo dette: dobbiamo raggiungere la finale. Se arriviamo in finale, siamo sicure di qualificarci alle Wta Finals. Ci siamo riuscite e il giorno dopo è stato divertente, perché eravamo molto più rilassate”, ha concluso Paolini.

Legge antispreco, in 10 anni recuperati beni per 10,3 miliardi

Milano, 7 nov. (askanews) – Oltre 10,3 miliardi di euro di valore economico generato dal recupero e dalla redistribuzione di eccedenze alimentari e farmaceutiche. È questo il bilancio dei primi dieci anni della Legge 166 del 2016, nota come “Legge Gadda”, al centro dell’incontro promosso a Milano da Fondazione Valore e Fondazione Terzjus, in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

In questo sistema si inserisce Fondazione Valore, che favorisce il collegamento tra imprese ed enti del Terzo Settore per facilitare il recupero delle eccedenze.

Il Presidente di Fondazione Valore Gabriele Sepio ci spiega quale sia il ruolo della Fondazione in questo percorso: “Dieci anni di legge antispreco: un modello culturale e una norma che hanno permesso di attivare un dialogo concreto tra il mercato, le imprese e il Terzo settore. È attraverso il dono delle eccedenze che i beni acquistano un nuovo valore. Siamo qui oggi a Milano per fare il punto sui numeri prodotti da questa legge in un decennio e per raccontare l’evoluzione di Fondazione Valore”.

Tra i fondatori di Fondazione Valore c’è anche Intesa Sanpaolo, che collabora alla realizzazione del progetto.

Abbiamo chiesto a Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer Intesa San Paolo, perché la banca abbia scelto di sostenere questo progetto: “La legge Gadda ha rappresentato un passaggio importante nel modo di affrontare il recupero delle eccedenze e dello spreco alimentare e farmaceutico nel nostro Paese. Il valore di questa norma, però, non sta soltanto nell’aver introdotto semplificazioni e strumenti per il recupero e la donazione delle eccedenze, ma soprattutto nell’aver promosso un grande cambiamento culturale”.

Per tracciare un bilancio dei risultati abbiamo sentito l’onorevole Maria Chiara Gadda, Vicepresidente Commissione Agricoltura e prima firmataria della norma: “In dieci anni, grazie alla legge 166, sono state recuperate oltre 3,7 milioni di tonnellate di alimenti e 40 milioni di confezioni di farmaci, per un valore superiore ai 10,3 miliardi di euro. Oggi il paniere dei beni donabili dalle imprese per rispondere ai bisogni sociali crescenti si è ampliato notevolmente: comprende prodotti per l’igiene, articoli di cartoleria e cancelleria, dispositivi elettronici, persino piante, fiori e materiali per l’edilizia”.

Presente anche Stash, cantante dei The Kolors, che ha “donato” la voce per il video istituzionale. L’importanza dell’iniziativa gli è stata subito chiara, come ha spiegato ai nostri microfoni: “Sin da subito ho capito l’importanza della cosa, a partire da quella famosa cena con Gabriele Sepio che conosco già da un po’ di anni. Ho subito colto la possibilità di dare una mano, prestando il fianco anche solo per divulgare un progetto e uno scopo così nobile come quello di Fondazione Valore. Mi sono detto: se io nel mio piccolo posso raggiungere qualcuno e magari tradurre in un linguaggio comprensibile a un pubblico più giovane questo messaggio così importante, alto e nobile, ho detto di sì, mi sento di farlo assolutamente”.

Nel corso dell’evento è stata presentata anche HUB 166, la nuova piattaforma di Fondazione Valore che permette di accreditarsi, consultare i beni disponibili e prenotarli per il ritiro. Uno strumento per rendere le donazioni sempre più semplici e strutturate.

Clemente Rebora, le donne e la ricerca di una verità interiore

La poesia, gli affetti, la fede. Tre dimensioni che si intrecciano nella vicenda umana e intellettuale di Clemente Rebora, tra le voci più originali del Novecento italiano. A esplorare questo intreccio è il VI Annuale Reboriano, in programma oggi pomeriggio, alle 15.30, nella Chiesa del Santissimo Crocifisso di Stresa, dove riposano le spoglie del poeta, morto il 1° novembre 1957.

Promosso dal Centro Internazionale di Studi Rosminiani, l’incontro è dedicato alle amicizie letterarie e femminili di Rebora, con particolare attenzione a tre protagoniste della cultura italiana: Sibilla Aleramo, Ada Negri e Margherita Sarfatti. Relazioni che accompagnarono il poeta nella sua inquieta ricerca di senso, prima e dopo la conversione religiosa.

Non soltanto incontri biografici, dunque, ma legami intellettuali e spirituali capaci di illuminare una stagione decisiva della letteratura italiana. Attraverso carteggi e documenti, anche inediti, il convegno intende restituire il ruolo delle donne nella maturazione umana e poetica di Rebora.

A Ludovico Maria Gadaleta, religioso rosminiano e studioso del poeta, spetta il compito di ricostruire questi rapporti, mostrando come la figura femminile rappresentasse per Rebora un riferimento nel cammino verso la salvezza.

Pietro Sarzana ripercorrerà invece la parabola letteraria di Ada Negri, dal clamoroso successo di Fatalità, pubblicato nel 1892, al successivo declino della sua fortuna critica, condizionato anche da ragioni ideologiche.

Infine Chiara Tavella, dell’Università di Torino, dedicherà il proprio intervento a Sibilla Aleramo, nel centocinquantesimo anniversario della nascita. Ne emergerà il profilo di una scrittrice nella quale letteratura e impegno sociale si alimentano reciprocamente, attraverso l’attenzione alla povertà, all’istruzione e alla dignità degli esclusi.

L’appuntamento di Stresa offre così l’occasione per rileggere Rebora oltre ogni schematismo, riconoscendo nelle sue amicizie femminili una componente essenziale di quella tensione tra poesia e fede che attraversa tutta la sua opera.

Cyber attacco alla società del tunnel del Brennero, indagini in corso

Milano, 7 nov. (askanews) – Cyber attacco alla società incaricata di costruire e gestire il tunnel del Brennero. A confermarlo è stessa azienda, Bbt Se, che in una nota fa sapere di essere stata oggetto di “un attacco informatico mirato, nel corso del quale soggetti non autorizzati hanno avuto accesso a dati accessibili tramite Internet”. La società non ha fornito dettagli su quando si è verificato l’attacco.

Non appena rilevato l’incidente, la società fa sapere di aver attivato “i protocolli di sicurezza informatica, provvedendo all’immediato isolamento dei sistemi interessati e avvalendosi del supporto di specialisti esterni in cybersecurity per lo svolgimento delle necessarie analisi forensi”. Nella nota assicura che “sono stati avviati tutti gli adempimenti previsti e sono state informate le autorità competenti”.

Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, la società ritiene che l’incidente non abbia avuto ripercussioni sulle attività operative. Sono tuttora in corso approfondimenti per accertare i dettagli dell’attacco. Le indagini, conclude la nota, sono in corso.

Meloni: solidarietà a Tajani per minacce hacker e per foto false

Milano, 7 nov. (askanews) – “Esprimo la mia piena solidarietà al Vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, per quanto emerso sull’attività di hacker filorussi e sulla diffusione sul dark web di dati personali che lo riguardano. La messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione”. Lo dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che poi affronta anche la questione della foto pubblicata sui social dal presidente Pd Stefano Bonaccini che ritrae Tajani con il cappellino rosso dei MAGA: “Altrettanto preoccupante – denuncia Meloni – è la circolazione di immagini false, diffuse anche da esponenti dell’opposizione. La libertà di espressione non può mai diventare terreno di disinformazione”.

MercinTreno, l’allarme delle imprese: urgono misure stabili

Roma, 7 nov. (askanews) – Tre anni consecutivi di calo e un ulteriore -8,1% nel primo semestre 2026, con costi in aumento e cantieri che limitano la circolazione. Se il dato sarà confermato a fine anno, il traffico tornerà ai livelli di dieci anni fa: un decennio di cura del ferro bruciato. È il conto presentato dagli operatori del trasporto ferroviario merci al Forum MercinTreno, riunito a Roma, al CNEL. La richiesta alla politica è un sostegno stabile, a partire dalla legge di bilancio, per accompagnare le imprese fino al completamento della nuova rete.

Le parole di Giuseppe Rizzi, Vicepresidente MercinTreno: “Diciottesima edizione nuovamente qui al CNEL, un’occasione annuale che vede un confronto di tutti i principali stakeholder del settore. Quest’oggi si confronteranno oltre 40 speaker di riferimento del settore. Un’occasione utile come ogni anno per trovare una sintesi, per raccogliere proposte utili alla legge di bilancio che quest’anno è già partita nell’attività parlamentare. Oltre a fare il punto della situazione è anche un luogo e un momento di confronto fra tutti i decisori e gli stakeholder”.

Il nodo è tenere insieme i lavori di oggi e il servizio da offrire ogni giorno ai clienti. Gli investimenti del PNRR devono rendere la ferrovia più moderna ed efficiente.

Il commento di Salvatore Deidda, Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera dei Deputati: “Un appuntamento importante che si rinnova. Speriamo di poter dare in questa legge finanziaria che inizia il suo percorso alla Camera dei Deputati la giusta risposta a un settore, a un comparto, che in questi anni ha sofferto perché per i tanti cantieri che hanno privilegiato il traffico passeggeri a discapito di quello merci. Stiamo lavorando col gruppo FS proprio per dare i giusti ristori e anche le giuste risorse a un settore che ha bisogno di essere rilanciato e sostenuto anche per la grande pazienza che ha dimostrato in questi anni”.

RFI indica nel completamento delle opere e nel confronto con le associazioni la strada per tornare a far crescere i traffici, con un obiettivo fissato al 2027. Sul fronte politico, al Forum sono arrivate aperture sulla ricerca di soluzioni in manovra. Le imprese chiedono continuità negli incentivi e la proroga delle misure in scadenza. Ma la partita supera i confini italiani: servono scelte comuni anche in Europa, perché interruzioni e strozzature lungo le rotte internazionali si ripercuotono sull’intera catena logistica.

L’intervista a Vittorio Marzano, Professore Ordinario di Ingegneria dei trasporti presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II: “Il trasporto ferroviario delle merci è una delle componenti essenziali del sistema trasporto e logistica nazionale. Dal punto di vista analitico Mercintreno ha fornito tutta una serie di indicazioni sullo stato attuale del sistema e sulle prospettive. In particolare, è fondamentale intervenire in maniera coordinata su infrastrutture, incentivi, normative e regole per migliorare e rendere il sistema più efficiente e superare la grave crisi che sta attraversando in questo periodo. Ci sono grandi opportunità da cogliere, gli investimenti del PNRR in ferrovia si sono dimostrati assolutamente fondamentali, i meccanismi di incentivazione devono essere stabilizzati e resi il più efficienti e semplici possibili perché hanno dimostrato effetti assolutamente importanti”

La posta in gioco è la capacità della ferrovia di offrire alle imprese un servizio conveniente e puntuale, spostando più merci dalla strada ai binari. Dal Forum arriva una richiesta precisa: dare al settore certezze che durino oltre l’emergenza e oltre il PNRR. Perché la rete potenziata servirà davvero se, quando sarà pronta, ci saranno ancora imprese in grado di usarla e clienti disposti a sceglierla.

Tajani: i miei dati sul dark web, non mi farò intimidire

Roma, 7 nov. (askanews) – “Criminali informatici da giorni hanno diffuso i miei dati personali sul dark web e cercano altre informazioni, di fatto esponendomi a nuove minacce e intimidazioni. Coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari. La mia reazione è molto semplice: non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

“La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino: difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso – ha aggiunto il ministro – si muovono anche in reazione alle attività che da mesi abbiamo messo in piedi per difendere la sicurezza informatica del ministero degli Esteri”. “Alla Farnesina lavoriamo seriamente contro queste minacce – ha rimarcato Tajani – ho creato dal 1° gennaio una ‘direzione cyber’ per proteggerci dalle incursioni informatiche di soggetti spesso collegati in qualche modo a entità statali a noi ostili. Siamo operativi e siamo collegati ai nostri alleati”.

“La nostra scelta, la mia missione sono compiute: noi continueremo a difendere la nostra sicurezza, a difenderci dai criminali informatici. Con la convinzione che questo è il modo giusto per tutelare il popolo italiano e il nostro Paese”, ha concluso il titolare della Farnesina.

Tra Mosca e Roma, le domande della geopolitica russa

La lettera inviata il 5 novembre scorso dalla presidente del Consiglio italiano al presidente del Consiglio europeo, António Costa, nella quale viene denunciata la frammentazione dell’iniziativa diplomatica comunitaria sull’Ucraina, è solo l’ultima dimostrazione del fatto che l’Italia è un partner allineato ma non subalterno sullo scacchiere internazionale.

Una caratteristica che è stata colta durante la conferenza internazionale che l’Istituto d’Europa dell’Accademia Russa delle Scienze (IE RAS), diretto da Alexey Gromyko, ha dedicato alla situazione politica in Italia dal titolo “Quattro anni di governo Meloni: stabilità in un’era di turbolenza?”, svoltasi a Mosca il 22 ottobre scorso, a quattro anni esatti dalla nascita del governo Meloni.

Gromyko: ridefinire canali di dialogo

In apertura della conferenza, a cui sono intervenuti anche alcuni esperti italiani, il direttore del Primo Dipartimento europeo del Ministero degli Esteri russo, Aleksej Studennikov, ha presentato un quadro dettagliato delle attuali relazioni tra Italia e Russia, includendo sia il livello politico-istituzionale sia l’interazione in ambito economico e culturale, sottolineando che, nonostante la quasi totale interruzione dei rapporti a livello interstatale, il dialogo economico e culturale continua a essere sostenuto.

Affermazioni che convergono con la prospettiva indicata da Alexey Gromyko nel suo più recente intervento in Italia, il 17 settembre scorso a Roma, al congresso mondiale sulla Noonomia. In quell’occasione il direttore dell’IE RAS, di fronte a un pubblico di economisti e accademici internazionali, aveva insistito sulla necessità di ridefinire i canali di dialogo scientifico e strategico tra l’Europa e il resto del mondo in un’epoca di profonda riconfigurazione globale. Secondo il politologo russo, l’Europa occidentale non sta affrontando una crisi passeggera, ma una convergenza di nodi strutturali (deindustrializzazione, perdita di competitività nei settori ad alta tecnologia, crisi energetica e dipendenza strategica esterna) che si autoalimentano a vicenda. Le sanzioni economiche e la frammentazione dei mercati hanno finito per danneggiare l’Europa più di quanto abbiano isolato i suoi avversari geopolitici, in un mondo in cui si stanno intensificando le relazioni bilaterali e multilaterali diversificate.

 Italia media potenza e superpotenza culturale

E proprio su quest’ultimo aspetto, il ruolo dell’Italia nel nuovo sistema multilaterale, nella conferenza dell’IE RAS è stato evidenziato il rapporto tra le ambizioni internazionali dell’Italia e i vincoli derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea e alla Nato. È stato osservato come la politica estera italiana debba confrontarsi con la necessità di mantenere relazioni con gli Stati Uniti, partecipare ai processi decisionali europei e tutelare gli interessi nazionali in un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dell’Italia come media potenza europea (percepita nel mondo come superpotenza culturale) e alla sua capacità di influenzare le principali decisioni internazionali.

In relazione alla guerra in Ucraina, è stato affrontato il tema della partecipazione italiana alle iniziative diplomatiche europee e del ruolo svolto dai principali Stati membri dell’Unione.

La “melonizzazione” dell’agenda politica

Circa l’evoluzione del quadro politico italiano, si sono analizzate le sfide per il centrodestra (tenere insieme le diverse sensibilità della coalizione e non concedere spazio al nuovo movimento di destra di Roberto Vannacci) e quelle per il centrosinistra, che sta tentando di unire l’opposizione in vista delle elezioni politiche del 2027. Nel corso del dibattito è stata inoltre esaminata la crescente polarizzazione politica e valutati gli attuali equilibri di fronte alle nuove tensioni sociali.

In questi quattro anni di governo Meloni, ha osservato Elena Alekseenkova, direttrice del Centro di Studi Italiani presso l’IE RAS, la vittoria della coalizione di centrodestra alle elezioni del 2022 non ha comportato una svolta euroscettica e sovranista; al contrario, l’Italia guidata da Giorgia Meloni segue pragmaticamente una linea euro-atlantica in politica estera, sostiene la politica dell’Ue nei confronti dell’Ucraina, sviluppa attivamente il dialogo dell’Ue con i Paesi del Mediterraneo e dell’Africa, e promuove la riforma della politica migratoria dell’Ue.

A proposito di questa trasformazione delle posizioni politiche della Meloni una volta approdata a Palazzo Chigi, durante la conferenza, riferisce la ricercatrice Morena Torri, è stato richiamato il concetto di melonizzazione, utilizzato nel dibattito per descrivere l’evoluzione di una leadership politica di orientamento populista verso forme di maggiore pragmatismo istituzionale. Il tema è stato affrontato soprattutto in relazione alle politiche europee e ai rapporti transatlantici”.

La politica estera in un’epoca di conflitti

La sessione della conferenza dedicata alla posizione dell’Italia nel mondo è stata aperta dalla relazione di Oleg Barabanov, direttore di programma del Club di discussione internazionale “Valdai” e vicedirettore dell’Istituto di formazione euroasiatica del MGIMO (il prestigioso Istituto statale di Mosca per le relazioni internazionali), incentrata sulla politica estera del governo Meloni in un’epoca di conflitti. L’esperto ha messo in correlazione, in particolare, i forti conflitti internazionali con la crescente tensione socio-economica all’interno dell’Europa e dell’Italia.

Gli atti di questa conferenza sulla politica interna ed estera del nostro Paese costituiscono un interessante contributo al dibattito nella direzione di un dialogo culturale e scientifico, e di un reciproco interesse fra Italia e Russia, che nonostante tutto continua, in attesa di tempi migliori che entrambe le parti sentono l’urgenza di impegnarsi a costruire.

Il partito della Cgil

Lo abbiamo sempre saputo e quindi non è una grande novità. Ma fa comunque una certa impressione assistere alla stesura del programma di una coalizione politica, e cioè l’alleanza di sinistra e progressista, sotto l’egida di un sindacato.

Si tratta della Cgil, lo storico sindacato rosso che da “cinghia di trasmissione” con il vecchio e glorioso Pci è passato ad essere il custode dell’ortodossia politica, culturale, ideologica e programmatica di uno schieramento politico.

Lo potremmo definire, senza tema di essere smentiti, non un partito tra partiti ma il super partito che sovrintende agli altri partiti.

 

Il tramonto dell’autonomia sindacale

È di tutta evidenza che ci troviamo di fronte ad una trasformazione radicale dello stesso sindacato.

Altroché la rivendicazione, legittima e giustificatissima, “dell’autonomia” dei corpi sociali da sempre rivendicata dalla Cisl rispetto alla politica.

Altroché la difesa degli interessi dei lavoratori e dei ceti popolari che prescindono dagli interessi politici e dei partiti, come giustamente sostiene la Uil.

Altroché la ricerca della concertazione sul merito delle questioni e non sulle pregiudiziali ideologiche e politiche come, altrettanto giustamente, sostengono da sempre la Cisl e la Uil.

Altroché la tenace e coerente costruzione di posizioni il più possibile unitarie con le parti sociali e con le istituzioni, come sostiene la migliore cultura sindacale e democratica.

E, infine, altroché concepire lo sciopero come arma finale a difesa dei lavoratori e dei ceti popolari e non come un banale e quasi quotidiano strumento di lotta politica contro il nemico politico giurato. E quindi da distruggere in tutti i modi e con tutti i mezzi a disposizione.

 

Da Lama e Trentin alla gestione Landini

Ora, e senza continuare con un elenco che sarebbe persino sterminato, c’è una sola considerazione di fondo da fare, peraltro decisiva, quando si parla della Cgil – dell’attuale Cgil a guida Landini – anche rispetto alle stagioni che hanno visto guidare questa storica organizzazione sindacale da altri grandi leader comunisti o ex comunisti: da Lama a Trentin, da Epifani a Cofferati.

E cioè, con la gestione Landini è tramontata, speriamo non definitivamente, la concezione di un sindacato autonomo dalla politica, dai partiti e, soprattutto, da uno schieramento politico.

Sino a poco tempo fa scrivevamo che non era chiaro se era la Cgil a dettare l’agenda politica al “campo largo” o se era il “campo largo” a dettarla al tradizionale sindacato rosso.

Da oggi, invece, abbiamo la granitica e matematica certezza che è la Cgil a sovraordinare e a disciplinare il traffico politico nella coalizione di sinistra e progressista.

Detto questo, d’ora in poi non ci resta che sperare che la Cisl, e anche la Uil seppur in misura minore, continuino a conservare e a valorizzare quella storica “autonomia” che ha caratterizzato la migliore stagione del sindacalismo democratico e partecipativo del nostro Paese.

 

Lo sciopero generale preventivo

Perché un sindacato che è ormai a tutti gli effetti un soggetto politico che ha, addirittura, il compito di costruire il programma di una coalizione, appartiene di fatto ad un’altra categoria.

Un sindacato, per fare un solo esempio tra i mille che potremmo citare – e ci risparmiamo, per carità di patria, quella “rivolta sociale” lanciata e teorizzata da Landini che sta producendo nelle piazze quegli effetti che sono drammaticamente sotto gli occhi di tutti – che è anche riuscito ad introdurre nel sistema politico e sociale del nostro Paese il cosiddetto “sciopero generale preventivo”.

Cioè indire e promuovere uno sciopero generale contro la manovra finanziaria di un Governo quando quella manovra non è ancora stata né varata né pubblicata.

Ma per un sindacato che ormai è un partito e il coordinatore di uno schieramento politico, lo “sciopero generale preventivo” non è una anomalia ma invece, e al contrario, un atto di coerenza politica e di rettitudine morale.

Enrico Medi, la scienza al servizio dell’uomo

Un umanesimo tra scienza e fede

Ritengo che Enrico Medi (Porto Recanati 1911-Roma 1974) sia figura che merita d’essere ricordata proprio oggi nell’attuale temperie culturale. Docente di Fisica sperimentale all’Università di Palermo, deputato democratico cristiano nell’Assemblea Costituente (1946-1948) e della Repubblica Italiana (1948-1953 e 1972-1974), direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e vicepresidente dell’Euratom, Medi ha incentrato la sua vita e la sua opera sull’idea di umanesimo, che egli non ha elaborato dal punto di vista dottrinale, ma ha testimoniato in prima persona, animandolo con l’esercizio della sua umanità e con il suo impegno di umanizzazione.

L’umanesimo di Medi mira a un ideale di sapere unitario che si articola in quattro forme: scienza, sapienza, saggezza e salvezza. In questo contesto, il ruolo attribuito da Medi alla scienza è quello di ricerca che coniuga insieme rigore epistemologico e responsabilità etica, e l’uno e l’altro sono, a ben vedere, espressioni del rispetto da esercitare nei confronti del mondo e dell’uomo.

Una tale configurazione della scienza è posta in collegamento con la sapienza filosofica e teologica, con la saggezza morale e politica e con la salvezza escatologica. Dall’armonia di questi quattro approcci alla verità scaturisce la sua capacità di meravigliarsi di fronte al mondo e all’uomo, di stupirsi quasi fanciullescamente, di avere atteggiamenti di gioiosa ingenuità.

Dunque, uomo del rispetto, dell’armonia e dello stupore è stato Medi, e questa connotazione va tenuta presente quando si prende in considerazione la sua opera nei singoli aspetti, perché l’unità della persona nella diversità dei compiti è stata da Medi vissuta in modo tanto concreto quanto coerente; il che oggi appare particolarmente significativo.

Si tratta di una impostazione (occorre aggiungere) che si nutre dell’amore evangelico, inteso come l’espressione più alta della persona: è questo amore che deve impregnare ogni modo di essere, di agire e di fare: tutti ambiti che hanno la loro specificità, ma che dall’amore possono trarre un “valore aggiunto”, perché questo amore, che è l’amore cristiano, ha un triplice movimento: “discensivo”: da Dio all’uomo; “orizzontale”: dall’uomo all’uomo, e “ascensivo”: dall’uomo a Dio.

Si tratta di una circolarità che rende il credente festoso, fedele e fiducioso, come appunto era Enrico Medi.

 

La scienza è uno strumento per l’uomo

Egli incarnava in sé quello che additava come compito nei confronti delle nuove generazioni, per cui (come ebbe a dire in una intervista televisiva degli anni Sessanta) suggeriva di «preparare uomini nel campo scientifico, ma prima di tutto formateli come uomini! In tutta l’ampiezza del loro sentire. Noi, i responsabili, abbiamo bisogno (precisava) non solo di sensibilità scientifica, ma di quella politica, economica, civile, sociale […] dell’uomo e della società nel suo insieme. Perché (ecco il punto su cui ritengo che soprattutto oggi bisogna insistere) la scienza è uno strumento per l’uomo, e non l’uomo uno strumento della scienza».

Il che, detto da uno scienziato, suona particolarmente significativo, e da tenere presente specialmente quando nei confronti della scienza si rischia un atteggiamento che l’assolutizza ovvero la demonizza; occorre invece che la scienza abbia come fine l’uomo e non ne determini la fine ovvero che la scienza serva l’uomo e non si serva dell’uomo.

La sua umanità e la sua religiosità lo portavano ad affermare il valore della persona umana e la necessità di educarla a valori assoluti: la ricerca della verità, in questo senso, rappresentava un imperativo fondamentale per la crescita dell’uomo, e aiutare tale ricerca era per lui, come per ogni vero maestro, un dovere cui chi poteva non doveva sottrarsi.

C’è in proposito un’affermazione di Medi che sintetizza bene questo suo convincimento e comportamento: «se gioia è intendere, gioia più grande è far intendere. Gli uomini di scienza hanno il dovere di spezzare questo pane ai loro fratelli con chiarezza, semplicità e verità».

Ebbene, Medi ha saputo incarnare nel suo molteplice impegno – scientifico e culturale, politico e accademico, sociale e religioso – questa esigenza, e lo ha fatto in modo unitario e armonico.

 

Famiglia e scuola, educare alla libertà

Qui mi piace ricordare tre suoi interventi. In una conferenza tenuta nella Pontificia Università “San Tommaso” di Roma per un corso dello Studium Christi, Medi parlò della psicologia della famiglia, insistendo anzitutto sul concetto dell’autonomia e specificità dei figli: «genitori, ricordiamo: questo bimbo non è fatto per noi. Siamo noi fatti per lui. Ed è questo l’unico modo per far sì che lui sia fatto anche per noi».

Ecco, allora, il grande compito dell’educazione: «offrirgli la possibilità d’essere autonomo dentro di sé, nello spirito, nelle forze tutte del suo essere: un dominatore di sé», perché i figli li abbiamo messi al mondo «non per essere prigionieri; ma per essere liberi nella santità della vita».

Insieme con la famiglia, l’altro grande pilastro dell’educazione giovanile è la scuola, della quale Medi si occupò in un discorso su La scuola e la vita tenuto alla Camera dei Deputati nella seduta dell’11 ottobre 1949.

Alla scuola (diceva) compete il compito di «ripresa del contatto dello spirito dell’uomo con le sorgenti vere della vita; è attraverso la ricomposizione della razionalità, della eticità, della sensibilità dell’uomo, che noi possiamo rieducare il genere umano».

Diversamente, aggiungeva Medi, «siamo dei professori che non riescono ad educare la gioventù, ma solo a giudicarla e condannarla, perché non possiamo educarla» (la sottolineatura è mia, e tiene conto di recenti accadimenti legati alla protesta studentesca).

Se invece si vuol giungere a questo traguardo – affermò Medi in una lezione tenuta a un gruppo di studenti nel 1969 – «la scuola deve insegnare come si impara; deve cioè mettere nella testa del giovane la tecnica del ragionare» e, insieme, il “senso della verità” intesa non solo come scienza ma anche come sapienza: a questa condizione, la scuola potrà effettivamente essere «scuola formante, scuola rieducante», che favorisce in ogni giovane lo sviluppo integrale della sua personalità per una società più umana.

Il lavoro non è soltanto stipendio e benefit

Il benessere delle persone nei luoghi di lavoro viene spesso associato al welfare aziendale e all’offerta di buoni, rimborsi, polizze, convenzioni e a tutti questi strumenti, comunque preziosi, che rispondono a bisogni concreti dei lavoratori e che vanno incoraggiati, soprattutto in questo momento storico, nel quale il costo della vita è sempre più difficile da sostenere.

Proprio perché al centro di questi interventi vi è la persona, la responsabilità dell’impresa non può però esaurirsi nelle prestazioni erogate, ma riguarda anche il modo in cui viene organizzata l’attività quotidiana e la possibilità, per ciascuno, di sentirsi rispettato, esprimere le proprie capacità e costruire il proprio futuro.

Occuparsi di benessere significa dunque interrogarsi sulle condizioni che rendono il lavoro un’occasione di realizzazione personale e consentono a chi lo svolge di contribuire a quel «progresso materiale o spirituale della società» richiamato dall’articolo 4 della Costituzione.

 

Il benessere oltre le prestazioni aziendali

Secondo il IX Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, il 51,1% dei dipendenti preferirebbe un’azienda di cui condivide i valori a uno stipendio più alto, mentre il 44,7% degli occupati considera il proprio lavoro un obbligo più che una vocazione. Nell’VIII Rapporto, l’83,4% dei dipendenti ritiene che l’attività lavorativa debba contribuire a un benessere insieme psicologico, mentale, fisico e relazionale, e il 63,5% pensa che l’impresa possa concorrervi. Queste valutazioni interessano chiunque abbia la responsabilità di organizzare il lavoro altrui, perché riguardano le aspettative con cui le persone partecipano alla vita aziendale.

Alle attese si accompagnano esperienze di disagio, tanto che una delle rilevazioni più recenti del Rapporto sopra menzionato indica che il 68,3% degli occupati avverte una stanchezza insieme psichica, fisica ed emotiva. In ambito internazionale, il Global Work Wellbeing Report 2024 di Indeed rileva che il 78% dei lavoratori intervistati in diversi Paesi non raggiunge una condizione di pieno benessere, valutata attraverso felicità, soddisfazione, senso di scopo e bassi livelli di stress. Pur riferendosi a contesti e aspetti differenti, questi dati aiutano a comprendere quanto sia necessario considerare l’esperienza lavorativa al di là delle prestazioni di welfare.

Chi lavora porta con sé responsabilità familiari, preoccupazioni, emozioni e aspirazioni che non si interrompono all’ingresso in azienda, perché un problema di salute, un genitore anziano da assistere o la nascita di un figlio incidono sulla quotidianità anche quando non diventano oggetto di una richiesta esplicita.

Riconoscere queste esigenze significa considerare la persona nella sua interezza, senza ridurla alla funzione che svolge, ed è questa la prospettiva adottata dal nostro Centro Studi e Ricerche della CONAPI Nazionale, costituito nel 2024. Parliamo di benessere integrale per considerare insieme la serenità psicofisica, la crescita economica e professionale e la qualità delle relazioni, nella convinzione che siano aspetti della medesima esperienza umana e non ambiti indipendenti.

 

Le piccole imprese alla prova del benessere integrale

Da tale impostazione nasce la prima edizione del Rapporto sul Benessere integrale dei lavoratori nelle micro e piccole imprese, presentato lo scorso 22 ottobre a Milano, al Wellbeing Happiness Forum. Il suo contributo consiste nell’approfondire la sensibilità e le pratiche delle realtà di minori dimensioni, spesso meno considerate nel dibattito sul benessere aziendale, attraverso le valutazioni di chi le guida e partecipa alle decisioni organizzative. L’attenzione riguarda anche la condizione dell’imprenditore, che assume responsabilità verso gli altri e vive a sua volta esigenze personali e difficoltà.

La ricerca ha registrato l’apertura e l’avvio della compilazione da parte di 1.443 imprese, raccogliendo 283 risposte valide, pari al 19,6%, fornite prevalentemente da titolari e imprenditori. Pur senza rappresentare statisticamente l’intero sistema produttivo italiano, le loro valutazioni descrivono un’attenzione alla persona che non sempre trova continuità nelle scelte organizzative, dal momento che il 32,4% riferisce pratiche informali prive di una visione strutturata e il 29,7% non ha ancora sviluppato un approccio specifico.

Come Centro Studi di un’organizzazione datoriale siamo chiamati a riflettere anche sul contenuto del nostro confronto con le imprese, nel quale si discute spesso di welfare, sanità integrativa e premialità. Quale spazio riserviamo, invece, all’empatia, alle emozioni, alla felicità e alle virtù, a cominciare proprio dai luoghi di lavoro? Sono aspetti che riguardano il modo di esercitare le responsabilità, di ascoltare le difficoltà altrui e di prendere decisioni rispettose della dignità di ciascuno.

Per approfondire questa concezione del rapporto di lavoro abbiamo chiesto quale valore venga riconosciuto al lavoratore. Il 31,7% dei rispondenti lo considera una persona che porta valore e merita rispetto, il 24,5% un collaboratore da motivare e trattenere, il 20,1% una persona portatrice di dignità, diritti e progetto di vita e il 15,8% parte integrante di una comunità. Sono concezioni dichiarate, che consentono di conoscere gli aspetti ai quali i partecipanti attribuiscono maggiore rilievo, senza dimostrare come trovino attuazione o siano vissuti dai dipendenti.

 

La dignità della persona al centro dell’impresa

I benefit trovano dunque il proprio significato entro una responsabilità più ampia, perché ascoltare le esigenze delle persone aiuta a individuare servizi appropriati, ma richiede anche disponibilità a rivedere tempi, carichi e modalità di partecipazione. Un’impresa che si riconosce come comunità può dare concretezza a questa attenzione, senza presumere che la vicinanza quotidiana (comune soprattutto nelle micro realtà o in quelle a gestione familiare) sia di per sé sufficiente a garantire buone condizioni di benessere integrale.

La produttività può trarre vantaggio da un ambiente nel quale ciascuno si sente considerato, ma non dovrebbe diventare la ragione esclusiva per prendersene cura. Il richiamo di Giorgio La Pira alla capacità della persona di elevarsi e perfezionarsi per mezzo del lavoro restituisce il senso di questo impegno, perché anche dalle scelte di un’organizzazione dipende la possibilità di favorire, oppure ostacolare, la crescita umana di chi ne fa parte. È in questa responsabilità che il welfare può contribuire al benessere integrale, senza esaurirlo.

Antonio Zizza, Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche CONAPI Nazionale e Curatore del Rapporto sul benessere integrale nelle micro e piccole imprese.

 

Il Rapporto è disponibile gratuitamente per la lettura e il download:

https://benesserelavoratori.conapinazionale.it/rapporto

Calcio italiano, futuro cercasi disperatamente

Come volevasi dimostrare, la corsa alla presidenza della FIGC si arricchisce ogni giorno, per non dire ogni ora, di novità che assomigliano più al gossip di un tabloid inglese che al confronto sul futuro del calcio italiano. Dichiarazioni, ripensamenti, sostegni concessi e poi ritirati: un guazzabuglio che alimenta malumori e restituisce l’immagine di una classe dirigente incapace di fare chiarezza persino sulle proprie scelte.

 

Il caso Genoa e la conta degli appoggi

L’ultimo episodio è il caso Genoa. Prima il sostegno a Galliani attraverso l’amministratore delegato, poi quello a Malagò attraverso il presidente, con la revoca della precedente adesione. Una vicenda sulla quale dovrà pronunciarsi la commissione competente. Nel frattempo, resta una scena quasi surreale: un club, due indicazioni contrapposte e un’altra controversia a occupare lo spazio che dovrebbe appartenere alle riforme.

È questo il punto politico della partita. Il calcio italiano avrebbe bisogno di discutere di giovani, impianti, sostenibilità e qualità dei campionati. E invece il dibattito pubblico continua a ruotare attorno a chi sostiene chi, a quale componente cambia posizione, a quale firma possa spostare gli equilibri. Persino le regole della candidatura diventano protagoniste più delle ragioni per candidarsi.

La maggioranza che aveva portato Malagò alla vittoria di giugno appare oggi incrinata. Il sostegno della Serie A, allora pressoché unanime, si è diviso: una frattura che rende la competizione aperta e il futuro federale incerto. Serie B, Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti rappresentano complessivamente il 52% del peso elettorale. E i dilettanti guidati da Giancarlo Abete, con il loro 34%, hanno un ruolo potenzialmente decisivo. Numeri che spiegano perché ogni interlocuzione pesi e ogni promessa trovi un pubblico attento.

 

Malagò e Galliani, due programmi alla prova

I programmi, intanto, ci sono. Malagò rivendica la continuità con il percorso avviato: organizzazione delle Nazionali, valorizzazione dei vivai, accompagnamento dei giovani verso il calcio adulto, sostenibilità economica e ammodernamento degli impianti. Galliani propone uno “sprint di due anni”, con seconde squadre Under 23, incentivi alla formazione, rafforzamento della Riforma Zola, nuovi ricavi e interventi sulla fiscalità.

Liquidare tutto come il nulla sarebbe troppo facile. Il problema è capire quali priorità distinguano davvero i candidati, quali interessi siano disposti a mettere in discussione e quali decisioni intendano assumere anche a costo di perdere qualche consenso. Giovani, stadi e sostenibilità sono obiettivi sui quali raccogliere applausi è semplice. Più difficile è spiegare chi dovrà cambiare abitudini, chi sosterrà i costi e come si misureranno i risultati.

 

Il rischio di una vittoria che impedisce di cambiare

Finché queste risposte resteranno in secondo piano rispetto alla conta degli appoggi, il sospetto sarà inevitabile: che si stia cercando soprattutto il punto di equilibrio tra le componenti, lasciando ancora una volta le trasformazioni necessarie in fondo all’agenda.

Il rischio è vincere le elezioni riuscendo ad accontentare abbastanza interlocutori e scoprire, il giorno dopo, che proprio quegli accordi impediscono di cambiare.

La corsa alla presidenza procede. Il calcio italiano aspetta ancora di sapere verso dove.

Papa: IA non metta in pericolo lavoro e suo valore sociale

Città del Vaticano, 6 nov. (askanews) – Se il lavoro è “uno dei canali che consentono a ogni persona di sviluppare le proprie capacità e di contribuire al bene degli altri”, è “opportuno ricordare che il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro”. Così Papa Leone XIV in un passaggio del suo primo discorso in Uruguay, prima tappa del suo nuovo viaggio apostolico in America Latina.

Un criterio questo, ha aggiunto il pontefice nel suo discorso alle autorità e ai rappresentanti della società civile uruguaiana, che “conserva tutta la sua attualità di fronte ai rapidi cambiamenti della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Lo sviluppo di queste tecnologie deve ampliare le capacità umane, facilitare i compiti e creare nuove possibilità, facendo in modo che la persona che lavora non venga ridotta a un semplice pezzo sostituibile all’interno del processo produttivo”, ha quindi concluso.

Salvini: “Commissariamento Lega Lombarda non è all’ordine del giorno”

Milano, 6 nov. (askanews) – Il commissariamento della segreteria lombarda della Lega “non è, per quello che mi riguarda, all’ordine del giorno”. Matteo Salvini risponde così ai giornalisti dopo il consiglio federale del partito, in via Bellerio a Milano. “Non abbiamo parlato assolutamente di questo. L’ho letto sui giornali, con anche un toto commissari”, afferma il segretario. “Ho letto sui giornali, peraltro, che ho anche fatto le liste, ho anche già deciso chi verrà eletto e chi non verrà eletto. Non ho minimamente pensato a nulla di quello di cui sto leggendo e non ne abbiamo parlato in consiglio federale”.

La riunione, riferisce Salvini, si è svolta in “sostanziale sintonia, zero polemiche: c’erano 32 presenti e dei 32 presenti nessuno ha fatto polemica”. Le assenze non avevano un significato politico: “Giorgetti è a casa perché è stato operato, Zaia aveva impegni istituzionali con ospiti stranieri e Patriciello era in Molise. Non c’erano assenze tra virgolette polemiche o studiate”.

Insomma, “oggi doveva esserci la strage degli innocenti. Non è successo nulla. Abbiamo deciso come lavorare per vincere le elezioni”.

Manovra, Salvini: rapporti con Giorgetti ottimi, troveremo soluzioni

Milano, 6 nov. (askanews) – “I rapporti con Giorgetti sono ottimi, l’ho sentito stamattina in convalescenza. Abbiamo parlato di diversi argomenti e sono sicuro che troveremo le migliori soluzioni. Anche sul fronte scuola, per intenderci, perché è vero che c’è un calo degli studenti, però, se su tanto si può provare a risparmiare non sul fronte scuola, per quello che mi riguarda. Sono sicuro che il Parlamento porrà rimedio. Abbiamo poi parlato anche dello scenario internazionale, perché sui conflitti in corso e sulla fine dei conflitti la pensiamo alla stessa maniera”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, in conferenza stampa a Milano.

Papa: fiero di essere americano e di esercitare diritto di voto

Città del Vaticano, 6 nov. (askanews) – “Sono fiero di essere americano e di esercitare il diritto di voto”. Così Papa Leone XIV rispondendo ai giornalisti a bordo dell’aereo che da Roma lo ha portato a Montevideo, prima tappa del suo viaggio in America Latina.

Secondo quanto riportato da Vatican news, il pontefice ha anche spiegato di non aver votato per il Perù – del quale è pure cittadino – non essendoci la “possibilità” tecnica per votare a distanza. Se avesse potuto, però, lo avrebbe fatto: “È una cosa buona”, ha infatti affermato.

Carlo Verdone inaugura da Lecce la festa per 80 anni Nastri d’Argento

Roma, 6 nov. (askanews) – Carlo Verdone protagonista a Lecce del primo appuntamento che inaugura al Festival del Cinema Europeo di Lecce un evento speciale dei Giornalisti Cinematografici Italiani in occasione dell’80esimo anniversario dei Nastri d’Argento. Si tratta di un’iniziativa che toccherà nei prossimi mesi altri sette festival e famose sale del cinema.

“Una simbolica maratona in otto città italiane con altrettanti titoli particolarmente amati anche dal pubblico premiati dal Sindacato nel corso della sua storia”, spiega a nome del Direttivo Nazionale la Presidente Laura Delli Colli ringraziando il Festival e il suo Direttore Alberto La Monica, “per aver accolto con entusiasmo in questa edizione il primo appuntamento con la proiezione di ‘Posti in piedi in Paradiso’ di Carlo Verdone. È il film Nastro d’Argento 2012 per la commedia e al cinema più amato dal pubblico il SNGCI dedica da tempo una speciale categoria fra i Nastri per il miglior film. “Un inizio che conferma la nostra sintonia con il Festival di Lecce – sottolinea Delli Colli – un luogo speciale per il cinema di qualità dove da 17 anni il Festival, insieme al SNGCI e alla famiglia Verdone, promuove con successo anche il Premio Mario Verdone”.

Ventitreesimo film della prolifica carriera di Carlo Verdone, “Posti in piedi in Paradiso” rappresenta una delle prove più mature e agrodolci del melanComico della commedia italiana, capace di fotografare con grande lucidità e tenera ironia, le fragilità dell’uomo contemporaneo attraverso le vicende di tre padri separati – interpretati dallo stesso Verdone, Pierfrancesco Favino e Marco Giallini – costretti a fare i conti con la crisi economica e affettiva. Un film premiato dai Giornalisti Cinematografici, che già nel 2009 avevano inaugurato una categoria a parte proprio per la commedia, con un Nastro d’Argento che ha sottolineato il valore autoriale dell’opera di un artista iconico e amatissimo che da oltre quarant’anni riesce a raccontare il paese e a sorprendere il pubblico con il suo sguardo acuto e un’implacabile, malinconica leggerezza. Per il film avevano vinto il Nastro d’Argento anche Micaela Ramazzotti come Miglior attrice protagonista e Marco Giallini come Miglior attore non protagonista.

Inaugurando questa iniziativa, Carlo Verdone affida al suo ricordo – insieme a una riflessione sui Nastri d’Argento – il senso di questo anniversario e il legame con il cinema italiano, oltre che con il film scelto per l’omaggio in programma a Lecce il 13 novembre.

“I Nastri d’Argento raggiungono gli ottant’anni di età – dichiara Verdone – ed è un traguardo che comprende sicuramente gran parte del Cinema italiano. Un Cinema che racconta la storia del nostro paese, dalle rovine alla sua rinascita. Dal boom economico alla grande commedia, dal Cinema d’autore alle tensioni sociali. Da un ricambio generazionale di registi, sceneggiatori e attori, ad un incessante mutamento linguistico in una società in cui i giovani portano un nuovo sguardo su una società inquieta, multiculturale, fragile ma anche forte e creativa. In ottant’anni c’è tanto della nostra storia documentata per immagini. E i Nastri sono sempre attenti nel rilevare talenti, sorprese, debutti o conferme che meritavano una lode. Per questa celebrazione degli otto decenni dei Nastri verranno proiettati otto film in otto Festival di Cinema. E mi riempie di gioia aprire questa celebrazione per primo grazie al Festival del Cinema Europeo di Lecce con una pellicola corale a me molto cara: Posti in Piedi in Paradiso del 2012. Una commedia che affronta il tema attuale dei padri separati in difficoltà economiche. Diretto da me e interpretato insieme a Pierfrancesco Favino, Marco Giallini e Micaela Ramazzotti, unisce il divertimento alla solitudine dei nostri personaggi. Un film ancora molto attuale che sarà sempre nei miei più bei ricordi di set. Ringrazio i Nastri per aver scelto questa mia pellicola e auguro al Nastro d’Argento di accompagnare la nostra cinematografia per tanti altri decenni. Abbiamo bisogno di voi”.

Il Direttivo Nazionale eletto nell’anno dell’80esimo anniversario, presieduto da Laura Delli Colli, è composto da Paolo Sommaruga (Vicepresidente), Fulvia Caprara, Nicole Bianchi e Damiano Panattoni con Maurizio di Rienzo e Fabio Falzone in Consiglio Nazionale con Stefania Ulivi. Coordinamento organizzativo di Susanna Rotunno, Franco Mariotti Sindaco Unico. A Romano Milani la Presidenza onoraria dell’Archivio Storico. Rappresentante designata dalla FNSI Luana Pioppi.

La ricerca come mezzo per un impatto positivo sulla comunità

Roma, 6 nov. (askanews) – Roche Italia presenta la seconda edizione dello Studio Impatto

realizzato con il supporto di PwC Italia. Come storicamente noto, l’azienda farmaceutica

conferma il proprio impegno verticale, che parte dalla ricerca ma interessa i settori

economici, sociali e occupazionali.

Le parole di Andrea Fortuna, Partner di PwC Italia e Healthcare, Pharmaceuticals & Life

Sciences Leader: “Lo studio analizza diverse dimensioni. In primis, l’impatto economico.

Cioè quanto il valore aggiunto generato da Roche in Italia ha come effetto moltiplicatore su

tutta la filiera economica. La risposta è particolarmente sorprendente: ogni euro generato

direttamente da Roche genera a livello complessivo 2,8 euro di ricchezza”.

Sara Giustani, People & Culture Pharma Head, Roche Italia, commenta così i risultati dello

Studio: “I dati occupazionali sono una fotografia reale dell’impatto di un fenomeno sulla

società. Essi raccontano i volti e le persone di un’organizzazione. In Roche abbiamo

quattro generazioni a confronto ogni giorno con una popolazione altamente qualificata: il

78% è laureato in più di 15 diverse discipline di laurea, il 54% della nostra forza lavoro

sono donne che occupano tutti i ruoli, inclusi i ruoli di leadership. Ma ci sono due dati,

forse ancora più rappresentativi: investiamo 60.000 ore in formazione ogni anno per le

nostre persone e quest’anno abbiamo investito più del 10% di queste ore in

apprendimento su strumenti di intelligenza artificiale”.

Non solo risultati economici. L’impegno concreto di Roche Italia si riflette anche nelle

persone, valore aggiunto essenziale per un’azienda che guarda al futuro. A conferma di

quanto detto, l’assegnazione del bollino CNEL, che riconosce le compagini più virtuose

per ciò che concerne le tematiche sociali.

Emmanuele Massaglia, Consigliere Esperto del CNEL e Presidente della Commissione

nazionale permanente per la partecipazione dei lavoratori: “Il bollino sulla partecipazione

del CNEL è una forma di riconoscimento della sostenibilità sociale dell’impresa. Noi non

guardiamo i conti economici, non guardiamo la dimensione ambientale bensì guardiamo

alla capacità di coinvolgere i lavoratori nelle decisioni, nel capitale e negli andamenti

dell’azienda. Questo d’altra parte è quello che dice la legge 76 del 2025. Analizzando le

pratiche di Roche, andando a leggere i contratti integrativi, abbiamo riconosciuto

all’azienda buone pratiche nelle forme di partecipazione economico-finanziaria, ma anche

nel piano azionario, organizzativo, nelle commissioni paritetiche. Il riconoscimento

sottolinea, inoltre, una buona pratica di natura consultiva grazie al confronto costante con i

sindacati”.

La sfida, adesso, è trasformare questo potenziale in un vantaggio strutturale per l’Italia,

attraverso regole più certe, investimenti e una governance capace di valorizzare ricerca e

innovazione. L’obiettivo è rafforzare la competitività del settore biotech e, allo stesso

tempo, garantire al Servizio sanitario nazionale e ai cittadini i benefici del progresso

scientifico.

Diagnostica e IA: le innovazioni per il futuro della radiologia

Milano, 6 nov. (askanews) – Nell’ambito del 52° Congresso Nazionale della Società

Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM), Philips presenta all’Allianz MiCo tre nuovi

macchinari con l’obiettivo di compiere un passo importante verso il futuro, per quanto riguarda gli

esami diagnostici in campo radiologico.

In apertura, Alessandro Leo, Business Leader Imaging di Philips Italia, Israele e Grecia:

“All’edizione 2026 del Congresso SIRM qui a Milano, Philips presenta tre importanti innovazioni

tecnologiche, tre prodotti che sicuramente stanno cambiando un po’ il modo di approcciare la

diagnostica, la radiologia in senso generale.

In risonanza magnetica un problema importantissimo al giorno d’oggi è la necessità tecnologica di

avere un raffreddamento ad elio. Solitamente i sistemi tradizionali richiedono fino a 1500 litri. Oggi

Philips qui al SIRM presenta un’apparecchiatura a 3 Tesla con soli 7 litri d’elio completamente

sigillata, che non dovrà mai avere bisogno di nessun refilling dell’elio: Blue Seal Horizon 3.0T per

la risonanza magnetica”.

BlueSeal Horizon 3.0T per la risonanza magnetica, Alturion per l’ecografia e Spectral CT Verida

per la tomografia computerizzata hanno tutti lo stesso punto di forza in comune: l’integrazione

dell’intelligenza artificiale a supporto dell’attività clinica e diagnostica.

“Abbiamo un’intelligenza artificiale nascosta, che non si vede, e che è integrata all’interno delle

apparecchiature, che consente in ambito di risonanza magnetica di ridurre i tempi di acquisizione

degli esami e di migliorare la qualità delle immagini. Mentre in tomografia computerizzata si riduce

drasticamente la dose di radiazioni erogate al paziente” sostiene Andrea Laghi, Professore ordinario

di Radiologia e Direttore del Dipartimento di Diagnostica per immagini del Gruppo Humanitas.

In un Paese come l’Italia, in cui si sostengono oltre 70 milioni di esami radiologici ogni anno (come

riportano gli ultimi dati del SIRM), i nuovi macchinari devono far coesistere velocità ed efficienza.

“La nuova Spectra CT Verita grazie a un dato spettrale permette da subito una diagnosi più

accurata, più veloce e riduce il percorso di diagnosi del paziente”, ha detto Alessandro Leo,

Business Leader Imaging di Philips Italia, Israele e Grecia

Qualità diagnostica, efficienza e sostenibilità: queste le parole d’ordine del convegno SIRM, per

rendere l’assistenza sanitaria accessibile al maggior numero di persone possibile.

Fondazione Delphos a EUREKA: I cicli della domanda culturale

Pordenone, 5 novembre 2026 – In occasione della giornata di apertura di EUREKA, la Fiera delle Imprese Culturali e Creative italiane promossa dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia insieme a Pordenone Fiere, la Fondazione Delphos ha presentato il nuovo studio intitolato “Il calendario della cultura. Stagionalità e cicli della domanda culturale”. L’analisi, condotta su un campione di 25,6 milioni di ingressi registrati nel 2025 da MidaTicket presso 226 luoghi d’arte pubblici e privati, scatta una fotografia dettagliata dei ritmi di fruizione del patrimonio nazionale, mettendo in luce dinamiche inattese e proponendo soluzioni gestionali strategiche per l’intero comparto.

A delineare l’impegno scientifico dell’ente di ricerca è Sergio Bellini, Presidente della Fondazione Delphos: “Il lavoro della nostra Fondazione prosegue a pieno ritmo con la presentazione di questa seconda ricerca monografica. L’attività di studio si sviluppa attraverso analisi annuali e report semestrali focalizzati sul settore. Lo studio presentato oggi porta in evidenza numerose informazioni preziose per i gestori, che consentiranno di gestire al meglio l’accoglienza dei visitatori e garantire una maggiore efficienza a tutto l’ecosistema museale”.

Dall’osservatorio di una grande istituzione d’arte moderna e contemporanea, Tiziana Rubin, Head of Visitor Experience and Retail della Peggy Guggenheim Collection, mette l’accento sull’importanza del confronto condiviso: “Essere qui oggi è fondamentale per un’istituzione culturale, perché ci permette di analizzare i dati non come singola realtà, ma all’interno di una visione corale. Questo ci aiuta a comprendere e prevedere l’evoluzione dei visitatori e il futuro stesso dei musei. L’obiettivo è individuare le migliori strategie per rafforzare sia la nostra vocazione educativa sia le attività di promozione, tenendo conto della stagionalità e delle specifiche caratteristiche di ogni sede museale”.

Dallo studio emerge con chiarezza il cosiddetto “paradosso di agosto”: mentre il turismo generale italiano tocca in estate il suo vertice annuale sfiorando il 14% degli arrivi complessivi, la domanda nei luoghi della cultura subisce in questo periodo una drastica contrazione, scendendo al 7,7% a causa della netta preferenza dei visitatori per il mare e le attività all’aperto.

Infine, sull’importanza del progetto di ricerca e sull’analisi dei dati analitici è intervenuta Flaminia Iacobucci, Head of Digital Transformation & Innovation Management di formules, che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Come evidenze principali mi verrebbe da citare tre fatti importanti riguardante l’annuale della culturale in Italia, che ha anche due scopi principali. Le primavere culturali potremmo chiamarle una nel periodo più classico, tra aprile e maggio, e una dopo l’estate, che rappresenta anche una finestra importante della cultura, infatti parte importante del rapporto è che le scolaresche rappresentano il pubblico più stagionale di tutti, nonostante sia un pubblico molto attivo che frequenta anche la cultura”.

L’incontro inaugurale ha confermato come la collaborazione tra analisi dei dati e programmazione strategica rappresenti la nuova rotta per il settore. La sfida per i prossimi anni sarà ora quella di guidare i luoghi della cultura verso una gestione consapevole dei flussi, capace di valorizzare anche i piccoli centri e distribuire l’impatto del turismo culturale lungo tutti i dodici mesi.

Passaporto digitale: la filiera del riuso diventa tracciabile

Rimini, 6 nov. (askanews) – Non basta più dichiarare che un prodotto è stato recuperato o inserito in un processo di riuso. La nuova frontiera dell’economia circolare è poterlo dimostrare, trasformando la sostenibilità da semplice impegno a certezza basata su dati tracciabili e verificabili. È la riflessione al centro dell’incontro promosso da Omnisyst con il supporto di Assoambiente a Ecomondo, focalizzato sull’evoluzione dei modelli di tracciabilità della filiera.

“Dimostrare la circolarità è una questione anche di aumentare la fiducia verso questo settore. Parliamo comunque del settore della gestione dei rifiuti, e quando si parla di rifiuti c’è sempre un preconcetto, sia a livello di cittadini che di istituzioni. Rendere trasparente e chiaro tutto il percorso che si fa, dal rifiuto in ingresso fino alla produzione di un nuovo materiale, è assolutamente importante: non solo per dare credibilità a questo tipo di attività di trattamento, ma anche per dare valore a quello che viene riportato sul mercato” ha dichiarato Elisabetta Perrotta, Direttore Assoambiente.

A portare un esempio concreto sul campo è Second Life, azienda campana che ha già rimesso sul mercato oltre 7,5 milioni di prodotti e che ha scelto di adottare un passaporto digitale.

“Il passaporto digitale, per un’azienda etica come la nostra, era indispensabile: era la parte mancante. Abbiamo deciso di collaborare con Omnisist per inserire questo tassello che ci permetterà, almeno nel nostro settore, di cancellare la zona grigia. Diamo così al consumatore la risposta per un acquisto davvero consapevole, mostrando tutto il percorso del prodotto da quando entra a quando esce, con tutte le fasi di lavorazione che ci sono all’interno” ha aggiunto Antonio Di Nuzzo, CEO Second Life.

Il sistema converte l’intero percorso operativo di selezione e rigenerazione dei capi in una catena di informazioni digitale.

“Per fare un passaporto che funzioni veramente bisogna prima partire dai processi reali. Siamo andati in capannone, abbiamo visto quali erano i processi di ritiro, di selezione, di lavorazione e di spedizione, e da lì abbiamo ricostruito, unito i punti e trasferito queste informazioni sul passaporto digitale, registrandole su QR code e su blockchain, rendendo così i dati immutabili. Abbiamo creato un sistema funzionale che rispondesse esattamente alle azioni reali che avvenivano sul campo” ha proseguito Pamela Dormienti, Sustainability Manager Omnisyst.

A garantire la massima trasparenza interviene la tecnologia sviluppata da The Nest Company, che rende i dati inalterabili nel tempo grazie alla notarizzazione su blockchain.

“La blockchain viene utilizzata per la certezza del dato, per rendere un dato digitale un dato certo, proprio come un notaio digitale. Abbiamo conosciuto la blockchain per le criptovalute, ma in questo caso non vengono usate criptovalute: grazie a questa tecnologia vengono trascritte tutte le informazioni dei materiali nei loro diversi passaggi. Si gestisce così la catena di custodia, cioè tutti i passaggi del materiale, per poter dimostrare effettivamente dove va a finire quel prodotto e quali sono i suoi effettivi utilizzi” ha concluso Riccardo Parrini, CEO The Nest Company.

Un confronto che dimostra come la digitalizzazione stia trasformando la sostenibilità da semplice principio a strumento operativo, tracciando una nuova rotta per la trasparenza e la competitività dell’intera filiera del recupero.

Bce, lunedì Eurogruppo sulla presidenza, gara a due De Cos-Knot

Roma, 6 nov. (askanews) – Si va subito in finale nella corsa per la successione a Christine Lagarde alla presidenza della Banca centrale europea. Allo scadere del termine fissato per oggi, solo i due candidati che erano stati già manifestati risultano in campo: lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos, già governatore della Banca di Spagna e attuale direttore della Banca dei regolamenti internazionali, e l’olandese Klaas Knot, a sua volta ex governatore della banca centrale del Paese e ex presidente del Financial Stability Board.

Lo ha comunicato il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, precisando con un comunicato che il tema della scelta della nuova guida della Bce sarà all’ordine del giorno della riunione dei ministri delle Finanze di lunedì prossimo.

A questo punto, la partita potrebbe definirsi di fatto già in quella occasione. La procedura di nomina di presidente, vicepresidente e degli altri quattro componenti del Comitato esecutivo della Bce prevede infatti che le candidature vengano formalizzate dai Paesi che adottano l’euro, dato che i componenti di questo direttorio possono provenire unicamente da Stati Ue dell’area valutaria.

L’eurogruppo dei ministri delle Finanze si riunisce successivamente per concordare un candidato, che a livello di Ecofin viene poi trasmesso sotto forma di raccomandazione al Consiglio dei capi di Stato e di governo, per procedere alla nomina.

Preventivamente lo stesso Consiglio Ue deve consultare il Parlamento europeo e il Consiglio direttivo della Bce, dove siedono tutti i governatori di banche centrali nazionali dell’area euro, che formulano i loro pareri. A quel punto il Consiglio europeo può deliberare la nomina con una maggioranza qualificata e rafforzata, che in questo caso essendo i Paesi che adottano l’euro 21 prevede almeno 16 Stati favorevoli che rappresentino il 65% della popolazione totale dell’area. La procedura è regolata dall’articolo 283 del Trattato di funzionamento dell’Unione europea.

Il tema della successione alla presidenza della Bce ha subito una accelerazione a seguito delle dimissioni annunciate da Lagarde il mese scorso. Ha detto di volersi defilare per potersi esprimere “liberamente” nel quadro attuale, senza il vincolo di neutralità cui è tenuto un banchiere centrale.

Una mossa con cui ha smentito il suo precedente impegno a non farsi da parte mentre il quadro restava problematico: Lagarde aveva ripetutamente affermato che “un capitano non abbandona la nave nella tempesta”. L’area euro si trova in una fase di rinnovata alta inflazione, tutt’altro che superata, a ottobre la crescita dei prezzi ha segnato una nuova accelerazione al 4%, esattamente il doppio del valore obiettivo della stessa Bce.

Le contestuali pressioni sui tassi dei titoli di Stato hanno sollevato ulteriori questioni su possibili reazioni della banca centrale.

La decisione di Lagarde potrebbe essere legata a considerazioni di natura politica. Da un lato fare in modo che sia l’attuale inquilino dell’Eliseo, Emmanuel Macron, ad avere voce in capitolo sulla nuova presidenza, piuttosto che un successore che potrebbe essere espressione del Front National. Aspetti mai confermati dalla stessa presidente uscente, che comunque risulterebbero attrito con i principi di indipendenza e autonomia dalla politica dell’istituzione.

Pneumatici fuori uso, a Ecomondo la gomma riciclata torna cruda

Rimini, 6 nov. (askanews) – Ogni anno in Italia si recuperano 420mila tonnellate di pneumatici fuori uso, circa 40 milioni di gomme. Finora la strada finiva nei campi da calcio, nelle pavimentazioni o nei forni come combustibile. La sfida, ora, è farle tornare gomma.

“Qui abbiamo investito con dei partner – spiega il presidente di EcoTyre, Enrico Ambrogio – e siamo arrivati a questa fase che illustriamo qui a Ecomondo di produzione dell’ecogranulo, che è un granulo in gomma che può essere devulcanizzato, cioè tornare crudo. Questo è il materiale che si chiama devulprene. Da qui è possibile fare una mescola, cioè un impasto di gomma dal quale produrrai qualche altro manufatto in gomma e quindi si apre uno scenario di piena circolarità”.

Una ricerca partita nel 2016 con il progetto ‘Da gomma a gomma’: oggi i camion del consorzio viaggiano con battistrada che contengono fino al 30 per cento di gomma riciclata, dopo un milione e mezzo di chilometri di test. E nel 2025 la raccolta ha toccato il record di 53 milioni di chili. Ora la partita si gioca sul mercato.

“È una materia prima che abbiamo qui, quindi bisogna incentivare l’utilizzo – continua Ambrogio -. Ci sono tantissime forme di agevolazione, dall’Iva a vari incentivi o anche solo alla divulgazione, perché questo materiale non costa più del fossile vergine e non è soggetto alle fluttuazioni geopolitiche. E’ una materia prima disponibile in Italia che non ha senso non utilizzare. Se ci fosse più consapevolezza da parte dei cittadini e dei consumatori sarebbe sicuramente una spinta, perché per qualsiasi chilo di materiale recuperato dal pneumatico a fine vita evitiamo di importare materie prime fossili e consumarle. Poi in Italia, non avendole, le paghiamo anche di più”.

Ecopneus a Ecomondo: dai PFU una risorsa per i territori

Rimini, 6 nov. (askanews) – Rinnovare la gestione degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) in una nuova opportunità di sviluppo e sostenibilità per i territori. È il messaggio lanciato a Ecomondo da Ecopneus, una tra le società consortili senza scopo di lucro, che si occupa del recupero e del riciclo dei PFU in Italia, presente alla manifestazione per fare il punto sulla filiera e presentare “TRACCE. Un diario di viaggio tra luoghi e storie di rinascita”, il nuovo volume firmato da Roberto Giovannini, disponibile anche in versione Freebook. Un viaggio nell’Italia che si rigenera attraverso le buone pratiche dell’economia circolare, raccontando così l’impatto concreto della sostenibilità.

“Con questo libro abbiamo voluto raccontare l’economia circolare non attraverso numeri, risultati o processi industriali, ma attraverso storie, esperienze e luoghi. Volevamo mostrare dove prende vita l’economia circolare, chi la realizza e con quali percorsi. Proprio per rendere chiaro che, dietro ogni risultato e ogni dato, ci sono competenze, responsabilità, conoscenze e ci sono le persone” ha dichiarato Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale di Ecopneus.

Spazio poi al confronto con le istituzioni per fare il punto sulle criticità che rallentano il mercato del riciclo dei PFU e sulle soluzioni necessarie per il settore.

“Ciò che frena lo sviluppo e le potenzialità del recupero dei materiali da pneumatici fuori uso è la percezione, ancora diffusa, che i prodotti riciclati siano di “serie B” o di qualità inferiore. C’è una diffidenza di fondo che non ne riconosce il reale valore. Bisogna superare l’idea che il riciclato offra prestazioni ridotte: è fondamentale valorizzare la qualità di questi materiali, puntando non solo sui benefici ambientali, ma sulle loro reali garanzie in termini di funzionalità, sicurezza e prestazioni” ha aggiunto Carnimeo.

Nel corso dell’incontro si è fatto anche il punto sul bilancio 2025 e sull’andamento della gestione nel 2026.

“Il 2025 ha portato ottimi risultati: abbiamo raggiunto e persino superato del 24% il nostro target di legge. Abbiamo raccolto circa 200 mila tonnellate di PFU, evadendo 52 mila richieste di ritiro presso oltre 20 mila punti di generazione, tra officine e gommisti. In linea con questo trend, nel 2026 ci attestiamo quasi sulle stesse cifre e ci apprestiamo, anche quest’anno, a superare il nostro obiettivo di raccolta” ha concluso Carnimeo.

L’impegno resta quindi quello di promuovere una gestione sempre più virtuosa dei PFU, confermando il contributo concreto dell’economia circolare alla costruzione di un futuro sostenibile.

Zurlo: “A Urania Forum confronto tra oltre 100 imprese e istituzioni”

Roma, 6 nov. (askanews) – “Seconda edizione del Policy & Business Forum da Villa Wolkonsky, la residenza dell’ambasciatore britannico in Italia. Per 12 ore di diretta televisiva, oltre 100 rappresentanti istituzionali e delle imprese e 4 ministri si sono alternati sul palco. Il confronto fra imprese e istituzioni è il nostro principio guida, la formula è tanto semplice quanto impattante ed efficace. Dal dialogo fra imprese e istituzioni nasce la fiducia fra i due soggetti che guidano il Paese, la fiducia determina maggiori investimenti, gli investimenti creano lavoro, occupazione e ulteriore fiducia nel futuro”: lo ha affermato Giampiero Zurlo, presidente di Urania Media, al termine della seconda edizione dell’Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

“È per questo che è importante che questi due mondi parlino. Urania News attraverso i suoi talk, i suoi prodotti editoriali prova a farlo quotidianamente, oggi è il nostro giorno apicale nel dialogo fra istituzioni e imprese”, ha sottolineato.

Difesa, Benigni (ELT Group): il dominio navale è nel nostro DNA

Roma, 6 nov. (askanews) – “Euronaval si conferma anche quest’anno un salone di grande importanza per ELT Group, che proprio nel dominio navale ha uno dei cataloghi di prodotti più interessanti e in continua evoluzione. Tra le ultime novità, oltre alle suite di autoprotezione, c’è il sistema antidrone navale, già integrato in un primo contratto sulle fregate FREMM EVO”.

Lo ha dichiarato Domitilla Benigni, CEO e COO di ELT Group, intervenuta al Media Space AIAD “en directe!” a Euronaval, il salone internazionale della difesa navale in corso a Parigi.

“Quest’anno, proprio per seguire il nostro DNA, fatto di elettronica e grandi collaborazioni industriali, abbiamo firmato una joint venture con Thales, nostro partner, per una società paritetica italiana dedicata al mercato export. Si tratta di un’unione dei cataloghi di prodotto delle due società”, ha concluso Benigni.

Tabacco, due aumenti nel 2027: BAT chiede stabilità al fisco

Roma, 6 nov. (askanews) Due aumenti fiscali sul tabacco nello stesso anno: a gennaio e a luglio 2027. Questo è lo scenario previsto dalla di legge di Bilancio, che anticipa una parte degli incrementi programmati per il 2028. Secondo la relazione tecnica sono previste maggiori entrate per circa 112 milioni di euro. Il gruppo si dice pronto a contribuire, ma avverte: il rincaro potrebbe frenare il mercato e mettere a rischio proprio l’incasso atteso

L’intervista a Andrea Di Paolo, vicepresidente BAT Italia: “Chiediamo al Governo un impegno nel migliorare l’attuale framework normativo per le nuove categorie. Oggi in finanziario dell’articolo 34 c’è un grande passo in avanti per tutelare sia le entrate dello Stato, ma anche per garantire agli operatori virtuosi di operare in un mercato con regole certe e trasparenti”.

Il precedente richiamato dall’azienda è il 2013: secondo BAT, il doppio aumento di allora, legato anche al rialzo dell’IVA, accompagnò una contrazione del mercato del sette per cento. Un riferimento che il gruppo porta per spiegare la propria posizione. Il rischio, sostiene, è che una flessione delle vendite legali non corrisponda a una diminuzione dei fumatori, ma a uno spostamento verso i canali illegali. Con un danno anche per le casse dello Stato.

L’altra richiesta riguarda le nuove categorie di prodotti con nicotina. BAT chiede di completare il sistema di tariffazione anche per i sacchetti di nicotina e i prodotti da inalazione senza tabacco, rimasti esclusi, secondo quanto illustrato in conferenza stampa. L’obiettivo dichiarato è avere regole omogenee sui prezzi e sulla distribuzione, rendere il mercato più controllabile e rafforzare le verifiche sul divieto di vendita ai minori.

Gli investimenti, assicura BAT, restano confermati: fino a 500 milioni per il polo di Trieste e acquisti fino a 15mila tonnellate di tabacco italiano in tre anni. Il messaggio al governo è netto: il gruppo accetta di contribuire di più, ma chiede stabilità fiscale e regole comuni. Perché, avverte, aumentare le imposte non basta a garantire maggiori entrate, se nel frattempo si indebolisce il mercato legale.

Possesso di materiale pedopornografico, arrestato il padre di Meghan Markle

Roma, 6 nov. (askanews) – Thomas Markle – padre di Meghan Markle, moglie del principe Harry – è stato arrestato in relazione a un’indagine riguardante il presunto possesso di materiale pedopornografico. Lo ha reso noto la Procura degli Stati Uniti per il Distretto centrale della California.

“Un uomo della Florida è stato arrestato oggi sulla base di una denuncia penale federale che lo accusa di aver conservato materiale pedopornografico (Csam), comprese fotografie sessualmente esplicite che lo ritraggono insieme a bambine in età prepuberale, all’interno di due depositi situati nell’area di Los Angeles, presi in affitto per quasi vent’anni. Si tratta di Thomas Wayne Markle, 82 anni, residente a Lakeland, in Florida”, si legge in una nota della procura.

Markle è accusato di un solo capo d’imputazione per possesso di materiale pedopornografico, ha aggiunto la nota. In caso di condanna, rischia una pena massima di 20 anni di carcere federale.

A fine ottobre, il quotidiano The Sun aveva riferito che il padre di Meghan era sotto indagine per il presunto possesso di materiale pedopornografico nella propria abitazione nelle Filippine. Secondo quanto riportato dal tabloid, suo figlio aveva contattato le autorità statunitensi, che stavano già preparando l’avvio di un’indagine autonoma.

Dopo aver appreso la notizia, Meghan Markle ha dichiarato di essere profondamente sconvolta. Ha inoltre aggiunto di aver ricevuto informazioni sui presunti crimini del padre già nel 2018, circostanza che l’aveva spinta a interrompere ogni rapporto con lui.

(foto screenshot prima pagina The Sun)

Ecomondo 2026 chiude, Ermeti: anni difficili ma la strada è segnata

Rimini, 6 nov. (askanews) – Quattro giorni, 30 padiglioni, oltre 1.800 brand. Ecomondo chiude la ventinovesima edizione rafforzando la sua vocazione internazionale, con gli espositori esteri in crescita di quasi il 20 per cento e il Messico primo Paese ospite. Ma il momento non è dei più facili, come ammette il presidente di Italian Exhibition Group, Maurizio Ermeti. “Sono anni difficili per l’economia circolare – spiega – e per la sostenibilità, perché dopo tanti anni di sostegno e di slancio da parte dell’Europa ci sono momenti difficili in cui tutto costa di più per lavorare e produrre, e viviamo anche una forte competizione a livello globale. Quindi ci dobbiamo preparare per la prossima edizione con prodotti e con sistemi che riescano veramente ad essere efficaci, efficienti e utili alle aziende e poi evidentemente anche alle persone. La sostenibilità deve essere qualcosa che si misura anche con la capacità di essere utile e profittevole”.

Dagli Stati generali della green economy, in apertura di fiera, è arrivata una fotografia con più ombre che luci: emissioni di nuovo in crescita, rinnovabili lontane dagli obiettivi 2030, ma un primato europeo nell’economia circolare. Una contraddizione che il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, legge così: “Lo scorso anno nel mondo il 90% degli investimenti sugli impianti di produzione di energia elettrica è andato sulle rinnovabili e sugli accumuli – ricorda -, e solo il restante 10% sulle fonti fossili e sul nucleare. In questo Paese, invece, stiamo ancora raccontando di come trovare nuove risorse energetiche nel sottosuolo o di riaprire la stagione del nucleare. Credo che ci sia una distonia evidente tra dove si sono già posizionate le imprese e dove il Paese vuole andare secondo le disposizioni del governo, e credo che questa distonia debba essere assolutamente risolta riposizionando il Paese su quello che emerge da questo luogo straordinario, che racconta come l’economia verde continui a marciare nonostante il Paese”.

Carta e cartone, con il Pnrr già operativi 24 impianti su 33

Rimini, 6 nov. (askanews) – Trentatré progetti, 212 milioni di investimenti, in parte arrivati dal Pnrr. Per la filiera del riciclo di carta e cartone il traguardo è vicino: 24 impianti sono già in funzione, gli altri lo saranno a inizio 2027.

“Comieco ha accompagnato questo percorso anche attraverso uno studio che, passo passo, ha testimoniato l’influenza e l’importanza del Pnrr e dell’attuazione di questi progetti sul Pil nazionale – ha spiegato il direttore generale dell’Ispra, Fabrizio Penna, in occasione di un convegno a Ecomondo -. Oggi che il Pnrr si è avviato sostanzialmente alla conclusione, si avvia invece l’inizio dell’attività di tutti quegli impianti che sono stati finanziati, e il rapporto di Comieco continuerà ad accompagnare questa eccellenza italiana”.

La nuova capacità guarda soprattutto al Sud: 16 dei 24 nuovi impianti di trattamento dei rifiuti sono nel Mezzogiorno, dalla Sicilia alla Campania. Ma gli impianti vanno alimentati.

“Questa nuova capacità produttiva – ha ricordato il direttore generale di Comieco, Roberto Di Molfetta – ha bisogno di più raccolta differenziata, sia in termini quantitativi, stimiamo che questi nuovi impianti generino 300.000 tonnellate di capacità aggiuntiva di trattamento, sia di migliore qualità. Gli impianti sono molto avanzati e c’è molta tecnologia, ma se la raccolta differenziata arriva meno sporca, questo agevola il processo e permette un miglior tasso di riciclo al di là di quello della raccolta differenziata che è già abbastanza elevato in tutto il Paese”.

Merci su rotaia, l’allarme delle imprese: servono misure stabili

Roma, 6 nov. (askanews) – Circa quattrocento milioni di euro di fatturato persi in tre anni. È il conto presentato dagli operatori del trasporto ferroviario merci al Forum MercinTreno, riunito a Roma, al CNEL. Volumi in calo, costi in aumento e cantieri che limitano la circolazione. La richiesta alla politica è un sostegno stabile, a partire dalla legge di bilancio, per accompagnare le imprese fino al completamento della nuova rete.

Le parole di Giuseppe Rizzi, Direttore Generale di Fermerci: “Diciottesima edizione nuovamente qui al CNEL, un’occasione annuale che vede un confronto di tutti i principali stakeholder del settore. Quest’oggi si confronteranno oltre 40 speaker di riferimento del settore. Un occasione utile come ogni anno per trovare una sintesi, per raccogliere proposte utili alla legge di bilancio che quest’anno è già partita nell’attività parlamentare. Oltre a fare il punto della situazione è anche un luogo e un momento di confronto fra tutti i decisori e gli stakeholder”.

Il nodo è tenere insieme i lavori di oggi e il servizio da offrire ogni giorno ai clienti. Gli investimenti del PNRR devono rendere la ferrovia più moderna ed efficiente.

Il commento di Salvatore Deidda, Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera dei Deputati: “Un appuntamento importante che si rinnova. Speriamo di poter dare in questa legge finanziaria che inizia il suo percorso alla Camera dei Deputati la giusta risposta a un settore, a un comparto, che in questi anni ha sofferto perché per i tanti cantieri che hanno privilegiato il traffico passeggeri a discapito di quello merci. Stiamo lavorando col gruppo FS proprio per dare i giusti ristori e anche le giuste risorse a un settore che ha bisogno di essere rilanciato e sostenuto anche per la grande pazienza che ha dimostrato in questi anni”.

RFI indica nel completamento delle opere e nel confronto con le associazioni la strada per tornare a far crescere i traffici, con un obiettivo fissato al 2027. Sul fronte politico, al Forum sono arrivate aperture sulla ricerca di soluzioni in manovra. Le imprese chiedono continuità negli incentivi e la proroga delle misure in scadenza. Ma la partita supera i confini italiani: servono scelte comuni anche in Europa, perché interruzioni e strozzature lungo le rotte internazionali si ripercuotono sull’intera catena logistica.

L’intervista a Vittorio Marzano, Professore Ordinario di Ingegneria dei trasporti presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II: “Il trasporto ferroviario delle merci è una delle componenti essenziali del sistema trasporto e logistica nazionale. Dal punto di vista analitico Mercintreno ha fornito tutta una serie di indicazioni sullo stato attuale del sistema e sulle prospettive. In particolare è fondamentale intervenire in maniera coordinata su infrastrutture, incentivi, normative e regole per migliorare e rendere il sistema più efficiente e superare la grave crisi che sta attraversando in questo periodo. Ci sono grandi opportunità da cogliere, gli investimenti del PNRR in ferrovia si sono dimostrati assolutamente fondamentali, i meccanismi di incentivazione devono essere stabilizzati e resi il più efficienti e semplici possibili perché hanno dimostrato effetti assolutamente importanti”

La posta in gioco è la capacità della ferrovia di offrire alle imprese un servizio conveniente e puntuale, spostando più merci dalla strada ai binari. Dal Forum arriva una richiesta precisa: dare al settore certezze che durino oltre l’emergenza e oltre il PNRR. Perché la rete potenziata servirà davvero se, quando sarà pronta, ci saranno ancora imprese in grado di usarla e clienti disposti a sceglierla.

Comunità forestali: 5 eccellenze premiate a Rimini

Rimini, 6 nov. (askanews) – Dalle foreste alpine fino a Milano, la gestione sostenibile dei boschi si conferma una leva fondamentale per la tutela dell’ambiente e lo sviluppo dell’economia locale. Ad Ecomondo 2026 sono stati consegnati i cinque premi dell’iniziativa “Comunità Forestali Sostenibili”, promossa da PEFC Italia, Legambiente e UNCEM. I riconoscimenti hanno valorizzato le eccellenze del settore (dall’aggregazione dei boschi privati in Friuli all’edilizia a filiera corta nello Stelvio, dalla tutela dei servizi ecosistemici a Castelporziano fino all’uso di carta certificata nell’editoria), tra cui spicca l’innovativo progetto di Conlegno “Le Radici del Gioco”, che intreccia foreste, design, sport e valore sociale.

“Questa ottava edizione del premio “Comunità Forestali Sostenibili” di PEFC e Legambiente ha mostrato, in modo concreto, cosa significhi fare sostenibilità e come si gestisca davvero il territorio, partendo dalla cura delle foreste fino ai prodotti delle filiere. Quando parliamo di valorizzazione, infatti, non ci riferiamo solo al legno raccolto nei boschi che diventa case, carta o oggetti, ma anche all’assorbimento dell’anidride carbonica, alla tutela della biodiversità e alla prevenzione degli incendi” ha dichiarato Antonio Brunori, Segretario Generale PEFC Italia.

Una pianificazione rigorosa che diventa anche uno strumento per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare i territori.

“Le foreste rappresentano una componente strategica per lo sviluppo del nostro Paese. Innanzitutto, offrono una risposta concreta alla crisi climatica, agendo contemporaneamente sul fronte dell’adattamento e della mitigazione grazie all’assorbimento di CO e gas climalteranti. In secondo luogo, permettono di creare economia anche nei territori più isolati, lontani dalle grandi infrastrutture e dai tradizionali distretti industriali. Infine, consentono di riqualificare molte aree urbane oggi fortemente colpite dagli impatti del cambiamento climatico” ha aggiunto Giorgio Zampetti, Direttore Generale Legambiente.

I progetti premiati a Rimini dimostrano come la sostenibilità forestale non sia soltanto una tutela ambientale, ma una concreta leva di sviluppo economico e di valore identitario per l’intero Paese.