Roma, 15 apr. (askanews) – A Villa Almone, residenza dell’Ambasciatore della Repubblica federale di Germania Thomas Bagger – nell’ambito delle celebrazioni dei 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche Italia-Germania – è stata presentata la 41esima edizione del Romaeuropa Festival, in programma a Roma dall’8 settembre al 15 novembre 2026.
Sono intervenuti l’Ambasciatore tedesco Bagger, il presidente di Fondazione Romaeuropa Guido Fabiani, il direttore generale e artistico di Fondazione Romaeuropa Fabrizio Grifasi, il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri e l’assessora alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche Giovanili della Famiglia, Servizio Civile della Regione Lazio, Simona Renata Baldassarre.
“Il 2026 per noi tedeschi e italiani è un anno molto speciale. Celebriamo insieme i 75 anni dalla ripresa delle nostre relazioni diplomatiche – ha dichiarato nel suo saluto iniziale l’Ambasciatore Bagger – Dalla fine della Seconda guerra mondiale i nostri due Paesi hanno compiuto insieme un cammino lungo e proficuo – un ‘percorso straordinario’, come l’ha definito il Presidente Mattarella lo scorso novembre nel suo discorso dinanzi al Bundestag tedesco. Un percorso che al tempo stesso ha reso un contributo fondamentale all’unificazione dell’Europa. L’Europa è un luogo che non si può percorrere né comprendere senza ponti: ponti tra Stati e tra persone. Ponti tra culture, lingue e modi di vivere. Come unione democratica, l’Europa è un luogo come pochi altri al mondo. Qui ognuno può realizzarsi liberamente seguendo i propri talenti e le proprie inclinazioni’.
Il Romaeuropa Festival, diretto da Fabrizio Grifasi, torna con la sua 41esima edizione, rinnovando la propria vocazione a fare delle arti contemporanee un luogo di relazione, ascolto e attraversamento del presente. Fin dalla sua fondazione, il Festival si configura come un grande laboratorio in cui musica, danza, teatro, creazione digitale, progettualità trasversali e percorsi dedicati all’infanzia si intrecciano dando forma a un’esperienza collettiva.
“Fin dalla sua nascita, Romaeuropa ha fatto dell’Europa non soltanto un orizzonte culturale, ma una pratica concreta di relazione: una rete di alleanze artistiche e istituzionali, un esercizio costante di attraversamento delle differenze. Oggi, in un contesto internazionale segnato da instabilità, tensioni e profonde trasformazioni, questa vocazione si fa ancora più necessaria”, ha affermato Fabiani. Per il direttore artistico Grifasi “essere oggi un festival europeo e internazionale a Roma significa assumersi rischi e responsabilità: custodire la complessità, aprire spazi di confronto tra linguaggi, geografie e sensibilità diverse. Da questa urgenza riparte la quarantunesima edizione: un invito a mettersi in ascolto e a guardare la creazione artistica come un’esperienza ancora viva e necessaria”.
Tra grandi protagonisti della scena internazionale e nuove voci della creazione contemporanea, il programma del Romaeuropa Festival 2026 accoglie, per la sua inaugurazione, Sofia Nappi con la compagnia KOMOCO e poi Caterina Barbieri con ONCEIM e la presentazione di nuove composizioni co-commissionate dal Festival insieme alla Philharmonie de Paris. Torna al Festival Romeo Castellucci, in prima nazionale con il nuovo spettacolo Faust. Fatto, non detto, coprodotto da Romaeuropa e co-realizzato con il Teatro di Roma: un atteso ritorno che rinnova la lunga storia di complicità tra il Festival e la SOCIETAS, iniziata nel 1999 e proseguita per oltre vent’anni. Romaeuropa torna così a riunire grandi protagonisti della creazione contemporanea come Sasha Waltz, Benjamin Millepied con November Ultra, Wim Vandekeybus, Boris Charmatz e Rachid Ouramdane. Accanto a loro, si rinnova il dialogo con alcune tra le più significative formazioni della danza internazionale, come Opera Ballet Vlaanderen, con lavori di Jan Martens, Anne Teresa De Keersmaeker e Christos Papadopoulos, e l’attesissimo ritorno del Ballet national de Marseille diretto da (LA)HORDE, tra le presenze più emblematiche della scena coreografica europea contemporanea. Si inseriscono in questo orizzonte anche Collectif XY (ospite del Festival dopo le quattro date nella Corte d’Onore del Festival di Avignone), il ritorno del Groupe Acrobatique de Tanger, con la regia di Raphaëlle Boitel e four seasons changed, in cui il coreografo Michael Vandevelde rilegge la celebre reinvenzione delle Quattro Stagioni di Vivaldi firmata da Max Richter. Gli sguardi internazionali attraversano il lavoro di Tiago Rodrigues, Nacera Belaza, Jaha Koo, Eun-Me Ahn, Pankaj Tiwari, Katerina Andreou con Carte Blanche e Ben Duke; il teatro musicale di Vinicio Capossela; e la presenza della musica internazionale con Hildur Guðnadóttir in Osmium, Moritz von Oswald, Jlin, Jeff Mills, Maki Namekawa e Thomas Enhco per The Koeln Concert di Keith Jarrett, Fatoumata Diawara e il producer Kangding Ray, accanto ai progetti dedicati a Hans Werner Henze con New European Ensemble e Carlo Boccadoro, Steve Reich con Blow Up Percussion, Fluxus con Tempo Reale e Philip Glass con Philip Glass Ensemble, Vanessa Wagner e Third Coast Percussion, al cine-concerto di Blade Runner con The Avex Ensemble, fino a The Classical Rave Party di Enrico Melozzi, con 100 Cellos, Orchestra Notturna Clandestina, Giovanni Sollima, Alessandro Baricco e tante star dal mondo della musica italiana.
Centrale l’attenzione alla creazione nazionale con Giorgina Pi, Marta Cuscunà, Pietro Giannini, Silvia Costa, Giacomo Bisordi insieme a Fabrizio Sinisi e Marco D’Agostin con Marta Ciappina, il progetto HEIMAT dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” con Thom Luz, Ersan Mondtag, Fabiana Iacozzilli, Leonardo Lidi e Leonardo Manzan, oltre al rinnovato programma di ULTRA REF al Mattatoio, che rafforza la vocazione del Festival all’innovazione e al rischio, fino all’apertura alle più giovani generazioni e alle famiglie con il programma di REF Kids & Family.
Questo percorso è reso possibile grazie al contributo del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Camera di Commercio di Roma e della Fondazione Roma, cui si affiancano reti costruite con alcune tra le più prestigiose realtà nazionali e internazionali, a partire dalla partnership con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels (rafforzata anche grazie all’ingresso del suo Direttore della Programmazione Danza e Cultura Serge Laurent nel Consiglio d’Amministrazione della Fondazione) e dal sostegno di Banca Ifis ai due spettacoli inaugurali.
Tra i progetti speciali, il focus sulla scena tedesca, promosso nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, realizzato con Ambasciata di Germania, Accademia Tedesca Roma – Villa Massimo e Goethe-Institut; quello dedicato alla scena fiamminga, nell’ambito della rinnovata partnership triennale per il 2026-2028 con Flanders State of the Art; e le celebrazioni per i Settant’anni di gemellaggio esclusivo Roma-Parigi, accanto alle collaborazioni con Istituto di Cultura Sud Coreana, Ambasciata di Norvegia, Institut français, Institut Ramon Llull, Instituto Cervantes. Si rafforzano inoltre le partnership con Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Fondazione Teatro di Roma accanto alle collaborazioni con Teatro dell’Opera di Roma, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio, Villa Medici – Accademia di Francia a Roma, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Musica per Roma, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Short Theatre, Auditorium Conciliazione, Teatro Brancaccio e Teatro Olimpico.
Con i suoi programmi di divulgazione e approfondimento RAI si conferma main media partner del Festival accompagnando visioni e ascolti. Tornano in quest’ambito gli incontri tra artisti e pubblico in collaborazione con RAI Radio 3 a cura di Lorenzo Pavolini. Un’occasione per approfondire poetiche, processi creativi e visioni.
Il calendario completo su romaeuropa.net.