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mercoledì, 4 Febbraio, 2026
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Bankitalia, il tasso di frodi sui pagamenti resta contenuto

Roma, 4 feb. (askanews) – E’ rimasto complessivamente contenuto, nel primo semestre dello scorso anno, il tasso di frodi sui principali strumenti di pagamento in Italia. Lo riporta la Banca d’Italia, nel suo ultimo aggiornamento semestrale del Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia. Il tasso di frode – calcolato come rapporto tra valore delle operazioni fraudolente e ammontare complessivo delle operazioni di pagamento – è risultato pari a 3 euro ogni 100.000 euro transati (0,003% in valore).

Permangono tuttavia differenze rilevanti tra i diversi strumenti di pagamento. Il tasso di frode risulta stabile su base annua per carte di pagamento (18 euro ogni 100.000 euro transati; 0,018% in valore); prelievi da ATM (10 euro ogni 100.000 euro transati; 0,01% in valore) e bonifici (2 euro ogni 100.000 euro transati; 0,002% in valore).

Per la moneta elettronica, prosegue Bankitalia con un comunicato, soprattutto per le carte prepagate, si osserva invece un aumento: l’incidenza delle operazioni fraudolente sale a 31 euro ogni 100.000 euro transati (lo 0,031% rispetto allo 0,027% dello stesso periodo dello scorso anno).

Il tasso di frode dei bonifici SEPA istantanei (43 euro ogni 100.000 euro transati; 0,043% in valore) pur se superiore a quello dei bonifici SEPA ordinari, è in sensibile diminuzione rispetto al semestre precedente. Tale riduzione riflette, tra l’altro, il rafforzamento dei presìdi di prevenzione e le iniziative di sensibilizzazione adottate dai PSP in seguito all’entrata in vigore dell’Instant Payments Regulation (IPR), che ha previsto l’introduzione dal 9 ottobre u.s. di un servizio di verifica dell’IBAN del beneficiario (cd. Verification of Payee – VOP) per i bonifici SEPA, volto a ridurre il rischio di pagamenti verso destinatari fraudolenti o errati.

Guardando ai canali di utilizzo, si legge, le operazioni effettuate in modalità e-commerce continuano a mostrare una maggiore rischiosità rispetto a quelle eseguite presso POS fisici. Il divario si riduce per le carte di debito e di credito, mentre è in aumento per la moneta elettronica (carte prepagate).

Con riferimento alla dimensione geografica, le operazioni transfrontaliere, soprattutto quelle effettuate al di fuori dello Spazio Economico Europeo, presentano un’incidenza delle frodi nettamente superiore rispetto a quelle domestiche, in particolare per le carte di pagamento e la moneta elettronica. Per quanto riguarda gli effetti dei presidi di sicurezza, i pagamenti effettuati con SCA presentano livelli di rischio molto contenuti e notevolmente inferiori rispetto a quelli effettuati senza SCA, in particolare nelle transazioni cross-border.

I presidi di sicurezza appaiono meno efficaci in caso di manipolazione del pagatore – tipologia di frode che induce l’utente a disporre volontariamente un pagamento verso un beneficiario fraudolento. La manipolazione del pagatore si conferma la forma prevalente di frode nelle transazioni effettuate tramite bonifico. Le operazioni con carte di pagamento e con moneta elettronica risultano, invece, principalmente caratterizzate dalle frodi per transazioni non autorizzate, spiega Bankitalia, quali il furto di dati o dello strumento di pagamento.

Minneapolis, l’amministrazione Trump ritira 700 agenti ICE e Border Patrol

Roma, 4 feb. (askanews) – L’amministrazione Trump ritirerà 700 agenti delle forze dell’ordine federali dal Minnesota , ha dichiarato il responsabile per la sicurezza delle frontiere Tom Homan. Homan, in una conferenza stampa a Minneapolis, ha annunciato il ritiro parziale degli agenti federali per l’immigrazione schierati in Minnesota, dopo aver elogiato la “cooperazione senza precedenti” tra il governo federale e le entità statali e locali. “Non stiamo rinunciando alla missione del Presidente di un’operazione di deportazione di massa. Se siete nel paese illegalmente, se vi troviamo, vi deportiamo”. Così Tom Homan, “lo zar dei confini” dell’amministrazione Trump, durante una conferenza stampa a Minneapolis. Homan ha chiarito che, dopo l’annunciata partenza dei 700 federali, sul campo resteranno ancora 2.000 agenti “che si occupano delle indagini sulle frodi” e che “Non andranno da nessuna parte. Porteranno a termine il loro lavoro”. Homan ha poi aggiunto: “Non chiuderemo un occhio sull’immigrazione illegale”.

Askatasuna, il Senato dice sì a Piantedosi ma le opposizioni restano unite

Roma, 4 feb. (askanews) – I violenti scontri di piazza del 31 gennaio a Torino non hanno sulle opposizioni lo stesso effetto delle discussioni sul riarmo e la guerra in Ucraina. Al Senato Pd, M5S, IV e AVS depositano una risoluzione unitaria sulle comunicazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e si presentano congiuntamente davanti ai cronisti con i rispettivi capigruppo. L’obiettivo è rappresentare anche visivamente la scelta di ricompattarsi di fronte a quella che giudicano la “strumentalizzazione” di Governo e maggioranza sui fatti del 31. Qualche leggero malumore lo desta inizialmente, fra gli alleati, il gioco d’anticipo del leader M5S, Giuseppe Conte, che in tv annuncia per primo che i suoi hanno presentato una risoluzione “come M5s” e che “le altre forze di opposizione la condividono”. Stefano Patuanelli, capogruppo stellato a palazzo Madama, lo conferma poco dopo ai cronisti: “Il testo è a mia prima firma e contiene gli undici impegni che avevamo chiesto”.

Alla fine, come la logica dei numeri impone, in aula passa la risoluzione di maggioranza, che oltre a ribadire la solidarietà con le forze dell’ordine e a denunciare “un clima di crescente ostilità e violenza nei confronti degli uomini e delle donne in divisa”, ribadisce la linea governativa degli sgomberi dei centri sociali, “un dovere dello Stato che non giustifica in alcun modo forme di violenza e devastazione”. Leggermente sfumato, ma comunque messo nero su bianco, l’accenno al molto discusso “fermo preventivo” dei contestatori, che Piantedosi sollecita nuovamente nel corso delle sue comunicazioni in aula: la risoluzione suggerisce di rendere “più efficace (…) l’attività di prevenzione della commissione di reati in occasione di pubbliche manifestazioni”.

Nella risoluzione unitaria delle opposizioni M5S-Pd-Iv-AVS non ci sono critiche alla gestione governativa dell’ordine pubblico, c’è la condanna delle violenze degli antagonisti accanto all’annuncio del no al nuovo decreto sicurezza atteso per domani in Consiglio dei ministri. Il documento, infatti, oltre a riportare le richieste specifiche del M5S sulle assunzioni nelle forze dell’ordine e sulle modifiche normative per reintrodurre la procedibilità d’ufficio per “reati di particolare disvalore sociale” oltre all’abrogazione di “alcune recenti norme contenute nel c.d. decreto Nordio” (il riferimento è alla convocazione preventiva degli “arrestandi” per alcuni reati anche gravi), propone di impegnare il Governo “a non fare ricorso in materia di ordine pubblico allo strumento della decretazione d’urgenza”. E nel merito, dice no al fermo preventivo attraverso nuovi “provvedimenti amministrativi limitativi della libertà personale”, no alla cauzione per le manifestazioni, no all’immunità penale per i componenti delle forze dell’ordine. Al centro delle dichiarazioni di giornata dei capigruppo della minoranza parlamentare c’è la questione dei diritti: “La sicurezza – avverte Francesco Boccia del Pd – è un valore non negoziabile e va costruita nel pieno rispetto della Costituzione”. “Dobbiamo difendere fino in fondo i diritti fondamentali, la libertà di manifestare, la libertà del dissenso. Questi sono principi sacri in questo paese”, afferma Peppe De Cristofaro di AVS. Per Stefano Patuanelli (M5S) “è chiaro” che quanto è accaduto a Torino “viene strumentalmente utilizzato dalla destra per pensare a misure restrittive delle libertà personali, della possibilità di manifestare democraticamente il proprio dissenso verso il Governo”.

Quando le forze di maggioranza hanno convertito in “comunicazioni” al Senato l’attesa informativa, che è quella che Piantedosi ha svolto alla Camera, un certo scetticismo era alquanto diffuso, nei ranghi dei gruppi di opposizione, sulla possibilità di una risposta unitaria. Ma se Azione si distingue in aula con una risoluzione separata e il suo leader Carlo Calenda rivendica il rifiuto della logica “di fazione” per affrontare il merito degli interessi del Paese, è Raffaella Paita di Italia viva, davanti ai cronisti, a tirare le fila della giornata: “Noi ci siamo, il centrosinistra c’è, il centrosinistra è unito e il giorno in cui la destra si spacca con Vannacci, il centrosinistra trova il primo punto di quadratura del cerchio su una questione fondamentale come la sicurezza per i cittadini. E ora siamo pronti – rivendica – a lanciare la sfida a questo governo”.

Askatasuna, Senato dice sì a Piantedosi ma opposizioni restano unite

Roma, 4 feb. (askanews) – I violenti scontri di piazza del 31 gennaio a Torino non hanno sulle opposizioni lo stesso effetto delle discussioni sul riarmo e la guerra in Ucraina. Al Senato Pd, M5S, IV e AVS depositano una risoluzione unitaria sulle comunicazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e si presentano congiuntamente davanti ai cronisti con i rispettivi capigruppo. L’obiettivo è rappresentare anche visivamente la scelta di ricompattarsi di fronte a quella che giudicano la “strumentalizzazione” di Governo e maggioranza sui fatti del 31. Qualche leggero malumore lo desta inizialmente, fra gli alleati, il gioco d’anticipo del leader M5S, Giuseppe Conte, che in tv annuncia per primo che i suoi hanno presentato una risoluzione “come M5s” e che “le altre forze di opposizione la condividono”. Stefano Patuanelli, capogruppo stellato a palazzo Madama, lo conferma poco dopo ai cronisti: “Il testo è a mia prima firma e contiene gli undici impegni che avevamo chiesto”.

Alla fine, come la logica dei numeri impone, in aula passa la risoluzione di maggioranza, che oltre a ribadire la solidarietà con le forze dell’ordine e a denunciare “un clima di crescente ostilità e violenza nei confronti degli uomini e delle donne in divisa”, ribadisce la linea governativa degli sgomberi dei centri sociali, “un dovere dello Stato che non giustifica in alcun modo forme di violenza e devastazione”. Leggermente sfumato, ma comunque messo nero su bianco, l’accenno al molto discusso “fermo preventivo” dei contestatori, che Piantedosi sollecita nuovamente nel corso delle sue comunicazioni in aula: la risoluzione suggerisce di rendere “più efficace (…) l’attività di prevenzione della commissione di reati in occasione di pubbliche manifestazioni”.

Nella risoluzione unitaria delle opposizioni M5S-Pd-Iv-AVS non ci sono critiche alla gestione governativa dell’ordine pubblico, c’è la condanna delle violenze degli antagonisti accanto all’annuncio del no al nuovo decreto sicurezza atteso per domani in Consiglio dei ministri. Il documento, infatti, oltre a riportare le richieste specifiche del M5S sulle assunzioni nelle forze dell’ordine e sulle modifiche normative per reintrodurre la procedibilità d’ufficio per “reati di particolare disvalore sociale” oltre all’abrogazione di “alcune recenti norme contenute nel c.d. decreto Nordio” (il riferimento è alla convocazione preventiva degli “arrestandi” per alcuni reati anche gravi), propone di impegnare il Governo “a non fare ricorso in materia di ordine pubblico allo strumento della decretazione d’urgenza”. E nel merito, dice no al fermo preventivo attraverso nuovi “provvedimenti amministrativi limitativi della libertà personale”, no alla cauzione per le manifestazioni, no all’immunità penale per i componenti delle forze dell’ordine. Al centro delle dichiarazioni di giornata dei capigruppo della minoranza parlamentare c’è la questione dei diritti: “La sicurezza – avverte Francesco Boccia del Pd – è un valore non negoziabile e va costruita nel pieno rispetto della Costituzione”. “Dobbiamo difendere fino in fondo i diritti fondamentali, la libertà di manifestare, la libertà del dissenso. Questi sono principi sacri in questo paese”, afferma Peppe De Cristofaro di AVS. Per Stefano Patuanelli (M5S) “è chiaro” che quanto è accaduto a Torino “viene strumentalmente utilizzato dalla destra per pensare a misure restrittive delle libertà personali, della possibilità di manifestare democraticamente il proprio dissenso verso il Governo”.

Quando le forze di maggioranza hanno convertito in “comunicazioni” al Senato l’attesa informativa, che è quella che Piantedosi ha svolto alla Camera, un certo scetticismo era alquanto diffuso, nei ranghi dei gruppi di opposizione, sulla possibilità di una risposta unitaria. Ma se Azione si distingue in aula con una risoluzione separata e il suo leader Carlo Calenda rivendica il rifiuto della logica “di fazione” per affrontare il merito degli interessi del Paese, è Raffaella Paita di Italia viva, davanti ai cronisti, a tirare le fila della giornata: “Noi ci siamo, il centrosinistra c’è, il centrosinistra è unito e il giorno in cui la destra si spacca con Vannacci, il centrosinistra trova il primo punto di quadratura del cerchio su una questione fondamentale come la sicurezza per i cittadini. E ora siamo pronti – rivendica – a lanciare la sfida a questo governo”.

Milano-Cortina, Unimpresa: impatto complessivo di 6,1 mld euro

aMilano, 4 feb. (askanews) – Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 genereranno un impatto economico complessivo stimato in 6,1 miliardi di euro, con effetti distribuiti nel tempo e sul territorio ben oltre la durata dell’evento sportivo. È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa. La stima considera non solo la spesa diretta legata ai Giochi, ma anche il turismo indotto, la valorizzazione delle infrastrutture permanenti e gli effetti moltiplicativi sull’economia: l’impatto complessivo è composto da 1,1 miliardi di spesa turistica diretta durante l’evento, 1,4 miliardi di turismo indotto nei 24 mesi successivi, 3,2 miliardi di legacy infrastrutturale valorizzata e 400 milioni di effetti indotti netti.

Secondo lo studio nel periodo 2020-2025, fase di preparazione e realizzazione delle infrastrutture, si concentrano 2,1 miliardi di euro, pari al 34% del totale, legati soprattutto ai cantieri, ai servizi di progettazione e alle attività organizzative. Il solo mese di febbraio 2026, durante lo svolgimento dei Giochi, genera 1,3 miliardi, ovvero il 21% dell’impatto complessivo, grazie alla spesa turistica diretta e alla piena operatività dell’evento.

Nei dodici mesi successivi, tra 2026 e 2027, l’impatto stimato è pari a 1,1 miliardi di euro (18% del totale), riconducibili principalmente al turismo indotto e agli effetti moltiplicatori della spesa olimpica. La fase di legacy di medio termine, tra 2028 e 2030, contribuisce per 900 milioni di euro (15%), mentre la legacy di lungo periodo, tra 2031 e 2050, vale ulteriori 700 milioni (12%), legati al valore residuo delle infrastrutture e ai benefici permanenti in termini di mobilità, attrattività e competitività territoriale.

Anche la distribuzione geografica dell’impatto evidenzia differenze rilevanti. La Lombardia concentra la quota maggiore in valore assoluto, con 3,2 miliardi di euro, pari al 52% del totale. Rapportato a un pil regionale di circa 447 miliardi, l’impatto equivale allo 0,72% del prodotto regionale. Il Veneto intercetta 2,1 miliardi di euro, pari al 34% del totale, con un’incidenza sull’economia regionale più elevata: circa 1,17% del pil, a fronte di un pil di 180 miliardi. Il Trentino-Alto Adige, con 800 milioni di euro (14% del totale), registra l’impatto relativo più significativo: 1,6% del Pil regionale, stimato in 50 miliardi. Nel complesso, l’impatto aggregato sulle tre regioni coinvolte, che presentano un pil combinato di circa 677 miliardi di euro, è pari a 0,9% del loro prodotto complessivo.

Habitat 36, progetto residenziale tra sostenibilità ed efficienza

Pinarella di Cervia, 4 feb. (askanews) – A Pinarella di Cervia prende forma Habitat 36, progetto residenziale sviluppato da Rubner Haus e CS Costruzioni che prevede la realizzazione di 36 abitazioni unifamiliari con patio privato. L’intervento si inserisce in un contesto costiero caratterizzato da verde e prossimità al mare, proponendo un modello abitativo pensato per essere vissuto tutto l’anno e non limitato alla stagionalità. Abbiamo parlato con Martin Oberhofer ceo di Rubner Haus:

“L’anno scorso è stato un anno sfidante, ci siamo concentrati sul rafforzamento della nostra organizzazione, investendo nella gestione dei processi aziendali e anche nell’ottimizzazione del cantiere. Soprattutto sul lato sicurezza per il nostro team montatori. Abbiamo chiuso l’anno con un record di vendite a dicembre. Siamo partiti bene anche quest’anno, con un order book tra i più alti degli ultimi anni”.

Il progetto adotta tecnologie costruttive in legno prefabbricato, scelta che incide sia sull’organizzazione del cantiere sia sulla gestione economica dell’intervento. La prefabbricazione consente una maggiore prevedibilità dei tempi, una riduzione dei rischi operativi e un controllo più accurato di costi e risorse, elementi rilevanti per operatori e investitori rispetto alle costruzioni tradizionali. È poi intervenuto Marco Cantori CEO di CS Costruzioni:

“Siamo a circa 600 metri in linea d’aria dal mare. Sono 36 unità, 36 villette indipendenti. Ci rivolgiamo al target seconda casa, Cervia è una località turistica, quindi molte seconde case, ma abbiamo anche clienti come loro prima casa, quindi residenziale. Riguardo al segmento, la qualità di Rubner è elevatissima, l’efficienza energetica è elevatissima e quindi siamo su un segmento che è medio-alto”.

Dal punto di vista architettonico, Habitat 36 si ispira alla tipologia a patio, con abitazioni a uno o due livelli che favoriscono la continuità tra spazi interni ed esterni. Le unità si articolano in diverse metrature e configurazioni, con ambienti luminosi e una distribuzione pensata per garantire comfort, privacy e relazione con il contesto naturale. Ha così concluso Martin Oberhofer ceo di Rubner Haus:

“Questo progetto Habitat36 è pensato per coniugare sia reddito economico che responsabilità ambientale. Il legno, con il suo alto grado di prefabbricazione consente di ottimizzare processi sia sul lato tempistico che sul lato qualità della costruzione”.

L’attenzione all’efficienza energetica, ai materiali naturali e alla qualità costruttiva contribuisce a ridurre i costi di gestione nel tempo e a migliorare il valore complessivo dell’intervento. Habitat 36 si configura così come un progetto che intreccia sostenibilità ambientale, qualità dell’abitare e solidità economica, proponendo un approccio integrato allo sviluppo residenziale contemporaneo.

AgriStart: i tirocini extracurriculari di ARSIAL

Roma, 4 feb. (askanews) – Fare esperienza sul campo, acquisire competenze concrete e costruire il proprio futuro professionale: ARSIAL apre le porte ai giovani e a chi è in una fase di transizione lavorativa con un programma di tirocini extracurriculari pensato per formare, orientare e valorizzare i talenti. Un’iniziativa che unisce formazione, territorio e innovazione nel cuore del sistema agroalimentare del Lazio. Abbiamo parlato con Massimiliano Raffa, Presidente ARSIAL:

“L’Arsial continua ad anticipare i tempi e lo fa attraverso un progetto strutturato come quello dei tirocini extracurriculari siamo infatti la prima agenzia a mettere in campo un progetto di questo tipo. Siamo assolutamente convinti che sarà un progetto win-win, sarà vincente per quanto riguarda le esigenze dell’Arsial. Vogliamo avere un’iniezione di energia, nuove idee, nuove visioni e vogliamo fare in modo che i giovani conoscano un’agricoltura diversa che non è soltanto culture e campi ma è anche innovazione, ricerca, promozione, marketing, gestione della cosa pubblica”.

Ogni tirocinio è costruito attorno a un progetto formativo individuale, pensato per valorizzare il profilo del tirocinante e garantire un apprendimento guidato, sempre con il supporto di tutor dedicati. Un’opportunità concreta per entrare in contatto diretto con il mondo del lavoro e acquisire competenze spendibili nel proprio percorso professionale. È poi intervenuto Giancarlo Righini, Assessore al Bilancio, all’Agricoltura ed alla Sovranità Alimentare della Regione Lazio:

“Sono particolarmente felice di annunciare la misura che Arsial e Regione Lazio hanno messo in campo per i giovani della nostra regione ovvero quella della formazione attraverso tirocini extracurriculari. In particolare sono felice che sia stata prevista anche una misura per le categorie più fragili con estensione di questi contratti retribuiti fino a 12 o anche 24 mesi a seconda dell’entità della fragilità. Sono una grande opportunità per i giovani della nostra regione di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro”.

Un’iniziativa che guarda al futuro, mette al centro le persone e conferma l’impegno di ARSIAL nel promuovere formazione, innovazione e sviluppo del territorio.

Mps: via libera da assemblea a modifiche statuto, si introduce lista cda

Milano, 4 feb. (askanews) – Via libera dall’assemblea dei soci di Mps alle modifiche statutarie con l’introduzione della lista del cda, una novità per l’istituto senese, in vista del rinnovo del board con l’assemblea di aprile. Con una partecipazione pari al 68,01% del capitale, l’assemblea straordinaria – che si è tenuta al chiuso attraverso il rappresentante designato – ha approvato le modifiche allo Statuto, poste all’unico punto all’ordine del giorno.

Nel dettaglio, le modifiche allo Statuto prevedono: l’introduzione della facoltà dell’assemblea di incrementare il limite di 1:1 tra la componente variabile e fissa della remunerazione (sì dal 99,48% dei presenti); l’introduzione della facoltà del cda uscente di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo dell’organo (sì dal 99,92% dei presenti); le modalità di sostituzione di consiglieri in corso di mandato nella procedura di cooptazione (sì dal 99,92% dei presenti); l’eliminazione del limite massimo di mandati per la rieleggibilità degli amministratori (sì dal 99,89% dei presenti); l’introduzione della facoltà del cda di nominare il presidente e uno o due vicepresidenti (di cui uno con funzioni vicarie), qualora non vi abbia provveduto l’Assemblea (sì dal 99,92% dei presenti); previsioni relative all’ipotesi in cui sia presentata una sola lista per la nomina del Collegio sindacale (sì dal 99,93%); la riduzione alla quota minima di legge della percentuale degli utili da destinare a riserva legale ed eliminazione della riserva statutaria (sì dal 99,92% dei presenti). Quest’ultima modifica permetterà eventualmente di poter distribuire tutti gli utili sotto forma di dividendo.

Alla data odierna la Bce non ha ancora rilasciato il provvedimento autorizzativo inerente alle modifiche statutarie. Pertanto, informa Mps, la loro efficacia rimane subordinata al rilascio del provvedimento.

"Amore disonesto" è il nuovo singolo del produttore Big Fish

Milano, 4 feb. (askanews) – Annunciato da un video-racconto inedito firmato dal celebre giornalista e storyteller Stefano Nazzi, “Amore disonesto” è il nuovo singolo di Big Fish, produttore simbolo della scena hip hop e urban italiana, che vede la collaborazione di Jake La Furia e Carl Brave. Il brano, edito da Warner Records Italy/Warner Music Italy sarà disponibile ovunque venerdì 6 febbraio.

“Amore disonesto” costruisce un racconto crudo e disilluso della vita urbana, ricco di riferimenti al cinema e alla cultura rap. La narrazione è guidata dalle rime taglienti di Jake La Furia e Carl Brave, che uniscono barre e voce per descrivere una realtà fatta di contraddizioni, rapporti umani fragili e costanti pressioni dove il rifiuto del pianto diventa una mera strategia di autodifesa emotiva per affrontare tradimenti e perdite. Il singolo è costruito sul campionamento di “Io non piango”, celebre canzone del 1977 di Franco Califano contenuta nell’album “Tac…!”, un omaggio alla preziosa eredità artistica del Maestro.

A introdurre la collaborazione tra Big Fish, Jake La Furia e Carl Brave è un trailer narrativo unico: una storia dal sapore noir, tesa ma al tempo stesso ironica raccontata da Stefano Nazzi, giornalista e storyteller tra le voci più autorevoli e apprezzate del panorama culturale italiano. Nel suo inconfondibile stile, Nazzi mette in scena un racconto che si articola lungo l’asse Milano-Roma: da un lato Jake La Furia, volto e voce del capoluogo lombardo, dall’altro Carl Brave, simbolo della Capitale. BIG FISH è l’anello di congiunzione tra i due mondi, in una narrazione fatta di attese e scelte, che richiama anche l’idea di un patto artistico fra i tre protagonisti e introduce l’universo di “Amore disonesto”.

Così Big Fish descrive il brano: «Con “Amore Disonesto” ho voluto raccontare un pezzo di storia della musica italiana utilizzando sia la voce che la musica di “Io non piango” del maestro Franco Califano; un brano che non conoscevo e che, al primo ascolto, mi ha colpito per la sua crudezza e la sua poesia. Ho voluto quindi riprendere alcune parti importanti e renderle più attuali, con un linguaggio che mi appartiene. Da lì ho chiamato Jake La Furia, mio amico storico e partner di mille battaglie, che ha dato un tocco narrativo forte e autentico al racconto. Ho poi condiviso questo racconto insieme a un esponente romano della canzone italiana come Carl Brave. Da qui è nato questo connubio azzeccato che ha portato alla realizzazione di “Amore Disonesto”.»

Con una carriera iniziata nel 1994 nel gruppo hip-hop Sottotono, Big Fish ha continuato a farsi conoscere nell’industria musicale come solista e come produttore, contribuendo alla realizzazione di alcune delle canzoni e degli album più importanti della scena rap. Tra le sue collaborazioni più note spiccano opere storiche all’interno del panorama hip-hop del nostro Paese, fra cui “Tradimento” di Fabri Fibra, “Supereroe” di Emis Killa e “Nesliving, Vol. 3 – Voglio di +” di Nesli. In seguito alla reunion dei Sottotono nel 2021, Big Fish è tornato sulla scena in veste di solista nell’estate del 2025 con il singolo “Lato B” e prosegue ora con “Amore Disonesto”, preludio al suo prossimo progetto discografico.

Milano-Cortina, dopo Crans Svizzera cambia poco piano promozione

Milano, 4 feb. (askanews) – La tragedia di Crans Montana fa cambiare di poco il programma di promozione della Svizzera in Italia, in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina. Degli 80 eventi previsti inizialmente 78 sono sono stati infatti confermati e Presenza Svizzera, l’ente pubblico elvetico incaricato di promuovere l’immagine turistica e culturale della del Paese all’estero, apre regolarmente le porte della casa olimpica milanese.

Alexandre Edelmann, ambasciatore e direttore di Presenza Svizzera: “È quasi un programma identico: alla fine non faremo un gala dinner all’inizio per l’apertura della Casa e un party di musica elettronica. È veramente una presenza forte della Svizzera per celebrare i giochi a Milano e a Cortina. L’adattamento del programma è una decisione presa a inizio di gennaio per non fare una provocazione e penso che è importante per noi essere qua oggi, un momento importante anche per il paese. Abbiamo le visite le del presidente della Svizzera e anche dei ministri degli esteri e dello sport, e Crans Montana sarà una parte del dialogo”.

Pensata come un luogo aperto a tutti per scoprire l’ospitalità svizzera e seguire i Giochi su grande schermo, la Casa Svizzera di Milano è affiancata, oltre che da una piccola presenza a Bormio, da una struttura simile a Cortina. “E noi stiamo lavorando ancora un po’, stiamo costruendo una pista di curling, uno chalet, avremo un bob, però anche noi siamo aperti al pubblico con un ristorante, un bistrot alpino che vedete qui dietro quella la mia squadra fate un saluto a Milano”.

Tornando a Milano il progetto, che occupa una parte del Centro svizzero di via Palestro, intende valorizzare la regione alpina come spazio condiviso di vita e cultura tra Svizzera e Italia.

Milano-Cortina, Franzoni secondo nelle prove libera di Cortina

Roma, 4 feb. (askanews) – Secondo tempo per Giovanni Franzoni e quinto per Dominik Paris nella prima prova della discesa maschile dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026: sulla Stelvio di Bormio (Sondrio) il miglior tempo dell’atto inaugurale della rassegna olimpica è siglato dallo statunitense Ryan Cochran-Siegle, sul traguardo dopo 1’56″08.

Alle sue spalle Giovanni Franzoni è convincente in ogni settore e chiude con soli 16 centesimi di secondo di differenza, seguito dallo svizzero Marco Odermatt, terzo a 0″40.

Appena dietro, l’altro elvetico Alexis Monney è quarto a 0″66 (con salto di porta) con Paris in quinta piazza a 0″94; sesto Kriechmayr (+1″00), settimo Von Allmen (+1″01) mentre il terzetto formato da Mattia Casse (+1″60), Christof Innerhofer (+1″77) e Florian Schieder (+1″78) sono racchiusi tra le 13esima e la 15esima piazza.

Queste le impressioni di Franzoni al termine della prova: “Mi sento bene, un po’ stanco dopo Crans Montana ma ho recuperato al meglio. Mi sono goduto questa prova, è stato un po’ strano oggi perchè è diverso dal solito, ma gareggiare in Italia è speciale e amo questa pista. La neve sta migliorando, mi sembra un fondo più facile di altre volte, per i traning va benissimo così, spero sia più ghiacciata per la gara”.

Sorridente Dominik Paris: “E’ sempre bello essere qua sulla Stelvio. La pista non è ancora in condizioni perfette ma c’è tempo prima della gara. Le condizioni cambiano lungo il tracciato ma è stato importante fare questa prima prova. Mi sento già pronto per sabato”.

Domani, giovedì 5 febbraio, è in programma la seconda prova cronometrata, con inizio alle 11:30.

Piantedosi al Senato ha ribadito che serve il fermo preventivo

Roma, 4 feb. (askanews) – “L’ultima riflessione emersa nel dibattito è forse la più rilevante e rappresenta uno spunto per fare di più e meglio. Ha preso la forma di una domanda: perché non si riesce a fermare preventivamente chi ha precedenti per violenze? Ed ancora: come si può impedire a un teppista di infiltrarsi tra manifestanti pacifici e rovinare una mobilitazione legittima? Ebbene: questo è un obiettivo che il Governo condivide pienamente. Tutti abbiamo interesse a impedire il più possibile che pochi violenti trasformino una manifestazione in un pretesto per il caos, facendo sì che nei giorni successivi si parli solo degli scontri e non delle ragioni per cui tanti cittadini erano scesi in piazza. Ma per fermare preventivamente chi è determinato a creare disordini, le forze dell’ordine hanno bisogno di strumenti giuridici chiari”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nelle comunicazioni al Senato sulla manifestazione di Torino in favore del centro sociale Askatasuna ed i disordini che ne sono seguiti.

“Serve una norma che consenta un vero e proprio efficace intervento preventivo. Per fermare preventivamente ci vuole un fermo preventivo. Il Governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire. L’auspicio è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso”, ha detto ancora il responsabile del Viminale.

Insomma “è arrivato il momento per tirare una netta linea di demarcazione – ha aggiunto – da una parte chi vuole isolare i violenti, dall’altra chi vuole lasciarli liberi di infiltrarsi e inquinare manifestazioni che potrebbero e dovrebbero essere invece del tutto pacifiche e legittime, nell’interesse di chi le organizza e le partecipa”.

"O tutto o niente" di DJ Gruff torna in vinile, al via tour ad aprile

Roma, 4 feb. (askanews) – Sarà pubblicata venerdì 3 aprile da Antibemusic/Goodymusic Production in collaborazione con Gotcha Rec la ristampa di “O tutto o niente”, terzo album di studio del rapper e produttore DJ Gruff, originariamente uscito nel 1999.

Divenuto nel tempo un vero e proprio cult, il disco è composto da 16 tracce interamente prodotte da Gruff e arricchite dalla presenza di numerosi ospiti, tra cui Giuliano Palma, Kikke (Casino Royale), Karima e altri. Acclamato da pubblico e critica, “O tutto o niente” consolida definitivamente la figura di DJ Gruff come uno dei principali punti di riferimento della scena Hip-Hop italiana. L’album cristallizza il suo stile inconfondibile, fatto di metriche incisive e beat dal forte sapore East Coast. Ironia, rabbia e sarcasmo attraversano testi diretti e taglienti, sostenuti da produzioni trascinanti impreziosite dagli scratch. Considerato uno spartiacque nella sua carriera, dopo la Rapadopa disco di culto che inaugura la Golden Age del rap italiano, “O tutto o niente” segna il passaggio tra la fase pre e post Sangue Misto, confermandosi come una pietra miliare del rap italiano.

“Avrei rifatto volentieri tutti i rap… ma non sarebbe stato lo stesso disco… così ho chiesto lettere nuove allo stesso artista -commenta DJ Gruff-. Gli screcci in generale sono fatti brutti perché non ero ancora molto pratico… e dire che mi allenavo come i pazzi già da un po’. Per il resto è lui… con la differenza che ora suona meglio perché ci ha messo mano il mostro”.

L’edizione 2026 dell’album è stata completamente rimasterizzata da DJ Drugo al 2Click Recording Studio e sarà disponibile in doppio vinile nero a tiratura limitata. La grafica, totalmente rinnovata per l’occasione, vede il coinvolgimento dello stesso writer dell’epoca: Reser, del collettivo TOTS. Partendo dalle lettere dipinte su un muro e realizzate appositamente per questo progetto, l’artista ha dato forma alla nuova immagine di copertina e al lettering dell’intero album. All’interno sarà presente un inserto con la grafica della copertina originale, autografato da DJ Gruff. La pubblicazione sarà accompagnata da un tour dedicato, dove l’artista riporterà dal vivo tutte le tracce di “O tutto o niente” con alcune rivisitazioni. Ad accompagnarlo sul palco per la prima volta l’artista Lauryyn, e il bassista Valerio “Combass” Bruno. Queste le prime date: 3 Aprile, Magnolia, Milano; 10 Aprile, Alcazar, Roma; 11 Aprile, Casa delle Arti, Conversano (Bari) e 24 Aprile, Locomotiv, Bologna.

(Copyright photo Giuseppe Picciotto)

"Un Solo Mare", a Roma nasce Festival per promuovere cultura del Mare

Roma, 4 feb. (askanews) – Dall’11 al 15 febbraio 2026 l’Auditorium Parco della Musica di Roma ospita la prima edizione di ‘Un Solo Mare’, un nuovo Festival prodotto dalla Fondazione Musica per Roma che intende celebrare il mare, patrimonio condiviso e risorsa insostituibile, spazio di confronto dedicato a quel 70% della superficie del pianeta che regola il clima e produce metà dell’ossigeno che respiriamo. Il festival è stato presentato a Roma alla presenza, tra gli altri, di Nicola Piovani e Licia Colò.

Nei cinque giorni del Festival, tra conferenze, laboratori, mostre, spettacoli ed eventi per famiglie, ‘Un Solo Mare’ proporrà diverse prospettive legate al mare: esplorazione, tecnologie, biodiversità, cambiamenti climatici, coste, sostenibilità, diventando luogo di confronto tra cittadinanza, imprese, istituzioni e comunità scientifica su energia, pesca sostenibile, aree marine protette, innovazione e rotte del Mediterraneo. Oltre alla dimensione scientifica, il mare sarà presente anche come spazio narrativo e culturale: luogo di storie di scienziati ed esploratori, economisti, atleti, scrittori, artisti e tecnologi.

‘Un Solo Mare’ riunisce voci autorevoli e sguardi diversi: dallo scrittore Björn Larsson, che al mare ha affidato pagine decisive della sua immaginazione, alle esperienze sportive e umane di Alessandra Sensini e Giovanni Soldini, che apriranno il Festival con un appuntamento rivolto alle scuole, a Dario Fabbri, grande esperto di geopolitica, fino ai linguaggi coinvolgenti di Elisabetta Dami, creatrice di Geronimo Stilton, e Claudio Sciarrone, sceneggiatore e disegnatore di Topolino, a Andrea Rinaldo, professore emerito e direttore del Laboratoire d’Écohydrologie dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna, vincitore del Water Prize 2023, le cui ricerche pionieristiche sulle reti fluviali e la diffusione di specie e patogeni si intrecciano con l’ecologia marina per esplorare le interconnessioni tra ambiente, salute umana e gestione sostenibile delle risorse idriche in un pianeta in trasformazione. Figure diverse, accomunate da un rapporto diretto, vissuto e consapevole con il mare.

Non mancheranno momenti dedicati all’economia del mare o alle arti, come il concerto dell’Orchestra del Mare organizzata con la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e la Fondazione Santo Versace che vedrà la partecipazione del Maestro Nicola Piovani e di Alessio Boni.

“Un Solo Mare nasce come una nuova sfida per l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e per la Fondazione Musica per Roma: una sfida culturale e civile, profondamente concreta – ha commentato l’ad di Fondazione Musica per Roma Raffaele Ranucci – Aprire una riflessione sul mare a Roma, città che con il mare ci convive, significa creare uno spazio di riflessione su una realtà che riguarda tutti, da vicino. Il mare regola il clima, ospita una straordinaria biodiversità, è via di scambio, di lavoro, di economia, di migrazione, ma è anche uno degli spazi più esposti agli effetti dei cambiamenti climatici. Per l’Auditorium Parco della Musica, Un Solo Mare che dedichiamo a David Abulafia, grande storico ed eccezionale interprete del Mediterraneo, scomparso improvvisamente il 24 gennaio scorso, rappresenta un ulteriore passo nel percorso di ampliamento della propria programmazione e missione: essere un luogo capace di intercettare i grandi temi del presente e di trasformarli in occasioni di conoscenza, dialogo e partecipazione. Perché la cultura è uno degli strumenti più efficaci per costruire un rapporto più consapevole e responsabile con il futuro che ci attende”.

Rosalba Giugni, presidente Fondazione Marevivo: “Oggi più che mai è necessario diffondere una maggiore consapevolezza ambientale tra le nuove generazioni per contrastare la crisi climatica. Da anni Marevivo è impegnata nella diffusione dell’educazione ambientale negli istituti scolastici e, anche di recente, con la campagna il Mare a Scuola ha ribadito l’urgenza di inserire lo studio del mare e degli oceani nei percorsi didattici di ogni ordine e grado. Iniziative come il Festival ‘Un Solo Mare’ sono fondamentali perché mirano a informare l’opinione pubblica sull’importanza di tutelare l’ecosistema marino. La mostra “Only One: One Planet, One Ocean, One Health”, esposta all’interno del Festival, evidenzia come nel nostro pianeta tutto sia interconnesso allo scopo di sensibilizzare i cittadini sulla necessità di realizzare la transizione ecologica. Siamo felici che Licia Colò, amica di Marevivo e testimonial di questo evento, continui a sostenere con impegno e costanza le nostre battaglie per difendere il Mare”.

“Ambiente, identità ed economia sono alla base del nostro futuro. Per affrontare insieme i pericoli connessi all’inquinamento e alla crisi climatica – ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – c’è bisogno delle energie migliori. Serve un’Italia che fa l’Italia. E i numeri ci dicono che l’Italia, nel Mediterraneo, è un grande Paese di mare. Come si legge nel report Un Solo Mare di Fondazione Symbola e Fondazione Musica per Roma, nel periodo 1926-2025 il mare italiano ha registrato un aumento della temperatura di +1,9 °C: è il secondo valore più alto tra i mari che circondano i Paesi dell’UE. È prima per numero di aree marine protette con 284 siti, che proteggono una superficie di oltre 21.720 km², con risultati rilevanti su habitat e specie. Parlare di mare è necessario: per proteggerlo e abitarlo in modo più consapevole”.

“La cultura non è uno spazio fisico ma lo diventa se prende sostanza con l’aggregazione delle persone che partecipano alle opportunità culturali. La scorsa estate, per tutta la stagione, come assessorato alla cultura abbiamo portato nelle spiagge libere di Ostia Ponente, che il Comune si è incaricato di gestire, una serie di iniziative e appuntamenti diffusi e accessibili con ‘Un Mare di cultura’: il mare è diventato una quinta, un pezzo di palcoscenico, per diffondere eventi culturali e di aggregazione, con una consapevole riappropriazione dello spazio. Il festival ‘Un solo mare’, ideato da Fondazione Musica per Roma, ha il merito di attraversare idealmente questo spazio e portare la cultura del mare dentro le mura della città con cinque giorni ricchi di incontri, reading, spettacoli, concerti con l’Orchestra del Mare e la straordinaria partecipazione del Maestro Piovani, alla presenza di scienziati, scrittori, esperti, scrittori, economisti, atleti e artisti. Una novità importante per i cittadini, perché la cultura del mare si esprime attraverso le questioni di grandi attualità, come le sfide ambientali, sociali e ovviamente culturali legate al mondo del mare”, ha dichiarato l’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio in un messaggio inviato per la conferenza stampa.

Numerose le attività e laboratori dedicati a scuole e famiglie organizzati nello spazio EduMare. Il programma riservato alle scuole unisce al rigore scientifico la creatività e il divertimento, per ispirare le nuove generazioni a prendersi cura del nostro mare: ragazze e ragazzi parteciperanno a laboratori scientifici, incontri con protagonisti d’eccezione, contributi audiovisivi sulla bellezza e le sfide degli oceani, spettacoli coinvolgenti, laboratori interattivi, percorsi sulla sostenibilità.

In collaborazione con le Biblioteche di Roma, dall’11 al 14 febbraio, la Biblioteca Elsa Morante presso il Porto Turistico di Roma (Municipio X) ospiterà un programma articolato che intreccia scienza, letteratura e attività per famiglie, a cura di ISPRA e OGS. Mostre, laboratori e incontri con autori si alterneranno per offrire un’esperienza culturale rivolta a pubblici diversi: un percorso culturale dedicato al territorio di Ostia e al suo rapporto privilegiato con il mare. Tra gli ospiti attesi, gli scrittori Björn Larsson e Claudia Fachinetti.

Cinque le mostre: “Amerigo Vespucci-on board!” (a cura della Marina Militare), una selezione di scatti in bianco e nero di Carlo Mari che racconta la vita a bordo della nave Amerigo Vespucci durante la traversata atlantica, un ritratto autentico di manovre, volti ed emozioni, dove rigore documentario e sensibilità artistica rivelano l’anima del veliero e del suo equipaggio; “Banquette alla riscossa!” (a cura di ISPRA), mostra sulla spiaggia ecologica, rivolta a grandi e piccoli: attraverso l’avventura di Leaf, si scopre l’utilità per la spiaggia e il turismo della Banquette; “Tourism in the climate change era” fotografie di Marco Zorzanello: un progetto fotografico che cerca di analizzare gli effetti del cambiamento climatico sul nostro stile di vita; “Nave Vespucci-il viaggio intorno al mondo” (a cura della Marina Militare) fotografie di Massimo Sestini, mostra dedicata alla Nave Vespucci, seguita da lontano da tutti nel suo viaggio intorno al mondo, festeggiata al suo rientro in tanti porti del Mediterraneo; “Only one” (a cura di Marevivo), mostra che affronta transizione energetica ed ecologica, economia circolare, inquinamento da plastica e riscaldamento degli oceani, un percorso che evidenzia come la salute di tutti gli esseri viventi dipenda dall’equilibrio tra ambiente naturale e attività umane, e come questo equilibrio possa essere ricostruito solo attraverso un impegno comune e integrato.

Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, con la partnership progettuale di Codice Edizioni, il Festival Un Solo Mare, con la direzione scientifica del prof. Roberto Danovaro, e’ promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Cultura, con il Patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, e ha come partner scientifici CMCC-Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche, ENEA-Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, OGS-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, Fondazione Marevivo, ASviS-Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. In collaborazione con Cluster Tecnologico Nazionale “Blue Italian Growth” (CTN-BIG), Biblioteche di Roma e Marina Militare. Con la partecipazione di Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e Fondazione Santo Versace. Partner culturali Pianeta Mare Film Festival, Scuola Holden e Fondazione Symbola.

Tra i main sponsor Banca del Fucino, Enel e Frecciarossa di Trenitalia (Gruppo FS), treno ufficiale della manifestazione.

Vannacci e il partito personale: un altro esempio di solipsismo politico

La storia di Vannacci provoca l’irresistibile richiamo a mille citazioni che ne possono descrivere la personalità e il modo di procedere. Finalmente, al pari dell’arrogante Teofilatto dei Leonzi in combutta con Brancaleone, ha sciolto il patto che lo teneva legato alla Lega per dirci che sogna con il suo partito “Futuro nazionale” una nuova Italia.

Nel proclamarlo non denuncia nessuna aria incubatica di felliniana ispirazione ma offre il piglio di chi sente che la carne grida e comanda e non può tirarsi indietro.

Il matrimonio politico e la lezione di Woody Allen

Stando alla lezione di Woody Allen per cui “molti matrimoni finiscono bene, altri durano per sempre” il matrimonio con Salvini si è concluso alla grande facendo chiarezza sul futuro dell’Italia e del mondo.

Eppure Vannacci in più occasioni aveva dato la sua parola di fedeltà, quella propria di un soldato a restare lì dove aveva portato a casa un seggio da europarlamentare che si terrà probabilmente ben stretto.

La parola data e il tradimento: Totò e Flaiano

Si è sacrificato nel tradire l’impegno assunto per dare il modo a Totò di tirare fuori una sua celebre battuta: “Ti rimangi la parola? Sei un mangiaro!”.

O forse avrà agito così in omaggio a Flaiano quando diceva che il ridicolo può uccidere nelle società colte o aristocratiche. Nelle società arriviste e democratiche è la condizione necessaria allo sviluppo della fama. O sarà rimasto impressionato sempre dallo scrittore abruzzese che in uno dei suoi aforismi commentava come deve esserci qualcuno che continua a spostare in avanti la soglia del ridicolo.

Non è escluso che, non avendo però compreso il senso di avvertenza, sia rimasto invece folgorato dal motto latino, così che “Quod Deus perdere vult, dementat prius”, a quelli che Dio vuole perdere, toglie prima la ragione.

Il generale, Totò e la polisemia del ridicolo

Ma Vannacci è un Generale che non recede nei suoi propositi ma si presta alla polisemia del genio del Principe De Curtis con il suo dialogo tra Pulcinella ed un Nobile, che potrebbe essere interpretato dal buon Vannacci, quando nella parodia delle Nozze di Figaro recita: “Tal quale mi vedi, io sono un uomo che la passione di soppiatto devasta e che l’affetto uccide.”

E Pulcinella risponde: “Anch’io sono un uomo che c’ho la passione per un bel piatto di pasta e due fettuccine.”.

Conclusione: tra vanagloria e vaneggiamento

Si potrebbe continuare all’infinito con “Dio li fa e poi li accoppa” e così via. Ma è meglio chiudere con la lezione degli antichi per cui “Multa vagantur, rara sanctificantur”, molti vagano ma rari sono i santificati.

Vannacci oscillerà forse tra vanagloria e vaneggiamenti di potere. Intende colmare il vuoto di partiti in Italia che nascono e muoiono come funghi, più o meno commestibili, a seconda del clima e dell’aria che tira. Solo per lui il suo futuro si farà più che mai interessant

Tv, torna "Only fun-Comico show": conducono Belén e I PanPers

Roma, 4 feb. (askanews) – Sul Nove torna “Only fun-Comico show”. Dal 5 febbraio, ogni giovedì in prima serata e in anteprima streaming su discovery+, nuova stagione con la conduzione di Belén Rodríguez affiancata da I PanPers, alias Andrea Pisani e Luca Peracino.

Un appuntamento di successo, sia a teatro che in televisione, che lo scorso anno ha registrato la miglior stagione con una media pari a 700.000 spettatori e il 4% di share e ha raggiunto il record di ascolti pari a 804.000 spettatori e il 4,6% di share.

Il Teatro Galleria di Legnano farà da cornice a una nuova stagione di dieci puntate, tra cavalli di battaglia, monologhi e personaggi comici. La prima puntata dello spettacolo si aprirà con un ospite d’eccezione, Enrico Brignano. Nel corso dell’edizione, saliranno sul palco come ospiti speciali anche Katia Follesa e Angelo Pintus. Prodotto da Colorado Film per Warner Bros. Discovery, lo show vedrà alternarsi sul palco: Alberto Farina, Antonio Ornano, Dario Cassini, Enrico Bertolino, Gianluca “Scintilla” Fubelli, Giovanni Cacioppo, Baz, Federico Basso, Giuseppe Giacobazzi, Ippolita Baldini, Marta e Gianluca, Leonardo Fiaschi, Omar Fantini, Thomas Basilico, Vincenzo De Lucia, Pino e Gli Anticorpi, Raul Cremona, Roberto Lipari e Valentina Persia. Torna Gabriele Cirilli.

La nuova edizione amplia la squadra e accoglie nel cast anche: Nuzzo e Di Biase, Andrea Perroni, la star del web Mandrake e l’illusionista Andrea Paris. Inoltre, non mancheranno i momenti musicali con gli interventi degli Oblivion e di Dado.

eBay lancia in Italia il live shopping: "Voglia di più esperienze"

Milano, 4 feb. (askanews) – eBay ha lanciato anche in Italia la modalità di live shopping, che consente a venditore ed acquirente di interagire in tempo reale. Askanews ha incontrato Margot Olifson, Country Manager di eBay in Italia per confrontarsi su questo tema. “Il lancio in Italia – ha detto la manager del marketplace – fa parte di una fase di rollout globale di eBay Live, che ha debuttato negli Stati Uniti nel 2022: nel corso del 2025 e dell’inizio del 2026 questo nuovo formato è stato introdotto nei principali mercati internazionali per eBay, tra cui nel nostro Paese, che è parte integrante di questa strategia. Allo stesso tempo, il live shopping risponde a un’evoluzione concreta nelle aspettative degli utenti. Osserviamo un interesse crescente verso esperienze che vadano oltre la semplice transazione, capaci di offrire maggiore contesto, interazione e valore per il tempo delle persone. Una tendenza confermata anche dalla nostra recente ricerca con YouGov, da cui emerge che i principali fattori di attrazione del live shopping sono l’interazione in tempo reale e un’esperienza di acquisto più coinvolgente. Il valore aggiunto di eBay Live sta nella capacità di integrare queste dinamiche all’interno di un ecosistema di commercio già maturo e affidabile. Per i seller è un canale per valorizzare la propria competenza e costruire relazioni durature con la community, mentre per gli acquirenti è un modo per fare scelte più informate e vivere un’esperienza di acquisto più autentica, senza rinunciare alle garanzie e alla fiducia che da sempre contraddistinguono eBay”.

Una indagine di eBay con YouGov sul live commerce in Italia aveva evidenziato recentemente che c’era un’attenzione crescente verso questa possibilità, con l’identificazione di alcuni trend emergenti. “Sebbene sia un formato ancora piuttosto nuovo in Italia, oggi ne ha già usufruito solo il 12% degli italiani – ha aggiunto Olifson – i dati mostrano una forte predisposizione: un italiano su tre (33%) dichiara di conoscerlo già, con picchi tra le fasce più giovani (41% tra i 18-34 anni). L’evidenza più significativa è l’impatto positivo dell’esperienza: circa il 70% di chi ha già partecipato a un evento di live shopping intende ripeterla. I principali fattori di attrazione sono l’accesso a offerte esclusive, l’interazione in tempo reale con i venditori e un’esperienza d’acquisto più coinvolgente. Le categorie che generano maggiore interesse sono abbigliamento ed elettronica. C’è inoltre un forte interesse anche per le “nicchie”, come oggetti e carte da collezione. Questo dato è particolarmente rilevante perché indica che il live shopping funziona meglio quando è costruito attorno a interessi specifici e a contesti in cui competenza, racconto e interazione aggiungono valore all’esperienza di acquisto. In questi casi il live non è solo un canale di vendita, ma uno strumento che facilita la relazione tra persone accomunate dagli stessi interessi, rendendo l’esperienza più informata, partecipata e rilevante”.

Ma alla luce di questi cambiamenti e con la presenza sempre più pervasiva della IA, quali sono secondo eBay gli scenari futuri del settore e quali i prossimi cambiamenti della piattaforma? “Il futuro dell’e-commerce – ha concluso la Country Manager – si sta muovendo da un modello puramente transazionale a uno sempre più relazionale, fatto di esperienze rilevanti, personalizzate, connesse. I consumatori si muovono in un contesto molto ricco di offerta e cercano strumenti che li aiutino a orientarsi, a fare scelte più informate e a vivere lo shopping come un’esperienza di valore. In questo scenario, il live shopping rappresenta una delle evoluzioni più significative, perché combina commercio, interazione in tempo reale e fiducia. In questo contesto, l’Intelligenza artificiale giocherà un ruolo cruciale come abilitatore di esperienze sempre più fluide e pertinenti. In eBay, vediamo l’IA non come un sostituto dell’interazione umana, ma come uno strumento per potenziarla. Con eBay Live, l’IA potrà aiutarci a personalizzare l’esperienza, suggerendo agli utenti gli eventi più in linea con le loro passioni, a ottimizzare la gestione della piattaforma per i nostri venditori e a rendere l’ecosistema ancora più sicuro. L’obiettivo è usare la tecnologia per ridurre la complessità e lasciare spazio a ciò che conta davvero: le persone, le loro passioni e relazioni di valore costruite all’interno di un ecosistema affidabile”.

Calcio, Inter, 50mila euro e diffida per il petardo contro Audero

Roma, 4 feb. (askanews) – Una multa di 50mila euro e una diffida specifica. Questa la sentenza del Giudice Sportivo che ha analizzato il caso del petardo lanciato in campo durante la partita contro la Cremonese da un ultrà 19enne, poi arrestato. Il petardo, partito dalla Curva nerazzurra, è finito in area di rigore, scoppiando accanto al portiere della Cremonese, Audero, rimasto tramortito ma che poi è sportivamente rimasto in campo dopo essersi ripreso. Un gesto immediatamente condannato dall’Inter (con Chivu e i giocatori nerazzurri che sono andati immediatamente sotto la loro Curva, sbigottiti), anche attraverso le parole del presidente Marotta, nel post-partita.

La motivazione: “Ammenda di € 50.000,00 e diffida specifica: alla Soc. INTER per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato, sul terreno di giuoco, vario materiale pirotecnico (petardi e fumogeni); in particolare, al 3° del secondo tempo, lo scoppio di un petardo lanciato nei pressi di un calciatore della squadra avversaria comportava il momentaneo stordimento del medesimo e la sospensione della gara per circa tre minuti”, si legge nel comunicato. Che prosegue spiegando come il comportamento dell’Inter sia risultato decisivo ai fini della decisione del Giudice: “Rilevato che, pur trattandosi di fatti particolarmente gravi, questo Giudice debba adeguatamente valorizzare, in senso attenuante, il comportamento disponibile e collaborativo della Società ai fini della quasi immediata identificazione dei responsabili dell’accaduto (art. 29 lett. c) CGS), nonché la palese dissociazione dalle gravi manifestazioni in atto (art. 29 lett. d) CGS) evidenziata in modo fattivo anche dai calciatori in campo, durante la gara e al termine della stessa”.

Askatasuna, Salvini: cauzione per manifestazione non in decreto sicurezza

Roma, 4 feb. (askanews) – “La proposta della Lega di chiedere una cauzione a chi organizza manifestazioni non sarà nel decreto sicurezza”. Così il vicepremier Matteo Salvini, a margine di una conferenza stampa alla Camera.

Ai teppisti che devastano le città “bisogna chiedere cash, soldi, pagamento… perché come il miliardo di euro per le oltre 31mila ingiuste detenzioni è a carico della collettività italiana, le centinaia di migliaia di euro di danni fatti da quei teppisti a Torino sono a carico della collettività italiana”, ha spiegato Salvini.

Covid, Conte: commissione d’inchiesta è plotone di esecuzione

Roma, 4 feb. (askanews) – Se il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo non boccerà la riforma che introduce la separazione delle carriere “basterà una norma ordinaria: basterà dire la polizia giudiziaria risponde non solo gerarchiamente, anche funzionalmente ai rispettivi ministeri. Ministero dell’Interno, dell’Economia e della Difesa”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando in sala Nassirya al Senato nel corso della presentazione del libro di Pietro Gurrieri “Divide et impera. La separazione delle carriere e i rischi di eterogenesi dei fini”.

“A quel punto lì – ha spiegato – cosa saranno i pubblici ministeri? Destinatari di inchieste che vengono in qualche modo gestite sotto l’influenza dei ministeri corrispondenti. Io sono all’opposizione: alla commissione Covid è un plotone di esecuzione. Se oggi ci fosse la separazione delle carriere… stanno cercando ogni giorno, senza avere nulla in mano se non il vuoto pneumatico, stanno cercando in tutti i modi di sollecitare ulteriori indagini, si inventano di tutto. Ma ci possiamo sentire garantiti da una maggioranza di turno che concepisce così la giustizia? Cioè privilegio per se stessi (e strumento, ndr) per abbattere gli avversari?”

David Donatello, annunciate le shortlist per dieci categorie

Roma, 4 feb. (askanews) – Svelate le Shortlist 2026 dei Premi David di Donatello nelle categorie Miglior Acconciatura, Miglior Casting, Miglior Compositore, Migliori Costumi, Migliori Effetti VFX, Miglior Scenografia, Miglior Suono, Miglior Trucco, Premio David di Donatello – Cecilia Mangini per il Miglior Documentario e, per la prima volta, anche Miglior Cortometraggio. Ad annunciarle è stata Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, con il consiglio direttivo composto da Giorgio Carlo Brugnoni, Francesca Cima, Edoardo De Angelis, Giuliana Fantoni, Francesco Giambrone, Valeria Golino, Giancarlo Leone, Luigi Lonigro, Mario Lorini, Francesco Ranieri Martinotti e Alessandro Usai.

Dal 19 al 26 gennaio 2026 una parte dei giurati David, appartenenti alle categorie interessate, ha votato le shortlist da proporre all’intera giuria per il voto che a marzo determinerà le cinquine di candidati. Sono poi 265 i giurati che hanno scelto di prendere parte alla selezione dei cortometraggi, e ben 346 quelli che hanno partecipato alla selezione dei film documentari.

Le shortlist sono state introdotte dall’Accademia del Cinema Italiano a partire dall’edizione 2025 con l’obiettivo di valorizzare ancor più le competenze professionali tecniche e artistiche che contribuiscono alla realizzazione dei film. Sul modello di premi internazionali come gli Oscar e i Bafta, questa scelta intende arricchire il dialogo interno all’Accademia, con una maggiore attenzione rivolta ai mestieri del cinema, al linguaggio del cortometraggio e al cinema del reale.

Sono 42 i film che hanno ricevuto una o più segnalazioni nelle shortlist di categoria e puntano ora alla candidatura per le cinquine di acconciatura, casting, compositore, costumi, effetti visivi vfx, scenografia, suono, trucco. In totale risultano iscritti al concorso David 118 film di lungometraggio, di cui 36 sono opere prime.

Queste le shortlist per i Premi David di Donatello 2026 (sono presenti ex-aequo):

Premio David di Donatello – Cecilia Mangini 2026 per il miglior documentario: Agnus Dei, Aldo, Giovanni e Giacomo – Attitudini: nessuna, Bestiari, erbari, lapidari, Bobò, Brunello, il visionario garbato, Elvira Notari. Oltre il silenzio, Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra, Fratelli di culla, I diari di mio padre, Nino. 18 giorni, Pino, Pino Daniele – Nero a metà, Rino Gaetano – Sempre più blu, Roberto Rossellini – Più di una vita, Sotto le nuvole, Toni, mio padre.

Miglior Cortometraggio: Arca, Astronauta, Bagarre, Bratiska, Ciao Varsavia, Confini canti, Everyday in Gaza, Festa in famiglia, Kushta Mayn – La mia Costantinopoli, Lacerazioni, Le faremo sapere, Le prime volte, Marina, Rukeli e Tempi supplementari.

Miglior Acconciatura: 30 notti con il mio ex, Afrodite, Anna, Breve storia d’amore, Diva futura, Duse, Fuori, Il maestro, Il Nibbio, La grazia, Le assaggiatrici, Primavera, Queer, Tutta colpa del rock e Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli.

Miglior Casting: 40 secondi, Buen Camino, Cinque secondi, Diciannove, Duse, Elisa, Fuori, Gioia mia, Il maestro, La grazia, La valle dei sorrisi, La vita da grandi, Le assaggiatrici, Le città di pianura, Primavera, Testa o croce?, e Tre ciotole.

Miglior Compositore: 100 litri di birra, 40 secondi, Afrodite, Cinque secondi, Diva futura, Duse, Elisa, Fuori, L’orto americano, La città proibita, Le assaggiatrici, Le città di pianura, Nottefonda, Orfeo, Per te, Primavera, Queer e U.S. Palmese.

Migliori Costumi: Anna, Duse, Fuori, Il Nibbio, Itaca – Il ritorno, L’orto americano, La città proibita, La grazia, Le assaggiatrici, Le città di pianura, Primavera, Queer, Testa o croce?, Tre ciotole, Un film fatto per Bene e Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli.

Migliori Effetti VFX: Ammazzare stanca: autobiografia di un assassino, Breve storia d’amore, Fuori, Il maestro, Incanto, Itaca – Il ritorno, La città proibita, La grazia, La valle dei sorrisi, La vita va così, Nonostante, Orfeo, Primavera, Queer e U.S. Palmese.

Miglior Scenografia: Diva futura, Duse, Fuori, Gioia mia, Il Nibbio, Itaca – Il ritorno, L’orto americano, La città proibita, La grazia, La vita da grandi, Le assaggiatrici, Le città di pianura, Orfeo, Primavera, Queer e Tre ciotole.

Miglior Suono: 40 secondi, Ammazzare stanca: autobiografia di un assassino, Anna, Duse, Fuori, Gioco pericoloso, Il maestro, La città proibita, La grazia, Le assaggiatrici, Le città di pianura, Paternal Leave, Primavera, Queer, Testa o croce?, Tre ciotole, Un film fatto per Bene e Unicorni.

Miglior Trucco: Ammazzare stanca: autobiografia di un assassino, Cinque secondi, Diva futura, Duse, Il maestro, Il Nibbio, Itaca – Il ritorno, L’orto americano, La città proibita, La grazia, La valle dei sorrisi, La vita da grandi, Le assaggiatrici, Primavera, Queer, Testa o croce?, Tre ciotole e Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli.

“Primavera” guida con 8 nomination, seguita da “Duse”, “Fuori”, “La grazia” e “Le assaggiatrici” con 7 ciascuna; “La città proibita” con 6; “Il maestro” e “Le città di pianura” con 5; “Tre ciotole” con 5; “Diva futura”, “Il Nibbio”, “Itaca – Il ritorno”, “L’orto americano” e “Testa o croce?” con 4; “40 secondi”, “Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino”, “Anna”, “Cinque secondi”, “La valle dei sorrisi” e “La vita da grandi” con 3.

Sicurezza, Schlein: nuove norme liberticide, slogan per coprire fallimenti

Roma, 4 feb. (askanews) – “Voi volete parlare di nuove norme liberticide mentre noi vogliamo parlare di sicurezza concreta, non di slogan e titoli di giornale, bandierine piantate per coprire il vostro fallimento sulla sicurezza sulle zone colpite dal ciclone Harry”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo in aula sulla informativa del ministro Musumeci sul maltempo in Sicilia, Calabria e Sardegna.

“Avete deciso di far votare il Parlamento oggi sugli impegni per la sicurezza e vi siete rifiutati di votare gli impegni per queste famiglie”.

Calcio, Guardiola: "Come si è impassibili di fronte alle guerre?"

Roma, 4 feb. (askanews) – Alla vigilia della semifinale di Coppa di Lega contro il Newcastle, Pep Guardiola ha spostato l’attenzione in conferenza stampa ben oltre il campo. Il tecnico del Manchester City ha parlato a lungo dei conflitti in corso e delle vittime civili, mostrando un coinvolgimento emotivo raro in contesti pre-partita.

Nel suo intervento ha citato le guerre in Ucraina, Gaza e Sudan, per poi allargare il discorso agli Stati Uniti, criticando l’amministrazione Donald Trump dopo l’uccisione di Renée Good e Alex Pretti da parte di agenti dell’ICE a Minneapolis. “Guardate cosa è successo negli Stati Uniti: Renée Good e Alex Pretti sono stati uccisi. Uccidere migliaia di persone innocenti? Mi fa male”, ha detto Guardiola. “Non capisco come si possa rimanere impassibili quando si vedono queste immagini ogni giorno – questi padri, queste madri, questi bambini, queste vite distrutte – senza che nessuno provi la minima compassione. Mi dispiace, ma non posso”.

Poi l’affondo sul ruolo dei media e sulla responsabilità collettiva: “Apprezzo che mi venga posta questa domanda per la prima volta in dieci anni. Sembra che ai media non sia permesso farlo come parte del loro lavoro. Ma c’è qualcuno che vede queste immagini da tutto il mondo – le guerre – e rimane impassibile?”. E la conclusione: “Non si tratta di avere ragione o torto. Mai nella storia dell’umanità abbiamo avuto queste informazioni esposte così chiaramente come oggi. Questi sono i nostri problemi di esseri umani”.

Askatasuna, ai domiciliari il giovane che ha aggredito l’agente di Torino. Salvini e Gasparri: vergogna

Roma, 4 feb. (askanews) – Concessi gli arresti domiciliari ad Angelo Simionato, il giovane, originario della provincia di Grosseto, accusato di aver partecipato all’aggressione di un poliziotto, durante gli scontri avvenuti a Torino nel corso della manifestazione per lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Il 22enne è accusato, in particolare, di “concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico” e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice delle indagini preliminari del capoluogo piemontese ha anche disposto l’obbligo di firma per gli altri due attivisti che erano stati arrestati.

Il gip del tribunale di Torino ha convalidato gli arresti eseguiti in relazione agli scontri avvenuti in occasione della manifestazione in favore di Askatasuna, ma non ha accolto le richieste della procura rispetto alle misure cautelari da applicare. “Già a piede libero: vergogna”: ha commentato il vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega, che ha rilanciato l’attacco alla magistratura: “Votare sì al referendum sulla Giustizia è un dovere morale”, postando immagini degli scontri a Torino.

“Siamo nell’Aula del Senato a Palazzo Madama dove oggi si discuterà anche dei fatti di Torino. Mentre siamo qui, apprendiamo che la magistratura ha già scarcerato due dei tre che erano stati arrestati per resistenza al pubblico ufficiale e altri eventuali reati. Come si fa a sostenere l’azione delle Forze dell’ordine quando la magistratura scarcera subito i già troppo pochi che erano stati arrestati? Sì, con l’obbligo della firma, ma non va bene. É una decisione che ci sconcerta, è una decisione che ci amareggia, è una decisione che offende il sacrificio delle Forze dell’ordine – lo dice il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, in un video pubblicato su Facebook -. Poi dicono che non si deve votare ‘sì’ per la riforma della giustizia. Questo è un ulteriore episodio di uso politico della giustizia. È una vergogna. Siamo, ancora di più, dalla parte del popolo in divisa e lo diremo oggi nell’Aula del Senato. Vergogna per chi rimette a piedi libero i pochi arrestati. Molti di più dovrebbero stare in carcere, invece i pochi che ci finiscono vengono subito liberati dalla magistratura. È una cosa indegna, indigna e ci fa arrabbiare molto”.

Sicurezza, Conte: governo vuole impedire manifestazioni di dissenso

Roma, 4 feb. (askanews) – “Questo governo sta prendendo in giro i cittadini, vuole fare una stretta di vite per impedire le manifestazioni del dissenso, di protesta. Nulla per quel che riguarda il bisogno reale dei cittadini che non riescono a uscire, non prendono la metropolitana, non riescono a uscire la sera in modo sicuro nelle strade, nelle periferie e nei centri storici”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando del tema della sicurezza a margine di una conferenza al Senato.

“E soprattutto – ha aggiunto l’ex premier – questo governo è sollecito in questo caso, ma si è completamente dimenticato qui che c’è un decreto bollette che ha promesso e non ha realizzato; il crollo della produzione industriale e dei salari reali, addirittura non vogliono il salario minimo legale. Ancora non hanno ancora adottato gli aiuti per quanto riguarda le ultime popolazioni colpite dal maltempo; per la sanità zero, liste d’attesa completamente allungate e non fanno nulla per accorciarle, niente di niente. Soltanto una stretta di vite al loro comodo, adesso, per impedire manifestazioni per strada”, ha concluso Conte.

Sanremo, Sayf: "Amo l’Italia, essere anche tunisino è valore aggiunto"

Milano, 4 feb. (askanews) – Occhi vispi e simpatici, Sayf, giovane promessa del panorama attuale arriva a Sanremo con il brano “Tu mi piaci tanto” e si candida ad essere una delle sorprese di questo Festival. Artista italo-tunisino classe 1999, ma profondamente e orgogliosamente genovese, porta nella sua musica il racconto della sua identità, delle sue radici e delle sfide vissute tra due culture, trasformandole in una narrazione autentica e contemporanea. Il suo brano colpisce per i differenti registri, il ritornello resta attaccato in testa, lo si canticchia subito, ma le strofe hanno il peso della canzone d’autore, uno spaccato sulla società con citazioni che vanno da calcio con Cannavaro alla politica con Berlusconi fino a Tenco che lui ripete essere il suo spirito guida. I sui riferimenti musicali sono vari, ma Adam Viacava detto Sayf, non è solo un cantante di nicchia perchè si è fatto conoscere con la hit Sto bene al mare insieme a Mengoni e Rkomi, ha fatto la gavetta ma ha anche scelto strade non scontate: il primo provino di X Factor ma poi non ha voluto proseguire: “Ho passato il primo provino di X Factor, ma poi non ho proseguito perchè quella non era la mia storia, almeno in quel momento”. Sul fatto di essere un italiano di seconda generazione tiene a precisare: “mio padre è italiano dal 1300” e madre è tunisina: “Il fatto che io sia anche tunisino è un valore aggiunto. L’Italia è il paese che amo e non ho mai subito discriminazioni, sono bianco, ho questo aspetto, guardatemi. Mi hanno fatto più storie per i miei capelli rasta”. Non si sente Ghali 2.0 anche se dice: “vedere Ghali e Mahmood sul palco di Sanremo è stato una emozione e una ispirazione”. “Non sono qui a riprendere il percorso di Ghali o fare qualcosa di già fatto. La canzone politica può essere un’arma ma se nasce da un pensiero” racconta dicendo che il suo brano è nato durante le proteste pro Palestina e il discorso va subito sull’eventuale partecipazione all’Eurovision Song Contest in caso di vittoria: “Non sa cosa risponderò alla Rai. Condivido in generale le posizioni di chi protesta e credo che l’argomento Palestina non debba sparire dalle cronache”.

Venerdì 27 febbraio, durante l’attesissima serata delle cover, Sayf, duetterà con Alex Britti e Mario Biondi. Sul palco dell’Ariston, questo speciale trio porterà una reinterpretazione unica di “Hit the Road Jack”. Alex Britti, cantautore, bluesman e maestro della chitarra e del groove, e Mario Biondi, voce inconfondibile dal respiro internazionale e icona del jazz-soul made in Italy, affiancheranno Sayf in una performance che rileggerà il celebre brano del repertorio di Ray Charles in un dialogo tra mondi musicali diversi ma sorprendentemente affini. In conferenza stampa cucina una focaccia di Recco e si racconta, “Ho iniziato a lavorare giovane, ho fatto tanti lavori, anche una stagione in un forno a Camogli, in quel periodo mi vergognavo a fare musica usando il mio nome, non cercavo attenzione e allora ho preso il nome Sayf, che è l’altro nome che mia mamma aveva pensato per me” racconta il giovane che ribadisce di essere concentrato più sulla mia vita personale e sogna di poter aiutare prima i suoi genitori.

Molto intensa anche l’attività live: protagonista di due concerti sold out in Santeria Toscana a Milano ad aprile 2025, in estate ha registrato il tutto esaurito per le tre date del Santissima fest a Genova, il festival musicale da lui creato, oltre ad essersi esibito sui palchi di San Siro e del Teatro Arcimboldi di Milano per cantare live “Sto bene al mare” insieme a Marco Mengoni e Rkomi. Il 7 novembre è uscito il suo nuovo singolo “Money”, in collaborazione con due pesi massimi della scena rap: Artie 5ive e Guè. Sayf ha un talento cristallino e mixa sapientemente rap e melodie, strofe serrate e ritornelli apertissimi, momenti d’amore, situazioni leggere e racconti introspettivi e impegnati, caratterizzati da una profondità fuori dal comune.

Papa: la nuova corsa agli armamenti minaccia la pace, fare di tutto per scongiurarla

Città del Vaticano, 4 feb. (askanews) – “La situazione attuale esige di fare tutto il possibile per scongiurare una nuova corsa agli armamenti che minaccia ulteriormente la pace tra le nazioni: è quanto mai urgente sostituire la logica della paura e della diffidenza con un’etica condivisa, capace di orientare le scelte verso il bene comune e di rendere la pace un patrimonio custodito da tutti”, lo ha detto Papa Leone XIV a conclusione dell’udienza generale di oggi in Aula Paolo VI.

“Domani – ha inoltre ricordato il Papa – giunge a scadenza il trattato New START, sottoscritto nel 2010 dal presidente degli Stati Uniti e dalla Federazione Russa, che ha rappresentato un passo significativo nel contenere la proliferazione delle armi nucleari: nel rinnovare l’incoraggiamento a ogni sforzo costruttivo in favore del disarmo e della fiducia reciproca, rivolgo un pressante invito a non lasciare cadere questo strumento senza cercare di garantirgli un seguito concreto e efficace”.

A conclusione dell’udienza il Papa ha ricordato nuovamente l’Ucraina: “Vi invito a sostenere con la preghiera i nostri fratelli e sorelle dell’Ucraina, duramente provati dalle conseguenze dei bombardamenti che hanno ripreso a colpire anche le infrastrutture energetiche: esprimo la mia gratitudine per le iniziative di solidarietà promosse nelle Diocesi cattoliche della Polonia e di altri Paesi, che si adoperano per aiutare la popolazione a resistere in questo tempo di grande freddo”.

Inflazione media eurozona segna netta una frenata a gennaio: 1,7%

Roma, 4 feb. (askanews) – Brusca attenuazione a gennaio dell’inflazione media nell’area euro: secondo la stima preliminare di Eurostat la crescita media dei prezzi al consumo si attestata all’1,7%, a fronte del 2% che era stato registrato a dicembre. Secondo l’ente di statistica comunitario in un mese i prezzi sono calati dello 0,5%, una variazione consistente trainata dai cali sull’aggregato, energia, alimentari alcolici e tabacchi.

L’inflazione di fondo, l’indice depurato dai beni sovramenzionati ha mostrato una variazione più contenuta, al più 2,2% annuo a gennaio, dal più 2,3% di dicembre, ma un calo dell’1,1% rispetto al mese precedente.

Il dato potrebbe riaccendere il dibattito attorno ai tassi di interesse della Bce. Domani Il Consiglio direttivo dell’istituzione annuncerà le sue decisioni dopo la riunione che inizia oggi, le attese prevalenti sono per un mantenimento dello status quo, ma un eventuale calo dell’inflazione potrebbe alimentare le attese di tagli nei mesi a venire.

Inps, Meloni: governo farà sua parte per welfare ad altezza sfide

Roma, 4 feb. (askanews) – “Il Governo continuerà a fare la propria parte per costruire, insieme all’Inps, quel nuovo modello di protezione sociale che i cittadini meritano e che si aspettano da tempo”. E’ quanto scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un messaggio inviato alla convention nazionale della dirigenza Inps.

“Un welfare che sappia essere all’altezza dei cambiamenti demografici, sociali ed economici della nostra epoca e che sappia sempre mettere la persona, i suoi bisogni e le sue esigenze al centro di tutto”, sottolinea la premier.

Musumeci: frana Niscemi suscettibile di ulteriori movimenti

Roma, 4 feb. (askanews) – L’evento franoso a Niscemi è suscettibile di ulteriori movimenti. Lo ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci in un’informativa al Senato sui danni dovuti al maltempo in Sicilia, Sardegna e Calabria. “I rilievi sono effettuati in loco dal centro della Protezione civile dell’Università di Firenze per la definizione del meccanismo cinematico e per una più approfondita analisi del rischio residuo oltre che per la definizione dei limiti dell’area prossima alla frana. Il dipartimento – ha spiegato il ministro sta esercitando una funzione di raccordo tra l’amministrazione regionale, quella comunale e la prefettura di Caltanissetta, e sta supprotando gli enti territoriali per l’assistenza alla popolazione, la viabilità, la continuità didattica. Secondo gli esperti, frane di questa tipologia hanno la tendenza alla retrogressione. L’arretramento del ciglio di scarpata, tende infatti a propagarsi progressivamente verso monte, verso il centro storico in direzione del centro abitato secondo un meccanismo già documentato dagli eventi storici. Il fenomeno attuale è suscettibile di evoluzione retrogressiva purtroppo”.

Sulla base dei confronti con la frana del 1997 e dell’evento storico del 1790, ha aggiunto Musumeci, “è possibile ipotizzare, dicono gli scienziati, un ulteriore arretramento del ciglio di scarpata di alcune decine di metri soprattutto in caso di nuove piogge abbondanti. Tale evoluzione potrebbe coinvolgere ulteriori edifici posti in prossimità del margine instabile e compromettere in modo permanente tratti di viabilità stradale”.

Inflazione, Istat: a gennaio cala all’1%, ma carrello spesa a +2,1%

Roma, 4 feb. (askanews) – A gennaio l’inflazione registra una variazione del +0,4% su base mensile e del +1% su base annua, da +1,2% di dicembre. E’ la stima provvisoria dell’Istat che ha spiegato come i prezzi tornino ad un livello appena superiore a quello registrato a ottobre 2024 (+0,9%).

Il tasso di crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” è pari a +2,1%.

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +0,4% per l’indice generale (a dicembre era nulla) e a +0,5% per la componente di fondo (+0,2% a dicembre).

La frana di Niscemi, Musumeci al Senato: in questi giorni ci sono stati sciacalli in giacca e cravatta

Roma, 4 feb. (askanews) – “In questi giorni non sono mancati gli sciacalli. Anche in giacca e cravatta”. Lo ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci in un’informativa al Senato sui danni dovuti al maltempo in Sicilia, Sardegna e Calabria a proposito delle polemiche sulle responsabilità politiche e sulla prevenzione in relazione alla frana di Niscemi.

“Il rischio frane in Sicilia non è emergenziale ma strutturale. Secondo i dati Ispra 9 comuni su 10 presentano zone ad alto rischio frane. Oltre il 94% dei comuni italiani si trova in territori esposti a rischio idrogeologico”, ha sottolineato il ministro durante l’informativa.

La vicenda Niscemi non è una questione di risorse finanziarie. Lo ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci in un’informativa al Senato sui danni dovuti al maltempo in Sicilia, Sardegna e Calabria. “Per il Governo Meloni – ha sottolineato il ministro – anche quella di Niscemi non è una questione legata a risorse finanziarie. Ci sono e sono disponibili per dare corpo ad un progetto condiviso con le con le amministrazione locali e che credo veda su questa posizione anche il governo della regione siciliana, che ha già offerto in tal senso ampie disponibilità”.

Per quanto riguarda “le misure da adottare a sostegno delle popolazioni colpite dal ciclone e dalla frana – ha aggiunto – il governo sta elaborando una serie di iniziative, che possono così essere sintetizzate: sospensione dei termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi, di termini processuali e amministrativi, misure in materia di ammortizzatori sociali per i lavori del settore privato e misure di sostegno al reddito dei lavoratori autonomi, misure di sostegno per recupero della capacità produttiva, misure di sostegno alle imprese esportatrici danneggiate, semplificazioni procedurali, misure di sostegno al comparto turistico, stanziamenti straordinari per le attività di protezione civile, funzionali anche al ripristino l’assistenza alla popolazione, alla prevenzione e alla riduzione del rischio residuo, misure per la delocalizzazione, dove questa dovesse essere una soluzione voluta dalle autorità locali, misure di potenziamento della risposta operativa di protezione civile”.

Per il ministro, “anche per la quantificazione delle risorse necessarie al ripristino delle infrastrutture pubbliche e private compromesse, si sta procedendo in questi giorni ad una stima, la più attendibile e dettagliata possibile”, e “di certo il governo Meloni nei prossimi giorni provvederà a integrare alle tre regioni interessate le risorse che dovranno consentire gli interventi nel più breve tempo possibile e con la migliore qualità possibile”.

“Allo stato attuale non è ancora definita la soluzione da dare alle famiglie che sono state
costrette ad abbandonare per sempre le loro case” ha detto  Musumeci, aggiungendo: ”  “Spetta alle autorità comunali  avanzare una proposta risolutiva; lo ricordo, i sindaci sono la prima autorità di Protezione Civile e sono i responsabili della pianificazione urbanistica e della vigilanza urbanistica del loro territorio. In tal senso comunico di aver istituito presso il dipartimento Casa Italia, che si occupa di ricostruzione e di prevenzione strutturale, una commissione di studio per indagare sulle possibili evoluzioni del fenomeno e perché in questi anni il fenomeno si è sviluppato così
rapidamente. Entro poche settimane avremo il parere tecnico sugli interventi da effettuare naturalmente nel post-emergenza”.

Musumeci: commissione su Niscemi, non ancora pronte soluzioni abitative

Roma, 4 feb. (askanews) – “Allo stato attuale non è ancora definita la soluzione da dare alle famiglie che sono state costrette ad abbandonare per sempre le loro case”. Lo ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci in un’informativa al Senato sui danni dovuti al maltempo in Sicilia, Sardegna e Calabria. “Spetta alle autorità comunali – ha precisato il ministro – avanzare una proposta risolutiva; lo ricordo, i sindaci sono la prima autorità di Protezione Civile e sono i responsabili della pianificazione urbanistica e della vigilanza urbanistica del loro territorio. In tal senso comunico di aver istituito presso il dipartimento Casa Italia, che si occupa di ricostruzione e di prevenzione strutturale, una commissione di studio per indagare sulle possibili evoluzioni del fenomeno e perché in questi anni il fenomeno si è sviluppato così rapidamente. Entro poche settimane avremo il parere tecnico sugli interventi da effettuare naturalmente nel post-emergenza”.

Askatasuna, Salvini: una vergogna scarcerazione manifestanti fermati

Roma, 4 feb. (askanews) – “Già a piede libero: vergogna”. Arresti domiciliari e obbligo di firma. Le misure cautelari disposte dal Gip di Torino per i manifestanti fermati per le violenze contro gli agenti di polizia e le devastazioni al corteo di sabato scorso a Torino di sollidarietà ad Askatasuna scatenano la reazione contro la magistratura del vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega. Scopri nuovi post “Votare sì al referendum sulla Giustizia è un dovere morale” scrive sui social, postando immagini degli scontri a Torino.

Musumeci: Per Niscemi ci sono risorse legate a progetto condiviso

Roma, 4 feb. (askanews) – La vicenda Niscemi non è una questione di risorse finanziarie. Lo ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci in un’informativa al Senato sui danni dovuti al maltempo in Sicilia, Sardegna e Calabria. “Per il Governo Meloni – ha sottolineato il ministro – anche quella di Niscemi non è una questione legata a risorse finanziarie. Ci sono e sono disponibili a dare corpo ad un progetto condiviso con le con le amministrazione locali e che credo veda su questa posizione anche il governo della regione siciliana che ha già offerto in tal senso ampie disponibilità”.

Per quanto riguarda “le misure da adottare a sostegno delle popolazioni colpite dal ciclone e dalla frana – ha aggiunto – il governo sta elaborando una serie di iniziative che possono così essere sintetizzate sospensione dei termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi i termini processuali e amministrativi, misure in materia di mmortizzatori sociali per i lavori del settore privato e misure di sostegno al reddito dei lavoratori autonomi, misure di sostegno per recupero della capacità produttiva, misure di sostegno alle imprese esportatrici danneggiate, semplificazioni procedurali, misure di sostegno al comparto turistico, stanziamenti straordinari per le attività di protezione civile, funzionali anche al ripristino l’assistenza alla popolazione alla prevenzione e alla riduzione del rischio residuo misure per la delocalizzazione ove questa dovesse essere una soluzione voluta dalle autorità locali, misure di potenziamento della risposta operativa di protezione civile”.

Per il ministro, “anche per la quantificazione delle risorse necessarie al ripristino delle infrastrutture pubbliche e private compromesse si sta procedendo proprio in questi giorni ad una stima la più attendibile possibile la più dettagliata possibile, di certo il governo Meloni nei prossimi giorni provvederà a integrare alle tre regioni interessate le risorse che dovranno consentire gli interventi nel più breve tempo possibile e con la migliore qualità possibile”.

Inflazione, nel paniere 2026 divise scolastiche e kit videosorveglianza

Roma, 4 feb. (askanews) – Divise scolastiche e grembiuli per bambini, kit di videosorveglianza, carbonella per barbecue, tappetini per il bagno e articoli per campeggio. Sono questi alcuni dei nuovi prodotti che fanno il loro ingresso nel paniere Istat 2026 per il calcolo dell’inflazione. Non vi sono, invece, prodotti in uscita dal paniere.

I principali elementi di novità che accrescono la copertura delle spese per consumi delle famiglie – ha spiegato l’Istat – riguardano diversi aggregati di prodotto a rilevazione territoriale: uniformi scolastiche, al cui interno vengono rilevati i grembiuli scolastici per bambini e le uniformi scolastiche per ragazzi; che confluiscono nella classe Indumenti; filati per maglia e uncinetto, che confluiscono nella classe Altri articoli di abbigliamento e accessori per l’abbigliamento; apparecchiature di sicurezza, al cui interno vengono rilevati i kit di videosorveglianza per segnalare i tentativi di furto. E ancora: carbone di legna, al cui interno vengono rilevate carbonella o bricche di carbone per barbecue; altri tessili per la casa, al cui interno vengono rilevati i tappetini per il bagno, che confluiscono nella classe Tessili per la casa; servizi di trasporto di emergenza di pazienti e soccorso di emergenza, al cui interno si rileva il trasporto con ambulanza privata; articoli per campeggio e per attività ricreative all’aperto, al cui interno vengono rilevati tende e zaini da campeggio. A questi si aggiunge il nuovo aggregato a rilevazione centralizzata: Software, esclusi i giochi, al cui interno vengono rilevati software e antivirus, che confluiscono nella omonima classe.

Nel 2026, la principale novità che interessa l’indagine sui prezzi al consumo riguarda l’adozione della nuova classificazione Ecoicop (European Classification of Individual Consumption by Purpose, versione 2) che recepisce i cambiamenti introdotti dalla Coicop 2018. La Ecoicop v2 è articolata su quattro livelli classificatori gerarchicamente ordinati: 13 Divisioni di spesa (erano dodici nella precedente versione della classificazione), 47 Gruppi, 122 Classi e 234 Sottoclassi.

Nel 2026, sono 80 i comuni (in cui risiede l’84% della popolazione residente in Italia) che contribuiscono al calcolo degli indici dei prezzi al consumo (come nel 2025); altri 10 comuni (in cui risiede un ulteriore 5,1% della popolazione) effettuano la rilevazione limitatamente alle tariffe comunali e ad alcuni servizi locali.

Napoli, ragazza uccisa con una coltellata alla schiena: confessa il fratello

Napoli, 4 feb. (askanews) – Giuseppe Musella, 28 anni, ha ammesso di aver ucciso la sorella Jlenia, 22 anni, colpendola con una coltellata alla schiena al termine di una lite. Il delitto si è consumato ieri pomeriggio in un appartamento del rione Conocal, nella zona orientale di Napoli. Dopo alcune ore di irreperibilità, il giovane si è presentato nella notte alla polizia di Stato. Gli agenti della squadra mobile, che erano sulle sue tracce, hanno raccolto la confessione.

Sono in corso accertamenti per chiarire le cause che hanno portato alla violenta discussione sfociata nell’omicidio. Il pubblico ministero di turno della Procura di Napoli, Ciro Capasso, ha disposto un fermo d’urgenza per omicidio volontario, provvedimento che dovrà ora essere sottoposto alla convalida del gip. La vittima è deceduta poco dopo l’arrivo in ospedale , lasciata da un’auto al pronto soccorso di Villa Betania. La salma è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia.

Piantedosi: l’Ice non potrà mai fare attività di polizia in Italia, alle Olimpiadi solo attività informative

Roma, 4 feb. (askanews) – Oggi c’è “l’opportunità di chiarire gli equivoci che da giorni circolano sulla presenza di investigatori di HSI (Homeland Security Investigations), sezione investigativa di ICE, che come tutti sanno ha compiti completamente diversi dalla ERO (Enforcement and Removal Operations), che opera sul territorio statunitense”. Così ha detto il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, nella informativa alla Camera sulla presenza in Italia degli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti d’America durante le Olimpiadi Milano-Cortina.

“Come vi illustrerò la collaborazione delle autorità italiane con questi investigatori ha una precisa base giuridica, risalente nel tempo e si è dimostrata particolarmente fruttuosa. Solo un paio di giorni fa è stata smantellata una rete internazionale di soggetti coinvolti nel grave reato di pedopornografia online, grazie al lavoro congiunto tra la nostra Polizia di Stato e proprio gli investigatori dell’Homeland Security Investigations. Il loro lavoro è stato determinante”, ha continuato il ministro che poi ha aggiunto: “Nell’occasione l’HSI ha messo a disposizione tecnologie avanzate che hanno permesso di infiltrarsi in comunità riservate di pedofili, di ricostruirne i flussi finanziari e individuare i responsabili. E questo non è un caso isolato”, ha detto ancora il ministro.

“La collaborazione con la medesima agenzia ha portato anche ad altri importanti risultati. Per citarne solo alcuni recenti, nell’aprile del 2022, la Polizia di Stato ha concluso l’Operazione Empire, con l’arresto di 7 narcotrafficanti operanti in ambito nazionale ed internazionale. L’indagine fu avviata grazie alle informazioni trasmesse proprio dall’Homeland Security Investigation – HSI – che stava conducendo, negli U.S.A., indagini su un traffico internazionale di sostanze stupefacenti”. “Nel dicembre 2023 l’attività di cooperazione tra l’HSI e il Nucleo Investigativo dei Carabinieri ha permesso di individuare una vasta attività di spaccio internazionale di Ossicodone dall’Italia verso gli Stati Uniti. Ancora nel 2023 con l’operazione ‘Mafia Starz’, l’HSI di Roma, ha collaborato a un’indagine pluriennale con la Polizia italiana contro un’organizzazione di trafficanti di ecstasy con base in Sicilia”, ha proseguito Piantedosi, nel corso dell’informativa alla Camera. “Tra gli ultimi casi, nell’ottobre 2025 l’addetto dell’Homeland Security Investigations (HSI) a Roma ha fornito informazioni cruciali che hanno portato all’arresto di un cittadino francese all’aeroporto internazionale di Bologna l’11 ottobre 2025, con circa 6 chili di eroina”, ha proseguito, il responsabile del Viminale.

“Inoltre fin dal 2011, e poi con cadenza periodica, delegazioni del Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, compresi rappresentanti dell’Agenzia ICE, sono stati accolti in Italia per visite e incontri finalizzati ad assicurare gli standard di sicurezza richiesti per l’inclusione dell’Italia tra i paesi beneficiari del Visa Waiver. Nulla di nuovo, dunque”, ha detto Piantedosi. Anzi, “la cooperazione in questione tra le autorità italiane e l’Homeland Security Investigations, risale a un accordo bilaterale del 2009, ratificato con legge nel luglio 2014, quando al governo c’era quella stessa opposizione che oggi mostra di indignarsi. Potrei insistere su questa contraddizione, ma non lo faccio perché quell’iniziativa del governo dell’epoca fu vantaggiosa in quanto l’accordo bilaterale tra Stati Uniti ed Italia sulla cooperazione di polizia nel contrasto ad alcuni delitti particolarmente gravi corrispondeva, e tuttora corrisponde, all’interesse di entrambi i Paesi, e contribuì ad aumentare la sicurezza dell’Italia”. “Dunque – ha sottolineato Piantedosi – la presenza di personale riconducibile all’Agenzia ICE non è di certo un’improvvisa e unilaterale iniziativa di compressione della nostra sovranità nazionale, come da taluni rappresentata, ma l’ottemperanza ad un’intesa internazionale giuridicamente vincolante e assunta dall’Italia nel pieno rispetto delle previsioni della Costituzione e delle prerogative del Parlamento”.

I membri dell’Ice “nel corso dei Giochi di Milano Cortina saranno impegnati solo in attività di analisi e scambio di informazioni con le autorità italiane. Come d’altronde fanno da anni in oltre 50 nazioni, Italia compresa, senza che nessuno si sia mai scandalizzato”, ha spiegato il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, aggiungendo: “Ribadisco nuovamente il punto centrale: l’ICE non svolge e non potrà mai svolgere attività operative di polizia sul nostro territorio nazionale. La sicurezza e l’ordine pubblico infatti sono assicurate esclusivamente dalle nostre Forze di Polizia. E tale principio non viene contraddetto dalle pur proficue collaborazioni investigative che, usualmente, vengono attivate a livello internazionale in circostanze del genere”. “Sul piano fattuale, gli investigatori di HSI che verranno in Italia, a supporto del personale già presente nelle sedi diplomatiche statunitensi, non sono agenti operativi e non hanno alcuna funzione esecutiva. Inoltre opereranno all’interno degli uffici diplomatici statunitensi e quindi non saranno neanche tecnicamente su suolo italiano”, ha proseguito Piantedosi, concludendo: “Sulla base di quell’accordo, svolgono sempre lo stesso tipo di attività di natura investigativa, senza che il governo abbia mai disposto o anche soltanto ipotizzato alcuna modifica al loro perimetro di azione né per le Olimpiadi né in vista di altri possibili scenari. E non è mai arrivata alcuna proposta o richiesta di modificare queste attività dalle autorità americane. Stiamo parlando dunque di una polemica completamente infondata”, ha aggiunto il responsabile del Viminale.

Vannacci, Conte: è problema serio per Meloni, tanti scontenti per piroette

Roma, 4 feb. (askanews) – Quanto sta accadendo a destra con l’uscita del generale Vannacci dalla Lega e la creazione di un nuovo partito di destra “è un problema serio per Meloni che aveva già la spina nel fianco di Salvini e grosse difficoltà con la Lega”. Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera il leader M5s Giuseppe Conte.

“Da domani le sue difficoltà aumenteranno perchè il bacino potenziale a cui potrebbe parlare una nuova formazione di destra è potenzialmente molto ampio. I delusi e gli scontenti che si sentono presi in giro dalle piroette di Meloni, sono tanti” conclude.

Vannacci,sondaggio YouTrend: Futuro Nazionale al 4%, toglie piu’voti a Fdi che a Lega

Roma, 4 feb. (askanews) – La scissione della Lega con la discesa in campo della lista Futuro Nazionale guidata da Roberto Vannacci produce un effetto sul quadro elettorale. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da YouTrend per Sky TG24, diffuso oggi dal canale all news. In questa prima rilevazione la lista si collocherebbe al 4,2%, risultando poco al di sopra della soglia di sbarramento nazionale anche in caso di aumento dal 3% al 4%. Il generale toglie più a FDI (23%) che alla Lega (18%), ma raccoglie anche da altri, indecisi e astenuti.

Dal punto di vista delle intenzioni di voto, l’introduzione della lista Vannacci comporterebbe una erosione di consensi soprattutto a destra: Fratelli d’Italia (-1,1%) e Lega (-0,9%) sono i partiti che registrano le perdite più evidenti, mentre Forza Italia subisce un impatto più contenuto (-0,2%). Nessun effetto significativo emerge invece sul campo del centrosinistra e sulle forze centriste, i cui consensi restano sostanzialmente stabili.

L’analisi dei flussi elettorali chiarisce la natura della nuova lista: poco meno della metà degli elettori della lista Vannacci proviene dall’area della destra parlamentare (Fratelli d’Italia e Lega), ma una quota rilevante arriva da formazioni minori, dall’area sovranista extraparlamentare (fra gli altri, Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo e Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi). Una quota minoritaria degli elettori di Futuro Nazionale, inoltre, arriverebbe da elettori che in precedenza si collocavano tra astenuti e indecisi (il 13,5% del totale della nuova lista). Nel complesso, i dati suggeriscono che in questa prima fase la lista di Vannacci potrebbe emergere più come fattore di redistribuzione interna all’area di destra e come canale di mobilitazione di elettori periferici o disallineati.

Il profilo personale e politico di Vannacci appare comunque fortemente polarizzante. Tra chi lo conosce, la non fiducia supera di gran lunga la fiducia (53% contro 14%), con una netta segmentazione politica: giudizi relativamente più positivi tra gli elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, e livelli di sfiducia quasi totali tra gli elettori di Partito Democratico e Alleanza Verdi-Sinistra. Molto rilevante anche la quota di elettori di centrodestra che sospendono il giudizio, rifugiandosi nel “non so”: addirittura il 48% degli elettori leghisti prende questa posizione, sottolineando la fluidità delle opinioni sulla figura di Vannacci in questo momento di conflitto con l’establishment salviniano.

Leonardo, lettera d’intenti con Indonesia per fornitura aerei M-346F

Roma, 4 feb. (askanews) – Leonardo ha firmato una lettera di intenti con PT ESystem Solutions Indonesia e il Ministero della Difesa della Repubblica di Indonesia “volto a collaborare per la fornitura e il supporto di aerei M-346 F Block 20”.

L’accordo, si legge in una nota, fa seguito alla selezione dell’M-346 da parte del Ministero della Difesa indonesiano in risposta alle sue esigenze operative e di addestramento.

La lettera d’intenti, spiega Leonardo, “comprende inoltre la localizzazione di un’ampia gamma di servizi di supporto, manutenzione, revisione e capacità di addestramento, oltre allo sviluppo del capitale umano. Le parti proseguiranno verso la successiva fase di negoziazione, volta al raggiungimento del contratto di fornitura, di prossima firma”.

Il nuovo standard di configurazione del velivolo nella variante ‘light combat’, denominato M-346 F Block 20, sarà equipaggiato con cockpit con Large Area Display (LAD), radar a scansione elettronica attiva, data-link Link 16, sistemi di difesa dotati di contromisure elettroniche e nuovi sistemi d’arma.

Trump: stiamo negoziando con l’Iran. Media: colloqui in Oman il 6 febbraio

Roma, 4 feb. (askanews) – Gli Stati Uniti stanno negoziando con l’Iran “proprio in questo momento”. Lo ha detto il presidente Donald Trump parlando nello Studio Ovale. Alla domanda su dove si terranno i colloqui, Trump ha risposto: “Ovunque… ce n’è più di uno”.

“Stanno negoziando. Vorrebbero fare qualcosa. Vedremo se qualcosa verrà fatto. Hanno avuto la possibilità di fare qualcosa tempo fa, ma non ha funzionato, e noi abbiamo fatto il Midnight Hammer”, ha aggiunto il presidente Usa, riferendosi all’attacco di giugno degli Stati Uniti al programma nucleare iraniano. “Non credo che vogliano che accada di nuovo. Vorrebbero negoziare. Stiamo negoziando con loro proprio ora”, ha dichiarato. Diverse fonti iraniane hanno successivamente riferito al sito Amwaj che i negoziati tra Iran e Stati Uniti si terranno il 6 febbraio in Oman, precisando che al momento non sono previsti colloqui diretti, intesi con le due parti nella stessa stanza. Anche il sito americano Axios ha riferito che i colloqui si terranno in Oman, citando una fonte araba secondo cui l’amministrazione Trump ha accolto la richiesta di Teheran di spostare dalla Turchia a Mascate la sede del negoziato, mentre sarebbero ancora in corso le consultazioni sull’eventuale partecipazione di funzionari della regione. Una fonte ha detto al sito Amwaj che l’unico funzionario che potrebbe essere presente è il primo ministro del Qatar.

Attacchi israeliani nella Striscia di Gaza: almeno 9 morti, tra cui un bambino

Roma, 4 feb. (askanews) – Almeno nove palestinesi sono rimasti uccisi negli attacchi messi a segno oggi dalle forze israeliane nella Striscia di Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa, citando fonti sanitarie. Cinque persone, tra cui un bambino, sono morte nei raid lanciati nei quartieri di Al-Zaytoun e Al-Tuffah, a est di Gaza City, mentre altri quattro palestinesi sono morti a Khan Younis.

Gli attacchi aerei sono stati lanciati dopo che le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno denunciato “una palese violazione dell’accordo di cessate il fuoco”, quando nella notte, “durante attività di routine nei pressi della Linea Gialla, terroristi hanno aperto il fuoco contro le truppe”, ferendo in modo grave un soldato. “Dopo aver individuato da dove erano stati esplosi i colpi, unità corazzate dell’Idf e aerei dell’aeronautica hanno condotto
attacchi mirati nella zona”, recita una nota delle Idf.

(foto di archivio)

Centro, un’offerta simile al “Patto per l’Italia”

Il bipolarismo come vincolo dogmatico

Il bipolarismo selvaggio, lo sappiamo da tempo, non è la risposta più congeniale, più funzionale e più coerente per la salute del nostro sistema politico. E, men che meno, per la stessa efficacia dell’azione di governo. Gli esempi sono molteplici per confermare questa valutazione. È sufficiente osservare il comportamento concreto di alcune forze politiche per rendersene conto.

Al riguardo, l’esempio del partito personale di Matteo Renzi è forse quello più plateale. In aperta ostilità a Giorgia Meloni per le note questioni legate alle consulenze dei parlamentari in carica con paesi esteri, è improvvisamente diventato il nemico più implacabile del Governo e, al contempo, il sostenitore più agguerrito dell’unità delle sinistre. Una coalizione che, oggettivamente e persino plasticamente, è del tutto alternativa rispetto alle storiche posizioni che l’ex premier fiorentino ha sostenuto lungo tutto il suo percorso politico. Al di là del trasformismo, del tatticismo esasperato e delle convenienze momentanee, resta il rispetto dogmatico dell’attuale bipolarismo.

Contraddizioni politiche e incoerenze di governo

In un contesto in cui, tanto a destra quanto soprattutto a sinistra, si moltiplicano contraddizioni, zone d’ombra e incoerenze politiche persino macroscopiche, diventa evidente la necessità di mettere in campo un’iniziativa politica, culturale e programmatica capace di mettere in discussione questo singolare e inedito impianto bipolare.

Soprattutto, occorre rilanciare quella coerenza politica e di governo che si è progressivamente dissolta negli ultimi anni. Non è più tollerabile, ad esempio, che attorno a un capitolo decisivo dell’azione di governo come la politica estera vi siano coalizioni radicalmente frantumate al loro interno. Nell’attuale alleanza di sinistra e progressista convivono stabilmente ben cinque posizioni diverse, che si riflettono nei documenti parlamentari, negli ordini del giorno e nelle risoluzioni presentate nelle Camere.

La vera sfida: lelettorato che non vota

La vera sfida, dunque, non è quella di incrinare il consenso delle opposte “curve sud”, ma, al contrario, saper intercettare un segmento consistente del Paese che non si sente più rappresentato dagli attuali schieramenti maggioritari e che, di conseguenza, si astiene dal voto.

È su questo terreno che si gioca la possibilità di una nuova iniziativa politica capace di ricomporre una domanda di rappresentanza oggi dispersa e silenziosa.

Riscoprire il Patto per lItalia”

Ecco perché riscoprire e rilanciare oggi un “Patto per l’Italia”, sulle orme di quello promosso nel lontano 1994 dal PPI delle origini di Franco Marini, Mino Martinazzoli e Gerardo Bianco, può rappresentare un progetto politicamente coerente, lungimirante, coraggioso e fortemente innovativo.

È il “Patto per l’Italia” a cui sta lavorando Carlo Calenda, insieme al suo partito e ad altre realtà politiche, culturali e associative che guardano in quella direzione.

Un centro riformista e di governo

Naturalmente, è necessario mettere in campo un’iniziativa politica larga, plurale, inclusiva e realmente riformista e di governo, capace di intercettare domande, istanze e richieste che provengono da molti settori della società italiana.

Un’operazione centrista autentica, schiettamente di governo, che vada oltre il recinto di un singolo partito e sia in grado di incidere realmente nella cittadella politica italiana. Questa può essere la vera carta politica da giocare per mettere in discussione le pesanti contraddizioni e le incongruenze di un bipolarismo sempre più malsano, opportunistico e bislacco.

 

Cultura di governo e partecipazione democratica

Un progetto di questo tipo potrebbe non solo reintrodurre quella “cultura di governo” che ha rappresentato uno degli aspetti costitutivi ed essenziali della lunga stagione democratico-cristiana, ma anche – e soprattutto – riportare alle urne persone e settori della società che si sono progressivamente allontanati dalla politica perché non riuscivano più a intravedere una concreta ed efficace offerta politica e programmatica.

Dibattito Referendum – Revisione costituzionale e giustizia: le domande che contano

[…] Dare linfa al dibattito pubblico, conservando il metodo scientifico proprio della nostra disciplina, è il senso profondo della nostra Giornata. Un metodo che non rinuncia al rigore analitico neppure quando il contesto politico è attraversato da tensioni forti e da semplificazioni contrapposte.

Origini della revisione e scelta del legislatore

Nel corso della Giornata indagheremo anzitutto le origini della revisione costituzionale: il suo essere frutto di un’iniziativa governativa e l’essere stata approvata senza variazioni rispetto al testo del disegno di legge iniziale.

Un dato che consente ai fautori della riforma di sottolinearne la portata limitata rispetto all’impianto complessivo del modello di magistratura delineato nel Titolo IV della Costituzione, ma che induce anche a interrogarsi sulla bontà di un simile approccio quando l’oggetto dell’iniziativa riguarda disposizioni costituzionali e istituti delicati come la magistratura, nel quadro dell’equilibrio dei poteri.

Oggetto e senso unitario della riforma

Vi è poi la necessità di comprendere meglio l’oggetto e il senso unitario della revisione. Il titolo della legge costituzionale pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale non consente infatti una decodifica precisa, anche in ragione delle diverse accentuazioni che, nel tempo e ancora in questi giorni, vengono proposte: separazione delle carriere (ma il testo parla di “distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti”), “riequilibrio” tra politica e magistratura, riconduzione del CSM a una prospettiva meramente amministrativa, e così via.

Eterogenesi o autogenesi dei fini

Un ulteriore interrogativo riguarda il rischio di una eterogenesi dei fini – rilevata da più parti soprattutto con riferimento al pubblico ministero – oppure, al contrario, di una loro autogenesi, nel senso che la matrice razionalmente unitaria della revisione possa essere ricondotta alla volontà di considerare i magistrati esclusivamente uti singuli e non uti socii.

Sorteggio e autogoverno

Sul tema del sorteggio, diversamente modulato per la componente togata e per quella cosiddetta laica all’interno del CSM e dell’Alta Corte, emerge una domanda di fondo, almeno per quanto riguarda la componente togata: come possono convivere il sorteggio e il principio dell’autogoverno, richiamato peraltro più volte nella relazione illustrativa?

Equilibrio o squilibrio dei poteri

Aleggia sull’intera riflessione una questione decisiva, emersa anche in un recente convegno di studio svoltosi a Roma presso l’Istituto Sturzo: la revisione costituzionale comporta un riequilibrio tra i poteri dello Stato o introduce, invece, uno squilibrio tra di essi?

Il referendum costituzionale: natura e problemi aperti

Infine, anche sui caratteri del referendum costituzionale sarà probabilmente necessario tornare con un ulteriore approfondimento.

Esso va qualificato come confermativo – come fa il decreto di indizione – oppure come oppositivo, o più semplicemente come “costituzionale”, cioè attinente alla garanzia della Costituzione secondo la sistematica del Titolo VI?

E quanto rileva, in presenza di richieste referendarie plurime, evenienza non disciplinata dalla legge n. 352 del 1970, l’eventuale diversità di formulazione dei quesiti? Quale può essere, su questo punto, l’estensione dei poteri dell’Ufficio centrale per il referendum?

Una riflessione dentro una tensione politica crescente

Le domande della nostra Giornata si collocano in un contesto di forte tensione politica che, anche negli ultimi giorni e nelle ultime ore, investe il funzionamento ordinario della giustizia e i rapporti tra governo e magistratura.

Mi fermo naturalmente qui. Andare oltre significherebbe invadere il territorio affidato all’introduzione e alle relazioni. Confido tuttavia che questo saluto introduttivo abbia restituito, almeno in parte, l’attenzione e la passione con cui io personalmente, il Consiglio direttivo e l’Associazione tutta guardiamo a questo Seminario di studi.

[…]

Prof. Renato Balduzzi, Presidente dell’Associazione italiana dei costituzionalisti

Dibattito Referendum – Un nodo irrisolto della giustizia italiana

Un dibattito aspro e una posizione politica sorprendente

Si è aperto nel Paese un dibattito dai toni aspri in vista del referendum costituzionale sulla divisione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

A ben vedere, la situazione appare paradossale: colpisce infatti la presa di posizione del Partito Democratico che, pur avendo sostenuto in un suo precedente programma la necessità della divisione delle carriere, oggi la combatte con argomenti speciosi, finendo di fatto per difendere il Codice di procedura penale di impianto fascista, nel quale giudice e accusatore sono accomunati nel processo inquisitorio.

La riforma del 1989 e i suoi limiti strutturali

Nel 1989 la riforma voluta dal ministro socialista Giuliano Vassalli avviò il percorso di trasformazione del processo penale. Tuttavia si trattò di una riforma rimasta incompiuta: se da un lato si è proceduto a una più netta divisione delle funzioni, dall’altro l’unicità delle carriere tra giudici e pubblici ministeri ha fatto sì che la riforma producesse effetti più formali che sostanziali.

Il giusto processo in Costituzione

Nel 1999, durante il governo Massimo D’Alema, il Parlamento votò all’unanimità la modifica dell’articolo 111 della Costituzione, fissando il principio del giusto processo e stabilendo che «ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a un giudice terzo e imparziale».

La riforma oggi in discussione tende precisamente a rafforzare l’imparzialità del giudice e a porre accusa e difesa su un piano di effettiva parità, come parti che si rivolgono a un giudice realmente terzo.

Tre giudici costituzionali per il Sì

Tre giudici emeriti della Corte Costituzionale – il presidente Augusto Barbera, di provenienza comunista e poi PD, il vicepresidente Nicolò Zanon, indipendente di area conservatrice, e il sottoscritto Giulio Prosperetti, già vicepresidente della Corte, con un passato nella DC e nel Partito Popolare – senza alcun coordinamento tra loro si sono espressi a favore del Sì al referendum sulla divisione delle carriere.

Assoluzioni e mancate archiviazioni

Secondo alcuni magistrati, l’alto numero di assoluzioni dimostrerebbe l’indipendenza del giudice rispetto al pubblico ministero. In realtà questo dato prova il contrario: vi sono molte assoluzioni perché vi sono poche archiviazioni preventive.

Il giudice, prima di rinviare a processo un imputato, dovrebbe operare un giudizio prognostico sull’esito del procedimento, poiché un’assoluzione che arriva dopo oltre dieci anni ha già compromesso irrimediabilmente l’immagine e la vita della persona coinvolta.

 

La colleganza tra giudice e PM

Solo un giudice realmente terzo può opporsi con autorevolezza alla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero. Se ciò non avviene, è proprio a causa dell’attuale stretta colleganza tra giudice e PM, favorita dall’unicità delle carriere.

Il CSM e la crisi delle correnti

Oggi il Consiglio Superiore della Magistratura è governato dalle correnti interne alla magistratura, come dimostrato dal recente scandalo Palamara. Si è trasformato il CSM in un organo rappresentativo, quando invece il disegno costituzionale lo prevede come organo di garanzia dell’indipendenza dei singoli giudici, incaricato di regolarne le carriere e la disciplina.

Attualmente anche rappresentanti dei pubblici ministeri siedono nel CSM e valutano la carriera dei magistrati giudicanti: come si può sostenere, allora, che i giudici siano indipendenti dai PM?

Un solo CSM: una scelta storicamente condizionata

Ci si chiede perché la Costituzione abbia previsto un solo CSM per magistrati giudicanti e requirenti e perché oggi se ne propongano due distinti. All’epoca dell’Assemblea costituente era in vigore il Codice Rocco, che non distingueva tra magistrati dell’accusa e giudicanti. I costituenti presero dunque atto di una legislazione che non prevedeva la divisione delle carriere.

Eppure il problema è sempre stato presente, ed è significativo che proprio la sinistra abbia storicamente sostenuto il principio del giusto processo oggi al centro del referendum.

 

Due CSM come organi di garanzia

Il CSM non deve essere un “parlamentino” dei magistrati, ma un organo di garanzia. La creazione di due CSM, coerente con la divisione delle carriere, risponde a una logica evidente.

Viene criticato il criterio del sorteggio per la nomina dei componenti, ma esso rappresenta invece una garanzia di reale indipendenza. La stessa Costituzione prevede il sorteggio all’articolo 135 per l’integrazione della Corte costituzionale nei giudizi contro il Presidente della Repubblica, così come per i giudici popolari in Corte d’Assise e per il Tribunale dei ministri.

LAlta Corte di Giustizia e la disciplina

L’ostracismo di una parte della magistratura si concentra sulla previsione dell’Alta Corte di Giustizia, cui verrebbe attribuita la competenza disciplinare oggi affidata al CSM. Attualmente troppe incolpazioni si concludono con assoluzioni o sanzioni irrisorie.

Anche qui l’indipendenza è garantita dal sorteggio, su una lista di soggetti con i requisiti richiesti per la nomina a giudice costituzionale, e da una composizione che prevede una significativa presenza di magistrati, anch’essi sorteggiati secondo criteri fissati dalla legge.

 

Una riforma da giudicare nel merito

Questa riforma va valutata per la sua capacità di rispondere ai problemi descritti. Va infine respinta l’affermazione secondo cui la magistratura perderebbe le proprie garanzie di indipendenza: si tratta di un argomento propagandistico, basato su una evidente falsità, poiché restano immutati l’articolo 104 della Costituzione sull’indipendenza della magistratura e l’articolo 107, che tutela l’autonomia del pubblico ministero.

Giulio Prosperetti, Vicepresidente emerito della Corte Costituzionale

Le famiglie affidatarie, una risorsa nascosta della società

Quando la famiglia viene meno

La cronaca racconta storie di minori a cui la vita sottrae la presenza e l’accudimento dei genitori naturali. Può trattarsi di accertata incapacità ad esercitare la responsabilità genitoriale, di veri e propri abbandoni, di comportamenti valutati inadeguati dall’autorità giudiziaria, di pene detentive con l’allontanamento del padre o della madre (o di entrambi) dal nucleo familiare, a volte di cause di forza maggiore (ad esempio malattie) che impediscono ai genitori naturali di adempiere ai loro doveri.

Cosa succederebbe a questi bambini – taluni in tenera età – o adolescenti, che vivono una delle fasi più delicate dell’esistenza, se non subentrassero istituti giuridici di tutela in grado di farsi carico di questa assenza, attraverso la presa in carico dei minori e dei loro vissuti, così gravidi di sofferenza e di ferite nascoste?

La comunità come soluzione provvisoria

In assenza di parenti adeguati, la necessità di un’accoglienza sollecita e protettiva suggerisce un’opzione comunitaria: quelle strutture che un tempo si chiamavano “collegi”. Qualche volta si tratta di una scelta voluta dai ragazzi stessi, pronti a tutto pur di sottrarsi a situazioni esistenziali insostenibili.

Altre volte, più spesso, si tratta di una soluzione vissuta con angoscia e desolazione, una sconfitta rispetto ai coetanei che hanno la fortuna di vivere in famiglia. Sovente la comunità è un provvidenziale luogo di transito, in attesa di una sistemazione più stabile.

 

Laffido: una casa, non un ripiego

Quella sistemazione più stabile è rappresentata dalla famiglia affidataria, dove pazientemente si può ricostruire un contesto di accoglienza e di affetti, di intimità domestica, di regole condivise, di buon esempio.

Ci sono famiglie che con pazienza e generosità si rendono disponibili ad accogliere nella propria casa bambini e adolescenti: li curano, li accudiscono, si occupano di loro con l’affetto e la dedizione di cui la vita, per un motivo o per l’altro, li ha privati. Molto spesso si tratta di genitori affidatari che hanno già una propria prole, e ciò rappresenta per i bambini affidati un valore aggiunto, perché possono vivere con coetanei l’esperienza di una nuova vita familiare.

Genitori per vocazione

Sommessamente vorrei ricordare queste persone che fanno del bene: padri e madri che non fanno distinzione di amore tra i propri figli e quelli altrui. Pur sapendo che un giorno, forse, dovranno restituirli alle famiglie naturali, e che non sarà un sollievo ma una rinuncia.

Non sono genitori “supplenti”, ma genitori per vocazione. Operano spesso in silenzio, gratuitamente, senza farsi pubblicità. In un mondo che ci sta abituando al male e al peggio, il bene non fa mai notizia.

Affido e adozione: una differenza di orizzonte

L’istituto giuridico dell’affido non è una diminutio rispetto alla vera e propria adozione. Differisce solo per la durata, prevedibilmente a termine, in vista di una restituzione ai genitori naturali, ovvero di un successivo provvedimento di adozione che può riguardare gli stessi affidatari o altri.

Responsabilità, garanzie, impegno

Sul piano delle cautele richieste per procedere a un affido, è necessario verificare tutte le garanzie di adeguatezza, serietà, disponibilità oggettiva, condizioni economiche per il mantenimento, continuità e requisiti morali dell’impegno che ci si assume.

I genitori affidatari sono consapevoli dei limiti temporali del mandato, ma sono persone che accettano questa responsabilità per sottrarre i minori a una fase di incertezza e precarietà della loro vita. Come detto, lo fanno per vocazione.

Essere genitori non è un mestiere

Essere genitori non è un mestiere, ma l’espletamento di una relazione affettiva primaria che valorizza e amplia il ruolo naturale e sociale della famiglia.

Don Alberto lascia. Dietro la decisione lacrime, domande, stanchezza, solitudine.

Caro Alberto,

scriverti questa lettera mi costa più di quanto riesca a dire.

Ci sono parole che sembrano pesare come pietre, e questa è una di quelle volte in cui il cuore arriva molto prima della penna.

Quando ho saputo dai media che stai lasciando il ministero, ho sentito dentro un silenzio strano, come quando una campana smette di suonare all’improvviso.

Non è stato solo sorpresa. È dolore. Un dolore vero, profondo, quasi fisico. Perché non stai semplicemente cambiando lavoro, non stai voltando una pagina qualunque: stai chiudendo una stagione sacra della tua vita.

Ti ho conosciuto come sacerdote nel pieno della tua manifestazione come influencer da oltre mezzo milione di follower. Non sempre ho condiviso il tuo stile, le tue proposte. Le ho rispettate.

Ho visto i tuoi occhi pieni di fuoco. Ho visto quanta verità c’era nel tuo dire. Non era entusiasmo ingenuo. Era dedizione. Era dono.

Per questo oggi fa male.

Fa male perché so quanto hai amato.

Fa male perché so quanto hai dato.

Fa male perché so che non te ne vai per leggerezza, ma forse dopo lotte che nessuno ha visto davvero.

E forse è proprio questo che stringe il cuore: sapere che dietro questa decisione ci sono lacrime, domande, stanchezza, solitudine. Una battaglia combattuta in silenzio.

Vorrei dirti mille frasi spirituali, citarti risposte facili, parlarti di piani misteriosi e di provvidenze nascoste. Ma sarebbero parole vuote. E tu meriti verità, non consolazioni di cartone.

La verità è che mi dispiace. Tanto.

Mi dispiace che il tuo cammino abbia preso questa piega.

Mi dispiace che il peso sia diventato troppo grande.

Mi dispiace che la gioia dei primi giorni si sia trasformata in fatica.

Mi dispiace perché probabilmente ha ceduto la tua fede.

Mi dispiace perché probabilmente è vento meno il tuo amore per Gesù Cristo.

Ho ascoltato con attenzione  e vivo interesse la tua ultima intervista. Scusa la franchezza: non ho condiviso nulla su che hai detto della Chiesa e del ministero del sacerdote quasi a giustificare  la tua scelta. Vorrò leggere il libro di cui hai anticipato l’uscita. Ma la Chiesa, caro Alberto, non è quella che dici tu. Troppo orizzontalismo nelle tue parole; hai sottolineato la burocrazia, i limiti, l’aspetto umano. Vero anche questo! Ma la Chiesa è soprattutto Gesù Cristo  che ha voluto trovare uno spazio tra le case degli uomini.

Ma non voglio farti delle prediche, anche perché tu le sai fare meglio di me. Desidero solo aggiungere che, insieme al dolore, c’è una certezza che non vacilla: il bene che hai fatto non si cancella. Mai. Spero solo che il bene grande che hai fatto soprattutto ai giovani, non venga meno perché si sentono delusi dal tuo abbandono.  A loro vorrei dire che prima di Alberto c’è Gesù Cisto!

Nessuna scelta futura può cancellare una sola confessione ascoltata con pazienza, una sola benedizione data con amore, una sola persona che hai rialzato quando non ce la faceva più. Tu hai seminato vita. E ciò che è stato seminato resta. Sempre.

Il sacerdozio non è solo una funzione. E quella, credimi, non te la toglie nessuno.

Anche se cambierai strada, anche se ti vestirai diversamente, anche se il mondo ti chiamerà in un altro modo… io continuerò a vederti così: un uomo che ha imparato a spezzarsi per gli altri.

E questa cosa non si “disimpara”.

Sei stato sacerdote nel gesto, nello sguardo, nel modo di ascoltare. E questo rimarrà nella tua carne, nel tuo modo di amare, nel modo in cui ti prenderai cura delle persone. Forse fuori dal ministero. Ma non fuori dalla tua verità.

 E poi lasciami dirti una cosa, con tutta la forza che ho: non sei il successo o il fallimento di un percorso. Non sei una tonaca indossata o tolta. Tu sei infinitamente di più. Sei stato mio confratello. E questo viene prima di tutto. Non ti giudico. Non potrei mai. Ti sto accanto. Con la tristezza di chi perde qualcosa di grande.

Ma anche con la fedeltà di chi non perde te.

Non smettere di cercare Dio solo perché hai cambiato strada. A volte Lui si nasconde proprio dove non pensavamo di trovarlo.

E qualunque cosa accada, ricordati questo: io ti voglio bene adesso esattamente come ieri. Forse di più. Perché oggi ti vedo più umano, più fragile, più vero. E l’amicizia nasce proprio lì.

Grazie per tutto quello che sei stato.

Grazie per quello che continui a essere.

Stai solo cambiando modo di camminare.

E io, se vorrai, camminerò al tuo fianco.

Con affetto, rispetto e dolore.

Don Tommaso

Lega, Salvini "spinge" fuori Vannacci "il disertore": è come Fini

Milano, 3 feb. (askanews) – Roberto Vannacci rivendica di essere “l’unica destra”, Matteo Salvini lo bolla con il marchio più infame per un militare: “Disertore”. Arriva così all’epilogo la liason politica tra “il generale” e “il capitano”: dopo neanche un anno – 10 mesi per l’esattezza – Vannacci lascia la Lega e lancia il suo “Futuro Nazionale” guardando alle politiche del 2027; Salvini risponde chiudendo la porta del centrodestra, cacciandolo dal gruppo dei Patrioti e liquidandolo così: “Fa il gioco della sinistra, ricordatevi la parabola di Fini”.

L’incontro tra i due, avvenuto lunedì a Roma, dunque non scioglie i nodi sul tappeto, la richiesta di una maggiore “agibilità politica” di Vannacci all’interno della Lega e la possibilità di “pesare” di più all’interno del partito con l’ingresso degli iscritti al “Mondo al Contrario”. Ma nulla trapela. La notizia esce solo nella mattinata di martedì. Vannacci non ha ancora annunciato nulla, ma dalla Lega fanno sapere: “Nè urla nè scenate, ma ormai ha deciso di uscire”. Bruciato dunque l’annuncio dell’eurodeputato, che se pure avesse ancora avuto qualche dubbio su tempi e modi, nel primo pomeriggio non può che ufficializzare: “Proseguo la mia strada da solo e vado lontano. Il mio impegno – da sempre – è quello di cambiare l’Italia. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo. Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci”. Riferimento in particolare al sì della Lega sul decreto Ucraina, contro il quale Vannacci ha operato il primo strappo grazie al “no” di due deputati leghisti a lui vicini, Sasso e Ziello. “La mia destra non è un menu à la carte, non è una sinistra sbiadita e un po’ meno alla moda – accusa ancora Vanancci – non è a geometria variabile come la famiglia queer e soprattutto non è moderata. Nessun pugile vince un incontro tirando ganci moderati. La mia destra è vera, coerente, identitaria, forte, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa. È l’unica destra che io conosca. Chi mi ama mi segua. Io inseguo un sogno e vado lontano”.

Passano poche decine di minuti, e Salvini ribatte ancora via social, mentre è in corso il Consiglio Federale del partito, con un post insolitamente lungo per il suo stile comunicativo. La scelte è “picchiare” sui temi della “lealtà” e dell'”onore”, cari all’immaginario della destra ma anche a quello del mondo militare: i verbi scelti per descrivere l’operazione Vanancci sono “disertare” e “tradire”. E poi la richiesta di lasciare il seggio a Bruxelles, “per coerenza”: “Ma la risposta – dirà in serata Salvini – ve la lascio immaginare… Per qualcuno conta più la poltrona della parola”.

In tv e in radio Salvini si dice convinto che “Vannacci non porterà nessuno nel suo partito”, ma certo i numeri dei sondaggi (sopra il 3% oggi per un sondaggio Yourtrend per SkyTg24) qualche preoccupazione la destano: tra i leghisti ci si fa forza pensando che “da qui alle politiche la strada è ancora lunga”, ma al tempo stesso c’è la consapevolezza che la competizione da destra di un soggetto non gravato da responsabilità di governo può essere pesante, sopratutto sui temi che la Lega di Salvini ha sempre cavalcato, a partire da immigrazione e sicurezza.

Ecco allora che l’uscita di Vannacci ridà fiato a chi non ha mai gradito la svolta a destra della Lega nazionale. Luca Zaia è il primo a parlare: “Vannacci era un corpo estraneo”, dice secco. Ma al Federale anche altri dirigenti di primo piano del partito – da Fedriga a Molinari – esultano per quella che viene vista come una “opportunità” per la Lega di tornare ad essere “il partito dei territori”.

Progetto “Le Vette”: hotel, residenze e rigenerazione urbana

Bolzano, 3 feb. (askanews) – Rubner Haus è stata incaricata della realizzazione del Boutique Hotel 4 stelle superior “Heritage Alps Hotel” e di quattro edifici residenziali all’interno del progetto “Le Vette” Cortina Exclusive Mountain Resort e City Hub, intervento di rigenerazione urbana in corso a Cortina d’Ampezzo. Il progetto, sviluppato da Renco per conto del Comune, interessa l’area dell’ex stazione ferroviaria e il suo contesto urbano. Abbiamo parlato con Martin Oberhofer ceo di Rubner Haus:

“La rigenerazione urbana è uno dei segmenti più rilevanti del mercato immobiliare italiano, secondo Confindustria Asso Immobiliare e Scenari Immobiliari potrà mobilitare oltre 660 miliardi di euro di investimenti nei prossimi 25 anni, generando oltre 100.000 posti di lavoro per un indotto complessivo di circa 1.900 miliardi di euro. Entro il 2050 allora saranno disponibili oltre 850 chilometri quadrati di aree rigenerative”.

L’obiettivo dell’intervento è la trasformazione di una zona strategica della città in un polo multifunzionale, capace di integrare servizi pubblici, residenze, ospitalità e spazi commerciali. Un’operazione pensata per rispondere alla carenza di infrastrutture e servizi, migliorando la fruibilità del centro cittadino sia per i residenti sia per i visitatori. È poi intervenuto Luigi Martinelli, Interior Designer Leader di RENCO:

“Il progetto di riqualificazione urbana a Cortina è un progetto molto importante per Renco perché è un progetto che genera valore, un valore sociale, è importante perché riqualifichiamo un’area che è stata dismessa per tantissimo tempo. All’interno di questo disegno urbano prendono vita quattro nuovi edifici residenziali per un totale di 27 appartamenti di alto profilo insieme ad un hotel quattro stelle superior. Il risultato sono edifici pensati per durare nel tempo, dove la sostenibilità è il punto di partenza, capaci di dialogare con il paesaggio alpino e di offrire un’elevata qualità dell’abitare e dell’ospitalità. Un progetto che genera valore per la città e che propone un modo contemporaneo e consapevole di vivere la montagna”.

All’interno di questo quadro, Rubner Haus curerà la costruzione delle componenti private del progetto, occupandosi del complesso alberghiero e degli edifici residenziali. Gli interventi prevedono l’impiego di strutture in legno e soluzioni orientate all’efficienza energetica, in dialogo con il paesaggio alpino e con l’assetto urbano esistente. Ha così concluso Martin Oberhofer ceo di Rubner Haus:

“In un progetto come le vette, il legno dà la possibilità di affrontare diverse sfide tecniche economiche, riduce il tempo in cantiere, limita il costo finanziario, aumenta la precisione in esecuzione e aumenta anche l’efficienza energetica.

In un contesto complessivo come quello urbano e turistico di Cortina, porta una maggior sostenibilità economica e minori rischi operativi”.

L’intero progetto segue i criteri delle certificazioni LEED e CasaClima, con attenzione alla gestione del cantiere, all’utilizzo di materiali compatibili e alla riduzione dell’impatto ambientale. “Le Vette” Cortina City Hub si inserisce così tra gli interventi che puntano a una riqualificazione strutturale del tessuto urbano, con un approccio integrato tra sviluppo, sostenibilità e servizi alla comunità.