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mercoledì, 21 Gennaio, 2026
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Greonlandia, Lagarde: impatto inflazione minimo, ma attenta su incertezza

Roma, 21 gen. (askanews) – I nuovi dazi annunciati dall’amministrazione Trump dovrebbero avere un effetto “minimo” sull’inflazione dell’area euro, che resta in “una buona posizione” sia dal punto di vista monetario, sia da quello economico. Ma la presidente della Bce, Christine Lagarde, afferma di essere “attenta” (non allarmata) dagli sviluppi con Usa-Ue sulla Groenlandia, a causa dell’incertezza che riportano all’improvviso.

“Oggi abbiamo un dazio medio salito al 12,7% e se guardiamo in media, per la zona euro”, con i nuovi dazi al 10% minacciati dal presidente Usa Donald Trump sui Paesi che vogliono inviare truppe in Groenlandia per “passeremo dal 12% al 15%. Bisogna essere calmi, bisogna guardare l’impatto e il modo in cui ci si organizza in futuro. Avremo un’inflazione molto leggermente influenzata e rialzata, ma siccome è sotto controllo l’impatto sarà minimo. Quello che è molto più grave è il livello di incertezza che è creato da queste continue svolte del presidente Trump”.

L’incertezza è il vero problema “perché quando sei un investitore, un datore di lavoro, quando pensi di chiedere un prestito, vuoi sapere quali sono le condizioni e se c’è una totale incertezza permanente non è buono. L’incertezza della fiducia non è buona non sono inquieta ma sono attenta, molto attenta a cosa faranno i leader, come usciranno” da questa situazione “se con un clima di ostilità o di cooperazione”, ha detto in una intervista alla radio francese Rtl.

“Sono in allerta attualmente – ha detto -. Sul piano monetario e sul piano economico siamo in una buona posizione, specialmente in quello monetario. Certamente abbiamo un’inflazione sotto controllo, un tasso di interesse al 2%. Penso che questa posizione sia buono. Sul piano economico possiamo fare meglio, sul piano del controllo delle finanze pubbliche dobbiamo assolutamente fare meglio. Quello che mi preoccupa – ha spiegato – è la rimessa in discussione di questi risultati di cui abbiamo motivo di essere piuttosto soddisfatti”.

Trump, il potere senza argini

A un anno dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, inevitabilmente l’attenzione di larga parte del mondo è concentrata sulla sua aggressiva politica estera, sui suoi possibili sviluppi e sulle sue motivazioni di base. Parzialmente – o completamente, dipende dai punti di vista – contraddittoria rispetto all’esasperato isolazionismo assunto a cardine filosofico della corrente MAGA. Molte domande, a tal fine, rimangono ancora senza risposta e meritano comunque necessari approfondimenti, che il prosieguo degli eventi aiuterà a svolgere.

Il fronte interno, vero terreno di allarme

Dove però le preoccupazioni dovrebbero essere ancora maggiori, per chi ha a cuore il destino democratico dell’Occidente e degli Stati Uniti d’America nel caso specifico, è il territorio USA, le sue città, le sue istituzioni. Perché questi dodici mesi trumpiani hanno visto la più pericolosa offesa al sano istituto democratico che mai gli sia stata recata da un Presidente.

Al punto che occorre davvero sperare che – indipendentemente dalle opinioni politiche di ciascuno – il sistema, sempre decantato, dei “pesi e contrappesi” possa venire aiutato e difeso (essendo oggi sotto attacco) da una vittoria dei Democratici alle prossime elezioni di metà mandato, a novembre.

L’idea plebiscitaria del potere

Non è possibile stilare qui il lungo elenco di scelte e di affermazioni in libertà che Trump ha posto in atto, a convalida di questa seria preoccupazione e della conseguente speranza appena espressa. Basterà dire che dalla grazia concessa agli assalitori del Campidoglio del 6 gennaio 2021 – molti dei quali ora in forza all’ICE, il corpo para-poliziesco utilizzato per “deportare” immigrati, clandestini o meno che siano – all’omicidio a Minneapolis della povera signora Good, l’anno trumpiano è stato riempito da una serie impressionante, continua e ininterrotta, di attacchi a città amministrate dagli avversari politici del Presidente.

Il tutto sulla base di un preciso mantra: «ho vinto le elezioni, dunque rappresento io la volontà popolare. Io sono l’unico limite alle mie decisioni».

Dall’assolutismo alla tentazione autocratica

Riecheggia l’assolutismo del Re Sole. Più modernamente, appare esplicitata l’ambizione autocratica che pare affascinare sempre più ambiziosi e spregiudicati politici, i quali allargano oltre le misure costituzionali consentite un potere acquisito in seguito a libere elezioni, per poterlo prolungare nel tempo e ampliarlo a dismisura. Da ciò derivano diverse conseguenze, tutte assai dirompenti.

Il Presidente attuale sta esercitando il potere affidatogli dalla Costituzione in nome del popolo non nell’interesse di tutto il popolo americano, come dovrebbe essere, ma solo di quella parte che lo sostiene: che lo ha votato e che continua ad apprezzarlo.

La logica dell’obbedienza e del terrore

Chi cambia posizione, chi critica, chi contesta pur provenendo da un precedente sostegno – nel Partito Repubblicano, nel movimento MAGA, ecc. – viene scaricato e insultato: «you’re fired!», come urlava Trump ai malcapitati concorrenti del suo show televisivo. È sufficiente una singola opposizione, un distinguo. Così si crea un clima di terrore che genera acquiescenza totale, sottomissione, silenzio.

Il resto degli americani, quelli che non lo hanno votato – dall’ex Presidente Biden all’ultimo degli immigrati – sono derisi, insultati, emarginati e, se necessario, combattuti direttamente.

L’assedio alle istituzioni indipendenti

Ne deriva che ogni posizione di responsabilità di emanazione presidenziale viene assegnata solo a persone di assoluta fiducia e totale fedeltà, indipendentemente da competenze acquisite, capacità dimostrate, merito effettivo. Ne deriva altresì una condizione per la quale ogni centro di potere e responsabilità indipendente viene attaccato con ogni mezzo per intimorirlo, indebolirlo, minarne la legittimità, svuotarlo di contenuti.

E così, in varia misura, sono state attaccate le diverse Agenzie Federali, il cui compito è l’applicazione concreta delle leggi emanate dal Congresso, istituite per garantire – al di là delle maggioranze pro tempore di governo – il buon funzionamento dei servizi per i cittadini: ordine pubblico, sanità, assistenza, lavori pubblici. FBI, FED, tribunali statali: nessuno si è salvato dall’attacco.

Preparare il terreno alla prossima vittoria

Un assedio che prosegue e che potrebbe anche abbattere ogni resistenza, considerando il tempo ancora a disposizione. Tempo che senz’altro verrà utilizzato da Trump per creare le premesse di una nuova vittoria elettorale, stavolta del Partito Repubblicano.

Segnali in questo senso si sono già visti con i cambiamenti attuati nella composizione dei collegi elettorali – una disfunzione consentita e utilizzata anche dai Democratici, a dire il vero – e soprattutto con l’attacco al voto per corrispondenza, considerato ostile ai Repubblicani e dunque sospettato di essere inquinato e facilmente soggetto a brogli.

Il settore privato sotto pressione

Non solo il settore pubblico. Anche quello privato – il motore dell’America capitalista – è stato posto sotto tiro. Università, media, artisti, studi legali, imprenditori. Le libere espressioni della società civile sono state aggredite, insultate, minacciate in varia guisa: dal taglio dei finanziamenti a quello delle frequenze televisive, tutta una pletora di strumenti ricattatori a disposizione del potere esecutivo è stata evocata, e talvolta concretamente utilizzata, per minarne l’autonomia di giudizio e la libertà di valutazione.

Finanche i big tecnologici, i detentori del vero potere di influenza sulle masse, hanno dovuto temere possibili ritorsioni – è accaduto persino a Elon Musk – trovando quindi il modo migliore, chi più convintamente, chi meno, per convivere con questo dispotico Presidente.

L’ora dei contrappesi

È una inquietante torsione illiberale quella cui stiamo assistendo negli Stati Uniti. C’è ancora tempo per fermarla, ma è evidente a questo punto che solo un voto fortemente oppositivo al Presidente, il prossimo novembre, potrà rimettere in funzione quei meccanismi di controllo dei suoi ampi poteri che i Padri Costituenti avevano previsto e voluto, per impedirne una pericolosa esondazione.

Davos contro il mondo

Che il mondo sia fortemente squilibrato a causa di un divario tra ricchi e poveri è cosa risaputa. Non si ripone alcun rimedio a questa andatura claudicate e prima o poi gli effetti, malgrado le strategie di accomodamento, si faranno avvertire. Chiedere ad un fisiatra del pianeta per maggiori spiegazioni. 

Povertà e disuguaglianze, una storia antica 

Precedentemente su “Italiani. Net” si è detto come in uno scritto a titolo “Si può sconfiggere la povertà?”, autore Marco Zupi, direttore scientifico del CeSPI, pubblicato un ventennio or sono, emergeva come 100 milioni di bambini lavorassero per strada, 250 milioni lavorassero in strutture, 300.000 erano bambini soldato, 1 milione di ragazze erano costrette a prostituirsi.

Nei paesi in via di sviluppo, dove vive l’80% della popolazione mondiale, il prodotto nazionale lordo pro capite era al meglio di 800 dollari contro i 22.000 dollari dei paesi industrializzati.

Ogni anno 30 milioni di persone morivano di fame e 800 milioni pativano una mal nutrizione. Nei paesi poveri la speranza di vita non superava i 40 anni, 1 miliardo non aveva accesso all’acqua potabile, 850 milioni erano analfabeti.

Concentrazione del potere

Come non bastasse, aumentava la concentrazione del potere economico in mano a pochi. Su 100 imprese multinazionali 90 erano d’Europa, Nord America ed Estremo Oriente. Le multinazionali controllavano il 25% della produzione mondiale con un volume d’affari di 11.000 miliardi l’anno. Le 10 principali imprese di comunicazioni avevano l’86% del mercato mondiale

Il patrimonio dei 3 principali miliardari mondiali era maggiore alla somma del prodotto nazionale loro dei 49 paesi sottosviluppati con i loro 600 milioni di abitanti.

La sentenza dell’Oxfam

Oggi cifre e numeri andrebbero aggiornate, probabilmente non in meglio. Il recente rapporto Oxfam ci dice che nel 2025 i miliardari nel mondo sono diventati più di 3.000, vantando una ricchezza netta aggregata di 18.300 miliardi di dollari, una concentrazione di potere niente male che ha a che fare anche con la sopravvivenza della democrazia. 

Si legge che “le fortune dei miliardari globali sono cresciute nel 2025 di 2.500 miliardi di dollari – una cifra quasi equivalente alla ricchezza totale detenuta dalla metà più povera dell’umanità, ossia 4,1 miliardi di persone”. Così il tasso di riduzione della povertà globale è rimasto invariato negli ultimi 6 anni e la povertà estrema è di nuovo in aumento in Africa. 

Finalmente Davos!

In questi giorni i potenti del mondo si vedono nell’annuale incontro a Davos dove si parlerà di criptovalute, intelligenza artificiale e semiconduttori, non di squilibri mondiali. Tra i protagonisti, assai più di maggior peso dei leaders politici, si annoverano Jamie Dimon di JpMorgan e Ken Griffin di Citadel, non ultimo Larry fink Amministratore delegato di BlackRock che gestisce fondi per 14.000 miliardi di dollari, poco più di una bazzecola.

Sembra che Davos abbia preso nome dal Davide della Bibbia e per una volta verrebbe da sognare per una vittoria di recupero di Golia a difesa di quelli che non sono invitati a tanta mensa. 

La legge del denaro impone la sua regola anche nel Board della Pace di Gaza. E’ voce di questi giorni che per sedersi a quel tavolo occorre tirare fuori 1 miliardo, altrimenti si resta fuori dai giochi. Più che un board sembra un abbordaggio a quel poco che resta di giustizia al mondo. Uno come Ghandi sarebbe insomma rimasto fuori.

Noblesse oblige

A dispetto del premio Nobel in qualche misura rivendicato da Trump per legittimare ciò che di buono si è fatto, non appare nelle azioni trumpiane un tratto di nobiltà che obbliga ad un certo stile e postura, l’assunzione di un dovere di comportamento che sia di esempio per l’umanità. Per chiarezza, anche gli altri leaders mondiali non spiccano per classe e cuore.

Un nuovo diritto

In generale, ovunque ci si soffermi, di questi tempi sul pianeta Terra sembra recuperarsi il valore non del “diritto di difesa” ma piuttosto quello di “offesa”. Si rivendica insomma il diritto di offendere non solo l’intelletto del prossimo ma anche il corpo e le sue sostanze.

Ogni diritto sembra ormai legittimamente poter rivendicare il suo riconoscimento e spazio di manovra. Una nuova conquista dell’umanità.

Il “lodo Bettini”: quando il merito scompare dalla politica

Dunque, se abbiamo ben capito, l’ex dirigente comunista e autorevole esponente del Pd della Elly Schlein e punto di congiunzione con i populisti dei 5 Stelle, Goffredo Bettini, sostanzialmente dice che dopo aver sostenuto per alcune settimane il Sì in vista del prossimo referendum costituzionale sulla giustizia, adesso afferma che voterà No per non portare consenso politico a Giorgia Meloni.

Una tesi, si può dire senza tema di essere smentiti, talmente arlecchinesca che rappresenta, però, anche il peggio di quello che può fornire la politica. A prescindere dalle singole fasi storiche e dalle stesse vicende politiche.

La politica ridotta a convenienza

Ora, e nel pieno e rigoroso rispetto di tutte le giravolte, i trasformismi, gli opportunismi e i tatticismi dei singoli, non possiamo non evidenziare che posizioni come quelle espresse da Bettini evidenziano, questo sì, la caduta di credibilità e di prestigio della politica italiana.

Perché se questo metro di misura diventasse la regola, non solo assisteremmo alla riproposizione della tradizionale e nefasta “doppiezza comunista” ma, soprattutto, dovremmo arrivare alla conclusione che tutti i provvedimenti, le leggi e le riforme non si giudicano affatto dal merito che dispiegano ma, al contrario, dall’odio o dal disprezzo che si provano nei confronti di chi rispettivamente li propone.

Il merito appare sacrificato 

Per cui, per fare un riferimento concreto alla mia storica esperienza di cattolico popolare e sociale cresciuto nell’area di Carlo Donat-Cattin, Franco Marini e Sandro Fontana, se qualcuno dovesse proporre una riforma elettorale di stampo proporzionale con le preferenze multiple e un piccolo premio di maggioranza alla coalizione vincente, sarei favorevole o contrario a seconda di chi avanza la proposta.

Un atteggiamento singolare, per non dire pericoloso, che non solo ripropone appunto la “doppiezza comunista” ma che, al contempo, introduce i disvalori del trasformismo e dell’opportunismo politicamente incommentabili.

Un criterio politico altamente discutibile

Insomma, le proposte o le riforme, secondo il singolare “lodo Bettini”, non si giudicano dal merito ma solo e soltanto dal tasso di simpatia e di disprezzo che si nutre nei confronti di chi le propone. E se si detesta o si odia il proponente anche il miglior progetto politico, legislativo e di governo va battuto e respinto pregiudizialmente.

Decadimento etico e crisi della democrazia

Ecco perché, e proprio di fronte a questi concreti atteggiamenti, parliamo di decadimento etico della politica, di crisi dei partiti e, soprattutto, di scarsa credibilità morale e politica delle classi dirigenti.

E questo perché quando il merito della contesa politica viene sacrificato sull’altare dell’odio nei confronti del nemico politico non c’è democrazia dell’alternanza che tenga. Perché l’unico criterio che prevale resta quello di criminalizzare politicamente l’avversario che nel frattempo è diventato un nemico da annientare e da distruggere.

Una tendenza regressiva

Una pesante ed irreversibile regressione del principio democratico, del confronto democratico e, soprattutto, della qualità della democrazia. Ma non stupisce affatto che i sostenitori di queste tesi sono coloro che quotidianamente impartiscono lezioni di moralità, di correttezza, di trasparenza e quindi di democrazia.

Purtroppo, è il vecchio vizio della sinistra italiana, ex o post comunista che sia: non cambia affatto la sostanza. E la prova inconfutabile l’ha fornita, per l’ennesima volta, proprio l’ex comunista Bettini.

Francesco Fabbri, una vita per la buona politica

L’anniversario sarà ricordato nella messa di domenica 25 gennaio alle 9.30 nella chiesa parrocchiale del suo paese di origine: il 20 gennaio 1977, a soli 55 anni di età, si spegneva per malattia lo statista Francesco Fabbri, nato il 15 agosto 1921 a Solighetto di Pieve di Soligo. Egli era allora Ministro della Marina Mercantile in carica nel terzo governo Andreotti.

Parliamo di una perdita immensa, che vide un popolo affranto, stordito e sgomento esprimere ai funerali nel Duomo pievigino, alla presenza delle più alte cariche dello Stato – con grandissimo affetto, con profonda riconoscenza – i sentimenti di stima e di eterna gratitudine per la vita buona, esemplare e in pienezza di un autentico servitore della Repubblica.

 

La memoria che resta intatta

A 49 anni dalla sua scomparsa, Francesco Fabbri non è mai stato dimenticato e continua ad essere compianto ma, soprattutto, rimpianto. La vivissima gratitudine per la sua figura e la sua opera encomiabile si è come tramutata in un sentimento di nostalgia e di ammirazione senza tempo, quasi in un sentire laico di devozione per uno statista che ha manifestato in concreto il senso autentico del servizio fattivo, disinteressato e generoso alla società e alle istituzioni.

Ancor oggi, quando si pronuncia il suo nome, si fermano dibattiti, confronti e contrasti di politica “politicante”, e ci si unisce in una sorta di riverente omaggio alla storia feconda di un cattolico coerente che ha donato la sua esistenza interamente al bene comune, interpretando al meglio i valori più alti e le istanze più vere degli uomini e delle donne della sua amata terra trevigiana.

Un “leader” che ha inventato percorsi, iniziative, attività, che ha saputo guardare all’oggi e al domani, e che con sguardo lungimirante ha rappresentato la libertà e la solidarietà, insieme, nella vita quotidiana delle istituzioni. Una memoria integra, alla quale concorrono fondazioni, associazioni, circoli, centri culturali, pubblicazioni, ma anche scuole, strade, piazze a lui intitolate, diffuse un po’ dovunque, perché la “consegna” di questi insegnamenti passi soprattutto alle giovani generazioni, nel segno di una speranza condivisa.

 

Una “vita illustre” della società e delle istituzioni

Prigioniero nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale, l’allora sottotenente di artiglieria alpina Francesco Fabbri aveva maturato proprio in questi luoghi di indicibile sofferenza e disumanità la sua decisione di dedicarsi al servizio politico.

Già sindaco di Pieve di Soligo e vicepresidente della Provincia di Treviso, deputato e senatore dc, vicino ad Amintore Fanfani, Fabbri aveva rivestito l’incarico di Sottosegretario di Stato al Tesoro nel secondo governo Andreotti nel 1972, e quindi nel quarto e quinto governo Rumor e nel quarto e quinto governo Moro, prima di diventare Ministro della Marina Mercantile nel luglio 1976.

La sua “vita illustre” ci racconta che fu insegnante elementare, direttore didattico, laureato in scienze agrarie, giovanissimo responsabile di Azione Cattolica e poi nei Maestri Cattolici, dirigente della CISL sindacato scuola, impegnato per le Comunità Emigranti con la rivista Il Campanile, presidente dell’ospedale civile Balbi Valier, membro del collegio sindacale in Banca Piva e consigliere nazionale UNCEM.

In pratica, Fabbri stabilì e coltivò sempre relazioni profonde con il territorio della Marca in tutte le dimensioni sociali, economiche e istituzionali, come a concretizzare e rendere efficace e credibile la dimensione sturziana dei “liberi e forti”, che hanno a cuore la società civile, i corpi intermedi, la democrazia sociale, l’idea di una Repubblica che fa sintesi e unisce nel segno della pace e del progresso morale e materiale dei suoi cittadini.

Tra le sue realizzazioni più significative non si può non ricordare la fondazione del Consorzio BIM Piave Treviso per l’avvio dell’opera di metanizzazione nella Marca, senza dimenticare i ruoli nell’ambito delle realtà della cooperazione territoriale: fu infatti tra i fondatori dell’Associazione dei Comuni della Marca Trevigiana, tra gli iniziatori e poi presidente della Cantina Sociale Colli del Soligo, nonché dirigente e presidente della Federazione Provinciale delle Cooperative Mutue di Treviso.

In questo senso, egli fu un convinto allievo, sostenitore e promotore sul campo delle visioni e delle azioni di un grande maestro della cooperazione, il sociologo ed economista cattolico Giuseppe Toniolo, altra geniale “vita illustre” della città di Pieve di Soligo.

Al servizio del bene comune

Fabbri va ricordato per la saldezza dei suoi valori e per la rettitudine dimostrate in tutto il suo percorso, e per una competenza eccellente in tema di regole, contenuti concreti della politica e buona amministrazione: modello e “icona” delle istituzioni repubblicane, alle quali seppe contribuire al meglio nella rinascita dell’Italia dopo la seconda guerra mondiale.

Animato da una profonda fede cristiana, egli si dedicò senza riserve alla politica intesa quale “forma esigente di carità”. Oggi abbiamo nostalgia per Fabbri e per il suo sguardo lungo di statista, ossia di servitore delle istituzioni, artefice di sviluppo e uomo libero che pensa e agisce per le generazioni del presente e del futuro.

«Il reticolato nudo e spinoso s’è destato al sole d’aprile e ha germogliato il fiore della libertà»: così Francesco Fabbri scriveva il 13 aprile 1945 nel suo diario di prigionia, mentre riassaporava il ritorno a casa, il rientro tanto agognato presso la sua gente dopo anni di indicibile dolore fisico e morale.

Oggi la sua lezione è intatta e i suoi insegnamenti di straordinaria attualità: la sua fede nella libertà ci aiuta a sperare ancora e a cercare di vincere l’assedio del reticolato delle gravi difficoltà del nostro tempo che ci intristiscono e ci affaticano. E se ora, ancora una volta, guardassimo sinceramente a lui e al suo luminoso esempio, non avremmo paura di provare a dare nuovo senso e nuovo vigore all’impegno cristianamente ispirato al servizio del bene comune, nonostante tutto.

 

Marco Zabotti

Rete culturale “Vite Illustri Pieve di Soligo – VIP”

Guasto all’Air Force One, Trump costretto a tornare indietro e cambiare aereo per arrivare a Davos

Roma, 21 gen. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump è ripartito per la Svizzera a bordo di un nuovo aereo dopo che un “piccolo problema elettrico” ha costretto l’Air Force One a invertire la rotta e tornare nel Maryland meno di un’ora dopo il decollo. Lo riportano i media americani citando funzionari della Casa Bianca.

Trump è atteso a Davos per il suo intervento al World Economic Forum, in programma alle 14:30, che potrebbe quindi subire ritardi.

Intanto, il Financial Times, citando sei funzionari, ha rivelato che l’annuncio previsto a Davos di un piano da 800 miliardi di dollari per la ricostruzione dell’Ucraina è stato rinviato a causa dei disaccordi tra Stati Uniti e Europa sulla Groenlandia e sul Board of peace proposto dagli Stati Uniti per Gaza.

Trump: "Fin dove voglio arrivare sulla Groenlandia? Lo scoprirete presto"

Roma, 21 gen. (askanews) – Fino a che punto è disposta ad arrivare l’Amministrazione statunitense sulla questione della Groenlandia? “Lo scoprirete presto”, ha detto Donald Trump rispondendo a una domanda dei giornalisti durante una lunga conferenza stampa alla Casa Bianca.

Trump ha sottolineato come al World Economic Forum di Davos “vi siano un gran numero di incontri in programma” per discutere la questione.

“Penso che succederà qualcosa che sarà molto positivo per tutti – ha aggiunto il presidente Usa -. Troveremo una soluzione che renderà la NATO molto felice e noi molto felici. Ne abbiamo bisogno per la sicurezza nazionale e globale”.

Quanto alla contrarietà manifestata dai groenlandesi a un’eventuale annessione, Trump ha glissato: “Non ho ancora parlato con loro, quando lo farò sono sicuro che rimarranno entusiasti”.

In Spagna nuovo incidente ferroviario, treno deraglia in Catalogna. Morto il macchinista

Roma, 20 gen. (askanews) – Un altro incidente ferroviario si è verificato in Spagna. A due giorni dalla tragedia in Andalusia, un nuovo deragliamento è avvenuto a Gelida, in Catalogna. Il bilancio parla di almeno 20 feriti, di cui cinque gravi. Morto il macchinista.

Secondo le prime ricostruzioni, a causa del maltempo, un muro di contenimento è crollato al passaggio di un treno. Interrotta la circolazione dei treni e attivati servizi alternativi. Le reti di emergenza lavorano per garantire che i binari tornino operativi in sicurezza.

Meloni verso summit Ue, dubbi su cerimonia "board" per Gaza

Roma, 20 gen. (askanews) – Il punto fermo dell’agenda di Giorgia Meloni è il Consiglio europeo straordinario a Bruxelles giovedì. Il tema è stato anche discusso nel vertice di governo di stamani, convocato per parlare – in primo luogo – del pacchetto sicurezza.

Il presidente Antonio Costa ha convocato i leader alle 19, per decidere la risposta da dare a Donald Trump, che ha annunciato dazi contro quei Paesi che hanno inviato piccoli contingenti di militari in Groenlandia.

“I dazi aggiuntivi proposti sono un errore” e la risposta sarà “ferma”, ha detto oggi la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che allo stesso tempo, però, invita gli Usa a evitare “una pericolosa spirale discendente”. Mentre il Parlamento Ue sospende l’esame dell’accordo sui dazi raggiunto la scorsa estate, Emmanuel Macron è l’alfiere della linea dura: quello che si sta delineando, ha detto, è “un mondo senza legge in cui il diritto internazionale viene violato”, ha aggiunto il capo dello Stato, denunciando “le ambizioni imperialistiche che stanno riemergendo”. Per questo l’Ue deve reagire a Trump, utilizzando lo strumento anti-coercizione, il cosiddetto “bazooka”. Non è questa la linea di Meloni, che a Bruxelles inviterà invece alla “prudenza” e al “dialogo”, ancora convinta di poter fare da mediatrice tra Bruxelles e il tycoon.

L’esercizio di equilibrio della premier tra le due sponde dell’Atlantico è però sempre più difficile. Giovedì mattina, a Davos, Trump ha organizzato una cerimonia per la nascita ufficiale del board of peace per Gaza. Meloni è stata invitata a farne parte ma sia nella maggioranza (lato Forza Italia) sia – secondo quando si apprende – al Quirinale ci sono molti dubbi sull’opportunità di partecipare all’organismo, in cui Trump ha voluto includere anche Vladimir Putin. Senza tener conto della quota di ingresso richiesta (un miliardo) che ha fatto parlare di “Onu personale”. Per questo la presidente del Consiglio non ha ancora deciso se andrà alla cerimonia di Davos e, eventualmente, in che modo partecipare, non escludendo di essere semplice spettatrice, senza firmare la carta istitutiva dell’organismo.

Dopo il Consiglio di Bruxelles, comunque, Meloni ripartirà subito: venerdì mattina, a Roma, è in programma il vertice intergovernativo Italia-Germania. A Villa Doria Pamphilj ritroverà il cancelliere tedesco Friedrich Merz, con cui condivide la linea ‘trattativista’ all’interno dell’Unione europea.

Trump alla Casa Bianca mostra foto degli arrestati in Minnesota nei blitz Ice e insulta gli immigrati somali

Roma, 20 gen. (askanews) – “La Somalia non è neanche un Paese, non hanno nulla che assomiglia a un paese. E se lo è, è considerato il peggiore al mondo”: lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, aprendo la conferenza stampa alla Casa Bianca e illustrando i risultati ottenuti dalla sua amministrazione nella lotta all’immigrazione irregolare. Trump ha rilanciato le sue critiche alla deputata democratica del Minnesota, Ilhan Omar, di origine somala, e agli immigrati somali, definendoli “persone con un quoziente di intelligenza molto basso”. Trump ha mostrato alla stampa le foto segnaletiche di alcune persone arrestate in Minnesota nell’ambito della lotta all’immigrazione irregolare – nei blitz condotti dall’Ice, durante uno dei quali è stata uccisa a Minneapolis da un agente la 37enne americana Renee Good – affermando: “Molti di loro sono assassini, spacciatori, persone cattive … volete vivere con queste persone?”. “In Minnesota, la criminalità è incredibile”, ha proseguito, attaccando quindi Omar, “una deputata corrotta”.

Nella conferenza stampa, il presidente Donald Trump ha definito “una tragedia, una cosa orribile” quando accaduto a Renee Good, uccisa da un agente dell’Ice in Minnesota, sottolineando che “lo direbbero tutti, anche l’Ice direbbe la stessa cosa”. “Capisco entrambe le parti”, ha aggiunto, rimarcando però che alcune delle persone che hanno protestato contro il comportamento tenuto dall’Ice sono “agitatori professionisti”.

Nella conferenza stampa in corso alla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump ha detto inoltre che si recherà in “un bellissimo posto in Svizzera”, aggiungendo: “Sono sicuro che sono atteso con grande gioia”. Trump sarà domani al World Economic Forum di Davos. Mentre su un altro fronte, Trump ha detto che gli Stati Uniti potrebbero coinvolgere la leader dell’opposizione venezuelana, il Premio Nobel per la pace Maria Corina Machado, nella politica del Paese caraibicoForse potremmo coinvolgerla in qualche modo. Mi piacerebbe molto poterlo fare. Maria, forse possiamo farlo”, ha concluso.

Dopo il blitz che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, Trump si è detto contrario ad affidare un ruolo a Machado, considerata priva di appoggi nel Paese e una personalità divisiva, preferendo la soluzione di continuità rappresentata dalla presidente Delcy Roriguez.

Prosegue lavoro governo su pacchetto sicurezza, norme slittano ancora

Roma, 20 gen. (askanews) – “Piena condivisione e sintonia” nel governo su una nuova stretta in materia di sicurezza ma perché il pacchetto messo a punto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi veda la luce in Consiglio dei ministri serve ancora un po’ di tempo: il vertice a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il titolare del Viminale, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, serve a fare il punto sulle nuove misure che, secondo quanto viene riferito, vedono tutti d’accordo ma non chiarisce quali entreranno immediatamente in vigore con un decreto legge e quali invece saranno destinate a un iter parlamentare più lungo attraverso un disegno di legge.

Sulla scia degli ultimi fatti di cronaca, da ultimo l’omicidio di Abanoub Youssef, ucciso all’interno di un istituto superiore di La Spezia con una coltellata dal compagno di classe Zouhair Atif, l’intenzione del governo è quella di far confluire nel decreto legge la stretta sulle armi da taglio e le norme sulla violenza giovanile, misure che nelle bozze del 13 gennaio (un decreto di 25 articoli e un ddl di 40 articoli) scorso erano previste nel ddl. Ma non c’è ancora nulla di definito. Tanto che appare ottimistica la previsione di Salvini che pronostica un varo delle norme già la prossima settimana.

L’iter e i tempi sono legati anche alle interlocuzioni del governo con il Quirinale, avviate alcuni giorni fa su alcune norme che avevano suscitato perplessità nel Colle, in modo particolare le norme che insistono sul diritto a manifestare e sulla gestione dei migranti. “Non c’è ancora il decreto, come si fa a storcere il naso se non sa che cosa si fa? Si preannuncia una stortura di naso? Non riesco a prevederlo. Io penso che siano norme assolutamente di buon senso, condivise e richieste dalle associazioni, dalle famiglie. Su cosa ci sarebbero perplessità?”, è il commento di Salvini. “Nessuno storce il naso – insiste il leader della Lega – se prendiamo provvedimenti nei confronti di chi non rispetta la legge, anche per quello che riguarda i cosiddetti ‘minori non accompagnati’ che oggi rimangono fino a 21 anni e spesso hanno 21 anni come me. Prevedere che chi commette un reato smetta di essere assistito e mantenuto a carico degli italiani, penso che sia una norma di buon senso quindi non penso che nessuno storcerà il naso”.

Dunque, a varare la nuova stretta a neanche un anno dalla conversione in legge del decreto sicurezza del 2025, con ogni probabilità non sarà il prossimo consiglio dei ministri bensì il successivo. “7 italiani su 10 – osserva il Ministro Piantedosi in un post su X – sono favorevoli alle nuove norme in materia di sicurezza che questo Governo sta per varare. Il dato, che emerge dall’ultimo sondaggio dell’Istituto Noto, va oltre i colori di partito e testimonia come la strada intrapresa, capace di offrire risposte concrete ai cittadini, sia ancora una volta quella giusta”.

La lettera di Eleonora, sopravvissuta alla strage di Crans-Montana: era un inferno, non so come sono uscita

Roma, 20 gen. (askanews) – “Era la mia prima volta in Svizzera. Avevamo organizzato una bellissima cena in appartamento e avevamo raggiunto la piazza per il conto alla rovescia. Eravamo felici, con la spensieratezza che si ha a questa età. E’ stato un caso trovarsi li, volevamo solo far durare la festa ancora un po’ e avevamo optato per Le Constellation. Non avrei mai immaginato che quella serata avrebbe stravolto le nostre vite in un istante”. E’ il racconto di Eleonora, una delle sopravvissute della strage di Crans-Montana, ora ricoverata al Niguarda di Milano, in una lettera inviata al Tg1.

“Una volta varcata la soglia tutto è precipitato. Sono stata spinta dalla folla e divisa da Filippo. Sapere lui al sicuro è stato il mio unico sollievo. Poi il fumo, e il calore che saliva, quella lingua di fuoco che arrivava dalle scale. Per la prima volta nella vita – ha aggiunto la ragazza – io che cerco sempre una soluzione, ho pensato di non farcela. Ero in trappola, l’aria era tossica. Ma nel buio qualcosa dentro di me ha lottato più forte della paura”.

“Non ho ricordi chiari di come sono uscita ma il mio istinto di sopravvivenza mi ha guidato fuori da quell’inferno. Adesso ci sono giorni fatti di sollievo e altri in cui prevalgono il bisogno di silenzio. So che la strada è lunga”, ha concluso.

"Perfetto imperfetto" è il nuovo album di Marco Masini

Milano, 20 gen. (askanews) – Il 6 marzo esce in CD e il 24 aprile in vinile “Perfetto imperfetto” (Momy Records, Concerto Music / BMG), il nuovo progetto discografico di Marco Masini, prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini e composto da 12 brani. Venerdì 23 gennaio sarà disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali “E poi ti ho visto cadere”, brano che anticipa il progetto discografico. “E poi ti ho visto cadere”, scritto e composto da Cesare Chiodo, Antonio Iammarino, Marco Masini e Simone Zampieri, tramite il testo e le scelte di arrangiamento racconta, con un sound e un ritmo coinvolgente e dinamico, il percorso emotivo di chi sceglie di chiudere una relazione. «”E poi ti ho visto cadere” è il racconto di una persona che decide di porre fine a una storia quando si accorge che il sentimento si è trasformato, e non si sente più innamorato – racconta Marco Masini – Ciò che accade dopo può essere inaspettato: assistere alla “caduta” dell’altra persona, dolorosa per entrambi, anche per chi lascia. L’arrangiamento accompagna il passaggio dalla spensierata energia iniziale di chi sente arrivare il momento di rinascere e di ripartire al momento in cui questa stessa energia si sgretola davanti alla disperazione della persona che si sta lasciando. L’amore era finito davvero?».

“Perfetto Imperfetto”, tredicesimo album in studio che esce a un anno e mezzo dal precedente lavoro “10 Amori”, riflette un cambiamento importante sia dal punto vista artistico che personale vissuto con consapevolezza da Marco.

«Questo album rappresenta per me una vera e propria evoluzione: nel pensiero, nel modo di interpretare e di raccontare ciò che ha segnato un cambiamento profondo, sia umano che professionale – spiega Marco Masini – È anche il frutto di molte collaborazioni con ragazzi appartenenti a una nuova generazione, dai quali ho imparato a comunicare in modi diversi, attraverso sonorità nuove, una diversa impostazione vocale e un differente approccio all’espressione delle emozioni e dei sentimenti. È un lavoro nato da grandi collaborazioni e da una squadra straordinaria, che ha condiviso con me sentimenti, riflessioni e la consapevolezza di questo cambiamento».

Roy Paci e Aretuska inviano a alzarsi e ballare

Milano, 20 gen. (askanews) – Il 23 gennaio Roy Paci pubblica con gli Aretuska il nuovo singolo “Ritmo s’alza” (Etnagigante/Altafonte Italia), un brano travolgente e senza confini. Fiati in primo piano, ritmo contagioso e spirito collettivo trasformano l’ascolto in una festa istantanea. Una traccia solare e pulsante che attraverso un brillante uso dello spanglish fonde new moombahton e latin vibes. Già dal titolo, il brano gioca su un doppio significato: “s’alza” come invito ad alzarsi, a muoversi, a reagire, ma anche un chiaro richiamo alla salsa, intesa non solo come genere musicale, ma come spirito, miscela di culture, calore e movimento. Un gioco di parole che racchiude perfettamente l’anima del pezzo e la poetica musicale di Roy Paci: contaminazione, apertura e ritmo come linguaggio comune.

“Ritmo s’alza” nasce dopo una bellissima festa multietnica nella zona di Tulum ed è stato scritto da Roy Paci insieme alla moglie Roxy, dj e producer, trasformando un’esperienza reale di incontro e condivisione in una canzone che invita a ballare senza barriere. Il ballo diventa così atto collettivo, momento di unione e allo stesso tempo mezzo per esorcizzare la tristezza, per ritrovare leggerezza e connessione con gli altri.

Al centro del brano c’è il ritmo, elemento primordiale e universale: ciò che, in ogni musica e in ogni parte del mondo, spinge il corpo a muoversi prima ancora della mente, il primo linguaggio che accomuna popoli e tradizioni, ed è proprio su questa forza istintiva che “RITMO S’ALZA” costruisce la sua energia contagiosa.

Con questo nuovo singolo, Roy Paci si conferma ancora una volta come artista e musicista curioso e libero, capace di attraversare generi e culture mantenendo un’identità forte e riconoscibile.

“RITMO S’ALZA” è un’esortazione chiara e diretta: alza il ritmo, alzati, balla, perché è proprio nel movimento condiviso che si ritrova energia, umanità e speranza.

Alleanza per l’Economia Circolare: promuove competenze e filiere

 

 

Milano, 20 gen. (askanews) – L’Alleanza Italiana per l’Economia Circolare sostiene l’eccellenza delle imprese nazionali per fare dell’Italia un modello di riferimento del settore. Nata come iniziativa privata nel 2017, l’Alleanza riunisce un gruppo di grandi realtà di settori diversi che lavorano insieme per la diffusione di best practice verso istituzioni, mondo imprenditoriale e comunità. Le aziende che compongono l’Alleanza sono nove: A2A, Aquafil, Cassa Depositi e Prestiti, Cisco Italia, Enel, Ferrovie dello Stato Italiane, Gruppo Hera, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Touring Club Italiano.

Per le aziende membri, l’Alleanza rappresenta una piattaforma di competenze, networking e progettualità che accelera l’innovazione, favorisce iniziative intersettoriali e investimenti a supporto delle filiere strategiche. A livello europeo contribuisce a rafforzare il ruolo dell’Italia nella transizione circolare e mira ad unificare le istanze di trasformazione industriale alle linee guida europee.

Per fare il punto sull’attività svolta l’Alleanza ha organizzato un evento in Cariplo Factory di Milano. Coerentemente con gli obiettivi del Manifesto firmato a dicembre del 2024, durante il 2025 sono state realizzati webinar e workshop interattivi per individuare aree per disegnare piattaforme di open Innovation e attività di advocacy a livello europeo con la produzione di un joint statement in ambito del Circular Economy Act 2026. L’evento è stata l’occasione per presentare le finaliste del programma di open innovation Call4Circular Solutions supportato dal Circular Economy Lab di Intesa Sanpaolo Innovation Center e Cariplo Factory. Su 81 candidature, il 12% proveniente dall’Europa, sono state selezionate 10 startup suddivise in tre cluster: materie prime critiche, digitalizzazione e tracciabilità di filiera e valorizzazioni di asset sottoutilizzati.

 

Scontro nel governo sulla Consob, in Consiglio dei ministri salta la nomina del presidente

Roma, 20 gen. (askanews) – Scontro nel governo sul presidente della Consob (la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) che dovrà prendere il posto di Paolo Savona, in scadenza a marzo. La nomina di Federico Freni, attuale sottosegretario all’Economia e deputato della Lega, data per certa da numerosi quotidiani oggi, ha fatto storcere il naso a Forza Italia tanto che la riunione lampo del Consiglio dei ministri non ha avviato la procedura per designare il successore di Savona.

Il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, ospite di prima mattina al programma Start di Sky TG24, non ci gira intorno: “Non ci ha mai convinto la designazione di un politico alla Consob. Noi rimaniamo su questa posizione: è bene che lì, siccome si tratta di questioni molto tecniche, ci sia un tecnico, un non politico di alto livello con grande esperienza”. Nevi aggiunge: “Non facciamo nomi, ci sono tante persone autorevoli che secondo noi potrebbero svolgere al meglio senza nulla togliere a Freni che è uno straordinario sottosegretario al Ministero delle Finanze e penso stia facendo bene. La Consob deve essere trattata in modo completamente diverso”.

Qualche dubbio arriva anche da Fratelli d’Italia. Il responsabile economico del partito di Giorgia Meloni e presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, commenta ad Affaritaliani: Freni “è una persona che ha tutte le caratteristiche per svolgere quel ruolo ma allo stesso tempo è una pedina importante nello scacchiere del Mef”. Il risultato è che quella che sembrava la nomina che avrebbe aperto la grande partita che quest’anno riguarderà le maggiori società partecipate dallo Stato e diverse Authority è stata rinviata.

Per il partito di Antonio Tajani, a quanto si apprende, Freni può essere indicato come componente della Consob (la Commissione è un organo collegiale composto da quattro membri più il presidente) ma è difficile che il leghista sia disposto a laciare l’incarico di governo e il seggio alla Camera per un ruolo che non sia quello di presidente. Fonti Lega intanto minimizzano e parlano “solo di un pasticcio, un’incomprensione che sarà risolta”.

Tempo ancora ce n’è, Savona scade l’8 marzo, anche se il governo era intenzionato a designare già da ora il suo successore per garantire l’entrata in carica del nuovo presidente in concomitanza con la fine del mandato del predecessore. La nomina del presidente Consob, come quella dei presidenti di altre Autorità indipendenti, infatti, non è immediata: dopo la designazione del Consiglio dei ministri, la proposta deve ottenere i pareri non vincolanti delle commissioni parlamentari competenti. Un iter che potrebbe rivelarsi lungo e andare oltre la scadenza di Savona con il rischio che il collegio sia costretto a deliberare con quattro componenti.

Scontro nel governo su Consob, in Cdm salta nomina presidente

Roma, 20 gen. (askanews) – Roma, 20 gen. (askanews) – Scontro nel governo sul presidente della Consob che dovrà prendere il posto di Paolo Savona, in scadenza a marzo. La nomina di Federico Freni, attuale sottosegretario all’Economia e deputato della Lega, data per certa da numerosi quotidiani oggi, ha fatto storcere il naso a Forza Italia tanto che la riunione lampo del Consiglio dei ministri non ha avviato la procedura per designare il successore di Savona.

Il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, ospite di prima mattina al programma Start di Sky TG24, non ci gira intorno: “Non ci ha mai convinto la designazione di un politico alla Consob. Noi rimaniamo su questa posizione: è bene che lì, siccome si tratta di questioni molto tecniche, ci sia un tecnico, un non politico di alto livello con grande esperienza”. Nevi aggiunge: “Non facciamo nomi, ci sono tante persone autorevoli che secondo noi potrebbero svolgere al meglio senza nulla togliere a Freni che è uno straordinario sottosegretario al Ministero delle Finanze e penso stia facendo bene. La Consob deve essere trattata in modo completamente diverso”.

Qualche dubbio arriva anche da Fratelli d’Italia. Il responsabile economico del partito di Giorgia Meloni e presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, commenta ad Affaritaliani: Freni “è una persona che ha tutte le caratteristiche per svolgere quel ruolo ma allo stesso tempo è una pedina importante nello scacchiere del Mef”. Il risultato è che quella che sembrava la nomina che avrebbe aperto la grande partita che quest’anno riguarderà le maggiori società partecipate dallo Stato e diverse Authority è stata rinviata.

Per il partito di Antonio Tajani, a quanto si apprende, Freni può essere indicato come componente della Consob (la Commissione è un organo collegiale composto da quattro membri più il presidente) ma è difficile che il leghista sia disposto a laciare l’incarico di governo e il seggio alla Camera per un ruolo che non sia quello di presidente. Fonti Lega intanto minimizzano e parlano “solo di un pasticcio, un’incomprensione che sarà risolta”.

Tempo ancora ce n’è, Savona scade l’8 marzo, anche se il governo era intenzionato a designare già da ora il suo successore per garantire l’entrata in carica del nuovo presidente in concomitanza con la fine del mandato del predecessore. La nomina del presidente Consob, come quella dei presidenti di altre Autorità indipendenti, infatti, non è immediata: dopo la designazione del Consiglio dei ministri, la proposta deve ottenere i pareri non vincolanti delle commissioni parlamentari competenti. Un iter che potrebbe rivelarsi lungo e andare oltre la scadenza di Savona con il rischio che il collegio sia costretto a deliberare con quattro componenti.

Agli I-DAYS Milano ci sarà A$AP ROCKY icona dell’hip-hop mondiale

Milano, 20 gen. (askanews) – Alla lista dei grandi nomi internazionali protagonisti dell’edizione 2026 degli I-DAYS Milano Coca-Cola si aggiunge una delle icone assolute dell’hip-hop mondiale: A$AP ROCKY.

Il poliedrico artista, imprenditore, attore e punto di riferimento di stile, approderà per la prima volta dal vivo nel nostro paese giovedì 10 settembre e ha scelto gli I-DAYS Milano Coca Cola (Ippodromo Snai San Siro) per l’unico appuntamento italiano del suo tour mondiale.

A$AP ROCKY arriverà sul palco degli I-DAYS Milano Coca-Cola portando dal vivo “Don’t be dumb”, il nuovo album pubblicato lo scorso venerdì che arriva a distanza di ben otto anni dal precedente lavoro. Il suo ritorno discografico ha generato un’attenzione globale senza precedenti ancora prima dell’uscita ufficiale con oltre 130.000 copie in vinile vendute in pre-order e il primato di album hip-hop più pre-salvato di sempre su Spotify superando 1 milione di pre-save.

Tra le figure più influenti della musica internazionale, A$AP ROCKY ha totalizzato ad oggi oltre 25 miliardi di stream e 5 miliardi di visualizzazioni su YouTube. Nel 2018, dopo due album d’esordio al primo posto della Billboard 200 “LONG.LIVE.A$AP” e “AT.LONG.LAST.A$AP”, ha pubblicato l’attesissimo terzo album in studio, “TESTING”, che ha superato 1 miliardo di stream a livello globale e ha debuttato al primo posto su iTunes in 16 Paesi al momento dell’uscita.

I due brani che precedono l’album, “Punk Rocky” e “Helicopter”, hanno creato un’enorme attesa per “DON’T BE DUMB”. “Punk Rocky” è stato definito da Variety come “un nuovo standard in termini di umorismo e surrealtà” per Rocky, mentre Rolling Stone aveva affermato che “l’album di prossima uscita si preannuncia come uno dei più creativi di Rocky”. L’incredibile livello di creatività si vede fin dalla copertina firmata con il pluripremiato regista Tim Burton che presenta sei dei personaggi più rappresentativi di Rocky rivisitati nell’inconfondibile stile del visionario regista. Ogni personaggio del cast offre una finestra su momenti indimenticabili della carriera di Rocky. L’elenco degli alter ego include GR1M, MR. MAYERS, RUGAHAND, BABUSHKA BOI, DUMMY e SHIRTHEAD, che preparano il terreno per l’universo narrativo in continua evoluzione di “DON’T BE DUMB”. Ma non è solo Burton ad aver dato il suo contributo. Anche due importanti brand con Quince e Bilt hanno preso parte al progetto realizzando un prodotto senza tempo, che sfuma il confine tra musica, design e prodotto culturale. Questo album arriva sulla scia di un anno memorabile per Rocky, anno in cui è stato co-presidente del Met Gala 2025, ha recitato in due lungometraggi prodotti da A24 (Highest 2 Lowest diretto da Spike Lee e If I Had Legs I’d Kick You diretto da Mary Bronstein, vincitore del Golden Globe) è stato annunciato come direttore creativo di Ray-Ban ed è stato nominato nuovo ambasciatore della maison Chanel.

I biglietti per questo appuntamento saranno disponibili in prevendita sull’app I-DAYS e su My Live Nation dalle 9:00 di lunedì 26 gennaio e in vendita generale dalle ore 9:00 di martedì 27 gennaio su ticketmaster, ticketone e vivaticket.

Dopo gli annunci di Florence + The Machine, System of a down, Queens of the stone age, Acid bath, Foo fighters, Idles e Fat dog, David Guetta e Maroon 5, l’arrivo di A$AP ROCKY, una delle icone dell’hip-hop mondiale, arricchisce un cast già memorabile confermando il ruolo dominante della concert series milanese all’interno dei circuiti live internazionali.

Dal 1999 ad oggi gli I-DAYS sono diventati simbolo di un cast artistico di alto livello e sempre attuale che risponde alle esigenze di un pubblico davvero appassionato di musica e ogni giorno più attento e variegato.

Questo il calendario aggiornato: 25 giugno 2026 Maroon 5 Ippodromo Snai San Siro **Unica data italiana 03 luglio 2026 Florence + The machine Ippodromo Snai San Siro 06 luglio 2026 System of a down Ippodromo Snai la Maura **Unica data italiana Queen of the stone age Acid bath 05 luglio 2026 Foo fighters Ippodromo Snai la Maura **Unica data italiana Idles Fat dog 6 settembre 2026 David Guetta Ippodromo Snai San Siro **unica data italiana 10 settembre A$AP ROCKY Ippodromo Snai San Siro **Unica data italiana

Il 2026 dei Musei Civici di Venezia: "Cultura come inclusione"

Venezia, 20 gen. (askanews) – Tredici musei per raccontare storie che vanno dagli Etruschi e Veneti fino alla pittura di Jenny Saville, dalle vedute del Guardi alle ultime ricerche in tema di vetro di Murano. A Ca’ Rezzonico a Venezia è stato presentato il programma 2026 dei Musei Civici, con uno sguardo che abbraccia anche la laguna e Mestre.

“Sarà un anno ricco di novità, ricco di musei inclusivi, aperti a un pubblico sempre più vasto – ha detto ad askanews Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei civici di Venezia -. Saremo presenti sia a Venezia, nelle isole, e anche in terraferma dove stiamo facendo un lavoro egregio, proprio per essere sempre di più aperti a un pubblico non solo nazionale ma internazionale, ma soprattutto che possano accedere tutte le persone con le disabilità”.

Dalla zona di San Marco, con Palazzo Ducale a fare da principale polo attrattivo, ma anche con il Museo Correr, da Ca’ Pesaro al Museo Fortuny, per arrivare ai musei del Settecento e poi fino a Burano e Torcello, l’agenda dei Musei Civici è ricca e variegata, e risponde a un’idea di offerte culturali aggiornata ai giorni nostri.

“I musei non sono solo più degli spazi dove creare delle mostre, ma quello che noi stiamo cercando di fare è proprio quello di creare degli spazi sempre più aperti, perché i musei devono essere condivisi, devono essere a portata di tutti. Soprattutto noi stiamo facendo un lavoro soprattutto per le nuove generazioni, quindi il museo deve essere proprio un ambiente sereno dove poter creare delle opportunità, le nuove generazioni e parlo dei nostri figli e dei nostri nipoti in modo che capiscano quanto sia inclusiva e quanto è importante il mondo della cultura per tutti noi”.

Un’importanza che a Venezia si sente anche di più, e che permea la stessa forma della città.

Il ritorno di Harry Styles: esce col singolo "Aperture"

Milano, 20 gen. (askanews) – Venerdì 23 gennaio uscirà in digitale e sarà in radio “Aperture”, il nuovo singolo della superstar e vincitore di Grammy Awards Harry Styles, primo estratto dal suo attesissimo quarto album di inediti, “Kiss All The Time. Disco, Occasionally.”, in uscita il 6 marzo.

L’album, che vedrà Kid Harpoon come produttore esecutivo e sarà composto da 12 nuove tracce, è disponibile in pre-order (QUI) nelle versioni CD e LP Standard (su Sony Music Store e presso tutti i retailers), LP nero Esclusiva Discoteca Laziale (Indie Exclusive) ed LP blu Esclusiva La Feltrinelli (Blue Vinyl). Sul sito ufficiale dell’artista, sono inoltre disponibili in pre-order LP in edizione limitata, merchandise esclusivo e box set.

Atletica, Jacobs: "Felice di tornare con Camossi"

Roma, 20 gen. (askanews) – “Sono felice di tornare a lavorare con Paolo Camossi. Insieme abbiamo scritto una grande pagina dello sport italiano, insieme crediamo di poterne scrivere altre”. Parla Marcell Jacobs, dopo l’annuncio del presidente FIDAL Stefano Mei della rinnovata collaborazione tecnica tra l’oro olimpico di Tokyo e il coach che l’ha accompagnato verso le imprese dei Giochi.

“Le ripartenze fanno parte della mia vita, non solo sportiva – aggiunge il 31enne azzurro delle Fiamme Oro – Il percorso di ognuno è fatto di cadute e risalite: esperienze che non devono abbattere, ma aiutare a rinascere e fare sempre meglio. Prima di prendere decisioni sul mio futuro dovevo ritrovare le motivazioni di fondo, le stesse di quando ero ragazzo, quelle che mi hanno portato al doppio oro di Tokyo. Correre, gareggiare è ciò che amo ed è quello che so fare”.

“Ha detto bene il presidente FIDAL Stefano Mei: è un nuovo inizio e siamo tutti fiduciosi – continua Jacobs -. Oggi il nostro orizzonte è Los Angeles 2028. Ora si torna al lavoro, per dare nuove emozioni e soddisfazioni a chi ci ha sempre seguito, nei successi e nelle sconfitte. È anche per loro che abbiamo preso questa decisione”

Mercosur e dl Ucraina, le spine (leghiste) per Meloni in Parlamento

Roma, 20 gen. (askanews) – Aumentano i distinguo della Lega sulla politica estera del governo, a trazione Fdi. L’ultimo capitolo in ordine di tempo è il dossier ‘Mercosur’.

Giorgia Meloni – in cambio di diverse concessioni – si è alla fine convinta a dare il via libera dell’Italia all’accordo di libero scambio tra l’Ue e un blocco di paesi dell’America del Sud, tanto che il presidente argentino, l'”amico” della premier, Javier Milei, l’ha ringraziata (“il suo impegno è stato cruciale per il successo di questo negoziato”). Una decisione sostenuta dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Oggi però, giorno della protesta dei trattori a Bruxelles, la Lega si è messa rumorosamente di traverso: il vicepresidente del Senato Marco Centinaio ha esplicitato il ‘no’ al Mercosur paventando “l’invasione” di prodotti del Sud America e ha annunciato: “il nostro voto sarà decisamente contrario”. Così come il responsabile economico Alberto Bagnai: “è inefficace”, ha tagliato corto citando in Tv uno studio della Commissione europea su un impatto dello 0,1% strutturale per l’Italia. Mentre gli eurodeputati salviniani con i Patriots hanno confezionato un ricorso alla Corte di Giustizia sulla compatibilità dell’accordo con i trattati. Posizione che, nelle file delle opposizioni, è condivisa dal Movimento Cinque Stelle (in forza anche loro nella città belga), Avs e dai Verdi europei.

Interpellato sui distinguo della Lega, il presidente dei Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha negato che il tema possa rappresentare un altro problema di disallineamento all’interno dell’esecutivo. Come sull’Ucraina, dove Bignami, intercettato in Transatlantico, ha puntualizzato che il voto del partito di Salvini sulla risoluzione del centrodestra non è mancato. Anche se c’è stata la defezione di tre parlamentari leghisti (il ‘no’ di Edoardo Ziello e Rossano Sasso che si sono detti pronti a replicare il ‘copione’ al prossimo appuntamento e la non partecipazione al voto del ‘fedelissimo’ Claudio Borghi). E non è escluso, secondo quanto si apprende, che potrebbe aumentare il numero degli ‘assenti’ sul decreto che proroga l’invio delle armi a Kiev, atteso a febbraio.

C’è poi la politica del presidente Donald Trump. Mentre la presidente del Consiglio è alle prese con un complesso equilibrismo dettato dal ruolo che si è auto-assegnata di mediatrice tra gli Usa e l’Unione europea sempre più complesso dopo la detonazione del caso Groenlandia, il leader Iv Matteo Renzi ironizza su X: “la Lega festeggia per i dazi di Trump e lotta contro gli accordi commerciali del Mercosur. Ragazzi, non scherziamo: si tratta del partito che esprime vice premier e ministro dell’economia del governo Meloni. Ma davvero Confindustria, il Nord, gli imprenditori continuano a tacere?. Mai visto un appiattimento delle categorie così imbarazzante. Crolla la produzione industriale e gli imprenditori fanno la standing ovation a chi li massacra. Contenti loro, scontenti tutti…”, conclude Renzi.

Maltempo, la Protezione civile: allerta rossa in Sardegna, Sicilia e Calabria

Roma, 20 gen. (askanews) – Una circolazione depressionaria centrata sulla Tunisia continua a determinare maltempo e a richiamare correnti umide sud-orientali sulle regioni meridionali italiane. Sono attese, quindi, precipitazioni abbondanti e persistenti su Sicilia e Calabria, specie sui versanti orientali, e intensa ventilazione di Scirocco che raggiungerà intensità di burrasca forte e raffiche fino a tempesta, con forti ed estese mareggiate sulle coste esposte.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che fa seguito a quello emesso in precedenza.

L’avviso prevede il persistere di venti di burrasca dai quadranti orientali, con raffiche fino a tempesta su Sicilia e Calabria, con forti mareggiate sulle coste esposte. Si prevede, inoltre, il persistere di precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale: sulla Sicilia, specie settori nord-orientali, e sulla Calabria, specie settori ionici, dove assumeranno carattere nevoso sopra i 1000-1200 metri. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e locali grandinate.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, mercoledì 21 gennaio, allerta rossa sul versante centro-meridionale della Sardegna, sul settore nord-orientale della Sicilia e sul settore ionico meridionale della Calabria. Valutata, inoltre, allerta arancione su alcuni settori di Sardegna, Sicilia e Calabria, gialla in Puglia, Basilicata e sui restanti territori di Sardegna, Sicilia e Calabria.

La Corte Suprema Usa non si pronuncia sui dazi di Trump, la decisione slitta al 20 febbraio

Roma, 20 gen. (askanews) – La Corte Suprema degli Stati Uniti non si è pronunciata martedì sui dazi imposti dal presidente Donald Trump, il che significa che probabilmente ci vorrà almeno un altro mese prima che una decisione, sulla controversa politica economica messa in atto contro tutti paesi del mondo, venga assunta.

La prossima data possibile per una decisione sui dazi è il 20 febbraio. Le argomentazioni del 5 novembre suggerivano che la maggioranza dei giudici fosse scettica sul fatto che Trump avesse l’autorità di imporre i dazi in base a una legge del 1977 che conferisce al presidente poteri speciali in situazioni di emergenza. Intanto prendono tempo per studiare il caso, che potrebbe rivelarsi una grande sconfitta legale per Trump. Oggi il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent ha affermato di ritenere però molto improbabile una bocciatura. (fonte immagine: The White House).

Mercosur e dl Ucraina, le spine (leghiste) per Meloni in Parlamento

Roma, 20 gen. (askanews) – Aumentano i distinguo della Lega sulla politica estera del governo, a trazione Fdi. L’ultimo capitolo in ordine di tempo è il dossier ‘Mercosur’.

Giorgia Meloni – in cambio di diverse concessioni – si è alla fine convinta a dare il via libera dell’Italia all’accordo di libero scambio tra l’Ue e un blocco di paesi dell’America del Sud, tanto che il presidente argentino, l'”amico” della premier, Javier Milei, l’ha ringraziata (“il suo impegno è stato cruciale per il successo di questo negoziato”). Una decisione sostenuta dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Oggi però, giorno della protesta dei trattori a Bruxelles, la Lega si è messa rumorosamente di traverso: il vicepresidente del Senato Marco Centinaio ha esplicitato il ‘no’ al Mercosur paventando “l’invasione” di prodotti del Sud America e ha annunciato: “il nostro voto sarà decisamente contrario”. Così come il responsabile economico Alberto Bagnai: “è inefficace”, ha tagliato corto citando in Tv uno studio della Commissione europea su un impatto dello 0,1% strutturale per l’Italia. Mentre gli eurodeputati salviniani con i Patriots hanno confezionato un ricorso alla Corte di Giustizia sulla compatibilità dell’accordo con i trattati. Posizione che, nelle file delle opposizioni, è condivisa dal Movimento Cinque Stelle (in forza anche loro nella città belga), Avs e dai Verdi europei.

Interpellato sui distinguo della Lega, il presidente dei Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha negato che il tema possa rappresentare un altro problema di disallineamento all’interno dell’esecutivo. Come sull’Ucraina, dove Bignami, intercettato in Transatlantico, ha puntualizzato che il voto del partito di Salvini sulla risoluzione del centrodestra non è mancato. Anche se c’è stata la defezione di tre parlamentari leghisti (il ‘no’ di Edoardo Ziello e Rossano Sasso che si sono detti pronti a replicare il ‘copione’ al prossimo appuntamento e la non partecipazione al voto del ‘fedelissimo’ Claudio Borghi). E non è escluso, secondo quanto si apprende, che potrebbe aumentare il numero degli ‘assenti’ sul decreto che proroga l’invio delle armi a Kiev, atteso a febbraio.

C’è poi la politica del presidente Donald Trump. Mentre la presidente del Consiglio è alle prese con un complesso equilibrismo dettato dal ruolo che si è auto-assegnata di mediatrice tra gli Usa e l’Unione europea sempre più complesso dopo la detonazione del caso Groenlandia, il leader Iv Matteo Renzi ironizza su X: “la Lega festeggia per i dazi di Trump e lotta contro gli accordi commerciali del Mercosur. Ragazzi, non scherziamo: si tratta del partito che esprime vice premier e ministro dell’economia del governo Meloni. Ma davvero Confindustria, il Nord, gli imprenditori continuano a tacere?. Mai visto un appiattimento delle categorie così imbarazzante. Crolla la produzione industriale e gli imprenditori fanno la standing ovation a chi li massacra. Contenti loro, scontenti tutti…”.

Premio Futura 2025, vincono "Las Italianas" e "Sin Plumas"

Roma, 20 gen. (askanews) – “Las italianas” di Laura Citarella (Argentina) per la categoria Italia-America Latina e “Sin plumas” di Marco Borromei ed Elettra Pierantoni (Italia) per la categoria Italia-Spagna: sono questi i vincitori dell’edizione 2025 del Premio Futura, come deciso dalla giuria composta da Paola Leonardi (producer serie originali, Italia), Jaime Nualart (diplomatico e manager culturale, Messico) e Mayca Sanz (produttrice di Allegra Films, Spagna).

Il Premio Futura, istituito da La Nueva Ola – Festival del Cinema Spagnolo e Latinoamericano, è dedicato allo sviluppo di nuove sceneggiature originali e nasce con l’obiettivo di favorire la collaborazione cinematografica tra l’Italia, la Spagna e i Paesi dell’America Latina. Con una dotazione complessiva di 1.500 euro, il Premio sostiene progetti pensati fin dalla fase di scrittura in una prospettiva internazionale.

L’edizione 2025 ha registrato 32 candidature provenienti da 8 Paesi, confermando il crescente interesse per un’iniziativa che promuove il dialogo e la cooperazione tra diverse realtà produttive e culturali.

Il Premio Futura si inserisce in una linea di lavoro del Festival La Nueva Ola, orientata a rafforzare il dialogo tra le industrie cinematografiche dei Paesi coinvolti e a favorire i processi di coproduzione tra l’Italia e il mondo iberoamericano, attraverso il sostegno allo sviluppo delle sceneggiature e la creazione di occasioni di incontro tra autori, produttori e professionisti del settore.

“Con il Premio Futura vogliamo sostenere storie capaci di oltrepassare confini geografici, linguistici e immaginativi. Crediamo nella forza del cinema come ponte tra culture, come spazio di confronto e di futuro”, dichiarano Federico Sartori e Iris Martin-Peralta, direttori artistici del Festival. Questa linea di sviluppo si inserisce nel percorso della 19esima edizione de La Nueva Ola, che si terrà a Roma dal 6 al 10 maggio 2026, confermando il ruolo del Festival come piattaforma di confronto e collaborazione all’interno dell’industria audiovisiva internazionale.

Il Premio Futura, come l’intero Festival La Nueva Ola, è promosso da EXIT Media, realtà di riferimento in Italia per la distribuzione, la promozione e lo sviluppo del cinema spagnolo e latinoamericano, operando tra programmazione, formazione e sviluppo di nuovi progetti.

Usa, Corte Suprema non decide sui dazi, decisione slitta al 20 febbraio

New York, 20 gen. (askanews) – La Corte Suprema degli Stati Uniti non si è pronunciata martedì sui dazi imposti dal presidente Donald Trump, il che significa che probabilmente ci vorrà almeno un altro mese prima che una decisione, sulla controversa politica economica messa in atto contro tutti paesi del mondo, venga assunta.

La prossima data possibile per una decisione sui dazi è il 20 febbraio. Le argomentazioni del 5 novembre suggerivano che la maggioranza dei giudici fosse scettica sul fatto che Trump avesse l’autorità di imporre i dazi in base a una legge del 1977 che conferisce al presidente poteri speciali in situazioni di emergenza. Intanto prendono tempo per studiare il caso, che potrebbe rivelarsi una grande sconfitta legale per Trump. Oggi il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent ha affermato di ritenere però molto improbabile una bocciatura. (fonte immagine: The White House).

A Rava premio Top Jazz "Musicista dell’anno", a primavera nuovo disco

Roma, 20 gen. (askanews) – Enrico Rava è il Musicista dell’anno al Top Jazz 2025, mentre Jacopo Fagioli, anche lui trombettista, si aggiudica il premio come Nuovo Talento. La rivista Musica Jazz, punto di riferimento della scena jazzistica italiana e internazionale da oltre 80 anni, ha reso noti i vincitori dell’edizione 2025 del suo prestigioso referendum annuale Top Jazz, che ogni anno premia i protagonisti del jazz sulla base del voto dei critici specializzati del settore.

Enrico Rava, da sempre considerato una delle voci più autorevoli del jazz italiano nel mondo, sarà in concerto il 25 febbraio a Monopoli con il suo quintetto Fearless Five. In vista dell’uscita del nuovo album, prevista per la primavera, inizierà un lungo tour che partirà venerdì 3 e sabato 4 aprile dal Blue Note di Milano, per poi proseguire a Correggio, Bologna, Vicenza, Mantova e in numerose altre città italiane.

Jazzista italiano tra i più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, Rava si distingue per una personalità artistica fuori dagli schemi e per una poetica immediatamente riconoscibile. La sua sonorità lirica e intensa, unita a una straordinaria freschezza d’ispirazione, continua a caratterizzare ogni suo progetto.

Nuovo Talento dell’anno è Jacopo Fagioli, giovane trombettista toscano nato a Prato nel 1997, che si è affermato come una delle figure più interessanti della nuova generazione jazzistica.

Diplomato con lode al Conservatorio e con una formazione solida tra jazz e musica contemporanea, Fagioli ha recentemente pubblicato per Aut Records il suo secondo album da leader, “Dialogue”. Un progetto in quartetto dalla forte personalità espressiva, che affronta in musica temi come il potere, il dominio, la crisi climatica e il greenwashing, ma anche la spiritualità, l’identità e l’eredità culturale.

“Non ho fatto questo disco per cercare delle risposte – dichiara Jacopo – ma per lasciare spazio alle domande. Dialogue è questo: un tentativo sincero di comunicare, di mettersi in ascolto, di abitare il confronto senza evitarlo”.

Oltre a portare avanti i suoi progetti in ambito jazzistico, ha condiviso il palco con la cantautrice Emma Nolde e collabora la cantante di origine turca Burçin Cingöz. A febbraio sarà impegnato in diversi concerti nel quartetto di Simone Alessandrini, Giacomo Ancillotto e Ferdinando Romano.

Spazi da non perdere, a Palermo il sogno “Traiettorie Urbane”

Roma, 20 gen. (askanews) – “Noi abbiamo solo un sogno: continuare a fare prossimità”. È il sogno del progetto “Traiettorie Urbane”, selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e cofinanziato da Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale. Il progetto, in quattro anni, ha coinvolto ragazze e ragazzi dei quartieri Zisa, Noce, Danisinni, Sant’Erasmo e Kalsa di Palermo, offrendo nuove opportunità di crescita e spazi in cui sperimentare potenzialità e talenti.

“Tra le tante iniziative che il progetto ha messo in campo – spiega Cristina Alga, presidente dell’ecomuseo Mare Memoria Viva, tra i partner dell’iniziativa – c’è stato il sostegno all’apertura di nuovi spazi o al consolidamento di alcuni spazi esistenti che hanno sperimentato diverse pratiche di partecipazione giovanile. Penso alle attività svolte ai Cantieri Culturali alla Zisa, all’Ecomuseo Mare Memoria Viva, alla Fattoria sociale di Danisinni, a Booq, alla nascita di un centro aggregativo rivolto agli adolescenti all’interno del centro diaconale La Noce e alla nuova piccola new entry del Mandorlo a piazza Ingastone”.

“Il Mandorlo nasce dall’impegno di un gruppo di amici e volontari per creare degli spazi in cui i giovani possano sentirsi accolti”, approfondisce Giuseppe Vitrano, volontario dell’associazione “Il Mandorlo”.

In questi spazi, la scelta di lavorare sulle attitudini e sulle life and social skills degli adolescenti con attività creative, ideate e messe in atto dai ragazzi stessi, mira ad offrire occasioni di emancipazione da contesti difficili, rinforzando la fiducia in sé stessi e nel gruppo dei pari.

“Pensiamo che l’esistenza di questi spazi possa essere una eredità importante del progetto “Traiettorie Urbane” – conclude Cristina Alga – perché Palermo sconta ancora un problema grave di mancanza di spazi dedicati ma soprattutto autogestiti, auto-organizzati, dove i ragazzi e le ragazze possano sentirsi protagonisti, immaginare e realizzare i loro desideri. E quindi l’idea che adesso stiamo provando a portare avanti, che vogliamo fare crescere, è quella di mettere in rete questi spazi, di farli dialogare tra loro e di immaginarli come un unico centro aggregativo diffuso”.

Primo Ciak per "Memoriae", serie con Dario Aita e Gaia Messerklinger

Roma, 20 gen. (askanews) – Sono iniziate il 19 gennaio a Venzone e in altre località del Friuli-Venezia Giulia le riprese di Memoriæ, la nuova serie coprodotta da Rai Fiction e Filmclub Distribuzione, diretta da Cosimo Alemà e Isabella Aguilar.

Ambientata tra le montagne italiane, Memoriæ prende avvio da un evento catastrofico: a seguito di una frana, gli abitanti di Vallata (nella realtà il borgo medioevale di Venzone) si ritrovano privati di sei anni della propria memoria. Mentre una rigida quarantena li separa dal resto del mondo, Matteo (Dario Aita), uno spericolato fotoreporter e Alma (Gaia Messerkinger), una dottoressa dal passato travagliato, cercano di capire se il disastro abbia riportato alla luce qualcosa di sepolto nella terra o nei recessi più profondi della mente.

Tra mistero, dramma psicologico e thriller, Memoriæ indaga i temi dell’identità, memoria e costruzione del sé: in una comunità rurale apparentemente immobile, il vuoto lasciato dai ricordi perduti apre domande su chi siamo senza il nostro passato.

Scritto da Gaetano Colella, Andrea Simonetti e Isabella Aguilar (Califano, Tutto Può Succedere, Baby, Dieci Inverni, The Place e Follemente), la serie è diretta dalla stessa Aguilar e da Cosimo Alemà (Zeta – una storia hip-hop e la serie Estranei, prossimamente in onda su Rai 2).

A dare il volto ai protagonisti Dario Aita, già noto nella serialità televisiva in grandi successi come L’Allieva, Noi, Un Professore, Il cacciatore, La mafia uccide solo d’estate, La Legge di Lidia Poët, tra i protagonisti di Parthenope di Paolo Sorrentino e presto al cinema e in tv con Franco Battiato. Il lungo viaggio, nel ruolo del grande cantautore; affiancato da Gaia Messerklinger, volto di serie Rai di successo come Don Matteo, Cuori, Le indagini di Lolita Lobosco, Il paradiso delle Signore, oltre che da Anna Godina diplomata al Piccolo di Milano, giovanissima ma già nota al pubblico per serie come Don Matteo e Noi siamo leggenda.

Accanto a loro troviamo Roberto Citran, nei panni di un ex sindaco coraggioso, candidato come miglior attore non protagonista ai David di Donatello 2025 per Berlinguer – La grande ambizione di Andrea Segre. Attore pupillo di Carlo Mazzacurati, ha preso parte a decine di film di successo, tra cui i recenti Conclave, Le città di pianura e La valle dei sorrisi. È inoltre un volto molto amato della serialità televisiva, con partecipazioni a numerose serie come Libera, La porta rossa, Nero a metà, Il cacciatore, In arte Nino e molte altre.

Memoriæ è una coproduzione Rai Fiction – Filmclub Distribuzione, con il sostegno della Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG. Le riprese si svolgeranno dal 19 gennaio al 28 marzo 2026. La serie sarà poi visibile su Rai Play.

Giorgio Marrapodi nuovo ambasciatore presso le Nazioni Unite

Roma, 20 gen. (askanews) – Giorgio Marrapodi ha assunto l’incarico di Ambasciatore e Capo Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York: lom ha reso noto la Farnesina.

Diplomatico di carriera con più di 35 anni di esperienza, prima di giungere a New York, è stato dal gennaio 2022 Ambasciatore d’Italia in Turchia, e in precedenza, dal gennaio 2018 Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo presso il Ministero degli Affari Esteri.

Nel corso del 2020/2021 è stato membro del Comitato consultivo delle Nazioni Unite per la preparazione dell’UNSG Summit sui sistemi alimentari.

In precedenza ha prestato servizio come Ambasciatore in Austria (2013-2017) e come Capo del Servizio per gli Affari Giuridici presso il Ministero degli Affari Esteri (2010-2013). In tale veste è stato membro del collegio italiano di difesa davanti alla Corte Internazionale di Giustizia nella causa Germania c. Italia sull’immunità degli Stati. È stato anche il punto focale nazionale per la mediazione e la responsabilità di proteggere e membro della Commissione internazionale per la gestione degli archivi di Bad Arolsen. In precedenza ha svolto l’incarico di Vice Capo Missione presso l’Ambasciata d’Italia in Spagna (2005-2009). Prima di Madrid era stato assegnato alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea a Bruxelles, come Primo Consigliere per la stampa e con funzioni di portavoce della Rappresentanza (2001-2005).

Al Ministero degli Esteri a Roma ha prestato servizio presso la Direzione Generale per gli Affari Economici, dove si è occupato di questioni ONU, OCSE e altre organizzazioni economiche multilaterali (1998-1999). Dal 1999 al 2001 ha prestato servizio presso la Segreteria Generale del Ministero degli Affari Esteri, lavorando principalmente alla riforma del Ministero e nella stesura di discorsi.

Ha anche prestato servizio presso la Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York (1994-1998). Ha rappresentato l’Italia al Comitato Esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (1994) e del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (1994-1997). Nel 1995 ha rappresentato l’Italia al Comitato per le sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel 1996, durante il semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea, ha presieduto le riunioni di coordinamento dell’UE per le questioni della Seconda Commissione, oltre a prestare servizio come negoziatore dell’UE nel gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sull’Agenda per lo sviluppo e in materia di ristrutturazione dei settori economico e sociale.

A Bucarest, ha prestato servizio presso l’Ambasciata d’Italia in Romania come Primo Segretario Commerciale (1990-1994), un periodo di forte crescita degli investimenti italiani, durante il quale vennero costituite in Romania oltre 3.000 joint venture italo-rumene. È stato allo stesso tempo anche Console d’Italia, durante un periodo di intensa attività.

Si è laureato con il massimo dei voti (110/110) nel 1984 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze. Parla inglese, francese, spagnolo e rumeno.

È Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; Cavaliere di Gran Croce del Sovrano Militare Ordine di Malta; Stella della Diplomazia della Lituania; Cavaliere di Gran Croce d’Oro con Fascia della Repubblica d’Austria. Nato nel 1961, Marrapodi è sposato e ha un figlio. È un appassionato di arte e architettura contemporanea.

Capaccioli: eccellenza italiana Green Building driver strategico

Roma, 20 gen. – In occasione del forum “Green Building Industry & Sustainable Tourism”, ospitato oggi dall’Ambasciata della Repubblica Slovacca a Roma, Fabrizio Capaccioli è intervenuto come relatore nel panel dedicato al confronto sull’edilizia verde. A margine del suo intervento, volto a favorire partnership strategiche tra i due Paesi su sostenibilità ed economia circolare, il Presidente di GBC Italia ha dichiarato:

“È stato un momento di confronto fondamentale tra Italia e Repubblica Slovacca, che pone al centro delle iniziative l’edilizia sostenibile e l’economia circolare. Mettere a fattore comune le esperienze all’interno dell’UE è cruciale, soprattutto considerando che l’Italia è l’unico Paese europeo nella top 10 mondiale per edifici certificati. Questo primato diventa un driver strategico sia per l’industria italiana che guarda all’estero, sia per le imprese slovacche alla ricerca delle migliori tecnologie. Per Green Building Council Italia era essenziale essere presenti: insieme allo Slovak Green Building Council abbiamo individuato importanti punti di convergenza, come il recupero degli edifici storici, su cui supporteremo le aziende italiane pronte ad aprirsi a questo mercato.”

Zelensky (forse) non va a Davos, la contesa sulla Groenlandia oscura la guerra in Ucraina

Roma, 20 gen. (askanews) – Il Forum di Davos avrebbe dovuto rappresentare il palcoscenico decisivo di un lungo e complesso negoziato sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Quello che per Kiev doveva essere il coronamento di un percorso diplomatico rischia invece di trasformarsi in un incubo politico, con il dossier Groenlandia che sta monopolizzando l’appuntamento sulle alpi svizzere.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato oggi che il suo posto è in Ucraina, non a Davos. Tuttavia, ha precisato di essere pronto a lasciare Kiev qualora i colloqui tra le delegazioni ucraina e statunitense dovessero portare alla stesura del documento definitivo sulle garanzie di sicurezza.

Kiev è in ginocchio, colpita da una profonda crisi energetica prodotta dai numerosi attacchi russi, per questo il presidente ucraino ha detto questa mattina che “in questo caso scelgo l’Ucraina, non il Forum economico”, durante una conferenza stampa online, specificando il senso della sua assenza al forum internazionale.

Eppure, Zelensky non ha chiuso definitivamente alla possibilità di muoversi verso la città svizzera, qualora vi sia la possibilità di giungere ad un accordo con la controparte americana.

“Se i documenti saranno pronti, ci incontreremo e ci sarà un viaggio. Se ci saranno pacchetti energetici o decisioni su una difesa aerea aggiuntiva, andrò sicuramente”, ha precisato il presidente ucraino, aggiungendo che in questo momento il suo impegno è concentrato sulla crisi energetica che ha colpito l’Ucraina dopo i continui attacchi russi.

“Sebbene ci siano segnali dal team ucraino a Davos che indicano che hanno quasi ultimato il documento sulla ricostruzione dell’Ucraina. Vedremo. Per ora, sono al mio posto”, ha riassunto così la sua posizione il presidente ucraino.

Da Davos, il capo della delegazione ucraina, Rustem Umerov, ha confermato che le discussioni proseguono. “Questa mattina, insieme a David Arakhamia, abbiamo tenuto un incontro con i consiglieri per la sicurezza nazionale di Francia, Germania e Regno Unito. Abbiamo sincronizzato gli approcci sulle garanzie di sicurezza e sul proseguimento del lavoro diplomatico”, ha informato il capo delegazione, aggiungendo che “nei prossimi giorni ci attendono ulteriori incontri con i partner riguardo alle garanzie di sicurezza, allo sviluppo economico e alla ricostruzione dell’Ucraina”.

Fonti citate da Politico riferiscono però che la Casa Bianca non avrebbe intenzione di incontrare Zelensky, ritenendo che non siano stati compiuti passi avanti sostanziali.

In questo contesto, il presidente Donald Trump, fortemente concentrato sul dossier Groenlandia, sembra aver lasciato agli europei la gestione del conflitto russo-ucraino. Ciononostante, a Davos è atteso un incontro tra Kirill Dmitriev, emissario del Cremlino e principale negoziatore russo per l’Ucraina, e gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner.

Sci, fantastica Brignone: sesta al rientro dopo l’infortunio

Roma, 20 gen. (askanews) – Il ritorno in gara di Federica Brignone si chiude al sesto posto del gigante di Coppa del Mondo di Kronplatz, sulla pista Erta di San Vigilio di Marebbe, in provincia di Bolzano. Dopo 292 giorni dal drammatico incidente dell’aprile scorso, la campionessa azzurra è subito protagonista: un risultato che ha dell’incredibile alla luce delle poche giornate di allenamento e del ristretto tempo trascorso dal grave infortunio e dai successivi interventi chirurgici. Settima a metà gara, Federica ha saputo risalire di un’ulteriore posizione nella seconda manche, affrontando con grande e positivo riscontro un tracciato impegnati ed esigente anche dal punto di vista fisico come la Erta. Doveva essere un test, stando alle parole della valdostana della vigilia, ed il responso del cronometro stando al risultato è stato sicuramente più che positivo.

Brignone chiude la gara con un gap di 1″23 dall’austriaca Julia Scheib che nella seconda manche sa risalire dalla terza piazza provvisoria per centrare il quarto successo stagionale: 2’19″85 il riscontro della leader della classifica di specialità che si lascia alle spalle l’elvetica Camille Rast di 0″37 e la svedese Sara Hector, terza a 0″46 dopo essere stata al comando a metà gara.

Macron al Forum di Davos: "Ci stiamo dirigendo verso un mondo senza legge"

Roma, 20 gen. (askanews) – Emmanuel Macron, prendendo la parola al Forum di Davos, ha descritto “un periodo di instabilità e squilibri dal punto di vista della sicurezza e dell’economia”, prima di denunciare una “deriva verso l’autocrazia e l’aumento della violenza”, dove “il conflitto è diventato la norma”. Il presidente francese ha messo in guardia contro la normalizzazione dei conflitti, che ora sono ibridi e si estendono a molteplici ambiti. Stiamo entrando in “un mondo senza legge in cui il diritto internazionale viene violato”, ha aggiunto il capo dello Stato francese, denunciando “le ambizioni imperialistiche che stanno riemergendo”. “Ci stiamo dirigendo verso un mondo senza legge, dove solo la legge del più forte sembra contare”, ha insistito il presidente francese.

Macron dal palco del Forum di Davos si è rammaricato di entrare in “un mondo in cui il multilateralismo è ulteriormente indebolito” e in cui “la concorrenza sta diventando sempre più agguerrita, sempre più difficile, in particolare con gli Stati Uniti, che chiedono concessioni sempre maggiori e cercano di indebolire l’Europa”. “Altre minacce stanno minando i nostri scambi commerciali e mettendo a repentaglio il sistema internazionale”, ha aggiunto il capo dello Stato francese. Per affrontare questi problemi, Macron chiede “una maggiore cooperazione per costruire nuovi approcci e una sovranità strategica ed economica più forte, in particolare in Europa”. “L’Europa deve difendere il multilateralismo, che serve i nostri interessi e gli interessi di tutti coloro che si rifiutano di sottomettersi alla forza bruta”, ha sottolineato Macron. Per raggiungere questo obiettivo, “abbiamo bisogno, da un lato,
di maggiore sovranità, maggiore autonomia per gli europei e, dall’altro, di un multilateralismo efficace che produca risultati attraverso la cooperazione”, ha detto Macron, aggiungendo che “questo non è un modo obsoleto di concepire il multilateralismo”. Il capo dello Stato francese chiede “soluzioni collaborative” e “dialogo cooperativo”, citando come esempi la missione europea in Groenlandia intrapresa da diversi Paesi europei in risposta alle minacce di Donald Trump, nonché le discussioni in seno al G7. Il presidente francese  ha sottolineato la necessità di “risolvere la questione della guerra in Ucraina” e di rimanere concentrati sulla pace in Europa. Ha inoltre deplorato le nuove minacce tariffarie brandite da Donald Trump contro i Paesi europei. “Riuscite a immaginare? È assurdo che dobbiamo usare per la prima volta lo strumento anti-coercitivo contro gli Stati Uniti”, ha sottolineato.

Fisco, Timpone: riapre la rottamazione ma per molti sarà una trappola

Roma, 20 gen. (askanews) – Domani riapre la rottamazione ma “per molti sarà una “trappola senza via d’uscita” con il rischio che si crei un “esercito degli esodati” composto da chi aveva aderito alle precedenti edizioni della sanatoria e che, per difficoltà economiche, è decaduto dai piani di pagamento. Lo spiega il tributarista Gianluca Timpone.

“C’è il via libera ufficiale: a partire da domani, 21 gennaio, i contribuenti potranno presentare le istanze per l’accesso alla nuova edizione della rottamazione delle cartelle esattoriali. Una misura attesa, che punta a svuotare il magazzino della riscossione, ma che presenta un perimetro d’azione molto più stretto e selettivo rispetto al passato” afferma, spiegando che “la nuova definizione agevolata riguarda esclusivamente i carichi affidati all’Agente della Riscossione entro il 31 dicembre 2023. Tuttavia, la vera restrizione risiede nella natura del debito: a differenza delle precedenti sanatorie ‘universali’, questa misura riguarda soltanto le imposte dichiarate e non pagate (da controllo automatizzato). Restano quindi escluse tutte le imposte derivanti da atti di accertamento e contestazioni d’ufficio”.

Il piano di ammortamento, ricorda Timpone, è di 54 rate bimestrali e “per chi rientra nei requisiti, il vantaggio è significativo: possibilità di dilazionare il debito in un massimo di 54 rate bimestrali (un piano di 9 anni); si applicherà un tasso del 3% annuo; abbattimento totale di sanzioni e interessi di mora, pagando solo la quota capitale e le spese di notifica/esecutive”.

La “nota dolente” secondo Timpone è che “se da un lato la misura offre ossigeno a chi ha debiti da dichiarazione, dall’altro crea una preoccupante voragine per una vasta platea di contribuenti, definibili come i nuovi ‘esodati della rottamazione’. Si tratta di tutti quei soggetti che avevano aderito alle precedenti edizioni della sanatoria (come la Rottamazione-quater) per debiti derivanti da atti di accertamento e che, per difficoltà economiche, sono decaduti dai piani di pagamento”.

Per costoro, riferisce il tributarista, “la nuova normativa non offre alcuna sponda. C’è una esclusione oggettiva: poiché il debito nasce da accertamento e non da semplice dichiarazione, non possono confluire nella nuova rottamazione. Un ritorno al debito pieno: con la decadenza dalla precedente sanatoria, il debito è tornato a lievitare immediatamente, gravato nuovamente da sanzioni piene e interessi di mora originari. E niente rate, solo saldo: essendo decaduti da una precedente rottamazione, la strada della rateizzazione ordinaria è spesso preclusa o estremamente complessa. L’unica via d’uscita rimane il pagamento in un’unica soluzione”.

“Il rischio concreto, conclude Timpone, “è che migliaia di contribuenti si trovino ora in un vicolo cieco: impossibilitati a rateizzare il vecchio debito “maggiorato” e privi di una nuova sanatoria che li accolga. Senza il pagamento immediato dell’intero importo, l’unica prospettiva rimane l’avvio inevitabile delle azioni esecutive da parte dell’Agente della Riscossione, con pignoramenti presso terzi, blocchi dei conti correnti e fermi amministrativi”.

Groenlandia, l’Ue non cambia linea sugli acquisti di armi Usa

Roma, 20 gen. (askanews) – Nonostante le crescenti tensioni con Washington sulla questione della Groenlandia, al momento l’Unione europea non prevede cambiamenti al meccanismo di acquisto di armi e equipaggiamenti per l’Ucraina, che prevede la possibilità di rivolgersi anche agli Stati Uniti in assenza di forniture, necessarie per Kiev, che non siano disponibili, in ordine di priorità, nella stessa Ucraina, nei paesi Ue, in quelli dello Spazio economico europeo (See) o ancora nei paesi che hanno concluso accordi nel quadro del programma Safe per l’aumento delle capacità di difesa. Lo ha spiegato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio Ecofin oggi a Bruxelles. Tuttavia il ministro delle finanze di Cipro, Makis Keravnos, che esercita la presidenza di turno dell’Ecofin, ha lasciato intendere che la situazione potrebbe cambiare.

Su questo versante “la nostra proposta è rimasta ampiamente invariata”, ha detto Dombrovskis rispondendo a un giornalista che gli chiedeva se ci fossero ripensamenti sugli acquisti di armi dagli Usa da parte degli Stati membri, da finanziare con il prestito Ue da 90 miliardi di euro all’Ucraina per i prossimi due anni. “Fondamentalmente, quello che prevede” la decisione Ue sul prestito “è che andrebbe data priorità ai produttori in Ucraina, nella stessa Unione europea, nel See e in paesi terzi che abbiano concluso accordi ‘Safe’ con la Ue. Ma questo principio a cascata prevede possibili deroghe, se non è possibile mobilitare gli equipaggiamenti necessari in Europa, che lascia aperta la possibilità di mobilitare forniture da altri paesi”. Perché “in questo caso – ha spiegato – la priorità deve essere ovviamente data alle necessità di difesa dell’Ucraina”.

Per parte sua, il ministro cipriota ha rilevato che “per quanto riguarda la necessità o l’eventualità di dover collaborare con paesi terzi” sugli acquisti di armamenti, “le linee guida sono state definite e naturalmente dovremo lavorare anche con altri Stati”.

“Ma non c’è cooperazione – ha puntualizzato Keravanos – con paesi che non rispettano i criteri e che rappresentano una minaccia per gli Stati membri”. (fonte immagine: European Union).

Sostenibilità, AI e consumi: GS1 e l’evoluzione della private label

Bologna, 20 gen. (askanews) – (contenuto in collaborazione con GS1Italy)

Un focus su consumi Non Food, AI, Sostenibilità, digitalizzazione e category management. È con questo ricco parterre di argomenti che GS1 Italy ha preso parte alla dodicesima edizione di Marca by BolognaFiere &ADM con due momenti di approfondimento, il 14 e 15 gennaio.

Durante il primo incontro, l’argomento di dibattimento ha riguardato le rinnovate normative europee in ambito green per il settore e gli strumenti con cui GS1 Italy intende affrontare questa nuova sfida.

Ne ha parlato Tomasso Alabardi, Public policy manager di GS1 Italy: “Molte delle sfide green che riguardano il settore dell’agroconsumo arrivano dal legislatore. Sono sfide normative. Agli operatori del settore viene richiesto di rispondere a dei requisiti legislativi. Gli standard di GS1 permettono di rispondere a questi requisiti attraverso il nostro QR code standard GS1. E non solo il passaporto digitale del prodotto, ma anche il regolamento sulla deforestazione, conosciuto come EUDR. I nostri standard, di condivisione in questo caso, permettono di veicolare e condividere le informazioni che stabilisce il legislatore”.

Le nuove tecnologie, peraltro, stanno diventando fondamentali anche nell’accelerazione degli scambi di filiera, come spiegato da Mirko Repetto, Sales & business development manager di GS1 Italy Servizi, che nell’occasione ha presentato Procedo Client, nuova piattaforma digitale di GS1 Italy Servizi: “Procedo Client è una soluzione nata per permettere una maggior diffusione dell’EDI. soprattutto dalla parte delle aziende distributive, magari quelle medio-piccole. L’EDI si pensa sia molto diffuso e invece c’è ancora molto da fare. Le realtà distributive più strutturate sono già attive, ma ce ne sono tante che non lo sono e che potrebbero automatizzare tutti i loro flussi documentali con i vari fornitori grazie agli standard EDI”.

Infine, nella terza ed ultima parte del pomeriggio, è intervenuto Ermanno Bertelle, Training manager dell’Academy di GS1 Italy, che ha illustrato il ruolo della MDD e di come gli strumenti di GS1 debbano essere perfettamente integrati per supportare in modo concreto la categoria: “Il category management si sviluppa sempre di più come un approccio strategico e non tanto come una serie di strumenti, per cui sicuramente si deve partire dal dato, la capacità di analizzare dati è assolutamente fondamentale. La capacità di avere una visione più ampia rispetto alla semplice categoria o al semplice prodotto, ma anche la capacità di collaborare con gli altri attori della filiera. Per cui, se si è un distributore, saper collaborare con la produzione, con l’industria e viceversa”.

GS1 Italy, dunque, ha partecipato a Marca by BolognaFiere & ADM, ponendo l’accento su tematiche importanti, sia nel primo momento di approfondimento, tenutosi mercoledì, che anche nella mattinata di giovedì 15, che ha chiuso i lavori dell’evento con uno speech dedicato al comparto non alimentare, incentrato sulle evidenze dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy e sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale nel semplificare l’esperienza di acquisto in contesti ad alta complessità informativa.

Mattarella: nuove povertà da affrontare nel nostro paese

Roma, 20 gen. (askanews) – “Ci sono da affrontare nuove povertà nel nostro paese e non solo nel nostro paese, condizioni specifiche di difficoltà di tanti giovani, dei migranti, nell’approccio al lavoro, nella disponibilità di abitazione, tutti problemi che sono la frontiera per sfuggire alla trappola della povertà”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prendendo la parola “fuori programma” alla cerimonia per i 430 anni dell’Ufficio Pio di Torino.

“Volevo esprimere apprezzamento per la storia dell’ufficio Pio e per l’opera svolta in questi nostri giorni con un impegno non di analisi astratta ma concreta di sostegno operoso per chi è in difficoltà”, ha sottolineato il capo dello Stato.

“L’Ufficio Pio ha attraversato olttre 4 secoli in cui ha incontrato mutamenti profondi sia sul versante delle condizioni politiche e istituzionali, di assetti di governo, sia sul versante sociale e lo ha fatto restando sempre uguale a se stesso, riuscire a farlo è un’impresa di grande rilievo e da sottolineare. E’ stato sempre guidato da due principi stabili: l’autonomia rispetto al potere pubblico e l’attenzione ai più deboli, alle fragilità, con un intervento concreto di sostegno e così è rimasto sempre uguale a se stesso nonotante i mutamenti di questa grande città”, ha concluso.

Groenlandia, von der Leyen: "I dazi aggiuntivi sono un errore"

Roma, 20 gen. (askanews) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, concludendo il suo intervento al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, ha parlato di Groenlandia, spiegando che “quando si tratta della sicurezza della regione artica, l’Europa è pienamente impegnata e condivide gli obiettivi degli Stati Uniti in questo ambito”.

In merito ai dazi, von der Leyen ha ribadito che i patti devono essere rispettati e si aspetta che essi vengano rispettati.

“I dazi aggiuntivi proposti sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data. L’UE e gli Stati Uniti hanno concordato un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. E quando gli amici si stringono la mano, questo deve significare qualcosa”.

Trinity ViaggiStudio: vacanze per crescere e mettersi alla prova

Milano, 20 gen. (askanews) – Le vacanze studio non sono più soltanto un soggiorno all’estero per migliorare una lingua straniera. Sempre più spesso diventano esperienze educative complete, capaci di unire apprendimento linguistico, passioni personali e sviluppo di competenze utili per il futuro. Un cambiamento che riflette l’evoluzione dei modelli educativi e le aspettative delle nuove generazioni, orientate a imparare attraverso l’esperienza, la pratica e il coinvolgimento diretto.

In questo scenario si inserisce Trinity ViaggiStudio, tour operator italiano specializzato in vacanze studio per studenti di diverse fasce d’età, che propone Programmi Speciali pensati per affiancare allo studio dell’inglese attività tematiche strutturate. Un approccio che anticipa un trend oggi sempre più diffuso e che per l’estate 2026 si arricchisce di nuove proposte, in linea con i temi più rilevanti per i giovani: creatività digitale e sostenibilità ambientale.

I Programmi Speciali di Trinity ViaggiStudio nascono con l’obiettivo di superare il modello tradizionale di vacanza studio e trasformare la lingua in uno strumento vivo, utilizzato per sperimentare, creare, collaborare e mettersi alla prova in contesti reali. Accanto ai corsi linguistici, ogni percorso integra contenuti qualificanti e attività specifiche, offrendo agli studenti un’esperienza internazionale più consapevole, personalizzata e coerente con i nuovi bisogni educativi.

Le proposte si svolgono in Irlanda, Scozia, Inghilterra e Stati Uniti, all’interno di campus universitari selezionati, con elevati standard di qualità didattica, sicurezza e accompagnamento.

Nel corso degli anni, l’offerta di Trinity ViaggiStudio si è articolata in diversi percorsi tematici, pensati per valorizzare talenti, interessi e attitudini personali, con diverse tipologie:

Sport Academy – Programmi che combinano corso di inglese e allenamenti sportivi strutturati, dedicati a discipline come calcio, pallavolo, basket, tennis e baseball. Lo sport diventa un linguaggio universale per sviluppare spirito di squadra, leadership e fiducia in sé stessi in un contesto internazionale.

Digital Creators Lab – Un percorso dedicato a creatività digitale, comunicazione e uso consapevole dei media. Attraverso laboratori pratici e progetti di gruppo, gli studenti imparano a creare contenuti multimediali, riflettendo sul ruolo dei social network come strumenti di espressione e responsabilità.

Planet First – Il programma pensato per studenti sensibili ai temi di ambiente e sostenibilità. Workshop, attività pratiche e progetti educativi accompagnano i ragazzi in un percorso che unisce studio dell’inglese e consapevolezza ambientale, stimolando pensiero critico e responsabilità globale.

Exam Preparation – Percorsi di preparazione alle certificazioni linguistiche Trinity, riconosciute a livello internazionale, che rappresentano un valore aggiunto concreto per il percorso scolastico degli studenti.

Scegliere i Programmi Speciali Trinity ViaggiStudio significa offrire agli studenti una vacanza studio che va oltre l’apprendimento linguistico, trasformandosi in un’esperienza dal forte valore formativo. Ogni programma è progettato per valorizzare passioni, interessi e talenti specifici, grazie a percorsi tematici strutturati e coerenti. I campus universitari selezionati garantiscono standard elevati di qualità, sicurezza e stimolo culturale, mentre il supporto costante e la consulenza personalizzata di Trinity ViaggiStudio accompagnano famiglie e studenti in ogni fase del percorso. Il risultato è un’esperienza internazionale capace di lasciare competenze concrete, utili per il futuro scolastico, personale e professionale.

I dettagli dei singoli Programmi Speciali, con destinazioni, campus e contenuti specifici, sono disponibili in sintesi qui di seguito oppure consultabili al link:

https://trinityviaggistudio.it/programmi/vacanze-studio-estero/junior/programmi-speciali-estero

Gibellina 2026, torna la preghiera sul mare dei MASBEDO

Gibellina, 20 gen. (askanews) – Una preghiera che si muove sul mare della Sicilia, una nave con un grande schermo e la musica. Tra le opere portate a Gibellina per la Capitale dell’arte contemporanea 2026 c’è anche il film “Resto” dei MASBEDO, che insieme ad Adrian Paci sono stati chiamati a installare in un luogo simbolo della cittadina siciliana come il Teatro di Pietro Consagra, che per la prima volta viene aperto al pubblico.

“Per noi oggi installare un lavoro – ha detto ad askanews Jacopo Bedogni, che insieme a Nicolò Massazza forma i MASBEDO – implica anche trovare un senso, un nesso in qualcosa che possa essere site specific o context specific, per cui è sempre una sfida che si evolve e quando il direttore artistico Andrea Cusumano e ci ha invitato e ci ha proposto questo spazio, sia per la natura del fatto che è un incompiuto potentissimo sia per la paternità del luogo e per la volontà di portare un momento di riflessione, ci sembrava il luogo adatto per portare il mare nel centro della Sicilia”.

Nelle sale brutaliste ed enormi del teatro le immagini del film scorrono e creano una diversa relazione tra l’opera, lo spazio e il pubblico, con un effetto di amplificazione dell’emozione artistica, che ha a che fare anche con la presenza, metaforica e reale, del mare. “Per noi il mare – ha aggiunto l’artista – è parte anche forse inconscia di un sottotraccia, un sottopelle di tantissimi nostri lavori. Noi sosteniamo che il mare è il più grande spazio pubblico, che non appartiene a nessuno e allo stesso tempo appartiene a tutti ed è il luogo ideale per una riflessione costante e continua nel nostro contemporaneo”.

Il lavoro dei MASBEDO è parte delle mostra “Dal mare. Dialoghi con la città frontale”, una di quelle che hanno inaugurato il programma di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026.

Sicurezza, oggi alle 15 vertice a Palazzo Chigi

Roma, 20 gen. (askanews) – Un vertice di governo sul nuovo pacchetto sicurezza che dovrebbe essere approvato entro la fine del mese si terrà oggi pomeriggio prima del consiglio dei ministri. Secondo quanto si apprende, la riunione è stata convocata alle 15. Oltre alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, saranno presenti il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha messo a punto le norme che dovrebbero confluire in un decreto legge e in un disegno di legge, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani.

Le Borse europee peggiorano per i timori di una guerra commerciale (Milano -1,4%)

Milano, 20 gen. (askanews) – Peggiorano le Borse europee a poco più di un’ora dall’avvio delle negoziazioni, con Milano che lascia sul terreno l’1,4%, Francoforte l’1,3%, Parigi l’1,2%. Pesano sui mercati i timori di una nuova guerra commerciale, con le minacce di Trump all’Ue sul fronte dei dazi per il controllo della Groenlandia. Oggi il presidente Usa ha anche minacciato di imporre dazi del 200% su vino e champagne francesi dopo che il presidente Macron si è dichiarato riluttante a unirsi al suo Board of Peace per Gaza. Le azioni del colosso del lusso Lvmh – che possiede Moet & Chandon, Dom Pérignon e Veuve Clicquot – perdono il 2,4, mentre Remy Cointreau cede il 2,2%.

Tennis, Sinner al secondo turno a Melbourne

Roma, 20 gen. (askanews) – Esordio vincente a Melbourne Park per Jannik Sinner. L’azzurro inizia la difesa del titolo agli Australian Open battendo il francese Gaston, n. 93 al mondo, che si è ritirato per un problema fisico dopo aver perso i primi due set 6-2, 6-1 dopo poco più di un’ora di gioco. Per lui un problema fisico che lo aveva costretto a prendere una pastiglia al termine del primo parziale. Il francese si è poi seduto sulla sua panchina ed è scoppiato in lacrime. Sinner è andato subito a consolarlo e a sincerarsi delle sue condizioni. Partita finita dopo un’ora e 7 minuti di gioco. Jannik attende al 2° turno giovedì il vincente tra Prizmic e Duckworth

Tennis, Sinner: "Un po’ teso all’inizio, ma ho giocato bene"

Roma, 20 gen. (askanews) – “Ho visto che non stava servendo forte nel 2° set. Non volevo vincere così, ha un grande talento e un grande tocco”. Così Jannik Sinner dopo l’esordio vincente agli Australian Open avvenuto battendo, per ritiro, il francese Gaston. “Sapevo che all’inizio avrebbe giocato così – continua – Sono contento della partita e di come ho giocato. Mi sento ben preparato, ho lavorato molto. L’esibizione con Felix è servita, anche se le partite ufficiali sono diverse. Ero un po’ teso all’inizio, ma devo anche pensare a divertirmi. Ci si allena per questo”.

Lavrov: "La Nato si prepara seriamente alla guerra con la Russia"

Roma, 20 gen. (askanews) – Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato oggi che la Nato si sta preparando “seriamente” ad una guerra contro la Russia.

“La Nato si sta preparando seriamente alla guerra con la Russia”, ha affermato il diplomatico russo durante la conferenza stampa in cui ha delineato i risultati della diplomazia moscovita.(Segue) “Se si leggono le dichiarazioni di Kallas, von der Leyen, Macron, Starmer, Rutte, di tutti quanti. Si stanno seriamente preparando a una guerra con la Russia” ha specificato il diplomatico russo.

“Non lo nascondono affatto”, ha aggiunto Lavrov. Oggi nel mondo è in atto un gioco in cui “la forza prevale sul diritto”, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

“Le regole che dovrebbero presumibilmente sostenere un ordine mondiale adatto all’Occidente sono state tutte cancellate. Si sta svolgendo un gioco di potere… Siamo tutti testimoni di questo”, ha evidenziato Lavrov, aggiungendo che “le conseguenze di questa politica non si fanno sentire solo sugli Stati del Sud e dell’Est del mondo; le tendenze di crisi si stanno sviluppando anche all’interno della stessa società occidentale”.

Israele demolisce gli edifici dell’UNRWA a Gerusalemme

Roma, 20 gen. (askanews) – Funzionari dell’Autorità fondiaria israeliana hanno avviato la demolizione di edifici all’interno di un complesso dell’Unrwa a Gerusalemme, accompagnati da agenti di polizia. Lo scrive oggi Haaretz.

Immagini diffuse dal luogo mostrano bulldozer e altri mezzi pesanti impegnati nell’abbattimento delle strutture.

Nel mese di ottobre 2024 la Knesset ha approvato una legge che vieta le attività dell’Unrwa in Israele, senza prevedere soluzioni alternative per le funzioni svolte dall’agenzia delle Nazioni unite nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme Est.

Il provvedimento è stato adottato nonostante le critiche e l’opposizione espresse da diversi Paesi occidentali e arabi.

Davos, i principali interventi in agenda (aspettando Trump)

Roma, 20 gen. (askanews) – Il World Economic Forum di Davos entra oggi nel vivo, con oltre 3000 partecipanti da 130 Paesi la 56esima si svolge fino al 23 gennaio a Davos-Klosters, in Svizzera, ufficialmente intitolata “Lo spirito del dialogo”, il Wef diventa luogo di incrocio tra leader mondiali alle prese con molteplici crisi e nodi che appare impossibile sciogliere tramite compromessi. Il presidente americano Donald Trump, impegnato in un braccio di ferro senza precedenti in seno alla Nato sulla Groenlandia, imprescindibile mediatore per l’Ucraina, si annuncia protagonista, in ogni caso. E’ atteso domani, con un discorso ufficiale in agenda, incontri ritenuti possibili e altri che arriveranno. Ecco i principali momenti attesi, sulla base del calendario iniziale.

Martedì 20 gennaio Stamattina il discorso della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, previsto tra le 10:50 e le 11:20.

Nel pomeriggio, interventi del presidente francese Emmanuel Macron (14:00-14:30), del segretario al Tesoro USA Scott Bessent (14:30-15:00), del premier e ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani (15:30-16:00) e del primo ministro canadese Mark Carney (16:30-17:00).

Spazio anche al conflitto in Ucraina, con una sessione dedicata al percorso verso la pace e alle garanzie di sicurezza per Kiev. A margine del forum, l’emissario del Cremlino e principale negoziatore russo Kirill Dimitrev dovrebbe incontrare gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump. De facto, un ritorno dei russi alla kermesse di Davos.

Mercoledì 21 gennaio In mattinata, discorsi del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi (09:30-10:00) Ursula von der Leyen partecipa ai lavori in parallelo.

Dalle 10:15 alle 11:00 il dibattito su “Se l’Europa è in grado di difendersi”, con il segretario generale della NATO Mark Rutte.

Alle 11:00 interviene il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

Nel pomeriggio, alle 14:30, l’intervento più atteso: il discorso di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti non intenderebbe incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che sarà al forum e che non ha anticipato la data del suo intervento. Trump potrebbe avere altri bilaterali con leader europei e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Oggi lo stesso Trump ha annunciato che si terrà una riunione sulla Groenlandia. Giovedì 22 gennaio Atteso il presidente israeliano Isaac Herzog (09:00-09:30). Seguono gli interventi del premier greco Kyriakos Mitsotakis (10:30-11:00) e del cancelliere tedesco Friedrich Merz (11:30-12:00).

Il presidente finlandese Alexander Stubb parla di nuovo ordine mondiale tra le 12:30 e le 13:00. Nel pomeriggio, dalle 15:00 alle 15:30, è prevista una conversazione con il leader siriano Ahmed al-Sharaa.

Venerdì 23 gennaio Dalle 09:00 alle 09:45 Jane Harman, presidente della Commissione USA sulla strategia di difesa nazionale, presenta il rapporto sui rischi geopolitici del 2026.

Davos, i principali interventi in agenda (aspettando Trump)

Roma, 20 gen. (askanews) – Il World Economic Forum di Davos entra oggi nel vivo, con oltre 3000 partecipanti da 130 Paesi la 56esima si svolge fino al 23 gennaio a Davos-Klosters, in Svizzera, ufficialmente intitolata “Lo spirito del dialogo”, il Wef diventa luogo di incrocio tra leader mondiali alle prese con molteplici crisi e nodi che appare impossibile sciogliere tramite compromessi. Il presidente americano Donald Trump, impegnato in un braccio di ferro senza precedenti in seno alla Nato sulla Groenlandia, imprescindibile mediatore per l’Ucraina, si annuncia protagonista, in ogni caso. E’ atteso domani, con un discorso ufficiale in agenda, incontri ritenuti possibili e altri che arriveranno. Ecco i principali momenti attesi, sulla base del calendario iniziale.

Martedì 20 gennaio Stamattina il discorso della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, previsto tra le 10:50 e le 11:20.

Nel pomeriggio, interventi del presidente francese Emmanuel Macron (14:00-14:30), del segretario al Tesoro USA Scott Bessent (14:30-15:00), del premier e ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani (15:30-16:00) e del primo ministro canadese Mark Carney (16:30-17:00).

Spazio anche al conflitto in Ucraina, con una sessione dedicata al percorso verso la pace e alle garanzie di sicurezza per Kiev. A margine del forum, l’emissario del Cremlino e principale negoziatore russo Kirill Dimitrev dovrebbe incontrare gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump. De facto, un ritorno dei russi alla kermesse di Davos.

Mercoledì 21 gennaio In mattinata, discorsi del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi (09:30-10:00) Ursula von der Leyen partecipa ai lavori in parallelo.

Dalle 10:15 alle 11:00 il dibattito su “Se l’Europa è in grado di difendersi”, con il segretario generale della NATO Mark Rutte.

Alle 11:00 interviene il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

Nel pomeriggio, alle 14:30, l’intervento più atteso: il discorso di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti non intenderebbe incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che sarà al forum e che non ha anticipato la data del suo intervento. Trump potrebbe avere altri bilaterali con leader europei e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Oggi lo stesso Trump ha annunciato che si terrà una riunione sulla Groenlandia. Giovedì 22 gennaio Atteso il presidente israeliano Isaac Herzog (09:00-09:30). Seguono gli interventi del premier greco Kyriakos Mitsotakis (10:30-11:00) e del cancelliere tedesco Friedrich Merz (11:30-12:00).

Il presidente finlandese Alexander Stubb parla di nuovo ordine mondiale tra le 12:30 e le 13:00. Nel pomeriggio, dalle 15:00 alle 15:30, è prevista una conversazione con il leader siriano Ahmed al-Sharaa.

Venerdì 23 gennaio Dalle 09:00 alle 09:45 Jane Harman, presidente della Commissione USA sulla strategia di difesa nazionale, presenta il rapporto sui rischi geopolitici del 2026.