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Btp tasso 10 anni sale a 4,61%, spread 121 pb, spread Francia a 165

Roma, 22 ott. (askanews) – Nuove pressioni rialzi dei tassi sui titoli di Stato dei paesi “periferici” dell’area euro. I tassi retributivi dei Btp decennali salgono al 4,61%, circa 8 punti base in più rispetto al pomeriggio di ieri. Secondo Mts, il differenziale rispetto ai tassi dei Bund tedeschi equivalenti segna 121 punti base.

Nelle fasi di volatilità e tensione gli investitori tendono a posizionarsi sui titoli ritenuti più solidi, e i rendimenti dei Bund risultano invariati (3,40%).

I tassi sugli Oat decennali francesi salgono di 10 punti base al 5,05%, dopo che nella seduta di ieri avevano superato la soglia psicologica del 5% per la prima volta dal 2022. Il differenziale Francia-Germania tocca 165 punti base.

Pirelli, accordo in India con BKT: 800mila pneumatici premium entro il 2030

Nuova Delhi, 22 ott. (askanews) – Pirelli e la multinazionale indiana Balkrishna Industries (BKT) hanno sottoscritto un accordo strategico per la produzione in India di 800mila pneumatici premium car a marchio Pirelli entro il 2030. Obiettivo dell’intesa, spiega la società. è cogliere le opportunità offerte dal mercato indiano dei pneumatici car, uno dei più dinamici e promettenti a livello globale. L’India è, infatti, oggi uno dei mercati automotive più attrattivi al mondo, con le immatricolazioni auto stimate in aumento del 5-7% annuo nel periodo 2025-2030 e un mercato dei pneumatici premium car previsto in crescita di quasi cinque volte.

La partnership prevede una prima fase basata su un accordo di off-take, attraverso il quale BKT produrrà, in un proprio impianto di nuova realizzazione dotato delle tecnologie più avanzate, fino a 800.000 pneumatici a marchio Pirelli entro il 2030, con gli specifici standard tecnologici e qualitativi di quest’ultima.

L”India “sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’evoluzione dell’industria automobilistica globale, grazie alla crescita del mercato, allo sviluppo della mobilità e al progressivo rafforzamento delle competenze industriali e tecnologiche del Paese”, ha sottolineato Marco Tronchetti Provera, presidente esecutivo di Pirelli, commentando l’accordo strategico siglato.

“L’accordo, partner industriale di primo piano con solide radici in India e una significativa presenza internazionale, rappresenta per Pirelli una scelta strategica – ha spiegato – che ci consentirà di rafforzare la nostra posizione in uno dei mercati con le maggiori prospettive di crescita e di accompagnarne l’evoluzione facendo leva sulle nostre competenze, sull’innovazione e sul posizionamento nei segmenti a maggior valore”.

L’accordo apre anche la strada a una seconda fase che prevede, al verificarsi di determinate condizioni, la costituzione di una jv paritetica e la realizzazione di un impianto produttivo dedicato ai pneumatici car High Value, sia a marchio Pirelli sia a marchio BKT, destinati al mercato indiano e ad altri mercati internazionali.

Per Pirelli, attualmente presente in India solo da un punto di vista commerciale, l’intesa costituisce un passo significativo per rafforzare il proprio posizionamento in un Paese caratterizzato da un elevato potenziale e da una crescente domanda di pneumatici High Value, segmento sul quale è focalizzata Pirelli. Per BKT, l’accordo sostiene l’espansione dell’azienda nel segmento dei pneumatici per autovetture e si prevede che generi nuove opportunità sia sul mercato domestico sia su quelli internazionali.

Borse dell’Asia in netto calo, Tokyo -2,16%, HK -3%, Shanghai -1,31%

Roma, 22 ott. (askanews) – Borse dell’Asia in ribasso, mentre i nuovi rincari dei prezzi del petrolio combinati ai risultati di bilancio di alcune grandi società non migliorano gli animi degli investitori. A tarda seduta a Tokyo il Nikkei cala del 2,16%, mentre lo yen è in risalita con il dollaro che cala 157,60 sulla valuta nipponica. Shanghai cala dell’1,31%, Hong Kong crolla del 2,98%, Shenzhen perde il 2,64%.

In Corea del sud Seul crolla di nuovo con un meno 3,46%, già dopo che già nelle passate sedute si era mostrata particolarmente sensibile agli indebolimenti dei titoli legati all’intelligenza artificiale. La borsa di Taiwan perde l’1,5%.

Gioventù bruciata, un film appena iniziato

L’ora della riscossa

Se ne parlerà ancora a lungo, siamo appena all’inizio di una lunga turbolenza. Bande di ragazzini hanno messo a ferro e fuoco Milano e Roma. Altro ancora accadrà perché l’imbecillità non si estingue girando un interruttore. La società si interroga nell’incapacità di dare ascolto alle istanze giovanili. Alcuni di questi ragazzi chiedono un legittimo distinguo, dicendo che vogliono solo far sentire la propria voce e che non devono essere confusi con i violenti infiltrati che ne hanno rovinato l’immagine complessiva della protesta.

Non si è trattato di uno scontro di ragazzi romanticamente descritti nei protagonisti dei Ragazzi della via Pál, ma di una messa a soqquadro delle zone d’élite delle città. C’è chi dice che occorre provvedere all’insufficiente integrazione degli italiani di seconda e terza generazione, figli di immigrati ora con nazionalità italiana e che pure di questa Italia non ne vogliono sapere. C’è chi auspica misure drastiche di repressione, chi parla di un vuoto esistenziale delle nuove generazioni e chi non sa che pesci pigliare: se ipotizzare una comprensione dei fatti o una condanna netta senza appelli.

In Francia hanno disposto provvedimenti di coprifuoco per arginare il sacro fuoco di una gioventù ribelle a un sistema che non li accontenta.

Il web entra nel mondo reale senza conoscerne il vocabolario

Si ha l’impressione che la questione non sia riducibile soltanto allo sgomento per una mancanza di ideologie che ha acceso la sommossa di questi ragazzini in omaggio a una violenza per la violenza. Soprattutto per i più giovani tra loro, sfasciare e rubare tutto è la sola idea che sembra abbiano in testa: ci prendiamo quel che ci piace e altro non ce n’è. Potenzialmente i diciottenni sarebbero già dei vecchi da cui guardarsi. Altre idee sembra non riescano a infestare le menti di questi giovani ammaestrati solo dal web più che da studi utili alla loro formazione.

La fatica, qualcosa oltre il fato

Si legge che la prima traccia di teppisti possa essere riconducibile alla Compagnia della Tèpa di Milano del 1816–1817, dove gruppi di giovani si riunivano vicino ai campi erbosi per dare vita a risse di ogni genere. La “tepa” era il muschio o un terreno rado e sassoso. Forse non sarebbe male assegnare a questi imberbi virgulti qualche lavoro socialmente utile, zappare campi da bonificare o coltivare, così che possano far bella la terra, gli spazi e la città che orgogliosamente reclamano a disposizione. Sullo sporco nulla è possibile edificare e la bellezza costa, piaccia o no, sacrificio. Sarebbe questa la prima lezione da apprendere per un miglior loro futuro. Ciò che è minore ha a che fare con “parvus”, piccolo, ma ciò non lo esime dall’ascoltare la propria coscienza e dal rispetto delle regole.

La realtà costa cara

Questi ragazzi credono di aver messo nel sacco non solo il bottino depredato nei negozi di lusso della città, ma l’ordine pubblico prestabilito. Non sanno, semmai gli interessasse, che hanno saccheggiato la loro capacità di saper leggere i fatti per come talvolta la storia costringe a fare, malgrado sia composta di parole amare. Gli si dovrebbe spiegare che non è la società a non capire loro, ma sono piuttosto loro a non capire la società o che perlomeno lo sforzo deve essere reciproco e vicendevole.

Occorre talvolta prendere consapevolezza della dura realtà del momento. Ci sono momenti in cui la coperta è corta, girano pochi soldi per riqualificare le periferie, per le grandi e minime opere e quant’altro di utile al Paese; le guerre in corso impegnano le poche risorse a disposizione e via così continuando. La politica ha la sua responsabilità ma non può essere il parafulmine per ogni motivo di malumore.

Ogni potere, pur di conservarsi, vorrebbe dare tutto a tutti ma questo appartiene al mondo dei sogni. Questi ragazzi, almeno quelli buoni che non devastano, dovrebbero prendere confidenza con i tempi di crisi che non consentono se non la sopravvivenza e appena qualcosa di più. Non è la forza a cambiare lo stato dei fatti perché c’è sempre qualcuno più forte di te.

La sola via d’uscita è sudare duramente, imparare un mestiere, studiare per apprendere e dare una mano a questa società che già fa fatica a respirare. Dovrebbero imparare che, se hanno tanta forza in corpo, sta a loro cominciare a spingere il pesante carro del futuro del loro Paese. Potrebbero essere loro gli “integratori” necessari per un mondo migliore, almeno dalle nostre parti. Disintegrare il sistema non li aiuterà per il prosieguo; converrà assai più che resti integro, non toccato da distruzioni fine a se stesse.

Un sentimento da recuperare, il solo che conti

Infine un’ultima raccomandazione che resterà inascoltata. Da pochi giorni sono passati 48 anni dall’elezione a Papa del grande Karol Wojtyła. Non infiniti anni fa, due milioni di giovani si sono ritrovati con lui a Tor Vergata parlando di amore per il prossimo, con veglie e canti che hanno ristorato persino i sassi e la steppa dove erano accampati. Non sarebbe male se sul web andassero a rivedere le immagini, i suoni, il clima e le emozioni di quel raduno e ne prendessero spunto.

Lo Stato che promette non basta. Serve uno Stato che risponde

 

In Italia 5,4 milioni di persone vivono in povertà assoluta, tra cui 1 milione e 136mila minori. Lo certifica l’Istat nei dati sul 2025 pubblicati il 15 ottobre: il fenomeno è sostanzialmente stabile, ma coinvolge il 9,3% dei residenti. Anche avere un lavoro non sempre protegge: la povertà riguarda il 14,3% delle famiglie la cui persona di riferimento è operaio o assimilato. La stabilità statistica non può diventare rassegnazione politica.

 

Disagio e incertezza

Al disagio si aggiunge l’incertezza. Secondo il 59° Rapporto Censis, il 78,5% degli italiani teme servizi sanitari e assistenziali inadeguati qualora diventasse non autosufficiente. È una percezione, non la misura di un disservizio; segnala però una domanda di protezione. Nel 2024, secondo l’Istat, il 9,9% delle persone ha rinunciato a prestazioni sanitarie.

Più Stato o meno Stato? La contrapposizione serve a poco se una visita arriva troppo tardi, una famiglia non accede al sostegno previsto o un servizio esiste solo sulla carta. Lo Stato va giudicato dal tempo che intercorre tra un diritto riconosciuto e un diritto esercitato. E questo tempo non dovrebbe dipendere dal luogo di residenza.

 

Autonomia e garanzie comuni

Qui entra in gioco l’autonomia differenziata. Il 13 ottobre il Governo ha approvato gli schemi definitivi delle intese con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, insieme a quattro disegni di legge da sottoporre al Parlamento. Non si tratta di trasferire integralmente sanità o scuola: le nuove competenze riguardano protezione civile, professioni, previdenza integrativa e, in sanità, specifiche leve finanziarie e organizzative.

Il Governo afferma che restano invariati il finanziamento del Servizio sanitario nazionale e i criteri di riparto, con rispetto dei livelli essenziali di assistenza e verifiche periodiche. La prossimità delle decisioni può migliorare i servizi. Ma il punto è un altro: se tariffe aggiuntive, personale e investimenti possono dipendere anche dalle risorse proprie delle Regioni, che cosa accade dove tali risorse sono minori?

In un’audizione parlamentare del giugno 2026, la SVIMEZ ha segnalato il rischio che queste differenze alimentino concorrenza per i professionisti sanitari e nuovi divari nell’accesso alle cure. È un rischio prospettico, non un effetto già accertato. Eppure merita una valutazione preventiva che consideri anche le Regioni non firmatarie.

 

Un Paese già diseguale

I divari esistono già: secondo l’Istat, nel 2025 era in povertà assoluta il 9,6% delle famiglie del Mezzogiorno, contro il 6,3% del Centro; per i minori si arriva al 15,2% nel Mezzogiorno. Sono dati anteriori all’attuazione delle nuove intese: non dimostrano che la riforma produca povertà. Mostrano, però, quanto sia delicato modificare le regole in un Paese già diseguale.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 192/2024, ha ricordato che l’autonomia va riferita a funzioni specifiche e motivata con analisi rigorose, nel rispetto di solidarietà, livelli essenziali e perequazione. La domanda per il Parlamento non è soltanto quali competenze attribuire, ma come misurare benefici, costi ed effetti su tutti i cittadini.

 

Misurare i risultati e correggere i divari

Servono indicatori pubblici sui tempi di attesa, sulle rinunce alle cure, sulla disponibilità di personale, sulla continuità dell’assistenza e sulle differenze territoriali. Serve conoscere in anticipo quali correttivi intervengano quando gli standard non sono garantiti. Comuni, servizi e Terzo settore possono rendere più vicina la protezione, senza sostituire le responsabilità pubbliche.

Uno Stato migliore non moltiplica le promesse: rende i diritti accessibili, documenta i risultati e corregge ciò che non funziona. Perché un diritto che cambia valore attraversando un confine regionale non è ancora un diritto pienamente esigibile.

Il pane e l’idea. Disagio sociale, chi tutela i diritti deve prendere posizione

La domanda materiale oltre l’ordine pubblico

Le mobilitazioni contro il carovita riportano al centro del confronto pubblico una domanda che non può essere esaurita attraverso la gestione dell’ordine pubblico o la contrapposizione tra gli schieramenti. Riguarda le condizioni materiali dell’esistenza e la possibilità di riconoscere nelle istituzioni una risposta credibile alle proprie difficoltà.

Quando la preoccupazione riguarda le spese essenziali, l’insistenza sulla compostezza istituzionale rischia di apparire distante. Le mediazioni richiedono tempo; il bisogno impone scadenze immediate. In questo scarto si manifesta una crisi di fiducia che merita di essere compresa prima di essere giudicata.

Ma la domanda riguarda anche l’idea: una prospettiva di convivenza nella quale riconoscersi, la possibilità di comprendere verso quale società si stia lavorando e quale futuro venga offerto alle nuove generazioni. Alla difficoltà materiale può accompagnarsi la percezione che manchi un orientamento delle scelte collettive.

Il pane e l’idea esprimono esigenze diverse, entrambe necessarie alla partecipazione democratica.

 

Il bisogno è già nella Costituzione

L’articolo 3, secondo comma, affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza. L’articolo 36 collega la retribuzione alla possibilità di un’esistenza libera e dignitosa. La domanda materiale richiama dunque obblighi costituzionali precisi.

La possibilità di esercitare una libertà dipende anche dalle condizioni nelle quali si vive. Chi deve concentrare ogni risorsa sulla sopravvivenza incontra maggiori ostacoli nell’accesso alla formazione, alla tutela dei diritti e alla partecipazione pubblica.

Il rispetto delle competenze rimane necessario, ma non può essere assunto come prova sufficiente dell’adempimento dei compiti istituzionali. Occorre verificare che cosa quelle competenze permettano concretamente di garantire.

La responsabilità delle decisioni sulle risorse e sulle priorità appartiene anzitutto alla politica. Nessuna gestione dell’ordine pubblico può sostituire questa risposta. Le condotte violente richiedono accertamenti individualizzati e conseguenze proporzionate.

La loro repressione lascia interamente aperta la questione sociale.

 

La cittadinanza e la responsabilità del ruolo

Università, avvocatura e magistratura appartengono alla stessa comunità attraversata da queste difficoltà. La specificità delle funzioni non le rende estranee alla crisi di fiducia e di prospettive.

Prima di essere docenti, avvocati o magistrati, siamo cittadini. Le nostre condizioni possono proteggerci, in misura diversa, dall’urgenza del bisogno. Proprio la disponibilità di conoscenze e strumenti di intervento rende più esigente la nostra responsabilità.

Essere consapevoli del proprio ruolo significa anche domandarsi quanto si stia facendo attraverso di esso. L’autonomia acquista credibilità nell’uso che ne viene fatto; la competenza comporta la disponibilità a sottoporre il proprio contributo a una verifica pubblica.

È su questo terreno che occorre chiedere qualcosa di più alle tre comunità professionali.

 

Il contributo dell’università, dell’avvocatura e della magistratura

All’università spetta rendere il proprio sapere disponibile alla comprensione del presente. Indagare le cause del disagio, verificare le spiegazioni proposte e discutere le possibilità di intervento costituisce una responsabilità pubblica della conoscenza.

La libertà della ricerca consente di formulare domande scomode anche verso gli interessi più forti. Il pluralismo impone che le risposte rimangano aperte alla critica. Una comunità accademica capace di assumere questa responsabilità contribuisce anche a ricostruire l’«idea»: offre strumenti per comprendere e scegliere, invece di lasciare il confronto alla sola contrapposizione degli slogan.

All’avvocatura va chiesto di misurare la propria autorevolezza sull’effettività della tutela. Quando il costo o la complessità dell’accesso alla giustizia scoraggiano l’esercizio di un diritto, il problema riguarda direttamente la funzione sociale della professione.

La difesa delle garanzie richiede competenza tecnica, iniziativa pubblica e attenzione alle condizioni delle persone. L’indipendenza forense deve permettere di contestare una scelta lesiva dei diritti anche quando provenga dalla parte politica più vicina alle proprie convinzioni. È una coerenza che rende credibile la rappresentanza.

Alla magistratura occorre rivolgere una richiesta altrettanto esigente, rispettosa della diversità delle sue funzioni. Il giudice deve rimanere terzo; il pubblico ministero deve esercitare le proprie attribuzioni secondo legalità e obiettività.

Entro questi vincoli esiste uno spazio di responsabilità civile. Spiegare il significato delle garanzie, segnalare le condizioni che ne compromettono l’effettività e contribuire al confronto sulle riforme sono modi di partecipare alla vita democratica preservando l’indipendenza.

Anche l’esercizio quotidiano della funzione richiede piena consapevolezza delle conseguenze che una decisione, una misura o un ritardo producono sull’esistenza delle persone. Il rigore dell’accertamento e l’attenzione alla condizione umana devono concorrere alla qualità della giurisdizione.

È anche di questo che università, avvocatura e magistratura devono accettare di rispondere.

 

 Il dovere di prendere posizione, oggi

Il periodo drammatico che l’Italia e gli italiani stanno attraversando impone una responsabilità ulteriore a chi dispone di conoscenze, autonomia e strumenti di tutela. Università, avvocatura e magistratura sono chiamate a interrogarsi pubblicamente sulla distanza tra i principi costituzionali e le condizioni concrete dell’esistenza.

Il bisogno di pane e di un’idea di futuro ci riguarda come cittadini, prima ancora che come professionisti. Le conseguenze del disagio si distribuiscono in modo diseguale; la responsabilità di comprenderle e contrastarle investe l’intera comunità. Per questo ritengo necessario chiedere alle nostre comunità professionali una disponibilità più netta a prendere posizione.

L’università intervenga nel confronto pubblico con la forza della ricerca, renda comprensibili le cause dell’impoverimento e contribuisca a elaborare prospettive sulle quali la società possa discutere e scegliere. La responsabilità del sapere comprende il coraggio di sottoporre a verifica anche le decisioni dei poteri più forti.

L’avvocatura renda riconoscibile il rapporto tra le proprie battaglie e la vita delle persone. L’accesso alla giustizia, la protezione dalle discriminazioni e la difesa delle libertà richiedono un impegno pubblico coerente, capace di raggiungere anche chi fatica a far valere le proprie ragioni.

La magistratura faccia sentire la propria voce sulle condizioni che rendono effettiva la tutela dei diritti, con l’equilibrio necessario a preservarne l’indipendenza. L’imparzialità del giudizio esige rigore e distanza dalle parti; rimane pienamente compatibile con la consapevolezza civile di ciò che accade nel Paese.

La prudenza nell’esprimersi deve accrescere la responsabilità dell’intervento. Diventa insufficiente quando si risolve nel rinvio costante di ogni presa di posizione, mentre il disagio si aggrava e la fiducia nelle istituzioni si indebolisce.

Prendere posizione significa dichiarare quali diritti si ritengano compromessi, motivare il proprio giudizio e indicare quale contributo si è disposti a offrire. Comporta anche l’accettazione della critica e la disponibilità a rispondere del proprio operato.

In questo momento, alle nostre comunità professionali va chiesto un impegno pubblico riconoscibile. Il rispetto dei ruoli deve rendere più autorevole questo impegno. Non può diventare la ragione della nostra assenza.

Santa Caterina, la mistica che parlava alla politica

Una fortunata trasmissione televisiva (“Una giornata particolare”) ha dedicato una puntata a san Francesco, e ora ne dedica un’altra a santa Caterina da Siena. Segnalo la cosa, in quanto mi sembra che sia giusto, come fa Aldo Cazzullo, ricordare entrambi i patroni d’Italia. Essi sono festeggiati in due giorni diversi: Francesco il 4 ottobre, che da quest’anno è tornato ad essere festa nazionale, e Caterina il 29 aprile, che non è mai stato festa civile. Senza far graduatorie è evidente che la universalità di Francesco d’Assisi non si ritrova in nessun altro santo, nemmeno in santa Caterina che la Chiesa cattolica ha pure proclamato compatrona dell’Italia e compatrona dell’Europa e, proprio lei illetterata, pure Dottore della Chiesa. È quindi evidente che i riconoscimenti ottenuti evidenziano l’importanza della Santa senese, la quale di conseguenza merita di essere più conosciuta, mentre (come è stato rilevato) è ancora poco studiata. Tuttavia la sua figura ha tanto da dire anche oggi e non solo sul piano ecclesiale, ma anche su quello sociale e politico.

Sul piano religioso Caterina fu una grande mistica cristocentrica, e uno dei suoi maggiori studiosi, André Vauchez, l’ha definita “mistica trasgressiva” nell’omonimo libro pubblicato in Italia da Laterza, e il suo nome resta pure legato alla fine della cosiddetta “cattività avignonese”, avendo premuto perché Gregorio XI riportasse la sede del papato a Roma. L’esigenza di Riforma della Chiesa la impegnò lungo la sua breve esistenza (Siena 1347-Roma 1380) e con questo intento riformatore si adoperò per una Crociata, che avvicinasse cristiani e musulmani, e per la fine allo scisma d’Occidente: obiettivi che non furono raggiunti, ma ciò non fece desistere Caterina dal suo intento fino a morirne a 33 anni. Ma è sul piano socio-culturale che Caterina ha due primati: è la prima donna di cui abbiamo una cospicua raccolta di scritti in italiano: le 386 Lettere (di cui è ancora in corso l’edizione critica) e il Dialogo della Divina Provvidenza e 26 Orazioni che dettò in stato di estasi ai suoi discepoli (in Italia il Dialogo è stato curato tra gli altri dalla filosofa Maria Adelaide Raschini). Soprattutto Caterina fu animata da una mentalità che andava al di là dell’identità di genere, anticipando (a me pare) non tanto il femminismo quanto il personalismo per la sua rivendicazione di una uguaglianza fondata sullo spirito e sull’umanità, in nome della quale svolse un ruolo attivo nella Chiesa e nella società.

E nella società si è adoperata in termini politici: Giovanni Paolo II l’ha definita “mistica politica”; Caterina operò nei confronti dei politici del suo tempo con il proprio stile di donna durissima, e impegnata per la pace, adoperandosi specialmente nella pacificazione delle fazioni in Italia. Gli aspetti della personalità di Caterina qui richiamati inducono a metterla a confronto con san Francesco, per dire che alcune esigenze sono in comune: dalla riforma della chiesa alla ricerca della pace, dalla mistica alla laicità, dal genio letterario alla carità verso gli ultimi, tra cui i lebbrosi; mentre altri aspetti invece differenziano profondamente i due Santi; in particolare, mentre Francesco s’ispirava alla mitezza, Caterina puntava sulla fortezza (viriliter) nel linguaggio e nel comportamento, invitando a essere attivi nella convinzione che «a forza di tacere il mondo è guasto»; da qui l’imperativo: «Di’ la verità a un milione di voci. È il silenzio che uccide»; «Non accontentatevi delle piccole cose. Dio le vuole grandi. Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutta Italia».

Questa attualità è stata ben colta da Tommaso Montanari nella sua rassegna intitolata “Eretici”; scrive il noto studioso dell’arte, saggista e rettore dell’Università senese per stranieri: santa Caterina è «una delle figure più luminose, più moderne, più eretiche, anche se perfettamente ortodossa nella sua fede cristiana. Una donna che non accettò di entrare in convento di clausura perché non voleva obbedire al clero, costituito da soli uomini, e la cui scelta di essere una suora laica, potremmo dire oggi, una mantellata domenicana, è da intendere così, come una ricerca di libertà». Non solo: «sarebbe sbagliato considerare Caterina da Siena una femminista ante litteram, ma il suo modello femminile è stato importantissimo nel discorso politico del ‘900» per la sua tensione al bene comune e l’amore per la giustizia. Al riguardo serve ricordare che la deputata democristiana Angela Maria Guidi Cingolani nel suo discorso alla Consulta Nazionale il 25 settembre 1945 (la prima volta che una donna prendeva la parola nel parlamento italiano) si richiamò a Caterina da Siena per spingere le donne italiane ad assumersi le proprie responsabilità civili e politiche, citando le parole della Santa: «Traete fuori il capo e uscite in campo a combattere per la libertà; venite, venite e non andate ad aspettare il tempo che il tempo non aspetta».

La persona prima del potere: le radici cristiane della democrazia

Quando la politica indica regole non esprime solo “leggi”, che sovente sono simulacri solitari, ma innerva in modo positivo il tessuto della convivenza civile, perché offre alle relazioni umane regole sicure, condivise come punti di riferimento per costruire una società giusta. Qui vediamo l’evangelico articolo 3 della Costituzione, che affida allo Stato il dovere di intervenire nelle fragilità sociali per non essere classista.

Le strutture “esteriori” devono essere piegate al servizio dei valori che esprimono, all’interno della coscienza dell’uomo, le sue vere ragioni, che lo rendono persona unica, irripetibile e inviolabile. Il bagaglio culturale che anima il vissuto cristiano nella nostra Costituzione evidenziava il carisma di una formazione che il mondo cattolico aveva ricevuto già dalla Rerum novarum e che aveva dato uno spessore evangelico alla democrazia, nella vivificazione di un ideale che la rinnovasse non solo come “metodo”, ma come esperienza.

La politica si fonda su tre cardini: progetto, proposta e sintesi. Proprio quest’ultima offre alla democrazia lo strumento per far emergere non un popolo anonimo, ma una “persona” ontologicamente strutturata, portatrice di valori intrinsechi che, come diceva Antonio Rosmini, è da sempre «il diritto sussistente».

 

La Pira, la profezia e la pace

Non deve apparire strano, quindi, che la democrazia rinata dalle rovine di una guerra fratricida abbia apparentemente un atteggiamento disarmato, capace, allora come oggi, di impensierire e anche turbare le certezze dei grandi della terra.

Non posso fare a meno di citare l’esperienza politica e religiosa di un mio illustre confratello come La Pira, la cui capacità profetica non consisteva nel predire il futuro, ma nell’aver ricevuto il dono del discernimento, proprio delle grandi vocazioni come quella domenicana.

È lo Spirito Santo a suggerire al profeta il modo adatto e opportuno di trasferire i valori cristiani alle esigenze della storia vigente, ma il profeta è anche apportatore di grandi novità. Il suo sguardo di studioso era sovente rivolto al passato, ma il suo animo guardava sempre al futuro, infondendo la mai perduta speranza. Ecco perché ancor oggi diciamo che fu un “profeta”, con un carisma autentico che si adatta alla complessità semplice dello spirito evangelico dell’Ordine domenicano.

La maturazione politica del futuro sindaco di Firenze si evince anche dalla corrispondenza epistolare tra La Pira, don Primo Mazzolari e mons. Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI, oggi agli onori degli altari. Il trait d’union è il problema della pace, che tutti e tre cercano come metodologia, quasi grammatica. Mi sia consentito dire: essi avevano già presente il problema della pace in modo “scientifico”, quasi da profeti.

 

Il personalismo contro il culto del leader

Emmanuel Mounier (1905–1950) aveva anticipato quanto i cattolici democratici avrebbero realizzato nella Costituzione italiana, perché aveva caratterizzato il percorso democratico secondo alcuni punti fissi: riteneva indispensabile operare la creazione di una rappresentanza diversificata e reale dei cittadini, da realizzarsi attraverso una coscienza dell’interesse comune.

Tale coscienza, che laicamente definiamo in scienza politica come “cultura civica”, doveva concorrere al servizio della persona, che poteva così opporsi al culto indiscusso del leader a detrimento delle identità. È questo un elemento che invera le matrici del pensiero lapiriano e la rivoluzione che negli anni Trenta rappresentò il personalismo.

Il personalismo che La Pira rielabora e propone nei suoi contributi alla Costituente consiste in un’operatività rinnovata del cristianesimo, lontana dal clericalismo ottocentesco, ma anche antitetica all’agnosticismo pragmatico che porta alla dittatura del relativismo, sclerotizza il panorama politico, inaridisce la proposta politica dei partiti, senza i quali una vera democrazia non può funzionare.

Quello che colpiva La Pira nel personalismo mounieriano era l’opposizione al disordine costituito, incarnato dalla falsità della democrazia borghese, che non rende possibile radicare la giustizia sociale perché incapace di esprimere un’alternativa al valore antipersonale del capitalismo consumistico e perché inventa un “diritto” di proprietà assolutamente astratto, ingiusto e avverso alla dignità della persona.

 

La libertà e la responsabilità morale

Voglio cogliere l’occasione per dire, in un contesto così attrezzato culturalmente e spiritualmente, che la libertà è la disposizione della volontà ad attuare equilibri tra atti interni ed esterni dell’uomo ed è ciò che gli inglesi definiscono freedom, indicando la libera esperienza morale.

La dignità della persona umana nasce dal rispetto dei valori valutati dalla ragione e dal sentimento, con l’espressione delle virtù come equilibrio tra indole e atti, per cui la legge diventa ordine della convivenza, per realizzare il bene quale perfezionamento delle virtù attraverso la ragione.

La volontarietà, che implica sempre l’assenza dell’ignoranza, manifesta come ancora oggi non abbia funzionato la cosiddetta “opzione fondamentale”, perché attribuisce valore solo a ciò che si vuole, mentre sussiste già un implicito indirizzo al bene morale, attraverso la ragione pratica che conduce alle azioni.

Il personalismo di Mounier, che anima gli uomini che contribuirono a gettare le basi della Costituzione, incontra negli anni Quaranta, scopre e valorizza l’uomo come soggetto, attento al pericolo sempre latente di identificare il mezzo col fine, eliminando ogni possibile mediazione con esiti tradizionalistici estremi.

Si coglie nel personalismo l’avversione alla mediocrità, al compromesso spicciolo, ma soprattutto all’egoismo rappresentato dalla borghesia, mentre si rafforza l’idea di persona nella quale Mounier quanto La Pira avvertivano il respiro dell’eternità vittoriosa sul tempo e sulla storia.

 

La Costituzione e il legame tra le libertà

In questo senso l’attualità dei principi che animarono sia il Codice di Camaldoli sia la Costituzione rappresenta ancor oggi il lucido tentativo di recuperare e saldare, ma superandola, la tradizione individualistica dei diritti dell’uomo, senza cedere alla suggestione collettivistica ed evitando di isolare le libertà tra di loro.

Questo sforzo ha condotto, nella Costituzione italiana, al riuscito collegamento etico di tutte le libertà, non limitandosi a riconoscerle, ma unendole all’insegna dell’eminente libertà dell’uomo, perché uno Stato democratico ha il compito di ordinarsi in tal modo da agevolare il libero sviluppo interiore ed esteriore della persona.

 

Costruire la pace, formare le coscienze

Di conseguenza la comunità nazionale non è un assoluto, ma fa parte organicamente della comunità internazionale, che immunizza ogni tentativo sovranista e ogni tentazione di ricorrere alla violenza per risolvere le controversie.

L’attualità di quei principi, nati dalle congerie sanguinose e drammatiche della guerra, emerge nella costruzione della pace. Il naturale referente non è neanche più lo Stato, ma il tentativo di recuperare il senso profondo della civiltà umana e il valore etico e spirituale della comunità civile, perché soltanto dall’incontro tra civilitas e civitas si potrà pervenire a un mondo di giustizia e di pace, in nuovi rapporti di solidarietà tra gli uomini.

Costruire la pace operando sul piano della formazione delle coscienze, ma anche delle istituzioni in cui la politica si svolge, nella pratica della giustizia nata dalla fraternità.

È su questo crinale che il ricordo di come la Costituzione della Repubblica italiana renda l’emergenza della persona fondamento, guida e progetto per promuovere l’uomo si rivolge anche ai giovani del nostro non facile tempo. La lezione che se ne ricava ruota intorno al problema assai sentito, dopo le emergenze planetarie recentemente vissute, di come annunciare il Vangelo nelle coordinate della storia in cui il Signore ci ha fatto vivere.

 

L’autore insegna Istituzioni di filosofia politica alla Pontificia Università Lateranense ed è presidente dell’Istituto Emmanuel Mounier – Italia.

Gianfranco Morgando, un vero cattolico popolare e sociale.

Con Gianfranco Morgando se ne va un pezzo della storia del cattolicesimo popolare e sociale torinese e piemontese. Una persona, lo possiamo dire tranquillamente, la cui vita è coincisa prevalentemente, anche se non esclusivamente, con l’impegno pubblico: politico, culturale, sociale e istituzionale.

E questo perché l’intera vita di Gianfranco è stata vissuta all’insegna della traduzione laica dei principi, dei valori e della cultura del cattolicesimo sociale e popolare.

Quel cattolicesimo sociale vissuto, metabolizzato e acquisito nella storica sede di via Stampatori a Torino, la sede della corrente di Forze Nuove guidata dal «ministro dei lavoratori», Carlo Donat-Cattin. E Gianfranco è stato uno dei «figli» migliori di quella gloriosa tradizione politica, culturale, sociale e valoriale.

Una storia che lo ha sempre accompagnato. Nella Democrazia Cristiana innanzitutto, come nei partiti che si sono succeduti alla DC. Ma la sinistra sociale di ispirazione cristiana è stata la vera cifra politica e culturale di Morgando.

Un bagaglio culturale che Gianfranco ha trasferito nei mille luoghi della sua lunga, ricca e feconda militanza. Dalle sezioni di partito al rapporto continuo con il territorio e il mondo degli amministratori locali; dal Parlamento al Governo; dagli incontri con l’associazionismo cattolico al mondo sociale, variegato e composito.

Ma quello, infine, che merita di essere ricordato è lo «stile» con cui Morgando ha declinato l’impegno politico. Uno stile sempre rispettoso delle persone, comprensivo delle ragioni degli altri, tollerante e sempre dedito al confronto e al dialogo.

Era quello stile che ha caratterizzato il comportamento di una classe dirigente formatasi all’insegna della costruzione del «bene comune». Cioè di un progetto di società che non poteva fare a meno di una cultura di cui Gianfranco è stato autorevole espressione concreta: quella, appunto, del cattolicesimo popolare e sociale.

E oggi il modo migliore per ricordare Gianfranco Morgando e il suo ricco e fecondo magistero pubblico è proprio quello di continuare a richiamare e inverare le ragioni, la cultura e il pensiero del cattolicesimo sociale e popolare, che resta un faro capace di illuminare il ruolo e il comportamento dei cattolici nella politica e nella società.

A Napoli il confronto su colpa medica

Roma, 21 ott. (askanews) – Le nuove regole sulla responsabilità sanitaria al vaglio del Parlamento e i criteri di accertamento della colpa medica sono stati al centro del convegno promosso dalla Corte d’Appello di Napoli, in collaborazione con le associazioni Valore Uomo, presieduta dall’avvocato Giuseppe Mazzucchiello, e Parthenope. L’appuntamento ha rappresentato il secondo incontro di un percorso formativo articolato in tre moduli e dedicato al ruolo dei consulenti tecnici. Un’occasione di approfondimento sulle competenze necessarie per affrontare controversie che richiedono il raccordo tra conoscenze giuridiche, valutazioni medico-scientifiche e tutela della persona. I lavori hanno affrontato le procedure di conciliazione, la valutazione dei danni e i risarcimenti, mettendo in relazione l’accertamento delle responsabilità con gli strumenti per la gestione delle controversie. Tra gli interventi, quello di Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte d’Appello di Napoli. Sul passaggio dall’accertamento delle responsabilità alle controversie civili è intervenuto Alberto Michele Cisterna, sostituto procuratore generale presso la Cassazione. Il confronto ha offerto uno spazio di riflessione sul contributo dei consulenti tecnici nella ricostruzione dei fatti e nella valutazione degli elementi rilevanti per il giudizio. Un ulteriore approfondimento ha riguardato la protezione dei dati dei pazienti e le sfide poste dalla digitalizzazione sanitaria, con l’intervento di Ginevra Cerrina Feroni, vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali. Un tema che accompagna l’evoluzione dei servizi sanitari e coinvolge anche la gestione delle informazioni utilizzate nelle attività di consulenza e nei procedimenti giudiziari. L’incontro ha così riunito i diversi aspetti della responsabilità sanitaria: dalla valutazione della condotta professionale alla composizione delle controversie, fino alla riservatezza delle informazioni personali. Un percorso formativo volto a rafforzare il dialogo tra competenze diverse in una materia che incide direttamente sui diritti dei pazienti e sull’attività degli operatori sanitari.

Centrodestra, Cateno De Luca: Vannacci? E’ il partito dei cazzari

Roma, 21 ott. (askanews) – “Noi rappresentiamo il partito del pragmatismo, Vannacci il partito dei cazzari”. Così Cateno De Luca, a margine della presentazione della componente ‘Sud chiama Nord’ alla Camera.

“Lo dico con molta onestà perché un sindaco è costretto a indicare soluzioni e a risolvere problemi, non è un soggetto che pontifica perché ha il cittadino dietro la porta”, ha spiegato.

“Chi oggi cavalca maldipancia, disagi che la politica non è stata capace di risolvere è ovvio che lo fa in modo strumentale. Gli italiani sapranno ben scegliere infatti i sondaggi cominciano a dare segnali chiari: si sgonfia il partito dei cazzari”, ha detto ancora.

Proteste tir, Meloni presiede vertice: governo garantisce scorte per consegne

Roma, 21 ott. (askanews) – Si è svolta in serata a Palazzo Chigi una riunione presieduta dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sul tema dell’autotrasporto e dei blocchi autostradali a cui hanno preso parte i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Lo riferiscono fonti di palazzo Chigi.

“Il Viminale – si sottolinea – è attivo per decongestionare la viabilità e garantire la continuità dei rifornimenti, in particolare le merci di prima necessità, assicurando la distribuzione dei generi alimentari e, nella giornata odierna, anche la consegna dei farmaci”.

Le Forze dell’ordine – fanno sapere le stesse fonti – hanno scortato circa 500 autotrasportatori. Un servizio che sarà garantito a chiunque ne faccia richiesta per poter continuare a lavorare in sicurezza”.

Centrodestra, Cateno De Luca: con noi entra il partito dei sindaci

Roma, 21 ott. (askanews) – “Abbiamo fatto una scelta alla luce del sole con il centrodestra. Ci è stata data la possibilità di poter inserire nella prossima agenda di governo le esigenze dei palazzi delle municipalità, con una strategia elitaria per i territori e con un’esperienza civica che abbiamo. Oggi il partito dei sindaci entra a tutti gli effetti nel centrodestra”. Così Cateno De Luca, a margine della presentazione della componente ‘Sud chiama Nord’ alla Camera.

Protesta tir, blitz centrosinistra: Meloni venga in aula. Giovani? Governo reprime e stop

Roma, 21 ott. (askanews) – Caro vita, protesta dei tir, disagio giovanile e violenza nelle piazze: le opposizioni compatte – Pd, M5s, Avs e Iv – aspettano la fine della seduta alla Camera per un piccolo ‘blitz’, chiedere a quattro voci un’informativa urgente della presidente del Consiglio davanti al Parlamento. Non ha funzionato con il titolare del Viminale Matteo Piantedosi, a cui avevano chiesto di riferire sui fatti di Milano, venga allora Giorgia Meloni a rispondere alle Camere su tutto il dossier degli ultimi giorni.

Parte il leader M5s Giuseppe Conte, reduce dall’ennesimo incontro con gli autotrasportatori – oggi alla Camera, venerdì scorso allo svincolo di Maddaloni, in Campania – chiedendosi come mai la presidente del Consiglio non incontri “chi in questo momento è portatore di così tanta sofferenza economica e sociale”, “la loro sofferenza è vera, sono disperati”. Invece, osserva Conte, “li vedranno con calma, a fine mese, ma ci rendiamo conto che l’Italia si sta fermando?”. La segretaria Dem Elly Schlein si associa (“Meloni esca dal Palazzo e venga qui a riferire”) ed alza il tiro: “La risposta solo repressiva non basta” e, del resto, “se avesse funzionato il primo decreto sicurezza non sareste arrivati a otto”. Anche la faccenda della “guerra ibrida”, a cui ha accennato il ministro della Difesa Guido Crosetto mentre altri esponenti di governo – Piantedosi – l’hanno esclusa, rende indispensabile per Schlein un passaggio in Parlamento: “Non è che potete dire una cosa del genere così”.

Angelo Bonelli, Alleanza verdi e sinistra, quando tocca a lui si accalora – “avete introdotto 123 nuovi reati, uno ogni 12 giorni, senza riuscire a garantire sicurezza e ordine pubblico. Avete tagliato risorse alle periferie, da Tor Bella Monaca allo Zen, e continuate a investire in armi, ignorando la crisi sociale, ma non avete vergogna?” – poi beve un sorso d’acqua, protesta con il presidente di turno dell’aula per il “controcanto” che sale dai banchi della maggioranza e sbotta: “Al governo dei giovani non gli interessa niente, gli interessa solo la repressione”. E poi “quello che stanno facendo Piantedosi e Lollobrigida è indecente. Invocare infiltrazioni criminali senza portare nemmeno una prova significa gettare fango su chi protesta” per poter lavorare.

Gli risponde Maurizio Lupi, Noi Moderati, che parla di “strumento sbagliato” – i blocchi della circolazione delle merci – che rischia di cancellare le ragioni della protesta mentre Salvatore Deidda, di Fratelli d’Italia, osserva: “Le infiltrazioni? Basta leggere i giornali” o “c’è qualcuno che difende quelli che tagliano le ruote agli autotrasportatori?”. Mugugni e proteste dai banchi delle opposizioni.

Infine Italia Viva. “Noi non possiamo pensare che la risposta del governo sia solo quella securitaria – incalza Maria Elena Boschi -, ma è normale che di fronte a una richiesta di informativa il ministro Piantedosi non si sia degnato di venire in aula a rispondere dei fatti di Milano?”. Un ultimo appello a Meloni: “Sappiamo che non ama venire in aula, ecco se proprio non vuole venirci, almeno incontri le categorie e i sindacati, almeno a loro dia delle risposte”, chiude Boschi.

Protesta tir, Meloni corre ai ripari. Domani Cdm per varo di un decreto

Roma, 21 ott. (askanews) – Dopo gli interventi per provare a fermare le violenze nei cortei, quelli per aiutare autotrasportatori e agricoltori e provare a interrompere le proteste che stanno bloccando la distribuzione di beni di prima necessità in tutta Italia. Con un distinguo fondamentale: da una parte ci sono i lavoratori che legittimamente chiedono risposte, dall’altra quelli che palazzo Chigi definisce “fenomeni di illegalità”. Domani alle 12, dunque, il Consiglio dei ministri tornerà a riunirsi per la seconda volta in tre giorni per il varo di un decreto con “gli interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo”. “Il governo, a partire dal presidente Meloni, è al lavoro per tradurre rapidamente gli impegni assunti in misure concrete”, si spiega da palazzo Chigi.

Era stato il ministro Francesco Lollobrigida, durante il question time alla Camera, ad anticipare che l’esecutivo stava lavorando a misure da varare “a breve”, ma anche a rilanciare dubbi sulla natura di alcune delle forme di protesta degli autotrasportatori che stanno bloccando l’Italia. “C’è un fenomeno che mi preoccupa ed è – ha spiegato – che ci sono tonnellate di fresco e freschissimo che da Sud non arrivano a Nord a causa di blocchi che peraltro, dopo il comunicato di tutte le sigle sindacali degli autotrasportatori, appaiono difficilmente spiegabili. C’è qualcosa che uno può facilmente evidenziare andando a vedere il curriculum vitae dei leader, spesso, delle manifestazioni di protesta”.

Ed è esattamente a questi profili di illegalità che si riferisce palazzo Chigi annunciando il Consiglio dei ministri domani. “Il proseguimento di alcune proteste, nonostante il confronto avviato e l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria – sottolineano fonti dell’esecutivo – evidenzia una situazione più complessa. È necessario distinguere nettamente le legittime rivendicazioni degli operatori del settore dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l’apertura di un canale di dialogo istituzionale. Allo stesso modo, occorre distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità”.

“Il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche – spiegano dal governo – devono restare priorità imprescindibili. A pagare il prezzo dei blocchi sono infatti anche negozianti, cittadini, allevatori e agricoltori, che rischiano di subire danni e disagi proprio mentre chiedono condizioni di lavoro sostenibili e continuità per le proprie attività. Una contraddizione che rende ancora più urgente ricondurre la mobilitazione nell’ambito di un confronto ordinato e rispettoso della legge”.

Domani in Cdm il decreto su autotrasporto e agricoltura

Roma, 21 ott. (askanews) – “Il Governo, a partire dal presidente Meloni, è ora al lavoro per tradurre rapidamente gli impegni assunti in misure concrete e ha convocato per domani un Consiglio dei ministri per l’approvazione di un decreto legge, che riunisca gli interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo”. E’ quanto riferiscono fonti di palazzo Chigi.”Il ministro Salvini – spiegano le stesse fonti – ha infatti incontrato le rappresentanze dell’autotrasporto, affrontando le criticità sollevate dalla categoria e raggiungendo un’intesa per ripristinare la piena circolazione sulle strade e garantire i diritti della categoria, dei cittadini e dell’intero sistema produttivo. Ha inoltre incontrato altri soggetti coinvolti nelle mobilitazioni, che avrebbero manifestato disponibilità rispetto ai provvedimenti annunciati dal governo”. “Il proseguimento di alcune proteste, nonostante il confronto avviato e l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria, evidenzia una situazione più complessa. È necessario distinguere nettamente le legittime rivendicazioni degli operatori del settore dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l’apertura di un canale di dialogo istituzionale. Allo stesso modo, occorre distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità”. E’ quanto fanno sapere fonti di palazzo Chigi a proposito della protesta dei tir.

“Il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili”, si sottolinea.

Precisazioni in merito al comunicato dell’assemblea dei redattori di Askanews del 20 ottobre

Roma, 21 ott. (askanews) – L’Azienda e la Direzione prendono atto con rammarico della ferma presa di posizione dell’Assemblea. Comprendiamo la solidarietà verso il collega e il rammarico per una decisione che, pur se ritenuta legittima dall’Azienda, resta sempre dolorosa.

Tuttavia, l’Azienda aveva già dato disponibilità al Comitato di Redazione per un incontro di approfondimento, nei limiti imposti dal rispetto della normativa in materia di privacy, per meglio chiarire il contesto in cui è maturata la decisione e dare evidenza del fatto che il licenziamento del collega ha natura strettamente disciplinare ed è legato a condotte individuali, estranee allo svolgimento della mansione, che hanno irrimediabilmente leso il rapporto fiduciario.

In particolare, non è corretta la ricostruzione secondo la quale il provvedimento sarebbe riconducibile a mere “rimostranze di un soggetto esterno”, tanto meno relative all’esercizio della professione giornalistica.

In nessun modo il provvedimento lede i diritti dei giornalisti e non ha alcuna attinenza con tematiche collettive o di settore, né può avere, neanche indirettamente, ricadute sulla tutela dell’autonomia professionale giornalistica, della quale la Direzione è garante.

Ces Unveiled Milan, debutta in Italia l’anteprima del Ces di Las Vegas

Milano, 21 ott. (askanews) – La tecnologia che sta trasformando il nostro presente, e soprattutto trasformerà il nostro futuro, in scena a Milano, città scelta per l’anteprima europea del Ces di Las Vegas, il grande evento tech organizzato da Cta, che si svolge dal 6 al 9 gennaio in Nevada. Dopo Parigi e Amsterdam è la volta del “Ces Unveiled Milan 2026”, un debutto per l’Italia. Kinsey Fabrizio è la presidente di Cta: “È stato facile scegliere Milano – ha detto ad askanews – C’è tantissima innovazione, un vivace panorama tecnologico e di startup. Per il Made in Italy e tutto ciò che questo comporta per la produzione industriale, per non parlare del cibo meraviglioso, della bellissima città, delle persone fantastiche, della cultura e del fatto di essere in Italia. È stata una scelta facile e siamo davvero felici di essere qui”

Oltre 100 realtà hanno presentato le loro innovazioni, dalla salute allo space tech, durante l’evento, organizzato in collaborazione con l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ita/Ice), di cui Matteo Zoppas è presidente, che sta anche preparando la prossima partecipazione della delegazione a Las Vegas.

“Essere qua, avere il Ces a Milano avvicina molto le due organizzazioni e anche le due nazioni dal punto di vista delle relazioni tecnologiche relative al Ces, ci stiamo guardando dentro con più qualità e intensità e, se ci riusciamo, con una dimensione maggiore”.

All’Unveiled è andata in scena anche una sfida fra startup: per la vincitrice un posto al Ces di Las Vegas.

Social housing in legno per rispondere all’emergenza casa

Roma, 21 ott. (askanews) – Aumentare l’offerta abitativa mantenendo qualità, efficienza e rapidità nella costruzione. Una sfida lanciata dall’Europa ed accolta da Rubner Grandi Strutture, che porta in Sicilia a Fondo Basile e Fondo Saccà, storiche aree urbane di Messina, due progetti di edilizia sociale multipiano con struttura in legno. Un vero e proprio punto di svolta in un momento fortemente segnato dall’emergenza abitativa. Stando ai numeri della Commissione europea, negli ultimi dieci anni i prezzi delle abitazioni nell’UE sono aumentati di oltre il 64%, mentre gli affitti sono cresciuti di oltre il 21%. Nel 2024, mediamente, le famiglie europee hanno destinato il 19% del proprio reddito disponibile alla casa; per le persone a rischio di povertà la quota è salita al 37%, mentre nel 2025 la pressione è proseguita, con prezzi delle abitazioni in crescita del 5,5% e affitti del 3,2% nell’Unione Europea.

Le parole di Simone Rossi, Direttore Tecnico di Rubner Grandi Strutture: “La vera svolta nell’utilizzo del legno ingegnerizzato per il social housing sta nel paradigma di spostare l’attività di inizio dal cantiere alla fabbrica. Quindi nell’utilizzo strutturato e sistematico della prefabbricazione di pareti e strutture, che non significa però utilizzare elementi a catalogo che vengono adattati al progetto, bensì la progettazione e la realizzazione di elementi ad hoc che vengono preassemblati in stabilimento e poi installati in cantiere”.

In una zona a rischio sismico come Messina, l’adozione di multipiani con strutture in legno apre ad una serie di sfide, ma anche di opportunità.

Nuovamente, il Direttore Tecnico di Rubner Grandi Strutture, Simone Rossi: “I progetti di Messina dimostrano la versatilità del legno come materiale da costruzione, che di natura è un materiale leggero ma resistente e quindi di fatto è il materiale ideale per costruire in zone ad elevata sismicità come lo è la Sicilia orientale. La sfida in questo caso è stata duplice. Da un lato la progettazione e realizzazione di nodi, quindi elementi di collegamento in grado di resistere ed assorbire in modo adeguato le eventuali elevate forze sismiche, dall’altra parte lo sviluppo di una progettazione integrata tesa al controllo della logistica, che ci ha permesso di creare migliaia di elementi preassemblati in stabilimento in Alto Adige e poi spediti ed installati nel cuore della Sicilia”.

Il progetto a Fondo Basile, già nel vivo, sorgerà nella zona dell’ex baraccopoli, dando vita a 60 nuovi alloggi.

In chiusura, le parole del Direttore Tecnico Rossi: “La vera innovazione risiede nell’integrazione fra il modello BIM e la prefabbricazione, quindi nell’utilizzo di una filosofia progettuale di livello superiore, che utilizza il BIM come gemello digitale del fabbricato durante tutto il ciclo di vita, dallo sviluppo alla produzione, fino al montaggio e all’uso del fabbricato, permettendo non solo di visualizzare l’edificio in tridimensionale, bensì permettendo l’utilizzo del modello come uno strumento di coordinamento in termini di tempi e modi fra tutti i vari attori coinvolti, promuovendo così una qualità e una pianificazione decisamente avanzata”.

Di fronte all’emergenza abitativa, dunque, il social housing si afferma come uno degli strumenti su cui puntano le istituzioni europee e nazionali. Dal passaggio, decisivo, avvenuto nel dicembre 2025, quando la Commissione europea ha lanciato il primo European Affordable Housing Plan, ad oggi, non cambia l’obiettivo: rispondere alle crescenti difficoltà dei cittadini nell’accedere a soluzioni abitative economicamente sostenibili, adeguate e di qualità.

Formula1,Vasseur: "Lavoriamo duramente per consolidare progressi"

Roma, 21 ott. (askanews) – “Dopo due incoraggianti weekend in Asia, nei quali abbiamo conquistato punti importanti, iniziamo la parte americana della stagione ad Austin. Il Circuit of the Americas è uno dei tracciati più impegnativi del calendario, con una combinazione di curve molto diverse tra loro”. Così il team principal della Ferrari, Fred Vasseur, in vista del fine settimana a Austin. “Abbiamo lavorato duramente per consolidare i progressi mostrati nelle ultime gare e il nostro obiettivo per questo fine settimana è mettere insieme un’altra prestazione solida in ogni ambito. Non vediamo l’ora di scendere in pista davanti al pubblico americano con l’obiettivo di sfruttare al massimo il potenziale della SF-26”, ha aggiunto Vasseur.

Calcio, Conference, Sarri: "Atalanta, serve continuità"

Roma, 21 ott. (askanews) – “Vedendo questo ambiente e la squadra avversaria bisogna fare bene, altrimenti ci saranno problemi. Siamo in un contesto da grande partita e dobbiamo essere all’altezza”. Così Maurizio Sarri, allenatore dell’Atalanta, alla vigilia della sfida contro l’Ajax, valida per la fase campionato della Conference League.

“Il loro calcio è di qualità tecnica sempre molto elevata, le basi tecniche sono le stesse”, ha aggiunto il tecnico, che ha individuato nella continuità uno dei principali limiti della sua squadra. “Ci manca tra una partita e l’altra, ma anche all’interno della stessa gara. A sprazzi ci sono le condizioni per costruire una base su cui crescere”.

Sugli infortuni, Sarri ha escluso che possano rappresentare un alibi: “Gli infortunati ci sono in tutte le squadre che hanno giocatori impegnati in Europa e in Nazionale, né più né meno. Bisogna avere la consapevolezza che domani giocheremo in undici e mettere chi scenderà in campo nelle condizioni giuste”.

Un passaggio anche su Charles De Ketelaere, chiamato a ritrovare il rendimento espresso in passato. “Ha potenzialità enormi e non so se se ne renda conto. Bisogna supportarlo se vogliamo riportarlo in alto. In questo momento è in una fase di assoluta normalità. Quello che fa arrabbiare di lui è che dà sempre la sensazione di poter fare di più”, ha spiegato Sarri.

Infine, sulle difficoltà incontrate nei primi mesi alla guida della squadra: “Mi aspettavo tante difficoltà, ma era inevitabile. Quando cerchi di stravolgere qualcosa, il primo anno è sempre complicato. Questa squadra ha alle spalle un ciclo lungo e una storia importante: innescarne uno nuovo non è un’opera da due o tre mesi”.

Il grande jazz internazionale arriva a Cortona

Roma, 21 ott. (askanews) – Prende il via oggi la nona edizione di Cortona Jazz, quattro giorni di musica straordinaria che fino a sabato 24 ottobre trasformeranno la città toscana in un crocevia internazionale di artisti, linguaggi e nuove sonorità. Un cartellone di altissimo livello, firmato dal direttore artistico Ohad Talmor, che riunisce alcuni dei protagonisti più autorevoli e innovativi del jazz contemporaneo: Fay Victor, Joel Ross, James Brandon Lewis, Adam Nussbaum, Abraham Burton, Michael Rodriguez, Eric McPherson, Steve Cardenas, insieme alle eccellenze della scena italiana.

L’apertura, stasera 21 ottobre, è già un evento da non perdere. Nella spettacolare cornice della Fortezza del Girifalco salirà sul palco Silvia Bolognesi con Morabeza, progetto che vede protagonista anche James Brandon Lewis, nominato Artist of the Year da DownBeat nel 2024 e 2025, insieme a Pasquale Mirra, Simone Padovani e Mike Reed. A seguire un’altra leggenda della batteria americana, Adam Nussbaum, presenterà il suo Lead Belly Project con Ohad Talmor, Steve Cardenas e Nate Radley: un viaggio sorprendente alle radici del blues.

Il festival proseguirà giovedì 22 ottobre con l’incontro fra la straordinaria vocalist newyorkese Fay Victor, il vibrafonista Joel Ross, stella dell’etichetta Blue Note, e John Hébert, nella Pieve di San Michele Arcangelo a Metelliano. Spazio anche al nuovo jazz italiano con Andrea Lombardini Quartet. Venerdì 23 ottobre al Centro Convegni Sant’Agostino riflettori sul Michael Rodriguez Quartet e sulla ricerca sonora di Francesco Bigoni Solo.

Gran finale sabato 24 ottobre: al MAEC l’incontro tra musica e arte dedicato a Gino Severini, poi nella Chiesa di San Domenico il Collettivo Synthesis featuring Fay Victor e l’Abraham Burton Quartet, per una chiusura nel segno del grande jazz americano. Ma Cortona Jazz è molto più di un cartellone di concerti. Il Cortona Jazz Workshop porta in città decine di giovani musicisti internazionali per studiare e confrontarsi con grandi maestri. E ogni sera, dalle 23.30, la Sala Pavolini si trasforma nel Cortona Jazz Club, con jam session aperte all’incontro tra artisti, studenti e pubblico.

Musica, formazione, arte e luoghi straordinari: per quattro giorni Cortona diventa un laboratorio internazionale del jazz di oggi e di domani. Il festival è organizzato dall’Associazione Culturale Mammut, con il contributo e patrocinio del Comune di Cortona e il patrocinio della Regione Toscana. Cortona Jazz è un progetto dell’Associazione Culturale Mammut, con la direzione artistica di Ohad Talmor, il contributo e patrocinio del Comune di Cortona e il patrocinio della Regione Toscana. Partner e sponsor: Safimet, Unicoop Firenze, Banca Popolare di Cortona. Collaborano Conservatoire Populaire de Musique, Danse et Théâtre di Ginevra, Siena Jazz, Cortona On The Move, seeds::live / seeds edu:. Partner tecnici HTT – Hill Town Tours e F.lli Boninsegni.

Ces Unveiled Milan, Fontana: Lombardia sia centro dedicato a innovazione

Milano, 21 ott. (askanews) – Il Ces Unveiled Milan è “un appuntamento molto importante perché il Ces di Las Vegas è considerato il più grande evento che guarda all’innovazione, alla tecnologia. Io ho voluto sottolineare come non sia un caso che sia venuto proprio a Milano. Sono convinto che con le nostre startup, le nostre aziende, i centri di ricerca, le università ma anche il sistema formativo, ci siano tutte le condizioni per far diventare la nostra regione un vero grande centro dedicato alla ricerca e all’innovazione”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine del Ces Unveiled Milan 2026, all’Allianz MiCo. L’anteprima europea del Ces di Las Vegas, il grande evento tech che si svolgerà dal 6 al 9 gennaio 2027, ha debuttato per la prima volta In Italia.

Credem, requisito Pillar 2 2027 all’1,14%, si conferma tra migliori in Ue

Roma, 21 ott. (askanews) – La Banca Centrale Europea ha definito il Requisito di Pillar 2 (P2R) di Credem per il 2027 all’1,4%, che conferma il Gruppo tra i migliori in Italia ed in Europa nel novero delle banche vigilate direttamente da Francoforte. Lo rivendica la stessa banca con un comunicato, spiegando che il Requisito di Pillar 2 deriva dall’analisi annuale SREP – Supervisory Review and Evaluation Process – che ha così ribadito la solidità del modello di business e dei presidi di gestione dei rischi di Credito Emiliano.

Conseguentemente, si legge, il requisito patrimoniale complessivo, che indica il livello minimo di capitale da rispettare a fronte delle attività svolte dal Gruppo ed a tutela dei risparmiatori, per il 2027, ammonta a 8,63% per quanto riguarda il CET 1 ratio. I requisiti per il Tier 1 ratio e per il Tier Total sono invece rispettivamente fissati a 10,39% e 12,74%.

Al 30 giugno 2026, dice ancora Credem, tutti i coefficienti patrimoniali del Gruppo sono ampiamente superiori ai requisiti. In particolare il CET1 Ratio a livello di Credemholding (perimetro di vigilanza) era pari a 16,22% con un elevato buffer rispetto ai requisiti patrimoniali, sia in vigore che prospettici, e tra i più ampi del sistema. Al riguardo vale anche evidenziare che alla medesima data il CET1 Ratio a livello di Gruppo Bancario risultava pari a 17,45%.

“Questo è per noi un traguardo importante, che si conferma nel tempo, e che sottolinea la bontà della nostra azione quotidiana. Solidità e stabilità sono indispensabili per poter essere efficaci e credibili verso tutti coloro che operano con il Gruppo. Sono caratteristiche che permettono di valutare con serenità percorsi di crescita e nuovi investimenti in tecnologie, persone, servizi e processi e che fanno sì che possiamo essere motore di sviluppo in tutti i territori in cui supportiamo famiglie ed imprese”, ha dichiarato Stefano Morellini, direttore generale di Credem.

Protesta tir, Salvini: valutiamo tetto a prezzo diesel ma stop blocchi

Milano, 21 ott. (askanews) – Il governo sta “valutando un tetto al prezzo del diesel” per venire incontro alle richieste degli autotrasportatori, ma “non siamo diponibili a tollerare la criminalità”. Lo ha detto il ministro dei Traporti Matteo Salvini, parlando con i giornalisti in Prefettura a Milano.

“Io ho ascoltato ieri tutte le categorie, sia quelle grandi, che i piccoli piccolissimi con un camion: continuerò ad ascoltarli e intanto abbiamo sbloccato 1 miliardo di euro di risorse. Da oggi partono i pagamenti per 2.000 aziende al giorno su 32.000 in totale per quasi mezzo miliardo, quindi soldi veri, veloci. Siamo disponibili a ragionare anche di un tetto al prezzo del gasolio, cosa che c’è in altre realtà. Quello che non siamo disponibili a fare è tollerare la criminalità, quelli che oggi stanno picchiando i loro colleghi, tagliando le gomme dei tir, bloccando le autostrade, minacciando chi sale in camion per fare le consegne. Quelli riguardano l’ordine pubblico – ha detto – io reincontrerò i grandi e i piccoli e i piccolissimi, anche quelli che hanno un solo camion perché li capisco e sono loro vicino: sono loro i primi a chiedermi però di isolare questi dai delinquenti perché se uno picchia un collega, taglia le gomme a un tir, devasta un negozio o blocca abusivamente un porto, un aeroporto o un’autostrada commette un reato e quindi lì è un altro ministro che interviene”.

“Già tante associazioni ieri hanno accolto il nostro invito e hanno liberato diverse situazioni in Puglia, in Calabria, in Sicilia – ha affermato Salvini – fra quelli che rimangono bisogna distinguere gli autotrasportatori e i lavoratori da infiltrazioni di altro tipo che in certe realtà hanno altri interessi a comandare e a imporsi quindi io incontro, incontrerò tutti i camionisti che me lo chiederanno in tutta Italia, soprattutto al Sud perché lì è il principale problema. Quando però ci sono atti di criminalità organizzata, quello è un altro discorso”.

Siria, dopo 15 anni di guerra un libro riflette sui cristiani nel Paese

Roma, 21 ott. (askanews) – TS Edizioni pubblica, anche in formato e-book, Cristiani in Siria. Una morte annunciata? Erano circa due milioni nel 2011, quasi un decimo della popolazione. Oggi, secondo le stime, i cristiani di Siria sono tra le 300 e le 600mila persone: una delle comunità più antiche del mondo, che risale ai tempi degli Atti degli Apostoli, rischia di scomparire. Ne parla il volume curato da Francesco Pistocchini, giornalista delle testate della Custodia francescana di Terra Santa, in libreria dal 9 ottobre.

Il libro vuole tenere accesa una luce su un Paese che cerca di risollevarsi dopo un quindicennio di guerra, mentre gli altri conflitti mediorientali in corso distolgono l’attenzione degli europei dalla drammatica situazione della popolazione civile e di tanti esuli. L’inchiesta parte allora dalla caduta del regime di Bashar al-Assad nel dicembre 2024 e l’insediamento del nuovo governo guidato da Ahmed al-Sharaa, di forte impronta islamica. Il nuovo potere non ha scatenato una persecuzione sistematica dei cristiani, ma la situazione del dopo- guerra resta fragile: lo ha mostrato la strage del 22 giugno 2025 nella chiesa greco-ortodossa di Mar Elias a Damasco, con 31 vittime. Di segno, opposto, invece, è il Capitolo dei frati francescani della Siria, riunito nel febbraio 2026 nei villaggi cristiani di Knayeh e Yaqubiyeh, in quello stesso territorio era stato in mano alle milizie islamiste durante la guerra civile e dove un Custode di Terra Santa non arrivava da quattordici anni.

Al centro del libro ci sono le testimonianze di donne e uomini, religiosi e laici, siriani e missionari: fra Bahjat Karakash e i francescani rimasti ad Aleppo; suor Marta Fagnani e le trappiste di Azer; padre Vincent de Beaucoudrey del Servizio dei gesuiti per i rifugiati; Claude Samaan del movimento “Fede e Luce”; il religioso siro-ortodosso George Frick; suor Houda Fadoul del monastero di Deir Mar Musa, fondato dal gesuita Paolo dall’Oglio (scomparso a Raqqa nel 2013); il Custode di Terra Santa padre Francesco Ielpo. A loro si aggiungono un giovane padre di famiglia di Damasco impegnato nell’assistenza alle vittime del conflitto, Antun K.; e un’intervista immaginaria a Frans van der Lugt, il gesuita ucciso a Homs nel 2014. Chiudono il volume un’infografica sulle Chiese e i riti cristiani in Siria e una cronologia della guerra civile.

Le voci non sono sempre concordi, ed è un valore del libro. C’è chi, come Antun, dice senza giri di parole: “Se ne avessi la possibilità, me ne andrei al cento per cento”. E c’è chi, come padre Ielpo, vede nell’istruzione in alcune scuole riaperte dai francescani il primo segno di ripartenza: “L’esistenza di una scuola per i figli è un motivo in più per tornare”. Anche se, per riassumere il presente con una parola – aggiunge il Custode – questa sarebbe incertezza”.

Quale spazio resta, allora, alle minoranze in una Siria segnata dall’incertezza politica e dall’islamizzazione della vita pubblica? E può il dialogo tra le fedi trasformare una società ferita? “Diversi fili uniscono le testimonianze – scrive l’autore -: le considerazioni preoccupate per il presente; l’impegno per la ricostruzione e la convivenza pacifica; il senso di appartenenza a una terra che ha visto diffondersi la fede fin dagli inizi; soprattutto, il desiderio di mantenere viva la speranza”.

Dl Cortei, Salvini: stop Colle? Rispettiamo le decisioni tutti

Milano, 21 ott. (askanews) – “In qualche modo rispettiamo le decisioni di tutti. I 500 parà che da Siena arriveranno a Milano sanno perfettamente cosa fare e come farlo ci sono anche strumenti come i droni per avere un occhio in più e un’attenzione in più”.

Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, rispondendo a una domanda sullo stop del Colle ai poteri di polizia per i militari.

“Affiancheranno le forze dell’ordine nei punti sensibili, pronti a intervenire in qualunque quartiere richieda il loro intervento”, ha spiegato Salvini al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in Prefettura a Milano.

Israele, la banca centrale conferma i tassi di interesse al 3,25%

Roma, 21 ott. (askanews) – La banca centrale di Israele ha deciso di confermare al 3,25% i tassi di interesse di riferimento, dopo tre tagli consecutivi nelle precedenti riunioni operative di politica monetaria.

“L’inflazione resta leggermente al di sotto del livello mediano della forchetta obiettivo – afferma l’istituzione monetaria con un comunicato -. Al tempo stesso l’economia israeliana resta solida e resiliente. I dati del terzo trimestre hanno indicato un proseguimento della crescita, dopo la rapida ripresa registrata nel secondo trimestre”.

Tuttavia “l’incertezza resta elevata alla luce degli sviluppi geopolitici”. Nelle ultime settimane, lo sheckel israeliano si è deprezzato e il premio di rischio sul paese è leggermente aumentato, ma restando non lontano dai livelli precedenti all’attacco terroristico del 7 ottobre.

Secondo la banca centrale, “a livello globale le pressioni inflazionistiche si sono intensificate, a riflesso dei rincari dell’energia, delle problematiche sulle catene di approvvigionamento e delle continue tensioni geopolitiche”.

Lo scorso settembre l’inflazione per l’economia di Israele si è attestata all’1,6% e secondo le previsioni citate dall’istituzione dovrebbe restare attorno a questo valore nei prossimi mesi. “Guardando avanti diversi fattori potrebbero influenzare la dinamica di dell’inflazione su direzioni opposte”, dice ancora la banca centrale.

Il mercato del lavoro resta “tirato”, con una disoccupazione bassa e dei tassi di posti vacanti elevati, mentre i livelli di partecipazione e di occupazione restano inferiori ai valori precedenti al conflitto. (fonte immagine: Bank of Israel).

Ces Unveiled Milan, Zoppas: l’Italia non perda il treno dell’AI

Milano, 21 ott. (askanews) – “È un lavoro che abbiamo portato avanti da almeno tre anni per portare il Ces a Milano, in Italia. È una manifestazione ridotta rispetto a quella di Las Vegas, ovviamente, ma è molto importante avere qui questa boutique di tecnologia”.

Lo ha detto Matteo Zoppas, presidente dell’Italian Trade Agency (ICE), a margine di Ces Unveiled Milan, sottolineando l’importanza dell’appuntamento per misurare il livello dell’innovazione italiana rispetto al resto del mondo e comprendere quali sfide attendono le imprese per mantenere la propria competitività sui mercati internazionali.

“Se noi vogliamo rimanere competitivi nei mercati esteri e quindi riuscire ad accrescere il nostro Made in Italy, l’intelligenza artificiale sta pervadendo tutte le funzioni aziendali, tutte le attività aziendali che vanno dalla scrittura di una lettera al disegno di un prodotto, alla ricerca e sviluppo, a tutto quello che diventa poi un vantaggio competitivo”.

Per Zoppas è quindi fondamentale non perdere terreno nella corsa all’intelligenza artificiale, una trasformazione che procede a ritmi sempre più rapidi e che rischia di ampliare il divario tra chi investe nelle nuove tecnologie e chi rimane indietro.

“Noi dobbiamo prendere questo treno, che si è definito anche ieri essere un treno che ha una velocità esponenziale, e più passa il tempo più è difficile riprenderlo”.

L’evento milanese rappresenta inoltre un’occasione per presentare le startup e le tecnologie emergenti italiane agli investitori internazionali, con l’obiettivo di attrarre capitali e rafforzare le esportazioni.

“È anche un momento importante perché si riesce a far capire agli investitori internazionali che abbiamo invitato in Italia quelle che sono le nostre startup, le nostre tecnologie emergenti, e quindi di mettere un faro globale nel resto del mondo su quelle che sono le nostre nuove tecnologie, per poter avere maggiori investimenti diretti in Italia e anche maggiore vendita per aumentare l’export”.

Si è chiusa senza alcuna svolta la due giorni di vertici sull’Ucraina

Roma, 21 ott. (askanews) – Ieri Oslo, oggi San Pietroburgo: la due giorni di vertici sull’Ucraina si è conclusa con una serie di dichiarazioni incoraggianti sul progresso nei negoziati, ma senza alcuna svolta – almeno nel senso di aver incanalato le conversazioni verso una soluzione a breve termine.

L’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, ha trasmesso le “proposte interessanti” – non meglio specificate – uscite dalla riunione norvegese a un Vladimir Putin che si è di nuovo detto grato per la mediazione dell’amministrazione Trump, senza che al termine di tre ore di colloqui dal Cremlino sia filtrato nient’altro che un assai poco incoraggiante “nulla di grande valore concreto per una risoluzione della crisi”.

Anche Volodymyr Zelensky da parte sua ha ribadito in un’intervista a Fox News quella che è la linea di Kiev ormai da lungo tempo: sì a un “congelamento” della situazione sul campo, come punto di partenza per un avvio dei negoziati di pace; in sostanza, una tregua in cui l’unica novità è il fatto che il governo ucraino accetta – ma solo temporaneamente – una realtà che vede un quarto del territorio in mano russa.

Questo scenario è però proprio quello a cui da tempo ugualmente lungo Mosca si oppone: un accordo di pace complessivo sì, un cessate il fuoco no, come ieri ha ribadito lo stesso ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov con la formula “nessuna concessione politica”.Il braccio di ferro quindi continua, sullo sfondo di una campagna elettorale per le elezioni di midterm statunitensi in cui l’amministrazione Trump ha cercato di forzare la mano a Zelensky, prima criticandolo apertamente come un ostacolo alla pace, poi – a detta della stampa – autorizzando Elon Musk a ridimensionare temporaneamente l’uso della rete Starlink.

La disponibilità di Zelensky a un “accordo di pace” sulla base della situazione attuale – intesa però come punto di partenza e non di arrivo – segue la dichiarazione di Kiev sulla ristabilita condivisione delle informazioni di intelligence sui lanci di missili russi; d’altra parte, il Presidente ucraino ha deciso di non attendere Witkoff al suo ritorno a Oslo, il che non fa presagire progressi troppo positivi dal punto di vista di Kiev.

In attesa di segnali più chiari su quali siano le proposte discusse ad Oslo e presentate a San Pietroburgo, sul campo continuano i bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche e logistiche ucraine. Anche la “tregua energetica” proposta dall’amministrazione Trump rimane per ora un miraggio – in attesa di un possibile nuovo ciclo di colloqui a tre che secondo fonti russe potrebbe tenersi attorno al 10 novembre ad Abu Dhabi.

In tutto ciò la presenza europea rimane limitata: il premier norvegese Jonas Garth Store e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno assistito all’incontro di Oslo, ma è improbabile che abbiano avuto troppa voce in capitolo; il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha insistito sul fatto che “la capitolazione dell’Ucraina non è un’opzione, perché significherebbe la capitolazione di tutti noi”: un punto di vista che la Casa Bianca (per non parlare del Cremlino) sembra ora condividere.

Mafia, M5S in trincea per Scarpinato. Conte: destra vuole riscrivere storia

Roma, 21 ott. (askanews) – “Una saracinesca politica sul passato”: è quella che secondo Roberto Scarpinato, ex magistrato e senatore del Movimento 5 stelle, le forze di maggioranza vogliono far calare sul tema delle stragi di magia del 1992-93, in particolare sul tema delle motivazioni, dei complici, mandanti, dei depistaggi. In una lunga e dettagliata perorazione tecnica e cronologica nel corso di una conferenza stampa al Senato, Scarpinato accusa: la procura di Caltanissetta e la commissione Antimafia “hanno sposato come verità rivelata la versione di Mario Mori (ex comandante dei Ros dei Carabinieri, ndr), indagato dalla Procura di Firenze per le stragi del ’93”.

Secondo l’ex pm del pool antimafia di Palermo “è una storia viene da lontano, da Tinebra, da Contreada e La Barbera, arriva a Mori, e si trascina perché ci sono una decina di persone in questo Paese, Giuseppe Graviano, Filippo Graviano, Leoluca Bagarella, Salvatore Biondino e altri, che se domani potessero parlare e dire quello che è successo dietro le stragi del ’92 e ’93 questo Paese si ferma. Il Governo cade. Non è una storia del passato, la campagna stragista è stata la levatrice di questo ordine politico che ha portato al potere queste forze politiche. Che hanno come padri fondatori, ‘animal spirits’, punti di riferimento morali, personaggi che sono stati coinvolti nelle indagini sulle stragi: Berlusconi, Dell’Utri, Paolo Bellini, Stefano Delle Chiaie”.

Queste forze, sostiene Scarpinato, “vedono come fumo negli occhi qualsiasi indagine che possa connettere le stragi alla loro ascesa al potere” e per questo “la commissione stata militarizzata, impedita qualsiasi indagine conoscitiva sui mandanti esterni, sui concorrenti esterni, sui depistaggi”. E a chi ha chiesto e continua a chiedere le sue dimissioni dall’organismo parlamentare, risponde non senza enfasi: “Se loro pensano di potermi tappare la bocca con questi metodi non sanno con chi hanno a che fare. Non mi sono fatto intimidire da Riina, non mi faccio intimidire da questa sporca politica”.

A testimoniare la vicinanza dell’intero M5S al collega parlamentare del quale le forze di maggioranza da tempo hanno chiesto le dimissioni dalla commissione Antimafia, la presenza in sala Nassirya a palazzo Madama di numerosi senatori stellati ma anche dei vertici del Movimento, a cominciare dal leader Giuseppe Conte e dai capigruppo Riccardo Ricciardi (Camera) e Luca Pirondini (Senato), tutti compatti nel rivendicare “l’orgoglio” per la presenza di Scarpinato nella compagine del M5S.

Per Pirondini l’obiettivo della conferenza stampa è denunciare “un atto di killeraggio politico da parte della maggioranza nei confronti di Roberto Scarpinato e del Movimento 5 stelle. Uno schema a cui assistiamo da mesi, con l’utilizzo delle commissioni parlamentari per attaccare e delegittimare gli avversari politici. Lo hanno fatto con la commissione Covid, con la Vigilanza Rai e con l’Antimafia. E lo sta facendo chi da una parte nasconde le chat tra un prestanome della camorra e l’ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro, e dall’altra utilizza delle intercettazioni private del tutto irrilevanti ai fini delle indagini per attaccare un eroe della lotta alla mafia come Scarpinato”. “Chi come Scarpinato ha voluto far luce su quegli anni delle stragi e i rapporti mafia-servizi-neofascisti viene delegittimato, siamo al paradosso delle persone che hanno combattuto contro la mafia che ora sono prese di mira”, accusa dal canto suo Ricciardi, secondo il quale la battaglia del M5S “non è solo un esercizio di memoria, riguarda il presente e il futuro. Riguarda i giovani magistrati che devono sapere che possono indagare il potere e la politica è dalla loro parte e non contro di loro”.

Conclusione affidata a Conte: “Questa commissione Antimafia – dice – è stata compromessa nella sua capacità di approfondire e di investigare sulla verità delle stragi”. E la presidente Chiara Colosimo di Fratelli d’Italia, che rimane “imbullonata alla presidenza”, a giudizio dell’ex premier “è inadeguata a rivestire un incarico prestigioso e altamente responsabile”. In ogni caso, avverte, “ci sono elementi concordanti e circostanziati per dire che bisogna proseguire a indagare, e se non ci permetterete di compiere questi accertamenti in questa legislatura, quando saremo noi maggioranza, perché lo diventeremo, avremo la forza, la determinazione e le competenze per completarli”. Una ricerca, sottolinea, che deve toccare “i livelli che coinvolgevano servizi deviati, eversione nera, apparati dello Stato e quindi responsabilità politiche. Una verità indigesta, a chi pensa col voto degli italiani di avere la legittimità per riscrivere la storia”.

Italia e Azerbaigian rafforzano la cooperazione economica e industriale

Roma, 21 ott. (askanews) – Rafforzare la cooperazione economica e industriale tra Italia e Azerbaigian, promuovere nuove opportunità di investimento e sviluppare partnership nei settori strategici. Questi gli obiettivi dell’iniziativa “Italy-Azerbaijan: Strengthening Economic and Industrial Cooperation”, come riporta un comunicato organizzata oggi a Roma da Confindustria, in collaborazione con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero dell’Economia della Repubblica dell’Azerbaigian.

L’incontro, si legge, al quale ha partecipato il ministro dell’Economia azero Mikayil Jabbarov, in visita in Italia, rappresenta un’ulteriore tappa nel rafforzamento delle relazioni bilaterali, anche in vista del Business Forum Italia-Azerbaigian, in programma a Baku entro la fine dell’anno.

Al centro del confronto, le prospettive di collaborazione tra i sistemi produttivi dei due Paesi nei settori dell’energia, delle materie prime critiche, dell’industria mineraria e metallurgica, dell’intelligenza artificiale, delle infrastrutture digitali, dei servizi informatici e del turismo.

Nel corso dell’iniziativa, prosegue il Mimit, è stato firmato un accordo tra il ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero dell’Economia dell’Azerbaigian, volto a rafforzare la cooperazione bilaterale e favorire lo sviluppo di nuove opportunità di collaborazione economica e industriale. L’Italia è il primo mercato di destinazione delle esportazioni azere, con un interscambio bilaterale che nel 2025 ha raggiunto gli 8 miliardi di euro.

La cooperazione energetica costituisce uno dei pilastri del partenariato bilaterale. Il Trans Adriatic Pipeline (TAP), attraverso il quale sono arrivati in Italia quasi 48 miliardi di metri cubi di gas tra il 2021 e il 2025, rappresenta un’infrastruttura strategica per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici italiani ed europei. Su questa base, i due Paesi intendono ampliare la collaborazione verso nuove filiere industriali e tecnologiche, valorizzando le competenze delle imprese italiane e le prospettive di diversificazione dell’economia azera.

“Il partenariato strategico tra Italia e Azerbaigian si rafforza con una nuova prospettiva: affiancare alla consolidata collaborazione energetica tra i nostri Paesi nuovi investimenti azeri nel nostro sistema produttivo”, ha affermato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Vogliamo costruire con l’Azerbaigian una partnership tecnologica e industriale che valorizzi le eccellenze italiane nei settori più innovativi, dall’intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi, fino alla robotica avanzata. La dichiarazione congiunta sulle materie prime critiche firmata oggi va in questa direzione: unire risorse azere e competenze italiane per diversificare gli approvvigionamenti e promuovere investimenti lungo l’intera filiera, anche con il possibile sostegno del Fondo Nazionale del Made in Italy”, ha aggiunto. “L’Azerbaigian può essere un partner importante anche per il progetto di deposito strategico di materie prime critiche che l’Italia si candida a realizzare a Porto Marghera: un primo sito pilota europeo per proteggere le industrie italiane ed europee dagli shock nelle forniture e rafforzare la nostra autonomia strategica”.

“La cooperazione energetica è un pilastro delle relazioni tra Italia e Azerbaigian, ma oggi abbiamo l’opportunità di rafforzare e ampliare questa partnership a nuovi settori strategici, dalle materie prime critiche alla metallurgia, dall’intelligenza artificiale alle tecnologie digitali. Il nostro export verso l’Azerbaigian ha raggiunto i 432 milioni di euro nel 2025, ma possiamo fare molto di più: secondo le stime del nostro Centro Studi esiste un potenziale aggiuntivo di oltre 110 milioni di euro”, ha dichiarato il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini. “L’obiettivo è trasformare queste opportunità in progetti industriali, investimenti e collaborazioni di lungo periodo, valorizzando le competenze e le tecnologie delle nostre imprese e contribuendo alla diversificazione produttiva dell’Azerbaigian. Confindustria è pronta a sostenere questo percorso e a favorire nuove sinergie tra i due sistemi produttivi, anche in vista del prossimo Business Forum di Baku”.

“L’Azerbaigian è un partner strategico per l’Italia, sia sul piano economico che su quello politico e vogliamo rafforzare ulteriormente le opportunità di cooperazione industriale, anche nel settore delle materie prime critiche. La Dichiarazione congiunta sulla cooperazione strategica offrirà una cornice per integrare le competenze italiane con il potenziale minerario azero, lungo l’intera filiera, dall’estrazione alla trasformazione e al riciclo”, ha detto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani.

L’incontro, aperto dal vicepresidente di Confindustria per l’Energia, Aurelio Regina, ha approfondito le opportunità di cooperazione tra i due Paesi. Le imprese azere hanno presentato progetti e possibili ambiti di collaborazione, seguiti da incontri B2B con le aziende italiane.

Scontri Milano, Sala: “Schiereremo 300 agenti polizia locale”

Milano, 21 ott. (askanews) – Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura con i ministri Piantedosi e Salvini fa il punto della situazione a Milano e spiaga l’impegno del Comune per la gestione dell’ordine pubblico spiegando come verrà utilizzata la polizia locale: “Non è che fa fronteggia i manifestanti, questo è chiaro. Ci saranno più persone e più integrazione, schiereremo tutte le forze disponibili e credo che metteremo 300 agenti di polizia locale per aiutare a portare in questura i fermati. Inoltre daremo la possibilità di utilizzare anche i nostri droni, metteremo in campo tutta la nostra disponibilità “.

Calcio, Spalletti cerca la svolta: "Meno possesso e più velocità"

Roma, 21 ott. (askanews) – La Juventus cerca una risposta immediata dopo la netta sconfitta in campionato contro la Lazio. L’occasione arriva in Europa League, dove all’Allianz Stadium si presenta il Rennes, avversario che finora ha mostrato qualità e capacità di giocare a viso aperto. Luciano Spalletti punta sulla reazione del gruppo e sulla possibilità di correggere subito gli errori commessi.

“Dobbiamo essere pronti a una partita da ribaltamento di fronte, in campo aperto. In queste situazioni lasciamo spesso troppi spazi e dobbiamo migliorare”, spiega l’allenatore. La vicinanza degli impegni, in questo senso, può diventare un’opportunità: “Ti dà la possibilità di ribaltare l’idea che gli altri si fanno di te. Siamo felici di rigiocare subito”.

La sconfitta con la Lazio ha lasciato il segno, ma Spalletti non cerca alibi. “Un po’ di stanchezza c’era, ma non dobbiamo usarla come giustificazione. Avremo decine di partite ravvicinate e dovremo cambiare elementi di volta in volta”. Il tecnico racconta anche il confronto avuto con la squadra: “Nell’ultima riunione ho lasciato parlare i ragazzi. Sono emerse cose interessanti e hanno riconosciuto di essere sotto il loro livello. Possiamo lavorare sugli aspetti che ci sono mancati”.

Chiarimento avvenuto anche tra Bremer e i compagni, dopo le parole del difensore seguite alla battuta d’arresto. “Ha spiegato le sue parole e la squadra le ha accettate. Hanno un bellissimo rapporto. Per me era tutto chiaro già da domenica sera”, assicura Spalletti.

Sul piano tattico, l’allenatore invita a non trasformare il possesso palla in un obiettivo fine a se stesso. La ricerca di un calcio più manovrato deve conciliarsi con le caratteristiche degli attaccanti a disposizione. “Stiamo tentando da tempo di fare un calcio più di possesso, ma bisogna stare attenti alle qualità dei giocatori che abbiamo. Kolo Muani, per esempio, ha bisogno di essere mandato in campo aperto. A volte bisogna andare direttamente dietro la linea difensiva dopo aver riconquistato il pallone, senza pensare a consolidare il possesso”.

Nessuna anticipazione, invece, sulla formazione e sulle possibili rotazioni. “Non bisogna essere ossessionati dai titolari, le cose si possono sviluppare anche strada facendo”, sottolinea il tecnico

Emicrania e tempo di cura: al via “Mygraine Time”

Roma, 21 ott. (askanews) – Una patologia neurologica ad alto impatto clinico, sociale ed economico, capace di compromettere in modo significativo la vita di chi ne soffre. Nel percorso di cura dell’emicrania la tempestività è fondamentale: individuare precocemente i bisogni del paziente e scegliere la terapia più adatta consente di migliorare i risultati e restituire tempo di vita.

Per fare il punto sulle principali sfide nella gestione della malattia, alla luce dell’evoluzione scientifica, prende il via l’evento “Mygraine Time – Dare forma al tempo dell’emicrania”.

“Il nostro obiettivo non è solo quello di controllare il prossimo attacco, ma come clinici dobbiamo impegnarci ad avere una visione prospettica per cambiare questo decorso. Significa cambiare la traiettoria che ci porterebbe verso una difficoltà maggiore; agire tempestivamente per cambiare il decorso della malattia vuol dire davvero prendere in carico il paziente e guardare al suo futuro” ha dichiarato il Dott. Daniele Martinelli, Neurologo del Centro Cefalee e Neuroriabilitazione IRCCS Fondazione Mondino di Pavia.

“L’evoluzione degli obiettivi di trattamento del clinico si è evoluta di pari passo con le disponibilità delle terapie di prevenzione disponibili, passando dalle terapie non specifiche, come antiepilettici e antidepressivi, a quelle target specifiche come gli anti-CGRP. Ed è proprio grazie a queste nuove terapie, che hanno dimostrato un’efficacia e una tollerabilità anche sul lungo termine, che, parallelamente, gli obiettivi che il clinico si pone per il paziente che entra in ambulatorio sono diventati via via più elevati” ha aggiunto il Dott. Danilo Antonio Montisano, Neurologo del Centro Cefalee della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano.

Attraverso un approccio multidisciplinare articolato in sessioni frontali e workshop in piccoli gruppi, l’incontro analizza l’impatto complessivo della patologia.

“L’emicrania cronica rappresenta la forma più severa di emicrania: è quella in cui coesistono un meccanismo centrale di sensibilizzazione al dolore e un meccanismo periferico, che è quello che sottende il dolore emicranico vero e proprio. Ed è proprio per questo motivo che spesso, nell’emicrania cronica, è necessario combinare in una strategia sinergica terapie specifiche, come gli anticorpi monoclonali e i gepanti, che agiscono a livello periferico, con terapie di riposizionamento, che agiscono invece a livello centrale” ha concluso il Dott. Marcello Silvestro, Neurologo e Ricercatore dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli.

L’iniziativa rappresenta un’occasione di confronto per condividere esperienze, fare il punto sugli ultimi sviluppi della ricerca e ridisegnare una prospettiva di cura più consapevole, tempestiva e centrata sul paziente.

La protesta dei tir rischia di svuotare gli scaffali dei supermercati

Milano, 21 ott. (askanews) – In merito agli effetti dei blocchi degli autotrasportatori, Coop parla di “un peggioramento della situazione ora su ora negli approvvigionamenti soprattutto di alcune filiere. Ciò non significa che al momento i nostri scaffali non dispongano della merce – fa sapere – ma il rischio potrebbe generarsi nei prossimi giorni a seguito del protrarsi dei blocchi”. A tal proposito la catena della gdo, oltre a esprimere “massima solidarietà nei confronti degli agricoltori e dei produttori italiani” prende posizione e si impegna “sin da ora a non sostituire i prodotti mancanti con acquisti dall’estero. Chiediamo, qualora sarà necessario, anche ai nostri soci e consumatori un piccolo sacrificio per dare un segnale alle categorie produttive del nostro Paese maggiormente sotto pressione e per non piegarci alla logica del business ad ogni costo”. Nel dettaglio Coop spiega che per quanto riguarda la sua rete di punti vendita, “la situazione degli approvvigionamenti di merci deperibili, in particolar modo alcune filiere ortofrutticole come uva, clementine, limoni e alcuni ortaggi, è potenzialmente critica, ma non drammatica. Fino ad oggi ciò che stava succedendo nelle regioni del Sud Italia non ha fatto registrare impatti ulteriori nella nostra rete vendita al Centro e al Nord, ma stiamo assistendo a un peggioramento della situazione ora su ora negli approvvigionamenti soprattutto di alcune filiere che avvengono a singhiozzo”. Al momento, precisa Coop, non è che “i nostri scaffali non dispongano della merce, ma il rischio potrebbe generarsi nei prossimi giorni a seguito del protrarsi dei blocchi. Infatti, stiamo esaurendo le poche scorte nei magazzini di negozio. In una situazione così fluida ci sono rotte logistiche maggiormente coinvolte e aree territoriali dove si registrano già ora maggiori tensioni come il caso del Friuli”. “Continuiamo a monitorare la situazione con estrema accuratezza e di fronte a questa situazione di crisi esprimiamo la massima solidarietà nei confronti degli agricoltori e dei produttori italiani”. “Ci impegniamo sin da ora a non sostituire i prodotti mancanti con acquisti dall’estero, fatti salvi ovviamente quei prodotti la cui origine è di norma estera” e “chiediamo, qualora sarà necessario, anche ai nostri soci e consumatori un piccolo sacrificio per dare un segnale alle categorie produttive del nostro Paese maggiormente sotto pressione e per non piegarci alla logica del business ad ogni costo”.

“In questi giorni, molte industrie del settore alimentare sono state costrette a sospendere o rallentare le proprie attività produttive a causa delle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, determinate dai blocchi logistici che stanno interessando il Mezzogiorno. In assenza di una rapida soluzione, il rischio concreto è che le criticità oggi riscontrate possano estendersi anche ad altri settori produttivi, con conseguenze sull’intero sistema del largo consumo”. Lo fa sapere Centromarca in una nota in merito agli effetti dei blocchi degli autotrasportatori in corso soprattutto nel Sud Italia. “Pur comprendendo le ragioni alla base delle proteste, a partire dai rincari dei costi energetici e del carburante, il protrarsi dei blocchi alla circolazione delle merci rischia di compromettere la tenuta dell’intera filiera, con ripercussioni sulle imprese, sull’occupazione e sulla disponibilità dei prodotti sul mercato – dichiara Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca e Ibc – Rivolgiamo pertanto un appello al governo affinché intervenga con urgenza, favorendo la ripresa della regolare circolazione delle merci e mantenendo aperta la via del dialogo con le parti coinvolte. Invitiamo, inoltre, a vigilare sul pieno rispetto della legalità lungo l’intera catena di approvvigionamento. È fondamentale individuare soluzioni concrete che consentano di affrontare le criticità del comparto, tutelando al contempo la continuità produttiva delle imprese e la piena operatività della filiera agroalimentare”. Per l’associazione dell’industria di marca “le difficoltà che il settore alimentare sta affrontando evidenziano, ancora una volta, la profonda interdipendenza tra i diversi attori della filiera agroalimentare e quanto la continuità delle attività produttive sia strettamente legata al corretto funzionamento di ogni suo anello”.

Il porto come mitologia contemporanea: Harbor di Anastasia Samoylova

Torino, 21 ott. (askanews) – Il porto come luogo di continua trasformazione, in quella dimensione che Italo Calvino chiamava degli “scambi”, che la fotografia – esatta e sentimentale – di Anastasia Samoylova restituisce in una dimensione più profonda. È la mostra “Harbor”, curata da Emanuela Mazzonis e ospitata alle Gallerie d’Italia di Torino. “Attraverso questi porti – ha detto la fotografa – transitava una grande varietà di cose. Se penso a esempi storici come Venezia, dove l’intera città è, di fatto, un porto, oppure a realtà ipermoderne come Rotterdam, estremamente efficiente in termini di emissioni di CO2, molto attenta all’innalzamento del livello del mare e in costante evoluzione in tal senso, si delinea un ventaglio di casi davvero interessante”.

Nelle immagini ci sono le navi, le grandi strutture, ma anche le persone, le storie minime che rimandano, per esempio, all’immaginario di Edward Hopper, c’è soprattutto la dimensione acquatica, con la sua potenza mai fino in fondo compresa. E tutto questo alla fine diventa parte del grande ragionamento che il museo di Intesa Sanpaolo sta portando avanti sul tema del paesaggio fotografico.

“Oggi – ha aggiunto Michele Coppola, Michele Coppola, direttore Arte Cultura Beni Storici di Intesa Sanpaolo – si completa il viaggio iniziato qualche settimana fa con Luca Campigotto. È evidente che parlare di viaggi, parlare di scoperta o di riscoperta della vasta Europa ti permetta di dire che quel percorso termina in realtà nelle sale che ospitano il lavoro di Anastasia Samoylova. E altrettanto è evidente che ragionare di Europa significa per forza ragionare di porti, luoghi di incrocio, luoghi rinunciabili per l’economia, per le persone”.

È chiaro che, attraverso la mostra, passa anche il ragionamento sulle infrastrutture dell’economia globale e, per estensione, sul rapporto con la natura e il pianeta, anche nella sua componente umana. Ma oltre a tutto questo c’è anche un senso di mistero, di svelamento dell’invisibile, come in una fotografia veneziana che, nella sua semplicità, è un ritratto perfetto del modo di esistere della città. “Spero che il progetto riesca a trasmettere quella sorta di aura misteriosa che caratterizza molti di questi porti – ha concluso Samoylova -. Non tutto è interpretabile in senso letterale; c’è una componente quasi mistica, forse persino metaforica. Dopotutto, i porti sono circondati da una mitologia davvero potente”.

E questa mitologia, lo sentiamo attraversando la mostra, è ancestrale e, al tempo stesso e senza contraddizione, profondamente contemporanea. (Leonardo Merlini)

Cortei, Tajani: inaccettabile il giustificazionismo della sinistra

Roma, 21 ott. (askanews) – “Io comprendo quando ci può essere il malessere, ma andare a svaligiare i negozi e a mettere a ferro a fuoco la città non è questione di malessere, il giustificazionismo è inaccettabile da parte della sinistra. Siccome non sanno cosa dire, visto che Milano è una città amministrata dalla sinistra, evidentemente sono in grande difficoltà perché non hanno giustificazioni da dare e quindi dicono ‘bisogna fare’….”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, a margine del Foprum Internazionale sull’Agricoltura organizzato da Coldiretti, a una domanda sugli episodi di violenza scoppiati durante e dopo le recenti manifestazioni di piazza.

“Noi – ha proseguito Tajani – stiamo facendo” molto “per quanto riguarda la prevenzione che è fondamentale, perché la sicurezza è fondamentale in qualsiasi città, è una questione di libertà. Nessun malessere può portare ai furti nei negozi, a distruggere i negozi, a saccheggiare i supermercati non c’è una crisi alimentare quindi si tratta di delinquenza minorile che deve essere punita”.

“Lo Stato c’è, lo Stato deve far sentire la sua presenza e anche la presenza di 500 militari per le strade significa che ci sarà un controllo maggiore del territorio – ha aggiunto Tajani riferendosi al Dl Cortei – detto questo noi sulle politiche giovanili stiamo facendo molto, quindi anche nella prossima manovra finanziaria saranno molte cose. Il resto è propaganda”, ha concluso.

Protesta dei tir, Tajani: trattative in corso, da governo 480 milioni

Roma, 21 ott. (askanews) – “Il governo ha già riunito ieri i rappresentanti del settore dell’autotrasporto, è quello il nodo fondamentale, e c’è una trattativa in corso. Il governo ha messo a disposizione 480 milioni per affrontare la situazione, per quanto riguarda gli agricoltori il costo del carburante è stato abbassato, è stato fatto tutto ciò che si poteva, ora dipende dal tema dell’autotrasporto perché” da quello dipendono “gli scaffali vuoti, perché non vengono trasportati i prodotti, ci sono dei blocchi e vediamo, soprattutto per il fresco e per i farmaci di prima necessità e salvavita, di accelerare il passaggio dei mezzi”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando, a margine del Forum Internazionale sull’Agricoltura organizzato da Coldiretti, riguardo alle proteste degli autotrasportatori che stanno bloccando il Sud Italia.

Il Cremlino: le nuove proposte di Ue e Kiev non sono di grande valore

Roma, 21 ott. (askanews) – L’inviato speciale del presidente statunitense, Steve Witkoff, ha fatto riferimento a nuovi approcci da parte degli europei e di Kiev riguardo alla risoluzione del conflitto in Ucraina, tuttavia, secondo quanto dichiarato da Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino, tali proposte non presentano un valore significativo.

“Steve Witkoff ha informato il presidente russo Vladimir Putin sui contenuti dei colloqui tenutisi a Oslo, ha offerto le proprie osservazioni e ha segnalato alcuni nuovi approcci ed elementi inediti nelle posizioni assunte dagli europei e da Kiev; ciononostante, non si tratta di contributi di grande valore concreto ai fini della risoluzione della crisi ucraina”, ha riferito Ushakov, così come riportano le agenzie di stampa russe.

Ushakov ha poi aggiunto che Putin ha espresso apprezzamento per gli sforzi profusi da Washington – e personalmente dal presidente statunitense Donald Trump – nel tentativo di individuare soluzioni reciprocamente accettabili per il conflitto in Ucraina. “Il presidente russo ha elogiato gli sforzi di mediazione dell’amministrazione statunitense, di Donald Trump in prima persona e dei suoi rappresentanti speciali, volti a trovare soluzioni reciprocamente accettabili”, ha dichiarato Ushakov.

Cortei, Tajani: non escludo una regia esterna, condivido Crosetto

Roma, 21 ott. (askanews) – “Io non escludo che possa esserci una regia esterna, l’ho anche detto più volte che c’è un tentativo di influenzare i risultati elettorali in Europa. L’Unione Europea sta indagando e mi pare che le parole del ministro Crosetto siano condivisibili”. Lo ha affermato il vicepremier e e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, a margine del Forum Internazionale sull’Agricoltura organizzato da Coldiretti, a una domanda su quanto affermato dal ministro Guido Crosetto su una “regia esterna” degli scontri avvenuti durante e dopo le manifestazioni di piazza.

“Io la penso come lui – ha proseguito Tajani riferendosi al ministro della Difesa – bisogna verificare” ma “certamente non è da escludere che possano esserci anche tentativi di sfruttare dall’esterno quello che succede. Tutto l’utilizzo di alcune piattaforme che non sono italiane deve farci riflettere, per ora quello che ha detto Crosetto mi sembra ragionevole e condivisibile”.

Mattarella sui giovani: è meschino sottovalutarne il malessere

Roma, 21 ott. (askanews) – All’indomani del decreto che inasprisce le pene contro i minori Sergio Mattarella, che pure sul momento ha condannato la violenza delle manifestazioni, oggi lancia un appello a non sottovalutare il malessere dei giovani e anzi a farsene carico come società e come istituzioni. L’occasione è la cerimonia di consegna delle onorificenze dei Cavalieri del Lavoro, ci sono anche gli Alfieri della Repubblica, giovani diplomati che si sono distinti negli studi e che si affacciano nell’università.

Il Presidente della Repubblica dedica gran parte del suo discorso proprio ai giovani e lo fa partendo dal tema della emigrazione: “un grave peso per il nostro paese” a cui va posto rimedio rendendo loro attrattivo tornare perchè “molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi adeguatamente realizzare”. La convinzione di Mattarella è che “la società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. Si tratta di una questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”.

E’ questa l’analisi approfondita che il capo dello Stato aveva chiesto all’indomani dei cortei parlando di “protagonisti inediti”. “Occorre uno sguardo di ampia visione – insiste Mattarella – nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti”.

Il Presidente traccia il quadro complesso in cui le società vivono oggi tra guerre, rincari dell’energia, inflazione, incertezza sul futuro e lancia un ennesimo allarme contro “i cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale”. Prende a prestito l’insegnamento di Luigi Einaudi, “proprio lui liberale” che già all’assemblea costituente prima ancora di diventaro capo dello Stato ammoniva sui rischi dei monopoli: “Osservava, il futuro primo Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento, che i monopoli sono responsabili di disoccupazione e disuguaglianze, indicandoli ‘come origine più profonda e vera dei mali sociali'”, ricorda Mattarella. Il “controllo dei monopoli” è dunque “libertà” e a questo servono le norme comunitarie. La tanto vituperata Europa che sola, insiste il capo dello Stato, può aiutare un paese come l’Italia che ha tante fragilità: “costo dell’energia, inflazione, bassi salari, al deficit complessivo di produttività”.

“L’Europa è cultura, coscienza, ideali, e si nutre dei motori che la spingono dall’interno delle società e delle economie” come sanno bene le imprese che alimentano questo processo. Perciò il suo invito è ad avere “il coraggio dell’innovazione. Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa, della nostalgia ‘del bel tempo andato’ che non può tornare, ammesso che effettivamente esistesse”, conclude Mattarella ricordando a tutti, imprese e istituzioni che “la protezione sociale e il welfare sono parte essenziale dello sviluppo: l’inclusione è alleata decisiva della crescita, non un costo improduttivo”.

Musica, arriva "Introspezioni": nuovo album di Eugenio Picchiani

Roma, 21 ott. (askanews) – Eugenio Picchiani inaugura un nuovo capitolo del suo percorso artistico: dal 23 ottobre è in radio e negli store l’album “Introspezioni” con il singolo di lancio “Il Tempo”. Un brano pop elettronico, che identifica lo stile degli arrangiamenti e la linea artistica del nuovo lavoro rispetto ai precedenti, per lo più acustici.

Con “Il Tempo” Eugenio Picchiani propone una visione nuova, quasi sperimentale, che apre nuovi orizzonti alla creatività; il brano era pensato inizialmente con un orientamento acustico, tuttavia, quasi subito è apparsa l’esigenza di un cambiamento, realizzatosi concretamente grazie all’apporto prezioso di un musicista poliedrico, con il quale aveva già avuto occasione di collaborare, Emiliano Torquati, tant’è che “Il tempo” è diventato un vero e proprio apripista del cambiamento artistico, anticipando tutta la serie di arrangiamenti (curati dallo stesso Torquati) che caratterizzano “Introspezioni”, senza rinunciare al tocco autentico delle chitarre di Sergio Lepidio.

Il brano descrive l’inquietudine che può generare la sfida con il tempo, che non risulta così plastico e manipolabile, ma a volte è spietato e diventa il nostro primo avversario. Noi siamo la prima risorsa che ne scandisce il valore, anche nell’infinito gancio dell’universo dove possiamo rifugiarci per proteggere la nostra vera essenza. Il tempo non scorre mai in modo lineare: viene contratto, dilatato, invertito o fermato nella volontà di un momento, per sincronizzarsi con il ritmo dell’universo.

Il videoclip ne interpreta egregiamente il concept, grazie alla direzione di Christian Antonilli, regista attento e sensibile con cui l’artista torna a collaborare dopo “Il circo” (2024). L’opera visiva gioca, infatti, sulle dilatazioni temporali e sulle umane inquietudini, trasformando il concetto di tempo nel vero soggetto visivo e modulando visivamente l’impatto emozionale e psicologico del brano.

Un lavoro che rappresenta un ulteriore tassello di una carriera costruita in oltre tre decenni tra musica, teatro e televisione e in cui la componente visiva ha assunto, negli anni, un ruolo sempre più centrale. Picchiani continua a distinguersi per una produzione in cui ogni progetto nasce dall’esigenza profonda di raccontare esperienze, emozioni e riflessioni attraverso linguaggi differenti, ma complementari.

“Introspezioni” è un viaggio musicale composto da 11 brani inediti (“Magia”, “Libero sia”, “Il tempo”, “Confessione”, “La sera”, “In alto”, “Se ritorni”, “Ultimo caffè”, “Mio re”, “Solo per amore”, “Balneare”), più una reinterpretazione intima di “Fragile” (brano del 2005 proposto da Mina, scritto da G. C. Parlato, L. Abbate e T. Borghi).

L’artista spazia da arrangiamenti che sottolineano il mood del testo e l’anima del brano per mezzo di sonorità elettro-pop, (“Magia”, “Il Tempo”, “Libero sia”, “Se ritorni”), a dinamiche più morbide in canzoni quali “Solo per amore”, “Mio re”, “Confessione” o “Ultimo caffè” dedicato ad una carissima Amica e a tutte le persone amate che ci hanno lasciato. Tanti i sentimenti e le emozioni espresse in questo ultimo lavoro di Eugenio Picchiani, da uno stato assorto e riflessivo all’esplosione gioiosa di brani come “Balneare”.

Le nuove direzioni sonore, curate negli arrangiamenti da Emiliano Torquati, con marcate influenze elettro-pop, impreziosite dalle chitarre di Sergio Lepidio, completano e arricchiscono un progetto caratterizzato da una ricerca espressiva in costante evoluzione, orientata a un dialogo musicale autentico, libero da condizionamenti di mercato e guidato esclusivamente dal sentire dell’artista. Un album che, secondo Torquati stesso, è “un ponte tra due mondi; è un connubio organico tra acustico ed elettronico, sperimentale quanto basta per non essere prevedibile, accessibile quanto serve per restare canzone. Un album che suona moderno e insieme senza tempo – come solo certi dischi sanno essere quando le mani che li hanno costruiti si conoscono da una vita”.

“Introspezioni” sarà presentato ufficialmente il 1° novembre alle ore 18.00 presso lo storico locale Stazione Birra di Roma. Un’imperdibile anteprima live che, ripercorrendo le tappe fondamentali del percorso artistico di Eugenio Picchiani attraverso i suoi brani più significativi, proporrà dal vivo le 12 tracce del nuovo disco. La scaletta si arricchirà inoltre di un’esclusiva anticipazione: il singolo di prossima uscita “Canta con me”, in featuring con il giovanissimo Andrè Bracci. Ad amplificare l’impatto visivo ed emotivo della performance interverrà il corpo di ballo della Scuola di Danza Beat Street DS, sotto la direzione artistica di Lavinia Santilli e Letizia Manarolla (con le coreografie a cura di Claudia Cavada, Eleonora Luciani, Lavinia Santilli e Letizia Manarolla). Ad esibirsi sul palco saranno le ballerine Alice Civico, Beatrice Curatolo, Claudia Cavada, Eleonora Luciani, Greta Bucari, Letizia Pesce, Ludovica Marotta e Sofia Mariotti. La serata vedrà la straordinaria partecipazione di musicisti d’eccezione, come Sergio Lepidio alle chitarre e Daniele Di Paolo alle tastiere, e promette di regalare al pubblico altre inaspettate ed emozionanti sorprese.

Protesta Tir, Urso: anche assotrasportatori chiedono rimozione blocchi

Roma, 21 ott. (askanews) – Ieri all’incontro con gli autotrasportatori il governo si è impegnato a sbloccare oltre un miliardo con varie misure che “sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni e ogni forma di protesta è stata sospesa. Rimangono sul campo dei presidi o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente con comunicato congiunto la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il Paese dopo la riapertura del dialogo considerata positiva. Analogo appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno e ovviamente dai consumatori. Il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni e anche ai fini di rimuovere i presidi”. Lo ha affermato il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo a una domanda durante la sessione di interrogazioni a risposta immediata alla Camera.

“Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura infatti comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche dedentive. È importante, credo che sia significativo e emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedano, chiedono al ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi”, ha rilevato Urso.

“Ove perdurassero le condizioni di guerra che hanno determinato l’aumento dei carburanti, si procederebbe con altre tipologie di misure – ha concluso – che comunque saranno concordate nel tavolo con i ministeri competenti e le associazioni di categoria”.

Festa Roma, "Giorni felici": Gamba e Scamarcio nel fumetto di ZUZU

Roma, 21 ott. (askanews) – È tratto da un fumetto della disegnatrice ZUZU il terzo film italiano in concorso alla Festa del Cinema di Roma, “Giorni felici”, diretto da Susanna Nicchiarelli e interpretato da Carlotta Gamba e Riccardo Scamarcio.

La protagonista è Claudia, una ragazza di vent’anni, come tante, che vive tra amori, passioni, prove da affrontare ma ha qualcosa di speciale: quando le emozioni prendono il sopravvento si trasforma in una strana creatura, con ali bianche, zanne e zampe. Seguendo i turbamenti e le peripezie di Claudia, “Giorni felici” racconta la storia di una crescita, di una trasformazione e della costruzione di un’identità.

Il film di Nicchiarelli racconta soprattutto in modo lieve e fantasioso il percorso verso l’accettazione di sé stessi. La regista ha spiegato: “Questo personaggio è ingombrante, peloso, grosso, buffo e tante volte ci si sente così. Per me era importante dargli concretezza. È una storia anche molto concreta, che ha come tema centrale il rapporto con il proprio corpo”.

La protagonista Carlotta Gamba ha rivelato: “Mi sono ritrovata totalmente in questo racconto perché anche io a volte mi sono sentita sbagliata, troppo, per qualcuno o qualcosa. Ma anche le cose difficili e sbagliate fanno parte di noi. È una consapevolezza difficile da raggiungere, io sto ancora aspettando il finale dei miei ‘Giorni felici’ per sentirmi qualcosa”.

Ces Unveiled Milan, Valentini: manifattura avanzata incontra tecnologia

Milano, 21 ott. (askanews) – “La presenza del Ces in Italia è fondamentale, congiungiamo due cose: la grande capacità manifatturiera italiana e la varietà di produzione che abbiamo con l’innovazione tecnologica. Venendo qua consentiamo a chi produce di avere già le capacità tecnologiche e di avere accesso al mercato americano, agli americani diamo la possibilità di avere attraverso l’Italia l’accesso alla manifattura avanzata”. Così Valentino Valentini, il viceministro delle imprese e del made in Italy al Ces Unveiled Milan, tappa europea del Ces di Las Vegas, organizzato da Cta e atteso dal 6 al 9 gennaio.

È la prima volta che l’anteprima del Ces, dopo Amsterdam e Parigi, si svolge in Italia. L’obiettivo per Valentini è fare in modo che l’Italia “sia una tappa che consente di creare delle partnership e nell’arco di due o tre anni di trovare aziende che si sono conosciute, si sono sviluppate, hanno investito e sono cresciuti col Ces, crescendo la capacità manifatturiera in Italia insieme alla competenza americana, costruendo qualcosa di nuovo”.

Calcio, arbitri serie A: Colombo per Napoli-Roma

Roma, 21 ott. (askanews) – Sarà Colombo della sezione di Como a dirigere Napoli-Roma, match clou della ottava giornata delcampionato di serie A in programma sabato 24 ottobre alle ore 18 allo stadio Maradona di Napoli. Questi gli arbitri designati a dirigere gli incontri della giornata:

Torino-Monza, venerdì 23 ottobre ore 20.45, Zanotti di Rimini (Lo Cicero-Laghezza), IV Massa, VAR Massimi, AVAR Camplone. Cagliari-Bologna, sabato 24 ottobre ore 15, Bonacina di Bergamo (Cecconi-Vecchi), IV La Penna, VAR Volpi, AVAR Di Paolo. Como-Sassuolo, sabato 24 ottobre ore 15, Di Marco di Ciampino (Moro-Cortese), IV Collu, VAR Piccinini, AVAR Fabbri. Napoli-Roma, sabato 24 ottobre ore 18, Colombo di Como (Bindoni-M. Rossi), IV Sacchi, VAR Aureliano, AVAR Meraviglia. Lazio-Parma, sabato 24 ottobre ore 20.45, Arena di Torre del Greco (Ceccon-Ceolin), IV Doveri, VAR Santoro, AVAR Mazzoleni. Inter-Fiorentina, domenica 25 ottobre ore 12.30, Mariani di Aprilia (Alassio-C. Rossi), IV Zufferli, VAR Fabbri, AVAR Santoro. Atalanta-Frosinone, domenica 25 ottobre ore 15, Marinelli di Tivoli (Baccini-L. Rossi), IV Pairetto, VAR Dionisi, AVAR Gariglio. Genoa-Venezia, domenica 25 ottobre ore 15, Sozza di Seregno (Passeri-Trinchieri), IV Marchetti, VAR Di Paolo, AVAR Tronchera. Lecce-Juventus, domenica 25 ottobre ore 18, Maresca di Napoli (Mondin-Barone), IV Feliciani, VAR Paterna, AVAR Baroni. Udinese-Milan, domenica 25 ottobre ore 20.45, Marcenaro di Genova (Colarossi-Costanzo), IV Ayroldi, VAR Pezzuto, AVAR Aureliano.

Calcio, rottura del crociato per Kvaratskhelia

Roma, 21 ott. (askanews) – Le immagini durante la partita contro il Barcellona non facevano presagire nulla di positivo e l’esito degli esami ha confermato i brutti presentimenti: Kvicha Kvaratskhelia si è rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio destro e si dovrà operare. Al 57′ del big match di Champions League il georgiano si è scontrato con Xavi Espart e il suo ginocchio è sembrato cedere. L’ex Napoli non è poi riuscito a proseguire ed è stato accompagnato fuori dal campo visibilmente dolorante con l’aiuto dello staff medico. Kvaratskhelia potrebbe star fuori dai 6 ai 9 mesi, ma si attendono indicazioni ufficiali dopo l’intervento. Il rischio, dunque, è che la sua stagione possa essere già finita.

Cinema, Orlando Cinque tra i vincitori del premio UNITA

Roma, 21 ott. (askanews) – Reduce dal premio alla quarta edizione del Trapani Film Festival per la sua interpretazione del Colonnello Labaro, Orlando Cinque ha vinto anche il Premio UNITA come Miglior attore non protagonista ne “La Grazia” di Paolo Sorrentino. Il premio, alla sua terza edizione, in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma 2026 e con il patrocinio della Fondazione Roma Lazio Film Commission, ha avuto la cerimonia di premiazione presso l’hotel The St. Regis di Roma.

“Ringrazio U.N.I.T.A. e tutti quelli che mi hanno votato – ha dichiarato l’attore – confesso che sono molto sorpreso, felicemente sorpreso; perché è un premio che viene dagli attori, dai colleghi, per i quali nutro una stima e un affetto grandi. In un momento in cui la società, e nel nostro Paese il governo, mira a screditare il cinema e quindi anche gli attori, io non posso che mantenere un’ammirazione, una fiducia nei colleghi. Credo ancora nella nostra funzione; che abbiamo una missione importante. E poi a un livello più umano: abbiamo tanti difetti e spesso, per le condizioni difficili del lavoro, siamo invidiosi, rosichiamo. Però, quando siamo insieme mi rendo conto che sono contento, perché abbiamo qualcosa che ritroviamo solo fra noi”. “Le nostre carriere sono fatte di incontri e di possibilità – ha aggiunto – un attore non può mostrare quanto vale se non ha un ruolo giusto, un personaggio vero; e sappiamo bene che accade raramente. Forse in questo il sistema dovrebbe migliorare, dare più possibilità a tutti, perché altrimenti i talenti si perdono. Perció dedico questo premio a tutti quei talenti persi, come avrei potuto essere anch’io, e come tante volte mi ci sono sentito. E ringrazio Paolo Sorrentino che, invece, questa possibilità me l’ha data”.

Tra gli altri vincitori del Premio UNITA, come Miglior attrice protagonista Aurora Quattrocchi per “Gioia mia” e come Miglior attore protagonista Sergio Romano per “Le città di pianura”. Miglior attrice non protagonista Milvia Marigliano, sempre per “La Grazia”, Miglior partecipazione speciale femminile a Bianca Nappi per “Il Grande Boccia” e Miglior partecipazione speciale maschile a Roberto Zibetti per “La Grazia”. Per il Miglior cast cinematografico ha vinto “Le città di pianura”, per il Miglior cast di una serie tv “Portobello”.

Fontana: “Avrei preferito militari con poteri polizia giudiziaria”

Milano, 21 ott. (askanews) – “Io personalmente avrei preferito che avessero i poteri di Polizia Giudiziaria almeno limitatamente allo svolgimento delle manifestazioni, chiaro che avrebbero potuto essere più operativi”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, commentando la mancata attribuzione dei poteri di polizia giudiziaria ai militari che saranno inviati a Milano, dopo il caos in centro dell’ultimo weekend. Fontana lo ha detto a margine del Ces Unveiled Milan, tappa europea, per la prima volta in Italia, del Ces di Las Vegas, il grande evento tech che si svolgerà dal 6 al 9 gennaio nella metropoli del Nevada.

“La loro presenza è sicuramente un effetto dissuasivo e poi non è escluso che comunque nel momento in cui si vede la commissione di un reato – ha aggiunto – qualunque cittadino può essere messo nelle condizioni di impedire che il reato si svolga, quindi è un diritto genericamente esteso a tutti, chiaro avessero avuto maggiore competenze sarebbe stato meglio”.