Home Blog

Mps: stop al piano Lovaglio, dai soci netta bocciatura in assemblea

Siena, 29 ott. (askanews) – Mps sempre più vicina a Ca’ de Sass. L’assemblea cruciale per il futuro del Monte si è conclusa senza sorprese, con la bocciatura delle operazioni straordinarie predisposte dall’Ad Luigi Lovaglio per difendersi dall’Opas di Intesa Sanpaolo, che ora ha la strada spianata per la futura conquista del Monte, in tandem con il gruppo Unipol. A poco più di sei mesi dall’assemblea che, contro ogni pronostico, aveva sancito la vittoria di Lovaglio, oggi a Siena è invece calato il sipario sul suo progetto industriale, avviato lo scorso anno con l’acquisizione di Mediobanca. Ad essere stata bocciata, infatti, è stata anche l’operazione di fusione di Piazzetta Cuccia in Mps, che aveva già avuto il via libera dai rispettivi cda e dalla Bce.

L’esito del voto era già stato deciso nelle ultime settimane dagli schieramenti di forze che si erano espressi a favore di Intesa Sanpaolo, che a inizio ottobre aveva ritoccato la sua offerta subordinandola alla bocciatura delle operazioni su Banco Bpm e Banca Generali. Le posizioni annunciate dai grandi azionisti – a partire da Delfin e dal gruppo Caltagirone – e le indicazioni negative emerse dai proxy advisor non lasciavano speranze a Lovaglio. E oggi i numeri sono stati implacabili: in assemblea (presente il 66% circa del capitale della banca) a votare no all’Ops su Banco Bpm è stato il 91,1% dei presenti, per Banca Generali il 90,9%.

“E’ andata esattamente come avevamo previsto”, ha ammesso l’Ad di Mps, che ha puntato il dito contro la mossa di Intesa Sanpaolo. “L’ultimatum posto ha compresso lo spazio per un confronto tra più opzioni alternative, senza quell’ultimatum, la partita sarebbe ancora aperta”, ha osservato. “Le nostre proposte, industrialmente valide, avrebbero potuto essere confrontate, esaminate nel merito, con maggiore tempo e con tutti gli elementi informativi necessari. Si pensava di andare in campo a giocare la partita, ma non ci siamo potuti andare per l’ultimatum di Intesa”.

Bocciatura meno sonora per l’operazione di fusione di Mediobanca, ma l’esito non cambia, coi titoli di coda sul completamento di un progetto che aveva visto un quasi plebiscito all’assemblea del 2025 e la cui efficacia era prevista entro quest’anno. In questo caso, i voti contrari sono stati il 63,65% del capitale presente, i favorevoli il 32,91%. “Ci ha sorpreso il cambio di rotta di Intesa Sanpaolo, inizialmente favorevole alla fusione e successivamente orientata ad auspicarne la mancata approvazione”, ha sottolineato Lovaglio. “Quando un attore così rilevante cambia posizione in modo cosi netto il contesto dell’assemblea cambia di conseguenza”. Ca’ de Sass aveva infatti auspicato che la fusione di Mediobanca venisse realizzata successivamente all’Opas per minimizzare il rischio di ripercussioni negative nelle attività di integrazione informatica e operativa dei sistemi e di evitare il rischio di duplicazione di costi.

Nonostante la triplice bocciatura, Lovaglio non si sente però sconfitto nè tantomeno sfiduciato dai soci, rivendicando di aver costretto Intesa Sanpaolo a far alzare il prezzo dell’Opas. Il rilancio, ha detto, “dimostra nei fatti che le nostre iniziative hanno rafforzato il potere negoziale degli azionisti, quindi abbiamo fatto il nostro dovere. Siccome hai fatto guadagnare, hai fatto alzare il prezzo e gli azionisti incassano 800 milioni in più, pensi che gli azionisti ti vogliono sfiduciare?”.

Lovaglio, che nel corso delle oltre sei ore di assemblea (tra le poche rimaste “aperte”) ha incassato nel corso degli interventi il sostegno unanime dei piccoli soci, ha assicurato che “la partita non è finita” e che il risultato odierno “non è il verdetto finale sul futuro del Monte”. “Tra il voto di oggi e l’obiettivo dichiarato di Intesa Sanpaolo c’è ancora una strada lunga – ha spiegato -. La partita decisiva si giocherà sulle condizioni effettive dell’Opas, sulle decisioni dell’Antitrust e sul livello di adesione. E proprio perchè la partita non è finita, il nostro compito, da oggi, resta semplice: continuare la positiva dinamica dei risultati, proteggere clienti e dipendenti, massimizzare il valore per tutti gli azionisti e fare in modo che ogni scelta futura rispetti il Monte, Siena, la Toscana e tutti i territori nei quali operiamo”, ha concluso.

Landini: “Manovra? Inadeguata e ingiusta, ragioni sciopero più forti”

Roma, 29 ott. (askanews) – Quella varata dal Governo è “una manovra totalmente inadeguata ai bisogni delle persone”, è “ingiusta” e “continua a indicare spese per le armi, taglia i soldi alla sanità, non mette nulla sulla casa e sugli affitti, continua a far pagare le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati, non restituendo 4 miliardi e mezzo di fiscal drag”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine di un convegno alla Camera sul caporalato.

“Addirittura introduce nuove flat tax – ha aggiunto – in un Paese normale, a parità di reddito devi pagare parità di tasse e combattere l’evasione fiscale, introdurre la progressività vera anche sui profitti e sulle rendite finanziarie. E’ quello di cui abbiamo bisogno. Per questo sono ancora più forti le ragioni per lo sciopero generale del 20 novembre, le ragioni delle lotte dei giovani e degli studenti che chiedono di poter avere un futuro”.

Fujifilm Healthcare Italia premiata da Hitachi Vantara

Roma, 29 ott. (askanews) – Dalla capacità di generare dati clinici alla necessità di archiviarli, proteggerli e renderli disponibili lungo i percorsi di cura, fino alla sostenibilità degli investimenti digitali nel tempo: è lungo questa direttrice che si sviluppa l’impegno di Fujifilm Healthcare Italia nell’evoluzione tecnologica della sanità.

L’azienda ha ricevuto da Hitachi Vantara il riconoscimento “Vertical Solution Partner of the Year FY25 EMEA”, che valorizza il consolidamento di una collaborazione attiva da diversi anni nell’ambito delle infrastrutture IT, del cloud e della gestione dei dati. Un rapporto che consente di integrare le tecnologie di Healthcare IT di Fujifilm con soluzioni infrastrutturali dedicate all’archiviazione, alla gestione e alla protezione delle informazioni.

Fujifilm aveva già ottenuto nel 2023, nell’ambito dell’Hitachi Vantara Partner Program, lo status di Edge-to-Core-to-Cloud Infrastructure and Resell Partner. Un percorso che testimonia la continuità di una collaborazione sviluppata nel tempo per rispondere alle esigenze di un settore sanitario sempre più digitale e interconnesso.

Un riconoscimento, spiega Kai Fukuzawa, Presidente del Consiglio di Amministrazione di FUJIFILM Healthcare Italia, che rappresenta un motivo di grande soddisfazione e conferma il valore della collaborazione con Hitachi Vantara, nella convinzione che le partnership strategiche siano fondamentali per promuovere l’innovazione e affrontare le sfide di un settore in continua evoluzione come quello sanitario.

La necessità di adottare una visione di lungo periodo della trasformazione digitale è stata al centro anche della partecipazione di Fujifilm Healthcare Italia all’Healthcare Innovation Summit, con l’intervento di Eugenio Talarico, Medical Informatics BU Manager, alla tavola rotonda dedicata alla sostenibilità della componente digitale della sanità, agli effetti del PNRR e ai possibili modelli gestionali.

Centrale come garantire che gli investimenti realizzati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) continuino a produrre valore anche dopo la conclusione della fase di finanziamento e implementazione dei progetti. La trasformazione digitale, infatti, non si esaurisce con l’acquisizione di una tecnologia o l’attivazione di una piattaforma: per tradursi in un miglioramento concreto dei servizi sanitari, richiede modelli di gestione sostenibili, manutenzione e aggiornamento delle infrastrutture, sicurezza dei dati, formazione degli operatori e integrazione tra sistemi e processi.

La trasformazione digitale della sanità richiede dunque un approccio che integri tecnologia, infrastrutture, organizzazione continuità gestionale. La tecnologia crea valore quando entra davvero nel lavoro quotidiano delle strutture sanitarie e contribuisce a migliorare i percorsi di cura”, è il pensiero di Davide Campari, Managing Director di Fujifilm Healthcare Italia, per il quale l’impegno è mettere in relazione innovazione diagnostica, infrastrutture digitali e competenze, affinché le informazioni siano disponibili in modo sicuro e tempestivo. Contribuendo così a una sanità più accessibile e sostenibile, con strumenti più efficaci per i professionisti e benefici concreti per i pazienti.

Rosario Livatino, la fede che diventa giustizia

La forza mite di una testimonianza

Ci sono figure che, senza cercare di diventare simboli, finiscono per parlare alla coscienza di un intero Paese. Rosario Livatino è una di queste. Il giovane magistrato assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990, a soli 38 anni, ci consegna una testimonianza nella quale il rigore della giustizia si accompagna alla profondità della fede.

La Chiesa lo ricorda il 29 ottobre, anniversario della sua cresima, ricevuta nel 1988, quando aveva già 35 anni. Una scelta adulta, consapevole, che aiuta a comprendere quanto la dimensione religiosa fosse parte integrante della sua esistenza.

Livatino non esibiva la propria fede. La custodiva con discrezione, lasciando che fosse il comportamento quotidiano a renderla riconoscibile. Non chiedeva privilegi per le proprie convinzioni, né confondeva il servizio dello Stato con l’appartenenza religiosa.

 

La giustizia come servizio alla persona

È proprio questa distinzione, vissuta senza separazioni, a rendere particolarmente preziosa la sua lezione. Livatino sapeva che la giustizia esige indipendenza, competenza, coraggio. Ma sapeva anche che nessuna funzione pubblica può smarrire il riferimento alla dignità della persona.

La sua fermezza contro la criminalità organizzata nasceva da una concezione alta del dovere. Non c’era ostentazione, non c’era ricerca del consenso. C’era la serena determinazione di chi considera la legalità un bene comune, soprattutto a tutela dei più deboli.

 

Un’eredità per i cattolici democratici

A questa testimonianza il mondo cattolico deve guardare con particolare attenzione. E noi cattolici democratici abbiamo una ragione in più per sentirla vicina.

Nella nostra tradizione, la fede non è mai stata pensata come alternativa alla responsabilità civile, ma come una delle sorgenti più profonde dell’impegno per il bene comune. Il rispetto delle istituzioni, la difesa della legalità, la centralità della persona appartengono a un patrimonio che Livatino ha interpretato con straordinaria semplicità.

Non si tratta di appropriarsi della sua figura, che appartiene all’intera comunità nazionale. Si tratta piuttosto di riconoscere nella sua vita un richiamo esigente alla coerenza tra ciò che si crede e ciò che si fa.

Nel giorno della sua memoria, il giudice ragazzino ci ricorda che la democrazia ha bisogno di istituzioni giuste, ma anche di coscienze capaci di servirle. E che la fede, quando è autentica, non domanda riconoscimenti: genera responsabilità.

Edufin Index 2026, sufficienza in educazione finanziaria per 4 italiani su 10

Roma, 29 ott. (askanews) – L’educazione finanziaria e assicurativa degli italiani è stabile (56/100) e non sufficiente, ma è più alta tra gli italiani che negli ultimi 24 mesi sono stati in grado di risparmiare e investire (60/100) Focus giovani: in famiglia si parla di denaro (91%), ma soprattutto di spese e consumi (59%); solo il 37% affronta il tema del risparmio Roma. Come riporta un comunicato, Fondazione Alleanza, in memoria di Mario Gasbarri, con la collaborazione scientifica di SDA Bocconi School of Management, rende noti i risultati della quinta edizione di Edufin Index, l’Osservatorio su consapevolezza e comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani.

La ricerca è stata presentata oggi a Roma, nel corso di un evento patrocinato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e riconosciuto nel calendario ufficiale del Mese dell’educazione finanziaria 2026 promosso dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria.

Dopo l’apertura del Presidente del Senato Ignazio La Russa, del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alessandro Morelli, del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti e del Presidente della Commissione Finanze della Camera Paolo Osnato, sono intervenuti il Country Manager e Ceo di Generali Italia Giancarlo Fancel, l’Amministratore Delegato di Alleanza Assicurazioni Marco Oddone e il Dean di SDA Bocconi School of Management Stefano Caselli.

L’Osservatorio, consultabile sul sito https://www.edufinindex.it, mette in relazione le conoscenze finanziarie e assicurative degli italiani con il loro comportamento. La ricerca, prosegue il comunicato del gruppo Generali, ha analizzato anche quest’anno le competenze della popolazione in ambito finanziario e assicurativo, approfondendo il rapporto tra alfabetizzazione finanziaria e benessere, oltre alla socializzazione finanziaria dei giovani in famiglia.

Secondo il rapporto, nel 2026 il livello medio dell’Edufin Index1 si conferma a 56 punti su 100, sotto la soglia di sufficienza fissata a 60 su una scala da 0 a 100. L’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa resta complessivamente bassa: permane il divario tra chi conosce e agisce concretamente nella gestione consapevole delle proprie finanze e chi non lo fa. Il 39% degli italiani (4 su 10) raggiunge o supera la soglia di sufficienza, mentre il 51% si colloca nella fascia intermedia (livello Edufin tra 41 e 59 su 100) e il 10% resta nell’area dell’analfabetismo finanziario (livello Edufin uguale o inferiore a 40 su 100).

Il quadro, si legge, è sostanzialmente stabile rispetto al 2025 e conferma la necessità di trasformare le conoscenze in comportamenti più consapevoli. L’edizione 2026 introduce la novità della distinzione tra investitori (gli italiani che negli ultimi 24 mesi sono stati in grado di risparmiare e investire in strumenti finanziari) e non investitori. I primi, pari al 73% della popolazione, raggiungono in media la sufficienza, con un punteggio di 60/100. I non investitori, il restante 27%, si fermano invece a 46/100. Tra chi investe risultano più elevati sia i livelli di consapevolezza sia quelli relativi ai comportamenti finanziari.

Nel complesso della popolazione, prosegue il comunicato, l’Edufin Index si attesta a 58 punti tra gli uomini e 54 tra le donne, con un divario di genere di 4 punti, rispetto ai 5 del 2025. Sul fronte generazionale, l’indice è pari a 57 punti tra i 45-64enni e 52 tra i 18-24enni, con un gap di 5 punti, in riduzione rispetto ai 6 del 2025. Tra gli investitori, invece, il divario tra adulti e giovani raggiunge i 7 punti, evidenziando il ruolo dell’esperienza maturata nelle decisioni finanziarie e assicurative.

Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia ha dichiarato: ‘L’educazione finanziaria è una leva essenziale di benessere, resilienza e sviluppo. Non è soltanto una competenza individuale, ma una risorsa collettiva che rafforza la capacità di famiglie, imprese e comunità di affrontare le sfide del presente e del futuro. Come Generali, vogliamo continuare ad agire insieme alle istituzioni per creare una maggiore consapevolezza che può tradursi in scelte più efficaci, capacità di pianificare, protezione del patrimonio e sicurezza finanziaria. Per un Paese più solido, inclusivo e capace di guardare al futuro con fiducia”.

Secondo Marco Oddone, CEO di Alleanza Assicurazioni ha commentato: “I risultati presentati oggi mettono in evidenza un elemento importante: esperienza e partecipazione alle scelte finanziarie si associano a competenze più elevate. Per questo, come Alleanza, insieme alla nostra Rete, vogliamo rendere l’educazione finanziaria sempre più concreta e accessibile, portandola nei territori, nelle scuole e nella vita quotidiana delle persone. Dal 2020 abbiamo coinvolto 550mila cittadini in oltre 10mila eventi e continueremo a investire nella capacità dei nostri Consulenti di trasformare la conoscenza in comportamenti consapevoli. Sapere non basta, l’educazione finanziaria e assicurativa produce valore quando aiuta le persone a scegliere, agire e guardare al futuro con maggiore sicurezza”.

Dalla ricerca all’azione sul territorio: l’impegno di Alleanza per l’educazione finanziaria e assicurativa Di fronte allo scenario evidenziato dal rapporto, Alleanza Assicurazioni rafforza il proprio impegno per rendere l’educazione finanziaria e assicurativa accessibile e diffusa. Dal 2020 il Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa ha coinvolto 550.000 persone attraverso oltre 10.000 eventi educativi sul territorio, raggiungendo inoltre ogni anno 100 milioni di contatti sui social attraverso contenuti educativi. Inoltre, con il progetto “EducAzione Finanziaria a Scuola” realizzato insieme ad AIEF, in questi anni, sono stati coinvolti circa 500 istituti con oltre 35.000 studenti.

In questa direzione si inserisce anche “Rimetti il tuo futuro nel verso giusto”, la campagna di trade marketing e visibilità locale di Alleanza che coinvolge 24 città italiane e che il 29 e 30 ottobre fa tappa a Roma, in Piazza Sant’Emerenziana. Un’iniziativa che porta Alleanza e i suoi Consulenti direttamente nelle piazze per avvicinare le persone ai temi della protezione, previdenza, risparmio, investimenti e servizi bancari e stimolare una maggiore consapevolezza rispetto alle scelte per il proprio futuro.

A due anni dal precedente approfondimento, l’indicatore di socializzazione finanziaria dei giovani (mostra come si acquisiscono e sviluppano in famiglia valori, atteggiamenti, conoscenze e comportamenti finanziari) sale a 66/100, sei punti in più rispetto al 20242.

Acquisti e spese quotidiane, prosegue l’analisi, possono rappresentare occasioni per ampliare il confronto dal presente al futuro, introducendo progressivamente i temi del risparmio, del rischio, della protezione e della pianificazione. Il 91% dei genitori dichiara di parlare con i figli di soldi e gestione del denaro. Gli argomenti più affrontati sono i soldi per gli acquisti desiderati, indicati dal 59%, e le decisioni di spesa, al 46%. Seguono le decisioni di risparmio, al 37%, il budget familiare, al 36%, le notizie economiche e finanziarie, al 21%, e gli investimenti e le assicurazioni, entrambi al 20%.

La gestione autonoma di piccole somme rappresenta un’occasione concreta di apprendimento, ma restano differenze tra ragazzi e ragazze: riceve regolarmente la paghetta il 33% dei maschi e il 26% delle femmine. Ampliare il dialogo familiare dai consumi del presente alla pianificazione del futuro è quindi un passaggio decisivo per rafforzare autonomia e consapevolezza.

L’edizione 2026, si legge, approfondisce per la prima volta la relazione tra alfabetizzazione finanziaria e benessere. Il benessere generale degli italiani si attesta a 59/100, appena al di sotto della soglia di sufficienza (60/100). Secondo il rapporto, resta più fragile il quadro relativo al benessere psico- finanziario (l’indicatore che misura quanto ci si sente al sicuro con i propri soldi e capaci di gestirli) che si ferma a 51/100. È soprattutto la poca serenità verso il futuro a pesare negativamente sul rapporto degli italiani con le proprie finanze. L’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa impatta positivamente sul benessere dei cittadini quando si trasforma in capacità di agire.

In occasione dell’evento, Generali Italia e Fondazione Alleanza, con il Comitato Scientifico Edufin Index e il supporto tecnico ed editoriale di Rame, hanno lanciato il Premio Edufin Index “Donne che Contano”, con l’obiettivo di riconoscere e sostenere le realtà che lavorano concretamente sull’educazione finanziaria e sull’autonomia economica delle donne.

Gli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato, le fondazioni e le cooperative sociali già costituite e con sede legale in Italia possono presentare la propria candidatura, compilando il form disponibile sul web, fino al 20 dicembre 2026. Le candidature saranno valutate dal Comitato Scientifico Edufin Index sulla base di cinque criteri chiave: impatto concreto, radicamento territoriale, inclusività, replicabilità e coerenza con gli obiettivi del Premio.

Rosario Livatino, la fede che diventa giustizia

La forza mite di una testimonianza

Ci sono figure che, senza cercare di diventare simboli, finiscono per parlare alla coscienza di un intero Paese. Rosario Livatino è una di queste. Il giovane magistrato assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990, a soli 38 anni, ci consegna una testimonianza nella quale il rigore della giustizia si accompagna alla profondità della fede.

La Chiesa lo ricorda il 29 ottobre, anniversario della sua cresima, ricevuta nel 1988, quando aveva già 35 anni. Una scelta adulta, consapevole, che aiuta a comprendere quanto la dimensione religiosa fosse parte integrante della sua esistenza.

Livatino non esibiva la propria fede. La custodiva con discrezione, lasciando che fosse il comportamento quotidiano a renderla riconoscibile. Non chiedeva privilegi per le proprie convinzioni, né confondeva il servizio dello Stato con l’appartenenza religiosa.

 

La giustizia come servizio alla persona

È proprio questa distinzione, vissuta senza separazioni, a rendere particolarmente preziosa la sua lezione. Livatino sapeva che la giustizia esige indipendenza, competenza, coraggio. Ma sapeva anche che nessuna funzione pubblica può smarrire il riferimento alla dignità della persona.

La sua fermezza contro la criminalità organizzata nasceva da una concezione alta del dovere. Non c’era ostentazione, non c’era ricerca del consenso. C’era la serena determinazione di chi considera la legalità un bene comune, soprattutto a tutela dei più deboli.

 

Un’eredità per i cattolici democratici

A questa testimonianza il mondo cattolico deve guardare con particolare attenzione. E noi cattolici democratici abbiamo una ragione in più per sentirla vicina.

Nella nostra tradizione, la fede non è mai stata pensata come alternativa alla responsabilità civile, ma come una delle sorgenti più profonde dell’impegno per il bene comune. Il rispetto delle istituzioni, la difesa della legalità, la centralità della persona appartengono a un patrimonio che Livatino ha interpretato con straordinaria semplicità.

Non si tratta di appropriarsi della sua figura, che appartiene all’intera comunità nazionale. Si tratta piuttosto di riconoscere nella sua vita un richiamo esigente alla coerenza tra ciò che si crede e ciò che si fa.

Nel giorno della sua memoria, il giudice ragazzino ci ricorda che la democrazia ha bisogno di istituzioni giuste, ma anche di coscienze capaci di servirle. E che la fede, quando è autentica, non domanda riconoscimenti: genera responsabilità.

Manovra, Conte: la targa personalizzata del Governo è "carovita me ne frego"

Roma, 29 ott. (askanews) – “Dopo 4 anni ecco la targa del Governo: ‘carovita, me ne frego'”: si intitola così il nuovo post su Facebook del leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Il Governo – afferma – arriva all’ultimo Cdm senza decreto bollette e propone agli italiani la targa personalizzata a pagamento. Non hanno capito dove siamo fra guerre e le loro disastrose firme sul Riarmo e sui patti di austerità europei: salari reali a -10 per cento in cinque anni, tre anni di crollo industriale, boom di cassa integrazione, carburante sopra i 2 euro da mesi e mesi, record di pressione fiscale. La manovretta elettorale è una lotteria di micromisure per microplatee. Se sei fortunato, dopo lo slalom tra i vari requisiti, raccogli qualche briciola”.

“Il biglietto vincente – accusa l’ex presidente del Consiglio – va ad armi e difesa: 14 miliardi di extra-spese. Quello perdente ai lavoratori dipendenti, tartassati tra rincari, tasse e stipendi da fame. Per le armi 4,5 miliardi in più nel 2027, per la sanità 2,5: la metà di quanto chiesto dallo stesso Ministro e dalle Regioni. Dicono che ci saranno soldi dalle banche tra tasse e rinvii di crediti, dopo anni e anni di no alle nostre proposte di una vera tassa sugli extraprofitti bancari. Il ceto medio viene lasciato solo: il taglietto Irpef 50-55mila euro è nulla contro la perdita del potere d’acquisto e l’aumento delle tasse per inflazione e fiscal drag. Hanno ignorato le nostre proposte per la scala mobile fiscale automatica per difendere gli stipendi dai rincari, per recuperare soldi dal riarmo, dagli extraprofitti energetici, dai 13 miliardi del Ponte da mettere sulle scuole”.

“Non ci hanno ascoltato – prosegue Conte – su un taglio Irpef di 5 anni per gli under 35 prima che scappino a cercare stipendi altrove. Se protesti sei un criminale: agricoltori e autotrasportatori raccontati come mafiosi, studenti come drogati o cellule terroristiche. Per coprire tutto questo non funzionano più nemmeno gli show di Meloni che si veste da giudice sparando via social bugie ed errori grossolani su cui, alla prima domanda in una conferenza stampa, ha dovuto pure chiedere scusa per essere stata colta in fallo. Permettono agli italiani di personalizzare la targa, la loro l’hanno già scelta: ‘carovita, me ne frego’. Se la pagheranno, dipenderà dal voto e dalla partecipazione dei cittadini. Alla mia comunità e alle forze di opposizione dico: ora dare tutto, senza perdere un secondo. Difendiamo l’Italia”, conclude.

Al Besta primo intervento craniale al mondo con Stealth AXiS

Milano, 29 ott. (askanews) – È stata eseguita presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, la prima procedura craniale al mondo per l’asportazione di un tumore cerebrale, tramite il sistema chirurgico Medtronic Stealth AXiS integrato con l’ecografia intraoperatoria. L’intervento è stato portato a termine dall’équipe guidata dal professor Francesco Di Meco, direttore del Dipartimento di Neurochirurgia.

La nuova piattaforma neurochirurgica, unisce in modo semplice e immediato le immagini della risonanza magnetica pre-operatoria con i dati dell’ecografia acquisiti direttamente in sala operatoria. Questa integrazione in tempo reale, fornisce informazioni di estrema precisione, consentendo di ottimizzare la rimozione della massa tumorale e riducendo significativamente il rischio di compromettere le funzioni neurologiche del paziente.

Nelle applicazioni craniali, Stealth AXiS sfrutta l’intelligenza artificiale per sviluppare una trattografia automatica. Il sistema crea mappe cerebrali personalizzate in grado di visualizzare chiaramente le vie neurali “critiche” collegate alle funzioni cerebrali essenziali da preservare, offrendo funzionalità di pianificazione e visualizzazione in tutte le fasi dell’operazione.

L’operazione effettuata al Besta, segna un’importante tappa nel percorso dell’istituto milanese verso la progressiva adozione di soluzioni ad alta tecnologia nella neurochirurgia di precisione.

Weekend di manifestazioni, il Viminale: ci sarà un articolato dispositivo per isolare i violenti

Roma, 29 ott. (askanews) – Il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto oggi al Viminale una riunione in videoconferenza con i prefetti, i questori ed i vertici delle forze di polizia di tutti i capoluoghi di regione.

Nel corso dell’incontro è stata condivisa “un’approfondita analisi delle manifestazioni di piazza in programma nel fine settimana”, si legge in una nota.

In particolare, “sono stati analizzati gli scenari che potranno presentarsi nelle aree più sensibili delle città interessate da possibili proteste e mobilitazioni”.

Le forze dell’ordine insieme ai rinforzi messi a disposizione dal Viminale, coordinate dalle autorità provinciali di pubblica sicurezza, garantiranno “un capillare presidio del territorio per la gestione dei numerosi eventi in programma”.

Anche grazie ad un continuo lavoro di monitoraggio garantito dal comparto dell’intelligence e dagli investigatori delle Forze di polizia- si spiega – sarà messo in campo “un articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze”.

Durante la riunione il ministro Piantedosi ha rinnovato il suo apprezzamento “per l’impegno di tutti gli operatori delle Forze dell’ordine che, anche nelle ultime settimane, come sempre fatto in passato, hanno ancora una volta dimostrato la capacità di saper gestire, con intelligenza, professionalità ed equilibrio, situazioni molto complesse”.

Cassazione respinge i ricorsi contro lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto

Roma, 29 ott. (askanews) – Le sezioni unite civili della Cassazione hanno rigettato i ricorsi contro lo stop dell’area a caldo dell’Ex Ilva di Taranto, sia quello principale che quello incidentale e compensa integralmente le spese del giudizio di legittimità e dei procedimenti ex art. 373 del cpc.

La “omessa valutazione delle risultanze dello studio di Vis e del parere favorevole dell’Iss su cui si è basato il rilascio dell’Aia 2025, la mancata indicazione di quali sarebbero i diversi e ulteriori limiti di sicurezza entro cui ricondurre l’emissione di polveri, il riferimento non già al livello di produzione di acciaio attuale, ma al più elevato scenario produttivo autorizzato (6 Mt/a)”. Questo uno dei motivi che hanno portato la Cassazione a rigettare i ricorsi straordinari di Ilva e di Acciaierie d’Italia contro il decreto della Corte d’Appello di Milano con cui si dispone la fermata dell’area a caldo dell’ex Ilva.

La Suprema Corte spiega poi che “tutti questi motivi risultano inammissibili per difetto di interesse”. Per la Cassazione, la Corte d’appello di Milano nel formulare le motivazioni “che sorreggono l’accoglimento della domanda inibitoria collettiva (amianto e polveri sottili) le ha espressamente dichiarate autonome e ciascuna idonea a sorreggere la decisione. Pertanto, una volta ritenuti infondati e inammissibili i motivi proposti in tema di amianto decisione di accoglimento dell’inibitoria collettiva non potrebbe venir meno anche se, in ipotesi, si ritenessero meritevoli di accoglimento i motivi svolti sulla seconda ratio relativa alle polveri sottili”.

“Il collegio ha ritenuto di “disattendere l’istanza di rinvio dell’udienza – si legge nella sentenza – attesa l’inammissibilità della memoria in replica del pubblico ministero, di cui perciò non si è tenuto conto, ed esclusa, sulla base delle informazioni acquisite presso gli uffici di supporto telematico, l’esistenza di malfunzionamenti tali da pregiudicare le difese, del resto ampiamente spiegate nella pubblica udienza, pur nella ristrettezza dei termini dovuta all’urgenza dei ricorsi”.

La Cassazione afferma che “viene in rilievo una vicenda di annosa e complessa portata sul piano economico, sociale e umano, su cui si sono già espresse la Corte costituzionale, la Corte europea dei diritti dell’uomo e la Corte di giustizia dell’Unione europea. Il massimo livello di tutela apprestato dalla Carta costituzionale alla vita, alla salute e all’ambiente, specie dopo la riforma costituzionale degli artt. 9 e 41, ma già prima con gli artt. 2 e 32 della Costituzione, è un dato acquisito; così come sono evidenti i limiti (ri)disegnati dall’art. 41 Cost. alla libertà dell’iniziativa economica privata, che ‘non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana’. Quanto al diritto al lavoro, indiscutibilmente di valore primario in una Repubblica democratica che su di esso è fondata (art. 1 Cost.), assume un ruolo preminente l’impegno della Repubblica non solo a riconoscere ‘a tutti i cittadini il diritto al lavoro’, ma anche – e soprattutto – a promuovere ½le condizioni che rendano effettivo questo diritto’ (art. 4 Cost.). A ben vedere, diritto alla vita e alla salute (oltre che all’ambiente sano) e diritto al lavoro non possono essere contrapposti e non devono entrare in conflitto, poiché non sarebbe nemmeno meritevole di tutela un lavoro svolto in condizioni degradanti o pericolose: il diritto al lavoro che lo Stato deve promuovere è un diritto al lavoro salubre e sicuro, non già sottoposto a condizioni inaccettabili per salvaguardarne il mantenimento, che va tuttavia sostenuto e perseguito con appropriate politiche economico-sociali. Ad essere contrapposto è invece il diritto allo svolgimento di attività imprenditoriale, che la stessa Carta fondamentale, come visto, perimetra in modo che non contrasti con l’utilità sociale, né rechi danno ai diritti preminenti alla salute e all’ambiente, oltre che alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Se così è, il faticoso bilanciamento degli interessi sin qui operato dai giudici di merito, attraverso l’articolato giudizio che ha portato all’accoglimento dell’azione inibitoria collettiva, risulta, nei termini che saranno precisati, corretto e ragionevole”.

Per questo, le sezioni unite della Cassazione “ritengono che una ponderata decisione sulle censure mosse al provvedimento di inibitoria collettiva, ora assoggettato a scrutinio di legittimità, non possa prescindere da una ricostruzione diacronica della vicenda economica, normativa e giudiziaria, rivista alla luce dell’impatto ambientale spiegato dal complesso siderurgico di Taranto e dei plurimi interventi pubblici posti in essere per salvaguardarne la continuità”.

“La sentenza delle sezioni unite della Corte di Cassazione impone un’accelerazione del piano condiviso con il Governo e i commissari straordinari a Palazzo Chigi grazie alla lotta dei lavoratori. E’ necessario investire risorse straordinarie per pianificare la decarbonizzazione degli impianti ed al contempo acquistare bramme e coils per assicurare continuità alla produzione e all’occupazione”. Lo dichiara in una nota Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom.

“Serve dare corso alle manutenzioni e alle bonifiche – dice – ma soprattutto alle verticalizzazioni di tutti gli impianti da Taranto a Genova fino a Novi Ligure e Racconigi. E’ necessario che Palazzo Chigi riconvochi il tavolo per condividere il percorso di attuazione del verbale del 27 ottobre scorso, in particolare su alcuni punti fondamentali: definizione del piano industriale; individuazione del soggetto industriale; realizzazione del piano sociale per garantire salario e occupazione per tutti; attivazione del piano di rigenerazione dell’occupazione con nuovi investitori nelle aree industriali dell’ex Ilva per la garanzia occupazionale”.

“La sentenza delle sezioni unite della Corte di Cassazione impone un’accelerazione del piano condiviso con il Governo e i commissari straordinari a Palazzo Chigi grazie alla lotta dei lavoratori. E’ necessario investire risorse straordinarie per pianificare la decarbonizzazione degli impianti ed al contempo acquistare bramme e coils per assicurare continuità alla produzione e all’occupazione”. Lo dichiara in una nota Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom.

“Serve dare corso alle manutenzioni e alle bonifiche – dice – ma soprattutto alle verticalizzazioni di tutti gli impianti da Taranto a Genova fino a Novi Ligure e Racconigi. E’ necessario che Palazzo Chigi riconvochi il tavolo per condividere il percorso di attuazione del verbale del 27 ottobre scorso, in particolare su alcuni punti fondamentali: definizione del piano industriale; individuazione del soggetto industriale; realizzazione del piano sociale per garantire salario e occupazione per tutti; attivazione del piano di rigenerazione dell’occupazione con nuovi investitori nelle aree industriali dell’ex Ilva per la garanzia occupazionale”.

Centrosinistra, domani vertice leader su modi e tempi programma e primarie

Roma, 29 ott. (askanews) – Almeno un cronoprogramma e qualche regola d’ingaggio per la prosecuzione dei lavori di costruzione della coalizione “campo largo” o “Alleanza per la Costituzione” che dir si voglia: questo l’obiettivo minimo del vertice dei leader di Pd, M5S, AVS, previsto nella giornata di domani e che, secondo quanto si apprende da fonti del centrosinistra, dovrebbe svolgersi in modalità online e concludersi entro l’ora di pranzo, al più tardi nel primo pomeriggio. Il “campo largo” si riunirà ancora in formato base, cioè con i soli leader di Pd, Elly Schlein, M5S, Giuseppe Conte, AVS, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.

All’ordine del giorno della riunione la necessità di “sciogliere un po’ di nodi su modi e tempi” dell’avvicinamento alle primarie (e delle stesse primarie) per la scelta del leader-candidato premier della coalizione, figura resa necessaria dalla riforma elettorale recentemente licenziata dal Parlamento. I modi: va definito il perimetro delle future riunioni che prima o poi dovrebbero essere allargate alle altre componenti della coalizione, che siano centriste o di sinistra; e il format dell’approfondimento programmatico che, quando si tratterà di mettere nero su bianco, richiederà la presenza di altre figure di parlamentari e forse tecnici, oltre ai leader dei principali partiti.

Rispetto all’orientamento emerso in questi mesi dal Pd, quello della necessità di posporre le primarie non solo al confronto programmatico ma forse anche all’atteso pronunciamento della Corte costituzionale sulla legge elettorale, le altre forze dell’alleanza sembrano orientate a tenere il punto sulla tempistica: intesa sul programma entro dicembre, primarie non oltre la prima metà di febbraio. C’è anche da discutere dell’ipotesi di una manifestazione unitaria del centrosinistra, lanciata da Avs e accolta da Pd e M5S, ma rimasta finora senza una data e una piattaforma definite.

“Nessuno pensa di poter risolvere tutti i problemi domani, ma certo – riferiscono le stesse fonti – un qualche segnale da dare all’esterno che la riunione abbia portato a dei passi avanti sarebbe quanto mai opportuno”.

Lagarde: "Mi dimetto perché non riesco più a restare neutrale"

Roma, 29 ott. (askanews) – Christine Lagarde ha deciso di dimettersi dalla presidenza della Bce “per avere la libertà di parola, la libertà di espressione e la libertà di impegnarmi su questioni che non sono di politica monetaria. Come sapete, da presidente della Bce ho un obbligo di neutralità. E non posso e non penso di poter restare neutrale. Non penso di potermi sentire a mio agio in questa neutralità nella fase attuale, sono interessata alla verità e vedo che la verità troppo spesso viene danneggiata, contraddetta e rappresentata in maniera fuorviante”. Così la presidente dimissionaria ha spiegato la decisione di abbandonare anticipatamente la carica, a decorrere dal prossimo febbraio.

“Non c’è mai un momento giusto per lanciare”, ma “in questa fase, relativamente a diversi aspetti del mondo, non solo in Europa, penso che la mia voce possa aiutare, la mia iniziativa relativamente ai principi che mi stanno a cuore”, ha proseguito nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

“Ci sono cose che posso dire. Se poi la gente mi ascolterà o meno è un’altra questione. Ma sento di dover dire queste cose e non posso farlo nella mia posizione attuale. Voilà”, ha concluso. (fonte immagine: ECB).

Ex Ilva, Cassazione respinge i ricorsi contro stop area a caldo Taranto

Roma, 29 ott. (askanews) – Le sezioni unite civili della Cassazione hanno rigettato i ricorsi contro lo stop dell’area a caldo dell’Ex Ilva di Taranto, sia quello principale che quello incidentale e compensano integralmente le spese del giudizio di legittimità e dei procedimenti ex art. 373 del cpc.

Tra i motivi che hanno portato la Cassazione a rigettare i ricorsi straordinari di Ilva e di Acciaierie d’Italia contro il decreto della Corte d’Appello di Milano con cui si dispone la fermata dell’area a caldo dell’ex Ilva c’è la “omessa valutazione delle risultanze dello studio di Vis e del parere favorevole dell’Iss su cui si è basato il rilascio dell’Aia 2025, la mancata indicazione di quali sarebbero i diversi e ulteriori limiti di sicurezza entro cui ricondurre l’emissione di polveri, il riferimento non già al livello di produzione di acciaio attuale, ma al più elevato scenario produttivo autorizzato (6 Mt/a)”.

La Suprema Corte spiega poi nelle motivazioni che “tutti questi motivi risultano inammissibili per difetto di interesse”. Per la Cassazione, la Corte d’appello di Milano nel formulare le motivazioni “che sorreggono l’accoglimento della domanda inibitoria collettiva (amianto e polveri sottili) le ha espressamente dichiarate autonome e ciascuna idonea a sorreggere la decisione. Pertanto, una volta ritenuti infondati e inammissibili i motivi proposti in tema di amianto decisione di accoglimento dell’inibitoria collettiva non potrebbe venir meno anche se, in ipotesi, si ritenessero meritevoli di accoglimento i motivi svolti sulla seconda ratio relativa alle polveri sottili”.

Il collegio ha ritenuto di “disattendere l’istanza di rinvio dell’udienza – si legge nella sentenza – attesa l’inammissibilità della memoria in replica del pubblico ministero, di cui perciò non si è tenuto conto, ed esclusa, sulla base delle informazioni acquisite presso gli uffici di supporto telematico, l’esistenza di malfunzionamenti tali da pregiudicare le difese, del resto ampiamente spiegate nella pubblica udienza, pur nella ristrettezza dei termini dovuta all’urgenza dei ricorsi”.

La Cassazione afferma che “viene in rilievo una vicenda di annosa e complessa portata sul piano economico, sociale e umano, su cui si sono già espresse la Corte costituzionale, la Corte europea dei diritti dell’uomo e la Corte di giustizia dell’Unione europea. Il massimo livello di tutela apprestato dalla Carta costituzionale alla vita, alla salute e all’ambiente, specie dopo la riforma costituzionale degli artt. 9 e 41, ma già prima con gli artt. 2 e 32 della Costituzione, è un dato acquisito; così come sono evidenti i limiti (ri)disegnati dall’art. 41 Cost. alla libertà dell’iniziativa economica privata, che ‘non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana’. Quanto al diritto al lavoro, indiscutibilmente di valore primario in una Repubblica democratica che su di esso è fondata (art. 1 Cost.), assume un ruolo preminente l’impegno della Repubblica non solo a riconoscere ‘a tutti i cittadini il diritto al lavoro’, ma anche – e soprattutto – a promuovere ½le condizioni che rendano effettivo questo diritto’ (art. 4 Cost.). A ben vedere, diritto alla vita e alla salute (oltre che all’ambiente sano) e diritto al lavoro non possono essere contrapposti e non devono entrare in conflitto, poiché non sarebbe nemmeno meritevole di tutela un lavoro svolto in condizioni degradanti o pericolose: il diritto al lavoro che lo Stato deve promuovere è un diritto al lavoro salubre e sicuro, non già sottoposto a condizioni inaccettabili per salvaguardarne il mantenimento, che va tuttavia sostenuto e perseguito con appropriate politiche economico-sociali. Ad essere contrapposto è invece il diritto allo svolgimento di attività imprenditoriale, che la stessa Carta fondamentale, come visto, perimetra in modo che non contrasti con l’utilità sociale, né rechi danno ai diritti preminenti alla salute e all’ambiente, oltre che alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Se così è, il faticoso bilanciamento degli interessi sin qui operato dai giudici di merito, attraverso l’articolato giudizio che ha portato all’accoglimento dell’azione inibitoria collettiva, risulta, nei termini che saranno precisati, corretto e ragionevole”.

Per questo, le sezioni unite della Cassazione “ritengono che una ponderata decisione sulle censure mosse al provvedimento di inibitoria collettiva, ora assoggettato a scrutinio di legittimità, non possa prescindere da una ricostruzione diacronica della vicenda economica, normativa e giudiziaria, rivista alla luce dell’impatto ambientale spiegato dal complesso siderurgico di Taranto e dei plurimi interventi pubblici posti in essere per salvaguardarne la continuità”.

La Bce conferma i tassi di interesse al 2,50%. Caro energia spinge prezzi e frena Pil

Roma, 29 ott. (askanews) – La Banca centrale europea ha confermato i livelli dei tassi di interesse ufficiali in vigore per l’area euro, con il principale riferimento (il tasso sui depositi) che resta così al 2,50%. La decisione giunge al termine del Consiglio direttivo, contrassegnato dall’annuncio delle dimissioni della presidente Christine Lagarde, che lascerà la carica a febbraio.

“Sebbene lo shock energetico stia ancora manifestando tutti i suoi effetti, finora l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile – rileva l’istituzione con un comunicato – e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase. La maggiore entità e durata dello shock energetico nonché le sue implicazioni per gli effetti indiretti e di secondo impatto faranno verosimilmente salire l’inflazione e indebolire la crescita”.

La Bce ribadisce la sua determinazione ad “assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”, assieme al fatto che le decisioni future saranno basate sui dati che non intende “vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Il tema della successione potrebbe prendere il sopravvento nella conferenza stampa esplicativa, che la stessa Lagarde terrà alle 14 e 45.

“I prezzi dell’energia hanno continuato ad aumentare – prosegue la Bce – comportando rischi al rialzo per le prospettive di inflazione e rischi al ribasso per le prospettive di crescita”. Il Consiglio direttivo “resta in una posizione favorevole per affrontare l’attuale situazione di elevata incertezza”.

Per i 120 anni di Roberto Rossellini, una grande retrospettiva a L.A.

Roma, 29 ott. (askanews) – Per celebrare i 120 anni dalla nascita di Roberto Rossellini, l’Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles, Cinecittà e il Ministero della Cultura presentano “Roberto Rossellini Prefers Real Life”, una grande retrospettiva dedicata al Maestro del Neorealismo italiano che si aprirà il 4 e 5 novembre nelle sale dell’Academy Museum di Los Angeles.

All’inaugurazione parteciperanno i familiari di Rossellini, tra cui la figlia Isabella Rossellini, che presenterà i film, l’Amministratrice Delegata di Cinecittà Manuela Cacciamani e Amy Homma, Presidente dell’Academy Museum. L’evento proseguirà fino alla fine del mese.

Il titolo della retrospettiva si ispira al celebre saggio di Francois Truffaut del 1963, in cui riconobbe in Rossellini il padre della Nouvelle Vague.

Il programma ripercorre la sua straordinaria filmografia, da “Roma città aperta”, “Paisà” e “Germania anno zero” a “Stromboli”, “Europa ’51” e “Viaggio in Italia”.

Accanto a questi grandi classici, il programma comprende cortometraggi come “My Dad Is 100 Years Old”, interpretato da Isabella Rossellini, che lo ha scritto, e diretto da Guy Maddin; documentari come “Viva Ingrid!” di Alessandro Rossellini; e “Rossellini visto da Rossellini” di Adriano Aprà.

Il pubblico dell’Academy Museum potrà assistere alla prima mondiale del nuovo restauro in 4K di Cinecittà de “La paura” (1954), ultimo film di Rossellini con Ingrid Bergman, e alla prima statunitense di “Viaggio in Italia” (1954), il cui restauro è stato presentato in anteprima mondiale quest’anno alla Mostra del Cinema di Venezia.

Tratto dal racconto di Stefan Zweig “Angst”, “La Paura” il film è un dramma psicologico noir sull’incapacità di comunicare di una coppia, sul senso di colpa e sul perdono.

Isabella Rossellini, che sarà presente nei due giorni di apertura, ha affermato: “Mio padre credeva che i film fossero più di un semplice intrattenimento: il cinema poteva portare consapevolezza, conoscenza e comprensione. Questi sono stati i principi guida del suo lavoro. La curiosità di mio padre e il suo amore per la vita sono sempre stati per me fonte di ispirazione. Sono felicissima di poter rivedere i suoi film sul grande schermo e di condividerli con il pubblico dell’Academy. Ringrazio Cinecittà per l’impegno costante nel preservare e restaurare l’eredità di mio padre, e l’Academy Museum per sostenere la diffusione del cinema internazionale in una sede così magnifica”.

“Da trent’anni Cinecittà detiene i diritti di dieci tra i film più rappresentativi di Roberto Rossellini – ha sottolineato Manuela Cacciamani, amministratrice delegata di Cinecittà – Questi titoli vengono restaurati periodicamente con le migliori tecnologie disponibili nei nostri laboratori e sono conservati anche in preziose copie 35mm, che verranno messe a disposizione in via eccezionale per questo grande evento. Parafrasando Preminger, c’è il cinema prima di Roberto Rossellini e il cinema dopo Roberto Rossellini. Con questa iniziativa Cinecittà riporta al centro del cinema mondiale un patrimonio rivoluzionario di film, storie ed emozioni: l’opera di uno dei più grandi registi italiani, un’eredità per l’intera umanità. Siamo orgogliosi di presentarla insieme al nostro partner, il prestigioso Academy Museum, dopo gli omaggi congiunti già dedicati a grandi figure del cinema italiano come Pier Paolo Pasolini, Ennio Morricone, Sophia Loren e Carlo Rambaldi”.

“L’opera di Roberto Rossellini ci ricorda che il cinema è molto più di una forma d’arte – ha affermato Amy Homma, Direttrice e Presidente dell’Academy Museum of Motion Pictures e dell’Academy Collection – è una lente potente attraverso cui comprendiamo l’umanità, la storia e noi stessi. La sua visione audace continua a ispirare cineasti e pubblico di ogni generazione, riaffermando il potere duraturo del racconto. Siamo orgogliosi di avere l’opportunità di proiettare i suoi film a nuovi pubblici e onorati che Isabella possa unirsi a noi per parlare del lavoro di suo padre e contribuire a sostenere la missione del museo di celebrare e preservare la storia del cinema”.

Tra i film in programma: “La paura”, “Viaggio in Italia”, “L’amore”, “Francesco, giullare di Dio”, “Germania anno zero”, “Giovanna d’Arco al rogo”, “La macchina ammazzacattivi”, “Paisà”, “Roma città aperta” e “Stromboli”.

La retrospettiva è a cura di K.J. Relth-Miller per l’Academy Museum. La supervisione del restauro e della lavorazione delle pellicole è a cura di Paola Ruggiero per Cinecittà; l’ideazione e la produzione dell’evento sono di Camilla Cormanni per Cinecittà.

Turismo di lusso, l’Italia vale 9 miliardi e attira investitori

Firenze, 29 ott. (askanews) – Nove miliardi di euro, quasi quattro milioni e mezzo di viaggiatori di fascia alta, tredici milioni di notti in hotel di lusso. Un’industria che ora ha il suo appuntamento d’affari: Aura, alla Fortezza da Basso di Firenze. “Da oltre 63 edizioni – racconta Gloria Armiri, manager turismo di Italian Exhibition Group – organizziamo il TTG Travel Experience a Rimini ad ottobre, che si è appena concluso, e il mercato ci ha raccontato che sentiva la necessità di avere una piattaforma altrettanto autorevole per il mondo del lusso”.

E il motivo, per chi organizza, è semplice. “L’Italia – continua Armiri – è il paese più desiderato dalla clientela mondiale alto spendente. Di fatto le nostre strutture alberghiere hanno una storia di accoglienza e di cura nota in tutto il mondo”.

Dopo gli appuntamenti d’affari, il programma porta i buyer in città, alla scoperta del saper fare fiorentino. A Palazzo Gucci si attraversano 105 anni della maison: le borse iconiche, gli abiti di sei decenni, i film delle collezioni, il laboratorio degli artigiani. Intanto i capitali corrono: 1 miliardo e 700 milioni investiti negli alberghi italiani nel primo semestre 2025, oltre la metà nel lusso. Lo conferma Benedetto Puglisi, direttore Real Estate e Hospitality di Deloitte: “E’ un settore che sta in questo momento esplodendo, e in particolare l’Italia. Tra i paesi più interessanti dove investire e dove aprire nuovi hotel di lusso emerge proprio l’Italia con l’82% di preferenze, una percentuale enorme se si considera che gli altri paesi come Spagna, Francia, Germania, ecc. si collocano con una percentuale molto bassa tra il 10% e il 4%”.

Ma c’è di più. Secondo l’analisi di Deloitte “l’Italia è ricca di destinazioni che non sono solo le città prioritarie che conosciamo tipo Milano, Roma, Venezia e Firenze, le famose top cities, ma soprattutto – spiega Puglisi – destinazioni secondarie che stanno emergendo nel mercato del turismo di lusso e che offrono grandi potenzialità per le compagnie alberghiere”.

Biometano/Biometano, Vigilante: contributo sicurezza energetica

Roma, 29 ott. (askanews) – Vinicio Mosé Vigilante (Amministratore Delegato GSE) è intervenuto al convegno “Biometano: innovazione, sostenibilità e sicurezza dei nuovi sistemi di rifornimento in campo”, che si è svolto presso il Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, sede nazionale di Coldiretti promosso da Fondazione UniVerde, Coldiretti, CIB – Consorzio Italiano Biogas ed EBA – European Biogas Association. “Il biometano – ha detto – coniuga transizione energetica, competitività e sviluppo dei territori. Valorizzare i sottoprodotti agricoli e i reflui zootecnici significa trasformare le risorse locali in energia rinnovabile, creando nuove opportunità per le imprese agricole e contribuendo alla sicurezza energetica del Paese. Il GSE, per conto del Governo, sostiene questo percorso attraverso la gestione degli incentivi e l’accompagnamento delle imprese nella realizzazione degli investimenti. L’obiettivo è tradurre il potenziale della filiera in benefici concreti per il sistema produttivo e le comunità locali”.

La Commissione elettorale: il voto in Israele si è svolto regolarmente

Roma, 29 ott. (askanews) – Il direttore generale ad interim della Commissione elettorale centrale israeliana (Cec), Dean Livne, ha respinto le accuse di frode diffusa nelle elezioni di martedì, definendole infondate e sottolineand che il voto si è svolto legalmente e che, per quanto a sua conoscenza, non vi sono prove di irregolarità sistematiche.

“Le elezioni per la Knesset si sono svolte in maniera legale. L’integrità del processo elettorale presso i seggi è stata rigorosamente garantita e, per quanto a nostra conoscenza, non vi sono basi per le accuse di violazioni sistematiche dell’integrità delle elezioni”, ha scritto Livne in una lettera al deputato di Yesh Atid Vladimir Beliak, membro della commissione, così come riporta il Times of Israel.

Il chiarimento è arrivato dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu e i suoi alleati hanno sostenuto, senza presentare prove pubbliche, che le elezioni sono state truccate attraverso operazioni finanziate dall’estero per aumentare l’affluenza alle urne degli elettori arabi.

Livne ha affermato che la richiesta di un’indagine interna dello Shin Bet (il servizio di Intelligence del paese), formulata dal presidente della Cec, il giudice Noam Sohlberg, si è basata su informazioni classificate che necessitano di ulteriori accertamenti e che tali informazioni non sono ancora state verificate.

Sohlberg aveva incaricato lo Shin Bet di indagare su presunte interferenze straniere e corruzione elettorale. I sospetti riguardano l’invio di ingenti flussi di denaro dal Qatar finalizzati ad aumentare l’affluenza alle urne tra gli elettori della comunità arabo-israeliana.

Baglioni, dopo l’anteprima a Roma fuori il brano "Che Notte È Questa"

Roma, 29 ott. (askanews) – Dopo l’anteprima dal vivo in esclusiva per il pubblico dei sette straordinari concerti in Piazza di Siena, il nuovo brano di Claudio Baglioni “Che Notte È Questa!”, prodotto da Cosa Edizioni Musicali s.r.l. per Sony Music Italy, sarà disponibile in radio e in digitale da venerdì 13 novembre. La settimana di musica insieme a Claudio Baglioni intitolata “Che Notte È Questa” e iniziata il 24 ottobre terminerà il primo novembre

Sette appuntamenti che hanno trasformato Piazza di Siena in un enorme teatro a cielo aperto. Sette notti di festa, emozione e memoria nella magnifica, verde, grandissima piazza naturale del parco di Villa Borghese.

Il 24 ottobre 1982, 44 anni fa, proprio qui si svolse il leggendario Alé-oó, il primo gigantesco raduno della storia della musica dal vivo in Italia, con una folla oceanica. Quell’evento rappresentò il gran finale di Alé Oó, prima tournée italiana che portò la musica nei grandi spazi outdoor, trasformando il concerto in un grande rito di partecipazione.

Ciascuno dei sette concerti, a partire dalla serata inaugurale del 24 ottobre, si apre con una sorpresa speciale che Claudio Baglioni ha voluto riservare al pubblico: “Che Notte È Questa!”, brano inedito che racconta una notte unica e irripetibile, in cui il tempo sembra fermarsi, le suggestioni diventano più intense e la musica permette di abbandonarsi alla bellezza dell’istante e di riuscire a superare, con incanto meraviglia e stupore, il limite della quotidianità.

Del brano “Che Notte È Questa!” – registrato presso Alari Park Studios (Cernusco sul Naviglio, Milano) e Forum Village Recording (Roma) – Claudio Baglioni firma musica e testo, Paolo Gianolio arrangiamento e orchestrazione, Lorenzo Cazzaniga ingegnere del suono e masterizzazione.

(Credits photo Angelo Trani)

Bce conferma i tassi di interesse dell’area euro al 2,50%

Roma, 29 ott. (askanews) – La Banca centrale europea ha confermato i livelli dei tassi di interesse ufficiali in vigore per l’area euro, con il principale riferimento (il tasso sui depositi) che resta così al 2,50%. La decisione giunge al termine del Consiglio direttivo, contrassegnato dall’annuncio delle dimissioni della presidente Christine Lagarde, che lascerà la carica a febbraio.

“Sebbene lo shock energetico stia ancora manifestando tutti i suoi effetti, finora l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile – rileva l’istituzione con un comunicato – e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase. La maggiore entità e durata dello shock energetico nonché le sue implicazioni per gli effetti indiretti e di secondo impatto faranno verosimilmente salire l’inflazione e indebolire la crescita”.

La Bce ribadisce la sua determinazione ad “assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”, assieme al fatto che le decisioni future saranno basate sui dati che non intende “vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Il tema della successione potrebbe prendere il sopravvento nella conferenza stampa esplicativa, che la stessa Lagarde terrà alle 14 e 45.

Mps, sit-in sindacati fuori da assemblea: Siena patrimonio del Paese

Siena, 29 ott. (askanews) – Sit-in organizzato da Cgil, Cisl e Uil davanti alla sede di Mps di viale Mazzini a Siena, nel giorno dell’assemblea dei soci che segna il destino della banca senese. Difesa dell’integrità del gruppo, valorizzazione della città di Siena e tutela dell’occupazione sono le richieste dei sindacati e dei lavoratori.

“Oggi noi siamo qui a rappresentare che Monte dei Paschi è un’infrastruttura fondamentale non solo per questo territorio ma per il Paese”, ha dichiarato Alice d’Ercole, segretaria generale Cgil Siena, “è il terzo polo bancario”. “Noi siamo qui – ha concluso – per dire che il tessuto socio-economico dei territori, il lavoro dei dipendenti, i lavoratori dell’indotto non possono essere effetti collaterali dei dividendi della finanza, ma sono la spina dorsale del Paese e sono la priorità dell’interesse interesse generale del Paese”.

“Mps per Siena è un’istituzione – ha dichiarato Massimo Martini, segretario Uil Siena – noi vogliamo sostenere sempre e comunque la possibilità che Montepaschi resti a Siena, che abbia il suo ruolo come l’ha avuto in questi anni. Portarci via questa ricchezza che ha 500 anni di storia sicuramente è una rapina che non possiamo accettare. Noi siamo qui a manifestare il nostro dissenso e vogliamo sostenere i lavoratori, ma soprattutto vogliamo sostenere la comunità di Siena”.

Errori operativi e guasti: le ipotesi sulla strage dei treni in Spagna

Roma, 29 ott. (askanews) – Una triplice falla nel sistema di sicurezza, a vari livelli, potrebbe essere la causa della strage dei treni che ha scosso ieri la Spagna. Le autorità locali predicano la massima prudenza, mentre gli inquirenti sono al lavoro per conoscere le reali motivazioni dell’ennesima tragedia ferroviaria nel Paese. Intanto, prosegue incessante il lavoro dei soccorritori che continuano le ricerche tra le lamiere dopo lo schianto. L’incidente ha provocato la morte di 69 persone. Oltre 100 sono rimaste ferite. La Farnesina ha confermato il coinvolgimento di nove italiani: di questi, uno è ricoverato in ospedale con ferite non gravi, mentre due donne risultano ancora “disperse”.

Le conclusioni definitive sulla collisione tra un treno Iryo e un treno ad alta velocità Renfe dipenderanno da rapporti tecnici, registri, comunicazioni tra i centri di controllo e dichiarazioni dei professionisti coinvolti. Tuttavia, le indagini preliminari suggeriscono una combinazione di errori e guasti operativi che si sarebbero verificati contemporaneamente. Una delle linee d’indagine mira a verificare se ci sia stato qualche tipo di problema nel coordinamento della circolazione ferroviaria. I tecnici stanno analizzando le autorizzazioni alla circolazione, i cambi di binario e le comunicazioni intercorse prima dell’incidente. Gli investigatori cercano di determinare se vi sia stato un errore umano o tecnico nella gestione del traffico che possa aver portato entrambi i treni a trovarsi su traiettorie incompatibili.

Un altro degli aspetti esaminati riguarda i sistemi di segnalamento e di protezione ferroviaria. Gli specialisti stanno verificando il funzionamento dei meccanismi destinati a evitare le collisioni, compresi i sistemi automatici di controllo della velocità e di rilevamento dei conflitti. La domanda fondamentale è se tali sistemi abbiano funzionato come previsto oppure se, al contrario, si sia verificata un’anomalia che ha impedito di correggere la situazione in tempo. Si sta inoltre valutando se gli equipaggi abbiano ricevuto tutte le informazioni necessarie per reagire a una possibile emergenza.

Le indagini preliminari sembrerebbero inoltre indicare una concatenazione di fattori che potrebbe aver ridotto il margine di reazione dei macchinisti e dei centri di controllo. Gli esperti ricordano che i grandi incidenti ferroviari sono raramente riconducibili a un’unica causa. Nella maggior parte dei casi, infatti, concorrono diverse circostanze simultanee: decisioni operative, aspetti tecnici, fattori umani ed elementi legati all’infrastruttura stessa. Determinare come si combinino tutti questi elementi sarà fondamentale per ricostruire quanto accaduto.

Secondo quanto riferito dal quotidiano spagnolo El Mundo, si stima che a bordo dei treni viaggiassero più di 500 persone. Dei 110 feriti che hanno richiesto assistenza medica in Castilla-La Mancha, 60 sono già stati dimessi e 50 rimangono ricoverati “in condizioni critiche”, riporta il giornale spagnolo. Il presidente regionale, Emiliano García-Page, ha sottolineato che i quattro pazienti in condizioni più critiche “stanno migliorando”: “Siamo un po’ più ottimisti sul loro esito finale; siamo più fiduciosi”, ha rappresentato il presidente Page.

Per quanto concerne la situazione degli italiani coinvolti, la Farnesina ha fatto sapere che 5 passeggeri italiani sono stati recuperati in condizioni stabili dai due treni coinvolti. Mentre un sesto è ricoverato in un ospedale di Toledo. Questa mattina, il ministero ha confermato che una delle tre persone disperse ha contattato il Consolato di Madrid per rassicurare sulla propria salute. Pertanto, risultano ancora due donne italiane “disperse”.

Mps, Nicoletta Fabio (sindaca Siena): il nostro mantra è l’integrità

Siena, 29 ott. (askanews) – “Il mantra delle istituzioni senesi, a partire dall’amministrazione comunale, è sempre stato quello dell’integrità” e “il timore è di perdere un patrimonio che questa città ha creato e costruito negli anni”. Lo ha dichiarato la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, presente al sit-in dei lavoratori di Mps indetto dai sindacati davanti alla sede della banca di viale Mazzini dove si tiene l’assemblea dei soci, cruciale per il futuro del gruppo.

“L’integrità della banca – ha spiegato -, l’integrità dei livelli occupazionali, l’integrità di quel rapporto di prossimità con il territorio che è tipico di Banca Monte dei Paschi nei confronti delle famiglie, delle imprese, soprattutto delle piccole e medie imprese tipiche del nostro territorio. Quindi, la presenza delle funzioni direzionali nella città di Siena, che questa banca ha fondato 500 anni fa. L’auspicio è che tutto ciò possa essere garantito nel futuro della nostra città”.

“E’ ovvio che con chiunque sarà – ha proseguito, riferendosi alla strada ormai spianata dell’Opas di Intesa Sanpaolo – dovremo metterci a un tavolo, questo è logico. A oggi le rassicurazioni rimangono tali, quindi parole sicuramente apprezzabili. Io auspico, se quella sarà poi la fine di questa vicenda, che queste promesse, queste ipotesi verranno rispettate, ma è tutto da vedere, da verificare”.

A chi le chiedeva dell’atteggiamento del Governo, con il Mef azionista che ha deciso di non partecipare all’assemblea per mantenere la neutralità nel risiko bancario in atto, la sindaca di Siena ha risposto: “Segni di attenzione ce ne sono stati a suo tempo, sappiamo qual è la posizione del governo, il governo oggi non ci sarà, quindi ha fatto la sua non-scelta, legittima”.

Biometano, Pecoraro Scanio: è soluzione ecologica

Roma, 29 ott. (askanews) – In occasione dell’incontro “Biometano: innovazione, sostenibilità e sicurezza dei nuovi sistemi di rifornimento in campo”, che si è svolto presso il Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, sede nazionale di Coldiretti. Promossa da Fondazione UniVerde, Coldiretti, CIB – Consorzio Italiano Biogas ed EBA – European Biogas Association, Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione UniVerde) ha fatto il punto: “Il biometano può rafforzare la cultura dell’economia circolare e la sicurezza energetica dell’Italia, ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas e creare nuove opportunità di reddito per le imprese agricole. Il PNIEC punta a circa 5,7 miliardi di metri cubi annui entro il 2030. L’agricoltura e l’allevamento possono dare un contributo decisivo valorizzando risorse e trasformando un’esigenza di gestione aziendale in un’opportunità energetica ed economica. Per tradurre questo potenziale in benefici concreti, occorre anche sbloccare la diffusione dei sistemi innovativi come quello presentato per il rifornimento in campo. Occorrono norme chiare, procedure autorizzative proporzionate e tempi certi, nel rispetto dei requisiti di sicurezza. Consentire ai mezzi agricoli di rifornirsi direttamente dove lavorano può ridurre gli spostamenti verso distributori lontani, i tempi di fermo e i consumi associati. Significa anche dedicare più tempo alle lavorazioni, contenere i costi e favorire una maggiore produttività e redditività agricola, con un uso più efficiente e sostenibile delle risorse”.

A Roma le voci (italiane) di Spiderman e Odissea e premi doppiaggio

Roma, 29 ott. (askanews) – Le grandi voci del doppiaggio saranno protagoniste il 5 e il 6 novembre a Palazzo Braschi con “Voci tra le onde”, la manifestazione ideata da Vixvocal e Accademia De Angelis.

Saranno due giorni dedicati all’arte della voce, al cinema, alla cultura e alle trasformazioni del linguaggio audiovisivo a cui parteciperanno doppiatori, direttori di doppiaggio, professionisti del settore, autori, che interagiranno con il pubblico e illustreranno un mestiere che rappresenta una parte fondamentale della storia del nostro cinema.

“Voci tra le onde” propone workshop gratuiti, incontri, interviste, dibattiti, una mostra fotografica e momenti di spettacolo. La giornata del 5 si apre con la mostra fotografica interattiva “To Rome with Voice”, con i luoghi più belli della città come sono stati raccontati nei film da alcune delle voci più iconiche del doppiaggio italiano. Alle 14 ci sarà il workshop di Massimo De Ambrosis, voce di Edward Norton e Owen Wilson, alle 17 l’incontro con il cast di doppiatori del film più visto dell’anno, “Odissea” di Christopher Nolan. Interverranno Riccardo Rossi (Ulisse, Matt Damon), Domitilla D’Amico (Penelope, Anne Hathaway), Ilaria Stagni (Circe, Samantha Morton), Marco Mete (direttore del doppiaggio). La giornata di venerdì 6 si aprirà con un workshop di Carlo Cosolo, voce di Oliver Platt e direttore del doppiaggio di saghe come “Pirati dei Caraibi”, “Star Wars”, “Mission: Impossible”, “Django Unchained e C’era una volta a… Hollywood”, che accompagnerà il pubblico alla scoperta del lavoro in sala, dalla traduzione al mix, con prove di doppiaggio. Dalle 12 ci sarà l’incontro con Marco Vivio, Lorenzo De Angelis e Alex Polidori, le tre voci dei film con protagonista “Spiderman”.

La manifestazione si concluderà alle 19 con il reading “Finché c’è una voce”, il cinema racconta la guerra e la pace, e la consegna dei premi dedicati a Gualtiero, Enrico, Manlio e Vittorio De Angelis, quattro voci che hanno contribuito alla storia dello spettacolo italiano. Tra gli ospiti di “Voci tra le onde” sono previsti: Mario Cordova, voce di Richard Gere e Willem Dafoe, Roberto Stocchi, voce di Ricky Gervais, Tiziana Avarista, voce di Salma Hayek e Maggie Gyllenhaal, Emanuela Rossi, voce di Cate Blanchett e Michel Pfeiffer.

Biometano, Prandini: grande opportunità per imprese agricole

Roma, 29 ott. (askanews) – In occasione del convegno “Biometano: innovazione, sostenibilità e sicurezza dei nuovi sistemi di rifornimento in campo”, che si è svolto ieri presso il Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, sede nazionale di Coldiretti. Promossa da Fondazione UniVerde, Coldiretti, CIB – Consorzio Italiano Biogas ed EBA – European Biogas Association, Ettore Prandini (Presidente Coldiretti) è così intervenuto: “Il biogas e il biometano rappresentano una grandissima opportunità per le imprese agricole. Oggi l’Italia è il quarto produttore a livello globale e ha ancora ampi margini di crescita. È però fondamentale continuare a lavorare affinché gli impianti siano realizzati effettivamente dai nostri imprenditori agricoli, evitando il rischio di favorire l’ingresso di fondi speculativi, che innescherebbero una competizione per il controllo dei terreni. Occorre inoltre proseguire il lavoro a livello europeo per ottenere il riconoscimento del digestato. È una battaglia che portiamo avanti da dieci anni per convincere le istituzioni europee a promuovere l’utilizzo di fertilizzanti di origine organica in alternativa a quelli chimici. Nonostante i numerosi ostacoli burocratici, siamo forse oggi alle battute finali di questo percorso. Il riconoscimento del digestato consentirebbe infatti ai nostri imprenditori di ridurre i costi di gestione, sostituendo i concimi chimici con fertilizzanti di origine organica”.

Biometano, Scarazzini (CNH): ruolo centrale agricoltura

Roma, 29 ott. (askanews) – Antonio Scarazzini (Responsabile Relazioni Istituzionali Italia di CNH), commenta il momento del biometano in occasione del convegno “Biometano: innovazione, sostenibilità e sicurezza dei nuovi sistemi di rifornimento in campo”, che si è svolto ieri presso il Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, sede nazionale di Coldiretti. Promossa da Fondazione UniVerde, Coldiretti, CIB – Consorzio Italiano Biogas ed EBA – European Biogas Association.

LATAM Champion Program: le opportunità dell’accordo UE-Mercosur

Roma, 29 ott. (askanews) – I temi della crescita sui mercati esteri e del rafforzamento della presenza italiana in Sud America sono stati al centro dell’evento di lancio del Latin America Champion Program, che ha visto la partecipazione di oltre 100 delegati e di un ampio panel istituzionale. Promossa da SACE, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e la collaborazione di CDP, SIMEST, Confindustria e Unioncamere, la nuova iniziativa punta a supportare le aziende nelle strategie di espansione globale e nella creazione di alleanze strategiche nei Paesi sudamericani. Di concerto con l’accordo commerciale UE-Mercosur, il fine ultimo è dare un nuovo impulso alle esportazioni italiane nella regione.

L’evento ha visto l’intervento dell’AD di SACE Michele Pignotti, di Mauro Battocchi (Direttore Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del MAECI), di Giorgio Silli (Direttore Generale dell’IILA), di Barbara Cimmino (Vicepresidente di Confindustria) e di Lorenzo Galanti (Direttore Generale dell’Agenzia ICE), insieme ai principali rappresentanti del Sistema Paese.

Le parole di Mariangela Siciliano, Head of Commercial Strategy, Initiatives & Services di SACE: “”La nostra missione è mettere in sinergia tre esigenze delle imprese italiane: la conoscenza dei mercati, l’individuazione di opportunità commerciali e l’identificazione degli strumenti più adatti per coglierle. L’obiettivo di questa iniziativa, ma più in generale dell’attività di SACE, è mettere a sistema queste esigenze, integrandole con le competenze e gli strumenti assicurativo-finanziari che mettiamo a disposizione delle imprese. Vogliamo, quindi, far incontrare la domanda delle nostre imprese con un’offerta di servizi disegnati su misura per loro”.

L’intervista a Alessandro Terzulli, Chief Economist di SACE: “”Chiaramente, ci sono due mercati che richiedono particolare attenzione: il Messico e il Brasile. Stiamo parlando, tuttavia, di una realtà diversificata, con numerosi mercati e opportunità. Ogni impresa, in base al proprio settore e al proprio prodotto, deve elaborare un piano strategico specifico. Non è detto, quindi, che anche nei Paesi meno rilevanti per queste imprese non possano esserci opportunità. Il nostro export verso quest’area ammonta a circa 20 miliardi di euro, sulla base degli ultimi dati definitivi disponibili, relativi al 2025, a fronte di un import di circa 14 miliardi”.

A rendere possibile questo pacchetto di misure è la forte cooperazione tra le istituzioni e gli organismi del sistema Paese a sostegno della proiezione internazionale delle nostre imprese.

Mauro Battocchi, Direttore Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del MAECI: “Oggi esportiamo circa 30 miliardi di euro, pari al 3% del nostro export totale, ma le potenzialità sono immense. Stanno diminuendo le barriere tariffarie nell’area Mercosur e questo rappresenta un grandissimo vantaggio, destinato a crescere nel corso dei prossimi anni. Altri Paesi hanno già liberalizzato gli scambi e stiamo lavorando per abbattere anche le barriere non tariffarie. Inoltre, si stanno ridefinendo le catene globali del valore. Quella del Mercosur è un’area relativamente tranquilla rispetto ad altre zone del mondo, caratterizzate da una maggiore turbolenza”,

Sono sei i mercati prioritari selezionati per le elevate potenzialità di sviluppo offerte al tessuto produttivo italiano: Brasile, Messico, Cile, Colombia, Argentina e Perù. Il programma, articolato in due fasi formazione specialistica e business matching , verrà avviato nel 2027 e rappresenterà un’occasione concreta di crescita per l’intera filiera italiana dell’export.

Mps: assemblea dei soci boccia il progetto di fusione di Mediobanca

Siena, 29 ott. (askanews) – L’assemblea dei soci di Mps ha bocciato il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca, primo punto all’ordine del giorno della parte straordinaria. Tra i presenti, i contrari sono stati il 63,65%, i favorevoli il 32,91%, gli astenuti il 3,42%. Al momento del voto era presente il 65,86% del capitale sociale.

“Conoscevamo le posizioni di alcuni azionisti rilevanti e sapevamo che l’aritmetica della fusione sarebbe stata difficile – aveva dichiarato l’amministratore delegato Luigi Lovaglio nel corso del suo precedente intervento -. Ci ha sorpreso, invece, il cambio di rotta di Intesa Sanpaolo: inizialmente favorevole alla fusione e successivamente orientata ad auspicarne la mancata approvazione. Quando un attore così rilevante cambia posizione in modo così netto il contesto dell’assemblea cambia di conseguenza”. Intesa Sanpaolo nel ritoccare al rialzo la sua Opas aveva auspicato che la fusione di Mediobanca venisse realizzata successivamente alla sua offerta per minimizzare il rischio di ripercussioni negative nelle attività di integrazione informatica e operativa dei sistemi e di evitare il rischio di duplicazione di costi.

“Ciò che proponiamo ai nostri azionisti è il completamento di un progetto che ha visto un plebiscito all’assemblea Mps dello scorso anno e un’adesione massiccia da parte degli azionisti di Mediobanca – aveva sottolineato -. Il mercato, e in particolare i fondi e gli altri investitori istituzionali, hanno continuato a manifestare con chiarezza una valutazione positiva del progetto. Per noi, il prevalente sostegno anche oggi di una componente qualificata dell’azionariato istituzionale internazionale rappresenterebbe un segnale forte e chiaro del valore del nostro progetto”.

Fondazione Cariplo fa dialogare giovani e teatro

Milano, 29 ott. (Askanews) – Come rendere lo spettacolo dal vivo un’esperienza più accessibile, partecipata e significativa per ragazze e ragazzi under 30? come passare dall’ascolto alla costruzione condivisa di nuove modalità di relazione? Queste sono state alcune delle domande al centro di “PRENDIAMO POSTO”, l’appuntamento svoltosi lunedì 26 ottobre a BASE Milano, promosso da Fondazione Cariplo e Stratagemmi Prospettive Teatrali nell’ambito di “THE YOUTH CLUB”, progetto di sistema e modello innovativo di collaborazione tra istituzioni culturali (10 tra Lombardia e VCO) nato con l’obiettivo di trasformare l’esperienza teatrale in uno spazio vivo e coinvolgente per i giovani under 30.

Un pomeriggio pensato come un vero e proprio laboratorio di confronto e co-progettazione nel quale giovani, operatori e operatrici culturali, artisti e artiste, insegnanti, rappresentanti delle istituzioni e realtà impegnate nel settore dello spettacolo dal vivo sono stati chiamati a interrogarsi insieme sul futuro del rapporto tra giovani e teatro.

L’obiettivo è stato ascoltare le esigenze degli under 30 per trasformarle in proposte concrete. Giovanni Azzone, Presidente di Fondazione Cariplo, sottolinea l’importanza di investire sul rapporto tra giovani e cultura: “I giovani sono il nostro futuro e la cultura è l’elemento forte del nostro Paese. Avere ragazze e ragazzi attenti e interessati al tema culturale è dunque la prospettiva più positiva per il futuro della nostra comunità”.

La collaborazione tra istituzioni culturali è l’elemento centrale di The Youth Club, l’alleanza sostenuta da Fondazione Cariplo con un investimento di 7,5 milioni di euro. Azzone evidenzia anche il valore del lavoro di rete per avvicinare le nuove generazioni alla cultura: “I problemi che abbiamo di fronte sono tali che nessuno è in grado di affrontarli da solo. Per questo, mettere in rete le diverse competenze e le diverse conoscenze diventa un modo per creare valore per tutti.

Tre i temi emersi dai workshop preliminari che hanno preparato l’incontro: comunità, spazi e linguaggi. Maddalena Giovannelli, fondatrice di Stratagemmi Prospettive Teatrali, ha dichiarato: “Il senso di un’iniziativa come questa, oggi più che mai, è quello di mettersi davvero in ascolto delle nuove generazioni. Spesso si parla dei giovani senza i giovani; noi, invece, partiremo dalle loro domande e dalle loro richieste, mettendoci innanzitutto in ascolto. È molto importante che istituzioni e fondazioni di grande rilievo, come Cariplo, scelgano di ascoltare le nuove generazioni: un traguardo che non è affatto scontato.

L’obiettivo è superare le barriere che possono far percepire il teatro come uno spazio distante. Lorenza Gazzerro, Vice Direttrice dell’Area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, ha commentato: “The Youth Club è un progetto di sistema che, nell’arco di tre anni, investirà risorse a favore dei giovani under 30, mettendo in rete dieci tra le principali istituzioni teatrali lombarde e del VCO per ideare e sviluppare attività sinergiche e innovative rivolte a questa fascia di pubblico. La cultura può essere una leva fondamentale per promuovere il senso di cittadinanza nelle nuove generazioni e i teatri possono offrire un contributo importante a questo percorso di crescita”.

Le proposte raccolte nel pomeriggio – un vero e proprio laboratorio di confronto e co-progettazione – contribuiranno a orientare le prossime attività di The Youth Club per rendere i teatri luoghi sempre più coinvolgenti per i giovani.

Bce, Lagarde lascia a febbraio, scatta la corsa alla succesione

Roma, 29 ott. (askanews) – L’annuncio giunto oggi dalla Banca centrale europea – nel giorno del Consiglio direttivo sui tassi di interesse – l’uscita anticipata il prossimo febbraio della presidente Christine Lagarde, apre immediatamente la corsa alla successione per una delle cariche istituzionali chiave nell’area euro e nell’intera Unione europea.

Con una breve nota, la Bce riferisce che Lagarde ha informato lo stesso consiglio direttivo dell’istituzione e il presidente del Consiglio Ue, il portoghese Antonio Costa, che terminerà le sue funzioni il 7 febbraio del 2027.

“E’ stato motivo di grande orgoglio servire questa istituzione. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo percorso negli ultimi sette anni”, ha poco dopo affermato la stessa presidente uscente con un videmessaggio su X, in cui appare con dei cerotti sul viso. “Voglio ringraziare tutti quelli che hanno contribuito, sostenuto e aiutato nella missione che abbiamo in Europa: essere una solida roccia che assicura stabilità dei prezzi e finanziaria. E penso che lascio questa istituzione con un senso di lavoro ben fatto – conclude – e di una Bce pronta per il futuro”.

La procedura di nomina del presidente e dei componenti del Comitato esecutivo della Bce, complessivamente sono cinque, è regolata dall’articolo 283 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea.

“Il presidente, il vicepresidente e gli altri membri sono nominati tra persone di riconosciuta levatura ed esperienza professionale nel settore monetario o bancario – recita l’articolo in questione – dal Consiglio europeo (cioè i Capi di Stato e di governo-ndrt) che delibera a maggioranza qualificata (in questo caso significa almeno 16 Paesi sui 21 dell’area euro e che rappresentino almeno con il 65% della popolazione-ndrt), su raccomandazione del Consiglio e previa consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della Banca centrale europea”.

I componenti di questo direttorio della Bce durano in carica otto anni e non sono rinnovabili. Possono essere nominati unicamente cittadini gli Stati cittadini degli Stati membri. Il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa ha annunciato l’immediato avvio della procedura di nomina.

Nominata il 18 ottobre 2019, Lagarde si era insediata il primo novembre successivo, succedendo a Mario Draghi dopo aver guidato il Fondo monetario internazionale. È il secondo presidente della Bce a lasciare in anticipo, dopo Wim Duisenberg.

L’annuncio di oggi in realtà non è un fulmine a ciel sereno. Sono mesi che questa ipotesi si inseguiva, a seguito di dichiarazioni della stessa Lagarde, che secondo diverse ricostruzioni potrebbe rilevare la presidenza del World Economic forum. Aspetto più controverso, secondo vari osservatori alla base della mossa ci sarebbero motivazioni che sembrerebbero non proprio compatibili con i principi di autonomia della banca centrale. Uno dei motivi, mai confermato da Lagarde, sarebbe consentire che la nomina del prossimo presidente Bce venga regolata dall’attuale presidente della Francia, Emmanuel Macron, per evitare che invece ricada nei compiti del futuro presidente, in particolare se dovesse venire eletta Marine Le Pen o un altro esponente del Front National.

Nel frattempo, dato che appunto l’uscita anticipata era attesa, ci sono già in lizza diversi possibili candidati per la successione. Il governo olandese ha già manifestato la candidatura dell’ex governatore della banca centrale, Klaas Knot, la Spagna appoggia Pablo Hernández de Cos, direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali ed ex governatore del Banco de España.

Ma anche il l’attuale presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, potrebbe ambire alla carica, visto che contemporaneamente è in uscita dal direttorio anche la tedesca Isabel Schnabel, che nominata al Dipartimento affari monetari e dei mercati del Fondo monetario internazionale.

Oggi la questione prenderà con ogni probabilità il sopravvento anche rispetto alle decisioni sui tassi di interesse – attese alle 14 e 15 – nella consueta conferenza stampa esplicativa che la stessa Lagarde terrà mezz’ora dopo. 8fonte immagine: ECB 2026).

“Commercialista AI”, nuova frontiera tecnologica professionisti

Roma, 29 ott. (askanews) – Inviare gli F24, recuperare le fatture mancanti, incrociare estratti conto e movimenti bancari. Rispondere alle email e ricordare le scadenze. Negli studi dei commercialisti, le attività ripetitive sottraggono ogni settimana ore alla consulenza e al rapporto con i clienti. È su queste incombenze che interviene Commercialista AI, il nuovo applicativo sviluppato da DC Academy, la società fondata dall’imprenditore Davide Caiazzo.

Alla base c’è un’esigenza che emerge anche dalle ricerche di settore: trasformare l’adozione dell’intelligenza artificiale in un alleggerimento concreto del lavoro. Oltre il 70% dei commercialisti utilizza già l’AI, ma per più di sei professionisti su dieci le attività manuali e ripetitive assorbono ancora l’equivalente di una giornata lavorativa su cinque. La sfida è quindi passare dalla sperimentazione a un utilizzo capace di incidere sulle operazioni quotidiane dello studio. Il funzionamento di Commercialista AI è semplice e parte dagli strumenti e dai documenti dello studio: il professionista accede via web, senza installazioni, collega la casella email, inserisce le anagrafiche dei clienti e carica i documenti da gestire. Il programma prepara le proposte, il professionista le verifica e le approva. Tra le principali funzioni ci sono l’invio degli F24 ai clienti, l’abbinamento tra movimenti bancari e fatture, la conversione delle fatture estere in XML, le bozze di risposta alle email e i promemoria per avvisi bonari e rate. Solleciti e promemoria automatici seguono le regole autorizzate dallo studio. Per accompagnare i professionisti nell’adozione, Caiazzo ne illustra il funzionamento in una serie di workshop pratici gratuiti. L’obiettivo è contenere il tempo e i costi delle attività ripetitive, mantenendo al professionista la supervisione. Secondo le stime di DC Academy, uno studio con cento clienti potrebbe recuperare circa 44 ore di lavoro al mese. “Ai commercialisti non manca la competenza, manca il tempo”, spiega Caiazzo. “Per questo non si parte dalla tecnologia, ma da un problema concreto: quelle attività ripetitive che ogni settimana portano via ore senza aggiungere valore. Abbiamo costruito Commercialista AI insieme agli studi, sui loro documenti reali: lavora accanto al gestionale senza sostituirlo e ogni comunicazione parte dalla casella dello studio, con la sua firma. La regola resta una: l’AI propone, il professionista approva. Gli studi che la introducono così non sostituiscono le persone, restituiscono loro ore da dedicare a ciò che richiede giudizio, relazione e responsabilità verso il cliente”. Un principio che trova riscontro anche nella normativa: l’articolo 13 della legge 132/2025 limita l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali alle attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale del professionista. Prevede inoltre che il cliente riceva informazioni chiare, semplici ed esaustive sui sistemi utilizzati. Per questo Commercialista AI mette a disposizione degli studi anche un modello di informativa per i clienti.

Podologi in campo contro le fragilità

Roma, 29 ott. (askanews) – “La salute del piede significa benessere della persona. Camminare senza dolore vuol dire mantenere autonomia, qualità della vita ed equilibrio psicofisico”. È il messaggio di Gianluca Giorgi, presidente della Commissione d’Albo nazionale dei podologi, che sintetizza il filo conduttore del terzo congresso nazionale “Podologia 360°: Il cerchio dell’evidenza”, in corso di svolgimento a Sorrento (Napoli). “Rivolgersi a un podologo significa affidarsi a un professionista sanitario laureato, competente e preparato ad affrontare problemi che spesso vengono sottovalutati ma che incidono sulla vita quotidiana” sottolinea Giorgi. Dal congresso – al quale partecipano 800 podologi provenienti da tutta Italia – la richiesta forte della categoria di un pieno riconoscimento delle ‘professioni sanitarie’ in un contesto che tenga conto delle diverse competenze e con una presenza più strutturata della podologia nell’offerta del Servizio sanitario, con percorsi multidisciplinari e maggiore attenzione alla prevenzione. I podologi sollecitano anche la riforma dei ‘profili professionali’ e un’adeguata formazione. Una particolare attenzione è stata riservata al piede diabetico, attraverso il confronto sulla gestione multidisciplinare e sulle più recenti linee guida internazionali. Un tema che mette in evidenza l’importanza di integrare le competenze podologiche nei percorsi assistenziali mantenendo un raccordo tra valutazione clinica, prevenzione e continuità delle cure. “Nel cammino di ogni paziente – osserva Vincenzo Di Salvatore, vicepresidente della Commissione d’Albo nazionale e organizzatore del congresso – riconosciamo un equilibrio ritrovato o un’indipendenza preservata. Dietro questi risultati c’è il lavoro quotidiano dei podologi, fondato su una preparazione accurata, sull’attenzione alla persona e su un continuo aggiornamento scientifico. Il progresso tecnologico, l’approfondimento scientifico e l’aggiornamento professionale sono strumenti concreti per tutelare la dignità dei pazienti. Curare il piede in ogni fase della vita, vuol dire aiutare le persone a ritrovare indipendenza e libertà di movimento”, conclude Di Salvatore. Il congresso ha collegato l’approfondimento delle patologie alle opportunità offerte dall’innovazione (dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione), dedicando spazio all’ecografia podologica interventistica, alla ricerca clinica e alle nuove tecnologie. L’aumento delle patologie croniche e l’invecchiamento della popolazione rendono, inoltre, centrale il tema dell’organizzazione e dell’assistenza. Alla qualità delle cure si lega anche il contrasto all’abusivismo.

Lagarde: "Lascio una Bce pronta per il futuro, con un lavoro ben fatto"

Roma, 29 ott. (askanews) – “Ho appena informato i miei colleghi che lascerò la carica da presidente della Bce il 7 febbraio. E’ stato motivo di grande orgoglio servire questa istituzione. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo percorso negli ultimi sette anni”. Lo afferma la presidente della Bce, Christine Lagarde con un videmessaggio su X sulle sue dimissioni, in cui appare con dei cerotti sul viso.

“Voglio ringraziare tutti quelli che hanno contribuito, sostenuto e aiutato nella missione che abbiamo in Europa: essere una solida roccia che assicura stabilità dei prezzi e finanziaria. E penso che lascio questa istituzione con un senso di lavoro ben fatto – conclude – e di una Bce pronta per il futuro”.

Italia-Usa, Meloni: non mi penso di essere stata vicina a Trump

Roma, 29 ott. (askanews) – “Non mi pento di essere stata molto vicina al presidente Trump all’inizio del suo secondo mandato. Perché farlo significava difendere l’interesse nazionale”. Così Giorgia Meloni nel libro di Bruno Vespa ‘Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein’, in uscita lunedì 2 novembre da Mondadori-RAI libri.

“Ho avuto un buon rapporto anche con Joe Biden e sono stata criticata anche per questo. A maggior ragione era naturale lavorare per costruire una relazione ancora più stretta con gli Stati Uniti una volta eletto Donald Trump. Gli Stati Uniti – prosegue – sono il nostro più importante alleato geopolitico e militare, il principale mercato extra europeo per i nostri prodotti, ospitano una comunità di italiani numerosissima ed operosa, e molto altro ancora. Aggiungo che quella vicinanza è stata davvero utile e anche molto apprezzata da tanti governi europei perché ha aiutato a tenere aperto il dialogo, Euro-Atlantico anche nei momenti di maggiore incomprensione e anche a ricondurre nel giusto ambito, quello della Nato, problemi complessi come la Groenlandia e la sicurezza dell’Artico. Tutte cose utili all’Italia, all’Europa e all’Occidente. Tutte cose che rivendico e che rifarei”.

Zelensky: attacco russo alla stazione di Dnipro, almeno 13 morti

Roma, 29 ott. (askanews) – Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha riferito su X di un “attacco russo contro la stazione ferroviaria di Dnipro”, che ha causato finora almeno 13 morti.

“I russi hanno lanciato un attacco con droni contro un binario dove si trovavano un treno per pendolari e un treno passeggeri. Purtroppo, al momento si contano 13 persone rimaste uccise”, ha scritto Zelensky pubblicando immagini e video della stazione e dei soccorsi.

(Foto dal profilo social del presidente ucraino Zelensky)

Christine Lagarde lascerà la presidenza della Banca centrale europea il 7 febbraio 2027

Roma, 29 ott. (askanews) – Christine Lagarde lascerà la presidenza della Banca centrale europea il 7 febbraio 2027, in anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo mandato, che sarebbe stata a ottobre 2027. Lo annuncia la Bce in un comunicato, precisando che Lagarde ha informato oggi il Consiglio direttivo e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, della propria decisione.

Il successore sarà nominato dal Consiglio europeo secondo la procedura prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Il Consiglio direttivo ha ringraziato calorosamente Lagarde, tributandole una lunga standing ovation.

“Ho appena informato i miei colleghi che lascerò la carica da presidente della Bce il 7 febbraio. E’ stato motivo di grande orgoglio servire questa istituzione. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo percorso negli ultimi sette anni”. Lo afferma la presidente della Bce, Christine Lagarde con un videomessaggio su X sulle sue dimissioni, in cui appare con dei cerotti sul viso. “Voglio ringraziare tutti quelli che hanno contribuito, sostenuto e aiutato nella missione che abbiamo in Europa: essere una solida roccia che assicura stabilità dei prezzi e finanziaria. E penso che lascio questa istituzione con un senso di lavoro ben fatto – conclude – e di una Bce pronta per il futuro”.

Nominata il 18 ottobre 2019, Lagarde si era insediata il primo novembre successivo, succedendo a Mario Draghi dopo aver guidato il Fondo monetario internazionale. Il mandato, non rinnovabile, dura otto anni. La sua presidenza ha attraversato la pandemia, la guerra in Ucraina e l’impennata dell’inflazione. È il secondo presidente della Bce a lasciare in anticipo, dopo Wim Duisenberg.

A febbraio, intervistata da Bloomberg Television, Lagarde aveva raccontato: “Ero sempre stata convinta che il mandato durasse cinque anni e non avevo controllato. Così, dopo aver detto sì a Macron e Merkel, ho detto: ‘Bene, starò a Francoforte per cinque anni’. A quel punto Macron ha detto: ‘No, per otto anni’. Ed era troppo tardi”. L’uscita anticipata, oggetto da mesi di indiscrezioni, apre la partita per la successione. Il governo olandese sostiene l’ex governatore della banca centrale dei Paesi Bassi Klaas Knot, mentre la Spagna appoggia Pablo Hernßndez de Cos, direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali ed ex governatore del Banco de España. Il ricambio coinvolge anche Isabel Schnabel, in uscita a gennaio con un anno di anticipo per un incarico al Fondo monetario internazionale, mentre il mandato del capo economista Philip Lane scadrà a maggio. Dopo l’annuncio di questa mattina, la presidente Lagarde terrà oggi alle 14:45 la consueta conferenza stampa a seguito della riunione del Consiglio direttivo della Bce.

Domani lo sciopero generale proclamato dall’Usb, contro riarmo, carovita e salari bassi

Roma, 29 ott. (askanews) – Domani è in programma lo sciopero generale di 24 ore dei lavoratori dei settori pubblico e privato proclamato dall’Usb e da altri sindacati autonomi contro politiche di riarmo, carovita e salari bassi. Dalla protesta sono esclusi trasporto pubblico locale e ferrovie per la precettazione del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che ha disposto il differimento dello sciopero in virtù del periodo di franchigia per la festa di Ognissanti.

Il gruppo Fs e Trenord hanno riferito che i treni circoleranno secondo l’orario ordinario. Servizio regolare anche sulle reti Atac e Cotral a Roma e Atm a Milano. Chi viaggerà su bus, tram e metropolitane non dovrebbe quindi subire particolari disagi. I sindacati di base protestano per la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni. Chiedono misure per contenere i prezzi di affitti e mutui e per affrontare in modo strutturale il tema del caro energia.

Tra le richieste dell’Usb c’è anche la difesa del lavoro e dell’industria. Infine, nella piattaforma dello sciopero c’è il no alle misure, giudicate securitarie, nei confronti di chi scende in piazza e protesta. Domani sono previsti cortei e sit-in di studenti e centri sociali. L’Usb sarà in Piazza dei Cinquecento, a Roma, a partire dalle 10.

L’Usb sfida anche la precettazione del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e conferma lo sciopero anche dell’intero comparto dei trasporti previsto per domani. Il sindacato di base ritiene “illegittima” l’ordinanza cui “non intendiamo sottostare”, spiega in una nota, aggiungendo che si accollerà l’eventuale sanzione per il sindacato e i suoi delegati e che informerà i lavoratori del settore per le sanzioni individuali cui potrebbero andare incontro. “Denunciamo la diffusione di avvisi all’utenza errati, incompleti e fuorvianti da parte di numerose aziende del settore – si legge nella nota – queste comunicazioni rischiano di generare ingiustificata confusione e danni all’utenza. Le eventuali assenze dal servizio registrate nella giornata del 30 ottobre dovranno essere considerate e qualificate come adesioni alla mobilitazione sindacale. Qualsiasi tentativo di classificarle come ordinarie assenze ingiustificate, costituisce una violazione del diritto di sciopero e sarà contrastato con ogni tutela nelle sedi opportune”.

La Manovra da 26 miliardi, tutte le misure dal taglio Irpef per il ceto medio al bonus nuovi nati

Roma, 29 ott. (askanews) – Una Manovra da 26 miliardi, con misure per il ceto medio, i giovani, la Scuola e la Sanità, con un bonus per i nuovi nati. Quella approvata ieri da Consiglio dei ministri contiene anche novità per gli automobilisti, come la possibilità di avere delle targhe personalizzate con lettere e numeri e il taglio al bollo auto che diviene strutturale.

Per il ceto medio, la Manovra dispone l’innalzamento al secondo scaglione Irpef (33%), per i redditi fino a 55 mila euro, prima era fino a 50 mila. Con i tagli già fatti con le manovre precedenti, il risparmio totale arriva a 1.200 euro l’anno.

Per i giovani lavoratori under 30, arriva la flat tax all’1%, entro specifici limiti di reddito e di importo. Inoltre, la cedolare secca per chi affitta a canone concordato viene ridotta dal 10% al 5% e scende all’1% per gli under 35. Per la prima volta viene introdotta la cedolare secca sugli immobili commerciali, ridotta al 21%.

Per le scuole, con una parte delle risorse della flessibilità per l’energia, viene finanziata l’installazione di climatizzatori e pompe di calore in tutte le scuole italiane.

Sulla Sanità, il Fondo Sanitario Nazionale cresce di 3,4 miliardi in più (di cui un miliardo già previsto dalla scorsa manovra) rispetto al 2026. Una quota di questo ulteriore aumento viene vincolata al rafforzamento degli stipendi dei medici di pronto soccorso. Arriva, inoltre, un voucher di 300 euro per gli over 75 con reddito da pensione fino a 28 mila euro da utilizzare per spese non coperte dal Servizio Sanitario Nazionale. La platea interessata è di circa 5,5 milioni di persone.

Altra novità introdotta, per ogni nuovo nato lo Stato metterà 100 euro su un “salvadanaio” aperto dall’Inps. Il salvadanaio potrà essere alimentato dai famigliari e potrà essere utilizzato al compimento dei 18 anni per determinate voci, come le spese scolastiche o universitarie. In alternativa, potrà essere utilizzato come strumento di previdenza complementare.

Aumentano ancora i congedi parentali. Si aggiunge un mese in più di congedo parentale pagato all’80% dello stipendio, arrivando così a 4 mesi per tutti. Non solo: i mesi diventano 5 mesi per il secondo figlio e 6 mesi dal terzo figlio in poi. Per tenere conto delle esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici autonomi, si introduce, per i genitori lavoratori autonomi, un voucher fino a 500 euro mensili, per un massimo di tre mesi, finalizzato alla fruizione di servizi di baby-sitting e educazione dell’infanzia.

Per il lavoratori autonomi, sale da 85 mila a 100 mila euro la soglia per accedere al regime forfettario per gli autonomi.

Per le imprese, confermata la Zes Unica per il Sud. Lo stanziamento cresce ancora e sale a 2,4 miliardi per il 2027 e 1,25 miliardi nel 2028. Previsti inoltre finanziamenti per il cloud computing, misure dedicate ai settori dell’agricoltura, della pesca e del turismo e la proroga al primo luglio 2027 della sospensione della plastic tax e della sugar tax.

Per la casa, per il 2027 sono confermate le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie.

Sulle pensioni, viene attivato un fondo da 850 milioni di euro per la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. È introdotto un buono di 300 euro per le persone con più di 75 anni e una pensione fino a 28.000 euro annui, da utilizzare per le spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale.

Per gli investimenti pubblici, la Manovra prevede risorse, anche ma non solo attraverso la clausola energia a sostegno degli investimenti infrastrutturali, con particolare attenzione al sistema ferroviario e alla rete stradale nazionale, con interventi orientati al potenziamento e alla manutenzione delle infrastrutture, nonché al miglioramento della sicurezza e dell’efficienza dei collegamenti.

Inoltre vengono confermati tutti i provvedimenti della precedente manovra in scadenza a fine anno, un pacchetto da oltre 9 miliardi, tra questi: credito d’imposta per gli investimenti nella Zes Unica del Mezzogiorno, tassazione all’1% dei premi di produttività, bonus per le mamme lavoratrici e super deduzione del costo del lavoro al 120% “più assumi meno paghi”. Confermata anche la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali, che ha incentivato il rinnovo dei contratti di oltre 4 milioni e 250mila lavoratori.

Per quanto riguarda le copertura, circa 12 miliardi di euro arrivano dalla maggiore flessibilità concessa dalle due National Escape Clause e dalla trattativa con l’Unione Europea; 5,5 miliardi di euro dal settore finanziario e dall’innalzamento della Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie; circa 700 milioni dal settore energetico; 700 milioni dal settore dei giochi e 1 miliardo di tagli alle spese dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio.

Ucraina, Cremlino: ai negoziati trilaterali non parteciperà l’Ue, alimenta il conflitto

Roma, 29 ott. (askanews) – I negoziati trilaterali sull’Ucraina non prevedono la partecipazione dell’Unione Europea, dal momento che Bruxelles mantiene una posizione volta ad alimentare il conflitto. Lo ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, alla testata Vesti.

“I negoziati trilaterali non contemplano la partecipazione dell’Unione Europea. Inoltre, non ci risulta che l’Unione Europea abbia assunto una qualche posizione favorevole alla pace. L’Unione Europea mantiene una posizione provocatoria, volta ad alimentare e prolungare la guerra. Non abbiamo bisogno di questo tipo di partecipanti”, ha detto Peskov, citato dalle agenzie di stampa russe.

Sanità digitale: l’asse tra Italia e Francia

Roma, 29 ott. (askanews) – L’incontro “AI e Salute”, svoltosi a Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia in Italia, ha riunito istituzioni, centri di ricerca e aziende tecnologiche come la francese Lifen e l’italiana Aindo. Al centro del dibattito, il ruolo che Italia e Francia possono svolgere per definire la strategia europea sui dati sanitari, trasformando l’EHDS da norma a infrastruttura per cura e ricerca. A fronte dei modelli di gestione dati statunitensi e cinesi, l’Europa punta a coniugare innovazione tecnologica e tutela dei diritti dei cittadini.

“Il tema dell’evento di oggi è lo European Health Data Space, ovvero lo spazio europeo dei dati sanitari. Nello specifico, l’obiettivo di questo incontro è mettere attorno allo stesso tavolo i principali attori che contribuiranno a dare forma alla cornice regolatoria implementata dall’Europa, la quale diventerà effettivamente operativa a partire dal 2029. L’idea centrale è proprio quella di avviare un dialogo tra i diversi key player del settore per definire un’iniziativa che consenta, entro il 2029, la condivisione dei dati sanitari su scala europea per finalità di ricerca, sviluppo e innovazione” ha dichiarato Daniele Panfilo, co-founder e CEO di Aindo.

Un tema centrale riguarda l’impiego sicuro delle informazioni cliniche, dove la necessità di progredire nella ricerca scientifica deve integrarsi con la massima protezione dei dati dei pazienti.

“La tutela della privacy non può e non deve limitare la ricerca scientifica necessaria a curare le persone. È fondamentale trovare soluzioni abilitanti che rendano la ricerca pienamente conforme alla normativa sul GDPR e sulla riservatezza dei dati: solo così l’Europa potrà rimanere competitiva, nell’ambito dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, rispetto a grandi potenze come Stati Uniti e Cina. L’Europa ha definito un quadro normativo molto solido che spesso viene percepito come un limite; in realtà rappresenta la vera chiave di svolta, un settore e un mercato regolamentato in cui il nostro continente può davvero fare la differenza e dire la sua” ha aggiunto Panfilo.

Guardando all’orizzonte europeo e alle stime della Commissione, che prevede ben 11 miliardi di euro di risparmi in dieci anni e una crescita stimata tra il 20% e il 30% per la sanità digitale, il successo di questa grande infrastruttura dipenderà, quindi, proprio dalla capacità di coniugare standard metodologici condivisi e soluzioni tecnologiche avanzate, indispensabili per rendere l’Europa un punto di riferimento globale nella medicina del futuro.

Giorno di lutto in Spagna dopo la strage ferroviaria. Rintracciata una delle tre italiane disperse

Roma, 29 ott. (askanews) – Una delle tre connazionali che risultava dispersa ieri sera ha comunicato al nostro Consolato a Madrid di stare bene. Lo riferisce la Farnesina. La connazionale viaggiava sul treno Renfe. Al momento quindi sono scesi a due i dispersi su cui sono in corso attività di verifica da parte delle autorità diplomatiche italiane con la polizia e i servizi sanitari spagnoli.

Oggi in Spagna è il primo dei tre giorni di lutto decretati dal premier Pedro Sanchez a seguito del gravissimo incidente ferroviario avvenuto ieri nei pressi di Toledo in cui sono morte almeno 68 persone e oltre 100 sono rimaste ferite. Di queste 53 sono ancora negli ospedali. Al momento risultano due italiani dispersi. Altri cinque italiani sono stati recuperati in condizioni stabili dai 2 treni coinvolti e un sesto è ricoverato in un ospedale di Toledo.

Oggi Sanchez si recherà a Toledo per partecipare ad una riunine di monitoraggio e coordinamento dell’emergenza.

Al Besta il primo intervento craniale al mondo guidato da IA

Milano, 29 ott. (askanews) – È stata eseguita presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, la prima procedura craniale al mondo per l’asportazione di un tumore cerebrale, tramite il sistema chirurgico Medtronic Stealth AXiS integrato con l’ecografia intraoperatoria. L’intervento è stato portato a termine dall’équipe guidata dal professor Francesco Di Meco, direttore del Dipartimento di Neurochirurgia.

La nuova piattaforma neurochirurgica, unisce in modo semplice e immediato le immagini della risonanza magnetica pre-operatoria con i dati dell’ecografia acquisiti direttamente in sala operatoria. Questa integrazione in tempo reale, fornisce informazioni di estrema precisione, consentendo di ottimizzare la rimozione della massa tumorale e riducendo significativamente il rischio di compromettere le funzioni neurologiche del paziente.

Nelle applicazioni craniali, Stealth AXiS sfrutta l’intelligenza artificiale per sviluppare una trattografia automatica. Il sistema crea mappe cerebrali personalizzate in grado di visualizzare chiaramente le vie neurali “critiche” collegate alle funzioni cerebrali essenziali da preservare, offrendo funzionalità di pianificazione e visualizzazione in tutte le fasi dell’operazione.

L’operazione effettuata al Besta, segna un’importante tappa nel percorso dell’istituto milanese verso la progressiva adozione di soluzioni ad alta tecnologia nella neurochirurgia di precisione.

Lo Shin Bet indagherà su sospette interferenze estere sulle elezioni in Israele

Roma, 29 ott. (askanews) – Il presidente della Commissione elettorale centrale israeliana, il giudice Noam Sohlberg, ha chiesto al capo dello Shin Bet, David Zini, di indagare su presunte interferenze straniere nelle elezioni di martedì.

“Sono stato informato di gravi sospetti riguardanti un’influenza impropria sulle elezioni, esercitata attraverso finanziamenti provenienti da entità straniere che agiscono contro gli interessi di Israele”, ha scritto Sohlberg, secondo il Times of Israel. “Alla luce di questo, vi incarico di fare tutto quanto in vostro potere per indagare su tali sospetti, avvalendovi dei poteri dello Shin Bet per reperire prove che possano confermarli o smentirli”, ha scritto ancora Sohlberg, chiedendo che gli vengano presentati gli eventuali esiti dell’indagine entro una settimana.

Il partito Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu ritiene che Qatar e Turchia siano le fonti dei fondi presumibilmente inviati a gruppi che si occupano di incentivare la partecipazione al voto dei cittadini arabi, su cui sta indagando lo Shin Bet, secondo quanto riportato dai media in lingua ebraica.

L’indagine si basa su informazioni di intelligence giunte allo Shin Bet e presentate al presidente della Commissione Elettorale Centrale, il giudice della Corte Suprema Noam Solberg, come riportato da Canale 12.

Secondo le fonti, i canali utilizzati per inviare fondi a queste organizzazioni sono molto simili a quelli impiegati in passato per finanziare il terrorismo.

Così, questa mattina, Solberg ha incaricato il capo dello Shin Bet, David Zini, di avviare un’indagine su “sospetti di finanziamenti esteri e sospetti di corruzione elettorale da parte di entità straniere”.

La commissione elettorale israeliana ha reso noto di aver avviato lo scrutinio delle schede pervenute per corrispondenza (definite in doppia busta) all’una di notte ora locale. Si prevede che le operazioni di conteggio proseguiranno fino a questa sera e riguarderanno circa 500.000 schede, provenienti da militari in servizio, personale diplomatico, detenuti e altre categorie impossibilitate a recarsi ai seggi. Si ritiene tuttavia che tali voti non possano modificare i risultati in modo tale da assegnare a uno dei due blocchi la maggioranza.

Con oltre il 90% delle schede scrutinate, i risultati attuali vedono il blocco del primo ministro Benjamin Netanyahu attestarsi su 53 seggi, mentre lo schieramento del suo avversario Gadi Eisenkot ne otterrebbe 48; i partiti arabi si avviano a raggiungere il numero record di 19 seggi.

Poiché nessuno schieramento dovrebbe raggiungere i 61 seggi necessari per ottenere la maggioranza alla Knesset, Israele potrebbe andare incontro a settimane di incertezza, mentre entrambi i blocchi cercheranno di raccogliere un sostegno sufficiente a formare un governo

Mps, sit-in sindacati fuori da assemblea: Siena patrimonio del Paese

Siena, 29 ott. (askanews) – Sit-in organizzato da Cgil, Cisl e Uil davanti alla sede di Mps di viale Mazzini a Siena, nel giorno dell’assemblea dei soci che segnerà il destino della banca senese. Difesa dell’integrità del gruppo, valorizzazione della città di Siena e tutela dell’occupazione le richieste dei sindacati e dei lavoratori.

“Oggi noi siamo qui a rappresentare che Monte dei Paschi è un’infrastruttura fondamentale non solo per questo territorio ma per il Paese”, ha dichiarato Alice d’Ercole, segretaria generale Cgil Siena. “E’ il terzo polo bancario e un suo smembramento rischierebbe di produrre da una parte sovrapposizioni che generano di per sé esuberi, con il rischio di mobilità importanti per il personale dipendente, con effetti che ancora non possiamo sapere quali possono essere per i diretti”. “Quel che è certo – ha proseguito – è che di fronte a sovrapposizioni sull’indotto il rischio reale è che si arrivi a dei licenziamenti”.

“In più c’è un tessuto produttivo del territorio che per larga parte dipende dal credito di Mps – ha sottolineato -. È chiaro che il venire meno di un sistema di credito, di un modello di credito orientato all’economia reale, orientato al territorio, rischia di lacerarlo ulteriormente”. “Noi siamo qui – ha concluso – per dire che il tessuto socio-economico dei territori, il lavoro dei dipendenti, i lavoratori dell’indotto non possono essere effetti collaterali dei dividendi della finanza, ma sono la spina dorsale del Paese e sono la priorità dell’interesse interesse generale del Paese”.

“Mps per Siena è un’istituzione – ha dichiarato Massimo Martini, segretario Uil Siena -. Noi vogliamo sostenere sempre e comunque la possibilità che Montepaschi resti a Siena, che abbia il suo ruolo come l’ha avuto in questi anni. Portarci via questa ricchezza che ha 500 anni di storia sicuramente è una rapina che non possiamo accettare. Noi siamo qui a manifestare il nostro dissenso e vogliamo sostenere i lavoratori, ma soprattutto vogliamo sostenere la comunità di Siena perché ha diritto di avere possibilità che la storia continui e scrivere che la Banca Montepaschi resti a Siena”. “Mai dire mai – ha concluso -, speriamo che prevalga il buon senso, che sicuramente non è nella testa di molti azionisti, però noi fino in fondo vogliamo sperare e credere che la banca possa restare assieme”.

Renault rallenta nel III trimestre, conferma obiettivi ma pesano i costi

Milano, 29 ott. (askanews) – Il gruppo Renault conferma gli obiettivi finanziari per il 2026 nonostante il rallentamento del terzo trimestre e l’aumento dei costi industriali. Il gruppo francese ha chiuso il trimestre con ricavi in crescita dell’1,5% a 11,6 miliardi di euro e vendite di veicoli in calo del 6%. Il direttore finanziario Duncan Minto ha precisato che il margine operativo dovrebbe collocarsi nella metà inferiore dell’intervallo tra il 5,3% e il 5,7%, rispetto all’obiettivo ufficiale di circa il 5,5%.

Nel corso della conference call, Minto ha confermato che Renault prevede per il 2026 un impatto di circa 600 milioni di euro dall’aumento dei costi delle materie prime e degli altri fattori produttivi, di cui 400 milioni nel secondo semestre. Tra le pressioni sui costi ha citato anche le memorie Ram e i componenti elettronici. Per compensare i rincari e il calo dei volumi, Renault punta a ridurre mediamente i costi variabili di oltre 400 euro per veicolo all’anno.

Nei primi nove mesi il fatturato del gruppo è aumentato del 7,1% a 41,8 miliardi, mentre nel terzo trimestre i ricavi automotive sono rimasti sostanzialmente stabili a 9,8 miliardi, sostenuti dalle vendite ai partner e dal mix prodotti. Renault ha confermato anche l’obiettivo di un free cash flow automotive di circa un miliardo di euro.

Sul fronte commerciale, il gruppo ha venduto 1,66 milioni di veicoli nei nove mesi, in calo del 2,2%. Il marchio Renault è cresciuto dell’1,1%, mentre Dacia ha perso il 9,7%, penalizzata dalla transizione della gamma e dalla crescente concorrenza, anche dei costruttori cinesi. Alpine ha invece aumentato le vendite del 65,6%, superando le 12mila unità.

In controtendenza le auto elettriche, le cui vendite sono aumentate dell’84,7% nel terzo trimestre, raggiungendo il 25,8% delle autovetture vendute dal gruppo. Per rispondere alla domanda, Renault ha introdotto un terzo turno nello stabilimento francese di Douai. “Stiamo già utilizzando intensamente la nostra capacità produttiva, ma abbiamo aggiunto un terzo turno a Douai. Stiamo soddisfacendo la domanda e non prevediamo problemi fino alla fine dell’anno”, ha dichiarato Minto.

Il direttore finanziario ha spiegato che il portafoglio ordini delle elettriche supera i due mesi di vendite e che i tempi di consegna stanno aumentando. Ha inoltre precisato che le auto elettriche sono già redditizie, pur avendo un effetto diluitivo sui margini del gruppo.

Minto è intervenuto anche sul confronto europeo sulle emissioni, giudicando positivamente l’intesa tra Francia e Germania sul futuro dell’automotive, ma avvertendo che le flessibilità introdotte dall’Ue non risolvono ancora il problema degli obiettivi di CO2 per il 2030. “Nonostante le flessibilità introdotte, il rischio principale, rappresentato dall’obiettivo CO2 del 2030, resta probabilmente affrontato in modo insufficiente”, ha affermato, auspicando maggiore chiarezza nelle prossime settimane.

“La resilienza del fatturato nel terzo trimestre dimostra ancora una volta la solidità e l’agilità del business model del gruppo Renault”, ha sottolineato Minto, indicando nella flessibilità industriale, nel rinnovo della gamma e nella riduzione dei costi gli elementi centrali del piano futuREady. A fine settembre gli stock complessivi erano pari a 532mila veicoli, con un portafoglio ordini europeo equivalente a circa due mesi di vendite. Quella di oggi è stata l’ultima conference call sui risultati di Renault per Duncan Minto, che lascerà il gruppo per intraprendere nuove opportunità professionali.

Volkswagen: si aggrava perdita operativa, Antlitz chiede svolta

Milano, 29 ott. (askanews) – Si aggrava la perdita operativa del gruppo Volkswagen, che chiude il terzo trimestre 2026 con un rosso di 5,9 miliardi di euro, contro 1,3 miliardi un anno prima, appesantito dalle svalutazioni legate a Porsche e dagli oneri di ristrutturazione. Il gruppo tedesco conferma le previsioni per l’intero esercizio, già tagliate a settembre, ma i risultati evidenziano la necessità di accelerare la riduzione dei costi per recuperare redditività in un contesto segnato dalla crisi del mercato cinese, dai dazi statunitensi e dalla crescente concorrenza in Europa.

“I risultati dei primi nove mesi rendono chiara una cosa: non possiamo permetterci di perdere tempo. Dobbiamo agire rapidamente e con decisione”, ha dichiarato il direttore finanziario e operativo Arno Antlitz. Anche al netto degli oneri straordinari, ha sottolineato, il margine operativo del gruppo nei nove mesi si ferma al 3,8%, un livello “insufficiente” per sostenere nel lungo periodo gli investimenti necessari alla trasformazione industriale.

Nei primi nove mesi i ricavi sono diminuiti del 2,2% a 233 miliardi di euro, mentre il risultato operativo si è quasi azzerato, scendendo a 71 milioni dai 5,4 miliardi di un anno prima. Volkswagen ha registrato una perdita netta di 2,7 miliardi, contro un utile di 3,4 miliardi nel 2025. Sui conti pesano oneri straordinari per complessivi 8,7 miliardi, di cui 7,8 miliardi concentrati nel terzo trimestre. Tra questi figurano 6,4 miliardi di svalutazione dell’avviamento Porsche, circa un miliardo di svalutazioni delle attività in Cina e oneri legati alla prevista cessione dello stabilimento di Osnabrück.

Il peggioramento dei risultati arriva in una fase di forte contrazione delle vendite. Nei primi nove mesi Volkswagen ha consegnato 6 milioni di veicoli, il 9% in meno rispetto al 2025, con una flessione accelerata al 14,3% nel terzo trimestre. A pesare è soprattutto la Cina, dove le consegne sono diminuite del 30% nei nove mesi e di quasi il 39% tra luglio e settembre. La crescita in Europa e Sudamerica non è bastata a compensare la caduta sul mercato cinese.

Anche il successo delle auto elettriche, particolarmente evidente in Europa, sta mettendo sotto pressione i margini. “Il successo sul mercato dei nostri veicoli elettrici sta esercitando un’ulteriore pressione sui nostri risultati, perché attualmente guadagniamo meno dalle auto elettriche rispetto a quelle con motore a combustione”, ha spiegato Antlitz.

In Europa gli ordini di elettriche sono aumentati del 39% nei nove mesi e rappresentano ormai circa il 40% del portafoglio complessivo. La nuova famiglia di modelli urbani, che comprende Volkswagen ID. Polo e ID. Cross, Skoda Epiq e Cupra Raval, ha già raccolto circa 150mila ordini. Secondo Antlitz, la minore redditività pesa soprattutto sui modelli elettrici prodotti negli stabilimenti tedeschi, rendendo urgente una riduzione dei costi industriali.

Volkswagen punta quindi ad accelerare il Future Plan, che prevede un programma di riduzione dei costi di circa 31 miliardi di euro entro il 2030, attraverso la semplificazione della gamma, strutture organizzative più snelle e una maggiore efficienza produttiva. “Non abbiamo tempo illimitato”, ha avvertito Antlitz.

Sul fronte finanziario, il gruppo ha comunque migliorato il flusso di cassa netto della divisione automotive, salito a 4,4 miliardi da 1,8 miliardi, grazie soprattutto alla riduzione degli investimenti e a operazioni sul portafoglio. La liquidità netta si è attestata a 33 miliardi.

Volkswagen ha infine confermato le previsioni per il 2026, con ricavi intorno a 315 miliardi di euro, margine operativo fino all’1% e net cash flow automotive compreso tra 3 e 6 miliardi.

Da Craxi a Bolsonaro: quando la fuga è una tentazione irresistibile

Viva il Re

Questo scatto immortale si adatta bene ai politici di tutto il mondo che – quando la sorte diventa, per una ragione o l’altra, avversa – non possono resistere alla tentazione della fuga. Un termine che – a seconda delle circostanze o dell’ottica personale – può essere declinato con altri sostantivi come esilio, abbandono o espatrio forzato.

Sono rimasti nella (breve) memoria degli italiani la fuga del Re Vittorio Emanuele III, del maresciallo Pietro Badoglio e dei vertici militari all’alba del 9 settembre 1943, subito dopo l’annuncio dell’armistizio con gli alleati. L’armistizio cambiava il futuro politico della nazione e allora, meglio cambiare aria.

Craxi ad Hammamet

La pur breve memoria dei connazionali – sempre pronti a dimenticare la verità giudiziaria, che piaccia o meno – ricorderà forse meglio le modalità “irrequiete” con le quali l’ex segretario del Psi ed ex Presidente del Consiglio Bettino Craxi nel maggio 1994 prese la via di Hammamet (Tunisia), dove morì il 19 gennaio 2000 e dove è sepolto.

«Nel Transatlantico di Montecitorio, una mattina dell’aprile 1994 tre noti uomini politici parlano tra di loro fitto fitto: “Per adesso vado a Hammamet, tanto non saprei chi votare. Poi vediamo che succede.” “Bettino non farlo.” “Che cosa?” “Non mollare, non andartene.” “Marco, io le mani addosso non me le faccio mettere”». Se ne andò e non tornò più.

Il racconto non è di un passante ma del suo più stretto collaboratore, Claudio Martelli, che lo riporta nel libro “L’antipatico” (editore La Nave di Teseo, gennaio 2002). 

Martelli e Borrelli

Martelli tiene alla larga le parole “fuga” e “latitanza” ma sta di fatto che, coinvolto nella vicenda giudiziaria legata all’inchiesta milanese “Mani pulite”, Craxi fu condannato in via definitiva per corruzione e finanziamento illecito dei partiti. Con il cumulo delle pene gli vennero «inflitti 23 anni e 9 mesi reclusione e 20 miliardi e 210 milioni di lire di multa» (Il Foglio, 13 dicembre 2013). 

Francesco Saverio Borrelli, a capo del pool “Mani pulite”, di fronte alla concreta possibilità che si intitolasse uno spazio pubblico a Craxi, in un’intervista al Fatto Quotidiano del 30 dicembre 2009 riportò i fatti alla ragion giuridica: «Sono amareggiato di questa proposta e anche sconcertato perché Bettino Craxi, se vogliamo restare ai fatti, è stato un imputato condannato con sentenza definitiva per reati notevolmente gravi e che si è sottratto all’esecuzione della pena. E’ andato all’estero da latitante e da latitante è morto».

Si può non essere d’accordo e magari avere ragione (ad esempio Nicolò Amato nel libro del 2013 “Bettino Craxi Dunque colpevole”, Rubbettino editore) ma tant’è.

Matacena & c.

Anche l’ex parlamentare di Forza Italia Amadeo Matacena è morto da latitante, a Dubai – dove viveva da una decina di anni – il 16 settembre 2022. Anche a lui – come a tanti altri politici italiani usciti sconfitti dalle aule di Tribunale – non piaceva la Giustizia.

Nel 2012 Matacena era stato condannatoin via definitiva per concorso esternocon la ‘ndrangheta. Era stato coinvolto nel maxi-processo “Olimpia”, nato da un’inchiesta della Dda di Reggio Calabria che aveva fatto luce sui suoi rapporti con le cosche reggine.

Meglio fuggire – sparando a zero contro giustizia e presunti complotti – piuttosto che riconoscere sempre e non a seconda della convenienza, ciò per il quale, da uomo delle Istituzioni, si giura. Vale a dire la Costituzione, che prevede l’indipendenza della stessa magistratura.

Bolsanaro l’americano

Mica è un vizio solo dei politici italiani quello di fuggire quando si ritiene che la sorte giudiziaria e di conseguenza politica è avversa. Tutto il mondo è paese e i Paesi latinoamericani lo sono ancora di più. Lì quando il vento cambia, la fuga è quasi una regola obbligata e c’è sempre uno Stato amico pronto ad accogliere chi ha vissuto una vita più di qua che al di là del confine legale.

Ma i confini a volte sono sconfinati e – per rimanere alla strettissima attualità – ne sa qualcosa la famiglia Bolsonaro che in Brasile ha fatto per molto tempo il bello e cattivo tempo. E continua a farlo con la ricca truppa di parlamentari e senatori eletti nell’ultima tornata politica nazionale del 4 ottobre. Senza contare i vari amministratori locali.

Flavio Bolsonaro – sconfitto domenica 25 ottobre da Luiz Inácio Lula da Silvanel ballottaggio per la presidenza della Repubblica – ha pensato bene poche ore fa di cercare e trovare riparo negli Usa con moglie e due figlie. Non si sa mai, visto che la magistratura brasiliana ha aperto da tempo diversi fascicoli su di lui.

Flavio Bolsonaro avrebbe – verosimilmente – trovato rifugio anche in altri Paesi sudamericani come l’Argentina ma negli Stati Uniti già vive il fratello Eduardo, parlamentare da febbraio 2015 a dicembre 2025, quando è stato dichiarato decaduto.

C’è spazio negli Usa

Proprio nel 2025, Eduardo Bolsonaro trovò gli Usa pronti ad accoglierlo, nonostante la Corte Suprema brasiliana gli avesse tolto il passaporto, verosimilmente in seguito all’accusa di aver agevolato il padre Jair (ex presidente dal 2019 al 2023, ora in carcere dopo aver ricevuto l’11 settembre 2025 una condanna a 27 anni e 3 mesi) nel tentativo di colpo di Stato nel 2022.

Il 16 giugno 2026 Eduardo Bolsonaro è stato condannato in primo grado all’unanimità dalla prima sezione della Corte Suprema Federale per coercizione nel corso di un procedimento giudiziario: gli sono state inflitte una pena di quattro anni e due mesi di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici per otto anni a decorrere dal termine della pena. Lui si dichiara innocente e dichiara di essere costretto a vivere in esilio. Un esilio – va detto – dorato, visto il tenore di vita familiare.

Due domande

Chi sarà il prossimo politico che resisterà a tutto tranne che all’irresistibile fascino della fuga quando la sorte diventa avversa? Senza dimenticare di porsi un’altra domanda: ma non sarà che la capacità di resistere o meno alle fughe politiche è un indice dello stato di salute di una democrazia?

Israele, nuove elezioni inevitabili?

Il trauma del 7 ottobre e la radicalizzazione della società israeliana

È già partita la litania sui social contro Israele e gli israeliani: dopo questo voto, si denuncia, la si smetta di dire che il governo Netanyahu è una cosa e il popolo israeliano un’altra. In realtà sono uniti nell’odio contro i palestinesi e pertanto meritevoli di pubblico ludibrio. Al contrario, invece, occorre cercare di comprendere e interpretare quello che comunque è il risultato di un voto libero, evento che nell’area mediorientale si registra solo in Israele (e questo non andrebbe mai dimenticato).

La mattanza del 7 ottobre 2023 ha radicalizzato l’opinione pubblica israeliana perché troppo grave è stato il trauma provocato fra le persone di ogni età in quel Paese. Forse ancora di più fra i giovani, essendo stato il massacro al raduno musicale l’emblema della tragedia di quella maledetta mattina. Ne è derivata una sensazione di apprensione e angoscia che gli israeliani non avvertivano da molto tempo.

Certo, a loro per lo più non interessa la paura che le loro bombe provocano da anni ai palestinesi a Gaza e le loro violenze causano ai palestinesi in Cisgiordania. E questo è un aspetto senz’altro ignobile che non va sottaciuto. Ma la valutazione morale non spiega la scelta politica: che si traduce in un diffuso scetticismo, per non dire altro, nella possibilità di una convivenza civile e pacifica.

Due popoli e due Stati è una prospettiva oggi assolutamente minoritaria in Israele. Se questo era l’obiettivo di Yahya Sinwar, l’ideatore del massacro del 7 ottobre, è stato pienamente raggiunto.

 

Netanyahu vince, ma perde la maggioranza

È in questo contesto (oggettivo, e non certo ideale: su questo non v’è dubbio) che deve essere valutato il voto del 27 ottobre. Il cui esito con molta probabilità condurrà a nuove elezioni, fra tre mesi. Certo non una buona condizione, per uno Stato sostanzialmente in guerra su diversi fronti, ben sette secondo una contabilità aggiornata.

A destra ha vinto il Likud, dunque Netanyahu. Con sedici anni di governo quasi ininterrotto alle spalle e con diverse indagini della magistratura pendenti, questo nuovo successo ha quasi del prodigioso. Ma è un risultato facilmente spiegabile: la paura conduce a ricercare una protezione, e l’anziano ma assai attivo premier è un’ancora di protezione alla quale aggrapparsi. Assai di più dei suoi ministri radicali, portatori di un messaggio estremista eccessivo e ignobile che convince solo individui di pari lignaggio incivile.

Al tempo stesso Netanyahu ha perduto, poiché non ha più quella maggioranza numerica alla Knesset che gli ha consentito di governare in questi anni.

 

I partiti arabi, veri vincitori delle elezioni

Il blocco del cambiamento – eterogeneo ma unito dalla volontà di innovazione e mutamento politico – che gli si è opposto ha conseguito un buon risultato, ma insufficiente: sia perché leggermente inferiore in termini di seggi parlamentari alla coalizione di destra, sia perché, conseguentemente, non ha i numeri per ottenere la fiducia in Parlamento.

A meno che riesca a superare le proprie divisioni interne raggiungendo un accordo di governo con i veri vincitori di queste elezioni: i partiti della comunità araba, per la prima volta così forti perché i loro elettori hanno per la prima volta voluto incidere, indignati e offesi dalla criminale politica del governo di Tel Aviv, a Gaza e pure in Cisgiordania a supporto dei violenti coloni.

Israele è dunque diviso a metà, e nessuno ha una maggioranza. Ecco perché un nuovo ricorso alle urne è assai probabile. Più, allo stato, di quel governo di unità nazionale senza gli estremisti di destra e senza i partiti arabi cui sembra puntare il capo dello Stato, Yitzhak Herzog.

 

La sfida dell’opposizione e la difficile strada della pace

Alle forze di opposizione e al loro leader Gadi Eisenkot l’onere di trovare un filo comune che possa unirle per evitare quel possibile ritorno al voto che potrebbe rivelarsi molto pericoloso per loro.

Il filo comune può essere costituito dalla condivisione di un cambiamento netto rispetto alla situazione attuale su due punti decisivi: il rifiuto dell’idea di una guerra infinita (che Netanyahu vorrebbe proseguire anche contro l’Iran) e il contrasto alle indegne azioni violente dei coloni in Cisgiordania.

Avviando così un percorso di rinascita del proprio Paese agli occhi di una comunità internazionale che lo ha isolato, dopo quanto ha distrutto in questi tre anni a Gaza. Sino a rimettere in carreggiata la possibilità di trovare un’intesa con i palestinesi, la grande maggioranza dei quali non è certo parte dei terroristi di Hamas.

Un’impresa improba, dopo tutto l’odio generato dal 7 ottobre e dal dopo 7 ottobre. Ma l’unica che può ridare un futuro di pace a queste terre e ai loro abitanti.

Oggi, però, questo è solo un wishful thinking. Occorre mestamente riconoscerlo.

Una bellezza che non si trasformò in potenza

Nella trasmissione In mezz’ora di domenica 25 ottobre, condotta da Monica Maggioni, Aldo Cazzullo ha presentato il suo libro natalizio, Quando l’Italia rinacque. Presentazione condita dal solito aneddoto del lancio del martello di Michelangelo (questi geniacci!), che Cazzullo dice essere stato scagliato contro il Cristo della Pietà, mentre la leggenda lo vuole rivolto al Mosè di San Pietro in Vincoli («Perché non parli?»). Milioni di bambini italiani lo imparavano alle elementari.

Il Rinascimento tra mito e realtà

Si tratta della ricorrente infatuazione un po’ fumettistica per il Rinascimento italiano. Il solito giro di nomi: Leonardo, Galileo Galilei, Michelangelo, Firenze, Venezia, Botticelli, eccetera.

Uno dice: strano, non mi risultano presenti grandi rinascite.

Quelle che ci sono state, limitate, hanno avuto i loro leader, ma spesso con un seguito ingrato.

Difatti, neanche Firenze né le altre città-Stato ci credettero; a parte le arti, la ripresa economica fu effimera e il miracolismo e il familismo italiani – si veda La società di corte di Norbert Elias (1969) – ripresero la loro nefasta dominanza.

Venezia, ad esempio, non credette a Caboto e al futuro a Ovest, al Nuovo Mondo. Lasciò che la sua spedizione a Terranova venisse finanziata da un banchiere del Galles e dai Bardi, banchieri fiorentini.

Caboto, navigando costa costa ma senza mai sbarcare (da cui, secondo una diffusa interpretazione, la terminologia «cabotaggio»), prese possesso di Terranova in nome del re d’Inghilterra Enrico VII.

Incurante della nuova cartografia del mondo, Venezia continuò a investire nei suoi possedimenti nell’Egeo e a credere nelle vie di terra verso l’Asia. Rimase al favoloso Cipango di Marco Polo.

Quando i carichi di spezie cominciarono ad arrivare via mare, con un’altra marineria e con ben diverse competenze nautiche e astronomico-matematiche, Venezia entrò in un declino irreversibile, finché non arrivò Napoleone, mettendo fine alla Repubblica nel 1797.

Sicché, con il XVI secolo e con la scelta politica della Chiesa della Controriforma, era già finito tutto. Solo il Barocco rimase, e mai stile contrassegnò di più un Paese.

La ricchezza italiana e la nuova geografia del mondo

Cazzullo mette Colombo nel gotha delle genialità italiane, ma sbaglia: Colombo appartiene all’Italia solo per nascita. Per il resto – come Caboto, Vespucci, Giovanni da Verrazzano, Matteo Ricci e altri – appartiene al primo mondo globalizzato delle traversate oceaniche e transoceaniche, da Magellano in poi (1520).

Peraltro, dei tre anni della spedizione di Magellano, tornarono a casa, a Siviglia, nel settembre 1522, soltanto diciotto uomini, grazie anche alla testimonianza del vicentino Antonio Pigafetta (ma chi se lo ricorda?).

Il Mediterraneo e l’Italia, dopo il 1492, gradatamente decadono e non si riprenderanno. Primeggerà l’Europa del Nord, anglicana e protestante.

Per rivedere un lume industriale bisognerà attendere l’Ottocento e soprattutto il Novecento: Meucci, Marconi, Bialetti con la moka del 1933, Giulio Natta con il polipropilene negli anni Cinquanta, fino a Olivetti.

Insomma, dopo Lorenzo il Magnifico (che, guarda caso, muore a 43 anni nel 1492) e quel Rinascimento, la «ripartenza» si affievolisce fino a spegnersi.

Ruffolo lo dice bene nella sua opera Quando l’Italia era una superpotenza. Il ferro di Roma e l’oro dei mercanti (Einaudi, 2008).

Mentre gli artigiani, gli artisti e lo stile italiano (cioè di alcune parti dell’Italia, per la verità) colonizzavano l’Europa, le Signorie italiane facevano a gara a chiamare nella penisola regnanti stranieri e a muoversi incessantemente in guerre tra guelfi e ghibellini.

Com’è andata a finire lo sappiamo, ma la sintesi migliore la offre Ruffolo:

«L’essenza del miracolo italiano fu questa: di aver creato una ricchezza che non si trasformò in potenza, ma si trasfigurò in bellezza».

Ruffolo, in chiusura del suo libro, cita Braudel:

«Quando sull’Italia cadde la notte, tutta l’Europa ne fu illuminata».

La finanziarizzazione e il tramonto della potenza italiana

Eppure la borghesia italiana era ricca: cosa le accadde?

In realtà investiva, ma non da classe dirigente: «Il denaro venne portato fuori dai circuiti nazionali per essere investito in qualsiasi prestito ai governi stranieri che fosse apparso promettente».

Alla pari dei patrizi veneziani, che smisero di navigare e si sistemarono sulle rendite delle terreferme, gli italiani ricchi divennero possidenti agricoli, redditieri, gentiluomini, non più mercanti e industriali.

Come ha scritto lo storico olandese Bas van Bavel (The Invisible Hand?, 2016), sostenendo le conclusioni di Braudel, la finanziarizzazione dell’economia segnò il destino avverso dell’Italia.

Essa era ricca, ma produceva sempre di meno. Le sue flotte si riducevano, la sua produzione industriale diminuiva, le nuove competenze latitavano.

L’Italia rinascimentale ebbe nei suoi punti di forza il rovescio del suo tramonto.