Home Blog

Mattarella: infortuni e morti sul lavoro emergenza tra le più gravi

Roma, 20 ott. (askanews) – “Gli infortuni e le morti sul lavoro rappresentano una delle emergenze più gravi del nostro Paese. In questo contesto, le giornate di studio che oggi prendono avvio offrono l’occasione per esaminare le criticità del sistema e approfondire le possibili strategie di intervento. Ogni tragedia lascia un segno profondo nelle famiglie e nelle comunità, per sempre private di una parte di sé”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo. “Troppo spesso, il risparmio economico e la fretta operativa prevalgono sulla tutela delle persone, soprattutto nei settori più esposti, dove la frammentazione di appalti e subappalti può compromettere il rispetto delle norme e una chiara attribuzione delle responsabilità. Contrastare tali fenomeni richiede controlli rigorosi, formazione adeguata e una cultura della sicurezza diffusa lungo l’intera filiera produttiva, anche valorizzando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie”. “Occorre inoltre tenere conto delle trasformazioni del mondo del lavoro. Digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuove forme di impiego impongono di prestare attenzione ai rischi psicosociali legati a carichi eccessivi, orari prolungati e precarietà – avverte il capo dello Stato -. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, oltre 840.000 persone muoiono ogni anno nel mondo per problemi di salute associati a questi fattori. Un dato che ricorda come la tutela debba riguardare la persona nella sua interezza, salvaguardandone la salute fisica e mentale. La sicurezza non può essere considerata un costo da contenere né un adempimento formale, ma deve costituire il presupposto irrinunciabile di ogni scelta sul lavoro e sulla dignità delle persone”.

“A tutti i partecipanti rivolgo l’augurio di buon lavoro, certo che queste giornate contribuiranno a rendere più incisiva l’azione comune a tutela della vita e della salute di ogni lavoratore”, conclude.

Welfare, Forum Unipol: nel 2024 produzione a 374 mld, +15% su anno

Roma, 20 ott. (askanews) – La filiera del welfare in Italia ha generato nel 2024 circa 374 miliardi di euro di valore della produzione, in crescita del 15% rispetto al 2023, impiegando 5,1 milioni di occupati. E’ quanto emerge dal Rapporto 2026 del Think Tank “Welfare, Italia”, presentato oggi a Roma nell’ambito del Forum dal titolo “Il welfare in Italia e in Europa tra valore identitario e fattori di crescita”, iniziativa promossa da Unipol in collaborazione con TEHA Group, con il contributo di un comitato scientifico presieduto da Giuseppe Guzzetti e composto da Giuseppe Curigliano, Veronica De Romanis e Stefano Scarpetta.

La filiera coinvolge oltre 458mila enti pubblici e privati, profit e non profit. Rispetto al 2023, sulla base dei dati ricalcolati secondo la metodologia aggiornata, si registra un aumento di oltre 13mila enti e 344mila occupati.

La spesa pubblica per il welfare ha raggiunto nel 2025 il valore record di 692,8 miliardi di euro, pari al 60% della spesa pubblica nazionale, con la previdenza che assorbe il 49,5% delle risorse. Secondo le stime del Think Tank, nel 2026 raggiungerà circa 715 miliardi. Se proseguissero le dinamiche di crescita dell’ultimo decennio, potrebbe superare i mille miliardi già nel 2037.

A pesare sul sistema è anche la pressione demografica. Nel 2025 le nascite sono scese al minimo storico di 355mila, con un saldo naturale negativo di 297mila persone. La riduzione della popolazione in età lavorativa, stimata in 6 milioni di persone entro il 2050, potrebbe comportare, a parità delle altre condizioni, una contrazione potenziale del Pil del 10,7% rispetto al 2025.

Restano inoltre divari territoriali nella disponibilità dei servizi. Nel Mezzogiorno i posti nei servizi educativi per la prima infanzia sono 19,3 ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni, contro 37,9 al Nord e 40,4 al Centro. La spesa comunale per interventi e servizi sociali è di 111 euro pro capite, contro i 185 euro del Nord.

Il Think Tank propone due strategie nazionali. Una per valorizzare salute, assistenza e partecipazione attiva degli anziani, l’altra per sostenere competenze, occupazione, autonomia abitativa, salute mentale e previdenza complementare dei giovani. Le filiere del welfare riferite agli over 65 e agli under 35 generano rispettivamente 130,7 e 114,9 miliardi di euro di ricavi.

Tajani: a Milano 500 militari in più con poteri di polizia giudiziaria

Roma, 20 ott. (askanews) – Sulla sicurezza a Milano “c’è una situazione alla quale il governo risponderà con grande fermezza già oggi con il Consiglio Ministri. Ci saranno 500 militari che avranno anche poteri di polizia giudiziaria e contribuiranno a garantire la sicurezza e un’attività forte di prevenzione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Welfare Italia Forum, sottolineando che “inoltre ci saranno una serie di decisioni normative che bloccheranno qualsiasi tentativo di trasformare le nostre città in luoghi di devastazione”.

Tajani considera “inaccettabile quello che è accaduto”. “La risposta del governo sarà fermissima per garantire il libero commercio e la circolazione dei cittadini nei centri storici. Oggi ci sarà un Consiglio dei Ministri che prenderà le decisioni opportune. Cominceremo, ripeto, con la presenza di 500 militari in più nella città di Milano”, ha insistito, spiegando che la decisione “permetterà veramente di avere un controllo del territorio ancora più efficace”. “Provvedimenti anche di tipo giuridico che renderanno più difficile ai minori delinquere senza alcun motivo”, ha commentato Tajani.

Proseguono i blocchi degli autotrasportatori in Campania

Napoli, 20 ott. (askanews) – Non accenna a rientrare la mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro vita e l’aumento dei carburanti. In Campania, oltre ai presidi notturni al casello di Nola (A30), in vista del confronto previsto per oggi con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, la protesta sta bloccando diversi nodi strategici della regione.

Nuovi blocchi stradali si registrano lungo lo svincolo Nola-Villa Literno e sull’Asse Mediano, dove il traffico è rimasto completamente paralizzato nel tratto compreso tra Giugliano e Casacelle, con pesanti ripercussioni anche sulle uscite limitrofe. Situazione critica anche in prossimitàá del casello di Avellino Est e della barriera di Mercato San Severino (A30), dove la circolazione in direzione Caserta è andata in tilt.

Intanto giunge al quarto giorno consecutivo la protesta al Porto di Napoli: le motrici dei tir presidiano il Varco Bausan impedendo il passaggio dei mezzi pesanti e la movimentazione delle merci, mentre restano del tutto regolari le operazioni di imbarco per le auto private e i passeggeri.

In arrivo intensa perturbazione atlantica con piogge anche persistenti

Roma, 20 ott. (askanews) – Una strutturata perturbazione atlantica in risalita da Spagna e Francia si appresta a raggiungere l’Italia, determinando un’intensa fase di instabilità atmosferica a partire dai settori nord-occidentali. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che il transito di questo sistema frontale originerà precipitazioni diffuse e localmente persistenti, associate a una dinamica sinottica di particolare complessità.

L’EVOLUZIONE SINOTTICA E L’INTERAZIONE TRA MASSE D’ARIA – L’assetto attuale deriva da un nucleo instabile originariamente sceso dal Mare del Nord verso la Francia durante la giornata di domenica. Questo sistema, seguendo una traiettoria da est verso ovest (dinamica definita moto retrogrado), si è portato verso il Golfo di Guascogna.

In questa sede la depressione ha subito un’inversione della traiettoria, spinta nuovamente verso est a causa dell’interazione con un vasto fronte atlantico in discesa da Groenlandia e Islanda. Tale confluenza riporterà il sistema perturbato verso il suo naturale spostamento verso est, favorendo una rigenerazione della struttura depressionaria e orientandone il perno verso l’Italia, dove determinerà condizioni perturbate per le successive 48 ore.

IL QUADRO PER MARTEDÌ: PRECIPITAZIONI INTENSE E PERSISTENTI IN LIGURIA – La giornata di martedì sarà caratterizzata da un marcato peggioramento al Nord-Ovest. L’attenzione si concentra in particolare sulla Liguria, settore per il quale, in merito alle potenziali criticità idrogeologiche, si rimanda alla consultazione dei bollettini ufficiali diramati dalla Protezione Civile. L’interazione tra correnti miti e umide di Scirocco e flussi più freddi di Tramontana in discesa dalla Val Padana genererà una stazionaria linea di convergenza.

Questa dinamica favorirà fenomeni di elevata intensità e persistenza, con accumuli pluviometrici stimati oltre i 150 mm in 24 ore (quantitativi equivalenti alla media mensile del periodo), in particolare nei settori compresi tra le province di Savona e Genova. Al mattino le precipitazioni risulteranno più isolate sul Ponente ligure, per poi diffondersi e intensificarsi nel corso del pomeriggio, estendendosi con accumuli consistenti anche su Piemonte, Lombardia occidentale e coste toscane.

Contestualmente, si registreranno isolati rovesci e temporali su Sardegna e versanti ionici della Sicilia. Le regioni del Centro, in particolare l’entroterra toscano, l’Umbria e il Lazio, registreranno condizioni termiche marcatamente miti, con valori massimi compresi tra i 25 e i 26°C, prima di un progressivo peggioramento serale che coinvolgerà l’intero Nord-Est, i bacini tirrenici centrali e la Campania.

L’EVOLUZIONE PER MERCOLEDÌ – Per la giornata di mercoledì si prospetta l’estensione delle precipitazioni verso est e sud-est. Si attendono piogge abbondanti sul Nord-Est (specie a nord del fiume Po), su Toscana, Umbria, Lazio e Campania, mentre si assisterà a un parallelo e graduale miglioramento delle condizioni atmosferiche sulle regioni del Nord-Ovest.

TENDENZA PER LA SECONDA PARTE DELLA SETTIMANA – La giornata di giovedì garantirà una temporanea stabilizzazione atmosferica, con un generale esaurimento della fenomenologia e ampie schiarite. Tuttavia, si tratterà di una fase transitoria: già nel corso di venerdì è atteso l’ingresso di un nuovo sistema frontale che determinerà il ritorno delle precipitazioni. L’intera settimana si confermerà dunque dominata da una dinamica sinottica pienamente autunnale.

Zelensky: anche l’Italia vittima della guerra ibrida russa

Roma, 20 ott. (askanews) – Anche l’Italia è vittima della guerra ibrida condotta dalla Russia contro i paesi europei, attraverso campagne di disinformazione e tentativi di condizionare il dibattito pubblico. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale ha denunciato anche le restrizioni imposte dagli Stati uniti alla condivisione dell’intelligence e all’utilizzo di Starlink, definendole ingiuste nei confronti di Kiev.

“Da tempo una guerra ibrida contro l’Europa, anche contro l’Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Non è la guerra su vasta scala che conduce contro di noi, ma passa attraverso televisioni, mezzi d’informazione, Internet e social network”, ha dichiarato Zelensky, rispondendo a una domanda sulle interferenze russe nei processi democratici occidentali. Il presidente ucraino ha accusato Mosca di sfruttare le divisioni interne alle società europee, in particolare sui temi dell’immigrazione, della religione, della lingua e delle questioni di genere, per influenzare le scelte degli elettori.

Zelensky ha inoltre espresso apprezzamento per il sostegno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Ho un ottimo rapporto con Giorgia e la rispetto molto. Sono grato agli italiani ma non è una relazione in cui l’Italia aiuta e l’Ucraina non dà nulla in cambio. Con noi cresce anche la vostra tecnologia”, ha affermato, sottolineando il carattere reciproco della cooperazione tra Roma e Kiev.

Sul rapporto con Washington, il presidente ucraino ha confermato l’esistenza di restrizioni statunitensi alla condivisione delle informazioni di intelligence e al funzionamento di Starlink. “Le limitazioni alla condivisione di intelligence e la riduzione della velocità di Starlink non sono più semplici minacce, ma una realtà. È ingiusto nei nostri confronti”, ha dichiarato, ribadendo la gratitudine verso il popolo statunitense e l’amministrazione Trump, ma chiedendo maggiore trasparenza nei rapporti tra alleati.

Zelensky ha spiegato di aver proposto agli Stati uniti di rinunciare agli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe in cambio della fornitura di intercettori per proteggere quelle ucraine. Washington, tuttavia, non avrebbe accolto la proposta. “Ci chiedono soltanto di fermarci”, ha osservato, denunciando una situazione che considera ingiusta. Il presidente ucraino ha confermato la disponibilità a proseguire il dialogo diplomatico, pur manifestando preoccupazione per i tentativi di riportare Vladimir Putin al centro della scena internazionale. Ha sottolineato che Kiev non intende ostacolare i negoziati, ma che qualsiasi accordo deve garantire la sicurezza dell’Ucraina e non può essere deciso senza il suo coinvolgimento.

Sul tema delle garanzie di sicurezza, Zelensky ha indicato come elementi fondamentali la forza dell’esercito ucraino, il sostegno europeo e quello della Nato. Ha ribadito che l’adesione all’Alleanza atlantica resta la soluzione preferibile, pur dichiarandosi disponibile a valutare garanzie alternative giuridicamente vincolanti.

Il leader ucraino ha infine respinto le pressioni per indire elezioni durante la guerra, sottolineando le difficoltà di garantire la partecipazione dei militari al fronte e dei milioni di cittadini rifugiati all’estero. Ha contestato in particolare l’idea che una sostituzione alla presidenza possa facilitare un accordo con Mosca. “Trovo strano che lo facciano i partner americani”, ha affermato, ribadendo che spetta soltanto agli ucraini scegliere il proprio presidente.

Militari a Milano, il No del sindacato indipendente di Polizia

La risposta alle violenze di Milano

Dopo le violenze che hanno sconvolto il centro di Milano, il Governo valuta un rafforzamento del dispositivo di sicurezza. Secondo le indiscrezioni giornalistiche, potrebbero arrivare altri 500 militari nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, mentre si discute della possibilità di attribuire loro funzioni di polizia giudiziaria.

Una prospettiva che incontra una significativa obiezione proprio all’interno del mondo delle forze dell’ordine.

A prendere posizione è Domenico Pianese, segretario generale del COISP, sindacato indipendente della Polizia di Stato, che invita il Governo a non confondere la presenza militare sul territorio con la gestione dell’ordine pubblico.

 

Il no del Coisp

«L’ordine pubblico richiede poliziotti formati, equipaggiamenti adeguati e una precisa catena di responsabilità», afferma Pianese, sottolineando che la sicurezza non si rafforza sostituendo le competenze della Polizia con quelle dei militari.

La distinzione non è soltanto professionale. Riguarda la diversa natura delle funzioni istituzionali. Le Forze armate hanno preparazione, strumenti e compiti differenti da quelli delle forze di polizia. Il loro eventuale impiego nella gestione delle manifestazioni solleverebbe problemi operativi e di responsabilità.

Pianese esprime perplessità anche sull’attribuzione ai militari della qualifica di agente di polizia giudiziaria: una qualifica, osserva, non può sostituire la formazione necessaria per esercitarne le funzioni.

 

Una dialettica significativa

La presa di posizione merita attenzione anche sul piano politico. Il COISP non è un sindacato riconducibile alla sinistra. La sua cultura sindacale, particolarmente attenta alla tutela degli agenti e all’autorità dello Stato, presenta sensibilità spesso vicine al centrodestra.

Eppure, proprio da questa organizzazione arriva un richiamo critico a una possibile scelta del Governo Meloni.

Non è una contestazione dell’esigenza di sicurezza, ma del modo in cui si pensa di garantirla. Una differenza sostanziale, che impedisce di ridurre il confronto alla consueta contrapposizione tra rigoristi e garantisti.

 

La sicurezza e le istituzioni

Naturalmente, occorre distinguere le ipotesi ancora allo studio: aumentare i militari destinati a Strade Sicure non equivale ad affidar loro la gestione dei cortei. Su quest’ultimo punto si concentra soprattutto l’allarme del sindacato.

La richiesta conclusiva di Pianese è inequivocabile: investire in assunzioni, formazione, mezzi e protezioni per i poliziotti.

È una posizione che restituisce alla discussione il tema della professionalità dello Stato e della distinzione delle sue funzioni.

La fermezza contro la violenza è necessaria. Ma proprio per questo la risposta delle istituzioni deve essere competente, proporzionata e rispettosa delle responsabilità che l’ordinamento assegna a ciascuno. La sicurezza democratica si rafforza anche così.

Europa, è l’ora della difesa comune

Le quattro priorità americane

L’ambasciatore americano presso la Nato, Matthew Whitaker, ha dal suo punto di vista inteso “tranquillizzare” gli europei circa il confermato impegno degli Stati Uniti nell’assicurare il rispetto, in caso si rendesse necessario, dell’art. 5 dello statuto fondativo dell’Alleanza Atlantica. Ma in realtà ne ha ulteriormente accentuato le preoccupazioni poiché ha elencato – in ordine di importanza, dall’alto in basso – quali sono le “quattro priorità” degli Usa: la “nostra sicurezza nazionale” (ovviamente, ci mancherebbe altro); la “sicurezza del nostro continente” (la vecchia Dottrina Monroe oggi ripresa e riaggiornata); la “sicurezza dell’Indo-Pacifico” (a conferma che con Trump viene prima l’America, anche del Sud, e solo dopo l’Estremo Oriente); la “sicurezza dell’Europa” (ottimo, ma è solo all’ultimo punto…).

Questa è l’osservazione di un alto funzionario dell’Amministrazione americana che opera attualmente nell’ambito di un’organizzazione militare difensiva quale è la Nato, e già dice molto. Quale sia il disegno geopolitico che la definisce nell’attuale fase storica è reso esplicito dalle non tanto estemporanee quanto piuttosto continuative prese di posizione di Trump, simpatetiche con Cina e Russia – e in particolare con i loro presidenti, Xi Jinping e Putin – e antipatizzanti con l’Unione europea e i capi dei governi nazionali del Vecchio Continente non supini ai suoi dettami.

 

Da Berlino a Mosca, il rovesciamento delle alleanze

Decodificato politicamente, il messaggio dell’ambasciatore ci dice che l’obamiano Pivot to Asia è stato sostituito da America first, e questo si sapeva già, ma pure che l’Asia oggi è per la Casa Bianca in primo luogo la Cina; e che il kennediano “siamo tutti berlinesi” di vecchia memoria divenuto realtà con la caduta del Muro nel 1989 è ormai seppellito da una inedita vicinanza con Mosca a scapito della Germania e degli altri paesi europei, per i quali si auspica (attivamente) una presa del potere ad opera di movimenti e partiti nazionalisti che affosserebbero l’Unione europea, primo nemico del tycoon.

Una considerazione, questa, forse un po’ forzata, ma a questo punto necessaria per mettere opinione pubblica e politica europee innanzi ad una realtà che si sta delineando in maniera preoccupante, della quale il progressivo abbandono dell’Ucraina al suo destino da parte di Washington è la tragica cartina di tornasole. Così che gli europei – fra poco impegnati in alcuni turni elettorali di estrema importanza – si rendano conto che oltre ai temi economici, sempre basilari, e a quelli climatici, non più eludibili, la questione di una propria autonoma difesa si pone in termini imperativi.

Anche nel caso, auspicabile, di un futuro ritorno alla Casa Bianca a un atteggiamento più amichevole con le capitali europee e con Bruxelles gli anni che stiamo vivendo impongono la messa in agenda del tema. Prima che l’Unione sprofondi nell’insignificanza politica più totale.

 

Il costo delle difese nazionali

Non è qui il caso di entrare nei dettagli, tutti sappiamo che nessun singolo paese europeo, neppure la Germania che ha deciso un riarmo mai neppure immaginato sino a pochissimi anni fa, è in grado di difendersi autonomamente da un attacco nemico condotto da potenze militarmente superiori.

Senza contare le inefficienze, costosissime, derivanti dalle mancate economie di scala: la numerosità dei sistemi d’arma europei, tutti nazionali e tutti o quasi duplicati per 27 volte, mostra la sua assurdità a confronto dell’efficienza derivante da un numero minore di modelli che garantisce costi minori (si pensi ad esempio ai pezzi di ricambio) e razionalità nella loro gestione. Osservazioni ormai stranote e ben argomentate da anni dagli specialisti della materia che la politica non ha saputo sino ad oggi fare proprie.

 

Debito comune per una difesa comune

Ora però il dramma ucraino, in corso da cinque anni, è aggravato dal tradimento in atto ad opera del peggior presidente statunitense di sempre, e obbliga dunque l’Europa sotto attacco a un colpo di reni: debito comune per finanziare una difesa comune, che fra l’altro costringerebbe i singoli paesi a operare congiuntamente negli investimenti nel settore, nella ricerca e sviluppo, nel purchasing, nelle catene di comando e quant’altro.

Tutto molto difficile nello scetticismo generale che pervade oggi l’Ue e nel respiro ancora fortemente nazionalista che la alimenta. Tutto addirittura impossibile se in Francia dovesse divenire presidente Marine Le Pen. Ma tutto decisivo per il futuro dell’Europa. Più forte o, al contrario, relegata ad un modesto quarto posto, che in ogni manifestazione sportiva significa medaglia di legno. Simbolicamente, dice tutto.

Yemen, almeno 58 morti dopo un attacco Houthi con un missile balistico

Roma, 20 ott. (askanews) – E’ salito ad almeno 58 morti il bilancio dell’attacco con un missile balistico lanciato dai ribelli Houthi contro un campo d’addestramento nella provincia di Shabwa, nello Yemen meridionale. Lo hanno riferito le autorità locali, precisando che le vittime sono reclute delle forze di sicurezza.

Il governo yemenita ha ribadito che la struttura colpita era un centro di addestramento situato lontano dalle linee del fronte, mentre gli Houthi hanno sostenuto di aver preso di mira forze appoggiate dall’Arabia saudita.

Nella città di Ataq, capoluogo della provincia di Shabwa, gli ospedali stanno affrontando una carenza di sangue per assistere i feriti, mentre numerose famiglie cercano notizie dei propri congiunti dispersi.

All’attacco hanno fatto seguito bombardamenti di rappresaglia delle forze governative nei pressi di Taiz, alimentando i timori di un’ulteriore escalation militare nel paese.

Il baratto di Trump

L’annuncio e le sue conseguenze

È risaputo che per comprendere e commentare una decisione di Trump si renda necessario lasciar passare un certo tempo: di norma da poche ore a qualche giorno.

Ora che è trascorsa oltre una settimana dall’annuncio dell’acquisto di gasolio dalla Russia, sono usciti altri comunicati dalla Casa Bianca, ma tutti vanno in una stessa direzione, coerente con la notizia dell’8 ottobre:

«Ho appena concluso un colloquio di grande successo con il presidente russo Vladimir Putin, nel corso del quale è stato concordato che la Russia fornirà immediatamente oltre 300 mila tonnellate di gasolio al mercato americano e globale, altre 500 mila tonnellate nel mese di novembre e un milione di tonnellate subito dopo». […] «I prezzi del gasolio caleranno rapidamente. Inoltre, in base alla capacità delle loro raffinerie, la Russia consegnerà, in tempi brevi, ulteriori 3 milioni di tonnellate di gasolio. Grazie al nostro controllo dello Stretto di Hormuz e a questo importante annuncio sull’energia russa, i prezzi del gasolio per gli americani — e per il mondo intero — caleranno rapidamente e in misura record», ha aggiunto Trump, sottolineando che «garantire prezzi più bassi per gli americani, in particolare per i nostri grandi agricoltori, allevatori e autotrasportatori, è la mia priorità assoluta. Si tratta di un annuncio di enorme importanza. Va inoltre chiarito che l’Iran non otterrà armi nucleari».

 

La denuncia di Zelensky

La gravità di queste affermazioni è stata accolta immediatamente con stupore e sdegno da Zelensky («Revocare le sanzioni è debolezza, Putin ripagherà il diesel con il terrore»), che ha scritto su X:

«Qualsiasi allentamento delle sanzioni contro la Russia, in assenza di un accordo chiaro e duraturo di de-escalation, rappresenta un’evidente debolezza. Gioca a favore della Russia, permettendole di uccidere di più, di prolungare la guerra, di mostrare ancora meno rispetto per l’America e di infliggere al mondo perdite e danni ancora maggiori. Fare concessioni a Putin non porterà pace né alcun beneficio al mondo civile. La Russia “ripagherà” il diesel con ulteriore terrore e perfidia. Consentire alla Russia di vendere prodotti petroliferi significa investire in una guerra che deve finire, non essere prolungata. Ciò che serve è una reale de-escalation con la Russia, su base reciproca».

Anche l’Europa e il mondo libero hanno colto con grande disappunto la ricaduta drammatica di questa decisione.

Comprando greggio dalla Russia, gli Usa di fatto finanziano l’escalation militare contro l’Ucraina, martoriata da quotidiani bombardamenti di missili e droni che da oltre quattro anni distruggono case, scuole, ospedali, mezzi di trasporto, mirando direttamente a colpire la popolazione civile, con numerose vittime anche tra bambini e anziani.

Senza alcun ritegno per le conseguenze drammatiche di questo criminale martellamento bellico, senza pensare un solo istante ai morti, ai feriti, a chi ha perduto la casa, alla devastazione di abitazioni e interi villaggi, Trump ha barattato questo scempio con il petrolio: una scelta compiuta confidando di raddrizzare presso l’elettorato americano i sondaggi delle votazioni di midterm che lo vedono in caduta libera.

 

La frattura con gli alleati

Millantando un credito mai monetizzato dall’inizio della guerra in Iran, il presidente Usa ha sempre dichiarato di essere alla vigilia della vittoria finale: in realtà gli Usa e il mondo intero hanno subìto le conseguenze della crisi petrolifera e dello stallo dello Stretto di Hormuz.

Pur consapevole che questo conflitto non lo vincerà e del fatto che l’intero Medio Oriente è diventato una polveriera a cielo aperto, Trump ha di fatto sancito una rottura con il mondo occidentale, privilegiando gli accordi commerciali con Mosca rispetto all’alleanza con la Nato e l’Europa.

Ma c’è di più. Trump ha abbandonato l’Ucraina al suo destino, ha disdegnato le provocazioni militari ai confini dell’Europa e ha spudoratamente affermato che il tempo di Zelensky è giunto al termine del suo mandato («Non ho mai avuto stima di lui») e che Kyiv deve scegliersi un altro presidente: un’intromissione negli affari interni dell’Ucraina, alla quale ha sottratto la protezione dei missili Patriot e la rete satellitare di Starlink, rendendola vulnerabile agli attacchi sconsiderati di Putin — il quale ha negato qualsiasi tregua, smentendo lo stesso Trump — e togliendo ogni sanzione commerciale alla Russia per gratificarla della fornitura di greggio.

 

L’Europa e la prova del voto

Per il momento l’Europa — peraltro afflitta da crisi politiche, elettorali, economiche, sociali, specie in Germania, Francia e Spagna, e avviata a declinare verso un ulteriore indebolimento — sembra reagire, intensificando le sanzioni a Mosca e promettendo sostegno militare all’Ucraina.

Viene spontaneo interrogarsi su questo voltafaccia spudorato degli Usa a trazione repubblicana verso l’Occidente. Ma Trump non è John Fitzgerald Kennedy e Putin non è Kruscev. Di pancia o di testa, il popolo americano saprà però distinguere tra miti e realtà, tra sogni e inganni.

In ogni caso questa scelta scriteriata di Trump è un segno di debolezza che renderà il presidente in carica un’anatra azzoppata all’esito del midterm.

C’è chi sottolinea la coincidenza con la mancata attribuzione del Nobel per la pace a cui il presidente ambiva, magari accompagnato da un bacio al suo fondoschiena: per un personaggio inaffidabile e imprevedibile come Trump anche questo schiaffo al suo indomito narcisismo può aver provocato un’irritazione incontenibile, che dimostra come anche i dati soggettivi e caratteriologici giochino un ruolo recondito nelle vicende della storia.

 

 Il paradosso e la vergogna

Certamente togliere il sostegno all’Ucraina accusandola di bombardare le raffinerie russe mentre Putin massacra i civili del Paese aggredito è un paradosso che nessuna logica politica e nessuna giustificazione etica possono spiegare.

Neanche il Santo Padre — tre giorni dopo l’intervento al polmone — telefonando a Putin per chiedergli di fermare il massacro è riuscito a ottenere una «tregua umanitaria per la città di Oleshky», perché si è sentito rispondere dallo zar che «la situazione è imputabile alla colpa di Kyiv».

Si tratta di qualcosa di incredibile che ci fa capire in che mani siamo: ciò che dovrebbero comprendere i negazionisti e i miscredenti, a cominciare da quelli che siedono nel nostro Parlamento e chiedono di togliere il sostegno all’Ucraina.

Una sola parola descrive l’insieme di tanta nefandezza: vergogna.

Lo Spirito di Assisi: la pace come scelta

Un’intuizione che attraversa i pontificati

Giornata mondiale di preghiera per la pace è stata l’iniziativa voluta da Giovanni Paolo II nel 1986 e passata alla storia con la denominazione dello stesso pontefice: “Spirito di Assisi”, che esprime bene l’ispirazione francescana sottesa alla manifestazione che riuniva ad Assisi i “rappresentanti delle chiese cristiane e comunità ecclesiali e delle religioni del mondo”.

La portata valoriale di questa iniziativa è rivelata, oltre che dall’estesa partecipazione, anche dal fatto che, dopo papa Wojtyła (che vi tornò nel 2002 all’indomani dell’attentato terroristico alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001), essa ha avuto seguito con Benedetto XVI, che ne ha ricordato il ventennale nel 2006 e soprattutto ha voluto celebrare il venticinquennale, estendendo l’invito ad alcuni rappresentanti dei non credenti, della cultura e delle istituzioni; poi con papa Francesco per il trentennale e ora con papa Leone XIV per il quarantennale, che si terrà (sempre per iniziativa della Comunità di Sant’Egidio) dal 25 al 27 ottobre.

Risulta quindi evidente quanto lo “Spirito di Assisi” abbia assunto un significato paradigmatico in tema di pace, indicando alcune condizioni per ottenerla; tra queste ne vorrei indicare tre che mi paiono originali e promettenti.

In primo luogo, il senso di apertura, a indicare una mentalità includente e accogliente, per cui non si discrimina né si giudica. In secondo luogo, il modo di pregare, per cui l’invito non è di pregare insieme, bensì di stare insieme per pregare nel rispetto di ciascun orientamento religioso e spirituale, senza cedimenti al sincretismo. In terzo luogo, l’attitudine al dialogo, sottolineando che quella dialogica è un’impostazione non solo intellettuale, ma prima ancora esistenziale.

Queste tre caratteristiche dello “Spirito di Assisi” sono tutte motivate dall’aspirazione alla pace, concepita come esercizio di fraternità operosa, frutto di scelta individuale e collettiva.

 

La pace non è mai scontata

Una tale impostazione era stata avviata da Giovanni XXIII con la Pacem in terris, ripresa dal Vaticano II con la Gaudium et spes, sviluppata da Paolo VI con la Populorum progressio e originalmente fissata da Giovanni Paolo II con lo “Spirito di Assisi”, che è stato portato avanti dai successivi pontefici, tanto che oggi l’idea della pace come scelta può sembrare scontata.

In realtà si tratta di una conquista su cui è bene riflettere per conservarla gelosamente. Infatti ci sono posizioni secondo cui ci sarebbe incompatibilità tra religione e pace, come la storia dimostrerebbe: si pensi alla concezione dell’illuminismo irreligioso, secondo cui la religione è tendenzialmente intollerante e quindi alla lunga e in diverso modo violenta; si pensi alla concezione del realismo politico, secondo cui la religione è instrumentum regni, che produce guerre di religione e guerre sante da parte della stessa religione o da parte degli Stati.

Sul fronte opposto si colloca la concezione del purismo teologico, secondo cui la religione sarebbe strutturalmente per la pace, anche se ciò non trova conferma storicamente.

In alternativa a queste tre impostazioni si può porre la concezione dell’opzione responsabile, secondo cui anche la religione è al bivio tra violenza e pace, per cui la pace è una scelta e mai scontata.

 

Un cantiere aperto a tutti

Ebbene, mi sembra che lo “Spirito di Assisi” abbia, tra l’altro, il merito di aver richiamato tutti a operare la “scelta della pace” come unità nella diversità, come armonia delle differenze.

Al riguardo torna utile riportare le parole di Giovanni Paolo II alla prima giornata dello “Spirito di Assisi” di quarant’anni or sono, ma che sono di perenne attualità:

«Non c’è pace senza un amore appassionato per la pace. Non c’è pace senza volontà indomita per raggiungere la pace. La pace è un cantiere aperto a tutti, non solo agli specialisti, ai sapienti e agli strateghi. La pace è una responsabilità universale: essa passa attraverso mille piccoli atti della vita quotidiana. A seconda del loro modo quotidiano di vivere con gli altri, gli uomini scelgono a favore della pace o contro la pace».

Non ci nascondiamo dietro motivazioni più o meno nobili o giustificazioniste: la pace dipende da noi, dalle scelte che decidiamo: occorre decidersi per la pace. Ciò vale anche per le nazioni. E vale anche per la religione. Dunque, per tutti “è essenziale scegliere la pace e i mezzi per ottenerla”.

Un papa che decide di invitare ad Assisi gli esponenti di tutte le religioni, e questi che decidono di accettare l’inedito invito: sta qui la novità dello “Spirito di Assisi” che è stato avvertito nella sua novità dirompente a favore della pace.

 

Una responsabilità da rinnovare ogni giorno

Ecco perché lo “Spirito di Assisi” è importante: sottolinea il carattere di scelta nei confronti della pace, il che chiama in causa la responsabilità, e la Chiesa appare impegnata in prima linea nel nuovo corso di comunità che strenuamente sceglie la pace, e si adopera quotidianamente per ottenerla: basti ricordare papa Francesco con la sua scelta della “fratellanza umana” (dal discorso di Abu Dhabi all’enciclica Fratelli tutti) e papa Leone con la sua scelta della “pace disarmata e disarmante” (dal discorso di insediamento all’enciclica Magnifica humanitas).

A me pare che la pace come scelta costituisca il senso più vero dello “Spirito di Assisi” che, francescanamente, non guarda al successo immediato (l’incontro di Francesco con il Sultano non porta a un risultato immediato, ma testimonia un comportamento di pace).

Ciò che conta è la determinazione concreta a favore della pace, con la consapevolezza che non è un ideale astratto da sbandierare, bensì una scelta libera da rinnovare incessantemente con “amore appassionato” e “volontà indomita”, tale da inaugurare un modo di pensare e di agire orientato a quella tranquillitas ordinis indicata nel De civitate Dei e riproposta da Leone XIV, anche in questo “figlio di Agostino”.

In Francia coprifuoco in diverse città dopo le violenze

Roma, 20 ott. (askanews) – La Francia tenta di contenere l’ondata di violenze e saccheggi che ha investito numerose città, con l’imposizione di coprifuoco in alcune aree metropolitane e nuove riunioni d’emergenza convocate oggi dal governo. Il primo ministro Sébastien Lecornu si recherà venerdì a Limoges, dove l’incendio appiccato dai manifestanti al municipio ha provocato sabato il crollo della torre civica. Intanto, il ministro dell’Interno Laurent Nunhez ha annunciato un rafforzamento delle forze di polizia a Marsiglia, dove centinaia di negozi sono stati danneggiati e saccheggiati. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

Il governo ha programmato per oggi una serie di incontri d’emergenza, a cominciare da una riunione con i rappresentanti delle principali piattaforme di social network. Al ministero dell’Economia si terrà inoltre un consiglio straordinario delle imprese, alla presenza di diversi ministri, tra cui Roland Lescure, responsabile dell’Economia. “Annunceremo misure di sostegno ai commercianti e agli artigiani direttamente colpiti, per garantire una rapida ripresa delle loro attività”, ha spiegato Lescure.

A Parigi, Lione, Bordeaux, Lille e Nizza sono entrate in vigore ieri sera misure di coprifuoco limitate ad alcune zone delle città. A Lille, Bordeaux e Nizza le restrizioni riguardano esclusivamente i minorenni. Nella capitale, il coprifuoco interessa dalle 23 piazza della Repubblica e il quartiere delle Halles, mentre dalle 20 è vietato manifestare anche in altre aree, tra cui gli Champs-Élysées, Bastiglia e le principali stazioni ferroviarie.

Particolarmente grave la situazione a Limoges, dove il sindaco Guillaume Guérin, esponente dei Repubblicani, ha accusato lo Stato di non essere in grado di garantire l’ordine pubblico. La polizia “non aveva mezzi sufficienti” ed è stata costretta a “indietreggiare” davanti ai manifestanti violenti, ha denunciato il primo cittadino, chiedendo al governo “un piano Marshall” e “una pioggia di milioni” per ricostruire il municipio. “Lo Stato ha fallito”, ha affermato. In una lettera inviata domenica al sindaco, Lecornu ha promesso che l’edificio sarà ricostruito con l’aiuto dello Stato, perché rappresenta “il simbolo di una Nazione che non si lascia né abbattere né intimidire”.

A Marsiglia, il ministro dell’Interno Nunhez ha incontrato ieri sera il sindaco Benoît Payan, promettendo un dispositivo di sicurezza rafforzato in vista delle nuove manifestazioni di sabato prossimo. “Schiereremo un dispositivo di polizia molto importante, che sarà comunque più numeroso di quello di sabato scorso”, ha dichiarato.

Il ministro ha spiegato che le forze dell’ordine dovranno operare con maggiore mobilità e rapidità per fronteggiare gruppi di manifestanti violenti che agiscono simultaneamente in diversi punti della città. Durante gli scontri di sabato, ha precisato, si sono registrati fino a “10 o 15 punti contemporaneamente” interessati dalle violenze, con gruppi composti talvolta da 200 persone.

Secondo la Camera di commercio e industria locale, a Marsiglia sono stati colpiti 500 esercizi commerciali, dei quali 317 hanno subito danni e saccheggi. La procura ha riferito che la polizia ha effettuato 101 fermi in seguito alle violenze di sabato, riguardanti 74 maggiorenni e 27 minorenni.

Serie A, classifica: Torino a 10 punti

Roma, 19 ott. (askanews) – Questi i risultati e la classifica del campionato di serie A dopo Parma-Torino 0-3.

Settima giornata Frosinone-Sassuolo 4-2; Venezia-Napoli 1-0, Bologna-Inter 1-3, Roma-Genoa 2-0; Udinese-Lecce 0-3, Fiorentina-Como 1-3, Milan-Atalanta 3-2, Juventus-Lazio 0-3; Monza-Cagliari 4-0, Parma-Torino 0-3.

Classifica: Inter, Lazio 19, Roma 17, Milan 15, Como 14, Frosinone, Cagliari 13, Juventus 11, Napoli, Torino 10, Atalanta, Lecce 9, Sassuolo 8, Monza 7, Bologna 5, Udinese, Parma, Fiorentina, Genoa 4, Venezia 3

Ottava giornata Venerdì 16 ottobre: Frosinone-Sassuolo, Sabato 17 ottobre: Venezia-Napoli, Bologna-Inter (ore 18), Roma-Genoa, Domenica 18 ottobre: Udinese-Lecce, Fiorentina-Como, Milan-Atalanta, Juventus-Lazio, Lunedì 19 ottobre: Monza-Cagliari, Parma-Torino

"La persona che più mi odia", il nuovo singolo di Margherita Vicario

Roma, 19 ott. (askanews) – Dopo l’annuncio del nuovo album “Un Tripudio di Pelle e di Baci”, in uscita il 20 novembre e anticipato dal brano “Ho chiesto aiuto”, Margherita Vicario torna con “La persona che più mi odia”, il nuovo singolo in uscita venerdì 23 ottobre per Island Records.

“La persona che più mi odia” è una voce interiore che amplifica ogni sbaglio e che, col tempo, si confonde con la propria. Il brano esplora il peso del giudizio personale, la tendenza a definirsi attraverso i propri fallimenti e la difficoltà di perdonarsi errori che, negli altri, si è capaci ad accogliere con maggiore comprensione. La consapevolezza di questa ostilità verso sé stessi è già l’inizio del cambiamento. Margherita Vicario sceglie di affrontarla, trasformando il brano in un confronto con la parte più severa di sé. Un arrangiamento caldo e pieno, guidato dai fiati trionfali, dà a questa lotta un respiro ampio, liberatorio. Stanca e sfinita dai soliti meccanismi di autosabotaggio, più che liberarsi di quella voce, cerca un modo per frustrarla e imparare, finalmente, ad evolversi e a guardarsi con gentilezza.

Il brano si inserisce nel nuovo album “Un Tripudio di Pelle e di Baci”, un viaggio in 13 tracce che attraversa le contraddizioni dell’essere umano, in equilibrio tra ciò che si potrebbe essere e ciò che non si vuole più essere, tra pensieri che tolgono il respiro e il bisogno di rinascere; un viaggio che invita a riscoprire il valore del contatto, della vicinanza, degli altri. E, con “La persona che più mi odia”, anche di sé.

“Un Tripudio di Pelle e di Baci” sarà disponibile dal 20 novembre su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico nelle versioni LP numerato e autografato (disponibile sullo shop Universal Music) e LP standard.

L’album troverà la sua dimensione dal vivo a febbraio 2027, con due appuntamenti speciali nei teatri prodotti da Vivo Concerti, che segneranno il ritorno in scena di Margherita Vicario: l’8 febbraio all’Auditorium Conciliazione di Roma e il 10 febbraio al Teatro degli Arcimboldi di Milano.

Vertice su manovra a P. Chigi, ok in Cdm slitta per trattativa con Ue su flessibilità

Roma, 19 ott. (askanews) – L’approvazione della manovra in Consiglio dei ministri slitta di qualche giorno, in attesa che si concluda il negoziato con la Commissione europea sulla possibilità di ottenere maggiori margini di flessibilità. E’ quanto emerso dal vertice convocato questa sera a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Alla riunione – durata circa due ore – hanno preso parte i vicepresidenti del Consiglio, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi.

Al centro dell’incontro – hanno riferito fonti di Palazzo Chigi – il confronto sulle priorità della manovra economica, sulle risorse disponibili e sulle misure a sostegno di famiglie, imprese e lavoratori.

Nel corso del vertice è stato fatto il punto sulla trattativa in corso con l’Unione europea per ottenere maggiori margini di flessibilità. Proprio in considerazione del negoziato, l’approvazione del disegno di legge di Bilancio da parte del Consiglio dei ministri slitterà di qualche giorno (probabilmente all’inizio della prossima settimana), con l’obiettivo di definire una manovra che tenga conto dell’esito delle interlocuzioni con Bruxelles. A margine del Consiglio europeo, la scorsa settimana, Meloni ne aveva parlato direttamente con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, dicendosi poi “ottimista”, vedendo “margini per avere maggiore flessibilità”.

Tra le priorità su cui sta lavorando la maggioranza – proseguono le fonti – figurano gli interventi a favore dei giovani e degli anziani, il rafforzamento della sanità, il sostegno alle famiglie e le misure per fronteggiare il costo dell’energia. È stato inoltre affrontato il tema del contributo richiesto al settore finanziario nell’ambito della definizione delle coperture della manovra.

Il confronto, viene spiegato, proseguirà nei prossimi giorni per individuare un equilibrio tra le priorità della maggioranza, e i margini finanziari disponibili.

Milano, Moratti: “Solidarietà ai commercianti, città non è più sicura”

Roma, 19 ott. (askanews) – “Un presidio per far sentire la nostra solidarietà nei confronti delle forze dell’ordine. Oltre 100 tra uomini e donne delle forze dell’ordine feriti in questi giorni, ai commercianti che hanno visto saccheggiati e derubati i loro negozi. Per far sentire che lo Stato c’è e che devastazioni come abbiamo visto nei giorni scorsi non devono più esserci”: lo ha affermato l’ex sindaca di Milano e attuale europarlamentare di Forza Italia Letizia Moratti, intervenendo al presidio del centrodestra dopo le devastazioni avvenute nel fine settimana nel centro della città meneghina.

“Quello che stiamo decidendo come Governo è più forze dell’ordine, più militari per Strade sicuri e valutare la possibilità di misure più severe per minorenni e responsabilizzare anche le loro famiglie per i danni che i commercianti subiscono”, ha aggiunto.

“Milano deve tornare una città sicura, non lo è più. Quando io ero sindaco ho lasciato la città con il 40% di reati in meno”, ha sottolineato.

"Quando il cielo si accende", il libro del Cacciatore di aurore boreali

Roma, 19 ott. (askanews) – Dal 27 ottobre sarà disponibile in tutte le librerie “Quando il cielo si accende – La mia vita a caccia di aurore Boreali” il primo libro di Lorenzo Mirandola, ingegnere ambientale e “Aurora Hunters”, tra i più seguiti sui social in termini di avvistamento di aurore boreali, con 600 mila followers su instagram, un vero e proprio “cacciatore di aurora boreale”. Solo nell’ultima stagione ne ha viste oltre 210. L’opera, in uscita per Rizzoli, è già disponibile in preorder in tutti gli store on line e su Amazon.

In un formato agile e ricco di spettacolari fotografie scattate sul campo, Mirandola intreccia racconto autobiografico e narrazione visiva, trasportando il lettore dentro notti gelide, inseguimenti improvvisi e attese cariche di meraviglia alla ricerca dell’aurora boreale, fenomeno che vale la pena di vivere almeno una volta nella vita. E’ la storia di un percorso coraggioso: quello di chi ha trasformato una passione in un lavoro, affrontando l’incertezza e l’imprevedibilità della natura per vivere appieno la propria vocazione.

In “Quando il cielo si accende” immagini e parole si fondono in un’esperienza immersiva che unisce avventura, riflessioni e stupore. Al centro una filosofia semplice ma potente: L’Aurora boreale non si aspetta, si insegue. Un libro ispirazionale che invita a guardare oltre l’orizzonte e a trovare il coraggio di seguire la propria luce.

“Sono molto contento di uscire con questo mio libro – dichiara Lorenzo Mirandola – è un progetto in cui esce tutta la mia passione per l’aurora Boreale. Oltre al mio percorso tra aneddoti, viaggi alla scoperta dell’aurora, curiosità e consigli preziosi, all’interno dell’opera non mancano anche incursioni tecniche, sempre con un linguaggio chiaro e comprensibile, per avvicinare tutti a questo fenomeno del cielo unico, cercando di fare chiarezza anche su falsi miti, credenze e fake news sull’aurora. Non basta essere in “Lapponia” per vedere l’aurora anche essere nel posto migliore del mondo… e non la vedrai mai – dichiara Lorenzo Mirandola – Molte volte bisogna guidare ore, cambiare paese, scappare dalle nuvole, controllare i venti, l’umidità, il vento solare, i gap nel cloud cover. Insomma: bisogna cacciarla, non aspettarla l’aurora. Anche se hai il cielo sereno tutta la notte devi sapere quando essere fuori. Tanti che vanno da soli perdono sempre la parte migliore della notte. Le app possono essere utili ma non ti dicono se il cielo è coperto, se sta arrivando neve, se il vento cambia direzione, se in un’altra zona a 200 km c’è un buco perfetto. Il meteo nell’artico è imprevedibile e le App sono nel 50% delle volte sbagliate. Il 90% delle persone che non la vede si fida troppo delle app e troppo poco del meteo reale”.

Presidio di solidarietà del centrodestra dopo le violenze a Milano

Milano, 19 ott. (askanews) – “Maranza e centri sociali, pene esemplari per questi criminali”: è la scritta rossa e bianca su un mega striscione nero in testa al presidio convocato dal centrodestra in Piazza San Carlo a Milano dopo le devastazioni e i saccheggi avvenuti nel centro città nel fine settimana. L’iniziativa è stata organizzata per esprimere solidarietà ai cittadini, ai commercianti che hanno subito danni e alle forze dell’ordine ferite negli scontri. Su un altro striscione bianco la frase “Remigreremo tutti”.

Circa un centinaio i partecipanti, mentre oltre al presidente del Senato Ignazio La Russa, presenti anche due dei tre aspiranti candidati a sindaco della coalizione: l’eurodeputata leghista Silvia Sardone e il deputato di Forza Italia Matteo Perego. Qualche momento di tensione si è vissuto nel momento in cui alcuni ragazzi hanno contestato i presenti, fatto esplodere qualche petardo e rivolto insulti a La Russa che in quel momento stava lasciando la piazza. Le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno fatto cordone intorno al presidio.

Serie A, classifica: Monza a quota 7 punti

Roma, 19 ott. (askanews) – Questi i risultati e la classifica del campionato di serie A dopo Monza-Cagliari 4-0.

Settima giornata Frosinone-Sassuolo 4-2; Venezia-Napoli 1-0, Bologna-Inter 1-3, Roma-Genoa 2-0; Udinese-Lecce 0-3, Fiorentina-Como 1-3, Milan-Atalanta 3-2, Juventus-Lazio 0-3; Monza-Cagliari 4-0, ore 20.45 Parma-Torino.

Classifica: Inter, Lazio 19, Roma 17, Milan 15, Como 14, Frosinone, Cagliari 13, Juventus 11, Napoli 10, Atalanta, Lecce 9, Sassuolo 8, Torino, Monza 7, Bologna 5, Udinese, Parma, Fiorentina, Genoa 4, Venezia 3

Ottava giornata Venerdì 16 ottobre: Frosinone-Sassuolo, Sabato 17 ottobre: Venezia-Napoli, Bologna-Inter (ore 18), Roma-Genoa, Domenica 18 ottobre: Udinese-Lecce, Fiorentina-Como, Milan-Atalanta, Juventus-Lazio, Lunedì 19 ottobre: Monza-Cagliari, Parma-Torino

La Russa: lasciare libere forze ordine di fare bene il proprio lavoro

Milano, 19 ott. (askanews) – “C’è un giornalista, ho visto il video, che mentre stanno fermando un facinoroso che si divincola e scappa, dicono ‘piano non fategli male non dategli manganellate dategliele piano’. Giusto, giusto, ma digli anche al ragazzo di starsene tranquillo, di non spaccare i vetri, di non rubare le cose. Giusto chiedere più forze di polizia ma ancora più giusto libertà di svolgere bene il loro lavoro, senza criminalizzarli, senza chiedere che vengano identificati se svolgono il loro lavoro per magari imputarli. Se sbagliano devono pagare ma guai, guai, guai a pretendere che non facciano bene il loro lavoro”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti al presidio del centrodestra nelle adiacenze di piazza del Duomo, dopo i disordini del weekend.

“Chi chiede più forze di polizia deve essere lo stesso che vuole più soldi per la polizia, più soldi per i soldati perché anche i militari a Milano partecipano all’ordine pubblico con la missione ‘Strade sicure’ che ho voluto io e nessuno la voleva quando ero ministro”, ha aggiunto.

Violenze Milano, La Russa: chi condanna col “però” aizza le piazze

Milano, 19 ott. (askanews) – Chi condannando le violenze in piazza “ci mette il però, aizza” le piazza. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti a margine del presidio del centrodestra nelle adiacenze di piazza del Duomo.

Parlando con i cronisti, La Russa aveva ascritto a “chi aizza” le responsabilità degli scontri, più che alla gestione dell’ordine pubblico. E alla domanda su chi secondo lui aizzasse, ha risposto: “Chi liscia il pelo a una protesta violenta, chi non la condanna fino in fondo. Mi hanno fatto vedere Calabresi che dice: ‘condanno la violenza però’. Quando si condanna la violenza non ci vuole nessun però, si condanna la violenza punto. Chi ci mette il però la aizza”.

A Posta Faugno una giornata per il biologico

San Paolo Civitate, 19 ott. (askanews) – L’azienda agricola Posta Faugno ha ospitato l’Agrifestival di NaturaSì aprendo i cancelli al pubblico per parlare di biologico e di grano. Visite guidate nei campi, laboratori per bambini, talk, musica e degustazioni: un evento che ha visto anche la partecipazione dell’attrice e comica Teresa Mannino.

La famiglia Niro coltiva da tre generazioni circa 100 ettari in biologico: uva, olivi, ortaggi, legumi e grano duro. Un’azienda custode del pianeta che lavora su biodiversità e tutela degli impollinatori.

Abbiamo chiesto a Luca Niro, titolare dell’azienda, cosa significa oggi coltivare grano in Capitanata e l’impatto che potrà avere un’iniziativa di questo tipo sull’agricoltura: “È importantissimo che il consumatore abbia accesso al cibo dal punto di vista pratico, non solo economico. Deve capire da dove arriva il cibo, la verdura e quindi dare allo stesso un’identità che non è data necessariamente dall’etichetta bensì dall’agricoltore stesso. Il nostro dovere è dare la possibilità ai consumatori di avere contezza di ciò che mangerà e toccarlo con mano. Secondo me questo aspetto non ha valore”.

Ma dietro la giornata di festa c’è una questione seria che in questi giorni è al centro delle cronache. Proprio dalle regioni del Sud, infatti, è partita la protesta degli agricoltori, costretti sempre più spesso a chiudere le loro aziende perché non ce la fanno a coprire i costi di produzione.

Ad agosto, in piena raccolta, alla Borsa di Bologna il grano tenero biologico valeva 33 centesimi al chilo, il convenzionale appena 22. Un prezzo troppo basso che non copre neanche le spese di produzione e che sta portando alla chiusura di molte aziende agricole.

Per questo NaturaSì ha rilanciato qui, tra i campi della Capitanata, la campagna “20 centesimi oggi per avere pane anche domani”.

Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, ha spiegato perché la sua società ha voluto portare la campagna proprio in Puglia: “Ogni consumatore col suo denaro, poco o tanto che sia, può cambiare qualcosa. Con un atto d’acquisto consapevole si può fare la differenza. Cerchiamo di fare una campagna che sia il più possibile culturale: noi reputiamo che le persone siano sempre più consapevoli e crediamo di avere dei consumatori coscienti di ciò che mangiano quotidianamente”.

Il contributo di 20 centesimi al chilo chiesto ai clienti si aggiunge a quanto NaturaSì già riconosce ai propri agricoltori oltre la quotazione di borsa: dai 7 ai 12 centesimi in più al chilo per il grano tenero e duro. In tutto, chi coltiva potrà ricevere il 60% in più rispetto alle quotazioni ufficiali. Una maggiorazione che fa la differenza tra la chiusura e la prospettiva di un futuro.

In Francia dopo le proteste scatta il coprifuoco "localizzato"

Roma, 19 ott. (askanews) – La Prefettura di polizia di Parigi ha annunciato l’istituzione di un coprifuoco in alcuni quartieri della capitale, dalle 23 di lunedì fino alle 6 di martedì.

Il coprifuoco vieta “rigorosamente ogni presenza nelle aree più circoscritte” rispetto a quelle già interdette alle manifestazioni, ovvero “la zona di Place de la Republique e il settore di Les Halles”. “La sicurezza di tutti rende necessarie queste misure per ripristinare l’ordine pubblico, gravemente compromesso da una minoranza di delinquenti”, ha aggiunto la Prefettura di polizia di Parigi.

Oltre al coprifuoco, la Prefettura ha annunciato anche il divieto di manifestare in alcune aree della capitale a partire dalle 20 fino alle 6 di domani.

Anche il prefetto di regione, Etienne Guyot, ha appena emanato un’ordinanza che istituisce il coprifuoco in una parte della penisola di Lione, a partire dalle 21 fino alle 6 di domani, martedì. L’area interessata si estende dall’Hôtel de Ville, a nord, fino a Place Carnot, a sud.

Sono vietati la circolazione e lo stazionamento di persone sulla pubblica via, fatta eccezione per gli spostamenti motivati da ragioni di salute o familiari, per il rientro al proprio domicilio, nonché per gli eletti e i giornalisti nell’esercizio della loro attività professionale.

Un’ulteriore ordinanza prefettizia vieta, nella stessa zona, manifestazioni, cortei o assembramenti per la serata di lunedì, fino alle 20.

Al termine di una riunione dell’unità di crisi interministeriale, oggi il premier francese Sébastien Lecornu ha annunciato di aver chiesto ai prefetti di istituire coprifuoco “parziali” e “localizzati” per la serata di lunedì, al fine di proteggere in particolare le attività commerciali, dopo un fine settimana caratterizzato da scene di caos in diverse città.

Il capo del governo non ha escluso la possibilità di dichiarare lo stato di emergenza “se dovesse rivelarsi utile”, ma ritiene che i coprifuoco “appaiano più adeguati”.

“È comprensibile che i francesi, davanti alle loro tv, pensino: ‘Ma c’è casino ovunque’. Fortunatamente non è così: per usare un termine un po’ volgare, mi scuserete per la parola, si tratta di una situazione caotica molto circoscritta ai centri urbani. Per questo ho chiesto ai prefetti di disporre, per questa sera, una serie di coprifuoco, coprifuoco parziali, nell’ambito dei quali essi avvieranno un confronto non solo con i sindaci, ma anche con le camere di commercio e dell’industria; uno degli obiettivi di questo coprifuoco, infatti, è la tutela delle persone, ma anche dei beni e, in particolare, delle attività commerciali”.

“Non siamo di fronte a una criminalità comune di tipo tradizionale, si tratta, in realtà, di una forma di criminalità molto precisa e specifica, che consiste nel saccheggio e nella successiva rivendita di parte dei beni sottratti. È fuori discussione che una situazione del genere possa protrarsi nel tempo, tanto per usare un eufemismo. Per questo motivo, ho dato istruzioni ai prefetti di disporre dei coprifuoco. Si tratterà di misure parziali, che potranno essere applicate in aree molto circoscritte, nel corso del pomeriggio, il Ministero dell’Interno sarà in grado di fornirvi una mappatura piuttosto dettagliata delle decisioni prese dai prefetti”.

“Riguardo allo stato di emergenza, è bene che tutti comprendano che la mia determinazione a ristabilire l’ordine è assoluta. Non potrei essere più chiaro di così. Pertanto, farò ricorso a tutti gli strumenti a disposizione del governo, e in particolare del premier, sotto l’autorità e le prerogative del presidente della Repubblica, qualora ciò si rivelasse utile”.

Cinema, arriva “Quello che resta di noi”

Roma, 19 ott. (askanews) – Una villa cinquecentesca, una contessa scomparsa nel tempo, sette giovani e un tesoro avvolto nel mistero. È questo il punto di partenza di “Quello che resta di noi”, il nuovo film con Francesco Pannofino diretto da Emilio Mercanti e Simone Riccioni, prodotto da Linfa Crowd 2.0, che arriverà nelle sale italiane dal 29 ottobre 2026, dopo l’anteprima romana del 24 ottobre ad Alice nella Città. “Il titolo racchiude il senso più profondo del film – spiega Riccioni, regista e produttore della pellicola – quando tutto finisce, quando le luci si spengono e le telecamere non stanno più registrando, ciò che rimane sono le scelte che abbiamo fatto, i legami che abbiamo costruito e il modo in cui abbiamo scelto di comportarci con gli altri”

Roma, Cristina D’Avena e Silvestri cantano il grande cinema

Roma, 19 ott. (askanews) – Violini, violoncelli, flauti e trombe tra i palazzi, le grandi colonne sonore del cinema che risuonano nelle piazze, le melodie dei cartoni animati che hanno accompagnato intere generazioni. Il grande cinema torna a suonare sotto casa con due concerti gratuiti nelle periferie di Roma. Venerdì 23 ottobre alle ore 21, a Labaro, protagoniste saranno Cristina D’Avena e Karima, mentre domenica 25 ottobre alle ore 18, a Villa Gordiani, arriverà Daniele Silvestri, nell’appuntamento inizialmente previsto per il 9 ottobre e rinviato a causa del maltempo.

Due quartieri, due appuntamenti e un’unica orchestra: quella da Camera di Perugia, diretta da Dario Vero, al centro del progetto “La grande musica dal vivo #sottocasatua – Le più famose colonne sonore della storia del cinema”, realizzato da Promu nell’ambito dei Concerti d’Estate 2026, con il sostegno dell’Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale.

Da Star Wars a Top Gun, passando per 007, Mission: Impossible e le indimenticabili melodie Disney, i grandi film internazionali escono dallo schermo e diventano musica dal vivo, là dove meno ci si aspetta di incontrare un’orchestra: nelle piazze, tra le case, nel cuore dei quartieri.

Il primo appuntamento è venerdì 23 ottobre alle ore 21 a Labaro, nel Municipio XV, nel piazzale di via Brembio, all’altezza del civico 97, antistante l’Istituto Biagio Pascal.

Ospiti speciali Cristina D’Avena e Karima: la prima, voce che ha accompagnato l’infanzia di milioni di italiani attraverso le sigle dei cartoni animati; la seconda, interprete dalla straordinaria vocalità, che ha dato voce anche a celebri brani Disney, da La principessa e il ranocchio a Mufasa – Il Re Leone. Insieme all’Orchestra da Camera di Perugia, accompagneranno il pubblico in un viaggio tra cinema e animazione, ricordi ed emozioni, attraverso melodie capaci di unire generazioni.

Le musiche del cinema e dell’animazione diventano così il filo di un racconto collettivo, tra ricordi che riaffiorano e nuove emozioni. Perché ci sono melodie che non appartengono a una sola generazione: passano di voce in voce, di casa in casa, e continuano a farci sognare.

Domenica 25 ottobre alle ore 18 sarà invece Villa Gordiani, ingresso lato viale della Venezia Giulia, nel Municipio V, a ospitare il concerto inizialmente programmato per il 9 ottobre e rinviato a causa delle avverse condizioni meteorologiche.

L’Orchestra da Camera di Perugia, diretta da Dario Vero, attraverserà alcune delle pagine più celebri della musica cinematografica: dalla marcia imperiale di Star Wars alle atmosfere di 007, dalle tensioni de Lo Squalo alle suggestioni di Inception, Top Gun, Mission Impossible e Interstellar. Un percorso che approderà poi all’universo Disney, tra fiabe, avventure e melodie capaci di attraversare le generazioni.

Ospite speciale Daniele Silvestri, cantautore tra i più originali della scena musicale italiana, che ha intrecciato più volte il proprio percorso artistico con il cinema, firmando musiche e canzoni originali per il grande schermo.

“Come negli anni scorsi, con le iniziative a Ostia, Don Bosco, Casal de’ Pazzi, continuiamo a portare concerti gratuiti nelle piazze lontane dal centro. La musica è cultura e siamo orgogliosi di presentare a Labaro e Prenestino due appuntamenti di intrattenimento e spettacolo a ingresso libero, con artisti come Daniele Silvestri, Cristina D’Avena, Karima e l’Orchestra da Camera di Perugia. È un progetto che abbiamo voluto fortemente, rispecchia l’idea di città che vogliamo: una Roma che non lascia indietro nessuno, dove la musica, l’arte, la cultura non sono privilegi di pochi ma diritti di tutti, a prescindere dalle condizioni economiche”. Così Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale.

Il progetto fa parte dei Concerti d’Estate 2026, realizzato con il sostegno dell’Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. L’ingresso a entrambi i concerti è gratuito fino a esaurimento posti.

Negozi chiusi e saracinesche abbassate nel quadrilatero della moda

Milano, 19 ott. (askanews) – Dopo due giorni di scontri e violenze, il centro di Milano è tranquillo, turisti e milanesi passeggiano per piazza Duomo e Corso Vittorio Emanuele, a far capire cosa ha passato il capoluogo lombardo nel weekend è l’ingente dispiegamento di forze dell’ordine. A ogni angolo ci sono mezzi e agenti di Polizia, carabinieri, esercito, guardia di finanza e polizia municipale, che presidiano il territorio e fanno controlli a tappeto tra i ragazzi chiedendo i documenti e verificando che non portino armi. La mobilitazione corre sugli smartphone, sulle chat e sui social legati a quello che è stato battezzato movimento 17 ottobre, era circolata la notizia di una nuova giornata di protesta che avrebbe dovuto colpire le vie del quadrilatero della moda dalle 15 in poi. Per questo i negozi di lusso di Montenapoleone e vie limitrofe hanno tenuto abbassate le saracinesche e svuotato le vetrine per evitare i saccheggi che hanno interessato domenica numerosi negozi del centro.

Presidio dei carabinieri in piazza San Carlo dove alle 18 si tiene un evento organizzato dal centrodestra per portare solidarietà ai commercianti e vicinanza a chi ha subito le violenze. Intanto la conta dei danni sale: per Confcommercio si è già raggiunto il milione di euro.

Tennis, Musetti vince il derby contro Arnaldi a Lione

Roma, 19 ott. (askanews) – Lorenzo Musetti si prende il derby azzurro nel 1° turno del torneo Atp 250 di Lione. Il carrarino, sesta testa di serie del seeding, ha superato Matteo Arnaldi (36 del ranking) con i parziali di 6-1, 6-4 in un’ora e 19′ di gioco. Partita senza storia nel primo set, con Lorenzo che strappa per ben tre volte la battuta al sanremese, per un 6-1 senza appello. Molto più combattuto il secondo parziale, con Musetti che salva quattro palle break in un nono game infinito (13 punti e 10′ di durata) prima di chiudere con grande cinismo nel primo match-point a disposizione. Il toscano è stato molto solido al servizio, con 5 aces, il 70% di prime in campo con il quale ha raccolto il 76% dei punti. Lorenzo conferma la bestia nera di Arnaldi, che in sei precedenti (cinque Atp) non ha mai vinto. Musetti al 2° turno attende ora il vincente di Sonego-Kouame.

Banca d’Italia lancia il nuovo portale delle statistiche

Roma, 19 ott. (askanews) – La Banca d’Italia ha lanciato il nuovo Portale delle Statistiche, che vuole essere un punto di accesso semplice e unificato per reperire, comprendere e utilizzare i dati sull’economia e sulla finanza. L’iniziativa, che avviene nell’ambito della Giornata europea della statistica, domani martedì 20 ottobre, intende ampliare la platea degli utilizzatori delle statistiche, spiega l’istituzione di Via Nazionale con un comunicato, offrendo a cittadini, giornalisti, studenti e ricercatori strumenti più immediati per conoscere la realtà economica e finanziaria attraverso i dati ufficiali.

Questo mentre la moltiplicazione delle fonti informative e il crescente ricorso all’intelligenza artificiale generativa rendono ancora più importante l’accesso a dati affidabili, accompagnati da spiegazioni chiare anche per chi non possiede competenze economiche o statistiche.

“Con questo Portale, trovare le informazioni diventa più semplice e immediato. Per consultare le statistiche non sarà più necessario conoscere le fonti o sapere come sono organizzate le banche dati”, ha spiegato il vice direttore generale di Bankitalia, Sergio Nicoletti Altimari in occasione della presentazione alla stampa del nuovo sito. “Basterà partire dall’argomento di interesse, ad esempio il credito, i risparmi delle famiglie o l’andamento dell’economia. Per ogni tema, la Banca d’Italia ha selezionato gli indicatori più significativi e predisposto spiegazioni chiare e intuitive”.

Una delle principali novità è appunto la semplicità di consultazione, prosegue Bankitalia. Accedere alle informazioni sarà molto più facile e rapido. La navigazione del Portale è organizzata per temi e fenomeni economici: gli utenti possono partire dall’argomento di interesse e trovare gli indicatori più rilevanti, corredati da spiegazioni che ne facilitano la lettura e l’interpretazione.

Per facilitare la lettura dei fenomeni economici di maggiore attualità, il Portale darà spazio ai temi di volta in volta al centro del dibattito pubblico, mettendo in evidenza le statistiche e gli indicatori utili a comprenderli, anche per chi non possiede conoscenze specialistiche. Rendere le statistiche più accessibili significa favorire una migliore comprensione dei fenomeni economici e orientare decisioni più consapevoli.

“Da sempre, la Banca d’Italia dedica grande attenzione e risorse alla diffusione di statistiche affidabili, tempestive e accessibili. Il nuovo Portale nasce per mettere a disposizione di un pubblico sempre più ampio il grande patrimonio di dati economici e finanziari raccolti ed elaborati”, ha proseguito Nicoletti Altimari.

Grafici e tabelle interattivi, inoltre, consentono agli utenti più esperti di esplorare le statistiche, effettuare confronti anche a livello internazionale e approfondire specifici aspetti di un fenomeno. Il Portale, si legge, si affianca alla Base Dati Statistica (BDS), che resta il riferimento principale per accedere all’intero patrimonio delle serie statistiche della Banca d’Italia.

La produzione statistica rimane invariata. Il Portale – disponibile all’indirizzo https://statistiche.bancaditalia.it/ – consente inoltre di accedere alla sezione dedicata ai microdati del Research Data Center. Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità per le persone con disabilità visiva e per chi utilizza tecnologie assistive, con l’obiettivo di rimuovere le barriere che possono limitare l’accesso all’informazione statistica.

“Abbiamo lavorato per rendere questo patrimonio di informazioni statistiche più accessibile e facilmente utilizzabile da un pubblico sempre più ampio, incluso chi non ha competenze economiche e statistiche e le persone con disabilità visiva e per chi utilizza tecnologie assistive. Al tempo stesso – ha concluso Nicoletti Altimari – il ricorso alle moderne tecnologie di visualizzazione dei dati, con grafici e tabelle interattive, consente agli utenti più esperti un utilizzo più efficiente delle informazioni”.

Vola libero in Sardegna Sky, grifone nato in Parco zoologico Marche

Roma, 19 ott. (askanews) – È nato in un giardino zoologico delle Marche e oggi vola libero nei cieli della Sardegna, contribuendo al ripopolamento dell’unica popolazione autoctona italiana di avvoltoio grifone. Una specie classificata come “Prossima alla minaccia” nel nostro Paese secondo la Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. E la sua è già una delle 10 Storie di Successo dell’Unione Italiana Zoo e Acquari (UIZA), dedicate al contributo dei parchi zoologici alla conservazione delle specie animali sull’orlo dell’estinzione.

Si chiama Sky, è un giovane grifone (Gyps fulvus) nato al Parco Zoo Falconara (AN), membro UIZA, ed è l’unico esemplare nato in Italia tra i 16 liberati agli inizi di ottobre a Villasalto, nel Sud Sardegna. Il rilascio rientra nel progetto europeo LIFE Safe for Vultures, che dal 2021 ha consentito di reintrodurre 84 grifoni nell’isola.

Sky proviene da un gruppo riproduttivo di quattro esemplari ospitato a Falconara, tutti provenienti da un centro di recupero. Trasferito in Sardegna, ha trascorso un periodo di ambientamento nella voliera di Monte Genis prima di essere liberato insieme agli altri 15 grifoni, provenienti prevalentemente dalla Spagna e dalla Repubblica Ceca. Tutti sono stati sottoposti a controlli sanitari e dotati di sistemi di identificazione e monitoraggio satellitare per seguirne gli spostamenti e l’adattamento alla vita selvatica. Sull’Isola, il recupero della specie è accompagnato da interventi per contrastare le principali minacce alla sua sopravvivenza: dalla creazione di una rete di stazioni di alimentazione alla prevenzione degli avvelenamenti, fino alla riduzione dei rischi di elettrocuzione e collisione con le infrastrutture. Misure necessarie a rendere più sicuro il ritorno dei grifoni nei territori dai quali erano scomparsi.

“Il ritorno in natura di un animale nato in un giardino zoologico è uno dei risultati più concreti del lavoro di conservazione che le nostre strutture possono svolgere”, dichiara Cesare Avesani Zaborra, presidente UIZA. “Il caso di Sky dimostra anche il valore dei suoi genitori. Animali che, pur non potendo essere reintrodotti, possono contribuire attraverso la riproduzione alla ricostituzione delle popolazioni selvatiche. Un lavoro che richiede competenze zoologiche, veterinarie e scientifiche, ma soprattutto la collaborazione con chi opera direttamente sul territorio. La conservazione non si esaurisce all’interno dei parchi zoologici: il suo obiettivo è produrre risultati anche negli ambienti naturali”, aggiunge.

Il grifone, grande rapace necrofago con un’apertura alare che può raggiungere i 2,8 metri, è famoso per essere un vero e proprio “spazzino della natura”: un ruolo ecologico che permette di ripulire l’ambiente da parassiti e malattie, grazie al consumo delle carcasse. In Italia ha subito un grave declino anche a causa dell’avvelenamento, della riduzione delle risorse alimentari e dell’impatto delle attività umane.

Papa Leone continua a cercare una tregua per la città di Oleshky: dopo Putin telefona a Zelensky

Roma, 19 ott. (askanews) – Dopo la telefonata con Putin, oggi il colloquio telefonico con Zelensky. Il Papa prosegue la sua attività diplomatica per favorire i colloqui e la pace tra Russia e Ucraina. “Nel corso della conversazione – riferisce una nota della sala stampa della Santa Sede – il Santo Padre ha richiamato la grave situazione nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, facendo riferimento alla richiesta di una tregua umanitaria già presentata al Presidente della Federazione Russa. Il Santo Padre ha auspicato che la collaborazione di entrambe le parti possa consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Il Santo Padre ha infine ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace”, conclude la nota.

Romanzo Criminale diventa opera lirica al Maggio Fiorentino

Firenze, 19 ott. (askanews) – “Sono partito dalla favola che c’è dietro questa storia cruda. Al primo incontro che ho avuto con De Cataldo, gli ho chiesto di raccontarmi in poche parole la favola che c’è dietro. È una favola che poi si esprime in termini di brutalità, una favola di quattro ragazzi nati diseredati che vogliono conquistare il trono, Roma, a tutti i costi. E lo fanno. E qui finisce il primo atto. Nel secondo atto lo perdono piano piano e finiscono sotto terra”: così il premio Oscar Nicola Piovani sintetizza il significato della trasposizione di Romanzo Criminale in opera lirica, che andrà in scena in prima assoluta veneri 23 ottobre al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

La nuova opera lirica, tratta dal celebre romanzo di Giancarlo De Cataldo, nasce dalla commissione congiunta della Fondazione del Maggio e della Fondazione Musica per Roma. Tre le repliche domenica 25, mercoledì 28 e sabato 31 ottobre.

Dopo le recite fiorentine l’opera sarà rappresentata nel 2027 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. L’opera sarà trasmessa da Rai Cultura in prima serata su Rai 3 venerdì 23 ottobre, alle 21.20, la sera stessa della prima. La regia televisiva è di Claudia De Toma. La regia dello spettacolo è di Massimo Popolizio e il libretto di Giancarlo De Cataldo, di Nicola Piovani le partiture. Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini. Le scene sono di Margherita Palli, i costumi di Silvia Aymonino, le luci sono curate da Pasquale Mari, la coreografia da Michele Abbondanza e le immagini da Jacopo Stoppa.

Mattarella dopo i cortei e i disordini: ogni violenza è inaccettabile, solidarietà alle forze dell’ordine

Roma, 19 ott. (askanews) – “Ogni violenza è inaccettabile. Alle forze dell’ordine, a quasi 200 feriti, va la piena solidarietà della comunità nazionale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’assemblea dell’Upi, Unione delle Province d’Italia, a Imperia.

“Occorre un’analisi intelligente e approfondita e va elaborata un’attenta vigilanza per contrastare una violenza che sembra esplodere in modo inatteso da soggetti inediti e che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili”, ha inoltre sottolineato il Presidente della Repubblica.

Sanremo Giovani, selezionati i 60 per le audizioni

Roma, 19 ott. (askanews) – La Commissione Musicale di Sanremo Giovani 2026, presieduta da Stefano De Martino in qualità di direttore artistico e composta da Noemi, Fabio Volo, Carlo Pastore, il Maestro Pino Perris, Ema Stokholma e dal vicedirettore Intrattenimento Prime Time Claudio Fasulo, ha concluso la prima fase di selezione individuando i 60 artisti ammessi alle audizioni dal vivo che si svolgeranno, come da tradizione, presso la Sala A di Via Asiago.

Il gruppo dei 60 selezionati è così composto: 55 singoli (24 donne e 31 uomini) e 5 gruppi. In testa il Sud e Isole con 23 partecipanti (20 singoli e 3 gruppi), parimerito Centro e Nord, con 17 singoli e 1 gruppo. Per l’estero ci sarà un’artista, nata a Malta, che prenderà parte alle audizioni.

Tra le regioni più rappresentate convocate alle audizioni il Lazio con 12 candidature di cui 10 singoli e 2 gruppi. Particolarmente significativo il dato emerso dall’edizione 2026 sul fronte della partecipazione femminile. Per la prima volta nella storia recente del concorso si registra infatti una sostanziale parità tra candidature maschili e femminili, a conferma di una crescente presenza delle giovani artiste nel panorama musicale nazionale. Dato che trova riscontro anche tra gli ammessi alle audizioni con una piccola prevalenza maschile. Al termine delle audizioni di Sanremo Giovani e Area Sanremo saranno 30 gli artisti e i gruppi che accederanno alla fase successiva del percorso selettivo. Da questi usciranno i sei finalisti, equamente suddivisi tra i due percorsi, che si sfideranno nella finale in programma venerdì 11 dicembre, in diretta su Rai 1, al Teatro del Casinò di Sanremo per conquistare l’unico posto disponibile nella sezione Campioni del prossimo Festival di Sanremo.

Festa di Roma, spot del Gruppo Fs tra treni d’epoca e memoria storica

Roma, 19 ott. (askanews) – Un viaggio tra carrozze d’epoca e treni storici per ripercorrere l’evoluzione del treno e gli spostamenti degli italiani. Un racconto per riscoprire il legame profondo tra il territorio e la storia del Paese, attraversando città, sogni e ispirazioni. Si sviluppa così, sulle note di “Felicità” di Lucio Dalla, il nuovo spot del Gruppo FS e di Fondazione FS Italiane diretto da Volfango De Biasi e presentato in occasione della 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma, un vero e proprio salto nel tempo attraverso epoche e atmosfere differenti, che evocano il passato ferroviario.

Per la prima volta sugli schermi, “Viaggiare in Italia, viaggiando nel tempo” invita lo spettatore a vivere un’esperienza unica, un passaggio continuo da un’epoca ad un’altra. La giovane protagonista (Serena De Ferrari), a cui è affidato il viaggio, dopo aver attraversato la Sala Reale della Stazione Centrale di Milano, sale su un treno storico e si ritrova immersa in epoche differenti come in un sogno, attraversando le diverse carrozze e il tempo che passa.

“Il mondo ferroviario e il cinema condividono da sempre un legame speciale, entrambi infatti raccontano il viaggio, il movimento e le storie delle persone, diventando testimoni delle trasformazioni della società e del Paese”, ha dichiarato Giuseppe Inchingolo, Vicedirettore Generale Corporate Gruppo FS. “La Festa del Cinema di Roma rappresenta un’occasione preziosa per rinnovare questo dialogo, raccontando un’Italia in movimento, capace di custodire le proprie radici e, allo stesso tempo, di guardare al futuro con una mobilità sempre più integrata e accessibile. Con questo progetto, insieme a Fondazione FS Italiane, vogliamo valorizzare un patrimonio storico e culturale che appartiene alla memoria collettiva degli italiani, riscoprendo l’evoluzione del treno e il suo ruolo nel connettere territori, comunità e generazioni attraverso il linguaggio cinematografico” ha aggiunto.

Sponsor ufficiale della kermesse cinematografica, il Gruppo FS è protagonista anche con “Pensiero Binario”, l’installazione dedicata a uno degli elementi più iconici e rappresentativi del mondo ferroviario. Realizzata dai designer Giulio Iacchetti e Luca Madonini e posizionata in corrispondenza dell’ingresso pedonale del red carpet, interpreta il binario come simbolo del viaggio, della connessione e del movimento, valori centrali nella missione del Gruppo FS. La partecipazione alla Festa del Cinema di Roma conferma l’impegno del Gruppo FS nel raccontare, anche attraverso l’arte e la cultura, un’Italia in movimento e in continua trasformazione. Un viaggio che parte dalle proprie radici e guarda al futuro, all’insegna di una mobilità sempre più sostenibile, integrata e accessibile.

Ordini Btp Valore a 3,4 mld, per Btp Insieme 1,19 mld in primo giorno

Milano, 19 ott. (askanews) – Si è chiuso il primo giorno del doppio collocamento dei Btp Valore che ha registrato complessivamente una domanda pari a circa 4,6 miliardi di euro. Il titolo “tradizionale”, quello con cedole trimestrali e tassi crescenti step-up, ha raccolto ordini per 3,417 miliardi (con 103.212 contratti sottoscritti), mentre per il Btp Valore Insieme, che riconosce una maxi-cedola unica del 22,25% al termine dei 5 anni insieme al rimborso del capitale, le richieste sono state inferiori e pari a 1,188 miliardi (45.357 contratti).

I due titoli saranno in collocamento fino alle 13 di venerdì 23 ottobre.

Esplodono le tensioni, le proteste incendiano le capitali europee sociali esplose

Roma, 19 ott. (askanews) – In Europa si profila un autunno caldo. Le tensioni sociali esplose da giorni e anche nell’ultimo fine settimana, soprattutto in Francia e in Italia, sono il sintomo di un malessere che attraversa il continente e non si limita alle periferie urbane. Dal Belgio all’Albania, passando per Portogallo e Spagna cresce la pressione su governi e istituzioni, alimentata dal caro vita, dall’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti e da un’emergenza abitativa sempre più difficile da arginare. Le ripercussioni dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina contribuiscono ad aggravare un quadro già segnato da fragilità economiche e tensioni politiche. Le rivendicazioni sociali si intrecciano con la crescente sfiducia nelle istituzioni, ampliando il terreno del conflitto e alimentando il rischio di nuove mobilitazioni.

Uno scenario che si inserisce in una fase delicata per gli equilibri politici europei, alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali destinati a mettere alla prova gli schieramenti tradizionali e a ridefinire i rapporti di forza nel continente.

FRANCIA In Francia, quella che era iniziata come una protesta spontanea nella periferia di Parigi ha raggiunto proporzioni senza precedenti, con gli studenti francesi che hanno denunciato sia le condizioni dello stato fatiscente dei propri istituti scolastici sia riforme in merito alle modalità di apprendimento delineate dal ministero dell’Istruzione e dell’Università.

Le manifestazioni del fine settimana sono degenerate in episodi di violenza culminati nell’incendio del municipio di Limoges e hanno portato all’arresto di 2.331 persone, il primo ministro Sebastien Lecornu ha definito ‘un miracolo’ il fatto che gli scontri non abbiano provocato vittime, sostenendo che c’è un progetto eversivo della sinistra radicale di creare disordini in vista delle prossime elezioni presidenziali.

Il governo francese si è impegnato a ‘proteggere le elezioni presidenziali’, ha affermato oggi Lecornu. ‘È stato dimostrato che abbiamo un movimento di estrema sinistra che vuole organizzare un profondo disordine nel Paese fino alle elezioni presidenziali’ ha proseguito Lecornu in conferenza stampa, citando i servizi segreti.

Nel suo discorso alla nazione, il presidente francese Emmanuel Macron ha tuttavia voluto precisare che è necessario distinguere tra chi ha compiuto atti sovversivi, attaccando le istituzioni locali e saccheggiando le attività commerciali, da chi ha scelto legittimamente di protestare. Se i primi devono essere puniti, con i secondi il presidente francese intende aprire un dialogo in vista del prossimo bilancio francese.

‘Bisogna anche guardare con chiarezza a ciò che viene espresso nel Paese, ha sottolineato Macron ricordando che alcuni manifestanti hanno espresso preoccupazione per il costo della vita e i prezzi del carburante, derivanti dal conflitto nel Golfo Persico, al quale la Francia non ha partecipato e di cui stiamo subendo le conseguenze’. ‘Comprendo appieno la loro preoccupazione. Tale preoccupazione viene espressa anche in diverse altre capitali europee’ ha riconosciuto Macron, invitando le parti sociali ad aprire un dialogo con il governo affinché le loro istanze possano essere prese in esame.

La protesta della gioventù francese è stata anche cavalcata dai gilet gialli, il famoso movimento di protesta transalpino, il quale ha deciso di unirsi alle manifestazioni, sottolineando la necessità di intervenire per limitare l’aumento dei prezzi. Per il 24 ottobre è prevista una nuova mobilitazione nazionale.

BELGIO L’ondata di contestazione francese ha oltrepassato il confine contagiando anche il Belgio dove le rivolte studentesche si sono intrecciate con il malcontento dei lavoratori e della società civile derivante dalla crescita dei prezzi e dell’energia. Nel corso delle ultime due settimane i sindacati belgi hanno indetto uno sciopero nazionale, oltre a mobilitare i lavoratori per protestare contro le misure adottate dal governo De Wever nell’ambito del piano di bilancio nazionale.

Con lo slogan ‘Non nelle nostre tasche’, circa 50.000 persone hanno partecipato alla manifestazione nazionale organizzata dalla FGTB (Federazione Generale del Lavoro Belga) a Bruxelles il 9 ottobre scorso. Proteste e manifestazioni che sono proseguite anche questo fine settimana, con giovani manifestanti che si sono scontrati con la polizia a Bruxelles. Secondo quanto riferito dal The Brussels Times, la manifestazione di questo fine settimana era composta principalmente da attivisti antifascisti, alcuni dei quali hanno utilizzato le barriere di un cantiere per avanzare verso la polizia, lanciando successivamente diversi oggetti contro gli agenti. In risposta, le forze dell’ordine hanno impiegato gas lacrimogeni e un idrante, respingendo i manifestanti verso la Gare du Midi.

SPAGNA Nella penisola iberica, le proteste che stanno animando le piazze spagnole sono legate principalmente alla crisi abitativa che colpisce il Paese. Le mobilitazioni sono esplose dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, un’anziana di 87 anni, dalla propria abitazione, in seguito a un aumento del canone d’affitto del 230% imposto da un fondo d’investimento. La donna è morta due settimane dopo, in seguito al ricovero in ospedale.

I manifestanti chiedono con forza una riduzione degli affitti, la fine degli sfratti e il divieto per i fondi d’investimento di acquistare immobili, ritenuti tra i fattori che contribuiscono all’aggravarsi dell’emergenza abitativa.

Sul fronte politico, dopo la bocciatura di un progetto di legge che prevedeva la proroga fino al 2030 della sospensione degli sfratti per le persone in difficoltà, il governo socialista di Pedro Sanchez è caduto. Il primo ministro ha convocato elezioni anticipate per domenica 29 novembre 2026. Nel frattempo l’esecutivo ha annunciato oggi un nuovo intervento per affrontare l’emergenza abitativa tra gli studenti universitari. Il piano prevede un investimento di 45 milioni di euro per creare 2.000 nuovi posti nelle residenze universitarie. ‘L’università non è immune al problema degli alloggi. Quando uno studente non può permettersi di vivere nel luogo in cui vorrebbe studiare, l’università cessa di essere un motore di prosperità e di pari opportunità’, ha sottolineato oggi Sanchez.

PORTOGALLO Appelli simili sono stati rivolti sabato anche in Portogallo, con centinaia di persone che si sono radunate nel centro di Lisbona. Nella capitale lusitana un accampamento di tende, simile a quello allestito a Madrid tre settimane fa, è stato creato da manifestanti che chiedono interventi per affrontare la crisi abitativa e l’aumento del costo della vita. Centinaia di manifestanti si sono radunati di notte in Piazza Rossio dopo una marcia che aveva coinvolto migliaia di persone provenienti da tutto il paese.

Secondo i dati ufficiali, i prezzi delle case in Portogallo sono aumentati del 124% tra il 2015 e il 2024, circa il doppio rispetto alla media UE. L’impatto è particolarmente pesante per i giovani e per chi vive a Lisbona.

Il primo ministro portoghese, Luis Montenegro, ha affermato che il suo governo comprende la volontà dei cittadini di ‘esprimere la propria indignazione per quelle che, a loro avviso, potrebbero essere delle lacune nelle politiche pubbliche’. Tuttavia, ha messo in guardia gli avversari politici dal ‘importare in Portogallo un clima di instabilità e protesta che, di fatto, non trova sostegno nella società portoghese.

ALBANIA L’Albania è attraversata da mesi di tensioni, con i giovani albanesi che sono scesi in piazza per protestare contro le politiche del governo e chiedere le dimissioni del primo ministro Edi Rama, al potere dal 2013.

Le manifestazioni del fine settimana si sono trasformate in disordini a Tirana con i manifestanti che hanno infranto vetrine, assaltato una banca e si sono scontrati con la polizia. Queste proteste fanno seguito a mesi di manifestazioni perlopiù pacifiche che, secondo gli studenti, il governo ha ignorato.

Gli studenti hanno accusato i funzionari governativi di corruzione e di negligenza nei confronti dell’istruzione e si sono detti indignati per la vendita di tratti incontaminati della costa albanese a un progetto di sviluppo di resort di lusso sostenuto dal genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner.

Rama, dal canto suo, ha respinto le richieste di dimissioni e ha sostenuto che le proteste di piazza rappresentano una minaccia non per il suo governo, ma per le speranze dell’Albania di entrare a far parte dell’Unione Europea. Il primo ministro albanese ha inoltre elogiato il lavoro delle forze dell’ordine e annunciato oggi un premio di 2.500 euro per ciascun agente di polizia impegnato in prima linea durante le proteste degli ultimi giorni. Rama ha altresì anticipato un significativo aumento degli stipendi degli agenti, che entrerà in vigore dal prossimo 1° gennaio.

ITALIA La tensione che sta serpeggiando in Europa ha trovato eco anche nel tessuto sociale italiano, dove ai disordini registrati a Milano, Torino e Bologna si affiancano la grande mobilitazione promossa dalla Cgil a Roma, durante la quale il segretario generale Maurizio Landini ha indetto lo sciopero generale per il prossimo 20 novembre, e il crescente malcontento degli autotrasportatori nel Mezzogiorno.

‘Ci mettiamo a disposizione di questo processo di cambiamento per rimettere al centro la giustizia sociale’, ha affermato Landini dal palco di piazza del Popolo, perché ‘non è il momento di chiedere ai giovani di battersi, è il momento che noi ci battiamo per ottenere i diritti che loro non hanno e lo sciopero è lo strumento più solidale che esiste’, ha sostenuto il sindacalista, sottolineando la necessità di unire le due lotte sociali: quella dei lavoratori e quella degli studenti.

Nel Mezzogiorno le proteste degli autotraportatori contro il caro-gasolio si stanno diffondendo dalla Puglia alla Sicilia, dal Molise alla Calabria in maniera pacifica, con una mobilitazione che parte dalla richiesta al governo di intervenire su rincari giudicati non più sostenibili dei prezzi dei carburanti. Di segno diverso quanto accaduto a Milano nel fine settimana, dove le manifestazioni sono state accompagnate da episodi di violenza e saccheggi ai danni di numerosi negozi del centro cittadino. Tra sabato e domenica si sono verificati anche scontri con le forze dell’ordine, che hanno portato al fermo di 271 persone. Tra queste, secondo i dati riportati, figurano 60 stranieri e 220 minorenni.

Proprio il quadro dei disordini di piazza è stato al centro del vertice sull’ordine pubblico tenutosi oggi a Palazzo Chigi, presieduto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel corso della riunione è stata analizzata l’ondata di proteste che ha interessato diverse città italiane nei giorni scorsi. Dall’esame è emerso un fenomeno complesso, caratterizzato da elementi di novità anche rispetto al passato più recente e da una pluralità di motivazioni ancora da decifrare.

Ferma restando la volontà di tutelare la libertà di manifestazione del pensiero e il diritto a svolgere pacificamente le proteste, nel corso del vertice è stata ribadita la determinazione del governo a garantire una risposta ferma dello Stato, con particolare attenzione al contrasto delle condotte delinquenziali e criminali.

Augusto (VDP): “dai mercati Africa e Mena nuove sfide globali

Roma, 19 ott. – VDP S.r.l. ha preso parte al “Joint Seminar Italian-Spanish Engineering 2026”, l’appuntamento promosso da OICE e Tecniberia per rafforzare la sinergia italo-spagnola nel settore delle grandi opere. La tappa di Roma, incentrata sulle opportunità nei mercati di Africa e area MENA con World Bank e African Development Bank, segue l’edizione 2025 di Madrid. Tiziana Augusto, Proposal Manager di VDP ha così commentato l’iniziativa:

“Il focus sull’Africa e sulla regione MENA, insieme al coinvolgimento delle istituzioni e di grandi partner come la World Bank e l’African Development Bank, conferma l’importanza di unire le forze di fronte a sfide globali che richiedono competenze integrate, visione strategica e capacità di operare in contesti complessi. Per VDP la presenza a Roma è la naturale prosecuzione del percorso avviato a Madrid: crediamo fortemente nello scambio e nella cooperazione per generare crescita reciproca.

Siamo pronti a mettere in campo la nostra esperienza multidisciplinare e una visione fondata su innovazione, sostenibilità e responsabilità, certi che le sinergie consolidate oggi daranno vita a progetti capaci di creare un impatto positivo e duraturo nei territori. Un sentito ringraziamento va a OICE, Tecniberia e a tutte le realtà coinvolte per aver promosso questa importante occasione di confronto”.

Milano Wine Week al via: la città trasforma il vino in esperienza

Milano, 19 ott. (askanews) – È ufficialmente entrata nel vivo la nona edizione della Milano Wine Week, la nove giorni che fino al 25 ottobre trasforma il capoluogo lombardo nella capitale dell’enologia. Un appuntamento imperdibile tra business, cultura e lifestyle, con oltre 100 attivazioni diffuse in tutta la città.

A tracciare lo spirito di questa edizione è il Presidente di Milano Wine Week, Federico Gordini: “La Milano Wine Week evolve ogni anno, evolve sia per rappresentare ovviamente al meglio quello che è il nostro settore di ispirazione e di racconto che è il vino, il vino che è in una fase di profondo cambiamento, non solo perché cambiano i consumi ma perché cambiano ovviamente le priorità delle aziende nel racconto, nella comunicazione soprattutto al consumatore finale e in particolare alle nuove generazioni”.

Il centro direzionale per i professionisti è il Milan Marriott Hotel, che ha inaugurato la manifestazione sabato 17 ottobre con il Wine Hospitality Forum e la consegna della prima edizione dei Wine Hospitality Awards, dedicati alle 50 migliori realtà dell’accoglienza italiana.

Nuovamente l’intervento del Presidente della MWW: “Abbiamo premiato, nel corso della manifestazione, le migliori 50 cantine italiane per ospitalità. Cantine che arrivano da territori diversissimi ma tutti caratterizzati dall’eccellenza ed esperienze sempre più straordinarie e soprattutto adeguate a tutti i target di consume. Infatti, andiamo dal target extra lusso alle esperienze più casual che vengono frequentate nei weekend dalla generazione Z. Quindi c’è davvero un plateau di esperienze molto importante ed è una rappresentanza del mondo del vino forte. Milano cosa può fare per questo settore? Tantissimo!”.

Per il grande pubblico, il punto di riferimento è l’Enoteca MWW al Dazio di Levante dell’Arco della Pace: una cantina che propone al pubblico centinaia di etichette con un prezzo accessibile e il progetto “Il vino cambia forma” di Mario Di Paolo.

Ancora un’analisi del Presidente Gordini: “La cosa più divertente è che il consumatore può prima vedere la mostra e poi degustare le stesse etichette all’interno della Wine Bar della manifestazione, che è realizzata in collaborazione con uno dei locali più importanti di Milano, l’Alchimia, gestito e curato da Alberto Tasinato e che avrà un’offerta food molto particolare: anche lì andiamo a giocare sulla milanesità con la micchetta, che è il nostro pane tipico, accoppiato con i salumi. Offriremo anche una versione dedicata a chi non mangia i salumi, grazie ad un pairing perfetto con i vini che saranno la rappresentazione non solo della mostra ma delle principali realtà che partecipano a Milano Wine Week”.

L’hub ai Dazi rimarrà aperto tutti i giorni fino a sera con eventi quotidiani, guidando la città verso il Closing Party di domenica 25 ottobre.

Il vertice a Palazzo Chigi, il governo studia decreto dopo i cortei: "Risposta ferma alle violenze"

Roma, 19 ott. (askanews) – Un’ora e mezza di riunione per ribadire che se da una parte si intende garantire la libertà di manifestare, dall’altra serva una “risposta ferma” dello Stato. Allo studio, infatti, ci sarebbero nuove misure e non si esclude il varo di un decreto anche in tempi brevi.

E’ quanto emerge dal vertice dedicato al tema dell’ordine pubblico, presieduto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che si è tenuto oggi a palazzo Chigi e al quale hanno partecipato i vicepremier Matteo Salvini (in video collegamento) e Antonio Tajani, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), i vertici delle Forze dell’ordine e dell’intelligence.

Nell’incontro, si spiega, è stata svolta un’analisi dei disordini che si sono verificati in diverse città e, secondo quanto viene riferito, sarebbe emerso che si tratta si un fenomeno “complesso”, con aspetti di novità rispetto al passato, anche recente, e con una varietà di causali da decifrare.

Da una parte, dunque, si sottolinea la volontà di garantire la libertà di manifestazione del pensiero e il diritto a svolgere liberamente manifestazioni pacifiche, ma allo stesso tempo è stata ribadita la determinazione dello Stato a dare una “risposta ferma”, in particolare per quanto riguarda il contrasto delle condotte delinquenziali e criminali.

Il governo, dunque, sta approfondendo ulteriori misure proposte dalle Forze di polizia per individuare altri interventi per rendere più efficaci le attività di prevenzione e contrasto di questi fenomeni.

Poste Italiane, passaporti da record

Roma, 19 ott. (askanews) – Il servizio di rilascio e rinnovo dei passaporti di Poste Italiane si conferma un punto di riferimento sempre più importante per i cittadini, con oltre 300 mila richieste presentate presso gli uffici postali. Di queste, 240 mila sono state effettuate nei circa 7 mila uffici postali dei comuni con meno di 15 mila abitanti. Prosegue inoltre il percorso di trasformazione previsto dal Progetto Polis: in 24 province, tra cui Agrigento, Bari, Bolzano, Firenze, Imperia e Pisa, i lavori di ammodernamento degli uffici postali sono stati completati. Complessivamente, sono oltre 6.200, pari al 90% dell’intera rete interessata dal progetto, gli uffici postali che hanno già concluso gli interventi di rinnovamento. Il servizio del TG Poste.

Cortei, dopo vertice ipotesi decreto. "Risposta ferma a atti deliquenziali"

Roma, 19 ott. (askanews) – Un’ora e mezza di riunione per ribadire che se da una parte si intende garantire la libertà di manifestare, dall’altra serva una “risposta ferma” dello Stato. Allo studio, infatti, ci sarebbero nuove misure e non si esclude il varo di un decreto anche in tempi brevi.

E’ quanto emerge dal vertice dedicato al tema dell’ordine pubblico, presieduto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che si è tenuto questa mattina a palazzo Chigi e al quale hanno partecipato i vicepremier Matteo Salvini (in video collegamento) e Antonio Tajani, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), i vertici delle Forze dell’ordine e dell’entelligence.

Nell’incontro, si spiega, è stata svolta un’analisi dei disordini che si sono verificati in diverse città e, secondo quanto viene riferito, sarebbe emerso che si tratta si un fenomeno “complesso”, con aspetti di novità rispetto al passato, anche recente, e con una varietà di causali da decifrare.

Da una parte, dunque, si sottolinea la volontà di garantire la libertà di manifestazione del pensiero e il diritto a svolgere liberamente manifestazioni pacifiche, ma allo stesso tempo è stata ribadita la determinazione dello Stato a dare una “risposta ferma”, in particolare per quanto riguarda il contrasto delle condotte delinquenziali e criminali.

Il governo, dunque, sta approfondendo ulteriori misure proposte dalle Forze di polizia per individuare altri interventi per rendere più efficaci le attività di prevenzione e contrasto di questi fenomeni.

San Marino e Ue, insieme ad Andorra, firmano accordo di associazione

Roma, 19 ott. (askanews) – La Repubblica di San Marino e l’Unione europea, insieme al Principato di Andorra, hanno firmato oggi a Palazzo Berlaymont, sede della Commissione europea, l’Accordo di associazione, raggiungendo un traguardo storico destinato a segnare in modo profondo il futuro del Paese e il suo rapporto con l’Europa. La cerimonia di firma si è svolta alle ore 13 a Palazzo Berlaymont, si legge in un comunicato. L’Accordo di associazione è stato firmato dal Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Luca Beccari, per la Repubblica di San Marino e dal Commissario europeo Maros Sefcovic per l’Unione europea. Contestualmente è stato firmato l’Emendamento alla Convenzione Monetaria, per l’Unione europea dal Commissario Valdis Dombrovskis.

La firma rappresenta il compimento di un percorso politico e negoziale lungo e complesso, portato avanti con determinazione e con la consapevolezza che il rafforzamento delle relazioni con l’Unione europea costituisce una scelta strategica per San Marino. Un risultato che proietta la Repubblica in una nuova fase dei rapporti con l’Europa, aprendo prospettive concrete per cittadini, imprese e istituzioni.

È un momento che va oltre il valore formale di una firma. È una decisione che racconta la capacità di un piccolo Stato di affrontare con ambizione e responsabilità le sfide del proprio tempo, tutelando la propria identità e costruendo nuove opportunità di crescita, cooperazione e sviluppo. “Oggi è uno di quei giorni destinati a rimanere nella storia di San Marino. La firma dell’Accordo di associazione con l’Unione europea è una pietra miliare e un punto di partenza di un nuovo capitolo, frutto di un percorso di quasi undici anni, sostenuto da quattro governi sammarinesi, che porta il Paese a una maggiore integrazione nel mercato unico europeo e, dopo 40 anni di relazioni, a diventare ‘partner’ e non più solo amico dell’Unione. Il traguardo conseguito oggi ci riempie di orgoglio e di soddisfazione, perché dà concretezza a un lavoro fatto di impegno politico, competenza tecnica, confronto e determinazione. È il risultato di una scelta consapevole: guardare al futuro, rafforzare il legame con l’Europa e offrire al nostro Paese nuove opportunità, senza rinunciare alla nostra identità e alla nostra autonomia”, ha dichiarato il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Luca Beccari.

“Dietro questo momento ci sono il lavoro di tante persone, la fiducia nelle istituzioni e la convinzione che San Marino possa affrontare da protagonista le trasformazioni che ci attendono. Oggi celebriamo un risultato straordinario; da domani avremo la responsabilità di tradurlo in benefici concreti per la Repubblica e per i suoi cittadini, ha concluso Beccari.

Secondo Sefcovic, con la firma di questo accordo di associazione si è aperto “un nuovo capitolo di partenariato più profondo tra l’Unione europea, Andorra e San Marino”. “Invia un segnale chiaro: in un momento di incertezza geopolitica e crescente frammentazione, la nostra risposta non è l’isolamento ma la collaborazione. Avvicinando le nostre economie e società, questo accordo rafforzerà la nostra resilienza collettiva, apportando maggiore stabilità, prevedibilità e opportunità. L’Unione europea ha tenuto e terrà conto delle caratteristiche peculiari di Andorra e di San Marino e resterà impegnata al loro fianco anche in futuro”, ha commentato.

San Marino firma oggi una scelta di futuro, si legge nella nota. La firma dell’Accordo apre la strada a una nuova stagione di relazioni, destinata a elevarsi a un livello più alto e strutturato, ampliando le opportunità di dialogo, scambio e collaborazione con le istituzioni europee.

Familiari dei fermati per gli scontri di Milano attendono in Questura

Milano, 19 ott. (askanews) – Aspettano davanti alla Questura di Milano o nei bar della zona in via Fatebenefratelli, sono i genitori dei giovani fermati per gli scontri scoppiati nel centro della città tra sabato e domenica. Le forze dell’ordine hanno accompagnato in Questura 271 persone, di cui ben 220 minorenni.

“Sono stanca, qui c’è mio figlio, sono preoccupata, tutti i genitori sono preoccupati, mi hanno detto dell’arresto alle 2 di notte, ma non ho sentito mio figlio, non gli hanno fatto fare la telefonata. Lui ha 14 anni e mezzo”.

Alcuni sono stati portanti nel carcere minorile Beccaria, altri già a San Vittore, altri ancora attendo ancora in Questura.

“Mio figlio è disabile al 100% e lo hanno portato a San Vittore”.

Alcuni sono usciti perchè ritenuti estranei alle violenze come dice “Marco”, nome di fantasia, che era stato stato fermato in Duomo. I suoi amici sono ancora in questura.

“Hanno deciso di fermarci perchè hanno pensato che noi potevamo avere delle armi e rompere le vetrine”

C’è comunque poca voglia di parlare con i tanti i giornalisti presenti sul luogo, tra i familiari c’è preoccupazione per quello che accadrà ma anche rabbia.

Ucraina, Zelensky: Starlink ancora limitato in diverse zone del fronte

Roma, 19 ott. (askanews) – I sistemi di guida che si avvalgono della rete di comunicazione satellitare statunitense Starlink – e della sua versione militare, Starshield – continuano a non funzionare correttamente a velocità superiori ai 130-161 km/h in diverse aree del fronte. A denunciarlo è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky tramite Telegram.

“Ciò rallenta la nostra logistica al fronte e limita l’impiego di varie tipologie di droni, in particolare quelli d’attacco a medio raggio e i velivoli a reazione destinati a intercettare i droni russi di tipo Shahed”, sottolinea Zelensky, il quale attribuisce tale limitazione alle autorità statunitensi – circostanza che queste ultime smentiscono.

Secondo il quotidiano Telegraph, che cita quattro fonti vicine alle discussioni, Elon Musk – a capo di SpaceX, l’azienda che fornisce il servizio – avrebbe proposto tali limitazioni a Donald Trump. Secondo una di esse, il presidente ha dato il proprio assenso, aprendo la strada alla loro attuazione da parte del Pentagono.

Daniele Silvestri, a febbraio riparte dall’Europa "Canzoni a sdraio"

Roma, 19 ott. (askanews) – Dalla Spagna al Regno Unito, passando per Germania, Francia e Belgio, fino al ritorno nei teatri italiani. Daniele Silvestri rilancia nel 2027 “Canzoni a sdraio”, il progetto con cui ha riportato alla luce brani del proprio repertorio, rileggendoli attraverso arrangiamenti nuovi e una dimensione sonora intima e diretta. Canzoni, parole e testimonianze che appartengono al passato, ma che si fanno chiave di lettura del presente. Perché la musica può essere molto più di un’esperienza d’ascolto: può diventare una finestra sulla realtà.

Dopo il successo del tour estivo, l’artista sarà protagonista di due nuovi itinerari dal vivo: “Canzoni a sdraio in Europa”, a febbraio e marzo, e “Teatri a sdraio”, in Italia, tra marzo e maggio.

Il progetto si prepara a evolversi anche nella dimensione dello spettacolo, arricchendo il dialogo tra musica e racconto e aprendo nuove prospettive sulle canzoni e sui temi che attraversano il repertorio di Silvestri. Un percorso in cui la memoria, anche attraverso materiali e testimonianze del passato, può contribuire a interrogare l’attualità, dando vita a uno spettacolo che non si limita a riproporre brani, ma invita a riascoltarli alla luce del presente.

Al centro del progetto, nato attorno all’album ‘Canzoni a sdraio (Live in studio)’, pubblicato il 12 giugno per Epic Records / Sony Music Italy, c’è l’idea che le canzoni non abbiano una data di scadenza. Non brani dimenticati, ma composizioni che meritano una seconda vita e che, anche a distanza di anni, conservano la capacità di raccontare il presente.

Registrato in presa diretta, senza sovraincisioni, il disco, come il tour, rilegge i brani attraverso una formazione in trio che affianca Silvestri (voce, chitarre e pianoforte), a Davide Savarese (batteria e percussioni), e Marco Santoro (fagotto e tromba). Una scelta musicale che mette al centro le parole, le melodie e la relazione tra i musicisti, lasciando spazio anche alle imperfezioni e agli imprevisti che rendono unico ogni incontro dal vivo.

Dai brani risalenti agli anni Novanta alle composizioni più recenti, fino all’inedito “Sana e robusta Costituzione”, il progetto attraversa una scrittura che intreccia ironia, osservazione sociale e riflessione civile. Un percorso che conferma la cifra artistica di Silvestri e la sua capacità di rileggere il proprio repertorio facendo emergere nuovi significati attraverso arrangiamenti spogliati dell’impianto originale.

Il tour europeo “Canzoni a sdraio in Europa” partirà il 25 febbraio da Barcellona, al Teatre Aliança del Poblenou, per proseguire il 26 febbraio a Valencia, alla Sala Rambleta, e il 28 febbraio a Mallorca, al Teatre Inca. A marzo sono in programma le tappe del 4 a Berlino, al Frannz, del 6 a Parigi, al Bal Chavaux, del 10 a Bruxelles, all’Istituto Italiano di Cultura, già sold out, dell’11 marzo ancora a Bruxelles, al VK, e del 12 marzo a Londra, alla O2 Academy Islington.

Dal 23 marzo Silvestri tornerà invece a esibirsi in Italia con “Teatri a sdraio”, prodotto e organizzato da OTR Live. La tournée partirà da Trento, all’Auditorium Santa Chiara, per toccare il 24 marzo Torino, al Teatro Colosseo, il 25 marzo Genova, al Verdi Teatro, il 30 marzo Milano, al Teatro Lirico Giorgio Gaber, e il 31 marzo Firenze, al Teatro della Pergola. Ad aprile sono previsti i concerti del 5 a Perugia, al Teatro Morlacchi, del 6 a Pescara, al Teatro Massimo, del 7 a Bari, al Teatro Petruzzelli, del 12 a Bologna, al Teatro Duse, del 14 a Venezia, al Teatro Goldoni, del 22 a Palermo, al Teatro al Massimo, e del 27 e 28 a Cagliari, al Teatro Massimo. Il tour si concluderà a Roma, al Teatro Argentina, con i due appuntamenti del 4 e 5 maggio.

Tutte le info su otrlive.it

Paolo Coletta: con “Interno familiare” porto l’opera buffa al cinema

Roma, 19 ott. (askanews) – Dopo averlo portato a teatro, il compositore e drammaturgo Paolo Coletta ha esordito al cinema con “Interno familiare”, presentato alla Festa di Roma nella sezione Freestyle, tratto dal racconto omonimo di Anna Maria Ortese. Tutto si volge in poche ore, a Napoli, alla vigilia di Natale. Non teatro filmato ma un film musicale, un’opera buffa e folle, l’ha definita il regista, tra parole e canto, sogno e realtà.

“Abbiamo fatto un film pazzo nel suo linguaggio e nell’aver scelto la strada della parola cantata, non è un musical ma un film che ha raccolto la sfida del riprendere il linguaggio dell’opera buffa. E se qualcuno che non ha mai assistito all’opera andasse a scoprire anche l’ironia pazzesca di quel periodo, del ‘700, in cui Napoli era la culla dell’opera buffa io già sarei contento”.

La protagonista del racconto di Ortese qui è più giovane: Anastasia, che regge sulle sue spalle la famiglia ma viene messe in crisi dal ritorno a Napoli di un amore mai dimenticato e inizia a interrogarsi sulla sua identità, è Marianna Fontana, che ha parlato di un’esperienza totalizzante.

“Inizialmente ho avuto un po’ paura – ha detto l’attrice – perché è un libro veramente intoccabile, che racconta una Napoli con una prospettiva totalmente diversa”. Un film che spera possa arrivare ai giovani: “Anastasia è una donna che veramente cerca la sua identità”. “Può rappresentare un altro tipo di femminilità che non è una femminilità accondiscendente, non è una femminilità dolce, ma è una donna con un carattere spigoloso, che ha la sua identità e che tramite questo desiderio si scopre” ha detto l’attrice. Nel cast anche Mariangela D’Abbraccio e Giovanna Sannino.

Festa Roma, "Spaccanapoli Times", arte e teatro contro disumanizzazione

Roma, 19 ott. (askanews) – Alla Festa del cinema di Roma i due fondatori del Teatro Segreto Ruggero Cappuccio e Nadia Baldi hanno presentato il film “Spaccanapoli Times”, un inno al teatro, all’arte e anche alle fragilità umane in un mondo dominato da tecnologia e consumismo. Protagonisti quattro fratelli interpretati dallo stesso Cappuccio, da Giovanni Esposito, Gea Martire, Franca Abategiovanni, che si ritrovano nella casa di famiglia e che tra ricordi, eccessi, stravaganze mostrano tutta la loro umanità.

Le regista Nadia Baldi alla Festa di Roma ha spiegato: “Sono quattro facce della stessa medaglia, sono degli elementi che raccontano come è ancora possibile umanizzare l’essere umano, visto che stiamo andando verso la degenerazione umana, siamo dei piccoli criceti in una ruota. Loro con i loro mondi, con la loro sensibilità ci raccontano l’essenza dell’uomo, la possibilità di emozionarsi, essere a contatto uno con l’altro, provare emozioni reali”.

Il film, che ha toni comici e surreali, mostra che l’arte e gli artisti rappresentano ancora un antidoto e un argine alla disumanizzazione. “L’arte, la bellezza, la cultura, possono essere un segnale, uno strumento, per poter rimanere ancorati all’essere umano, non a questa deriva che ci sta allontanando da noi”, ha detto la regista, che ha aggiunto: “La vera rivoluzione è il teatro, il vero progresso. Chiunque entra in un teatro deve disconnettersi per connettersi con l’emozione che un altro essere umano ti regala”.

MAF 2026: vent’anni di innovazione audiovisiva

Milano, 19 ott. (askanews) – Vent’anni di storia e una nuova identità per guardare al futuro dei media. A Milano, il MAF 2026, il Multimedia Audiovisual Forum, ha riunito i protagonisti dell’industria audiovisiva. Al centro dell’edizione, una svolta importante: HD Forum Italia cambia nome e diventa Media Innovation Forum Italia, ampliando la propria missione per rappresentare un ecosistema sempre più interconnesso. Un’evoluzione che nasce dal percorso compiuto dal 2006 a oggi. Dall’Alta Definizione a uno scenario in cui televisione, piattaforme digitali e nuove tecnologie condividono sfide e opportunità.

“Questa giornata la dedichiamo a tutti i nostri amici, partner e associati in cui ci vediamo, esponiamo gli stand, facciamo vedere le novità e raccontiamo quello che sarà il futuro. Passati i primi 20 anni ci sarà un’evoluzione e gli altri dovranno ragionare perché alcuni di noi sono a fine corsa” ha dichiarato Tonio Di Stefano, Presidente di HD Forum Italia.ù

Il cambio di nome rappresenta molto più di una nuova identità: è un’apertura verso nuove competenze e professionalità, con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra imprese, università, istituzioni e centri di ricerca.

“E’ un luogo in cui si può fare network e in cui si può conoscere questo mondo che si sta ampliando. Era un semplice lavoro tecnico, ma ora sta diventando qualcos’altro. Siamo fiduciosi del fatto che oggi vengano fuori belle idee” ha aggiunto Stefania Sagona, Vice Presidente di HD Forum Italia.

Con il nuovo Statuto, l’associazione amplia il proprio perimetro e punta a rafforzare il dialogo tra i protagonisti dell’ecosistema dei media, mantenendo il MAF come spazio di confronto e condivisione dell’innovazione.

“Sono tematiche di grande innovazione e che stiamo vedendo che impattano in questo settore, nel mondo audiovisivo, in modo rilevante perché la tecnologia è prominente e ci spinge ad essere più veloci e produttivi. HD Forum cambia nome e si chiamerà Media Innovation Forum Italia. Un cambiamento che ci porta ad ampliare il mondo verso la produzione, l’innovazione a 360 gradi e la normativa che è così importante e prende parte ad ogni evoluzione di oggi” ha concluso Benito Mari, Segretario di HD Forum Italia.

L’esperienza di vent’anni diventa così il punto di partenza per una nuova fase. Media Innovation Forum Italia raccoglie l’eredità di HD Forum Italia e guarda al futuro, mettendo in rete competenze e protagonisti dell’innovazione.

Unhate Foundation e il Gemelli insieme per il benessere mentale

Roma, 19 ott. (askanews) – Può l’arte curare la mente? È questa la domanda intorno alla quale si è svolto presso la Libreria Feltrinelli di Largo Argentina a Roma l’incontro su come i linguaggi creativi possano essere dei veri alleati nei percorsi di cura dei giovani. A supporto di questa convinzione, sono stati presentati i risultati del progetto Art4Mind promosso da Unhate Foundation, realtà del terzo settore ideata da Alessandro Benetton e sostenuta da Mundys, Edizione e Aeroporti di Roma in collaborazione con la UOC di Psichiatria Clinica e d’Urgenza della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, che dimostrano, con i fatti, come il benessere psicologico sia strettamente legato alle arti.

Le parole di Irene Boni, Consigliere Delegato di Unhate Foundation: “Il benessere psicologico è una condizione fondamentale perché un giovane possa riconoscere il proprio valore, costruire relazioni e riuscire a immaginare il proprio futuro. Oggi vediamo crescere fragilità che non possono essere affrontate solo quando diventano emergenza: abbiamo bisogno di creare più spazi, linguaggi e opportunità attraverso cui ragazze e ragazzi possano esprimersi e ritrovare risorse. È da questa convinzione che nasce Art4Mind. Con il Gemelli abbiamo scelto di non limitarci a finanziare dei laboratori artistici, ma di costruire una vera sperimentazione, mettendo insieme competenze cliniche, artistiche e culturali e misurandone gli effetti. I primi risultati, ancora preliminari, sono molto incoraggianti: ci dicono che vale la pena continuare. La nostra ambizione ora è consolidare le evidenze, ampliare il numero di giovani coinvolti e capire se questo approccio possa diventare un modello replicabile anche in altri contesti di cura e di prevenzione. È esattamente il ruolo che immaginiamo per Unhate: connettere mondi diversi per trasformare buone intuizioni in opportunità concrete e, quando funzionano, accessibili a sempre più giovani.”

La valutazione scientifica condotta dal Policlinico Gemelli evidenzia un impatto favorevole su diverse dimensioni psicologiche e riabilitative: la resilienza ha registrato un incremento significativo da 25,9 a 29,3 punti (p = 0,035) con un miglioramento nel 62,5% dei partecipanti. Anche la regolazione emotiva può constatare un miglioramento nel 75% dei giovani coinvolti, il dato individuale più elevato, mentre i sintomi depressivi sono stati ridotti in media di oltre 3 punti al BDI-II (Beck Depression Inventory) con un miglioramento nel 70,8% dei partecipanti. Per l’aderenza terapeutica, invece, aumento da 22,3 a 24,1 punti, con trend verso la significatività (p = 0,055). Stress, ansia e distress psicologico migliorati individualmente tra il 54% e il 58%. Infine, segnali positivi nelle dimensioni di alienazione e approvazione degli stereotipi.

L’intervista a Gabriele Sani, Direttore della UOC di Psichiatria della Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS: “Questo è un giorno molto importante di cui siamo veramente felici. È la fine di un primo percorso nel quale abbiamo veramente misurato i dati di un concetto che avevamo ben chiaro in mente: la bellezza ha una valenza oltre che estetica profondamente etica e veramente terapeutica e questo migliora la capacità dei ragazzi di rispondere ai problemi della vita e diminuisce la percentuale d’ ansia, diminuisce la depressione, quindi sono veramente risultati importanti”.

La cura può parlare più linguaggi, e l’arte può rappresentare uno spazio complementare di espressione, relazione e sviluppo personale. Nel concreto, lungo Art4Mind sono stati realizzati tre laboratori artistici, rivolti agli Under 30, incentrati su poesia, scrittura creativa e fotografia.

Il commento del “Poeta della Serra”, partner di Art4Mind: “È difficile spiegarlo a parole perché è una questione emotiva. Non è un lavoro come gli altri, è un lavoro che ha a che fare con i rapporti che si vengono a creare giorno per giorno quindi non è soltanto spiegare cosa sia la poesia ai ragazzi, ma è entrare tutti insieme in un mood condiviso e quindi entrare nell’essenza stessa di quella che è la poesia. La poesia nasce come qualcosa che si narrava intorno a un fuoco e che univa le persone.”

Per l’occasione è stata inoltre presentata per la prima volta in Italia il libro “L’arte che cura. Nuove evidenze scientifiche” di Daisy Fancourt, psicobiologa ed epidemiologa, che dimostra tramite evidenze scientifiche come la cultura incida profondamente sul benessere psicologico.

Nel complesso, si può dire come i primi dati scientifici su Art4Mind dimostrano come l’arte non sia soltanto una forma espressiva, ma una vera e propria risorsa terapeutica capace di restituire speranza e benessere psicologico ai più giovani.

Sanità, da AIFA ok a rimborsabilità terapia per LAL-D

Roma, 19 ott. (askanews) – Alexion, AstraZeneca Rare Disease, ha annunciato che l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di sebelipase alfa. È la prima terapia enzimatica sostitutiva disponibile in Italia per i pazienti di tutte le età affetti da deficit di lipasi acida lisosomiale (LAL-D), una patologia metabolica genetica ultra-rara e progressiva che provoca l’accumulo di lipidi nel fegato e in altri organi, fino a causare gravi danni multiorgano e morte prematura.

“Si tratta di una malattia genetica autosomica recessiva che colpisce il gene LIPA su entrambi gli alleli, riducendo quasi del tutto l’attività dell’enzima. Questo enzima ha il compito di scindere gli esteri del colesterolo e i trigliceridi a livello lisosomiale. La sua inattività comporta un accumulo di queste sostanze nei lisosomi, provocando una sofferenza d’organo, in particolare a carico del fegato e del sistema cardiovascolare. L’impossibilità di smaltire gli esteri del colesterolo nei lisosomi innesca infatti un meccanismo che ne aumenta l’esportazione: di conseguenza, i pazienti presentano un quadro di ipercolesterolemia con bassi livelli di colesterolo ‘buono’ e un accumulo di grasso al fegato, esponendosi a un elevato rischio sia epatico che cardiovascolare” ha dichiarato Umberto Vespasiani Gentilucci, Responsabile Unità Malattie Autoimmuni e Metaboliche del Fegato, Campus Bio-Medico.

Il fattore tempo è cruciale: nella forma neonatale più grave (sindrome di Wolman), senza cura l’89% dei neonati non supera il primo anno di vita. In età pediatrica e adulta la malattia evolve più lentamente ma con danni progressivi.

La terapia agisce direttamente sulla causa della malattia sostituendo l’enzima carente. Con la decisione di AIFA i pazienti italiani dispongono finalmente di una cura mirata, mentre l’iter per la rimborsabilità prosegue nel resto dell’Unione Europea.

“Il paziente si rende conto che la propria vita sta cambiando e migliorando, riacquistando così fiducia nel futuro. Si tratta di un’innovazione che deve coinvolgere l’intero sistema di cura: questo deve accompagnare il paziente, strutturando per lui un percorso assistenziale continuo, dall’infanzia fino all’età adulta e poi alla terza età” ha aggiunto Manuela Vaccarotto, Vicepresidente di AISMME (Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie).

“Da un lato, la ricerca e la raccolta di dati di real world per comprendere sempre meglio la patologia per cui oggi offriamo un’innovazione terapeutica rappresentano un impegno fondamentale; dall’altro, è ugualmente cruciale diffondere la conoscenza della malattia, non solo presso il pubblico generale, ma anche tra tutti i clinici coinvolti nel percorso diagnostico-terapeutico” ha concluso Luca Bardoscia, Medical Director Alexion, AstraZeneca Rare Disease.