Home Blog

Midterm, prosegue lo spoglio: l’onda blu dei Dem diventa tsunami

Roma, 4 nov. (askanews) – E’ ancora in corso lo spoglio delle schede delle elezioni di metà mandato che si sono tenute ieri negli Stati Uniti. I democratici hanno ottenuto una vittoria schiacciante, conquistando seggi sia in roccaforti repubblicane che in Stati in bilico e ottenendo un’ampia maggioranza in entrambi i rami del Congresso. A detta di tutti gli osservatori, si è trattato di un netto rifiuto dell’agenda del presidente Donald Trump, che aveva fatto delle Midterm un referendum sul suo operato.

Alla Camera dei rappresentanti, per la quale gli americani erano chiamati a eleggere tutti i 435 deputati, i Democratici possono già contare su 237 deputati eletti, contro i 139 dei repubblicani. Cinquantanove seggi sono ancora ufficialmente da assegnare ma secondo un’analisi di Nbc News i Democratici conquisteranno almeno 258 seggi. In seguito ai risultati, il presidente della Camera Mike Johnson (Repubblicano della Louisiana) ha comunicato questa mattina al suo staff che non manterrà l’incarico di leader repubblicano nel nuovo Congresso.

Al Senato, dove gli elettori erano chiamati a rinnova 35 dei 100 seggi, i democratici ottengono 54 seggi contro i 44 dei repubblicani, sottraendo loro sette seggi in Iowa, Kansas, Ohio, Maine, Carolina del Nord, Carolina del Sud e Texas. Due seggi, che si decideranno in Mississippi e in Alaska, sono ancora da assegnare ma in entrambi gli Stati i candidati Dem sono in leggero vantaggio.

Nella sfida per la carica di governatore di Stato – ieri se ne eleggevano 36 -, i i Democratici hanno strappato ai Repubblicani il controllo di Texas, Georgia, Nevada, Ohio e Iowa. Al momento i Dem hanno 28 governatori contro i 20 dei Repubblicani, con Kansas e Alaska ancora da assegnare ufficialmente, ma anche qui i Dem risultano in vantaggio. I Democratici hanno hanno inoltre conquistato la cosiddetta “trifecta” – cioè si sono aggiudicati la carica di governatore ed entrambe le camere legislative statali -, in Michigan, Minnesota, Nevada, Pennsylvania e Wisconsin.

Insomma un'”onda blu”, come l’hanno definita alcune delle principali testate internazionali, che sta diventando sempre più uno tsunami.

Green economy, Ronchi: nel mondo avanza, Italia in affanno

Rimini, 4 nov. (askanews) – Guerre, tensioni commerciali, catene di fornitura fragili. Eppure la transizione non si ferma. Dagli Stati generali della green economy, a Ecomondo, la relazione annuale della Fondazione per lo sviluppo sostenibile legge il mondo con una lente diversa. Il rapporto sullo stato della green economy di quest’anno a livello internazionale individua dei fattori di spinta positivi che fanno un po’ la metafora della foresta che cresce.

“Si nota poco – spiega il presidente, Edo Ronchi – ma sta crescendo per via del fatto che i fossili, petrolio e gas, costano tanto, quindi la decarbonizzazione diventa conveniente per lo sviluppo delle rinnovabili, e i materiali diventano critici, quindi la circolarità è sempre più anche un fattore, oltre che ambientale, di competitività”.

In Italia il quadro è più scuro: oltre 2 gradi in più in cinquant’anni, 2.300 eventi estremi nel 2025, emissioni di nuovo in crescita, tre quarti dell’energia importata dall’estero. Ma c’è un terreno dove il Paese tiene. Lo spiega ancora Edo Ronchi.

“Sulla circolarità ancora teniamo bene – continua Ronchi -: abbiamo un tasso di circolarità al 21 per cento circa, quasi il doppio della media europea, basato soprattutto sul riciclo dei rifiuti molto alto, soprattutto quelli speciali. E’ buono il livello degli imballaggi, mentre qualche fattore di difficoltà l’abbiamo nel riciclo della plastica e nei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che sono raccolti in quantità intorno al 30% avendo un target del 65%”.

Tessile, Cobat: regolamento Epr in vigore tra gennaio e febbraio

Rimini, 4 nov. (askanews) – “Le ultime novità sono il decreto nazionale, quindi il regolamento ministeriale, che dovrebbe entrare in vigore fra gennaio e febbraio. Noi come consorzio abbiamo attualmente più di una settantina di produttori che credono in noi fin dall’inizio”. Lo ha detto Michele Priori, direttore di Consorzi Cobat e direttore di Cobat Tessile, a margine di Ecomondo alla Fiera di Rimini, parlando di Cobat Tessile, il consorzio dei produttori per la responsabilità estesa del produttore nel settore di abbigliamento, moda e calzature.

Il recupero del tessile, ha spiegato Priori, “è una tematica sempre più importante in quanto stimolata sia da esigenze ambientali che da esigenze sociali ed economiche”. Il consorzio “aiuterà i produttori nella corretta gestione dei rifiuti tessili per implementare le raccolte a beneficio di tutta la collettività e per far sì che si innesti un recupero di materia prima seconda”. Un tema reso necessario dalla strategia europea sul tessile, che affida ai consorzi il compito di guidare i produttori verso una transizione circolare nella moda.

“C’è però da considerare un fattore: il settore della moda e del tessile è molto sottoposto alla crisi. Molte aziende in questi ultimi anni hanno una problematica proprio di sostenibilità del loro business”, ha sottolineato il direttore. “Noi ci poniamo con le aziende da un lato come aiuto per adempiere alla responsabilità del produttore, ma tenendo presente la realtà economica più ampia che impone una tutela del Made in Italy”.

Pneumatici, Cobat Tyre: attesa nuova normativa ed End of waste

Rimini, 4 nov. (askanews) – “Stiamo aspettando che il ministero approvi la nuova direttiva e quindi anche tutto quello che sarà il nuovo disegno per l’End of waste sui pneumatici fuori uso”. Lo ha detto Francesco Massaro, direttore generale di Cobat Tyre, a margine di Ecomondo alla Fiera di Rimini, spiegando che tra i consorzi di filiera è in corso un confronto “su quella che potrebbe essere la nuova normativa”.

“La filiera del pneumatico fuori uso è relativamente giovane, ha 15 anni di vita, e siamo riusciti a migliorare notevolmente: iniziamo già a non avere più gli abbandoni illeciti che fino a poco tempo fa invece c’erano”, ha sottolineato Massaro. “Grazie all’ecocontributo che paga, il cittadino può lasciare senza nessun problema i pneumatici fuori uso presso l’autoriparatore o il gommista, che può cederli al consorzio per portarli al corretto recupero”.

Sul fronte della ricerca, “noi di Cobat Tyre in questo momento stiamo seguendo con molta attenzione la pirolisi”, ha aggiunto il direttore. “Parliamo di una scomposizione che potrebbe portare addirittura al riutilizzo del polverino che si ricava dalla pirolisi all’interno delle mescole del pneumatico nuovo, quindi da un pneumatico vecchio farlo rinascere come pneumatico nuovo”.

Nella Lega è resa dei conti: senatori firmano per rimuovere Romeo

Roma, 4 nov. (askanews) – Oggi le firme per rimuovere Massimiliano Romeo da capogruppo in Senato, venerdì il primo Consiglio federale dopo il congresso. Con l’ipotesi di commissariare la Lega Lombarda, guidata sempre da Romeo. Matteo Salvini, a 10 giorni dalle assise straordinarie che lo hanno riconfermato segretario della Lega, sale sulla ‘ruspa’ e va verso la resa dei conti con i nordisti che lo hanno sfidato. E in questo clima potrebbe anche procedere alla nomina della nuova segreteria politica: difficile immaginare – a questo punto – che Massimo Garavaglia possa accettare di entrarne a far parte.

Per giorni Salvini aveva glissato, sulla questione Romeo capogruppo: “Chiedete ai senatori”, era la risposta standard. E oggi i senatori hanno avuto il via libera: in poche ore, in calce alla ‘mozione di sfiducia’ verso Romeo sono state apposte 25 firme su 29 componenti. A non firmare contro l’attuale presidente sono stati solo Garavaglia ed Erika Stefani. Oltre a Salvini. E ovviamente allo stesso Romeo. Che non ha alcuna intenzione di dimettersi: “Si farà sfiduciare in assemblea di gruppo – dice chi ci ha parlato – prima non farà alcun passo indietro”.

Insomma, il clima è da redde rationem, e investe anche altri ambiti. Ad esempio la gestione della manovra, con le tensioni tra la maggioranza salviniana e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulle pensioni. Forse anche per questo il relatore leghista sarà il fedelissimo di Salvini Alberto Gusmeroli, nonostante il ruolo di presidente della Commissione Attività produttive della Camera. È stato preferito a Silvana Comaroli, capogruppo in Commissione Bilancio e molto vicina a Giorgetti e Garavaglia, e per questo verrà trasferito nella V commissione per l’esame del provvedimento. Le opposizioni inquadrano così la vicenda: “La Lega ha commissariato Giorgetti”.

Ecco allora che le possibilità che Massimo Garavaglia accetti di entrare nella nuova segreteria politica si riducono ai minimi: nell’immediatezza dell’offerta arrivata da Salvini all’indomani del Congresso, Garavaglia aveva spiegato che avrebbe accettato solo nell’ottica di ricomporre le tensioni interne. “La sfiducia a Romeo va ovviamente nella direzione opposta”, dice chi lo ha sostenuto al Congresso. Resta da capire ancora cosa farà Luca Zaia: l’ex governatore del Veneto per mesi ha respinto i tentativi di Salvini di cooptarlo, e lo ha fatto anche dopo l’invito pubblico durante il Congresso. Ad ora, “tutto tace”, dicono ancora i suoi.

Di sicuro, il clima interno al Carroccio non sembra quello che il ‘Doge’ aveva auspicato alle assise di Milano, con l’appello a “uscire uniti” dal Congresso. Tanto più se la resa dei conti con Romeo investirà anche la Lega Lombarda. Se Salvini deciderà di commissariare il partito lombardo è ancora da vedere. Ma di sicuro è quello che gli chiedono i suoi fedelissimi nella regione: “Dobbiamo affrontare i congressi provinciali, non è che ogni volta possono diventare chissà quale evento nazionale… Del resto se guardiamo i risultati in Lombardia, motivi per commissariare il partito ce ne sono in abbondanza”.

Euronaval, Riccardi (AIAD): soddisfatti presenza italiana

Roma, 4 nov. (askanews) – “Euronaval è uno dei più importanti saloni in Europa nel settore navale, esteso anche alle tecnologie per la difesa e la sicurezza. AIAD è presente con i grandi player italiani e con molte PMI nostre associate. La Federazione rappresenta entrambe queste realtà e ha il ruolo istituzionale di metterle a sistema. Siamo soddisfatti del numero di adesioni al Salone, un’occasione d’incontro con delegazioni istituzionali e industriali, rappresentanti governativi nazionali ed esteri e con tutto il mondo industriale della difesa e della sicurezza”. Lo ha dichiarato Luisa Riccardi, direttore generale AIAD, presso il Media Space AIAD “en directe!”a Euronaval 2026, in corso a Parigi.

Difesa, Mariani (Leonardo): Con Fincantieri intesa strategica

Roma, 4 nov. (askanews) – “Leonardo ha una presenza tradizionale nel dominio navale e marittimo, che abbiamo sviluppato e incrementato. A Euronaval abbiamo firmato una lettera d’intenti con Fincantieri per la riorganizzazione e il potenziamento di alcune attività che facciamo insieme: dal ruolo di Orizzonte Sistemi Navali nell’integrazione della nave nel suo complesso e del sistema di combattimento, alla collaborazione nei radar e nei sistemi unmanned, fino al ruolo di Leonardo nel Combat Management System”. Lo ha dichiarato Lorenzo Mariani, amministratore delegato di Leonardo, al Media Space AIAD “en directe!”, messo a disposizione delle aziende italiane presenti a Euronaval 2026, in corso a Parigi.

“È un passo importante perché ristabilisce alcune priorità e alcuni perimetri per lavorare insieme in modo efficace, prima di tutto nell’interesse dei nostri clienti nazionali, ma anche per l’export. In questo momento c’è una domanda fortissima di sistemi navali avanzati ed essere presenti con la forza combinata di Leonardo e Fincantieri, con Orizzonte Sistemi Navali come attore nell’integrazione dell’intera nave, è particolarmente importante”, ha continuato Mariani.

“Euronaval – ha aggiunto l’ad – è anche l’occasione per incontrare clienti importanti, sia nella nostra componente tradizionale degli armamenti, con OTO Melara, sia nei sistemi navali di bordo e marittimi. In particolare, abbiamo lanciato lo sviluppo e l’utilizzo di una famiglia di sistemi CMS basata su SADOC per il nuovo DDX della Marina Militare e su ATENA L per le imbarcazioni di più piccolo tonnellaggio. È un punto fondamentale perché ci consente di rispondere a due requisiti molto diversi, emersi anche dai recenti conflitti: da una parte minacce particolarmente evolute, come i missili balistici, che richiedono sistemi avanzati, a volte complessi, e un fortissimo utilizzo dell’intelligenza artificiale; dall’altra minacce molto più semplici, a volte di massa, affrontate spesso sul mare attraverso imbarcazioni di tonnellaggio molto più piccolo, per le quali agilità, semplicità e basso costo, sia di acquisizione sia di impiego, sono elementi fondamentali”.

Cobat Ripa: per batterie litio cambia mercato, filiera si prepari

Rimini, 4 nov. (askanews) – “Stiamo assistendo a un ricambio di chimiche con particolare attenzione alla chimica al litio, che in maniera orizzontale affronta tutti i raggruppamenti del mondo delle batterie, a partire dalle batterie industriali per lo storage, per la trazione dei veicoli elettrici, fino alle piccole batterie per l’utilizzo comune”. Lo ha detto David Viva, direttore generale del consorzio Cobat Ripa, a margine di Ecomondo alla Fiera di Rimini. Un cambiamento rispetto al passato, quando le chimiche prevalenti erano il piombo e l’alcalina.

“L’immesso sul consumo di batterie è una necessità che poi dovremo gestire come avvio a riciclo con una tempistica di 5, 10 o anche 15 anni. Quindi è sempre più importante fare in modo che la filiera dell’attività di raccolta e riciclo inizi a prepararsi per le future necessità”, ha spiegato Viva. Per questo, ha aggiunto, Ecomondo “è il luogo dove si mettono a fattor comune le conoscenze delle istituzioni, dei consorzi, delle aziende di raccolta e riciclo e dell’utilizzatore finale”.

In attesa che i volumi crescano, “la necessità più importante è senza ombra di dubbio l’attività di comunicazione e informazione, sia verso l’utilizzatore finale, cioè il soggetto che si trova ad avere a che fare con il prodotto batteria che da oggetto è diventato rifiuto, fino a chi le raccoglie, a chi le trasporta e a chi le riceverà”.

Trump: è vero che la guerra ha causato la sconfitta alle Midterm ma lo rifarei

Roma, 4 nov. (askanews) – Quanto ha affermato il vicepresidente J.D. Vance sulle cause della sconfitta dei Repubblicani alle elezioni di Midterm, a suo dire provocata in larga misura dalla guerra in Iran, “credo sia in gran parte vero, perché a breve termine ha causato un leggero aumento del prezzo della benzina; probabilmente è così, ma allo stesso tempo, se dovessi rifarlo, lo rifarei, perché a lungo termine è l’unica soluzione. Non si può permettere all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rispondendo alle domande dei cronisti a margine della sua visita al cantiere della sala da ballo della Casa Bianca.

Anzi, ha proseguito Trump, “pensavo che il prezzo del petrolio sarebbe salito molto di più e ho agito basandomi su questo. Non hai scelta, devi farlo. Non puoi permettere all’Iran di avere un’arma nucleare, altrimenti tutto ciò che vedi qui un giorno potrebbe non esistere più. E forse questo edificio potrebbe essere l’unico a rimanere in piedi”, ha aggiunto.

“Guardate, se fossi stato io sulla scheda elettorale, avremmo vinto. Avete visto la folla, migliaia e migliaia di persone a ogni comizio. Se fossi stato sulla scheda, avremmo vinto. Ma non è stato possibile trasferire quell’affetto”, ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rispondendo alle domande dei cronisti. “Probabilmente – ha aggiunto riuscirò ad andare d’accordo con i Democratici, a meno che non vogliano essere distruttivi, ma ho il potere di veto”.

“No, credo che stia facendo un ottimo lavoro”. Così Trump ha risposto alla domanda se stia pensando di sostituire il segretario alla Guerra Pete Hegseth, chiamato indirettamente in causa dal vicepresidente Usa J.D. Vance, che ha sostenuto che è stata la guerra in Iran la ragione principale della sconfitta dei Repubblicani alle elezioni di metà mandato. “Per quanto riguarda quella guerra – ha insistito il presidente Usa -, non avrei fatto nulla di diverso. Abbiamo completamente distrutto il loro apparato militare. La loro marina non esiste più. La loro aeronautica non esiste più. La loro difesa antiaerea non esiste più”. “Secondo me”, quello in Iran “è stato un buon intervento. Lo sapevamo. Ne ero consapevole quando ho intrapreso quella strada – ha proseguito Trump riferendosi alle conseguenze del conflitto, come l’aumento dei prezzi dei carburanti -. Abbiamo impedito loro di dotarsi di un’arma nucleare, e non ne avranno mai una”.

Alla Camera il nodo dell’educazione finanziaria nell’era digitale

Roma, 4 nov. (askanews) – In un mercato in cui pagamenti, credito e investimenti passano ormai dallo smartphone, l’educazione finanziaria diventa la prima barriera a difesa del risparmio. Questo il filo del convegno Educazione finanziaria, tutela del risparmio e innovazione fintech , promosso da Pilat & Partners nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati e aperto dai saluti dei deputati Massimiliano Panizzut, Letizia Giorgianni e Marcello Coppo. Secondo l’ultima indagine IACOFI della Banca d’Italia, l’alfabetizzazione finanziaria degli adulti italiani si è attestata a 10,7 su una scala da 0 a 20, contro il 10,2 del 2020.

Alberto Camuncoli, ceo di Investire con Successo, ha fissato l’obiettivo: L’educazione finanziaria non serve a trasformare gli italiani in trader, in economisti o a convincerli a tutti i costi ad investire. Serve a metterli nelle condizioni di decidere consapevolmente . La sua proposta è un Conto Futuro per ogni neonato: 1.000 euro a ciascuno dei circa 355.000 nati l’anno costerebbero, secondo le sue stime, circa 355 milioni di euro.

Stefano Lokar Pignatari, founder di Plutonis, ha ricordato la liquidità di famiglie e imprese ferma su conti e depositi, vicina ai 2.000 miliardi di euro: L’inflazione è un mostro silenzioso che erode i nostri risparmi in maniera indipendente dal nostro volere . Per chi inizia a investire conta soprattutto il tempo: Se la vuoi facile, inizia ieri .

Secondo Andrea Martoni, presidente di M Finance, la smaterializzazione del denaro attenua la percezione della spesa, e per questo bisognerebbe inserire il tema del denaro fin dalle scuole inferiori, partendo dalle basi .

Il Buy Now Pay Later ha raggiunto in Italia nel 2025 un transato di 9,9 miliardi di euro, in crescita del 45%, secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. Dal 20 novembre 2026 si applicano le norme della direttiva CCD2, recepita con il decreto legislativo 212/2025. Alberto Fontana di Pay-Oh ha chiarito: Non deve essere un onere del negoziante valutare il proprio interlocutore. Devono essere gli strumenti dei vari provider a fare questo tipo di valutazione .

Simone Tortolini, direttore di Soluzione Meno Debiti, ha collegato il sovraindebitamento, che a suo dire interessa 7 milioni di privati, alla mancanza di formazione: Se ci fosse un’educazione finanziaria, partendo probabilmente dalle scuole, non si arriverebbe a questo punto . Chiede requisiti minimi e controlli per chi assiste i debitori.

Sulle pensioni, Andrea Martelli, ceo e founder di MiaPensione, ha spiegato: Circa l’80% delle richieste che ci arrivano riguarda persone che vogliono uscire prima dal mondo del lavoro .

Magdy Hassan Fayed, ceo di Forex Gump Srl, ha chiesto regole chiare sulla formazione al trading: Se qualcuno ti dice che l’AI può eliminare l’incertezza, prevedere il mercato con certezza e trovare automaticamente operazioni vincenti, siamo già davanti a un enorme campanello d’allarme .

Alessio Battagliero, ceo di Quantly, ha presentato il backtest della piattaforma QuantiX, mentre Alessandro Del Saggio, ceo di Invest Hero e co-founder di Club Hero, ha illustrato il club di investitori che, secondo la società, conta circa 300 soci.

Al confronto hanno preso parte anche Maurizio Pimpinella di APSP, Massimiliano Albanese di UCI, Benedetto Delle Site di UCID Giovani, Francesco Paolo Fabbri di AKTIS APS e Mattia Sportelli di JE Italy.

La linea condivisa: affiancare all’innovazione una formazione stabile per studenti, lavoratori e famiglie, verificandone gli effetti. Come ha sintetizzato Camuncoli: Misuriamo. Interveniamo. E poi misuriamo di nuovo .

Midterm, Trump: vero che guerra ha causato sconfitta ma lo rifarei

Roma, 4 nov. (askanews) – Quanto ha affermato il vicepresidente J.D. Vance sulle cause della sconfitta dei Repubblicani alle elezioni di Midterm, a suo dire provocata in larga misura dalla guerra in Iran, “credo sia in gran parte vero, perché a breve termine ha causato un leggero aumento del prezzo della benzina; probabilmente è così, ma allo stesso tempo, se dovessi rifarlo, lo rifarei, perché a lungo termine è l’unica soluzione. Non si può permettere all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rispondendo alle domande dei cronisti a margine della sua visita al cantiere della sala da ballo della Casa Bianca.

4 novembre, cerimonia a Firenze con Mattarella e Crosetto

Firenze, 4 nov. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme al ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha partecipato a Firenze in piazzale Michelangelo alla cerimonia per la Giornata delle forze armate. Dopo gli onori militari e la rassegna dei reparti il Capo dello Stato ha preso posto nel palco d’onore. La festa delle Forze armate, che garantiscono “pace e sicurezza” e il cui giuramento di fedeltà alla Repubblica, ricorda Mattarella, “si nutre dei valori della sua Costituzione”, è per il Capo dello Stato anche l’occasione per ricordare che è “urgente l’avvio di una difesa comune europea, complementare all’Alleanza Atlantica”.

Euronaval, Pinotti: sicurezza subacquea fondamentale

Roma, 4 nov. (askanews) – “La centralità dei mari e della loro sicurezza è una questione di cui tutti si stanno occupando nel mondo, ma c’è un nuovo livello di sicurezza che tutti stanno comprendendo essere fondamentale: l’underwater. È molto importante sfruttare al massimo tutte le tecnologie e le competenze acquisite in questi anni, perché nel settore c’è ancora molto da scoprire per proteggere fino in fondo le infrastrutture critiche, le nostre vie di comunicazione digitale e l’energia. Con il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea stiamo lavorando proprio perché l’Italia possa diventare un’eccellenza, andando oltre le capacità che già possiede. AIAD è socio fondatore del Polo e della fondazione e, attraverso la sua rete di grandi aziende e Pmi, è un supporto fondamentale per mettere insieme quella rete di eccellenze che ci serve per far sì che l’Italia possa essere davvero competitiva nel settore”. Lo ha dichiarato Roberta Pinotti, presidente della Fondazione Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, presso il Media Space AIAD “en directe!” a Euronaval 2026, in corso a Parigi.

Euronaval, Folgiero (Fincantieri): protagonisti innovazione navale

Roma, 4 nov. (askanews) – “Quest’anno Fincantieri a Euronaval porta i droni di superficie e la nostra visione della nave modulare e riconfigurabile del futuro. Parliamo di una nave di 50 metri che, attraverso un approccio modulare, può cambiare la propria missione”.

Lo ha dichiarato Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, ai microfoni del Media Space AIAD “en directe!”, lo spazio dedicato al supporto della visibilità delle realtà italiane presenti a Euronaval, il salone internazionale della difesa navale in corso a Parigi.

“Portiamo poi quello che stiamo facendo nel mondo della subacquea: i droni subacquei, i sistemi di comando e controllo subacquei e le telecomunicazioni subacquee, insieme a tutta la tradizione e l’innovazione nelle piattaforme tradizionali. Parliamo quindi delle nostre fregate, delle PPA, delle PPX, del mondo delle corvette e dei pattugliatori di varia natura”.

“È una bellissima edizione, abbiamo uno stand molto bello e siamo contenti di ospitare chiunque voglia venire a fare un po’ di sistema della difesa navale in Italia”, ha concluso Folgiero.

Ecomondo, Cobat presenta Elv Italia per le auto a fine vita

Rimini, 4 nov. (askanews) – “Quest’anno Consorzi Cobat è presente qui a Ecomondo con tutte le sue filiere. In particolare, la presenza di quest’anno si arricchisce del nuovo consorzio nato, Elv Italia, che è il consorzio sulle autovetture a fine vita”. Lo ha detto Michele Priori, direttore di Consorzi Cobat, alla Fiera di Rimini.

Il sistema conta oggi cinque filiere: rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, batterie con Cobat Ripa, pneumatici fuori uso con Cobat Tyre, abbigliamento e accessori con Cobat Tessile e, infine, Elv Italia. “Consorzi Cobat si pone come un consorzio multifiliera al servizio dei produttori per adempiere alla responsabilità estesa del produttore”, ha spiegato Priori. “Stiamo incontrando in questi giorni a Ecomondo aziende, operatori del settore e istituzioni con l’obiettivo di mettere al centro del sistema Paese il recupero e l’economia circolare”. “Il sistema Consorzi Cobat è una realtà multifiliera senza scopo di lucro al servizio del Paese e del cittadino – ha aggiunto -. Per noi è essenziale incontrare tutti gli attori del settore e far sorgere un’economia circolare a tutela del Made in Italy, in cui crediamo fortemente”.

Mattarella: la protezione dell’ambiente deve essere un impegno comune, sfida e dovere delle istituzioni

Roma, 4 nov. (askanews) – “Una società fondata sul primato della persona non può non considerare come impegno comune la protezione dell’ambiente e la sicurezza delle comunità a fronte delle catastrofi. Una sfida, ma anche un dovere per le istituzioni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, alla cerimonia per i sessanta anni dall’alluvione del 1966.

A questa sfida le istituzioni “hanno risposto nel tempo, sia pure talvolta con affanno e incertezze. Esigenti politiche pubbliche hanno, comunque, sempre bisogno del sostegno di reti di solidarietà, del senso di essere comunità. A Firenze se ne ebbe prova”. “A sessant’anni dall’alluvione di Firenze – ha proseguito Mattarella – vogliamo pensare che quella lezione sia tuttora viva. E che i testimoni di allora ci parlano oggi non per rammentare un passato che può suscitare nostalgia, ma per tenerci vigili, per ricordare la comune responsabilità del futuro”. “Il grazie che vogliamo ripetere a voce alta a Firenze e a chi l’ha aiutata in quei momenti terribili, è una sollecitazione a camminare ancora in direzione di un mondo migliore del momento che attraversiamo”, ha aggiunto Mattarella, che ha reso omaggio al lavoro degli “angeli fango”.

Gli “angeli del fango” che aiutarono Firenze a rialzarsi dopo la tragica alluvione del 4 novembre 1966 erano “giovani che si mescolavano alla gente di Firenze, che formavano catene per sottrarre alla rovina testimonianze preziose di una storia che appartiene a ogni essere umano. Una storia che tanto ha contribuito alla stessa idea di Italia”. Erano, soprattutto, giovani consapevoli del “destino comune del mondo”. Così, in un’epoca di guerre e divisioni, ma anche di indifferenza nella quale il principio del multilateralismo vacilla, li ha ricordati il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Giovani che, alla sera, affaticati e infangati, cantavano insieme, si conoscevano e scoprivano di essere molto più vicini di quanto non dicessero i luoghi da cui erano partiti. Un insegnamento, una lezione che non dobbiamo dimenticare” ha osservato il presidente aggiungendo che “Firenze ha dato tanto al mondo” e “in qualche modo, in quei giorni drammatici, il mondo ha voluto restituire parte dei doni che aveva ricevuto”.

“Potremmo dire che l’universalità di Firenze è stata ripristinata proprio dal convenire di questi giovani prima ancora che fossero ripristinati la sua bellezza, i suoi monumenti, i suoi ponti, la sua vita quotidiana. Vi si affiancava il desiderio di un mondo dove la collaborazione umana fosse il presupposto di una civiltà più avanzata. Un mondo consapevole del proprio destino comune”, ha concluso Mattarella.

GMM Farma: nuovi investimenti e crescita del territorio

Napoli, 4 nov. (askanews) – L’azienda farmaceutica GMM Farma, leader nel settore dell’import ed export parallelo di medicinali, ha annunciato la costruzione e realizzazione di un nuovo capannone all’interno dell’Interporto di Nola per migliorare l’efficienza operativa e rispondere alle esigenze di mercato in modo rapido e veloce.

“GMM importa oltre 400 medicinali da 20 Paesi e questo migliora la concorrenza all’interno del mercato farmaceutico, favorendo i cittadini, le farmacie e il Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, negli ultimi anni abbiamo portato oltre un milione e mezzo di medicinali carenti nel periodo 2020-2026, aiutando oltre un milione di cittadini italiani. Nel 2027 inaugureremo il nostro nuovo centro logistico di oltre 10.000 metri quadri. Questo sarà interamente automatizzato e tutti i processi logistici saranno supportati dall’intelligenza artificiale” ha dichiarato Gian Maria Morra, CEO di GMM Farma.

L’azienda, che incentiva e valorizza i giovani del territorio, finanziando anche diverse attività culturali per cercare di limitare la fuga di cervelli al Nord, ha priorizzato lo sviluppo di competenze e capacità innovative dei propri dipendenti, riuscendo ad accontentare il mercato europeo di farmaci bilanciando le disponibilità nei singoli paesi.

“GMM crede fortemente nei giovani. Abbiamo oltre 100 dipendenti, di cui un 70% laureato ed inoltre un’età media molto bassa, inferiore addirittura ai 30 anni. Crediamo fortemente nel valore della formazione per contribuire a trattenere i nostri giovani in Campania, prima che possano andare via. Con la nostra attività di esportazione riusciamo ad esportare medicinali in oltre 50 Paesi, facendo incontrare la domanda in eccesso di alcuni verso altri mercati. In questo modo riusciamo a dare continuità terapeutica a milioni di cittadini europei” ha aggiunto Morra.

Investendo dunque nei giovani e nell’innovazione, la realtà di GMM Farma cresce sempre più in impatto ed importanza nel panorama farmaceutico europeo e mondiale.

La nuova comicità italiana tra social, palco e TV

Roma, nov. (askanews) – Per anni la comicità italiana ha seguito un percorso abbastanza riconoscibile: la gavetta nei locali e nei teatri, il palco e la televisione come vetrina per raggiungere il grande pubblico. Oggi quel modello si è profondamente trasformato. Social network, piattaforme digitali, televisione e spettacoli dal vivo hanno ridefinito i linguaggi dell’intrattenimento e il rapporto tra artisti e pubblico, modificando anche le modalità con cui un talento può emergere e costruire una carriera. In questo scenario si inserisce Talenti.pro, progetto nato come spin-off di Spettacoli.pro, con l’obiettivo di individuare, accompagnare e sviluppare nuovi profili artistici. Non soltanto uno spazio di scouting, ma una vera factory, un laboratorio che punta a dare metodo e strumenti a chi vuole trasformare una predisposizione comica in una professione, mettendo in relazione competenze autoriali, formazione e conoscenza dei diversi linguaggi dello spettacolo. Un percorso che parte da una consapevolezza: oggi il talento, per affermarsi, deve sapersi esprimere su più palcoscenici, reali e digitali. A raccontare la nascita e la visione di queste due realtà, dalla distribuzione e produzione degli spettacoli alla ricerca e alla crescita dei nuovi artisti, è Patrick Contarini, ideatore dei progetti Spettacoli.pro e Talenti.pro.

“Spettacoli Pro produce e distribuisce centinaia di spettacoli all’anno, ha quindi un suo volano consolidato e lavora con artisti rinomati o che hanno già uno spettacolo o che comunque fanno questo di mestiere.

Talenti Pro è una factory, è un nuovo modo di approcciare il mondo professionistico della comicità: un mestiere che è sempre stato considerato soprattutto una questione di dote e talento, ma spesso senza un metodo. E Talenti Pro è un laboratorio in cui i nuovi artisti imparano a lavorare con metodo, a stare sul palco, a realizzare video per il web e a comunicare nei vari modi che oggi servono per raggiungere il grande pubblico.

È il contenitore giusto perché riunisce autori importanti, che hanno lavorato con grandi artisti e hanno scelto di aderire a questo progetto per scrivere e accompagnare il percorso dei nuovi talenti.

Non saranno tantissimi, perché non possiamo industrializzare questo meccanismo. Noi siamo artigiani più che industriali della comicità: vogliamo lavorare su pochi artisti, pochi talenti, ma in maniera strutturata e circolare.

Dobbiamo investire sui nuovi talenti per creare la comicità di domani. Il punto d’arrivo è avere uno spettacolo pronto, una presenza sul web o un prodotto televisivo pronto. Perché è a quel punto che si supera quella linea per cui si diventa professionisti”.

Mattarella: protezione ambiente impegno comune, sfida e dovere istituzioni

Roma, 4 nov. (askanews) – “Una società fondata sul primato della persona non può non considerare come impegno comune la protezione dell’ambiente e la sicurezza delle comunità a fronte delle catastrofi. Una sfida, ma anche un dovere per le istituzioni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, alla cerimonia per i sessanta anni dall’alluvione del 1966.

A questa sfida le istituzioni “hanno risposto nel tempo, sia pure talvolta con affanno e incertezze. Esigenti politiche pubbliche hanno, comunque, sempre bisogno del sostegno di reti di solidarietà, del senso di essere comunità. A Firenze se ne ebbe prova”.

Alluvione Firenze, Mattarella: non prevalse sconforto, città tornò se stessa

Firenze, 4 nov. (askanews) – Davanti all’alluvione del 4 novembre 1966 che travolse Firenze non prevalsero “sconforto e sfiducia” ma “Firenze curò le ferite e tornò se stessa”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, alla cerimonia per i sessanta anni dall’alluvione del 1966.

“Presto il fango, i detriti, le macerie divennero, a Firenze, il pesante lascito dei milioni di metri cubi di acqua fuoriusciti dal fiume. Avrebbero potuto prevalere lo sconforto e la sfiducia. Avrebbe potuto, la paura, paralizzare ogni reazione”, ha osservato il presidente.

“Sarebbe potuta, l’organizzazione civile, sprofondare nel disordine a causa dell’inesperienza di fronte a calamità di simili gigantesche dimensioni. Così non è stato. Firenze curò le ferite e tornò sé stessa”, ha detto Mattarella.

A Rimini l’arte incontra l’economia circolare

Rimini, 4 nov. (askanews) – Promuovere l’economia circolare attraverso il dialogo tra creatività, tecnologia e sviluppo industriale, proponendo soluzioni concrete per la tutela dell’ambiente e la rigenerazione delle risorse. È stato questo il filo conduttore della presenza del Gruppo Hera ad Ecomondo, segnata in particolare dal progetto SCART e dalle iniziative sul riuso dei materiali e sulla transizione ecologica e digitale.

In questo contesto è stata presentata la nuova collezione “I RigenHERAtori”, una serie di sculture realizzate con materiali di scarto dagli studenti delle Accademie di Belle Arti di Firenze, Bari e Lecce coordinati dall’artista Paolo Nicolai.

“I RigenHERAtori sono un gruppo di persone comuni di varie età, rappresentate mentre compiono le normali azioni quotidiane. Nello specifico si tratta di gesti propedeutici alla salvaguardia dell’ambiente: questo progetto è stato proprio pensato per diffondere le azioni corrette che ognuno di noi è chiamato a fare, per far sì che quantitativi sempre maggiori di materia vadano a recupero, rispetto allo smaltimento finale negli impianti come quelli delle discariche o termovalorizzatori” ha dichiarato Maurizio Giani, Direttore Marketing e Brand Promotion Herambiente.

Ampio spazio è stato poi dedicato alla “FIB3R Call4Innovation”, iniziativa promossa per individuare e valorizzare le soluzioni tecnologiche più all’avanguardia a supporto della transizione ecologica.

“Per noi l’innovazione è crescita, non c’è crescita senza innovazione. Sicuramente è una soluzione per l’industria europea, non esiste ad oggi un’altra soluzione come questa nel suo genere. Grazie alla Call4Innovation stiamo scoprendo che ci sono nuovi sbocchi per l’utilizzo della nostra fibra rigenerata, che ha una qualità equivalente a quella vergine, con un costo inferiore e con risparmio energetico del 75%” ha aggiunto Orazio Iacono, Amministratore Delegato Gruppo Hera.

Un percorso di innovazione culminato con la premiazione ufficiale dei tre progetti vincitori del programma.

“Abbiamo premiato i tre progetti finalisti della prima Call4Innovation di Hera, fatta per Herambiente e per la sua società Fiber, con una sfida di innovazione molto complessa: trovare nuove applicazioni per il materiale della fibra rigenerata che esce appunto dagli impianti Fiber. Questo percorso vede tre soggetti finalisti, che derivano da un’attività di selezione molto lunga, partita con l’identificazione di quasi 100 realtà idonee a rispondere a questa sfida” ha concluso Palmo Antonio Cavallo, Responsabile Transizione Digitale e Data Analytics Gruppo Hera.

Lo stand ha visto tra i visitatori il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, per un appuntamento che ha confermato come l’integrazione tra creatività, competenze digitali e sistema industriale possa generare nuove risorse e risposte concrete per il futuro dell’ambiente.

Chiusura sprint per Piazza Affari (+2,18%) con l’onda Dem negli Usa

Milano, 4 nov. (askanews) – Chiusura sprint per Piazza Affari, in linea con l’euforia delle Borse europee e di Wall Street che festeggiano l’onda blu che ha travolto gli Usa, con la vittoria schiacciante dei democratici alle midterm. Il Ftse Mib ha archiviato la seduta con un rialzo del 2,18%, rivedendo quota 51mila punti (51.031), sui massimi da un mese. A trainare la Borsa di Milano i forti acquisti sui titoli bancari, in Europa oggi il miglior settore: UniCredit +5,47%, Mps +5,07%, Intesa Sanpaolo +4,93%, Fineco +4,37%, Bper +3,96%, Mediobanca +3,75%, Banco Bpm +3,61%. Male i titoli tech, con Technoprobe che ha lasciato sul terreno il 7,07% e StM il 5,1%. A picco anche Prysmian (-6,91%) sui timori per lo sviluppo dei data center negli Usa.

Si allentano le tensioni sui titoli di Stato, con lo spread tra Btp e Bund in calo a 107 punti dai 114 della precedente chiusura e con il rendimento del decennale italiano sceso, sul mercato secondario, al 4,36% dal 4,45% di ieri.

Midterm, Vance: la ragione della sconfitta è la guerra in Iran

Roma, 4 nov. (askanews) – Il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha commentato la sconfitta dei repubblicani alle elezioni di midterm in un lungo post sui social, indicando nel conflitto in Iran la principale causa della debacle del partito.

“La ragione per cui abbiamo perso è la guerra”, ha sottolineato.

“Tutti sanno perché abbiamo perso”, ha proseguito il vice presidente, “E ogni conversazione onesta su quello che abbiamo ottenuto deve partire da qui”.

“Lo ha detto il presidente stesso ieri sera”, ha aggiunto Vance. “Se volete sostenere che ne sia valsa la pena, che perdere il Senato per i prossimi 6 anni sia stato un prezzo che valeva la pena pagare, allora fatelo pure”.

“Il problema principale è che molte persone che nel 2024 hanno votato per Trump/Vance, nel 2026 hanno votato per i Democratici”, ha aggiunto il vice presidente.

“Una delle cose su cui erano ossessionati gli analisti di dati dalla nostra parte era la ‘composizione’, ovvero se l’elettorato fosse abbastanza vicino al 2024 da consentire ai repubblicani di vincere. E nonostante i sondaggi mostrassero un’esplosione democratica, i dati continuavano a raccontarci la stessa storia: in alcuni stati l’affluenza alle urne è stata semplicemente discreta, in altri stati addirittura sorprendente, e in nessuno stato è stata catastrofica”, ha proseguito Vance nella sua analisi del voto. “C’era un genuino senso di ottimismo nel nostro team: la nostra gente si stava facendo vedere”.

“Quindi, ho chiesto al più intelligente esperto di dati che conosco: significa che sconvolgeremo il mondo? ‘No’, mi ha risposto. ‘Potremmo fare meglio di quanto suggeriscono i sondaggi. Ma i dati ci dicono che molti elettori di Trump/Vance 2024 sono inc…ati e hanno intenzione di votare per gli altri. I nostri elettori stanno uscendo, ma potrebbero non votare per noi’, ha aggiunto, ‘Bene, sembra profetico ora – ha sottolineato Vance -. I nostri elettori si sono presentati. In Florida, ad esempio, l’elettorato repubblicano è stato 9 punti più repubblicano che democratico, solo un paio di punti peggiori rispetto al 2024. Indubbiamente c’erano posti in cui avremmo potuto fare meglio in termini di affluenza alle urne. Ma il problema principale non è l’affluenza alle urne. Il problema principale è che molte persone che hanno votato per Trump/Vance nel 2024 hanno votato per i democratici nel 2026. Ci saranno molte lotte intestine e discussioni su cosa è successo e perché. Uno dei sondaggisti che rispetto davvero mi ha detto che i nostri messaggi economici non erano abbastanza incisivi. Sono sicuro che sia vero”.

“Ma”, ha chiarito Vance, “il vero motivo per cui abbiamo perso è ovvio quasi a tutti. La ragione per cui abbiamo perso è la guerra. Lo ha detto ieri sera lo stesso presidente. Se volete sostenere che ne è valsa la pena, che ne è valsa la pena perdere il Senato per i prossimi 6 anni, allora fatelo. Sostenere che valeva la pena pagare un costo. D’accordo o in disaccordo, questo è almeno onesto. Ma tutti sanno perché abbiamo perso. E qualsiasi conversazione onesta su dove andremo da qui deve iniziare da lì”.

“Rimango fiducioso per il nostro Paese”, ha concluso, “A quelli che sono inc…ati e vogliono dire ‘te l’avevo detto’: avete ragione, ce lo avevate detto. Sfruttate quell’energia per eleggere repubblicani che condividono la vostra visione del mondo. Per le persone che sono semplicemente inc…ate per i risultati, dovreste esserlo. Prendiamoci quella rabbia e torniamo al lavoro per salvare il nostro Paese”.

Vance: la ragione della sconfitta alla elezioni di Midterm è la guerra in Iran

Roma, 4 nov. (askanews) – Il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha commentato la sconfitta dei repubblicani alle elezioni di midterm in un lungo post sui social, indicando nel conflitto in Iran la principale causa della debacle del partito.

“La ragione per cui abbiamo perso è la guerra”, ha sottolineato. “Tutti sanno perché abbiamo perso”, ha proseguito il vice presidente, “E ogni conversazione onesta su quello che abbiamo ottenuto deve partire da qui”.

“Lo ha detto il presidente stesso ieri sera”, ha aggiunto Vance. “Se volete sostenere che ne sia valsa la pena, che perdere il Senato per i prossimi 6 anni sia stato un prezzo che valeva la pena pagare, allora fatelo pure”. “Il problema principale è che molte persone che nel 2024 hanno votato per Trump/Vance, nel 2026 hanno votato per i Democratici”, ha aggiunto il vice presidente.

“Una delle cose su cui erano ossessionati gli analisti di dati dalla nostra parte era la ‘composizione’, ovvero se l’elettorato fosse abbastanza vicino al 2024 da consentire ai repubblicani di vincere. E nonostante i sondaggi mostrassero un’esplosione democratica, i dati continuavano a raccontarci la stessa storia: in alcuni stati l’affluenza alle urne è stata semplicemente discreta, in altri stati addirittura sorprendente, e in nessuno stato è stata catastrofica”, ha proseguito Vance nella sua analisi del voto. “C’era un genuino senso di ottimismo nel nostro team: la nostra gente si stava facendo vedere”.

“Quindi, ho chiesto al più intelligente esperto di dati che conosco: significa che sconvolgeremo il mondo? ‘No’, mi ha risposto. ‘Potremmo fare meglio di quanto suggeriscono i sondaggi. Ma i dati ci dicono che molti elettori di Trump/Vance 2024 sono inc…ati e hanno intenzione di votare per gli altri. I nostri elettori stanno uscendo, ma potrebbero non votare per noi’, ha aggiunto, ‘Bene, sembra profetico ora – ha sottolineato Vance -. I nostri elettori si sono presentati. In Florida, ad esempio, l’elettorato repubblicano è stato 9 punti più repubblicano che democratico, solo un paio di punti peggiori rispetto al 2024. Indubbiamente c’erano posti in cui avremmo potuto fare meglio in termini di affluenza alle urne. Ma il problema principale non è l’affluenza alle urne. Il problema principale è che molte persone che hanno votato per Trump/Vance nel 2024 hanno votato per i democratici nel 2026. Ci saranno molte lotte intestine e discussioni su cosa è successo e perché.
Uno dei sondaggisti che rispetto davvero mi ha detto che i nostri messaggi economici non erano abbastanza incisivi. Sono sicuro che sia vero”.

“Ma”, ha chiarito Vance, “il vero motivo per cui abbiamo perso è ovvio quasi a tutti. La ragione per cui abbiamo perso è la guerra. Lo ha detto ieri sera lo stesso presidente. Se volete sostenere che ne è valsa la pena, che ne è valsa la pena perdere il Senato per i prossimi 6 anni, allora fatelo. Sostenere che valeva la pena pagare un costo. D’accordo o in disaccordo, questo è almeno onesto. Ma tutti sanno perché abbiamo perso. E qualsiasi conversazione onesta su dove andremo da qui deve iniziare da lì”.

“Rimango fiducioso per il nostro Paese”, ha concluso, “A quelli che sono inc…ati e vogliono dire ‘te l’avevo detto’: avete ragione, ce lo avevate detto. Sfruttate quell’energia per eleggere repubblicani che condividono la vostra visione del mondo. Per le persone che sono semplicemente inc…ate per i risultati, dovreste esserlo. Prendiamoci quella rabbia e torniamo al lavoro per salvare il nostro Paese”.

AmCham, a Walk the Talk focus su fisco e investimenti

Roma, 4 nov. (askanews) – Si è conclusa questa mattina al Centro Studi Americani di Roma, in via Michelangelo Caetani 32, la quinta edizione di “Walk the talk”, promossa dall’American Chamber of Commerce in Italy. L’incontro “Competing for Capital: politiche fiscali, incentivi e la nuova geografia globale degli investimenti” ha riunito istituzioni e imprese per discutere come certezza fiscale, incentivi e regole prevedibili possano rafforzare l’attrattività dell’Italia.

Nel keynote il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo ha ricondotto la riforma fiscale a certezza del diritto e semplificazione. Ha illustrato i criteri per la residenza fiscale, la semplificazione delle CFC, la tutela sanzionatoria sugli strumenti ibridi, le perdite estere definitive e l’ampliamento della cooperative compliance. Sul reshoring ha confermato il confronto con l’UE sulla base imponibile al 50% nell’anno del trasferimento e nei cinque successivi per imprese da fuori UE o SEE.

Il confronto, aperto dai saluti di Simone Crolla e Stephen C. Anderson e moderato da Janina Landau, ha coinvolto Giulia Abruzzese, Giuseppe Nicosia e Paola Pirotta. Il dibattito ha indicato che agli incentivi vanno unite stabilità delle regole, prevedibilità, competenze e qualità dell’ecosistema. Per il MedTech, Pirotta ha richiamato l’8% del fatturato investito in ricerca e sviluppo in Europa e l’impatto del payback, stimato in 8 miliardi di euro a fronte di un mercato italiano annuo da 18 miliardi.

“Gli investimenti diretti esteri verso l’Italia sono cresciuti molto; gli Stati Uniti hanno uno stock di capitali investito nel Paese di circa 45 miliardi di dollari. Competing for capital significa che uno Stato deve essere attrattivo: stabilità, certezza del diritto e leve fiscali sono fattori abilitanti per gli investitori”, dichiara Simone Crolla, Consigliere delegato di AmCham Italy.

“La fiscalità internazionale è centrale nella nostra riforma, ispirata a certezza del diritto e semplificazione. Siamo alle battute finali: 29 decreti legislativi sono già in Gazzetta. Vogliamo prevenire accertamenti e contenziosi con il concordato preventivo e la cooperative compliance”, afferma Maurizio Leo, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze.

“Gli incentivi attraggono, ma ciò che trattiene gli investimenti in Italia è la prevedibilità, insieme alla qualità dell’ecosistema. Una multinazionale deve poter programmare nel medio-lungo termine investimenti in produzione, ricerca e capitale umano. Nel MedTech il payback è un tema di politica industriale per il Paese”, osserva Paola Pirotta, Amministratrice delegata e CFO di Medtronic Italia.

Musetti: "Mi sono divertito, una rivincita personale"

Roma, 4 nov. (askanews) – Tutta la soddisfazione di Lorenzo Musetti ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria a Parigi sul n. 1 al mondo Sascha Zverev: “Questo risultato sa di rivincita personale dopo una stagione difficile, piena di infortuni che mi hanno condizionato. Oggi mi sono divertito, mi era mancata questa passione che mi fa esprimere il mio miglior tennis”. E sulla chiave tattica del match: “Non potevo pensare di vincere la partita tirando più forte: lui è un peso massimo, io sono un peso welter”

Capolavoro di Musetti a Parigi: eliminato Zverev

Roma, 4 nov. (askanews) – Capolavoro Lorenzo Musetti che a Parigi elimina Alexander Zverev, alla sua prima partita da n. 1 al mondo. Un match perfetto del tennista carrarino che ha chiuso con il punteggio di 7-6, 6-2 in un’ora e 40 minuti di gioco. Il n. 24 al mondo è stato impeccabile dall’inizio alla fine e ha espresso un tennis di altissimo livello, supportato da un grande servizio. Nel primo set è stata decisiva la rimonta da 2-5 nel tiebreak, con cinque punti consecutivi. Nel secondo parziale, invece, è riuscito a prendere il largo, approfittando anche del calo di Zverev. Musetti conferma lo straordinario momento di forma, con un record di 7 vittorie e una sola sconfitta sul cemento indoor. Domani tornerà in campo contro il francese Luca Van Assche, nel remake della recente sfida di Lione

Yemen, gli Houthi: colpito l’aeroporto di Riad, danni significativi. Non è più un luogo sicuro

Roma, 4 nov. (askanews) – Gli Houthi hanno annunciato di aver sferrato un nuovo attacco contro l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad.

“Abbiamo condotto un’operazione colpendo l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad con un missile balistico, che ha causato danni significativi alla struttura aeroportuale”, ha dichiarato ad Al Masirah il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree.

Il portavoce ha ribadito che l’aeroporto internazionale King Khalid non è più un luogo sicuro, essendo considerato un obiettivo militare; lo stesso vale per lo spazio aereo dell’intero regno, fatta eccezione per le aree sovrastanti le città sante musulmane della Mecca e di Medina.

Wall Street festeggia l’onda blu alle midterm, Dow Jones apre a +1,7%

Milano, 4 nov. (askanews) – Apertura in netto rialzo per Wall Street dopo la vittoria schiacciante dei Democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, con la conquista dell’intero Congresso e con il presidente Trump, ora “anatra zoppa” ma con potere di veto, che ha subito riconosciuto la vittoria. In avvio, l’indice Dow Jones guadagna l’1,7%, l’S&P500 l’1,2%, il Nasdaq l’1,1%.

Via il rischio di incertezza politica che incombeva, una situazione di stallo storicamente è positiva per i mercati, spiegano gli analisti. “Ai mercati piace lo stallo, non gradiscono un partito con troppo potere”, ha commentato Andrew Slimmon di Morgan Stanley Investment Management.

“Dal punto di vista macroeconomico, la storia dimostra che un governo diviso rappresenta solitamente un contesto favorevole, poiché lo stallo politico impedisce di fatto l’approvazione di provvedimenti di rilievo”, ha spiegato Anthony Willis di Columbia Threadneedle Investments. “Di conseguenza, i timori immediati, ad esempio sulla legislazione in materia di intelligenza artificiale, potrebbero rivelarsi infondati, dal momento che Trump potrà comunque porre il veto sulle leggi a lui sgradite”. Il faro sui mercati resta comunque sul settore dell’IA e dei data center in vista comunque di una parziale autoregolamentazione del settore o di possibili restrizioni sui progetti dopo la vittoria dei Dem. Le azioni di CoreWeave lasciano sul terreno in avvio il 4,5%.

A picco il titolo di Trump Media (-9%), male anche SpaceX (-4,5%) e Tesla (-4,4%). Il successo del democratico Talarico in Texas rappresenta una grave battuta d’arresto per Elon Musk, che in quello Stato aveva sostenuto con forza i candidati repubblicani e dove hanno sede le sue società.

In netto calo il prezzo del petrolio, coi future sul Light Crude Wti in discesa di quasi il 3% a 93,3 dollari al barile, sulle speranze di una differente gestione da parte dell’amministrazione Usa del conflitto contro l’Iran.

Midterm, Mike Johnson: nel 2028 il Gop riconquisterà la Camera

Roma, 4 nov. (askanews) – “Sebbene l’esito di queste elezioni di metà mandato non sia quello che speravamo e per cui abbiamo combattuto, una nuova battaglia è appena iniziata”. Lo ha scritto sui social media il repubblicano Mike Johnson, presidente della Camera dei Rappresentanti Usa.

E’ probabile che Johnson – scrive la Ap – debba affrontare la sfida di alcuni rivali interni al Partito Repubblicano, qualora tentasse di mantenere la leadership del ‘GOP’ nel nuovo Congresso che, in seguito alla disfatta elettorale alle Midterm 2026, passerà sotto il controllo dei Democratici. Johnson non ha ancora reso note le sue intenzioni.

“Nel 2028 – si è detto sicuro – riconquisteremo la Camera e porteremo a termine il lavoro”.

La Farnesina: rilasciato l’ultimo italiano fermato in Cisgiordania

Roma, 4 nov. (askanews) – Donato Ferdori, l’ultimo dei cinque attivisti italiani fermati dalle autorità israeliane in Cisgiordania lo scorso 29 ottobre, è stato rilasciato e sta facendo rientro in Italia. Lo confermano fonti della Farnesina, secondo cui il connazionale ha attraversato il valico di frontiera di Taba, entrando in Egitto.

Le autorità israeliane, d’intesa con quelle egiziane, lo accompagneranno fino all’aeroporto del Cairo, da dove partirà domani, 5 novembre, alla volta di Roma.

I cinque italiani erano stati fermati mentre partecipavano a una campagna palestinese per la raccolta delle olive. Per quattro di loro era stata disposta l’espulsione immediata, mentre Ferdori aveva inizialmente scelto di seguire la procedura giudiziaria israeliana.

Manovra, Tajani: valuteremo miglioramenti su pensioni e scuola

Roma, 4 nov. (askanews) – “Abbiamo avuto un lungo e proficuo incontro con il sindacato autonomo Confsal: sul tavolo le loro proposte in merito alla scuola, alle pensioni e alla sicurezza sul lavoro. Sulle pensioni ho ribadito la disponibilità di Fi ad esaminare la possibilità di migliorare la proposta contenuta nel ddl bilancio approvato dal Cdm durante l’iter parlamentare per cercare di effettuare dei cambiamenti che possano andare incontro al mondo dei pensionati. Anche per quanto riguarda la scuola, abbiamo dato la disponibilità a cercare di migliorare in Parlamento i contenuti della manovra andando nella direzione richiesta dal sindacato, quindi per cercare di vedere se si può, in prospettiva, incrementare il numero delle assunzioni nei prossimi anni”. Lo ha detto il vicepremier e leader di Fi Antonio Tajani nella sede del partito al termine dell’incontro con Confsal.

“Sulla sicurezza sul lavoro – ha aggiunto – Fi è favorevole a dar vita a un piano straordinario per assumere ispettori che vadano nei luoghi di lavoro per verificare se vengono rispettate le regole sulla sicurezza”.

“Vedremo nel corso del dibattito parlamentare cosa si potrà fare. Oggi abbiamo una riunione di Fi con chi segue il bilancio e valuteremo come le disponibilità che abbiamo dato ai sindacati incontrati su pensioni e scuola si possano trasfomare in scelte concrete anche quantificando gli interventi che possono essere fatti. C’è massima disponibilità a confrontarci su questo”, ha concluso.

Topo Nero Rock-Tommaso Ottomano annuncia il suo primo singolo

Milano, 4 nov. (askanews) – Topo Nero Rock – Tommaso Ottomano annuncia l’uscita di Cerco una ragazza, disperatamente, il suo primo singolo disponibile da venerdì 6 novembre, anche in rotazione radiofonica, per Sugar Music, da ora in pre-save.

Con Cerco una ragazza, disperatamente, Tommaso inaugura un nuovo capitolo del suo percorso artistico: un brano dall’anima rock attraversato da uno spirito di ribellione e libertà. Un pezzo leggero solo in apparenza, che nasconde un cuore profondo. Scritto e prodotto dallo stesso Ottomano, Cerco una ragazza, disperatamente è stato anticipato da un trailer, di cui Tommaso ha curato anche la direzione creativa, e da una lettera pubblicata sui social, attraverso cui presenta per la prima volta al pubblico il suo alter ego, Topo Nero Rock: non è una maschera ma una dichiarazione, questa è l’intenzione con cui nasce un progetto che Tommaso immagina e firma in ogni dettaglio, dalle note della canzone alle immagini.

Cerco una ragazza, disperatamente nasce nel momento di maggiore solitudine, quando la mancanza si fa così rumorosa da volerle dare un volto. Da qui la fantasia di una ragazza perfetta, cucita su misura affinché lo faccia soffrire, una che non crede nell’amore, che arriva e fugge, che prende e lascia. Un desiderio talmente assurdo che non resta che riderne, a cominciare da sé stessi. Tommaso si guarda allo specchio e sceglie l’ironia come forma di tenerezza, trasformando l’insicurezza in una piccola commedia dell’assurdo.

Tommaso presenta per la prima volta Topo Nero Rock, un topo cartoon disegnato interamente a mano da Simone Pratola e doppiato da Francis Delacroix. Ispirato a “Volere Volare” di Maurizio Nichetti, il personaggio rende omaggio all’estetica dei “Looney Tunes” e a “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, allo stesso tempo diventa coscienza e voce di ciò che di solito si nasconde: insicurezze, inadeguatezza e tutti i sentimenti scomodi che si preferisce lasciar scorrere nella propria “fogna interiore”. Tommaso osserva il mondo attraverso lo sguardo di un topo, animale sporco e repellente ma anche tenero e divertente, in un contrasto che unisce il suono scarno e ruvido del rock anni ’90 all’animo leggero e pop della canzone italiana degli anni ’60.

Tommaso Ottomano è un cantautore, regista, compositore, produttore discografico, direttore artistico e sound designer, con una ricerca che si sviluppa all’intersezione tra musica e cinema. Topo Nero Rock è il suo progetto solista da cantautore, nato da un alter ego che porta con sé dal 2007, quando a diciassette anni si sentì chiamare per la prima volta con quel nome. Come regista realizza campagne per top brand di moda, dirige cortometraggi sperimentali e firma i videoclip dei Måneskin, Jovanotti, Baustelle, Roshelle, Lucio Corsi e Chiello. Per due volte ottiene il riconoscimento di “Regista dell’anno” ai Videoclip Music Awards e vince gli MTV Music Awards nella categoria “Best Rock Video” con il video di “The Loneliest” dei Måneskin.

Cinema, Favino nei panni di Marchionne in "Falcon" di Bellocchio

Roma, 4 nov. (askanews) – Ecco la prima immagine di Pierfrancesco Favino nei panni di Sergio Marchionne, mentre proseguono in Italia le riprese del film “Falcon”, diretto da Marco Bellocchio. La foto è stata scattata presso lo storico stabilimento Mirafiori di Torino, nella palazzina attualmente in ristrutturazione, dove è in corso la produzione del film, grazie alla collaborazione con STLA Europe.

La Fiat nel 2004 era sull’orlo del collasso quando Sergio Marchionne (Favino) entra in scena per salvare un impero moribondo. Spietato e visionario, licenzia i vertici aziendali, insegna a John Elkann (Garrel), il giovane erede improvvisamente gravato dall’eredità di famiglia, l’arte del comando e conquista il mercato americano sfidando General Motors e Chrysler, salvando l’azienda dal fallimento. Marchionne diventa molto importante e famoso all’estero, ma il miracolo ha un prezzo devastante. Unendo la tensione di un thriller finanziario a una profonda intuizione psicologica, “Falcon” esplora le vette del capitalismo e il fatale, profondo isolamento di un tragico vincitore inghiottito proprio dalla macchina che aveva salvato.

Nel cast, oltre a Pierfrancesco Favino, ci sono Louis Garrel, Benedetta Cimatti, Barbara Ronchi e la partecipazione di Valeria Bruni Tedeschi. Scritto da Marco Bellocchio, con Ludovica Rampoldi, Andrea Di Stefano, Stefano Rulli e con la partecipazione di Oliviero Del Papa, il film sarà distribuito in Italia da 01 Distribution. Le vendite internazionali sono di Rai Cinema International Distribution. Tra i principali collaboratori già annunciati figurano lo scenografo Andrea Castorina, la costumista Daria Calvelli e la montatrice Francesca Calvelli, che con Bellocchio hanno già lavorato in vari progetti quali “Il traditore”, “Esterno notte” e “Rapito”. Accanto ai collaboratori di sempre, Bellocchio è affiancato per la prima volta dal direttore della fotografia Matteo Cocco (The Weight, Volevo nascondermi).

Midterm, Tajani: rispettiamo la volontà del popolo americano

Roma, 4 nov. (askanews) – “Rispettiamo sempre e comunque la volontà del popolo americano. Gli Stati Uniti sono la più importante e grande democrazia del mondo. Ogni scelta che viene fatta, anche quando ci sono cambiamenti, deve essere rispettata. Per noi non cambia il rapporto con gli Usa”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani commentando il voto di midterm a margine di un incontro sulla manovra presso la sede del partito.

“L’Italia è un partner strategico degli Usa e con la stessa lealtà e la stessa correttezza con la quale abbiamo lavorato con governi e presidenti repubblicani continueremo a farlo qualunque sia il governo, qualunque sia la situazione parlamentare in quale paese. Siamo alleati, alleati che parlano sempre a testa alta: quando siamo d’accordo diciamo di sì, quando non lo siamo, com’è successo con la Groenlandia, con la guerra con l’Iran, con la Cpi lo diciamo”, ha aggiunto.

Siamo alleati strategici – ha insistito Tajani – continueremo ad esserlo qualunque sia il governo o la maggioranza parlamentare: per noi il rapporto non è con questo o quel partito, con questo o quel presidente, il rapporto è strategico, rinforzato anche da una straordinaria presenza non solo numerica ma anche qualitativa degli Italo-americani. Il rapporto transatlantico sarà sempre una delle due grandi stelle polari della politica italiana. L’altra è ovviamente l’Europa”.

Midterm, Tajani: non cambia niente per noi, non si è votato in Italia

Roma, 4 nov. (askanews) – “Per noi non cambia niente. Io ho lavorato con lo stesso entusiasmo e impegno sia con Rubio che con Blinken. Ho avuto buoni rapporti con entrambi. Le questioni interne americane sono questioni interne americane. Siamo alleati, alleati significa essere amici che guardano negli occhi l’interlocutore, vanno sempre a schiena dritta e a testa alta”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani commentando il voto di midterm a margine di un incontro sulla manovra presso la sede del partito.

“Non succede niente per l’Italia, mica abbiamo votato in Italia”, ha aggiunto. A chi gli chiede se alla luce del voto negli Stati Uniti potrebbe finire la guerra in Iran, Tajani ha risposto: “Questo dovete chiederlo a chi la fa la guerra in Iran”. “Ho sempre auspicato una soluzione diplomatica. ho partecipato qualche giorno fa un vertice di quattro paesi europei (Italia, Gb, Francia e Germania) con quattro paesi musulmani (Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto) proprio per parlare della pace e della libertà di navigazione. Speriamo prevalgano sempre il dialogo e la diplomazia sulla forza delle armi”.

Sangha è il nuovo album del producer italiano Mace

Milano, 4 nov. (askanews) – Sangha è il nuovo album di Mace, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato CD e vinile (anche autografati) da venerdì 27 novembre per Atlantic Records Italy / Warner Music Italy.

Sarà inoltre disponibile una versione del vinile di Sangha autografato in tiratura limitata che darà accesso alla listening session dell’album in anteprima che si svolgerà il 25 novembre a Milano.

Il termine Sangha in sanscrito significa “comunità” ed è il concetto attorno a cui si sviluppa il nuovo album di Mace. Per l’artista, Sangha rappresenta la comunità di persone di cui ci si circonda, una rete di sostegno reciproco, senza un perimetro troppo netto: somiglia più a un campo magnetico, perché nasce da una inclinazione naturale ad avvicinarsi agli altri per creare qualcosa di più grande e significativo. È l’esatto contrario del fare tutto da soli. Soprattutto, è un cerchio con nessuno al centro, che è forse l’idea più difficile da praticare per chiunque.

Dopo Maya, Mace ha portato all’estremo il metodo di lavoro adottato per il precedente album: musicisti, poeti, cantanti, rapper, artisti visivi e amici, oltre 60 persone si sono alternate in una intensa residenza in Toscana. Per 3 settimane la scrittura si è mescolata alla vita in session senza orari e privi di schemi predefiniti. Lavorare così insegna ciò che da soli non si impara, fidarsi dell’intuito degli altri, ascoltare, condividere uno spazio, chiedere aiuto.

“Mi sono circondato di persone magiche ma molto diverse tra loro, che ho selezionato con cura per il loro talento ma anche per la loro energia. Volevo ricreare un piccolo caos autoregolamentato, dare vita a degli intrecci che potessero durare nel tempo e generare nuovi pensieri. Se Maya suggeriva la grande illusione umana di essere entità separate, Sangha è un invito più concreto alla risonanza e all’unione tra le persone, un grido per la sopravvivenza dello spirito collettivo.”

Per Mace, uno dei ruoli fondamentali dell’arte è creare e presentare mondi alternativi, per porre una domanda semplice e radicale: cosa ne pensi di questo mondo? È questo il mondo che vuoi? Sangha risponde con un invito all’unione in tempi disconnessi e individualisti.

Galliani presenta la sua candidatura a presidente Figc

Roma, 4 nov. (askanews) – La corsa alla presidenza della Figc entra nel vivo. Adriano Galliani ha presentato ufficialmente la propria candidatura in vista delle elezioni federali in programma il prossimo 14 dicembre a Roma.

La sua candidatura apre ufficialmente il confronto con Giovanni Malagò, attuale commissario della Federcalcio, che ha già formalizzato la propria discesa in campo nel pomeriggio di ieri. Malagò può contare sull’appoggio di undici società di Serie A.

Si profila dunque una sfida tra due nomi di primo piano del panorama sportivo italiano, destinata a entrare nel vivo nelle prossime settimane, in vista dell’appuntamento elettorale che il 14 dicembre definirà la nuova guida del calcio italiano.

Mattarella: i valori della Costituzione nella mission delle forze armate. Crosetto: serve coesione

Firenze, 4 nov. (askanews) – Piazzale Michelangelo è blindato dalla mattina presto, le scolaresche sistemate a lato del palco delle autorità, le Frecce Tricolori pronte a sorvolare davanti agli occhi del presidente della Repubblica e poi nel cielo di Firenze. E’ la prima tappa della lunga giornata nel capoluogo toscano di Sergio Mattarella che raggiunge il Piazzale accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto per celebrare, dopo l’omaggio all’Altare della Patria, il 4 novembre, la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Una giornata triste, nella quale è vivo il dolore per la morte dei quattro militari italiani in Bosnia, a cui, prima di ogni discorso, viene reso omaggio.

La festa delle Forze armate, che garantiscono “pace e sicurezza” e il cui giuramento di fedeltà alla Repubblica, ricorda Mattarella, “si nutre dei valori della sua Costituzione”, è per il Capo dello Stato anche l’occasione per ricordare che è “urgente l’avvio di una difesa comune europea, complementare all’Alleanza Atlantica”. Ma non solo. Da tempo Mattarella esprime preoccupazione per l’uso distorto dell’IA e per l’opera di disinformazione di cui si giova la guerra ibrida. “Ai conflitti tradizionali, che continuano ad insanguinare ampie aree del mondo, inclusa l’Europa, si aggiungono – osserva il presidente nel messaggio al ministro della Difesa – la disinformazione diffusa, la competizione nello spazio, la dimensione cibernetica, l’uso pervasivo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi autonomi, domini in cui atti di aggressione risultano oggi in preoccupante e progressiva espansione”.

Crosetto gli fa eco sottolineando, nel suo discorso, a Piazzale Michelangelo, che nessuno più delle donne e degli uomini in divisa conosce il valore della pace, in assenza della quale si rischia la vita sul campo. Ma, avverte, “è impossibile garantire la pace da soli”, “la difesa non basta più a difendere il Paese”: davanti a minacce multiple e subdole servono “coesione” e “cooperazione tra tutti”. E da qui nasce l’omaggio di Crosetto a Mattarella che durante i suoi mandati, sottolinea, ha dimostrato di saper “tenere unito il Paese anche quando cerca di non esserlo”, capendo “più di altri” che “in questo cambio epocale si risponde solo con valori saldi, con una visione salda”.

Nel pomeriggio Mattarella parteciperà in Palazzo Vecchio alla cerimonia per l’anniversario dell’alluvione che devastò Firenze il 4 novembre 1966.

A Roma il 16 novembre la rarissima "Theodora" di Haendel

Roma, 4 nov. (askanews) – Dopo quattro concerti in Sudamerica e l’apertura del loro tour europeo a Parigi, il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists arrivano a Roma all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per l’unica rappresentazione italiana della “Theodora” di Haendel, un’opera raramente messa in scena che racconta una storia intensa di coscienza, fede e libertà.

Lunedì 16 novembre, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Christophe Rousset dirigerà il celebre oratorio drammatico di Haendel nell’ambito della stagione di musica da camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Ad affiancare il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists c’è un cast internazionale che vede Marie Lys nel ruolo di Teodora, Alice Coote in quello di Irene, Iestyn Davies in quello di Didimo, Guy Cutting in quello di Settimio, John Chest in quello di Valente e Jonathan Hanley in quello del Messaggero.

Composta nel 1749 su un libretto inglese di Thomas Morell, Theodora fu il penultimo oratorio di Haendel. La storia della martire cristiana è una delle opere più intensamente drammatiche ed emotivamente profonde del compositore, caratterizzata da una visione introspettiva, da personaggi principali psicologicamente sfaccettati e da un coro che occupa il centro stesso del dramma.

Lo spettacolo prosegue l’esplorazione dell’oratorio di Haendel da parte del Monteverdi Choir & Orchestras attraverso esecuzioni concertistiche “messe in scena”. Christophe Rousset conferisce all’opera il suo caratteristico brio operistico, con la regia di Tom Guthrie. Il recitativo è trattato come prosa teatrale, mentre la recitazione, la gestualità e i movimenti misurati scaturiscono dal linguaggio emotivo della partitura. Il coro diventa un partecipante attivo nella vicenda drammatica, e i suoi colori vocali mutevoli creano l’universo di Theodora senza bisogno di scenografie elaborate.

La collaborazione tra Christophe Rousset, il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists fa parte di un percorso di approfondimento a lungo termine degli oratori di Haendel, che si estende dal palcoscenico da concerto allo studio di registrazione. La loro registrazione del Messiah, realizzata durante la tournée europea degli ensemble nel dicembre 2025, è stata pubblicata da Harmonia Mundi all’inizio di questo mese. Seguirà Theodora, registrata dal vivo il 18 novembre presso la nuova Sohmen Concert Hall dello Schwarzman Centre di Oxford, nell’ambito della nuova collaborazione tra il Monteverdi Choir & Orchestras e l’etichetta discografica.

Alla sua prima rappresentazione, il 16 marzo 1750 al Covent Garden Theatre di Londra, Theodora non riuscì a conquistare il grande pubblico, sebbene trovasse estimatori tra musicisti e intenditori. Un tempo sottovalutata dai contemporanei di Haendel, è oggi riconosciuta come una delle sue opere più importanti, contenente alcune delle sue arie più celebri, tra cui “As with rosy steps the morn”, “With darkness deep” e “Angels ever bright and fair”.

Il Monteverdi Choir è tra i principali interpreti al mondo degli oratori di Haendel, e Theodora ne sfrutta appieno la gamma espressiva. Il coro è al centro del dramma, passando dalla devozione e dalla vulnerabilità della comunità cristiana alle esuberanti festività dei pagani romani.

La tournée internazionale ha avuto inizio il 2 novembre al Teatro Colón di Buenos Aires, seguita da rappresentazioni a Montevideo, Lima, San Paolo e Parigi. Dopo l’unica rappresentazione italiana a Roma il 16 novembre, Theodorasi sposterà a Oxford il 18 novembre e a Londra il 19 novembre.

Addio a Tinto Brass, il maestro della trasgressione

Roma, 4 nov. (askanews) – Il cinema italiano perde uno dei suoi autori più anticonformisti e provocatori. È morto Tinto Brass, regista che ha attraversato oltre mezzo secolo di storia dello spettacolo trasformando l’eros in una cifra stilistica e in uno strumento di provocazione culturale. Aveva 93 anni ed era malato da tempo. A comunicarne la scomparsa la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice Brass. La famiglia ha fatto sapere che le esequie si svolgeranno in forma strettamente privata.

Una carriera, quella di Brass, segnata dalla costante ricerca della libertà espressiva, dalla sperimentazione visiva e dal confronto, spesso conflittuale, con le convenzioni morali e sociali. Autore di film destinati a lasciare un’impronta nell’immaginario collettivo, da Salon Kitty a Caligola, da La chiave a Paprika, ha fatto della provocazione una forma di linguaggio, rivendicando il diritto di raccontare il desiderio e la sessualità senza rinunciare all’ironia e allo spirito dissacrante.

Dalle origini veneziane all’incontro con la Nouvelle Vague Nato a Milano il 26 marzo 1933 con il nome di Giovanni Brass, cresce in un contesto culturale profondamente legato a Venezia, città nella quale si trasferisce subito dopo la nascita. È il nonno, il celebre pittore e scenografo Italico Brass, ad attribuirgli il soprannome di Tintoretto, destinato a diventare il suo nome d’arte, poi abbreviato in Tinto.

La sua formazione personale è attraversata da due influenze apparentemente opposte: da una parte l’educazione rigida imposta dal padre, dall’altra lo spirito anarchico del nonno, orgoglioso delle proprie origini russe. Da questo intreccio nasce quell’atteggiamento irriverente nei confronti delle istituzioni e delle regole che caratterizzerà tutta la sua produzione artistica.

Dopo aver conseguito nel 1957 la laurea in giurisprudenza all’Università di Padova, Brass si trasferisce a Parigi. Qui lavora come archivista presso la prestigiosa Cinémathèque Française, entrando in contatto con il fermento culturale della nascente Nouvelle Vague. Un’esperienza decisiva per la sua formazione cinematografica.

Rientrato in Italia, comincia a lavorare nel cinema come aiuto regista, collaborando con Alberto Cavalcanti, Joris Ivens e Roberto Rossellini.

Nel 1957 sposa Carla Cipriani, che diventerà una figura fondamentale anche sul piano professionale, collaborando con lui come co-sceneggiatrice e segretaria di edizione in gran parte dei suoi film. Dal matrimonio nascono due figli. Il loro legame durerà oltre quarant’anni, fino alla morte di Carla, nel 2006.

Il debutto dietro la macchina da presa arriva nel 1963 con Chi lavora è perduto. Ambientato a Venezia, il film racconta il disagio di un giovane incapace di trovare il proprio posto nella società, attraverso uno stile anarchico e sperimentale che richiama la Nouvelle Vague, movimento che in Italia non era riuscito a svilupparsi pienamente.

La pellicola incontra immediatamente le resistenze della censura, che ne impone la revisione a causa dei temi affrontati. Brass risponde con una soluzione coerente con il proprio carattere: anziché modificare il contenuto, cambia soltanto il titolo originale, In capo al mondo. Nel 1964 firma inoltre due episodi di La mia signora, con Silvana Mangano e Alberto Sordi.

Verso la fine degli anni Sessanta il regista si allontana progressivamente dalla commedia e dal dramma tradizionale. Il suo interesse si concentra sempre più sui personaggi ai margini della società, sulle contraddizioni del presente e sulla possibilità di mettere in discussione i codici dominanti. La provocazione sessuale diventa progressivamente uno degli elementi centrali della sua poetica.

Un percorso che lo porta a confrontarsi ripetutamente con la censura e con la magistratura, spesso intervenute per bloccare o limitare la circolazione delle sue opere.

Nel 1967 realizza Col cuore in gola, thriller pop caratterizzato da un montaggio e da una costruzione visiva fortemente personali. Interpretato da Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin, è il primo capitolo di una trilogia di film ambientati a Londra, realizzato con la consulenza grafica di Guido Crepax.

Liberamente ispirato al romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati, il film è sceneggiato dallo stesso Brass insieme a Francesco Longo e Piere Lévy-Corti, con musiche di Armando Trovajoli. Al centro della vicenda, l’incontro breve e fatale tra un attore francese e una giovane donna in stato di choc, scoperta davanti al cadavere di un uomo.

Nel 1969 dirige L’urlo, opera di ispirazione surrealista che assume i contorni di una contestazione radicale della società e del proprio tempo. Osteggiato a lungo dalla censura, il film ottiene comunque riconoscimenti critici, fino alla candidatura all’Orso d’oro del Festival di Berlino nel 1970.

Il successo di Salon Kitty, nel 1975, rappresenta un passaggio decisivo nella carriera di Brass. Il film attira l’attenzione del produttore Bob Guccione, fondatore di Penthouse, che gli affida la regia dell’adattamento cinematografico di Caligola.

Realizzato nel 1976, il film diventerà uno dei titoli più celebri e controversi della sua filmografia. Un’opera che il regista finirà tuttavia per rinnegare, contestando i pesanti interventi e i rimaneggiamenti imposti dalla produzione durante il montaggio.

Negli anni Ottanta Brass consolida la propria identità autoriale e diventa uno dei principali protagonisti del cinema erotico italiano. Con La chiave (1983), tratto da un romanzo giapponese di Tanizaki Jun’ichiro, offre a Stefania Sandrelli un’importante occasione di rilancio cinematografico.

Parallelamente, contribuisce a lanciare e affermare alcune delle interpreti più riconoscibili del suo cinema: Serena Grandi con Miranda (1985), Francesca Dellera con Capriccio (1986), Debora Caprioglio con Paprika (1990), Claudia Koll con Così fan tutte (1991) e Anna Ammirati con Monella (1997).

Un universo femminile e cinematografico che diventa parte integrante del suo immaginario, insieme a un’estetica riconoscibile, fatta di ironia, sensualità e continua sfida alle convenzioni.

Con Senso 45 (2001), ispirato alla novella Senso, e con il film a episodi Fallo! (2003), Brass ribadisce la propria idea di cinema erotico, concepito non come semplice provocazione, ma come rappresentazione di una dimensione naturale e quotidiana dell’esistenza umana.

Il riconoscimento della Cinémathèque e il rapporto con il teatro La sua influenza supera i confini italiani. Nel gennaio 2002 la Cinémathèque Française di Parigi gli dedica una retrospettiva dal titolo Eloge de la chair (Elogio della carne), riconoscendone il contributo alla storia del linguaggio cinematografico.

Accanto al cinema, Brass coltiva anche un rapporto significativo con il teatro. Nel corso della carriera dirige diversi spettacoli: Pranzo di famiglia (1973), di Roberto Lerici; L’uomo di sabbia (1976), di Riccardo Rehim; e Lulu (1990), di Wedekind.

Nel 2009 torna a confrontarsi con il mito di Don Giovanni, proponendone una rilettura ambientata nella Venezia del 1930 a Villa Pamphili, a Roma. Nello stesso anno presenta alla 66ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Hotel Courbet, cortometraggio della durata di 18 minuti dedicato al pittore Gustave Courbet, nell’ambito della retrospettiva a lui riservata.

Il legame con la Mostra del Cinema di Venezia si rinnova anche negli ultimi anni, con il conferimento del Premio Pietro Bianchi da parte del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.

Un riconoscimento motivato dalla sua capacità di essere «maestro di un cinema radicalmente libero, visionario e anticipatore, capace di attraversare i generi e le epoche con la forza di uno sguardo sempre irriverente, anticonformista e profondamente vitale».

Nella motivazione viene ricordato anche il suo contributo alla reinvenzione del linguaggio cinematografico, attraverso l’incontro tra cinema d’autore e sperimentazione, e la capacità di costruire un immaginario che ha inciso profondamente sulla storia del costume e dello spettacolo italiano.

Con la scomparsa di Tinto Brass si chiude una delle esperienze più singolari del cinema italiano. Un autore che ha fatto della libertà di guardare, raccontare e provocare il principio fondante del proprio lavoro, attraversando generi e generazioni senza mai cercare il consenso e lasciando un segno inconfondibile nella cultura visiva del Novecento e dei primi anni Duemila.

Ottimo debutto del tour nei Palazzetti per Marco Masini

Milano, 4 nov. (askanews) – Ieri, martedì 3 novembre, Marco Masini, sul palco dell’Unipol Forum di Milano durante la prima data nei palasport, ha annunciato il nuovo tour che lo porterà nei teatri più importanti d’Italia tra aprile e maggio 2027.

Un ritorno nei teatri molto atteso dal pubblico per emozionarsi e ripercorrere insieme a Marco, in una dimensione più intima, oltre 35 anni di carriera attraverso le canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana.

La prima data sarà il 6 aprile al Teatro Team Bari, proseguirà il 7 aprile all’Auditorium “10 Settembre 1943” di Isernia, il 10 Aprile al Teatro Clerici di Brescia, il 21 Aprile al Teatro Galleria di Legnano (Milano), il 22 Aprile al Teatro Colosseo di Torino, il 27 Aprile al Teatro EuropAuditorium di Bologna, il 3 Maggio al Teatro Regio di Parma, il 5 Maggio al Teatro Metropolitan di Catania, l’11 Maggio al Teatro Lyrick di Assisi (Perugia), il 14 Maggio al Teatro Ariston di Sanremo (Imperia), il 17 Maggio al Teatro Arcimboldi di Milano e il 18 Maggio al ChorusLife Arena di Bergamo.

I biglietti del tour nei teatri saranno disponibili da oggi, mercoledì 4 novembre, per gli scritti al fan club a partire alle ore 16.00 e per tutti alle ore 18.00 su TicketOne.it e nelle prevendite abituali (per info www.friendsandpartners.it).

Dopo il concerto di ieri, martedì 3 novembre, all’Unipol Forum di Milano, l’artista sarà protagonista nei palasport oggi, mercoledì 4 novembre, al Nelson Mandela Forum di Firenze, il 7 novembre al Kioene Arena di Padova, il 13 novembre al Palazzo dello Sport di Roma e il 14 novembre al Pala Partenope di Napoli.

Queste le date nei teatri del tour “MARCO MASINI – TEATRI 2027”, prodotte e organizzate da Friends & Partners, Momy Records e Concerto Music:

TEATRI 2027

6 aprile – BARI, TEATRO TEAM

7 aprile – ISERNIA, AUDITORIUM “10 SETTEMBRE 1943”

10 aprile – BRESCIA, TEATRO CLERICI

21 aprile – LEGNANO (Milano), TEATRO GALLERIA

22 aprile – TORINO, TEATRO COLOSSEO

27 aprile – BOLOGNA, TEATRO EUROPAUDITORIUM

3 maggio – PARMA, TEATRO REGIO

5 maggio – CATANIA, TEATRO METROPOLITAN

11 maggio – ASSISI (Perugia), TEATRO LYRICK

14 maggio – SANREMO (Imperia), TEATRO ARISTON

17 maggio – MILANO, TEATRO ARCIMBOLDI

18 maggio – BERGAMO, CHORUSLIFE ARENA

Birindelli Auto è automotive partner del tour.

Marco Masini. Nato a Firenze il 18 settembre 1964, eredita la passione per la musica dalla famiglia della madre, dimostrando già da piccolo un certo talento nel suonare e comporre a orecchio. Nel 1986, grazie a Roberto Rosati, conosce prima Beppe Dati e poi Giancarlo Bigazzi e con questi comincia a lavorare ad alcune colonne sonore, esegue la voce guida di “Si può dare di più” (del trio Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi), è concertista dal vivo nella tournée di Umberto Tozzi e in quella di Raf.

Nel 1990, 36 anni fa, la svolta: Bigazzi decide di produrlo facendolo partecipare al Festival di Sanremo con “Disperato”, brano scritto dall’artista insieme a Giancarlo Bigazzi e Beppe Dati che vince la 40ª edizione del Festival nella sezione Novità e il Premio della Critica Mia Martini, sempre nella sezione dedicata agli esordienti. Il singolo ottiene un ottimo riscontro di pubblico e alla quale segue la pubblicazione dell’album di debutto “Marco Masini” che vende più di 800.000 copie e include, oltre a “Disperato”, “Ci vorrebbe il mare”, romantica poesia in musica con cui calca il palco del Festivalbar 1990.

In questi oltre 35 anni di carriera sono tanti i brani il cui successo è andato di pari passo con il rafforzarsi del legame instaurato con il suo pubblico, canzoni indimenticabili come “Perché lo fai” (3° posto al Festival di Sanremo nel 1991), “Cenerentola Innamorata”, “Vaffanculo”, “T’innamorerai”, “Bella Stronza”, “L’uomo volante” (1° posto al Festival di Sanremo nel 2004) e tante altre.

Nel tour “Ci Vorrebbe Ancora il Mare” – che nel 2025 ha celebrato, oltre ai suoi 35 anni di carriera, i 35 anni dall’album di debutto “Marco Masini” e i 30 anni dall’album “Il Cielo della Vergine” – il cantautore e cantastorie ha portato sul palcoscenico i brani che sono diventati amatissimi classici della musica italiana e quelli estratti dall’album “10 Amori” (Momy Records, Concerto Music/ BMG, prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini), pubblicato nel 2024.

Tra il 24 e il 28 marzo 2006 partecipa insieme a Fedez alla 76edima edizione del Festival di Sanremo con “Male Necessario” (Fedez, Marco Masini), brano che si aggiudica il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo.

A marzo è uscito il nuovo progetto discografico “Perfetto Imperfetto” (Momy Records, Concerto Music / BMG, disponibile nei formati CD e vinile e sulle piattaforme digitali https://marcomasini.lnk.to/perfettoimperfetto), prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini.

Midterm, De Felice (Intesa Sp): ora "ingorghi" legislativi su IA e cripto

Roma, 4 nov. (askanews) – Niente “ribaltone dell’agenda Trump” ma ingorghi legislativi negli Usa su intelligenza artificiale, data center e criptoasset, con il Bitcoin già calato, mentre per azionario e Treasuries l’esito del voto delle midterm negli Usa potrebbe risultare positivo. Questa la fotografia scattata a caldo dal capo economista di Banca Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice, interpellato sul tema durante la conferenza di presentazione del patto del gruppo con Confindustria, Sace, Simest (Gruppo CDP) e Ice, per il sostegno dello sviluppo Pmi italiane all’estero.

“Credo che il voto abbia più che copnfermato il tasso di diapprovazione che il presidente Usa aveva prevoto – ha esordito -: 65% degli americani lo disapprovava e appena il 30% lo approvava.

“Cosa succede adesso? Innanzitutto il nuovo congresso si insedia il primo gennaio, quindi andiamoci piano con le valutazioni. Non sarà un ribaltone ddell’agenda Trump – ha detto De Felice – semmai avremo qualche infgorgo legislativo, con i terreni di maggiore scontro che sono, primo, il tetto al debito, dove Trump con i repubblicani sarebbe voluto andare molto in là. E poi un freno sulle attività legislative che riguardano intelligenza artificiale, data center e criptovalute”.

“Il bitcoin è subito sceso”, ha notato, all’esito del voto. “Normalmente un governo Usa diviso è positivo per il mercato azionario e anche per quello obbligazionario, ma stavolta qualcosa può essere diverso. Credo che l’esito possa favorire una cauta discesa dei rendimenti, perché ora il rischio che la politica espansiva possa diventare ancora piò espansiva è ridotto. Vedremo – ha concluso l’economista – cosa deciderà dal punto di vista militare”.

Midterm, analisti: meno incertezza, Borse su ma rotta non cambia

Milano, 4 nov. (askanews) – La vittoria dei Democratici in entrambe le Camere del Congresso riduce alcune incertezze che pesavano sui mercati, ma non ne cambia i driver di fondo: crescita, inflazione, tassi e deficit continueranno a contare più dell’esito elettorale. È il filo comune dei primi commenti degli analisti alle midterm, mentre le Borse europee festeggiano con rialzi fra l’1% e il 2%, con Milano (+2,2%) e Madrid (+2,9%) in evidenza, e i futures di Wall Street sono positivi (Dow Jones +1,6%, Nasdaq +1%). In rialzo l’euro sul dollaro a 1,125, e i rendimenti obbligazionari in Europa (Btp al 4,42% con spread a 110 punti). Trend analogo per i futures dei Treasury Usa con il decennale al 4,91%. In calo il petrolio con il Brent a 102,1 dollari (-1,4%), corrono oro a 4.047 dollari (+2,7%) e argento a 51,8 dollari (+4,2%).

Per Equita il voto è un “cleaner event”: volatilità nel breve, ma view positiva confermata. Il controllo democratico del Congresso dovrebbe limitare nuove misure espansive, riducendo il deficit atteso e il premio a termine sui Treasury, mentre aumenta la tutela dell’indipendenza della Fed e cala il rischio di escalation sui dazi. Per Allianz Global Investors la conquista democratica “porterà più scontro politico che cambiamenti di sostanza”: i Democratici restano sotto le soglie per superare l’ostruzionismo al Senato e aggirare il veto di Donald Trump, ma potranno frenare l’amministrazione tramite audizioni, nomine e finanziamenti. Per T. Rowe Price i listini avevano già scontato il governo diviso: implicazioni “più politiche che di mercato”.

Senza sostegno bipartisan, osserva Vontobel, un’ulteriore espansione fiscale è meno probabile, ma la Casa Bianca potrebbe ricorrere di più ai poteri esecutivi su dazi, sanzioni e politica estera, e una linea più dura verso l’Iran è un rischio concreto per petrolio e inflazione. Primo banco di prova la scadenza dei finanziamenti federali dell’11 dicembre: per AllianzGI il rischio di shutdown resta alto, perché i Democratici potrebbero rinviare i negoziati di bilancio al nuovo Congresso, in carica dal 3 gennaio.

Il tema più sensibile per Wall Street è l’intelligenza artificiale. I data center sono stati centrali in campagna, ricorda Ing, con i Democratici su una linea più rigorosa: dato che una parte significativa della crescita Usa dipende dal boom dell’IA, politiche più restrittive potrebbero diventare un freno. Per Mirabaud Asset Management gli investimenti legati all’IA “sono diventati più vulnerabili”, mentre Equita ritiene che la rilevanza strategica del settore resti bipartisan.

Sui Treasury gli effetti sono contrapposti: i vincoli alla spesa possono ridurre i rendimenti, ma “bloccare nuova spesa non equivale a ridurre il deficit esistente”, nota Vontobel, e per T. Rowe Price il disavanzo resterà intorno al 5,7% del Pil nel 2027, con una Fed che continuerà ad alzare i tassi. A livello settoriale, difesa e finanziari potrebbero sottoperformare, mentre sanità e beni di consumo di base beneficiano di un’agenda attenta al costo della vita. Il dollaro appare più debole nel breve, con sostegno all’oro, e se gli investitori cercheranno diversificazione fuori dagli Usa, conclude AllianzGI, Europa e parte dell’Asia potrebbero beneficiarne: più probabile una rotazione fra regioni che un cambio di direzione dei mercati.

Midterm, Orsini: per export Italia poco cambia, continuerà, non ho dubbi

Roma, 4 nov. (askanews) – Con gli esiti delle Midetern negli Usa “credo che a livello di export italiano verso gli Usa poco cambia. Visti i dati, continueremo a fare il nostro mestiere, di produrre buoni propotti, e penso che l’interscambio tra i due paesi continuerà, non ho dubbi”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sul tema delle elezioni Usa, durante la conferenza di presentazione del patto con Intesa Sanpaolo sulle sviluppo delle Pmi all’estero.

Più in generale “sicuramente Trump si concentrerà sulla politica estera, si deve confrontare col suo Congresso. Parliamo di Cina e Usa, ma in mezzo ci sta una Europa che non gioca nessuna partita”.

Crosetto a Mattarella: tiene unito il Paese anche quando cerca di non esserlo

Firenze, 4 nov. (askanews) – “La ringrazio signor presidente per il sostegno, per la forza, per la determinazione”, “per le sue parole, che non sono molte, ma che nei momenti giusti servono per guidare un paese, per cercare di tenere unito il Paese anche quando questo cerca di non esserlo” perché “lei ha capito più di altri che in questo cambio epocale si risponde solo con valori saldi, con una visione salda”. Con queste parole il ministro della Difesa Guido Crosetto si è rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Firenze, durante la cerimonia a Piazzale Michelangelo per la Festa delle forze armate.

Crans-Montana, Tajani: la Svizzera pagherà le spese mediche

Roma, 4 nov. (askanews) – La Svizzera si farà carico delle spese per le cure mediche dei giovani italiani coinvolti nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana, dove un gigantesco incendio divampato la notte di San Silvestro al bar Le Constellation ha provocato la morte di 41 persone, sei delle quali di nazionalità italiana. Lo ha annunciato in un post sui social il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio, Antonio Tajani.

“Il ministro degli Esteri Ignazio Cassis mi ha comunicato che la Svizzera si farà carico delle spese per le cure sanitarie dei giovani italiani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana”, ha affermato il capo della diplomazia italiana.

“È un gesto di grande solidarietà e vicinanza, che apprezziamo profondamente, come Governo e come popolo italiano”, ha aggiunto, “Di fronte a una tragedia che ha spezzato vite e segnato il futuro di tanti ragazzi innocenti, la solidarietà concreta e la collaborazione tra Paesi assumono un valore ancora più importante”.

“Alla Svizzera e all’amico Cassis”, ha concluso Tajani, “va il mio sincero ringraziamento”.

Cinema, fine riprese per "É il pensiero che conta" di Neri Marcorè

Roma, 4 nov. (askanews) – Si sono concluse a Trento le riprese di “È il pensiero che conta”, film diretto da Neri Marcorè, che ne è anche protagonista nel ruolo di Franco Morandi. Soggetto e sceneggiatura sono firmati da Marcorè con Paola Mammini, Maurizio Careddu e Alessandro Rossi, su un’idea dello stesso Marcorè.

Nel cast figurano anche Ksenia Rappoport, Euridice Axen, Fausto Maria Sciarappa, Giampiero Iudica, Alex Cendron, Beatrice De Mei, Alvise Marascalchi, Gianluca De Angelis, Tommaso Cassissa, Marco Todisco, Claudio Castrogiovanni, Alberto Paradossi, Roberto Citran e Maurizio Micheli. Il film è una produzione Pepito Produzioni con Rai Cinema.

Girato a Trento e dintorni, è la storia di Franco Morandi (Marcorè) che ha fatto dell’immobilismo la sua zona di conforto. Evitando sistematicamente i conflitti, vive di rassicuranti abitudini: le partite a tennis, le amate canzoni di Drupi e l’ospitalità del caustico padre ottantenne, da cui si è rifugiato dopo la separazione dalla moglie Lucrezia (alla quale, per pura inerzia, nega ancora il divorzio).

Tutto procede in una placida bolla finché un guasto a un condizionatore non lo catapulta nel bel mezzo di una lezione universitaria di filosofia. Ascoltando per caso la magnetica professoressa Teresa Nowak parlare di felicità e consapevolezza, Franco ne resta folgorato. Inizia così a infiltrarsi di nascosto ai corsi e a divorare libri, risvegliandosi da un lungo torpore interiore. Questa improvvisa metamorfosi, però, sgretola rapidamente il suo vecchio mondo: il lavoro entra in crisi, gli amici si allontanano e si acuisce la frattura con la figlia Martina, giovane attivista finita a processo per una protesta. A quel punto, Franco dovrà decidere se tornare sui suoi passi o continuare ad avventurarsi nella scoperta di un nuovo sé, affrontando con coraggio e spirito libero le nuove sfide che la vita gli propone.

Intesa Sp con Confindustria, Sace, Simest e Ice per sviluppo Pmi all’estero

Roma, 4 nov. (askanews) – Il gruppo Intesa Sanpaolo inaugura un nuovo percorso sinergico e integrato insieme a Confindustria, Sace, Simest (Gruppo CDP) e Ice, consolidando il modello di accompagnamento all’estero delle Pmi italiane. È stata siglata oggi a Roma la nuova proposta per l’internazionalizzazione e per il sostegno all’export delle imprese italiane, un impegno concreto che vede affiancati operatori pubblici e settore privato per attivare sinergie di lungo periodo.

Promosso dalla Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, l’intervento, riporta un comunicato, è finalizzato a individuare nuovi fattori di crescita e traiettorie per la competitività italiana alla luce del contesto geopolitico e del relativo impatto sul commercio con l’estero, rafforzato dalla disponibilità di 30 miliardi di euro di credito messi a disposizione dalla Banca nel prossimo triennio e dalla sottoscrizione di nuovi accordi con primari istituti bancari in Francia, India e Brasile destinati a garantire alle imprese italiane assistenza operativa e finanziaria nei principali mercati di sviluppo.

Un modello integrato di partnership attivate da Intesa Sanpaolo per rafforzare ulteriormente la propria strategia di supporto alle imprese attraverso risorse a sostegno degli investimenti, ampliamento delle collaborazioni bancarie internazionali e potenziamento delle soluzioni finanziarie e dei servizi dedicati all’export.

La nuova iniziativa, presentata durante una conferenza oggi a Roma, risponde ai bisogni delle PMI di semplificare e incentivare soluzioni alle crescenti complessità dei mercati globali, puntando alla ridefinizione degli equilibri commerciali attraverso investimenti e nuovi finanziamenti, riduzione di tempi e costi, competenze specialistiche inserite in un sistema integrato di soluzioni finanziarie, assicurative, consulenziali e promozionali al servizio delle imprese, in coerente allineamento con i programmi dell’agenda economica e diplomatica del Paese.

L’obiettivo del Gruppo guidato dall’amministratore delegato, Carlo Messina, è sostenere le aziende nella diversificazione dei mercati, nella gestione dei rischi e nella costruzione di una presenza sempre più solida e competitiva nelle catene globali del valore.

Il patto si articola lungo cinque direttrici, si legge, valorizzando le sinergie con Confindustria, SACE, Simest e ICE, per offrire alle PMI un sostegno dinamico e integrato sui mercati internazionali: Nuovo credito per 30 miliardi di euro per il prossimo triennio messo a disposizione da Intesa Sanpaolo per finanziamenti destinati ad incentivare le esportazioni, gli investimenti diretti all’estero e i progetti produttivi realizzati in Italia funzionali alla crescita internazionale. Partnership con primari istituti bancari locali, già avviate da Intesa Sanpaolo in Francia, India e Brasile – e in estensione ad altre geografie emergenti entro il primo semestre 2027 – per fornire assistenza operativa nei Paesi di destinazione, dalla gestione di pagamenti e incassi al cash management e ai rapporti bancari delle imprese italiane presenti con controllate, unità produttive, filiali commerciali nelle geografie internazionali.

Ricerca di nuovi clienti e partner internazionali grazie alla collaborazione con ICE e l’utilizzo della nuova piattaforma Connecting Markets sviluppata dalla Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo che consente alle PMI di individuare nuovi clienti, fornitori e partner industriali in oltre 170 Paesi. Questa direttrice: Supporto agli Investimenti Diretti all’Estero (IDE) attraverso l’integrazione delle soluzioni finanziarie della Banca con i prestiti partecipativi e i finanziamenti subordinati di Simest per la creazione e il potenziamento di impianti produttivi, filiali commerciali e hub logistici all’estero.

Infine, sostegno all’export di macchinari e beni strumentali, comparto che rappresenta il 18% dell’export totale italiano. Nuova soluzione di Intesa Sanpaolo che consente alle aziende esportatrici di anticipare la liquidità relativa a forniture con pagamento dilazionato grazie alle sinergie con SACE – attraverso la Polizza Credito Fornitore a copertura dei rischi commerciali e politici – e con Simest, attraverso il contributo in conto interessi per permettere alle imprese italiane di offrire condizioni di pagamento più competitive agli acquirenti esteri.

L’offerta è completata dai servizi di Trading Company, che seguono l’intero processo di fornitura internazionale, dall’acquisto dei beni dell’esportatore italiano alla successiva rivendita al cliente estero, inclusi gli aspetti logistici, finanziari e doganali. Grazie alla partnership con Grenke, sono disponibili, inoltre, soluzioni di noleggio operativo dei beni destinate ai buyer internazionali.

L’evento di presentazione del nuovo accordo, che si è svolto stamattina a Roma, è stato aperto da Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo che ha presentato i capisaldi dell’accordo per il sostegno alle PMI sui mercati globali, a cui è seguito l’intervento di Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, che ha illustrato le prospettive dell’economia italiana e il ruolo delle PMI nella crescita del Paese.

Alla conferenza di oggi sono intervenuti: Barbara Cimmino, Vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti, Regina Corradini D’Arienzo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di SIMEST, Michele Pignotti, Amministratore Delegato di SACE, e Matteo Zoppas, Presidente di ICE, che hanno approfondito le opportunità, gli strumenti e le strategie per rafforzare la presenza delle PMI italiane sui mercati internazionali.

L’evento si è concluso con il dialogo tra Stefano Barrese, Responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, e Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, che hanno ribadito l’importanza della sempre più stretta collaborazione tra istituzioni finanziarie, sistema industriale e attori pubblici per sostenere la competitività e la crescita internazionale del Made in Italy.

Midterm, Tajani: rispettiamo volontà popolo USA, non cambia rapporto con Italia

Roma, 4 nov. (askanews) – “Rispettiamo sempre e comunque la volontà del popolo americano. Gli Stati Uniti sono la più importante e grande democrazia del mondo. Ogni scelta che viene fatta, anche quando ci sono cambiamenti, deve essere rispettata. Per noi non cambia il rapporto con gli USA”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani commentando il voto di midterm a margine di un incontro sulla manovra presso la sede del partito.

“L’Italia è un partner strategico degli Usa e con la stessa lealtà e la stessa correttezza con la quale abbiamo lavorato con governi e presidenti repubblicani continueremo a farlo qualunque sia il governo, qualunque sia la situazione parlamentare in quale paese. Siamo alleati, alleati che parlano sempre a testa alta: quando siamo d’accordo diciamo di sì, quando non lo siamo, com’è successo con la Groenlandia, con la guerra con l’Iran, con la Cpi lo diciamo”, ha aggiunto.