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giovedì, 29 Gennaio, 2026
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Memoria europea, volontà americana: anatomia di una dissociazione

Disincanto e nostalgia come chiave di lettura

Disincanto e nostalgia: questi sentimenti leggo nell’incipit di questo splendido libro di Luigi Marco Bassani, edito da Liberilibri, uno dei più intriganti e ‘vissuti’, intimistici saggi di ispirazione politica che abbia letto negli ultimi anni. Un libro scritto ripercorrendo un cammino personale, nella convinzione che la libertà debba essere il tabernacolo laico della dignità umana: principio che per l’autore, nato a Chicago e vissuto a lungo in Italia significa potersi esprimere con cognizione ed esperienza su temi di cogente attualità (essendo cresciuto e formatosi tra le due sponde dell’Atlantico), distinguendosi in un caravanserraglio di opinionisti che discettano del tutto non avendo conoscenza se non del nulla.

L’“avvertenza” conservatrice e il senso della missione

Quasi come ‘avvertenza’ (così denomina la prefazione) si professa “conservatore”, un termine che oggi suona spesso come bieco e reazionario in un mondo che si spende e si consuma nell’oblio ma che in realtà – considerata la mission della narrazione – vuole salvare l’Occidente e i suoi valori, radicati nella storia, che l’Europa non ha saputo preservare mentre l’America- con tutte le sue ibridazioni e contraddizioni anche attuali – rielabora come il più grande esperimento storico nel campo della libertà.

“L’Occidente, se inteso nella sua verità più profonda non è una realtà geografica né una somma di civiltà, ma un rapporto temporale: l’incontro, sempre precario, tra il passato europeo e il presente americano. La dissociazione euroamericana conduce alla condizione tragica dell’Occidente contemporaneo: un’identità spezzata, priva di un principio unificatore. Il presente europeo, ridotto a pallido simulacro della sua antica gloria, non può generare una nuova forma, ma solo contemplare nostalgicamente la propria ombra. Eppure, proprio in questa frattura – in questa impossibilità di coincidere con sé stesso – l’Occidente continua a esistere e a decidere i destini del mondo. L’ America lo vive come volontà (e rappresentazione), l’Europa come memoria”.

In questa simbolica rappresentazione si riassume il contenuto e il senso del saggio: denso, informato, documentato, scaltrito, un libro da leggere, inforcando occhiali nuovi.

Universalismo occidentale e declino storico

In realtà il tema del declino dell’Occidente tiene banco da oltre un secolo ma – oltre il melting pot demografico e un’inclinazione critica, cogitativa e revisionista che nasce dalla messa in discussione dei suoi valori fondanti- esprime una vocazione universalistica che non rinveniamo altrove: l’universalismo inteso come apertura ed esercizio di democrazia che nulla ha a che vedere con l’universalismo islamico che diventa strumento di estensione del possesso del mondo e imposizione del proprio credo ideologico.

Anche questo è uno scontro in atto e riguarda due mondi diversi, due civiltà antitetiche e radicate dalle origini. Ma l’autore si sofferma sulla discrasia che si è aperta e si divarica tra due concezioni e modi di essere “Occidente”.

La civiltà dialogica e la dignità infinita della persona

La civiltà occidentale è fondamentalmente dialogica nella sua struttura ontologica fino a comprendere la diversità e l’alterità come valori di apertura, ascolto, possibile confronto e condivisione. La considerazione della vita degli altri è un principio etico che si riflette in una concezione antropologica secondo cui ogni essere umano è portatore di una dignità infinita.

Lo era nell’Ellade, lo è stato nel Cristianesimo (che proprio nella misericordia e nell’amare ‘il prossimo tuo come te stesso’ celebra una forma di universalismo religioso), lo è stato nell’Umanesimo e nel Rinascimento, nell’Illuminismo, nell’etica kantiana e nella dialettica hegeliana, nell’interiorità oggettiva e nella legge morale, lo è stato con Max Weber in quel beruf ‘ che è vocazione personale e tensione verso la responsabilità del singolo davanti a Dio: l’identità di un uomo razionale, laborioso e pronto a un comportamento universalizzabile, che poi diventa la base del capitalismo e della civiltà moderna’.

Universalismo e disarmo spirituale

Acutamente Bassani rileva come l’universalismo che diventa apertura di credito antropologico e fideistico rischia di trasformarsi in una sorta di disarmo spirituale. L’amore per il prossimo, reso assoluto, si fa incapacità di giudicare, e l’universalismo, privato del suo centro, diventa relativismo.

La disponibilità scivola nella debolezza, l’accondiscendenza alla comprensione può declinare in arrendevolezza: in questo sta a un tempo la grandezza e il cotè vulnerabile dell’universalismo del pensiero occidentale.

Europa stagnante, America espansiva

Ma mentre dal secondo dopoguerra (nonostante la CEE, il MEC, la CE e infine l’U.E ) la crescita europea languiva tra stagnazione, lenta ripresa, incertezze nello sviluppo e nel consolidamento istituzionale fino al crepuscolo, l’America conosceva la più grande espansione economica, industriale, militare della Storia, resistendo in sequenza a quattro tentativi di assalto alla sua leadership mondiale: quello precedente della Germania di Hitler, quello sovietico dell’URSS, quello giapponese e quello più attuale della Cina (alla quale incautamente proprio l’Italia nel marzo 2019 tendeva la mano con la firma del Memorandum della Via della Seta).

Ciò che sorprende del mondo americano è la rapidità di adeguare la propria leadership cavalcando l’onda lunga dell’innovazione tecnologica ma non è solo prerogativa della Silicon Valley, è una mentalità, un modo di essere e di fare: paradossalmente l’Europa che vanta una storia di più antica deriva non ha mai vestito i panni del competitor ma (fino a quando durerà) quelli dell’alleato beneficato dallo strapotere americano, nonostante la parentesi della crisi finanziaria dei subprime scoppiata alla fine del 2008 negli Stati Uniti che ha avuto gravi conseguenze sull’economia, aprendo una fase di recessione a livello mondiale.

Occidente binario e mondo post-occidentale

Secondo Eugenio Capozzi, in Storia del mondo post-occidentale (2023), «l’età della globalizzazione ha avuto come esito un rapido slittamento dall’idea dell’occidentalizzazione del mondo alla realtà di un mondo definibile ormai per molti versi come post-occidentale: tuttavia gli USA hanno conservato una primazia mondialistica ineguagliata dagli altri competitor».

L’idea di un Occidente binario descritta nel saggio di Bassani nasce dall’evidenza delle cose: questo ha spinto e sta muovendo Trump ad una critica feroce verso l’Europa accusata di vivere di rendita sulla protezione occulta o palese del gigante americano.

L’America MAGA è la rivendicazione di una supremazia planetaria fondata sulla ricchezza interna, l’imposizione dei dazi e il consolidamento di una tripartizione colonialistica del potere, che pur di ottenere la Groenlandia, il Canada e quel che verrà è disposta a concedere l’annessione di Taiwan alla Cina e l’espansione russa a cominciare dal ghiotto boccone ucraino per proseguire con gli stati limitrofi ai margini dell’Europa.

Conflittualità globale e competizione tra potenze

Oggi la realtà geopolitica a livello planetario vive una stagione di tensione e rinnovata conflittualità, tra multilateralismo e concentrazione del potere: in realtà le vere forze in competizione sono gli USA, la Russia e la Cina e proprio in questo lasso temporale stiamo assistendo ad una fase di alta criticità.

Bassani prende in considerazione uno dei fenomeni epocali più attuali e pervasivi, quello dell’immigrazione. Le frontiere ‘colabrodo’ sono l’incipit della perdita di identità delle Nazioni.

Le frontiere, quindi, non solo vanno mantenute, ma estremamente rafforzate. Esse rappresentano l’ultima barriera di autodifesa per le comunità che desiderano preservare la propria identità culturale, la coesione sociale e un minimo di equilibrio economico. Dove la frontiera cede, si dissolve il principio stesso di responsabilità collettiva: chiunque può accedere ai benefici dello Stato sociale senza averne sostenuto i costi. In questo modo, l’immigrazione di massa diventa una delle più subdole forme di parassitismo politico, alimentata da governi che comprano consenso elettorale e manodopera a basso costo sacrificando il capitale umano e morale dei propri cittadini.

Due Occidenti, due modelli di società

Anche su questo versante si stanno caratterizzando due tipologie di Occidente tra società americana e società europea. Il tema può suscitare scandalo e allergie morali ma si pone pragmaticamente come crocevia tra conservazione delle radici storiche ereditate e Torre di Babele.

Forse ciò che manca all’Occidente oggi, in una malintesa idea di democrazia, fatta di sovrabbondanza di regole, che qualcuno prima o poi renderà soccombente, è l’assenza di leader politici con una visione lungimirante.

L’Europa si fa vittima della ridondanza di norme, codici e codicilli, convenzioni e proclami, bilateralismi e primazie ma non ha messo ancora insieme un panel di progetti condivisi: allora forse è meglio preservare l’identità degli Stati ereditati dal 900, piuttosto che far sopravvivere un’unità fittizia che si frantuma ad ogni prova dei fatti.

Senza i grandi padri dell’Europa

Oggi non ci sono più Churchill, Schuman, De Gasperi, Adenauer, Spinelli.

L’Europa, la sua Storia, la sua civiltà, il pensiero ereditato, le cime ineguagliabili dei suoi geni nei vari campi della cultura sono un archivio di inestimabile valore e il volano di una ripresa possibile ma sempre rinviata.

Il pragmatismo americano è l’altra faccia della medaglia: si spoglia delle remore e dei distinguo che affliggono l’altra sponda dell’Atlantico e persegue identità e rafforzamento come strumenti per consolidare una supremazia che diventa garanzia delle libertà individuali e collettive della Nazione.

Il paradosso finale: Occidente contro Occidente

L’autore – che conosce bene i due mondi- non si avventura in congetture moralistiche e non sceglie: prende atto delle diversità ma paventa il pericolo sotteso che, mentre nel resto del mondo le dittature e le tirannie osservano il declino delle democrazie, lo scontro più acceso e dirompente sia quello tra due Occidenti in conflitto tra loro.

Un paradosso della Storia, un’evidenza eclatante del presente (che può mandare gambe all’aria ciò che si è costruito per la stabilità, la conservazione della democrazia e la difesa della libertà, a cominciare dall’ONU e dalla NATO) e una incognita imperscrutabile e nebulosa per il futuro.

Alla prova dei fatti il rischio di un autolesionismo incombente che viva come una minaccia l’ipotesi di un nuovo ordine mondiale.

La destabilizzazione come metodo

Un cartello nel gelo, un racconto che precede i fatti

C’è un cartello, nel gelo del Minnesota, che pesa più di una conferenza stampa: “Justice for Alex Pretti. Killed by ICE”. Attorno, i telefoni riprendono e smentiscono. È qui che la macchina trumpiana mostra il suo tratto più riconoscibile: non governare i fatti, ma piegarli. Prima si fabbrica un racconto di “ordine” e “minaccia”, poi lo si difende anche quando i riscontri lo incrinano. Se serve, lo si rilancia: un dettaglio omesso, un frame selezionato, un capro espiatorio.

E mentre le proteste montano, Barack Obama lo ha detto senza giri di parole: «I nostri valori sono sotto attacco».

Minneapolis come stress test della democrazia

Minneapolis diventa così uno stress test: caos, violenze, disinformazione. Non un incidente, ma un congegno. La piazza viene mobilitata e incendiata simbolicamente e poi esibita come prova dell’emergenza; l’immigrazione irregolare è trasformata nel simbolo totale del pericolo; la stampa in nemico interno.

La censura, nel presente, raramente porta la firma di un divieto: più spesso è delegittimazione preventiva, intossicazione del dibattito, sospetto elevato a metodo di governo. Leggi e giudici, invece di frenare l’abuso, vengono raccontati come intralci da rimuovere, non come argini da rispettare.

Verità, dignità, libertà: un punto di frattura

È un punto che la tradizione democratica d’ispirazione cristiana conosce bene: senza un orizzonte comune di verità e senza il pieno riconoscimento della dignità umana, l’assetto è solo disciplina e la libertà civile diventa privilegio.

Il patto repubblicano da ricostruire

Difendere le istituzioni, allora, significa anche ridare spessore al patto repubblicano. Non esiste ordine degno senza diritti, e nessuna garanzia regge se la verità è ridotta a rituale mediatico.

La risposta non può essere lo specchio della polarizzazione: serve un patriottismo costituzionale sobrio, capace di custodire autonomia della magistratura e libertà di stampa, insieme alla tutela di chi è più esposto – migranti, invisibili sociali, minoranze – perché è lì che l’ordinamento democratico misura la propria coscienza.

Corpi intermedi, welfare, cittadinanza

Il trumpismo prospera dove la comunità si disarticola. L’antidoto, allora, non è soltanto morale: è una politica sociale e civile. E qui affiora un nodo vero: la rarefazione dei corpi intermedi, che un tempo filtravano conflitti e domande, e ormai lascia campo libero agli imprenditori della paura.

Per questo occorre ridare forza a forme intermedie legittimate, a un welfare che non mortifica, a un lavoro che non espelle, alla scuola e all’informazione come architravi della cittadinanza. Il resto è messinscena. E la democrazia, se vuole restare sostanza, deve tornare a prendersi cura.

La lezione di Moro, oggi

E qui si fa attuale la lezione di Aldo Moro: la politica come responsabilità, non come militanza identitaria; come paziente tessitura del possibile, non come guerra permanente.

L’America di Trump tra Tom, Tim e Tam Tam

Una politica che incespica

Su La Repubblica, in un articolo ben documentato, Federico Rampini ci dice delle contraddizioni di linea politica sia dei Conservatori che dei Democratici sul tema della immigrazione illegale. Fu Clinton a dare l’avvio alla costruzione del muro di confine con il Messico ed Obama ad accusare Bush di lassismo, “perché la destra americana faceva gli interessi dei padroni, sempre favorevoli a sfruttare manodopera a buon mercato”.

Dopo l’omicidio dell’afroamericano Floyd, furono poi i sindaci democratici ad avviare la campagna “de-fund police”, taglio di fondi alla polizia, restando inerti di fronte alle violente proteste del Black Lives Matter e altri gruppi conniventi, con tanto di commissariati incendiati.

Così via continuando fino a Trump e alla battaglia, con i modi truculenti di Bovino, per ripristinare l’ordine e le regole, per arrivare, appena giorni fa, all’esecuzione di Alex Pretti, che correrà il rischio nella storia di avere più fama di quella di Pretty Woman.

Minneapolis e il braccio violento della legge

The Donald ha deciso ora di indirizzare il non mite Bovino ad altri pascoli. Forse ha compreso che non è più caso di ispirarsi al motto di Sandro Pertini che diceva doversi rispondere “a un brigante con un brigante e mezzo”.

Per riportare un po’ di calma ha incaricato il duro Tom Homan, considerato anche “lo zar delle frontiere” e ideologo delle politiche anti-immigrazione, che accompagnerebbe alla risolutezza dell’azione anche il rispetto delle regole di diritto.

Forse Trump, per tirarsi fuori dagli impicci, ha avvertito la suggestione di una figura alla Tom Hagen, il consigliere de Il Padrino che accompagnava la spietatezza del suo boss Don Vito Corleone con la mediazione della parola per ogni eventuale componimento bonario.

Il bene e il male, confusione delle parti

Il mondo si divide sempre tra buoni e cattivi, dove non è sempre agevole distinguere chi sia dalla parte del torto e della ragione.

Nell’universo parallelo dei cartoon il famoso gatto Tom deve sbarazzarsi del topo Jerry e non è chiaro se il piccolo intruso sia legittimato alla sua piccola abitazione o vada messo fuori casa.

In ogni caso c’è un tam tam nelle piazze e sui social che ha convinto Trump a scendere a patti con il governatore democratico del Minnesota, Tim Walz. È il tentativo di trovare una qualche forma di linea comune meno ruvida, ma ugualmente efficace, per arginare le bande di delinquenti che infestano, sia ben chiaro, quel territorio.

Questa intesa non li porterà a ballare un valzer insieme ma produrrà minori errori ed apprensioni da quelle sollevate, ad esempio, dal senatore repubblicano Thom Tillis che, sull’uccisione di Pretti, alza ad alta voce sospetti su “funzionari tentati di chiudere l’indagine prima di aprirla”.

Ci si augura, a fare le indagini, qualcuno che abbia la tempra di Tintin, il protagonista di un fumetto degli anni ’30, che faceva la parte di un giovane intrepido reporter privo di timidezze e timori per arrivare alla verità dei fatti.

La speranza è che possa trovarsi la maniera di ripristinare il diritto sia nell’azione delle forze di polizia, non arretrando di un centimetro nel perseguire una delinquenza che mina sfrontatamente la sicurezza del vivere civile. Forse da oggi in poi potrebbe bastare una dolce fermezza, o forse una fermezza senza aggettivi e senza sangue.

Democrazia, persona e fondamento etico

Una questione che ritorna

L’incontro di oggi tra l’Istituto San Pio V e l’Istituto Maritain è un primo approccio, ma ha riaperto una questione decisiva. Riparto dalla provocazione sollevata da Rita Padovano: l’attualità del pensiero di Maritain. Per la mia generazione, Maritain è stato una lettura formativa. Anch’io, da giovane, ho attraversato Umanesimo integrale e i testi sui diritti dell’uomo, prima di incontrare Giuseppe Capograssi, che ha segnato definitivamente il mio percorso.

Maggioranza e fondamento etico

Il nodo è antico e sempre attuale: la democrazia può affidarsi soltanto alla maggioranza o ha bisogno di un fondamento etico? Tocqueville lo aveva intuito osservando l’America dopo i disastri del giacobinism in Francia. Il rischio che segnalava era l’onnipotenza della maggioranza: il numero, insomma, può sostituire la qualità?

Da Benjamin Constant in poi, la riflessione liberale e costituzionale ha risposto negativamente. La democrazia è potere limitato. Il voto è uno strumento, non un fondamento: produce maggioranze temporanee, non verità etiche.

Il Novecento e il rifiuto del positivismo

I totalitarismi del Novecento hanno mostrato dove conduce l’abbandono di ogni limite etico. Anche per questo molti giuristi europei hanno rifiutato il positivismo giuridico puro: affidarsi solo alla forza del numero significa aprire la strada all’arbitrio. La democrazia vive di regole, ma anche di valori che non sono cangianti a ogni tornata elettorale.

Maritain nella storia

Jacques Maritain va letto non come “puro filosofo”, bensì come laico cristiano immerso nella concretezza storica. Ha inciso persino sul sindacalismo cattolico francese, pur tra resistenze e polemiche.

Le ricerche d’archivio oggi in corso – penso al lavoro promosso dall’Istituto San Pio V – mostrano il ruolo decisivo di Angelo Roncalli nell’osservare la rinascita della democrazia francese del dopoguerra. In quel contesto, la figura di Maritain emerse per il suo netto antitotalitarismo e per la distanza mantenuta negli anni ‘40 dal regime di Vichy.

Laicità e responsabilità

Quando si pose il problema della nomina dell’ambasciatore francese presso la Santa Sede, Maritain apparve “troppo laico” a molti ambienti ecclesiastici. Eppure fu proprio la sua conoscenza profonda della realtà francese a consentire una mediazione decisiva con il Vaticano per la scelta dei nuovi vescovi. Ci riuscì in nome e in virtù della propria visione laica della democrazia e quindi della politica. Qui sta il punto, sempre attiale: come essere credenti restando autenticamente laici.

Personalismo e attualità

Il personalismo offre una risposta ancora valida. È la persona il luogo in cui si esercita la scelta etica ed è la persona a dare senso anche alla decisione collettiva.

Oggi viviamo una stagione il momento elettorale si vive dentro un modulo d’appartenenza, non (anche) di opinione. Inoltre, liste chiuse e leadership impermeabili hanno espulso la responsabilità personale dal processo democratico. Ma senza responsabilità individuale non esiste fondamento etico della democrazia.

In questo senso, Maritain resta una chiave preziosa per comprendere non solo il passato, ma le fragilità del nostro presente.

 

N.B. Questa versione di sintesi, liberamente elaborata, non è stata rivista dall’autore

Fed conferma i tassi, Powell glissa le domande su scontro con Trump

Roma, 28 gen. (askanews) – La Federal Reserve conferma al 3,50%-3,75% i tassi di interesse ufficiali negli Usa. Il presidente Jerome Powell ha rilevato “un chiaro miglioramento delle prospettive per l’economia”, mentre la dinamica della disoccupazione, che prima era in aumento, ora mostra “segni di stabilizzazione”.

L’inflazione resta “in qualche modo elevata”, e va tenuta sotto osservazione. Ma al momento il quadro appare complessivamente sotto controllo e l’istituzione monetaria non si sbilancia in alcun modo sulle mosse future. L’unico elemento chiaro è che nel direttorio, il Fomc, al momento “nessuno si attende che la prossima mossa sia un rialzo” dei tassi, ha riferito Powell.

Questo per quanto concerne le questioni monetarie. Il banchiere centrale ha invece sistematicamente evitato di rispondere alle domande – numerose – sull’aggravarsi dello scontro con la Casa Bianca.

Lo scorso 10 gennaio lo stesso Powell aveva rivelato di aver ricevuto un mandato di comparizione davanti al grang jury da parte del Dipartimento di Giustizia, che lo accusa di illeciti sui costi di rifacimento della sede della Fed. In quella occasione aveva pubblicato un durissimo videocomunicato, in cui accusava il governo federale e l’amministrazione Trump di voler minare l’autonomia della Banca centrale.

Bersagliato dalle domande su questo tema ha risposto: “Mi dispiace, non ho niente da dirvi. Questa è una conferenza stampa sull’economia. Ci sono tempi e modi per queste domande, ma non oggi”, ha detto.

Tuttavia, su uno specifico elemento, per quanto in termini generali, ha voluto ribadire la sua posizione: l’impostanza della autonomia della Banca centrale. “E’ una architettura istituzionale che ha servito bene l’interesse pubblico”. La separazione rispetto alla politica e “non avere cariche pubbliche elettive con il controllo diretto sulla politica monetaria”, ha affermato.

“E la ragione – ha spiegato Powell – è che la politica monetaria può essere usata per influenzare le elezioni. Questo non riguarda solo gli Usa, ma tutte le economie avanzate”.

L’indipendenza della Banca centrale “è una buona pratica ed è osservata praticamente ovunque nel mondo. E penso che se la perdi poi è difficile ripristinare la credibilità dell’istituzione”. Negli Usa “non penso che l’abbiamo persa e penso che quello che sia importante è che possiamo continuare a servire bene il pubblico. Siamo assolutamente impegnati in questo”.

Infine, non ha commentato sui recenti deprezzamenti del dollaro. “E’ un compito che spetta al Tesoro: sui tassi di cambio non commentiamo, non è il nostro ruolo e non ho niente da dire. Spetta al Tesoro, è il loro ruolo, noi facciamo la politica monetaria”. Quanto al rally dell’oro, Powell ha detto che è uno degli elementi che viene tenuto sotto controllo, mentre ha escluso che possa attribuirsi ad una qualche erosione della fiducia nella politica monetaria. “Guardate alle aspettative di inflazione”: non c’è sfiducia. Il dollaro ha consolidato la risalita e in serata l’euro si scambia a 1,1945 sul biglietto verde.

Mattarella negli Emirati elogia capacità di dialogo e ricerca pace

Dubai, 28 gen. (askanews) – Dialogo, cooperazione e convivenza pacifica. Sergio Mattarella in visita di Stato negli Emirati Arabi Uniti ripeterà in più occasioni questi concetti, un mantra che lo caratterizza ormai da tempo e che qui ad Abu Dhabi trova espressione concreta nel progetto portato avanti dallo sceicco e presidente della federazione emiratina Mohamed bin Zayed al Nahyan.

“Tra i tanti aspetti che rendono gli Emirati Arabi Uniti un punto di riferimento nella vita internazionale, c’è anche questo straordinario carattere di apertura al dialogo tra le religioni, che è ben più di tolleranza o di convivenza”, dice al termine della visita alla casa della famiglia abramitica, all’interno della quale sono presenti una chiesa cattolica, una sinagoga e una moschea. Qui nel 2019 Papa Francesco con il Presidente degi Emirati e il Grand Imam Ahmed Ak Tayeb dichiararono quello l’anno della tolleranza. Anche Mattarella ha firmato la pietra che ha dato vita a questo progetto di tolleranza e convivenza pacifica.

In mattinata il capo dello Stato e il Presidente degli Emirati Arabi hanno condiviso la urgente necessità di porre fine ai numerosi conflitti e di ripristinare ovunque nel mondo pace e stabilità. Mattarella e il Presidente degli EAU sono stati d’accordo anche sulla necessità di contrastare ogni azione che punti a mantenere alta la tensione, particolarmente nel Medio Oriente. Quindi la visita alla casa abramitica al termine della quale il capo dello Stato ha voluto rilasciare una dichiarazione alla stampa per sottolineare il valore del messaggio che questa istituzione trasmette: “È una sollecitazione al contributo che insieme possono dare le grandi religioni – ha aggiunto il capo dello Stato -. E questa casa di Abramo con una moschea, una sinagoga, una chiesa cristiana è davvero un punto di riferimento che indica questa grande visione di cui c’è grande necessità nella vita internazionale”.

In mattinata al Palazzo Qasr Al Shati, sua Altezza Mohamed bin Zayed al Nahyan ha confermato l’amicizia tra Italia ed Emirati Arabi Uniti parlando di “profondità dei legami storici” e di “impegno comune ad aprire nuovi orizzonti per una cooperazione costruttiva basata sulla fiducia, sul rispetto, negli interessi comuni, che soddisferà le aspirazioni dei nostri paesi e dei nostri popoli”. “Sono numerose le aree di cooperazione tra Emirati Arabi Uniti e Italia che aprono la strada a un futuro promettente per le nostre relazioni bilaterali e queste aree contribuiscono a rafforzare il nostro attuale Partenariato strategico a beneficio di entrambi i popoli, specialmente nel settore degli investimenti in economia, tecnologia avanzata, intelligenza artificiale – ha aggiunto -. Noi Emirati intendiamo rafforzare queste relazioni e siamo fiduciosi che il vostro paese amico condivida questo impegno con noi”.

Mattarella ha ricordato la visita di un anno fa a Roma del presidente dell’EAu, “una visita graditissima e molto importante per l’Italia che ha lasciato grandi segni concreti della nostra collaborazione. Sono tornato molto spesso col pensiero al nostro colloquio a Roma e alla saggezza delle sue considerazioni”, ha aggiunto il capo dello Stato ricordando che questa sua è la prima visita negli Emirati Arabi di un capo di Stato italiano.

Infine nell’incontro presso la residenza dell’ambasciatore con i ricercatori e gli accademici italiani che vivono ad Abu Dhabi Mattarella è tornato sul concetto della pace e del dialogo: la presenza italiana negli Emirati Arabi rappresenta “per l’Italia un grande sostegno e anche un contributo al dialogo internazionale e quindi alla pace, alla collaborazione internazionale, e un contributo al progresso che riguarda e coinvolge tutti quanti senza confini”.

Il Capo dello Stato si è poi recato a Dubai, seconda tappa della visita di Stato dove domani incontrerà i rappresentanti del mondo imprenditoriale italiano e dopo sarà ricevuto al Palazzo Zaabeel dal Sovrano di Dubai e Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti, Sua Altezza Mohammed bin Rashid Al Maktoum.

Fed, Powell: ecco perché l’indipendenza della banca centrale è importante

Roma, 28 gen. (askanews) – Quella della autonomia della Banca centrale, “è una architettura istituzionale che ha servito bene l’interesse pubblico: avere la separazione” rispetto alla politica e “non avere cariche pubbliche elettive con il controllo diretto sulla politica monetaria”. Lo ha affermato il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell nella conferenza stampa al termine del direttorio (Fomc).

“E la ragione – ha spiegato – è che la politica monetaria può essere usata per influenzare le elezioni. Questo non riguarda solo gli Usa, ma tutte le economie avanzate”.

Questo dell’autonomia della politica monetaria è l’unico elemento su cui Powell ha ritenuto di intervenire, nella conferenza stampa, rispetto alle continue tensioni tra la Fed e la Casa Bianca.

“E’ una buona pratica ed è osservata praticamente ovunque nel mondo. E penso che se la perdi poi è difficile ripristinare la credibilità dell’istituzione”. Negli Usa “non penso che l’abbiamo persa e penso che quello che è importante è che possiamo continuare a servire bene il pubblico. Siamo assolutamente impegnati in questo”.

Per il resto, sullo scontro con il Dipartimento di Giustizia, il banchiere centrale non ha voluto rispondere in questa sede alle domande.

Intacture, il data center ipogeo si laurea a pieni voti

Trento, 28 gen. (askanews) – Intacture – The Natural Home of Data, il data center ipogeo sviluppato all’interno della miniera attiva in Val di Non, ha conseguito le certificazioni “By Design” ANSI/TIA-942-C Rating 4 e ISO/IEC 22237 Class 4, i più alti riconoscimenti internazionali in materia di resilienza, continuità operativa e qualità costruttiva delle infrastrutture digitali. Per Trentino Data Mine, questo traguardo conferma la solidità del modello di partenariato pubblico-privato e la capacità di guidare la realizzazione di un’infrastruttura digitale di nuova generazione. Lo standard ANSI/TIA-942-C Rating 4 certifica il massimo livello di ridondanza e tolleranza ai guasti, mentre la norma ISO/IEC 22237 Class 4 attesta requisiti avanzati di sicurezza, resilienza ed efficienza. Il conseguimento congiunto di questi standard colloca Intacture tra le infrastrutture digitali più avanzate d’Europa. Abbiamo parlato con Roberto Loro, Consigliere di Amministrazione di Trentino Data Mine:

“Intacture nasce da un’idea visionaria che è diventata ormai realtà e fin dall’inizio abbiamo puntato a un’infrastruttura che potesse diventare un esempio a livello nazionale e internazionale in cui la tecnologia, la sicurezza, la sostenibilità e il futuro del digitale fossero al centro e quindi l’obiettivo di avere il massimo livello di certificazioni oggi disponibile era proprio nel DNA dell’iniziativa, fa parte proprio dello scopo ultimo con cui questa iniziativa è iniziata”.

Il progetto, firmato da In-Site, interpreta il data center come spazio del dato, concepito come infrastruttura pienamente integrata in un contesto produttivo attivo, in dialogo con le sue logiche e i suoi tempi. Architettura, ingegneria e impiantistica concorrono a un sistema unitario in cui affidabilità, sicurezza e continuità operativa esprimono una visione più ampia di qualità dello spazio costruito e di responsabilità verso il territorio. È poi intervenuto Pietro Matteo Foglio, CEO e Founder di In-Site:

“Sicuramente è un progetto pioneristico e è il primo, apre un fronte estremamente interessante, il partenariato pubblico privato sarà sicuramente uno degli acceleratori di queste infrastrutture e in termini di resilienza, ma anche in termini proprio di localizzazione fisica apre appunto dei fronti incredibili perché il veder realizzato quello che poteva fino a poco tempo fa poteva sembrare un’idea quasi utopistica, collocare un data center all’interno di una montagna in realtà apre un fronte di possibilità di utilizzo di tantissime infrastrutture che fino a ieri potevano sembrare impensabili come data center”.

Le certificazioni sono state ottenute nell’ambito del percorso di attestazione condotto da Bureau Veritas, che ha verificato la conformità ai più elevati standard internazionali.

Roberta Prati, South East Europe Certification Director, ha evidenziato il valore dell’iniziativa sottolineando come “verificare l’applicazione delle best practice internazionali in un progetto così innovativo e unico, in cui la tecnologia dialoga con la natura e con la comunità, abbia rappresentato un motivo di grande soddisfazione”. Le sue parole confermano il ruolo della certificazione come elemento strutturale di qualità, affidabilità e governance dell’infrastruttura nel tempo.

Musumeci: la frana a Niscemi è ancora in corso, la zona rossa può allargarsi

Milano, 28 gen. (askanews) – “Certamente la frana è ancora in corso” e quindi “il perimetro della zona rossa ancora non è definitivo perché se il processo lento ma inesorabile della frana dovesse continuare naturalmente coinvolgerebbe altre altre fette del quartiere e altre famiglie”. Lo ha detto a Cinque Minuti e Porta a Porta su Rai1 il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, a proposito della frana di Niscemi (Caltanissetta).

Il tempo di assestamento della frana, ha continuato, non è prevedibile, “certamente io credo bisogna intanto pensare ad un’area alternativa non per tutto il centro abitato, ma per la parte coinvolta nella zona rossa, perché se non cominciamo a pensarci adesso gli sfollati continueranno a restare tali per anni” ha aggiunto.

Nel giro di due settimane, ha proseguito riferendosi alla data della prossimo sopralluogo annunciato dalla premier, Giorgia Meloni, “si può individuare un’area alternativa lontana da ogni rischio geologico e cominciare a progettare e a realizzare alloggi dignitosi per ogni famiglia. C’è gente che ha lavorato una vita lì per poter realizzare un appartamento e oggi lo vede crollare inevitabilmente quindi noi siamo pronti a costruire un intero quartiere se è necessario”.

“Il Governo è pronto, assieme alla Regione, a investire e realizzare 100, 1000 alloggi, quello che sarà necessario, per restituire un tetto” agli sfollati, ha concluso.

Al via la seconda edizione del New Year’s Forum 2026

Roma, 28 gen. (askanews) – Seconda edizione del “New Year’s Forum”, una rete aperta di professionisti che si dà appuntamento all’inizio dell’anno per analizzare le trasformazioni globali e le priorità strategiche per il Paese e l’Unione Europea.

Una due giorni innovativa, con Bistoncini Partners tra i promotori, che ha preso il via a Palazzo Farnese, presso l’ambasciata francese a Roma, e che proseguirà domani all’Auditorium. Con la partecipazione, tra gli altri, del ministro per gli affari europei e il Pnrr Tommaso Foti, del presidente del comitato militare Nato ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone e del membro el comitato esecutivo della Bce Piero Cipollone.

Gli obiettivi del New Year’s Forum 2026 li spiega l’amministratore delegato di Bastoncini Partners, Paola Perrotti: “Uno degli obiettivi principali era creare connessioni e devo dire, a distanza solo di un anno, il network dentro e fuori il forum è estremamente cresciuto e si sta consolidando. Il secondo obiettivo era e rimane alimentare un confronto ed un dibattito informato. Lo facciamo anche attraverso la ricerca qualitativa e lo facciamo attraverso il coinvolgimento di opinion leader, esperti, ciascuno nel proprio ambito di competenza, estremamente autorevoli”.

I lavori si sono aperti con la presentazione di una ricerca curata dall’Istituto Piepoli e dal Comitato scientifico del New Year’s Forum, basata sul contributo di 300 opinion leader e chiusa nelle prime due settimane di gennaio 2026.

Ricerca che evidenzia come per gli opinion leader le priorità anche in questa fase geopolitca complicata, restino l’innovazione e la tecnologia, prima che la difesa. Risultati soprendenti ma fino ad un certo punto, come spiega il presidente dell’istituto piepoli Livio Gigliuto: “Sono sorprendenti ma in realtà partono da un assunto che ci potevamo aspettare, cioè che secondo la stragrande maggioranza dei nostri intervistati, che erano opinion leader, la democrazia occidentale è in pericolo. Di fronte a questo pericolo però non dobbiamo farci prendere dalle sirene dell’antieuropeismo dell’isoliamoci, del chiudiamoci e aspettiamo che tutto passi, ma dobbiamo investire nelle relazioni. Quindi rafforzare le relazioni con l’Europa, ma anche con quello che sta fuori dal nostro continente”.

L’elemento dell’innovazione emerso dalla ricerca è quello che sottolinea il coordinatore del New Year’s Forum, Marco Bentivogli: “Mi ha colpito soprattutto la risposta relativa alle nuove generazioni, cioè una grande situazione di complessità e di incertezza e contemporaneamente una grandissima fiducia nell’innovazione. Si pensa che l’innovazione sia il percorso più utile per uscire da tutti i problemi che abbiamo e nelle altre risposte c’è una grande fame di indipendenza del Paese, soprattutto a livello continentale a livello europeo. E anche qui di nuovo con in testa l’innovazione tecnologica per cui esce fuori questa fiducia nella sovranità tecnologica come uno degli aspetti fondanti che può tenere in piedi la nostra democrazia.

Europarlamento dà primo via libera a deregolamentazione nuovi Ogm

Bruxelles, 28 gen. (askanews) – Con 59 voti a favore, 24 contrari e due astenuti, la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha dato il suo via libera, oggi a Bruxelles, al testo di compromesso negoziato nel “trilogo” con il Consiglio Ue e la Commissione europea sulla proposta di regolamento relativa alla nuova generazione di piante geneticamente modificate usando le “nuove tecniche genomiche” (Ngt).

Perché il nuovo regolamento sia adottato, dovrà ora essere approvato definitivamente dalla plenaria del Parlamento europeo e dal Consiglio. Rispetto alla normativa Ue esistente sugli Ogm, il testo comporta una sostanziale deregolamentazione di larga parte delle piante Ngt, quando sono ottenute con un numero limitato di modifiche genetiche (sostituzione o inserzione di non più di 20 nucleotidi). In questo caso, verranno classificate come “Ngt1”, e sottratte agli obblighi di tracciabilità ed etichettatura e alla condizione preliminare della valutazione dei rischi da parte dell’Efsa, l’Autorità Ue per la sicurezza alimentare, che sono previsti nelle attuali procedure di autorizzazione. Per le piante Ngt2, modificate con l’inserimento o la sostituzione di più di 20 nucleotidi, resterà invece invariata l’applicazione delle attuali norme sugli Ogm.

Le Ngt sono ottenute in laboratorio con modificazioni genetiche di precisione, più “mirate” grazie alla genomica e a una nuova “forbice molecolare” del Dna (chiamata Crispr/Cas), con mutazioni indotte con agenti chimici, raggi X o ultravioletti (Mutagenesi), e/o con l’inserimento di tratti genetici della stessa specie o sessualmente compatibili (Cisgenesi), e non provenienti da specie diverse come in quasi tutti gli Ogm tradizionali (Transgensi).

In Italia, lo spin nella comunicazione delle organizzazioni agricole e del governo ripete sempre che “non si tratta di Ogm”, tanto che le Ngt sono state ribattezzate Tea (“Tecniche di evoluzione assistita”), per eliminare del tutto il riferimento alla genetica e lo “stigma” legato alle piante transgeniche. Ma in realtà si tratta comunque di organismi modificati geneticamente, come si legge nell’articolo 3 (2) del regolamento in questione: “Pianta ‘Ngt’ significa una pianta geneticamente modificata mediante mutagenesi mirata o cisgenesi, o una combinazione delle due”, a condizione che non contenga alcun materiale genetico esterno.

Nella Lega prove di distensione in vista dell’incontro Salvini-Vannacci

Milano, 28 gen. (askanews) – Cerca di far calmare le acque, Matteo Salvini, spera che il polverone sollevato dalle ultime mosse di Roberto Vannacci si abbassi un po’. Per arrivare all’incontro chiarificatore con un clima meno teso di quello degli ultimi giorni, con i continui strappi del generale e dei suoi uomini, ultimo il deposito del simbolo “Futuro Nazionale”.

Perfino Massimiliano Romeo, uno dei più critici verso la svolta sovranista, usa toni concilianti: “Ci sta che in un partito come la Lega ci sia una pluralità di voci. L’auspicio è che ci sia una ricomposizione di alcune incomprensioni, figlie anche di articoli di giornali che hanno soffiato sul fuoco. Il fatto che abbia presentato un simbolo può destare polemiche” ma “io sto a quel che ha detto lui” ovvero che “non ha intenzione di fondare un suo partito. Salvini poi ha detto che parlerà col generale”.

Più dura l’ala veneta del partito, che vede nella rottura di Vannacci una possibilità in più di tornare alla Lega dei territori: “Ha depositato il simbolo di un altro partito. Oltre ad essere incompatibile con lo statuto della Lega, ma lo è anche ‘Il mondo al contrario’, è soprattutto una questione di etica politica. Altri militanti sono stati buttati fuori per molto meno dal partito. O Vannacci fa subito chiarezza oppure non può certo viaggiare su due binari e l’espulsione dalla Lega, senza un passo indietro, è una soluzione inevitabile e ovvia”, dice Roberto Marcato.

Intanto Salvini per un giorno sparisce dai radar: “Ha lavorato in ufficio”, spiegano i suoi. Anche il generale è silenzioso. L’unico contenuto postato sui social è un video di un incontro pubblico in cui assicura: “Salvini e io non ci parliamo a mezzo stampa, se dobbiamo dirci qualcosa ci chiamiamo…”. E allora tutto rinviato all’incontro, tra venerdì e l’inizio della prossima settimana dicono gli uomini del generale. In un gioco di posizionamenti che vede il generale strappare e Salvini abbozzare: “Se dovrà essere rottura, dovrà essere Vannacci a farlo, non lo caccerà Salvini”, dice un parlamentare. Fatto sta che sul tema del contendere, ovvero la possibilità per i ‘vannacciani’ di entrare subito a pieno titolo nei ranghi leghisti, le distanze restano tali: “Se non ci viene riconosciuta agibilità politica – ribadiscono gli uomini del generale – sarà difficile trovare una soluzione”.

Maltempo, Meloni vola in Sicilia e replica a polemiche: presto dl con risorse

Roma, 28 gen. (askanews) – Usa più volte la parola “polemica”, se ne dice “dispiaciuta”, ritiene che le critiche che le sono state rivolte siano “pretestuose” e “non necessarie”. A sorpresa Giorgia Meloni vola in Sicilia, la regione più colpita dai danni del maltempo di questi giorni, insieme a Calabria e Sardegna. Lo fa per “ribadire la vicinanza dello Stato”, per “vedere di persona” i danni inflitti al territorio dal ciclone Harry. Ma anche per replicare agli attacchi, arrivati da tutte le opposizioni, a cominciare da Elly Schlien e Giuseppe Conte, che la accusano di aver stanziato risorse insufficienti e la invitano piuttosto a stanziare per l’emergenza “i soldi per il Ponte sullo Stretto”.

La presidente del Consiglio, accompagnata dal capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, sorvola in elicottero la zona, poi tiene una riunione operativa a Niscemi, il Comune flagellato dalla frana, e infine un secondo incontro a Catania, al quale partecipano anche il presidente della regione siciliana, Renato Schifani, sindaci e prefetti.

Non nomina mai il leader del M5s o la segretaria del Pd e, peraltro, in una nota ringrazia anche il leader dei Verdi Angelo Bonelli, che era sul posto, con cui – spiega – si è confrontata “sulla grave emergenza”. Ma la frecciata alle opposizioni arriva, seppure indiretta. Il riferimento è al precedente del ’97, anno in cui alla guida del governo c’era Romano Prodi. “Il governo – spiega in un comunicato palazzo Chigi – farà tutto ciò che è possibile per scongiurare che si ripeta quanto accaduto” allora “in particolare per ciò che riguarda i ritardi negli indennizzi”. Parole sostanzialmente ripetute anche durante le riunioni presiedute: “Mi piacerebbe che insieme disegnassimo una storia completamente diversa e quindi il mio obiettivo è lavorare in velocità e dare risposte in velocità”, sottolinea.

Soprattutto, la presidente del Consiglio, sembra risentita per le critiche relative allo stanziamento varato lunedì dal Consiglio dei ministri: 100 milioni equamente distribuiti tra le tre regioni interessate. “Abbiamo ampiamente chiarito – dice – che si trattava di un primissimo stanziamento emergenziale per dare intanto un contributo immediato una tantum a cittadini e aziende colpite, per consentire la sospensione dei mutui”. Meloni fa anche il paragone con il caso Emilia Romagna, “spesso citato”, rimarca, per attaccarla. In quel caso, ricorda, il primo stanziamento fu di soli 10 milioni. “Il decreto che poi affrontava in maniera complessiva le necessità del dramma che c’era stato, è arrivato dopo qualche settimana”, spiega. Ed è esattamente l’impegno che mette nero su bianco anche per questa nuova emergenza maltempo. Ci sarà presto, assicura, un nuovo provvedimento con le “risorse necessarie” quando ci sarà “un quadro più definito della situazione e una esatta quantificazione dei danni”.

Una risposta che non soddisfa Elly Schlein. “A fronte di danni da due miliardi e mezzo, non sono sufficienti 100 milioni stanziati dal governo, proponiamo di prendere le somme stanziate per il ponte sullo Stretto di Messina, che non potranno essere utilizzate”, dice la segretaria dem. Stessa proposta che viene avanzata anche dal leader del M5s, che annuncia: “Abbiamo stanziato subito 1 milione di euro tagliandoci gli stipendi di noi eletti”, decisione che sabato verrà sottoposta al voto degli iscritti. “Io poi verrò nei prossimi giorni a visitare e parlare con queste famiglie, con questi imprenditori. Troveremo anche insieme qualche progetto utile per rispondere a queste prime urgenze e necessità”, fa sapere Conte.

Fed conferma i tassi di interesse ufficiali Usa al 3,50%-3,75%

Roma, 28 gen. (askanews) – La Federal Reserve ha confermato come da attese il livello dei tassi di interesse sul dollaro: i fed funds restano quindi ad una forchetta del 3,50-3,75%. La decisione, comunicata al termine della due giorni del direttorio (Fomc) è stata assunta con una ampia maggioranza: due dissenzienti avrebbero voluto operare un nuovo taglio da 0,25 punti base, secondo quanto riporta la stessa istituzione con una nota.

La Fed riafferma che le future decisioni verranno presente valutando attentamente i dati, puntando al duplice obiettivo di controllare l’inflazione ai livelli auspicati, cercando al tempo stesso di massimizzare i livelli di occupazione. (fonte immagine: Federal Reserve)

Teheran: se gli Usa attaccano, è "inizio di una guerra"

Roma, 28 gen. (askanews) – Qualsiasi azione militare statunitense contro l’Iran sarà considerata dalla Repubblica islamica come l’inizio di una guerra e incontrerà una risposta immediata e senza precedenti, ha affermato oggi Ali Shamkhani, consigliere della Guida suprema iraniana Ali Khamenei.

“Un attacco limitato è un’illusione. Qualsiasi azione militare degli Stati Uniti (condotta contro l’Iran,ndr), da qualsiasi punto e a qualsiasi livello, sarà considerata (da Teheran,ndr) come l’inizio di una guerra, e la risposta sarà immediata, completa e senza precedenti, il suo obiettivo sarà l’aggressore, il cuore di Tel Aviv e tutti coloro che sostengono l’aggressore”, ha affermato Shamkhani su X.

Referendum, Nordio: molto soddisfatto dalla sentenza del Tar del Lazio

Milano, 28 gen. (askanews) – “Sono molto soddisfatto della sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio. La motivazione è di una chiarezza adamantina: trattandosi di un referendum confermativo, una volta che si sia determinata una condizione per il suo svolgimento, in questo caso la richiesta parlamentare, le altre, come le cinquecentomila firme, sono inammissibili perché superflue, come avevamo detto sin dall’inizio. Si è trattato di un espediente dilatorio che speriamo sia anche l’unico”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito alla sentenza del Tar del Lazio che ha respinto il ricorso del comitato promotore della raccolta firme per il referendum.

Usa, sospesi i due agenti che hanno ucciso Alex Pretti

Roma, 28 gen. (askanews) – Gli agenti federali coinvolti nella sparatoria in cui è morto l’infermiere Alex Pretti, avvenuta sabato scorso in Minnesota, sono stati sospesi e messi in aspettativa. Lo ha confermato alla Cnn un alto funzionario del Dipartimento della Sicurezza Interna.

È prassi standard per gli agenti coinvolti in sparatorie essere sospesi e posti in aspettativa mentre sono in corso indagini interne.

Il capo della Border Patrol, Gregory Bovino, aveva dichiarato, in un’intervista alla Cnn concessa all’inizio di questa settimana, che la decisione era prevista.

Mps approva regolamento lista cda, Lovaglio parteciperà a decisioni

Milano, 28 gen. (askanews) – Tutti i consiglieri di Mps, quindi anche l’AD Luigi Lovaglio, potranno partecipare alle decisioni sulla formazione della lista del cda, in vista del rinnovo dei vertici con l’assemblea di aprile. E’ quanto prevede il regolamento approvato oggi dal board.

“Il cda di Mps ha concluso le proprie attività approvando il regolamento del consiglio relativo alla presentazione di una propria lista di candidati da sottoporre al mercato in vista dell’assemblea del 15 aprile”, si legge nella nota del Monte. “Il testo del regolamento – coerente con la migliore prassi di mercato che si registra tra gli intermediari italiani di dimensioni rilevanti – assicura una adeguata formalizzazione delle regole di governance garantendo massima trasparenza rispetto – come in questo caso – alle situazioni eventualmente rilevanti e consentendo a tutti gli amministratori in carica di partecipare alle decisioni del cda”.

Una prima bozza del regolamento predisposta dal Comitato nomine, secondo indiscrezioni, prevedeva l’esclusione dai lavori per la formazione della lista dei consiglieri sottoposti a indagine penale. Lovaglio è indagato nell’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca, assieme a Francesco Gaetano Caltagirone e al numero uno di Delfin Francesco Milleri. Oggi l’approvazione del regolamento che consente appunto a tutti gli amministratori in carica di partecipare alle “decisioni” del cda. In attesa della pubblicazione del regolamento che chiarirà meglio i dettagli, secondo quanto si apprende, spetterà al presidente di Mps, Nicola Maione, l’incarico di engagement dei soci, ossia di condurre le consultazioni con i grandi azionisti della banca, come da prassi in tante società quotate.

Patuelli (Abi): l’Europa non è un’utopia, pensiero De Gasperi attualissimo

Roma, 28 gen. (askanews) – “La comunità europea non è un’utopia. Questa è la chiave dell’Europa. L’Europa non è un’utopia. Semmai è un’utopia che si persegue con il passo della ragione, non è un’utopia lontana, inconcludente, che non deve essere concretizzata. Il ragionamento di De Gasperi, che si incontrava perfettamente con quello di Einaudi, dal primo dopoguerra, è assolutamente di grandissima attualità”. Lo ha affermato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, nel suo intervento alla presentazione del volume “De Gasperi. Interviste (1944-1954)”, organizzata a Roma dalla Fondazione De Gasperi e dall’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo.

“L’Europa non può essere conflittuale in sé stessa. Non può esserlo perché i problemi dei confini e delle nazionalità sono già stati risolti – ha proseguito -. Le questioni di piccoli affari di confine vanno tutelate, come De Gasperi che risolse il problema dell’Alto Adige, non con il conflitto ma con l’accordo con il suo omologo cancelliere austriaco, Gruber. Nell’accordo si possono risolvere le vecchie questioni di confine, ma le si supera soprattutto con l’Unione Europea, perché è l’Unione Europea che relativizza i confini e mette in circolazione, in nome della libertà, gli europei delle varie culture e dei vari idiomi linguistici. E questo è un insegnamento fondamentale per l’oggi e per il domani, perché nel momento in cui per avere il Donbass stanno morendo centinaia di migliaia sia di russi che di ucraini, non si può mica pensare di tornare indietro a secoli fa e a discutere dell’inizio della Savoia, dell’Istria, della Dalmazia, della Corsica, di Malta o di altri problemi di confine”.

“L’integrazione – ha proseguito Patuelli – deve solo guardare avanti nella concretezza, e quindi l’unione finanziaria, l’unione del mercato dei capitali senza blocchi e la visione anche della crescita economica e finanziaria senza pregiudizi, ma nella logica di una sana competizione con l’uguaglianza assoluta delle regole”.

“La chiave di De Gasperi era la cultura delle distinzioni. Tutto il volume è basato sulla cultura delle distinzioni, sul metodo delle distinzioni, del rifiuto dei preconcetti e la ricerca dell’approfondimento nella specificità delle distinzioni e nella ricerca di accordo dopo la valutazione delle distinzioni medesime. Ecco, il metodo, e questo è un metodo indispensabile per l’oggi e il domani – ha concluso il presidente dell’Abi – perché non possiamo vivere di contrapposizioni e di marketing privo di principi o con scarsi principi”.

Calcio, Gasperini: "Proviamo a vincere ma playoff no problema"

Roma, 28 gen. (askanews) – Alla vigilia dell’ultima gara della Fase a Campionato di Europa League contro il Panathinaikos, in programma ad Atene, Gian Piero Gasperini ha presentato il match in conferenza stampa dallo Stadio Spyros Louis, facendo il punto sugli obiettivi europei della Roma, sull’emergenza offensiva e sulle priorità stagionali.

Il tecnico giallorosso ha chiarito subito l’approccio alla sfida: “Proveremo a fare risultato. Siamo comunque qualificati nei primi 24 e, se riusciremo a entrare nei primi 8, saremo ancora più felici perché salteremo un turno di playoff. In questo momento, però, è chiaro che la priorità, in questo periodo della stagione, è il campionato. Detto questo, domani sarà sicuramente una partita essenziale e la affronteremo al massimo”.

Sul fronte offensivo, Gasperini ha ammesso le difficoltà legate alle assenze e non ha sciolto i dubbi di formazione, lasciando aperta anche l’ipotesi di un impiego diverso di Dybala: “Oggi non sono in grado di dire la formazione. Non la dico mai, ma oggi ancor meno. Vedremo domani. Dybala è uscito dalla partita contro il Milan con un piccolo colpo al ginocchio: ieri stava molto meglio, oggi avverte ancora un po’ di fastidio, ma lo valuteremo domani”.

Entrando nel dettaglio dell’emergenza attaccanti, l’allenatore ha spiegato la situazione dell’organico: “Sono situazioni tutto sommato abbastanza chiare. Dovbyk ha fatto un’operazione e starà fuori per mesi; Arena ha 16 anni, ha fatto un esordio molto positivo, bellissimo, con gol, però non è ciò che rientra nei programmi. Malen è appena arrivato ed è fuori dalla lista. Quello che dispiace un po’ è l’infortunio di Ferguson, che se l’è procurato nell’ultima partita contro lo Stoccarda proprio all’ultimo minuto. Sicuramente non è un ragazzo fortunato”.

Guardando al percorso europeo della Roma, Gasperini ha sottolineato la crescita della squadra nel corso della stagione: “Abbiamo sempre cercato di fare bene in questa competizione e di restare dentro a tutte le competizioni. All’inizio abbiamo avuto degli stop in casa, anche con un po’ di sfortuna, con tre rigori sbagliati. È una squadra che è cresciuta qualitativamente, soprattutto sul piano del gioco. Ha avuto più difficoltà a realizzare, ma mi sembra che adesso, pur mantenendo un’ottima stabilità difensiva, la squadra produca molto di più e stia ottenendo ottimi risultati”.

Spazio anche a una riflessione sul regolamento europeo e sulle liste bloccate durante il mercato di gennaio: “Il mercato è aperto dall’inizio di gennaio, mentre l’Europa non permette cambi di lista. È un fatto legato a questa formula, che è solo al secondo anno. Probabilmente andrà rivisto qualcosa, perché si rischia di arrivare alle partite decisive senza l’organico completo”.

Infine, sul valore della partita e sull’avversario greco, Gasperini ha evidenziato come l’eventuale playoff non rappresenti una preoccupazione: “Il Panathinaikos è una buona squadra che in Europa ha fatto un ottimo percorso. Faremo il massimo per ottenere la qualificazione. Non mi preoccupa dover eventualmente giocare un turno in più: siamo cresciuti giocando e la quantità di partite disputate ci ha permesso di crescere qualitativamente”.

Un passaggio anche sul confronto con Rafa Benitez, che Gasperini ritroverà da avversario: “Un buon rapporto. Credo che sia un grandissimo professionista, un allenatore vincente in tanti paesi. Sarà un piacere affrontarlo. In ogni caso, sarà un vero scontro”.

Docenti e competenze digitali, AICA DigCompEdu presentata al Senato

Roma, 28 gen. (askanews) – Si è svolto oggi, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, l’incontro “Le competenze digitali dei docenti. Presentiamo la Certificazione AICA DigCompEdu”, promosso da AICA – Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico, su iniziativa del Senatore Costanzo Della Porta.

L’evento, moderato da Gianni Todini, Direttore di Askanews, ha riunito istituzioni, sindacati, esperti di formazione e rappresentanti del mondo scolastico per un confronto di alto profilo su un tema cruciale: formare chi forma. E oggi la formazione ha due ulteriori snodi centrali che si chiamano trasformazione digitale e Intelligenza Artificiale.

Nel suo intervento di benvenuto, il Senatore Costanzo Della Porta ha sottolineato l’importanza di investire non solo sugli studenti, ma anche – e soprattutto – su chi li accompagna: “Ci rivolgiamo sempre agli studenti, meno ai formatori degli studenti”, richiamando inoltre la fase del Covid come un momento chiave, “una montagna ardua da scalare”, che ha reso evidente a tutti la necessità di nuovi approcci didattici. Secondo il Senatore, una certificazione come AICA DigCompEdu è uno strumento concreto per garantire non solo che il corpo docente resti al passo con i tempi ma che chi si occupa di formazione ed educazione possa realmente far emergere nel contesto odierno “le migliori risorse” degli studenti, con benefici per famiglie, comunità e Paese.

Ad aprire i lavori è stato il Presidente di AICA, Antonio Piva, che ha ribadito la mission dell’Associazione: diffondere la cultura tecnologica da oltre sessant’anni, “prima ancora che in Italia si diffondesse il termine informatica”, attraverso ricerca, standard, formazione e certificazione delle competenze, con una presenza capillare garantita da oltre 2.500 Test Center sul territorio nazionale.

Piva ha ricordato anche il rapporto storico con il mondo dell’istruzione, consolidato da numerosi protocolli con il Ministero dell’Istruzione e con gli Uffici Scolastici Regionali, sottolineando come il docente sia “il moltiplicatore di competenze più potente” e come investire sulla sua formazione digitale significhi potenziare l’intero sistema.

Nel quadro tracciato da AICA è emersa l’urgenza di colmare il divario di competenze. I dati degli Assessment AICA richiamati dal Presidente – e confluiti nell’Osservatorio Competenze Digitali 2025 – evidenziano che, su un campione di circa 24.000 persone, solo il 30% raggiunge la sufficienza nell’uso di base del computer e appena il 17% negli strumenti di produttività; sul fronte cybersecurity le conoscenze adeguate risultano limitate.

In parallelo, è stato sottolineato come il mercato del lavoro richieda invece competenze sempre più avanzate: il dibattito internazionale, richiamato anche dalle riflessioni del World Economic Forum sulla “Reskilling Revolution”, conferma che la trasformazione innescata dall’Intelligenza Artificiale rende la formazione continua un’infrastruttura essenziale, non un accessorio.

“Il messaggio della ‘Reskilling Revolution’ è chiaro: la trasformazione guidata dall’IA è già qui. Formare i formatori, dotarli di certificazioni solide per guidare i giovani, non è più rinviabile. È la leva strategica per la competitività futura dell’Italia”, ha dichiarato il Presidente Piva.

Il Direttore Generale di ACCREDIA, Filippo Trifiletti, ha evidenziato il valore dell’accreditamento come garanzia di affidabilità per cittadini, lavoratori e istituzioni, richiamando anche il rischio di un proliferare di offerte “a basso costo” non sempre coerenti con standard verificabili. La certificazione, è stato ribadito, diventa un criterio concreto e misurabile, con ricadute su comunità professionali ampie e strategiche.

La Segretario nazionale UGL Istruzione, Ornella Cuzzupi, ha posto l’attenzione sull’evoluzione delle competenze richieste a docenti e personale scolastico e sull’importanza di certificazioni “omologate e vere”, con un chiaro riferimento al tema delle graduatorie e dei requisiti connessi alla GPS 2026.

I successivi interventi hanno approfondito la tematica da diverse angolazioni, affrontando la didattica digitale come metodo, non come semplice dotazione di strumenti: Claudio Pardini, Vicepresidente del Consorzio Nazionale per la Formazione e l’Aggiornamento (CONFAO), ha evidenziato le sfide prioritarie della didattica digitale in una fase in cui l’IA evolve rapidamente, ponendo anche temi di governance, trasparenza, rischi e responsabilità: “chi inventa la nave inventa anche il naufragio”, è stato uno degli spunti emersi, a sottolineare la necessità di competenza e consapevolezza. Roberto Ronutti, dirigente e imprenditore scolastico, formatore e pedagogista, Vicepresidente ANPE Friuli Venezia Giulia e Trentino, ha rimarcato che la didattica digitale è prima di tutto ripensamento della progettazione e della valutazione, con un focus sulla centralità della formazione dei docenti per preparare gli studenti alle sfide attuali. “La didattica digitale non è tecnologia, è ripensare la didattica. Dobbiamo anticipare gli studenti, essere preparati non solo sullo strumento, ma su processi e valutazione”. Sandra Troìa, docente ed esperta di competenze digitali, ha inquadrato l’evoluzione dei framework europei e la prospettiva delle comunità di pratica, richiamando novità come l’integrazione dell’IA nelle competenze e l’importanza della DigCompEdu Community.

La presentazione tecnica della nuova certificazione è stata affidata a Pierfranco Ravotto, responsabile del progetto e della Formazione di AICA, che ha illustrato architettura e contenuti di AICA DigCompEdu: un percorso basato su 330 Learning Outcomes, riferiti alle 6 aree e alle 22 competenze del framework europeo DigCompEdu, organizzati su 6 livelli.

Ravotto ha spiegato il lavoro di sviluppo del syllabus, la struttura degli esami (in due prove) e i materiali formativi predisposti per accompagnare docenti ed educatori non solo alla certificazione, ma a un utilizzo efficace del digitale nei processi di insegnamento-apprendimento. AICA DigCompEdu è accreditata ACCREDIA, erogabile dal 19 gennaio 2026 presso i Test Center AICA e ha validità di 4 anni e rappresenta uno standard riconosciuto a livello internazionale.

“Non si tratta di certificare l’uso degli strumenti, ma l’uso degli strumenti digitali per la formazione, in un mondo in cui studenti e richieste della società sono radicalmente cambiati”, ha spiegato Ravotto.

In conclusione l’incontro ha rappresentato un passo significativo nel dialogo tra associazioni tecniche, istituzioni e mondo della scuola, confermando l’impegno di AICA nel supportare la transizione digitale dell’istruzione con strumenti concreti, certificati e allineati agli standard europei.

Crans Montana, indagato ex responsabile comunale della sicurezza

Roma, 28 gen. (askanews) – Il ministero pubblico vallesano ha aperto un procedimento penale contro uno degli ex responsabili della sicurezza del Comune di Crans-Montana per la strage di Capodanno nel bar “Le Constellation”, in cui sono morte 40 persone, in gran parte giovanissime. Lo riporta Rsi, la Radiotelevisione svizzera in lingua italiana.

Incaricato di diversi controlli antincendio nel bar Constellation, l’ex responsabile della sicurezza sarà ascoltato lunedì 9 febbraio. Il suo avvocato, David Aïoutz, ne ha confermato l’iscrizione nel registro degli indagati.

Formula1 Kimi Antonelli Super nelle prove a Barcellona

Roma, 28 gen. (askanews) – Un Kimi Antonelli in grande spolvero fa suo il miglior tempo con la Mercedes nel terzo giorno dello shakedown a Barcellona: l’italiano ha girato in 1:17.3. Al mattino era stato il suo compagno di squadra Russell ad essere il più veloce. Debutto per la McLaren con il campione Norris alla guida e una livrea tutta nera (in attesa della presentazione ufficiale del 9 febbraio). Ferrari e Red Bull sono rimaste ai box in questa giornata. Tre bandiere rosse: Haas, Audi (già a quota due) e Racing Bulls. Domani potrebbe esserci anche l’Aston Martin. E dalla Williams arrivano le rassicurazioni sul futuro da parte del team principal Volwes.

Report CASE: "Italia ancora prima in Ue per numero querele temerarie"

Roma, 28 gen. (askanews) – Il nuovo report di CASE (Coalition Against SLAPPs in Europe) e della Fondazione Daphne Caruana Galizia rileva che il numero di Slapp – (Strategic Lawsuits Against Public Participation), le azioni legali infondate che hanno lo scopo di intimidire e censurare chi osa indagare sui potenti o esprimere opinioni scomode – continua ad aumentare in tutta Europa. Un trend preoccupante, che si sta affermando nonostante nel 2024 sia stata approvata la Direttiva europea contro le Slapp che, entro maggio del 2026, tutti i Paesi dell’Ue, fra cui l’Italia, dovranno recepire. Lo rende noto in un comunicato il ramo italiano di CASE, gruppo di lavoro informale nato nel 2021 e coordinato da Osservatorio dei Balcani Caucaso Transeuropa che affianca la Coalition Against Slapps in Europe.

Su un totale di 167 azioni legali temerarie mappate nel 2024 (nel 2023 erano 166), è proprio l’Italia, per il secondo anno consecutivo, ad aver registrato il numero più alto di Slapp (21), seguita subito dopo dalla Germania (20), dati che riflettono un più ampio trend di contrazione dello spazio civico.

Fra i casi italiani mappati, anche quello che vede protagonista la ministra del Turismo Daniela Santanché che ha querelato l’Espresso per un articolo sulla sua storia imprenditoriale chiedendo 5 milioni di danni, e quello del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che ha intentato una causa contro i quotidiani Il Foglio e Il Riformista, chiedendo un risarcimento compreso tra 250.000 e 500.000 euro.

Complessivamente, sono stati identificati anche nuovi casi relativi agli anni precedenti, portando il numero totale di Slapp documentate dal 2010 a oggi a 1.303, in chiaro aumento rispetto alle 1.049 rilevate fra il 2010 e il 2023. Come è risaputo, i casi documentati rappresentano soltanto la “punta dell’iceberg”.

La maggior parte dei tentativi di censura contro giornalisti, attiviste e whistleblower avvengono nella fase precontenziosa, attraverso lettere di diffida e di minacce legali che purtroppo hanno un grave effetto dissuasivo sui bersagli di Slapp, facendo sì che molte minacce e casi non diventino mai di dominio pubblico.

L’introduzione di una legge anti-Slapp dell’Unione Europea rappresenta il primo passo in avanti ma non mancano, tuttavia, alcuni limiti. L’Ue non ha competenza legislativa per intervenire direttamente sui casi nazionali, per questo la direttiva offre protezione solo ai casi transfrontalieri, come quello che coinvolge la BBC, querelata da Trump per 10 miliardi di dollari, e Greenpeace, bersaglio della causa da 660 milioni di dollari dell’Energy Transfer, contro la quale la ONG ha sporto una controquerela nei Paesi Bassi. Oltre il 90% dei casi, però, è di natura nazionale. Proprio per evitare di non garantire un’efficace applicazione, la stessa Commissione Europea, con delle raccomandazioni dedicate, ha esortato i governi a estendere le tutele anche ai casi puramente nazionali così come a tutti i procedimenti – inclusi quelli penali ed amministrativi – e dalla Polonia e dal Belgio arrivano già degli esempi concreti.

Ignorare questo invito significa annullare l’impatto della riforma, mette in guardia il gruppo. Per questo, le recenti affermazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul recepimento della direttiva europea, oltre a non trovare riscontro nei dati di questo report, destano preoccupazione, si legge nel testo.

Limitarsi ad applicare le protezioni legali solo ai rari casi transfrontalieri e considerare le leggi nazionali sufficienti a fermare gli abusi, come indicato da Meloni, non proteggerà le voci critiche dalle azioni legali temerarie.

“Per il secondo anno consecutivo il report della coalizione europea contro le SLAPP sancisce il primato del nostro Paese per numero di azione vessatorie. Un abuso del sistema giudiziario che mette a tacere giornaliste e attivisti che osano criticare i potenti di turno, politici e persone nel mondo degli affari”, dichiara Sielke Kelner, coordinatrice del gruppo di lavoro italiano di CASE.

“Molestie legali che inibendo il dibattito pubblico e l’accesso all’informazione dei cittadini, costituiscono un attacco alla libertà di espressione, indebolendo il sistema democratico. Una trasposizione efficace della Direttiva UE anti-SLAPP deve includere i casi di natura nazionale e applicarsi a tutti gli ambiti procedurali, assicurando inoltre compensazioni adeguate a chi viene colpito da Slapp”, aggiunge Kelner.

Scuola, sinistra grida a liste proscrizione, Fdi "benedice" Azione studentesca

Roma, 28 gen. (askanews) – “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?”: la domanda è questa e, a quattro giorni dal baillame che ha scatenato il questionario rivolto agli studenti del liceo Leopardi-Majorana di Pordenone, con tutta l’opposizione che grida alle liste di proscrizione, Azione studentesca la rivendica. Con la benedizione di Fratelli d’Italia.

Dunque, l’organizzazione giovanile vicina a Fdi spiega, sul proprio profilo Facebook, che quella domanda, e il questionario nel quale è inserita, “nasce dalla volontà di verificare se, durante l’orario scolastico, venga svolta propaganda politica, indipendentemente dalle idee personali dei docenti” perchè “le lezioni devono rimane neutrali dal punto di vista politico, affinchè la scuola sia un luogo di formazione e non di indottrinamento”. La vicenda, sollevata da un professore del liceo di Pordenone che ha notato i manifesti di Azione studentesca con il Qr che rimandava al questionario, da locale diventa velocemente nazionale, arrivando fino al Parlamento.

La sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti assicura che il Ministero ha avviato “gli opportuni accertamenti” e che non si tratta di “schedatura” o di “liste di proscrizione”. Tutta l’opposizione, però, stigmatizza, anche con un’interrogazione presentata al governo dai Dem, l’idea di stilare “liste di docenti di sinistra” e, proprio oggi, la segretaria del Pd Elly Schlein chiede alla stessa premier di “fare ritirare” l’iniziativa, uno degli uomini più vicini alla presidente del Consiglio e responsabile Organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, la cui militanza politica è iniziata proprio nelle organizzazioni giovanili, la elogia: “Bravi i ragazzi di Azione studentesca, bravi i ragazzi di sinistra quando si battono per i diritti dei propri coetanei”, dice augurandosi che “gli studenti non si facciano tappare la bocca dal Pd e dalle sinistre”, protagoniste di “una violenta censura”.

“Se ci sono professori che sono scorretti – ragiona Donzelli – e che invece di insegnare a scuola sono faziosi, gli studenti hanno il diritto di protestare e di chiedere che i professori non siano faziosi. Se invece il Pd vuole tappare la bocca agli studenti che si lamentano dei professori scorretti e comunisti, è ben lontano da quella che è la storia della sinistra che per anni ha cavalcato il ’68” e anche dalla “vitalità, dal sale della democrazia” che è “il diritto a protestare, a informarsi, a chiedere ai propri coetanei come vanno le cose a scuola”.

Parole che rinfocolano le polemiche con Avs che chiede al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara “di spiegare a questa organizzazione che non accetterà alcuna segnalazione di provenienza politica sugli insegnanti e che la scuola pubblica è per sua natura pluralista” e il capogruppo dei Dem al Senato Francesco Boccia che torna a interrogare la presidente del Consiglio.

“Restiamo in attesa della presa di distanza di Giorgia Meloni dalle liste di proscrizione chieste dai giovani di Azione studentesca nei confronti dei docenti. Ci auguriamo siano molto diverse dalle parole, vergognose, usate da Giovanni Donzelli. Le parole del dirigente di FdI contengono una idea atroce di libertà e democrazia – sottolinea Boccia -. Non è libertà quella di indicare i nemici da colpire, gli avversari da denunciare. Non è ‘vitalità’ della democrazia, non è ‘ordine e disciplina’ tanto cari a Valditara. È intimidazione e violenza con reminiscenze fasciste”.

Civitavecchia, Tabacchiera: nomina Angelilli passaggio decisivo

Roma, 28 gen. – “La nomina di Roberta Angelilli a Commissario straordinario del Governo per la reindustrializzazione dell’area di Civitavecchia rappresenta un passaggio fondamentale e atteso per dare finalmente una risposta concreta a un territorio che da troppo tempo sconta criticità industriali, occupazionali e infrastrutturali”.

Lo dichiara Massimo Tabacchiera, presidente di Confapi Lazio e Roma, commentando la designazione della vicepresidente della Regione Lazio alla guida del processo di riconversione e sviluppo delle aree industriali di Civitavecchia. “Accogliamo con grande favore una scelta che va nella direzione della semplificazione, della rapidità decisionale e del coordinamento istituzionale – prosegue Tabacchiera – elementi indispensabili per creare un contesto realmente attrattivo per gli investimenti produttivi e per il rilancio delle piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura del sistema economico locale e regionale”.

Secondo Confapi Lazio e Roma, la presenza di un Commissario straordinario con una profonda conoscenza del tessuto produttivo e delle politiche di sviluppo “può imprimere una svolta concreta alla riconversione dell’area di Civitavecchia, favorendo nuovi insediamenti industriali, lo sviluppo della logistica avanzata, la valorizzazione delle competenze esistenti e la creazione di nuova occupazione stabile e di qualità”.

“Come Confapi – conclude Tabacchiera – ribadiamo la piena disponibilità a collaborare con il Commissario Angelilli, la Regione Lazio e tutte le istituzioni coinvolte, affinché il percorso di reindustrializzazione sia condiviso, sostenibile e realmente orientato alle esigenze delle imprese e dei lavoratori. Civitavecchia può e deve diventare un modello di transizione industriale efficace, capace di coniugare sviluppo economico, innovazione e tutela ambientale”.

Calenda: agenti Ice sono come le SS, delinquenti, assassini

Roma, 28 gen. (askanews) – Gli agenti Ice “sono le SS, nel senso che sono dei delinquenti, assassini, privi di training sufficiente per svolgere un lavoro delicatissimo. Non li vorrei vedere sul suolo italiano”. Così Carlo Calenda, leader di Azione a margine di un evento al Senato.

“Ritengo anche che siccome noi siamo un Paese dove c’è un governo fortemente sovranista che tiene alla dignità nazionale facessero lo sforzo una volta di dire ‘no’ a Trump, secondo me può essere che scoprano un mondo nuovo”, ha aggiunto.

Legame madre-figlia in "Everlove", nuovo singolo di Carolina Bubbico

Roma, 28 gen. (askanews) – Esce venerdì 30 gennaio Everlove, il nuovo singolo e video di Carolina Bubbico che inaugura la sua collaborazione con l’etichetta GroundUP Music di Michael League, vulcanico leader degli Snarky Puppy e di molti altri progetti internazionali.

“Everlove” dà voce al legame tra madre e figlia come a un sentimento insieme corale e profondamente intimo, radicato in una storia che viene da lontano e si rinnova nel presente. Un brano sorretto da una ritmica incalzante affidata esclusivamente alle voci, di una delicatezza disarmante, la stessa di un amore che nasce e si riconosce come protezione e promessa.

In questa nuova uscita, primo estratto che anticipa il prossimo album dell’artista salentina, un featuring importante, quello della cantautrice e due volte nominata ai Grammy Awards Becca Stevens che firma con Carolina il testo della canzone.

“Il riverbero eterno del legame madre-figlia: Everlove. Un sentimento inesauribile e ineguagliabile, che si espande e si moltiplica nel tempo diventando eredità invisibile di generazione in generazione – afferma Carolina Bubbico – La coralità vocale incarna le voci delle donne di diverse generazioni, un’armonia intima che rappresenta la memoria e l’eredità affettiva che ciascuno porta dentro di sé. Il brano diventa così un ritratto sonoro della trasmissione emotiva, un intreccio di identità e ricordi che racconta la forza silenziosa dell’amore che ci forma e ci attraversa”.

Carolina Bubbico è cantante, polistrumentista, arrangiatrice e direttrice d’orchestra. Attiva in Italia e all’estero, si è esibita in importanti festival, club e teatri, tra cui i Blue Note di Tokyo e Pechino. Ha curato gli arrangiamenti e diretto l’orchestra per due edizioni del Festival di Sanremo, collaborando con Elodie nel 2023, Serena Brancale e Il Volo nel 2015 (questi ultimi vincitori di quell’edizione).

Ha pubblicato gli album Controvento, Una donna e Il dono dell’ubiquità, oltre a numerosi singoli e collaborazioni. In ambito orchestrale ha diretto la Earth Wind & Fire Experience al Sicilia Jazz Festival e ha ideato il progetto sinfonico Pangea, presentato con importanti orchestre italiane. Collabora come trascrittrice per Hal Leonard ed è docente di Canto Pop al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce.

Calciomercato da record, Fifa: 13,11 miliardi spesi dai club nel 2025

Milano, 28 gen. (askanews) – Calciomercato da record nel 2025. Nell’intero anno solare, la Fifa ha stabilito un doppio primato globale: sono stati censiti 86.158 trasferimenti di calciatori e calciatrici nel mondo, per una spesa complessiva dei club che è arrivata a 13,11 miliardi di dollari. Lo fa sapere la Fifa che ha pubblicato il Global Transfer Report 2025 che tiene conto dei tesseramenti di sportivi professionisti e amatoriali.

La federazione internazionale del calcio fa sapere che per la prima volta in assoluto la spesa dei club per i diritti di trasferimento ha superato la soglia dei 10 miliardi di dollari, stabilendo un nuovo record con un totale di 13,11 miliardi di dollari: oltre il 50% in più rispetto alla spesa del 2024 e il 35,6% in più rispetto al precedente record, stabilito nel 2023.

Nel calcio professionistico maschile, i club inglesi sono stati ancora una volta sia i primi per spesa che i primi per incassi in termini di diritti di trasferimento, con 3,82 miliardi di dollari spesi per i trasferimenti in entrata e 1,77 miliardi di dollari incassati per i trasferimenti in uscita nel 2025. In termini di numero totale di trasferimenti, i club brasiliani hanno guidato la classifica con 1.190 trasferimenti in entrata e 1.005 in uscita.

Anche il numero di club che hanno speso denaro per i trasferimenti in entrata ha continuato a crescere, raggiungendo il record di 1.214 club nel 2025. Allo stesso modo, anche il numero di club che hanno ricevuto un compenso per almeno un trasferimento in uscita, pari a 1.495, ha stabilito un nuovo record.

Primato centrato anche per il calcio femminile, con una spesa totale per i trasferimenti che ha raggiunto i 28,6 milioni di dollari, oltre l’80% in più rispetto all’anno precedente. Un totale di 756 club sono stati coinvolti in trasferimenti internazionali (+8,3%), con 135 di questi club che hanno speso denaro per almeno un trasferimento in entrata (+23,9%) e 155 club che hanno ricevuto compensi per trasferimenti in uscita (+25,0%). Nel 2025 sono stati registrati circa 2.440 trasferimenti internazionali di calciatrici professioniste, con un aumento del 6,3% rispetto al 2024.

In arrivo pioggia, venti di burrasca e forti mareggiate al Sud

Roma, 28 gen. (askanews) – Una perturbazione di origine atlantica porterà un nuovo peggioramento delle condizioni meteo al Sud interessando, con precipitazioni anche a carattere temporalesco, soprattutto i settori tirrenici. La perturbazione sarà accompagnata da un deciso rinforzo dei venti dai quadranti occidentali.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede dalla sera di oggi, mercoledì 28 gennaio, precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale su Campania e Sicilia, specie sui settori settentrionali dell’isola, in estensione dalle prime ore di domani alla Calabria e alla Basilicata occidentale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento e locale attività elettrica. Dalle prime ore di domani sono attesi venti da forti a burrasca dai quadranti occidentali sulla Sicilia, in estensione dalla tarda mattinata alla Calabria. Forti mareggiate lungo le coste esposte.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, giovedì 29 gennaio, allerta arancione su parte di Sardegna e allerta gialla in Calabria, Sardegna e parte di Sicilia, Campania, Basilicata, Lazio, Umbria, Emilia-Romagna e Veneto.

Ucraina, da Italia primo lotto forniture per emergenza energetica

Roma, 28 gen. (askanews) – “L’Italia sta fornendo all’Ucraina un sostegno concreto, attraverso la consegna di caldaie industriali e generatori elettrici, per affrontare l’emergenza energetica causata dai deliberati attacchi russi alle infrastrutture civili che stanno creando una crisi umanitaria in diverse grandi città ucraine”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“Si tratta – si sottolinea – di un impegno assunto dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il presidente Zelensky in occasione del loro incontro a margine del Consiglio europeo dello scorso ottobre 2025”.

“Oggi – prosegue la nota – si completa la consegna del primo lotto di 78 caldaie industriali e ulteriori 300 saranno consegnate nelle prossime settimane, per una capacità totale di circa 900 MW termici. Le caldaie sono destinate a reti urbane danneggiate, ospedali e servizi essenziali. Questa iniziativa umanitaria del Governo italiano permetterà di rendere disponibile una capacità termica complessiva sufficiente a circa 90.000 abitazioni o un centro urbano di circa 250.000 abitanti. Nello stesso periodo l’Italia ha avviato un programma di invio di generatori elettrici di media e grande potenza. I generatori supporteranno ospedali, impianti idrici e infrastrutture critiche in caso di blackout. Queste iniziative del Governo si sommano alle lodevoli iniziative private alle quali si sta assistendo per l’invio di generatori in Ucraina”.

Referendum, il Tar del Lazio respinge il ricorso sulla data del voto

Roma, 28 gen. (askanews) – Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso del comitato per il referendum sulla giustizia, con il quale si contestava la decisione del consiglio dei ministri di votare il 22 e 23 marzo prossimi. I giudici della sezione seconda bis hanno dichiarato inammissibile l’intervento dell’Unione italiana forense. E’ stata pubblicata oggi la sentenza n.1694 con cui il Tar del Lazio si è pronunciato nel merito, stabilendo infondato il ricorso avanzato contro il decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 2026 (e contro la relativa deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2026) che ha indetto, per il 22 e 23 marzo prossimi, il referendum costituzionale concernente la legge costituzionale relativa a “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvata dal Parlamento il 30 ottobre 2025.

I ricorrenti – promotori di una raccolta di sottoscrizioni avente ad oggetto un quesito referendario parzialmente diverso da quello ammesso dall’Ufficio centrale per il referendum il 18 novembre 2025 e sul quale il decreto impugnato ha indetto la consultazione popolare – miravano ad ottenere la sospensione e l’annullamento del decreto presidenziale al fine di completare la raccolta delle firme e sottoporre il proprio quesito al giudizio di legittimità dell’Ufficio centrale per il referendum.

Il Tar del Lazio si è pronunciato nel senso dell’infondatezza del ricorso rilevando che la disciplina applicabile sia principalmente finalizzata a permettere che la legge di riforma costituzionale, approvata dal Parlamento a maggioranza assoluta dei propri componenti, sia sottoposta, in tempi certi, all’approvazione da parte della volontà popolare, a prescindere da quale tra i soggetti a cui l’art. 138 della Costituzione. attribuisce l’iniziativa referendaria (almeno un quinto dei membri di una delle Camere o cinque consigli regionali o cinquecento mila elettori) abbia avanzato per primo la richiesta di referendum.

Frah Quintale annuncia le prime date del Summer Tour ’26

Milano, 28 gen. (askanews) – Frah Quintale annuncia le prime date del Summer Tour ’26 che lo vedrà impegnato nell’estate 2026 nei maggiori festival italiani. I biglietti saranno disponibili a partire dalle ore 11:00 di venerdì 30 gennaio su livenation.it e comcerto.it.

Gli appuntamenti estivi faranno seguito a Palazzetti’26, la tournée in programma ad aprile. Cinque nuove date – prodotte da Live Nation – vedranno Frah Quintale protagonista il 17 luglio allo Shock Wave Festival di Francavilla al Mare (CH), il 19 luglio al Roma Summer Fest all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, il 22 luglio al Be Alternative Festival di Cosenza, il 23 luglio alla Villa Bellini di Catania e il 25 luglio al Locus Festival di Bari.

In scaletta, oltre ai successi dei suoi lavori precedenti, non mancheranno i brani del nuovo album “Amor Proprio”, uscito lo scorso 10 ottobre 2025 per Undamento/Warner Music Italia. Un viaggio emotivo tra vulnerabilità e leggerezza, tra notti insonni e giornate di sole, il tutto racchiuso in 11 tracce, che vedono la collaborazione di Colapesce in “A prescindere”, Joan Thiele in “Occhi diamanti” e Tony Boy in “1 ora d’aria 1 ora d’ansia”. Il disco racconta un processo di crescita che nasce da una riflessione personale: la reale svolta nella vita arriva quando si impara a restare da soli e ad ascoltarsi. È un cambiamento che richiede tempo, ma è proprio in queste situazioni che riusciamo a distinguere ciò che realmente vogliamo e a diventare chi davvero vogliamo essere, senza il peso delle aspettative. Con il suo stile unico che danza tra pop alternativo e urban, Frah Quintale firma un lavoro versatile che alterna episodi intimi e riflessivi a momenti trascinanti e spensierati. Al centro del progetto c’è il tema dell’amor proprio e del tempo necessario per ritrovarsi: canzoni che raccontano la ricerca di equilibrio, il bisogno di lasciar andare e vivere il presente. Scarica qui la cartella stampa completa di “Amor Proprio”.

“Amor Proprio” anticipa Palazzetti’26, il suo primo tour nei palasport che nella primavera 2026 toccherà le principali città italiane e riporterà l’artista alla dimensione live, pronto a misurarsi per la prima volta in questi spazi, un nuovo passo per il suo percorso artistico. Prodotta da Live Nation, la tournée avrà inizio l’11 aprile 2026 dal PalaTerni di Terni (data zero) e proseguirà poi il 13 aprile all’Unipol Forum di Milano, il 15 aprile al Nelson Mandela Forum di Firenze, il 17 aprile al Palazzo dello Sport di Roma (sold out), il 18 aprile al Palapartenope di Napoli, il 20 aprile alla Kioene Arena di Padova, per poi concludersi il 21 aprile all’Inalpi Arena di Torino. Radio 105 è media partner del tour. I biglietti sono disponibili su livenation.it e comcerto.it.

Artista a tutto tondo, per questa importante occasione Frah Quintale ha disegnato tutte le grafiche del suo tour, dipingendo a mano su grandi tele i palazzetti delle città in cui si esibirà. Scarica qui le foto e video per uso social.

Autore e compositore dei propri progetti, Frah Quintale ha fatto dell’evoluzione e della sperimentazione il suo marchio di fabbrica, pur mantenendo uno stile distintivo. Con la sua musica, la sua scrittura autentica e il suo immaginario ha saputo creare una visione perfettamente distinguibile e difficilmente etichettabile. E lo ha sempre fatto a modo suo, col suo gusto per la melodia, le sue interpretazioni e quella freschezza che caratterizza ogni brano. Con quasi 3 milioni di ascoltatori totali su Spotify, 32 dischi di platino e 11 dischi d’oro, è un artista dalle intuizioni sempre originali, che pezzo dopo pezzo, non ha mai smesso di portare nuova linfa vitale alla musica italiana.

Poste Italiane, appuntamento si prenota con un click

Roma, 28 gen. (askanews) – L’app Poste Italiane è il punto di accesso digitale a tutti i prodotti e servizi del Gruppo. In pochi click i clienti possono prenotare un appuntamento in uno dei circa 12800 uffici postali in tutta Italia, in linea con la strategia omnicanale dell’Azienda che unisce innovazione e presenza capillare sul territorio. Il servizio del TG Poste.

Meloni: a Niscemi disegnamo una storia diversa dal ’97, lavorare insieme

Roma, 28 gen. (askanews) – “Ci siamo dati appuntamento tra massimo due settimane sperando che chiaramente le condizioni meteo permettano soprattutto alla sabbia e all’argilla di asciugarsi e quindi di sedimentarsi”, “chiaramente siamo intenzionati, io sono intenzionata, a dare risposte immediate”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della riunione avuta alla Capitaneria di porto di Catania.

“Voi – ha aggiunto – sapete meglio di me perché in questo territorio ci vivete che Niscemi non è nuova a questi disastri e il sentimento della popolazione rispetto a quello che è accaduto nel 1997 con indennizi che sono arrivati dopo 14 anni e definitivamente anche dopo 28 anni” ha “impattato giustamente sui cittadini e sulla aspettativa che hanno dalla politica. Mi piacerebbe che insieme disegnassimo una storia completamente diversa e quindi il mio obiettivo è lavorare in velocità e dare risposte in velocità”.

“Chiaramente per fare questo – ha sottolineato – serve una filiera. Non è una cosa che posso fare io da sola, che può fare il governo da solo, che può fare il ministro Musumeci da solo, che può fare il presidente Schifani da solo. Serve che ci lavoriamo tutti insieme in buona fede evitando le polemiche perché qui tutti quanti abbiamo la stessa responsabilità, lo stesso obiettivo che è dare risposte ai nostri cittadini”.

Pistoia Basket, “Oltre i Colori”: una partita speciale

Roma, 28 gen. (askanews) – E’ stata una domenica speciale quella vissuta nella “Lumosquare” di Pistoia, nel giorno della partita di ritorno con la Sebastiani Rieti per il campionato di A2 di Basket. In campo, nell’intervallo, sono andate le squadre dei giovani delle due società, indossando un’unica maglietta, per ricordare Raffaele Marianella, uno degli autisti del bus dei biancorossi che venne ucciso il 19 ottobre del 2025 durante un assalto di tifosi avversari in occasione della gara d’andata. “Oltre i Colori” è stato il nome dell’iniziativa, che ha avuto un prologo con la presentazione a cui hanno preso parte anche le istituzioni elle due città, in collegamento da remoto. Al momento della presentazione delle squadre, e dell’Inno nazionale, i giocatori di Estra Pistoia Basket e RSR Sebastiani hanno indossato la maglia speciale creata per l’occasione dai partner dell’iniziativa, Lumos e Conad Nord Ovest, con il claim “Oltre i colori” e sono stati accompagnati dai bambini stessi, anche loro vestiti con la stessa maglietta. “Da quella terribile notte – afferma il Direttore Generale del Pistoia Basket, Andrea Di Nino – l’Estra Pistoia Basket e la Sebastiani RSR Rieti non hanno mai smesso di collaborare per unire due città nel ricordo di Raffaele Marianella. La nostra iniziativa è un laboratorio per il futuro dello sport: le giovani generazioni insieme, oltre i colori dei rispettivi team”. “I cittadini di Pistoia e di Rieti, istituzioni e quant’altro, sono amici da quella notte maledetta perché è partito davvero un qualcosa di unico – dice il Patron di RSR Sebastiani Rieti, Roberto Pietropaoli – questa è la normale prosecuzione di un rapporto ed un segnale forte verso i bambini su come si deve vivere lo sport”. “Lo sport è uno straordinario veicolo di messaggi di solidarietà, pace e civile convivenza e la comunicazione è lo strumento attraverso il quale questi messaggi possono arrivare in maniera corretta e mirata – afferma Mario Parrella, Ad di Usb-Lumos – dunque l’idea di mettere insieme la realtà del Pistoia Basket con quella di Lumos e organizzare un’iniziativa come questa, è assolutamente vincente. Ci siamo resi immediatamente disponibili sia nella fase di ideazione, che in quella di realizzazione delle maglie, oltre che di studio del “messaggio” da lanciare e siamo particolarmente orgogliosi di essere protagonisti di ciò che è avvenuto in queste ore”. “Conad Nord Ovest ha partecipato all’iniziativa “Oltre i colori” perché riconosce nello sport un luogo di educazione, incontro e rispetto – dichiara l’Amministratore Delegato di Conad Nord Ovest, Adamo Ascari – La giornata di domenica ha rappresentato un messaggio importante contro ogni forma di violenza e un’occasione per trasmettere alle giovani generazioni i valori più genuini dello sport, nel ricordo di Raffaele Marianella”. “Appena il DG Di Nino mi ha parlato di questo evento ho accettato di buon grado – aggiunge Anna Maria Celesti, sindaco facente funzione di Pistoia che ha presenziato alla conferenza stampa assieme all’assessore alla promozione sportiva Alessandro Sabella – dobbiamo rilanciare il valore etico dello sport che è confronto fra persone e squadre ma, prima di tutto, ci deve essere sempre il rispetto della persona e della sua dignità. I fatti tragici di Rieti ci ricordano che, nonostante tutti gli sforzi che possiamo fare, c’è sempre chi sconfina nella violenza e nell’illegalità. Di conseguenza serve fare percorsi, come in questo caso, di vera inclusione e coesione sociale attraverso le nuove generazioni alle quali cerchiamo di trasmettere determinati valori. E’ stata una giornata molto importante perché, come dice lo slogan della giornata, due città che sono state colpite da questo dramma vanno davvero oltre i colori”. “Vogliamo superare con consapevolezza e maturità quanto successo – ricorda Daniele Sinibaldi, primo cittadino di Rieti e intervenuto assieme all’assessora allo sport Chiara Mestichelli – a Rieti, in questi mesi, abbiamo dedicato uno spazio pubblico a Raffaele Marianella e siamo lieti di aver ricevuto questo invito da parte della società del Pistoia Basket e della città. C’è da lanciare un messaggio positivo che guarda ai valori fondanti dello sport. Ci tengo, inoltre, a ringraziare Prefetti, Questori e l’Osservatorio del Ministero dell’Interno per aver concesso questo nulla osta alla presenza in trasferta di residenti di Rieti ed è un segnale importante anche dare il palcoscenico, per questi aspetti, ai ragazzi”. Durante la partita i piccoli tifosi del Rieti sono stati posizionati con i genitori in Curva Firenze (non nel settore ospiti) insieme ai coetanei di Pistoia, per lanciare un ulteriore messaggio di condivisione e inclusione anche sugli spalti. Sul campo, Pistoia ha perso di un punto, in una giornata in cui ha trionfato la voglia di stare insieme e di lanciare un messaggio di pace e di autentico fair play.

Hamas: subito pronti al passaggio di poteri al Comitato nazionale

Roma, 28 gen. (askanews) – Hamas è pronta per un “trasferimento completo del governo” della Striscia di Gaza il prima possibile. Lo ha dichiarato alla Afp un portavoce del movimento islamista palestinese, insistendo però sulla completa riapertura del valico di frontiera di Rafah con l’Egitto, “senza interferenze israeliane”.

“I protocolli sono stati preparati, i dossier sono stati finalizzati e le commissioni sono state incaricate dell’operazione, in modo da avere un trasferimento completo della governance della Striscia di Gaza, in tutti i settori”, al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza istituito nell’ambito del piano statunitense per porre fine alla guerra, ha affermato Hazem Qassem, portavoce di Hamas nel territorio.

Ma affinché ciò accada, i membri del Comitato devono potersi recare nella Striscia di Gaza, ha aggiunto Qassem, chiedendo la completa riapertura, in entrambe le direzioni, e “senza interferenze israeliane”, del valico di frontiera di Rafah tra Gaza meridionale e l’Egitto.

Maltempo, Meloni: 100 milioni il primo stanziamento, dispiaciuta dalle polemiche

Roma, 28 gen. (askanews) – In merito allo stanziamento di 100 milioni per l’emergenza maltempo che ha colpito Sicilia, Sardegna e Calabria “sono un po’ dispiaciuta per le polemiche, soprattutto qui in Sicilia, perché nelle riunione che noi abbiamo fatto anche prima del Consiglio dei ministri con le tre Regioni coinvolte abbiamo ampiamente chiarito che si trattava di un primissimo stanziamento emergenziale per dare intanto un contributo immediato una tantum a cittadini e aziende colpite, per consentire la sospensione dei mutui”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della riunione avuta alla Capitaneria di porto di Catania.

“Nessuno – ha aggiunto – pensa di poter affrontare seriamente la questione con 100 milioni di euro per tre Regioni, ma questo io l’ho abbondantemente chiarito. Anche quando si è trattato dell’Emilia Romagna che viene spesso citata, il decreto che poi affrontava in maniera complessiva le necessità del dramma che c’era stato, è arrivato dopo qualche settimana”

Donzelli: su prof faziosi studenti non si facciano tappare bocca da Pd

Roma, 28 gen. (askanews) – “Sono particolarmente colpito dalla violenta censura che vorrebbe portare avanti la sinistra nei confronti dei ragazzini nelle scuole. Leggo polemiche incredibili perchè i rappresentanti degli studenti chiedono ai professori di essere corretti in classe, chiedono ai propri coetanei se i professori non sono corretti e qui c’è tutta la sinistra, tutto l’arco della sinistra parlamentare che chiede, invece, di censurare i ragazzini. Mi auguro che nella loro libertà gli studenti non si facciano tappare la bocca dal Pd e dalle sinistre ma abbiano tutta la libertà di protestare quando vogliono farlo”. Lo ha detto parlando con i giornalisti il responsabile Organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli.

“Se ci sono professori che sono scorretti e che invece di insegnare a scuola sono faziosi gli studenti hanno il diritto di protestare e di chiedere che i professori non siano faziosi. Se invece il Pd vuole tappare la bocca agli studenti che si lamentano dei professori scorretti e comunisti, è ben lontano da quella che è la storia della sinistra che per anni ha cavalcato il ’68 in cui gli studenti protestavano contro tutto e tutti” ha sottolineato Donzelli.

Deutsche Bank, Der Spiegel: perquisizioni nelle sedi di Francoforte e Berlino

Milano, 28 gen. (askanews) – Questa mattina gli agenti dell’Ufficio federale della polizia criminale tedesca hanno perquisito la sede centrale di Deutsche Bank a Francoforte e una filiale a Berlino.

Secondo quanto riporta Der Spiegel, poco dopo le 10 del mattino circa 30 investigatori in borghese sono entrati nella sede centrale della banca per effettuare perquisizioni. Come dichiarato dalla Procura di Francoforte, l’autorità sta conducendo un’indagine “contro funzionari e dipendenti della Deutsche Bank, ancora ignoti”, per sospetto riciclaggio di denaro. La banca avrebbe intrattenuto in passato rapporti commerciali con società straniere sospettate di essere state “utilizzate a scopo di riciclaggio di denaro”. La Procura al momento ha detto di non poter fornire ulteriori dettagli.

Secondo Der Spiegel, il blitz è legato ad aziende che gli investigatori attribuiscono all’oligarca russo Roman Abramovich. Abramovich è nella lista dei destinatari delle sanzioni dell’Unione Europea dalla primavera del 2022, con lo scoppio del conflitto russo in Ucraina.

Frana di Niscemi, Ciriani: dopo l’emergenza si valuterà l’utilizzo del Fondo Ricostruzioni

Roma, 28 gen. (askanews) – Riguardo la frana di Niscemi “nei prossimi mesi, quando le attività emergenziali saranno concluse, si valuterà se, a fronte della necessità di provvedere a una complessiva revisione dell’assetto urbanistico ed edilizio delle aree colpite in conseguenza del danneggiamento di edifici e infrastrutture, sussisteranno i presupposti per la deliberazione dello stato di ricostruzione, che consentiranno di attingere al Fondo Ricostruzioni di cui alla legge di bilancio”. Così al question time alla Camera il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, risponendo al posto del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci cui era rivolto il quesito.

“Lo stanziamento di 100 milioni disposto dal Consiglio dei ministri – ha detto ancora – con la deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale del 26 gennaio 2026, come imposto dal codice della protezione civile, riguarda le ‘prime risorse finanziarie da destinare all’avvio delle attività di soccorso e assistenza alla popolazione e degli interventi più urgenti’. A tale proposito, si rappresenta peraltro che, per l’emergenza alluvione in Emilia-Romagna, relativa agli eventi del 1° maggio 2023, il primo stanziamento disposto dal Consiglio dei ministri ammontava a 10 milioni di euro, a fronte di oltre 33 milioni di euro per Regione disposti con la prima delibera di lunedì scorso”. Il movimento franoso, ha ricordato Ciriani, si è verificato “a partire dal 16 gennaio 2026” ed “ha avuto una notevole accelerazione nella mattina del 25 gennaio 2026: secondo i primi rilievi del Dipartimento regionale della protezione civile, il movimento franoso era inizialmente caratterizzato da un fronte di 1,6 km e da un’estensione di circa 1 kmq. Nella mattina di domenica 25 gennaio 2026 l’evoluzione del movimento franoso ha subito una repentina accelerazione e la scarpata di frana ha raggiunto un dislivello di alcune decine di metri, in progressivo aumento e in continua evoluzione retrogressiva, con una lunghezza complessiva di circa 4 km”.

“Il Dipartimento della Protezione civile ha altresì chiesto all’Agenzia Spaziale Italiana l’attivazione del servizio satellitare Cosmo-Skymed al fine di acquisire dati interferometrici, necessari per valutare la velocità del movimento franoso e, di conseguenza, le condizioni di rischio residuo. Inoltre, il Dipartimento ha disposto l’attivazione di un suo Centro di competenza, che ha già effettuato i primi rilievi in loco per la definizione del meccanismo cinematico in atto e per una più approfondita analisi delle condizioni di rischio residuo e la definizione dei limiti dell’area prossima alla frana, da interdire alla popolazione residente”, ha concluso il ministro.

Deutsche Bank, Der Spiegel: perquisizioni a sedi Francoforte e Berlino

Milano, 28 gen. (askanews) – Questa mattina gli agenti dell’Ufficio federale della polizia criminale tedesca hanno perquisito la sede centrale di Deutsche Bank a Francoforte e una filiale a Berlino.

Secondo quanto riporta Der Spiegel, poco dopo le 10 del mattino circa 30 investigatori in borghese sono entrati nella sede centrale della banca per effettuare perquisizioni. Come dichiarato dalla Procura di Francoforte, l’autorità sta conducendo un’indagine “contro funzionari e dipendenti della Deutsche Bank, ancora ignoti”, per sospetto riciclaggio di denaro. La banca avrebbe intrattenuto in passato rapporti commerciali con società straniere sospettate di essere state “utilizzate a scopo di riciclaggio di denaro”. La Procura al momento ha detto di non poter fornire ulteriori dettagli.

Secondo Der Spiegel, il blitz è legato ad aziende che gli investigatori attribuiscono all’oligarca russo Roman Abramovich. Abramovich è nella lista dei destinatari delle sanzioni dell’Unione Europea dalla primavera del 2022, con lo scoppio del conflitto russo in Ucraina.

Lega, confermata conferenza su remigrazione. Sasso lavora a suo testo

Roma, 28 gen. (askanews) – Il deputato leghista Domenico Furgiuele non farà alcuna marcia indietro sulla conferenza stampa ‘prenotata’ alla Camera per consentire al comitato ‘Remigrazione e Riconquista’ di presentare la proposta di legge di iniziativa popolare sulla ‘remigrazione’ che vede tra i promotori Casapound, il Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani. La conferenza stampa si terrà venerdì prossimo come stabilito, “nessuna remissione di peccato, non farò alcun passo indietro e la condivido pienamente”, garantisce. Nel frattempo, un altro collega di partito, anche lui vicino all’ex generale Vannacci, Roberto Sasso, sta lavorando ad una sua proposta di legge sulla remigrazione.

Nei giorni scorsi, dopo che erano esplose le proteste da parte delle opposizioni, la Camera aveva seccamente puntualizzato che “le conferenze stampa si svolgono sotto la piena e unica responsabilità dei deputati, o dei gruppi, che ne curano la prenotazione, e che rispondono dei contenuti, e dei partecipanti ad esse, sotto ogni profilo”. E nel fine settimana scorso, alla kermesse della Lega, il presidente Lorenzo Fontana, aveva tentato una ‘moral suasion’ sul collega di partito. Senza successo. Oggi, la segretaria dem Elly Schlein, è tornata sul tema definendo “inaccettabile l’ingresso di esponenti neofascisti nelle aule del Parlamento italiano”.

Furgiuele tiene a sottolineare che “dall’inizio della costituzione del Comitato” la sua posizione è stata “dalla parte” dei movimenti e dei cittadini che “vogliono combattere per presentare un disegno di legge” sulla remigrazione e di non provare alcun “imbarazzo” nell’offrire un luogo istituzionale a movimenti che si definiscono neo-fascisti.

Questa sulla remigrazione è “una mobilitazione che nasce dal cuore dell’Europa e si sta espandendo, l’appendice italiana è questa”, spiega. Con due questioni principali: in chiave “sicurezza” e come “questione di valori e identità”. Poi sostiene: “non si tratta di odio, discriminazione e razzismo ma di difendere l’identità del popolo europeo, costruire un futuro che somiglia ai nostri valori, ai nostri simboli, alla nostra fede”.

Quanto alla proposta di legge sarà “valutata ed emendata” quando arriverà in Parlamento. E probabilmente abbinata alla Pdl che si prepara a depositare il collega Sasso.

Diritti, rapporto A buon diritto: erosi o dimenticati, quadro preoccupante

Roma, 28 gen. (askanews) – Qual è lo stato dei diritti in Italia? Secondo “A Buon diritto onlus” è “preoccupante”: crescono le discriminazioni, quasi un italiano su dieci rinuncia alle cure mediche, diminuiscono i salari ma non le morti sul lavoro, “oltre il 94,5% dei comuni italiani sono a rischio idrogeologico”. Il rapporto annuale, consultabile da oggi in rete, sullo stato dei diritti è stato presentato con una conferenza stampa alla Camera.

“Questo lavoro ha l’ambizione di monitorare tempestivamente la condizione del riconoscimento e dell’effettività dei diritti e delle garanzie in Italia”, ha spiegato Luigi Manconi fondatore di “A buon diritto onlus”. “I diritti non sono concessioni – ha detto il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni che ha preso parte alla conferenza stampa insieme ai curatori del rapporto -. Misurarne lo stato, la condizione, ci dà il termometro della democrazia, e la febbre è piuttosto alta: i diritti si stanno riducendo, si erodono e con essi si erode anche la qualità della nostra democrazia” e “le scelte di questa maggioranza aumentano le disuguaglianze e creano strappi, rendendo i diritti delle concessioni. È arrivato il momento di invertire la rotta, altrimenti questa tendenza mette in discussione la qualità della democrazia”.

“Il quadro che emerge è piuttosto preoccupante – spiega Camilla Siliotti, responsabile comunicazione di “A Buon diritto onlus” – in Italia quasi una persona su 10 rinuncia alle cure mediche, i salari reali continuano a diminuire, ma le morti sul lavoro non diminuiscono e non diminuisce la povertà che coinvolge tantissimi minori, soprattutto di famiglie con background migratorio, abbiamo tanti livelli di discriminazione che si sommano. Le persone più colpite sono i minori, i giovani, le donne. Il 94,5% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico, e quello che sta succedendo in questi giorni lo mostra molto bene”.

Inoltre, prosegue, “rimane troppo ampio il divario tra Nord e Sud e questo emerge da tutti i capitoli”, inoltre “il carcere in questo Paese soffoca le persone, solo nel 2025 sono stati 79 i suicidi in carcere, eppure il governo chiede più carcere e più misure repressive, anche del dissenso”.

“Sono molto a rischio infine l’autodeterminazione femminile e i diritti delle persone Lgbt, delle persone rom e sinti”, “dobbiamo fronteggiare misure sempre più oscurantiste”, “vengono tagliati i fondi alla ricerca, mentre aumentano quelli per le armi”.

Italia-Emirati Arabi, Mattarella al Presidente al Nahyan: urgente porre fine ai conflitti

Abu Dhabi, 28 gen. (askanews) – Al centro dei colloqui ad Abu Dhabi fra il preisidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed al Nahyan, a quanto si apprende , c’è stata la situazione internazionale. I due capi di Stato hanno parlato con pieno accordo e condivisione, della urgente necessità di porre fine ai numerosi conflitti e di ripristinare ovunque nel mondo pace e stabilità. Mattarella e il Presidente degli EAU sono stati d’accordo anche sulla necessità di contrastare ogni azione che punti a mantenere alta la tensione, particolarmente nel Medio Oriente.

La prima edizione di Nameless Winter con Gigi D’Agostino headliner

Milano, 28 gen. (askanews) – La prima edizione di Nameless Winter, che si terrà sabato 14 e domenica 15 febbraio a Barzio (LC), è pronta a partire: svelata la line up completa.

Sarà Gigi D’Agostino, icona indiscussa della dance italiana nel mondo, l’headliner della prima giornata, quella di sabato 14 febbraio. Alla sua esibizione si aggiungeranno quelle di Merk & Kremont, Zomboy, Automhate, Marnik, Conrad Taylor e Kiss’N’Fly.

A guidare la line up di domenica 15 febbraio sarà invece Axwell, dj e produttore di fama mondiale. La performance sarà anticipata da quelle di Edmmaro, Rudeejay, Yetti, Astrality, Padma San e Danilo Seclì.

Un unico grande palco che in due giorni intratterrà i partecipanti con tanta musica e divertimento. Oltre a vivere l’emozione della musica, domenica 15 febbraio i partecipanti che hanno acquistato il 2-Day Pass potranno approfittare di un Après-Ski che si terrà dalle ore 12:00 alle ore 16:00 sulla terrazza panoramica dei Piani di Bobbio, in collaborazione con B MUSIC.

Nameless Winter, edizione invernale di Nameless Festival, nasce dalla volontà di offrire un’esperienza più intima, immersiva e focalizzata sulle radici elettroniche del Festival. Significativa la scelta della location: Barzio (LC). Il luogo che ha ospitato Nameless Festival tra il 2015 e il 2019 e che ha visto l’evento prendere forma, crescere e diventare un appuntamento dal respiro sempre più internazionale, trasformando la valle in un’esperienza collettiva unica.

RADIO 105 è radio ufficiale di Nameless Winter .

Rai, in settimana confronto La Russa-Fontana su stallo Vigilanza

Roma, 28 gen. (askanews) – I presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, si confronteranno in settimana sullo stallo nella commissione di Vigilanza Rai.

Entrambi (La Russa la scorsa settimana e Fontana oggi) hanno incontrato i capigruppo di opposizione dei due rami del Parlamento assicurando – viene riferito – un impegno alla moral suasion nei confronti del centrodestra dopo che le proteste delle opposizioni si sono fatte più pressanti in vista del referendum sulla Giustizia (che si terrà fra meno di due mesi) e anche della campagna elettorale per le Politiche del 2027.

All’uscita dall’incontro di oggi, i capigruppo a Montecitorio Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5S), Luana Zanella (AVS), Maria Elena Boschi (IV), Fabrizio Benzoni (Azione), Riccardo Magi (+Europa) e Manfred Schullian (Misto), hanno espresso l’estrema preoccupazione per uno stallo sul nome del presidente del board della Rai che “sta determinando una vera e propria situazione di emergenza democratica”. Senza che sia ancora giunto “alcun segnale per superare questa grave situazione” attraverso il “ricatto che la maggioranza sta portando avanti disertando i lavori e impedendo alla Commissione di Vigilanza di svolgere le proprie funzioni istituzionali da oltre un anno”. Senza una presidenza di garanzia, è l’accusa, si consegna “di fatto il servizio pubblico nelle mani della maggioranza la quale lo utilizza in modo sempre più disinvolto per alimentare una propaganda filogovernativa”.

Maltempo, Meloni: oggi in Sicilia per ribadire vicinanza Stato

Roma, 28 gen. (askanews) – “Oggi sono stata in Sicilia, nei territori duramente colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato anche la Sardegna e la Calabria. Ho voluto essere presente per seguire da vicino la situazione, incontrare le istituzioni locali e ribadire la vicinanza dello Stato alle comunità che stanno affrontando momenti difficili”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post sui social.

“Il governo – aggiunge – è al lavoro per sostenere i territori colpiti, garantire assistenza immediata e avviare gli interventi necessari per superare l’emergenza e ripristinare le condizioni di normalità. Ringrazio la Protezione civile, i Vigili del fuoco, le amministrazioni locali e tutti coloro che stanno operando con professionalità e dedizione in queste ore complesse. Continueremo a seguire l’evoluzione della situazione con la massima attenzione”.

Il Cremlino: se Zelensky vuole vedere Putin, lo invitiamo a Mosca, garantiremo la sicurezza

Roma, 28 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha proposto che la Russia prenda in considerazione la possibilità di un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky e per il Cremlino la questione non è nuova: se il presidente ucraino è davvero pronto per un incontro, allora lo invitiamo a Mosca. E allo stesso tempo, garantiremo la sua sicurezza e le condizioni di lavoro necessarie”, ha detto Yury Ushakov, , consigliere per la politica estera del capo dello Stato russo.

La questione di un possibile incontro tra Putin e Zelensky è stata discussa più volte durante i colloqui telefonici tra i leader di Russia e Stati Uniti, ha detto Ushakov al giornalista di Rossiya 1, Pavel Zarubin.

“La questione per noi non è nuova, è stata discussa alcune volte durante le conversazioni tra i presidenti Trump e Putin. E durante queste conversazioni Trump, in particolare, ha suggerito di prendere in considerazione questa possibilità”, ha aggiunto Ushakov.La Russia non ha mai rifiutato i contatti di Putin con Zelensky, ma devono essere ben preparati e finalizzati al raggiungimento di risultati concreti e positivi, ha spiegato Ushakov. “Il nostro presidente ha anche detto più volte, conversando con i giornalisti, che se Zelensky è davvero pronto per un incontro, allora lo invitiamo a Mosca. E allo stesso tempo, garantiremo la sua sicurezza e le condizioni di lavoro necessarie”, ha concluso Ushakov.

Meloni: saremo veloci sugli indennizzi a Niscemi, non sarà come nel ’97

Roma, 28 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata questa mattina in Sicilia per un sopralluogo sui luoghi colpiti dal maltempo e una riunione operativa nel comune di Niscemi. Con l’occasione “ha garantito al sindaco Conti che il Governo farà tutto ciò che è possibile per scongiurare che si ripeta quanto accaduto con la frana del 1997, in particolare per ciò che riguarda i ritardi negli indennizzi. Il governo agirà velocemente in questa direzione” e Meloni “si è impegnata a fissare un nuovo incontro tra circa due settimane per prendere decisioni più dettagliate, alla luce delle necessarie informazioni”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi. Durante il sopralluogo in Sicilia la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha colto l’occasione per ringraziare l’on. Angelo Bonelli, presente a Niscemi, con cui ha avuto occasione di confrontarsi sulla grave emergenza.