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Occupare il centro per governare: la sfida della prossima legislatura

Una metafora efficace per leggere la fase politica
L’articolo di Fabio Giuseppe Angelini, apparso ieri su Avvenire, offre una chiave di lettura tanto semplice quanto penetrante: la “T” dello squash, quel punto centrale del campo da cui si domina il gioco. Trasposta in politica, l’immagine consente di cogliere una dinamica spesso trascurata nel dibattito pubblico: la differenza tra chi occupa stabilmente il centro e governa il ritmo, e chi invece resta confinato negli angoli, costretto a inseguire.

È una metafora che illumina l’attualità italiana. Negli ultimi anni, osserva Angelini, il consenso si è spesso costruito giocando sugli estremi, accentuando contrapposizioni e polarizzazioni. Ma questo approccio, pur efficace nel breve periodo, rischia di indebolire la capacità complessiva del sistema politico di produrre equilibrio e direzione.

Il centro come funzione costituzionale
Il passaggio più rilevante dell’analisi è quello che ridefinisce il “centro” non come luogo geometrico o come spazio elettorale, ma come funzione. Non si tratta di moderazione nel senso riduttivo del termine, bensì di una postura costituzionale: la capacità di tenere insieme, regolare, comporre.

In questa prospettiva, occupare la “T” significa esercitare una funzione di governo che va oltre la rappresentanza. Significa intervenire sugli equilibri tra i poteri dello Stato, mantenere il rapporto tra politica, economia e società dentro un quadro di coerenza, preservare quella sintesi tra libertà e coesione che è propria della tradizione costituzionale italiana.

Angelini coglie qui un punto essenziale: senza questa funzione, la politica si riduce a somma di spinte divergenti, incapace di tradursi in stabilità.

Il segnale del referendum e la domanda di equilibrio
L’esito del recente referendum – letto al di là delle singole opzioni in campo – viene interpretato come un segnale di questa esigenza. Da un lato, ha mostrato i limiti di proposte che si collocano rigidamente su un solo versante; dall’altro, ha fatto emergere una domanda di direzione, non soltanto di contrapposizione.

In altri termini, il sistema sembra chiedere meno ingegneria costituzionale e più capacità politica: meno forzature strutturali e più responsabilità nel far funzionare ciò che già esiste. È un richiamo, implicito ma netto, alla centralità dei partiti come luoghi di mediazione e di costruzione di equilibrio.

La prossima legislatura e la sfida della “T”
È in questo quadro che si colloca la riflessione sulla fase che si apre. Scrive Angelini:
“La partita che si è già aperta in vista della prossima legislatura non si giocherà perciò solo sul terreno della conquista dei voti ma dovrà guardare alla costruzione di una maggioranza in grado di occupare stabilmente la “T” dell’arco costituzionale”.

La frase coglie il punto strategico: non basta vincere le elezioni, occorre costruire le condizioni per governare in modo stabile e coerente. Il centro, inteso come funzione, diventa così il luogo decisivo in cui si misura la qualità della proposta politica.

Oltre la moderazione, verso l’affidabilità
Un altro elemento di interesse è la distinzione tra moderazione apparente e affidabilità sostanziale. Chi saprà occupare la “T” non dovrà necessariamente apparire più moderato, ma dovrà essere riconosciuto come costituzionalmente solido, capace di governo, credibile nel lungo periodo.

È un rovesciamento significativo rispetto a molte semplificazioni correnti. Il centro non è il punto medio tra posizioni opposte, ma il punto da cui si rende possibile l’azione politica nel suo insieme.

Una lezione per il sistema politico
Nella sua linearità argomentativa, l’articolo restituisce una lezione utile per il dibattito italiano: senza una rinnovata capacità di presidiare il centro – nel senso alto e funzionale del termine – la politica rischia di restare prigioniera di una dinamica reattiva, incapace di guidare i processi.

La “T” dello squash diventa così più di una metafora: è un invito a ripensare la politica come esercizio di responsabilità e di equilibrio. Una prospettiva che, nella tradizione del cattolicesimo democratico, non è mai stata un ripiego, ma una forma esigente di governo della complessità.

Fabio Giuseppe Angelini è Executive Vice Chairman del Tocqueville-Acton Centro Studi e Ricerche, ente privato di ricerca senza scopo di lucro riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica.

Cittadinanza europea e Africa: una responsabilità comune

Quale cittadino europeo vogliamo essere?

Dopo aver riflettuto sulle radici dell’Europa, sulle sue fratture interne, sulle sue differenze politiche e sulle difficoltà che ancora oggi rendono fragile il suo processo di integrazione, credo che a questo punto emerga una domanda decisiva: che tipo di cittadino europeo vogliamo essere?

Perché oggi non basta più domandarci soltanto che cos’è l’Europa. Forse dovremmo iniziare a domandarci: a cosa serve l’Europa? E, ancora più radicalmente, per chi esiste l’Europa? Esiste solo per proteggere sé stessa, solo per difendere i propri interessi? Oppure esiste anche per assumersi una responsabilità più grande, storica, morale e politica verso il mondo?

Io credo che oggi essere cittadini europei non possa più significare soltanto abitare uno spazio geografico o beneficiare di un insieme di diritti. Essere cittadini europei, oggi, significa anche accettare una verità più scomoda: l’Europa non è una cittadella autosufficiente, e ogni volta che ha creduto di potersi mettere al riparo dal resto del mondo, la storia l’ha smentita.  

Un mondo senza confini reali

Viviamo in un tempo in cui le crisi non conoscono frontiere. La crisi climatica non si ferma davanti ai confini nazionali. Le migrazioni non sono un incidente della storia. Le disuguaglianze globali producono effetti ovunque. E tutto ciò che accade fuori dall’Europa finisce, in un modo o nell’altro, per interrogarla profondamente.

Basti pensare al Mediterraneo: non è soltanto un confine; è il luogo in cui ogni giorno si misura, in modo drammatico, la credibilità politica e morale dell’Europa. Anche per questo il cittadino europeo del nostro tempo deve imparare a pensarsi non solo come europeo, ma come cittadino del mondo. Non nel senso astratto di uno slogan bello da pronunciare, ma nel senso concreto di chi comprende che il proprio destino è intrecciato a quello degli altri popoli.

Per questo colpisce l’idea dell’Europa come miniatura del mondo: uno spazio in cui convivono pluralità di lingue, memorie diverse, identità religiose, culture politiche differenti, interessi spesso in conflitto. L’Europa è uno spazio nel quale convivere non è mai stato semplice.

Ed è proprio qui che sta il suo banco di prova: se riesce a trasformare questa complessità in convivenza, dialogo e mediazione, allora può offrire al mondo qualcosa di politicamente prezioso. Non una lezione, ma una possibilità.  

Europa e Africa: oltre le logiche del passato

Tuttavia, per essere credibile, l’Europa deve avere il coraggio di guardarsi anche con onestà. Per troppo tempo ha parlato al mondo più di quanto abbia saputo ascoltarlo. Per troppo tempo ha pensato di poter insegnare senza lasciarsi interrogare. E questo vale in modo particolare nel rapporto con l’Africa.

Quando parliamo di Europa e Africa, dobbiamo stare molto attenti. Il rischio è usare parole nuove per riproporre logiche vecchie: parlare di cooperazione, ma pensare ancora in termini di superiorità; parlare di partenariato, ma immaginare ancora una relazione squilibrata.

La vera domanda è allora un’altra: l’Europa è pronta a considerare l’Africa non come un dossier, non come un problema, ma come un interlocutore pienamente politico, culturale e umano?

Perché finché l’Africa verrà raccontata solo come emergenza, bisogno o instabilità, l’Europa non starà guardando davvero l’Africa: starà guardando soprattutto i propri timori. E invece il rapporto tra Europa e Africa può essere uno spazio di scambio reale, di apprendimento reciproco, di corresponsabilità.  

Una responsabilità politica per il XXI secolo

I dati parlano chiaro: nel 2024 l’Unione europea è rimasta il principale partner commerciale dell’Africa subsahariana, con circa 160 miliardi di euro di scambi. Ma il punto decisivo non è soltanto economico: è politico.

Mentre l’Europa invecchia, vaste aree dell’Africa restano giovanissime: età mediana attorno ai 40 anni in Europa, circa 17 in Africa occidentale. Questo significa che il rapporto tra Europa e Africa non riguarda un margine della politica internazionale: riguarda una parte decisiva del XXI secolo.

Ed è qui che il tema della cittadinanza europea torna ad essere centrale. Una cittadinanza autentica non può limitarsi a rivendicare diritti: deve formare uno sguardo politico, una coscienza del legame, una capacità di stare nel mondo senza pretendere sempre di dettarne le regole. Deve educare al senso del limite, alla pace, e alla costruzione di relazioni internazionali più equilibrate e più oneste.  

Un’Europa aperta, non una fortezza

Forse oggi abbiamo bisogno di un’Europa meno concentrata sulla propria difesa e più capace di relazione. Meno dominata dalla logica della sorveglianza e più capace di costruire fiducia. Meno prigioniera della paura e più disponibile a lasciarsi interrogare dall’incontro.

Perché l’Europa non sarà autorevole se saprà soltanto blindare i propri confini; lo sarà davvero se saprà abitare il mondo con maggiore giustizia, equilibrio e maturità politica.

Prima di essere uniti nel mondo, dobbiamo essere uniti in Europa. Ma questa unità interna acquista senso solo se non diventa chiusura. Solo se si apre. Solo se si mette in dialogo con l’altro.

Il cittadino europeo del futuro non sarà tale per il solo fatto di avere un passaporto comune o un mercato comune. Lo sarà davvero soltanto se saprà riconoscere che difendere l’Europa significa renderla capace di entrare nel mondo con più verità, più coraggio e più giustizia.  

 

[Testo dell’intervento all’Earth day Italia – Roma, Terrazza del Pincio, venerdì 17 aprile 2026]

Israele, il Libano e la lunga Pasqua del condannato Gesù

Una persecuzione cristiana di gran voga

Il fatto è noto. Un soldato israeliano ha colpitocon una mazza la statua di Gesù caduta dalla croce, decapitandone la testa. Ne è emersa una indignazione non solo dei rappresentanti della Chiesa ma anche del nostro Governo. Israele ha individuato ii responsabili comminando un po’ di giorni di carcere all’autore dell’impresa ed al suo complice che intanto riprendeva sapientemente la scena. 

Severi provvedimenti andrebbero disposti anche quando, di frequente, si è soliti da quelle parti insultare o sputare addosso ai cristiani. Del resto il XX secolo è quello che registra il maggior numero di martiri di quella fede nel numero di milioni a cui corrisponde una sostanziale altrettanta indifferenza di quelli che nello stesso credo religioso ne hanno notizia.

In passato anche la statua della Madonna non è stata immune dallo stesso trattamento e così anche suo Figlio avrà stabilito che era giusto gli fosse riservato stessa sorte. Evidentemente metterlo in croce non è stato abbastanza, ne è rimasto comunque visibile il corpo, anche se sfigurato, ed è una forma troppo ingombrante per chi deve cancellare una certa idea spirituale dalla testa del prossimo, di una salvezza d’amore a cui aggrapparsi.

La crocefissione con un finale a sorpresa

Si è trattata di una nuova versione della storia di 2000 anni fa con un finale più adatto ai tempi d’oggi. E’ mettere letteralmente a terra un Dio per cancellarne l’immagine e la forza del pensiero partendo proprio dal fracassargli la testa. Lì non c’è Nicodemo a raccogliere spoglie di un cadavere per portarlo al sepolcro e neppure un artigiano in grado di ricomporre la partefrantumata. 

Provvederà, sembra, Israele a ripristinare ciò che è stato oggetto di vandalismo, sostituendo quel Cristo con un altro, ma ciò che rotto è rotto. I frantumi resteranno a terra o saranno spazzati via per far posto ad una nuova statua, i cocci del vecchio saranno mucchio non di ossa ma di gesso, destinati prima o poi ad una anonima scomparsa. La polvere dei frammenti sarà rimossa dal vento e il delitto sarà come mai commesso. Ci si illude sempre che saper porre riparo ad un misfatto è come rimuoverne il gesto, questa è l’illusione degli uomini. Così la pace dopo la guerra dovrebbe avere il senso di come nulla sia mai stato e le armi non abbiano mai sparato.

Un’ idea rivoluzionaria per un mondo migliore

Demolire quella statua non è stato soltanto un oltraggio religioso. E’ l’espressione di chi si conduce assumendo come esclusiva evidenza il principio creativo della distruzione, mettendo non al primo posto ma all’unico posto la negazione dell’idea di innalzamento di ogni speranza di bene. Quei soldati hanno inteso che una nuova era dell’umanità fondi soltanto su un senso di annientamento, una fase che non rimanda ad un’altra di eventuale nuova opera da erigere. La creazione è perfetta nell’asfaltare, nel radere al suolo ciò che c’è, l’apice di un lindore che non ammette ostacoli. Null’altro. E’ l’idolatria di una calma imposta su una terra piatta senza che mai che qualcosa vi sporga. Inutile affannarsi con l’ambizione di mettere su qualcosa in sostituzione del vecchio. Si tratta di una filosofia vecchia quanto illusoria finalmente da accantonare, evitando spargimento di ingiustificato sudore.

Una Pasqua a metà

A proposito di novella deposizione tutto questo non depone al buono anche se Gesù sa perfettamente come vanno le cose oggi al mondo, rassegnato alla tortura di una Pasqua che si ferma sempre prima della sua resurrezione, impantanata solo nel momento del supplizio.

A quei prodi militari, oltre al carcere, si dovrebbe piuttosto imporre un lungo periodo di studi e di esami da superare perché comprendano che c’è assai di più oltre i loro proditori convincimenti.  Non mancano eremi a cui potrebbero essere destinati per trovare, forse, una schizzinosa sapienza che a loro si è sempre negata per evidente povertà di approdi.

Farmacia dei servizi, il contratto che manca alla sanità di prossimità

Un presidio quotidiano spesso sottovalutato

La farmacia è uno dei presìdi più capillari e affidabili del nostro sistema sanitario. È il luogo in cui milioni di cittadini entrano ogni giorno non solo per ritirare un farmaco, ma per ricevere un orientamento, un consiglio, una prima risposta. Proprio per questa sua presenza discreta e costante, il ruolo della farmacia rischia talvolta di essere sottovalutato.

Il mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale dei farmacisti dipendenti delle farmacie private, scaduto nell’agosto 2024 e ancora oggetto di confronto tra le parti sociali, si colloca dentro questa realtà. Non riguarda soltanto una vertenza di categoria, ma un passaggio significativo per l’equilibrio e l’evoluzione della sanità territoriale.

Una professione che cambia

Negli ultimi anni il ruolo del farmacista è profondamente cambiato. Accanto alla dispensazione del farmaco, si sono consolidate attività di prevenzione, vaccinazioni, screening, monitoraggio dell’aderenza terapeutica e supporto ai pazienti cronici. Funzioni che hanno rafforzato la farmacia come punto di riferimento di prossimità e come primo livello di accesso ai servizi sanitari.

È in questo percorso che si inserisce lo sviluppo della farmacia dei servizi, modello che punta a rendere il sistema sanitario più vicino ai cittadini, più accessibile e maggiormente integrato con i bisogni del territorio. Una trasformazione resa possibile soprattutto dalla professionalità di chi opera quotidianamente al banco, nei servizi e nella relazione con il pubblico.

Il nodo del riconoscimento

Il farmacista, oggi, non rappresenta una figura accessoria, ma una componente sempre più rilevante della rete sanitaria territoriale. Non in sostituzione delle altre professioni, ma in una logica di collaborazione e complementarità, essenziale soprattutto in una fase segnata dall’invecchiamento della popolazione, dalla crescita delle cronicità e dalla pressione crescente sui servizi pubblici.

In questo quadro, il tema del rinnovo contrattuale assume un significato più ampio. Il punto non è soltanto economico, pur rilevante in una stagione segnata dall’aumento del costo della vita, ma riguarda la coerenza tra responsabilità effettivamente svolte, competenze richieste e riconoscimento professionale.

Un passaggio decisivo per la sanità territoriale

Il rischio, altrimenti, è quello di avere una professione chiamata ad assumere funzioni sempre più centrali senza un adeguato aggiornamento del proprio inquadramento contrattuale. Una distanza che finirebbe per indebolire non solo i lavoratori interessati, ma lo stesso percorso di modernizzazione della farmacia territoriale.

Per questo il rinnovo del CCNL rappresenta oggi un passaggio necessario. Significa valorizzare competenze, dare stabilità al settore e accompagnare con serietà la crescita della farmacia dei servizi. Significa, soprattutto, investire in uno dei punti di contatto più immediati tra cittadini e sistema sanitario.

La prossimità come misura della qualità

La qualità di una sanità moderna non si misura soltanto negli ospedali o nelle grandi strutture, ma anche nella capacità di essere presente nella vita quotidiana delle persone, nei luoghi ordinari in cui nasce il primo bisogno di cura.

In questo senso, riconoscere il valore dei farmacisti significa riconoscere il valore della prossimità. Ed è proprio dalla prossimità che passa, oggi, una parte decisiva del futuro del nostro sistema sanitario.

Alla Società delle Api Francis Offman immagina “Soglia/Common Acts”

Roma, 22 apr. (askanews) – Francis Offman è stato invitato dalla fondatrice della Società delle Api Silvia Fiorucci a pensare ad una mostra per il suo nuovo spazio romano di via Gregoriana. Ne è nata “Soglia/Common Acts”, in cui l’artista, che è nato in Ruanda e vive a Bologna, ha messo in dialogo alcune sue opere con altre che ha scelto all’interno della collezione di Silvia Fiorucci.

Opere d’arte e di design che fino al 23 settembre inviteranno il visitatore ad attraversare questo luogo espositivo che coniuga ospitalità e convivialità. “Una volta che si arriva alla soglia si respira ovviamente l’aroma del caffè, man mano ci sono dei pezzi di design che ti chiedono di sdraiarti. – ha spiegato Offman – Al primo piano ho fatto interventi con i glitter perché volevo sfruttare la luce che entra dentro lo spazio e allo stesso tempo anche stimolare lo spettatore a non girare la mostra in 5 minuti e in qualche modo di fermarsi, perché questa è una mostra che richiede la presenza”.

Dall’ingresso con le poltrone Tripé di Lina Bo Bardi si arriva nella sala che accoglie le leonesse in terracotta e lana naturale realizzate da Chiara Camoni, l’artista che rappresenterà l’Italia alla Biennale di Venezia. Nello spazio attiguo due opere di Offman: un arazzo posto sul pavimento, su cui l’artista ha scelto di posizionare opere di Formafantasma, Hans Berg, Miho Dohi, Vlassis Caniaris, e sul muro un lavoro fatto con una rete di fibra di vetro su tessuto.

Il suo arazzo a terra nel piano superiore invece è una superficie attraversabile, circondata dalle opere di Leonor Antunes, Paul Heintz e Rodrigo Hernandez, mentre l’opera Interior IIanero di Sol Calero invita a sedersi e fermarsi. “Devo dire che alla fine ho notato che il filo che accomuna tutte le opere sono i materiali che gli artisti hanno scelto di utilizzare e il modo in cui hanno utilizzato questi materiali, sia nell’ambito del design che tra gli artisti” ha concluso Offman.

Elica rilancia su tecnologia e design a EuroCucina

Milano, 22 apr. (askanews) – Elica torna protagonista a EuroCucina con un passo

strategico nel proprio percorso di evoluzione nel mondo del cooking, presentando una

nuova gamma di piani a induzione completamente progettati internamente e dotati della

tecnologia proprietaria ID Technology.

Al centro della proposta, un investimento da oltre 2 milioni di euro che ha portato allo

sviluppo di una piattaforma hardware e software innovativa, pensata per migliorare

concretamente l’esperienza in cucina. Una soluzione che unisce design, prestazioni e

semplicità d’uso, con superfici flessibili, controllo preciso della temperatura e un

funzionamento brevettato su silenziosità e efficienza.

A completare il sistema, la nuova interfaccia Matrix, ispirata ai settori più avanzati come

automotive, che introduce un linguaggio visivo evoluto fatto di grafiche dinamiche,

animazioni e interazioni intuitive, ridefinendo gli standard della categoria.

Il concept dello stand, “Where Cooking Has No Borders”, racconta una visione di cucina

aperta, inclusiva e senza confini, dove tecnologia e design dialogano in un ecosistema

coerente. Un percorso immersivo che mette in scena l’identità di Elica, tra innovazione,

ricerca e qualità manifatturiera.

Nel corso dell’evento abbiamo raccolto le parole di Francesco Casoli, Presidente di Elica

S.P.A. che ha sottolineato come l’innovazione rappresenti un elemento imprescindibile per

competere in un mercato in continua evoluzione, tra nuove esigenze dei consumatori e

sfide legate alla sostenibilità: “Elica, da più di 50 anni leader nell’aspirazione, si presenta

con dei prodotti che vanno al di là dell’aspirazione. I nostri forni, i nostri sistemi di cottura, i

nostri piani aspiranti sicuramente riescono a cambiare il paradigma in cucina e questo è

quello che facciamo come azienda”

Spazio anche all’intervento di Luca Barboni, CEO di Elica S.P.A che ha evidenziato il

percorso di trasformazione dell’azienda verso una vera e propria cooking company,

capace di sviluppare tecnologie proprietarie e una visione distintiva nel panorama

internazionale: “Lo sviluppo delle nuova gamma di piani a induzione con tecnologia

proprietaria non rappresenta solo un ampliamento dell’offerta ma traccia una traiettoria

industriale ben precisa, pronta a sostenere il percorso di innovazione di Elica. L’ambizione

è quella di guidare tutte quelle variabili che rendono Elica unica e distintiva”.

Elica conferma così la propria capacità di anticipare il futuro, trasformando innovazione e

design in soluzioni concrete, pensate per ridefinire il modo di vivere lo spazio cucina.

Governo incassa fiducia su dl sicurezza, da venerdì palla a Colle con correttivo

Roma, 22 apr. (askanews) – Il ‘nuovo’ decreto sicurezza dell’esecutivo Meloni, varato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio scorso in seguito a una lunghissima gestazione e giunto alla firma del Capo dello Stato quasi venti giorni dopo, si avvia, tra le polemiche e un infuocato dibattito parlamentare, verso il via libera definitivo, venerdì, alla Camera. Sulla scia di uno scontro governo-Colle esploso sulla norma sui compensi agli avvocati ‘ad avvenuto rimpatrio’, che ha fatto saltare sulla sedia avvocati e, a ruota, i magistrati. E che è solo l’ultimo capitolo di un provvedimento su cui la moral suasion del Quirinale è intervenuta, già in fase di gestazione, per alcune ‘correzioni’ e degli altolà come sull’emendamento della Lega sugli sfratti per le seconde case. Oggi il voto di fiducia è passato con 203 sì, 117 no e tre astenuti.

Il ‘nodo’ sui rimpatri dei migranti è un ‘rompicapo’, ancora da risolvere. La premier Giorgia Meloni ne ha rivendicato il ‘buon senso’ e la scelta di ritoccarlo solo dopo l’approvazione del decreto, con un provvedimento ad hoc, non mette al riparo da incertezze, a partire dalle coperture ancora non individuate per ammissione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Gli uffici sono al lavoro su una via d’uscita e per venerdì stesso è atteso un Consiglio dei ministri per varare una modifica all’interno dei paletti posti dal Capo dello Stato. Si vedrà.

Il decreto legge è contestato in toto dai gruppi di minoranza perché ritenuto ‘incostituzionale’, un ‘decreto paura’, ‘panpenalista’ e ‘repressivo’, contro il ‘diritto al dissenso e a manifestare’, un ‘attacco allo Stato di diritto’, con coperture che evidenziano ‘profili di criticità’, un ‘monumento alla propaganda securitaria del governo Meloni’ che ‘criminalizza una generazione di giovani’.

Un provvedimento-bandiera, invece, per i partiti di governo con ‘parole d’ordine’ come sicurezza e migranti su cui dall’avvio della legislatura è stata mostrata sostanziale compattezza, seppur nel derby a trazione Fdi e Lega. Tanto da forzare, questa volta, fino ad un inedito braccio di ferro ‘pubblico’ con il Quirinale.

Il decreto legge è cresciuto con le modifiche introdotte nell’aula del Senato. Il testo, inizialmente composto da 33 articoli per un totale di 104 commi, ora ‘conta’ 38 articoli per un totale di 115 commi. L’iter è stato caratterizzato da un muro contro muro con le opposizioni. Sia a Palazzo Madama che a Montecitorio, il decreto è arrivato davanti all’Assemblea senza mandato al relatore e dunque senza aver potuto esaminare la gran parte degli emendamenti.

Non è stata posta la fiducia in Senato per l’esigenza del centrodestra di intervenire su alcune misure come l’articolo 1 sui coltelli che presentava criticità sul fronte della valutazione del ‘giustificato motivo’. I margini d’aula hanno aperto la strada anche alla norma sui compensi agli avvocati per i rimpatri dei migranti (emendamento unitario del centrodestra, a prima firma del senatore Fdi Lisei). Che fa il paio con una norma del decreto che cancella il gratuito patrocinio per i ricorsi contro i provvedimenti di espulsione, rivendicato dalla maggioranza e che alcuni addetti ai lavori ritengono di difficile applicazione.

La fiducia è poi arrivata alla Camera per blindarlo con una ‘tagliola’ sui tempi di esame in commissione e con la chiusura anticipata della discussione generale in aula, mentre esplodeva il caos e le opposizioni occupavano i banchi del governo.

Tra le principali misure una ulteriore stretta sui cortei con il discusso ‘fermo preventivo’, che inizialmente, prima dell’intervento del Quirinale, il governo aveva ipotizzato fino a 24 ore: questo può essere disposto per ‘non oltre 12 ore’ in presenza di un ‘attuale’ pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. Possono essere trattenute ‘persone’ sulla base di ‘elementi di fatto’, ‘anche’ valutando il ‘possesso’ di oggetti o materiali ‘sospetti’ o in merito alla ‘rilevanza di precedenti penali o di segnalazioni di polizia per reati commessi con violenza alle persone o sulle cose in occasione di pubbliche manifestazioni nel corso degli ultimi cinque anni’ e se sussista un ‘fondato motivo di ritenere’ che si possano porre in essere condotte di ‘concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione’. Ne viene data ‘immediata’ notizia al Pm il quale, se riconosce che le condizioni non ricorrono ‘ordina il rilascio’. Nel caso di minori, i genitori devono essere informati ‘senza ritardo’.

Sempre in tema di manifestazioni, vengono depenalizzate alcune condotte prevedendo però sanzioni salatissime per il mancato preavviso all’autorità, estendendo la punibilità anche ai promotori tramite reti o piattaforme, pubbliche o private, o tramite gruppi chiusi di utenti. Schizzano le multe per chi non rispetta le limitazioni poste alla circolazione o cambia itinerario, per chi ‘turba il pacifico svolgimento di una riunione in luogo pubblico o il regolare espletamento del relativo servizio di ordine e sicurezza pubblica’, per chi nasconde il proprio volto. Fino a una sanzione massima di 20mila euro nell’ipotesi di ‘disobbedienza all’ordine di scioglimento’ della riunione o dell’assembramento.

Viene ampliato l’ambito di applicazione dell’ordine di allontanamento e del DASPO urbano, anche nelle nuove ‘zone a vigilanza rafforzata’ individuate dal prefetto. L’allontanamento può colpire coloro che realizzino, nelle predette zone, comportamenti ‘violenti, minacciosi o insistentemente molesti’ e per coloro che siano anche stati solo ‘denunciati’ o ‘condannati, anche con sentenza non definitiva, nel corso dei cinque anni precedenti’ per reati per cui è previsto l’arresto in flagranza, anche commessi in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico’.

Nuovi reati per contrastare la criminalità giovanile, tra ‘baby gang’ e i cosiddetti ‘maranza’ (copyright del centrodestra): si introduce una nuova fattispecie di reato per il porto ingiustificato di coltelli e strumenti da taglio con specifiche caratteristiche prevedendo la reclusione fino a tre anni e in caso di reati commessi da minori una sanzione pecuniaria per i genitori. Introdotta in Senato l’aggravante per fatti commessi su treni e altri mezzi di trasporto e una modifica al decreto Caivano che introduce una sanzione amministrativa compresa tra i 200 e i 1.000 euro a carico di chi ha la responsabilità genitoriale su alcuni reati per cui è previsto l’ammonimento del questore.

C’è poi lo scudo per i reati compiuti con ‘causa di giustificazione’: in caso di notizia di reato, se appaia ‘evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione’, si verrà iscritti in un registro separato (la misura era stata pensata solo per le forze dell’ordine poi estesa erga omnes). Misura invocata dal centrodestra dopo l’omicidio di Abderrahim Mansouri, ucciso nel quartiere di Rogoredo dall’agente di polizia Carmelo Cinturrino, che aveva parlato di legittima difesa, salvo poi essere sconfessato dalle indagini.

E ancora, novità sulla produzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti (il fatto non è definibile di lieve entità qualora le condotte siano poste in essere in modo continuativo e abituale); arriva il reato, con la previsione del carcere fino a 5 anni, per chi scappa all’alt di controlli stradali con l’arresto in flagranza differita; stretta sull’attività abusiva di parcheggiatore e guardiamacchine; norme sugli organici e sulla tutela legale delle forze dell’ordine con due ‘aggiunte’ dell’aula di Palazzo Madama (la proroga al 31 dicembre per l’incarico del comandante della Guardia di finanza Andrea De Gennaro e l’allungamento a 2 anni del mandato del vicecomandante dei carabinieri).

Infine le misure sui migranti (il pacchetto che contiene il ‘blocco navale’ è stato scorporato in un ddl ad hoc il cui iter non è ancora cominciato): dall’estensione dell’obbligo di cooperazione ai fini dell’accertamento dell’identità anche allo straniero ‘detenuto o internato’ all’estensione fino a tutto il 2028 delle deroghe per il potenziamento della rete dei centri di accoglienza e dei Cpr oltre alla semplificazione delle modalità di notifica degli atti ai richiedenti protezione internazionale e dispozioni in materia di respingimento alla frontiera, espulsione e rimpatrio. Compresa la norma ‘incriminata’ voluta dalla maggioranza in Senato e su cui ora dovrà essere risolto il ‘rompicapo’.

Monopattini, Mimit-Mit: obbligo assicurazione Rc dal 16 luglio

Milano, 22 apr. (askanews) – Le direzioni competenti del Mimit e del Mit, accogliendo la richiesta dell’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici (Ania) che ha evidenziato esigenze di natura tecnico-organizzativa, hanno emanato una circolare che prevede la calendarizzazione al 16 luglio dell’obbligo, per i monopattini elettrici che circolano in Italia, di dotarsi di un’assicurazione Rc. Rimane invece confermata al 16 maggio la scadenza dell’obbligo per i proprietari di dotare i monopattini di un apposito contrassegno.

Nei giorni scorsi, riporta una nota, sul sito del Mimit sono state pubblicate le Faq riguardanti l’assicurazione obbligatoria per i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. Il documento, diffuso in seguito al decreto del 6 marzo 2026, fornisce una serie di chiarimenti sulle procedure necessarie per il rilascio dei contrassegni identificativi e per la regolarizzazione delle posizioni assicurative.

Domani Meloni a Cipro per Consiglio informale Ue, con nodi energia e difesa

Nicosia, 22 apr. (askanews) – Un consiglio europeo informale simbolico di per sé. Perché ad ospitarlo – in virtù del semestre di presidenza di turno – è Cipro, ovvero l’isola nel Mediterraneo dove ai primi di marzo un attacco di droni contro la base aerea britannica della Raf ad Akrotiri, ha portato la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran a lambire direttamente il Vecchio Continente. E sarà proprio la situazione nel quadrante mediorientale – con la conseguente crisi energetica e il nodo della navigazione nello Stretto di Hormuz – a dominare la due giorni dei lavori che vedrà i capi di Stato e di governo dell’Unione europea ospitati domani sulle spiagge di Agia Napa e venerdì nei palazzi istituzionali di Nicosia, per affrontare un’agenda che si divide tra urgenze geopolitiche e architettura finanziaria dell’Unione stessa, con la questione del quadro pluriennale 2028-2034. Sarà anche il vertice di una Europa di volti che stanno cambiando, il primo senza Viktor Orban che, pur essendo ancora in carica per il disbrigo degli affari correnti dopo la sconfitta elettorale, ha preferito non esserci. A questo va aggiunta la recente vittoria di Rumen Radev in Bulgaria.

E sono proprio le spese per la difesa e il nodo di come affrontare l’emergenza energetica le due sfide principali che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, troverà davanti a sé a Cipro. Da tempo il governo italiano è impegnato, finora senza successo, nella richiesta di una sospensione del sistema europeo per lo scambio di emissioni (Ets) sul termoeletrico, “una battaglia – ha detto ieri a Milano – che stiamo conducendo in Europa e che ci porterà fra qualche giorno al Consiglio europeo a riproporre alcune proposte che consideriamo fondamentali nell’attuale crisi”. E, tuttavia, è una partita che pare tutta in salita considerando che il commissario Ue all’energia Dan Jorgensen presentando il piano Accelerate Eu, ha definto l’Ets un “successo” e “il motore principale della decarbonizzazione dell’Europa”.

Ma a Cipro la presidente del Consiglio arriva anche con una postura più ‘eurocentrica’ e un rapporto con gli Stati uniti complicato dalle critiche personali di Donald Trump. Il vertice di Parigi ha certificato la sua disponibilità a un maggiore interventismo nello Stretto di Hormuz ma anche in Libano per il dopo Unifil. E, tuttavia, i dati sul rapporto deficit/Pil al 3,1% pongono il tema dell’impegno per le spese militari dal momento che non permettono quella uscita dalla procedura di infrazione che avrebbe consentito di attivare la clausola di salvaguardia nazionale che consente agli Stati membri dell’Ue di usare più flessibilità.

Il vertice inizierà domani nella località balneare di Agia Napa alle 19 ora locale (ore 18 italiane) con un intervento (da remoto) del presidente ucraino Voloymyr Zelensky, che avviene mentre si concretizza lo sblocco del prestito Ue di 90 miliardi di euro a Kiev. Seguirà una discussione incentrata sul conflitto in Iran e in Medio Oriente e sulle sfide che pone all’Ue, in particolare su quale contributo dare alla de-escalation e alla libertà di navigazione e come affrontare l’impatto dei prezzi dell’energia e altre conseguenze geoeconomiche. Uno degli obiettivi fissati dalla presidenza cipriota è poi quello di “dare concretezza” all’articolo 42.7 del Tue, il Trattato sull’Unione europea, cioè la clausola di difesa reciproca che obbliga tutti i 27 Stati membri ad assistersi in caso di crisi. L’articolo stabilisce che se un Paese è vittima di un’aggressione armata sul proprio territorio, i partner debbano fornire “aiuto e assistenza con tutti i mezzi a loro disposizione”. Non essendo mai stato utilizzato prima, non esistono tuttavia regole precise su come attuarlo.

Venerdì i leader si spostano invece a Nicosia dove, durante la mattinata, discuteranno del Quadro finanziario pluriennale che il presidente Antonio Costa ha definito “urgente”. Al termine dei lavori è poi previsto un pranzo con i capi di Stato e di governo Ue, al quale parteciperanno anche i leader di Egitto, Libano, Giordania, Siria e il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo, per un confronto sulla situazione in Medio Oriente.

Padel, FIP Silver Bari: da giovedì il main draw, in campo big azzurri

Roma, 22 apr. (askanews) – Entra nel vivo da giovedì al Green Park Sport di Bari il FIP Silver Mediolanum Padel Cup, tappa del circuito Cupra FIP Tour della Federazione Internazionale Padel. Dopo le qualificazioni, si legge in una nota, riflettori puntati sulla partenza del main draw maschile e femminile, in un torneo da 20mila euro di montepremi che assegna 80 punti per il ranking mondiale FIP.

Nel tabellone maschile attesa per il blocco azzurro, bronzo agli ultimi Europei. Tra i più attesi Marco Cassetta, in coppia con lo spagnolo Jose Luis Gonzalez, e il duo tutto azzurro formato da Simone Iacovino e Giulio Graziotti. Debutto anche per l’italo-argentino Facundo Dominguez, numero due d’Italia, insieme allo spagnolo Javi Ruiz. Grande curiosità per la presenza dell’argentino Maxi Sanchez, ex numero uno del mondo e campione iridato, in campo con il giovane connazionale Juani Rubini.

Nel femminile guidano il tabellone le azzurre Emily Stellato, Giulia Sussarello e Carlotta Casali, protagoniste a livello europeo e mondiale. Stellato e Sussarello affronteranno Luna Di Battista e Giuditta Beltrami, mentre Casali, in coppia con Ana Dominguez, sfiderà Colombi-Mantova. Tra le favorite anche le spagnole Aida Martinez e Camila Fassio e la francese vicecampionessa d’Europa Alix Collombon.

Grande attenzione anche per i talenti locali, con l’esordio delle pugliesi Flavia Coppola e Alessia Perrone, coppia del Bellaria Brindisi impegnato nella Serie A italiana. Per la brindisina Coppola, 20 anni, si tratta di un appuntamento speciale: “Per tornei della Federazione Internazionale Padel sono quasi sempre in trasferta, giocare qui mi dà una sensazione bellissima”, ha spiegato. “Ora vogliamo vedere amici e parenti sugli spalti, sentire il pubblico vicino: qui sono tutte fortissime ma ci batteremo”. Accanto a lei la leccese Perrone, 29 anni, sottolinea il legame con il territorio: “Qui mi sono allenata tanto, forse più che a Lecce. Non capita spesso di giocare tornei così in Puglia, davanti a famiglia e amici: è qualcosa che dà una motivazione in più”. La coppia – conclude la nota – esordirà contro Ronchini-Miret davanti al pubblico di casa.

Un anno senza papa Francesco, We Play For Peace rinnova impegno pace

Roma, 22 apr. (askanews) – In occasione del primo anniversario della dolorosa partenza di papa Francesco, We Play For Peace ha voluto ricordarlo con grande affetto e rinnovare il suo impegno a promuovere, attraverso il calcio, la Pace nel mondo.

La Partita per la Pace, promossa da papa Francesco, ha rappresentato – ricorda una nota – il primo evento sportivo e interreligioso che ha riunito giocatori e leader di diverse religioni e credenze, per trasmettere i valori universali di pace, solidarietà e fratellanza tra i popoli.

Tutte e tre le edizioni della partita si sono svolte allo Stadio Olimpico di Roma, nel 2014, 2016 e 2022. Più di 150 calciatori e leggende si sono uniti a questa iniziativa benefica, che ha reso possibile sostenere progetti sociali in tutto il mondo e ha promosso una campagna per la Pace, vista da spettatori in oltre 50 Paesi, con notizie pubblicate in più di 27 lingue: una portata senza precedenti che, insieme alle campagne per la pace sotto lo slogan @weplay.forpeace, hanno raggiunto più di un miliardo di persone in tutto il mondo.

Grazie alla capacità dello sport di superare le distanze, la Partita per la Pace – prosegue la nota – si è consolidata nel corso degli anni come una pietra miliare nel sostenere la pacifica convivenza tra i popoli.

“Sono passati tredici anni dal 25 aprile 2013, il giorno in cui ho incontrato papa Francesco e sono riuscito a proporgli di organizzare un grande evento calcistico in cui, insieme alle figure più riconosciute di questo sport, potessimo sostenere la causa che lui riteneva più urgente. Poco dopo, il suo Cerimoniere Pontificio, Mons. Guillermo Karcher, mi informò che il Papa aveva già deciso: la causa più urgente sarebbe stata la Pace e l’evento sarebbe stato interreligioso. Il Santo Padre sapeva che, solo unendoci nella fede, indipendentemente dalle religioni o credenze che professiamo, avremmo potuto raggiungere un obiettivo così difficile e necessario”, ha ricordato Roberto Sarti, a cui Papa Francesco delegò l’organizzazione della Partita per la Pace, “La nostra più grande sorpresa e gioia fu scoprire che il Santo Padre non solo avrebbe dato la sua benedizione all’evento, ma che lui stesso ne sarebbe diventato il più grande promotore”.

“L’impegno e l’affetto di Sua Santità per il progetto si sono mantenuti costanti durante i dodici anni del suo pontificato. Grazie all’enorme influenza del calcio e delle sue leggende, l’appello del Papa alla Pace ha raggiunto gli angoli più remoti del pianeta”.

“La visione e il carisma di papa Francesco sono riusciti a unire Messi, Neymar, Maradona, Buffon, Ronaldinho e Francesco Totti, che insieme ad altre 150 stelle del calcio mondiale, hanno dato voce all’appello del Santo Padre per la pace. Le tre edizioni dell’evento, promosse da Francesco durante tutto il suo pontificato, hanno raggiunto oltre 1 miliardo di persone, diffondendo un messaggio di pace”, ha concluiso Sarti.

Conti pubblici, Schlein: certificato fallimento governo Meloni

Roma, 22 apr. (askanews) – I dati Eurostat sui conti pubblici sono ” anche la certificazione del fallimento delle politiche economiche di questo governo”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein conversando con i giornalisti alla Camera. La leader democratica denuncia “la totale assenza di politiche industriali e il calo di produzione industriale da tre anni consecutivi”, oltre “all’assenza di una strategia per la crescita, il record di pressione fiscale degli ultimi 12 anni e i tagli ai servizi fondamentali come la sanità, il trasporto, la scuola”.

Un quadro che segna “il fallimento economico di questo governo. Se non ci fossero state le risorse del Pnrr – che, ricordo, il partito di Giorgia Meloni nemmeno aveva votato – l’Italia sarebbe già in recessione”. Il tutto con “l’aggravante che hanno accettato la richiesta, sbagliata e irraggiungibile, del 5% di spesa militare, per non dire di no a Trump”.

Dunque, “in queste condizioni non ci sarà nemmeno diciamo quel margine in più che speravano di avere uscendo anticipatamente dalla procedura di infrazione. Quindi ribadisco quello che ho detto a Giorgia Meloni in aula: avevano qui dentro i numeri per fare tutto e sono riusciti a non fare niente che migliorasse la vita degli italiani e anche l’economia italiana”.

Conte a Meloni: basta Superscuse su Superbonus, hai fallito



Milano, 22 apr. (askanews) – “Ci ha messo una intera giornata per trovare uno straccio di giustificazione al fallimento economico del suo Governo. Un fallimento che purtroppo penalizza tutti noi, certificato dai dati di oggi. Poco fa Meloni ha avuto l’illuminazione. La voragine delle spese sul Riarmo, con aumenti di 12 miliardi l’anno sulle spese militari? I 14 miliardi buttati sul plastico del Ponte sullo stretto? Il miliardo buttato nei Centri in Albania? I tagli a investimenti, sanità e scuola che ha firmato in Europa? I record sulle tasse? I 3 anni di crollo della produzione industriale senza un piano industriale? Il rifiuto di tassare gli extraprofitti di banche e aziende energetiche? Macché. È tutta colpa del Superbonus!”. Lo scrive sui social il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, rispondendo alle accuse della premier che ha addossato ai costi del Superbonus la mancata uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione Ue.

“Presidente Meloni, il disco si è rotto. Questa lagna la sentiamo da 4 anni. Basta con queste balle da parte di chi ha un ministro dell’economia che ha gestito più di tutti il Superbonus, dalla leader di un partito che ha proposto negli anni estensioni e proroghe di quella misura, che ha usato i numeri della crescita e dei posti di lavoro prodotti da quella misura per la sua propaganda. Dopo 4 anni e 0 riforme il tempo della ‘superscusa’ è scaduto. Presidente Meloni, parlaci piuttosto dei 209 miliardi che ti abbiamo lasciato da spendere e che non hai nemmeno saputo mettere a terra. Hai trovato la tavola riccamente imbandita e sei stata così incapace da impoverire famiglie e imprese”, ha aggiunto Conte.

AI e stampa 3D: il futuro del design alla Milano Design Week

Milano, 22 apr. (askanews) – AI per progettare e additive manufacturing per prototipare e produrre: le nuove tecnologie si mettono al servizio del saper fare e della creatività dei designer per il futuro del Made in Italy. Questo è quanto emerge dalla nuova edizione del Bravery Bar alla Milano Design Week. Durante la rassegna meneghina, infatti, IAAD, Accademia Italiana e SAE Institute, scuole di alta formazione del network AD Education, organizzano la quinta edizione consolidato e conosciuto format di riferimento del Fuorisalone, dedicata al tema “NIMI – La Nuova Intelligenza del Made in Italy”.

Ospitato nel contesto del 10/o Isola Design Festival, nei suggestivi spazi di Fondazione Riccardo Catella, da vent’anni impegnata in progetti di impegno civico e culturale al servizio della comunità, in via Gaetano de Castillia 28, il Bravery Bar vuole essere piattaforma di confronto e progettazione condivisa, capace di mettere in dialogo formazione, industria e cultura per interrogare il presente e il futuro del Made in Italy, come spiegato da Nicola Accurso, Managing Director di AD Education Italia: ” IAAD Education è un gruppo internazionale. In Italia siamo presenti con tre scuole e cinque campus tra Firenze, Milano, Roma, Bologna e Torino. In questo contest, il Bravery Bar, per noi, è un’occasione che ci consente di mettere i nostri studenti all’interno dell’evento principe del design a livello europeo”.

In programma cinque giorni di workshop e incontri che coinvolgeranno centinaia di giovani designer, docenti, esperti e aziende leader del Made in Italy per lo sviluppo di proposte progettuali innovative con Abet Laminati, Alcantara, Clementoni, Conserve Italia – brand Derby Blue e Sustainera, divisione di Stellantis su nuove possibilità progettuali connesse all’economia circolare.

“Avere l’opportunità di portare i nostri studenti dentro questo contesto, e soprattutto di organizzarlo attraverso dei workshop ai quali partecipano delle aziende, è un plus che dà la percezione del tipo di lavoro di qualità che fa il nostro gruppo per mettere gli studenti nella condizione di essere a contatto con le aziende, per avere un futuro luminoso” ha aggiunto Accurso.

Nel corso di Bravery Bar, AD Education ha lanciato l'”International Bachelor in Design” un percorso innovativo che integra l’apprendimento di competenze progettuali, culturali e tecnologiche in un contesto internazionale in tre campus a Roma, Valencia e Parigi. AI, innovazione dei materiali e sostenibilità, diventano così fattori chiave per la formazione di nuovi talenti. E sono già oggi strumenti indispensabili per sperimentare nel mondo del design di interni. Ad esempio, eXgineering, impresa innovativa nella stampa 3D con tecnologia di micro-estrusione ed estrusione dinamica mutuata da Gimac, punta sui principi dell’economia circolare attraverso il riuso e il riciclo di materiali plastici. Negli ultimi anni ha realizzato diversi progetti di design attraverso la tecnica della stampa 3D del policarbonato riciclato. Comun denominatore di tutte le realizzazioni è una particolare attenzione ad una produzione sostenibile sia in termini di costi che di impatto ambientale, dove però non venga mai sacrificata la componente di design creativo e di “artigianalità” nella realizzazione di oggetti unici nel loro genere:

“La sostenibilità per noi è un punto di partenza, non è un punto di arrivo. Grazie appunto a Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino, abbiamo avuto la prima opportunità, con la Wilhelm Lamp, di creare un oggetto che fosse completamente sostenibile, a partire dal materiale fino ad arrivare alla logistica. Quindi compatto e facile da trasportare. Della scala industrial, o della scala artigianale, ci sono elementi molto diversi. Cioè, il robot può permettere di produrre tanti pezzi quanti sarebbero troppi per una persona e può produrre una scala industrial. Quindi, quello che sarebbe noioso o troppo usurante per una persona, ad esempio oggetti in serie, che quindi devono essere fatti in decine, in centinaia di pezzi” ha dichiarato Simone Maccagnan, CEO e Founder di eXgineering e Business Development Manager di GIMAC.

Materiali sostenibili, design e tecnologia: il futuro dei complementi di arredo è già qui.

glo Hilo svela Y.O.U. Your Own Universe di Numero Cromatico

Milano, 22 apr. – Un’esperienza immersiva per ridefinire il rapporto tra corpo, spazio e linguaggio. È con questo intento che glo, brand di punta di BAT Italia nel segmento dei dispositivi scalda stick per consumatori adulti, è protagonista del Fuorisalone della Milano Design Week.

A Palazzo Moscova, infatti, è stata presentata al pubblico Y.O.U. Your Own Universe, opera immersiva curata dal collettivo Numero Cromatico e raccontata da Simone Masè, Presidente e Amministratore Delegato di BAT Italia: “YOU, per noi, è un’opera che ritrova i canoni di posizionamento del nostro Glo Hilo. E’ un momento di connessione, di interazione, di accessibilità tra le persone e la tecnologia. E’ un’opera immersiva, è un’opera sorprendente e crediamo molto che, far parte di un sistema che contribuisca alla creazione di queste opere, sia un onore e un piacere per un’azienda come la nostra”.

Y.O.U. Your Own Universe sarà il fulcro dello spazio glo a Palazzo Moscova, nel cuore del Brera Design District, tra gli epicentri più vitali del Fuorisalone, nell’ambito dell’iniziativa glo for art.

L’esperienza trasforma il chiostro di Palazzo Moscova in un paesaggio multisensoriale vivo e in continua evoluzione, realizzando un paesaggio visivo dinamico, in continua trasformazione, in cui il visitatore non è spettatore esterno ma parte integrante del sistema e della sua dimensione simbolica.

Y.O.U. sarà, inoltre, perfetto collante, anche dal punto di vista cromatico della nuova Limited Edition di glo Hilo Plus, dal design ispirato a McLaren Racing, il brand sinonimo di prestazioni tecnologiche, design avanzato e continua ricerca della perfezione: ” La collaborazione tra Bat e McLaren, è una collaborazione strategica, che si fonda su principi ed elementi di grande rilevanza, d’espressione di eccellenza, di tecnologia, di innovazione, il continuo lavoro per la ricerca di un qualcosa che va oltre la performance del quotidiano. Questa collaborazione, ci permette oggi di presentare la nuova limited edition di Glo Hilo, in edizione limitata. 2500 pezzi che verranno venduti in esclusiva, in primis sulla piazza di Milano durante la Milano Design Week, poi su tutto il territorio nazionale.” ha concluso Masè.

Attraverso la creazione di format esperienziali, dunque, glo rafforza il proprio impegno nel creare spazi di condivisione memorabili, capaci di lasciare un segno concreto; una visione che si traduce anche nello sviluppo dei dispositivi glo Hilo** e glo Hilo Plus**, i più avanzati mai realizzati dal brand, progettati per offrire ai consumatori adulti un’esperienza superiore, grazie a funzionalità innovative e a un design raffinato e distintivo.

Servizio Pubbliredazionale

Conti pubblici, P.Chigi: in Dfp approccio realistico e responsabile

Roma, 22 apr. (askanews) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento di finanza pubblica (DFP) 2026. Il documento è principalmente incentrato sulla rendicontazione dei progressi compiuti nel corso del 2025 nell’attuazione del Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, in ottemperanza alla normativa eurounitaria che prevede l’invio alla Commissione europea di una Relazione annuale sui progressi compiuti (Annual Progress Report). È quanto si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri.

“A fronte della profonda incertezza che caratterizza il contesto internazionale aggravato dal conflitto in Medio Oriente, il Governo adotta un approccio realistico e responsabile delle stime elaborate”, si legge nel comunicato.

Le previsioni relative al prodotto interno lordo (PIL) reale indicano per il 2026 una crescita dello 0,6 per cento, inferiore rispetto a quella indicata nel Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) dello scorso ottobre (pari allo 0,7 per cento). Tale andamento è confermato anche per il 2027, mentre le previsioni per il biennio 2028-2029 prefigurano una crescita annua dello 0,8 per cento.

Il quadro di finanza pubblica è basato sulle stime di consuntivo pubblicate dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) lo scorso 3 aprile. I dati di consuntivo per il 2025 mostrano un deficit al 3,1 per cento, un valore lievemente superiore alle stime dello scorso ottobre (3 per cento) contenute nel DPFP.

Per l’orizzonte di previsione del documento, si conferma il percorso in discesa del deficit, sebbene su valori leggermente più elevati di quelli inclusi nelle previsioni del DPFP 2025. In particolare, per quest’anno si prevede un deficit del 2,9 per cento. Successivamente, il deficit tendenziale scenderà ancora, attestandosi al 2,8 per cento nel 2027 e al 2,5 per cento nel 2028, per poi chiudere al 2,1 per cento nel 2029.

Le stime di consuntivo relative al 2025 mostrano un tasso di crescita dell’indicatore della spesa netta pari all’1,9 per cento. Le previsioni per gli anni successivi stimano che la crescita dell’indicatore si porterà nel 2026 all’1,6 per cento, per poi aumentare nel 2027 al 2,2 per cento e attestarsi all’1,7 nel 2028.

Il rapporto debito/PIL, a partire da un dato di consuntivo del 2025 meno favorevole rispetto alle attese (137,1 per cento del PIL), dopo l’incremento atteso nell’anno in corso (138,6 per cento del PIL) che risente ancora dell’impatto di cassa dei crediti di imposta legati ai bonus edilizi, mostra una discesa già a partire dal 2027 (138,5 per cento del PIL), che prosegue nel 2028 (137,9 per cento del PIL) e nel 2029 (136,3 per cento).

Calabria, Consiglio dei ministri impugna legge urbanistica

Roma, 22 apr. (askanews) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato otto leggi regionali e ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione Calabria n. 7 del 25/02/2026, recante “Integrazioni della Legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (norme per la tutela, governo ed uso del territorio – Legge urbanistica della Calabria)”, in quanto talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di tutela dei beni culturali e del paesaggio, violano gli articoli 9 e 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione. Lo rende noto il comunicato del Cdm.

Meloni: dati Istat sottostimano Pil effettivo, beffa per l’Italia

Roma, 22 apr. (askanews) – “Per centrare l’obiettivo” della soglia del 3% di deficit “sarebbero stati sufficienti appena 20 miliardi di Pil in più rispetto ai 2.258 miliardi di Pil per il 2025 al momento stimati dall’Istat”. Lo osserva la premier Giorgia Meloni in un post su X.

“Il paradosso è che, da molti anni ormai, i primi dati Istat sottostimano il Pil effettivo, per poi rivederlo al rialzo. Con buona probabilità, questo accadrà anche per il 2025, rivelandosi una beffa per l’Italia e per gli italiani”, aggiunge.

Meloni: sciagurato Superbonus impedisce uscita da procedura infrazione

Roma, 22 apr. (askanews) – “Fa arrabbiare constatare che, anche prendendo per buone le attuali stime Istat, saremmo stati comunque sotto il 3% di deficit se, anche nel 2025, sulle casse dello Stato non avesse gravato l’esborso di miliardi di euro per il superbonus. La sciagurata misura del governo di sinistra del Conte II, al momento, impedisce all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione, togliendo al Governo margine di spesa da destinare alla sanità pubblica, alla scuola, al sostegno dei redditi più bassi”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni su X.

Conti pubblici, Meloni: rammarico per aver mancato di poco 3%

Roma, 22 apr. (askanews) – “Riguardo alla riduzione del deficit, il Governo ha ottenuto un risultato considerato da molti irraggiungibile. Nel 2022, quando si è insediato l’attuale Governo, abbiamo trovato un rapporto deficit/Pil dell’8,1%; oggi lo abbiamo portato al 3,1%. Un dato non solo inferiore di 5 punti percentuali rispetto a quando ci siamo insediati, ma anche migliore delle previsioni del Governo stesso, che si fermavano al 3,3% per il 2025”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni su X.

“Resta il rammarico – prosegue – per aver mancato di poco la soglia del 3%, che avrebbe consentito di uscire dalla procedura di infrazione europea con un anno di anticipo, cosa che avrebbe significato maggiore capacità di spesa per lo Stato”.

Roma, arriva l’orchestra sinfonica giovanile brasiliana al femminile

Roma, 22 apr. (askanews) – Composta esclusivamente da giovani strumentiste di Rio de Janeiro, l’Orquestra Sinfonica Juvenil Chiquinha Gonzaga debutta in Italia. Il gruppo si esibirà presso l’Aula Magna della Sapienza Università di Roma il 28 aprile alle ore 20:30 e in altri spazi culturali di Roma e parteciperà all’udienza con il Papa in Vaticano il 29 aprile.

Il tour “Conexao Vaticano” si svolgerà dal 23 aprile al primo maggio e fa parte del programma delle celebrazioni per il bicentenario delle relazioni diplomatiche tra il Brasile e la Santa Sede. Fondata nel 2021 con l’obiettivo di aumentare la presenza delle ragazze nella musica orchestrale, l’Orchestra Chiquinha Gonzaga è una formazione esclusivamente femminile, composta da 52 strumentiste di età compresa tra i 13 e i 21 anni. Porta il nome della prima direttrice d’orchestra del Brasile, simboleggiando un’eredità di lotta, libertà e protagonismo femminile. Dato che solo le studentesse con i migliori risultati scolastici partecipano agli scambi internazionali, si osserva una profonda trasformazione di mentalità: si tratta di giovani che, in molti casi, sono le prime della loro famiglia ad accedere all’università e a costruire progetti di vita più ambiziosi e sostenibili, dimostrando il potere trasformativo della musica.

L’Orchestra ha come direttrice titolare Priscila Bomfim, che è entrata nella storia diventando la prima donna a dirigere un’opera al Teatro Municipale di Rio de Janeiro. Il repertorio del concerto, diretto dalla direttrice d’orchestra Ludhymila Bruzzi, valorizza le grandi opere della musica brasiliana, creando un dialogo tra tradizione, identità contemporanea ed eccellenza artistica, rendendo omaggio a compositori quali Carlos Gomes, Guerra-Peixe, Baden Powell, Tom Jobim, Vinicius de Moraes, Milton Nascimento, Gilberto Gil, Djavan, Chico Buarquee altri ancora. Il programma include anche l’opera inedita di Ágatha Lima, compositrice brasiliana residente in Italia, vincitrice di un bando pubblico organizzato dal progetto.

Per rendere ancora più speciale il tour, l’OSJ Chiquinha Gonzaga potrà contare sulla partecipazione speciale della cantante Flor Gil. Giovane artista brasiliana e nipote del cantante e musicista Gilberto Gil, Flor si sta distinguendo per la sua musicalità raffinata e la sua presenza scenica di grande impatto, entrando in dialogo con diverse generazioni della musica brasiliana. La cantante ha già condiviso il palco con l’Orchestra nel concerto tenutosi alla Carnegie Hall di New York, durante il tour del novembre 2025, un’esperienza che rafforza l’intesa artistica e il successo di questa collaborazione.

A Milano pioggia di scatti per le scarpe giganti del Diavolo Veste Prada

Milano, 22 apr. (askanews) – Tra le installazioni più fotografate della Design Week ce n’è una che, in realtà, non è legata direttamente alla manifestazione: davanti al Duomo di Milano spiccano due enormi décolleté rosse, alte circa quattro metri, con un tacco che al posto dello spillo ha un forcone. Le scarpe, simbolo del film Il Diavolo Veste Prada 2, in uscita nelle sale dal 29 aprile, segnano l’ingresso di La Rinascente Milano, dove al piano -1 è stato allestito un pop up store dedicato alla pellicola con Meryl Streep e Anne Hathaway.

Per tre settimane gli spazi interni del grande magazzino si trasformano nella redazione di Runway. Una passerella rossa accompagna all’interno di un percorso che ricostruisce gli ambienti più rappresentativi de Il Diavolo Veste Prada: dall’ufficio di Miranda Priestly al celebre guardaroba, fino all’area trucco e parrucco e a un set fotografico che riproduce la copertina del magazine.

Completa l’iniziativa una capsule di T-shirt in edizione limitata, ormai appuntamento ricorrente della Design Week milanese, quest’anno ispirata alle citazioni più celebri del film e proposta in formato blind box.

Energia, le raccomandazioni della Commissione Ue contro la crisi

Bruxelles, 22 apr. (askanews) – La Commissione europea ha presentato oggi a Bruxelles la sua attesa comunicazione dal titolo ‘Accelerate EU – Unione dell’Energia’, e con il sottotitolo ‘Energia a buon mercato e sicura attraverso un’azione accelerata’, in cui raccomanda una lunga serie di misure che potrebbero prendere volontariamente gli Stati membri, a livello nazionale, per far fronte ai rincari energetici causati dalla guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz.

La comunicazione riporta un elenco di ‘esempi di buone pratiche’ già adottate da alcuni paesi: i sussidi per le pompe di calore e per gli impianti geotermici e solari, e i sistemi di noleggio a lungo termine o agevolati (‘social leasing schemes’) per facilitare l’accesso ai veicoli elettrici alle famiglie a basso e medio reddito (misure adottate in Francia); la riduzione dell’Iva per le pompe di calore, i pannelli fotovoltaici e il riscaldamento con energia solare (in Belgio); le campagne di sensibilizzazione pubblica per la riduzione o l’aumento della temperatura, rispettivamente, degli impianti di riscaldamento o raffreddamento degli edifici (in Italia).

Viene presentata poi la lista di raccomandazioni non vincolanti per i settori dell’industria, quello energetico, l’edilizia residenziale e i trasporti. Per quest’ultimo settore, l’elenco prevede, in particolare: un abbonamento mensile unico, nazionale o regionale, valido per viaggi illimitati su tutti gli autobus interregionali e statali, oppure locali e regionali; un abbonamento annuale a tariffa fissa agevolata per incentivare l’uso quotidiano dei trasporti pubblici urbani; servizi di trasporto a chiamata nelle aree rurali; congelamento dei prezzi dei biglietti ferroviari (sostenuto con fondi pubblici); programmi di finanziamento per le ‘cargo bike’; investimenti in infrastrutture ciclabili e sistemi di car sharing; agevolazioni fiscali per l’acquisto o il possesso di veicoli a zero emissioni, applicabili alle auto aziendali; incentivi all’acquisto di veicoli elettrici a batteria e supporto per l’installazione di punti di ricarica presso edifici residenziali o sedi aziendali.

Per l’edilizia residenziale, le raccomandazioni più significative includono: prezzi temporanei regolamentati e mirati dell’energia per le famiglie vulnerabili e a basso reddito (tariffe sociali); riduzioni mirate, totali o parziali, delle accise sull’elettricità, sempre per le famiglie a basso reddito; incentivi fiscali mirati o sostegno finanziario per accelerare l’installazione di tecnologie pulite come batterie plug-in, pannelli fotovoltaici, pompe di calore e finestre ad alte prestazioni energetiche; tariffe sociali e contributi aggiuntivi al fine di sostituire rapidamente le caldaie dei combustibili fossili; incentivi fiscali o sussidi per i consumatori che sostituiscono gli apparecchi di cottura a gas con apparecchi elettrici; divieto temporaneo di interruzione della fornitura di energia elettrica a causa del mancato pagamento; certificati e consulenze di prestazione energetica gratuiti.

Nella comunicazione, la Commissione annuncia poi diverse altre iniziative, tra cui la futura presentazione di una proposta per il riequilibrio degli oneri fiscali applicati nei diversi paesi al mercato elettrico, in modo che l’elettricità sia tassata a un livello inferiore a quello delle fonti fossili; un programma per il potenziamento delle reti elettriche e per l’elettrificazione dei settori industriale, dei trasporti e del riscaldamento, con la fissazione di un calendario di obiettivi da raggiungere; nonché altre misure per sostenere l’industria ad alta intensità energetica (compresa la già prevista revisione temporanea e mirata del quadro per gli aiuti di Stato). Nel presentare il pacchetto in conferenza stampa, il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen, un po’ a sorpresa, non ha abbassato i toni allarmistici usati nei giorni scorsi dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), secondo cui la guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz rischiano di provocare nel giro di alcune settimane una crisi degli approvvigionamenti di carburante in Europa, almeno nel settore dell’aviazione, ma ha anzi ribadito di condividere le raccomandazioni dell’Aie sulle misure necessarie per ridurre i consumi di energia, a ha ricordato l’analisi del direttore dell’Agenzia, Fatih Birol, secondo cui le scorte di kerosene in Europa basterebbero per appena sei settimane.

Il commissario ha sottolineato che, anche nella migliore delle ipotesi, se la guerra dovesse finire domani, le conseguenze sarebbero comunque risentite in Europa ancora per mesi, e in particolare ci vorrebbero ‘due anni per ricostituire la capacità di produzione distrutte del gas naturale liquefatto (Gnl) del Qatar’, e anche per il petrolio servirebbero ‘da due a quattro settimane’ per ritornare alla normalità. Una posizione non proprio in linea con quella che era stata espressa e articolata ieri da fonti comunitarie qualificate, in cui si insisteva sul fatto che non siamo (o comunque non siamo ancora) in presenza di un problema di sicurezza degli approvvigionamenti, ma solo di volatilità dei prezzi; e quindi, come aveva sottolineato sempre ieri il commissario ai Trasporti Apolostos Tzitzikostas, andrebbero evitati messaggi miranti a modificare il comportamento dei consumatori. E non è il caso, quindi, di presentare raccomandazioni sul telelavoro almeno un giorno alla settimana, o sulla riduzione dei limiti di velocità, dell’uso dell’auto e la limitazione dei viaggi aerei per il personale delle aziende e per gli impiegati pubblici. ‘Non c’è bisogno, a questo punto, di intervenire nel modo in cui la gente vive e lavora’, aveva osservato Tzitzikostas. E in effetti le raccomandazioni di quel tipo, che erano incluse nelle prime bozze della comunicazione della Commissione, sono state eliminate nella versione definitiva approvata e presentata oggi. La prevalenza dell’una o dell’altra posizione ha evidentemente un impatto importante sulle misure che si considerano necessarie; la preoccupazione principale di Jorgensen sembra essere quella di non allentare la pressione, per poter convincere i governi dei Ventisette che servono misure immediate per quanto riguarda le capacità di raffinazione, le scorte minime di carburante (soprattutto di kerosene) negli Stati membri, la loro gestione coordinata e la loro eventuale condivisione nel casi in cui si arrivi effettivamente a una crisi manifesta degli approvvigionamenti.

Il commissario all’Energia, quindi, ha evitato di dare una stima sul margine di sicurezza di cui dispongono effettivamente i paesi dell’Ue con le loro scorte di kerosene (sia quelle ‘commerciali’ detenute dalle compagnie aeree, che quelle d’emergenza gestite dalle autorità nazionali). Un margine che in realtà, a quanto si apprende a Bruxelles, potrebbe arrivare fino a sei mesi, molto di più delle sei settimane prospettate da Birol.

Secondo quanto avevano spiegato ieri fonti comunitarie, le previsioni direttore dell’Aie si riferivano non alla sola Ue, ma a tutto il continente europeo (che comprende anche grandi paesi con forte fabbisogno e senza una significativa capacità di produzione interna di kerosene, come il Regno Unito e la Turchia) e probabilmente solo alle sole scorte commerciali, e non anche a quelle d’emergenza.

Su questo punto specifico, Jorgensen si è limitato a confermare che, come prevede la comunicazione approvata oggi, verrà creato un nuovo ‘Osservatorio europeo’ per il monitoraggio delle forniture, che raccoglierà e pubblicherà tutti i dati sulla capacità di raffinazione, l’import, l’export e la redistribuzione dei carburanti nell’Ue. E a questo punto il commissario ha anche osservato che ‘i cittadini sono molto preoccupati per l’estate’, quasi per rimarcare il suo diverso punto di vista rispetto al collega Tzitzikostas, che ieri aveva invece invitato i turisti a viaggiare in Europa che è ‘il luogo più sicuro e stabile da visitare quest’estate’.

Nella comunicazione ‘Accelerate EU’, la Commissione propone cinque aree di intervento: 1) aumentare il coordinamento tra gli Stati membri (in particolare sulla gestione degli stoccaggi dei carburanti e delle capacità di raffinazione), sia all’interno del mercato unico che con i fornitori di combustibili fossili; 2) sostenere gli Stati membri nella protezione dei consumatori e dell’industria dai picchi di prezzo; 3) ridurre e sostituire con altre fonti il consumo di petrolio e gas; 4) promuovere l’elettrificazione, l’energia verde e i gas puliti di produzione locale nei consumi; 5) incentivare gli investimenti mobilitando finanziamenti pubblici e privati per la transizione.

Il vicepresidente Esecutivo italiano della Commissione, Raffaele Fitto, responsabile per la Politica di coesione, ha sintetizzato i contenuti del pacchetto in un post sui social media, in cui ha scritto: ‘Oggi al Collegio dei commissari abbiamo approvato un pacchetto di misure sull’energia per affrontare la grave crisi in corso. La Commissione apre a soluzioni concrete e flessibili. Il pacchetto combina misure immediate e interventi strutturali di lungo periodo per ridurre la dipendenza dai mercati fossili volatili e rafforzare la resilienza europea attraverso energia pulita prodotta in Europa ed elettrificazione, utilizzando al meglio le risorse già disponibili’, compresi i fondi di coesione, ‘per garantire interventi rapidi ed efficaci’.

Le principali azioni, spiega Fitto, sono: il ‘coordinamento tra Stati membri nell’uso delle riserve e nei rapporti con i fornitori, con misure per massimizzare la capacità di raffinazione e aumentare la produzione di biocarburanti sostenibili’; la ‘protezione di consumatori e imprese dai picchi dei prezzi: sostegni mirati al reddito, incentivi fiscali, voucher energetici e ‘leasing sociale”, con ‘un catalogo di misure per il risparmio energetico e l’efficienza’ che, ha annunciato, ‘sarà presentato a inizio maggio’; una ‘accelerazione della transizione verso l’energia pulita domestica’, con ‘piani per l’elettrificazione, sviluppo di biometano e idrogeno rinnovabile, sostegno a tecnologie come veicoli elettrici, pompe di calore e sistemi di accumulo’; il ‘rafforzamento delle reti e dei sistemi energetici, con investimenti nelle infrastrutture, la piena attuazione della legislazione vigente e nuove proposte su tariffe e tassazione per ridurre i costi nel tempo’.

Vengono proposti inoltre, continua il vicepresidente esecutivo, un ‘aumento degli investimenti pubblici e privati’, con un ‘migliore utilizzo dei fondi europei (Pnrr e Coesione), la semplificazione delle regole, la modernizzazione dell’Ets (il mercato europeo dei permessi di emissione, ndr) e nuovi strumenti finanziari a sostegno della transizione’.

‘La situazione geopolitica attuale ci ricorda con urgenza che accelerare la transizione verso un’energia pulita, sicura e accessibile è un imperativo tanto economico quanto di sicurezza. La Commissione accompagnerà gli Stati membri in ogni fase di questo percorso’, conclude Fitto.

Giordano (Lumsa): ai giovani serve pensiero critico

Roma, 22 apr. (askanews) – “La formazione è chiamata oggi a una sfida decisiva: tenere il passo dei cambiamenti imposti dalla transizione tecnologica e da quella ecologica, con particolare attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale. È quindi necessario aggiornare costantemente l’offerta formativa, nella consapevolezza che le competenze tecniche rischiano rapidamente di diventare obsolete. Per questo è fondamentale formare persone capaci, nel tempo, di cogliere le opportunità, aggiornarsi e partecipare in modo proattivo alla business community. Accanto all’innovazione tecnologica e ai temi legati all’intelligenza artificiale, diventa centrale sviluppare il pensiero critico e la capacità di leggere problemi e sistemi nella loro complessità”. Lo ha affermato il professor Filippo Giordano, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia, Politica e Lingue moderne della Libera Università Maria Santissima Assunta, a margine dell’incontro all’ateneo romano dedicato all’instabilità dei mercati finanziari e alla professione dell’esperto contabile, promosso in collaborazione con la Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca e all’Isnec.

È sempre utile monitorare i dati macroeconomici, soprattutto in contesti di crisi legati a conflitti internazionali, come quelli in Medio Oriente e tra Russia e Ucraina. In particolare, ha evidenziato il professor Marco Centoni presidente del Corso di Laurea Economia e gestione aziendale alla Lumsa -, gli indicatori anticipatori del clima di fiducia di imprese e famiglie assumono un ruolo centrale: si tratta di dati qualitativi che non misurano solo variabili come prezzi o scambi, ma riflettono le aspettative e le percezioni di consumatori e aziende rispetto all’andamento futuro dell’economia. Questi ‘rilevatori’ offrono una lettura preziosa di come i diversi attori economici si collocano nel breve periodo, in un orizzonte temporale che va da uno a tre anni”. Esperti e accademici hanno discusso delle sfide economiche, tra divario di competenze e competitività delle imprese, analizzando le prospettive per i giovani.

“Oggi il ruolo del consulente non è più soltanto economico-finanziario, ma assume anche una dimensione sociale. Le attuali incertezze e complessità – ha osservato il professor Claudio Giannotti, ordinario di Economia degli intermediari finanziari- rischiano infatti di accelerare e ampliare disuguaglianze e divari, visto anche il contesto segnato dalla transizione digitale e sostenibile. In questo scenario, le imprese più piccole e le fasce più fragili della popolazione potrebbero non cogliere le opportunità offerte dal cambiamento, arrivando invece a subirne i costi. Per questo motivo, il consulente è chiamato anche a svolgere una funzione di accompagnamento, supportando chi incontra maggiori difficoltà nell’adattarsi, affinché possa partecipare attivamente ai processi in corso, cogliendone i benefici e gestendone i rischi”.

Secondo Nunzio Monteverde, presidente dell’Istituto Nazione Esperti Contabili, “l’obiettivo di incontrare gli studenti è di far conoscere ai giovani la professione di esperto contabile, un’attività dinamica e in linea con le nuove esigenze. Accanto a questo percorso di orientamento per i futuri professionisti, vi è anche un momento di confronto con la società e istituzioni, comprese quelle scolastiche e universitarie. Si tratta di un’opportunità per i ragazzi di iniziare a costruire un percorso consapevole verso l’ingresso nel mercato del lavoro”. Particolare attenzione è stata dedicata agli scenari economici e alle difficoltà delle imprese, come ha illustrato nel suo intervento Andrea Benetti, direttore dell’Isnec: “Il confronto con gli studenti è stato un momento di analisi dello scenario macroeconomico e delle misure adottate dalla politica. La situazione delle Pmi resta critica, tra incertezze e timori di recessione, mentre il ‘caro energia’ incide pesantemente sui costi, arrivando in alcuni casi al 30-35% della produzione. Pur esprimendo un giudizio positivo sul Decreto Bollette, riteniamo che gli interventi non siano sufficienti rispetto alla fase attuale. Per questo chiediamo misure più incisive, come l’introduzione di un credito d’imposta, sul modello di quello varato del 2022, per sostenere le imprese e attenuare l’impatto sui loro conti”.

Sull’occupazione è intervenuta anche Anna Maria Belforte, coordinatrice orientamento e formazione della Cnpr: “Nel nostro Paese la disoccupazione è in calo, ma non in modo uniforme: cresce soprattutto tra gli over 50, mentre per i giovani l’ingresso nel mercato del lavoro resta incerto e complesso. Viviamo una fase dominata dall’incertezza, non solo economica e politica, ma anche sul piano emotivo, che rende difficile per i ragazzi scegliere il proprio percorso. In questo contesto, l’orientamento diventa fondamentale. Occorre dialogare con gli studenti e colmare la mancanza di una narrazione istituzionale sul reale impatto della professione di esperto contabile. Secondo i dati ISTAT, quasi un milione e mezzo di giovani tra i 15 e i 29 anni non studia, non lavora e non si forma: per questo l’orientamento non è un’opzione, ma una responsabilità”.

EssilorLuxottica, premio fino a oltre 4.000 euro per i dipendenti in Italia

Milano, 22 apr. (askanews) – Premio di risultato fino a oltre 4.000 euro per i dipendenti di EssilorLuxottica in Italia. Lo comunica una nota del gruppo al termine dell’incontro tra le rappresentanze sindacali nazionali e territoriali, le Rsu di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e i rappresentanti di EssilorLuxottica. Il premio 2025 sarà erogato entro giugno.

“Frutto del solido sistema di relazioni sindacali costruito negli anni, il premio di risultato si pone come un sostegno importante per i lavoratori e le lavoratrici del gruppo in Italia”, sottolinea una nota dell’azienda. Con il contributo delle componenti addizionali legate alle prestazioni individuali, il premio base di 3.090 euro lordi può arrivare fino a circa 3.723 euro lordi e circa 4.095 euro lordi se il dipendente sceglie di convertire l’importo in beni e servizi welfare.

“Siamo felici di confermare anche quest’anno un importante premio di risultato – ha commentato Piergiorgio Angeli, Chief People Officer di EssilorLuxottica-. Crediamo che il successo di un’azienda non si misuri solo nei numeri, ma anche nelle modalità con cui si realizzano e nella sua capacità di creare valore per tutti. Per questo, le persone, il senso di comunità e il benessere sociale sono al centro delle nostre strategie. È grazie alla dedizione, alla creatività e all’impegno delle nostre persone che il gruppo continua a crescere e a innovare, trasformando ogni giorno la visione in risultati concreti e le sfide in opportunità”.

“Il premio di risultato – commentano i segretari nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, rispettivamente Sonia Tosoni, Raffaele Salvatoni e Livia Raffaglio – rappresenta un riconoscimento concreto del contributo fondamentale delle lavoratrici e dei lavoratori ai risultati di EssilorLuxottica ed è, al tempo stesso, un segnale significativo di attenzione e valorizzazione del lavoro. Si conferma inoltre uno strumento capace di sostenere l’impegno collettivo e di rafforzare un contesto produttivo inclusivo e socialmente responsabile, inserendosi in un percorso più ampio di dialogo costruttivo tra azienda e organizzazioni sindacali, volto a tutelare e consolidare l’occupazione e la competitività delle fabbriche italiane nel lungo periodo”.

Energia, le raccomandazioni della Commissione Ue contro la crisi

Bruxelles, 22 apr. (askanews) – La Commissione europea ha presentato oggi a Bruxelles la sua attesa comunicazione dal titolo ‘Accelerate EU – Unione dell’Energia’, e con il sottotitolo ‘Energia a buon mercato e sicura attraverso un’azione accelerata’, in cui raccomanda una lunga serie di misure che potrebbero prendere volontariamente gli Stati membri, a livello nazionale, per far fronte ai rincari energetici causati dalla guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz.

La comunicazione riporta un elenco di ‘esempi di buone pratiche’ già adottate da alcuni paesi: i sussidi per le pompe di calore e per gli impianti geotermici e solari, e i sistemi di noleggio a lungo termine o agevolati (‘social leasing schemes’) per facilitare l’accesso ai veicoli elettrici alle famiglie a basso e medio reddito (misure adottate in Francia); la riduzione dell’Iva per le pompe di calore, i pannelli fotovoltaici e il riscaldamento con energia solare (in Belgio); le campagne di sensibilizzazione pubblica per la riduzione o l’aumento della temperatura, rispettivamente, degli impianti di riscaldamento o raffreddamento degli edifici (in Italia).

Viene presentata poi la lista di raccomandazioni non vincolanti per i settori dell’industria, quello energetico, l’edilizia residenziale e i trasporti. Per quest’ultimo settore, l’elenco prevede, in particolare: un abbonamento mensile unico, nazionale o regionale, valido per viaggi illimitati su tutti gli autobus interregionali e statali, oppure locali e regionali; un abbonamento annuale a tariffa fissa agevolata per incentivare l’uso quotidiano dei trasporti pubblici urbani; servizi di trasporto a chiamata nelle aree rurali; congelamento dei prezzi dei biglietti ferroviari (sostenuto con fondi pubblici); programmi di finanziamento per le ‘cargo bike’; investimenti in infrastrutture ciclabili e sistemi di car sharing; agevolazioni fiscali per l’acquisto o il possesso di veicoli a zero emissioni, applicabili alle auto aziendali; incentivi all’acquisto di veicoli elettrici a batteria e supporto per l’installazione di punti di ricarica presso edifici residenziali o sedi aziendali.

Per l’edilizia residenziale, le raccomandazioni più significative includono: prezzi temporanei regolamentati e mirati dell’energia per le famiglie vulnerabili e a basso reddito (tariffe sociali); riduzioni mirate, totali o parziali, delle accise sull’elettricità, sempre per le famiglie a basso reddito; incentivi fiscali mirati o sostegno finanziario per accelerare l’installazione di tecnologie pulite come batterie plug-in, pannelli fotovoltaici, pompe di calore e finestre ad alte prestazioni energetiche; tariffe sociali e contributi aggiuntivi al fine di sostituire rapidamente le caldaie dei combustibili fossili; incentivi fiscali o sussidi per i consumatori che sostituiscono gli apparecchi di cottura a gas con apparecchi elettrici; divieto temporaneo di interruzione della fornitura di energia elettrica a causa del mancato pagamento; certificati e consulenze di prestazione energetica gratuiti.

Nella comunicazione, la Commissione annuncia poi diverse altre iniziative, tra cui la futura presentazione di una proposta per il riequilibrio degli oneri fiscali applicati nei diversi paesi al mercato elettrico, in modo che l’elettricità sia tassata a un livello inferiore a quello delle fonti fossili; un programma per il potenziamento delle reti elettriche e per l’elettrificazione dei settori industriale, dei trasporti e del riscaldamento, con la fissazione di un calendario di obiettivi da raggiungere; nonché altre misure per sostenere l’industria ad alta intensità energetica (compresa la già prevista revisione temporanea e mirata del quadro per gli aiuti di Stato).  

Nel presentare il pacchetto in conferenza stampa, il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen, un po’ a sorpresa, non ha abbassato i toni allarmistici usati nei giorni scorsi dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), secondo cui la guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz rischiano di provocare nel giro di alcune settimane una crisi degli approvvigionamenti di carburante in Europa, almeno nel settore dell’aviazione, ma ha anzi ribadito di condividere le raccomandazioni dell’Aie sulle misure necessarie per ridurre i consumi di energia, a ha ricordato l’analisi del direttore dell’Agenzia, Fatih Birol, secondo cui le scorte di kerosene in Europa basterebbero per appena sei settimane.

Il commissario ha sottolineato che, anche nella migliore delle ipotesi, se la guerra dovesse finire domani, le conseguenze sarebbero comunque risentite in Europa ancora per mesi, e in particolare ci vorrebbero ‘due anni per ricostituire la capacità di produzione distrutte del gas naturale liquefatto (Gnl) del Qatar’, e anche per il petrolio servirebbero ‘da due a quattro settimane’ per ritornare alla normalità.  

Una posizione non proprio in linea con quella che era stata espressa e articolata ieri da fonti comunitarie qualificate, in cui si insisteva sul fatto che non siamo (o comunque non siamo ancora) in presenza di un problema di sicurezza degli approvvigionamenti, ma solo di volatilità dei prezzi; e quindi, come aveva sottolineato sempre ieri il commissario ai Trasporti Apolostos Tzitzikostas, andrebbero evitati messaggi miranti a modificare il comportamento dei consumatori. E non è il caso, quindi, di presentare raccomandazioni sul telelavoro almeno un giorno alla settimana, o sulla riduzione dei limiti di velocità, dell’uso dell’auto e la limitazione dei viaggi aerei per il personale delle aziende e per gli impiegati pubblici. ‘Non c’è bisogno, a questo punto, di intervenire nel modo in cui la gente vive e lavora’, aveva osservato Tzitzikostas. E in effetti le raccomandazioni di quel tipo, che erano incluse nelle prime bozze della comunicazione della Commissione, sono state eliminate nella versione definitiva approvata e presentata oggi.      

La prevalenza dell’una o dell’altra posizione ha evidentemente un impatto importante sulle misure che si considerano necessarie; la preoccupazione principale di Jorgensen sembra essere quella di non allentare la pressione, per poter convincere i governi dei Ventisette che servono misure immediate per quanto riguarda le capacità di raffinazione, le scorte minime di carburante (soprattutto di kerosene) negli Stati membri, la loro gestione coordinata e la loro eventuale condivisione nel casi in cui si arrivi effettivamente a una crisi manifesta degli approvvigionamenti.

Il commissario all’Energia, quindi, ha evitato di dare una stima sul margine di sicurezza di cui dispongono effettivamente i paesi dell’Ue con le loro scorte di kerosene (sia quelle ‘commerciali’ detenute dalle compagnie aeree, che quelle d’emergenza gestite dalle autorità nazionali). Un margine che in relatà, a quanto si apprende a Bruxelles, potrebbe arrivare fino a sei mesi, molto di più delle sei settimane prospettate da Birol.

Secondo quanto avevano spiegato ieri fonti comunitarie, le previsioni direttore dell’Aie si riferivano non alla sola Ue, ma a tutto il continente europeo (che comprende anche grandi paesi con forte fabbisogno e senza una significativa capacità di produzione interna di kerosene, come il Regno Unito e la Turchia) e probabilmente solo alle sole scorte commerciali, e non anche a quelle d’emergenza.

Su questo punto specifico, Jorgensen si è limitato a confermare che, come prevede la comunicazione approvata oggi, verrà creato un nuovo ‘Osservatorio europeo’ per il monitoraggio delle forniture, che raccoglierà e pubblicherà tutti i dati sulla capacità di raffinazione, l’import, l’export e la redistribuzione dei carburanti nell’Ue. E a questo punto il commissario ha anche  osservato che ‘i cittadini sono molto preoccupati per l’estate’, quasi per rimarcare il suo diverso punto di vista rispetto al collega Tzitzikostas, che ieri aveva invece invitato i turisti a viaggiare in Europa che è ‘il luogo più sicuro e stabile da visitare quest’estate’.

Nella comunicazione ‘Accelerate EU’, la Commissione propone cinque aree di intervento: 1) aumentare il coordinamento tra gli Stati membri (in particolare sulla gestione degli stoccaggi dei carburanti e delle capacità di raffinazione), sia all’interno del mercato unico che con i fornitori di combustibili fossili; 2) sostenere gli Stati membri nella protezione dei consumatori e dell’industria dai picchi di prezzo; 3) ridurre e sostituire con altre fonti il consumo di petrolio e gas; 4) promuovere l’elettrificazione, l’energia verde e i gas puliti di produzione locale nei consumi;  5) incentivare gli investimenti mobilitando finanziamenti pubblici e privati per la transizione.

Il vicepresidente Esecutivo italiano della Commissione, Raffaele Fitto, responsabile per la Politica di coesione, ha sintetizzato i contenuti del pacchetto in un post sui social media, in cui ha scritto: ‘Oggi al Collegio dei commissari abbiamo approvato un pacchetto di misure sull’energia per affrontare la grave crisi in corso. ️La Commissione apre a soluzioni concrete e flessibili. Il pacchetto combina misure immediate e interventi strutturali di lungo periodo per ridurre la dipendenza dai mercati fossili volatili e rafforzare la resilienza europea attraverso energia pulita prodotta in Europa ed elettrificazione, utilizzando al meglio le risorse già disponibili’, compresi i fondi di coesione, ‘per garantire interventi rapidi ed efficaci’.

Le principali azioni, spiega Fitto, sono: il ‘coordinamento tra Stati membri nell’uso delle riserve e nei rapporti con i fornitori, con misure per massimizzare la capacità di raffinazione e aumentare la produzione di biocarburanti sostenibili’; la ‘protezione di consumatori e imprese dai picchi dei prezzi: sostegni mirati al reddito, incentivi fiscali, voucher energetici e ‘leasing sociale”, con ‘un catalogo di misure per il risparmio energetico e l’efficienza’ che, ha annunciato, ‘sarà presentato a inizio maggio’; una ‘accelerazione della transizione verso l’energia pulita domestica’, con ‘piani per l’elettrificazione, sviluppo di biometano e idrogeno rinnovabile, sostegno a tecnologie come veicoli elettrici, pompe di calore e sistemi di accumulo’; il ‘rafforzamento delle reti e dei sistemi energetici, con investimenti nelle infrastrutture, la piena attuazione della legislazione vigente e nuove proposte su tariffe e tassazione per ridurre i costi nel tempo’.

Vengono proposti inoltre, continua il vicepresidente esecutivo, un ‘aumento degli investimenti pubblici e privati’, con un ‘migliore utilizzo dei fondi europei (Pnrr e Coesione), la semplificazione delle regole, la modernizzazione dell’Ets (il mercato europeo dei permessi di emissione, ndr) e nuovi strumenti finanziari a sostegno della transizione’.

‘La situazione geopolitica attuale ci ricorda con urgenza che accelerare la transizione verso un’energia pulita, sicura e accessibile è un imperativo tanto economico quanto di sicurezza. La Commissione accompagnerà gli Stati membri in ogni fase di questo percorso’, conclude Fitto.

Milano Design Week, ABK reinventa il bistrot con la ceramica

Milano, 22 apr. (askanews) – Un bistrot dove si cucina senza fornelli a vista e la ceramica diventa protagonista: alla Milano Design Week 2026 ABK GROUP porta a Superstudio Più “SupeRavioli Bistrot”, installazione firmata Paola Navone – OTTO Studio.

Innovazione tecnologica e ricerca estetica sono al centro di un’esperienza immersiva, in cui la superficie diventa racconto e la ceramica elemento espressivo.

Nello spazio espositivo prende forma un bistrot dedicato alla pasta ripiena, con un allestimento colorato che richiama una bottega gastronomica in chiave contemporanea: pareti verde limone, lampade scenografiche a forma di spaghetti e tavoli in gres porcellanato a effetto marmo tra rigore formale e gioco.

L’intervista a Cristian Nizzoli, Direttore Marketing ABK Group: “Abbiamo scelto il linguagggio creativo di Paola Navone per raccontare la tecnologia che sta dietro ai nostri prodotti. In particolare abbiamo, sul suo disegno, realizzato questi tavoli che vanno a scavare letteralmente le lastre in gres porcellanato per far vedere questa tecnica che noi chiamiamo full vein 3d che permette una continuità perfetta tra la grafica della superficie e ciò che sta all’interno dello spessore. È un innovazione che permette di riprodurre l’effetto dei marmi naturali in maniera ancor più realistica”.

Quello delle grandi lastre è un segmento in crescita per il gruppo, con un fatturato 2025 in aumento del 17,1% rispetto al 2024, dove a fare da traino sono sia il mercato italiano sia quello estero.

Un progetto – questo portato alla Design Week – che racconta l’incontro tra innovazione tecnologica e cultura del progetto, trasformando la materia in esperienza.

Stolt Sea Farm lancia il nuovo brand Neptura

Roma, 22 apr. (askanews) – Presentato presso il Seafood Expo Global di Barcellona il nuovo brand Neptura, il progetto neonato di Stolt Sea Farm che punta a diventare leader nel campo della Haute Aquaculture di rombi e sogliole. Grazie agli allevamenti situati nel Nord Atlantico e alla ricerca lunga mezzo secolo di Stolt Sea Farm, il prodotto targato Neptura è di primissima qualità, contraddistinto da un sapore equilibrato oltre che da un’evalata versatilità in cucina. A certificarlo, i tantissimi professionisti del settore e gruppi della ristorazione presenti all’evento, che hanno potuto sperimentare per primi i rombi e le sogliole del nuovo brand Neptura.

L’intervento di Jordi Trias, Presidente di Stolt Sea Farm: ” Neptura si fonda su due idee principali: l’acquacoltura di alta qualità e un gusto squisito. Per noi, acquacoltura di alta qualità significa essenzialmente la massima cura per l’intero processo di allevamento dei nostri pesci. Le acque del Nord Atlantico offrono ai nostri pesci i nutrienti e le condizioni ideali per la loro crescita”.

Investimenti continui, ricerca e sviluppo ma anche grande attenzione alla sostenibilità, alla tracciabilità e al benessere dell’animale. Neptura altro non è che il risultato di decenni di lavoro e crescita di Stolt Sea Farm nel mercato ittico di alta fascia.

Nuovamente il commento di Jordi Trias, Presidente di Stolt Sea Farm: “Questo è esattamente ciò che sta alla base del concetto di acquacoltura di alta qualità. Siamo a ridosso dell’Oceano Atlantico settentrionale, ma in un ambiente altamente controllato, poiché filtriamo l’acqua che arriva ai pesci, offrendo loro le migliori condizioni possibili, e questo ha un impatto sul prodotto finale”.

Sia fresco che surgelato, il prodotto Neptura soddisfa sia il foodservice che i consumatori premium, garantendo qualità ed eccellenza.

Ancora Jordi Trias, Presidente di Stolt Sea Farm: ” Il Barcelona Seafood Show, è probabilmente la più grande fiera del settore ittico ed è un’occasione speciale per annunciare ufficialmente il nostro nuovo marchio. Operiamo nel settore da oltre cinquant’anni, ma questo è il momento in cui lanciamo un nuovo marchio che incarna appieno l’idea di acquacoltura di alta qualità”.

Grazie alle tantissime modalità d’uso, i rombi e le sogliole del nuovo brand possono già vantare diversi riconoscimenti come il Superior Taste Award dell’International Taste Institute, aggiudicato per quattro anni consecutivi. Con un futuro tutto da conquistare, Neptura si prepara a raggiungere una fetta consistente del mercato ittico di alta qualità.

Berrettini si spegne a Madrid: Prizmic lo elimina in due set

Roma, 22 apr. (askanews) – Troppo brutta per essere vera la versione di Matteo Berrettini che si è presentata sul centrale del “Mutua Madrid Open”, quarto Masters 1000 della stagione in corso sulla terra battuta della “Caja Mágica”. Il romano, numero 92 del ranking ATP ed ex finalista nel 2021, è stato eliminato al primo turno dal croato Dino Prizmic, numero 87 del mondo, con il punteggio di 6-3 6-4 in un’ora e 39 minuti di gioco.

Una prestazione opaca, segnata da troppi errori e da una difficoltà evidente nel trovare ritmo e continuità. Fin dai primi game Berrettini ha mostrato problemi al servizio e poca incisività negli scambi, finendo per inseguire un avversario solido, ordinato e sempre più fiducioso. Il primo set si è indirizzato rapidamente a favore del croato dopo il break nel sesto gioco, con l’azzurro incapace di reagire con efficacia.

Nel secondo parziale la partita ha provato a riaprirsi, ma senza mai davvero cambiare inerzia. Berrettini ha avuto qualche occasione in risposta, senza però sfruttarle, mentre Prizmic ha continuato a mantenere alta l’intensità nei propri turni di battuta. Anche quando il match ha offerto spiragli, il romano non è riuscito a dare continuità, tra errori gratuiti e scelte poco efficaci nei momenti chiave.

Per il croato, 20 anni, già campione junior al Roland Garros 2023, si tratta della prima vittoria in un main draw Masters 1000 a Madrid. Al secondo turno affronterà lo statunitense Ben Shelton, numero 6 del ranking e recente vincitore del torneo di Monaco di Baviera.

Per Berrettini, invece, arriva una battuta d’arresto pesante in un percorso stagionale fin qui altalenante. Il 2026 dell’azzurro, iniziato solo a febbraio con la trasferta sudamericana, racconta al momento un bilancio di 8 vittorie e 8 sconfitte. Tra i risultati migliori, i quarti a Rio de Janeiro e gli ottavi nel Masters 1000 di Montecarlo, dove aveva mostrato segnali di crescita prima dello stop contro Fonseca.

Madrid si conferma così un passaggio complicato. E per Berrettini resta la necessità di ritrovare continuità e solidità in vista dei prossimi appuntamenti sulla terra battuta europea.

Partenope è il nuovo singolo di Giovanni Caccamo ispirato all’Odissea

Milano, 22 apr. (askanews) – Oggi, 22 aprile 2026, esce Partenope, il nuovo singolo di Giovanni Caccamo, scritto dal cantautore insieme ad Alessandra Flora e prodotto da Giordano Colombo. La canzone, pubblicata con Ala Bianca, con le sue sonorità elettroniche e l’inconfondibile tocco di Saturnino al basso, narra l’incontro tra Ulisse e le Sirene ed è portavoce dell’eterna lotta tra spirito e materia, di come l’intelletto possa salvarci nella scelta quotidiana tra bene e male. In un mondo sempre più schiacciato dalla violenza, dalle guerre, dall’alienazione, Partenope ci rapisce, portandoci altrove, ci invita a sognare, meravigliarci, abbandonarci all’immaginazione senza tuttavia perdere il senno.

L’11 giugno 2026 dal Teatro Dal Verme di Milano partirà il nuovo tour del cantautore, dal titolo: L’alba dentro l’imbrunire (organizzato da IMARTS – International Music And Arts), per festeggiare i suoi 10 anni di carriera. Un concerto emozionante, con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, diretta da Valter Sivilotti, per la rassegna Panorami Sonori, in cui l’artista interpreterà le sue canzoni più significative e omaggerà il suo mentore Franco Battiato. I primi due ospiti della data di Milano sono Gianni Morandi e Angelina Mango, mentre al Teatro Romano di Verona, il 29 agosto, saranno presenti Elisa e Patty Pravo.

Il cantautore è reduce da The Ark Of Change, lo straordinario viaggio metafora della vita liberamente ispirato all’Odissea di Omero e allo stato ideale Nutopia fondato da Yoko Ono e John Lennon, in cui insieme ad altri giovani da ogni parte del mondo hanno attraversato l’Oceano Atlantico a bordo di un antico Veliero in nome del disarmo e della pace. Questo viaggio sarà raccontato in un film, prodotto da Masi Film e diretto dal regista Premio Oscar Luc Jacquet (La marcia dei pinguini) e dagli scatti del visionario fotografo Jamie Hawkesworth.

Durante il viaggio, i giovani protagonisti, ispirandosi alla Dichiarazione universale dei diritti umani, hanno redatto una Carta dei valori con alcune soluzioni concrete per innovare la società. Il film affronterà attraverso le storie di ciascuno di loro i temi cruciali per le nuove generazioni: diritti umani, convivenza pacifica e disarmo, crisi climatica, mondo virtuale, salute mentale e identità di genere.

Pil, anche il governo lima le previsioni: +0,6% sul 2026 e il 2027

Roma, 22 apr. (askanews) – Anche il governo rivede al ribasso le previsioni di crescita economica: nel Documento di Finanza pubblica sia il Pil 2026 che quello del 2027 vengono ora indicati al più 0,6%, dal precedente più 0,7%. Lo ha riferito il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri.

“Non siamo in circostanze normali ma di tipo totalmente eccezionale quindi le previsioni contenute nel documento e validate dall’Upb inevitabilmente sono già oggi discutibili e nelle prossime settimane meritevoli di ulteriori approfondimenti, adeguamenti ed aggiornamenti”, ha detto.

Poco prima, Eurostat ha confermato al 3,1% il rapporto deficit/Pil dell’Italia sul 2025, in calo e meglio delle prevision, ma non sufficiente ad una uscita anticipata dalla procedura europea per deficit eccessivo.

“Come diceva Boskov rigore è quando arbitro fischia. Puoi essere d’accordo o no ma sono queste le regole del gioco”, ha commentato Giorgetti. Che poi ha aggiunto: “a me l’uscita deficit interessava moltissimo fino 28 febbraio 2026 dopo assolutamente meno”.

Nel Documento di Finanza Pubblica la stima sul deficit del 2026 è stata rivista al rialzo dal 2,8% al 2,9% e quello del 2027 dal 2,6% al 2,8%, ha anche riferito il ministro.

Comunque, in mancanza di un intervento comune dell’Ue sui conti pubblici “ci muoveremo da soli? Non lo escluderei. Però – ha puntualizzato Giorgetti – siccome, parlando coi colleghi, in tanti si trovano come me a fare il medico nell’ospedale da campo, in tanti condividiamo lo stesso modo di vedere la situazione. E quindi abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti che dobbiamo curare. E non possiamo dargli l’aspirina”.

Nel frattempo, sul taglio delle accise che scade il prossimo 1 maggio: “ovviamente la settimana prossima valuteremo l’ordine delle priorità”, ha concluso.

Giorgetti: la manovra sarà adeguata alla situazione nuova. Deficit a 3,1%? Rigore è quando l’arbitro fischia

Roma, 22 apr. (askanews) – “A chi mi chiede cosa prevedo rispondo: chiedetelo a Trump. Se pensate che il ministro delle Finanze italiane sia in grado di fare una previsione corretta sull’andamento economico dei prossimi 6-10 mesi mi sa che siete fuori strada. Io prendo atto di decisioni e situazioni che stanno ben oltre il governo italiano”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, rispondendo a chi gli chiede se alla luce dei numeri del Dfp la legge di bilancio sarà espansiva.

“La manovra – ha osservato – sarà adeguata alle situazioni del momento: se non facciamo nulla mentre aumentano energia, carburanti, inflazione non posso dire non è cambiato niente, cadrei nell’errore che rimprovero ad altri. Penso che dobbiamo prendere atto di una situazione nuova. Il Documento prevede scenari, ho chiesto venissero fatti scenari, anche a livello internazionale vengono prodotti scenari favorevoli, sfavorevoli, avversi”.

“In modo responsabile e realistico dovremmo vedere come gestire la situazione nel futuro. Non ho chiesto la deroga al patto di stabilità, ho chiesto di essere pronti e flessibili alle situazioni, non rilassati ma flessibili. Non è accettabile la rigidità rispetto a un mondo completamente cambiato, è un approccio che non sta in piedi”, ha detto Giorgetti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Siamo di fronte a un mondo che ci ha posto sfide ed esige risposte prontamente”, ha aggiunto.

Il ministro, ad una domanda sulla decisione di Eurostat sul deficit 2025 nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri, ha risposto con una citazione calcistica: “Come diceva Boskov rigore è quando arbitro fischia. Puoi essere d’accordo o no ma sono queste le regole del gioco”. “A me l’uscita deficit interessava moltissimo fino 28 febbraio 2026 dopo assolutamente meno” ha aggiunto.

Melanie Martinez sarà a Milano con "Hades: The Sacrifice" Tour

Milano, 22 apr. (askanews) – La cantautrice, regista e artista visionaria multi-platino, Melanie Martinez, arriva live per l’unica data italiana del suo “Hades: The Sacrifice” tour, giovedì 17 settembre 2026 all’Unipol Forum di Milano. Il tour segna il suo tanto atteso ritorno sui palchi dal 2024 e segue l’uscita di “Hades”, il suo quarto album in studio, pubblicato il 27 marzo 2026.

Il “Hades: The Sacrifice” tour partirà quest’estate con una prima fase tra Nord America e Messico, per poi proseguire nel Regno Unito e in Europa. A proposito del tour, l’artista ha raccontato: “Durante la fase di scrittura di “HADES”, ho subito capito che anche il tour sarebbe dovuto essere un’esperienza immersiva e cinematografica. L’idea di inventare un nuovo personaggio e immaginare come si potrebbe muovere in questo universo, è qualcosa che mi entusiasma moltissimo. Sarà un tour molto diverso da quelli passati, con un maggiore uso di elementi scenici, effetti illusionistici e giochi con la videocamera. Stiamo curando ogni dettaglio affinché ogni brano abbia il suo spazio. Spero che riesca ad unire le persone, nonostante i tempi strani e un po’ distopici che stiamo vivendo.”

“Hades” ha debuttato alla terza posizione della Billboard 200, segnando il quarto ingresso consecutivo dell’artista nella Top 10 e il terzo nella Top 5 e ha raggiunto la prima posizione sia nella classifica Billboard Top Alternative Albums e sia nella Rock & Alternative. Il progetto si presenta come un viaggio in 18 tracce nelle inquietudini e contraddizioni della contemporaneità, confermando Melanie Martinez come una delle voci più audaci e innovative della sua generazione, venendo definita, in una recente intervista con Rolling Stone, come “una visionaria prolifica, dotata di un’immaginazione inesauribile”. Invece, Variety ha definito l’album come: “carico di tensione ed energia: è emozionante, disturbante e sorprendente al tempo stesso”.

Parlando della genesi e dell’ispirazione dell’intero progetto, Melanie ha dichiarato: “Ho iniziato questo progetto pensando di raccontare una distopia futuristica, ma mi sono resa conto che stavo semplicemente descrivendo il mondo in cui viviamo già. “HADES” è uno specchio incrinato: sotto la rabbia, è un rifiuto dell’indifferenza. È un invito a sentire davvero, a guardare con lucidità e a chiederci se sia ancora possibile creare qualcosa di bello dal caos che ci circonda.”

L’album include i singoli di successo “Possession”, “Disney princess” e “Uncanny valley”: il primo è il singolo principale del progetto e ha registrato un debutto straordinario con 2,7 milioni di stream su Spotify nelle prime 24 ore, superando successivamente i 33 milioni di ascolti globali. Il singolo successivo, “Disney princess”, continua a crescere rapidamente, avendo superato già i 13 milioni di stream a livello globale. Invece, a proposito di “Uncanny valley”, ultimo brano scritto per l’album, l’artista ha raccontato che “parla di come i social media e l’intelligenza artificiale abbiano distorto il nostro rapporto con la bellezza, portandoci a confrontarci costantemente con volti ritoccati, a rimodellare il nostro aspetto per sentirci desiderabili e ad avere bisogno di un filtro per sentirci normali”. Con oltre 30 miliardi di stream globali, 5,66 miliardi di visualizzazioni ufficiali su YouTube e più di 62,2 milioni di follower complessivi, Melanie Martinez ha ridefinito i confini del pop alternativo, costruendo un universo artistico immersivo, innovativo e inconfondibile.

Iran, Tajani: ad Araghchi detto di continuare dialogo di Islamabad

Roma, 22 apr. (askanews) – “Nella conversazione che ho avuto poco fa con il ministro degli Esteri dell’Iran”, Abbas Araghchi, “ho ribadito a lui la necessità di continuare il dialogo di Islamabad, di raggiungere un accordo per la pace, ho ribadito l’importanza della libertà di circolazione a Hormuz, ho ribadito l’importanza di tutelare i Paesi dell’Area del Golfo, ho ribadito l’importanza di trovare un accordo anche in Iran, ho ribadito l’importanza di non procedere nell’uso del militare del nucleare.

Queste sono elementi fondamentali anche per il Libano”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Forum strategico Italia-Polonia.

“Ho insistito – ha proseguito Tajani – sulla necessità di spingere Hezbollah ad arrivare ad un accordo e quindi di non attaccare più Israele, soprattutto per la parte militare, la parte politica è una questione interna. Ho ribadito che noi siamo pronti anche ad ospitare in Italia i colloqui qui tra Libano e Israele per trovare un accordo positivo. Noi lavoriamo per la pace, ripeto, per noi la libertà di navigazione in Hormuz è fondamentale”, ha concluso Tajani.

Suono, design e tecnologia: l’esperienza IQOS x Devialet

Milano, 22 apr. (askanews) – In occasione della Milano Design Week, IQOS e Devialet hanno presentato “Soundsorial Design”, un progetto che ridefinisce il confine tra suono e visione, trasformando l’esperienza sensoriale in un percorso immersivo e innovativo. Al centro dell’installazione, il suono diventa protagonista assoluto: non più semplice accompagnamento, ma elemento vivo e percepibile, capace di prendere forma attraverso il movimento e le vibrazioni. Un ambiente in cui tecnologia e design si incontrano, permettendo ai visitatori di esplorare lo spazio e trovare una propria connessione con le frequenze sonore.

L’intervista a Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia: “È l’undicesimo anno consecutivo di presenza alla Milano Design Week. Abbiamo iniziato questo percorso per capire dove andava il design. In realtà siamo diventati contributori della creazione di design attraverso gli anni. Philip Morris accompagna la propria trasformazione con prodotti che sono altamente iconici e la collaborazione di quest’anno con Devialet vede due aziende impegnate nella ricerca, nell’innovazione, nella creazione di quello che non esiste”.

La collaborazione tra IQOS, brand di Philip Morris International, e Devialet nasce da una visione condivisa: mettere l’innovazione al centro del design. Due realtà che, attraverso ricerca e sviluppo, puntano a superare i confini tradizionali, creando nuove esperienze che uniscono estetica, tecnologia e performance.

Il commento di Daniela Della Monica, Head of Smoke Free Products Philip Morris Italia: “La collaborazione tra Iqos e Devialet nasce da una forza comune, la forza della curiosità, quella forza che ci spinge ad andare oltre i confini della tecnologia, a sfidare lo status quo, a puntare all’eccellenza in tutto ciò che facciamo. Quando parliamo di offrire un prodotto o un’esperienza alle persone vogliamo che sia la migliore possibile e quale luogo meglio della Design Week, dove l’esperienza viene elevata, per concretizzare questa collaborazione in questa installazione meravigliosa che offre un’esperienza immersiva, non soltanto di suono ma anche di luci, di acqua, di movimenti”.

Accanto all’installazione, anche la presentazione della “Soundsorial Limited Edition Capsule”, una collezione che traduce visivamente le onde sonore attraverso pattern e geometrie, simbolo dell’incontro tra ingegneria acustica e linguaggio visivo contemporaneo.

Le parole di Jacques Demont, Chief Executive Officer di Devialet: “Quando abbiamo aperto il dialogo con il nostro partner Iqos abbiamo fin da subito dato priorità all’evento di oggi. Un elemento essenziale è stato senza dubbio la voglia in comune di evolverci e sviluppare nuove tecnologie, ma grande attenzione viene data anche al design che è il core business della mia azienda. L’esperienza sensoriale a cui avete partecipato è esattamente ciò che volevamo, cioè l’unione perfetta tra tecnologia e design”.

Un progetto che conferma il ruolo della Milano Design Week come laboratorio internazionale di idee, dove tecnologia e creatività si incontrano per ridefinire il futuro dell’esperienza sensoriale.

Largo consumo, l’EDI taglia tempi e costi

Milano, 22 apr. (askanews) – (contenuto in collaborazione con GS1 Italy) Nel largo consumo, l’EDI si conferma uno strumento centrale per migliorare l’efficienza dei processi e ridurre tempi e costi operativi.

Secondo la ricerca “Osservatorio EDI nel Largo Consumo” dell’Osservatorio Digital B2B del Politecnico di Milano e GS1 Italy, i tempi di gestione documentale si riducono fino al 78% e i costi operativi calano in modo significativo. L’integrazione con gli standard GS1 e con il GS1 GDSN migliora anche la qualità e la condivisione dei dati, con effetti su tracciabilità, logistica e time-to-market. Abbiamo parlato con Andrea Ausili, CIO, standards and innovation director di GS1 Italy:

“La ricerca che abbiamo portato avanti in collaborazione con il Politecnico ci ha consentito di quantificare gli impatti ed i benefici dell’adozione di standard anche maturi e consolidati come l’EDI ed abbiamo quantificato e valorizzato questi benefici in grandi risparmi di tempi e di costi. Questo sia per quanto riguarda la digitalizzazione del processo Order to cash con l’EDI ed anche con l’allineamento anagrafico in standard GDSN”.

L’analisi nasce per misurare l’impatto concreto dell’EDI e stimare il valore delle informazioni condivise tra imprese lungo tutta la filiera. Ha poi proseguito così Andrea Ausili, CIO, standards and innovation director di GS1 Italy:

“Abbiamo promosso questa ricerca perché l’ADI, nonostante sia una tecnologia matura e disponibile da molti decenni, in realtà è ancora adottata da un numero piuttosto limitato di aziende ed anche in termini di ampiezza dei messaggi e delle possibilità date dall’EDI non è stata ancora sfruttata a pieno. Abbiamo voluto sensibilizzare le aziende sull’importanza dell’adozione di questi standard e sul fatto che c’è ancora tanto potenziale da recuperare in termini di efficienza e di risparmio di tempi e di costi”.

Nel 2024 sono state oltre 8 mila le aziende che hanno scambiato almeno un messaggio EDI utilizzando gli standard GS1, ma la crescita si è stabilizzata. L’utilizzo resta spesso limitato a pochi documenti, soprattutto la fattura, e solo una parte delle relazioni sfrutta pienamente le potenzialità dell’EDI. Infine abbiamo parlato con Paola Olivares, Direttrice dell’Osservatorio Digital B2b:

“I GS1 GDSN è ancora poco diffuso. Sono ancora poche le coppie di produttori e distributori che utilizzano questo standard per andare a digitalizzare l’anagrafica dei prodotti. Quindi se dobbiamo andare a guardare ai risultati complessivi serve sicuramente una strategia di coinvolgimento dell’ecosistema, in particolare delle PMI, e poi di diffusione di cultura e conoscenza soprattutto dei benefici”.

Il potenziale resta ampio, soprattutto integrando EDI e GDSN per una gestione più completa e condivisa dei dati lungo tutta la supply chain.

Dl carburanti passa al Senato, scintille in aula su accise e deficit-Pil

Roma, 22 apr. (askanews) – L’aula del Senato approva in prima lettura il disegno di legge di conversione del primo decreto carburanti, in attesa dei provvedimenti successivi sullo stesso oggetto, ovvero i costi che hanno investito consumatori e imprese italiane in seguito alla guerra lanciata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran e alla chiusura da parte di Teheran dello Stretto di Hormuz. I voti favorevoli sono 83, 53 quelli contrari.

Anche se il provvedimento è uno dei passaggi che l’azione del Governo ha dedicato alla questione, l’esame del decreto non manca di animare di polemiche fra maggioranza e opposizioni la mattinata dell’assemblea a palazzo Madama, dove a un certo punto rimbalza anche la notizia della certificazione Eurostat del rapporto debito-Pil dell’Italia che esclude la fine anticipata della procedura di infrazione Ue, altro elemento di contrapposizione fra gli schieramenti. Risuona nell’aula e nelle dichiarazioni di M5S, AVS e Pd la richiesta di presenza in Parlamento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, accusato di “fallimento” e il richiamo di Stefano Patuanelli del M5S, secondo il quale non si può ignorare il fatto che “il Patto di stabilità, la nuova governance europea, è qualcosa che questo Governo ha sottoscritto”.

Nel merito della discussione sul Dl carburanti, ad aprire il fuoco per prima contro il Governo è Cristina Tajani (Pd), che contesta il no all’emendamento sulle “accise mobili” parlando di “tagli lineari inaccettabili” e lamentando il fatto che il Parlamento è stato esautorato avendo conosciuto solo in extremis il contenuti dei tagli. “Se foste stati voi al governo, cos’avreste fatto? Soprattutto, dove avreste preso i soldi? È facile parlare, infatti, quando si è all’opposizione”, avverte Massimiliano Romeo, presidente dei senatori della Lega.

Il capogruppo del Pd, Francesco Boccia, denuncia “balletti” nella maggioranza su emendamenti presentati e poi ritirati, “uno spettacolo indecoroso”, accusa, e ironizza sulle nomine nel Governo: “Han deciso di fare un rimpasto senza chiamarlo tale e quindi piovono sottosegretari come se non ci fosse un domani”. Sugli emendamenti replica il relatore Giorgio Salvitti spiegando che sono proposte tecniche di membri del comitato per la legislazione e non politiche di un gruppo.

Lo scontro si accende dopo che Stefano Patuanelli del M5S ricorda che “nel Governo Draghi vennero allocate risorse per circa 9 miliardi per il taglio delle accise sui carburanti” e prende di mira un gruppo di maggioranza in particolare: “Vorrei ricordare al capogruppo Romeo che per il 70 per cento della passata legislatura, la Lega, se non se n’è accorta, era al Governo”. Il presidente dei senatori di FdI rivendica che rispetto all’epoca del governo Draghi “oggi i prezzi della benzina sono più bassi di quattro anni fa, nonostante le guerre in corso siano due” e accusa “le politiche dell’Unione europea”. Rivolto all’opposizione lancia l’accusa: “Causare i problemi e poi prendersela con chi sta rimediando con successo e con numeri oggettivamente migliori di quattro anni fa è una cosa disonesta che non accettiamo”.

“Non so dove viva il collega Malan, evidentemente in una zona franca dove il gasolio e la benzina non sono aumentati”, chiosa sarcastica Raffaella Paita, capogruppo di Iv. Aspra la risposta di Michaela Biancofiore, capo gruppo Cd’I-NM, che parla di parole “indegne” e aggiunge: “Evidenzio la disonestà intellettuale di rivolgersi al popolo italiano, che sa benissimo che, se le casse sono vuote, è per quello che ci portiamo dietro dai precedenti Governi”. Mentre per Lavinia Mennuni di FdI occorre “collegarci con il resto d’Europa e il resto del mondo anche quando andiamo ad analizzare gli emendamenti uno dopo l’altro. Cerchiamo di non svolgere interventi scomposti, ripeto, surreali e scollegati dalla realtà”.

Il clima teso dell’aula coinvolge con un fuori programma la vicepresidente di turno Anna Rossomando del Pd, bacchettata dalla capogruppo di Forza Italia Stefania Craxi: “La presidenza dovrebbe dire ai colleghi che si rivolgono direttamente a un altro collega che si dovrebbero rivolgere a lei”. Insorge Pier Ferdinando Casini, oggi iscritto al gruppo del Pd, ex presidente della Camera e tra i parlamentari di maggiore esperienza nell’emiciclo: “Questa storia che, quando si parla in quest’Aula, bisogna rivolgersi alla presidenza per parlare ai colleghi non sta né in cielo né in terra ed è contraria al buonsenso”.

Mattarella: la ricerca è veicolo di sviluppo e pace, va sostenuta

Roma, 22 apr. (askanews) – “La ricerca è una prospettiva di sviluppo per il paese ma è anche una dimensione che ignora le frontiere, è veicolo di collaborazione e di pace lo abbiamo visto col Covid” perciò “bisogna sorreggere appieno la ricerca”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel corso dell’incontro al Quirinale con la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini insieme ad una delegazione dei Presidenti degli Enti di Ricerca.

Qui è rappresentato “l’ampio spettro della ricerca del nostro paese, in questa giornata della ricerca italiana nel mondo” si tratta delle strutture che “sviluppano il futuro del nostro paese e sono lieto che il ministro abbia manifestato come abbia a cuore la ricerca” ha aggiunto il capo dello Stato secondo il quale “a volte si ha l’impressione che l’espressione venga equivocata e che si tratti di diffondere i nostri ricercatori nel mondo ma è invece la collaborazione” quella che cerchiamo. “E’ confortante che i nostri giovani vengano valorizzati ma purché questo non impoverisca il nostro tessuto di ricerca”.

“Stabilità e certezza sono elementi essenziali per sorreggere la ricerca nel paese, per poter programmare le ricerche che hanno bisogno di tempo – ha concluso Mattarella assicurando ancora una volta che “da questo palazzo c’è il più grande sostegno e un ringraziamento intenso a chi in campi diversi garantisce al paese un futuro adeguato ma anche capace di collaborare nella vita internazionale”.

Engineering Group, AI tra volano dell’economia e sovranità digitale

Roma, 22 apr. (askanews) – L’Intelligenza artificiale sta rapidamente ridefinendo modelli economici, processi produttivi e dinamiche sociali. Il tema della sovranità digitale assume quindi un ruolo centrale nello scenario geopolitico attuale e futuro. Se ne è parlato al convegno “AI Italia. L’AI tra innovazione e sovranità digitale” organizzato da Engineering Group che ha realizzato un modello proprio di AI, EngGPT2. Askanews ne ha parlato con Fabio Momola, Executive Vice President di Engineering Group.

“EngGPT2 è un LLM (Large Language Model ndr) proprietario di Engineering basato su un concetto molto semplice, è Open weighs e i data set sui quali il model è stato ‘trainato’ sono pubblici e certificati, quindi di fatto è il primo modello italiano pienamente compliant al layout europeo”.

Lo sviluppo tecnologico per definizione corre veloce e le normative europee anziché un volano spesso rischiano di essere una zavorra per le aziende del Vecchio continente. In questo ambito il dibattito sull’AI Act è aperto. “Ci sono posizioni molto diverse. La mia posizione è che la normativa non ha mai bloccato l’evoluzione. In verità è stato un freno per chi non si è posto nelle condizioni di poter sfruttare la normativa per fare meglio innovazione. Io credo che con la nostra architettura IS-IA (Italy’s Sovereign Intelligenza Artificiale ndr) e con EngGPT2 ci siamo messi nelle condizioni di poter vedere la normativa, e l’AI Act in particolare, come un acceleratore all’innovazione e non quindi come un freno per noi, per l’Italia e per l’Europa in generale”.

L’implementazione dell’AI è un processo molto energivoro e le aziende devono quindi fare i conti con i temi legati alla sostenibilità. “La sostenibilità è effettivamente un problema importantissimo quando parliamo di AI, se pensiamo che i grandi modelli americani consumano solo per la fase di training, di addestramento, quanto decine di famiglie europee durante un intero anno, capiamo quanto il problema sia effettivamente molto importante da affrontare, soprattutto quando le fonti energetiche per approvvigionare quella tecnologia, magari arrivano dal carbone o comunque dai combustibili fossili”.

A tale proposito Engineering ha messo a punto una soluzione per conciliare le due esigenze: “Con EngGPT2 abbiamo cercato di risolvere questo problema creando un modello che è basato su un’architettura che è chiamata Mixture-of-experts che è in grado di avere un consumo in termini di utilizzo, quindi di inferenza, cioè quando il modello viene chiamato a risolvere un task, che è molto inferiore rispetto a quello della media dei modelli esistenti, parliamo di un consumo che può aggirarsi tra il 60 e l’80% in meno rispetto al consumo medio di un modello di grandi dimensioni”.

Sullo sfondo resta il tema della profittabilità dell’AI, un obiettivo ancora da raggiungere per le aziende: “Questo dipende molto dal modo in cui verranno implementate le architetture. Quello che stiamo proponendo con IS-IA è un’architettura aperta che permetta di mettere insieme modelli provenienti da diverse sorgenti ma di governare tutto il flusso dell’AI. Con quel modello la profittabilità può essere raggiunta anche nell’arco di pochi mesi, al massimo 12-18 mesi”.

Ue, sbloccati il prestito all’Ucraina e il 20esimo pacchetto di sanzioni alla Russia

Roma, 22 apr. (askanews) – Il Coreper (l’organismo tecnico degli ambasciatori che prepara le riunioni ministeriali del Consiglio Ue) ha sbloccato, oggi a Bruxelles, i due dossier riguardanti il prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina e il 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che l’Ungheria – esercitando il suo diritto di veto – aveva finora tenuto in ostaggio, in attesa della riapertura dell’oleodotto Druzhba.

Le due decisioni saranno formalizzate con procedura scritta entro domani pomeriggio, se nel frattempo nessuno stato membro presenta obiezioni.

Dl Sicurezza, opposizioni scrivono a Fontana: dubbi su conti e rispetto Costituzione

Roma, 22 apr. (askanews) – La verifica della copertura finanziaria di un provvedimento è un passaggio sostanziale e fondamentale per l’equilibrio di bilancio e il rispetto della Costituzione. Il parere ‘favorevole’ al Decreto Sicurezza espresso dalla Commissione Bilancio mostra evidenti dubbi sulla quantificazione degli oneri e sulla copertura economica di alcune norme e dunque in contrasto all’articolo 81 della Costituzione. Per questo i capigruppo di opposizione hanno chiesto un incontro al Presidente Fontana per chiarire le fonti di finanziamento del decreto, per una riflessione sul ruolo della Commissione e sulla qualità del processo legislativo sotto il profilo finanziario.

“Con la presente intendiamo sottoporre alla Sua attenzione una questione di particolare rilievo istituzionale concernente il ruolo e le funzioni della Commissione bilancio, con specifico riferimento all’esercizio delle prerogative connesse alla verifica del rispetto dell’articolo 81 della Costituzione. Nel corso dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge in materia di sicurezza (A.C. 2886), sono emerse criticità significative sotto il profilo della quantificazione degli oneri e della relativa copertura finanziaria di alcune disposizioni – in particolare degli articoli 19, 20, 21 e 24 – che incidono su istituti suscettibili di produrre effetti finanziari rilevanti – scrivono i capigruppo di opposizione -. In particolare, il ricorso a formulazioni generiche, quali il riferimento alle ‘facoltà assunzionali previste a legislazione vigente’, non appare idoneo a soddisfare il requisito costituzionale della previa quantificazione degli oneri, né a garantire una effettiva dimostrazione della copertura. A fronte di puntuali richieste di chiarimento formulate in sede consultiva dalla Commissione bilancio, il Governo non ha fornito elementi informativi idonei a consentire una verifica compiuta degli effetti finanziari delle norme. Nonostante tali carenze istruttorie, la Commissione bilancio ha espresso parere favorevole sul provvedimento. Tale circostanza pone un problema di ordine generale, attinente al corretto esercizio della funzione di garanzia che la Commissione è chiamata a svolgere nell’ambito del procedimento legislativo. Come è noto, la verifica della copertura finanziaria non costituisce un adempimento meramente formale, ma rappresenta un presidio essenziale a tutela dell’equilibrio di bilancio e della conformità delle leggi ai principi costituzionali. In tale prospettiva, la mancanza di una puntuale quantificazione degli oneri rischia di determinare uno scostamento tra il piano formale delle dichiarazioni di neutralità finanziaria e quello sostanziale degli effetti reali delle disposizioni. Alla luce di quanto sopra, si ritiene opportuno avviare una riflessione condivisa sul ruolo effettivo della Commissione bilancio e sulle modalità con cui essa esercita le proprie funzioni istruttorie e di garanzia, al fine di assicurare il pieno rispetto delle prerogative parlamentari e dei vincoli costituzionali.

“Pertanto, Le chiediamo di voler valutare l’opportunità di un incontro con la Presidenza della Camera, cui possano partecipare i Presidenti dei gruppi parlamentari, finalizzato ad approfondire le questioni sopra richiamate e ad individuare possibili linee di indirizzo volte a rafforzare la qualità del procedimento legislativo sotto il profilo finanziario. Confidando nella Sua sensibilità istituzionale sul tema, restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro”, concludono.

Ricerca, Mattarella: è veicolo di sviluppo e pace, va sostenuta

Roma, 22 apr. (askanews) – “La ricerca è una prospettiva di sviluppo per il paese ma è anche una dimensione che ignora le frontiere, è veicolo di collaborazione e di pace lo abbiamo visto col Covid” perciò “bisogna sorreggere appieno la ricerca”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel corso dell’incontro al Quirinale con la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini insieme ad una delegazione dei Presidenti degli Enti di Ricerca.

Qui è rappresentato “l’ampio spettro della ricerca del nostro paese, in questa giornata della ricerca italiana nel mondo” si tratta delle strutture che “sviluppano il futuro del nostro paese e sono lieto che il ministro abbia manifestato come abbia a cuore la ricerca” ha aggiunto il capo dello Stato secondo il quale “a volte si ha l’impressione che l’espressione venga equivocata e che si tratti di diffondere i nostri ricercatori nel mondo ma è invece la collaborazione” quella che cerchiamo. “E’ confortante che i nostri giovani vengano valorizzati ma purché questo non impoverisca il nostro tessuto di ricerca”.

“Stabilità e certezza sono elementi essenziali per sorreggere la ricerca nel paese, per poter programmare le ricerche che hanno bisogno di tempo – ha concluso Mattarella assicurando ancora una volta che “da questo palazzo c’è il più grande sostegno e un ringraziamento intenso a chi in campi diversi garantisce al paese un futuro adeguato ma anche capace di collaborare nella vita internazionale”.

Inviato da iPhone

Tajani: inaccettabili insulti a Meloni da commentatore tv di Stato

Roma, 22 apr. (askanews) – All’abasciatore russo in Italia Alexey Paramonov, convocato oggi alla Farnesina, “abbiamo detto che è inaccettabile che un commentatore della televisione Russia 1, che è la televisione di Stato, usi un linguaggio volgare, inaccettabile nei confronti dei primi ministri di uno Stato libero e democratico qual è l’Italia. Noi non ci preoccupiamo delle critiche politiche, ma gli insulti, volgari, sessisti nei confronti dei primi ministri sono assolutamente inaccettabili.

L’abbiamo detto, l’abbiamo ripetuto”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a margine del Forum strategico Italia-Polonia.

“L’ambasciatore russo ha detto che il governo ha mai offeso nessuno” con “insulti, ma quando si parla attraverso la televisione russa, con canali ufficiali, è ovvio che noi non possiamo accettarlo”, ha aggiunto Tajani.

Il caso Solovyev, Tajani all’ambasciatore russo: inaccettabili le offese a Meloni

Roma, 22 apr. (askanews) – La Farnesina ha manifestato all’ambasciatore della Federazione Russa Alexey Paramonov “profonda indignazione per le inaccettabili offese” rivolte dal noto giornalista Vladimir Solovyev alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Paramonov, convocato al ministero degli Esteri dopo il violento attacco di Solovyev, ha detto di essersi chiaramente dissociato già ieri sera dalle affermazioni del giornalista (e lo ha fatto più volte durante l’incontro a fronte delle sollecitazioni). Il capo missione russa ha aggiunto che il Governo e le istituzioni russe non hanno mai, in alcun modo, attaccato la premier.

All’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov, convocato oggi alla Farnesina, “abbiamo detto che è inaccettabile che un commentatore della televisione Russia 1, che è la televisione di Stato, usi un linguaggio volgare, inaccettabile nei confronti dei primi ministri di uno Stato libero e democratico qual è l’Italia. Noi non ci preoccupiamo delle critiche politiche, ma gli insulti, volgari, sessisti nei confronti dei primi ministri sono assolutamente inaccettabili. L’abbiamo detto, l’abbiamo ripetuto”, ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a margine del Forum strategico Italia-Polonia.

“L’ambasciatore russo ha detto che il governo ha mai offeso nessuno” con “insulti, ma quando si parla attraverso la televisione russa, con canali ufficiali, è ovvio che noi non possiamo accettarlo”, ha aggiunto Tajani.

Conti pubblici, Conte: il Governo ha fallito, è il momento di rialzarsi

Roma, 22 apr. (askanews) – “Hanno fallito. Ora bisogna rialzarsi”: lo ha scritto Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle, sui suoi canali social, commentando le notizie sul calcolo del rapporto deficit-Pil ufficializzato da Eurostat. “Da italiano – ha aggiunto – la notizia di poco fa mi preoccupa molto e mi spinge a trovare soluzioni. Il Governo tutto tagli e austerità di Giorgia Meloni ha fallito e non ha centrato nemmeno l’obiettivo del 3 per cento deficit/Pil su cui avevano puntato tutto, con 4 manovre lacrime e sangue. Ora siamo totalmente chiusi nella gabbia dei vincoli del Patto di stabilità che questo stesso Governo ha sottoscritto a Bruxelles, condannando l’Italia a tagliare su sanità, scuola, imprese, energia”.

A giudizio dell’ex premier “Meloni ha dimostrato di non essere il timoniere giusto in mezzo a questa fase storica: ha fallito le scelte di politica estera ed economica. È stato l’unico governo a trovare sul tavolo, senza merito, 209 miliardi da investire, conquistati da noi in Europa: invece di puntare tutto sulla crescita accompagnando quegli investimenti per ridurre il rapporto deficit/Pil hanno depresso le forze economiche del Paese, aumentato le tasse, raggiunto una pressione fiscale record e assistito inerti a tre anni di crollo della produzione industriale. Mentre famiglie e imprese sono sempre più in difficoltà il Governo ha aumentato di 12 miliardi l’anno le spese militari e lasciato che banche e industrie energetiche accumulassero ingenti profitti. Gli italiani piangono, ma le industrie delle armi (soprattutto straniere) e le banche festeggiano”.

“Cosa farei ora? Ricostruirei. Perché l’Italia – rivendica il presidente del M5S – è forte. Ora, vista l’emergenza, bisogna subito andare a sospendere gli accordi sul riarmo in sede Nato e a Bruxelles. Bisogna rivedere gli accordi firmati sul Patto di stabilità che ci strangola. Prendiamo le risorse dagli extraprofitti di banche, colossi energetici e industria delle armi. Usiamo questi fondi per rimettere l’Italia in piedi. Non è il momento di galleggiare – ha concluso Conte – dopo quattro anni di errori e fallimenti”.

Energia, Orsini: se serve alle imprese riaprire le centrali a carbone

Milano, 22 apr. (askanews) – Sull’energia l’Italia deve “fare i compiti a casa” mettendo a terra tutto quello che è possibile, riapertura delle centrali a carbone inclusa. A dirlo il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, parlando a margine della sua visita al Salone del Mobile a Rho. “In Italia dobbiamo fare i compiti a casa, perché dobbiamo cercare subito l’area idonea per il fotovoltaico, le rinnovabili e l’eolico. Credo che sia fondamentale mettere a terra tutto ciò che è possibile sul tema dell’energia” ha detto, aggiungendo di aspettarsi che l’Europa dia “garanzie alle banche dei vari Stati per poter costruire dei nuovi impianti”.

“Quello che dobbiamo fare oggi è costruire impianti, ma se neanche i partiti politici riescono a trovare l’area idonea, capite che è un problema” ha lamentato Orsini. “Poi è logico puntare alle nuove tecnologie, i micro reattori nucleari, ma ci vogliono dieci anni. Quindi – ha concluso – occorre fare tutto quello che si può, anche riaprire le centrali a carbone, perché se oggi serve riaprire le centrali a carbone per poter dare benefici alle nostre imprese, va fatto. Ricordo che la Germania lo sta facendo”.

Afterhours celebrano quarant’anni di musica con un tour nel 2027

Milano, 22 apr. (askanews) – Gli Afterhours tornano in tour nel 2027 per celebrare i 40 anni dall’uscita del loro primo 45 giri “My Bit Boy” (1987) che sancì l’esordio del gruppo e i 25 anni dell’album “Quello che non c’è” (2002), tassello fondamentale della storia della band milanese e della musica italiana.

Il “Quello che non c’è – Tour 2027” porterà gli Afterhours nelle principali città europee e italiane tra gennaio e febbraio per 15 appuntamenti live. Biglietti disponibili da domani giovedì 23 aprile ore 10.00 su MC2Live.it, Vivaticket.com e circuiti autorizzati.

Pubblicato nel 2002, “Quello che non c’è” segue due dischi fondamentali – “Hai paura del buio?” e “Non è per sempre” – che avevano definito la traiettoria artistica della band e consolidato il progetto come una delle realtà più solide e riconoscibili del panorama alternativo nazionale. Con “Quello che non c’è”, gli Afterhours compiono un ulteriore passo decisivo che li consacrerà definitivamente portandoli al centro della scena rock italiana.

“Eravamo stanchi di urlare ritornelli simbolo, di mostrare una cinica ironia verso le realtà della vita che ci disgustano. Ironizzare sulle cose fa parte della cultura italiana, ma ormai non è più tempo per scherzare: bisogna prendere di petto la realtà dei fatti. Il mondo di oggi ci fa schifo e bisogna dirlo senza tanti sorrisi”, così Manuel Agnelli, con parole che suonano più attuali che mai, presentava all’epoca i 9 brani del disco, un album che spiazzò tutti, sia per i testi cupi e introspettivi sia per la parte musicale che lo ha reso un lavoro senza tempo.

A distanza di venticinque anni, i temi, le narrazioni e le atmosfere cardine di quel disco non hanno perso forza, ma anzi risuonano attualissime, se non più urgenti e riconoscibili. L’inquietudine esistenziale, il senso di disillusione, il rifiuto verso la realtà vuota e distorta: i nove brani sembrano parlare al presente e confrontarsi con il disagio contemporaneo. È proprio questa capacità di attraversare il tempo mantenendo intatta la sua carica emotiva e critica a rendere “Quello che non c’è” un’opera non solo significativa del suo momento storico, ma un riferimento ancora vivo, capace di dialogare con nuove generazioni.

Gli Afterhours, che negli anni hanno mantenuto saldamente il loro ruolo centrale nel panorama musicale italiano consolidando, laddove ce ne fosse ancora bisogno, lo status di band iconica e il ruolo di leader del rock fatto in Italia, daranno il via al tour da Amsterdam per poi proseguire a Bruxelles, Londra, Parigi e Berlino, continuando per Nonantola (Mo), Zurigo, Brescia, Padova, Firenze, Vanaria Reale (To), Napoli, Cesena, Roma e chiudere nella loro Milano.

Dopo il successo del tour di “Ballate Per Piccole Iene”, che lo scorso anno ha raccolto davanti agli Afterhours oltre 100 mila spettatori in occasione dei festeggiamenti per i vent’anni dell’album, la formazione vedrà, affianco al frontman Manuel Agnelli (voce, chitarra), Andrea Viti (basso), Dario Ciffo (violino, chitarra), Giorgio Prette (batteria) e Giacomo Rossetti (polistrumentista).

Questo il calendario di “Quello che non c’è – Tour 2027” (tour prodotto e organizzato da MC2LIVE, per informazioni Libraesva ESG ha rilevato un possibile tentativo di phishing da “voodoocomm.voxmail.it” https://mc2live.it/artista/afterhours/.

12 gennaio 2027 – Amsterdam, Melkweg 13 gennaio 2027 – Bruxelles, La Madeleine 15 gennaio 2027 – Londra, Islington Assembly Hall 17 gennaio 2027 – Parigi, Bal Chavaux 19 gennaio 2027 – Berlino, SO36 22 gennaio 2027 – Nonantola (Mo), Vox Club 26 gennaio 2027 – Zurigo, Volkshaus 29 gennaio 2027 – Brescia, Teatro Clerici 30 gennaio 2027 – Padova, Gran Teatro Geox 02 febbraio 2027 – Firenze, Teatro Cartiere Carrara 05 febbraio 2027 – Venaria Reale (TO), Teatro della Concordia 11 febbraio 2027 – Napoli, Casa della Musica 13 febbraio 2027 – Cesena, Pala BCC Romagnolo 17 febbraio 2027 – Roma, Atlantico 24 febbraio 2027 – Milano, Alcatraz

Nordcorea, ecco la mappa sempre più ampia del programma nucleare

Roma, 22 apr. (askanews) – Non ci sono più soltanto Yongbyon e Kangson nella geografia nucleare della Corea del Nord. A riaprire il dossier è stata la polemica esplosa a Seoul dopo che il ministro sudcoreano dell’Unificazione Chung Dong-young ha indicato in Parlamento Kusong come sede di un impianto per l’arricchimento dell’uranio. La vicenda ha provocato attriti con Washington, che secondo diverse ricostruzioni avrebbe ridotto parte della condivisione di intelligence dopo aver ritenuto quelle parole troppo vicine a informazioni sensibili. Seoul sostiene invece che il ministro si sia basato su fonti aperte e non su materiale classificato condiviso dagli Stati uniti.

Il punto, però, va oltre la polemica tra alleati. La questione Kusong tocca il cuore del problema nordcoreano: la valutazione di quanti siano davvero i siti in cui Pyongyang produce materiale fissile e di quanto sia estesa la sua infrastruttura nucleare. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) continua a monitorare a distanza il programma nordcoreano e negli ultimi rapporti ha ribadito la sua preoccupazione per le attività di arricchimento non dichiarate a Yongbyon e Kangson, oltre che per la costruzione di un nuovo edificio a Yongbyon con caratteristiche analoghe a quelle dell’impianto di Kangson. In altre parole, il programma nucleare continua ad allargarsi e a diversificarsi.

Yongbyon resta il perno storico di tutto il sistema. E’ il complesso più noto e più monitorato, nella provincia di Pyongan settentrionale, ed è l’unico nel quale si vede in modo chiaro quasi l’intera filiera: il reattore sperimentale da 5 megawatt, il laboratorio radiochimico usato per il ritrattamento del combustibile esaurito, l’impianto di arricchimento dell’uranio e il reattore ad acqua leggera. Nel marzo 2026 il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi ha riferito che il reattore da 5 MW risultava probabilmente nel suo settimo ciclo di irraggiamento e che tra gennaio e settembre 2025 erano state osservate operazioni del laboratorio radiochimico compatibili con il ritrattamento del combustibile del sesto ciclo. Già nel giugno 2025 l’Aiea aveva segnalato che le attività agli impianti di arricchimento di Yongbyon e Kangson erano motivo di seria preoccupazione.

Attorno a Yongbyon, inoltre, si registra un’espansione che alimenta nuovi interrogativi. Secondo il Center for Strategic and International Studies (Csis), il nuovo edificio osservato nel sito è ormai esternamente completato ed è dotato di alimentazione elettrica e capacità di raffreddamento simili a quelle associate a Kangson. Non esiste ancora una conferma definitiva sulla sua funzione, ma il sospetto è che Pyongyang stia aggiungendo ulteriore capacità di arricchimento proprio nel complesso che da anni è il baricentro del suo programma atomico.

Kangson, nei pressi di Pyongyang, è il secondo grande nodo della rete e uno dei più controversi. Per anni gli analisti lo hanno descritto come un impianto clandestino di arricchimento. Nel settembre 2024, quando la Corea del Nord diffuse per la prima volta immagini di centrifughe e di una struttura per la produzione di materiale nucleare di grado militare, diversi esperti indicarono proprio Kangson come il sito più probabile mostrato nelle fotografie diffuse dai media di stato. Reuters riferì allora che le immagini e la conformazione del complesso combaciavano con elementi già visibili nelle immagini satellitari. Esiste tuttavia una linea di analisi più prudente: un articolo di 38 North, sito specializzato in questioni nordcoreane, ha sostenuto che Kangson potrebbe non essere un vero impianto di arricchimento, ma piuttosto una grande officina per la produzione e il collaudo di componenti per centrifughe. Anche in questa lettura, però, Kangson resterebbe legato in modo diretto al programma dell’uranio altamente arricchito.

E’ qui che si inserisce Kusong. Fino a poche settimane fa il suo nome non compariva nel dibattito accanto a Yongbyon e Kangson. Ma i sospetti sono più antichi. Un rapporto del luglio 2016 dell’Institute for Science and International Security collocava nell’area dell’impianto aeronautico di Panghyon, a Kusong, un possibile sito preliminare di ricerca e sviluppo per centrifughe, con una capacità stimata fino a 300 macchine. Più di recente, in un’intervista del 2024 a Radio Free Asia, Bruce Bennett della Rand ha indicato il distretto di Yongdok, sempre a Kusong, come possibile sede di una grande struttura sotterranea compatibile con attività di arricchimento. L’agenzia di stampa Yonhap ha sottolineato che il fatto che Washington abbia reagito così duramente alle parole di Chung rafforza, agli occhi di molti osservatori, il sospetto che anche gli Stati uniti considerino Kusong un sito sensibile della rete nucleare nordcoreana.

La centralità di questi siti dipende dal fatto che il programma nordcoreano poggia su due strade parallele per ottenere materiale fissile: il plutonio e l’uranio altamente arricchito. Il plutonio lascia tracce più visibili, perché richiede reattori e impianti di ritrattamento. L’arricchimento dell’uranio, invece, si presta molto meglio alla dispersione e all’occultamento: le centrifughe possono essere installate in capannoni industriali, in edifici apparentemente ordinari o in strutture sotterranee. E’ una delle ragioni per cui la partita vera, oggi, si gioca soprattutto sugli impianti non dichiarati. Il rapporto Vertic pubblicato a fine marzo descrive le strutture note per le centrifughe nordcoreane come distribuite tra Kangson e Yongbyon, con un nuovo sito in costruzione a Yongbyon, segno che la capacità del Nord non è concentrata in un solo luogo.

Ma la mappa non finisce qui. Il programma nucleare nordcoreano comprende anche i siti a monte e a valle della produzione del materiale fissile. A monte c’è la filiera dell’uranio, con Pyongsan come snodo fondamentale: 38 North ha rilevato che nell’area continuano le attività estrattive e resta attivo l’impianto di concentrazione del minerale, che produce il cosiddetto yellowcake. A valle c’è Punggye-ri, il sito dove la Corea del nord ha effettuato tutti e sei i test nucleari noti, dal 2006 al 2017. Secondo Nuclear Threat Initiative, resta l’unico sito di test atomici del paese; l’impianto era stato dichiarato distrutto nel 2018, ma negli anni successivi nuove attività di costruzione hanno mostrato che può essere mantenuto in condizioni tali da sostenere, se deciso politicamente, un altro test.

Tutto questo aiuta a capire perché la frase di Chung abbia avuto un peso politico così forte. Non ha svelato l’esistenza del programma nucleare nordcoreano, che nessuno mette in dubbio, ma ha toccato il punto più opaco dell’intero dossier: i siti non dichiarati, quelli che Pyongyang non ammette e che gli alleati cercano di ricostruire con immagini satellitari, fonti umane e analisi tecniche. Se Kusong venisse ormai considerata, anche ufficiosamente, un terzo polo dell’arricchimento dopo Yongbyon e Kangson, il quadro diventerebbe ancora più preoccupante: significherebbe che la Corea del nord ha costruito una rete più dispersa, più resiliente e più difficile da neutralizzare.

Il messaggio che arriva dalle ultime evidenze è chiaro, a questo punto: Pyongyang non sta semplicemente mantenendo attivo il proprio arsenale, ma continua a sviluppare i siti che lo alimentano, dal combustibile ai laboratori di ritrattamento, dalle centrifughe ai possibili impianti clandestini. Per questo Kusong non è un dettaglio marginale né una semplice polemica di interna tra alleati. E’ il segnale che la geografia nucleare nordcoreana potrebbe essere ancora più ampia di quella finora ricostruita, e che il problema, per Stati uniti, Corea del Sud, Giappone e comunità internazionale, non è soltanto ciò che si vede a Yongbyon, ma soprattutto ciò che continua a restare nascosto altrove.

Papa Leone XIV in Guinea: il mondo di oggi ha fame di speranza e futuro

Città del Vaticano, 22 apr. (askanews) – C’è una fame che oggi colpisce l’umanità ed è quella di speranza nel futuro. Lo ha detto stamane Papa Leone XIV nel corso della sua omelia durante la messa che sta celebrando nella Basilica dell’Immacolata Concezione di Mongomo, in Guinea Equatoriale. “Oggi – ha detto Papa Prevost davanti a migliaia di fedeli raccolti nel luogo di culto e nella spianata antistante per partecipare con lui alla messa – è la fame più grande: c’è fame di futuro, ma di un futuro che sia abitato dalla speranza, che possa generare una nuova giustizia, che possa portare frutti di pace e di fraternità”. In questo senso il pontefice ha parlato di un futuro non “ignoto, che dobbiamo attendere in modo passivo, ma di un avvenire che proprio noi, con la grazia di Dio, siamo chiamati a costruire. “Il futuro della Guinea passa attraverso le vostre scelte; è affidato al vostro senso di responsabilità e all’impegno condiviso per custodire la vita e la dignità di ogni persona”, ha poi detto rivolgendosi alla chiesa del paese africano. “È necessario, perciò, – ha concluso – che tutti i battezzati si sentano coinvolti nell’opera di evangelizzazione, diventino apostoli di carità e testimoni di una nuova umanità”.

Lavorare instancabilmente per il bene comune per superare ogni diseguaglianza e crescere nella libertà, ha chiesto Papa Leone nella sua omelia nella Basilica dell’Immacolata Concezione di Mongomo. “Si tratta – è stata la sua esortazione – di prendere parte, con la luce e la forza del Vangelo, allo sviluppo integrale di questa terra, al suo rinnovamento, alla sua trasformazione. Tante sono le ricchezze naturali di cui il Creatore vi ha dotato: vi esorto a cooperare affinché possano essere una benedizione per tutti”. Il Papa ha infine pregato perché, ha detto, “il Signore vi aiuti a diventare sempre più una società in cui ciascuno, secondo le diverse responsabilità, opera al servizio del bene comune e non degli interessi particolari, superando le disuguaglianze tra privilegiati e svantaggiati”. “Crescano spazi di libertà, sia sempre salvaguardata la dignità della persona umana”, è stata la richiesta di Papa Leone che ha detto di pensare in particolare “ai più poveri, alle famiglie in difficoltà; penso ai carcerati, spesso costretti a vivere in condizioni igieniche e sanitarie preoccupanti”.

Il Giappone premia le good practices di Fujifilm Healthcare Italia

Milano, 22 apr. (askanews) – In occasione del 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, che cade nel 2026, Fujifilm Healthcare Italia è stata inserita dall’Ambasciata del Giappone nel volume “Il Giappone in Italia: Good Practices of Japanese Companies in Italy”, una raccolta che valorizza le esperienze più significative delle aziende nipponiche attive nel nostro Paese.

Il riconoscimento sottolinea il contributo dell’azienda allo sviluppo del sistema sanitario nazionale, attraverso iniziative che coniugano innovazione tecnologica, collaborazione con il mondo clinico e impatto sociale, nel rispetto del principio giapponese del beneficio condiviso tra azienda, cliente e società.

In Italia, Fujifilm Healthcare opera come un hub di innovazione a supporto di prevenzione, diagnosi e trattamento con sedi a Milano e Bolzano, dove vengono progettate e sviluppate soluzioni digitali avanzate che ambiscono a migliorare l’efficienza dei processi clinici, la qualità diagnostica e la gestione dei dati sanitari.

Tra le esperienze valorizzate dall’Ambasciata figura il progetto “Screening Routine”, dedicato alla diagnosi precoce del tumore al seno, che rappresenta circa il 30% delle diagnosi oncologiche nella popolazione femminile in Italia. Accanto a questo è stato riconosciuto anche il contributo dell’azienda nella digitalizzazione della sanità italiana.

“Le competenze presenti in Italia rappresentano un elemento chiave per costruire un ecosistema sanitario sempre più digitale, interoperabile e sostenibile”, ha commentato Kai Fukuzawa, presidente di Fujifilm Healthcare Italia e Fujifilm Italia.

“Continueremo a investire in soluzioni che rendano la prevenzione più accessibile e supportino percorsi diagnostici più rapidi e chiari, con un impatto reale per pazienti e operatori”, ha aggiunto Davide Campari, Managing Director di Fujifilm Healthcare Italia.