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sabato, 7 Febbraio, 2026
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Confesercenti: le imprese accelerano sul commercio elettonico

Roma, 7 feb. (askanews) – Moneta elettronica, le imprese accelerano. Nel commercio, nel turismo e nei servizi il pagamento digitale è ormai una componente strutturale dell’offerta: nel 2024 i POS attivi nel nostro Paese hanno raggiunto quota 3,75 milioni, con circa 660mila terminali in più rispetto al 2018 (+21%). Una crescita proseguita anche nel 2025 portando, secondo le nostre stime, il numero dei POS in Italia a circa 3,87 milioni. Sono le stime di elaborazioni e analisi condotte da Confesercenti su dati ufficiali.

L’Italia, dice l’associazione con un comunicato, si colloca dunque tra i Paesi più avanzati in Europa sul fronte dei pagamenti elettronici: nello stesso periodo i POS attivi risultano pari a poco più di 3,2 milioni in Francia e a 1,5 milioni in Germania. Insieme ai POS, crescono anche i pagamenti digitali presso i punti vendita fisici in Italia – commercio, pubblici esercizi, attività turistiche e servizi – che nel 2025 dovrebbero raggiungere i 376 miliardi di euro.

Le imprese hanno dunque scelto di investire nella modernizzazione, anche per logica di servizio: i contanti sono ancora favoriti dagli italiani, ma l’apprezzamento per i pagamenti digitali è in aumento. E i punti vendita rispondono ampliando la gamma di strumenti accettati, affiancando contante, carte e strumenti digitali evoluti.

Cresce infatti anche l’offerta di soluzioni Buy Now Pay Later: si stima che oggi in Italia tra 40 e 50mila esercizi le mettano a disposizione della clientela. A fronte di una comprensibile attenzione al tema, le frodi restano molto contenute; inoltre, la maggior parte avviene “a distanza”, non nei pagamenti al punto vendita.

Allo stesso tempo, prosegue Confesercenti, resta centrale il tema della sostenibilità dei costi per gli esercenti: le transazioni elettroniche possono arrivare a costare fino al 22% in più, in termini unitari, rispetto a quelle in contanti. Un differenziale gravoso soprattutto sulle microtransazioni, che sono una parte significativa delle vendite quotidiane per molti pubblici esercizi e altre attività di prossimità.

Pesano, inoltre, i costi accessori – hardware, canoni, etc. – che alzano la spesa totale degli esercenti: per un’attività con 300mila euro di transazioni, la moneta elettronica, secondo le nostre valutazioni, può costare tra i 5 e i 6 mila euro l’anno.

“L’immagine delle imprese italiane come ‘anti-cashless’ è da archiviare, così come la demonizzazione del contante: l’evidenza dei dati mostra che le imprese non contrappongono gli strumenti di pagamento, ma li integrano per dare libertà di scelta ai clienti. Quello che non è da archiviare, invece, è il tema dei costi per gli esercenti, soprattutto nelle microtransazioni”, commenta Nico Gronchi, Presidente di Confesercenti. “Un problema particolarmente sentito da bar, tabaccherie ed esercizi di prossimità, dove si lavora su scontrini contenuti e margini ridotti. La transizione digitale è un fatto e va accompagnata, ma servono condizioni sostenibili e trasparenti lungo tutta la filiera, tanto più mentre l’Europa accelera sull’euro digitale: l’innovazione deve semplificare la vita di cittadini e imprese, non aumentare i costi di chi ogni giorno garantisce servizi essenziali sui territori”.

Non c’è libertà senza limite: san Tommaso d’Aquino e l’illusione dei super-ricchi

Tommaso d’Aquino a suo agio tra i miliardari. Nella società attuale in cui mai come prima, non solo nei fatti particolari ma anche nelle teorizzazioni generali, la libertà viene confusa con la licenza, accade che le parole di un gruppo di super ricchi facciano ripensare alle riflessioni del santo che 160 anni fa veniva iscritto, quale «primo della lista in ordine di importanza», nel volume Gli scrittori politici italiani dello storico e politico Giuseppe Ferrari, anche se socialista con fama anticlericale. Sembra interessante, dunque, prendere spunto dalla lettera aperta che quasi 400 milionari di 24 Paesi hanno inviato ai leader riuniti a Davos poche settimane fa per rileggere, oltre a tutti i pronunciamenti sulla Dottrina sociale dei Papi di età moderna, le parole del frate domenicano teologo, filosofo, giurista tra i più influenti della storia occidentale. Lo facciamo con padre Giovanni Calcara, dello stesso Ordine dei Predicatori di san Domenico.

«Quando anche i milionari, come noi, riconoscono che la ricchezza estrema va a detrimento di tutti gli altri non c’è dubbio che la società stia pericolosamente vacillando sullorlo del precipizio». Così scrivono alcuni dei più facoltosi al mondo — tra cui Mark Ruffalo, Brian Eno e Abigail Disney —, chiedendo un aumento della tassazione sui redditi più abbienti. Inoltre, il sondaggio tra 3.900 milionari dei Paesi del G20, pubblicato negli stessi giorni da Oxfam, rivela che circa l’80 per cento di loro denuncia «leccessiva influenza politica dei super-ricchi».

Il pensiero va, tra tante possibili citazioni, al giudice della Corte Suprema statunitense Louis Brandeis che agli inizi del secolo scorso sottolineava come la concentrazione di ricchezza in poche mani, plutocrazia, porti inevitabilmente alla concentrazione del potere politico e all’erosione della parità di diritti e della sovranità popolare. «Possiamo avere una democrazia oppure una ricchezza concentrata in poche mani, ma non possiamo avere entrambe le cose» è la frase che gli viene attribuita. Con la definizione di «pericoloso perché incorruttibile». I fatti raccontano che considerazioni simili sono cadute nel vuoto.

Ai nostri giorni però è interessante constatare che sembra farsi breccia tra i più facoltosi la consapevolezza dell’insostenibilità di un sistema in cui nell’ultimo decennio si è triplicato il portafoglio dell’un per cento della popolazione che da anni sappiamo che detiene la ricchezza pari al restante 99 per cento. Peccato che oltre all’incertezza politica mondiale, e quindi economica, che spaventa oggi alcuni settori, ci siano anche guerre, povertà e disastri ambientali che da tempo rappresentano l’evidenza più drammatica di una insensata gestione delle risorse.

Nel bagaglio culturale dell’Occidente non mancano considerazioni appropriate. Padre Calcara cita le parole con cui san Tommaso dAquino spiega che si impone un limite allavere, in base alla natura stessa del superfluo e al diritto naturale della destinazione universale dei beni: «Le cose inferiori sono ordinate a sovvenire alle necessità degli uomini… perciò le cose che alcuni hanno in sovrappiù, per diritto naturale sono destinate al mantenimento dei poveri». Sembrerebbe facile — commenta il domenicano — stabilire con san Tommaso quale sia il ruolo dello Stato in questo campo e quello della comunità per poter assicurare a tutti il «bene vivere» ed evitare quella sperequazione che è causa di rovina per i popoli e per le nazioni.

Si suggerisce, poi, un salto ulteriore. Oltre ad una diversa “distribuzione”, infatti, serve una più sana impostazione concettuale. Padre Calcara ci richiama ad una precisa focalizzazione: «La dottrina sociale di san Tommaso, come quella della Chiesa, ha come oggetto o soggetto, non la società ma luomo che vive in società tessendo rapporti con i suoi simili». Insomma, l’ente sociale esiste, senza dubbio, ma è una relazione, non una realtà organica o quasi un corpo a sé stante. Dunque, si dovrebbero pensare le persone per il bene comune e non per la società, o tantomeno per lo Stato concepito come persona fisica o come potere.

In un momento storico di svilimento del concetto di persona, di esibizioni autoritaristiche, di multipolarismi spacciati per multilateralismo, questa affermazione fa molto riflettere. E padre Calcara ne chiarisce ancora meglio la portata affermando che «un pilastro fondamentale dellantropologia di san Tommaso consiste nel rispetto profondo per la dignità e la libertà delluomo che — sottolinea — elude ogni concezione totalitaria che riduca la società ad un amalgama di individui considerati e trattati come semplici parti dello Stato, e anche ogni concezione teocratica che subordini la loro presenza nella società, il loro lavoro, la loro stessa esistenza alle esigenze della produzione, all’efficienza». Per san Tommaso tutto è subordinato alle esigenze del bene comune nelle relazioni sociali e le leggi che impongono oneri ai cittadini per il bene comune, sono giuste e obbligano in coscienza.

Lidea è che il bene della collettività e il fine della persona in un certo senso si identifichino, perché l’uomo trova nel bene comune l’espansione piena della sua personalità. E troviamo indicazioni precise anche in tema di proprietà: per san Tommaso i beni della terra appartengono a tutto il genere umano, e sono a disposizione di tutti, ma l’amministrazione dei beni posseduti non è necessariamente comune, anzi di norma la proprietà privata è necessaria per assicurare un buon uso e una possibile distribuzione dei beni.

Padre Calcara precisa: «Il diritto alla proprietà però non è assoluto ma relativo al diritto alla vita; non è primario, ma secondario e accessorio per rispetto alla legge naturale». Qui arriva il punto dolente. Per il credente è il rapporto con Dio che fonda la supremazia della persona libera e responsabile su tutte le strutture della società, ma è evidente che bisogna convenire sul valore della vita e su quello della legge naturale, piuttosto che minarlo alle fondamenta.

Si capisce, dunque, come le parole di san Tommaso richiamino ad un dibattito sui valori delluomo e dellumano, tra credenti e non credenti, peraltro anche in considerazione delle intelligenze artificiali. Tra le menzogne e le paure di questo tempo, c’è il rischio che si spacci per ordine nel caos un approccio che non tenga presente presupposti come questi, da non dare più per scontati.

Fonte: L’Osservatore Romano – 5 febbraio 2026

Titolo originale: Percentuali di consapevolezza

Ucraina, senza accordo sui territori la pace rimane lontana

Una guerra che doveva durare poche settimane

Fra pochi giorni ricorrerà il quarto anniversario dall’inizio di quella che Vladimir Putin definì un’operazione militare speciale in Ucraina. Riteneva di poterla concludere in pochi giorni, massimo due o tre settimane, occupando la parte orientale di quel Paese e insediando a Kyiv un governo fantoccio, sullo stile di quello bielorusso. Non voleva chiamarla “guerra” perché tale – in senso tecnico – non avrebbe dovuto essere.

Millequattrocentocinquanta giorni dopo

Millequattrocentocinquanta giorni dopo siamo ancora nel pieno di una guerra – giova ripeterlo: di una guerra – che ha martoriato un’intera popolazione, rubandole larga parte del suo futuro: i giovani deceduti, quelli sopravvissuti nel corpo ma devastati nello spirito e nel morale. Una popolazione costretta a vivere inverni gelidi dentro abitazioni spesso private dell’elettricità e del gasolio necessario per riscaldarle almeno un po’.

I numeri della carneficina

Pur oscurate dal velo della propaganda di entrambe le parti in conflitto, sono cominciate a filtrare negli ultimi tempi cifre mostruose relative al peso immane di vite perdute, di giovani vite umane, in questi tragici quattro anni. Oltre un milione, fors’anche un milione e mezzo di morti. Di questi, i russi sono almeno un milione. V’è pure qualche decina di migliaia di nordcoreani, inviati come carne da macello dal loro feroce dittatore al solo scopo di ingraziarsi lo zar del Cremlino.

Ogni volta che si parla, che si scrive di questa guerra si tende a non ricordare i numeri impietosi di questa carneficina. Sarebbe invece meglio farlo, per determinare una forte pressione delle opinioni pubbliche – almeno di quelle libere – forse indispensabile per far avanzare un processo di pace del quale non v’è al momento traccia. Ma questa pressione non c’è.

Lattesa del salvatore”

E allora si rimane in attesa di un salvifico intervento dell’uomo che aveva garantito, con la nota arroganza, di essere in grado di far terminare questa guerra – che, sostiene, se ci fosse stato lui alla Casa Bianca non sarebbe mai scoppiata – entro pochi giorni dal suo insediamento al 1600 di Pennsylvania Avenue. Ma nulla di tutto ciò è accaduto, ovviamente.

Negoziati senza svolta

E ora siamo nel pieno di una nuova fase di incontri – l’ultimo round, appena concluso, ad Abu Dhabi – mediati dalla ormai onnipresente e, evidentemente, onnisciente coppia di negoziatori americani, Witkoff & Kushner, per lo più abile a disegnare improbabili realizzazioni immobiliari piuttosto che credibili piani di pace, equi fra le parti in conflitto.

Vedremo cosa ne sortirà. Ma è lecito non farsi illusioni. Non si vede una soluzione senza il cedimento di uno dei contendenti. Da mesi ci dicono che vi è un accordo definitivo al 90%, anche al 95%. Ma è quel 5 o 10 per cento che manca a fare la differenza fra la guerra e la pace, o almeno fra la guerra e la tregua.

Il nodo decisivo: il territorio

Ed è il territorio. Il Donbass, dove tutto è iniziato e tutto finirà, se finirà, quando finirà.

Alcuni punti, forse, sono definiti o quanto meno definiti come percorribili, esplorabili. Gli Stati Uniti sarebbero disponibili a fornire una copertura – e dunque un sostegno reale in caso di estrema necessità – agli europei, la cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, che verrebbero impegnati sul terreno dopo il cessate-il-fuoco quale forza di interposizione fra le parti e di “rassicurazione” per l’Ucraina.

I costi economici del tutto graverebbero su Bruxelles; Washington ne trarrebbe invece profitto, vendendo i suoi sistemi d’arma a ucraini ed europei.

Le condizioni di Putin

Ma tutto ciò a Putin interessa poco. Lui deve poter dire in patria di aver conquistato l’intero Donbass, almeno. E di aver consolidato l’acquisizione definitiva della Crimea. Nulla di meno. Sarebbero così giustificate – quale orrore – quelle centinaia di migliaia di bare riempite dai corpi di giovani russi.

Putin dunque vuole, esige che gli ucraini cedano anche quel lembo residuale di Donbass che non è sin qui riuscito a occupare, inclusa la centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Il limite invalicabile di Kyiv

Volodymyr Zelenskyi, per parte sua, non può accettare. Sono decine di migliaia i giovani ucraini morti per difendere quei territori. E così non se ne esce.

Una soluzione potrebbe consistere nella creazione di una zona demilitarizzata lungo la linea del fronte, ovvero fra il Donbass ancora ucraino e un pari arretramento chilometrico russo da dove oggi le truppe di Mosca sono arrivate. Parrebbe questa una proposta fatta da Kyiv, ma a Putin non va bene.

Il rischio che lEuropa non può accettare

Ed è qui allora che si deve comprendere quale è il problema di fondo. Quei territori, se ceduti ai russi, aprirebbero la via, costituendone la base di partenza, per future rivendicazioni e avanzate militari. E questo rischio gli europei e gli ucraini non possono accettarlo.

Sturzo contro il teatro della giustizia: meno plebiscito, più istituzioni

Il vizio dellarruolamento

Nelle settimane che precedono il referendum del 22–23 marzo 2026 sulla riforma costituzionale della giustizia, riaffiora un vizio nazionale: trasformare i grandi nomi in mascotte di parte. Così c’è chi prova a tirare per la giacca Don Luigi Sturzo, facendone l’alfiere della separazione delle carriere. È un cortocircuito: Sturzo non è un vessillo, ma una misura. E questa misura si regge su due assi — popolarismo e autonomia del politico.

 

Popolarismo: il popolo come trama, non come claque

Il popolarismo non è populismo. Per il fondatore del PPI, il popolo non è una folla emotiva che pretende soluzioni facili, ma una società plurale che si organizza nei territori: comuni, associazioni, sindacati, cooperative, corpi intermedi. Quando questo tessuto si indebolisce, la democrazia si svuota: cresce l’astensione, la sfiducia diventa rancore, e ogni istituzione appare opaca e distante. Applicato alla giustizia, il punto sturziano non è “da che parte stare” per appartenenza, ma chiedersi se un pacchetto di modifiche accresca trasparenza, responsabilità e imparzialità percepita, riducendo autoreferenzialità e zone grigie. Perché la fiducia non si dichiara: si costruisce.

Basta una decisione incomprensibile, o un processo infinito, per trasformare la legge in risentimento. Una riforma costituzionale seria non parla solo ai giuristi: parla ai cittadini, garantendo tempi ragionevoli e motivazioni leggibili.

 

Autonomia del politico: né morale totale né tecnica come destino

L’autonomia del politico completa l’analisi. L’esule antifascista difende la politica sia dalla pretesa di farsi morale totale sia dalla tentazione di ridursi a mera esecutrice della “necessità”: emergenza, vincoli, tecnica, “non c’è alternativa”. La politica deve decidere e rispondere, ma senza colonizzare l’autonomia di altri poteri e, al tempo stesso, senza subire supplenze. È qui che l’intervento va letto nel merito: chiarisce i ruoli senza intaccare l’indipendenza? Riduce la politicizzazione o la sposta? Rende più credibile l’imparzialità agli occhi dei cittadini?

 

Il punto tagliente: contro luso commerciale dei padri nobili”

Ecco il punto tagliente: se si usa Don Luigi Sturzo per fare agit-prop, lo si tradisce. Chi lo invoca per chiudere la discussione non lo cita: lo imbavaglia. La democrazia raramente viene abbattuta; più spesso viene svuotata: mantra comunicativi al posto di argomentazioni, iconografie al posto del merito, plebisciti emotivi al posto della fatica della mediazione. Direbbe che una giustizia più giusta non nasce da un nome messo in copertina, ma da un equilibrio serio tra i poteri, da regole limpide e da istituzioni che accettano di essere guardate, misurate, contestate. Il resto è merchandising politico: fa rumore, non fa storia.

La sanità in affanno: cosa vive davvero il cittadino

Un sistema ancora modello, ma sempre più fragile

Il Servizio sanitario nazionale, ispirato ai principi di eguaglianza, universalità ed equità, è ancora considerato a livello internazionale uno dei sistemi di welfare più “democratici”. Garantisce infatti l’accesso alle cure a tutti i cittadini italiani e agli stranieri presenti sul territorio, senza discriminazioni.

Negli ultimi anni, tuttavia, questi pilastri mostrano segni di progressivo indebolimento. Non è obiettivo di questo articolo entrare nel merito dei dibattiti sui finanziamenti e sugli stanziamenti economici, ridotti nel tempo sotto governi di diverso colore politico: un tema ampiamente discusso nelle sedi istituzionali e al centro del confronto tra maggioranza e opposizione. Qui lo sguardo è quello dell’utente, del cittadino che quotidianamente si confronta con il sistema sanitario e ne sperimenta limiti e difficoltà.

Il medico di base come primo ostacolo

Il primo punto di accesso è il medico di medicina generale. Oggi ottenere una prima diagnosi può risultare complicato, soprattutto dopo la pandemia da Covid-19, che ha introdotto modalità di accesso basate su appuntamenti da fissare preventivamente. In molti casi i tempi di attesa non sono compatibili con lo stato di salute del paziente, generando frustrazione e ritardi nella presa in carico.

Liste dattesa: il tempo che nega la cura

Il secondo grande nodo riguarda le liste d’attesa. Anche per esami diagnostici di media complessità o interventi non particolarmente complicati, i tempi possono essere molto lunghi e spesso non in linea con l’esigenza di una diagnosi tempestiva.

Pronto soccorso e migrazione sanitaria

C’è poi il capitolo dei pronto soccorso. Le attese sono nella maggior parte dei casi estenuanti e non mancano criticità nella gestione dei pazienti, come riportato quotidianamente dalle cronache. A questo si aggiunge il fenomeno della cosiddetta “migrazione sanitaria”: molti cittadini si spostano verso regioni ritenute più efficienti, lasciando quelle considerate meno affidabili.

Il risultato è un sovraccarico delle strutture più attrattive, che devono gestire un numero di pazienti superiore rispetto ai finanziamenti ricevuti, calcolati prevalentemente sulla popolazione residente.

Strumenti correttivi insufficienti

Alcuni strumenti introdotti nel tempo, come i DRG (Diagnosis Related Groups), che regolano i rimborsi agli ospedali in base alla tipologia di intervento, hanno attenuato solo in parte queste criticità. Lo stesso vale per l’intramoenia, che consente ai medici di effettuare visite a pagamento all’interno delle strutture pubbliche, con un contributo economico destinato all’ospedale.

 

La sanità della carta di credito

Resta però una percezione diffusa, suffragata dai fatti: per curarsi in tempi adeguati è spesso necessario rivolgersi al privato. Le cliniche private, anche quando convenzionate, presentano costi non accessibili a tutti. Il risultato è che molti cittadini rinunciano alle cure, in aperta contraddizione con lo spirito universalistico che ha ispirato la nascita del Servizio sanitario nazionale.

Quali vie duscita possibili

Come uscirne? Non esiste una soluzione semplice o immediata, ma alcune scelte politiche appaiono inevitabili. I medici di medicina generale potrebbero essere maggiormente integrati come dipendenti del servizio sanitario pubblico, superando anche le resistenze corporative.

Si potrebbero creare ambulatori territoriali diffusi, aperti 24 ore su 24, con diverse professionalità, in grado di alleggerire i pronto soccorso e rappresentare un primo punto di accesso efficiente, rivedendo il ruolo della guardia medica, oggi non sempre efficace.

Una scelta politica non più rinviabile

Ma soprattutto occorre una scelta chiara: si vuole continuare a investire in una sanità pubblica o si intende scivolare verso una “sanità della carta di credito”? Se la risposta è a favore del pubblico, il privato deve avere un ruolo complementare e non prevalente, anche attraverso una revisione dei margini di profitto e l’obbligo, per le strutture attrezzate, di garantire servizi come i pronto soccorso gratuiti.

Il tema si allarga inevitabilmente alla regionalizzazione della sanità e alla selezione dei direttori generali, che dovrebbero essere chiamati a gestire le strutture con obiettivi chiari, misurabili e verificabili.

Un malessere che interpella la politica

Una cosa, però, è evidente: l’utente è scoraggiato dall’attuale situazione. E anche se queste riflessioni meriterebbero un approfondimento maggiore, la questione è ormai lampante. La politica deve decidere se l’Italia vuole mantenere una sanità pubblica di eccellenza — le risorse, come spesso si ricorda, esistono — o se accettare un sistema in cui solo chi può permetterselo accede alle cure, mentre gli altri subiscono le conseguenze di un lento declino, fino a ipotizzarne, provocatoriamente, la fine.

Calcio, risultati serie A: Verona-Pisa senza gol

Roma, 6 feb. (askanews) – Si chiude senza gol la gara inaugurale della 24^ giornata tra Verona e Pisa, con entrambi gli allenatori Sammarco e Hijlemark al debutto sulle rispettive panchine. Un palo a testa per le due squadre: l’Hellas rimpiange il legno colpito da Orban su punizione, nel finale è Moreo a sfiorare il gol per gli ospiti ma termina 0-0 al Bentegodi. Questi risultati e la classifica di serie A:

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, sabato 7 febbraio ore 18 Genoa-Napoli, ore 20.45 Fiorentina-Torino, domenica 8 febbraio ore 12.30 Bologna-Parma, ore 15 Lecce-Udinese, ore 18 Sassuolo-Inter, ore 20.45 Juventus-Lazio, lunedì 9 febbraio ore 18.30 Atalanta-Cremonese, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 55, Milan 50, Napoli 46, Juventus 45, Roma 43, Como 41, Atalanta 36, Lazio, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 26, Parma, Cremonese e Genoa 23, Lecce 18, Fiorentina 17, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Milano-Cortina, cerimonia di apertura trasmessa in diretta all’Onu

Roma, 6 feb. (askanews) – Su iniziativa della Rappresentanza permanente d’Italia presso le Nazioni unite a New York, la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026 è stata trasmessa in diretta anche al Palazzo di Vetro. Numerosi delegati dei Paesi presenti all’Onu, funzionari delle Nazioni Unite, giornalisti, hanno seguito con interesse le immagini proiettate sui teleschermi allestiti nella Delegates lounge, situata in prossimità dell’Assemblea generale, ove lo scorso 19 novembre è stata approvata per consenso la Risoluzione sulla Tregua olimpica facilitata dall’Italia.

Parlando pochi minuti prima dell’inizio della cerimonia, il vice rappresentante permanente d’Italia presso le Nazioni unite, Gianluca Greco, ha sottolineato l’impegno del Governo italiano e della Farnesina, su impulso del ministro degli Esteri Antonio Tajani, a facilitare il sostegno compatto dei Paesi membri dell’Onu alla Risoluzione sulla Tregua olimpica, sostegno tradottosi peraltro nelle ben 165 co-sponsorizzazioni ricevute.

Greco ha richiamato l’appello accorato del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a rispettare la tregua, fare cessare le armi e a promuovere il ruolo ed i valori dello sport per la pace e la comprensione reciproca.

È intervenuta a rappresentare l’importanza per l’ONU del messaggio della tregua e dei Giochi la sottosegretaria generale delle Nazioni unite per le Comuniicazioni globali, Melissa Fleming, la quale ha tenuto a rimarcare la partecipazione alla cerimonia di apertura dei Giochi a Milano sia del Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, sia della Presidente dell’Assemblea generale, Annalena Baerbock.

Nel corso dell’evento, arricchito dalla presenza delle due torce, olimpica e paralimpica, messe a disposizione della Rappresentanza italiana all’Onu dalla Fondazione MilanoCortina, è stato inoltre trasmesso un videomessaggio della Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry.

Milano Cortina, Hiba tedofora per la pace per Save The Children

Roma, 6 feb. (askanews) – Save the Children è presente a Milano-Cortina 2026 con una tedofora d’eccezione che incarna i valori più alti della Fiamma Olimpica: la resilienza, l’inclusione, la pace. Si chiama Hibatallah Najid (detta Hiba), arrivata in Italia all’età di 9 anni e cresciuta al Punto Luce Giambellino di Milano di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Hiba, 21 anni, di origine marocchina, è arrivata in Italia da bambina affrontando stereotipi e difficoltà, fino a quando ha scoperto come far sentire la propria voce al Punto Luce di Save the Children al Giambellino di Milano, il luogo che per primo l’ha fatta sentire davvero benvenuta nel nostro Paese. Qui ha imparato a trasformare le fragilità in determinazione, la solitudine in talento, scoprendo una passione genuina per il calcio. Oggi Hiba gioca a calcio e allena i bambini, studia Scienze Politiche all’Università Cattolica di Milano e sostiene altre donne nel loro percorso di empowerment.

Hiba ha animato venerdì il viaggio della Fiamma di Milano-Cortina 2026 come tedofora per la pace per Save the Children in Viale Beatrice d’Este nel percorso che prosegue fino allo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano dove stasera si terrà la cerimonia di apertura della manifestazione.

“Quando sono arrivata in Italia mi sono sentita invisibile, fuori posto, senza spazio. Poi ho incontrato le operatrici e gli operatori del Punto Luce di Save the Children che mi hanno accolto e fatto sentire a casa. Oggi, nel tratto di strada che ho percorso con la Fiamma Olimpica in mano, ho portato con me tutte le bambine, i bambini e i giovani che hanno bisogno di un’opportunità per scoprire semplicemente quello che possono diventare”.

Per lei, lo sport e il Punto Luce di Save the Children sono stati volani di cambiamento e oggi vorrebbe che ciascun bambino avesse le sue stesse opportunità. Portare la torcia olimpica per Hiba significa dare voce a questa trasformazione, da chi pensava di non avere possibilità a chi oggi sogna in grande e incoraggia altre ragazze a superare ogni ostacolo, secondo i valori più alti dello sport. “Per me è una grande emozione essere qui oggi e dimostrare che, se qualcuno ha fiducia in te, puoi imparare anche a credere in te stessa e a diventare luce per gli altri”.

Come tedofora per la pace per Save the Children, Hiba vuole rappresentare i valori dell’inclusione, della resilienza e della responsabilità. “La resilienza perché ho imparato a non arrendermi anche quando tutto sembrava difficile: la lingua italiana, la scuola, il calcio dove ero l’unica ragazza in una squadra maschile. L’inclusione perché so cosa significa sentirsi fuori posto e quanto sia importante creare spazi dove tutti possano sentirsi accolti, come è successo a me al Punto Luce di Save the Children. Ma anche la responsabilità perché, da sorella maggiore, studentessa e volontaria, mi impegno ogni giorno a essere un esempio per chi mi guarda, trasformando le difficoltà in opportunità. Incarnare questi valori nel quotidiano per me significa studiare, lavorare, aiutare altre donne, allenare i bambini e continuare a credere che si può essere forti senza sovrastare nessuno”.

Referendum magistratura, Cassazione modifica il quesito a seguito delle 500mila firme

Roma, 6 feb. (askanews) – La Corte di Cassazione ha ammesso la riscrittura del quesito sul referendum sulla riforma costituzionle della magistratura già convocato dal Governo pèer il 22 e 23 marzo, a seguito del deposito delle 500mile firme da parte del comitato di giuristi che ha promosso l’inizitiva popolare dopo quella parlamentare. Il quesito su cui sono state raccolte le firme prevede l’indicazione esplicita degli articoli costituizionali di cui si prevede riforma che ora dovranno essere inseriti nel testo al voto dei cittadini. Che ora potrebbe slittare.

“Giunge notizia – afferma il costituzionalista Stefano Ceccanti- che la cassazione ha accolto il nuovo quesito proposto dal comitato promotore delle 500mila firme. Il quesito andrebbe quindi aggiornato. A mio avviso, ma va letta l’ordinanza, questa questione è autonoma rispetto alla data. Si tratta dello stesso referendum che è stato già regolarmente indetto”.

Milano-Cortina, gli azzurri in gara sabato

Roma, 6 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara domani, sabato 7 febbraio alle Olimpiadi di Milano-Cortina

Freestyle – Slopestyle D, Qualificazioni Maria Gasslitter

Sci alpino – Discesa U Mattia Casse, Giovanni Franzoni, Dominik Paris, Florian Schieder

Sci di fondo – Skiathlon D Anna Comarella, Martina Di Centa, Maria Gismondi

Freestyle – Slopestyle U, Qualificazioni Miro Tabanelli

Curling – Doppio misto, Italia-Svezia Stefania Constantini, Amos Mosaner

Hockey su ghiaccio – Girone B, Italia-Svezia Aurora Enrica Abatangelo, Eleonora Bonafini, Anna Caumo, Kristin Della Rovere, Gabriella Frances Durante, Matilde Fantin, Martina Fedel, Laura Michele Fortino, Kristen Guerriero, Manuela Heidenberger, Sara Kaneppele, Laura Lobis, Nadia Mattivi, Marta Mazzocchi, Greta Niccolai, Margherita Ostoni, Jacqueline Malca Pierri, Justine Reyes, Rebecca Roccella, Carola Saletta, Franziska Stocker, Kayla Tutino, Amie Fielding Varano

Pattinaggio di velocità – 3000 m D Francesca Lollobrigida

Slittino – Singolo U, Heat 1 Leon Felderer, Dominik Fischnaller, Alex Gufler

Slittino – Singolo U, Heat 2 Leon Felderer, Dominik Fischnaller, Alex Gufler

Salto con gli sci – Trampolino NH Individuale D Martina Ambrosi, Jessica Malsiner, Annika Sieff, Martina Zanitzer

Curling – Doppio misto, Italia-Norvegia Stefania Constantini, Amos Mosaner

Snowboard – Big Air U, Finale Ian Matteoli

Pattinaggio di figura – Team Event, Corto Singolo U Daniel Grassl

Pattinaggio di figura – Team Event, Libero Coppie Danza Marco Fabbri, Charlène Guignard

Milano entra nel clima dei Giochi nel giorno d’apertura

Milano, 6 feb. (askanews) – Nel giorno dell’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, mentre la torcia olimpica compie gli ultimi giri in città prima dell’accensione del braciere, Milano è già completamente immersa nel clima dei Giochi.

Le piazze e le strade si riempiono di colori e bandiere: atleti arrivati da ogni parte del mondo si concedono una passeggiata tra i luoghi simbolo, dai Navigli al Castello Sforzesco, mentre i fan affollano gli store ufficiali e scatta la sfida a chi sfoggia il look più originale e creativo.

“Siamo arrivati oggi a Milano per le Olimpiadi. Abbiamo seguito l’hockey e la Francia ha perso, poi andremo a Cortina e a Bormio”, raccontano dei tifosi francesi.

“Sono un fan del curling, seguirò l’hockey e molto curling e vinceremo molte medaglie d’oro”, spiega un tifoso statunitense.

Una festa che parla tutte le lingue del mondo e che, ancora prima delle gare, trasforma Milano nel cuore pulsante delle Olimpiadi.

Auto, frenata su elettrico costa alle big del settore quasi 50 mld

Milano, 6 feb. (askanews) – La frenata sull’auto elettrica presenta il conto ai grandi costruttori mondiali. Negli ultimi mesi i principali gruppi automobilistici hanno contabilizzato 55 miliardi di dollari (circa 47 miliardi di euro) tra svalutazioni e oneri straordinari legati al ridimensionamento delle strategie Ev.

Il conto più pesante riguarda Stellantis, che ha annunciato 22,2 miliardi di euro di oneri nel secondo semestre 2025, in larga parte legati alla revisione della strategia sull’elettrico, con tagli a modelli, piattaforme e investimenti nelle batterie. Seguono Ford, che ha contabilizzato circa 19 miliardi di dollari di svalutazioni e accantonamenti sul business Ev e General Motors, con oneri per circa 6 miliardi di dollari. Anche Volkswagen ha registrato impatti per 5,1 miliardi di euro, di cui 3 miliardi legati a Porsche.

Stellantis cambia piani sull’elettrico: 22 mld di oneri. Titolo -25%

Milano, 6 feb. (askanews) – Stellantis capitola in Borsa dopo l’annuncio shock di 22,2 miliardi di euro di oneri straordinari nel secondo semestre 2025 e una perdita netta stimata fra -19 e -21 miliardi, con cancellazione del dividendo per il 2026. Il titolo è arrivato a cedere il 30% per poi chiudere in calo del 25,2% toccando i minimi storici a 6,11 euro. In fumo quasi 7 miliardi di capitalizzazione ora pari a circa 18 miliardi, un terzo rispetto a quella di Volkswagen e un decimo rispetto a quella di Toyota. Dai massimi toccati a marzo 2024 di 27,3 euro, il titolo ha perso tre quarti del proprio valore.

Una debacle legata a errori di valutazione sullo sviluppo dell’elettrico fatti in passato che hanno costretto il Ceo Antonio Filosa ai maxi accantonamenti, di cui il 75% legato alla strategia. Saranno fra l’altro cancellati modelli e ridimensionati gli investimenti per la produzione di batterie con un primo step rappresentato dall’uscita da NextStar, la joint venture con LG per la costruzione di una gigafactory in Canada in cui il gruppo ha investito 5 miliardi. Il 25% degli oneri invece è legato a migliorare i processi produttivi, in particolare la qualità.

“Abbiamo deciso di fare un riassetto radicale per tornare a una crescita profittevole. Ridisegneremo la nostra linea prodotti per far fronte agli errori del passato sull’elettrico e rimettere il cliente al centro”, ha detto il Ceo Antonio Filosa durante la call con gli analisti.

Il cambio di rotta ha già prodotto i primi risultati con un aumento degli ordini e delle consegne (+9% nel quarto trimestre) in Europa e negli Usa, dove il gruppo ha investito 13 miliardi di dollari. “Gli ordini sono aumentati nel secondo semestre del 13% in Europa e del 150% negli Stati Uniti e questo è un segnale positivo che fa ben sperare per il 2026”.

Quest’anno Stellantis prevede una crescita contenuta dei ricavi e un risultato operativo a singola cifra bassa dopo costi per 1,6 miliardi di euro legati ai dazi. “Saremo profittevoli”, ha detto Filosa. La generazione di cassa sarà ancora negativa per via degli oneri (2 miliardi quest’anno), con un attesa di ritorno in positivo nel 2027. “Non prevediamo aumenti di capitale, il bilancio è solido”, ha detto il Cfo Joao Laranjo. Stellantis farà fronte agli oneri attingendo alla la liquidità disponibile per un importo di 6,5 miliardi nei prossimi 4 anni e con l’emissione di un bond ibrido non convertibile di 5 miliardi.

Ora l’attesa è per l’Investor Day del 21 maggio a Detroit in cui il Ceo Filosa illustrerà nel dettaglio la strategia del gruppo con possibili novità anche per il portafoglio di brand. “Ci stiamo lavorando”, ha detto Filosa. Fra i marchi che potrebbero essere sacrificati circola il nome di DS, lanciato nel 2014 come costala di Citroen e mai veramente decollato.

Mahmood sorprende Milano con una secret night esclusiva all’Armani Privé

Milano, 6 feb. (askanews) – Ancora una volta Mahmood sorprende, a Milano si è esibito in una performance live esclusiva: allo scoccare della mezzanotte l’Armani Privè, celebre club milanese, si è trasformato in un palcoscenico d’eccezione per uno show a sorpresa, firmato glo Hilo, capace di unire musica, atmosfera e coinvolgimento emotivo.

Mahmood tra le voci più amate e innovative del panorama musicale italiano contemporaneo ha regalati una performance unica con un una selezione dei suoi brani più importanti come Tuta Gold, Ra ta ta, Soldi. La scaletta ha alternato momenti di grande intensità emotiva a passaggi più ritmati e potenti, mettendo in luce la sua cifra stilistica unica. Con una performance magnetica e profondamente personale, l’artista ha coinvolto il pubblico adulto presente, che si è lasciato trasportare dall’energia e dall’atmosfera suggestiva dello show.

L’evento di Milano si inserisce in un progetto più ampio che punta a trasformare l’innovazione tecnologica in esperienze immersive, capaci di coinvolgere il pubblico adulto attraverso musica, arte e performance dal vivo.

In continuità con le iniziative già realizzate da glo, brand di punta di BAT Italia per i dispositivi scalda stick* destinati a consumatori adulti, in occasione del lancio dei nuovi dispositivi glo Hilo e glo Hilo Plus, il brand prosegue il proprio percorso dando forma a una visione ambiziosa, pensata per chi ricerca un coinvolgimento autentico e non convenzionale in un periodo che si preannuncia ricco di eventi e appuntamenti invernali

.”Il nostro purpose A Better Tomorrow mette al centro innovazione e responsabilità, valorizzando la cultura e il progresso sociale come motori di crescita. Milano rappresenta per glo Hilo un contesto strategico dal punto di vista del business, oltre che un punto di riferimento culturale e creativo. Realizzare qui una secret night, uno dei nostri format di maggior successo, insieme a un artista del calibro di Mahmood, è la dimostrazione di come la musica e il nostro brand possano farsi portavoce di valori come inclusione, positività e avanguardia. È attraverso iniziative come questa che promuoviamo un’idea di eccellenza che, oltre all’aspetto tecnologico, è capace di unire performance di alto livello e valori profondamente condivisi”. – dichiara Simone Masè, Presidente e Amministratore Delegato BAT Italia.

Valditara: Ghali? Giornata di festa, non voglio parlare di polemiche

Milano, 6 feb. (askanews) – “È una giornata di festa, non voglio parlare di polemiche, oggi parlo soltanto di cose belle, senza polemica”, “dedichiamo troppo tempo alle polemiche, parliamo di cose belle, parliamo di cose positive, vedere così tanti ragazzi, aver incontrato i ragazzi che hanno partecipato anche, sono venuti a Cortina lo scorso anno, sono ragazzi particolarmente meritevoli, sono stati premiati per appartenere alle scuole, alle comunità scolastiche più meritevoli che hanno partecipato a questa iniziativa e mi ha fatto grande piacere. Quindi, questa è oggi una grande giornata di festa”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a margine dell’inaugurazione di Casa Italia alla Triennale, a proposito delle polemiche sollevate dal rapper Ghali per la sua esibizione di stasera alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina.

“D’altro canto, le Olimpiadi nella storia dell’Occidente rappresentano qualche cosa di molto importante perché erano il momento in cui nell’antica Grecia si sospendevano le guerre, anche i conflitti che dividevano una città rispetto all’altra città e in cui ci si sentiva tutti uniti da questa grande fratellanza che lo sport induce” ha aggiunto.

Ghali con un post sui social ha polemizzato sulle condizioni che gli sarebbero state imposte per la sua esibizione alla cerimonia di inaugurazione: “So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo”. Aggiungendo: “So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un gran teatro”.

Italia-Polonia, P. Chigi: eccellenti rapporti, impegno per pace giusta in Ucraina

Roma, 6 feb. (askanews) – “Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato oggi a Milano il Presidente della Repubblica di Polonia, Karol Nawrocki. Il colloquio – riferisce un comunicato di Palazzo Chigi – ha confermato l’eccellente stato delle relazioni bilaterali e la solidità del partenariato tra Roma e Varsavia. Nel corso del confronto è stata approfondita la cooperazione in ambito economico-commerciale e sono state esplorate le prospettive di un ulteriore rafforzamento della collaborazione nel settore dell’industria della difesa”.

Nel corso dell’incontro, svolto a poche ore dall’inaugurazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina, “ampio spazio è stato dedicato ai principali dossier internazionali, con particolare riguardo al comune impegno a sostegno del percorso per una pace giusta e duratura per l’Ucraina. È stata inoltre ribadita l’importanza strategica del consolidamento del legame transatlantico, quale pilastro fondamentale per la stabilità e sicurezza nel contesto delle attuali sfide globali”.

Calcio, Maldini alla Lazio: "E’ la piazza giusta"

Roma, 6 feb. (askanews) – “Penso che questa sia la piazza giusta nel momento giusto per il salto di qualità. Sono super positivo e non vedo l’ora di cominciare. Obiettivi? L’importante è pensare partita dopo partita e non guardare tanto più in là”. Così Daniel Maldini si presenta al mondo Lazio. Già al debutto da titolare contro il Genoa, l’impatto è stato positivo e non solo per la vittoria: “Sono arrivato due settimane fa e mi sono subito trovato bene. I compagni per me sono una seconda famiglia. Non vedo l’ora di continuare gli allenamenti ed entrare nel vivo con le altre partite”. Sarà importante il feeling con Sarri: “Ho subito parlato con lui appena arrivato. Mi ha fatto capire le sue idee e quale sarà il mio ruolo. È una cosa nuova per me, ma sono pronto a lavorare”. Con gli aiuti immancabili di papà Paolo: “Ormai sono abituato da tempo al peso del cognome. I consigli sono i soliti di un papà a un figlio, mi dice sempre il suo pensiero ma alla fine a decidere sono io”.

Calcio, la Presidente del Parlamento Europeo Metsola all’Inter HQ

Roma, 6 feb. (askanews) – Nella mattinata di venerdì 6 febbraio la Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ha fatto visita all’Inter HQ. Ad accoglierla, nella sede nerazzurra di Viale della Liberazione, il Presidente e CEO dell’Inter Giuseppe Marotta. Nel corso della visita, Metsola ha donato la bandiera dell’Unione Europea e ha incontrato anche la sua connazionale Haley Bugeja: l’attaccante maltese di Inter Women le ha donato la propria maglia, suggellando un momento di grande valore simbolico all’insegna dei valori dello sport.

Italia-Usa, palazzo Chigi: con Vance vedute comuni su sfide globali

Milano, 6 feb. (askanews) – Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ha avuto oggi a Milano un colloquio con il Vice Presidente degli Stati Uniti, J.D. Vance. All’incontro hanno preso parte il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e il Segretario di Stato statunitense, Marco Rubio.

Il colloquio, riferisce una nota di palazzo Chigi, “ha confermato la solidità del rapporto strategico tra Italia e Stati Uniti, fondato su un partenariato storicamente radicato e articolato, e su profondi legami tra i due popoli, nonché su una comunanza di vedute sulle principali sfide globali, a partire dalla sicurezza energetica e dalla creazione di catene di approvvigionamento sicure e affidabili per i minerali critici”.

Il Presidente Meloni e il Vice Presidente Vance hanno inoltre approfondito i principali dossier di politica internazionale, “con particolare riferimento agli ultimi sviluppi in Iran e Venezuela”.

È già scoppiata la Pin mania, a caccia delle spillette delle Olimpiadi

Milano, 6 feb. (askanews) – A Milano è già scoppiata la Pin mania, c’è la fila per entrare all’Official Olympic Pin Trading Center, il vasto spazio celebrativo aperto al pubblico fino al 22 febbraio in via Carlo De Cristoforis 1 con una zona di vendita e scambio per scoprire la collezione di spille Looney Tunes x Olympics di Honav USA. Mario Simonson, licenziatario esclusivo delle spillette per i Giochi olimpici spiega come nasce il collezionismo.

“È iniziato molto tempo fa, quando gli atleti collezionavano spille e le scambiavano con atleti di altri paesi ed è così che è iniziato tutto. Ad ogni atleta vengono date delle spille, quando arrivano ai Giochi, le scambiano. Da allora è diventato un fenomeno”.

Arrivano collezionisti da tutto il mondo con le loro borse piene di spillette coloratissime. Si guarda, si discute, si conoscono persone da altri Paesi, si fa amicizia, il tutto nel più autentico spirito olimpico.

“Colleziono spille dalle Olimpiadi del 1984, ne ho migliaia e migliaia. I miei temi principali sono Olimpiadi e Coca-Cola. Tutte le persone che sono qui dimostrano che anche l’Italia si sta appassionando al fenomeno, ma devono ancora imparare. Io sono del Team Babbo Natale, che è senza confini, senza politica, solo tifo, tutti qui si qualificano e vincono”, racconta questo simpatico collezionista americano.

Nello spazio organizzato da Warner Bros. Discovery vicino a Piazza Gae Aulenti si possono acquistare i pin Looney Tunes dedicati ai Giochi Olimpici Invernali e le spille ufficiali di Milano Cortina. La sfida al collezionismo è aperta.

“Ci sono persone da tutto il mondo che vengono ai Giochi. Ed è ciò che in un certo senso porta a tutto questo. Energia da parte di tutti, non devi parlare la stessa lingua per scambiare una spilla. Ecco perchè crediamo che sarà un successo”, conclude Mario Simonson.

Lavoro, l’AI ridisegna il mercato: 30 professioni a rischio

Roma, 6 feb. (askanews) – Mia Academy presenta l’AI Shock Index, un nuovo indicatore che misura l’esposizione delle professioni all’Intelligenza Artificiale Generativa. A rischio contabili, back office e customer service. In forte aumento la domanda di specialisti AI, con retribuzioni che superano i 120 mila euro.

L’AI Shock Index Report, realizzato da Mia Academy, introduce un indicatore proprietario in grado di classificare il rischio di automazione delle professioni su una scala da 1 a 5, sulla base di ripetitività delle mansioni, livello di adozione tecnologica dei settori e trend di mercato.

Secondo l’analisi, l’AI non si limita più a sostituire mansioni manuali o operative, ma risale la catena del valore, incidendo sui ruoli amministrativi e di servizio. Al livello 5 (rischio critico) rientrano professioni considerate altamente automatizzabili: addetti al data entry e alle trascrizioni, operatori di telemarketing e customer service via email, addetti alla verifica documentale e alla gestione degli archivi. Al livello 4 (rischio alto) figurano ruoli chiave dell’organizzazione aziendale tradizionale, come impiegati amministrativi di back office, contabili junior, operatori di sportello, addetti alle prenotazioni di viaggio, cassieri e addetti al controllo qualità.

“In molti casi non si assiste a una sostituzione immediata, ma a un progressivo svuotamento delle mansioni”, spiegano gli analisti di Mia Academy. “Un fenomeno che riduce il valore economico dei ruoli e ne aumenta la precarietà”.

Il report evidenzia una crescente polarizzazione: mentre alcune professioni vengono compresse dall’automazione, altre registrano una domanda in forte espansione. Le figure specializzate in Intelligenza Artificiale Generativa risultano tra le più richieste.

Tra i profili emergenti figurano Generative AI Specialist, AI Ethicist, AI Risk Manager e MLOps Engineer. La scarsità di competenze ha generato un premio salariale medio del +56% rispetto ai ruoli tradizionali.

A livello internazionale, un Senior AI Engineer percepisce in media 106 mila dollari annui, mentre un Generative AI Specialist può superare i 120 mila dollari. In Italia, le retribuzioni per figure junior partono da circa 34.700 euro, con prospettive di crescita più rapide rispetto alla media del mercato.

Secondo Mia Academy, la risposta alla trasformazione in atto passa dal reskilling. Le competenze chiave riguardano sia l’ambito tecnico – data analysis, machine learning, programmazione e governance dei sistemi AI – sia quello trasversale, con creatività, pensiero critico e intelligenza emotiva sempre più centrali.

“L’AI Shock Index non è una previsione catastrofica, ma uno strumento di orientamento”, afferma Antonio Santoro, Direttore di Mia Academy. “Comprendere oggi l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro consente a imprese e professionisti di prendere decisioni informate e investire nelle competenze che guideranno la crescita dei prossimi anni”

Milano Cortina, Vance a Meloni: bello rivederti, Milano è bellissima

Milano, 6 feb. (askanews) – “Primo ministro Meloni è così bello incontrarti di nuovo, il suo team, essere di nuovo in questo bellissimo Paese. Amiamo l’Italia e gli italiani. Come hai detto tu abbiamo tante ottime relazioni, tante connessioni economiche e partnership. Avete fatto un grandissimo lavoro per i Giochi. La città è bellissima, mia moglie era molto contenta di venire alle Olimpiadi a Milano e da quando sono diventato vice-presidente abbiamo pensato di venire qui. Sono contento che tutto abbia funzionato, che abbiate fatto un lavoro eccezionale. Nello spirito olimpico la competizione è una competizione basata sulle regole e ritrovarsi insieme con valori condivisi e avremo una bella conversazione su molti argomenti”: lo ha detto il vice presidente degli Stati Uniti J.D. Vance, incontrando in prefettura a Milano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Poste Italiane, il TG Poste intervista Marco Balich

Roma, 6 feb. – “Il mondo ci guarda”: il direttore creativo Marco Balich racconta, a poche ore dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, la responsabilità e il valore di ideare un evento di portata globale. Il servizio del TG Poste.

Decreto Sicurezza, Novara: punire genitori aggrava la crisi educativa

Roma, 6 feb. (askanews) – “L’idea di punire i genitori per i comportamenti dei figli non è una novità, ma assume connotazioni di vera e propria crudeltà in un momento storico in cui madri e padri sono, a livello sociale e persino politico, completamente lasciati soli, privi di un sistema che sostenga, da tutti i punti di vista, le loro funzioni educative”: lo afferma Daniele Novara, pedagogista, autore di best seller e direttore del CPP, in merito alla norma riguardante i coltelli inserita nel nuovo Decreto Sicurezza.

“Mancano scuole per genitori, sportelli di ascolto per l’educazione dei figli e perfino i centri estivi devono essere pagati interamente dai genitori, se vogliono avere un minimo di respiro durante la lunga pausa scolastica italiana. Non parliamo poi degli smartphone: mentre il mondo intero legifera sia sull’età minima di utilizzo sia sui social network, il governo italiano si attarda, nonostante le numerose sollecitazioni compresa la nostra raccolta di firme, lasciando ancora una volta i genitori senza una cornice normativa all’interno della quale poter agire sul piano educativo”, aggiunge.

“Il risultato è un calo demografico spaventoso, mai visto prima, che sta causando la chiusura di molte scuole e alimentando una serie di preoccupazioni per il futuro stesso della società. In questo contesto, il governo rispolvera un’idea dal sapore grottesco: punire con una sanzione da 200 a 1.000 euro i genitori dei minori trovati in possesso di coltelli, come indicato nel decreto approvato in Consiglio dei Ministri”, continua il pedagogista. “Che scopo può avere un intervento punitivo di fronte all’estrema necessità di fornire ai genitori seri strumenti di prevenzione? Aiuti che, oggi, non esistono nemmeno a scuola: rispetto ai decenni passati, sono scomparsi i progetti sul benessere scolastico, sulla comunicazione e sulla gestione dei conflitti. Certo, esistono alcune iniziative contro il bullismo, ma si tratta di aggiornamenti delle forze dell’ordine sui rischi del cyberbullismo. Non basta”, sottolinea.

“Se il governo volesse davvero intervenire per sostenere i genitori nell’educare figli e figlie, avrebbe a disposizione un elenco sterminato di norme possibili: dall’incredibile fenomeno dei ‘baby influencer’ in età precocissima, utilizzati come strumenti di guadagno dai genitori senza alcuna considerazione del fatto che si tratta a tutti gli effetti di lavoro minorile, a chi permette ai figli di dormire con smartphone o altri dispositivi digitali, compromettendo sonno e rendimento scolastico. E l’elenco potrebbe continuare”, afferma Daniele Novara.

“L’appello al Governo è chiaro: è necessario fare una sana retromarcia su un’idea che, pur colpendo emotivamente l’opinione pubblica e risvegliando il desiderio di punizione, non risolve nulla e rischia di aggravare una situazione già estremamente critica. I genitori fragili non hanno bisogno di tribunali ma di supporto concreto nella gestione educativa dei figli”, conclude.

Ingresso gratis in musei statali per chi va al Sei Nazioni di rugby

Roma, 6 feb. (askanews) – Il grande rugby promuove il patrimonio culturale italiano. È stato siglato il protocollo d’intesa tra il Ministero della Cultura e la Federazione Italiana Rugby, teso a rafforzare il dialogo fra due linguaggi universali: l’arte e lo sport. L’iniziativa si terrà in occasione del Torneo delle Sei Nazioni, il più importante appuntamento del rugby mondiale. I possessori del biglietto per le partite della Nazionale Italiana potranno accedere gratuitamente a una selezione di musei e luoghi della cultura. Gli incontri oggetto dell’accordo sono Italia – Scozia che si disputerà domani, sabato 7 febbraio 2026 e la partita Italia – Inghilterra prevista sabato 7 marzo 2026, entrambi allo Stadio Olimpico di Roma.

Ogni possessore di un biglietto valido per le partite, insieme ad un accompagnatore, potrà accedere ai luoghi della cultura nelle giornate di venerdì, sabato e domenica della settimana coincidente con gli appuntamenti sportivi selezionati.

I musei che hanno aderito all’iniziativa sono: Galleria Corsini; Galleria Spada; Museo Boncompagni Ludovisi; Museo delle Civiltà; Museo Henrik Christian Andersen; Museo nazionale degli strumenti musicali; Museo nazionale etrusco di Villa Giulia; Palazzo Barberini; Palazzo Venezia; Terme di Caracalla.

Tutte le informazioni su modalità, luoghi e itinerari dell’iniziativa sono reperibili al link http://cultura.gov.it/rugby

Iran, colloqui indiretti in Oman per "creare le condizioni per riprendere i negoziati"

Roma, 6 feb. (askanews) – L’Oman ha agito oggi da mediatore nei colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran, che secondo il ministro degli Esteri Badr bin Hamad al Busaidi “si sono concentrati sulla possibilità di creare condizioni adeguate per la ripresa di negoziati diplomatici e tecnici”.

La fine della prima sessione di contatti non è stata confermata per ora ufficialmente, ma il convoglio della delegazione americana è stato visto allontanarsi dal sito dell’incontro.

I convogli dei due Paesierano arrivati stamattina separatamente per incontri con il ministro degli Esteri del sultanato. ump.

“Le consultazioni si sono concentrate sulla preparazione delle circostanze appropriate per riprendere i negoziati diplomatici e tecnici, assicurando l’importanza di questi colloqui alla luce della determinazione delle parti a garantirne il successo nel conseguire sicurezza e stabilità sostenibili”, si legge nell’annuncio dell’Oman.Non è ancora chiaro se quei colloqui rappresentassero la fine degli incontri per la giornata, anche se i funzionari di Mascate hanno lasciato il palazzo subito dopo gli americani.

I due Paesi sono tornati oggi in Oman, sultanato all’estremità orientale della penisola arabica, mesi dopo che i cicli di incontri precedenti erano naufragati a seguito del lancio da parte di Israele di un conflitto di dodici giorni contro l’Iran a giugno. Durante quel conflitto, gli Stati Uniti bombardarono siti nucleari iraniani, probabilmente distruggendo molte delle centrifughe che arricchivano uranio fino a livelli prossimi a quelli militari. Gli attacchi israeliani devastarono le difese aeree dell’Iran e colpirono anche il suo arsenale di missili balistici.

Lo stesso palazzo era stato utilizzato dall’Oman nei precedenti colloqui tra Iran e Stati Uniti nel 2025. I colloqui di oggi arrivano dopo una settimana caotica che inizialmente prevedeva la partecipazione di Paesi regionali a incontri in Turchia.

Funzionari statunitensi come il segretario di Stato Marco Rubio ritengono che la teocrazia iraniana sia ora al suo punto più debole dal 1979, a seguito delle proteste nazionali del mese scorso, che hanno rappresentato la più grande sfida al governo del leader supremo 86enne, il Grand Ayatollah Ali Khamenei. Le forze di Khamenei hanno risposto con una repressione sanguinosa che ha provocato migliaia di morti e decine di migliaia di arresti. E che ha innescato nuovi avvertimenti militari del presidente Trump nei confronti dell’Iran.

Con la portaerei USS Abraham Lincoln e altre navi da guerra presenti nella regione, insieme a ulteriori caccia, gli Stati Uniti hanno ora probabilmente la potenza militare per lanciare un attacco, se lo desiderassero. Tuttavia, non è affatto scontato che un attacco possa costringere l’Iran a cambiare atteggiamento o, potenzialmente, rovesciare il governo.

Nel frattempo, i Paesi arabi del Golfo temono che un attacco possa scatenare una guerra regionale che li trascini dentro. La minaccia è reale: le forze statunitensi hanno già abbattuto un drone iraniano vicino alla Lincoln e l’Iran ha tentato di fermare una nave battente bandiera americana nello Stretto di Hormuz.

“Il presidente Trump cerca di mettere alle strette l’Iran affinché raggiunga una soluzione negoziata, costringendo i suoi leader a fare concessioni sull’accordo nucleare”, ha detto Alissa Pavia, membro dell’Atlantic Council, “Gli iraniani, d’altra parte, sono indeboliti dopo anni di guerre per procura, crisi economica e disordini interni. Trump è consapevole di questa vulnerabilità e spera di usarla per ottenere concessioni e fare progressi verso un rinnovato accordo nucleare”.

Resta ancora da chiarire ambito, natura e partecipanti ai colloqui di Mascate. I funzionari alle frontiere dell’Oman giovedì hanno mostrato particolare attenzione verso chiunque portasse telecamere nel sultanato prima dei negoziati.

Dal lato iraniano, Araghchi è arrivato di notte insieme a diversi diplomatici iraniani, ha riportato l’agenzia statale Irna. Araghchi ha scritto su X che “l’Iran entra nella diplomazia con occhi aperti e con una memoria lucida dell’anno passato”.

“Gli impegni devono essere rispettati”, ha aggiunto, “Parità di posizione, rispetto reciproco e interesse reciproco non sono retorica: sono una necessità e i pilastri di un accordo duraturo”.

In vista dell’incontro, un alto consigliere di Khamenei è sembrato offrire il sostegno della teocrazia al diplomatico di carriera di 63 anni. Araghchi “è un negoziatore esperto, strategico e affidabile ai massimi livelli decisionali e dell’intelligence militare”, ha scritto Ali Shamkhani su X, “I soldati della nazione nelle forze armate e i generali della diplomazia, agendo su ordine del Leader, salvaguarderanno gli interessi della nazione”.

Dal lato statunitense, i colloqui sembravano essere guidati dall’inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff, un miliardario di 68 anni nel settore immobiliare di New York e amico di vecchia data di Trump. Con Witkoff nel viaggio in Medio Oriente anche Jared Kushner, genero di Trump, che nelle ultime settimane ha condiviso proposte per la Striscia di Gaza e ha partecipato a colloqui trilaterali con Russia e Ucraina ad Abu Dhabi all’inizio della missione.

I due avevano viaggiato da Abu Dhabi al Qatar giovedì sera per incontri, come ha riportato la tv satellitare araba al Jazeera. Il Qatar, che condivide con l’Iran un giacimento offshore di gas naturale nel Golfo Persico, ospita anche una grande installazione militare statunitense che l’Iran ha attaccato durante la guerra di giugno.

Non è chiaro quali termini l’Iran sia disposto a negoziare nei colloqui. Teheran ha ribadito che questi colloqui riguarderanno solo il suo programma nucleare. Tuttavia, Al Jazeera ha riferito che diplomatici di Egitto, Turchia e Qatar hanno offerto all’Iran una proposta secondo cui Teheran sospenderebbe l’arricchimento per tre anni, invierebbe il suo uranio altamente arricchito fuori dal Paese e si impegnerebbe a “non avviare l’uso di missili balistici”.

La Russia aveva segnalato la disponibilità a prendere l’uranio, ma Shamkhani, in un’intervista all’inizio della settimana, aveva detto che mettere fine al programma o spedire l’uranio erano soluzioni inaccettabili. Nel frattempo, i colloqui non includerebbero alcun impegno dell’Iran riguardo al suo cosiddetto “Asse della Resistenza”, rete di milizie nella regione alleata di Teheran come deterrente sia contro Israele sia contro gli Stati Uniti. Tuttavia, gli attacchi israeliani contro queste milizie durante la guerra contro Hamas nella Striscia di Gaza hanno decimato la rete.

Rubio, il segretario di stato americano, ha dichiarato che i colloqui devono includere tutte queste questioni. “Penso che affinché i colloqui portino a risultati significativi, dovranno includere determinati aspetti e questo comprende l’insieme dei loro missili balistici”, ha dichiarato Rubio ai giornalisti, “Include il loro sostegno a organizzazioni terroristiche nella regione. Include il programma nucleare, e include il trattamento del proprio popolo”.

Ha aggiunto: “Non sono sicuro che si possa raggiungere un accordo con questi soggetti, ma cercheremo di scoprirlo”.

Milano Cortina, Buonfiglio: l’Italia è già sul tetto del mondo

Milano, 6 feb. (askanews) – “Il primo risultato l’abbiamo già avuto, ed è che l’Italia è sul tetto del mondo. Ci saranno oltre 2 miliardi di persone che seguiranno la Cerimonia d’apertura. Il secondo risultato è la soddisfazione di tutti gli atleti e le atlete al villaggio olimpico, la terza soddisfazione è che finalmente ci siamo resi conto che i grandi eventi migliorano noi e migliorano la nazione. Quarto, le federazioni dello sport invernale e del ghiaccio hanno lavorato in una maniera incredibilmente professionale. La preparazione olimpica coordinata dal segretario generale Carlo Mornati è stata vicina sia in termini di logistica sia in termini di istituto di medicina. Siamo pronti. Questa era la frase che volevate sapere. Siamo pronti. Siamo pronti e quello che ho chiesto e che chiedo alle atleti e gli atleti è di fare quello che sanno fare, che in queste circostanze giocando in casa con tante pressioni diventa difficile, ma quando tu riesci a isolarti dal contesto e quindi riuscire a superare il limite, perché quindi chi riesce a superare il limite diventa protagonista, e allora questa è la fase giusta, come la sera prima degli esami: però abbiamo studiato, quindi siamo tesi ma abbiamo studiato”. Lo ha detto il presidente del CONI Luciano Buonfiglio a margine dell’inaugurazione di Casa Italia in Triennale a Milano.

Referendum, Nordio: se vince il ‘Sì’ subito norme attuative condivise

Roma, 6 feb. (askanews) – “Se dovesse vincere il sì, il giorno seguente noi siamo già pronti a discutere con voi, con i magistrati, con il mondo accademico, la possibilità di norme attuative che siano il più possibile condivise”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio dall’inaugurazione dell’anno giudiziario degli avvocati penalisti italiani. “Se vinceremo, come penso, noi apriremo subito un dialogo, anche con la magistratura, con il mondo accademico, rispetto alle norme di attuazione che avranno la loro importanza. Se dovessimo perdere ne prenderemo atto con rispetto della volontà degli elettori, ma il governo in Parlamento continuerebbe fino alla fine, secondo la naturale conclusione della legislatura. Quindi si illudono quelli di poter pensare che un eventuale no potesse avere gli effetti che ebbe anni fa con il referendum di Renzi”. Lo ha detto il ministro Nordio parlando alla inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti.

Mattarella inaugura Casa Italia: porta d’ingresso e quintessenza

Milano, 6 feb. (askanews) – “In questa felice circostanza delle Olimpiadi invernali in Italia, Casa Italia assume un altro significato, quello di una porta d’ingresso in Italia, quello di un luogo che esprime la quintessenza dell’Italia, dei suoi caratteri, della sua cultura, del suo stile di vita”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, inaugurando Casa Italia in Triennale a Milano.

“Siamo a poche ore dall’apertura dei Giochi – ha aggiunto il Capo dello Stato – e quindi l’emozione va crescendo, l’attesa va crescendo ed è un motivo di grande soddisfazione vedere l’Italia al centro di una dimensione così importante della vita internazionale come quello dello sport. Casa Italia ha anche questo significato di benvenuto a quelli che verranno nel nostro Paese, non soltanto nei luoghi delle gare, ma anche altrove, come è verosimile e il benvenuto esprime in realtà la vocazione italiana al dialogo, alla concordia, alla collaborazione. Complimenti per Casa Italia, auguri”.

Milano-Cortina, la cerimonia che celebra il racconto dell’Italia

Roma, 6 feb. (askanews) – Il racconto dell’Italia contemporanea seguendo il filo dell’armonia: tra città e montagne, tradizione e innovazione, identità locali e respiro globale. Si comincia. Questa sera alle ore 20 inizierà la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, la prima organizzata in più città: la parte più importante sarà allo stadio San Siro di Milano, al canto d’addio prima dell’abbattimento e ristrutturazione che lo proietterà verso l’Europeo di calcio del 2032. L’intera organizzazione è stata affidata a Marco Balich, considerato il mago delle cerimonie olimpiche.. In modi diversi ha contribuito a farne 16. Il tema scelto per caratterizzare questa cerimonia è l’armonia. Secondo Balich la cerimonia dovrà parlare a tutti, con messaggi chiari, universali e spettacolari: “Deve essere comprensibile anche a un quattordicenne del Kazakistan che non sa nulla dell’Italia e senza trasformare tutto in banale esercizio intellettuale”. E allora cantanti, attori e ballerini che cercheranno di raccontare e celebrare la cultura italiana e in generale l’Italia, ma ci saranno eventi anche a Cortina d’Ampezzo, a Livigno e a Predazzo, sedi di alcune gare. Anche quella di Milano Cortina, come tutte le cerimonie di apertura olimpiche, è uno degli eventi più attesi delle Olimpiadi: si stima che sarà seguita da oltre due miliardi di persone in tutto il mondo. Oltre alle esibizioni, i momenti più importanti saranno la sfilata degli atleti divisi per nazione, la dichiarazione di apertura delle Olimpiadi da parte del capo di Stato, in questo caso Sergio Mattarella, e l’accensione del braciere, che per queste Olimpiadi non sarà uno, ma due. Protagoniste le musiche di Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini, Giacomo Puccini. Tra i cantanti ci saranno Mariah Carey che canterà “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, il tenore Andrea Bocelli canterà “Nessun dorma” della Turandot, opera di Giacomo Puccini, mentre la mezzosoprano Cecilia Bartoli si esibirà con il pianista cinese Lang Lang. Laura Pausini canterà l’inno di Mameli, ma in playback. Non si sa cosa canterà il rapper Ghali, annunciato tra i cantanti. Come ha spiegato in un post piuttosto polemico diffuso su Instagram, inizialmente gli era stato proposto di cantare l’inno di Mameli, poi di recitare una poesia sulla pace. “o anche perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro”, ha scritto. L’invito a Ghali era stato criticato in particolare dalla Lega che lo aveva definito un odiatore della destra per le sue prese di posizione. Tra gli attori ci saranno Sabrina Impacciatore, Pierfrancesco Favino e la comica Brenda Lodigiani, che racconterà in modo ironico la tipica gestualità italiana. La modella Vittoria Ceretti omaggerà lo stilista Giorgio Armani, morto lo scorso anno. È prevista la presenza anche dell’astronauta Samantha Cristoforetti. L’attrice Matilda De Angelis sarà la voce narrante dell’intera cerimonia. In totale circa 1.300 persone saranno coinvolte nello spettacolo tra professionisti e volontari provenienti da 27 paesi, oltre a 950 lavoratrici e lavoratori tra cui 110 truccatori e 70 parrucchieri. Sono oltre 1.400 i costumi realizzati appositamente per la cerimonia. Il viaggio della fiamma olimpica si concluderà con l’accensione dei due bracieri, uno all’Arco della Pace nel centro di Milano e l’altro in piazza Dibona a Cortina d’Ampezzo. Come da tradizione, non si sa ancora chi saranno gli ultimi tedofori: secondo le indiscrezioni potrebbero essere gli ex campioni di sci Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, ma si è fatto anche il nome di un altro ex campione italiano, Gustav Thoeni, e della sciatrice Sofia Goggia. I portabandiera invece saranno quattro e sono già stati scelti: a Milano Federico Pellegrino, uno dei più forti sciatori di fondo italiani, e Arianna Fontana, una delle pattinatrici più forti al mondo nella disciplina dello short track, che era già stata portabandiera italiana alle Olimpiadi invernali del 2018. Per Cortina saranno invece Amos Mosaner, il primo giocatore di curling con cui l’Italia ha vinto l’oro (insieme a Stefania Constantini, nel doppio misto), e Federica Brignone, tra le più forti sciatrici italiane e reduce da un grave infortunio. Saranno una cinquantina i capi di Stato e di governo presenti alla cerimonia. Oltre ovviamente a Sergio Mattarella, parteciperà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme a molti ministri. È già arrivato a Milano il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance con il segretario di Stato Marco Rubio. Il Regno Unito sarà rappresentato dalla principessa Anna, sorella di Re Carlo. La cerimonia sarà trasmessa in diretta su Rai 1 partire dalle 20, in diretta streaming su RaiPlay, ma anche sui canali Eurosport 1 e 2, disponibili su Discovery+, HBO Max, Dazn e altre piattaforme di streaming.

I deputati Sasso e Ziello lasciano la Lega: aderiamo a Futuro Nazionale di Vannacci, è destra vitale

Roma, 6 feb. (askanews) – Rossano Sasso e Edoardo Ziello hanno deciso di lasciare la Lega e passeranno al gruppo Misto della Camera per aderire al partito di Roberto Vannacci: Futuro nazionale.

“Esco dalla Lega e scelgo di seguire il generale Roberto Vannacci nella sua battaglia identitaria e sovranista. Memento audere semper”, ha scritto sui social Sasso. “Sono costretto a dimettermi da un partito che continua a tradire la fiducia degli italiani e di aderire a Futuro Nazionale. Un progetto di destra seria e vitale che non vuole far tornare la Sinistra al governo del generale, Roberto Vannacci. Ad maiora!”, afferma Ziello.

Dietro l’angolo c’era il voto sul dl Ucraina, su cui i due deputati avevano annunciato e poi hanno presentato un emendamento per il no all’invio di armi a Kiev. Una posizione in dissenso con il gruppo come aveva esplicitato lo stesso capogruppo del partito di Matteo Salvini, Riccardo Molinari, e come peraltro evidenzia Ziello nel suo post.

“Il capogruppo della Lega, Molinari, ha dichiarato che il mio emendamento al Dl Ucraina, volto ad interrompere gli invii di forniture militari, a favore dell’esercito di Zelensky, non rappresenta, in alcun modo, la linea del partito”, scrive Ziello. E poi aggiunge: “l’ex ministro del Turismo della Lega, Massimo Garavaglia, ha aggiunto che, presentando un emendamento con tale contenuto, mi sarei ‘autoescluso’ dal partito. In tutto questo – sottolinea – il segretario del partito, Salvini, non ha battuto ciglio, dimostrando, ancora una volta, che la sua presunta contrarietà all’invio di armamenti a Kiev sia solo una terribile messinscena volta, esclusivamente, ad un mero calcolo elettorale, ma gli italiani non hanno l’anello al naso”. Per l’ormai ex leghista il partito ha assunto “sempre di più le sembianze di un Giano Bifronte che non riesce ad essere più credibile visto che è diventato tutto e il contrario di tutto”.

Stessa critica verso una “svolta” di Salvini arriva da Sasso che esce dalla Lega, dice, “per ragioni politiche, in dissenso con un gruppo che non sento più mio e nel quale sento di non essere più utile”, che ritiene abbia abbandonato un “progetto politico rivoluzionario, identitario e sovranista…Oggi quel progetto per me non esiste più”. Non “sono compatibile” con questa “svolta” ed “esco dalla Lega e scelgo di seguire il generale Roberto Vannacci”, conclude.

Senato, opposizioni a La Russa: intervenga su ostruzionismo maggioranza

Roma, 6 feb. (askanews) – I presidenti dei gruppi parlamentari di opposizione a palazzo Madama hanno inviato una lettera al presidente del Senato, Ignazio La Russa, per chiedergli di rivedere il calendario dei lavori d’aula delle prossime settimane. Nella lettera Francesco Boccia (Pd), Stefano Patuanelli (M5S), Raffaella Paita (Iv) e Peppe De Cristofaro (AVS-Misto) riconoscono “il valore dello sforzo compiuto per un programmazione a medio-lungo termine dei lavori dell’Aula del Senato, che riteniamo utile e funzionale al buon andamento dell’attività parlamentare. Proprio per questo, pur mantenendo alcune riserve che le abbiamo già rappresentato, i Gruppi di opposizione non si sono opposti all’approvazione unanime del calendario dei lavori fino al mese di ottobre, deliberato nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi del 27 dicembre scorso”.

“Tuttavia – sottolineano – non possiamo non segnalarle criticità ormai evidenti, riconducibili a un atteggiamento ostruzionistico della maggioranza, evidentemente ostacolata dalle proprie stesse divisioni, che colpisce anche temi di interesse generale e che rischia di svuotare di significato il lavoro. A preoccuparci è soprattutto la difficoltà della stessa maggioranza a rispettare il calendario proposto e approvato anche per provvedimenti di propria iniziativa parlamentare. Nella prossima settimana, infatti, non approderanno in Aula, pur essendo formalmente calendarizzati, né la riforma della Rai (Ddl n. 162 e abbinati), né i provvedimenti sulla rigenerazione urbana (Ddl n. 29 e abbinati), a causa dei ritardi accumulati nelle commissioni e soprattutto dalla lampante e crescente difficoltà delle forze politiche che compongono la maggioranza a trovare un’intesa parlamentare se non davanti alla richiesta di voti di fiducia su provvedimenti governativi”.

“Soprattutto – prosegue la missiva dei quattro capigruppo – per il primo dei provvedimenti menzionati (che – per inciso – dovrebbe recepire il regolamento Ue c.d. Media Freedom Act con quasi due anni di ritardo) è di tutta evidenza come i lavori della commissione competente stiano risentendo di uno stallo tutto politico, tutto interno alla maggioranza, che sta impedendo funzionamento, rinnovo e riforma della governance della Rai (cui fa riferimento anche la nostra ultima lettera del 15 gennaio u.s.). Si delinea così un quadro nel quale l’Aula resta sostanzialmente ferma, in attesa esclusiva dell’iniziativa del Governo, tra decreti-legge e voti di fiducia, con un evidente ridimensionamento del ruolo del Parlamento e della sua funzione legislativa”.

“Come opposizioni – sottolineano Boccia, Patuanelli, Paita e De Cristofaro – non intendiamo rassegnarci a questa deriva e confidiamo che su questo terreno possa incontrarsi anche la Sua attenzione istituzionale. Per queste ragioni Le chiediamo, con spirito costruttivo: – di intervenire presso la maggioranza e i Presidenti delle Commissioni affinché sia data tempestiva attuazione alle decisioni assunte in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, consentendo un esame effettivo e celere dei disegni di legge in calendario, con specifico riguardo a quelli di iniziativa delle opposizioni; – di riprogrammare quanto prima una settimana dedicata ai lavori delle Commissioni, alla luce dei noti eventi che ne hanno impedito lo svolgimento nella settimana appena trascorsa; – di calendarizzare, già dalla prossima settimana, la discussione della mozione n. 1-00164 sul tema dei rincari e del caro vita”.

Meloni con Vance: condividiamo sistema valori Occidente

Milano, 6 feb. (askanews) – “Do il benvenuto al vicepresidente J.D. Vance e al segretario di Stato Marco Rubio. Sono qui per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi ma è anche una occasione per confrontarci sulle nostre relazioni bilaterali. Italia e Stati Uniti intrattengono rapporti molto significativi da sempre, stiamo lavorando su molte questioni bilaterali ovviamente di rafforzamento della nostra cooperazione ma anche sugli altri dossier internazionali che sono aperti. Ci siamo incontrati col vicepresidente l’ultima volta a Roma in occasione dell’inaugurazione del papato di papa Leone e oggi ci incontriamo di nuovo per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi. Sono due eventi che raccontano un sistema di valori che tengono insieme Europa e Stati Uniti, che tengono insieme l’Occidente, che è alla base ovviamento della nostra cooperazione, della nostra amicizia e del futuro che vogliamo costruire insieme”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ricevendo in prefettura a Milano il vice presidente Usa J.D. Vance.

Mattarella inaugura Casa Italia: è porta d’ingresso a nostro Paese

Milano, 6 feb. (askanews) – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha tagliato il nastro e inaugurato Casa Italia a Milano, quartier generale milanese della spedizione italiana ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina. “In questa felice circostanza delle Olimpiadi invernali in Italia – ha detto il Capo dello Stato dal palco – Casa Italia rappresenta una porta d’ingresso all’Italia, un luogo che esprime l’essenza stessa dell’Italia, del suo carattere, della sua cultura”.

“Siamo a poche ore dall’apertura dei Giochi, l’emozione va crescendo, l’attesa va crescendo, ed è un motivo di grande soddisfazione vedere l’Italia al centro di una dimensione così importante della vita internazionale quale è quella dello sport”, ha aggiunto il capo dello Stato.

Mattarella ha ringraziato chi ha organizzato questi Giochi e ha ricordato il senso di queste Olimpiadi: “Esprimono – ha detto – il benvenuto a tutti quelli che verranno. Casa Italia ha anche questo significato di benvenuto nel nostro Paese a chi verrà non soltanto nei luoghi delle gare, ma anche altrove, come è verosimile, è questo benvenuto rappresenta la vocazione italiana al dialogo, alla concordia e alla collaborazione”.

Il Papa: riscoprire e rispettare la Tregua olimpica, strumento di speranza

Roma, 6 feb. (askanews) – “Opportunamente, la Tregua olimpica è stata riproposta in tempi recenti dal Comitato Olimpico Internazionale e dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In un mondo assetato di pace, abbiamo bisogno di strumenti che pongano ‘fine alla prevaricazione, all’esibizione della forza e all’indifferenza per il diritto’. Incoraggio vivamente tutte le Nazioni, in occasione dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici invernali, a riscoprire e a rispettare questo strumento di speranza che è la Tregua olimpica, simbolo e profezia di un mondo riconciliato”. Così Papa Leone XIV in un passaggio della sua lettera “La Vita in Abbondanza” sul valore dello Sport, pubblicata oggi.

Olimpiadi, la torcia olimpica riparte per l’ultima tappa

Milano, 6 feb. (askanews) – La torcia olimpica è a Milano, in direzione Arco della Pace, dove verrà acceso il braciere olimpico che resterà vivo per tutta la durata delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Le immagini del passaggio della fiaccola nel primo tratto della giornata (viale Pirelli-Zara).

Mattarella inaugura Casa Italia: è porta d’ingresso al nostro Paese

Milano, 6 feb. (askanews) – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha tagliato il nastro e inaugurato Casa Italia a Milano, quartier generale milanese della spedizione italiana ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina. “In questa felice circostanza delle Olimpiadi invernali in Italia – ha detto il Capo dello Stato dal palco – Casa Italia rappresenta una porta d’ingresso all’Italia, un luogo che esprime l’essenza stessa dell’Italia, del suo carattere, della sua cultura”.

Sicurezza, Meloni: Crosetto lavora per assumere altri 12mila carabinieri

Roma, 6 feb. (askanews) – “Nell’ambito del rafforzamento dell’operazione Strade Sicure, i carri leggeri dell’esercito Puma arrivano anche alla stazione Rogoredo di Milano. Allo stesso tempo, nel Decreto Sicurezza approvato ieri il Ministro Piantedosi ha inserito diverse norme per velocizzare l’assunzione di migliaia di nuovi agenti, e il Ministro Crosetto lavora per rafforzare il presidio su strada con circa 12mila carabinieri ausiliari. Non ci arrendiamo!”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni pubblicando il video della sua visita questa mattina a carabinieri e soldati impegnati nella stazione di Rogoredo.

Pd, Schlein: possiamo vincere elezioni, serve rispetto reciproco

Roma, 6 feb. (askanews) – “Noi possiamo vincere le prossime elezioni, sono convinta che il lavoro che ci aspetta vada esattamente in questa direzione. Non a caso vogliono cambiare le regole del gioco. Per questo chiedo a tutti il massimo rispetto reciproco e il massimo impegno”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein concludendo il suo intervento alla direzione del partito. “Ci abbiamo messo tre anni a ricostruire una coalizione uguale in tutte le regioni. Ora i sondaggi indicano che la partita è aperta. La nostra linea testardamente unitaria ha portato risultati concreti che sono di tutto il partito sia dalla maggioranza che dalla minoranza”.

Ha aggiunto la Schlein: “Ci sono stata anche io in minoranza in questo partito, in un tempo in cui purtroppo a volte veniva sbeffeggiata. Per questo io vi chiedo – e pretendo – rispetto per tutti dentro questo partito, soprattutto per chi ha un’idea diversa dalla maggioranza”.

Ma “al contempo chiedo di rispettare il fatto che il partito ha una maggioranza con una linea chiara. Si può essere d’accordo o non d’accordo, ma è sbagliato dar l’idea fuori che il Pd abbia linee diverse perché ne ha una sola con cui appunto si può essere d’accordo o meno, ma una non due non tre e non nessuna questo è un principio fondamentale che deve tenere nel rispetto di tutti anche di chi ha un’idea diversa deve tenere insieme la nostra comunità plurale”.

TikTok accusata dalla Ue di violare le regole Dsa: "Crea dipendenza"

Roma, 6 feb. (askanews) – La Commissione europea e interviene anche su TikTok: l’esecutivo comunitario ha riferito che in base a una indagine preliminare il social sembra aver violato le regole del Digital Services Act mediante contenuti che “creano dipendenze, tramite sistemi come lo scroll senza fine, l’autoplay, le notifiche ‘push’ e il sistema di raccomandazioni personalizzate”.

Secondo la commissione Ue, “TikTok non ha adeguatamente valutato come queste caratteristiche che creano dipendenza possano danneggiare il benessere fisico e mentale dei suoi utenti, inclusi i minori e gli adulti vulnerabili”.

“Per esempio, premiando costantemente gli utenti con nuovi contenuti, certe caratteristiche di TikTok alimentano un senso di urgenza per continuare a scorrere (i video) e mettendo il cervello degli utenti in modalità pilota automatico. Ricerche scientifiche – prosegue la Commissione con un comunicato – mostrano che questo può portare a comportamenti compulsivi e ridurre l’autocontrollo degli utenti”.

Quello di oggi è solo l’ultimo degli interventi effettuati dalla Commissione sulle big tech in base alle normative del Dsa. Questo pacchetto di regole è oggetto di un contenzioso con gli Stati Uniti, di recente è stato additato dai repubblicani con uno studio, che accusa la Ue di censura per l’uso che fa di queste norme. Accuse seccamente respinte da Bruxelles.

Tornando al caso di TikTok, secondo gli accertamenti effettuati dalla Commissione “sembra omettere di attuare misure ragionevoli, proporzionate ed efficaci per mitigare i rischi derivanti dalle sue caratteristiche che creano dipendenza”. Ad esempio, vengono citate le caratteristiche degli strumenti di controllo parentale e quelle di gestione del tempo “che non sembrano efficaci nel consentire agli utenti di ridurre e controllare il loro uso di TikTok”.

Questi risultati dell’indagine preliminare non pregiudicano gli esiti della procedura in corso. Ora TikTok ha la possibilità di esercitare i suoi diritti di difesa, prosegue la Commissione, esaminando i documenti e rispondendo a questi rilievi preliminari. Se queste valutazioni dovessero risultare confermate, la Commissione potrà sancire il non rispetto delle regole e eventualmente comminare sanzioni fino al 6% del fatturato globale della società.

"Next to Normal" all’STM Studio: viaggio emotivo ‘phone-free’ al TAM

Milano, 6 feb. (askanews) – Cosa c’è di normale nel dolore? La vera domanda che sorge dopo uno spettacolo intenso e dirompente non può che essere questa. E in un’epoca dominata da notifiche e schermi luminescenti, il TAM Teatro Arcimboldi offre un’oasi rara: un teatro che si vive pienamente, senza cellulari. All’ingresso dello STM Studio, il pubblico consegna il proprio smartphone in una busta sigillata, un rituale semplice ma rivoluzionario che trasforma la platea in un’isola di attenzione assoluta.

Qui, “Next to Normal”, il pluripremiato musical di Tom Kitt e Brian Yorkey, esplode in tutta la sua potenza emotiva, raccontando con crudezza e poesia, armonia e rotture, la lotta di Diana Goodman contro il disturbo bipolare e i traumi familiari. Un dolore molto femminile, intenso e dominante che diventa un fantasma per tutti coloro che la amano.

La regia di Costanza Filaroni, con l’adattamento magistrale di Marco Iacomelli, è un capolavoro di equilibrio: fluida, intensa, con transizioni sceniche che amplificano il dramma psicologico senza mai appesantire. Le luci e le proiezioni dialogano alla perfezione con la partitura musicale, creando un’atmosfera intima e avvolgente nello spazio compatto ma versatile dello STM Studio. Ma è il cast a rubare la scena: gli attori, capitanati da una strepitosa interprete nel ruolo di Diana – dal timbro vocale straziato e autentico – incarnano personaggi complessi con una naturalezza disarmante. Ogni nota, ogni gesto, trasuda verità, rendendo lo spettacolo un’esperienza catartica che arriva dritta al cuore.

Ma ciò che rende indimenticabile questa serata è proprio il TAM Teatro Arcimboldi e la sua politica no-cellulari. In un mondo iperconnesso, sigillare il telefono significa riconquistare il tempo per immergersi davvero: commozioni genuine, sospiri condivisi durante i momenti più tesi, applausi scroscianti senza filtri Instagram. Lo STM Studio, con la sua acustica impeccabile e l’atmosfera raccolta, eleva il tutto a un lusso – quello di una serata teatrale viva, respirante, lontana da vibrazioni e selfie. In un Arcimboldi che continua a reinventarsi come tempio della musicalità italiana, “Next to Normal” non è solo uno spettacolo: è un invito a spegnere il mondo esterno per accendere l’attenzione sull’essere umano.

Il musical vincitore del Premio Pulitzer e Tony Award, Next to Normal, rimane in scena a Milano allo STM Studio del TAM Teatro Arcimboldi sino al 15 marzo 2026. Prodotto da STM Live e Show Bees, l’opera offre l’esperienza “phone-free” a soli 98 spettatori alla volta. Cast Principale: Gaia Carmagnani (Diana), Iacopo Cristiani (Gabe), Jacopo Ferrari (Henry), Francesco Iaia (Dr. Madden/Fine), Francesca Taggi (Natalie), Giuseppe Verzicco (Dan). Regia: Costanza Filaroni.

(di Cristina Giuliano)

Referendum, Schlein: riforma serve a governo per ‘far vedere chi comanda’

Roma, 6 feb. (askanews) – “Questa riforma serve a chi governa e vorrebbe sostituirsi ai giudici, ‘adesso vi facciamo vedere chi comanda’”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla direzione Pd. “Non è un caso che Tajani parli di sottrarre ai pm il controllo della polizia giudiziaria, così sarà ancora più chiaro che il pm non sarà più indipendente dal governo”.

“Noi – ha aggiunto la Schlein – abbiamo un’altra idea di democrazia, che non è un assegno in bianco per cinque anni a chi prende un voto in più”.

Bce, gli economisti del settore privato stimano inflazione stabile al 2%

Roma, 6 feb. (askanews) – Previsioni di inflazione stabile mentre migliorano marginalmente quelle sulla crescita economica per quest’anno, secondo l’insieme di economisti e analisti del settore privato nell’area euro, secondo l’ultimo sondaggio condotto dalla Banca centrale europea. Per il carovita, gli esperti del settore privato prevedono 2% su quest’anno, sul prossimo e anche nel 2028, in linea con l’obiettivo della stessa Bce.

Per la crescita economica si attendono +1,2% quest’anno, +1,4% il prossimo e +1,3% nel 2028. Nel precedente sondaggio stimavano una crescita dell’1,1% quest’anno. Immutate anche le attese sulla disoccupazione: 6,3% quest’anno, 6,2% il prossimo è 6,1% nel 2028.

Le previsioni in questione non sono quelle della stessa Bce, ma appunto una media di quelle di analisti di banche e finanziarie private (Survey of professional forecasters). Questa ultima edizione del sondaggio è stata effettuata tra il 7 e il 12 gennaio, riporta l’istituzione di Francoforte, coinvolgendo 62 esperti.

Russia, attentato ad un alto ufficiale dei servizi militari, chi è Alekseyev

Roma, 6 feb. (askanews) – E’ un alto ufficiale dell’intelligence militare russa Vladimir Alekseyev, il generale tenente rimasto ferito stamattina da diversi colpi di arma da fuoco sparati da uno sconosciuto sul Volokolamskoe Shosse, grande arteria viaria nel Nord Ovesti di Mosca. Le autorità russe hanno aperto un’indagine per tentativo di assassinio. L’attentato allunga una serie di attacchi contro funzionari e rappresentanti delle strutture di sicurezza russe che hanno accompagnato la guerra in Ucraina.

Alekseyev, ferito presso la sua abitazione, è dal 2011 il primo vicecapo della Direzione principale dello Stato maggiore del Ministero della Difesa, unità prima conosciuta come GRU, centro nevralgico dei servizi militari. In pratica, ricopre uno dei ruoli più sensibili nell’apparato di sicurezza russo, alle dirette dipendenze del capo del GRU, Igor Kostjukov che nei giorni scorsi ha guidato la delegazione russa ai colloqui trilaterali con Ucraina e Stati Uniti ad Abu Dhabi. Stamane è stato trasportato in ospedale senza fornire dettagli sulle sue condizioni, ma secondo indiscrezioni riportate da diversi canali Telegram russi è grave.

Vladimir Alekseyev è nato nella regione di Vinnycja, in Ucraina. Secondo fonti mediatiche, sarebbe stato uno dei principali coordinatori delle formazioni “volontarie” russe impiegate nella guerra in Ucraina.

Nel giugno 2023 ha preso parte, insieme al vice ministro della Difesa Yunus-Bek Yevkurov, ai negoziati con il fondatore del gruppo Wagner, Evgeny Prigozhin, per farlo retrocedere dal tentativo di ammutinamento, episodio che ha segnato una delle più gravi crisi interne per la leadership militare russa dall’inizio della guerra. Prigozhin è poi morto in un misterioso incidente che ha visto precipitare il suo jet privato due mesi più tardi.Secondo la Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa ucraino (GUR), Alekseyev sarebbe inoltre responsabile di attività legate alla preparazione dei dati operativi per attacchi missilistici e aerei contro il territorio ucraino, nonché della legittimazione dell’occupazione russa attraverso l’organizzazione dei cosiddetti referendum nelle aree occupate.

Milano-Cortina, stasera la cerimonia di inaugurazione

Roma, 6 feb. (askanews) – Questo il programma di oggi, venerdì 6 settembre delle OLimpiadi invernali di Milano-Cortina 09:00 – Salto con gli sci – Prova femminile, trampolino piccolo 09:55 – Pattinaggio di figura – Gara a squadre, danza su ghiaccio (rhythm dance) 10:05 – Curling – Doppio misto, fase a gironi (Svezia-Gran Bretagna / Italia-Svizzera / Usa-Canada) 11:30 – Sci alpino – Prove cronometrate discesa libera uomini 11:30 – Sci alpino – Prove cronometrate discesa libera donne 11:35 – Pattinaggio di figura – Gara a squadre, corto coppie artistico 12:10 – Hockey su ghiaccio – Torneo femminile, Francia-Giappone 13:35 – Pattinaggio di figura – Gara a squadre, singolo femminile programma corto 14:35 – Curling – Doppio misto, fase a gironi (Rep. Ceca-Usa / Estonia-Italia / Corea del Sud-Gran Bretagna / Svezia-Norvegia) 14:40 – Hockey su ghiaccio – Torneo femminile, Rep. Ceca-Svizzera 20:00 – Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali – Milano, Stadio San Siro Questi gli azzurri in gara oggi alle Olimpiadi di Milano-Cortina 09:55 – 11:35 – Pattinaggio di figura – Team Event, corto coppie danza – Milano Ice Skating Arena Marco Fabbri Charlène Guignard 10:05 – 12:05 – Curling – Fase a gironi Doppio misto: Italia-Svizzera – Cortina Curling Olympic Stadium Stefania Constantini Amos Mosaner 11:35 – 13:35 – Pattinaggio di figura – Team Event, corto coppie artistico – Milano Ice Skating Arena Sara Conti Niccolò Macii 13:35 – 14:55 – Pattinaggio di figura – Team Event, corto singolo femminile – Milano Ice Skating Arena Lara Naki Gutmann 14:35 – 16:35 – Curling – Fase a gironi Doppio misto: Italia-Estonia – Cortina Curling Olympic Stadium Stefania Constantini Amos Mosaner Questo il programma di domani, sabato 7 settembre delle OLimpiadi invernali di Milano-Cortina: 10:05 – Curling – Misto – Preliminari – Regno Unito vs Canada 10:05 – Curling – Misto – Preliminari – Svizzera vs Svezia 10:30 – Sci freestyle – Slopestyle (D) – Qualificazioni 11:30 – Sci alpino – Discesa (U) – GARE DA MEDAGLIE 12:10 – Hockey su ghiaccio – Donne – Gruppo B – Germania vs Giappone 13:00 – Sci di fondo – 20 km skiathlon (D) – GARE DA MEDAGLIE 14:00 – Sci freestyle – Slopestyle (U) – Qualificazioni 14:35 – Curling – Misto – Preliminari – Estonia vs Norvegia 14:35 – Curling – Misto – Preliminari – Svezia vs Italia 14:35 – Curling – Misto – Preliminari – Regno Unito vs Stati Uniti 14:35 – Curling – Misto – Preliminari – Repubblica Ceca vs Corea del Sud 14:40 – Hockey su ghiaccio – Donne – Gruppo B – Svezia vs Italia 16:00 – Pattinaggio di velocità – 3000 m (D) – GARE DA MEDAGLIE 16:40 – Hockey su ghiaccio – Donne – Gruppo A – Stati Uniti vs Finlandia 17:00 – Slittino – Singolo (U) – 1 manche 18:40 – Slittino – Singolo (U) – 2 manche 18:45 – Salto con gli sci – Trampolino piccolo (D) – GARE DA MEDAGLIE 19:05 – Curling – Misto – Preliminari – Canada vs Estonia 19:05 – Curling – Misto – Preliminari – Norvegia vs Italia 19:05 – Curling – Misto – Preliminari – Corea del Sud vs Stati Uniti 19:05 – Curling – Misto – Preliminari – Repubblica Ceca vs Svizzera 19:30 – Snowboard – Big Air (U) – FINALE 19:45 – Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X) – Programma corto – Uomini 21:10 – Hockey su ghiaccio – Donne – Gruppo A – Svizzera vs Canada 22:05 – Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X) – Programma Libero – Danza su ghiaccio

Arte Fiera, al Cinema Modernissimo il Flash Art Italia Award

Bologna, 6 feb. (askanews) – Venerdì 6 febbraio 2026 al Cinema Modernissimo durante Arte Fiera si terrà la consegna dei premi del Flash Art Italia Award, a sessant’anni dalla nascita della storica rivista. Nato nel 2025 come riconoscimento che guarda all’intero ecosistema dell’arte in Italia, il premio, alla seconda edizione, sarà articolato in 10 categorie: Miglior Artista, Miglior Curatore, Miglior Galleria, Miglior Territorio, Miglior Istituzione, Miglior Project Space, Premio Arte e Moda, Premio Arte e Impresa, Premio alla Carriera e Premio alla Scrittura. Ne ha parlato ad askanews il direttore ed editore di Flash Art Italia Cristiano Seganfreddo: “Un premio che nasce per raccontare l’Italia di oggi nella sua interezza e varietà. Il sistema dell’arte contemporanea è formato da tanti elementi strutturali. Cerchiamo di raccontare con questo premio la grande vivacità progettuale e culturale italiana attorno all’arte contemporanea: ricordando che l’arte è un elemento strutturale eversivo che genera la libertà di giudizio, uno dei pochi luoghi dove quella libertà è ancora concessa. E pensiamo che sia fondamentale ricordarlo, ricordare e nutrire i territori. Bologna dal 1200 è un luogo che ha fatto della formazione, dell’innovazione e della creatività un punto di riferimento. Flash Art Italia, primo giornale italiano che dal 1977 racconta l’arte contemporanea, assieme alla prima fiera italiana, Arte Fiera, cercano di raccontare questo nuovo paesaggio contemporaneo”.

Arte, nascerà a San Vincenzo un museo dedicato a Giampaolo Talani

Roma, 6 feb. (askanews) – Un museo dedicato a Giampaolo Talani nella sua San Vincenzo, nella Torre costiera che svetta dal centro cittadino e che è anche simbolo del paese del livornese. Il progetto è pronto e l’auspicio è quello di inaugurarlo nel 2028, a dieci anni dalla scomparsa dell’artista. L’annuncio è stato dato durante la presentazione del secondo volume del Catalogo Generale di Giampaolo Talani, ieri a Firenze nella Sala Ferri del Gabinetto Vieusseux. Erano presenti il figlio di Talani, Martino, il presidente del Gabinetto Vieusseux Riccardo Nencini, i curatori del volume Stefano Ciulli e Nicola Nozzoli, il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci e il critico Giammarco Puntelli.

Talani è nato nel 1955 a San Vincenzo, in provincia di Livorno. Le sue opere sono esposte in tutto il mondo, da Berlino al Quirinale per il quale, a conclusione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, venne commissionato un busto di Garibaldi in bronzo. ‘Il Marinaio’ (2010), scultura di sette metri, domina il nuovo porto turistico di San Vincenzo, una replica di ben diciotto metri è stata commissionata per il porto di Miami; ‘L’Uomo che Salva il Mare’, omaggio a soccorritori e vittime del naufragio della Costa Concordia, è posizionato all’Isola del Giglio; il bronzo ‘Rosa dei Venti’ si trova alla stazione di Venezia Santa Lucia (2014); la statua ‘Abfahrt-Partenza’ realizzata per Washingtonplatz a Berlino (2015), davanti alla nuova stazione ferroviaria di Berlin Hauptbahnhof; la statua ‘Fiorenza’ si trova in piazza San Jacopino a Firenze (2016). Sempre a Firenze c’è l’affresco ‘Partenze’ alla Stazione di Firenze Santa Maria Novella.

“La parola museo non sarebbe piaciuta a mio padre – ha detto Martino Talani -, potremmo chiamarlo ‘Spazio Giampaolo Talani’. Sarà un luogo dove la sua arte sarà ancora più viva e che aiuterà a comporre un mosaico di cui anche i traguardi editoriali fanno parte e che ci trasmettono l’estremo interesse ma anche il tantissimo affetto che mio padre ha saputo generare e che si diffonde ancora oggi”.

La Torre di San Vincenzo, di epoca medievale, oggi è usata come Sala del Consiglio comunale e come sede di mostre temporanee. L’idea è quella di riservarne alcune sale per esporre in maniera permanente pitture e sculture dell’artista, un modo per rendere omaggio a uno dei figli più illustri della cittadina che da lì è diventato un pittore e scultore di fama internazionale. “Vasari sosteneva che non serve il desiderio di essere alla pari con gli altri per emergere – ha sottolineato Nencini – e Talani questo scatto in avanti l’ha fatto, da uomo di mare interessato più alla traversata che all’arrivo in porto. Una delle sue opere che preferisco è l’affresco ‘Partenze’ alla stazione di Santa Maria Novella, con gli uomini con le cravatte al vento, dove il desiderio di viaggiare e dell’avventura è più di quello di raggiungere la meta”.

Il catalogo, frutto di un meticoloso lavoro di ricerca e archiviazione, rappresenta un tassello fondamentale per la comprensione del percorso creativo di una delle figure più influenti del panorama artistico contemporaneo. Il volume non è solo uno strumento per collezionisti e accademici, ma un atto di omaggio a un uomo che ha segnato profondamente la storia dell’arte della nostra regione e non solo. La pubblicazione, edita da Pacini Editore, è stata curata dall’Archivio Talani con il supporto dell’Associazione Culturale senza fini di lucro Giampaolo Talani.

“Questo secondo volume chiude un cerchio iniziato dieci anni fa – ha dichiarato Giammarco Puntelli -. Presentarlo oggi, a otto anni dalla sua scomparsa, significa non solo catalogare delle opere, ma mantenere viva la voce di un artista che ha ancora molto da dire al presente”.

Arte Fiera, il progetto degli atelier di MUVE e Bevilacqua La Masa

Bologna, 6 feb. (askanews) – Ad Arte Fiera 2026 presente anche lo stand nato della collaborazione fra la Fondazione Bevilacqua La Masa e i Musei Civici di Venezia con le opere degli atelier degli artisti in residenza nelle due istituzioni. Il progetto lo ha raccontato ad askanews Camilla Pozzato, curatrice degli atelier d’artista: ” In questa mostra, Fondazione Bevilacqua La Masa, in collaborazione con i Musei Civici di Venezia, racconta il percorso appena iniziato di un gruppo di artisti selezionati, 28 per la precisione, 13 in residenza a Mestre e 15 in residenza a Venezia. Gli artisti sono appena arrivati negli atelier e dunque la presenza all’interno di uno stand di una fiera importante come quella di Bologna è davvero un punto importantissimo per l’inizio della loro carriera. La formula degli atelier della Bevilacqua La Masa, storicamente in collaborazione con i musei civici veneziani nello specifico negli spazi dell’Emeroteca dell’arte di Mestre, danno a gruppo di artisti davvero un’opportunità specialissima, quello di avere degli spazi in cui poter creare, sbagliare, riformulare, ridiscutere ed entrare in contatto con la pratica di altri colleghi e altre colleghe, affinché la definizione dell’artista che vogliono diventare domani sia più chiara. È un’occasione che capita davvero una volta nella vita: quella di avere la possibilità di progettare, di creare, appunto di riformulare senza l’obiettivo finale di un successo, ma solo nell’ottica di ragionare, pensare e capire dove si vuole andare”.

Arte Fiera, Chalisée Naamani al Padiglione de l’Esprit Nouveau

Bologna, 6 feb. (askanews) – In occasione dell’edizione 2026 si rinnova la collaborazione tra Arte Fiera e Fondazione Furla per il programma di azioni dal vivo. Bruna Roccasalva, Direttrice Artistica della Fondazione Furla ha descritto ad askanews l’intervento: “Per l’edizione 2026, Fondazione Furla e Arte Fiera presentano, nell’ambito del programma dedicato alla performance, un intervento dell’artista franco-iraniana Chalisée Naamani. L’intervento di Chalisée, intitolato Wardrobe, nasce da una riflessione sulla natura stessa del Padiglione de l’Esprit Nouveau, disegnato da Le Corbusier, che rappresenta da un lato gli ideali modernisti e dall’altro il concetto di casa come macchina per abitare. Chalisée ha immaginato di trasformare il padiglione stesso in una sorta di grande guardaroba, costruendo al suo interno un binario che attraversa tutti gli ambienti dell’edificio, tracciando una sorta di linea che dialoga con la geometria pura di questa architettura. Questo binario culmina poi all’interno di una stanza dove si raccolgono tutti gli abiti speciali disegnati dall’artista, che creano una sorta di spazio scenico all’interno del quale si svolge l’azione performativa, un’azione che vede l’artista coinvolta in prima persona e che consiste nell’atto di stirare: un rituale domestico che da un lato rimando all’idea di cura, di attenzione di dedizione, ma dall’altro è anche un’azione ripetitiva, allineante, quasi meccanica. Nel suo ripetersi meccanico, il gesto di stirare fa si che anche il corpo si inserisca dentro a questa macchina, diventando un ingranaggio che lavora in sinergia con tutti gli altri per farla funzionare.” Il guardaroba in sé non rimanda solo all’abito ma anche all’atto di custodire, preservare e conservare, e il termine stesso Wardrobe contiene questo duplice significato: partendo dalla sua etimologia dal francese garde-robe, “custodire” e “indumento” Naamani ha ideato un intervento che riflette sui concetti di abito/abitacolo/abitudine e su come il corpo, il suo rifugio e la ripetizione dei gesti contribuiscano a costruire il nostro modo di essere. Nel suo ripetersi meccanico, l’atto di stirare riflette la stessa idea di funzionalità incarnata dall’architettura modernista: se la casa è una macchina, il corpo ne diventa parte integrante, inserendosi in un sistema in cui ogni elemento opera in sinergia per garantirne il funzionamento.

Gli orari della performance sono venerdì 6 febbraio ore 12 e 18, sabato 7 febbraio ore 12, 16 e 18 e domenica 8 febbraio ore 12 e 15.

Bce, economisti settore privato stimano inflazione stabile al 2%

Roma, 6 feb. (askanews) – Previsioni di inflazione stabile mentre migliorano marginalmente quelle sulla crescita economica per quest’anno, secondo l’insieme di economisti e analisti del settore privato nell’area euro, secondo l’ultimo sondaggio condotto dalla Banca centrale europea. Per il carovita, gli esperti del settore privato prevedono 2% su quest’anno, sul prossimo e anche nel 2028, in linea con l’obiettivo della stessa Bce.

Per la crescita economica si attendono +1,2% quest’anno, +1,4% il prossimo e +1,3% nel 2028. Nel precedente sondaggio stimavano una crescita dell’1,1% quest’anno. Immutate anche le attese sulla disoccupazione: 6,3% quest’anno, 6,2% il prossimo è 6,1% nel 2028.

Le previsioni in questione non sono quelle della stessa Bce, ma appunto una media di quelle di analisti di banche e finanziarie private (Survey of professional forecasters). Questa ultima edizione del sondaggio è stata effettuata tra il 7 e il 12 gennaio, riporta l’istituzione di Francoforte, coinvolgendo 62 esperti.