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Sciopero, Ilaria Salis a corteo Milano: importante scendere in piazza

Milano, 30 ott. (askanews) – “In Italia ci sono sempre più persone che non ce la fanno più ad arrivare a fine mese, che non ce la fanno a pagare le bollette, a pagare l’affitto, a pagare la benzina e quindi è molto importante portare queste istanze in piazza e appunto oggi è stato fatto da centinaia di migliaia di persone, questo è importantissimo”. Così Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, che a Milano si è unita al corteo degli studenti, nella giornata di sciopero generale.

Longevità: nasce l’intergruppo dell’onorevole Erik Pretto

Roma, 30 ott. (askanews) – E’ stata presentata, alla Camera dei Deputati, l’iniziativa volta alla nascita dell’Intergruppo Parlamentare sulla longevità. In una società contemporanea in continua trasformazione, il tema della longevità rappresenta oramai una delle più grandi sfide del nostro Paese. In linea con il decennio delle Nazioni Unite per l’invecchiamento in buona salute 2021-2030, la prevenzione incarna una delle questioni più importanti. Tra i fattori determinanti per un invecchiamento in salute: seguire un’alimentazione equilibrata, praticare attività fisica, la tutela della salute mentale, il contrasto alle dipendenze e la formazione e qualità dell’ambiente. Fortemente voluta dall’onorevole Erik Pretto, l’iniziativa vuole promuovere la longevità soprattutto in termini di autonomia, dignità e partecipazione sociale, puntando alla tutela delle persone più fragili riducendo le disuguaglianze.

“Per noi la longevità è fondamentale: non la consideriamo soltanto una conquista temporale, ma vogliamo che sia una vita vissuta a lungo e in qualità. Per questo dobbiamo confrontarci con diverse personalità, così da trovare soluzioni politiche adeguate e dare risposte concrete ai nostri concittadini” ha dichiarato Erik Pretto, Presidente Intergruppo Parlamentare della Camera dei Deputati.

“Il fatto di partire fin dalla nascita e occuparsi anche degli under 65 rappresenta un continuum che può permettere non solo di aggiungere anni alla vita, ma di aggiungere qualità della vita agli anni, che è la cosa fondamentale. Arrivare a 150 anni può darsi che la scienza ce lo permetterà in futuro, ma oggi la vera priorità è diminuire le disuguaglianze per consentire a tutti di vivere una vita dignitosa e in buona salute fino in fondo” ha aggiunto Claudio Zanon, Direttore Scientifico di Motore Sanità e Mondo Sanità.

La ricerca e l’innovazione devono diventare benefici reali e accessibili, perché la longevità non deve essere un privilegio economico. Per questo è fondamentale lavorare sulle problematiche legate alla solitudine, alla promozione di abitazioni e città accessibili e alla valorizzazione delle competenze delle esperienze delle persone.

“La grande sfida è non solo aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni: devono essere anni vissuti soprattutto in dignità, autonomia e attraverso sane relazioni. Per fare questo c’è bisogno di un cambio culturale che metta la prevenzione prima della cura e che riconosca l’importanza di ciò che siamo, ossia un’unità psicosomatica, relazionale e anche spirituale” ha concluso Padre Alberto Carrara, Neuroeticista e leader del Vatican Longevity Summit.

A prescindere dalle appartenenze politiche, la nascita dell’Intergruppo Parlamentare rappresenta un’importante punto di riferimento e di confronto, volto a garantire più salute e dignità per tutte le generazioni, perché il vivere più a lungo si possa tradurre in una migliore qualità della vita per tutti i cittadini.

Sciopero, manifestazione a Milano: invasa la tangenziale Est

Milano, 30 ott. (askanews) – A Milano circa 40mila manifestanti, secondo gli organizzatori, hanno invaso la tangenziale Est, chiusa al traffico in occasione del corteo indetto dal sindacato di base Usb nel giorno dello sciopero generale. Una manifestazione pacifica, tra canti e slogan contro il governo, il riarmo e il carovita.

A vigilare sul corteo un imponente dispositivo di sicurezza, con elicotteri in volo e numerosi agenti delle forze dell’ordine schierati lungo il percorso.

29 ottobre, Giornata Mondiale contro l’Ictus

Roma, 30 ott. (askanews) – Si è tenuto a Palazzo Madama l’incontro “Ictus Oltre l’Acuto,

Prevenire il primo evento e le recidive. L’impegno delle istituzioni per una presa in carico

continua”, che sottolinea l’importanza della prevenzione dopo il primo evento ischemico.

Promosso dalla senatrice Giusy Versace, in occasione della Giornata Mondiale contro

l’Ictus, sono stati diversi gli interventi istituzionali che hanno dato lustro alla giornata.

Le parole del Presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Oggi l’obiettivo è affrontare un

tema che a volte viene sottovalutato: quello della cura all’ictus e soprattutto della

prevenzione. Da non dimenticare anche le conseguenze economiche e relazionali che la

malattia provoca. Io sono convinto che oggi si affronti un tema molto concreto, ed è per

questo che è fondamentale organizzare incontri come quello odierno per trovare nuove

soluzioni e consapevolezze delle necessità per un intervento ancora più puntuale e

preciso”.

Intervista al Ministro della Salute, Orazio Schillaci: “L’intervento in centri qualificati fa

veramente la differenza, anche perché le conseguenze sono spesso importanti per i

pazienti, per le loro famiglie e anche per il carico che portano sul Servizio Sanitario

Nazionale”.

90.000 ricoveri l’anno in di cui il 20% per recidive. È questo il dato del Ministero della

Salute che deve far comprendere alla comunità l’importanza di un percorso di cura dopo il

primo evento.

Il commento di Giusy Versace, Senatrice della Repubblica e promotrice dell’incontro: “È

necessario che vi sia continuità di cure, supporto alle famiglie, ma anche informazione e

metodo su come intercettare e prevenire eventuali ictus. Ci sono dei segnali che il corpo

dà e se tutti noi fossimo in grado di saperli intercettare prima ancora di arrivare in

ospedale o comunque in una fase acuta si potrebbero evitare danni che altrimenti

sarebbero reversibili”.

L’intervento di Jean Marie Franzini, Responsabile unità di neurologia Bayer Italia: “In

questo periodo, guardando agli ultimi anni, ci siamo concentrati moltissimo sulla fase

acuta dell’ictus, migliorando di molto quelli che sono gli esiti di questi eventi gravissimi.

Oggi, più che mai, proviamo a guardare anche oltre, proviamo a vedere come sia possibile

che dei 90.000 ictus che avvengono ogni anno, 20.000 ictus circa sono una recidiva,

quindi avviene un secondo evento. Su questa quota, vogliamo capire come si possa

intervenire per aumentare la nostra capacità di prevenzione”.

Prevenzione, tempestività, cura dei bisogni sono i tre temi fondamentali della lotta alla

patologia che hanno mosso la Senatrice Versace nella definizione di un programma che

possa, da qui a sei mesi, delineare le priorità attuative, i fabbisogni, e i finanziamenti

necessari per accompagnare i pazienti e le persone a loro care nel tortuoso percorso della

lotta all’ictus.

La cultura coreana arriva al Circolo Filologico Milanese

Milano, 30 ott. (askanews) – Dalla Corea del Sud a Milano. Nel capoluogo lombardo arriva la cosmetica coreana, che negli ultimi tempi sta conquistando sempre più spazio sul mercato. Miin Cosmetics, marchio spagnolo specializzato nella K-beauty che in Italia conta già 17 negozi, ha portato in città le ultime tendenze del settore con Lost in Seoul, un evento interamente dedicato alla cultura coreana.

Con Il confine che tra la clinica estetica e la skincare quotidiana si fa sempre più sottile, emergono elementi quale il PDRN, un attivo rigenerante derivato dal DNA, affiancato dagli esosomi, i nuovi messaggeri cellulari capaci di stimolare la rigenerazione cutanea. Insieme a loro, formule a base di retinal, glutatione e ingredienti fermentati.

Anche l’ideale di bellezza cambia: la celebre glass skin abbandona il concetto di perfezione artificiale per concentrarsi su una pelle sana, elastica e rimpolpata, dove la sensorialità gioca un ruolo chiave con texture che cambiano forma, capsule che si fondono al tatto e maschere riscaldanti.

L’Italia si conferma il secondo mercato più importante per il gruppo dopo la Spagna. Con le recenti aperture a Verona, Modena e Cagliari, i punti vendita della rete italiana salgono a 17, all’interno di un’espansione europea che conta oltre 40 store. Un settore trainato da numeri record: nel 2025 l’export cosmetico della Corea del Sud ha superato gli 11 miliardi di dollari.

Il 2027 si preannuncia dunque come un anno di ulteriore crescita, con nuove aperture e brand pronti a debuttare sul mercato italiano.

La spesa diventa accessibile

Milano, 30 ott. (askanews) – (In collaborazione con GS1 Italy) – Rendere la spesa accessibile a tutti, superando barriere fisiche, sensoriali e cognitive. Accendere i riflettori su questo importante tema è l’obiettivo al centro della ricerca che GS1 Italy ha realizzato con il Politecnico di Milano e 18 aziende del largo consumo, che fotografa una situazione ancora disomogenea e la necessità di fare sistema.

Dallo studio emerge una crescente consapevolezza sul tema, ma l’accessibilità non è ancora una priorità strategica per molte imprese. A frenare il cambiamento sono soprattutto ostacoli organizzativi e culturali, oltre alla mancanza di standard condivisi e di una governance dedicata. A illustrarci le principali evidenze della ricerca è Silvia Scalia, di GS1 Italy.

Le parole di Silvia Scalia, ECR and training director di GS1 Italy: “Nella nostra visione, l’accessibilità evolve da un tema di nicchia a un elemento di sviluppo e di valore, con un cambio di paradigma profondo, ma anche molto stimolante per le imprese. In questa prospettiva, la domanda essenziale è: come possiamo far evolvere la nostra offerta per essere sicuri di accogliere e servire in modo eccellente e senza ostacoli tutte le persone? Si tratta, quindi, di un importante cambio di prospettiva, che porta a focalizzarci sul servizio, sulla qualità della relazione con il cliente e sul valore”.

Dalla ricerca alle iniziative concrete: GS punta a rendere più inclusiva l’esperienza nei punti vendita anche attraverso il progetto “Ore di quiete”, con luci attenuate e musica sospesa per rispondere alle esigenze delle persone neurodivergenti e con ipersensibilità sensoriale. A raccontarci il progetto e le sfide affrontate è Giorgia Grillini, di GS. L’intervento di Giorgia Grillini, CSR & Corporate Partnership Specialist di GS: “La principale sfida che abbiamo riscontrato nel tradurre i principi dell’accessibilità in soluzioni per i nostri consumatori è stata quella di metterci nei panni dei nostri clienti e delle persone con esigenze differenti. Per questo, è stato fondamentale il dialogo con le associazioni, anche locali, per cercare di individuare progetti che fossero realmente concreti e d’impatto per i nostri clienti”.

Anche il packaging può fare la differenza, con confezioni più semplici da aprire e strumenti che facilitano l’accesso alle informazioni per le persone non vedenti e ipovedenti. Un impegno concreto illustrato da Manuele Bravi, di P&G Italia.

Il commento di Manuele Bravi, Company Communications Accessibility Manager di P&G Italia: “I benefici e le sfide che abbiamo riscontrato nel tradurre i principi dell’accessibilità in progetti concreti per i nostri consumatori sono diversi. Il beneficio più importante è rendere i gesti quotidiani più semplici e autonomi, non solo per le persone con disabilità, ma per tutti. P&G lo fa introducendo, per esempio nei flaconi di shampoo Pantene e Head & Shoulders, i marcatori tattili, che aumentano la riconoscibilità del prodotto, permettendo così una maggiore autonomia”.

La sfida riguarda dunque l’intera filiera: dall’industria alla distribuzione, fino ai servizi e agli spazi di vendita. Per trasformare le buone pratiche in un cambiamento concreto, la parola chiave è collaborazione, con l’obiettivo di costruire un’esperienza d’acquisto davvero accessibile a tutti.

Ottobre Rosa, le farmacie romane in campo per la prevenzione

Roma, 30 ott. (askanews) – In occasione di Ottobre Rosa, Federfarma Roma – associazione che rappresenta oltre 1.100 farmacie della Capitale e provincia – ha rafforzato il proprio impegno per la salute femminile. Tra le iniziative messe in campo: corsi ECM gratuiti per i farmacisti (fino a 100 posti) su tumore al seno ed endometriosi, supporto al banco per intercettare i campanelli d’allarme ed evitare l’abuso di farmaci, fino alla Charity Dinner del 29 ottobre, i cui proventi sono stati interamente devoluti a Europa Donna Italia per sostenere la ricerca e la tutela delle donne.

“È il mese della prevenzione femminile, quindi giustamente abbiamo dotato le farmacie della capacità di rispondere al bisogno di prevenzione delle donne. Abbiamo organizzato corsi specifici per i farmacisti in modo che potessero indirizzare le donne nei luoghi di prevenzione più adatti, oltre alle attività di prevenzione che già svolgiamo all’interno delle nostre strutture” ha dichiarato Andrea Cicconetti, Presidente di Federfarma Roma.

Il tumore al seno resta la neoplasia più frequente in Italia (55.000-56.000 nuovi casi l’anno), ma la diagnosi precoce garantisce una sopravvivenza a 5 anni dell’88%. Da qui l’importanza della sinergia tra farmacisti e oncologi.

“La farmacia è il primo luogo in cui le persone, con meno reticenza e vergogna rispetto al medico, chiedono consigli e informazioni. Rivolgersi tempestivamente non significa aspettare di avere dei sintomi per poi chiedersi “cosa devo fare?”, ma rispondere alle lettere di invito, recarsi nei luoghi preposti per gli esami e, soprattutto, non avere paura di uno strumento utilissimo per salvarsi la vita” ha aggiunto la Prof.ssa Daniela Terribile, Senologa di Europa Donna Italia.

L’iniziativa delle farmacie romane si inserisce nel quadro di un rafforzamento complessivo della sanità territoriale promosso dalle istituzioni.

“Otteniamo insieme un risultato straordinario in termini di sostenibilità per il nostro Servizio Sanitario Nazionale pubblico se investiamo in prevenzione. Nell’alveo della prevenzione, la farmacia e i farmacisti rappresentano uno straordinario strumento di prossimità. Le farmacie, grazie alla pianta organica, sono presenti su tutto il territorio nazionale: un valore di prossimità che dobbiamo sfruttare appieno per l’erogazione della prevenzione” ha concluso Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute.

L’alleanza tra farmacisti, mondo medico e istituzioni si conferma così un modello virtuoso capace di trasformare l’informazione in azioni concrete di prevenzione, rafforzando la rete della salute pubblica a tutela delle cittadine sul territorio.

Sol, Fumagalli Romario: le aziende familiari guardano al futuro

Milano, 30 ott. (askanews) – Il capitalismo familiare può offrire ai giovani opportunità professionali e la possibilità di contribuire a progetti imprenditoriali di lungo periodo, fondati su valori condivisi e senso di appartenenza. Lo ha sottolineato Aldo Fumagalli Romario, presidente e amministratore delegato del gruppo Sol, intervenuto a Milano al primo appuntamento del ciclo “La Luiss Business School Incontra”, inaugurato dal presidente della Luiss Business School, Luigi Abete, e moderato da Paolo Bricco del Sole 24 Ore.

Aprendo l’incontro, Abete ha ricordato la comune esperienza in Confindustria con Fumagalli Romario e ha spiegato che il nuovo ciclo punta a mettere gli studenti a diretto contatto con imprenditori e top manager, per conoscere percorsi professionali differenti e i valori sociali e civili che ne orientano l’attività. “Esistono tante esperienze che però hanno dei valori e delle linee comportamentali comuni che possono essere di riferimento per tutti”, ha sottolineato, evidenziando il valore di questi incontri per le nuove generazioni.

“Io penso che il capitalismo familiare sia una grande opportunità”, ha affermato Fumagalli Romario, sottolineando il valore di creare un’azienda insieme ai collaboratori e ai manager, con la volontà di tramandarla nel tempo. “È una bella avventura, un’avventura che guarda a lungo termine”, ha aggiunto.

Fra le principali sfide delle imprese familiari, Fumagalli Romario ha indicato la capacità di interpretare scenari economici e geopolitici sempre più complessi e di prendere decisioni rapide, anche modificando le proprie strategie. Un’altra questione centrale è la successione, che riguarda non soltanto la proprietà familiare, ma anche il management. “Il progetto di successione è un progetto pluriennale, bisogna pensarci tanti anni prima e costruirla”, ha spiegato Fumagalli Romario, affinché chi subentrerà agli imprenditori e ai dirigenti sia preparato ad assumersi le nuove responsabilità.

Quanto alle qualità necessarie ai giovani manager, Fumagalli Romario ha indicato convinzione, motivazione, capacità di coinvolgere le persone e disponibilità a formarsi continuamente, attraverso lo studio, le lingue e le esperienze internazionali. Ma soprattutto la capacità di guidare con l’esempio, ricordando che “la parola è un suono, l’esempio è un tuono”.

Sol, gruppo industriale lombardo con sede a Monza e attività a livello internazionale, opera nei gas industriali e medicali e nell’assistenza sanitaria domiciliare. Nel 2025 ha realizzato ricavi per oltre 1,77 miliardi di euro e conta più di 7.600 dipendenti.

IntesaSp, Messina: rilancio Opas su Mps? “Assolutamente no”

Roma, 30 ott. (askanews) – “Assolutamente no”. Così l’amministratore delegato di banca Intesa Sanpaolo, Carlo Messina a margine della giornata del risparmio a Roma, ha risposto a chi gli chiedeva se fosse ipotizzabile un aumento dell’offerta su banca Monte dei Paschi di Siena.

Ora “l’antitrust deciderà cosa deve essere fatto, io ho già ribadito piena fiducia. Per il territorio e l’occupazione a banca Monte dei Paschi di Siena, nel “nostro progetto c’è una totale garanzia di occupazione e c’è una totale garanzia di assunzione di giovani, cosa che nei progetti di altri non sempre si trovano. Noi l’abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. Credo che sia la migliore garanzia per il territorio, per le persone, la nostra coerenza dell’aver sempre fatto quello che dichiaravamo” ha proseguito.

“In particolare la mia sensibilità sul fronte delle persone è, credo, uno dei punti di forza della nostra banca. Quindi investiremo fortemente sul territorio e mi sembra che, a questo punto, venute meno queste strategie difensive – ha detto – sia bene valutare le cose con una visione che porta a guardare con grande serenità quelle che sono le nostre proposte e non strumentalizzare in modo negativo”.

Centrosinistra, i leader: programma entro novembre e primarie entro febbraio

Roma, 30 ott. (askanews) – “Nella mattinata di oggi ci siamo riuniti per definire le prossime tappe della coalizione progressista. Sulla scorta di quanto anticipato la settimana scorsa, abbiamo convenuto di organizzare nel mese di dicembre, mentre si discute questa pessima manovra, una mobilitazione a carattere nazionale per l’alternativa a 4 anni di governo Meloni che hanno prodotto carovita, crescita prossima alla zero e aumentato le diseguaglianze. La manifestazione sarà condivisa con le forze di opposizione e sarà aperta alle forze sociali del paese e alla società civile. Dalla settimana prossima inizierà il confronto per definire il programma della coalizione entro novembre. Parteciperanno ai tavoli le forze di opposizione rappresentate in Parlamento che condividono l’urgenza di costruire un’alternativa di Governo alla destra”. Così in una nota congiunta, dopo una video-call questa mattina, durata quasi tre ore, tra la segretaria dem Elly Schlein, il presidente M5S Giuseppe Conte e i leader di Avs Angelo BOnelli e Nicola Fratoianni.

Quanto alla leadership, si legge, “abbiamo concordato che le primarie si terranno entro il mese di febbraio con l’obbiettivo di farne un importante appuntamento di partecipazione democratica, in modo da assicurare una leadership che sia pienamente sostenuta da ogni forza del campo progressista”.

Sciopero, a Roma come in Francia al corteo il ballo virale “Toc toc”

Roma, 30 ott. (askanews) – Roma come Parigi. Alla manifestazione nella Capitale organizzata dai sindacati di base contro il carovita e la guerra, alcuni ragazzi ballano davanti alle forze dell’ordine schierate sulle note di “Toc Toc”. La canzone di Patrick Sébastien, che ha oltre 10 anni, da qualche tempo era diventata virale sui social accompagnata da un balletto (si saltella su un piede mentre si mima il gesto di bussare). Poi è arrivata l’ondata di proteste in Francia degli studenti e il balletto si è spostato dalle camere alle piazze, grazie soprattutto a un ragazzo francese (@bisouboge, a destra nel video), fra i primi a ripetere la coreografia davanti a scontri, polizia, cassonetti dati alla fiamme.

Da lì si è diffusa in moltissime piazze che vedono protagonisti studenti e studentesse in questo autunno di proteste, Italia compresa.

Mps, Messina: dai soci risposta chiara, ora avanti con Opas Intesa Sp

Roma, 30 ott. (askanews) – Incassata la “risposta chiara e con proporzioni molto significative”, dall’assemblea straordinaria di ieri dei soci del Monte dei Paschi di Siena, Banca Intesa Sanpaolo tira dritto con la sua Offerta pubblica di acquisto e scambio. E a margine della giornata mondiale del risparmio, organizzata oggi a Roma dall’Acri, l’amministratore delegato, Carlo Messina, è tornato a rassicurare enti locali e personale sulla tutela di territori e occupazione, ha escluso qualunque rilancio dell’offerta – “assolutamente no”, ha detto – e ha lanciato una frecciata al management di Mps.

Dai soci di Mps, ha esordito, è giunta quella che “mi sembra una risposta chiara e con proporzioni veramente molto significative”. La bocciatura delle ipotesi alternative ha superato il 90%, “quindi un consenso assoluto ad andare avanti con la nostra di offerta. Quello che era meno atteso era la componente di bocciatura della fusione di Mediobanca, che faceva parte dei piani di Montepaschi. Ma anche, devo dire, e questo è abbastanza singolare che accada, la bocciatura delle azioni proprie dei piani incentivanti, che rappresenta un punto molto delicato per chi fa il capo di un’azienda”.

“Quindi – ha proseguito – devo dire che è un percorso che ci porta ad andare avanti con grande fiducia sul completamento dell’operazione”.

Ora “l’Antitrust sta facendo le sue valutazioni, io credo che ragionevolmente entro la fine di novembre si dovrebbe completare il percorso, però questo ovviamente dipende dall’Autorità, su cui ho già ribadito piena fiducia in quello che faranno. Questo è un percorso che credo porterà, poi, a consentirci di completare l’operazione”.

Per il territorio e i dipendenti, “nel nostro progetto c’è una totale garanzia di occupazione e c’è una totale garanzia di assunzione di giovani, cosa che nei progetti di altri non sempre si trovano. Noi l’abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. Credo che sia la migliore garanzia per il territorio, per le persone, la nostra coerenza dell’aver sempre fatto quello che dichiaravamo”.

“In particolare la mia sensibilità sul fronte delle persone è, credo, uno dei punti di forza della nostra banca – ha rivendicato Messina – investiremo fortemente sul territorio”.

“E mi sembra che, a questo punto, venute meno queste strategie difensive – ha sintetizzato il banchiere – sia bene valutare le cose con una visione che porta a guardare con grande serenità quelle che sono le nostre proposte, e non strumentalizzare in modo negativo”.

Occupate le tangenziali di Milano e Bologna, tensioni a Torino

Milano, 30 ott. (askanews) – Tangenziale Est occupata a Milano, ingressi di diversi istituti superiori bloccati a Bologna e momenti di tensione a Torino. Si intensifica la mobilitazione nelle principali città italiane in occasione dello sciopero generale proclamato dall’Usb contro il carovita, il riarmo e le politiche a favore della guerra. A Milano i manifestanti hanno raggiunto la Tangenziale Est, entrando sulla A51 all’altezza di Cascina Gobba e procedendo in direzione Lambrate. La circolazione è stata preventivamente interrotta in entrambe le direzioni.

Nel capoluogo lombardo i due cortei, quello dei lavoratori e quello degli studenti, sono confluiti nel corso della mattinata. La partecipazione è stata stimata in circa 35mila persone. L’occupazione della tangenziale era stata annunciata dagli organizzatori, che avevano indicato tra gli obiettivi della mobilitazione proprio il blocco della città. Il tratto interessato è stato svuotato dal traffico e sono state chiuse anche le aree di servizio.

A Bologna la protesta studentesca ha preso di mira diversi istituti superiori. Gruppi di manifestanti hanno bloccato gli ingressi dei licei Copernico, Minghetti, Fermi, Arcangeli, Laura Bassi e Righi e dell’istituto agrario Serpieri, impedendo l’accesso alle scuole. Al liceo Galvani sono stati collocati cassonetti davanti agli ingressi. Da alcuni istituti sono partiti cortei diretti verso la manifestazione cittadina.

A Torino si sono registrati momenti di tensione in via Po, dove lo spezzone del corteo riconducibile al centro sociale Askatasuna ha forzato il cordone delle forze dell’ordine, facendo arretrare gli agenti e riuscendo a ricongiungersi alla manifestazione. In mattinata alcuni agricoltori avevano inoltre rovesciato letame davanti al Municipio. La manifestazione si svolge sotto stretta sorveglianza delle forze di polizia.

Criticità anche in Veneto. A Mestre sette agenti di polizia sono rimasti contusi, riportando ferite lievi e tagli, durante le tensioni con i manifestanti che hanno tentato di superare il blocco delle forze dell’ordine. A Vicenza, invece, gli organizzatori del corteo riferiscono di tre manifestanti feriti negli scontri con la polizia nei pressi della tangenziale, uno dei quali sarebbe stato colpito alla testa da un lacrimogeno. Per contenere il corteo sono stati utilizzati anche gli idranti.

Manifestazioni e presidi si svolgono anche a Roma, Napoli, Genova, Bologna, Palermo e in numerose altre città. Per la giornata di mobilitazione, che coinvolge oltre 50 piazze italiane, il Viminale ha predisposto un massiccio dispositivo di sicurezza mirato a prevenire disordini e isolare eventuali gruppi violenti.Il corteo per lo sciopero generale proclamato dall’Usb contro il carovita, il riarmo e le politiche a favore della guerra ha invaso la tangenziale di Bologna. I manifestanti hanno imboccanto lo svincolo di via Stalingrado e procedono in direzione Casalecchio-Borgo Panigale. Secondo gli organizzatori, sono circa 50mila le persone scese in piazza nel capoluogo emiliano. L’occupazione della carreggiata ha provocato il blocco del traffico e pesanti ripercussioni sulla viabilità cittadina.

Stando agli ultimi aggiornamenti di Autostrade per l’Italia, risultano chiusi per manifestazione i tratti tra lo svincolo 4 di via del Triumvirato e lo svincolo 8 della Fiera-via Michelino, in entrambe le direzioni. Segnalate inoltre code di tre chilometri sia tra Bologna Casalecchio e via del Triumvirato, sia tra lo svincolo 13 della via Emilia e via Michelino, in direzione Milano-Napoli.

Sciopero, alla manifestazione a Roma sfilano anche i trattori

Roma, 30 ott. (askanews) – “Prezzi alle stelle per chi compra, briciole per chi produce” si legge in un cartello sopra uno dei trattori che ha sfilato per le strade di Roma in zona Porta Pia, durante la protesta organizzata da USB e altri sindacati di base in diverse città nel giorno dello sciopero generale.

Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine davanti al Ministero dei Trasporti a via Nomentana dove il corteo si è fermato.

“Noi agricoltori protestiamo per i costi di produzione troppo elevati” hanno detto alcuni che hanno fermato i loro mezzi proprio davanti al Ministero.

Sciopero, in migliaia a Genova contro il carovita e la guerra

Genova, 30 ott. (askanews) – Migliaia di persone in piazza a Genova nel giorno dello sciopero generale, con diversi cortei organizzati da USB e altri sindacati di base, così come nelle principali città italiane.

Nelle immagini, la manifestazione partita dalla stazione Principe e diretta al varco portuale Albertazzi, bloccato dalle prime ore del mattino dai lavoratori portuali.

Tanti i cartelli contro la guerra e il riarmo e le bandiere della Palestina, così come gli slogan contro il carovita. “Abbiamo già pagato troppo, ora facciamo i conti”, si legge su uno striscione.

Calcio, Arbitri, Guida per il derby di Milano

Roma, 30 ott. (askanews) – Sarà Marco Guida il direttore di gara del derby della Madonnina numero 247 della storia. Il fischietto di Torre Annunziata è stato designato da Daniele Orsato per Milan-Inter, in programma domani alle ore 20.45 a San Siro. Per l’altro big match della 10ª giornata, Juventus-Napoli, il designatore Can ha scelto Simone Sozza. Queste le altre designazioni:

Bologna-Monza (sabato ore 15): Zanotti (Rimini), Bindoni-Zezza Udinese-Roma (sabato ore 18): Maresca (Napoli), Lo Cicero-Rossi L. Como-Venezia (domenica ore 12.30): Ferrieri Caputi (Livorno), Rossi M.-Scatragli Frosinone-Torino (domenica ore 15): Mucera (Palermo), Di Gioia-Fontemurato Lazio-Cagliari (domenica ore 15): Colombo (Como), Palermo-Mastrodonato Lecce-Genoa (domenica ore 18): Marchetti (Ostia Lido), Bahri-Cecconi Sassuolo-Fiorentina (lunedì ore 18.30): Marcenaro (Genova), Dei Giudici-Bianchini Atalanta-Parma (lunedì ore 20.45): Crezzini (Siena), Laudato-Boato

Calcio, Malagò, quorum da Serie A per candidatura a presidente

Roma, 30 ott. (askanews) – Giovanni Malagò sarà il candidato della Serie A alla presidenza della Federcalcio. Ha infatti raggiunto il quorum di 11 accrediti alla candidatura all’interno della Lega Calcio. Alle società che già avevano firmato, si è aggiunto il Parma. Le altre sono: Roma, Bologna, Napoli, Lecce, Fiorentina, Monza, Genoa, Udinese, Torino e Frosinone. Sarà dunque una corsa a due tra lo stesso Malagò, che conta di ottenere altri consensi all’interno della Serie A e Galliani, candidato da allenatori e calciatori, che insieme hanno un peso del 30% in fase elettorale. Elezioni che si svolgeranno il 14 dicembre

Sciopero, la manifestazione a Roma: “Il carovita ci mangia stipendio”

Roma, 30 ott. (askanews) – “Costruiamo l’alternativa al governo di guerra e repressione” e “Noi costruiamo la ricchezza voi ladri di futuro” si legge su alcuni degli striscioni in testa alla manifestazione organizzata a Roma dai sindacati di base contro la guerra e il carovita, nel giorno dello sciopero generale con cortei e proteste nelle principali città.

Nella Capitale il corteo è partito da piazza dei Cinquecento per raggiungere via dei Fori Imperiali. “I settori poveri sono oggi in piazza, autotrasportatori, agricoltori, operai, siamo oppressi dal carovita che sta mangiando lo stipendio” dice un manifestante.

“Come donne di borgata partecipiamo per ribadire che questo governo non ci rappresenta, così come non ci rappresenta la prima donna premier, la cosidetta donna, madre e cristiana, che ci condanna alla precarietà, non riusciamo ad arrivare a fine mese, migliaia di donne nel Paese sono senza strumenti sociali e tutele” aggiunge una ragazza del collettivo “Donne De Borgata”, attivo nei quartieri popolari e nelle periferie romane.

Molte anche le bandiere palestinesi. In piazza anche Maia Issa, attivista e rappresentante dei giovani palestinesi di Roma: “Noi negli ultimi anni abbiamo cercato di unire la Palestina alla giustizia sociale, da qui chiediamo meno soldi al riarmo alla guerra, i soldi devono essere investiti nella sanità, nel welfare e nell’istruzione, questo significa bloccare le armi a Israele e all’Ucraina” dice.

Centrosinistra, giovedì i leader delle opposizioni a confronto con Landini

Roma, 30 ott. (askanews) – Nuovo appuntamento unitario in vista per il “campo largo” del centrosinistra (oggi impegnato nella riunione online fra i leader di Pd, M5S e AVS). Giovedì prossimo, 5 novembre, dalle 14 alle 16, all’interno della due giorni dedicata al programma della Cgil (dal titolo “Il futuro è adesso”), che avrà luogo al Teatro Brancaccio di Roma, una nota del sindacato rende noto che è in programma un confronto tra il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e i leader dei partiti politici di opposizione.

Coisp: scontri ai cortei tra Mestre e Vicenza, 10 poliziotti feriti

Milano, 30 ott. (askanews) – “È di almeno dieci poliziotti feriti il primo bilancio delle manifestazioni di oggi tra Mestre e Vicenza, dove i cortei sono tuttora in corso. Un numero purtroppo provvisorio che misura la gravità degli attacchi subiti da chi è in piazza per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza di tutti”. Lo dichiara Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp.

“A Mestre – spiega Pianese – sono sei i colleghi del Reparto Mobile di Padova rimasti feriti durante il servizio nell’area tra corso del Popolo e la rotatoria di via Gozzi. Il capo contingente ha riportato la sospetta frattura di un dito, mentre gli altri cinque operatori hanno subito traumi ad arti e articolazioni. Sulla fiancata di un mezzo della Polizia è stata inoltre tracciata la scritta ‘Acab'”.

“A Vicenza altri quattro colleghi, sempre del Reparto di Padova, hanno riportato ustioni provocate dal lancio di fuochi d’artificio. Tentare di sfondare un cordone di sicurezza e lanciare artifici pirotecnici contro gli operatori significa oltrepassare il confine della protesta legittima. I colleghi continuano a pagare sulla propria pelle per garantire l’incolumità pubblica: ci aspettiamo una condanna ferma, perché il diritto di manifestare non può mai diventare un alibi per colpire chi indossa una divisa”, conclude il sindacalista.

Centrosinistra, Conte: mi pare chiaro che faremo primarie ed io ci sono

Roma, 30 ott. (askanews) – “Mi pare chiaro che faremo le primarie e io ci sono”. Lo afferma Giuseppe Conte, leader M5s, nel libro di Bruno Vespa ‘Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein’, in uscita lunedì 2 novembre.

“Ma era doveroso – aggiunge – esplorare la possibilità di un metodo alternativo, poteva essere il criterio che abbiamo seguito in tutte le elezioni regionali in cui siamo andati in coalizione: discutere con tutte le forze politiche il candidato più competitivo. I leader dei due maggiori partiti dell’opposizione, fatalmente, tenderanno a valorizzare le differenze più degli elementi unitari. Abbiamo due profili con temperamenti e sensibilità differenti, ma siamo accomunati dal medesimo obiettivo di realizzare un progetto di cambiamento del paese e starà al nostro senso di responsabilità fare in modo che non sia uno scontro tra avversari, ma un grande momento di democrazia e partecipazione”.

Conte: presenza Iv è problema Italia non M5s, con Renzi non manderemo a casa Meloni

Roma, 30 ott. (askanews) – “La presenza di Italia viva nella coalizione non è un problema nostro, ma dell’Italia. Se una parte dell’elettorato del M5s non andasse a votare per la presenza di Renzi, noi non manderemmo mai a casa la Meloni”. Lo dichiara Giuseppe Conte nel libro di Bruno Vespa ‘Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein’, in uscita lunedì 2 novembre da Mondadori-RAI libri.

“Poiché è stato il Partito democratico a volere che Renzi stesse con noi – prosegue il presidente del Movimento 5 stelle – è la sua segretaria a doversi assumere la responsabilità di ottenere garanzie politiche che ci salvaguardino dal depotenziamento dell’alleanza che Renzi può portare, e prevengano instabilità future”.

Sciopero Usb: "Grande giornata, almeno un milione di lavoratori ha aderito"

Roma, 30 ott. (askanews) – “Oltre 60 piazze in tutta Italia, con almeno un milione di lavoratori e lavoratrici che hanno aderito allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Usb, un milione e mezzo nelle piazze nonostante precettazioni, terrorismo mediatico e minacciosa presenza delle forze dell’ordine, un’enorme presenza di studenti e giovani indisponibili a tornare a casa”. A riferirlo è l’Usb.

A Roma “il corteo conta almeno centomila manifestanti, lavoratori e lavoratrici, i trattori degli agricoltori e studenti. In piazza anche i delegati del settore trasporti, colpito dall’ingiusta e illegittima precettazione del ministro Salvini. A coronare il successo della giornata di lotta l’epocale mobilitazione mondiale dei lavoratori portuali mobilitati per la seconda volta per impedire il traffico di armi, dire no alla guerra, difendere la loro professione. Da Genova a Melbourne, da Veracruz a Mumbai, dal Pireo di Atene al porto di Istanbul per la prima volta nella storia recente uno sciopero internazionale proclamato dalle organizzazioni sindacali di classe ha rilanciato il ruolo decisivo dei lavoratori nelle lotte per la pace e per il cambiamento”.

A una prima valutazione “dell’entusiasmante risposta alla chiamata alla mobilitazione possiamo senz’altro dirci enormemente soddisfatti, sempre più determinati a proseguire nelle lotte contro la guerra, l’austerity, l’attacco in corso alla scuola, alla sanità, al diritto all’abitare, ai salari e alle pensioni. Brillano per assenza in questa straordinaria giornata di lotta le confederazioni concertative che ancora di più dimostrano la distanza tra le loro scelte burocratiche e di compatibilità con la disponibilità dei lavoratori e dei giovani a tornare protagonisti del loro futuro e a lottare per conquistarlo. L’avviso di sfratto che oggi è stato recapitato a Meloni e al suo governo è stato sottoscritto da milioni di cittadini e cittadine italiani ormai allo stremo a causa del carovita, e degli aumenti dei carburanti e delle tariffe a cui si vuole negare anche rappresentanza sindacale e politica. Non ci fermiamo certamente qui”.

Outlet, la convenienza non basta più: conta l’esperienza

Milano, 30 ott. (Askanews) – La convenienza non basta più a garantire la crescita per gli outlet: fanno la differenza l’esperienza, la qualità del servizio e la capacità di attrarre visitatori. È quanto emerge dall’Osservatorio Retail Outlet Italia 2026 di McArthurGlen, realizzato in collaborazione con Eumetra e dedicato al rapporto tra brand e canale outlet. L’83% dei decision maker ritiene che il peso degli outlet nelle strategie distributive sia aumentato o rimasto stabile negli ultimi anni. Guardando al futuro, il 58% pensa che il traffico qualificato sia la principale leva di successo, mentre il 67% crede che il turismo sia la maggiore opportunità di crescita.

“Per McArthurGlen la ricerca di mercato rappresenta un primo passo fondamentale per anticiparne l’evoluzione e contribuire a guidarla. Essendo leader di mercato per fatturato in Italia nei quattro centri che gestisce, con una quota del 35%, per noi è importantissimo seguire questi cambiamenti e condividere gli output con i nostri brand partner. Negli scorsi anni ci siamo concentrati soprattutto sul lato consumatore, mentre quest’anno stiamo approfondendo le dinamiche lato brand. L’indagine evidenzia inoltre che oggi i consumatori sono molto più attenti all’esperienza e alla sostenibilità” ha dichiarato Donatella Doppio, Managing Director Italy – McArthurGlen Group.

L’indagine evidenzia anche che i consumatori sono ora più attenti all’esperienza e alla sostenibilità.

“Il ruolo dell’outlet in generale è cambiato: non si tratta più solamente di scontistica e di prezzi convenienti, ma di un comparto che sta acquisendo sempre più importanza, come ci confermano gli stessi brand. Ciò che fa la differenza oggi, per supportare al meglio gli investimenti dei marchi nei nostri centri, è la competenza dei nostri team ossia una conoscenza approfondita dei mercati in cui operiamo affiancata da un solido supporto di ricerca e dati” ha aggiunto Doppio.

La sfida riguarda anche la capacità dei centri commerciali di offrire più marchi e servizi, così da rispondere a più esigenze.

“Questo è un po’ il nostro punto di forza: la capacità di evolvere il brand mix non solo a livello dei singoli centri, ma dell’intero portafoglio, per rispondere alle esigenze di un consumatore e di un mercato che cambiano. Ciò che rimane fondamentale è il nostro business model e la proposizione del canale outlet, che va ben oltre il semplice sconto. Parliamo di esperienze e della capacità di attrarre un pubblico sempre più diversificato” ha concluso Alice Rivetti, Head of Strategy & Retail di McArthurGlen Italia.

L’Osservatorio conferma l’evoluzione del modello outlet: lo sconto è elemento centrale, ma il valore passa sempre più dall’esperienza, la relazione col cliente e la capacità di trasformarla in una destinazione da vivere.

Mille modi di essere: la moda che parte dalle persone

Milano, 30 ott. (askanews) – Mille modi di essere, mille modi di vestire. Con questa visione, Imperial presenta il secondo capitolo di “The New Crew”, un racconto immersivo fatto di stile e personalità nato per celebrare le collezioni del brand e la sua community.

Tra le stanze di Archiproducts Milano, prende vita il mondo Imperial.

Le collezioni Fall/Winter 2026 uomo e donna, si raccontano in un viaggio esperienziale, che supera i confini della sfilata tradizionale.

“Imperial Crew vuole essere il racconto di una collezione capace di rispettare le diverse personalità, i gusti e i differenti momenti della giornata. L’obiettivo è far sì che ognuno possa trovare nelle nostre proposte non delle semplici tendenze o dei capi, ma un vero strumento per raccontarsi. “The House” nasce proprio come un evento per celebrare la nostra crew, accogliendo le persone direttamente all’interno della nostra casa”.

Un manifesto che si traduce in un guardaroba trasversale, dove sartorialità e versatilità lasciano spazio ai pezzi cult del brand:

“In collezione seguiamo sempre tutti i trend del momento. Quest’anno abbiamo puntato sul camouflage, interpretandolo secondo lo stile della donna Imperial, quindi in una chiave sempre più sexy. Inoltre, abbiamo inserito la stampa boho e quella paisley, che rappresentano una vera novità per il nostro brand”.

Il tutto con una visione che guarda ben oltre i confini nazionali, proiettando il gruppo verso una forte crescita internazionale:

“Quest’anno stiamo mettendo le basi per quello che sarà un importante progetto di posizionamento in vista del 2027. Nel mercato italiano sono previste nuove aperture di store e una rinnovata experience nei diversi touch-point in cui incontriamo il cliente. Ma non ci fermiamo all’Italia: la crew diventa sempre più internazionale grazie a una filiale nel mercato francese che cresce a doppia cifra, trainata in particolare da Please, marchio firmato Imperial in forte espansione. Un altro mercato protagonista nel 2027 sarà la Svizzera, con un riposizionamento dei nostri negozi a marchio Aruk e nuove aperture per Imperial e Dixie”.

Con THE HOUSE, la moda Imperial diventa uno spazio da abitare: una casa aperta dove ogni personalità trova la sua dimensione nella Crew.

Kiev e Mosca: avviate le evacuazioni umanitarie a Oleshky

Roma, 30 ott. (askanews) – “Le evacuazioni e la distribuzione di aiuti umanitari sono iniziate” a Oleshky, nel sud dell’Ucraina – dove un cessate il fuoco umanitario è in vigore da oltre tre giorni – ha annunciato su Telegram il deputato ucraino David Arakhamia, figura vicina al presidente Volodymyr Zelensky e negoziatore chiave nei colloqui diplomatici.

La delegazione ucraina è giunta “in tutta sicurezza” a Oleshky, ha reso noto a sua volta Dmytro Lubinets, commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino. “Attualmente mi trovo sul posto e sto parlando con gli abitanti per comprendere le loro necessità e capire di che tipo di aiuto abbiano maggiormente bisogno”, ha scritto il mediatore ucraino su Telegram.

La commissaria russa per i diritti umani, Iana Lantratova, che si trova anche lei a Oleshky, ha affermato che gli abitanti che desiderano raggiungere la Russia e quelli che desiderano raggiungere l’Ucraina “salivano sugli autobus” per lasciare la città.

Educazione finanziaria: il punto dell’Edufin Index

Roma, 30 ott. (askanews) – Gli italiani faticano ancora a fare i conti con l’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa. La quinta edizione dell’Edufin Index, promossa da “Fondazione Alleanza in memoria di Mario Gasbarri”, in collaborazione con la SDA Bocconi School of Management, scatta una fotografia chiara della situazione. Appena il 39% della popolazione raggiunge la sufficienza, mentre l’indice medio nazionale si ferma a 56 punti su 100. Dallo studio presentato a Roma, emerge un profondo divario tra chi investe (con una media di 60/100) e chi resta escluso (46/100), a cui si aggiungono i tradizionali divari di genere e generazionali, con un generale senso di incertezza verso il futuro che pesa sul benessere psico-finanziario dei cittadini.

“La scarsa educazione finanziaria pesa tantissimo. Basti pensare ad alcuni dati: ci sono 1.100 miliardi fermi sui conti correnti bancari e appena 10 milioni di lavoratori iscritti alla previdenza complementare, che rappresentano neanche il 40% della forza lavoro. Un altro aspetto interessante è che nelle famiglie italiane si parla molto di spese e consumi il che è assolutamente corretto ma non si parla di risparmio. Sono tutti elementi che evidenziano un livello di educazione finanziaria ancora basso, mentre la consapevolezza finanziaria rappresenta un formidabile moltiplicatore di opportunità” ha dichiarato Giancarlo Fancel, Country Manager e Ceo di Generali Italia.

Per invertire la rotta e portare la cultura finanziaria fuori dai libri e dentro la vita quotidiana, Alleanza Assicurazioni scende in campo con la tappa romana (29-30 ottobre in Piazza Sant’Emerenziana) della campagna itinerante “Rimetti il tuo futuro nel verso giusto”, un’occasione per incontrare direttamente i cittadini dopo il successo del Piano Nazionale che dal 2020 ha coinvolto oltre 550 mila persone.

“Il tema della consapevolezza e della conoscenza della propria situazione finanziaria è sicuramente determinante. Nonostante i passi avanti compiuti grazie alle molteplici iniziative portate avanti, la situazione sta migliorando, ma c’è ancora molta strada da fare. Dove c’è consapevolezza, bisogna poi tradurre queste conoscenze in azioni e in comportamenti concreti, che sono quelli capaci di creare vero valore e di permettere ai cittadini italiani e alle famiglie di pianificare con oculatezza il proprio futuro” ha aggiunto Marco Oddone, Amministratore Delegato di Alleanza Assicurazioni.

A chiudere la presentazione, il lancio ufficiale della nuova edizione del Premio Edufin Index “Donne che Contano” – in collaborazione con la piattaforma Rame – volto a premiare e sostenere i progetti del Terzo Settore impegnati sul fronte dell’autonomia economica femminile.

"Pitza e datteri": una commedia ironica sulla migrazione

Roma, 30 ott. (askanews) – Si può parlare di migrazione, identità culturale e convivenza senza ricorrere al dramma? “Pitza e datteri”, la commedia diretta da Fariborz Kamkari e girata interamente a Venezia, interpretata da Giuseppe Battiston, con le musiche originali dell’Orchestra di Piazza Vittorio, dimostra che l’ironia può essere uno strumento particolarmente efficace per raccontare le contraddizioni del nostro tempo.

Ambientato nella comunità musulmana veneziana, il film mette in scena una crisi tanto singolare quanto rivelatrice: i suoi anziani capi non riescono più a controllare i comportamenti delle nuove generazioni, soprattutto delle donne. Tra queste c’è Zara, giovane vedova, bella, intraprendente, che non ha alcuna intenzione di lasciarsi dettare le regole dagli uomini della comunità.

Quando Zara entra legalmente in possesso del locale utilizzato come moschea e lo trasforma in un salone di bellezza bisex, l’equilibrio della comunità salta. I patriarchi si ritrovano senza il loro luogo di preghiera e davanti a una donna che incarna tutto ciò che vorrebbero impedire: autonomia, intraprendenza e libertà di scelta.

La soluzione arriva dall’Afghanistan. In missione a Venezia viene inviato Saladino, un giovane imam cresciuto in una madrasa isolata, abituato a un mondo assai diverso da quello che lo attende nella città lagunare. Il suo incontro con Venezia, con le abitudini dei suoi abitanti e con la personalità travolgente di Zara produce uno choc culturale da cui nasce la forza comica del film.

Saladino sembra inizialmente impreparato a tutto ciò che vede. Ma, mentre cerca di risolvere la crisi della comunità e di ricondurre i suoi membri a un nuovo equilibrio, scopre che la realtà è molto più complessa delle regole con cui aveva imparato a interpretarla. Anche Zara, con la sua indipendenza e la sua forza, si rivela per lui una presenza impossibile da ignorare.

La missione, alla fine, avrà successo, ma non nel modo previsto. Saladino riuscirà a trovare una nuova moschea (grazie al rabbino capo della città!) e a favorire un confronto con i vecchi capi della comunità. Tuttavia, sarà soprattutto lui a tornare cambiato. Ripartirà per il suo mondo, lontano dalla laguna, portando con sé l’esperienza di un incontro che ha allargato i suoi orizzonti e messo in discussione molte delle sue certezze.

Fabrizia Falzetti, fondatrice e CEO della FAR out FILMS, racconta: “Ci siamo interrogati molto sul finale, e abbiamo scelto che Saladino doveva ripartire: perché incontrare una cultura diversa non significa abbandonare la propria, ma scoprire che la propria identità può arricchirsi, diventare più consapevole e trovare nuove possibilità”.

Cinema, ‘La Maison des femmes": dal Centro antiviolenza di Saint-Denis

Roma, 30 ott. (askanews) – È stato presentato con un’anteprima all’Ambasciata di Francia a Roma “La Maison des femmes” di Mélisa Godet, distribuito ora da Satine Film nei cinema italiani. Il film è ispirato all’esperienza del Centro per le Donne creato a Saint-Denis, comune della banlieue di Parigi, dalla ginecologa e ostetrica Ghada Hatem. Si tratta di un luogo che offre una risposta sanitaria, psicologica, sociale e legale alle donne vittime di violenza. Kering Foundation sostiene lo sviluppo di questo modello fin dal 2016, ha promosso dal 2021 la creazione di quindici ulteriori Maisons des femmes sul territorio francese, e partecipa al progetto in veste di partner nella diffusione distributiva.

Le attrici Karin Viard, Laetitia Dosch, Eye Haïdara, Juliette Armanet e Oulaya Amamra interpretano le professioniste che alla Maison des femmes, tra cura, ascolto e solidarietà, si battono ogni giorno per accompagnare le donne vittime di violenza nel loro percorso di rinascita. In questo luogo unico, Diane, Manon, Inès, Awa e Lucie accolgono, sostengono e restituiscono fiducia.

Alla serata che si è tenuta presso l’Ambasciata di Francia ha partecipato anche la fondatrice della Maison des femmes di Saint-Denis Ghada Hatem, che ha ricevuto una targa-premio da Amnesty Iternational e ha sottolineato: “Quando si crede in qualcosa si possono sollevare le montagne e convincere tante persone a partecipare. Siamo partiti con poco e oggi in Francia abbiamo 35 Maison des Femmes”. Marie Claire Daveu, Chief Sustainability e Institutional Affairs Officer Kering e Vicepresidente Kering Foundation, ha sottolineato: “Accompagnare questo film, nato dall’esperienza della Maison des femmes che Kering Foundation ha avuto il privilegio di sostenere fin dai suoi esordi, significa contribuire a dare voce a storie e percorsi che troppo spesso rimangono invisibili”.

Manovra, Patuelli (Abi): preoccupante per banche, spero ci sia riflessione

Roma, 30 ott. (askanews) – Per banche e fondazioni bancarie, dalle dichiarazioni giunte finora da esponenti del governo “è venuto fuori un mosaico proccupante, perché verrebbe aumentata ulteriormente la pressione fiscale attarverso l’Ires e ci sarebbe un ancor più gravoso aggravio per l’Irap, che l’anno scorso è stata aumenata del 3,5%. Spero che prima che che il parlato veda luce” in un testo depositato “ci sia una riflesione su questo, anche perché la stagione delle crisi bancarie molti dei non se la sono dimeticata”. E’ il richiamo e l’appello lanciato dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, durante un dibattito alla Giornata mondiale del risparmio, a Roma.

Cortei, allerta in oltre 50 città: letame lanciato a Torino

Milano, 30 ott. (askanews) – E’ allerta per i cortei in corso in oltre 50 città italiane in occasione dello sciopero generale proclamato dall’Usb e della mobilitazione di lavoratori, studenti e attivisti contro carovita, riarmo e politiche che favoriscono le guerre. Massiccia la presenza delle forze dell’ordine nelle principali piazze del Paese, con un dispositivo di sicurezza rafforzato per prevenire tensioni e isolare eventuali frange violente, dopo gli scontri registrati nelle scorse settimane a Milano e Roma. Tra gli episodi della mattinata, a Torino, dove sono stati rovesciati due fusti di letame davanti al Municipio.

La mobilitazione coinvolge numerose città da Nord a Sud e vede la partecipazione di organizzazioni sindacali di base, collettivi studenteschi, associazioni e movimenti. Tra le richieste dei manifestanti, aumenti salariali, interventi contro il caro-vita e una diversa destinazione della spesa pubblica, con meno risorse agli armamenti e più investimenti nei servizi sociali. L’Usb ha promosso lo sciopero per contestare quella che definisce “economia di guerra” e chiedere misure a sostegno di salari e pensioni.

A Torino, i manifestanti hanno rovesciato due fusti di letame in piazza Palazzo di Città, davanti alla sede del Municipio, accompagnando il gesto con uno striscione contro il carovita, la guerra e il riarmo. La manifestazione sindacale è partita dalla stessa piazza e si dirige verso Porta Palazzo e corso Giulio Cesare, per concludersi in piazza Derna, nella zona nord della città. Il percorso è stato definito in accordo con le autorità, che hanno predisposto misure di sicurezza e limitazioni per prevenire episodi di vandalismo e disordini.

Nel capoluogo piemontese si sono mobilitati anche gli studenti: oltre un migliaio tra universitari, ragazzi delle scuole superiori, docenti e personale Ata sono partiti da Palazzo Nuovo per raggiungere piazza Palazzo di Città e unirsi ai lavoratori. In testa al corteo uno striscione con la scritta “Da Nord a Sud: studenti e lavoratori uniti. La guerra non la paghiamo”.

A Milano l’attenzione è concentrata sui cortei sindacali e studenteschi diretti verso la periferia nord, senza passaggio previsto nel centro cittadino, teatro degli scontri del 17 e 18 ottobre. Sono attesi migliaia di partecipanti e le forze dell’ordine mantengono alta la vigilanza per prevenire nuove tensioni.

A Roma, il dispositivo di sicurezza è stato rafforzato nell’area della stazione Termini, del Colosseo e lungo via dei Fori Imperiali, dove è previsto l’arrivo del corteo partito da piazza dei Cinquecento. Alla manifestazione sono attesi migliaia di partecipanti, tra lavoratori, studenti e attivisti.

Manifestazioni in corso anche a Bologna, Genova, Napoli e in altre città.

L’Istat: l’inflazione ad ottobre vola al 5,4%, il carrello della spesa a +2,5%

Roma, 30 ott. (askanews) – Nel mese di ottobre l’inflazione registra una variazione pari a +0,9% su base mensile e a +5,4% su base annua, da +4,2% del mese precedente. E’ la stima preliminare diffusa dall’Istat.

In accelerazione su base tendenziale risultano sia i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,5% a +2,5%), sia quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +5,2% a +5,8%).

La dinamica dell’inflazione è influenzata prevalentemente dall’andamento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da +25,8% a +59,5%) e non (da +22,5% a +29,4%), di quelli degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +7,5%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%), cui si aggiunge l’attenuazione del calo dei prezzi degli Alimentari lavorati (da -0,6% a -0,2%).

Nel mese di ottobre l'”inflazione di fondo”, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera (da +1,6% a +2%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2% a +2,5%).

L’accelerazione del ritmo di crescita dei prezzi dei Beni (da +5,4% a +7,5%) è marcatamente più ampia di quella dei Servizi (da +2,6% a +2,9%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni si porta, dunque, da -2,8 a -4,6 punti percentuali.

In accelerazione su base tendenziale risultano sia i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,5% a +2,5%), sia quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +5,2% a +5,8%).

La variazione congiunturale dell’indice generale riflette soprattutto l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+18,8%) e non regolamentati (+4,9%), degli Alimentari non lavorati (+1,8%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,2%) e degli Alimentari lavorati (+0,5%). Diminuiscono su base mensile i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,9%).

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +3,4% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo.

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a +1,2% su base mensile e a +5,6% su base annua (da +4,2% del mese precedente).

Bce, Panetta: potrebbero servire ulteriori aumenti dei tassi

Roma, 30 ott. (askanews) – “Con una dinamica dei prezzi destinata a restare a lungo sopra l’obiettivo e rischi sbilanciati verso l’alto”, da parte della Banca centrale europea “potrebbero rendersi necessari ulteriori aumenti dei tassi ufficiali”. Lo ha afferma il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel testo del suo intervento alla Giornata mondiale del rsiparmio, a Roma.

Tuttavia “il rialzo dei rendimenti a lungo termine, dovuto principalmente a fattori globali, rende più rigide le condizioni finanziarie; anche questo andrà considerato – avverte – nel calibrare con gradualità la politica monetaria”.

Come tutti i governatori di banche centrali dell’area euro, Panetta siede nel Consiglio direttivo Bce. Quest’ultimo “continuerà a prendere decisioni riunione per riunione, sulla base dei dati disponibili. Sarà così possibile valutare la trasmissione dello shock energetico all’inflazione di fondo, ma anche adeguare prontamente l’orientamento se il contesto internazionale migliorasse o se tensioni finanziarie frenassero l’economia e, per questa via, l’inflazione”, spiega Panetta.

“Questa flessibilità richiede una comunicazione chiara: spiegare con trasparenza ciascuna scelta è essenziale – conclude – per preservare la fiducia nella determinazione della BCE a garantire la stabilità dei prezzi”.

L’incidente dell’elicottero in Bosnia, Crosetto: un dolore immenso

Roma, 30 ott. (askanews) – Il ministro della Difesa Guido Crosetto è in partenza per la Bosnia-Erzegovina insieme al capo di Stato maggiore della Difesa per rendere omaggio ai quattro militari italiani morti nell’incidente e verificare personalmente le condizioni dei feriti. Lo ha annunciato lo stesso ministro in un messaggio pubblicato su X, esprimendo il proprio “dolore immenso” per la tragedia.

“Sto andando in Bosnia, con il Capo di Stato Maggiore della Difesa per rendere omaggio ai nostri Caduti, per stare vicino ai nostri militari feriti, per accertarmi personalmente delle loro condizioni e portare loro la vicinanza tangibile e l’affetto di tutta la Difesa e del Paese”, ha scritto Crosetto.

“Oggi è un giorno di dolore immenso. Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Quattro persone che non ci sono più. Quattro famiglie alle quali nessuna parola potrà restituire ciò che hanno perduto”, ha proseguito il ministro.

“Da padre, da marito, da cittadino e da Ministro della Difesa, sento tutto il peso di questa tragedia”, ha aggiunto Crosetto, sottolineando che quando i militari perdono la vita nell’adempimento del proprio dovere “non sono soltanto le loro famiglie a essere colpite. È tutta la nostra comunità che perde qualcosa”.

“Vorrei poter trovare le parole giuste, poter dare una risposta, poter alleviare almeno un po’ il dolore di chi sta vivendo queste ore terribili. So che non sarà possibile. Ma ci sono momenti in cui non servono parole. Serve esserci”, ha affermato.(Segue) Crosetto ha quindi confermato che il Villaggio della Difesa allestito al Circo Massimo, in occasione delle celebrazioni del 4 novembre, cambierà significato. “Non sarà più un luogo nel quale festeggiare le Forze Armate, ma un luogo nel quale l’Italia potrà fermarsi, ricordare Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura e stringersi idealmente alle loro famiglie e ai nostri feriti”, ha spiegato.

“La Difesa è una famiglia. E oggi è una famiglia ferita. Ma è anche una famiglia che non dimentica i propri membri e che non abbandona chi soffre”, ha concluso il ministro. “Ai nostri feriti, la promessa che saremo loro vicini, come sempre. L’Italia non dimenticherà”.

Elezioni, La Russa: se serve al bene del paese si può anche votare prima

Roma, 30 ott. (askanews) – “Dipende dal governo, da come si trova a gennaio o febbraio, perché per votare prima bisognerebbe sciogliere entro quei mesi. Bisogna vedere se in quel momento il governo è convinto di poter ancora dare, di poter continuare a dare molto all’Italia oppure se il clima preelettorale, prematuramente partito, consigli di andare a votare prima nell’interesse del bene comune, di quello del Paese. Io credo che Giorgia Meloni sceglierà avendo, come sempre, come stella polare l’interesse dell’Italia”. Lo afferma il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato a Myrta Confidential su San Marino Rtv.

Risparmio, Mattarella: integrazione Ue è difesa da finanza speculativa

Milano, 30 ott. (askanews) – “Una piena integrazione europea si presenta, anche in questo ambito, come lo strumento di difesa migliore contro la finanza meramente speculativa. Gli ostacoli al mercato unico da un lato e la relativa debolezza del risparmio a lungo termine dall’altro dirottano altrove ingenti risorse e frenano investimenti che potrebbero, invece, rendere più forti le nostre società. Sono passaggi di fronte ai quali si trovano i popoli del continente europeo per salvaguardare e promuovere i valori della propria civiltà”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Presidente dell’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio S.p.A., Giovanni Azzone, in occasione della Giornata del Risparmio.

“Il risparmio è una risorsa vitale per le famiglie, per la società che se ne avvale per promuovere lo sviluppo. Tutelare il risparmio, secondo quanto la Costituzione prescrive, significa garanzia degli strumenti che lo impiegano e remunerazione che ne incoraggi uno stabile utilizzo. Le fondazioni di origine bancaria hanno concorso, in questi decenni, a rendere concreta questa funzione costituzionale: i risultati così conseguiti hanno contribuito all’incremento del capitale sociale del Paese. Il risparmio ha valore pubblico, un valore affidato in misura rilevante alla responsabilità delle banche e degli intermediari. La Repubblica – di cui celebriamo gli 80 anni di vita – ha voluto che la Costituzione legasse nell’articolo 47 il risparmio alla disciplina del credito. Nuovi strumenti finanziari si sono affacciati e, tuttavia, il loro funzionamento è chiamato a obbedire agli stessi precetti, per proteggere le famiglie, valorizzando i proventi del lavoro che riescono a mettere da parte, canalizzando i risparmi verso investimenti sicuri e produttivi, tanto più significativi in tempi in cui conflitti geo-economici e geo-politici aggrediscono, con l’inflazione e una dinamica salariale inoperosa, il tenore di vita dei cittadini”.

Rsiparmio, Acri-Ipsos Doxa: la tutela personale prevale per 77% italiani

Roma, 30 ott. (askanews) – Nel 2026 il 77% degli italiani considera il risparmio una forma di tutela personale, utile per affrontare imprevisti, periodi senza reddito o spese sanitarie e di assistenza. È quanto emerge dalla 26esima indagine sul risparmio realizzata da Acri, l’associazione che rappresenta le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio Spa, in collaborazione con Ipsos Doxa e presentata in occasione della 102esima Giornata mondiale del risparmio.

Si consolida la percezione del risparmio come strumento di protezione più che di progettazione del futuro. Per il 39% è una necessità per garantire sicurezza finanziaria, mentre il 27% lo considera un’opportunità per raggiungere obiettivi specifici e il 21% una consuetudine acquisita nel tempo.

Resta elevata, seppure in calo rispetto allo scorso anno, la quota di chi riconosce al risparmio una funzione di motore dello sviluppo del Paese (54%) e di tutela dell’economia nazionale (53%). Il 44% lo associa anche a un’opportunità di inclusione sociale.

Bosnia, Meloni ricorda militari caduti: quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia

Roma, 30 ott. (askanews) – “Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama. Insieme al Ministro Guido Crosetto, ho deposto un mazzo di rose al Circo Massimo per rendere omaggio ai nostri quattro militari che hanno perso la vita in Bosnia”. Lo scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X.

“Abbiamo voluto – spiega – che il Villaggio della Difesa, allestito in vista del 4 novembre, diventasse un luogo di raccoglimento aperto a tutti. Un luogo dove ogni italiano possa portare un fiore, lasciare un pensiero, fermarsi in silenzio. E far sentire alle famiglie dei nostri caduti la vicinanza di un’intera Nazione. So che nessuna parola può colmare un’assenza così grande. Ma esserci è un dovere. Stringerci a chi soffre, custodire il ricordo di chi abbiamo perso, accompagnare i feriti e i loro cari in queste ore difficili”.

“A chi vorrà venire al Circo Massimo – è l’invito della premier – chiedo un gesto semplice: portate un fiore. In quel fiore ci saranno il vostro affetto, il vostro rispetto, il grazie dell’Italia. Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura: non vi dimenticheremo”.

Manovra, Azzone: fondazioni bancarie penalizzate 2 volte, serve riflessione

Roma, 30 ott. (askanews) – Con il nuovo contributo previsto dalla manovra di Bilancio “le fondazioni bancarie vengono penalizzate due volte”, una decisione che sembra mettere in duiscussione il loro ruolo quali grandi azionisti delle banche e che meriterebbe “una riflesione”. E’ il monito lanciato dal presidente dell’Acri, Giovanni Azzone, a margine della Giornata del Risparmio a Roma.

Si profila una richiesta equivalente a 70 milioni di euro tramite un aumento dell’Ires sulle fondaizoni, ha rilevato, precisando che non si è potuto esaminare il testo del provvedimento. Inoltre “veniamo inseriti nella categoria degli intermediari finanziari, mi sembra una contraddizione in termini”, ha aggiunto.

Ad Artissima MIRA si racconta: progetto del MIC a Messina

Torino, 30 ott. (askanews) – La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura partecipa ad Artissima con due diverse presenze, accompagnate nei tre giorni di fiera da incontri con gli operatori del settore, talk e performance. Uno stand in fiera offre l’opportunità di approfondire le attività di promozione internazionale dell’arte italiana svolte dalla Direzione, proponendosi anche come punto di incontro con artisti, curatori, galleristi, direttori di musei e professionisti del settore. Un secondo spazio è dedicato a MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts (Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti), nuovo polo culturale di Messina il cui progetto è promosso dal Ministero della Cultura, attraverso la Direzione Generale Creatività Contemporanea e l’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, dal Comune e dall’Università di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI: qui sarà presentata tutti i giorni alle ore 17 la performance Posso sentire ciò che ancora non riesco a vedere del collettivo Polisonum ideata in occasione del lancio della programmazione artistica di MIRA.

Chiara Ianeselli, dirigente del Ministrero della Cultura, dell’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, ha raccontato ad askanews il progetto: “Mira – l’Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti – é un istituto di ricerca che guarda ai mediterranei, non a caso utilizzo questo termine, che ha una connotazione di ricerca molto profonda e molto radicata anche negli studi sui Mediterranei e non sul Mediterraneo. La prospettiva è quella di guardare verso l’Africa, ma di guardare anche alla diaspora, quindi alle migrazioni e non fermarsi al territorio italiano. È profondamente radicato in Sicilia, in particolare a Messina, perché le due sedi sono le Torri Morandi, che è un luogo iconico dello stretto, e Villa Pace che è una villa ottocentesca nei pressi delle Torri Morandi. In attesa del restauro di questi due edifici abbiamo deciso di lavorare già sul territorio e presentare il progetto e, grazie al Direttore Generale Creatività Contemporanea Costantino D’Orazio, abbiamo avuto uno spazio qui ad Artissima. Abbiamo deciso non solo di presentarci istituzionalmente, ma di lasciare spazio in maniera programmatica agli artisti, in particolare al collettivo Polisonum. Non a caso lavoriamo già con un collettivo “a più voci”, questo è il significato del nome del collettivo stesso. Ad Artissima presentano un’anteprima di quello che faremo poi a Messina il prossimo anno. È un lavoro incentrato sullo stretto, guarda ai cetacei, in particolare alle balene. È stata forse una coincidenza, forse esito della ricerca: Mira è proprio una stella all’interno della costellazione della balena, quindi si è creato poi un equilibrio interessante quando abbiamo iniziato il dialogo con loro. È un progetto complesso che guarda alle migrazioni non solo ovviamente degli animali, ma anche degli esseri umani e guarda soprattutto allo Stretto di Messina come luogo di passaggio non solo tra la Sicilia e l’Italia ma tra l’Europa e l’Africa”.

La programmazione di MIRA proseguirà a Messina sabato 7 novembre 2026 alle ore 18.00 a Palazzo del Monte di Pietà dove si terrà Il sacro e il lampo – Mito e potere nella pirotecnica mediterranea, un incontro dedicato alla dimensione visiva, rituale, socio-culturale e politica della pirotecnica. A confrontarsi saranno Andrea Botto, artista e fotografo che da oltre un decennio dedica la propria ricerca a questo ambito, Berardino Palumbo, Professore ordinario di Antropologia sociale all’Università degli Studi di Messina, Mario Sarica, etnomusicologo e studioso delle tradizioni popolari e lo scrittore Massimo Maugeri.

Mediterranean Institute for Research and Arts raccoglie il testimone dal precedente progetto MAXXI Med, avviato nel 2023, rafforzandone la dimensione condivisa attraverso il coinvolgimento di partner stituzionali. Sviluppa una ricerca interdisciplinare dedicata al Mediterraneo, con particolare attenzione alla Sicilia come luogo di incontro tra Europa, Africa e Medio Oriente. Attraverso arti visive, performance, musica e danza, il progetto promuove scambi culturali, residenze e collaborazioni con artisti e comunità locali e internazionali. Centrale nella missione di MIRA è la formazione, grazie al coinvolgimento di università e centri di ricerca. Il polo intende valorizzare il patrimonio materiale e immateriale del Mediterraneo favorendo dialogo, cooperazione e pluralità culturale. L’obiettivo è sostenere nuove forme di ricerca e produzione artistica capaci di contrastare i processi di omologazione culturale contemporanea.

Grazie a un accordo siglato tra la Direzione Generale Creatività Contemporanea e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, inoltre ad Artissima la direzione del museo potrà selezionare opere da proporre all’acquisto per arricchire la propria collezione permanente.

Ade – Apulia Digital Experience, terza edizione 11-13 dicembre a Bari

Roma, 30 ott. (askanews) – Le nuove frontiere digitali tra innovazione, IA, creatività e impresa. Bari si prepara ad accogliere la terza edizione di ADE – Apulia Digital Experience, conferenza internazionale organizzata da Rai Com e Apulia Film Commission e finanziata dalla Regione Puglia, con la direzione artistica di Adriano Monti Buzzetti.

Da venerdì 11 a domenica 13 dicembre il capoluogo pugliese sarà per tre giorni la casa del futuro digitale e ospiterà il dibattito sulle trasformazioni del comparto audiovisivo, dell’animazione, del gaming e sulle nuove applicazioni dell’Intelligenza Artificiale e delle innovazioni digitali nelle industrie culturali e creative.

Protagonisti di conferenze e panel saranno le imprese e i loro professionisti, il mondo della ricerca e i nuovi talenti, le istituzioni e soprattutto le idee. Di primo piano i relatori che si alterneranno nell’ampio programma pubblico. Tra i nomi di spicco, quelli di Ben Smith della casa di produzione Rebellion e coproduttore di Rogue Trooper, adattamento cinematografico in animazione dell’omonimo fumetto di fantascienza; del sociologo Derrick De Kerckhove, tra i massimi esperti al mondo di cultura digitale; di Pasquale Viscanti, Co-Fondatore e CEO di AI WEEK; di Anna Manzo, Direttrice talent management in The Jab, nuova talent agency firmata The Jackal; di Sandra Smedegaard Mondahl e Penelope Lee Dovichi di IO Interactive, lo studio danese al lavoro su “007 First Light”, il nuovo videogioco dedicato a James Bond e di tantissimi altri.

Un viaggio che sarà anche occasione di networking e punto d’incontro tra startup, PMI e grandi player industriali. La prima giornata sarà dedicata al mondo dei videogiochi, in continua evoluzione, e ospiterà l’ADE Indie Showcase, spazio d’incontro tra sviluppatori indipendenti e studenti.

Con Apulia Digital Experience torna anche il contest dedicato ad autori e creativi “Raccontare la Puglia con l’intelligenza artificiale”, che promuove la realizzazione di progetti destinati a presentare, valorizzare e diffondere il patrimonio artistico, culturale e turistico della Puglia attraverso l’ideazione di prodotti digitali basati sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Data ultima per le iscrizioni venerdì 27 novembre. La premiazione avverrà domenica 13 dicembre.

ADE – Apulia Digital Experience, conferenza internazionale è organizzata da Rai Com, Regione Puglia e Apulia Film Commission, a valere su risorse del POC Puglia 2021/2027 – Area Tematica 06, nell’ambito dell’intervento “Apulia Digital Experience 2025/2026”. In collaborazione con Age Of Games, Comune di Bari, Puglia Cultura e Territorio, ITS Academy Apulia Digital.

Due campi larghi con le loro difformità

E due. Il secondo partito delle due principali coalizioni in campo annuncia che non continuerà a votare a favore del sostegno armato a Kiev. Prima Conte, ora Salvini. Non è proprio il ritorno di fiamma del vecchio asse giallo-verde, quello dell’inizio della scorsa legislatura. Ma è il sintomo di un’affinità geopolitica (e populistica) che accomuna forze importanti degli schieramenti che si contenderanno il prossimo governo.

Si può sempre sperare che nel frattempo si apra un pertugio negoziale che consenta, se non una pace, almeno una tregua. Ma se così non fosse, vorrebbe dire che nessuna delle due coalizioni potrà disporre di una maggioranza per decidere a proposito del principale dossier della nostra politica estera.

È come dire che a questo punto di “campi larghi” ce ne sono due. E che entrambi brillano – si fa per dire – per certe loro difformità geopolitiche. Cosa che negli annali della nostra vita repubblicana non era mai capitata. Almeno finora.

Si intuisce che dietro quei due pronunciamenti di Conte e Salvini c’è una buona dose di utilità elettorale. Entrambi sperano infatti di tornare ai consensi di una volta sbandierando vessilli “pacifisti”.

Salvo non riuscire a comprendere né la differenza che corre tra la pace e la resa, né il nesso che lega pace e giustizia. E tantomeno a sanzionare la brutalità dell’aggressione russa, che a quella pace ha posto fine.

Tutto questo è grave senza essere serio. Guerriglia elettorale, e non quella pace disarmata e disarmante di cui ci sarebbe un così gran bisogno.

 

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 29 ottobre 2026

[Testo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Giovani e adulti, un’alleanza per cambiare il mondo

Nel quarantesimo anniversario dell’istituzione dell’Incontro internazionale per la pace, passato alla storia come lo “spirito di Assisi”, intitolato quest’anno a “Pace disarmata e disarmante”, sono stati presenti anche i “Giovani per la pace” della Comunità di Sant’Egidio, che hanno dibattuto sul tema “Un mondo da cambiare”.

E l’iniziativa è giunta a proposito, in quanto si può collegare alla protesta studentesca in corso, nel senso che il contesto assisiate, all’insegna dell’incontro e del confronto, può aiutare a non perdersi dietro certe polemiche suscitate dal Movimento del 17 ottobre e a offrire motivi di riflessione sul “mondo da cambiare” e anche sul “modo di cambiare”. E questo non è meno importante di quello, anzi può essere la condizione per renderlo più apprezzabile.

La richiesta dei giovani di Assisi è chiara: “costruire il futuro a partire dagli ultimi”, un impegno che è stato esemplificato attraverso il “racconto” di alcune storie e la “presenza” di alcune personalità.

Questo metodo narrativo mi pare particolarmente significativo, perché aiuta a sentirsi “comunità”: non in nome di un’identità escludente, bensì di una condivisione umanistica.

Forse ciò che è venuto meno nei rapporti tra le generazioni è proprio questa capacità di raccontarsi: raccontare esperienze, emozioni, sentimenti, in una parola “storie”, prima ancora di occuparsi della grande “storia”.

In questo contesto, due le categorie che mi sembrano rilevanti: la pace, in riferimento al “mondo da cambiare”, e l’alleanza, come “modo di cambiare”.

 

La pace come condizione naturale dell’umanità

Quale pace? Non la pace come intervallo fra guerre o sospensione o interruzione di conflitti, ma la pace come condizione umana normale, che la guerra infrange, per cui la guerra va rifiutata in nome dell’umanità come specie e come valore.

Dunque, non la guerra come status naturale e la pace come qualcosa di transitorio in un contesto che rimane di guerra, in potenza o in atto.

Insomma, il paradigma su cui si coniuga la vita è quello della pace e non della guerra, che non è mai umana: umana è solo la pace.

Leone XIV, impossibilitato a partecipare personalmente all’Incontro di Assisi per motivi sanitari, è stato presente con un videomessaggio, in cui tra l’altro ha detto: «Non c’è guerra santa, solo la pace è santa».

Ciò richiede un cambiamento di mentalità, che s’ispiri non alla logica dell’homo homini lupus, ma alla logica dell’homo homini amicus o frater.

Da qui occorre muovere affinché la convivenza fraterna e amicale trovi traduzione nella quotidianità, che per questo diventa eroica: non di un eroismo monumentale, ma di un eroismo silenzioso.

 

Un nuovo patto tra giovani e adulti

Quale alleanza? È questo l’aspetto meno scontato, ma non meno essenziale, richiamato ad Assisi: i giovani devono sentirsi ed essere protagonisti di tutta una serie di alleanze, a cominciare da quella con gli adulti.

Sotto questo profilo potrebbero giocare un ruolo importante gli anziani, come, a livello familiare, i nonni tra i genitori e i figli.

Ciò significa ripensare i rapporti intergenerazionali e rintracciare un sentimento condiviso, che si può sintetizzare in quel motto caro a don Lorenzo Milani: “I care”, m’importa, per dire “mi sta a cuore”, “mi prendo cura”. Ed è l’esatto contrario del “me ne frego” fascista.

Si tratta allora di tessere rinnovati rapporti collaborativi in diversi campi: dalla politica all’economia, dalla cultura alla religione, tutti finalizzati, come diceva papa Francesco, alla “cura della casa comune” e, come dice papa Leone, alla “custodia della persona umana”.

Nell’uno e nell’altro caso, la via indicata è la fraternità cosmica e universale e l’amicizia personale e sociale.

I giovani devono essere al centro di questo processo di rinnovamento non per una concessione adultistica, ma per il fatto che, dovendo guardare al futuro, non si può prescindere da coloro che il futuro lo incarnano al presente.

Al riguardo, alcune indicazioni si possono trarre dal magistero di papa Francesco, in particolare dalla sua esortazione apostolica sui giovani Christus vivit.

La lezione che se ne trae è che la società e la Chiesa non devono limitarsi a parlare di giovani, ma devono piuttosto parlare ai giovani e con i giovani.

L’ecologia integrale di papa Francesco ricorda che si deve rispondere al grido della terra ferita e al grido dei poveri emarginati; ora possiamo aggiungere: anche al grido dei giovani, che sono stati diseredati da un sistema sociale.

C’è un’espressione che denuncia la gravità della situazione, cioè il parlare di “giovani senza futuro”: è un ossimoro insostenibile, per cui occorre mettere fine a questo autentico “furto” di futuro nei confronti dei giovani.

Un furto peggiore di qualche furto materiale operato da alcuni ragazzi il 17 ottobre a Milano: se questo va condannato, figuriamoci quello, che tocca il senso stesso dell’essere persona dei giovani.

 

Oltre la protesta, ascoltare il disagio

Ciò significa che non si dovrebbe ridurre la protesta studentesca a una contestazione del governo in carica, verso cui si possono certamente avanzare critiche.

Ma il fatto che i governi varino da Paese a Paese dovrebbe renderci attenti a ciò che non varia, ossia il malessere sociale e personale che c’è dietro la protesta e che sarebbe riduttivo rubricare a livello di mera contestazione antigovernativa.

Quando invece ne va di un’impostazione sociale complessiva, qual è la globalizzazione, di una mentalità diffusa che, come dice Leone XIV, ha normalizzato la guerra, si è assuefatta alle ingiustizie, alle disuguaglianze, alle discriminazioni.

Contro questa società i giovani hanno cominciato a far sentire la loro voce e occorre ascoltarla.

 

Restituire ai giovani il futuro

Se anche la protesta non durasse, non dovremmo dimenticarla. Anzi, sarebbe proprio il momento per avviare un nuovo patto intergenerazionale, tenendo presenti le parole che don Luigi Ciotti ha scritto non oggi, ma nel 2019, in Per un nuovo umanesimo (Solferino):

«Un giovane è per sua natura aperto alla vita, affamato di conoscenza, animato da domande profonde e inquietudini positive».

Per cui il giovane «sente il bisogno di interlocutori che prendano in seria considerazione la sua domanda, il suo bisogno di interrogare e interrogarsi».

E questo richiede «adulti che sappiano essere presenti senza essere soffocanti, tolleranti senza essere indifferenti. Che lo mettano in condizione di essere autonomo, di costruire percorsi in cui l’energia possa scorrere alla giusta tensione, in argini né troppo stretti né troppo larghi».

Tornano i pallottolieri e tramontano le coalizioni

Il ritorno della logica del pallottoliere

Purtroppo sono tramontate le coalizioni, soprattutto quelle che sono capaci di declinare una cultura di governo, e sono prepotentemente ritornati al centro dell’attenzione i cosiddetti “pallottolieri”. Cioè quelle alleanze che al loro interno contengono il tutto e il contrario di tutto.

Per capirci, il modello “Unione” di prodiana memoria che si presentò alle elezioni del 2006 vincendo di un soffio contro il centrodestra guidato da Silvio Berlusconi e che poi concluse la sua triste esistenza dopo appena un anno e mezzo con un travagliato e impervio percorso politico, parlamentare e di governo.

Parliamo, cioè, di quelle coalizioni dove l’unico elemento che manca all’appello è il progetto politico e di governo perché viene sostituito, appunto, dalla logica del pallottoliere.

Sommare e aggiungere tutto e il contrario di tutto all’interno dell’alleanza pur di battere l’odiato nemico politico, con il risultato, altrettanto scontato, che così facendo non si può governare.

Perché, come è ovvio e persino scontato ricordare, non esiste una convergenza politica, culturale e, men che meno, di natura programmatica sulle cose da fare e, soprattutto, sulle ricette da mettere in campo per affrontare e cercare di risolvere i problemi che sono sul tappeto.

 

Il bipolarismo come strumento di contrapposizione

Ora, e per tornare all’oggi, in ossequio a un bipolarismo che non contempla una sana e fisiologica democrazia dell’alternanza ma, al contrario, è un semplice strumento che viene inteso e interpretato come una clava da scagliare contro il nemico giurato per annientarlo definitivamente e irreversibilmente, è di tutta evidenza che le coalizioni non sono alleanze costruite per governare ma si riducono a essere, appunto, pallottolieri da lanciare contro la concorrenza.

E quello che sta capitando in questi giorni ne è la plateale conferma. Soprattutto sul versante dell’alleanza di sinistra e progressista dove, oltre alle palesi contraddizioni politiche e programmatiche già presenti all’interno di quel blocco elettorale, si aggiungono posizioni ancora più disomogenee.

Come, ad esempio, l’apertura al partito di Rifondazione comunista che solidarizza addirittura con le posizioni del gruppo terroristico palestinese di Hamas.

Ma gli esempi non mancano anche per la coalizione di centrodestra. Anche se in minore misura, per ragioni del tutto comprensibili, essendo quell’alleanza attualmente al governo.

 

La cultura di governo sacrificata alla sommatoria elettorale

Ma la riflessione politica che non si può non fare alla luce del comportamento concreto delle principali coalizioni è una sola.

E cioè, al di là di come viene realmente concepito e interpretato il bipolarismo nel nostro Paese, è indubbio che in questa radicale e ideologica contrapposizione tra i rispettivi schieramenti in competizione viene definitivamente sacrificata la cultura di governo.

Cioè l’unico elemento che, di fatto, giustifica l’esistenza di una coalizione politica che ha l’ambizione di governare il Paese.

E quando si rinuncia a declinare una vera e credibile cultura di governo perché si privilegia solo ed esclusivamente la logica della sommatoria numerica e del pallottoliere, non lamentiamoci se poi cresce il distacco tra il Paese reale e il Paese legale, se si indebolisce la qualità della nostra democrazia, se si incrina la credibilità delle nostre istituzioni democratiche e, in ultima analisi, se si attenua fortemente la stessa efficacia dell’azione di governo.

Le tre ombre del secolo: clima, IA e nucleare nei programmi del futuro

Viviamo in un’epoca definita da ciò che lo storico Eric Hobsbawm chiamerebbe un orlo del precipizio: rinnovato, ma significativamente più complesso rispetto al Novecento. Le società contemporanee si trovano ad affrontare una convergenza senza precedenti di tre minacce esistenziali: il cambiamento climatico, la proliferazione e modernizzazione degli arsenali nucleari e lo sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale generale.

Ciascuna di queste forze possiede la capacità autonoma di destabilizzare le fondamenta socio-economiche del pianeta, ma è la loro interazione sistemica a rappresentare la vera insidia del ventunesimo secolo.

Il clima e il ritorno della minaccia nucleare

Il cambiamento climatico non è più una proiezione teorica, ma una realtà ecologica manifesta.

Come argomentato dal filosofo e sociologo Bruno Latour, la Terra non è più uno sfondo inerte per le azioni umane, ma un attore politico reattivo che ridisegna i confini della sovranità e della sicurezza nazionale. La scarsità di risorse idriche, la desertificazione e la spinta migratoria di masse disperate generano pressioni geopolitiche enormi sui confini statali, alimentando nazionalismi e instabilità.

È proprio in questo contesto di fragilità globale che la minaccia nucleare riemerge con brutale aggressività. L’erosione dei trattati di non proliferazione e il riarmo strategico delle superpotenze si intrecciano pericolosamente con le tensioni climatiche.

Come analizzato dallo studioso di rischi esistenziali Nick Bostrom, il pericolo nucleare moderno soffre del cosiddetto effetto assuefazione: decenni di deterrenza hanno creato una falsa illusione di sicurezza, dimenticando che l’equilibrio della distruzione mutua assicurata è intrinsecamente fragile e soggetto a errori umani o tecnologici.

 

L’intelligenza artificiale e i rischi per la democrazia

A complicare questo quadro interviene l’intelligenza artificiale. Se da un lato l’IA offre strumenti straordinari per l’ottimizzazione energetica e la ricerca scientifica, dall’altro introduce rischi sistemici.

L’integrazione di algoritmi decisionali nei sistemi di comando e controllo militare riduce drasticamente i tempi di reazione umani di fronte ad allerte atomiche, aumentando l’impatto di possibili falsi positivi.

Inoltre, la disinformazione generata da modelli generativi minaccia la tenuta democratica, polarizzando il dibattito pubblico e minando il consenso scientifico.

Di fronte a questa triade di rischi, la risposta politica tradizionale appare tragicamente inadeguata, spesso ostacolata da forme pervasive di negazionismo o riduzionismo.

Il negazionismo politico si manifesta oggi in tre modi: la svalutazione dogmatica della scienza climatica, il disinteresse per il disarmo strategico bollato come pacifismo utopico e il liberismo deregolamentato verso la tecnologia e l’IA in nome del profitto a breve termine.

Il filosofo Hans Jonas, nel suo celebre Il principio responsabilità, invocava un’etica per la civiltà tecnologica che mettesse al centro la salvaguardia dell’avvenire. I politici odierni devono fare proprio questo principio, superando il respiro corto delle scadenze elettorali.

 

Una nuova responsabilità per la politica

Per costruire programmi politici all’altezza del presente, i leader e i partiti devono adottare una governance integrata basata su azioni concrete.

In primo luogo, la transizione ecologica deve diventare il motore della politica industriale, legando la decarbonizzazione alla giustizia sociale e alla sicurezza energetica.

In secondo luogo, occorre promuovere una diplomazia multilaterale rinnovata che includa la regolamentazione vincolante dell’IA nei settori della difesa e la riattivazione dei patti per la riduzione delle testate nucleari.

Infine, è indispensabile sostenere l’alfabetizzazione scientifica e l’indipendenza dell’informazione per disarmare le narrazioni complottiste e negazioniste.

Combattere il negazionismo richiede una politica del coraggio, capace di comunicare la complessità senza cedere al fatalismo.

Non si tratta di alimentare la paura, ma di trasformare la consapevolezza del rischio in un progetto di ricostruzione civile e democrazia partecipata.

Le sfide del nostro tempo non ammettono dilazioni: integrare la tutela del clima, il controllo dell’IA e la pace nucleare nei programmi di governo è oggi l’unico vero banco di prova per misurare la maturità di una classe dirigente.

 

L’Europa davanti alla prova decisiva del 2027

Il prossimo anno sarà cruciale per l’Europa che, con tutti i suoi difetti, resta, visto il quadro di riferimento odierno, l’ultimo baluardo della democrazia, pur con tutte le inefficienze e le critiche al suo sistema di governance e la scarsa proattività che ha mostrato sino adesso in relazione alle gravi crisi internazionali.

Se prevarrà la logica della disgregazione, i Paesi europei saranno soltanto terra di conquista delle attuali superpotenze.

Il nostro Paese, uno dei fondatori della Comunità, sarà chiamato a scegliere quale posizione tenere e, in questo senso, le elezioni del 2027 segneranno il cammino che intraprenderemo e, di conseguenza, il destino che ci attende.

Il tempo lento dell’orto

La solitudine dietro il silenzio

Riccardo ha 19 anni e una rabbia che gli vibra nelle dita. È arrivato in comunità dopo mesi di silenzi dolorosi, implosi, vissuti nel chiuso della sua stanza, tra farmaci che anestetizzavano i giorni e le notti senza tregua. Aveva gli occhi spenti, opachi come vetri offuscati, lo sguardo chino, l’umore piegato come un ramo sotto il peso. Le braccia — a volte visibili oltre le maniche rimboccate — raccontavano con cicatrici rosee, sottili e parallele un dolore che aveva cercato sfogo nella pelle, quando nessuno sembrava disposto ad ascoltarlo davvero.

Riccardo mi ha fatto pensare alla solitudine radicale che Sartre racconta nel Muro: quella dei prigionieri chiusi nella stessa cella, eppure ciascuno irrimediabilmente solo, dove neppure la presenza dell’altro riesce a consolare.

All’inizio osservava tutto con diffidenza, come chi ha smesso di attendere qualcosa dagli altri: una sfiducia abbandonica, come se fosse stato reciso da quel legame primario che tiene ancorata l’esistenza a un senso possibile. Quando l’ho incontrato, non ha parlato. Ha preso una sedia e si è seduto lontano, ma non troppo.

Era il suo modo per dire: «Sto qui, ma non avvicinarti troppo».

 

Una domanda nell’orto

Ci sono voluti giorni, segnati da un umore incerto e altalenante, prima che affiorassero parole, tronche, guardinghe, come se anche il dire fosse un rischio, un gesto di fiducia difficile da concedere. È successo mentre zappavamo l’orto insieme, sotto un sole di fine ottobre che ingannava il freddo.

«Tanto se poi te ne vai anche tu, che senso ha?» ha detto all’improvviso.

Ho fermato le mani e il cuore. Non ho risposto: non avevo nessuna risposta pronta, e forse non serviva. Ho ripreso a zappare, con gesti più lenti, quasi rituali. Sono rimasto. Non ho cercato scorciatoie né parole che addolcissero. Ho scelto di sostare, in silenzio e con fatica, sperando di varcare anche solo di un passo il tumulto che lo abitava.

 

Il coraggio educativo di restare

Quella pausa, quell’apparente non-fare, è stata l’inizio di una fiducia. È la scommessa che il lavoro educativo fa contro il Muro: che una presenza capace di non fuggire possa, invece, incrinare la solitudine.

Riccardo, come tanti ragazzi oggi, non cerca risposte immediate, ma presenze che reggano l’urto del suo dolore. In un tempo saturo di stimoli ma povero di legami che sanno di terra, fatti di corpo e di tempo condiviso, i giovani hanno bisogno di adulti fermi e attenti, capaci di abitare la fragilità senza ritirarsi.

Non desiderano relazioni che li sovrastino, ma legami che si radichino nel loro sé, che sappiano orientare senza imporre, accompagnare senza cedere alla retorica educativa.

Per questo noi adulti dobbiamo avere il coraggio di restare, di fermarci accanto a chi sta ai margini, senza la fretta di guarire, ma con la pazienza di chi sa che ogni tempo donato si fa seme: di fiducia, di affidamento, di una rinascita possibile, lontana da una logica che misura tutto in base a ciò che rende, e non a ciò che salva e trasforma.

 

Custodire chi non chiama

Ripenso a quella domanda nell’orto. Riccardo non chiedeva aiuto, eppure chiedeva tutto: che qualcuno non se ne andasse.

Custodire chi non chiama è questo: restare nel buio accanto all’altro senza pretendere di rischiararlo, perché il mattino, quando verrà, sia davvero suo.

Perché, in fondo, ciò che davvero manca è una relazione devota.

 

È qui pubblicato per gentile concessione dell’autore l’articolo che oggi compare nell’edizione a stampa dell’Avvenire.

Calcio, Classifica serie A: Atalanta a quota 11

Roma, 29 ott. (askanews) – Questo il programma e la classifica di serie A dopo Frosinone-Lecce 5-1

Nona giornata: Sassuolo-Lazio 2-6, Roma-Cagliari 4-2, Torino-Como 1-3, Milan-Bologna 2-4, Parma-Udinese 0-0, Venezia-Inter 0-2 Genoa-Juventus 2-0, Monza-Napoli 1-4, Frosinone-Lecce 5-1 Fiorentina-Atalanta 2-2.

Classifica: Lazio, Inter 25, Roma 21, Como 20, Milan 18, Frosinone 17, Juventus, Napoli 14, Cagliari, Torino 13, Bologna, Atalanta 11, Genoa 10, Lecce 9, Sassuolo 8, Monza 7, Udinese, Parma, Fiorentina 5, Venezia 3.

Decima giornata: sabato 31 ottobre: ore 15: Bologna-Monza, ore 18: Udinese-Roma, ore 20.45: Milan-Inter; domenica 1 novembre: ore 12.30: Como-Venezia, ore 15: Frosinone-Torino, Lazio-Cagliari, ore 18: Lecce-Genoa, ore 20.45: Juventus-Napoli; lunedì 2 novembre: ore 18.30: Sassuolo-Fiorentina, ore 20.45: Atalanta-Parma.

Padel, Fip Gold di Torino: brillano i big, Barahona-Piotto dominanti

Roma, 29 ott. (askanews) – Javi Barahona e Nacho Piotto partono fortissimo al Fip Gold di Torino – terzo appuntamento di padel più importante in Italia dopo il Major di Roma e il Premier Padel P1 di Milano – in corso al Palavillage di Grugliasco fino a domenica 1 novembre. I numeri uno del seeding maschile – si legge in una nota – hanno lasciato un solo game agli avversari, Luis Oliver e Ivan Repetuev, confermando subito le ambizioni di titolo. Dopo il Day 1 avanzano anche l’argentino Alex Chozas, campione del mondo due anni fa con l’Albiceleste, insieme al giovane connazionale Juani Rubini (6-3 7-6 sui francesi Hugounenq/Pillon). Nel tabellone femminile inizia bene il cammino della “leyenda” Lucia Sainz, oro ai Giochi del Mediterraneo di due mesi fa, insieme al talento Leti Manquillo, che hanno superato Raquel Rodriguez e Carlotta Burello (6-1 6-0). Tra le italiane brillano Francesca Campigotto – una delle atlete di casa – e Carolina Petrelli, al secondo turno insieme alla giovane azzurra juniores Matilde Minelli, in coppia con Carla Mesa. E venerdì sarà proprio derby azzurro tra Campigotto-Petrelli e Minelli, avversarie per un posto ai quarti di finale.

Il torneo, organizzato con il patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Grugliasco, rappresenta un salto di categoria rispetto al FIP Silver dello scorso anno disputato sempre a Torino e porta in Piemonte una delle dodici tappe Gold del Cupra FIP Tour, il circuito internazionale della Federazione Internazionale Padel. Con quasi 200 atleti e atlete provenienti da oltre dieci Paesi, il FIP Gold mette in palio un montepremi di 50mila euro e 150 punti per il ranking mondiale. Un evento che si inserisce in un movimento in forte crescita: secondo i dati FIP, in Piemonte i campi da padel sono passati da 274 nel 2021 a 782 nell’ottobre 2026, con un incremento del 185,4%.

Nel primo turno di giovedì esordio positivo anche per il torinese Matteo Rosingana, che insieme a Santino Giuliani ha superato gli spagnoli Karlos Rodriguez e José Manuel Ortiz (6-3 4-6 6-1). Nella giornata di venersì sarà sfida all’italo-argentino Santino Nicocia e lo spagnolo José Pedro Montalban.

Bosnia, precipita elicottero: morti quattro militari italiani

Milano, 29 ott. (askanews) – Un elicottero italiano impegnato in Bosnia-Erzegovina nell’ambito dell’operazione EUFOR Althea è precipitato. Sono quattro i militari italiani dei quali è stata accertata la morte a seguito dello schianto. A diffondere il bilancio è stato il ministero della Difesa in una nota ufficiale.

L’elicottero italiano, un CH 47, è precipitato per cause ancora in fase di accertamento nella zona di Brcko, al confine con la Croazia. Come ha confermato l’ambasciatrice d’Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, a bordo c’erano quindici persone di nazionalità italiana. Le quattro vittime sono due appartenenti all’Esercito Italiano e due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (Cri)”, si legge nella nota stampa del ministero della Difesa, che precisa come “gli undici feriti stanno ricevendo le cure necessarie e, al momento, nessuno di loro versa in pericolo di vita”.

Cordoglio è stato espresso dalle istituzioni e dalla politica, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Ho appreso con profonda commozione la notizia del decesso dei militari occorso nel tragico incidente elicotteristico in teatro operativo bosniaco nell’ambito dell’operazione ‘Althea’”, ha dichiarato il presidente esprimendo “i miei sentimenti di cordoglio e di commossa solidarietà al dolore provocato da questo tragico evento” e “la mia vicinanza e solidarietà” ai famigliari delle vittime.

“La notizia del tragico incidente che ha coinvolto un elicottero italiano di EUFOR in Bosnia-Erzegovina – ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – è motivo di profondo dolore. Il mio pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che, impegnati nella missione per la pace e la stabilità della regione, stanno vivendo ore di angoscia. A loro va la mia più sincera vicinanza e quella del Governo italiano”.