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All’Esquilino Romadiffusa, tra luoghi storici e contenuti contemporanei

Roma, 8 ott. (askanews) – Arriva nel quartiere Esquilino il 10 e l’11 ottobre la quinta edizione di Romadiffusa, il festival multidisciplinare itinerante che ogni anno attraversa un’area diversa della città per far scoprire e mettere in rete luoghi e realtà che non hanno ceduto a processi di standardizzazione e rischiano di scomparire, come botteghe artigiane, librerie, studi d’artista, biblioteche, musei, palazzi storici, ma anche cortili nascosti, bar e osterie storiche, spazi creativi, gallerie. Si realizza così una sorta di rete tra luoghi storici della città e contenuti contemporanei, inediti, originali.

Anche in questa edizione Romadiffusa coinvolge artisti, musicisti, performer e designer nella creazione di contenuti site-specific. Ora per due giorni, nel quartiere più multiculturale della città, Piazza Vittorio ospiterà musica, talk e performance, l’Accademia Costume & Moda la videoproiezione di R di Martino e un’installazione site-specific di Numero Cromatico, il Nuovo Mercato Esquilino gli interventi di otto artisti tra cui Fiamma Montezemolo, Wu Ming 2 e Lorenzo Teodonio, Lulù Nuti e Andreco.

Romadiffusa è stata creata nel 2021 da Sara D’Agati con Maddalena Salerno, ha un team tutto al femminile, e sta mappando l’intera città, di cui vuole far emergere una nuova narrazione. D’Agati ha spiegato: “Quello che noi vogliamo raccontare sono gli aspetti contemporanei e vibranti e lo facciamo tramite la messa in rete di tutte quelle che sono le competenze culturali contemporanee del territorio, quindi dagli studi d’artista alle botteghe artigiane, agli artist run spaces. Anche una modalità di fruizione diversa della cultura, nel senso che noi poi quello che andiamo a fare durante il festival è utilizzare il territorio come un palcoscenico diffuso. Cerchiamo di contrastare questo trend dei luoghi tutti uguali, che si chiamano allo stesso modo, che non restituiscono quella che è l’identità della città”.

Bankitalia sull’inflazione: le imprese si aspettano altri rincari in 12 mesi

Roma, 8 ott. (askanews) – “Le imprese si attendono ulteriori aumenti nei prossimi dodici mesi” dei prezzi di vendita “legati soprattutto ai prezzi delle materie prime: la maggior parte delle aziende interessate dai rincari ascrivibili al conflitto dichiara di averli trasmessi in parte o del tutto ai propri prezzi”. Lo evidenzia la Banca d’Italia nell'”Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita – 3° trimestre 2026″.

“Le aspettative di inflazione restano sostanzialmente stabili, con una lieve riduzione sugli orizzonti più brevi rispetto ai valori riportati nel precedente trimestre. I prezzi di vendita hanno continuato a crescere in tutti i comparti, con una dinamica rispetto alla precedente rilevazione sostanzialmente stabile nell’industria in senso stretto e nei servizi e più contenuta nelle costruzioni”, si legge nel report.

Governo, Meloni: io "ciociara"? Orgogliosa se mi definiscono così

Roma, 8 ott. (askanews) – “Borgatara, pesciarola, ortolana. E poi tanto altro: ‘regina di Coattonia’, ‘vacca’, ‘rana dalla bocca larga’, ‘str****’. E così via. In questi anni ho ricevuto epiteti di ogni tipo. Personali, sul mio fisico, sulla mia famiglia, sulle mie origini. Ma oggi si cambia registro. E il livello cambia. Perché un signore del Partito democratico, tal Floriano Della Bella, ha detto in una seduta del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una ‘ciociara, nella maniera più dispregiativa’. E per questo è stato richiamato dal presidente dell’aula, altro esponente del Pd, che aggiunge: “Per favore, usi termini consoni al suo ruolo”. Lo ha scritto sui suoi canali social la premier Giorgia Meloni.

“Quindi, per questi signori, essere ‘ciociari’ – ha sottolineato – è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale ad insultarlo. Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale. Mi spiace per loro, ma io non la penso così. E sono orgogliosa di essere definita ciociara. Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia. Terra di Papi e condottieri, di Santi e artisti, di letterati e poeti. Cicerone, Caio Mario, Bonifacio VIII, San Tommaso d’Aquino, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Nino Manfredi e tanti altri uomini e donne che nel corso del tempo hanno fatto la nostra storia”.

“Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione. Ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma ad essere ignoranti sono solo loro. Viva la Ciociaria!”, ha concluso Meloni.

Germania, vacilla la diga contro l’AfD. Günther: «Il centro deve reagire»

Un voto che scuote la CDU

Non è più soltanto questione di percentuali elettorali. Dopo le sconfitte di Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore, la crisi della CDU investe direttamente il rapporto con l’AfD e la tenuta della Brandmauer, il «muro tagliafuoco» eretto dai partiti democratici contro ogni collaborazione con l’estrema destra.

L’episodio che riaccende lo scontro arriva dalla Sassonia-Anhalt, dove l’esponente dell’AfD Tobias Rausch è stato eletto presidente del Landtag con 48 voti. AfD e BSW ne disponevano insieme di 44. Nel segreto dell’urna sono dunque arrivati almeno quattro consensi da altri gruppi. Non è possibile stabilire da dove, ma il sospetto che alcuni possano provenire dalla CDU ha fatto scattare l’allarme.

 

Merz: incompatibile con i nostri valori

Del resto, lo stesso Friedrich Merz parla di «cesura storica» e manda un messaggio al proprio partito: «Chi dà il proprio voto all’AfD fa il gioco degli estremisti e distrugge credibilità. Con i valori del mio partito, la CDU, questo non è compatibile».

Il cancelliere non accusa nessuno, proprio perché il voto era segreto. Ma aggiunge che chi elegge un rappresentante dell’estrema destra alla guida di un Parlamento regionale deve «conciliarlo con la propria coscienza».

È un intervento che assume un significato particolare mentre dentro la CDU continua la discussione su come recuperare gli elettori passati all’AfD: inseguirla sui suoi temi oppure ricostruire una proposta autonoma di centro?

 

Günther: «Dovere del centro»

Daniel Günther, presidente dello Schleswig-Holstein e figura dell’ala moderata e centrista della CDU, sceglie nettamente la seconda strada. «Per noi vale senza eccezioni: nessuna collaborazione con gli estremisti di destra». Se qualcuno dell’Unione avesse votato Rausch, aggiunge, «non avrebbe agito secondo i valori dell’Unione».

Ma la frase politicamente più interessante viene subito dopo: «La politica di centro ha oggi più che mai il dannato dovere di risolvere insieme i problemi del Paese».

È qui che il caso della Sassonia-Anhalt supera i confini del Land. La CDU ha appena scoperto, con il tracollo nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, quanto profonda sia la sua crisi di Volkspartei (Partito di popolo). Günther indica una risposta: non attenuare la Brandmauer, ma rendere nuovamente credibile il centro.

Per Merz la questione diventa sempre più stringente: fermare l’AfD senza rincorrerla e ricostruire, nello stesso tempo, quel rapporto con l’elettorato che le ultime urne hanno mostrato drammaticamente indebolito.

La Dc riscoperta e il centro ancora da costruire

Una riscoperta singolare

Che strana e singolare è la politica italiana. Dopo averla ridicolizzata, insultata, denigrata, criminalizzata e rinnegata, ora quasi c’è una rincorsa a esaltare le sue gesta, il suo modo d’essere, il suo progetto politico e, soprattutto, il suo stile. Parliamo, guarda un po’, della Democrazia cristiana.

Guitti, saltimbanchi, aspiranti comici, centristi improvvisati e personaggi in cerca d’autore appaiono in pubblico come se fossero depositari della cultura degasperiana, della politica di centro e, peggio ancora, quasi come gli eredi naturali della Democrazia cristiana.

Nel frattempo, i grandi opinionisti e commentatori della carta stampata e della tv — sempre gli stessi, come ovvio e da copione — esaltano il ruolo e la funzione storica del centro democristiano dopo avere insolentito e duramente contestato, per svariati lustri, se non decenni, tutto ciò che era anche solo lontanamente riconducibile alla vita concreta della Democrazia cristiana.

 

La credibilità non si improvvisa

Ora, al di là di simili ridicolaggini, una cosa sola merita di essere approfondita. Come possono essere credibili coloro che a destra, ma soprattutto a sinistra, il centro e la storia democristiana non li hanno mai studiati neanche per scherzo?

Com’è possibile assistere impotenti a questo sfoggio di centrismo da parte di personaggi noti più per il trasformismo strisciante e strutturale che li ha caratterizzati che per una coerenza politica e culturale di fondo?

Non si tratta, cioè, di rivendicare il monopolio esclusivo del centro politico nel nostro Paese. Ma è indubbio che l’estraneità quasi antropologica di molti di questi sedicenti centristi indebolisce, se non addirittura ridicolizza, la necessità di riaffermare le ragioni politiche di un centro democratico, riformista e autenticamente di governo.

I “centrini” dei due schieramenti

La controprova arriva direttamente dalle concrete vicende dei due schieramenti maggioritari. Nel cosiddetto “campo largo” ormai è quasi una comica. Come si possono contare oltre dieci sigle centriste che rivendicano, all’unisono, di rappresentare loro e soltanto loro un centro democratico e riformista?

È di tutta evidenza che c’è qualcosa che non quadra. E non è un caso, di conseguenza, che proprio questi infiniti “centrini” non trovino uno straccio di convergenza politica e programmatica: sono accomunati solo e soltanto da ambizioni personali a difesa dei “rispettivi cari”, per dirla con un’antica e felice espressione di Giulio Andreotti.

Nel campo alternativo, il centrodestra, la situazione non è granché migliore, anche se le forze centriste, da quelle parti, sono di meno e quindi sono meno conflittuali tra loro.

 

Una cultura da tradurre in progetto

Comunque sia, al di là di qualsiasi polemica politica e men che meno personale, forse è arrivato il momento di dire ad alta voce che il centro, la politica di centro e un programma di centro devono essere declinati anche e soprattutto da chi, storicamente, culturalmente e politicamente, è più affine a quella sensibilità ideale e valoriale.

E questo per evitare che il centro, ancora una volta, venga strattonato a destra e a manca senza riuscire a giocare un ruolo politico importante, se non addirittura decisivo.

Come, del resto, richiederebbe l’attuale contesto politico italiano, caratterizzato da un pericoloso ritorno della deriva degli “opposti estremismi” o degli “opposti populismi”, come si dice oggi con un linguaggio più contemporaneo.

Gioberti e Leopardi, l’amicizia ignorata nel racconto di Cazzullo

Ieri sera Aldo Cazzullo, in Una giornata particolare su La7, ha raccontato Giacomo Leopardi sull’onda del suo “Infinito”. Nel corso della trasmissione non è emerso, però, un rapporto che merita attenzione: l’amicizia con Vincenzo Gioberti, filosofo e politico sabaudo, fra le figure più importanti del nostro Risorgimento. Un tassello utile anche per ritrovare, accanto al poeta, il pensatore.

 

Un viaggio e sette lettere

I due si conobbero a Firenze nel 1828, nell’ambiente di Giovan Pietro Vieusseux. Il 10 e l’11 novembre viaggiarono insieme verso Recanati, dove Leopardi rientrava dopo il soggiorno toscano. La consuetudine proseguì per lettera: del carteggio ci sono pervenuti sette testi, sei di Gioberti e uno di Leopardi, datati fra il 1829 e il 1833.

Non erano semplici scambi di cortesie. Nella lettera del 12 gennaio 1829 Gioberti ricorda che Leopardi gli aveva chiesto di abbandonare i cerimoniali, scrivere con familiarità e mandare lettere lunghe, come agli amici intimi. Affiora un bisogno di conversazione e vicinanza: il futuro protagonista della politica italiana confida all’amico anche le proprie difficoltà di salute e di studio.

«Non solo amato, ma… adorato»

La testimonianza più intensa arriva dopo la morte del poeta. Nel Primato morale e civile degli Italiani, del 1843, Gioberti scrive: «Essendo io stato suo amico, avendolo, non solo amato, ma sto per dire adorato». Celebra l’ingegno leopardiano, ma anche la rettitudine, la modestia e la generosità dell’uomo.

L’affetto conviveva con un dissenso profondo. Gioberti contestava le conclusioni scettiche e materialistiche dell’amico, senza negarne il rigore. Nella sua lettura, Leopardi aveva avuto il coraggio di portare quelle premesse alle conseguenze estreme. La divergenza religiosa non cancellava la stima: alimentava un confronto che continuò negli scritti giobertiani.

Due filosofi davanti all’infinito

Giova ricordare, a questo riguardo, che Emanuele Severino ha dedicato a Leopardi un libro, Il nulla e la poesia, in cui gli riconosce una straordinaria statura filosofica. È una prospettiva che invita a leggere insieme i versi e il pensiero, senza relegare quest’ultimo a semplice commento della sofferenza personale.

Dunque, recuperare la testimonianza di Gioberti significa allargare il ritratto di Leopardi e illuminare un incontro fra percorsi diversi della cultura italiana. Da una parte la ricerca di un fondamento religioso e civile; dall’altra l’interrogazione radicale sull’esistenza. La loro amicizia conserva una lezione: si può dissentire sulle questioni ultime e riconoscere nell’altro una grandezza che ci riguarda.

Il Papa affronta la battaglia culturale

La visita del Papa in Francia, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, ha stimolato una rinnovata riflessione sul rapporto tra politica e religione. In un momento in cui il principio democratico è sotto attacco, il contributo delle risorse cattoliche al dibattito nazionale assume un’importanza significativa. La distinzione tra sfera politica e religiosa, a cui la laicità francese si ispira, non preclude un dialogo potenzialmente fecondo tra i due ambiti, soprattutto in un contesto in cui la base religiosa del populismo, persino in una società laica come quella francese, si manifesta attraverso la tentazione di rifugiarsi nell’identità culturale nazionale e di mettere in discussione la democrazia.

Nel contesto di questa crisi della democrazia liberale, la rinascita della religione si manifesta in quello che il politologo Olivier Roy definisce un tentativo di “controrivoluzione culturale”. Questa controrivoluzione sta emergendo negli Stati Uniti, guidata da intellettuali cattolici post-liberali, e sostiene i movimenti populisti europei con l’obiettivo di smantellare la cultura europea, incentrata sul liberalismo e sulla democrazia. Nel dicembre 2025, la Casa Bianca ha pubblicato un documento intitolato “Strategia di Difesa Nazionale” che prevede “il declino della civiltà europea ” .  In Francia, i progetti degli imprenditori e miliardari Vincent Bolloré e Pierre-Édouard Stérin si inseriscono in questa reazione controculturale, il cui obiettivo è un ritorno a quella che definiscono un’antropologia cristiana basata sui valori della famiglia tradizionale e sulle radici nazionali. Ma, come sottolinea Olivier Roy, questo approccio non è appoggiato dalle autorità ecclesiastiche. Gli ultimi due papi hanno respinto questo nazionalismo cristiano, che contraddice l’universalità della Chiesa, ricordandoci che se esiste un’antropologia cristiana, essa si fonda sulla chiamata alla fratellanza universale ( Fratelli tutti , 2020). Dare priorità al nazionalismo rispetto all’universalità della Chiesa e rendere la fede facoltativa a favore della difesa di una cultura cattolica “senza Cristo” (Éric Zemmour) sono argomenti che sono stati alla base della rottura della Chiesa con Charles Maurras e Action Française. La difesa di una cultura cattolica in cui i valori dell’ordine e dell’autorità prevalgono sul messaggio evangelico è inaccettabile. La crescente paura del caos fa sì che, al minimo incidente, che i leader populisti sanno sfruttare, si radichi una sorta di arcaica morale contadina (controllo sociale, capri espiatori, vendette, ecc.), priva dello spirito di solidarietà e mutuo soccorso che si trova nei villaggi.

Di fronte alla minaccia del caos, la sociologa Eva Illouz e Olivier Roy invocano la necessità di “reinventare l’Illuminismo”. Questi due intellettuali, fedeli al modello socialdemocratico, sono tra le poche voci che ancora difendono un liberalismo filosofico e politico caro alla Francia fin dalla Rivoluzione. Nella battaglia culturale che contrappone le nazioni europee alla Russia di Putin e all’America di Maga, nuove idee sono davvero necessarie. La battaglia culturale non è una questione di comunicazione; richiede idee per comprendere le grandi trasformazioni contemporanee. La Rivoluzione francese non avrebbe potuto essere intrapresa senza il contributo dei filosofi. La scomparsa della democrazia cristiana e della socialdemocrazia, così come concepite in Francia e in Europa da intellettuali cristiani (come Marc Sangnier, Jacques Maritain, Emmanuel Mounier e Paul Ricœur), fa sì che la difesa dell’Europa sia ora associata a un ripiegamento nelle politiche identitarie e al rifiuto dell’immigrazione. Potrebbe una nuova ondata di immaginazione politica provenire dalla Chiesa? L’impatto delle recenti encicliche fa ben sperare. Essi auspicano una politica di fraternità, che trascenda le appartenenze religiose ed etniche, per creare un nuovo contratto sociale. In questo dialogo senza precedenti tra religione e politica, sia la Chiesa che la democrazia potrebbero trovare rinnovamento.

 

1 Olivier Roy, L’impossibile controrivoluzione culturale , Seuil, 2026, p. 110.

2 Eva Illouz, La civiltà delle emozioni. Intervista con Elena Scappaticci , Seuil, 2025, p. 183.

Per accedere all’articolo sul sito di Études

https://www.revue-etudes.com/article/le-pape-face-a-la-bataille-culturelle/29006#ArticleAuthor24360

Francesco, il Santo che non si lascia addomesticare

Oltre le ricorrenze

Sarebbe bene che la riflessione su san Francesco non si fermasse alla ricorrenza di un qualche anniversario annuale o centenario, ma costituisse un appuntamento ricorrente, in quanto la società in generale e la politica in particolare possono trarre stimolo dalle provocazioni che provengono dalla vita e dall’opera del Santo assisiate, per affrontare questioni e cercarne soluzioni attraverso le mediazioni concrete che sono proprie della politica.

Voglio dire che il messaggio francescano non può costituire di per sé un progetto politico, eppure la politica può trarre da quel messaggio motivi di riflessione e di azione, cui dare traduzione politica più o meno parziale. Il che apporta un qualche miglioramento, piccolo o grande che sia, di cui ci priveremmo se quel messaggio fosse confinato nell’ambito religioso o spirituale, in nome di una politica che pretendesse di essere autosufficiente nella formulazione dei problemi e nella loro risoluzione.

Invece la politica si nutre di questioni che provengono dalla vita e dal pensiero, dai diversi approcci esistenziali e culturali, per proporre impostazioni che, fondate sulla dignità umana e finalizzate al bene comune, permettono di migliorare la convivenza civile.

 

Le voci che interrogano la politica

Per rispondere a questo compito sono tante le voci che la politica deve ascoltare, e le voci dei filosofi e dei poeti possono svolgere un ruolo importante; non meno importante, anzi, potrebbe essere la voce dei santi: canonizzati e no. Che poi, a ben vedere, queste figure sono santificate dopo la loro morte, mentre da vive sono criticate o trascurate o dileggiate, per cui la politica farebbe bene a tenerle presenti sempre.

La storia di san Francesco può esserne un esempio paradigmatico, perché non solo in vita ma anche dopo la morte è stato motivo di inciampo, nonché di contrastanti interpretazioni e valutazioni. Da tutto ciò la politica può essere fecondata.

A proposito delle diverse immagini di san Francesco, Carlo Bo, in un suo scritto del 1981, che abbiamo citato in un precedente articolo su queste stesse colonne, ha posto un problema cruciale quando, di fronte all’ipotesi di fantasia «se tornasse san Francesco», si è chiesto: «Prima di tutto saremmo in grado di riconoscerlo?».

 

Tra verità e leggenda

Il che significa porre il problema di distinguere, nella conoscenza che abbiamo di san Francesco, tra verità e leggenda, tra messaggio e racconto, e l’opzione di Carlo Bo si pone decisamente sul versante della radicalità del Santo. Certamente, sta qui il nucleo essenziale di san Francesco.

Eppure, ritengo che pure l’immagine meno realistica o, in qualche modo, edulcorata non vada trascurata. Per certi aspetti potrebbe costituire un primo approccio al Santo, a condizione che si abbia contezza della parzialità dell’approccio, per cui si ha poi bisogno di andare oltre questo tipo di immagine per incontrare san Francesco anche nella sua crudezza esistenziale.

In ogni caso, pur nelle diverse modalità, la provocazione di Francesco non viene meno: può essere più o meno forte, ma ad essa non ci si deve sottrarre.

 

Benigni e Testori, due sguardi

Due recenti libri mi pare che aiutino a comprendere come questa diversità di approcci vada tenuta presente. Mi riferisco al libro di Roberto Benigni intitolato Francesco. Il Cantico e al libro di Giovanni Testori intitolato San Francesco, il barbaro di Dio, pubblicati in questi giorni rispettivamente da Einaudi e da Il Saggiatore.

Il libro dell’attore Benigni si lega al suo spettacolo per l’odierno centenario della morte di san Francesco, mentre il libro dello scrittore Testori comprende un intervento del 1981, scritto per il centenario della nascita, che fu anche l’occasione dello scritto di Carlo Bo. Ebbene, sono due approcci molto diversi quello di Benigni e quello di Testori.

Il testo di Benigni s’iscrive, rinnovandola, nella tradizione del Santo di cui innamorarsi, per la sua capacità di anticipare i tempi su tante questioni: dell’ambiente, della donna, della pace, del lavoro, dell’economia. «Un uomo che diventa santo senza smettere di essere un uomo. Un uomo che ha sconvolto – sconvolto! – la spiritualità di tutto il mondo fino ad oggi».

 

Il «barbaro» e la radicalità

Il testo di Testori invece punta al «grande, roccioso, umile, assoluto, tronchico, cruciato e inevitabile Santo d’Assisi», mettendone in evidenza la «mancanza di bellezza». Tommaso da Spalato nel 1266 lo aveva descritto così: «Portava un abito sudicio; la persona era spregevole, la faccia senza bellezza».

Per lui la povertà non era la condizione da cui emancipare gli uomini, ma «stato di mancanza» che rende possibile essere riempiti da Dio; l’obbedienza non era sottomissione, ma intima «liberazione». Testori lo definisce «più leone e toro che agnello; o agnello e vittima, in quanto leone e toro».

Quindi, «un realismo senza scampo» è quello di Testori, il quale vuole avvicinare a un uomo che le vesti del «barbaro» ha scelto e indossato ogni giorno.

 

Incontrare Francesco

Dunque, questi due libri sono molto diversi: in antitesi o in alternativa per l’approccio e per lo stile. Tuttavia, proprio per questo danno a pensare, e mi sembra che la loro contemporanea pubblicazione offra un’indicazione importante, che sintetizzerei in questo modo: ciò che conta è incontrare san Francesco, avvertire la sua specificità, a prescindere dal fatto che la si consideri primazia ovvero profezia.

Ciò che conta è incontrarlo e avvertire che il Santo di Assisi trova nella figura di Gesù di Nazaret il suo riferimento esplicativo: Francesco come «alter Christus», e non solo per le stimmate.

Marco Masini torna live nei palazzetti: “Un viaggio per 3 generazioni”

Milano, 8 ott. (askanews) – Una vita per la musica e sul palco, Marco Masini torna ad emozionare il pubblico dal vivo nei grandi spazi dei palasport con 5 date a Milano, Firenze, Padova, Roma e Napoli.

“Porto 35, anzi 36 anni di musica e porto un po’ di maturità in più acquisita in tutto questo percorso. Porto più brani, porto più storia, e più storie, perché in questi tanti anni abbiamo raccolto un po’ le emozioni di tutti e abbiamo cercato di trasformarle in musica, cercando di rispettare anche un cambiamento generazionale”.

Marco Masini negli anni è stato capace di innovarsi e di aprirsi al nuovo, ma rimanendo fedele a se stesso.

“L’abbiamo fatto anche ultimamente con Federico al Festival di Sanremo, cercando di unire due generazioni, la mia e la sua, per arrivare addirittura a una terza. Ecco, questo è un viaggio per tre generazioni”.

Un viaggio emozionante che si tinge di tante atmosfere diverse alternando la dinamicità, l’energia e l’intimità con cui Marco racconta la sua storia.

“Credo che la musica sia una scoperta e l’unica maniera per scoprirla ogni giorno, un po’ come l’amore per non farlo morire, sia proprio quella di andare alla scoperta delle nuove musiche, dei nuovi sistemi per fare musica, per i nuovi modi di ascoltarla”.

Autore, cantante e musicista, Marco Masini non ha paura dell’intelligenza artificiale, con una eccezione.

“A me l’intelligenza artificiale spaventa soltanto applicata alle armi, per il resto non mi spaventa niente, perché ci aiuterà a guarire anche da certe malattie, a trovare certe soluzioni, a raggiungere obiettivi con più facilità e immediatezza. Nella musica, come in tutte le cose, starà la creatività di chi usa l’intelligenza artificiale a far si che uno sia più bravo di un altro a comunicare più emozioni. Il futuro non si può fermare, il futuro dovremmo fermarlo soltanto quando ci distruggerà”.

Ferrara entra nel sistema dei poli culturali BPER

Ferrara, 7 ott. (askanews) – Palazzo Barbantini-Koch apre una nuova pagina della propria storia e diventa il Polo Culturale di Ferrara de La Galleria BPER. Lo storico edificio di corso della Giovecca, progettato all’inizio del Novecento come sede della Cassa di Risparmio di Ferrara, torna così a essere un luogo aperto alla città dopo un importante intervento di recupero e rifunzionalizzazione.

“Il nostro desiderio è che questa diventi una vera e propria infrastruttura culturale restituita alla comunità. Per noi è un passo fondamentale, pienamente in linea con gli obiettivi del nostro piano industriale: consideriamo infatti la cultura una leva strategica per integrarci a fondo nei territori e con le comunità in cui e con cui operiamo” ha dichiarato Fabio Cerchiai, Presidente di BPER.

Il nuovo spazio nasce con l’obiettivo di mettere in dialogo arte, architettura e memoria.

” Ferrara si arricchisce di un nuovo spazio culturale aperto alla cittadinanza. All’interno del palazzo è ospitata l’esposizione permanente, uno scrigno di storia e arte tra passato e presente: un percorso che raccoglie il nucleo originario dell’ex Cassa di Risparmio, arricchito da opere della corporate collection di BPER. Il tutto è connesso da un itinerario legato all’archivio storico dell’istituto un patrimonio documentale di grande rilievo allestito all’interno della sala dell’ex Consiglio, trasformata così in un punto di incontro tra arte antica e moderna per raccontare la storia dell’edificio” ha aggiunto Sabrina Bianchi, Responsabile di La Galleria BPER.

Un progetto che è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Ferrara, in collaborazione con Fondazione di Ferrara e Soprintendenza.

“È fondamentale che le amministrazioni collaborino con le istituzioni bancarie, le associazioni e le imprese. Questo fare squadra arricchisce il panorama culturale, sia dal lato della fruizione che da quello dell’offerta. L’obiettivo comune resta sempre il servizio alla comunità: per questo oggi è una giornata di festa, valorizzata da un allestimento straordinario” ha concluso l’Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli.

La sinergia tra istituzioni e privati permette così non solo di recuperare un patrimonio architettonico di pregio, ma anche di arricchire l’offerta culturale di Ferrara con uno spazio di condivisione e crescita per cittadini e visitatori.

Il beato Rosario Livatino Patrono dei Magistrati italiani

Roma, 7 ott. (askanews) – Il beato Rosario Angelo Livatino, “primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire” (Leone XIV), con decreto del 7 ottobre 2026 è stato dichiarato dal Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti Patrono dei Magistrati italiani.

In tutte le fasi dell’iter di discernimento e approvazione, i Vescovi italiani hanno sostenuto la richiesta del Comitato promotore, riconoscendo nella figura del giudice Livatino un modello di riferimento, uno speciale intercessore per quanti ogni giorno amministrano la giustizia.

“Il giudice Livatino si è distinto quale autentico uomo di legge e fedele servitore dello Stato. Nel suo servizio alla collettività, è stato capace di contemperare nell’esercizio delle sue funzioni la verità con la carità, la scienza giuridica con l’etica cristiana e l’atto del giudicare con un discernimento illuminato dalla fede e dalla preghiera”, sottolinea il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Silvestri (24ORE Cultura): gestione del MUDEC know-how prezioso

Milano, 7 ott. (askanews) – In occasione della presentazione Al MUDEC – Museo delle Culture della mostra Matisse. Il mondo in una stanza, a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, l’Amministratore Delegato di 24 ORE Cultura Federico Silvestri ha fatto un bilancio della gestione del MUDEC: “Questi anni sono stati una bellissima cavalcata e un lungo percorso perché parliamo di dodici anni in cui sono successe tante cose. Innanzitutto abbiamo preso in mano una situazione che era molto diversa da oggi. Questo era un edificio non esattamente splendente e in una zona in quel momento della città un po’ depressa e quindi da lì siamo partiti. Abbiamo creato il MUDEC che oggi tutti conoscono e credo che sia stato un grande contributore della riscossa di questa zona della città che oggi è una delle zone più frequentate. 24 ORE Cultura è uno dei principali player di mercato nell’attività espositiva originaria, quindi noi questo continueremo a farlo. Siamo molto attenti a vedere quello che propone lo scenario, potrebbe essere un’altra o altre concessioni. Comunque noi abbiamo già da tempo avviato delle attività, per esempio siamo molto attivi nelle attività di advisory, perché l’esperienza di gestione del MUDEC è un’unicum in Italia: nel senso che questa è una concessione di spazi, quindi vuol dire che tutto quello che è avvenuto all’interno di questo museo negli ultimi dodici anni è stato a cura, a spese e grazie al know-how di 24 ORE cultura. Questo è un know-how prezioso che noi mettiamo a disposizione delle istituzioni e delle imprese che hanno voglia di investire nell’arte e nella cultura e questo è assolutamente coerente con la mission che ci siamo dati”.

Russell Crowe in concerto con la sua band il 1 luglio 2027 a Marostica

Roma, 7 ott. (askanews) – Il primo luglio 2027 Russell Crowe, premio Oscar per Il Gladiatore, porta in piazza Castello l’Indoor Garden Party, il tour europeo in cui il divo di Hollywood lascia il set per imbracciare la chitarra e guidare la sua band come voce solista. Quella di Marostica è, al momento, l’unica data italiana del tour ed è anche il primo, straordinario annuncio della XIII edizione del Marostica Summer Festival Volksbank, organizzata da DuePunti Eventi in collaborazione con la Città di Marostica e con il supporto di Fondazione Banca Popolare di Marostica – Volksbank.

Un’occasione per scoprire un volto meno conosciuto ma tutt’altro che nuovo di una delle star del cinema mondiale: quello del musicista e del narratore che non ha mai smesso di salire sul palco.

L’Indoor Garden Party nasce nel 2009 in un pub alle porte di Londra di proprietà di Michael Parkinson, leggenda dei talk show britannici, e da allora è cresciuto in modo libero e istintivo, tra serate improvvisate e amici musicisti. “L’Indoor Garden Party è un evento, una band, un happening – spiega Crowe – È qualcosa di fluido: i musicisti cambiano, ma è sempre in grande. È come un festival in cui riunisco persone che ammiro, musicisti e cantastorie, e insieme mettiamo in piedi uno spettacolo”.

Oggi Crowe lo porta in tour. “Questa band ha un carattere preciso. Ha un groove”, racconta. “Facciamo molte canzoni che raccontano storie, ma sappiamo anche di essere lì per scrollarci di dosso la polvere e regalare al pubblico una bella serata”.

È una formazione cementata da amicizie che durano da oltre trent’anni. Accanto a Crowe ci sono Dave Kelly alla batteria, Stewart Kirwan alla tromba, Stu Hunter al pianoforte, Chris Kamzelas alla chitarra e James Haselwood al basso. Con loro c’è la voce splendida, graffiante e potentissima dell’irlandese Lorraine O’Reilly, che canta con Crowe dal 2017.

La musica, per Crowe, viene prima del cinema. “Il mio percorso verso il cinema è cominciato suonando nelle band, andando in tour, pubblicando dischi. Dalla musica sono passato al teatro musicale e, quasi per miracolo, un regista mi ha visto in Blood Brothers e mi ha chiesto di fare un provino”. Il resto è storia: oltre quaranta riconoscimenti internazionali, dall’Oscar ai Golden Globe, dai BAFTA ai SAG Award. Eppure l’amore per l’immediatezza del live è rimasto intatto.

“Che si tratti di canzoni o di film, si parte sempre da una storia”, sottolinea Crowe. “La band oscilla tra R&B, gospel, canzoni country sporche e sanguinose, valzer cupi e cori trascinanti da cantare tutti insieme. Dovrebbe essere una bella serata”.

Marostica Summer Festival Volksbank è organizzato da DuePunti Eventi in collaborazione con la Città di Marostica e con il supporto di Fondazione Banca Popolare di Marostica – Volksbank.

Milano, l’assessore Sacchi: presto un nuovo bando per il MUDEC

Milano, 7 ott. (askanews) – In occasione della presentazione Al MUDEC – Museo delle Culture della mostra Matisse. Il mondo in una stanza, a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, ha parlato della futura gestione del MUDEC: “Per il MUDEC è andata deserta una gara di affidamento.Si conclude un positivo rapporto con un soggetto culturale privato imprenditoriale, 24 ORE Cultura. È andata deserta la gara, mio intendimento è quello di ribandire una nuova gara, di mettere a bando nuovamente quello che sono servizi, le funzioni, la gestione di questo importante museo e di farlo speditamente perché io credo che non ci sia nulla di male quando una gara va deserta – è una cosa che può succedere, abbiamo ovviamente messo delle condizioni che non hanno trovato mercato come si dice nel gergo concorsuale – andare speditamente verso un nuovo bando di gara e andare ad affidare in mani sicure la co-gestione del MUDEC che sapete è un territorio storicamente comune, ibrido tra l’amministrazione comunale e il soggetto che andiamo ad individuare attraverso gare pubbliche. Quindi il mio auspicio è ovviamente nel rispetto delle regole stringenti, ma anche delle aspettative che abbiamo per questo importantissimo museo (che ci ha dato anche delle grandi soddisfazioni e ce ne darà anche più. Non vi preoccupate che rimarrà un museo, rimarrà un grande istituto della cultura) è di andare a fare il massimo per restituire un servizio all’altezza di questo museo ai cittadini”.

Generali: la sfida della longevità tra protezione e futuro

Roma, 7 ott. (askanews) – La longevità cambia il modo di vivere, ma anche le esigenze di protezione, salute e previdenza. È questo il tema al centro del Longevity Day “Generali Partner del Paese 2026”.

In Italia si vive in media fino a circa 84 anni, ma in buona salute solo fino a 58. E nei prossimi decenni aumenterà significativamente il rapporto tra popolazione anziana e persone in età lavorativa.

Le parole di Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia: “C’è un grande bisogno di assistenza e di cure, proprio alla luce di questi ulteriori ventisei anni di scarto tra la speranza di vita in salute e la longevità. È quindi evidente che si tratti di un tema cruciale, che deve vedere il coinvolgimento attivo non soltanto delle imprese private, ma anche delle istituzioni e del settore pubblico”.

Una trasformazione che coinvolge famiglie, imprese e sistema sociale, tra maggiore bisogno di assistenza, spese sanitarie e pressione sulla previdenza.

L’intervista a Massimo Monacelli, General Manager Generali Italia: “Abbiamo creato una nuova business unit interamente dedicata alla salute e al welfare, proprio con l’obiettivo di offrire ai nostri clienti e ai cittadini italiani una proposta di valore più completa. Rispetto alla polizza assicurativa tradizionale, questa include assistenza, servizi a valore aggiunto e la prevenzione, intesa come pilastro fondamentale per tutelare il benessere nel tempo, specialmente alla luce del continuo aumento dell’aspettativa di vita”.

Il commento di Marco Oddone, Amministratore Delegato Alleanza assicurazioni: “Il tema della non autosufficienza non riguarda soltanto chi si trova ad affrontarla in prima persona, ma colpisce l’intero nucleo familiare, chiamato a gestire un momento estremamente complesso. Per questo è fondamentale muoversi in anticipo: informarsi, prevenire e tutelarsi prima che la necessità si presenti. Bisogna iniziare a fare cultura su questo punto all’interno delle nostre comunità e tra tutti i cittadini.”.

Generali punta così a integrare previdenza complementare, protezione, salute e assistenza. Nel primo semestre del 2026 la raccolta premi della Country Italia ha raggiunto circa 14 miliardi di euro, mentre le masse previdenziali si attestano a 40 miliardi. Un modello che punta dunque a trasformare l’allungamento della vita da sfida sociale a opportunità di crescita, benessere e sviluppo per il Paese.

Running, 40 mila alla mezza maratona di Roma: record di iscritti

Roma, 7 ott. (askanews) – Saranno 40 mila i runner al via della terza edizione della Wizz Air Rome Half Marathon by Brooks, in programma domenica 18 ottobre a Roma. Il dato, emerso oggi durante la presentazione in Campidoglio, segna il record della manifestazione, con le iscrizioni chiuse già a luglio e una crescita del 68% rispetto al 2025.

Particolarmente significativa la presenza femminile, che raggiunge il 50% del totale. Una percentuale in costante crescita dalle 7.300 donne della prima edizione, pari al 42%, alle 9.000 del 2025, il 45%, fino alle circa 20 mila runner attese quest’anno. Sempre più giovane anche il profilo dei partecipanti: il 58% ha tra i 18 e i 34 anni.

La mezza maratona conferma inoltre una forte vocazione internazionale. Il 78% degli iscritti arriva dall’estero, con aumenti particolarmente rilevanti delle partecipazioni da Germania (+148%), Polonia (+146%), Spagna (+131%) e Regno Unito (+122%). In crescita anche gli arrivi dalle Americhe, con Stati Uniti (+11%), Brasile (+23%), Messico (+24%) e Argentina (+20%). Sono oltre 180, infine, i partecipanti provenienti da Australia e Nuova Zelanda.

Novità anche per il percorso. Per la prima volta una gara podistica partirà dalle mura Aureliane, con la starting line allestita in corrispondenza degli archi di via di Porta Ardeatina, tra viale delle Terme di Caracalla e via Cristoforo Colombo. Confermato invece il traguardo delle prime due edizioni, con l’arrivo in via degli Annibaldi, davanti al Colosseo.

“In appena tre anni la Wizz Air Rome Half Marathon è diventata un punto di riferimento per il panorama italiano e internazionale del running”, ha dichiarato Stefano Mei, presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Per Mei, il sold out raggiunto già a luglio “è il segnale dell’interesse suscitato da questo evento”, in un momento nel quale il running vive “un periodo d’oro” e le manifestazioni registrano una crescita anche in termini economici e turistici.

“La mezza maratona di Roma è già una delle più importanti e ambite al mondo, con le iscrizioni sold out già da tre mesi”, ha sottolineato Alessandro Onorato. L’assessore ha definito la manifestazione “una scommessa vinta”, ricordando le ricadute sociali, economiche, turistiche e di immagine per la città. “31 mila runner arrivano dall’estero, anche dal Brasile, dalla Nuova Zelanda e dall’Australia”, ha aggiunto.

Il programma si svilupperà anche oltre la gara. Il villaggio di Ostiense sarà aperto dal venerdì e proporrà, tra le iniziative, check-up gratuiti realizzati con il Gemelli, la Longevity Run, la corsa con i propri cani e un charity program destinato alla raccolta di fondi per associazioni no-profit.

Petrolio, Aie: ok Paesi a completare rilasci già decisi prima possibile

Roma, 7 ott. (askanews) – A una riunione che si è tenuta oggi i Paesi che aderiscono all’Agenzia internazionale per l’energia hanno concordato di accelerare il rilascio delle scorte che era stato già deciso lo scorso marzo, con una iniziativa congiunta in risposta al primo shock sui prezzi di energia e petrolio innescato dal conflitto in Iran, e ora si sono impegnati a completare questo rilascio “il prima possibile”. Lo riporta un comunicato diffuso dall’Aie al termine degli incontri.

Ad oggi, nell’ambito degli impegni che erano stati sottoscritti a marzo sono stati rilasciati circa 325 milioni di barili equivalenti. “Il pieno rilascio delle scorte già deciso porterebbe approssimativamente 100 milioni di barili sul mercato”, dice l’Aie.

Matisse. Il mondo in una stanza: il sostegno di Alpitour World

Milano, 7 ott. (askanews) – Alpitour World, attraverso Turisanda1924, esclusivo brand di viaggi del gruppo, sostiene Matisse. Il mondo in una stanza, la grande mostra a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti, in programma al MUDEC – Museo delle Culture di Milano dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027, prodotta da 24 ORE Cultura in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza. Tommaso Bertini, Chief Corporate & Tour Operating Marketing Officer Alpitour World: “Il Museo delle Arti e delle Culture ci sembra essere un luogo simbolico per raccontare il viaggio attraverso l’arte. Abbiamo trovato tantissime analogie tra il nostro mondo, quello dei viaggi, e quello dell’arte, perché entrambi hanno in comune il fatto di avvicinare i popoli, ridurre le distanze e vedere il mondo con prospettive differenti. In particolare il caso di Matisse ci racconta proprio un artista che è stato influenzato tantissimo nella sua arte grazie ai viaggi. Nel nostro piccolo crediamo che comunque anche chi viaggia e vede Paesi lontani e orizzonti diversi possa avere l’opportunità di tornare a casa con uno sguardo cambiato, con un’apertura mentale maggiore e arricchito culturalmente. Per questo motivo la collaborazione con il MUDEC che per noi è molto importante e siamo molto contenti di essere qui anche oggi a sostenere questa nuova iniziativa”.

La partnership biennale tra Alpitour World, con Turisanda1924, e 24 ORE Cultura, avviata a marzo 2025 ha l’obiettivo di valorizzare il viaggio come strumento di conoscenza, scoperta e trasformazione personale. Un percorso condiviso che promuove il dialogo tra culture e incoraggia una lettura del mondo aperta, curiosa e consapevole. Nell’ambito della collaborazione con il MUDEC, Turisanda1924 contribuirà, inoltre, alla realizzazione di una serie di iniziative dedicate all’inclusione culturale, all’accessibilità e alla formazione. Tra queste, un Open Day il 12 novembre con 1.000 ingressi gratuiti, pensato per favorire la diffusione dei valori dell’arte, della cultura e del viaggio, quattro visite guidate serali in programma il 24 ottobre, 21 novembre, 9 gennaio e 23 gennaio 2027, oltre a laboratori educativi sviluppati insieme al team scientifico e didattico del Museo, tra cui attività dedicate alle famiglie, nelle date del 26 dicembre e 9 gennaio.

Mattarella concede tre grazie. Anche al gioielliere Gianni, uccise due rapinatori

Milano, 7 ott. (askanews) – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato – ai sensi di quanto previsto dall’art. 87 comma 11 della Costituzione – tre decreti di grazia, in ordine ai quali il Ministro della Giustizia a conclusione della prescritta istruttoria ha formulato avviso favorevole.

Il primo decreto di clemenza individuale è stato adottato in favore di A. A., nato nel 1972, condannato alla pena complessiva di anni sette di reclusione per delitti in materia di stupefacenti e altro. Nel concedere la grazia per la pena residua da espiare (anni cinque, mesi cinque e giorni dieci) il Presidente della Repubblica ha tenuto conto dei pareri favorevoli di entrambe le Autorità giudiziarie competenti e delle gravissime e irreversibili condizioni di salute del condannato, in ragione delle quali è stato, da tempo, disposto il differimento dell’esecuzione della pena.

Gli altri due decreti di grazia hanno riguardato Guido Gianni, nato nel 1960, condannato alla pena di anni dodici e mesi quattro di reclusione per i delitti di duplice omicidio e tentato omicidio, commessi nel 2008, nell’ambito di un tentativo di rapina di cui è stato vittima all’interno della propria gioielleria. Il Capo dello Stato ha concesso la grazia parziale, che ha estinto anni tre e mesi due di reclusione, tenendo presente il parere favorevole formulato dal magistrato di sorveglianza ed in considerazione del periodo di pena già espiata (cinque anni e tre mesi). Per effetto del provvedimento di grazia parziale, l’interessato dovrà espiare un residuo di pena detentiva, inferiore a quattro anni, tale quindi da consentire al competente Tribunale di sorveglianza l’eventuale applicazione dell’istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale (art. 47 dell’ordinamento penitenziario).

G. B., nato nel 1981, condannato alla pena di anni dieci di reclusione per delitti in materia di stupefacenti, commessi tra il 2002 e il 2009. Nel concedere la grazia parziale – che ha estinto un anno e nove mesi della pena detentiva ancora da espiare – il Capo dello Stato ha tenuto conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza, nel quale si è dato atto del mutamento di vita del condannato, che ha già avviato e consolidato un percorso di reinserimento sociale, lavorativo e familiare, e delle condizioni di salute di una sua figlia minore. Anche in questo caso, a seguito dell’atto di clemenza la pena residua da espiare rientra nel limite che consente l’eventuale concessione della misura alternativa dell’affidamento in prova.

Milano, al MUDEC la mostra “Matisse – Il mondo in una stanza”

Milano, 7 ott. (askanews) – Il MUDEC – Museo delle Culture presenta Matisse. Il mondo in una stanza, a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti: il percorso abbraccia l’intero arco dell’opera dell’artista in 8 sezioni e riunisce circa 100 opere tra dipinti, lavori su carta, sculture e fotografie, provenienti da prestigiosi istituti internazionali:

Chiara Gatti ha raccontato la mostra ad askanews: “Questa mostra racconta un Matisse forse diverso da quello che conosciamo dai libri di scuola. È un Matisse viaggiatore, un Matisse ricercatore, un Matisse fotografo, un Matisse collezionista. È Matisse che gira il mondo e che scopre con grande curiosità e grande interesse le culture di altri Paesi. Queste culture nutrono il suo immaginario e punteggiano i suoi atelier. Da qui il titolo Il mondo in una stanza perché all’interno di queste stanze a Parigi, a Vence, a Nizza, lui colleziona oggetti che diventano punti di riferimento e anche di ispirazione per i suoi dipinti, le sue incisioni, le sue sculture, all’interno delle quali ritornano, ma come una sorta di teatro sincretico, questi elementi che lui in un certo senso rimonta, non con un riferimento a una precisa cultura, ma come una grande apertura, un grande sguardo sul mondo intero. La mostra è divisa in otto sezioni, ciascuna delle quali affonda in un particolare della sua ricerca: dalla storia delle sue modelle, alle quali abbiamo dato anche dei nomi fino ad oggi in realtà sconosciuti, al suo rapporto con Tahiti che è stato il grande viaggio della sua vita, fino al suo rapporto con l’arte africana e l’arte islamica e con quello che all’epoca veniva definito oriente, secondo un’invenzione che oggi in una logica post-coloniale chiaramente è parola non corretta, ma che all’epoca invece rappresentava un orizzonte ricco di fermento, ricco di immaginazione e che ha nutrito moltissima arte di quell’epoca”.

Il punto di forza dell’esposizione è la precisione filologica: Matisse. Il mondo in una stanza mette in primo piano l’ibridazione, la coesistenza, nell’opera di Matisse, di arabeschi islamici e geometrie dell’abbigliamento rumeno, maschere Gelede Yoruba e icone russe medievali. Seguire questi molteplici percorsi geo-culturali significa portare alla luce ciò che spesso si nasconde sotto la superficie elegante delle sue opere: l’ambiguità, la tensione, la complessità di un’immaginazione creativa che si è nutrita di mondi lontani per costruire uno dei linguaggi visivi più sperimentali del Novecento.

La mostra, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e promossa dal Comune di Milano – Cultura, è realizzata in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza ed è sostenuta da Unipol come Main Sponsor e supportata come Sponsor da Turisanda1924, esclusivo brand di viaggi di Alpitour World, da Enel e da BPER Banca.

Ue, da Lega risoluzione per fermare finanziamenti a realtà islamiste

Roma, 7 ott. (askanews) – Fermare l’infiltrazione dei Fratelli Musulmani in Europa e bloccare i finanziamenti alle realtà legate al fondamentalismo islamico. E’ l’obiettivo della risoluzione dei “Patrioti per l’Europa contro l’entrismo islamista”, illustrata oggi all’Eurocamera di Strasburgo da Susanna Ceccardi, vicepresidente del gruppo parlamentare europeo dei Patrioti e prima firmataria della risoluzione.

La risoluzione sarà votata domani in plenaria e punta a fermare – è stato spiegato – tutti i finanziamenti alle associazioni che veicolano propaganda islamista, come Femyso ed Enar.

“La votazione di domani potrebbe essere un primo passo fondamentale per trasformare questo impegno politico in una legislazione concreta. L’Europa non può più permettersi di voltarsi dall’altra parte: dobbiamo riconoscere la minaccia, affrontarla e dotarci degli strumenti giuridici necessari per difendere le nostre società, le nostre istituzioni e le nostre libertà”, ha spiegato Ceccardi.

“Dobbiamo decidere se consegnare ai nostri figli un’Europa libera e democratica o una teocrazia che sottomette le donne e cancella i diritti. L’islam politico e i Fratelli Musulmani sono una minaccia da fermare e scardinare: la nostra risoluzione serve a questo”, ha affermato Anna Maria Cisint, altra firmataria della risoluzione. “Non parliamo più soltanto di rischi: ho appena scoperto e denunciato alla Procura di Padova un tribunale islamico che decide le controversie secondo i dettami della sharia, sostituendosi alle nostre leggi”, ha aggiunto.

Secondo Silvia Sardone “serve una svolta nelle istituzioni europee: per anni ci sono stati finanziamenti a realtà islamiste, convegni ed eventi con associazioni legate ai Fratelli Musulmani, campagne di comunicazione con immagini di donne con il velo islamico. Non è accettabile che il Parlamento europeo favorisca attività di chi sogna di imporre la sharia in Europa”.

Il capodelegazione della Lega al Parlamento europeo, Paolo Borchia, ha sottolineato invece “il coraggio di denunciare una strategia di infiltrazione subdola, silenziosa e violenta”.

Al punto stampa hanno partecipato anche Fabrice Leggeri del Rassemblement National, coordinatore dei Patrioti nella commissione Libe, Tom Vandendriessche del Vlaams Belang e António Tânger Corrêa di Chega.

Accanto alla proposta dei Patrioti, la Lega ha depositato e sottoscritto emendamenti per rafforzare il testo del Partito Popolare Europeo. Tra le priorità, il contrasto all’imposizione del velo e ai luoghi di culto abusivi e non autorizzati, con maggiore trasparenza e controllo sul rispetto delle norme.

Per Meloni vigilia "serena" sulla legge elettorale. E ragiona sul taglio delle accise

Spalato, 7 ott. (askanews) – Tutto sembra ostentare tranquillità, a cominciare dall’agenda degli impegni nazionali e internazionali che prosegue come nulla fosse. La stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si dice serena “come sempre”. Le priorità in questo momento sembrano essere altre, prima di tutto il caro carburanti e una manovra da costruire con poche risorse. Domani pomeriggio sarà ad Ascoli per partecipare a una inaugurazione e oggi, alla vigilia del voto finale segreto sulla legge elettorale, la premier partecipa a Spalato alla riunione del Med9, gruppo informale che nella città croata si è riunito “con l’obiettivo di portare una prospettiva integrata nelle più ampie scelte strategiche dell’Ue”, come spiega il padrone di casa, il primo ministro, Andrej Plenkovic.

Quello di domani, comunque vada a finire, resta comunque un passaggio spartiacque. Un inciampo della maggioranza significherebbe, come Meloni ha fatto capire più volte, crisi di governo e ritorno anticipato alle urne. Uno spauracchio che al momento sembra aver avuto la meglio sui deputati preoccupati di mantenere il seggio più a lungo possibile (e in alcuni casi di arrivare alla agognata pensione), visto che il centrodestra è passato indenne attraverso un primo voto segreto la settimana scorsa e tre fiducie tra ieri e oggi. Ma il via libera alla riforma del voto, al netto dell’incognita Consulta, cambia la regole del gioco e di conseguenza si intreccia a doppio filo non soltanto con la questione della data delle prossime Politiche ma anche con il tema di cosa fare, e con quali risorse, in questi mesi di campagna elettorale permanente che separano il governo dalla fine della legislatura.

Nel Radisson hotel che ospita il summit e che si affaccia sull’altra sponda dell’Adriatico, uno dei temi centrali è proprio quello dell’energia. Per Giorgia Meloni nell’immediato significa confrontarsi con il caro carburante e con il prezzo del gasolio che è tornato a schizzare verso l’alto dopo che, a seguito del venir meno dei benefici fiscali del governo, è aumentato il prezzo anche sulla rete di distribuzione Eni, la compagnia che per prima aveva deciso di fissare un price cap. Un tema che incide direttamente sulle tasche, e sull’umore, dell’elettorato. La premier, di fatto, prende tempo sulle prossime mosse ma si dice pronta “a intervenire di nuovo particolarmente con il meccanismo delle accise mobili”. Ma sul quando e se elenca una serie di subordinate. “Al mese di settembre – spiega la presidente del Consiglio – noi abbiamo circa 160 milioni che possono essere spesi con questo obiettivo, quello su cui ci stiamo interrogando è se sia più efficace spendere queste risorse in questo momento nel quale comunque ci sono delle misure di contenimento o tenerla come provvista per quando quelle misure di contenimento dovessero terminare”. Dipende “dalla tenuta del cap” che Meloni auspica “si possa pienamente ripristinare” nelle prossime ore.

Ma, anche in chiave elettorale, il grande tema con cui il governo si deve confrontare sono le (poche) risorse a disposizione per la manovra dopo la mancata uscita dalla procedura di infrazione europea. Il vertice di Spalato per la premier è la prima occasione per parlare di persona con Ursula von der Leyen della lettera che ha inviato alla Commissione europea per chiedere che si tenga conto dell’impatto della spirale inflattiva sui conti pubblici, “miliardi in più che dovremo spendere senza averlo deciso”. Per Meloni questo andrebbe “oggettivamente valutato nei limiti di aumento della spesa consentita”, non solo perché non è un problema che pone solo l’Italia ma anche perché non si tratta di chiedere “spesa libera perché vogliamo essere particolarmente allegri”. Se ne parlerà di certo al Consiglio europeo in programma la prossima settimana e, nel caso, si tratta di una discussione lunga che prevede una serie di passaggi, ma intanto la premier registra di aver trovato “ascolto” e “interesse”.

L’esito della trattativa può fare la differenza sull’andamento della campagna elettorale ma anche sulla sua durata. Il mantra nel centrodestra è quello di arrivare fino a fine legislatura, addirittura a novembre, prevedendo un anticipo della manovra dell’anno prossimo. A premere per questo orizzonte, per ragioni tutte interne, sono gli alleati di Lega e Forza Italia e finora pubblicamente Giorgia Meloni ha sempre confermato che intende andare avanti fino alla fine. Ma dentro Fratelli d’Italia l’ipotesi di un voto a primavera inoltrata, magari un election day con le Comunali, non viene escluso. Andare oltre con il fiato corto e gli avversari che a sinistra, ma soprattutto a destra, si rafforzano è uno scenario che la premier vuole scongiurare.

Calcio, Arbitri, Fabbri per Como-Roma

Roma, 7 ott. (askanews) – Sarà Bonacina di Bergamo a dirigere Iter-Parma, in programma sabato alle ore 18 a San Siro. Maresca è stato designato per Genoa-Fiorentina. Como-Roma affidata a Fabbri di Ravenna. Questi gli arbitri designati a dirigere gli incontri della setsa giornata di serie A:

Genoa – Fiorentina, sabato 10 ottobre ore 15.00, Maresca di Napoli (Colarossi-Fontemurato), VAR Abisso, AVAR Camplone

Inter – Parma, sabato 10 ottobre ore 18.00, Bonacina di Bergamo (Fontani-Barone), VAR Paterna, AVAR Massimi

Napoli – Frosinone, sabato 10 ottobre ore 20.45, Feliciani di Teramo (Berti-Perrotti), VAR Cosso, AVAR Gariglio

Como – Roma, domenica 11 ottobre ore 12.30, Fabbri di Ravenna (Imperiale-Baccini), VAR Gariglio, AVAR Abisso

Lazio – Monza, domenica 11 ottobre ore 15.00, Collu di Cagliari (Bahri-Moro), VAR Di Paolo, AVAR Volpi

Lecce – Bologna, domenica 11 ottobre ore 15.00, Pairetto di Nichelino (Ceccon-Scarpa), VAR Mazzoleni, AVAR Dionisi

Sassuolo – Milan, domenica 11 ottobre ore 18.00, Fourneau di Roma 1 (Palermo-Rossi L.), VAR Santoro, AVAR Meraviglia

Cagliari – Juventus, domenica 11 ottobre ore 20.45, Marcenaro di Genova (Rossi C.-Lo Cicero), VAR Camplone, AVAR Maggioni

Atalanta – Venezia, lunedì 12 ottobre ore 18.30, Tremolada di Monza (Regattieri-Giuggioli), VAR Meraviglia, AVAR Piccinini

Torino – Udinese, lunedì 12 ottobre ore 20.45, Crezzini di Siena (Cavallina-Zezza), VAR Volpi, AVAR Camplone

Tennis, Medvedev fa visita allo spettatore colpito

Roma, 7 ott. (askanews) – Daniil Medvedev si è recato in ospedale per andare a trovare lo spettatore che aveva colpito, in maniera involontaria, con una pallina nella semifinale dell’Atp 500 di Pechino contro Novak Djokovic. Secondo quanto riportato da Spaziotennis, il russo ha regalato al tifoso una racchetta con la scritta “I’m sorry” (ovvero “ti chiedo scusa”) sul manico. La foto è stata originariamente pubblicata su Xiaohongshu (conosciuto a livello internazionale come RedNote), una nota piattaforma social cinese. L’immagine, forse scattata da un testimone oculare o una persone vicina allo spettatore coinvolto nell’incidente a Pechino, è stata rapidamente ripresa e condivisa sui principali social network.

Per Meloni vigilia "serena" su legge elettorale. E ragiona su taglio accise

Roma, 7 ott. (askanews) – Tutto sembra ostentare tranquillità, a cominciare dall’agenda degli impegni nazionali e internazionali che prosegue come nulla fosse. La stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si dice serena “come sempre”. Le priorità in questo momento sembrano essere altre, prima di tutto il caro carburanti e una manovra da costruire con poche risorse. Domani pomeriggio sarà ad Ascoli per partecipare a una inaugurazione e oggi, alla vigilia del voto finale segreto sulla legge elettorale, la premier partecipa a Spalato alla riunione del Med9, gruppo informale che nella città croata si è riunito “con l’obiettivo di portare una prospettiva integrata nelle più ampie scelte strategiche dell’Ue”, come spiega il padrone di casa, il primo ministro, Andrej Plenkovic.

Quello di domani, comunque vada a finire, resta comunque un passaggio spartiacque. Un inciampo della maggioranza significherebbe, come Meloni ha fatto capire più volte, crisi di governo e ritorno anticipato alle urne. Uno spauracchio che al momento sembra aver avuto la meglio sui deputati preoccupati di mantenere il seggio più a lungo possibile (e in alcuni casi di arrivare alla agognata pensione), visto che il centrodestra è passato indenne attraverso un primo voto segreto la settimana scorsa e tre fiducie tra ieri e oggi. Ma il via libera alla riforma del voto, al netto dell’incognita Consulta, cambia la regole del gioco e di conseguenza si intreccia a doppio filo non soltanto con la questione della data delle prossime Politiche ma anche con il tema di cosa fare, e con quali risorse, in questi mesi di campagna elettorale permanente che separano il governo dalla fine della legislatura.

Nel Radisson hotel che ospita il summit e che si affaccia sull’altra sponda dell’Adriatico, uno dei temi centrali è proprio quello dell’energia. Per Giorgia Meloni nell’immediato significa confrontarsi con il caro carburante e con il prezzo del gasolio che è tornato a schizzare verso l’alto dopo che, a seguito del venir meno dei benefici fiscali del governo, è aumentato il prezzo anche sulla rete di distribuzione Eni, la compagnia che per prima aveva deciso di fissare un price cap. Un tema che incide direttamente sulle tasche, e sull’umore, dell’elettorato.

La premier, di fatto, prende tempo sulle prossime mosse ma si dice pronta “a intervenire di nuovo particolarmente con il meccanismo delle accise mobili”. Ma sul quando e se elenca una serie di subordinate. “Al mese di settembre – spiega la presidente del Consiglio – noi abbiamo circa 160 milioni che possono essere spesi con questo obiettivo, quello su cui ci stiamo interrogando è se sia più efficace spendere queste risorse in questo momento nel quale comunque ci sono delle misure di contenimento o tenerla come provvista per quando quelle misure di contenimento dovessero terminare”. Dipende “dalla tenuta del cap” che Meloni auspica “si possa pienamente ripristinare” nelle prossime ore.

Ma, anche in chiave elettorale, il grande tema con cui il governo si deve confrontare sono le (poche) risorse a disposizione per la manovra dopo la mancata uscita dalla procedura di infrazione europea. Il vertice di Spalato per la premier è la prima occasione per parlare di persona con Ursula von der Leyen della lettera che ha inviato alla Commissione europea per chiedere che si tenga conto dell’impatto della spirale inflattiva sui conti pubblici, “miliardi in più che dovremo spendere senza averlo deciso”. Per Meloni questo andrebbe “oggettivamente valutato nei limiti di aumento della spesa consentita”, non solo perché non è un problema che pone solo l’Italia ma anche perché non si tratta di chiedere “spesa libera perché vogliamo essere particolarmente allegri”. Se ne parlerà di certo al Consiglio europeo in programma la prossima settimana e, nel caso, si tratta di una discussione lunga che prevede una serie di passaggi, ma intanto la premier registra di aver trovato “ascolto” e “interesse”.

L’esito della trattativa può fare la differenza sull’andamento della campagna elettorale ma anche sulla sua durata. Il mantra nel centrodestra è quello di arrivare fino a fine legislatura, addirittura a novembre, prevedendo un anticipo della manovra dell’anno prossimo. A premere per questo orizzonte, per ragioni tutte interne, sono gli alleati di Lega e Forza Italia e finora pubblicamente Giorgia Meloni ha sempre confermato che intende andare avanti fino alla fine. Ma dentro Fratelli d’Italia l’ipotesi di un voto a primavera inoltrata, magari un election day con le Comunali, non viene escluso. Andare oltre con il fiato corto e gli avversari che a sinistra, ma soprattutto a destra, si rafforzano è uno scenario che la premier vuole scongiurare.

"Prima del rumore", il nuovo format di Max Proietti su Raiplay Sound

Roma, 7 ott. (askanews) – Dopo il grande successo del libro “Gli occhi del Male” la voce di Max Proietti, giovane fenomeno del true crime da migliaia di followers sul web tra i più amati e seguiti in Italia, torna protagonista con “Prima del rumore” il suo nuovo podcast che dal 14 ottobre sarà disponibile con l’attesissima prima puntata su Raiplay Sound.

Prima del Rumore, scritto e curato dallo stesso Max Proietti, è un podcast in sei puntate con cadenza settimanale, che torna su sei casi di cronaca nera molto diversi tra loro: Donato Bilancia, Dennis Nilsen, Aileen Wuornos, Dennis Rader, il caso JonBenét Ramsey e l’omicidio di Desirée Piovanelli.

“Prima del rumore – dichiara Max Proietti – è un progetto al quale tengo in particolare modo, un podcast in cui la mia passione per la pscologia e il crime esce nella sua essenza più pura. Ogni puntata ricostruisce i fatti, le indagini e i processi partendo dai documenti disponibili. Le confessioni vengono messe accanto alle prove, le versioni alle sentenze, e quello che sappiamo viene tenuto separato da ciò che negli anni è diventato racconto. Al centro restano le vittime, le loro vite e le conseguenze lasciate sui familiari e sui sopravvissuti. I colpevoli non diventano personaggi da ammirare e il dolore non viene usato come spettacolo. Prima del rumore prova a tornare a ciò che è accaduto prima che titoli, soprannomi e immagini prendessero il posto delle persone”.

“Ammettiamolo, siamo tutti affascinati dal true crime – prosegue – ci chiediamo da sempre quale sia il motivo per cui il Male con la M maiuscola sia in grado di ammaliarci così tanto, non smettiamo di provare brividi pensando al fatto che – certo – “il mostro è tra noi”, ma allo stesso tempo il suo operato è frutto di disturbi psicologici e traumi sociali che invece dalla nostra possono sembrare tanto lontani. Prima del rumore è allo stesso tempo un viaggio nelle ombre dell’animo umano, un tentativo di svelare cosa si nasconde dietro il male. Ogni episodio ci spingerà a guardare oltre l’orrore superficiale, fino a toccare le profondità di vite segnate da scelte estreme e irreversibili”.

Festa Roma, ad Anthony Ippolito il Premio Progressive alla Carriera

Roma, 7 ott. (askanews) – Anthony Ippolito, 27 anni, riceverà il Premio Progressive alla Carriera nel corso della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgerà dal 13 al 25 ottobre 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Lo ha annunciato il presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, su proposta della direttrice artistica, Paola Malanga.

L’attore statunitense, acclamato per il ruolo di George Wright nella serie Grand Army, per la sua interpretazione di Al Pacino nella miniserie The Offer, e per la versione giovane del personaggio di Adam Sandler nel film Pixels di Chris Columbus, riceverà il premio in occasione dell’anteprima di I Play Rocky, diretto dal premio Oscar Peter Farrelly e presentato nella sezione Grand Public, in cui Ippolito è protagonista nei panni di Sylvester Stallone: a consegnare il riconoscimento la Direttrice Artistica della Festa del Cinema di Roma, Paola Malanga.

Il Premio Progressive alla Carriera, che prende il nome dal Concorso della Festa di Roma, intende valorizzare e incoraggiare una carriera in pieno movimento, giovane e già straordinaria, capace di attraversare con dinamismo mondi e generazioni differenti mantenendo lo sguardo rivolto al futuro.

Mafia, "Scarpinato eroe, Santanchè ci minaccia": nuovo scontro M5S-FdI

Roma, 7 ott. (askanews) – Una lettera indirizzata a Ignazio La Russa, presidente del Senato, per chiedere provvedimenti contro la senatrice Daniela Santanchè (FdI), ex ministra del Turismo: è l’ultimo strascico dello scontro violentissimo in corso fra il Movimento 5 stelle e Fratelli d’Italia sui temi delle inchieste di mafia e del ruolo in commissione parlamentare Antimafia dei rispettivi rappresentanti. Dal gruppo M5S spiegano che la richiesta formale del gruppo M5S al presidente La Russa è in corso di elaborazione ma ad anticiparla ci ha pensato il presidente dei senatori stellati, Luca Pirondini, in una dichiarazione alle telecamere e ai cronisti resa più solenne dalla presenza contestuale di buona parte dei suoi colleghi di gruppo: “Siamo qua oggi per denunciare un fatto molto grave, ovvero che dopo un nostro intervento nel quale abbiamo detto che la senatrice Santanchè (di FdI, ndr) è indagata per truffa all’Inps, la senatrice Santanchè è partita dal suo scranno, è venuta in mezzo ai nostri scranni per minacciarci, dicendoci ‘dovete stare attenti, dovete stare molto attenti'”. A La Russa i 5 stelle chiedono di “tutelare le istituzioni e non i compagni di partito. Di prendere i provvedimenti che sono previsti dal regolamento del Senato”. Ad innescare la miccia in aula un infuocato intervento dello stesso Pirondini, che definisce “eroe dell’antimafia” Roberto Scarpinato, ex magistrato oggi senatore M5S, nel mirino di FdI e della Procura di Caltanissetta per i suoi rapporti con l’ex collega Gioacchino Natoli.

“Fratelli d’Italia, il partito di Daniela Santanchè indagata per truffa all’Inps, di Augusta Montaruli condannata per peculato, di Andrea Delmastro, che come sapete non ha bisogno di presentazioni perché è già noto per tutto quello che ha combinato, ci chiede – tuona dai banchi del Movimento – di sostituire Roberto Scarpinato e nelle ore successive ce l’hanno chiesto anche altri soggetti di Fratelli d’Italia: ce l’ha chiesto Chiara Colosimo, la presidente della commissione parlamentare antimafia, la quale per chi non lo sapesse è molto amica di Luigi Ciavardini, terrorista nero condannato per la strage di Bologna in cui ci sono stati 85 morti e 200 feriti”.

L’intervento non manca di suscitare le reazioni della maggioranza. Gianluca Cantalamessa della Lega cita le intercettazioni delle telefonate fra Scarpinato e Natoli, finite per vie mai chiarite sui giornali, dicendo di Scarpinato che “sporca e infanga tutta la Commissione antimafia”. Per Raoul Russo di FdI il tema mette in luce “l’ipocrisia di chi vuole continuare a difendere un parlamentare – non un magistrato, un parlamentare, che quindi ha la responsabilità di un parlamentare – che è stato dichiarato, in un atto giudiziario, depistante, ossia uno che ha volutamente lavorato nella commissione in cui dovrebbe essere una persona di garanzia, per depistare delle indagini”. Sulla stessa lunghezza d’onda, ispirata alle formulazioni dei magistrati nisseni, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: “Noi – dice – a volte abbiamo criticato i magistrati, mi pare strano che voi che avete una teologia della magistratura, quando dicono cose che non vi fanno comodo, dite che sono dei bugiardi”.

Per Walter Verini del Pd “non esiste che qualcuno, qualche gruppo o qualche parlamentare possa cacciare da una commissione bicamerale un altro parlamentare: è una cosa incostituzionale”, e in ogni caso “si può sbagliare, chiunque di noi può sbagliare o fare cose non opportune, ma pretendere di cacciare dalla Commissione parlamentare antimafia due persone che si chiamano Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato, questa è una cosa che non esiste, perché questi hanno speso la vita contro le mafie”. Peppe De Cristofaro di AVS esprime “totale solidarietà” a Scarpinato e aggiunge: “Che la maggioranza di Governo attacchi il senatore Scarpinato” ma “al tempo stesso, faccia scudo su quello che ha combinato in questi anni Andrea Delmastro sulle bisteccherie, sugli affari, sulle cose che faceva a Roma, a 700 chilometri da casa, davvero la dice lunga su dove è precipitato il dibattito pubblico di questo Paese”.

Nel frattempo Scarpinato annuncia una querela, dopo la pubblicazione di un video che lo riguarda sul profilo social dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro: “Anzichè dire fesserie e calunnie su di me farebbe bene – scrive l’ex magistrato – a dire al suo partito di tirare fuori dalla cassaforte le sue chat con il prestanome di un clan mafioso e consegnarle alla magistratura di Milano che le chiede da mesi”.

Confronto non meno “caldo” alla Camera, dove il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi replica così alle accuse contro Scarpinato rievocando le grandi stragi dell’era repubblicana: “Vediamo chi ha depistato in questo paese a partire da Portella della Ginestra alla strage di Capaci, la strage di Bologna, l’omicidio di Piersanti Mattarella, piazza della Loggia. Sapete perchè volete depistare e coprire le tracce di quelle stragi? Perché tutte quella stragi portano a casa vostra”. “Se il Movimento 5 stelle – è la replica del capogruppo di Fdi a Montecitorio, Galeazzo Bignami – vuole essere, come si dimostra essere, strumento in mano a persone che vogliono depistare le indagini per l’attentato e la morte di Paolo Borsellino faccia pure ma la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica, le nostre istituzioni non possono permettersi di essere uno strumento in mano alla malavita organizzata”.

Patuelli (Abi): “No” a nuova tassa sui profitti, “c’è già un accordo”

Roma, 7 ott. (askanews) – Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli ribadisce un “no” secco all’ipotesi di nuove tasse sui profitti delle banche. “No”, ha detto rispondendo ad una domanda sul tema, a margine della giornata del credito a Roma, “perché c’è già un accordo triennale”.

“Gli accordi si mantengono. Le banche lavorano sulla base di contratti – ha spiegato -. Tutta l’attività bancaria è basata sul contratto. E di conseguenza, se sono sempre validi contratti tra privati, a maggior ragione è valido un contratto col pubblico”.

Ferrari, Elkann: l’idea della bev Luce nacque con Bezos nel 2016

Torino, 7 ott. (askanews) – L’idea che avrebbe portato dieci anni dopo alla Ferrari Luce nacque nel luglio del 2016 da una conversazione tra John Elkann e Jeff Bezos. Lo ha raccontato lo stesso presidente di Ferrari a Wave, alle Ogr di Torino.

Bezos, ha ricordato Elkann, parlando di innovazione e di come stava cambiando il mondo, a un certo punto gli disse: “Non so nulla di automobili, ma so molto di innovazione e penso che tu debba riflettere seriamente sulla produzione di una Ferrari elettrica”.

“Quello è stato il primo momento, nel luglio 2016, in cui mi è venuto in mente che dovevamo iniziare a pensare seriamente a cosa significasse”, ha spiegato Elkann.

L’obiettivo, tuttavia, non era semplicemente “costruire una macchina che fosse elettrica”, ma capire cosa Ferrari avrebbe potuto realizzare sfruttando le nuove tecnologie.

Il progetto ha poi preso forma durante il periodo del Covid, quando Jony Ive aveva deciso di lasciare Apple e i due iniziarono a ragionare su un progetto comune. “Ho iniziato a chiedergli consigli su come avremmo dovuto pensare in Ferrari”, ha detto Elkann. Da lì diventò “naturale” trasformare quelle riflessioni in un progetto concreto.

Ive ha definito quella scelta una dimostrazione di “coraggio e lungimiranza”, perché in quel momento nessuno chiedeva a Ferrari di risolvere il problema di una vettura elettrica. La Luce, ha sottolineato, “non è il futuro, ma è una parte del futuro di Ferrari”.

Assalto alla Cgil, condanna confermata per Fiore e altri 6

Roma, 7 ott. (askanews) – Condanne confermate per l’assalto alla sede della Cgil, avvenuto il 9 ottobre 2021 a Roma.

I giudici della corte d’appello di Roma hanno ribadito le pene per il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, ed altre 6 persone.

I giudici di seconda istanza hanno in sostanza accolto le richieste del rappresentante dell’accusa, che aveva chiesto di ribadire, tra gli altri, le pene a 8 anni e 6 mesi per il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, e ad 8 anni e 7 mesi di carcere per Giuliano Castellino, leader romano del movimento di estrema destra.

Formula1, Vasseur: "La pressione non deve diventare un peso"

Roma, 7 ott. (askanews) – La pressione è una delle componenti con cui la Ferrari deve convivere in Formula 1, ma secondo Fred Vasseur non deve trasformarsi in un elemento che condiziona il lavoro della squadra. Il team principal torna anche sul rapporto con la stampa e sulle critiche che accompagnano il rendimento della scuderia.

A Sepang Vasseur aveva già invitato ad abbassare il volume: “Dobbiamo finirla con le voci, con i pettegolezzi e con le interpretazioni malevole che non aiutano la squadra”. Il manager francese ribadisce quindi la compattezza del gruppo e il rapporto tra i suoi principali protagonisti: “Non è questione di Charles o di Lewis che difendono me, o di me che difendo loro: lavoriamo come una squadra solida, nei momenti positivi, in quelli negativi e persino nelle situazioni più complicate e delicate”.

La pressione in Formula 1 è particolarmente forte per la Ferrari, il marchio più seguito e riconoscibile del campionato. Vasseur, intervenuto a Canal+, sottolinea però anche il valore del sostegno dei tifosi: “Ci sono molti tifosi, abbiamo centinaia di persone davanti alla fabbrica quando si vince, ma ci sono anche quando si perde. Non è una pressione, ma un valore aggiunto”.

Roma, Gasbarra (Eur Spa): l’anno prossimo laghetto sanificato

Roma, 7 ott. (askanews) – “Per la prossima edizione ci faremo trovare pronti con il laghetto dell’Eur completamente sanificato”.

E’ l’annuncio di Enrico Gasbarra, Presidente del Consiglio di Amministrazione di EUR SpA, in occasione del recente percorso espositivo multimediale promosso da UNESCO WWAP, Fondazione UniVerde e One Water Committee Italy nell’ambito del Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026 alla Nuvola di Roma.

Carburanti, Meloni: valutiamo se reintrodurre ora le accise mobili

Milano, 7 ott. (askanews) – “Siamo sempre pronti ad intervenire di nuovo con le accise mobili: all’aumento del prezzo la maggiore Iva che entra viene messa da parte e utilizzata per riabbassare il prezzo tagliando le accise. A settembre abbiamo 160 milioni da utilizzare. Ci stiamo interrogando se più efficace spendere queste risorse in questo momento in cui ci sono comunque misure di contenimento o tenerlo per quando quelle misure di contenimento dovessero terminare”. Lo ha spiegato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rispondendo ad una domanda durante la conferenza stampa al termine del Med9 di Spalato.

“Fermo restando che questo dipende anche dalla tenuta del ‘cap'” introdotto da alcune compagnie petrolifere, “ora io quello che posso auspicare, e vediamo che cosa accade nelle prossime ore, è che si possa pienamente ripristinare il cap dopodiché la valutazione verrà fatta a valle. Ma questo è quello su cui attualmente il governo si sta interrogando”, ha ribadito Meloni.

Ue, Meloni: confronto con von der Leyen su flessibilità, mi pare ci sia interesse

Spalato, 7 ott. (askanews) – In merito alla lettera inviata dall’Italia alla Commissione europea per chiedere di tenere conto della spirale inflattiva “chiaramente io ho avuto modo di parlarne con la presidente von der Leyen”, anche perché “è tema che tra l’altro non ha posto solamente l’Italia” ed “è una questione sulla quale mi pare che ci sia interesse perché è una questione di buon senso ovviamente, poi è ancora un dibattito lungo perché per arrivare a risposte di questo tipo si deve trovare una convergenza tra la Commissione, gli Stati Membri, il Consiglio. Ma sicuramente c’è interesse ad ascoltare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine del vertice Med9, nel corso della conferenza stampa con gli altri leader.

Carburanti, Meloni: valutiamo se reintrodurre ora accise mobili

Milano, 7 ott. (askanews) – “Siamo sempre pronti ad intervenire di nuovo con le accise mobili: all’aumento del prezzo la maggiore Iva che entra viene messa da parte e utilizzata per riabbassare il prezzo tagliando le accise. A settembre abbiamo 160 milioni da utilizzare. Ci stiamo interrogando se più efficace spendere queste risorse in questo momento in cui ci sono comunque misure di contenimento o tenerlo per quando quelle misure di contenimento dovessero terminare”. Lo ha spiegato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rispondendo ad una domanda durante la conferenza stampa al termine del Med9 di Spalato.

“Fermo restando che questo dipende anche dalla tenuta del ‘cap'” introdotto da alcune compagnie petrolifere, “ora io quello che posso auspicare, e vediamo che cosa accade nelle prossime ore, è che si possa pienamente ripristinare il cap dopodiché la valutazione verrà fatta a valle. Ma questo è quello su cui attualmente il governo si sta interrogando”, ha ribadito Meloni.

Acqua, Barrile (Utilitalia): governance da semplificare

Roma, 7 ott. (askanews) – “L’acqua non è un bene scontato, va preservata e con l’acqua vanno preservate le infrastrutture esistenti e quelle di cui ci dobbiamo dotare. Mi auguro che dovendo proporre dei modelli operativi virtuosi nel bacino del Mediterraneo riusciamo a ragionare su quella che forse è una pecca italiana che è quella di una governance dell’acqua troppo complicata. Bisogna guardare a questi temi a livello europeo ma anche in termini di semplificazione della governance che ci renderebbero come sistema paese più incisivi in una fase di grandi cambiamenti”.

Lo ha dichiarato Annamaria Barrile (Direttore Generale Utilitalia) in occasione del recente percorso espositivo multimediale promosso da UNESCO WWAP, Fondazione UniVerde e One Water Committee Italy nell’ambito del Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026 a Roma.

Sanità, Meloni: il rinnovo del contratto dei medici è un altro passo concreto

Spalato, 7 ott. (askanews) – “Un altro passo concreto per valorizzare chi ogni giorno si prende cura della salute degli italiani. Con il rinnovo del contratto 2025-2027 dell’Area Sanità, che riguarda oltre 137 mila medici e dirigenti sanitari, arrivano aumenti medi di 393 euro al mese per 13 mensilità, ai quali possono aggiungersi ulteriori risorse previste dalla legge, fino a un incremento complessivo di circa 560 euro”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post sui social.

“Un risultato che, sommato al precedente rinnovo, porta per il personale medico della sanità pubblica – sottolinea – incrementi mensili complessivi superiori a mille euro. Continuiamo a investire sulle professionalità del nostro Servizio sanitario nazionale, riconoscendo il lavoro, le competenze e le responsabilità di chi ogni giorno garantisce assistenza e cure ai cittadini”.

MotoGp dal 2027 due qualifiche nel weekend: cambia il format

Roma, 7 ott. (askanews) – La MotoGP cambia il format del weekend di gara. Dal 2027 ci saranno due sessioni di qualifiche, una dedicata alla Sprint del sabato e una al Gran Premio della domenica. La novità, approvata dalle squadre, modifica l’organizzazione delle giornate di gara e punta a rendere più distinta la preparazione delle due competizioni.

La qualifica del venerdì pomeriggio, della durata di 15 minuti, stabilirà la griglia della Sprint. Il sabato mattina, invece, si svolgeranno le qualifiche per il Gran Premio, con Q1 e Q2 dopo una terza sessione di prove libere di 20 minuti. La Q1 sarà aperta a tutti i piloti, mentre alla Q2 accederanno i 12 più veloci.

Cambia anche il programma del venerdì. La sessione di Practice, utilizzata finora per determinare l’accesso diretto alla Q2, sarà eliminata. Al suo posto ci saranno due sessioni di prove libere, rispettivamente di 45 e 30 minuti, prima delle qualifiche per la Sprint.

Il sabato resterà in programma la Sprint race, mentre la domenica sparirà il warm-up mattutino. La griglia del Gran Premio sarà quindi quella definita dalle qualifiche del sabato. Prima della gara, inoltre, la pitlane resterà aperta per 10 minuti, permettendo ai piloti di effettuare alcuni giri del circuito.

Inizialmente era stata valutata anche l’ipotesi di introdurre tre sessioni di qualifica il sabato, sul modello della Formula 1 con Q1, Q2 e Q3. La proposta è stata però bocciata. Il nuovo format entrerà in vigore dalla stagione 2027, quattro anni dopo l’introduzione stabile della Sprint nel calendario della MotoGP.

M5S, Pirondini: Santanchè ci ha minacciato, La Russa tuteli istituzioni

Roma, 7 ott. (askanews) – “Siamo qua oggi per denunciare un fatto molto grave, ovvero che dopo un nostro intervento nel quale abbiamo detto che la senatrice Santanchè (di FdI, ndr)è indagata per truffa all’Inps, la senatrice Santanchè è partita dal suo scranno, è venuta in mezzo ai nostri scranni per minacciarci, dicendoci ‘dovete stare attenti, dovete stare molto attenti'”. Lo ha detto il presidente dei senatori del Movimento 5 stelle, Luca Pirondini, ai cronisti presenti al Senato.

“Questa cosa è irricevibile – ha aggiunto – e devo dire, a nome del nostro gruppo, che siamo preoccupati. Siamo preoccupati perché prendiamo molto sul serio queste minacce, considerato quello che sta succedendo nella commissione Covid, dove di fatto si tenta di screditare ogni giorno il presidente Conte, nella commissione Antimafia dove sono stati diffamati negli ultimi mesi Roberto Scarpinato e Federico Cafiero de Raho (parlamentari M5S che in passato, da magistrati, si sono occupati a lungo di inchieste sulla mafia, ndr), in Vigilanza Rai, che è stata di fatto bloccata portandoci alle dimissioni”.

“Oggi noi ci domandiamo – ha detto ancora Pirondini – che cosa succede adesso, cioè dopo queste minacce che cosa dobbiamo aspettarci? Se questo continuo schema di dileggio, magari sui giornali di Angelucci o sui media che sono conniventi con questa maggioranza. Quindi chiediamo al presidente del Senato La Russa di intervenire, di tutelare le istituzioni e non i compagni di partito. Di prendere i provvedimenti che sono previsti dal regolamento del Senato”.

Ue, è morta Barbara Spinelli, giornalista ed ex parlamentare europea

Roma, 7 ott. (askanews) – E’ morta Barbara Spinelli. Figlia di Altiero, “padre fondatore” dell’Europa, giornalista, nel 2014 era stata eletta al Parlamento europeo candidata con la lista ‘L’Altra Europa’ con Tsipras.

“Per noi – afferma in una nota la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo – è stata una amica e una collega che in moltissime occasioni, prima da parlamentare europea e poi da editorialista e intellettuale, ci ha guidato e consigliato. Con la sua voce, spesso critica e sempre riconoscibile, Barbara Spinelli ha mantenuto alta l’attenzione ai valori della pace, della giustizia sociale e dell’integrazione europea. Ai suoi familiari inviamo le nostre condoglianze e la nostra vicinanza. Barbara ci mancherà tantissimo”.

Messi saluta la Nazionale: guerrieri che mi hanno fatto vincere tutto

Roma, 7 ott. (askanews) – “È difficile dire qualcosa oggi, ho tante emozioni dentro. Penso a mio papà… (morto lo scorso agosto a 68 anni dopo una lunga malattia, ndr). Tutto quello che posso fare è esprimere la mia gratitudine”. Così Lionel Messi dopo la partita di addio alla Nazionale. “Sono orgoglioso di aver indossato questa maglia per oltre 20 anni – ha detto – Giocare per la nazionale argentina è la cosa migliore che possa capitare. Sento che è il momento giusto. L’ultimo Mondiale è stato troppo. Sognavamo di tornare campioni del mondo, ci siamo andati così vicini… Ma la semifinale contro l’Inghilterra ci ha tolto tutte le energie. Ma abbiamo lottato per questa maglia, non abbiate dubbi che tutti hanno sempre lottato per questa maglia. Questo gruppo mi ha fatto vincere tutto, è stato un orgoglio enorme dividere il campo con voi, avevo accanto dei guerrieri. Vi ringrazio per tutto quello che ho vissuto (si ferma, trattiene a stento le lacrime, ndr). Avete sempre riempito ogni stadio, con voi tifosi giochiamo sempre in casa. Questo giorno resterà per sempre nella storia della mia famiglia. La mia partita più felice è stata la prima qui da campioni del mondo. Oggi vivo il giorno più triste della mia carriera… Mi mancherete, ma ora vengo dal vostro lato a tifare per questa squadra. Accompagniamo questa squadra, ora anche di più. Dobbiamo essere uniti, c’è gente che vuole male alla nazionale e noi non dobbiamo dargli questa soddisfazione. Voglio solo dirvi che vi voglio bene, che sono orgoglioso di essere argentino e di aver realizzato i miei sogni con tutti voi”.

Ddl antisemitismo, Conte: a Gaza genocidio, no bavaglio per reprimere dissenso

Roma, 7 ott. (askanews) – A Gaza c’è stato un “genocidio” e il ddl antisemitismo è un “bavaglio” contro la libertà di critica nei confronti del governo di Israele. Così, nel Transatlantico della Camera, il presidente M5S Giuseppe Conte, il quale ha aggiunto di ritenere il provvedimento “completamente sbagliato” in “questo contesto storico, culturale e politico”.

“Auspico” che il Pd voti contro, ha detto rispondendo ad una domanda. “E auspico – ha aggiunto – che la maggioranza la modifichi o la ritiri”.

Il presidente M5S ha tenuto inoltre a sottolineare di essere sempre stato “sensibile” al tema dell’antisemitismo e che lui stesso, durante il Conte 2, aveva adottato in Cdm per “delibera” la “dichiarazione dell’Ihra” nonostante alcune “perplessità” così da “richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica contro dichiarazioni e condotte antisemite”. Ma “oggi” è “completamente sbagliata quella proposta di legge che recepisce, con legge, quella dichiarazione” perché “dopo quello che c’è stato, quella era già una proposta con profili di criticità e oggi diventa uno strumento per reprimere qualsiasi critica alla politica dello stato di Israele”.

“Assolutamente non va bene per legge perché diventerà uno strumento utilizzato, sul piano normativo e legislativo, per mettere un bavaglio. In questo contesto storico, culturale e politico sicuramente la dichiarazione di Gerusalemme è più equilibrata. Siamo di fronte a un genocidio e siamo anche consapevoli di tutti i tentativi che lo Stato d’ Israele sta facendo in tutto il mondo per cercare di reprime qualsiasi forma di dissenso. Non so se avete visto il film Naza: gli autori i registi sono ebrei e in pratica vogliono metterli al bando in Israele, privarli della cittadinanza, quindi non si può far finta di nulla”.

Giorgetti: da caro energia impatto di almeno 0,2 punti Pil nel 2027

Roma, 7 ott. (askanews) – Per il 2026 “abbiamo previsto una crescita dell’1%, 0,4 punti in più rispetto alla stima di aprile. Un incremento che sarebbe stato ancora maggiore se non avessimo avuto una zavorra di maggiori costi dell’energia che noi stimiamo nel 2027 possano incidere per non meno dello 0,2% del Pil”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in videocollegamento all’assemblea di Federtrasporto.

“Sono dati che testimoniano ancora una volta i fondamentali solidi dell’economia italiana” ha aggiunto.

Tennis, Alcaraz a Sinner: "Amico, tornerai più forte di prima"

Roma, 7 ott. (askanews) – “Amico, tornerai più forte di prima! A testa alta, ti auguro una rapida guarigione!”. È il messaggio che Carlos Alcaraz ha dedicato a Jannik Sinner dopo l’annuncio del numero 1 del mondo di chiudere in anticipo la propria stagione. Il tennista azzurro, in un video pubblicato sui social martedì 6 ottobre, ha spiegato che tornerà in campo soltanto nel 2027 per recuperare dal problema al ginocchio destro, una tendinopatia extra-articolare. Alcaraz, fresco vincitore dell’Atp 500 di Tokyo e rientrato nel circuito da circa un mese dopo lo stop tra aprile e agosto per un problema al polso destro, ha così voluto manifestare la propria vicinanza al grande rivale.

7 ottobre, Israele si ferma: commemorato un minuto di silenzio per le vittime

Roma, 7 ott. (askanews) – In Israele è stato osservato stamani un minuto di silenzio nei luoghi del sud del Paese colpiti tre anni fa dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, il più sanguinoso mai subito dallo Stato ebraico e l’evento che diede inizio alla guerra nella Striscia di Gaza.

Sul sito del festival musicale Nova, preso d’assalto dai combattenti di Hamas arrivati anche a bordo di veicoli e parapendii, familiari delle vittime e persone in lutto hanno chinato il capo alle 6.29 ora locale, le 5.29 in Italia.

La commemorazione si è svolta tra i ritratti delle vittime e le composizioni floreali deposte nel luogo del massacro.

Il premio Nobel per la Chimica 2026 assegnato a Kagan e Soai

Roma, 7 ott. (askanews) – Il premio Nobel per la Chimica 2026 è stato assegnato al francese Henry Kagana e al giapponese Kenso Soai. L’ha il Comitato per il Nobel di Stoccolma.

L’Accademia reale svedese delle scienze ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la Chimica 2026 a Henri Kagan e Kenso Soai “per la scoperta degli effetti non lineari e dell’autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica”, ha detto la segretaria generale dell’Accademia Ellen Mons.

Henri Kagan è nato nel 1930 a Boulogne-Billancourt, in Francia. È professore emerito all’Université Paris-Sud, oggi Université Paris-Saclay.

Kenso Soai è nato nel 1950 a Hiroshima, in Giappone. È professore emerito all’Università di Scienze di Tokyo, in Giappone.

Energia, Liverani (Ania): per investimenti cruciale stabilità regole

Roma, 7 ott. (askanews) – Sul ruolo che un settore come quello delle assicurazioni può avere per gli investimenti e lo sviluppo di energia sostenibile ci sono sono due aspetti a cui fare attenzione. Il primo “è la stabiltà del quadro regolatorio: per fare investimenti sull’energia è molto importante. Il quadro deve essere stabile, prevedibile. E quindi che non ci sia il rischio di cambimenti, sia a carattere normativo, che regolamentare, che anche finanziario o fiscale”. Lo ha spiegato il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani nel suo intervento ad una tavola rotonda durante la 58esima Giornta del Credito, a Roma.

“E’ un tema sul quale bisogna fare attenzione perché se si vuole fare investimenti – ha avvertito – bisogna prendere degli impegni”.

Un secondo elemento chiave è quello della “capacità di luiquidare con tempi ragionevoli gli investimenti, ove il cliente voglia ricorrere al riscatto. Perché gli investimenti a carattere di trasizione energetica solitamente difficilmente sono liquidabili a breve”, ha osservato Liverani.

In generale “le asssicurazioni non nascono come investitori e finanzartori, ma con la missione di proteggere famiglie e imprese dai rischi”, ha proseguito il presidente dell’Ania. Ma poi nel fare questo, dato che le assicurazioni incassano premi prima di pagare i sinistri “diventiamo investitori istituzionali”, ha detto.

E investitori molto rilevanti dato che “gli asset investiti nelle assicurazioni sono circa 1.000 miliardi di euro. Ci chiediamo come posiamo investire, ma siamo anche investitori ‘a sovranità limitata’: dobbiamo sempre considerare gli imegni presi verso i nostri clienti su rischio, rendimento, durata e capacità di liquidrare gli asset ad una determinata velocità”.

Poi “su fenomeni come energia, demografia e eventi ambientali un ruolo come assicuratori lo vogliamo avere, perché cambiano la faccia del nostro pianeta. E se non facciamo qualcosa diventeranno non assicurabili”, ha avvertito.

“Sull’energia possiamo fare, e già siamo facendo, come investitori e finanziartori, perché riteniamo ci siano condizioni per poter investire risparmio o riserve assicurative. Condizioni legate a rischio, rendimento e durata – ha notato – visto che sull’energia le durate sono lunge”.

“La compatibilità ci sta – ha spiegato ancora Liverani -. Ma servono anche progetti che consetano una massa critica” su cui il settore si possa mobilitare. “Noi non possamo installare pannelli fotovoltaici su un singolo un capannone, ma possiamo creare dei fondi per finanziare il fotovoltaico su migliaia di capannoni. Serve massa critica”.

“C’è un grande futuro, un futuro che è anche un po’ il presente perché come Ania, come Associazione Nazionale fra le Imprese di Assicurazione, abbiamo voluto stimolare il settore con la costituzione di un fondo di debito privato, che è una forma di finanziamento alle piccole e medie imprese italiane nell’ambito degli investimenti infrastrutturali, utilizzando, in maniera tale da potere rendere compatibile il profilo di rischio e rendimento degli investimenti. Una formula che è importante e che è la partecipazione, diciamo, pubblico-privata nella determinazione di una garanzia che ci consente di ridurre l’assorbimento di capitale assicurativo nell’ambito di questi investimenti perché questa garanzia – ha concluso – consente di avere un rischio più prevedibile e più contenuto”.

Startup, Elkann: Italia ha talento, bisogna fare sistema

Torino, 7 ott. (askanews) – L’Italia ha talento e voglia di fare impresa, ma deve imparare a lavorare di più insieme, ricreando nell’innovazione quel meccanismo di competizione e collaborazione che ha fatto la fortuna dei distretti industriali. E le nuove imprese devono nascere guardando al mondo. È il messaggio lanciato da John Elkann, Ceo di Exor, intervenendo a Wave, l’evento organizzato alle Ogr di Torino da Vento, il fondo di venture capital della holding.

“In Italia l’ecosistema dell’innovazione è forte. C’è tantissima voglia di intraprendere, che è una caratteristica degli italiani. Il punto debole è che non si lavora abbastanza insieme”, ha detto Elkann.

“L’Italia è stata forte storicamente quando si è organizzata in distretti, nei quali si compete e si collabora. Anche nella tecnologia di oggi dobbiamo arrivare a quel buon meccanismo”, ha aggiunto.

Una capacità di fare sistema che deve accompagnarsi a un’ambizione internazionale. Per Elkann “il mondo deve essere considerato come un unico campo di gioco per le imprese italiane, che devono confrontarsi fin dalla nascita con la competizione globale”.

Un ruolo importante può giocarlo Torino, che secondo Elkann può ambire a diventare un distretto nelle attività legate allo spazio, alla robotica e alla salute. Le aggregazioni, ha spiegato, “avvengono in maniera organica”: ciò che conta è creare le condizioni perché nascano nuove iniziative imprenditoriali.

L’obiettivo di Vento è accelerare il processo. “Abbiamo sostenuto 220 imprese in dieci anni, ci auguriamo di arrivare a 1.000 nei prossimi dieci anni”, ha affermato Elkann. Vento ha contribuito finora alla creazione di oltre 3.000 posti di lavoro e di società per un valore complessivo superiore a 3 miliardi, il 5% del valore complessivo delle start up in italiane.

Tra gli ambiti su cui puntare ci sono medicina, spazio ed energia. “Il grosso degli investimenti in Vento va verso delle conoscenze, delle industrie che non esistono”, ha spiegato Elkann, sottolineando la necessità non solo di migliorare ciò che già esiste, ma di creare nuove tecnologie.

Al centro della trasformazione c’è l’intelligenza artificiale. Elkann ha paragonato la fase attuale dell’IA agli inizi della scoperta del fuoco, una tecnologia universale della quale si intravede ancora soltanto una parte del potenziale. Quanto all’impatto sul lavoro, Elkann ha invitato a non concentrarsi sulle attività che potrebbero essere sostituite: “Siamo veramente agli inizi”. Bisogna invece capire “quali sono le cose che possiamo fare e non immaginavamo di fare”.

Zelensky: pesante attacco russo, morti (anche bambini) e feriti. Ecco il "regalo" dell’esercito a Putin

Roma, 7 ott. (askanews) – L’esercito russo ha fatto un “regalo” al proprio presidente Vladimir Putin, che oggi compie 74 anni, colpendo molto duramente l’Ucraina, ha riferito oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dando aggiornamenti in merito alle conseguenze dell’ultimo pesante attacco di Mosca.

“Oggi, come ‘regalo’ di compleanno a Putin, l’esercito russo ha distrutto un edificio residenziale a Pryluky, nella regione di Cernihiv. Si trattava di un normale edificio di appartamenti di cinque piani. Purtroppo, al momento risultano cinque persone uccise e 26 ferite, tra cui cinque bambini. Potrebbero esserci ancora persone sotto le macerie. I soccorritori stanno lavorando senza sosta sul posto, facendo tutto il possibile per trovare ogni persona”, ha informato Zelensky.

“Gli attacchi missilistici russi hanno inoltre danneggiato cinque edifici residenziali a Dnipro e quattro edifici a più piani a Kremenchuk. Tragicamente, due persone sono state uccise e otto sono rimaste ferite. A Zaporizhzhia, un edificio a più piani è stato danneggiato da un drone. A Kiev, i russi hanno ucciso due persone. Altre due persone sono state uccise a Oleksandriiaà Esprimo le mie condoglianze a tutte le famiglie e alle persone care delle vittime. Nel complesso, durante la notte sono state colpite infrastrutture a Kiev e in altre 12 regioni”, ha sottolineato il leader ucraino.

“Uno degli obiettivi principali era la nostra infrastruttura energetica. I russi volevano colpire in modo pesante e dimostrativo. È stato uno degli attacchi più vili: 70 missili in totale, molti dei quali balistici, oltre agli Shahed. Purtroppo, solo una parte di essi è stata abbattuta” ha constatato Zelensky.

“I missili balistici russi restano la sfida più grande. E i sistemi di difesa aerea di cui abbiamo bisogno in questo momento sono una necessità vitale. Per questo, ogni giorno cerchiamo missili per i sistemi Patriot che possano e debbano realmente proteggere le vite delle persone qui, nei cieli ucraini”, ha concluso il presidente ucraino.

Il bilancio delle vittime a Pryluky a seguito di un attacco russo avvenuto questa mattina è successivamente salito a nove morti, tra cui tre bambini, secondo quanto riportato dalla polizia nazionale ucraina.

“Alle 11:30, il bilancio delle vittime a Pryluky è salito a 9 persone. Purtroppo, sono stati recuperati i corpi di tre bambini dalle macerie di un grattacielo”, ha comunicato la Polizia, secondo quanto riferisce l’agenzia ucraina Interfax.