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Cristiano e popolare, Gargani sapeva guardare avanti

Di Giuseppe Gargani restano molte immagini: il parlamentare, il giurista, l’uomo delle istituzioni, il dirigente democristiano, l’europeista. A me piace ricordarlo anzitutto per una qualità che teneva insieme tutte le altre: lintegrità morale e intellettuale con cui ha attraversato stagioni diversissime della nostra vita politica.

Peppino apparteneva a una generazione per la quale la politica non poteva essere separata dalla cultura. Aveva alle spalle studi, letture, una raffinata preparazione giuridica, ma soprattutto possedeva una concezione alta della responsabilità pubblica. Il Parlamento, i partiti, le istituzioni non erano per lui strumenti da piegare alla convenienza del momento: erano luoghi nei quali la democrazia prendeva forma attraverso la partecipazione, la rappresentanza, il confronto.

Per questo la dissoluzione della Democrazia Cristiana, e poi la lunga frantumazione dellesperienza politica dei cattolici democratici, non riuscirono mai a recidere il filo che lo legava al nucleo più profondo di quella cultura. Gargani attraversò sigle, schieramenti e passaggi politici, ma non cambiò la propria bussola. Rimase un popolare, un democratico cristiano, convinto che la persona, la comunità, la solidarietà, la libertà e la giustizia sociale dovessero continuare a costituire il fondamento dell’azione politica.

Questa fedeltà, tuttavia, non aveva nulla di nostalgico. Non coltivava l’illusione che fosse possibile ricostruire ciò che la storia aveva ormai consegnato al passato. Conosceva troppo bene la politica per cedere all’incanto del “buon tempo antico”. La sua domanda era un’altra: che cosa può ancora dire quella cultura all’Italia di oggi?

Negli ultimi anni tornava continuamente su questo punto. Spendeva parole fervide per lunità dei Popolari, non per restaurare una sigla, ma per ricostruire una presenza. Avvertiva il vuoto lasciato dalla dispersione cattolico-democratica e vedeva con preoccupazione una politica sempre più affidata alla personalizzazione, alla radicalizzazione degli schieramenti e all’impoverimento dei partiti.

La sua era dunque una fedeltà rivolta al futuro. Pensava che ci fosse ancora bisogno di una forza capace di ricomporre, mediare, rappresentare; di riportare nella vita pubblica una cultura politica nutrita dal popolarismo sturziano, dalla tradizione democratico-cristiana e dal costituzionalismo repubblicano.

E questo orizzonte non si fermava ai confini nazionali. Gargani era profondamente europeista. L’Europa rappresentava per lui una scelta di civiltà, prima ancora che un’architettura istituzionale: la grande intuizione di De Gasperi, Schuman e Adenauer da custodire e rinnovare davanti alle nuove tentazioni nazionalistiche e alle spinte autocratiche.

Credo che qui si trovi la parte più viva della sua eredità. Non ci chiedeva di tornare indietro. Ci chiedeva di ripartire. Di recuperare le ragioni di una storia per misurarle con il tempo nuovo.

Giuseppe Gargani ha continuato fino all’ultimo a credere che una posizione cattolico democratica potesse rinascere e tornare a incidere nella vita pubblica italiana ed europea. È una convinzione che oggi, mentre lo ricordiamo, suona anche come una consegna.

Giuseppe Gargani, l’Irpinia e una grande stagione democristiana

Il partito e il territorio, il Parlamento e la provincia, Roma e le aree interne. Quando a maggio scorso ho appreso della scomparsa di Giuseppe Gargani, oltre alla naturale commozione, queste diadi, queste duplici direttrici sono balenate nella mia mente come impronte, orme lasciate su un lungo e glorioso percorso politico.

Insieme, con amici di elevato rango politico, culturale e umano come Ciriaco De Mita, Salverino De Vito, Nicola Mancino e Gerardo Bianco, abbiamo pensato, costruito e realizzato un’ipotesi politica – che da potenza si è poi tramutata aristotelicamente in atto, a prezzo di capacità e sacrificio – che desse forza e visibilità a queste realtà. Abbiamo messo in campo, consentitemi, un miracolo politico-istituzionale: perché, partiti dalle aree interne, osteggiati da molti, abbiamo modificato i criteri di rilevanza nel partito, nelle istituzioni, nel Paese e nei media. Le aree interne non più brutto anatroccolo, ma fucina di classe dirigente.

La raffinatissima cultura giuridica di Gargani oggi sarebbe più che mai necessaria, in tempi di sermoni populistici e securitarismi beceri. Il suo garantismo non era un feticcio, ma aveva le sue radici nell’umanesimo cristiano popolare, nella tradizione del cattolicesimo politico italiano, declinata per molti anni nella corrente di Base, la cosiddetta “sinistra politica” della Democrazia Cristiana. E aveva un sostrato culturale solido, perché era sradicamento del conflitto e tutela della dignità umana”, sulla scorta della lezione di La Pira.

Quando fui nominato Ministro della Giustizia mi disse: «Clemente, sono felice per te e sono sicuro che farai bene. Ricordati che sei dove ho sempre sognato di essere e non sono mai stato», riferendosi alla poltrona più importante di via Arenula, naturalmente la massima aspirazione per un giurista del suo calibro. Io gli risposi affettuosamente: «Io sono, caro Peppino, invece, dove mai avrei sognato di stare».

La sua intelligenza, comunque, nel corso di un curriculum politico lungo e prestigioso – in Parlamento prima, dal 1972 al 1994, e allEurocamera successivamente, per quindici anni fino al 2014 – ha rappresentato lo stile di un democristiano autentico”, che ha creduto davvero nella cultura del dialogo e nel rapporto con le comunità locali, non come strumento elettorale ma come missione, come senso del fare politico.

Su questo abbiamo camminato sugli stessi sentieri culturali, non sempre a braccetto, certo, ma alimentati da comuni radici e sempre da una stima reciproca intangibile.

Resterà con me il ricordo personale dell’ultimo incontro alla buvette della Camera. Ci salutammo con affetto, tra amarcord e quella lucida capacità di prevedere gli eventi che gli è appartenuta sempre. Con lui si è chiusa una stagione di centralità dei partiti, di appartenenza e di amore per le proprie comunità, una stagione che è nella storia politica della Campania interna.

Il filosofo contemporaneo Maurizio Ferraris dice che «una presenza conta solo se lascia tracce». Quelle di Giuseppe Gargani sono ben impresse nella cultura politica di stampo cattolico del Mezzogiorno e del Paese.

I nipoti: «Quello che sappiamo d’importante l’abbiamo imparato osservandolo»

di Marco, Paolo, Giuseppe e Giorgio

C’è un modo di ricordare Peppino Gargani che passa per la sua storia politica, per il contributo che – spesso dietro le quinte – ha dato a questioni fondamentali della Prima e della Seconda Repubblica. Ma poi ce n’è un altro – di cui soltanto noi, i suoi amati nipoti, possiamo dare testimonianza – che passa per gli scherzi, per una piccola deriva a vela, per un mazzo di carte, per gli insegnamenti dati senza mai chiamarli così. E qualche volta, sì, anche per una cucina.

Nonno Peppino era innamorato di quel magico mare di Sardegna, a Stintino, in un modo che non ammetteva mezze misure. Come tutti gli innamorati, aveva bisogno di contagiare gli altri. Ci è riuscito: ci portava sul suo barchino a vela, uno a uno, e in quelle ore imparavamo qualcosa che non aveva niente a che fare con la vela. Imparavamo che qualcuno aveva tempo per noi, che si poteva stare in silenzio insieme.

Ci spiegava il vento con la pazienza di chi non ha fretta di essere capito subito e ci lasciava sbagliare la manovra senza mai alzare la voce. Ci ha insegnato a leggere il mare prima di uscire e a capire quando era il caso di rientrare: due cose che, ci accorgiamo adesso, non riguardavano soltanto la vela. Oggi nessuno di noi riesce a guardare quel mare senza vederlo lì, con la mano sul timone.

Ed è lo stesso nonno che a Natale teneva banco al sette e mezzo, che bluffava dicendo «Sto benissimo!» con un misero quattro, e rilanciava, e si divertiva più di noi, in partite lunghe ore che avevano la solennità di un rito. Non ci lasciava mai vincere, e quello era il suo modo di rispettarci.

Quel nonno che, nelle interminabili ore a tavola nelle “feste comandate”, ci prendeva in giro con una faccia serissima; che aspettava che ci cascassimo tutti prima di scoppiare a ridere per primo.

Amava cucinare i suoi bucatini allamatriciana, che difendeva e lodava come una questione di principio: era un piatto unico e chiunque avesse osato suggerire una variante riceveva uno sguardo di paziente compatimento. Li preparava con la stessa cura e dedizione per chiunque sedesse alla sua tavola, perché lì sedeva tutta la sua vita insieme: dai politici con cui tesseva le tele democristiane e post-democristiane agli amici di una vita, fino ai nostri amici, che accoglieva con gioia, senza compartimenti.

Sono dettagli piccoli, lo sappiamo. Una barca, un mazzo di carte, uno scherzo, un piatto di pasta. Ma è di dettagli piccoli che è fatta l’eredità vera di una persona, quella che non finisce negli archivi.

Le cose più importanti che nostro nonno ci ha lasciato non sono state dette a parole. Ce le ha mostrate.

Ci ha mostrato cosa significa amare una donna per una vita intera, con una dedizione che a noi nipoti sembrava semplicemente il modo in cui il mondo funzionava e che solo crescendo abbiamo capito essere una cosa unica, ancor più che rara.

Ci ha mostrato cosa significa mettere la famiglia al centro non a parole, ma nelluso concreto del proprio tempo, che è la sola valuta che davvero possediamo. Ci ha mostrato cosa vuol dire essere un uomo: presenza, responsabilità, tenerezza senza vergogna.

Non ci ha mai fatto una lezione su questo. Ci ha semplicemente vissuto davanti, ogni giorno, e ha lasciato che guardassimo. E ha fatto in modo che ognuno di noi, per quanto diverso dagli altri, si sentisse guardato a sua volta.

Adesso che non c’è più, scopriamo che tutto quello che sappiamo di importante labbiamo imparato osservandolo.

Ne custodiremo il ricordo, noi quattro nipoti, come le decine di migliaia di elettori che lo hanno sostenuto e che lui ha seguito per tutta la vita, proprio come noi.

La lezione di Gargani: rappresentare, educare, costruire

di Amerigo Festa e Giuseppe Vecchione

Uno dei tratti distintivi della classe dirigente democristiana della Prima Repubblica è stato l’esercizio di un vero e proprio magistero, con la grande capacità di tenere insieme esempio vissuto, pensiero consegnato ai libri, confronti serrati a tu per tu, dibattiti pubblici e articoli di giornale.

L’on. Giuseppe Gargani è stato testimone autentico di questa vera e propria impostazione pedagogica. Le direttrici che hanno incrociato i nostri percorsi, il mio e quello dell’avv. Amerigo Festa con quello dell’onorevole, sono un estratto del suo metodo: così Gargani tesseva rapporti che potevano evolvere in relazioni e, alla fine, in magistero.

Io lo conobbi dopo un classico percorso nel movimento giovanile dell’UDC, dove lui transitò in uscita da Forza Italia. Amerigo Festa lo incrociò coinvolgendolo più volte in conferenze di natura sociale e culturale, prima della nascita del nostro sodalizio politico: un uomo poliedrico che, attraverso la cultura, lesercizio del pensiero e delloratoria, trovava la strada per tessere relazioni nuove. Questo approccio è parte del suo magistero.

Quando denunciavamo come oggi i parlamentari spesso non esercitino la rappresentanza politica nel territorio, complice il censurabile sistema delle liste bloccate, la sua presenza costante, la ricerca continua di un confronto attivo e serio con le migliori energie delle comunità locali, incarnavano un valore: la rappresentanza intesa come presenza reale, contatto umano, scambio di esperienze e pensieri, sviluppo di strategie per il territorio, con lo sguardo sempre rivolto a ciò che accadeva a Roma e in Europa.

Per lui la rappresentanza politica vissuta così era un principio non negoziabile, con la vita divisa tra Roma, Avellino e Morra De Sanctis, e si traduceva in un rispetto quasi sacrale delle istituzioni democratiche.

Negli ultimi quindici anni abbiamo visto il suo attivismo, consapevole del declino, a difesa del Parlamento, che ha esercitato fino alla fine nel ruolo di presidente dell’Associazione degli ex Parlamentari. Non come stanco sindacalismo autoreferenziale, ma come forma viva della riserva desperienza” della Repubblica: promuovendo convegni, coltivando relazioni istituzionali, alimentando riflessioni e proposte.

Basti ricordare l’audizione in Commissione Affari Costituzionali del 21 maggio 2026, con il presidente on. Nazario Pagano, e il documento dell’Associazione per l’occasione: «Tutto questo è derivato dalla crisi dei partiti che ha determinato movimenti “personali” senza identità, per cui i cittadini non “concorrono con metodi democratici a determinare la politica nazionale”, come stabilisce la Costituzione, e si è offuscata la libertà del Parlamento di indirizzare la politica del Paese: l’essenza del regime parlamentare». In quelle parole c’è il cuore del Gargani pensiero”.

Questo solco si è intrecciato con un cammino comune. Nel primo decennio del Duemila, Amerigo Festa ha organizzato e animato, insieme a Gargani, vari convegni dedicati alla promozione dell’armonia e del dialogo interreligioso, intesi come vero strumento civile di disinnesco dei conflitti planetari: la dignità della persona, lascolto tra fedi e culture, il linguaggio della pace come prassi concreta delle comunità. Nel secondo decennio, alcune tappe di riflessione si sono rivolte anche ai territori della ricerca filosofica e spirituale e ai suoi riflessi sul vivere civile.

Dal 2020 in avanti, questo dialogo culturale è sfociato in un impegno politico condiviso: la costruzione di una identità popolare” e di un soggetto politico di centro ispirato ai valori del popolarismo sturziano.

Aspetto essenziale di questo impegno è stato anche un lavoro di verità storica e di riforma civile. Insieme abbiamo promosso studi, anche storici, per un’esatta ricostruzione della vicenda di Tangentopoli, convinti che senza memoria ordinata non ci sia giustizia.

E, sul piano delle riforme, abbiamo condiviso una posizione netta di contrasto alle norme e alle prassi che consegnano un potere sproporzionato al Pubblico Ministero nel processo, riducendo garanzie e diritti della difesa, fino a deformare l’equilibrio tra le funzioni e a dilatare la sfera della pretesa punitiva oltre i confini della giurisdizione. Non si tratta di polemica di parte, ma di equilibrio costituzionale.

Come non ricordare, inoltre, la sua grande preoccupazione per l’avanzare delle autocrazie a scapito delle democrazie. Gargani era un europeista convinto, di quell’europeismo che difende valori e integra popoli, facendo dell’Europa uno spazio reale di libertà e diritti. Un figlio degnissimo della lezione di De Gasperi, Adenauer e Schuman, che ha cercato di trasmetterci con tutte le sue energie.

Grande assertore del primato della cultura, ha sempre visto il partito come comunità educante: anche per questo aborriva i nomi privi di significato dei partiti odierni, convinto che senza una fisionomia ideale non possa esserci rappresentanza autentica.

Se oggi parliamo di Gargani Maestro” non è per retorica, ma perché abbiamo sperimentato un metodo: presenza, studio, parola responsabile, relazione che diventa comunità. È un’eredità che impegna. Sta a noi farla vivere, nella cultura e nella politica, come servizio al bene comune.

L’uomo del dialogo e delle istituzioni: ritratto di Gargani, carissimo amico

di Vincenzo Lucido e Aniello Lucido

Il rischio della retorica e il dovere della verità

Ricordare un carissimo amico, per giunta politico autorevole, comporta un rischio grosso: incorrere nella facile retorica, se non addirittura nell’apologia, con il timore di non rendere il giusto onore alla complessa e ricca personalità di un parlamentare nazionale ed europeo, protagonista degli eventi di oltre cinquant’anni della nostra Repubblica.

Noi, ispirandoci al suo celebre conterraneo che ne ha segnato la vita anche per legami familiari — «Io credo nella storia… preparatevi a scrivere con verità e naturalezza» —, siamo convinti di poter evitare entrambi i rischi. Freniamo ogni comprensibile moto dell’animo dettato da una lunga e sincera frequentazione e ci limitiamo a riportare la verità di quanto abbiamo vissuto.

Abbiamo avuto il privilegio del suo affetto e di una significativa esperienza amministrativa come sindaci della città di Salerno e di un importante centro dell’Irpinia, Sant’Angelo dei Lombardi, potendo contare sulla puntuale e continua assistenza dell’onorevole Gargani.

 

Lomaggio delle istituzioni e della sua gente

Siamo confortati, in verità, dalle unanimi e straordinarie attestazioni di stima e dai riconoscimenti giunti in occasione dei funerali: a Roma, con la presenza del Presidente della Repubblica; con la camera ardente alla Camera e presso la Provincia, di cui è stato indimenticabile storico presidente negli anni Settanta, alla presenza degli esponenti di tutte le forze politiche e istituzionali, regionali e nazionali; con la commossa e magistrale orazione funebre del senatore Ortensio Zecchino; infine nella sua Morra, circondato dalla partecipazione della sua gente.

Tutti, amici e avversari politici, gli hanno riconosciuto competenza, onestà, capacità di ascolto e di mediazione, tributandogli quegli onori che avrebbe meritato già in vita.

 

Da Morra De Sanctis alla scelta della politica

L’onorevole Gargani, per tutti Peppino, era nato a Morra De Sanctis. Dopo gli studi liceali a Sant’Angelo dei Lombardi — dove instaurò solidi e profondi legami, alimentati nel tempo — e la laurea in Giurisprudenza, sarebbe stato destinato, secondo la volontà paterna, poi realizzata dal fratello Angelo, giunto ai vertici della magistratura, a una brillante carriera in magistratura o in un qualificato e prestigioso studio legale.

Ma, da uomo tenacemente legato alla propria terra, nel ricordo delle brutture del fascismo e dell’incontrollabile reazione popolare guidata dalla sinistra, che portò, tra l’altro, all’occupazione e all’incendio del Comune di Morra, con conseguenze anche familiari, tornò in Irpinia.

Accettò l’invito di De Mita a tuffarsi in politica, convinto di poter contribuire allo sviluppo delle nostre misere e abbandonate realtà, e lo fece insieme a quel manipolo di uomini che ha segnato la storia del Mezzogiorno e dell’Italia.

 

La lezione di Francesco De Sanctis

Peppino Gargani ha testimoniato e incarnato lo spirito e l’insegnamento del grande Francesco De Sanctis, il quale riteneva che la crescita culturale della popolazione, la formazione di una classe dirigente preparata e la creazione di adeguate infrastrutture e servizi fossero il presupposto per un concreto sviluppo del Mezzogiorno e della vera unità d’Italia: «Studiate, educatevi, siate intelligenti e buoni e l’Italia sarà quel che siete voi» e «Venga la ferrovia ed in picciol numero d’anni si farà il lavoro di secoli».

Consapevole delle condizioni di arretratezza dei nostri territori, si è dedicato alla politica con passione e cura maniacale, indirizzando e consigliando gli amministratori locali e regionali per dare risposte concrete alle legittime attese della nostra gente.

Non a caso ha tenuto operative fino alla fine le segreterie di Avellino e Salerno, dove, con la solita disponibilità, accoglieva elettori, amministratori e amici per confronti e per l’individuazione di soluzioni e strategie.

Gli elettori, per Peppino, non sono mai stati considerati numeri o questuanti, ma persone da rispettare, ascoltare e, possibilmente, non deludere nelle loro aspettative.

 

Lamicizia come metodo della politica

Del resto, erano valori e comportamenti connaturati alla sua indole di uomo buono e mite, caratterizzato da un culto sacrale dell’amicizia.

Questo sentimento ha guidato tutta la sua vita, sin dal suo ingresso in politica a metà degli anni Cinquanta con il gruppo della sinistra di Base dei “Magnifici Sette”, nel quale, come ha ricordato il senatore Zecchino nella sua magistrale orazione, Peppino rappresentava il vero collante: un metodo di fare politica e un valore profondo, unificante e vivificante che ha sempre cercato di trasferire agli altri.

Mai, anche in occasione di qualche torto subito o quando le tensioni e il nervosismo nel gruppo erano forti, ha usato toni aspri o offensivi. Men che meno ha imposto scelte e decisioni non condivise, cercando, al contrario, sempre il confronto, il ragionamento e accettando con umiltà suggerimenti e rilievi.

Era, in fondo, luomo mite: il politico che credeva nei grandi valori della solidarietà e dell’amicizia, ostinatamente impegnato in una mediazione mai intesa come prosaica transazione di interessi, bensì come alta capacità di sintesi fra diverse e talora opposte posizioni nell’interesse generale.

La sua disponibilità era totale nei confronti di tutti, al di là dell’appartenenza politica, e mai finalizzata alla ricerca ossessiva del consenso elettorale.

 

Un politico di razza, un costruttore di armonie

Per questo, e non solo, lui — da tutti considerato «un politico di razza», di cui era unanimemente riconosciuta la competenza giuridico-istituzionale e, da fine intenditore di musica classica, instancabile costruttore di «armonie» tra le persone — mancherà profondamente a tutti noi.

Mancherà alla famiglia, che perde un insostituibile punto di riferimento; alla politica odierna, spesso incapace di elaborare proposte credibili e ormai priva di pensiero; a noi amici, rimasti orfani di una guida, di consigli e di confronti serrati e arricchenti; alle nostre comunità, che non potranno più contare su uno strenuo difensore che le ha degnamente rappresentate e tutelate a tutti i livelli.

Conti pubblici, Fitch conferma su Italia rating BBB+ con Outlook stabile

Roma, 11 set. (askanews) – A un anno dalla revisione al rialzo operata sulla valutazione creditizia dell’Italia, Fitch ha confermato il rating BBB+ con prospettive stabili sulla Penisola. Con un comunicato, l’Agenzia ribadisce che la valutazione è sostenuta da un’economia ampia e sempre più diversificata, con alto valore aggiunto, così come dal quadro istituzionale e finanziario del paese, anche per la sua appartenenza a Unione europea e area euro.

Nel settembre del 2025 Fitch aveva rivisto al rialzo il rating sull’Italia, dal precedente BBB.

Fitch Ratings – Frankfurt am Main – 11 Sep 2026: Fitch Ratings has affirmed Italy’s Long-Term Issuer Default Ratings (IDR) at ‘BBB+’ with a Stable Outlook. A full list of rating actions is at the end of this rating action commentary. A controbilanciare i punti di forza del Paese, sono l’elevato debito pubblico e le prospettive di crescita limitare, con margini di manovra ridotti per il Bilancio, dice Fitch.

In Arabia Saudita chiuso un importante oleodotto: "Attacco con droni dall’Iraq"

Roma, 11 set. (askanews) – L’oleodotto Est-Ovest dell’Arabia Saudita è stato temporaneamente chiuso in seguito a diversi attacchi subiti ieri nelle regioni di Riad e Medina. Lo ha reso noto il Ministero dell’Energia, aggiungendo che alcune persone sono rimaste ferite e hanno ricevuto assistenza medica.

Il Ministero degli Esteri saudita ha fatto sapere che l’attacco agli oleodotti è stato condotto con droni provenienti dall’Iraq: “Il Ministero degli Esteri esprime la più ferma condanna del Regno dell’Arabia Saudita per l’attacco all’oleodotto Est-Ovest, nelle regioni di Riad e Medina, compiuto da diversi droni provenienti dall’Iraq, l’episodio ha causato feriti e danni, per i quali si sta intervenendo”, ha dichiarato il ministero su X.

L’Arabia Saudita ha accolto le richieste dell’Iraq di condurre una propria indagine e non ha lanciato attacchi di rappresaglia contro il Paese, ha aggiunto il ministero.

Il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi ha ordinato un’indagine immediata sull’attacco per accertare chi abbia lanciato i droni dall’Iraq, come reso noto l’ufficio del primo ministro: “Il primo ministro iracheno ha ordinato un’indagine immediata sulle circostanze degli attacchi e per individuare i responsabili, adottando le misure necessarie nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nell’incidente”.

SuperEnalotto, centrato in Brianza il ‘6’ da oltre 223 mln di euro

Milano, 11 set. (askanews) – Il SuperEnalotto ha finalmente assegnato l’attesissimo ‘6’. Nel concorso di oggi, venerdì 11 settembre 2026, una schedina giocata a La Valletta Brianza, in provincia di Lecco, ha centrato la sestina vincente aggiudicandosi un super jackpot del valore di oltre 223 milioni di euro. Il colpo – segnala Agimeg – è arrivato con una schedina da 5 pannelli e rappresenta la seconda vincita più alta nella storia del SuperEnalotto.

Il “6” mancava ormai da oltre un anno. L’ultima sestina vincente risaliva infatti al maggio 2025, quando a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, vennero vinti 35,4 milioni di euro. Da allora il montepremi è cresciuto concorso dopo concorso, alimentando un’attesa che ha coinvolto l’intera penisola.

La somma di 223,2 milioni di euro si inserisce tra i montepremi più ricchi mai distribuiti nella storia del concorso, conquistando il secondo posto. Il gradino più alto resta saldamente occupato dai 371,1 milioni di euro della Bacheca dei Sistemi, centrati il 16 febbraio 2023 e suddivisi in 90 quote.

Milano, La Russa: “In lizza Lupi, Perego e Sardone, ottimi candidati”

Milano, 11 set. (askanews) – Nella partita per il candidato del centrodestra a sindaco di Milano “non avevo preferenze, politico o civico, purché sia una persona. Mi pare, se ho capito bene, che fino a ieri c’era un solo candidato politico, Maurizio Lupi, un ottimo candidato, ma sono ottimi candidati politici anche gli altri, dico mi pare, perché in questi giorni sto pensando alla legge elettorale, non a Milano. Se ho capito bene, sono in lizza almeno tre, oltre a Lupi, Matteo Perego, ottima persona, e Silvia Sardone, che conosco da tempo, ottima persona. Centrodestra è in ottime mani, ma faccio appello alle disponibilità delle candidature civiche, non vanno disperse, sono grandi risorse e le invito sin d’ora a un incontro: lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti a margine de Il tempo delle donne a Milano.

L.elettorale, La Russa: Meloni irritata? No, ho solo rispettato regole

Milano, 11 set. (askanews) – “Ma perché Meloni sarebbe dovuta essere irritata con me? I giornali dicono che potevo bocciare i sub emenedamenti… Ma avrei fatto una violazione del regolamento che avrebbe comportato un blocco del percorso. Al contrario, fare rispettare il regolamento anche a favore delle opposizioni è il modo migliore perchè i lavori proseguano e proseguano bene”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sui retroscena che riferivano di una irritazione della premier per la messa in votazione dei sub emendamenti sulle preferenze.

“Io ho un compito che mi sono posto: portare a compimento il percorso della legge elettorale, come stabilito con tutte le forze politiche, entro martedì. E uno dei modi per arrivarci è quello di non forzare mai nè i tempi nè le regole”, ha aggiunto La Russa.

Centrosinistra, Renzi: sindaco o sindaca a tavolo programma per riformisti

Roma, 11 set. (askanews) – In vista del programma del centrosinistra “io individuerei un sindaco o una sindaca per stare al tavolo che rappresenti il mondo riformista e poi si va alle elezioni e chi c’ha i voti si vedrà”. Così il leader di Iv Matteo Renzi, alla festa dell’Unità, il quale ha affermato: “devi prendere un sindaco o una sindaca di centrosinistra che non sia iscritto a nessun partito e rappresenti il centrosinistra. Abbiamo già due nomi, Salis e Manfredi”.

“C’è gente che dice ‘non voglio vedere Renzi nella foto con Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni. Vi dò una notizia: io in quella foto non ci devo essere e non voglio esserci. Non sono qui per uno strapuntino, ci sono perché porto idee. Dario dice che è imprescindibile la presenza di Iv e questo è un riconoscimento importante perché Iv serve, come servono Cinque Stelle. Comunque – ha sottolineato – è ‘quanto basta’ perché la partita te la giochi sul filo”.

Venezia, Giovanni Veronesi: ridere di Dio significa avvicinarsi a lui

Venezia, 11 set. (askanews) – Chiude l’83esima Mostra del Cinema di Venezia, “Dio Ride”, film Fuori Concorso, scritto e diretto da Giovanni Veronesi, poi nelle sale dal 29 ottobre. Ambientato nel ‘600 e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, racconta di Fra Leopoldo da Casamacchia-Pierfrancesco Favino, un frate che conquista le folle predicando un Vangelo con parole semplici, raccontando un Dio vicino agli uomini, fino a far allarmare il Papa (Carlo Cecchi), che decide di affidare il caso all’autorevole cardinale Maculani-Silvio Orlando, dando il via a un confronto che finirà per incrinare le certezze di entrambi. Completano il cast Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi e Paolo Rossi.

Libertà individuali, rapporto tra verità e potere, attraverso una figura che dialoga con le contraddizioni del presente. Giovanni Veronesi ha detto di aver riflettuto sulle parole pronunciate da Papa Francesco che disse durante un incontro: “Si può ridere anche di Dio”.

“Mi fece capire proprio che l’argomento che volevo trattare aveva dei confini molto più larghi rispetto a quelli che pensavo io, cioè detto da Papa ha un significato profondo, è quasi una frase di lancio per il nostro film, perché è incredibile, io l’ho messa in fondo, ma l’avrei messa in testa, ridere di Dio significa avvicinarsi a lui e questa è una parola detta alle persone più semplici che la possono capire; il verbo dei Vangeli è un verbo abbastanza complicato, se lo leggi, certi Vangeli sono molto complicati da capire, invece il nostro protagonista sposta l’ottica e racconta le sue parabole da un punto di vista completamente suo, e questa è la cosa che mi piace di quel personaggio lì, perché è vero fino in fondo, non ha barriere, contraddizioni, è una persona così, e quando il potere incontra una persona pura lo scontro è veramente forte”.

E Pierfrancesco Favino sul suo personaggio ha detto: “Il termine fede che noi usiamo qui secondo me si può ampliare a tantissime cose, non ultimo al fatto di essere fedeli a se stessi ma anche a saper credere a ciò che non vedi; ora questa cosa qui può essere usata per il bene o può essere manipolata, credo che Leopoldo la usi per il bene ma molto spesso ci siamo detti: ma chi avrà ragione tra il personaggio di Leopoldo e quello del cardinale Maculani – ha detto l’attore – Giovanni non pretende di dare una risposta, dicendo chi è l’eroe e chi è l’anti-eroe, ma ci mette di fronte alle complessità di questa cosa qui con grandissima semplicità, anche con divertimento, ed è un film che ti rimane dentro da questo punto di vista”.

Venezia83, incontro Arma e cast corto cyberbullismo "É più difficile"

Roma, 11 set. (askanews) – A Venezia 83 si è svolto, presso l’hotel Excelsior, l’incontro “Cyberbullismo e inclusione”, a cui ha partecipato il cast del corto “É più difficile” – i giovani attori Alessandro Bedetti, Giacomo Covi e il regista Aldo Iuliano – e rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, tra cui Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Salvatore Luongo. L’evento è stato organizzato in collaborazione con Cortinametraggio e presieduto dalla sua presidente Maddalena Mayneri, dall’Arma dei Carabinieri e con il Patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Presente inoltre il campione olimpico di karate Luigi Busà.

Il cyberbullismo è una delle forme più insidiose della violenza contemporanea: una violenza psicologica che attraversa gli strumenti digitali, le chat e i social network, insinuandosi nella quotidianità di tanti adolescenti e consumandosi spesso nel silenzio, nell’isolamento e nell’indifferenza di chi assiste senza intervenire.

L’incontro ha voluto richiamare l’attenzione non soltanto sulle conseguenze del cyberbullismo, ma anche sulla responsabilità individuale e collettiva di fronte alle nuove forme di violenza che si sviluppano nello spazio digitale. Un fenomeno che riguarda direttamente le giovani generazioni e che impone alle istituzioni, alla scuola, alle famiglie e alla società nel suo insieme un impegno sempre più forte nella prevenzione, nell’ascolto e nella costruzione di una cultura dell’inclusione.

A seguire è stato proiettato “È più difficile”, il cortometraggio diretto da Aldo Iuliano e tratto da un soggetto di Francesca Romana Massaro e Roberto Ciufoli, che vede come produttrice creativa Maddalena Mayneri, come produttrice esecutiva Chiara Budano e come organizzatrice generale Flavia Enchelli.

Nato nell’ambito di Cortinametraggio, prodotto da Andromeda Film di Filippo Montalto e Francesco Montalto e realizzato in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, il film affronta il tema del cyberbullismo e della fragilità emotiva delle nuove generazioni, raccontando una realtà sempre più segnata dal rapporto tra vita reale e dimensione virtuale.

Ambientato in un surreale liceo fatto di pareti di vetro e superfici riflettenti, il cortometraggio mette al centro Andrea, un ragazzo silenzioso e appartato vittima della violenza online. Attraverso un inaspettato esperimento sociale condotto da tre Carabinieri, un’intera classe viene posta di fronte alle conseguenze della cyber-violenza e al peso dell’indifferenza di chi guarda senza intervenire.

Nel cast, accanto a Giacomo Covi e Alessandro Bedetti, anche Carolina Sala, Roberto Ciufoli, Maria Rosaria Russo, Manuel Ricco, Mathilde Serre e Alexia Cozzi.

Con “Cyberbullismo e inclusione”, l’Arma dei Carabinieri e Cortinametraggio scelgono dunque di utilizzare anche il linguaggio del cinema come strumento di sensibilizzazione e di dialogo, per portare all’attenzione del pubblico un fenomeno che troppo spesso rimane nascosto dietro lo schermo di un telefono.

Renzi a festa Unità: oggi consapevolezza che unità o film horror

Roma, 11 set. (askanews) – “Sono particolarmente felice” di essere oggi alla festa dell’Unità perché “siamo tra amici” e l’accoglienza del pubblico è “meno fredda perché qualsiasi partito votiate, c’è una consapevolezza: che o il centrosinistra si presenterà “unito” alle elezioni o ci sarà un “film horror” perché “Meloni ha detto che lei va al Quirinale e chi arriva secondo, metti Vannacci, diventa premier”. Così il leader di Iv Matteo Renzi alla Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia.

L.elettorale, Schlein: faremo muro, no a norme che limitano accesso

Roma, 11 set. (askanews) – Il centrosinistra dovrà “fare muro” contro la riforma elettorale del centrodestra, non solo perché “è incostituzionale” ma anche per evitare che venga limitato “l’accesso” alla competizione alle liste che si presentano per la prima volta. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla festa di ‘Avanti Psi’.

“Questa pessima legge elettorale – ha affermato – è diventata l’unica priorità di Giorgia Meloni, perché ha paura di perdere. Sa che se stiamo uniti noi siamo competitivi e sapremo vincere insieme le prossime elezioni”. Si tratta appunto di “una pessima legge elettorale, non solo incostituzionale per un premio abnorme che consentirebbe a chi vince di raggiungere quasi da solo il quorum di garanzia, ma è un mezzo che fa da antipasto del premierato, perché prevede un’indicazione obbligatoria del premier. Loro hanno avuto paura di fare un altro referendum costituzionale”.

Ma, ha aggiunto, “dopo quella sconfitta hanno abbandonato il premierato e stanno cercando di realizzarlo con questa pessima legge elettorale”.

Ora, ha concluso, “noi ci stiamo battendo duramente contro le norme che vogliono limitare l’accesso alle prossime elezioni, per questo abbiamo ripresentato due emendamenti che aveva presentato Più Europa alla Camera. Dovremmo continuare a batterci perché prevede per le liste che si presentano per la prima volta una raccolta di firme con un numero di firme esorbitante, che limita l’accesso democratico alle prossime elezioni. Insieme faremo questa battaglia, è una ragione di più per fare muro con tutte le opposizioni contro questa pessima legge elettorale”.

Tv, domenica 13 settembre riparte su Rete 4 "Dalla parte degli animali"

Roma, 11 set. (askanews) – Con un bagaglio crescente di ascolti e all’attivo migliaia e migliaia di adozioni, tornano su Rete 4, domenica 13 settembre, le nuove puntate di “Dalla parte degli animali”, la trasmissione più animalista della tv italiana, ideata e condotta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, che sarà in onda ogni domenica alle 10.05 su Rete4.

L’affiancheranno, come di consueto, i figli Stella (12 anni) e Leo (8), sullo sfondo del CRAS (Centro di Recupero Animali Selvatici) della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente che collabora alla realizzazione. Il programma, è andato in onda per tutta l’estate riproponendo le storie più belle, ma dal 13 settembre, si aprirà la decima edizione con le puntate inedite. Questa nuova stagione del programma – che trova casa a cani, gatti e non solo – avrà un taglio ancor più “di servizio” e manterrà un costante riferimento all’attualità, con reportage su tutto ciò che riguarda il mondo degli animali. Tante le sorprese: già nella prima puntata ci sarà un lungo e importante servizio in esclusiva sui cani salvati dal “terrazzo della morte” di Sciacca (Agrigento): i cinque cani (due cuccioli, la loro madre e due altri adulti) sopravvissuti sono stati affidati in appena sei giorni alla Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente che ne ha ottenuto l’affido definitivo grazie alla Legge Brambilla, donando loro una nuova vita.

“La mia missione – spiega l’on. Brambilla – è da sempre difendere gli animali e i loro diritti, promuovendo un grande cambiamento nella società italiana che oggi, rispetto al passato, ama e considera molto di più gli animali. Orgogliosa di avere dato un importante contributo a questo grande cambiamento con la nostra bella trasmissione ma anche in Parlamento con l’approvazione della mia Legge Brambilla, che ha regalato a tutti gli animali lo status di esseri senzienti, tutelati in via diretta da una legge che rende loro giustizia, avendo anche inasprito le pene per chi commette reati a loro danno”. E proprio della Legge Brambilla si parlerà ogni domenica, insieme alle tante altre rubriche “di servizio”. Repliche sono previste la domenica su La 5 e il martedì, in seconda serata, sempre su Rete 4.

Aumenterà dunque lo spazio dedicato ai proprietari di cani e gatti, con tantissimi consigli di esperti per migliorare la convivenza con l’amico a quattro zampe e accrescere il suo benessere. Ci sarà un capitolo dedicato alla comprensione del linguaggio del cane e particolare attenzione sarà riservata ai gatti (ce ne sono quasi 12 milioni nelle case degli italiani). E poi Don Cosimo insieme a tanti bambini racconterà le storie degli animali presenti nelle sacre scritture, mentre il veterinario degli uccelli, Lorenzo Crosta, insegnerà loro tutti i segreti di ogni specie “con le ali”.

Gli esperti risponderanno alle domande dei telespettatori, dei bambini ma anche degli adulti (per esempio su problemi di carattere legale). Sono confermate le rubriche di Stella (“Stella’s world”) e Leo (“Nel bosco con Leo”), ma in chiave decisamente ambientalista: Stella darà suggerimenti su come difendere gli animali e gli ecosistemi, Leo sarà letteralmente “sulle tracce” degli animali nel bosco. Una rubrica sarà dedicata ai cavalli, splendidi compagni amatissimi dagli italiani, e una alla cucina vegana e vegetariana, sempre più amata dagli italiani. Uno spazio particolare sarà riservato alla partecipazione straordinaria dell’Arma dei Carabinieri, che con le sue articolazioni e specializzazioni (Forestali, Cites, Nas) dà un contribuito determinante alla tutela dell’ambiente, degli ecosistemi, della biodiversità e degli animali.

Trovare casa ai tanti piccoli amici che non ce l’hanno, facendo appello alla generosità degli spettatori e dando il massimo rilievo alle storie più commoventi o più divertenti, è e resta il principale obiettivo, il vero e proprio “cuore” di un format che, dal 2017 promuove tra gli italiani una cultura di amore e di rispetto per gli animali. Anche quest’anno sarà lunga e varia la rassegna di cani, gatti ma anche caprette, agnellini, cavalli, asinelli, papere e tanti altri animali in cerca di una famiglia.

“Ancora una volta – afferma l’on. Brambilla – voglio ringraziare di cuore il nostro editore, Pier Silvio Berlusconi, per la sua grande sensibilità e l’attenzione che ha sempre riservato agli animali, soprattutto a quelli più sfortunati, con la nostra trasmissione. Continuiamo ad accompagnare e promuovere un grande mutamento culturale della società italiana, che oggi manifesta nei confronti degli animali un atteggiamento ben diverso da quello del passato. Se molte cose sono cambiate in meglio, lo si deve anche all’apporto di Dalla Parte degli Animali”.

Continente Arte di Adji Dieye alla Fondazione Sandretto

Torino, 11 set. (askanews) – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in collaborazione con Associazione Genesi, presenta Continente Arte, una mostra personale di Adji Dieye, a cura di Ilaria Bernardi. Il progetto prosegue la collaborazione tra le due istituzioni, avviata nel 2023, a sostegno delle nuove generazioni di artisti italiani attivi sulla scena internazionale. Banca Ifis, attraverso Ifis art, ha sostenuto il progetto Continente Arte nel percorso di collaborazione tra la Fondazione e l’Associazione Genesi.

La curatrice Ilaria Bernardi in occasione dell’inaugurazione ha spiegato ad askanews: “La mostra Continente Arte di Adji Dieye è coprodotta da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Associazione Genesi. Presenta un tema molto attuale che è quello della multiculturalità, ma soprattutto come una cultura diversa dalla nostra può essere interpretata sulla base di canoni di chi la sta interpretando. Nella mostra infatti l’artista che è nata in Italia ma ha origini senegalesi inscena una televendita delle sue opere interpretata da due diversi televenditori. In ogni versione della televendita i televenditori, che sono da un lato Valer Bruni Tedeschi che impersona Tiziana Bianchi una collezionista televenditrice e dall’altro il vero televenditore Alessandro Orlando, parlano delle opere dell’artista senza però esplicitarne mai il vero senso. In entrambi i casi sono proiezioni della loro cultura, del loro occhio, sulle opere, ma senza assolutamente tener conto della voce dell’artista. Questo viene esplicitato soprattutto nel video di Tiziana Bianchi dove è presente anche l’artista che viene intervistata ma al momento in cui l’artista sta parlando per spiegare le sue opere, avviene un brusio che ammutolisce l’artista stesso. I video sono accompagnati poi da cinque sculture che fanno parte di una nuova serie che evocano il mercato di Dakar che ha delle costruzioni architettoniche in stile neo sudanese, uno stile completamente inventato per fare le esposizioni internazionali delle colonie francesi in Francia. Questo mercato di Dakar ha delle strutture che sono state importate direttamente dalla esposizione internazionale di Marsiglia del 1922, sostituendo una sorta di heritage per la popolazione locale. Sono architetture che sono più finte del finto o più vere del vero, perché appunto non sono in stile locale, ma sono una visione occidentale dello stile sudanese”. Il progetto invita così a interrogarsi su chi costruisca il significato delle opere, quali narrazioni vengano privilegiate e quali invece restino inascoltate. L’attenzione si concentra sulla provenienza geografica dell’artista, sugli stereotipi associati agli artisti afrodiscendenti, sulle aspettative del pubblico rispetto a determinati temi identitari e sociali, fino a trasformare l’opera in una sorta di pretesto per la conferma di narrazioni già note. La televendita diventa una metafora dei processi di mediazione culturale che accompagnano l’arte contemporanea, mettendo in discussione il ruolo di critici, curatori, istituzioni, media e mercato nella costruzione del significato e del valore delle opere.

In occasione dell’inaugurazione della mostra si è tenuta anche RE-VEIL: the sound of images di Luc Ndikubwimana: una performance afro-futurista di sound art che dialoga con una composizione di videoarte, entrambe focalizzate sul percorso dell’arte nera, delle culture afrodiscendenti e delle voci nere che hanno attraversato e rivoluzionato la storia contemporanea per riappropriarsi della narrazione delle storie nere e delle connessioni tra musica, danze e tradizioni afrodiscendenti nere globali, diasporiche e non. La performance rappresenta un momento di restituzione dell’Agitu Ideo Gudeta Fellowship, affirmative action nata per contrastare l’assenza di diversità nel panorama artistico, sviluppata da Centrale Fies, in collaborazione con Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Palazzo Grassi – Punta della Dogana.

Teatro Garybaldi, oltre trenta appuntamenti a Settimo Torinese

Milano, 11 set. (askanews) – Dal 10 ottobre 2026 al 15 maggio 2027 torna al Teatro Garybaldi di Settimo Torinese Otherwise We Are Lost, la seconda edizione della stagione multidisciplinare del Centro Nazionale di Produzione blucinQue Nice, con la direzione artistica di Caterina Mochi Sismondi e Paolo Stratta.

Oltre 30 appuntamenti costruiscono un cartellone che intreccia teatro, musica, narrazione civile, teatrodanza, circo contemporaneo, comicità, nuova drammaturgia ed eventi speciali, coinvolgendo il Teatro Garybaldi, la Suoneria e lo Spazio Combo in un unico progetto culturale aperto alla città e al territorio.

La stagione porta a Settimo alcune delle voci più autorevoli della scena italiana: Mario Tozzi, Lella Costa, Laura Curino, Tindaro Granata, Sigfrido Ranucci, Vladimir Luxuria, Laura Morante, Maria Amelia Monti e Gigio Alberti, Alessandro Benvenuti, insieme ad artisti e compagnie di ricerca e del territorio. La musica attraversa l’intera programmazione con Lou Dalfin, Filippo Graziani, Alberto Bertoli, Carletto e gli Impossibili, Orchestra Magister Harmoniae e Banda Osiris.

Otherwise We Are Lost nasce dall’idea del teatro come luogo capace di mettere in relazione persone, generazioni e linguaggi differenti e di attraversare la complessità del presente. Gli ostacoli diventano così occasioni di trasformazione: l’arte può fare della fragilità una possibilità, del conflitto un’occasione di dialogo e della differenza una ricchezza.

Ad aprire la stagione, il 10 ottobre, sarà Mario Tozzi con 50 Sfumature di Sapiens, realizzato in collaborazione con Fondazione Esperienze Cultura Metropolitana nell’ambito del Festival dell’Innovazione e della Scienza. Seguono, tra gli altri, Palestinesi sono i tuoi occhi del Progetto REC. Palestina, Laura Morante ed Eugenia Costantini con Il ballo, Alberto Bertoli con Due voci attorno al fuoco, Filippo Graziani con Casa Graziani e Vladimir Luxuria con Princesa.

Il nuovo anno propone Maria Amelia Monti e Gigio Alberti in Lungs, Tindaro Granata con Vorrei una voce, i Lou Dalfin, Alessandro Benvenuti in Bartali all’inferno e Lella Costa con Intelletto d’amore – Dante e le donne. A marzo lo Spazio Combo ospita inoltre Banda Osiris con Allegro Bestiale, mentre il 3 aprile arriva Sigfrido Ranucci con Diario di un trapezista, viaggio personale e professionale dietro le quinte del giornalismo d’inchiesta.

Il 10 aprile blucinQue presenta Vertigine di Giulietta, creazione diretta da Caterina Mochi Sismondi che fonde teatrodanza, musica dal vivo, testo e discipline circensi in una rilettura della vertigine amorosa shakespeariana. Seguono Enrica Tesio e Andrea Miro con Ama, prega, Xanax e Laura Curino con Margherita Hack.

Una parte importante del progetto e dedicata inoltre a scuole, famiglie e giovanissimi, con repliche scolastiche e appuntamenti domenicali pensati per avvicinare le nuove generazioni allo spettacolo dal vivo. Tra le proposte figurano Accademia Perduta, Accademia Cirko Vertigo, Drogheria Rebelot, Centrale dell’Arte, Circo Pacco e Giallo Mare Minimal Teatro.

La stagione si concluderà il 15 maggio 2027, confermando Teatro Garybaldi, Suoneria e Spazio Combo come un polo culturale nel quale spettacolo, musica, ricerca, partecipazione e attenzione ai grandi temi della contemporaneità dialogano con la comunità.

Il progetto e realizzato dal Centro Nazionale di Produzione blucinQue Nice, con il sostegno della Città di Settimo Torinese e Fondazione ECM, il supporto di Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino e Fondazione CRT, in collaborazione con Fondazione Cirko Vertigo e compagnia blucinQue.

Schlein: con Meloni 4 anni di disastri, dobbiamo proporre alternativa

Roma, 11 set. (askanews) – “Tutti sentiamo responsabilità di esprimere un’alternativa a partire dai temi”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein intervenendo festa di ‘Avanti Psi’. “Dopo 4 anni di governo meloni abbiamo un’Italia più fragile, che fa più fatica. Basta guardare i dati economici, la crescita, il calo della produzione industriali, gli stipendi tra i più bassi in Europa mentre il costo dell’energia è tra i più alti d’Europa. Dobbiamo costruire alternativa a questa destra dopo 4 anni di disastri di Giorgia Meloni e non lo dobbiamo fare contro ma per un progetto”.

Ha aggiunto la leader Pd: “Penso che per noi non ci sia miglior programma che attuare fino in fondo la nostra costituzione antifascista, a partire dall’articolo 1: fondata sul lavoro”. Del resto, ha sottolineato, “Già in tante regioni e in tanti comuni stiamo governando insieme e stiamo governando bene”

Chiara Galiazzo da “Nuova Luce” alle sue canzoni tra archi ed elettronica

Milano, 11 set. (askanews) – Dare nuova veste e nuova vita alle sue canzoni reinventandole, Chiara Galiazzo esce con l’Ep “Nuova Luce”, un affascinante e rivoluzionario capitolo nella sua storia musicale.

“Abbiamo scelto tra quelle più famose che non potevano fare, altre che secondo me non erano state abbastanza valorizzate e che comunque sono delle canzoni stupende e poi c’è anche la sorpresa che insomma in una traccia dell’album abbiamo inciso straordinario insieme ad Ermal Meta che nel 2015 mi regalò la canzone per portarla a Sanremo”.

Il suo repertorio prende una via sonora completamente diversa che nasce da un incontro con un quartetto d’archi ed con l’elettronica.

“Sono anni che io sogno di cantare con questa formazione, quindi in realtà ho realizzato un sogno che per tanti anni ho desiderato e non avevo ancora avuto l’opportunità, il coraggio, anche trovare le persone che mi dessero l’opportunità di farlo, quindi è proprio una un finale che volevo, che mi aspettavo e che sono contenta di avere”.

Nata da X Factor, ha partecipato tre volte al festival di Sanremo, ma è anche capace di allontanarsi dal mainstream, tanto che qualcuno si chiede: Ma Chiara canta ancora?

“Quello che noto è che appunto se non ci sei, le persone pensano che tu stai facendo la commercialista, ma non è così, non è così per me, non è così per tanti altri artisti. Secondo me, se vuoi stare bene dentro a questo lavoro lo fai a prescindere se il mainstream c’è o non c’è, poi se viene sei contento ma non sei dipendente dal mainstream, non lo fai solo per quello, altrimenti secondo me è modo sbagliato che comunque si rivolta anche contro a livello psicologico”.

Chiara Galiazzo porterà il progetto “Nuova Luce” nello speciale tour nei teatri di cui ha regalato un’anteprima a Milano al Museo Bagatti Valsecchi.

Alla Rufa le neuroscienze svelano come immaginano i creativi

Milano, 11 set. (askanews) – Non esiste un solo modo di essere creativi e non esiste un’unica forma di immaginazione artistica. È quanto emerge da una ricerca internazionale guidata da Maria Kozhevnikov, docente presso la National University of Singapore e la Harvard Medical School, e realizzata in collaborazione con René Angeramo, psicologo-psicoterapeuta e responsabile orientamento e counseling psicologico della Rufa, la Rome University of Fine Arts, che ha indagato la struttura dell’immaginazione visiva degli studenti dell’accademia di arte e design.

“È bellissimo vedere – ha osservato René Angeramo, psicologo psicoterapeuta, Responsabile Orientamento e Counseling Psicologico di Rufa – come, a seconda delle varie discipline creative, i percorsi di studio, gli studenti abbiano delle abilità diverse rispetto ad altri. Si parla di abilità di riconoscimento dell’oggetto, come colore, forma, texture, e abilità spaziali. Tutto questo è connesso fortemente alla comprensione dei meccanismi neurali della creatività”.

La ricerca parte infatti dal presupposto che l’immaginazione visiva non è una capacità generale e indistinta, ma un insieme di abilità specializzate, e i futuri registi, fumettisti, designer, artisti e creativi digitali dell’accademia hanno in effetti dimostrato di utilizzare già profili cognitivi differenti, strutture nascoste dell’immaginazione visiva.

“È la conclusione di un percorso, un viaggio, durato tre anni, dove abbiamo raccolto più di cinquecento studenti qui in Rufa, in un grande lavoro di coordinamento, partecipazione e contributo alla ricerca scientifica e il nostro lavoro è teso a valutare, sviluppare una nuova consapevolezza nella comprensione dei processi creativi a livello neuroscientifico” ha aggiunto Angeramo.

Una combinazione di neuroscienze cognitive, psicologia e arti visive che analizza come studenti e professionisti delle discipline creative costruiscono mentalmente immagini, forme, colori e relazioni spaziali.

“Riteniamo che questa contaminazione tra saperi scientifici e artistici sia ormai non solo importante, ma indispensabile. Non solo per dare delle risposte, per esempio alle domande di orientamento che tranquillamente potrebbero arrivare e arrivano tuttora” ha concluso.

Lo studio apre inoltre una riflessione sul sistema educativo e culturale contemporaneo, che tende spesso a privilegiare l’immaginazione spaziale, tipica delle materie scientifiche e ingegneristiche, lasciando in secondo piano forme di intelligenza visiva oggettuale che risultano invece cruciali per l’arte, i media, l’architettura e il design.

Elezioni, La Russa: voto a settembre anomalia, non escludo anticipo

Milano, 11 set. (askanews) – “Cose da fare ce n’è. La possibilità di andare a fine legislatura c’è. Ma a settembre non si è mai votato, nel ’22 è stata un’anomalia. Se non si vuole votare a settembre e non puoi votare dopo, non escludo che si possa votare qualche giorno o mese prima ma solo per un fatto settembrino”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervistato dal direttore del Corriere della Sera sul palco de “Il tempo delle donne” alla Triennale di Milano.

Yemen, il traffico marittimo rischia un nuovo shock: gli Houthi conquistano Bab al Mandeb

Roma, 11 set. (askanews) – Il traffico marittimo commerciale rischia di subire un nuovo, pesante shock. L’avanzata degli Houthi lungo la costa occidentale dello Yemen e la loro rivendicazione del controllo dello stretto di Bab el-Mandeb, il cruciale passaggio che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, aprono infatti un nuovo fronte di instabilità in una delle principali arterie del commercio globale. Le forze governative con sede a Sana’a assicurano che le conquiste dei ribelli siano soltanto “temporanee” e stanno cercando di arrestarne l’avanzata con raid aerei lungo la costa occidentale della Penisola Arabica.

L’escalation si inserisce in un confronto regionale sempre più ampio, nel quale la competizione tra Iran e Stati Uniti torna a intrecciarsi con la guerra in Yemen. Teheran guarda con favore ai successi dei propri alleati Houthi, mentre Washington, almeno per il momento, sembrerebbe intenzionata a evitare un coinvolgimento diretto a sostegno dell’Arabia Saudita. Riad avrebbe infatti chiesto assistenza militare agli Stati Uniti, secondo quanto riferito da Axios, ma il presidente americano Donald Trump avrebbe declinato la richiesta.

Dopo la conquista della città portuale di Al-Mokha, nelle ultime ventiquattro ore il movimento yemenita ha proseguito la propria avanzata rivendicando la conquista di oltre 5.400 chilometri e 6 distretti, sostenendo di aver preso il controllo dell’intera costa yemenita del Mar Rosso.

Secondo quanto riferito all’AFP da un funzionario militare del governo yemenita, gli Houthi hanno preso possesso, inoltre, di Hanish Maggiore e Hanish Minore, le ultime due isole che non erano sotto il loro controllo nello stretto di Bab al-Mandab. “Tutto ciò che era sotto il nostro controllo sulla costa occidentale è caduto”, ha rappresentato il funzionario yemenita. Farea Al-Muslimi, ricercatrice del programma per il Medio Oriente e il Nord Africa di Chatham House, ha evidenziato come la rapida conquista da parte degli Houthi dell’intera costa yemenita sul Mar Rosso, fino all’isola di Perim, nel cuore dello stretto di Bab al-Mandeb, non è stata una sorpresa. La ricercatrice, a tal proposito, ha sottolineato la scarsa coordinazione e la debolezza degli armamenti delle forze governative sostenute dall’Arabia Saudita, elementi che ne hanno ostacolato il consolidamento in una forza combattente realmente efficace.

Parlando ad Al Jazeera, Al-Muslimi ha aggiunto che gli Houthi hanno “rafforzato notevolmente la loro potenza militare” negli ultimi cinque anni, mentre le forze anti-ribelli hanno mostrato elementi di grande frammentarietà.

Collegando i due Stretti, secondo la ricercatrice l’Iran potrà trarre “molti vantaggi dal controllo indiretto su Bab al-Mandeb”, oltre alla sua attuale influenza nello Stretto di Hormuz, aggiungendo che il coordinamento probabilmente è servito “sia alle ragioni interne degli Houthi” sia alla posizione negoziale dell’Iran con gli Stati Uniti. In proposito, Teheran ha accolto con giubilo le notizie provenienti dal Mar Rosso.

Nonostante il diniego della Casa Bianca ad effettuare attacchi contro gli Houthi, il Pentagono non ha lasciato solo il proprio alleato saudita. Infatti, come riportato da Axios, il comandante del Comando militare centrale degli Stati Uniti (Centcom), l’ammiraglio Brad Cooper, è volato in Arabia Saudita per incontri urgenti di coordinamento di fronte all’avanzata dei ribelli filo-iraniani. Anche la Cnn ha riportato che gli Stati Uniti stanno supportando l’Arabia Saudita nei suoi attacchi contro gli Houthi.

Secondo le fonti dell’emittente statunitense oltre 100 consiglieri militari statunitensi in Arabia Saudita fornirebbero “supporto di intelligence e per l’individuazione degli obiettivi” in relazione alle operazioni contro gli Houthi. Una fonte statunitense ha dichiarato che il personale militare americano opera nell’ambito di un comando congiunto delle forze, istituito di recente, e che il numero complessivo dei militari coinvolti sarebbe di circa 200. Tuttavia, la Cnn ha specificato che gli Stati Uniti starebbero condividendo informazioni di intelligence con l’Arabia Saudita, ma non parteciperebbero direttamente agli attacchi.

Oltre all’alleanza con gli Stati Uniti, anche il nuovo accordo della Mecca è messo sotto esame. Gli scontri in atto rappresentano il primo grande banco di prova per l’alleanza di difesa reciproca firmata il mese scorso tra Pakistan, Arabia Saudita e Turchia. In base a tale accordo, difatti, un attacco armato contro uno qualsiasi dei tre Paesi deve essere considerato un attacco contro tutti e tre. In questo contesto, le autorità pachistane hanno provato a dialogare nei giorni scorsi con Teheran affinché mediasse con gli Houthi, ma senza fortuna.

Malgrado le rassicurazioni degli Houthi, che hanno sostenuto che la navigazione lungo lo Stretto sarebbe rimasta libera, fatta eccezione per le navi saudite, le analisi dei flussi di questa importante rotta commerciale evidenziano un forte calo del traffico marittimo nelle ultime ore. Una difficoltà che, secondo fonti israeliane, potrebbe aggravarsi ulteriormente: per gli Houthi, infatti, la conformazione geografica dello Stretto renderebbe più agevole il blocco di Bab al-Mandeb rispetto a quello di Hormuz.

Centrosinistra, Conte: M5s mai conventio ad escludendum. Serve allargare

Roma, 11 set. (askanews) – Il “M5s non accetterà mai una conventio ad escludendum e questa norma della legge elettorale (sulla raccolta delle firme per presentare le liste, n.d.r.) purtroppo impone una seria riflessione al nostro interno. Dobbiamo fermarci un attimo, guardarci negli occhi tra alleati. Qual è il nostro obiettivo? Vogliamo dare la possibilità di arricchire il nostro progetto politico con l’apporto di tradizione come la vostra di antico lignaggio politico? Vogliamo allargare il progetto anche con formazioni del tutto nuove, come progetto civico di Alessandro Onorato? Se questo è l’obiettivo dobbiamo allargare a tutti e non solo a chi già c’è”. Così, alla festa del’Avanti a Campobasso, il presidente M5S Giuseppe Conte il quale ha offerto ai partiti come l’Avanti Psi la disponibilità del Movimento “per la raccolta delle firme” e ha chiesto a “tutti” gli alleati di coalizione di “dimostrare piena lealtà e correttezza” partecipando alla raccolta delle firme.

La norma voluta dalla “maggioranza”, ha proseguito, dice “che il Psi e che la nuova formazione Progetto Civico di Alessandro Onorato con cui state dialogando non potrebbero entrare in Parlamento”. E “oggi se si vuole perimetrare, anziché allargare lo spazio del campo progressista il M5S non ci sta. Se invece vogliamo allargare a formazioni di antico lignaggio, nuove, che possano dare un contributo a offrire soluzioni, anche pescando nell’astensionismo, allora dobbiamo fare assolutamente in modo che il Psi ci sia”.

L.elettorale. La Russa: tranello sinistra su preferenze è finito nel nulla

Milano, 11 set. (askanews) – “È di tutta evidenza che quello di ieri fosse un tentativo in politica legittimo ma scoperto di mettere in difficoltà la coalizione di centrodestra. Non era un tentativo di introdurre le preferenze, sennò potevano votare alla Camera o potevano introdurle negli anni precedenti. Lo hanno fatto non perchè passasse ma per mettere in difficoltà il centrodestra. Quale era il ragionamento? Se Meloni cade nel tranello gli alleati si ribellano e si va a votare subito e niente preferenze; se invece Meloni tiene fede al patto di coalizione, allora la attaccano perchè avrebbe cambiato idea. Un tentativo di tranello finito nel nulla”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervistato dal direttore del Corriere della Sera alla manifestazione Il tempo delle donne.

Venezia 83, Chernobyl ed emigrazione tra i premiati Bookciak, Azione!

Roma, 11 set. (askanews) – È nel segno dello “Scambio tra Generazioni” il palmarès della XV edizione di Bookciak, Azione!, il premio cine-letterario ideato e diretto da Gabriella Gallozzi. Con Luciana Castellina in veste di presidente onoraria e la giuria tutta al femminile presieduta dalla regista Costanza Quatriglio, con Aurora Palandrani ed Elisabetta Giannini, la più giovane regista al festival, il premio torna alle Giornate degli Autori con la proiezione dei bookciak vincitori e la premiazione al Lido di Venezia.

L’edizione 2026 di Bookciak, Azione!, in collaborazione con le Giornate degli Autori e con SNGCI, annuncia i vincitori del concorso cine-letterario che mette in dialogo cinema e letteratura attraverso i bookciak: corti sperimentali di massimo tre minuti ispirati ai libri e realizzati, da quest’anno, da filmmaker under 40. Al centro della XV edizione, due storie capaci di attraversare il tempo e rimettere in circolo la memoria: quella dell’emigrazione italiana raccontata da “Il sapore di armellina” di Oriano Campini (LiberEtà, 2025) e quella di Chernobyl restituita dal reportage fotografico “Chernobyl” di Pierpaolo Mittica (Gost Books, 2024).

Tra i vincitori c’è Andrea Defronzo, giovane regista e sceneggiatore nato a Terlizzi (BA) nel 1999, con il corto “Gli altri nomi del nostro addio”, liberamente ispirato a “Il sapore di armellina” di Oriano Campini (LiberEtà, 2025), storia dell’emigrazione italiana della fine degli anni Cinquanta raccontata attraverso gli occhi degli scolari del Ferrarese.

L’altro riconoscimento va a Nicolò Grasso, regista indipendente nato a Verona nel 1997 e fondatore della casa di produzione Enjoy The Movies, con “The Sadness of the World”, liberamente ispirato a “Chernobyl” di Pierpaolo Mittica, il reportage fotografico che, a quarant’anni dal disastro nucleare, racconta le comunità e le vite nella zona di esclusione.

Una menzione speciale è andata a “Parzialmente abitabile per ciò che resta”, firmato da Bernadette Vespaziani Reginato e Francesco Di Fiore, anch’esso liberamente ispirato a “Chernobyl” di Pierpaolo Mittica. Entrambi classe 1998 e formatisi nel cinema documentario, i due giovani autori firmano insieme il corto scelto dalla giuria per la menzione della XV edizione.

Novità dell’edizione 2026 è “L’istante Bookciak”, sezione nata da un’idea di Giorgio Gosetti e dedicata a corti di massimo due minuti capaci di cogliere “l’attimo fuggente” di una storia e trasformarlo in cinema. Il primo esperimento, realizzato in collaborazione con il Polo di formazione San Servolo – CSC Immersive & Performing Arts, ha portato sullo schermo tre opere letterarie attraverso altrettanti corti diretti da Simone Marino: “Venezia 1945”, da Il segreto del naso di Riobadi Vichi De Marchi (Emons Libri 2025); “Malefica”, dall’omonimo libro di Nicole Trevisan (Fandango Libri, 2026); e “Via Carlo Alberto, 26”, da Armadio di famigliadi Gianni Denaro (minimum fax, 2026).

Anche la storica sezione dedicata alle ragazze detenute di Rebibbia si è ampliata quest’anno attraverso il progetto “Bookciak.Visioni Fuori Luogo: il corto Quando meno te lo aspetti”, ispirato al graphic novel “Ma siamo ancora qui a parlarne?” di Cleo Bissong (Coconino Press 2025), è nato dal percorso realizzato con le ragazze detenute della Casa Circondariale femminile di Roma e con il Liceo Artistico “Enzo Rossi” capofila del progetto.

I bookciak vincitori sono stati proiettati in Sala Laguna, in occasione dell’incontro Il tempo passa parola – riflessioni a più voci su donne, cinema, diritti e intelligenza (speriamo non artificiale), con Luciana Castellina, presidente onoraria del premio, le giurate e, tra le altre, Gaia Furrer, direttrice artistica delle Giornate degli Autori, Laura Delli Colli, presidente SNGCI, e Gabriella Gallozzi, direttrice di Bookciak.

Sabato 12 settembre a La Villa, al Lido di Venezia, invece la tradizionale premiazione-picnic, con i vincitori, le giurate e gli scrittori dei libri che hanno ispirato i corti.

Nella stessa occasione è assegnata anche la seconda edizione del Premio Collaterale Bookciak al miglior film da opera letteraria della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, dalla giuria composta da Steve Della Casa, Camillo De Marco, Teresa Marchesi, Flavio Natalia e Barbara Sorrentini.

MotoGp, pre-qualifiche a Misano: guida Bezzecchi

Roma, 11 set. (askanews) – Marco Bezzecchi firma il miglior tempo nelle pre-qualifiche del Gran Premio di San Marino e si prende il primo posto davanti ai fratelli Marc e Alex Marquez. Il pilota Aprilia ha chiuso in 1’30″144, a un soffio dal record della pista, precedendo di poco la Ducati di Marc Marquez e l’altra Ducati di Alex.

Quarto tempo per Fabio Di Giannantonio, quinto Franco Morbidelli, sesto Pedro Acosta. Accedono direttamente al Q2 anche Luca Marini, Johann Zarco, Pol Espargaro e il leader del Mondiale Jorge Martin, decimo.

Giornata invece ancora difficile per Francesco Bagnaia. Il pilota Ducati ha chiuso al 19° posto e sarà costretto a passare dal Q1 per conquistare l’accesso alla fase decisiva delle qualifiche. Bagnaia ha incontrato difficoltà per tutta la sessione, compreso un errore alla curva 6.

Bezzecchi, già protagonista di un ottimo ritmo anche sul passo gara, ha progressivamente migliorato i propri riferimenti fino a scendere sotto l’1’31. Nel finale ha firmato il tempo che gli è valso la vetta, dopo che un precedente giro gli era stato cancellato per track limits.

Sabato la MotoGP torna in pista alle 10.10 per le FP2, quindi alle 10.50 sono in programma le qualifiche e alle 15 la Sprint Race.

Formula1, George Russell il più veloce nelle libere di Madrid

Roma, 11 set. (askanews) – George Russell è stato il più veloce nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Spagna, sul nuovo circuito del MadRing di Madrid. Il pilota della Mercedes ha chiuso in 1’34″077, precedendo il compagno di squadra Kimi Antonelli. Terzo tempo per Charles Leclerc con la Ferrari, quarto per l’altra Rossa di Lewis Hamilton. Quinto Max Verstappen con la Red Bull.

Russell ha preso il comando nella parte finale della sessione, confermando il buon passo della Mercedes, mentre Antonelli è riuscito a portarsi alle sue spalle. Leclerc, dopo aver inizialmente guidato la classifica, ha chiuso al terzo posto. Hamilton era stato a lungo al comando nelle fasi centrali delle prove.

La sessione si è svolta su un asfalto che ha progressivamente aumentato il proprio livello di grip, dopo il trattamento con idrolavaggio ad alta pressione effettuato per rimuovere i residui oleosi e la polvere del bitume fresco. Da segnalare un lungo senza conseguenze per Leclerc e un problema allo sterzo per Yuki Tsunoda, richiamato ai box.

Alle 17 è in programma la seconda sessione di prove libere

Trump: non dimenticheremo mai l’11 settembre, ecco perché oggi combattiamo

New York, 11 set. (askanews) – “Non dimenticheremo mai, ecco perché oggi combattiamo”. Lo ha detto il presidente statunitense, Donald Trump, intervenendo al Pentagono per il 25esimo anniversario degli attacchi terroristici. L’11 settembre del 2001 “il nostro Paese si trovò faccia a faccia con il Male”, ha detto.

“In giorni come l’11 settembre, capiamo di che pasta è davvero fatto un Paese. In questo momento, stiamo scoprendo di che pasta siamo fatti”, ha affermato il presidente statunitense.

“Continuiamo a mandare i terroristi dove meritano di stare: all’inferno”, ha detto. “Stiamo facendo in modo che l’Iran non abbia mai un’arma nucleare. La pressione economica si fa ogni giorno più forte. Controlliamo lo Stretto. Porteremo a termine questa battaglia”, ha insistito.

“Proteggeremo questo Paese e le sue libertà per ogni generazione futura, lo proteggeremo come mai prima d’ora. Per chiunque l’abbia vissuto, nessuna parola potrebbe rendere giustizia all’angoscia di quel giorno”, ha dichiarato.

Banche, Lagarde: "Ci servono dei campioni europei, è evidente"

Roma, 11 set. (askanews) – In Europa sulle banche “ci servono dei campioni: è evidente. Certamente significa avere un’attività trans frontaliera, significa avere una presa di mercato molto più ampia e combinare le economie di scala con operazione trans frontaliere, che consentano di aumentare la mole dei gruppi”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervistata al Banque Populaire Caisse d’Epargne Group Executive Summer University, a Parigi.

“Ho sentito dire così tante volte da parte delle banche che se vogliono essere in grado di competere con i 3-4 grandi campioni americani e cinesi serve assolutamente una mole sufficiente”, ha aggiunto.

Lagarde: c’è uno shock di offerta, eravamo obbligati ad alzare i tassi

Roma, 11 set. (askanews) – In Europa “siamo di fronte a uno shock di offerta rilevante che arriva, ma non solo, dalla situazione in Medioriente, e che viene aggravato perché riguarda anche la questione del raffinazione. Quando si guarda tutto questo e si guarda all’impatto della crisi dell’energia sui prezzi, ma anche all’impatto della crisi dell’energia sulle prospettive di crescita, siamo obbligati ad operare un rialzo dei tassi. Era un evidenza totale, al punto che dentro il Consiglio direttivo della Bce, che racchiude 27 persone, è stata una decisione unanime che non è stata messa in discussione da nessuno”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine La Gardin, intervistata al Banque Populaire Caisse d’Epargne Group Executive Summer University, a Parigi.

Lagarde ha nuovamente evitato di dare qualsivoglia indicazione che pregiudichi le decisioni future. “Continueremo a operare in questo modo nelle prossime riunioni monetarie, esaminando il maggior numero possibile di dati. Ci servono sufficientemente elementi fattuali di previsioni, di dati su inflazione, crescita, occupazione e risultati delle indagini. Sulla base di tutto questo – ha detto – alle nostre prossime riunioni, prenderemo le nostre decisioni”.

Ex Ilva, Meloni: presumo tavolo riconvocato immediatamente

Vercelli, 11 set. (askanews) – Sulla situazione dell’ex Ilva di Taranto “lavoriamo con il materiale che abbiamo e con decisioni che non dipendono da noi. Però sicuramente continuiamo a fare del nostro meglio, c’era un tavolo già aperto che verrà riconvocato, presumo, immediatamente per andare avanti a capire. È uno dei file sui quali stiamo spendendo il maggior numero di ore”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni risponde ad una domanda sulla sentenza della magistratura che ha confermato lo spegnimento dell’area a caldo delle acciaierie entro il 28 ottobre.

In radio "A Different Kind of Happiness" dei Nothing But Thieves

Milano, 11 set. (askanews) – È in radio da oggi, venerdì 11 settembre, “A Different Kind of Happiness”, il nuovo singolo della rock band britannica Nothing But Thieves che dopo aver celebrato lo scorso anno i loro primi dieci anni di carriera, sta per tornare con il nuovo album “Stray Dogs”, in uscita il 25 settembre.

“A Different Kind of Happiness” è una sorta di lettera a loro stessi, un brano che parla sia di riflessione sia del reinventarsi. Caratterizzato da un crescendo di emozione che sfocia in un ritornello epico e coinvolgente, il brano mette in luce il lato più intimo e delicato dei Nothing But Thieves, mantenendo comunque la loro energia rock grazie al potente sound della chitarra. È online anche il visualiser del singolo (LINK).

«Una chiamata dal tuo io futuro, una dal tuo passato. È come essere perseguitati da entrambe le direzioni. È come una versione di te stesso che ti è stata promessa ma che non si è mai concretizzata e al suo posto hai avuto qualcos’altro. Stiamo ancora cercando di imparare a conviverci», ha dichiarato la band.

Nel corso degli ultimi dieci anni, i Nothing But Thieves si sono esibiti in centinaia di show sold out in giro per il mondo, ma la prossima settimana affronteranno alcuni dei loro più importanti live di sempre, esibendosi in tre spettacoli in tre paesi diversi in un solo giorno, con show a Utrecht, Bruxelles e Londra, sabato 19 settembre. Questi show vedranno la band esibirsi davanti a 300-500 persone e sarà un’occasione unica e speciale per vedere il gruppo in una location intima prima del tour del prossimo anno.

I tre concerti precedono l’uscita di “Stray Dogs”, un album che celebra il potere della comunità, il senso di appartenenza e le esperienze collettive che uniscono gli “outsider”, compresi quei “cani randagi” (Stray Dogs) che popolano il mondo della band e la loro fedelissima schiera di fan. Questi tre show rappresentano perfettamente lo spirito dell’album, con la sua struttura che assomiglia all’atmosfera di una serata passata sul palco, catturando un momento autentico e l’energia travolgente dei concerti dei Nothing But Thieves.

La band ha commentato: «Tre show, tre paesi, UN giorno. È una cattiva idea? Forse. Riusciremo a fare tutti gli show? Ci speriamo. Finirà col creare un casino alla dogana? Quasi sicuramente. Ma “Stray Dogs” è un album che parla del branco e della forza che ci anima, quindi quale modo migliore per onorarlo se non tornando a suonare in quei locali dove tutto è iniziato. Ci vediamo lì».

Dal 16 al 21 novembre il Rare Disease International Film Festival

Roma, 11 set. (askanews) – Il principale Festival Cinematografico Internazionale, dedicato a cortometraggi e documentari, che abbiano come tema centrale quello delle malattie rare e della disabilità, Uno Sguardo Raro – Rare Disease International Film Festival, è giunto quest’anno alla XI Edizione e si svolgerà in forma diffusa dal 16 al 21 novembre 2026.

Il Bando di concorso per far partecipare i propri lavori, cortometraggi o documentari della durata massima di 20 minuti, è stato prorogato eccezionalmente per permettere l’invio di altre candidature entro il 5 ottobre 2026.

Il concorso mantiene la sua vocazione internazionale ed è dedicato alle opere che affrontino il tema delle malattie rare e, più in generale, della disabilità, dell’inclusione, dell’empatia e della resilienza. Le sezioni sono Play, dedicata alle opere cinematografiche, Lab, dedicata alla scrittura, e Patient Advocacy, rivolta ai progetti audiovisivi di sensibilizzazione. Le iscrizioni avvengono tramite FilmFreeway.

Le malattie rare riguardano milioni di persone, ma queste restano spesso invisibili nel dibattito pubblico. Uno Sguardo Raro – Rare Disease International Film Festival nasce nel 2016 per cambiare questo sguardo. Attraverso il linguaggio universale del cinema, il festival porta alla luce storie ed esperienze che difficilmente trovano spazio nei canali tradizionali, creando un ponte tra cultura, salute e società. Non è solo un evento culturale,ma uno spazio reale di incontro e riflessione che coinvolge pubblico, professionisti del settore cinematografico, sanitario e Istituzioni. Un progetto che genera consapevolezza, empatia e impatto sociale.

I lavori saranno pre-selezionati da una Giuria tecnica che terrà conto di: aderenza alle tematiche e al bando di concorso; qualità narrativa, tecnica e capacità divulgativa.

Una Giuria di Qualità, formata da professionisti del cinema e della televisione insieme a membri della comunità dei malati rari, del mondo della comunicazione, dello sport, della sanità e dell’Istruzione, selezionerà, tra le opere pre-selezionate dalla Giuria tecnica, i finalisti e i vincitori per ogni categoria.

Brics, a Nuova Delhi il vertice che misura ambizioni e divisioni

Roma, 11 set. (askanews) – Non è più soltanto il club delle grandi economie emergenti nato per chiedere maggiore spazio nelle istituzioni dominate dall’Occidente. Il vertice dei Brics che si apre domani a New Delhi mette alla prova un gruppo ormai allargato a undici Paesi, più influente ma anche molto più eterogeneo, mentre guerre, tensioni commerciali, prezzi dell’energia e competizione tecnologica stanno ridisegnando gli equilibri internazionali. E dietro la ricerca di una posizione comune emerge anche una questione di leadership: quale ruolo vogliono giocare Cina e India nel cosiddetto Sud globale?

Il 18mo vertice dei Brics si terrà il 12 e 13 settembre sotto la presidenza indiana di Narendra Modi. Accanto ai cinque membri originari – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – siedono ora Egitto, Etiopia, Iran, Emirati arabi uniti, Indonesia e Arabia saudita. L’allargamento ha aumentato peso demografico, economico ed energetico del formato, ma ha anche reso più difficile trasformare interessi spesso divergenti in una linea politica comune.

La crisi iraniana è il test più immediato. Il conflitto che coinvolge Stati uniti, Israele e Iran ha contribuito a spingere il petrolio oltre i 100 dollari al barile e ha quasi paralizzato il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz. Ma soprattutto ha aperto una frattura all’interno degli stessi Brics: l’Iran è membro del gruppo dal 2024, mentre gli Emirati arabi uniti, anch’essi membri, hanno sospeso in agosto gli scambi commerciali e finanziari con Teheran dopo essere stati colpiti da missili iraniani. Trovare una formulazione sul conflitto accettabile per entrambi sarà quindi uno dei passaggi più delicati della dichiarazione finale.

Sul vertice incombe però soprattutto la relazione tra le due maggiori potenze asiatiche. Il presidente cinese Xi Jinping torna in India per la prima volta da sette anni. I rapporti tra Pechino e New Delhi erano precipitati dopo gli scontri di frontiera del 2020, costati la vita a 20 soldati indiani e quattro cinesi, e solo dal vertice Brics di Kazan del 2024 è cominciato un lento disgelo. Cina e India stanno organizzando un bilaterale tra Xi e Modi a margine del summit. Pechino ha fatto sapere di voler affrontare la relazione “da una prospettiva strategica e di lungo periodo”, rafforzando comunicazione e cooperazione e gestendo le divergenze.

Il riavvicinamento, tuttavia, non cancella la competizione. Come osserva il New York Times, Cina e India incarnano due concezioni differenti dei Brics. Pechino ha favorito l’allargamento e vede nel gruppo uno strumento per ridurre il peso degli Stati uniti e delle istituzioni occidentali. New Delhi si è mostrata più prudente e tende invece a presentare i Brics come un ponte tra Occidente e Paesi in via di sviluppo, evitando che diventino un blocco apertamente antiamericano.

Per Modi, padrone di casa e presidente di turno, è anche l’occasione per rilanciare l’ambizione indiana di rappresentare il “Sud globale”, già al centro della presidenza indiana del G20 nel 2023. Il tema scelto per il 2026 è “Building for Resilience, Innovation, Cooperation and Sustainability”, costruire resilienza, innovazione, cooperazione e sostenibilità. La diplomazia indiana insiste sulla riforma della governance globale, su una maggiore rappresentanza dei Paesi emergenti e sulla cooperazione economica e tecnologica.

Ma l’India deve confrontarsi con una Cina che parte da una posizione di forza nettamente superiore: seconda economia mondiale, membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu e potenza dominante in settori strategici come minerali critici e terre rare. Nuova Delhi contesta però la pretesa di Pechino di presentarsi ancora semplicemente come un Paese in via di sviluppo e l’ha esclusa dai propri summit della “Voice of the Global South”.

Anche sul piano economico-finanziario il vertice può offrire indicazioni sulla direzione del gruppo. L’India vuole portare avanti una proposta per collegare le valute digitali emesse dalle banche centrali dei Paesi Brics, facilitando i pagamenti transfrontalieri. L’iniziativa incontra ostacoli tecnici e politici e Nuova Delhi ha chiarito di non voler costruire un sistema destinato a sostituire il dollaro. Anche Mosca, alla vigilia del summit, ha negato di perseguire una “de-dollarizzazione”, pur sostenendo la necessità di ampliare gli strumenti e le valute utilizzabili negli scambi internazionali.

Il vertice offrirà inoltre a Modi una sequenza di incontri bilaterali di alto profilo. Oltre a Xi, a Nuovs Delhi è arrivato il presidente russo Vladimir Putin, con il quale il premier indiano si è incontrato a fine agosto e ha discusso di energia, innovazione, spazio e cooperazione economica.

Armstrong Redwoods: la cattedrale verde delle sequoie millenarie

Sonoma (California), 11 set. (askanews) – Nel cuore della contea di Sonoma, in California, a circa due miglia dalla cittadina di Guerneville, si trova la Armstrong Redwoods State Natural Reserve, una delle più suggestive foreste di sequoie costiere dello Stato. La riserva protegge la Sequoia sempervirens, una specie famosa per raggiungere le maggiori altezze tra tutti gli alberi viventi sulla Terra.

Entrare nella riserva significa lasciarsi alle spalle il rumore della vita quotidiana e inoltrarsi in una vera cattedrale naturale. Le chiome delle sequoie filtrano la luce del sole, l’aria rimane fresca e umida grazie alla nebbia costiera e il sottobosco è popolato da felci, muschi, felci arboree e piante come l’acetosella delle sequoie.

Il simbolo della riserva è il Colonel Armstrong Tree, l’albero più antico del bosco, avrebbe oltre 1.400 anni. Il suo nome ricorda James B. Armstrong, un imprenditore del legname che, a differenza di molti suoi contemporanei, comprese il valore di quella foresta e si impegnò a proteggerla.

Un altro gigante imperdibile è il Parson Jones Tree, che raggiunge circa 94 metri, un’altezza paragonabile a quella di un edificio di oltre trenta piani.

Armstrong Redwoods è anche un importante esempio di natura accessibile, consigliato da Brand Usa, Visit California e Visit Sonoma.

Federcardio: Nuove tariffe penalizzano cardiologia e pazienti

Roma, 11 set. (askanews) – “Occorre intervenire subito per tutelare i cittadini, ridurre le liste d’attesa e garantire la sostenibilità economica delle imprese sanitarie, anche in Campania”. È l’allarme lanciato da Leonardo Di Maggio, presidente di Federcardio e vicepresidente di Confesercenti Salute, al termine della manifestazione nazionale promossa a Roma dall’Unione nazionale ambulatori e ospedalità privata insieme alle associazioni del comparto. Al centro della protesta il nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale e della protesica. Le organizzazioni contestano tariffe considerate insufficienti a coprire i costi effettivi delle prestazioni erogate dalle strutture private accreditate, chiamate a investire in personale qualificato, tecnologie, apparecchiature e sicurezza. Tra i comparti maggiormente penalizzati, secondo Federcardio, figura quello della cardiologia. “È inaccettabile che una visita specialistica cardiologica di controllo venga remunerata appena 5,85 euro – sottolinea Di Maggio -. In queste condizioni diventa estremamente difficile garantire qualità, continuità e sicurezza delle prestazioni”. Federcardio chiede, in particolare, l’eliminazione dal nomenclatore tariffario della prestazione 89.01.3, relativa alla “Visita cardiologica di controllo, incluso ECG (89.52)”, e la modifica della prestazione 89.7A.3, “Prima visita cardiologica, incluso ECG (89.52)”, attraverso la cancellazione della parola “Prima”. Richieste che si inseriscono nella più ampia mobilitazione promossa dall’Uap contro il nuovo “Decreto Tariffe”. Nel corso dell’iniziativa nella Capitale, guidata dalla presidente Mariastella Giorlandino, i rappresentanti della sanità privata accreditata hanno denunciato le criticità del provvedimento, contestandone anche le modalità istruttorie. Nonostante il via libera della Conferenza Stato-Regioni e l’entrata in vigore fissata per il 21 settembre, secondo le associazioni molte delle tariffe previste non rispecchiano i costi reali delle prestazioni. Il rischio è che numerose strutture non siano più nelle condizioni di garantire gli attuali livelli di assistenza, con il conseguente trasferimento di milioni di pazienti verso il sistema pubblico e un ulteriore allungamento delle liste d’attesa. “Se pubblico e privato investono entrambi in personale, tecnologie e strutture, ma vengono programmati separatamente, sprechiamo capacità mentre il cittadino aspetta – ha evidenziato Giorlandino -. Questa non è difesa del privato: è buona amministrazione della sanità pubblica”. Dal presidente di Federcardio arriva anche un nuovo appello alla Regione Campania. L’associazione aveva già proposto una collaborazione finalizzata ad abbattere i tempi di attesa, senza tuttavia ricevere finora un riscontro. “I cardiologi sono pronti a collaborare con la Regione per affrontare concretamente il problema – ribadisce Di Maggio -. I nostri ambulatori potrebbero assicurare prestazioni cardiologiche per le classi di priorità Urgente e Breve, contribuendo così a evitare il ricorso improprio ai Pronto soccorso”. Il modello proposto prevede che le visite siano prescritte dal medico di medicina generale e prenotate attraverso il Cup regionale, verificando le prime disponibilità presenti nelle strutture pubbliche e in quelle private accreditate. Una soluzione che, secondo Federcardio, consentirebbe di utilizzare in maniera più efficiente l’intera capacità assistenziale presente sul territorio. “Serve una programmazione integrata – conclude Di Maggio – che consideri il privato accreditato una componente essenziale del servizio sanitario. Correggere le tariffe e valorizzare tutte le strutture disponibili significa difendere il diritto alla salute, assicurare risposte più rapide ai pazienti e salvaguardare migliaia di imprese e posti di lavoro”.

Su Rai 2 il documentario "Cronaca di un crimine"

Roma, 11 set. (askanews) – Sarà trasmesso venerdì 11 settembre, alle 23.25 su Rai 2, il documentario Cronaca di un crimine. Prodotto da Rose Production in collaborazione con Rai Documentari, il progetto è diretto da Fabrizio Silvestri , autore anche del soggetto, e sceneggiato dallo stesso Silvestri insieme a Walter Garibaldi. La fotografia è firmata da Bruno Cascio , vincitore del David di Donatello nel 1996, il montaggio è di Fabio Pisterzi , mentre le musiche sono composte da Ciro Vinci e Gianluca Zanna e la supervisione legale è dell’Avv. Silvia Morescanti.

Al centro del documentario, che sarà poi disponibile anche su Rai Play, vi è una tragica vicenda di cronaca nera che si dipana tra La Spezia, Napoli e Roma, e che sconvolse l’opinione pubblica dell’Italia fascista degli anni Trenta: il ritrovamento nelle stazioni della capitale e del capoluogo campano di tre valigie contenenti i resti smembrati di una donna. Le indagini portarono alla luce la tragica fine di Paola Gorietti, una donna nubile di 39 anni, impiegata come cameriera presso una famiglia borghese. Nel disperato tentativo di trovare un riscatto affettivo e sociale attraverso il matrimonio, Paola aveva risposto a un annuncio matrimoniale pubblicato su un giornale, finendo purtroppo nella rete di Cesare Serviatti, un freddo serial killer, che approfittava sistematicamente della vulnerabilità e della solitudine di giovani donne sole, seducendole, derubandole e infine uccidendole.

L’opera non si limita alla minuziosa ricostruzione storico/giornalistica del caso o all’analisi delle prime moderne tecniche investigative dell’epoca, ma si spinge oltre, proponendo una riflessione profonda e necessaria su temi di bruciante e purtroppo perenne attualità: la violenza di genere e la condizione della donna. Il documentario analizza come i pregiudizi e le convenzioni del tempo abbiano isolato la vittima, facilitando l’azione del suo carnefice. Un parallelismo potente con le dinamiche di violenza di genere che continuano a insanguinare la nostra cronaca contemporanea.

Ad analizzare il contesto storico, psicologico e sociale del delitto vi è un autorevole panel di esperti e studiosi che arricchiscono il documentario con i loro interventi: Liliosa Azara, sociologa; Mauro Canali, storico; Armando Palmegiani (criminologo), Fabio Sanvitale (giornalista investigativo) e Vincenzo Maria Mastronardi (psichiatra criminale), autori del libro “Sangue sul Tevere” (Armando Editori). Il documentario si avvale inoltre delle preziose testimonianze e contributi di Dalila Ranalletta, Manuela Saccente e Don Lucio Boldrin.

“Cronaca di un crimine” rappresenta un tassello fondamentale per comprendere non solo una tragica pagina di storia italiana, ma anche le radici culturali e sociali della violenza di genere, offrendo uno strumento di analisi importante per il pubblico di oggi.

Lazio, Gattuso: "Vedere l’Olimpico pieno è un mio sogno"

Roma, 11 set. (askanews) – Gennaro Gattuso guarda avanti dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia e parla del suo inizio sulla panchina della Lazio. “È un orgoglio essere qui”, dice il tecnico in un’intervista a Dazn, ribadendo la volontà di costruire a Formello un ambiente positivo e una mentalità precisa.

Gattuso torna anche sulla delusione vissuta con la Nazionale: “Fa male, brucia e lo farà per il resto della mia vita”. Ora però c’è la Lazio, un club del quale dice di percepire ogni giorno “tanta gente che ama”. La sconfitta con il Mantova, sottolinea, “ci sta in un percorso”: non è cambiato nulla nella sua convinzione, anche se uscire al primo turno “fa male e brucia”.

L’obiettivo, più che fissare un piazzamento, è dare un’identità alla squadra. “Non è importante dove arriveremo, ma la mentalità”, spiega Gattuso, che ha scelto un calcio più aggressivo e fisico rispetto a quello della precedente gestione Sarri. Un cambiamento che richiede tempo. “Abbiamo ancora i nostri pregi e difetti e forse li avremo sempre”, ammette, indicando nell’attacco uno dei principali margini di crescita, soprattutto negli ultimi 20-25 metri.

Tra i nuovi arrivati c’è Gudmundsson, che potrà essere utilizzato da falso nove o da esterno. Gattuso parla anche di Frattesi, giocatore che aveva convocato in Nazionale e che ora ritrova alla Lazio: “È un ragazzo intelligente che ha voglia di imparare”. Per il tecnico, comunque, il modulo conta relativamente: “Non è importante il modulo ma lo spirito e la mentalità, di come ti vuoi far riconoscere in campo”.

Il pensiero finale è per l’Olimpico e per i tifosi, assenti per la protesta in questo avvio di stagione. “Vedere l’Olimpico pieno è un mio sogno”, confessa Gattuso, ricordando la sensazione vissuta durante il Covid, quando anche lui era sulla panchina del Napoli. “Il calcio senza tifosi non è calcio”. Il tecnico rispetta la scelta della tifoseria e spera che “un giorno tutto questo finisca”: sarebbe anche il segnale che lui sarà ancora alla guida della Lazio.

Usa, inflazione Cpi +0,4% su mese ad agosto, +3,4% annuo, come da stime

New York, 11 set. (askanews) – Ad agosto, i prezzi al consumo negli Stati Uniti si sono dimostrati in linea con le attese. L’indice dei prezzi al consumo (Cpi) è cresciuto, su base annuale, del 3,4%, come a luglio e come previsto dagli esperti. Su base mensile, registrato un rialzo dello 0,4%, anche in questo caso in linea con le attese.

I dati ‘core’, esclusi quindi energia e generi alimentari, sono cresciuto dello 0,3% (contro lo 0,2% delle attese) e del 2,4% annuale (come da consensus), dopo il 2,5% del mese precedente. L’indice dei prezzi dell’energia è cresciuto del 2,1%, per un rialzo annuale del 16,3%. L’indice dei prezzi degli alimenti è aumentato dello 0,1% nel corso del mese e del 2,7% in un anno.

Trasformare l’innovazione in valore concreto per i territori

Padova, 11 set. (askanews) – La XIII Summer School di Motore Sanità dal titolo “La Salute ‘Glocal’, in programma a Gallio dal 16 al 18 settembre 2026, sarà un’occasione di confronto tra istituzioni, professionisti ed esperti per ripensare le modalità di introduzione delle innovazioni globali all’interno del sistema sanitario locale. Nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto tenutasi a Padova, è emersa la necessità di ripensare organizzazione, percorsi di cura e modalità di presa in carico per trasformare il progresso scientifico e tecnologico in valore concreto per i cittadini.

Sul rapporto tra innovazione e capacità di tradurla in servizi concreti per le persone è intervenuto Andrea Costa, Esperto in strategie di attuazione PNRR Missione 6 Salute: “Siamo di fronte a una grande sfida. L’innovazione ci offre quotidianamente nuove opportunità. Responsabilità e compito della politica è creare le condizioni affinché queste opportunità possano essere colte. C’è bisogno di un percorso condiviso, che ognuno si senta protagonista nel fornire un contributo laddove ci sono già buone pratiche che devono rappresentare un esempio, ma l’obiettivo si raggiunge se ognuno farà la sua parte. Solo così riusciremo a vincere questa sfida e garantire il diritto alla salute scritto nella nostra Costituzione”.

Il tema del confronto assume particolare rilevanza anche nel contesto delle trasformazioni che interessano il Servizio Sanitario Nazionale e i sistemi regionali, come sottolineato dall’Assessore alla Sanità della Regione Veneto, Gino Gerosa: “La capacità di poter rispondere alle sfide che ci vengono presentate oggi per riuscire a mantenere un sistema sanitario che sia pubblico, equo e solidale, risiede nell’impegnarsi nella ricerca di soluzioni, che qualcuno definisce quelle del “modello veneto”. È un modello fortemente radicato sul territorio ma soprattutto che può garantire appropriatezza ed equità”.

L’obiettivo della XIII Summer School è arrivare a una visione condivisa su come rendere l’innovazione realmente accessibile, sostenibile, appropriata e sicura nei territori, mettendo a confronto esperienze e prospettive diverse. “La Summer School affronterà il tema di compatibilizzare il modello esistente con l’innovazione dirompente dei servizi sanitari nei farmaci, nei dispositivi, nella diagnostica e nella capacità di presa in carico del paziente. Abbiamo per esempio la necessità di garantire cure nuove ma lo facciamo con modelli organizzativi vecchi.” ha spiegato Luciano Flor, Osservatorio Innovazione Motore Sanità.

Il 17 settembre, nel corso della Summer School, ricorrerà inoltre la Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dedicata quest’anno alle cure sicure per le malattie non trasmissibili.

“Ricostruire valore”: il ruolo dello pneumatico rigenerato

Roma, 11 set. (askanews) – Una strategia univoca per risollevare la ricostruzione dello pneumatico. Presso la Sala Caduti di Nassiriya del Senato si è tenuto un incontro tra istituzioni, stakeholders e associazioni per discutere delle potenzialità di un’attività strategica come quella degli pneumatici rigenerati. Promosso dal Sen. Antonio Trevisi, la giornata ha visto presenziare anche associazioni quali AIRP e aziende come Bridgestone e Michelin, con l’obiettivo comune di fissare la rotta per sfruttare al meglio la possibilità collegata alla ricostruzione degli pneumatici. A moderare l’evento è stato il Prof. Fabio Orecchini, che nella sua ricerca “Ricostruire valore” espone come il processo di rigenerazione sia, storicamente, tra i modelli più efficaci di economia circolare.

Le parole del Prof. Fabio Orecchini, Professore ordinario di sistemi per l’energia e l’ambiente, Direttore Osservatorio Auto e Mobilità Luiss Business School e Università Guglielmo Marconi: “Quando parliamo di pneumatici ricostruiti parliamo di qualcosa che sfugge alla percezione della maggior parte delle persone. Lo pneumatico non gode mai di grande attenzione quando invece dovrebbe averne: è l’unico punto di contatto sul terreno dei nostri veicoli e soprattutto dei veicoli pesanti, infatti quando parliamo di ricostruzione parliamo soprattutto di pneumatici per questo tipo di veicoli. Il settore della ricostruzione è visto da tutti gli studi internazionali come un settore in crescita nei prossimi decenni arrivando addirittura a 18 miliardi di fatturato al 2035 con una crescita annua stimata dell’8%, quindi parliamo di un settore che ha prospettive rosee”.

Benefici ambientali, economici e sociali. La ricostruzione dello pneumatico garantisce valore aggiunto sotto diversi punti di vista.

l commento di Stefano Carloni, Presidente AIRP: “Le associazioni dovrebbero puntare innanzitutto sull’informazione, perché lo pneumatico ricostruito è conosciuto ma non è conosciuto in maniera approfondita. Sia la nostra associazione, quella dei dei ricostruttori, sia le associazioni dei trasportatori devono approfondire questo tema. È inoltre importante proprio il cambio di paradigma: lo pneumatico non deve essere acquistato come un pezzo di ricambio qualsiasi ma deve essere acquistato come un asset per generare più chilometri possibili, e ciò è necessario perché questo risponde anche a un discorso di esigenze ambientali. D’altra parte l’attività del trasporto è un’attività invasiva e uno dei modi per ridurre questa invasività è proprio il ricorso alla ricostruzione.”

La ricostruzione degli pneumatici può, e deve, contribuire alla competitività del sistema produttivo italiano e allo sviluppo dell’economia circolare. Nonostante il trend negativo avviatosi nel 2007 riguardante la produzione di pneumatici rigenerati, un cambio di rotta è possibile. Ma sarà necessario che tutti gli stakeholders agiscano prima che il settore subisca una frenata decisiva e irrimediabile.

Hol4All, a Madonna di Campiglio la montagna si apre a tutti

Madonna di Campiglio (TN), 11 set. (askanews) – Una parete di roccia, una bici speciale, un sentiero verso il lago Nambino. Per cinque giorni Madonna di Campiglio è la vacanza di venti famiglie con figli con disabilità complesse o malattie rare. Si chiama Hol4All, vacanza per tutti, ed è il progetto della Fondazione Allianz UmanaMente.

“Sono famiglie per le quali, a volte, andare in vacanza può essere più uno stress che un’opportunità. Hol4All, invece, è pensato per loro nei minimi dettagli – spiega il segretario generale Nicola Corti -. C’è un intero percorso dedicato ai fratelli e alle sorelle, i siblings, che fanno davvero gruppo tra loro, si capiscono al volo, e così tutto cambia per tutti”.

Tempo di riposo, di divertimento e anche l’occasione per nuove relazioni. “Si vive l’esperienza qui, ma poi dura nel tempo, ed è questo che fa la differenza in questo progetto – continua Corti -. Le famiglie magari arrivano un po’ isolate, convinte che ‘questi problemi li abbiamo solo noi’, ‘nessuno ci capisce’; e poi, magicamente, si ritrovano con famiglie che hanno problemi più o meno simili, si uniscono, magari nasce anche un legame di amicizia e da lì dicono: ‘Non siamo più soli'”.

Bici da Patascoss, passeggiata a Malga Zeledria, trekking, arrampicata in falesia, joelette per chi non cammina. Un accesso agevolato agli impianti per ammirare il panorama in alta quota. E una struttura, il TH Golf Hotel, che per l’occasione ha formato tutto lo staff. “Abbiamo fatto più di due ore di formazione con tutto il personale il giorno precedente all’arrivo di Hol4All – ricorda il direttore di TH Golf Hotel Madonna di Campiglio, Gerardo Telini -. Poi proseguiamo con una formazione continua sul campo: tutti i giorni, dai ragazzi della sala a quelli della cucina, per tutti coloro che sono a contatto con le persone è una formazione costante e un’esperienza unica”.

In palestra arrivano anche gli atleti dell’Allianz Power Volley Milano. Tra loro il palleggiatore Simone Porro: “L’inclusività è uno dei punti fermi dello sport, soprattutto della pallavolo, quindi siamo molto felici di partecipare a questi eventi per regalare un sorriso ai bambini e alle famiglie che vengono a guardarci e, se vogliono, a darci una mano”.

Una lezione anche per la squadra, come spiega il direttore sportivo Fabio Lini: “Forse, più che aiutare i ragazzi con disabilità, egoisticamente aiuta i miei ragazzi, i miei atleti, a capire e ad approfondire dentro di sé il concetto di quanto siano fortunati a fare questo lavoro”.

Mentre i figli scalano, i genitori respirano: spa, massaggi, una cena a lume di candela, con educatori, psicologi e volontari a prendersi cura di tutto il resto. “Abbiamo fatto un sacco di attività – racconta Katiuscia Franchi, in Trentino con il marito e due figlie -. Siamo andati a scalare, cosa che credo non avrei mai fatto in vita mia perché pensavo di non esserne capace; e invece abbiamo scalato io, mia figlia Anna e anche la più piccola, e mio marito, pur soffrendo di vertigini, ha fatto più pareti”.

Riccardo Noccioletti è qui con la moglie e tre figli. E ricorda il ruolo fondamentale dello staff e dei volontari: “Persone gradevoli, che erano qui perché volevano esserci. Questa è la differenza. Al di là della struttura e dell’organizzazione, quello è un po’ il cuore: dove c’è passione e c’è volontà, vivere la situazione diventa bello per tutti”.

Salute e prevenzione, il benessere scende in strada

Monza, 11 set. (askanews) – E’ attiva in Lombardia la campagna itinerante “Forever20 Tour”, il progetto di Dr. Max, volto a promuovere uno stile di vita sano e attivo attraverso diverse iniziative dedicate alla prevenzione, al benessere e al movimento. Dal 7 al 30 settembre, infatti, Dr. Max sarà presente in 10 città lombarde con un caravan concepito come uno spazio aperto ai cittadini, attrezzato con postazioni per servizi dedicati.

Il caravan ospita fino a due postazioni per screening individuali dedicati ad analisi come il test dell’occhio secco, mappatura della pelle del viso e il longevity assessment, un percorso clinico di valutazione globale della salute e dell’età biologica della persona.

“L’obiettivo di Forever20 è portare quello che è il tema della prevenzione e del benessere al di fuori dei normali ambienti della salute, per avvicinarlo alla gente. In questo caso, con il tour del caravan che toccherà 10 città della Lombardia, portiamo una serie di servizi di screening per capire effettivamente qual è la nostra età metabolica e cosa possiamo fare, invece, per essere più giovani a lungo termine” ha dichiarato Francesco Ghibaudo, Chief Marketing & Customer Officer di Dr. Max Italia.

Dalla strada alla farmacia, Forever20 rafforza così il ruolo della farmacia come punto di riferimento non solo per la cura, ma anche per la prevenzione e il benessere.

“La missione di Dr. Max è rendere la cura accessibile a tutti e lo facciamo attraverso due leve fondamentali, che sono convenienza e servizio. Il farmacista gioca un ruolo fondamentale nell’attivare questo meccanismo, creando una relazione di fiducia con i pazienti e i clienti, capendone le esigenze e cercando di dare risposte alle loro necessità di cura nella maniera più conveniente possibile. In questo senso, Forever20 gioca un ruolo fondamentale perché racconta l’impegno di Dr. Max a supporto dello sviluppo della farmacia e dei servizi e dà anche un’occasione ai nostri clienti e pazienti di testare e provare i nostri servizi” ha aggiunto Alessandro Urbani, CEO di Dr. Max Italia.

E la sfida, ora, è trasformare la prevenzione in un’abitudine: più vicina, più semplice e parte della vita di tutti i giorni.

Emma Bonino, Mattarella: profondo dolore, è stata un punto di riferimento

Roma, 11 set. (askanews) – “La scomparsa di Emma Bonino addolora profondamente. Ha impresso un segno nella vita della Repubblica con un impegno tenace e coerente. Radicale, liberale, femminista, decisamente europeista, è stata protagonista di movimenti e di riforme che hanno inciso sul percorso della nostra società. Parlamentare, leader di partito, Ministra delle Politiche europee e poi degli Esteri, Commissaria europea, Emma Bonino è stata un punto di riferimento non soltanto in Italia: il suo impegno contro la fame nel mondo, contro la pena di morte, per il Tribunale penale internazionale sono stati motivi di orgoglio per la Repubblica”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Negli ultimi anni la sua priorità era l’unità e la maggiore integrazione dell’Unione Europea: testimone che ha affidato a chi ne ha condiviso pensiero e impegno – ricorda il capo dello Stato -. Ai familiari e a quanti le sono stati vicini rivolgo un intenso pensiero di vicinanza e solidarietà”.

(foto d’archivio)

A Milano torna la grande festa della Danza con On Dance e Roberto Bolle

Milano, 11 set. (askanews) – Dopo il successo delle edizioni precedenti, dall’11 al 13 settembre 2026 Milano torna a trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto per OnDance, la festa della danza ideata e diretta da Roberto Bolle, che per la sua nona edizione invita i cittadini, appassionati e professionisti a vivere tre giorni di spettacoli, lezioni, incontri ed eventi gratuiti all’insegna della partecipazione e della condivisione.

Roberto Bolle racconta tutte le novità di questa edizione. “Sì siamo alla nona edizione e torna a On Dance con qualche novità molto importante. Innanzitutto torna al Castello Sforzesco e in Piazza Duomo dove per la prima volta avremo due serate danzanti molto speciali di swing e di tango, non l’abbiamo mai fatta in Piazza Duomo. Al Castello ci saranno tutte le open class, anche queste aperte, gratuite per tutti i ragazzi, in 30 stili di danza diverse per venerdì, sabato e domenica. E poi c’è la grande festa finale che è questa grande marcia collettiva che unisce tutti gli stili, tutti i gruppi, tutti i ballerini in un unico momento, in unica, diciamo, coreografia collettiva. Abbiamo una playlist di tanti brani, ogni gruppo avrà preparato una propria coreografia e poi c’è una coreografia collettiva che faremo tutti insieme marciando intorno al Castello Sforzesco e arrivando al Parco Sempione qua dietro. Per me questo è l’emblema di On Dance proprio perché vuole unire, mettere insieme le diverse anime della danza che per la prima volta si parleranno e condivideranno questo momento”.

Il ballerino che tutto il mondo ci invidia poi spiega l’importanza della coralità della danza che va oltre il protagonismo dei singoli. “Soprattutto la danza e veramente coralità per me. È importante far vedere quante persone possono amare la danza e possono ritrovarsi insieme a ballare insieme. La forza di tantissime persone che ballano insieme è veramente unica. Un messaggio molto potente. Lo abbiamo visto l’anno scorso con il ballo rosso. Lo vediamo con il ballo in bianco che quest’anno abbiamo fatto a Torino, quindi anticipato,

On dance in questo caso e secondo me lo vedremo anche con la marcia. Tante persone insieme unite da una passione perché veramente c’è il primo ballerino ma soprattutto ci sono le migliaia di persone che amano la danza e sono travolte dalla passione e in questo caso spero dalla felicità che è l’elemento che unisce il sentimento di quest’anno”.

Bonino, Mattarella: profondo dolore, è stata punto di riferimento

Roma, 11 set. (askanews) – “La scomparsa di Emma Bonino addolora profondamente. Ha impresso un segno nella vita della Repubblica con un impegno tenace e coerente. Radicale, liberale, femminista, decisamente europeista, è stata protagonista di movimenti e di riforme che hanno inciso sul percorso della nostra società. Parlamentare, leader di partito, Ministra delle Politiche europee e poi degli Esteri, Commissaria europea, Emma Bonino è stata un punto di riferimento non soltanto in Italia: il suo impegno contro la fame nel mondo, contro la pena di morte, per il Tribunale penale internazionale sono stati motivi di orgoglio per la Repubblica”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Negli ultimi anni la sua priorità era l’unità e la maggiore integrazione dell’Unione Europea: testimone che ha affidato a chi ne ha condiviso pensiero e impegno – ricorda il capo dello Stato -. Ai familiari e a quanti le sono stati vicini rivolgo un intenso pensiero di vicinanza e solidarietà”.

Galleria Borghese oltre il museo con la performance "Le Metamorfosi"

Roma, 11 set. (askanews) – Lunedì 28, martedì 29 e mercoledì 30 settembre, in occasione della mostra “Metamorfosi. Ovidio e le arti” dedicata al poeta latino, la Galleria Borghese amplia il racconto oltre lo spazio espositivo trasformando il giardino retrostante la palazzina in un grande teatro a cielo aperto con una performance immersiva site-specific dal titolo “Le Metamorfosi”, ideata e diretta dal regista e direttore artistico di fama internazionale Giuliano Peparini, prodotta e realizzata dall’INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico.

L’iniziativa rappresenta il momento culminante di un articolato programma di attività che ha accompagnato la mostra: incontri, approfondimenti, spettacoli, percorsi di mediazione e iniziative dedicate a pubblici diversi hanno costruito un’esperienza culturale ampia e partecipata, pensata per offrire una lettura multidisciplinare dell’opera di Ovidio e celebrare pienamente il poeta proprio nella Galleria Borghese, luogo in cui le sue Metamorfosi trovano una delle loro più straordinarie traduzioni artistiche nelle sculture e nei capolavori della collezione.

Lo spettacolo è stato interamente ripensato per dialogare con gli spazi monumentali di Villa Borghese. Non si tratta di una rappresentazione tradizionale, ma di un’esperienza artistica e sensoriale nella quale teatro, danza, musica e video mapping accompagnano il pubblico lungo un percorso immersivo in cui il giardino diventa esso stesso scenografia e protagonista del racconto.

Prodotta dall’INDA, la performance riunisce artisti professionisti e giovani interpreti dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico e della Peparini Academy, dando vita a una creazione corale che prosegue idealmente il percorso della mostra e ne amplia il significato.

Le grandi figure delle Metamorfosi prendono vita tra i sentieri, le statue e le alberature della Villa. Dafne rivive nella sua trasformazione in alloro, in un dialogo diretto con la natura circostante; Narciso restituisce il tema dell’identità e del riflesso attraverso il linguaggio del corpo e delle immagini; Orfeo ed Euridice raccontano il confine tra amore e perdita in una partitura scenica di intensa forza emotiva. Attorno a loro, gli altri protagonisti del poema emergono nello spazio come apparizioni, coinvolgendo gli spettatori in un racconto senza soluzione di continuità nel quale il paesaggio diventa parte integrante della narrazione e le trasformazioni immaginate da Ovidio sembrano compiersi davanti agli occhi del pubblico. La creazione nasce dall’esperienza maturata a Siracusa, dove, in coproduzione con il Parco Archeologico della Neapolis, è stata presentata dal 21 giugno al 5 luglio nella Grotta dei Cordari alle Latomie del Paradiso.

Le ventidue repliche hanno registrato il tutto esaurito, confermando il grande successo del progetto, che per la Galleria Borghese si è rinnovato in una nuova versione site-specific, concepita appositamente per gli spazi storici di Villa Borghese.

“Mettere in scena le Metamorfosi di Ovidio nei giardini della Galleria Borghese significa prolungare naturalmente l’esperienza dei visitatori”, ha dichiarato Giuliano Peparini. “Volevo creare uno spettacolo immersivo in cui fosse il giardino stesso a raccontare la storia. In Ovidio la natura è un personaggio a tutti gli effetti. Gli esseri umani diventano alberi, fiori, pietre o stelle. Qui gli alberi, i sentieri, le statue e la luce raccontano già le Metamorfosi. Noi abbiamo semplicemente rivelato il teatro che esisteva già”, ha aggiunto.

Per la direttrice della Galleria Borghese, Francesca Cappelletti, “la mostra sulle Metamorfosi di Ovidio alla Galleria Borghese e l’intervento di Isaac Julien nell’Uccelliera, dal titolo ‘All that changes you. Metamorphosis’, ci spingono già a riflettere sul concetto stesso di mito e trasformazione e sul testo di Ovidio come straordinaria miniera di idee e ispirazioni per gli artisti, non solo per il grande numero di storie che vengono raccontate, ma anche per le modalità del racconto, che intrecciano vicende e personaggi con pochissima sosta per il lettore, che viene avvolto da immagini potenti. Quando la sosta avviene, in genere ci troviamo immersi in uno spazio naturale, in una quiete temporanea che immediatamente si riempie di presenze umane e divine, di forze universali, di voci e di movimento. La collaborazione con l’INDA, di cui siamo veramente entusiasti, contribuisce a rendere vivo lo spirito del poema nello spazio della Villa”.

Lo spettacolo, della durata di 45 minuti, va in scena il 28, 29 e 30 settembre alle ore 20.00 e 21.15 Disponibilità fino ad esaurimento posti, biglietti su galleriaborghese.it

In occasione delle tre serate il museo sarà aperto e visitabile, anche con un biglietto integrato.

Carburanti, Meloni: fiduciosa settimana prossima nuovo provvedimento

Roma, 11 set. (askanews) – “Per quello che riguarda le accise, noi abbiamo prorogato per qualche altro giorno. Stiamo lavorando su un provvedimento che vorremmo più targettizzato verso i consumatori che hanno maggiormente bisogno. Però vorremmo anche un provvedimento facile, immediato, per i cittadini che non crei confusione, che è la parte più difficile di questo lavoro e quindi ha richiesto qualche altro giorno. Sono ottimista che prima della settimana prossima o all’inizio della prossima arriveremo con il provvedimento”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine del Festival internazionale del Riso, che si inaugura oggi a Vercelli.

Lavoro, occupati saliti dello 0,6% nel secondo trimestre (+155mila)

Roma, 11 set. (askanews) – Occupazione in crescita nel secondo trimestre, in Italia a ritmi più sostenuti della media europea, pur restando a livelli inferiori a quello dell’insieme dell’Unione. Secondo i dati dell’Istat, nella Penisola il numero di occupati, al netto degli effetti stagionali, è salito a 24 milioni 363 mila, 155 mila rispetto al primo trimestre, pari al più 0,6%.

Questo a riflesso della crescita dei dipendenti – sia a tempo indeterminato (+120 mila, +0,7%) sia a termine (+18 mila, +0,7%) – e degli indipendenti (+17 mila, +0,3%); aumenta anche il numero di disoccupati (+31 mila, +2,2% in tre mesi) e diminuisce quello degli inattivi di 15-64 anni (-185 mila, -1,5%).

Il tasso di occupazione raggiunge il 63,1% (+0,4 punti in tre mesi), quello di disoccupazione sale al 5,6% (+0,1 punti) e il tasso di inattività scende al 33% (-0,5 punti). Nei dati provvisori di luglio 2026, rispetto al mese precedente, il numero di occupati e il relativo tasso risultano stabili, il tasso di disoccupazione cala di 0,1 punti e quello di inattività 15-64 anni rimane invariato.

Guardando all’insieme dell’Unione europea, secondo Eurostat nello stesso periodo il tasso di occupazione è flebilmente salito, al 76,4% nella fascia 20-64 anni, dal 76,3% del primo trimestre.

Il sottoutilizzo della forza lavoro inclusi i disoccupati si è attestato all’11% della forza lavoro Ue allargata nella fascia 20-64 anni nel secondo trimestre 2026, stabile rispetto al primo trimestre.