Roma, 13 apr. (askanews) – L’esercito degli Stati Uniti ha annunciato un blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti e dalle aree costiere iraniane, dopo che i negoziati del fine settimana non sono riusciti a portare a un accordo per mettere fine alla guerra con l’Iran, ponendo a rischio una fragile tregua di due settimane. Il blocco, secondo il Il Comando Centrale degli Stati Uniti, scatterà alle 16 ora italiana.
I colloqui a Islamabad, durati da sabato fino alla prima mattina di domenica, sono stati il primo incontro diretto tra Stati Uniti e Iran da oltre un decennio e il dialogo al più alto livello dalla rivoluzione islamica iraniana del 1979. Le negoziazioni sono avvenute pochi giorni dopo l’inizio di una tregua martedì, mirata a mettere fine a sei settimane di combattimenti che hanno ucciso migliaia di persone in tutto il Golfo, ridotto drasticamente le forniture energetiche vitali e alimentato timori di un conflitto regionale più ampio.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato che il blocco americano, a partire dalle 16 ora italiana, sarà “applicato in modo imparziale contro le navi di tutte le nazionalità in entrata o in uscita dai porti e dalle aree costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani nel Golfo Persico e nel Golfo dell’Oman”.
Non saranno invece ostacolate le navi in transito nello stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani, ha affermato l’esercito americano. Ulteriori informazioni saranno fornite ai marittimi commerciali attraverso un avviso ufficiale prima dell’inizio del blocco.
Theran ha definito il piano americano un “atto di pirataggio e ha rilanciato, avvertendo che i porti del Golfo Persico e del Mare di Oman saranno “o per tutti o per nessuno”. Secondo quanto riportato dall’emittente statale IRIB, il Comando unificato delle forze armate iraniane ha ribadito che la difesa dei diritti del Paese è un dovere “naturale e legale” e che l’esercizio della sovranità nelle acque territoriali rappresenta un diritto della nazione iraniana.
L’Iran afferma che continuerà a garantire la sicurezza dello stretto, ma che le “navi affiliate al nemico” non avranno diritto di transito nello Stretto di Hormuz, mentre le altre potranno passare nel rispetto delle regole stabilite da Teheran. Inoltre, anche dopo la fine del conflitto, intende mantenere un un meccanismo permanente di controllo sullo Stretto.
Il presidente Donald Trump ha dichiaratoieri che le forze statunitensi intercetteranno anche ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato una “tassa” all’Iran.
“Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà passaggio sicuro in alto mare”, ha scritto Trump sui social media, aggiungendo: “Qualsiasi iraniano che apra il fuoco contro di noi, o contro navi pacifiche, sarà FATTO A PEZZI!”.
Ha inoltre affermato che la Marina statunitense inizierà a distruggere le mine che gli iraniani avrebbero posizionato nello stretto di Hormuz, un punto di passaggio strategico per circa il 20 per cento delle forniture energetiche globali.
Mentre i dati sul traffico marittimo mostravano che tre superpetroliere completamente cariche di petrolio avevano attraversato lo stretto sabato, le navi hanno evitato la zona oggi, in vista del blocco americano.
Il prezzo del petrolio greggio di riferimento è salito di oltre il 7 per cento, sfondando il muro dei 100 dollari al barile nelle contrattazioni asiatiche del mattino di oggi, mentre il dollaro è aumentato e i futures sulle borse statunitensi sono scesi dopo l’annuncio del blocco.
Un funzionario americano ha dichiarato che l’Iran ha respinto la richiesta di Washington di mettere fine a ogni arricchimento dell’uranio, smantellare tutti i principali impianti di arricchimento e trasferire l’uranio altamente arricchito. La repubblica islamica ha inoltre rifiutato le richieste statunitensi di interrompere il finanziamento di Hamas, Hezbollah e degli Houthi, nonché di aprire completamente lo stretto di Hormuz, ha aggiunto il funzionario.
I media iraniani hanno riferito che su diversi punti era stato raggiunto un accordo, ma che lo stretto e il programma nucleare iraniano restavano i principali punti di blocco. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha affermato che l’Iran ha “incontrato massimalismo, obiettivi mutevoli e un blocco” quando era a pochi passi da un “Memorandum d’Intesa di Islamabad”.
“Zero lezioni apprese”, ha aggiunto, “La buona volontà genera buona volontà. L’inimicizia genera inimicizia”.
Anche se la tregua dovesse reggere, molti analisti prevedono che sarà necessario tempo prima che i flussi energetici nel Golfo tornino alla normalità, con conseguenti prezzi del carburante più alti e una maggiore inflazione globale. Trump ha detto a Fox News che i prezzi del petrolio e della benzina potrebbero rimanere alti fino alle elezioni di metà mandato di novembre, rara ammissione delle possibili conseguenze politiche della guerra.
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha pubblicato sui social una mappa dei prezzi della benzina nell’area di Washington commentando: “Godetevi i prezzi attuali alla pompa. Con il cosiddetto ‘blocco’, presto rimpiangerete la benzina a 4-5 dollari”. Trump ha dichiarato di credere che l’Iran continuerà a negoziare e ha definito i colloqui di Islamabad “molto amichevoli”.
“Credo che torneranno al tavolo, perché nessuno può essere così stupido da dire: ‘Vogliamo armi nucleari’, e non hanno carte da giocare”, ha detto. Ma poche ore dopo, il presidente ha affermato di non preoccuparsi se un Iran “disperato” tornerà ai negoziati. “Non mi importa se tornano o no. Se non tornano, per me va bene”, ha detto ai giornalisti dopo essere tornato nell’area di Washington dalla Florida.
Ghalibaf ha attribuito agli Stati Uniti la responsabilità della mancanza di fiducia di Teheran, malgrado la sua squadra avesse proposto “iniziative lungimiranti”. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha discusso dei colloqui in una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin, ha affermato che Teheran vuole “un accordo equilibrato ed equo”. Se “gli Stati Uniti tornano nel quadro del diritto internazionale, il raggiungimento di un accordo non è lontano”, ha detto a Putin, secondo i media statali iraniani.