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lunedì, 16 Febbraio, 2026
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Trump ha invitato ufficialmente Meloni al board of peace

Roma, 16 feb. (askanews) – L’Italia parteciperà giovedì alla prima riunione a Washington del Board of Peace come Paese osservatore. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto un invito per il “costante impegno dimostrato (dall’Italia, ndr) per la pace, la stabilità e la cooperazione internazionale”. Il livello di partecipazione del nostro Paese deve ancora essere determinato.

In ottica statunitense, la presenza di osservatori potrà rafforzare la portata e credibilità dell’esercizio. Secondo quanto si è appreso, gli osservatori non avranno facoltà di intervenire ai lavori, ma potranno partecipare attivamente a discussioni a margine dell’evento e potranno anche condividere in anticipo con gli organizzatori eventuali contributi nazionali da valorizzare durante l’incontro di Washington. Gli Stati osservatori non dovrebbero votare l’eventuale progetto di risoluzione del Board of Peace, previsto dopo la riunione.

Leonardo: da Arabia Saudita contratto per 4 aerei C-27J MPA

Roma, 16 feb. (askanews) – Leonardo fornirà quattro C-27J Maritime Patrol Aircraft (MPA) al ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita. Lo comunica il gruppo in una nota aggiungendo che le consegne saranno avviate nel 2029.

“Quest’importante risultato – si legge in una nota – conferma il forte legame tra Leonardo e il Regno dell’Arabia Saudita, con l’aumento degli ordini di C-27J da parte di operatori nel Paese dopo il precedente ordine, annunciato nell’estate 2025, di due unità dedicate alla lotta antincendio, al trasporto e all’evacuazione medica. Il contratto con la Marina dell’Arabia Saudita rappresenta anche il primo programma di acquisizione di C-27J comprensivo di integrazione di armamento per impieghi in ambiente marittimo, un’ulteriore prova della versatilità della piattaforma in grado di combinare, in maniera esclusiva, capacità di trasporto, risposta alle emergenze e sorveglianza in contesti multidominio”.

Red/Sen

Sanremo, Elettra Lamborghini: quest’anno sento una grande pressione

Milano, 16 feb. (askanews) – Elettra Lamborghini è in gara alla 76 edizione del Festival di Sanremo che si terrà dal 24 al 28 febbraio 2026 con il suo nuovo brano “Voilà”. Per la “Twerking Queen” essere a Sanremo è un collage di sensazioni: “Sicuramente sia emozioni che ricordi che paure. Nel senso che comunque il primo anno ero un po’ inconsapevole, quindi l’ho presa un po’ così e mi sono divertita tantissimo, ho dei ricordi stupendi e mi ricordo anche quando sul palco mi stavo per svenire. L’anno scorso uguale quando sono adatta da conduttrice. L’emozione rimane sempre, anche un po’ la paura. Quest’anno ho tanta voglia di mostrare dei cambi e quindi ho molta pressione. Quest’anno, devo usare un aggettivo, direi una grande pressione”.

Scritto con Andrea Bonomo, Edwyn Roberts e Pietro Celona, “Voilà” è un brano squisitamente pop che si muove fra sonorità a metà fra gli ABBA e Raffaella Carrà. “Voilà parla anche di Raffaele La Carrà che per me è stato un mito. Diciamo che parla del vivere bene la vita del divertirsi, del non pensare troppo, della spensieratezza, è un inno al divertimento”. Poi aggiunge: “Questo è un brano che sento veramente mio. Il mio desiderio è portare spiensieratezza e far ballare tutti in questi tempi bui. Voilà” è un viaggio su una cabrio senza targa, quando si è innamorati e si hanno gli occhi che paiono amarene, si litiga ma alla fine si finisce a ballare sotto le stelle”.

Milano-Cortina, Malagò: "Il Sistema Italia funziona"

Roma, 16 feb. (askanews) – Il presidente della Fondazione Milano Cortina celebra le donne italiane alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, sottolineandone carattere, grinta e resilienza: “Hanno un carattere, una grinta e una resilienza fuori dal comune – dice in una intervista a Il Messaggero – superano ogni media e ogni logica le nostre campionesse azzurre. Hanno qualcosa di fenomenale”. Malagò evidenzia la capacità delle azzurre di emergere anche quando partono sfavorite: “Il trionfo di Lisa Vittozzi racconta proprio questo. Non partiva favorita e doveva recuperare la gara sprint. E ha fatto un miracolo… Alle namento, competenza, professionalità, preparazione e organizzazione: tutto questo distingue le nostre super donne”.

Riferendosi a Federica Brignone e al percorso delle altre atlete, aggiunge: “Federica non ha del miracoloso, è il simbolo della forza di volontà… Le donne azzurre hanno capito, anche nei momenti più complicati, di potercela fare… Vittozzi e Moioli, tre anni fa, avevano smesso… e invece hanno saputo tirare fuori energia, forza e determinazione”.

Malagò parla anche del valore simbolico di questi successi per il Paese: “La cosa più bella è vedere che si è riattivato, grazie alle nostre campionesse e ai nostri campioni, l’orgoglio per quanto fa e sa fare il nostro Paese… Le donne e gli uomini azzurri… diventano punti di riferimento da imitare per i nostri giovani. Hanno una influenza che serve a tutti”.

Infine, sottolinea l’importanza del sistema Italia e dell’impatto economico e internazionale dei Giochi: “Quando c’è il lavoro di squadra, c’è tutto… Questi Giochi significano 5 miliardi e 300 milioni di ricavi aggiuntivi per il pil… Il brand Italia ha già vinto. E lo standing del nostro Paese è salito sul podio internazionale. E lì resterà”.

Eurozona, nel 2025 la produzione dell’industria salita dell’1,5%

Roma, 16 feb. (askanews) – Il 2025 si è chiuso con un aumento dell’1,5% per la produzione dell’industria complessiva nell’area euro, così come guardando all’intera Unione Europea. Lo riporta Eurostat, che oggi ha completato il quadro dell’anno passato con i dati di dicembre, in cui la produzione è scesa dell’1,4% nell’area euro, rispetto al mese precedente, e dello 0,8% nell’intera Ue.

Nel paragone con lo stesso mese di un anno prima, a dicembre la produzione industriale risultava comunque salita dell’1,2% nell’area euro e dell’1,4% nella Ue.

Il Papa: è ipocrita affermare che vita e salute sono valori uguali per tutti

Roma, 16 feb. (askanews) – “Spesso si afferma che la vita e la salute sono valori ugualmente fondamentali per tutti, ma tale affermazione risulta ipocrita se al contempo ci si disinteressa delle cause strutturali e delle scelte operative che determinano le diseguaglianze. Nonostante le dichiarazioni e i proclami, nei fatti non tutte le vite sono ugualmente rispettate e la salute non è tutelata né promossa per tutti nello stesso modo”. Così Papa Leone XIV ricevendo oggi in udienza in Vaticano i partecipanti all’Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia per la Vita.

Un treno è deragliato nel Vallese in Svizzera

Roma, 16 feb. (askanews) – Un treno è deragliato stamani nei pressi della frazione vallesana di Goppenstein. L’incidente ferroviario è avvenuto attorno alle 7, stando a quanto comunicato dalla polizia cantonale sulla piattaforma X. Le autorità temono la presenza di feriti.

L’intervento dei soccorsi è attualmente in corso, precisa la polizia vallesana, che non fornisce ulteriori dettagli, ma intende comunicare maggiori informazioni sull’incidente in un secondo momento.

(Fonte ATS)

Sanremo, Nicolò Filippucci: “L’ansia si trasforma in adrenalina”

Milano, 16 feb. (askanews) – Nicolò Filippucci, vincitore di Sanremo Giovani, parteciperà alla prossima edizione del Festival di Sanremo, tra le Nuove Proposte, portando sul palco dell’Ariston il suo brano “Laguna” (Warner Records Italy / Warner Music). “Sanremo è un palco molto importante. Ho sempre visto il festival di Sanremo sin da piccolo. Mi ricordo il divano con i miei genitori, con gli amici. Poter cantare sul palco dell’Ariston, soprattutto a 19 anni, non avrei mai immaginato di avere questa possibilità e sono veramente molto emozionato. Ovviamente c’è sempre quel pizzico d’ansia che però aiuta, che si trasforma poi in adrenalina”.

Power ballad intensa e viscerale, “Laguna” mette in luce la straordinaria sensibilità interpretativa e la potenza vocale di Nicolò. “Laguna è un pezzo che parla di una storia, una storia che è finita, purtroppo, e racconta un po’ tutti quei sentimenti, quelle emozioni che si provano quando qualcosa finisce. A me piace raffigurarle in questa proprio laguna, come un po’ richiama anche la copertina, come se sono io che mi getto, mi lancio in questa laguna di pensieri.

Un brano in cui le onde diventano metafora dei ricordi d’amore che riaffiorano, senza mai dissolversi del tutto. Un dialogo tra luce e ombra, melodia e malinconia, che racconta la bellezza di ciò che resta, anche quando tutto sembra perduto. Laguna, inoltre, fa da apripista al suo prossimo progetto discografico, in uscita in primavera.

Dopo esser stato l’opening act del Capodanno di Roma al Circo Massimo e l’esperienza sanremese, Nicolò Filippucci è pronto a portare la sua musica su un palco tutto suo: il 13 aprile si terrà il suo primo concerto ai Magazzini Generali di Milano, “La prima volta insieme”, prodotto da Magellano Concerti.

Oggi ricorre il secondo anniversario della morte di Alexei Navalny

Roma, 16 feb. (askanews) – I sostenitori di Alexei Navalny, figura di spicco dell’opposizione russa, che secondo i principali governi europei è stato assassinato dal governo di Mosca con un agente nervino, commemorano oggi il secondo anniversario della sua morte. Sono previsti eventi in Russia e in oltre 20 altri Paesi, secondo il team di Navalny, che lavora in esilio. In Russia sarà possibile deporre fiori al cimitero Borisovskoye di Mosca, dove si trova la sua tomba.

Navalny, che aveva condotto una campagna contro la corruzione ufficiale e organizzato imponenti proteste anti-Cremlino come più accanito oppositore del presidente Vladimir Putin, è morto due anni fa in una colonia penale in Siberia dove stava scontando una condanna a 19 anni che riteneva motivata da ragioni politiche.

Sabato, Germania, Svezia, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito hanno affermato a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco che le analisi dei resti di Navalny hanno mostrato tracce della potentissima tossina epibatidina.

Nel 2020, Navalny era sopravvissuto a un tentativo di assassinio con l’agente chimico Novichok. “Due anni fa, il mondo ha appreso della morte di Alexei Navalny. Rendo omaggio alla sua memoria. Allora dissi che, a mio avviso, la sua morte diceva tutto sulla debolezza del Cremlino e sulla sua paura di qualsiasi avversario. Ora è chiaro che questa morte è stata premeditata”. Lo ha scritto oggi su X il presidente francese Emmanuel Macron.

“La verità prevale sempre, mentre aspettiamo che la giustizia faccia lo stesso”, ha concluso Macron.

Calcio, Cremonese-Napoli: 20 Daspo per 50 anni complessivi

Roma, 16 feb. (askanews) – La Questura di Cremona ha emesso 20 Daspo, per un totale di 50 anni di divieto di accesso agli impianti sportivi, in seguito agli episodi di violenza avvenuti in occasione della sfida Cremonese – Napoli dello scorso 28 dicembre. I provvedimenti riguardano 16 ultras partenopei e 4 supporter cremonesi.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, una ventina di ultras napoletani aveva raggiunto la città a bordo di un minivan e due auto a noleggio, muovendosi in gruppo nelle aree limitrofe allo stadio Stadio Giovanni Zini. Durante gli spostamenti, alcuni di loro sono scesi dai veicoli aggredendo un tifoso grigiorosso diretto all’impianto, al quale sono stati sottratti sciarpa e cappellino con i colori ufficiali della Cremonese.

Poco dopo, in un parcheggio adiacente allo stadio, altri due sostenitori cremonesi sono stati avvicinati e minacciati. Tra loro anche un anziano tifoso che, colto da un evidente stato d’ansia, ha indotto gli aggressori a desistere dal sottrargli la sciarpa. Gli episodi sarebbero avvenuti alla presenza dell’intero gruppo, rafforzando – secondo gli inquirenti – la carica intimidatoria delle azioni.

Nel corso della partita, nel settore ospiti sono stati inoltre accesi alcuni fumogeni. L’attività investigativa della Digos della Questura di Cremona, attraverso l’analisi incrociata delle immagini, ha consentito di identificare 14 componenti del gruppo napoletano – compresi gli autori materiali delle aggressioni – e 2 responsabili dell’accensione dei fumogeni.

Al termine della gara, la tensione è rimasta alta. Circa cinquanta ultras grigiorossi, travisati e armati di aste e bastoni, hanno tentato di raggiungere il settore ospiti. Il tempestivo intervento di una squadra del Reparto Mobile ha evitato il contatto tra le tifoserie grazie a un’azione di contenimento che ha disperso i facinorosi. Un agente di Polizia è rimasto lievemente ferito. Anche in questo caso, la Digos, con il supporto delle immagini della Polizia Scientifica, ha individuato quattro supporter cremonesi, poi colpiti da Daspo.

Infine, ulteriori provvedimenti hanno riguardato la gara Cremonese – Inter del 1° febbraio: un ultras interista è stato destinatario di Daspo dopo aver lanciato una bomba carta esplosa nei pressi del portiere Emil Audero, episodio che aveva causato la sospensione temporanea del match e portato all’arresto differito del tifoso. Un secondo supporter nerazzurro è stato sanzionato per l’accensione di un fumogeno all’interno dell’impianto.

Referendum, Bignami: la sinistra cavalca la polemica per coprire l’oscenità di Gratteri

Roma, 16 feb. (askanews) – La polemica scatenata contro il Guardasigilli Carlo Nordio è “un tentativo maldestro della sinistra e dei magistrati di coprire le oscenità dette da Gratteri ma non sta in piedi”. Lo afferma in un colloquio con la Stampa il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami convinto che in tutto questo ci sia “un’insopportabile doppiopesismo”.

Quello che ha detto Nordio l’ha detto “per primo il procuratore antimafia Nino Di Matteo nel 2019 e non mi pare che al tempo qualcuno avesse avuto da ridire”, “nemmeno il Csm allora prese un’iniziativa per censurarle”, osserva Bignami. L’unico a stigmatizzare le parole di Gratteri su chi vota Sì al referendum, conclude, “è stato Bachelet, il presidente del Comitato per il No, mentre i magistrati e la sinistra sono rimasti in silenzio”.

Federica Brignone, il dolore e la lucidità oltre la vittoria

Milano, 16 feb. (askanews) – “Per me in questo momento sciare è comunque difficile, non è una cosa banale, è una cosa dolorosa, per cui devo sempre fare i conti con un certo tipo di mostri con cui combatto da un po’”. Lo dice sorridendo ai cronisti che la circondano a Casa Italia a Cortina per festeggiare il suo secondo oro olimpico nell’arco di pochi giorni. Lo dice con naturalezza, Federica Brignone, come se niente fosse, in realtà sono parole che hanno un peso, che hanno una verità spesso poco raccontata nel mondo dello sport. Sono parole che parlano della realtà accanto alla leggenda dei trionfi, di una persona, di un corpo fisico, accanto al corpo mediatico che viene creato intorno alla figura del Campione. Sono parole senza retorica, crude, che non negano il risultato, ma lo mettono in una prospettiva diversa rispetto a quella meramente celebrativa.

Una domanda che ci si può porre guardando le Olimpiadi è “Che cosa resta delle vittorie”, che cosa significa una vittoria, dopo averla conquistata. Ascoltando Federica Brignone viene in mente quello che raccontava Andre Agassi nella sua autobiografia, ossia un uomo che si svegliava ogni giorno travolto dai dolori, che era arrivato a odiare il tennis – che giocava da numero 1 al mondo – e che la mattina dopo avere vinto Wimbledon si era accorto che, in fondo, nella sua vita non era cambiato niente. Viene in mente il fatto che anche i medaglieri sono costruiti sulla fatica e la sofferenza delle persone. E in un’altra intervista a La Repubblica Federica Brignone ha detto che darebbe indietro subito i due ori di Milano Cortina per tornare a prima dell’infortunio del 3 aprile 2025. “Mi sono rovinata completamente la gamba e il ginocchio – ha detto – e ogni giorno è una lotta”. E poi: “In gara si sta in uno stato di massima allerta, come quando si ha paura di morire”.

Ecco, in una società che ha completamente rimosso il concetto della morte, che invece, come diceva lo scrittore israeliano Amos Oz fa da sempre rima con la vita e ne è una parte essenziale, che oggi viene invece raccontata solo come uno scandalo. Che una atleta del tutto fuori dal comune nel momento dei suoi più grandi successi abbia la lucidità di usare certe parole è una prova di grandezza forse superiore a quella – incredibile, che ha fatto inchinare anche le rivali – mostrata sula pista delle Tofane a Cortina. È questo, forse, ciò che resta davvero dopo le vittorie. (Leonardo Merlini)

Fonte immagine: CONI

La Russa: martedì Tajani in commissione riferirà sul Board of Peace

Roma, 16 feb. (askanews) – “A seguito delle dichiarazioni rilasciate alla stampa da alcuni leader dell’opposizione e della conseguente disponibilità del governo a riferire in Parlamento sulla partecipazione dell’Italia come paese osservatore al Board of Peace, tutti i rappresentanti dei gruppi parlamentari del Senato, di comune accordo, hanno convenuto di fissare l’audizione del ministro Tajani per martedì 17 febbraio alle ore 16,45 davanti alle commissioni Esteri e Difesa, ovviamente con l’accordo del presidente della commissione e del ministro. L’audizione si terrà in commissione in quanto precedentemente era stato convenuto che questa settimana fosse riservata ai lavori delle commissioni e di conseguenza nella giornata di martedì il calendario approvato non prevede sedute in aula”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.

Mastella: MAGA e cattolici, una incompatibilità di fondo

L’opposizione non è circoscritta al  cosiddetto “campo largo”, dominato in sostanza da vecchia e nuova sinistra, e forse proprio per questo nemmeno troppo largo. Clemente Mastella ha preso ieri una posizione molto netta, in linea con le fondamentali premesse del cattolicesimo politico. Alla presidente del Consiglio riconosce doti di “slalomista” in politica estera, capace di muoversi tra Berlino e Washington. Tuttavia, avverte che questa abilità tattica potrebbe mostrare i suoi limiti quando l’Europa sarà chiamata a decisioni drastiche su dazi, sicurezza e autonomia strategica.

Tra equilibrio diplomatico e scelte europee

Finora l’Italia ha mantenuto una postura flessibile tra le priorità tedesche e l’indirizzo statunitense. Ma le tensioni geopolitiche emerse anche alla Conferenza di Monaco rendono probabile un momento di verità: l’Europa dovrà definire una linea autonoma e gli Stati membri non potranno restare in equilibrio indefinito. In quel passaggio, la chiarezza di collocazione politica diventerà decisiva.

Il punto dirimente: l’ideologia Maga

Per Mastella, la questione centrale non è tattica ma culturale. Se la leadership italiana si colloca dentro l’orizzonte ideologico MAGA— associato a sovranismo identitario e chiusura nazionalista — si determina una frattura con l’ispirazione solidaristica del cattolicesimo. Il richiamo a Steve Bannon e alle tensioni con Papa Francesco rafforza, nella lettura mastelliana, l’idea di un paradigma politico estraneo alla tradizione cristiano-sociale.

La sensibilità cattolica e il destino del centro

Il ragionamento stringe su un punto preciso: una destra che non prenda le distanze da quel paradigma non può intercettare la sensibilità più autentica di un mondo che si richiama all’insegnamento sociale della Chiesa. Mastella ribadisce così una linea coerente con il cattolicesimo democratico: centralità della persona, solidarietà, apertura europea e rifiuto delle chiusure identitarie.

In questa prospettiva, il tema non riguarda gli equilibri di governo ma la rappresentanza culturale e politica di un’area sociale che in Italia continua a essere decisiva.

Come la Cina entra nell’anno del cavallo di fuoco

Il Capodanno lunare è celebrato da miliardi di persone nel mondo, in particolare in Asia. E domani, martedì 17 febbraio 2026, è il giorno del capodanno cinese, che si celebra alla seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno. Quello che sta per iniziare è l’Anno del Cavallo, quest’anno del Cavallo di Fuoco, una combinazione rara che capita solo ogni 60 anni. Per l’astrologia cinese un anno speciale, tradizionalmente simbolo di energia, vitalità e cambiamento, che cade in una fase nella quale la Cina esprime come non mai queste qualità.

Stabilità interna e salto di qualità tecnologico

Per il governo di Pechino, questo slancio si traduce in una strategia che mira a navigare in un contesto economico globale turbolento, dando la precedenza alla stabilità interna e al salto di qualità tecnologico.

Le priorità del governo per il 2026, delineate nel nuovo Piano Quinquennale (2026-2030), si concentrano su tre macro-aree: un rilancio economico cauto ma mirato, una competitività tecnologica sempre più solida e una transizione energetica attuata con realismo.

L’obiettivo principale delle politiche economiche cinesi è affrontare le debolezze strutturali dell’economia, in particolare la debole domanda interna, le tensioni commerciali con l’Occidente, le incertezze finanziarie e monetarie. La parola d’ordine è: sviluppo di alta qualità, che mette in secondo piano la crescita a tutti i costi.

Le principali leve, su cui il governo intende agire, appaiono funzionali a tale scopo. Prima fra tutte una politica fiscale e monetaria espansiva ma controllata. L’approccio è cauto: si vuole sostenere l’economia senza creare nuovi squilibri, con una crescita del pil attesa intorno al 4,5% . Ciò consente di investire migliaia di miliardi di yuan, senza debito estero o con banche internazionali private, in titoli di stato speciali per sostenere strategie nazionali e settori chiave, 

Espansione dei consumi interni

La Cina punta sull’estensione dei consumi interni per rendere migliore la vita della sua gigantesca classe media e per dare opportunità di riscatto a quel terzo circa della popolazione delle aree più interne che non hanno ancora incrociato appieno il treno dello sviluppo.·Per ridurre la dipendenza dalle esportazioni (che rimangono un punto di forza, con un surplus record di 1.200 miliardi di dollari nel 2025), il governo punta a stimolare la spesa delle famiglie in misura controllata.

Ciò nel contempo permette alla Cina di sostituire gradualmente i suoi investimenti in titoli di stato Usa con un massiccio acquisto di oro fisico, anche attraverso la sapiente e lungimirante creazione e consolidamento in questo secolo, di un nuovo mercato globale dell’oro, a Shanghai, di fatto alternativo a quello di Londra, e preferito dagli investitori in quanto viene scambiato il metallo più prezioso consegnato e non dei semplici titoli di proprietà.

Ora, il giudizio su processi di questo tipo in Occidente è spesso alterato dalla personalizzazione fatta dall’eccentrico presidente americano Trump, per cui si finisce per guardare più l’apparenza che alla sostanza. Altrimenti balzerebbe subito all’occhio che in concreto le politiche economiche americane dei dazi ben si conciliano con le politiche economiche espansive cinesi. Entrambe mirano a ridurre e possibilmente azzerare l’influenza sulle loro economie dei poteri finanziari globali (o globalisti per la loro intrinseca vocazione unipolare) in modo da favorire l’avvento di un nuovo sistema multilaterale e pacifico.

Da fabbrica del mondo a leader glibale dell’innovazione

Questa politica economica fondata sulla non separazione fra politica (il Partito Comunista) e Tesoro consente, inoltre, alla Cina di disporre di ingenti risorse per trasformarla da “fabbrica del mondo” (ruolo a cui avrebbe voluto relegarla la finanza globalista, credendo di farne una sorta di Germania in grande) a leader globale nell’innovazione. Il piano quinquennale punta a sviluppare le cosiddette “nuove forze produttive”. I fondi sono concentrati in aree come l’intelligenza artificiale, la robotica, i veicoli elettrici intelligenti, le tecnologie quantistiche, l’idrogeno e la bioeconomia. Pechino considera prioritario sviluppare un proprio ecosistema innovativo autonomo.

La medesima attenzione è data al sostegno alla sostenibilità e alle politiche ambientali ma senza l’estremismo ideologico dimostrato dall’Unione Europea. Infatti, la Cina ambisce a primeggiare nelle politiche verdi ma senza danneggiare la crescente domanda di energia. Accanto all’obiettivo di aumentare al 30% la quota di combustibili non fossili entro il 2035 e della crescita di sei volte della capacità installata di eolico e solare rispetto al 2020, coesiste la costruzione di nuove centrali a carbone. Una contraddizione, certo ma non più grande di quella del green deal europeo che coesiste con politiche di riarmo che rischiano di andare oltre una legittima istanza di difesa, specie se a guidarle è uno stato come la Germania e se a definire gli obiettivi strategici in ultima istanza è una potenza che non ama la diplomazia nei rapporti con la Russia, come il Regno Unito.

Intanto, l’anno del Cavallo rosso fuoco vede una Cina che cerca di interpretare l’energia e il cambiamento associati a questo elemento, per consolidare la propria leadership tecnologica e gestire le vulnerabilità economiche, in un contesto globale che offre tanto rischi quanto inaudite opportunità.

Fanfani, anticapitalismo come “ritorno al passato”? Chiose a Luigino Bruni

Il punto di partenza: Bruni

Nel pezzo “La critica di Fanfani al capitalismo e la tentazione del ritorno al passato”, uscito su Avvenire il 15 febbraio 2026, Luigino Bruni rilegge il giovane Amintore Fanfani: la critica del capitalismo come fenomeno anche morale, la nostalgia per un ordine comunitario, l’interesse iniziale per il corporativismo come correttivo agli eccessi del mercato. L’economista sociale ne ricostruisce così il retroterra culturale e le ambivalenze, mettendo in guardia dalla tentazione di risolvere il presente con un ritorno idealizzato al passato.

Il nodo che resta in ombra

Il punto delicato è il “dopo”: come si passa dalle categorie del corporativismo degli anni Trenta alle politiche di intervento pubblico nel nuovo quadro istituzionale e politico della Repubblica. Nel pezzo, questo snodo è più suggerito che argomentato: la continuità viene evocata, ma la transizione resta sullo sfondo. Non è un giudizio su Fanfani; è la necessità di mettere a fuoco come le sue categorie si trasformino quando entrano nella democrazia repubblicana. Eppure la distinzione è decisiva: un modello verticale di composizione degli interessi deve misurarsi con istituzioni democratiche e vincoli costituzionali.

Democrazia Cristiana e quadro repubblicano

Qui sta il passaggio decisivo. Dopo il 1945 Fanfani rielabora alcune intuizioni (limiti al mercato, funzione sociale dell’economia, corpi intermedi) dentro un contesto nuovo: democrazia parlamentare, economia mista, negoziazione sociale. Un esempio chiarisce: nel corporativismo la composizione tra impresa e lavoro è decisa dall’alto; nella Repubblica, invece, l’intervento pubblico passa per Parlamento e contrattazione, dunque per decisioni esposte al conflitto regolato e a possibili correzioni. In questo quadro pesa anche la dialettica – e infine l’incontro –  tra “prima” e “seconda” generazione della Democrazia Cristiana.

È emblematico il 1954, quando Fanfani arriva alla segreteria Dc in un passaggio maturato nella stagione di Alcide De Gasperi: segno che quella spinta doveva essere “trattata” e resa compatibile con l’ordinamento costituzionale e democratico.

Non basta dire continuità

Occorre distinguere tra continuità di sensibilità (cercare forme di regolazione del mercato, correggere gli squilibri) e continuità di forme (corporativismo).

La vera domanda non è se Fanfani resti “coerente”, ma come traduca un’esigenza di giustizia economica quando l’assetto diventa democratico: non più costruzioni organiche e chiuse, bensì politiche pubbliche esposte al confronto politico, tra consenso, mediazioni e controlli.

Senza questo passaggio, la storia appare una genealogia semplice; con esso, diventa una trasformazione: idee nate in un’epoca cambiano natura quando entrano in democrazia.

Messina al voto: le dimissioni a sorpresa del sindaco Basile

La scelta di Federico Basile di dimettersi con anticipo da sindaco di Messina è una delle decisioni più rilevanti che la politica siciliana abbia preso dai tempi di Piersanti Mattarella, quando l’allora neo-eletto presidente della Regione stabilì che la Sicilia avrebbe, innanzitutto, dovuto avere le “carte in regola”.

Un gesto che richiama la lezione di Piersanti Mattarella

Come infatti il leader democristiano spiegò non solo alla maggioranza di “solidarietà autonomistica” che lo appoggiava al governo ma soprattutto all’opinione pubblica dell’intera Isola, non sarebbe stato possibile affrontare le battaglie politiche, economiche, sociali, culturali e perfino geopolitiche senza una scelta strategica del popolo siciliano: abbandonare furberie, tornaconti e individualismi che logoravano il sistema democratico, rendendolo incapace di garantire i diritti di cittadinanza. In altri termini, per dirla con le parole del suo maestro Aldo Moro, riscoprire il “senso del dovere”.

Non una fuga, ma una chiamata alla svolta

Le dimissioni del sindaco di Messina, a circa un anno e mezzo dalla scadenza del mandato, lungi dal costituire una fuga dalle responsabilità o un gesto di arroganza nell’esercizio del potere — come denunciano i partiti tradizionali senza apparente seguito nell’opinione pubblica — esprimono nel profondo il senso di una chiamata alla svolta sia per i cittadini messinesi sia per quella parte delle forze politiche che ancora intendono rappresentarli.

Certo, la mancanza in consiglio di una solida maggioranza può avere inciso sulla decisione, soprattutto in una fase topica per l’incidenza dell’azione amministrativa sul piano regionale e nazionale. Ma ritenere questa la ragione determinante, come sostengono i partiti del polo destrorso, significa non comprendere le nuove dinamiche politiche innescate a Messina dall’esperienza avviata da Cateno De Luca.

Il valore strategico delle dimissioni

Le motivazioni della svolta impressa da Basile non sono strumentali né opportunistiche. Il loro significato ha un valore strategico: una chiamata alla responsabilità politica della cittadinanza.

Dopo oltre un settennio di governo caratterizzato da risultati significativi e da un soggetto politico percepito come nuovo, trasparente e intemerato, la comunità messinese è ora chiamata a fare propria la strategia di cambiamento, diventandone titolare effettiva. Ciò implica un ritorno alla partecipazione popolare, alla cittadinanza attiva, alla discussione pubblica e alle scelte comuni: in una parola, alla pratica di una democrazia rinnovata, capace di attrarre soprattutto le nuove generazioni.

Oltre il populismo: una sfida alla politica

Occorre tuttavia evitare equivoci. Non si tratta della solita chiamata populistica che, negando il ruolo dei corpi intermedi, mira a instaurare un rapporto plebiscitario con la città per fini politici superiori.

Le dimissioni di Basile rappresentano invece, insieme all’appello ai messinesi perché si coinvolgano in una nuova politica autonomistica, innovativa e comunitaria, una sfida aperta a tutte le forze politiche. Esse sono chiamate non solo a riconoscere quanto già realizzato, ma soprattutto a confrontarsi con il progetto di cambiamento messo a punto in questi anni.

Un possibile modello per la Sicilia

Il progetto avviato a Messina attende ora di essere portato a compimento per diventare modello di riferimento per il rinascimento della Sicilia e per una nuova fase di sviluppo del Paese. Ciò non significa richiedere un consenso passivo dei partiti tradizionali, ma aprire alla possibilità di modifiche e contributi, a condizione che vengano rispettati il nuovo metodo dell’agire politico e gli obiettivi finali.

Un gesto politico dal significato “rivoluzionario”

In conclusione, la decisione di Federico Basile di dimettersi anticipatamente da sindaco di Messina rappresenta un vero atto “rivoluzionario”. È riduttivo banalizzarla con narrazioni consunte che ormai servono solo a incantare gli stessi incantatori.

Il gesto — per così dire “regale”, da Basileus — del primo cittadino di Messina reca con sé un messaggio di grande disponibilità politica e una proposta di rinnovamento che merita di essere compresa nella sua portata storica.

Perché questa interdipendenza operativa sia strutturale, il setting distrettuale di prossimità va progettato come un’organizzazione di processo: regole comuni di accesso e stratificazione, valutazione multidimensionale e piano unico, interoperabilità informativa, équipe stabili, connessioni operative con servizi comunali e rete territoriale. Solo così i passaggi diventano fluidi e gli interventi possono essere attivati con tempi allineati.

In mancanza di questi presupposti, l’ambizione riformatrice si riduce a gesto simbolico: una nuova insegna su vecchi silos. Più offerta percepita, stessa frammentazione subita.

Board of Peace, Tajani: Italia non resti fuori dalla ricostruzione di Gaza

Roma, 16 feb. (askanews) – L’Italia non può restare fuori dalla ricostruzione di Gaza e per questo dovrebbe presenziare come osservatore nel Board of Peace, nonostante la Costituzione impedisca una partecipazione a pieno titolo. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo il Corriere della Sera.

“Non possiamo restare fuori dalla ricostruzione di Gaza, anche questa è una chiave di lettura a proposito della nostra presenza da osservatori nel Board. E poi è giusto esserci perché è un’ulteriore conferma dell’impegno del governo per stabilizzare il Medio Oriente”, ha dichiarato Tajani, rilanciando la scelta annunciata dalla premier Giorgia Meloni ad Addis Abeba.

Il ministro ha respinto le critiche delle opposizioni, che accusano Roma di seguire la linea statunitense: “Mi sembrano accuse senza senso. Allora anche la Commissione europea, che sarà presente con la responsabile del Mediterraneo Dubravka Suica, è asservita all’America? E Cipro che ha la presidenza di turno? Non capisco cosa ci sia da strepitare”.

Tajani ha ricordato che la partecipazione italiana resta limitata allo status di osservatore: “Sarà un voto di indirizzo politico sulla presenza dell’Italia nel ruolo di osservatore nel Consiglio di pace, sapendo che non possiamo entrarvi per i noti motivi di incompatibilità costituzionale”.

Milano-Cortina, le medaglie in palio oggi

Roma, 16 feb. (askanews) – Queste le medaglie in palio oggi, lunedì 16 febbraio:

10:00 – Bormio SCI ALPINO – Slalom maschile

12:42 – Milano (Ice Skating Arena) SHORT TRACK – 1000 m femminile

19:00 – Predazzo SALTO CON GLI SCI – Super Team maschile

19:30 – Livigno SCI FREESTYLE – Big Air femminile

21:20 – Cortina d’Ampezzo BOB – Mono bob femminile

23:15 – Milano (Ice Skating Arena) PATTINAGGIO ARTISTICO – Coppie (classifica generale)

Milano-Cortina, il medagliere dei Giochi olimpici invernali

Roma, 16 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

1 Norvegia oro 12 argento 7 bronzo 7 totale 26 2 Italia oro 8 argento 4 bronzo 10 totale 22 3 Stati Uniti oro 5 argento 8 bronzo 4 totale 17 4 Paesi Bassi oro 5 argento 5 bronzo 1 totale 11 4 Svezia oro 5 argento 5 bronzo 1 totale 11 5 Francia oro 4 argento 7 bronzo 4 totale 15 6 Germania oro 4 argento 6 bronzo 5 totale 15 7 Austria oro 4 argento 6 bronzo 3 totale 13 9 Svizzera oro 4 argento 2 bronzo 3 totale 9 10 Giappone oro 3 argento 5 bronzo 9 totale 17

Milano-Cortina, il calendario di oggi, lunedì 16 febbraio

Roma, 15 feb. (askanews) – Questo il calendario delle OLimpiadi di MIlano-Cortina di oggi, lunedì 16 febbraio:

09:05 – Curling DONNE – Preliminari Svezia – Svizzera Cina – Canada Danimarca – Regno Unito

10:00 – Bob a due UOMINI – 1ª manche

10:00 – Sci alpino UOMINI – Slalom – Gare da medaglie

11:00 – Short track DONNE – 1000 m – 1° Quarti di finale 11:04 – 2° Quarti di finale 11:08 – 3° Quarti di finale 11:12 – 4° Quarti di finale

11:18 – Short track UOMINI – 500 m – 1° Preliminare 11:20 – 2° Preliminare 11:22 – 3° Preliminare 11:24 – 4° Preliminare 11:26 – 5° Preliminare 11:28 – 6° Preliminare 11:30 – 7° Preliminare 11:32 – 8° Preliminare

11:55 – Short track DONNE – 1000 m – 1ª Semifinale 11:57 – Bob a due UOMINI – 2ª manche 11:59 – Short track DONNE – 1000 m – 2ª Semifinale

12:04 – Short track UOMINI – Staffetta 5000 m – 1ª Semifinale 12:17 – 2ª Semifinale

12:36 – Short track DONNE – 1000 m – Finale B 12:42 – Short track DONNE – 1000 m – Finale

14:05 – Curling UOMINI – Preliminari Regno Unito – Norvegia Repubblica Ceca – Canada Svezia – Germania Italia – Cina

16:40 – Hockey su ghiaccio DONNE – Semifinale Stati Uniti – Svezia

19:00 – Mono bob DONNE – 3ª manche 19:00 – Salto con gli sci UOMINI – Super Team – Gare da medaglie

19:05 – Curling DONNE – Preliminari Corea del Sud – Cina Svizzera – Regno Unito Stati Uniti – Italia Giappone – Canada

19:30 – Sci freestyle DONNE – Big Air – Finale

20:00 – Pattinaggio artistico COPPIE – Stile libero

21:10 – Hockey su ghiaccio DONNE – Semifinale Canada – Svizzera

21:20 – Mono bob DONNE – Gare da medaglie

23:15 – Pattinaggio artistico COPPIE – Classifica generale

Milano-Cortina, gli azzurri in gara oggi

Roma, 16 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara oggi alle Olimpiadi invernali di MIlano-Cortina:

10:00 – 11:00 – Cortina Sliding Centre Bob Bob a 2 U – Heat 1 Patrick Baumgartner, Robert Gino Mircea

10:00 – 12:30 – Stelvio Ski Centre Sci Alpino Slalom U – 1ª manche Tobias Kastlunger, Tommaso Saccardi, Tommaso Sala, Alex Vinatzer

11:00 – 11:15 – Milano Ice Skating Arena Short track 1000 m D – Quarti di finale Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Fontana

11:17 – 11:50 – Milano Ice Skating Arena Short track 500 m U – Qualificazioni Thomas Nadalini, Lorenzo Previtali, Pietro Sighel

11:57 – 12:05 – Milano Ice Skating Arena Short track 1000 m D – Semifinali

11:57 – 13:00 – Cortina Sliding Centre Bob Bob a 2 U – Heat 2 Patrick Baumgartner, Robert Gino Mircea

12:06 – 12:35 – Milano Ice Skating Arena Short track Staffetta U – Semifinali

12:41 – 12:45 – Milano Ice Skating Arena Short track 1000 m D – Finale B

12:47 – 12:51 – Milano Ice Skating Arena Short track 1000 m D – Finale A

13:30 – 15:10 – Stelvio Ski Centre Sci Alpino Slalom U – 2ª manche

14:05 – 17:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling Fase a gironi U: Italia-Cina Sebastiano Arman, Mattia Giovanella, Amos Mosaner, Alberto Pimpini, Joel Thierry Retornaz

19:00 – 20:00 – Cortina Sliding Centre Bob Monobob D – Heat 3 Giada Andreutti, Simona De Silvestro

19:00 – 21:05 – Predazzo Ski Jumping Stadium Salto con gli sci LH Team U Giovanni Bresadola, Alex Insam

19:05 – 22:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling Fase a gironi D: Italia-Stati Uniti Stefania Constantini, Marta Lo Deserto, Rebecca Mariani, Elena Antonia Mathis, Giulia Zardini Lacedelli

19:30 – 20:50 – Livigno Snow Park Freestyle Big Air D – Finale Maria Gasslitter, Flora Tabanelli

20:00 – 23:15 – Milano Ice Skating Arena Pattinaggio di figura Libero Coppie Artistico

21:06 – 22:15 – Cortina Sliding Centre Bob Monobob D – Heat 4 Giada Andreutti, Simona De Silvestro

Calcio, Napoli-Roma 2-2, Conte: "Stiamo onorando la maglia"

Roma, 16 feb. (askanews) – Termina in parità al ‘Maradona’, pareggio che mantiene gli azzurri a +3 sui giallorossi nella corsa Champions. Al 7′ la sblocca il solito Malen, che premia l’assist di Zaragoza. Prima dell’intervallo rimedia Spinazzola (deviazione di Pisilli), ex della sfida che poi impegna Svilar. Lo scatenato Malen segna il suo quinto gol in 6 gare con la Roma trasformando il rigore procurato da Wesley, ma Alisson Santos fissa il definitivo 2-2.

“Credo sia giusto ringraziare i tifosi della Curva perché non è scontato riconoscere ciò che stiamo facendo questa stagione – le parole di Antonio Conte a Dazn – Stiamo onorando la maglia e stiamo combattendo per la città, sono contento per i ragazzi: so cosa stanno facendo e che periodo stiamo affrontando da inizio anno. Rimontare la Roma due volte non era semplice, penso che ai punti avremmo meritato noi. Direi che è stata una bella partita, è stata una gara divertente, ‘inglese’, dobbiamo continuare a costruire il futuro dopo queste 13 partite, in quale competizione europea andremo a qualificarci. Stiamo andando oltre gli ostacoli”.

Alisson ha avuto un impatto decisivo: “Sono due ragazzi, Giovane e Alisson, che il club ha preso a gennaio e sapete che non potevamo fare mercato, quindi lo abbiamo fatto a costo zero. Sono con noi da due settimane e hanno bisogno di capire le situazioni nostre: rispetto a Giovane, è più bravo nell’uno contro uno, quando ti punta ti può saltare. Sono due ragazzi che hanno cambiato totalmente vita e sono contento: hanno voglia e umiltà, senza spocchia e presunzione e accettano il fatto di dover capire prima le dinamiche di gioco”.

Sull’infortunio di Rrahmani “Rrahmani non so come sta, ormai uno in più o uno in meno non è un problema. Troveremo una soluzione. Parlare sempre di infortuni diventa stupido. Non so se ci sarà nella prossima partita: se ci sarà, ci farà piacere altrimenti troveremo una soluzione”.

Gasperini si gode Malen: “Noi finiamo spesso con questi ragazzi, devono crescere e mettere minuti e personalità. Sono minuti fondamentali delle partite dove bisogna avere energia e freschezza: c’erano situazioni molto positive che potevano essere tradotte meglio per noi”. Malen ancora una volta decisivo. “Sono sempre stato stra-convinto. Ha le caratteristiche migliori per un attaccante: rapido, veloce, sa tirare e scambiare con i compagni. Sta segnando con grande frequenza ed è messo nelle condizioni di essere costantemente pericoloso. Possiamo fare sempre meglio con lui, se riusciamo a recuperare Dybala, Wesley. Il rigore era molto pesante, ma lui calcia bene anche le punizioni. Non era facile contro Milinkovic-Savic, copre bene la porta e ne ha parati tanti”.

L’impatto del match è sempre devastante: “Questo atteggiamento lo abbiamo avuto sempre in campionato, anche nel girone di andata. Con Malen avremmo qualche punto in più. Questa squadra con l’atteggiamento non ha avuto problemi, abbiamo perso contro le prime e cadendo nei finali con le prestazioni. Usciamo dalle sfide con Milan e Napoli con qualche rammarico”.

Calcio, risultati di serie A, il Napoli a quota 50

Roma, 16 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Napoli-Roma 2-2

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, Inter-Juventus 3-2, Udinese-Sassuolo 1-2, Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1, Torino-Bologna 1-2, Napoli-Roma 2-2, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Classifica: Inter 61, Milan 53, Napoli 50, Roma 47, Juventus 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio, Bologna 33, Udinese, Sassuolo 32, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese e Genoa 24, Lecce, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, Bologna-Udinese

I partiti plurali non si predicano: si praticano

Dalla cultura politica ai partiti identitari

L’intera Prima Repubblica è stata caratterizzata dalla presenza dei partiti cosiddetti identitari: forze politiche che, pur attraversate da un vivace dibattito interno, erano espressione di una medesima cultura politica. Basti pensare ai tre grandi partiti popolari e di massa — Dc, Pci e Psi — per rendersene conto. Ma anche le formazioni laiche o di destra si riconoscevano in un impianto culturale definito.

Questa tendenza si è fortemente attenuata con l’avvio della Seconda Repubblica, segnato dall’irruzione dei “partiti personali”, e si è poi consolidata negli ultimi anni. È in questa cornice che hanno preso forma i partiti plurali: soggetti politici nei quali convivono culture diverse, unite però da un progetto comune.

La Margherita come laboratorio di pluralismo

Il partito che emblematicamente può essere rappresentato come il principale soggetto plurale è stato la Margherita. In quella esperienza confluirono tradizioni e sensibilità differenti grazie al contributo decisivo di esponenti provenienti da filoni culturali diversi, come Francesco Rutelli, Franco Marini, Arturo Parisi e Clemente Mastella, insieme a molti altri.

Si trattò di un partito autenticamente democratico e schiettamente collegiale, nel quale le diverse culture politiche non erano tollerate, ma contribuivano alla costruzione del progetto politico complessivo.

Che cosa significa davvero “partito plurale”

Per evitare generalizzazioni, occorre chiarire il significato di partito plurale, anche ripercorrendo la vicenda della Margherita. Vi sono almeno due condizioni basilari.

La prima: il partito plurale è incompatibile con il partito personale. È incompatibile perché il partito plurale è strutturalmente democratico e non può essere ricondotto alle virtù salvifiche di un padre-padrone. Quando un partito è personale — e gli esempi non mancano, a destra come soprattutto a sinistra — può essere molte cose, ma non culturalmente plurale.

La seconda: un partito è realmente plurale quando le diverse componenti ideali partecipano attivamente alla definizione del progetto politico. Quando prevale una sola cultura politica — come accade, ad esempio, nell’attuale Pd — la pluralità viene sacrificata sull’altare dell’affermazione di un unico filone di pensiero. E quando un partito diventa espressione di una sola cultura, il partito plurale cessa di esistere.

Pluralismo come metodo democratico

Ecco perché, quando oggi si parla dell’attualità e della modernità dei partiti plurali, occorre rispettarne la specificità e l’originalità. Non si tratta di formule organizzative, ma di strumenti politici esigenti: richiedono classi dirigenti attrezzate, rispetto delle tradizioni ideali che vi partecipano e, soprattutto, assenza di arroganza nel declinare il progetto politico comune.

Referendum costituzionale: non un plebiscito contro il governo – Dibattito

Traggo spunto dall’articolo di Michele Dau, Il referendum sulla giustizia è una questione eminentemente politica.

Chiarisco subito che la Costituzione si modifica, con l’apposita procedura della revisione prevista dall’art. 138 Cost., a mezzo di norme programmatiche o precettive.

Il referendum è una conseguenza necessaria se il contenuto della riforma non sia stato approvato, nella sua rituale doppia lettura, secondo precise maggioranze. Ed infatti l’ultimo comma dell’art. 138 Cost. così recita:

«…Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti».

L’idea pertanto di trasformare un referendum costituzionale in una crociata contro il governo è invece un errore politico.

Polarizzazione, retoriche manichee e delegittimazione dell’elettorato

Mentre ancora ci si chiede se un certo modo di catalogare gli elettori che andranno a votare sul prossimo referendum non costituisca davvero un virtuoso assist per questa destra, che già — ancor prima della campagna referendaria — non ha risparmiato ai cittadini frequenti paragoni manichei, accomunando quanti sostengono o guardano a sinistra, o l’intera area delle opposizioni, a epiloghi violenti con cui gruppi di facinorosi guastano manifestazioni di piazza, con danneggiamenti diffusi e feriti, non solo tra le forze dell’ordine.

Il caso Gratteri, le critiche e il rischio di politicizzazione

Dopo la clamorosa intervista del procuratore Gratteri — che tante polemiche e critiche ha sollevato da più parti — tra i quali anche il prof. Bachelet, presidente di uno dei Comitati del No, che non ha condiviso le modalità con cui si è espresso l’alto magistrato, mi auguravo che questo cambio di rotta non coinvolgesse questo giornale.

Confidavo nel fatto che il tradizionale ancoraggio ai ragionamenti e alle argomentazioni, mai speciose, potesse mettere in guardia dal non cadere nella trappola della politicizzazione e dello scontro politico nelle agorà e nei media, come già ne abbiamo avuto in questi giorni.

Constato invece che anche questo illustre giornale non ne vuole restare immune.

La riforma delle carriere e l’uso strumentale del referendum

Il referendum sulla riforma delle carriere in magistratura, pur costruita contenutisticamente in un quadro di contrapposizione — con un testo governativo che non ha tollerato alcun apporto parlamentare, disattendendo ogni pur minimo contributo dialettico — si è mosso comunque nel senso di assicurare l’effettiva terzietà del giudice.

Ora c’è chi propone, proprio su questo giornale, di usarlo cinicamente come leva contro il governo.

Sono altri i modi per contrastare questo governo dai tratti talvolta autoritari.

Opposizioni fragili e competizione interna alla coalizione

Sicuramente l’esimio autore avrà avuto in mente come destinatari i leader della sinistra ideologica e movimentista che, intanto, come iceberg si allontanano sempre più dall’idea di un perimetro assai più ampio che dovrebbe avere un’idea di governo alternativo, mentre vivono una sorta di rapporto circolare — pur con qualche insofferenza — tra Pd, Avs e 5 Stelle, dentro la perenne competizione tra Schlein e Conte sulla premiership della coalizione.

Ora, seppur sul piano delle competizioni territoriali questo asse privilegiato sembra aver funzionato, almeno per quanto ha riguardato la scelta dei candidati governatori, non pare invece brillare per coerenza e lungimiranza progettuale.

Paure sociali, populismo e crisi della mediazione

Al momento vediamo nella parte preponderante dell’opposizione solo improvvisazione e una visione miope; è immaginabile che molti elettori, come purtroppo accade da qualche lustro, non trovando risposte alle istanze sociali e di sicurezza, preferiscano l’abbraccio ingannevole delle destre, che promettono soluzioni rapide e poco avvezze alle mediazioni — proprio quelle con cui si governano le complessità e si evitano norme foriere di disuguaglianze e iniquità.

Il ruolo dell’area cattolico liberale e il campo degasperiano

C’è, per contro, in gioco tutta quell’area cattolica, oggi identificata soprattutto nel campo degasperiano, che guarda al perimetro cattolico, liberale, democratico, europeista e popolare, che a suo tempo innervava cospicuamente anche il Pd, oggi abbagliato da un bipolarismo selvaggio e ai margini del processo di composizione allargata del campo largo.

Eppure quella sorgente pregevole di risorse umane — basti pensare al know-how assicurato dalla scuola di partito della DC — è da decenni marginalizzata, mentre il Paese fatica a uscire da politiche economiche insoddisfacenti, incapaci di garantire crescita equa, fronteggiare l’erosione inflattiva sui ceti più deboli, definire piani industriali credibili e una politica estera coerente.

Credibilità internazionale e prospettiva europea

Performance altalenanti sottraggono al nostro Paese coerenza e credibilità nell’essere costruttori di pace e coesione tra i popoli, nonostante gli sforzi virtuosi del Presidente della Repubblica.

Mi pare allora più opportuno riconnettersi al compito proprio dei comitati per il Sì e per il No: spiegare le ragioni tecnico-giuridiche della riforma delle carriere dei magistrati nell’intento di attuare, nella forma e nella sostanza,  un’effettiva terzietà del giudice.

Oltre il referendum: ricostruire un progetto politico

Non possiamo però lasciarci sfuggire questi momenti cruciali, affinché diventino fonte di energia e fiducia per rendere visibile e concreta — con progetti e obiettivi dichiarati — l’area centrista cattolica, liberale e popolare.

Occorre costruire un promontorio avanzato di proposte che rifugga visioni demagogiche e populiste, terreno privilegiato delle destre che cavalcano paure e insicurezze quotidiane per imporre strategie ordinamentali riduttive di diritti e libertà.

Per scongiurare questo rischio bisogna riportare protagonista l’area cattolico-liberale, democratica e popolare nella costruzione, insieme agli altri partner europei, di un’Europa federale oggi troppo fragile nello scenario internazionale.

Metaverso: che fine ha fatto? Un libro che rimette ordine

Milano, 15 feb. (askanews) – C’è una domanda che circola da mesi, nei convegni come nelle chiacchiere a margine: che fine ha fatto il metaverso? Dopo l’ubriacatura iniziale, il rumore si è abbassato. Al suo posto, disorientamento. “Fare business con le tecnologie immersive”, nuovo libro di Monica Magnoni, parte da lì.

Magnoni ha lavorato anni su brand positioning, digital marketing, experience design. Multinazionali, agenzie, brand nei settori energy, fashion, automotive, banking. Nel 2021 ha co-fondato Experiency, studio di marketing esperienziale nel Web3. Oggi è Chief Marketing & Events Officer di Rocket Sharing Club. Il frutto del suo lavoro deriva dall’esperienza sul campo.

Il libro porta lontano dalla retorica, vicino al lavoro vero. Realtà virtuale, aumentata, intelligenza artificiale, spatial computing diventano strumenti concreti. Funzionano quando incontrano obiettivi chiari, competenze diffuse, una cultura organizzativa che regge. Il metaverso smette di essere un luogo mitico. Diventa ambiente, anzi ambienti, da esplorare ed abitare con attenzione.

Il percorso è lineare. Orientamento, ingresso, uso: marketing, retail, formazione, collaborazione interna. I casi studio mostrano che l’innovazione funziona se è coerente con l’identità di un brand. Non se prova a sostituirla. Leggendo si capiscono molte cose che non sono così scontate, per il grande pubblico: non esiste un unico metaverso, la tecnologia non compensa una strategia assente, l’effetto wow dura poco senza scelte solide.

La parte finale è forse quella offre gli strumenti;. Questionari e piano strategico per misurare competenze, processi, disponibilità al rischio della propria organizzazione. Non esistono soluzione pronte, ma domande che impongono decisioni.

Il libro è rivolto a chi deve scegliere e spiegare, spesso sotto la pressione di mode che cambiano in fretta. C’è chi rincorre ogni novità, chi si blocca, chi prova a capire come usarla. Ma non esistono miracoli, né futuri fantascientifici. C’è invece un metodo per capire quali tecnologie servono davvero, e come usarle opportunamente.

Il metaverso esiste ancora. Adesso è pronto per dimostrare che produce valore.

Calcio, risultati di serie A: Bologna aggancia la Lazio

Roma, 15 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Torino-Bologna 1-2

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, Inter-Juventus 3-2, Udinese-Sassuolo 1-2, Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1,Torino-Bologna 1-2, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Classifica: Inter 61, Milan 53, Napoli 49, Juventus, Roma 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio, Bologna 33, Udinese, Sassuolo 32, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese e Genoa 24, Lecce, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, Bologna-Udinese

Brignone, a ottobre non aveva ancora rimesso gli sci: oggi doppio oro

Milano, 15 feb. (askanews) – Meno di quattro mesi fa, il 18 ottobre, a Milano, durante Apreski, Federica Brignone parlava del suo recupero dopo l’infortunio: con prudenza, realismo, perfino scetticismo. Non aveva ancora rimesso gli sci ai piedi e descriveva una riabilitazione lunga, dolorosa, incerta.

Oggi la scena è completamente diversa. Brignone ha appena conquistato la sua seconda medaglia d’oro olimpica, questa volta nello slalom gigante, completando un recupero che, alla luce delle sue stesse parole di allora, appare ancora più impressionante.

All’epoca spiegava di non sapere neppure se sarebbe riuscita a tornare a sciare. E la sua partecipazione alle Olimpiadi la riteneva difficile, se non improbabile.

“Non ho idea come funzionino le regole, sinceramente. Finché non metto gli sci – diceva Brignone – non so neanche se potrò, ne parlerò ovviamente con i responsabili, anche perché noi abbiamo una squadra fortissima, abbiamo delle ragazze comunque che van forte e se loro si meritano il posto più di me si meritano il posto più di me. Al momento non ne ho ancora voglia perché non sto così bene da mettere gli sci”.

“Sinceramente non è questa Olimpiade che mi cambia la vita e mi cambia la carriera. Quello che ho fatto l’ho fatto e anzi ho fatto ben di più di quello che mai avrei potuto sognare. Sarebbe un di più, sarebbe un bel sogno, è una cosa fantastica avere delle Olimpiadi in casa e ovviamente è qualcosa che mi sarebbe piaciuto fare perché altrimenti avrei già smesso. Però questa energia positiva per guarire mi serve anche per tornare a una vita normale, perché con un infortunio così non è una cosa scontata!.

“Ovviamente io lavoro dalle 5 alle 7 ore al giorno per curarmi, quindi ovviamente sto lavorando durissimamente altrimenti avrei una gamba di una misura e un’altra di un’altra. Però non sono ancora alla fase solo preparazione atletica, sto facendo ancora riabilitazione e il male ce l’ho tutti i giorni, cioè quello assolutamente”.

“Sto riabilitando la mia gamba a muoversi, a essere più mobile, a essere più forte, a recuperare il muscolo, a recuperare tutto, però da esercizi in palestra, corpo libero, sto provando a fare qualche passo di corsa, sto riniziando finalmente a fare i gradini come una persona normale. E’ chiaro che non è ancora finita. Probabilmente dovrò lavorarci ancora un bel po’ di tempo. Anche dovessi riuscire a mettere gli sci e a sciare – avvertiva Federica Brignone – comunque ci dovrò lavorare, perché non è finita”.

“Non credo che riuscirò a tornare esattamente come prima, anzi sicuramente no”, concludeva la campionessa.

Milano-Cortina, l’Italia in un giorno conquista quattro medaglie, dominano i podi al femminile

Roma, 15 feb. (askanews) – Quattro medaglie in un solo giorno. Due oro, un argento e un bronzo. L’Italia vola grazie al talento e alla leadership delle sue campionesse. La domenica del 15 febbraio a Milano-Cortina entra nella storia dei Giochi azzurri, con un bottino che esalta soprattutto il movimento femminile che ha conquistato sedici medaglie sulle 22 conquistate finora. A prendersi la scena è stata Federica Brignone, dominante nello slalom gigante. Dopo una prima manche solida e una seconda semplicemente perfetta, la valdostana ha conquistato l’oro con autorità, confermandosi punto di riferimento dello sci alpino mondiale e simbolo di questa spedizione.

Poche ore dopo è arrivato un altro capolavoro al femminile: Lisa Vittozzi ha trionfato nell’inseguimento di biathlon con una prova impeccabile al poligono e una rimonta straordinaria sugli sci stretti. Un oro storico, il primo per il biathlon italiano, costruito con freddezza e determinazione, che certifica la maturità definitiva della campionessa friulana. Sul podio anche Michela Moioli, argento nello snowboard cross a squadre insieme a Lorenzo Sommariva. Per la bergamasca l’ennesima conferma a livello olimpico, in una gara combattuta fino all’ultimo metro.

A completare la giornata il bronzo della staffetta 4×7,5 km di sci di fondo con Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino, quarta medaglia di squadra di una spedizione sempre più compatta. Il filo conduttore resta chiaro: le donne trascinano l’Italia. Tecnica, personalità e sangue freddo nei momenti decisivi hanno fatto la differenza, regalando due ori e un argento in poche ore. Milano-Cortina celebra così la forza del suo movimento femminile, sempre più protagonista ai massimi livelli internazionali.

Papa Leone XIV: non rassegnatevi alla cultura del sopruso e dell’ingiustizia

Roma, 15 feb. (askanews) – “Non rassegnatevi alla cultura del sopruso e dell’ingiustizia. Al contrario diffondete rispetto e armonia, cominciando col disarmare i linguaggi e poi investendo energie e risorse nell’educazione, specialmente dei ragazzi e della gioventù”. Così Papa Leone XIV durante la celebrazione della Santa Messa nella Parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido.

“Lo si sperimenta anche qui, a Ostia, dove pure, purtroppo, la violenza esiste e ferisce, prendendo piede talvolta tra i giovani e gli adolescenti, magari alimentata dall’uso di sostanze – ha detto il Santo Padre – oppure ad opera di organizzazioni malavitose, che sfruttano le persone coinvolgendole nei loro crimini e che perseguono interessi iniqui con metodi illegali e immorali. Di fronte a tali fenomeni invito tutti voi, come Comunità parrocchiale, uniti alle altre realtà virtuose che operano in questi quartieri, a continuare a spendervi con generosità e coraggio per spargere nelle vostre strade e nelle vostre case il buon seme del Vangelo. Sì, che in parrocchia possano imparare l’onestà, l’accoglienza, l’amore che supera i confini; imparare ad aiutare non solo quelli che ricambiano e salutare non solo quelli che salutano, ma ad andare verso tutti in modo gratuito e libero; imparare la coerenza tra la fede e la vita, come ci insegna Gesù, quando dice: ‘Se presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono’. Sia questa, carissimi, la meta dei vostri sforzi e delle vostre attività, per il bene di chi è vicino e di chi è lontano, affinché anche chi è schiavo del male possa incontrare, attraverso di voi, il Dio dell’amore, il solo che libera il cuore e rende veramente felici”.

Milano-Cortina, il medagliere dei Giochi olimpici invernali

Roma, 15 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

1 Norvegia oro 11 argento 6 bronzo 7 totale 24 2 Italia oro 8 argento 4 bronzo 10 totale 22 3 Stati Uniti oro 5 argento 8 bronzo 4 totale 17 4 Svezia oro 5 argento 5 bronzo 1 totale 11 5 Francia oro 4 argento 7 bronzo 4 totale 15 6 Austria oro 4 argento 6 bronzo 3 totale 13 7 Germania oro 4 argento 5 bronzo 4 totale 13 8 Paesi Bassi oro 4 argento 4 bronzo 1 totale 9 9 Svizzera oro 4 argento 2 bronzo 3 totale 9 10 Giappone oro 3 argento 5 bronzo 8 totale 15

Calcio, risultati di serie A: Parma, scatto salvezza

Roma, 15 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1.

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, Inter-Juventus 3-2, Udinese-Sassuolo 1-2, Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Classifica: Inter 61, Milan 53, Napoli 49, Juventus, Roma 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio 33, Udinese, Sassuolo 32, Bologna 30, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese e Genoa 24, Lecce, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, Bologna-Udinese

Calcio, Parma-Verona 2-1: decide Pellegrino

Roma, 15 feb. (askanews) – Con un gol di testa di Pellegrino nel recupero il Parma risolve una partita complicatissima, contro il Verona che resiste in 10 per più di 80′ e poi si arrende 2-1. Il Parma, avanti dopo appena 3′ con un gran tiro da fuori di Bernabé e in superiorità numerica dall’11’ per l’espulsione di Orban, si fa raggiungere poco prima dell’intervallo da un rigore di Harroui causato da un’ingenuità di Circati. Nella ripresa Strefezza colpisce la traversa, il muro dell’Hellas resiste fino al 93′, quando Pellegrino la risolve

Gaza, Trump: da Stati del Board of Peace impegno per 5 miliardi di dollari per aiuti e ricostruzione

Roma, 15 feb. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha affermato oggi su Truth che, alla riunione del Board of Peace in programma il 19 febbraio a Wasghinton, “annunceremo che gli Stati membri hanno impegnato oltre 5 miliardi di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione di Gaza e si sono impegnati a fornire migliaia di persone per la Forza internazionale di stabilizzazione e la polizia locale per mantenere sicurezza e pace per la popolazione di Gaza”.

“È molto importante che Hamas mantenga il suo impegno per la piena e immediata smilitarizzazione. Il Board of Peace si rivelerà l’organismo internazionale più influente della storia, ed è per me un onore essere il suo presidente”, ha aggiunto Trump.

Referendum, Nordio replica agli attacchi: sul Csm ho citato Di Matteo, non capisco indignazione

Milano, 15 feb. (askanews) – “Non capisco tanta indignazione scomposta alle mie dichiarazioni sulle correnti del CSM. Io mi sono limitato a citare le affermazioni di Nino Di Matteo, un noto pm preso a modello dal PD e dalla sinistra, riportate dal Fatto quotidiano e da altri giornali, quindi fonti non particolarmente vicine a noi, nel settembre 2019. Di Matteo parlò di ‘mentalità e metodo mafioso’. Altri esponenti del ‘partito del No’ si sono espressi, a suo tempo, in modo anche più brutale. Ne faremo un elenco e lo pubblicheremo”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, replicando alle reazioni suscitate dalle sue dichiarazioni inerenti alle degenerazioni correntizie della magistratura espresse alla stampa locale veneta. In un’intervista al Mattino di Padova, a proposito del referendum sulla giustizia, Nordio ha dichiarato che le correnti della magistratura costituiscono “una consorteria autoreferenziale che solo il sorteggio può eliminare”, sottolineando che “il sorteggio rompe questo meccanismo ‘para-mafioso’.

L’Anp: è iniziata l’annessione della Cisgiordania

Roma, 15 feb. (askanews) – L’ufficio della presidenza palestinese, ha dichiarato che la decisione presa oggi dal governo israeliano di registrare i terreni della Cisgiordania “equivale di fatto all’annessione dei Territori palestinesi occupati e segna l’inizio dell’attuazione di piani di annessione volti a consolidare l’occupazione attraverso l’espansione illegale degli insediamenti”.

In una nota riportata dall’agenzia di stampa Wafa, l’Anp ricorda che “la presidenza ha affermato che questa decisione annulla di fatto gli accordi firmati e contraddice chiaramente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in particolare la Risoluzione 2334, che afferma che tutte le attività di insediamento israeliane nei Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, non hanno validità legale e costituiscono una violazione del diritto internazionale”.

“Queste misure unilaterali non garantiranno all’occupazione israeliana alcuna legittimità sul territorio dello Stato di Palestina e non altereranno lo status giuridico e storico secondo cui la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e la Striscia di Gaza sono territori palestinesi occupati ai sensi del diritto internazionale”, si afferma nella nota.

La presidenza palestinese ha quindi chiesto alla comunità internazionale, “in primo luogo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e all’amministrazione americana, di intervenire immediatamente per fermare le pericolose azioni israeliane e per costringere Israele a rispettare il diritto internazionale e le risoluzioni di legittimità internazionale, per allentare le tensioni e riportare stabilità”.

Milano-Cortina, medagliere da record dell’Italia

Roma, 15 feb. (askanews) – Storico traguardo per l’Italia a Milano-Cortina 2026. Con 22 medaglie totali, di cui 8 d’oro (dato aggiornato alle ore 15.20 del 15 febbraio), la spedizione azzurra diventa la migliore di sempre ai Giochi Olimpici Invernali, superando il primato delle 20 medaglie conquistate a Olimpiadi invernali di Lillehammer 1994, quando l’Italia chiuse al quarto posto nel medagliere.

Il confronto con il passato rende ancora più significativo il risultato. A Lillehammer furono 7 ori, 5 argenti e 8 bronzi (20 totali). Oggi l’Italia è già a quota 22, con 8 ori, 4 argenti e 10 bronzi, seconda nel medagliere alle spalle della Norvegia. E resta ancora una settimana di gare per migliorare ulteriormente il bottino.

Dalla prima edizione di Olimpiadi invernali di Chamonix 1924, chiusa senza medaglie, fino alla crescita costante del dopoguerra e agli exploit di Grenoble 1968 (4 ori) e Albertville 1992 (14 medaglie totali), il percorso azzurro è stato lungo e progressivo. Il picco era rimasto Lillehammer 1994. Oggi Milano-Cortina riscrive la storia.

Negli ultimi decenni l’Italia ha alternato edizioni brillanti – come Olimpiadi invernali di Salt Lake City 2002 (13 medaglie) – a Giochi più complicati, fino al rilancio recente di Olimpiadi invernali di Pechino 2022 (17 medaglie). Ma mai era arrivata a 22.

Milano-Cortina 2026 diventa così la vetta assoluta dello sport invernale italiano. E con diverse finali ancora da disputare, il medagliere azzurro potrebbe continuare ad aggiornarsi, rendendo questo record ancora più solido.

Milano-Cortina, Vittozzi oro nel biathlon a inseguimento 10 chilometri donne

Milano, 15 feb. (askanews) – Lisa Vittozzi ha vinto la medaglia d’oro nel biathlon inseguimento 10 km ad Anterselva davanti alla norvegese Maren Kirkeeid e alla finlandese Suvi Minkkinen. Si tratta della prima medaglia dell’Italia in questa specialità e la terza olimpica nella carriera dell’atleta di Pieve di Cadore. Nona in rimonta l’altra italiana Dorothea Wierer, risalita dal quarantesimo posto.

Vittozzi è la prima italiana di sempre a vincere la medaglia d’oro nella gara a inseguimento del biathlon. Partita quinta dopo la sprint, Vittozzi ha costruito il successo con una rimonta straordinaria e una prova impeccabile al tiro: 20 bersagli colpiti su 20. La 31enne friulana ha recuperato i 37 secondi di svantaggio che la separavano dalla norvegese Maren Kirkeeide al via, superandola nel corso della gara. Kirkeeide ha poi chiuso con l’argento, mentre il bronzo è andato alla finlandese Suvi Minkkinen. Per Vittozzi è la terza medaglia olimpica in carriera – la prima d’oro – dopo il bronzo a Olimpiadi invernali di Pyeongchang 2018 e l’argento conquistato pochi giorni fa nella staffetta mista. Un ritorno al vertice iniziato a fine 2025 con una vittoria in Coppa del Mondo, dopo una stagione complicata e un lungo stop seguiti al trionfo nella classifica generale del 2024. “Non ci posso credere, sono troppo felice. Sono molto orgogliosa di me, mi sono venuti i brividi sugli ultimi chilometri. È un sogno che si avvera. Mi mancava questa medaglia e sono riuscita a portarla a casa. Mi scoppia il cuore”, ha detto l’azzurra dopo il trionfo. Per l’Italia è stata la terza medaglia in meno di un’ora, dopo l’oro di Federica Brignone nello slalom gigante e l’argento di Lorenzo Sommariva e Michela Moioli nello snowboard cross a squadre. In mattinata era arrivato anche il bronzo nella staffetta 4×7,5 km di sci di fondo con Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino: una giornata memorabile per i colori azzurri.

Milano-Cortina, Italia d’argento nello snowboard cross a squadre

Milano, 15 feb. (askanews) – Con la coppia formata da Michela Moioli e Lorenzo Sommariva l’Italia ha vinto a Livigno la medaglia d’argento olimpica nello snowboard cross a squadre, dietro alla Gran Bretagna (oro) e alla Francia (bronzo). Per la bergamasca è la seconda medaglia in questa edizione dei Giochi. L’Italia conquista così la 21esima medaglia in questi Giochi e supera il record all-time delle Olimpiadi invernali di Lillehammer 1994, con ancora una settimana di gare da disputare.

Milano-Cortina, Tamberi complimenti a Brignone: "Leggenda"

Roma, 15 feb. (askanews) – Tra i complimenti arrivati sui social c’è quello di Gianmarco Tamberi che ha postato una foto insieme alla figlia Camilla: “Leggenda italiana! Camilla non ha mai guardato uno schermo da quando è nata e non lo guarderà sicuramente ancora per tanto tempo…. Ma oggi, oggi ho voluto farle vedere colei che tra qualche anno le racconteremo essere una delle sportive italiane più straordinarie della storia del nostro sport. Guarda piccina, guarda che cosa ha combinato questa ragazza… Di nuovo!!!!!! Giù il cappello per Federica Brignone”

Milano-Cortina, immensa Brignone, oro anche nello slalom gigante: "Non mi rendo conto"

Roma, 15 feb. (askanews) – Immensa Federica Brignone. Dopo l’oro in superG, la valdostana conquista anche lo slalom gigante con una prova magistrale in entrambe le manche. L’azzurra, maresciallo dei carabinieri, chiude con 62 centesimi di vantaggio sulla svedese Sara Hector e la norvegese Thea Louise Stjernesund, argento ex aequo.

Per Brignone è la quinta medaglia olimpica della carriera, per l’Italia la ventesima in questi Giochi: eguagliato il record all-time delle Olimpiadi invernali di Lillehammer 1994, con ancora una settimana di gare da disputare.

Podio solo sfiorato da Lara Della Mea, quarta dopo una rimonta di undici posizioni e a soli 5 centesimi dal bronzo. Decima Sofia Goggia, che perde terreno nella seconda manche dopo il terzo posto a metà gara; 14 Asja Zenere.

A Rai Sport, Brignone ha raccontato l’emozione del trionfo: “Sono talmente senza parole che non riesco a capire cosa ho fatto. Nella prima manche sono stata tranquilla, fin troppo, e avevo paura di non essere aggressiva. Nella seconda ho pensato solo a sciare e spingere il più possibile. Al traguardo ho solo sentito urla e non ho capito più niente. Ho pensato solo al mio sci, l’ho vissuta bene. Della Mea? Deve solo essere orgogliosa”.

Calcio, risultati di serie A: Sassuolo aggancia Udinese a 32

Roma, 15 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Udinese-Sassuolo 1-2

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, Inter-Juventus 3-2, Udinese-Sassuolo 1-2, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Classifica: Inter 61, Milan 53, Napoli 49, Juventus, Roma 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio 33, Udinese, Sassuolo 32, Bologna 30, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, Bologna-Udinese

Conferenza di Monaco, Kallas: la Russia non è una superpotenza, la sua economia è a pezzi

Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – “La Russia non è una superpotenza. Dopo oltre un decennio di conflitto, inclusi 4 anni di guerra su vasta scala in Ucraina, la Russia è appena andata oltre le linee del 2014, e il costo è stato di 1,2 milioni di vittime. Oggi la Russia è distrutta, la sua economia è a pezzi. È scollegata dai mercati energetici europei e i suoi cittadini stanno fuggendo. In effetti, la minaccia più grande che la Russia rappresenta in questo momento è che ottiene più al tavolo dei negoziati di quanto abbia ottenuto sul campo di battaglia”. Lo ha detto l’Alta rappresentante della Politica estera Ue Kaja Kallas nel suo intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di MOnaco.

“E a proposito di negoziati – ha proseguito Kallas -, ciò che conta più dell’avere un posto al tavolo è sapere cosa chiedere quando ci si siede. Il motivo è molto semplice. Le richieste massimaliste della Russia non possono essere soddisfatte con una risposta minimalista. Pensateci. Se l’esercito ucraino deve essere limitato nelle dimensioni, anche la Russia dovrebbe esserlo. Dove la Russia ha causato danni in Ucraina, la Russia deve pagare per quei danni”.

Valanga in Valle d’Aosta: un morto e due feriti gravi

Milano, 15 feb. (askanews) – E’ di due morti e un ferito grave il bilancio della valanga del Canale del Vesses, sopra Courmayeur. Lo ha riferito il Soccorso Alpino Valdostano, precisando che le operazioni di ricerca e soccorso sono concluse. “Si tratta rispettivamente di una femmina e due maschi, di nazionalità (probabilmente) francese. Le operazioni di riconoscimento sono affidate al Sagf di Entrèves”, ha aggiunto il
Soccorso Alpino.

Il Soccorso Alpino ha precisato che che “sul posto hanno operato 15 soccorritori tra tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e Sagf, due medici, tre unità cinofile, due elicotteri, due ambulanze 118 ed è stato allestito in hangar a Courmayeur un Pma, Posto Medico Avanzato, per le azioni mediche in loco e per l’assistenza ad eventuali ulteriori
persone coinvolte”. “Le operazioni sono state coordinate dalla Centrale Unica del
Soccorso-Cus della Valle d’Aosta”.

Ucraina, arrestato l’ex ministro dell’Energia nell’inchiesta per corruzione

Roma, 15 feb. (askanews) – L’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina (Nabu) e la Procura specializzata anticorruzione (Sap) hanno arrestato l’ex ministro dell’Energia ucraino, Herman Halushchenko. Lo riporta l’agenzia di stampa ucraina Rbc, citando fonti secondo cui Halushchenko è stato arrestato mentre tentava di lasciare il paese.

Lo scorso novembre, le autorità anticorruzione hanno annunciato di aver scoperto un sistema di corruzione su larga scala nel settore energetico che vede coinvolti diversi alti funzionari ucraini, tra cui l’ex ministro dell’Energia.

L’operazione soprannominata “Midas” ha portato alla luce un sistema di estorsione ai danni dei subappaltatori della società Energoatom e operazioni di riciclaggio di denaro.

L’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina (Nabu) ha successivamente confermato l’arresto dell’ex ministro dell’Energia, Herman Halushchenko, nell’ambito dell’inchiesta anticorruzione Midas. “Oggi, mentre attraversava il confine, gli investigatori della Nabu hanno arrestato l’ex ministro dell’Energia nell’ambito del caso Midas”, si legge sull’account Telegram di Nabu. La notizia dell’arresto era stata anticipata dai media ucraini.

Come ricorda il Kiev Independent, Halushchenko è stato ministro dell’Energia dal 2021 al 2025 e nel luglio scorso era stato nominato ministro della Giustizia.

Lo scorso novembre, gli inquirenti hanno perquisito alcune sue proprietà nell’ambito dell’inchiesta Midas che ha portato alla luce un sistema di estorsione ai danni dei subappaltatori dell’azienda statale Energoatom e operazioni di riciclaggio di denaro.

Il parlamento ucraino ha approvato le dimissioni di Halushchenko il 19 novembre scorso, dopo che il Presidente Volodymyr Zelensky gli aveva pubblicamente chiesto di lasciare il suo incarico.

Sanremo, Michele Bravi: “La prima volta avevo la sindrome dell’impostore”

Milano, 15 feb. (askanews) – Michele Bravi torna per la terza volta in gara al Festival di Sanremo 2026. “Sanremo per me intanto è ricordo doppio, ricordo di infanzia perché saremo era il momento in cui con i nonni sul divanetto stavamo lì a guardare il Pippo Baudo, è ricordo perché il mio vero battesimo professionale è stato proprio su quel palco con Carlo Conti, con il Diario degli errori. Ed ero un bimbo, mi ricordo proprio quando sono entrato la prima volta ho pensato alla sindrome dell’impostore: mi dicevo qua sopra ha cantato Mia Martini e adesso c’è sto ragazzino che non sa fare niente. Mi sentivo completamente fuori luogo, non che adesso sia cambiata troppo l’attitudine però ecco quel ricordo lì, quella goffaggine lì rispetto alle cose. Nasco dalla cultura umbra che è un po’ scaramantica, quindi io tendo a non creare aspettative. Sono molto concentrato, ci tengo molto professionalmente a dire, facciamo vedere che c’è stata una crescita, perché adesso non sei più un ragazzino che è salito lì per la prima volta e quindi su quello ho proprio l’impegno mio di dire, porta a casa un bello spettacolo, quello sì. Però aspettative sui risultati per scaramanzia non dico niente. E’ chiaro che non me la voglio augurar male, senso cioè comunque le aspettative sono belle”.

Nella serata dei duetti Bravi condividerà il palco con l’amica e straordinaria interprete Fiorella Mannoia: già complici nell’ultimo album della cantautrice romana, i due artisti si ritrovano all’Ariston per cantare insieme Domani è un altro giorno di Ornella Vanoni, in un omaggio delicato e profondamente sentito a un’icona della musica italiana.

In attesa di una primavera che si preannuncia ricca di novità e nuovi traguardi artistici, a partire dall’uscita del nuovo progetto discografico (M.a.s.t./Believe) fino a un tour che lo riporterà finalmente dal vivo davanti al suo pubblico, il cantautore originario di Città di Castello (PG) si prepara a scrivere un nuovo capitolo del proprio percorso. A quattro anni dall’ultima partecipazione, segna un ritorno importante alla kermesse, dopo le due esperienze del 2017 con Il diario degli errori (quarto posto) e nel 2022 con Inverno dei fiori (decimo posto), e la partecipazione come ospite e autore nel 2018 al fianco di Annalisa e in duetto con Arisa nel 2021.

Referendum giustizia, Nordio: sorteggio rompe meccanismo para-mafioso. Schlein: la mafia ha ucciso magistrati

Roma, 15 feb. (askanews) – Le correnti della magistratura costituiscono “una consorteria autoreferenziale che solo il sorteggio può eliminare”. Lo afferma il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in un’intervista al Mattino di Padova. “Il sorteggio rompe questo meccanismo ‘para-mafioso’, questo verminaio correntizio come l’ha definito l’ex procuratore antimafia Benedetto Roberti, poi eletto con il Pd al Par- lamento europeo. Un mercato delle vacche. Lo scandalo Palamara ha mostrato tutto questo: ma hanno messo il coperchio su questo scandalo, 4 o 5 disgraziati costretti alle dimissioni e poi nulla è cambiato. I magistrati, prosegue il Guardasigilli, sono contrari “perché sanno che non ci sono argomenti contro questa riforma civile, liberale, voluta dagli italiani. E quindi cercano di portarla sul piano politico: governo sì, governo no”.

Dura la reazione alle parole del ministro. “Ci siamo svegliati con un’intervista del ministro Nordio che assimila ai magistrati i mafiosi. La trovo una cosa gravissima, soprattutto se a farlo è il ministro della Giustizia. Ci aspettiamo che Giorgia Meloni prenda immediatamente le distanze da queste parole e ci aspettiamo le scuse da parte del ministro. C’è una campagna elettorale ma non si possono fare affermazioni che paragonino i magistrati ai mafiosi”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo a Bari a margine di un evento della campagna “Vota No per difendere la Costituzione” in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo.

Secondo Schlein, così facendo il Guardasigilli “insulta anche la storia di tanta magistratura che si è battuta per anni contro le mafie e ha pagato anche con il prezzo della vita. Parliamo di persone come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rosario Livatino, Rocco Chinnici. È inaccettabile che un ministro parli in questo modo dei magistrati. Noi siamo qui per ribadire le nostre ragioni nel merito di questa riforma che riteniamo sbagliata, ma pensiamo che Nordio abbia oltrepassato il limite. Giorgia Meloni intervenga immediatamente su quello che è accaduto”.

“Quando avrà finito di smarcarsi da Merz per difendere la cultura maga – ha sottolineato ancora la segretaria Pd – magari Meloni potrà dire qualcosa sulle parole del suo ministro che si dimostra ancora una volta inadeguato al suo ruolo”.

Colpito da una mareggiata crolla l’arco degli innamorati in Salento

Roma, 15 feb. (askanews) – L’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla costa pugliese con venti forti e mareggiate ha provoato il crollo dell’Arco dei faraglioni di Sant’Andrea, in Salento. L'”arco degli innamorati”, uno dei monumenti naturali più famosi della costa Adriatica, si è sgretolato nella notta di San Valentino. Lo scrive sul proprio sito internet il Corriere Salentino che riporta un commento di Maurizio Cisternino, sindaco di Melendugno: “Allerta meteo, vento e mareggiate per giorni non hanno risparmiato un bene paesaggistico unico. Ci vuole un progetto su tutta la costa, per metterla in sicurezza. La natura così come l’ha creato l’arco, se l’è ripreso. È un colpo durissimo per l’immagine del Salento e per il turismo. La natura si è stravolta: quello che c’era 30 anni fa non c’è più. Dobbiamo trovare le risorse per un intervento organico”.

(foto da social)

Il Papa: costruire pace e prosperità per tutti i popoli

Roma, 15 feb. (askanews) – “Ricorre nei prossimi giorni il capodanno lunare, celebrato da miliardi di persone in Asia orientale in altre parti del mondo. Questa gioiosa festa incoraggia a vivere con più intensità le relazioni familiari e l’amicizia. Porti serenità nelle case e nella società e sia occasione per guardare insieme al futuro costruendo pace e prosperità per tutti i popoli”. Lo ha detto Papa Leone XIV rivolgendosi dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano a fedeli e pellegrini riuniti in Piazza San Pietro dopo la recita dell’Angelus.