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Vegas Jones esce con “Chic Nisello 2”: il volume 2 della mia vita

Milano, 20 mag. (askanews) – “Chic Nisello 2” il nuovo album di Vegas Jones, è stato presentato in anteprima al palazzetto di Cinisello Balsamo con un evento che ha celebrato le origini del rapper e arriva a 10 anni anni di distanza dal primo capitolo.

“Avevo bisogno di sentirmi Chic Nisello tanto quanto mi sono sentito nel primo volume. Ovviamente è un disco, è un me diverso, cambiato, evoluto, evoluto più che cambiato, che ha ritrovato la sua rotta, il suo bagaglio, è di nuovo nel suo viaggio dopo tanta fatica. il volume 2 della mia vita, se fosse il mio secondo tempo, più fedele possibile di sempre. Ce l’ho pronto da un po’ di tempo, aspettavo un momento giusto per tirarlo fuori, ma tutto il concept c’era già.

Vegas Jones ha ridefinito i canoni del rap melodico e tecnico in Italia, nell’album è affiancato da diversi artisti di spicco della scena: dalle collaborazioni storiche con Emis Killa e Jake La Furia, alla penna intimista di Silent Bob, fino alla sintonia con le nuove generazioni rappresentate da Flaco G e Kay Carter.

“Ho tratto tanta ispirazione da ognuno di loro in studio per me questo quello che mi fa crescere sempre, mi fa sempre evolvere cioè assorbire le cose migliori degli altri e capire dove io non posso arrivare e cercare di arrivarci ovviamente nei miei limiti perché sono un uomo e non posso fare tutto e ho di bello le mie peculiarità però ognuno di loro mi ha dato tanto non solo sul disco ma anche personalmente”.

Sedici tracce in cui, dietro i motori rombanti e le atmosfere ricercate di brani notturni prodotti da Low Kidd, batte un cuore profondamente umano.

Abi, Venesio: Patuelli candidato unico per un ultimo mandato

Milano, 20 mag. (askanews) – Antonio Patuelli è stato indicato all’unanimità dal Comitato esecutivo dell’Abi come candidato unico alla presidenza dell’associazione per il prossimo biennio. Lo ha detto Camillo Venesio, vicepresidente dell’Abi, al termine della riunione del Comitato esecutivo a Milano, parlando di “una grande prova di unità del mondo bancario italiano”.

Venesio ha spiegato di avere svolto nei mesi scorsi 28 colloqui con tutti gli esponenti del settore, dai grandi gruppi alle banche medie, dal credito cooperativo alle casse di risparmio, dalle popolari alle banche private ed estere. “Siamo arrivati unanimi a questa indicazione”, ha sottolineato.

Nel corso del Comitato sono intervenuti, tra gli altri, rappresentanti di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Bnp Paribas, Bper, Mps, Crédit Agricole, Credem e delle principali associazioni di categoria. Tutti, ha riferito Venesio, hanno espresso “estrema positività e gratitudine” a Patuelli per il ruolo svolto nella rappresentanza “dei legittimi interessi delle banche”.

Patuelli, ha aggiunto Venesio, ha chiesto espressamente che quello indicato sia il suo ultimo mandato. Per questo il Comitato ha deciso di avviare un percorso di modifiche statutarie per ampliare la platea di coloro che possono entrare nel Comitato esecutivo e, di conseguenza, essere candidati alla presidenza dell’Abi.

La revisione punta a includere anche più figure apicali dei grandi gruppi, come presidenti e vicepresidenti delle principali controllate, e ad allungare da due a tre anni la durata dei mandati degli organi associativi, compresi presidente, consiglio e Comitato esecutivo.

Italia-India, Meloni riceve Modi a Villa Pamphilj

Roma, 20 mag. (askanews) – Il Primo Ministro della Repubblica dell’India, Narendra Modi, e’ arrivato a Villa Doria Pamphilj accolto dalla Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni. Nella Casina del Bel Respiro e’ previsto un incontro bilaterale allargato alle delegazioni ufficiali. Alle 13 sono previste Dichiarazioni congiunte alla stampa nella Sala degli Stucchi. Al termine si terrà un pranzo di lavoro ufficiale.

Intorno alle 14:40 si svolgerà la Cerimonia di scambio degli accordi. A seguire il Presidente Meloni e il Primo Ministro Modi si recheranno nel Giardino d’Ingresso per la piantumazione di un albero di Gelso nero donato dal Primo Ministro della Repubblica dell’India.

Scambieranno gli accordi per il Governo il Ministro della Difesa, Guido Crosetto; il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida; il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin; il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli; il Vice Ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi. Presente anche il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Andrea De Gennaro.

Italia-India, Mattarella: vogliamo intensificare collaborazione

Roma, 20 mag. (askanews) – “La sua presenza in Italia è un onore per l’Italia e manifesta la comune volontà di intensificare in ampia misura, al massimo possibile, la nostra collaborazione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale il Primo ministro indiano Narendra Modi.

“So che ha incontrato una rappresentanza della comunità indiana in Italia. Desidero dirle che è una comunità molto apprezzata, che opera in maniera dinamica, attiva, laboriosamente, contribuendo alla vita del nostro Paese”, ha aggiunto il capo dello Stato.

Fischli e Du Pasquier sulla Pista 500 alla Pinacoteca Agnelli

Torino, 20 mag. (askanews) – Alla Pinacoteca Agnelli nella Pista 500, la storica pista di collaudo delle automobili FIAT sul tetto del Lingotto di Torino, sono presenti numerose opere di arte contemporanea. Da maggio sono visibili due nuovi progetti, appositamente realizzate per la pista, di Peter Fischli e Nathalie Du Pasquier che si aggiungono alle opere già presenti nella passeggiata lungo il giardino fra le quali quelle di VALIE EXPORT, Monica Bonvicini, Paul Pfeiffer, Dominique Gonzalez-Foster, solo per citarne alcune.

Raphaele Sevrain del team curatoriale di Pinacoteca Agnelli ha raccontato ad askanews le nuove opere: “Qui siamo davanti all’opera di Peter Fischli che si chiama Addition, Subtraction, Multiplication che è un’opera che prende come punto di partenza l’immagine dei trenini turistici che ormai si trovano in tante grandi città: sia i turisti che sono armati da macchine fotografica, sia il fatto che questo treno ha un passo lento, non ha le finestre, è tutto costruito per permettere di prendere la foto perfetta; da questo nasce un’indagine dall’artista su come ormai il valore assoluto viene dato a quanto una cosa sia fotografabile, la consumabilità della cultura, della storia, anche del patrimonio. L’opera è stata posiziona qui nella rampa della Pinacoteca Agnelli al Lingotto, con la sua verticalità che va proprio fino a giù dove c’è oggi un centro commerciale, in un luogo che un tempo era un posto dove c’era una catena di montaggio. Il suo trenino che è stato decostruito, frammentato con i vagoni capovolti, diventa quasi assurdo nella sua futilità e per lui diventa un dialogo anche con il passato di questo luogo, spingendoci anche a pensare alla relazione tra merce e cultura.

Qui ci troviamo davanti all’opera di Nathalie Du Pasquier, Bandiere per Zefiro. È un’opera composta da 15 bandiere lungo la facciata est del Lingotto che per la prima volta è un’opera che attiva sia i spazi della pista che visibile anche da via Nizza. È un bell’immagine di apertura e di dialogo qui sulla pista 500 che un tempo era un luogo privato per la produzione e oggi è diventato un posto aperto al pubblico, sempre più internazionale. Tutta la pratica dell’artista è sempre rimasta molto legata alle relazioni spaziali, quindi la relazione tra l’oggetto che lei crea e lo spazio in cui viene ambientato e installato. Direi che qui sulla pista, queste 15 bandiere e lo spazio della pista che attivano e che viene anche attivato sia dai visitatori che dal vento, da Zefiro, l’opera è perfettamente in linea con questa sua indagine”.

Confcommercio-Cer: pesanti rincari da mercato emissioni ETS

Roma, 20 mag. (askanews) – L’avvio del mercato europeo delle emissioni nel trasporto marittimo (ETS) e l’estensione dal 2028 ai trasporti su strada e al settore residenziale e commerciale (ETS2) avranno pesanti ricadute economiche sulle famiglie e sulle imprese italiane. E’ quanto rilevato nel report Cer-Confcommercio presentato oggi a Roma.

Secondo il rapporto per il trasporto su strada l’aggravio è stimato tra 4,7 e 11,3 miliardi di euro annui. La quota principale dell’onere ricadrà sul diesel, con un incremento stimato fino a circa 7,7 miliardi di euro nello scenario peggiore , in cui il prezzo del diesel potrebbe aumentare di oltre il 17% (fino a 2,41 euro/litro) e quello della benzina di oltre il 14% (fino a 1,99 euro/litro). Si stimano rincari fino a 355 euro l’anno per le auto diesel e 250 euro per le auto a benzina , con i costi trasferiti pressoché integralmente sui consumatori finali. Per l’autotrasporto, gli extracosti potrebbero raggiungere i 960 euro annui per i veicoli leggeri e superare gli 11 mila euro annui per i mezzi più pesanti.

Sul fronte del settore residenziale e commerciale, l’incremento sarebbe compreso tra 1,6 e circa 4 miliardi di euro l’anno per le utenze domestiche, principalmente a causa della dipendenza dal gas naturale. L’extracosto medio per le famiglie arriverebbe fino a 128 euro annui, con impatti maggiori nel Nord Est (152 euro) e nel Nord Ovest (134 euro). Per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, nello scenario peggiore al 2028, l’extracosto annuo raggiungerebbe i 400 euro per un bar, 364 euro per un negozio alimentare, supererebbe i 1.090 euro per le grandi superfici di vendita, arriverebbe a circa 1.275 euro per i ristoranti e oltrepasserebbe i 3.270 euro per un albergo medio. Anche il trasporto marittimo vedrà un aumento dei costi operativi: l’impatto dell’ETS potrebbe raggiungere circa i 713 milioni di euro entro il 2028 , portando a un forte aumento del costo dei combustibili navali.

In merito a questo scenario Pasquale Russo, vice presidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, ha affermato: “Mentre viviamo l’emergenza della crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente, che in Italia ha provocato il taglio straordinario delle accise e la proclamazione del fermo dei servizi di autotrasporto, una nuova tempesta di pari impatto si profila all’orizzonte. L’impatto dell’Ets e dell’Ets2 rischia di mettere in ginocchio molte imprese e farne chiudere molte altre. Non c’è tempo da perdere. Servono correttivi e misure di sostegno per evitare ulteriori ripercussioni sulla competitività del sistema economico italiano. Nel trasporto stradale, in cui l’Italia applica già le accise sui carburanti più elevate d’Europa, occorre prevedere meccanismi di compensazione sugli oneri ETS2. Allo allo stesso tempo, bisogna evitare nuovi aggravi per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, che già sostengono costi energetici superiori alla media europea, e introdurre misure per il trasporto marittimo, a partire dai collegamenti con le isole, dalle Autostrade del Mare e dal transhipment”.

Flotilla, sbarco degli attivisti nel porto di Ashdod, Tajani: devono essere liberati e poter ripartire

Roma, 20 mag. (askanews) – In Israele è iniziato lo sbarco del primo gruppo di attivisti della Flottilla nel porto Ashdod. Un secondo gruppo dovrebbe arrivare nel corso della giornata, secondo una nota della Farnesina. I funzionari dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv sono in contatto con le autorità israeliane del porto di Ashdod per prestare assistenza consolare ai connazionali e favorire la loro partenza per l’Italia. Gli attivisti dovrebbero essere trasferiti in una struttura per le identificazioni e poi messi in grado di ripartire.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto nella notte diversi contatti con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar. Tajani ha insistito perché i cittadini italiani, fra cui un parlamentare della Repubblica e un giornalista, vengano liberati e messi in condizione di ripartire al più presto, insistendo perché vengano tutelati l’incolumità e i diritti di ogni singolo attivista.

(in foto immagine dell’abbordaggio dal sito della Global Sumud Flotilla)

Usa, storie da Gulf State Park tra sentieri premiati e sostenibilità

Gulf Shores (Alabama, Usa), 20 mag. (askanews) – Un eccezionale sistema di sentieri che sembra un mondo a parte. Immerso nel Gulf State Park, l’Hugh S. Branyon Backcountry Trail attraversa nove ecosistemi distinti, per un totale di 45 chilometri all’interno del Gulf State Park, che si estende tra Gulf Shores e Orange Beach in Alabama, e dove le biciclette fanno parte del programma di bike sharing gratuito. Non a caso è stato votato come miglior sentiero ricreativo degli Stati Uniti d’America per il 2023, 2024 e 2025 dagli “USA Today 10Best Readers Choice Awards!”

Intanto nel parco si lavora a una varietà di progetti di conservazione: il ripristino delle dune, il controllo degli incendi, la protezione delle tartarughe marine e la protezione degli uccelli, compresa la cura degli esemplari feriti o con problemi di vista, come ci viene spiegato.

In questo caso si sta parlando di un esemplare che ha solo lievi problemi alla vista. Ma in natura quando si caccia si ha solo un’opportunità per catturare la preda e se la perdi rimani affamato. Quindi per ora l’esemplare è stato ritenuto non rilasciabile.

Adiacente al lato nord del Gulf State Park c’è poi Gulf Coast Center for Ecotourism & Sustainability, un nuovo campus, come ci spiega il direttore del centro, Travis Langen.

“Ci troviamo al Gulf Coast Eco Center di Gulf Shores, in Alabama. Il campus è stato finanziato grazie a una sovvenzione del Restore Act. Il Restore Act è una legge federale che ha utilizzato i fondi derivanti dall’accordo per la fuoriuscita di petrolio della Deepwater Horizon della BP per finanziare progetti in tutto il sud degli Stati Uniti, negli stati che si affacciano sul Golfo del Messico e che sono stati colpiti dalla fuoriuscita di petrolio della BP nel 2010. La città di Gulf Shores ha voluto utilizzare parte di questi fondi per costruire un campus dove le persone potessero imparare nozioni di ecologia, conservazione e cosa possono fare per diventare ambasciatori dell’ambiente”.

La missione del Gulf Coast Center for Ecotourism & Sustainability, consigliato da Sweet Home Alabama e Travel South Usa è promuovere il turismo sostenibile, sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche ambientali e incoraggiare la gestione responsabile delle risorse naturali al fine di accrescere la resilienza delle comunità.

Alle Maldive recuperati gli ultimi due corpi dei subacquei italiani

Roma, 20 mag. (askanews) – Sono stati recuperati gli ultimi due corpi dei subacquei italiani morti alle Maldive. Lo riferiscono oggi fonti della Farnesina. Il primo corpo è stato riportato in superficie e sollevato su una barca appoggio, mentre il secondo era in fase di risalita insieme a un sommozzatore, in una staffetta prevista per rispettare la decompressione.

Il recupero conclude le operazioni avviate dopo l’incidente subacqueo che ha coinvolto i cittadini italiani nell’arcipelago maldiviano.

Ucraina, il Financial Times: l’Ue valuta Draghi o Merkel per trattare con Putin

Roma, 20 mag. (askanews) – I governi europei stanno valutando se se l’ex presidente della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi o l’ex cancelliere tedesco Angela Merkel possano rappresentare l’Ue in possibili negoziati con il presidente russo Vladimir Putin sul conflitto in Ucraina. E’ quanto riporta oggi il Financial Times, secondo cui i ministri degli Esteri europei discuteranno dei possibili candidati in una riunione in programma la prossima settimana a Cipro.

Secondo le fonti sentite dal quotidiano britannico, l’amministrazione di Donald Trump ha informato le controparti europee di non essere contraria a un dialogo tra l’Europa e la Russia parallelo ai colloqui di pace guidati dagli Stati Uniti. “Sanno che non sta funzionando”, ha detto una fonte, facendo riferimento agli sforzi in atto per mettere fine al conflitto.

Oltre a Draghi e Merkel, altri governi hanno proposto il presidente finlandese Alexander Stubb e il suo predecessore, Sauli Niinistö, come possibili candidati.

Il presidente del Consiglio europeo Antanio Costa, ha dichiarato nelle scorse settimane che l’Ue si sta preparando per “potenziali” colloqui con Putin. Secondo una fonte, sono in corso discussioni tra le capitali a vari livelli, con la possibilità di colloqui formali tra i leader Ue in occasione del vertice a giugno.

Un alto funzionario ucraino ha affermato che Zelensky vorrebbe “qualcuno come Draghi” o un “leader forte e in carica” alla guida della delegazione europea nei colloqui con la Russia. Secondo il funzionario, Zelensky dovrebbe discutere la questione con i leader di Francia, Germania e Regno Unito entro la fine della settimana.

Scoppia l’estate in mezza Europa: in Italia picchi oltre i 30 gradi

Milano, 20 mag. (askanews) – “Già a partire da mercoledì l’anticiclone subtropicale inizierà ad espandersi dalla Penisola Iberica verso la Francia ed entro il weekend raggiungerà il Regno Unito, la Scandinavia meridionale e gran parte della Mitteleuropa. Le condizioni atmosferiche risulteranno stabili e in prevalenza soleggiate su gran parte delle zone menzionate, con temperature destinate ad aumentare giorno dopo giorno”. Questa la previsione del meteorologo di 3bmeteo.com, Manuel Mazzoleni.

“Sarà una vera e propria ondata di caldo estivo, come testimoniano le massime attese: venerdì in Spagna si potranno registrare picchi di 36-37 gradi tra Andalusia e vicino Portogallo, e 33-34 gradi a Madrid. In Francia punte di 32-33 gradi sono attese tra venerdì e sabato a Tolosa, anche superiori tra lunedì e mercoledì prossimi. Qualche grado in meno più a nord, ma comunque in un contesto molto mite, con valori a inizio della nuova settimana fino a 30-32 gradi a Parigi, 30-31 gradiBruxelles, Amsterdam e Londra”.

Sole e punte oltre i 30 gradi anche in Italia entro il weekend “L’espansione dell’anticiclone interesserà anche la nostra Penisola, dove il tempo si manterrà stabile e perlopiù soleggiato per gran parte della settimana, eccezion fatta per qualche disturbo a ridosso di Alpi, Prealpi e, localmente, Appennino” prosegue Mazzoleni di 3bmeteo.com, precisando che “l”anticiclone sarà accompagnato da aria decisamente più mite che farà salire le temperature, in particolar modo al Centro-Nord”.

“Entro il fine settimana le massime si spingeranno verso i 28-32 gradi in Val Padana e i 27-30 gradi nelle aree interne tirreniche, così come su Sardegna e, localmente, anche su Tavoliere, Metapontino e Salento. Si potrebbero così toccare i 31 gradi a Torino e Roma, 32 a Milano, 30 a Bologna, Verona e Firenze, 29 a Udine e Napoli, 28 gradi a Foggia” continua il metereologo, sottolineando che “decisamente più caldo anche in quota: se lunedì la neve e le temperature sottozero hanno interessato molte località alpine, nel prossimo fine settimana si toccheranno anche i 17-19 gradi a circa 2000 metri.”

“Secondo le ultime elaborazioni modellistiche, da confermare stante la distanza temporale, l’anticiclone raggiungerà il suo apice nei primi giorni della nuova settimana al Centro-Nord, con punte possibili di 32-35 gradi in Val Padana, 30-33 sulle zone interne toscane e laziali, e 29-31 sulle interne adriatiche e in Sardegna” evidenzia Mazzoleni, rimarcando che “dal punto di vista meteorologico, l’inizio della nuova settimana vedrà ancora qualche isolato disturbo sulle Alpi, ma soprattutto un’instabilità più diffusa tra il basso versante tirrenico e la Sicilia. Da metà della prossima settimana – conclude – l’anticiclone con molta probabilità inizierà a mostrare i primi segni di cedimento sul suo bordo orientale, favorendo un calo delle temperature e una maggiore instabilità”.

In Europa fumano 179 milioni di persone con 700mila morti l’anno

Milano, 20 mag. (askanews) – Quasi 700mila morti all’anno nell’Unione Europea a causa di un’epidemia che conta ancora 179 milioni di consumatori di tabacco e nicotina a livello continentale e ben 12,4 milioni in Italia, tra sigarette tradizionali e nuovi prodotti. È davanti a questa emergenza sanitaria che si apre oggi a Milano la European Conference on Tobacco or Health (ECToH), il principale vertice europeo sul controllo del tabacco, con un mandato politico e scientifico chiarissimo: “Nicotine-Free Spaces for Healthier Cities”, spazi liberi da nicotina per città più sane, organizzato per la prima volta in Italia da LILT.

Un contesto in cui c’è ancora molto da fare, certificato anche dal report della “Tobacco Control Scale” secondo la quale l’Italia ha perso ben 14 posizioni in soli 4 anni, scivolando dal 18esimo posto del 2021 al 32esimo del 2025. L’obiettivo programmatico di ECToH Milano 2026 è guidare i centri urbani verso una trasformazione radicale. Nei prossimi anni, le città non potranno più essere semplici spazi abitativi, ma dovranno diventare ecosistemi che promuovono attivamente la salute. Per farlo, la strategia del congresso prevede una de-nicotinizzazione totale degli spazi pubblici: dalle scuole ai parchi, dalle strade fino ai nodi del trasporto pubblico, liberando l’aria non solo dal fumo tradizionale, ma anche dagli aerosol dei prodotti emergenti.

“ECToH riunisce esperti, responsabili politici e attivisti impegnati a promuovere il controllo del tabacco in tutta Europa. Abbiamo compiuto importanti progressi, ma ora ci troviamo di fronte a sfide nuove e in continua evoluzione. La rapida comparsa di nuovi prodotti a base di nicotina, unita al cambiamento delle modalità di consumo, rende il nostro lavoro più urgente che mai. Politiche solide e un impegno condiviso sono essenziali per tutelare la salute pubblica” spiega Juha Pekka Turunen, presidente delle European Cancer Leagues, che ha ideato e promuove l’evento da dieci anni, aggiungendo che “il tema di quest’anno riflette un obiettivo chiaro: le città devono essere ambienti che promuovano la salute, il benessere e la sostenibilità. Dalle scuole ai parchi, dalle strade ai trasporti pubblici, ogni spazio dovrebbe rendere le scelte salutari la scelta più semplice”.

A penalizzare drammaticamente l’Italia è il forte ritardo normativo sui nuovi prodotti contenenti nicotina. Nonostante il divieto storico di pubblicità del tabacco introdotto nel 1962, in Italia sono tuttora consentite massicce campagne pubblicitarie per sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato. Inoltre, l’utilizzo di questi nuovi prodotti resta permesso in numerosi ambienti indoor, inclusi bar, ristoranti e luoghi di lavoro, contribuendo in modo significativo al peggioramento del punteggio italiano all’interno del report della Tobacco Control Scale.

Negli ultimi anni l’Europa ha accelerato sulle politiche di controllo, soprattutto sui nuovi prodotti, mentre l’Italia ha accumulato ritardi importanti nei settori oggi considerati più critici dalle istituzioni internazionali. Per molti anni il contrasto al fumo si è concentrato quasi esclusivamente sulla sigaretta tradizionale, mentre oggi il problema riguarda la dipendenza da nicotina nel suo complesso. I prodotti a tabacco riscaldato vengono ancora troppo spesso percepiti come alternativi o meno problematici, ma richiedono regole coerenti con quelle applicate alle sigarette tradizionali. La visione di città più sane promossa da ECToH è oggi fortemente minacciata dalla strategia delle multinazionali del tabacco. Dietro alla narrativa commerciale di un “futuro senza fumo”, l’industria sta promuovendo nuovi prodotti a base di nicotina sotto la scusa della riduzione del danno.

Si tratta di un’illusione strategica attraverso cui Big Tobacco si sta reinventando come parte della soluzione, continuando in realtà ad alimentare la dipendenza e a ostacolare gli sforzi complessivi di controllo del tabagismo. Per contrastare questa deriva e allinearsi sia alla Convenzione quadro dell’OMS per la lotta al tabagismo sia al Piano europeo di lotta contro il cancro, che punta a una “Tobacco-Free Generation” entro il 2040, sono necessarie misure coraggiose e decise. Eliminando i prodotti nocivi e mettendo la salute al centro della pianificazione urbana, è possibile sviluppare contesti che migliorino il benessere sia fisico che mentale, tutelando in particolare i giovani e le popolazioni vulnerabili.

È stata la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) che di ECL fa parte, ad aggiudicarsi la decima edizione di ECToH e organizzarla per la prima volta in Italia. “Per la LILT la prevenzione non è soltanto un insieme di campagne informative o di interventi sanitari: è una visione culturale e sociale che mette al centro il diritto delle persone a vivere in ambienti salubri, liberi da dipendenze e da fattori di rischio comunque evitabili” dichiara il Francesco Schittulli, senologo-chirurgo e oncologo, presidente di LILT Nazionale, spiegando che “nel contrasto al tabacco e ai prodotti contenenti nicotina e/o sostanze cancerogene la prevenzione rappresenta il primo e più efficace strumento di tutela della salute pubblica. Significa agire prima che la malattia si possa sviluppare, riducendo l’esposizione ai fattori di rischio, proteggendo soprattutto i giovani e le fasce più vulnerabili della popolazione, e promuovendo una cultura della responsabilità collettiva”.

“Per questo – continua il professore – siamo impegnati, a partire dalla LILT di Milano, su più livelli: innanzitutto attraverso l’educazione alla salute, che coinvolge scuole, famiglie e comunità locali, con programmi rivolti in particolare ai giovani per contrastare l’iniziazione precoce al fumo e all’uso delle nuove forme di consumo di nicotina e sostanze dannose, oggi sempre più diffuse e spesso percepite erroneamente come innocue. Un secondo pilastro – rimarca Schittulli – è rappresentato dal supporto alla cessazione del fumo, attraverso i nostri ambulatori, percorsi multidisciplinari, counseling e attività di accompagnamento rivolte a chi desidera liberarsi dalla dipendenza. Smettere di fumare non è soltanto una scelta culturale individuale: è un percorso che necessita di sostegno psico-sanitario e sociale”.

Gli orfani d’America: la contabilità invisibile delle grandi deportazioni

Niente gabbie, nessun pianto registrato nei container del Texas per scuotere le coscienze dell’opinione pubblica mondiale. Rispetto a otto anni fa, la seconda amministrazione guidata da Donald Trump sembra aver appreso una lezione fondamentale: la sofferenza, per non fare rumore, va resa invisibile. Eppure, dietro la retorica burocratica dei decreti e i proclami della Casa Bianca, si sta consumando una crisi umanitaria silenziosa che scuote le fondamenta stesse del tessuto sociale ed etico degli Stati Uniti.

Secondo una recente e rigorosa analisi condotta dalla Brookings Institution insieme alla Georgetown University, sono oltre 200mila i bambini che oggi vivono nel Paese con il cuore spezzato, privati di un padre o di una madre a causa delle massicce retate anti-immigrazione. Ma il dato che trasforma una questione di sicurezza interna in un profondo dilemma morale è un altro: 145mila di questi minori sono cittadini americani a tutti gli effetti. Nati sul suolo statunitense, cresciuti con i simboli e le promesse del “sogno americano”, oggi si riscoprono, nei fatti, orfani di Stato.

Oltre i confini: la caccia all’uomo nelle città

Nel 2018, la separazione coatta di 5.500 bambini al confine con il Messico provocò un’ondata di sdegno internazionale che costrinse la Casa Bianca a una parziale marcia indietro. Oggi lo scenario è radicalmente mutato, e le proporzioni sono geometricamente più devastanti. La caccia all’uomo non avviene più lungo la linea di frontiera, ma all’interno delle comunità: nelle case, nei supermercati, fuori dai cancelli delle scuole. Colpisce famiglie radicate da decenni, strappando i genitori a figli che spesso non hanno mai conosciuto un altro Paese se non gli Stati Uniti.

L’amministrazione viaggia a una media impressionante di 400mila arresti e deportazioni. Nei bilanci ufficiali del Dipartimento per la Sicurezza Interna, tuttavia, i conti non tornano. Le autorità dichiarano circa 60mila cittadini statunitensi coinvolti, ma gli studiosi – incrociando i dati dell’ultimo censimento con i blitz dell’agenzia federale Ice (Immigration and Customs Enforcement) – hanno dimostrato che la realtà è superiore al doppio. Una stima che gli stessi ricercatori definiscono prudente e destinata a crescere, complici i 45 miliardi di dollari stanziati dal Congresso per il pacchetto legislativo “One Big Beautiful Bill”, che aumenterà esponenzialmente la capacità dei centri di detenzione.

Il caso di Wendy e il piccolo Orlín

Dietro l’algida freddezza delle statistiche ci sono però volti, nomi e destini spezzati. Storie come quella di Wendy Hernandez Reyes, un’operaia edile arrivata dall’Honduras nel 2022 come richiedente asilo. Wendy non aveva precedenti penali; a causa di un’udienza saltata pendeva su di lei un vecchio ordine di espulsione che l’amministrazione Biden non considerava prioritario. Con il cambio della guardia alla Casa Bianca, la sua pratica è diventata d’un tratto urgente.

A gennaio, Wendy e sua sorella sono state fermate dalla polizia della contea di Baldwin, in Alabama, mentre andavano al lavoro, e consegnate all’Ice. Durante la detenzione in Louisiana, la donna ha supplicato ripetutamente gli agenti di poter riabbracciare il figlio, Orlín Josué, un bambino di appena due anni, cittadino americano. Le sue richieste sono state ignorate.

Nel tentativo disperato di sottrarre il piccolo ai servizi sociali o a una casa famiglia sconosciuta, Wendy ha acconsentito ad affidarlo temporaneamente al cognato in Florida, un ex militare honduregno, convinta che Orlínsarebbe rimasto protetto tra i cugini. Meno di un mese dopo, la donna è stata espulsa dal Paese. Anche l’ultimo appello per portare il figlio con sé in Honduras è caduto nel vuoto della burocrazia.

A marzo, l’epilogo più drammatico: il piccolo Orlín è morto. Una tragedia immensa, seguita da un ulteriore e amaro paradosso. L’Ice, la stessa agenzia che ha orchestrato la separazione e respinto i ricorsi della madre, oggi ritiene Wendy formalmente responsabile del decesso del figlio.

Un welfare del terrore

In questo scenario, organizzazioni legali come Public Counsel descrivono un territorio trasformato in un bollettino di guerra quotidiano. È un “welfare d’emergenza” retto sulla solidarietà e sul terrore. Le famiglie corrono a firmare procure d’urgenza per autorizzare amici o vicini di casa a prendere decisioni mediche o scolastiche per i figli, nell’eventualità di un arresto improvviso. Molti bambini finiscono così accuditi da fratelli appena maggiorenni o da nuclei familiari già economicamente fragili.

L’efficienza chirurgica della macchina delle deportazioni, seppur privata degli aspetti più visibilmente brutali del passato, sta producendo un trauma generazionale profondo. L’America di oggi non sta semplicemente applicando le proprie leggi sull’immigrazione: sta lacerando legami biologici e affettivi primari, deportando l’infanzia e smarrendo, un pezzo alla volta, la propria umanità.

La riforma elettorale del governo mente addirittura alla matematica

Chiamiamola col nome che merita: non “Stabilicum”, che è già un’ironia involontaria, ma con il nome del suo primo firmatario: è il DDL Bignami.

Perché le leggi elettorali, cosa troppo spesso dimenticata, sono leggi di rango costituzionale, anche se non formalmente, e non sono certamente “tecnica neutrale”. Sono, al contrario, politica pura e chi le scrive se ne deve assumere la responsabilità.

Il trucco della “governabilità”

Questa proposta di riforma nasce mediaticamente con una promessa esplicita: garantire stabilità e governabilità. Ebbene: questa garanzia è semplicemente falsa. Non per un’opinione, ma per puro calcolo matematico.

Basta andare a verificare il testo https://www.camera.it/leg19/126?leg=19&idDocumento=2822

La legge, oltre ad abolire i collegi uninominali, introduce un sistema proporzionale prevedendo inoltre un premio di 70 seggi alla Camera (35 al Senato) da assegnarsi o direttamente al primo turno alla coalizione che raggiunga il 40% dei voti oppure dopo un ballottaggio tra le due coalizioni che dovessero aver superato il 35%.

Sembra chiaro? Non lo è affatto.

Perché con quel 40% dei 314 seggi distribuiti con il proporzionale sommato al premio di 70 seggi (totale 196) non si raggiunge la maggioranza assoluta dei 400 deputati. Per quella servono almeno due punti percentuali in più.

E se nessuna coalizione arriva al 35%? Il premio non scatta nemmeno: opera il proporzionale puro, senza alcun correttivo.

La tanto sbandierata promessa di governabilità certa, secondo la narrazione dei proponenti, svanisce.

E, ancora, il controbilanciamento garantista rispetto al rischio di eccessive maggioranze parlamentari? Per esserci, c’è: il premio non può portare la coalizione vincente oltre i 230 seggi. Ma si tratta di un meccanismo di garanzia solo apparente, dato che con le percentuali realistiche oggi in campo nessuna coalizione si avvicina neanche lontanamente al 51% necessario per far scattare quel tetto. È di fatto una clausola di facciata visto che non bilancia nulla: nasconde solo l’assurdità di una legge che riesce ad essere perfino peggio del già pessimo sistema attuale nel sacrificare la rappresentatività oltre la soglia della ragionevolezza (come raccomandato invece dalla giurisprudenza costituzionale citata, paradossalmente, nella stessa relazione introduttiva alla legge).

Il vero obiettivo politico

La motivazione dichiarata, evitare il rischio pareggio, è una narrazione mendace, per essere chiari. Una classe politica degna non deve cercare escamotage per impedire un pareggio elettorale, ma deve invece essere in grado di recepire e gestire tale possibile esito quando lo stesso è legittimamente lo specchio fedele delle posizioni politiche dell’elettorato. In altre parole una classe politica non deve ergersi a supplente nell’attribuire pesi diversi, e oltretutto così tanto diversi, ai voti espressi.

Qual è allora la vera motivazione che ha portato a questo DDL?

Una prima motivazione, di natura prettamente tattica rispetto ai sondaggi attuali: la “provvidenziale” (per il centrodestra) cancellazione dei collegi uninominali che, soprattutto al Sud, favorirebbero un centrosinistra con candidature correttamente coordinate.

Ma la motivazione vera, strategica, è quella potenzialmente più destabilizzante per il corretto funzionamento degli equilibri istituzionali. Dopo il fallimento del presidenzialismo, poi del premierato, questa legge tenta di introdurre surrettiziamente un premierato di fatto attraverso la via elettorale.

Come?

L’obbligo per i partiti di indicare preventivamente il nome del candidato alla presidenza del Consiglio da indicare al Presidente della Repubblica non è né può essere vincolante (l’articolo 92 della Costituzione è chiaro), ma sicuramente è un pesantissimo condizionamento politico nonché una sostanziale invasione delle prerogative del Capo dello Stato.

La sola riforma sensata

Se proprio si vuole riformare la legge elettorale, indecentemente per l’ennesima volta a un anno dalle elezioni, esiste una sola strada auspicabile: un sistema proporzionale vero, con una soglia di sbarramento seria: 3 o 4%, con l’aggiunta delle preferenze.

Non perché il proporzionale sia la soluzione a tutti i mali della democrazia italiana. Ma perché è l’unico sistema che rimette i partiti di fronte alla necessità di dirci chi sono e quali istanze si propongono di rappresentare.

Con le preferenze, è l’unico sistema che restituisce a ogni elettore il diritto elementare di scegliere il proprio rappresentante e di far pesare correttamente il suo diritto di cittadinanza. È l’unico sistema, inoltre, che rimette veramente al centro di una repubblica parlamentare quale siamo, è bene ricordarlo, il Parlamento.

Stabilità o immobilismo?

La stabilità politica, d’altra parte, non si produce con le norme: è una questione politica, non normativa. Dipende dalla coesione delle coalizioni, dalla qualità della classe dirigente, dalla capacità di costruire un consenso reale.

Ma soprattutto la stabilità non va confusa con la mera durata dei governi. Un governo può durare cinque anni ed essere paralizzato, ostaggio dei veti incrociati di alleati incompatibili tenuti insieme solo dalla legge elettorale che li ha forzati nella stessa coalizione. Non è stabilità, è immobilismo travestito.

La stabilità virtuosa è quella la cui “fecondità” è garantita dalla reale e continuata coesione politica delle maggioranze e che può perfino prevedere più Governi nella stessa legislatura. Nessuna legge elettorale ha mai prodotto stabilità in questo senso vero del termine, e questa, con i suoi premi eventuali e i suoi calcoli impossibili, meno di tutte.

Quel che resta, se la proposta venisse approvata, è una Repubblica parlamentare solo sulla Carta. Con un Parlamento nominato, un premier sostanzialmente pre-indicato e istituzioni di garanzia esposte alla maggioranza gonfiata dal premio.

Allarme è la parola giusta. Usiamola.

Marco, quel tipo sinistro

Si sostiene spesso, e a ragione, che Marco Pannella, che ho avuto l’onore di conoscere di persona, non sia riducibile alle classiche categorie di destra, centro o sinistra. E tuttavia mi sento di dire che egli sia, innanzitutto e per lo più, un figlio della sinistra, delle sinistre. Quale sia la sua matrice culturale è noto: l’ideale liberalsocialista, per qualche anno incarnato dal Partito d’Azione. Prima e più di tutti, però, già negli anni Cinquanta, egli comprende che la parabola azionista si è conclusa. Non era realistico provare a riesumarla. Quell’ideale andava diversamente vissuto e declinato, trasposto in altre lotte e in altri luoghi dell’agone pubblico. 

Marco, insomma, rispetto alla stessa vicenda radicale e della sinistra liberale, incarna una nuova consapevolezza: antichi steccati vanno superati, vita e politica vanno ricongiunte. Ecco la nuova frontiera. Politica e vita: qui si situano mille e mille battaglie, dal federalismo europeo al divorzio, dal voto ai diciottenni alla fine dei lager psichiatrici, dalla depenalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza al superamento dei proibizionismi, dall’abolizione dell’ergastolo alla lotta contro lo sterminio per fame,dall’umanizzazione delle carceri al “no” al rinnovo delle “servitù militari” e altre ancora.

Se provassimo a condensare il tutto, la formula ci verrebbe donata dallo stesso Pannella: “per la vita del diritto e il diritto alla vita”.

E a Marco mi viene da dedicare ciò che scrisse Carlo Rosselli sul numero 1 (gennaio 1932) dei Quaderni di Giustizia e Libertà: «Il liberalismo, prima ancora che una filosofia e una politica, è un atteggiamento dello spirito. Liberali non si nasce, si diventa. E si diventa attraverso uno sforzo incessante di conoscenza degli altri e di sé, attraverso un perpetuo esercizio delle proprie facoltà. 

La fede del liberale è una fede virile fondata sulla ragione. In questa sua razionalità sta ad un tempo la sua debolezza e la sua forza. Debolezza, perché esclude le rivelazioni folgoranti, le conversioni d’impeto; forza, perché una volta conquistata dà a chi la possiede un senso più pieno e sicuro della vita. 

Nessun errore maggiore che vedere nel liberale uno scettico, un passivo. Il liberale è un credente che afferma la libertà dello spirito umano, che proclama l’uomo unico fine, che ha fede nella perfettibilità del genere umano, che è animato da una insoddisfazione perenne per tutte le posizioni acquisite, per tutte le lotte conchiuse e le mortifere quieti. 

Il liberale è un combattente, un intervenzionista nato: è tout court l’uomo moderno. 

Nella sfera individuale esso reclama l’autonomia della coscienza, il rispetto di una sfera invarcabile di indipendenza dell’uomo. Nella sfera associata esso reclama autonomia per tutti gli spontanei raggruppamenti di uomini, gruppi, classi, chiese, nazioni e la ripulsa da ogni violenza. 

Le due sfere sono indissolubilmente connesse. La libertà non ha senso riferita all’uomo isolata. L’uomo vive associato e il concetto di libertà è necessariamente universale. Una libertà di singoli, di caste, di classi, di superuomini non è libertà: è privilegio».

Marco, poi, ha originalmente trasposto a livello nazionale e globale le luminose esperienze nonviolente del Mahatma Gandhi o di Martin Luther King.

Al Palazzo della Cancelleria, la pace come sfida al diritto e alla storia

Domani, Giovedì 21 maggio, nella cornice rinascimentale del Palazzo della Cancelleria, l’Arcisodalizio della Curia Romana tiene il suo dies annualis — l’appuntamento culturale solenne che, con cadenza annuale, mobilita le competenze giuridiche ed ecclesiastiche dei suoi sodali attorno a un tema di rilievo civile e dottrinale. Il titolo scelto per questa edizione, La pace disarmata e disarmante, risuona con forza in un momento in cui il quadro internazionale è segnato da conflitti aperti e da una profonda crisi delle istituzioni multilaterali che avevano garantito, almeno formalmente, la sicurezza collettiva nel secondo dopoguerra. La formula — ripresa dalla tradizione evangelica e dal magistero contemporaneo — non indica rinuncia alla realtà, ma propone uno sguardo che trasforma la pace da esito di equilibri di forza a categoria morale ed ordinamentale, capace di interpellare tanto il canonista quanto lo studioso di relazioni internazionali.

Dal Codice di Camaldoli alla giustizia come fondamento

L’apertura lavori è affidata al prof. Giulio Alfano, Preside della Facoltà di Scienze della Pace della Pontificia Università Lateranense, con una relazione su Pace e giustizia nel Codice di Camaldoli. Il riferimento è al documento redatto nel luglio 1943 da un gruppo di intellettuali cattolici riuniti presso il monastero casentinese, il cui testo originale porta il titolo “Per la comunità cristiana”, e che pose fra i fini primari dello Stato la giustizia sociale e la salvaguardia della libertà. In quel testo si concepiva la pace non come mera assenza di guerra, ma come effetto di una molteplicità di rapporti fondati sulla giustizia e sulla solidarietà: una visione che avrebbe segnato profondamente l’impianto valoriale della Costituzione repubblicana. Riletto oggi, il Codice di Camaldoli appare non soltanto come documento storico del cattolicesimo politico italiano, ma come proposta teorica ancora capace di illuminare il nesso fra ordinamento giuridico e tensione alla pace.

Il magistero dei Papi del terzo millennio e il ruolo della Santa Sede

A seguire, il dott. Antonio Preziosi, Direttore del TG2 RAI, affronta La pace e i Papi del terzo Millennio: un arco che va da Giovanni Paolo II — con la sua lettura della pace come frutto della conversione e del rispetto dei diritti della persona — attraverso Benedetto XVI e Francesco, fino all’attuale pontefice Leone XIV, il cui magistero si inserisce in una stagione di conflitti aperti in Europa e in Medio Oriente. Il terzo intervento è del prof. Raffaele Coppola, Direttore del Centro di Ricerca “Renato Baccari” dell’Università di Bari, su La Santa Sede e le nuove frontiere per la pace: una riflessione sul ruolo diplomatico e normativo della Santa Sede in un contesto internazionale in rapido mutamento, dove la sua voce — priva di strumenti di coercizione ma ricca di autorità morale e di canali di mediazione — assume una peculiare rilevanza proprio nella misura in cui gli attori statali si mostrano incapaci di governare le crisi.

La pace nel labirinto geopolitico contemporaneo

La sessione pomeridiana è affidata al prof. Andrea Margelletti, Presidente del CeSI — Centro Studi Internazionali, think tank fondato nel 2004 la cui attività si è sempre focalizzata sull’analisi delle relazioni internazionali e delle dinamiche di sicurezza e difesa, con attenzione alle aree di crisi e alle dinamiche di radicalizzazione. Margelletti è Consigliere del Ministro della Difesa e consulente istituzionale del Parlamento italiano: il suo intervento su Prospettive di pace nell’odierno contesto geopolitico porterà nel dies annualis dell’Arcisodalizio la voce di chi da anni legge il disordine mondiale senza illusioni. Il suo giudizio sull’attuale situazione è netto: in Europa occidentale da settant’anni si è pensato solo all’economia, e questa inerzia strategica è diventata essa stessa un’arma nelle mani degli avversari. L’intervento di Margelletti rappresenterà probabilmente il polo di tensione più visibile del convegno: la pace “disarmata e disarmante” non può essere ingenuity o rimozione dei conflitti, ma deve misurarsi con la realtà di un sistema internazionale in cui la forza resta variabile fondamentale.

I lavori, aperti dai saluti istituzionali di S.E.R. Mons. Alejandro Arellano Cedillo, Decano del Tribunale Apostolico della Rota Romana, e di Mons. Francesco Viscome, Primicerio dell’Arcisodalizio, si inseriscono nella missione dell’istituzione, che da oltre tre secoli promuove la formazione spirituale e giuridica di coloro che prestano servizio negli organismi giuridici della Curia Romana e dei Tribunali della Chiesa. L’evento è aperto alla partecipazione previa adesione all’indirizzo infoarcisodalizio@gmail.com.

 

Locandina dell’evento

https://www.arcisodalizio.it/riunioneculturalemaggio2023/

La grande opera invisibile: collegare cultura, territori e lavoro

Il turismo come infrastruttura civile

C’è un errore che continua a ripetersi nel dibattito pubblico: considerare il turismo un settore secondario, stagionale o legato soltanto al tempo libero. Eppure il turismo non è un passatempo dell’economia. È cultura che cammina, memoria che incontra il presente, identità che diventa relazione. È un’infrastruttura civile prima ancora che un comparto produttivo.

Lo avevano compreso persino i Feaci dell’Odissea. Nel poema attribuito a Odissea, i Feaci non rappresentano soltanto un approdo per Ulisse: incarnano una società capace di prosperare attraverso l’ospitalità, gli scambi, la mobilità e il rispetto dello straniero. Un popolo che aveva capito una verità semplice e profondissima: chi accoglie non perde sé stesso, ma si allarga.

Quella lezione antica appare oggi sorprendentemente moderna. L’Italia possiede una ricchezza che nessuna innovazione artificiale potrà mai replicare: la stratificazione della sua cultura, dei suoi paesaggi, delle sue botteghe e della sua memoria. Eppure continuiamo a sottovalutare il valore strategico del turismo culturale, letterario e artigianale.

Il turismo letterario non è una nicchia per pochi appassionati. È un viaggio dentro la memoria collettiva, un modo per trasformare libri, luoghi e tradizioni in esperienza viva. Perché certi territori non si visitano soltanto: si leggono. E certe pagine non si leggono soltanto: si abitano.

Cultura, artigianato e lavoro diffuso

Pensiamo all’Salone Internazionale del Libro di Torino. Non è soltanto una manifestazione culturale: è un motore economico che coinvolge alberghi, ristoranti, trasporti, librerie, editori e lavoratori dei servizi. La cultura, allora, smette di essere percepita come una voce di spesa e torna a essere ciò che davvero è: un investimento che produce lavoro, movimento e prestigio.

Per questo realizzare eventi culturali diffusi nei territori sarebbe un segnale politico forte. Festival letterari, fiere dell’artigianato, percorsi narrativi e manifestazioni locali non sono semplici appuntamenti di calendario: sono semi.

E i semi, quando trovano terra fertile, non chiedono permesso per diventare paesaggio.

Accanto al turismo letterario vive quello dell’artigianato, troppo spesso ignorato ma decisivo per le economie locali. Dietro una bottega che lavora legno, ceramica o tessuti non esiste soltanto un’attività commerciale: c’è sapere tramandato, identità territoriale e dignità del lavoro.

Quando un visitatore entra in una bottega non acquista soltanto un oggetto. Porta via una storia, e lascia in cambio riconoscimento.

Da queste reti culturali dipende la sopravvivenza di migliaia di ristoratori, albergatori, guide e piccoli commercianti. Sono loro a sostenere l’accoglienza quotidiana del Paese. Ed è qui che emerge il nodo politico. Non può esistere una politica del turismo senza una seria politica dei servizi e della mobilità. Il turismo non vive di slogan. Vive di treni che funzionano, collegamenti efficienti, città accessibili e territori messi nelle condizioni di esprimere il proprio potenziale.

Il Sud e la questione della mobilità

Pensiamo alle città di mare e, più in generale, al Sud Italia.

Il Mezzogiorno è una parte del Paese baciata dalla natura e dalla storia: mari straordinari, montagne, borghi, archeologia e tradizioni. E allora la domanda diventa inevitabile: perché un patrimonio simile continua spesso a esprimere soltanto una parte del proprio potenziale?

Troppo spesso il Sud viene evocato nella propaganda politica o raccontato attraverso stereotipi. Ma la questione reale è un’altra. Se un turista arriva nel Sud Italia, come si muove? Che servizi trova? Quanto è facile raggiungere borghi, coste e aree interne? Non basta possedere paesaggi che il mondo ci invidia se poi la mobilità diventa un ostacolo invece che un ponte.

La vera valorizzazione di un territorio non si misura nelle fotografie da cartolina, ma nella capacità di renderlo accessibile, vivibile e competitivo.

Il Sud non è povero di risorse. Rischia semmai di essere impoverito dalla mancanza di continuità negli investimenti e da una visione troppo frammentaria. E questo non penalizza soltanto i turisti: penalizza chi vive e lavora lì, gli artigiani, i ristoratori, gli albergatori, i giovani e le famiglie che ogni giorno tengono aperta la porta dell’accoglienza.

Investire nel Mezzogiorno significa investire nell’Italia intera.

Dalla manutenzione dell’emergenza all’ingegneria dello sviluppo

Ed ecco la grande chiamata alla quale la politica non può sottrarsi. Esiste un principio semplice: l’acquolina vien mangiando. Vale per le persone e vale per i territori. Quando si creano opportunità reali, servizi efficienti e infrastrutture credibili, i territori smettono di sopravvivere e cominciano a crescere.

Per progettare grandi opere servono visione e competenze.

Serve l’ingegneria meccanica e serve il meccanico. Sono professionalità nobili e indispensabili, ma non sono la stessa cosa. Il meccanico ripara ciò che esiste. L’ingegnere progetta ciò che ancora manca. E forse qui si nasconde una metafora che riguarda anche la politica. Troppo spesso si governa come se bastasse intervenire quando i problemi diventano emergenze, quasi da officina permanente della crisi. Ma un Paese non cresce soltanto riparando guasti. Cresce quando progetta. Il turismo, la cultura e la mobilità hanno bisogno esattamente di questo: non di manutenzione occasionale, ma di ingegneria dello sviluppo.

Perché le grandi opere non sono soltanto ponti e ferrovie. Grandi opere sono anche reti culturali, servizi efficienti e territori connessi.

L’ultimo anello della catena — il lavoratore precario, il piccolo artigiano, il ristoratore, l’albergatore familiare — è anche il più vulnerabile. Eppure è proprio lì che nasce il valore autentico dell’esperienza turistica. Dare voce agli ultimi non è retorica. È una scelta economica e morale. Quando si investe nei territori, nella cultura diffusa e nei servizi, si crea occupazione, si trattengono competenze e si genera un effetto reale sul PIL. Serve allora un cambio di paradigma. Il turismo deve uscire dalla logica dell’emergenza e diventare una visione strategica nazionale.

I Feaci dell’Odissea ci ricordano che l’ospitalità non è improvvisazione, ma civiltà organizzata. E forse il nostro tempo ha proprio bisogno di questo: meno propaganda e più infrastrutture, meno narrazioni episodiche e più responsabilità, meno promesse e più possibilità concrete di muoversi, lavorare e creare valore.

Perché difendere il turismo significa difendere molto più di un comparto economico. Significa difendere cultura, lavoro e dignità. E forse il vero risveglio comincerà quando smetteremo di domandarci quanto costa investire nella cultura e inizieremo finalmente a chiederci quanto ci costa continuare a vivere senza un progetto di bellezza condivisa.

Pechino, Xi (incontrando Putin): inaccettabile una ripresa del conflitto in Iran

Roma, 20 mag. (askanews) – Il presidente cinese Xi Jinping ha definito “urgente” una “cessazione completa delle ostilità” in Medio Oriente, definendo “inaccettabile una ripresa del conflitto”. Nel corso dell’incontro a Pechino con il presidente russo Vladimir Putin, il leader cinese ha definito “particolarmente importante impegnarsi nei negoziati”, secondo quando riportato dalla China Central Television.

Il presidente cinese ha sottolineato che “una rapida conclusione del conflitto ridurrà gli ostacoli
alla stabilità dell’approvvigionamento energetico, al funzionamento delle catene di produzione e di approvvigionamento e all’ordine commerciale internazionale”.

Nato, il Pentagono riduce da quattro a tre le Brigate da combattimento assegnate all’Europa

Roma, 20 mag. (askanews) – Il Dipartimento della Guerra statunitense ha ridotto da quattro a tre il numero totale di Brigate da Combattimento (Bct) assegnate all’Europa. Questo riporta il numero di Bct presenti in Europa ai livelli del 2021. Lo ha annunciato il portavoce capo del Pentagono, Sean Parnell, su X.

“Tale decisione – spiega Parnell – è il risultato di un processo complesso e articolato, incentrato sulla configurazione delle forze statunitensi in Europa. Ciò comporterà un temporaneo ritardo nel dispiegamento delle forze statunitensi in Polonia, un alleato modello per gli Stati Uniti”.

“Il Dipartimento determinerà la destinazione finale di queste e altre forze statunitensi in Europa sulla base di un’ulteriore analisi dei requisiti strategici e operativi degli Stati Uniti, nonché della capacità dei nostri alleati di contribuire con le proprie forze alla difesa dell’Europa. Questa analisi – sottolinea Parnell – è volta a promuovere l’agenda ‘America First’ del presidente Trump in Europa e in altri teatri operativi, anche incentivando e consentendo ai nostri alleati Nato di assumersi la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell’Europa”.

“Il Segretario Hegseth – aggiunge il portavoce del Pentagono – ha parlato oggi con il vice premier polacco Kosiniak-Kamysz e il Dipartimento rimarrà in stretto contatto con le controparti polacche nel corso di questa analisi, anche per garantire che gli Stati Uniti mantengano una forte presenza militare in Polonia. La Polonia ha dimostrato sia la capacità che la determinazione a difendersi. Gli altri alleati della Nato dovrebbero fare altrettanto. Il Dipartimento fornirà ulteriori informazioni al momento opportuno e nel contesto appropriato”, conclude Parnell.

Playoff Nba, New York rimonta da -22 e vince Gara1

Roma, 19 mag. (askanews) – Sotto di 22 lunghezze a meno di 8 minuti dalla fine del quarto periodo, i New York Knicks hanno realizzato la più grande rimonta nella loro storia, forzando il supplementare e dominandolo in gara-1 contro i Cleveland Cavaliers fino al 115-104 finale. Un successo incredibile propiziato dalle magie di un Jalen Brunson da 38 punti, assolutamente cruciale nel parziale di 44-11 con cui i Knicks hanno chiuso la partita. Ai Cavs non bastano i 29 punti di Donovan Mitchell (ma solo 3 tra quarto periodo e supplementare) e i 15 di James Harden, ripetutamente puntato e battuto nel finale di gara dai Knicks. Per New York è l’ottava vittoria consecutiva in questi playoff, portandosi sull’1-0 nella serie nella maniera più rocambolesca possibile

Finale Eastern Conference (3) New York Knicks vs (4) Cleveland Cavaliers 10

Gara 1: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 115-104 Gara 2: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 22/5 ore 2.00 Gara 3: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 24/5 ore 2.00 Gara 4: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 26/5 ore 2.00 Gara 5: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 28/5 ore 2.00 Gara 6: Cleveland Cavaliers-New York Knicks* 30/5 ore 2.00 Gara 7: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 1/6 ore 2.00

Finale Western Conference (1) Oklahoma City Thunder vs. (2)San Antonio Spurs 0-1

Gara 1: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 115-122 Gara 2: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 21/05 ore 2.30 Gara 3: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 23/05 ore 2.30 Gara 4: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 25/05 ore 2.00 Gara 5: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 27/05 ore 2.30 Gara 6: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder* 29/05 ore 2.30 Gara 7: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 31/05 ore 2.00

*se necessario

Al Senato Usa passa il primo sì per stop a guerra con Iran

Roma, 20 mag. (askanews) – Il Senato degli Stati Uniti ha approvato una legge che mira a costringere il presidente Donald Trump a ritirarsi dalla guerra contro l’Iran. Il voto ha dimostrato che i repubblicani che si oppongono alla volontà del presidente sono in crescita.

Da quando Trump ha ordinato l’attacco all’Iran alla fine di febbraio – spiega la Associated Press -, i democratici hanno ripetutamente sottoposto al voto risoluzioni sui poteri di guerra che obbligherebbero Trump a ottenere l’approvazione del Congresso per la guerra o a ritirare le truppe. Finora, i repubblicani erano riusciti a raccogliere i voti necessari per respingere tali proposte, ma il senatore della Louisiana Bill Cassidy, reduce da una sconfitta alle primarie in cui Trump aveva appoggiato il suo avversario, ha cambiato schieramento fornendo durante la seduta di martedì il voto decisivo per l’approvazione della legge.

Il risultato di 50 voti a favore e 47 contrari ha dimostrato il numero, seppur esiguo, di repubblicani che hanno votato per fermare la guerra con l’Iran. La legge sarà sottoposta ad un voto finale, ma la tempistica non è stata immediatamente chiarita. I senatori repubblicani Rand Paul del Kentucky, Susan Collins del Maine e Lisa Murkowski dell’Alaska avevano già votato a favore di risoluzioni simili sui poteri di guerra e lo hanno fatto di nuovo martedì. Cassidy ha votato a favore della legge per la prima volta.

Dopo la sconfitta alle primarie della scorsa settimana, Cassidy è tornato a Washington affermando di essere orgoglioso del suo lavoro a difesa della Costituzione e che avrebbe valutato attentamente come votare su diverse priorità dell’amministrazione Trump, riporta la Ap.

Calcio: il City si ferma sul pari, Arsenal campione d’Inghilterra

Roma, 19 mag. (askanews) – L’Arsenal torna sul trono d’Inghilterra. Il pareggio del Manchester City contro il Bournemouth consegna matematicamente la Premier League ai Gunners, che nella serata di lunedì avevano battuto 1-0 il Burnley portandosi a +5 in classifica. La squadra allenata da Pep Guardiola non riesce così a tenere aperta la corsa al titolo e nel nord di Londra può iniziare la festa biancorossa.

Per l’Arsenal si tratta del quattordicesimo titolo nazionale della propria storia, ma soprattutto del primo conquistato in panchina da Mikel Arteta. Arrivato nell’inverno del 2019 dopo l’esonero di Unai Emery, il tecnico spagnolo ha progressivamente riportato il club ai vertici del calcio europeo, riconquistando la Champions League e trasformando i Gunners in una squadra stabile nella lotta per il vertice.

Negli ultimi anni l’Arsenal aveva sfiorato più volte il traguardo, chiudendo tre stagioni consecutive al secondo posto proprio alle spalle del Manchester City. Stavolta, però, i londinesi riescono a completare l’opera grazie a una stagione di grande continuità, coronata dal successo decisivo contro il Burnley e dal (mezzo) passo falso della squadra di Guardiola.

La stagione dell’Arsenal potrebbe però diventare storica. I Gunners, infatti, sono attesi anche dalla finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain, in programma il prossimo 30 maggio a Budapest, con la possibilità di centrare uno straordinario double tra Premier League ed Europa.

Aceto Balsamico, annunciata la candidatura come patrimonio Unesco

Modena, 19 mag. (askanews) – Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP annuncia la candidatura all’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. Lo ha comunicato il presidente Cesare Mazzetti all’assemblea pubblica del Consorzio in corso a Modena.

“Partiamo dal fatto che il prodotto è fortemente legato al territorio, ha una cultura secolare – ha spiegato Mazzetti -. Oggi ci sono 6.000 famiglie solo nella zona di Modena e Reggio Emilia che producono l’aceto in casa e partecipano al Palio di San Giovanni per vedere chi l’ha fatto più buono. E’ una cosa che non si trova in nessun’altra parte del mondo”.

La candidatura sarà presentata insieme ai consorzi del Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia, le due Dop, alle consorterie e alle istituzioni. “Vogliamo stabilire Modena come centro d’attrazione del balsamico, anche turistica – ha aggiunto il presidente -. Così come è stato fatto per il Prosecco, con grande successo di pubblico che speriamo di replicare”.

Sui tempi Mazzetti è cauto: “Non saranno brevi. Dobbiamo istruire la pratica e l’Italia ha appena avuto il riconoscimento per la cucina italiana, quindi dobbiamo cercare di inserirci come altro prodotto da presentare”.

Il Consorzio è il prodotto più esportato tra le indicazioni geografiche italiane: il 93% della produzione va all’estero, per un totale di 300 milioni di bottiglie.

A Cannes presentate le prime immagini di “Girato a Cinecittà”

Roma, 19 mag. (askanews) – È stato presentato in anteprima all’Italian Pavilion del Festival di Cannes il progetto di “Girato a Cinecittà”, il film diretto da Roland Sejko che nel 2027 racconterà i primi 90 anni dei celebri studi. Dal 1937 ad oggi sono stati realizzati più di 3000 film e decine tra i più importanti registi, divi, artisti, grandi artigiani, maestranze, hanno reso mitici gli studi cinematografici romani.

Il documentario entrerà in questa città del cinema per raccontarla dall’interno: attraverso le riprese di oggi, i materiali d’archivio e le testimonianze di registi, attori, produttori, professionisti italiani e internazionali, che l’hanno abitata, attraversata, costruita, come ha raccontato proprio a Cannes il regista Roland Sejko: “Io credo che la storia di Cinecittà sia una storia italiana più che solo cinematografica. C’è un mondo da raccontare, praticamente, è di sicuro difficile perché è molto largo ma di sicuro merita di essere raccontato”.

Oggi Cinecittà vive una nuova stagione produttiva, con teatri rinnovati e lavorazioni che ne confermano la centralità internazionale. E l’ Amministratore delegato di Cinecittà Manuela Cacciamani a Cannes ha rivelato che in vista di questo 90esimo compleanno già si stanno facendo grandi preparativi: “Stiamo immaginando appuntamenti istituzionali e non, apriremo le porte di Cinecittà soprattutto ai più piccoli, agli amanti di cinema, agli appassionati, agli studenti universitari. Per cui sarà un momento di confronto, di generazioni a confronto, di maestranze giovani e acclamate, artisti. Insomma siamo in grande fermento”.

Ariete torna ad esibirsi live con il Club Tour 2026

Milano, 19 mag. (askanews) – Ariete torna ad esibirsi live con il Club Tour 2026, prodotto e organizzato da Bomba Dischi. Le date la vedranno protagonista di 7 appuntamenti autunnali in un viaggio musicale che la porterà nei palchi dei principali club italiani, nella dimensione più intima e viscerale del live, pronta a vivere ancora una volta un momento di unione tanto desiderato con la sua gente. I biglietti sono già disponibili su www.iosonoariete.it. Il Club Tour 2026 partirà a Roma il 7 novembre all’Atlantico, per proseguire a Milano il 19 novembre all’Alcatraz, a Torino il 21 novembre al Teatro Concordia, a Padova il 25 novembre all’Hall, a Firenze l’1 dicembre al Viper Theatre, per poi concludersi a Bitritto (BA) l’11 dicembre al Palatour. Con il Club Tour 2026, Ariete è pronta a riabbracciare il suo pubblico e a portare la sua musica nei luoghi in cui la connessione tra l’artista e chi la ascolta si sviluppa nel modo più autentico. Canzone dopo canzone, i live prenderanno vita con l’intensità e l’intimità che da sempre contraddistinguono le sue performance, in uno spazio in cui le emozioni circolano liberamente e le storie di Ariete diventano collettive. L’annuncio è stato anticipato ieri dal trailer che ARIETE ha pubblicato sui suoi canali social. Un video dall’estetica anni Novanta – prodotto da Duit S.r.l. per la regia di Tommaso Arnaldi – con la consistenza di un sogno lucido e il richiamo all’urgenza visiva del cinema di Larry Clark. Non una semplice narrazione, ma uno skit, un flusso di coscienza in costante movimento tra memoria, desiderio e quotidianità: Arianna esplora l’ambiente che la circonda osservandolo come se fosse spettatrice della realtà, della sua stessa vita, dei suoi posti del cuore e degli anni che ha attraversato. Tra le note e le immagini emerge un ritratto della realtà di oggi, dipinta tra caos e bellezza, fino a quando, nascosti tra le cose di casa, si rivelano indizi che portano alle date del tour. Il tour nei club arriva a distanza di due anni e mezzo da La Notte d’Estate, il suo tour di 12 date con cui la cantautrice aveva portato il suo ultimo album La Notte nelle arene della penisola. La tournée era arrivata dopo che nel 2023 la cantautrice aveva già scritto la storia, diventando la più giovane artista donna italiana a esibirsi nei palasport. Un percorso live straordinario, che ora giunge alla nuova dimensione intima e diretta dei club.

Padel, Roma torna capitale: dall’1 al 7 giugno l’Italy Major al Foro

Roma, 19 mag. (askanews) – Dal 31 maggio al 7 giugno i campi del Foro Italico a Roma torneranno a ospitare il BNL Italy Major Premier Padel, uno dei quattro tornei più importanti del Premier Padel Tour, il massimo circuito professionistico mondiale. A iscrizioni appena chiuse, si legge in una nota, le entry list ufficiali confermano lo status d’elite dell’appuntamento: oltre 150 coppie iscritte, quasi 250 atleti in campo, tra cui 49 dei primi 50 giocatori del Ranking mondiale FIP maschile – con l’unica eccezione dell’infortunato Pablo Cardona – e l’intera top 50 del ranking femminile.

Il torneo romano è presente nel calendario Premier Padel fin dalla prima edizione del 2022 ed è diventato nel 2023 il primo Major della storia con formula “combined”, ovvero con tabellone maschile e femminile in contemporanea. Una vocazione all’eccellenza supportata dai numeri della città: con oltre 1.500 campi e un “esercito” di praticanti, Roma è oggi la terza metropoli al mondo per diffusione del padel, preceduta soltanto dai colossi spagnoli Madrid (quasi 2.400) e Barcellona (circa 2.300), secondo i dati ufficiali della Federazione Internazionale Padel. Dal 2022 la capitale ha cambiato il mondo del padel in Italia e trainato la crescita di questo sport in tutto il Paese: oggi, sull’intero territorio, i campi hanno superato quota 10mila mentre i giocatori amatoriali abituali sono oltre 1,5 milioni, cifra che sale oltre i 2 milioni se si considerano anche i giocatori saltuari.

Sotto il profilo tecnico, i tabelloni promettono spettacolo. Nel maschile si riparte dai campioni in carica Ale Galan e Fede Chingotto – coppia numero 2 del mondo e già vincitrice di 5 titoli negli 8 tornei disputati nel 2026 – inseguiti dai numeri 1 del mondo Agustin Tapia e Arturo Coello. Riflettori puntati anche su Juan Lebron, in coppia con Leo Augsburger, e sul ritorno del duo Paquito Navarro e Martin Di Nenno, finalisti nella prima edizione. Nel tabellone femminile si apre la caccia al trono di Delfi Brea e Gemma Triay, con Paula Josemaria e Bea Gonzalez – che arrivano da cinque successi consecutivi in stagione – e la coppia Ari Sanchez-Andrea Ustero nel ruolo di principali favorite.

Ricca anche la presenza degli azzurri e delle azzurre che lo scorso anno hanno conquistato il bronzo agli Europei: nel maschile i romani Simone Iacovino e Giulio Graziotti insieme a Flavio Abbate, Alvaro Montiel, Marco Cassetta, Simone Cremona, Lorenzo Di Giovanni; nel femminile le atlete di casa Carolina Orsi, Giorgia Marchetti, Carlotta Casali, accompagnate da Giulia Dal Pozzo – che nel 2025 ha affiancato Sara Errani – Martina Parmigiani, Emily Stellato e Giulia Sussarello. E ancora, conclude la nota, Riccardo Sinicropi, altro protagonista di pagine storiche dell’Italpadel maschile, e i NextGen Matteo Platania, Giuseppe Fino e Matteo Sargolini.

In Alabama spopola lo Yaupon, il caffè dei nativi americani

Gulf Shores (Usa), 19 mag. (askanews) – A Gulf Shores, in Alabama, Usa, nel nuovo campus del Gulf Coast Eco Center, il direttore Travis Langen guida corsi e iniziative che rilanciano una bevanda ancestrale del Sud degli Stati Uniti: il tè ricavato dall’agrifoglio yaupon. Tra storia indigena, equivoci lessicali e opportunità per la biodiversità locale, il progetto del centro unisce educazione ambientale e recupero delle tradizioni. E apre la strada a una bevanda con un passato, di cui potremmo sentir parlare in futuro. “Questa pianta, molto diffusa nel Sud-est degli Stati Uniti d’America, fu scoperta dai nativi americani migliaia e migliaia di anni fa. Avevano molte usanze e tradizioni legate alla raccolta dell’agrifoglio yaupon, che veniva utilizzato per preparare una bevanda cerimoniale consumata in grandi quantità prima di una grande caccia o di una battaglia. Oppure, se un capo ospitava un altro capo, la bevevano a scopo cerimoniale. Una delle tradizioni prevedeva anche il consumo di questa bevanda durante il digiuno. Quindi, digiunando, lo stomaco si svuotava completamente e si beveva così tanto tè da vomitare. Il nome scientifico della pianta è Ilex vomitoria. Quindi, anche se la pianta non contiene sostanze chimiche che dovrebbero provocare il vomito, è il processo di berne grandi quantità a stomaco vuoto che causava questo effetto”, afferma Langen.

I coloni provenienti dall’Europa e dal resto del mondo videro i nativi americani consumare questa pianta e le diedero quel nome poco invitante, Ilex vomitoria. Scoprirono anche che conteneva caffeina, e così divenne una bevanda popolare da consumare a colazione. Divenne tanto popolare che vennero create piantagioni e la pianta fu esportata in Europa, in Inghilterra e in tutto il mondo occidentale. “Ma la Compagnia britannica delle Indie Orientali del tè vide in questo una concorrenza per il tè nero prodotto nelle colonie, dall’India alla Cina. Pertanto, emanò leggi per limitare l’importazione di questo tè. Di conseguenza, il tè perse popolarità negli Stati Uniti e in tutta Europa.Venne associato al tè dei poveri delle zone rurali, pur essendo una bevanda a base di caffeina perfettamente accettabile, e cadde completamente in disuso. Per gli ultimi cento anni, è rimasto pressoché sconosciuto il fatto che questo tè abbia una storia così ricca e che possa essere coltivato e preparato. Ma stiamo assistendo alla nascita di sempre più aziende e a un crescente interesse per questo tè”, aggiunge Langen.

Non a caso la BBC di recente gli ha dedicato grande attenzione. E anche noi di askanews lo abbiamo provato in Alabama, assaporandone il gusto piacevole e meno aspro di altre bevande con caffeina. Peraltro la curva di “risveglio” è più ampia del caffe, ci spiega Langen, assicurando un effetto più protratto nel tempo e più dolce.

Al Gulf Coast Eco Center di Gulf Shores, in Alabama – consigliato come destinazione sia da Sweet Home Alabama che da Travel South USA – si insegnano infatti anche le proprietà dello yaupon: “Crediamo diventerà molto più popolare nei prossimi anni, soprattutto considerando gli alti costi di spedizione in tutto il mondo e l’importazione di tè dall’India, dalla Cina e dal Giappone. Siamo entusiasti di vivere in una zona in cui possiamo far conoscere questo tè alle persone. Possiamo letteralmente andare nel bosco dietro casa, raccogliere queste bacche e mostrare loro che non si tratta solo di un tè gratuito da consumare, ma che è anche un toccasana per la fauna selvatica. Uccelli e altri animali adorano mangiare le bacche. È una pianta fantastica per ripristinare l’habitat naturale. E ci connette anche con la storia e con il nostro ambiente naturale. Sono davvero entusiasta di questa pianta. Abbiamo organizzato dei corsi per aiutare le persone a identificarla, a imparare come prepararla e ad apprezzarla”, aggiunge.

Nel 2018 è stata fondata l’ American Yaupon Association (AYA) per mettere in contatto gli appassionati di yaupon e garantire che il settore, in rapida ripresa, onorasse le proprie origini in modo etico. Il successo porta con sé responsabilità e l’opportunità di invertire gli schemi di colonialismo e sfruttamento che hanno afflitto altre bevande contenenti caffeina, come caffè e tè.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio di Gualtiero Benatelli

Immagini askanews

Arriva From the Rooftop 3, Coez registra in presa diretta

Milano, 19 mag. (askanews) – Venerdì 22 maggio torna From the Rooftop. Il format cult di Coez arriva in una terza inedita versione ed è anticipato dalla pubblicazione sul suo profilo Instagram e su YouTube della versione integrale di Faccio un casino e di Quelli come me. Diventato nel tempo una delle espressioni artistiche più riconoscibili e autentiche del percorso di Coez, a quasi dieci anni dalla sua nascita, dopo il secondo capitolo pubblicato nel 2022, il progetto prosegue la sua evoluzione con From the Rooftop 3, come sempre registrato interamente in presa diretta, questa volta a Firenze, che tra l’altro sarà la città che ospiterà la partenza del nuovo tour dell’artista romano. Nato come progetto video parallelo e più intimo rispetto alle produzioni principali di Coez, diventato poi anche un album, From The Rooftop prende forma dall’idea di spogliare le canzoni della loro veste originale per portarle verso una dimensione alternativa. From The Rooftop negli anni ha definito alcuni elementi ormai centrali nel format: ogni edizione contiene brani cult riarrangiati tratti del suo repertorio, almeno due cover, tra cui una appartenente alla scena rap, affiancata da reinterpretazioni più indie e cantautorali, e dal secondo capitolo in poi da collaborazioni inedite. Un equilibrio che riflette le due anime musicali dell’artista e che, con questo nuovo volume, rappresenta un ulteriore passo nell’evoluzione di un progetto che continua a rinnovarsi senza perdere la propria coerenza artistica e sonora. Confermando, infatti, tutti gli elementi dei precedenti capitoli, apre ad una novità: canzoni nuove direttamente in versione “Rooftop”. From the Rooftop 3 vedrà al suo interno Niente da nascondere, il primo inedito presente nella tracklist, seguito da Faccio un casino, canzone certificata sei volte disco di platino, e dal brano Blatte in duetto con Colombre. La tracklist contiene inoltre Cielo di sabbia, brano culto tra i fan tratto da “Fenomeno Mixtape”, che lascia poi spazio al secondo duetto del progetto sulle note del mashup Parla piano/You Are My Lady, cantato nella versione originale da La Pina con Giuliano Palma, reinterpretato in duetto con California. La tracklist continua con Quelli come me, brano recentemente nato dalla collaborazione con Juli, continua con la versione “Rooftop” di Ci vuole una laurea, singolo pubblicato in occasione della collaborazione con Zerocalcare per la sua serie Netflix “Due Spicci” e si chiude con una nuova interpretazione di Le parole più grandi, riproposta a oltre dieci anni dalla sua prima pubblicazione, a coronare il legame tra passato e presente all’interno di un progetto che continua a reinventarsi mantenendo intatta la propria identità. From The Rooftop 3 è prodotto e arrangiato da Colombre, mixato e masterizzato da David “dvd” Matteucci. I video sono stati girati da Tommaso Biagetti, Giovanni Macedonio e Borotalco TV e registrati presso il Grand Hotel Baglioni di Firenze. Questa nuova release arriva subito dopo la pubblicazione del brano Ci vuole una laurea (from the Netflix Series “Due Spicci”), il nuovo singolo di Coez presente nel trailer e nella colonna sonora della nuova serie di animazione “Due Spicci” creata, scritta e diretta da Zerocalcare, prodotta da Movimenti Production, parte di Banijay Kids & Family, in collaborazione con BAO Publishing che arriverà, solo su Netflix, il 27 maggio. I prossimi mesi vedranno inoltre COEZ live in alcune delle più suggestive location open air d’Italia con COEZ LIVE 2026 – From the Rooftop, portando nella dimensione live il suo progetto From the Rooftop. Il format approderà in location dall’atmosfera unica che diventeranno specchio delle canzoni, costruite in modo essenziale e diretto, creando una dimensione familiare con il pubblico. Coez live 2026 – From the Rooftop, prodotto da Vivo Concerti, arriva dopo il successo del tour dello scorso autunno, che lo ha visto protagonista di numerosi live nei principali palazzetti d’Italia. Il tour prenderà il via con i due sold out dell’8 e il 9 luglio all’Anfiteatro delle Cascine di Firenze, per poi proseguire l’11 luglio all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei (NA), il 16 luglio al Lake Sound Park di Cernobbio (CO), il 18 luglio al No Borders Music Festival ai Laghi di Fusine di Tarvisio (UD), il 22 luglio in Piazza dei Cavalieri a Pisa, il 25 e il 26 luglio all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera (BS, sold out), il 30 luglio in Piazza Monastero Colonna a Trani (BAT), l’1 e il 2 agosto nuovamente all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera (BS) (prima data sold out), il 4 agosto alla Rocca Maggiore di Assisi, il 28 agosto a Palazzo Te di Mantova, il 2 e il 3 settembre allo Sferisterio di Macerata (seconda data sold out), il 5 e il 6 settembre al Teatro Romano di Verona (prima data sold out), il 10 settembre al Teatro Antico di Taormina (ME) per concludersi il 12 e 13 settembre al Teatro di Verdura di Palermo (prima data sold out).

Ciclismo, Ganna domina la crono al Giro

Roma, 19 mag. (askanews) – Spettacolo nella 10ª tappa del Giro d’Italia 2026, la cronometro individuale Viareggio-Massa di 42 chilometri, dominata da Filippo Ganna con il tempo di 45’53″.

Il corridore piemontese, soprannominato la “locomotiva di Verbania”, ha imposto un ritmo irraggiungibile per tutti gli avversari, firmando una prestazione monstre che gli consente di eguagliare Eddy Merckx a quota sette vittorie nelle cronometro al Giro d’Italia, secondo solo a Francesco Moser (12 successi). Una prova di forza che conferma la sua superiorità nella disciplina contro il tempo e che segna anche un nuovo riferimento prestazionale per le lunghe distanze.

Alle spalle di Ganna si piazza Thymen Arensman, autore di una prova brillante e secondo al traguardo con un ritardo di 1’54″, davanti a Rémi Cavagna e Sjoerd Bax. In quinta posizione Derek Gee, mentre Giulio Pellizzari chiude 18°.

Alle spalle della tappa, la classifica generale resta però aperta. Afonso Eulálio conserva la Maglia rosa nonostante una giornata difficile, perdendo circa due minuti da Jonas Vingegaard, apparso non al meglio ma comunque in grado di guadagnare terreno. Il portoghese chiude con 50’50″ e mantiene il simbolo del primato per soli 27 secondi sul danese.

Più staccati gli altri uomini di classifica: Felix Gall vive una giornata complicata, mentre Ben O’Connor e Jai Hindley limitano i danni. Buona la prova di Michael Storer, mentre Giulio Pellizzari, condizionato anche da recenti problemi fisici, difende la posizione chiudendo nelle retrovie della top 20.

In classifica generale Eulálio guida con 39:40:34, seguito da Vingegaard a 27 secondi, poi Arensman a 1’57″, Felix Gall a 2’24″ e O’Connor a 2’48″. Più staccati Hindley, Storer e Pellizzari, che resta in top 10 ma con margini ridotti.

La cronometro di Viareggio-Massa ha così ridisegnato gli equilibri del Giro, confermando Ganna come uomo simbolo delle prove contro il tempo e riaprendo la battaglia per la Maglia rosa in vista delle prossime tappe decisive.

Energia, Conte: Governo a pezzi, maggioranza lo sconfessa poi ritira testo

Roma, 19 mag. (askanews) – “Quel che sta succedendo oggi ha del clamoroso: il Governo è a pezzi, ha perso la bussola e anche la pur minima credibilità. Dopo la batosta del referendum e a pochi mesi dalle elezioni, la stessa maggioranza boccia le firme più pesanti messe dalla sua presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. E riconosce, nei fatti, i pesanti errori commessi. I capigruppo di maggioranza hanno infatti presentato in Senato una mozione per rivedere il folle impegno del 5 per cento del Pil sulle spese militari firmato da Meloni. Poi però sono stati richiamati all’ordine: la figuraccia era troppo grossa per Meloni e il Governo, sconfessati dai loro stessi parlamentari sul folle riarmo”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, commentando la vicenda del testo di maggioranza sulle conseguenze economiche della crisi energetica poi votato nell’aula del Senato in versione rimaneggiata e senza le critiche agli “obiettivi irrealistici” sulle spese per la difesa.

“E quindi – ha sottolineato l’ex premier – hanno cambiato la mozione e si sono rimangiati tutto. Restano i cocci e una maggioranza a pezzi che sotto la facciata è spaccata e non condivide le scelte fatte da Meloni a livello internazionale che bloccano i soldi degli italiani su folli impegni di spesa in armi anziché sulle emergenze di famiglie e imprese. D’altronde la stessa Meloni ha sconfessato anche le sue firme sul disastroso patto di stabilità e sui vincoli europei”.

“Noi – ha proseguito Conte – andiamo dritti per la nostra strada con le idee chiare: questo riarmo noi lo abbiamo contestato con i cittadini nelle piazze e andando direttamente a Strasburgo e a L’Aja mentre Meloni e soci ci insultavano. E a una maggioranza a pezzi rispondiamo con una mozione unitaria delle opposizioni che abbiamo fortemente voluto e che chiede di rivedere gli impegni in armi per investire sull’emergenza economica e sociale di cittadini e imprese. Non bisogna avere grande esperienza per capire che questi fatti tolgono ogni credibilità e forza a una presidente del Consiglio che le ha sbagliate tutte e ora cerca rimedi goffi e di facciata a legislatura finita”.

“Hanno fatto danni enormi e non hanno mezza strategia: si facciano da parte”, ha concluso Conte.

Biennale: presentata "Do Architecture", di Wang Shu e Lu Wenyu

Venezia, 19 mag. (askanews) – Il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco e i curatori della 20esima Mostra Internazionale di Architettura, Wang Shu e Lu Wenyu, hanno annunciato oggi il titolo e il tema della Biennale Architettura 2027, che si svolgerà dall’8 maggio al 21 novembre 2027 (pre-apertura 6 e 7 maggio) ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia: Il titolo della Biennale Architettura 2027 è “Do Architecture -La possibilità di coesistenza nella realtà reale”.

“Tutte queste domande – hanno spiegato Wang Shu e Lu Wenyu – convergono in una direzione precisa: la necessità di confrontarsi con la realtà reale e con le pratiche locali, di “fare architettura” in modo diretto, privilegiando una dimensione del “fare” fisica e tattile. È proprio attraverso questo atto concreto del “fare” che elementi apparentemente incompatibili possono trovare forme di coesistenza all’interno di uno stesso spazio. È questo, dunque, il tema che abbiamo proposto per la Biennale Architettura 2027: Do Architecture – La possibilità di coesistenza nella realtà reale. Di fronte al cambiamento climatico globale, come possono coesistere e operare in sinergia approcci strategici, progettuali e tecnologici, sia attivi che passivi? Territorio e architettura possono davvero convivere? Possono i materiali naturali e i saperi artigianali locali superare le barriere concettuali e tecniche, fino a diventare componenti essenziali della progettazione e della costruzione contemporanee? Memoria e innovazione possono coesistere dialetticamente? La progettazione e la costruzione moderne, orientate all’efficienza, possono convivere con un approccio artigianale più lento e profondo? E il conflitto tra modelli di sviluppo urbano e rurale può essere risolto? Crediamo che l’architettura non sia soltanto qualcosa di cui discutere, ma soprattutto qualcosa da fare in prima persona. La filosofia dell’architettura è, prima di tutto, una “filosofia del fare”: una pratica che affronta la realtà reale, in luoghi reali, attraverso costruzioni reali. Crediamo che lo sforzo di preservare l’architettura come parte del patrimonio culturale locale possa coesistere con l’architettura intesa come forza trainante della trasformazione sociale. Solo così l’architettura può mantenere il proprio significato nell’era della saturazione tecnologica, e l’umanità può conservare, attraverso di essa, un valore concreto. Solo attraverso una lotta continua è possibile mantenere viva la speranza”.

Da parte sua Buttafuoco ha dichiarato: “Wang Shu e Lu Wenyu riportano l’architettura alla sua dimensione più concreta, fisica e necessaria, quella del costruire in relazione diretta con la terra, con i materiali, con le comunità e con la realtà dei luoghi. Il loro pensiero riafferma il valore del “fare” come atto culturale, etico e costruttivo, rifuggendo la spettacolarizzazione e la standardizzazione globale. Attraverso il recupero di materiali, tecniche artigianali e processi di trasformazione lenta, Wang Shu e Lu Wenyu propongono un’idea di architettura che incorpora il passato come materia viva del presente. Ne è esempio sgargiante il Campus Universitario della China Academy of Art di Hangzhou, da loro progettato e vissuto quotidianamente insieme agli allievi dei corsi di Architettura. Ed è anche la ragione che mi ha persuaso ad affidar loro la direzione della Biennale Architettura 2027: il ritrovarmi – e il muovermi – dentro i loro edifici è stata la più formidabile delle controprove alla più convincente delle teorie. Il tema individuato per la Biennale Architettura 2027, Do Architecture -La possibilità di coesistenza nella realtà reale, assume così il significato di un invito a costruire possibilità di coesistenza tra natura e artificio, tra innovazione e memoria, tra progetto contemporaneo e culture locali. La loro nomina a Direttori artistici del settore Architettura riconosce in tale disciplina la capacità di radicarsi nella realtà dei territori, e di trasformarli tutelandone la complessità”.

La 20esima Mostra Internazionale di Architettura presenterà, come di consueto, le Partecipazioni Nazionali con proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini e all’Arsenale, oltre che nel centro storico di Venezia. La Biennale Architettura 2027 sarà realizzata anche grazie al sostegno di Rolex, Partner esclusivo e Orologio Ufficiale della manifestazione.

Torna Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo con Fabio Caressa

Milano, 19 mag. (askanews) – Torna giovedì 21 maggio su Sky e in streaming su NOW il fenomeno televisivo della scorsa stagione Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo. Alla conduzione dello strategy game Sky Original prodotto da Blu Yazmine c’è, confermatissimo, il direttore dell’esperimento sociale Fabio Caressa.

12 persone comuni hanno scelto di aderire alla nuova edizione dell’esperimento sociale di Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo: hanno diversa età, provenienza ed estrazione sociale, riunite nel mezzo della giungla malese più remota e selvaggia, un luogo estremo che per condizioni climatiche, paesaggistiche e ambientali è lontanissimo dalle terre d’origine. Andranno a comporre una nuova “Compagnia delle Tentazioni” che anche quest’anno, in un contesto di rigida privazione e avendo a disposizione solo il minimo indispensabile per la sopravvivenza, dovrà affrontare un trekking nella giungla ancora più duro e faticoso durante il quale tutti i componenti saranno immersi in una natura bellissima ma ostile e proibitiva, piena di acqua e di fango, insetti e sanguisughe, ricchissima di salite impervie e di mangrovie fittissime. Il tutto con un clima particolarmente pesante, con temperature che arrivano facilmente ai 40 gradi e un’umidità che tocca picchi del 98%.

I partecipanti alla seconda edizione dell’esperimento sociale di Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo sono (nella foto, da sinistra verso destra): Marilina, 41 anni, Bologna, infermiera; Simona, 47 anni, Milano, impiegata; Chiara, 25 anni, Ancona, freelance; Sebastiano, 25 anni, Milano, libero professionista; Roberto, 63 anni, Viterbo, traslocatore; Daniele, 51 anni, Milano, esperto d’arte; Meryem, 25 anni, Napoli, content creator; Adele, 49 anni, L’Aquila, ingegnere; Marco, 42 anni, Milano, project planner; Riccardo, 22 anni, Sammichele di Bari (Bari), volontario servizio civile; Fabrizio, 34 anni, Milano, commesso; Luana, 41 anni, Brescia, imprenditrice.

I componenti della Compagnia, “nip” assoluti, partiranno con delle personalità ben definite e con obiettivi diversi tra loro ma molto chiari: nonostante questo, la loro evoluzione nel corso dell’esperienza potrebbe essere sorprendente. Durante le tappe del loro trekking, che avverranno su percorsi spesso più impegnativi e più lunghi di quelli dello scorso anno e riserveranno loro diversi colpi di scena imprevedibili alla vigilia, verranno tentati nei modi più disparati e anche in modalità inedite. Anche quest’anno, potrebbero essere tentazioni – singole, di gruppo o anche “segrete” – in grado di facilitare la loro sopravvivenza ma che intaccherebbero il montepremi finale che alla partenza è di 300mila euro. Se qualcuno dovesse cedere, le conseguenze della scelta ricadrebbero sull’intero gruppo, in quanto il premio in palio verrebbe decurtato del prezzo della tentazione. Ciò che rimarrà del jackpot sarà l’obiettivo finale: chi nell’ultimo episodio arriverà al traguardo avrà la possibilità di partecipare alla divisione della cifra disponibile.

Di gruppo sarà anche la scelta della Guida della Compagnia, che nel viaggio di quest’anno di Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo avrà un ruolo ancora più complesso e difficile nelle scelte da compiere; e come l’anno scorso tornerà anche lo sportello ATM all’interno della giungla che porrà i singoli componenti della Compagnia di fronte alla tentazione di prelevare dei soldi – spesso all’insaputa del resto del gruppo – per destinarli al proprio portafogli personale. A tentare i partecipanti all’esperimento sociale ci saranno anche due ospiti speciali, che sorprenderanno i componenti della Compagnia nel mezzo della giungla in maniera imprevedibile e sorprendente: sono Orietta Berti e Alessandro Borghese.

Saranno tutti questi meccanismi a generare un inevitabile conflitto tra le scelte e gli obiettivi individuali e quelli collettivi. In qualità di direttore dell’esperimento sociale, nonché di narratore del racconto tra le varie tratte, Fabio Caressa seguirà le azioni e le decisioni dei partecipanti e ne raccoglierà le emozioni, e anche quest’anno nelle sue parole – e nelle proposte che avanzerà ai componenti della Compagnia delle Tentazioni – non ci sarà nessun giudizio, ma solo l’invito a pensare alle scelte e alle conseguenze, osservando le quali anche il pubblico sarà portato a immedesimarsi nei 12 protagonisti, chiedendosi: cosa avremmo fatto al posto loro? In queste situazioni noi penseremmo a noi stessi o al bene del gruppo?

Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo sarà dal 21 maggio tutti i giovedì alle 21:15 su Sky Uno e in streaming su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go; e poi dal 26 maggio tutti i martedì in replica anche in chiaro in prima serata su TV8, al tasto 8 del telecomando.

Trump: potremmo dover infliggere un altro duro colpo all’Iran

Roma, 19 mag. (askanews) – Oggi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che gli Usa potrebbero “dover infliggere” all’Iran “un altro duro colpo” per costringerlo ad accettare un accordo sul suo programma nucleare. Parlando alla stampa nel cantiere della sala da ballo della Casa Bianca, Trump ha ribadito di non essere sicuro della ripresa dei raid aerei contro l’Iran. “Lo saprete molto presto se sarà necessario”, ha sottolineato. Inoltre, Trump ha affermato di essere stato “a poche ore” dall’ordinare una nuova ondata di attacchi, prima di rinviarla su richiesta di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti come annunciato già ieri sera.

Trump ha inoltre insistito sul fatto che Teheran “implorasse di raggiungere un accordo”. Il presidente americano ha anche definito l’Iran “il prepotente del Medio Oriente”. Infine, ha ribadito che l’Iran non dovrà mai acquisire un’arma nucleare, poiché non ha “alcun dubbio” che la userebbe contro il resto della regione, in particolare contro Israele e Arabia Saudita.

Il presidente americano Donald Trump ha inoltre definito una “bella promessa” quella portata a casa dal leader cinese Xi Jinping durante il tempo “fantastico” trascorso insieme la settimana scorsa a Pechino, ossia che la Cina non fornira’ attrezzature militari all’Iran. “Mi ha promesso che non sta inviando nessuna arma all’Iran. È una bella promessa. Gli credo sulla parola. L’ho apprezzata”.

Tiziano Ferro svela la tracklist di "Sono un grande (Deluxe)"

Milano, 19 mag. (askanews) – A pochi giorni dall’uscita prevista per venerdì 22 maggio in digitale e per venerdì 29 maggio inversione CD in tutti i negozi oltre che in formato CD con poster e CD con poster autografato in esclusiva per Sugar Music, Tiziano Ferro svela la tracklist completa di “Sono un grande (Deluxe)”, la nuova versione del disco pubblicato lo scorso autunno da Sugar Music. Oltre a “Superstar” con Giorgia (brano che dopo aver raggiunto la vetta della classifica radio è stabile tra i singoli più programmati dalle radio italiane) e “XXDONO” con Lazza (in radio, video e in digitale) Ferro svela oggi tutta la tracklist completa che trova per la prima volta accanto a Tiziano Ferro artisti come Ditonellapiaga e Ariete e per la seconda volta Shiva.

Questa la tracklist completa:

1- “Superstar” feat Giorgia 2- “Felici a metà” feat Shiva 3- “XXDONO” feat Lazza 4- “XXVERSO” feat DITONELLAPIAGA 5- “Ti sognai” feat Ariete 6- “Unico” 7- “A Napoli” 8- “Sono Un Grande” 9- “Fingo&Spingo” 10- “Cuore Rotto” 11- “Milite Ignoto” 12- “Ti Sognai” 13- “Gioia” 14- “Quello Che Si Voleva” 15- “L’Amore è Re” 16- “1-2-3” 17- “Le Piace” 18- “Meritiamo Di Più” 19- “Tra le mani un cuore”

Manca sempre meno al ritorno sul palco di Tiziano Ferro che il prossimo 30 maggio darà il via al suo nuovo tour “Stadi 26” che lo vedrà esibirsi in 12 date negli stadi delle principali città italiane. Il tour, prodotto e organizzato da Live Nation, ha già venduto 400 mila biglietti (per info Libraesva ESG ha rilevato un possibile tentativo di phishing da “voodoocomm.voxmail.it” www.livenation.it).

Laura Ravetto lascia la Lega e va da Vannacci: siamo uno tsunami

Milano, 19 mag. (askanews) – Laura Ravetto lascia la Lega, e approda a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Raggiunge gli ex colleghi di partito Sasso e Ziello, e insieme a Pozzolo porta a 4 la pattuglia dell’ex generale in Parlamento. “Sono certo che potrà offrire un contributo importante alla crescita e all’evoluzione di Futuro Nazionale”, la accoglie Vannacci. Lei ringrazia e promette “tutto l’impegno possibile”.

Entrata in Parlamento nel 2006 con Forza Italia, Ravetto ne esce nel 2020 per approdare alla Lega, con cui viene rieletta nel 2022 (è la sua quinta legislatura consecutiva). Una scelta maturata negli ultimi giorni, con l’incontro tra Ravetto e vannacci che avviene sabato scorso a Viareggio. L’addio si consuma al momento senza una spiegazione politica, le dichiarazioni – fanno sapere da Futuro Nazionale – avverranno giovedì a Salsomaggiore Terme, in occasione dell’evento ‘Guerra e Pace’, in programma alle ore 21. Nel frattempo, le versioni di futuristi e leghisti ovviamente divergono. Per i vannacciani, l’ingresso di Ravetto “è sicuramente un colpo mediatico”, che testimonia l’attrattività del movimento sui temi dell’immigrazione e della sicurezza, tanto che i segretario leghista – raccontano – “ha provato fino a stamattina a trattenerla”. Per gli uomini di Salvini, la realtà è diversa e la spiegazione molto più prosaica: “Da mesi si preoccupava solo della sua possibile ricandidatura, e si lamentava che Salvini non rispondesse ai suoi messaggi. Avrà deciso di avere più chance di rielezione con Futuro Nazionale…”. E un altro parlamentare leghista velenosamente aggiunge: “E’ stata liberale e poi secessionista, ora razzista e patriota…”.

Ma soprattutto, osserva un fedelissimo di Salvini, “se con Futurno Nazionale gli va male, gli va male davvero… Nei partiti grandi un paracadute ce l’hai, in caso di mancata rielezione. In un partito così piccolo dove vai? Il sondaggio migliore li dà al 4%, con la soglia di sbarramento al 3: è una scommessa. Se fa la fine di Paragone, poi che fa?”. Un messaggio diretto a tutti gli altri parlamentari leghisti che stanno valutando il salto: “Ne arriveranno altri”, dicono da FnV. “Tutti quelli che hanno paura di non essere rieletti…”, ribattono dalla Lega.

In ogni caso Vannacci esulta, anche perchè in concomitanza annuncia il raggiungimento dei 50mila iscritti: “Uno tsunami. Ora sempre più in alto”, scrive sui social. Dove rilancia la parola d’ordine “remigrazione”, cavalcando i fatti di Modena e provando a ‘superare a destra’ la Lega: “Non basta un pezzo di carta per diventare cittadini italiani, bisogna assimilarne anche la cultura, le tradizioni, le radici, i valori. La cittadinanza non è la cura, non è il vaccino contro l’odio e la follia omicida che gli stranieri islamici nutrono nei nostri confronti”. Per Vannacci “una soluzione c’è: remigrazione”.

Capitan Jovanotti "arruola" il nostromo Alfa per "Buon Vento"

Milano, 19 mag. (askanews) – Dopo il successo di Niuiorcherubini, l’instant album pubblicato a sorpresa prima di Natale e nato in una sola settimana a New York, capitan Jovanotti salpa con il nostromo Alfa verso l’inizio dell’estate.

Si intitola “Buon Vento” ed è realizzato insieme ad Alfa, una delle figure più amate e trasversali del nuovo pop italiano. Prodotto da Celo e Federico Nardelli, “Buon Vento” è una canzone luminosa, ritmica, piena di movimento e orizzonti, aperti parla di partenze, attraversamenti e cambi di direzione. Parla di liberta. “Buon Vento” è l’augurio a chi oggi parte e sa che il maltempo, prima o poi, passa sempre.

L’idea del pezzo nasce in modo spontaneo. Jovanotti invia ad Alfa un primo provino chiedendogli semplicemente se dentro quella musica e quelle parole gli venisse in mente qualcosa da aggiungere per trasformarla in un passo a due. Alfa raccoglie subito la suggestione e rimanda indietro immagini, frasi, spunti. Da questo scambio naturale prende forma “Buon Vento”.

Una volta abbozzato il disegno, Alfa ha raggiunto Lorenzo al Karakorum Studio di Cortona, dove il brano prende definitivamente vita e trova il suo equilibrio: la scrittura libera, solare e piena di movimento di Jovanotti si intreccia con quella emotiva e generazionale di Alfa in una collaborazione che suona immediatamente naturale.

Negli ultimi anni Alfa ha costruito un percorso artistico sempre più personale e riconoscibile, affermandosi come una delle voci più rappresentative della nuova scena cantautorale italiana. Attraverso le sue canzoni e i concerti, nei quali ha portato dal vivo tutto il suo immaginario, ha saputo instaurare un legame autentico e profondo con il pubblico. Nel corso del suo percorso ha inoltre collaborato con artisti che hanno segnato la musica italiana e internazionale, come Roberto Vecchioni e Manu Chao.

In tante interviste Alfa aveva raccontato quanto l’universo musicale di Jovanotti fosse stato importante nella sua formazione artistica e personale. Il suo primo concerto? “Buon sangue” di Jova ovviamente! Età: 5 anni!

«Per me “Buon Vento” è una di quelle cose che fai fatica a spiegare senza emozionarti” -racconta Alfa- “Jovanotti è il mio artista preferito da sempre: il primo concerto che ho visto nella mia vita era il suo al palazzetto di Genova. Quindi ritrovarmi oggi a cantare insieme a lui è una di quelle cose che da bambino non avrei nemmeno avuto il coraggio di immaginare. “Buon Vento”, per me, nasce da un immaginario profondamente genovese: il mare, il porto, le partenze, le canzoni che profumano di salsedine e richiamano quella Liguria poetica, ruvida e bellissima, dove ogni onda sembra avere una storia da raccontare. È un brano attraversato da quella malinconia luminosa che appartiene profondamente a questa terra. Il mare è la grande metafora della canzone. Non è solo un paesaggio, è la vita, è il viaggio, è quello che non puoi controllare fino in fondo ma che scegli comunque di attraversare. Nel brano ci sono due sguardi: Lorenzo è il capitano, uno che ha navigato tantissimo, che conosce bene le tempeste e le stelle; io sono più all’inizio della rotta, con gli occhi ancora pieni di domande. Però davanti al mare siamo uguali: con la stessa fame di vita, la stessa curiosità, la stessa voglia di partire. E forse è proprio lì che ci siamo incontrati. “Buon Vento” è un augurio antico, marinaresco, che si dice a chi parte. Ma per me è anche qualcosa di più: è un modo per dire vai, fidati, prendi il largo. Anche se non sai esattamente dove ti porterà il mare.»

E con “Buon Vento”, Lorenzo sceglie di condividere il suo mondo creativo con uno dei nomi più promettenti della nuova scena italiana, trasformando una stima dichiarata da tempo in un incontro artistico reale.

“Negli ultimi anni il modo di fare musica è cambiato radicalmente, una vera rivoluzione – dice Jovanotti- le collaborazioni sono oggi facilitate dalla velocità degli scambi di file e dal flusso inarrestabile delle uscite di canzoni nelle piattaforme di streaming. All’inizio ero disorientato da questo nuovo mondo poi l’ho abbracciato e mi piace starci dentro, condividere la scrittura delle canzoni con altri, e c’è sempre da imparare e da divertirsi a fare musica insieme. Alfa mi colpì ai suoi esordi quando ancora non aveva neanche un contratto discografico, lo avevo scoperto scrollando TikTok, questo ragazzino con la chitarra che sentivo chiaramente aver fame di musica, voglia di trasformare la sua passione in una carriera e di stare a proprio agio nel nuovo mondo dei social. Il “nuovo mondo”, in fondo è sempre da scoprire, non si finisce mai, quindi….BUON VENTO!”

Anche Jovanotti, negli ultimi anni, ha continuato a intrecciare il proprio percorso con artisti molto diversi tra loro, firmando e realizzando una serie di successi insieme a Gianni Morandi, collaborando con Gigi D’Alessio e Khaled, e recentemente anche con Frankie Ni-Nrg Mc. Senza contare le decine di collaborazioni e ospiti che Jova ha accolto sui palchi del Jova Beach Party nel 2019 e nel 2022, trasformando ogni concerto in uno spazio aperto di incontro musicale, contaminazione e dialogo tra generazioni e mondi diversi che da sempre nutrono il suo universo creativo.

Reduce dal grande successo di “A me mi piace” feat. Manu Chao e con una carriera in costante ascesa, Alfa aggiunge oggi, con “Buon Vento”, un nuovo e prezioso tassello al suo percorso musicale, affiancando il suo nome a quello di uno degli artisti che più hanno influenzato il suo immaginario, la sua idea di libertà musicale e quella continua tensione alla ricerca, alla contaminazione e all’innovazione che da sempre caratterizza il percorso artistico di Jovanotti.

“Buon Vento” esce il 22 maggio per Island Records. E c’è da scommettere che il brano entrerà presto anche nelle scalette dei prossimi Jova Summer Party, diventando uno dei momenti più cantati dell’estate.

La Repubblica Italiana compie 80 anni: celebrazioni al Quirinale

Roma, 15 maggio (askanews) – Si è tenuto presso l’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica, il secondo incontro del Ciclo di seminari organizzati dall’Archivio Storico, in collaborazione con il Master Scienze elettorali e del Governo dell’Università Sapienza di Roma. Al centro del dibattito, gli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e dell’entrata in vigore della Costituzione. L’obiettivo dei quattro incontri, oltre a celebrare l’anniversario della Repubblica, è di ripercorrere le tappe più importanti della nostra Carta costituzionale e sollecitare i cittadini di oggi, ma soprattutto quelli di domani, a custodirne i valori e i principi.

“Siamo nel Quirinale, il Presidente Ciampi ricordava, appunto, quanto siamo italiani ed europei al tempo stesso – ha spiegato Francesco Clementi, Professore ordinario di Diritto pubblico comparato, Università Sapienza di Roma -. Questa sfida ci aiuta a maggior ragione con lezioni importanti a dimostrare come l’Italia può essere una grandissima protagonista a maggior ragione dopo 80 anni dall’inizio della Repubblica, ricordando il fatto che siamo uno dei paesi fondatori dell’Unione con Alcide De Gasperi”.

Nello specifico, la seconda lezione ha ospitato il Giudice della Corte Costituzionale, nonché Professore ordinario di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo Giovanni Pitruzzella, che attraverso la sua Lectio Magistralis, ha approfondito tematiche quali Referendum istituzionale, il primo voto delle donne italiane e l’elezione dei Deputati della Assemblea Costituente.

“L’Europa è la casa di tutti noi e probabilmente, in un mondo che sta cambiando rapidamente, che è diventato instabile, dove l’ordine mondiale liberal democratico è in crisi, senza più Europa il nostro Stato, così come altri stati europei, non riuscirebbero a mantenere benessere e libertà politica” ha commentato il Professor Pitruzzella.

In prima fila Fondazione Lottomatica, da sempre a fianco delle istituzioni, a riprova del proprio impegno a sostegno di progetti culturali orientati alla crescita civica e alla diffusione dei valori della Repubblica Italiana.

“La Fondazione Lottomatica ha scelto di promuovere i quattro incontri in una logica di costruzione e di consapevolezza: questo è un paese in cui si può costruire il futuro avendo memoria del passato” ha dichiarato Riccardo Capecchi, Presidente Fondazione Lottomatica.

Celebrare per ricordare e trasmettere valori e principi della nostra Repubblica. Tanto è stato fatto negli ultimi 80 anni, ma per far sì che il processo non si interrompa, sarà necessario guardare al domani custodendo quella che è l’identità e la storia del nostro Paese.

Ecco cosa c’è da sapere sull’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo

Roma, 19 mag. (askanews) – Il 5 maggio scorso, l’Oms è stata allertata per un’epidemia ad alta mortalità, con decessi anche tra gli operatori sanitari, causata da una malattia sconosciuta nella zona sanitaria di Mongbwalu, nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Il 14 maggio, in otto campioni, le analisi di laboratorio hanno confermato la presenza di una variante del virus Ebola: il virus Bundibugyo . Contemporaneamente, il ministero della Salute ugandese ha confermato un focolaio di malattia da virus Bundibugyo in seguito all’identificazione di un caso importato dalla Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di un uomo congolese deceduto nella capitale Kampala.

Il 16 maggio 2026, il Direttore Generale dell’OMS, dopo aver consultato gli Stati Parte in cui è noto che l’evento è attualmente in corso, ha stabilito che la malattia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda costituisce un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC), come definita dalle disposizioni del Regolamento Sanitario Internazionale (RSI). Al momento secondo l’Oms sono 30 i casi confermati, ma sono 500 quelli sospetti con 130 possibili morti.

In un comunicato l’ISS, Istituto superiore di sanità, ha spiegato che la dichiarazione di “Emergenza Internazionale di Salute Pubblica” (Pheic) viene usata dall’Oms per “un evento straordinario che costituisce un rischio di salute pubblica per altri Stati attraverso la diffusione internazionale di una malattia, e che potenzialmente richiede una risposta coordinata a livello internazionale”. Si tratta quindi di una procedura che permette di far scattare un’allerta internazionale, mobilitare risorse straordinarie e coordinare una risposta internazionale, non è necessariamente legata a un rischio di pandemia. La definizione, spiega il sito dell’Oms, implica una situazione che sia “seria, improvvisa, inusuale o inattesa”, che abbia “implicazioni per la salute pubblica al di là dei confini dello stato affetto” e che “richieda immediata azione internazionale”. In passato sono state dichiarate altre PHEIC ad esempio per epidemie causate da Mpox, virus influenzali, virus zika e virus ebola.

Secondo l’Ecdc, “in base alle informazioni disponibili e alle attuali incertezze, la probabilità di contagio per i residenti dell’UE/SEE o per i viaggiatori diretti nella provincia dell’Ituri è considerata bassa. Per la popolazione generale dell’UE/SEE, la probabilità di contagio è molto bassa a causa della limitata possibilità di importazione e successiva trasmissione in Europa”.

La malattia da virus Bundibugyo (BVD) è una forma grave e spesso fatale della malattia Ebola, causata dal virus Bundibugyo, una delle specie di Orthoebolavirus. Si tratta di una zoonosi, e si sospetta che i pipistrelli della frutta siano il serbatoio naturale del virus. L’infezione umana si verifica attraverso il contatto ravvicinato con il sangue o le secrezioni di animali selvatici infetti, tra cui pipistrelli o primati non umani. Si diffonde successivamente da persona a persona tramite contatto diretto con il sangue, le secrezioni, gli organi o altri fluidi corporei di individui infetti o con superfici contaminate. La trasmissione è particolarmente amplificata negli ambienti sanitari quando le misure di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) sono inadeguate e durante pratiche di sepoltura non sicure, che spesso vengono adottate nei paesi colpiti, che comportano il contatto diretto con il defunto. In passato sono state documentate due epidemie da BVD, in Uganda e nella Repubblica Democratica del Congo nel 2007 e nel 2012, con un tasso di mortalità tra il 30% al 50%. A differenza della malattia da virus Ebola, non esiste un vaccino autorizzato e non sono disponibili terapie specifiche contro il virus Bundibugyo. Tuttavia un intervento tempestivo di supporto è salvavita. Il periodo di incubazione della BVD varia da 2 a 21 giorni e gli individui di solito non sono contagiosi fino alla comparsa dei sintomi. I sintomi iniziali non sono specifici e includono febbre, affaticamento, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, il che complica e può ritardare la diagnosi e la segnalazione della malattia. Questi sintomi progrediscono con disturbi gastrointestinali, disfunzioni d’organo e, in alcuni casi, manifestazioni emorragiche.

L’Oms raccomanda che nessun Paese dovrebbe chiudere i propri confini o imporre restrizioni ai viaggi e al commercio. Tali misure vengono solitamente attuate per paura e non hanno alcun fondamento scientifico. Spingono il movimento di persone e merci verso valichi di frontiera informali non controllati, aumentando così le probabilità di diffusione della malattia. Ancora più grave, queste restrizioni possono anche compromettere le economie locali e influire negativamente sulle operazioni di risposta dal punto di vista della sicurezza e della logistica. Le autorità nazionali dovrebbero collaborare con le compagnie aeree e gli altri settori dei trasporti e del turismo per garantire che non vengano superate le raccomandazioni dell’OMS sul traffico internazionale. Gli Stati dovrebbero fornire ai viaggiatori diretti nelle aree colpite e a rischio dalla malattia da virus Bundibugyo informazioni pertinenti sui rischi, sulle misure per minimizzarli e consigli su come gestire una potenziale esposizione.

Sempre secondo le raccomandazioni diffuse dall’Oms, il pubblico dovrebbe ricevere informazioni accurate e pertinenti sull’epidemia di malattia da virus Bundibugyo e sulle misure per ridurre il rischio di esposizione. Gli Stati dovrebbero essere pronti a facilitare l’evacuazione e il rimpatrio dei propri cittadini (ad esempio, operatori sanitari) che sono stati esposti al virus Bundibugyo. Non si ritiene necessario sottoporre passeggeri di ritorno da zone a rischio a controlli all’ingresso presso gli aeroporti o altri punti di ingresso, al di fuori della regione interessata.

Poste Italiane prima platform company del Paese

Roma, 19 mag. (askanews) – Dagli uffici postali all’App P, dagli Atm alle reti terze, la strategia omnicanale di Poste Italiane si conferma un modello vincente: nel 2025 sono stati 27,2 milioni, in crescita del 7,7%, i contatti giornalieri. Al centro del modello la nuova Super App P, che rappresenta la sintesi del percorso di trasformazione digitale dell’azienda e ha permesso a Poste Italiane di raggiungere nel 2025 la cifra di 19,4 milioni di clienti digitali. Il servizio del TG Poste.

Tennis, Alcaraz salta anche Wimbledon: "Non sono ancora pronto"

Roma, 19 mag. (askanews) – Nuovo stop per Carlos Alcaraz. Il tennista spagnolo ha annunciato sui social il forfait per la stagione sull’erba, rinunciando così sia al torneo del Queen’s sia a Wimbledon Championships.

Il giocatore di Murcia era fermo da settimane dopo l’infortunio al polso accusato durante la stagione sulla terra battuta, problema che lo aveva già costretto a ritirarsi dal torneo di Barcellona e a saltare successivamente Madrid e il Roland Garros.

“Il mio recupero sta procedendo bene e mi sento molto meglio, ma purtroppo non sono ancora pronto per giocare ed è per questo che devo ritirarmi dalla stagione sull’erba del Queen’s e di Wimbledon. Sono due tornei davvero speciali per me e mi mancheranno molto. Continuiamo a lavorare per tornare il prima possibile”, ha scritto Alcaraz nel messaggio pubblicato sui propri canali social.

L’assenza dello spagnolo priva Wimbledon di uno dei protagonisti più attesi del circuito internazionale e allunga ulteriormente i tempi del suo rientro in campo dopo un inizio di stagione segnato dai problemi fisici.

Energia, Bonelli (Avs): Italia Meloni è sovranità limitata, destra ha paura di Trump

Roma, 19 mag. (askanews) – “Controdine Meloni e il 5% Nato non si tocca più… Quello che è accaduto oggi al Senato è uno scandalo politico che racconta tutto di questa destra: hanno cancellato dalla mozione di maggioranza persino il timido impegno a rivedere l’obiettivo del 5% del PIL per le spese militari richiesto dalla NATO. Perché? Semplice: hanno paura di Trump”. Lo dichiara il leader Avs Angelo Bonelli,co-portavoce di Europa Verde.

“L’Italia – denuncia Bonelli- è diventata un paese a sovranità limitata. Mentre milioni di famiglie non arrivano a fine mese, mentre la sanità pubblica è al collasso e la scuola è senza risorse, questa destra era pronta a svendere il bilancio dello Stato per compiacere logiche militariste di Trump. Ogni volta che si tratta di scegliere tra i cittadini italiani e le pressioni di Trump, questa destra sceglie Trump. Sui dazi, sulle basi militari, sul riarmo, contro il diritto internazionale: sempre la stessa risposta, sempre la stessa resa.”

Energia, appello M5s a maggioranza Senato: votate con noi riduzione spese Difesa

Roma, 19 mag. (askanews) – “Faccio un appello alla maggioranza: avete ancora l’opportunità di sostenere ciò che avevate messo nero su bianco. Votate la nostra mozione. Sappiamo che condividete questa posizione, ma evidentemente non avete la libertà politica di agire di conseguenza. La verità è che questo governo è politicamente finito dal 23 marzo, dopo la sconfitta al referendum. Prima se ne va a casa, meglio sarà per tutti”. Lo ha affermato in aula al Senato il capogruppo M5S Luca Pirondinia.

“Quanto sta accadendo in Senato – ha sottolineato il capogruppo Cinque stelle- è clamoroso. Ieri il M5S ha presentato una mozione, sottoscritta da tutte le opposizioni, per chiedere la revisione del limite del 5% del PIL per le spese militari. Poco dopo, anche la maggioranza ha presentato una propria mozione che, di fatto, chiedeva la stessa cosa. Tradotto: dopo un anno ci stanno dicendo che quel limite del 5% era una stupidaggine. Poi però arriviamo in Aula e quell’impegno scompare. Arrivano perfino a litigare su ciò che avevano scritto loro stessi. Immaginiamo che Crosetto abbia trasecolato leggendo quel testo. Una maggioranza completamente succube delle decisioni del governo.

Tra Italia-India Partenariato Strategico Speciale, domani a Roma incontro Meloni-Modi

Roma, 19 mag. (askanews) – Incontri annuali a livello di capi di governo; l’impegno congiunto a raggiungere entro il 2029 un volume di interscambio commerciale pari a 20 miliardi di euro, anche attraverso la valorizzazione del potenziale dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e India; il lancio dell’Anno della Cultura e del Turismo Italia-India 2027; il rafforzamento dell’iniziativa INNOVIT India, finalizzata a promuovere il dialogo tra i rispettivi ecosistemi dell’innovazione. Sono gli “obiettivi principali” della dichiarazione congiunta che firmeranno domani a Roma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Primo Ministro dell’India, Narendra Modi, e che eleverà le relazioni tra i due paesi al rango di Partenariato Strategico Speciale.

La visita in Italia di Modi, in programma domani a Villa Pamphilj alle 11,30, riveste “particolare importanza nel quadro del consolidamento delle relazioni tra Italia e India e del rafforzamento del dialogo politico tra le due Nazioni”, sottolineano fonti italiane. Si tratta della prima visita bilaterale in Italia, dopo la partecipazione al G7 di Borgo Egnazia nel giugno 2024 e al G20 di Roma nell’ottobre 2021 e della prima missione ufficiale a Roma di un Primo Ministro indiano negli ultimi 26 anni.

L’incontro con Meloni – il settimo in tre anni, nel quadro di un intenso e continuo dialogo politico bilaterale – conferma “la solidità del partenariato tra i due Stati”. In tale contesto, sottolineano le stesse fonti, si inseriscono anche le recenti missioni istituzionali a Nuova Delhi del Ministro della Difesa, Guido Crosetto nell’aprile scorso, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso nel febbraio 2025 e del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani nel dicembre 2024 e nell’aprile 2025.

Grazie all’avvio del Partenariato Strategico Italia-India nel 2023 e al successivo lancio del Piano d’Azione Strategico Congiunto 2025-2029, “il dialogo politico tra le due Nazioni ha raggiunto un livello di intensità senza precedenti, favorendo un significativo ampliamento della cooperazione bilaterale in numerosi ambiti strategici. La collaborazione si estende oggi dalla difesa alla ricerca scientifica, dal commercio agli investimenti, fino allo sviluppo di un’intelligenza artificiale umano-centrica, nonché al contrasto del terrorismo e del traffico di esseri umani”.

Nel corso del loro incontro, Meloni e Modi adotteranno una Dichiarazione Congiunta che “eleverà le relazioni tra Italia e India al rango di Partenariato Strategico Speciale. Il documento individua nuove e ambiziose direttrici di cooperazione bilaterale, rafforzando ulteriormente il quadro del partenariato tra i due Stati”.

Oltre ai principali dossier bilaterali, il Presidente Meloni e il Primo Ministro Modi affronteranno le più rilevanti questioni internazionali, con particolare riferimento alla situazione in Medio Oriente, al conflitto in Ucraina e alla sicurezza nell’Indo-Pacifico.

I due leader parteciperanno, inoltre, a un pranzo di lavoro con i vertici di importanti gruppi industriali italiani e indiani, nel corso del quale sarà promosso uno scambio di vedute sulle migliori modalità per rafforzare ulteriormente la cooperazione economica, commerciale e nel settore degli investimenti.

Infine, assisteranno alla firma di una serie di intese nei settori del trasporto marittimo, dell’agricoltura, dell’istruzione superiore, dei minerali critici, della cooperazione museale e del contrasto ai reati economico-finanziari.

Tv, "Cercasi tata disperatamente" in onda su Rai 1 il 24 maggio

Roma, 19 mag. (askanews) – In prima serata su Rai 1 due nuovi titoli per la collana “Purché Finisca Bene” (prodotti da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction e con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo). Due commedie sentimentali, accomunate da temi universali quali l’amore, la famiglia, le seconde possibilità e la capacità di riscatto personale.

Il 24 maggio andrà in onda “Cercasi tata disperatamente”, per la regia di Laura Chiossone, soggetto e sceneggiatura di Pietro Seghetti e Greta Frontani. Il 31 maggio, “Meglio tardi che mai” per la regia di Giuseppe Curti, soggetto di Gianluca Iumiento e sceneggiatura di Gianluca Iumiento, Maria Sole Limodio, Antonia Augusta Ruggiero.

“Cercasi tata disperatamente”, con Elena Radonicich, Giorgio Pasotti, Giulietta Rebeggiani, Leo Besozzi, Alessio Praticò, Riccardo Maria Manera, Piera Russo, Domenico Pinelli, Pietro Delle Piane e la partecipazione di Neri Marcorè, racconta la storia di Marta Sironi, una trentacinquenne con un sogno ostinato: diventare una comica. Dopo aver fallito all’ennesimo concorso di stand-up, si ritrova senza lavoro e senza casa. Sarà la sua migliore amica Fabiana a ospitarla, ma a condizione che dia una svolta alla sua vita in soli tre giorni. Marta, però, non solo viene ripescata al concorso, ma trova anche un tetto, trasformandosi in “Frau Klara”, una tata tedesca severa e altamente qualificata. Lorenzo Nuti, un bel vedovo quarantacinquenne, ha infatti bisogno di un’educatrice inflessibile per domare i suoi due figli difficili, Chiara e Luigi. Quando i ragazzi scoprono la verità cominciano a ricattarla per ottenere maggiore libertà in casa. Tra colpi di scena e piccole bugie Marta viene smascherata da Federico, il proprietario del locale di stand-up dove si esibisce, e sarà costretta a scegliere se continuare a nascondersi oppure raccontare la verità.

Per Elena Radonicich “tata Klara ci dice che per essere sé stessi a volte, si fanno dei giri lunghi, si mettono maschere, ma nella relazione autentica si libera la nostra essenza più profonda che ci rende finalmente liberi. Si può sperimentare anche oltre i consueti limiti che l’età generalmente impone. E vivere con leggerezza e gioco”. Giorgio Pasotti spiega: “Il ruolo che interpreto in questa commedia brillante è quello di un padre alle prese con due figli ‘problematici’ o meglio che hanno accusato molto la mancanza della madre. Come un equilibrista, cerca di barcamenarsi tra lavoro e figli non riuscendoci perfettamente, anzi non riuscendoci affatto, nonostante l’impegno. Così fa ricorso ad una tata. Irrompe nella sua e loro vita questa tata sui generis che cambierà radicalmente e per sempre il corso della loro famiglia. Mi sono divertito molto ad interpretare un carattere comico, di una comicità molto British, leggera, che ti fa seguire il film sempre con un sorriso sulle labbra”.

L’altro tv movie della collana “Purché Finisca Bene”, per la regia di Giuseppe Curti, ha nel cast Lorenzo Richelmy, Mariana Lancellotti, Emanuela Grimalda e vede la partecipazione straordinaria Di Sergio Assisi.

Cercasi tata disperatamene è stato realizzato con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo. È un progetto realizzato in collaborazione con Trentino Film Commission.

Sinner verso Roland Garros, poi sull’erba direttamente a Wimbledon

Roma, 19 mag. (askanews) – Archiviati gli Internazionali BNL d’Italia, Jannik Sinner si prepara al prossimo grande appuntamento della stagione: il Roland Garros, secondo Slam dell’anno e uno degli obiettivi centrali del suo 2026 da numero 1 del mondo. Il percorso dell’azzurro è già tracciato e prevede una gestione molto precisa del calendario, senza passaggi intermedi sul circuito ATP tra Parigi e Londra.

Il torneo parigino rappresenta il punto di ripartenza immediato dopo la parentesi romana, con Sinner che punta a confermarsi ai massimi livelli anche sulla terra rossa, superficie che negli ultimi anni lo ha visto crescere in maniera costante in termini di risultati e continuità. L’obiettivo è arrivare fino in fondo, in un tabellone che si annuncia competitivo e che vedrà ancora una volta i principali rivali pronti a contendersi il titolo.

Dopo il Roland Garros, però, il calendario dell’altoatesino prevede una scelta chiara: nessun torneo di preparazione sull’erba. Sinner non sarà infatti al via dell’ATP 500 di Halle, appuntamento tradizionalmente utilizzato da molti top player per adattarsi alla superficie in vista di Wimbledon. Una decisione già anticipata dallo stesso giocatore nei giorni degli Internazionali di Roma, quando aveva sottolineato la volontà di affrontare una pausa più lunga dopo Parigi.

“Dopo Parigi ci sarà uno stop più lungo. Non farò tornei di preparazione sull’erba”, era stata la linea indicata dal numero 1 del mondo, che conferma così una programmazione mirata alla gestione delle energie nella fase centrale della stagione. L’assenza dall’entry list del torneo tedesco di Halle rende quindi altamente probabile un periodo di circa tre settimane senza gare ufficiali tra la fine dello Slam francese e l’inizio di Wimbledon.

La scelta comporta un approccio diverso rispetto ad altri protagonisti del circuito, ma è coerente con la strategia di concentrare le energie sui grandi eventi. L’obiettivo è arrivare a Londra nelle migliori condizioni possibili, con l’ambizione di difendere il titolo conquistato nel 2025 contro Carlos Alcaraz, in una finale che ha segnato uno dei momenti più significativi della stagione precedente.

Wimbledon rappresenta infatti uno dei traguardi più importanti del 2026 per Sinner, che si presenta al torneo da campione in carica e con la pressione tipica di chi deve confermarsi ai massimi livelli. L’assenza di tornei preparatori sull’erba sarà quindi compensata da allenamenti mirati e da un lavoro specifico sull’adattamento alla superficie, con l’obiettivo di ottimizzare tempi e condizioni fisiche.

La marina israeliana ha intercettato un’altra imbarcazione della Flotilla diretta a Gaza: a bordo 2 italiane

Roma, 19 mag. (askanews) – La marina israeliana ha intercettato una nuova imbarcazione della Flotilla. Due italiani sono parte dell’equipaggio, riferisce tramite X la Global Sumud Flotilla.

L’imbarcazione Akka (Andros) con a bordo Gessica Lastrucci e Ilaria Del Mastro è stata intercettata e le forze armate israeliane hanno “sequestrato i nostri volontari mentre portavano avanti una missione legittima per rompere l’assedio illegale di Gaza e aprire un corridoio umanitario”, si apprende dalla Global Sumud Flotilla.

Bankitalia, pagamenti non in banconote +45% in 3 anni, boom bonifici

Roma, 19 mag. (askanews) – Negli ultimi tre anni in Italia le operazioni di pagamento effettuate con strumenti alternativi al contante hanno mostrato una vera e propria impegnata, in particolare su bonifici e carte. La crescita è stata marcata soprattutto in termini numerici, in misura più contenuta è aumentato anche il valore complessivo dei pagamenti effettuati, a riflesso del fatto che sta salendo il loro utilizzo per operazioni frequenti e di minor valore. È uno degli aspetti che emerge dalle statistiche sui sistemi dei pagamento appena riorganizzate dalla Banca d’Italia.

Guardando agli aggregati nazionali, secondo l’istituzione di Via Nazionale da 2 miliardi 736 milioni di pagamenti non in banconote che si contavano nel quarto trimestre del 2022, si è saliti a quota 3 miliardi 983 milioni nello stesso periodo dello scorso anno. In pratica oltre 1,2 miliardi di pagamenti in più in tre anni sul trimestre in esame, un più 45,5%.

I pagamenti effettuati con carte di debito e prepagate (escluse le carte di credito) sono balzati da 1 miliardo 803 milioni a 2 miliardi 860 milioni (un +58%), secondo le tabelle di Bankitalia. I bonifici sono saliti da 411 milioni a 523 milioni, sempre tra quarto trimestre del 2022 e stesso periodo del 2025.

L’aumento in numero delle operazioni effettuate è quindi molto evidente. Meno marcato è stato l’incremento in termini di valore: nel quarto trimestre del 2022 le transazioni con strumenti alternativi al contante corrispondevano a un ammontare totale di 3.019 miliardi di euro. Nel quarto trimestre dello scorso anno si sono salite a 3.339 miliardi.

Un aumento più consistente ha riguardato i bonifici, su cui va ricordato sono entrate in vigore le nuove regole per quelli istantanei che hanno pareggiato i costi per i consumatori, rispetto ai bonifici tradizionali, e introdotto nuove funzioni che garantiscono maggiormente la correttezza del pagamento. Nel quarto trimestre del 2022 avevano avuto un controvalore di 2.551 miliardi di euro. Nello stesso periodo dello scorso anno si è saliti a 2.822 miliardi. Le operazioni effettuate con carte (salvo quelle di credito), in valore, sono salite da 78,44 miliardi a 107,56 miliardi.

Guardando più nello specifico ai bonifici, in termini di numeri è stata particolarmente rilevante la crescita di quelli effettuati utilizzando Internet come canale dispositivo: da 203 milioni di pagamenti effettuati nell’ultimo trimestre del 2022 si è saliti a 304 milioni nel 2025, quasi un più 50%. In termini di valore si è registrato un calo: era pari a 770.672 milioni di euro nell’ultimo trimestre del 2022, mentre è stato di 691.429 milioni a fine 2025, ma su questo aggregato incidono anche le tempistiche delle operazioni effettuate dalle imprese che possono dare effetti distorsivi sui bilanci trimestrali.

Questi dati giungono dopo che la Banca d’Italia ha varato una riorganizzazione delle statistiche sui sistemi di pagamento, ordinandole per report tematici. Il report “Modalità di pagamento disponibili per la clientela: dati nazionali”, spiega l’istituzione, fornisce un quadro di insieme del sistema dei pagamenti, con dati su strumenti, canali e tecnologie di pagamento, operazioni transfrontaliere, open banking e accesso al contante. Il report “Modalità di pagamento disponibili per la clientela: dati territoriali”, presenta invece informazioni a livello regionale su ATM e POS, sulle transazioni non in contante e sugli indicatori di accessibilità al contante.

Un ulteriore report è dedicato a “Incassi e pagamenti delle Amministrazioni pubbliche”, aggiunge Bankitalia, con dati tratti da Tesoreria Statale e dal sistema SIOPE+. Le sezioni relative ai sistemi di regolamento interbancari e alla gestione accentrata dei titoli confluiscono nel fascicolo Infrastrutture di mercato finanziario. (fonte immagine: Banca d’Italia)

IntesaSp: fatturato industria 2026 +0,2%, per ora niente recessione

Milano, 19 mag. (askanews) – Crescita congelata per l’industria manifatturiera made in Italy che chiuderà il 2026 con un fatturato stabile a prezzi costanti (+0,2% tendenziale) per un giro d’affari di 1.168 miliardi di euro (+3,8% a prezzi correnti). A mettere in fila i numeri è il rapporto sui Settori Industriali, a cura del Research Department di Intesa Sanpaolo e di Prometeia. Sull’andamento della manifattura pesa la crisi nel Golfo e se dovesse prolungarsi la chiusura dello stretto di Hormuz anche nella seconda metà del 2026 si registrerebbe un calo dei ricavi dell’1,5% nella media del biennio 2026-2027.

“La situazione nel Golfo Persico colpisce l’Italia in maniera anche più profonda rispetto ad altri Paesi, ma l’Italia ha grossi fattori di mitigazione: un elevato livello di stoccaggi e una minore intensità energetica rispetto a 30 anni fa”, ha spiegato il capo economista di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice. Per queste ragioni, ha aggiunto, “subiremo contraccolpi, ma senza arrivare a una recessione: in caso di una conclusione rapida del conflitto – ha dettagliato – la nostra previsione di crescita per il Pil italiano è allo 0,4 per cento, un conflitto più prolungato che arrivi sino alla fine di agosto implicherebbe una crescita più bassa pari allo 0,2 per cento”.

Guardando al 2030, la manifattura si incammina su un sentiero di moderata crescita del fatturato intorno all’1% medio annuo. La propensione all’export resterà stabile sopra il 60% per i beni tecnologici e potrà crescere nei settori più esposti ai consumi interni e condizionati dai trend demografici, determinando un ampliamento del nostro avanzo commerciale intorno ai 125 miliardi di euro al 2030 (21 miliardi in più rispetto al 2019).

La Farmaceutica sarà il settore più dinamico al 2030, con una crescita attesa del fatturato a prezzi costanti del +2,5%, sostenuta dalle esportazioni ma anche dal rafforzamento dei consumi sul mercato interno. Gli acquisti di farmaci continueranno infatti a ricevere grande attenzione nel paniere di spesa dei consumatori, in un contesto di progressivo invecchiamento demografico e di attenzione al benessere personale. Crescita sopra la media manifatturiera anche il settore del Largo consumo (+1,4%) e i settori connessi alla doppia transizione, quali Elettronica (+1,9%), Meccanica (+1,5%) ed Elettrotecnica (+1,3%). Le attese sono inoltre di modesto rimbalzo per gli Autoveicoli e moto (in crescita al +1,5% medio annuo nel quadriennio di previsione).

L’Ia corre negli Usa, ma crescono anche i suoi oppositori

Roma, 19 mag. (askanews) – La corsa dell’intelligenza artificiale negli Stati uniti comincia a incontrare un ostacolo politico e sociale sempre più visibile: il rapido deterioramento della fiducia pubblica verso chi sviluppa, finanzia e costruisce l’infrastruttura materiale dell’Ia. Il segnale più recente è arrivato all’Università dell’Arizona, dove l’ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt è stato contestato dagli studenti durante il discorso di laurea, quando ha parlato della trasformazione tecnologica prodotta dall’Ia come di un passaggio “più grande, più rapido e più importante” di quelli precedenti.

Il caso, riportato dal Wall Street Journal, è diventato il simbolo di una reazione che non riguarda più solo gli ambienti critici della Silicon Valley o i gruppi ambientalisti. L’insoddisfazione si sta allargando a lavoratori, famiglie, studenti, comunità locali e amministratori pubblici. I timori sono diversi ma convergenti: perdita di posti di lavoro, aumento dei costi energetici, consumo di acqua e suolo per i data center, impatto sull’istruzione, salute mentale dei minori, uso opaco dei contenuti generati artificialmente.

Secondo Pew Research Center, metà degli adulti americani si dice oggi più preoccupata che entusiasta per l’aumento dell’uso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, mentre solo il 10% si dichiara più entusiasta che preoccupato. Gallup ha rilevato inoltre una forte opposizione alla costruzione di data center vicino alle abitazioni: oltre sette americani su dieci si dicono contrari a ospitare nelle proprie comunità queste infrastrutture, considerate ormai meno accettabili perfino di impianti tradizionalmente controversi.La protesta ha assunto anche una dimensione elettorale. In Missouri, nella città di Festus, quattro consiglieri comunali sono stati sconfitti dopo aver approvato un progetto da 6 miliardi di dollari per un data center. In decine di comunità, dal Maine all’Arizona, residenti e amministratori stanno chiedendo moratorie o divieti. Secondo Data Center Watch, l’opposizione locale ha già bloccato o ritardato progetti per decine di miliardi di dollari.

La frattura attraversa anche gli schieramenti politici. Il senatore repubblicano del Missouri Josh Hawley ha proposto nuove regole per data center e società di intelligenza artificiale, affermando che molti cittadini si sentono “sotto assedio”. Sul fronte democratico, in Tennessee, il deputato statale Justin Pearson ha fatto dell’opposizione al progetto xAI di Elon Musk a Memphis uno dei temi centrali della sua campagna per il Congresso. La Naacp (National Association for the Advancement of Colored People) ha citato in giudizio xAI, accusando la società di aver utilizzato turbine a gas senza permessi adeguati e di aver aggravato l’inquinamento in comunità già vulnerabili.

In Texas, il commissario all’Agricoltura Sid Miller ha chiesto una pausa nello sviluppo dei grandi data center, sostenendo che la loro diffusione incontrollata su terreni agricoli e ranch rappresenta una minaccia per acqua, energia e produzione alimentare. Si tratta di un’opposizione significativa, perché arriva da uno Stato generalmente favorevole agli investimenti industriali e alla crescita energetica.

L’industria tecnologica prova a reagire sostenendo che l’intelligenza artificiale produrrà innovazione, efficienza, nuove entrate fiscali e benefici nella medicina, nella ricerca, nella produttività e nella vita quotidiana. Ma il messaggio fatica a passare. Chris Lehane, responsabile degli affari globali di OpenAI, ha riconosciuto che il settore deve essere “molto più calibrato” nello spiegare perché l’Ai possa essere positiva per il paese e per il mondo, attribuendo parte della paura ai cosiddetti “doomers” (catastrofisti), alla sfiducia accumulata verso i social media e alla copertura negativa dei media.

Il problema, però, è che la contestazione non nasce più solo da chi produce scenari apocalittici e distopici. In molte comunità americane l’intelligenza artificiale ha già assunto una forma concreta: edifici enormi, richieste di energia, bollette più alte, rumore, emissioni, traffico, terreni sottratti ad altri usi. Il conflitto non riguarda soltanto algoritmi e modelli linguistici, ma impatta su chi paga il prezzo fisico dell’infrastruttura necessaria a farli funzionare.

Per le grandi società tecnologiche la posta in gioco è enorme. OpenAI, Anthropic, Google, Microsoft, Meta, Amazon e gli altri protagonisti della corsa all’Ia hanno bisogno di potenza di calcolo sempre maggiore. Gli investitori hanno impegnato capitali giganteschi nella convinzione che l’espansione dei data center sia inevitabile. Ma la crescita del dissenso mostra che la retorica dell’inevitabilità tecnologica, da sola, non basta a garantire il consenso sociale.

Meloni: sfratti non saranno più un calvario, tempi certi e rapidi

Roma, 19 mag. (askanews) – “Se con il Decreto Sicurezza combattiamo le occupazioni abusive, con il disegno di legge sugli sfratti approvato di recente in Consiglio dei ministri fissiamo tempi certi e rapidi per il rilascio degli immobili occupati senza titolo, perché il contratto di affitto è scaduto o l’inquilino non paga il dovuto. Troppo spesso, oggi i proprietari affrontano un vero e proprio calvario per tornare in possesso del proprio immobile. E, questo, oltre ad essere ingiusto, crea un danno economico e sociale enorme. Ecco perché abbiamo deciso di tagliare i tempi per l’esecuzione degli sfratti e introdurre una procedura d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e, quindi, il rilascio dell’immobile”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni in un messaggio all’assemblea annuale di Confedilizia.

“Norme di buon senso, attese da anni, che accompagnano un provvedimento altrettanto atteso da molto: il Piano Casa”, aggiunge.