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Nel primo anniversario dell’elezione di Leone XIV. Una parola mite per il tempo ferito

Nel primo anniversario dell’elezione di Papa Leone XIV al Soglio di Pietro, desidero rivolgere al Santo Padre un pensiero di filiale gratitudine e di sincero augurio.

In questo primo anno di pontificato, il suo magistero ha mostrato una forza mite e, proprio per questo, profondamente evangelica. È stata la forza di una parola che non cerca la ribalta, ma la verità; che non insegue il consenso immediato, ma custodisce l’essenziale; che indica alla Chiesa e al mondo la via esigente della pace, del bene comune, della fraternità concreta.

Nel tempo lacerato che abitiamo, segnato da guerre, solitudini, disuguaglianze e smarrimento spirituale, la voce di Leone XIV ha ricordato a tutti che la pace non è soltanto assenza di conflitto, ma conversione dello sguardo, responsabilità verso l’altro, coraggio di disarmare i cuori prima ancora che tacciano le armi. È questo uno dei tratti più alti del suo ministero: tenere insieme contemplazione e storia, Vangelo e ferite del mondo, speranza cristiana e dovere pubblico.

Da uomo impegnato nelle istituzioni e nel servizio al bene comune, sento particolarmente prezioso il suo richiamo a un’umanità che non misuri tutto con il criterio dell’efficienza, ma torni a riconoscere la dignità irriducibile di ogni persona.

In questa prospettiva, l’attenzione ai giovani, alla loro inquietudine e al loro desiderio di futuro appare oggi come una delle urgenze decisive della Chiesa e della società. Le nuove generazioni non chiedono parole facili, ma adulti credibili; non retorica, ma fiducia; non spazi concessi con condiscendenza, ma responsabilità condivise. Hanno bisogno di una Chiesa e di istituzioni capaci di ascoltarle, accompagnarle e restituire loro la possibilità di credere che il futuro non sia soltanto minaccia, ma promessa.

Il pontificato di Leone XIV ci invita così a ricostruire alleanze: tra generazioni, tra popoli, tra istituzioni, tra fede e cultura, tra cura e giustizia. Ci ricorda che il bene comune non è una formula consumata, ma il nome concreto della speranza quando diventa opera, scelta, servizio.

Al Santo Padre giunga, dunque, in questo anniversario, il mio augurio più deferente: che il Signore sostenga il suo ministero, renda feconda la sua parola e accompagni ogni suo passo nel confermare i fratelli nella fede, nella pace e nella carità.

Mattarella a Firenze per giuramento allievi Scuola marescialli Carabinieri

Firenze, 8 mag. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato a Firenze alla Scuola marescialli e brigadieri dei carabinieri, in occasione della cerimonia di giuramento e conferimento degli alamari agli allievi del quindicesimo corso triennale, intitolato al maresciallo maggiore Oreste Leonardi, medaglia d’oro al valor civile alla memoria. La cerimonia si svolge nella caserma maresciallo maggiore Felice Maritano. Il Capo dello Stato è stato accolto dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa italiana, Luciano Antonio Portolano, dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, dalla sindaca di Firenze, Sara Funaro, e dal prefetto di Firenze, Francesca Ferrandino.

Il Papa: un anno fa l’elezione, a Pompei per affidamento a Madonna

Pompei (Na), 8 mag. (askanews) – “Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della messa e preghiera della Supplica davanti al Santuario di Pompei.

“L’aver poi scelto il nome di Leone – ha spiegato – mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio Magistero sul Santo Rosario. A tutto ciò si aggiunge la recente canonizzazione di San Bartolo Longo, apostolo del Rosario”.

Infrastrutture, Salvini incontra il ministro giapponese Yasushi Kaneko

Roma, 8 mag. (askanews) – Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha incontrato questa mattina a Milano Yasushi Kaneko, ministro giapponese del Territorio, delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo. Secondo quanto riporta il Mit con una nota, tra i numerosi temi affrontati, il colloquio ha confermato la solidità dell’amicizia tra Italia e Giappone e la comune volontà di rafforzare collaborazione e cooperazione su infrastrutture strategiche e grandi opere.

Particolare attenzione, si legge, è stata dedicata alle opportunità di coinvolgimento delle imprese italiane e giapponesi in progetti infrastrutturali innovativi, con positive ricadute in termini di investimenti, sviluppo e creazione di nuovi posti di lavoro.

È stata anche l’occasione per un confronto su infrastrutture strategiche come il Ponte sullo Stretto, a conferma dell’interesse internazionale per un’opera così strategica e ambiziosa: in Giappone vantano una consolidata esperienza nel settore, basti pensare al grande ponte dello stretto di Akashi, secondo ponte sospeso più lungo al mondo.

Nel corso dell’incontro, conclude il Mit, è stato anche toccato il tema dell’Expo giapponese del 2027, ulteriore occasione per consolidare i rapporti tra i due Paesi.

Biennale Arte 2026, Security Guarantees per Padiglione ucraino

Venezia, 8 mag. (askanews) – Il progetto del Padiglione ucraino alla Biennale Arte di Venezia 2026 affronta il tema delle garanzie di sicurezza non soddisfatte, per le quali l’Ucraina ha rinunciato al proprio arsenale nucleare nel 1996, in seguito alla firma del Memorandum di Budapest avvenuta due anni prima.

Il Memorandum di Budapest, del 1994, è un accordo politico firmato dall’Ucraina, dagli Stati Uniti d’America, dal Regno Unito e dalla Federazione Russa, in base al quale l’Ucraina ha aderito al Trattato di non proliferazione delle armi nucleari come Stato non dotato di armi nucleari in cambio di assicurazioni di sicurezza. Il progetto riflette anche sulla fragilità della pace e sulla resilienza del popolo ucraino.

Al centro del progetto Security Guarantees curato da Ksenia Malykh e Leonid Marushchak è la scultura The Origami Deer di Zhanna Kadyrova The Origami Deer. Nel 2019 l’opera è stata installata nel Parco Yuvileynyi (Giubileo) a Pokrovsk, nella regione di Donetsk, sul sito di un velivolo sovietico Su-7 con capacità nucleare smantellato. La scultura è stata collocata su un piedistallo e non era stata progettata per essere trasportata. Nel 2024, mentre il fronte di guerra si avvicinava alla città, Zhanna Kadyrova e l’ONG Museum Open for Renovation, insieme a un gruppo di specialisti e operai comunali di Pokrovsk, l’hanno evacuata. Leonid Marushchak, storico e co-curatore del Padiglione ucraino, faceva parte del gruppo di iniziativa. La mostra del Padiglione dell’Ucraina all’Arsenale della Biennale Arte 2026 presenta materiali d’archivio relativi al Memorandum di Budapest, oltre a una documentazione video dell’evacuazione della scultura e del suo viaggio verso Venezia, realizzata con la collaborazione di Natalka Dyachenko, Pavel Sterec e Max Màslo. La scultura è invece sospesa da una gru montata su un camion all’ingresso dei Giardini della Biennale. Lo stato di sospensione della scultura simboleggia l’incertezza che oggi caratterizza la vita degli ucraini e funge da metafora dello spostamento forzato.

Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura dell’Ucraina, dell’UNESCO, di Sushko Philanthropy, ZAG, Nova Post, Ajax Systems, Avrora Multimarket, Agrosem. Partner media: Suspilne Kultura, Radio Kultura, Artslooker, The Kyiv Independent.

Festival delle Nazioni: la Mitteleuropa in Umbria, da Bach a Weill

Roma, 8 mag. (askanews) – Dalle corti prussiane all’avanguardia europea, attraversando tre secoli di musica, arte e pensiero: sarà la Germania, con i Paesi di lingua germanica, la protagonista della 59ª edizione del Festival delle Nazioni, in programma dal 27 agosto all’11 settembre 2026 tra Città di Castello e numerosi centri dell’Alta Valle del Tevere umbro – toscana. Un viaggio musicale e culturale che si muove tra Berlino, Vienna, Potsdam, Monaco di Baviera e Salisburgo, trasformando per oltre due settimane l’Umbria in una vera e propria ‘capitale mitteleuropea’, dove il dialogo tra tradizione e contemporaneità diventa il filo conduttore di un cartellone diffuso tra teatri, chiese, musei e luoghi simbolo del territorio.

Alla conferenza stampa di presentazione, a Perugia, erano presenti Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria; Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria; Michela Botteghi, assessore alla Cultura del Comune di Città di Castello e, per il Festival delle Nazioni, la presidente Silvia Polidori e il direttore artistico Massimo Mercelli.

Ad aprire il Festival, giovedì 27 agosto al Teatro degli Illuminati, sarà il pianista Ramin Bahrami, protagonista di un programma che proporrà musiche di Bach, Schumann, Mozart e Beethoven, con la celebre Sonata ‘Al chiaro di luna’. Bahrami sarà anche artista in residenza e figura centrale dell’edizione, coinvolto in altri due momenti chiave: il concerto ‘Metti una sera a Sanssouci – Tra Federico il Grande di Prussia e la famiglia Bach’, in programma martedì 8 settembre a Sansepolcro, che rievoca lo storico incontro del 1747 tra Federico II di Prussia e Bach da cui nacque Das Musikalische Opfer, e lo spettacolo in prima assoluta ‘Bach Dance Concert’, che chiuderà il Festival venerdì 11 settembre, un dialogo tra musica e danza contemporanea con la Compagnia Nazionale Zappalà Danza.

Il progetto artistico, firmato dal direttore Massimo Mercelli, costruisce un percorso che parte dalle corti illuminate del Settecento, dove operava Carl Philipp Emanuel Bach, e si sviluppa attraverso le grandi capitali musicali europee, raccontando l’evoluzione del linguaggio sonoro fino al Novecento e oltre.

Figura cardine dell’intero Festival sarà Johann Sebastian Bach, presenza trasversale in numerosi concerti, accanto a compositori come Franz Schubert, Johannes Brahms, Gustav Mahler e Arnold Schönberg, fino ad arrivare al Novecento di Kurt Weill, protagonista di una serata dedicata, martedì primo settembre, con il concerto ‘Alla ricerca di Youkali’, viaggio tra teatro musicale, canzone e impegno civile legato anche al tema dell’arte degenerata.

Tra gli appuntamenti più attesi, il Trio d’archi di Salisburgo (sabato 29 agosto) con le Variazioni Goldberg nella trascrizione di Dmitry Sitkovetsky, e il pianista Tamás Érdi, protagonista domenica 30 agosto con musiche di Haydn, Mozart, Schubert e Beethoven. Lunedì 31 agosto sarà la volta della Wiener Kammersymphonie, con un repertorio che unisce Erich Wolfgang Korngold, Kurt Weill e Antonín Dvorák. Spazio anche alla musica contemporanea e alle nuove commissioni, elemento distintivo dell’edizione 2026. In programma, musiche in prima assoluta di Giovanni Falascone e Floriana Provenzano, ispirate all’arte di Nuvolo, di cui nel 2026 ricorre il centenario della nascita. Le esecuzioni saranno affidate all’Ensemble Suono Giallo nell’ambito del progetto ‘RisuonArte’, ospitato presso la Fondazione Burri, la Pinacoteca Comunale, il Museo Diocesano e il Complesso di San Domenico.

Un tributo particolarmente significativo sarà dedicato alla memoria del professore Venanzio Nocchi: in suo ricordo è stata istituita una specifica commissione per la produzione musicale, affidata quest’anno alla compositrice Floriana Provenzano, la cui opera sarà eseguita in prima assoluta nell’ambito del progetto.

Il Festival si svilupperà in modo diffuso su tutto il territorio: il Rapsodia Saxophone Quartet sarà a Lisciano Niccone giovedì 3 settembre, seguito dal Trio Chimera a San Giustino. Venerdì 4 settembre spazio a ‘Tra salotti e teatri viennesi’ a Monte Santa Maria Tiberina e allo spettacolo ‘Sorella Acqua’ a Montone, dedicato all’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi, con un repertorio che attraversa musiche di Bach, Glass, Richter ed Einaudi. Sabato 5 settembre sarà protagonista la Filarmonica Giacomo Puccini, mentre in serata il concerto ‘Brassissimo’ porterà in scena il Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique con un programma che spazia da Mozart a Leonard Bernstein e Duke Ellington.

Domenica 6 settembre riflettori su Sergey Malov e Aina Kalnciema a Città di Castello, mentre lunedì 7 settembre il Quartetto di Venezia sarà a Umbertide con un programma interamente dedicato a Beethoven, anticipando anche il percorso verso le celebrazioni del 2027.

Spazio al repertorio cameristico, con un programma affidato a Luigi Piovano (1 settembre a Citerna), incentrato sulla forma della suite e sviluppato in un dialogo tra linguaggio barocco e scrittura contemporanea.

Tra i protagonisti anche il Trio Yablonsky, atteso mercoledì 9 settembre con un programma che attraversa il repertorio dal classicismo al primo Novecento e che include una prima esecuzione assoluta di Baruch Berliner.

Il giorno successivo, giovedì 10 settembre, il giovane violinista Lodovico Parravicini, vincitore del Premio Franco Gulli 2026, sarà protagonista del concerto pomeridiano, mentre in serata l’organista Robert Lehrbaumer guiderà il pubblico in un viaggio attraverso la musica europea dal Rinascimento al Novecento.

Accanto ai grandi interpreti, il Festival conferma una forte attenzione ai giovani con il Concorso nazionale Alberto Burri (27-28 agosto), dedicato alle formazioni cameristiche under 35, e con i progetti didattici ‘Itinerari musicali’ e ‘Maestri e Allievi’, che coinvolgono studenti, scuole e istituzioni musicali del territorio in un percorso di formazione, produzione e crescita.

Un cartellone che unisce repertorio e contemporaneità, grandi nomi e nuove generazioni, e che racconta la Germania non solo come tradizione musicale, ma come laboratorio culturale europeo capace di influenzare profondamente la storia artistica e il pensiero moderno. Un Festival che non guarda soltanto al passato, ma lo rilancia nel presente e nel futuro, trasformando la musica in uno spazio di libertà, confronto e visione. (www.festivalnazioni.com).

Sayf pubblica "Santissimo", il suo primo album ufficiale

Milano, 8 mag. (askanews) – Sayf pubblica oggi “Santissimo”, il suo primo album ufficiale fuori per La Santa Srl/Atlantic Records Italy/Warner Music Italy in formato digitale e fisico in CD, CD autografato, vinile nero, vinile bordeaux autografato in tiratura limitatissima edizione “Moch amour”, e vinile bianco autografato in edizione limitatissima “Perché piango”, con una sorpresa per i collezionisti: nelle edizioni fisiche (cd e vinili) sono infatti incluse anche 2 bonus track esclusive. Sold out i vinili neri e bordeaux autografati.

“Santissimo” è il capitolo più completo e rappresentativo della musica di Sayf fino ad ora, un primo lavoro che raccoglie e amplifica tutte le sfumature della sua identità artistica: il racconto personale, l’energia dei live, la contaminazione tra generi e culture, e quella capacità naturale di passare da barre dirette a melodie apertissime con autenticità e leggerezza. Ad anticipare il progetto sono stati l’intro “Sex on la santa” e il singolo “Buona domenica”, un travolgente mix tra tradizione del cantautorato genovese e sonorità latineggianti, che dà vita ad un risultato esplosivo e dal forte impatto.

L’album, internamente prodotto da Dibla e Jiz, con la collaborazione di Willy, Laboo, Moli, Chryverde (per la bonus track “Moch amour”), e con la partecipazione dei musicisti Michele Bargiggia, Andrea Polidori, Francesco Musante e Manuel Falanski, è ricco di collaborazioni, che negli scorsi giorni sono state annunciate attraverso un post carosello realizzato insieme al celebre giornalista sportivo italiano Fabrizio Romano, replicando il suo stile legato agli annunci del calciomercato.

“Santissimo”, infatti, vede i featuring di: Geolier, Kid Yugi, Nerissima Serpe, Bresh, Tedua, Artie 5ive e Guè. La tracklist completa è stata poi resa nota con una grafica che continua a cavalcare il filone sportivo e che richiama una schedina delle scommesse, in cui ogni traccia rappresenta un pronostico, rafforzando ulteriormente l’immaginario narrativo e visivo che accompagna il disco.

A partire da oggi, 8 maggio, Sayf incontrerà il pubblico in tutta Italia con un instore tour che lo porterà nelle principali città della penisola.

Cinema, Julian Schnabel al Milano Film Fest con In the Hand of Dante

Roma, 8 mag. (askanews) – L’artista e regista Julian Schnabel sarà protagonista alla seconda edizione del Milano Film Fest, con il suo ultimo lavoro “In the Hand of Dante”: Schnabel introdurrà in sala al Piccolo Teatro la proiezione speciale venerdì 5 giugno alle 19.30, a seguire poi terrà la masterclass in dialogo tra vita, cinema e arte, in compagnia del direttore artistico del festival Claudio Santamaria e l’attrice Valeria Golino, ospite speciale per l’occasione.

Julian Schnabel – autore già di “Basquiat” e “Lo scafandro e la farfalla” – torna alla regia con “In the Hand of Dante” (USA, Italia, 2025, 153′) che vede coinvolto un cast d’eccezione, con Oscar Isaac, Gal Gadot, Jason Momoa, Gerard Butler, Al Pacino, John Malkovich e Martin Scorsese. Adattato dall’omonimo romanzo del 2002 di Nick Tosches, il film segue Oscar Isaac in un doppio ruolo: l’autore newyorkese Nick Tosches nel XXI secolo e Dante Alighieri nel XIV secolo. Nick viene ingaggiato da un boss della mafia per autenticare e poi rubare un manoscritto inestimabile, che si dice sia l’originale della Divina Commedia. Questa missione trascina Nick in un sottomondo criminale da cui è al tempo stesso disgustato e di cui è complice.

La pellicola trasgredisce i confini temporali per mostrare come l’avidità, la fede, il desiderio e la fame di significato si ripetano ciclicamente. La ricerca di questo capolavoro rivela a Nick la sua vera identità, sia come uomo del presente che come riflesso di Dante. In parte poliziesco, in parte odissea spirituale e in parte commedia tragica, il film trasforma un thriller su un libro rubato in una meditazione sull’immortalità e sul potere trascendentale dell’arte e dell’amore. Una travolgente odissea, un’opera audace firmata da un vero autore del cinema contemporaneo.

Julian Schnabel (nato nel 1951, a Brooklyn, New York) è uno degli artisti più influenti e virtuosi della scena contemporanea. La sua pratica multidisciplinare va oltre la pittura per abbracciare la scultura, il cinema, l’architettura e l’arredamento. Regista pluripremiato, è innanzitutto un pittore. Negli anni Ottanta Schnabel si afferma come uno dei principali protagonisti della neo-espressione pittorica, partecipando a mostre internazionali e portando avanti pitture monumentali e sculture caratterizzate da materiali non convenzionali. Le opere di Schnabel sono presenti nelle collezioni dei maggiori musei del mondo, tra cui il Museum of Modern Art, New York, il Whitney Museum of American Art, il Solomon R. Guggenheim Museum, New York, il Centre Georges Pompidou, Parigi, il Museo Reina Sofía, Madrid, il Tate Gallery, Londra e il Museum of Contemporary Art, Los Angeles, tra molti altri. Parallelamente al lavoro di artista, Schnabel avvia una carriera significativa nel cinema.

Nel 1996 dirige “Basquiat”, biografia del pittore Jean-Michel Basquiat, seguita nel 2000 da “Before Night Falls”, con Javier Bardem, Olivier Martinez, Johnny Depp e Sean Penn. Ha realizzato inoltre “The Diving Bell and the Butterfly” (2007), premiato a Cannes e candidato a più Oscar, e “At Eternity’s Gate” (2018) sul pittore Vincent van Gogh. Il suo film “In the Hand of Dante”, viene presentato fuori concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025, dove riceve anche il Cartier Glory to the Filmmaker Award per il contributo originale al cinema contemporaneo.

Il festival è ideato e organizzato dalla Fondazione Milano Film Fest, che unisce quattro realtà cittadine – Il Cinemino, Esterni, Fondazione Dude e Perimetro – con la direzione artistica di Claudio Santamaria. Il Milano Film Fest si propone di creare un’esperienza cinematografica e immersiva che promuova la diversità e l’innovazione nel settore, coinvolgendo attivamente la città di Milano e le sue comunità: l’impegno della Fondazione MFF, insieme al Comune di Milano – Cultura, è infatti quello di raggiungere e coinvolgere anche le numerose realtà del territorio. Per questo motivo, sarà presente in programma una sezione dedicata all’industry, che coinvolgerà i professionisti del settore cittadino e nazionale, e un calendario di eventi off, in diversi luoghi della città.

Le giurie della prossima edizione del festival, rispettivamente per i concorsi internazionali di lungometraggi e di cortometraggi, sono composte per i lungometraggi da Valeria Bruni Tedeschi, Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D’Amico, per il concorso corti da Margherita Vicario, Eduardo Scarpetta, Milena Mancini, Ludovica Rampoldi e Ludovica Nasti.

Giornata Europa, Hockey su Prato scende in campo con sport italiano

Roma, 8 mag. (askanews) – Sabato 9 e domenica 10 maggio sui campi della Serie A Elite Maschile e Femminile di Hockey su Prato, disciplina olimpica, sarà mostrato come grazie allo sport possono nascere legami, appartenenze e autentiche comunità: perché le differenze non dividono, ma fanno squadra. All’iniziativa nel fine settimana – sottolinea una nota – partecipano anche Lega Calcio Serie A, Lega Calcio Serie B, Lega Basket Serie A, Pegaso meeting per l’atletica e il Tennis & Friends a Roma.

In occasione della Giornata dell’Europa, che si celebra ogni anno il 9 maggio in ricordo della dichiarazione di Schuman presentata il 9 maggio 1950, il mondo dello sport italiano celebra e promuove i valori fondanti dell’Unione europea. In questo weekend, federazioni e leghe sportive italiane hanno scelto di portare in campo i colori ed i simboli dell’Europa. Numerose le adesioni al messaggio unificante della Giornata dell’Europa, promosse dal Ministro per lo sport e i giovani e coordinate dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme alla Rappresentanza della Commissione europea in Italia. Sui campi di tutte le partite di Serie A e Serie B per il calcio, Lega Basket Serie A, Serie A Elite Maschile e Femminile per l’Hockey su Prato, si celebrerà la giornata dell’Europa. Si uniscono alle celebrazioni anche il Pegaso meeting per l’atletica in programma allo stadio Ridolfi di Firenze ed il progetto Tennis and friends nella sua tappa di Roma.

Per quanto riguarda l’Hockey su Prato, la celebrazione prevede che nella Serie A Elite Maschile e Femminile, all’ingresso delle squadre, venga ascoltato l’inno federale, al quale seguirà quello europeo. Contemporaneamente all’ascolto dell’inno Ue un gruppo di 10 bambini e ragazzi a centrocampo sventolerà le bandierine simbolo dell’Europa.

Così Sergio Mignardi, presidente della Federazione Italiana Hockey: “La Federhockey ha abbracciato con entusiasmo l’idea di partecipare alla giornata dell’Europa perché nello sport c’è un futuro di speranza e vita migliore per tutti e permette di sognare ad ogni età. L’Hockey su Prato, gioco olimpico, da sempre è stato veicolo di messaggi di pace, inclusione, libertà, unità e dialogo: valori che coincidono con quelli dell’Europa di oggi e che sono pilastro dell’Europa di domani”.

Per sempre sì di Sal Da Vinci è il brano più ascoltato di Eurovision ’26

Milano, 8 mag. (askanews) – A pochi giorni dal debutto di Sal Da Vinci sul palco dell’Eurovision Song Contest di Vienna, “Per sempre sì” è attualmente il brano più ascoltato tra tutti quelli in gara nell’edizione 2026. Con oltre 36 milioni di stream complessivi, il brano guida la classifica globale, distanziando nettamente gli altri concorrenti e confermando ancora una volta l’Italia come protagonista assoluta sul fronte streaming.

Un successo costruito su più livelli: dalla forte viralità cross-piattaforma, che ha reso la canzone colonna sonora di migliaia di contenuti online, alla capacità di intercettare un pubblico ampio e trasversale anche fuori dai confini nazionali, fino a una crescita costante e organica che, fin dal primo rilascio, ha consolidato una fanbase solida e partecipe.

Numeri che accompagnano Sal Da Vinci verso la finale di Vienna con un consenso digitale tra i più forti di questa edizione, rafforzando il legame con il pubblico europeo e internazionale.

Nel frattempo, cresce l’attesa anche per il nuovo album “Per sempre sì”, in uscita il 29 maggio, che segna un nuovo capitolo del suo percorso artistico e anticipa un’intensa stagione live tra rassegne e grandi palchi in tutta Italia, prima della tripletta all’Arena Flegrea il 25, 26 e 27 settembre.

Ue, spiraglio a Italia su procedura deficit "se dato 2025 rivisto"

Roma, 8 mag. (askanews) – La Commissione europea conferma che non è detta l’ultima parola per l’uscita anticipata dell’Italia dalla procedura Ue per deficit eccessivo. Il 3 giugno, Bruxelles fornirà le sue valutazioni sulla base dei dati attualmente disponibili, che vedendo l’Italia con un deficit/Pil 2025 al 3,1%, superiore alla soglia prevista dal Patto di stabilità e di crescita (inferiore al 3%) non configurerebbe l’agognata uscita dalla procedura un anno prima del 2027. Tuttavia, in autunno ci sarà un ulteriore passaggio al quale, in caso di revisione del dato, la partita si potrebbe riaprire. Lo ha spiegato un portavoce della Commissione, Balazs Ujvari, rispondendo ad una domanda sulle aperture in tal senso mostrate oggi dal commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis in una intervista a La Spampa.

“Facciamo un passo alla volta. Adesso quello che abbiamo sono i dati sul 2005 per l’Italia che sono stati forniti a Eurostat. Penso che il dato sia pubblico e su questa Base la Commissione farà la sua valutazione sulla procedura di deficit eccessivo per l’Italia nel contesto del pacchetto di primavera, che vi sarà presentato il 3 giugno”, ha detto il Portavoce durante la conferenza stampa di metà giornata a Bruxelles.

Incalzato sulla questione, ha poi aggiunto “quello che è importante è che il dato viene fornito dalle autorità italiane. Questo è quello che valutiamo nella nostra analisi. Ora, se ci fosse un cambiamento nei dati, per esempio se venissero rivisti, a quel punto la Commissione potrebbe essere portata a conclusioni diverse. E avremo il pacchetto di primavera il 3 giugno”.

Ma “abbiamo anche il pacchetto di autunno – ha aggiunto – più avanti nell’anno, che ci dà un’altra opportunità per rivalutare la situazione. Questo è quello che posso dire al momento”.

Cinema, Ozpetek gira "Nella gioia e nel dolore": nelle sale a Natale

Roma, 8 mag. (askanews) – A giugno inizieranno le riprese di “Nella gioia e nel dolore”, il nuovo film di Ferzan Ozpetek che arriverà nelle sale italiane a Natale 2026, sarà interpretato da Vanessa Scalera, Sabrina Ferilli, Luca Argentero, Miguel Angel Silvestre, Mara Venier, Geppi Cucciari. Nel cast anche Liliana Bottone, Erik Tonelli, Carmine Recano, Alvise Rigo, Lorenzo Franzin e Marco Aceti. Saranno presto rivelati gli altri interpreti che arricchiscono e completano il cast.

Al centro della narrazione una diva del cinema, un gruppo di amici e il valore della memoria. Il film è un’ode all’amore e all’amicizia, capaci di resistere allo scorrere del tempo, nella gioia e nel dolore.

La sceneggiatura è firmata da Ferzan Ozpetek insieme a Carlotta Corradi ed Elisa Casseri. Dopo il grande successo di “Diamanti”, che ha registrato oltre 2,4 milioni di spettatori in Italia e distribuito in più di 100 paesi nel mondo, il nuovo progetto segna il ritorno di collaborazioni, come quelle con Vanessa Scalera e Luca Argentero, Mara Venier e Geppi Cucciari e accoglie nuove presenze tra cui Miguel Ángel Silvestre, attore spagnolo di fama internazionale e, per la prima volta in un film di Ozpetek, anche Sabrina Ferilli, tra le interpreti più amate del nostro cinema.

“Nella gioia e nel dolore” è prodotto da Marco Belardi Production, Faros Film, A1 Picture e Vision Distribution, in collaborazione con Sky. La distribuzione in Italia e nel mondo è affidata a Vision Distribution.

Venezia, la Fondazione Sandretto inaugura l’isola di San Giacomo

Venezia, 8 mag. (askanews) – L’isola di San Giacomo, nella Laguna Nord di Venezia, è la nuova sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, istituzione non profit per l’arte contemporanea nata nel 1995. Si aggiunge a quella di Torino e di Guarene, con Palazzo Re Rebaudengo e il Parco d’arte tra le colline di Langhe e Roero, e a quella in Spagna, che non ha ancora una sede stabile ma è presente con le mostre promosse nella capitale dalla Fundaciòn Sandretto Re Rebaudengo Madrid. Come è stato per ognuna di queste sedi, anche l’identità di San Giacomo nasce in stretta relazione con il luogo in dialogo con il territorio e aperto alla scena dell’arte internazionale e alle rotte culturali che a Venezia si incrociano grazie alle Biennali e alla ricca offerta espositiva delle istituzioni pubbliche e private della città. Situata fra Murano e Burano l’isola è stata un monastero femminile e un luogo di sosta aperto ai viandanti e ai naviganti che attraversavano la Laguna. Sotto Napoleone, il monastero fu demolito e l’isola di San Giacomo venne trasformata in presidio militare, poi passato nel tempo all’esercito austriaco e italiano. Le architetture religiose lasciarono spazio a polveriere, depositi di armi e strutture difensive. Dopo il 1961, cessato l’uso militare, l’isola entrò in un lungo stato di abbandono. Isola di San Giacomo 2022-2026, A Story in Images nel Project Space mostra una selezione di scatti dalle campagne fotografiche di Giovanna Silva e di Antonio Fortugno dedicate al cantiere di restauro. Acquistata nel 2018 da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Agostino Re Rebaudengo da Cassa Depositi e Prestiti, San Giacomo è stata trasformata in un laboratorio innovativo di arte e sostenibilità.

In occasione dell’inaugurazione la presidente della Fondazione Patrizia Sandretto Re Rebaudengo ha parlato ad askanews del futuro dell’isola: San Giacomo diventa ora uno spazio per residenze e mostre, un luogo di incontro per artisti, studiosi, ricercatori, pubblici dell’arte, cittadine e cittadini. I visitatori hanno potuto assistere a Fanfare/Lament: un’installazione multidimensionale site-specific che nasce dalla relazione di Matt Copson con l’Isola di San Giacomo e dalla volontà di lavorare con gli agenti naturali del luogo. In particolare, l’artista ha scelto di interagire con le correnti d’aria, immaginando una coreografia diretta dal vento e composta da tre elementi: una serie di sculture volanti che svettano sopra i tetti delle due Polveriere, delle proiezioni laser indoor e una fanfara suonata da un gruppo di musicisti. All’interno della Polveriera Est quattro animazioni laser danzano sui muri e completano la coreografia. Nella Polveriera Ovest è allestita la mostra di opere dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo Don’t have hope, be hope!, tratto da un dipinto di Walter Price del 2024: un invito a collegare il percorso espositivo alla nuova identità dell’isola, un ex presidio militare, ripensato come presidio artistico, culturale ed ecologico. Nel giardino sei opere permanenti: la scritta luminosa Patriarchy = CO2 di Claire Fontaine, GONOGO il gigantesco razzo di Goshka Macuga, Old Tree (Pink Seas) di Pamela Rosenkranz, la scultura in bronzo Nixe di Thomas Sch tte, la cappella inclinata di Hugh Hayden e l’omaggio di Mario Garcìa Torres ad Alighiero Boetti.

San Giacomo è un’isola realmente “isolata”, cioè non è collegata a reti esterne di elettricità, gas o acqua. L’energia è prodotta oggi al 100% in loco grazie a risorse rinnovabili, attraverso un sistema fotovoltaico integrato nelle architetture, abbinato a sistemi di accumulo e a una gestione intelligente dei consumi. È stato inoltre recuperato un pozzo di epoca militare, che intercetta una falda di acqua dolce sotto l’isola, reintegrando una fonte storica di approvvigionamento idrico e necessaria all’approvvigionamento dell’acqua ai fini domestici. La progettazione del verde e delle nuove piantumazioni è stata orientata a criteri di sostenibilità ambientale e di contenimento dei consumi idrici, attraverso la selezione di specie coerenti con il contesto lagunare e a basso fabbisogno idrico.

Il Papa a Pompei, campane a festa. Il giro in golfcar tra la folla

Pompei, 8 mag. (askanews) – Campane a festa per l’arrivo di Papa Leone XIV a Pompei. Un lungo giro in golfcar per il Pontefice prima della celebrazione della messa e la preghiera della supplica in piazza Bartolo Longo, davanti al Santuario.

Il Papa, dopo l’incontro con le persone provenienti da contesti di disagio sociale, è salito a bordo dell’auto scoperta per “abbracciare” la folla radunata fin dalle 7 del mattino davanti al Santuario.

Ue: caro carburante non è circostanza straordinaria per cancellazione voli

Roma, 8 mag. (askanews) – I rincari dei carburanti e del kerosene innescati dalla crisi in Medioriente non possono essere invocati dalle compagnie aeree come motivo di esenzione dai rimborsi e dalle compensazioni a favore dei passeggeri per voli eventualmente cancellati. Lo afferma la Commissione europea in una comunicazione sulle linee guida per trasporti e turismo nella Unione europea, a seguito della crisi in corso.

“I passeggeri restano tutelati dai diritti anche nelle cancellazioni dei voli. Hanno diritto a rimborsi, riprogrammazioni o risarcimenti, assistenza nell’aeroporto e compensazioni per le cancellazioni. Le compagnie aeree – afferma la Commissione – possono essere esentate da compensazioni solo se dimostrano che le cancellazioni sono state causate da circostanze straordinarie come penurie locali di carburanti. La commissione considera che gli elevati prezzi dei carburanti non vadano considerati come circostanze straordinarie”.

Al tempo stesso, la Air Services Regulation impone alle compagnie aeree “di indicare chiaramente i prezzi totali dei biglietti e di assicurare che i passeggeri non debbano subire costi inattesi”, aggiunge la Commissione.

Tajani: a Rubio ho detto che anche gli Usa hanno bisogno di Ue e Italia

Roma, 8 mag. (askanews) – “Quella con il segretario di Stato americano” Marco Rubio “è stata una riunione positiva, ho ribadito l’importanza dell’unità dell’Occidente e delle relazioni in transatlantiche che per noi sono fondamentali”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in dichiarazioni alla stampa dopo l’incontro, alla Farnesina, con il segretario di Stato Usa Marco Rubio.

“Sono convinto che l’Europa ha bisogno dell’America” che “l’Italia ha bisogno dell’America ma anche” che “gli Stati Uniti hanno bisogno dell’Europa e dell’Italia, queste sono le relazioni transatlantiche. L’unità dell’Occidente è fondamentale quindi mi pare anche positivo che l’incontro con il Santo Padre sia andato bene e questo credo che rassereni gli animi”, ha proseguito Tajani spiegando ai cronisti quanto ha detto nell’incontro col segretario di Stato Usa.

Quello che c’è da sapre sull’Hantavirus

Milano, 8 mag. (askanews) – Sette casi di Hantavirus delle Ande, cinque confermati in laboratorio e due sospetti, sono stati individuati su una nave da crociera dove si sono registrati anche tre decessi. Per la popolazione generale dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo il rischio resta molto basso. L’Istituto superiore di sanità fa il punto dopo la segnalazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, che il 2 maggio 2026 ha riferito di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave con 147 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio.

Al 6 maggio 2026 il virus responsabile del focolaio è stato identificato come hantavirus delle Ande. In Italia non risultano segnalazioni di casi umani sul territorio nazionale. Per l’Europa pesa anche un elemento ambientale: il serbatoio naturale del virus Andes non è presente nel continente, quindi non si prevede il suo ingresso nella popolazione dei roditori europei né una trasmissione stabile dai roditori all’uomo.

Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e possono passare all’uomo in modo occasionale. L’infezione può causare malattie gravi, con quadri diversi a seconda del virus e dell’area geografica. Nelle Americhe può provocare la sindrome cardiopolmonare da hantavirus, che colpisce polmoni e cuore e può evolvere rapidamente. In Europa e in Asia gli hantavirus sono associati soprattutto alla febbre emorragica con sindrome renale, che interessa reni e vasi sanguigni.

Le infezioni restano rare a livello globale, ma possono avere una letalità elevata. Nel 2025, nella Regione delle Americhe, 8 paesi hanno segnalato 229 casi e 59 decessi, con un tasso di letalità del 25,7%. Nella Regione europea, nel 2023, sono state registrate 1.885 infezioni, pari a 0,4 casi ogni 100 mila abitanti, il valore più basso osservato tra il 2019 e il 2023. In Asia orientale, in particolare in Cina e nella Repubblica di Corea, la febbre emorragica da hantavirus con sindrome renale continua a causare migliaia di casi ogni anno, anche se l’incidenza è diminuita negli ultimi decenni.

Il contagio avviene soprattutto attraverso il contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti, oppure toccando superfici contaminate. Le esposizioni più tipiche si verificano durante la pulizia di edifici infestati, ma il rischio può presentarsi anche durante attività ordinarie in aree molto contaminate. I casi umani sono segnalati più spesso in ambienti rurali, tra foreste, campi e fattorie, dove la presenza di roditori è più frequente.

La trasmissione tra persone non è comune. Finora è stata documentata in modo limitato solo per il virus Andes, diffuso soprattutto in Argentina e Cile, e in situazioni di contatto stretto e prolungato. È lo stesso virus che, secondo le prime analisi, ha causato il focolaio sulla nave. In passato sono state descritte infezioni secondarie tra operatori sanitari, ma restano rare. La sindrome cardiopolmonare da hantavirus può iniziare con mal di testa, vertigini, brividi, febbre, dolori muscolari e disturbi gastrointestinali, tra cui nausea, vomito, diarrea e dolore addominale. Dopo questa fase possono comparire difficoltà respiratoria improvvisa e ipotensione. I sintomi si manifestano di solito tra 2 e 4 settimane dopo l’esposizione, ma possono comparire già dopo una settimana o fino a 8 settimane più tardi. Non esistono un vaccino o un antivirale specifico autorizzato contro l’infezione. La terapia è di supporto e si basa sul monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali. Nei casi più gravi, l’accesso tempestivo alla terapia intensiva può migliorare gli esiti, soprattutto nei pazienti con sindrome cardiopolmonare. L’Ecdc ha indicato alle autorità portuali di usare dispositivi di protezione individuale e precauzioni adeguate in caso di contatto con persone sospette. Anche nell’ipotesi di una trasmissione dai passeggeri evacuati dalla nave, una diffusione estesa nella comunità è ritenuta improbabile se vengono applicate le misure di prevenzione e controllo delle infezioni.

La prevenzione passa prima di tutto dalla riduzione dei contatti con i roditori. Negli ambienti domestici e di lavoro vanno limitate le fonti di cibo e i rifugi, sigillando aperture, crepe e punti di ingresso negli edifici e conservando alimenti e rifiuti in contenitori chiusi. Nelle aree contaminate da roditori o dai loro escrementi non bisogna spazzare o aspirare a secco urine, feci o materiali sospetti, perché le particelle virali possono disperdersi nell’aria. Le superfici devono essere inumidite con detergenti o disinfettanti prima della pulizia e le mani vanno lavate con cura dopo attività a rischio. Per il virus Andes si aggiungono le normali precauzioni contro le infezioni respiratorie: igiene delle mani, copertura di bocca e naso quando si tossisce o si starnutisce e distanziamento fisico nei contesti a rischio.

Papa: un anno fa l’elezione, a Pompei per l’affidamento alla Madonna

Pompei, 8 mag. (askanews) – “Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa”. Lo dice il Papa nell’omelia della messa e preghiera della Supplica davanti al Santuario di Pompei.

“L’aver poi scelto il nome di Leone – spiega – mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio Magistero sul Santo Rosario. A tutto ciò si aggiunge la recente canonizzazione di San Bartolo Longo, apostolo del Rosario”.

Stellantis e Leapmotor ampliano accordi Ue con produzione modelli bev

Milano, 8 mag. (askanews) – Stellantis intende rafforzare la partnership strategica con la cinese Leapmotor in Europa partendo inizialmente dalla Spagna con un piano industriale che coinvolge lo stabilimento di Figueruelas, nell’area di Saragozza, e quello di Villaverde, a Madrid. Secondo indiscrezioni non confermate, in occasione dell’Investor Day del 21 maggio potrebbero esserci nuove indicazioni su attività in altri mercati europei.

Il progetto spagnolo, ancora subordinato ad accordi definitivi e autorizzazioni, prevede l’aumento della produzione nel sito di Saragozza, l’arrivo del C-Suv B10 di Leapmotor già dal 2026 e lo studio di un nuovo C-Suv elettrico Opel con possibile avvio nel 2028. Allo stesso tempo è allo studio l’assegnazione di futuri prodotti Leapmotor a Madrid dal 2028 e la potenziale cessione dello stabilimento di Villaverde alla controllata spagnola di Leapmotor International, la joint venture controllata al 51% da Stellantis che gestisce i diritti di vendita e produzione dei prodotti del brand cinese fuori dal mercato domestico.

Il nuovo modello Opel sarebbe il primo prodotto della prevista estensione della partnership. Disegnato e creato a Rüsselsheim e sviluppato da team in Germania e Cina, utilizzerebbe componenti dell’architettura elettrica e batterie Leapmotor, combinati con design, taratura telaio, esperienza di bordo di Opel. La collaborazione dovrebbe consentire tempi di sviluppo inferiori a due anni, con vendite attese dal 2028.

A Saragozza, nello storico sito Opel di Figueruelas, Stellantis valuta l’aggiunta di una nuova linea per il C-Suv Opel elettrico accanto alla produzione attuale di Peugeot 208 e Lancia Ypsilon. Nel sito potrebbe inoltre partire già nel 2026 la produzione del Leapmotor B10. Lo stabilimento produce Opel dal 1982 e ha superato i 15 milioni di Corsa assemblati.

A Madrid, la prevista espansione della collaborazione potrebbe includere l’assegnazione allo stabilimento di Villaverde di un nuovo modello Leapmotor dalla prima metà del 2028, in vista della prevista conclusione della produzione della Citroen C4. La proprietà del sito è in discussione per un potenziale trasferimento alla controllata spagnola di Leapmotor International. I veicoli prodotti a Villaverde sarebbero in linea con i requisiti “Made in Europe” e commercializzati dalla joint venture in Europa e nei mercati del Medio Oriente e Africa.

Dal lancio dei modelli T03 e C10 nel 2024, Lpmi ha ampliato la propria presenza in Europa con oltre 850 punti vendita e assistenza e più di 40mila consegne nel 2025. Nel 2025 ha esteso le attività anche a Sud America, Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa e nell’aprile 2026 ha introdotto il marchio in Messico. L’intesa prevede anche una cooperazione più ampia sugli acquisti, attraverso Lpmi, per rafforzare la competitività dei prezzi sfruttando l’ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia e valorizzando al tempo stesso la supply chain europea. L’obiettivo è aumentare l’accessibilità dei modelli elettrici, accelerare il time-to-market e sostenere produzione e posti di lavoro in Europa.

“Questo piano di espandere la nostra partnership di successo con Leapmotor è una vera vittoria per entrambi”, ha dichiarato Antonio Filosa, ceo di Stellantis, sottolineando che l’intesa sostiene “produzione, posti di lavoro e localizzazione avanzata in Europa” di veicoli elettrici accessibili e rappresenta un ulteriore passo verso collaborazioni future “ancora più grandi”. Per Zhu Jiangming, fondatore e ceo di Leapmotor, la combinazione tra tecnologie del gruppo cinese, scala globale di Stellantis e radici regionali rende la partnership “straordinariamente potente”.

Metsola: sui dazi Usa l’Europarlmento vota forse la prossima settimana

Roma, 8 mag. (askanews) – Sulla ratifica dell’accordo sui dazi con gli Stati Uniti “siamo nel processo di fine discussione, speriamo la settimana prossima di avere la possibilità di andare al voto”: lo ha dichiarato la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, intervistata al Tg2 Italia Europa. “Per il Parlamento Europeo era molto importante prendere atto di quel che sta succedendo negli Stati Uniti, ma anche di essere chiari su che cosa significa un accordo: un accordo significa la sua applicazione”, ha proseguito.

“La situazione non è facile, la discussione non è stata facile: noi come Euoparlamento non siamo un’istituzione che dice semplicemente ‘sì'”, ha concluso.

Lavrov: molti in Europa si stanno preparando a un attacco alla Russia

Roma, 8 mag. (askanews) – “Molti in Europa non esitano a invocare la ripetizione dell’esperienza di Hitler e si stanno preparando a un nuovo attacco alla Russia”: lo ha detto oggi il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, durante la deposizione di corone di fiori presso le targhe commemorative al ministero degli Esteri della vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista nella Grande Guerra Patriottica (1941-1945).

Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa russe, Lavrov ha sottolineato che “i nostri colleghi dell’Occidente non onorano con la stessa sacralità i risultati della nostra fratellanza militare, che ha gettato le basi per lo sviluppo pacifico a lungo termine di tutta l’umanità”.

Euro digitale, Lagarde: basi legali per fine 2026, lancio in 2029

Roma, 8 mag. (askanews) – Al Parlamento europeo c’è “una maggioranza” favorevole all’euro digitale, che dovrebbe votare a giugno e successivamente, a seguito del “trilogo” con Commissione e governi dei Paesi Ue, il processo per dare una base legale a questo progetto dovrebbe completarsi per la fine dell’anno, in modo da lanciare le sperimentazioni pilota in 2027 e 2028 e poi procedere al lancio completo dell’euro digitale nel 2029. Lo ha riferito la presidente della Bce, Christine Lagarde durante una conferenza sulle stablecoin – che l’istituzione guarda con diffidenza – organizzata dalla Banca di Spagna con i Paesi dell’America Latina.

“Quello che stiamo facendo come Banca centrale europea è spingere lo sviluppo dell’euro digitale per le transazioni al dettaglio. Alcune banche in Europa non sono contentissime, perché temono che rimuoverà alcuni delle basi di depositi e ridurrà le commissioni che generano”, ha affermato.

“Ma siamo vicini alla conclusione del processo legislativo. Quindi l’euro digitale avrà una base legislativa prima, penso, della fine di quest’anno. E al Parlamento Ue, dovrebbe essere votato a giugno, mentre parlo ci sta una maggioranza che lo sostiene, nonostante il fatto che il rapporteur (Fernando Navarrete Rojas-ndr) è ostile. La conclusione del processo legislativo, che si chiama trilogo e che mette insieme esecutivo, legislativo e i leader europei, dovrebbe chiudersi per la fine del 2026”.

“Da quel punto in poi – ha proseguito Lagarde – possiamo lanciare la fase pilota che metterà assieme tutti quelli che sono volontariamente pronti a sperimentare per capire i miglioramenti che dobbiamo fare nel corso di 2027 e 2028. Così che possiamo lanciare pienamente l’euro digitale nel 2029 nell’area euro. Questa è la tabella di marcia che mette insieme, commercianti, banche, legislatori, tutte le parti coinvolte”.

L’euro digitale è una versione digitalizzata di moneta di banca centrale (Cbdc) e su questo Bce e Paesi dell’area euro stanno imboccando una strada separata dagli Stati Uniti, dove le Cbdc sono guardate con forte diffidenza dall’amministrazione Trump, al punto da esser state vietate tra i primi atti all’insediamento, in quanto ritenute strumenti utilizzabili per il controllo sociale. Washington invece punta sullo sviluppo di Stablecoin denominate in dollari, che al momento non sembrano essere utilizzate come mezzi di pagamento e che Bce e istituzioni europee, all’inverso, guardano con diffidenza e scetticismo.

Starmer: i risultati del voto fanno male, mi assumo la responsabilità

Roma, 8 mag. (askanews) – Il primo ministro britannico Keir Starmer si è assunto la “responsabilità” dei risultati elettorali del Partito Laburista in Inghilterra.

“Sono risultati molto duri, e non c’è modo di indorare la pillola”, ha affermato, aggiungendo che il partito ha “perso brillanti rappresentanti laburisti in tutto il Paese… questo fa male, ed è giusto che faccia male, e me ne assumo la responsabilità”.

“Giornate come queste non indeboliscono la mia determinazione a realizzare il cambiamento che ho promesso”, ha concluso.

Il Papa a Pompei: niente ci fermerà da un futuro di pace qui e ovunque

Pompei, 8 mag. (askanews) – “Carissimi, questo è un luogo di grazia, in cui la Madonna del Rosario e San Bartolo riuniscono uomini e donne di ogni età, provenienza e condizione, per portarli all’unica Fonte di quell’amore universale che solo può dare al mondo serenità e concordia: per portarli a Dio. Stringiamoci a Lui, mentre gli affidiamo, per le mani di Maria, l’umanità intera, sicuri che, con l’aiuto della sua grazia, niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace, qui e ovunque, avrà il suo compimento”: così il Papa a Pompei, nella prima tappa della sua visita, al termine dell’incontro il “Tempio della Carità”, realtà che accoglie persone provenienti da situazioni di disagio.

Il Papa è arrivato a Pompei, inizia la visita al Santuario

Pompei, 8 mag. (askanews) – Papa Leone è arrivato a Pompei per la visita, nel giorno della Solennità della Madonna di Pompei e primo anniversario del suo pontificato. Leone incontra ora nella Sala Luisa Trapani dell’area meeting il “Tempio della Carità”, realtà che accoglie persone provenienti da situazioni di disagio. Campane a festa per l’arrivo di Papa Leone a Pompei, appena atterrato nell’area Meeting del Santuario. E’ la quinta volta di un Pontefice nella città mariana.

Papa, Meloni: in un tempo complesso la sua voce è punto di riferimento

Roma, 8 mag. (askanews) – “‘Habemus Papam’. Un anno fa, la fumata bianca sulla Cappella Sistina annunciava al mondo che la Chiesa aveva scelto il successore di Pietro. In questa occasione desidero rinnovare a Papa Leone XIV un pensiero riconoscente per il suo instancabile messaggio di fede, speranza, pace, dialogo tra i popoli e vicinanza agli ultimi. In un tempo complesso e segnato da grandi incertezze, la sua voce rappresenta un punto di riferimento a livello globale, per i cristiani e non solo”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Zelensky: abbiamo colpito un impianto petroliero russo a Yaroslavl

Roma, 8 mag. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato un attacco a un impianto petrolifero russo situato nella città di Yaroslavl, “a oltre 700 chilometri dal confine ucraino”. In un post su X il presidente ucraino ha sottolineato che si tratta di “un impianto di grande importanza per il finanziamento della guerra russa”.

“Ringrazio le Forze armate e la nostra intelligence militare per questa dimostrazione di giustizia – ha aggiunto Zelensky – le sanzioni a lungo termine dell’Ucraina continuano in risposta agli attacchi russi contro le nostre città e i nostri villaggi. La Russia deve scegliere una vera pace e solo una forte pressione lo garantirà”.

Gb, elezioni locali: si conferma pessimo risultato per il Labour

Roma, 8 mag. (askanews) – In attesa dei risultati delle elezioni regionali in Galles e Scozia, il cui scrutinio non è ancora iniziato, i primi risultati delle comunali in Inghilterra confermano i pronostici della vigilia che vaticinavano un pessimo risultato per il Labour – e, seppure in misura minore, per i Conservatori.

Sui 136 comuni che rinnovano i propri rappresentanti, quaranta hanno comunicato i risultati definitivi: i laburisti ne controllano dieci, otto in meno rispetto alle elezioni passate; i Tories, che non migliorano, quattro; i Liberaldemocratici ne guadagnano uno passando a cinque, mentre Reform conquista il suo primo comune; e ben venti, la metà, non hanno una chiara maggioranza.

I vincitori al momento – in termini se non altro di numero di rappresentanti – sono gli ultra di Reform; anche i Verdi potrebbero aver tratto vantaggio, ma i “council” principali in cui erano in lizza non hanno ancora terminato le operazioni di scrutinio. Quel che appare certo, anche in vista delle prossime politiche, è che il sistema bipolare tradizionalmente dominante a Westminster sembra al momento in crisi. Crisi che investe anche e soprattutto il Labour, su due livelli: la strategia politica complessiva del partito e le capacità del premier Keir Starmer – due questioni non necessariamente legate in termini di cambiamento. L’opinione prevalente all’interno del partito sembra infatti che cambiare guida in corsa sia una cattiva idea, ma per avere un quadro più chiaro occorrerà attendere la fine dello scrutinio.

Ad essere decisivi saranno infatti i risultati in Galles e nei “council” londinesi, due bacini elettorali tradizionalmente favorevoli ai laburisti: una forte perdita potrebbe anche convincere il partito – e in particolare quello parlamentare, con non pochi deputati che vedrebbero crollare le proprie maggioranze nelle rispettive circoscrizioni – a cambiare leadership.

Toyota utile operativo -21% dopo 7,5 mld di dazi Usa. Gruppo alza dividendo

Milano, 8 mag. (askanews) – Toyota, il più grande gruppo auto al mondo, chiude l’esercizio 2025-2026 con ricavi record e vendite in crescita, ma margini in forte calo per dazi Usa che hanno avuto un impatto di 7,5 miliardi di euro, aumento dei costi e investimenti. Il gruppo alza il dividendo a 95 yen per azione, con previsione a 100 yen nel nuovo esercizio, ma per il 2026-2027 indica un rallentamento, con utile operativo atteso in calo per il terzo anno consecutivo e un impatto negativo da 400 miliardi di yen, circa 2,2 miliardi di euro, legato al Medio Oriente.

Nell’esercizio chiuso il 31 marzo, i ricavi sono aumentati del 5,5% a 50,7 trilioni di yen, pari a circa 275 miliardi di euro. L’utile operativo è sceso del 21,5% a 3,8 trilioni, circa 20,5 miliardi, con margine al 7,4% dal 10%. L’utile ante imposte è calato del 19,7% a 5,1 trilioni, circa 28 miliardi, mentre l’utile netto attribuibile al gruppo è sceso del 19,2% a 3,8 trilioni, circa 21 miliardi.

Il quarto trimestre conferma la pressione sulla redditività: tra gennaio e marzo i ricavi sono saliti dell’1,9% a 12,6 trilioni di yen, circa 68,5 miliardi di euro, ma l’utile operativo si è quasi dimezzato a 569 miliardi, circa 3,1 miliardi, con margine al 4,5% dal 9%. L’utile netto è invece salito a 817 miliardi, circa 4,4 miliardi, sostenuto da proventi non operativi. La forza di Toyota resta nei volumi e nel mix. Le vendite consolidate sono cresciute del 2,5% a 9,6 milioni di veicoli, quelle Toyota e Lexus del 2% a 10,5 milioni e le vendite retail complessive del gruppo a 11,3 milioni. Le elettrificate hanno superato per la prima volta quota 5 milioni, pari al 48,1% delle vendite Toyota e Lexus, trainate dalle ibride a 4,6 milioni. Le elettriche pure sono cresciute a 243mila unità, ma restano su volumi ridotti.

Sul fronte industriale, il quadro è più debole. Le azioni commerciali hanno contribuito per 710 miliardi di yen, grazie a volumi, mix, prezzi e value chain, ma non sono bastate a compensare 2,03 trilioni di maggiori spese, tra lavoro, R&S, ammortamenti e costi accessori. Sull’intero esercizio 2025-2026 i dazi Usa hanno avuto un impatto negativo sull’utile operativo di 1,38 trilioni di yen, circa 7,5 miliardi di euro.

Il punto più critico è il Nord America: ricavi +9,2% a 21,1 trilioni di yen, circa 114,5 miliardi di euro, ma risultato operativo in perdita per 193 miliardi per effetto dei dazi. In Giappone l’utile operativo è sceso del 26,3% a 2,32 trilioni, penalizzato da cambi e spese; in Europa i ricavi sono aumentati del 6,1% a 6,70 trilioni e l’utile operativo è calato del 13,9% a 358 miliardi. In Asia il risultato operativo è diminuito del 3%, mentre le altre regioni sono migliorate del 30,2%.

Il segmento auto resta sotto pressione: ricavi +5,1% a 45,42 trilioni di yen, ma utile operativo -29,5% a 2,78 trilioni. A compensare in parte è stata la finanza, con ricavi +8,4% a 4,86 trilioni e utile operativo +24,6% a 852 miliardi, anche grazie a valutazioni positive sugli swap nelle attività finanziarie Usa.

La posizione finanziaria resta solida, con cassa salita del 40,9% a 12,66 trilioni di yen e cash flow operativo in aumento a 5,47 trilioni. Il Roe è sceso al 10,1% dal 13,6%. La guidance 2026-2027 prevede ricavi quasi stabili a 51 trilioni di yen, circa 277,1 miliardi di euro, ma utile operativo in calo del 20,3% a 3 trilioni, circa 16,3 miliardi, con margine al 5,9%. L’utile netto è atteso in flessione del 22% a 3 trilioni.

Toyota stima vendite consolidate a 9,6 milioni di veicoli e vendite Toyota-Lexus a 10,5 milioni, con le elettrificate verso 6 milioni e le ibride oltre 5 milioni. Il gruppo non indica un impatto separato dei dazi Usa per il 2026-2027, ma spiega che il break-even è salito per investimenti e dazi.

Thunder e Pistons volano sul 2-0

Roma, 8 mag. (askanews) – Oklahoma e Detroit difendono il fattore campo e si portano sul 2-0 nelle rispettive serie playoff contro Lakers e Cavaliers. I Thunder superano 125-107 Los Angeles nonostante i problemi di falli di Shai Gilgeous-Alexander. Decisivo Chet Holmgren con 22 punti, 9 rimbalzi e 2 stoppate, ben supportato dai 20 di Ajay Mitchell e dai 18 dalla panchina di Jared McCain. OKC cambia marcia nel terzo quarto con un parziale di 32-15 senza il suo leader in campo e resta imbattuta nei playoff. Ai Lakers non bastano i 31 punti di Austin Reaves e i 23 di LeBron James per evitare il doppio svantaggio nella serie.

Vittoria interna anche per Detroit, che batte Cleveland 107-97 conquistando la quinta vittoria consecutiva nei playoff. Cade Cunningham trascina i Pistons con 25 punti e 10 assist, affiancato dai 21 di Tobias Harris e dai 17 di Duncan Robinson. Dopo aver subito il ritorno dei Cavs nel quarto periodo, Detroit piazza il break decisivo di 10-2 difendendo ancora il fattore campo.

A Cleveland non bastano i 31 punti di Donovan Mitchell e i 22 di Jarrett Allen. Decisamente negativa la prova di James Harden, che chiude con 10 punti, 3/13 al tiro, 0/4 da tre e quattro palle perse. I Cavaliers tirano con il 22% dall’arco e ora sono costretti a reagire davanti al proprio pubblico.

Il Papa a Napoli, tra la città e i Pontefici un lungo legame

Napoli, 8 mag. (askanews) – La visita pastorale di Papa Leone XIV a Napoli riporta alla memoria altri appuntamenti di fede nella città partenopea. Il legame tra Napoli e il Papato, infatti, affonda le radici nella tradizione apostolica, ma si è rinnovato con intensità nel corso degli ultimi due secoli attraverso visite che hanno lasciato un’impronta profonda nella memoria della città. Pio IX fu il primo Pontefice dell’era moderna a soggiornare a lungo nel territorio napoletano. Fuggito da Roma nel novembre 1848 dopo la proclamazione della Repubblica Romana, trovò rifugio prima a Gaeta sotto la protezione di Ferdinando II di Borbone, poi da settembre 1849 ad aprile 1850 nella Reggia di Portici. Il 16 settembre 1849 visitò Napoli: un dipinto conservato nel museo della Certosa di San Martino ritrae il momento in cui, affacciato alla loggia del Palazzo Reale, impartisce la benedizione alla folla raccolta nella futura piazza del Plebiscito. Si racconta che il lungo soggiorno campano contribuì a maturare la decisione che nel 1854 portò alla proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione. San Giovanni Paolo II è il pontefice che ha intrecciato il rapporto più stretto con Napoli. La prima visita, il 21 ottobre 1979, fu rapida ma intensa: un passaggio in piazza del Plebiscito a quasi un anno dall’elezione, in cui Wojtyla definì quella napoletana una fede autenticamente “apostolica”. La seconda, dal 9 al 13 novembre 1990, fu la visita pastorale più lunga mai compiuta da un Papa in una Diocesi italiana e resta nella memoria collettiva della città come un evento di svolta. A Napoli il programma fu fitto: la Messa solenne in piazza del Plebiscito, la visita al quartiere di Scampia con l’atto di affidamento alla Madonna e il grido rimasto nella storia: “Non arrendetevi al male, mai!”. L’indomani, allo stadio San Paolo, decine di migliaia di giovani ascoltarono un discorso che non era consolazione ma sfida. Il filo che tenne insieme ogni appuntamento fu uno slogan programmatico, quasi un mandato lasciato alla città: “Organizzare la speranza”. Non un’esortazione generica, ma una consegna precisa: trasformare la fede in progetto, la solidarietà in struttura, la resistenza al male in impegno civile e comunitario. L’11 febbraio 1986, al rientro dal viaggio apostolico in India, l’aereo di Giovanni Paolo II fu dirottato su Capodichino a causa di una forte nevicata su Roma che rendeva impossibile l’atterraggio nella Capitale. Il Pontefice raggiunse Roma a bordo di un treno speciale che, per le stesse condizioni meteo, impiegò quattro ore per coprire il tragitto. L’episodio è documentato da una busta filatelica con annullo speciale delle Poste Italiane e timbro “Treno Straordinario 584 Napoli-Roma”. Benedetto XVI visitò Napoli il 21 ottobre 2007 per il XXI Meeting Internazionale sulle Religioni ‘Per un mondo senza violenza – Religioni e culture in dialogo’. La Messa in piazza del Plebiscito si tenne sotto una pioggia battente che non scoraggiò la folla. Nell’omelia Ratzinger nominò senza eufemismi la camorra e una violenza che “tende a farsi mentalità diffusa”, lanciando un appello a una strategia seria diprevenzione. Nel pomeriggio, venerò nella Cappella del Tesoro l’ampolla con il sangue di San Gennaro. L’immagine del Papa teologo in silenzioso raccoglimento davanti alla teca del Patrono rimase impressa nella memoria della città. Francesco visitò Napoli in due occasioni. La prima, il 21 marzo 2015, con un itinerario che toccò Scampia, piazza del Plebiscito, il carcere di Poggioreale, il Duomo, la Chiesa del Gesù e il lungomare Caracciolo: visita rimasta impressa per il grido contro la camorra: “La corruzione spuzza”. La seconda, il 21 giugno 2019, quando il Pontefice atterrò al parco Virgiliano per partecipare al convegno ‘La teologiadopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo’ promosso dalla sezione San Luigi della Pontificia facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, indicando Napoli come “esempio e laboratorio speciale” di una teologia kerygmatica, dialogica e mediterranea. Papa Leone XIV visiterà oggi Napoli, nel primo anniversario della sua elezione al Soglio pontificio. Dopo la Messa e la Supplica a Pompei, si trasferirà nel pomeriggio in città per due appuntamenti: l’incontro con il clero, i consacrati, i diaconi e i seminaristi nel Duomo e quello con la cittadinanza in piazza del Plebiscito.

Stellantis intende rafforzare partnership Leapmotor in Spagna

Milano, 8 mag. (askanews) – Stellantis intende rafforzare la partnership strategica con Leapmotor in Spagna, con un nuovo capitolo industriale che coinvolge gli stabilimenti di Saragozza e Madrid-Villaverde. Il piano, ancora subordinato ad accordi definitivi e autorizzazioni, prevede l’aumento della produzione nel sito Opel di Figueruelas, a Saragozza, e l’assegnazione di futuri prodotti Leapmotor a Villaverde, con possibile trasferimento della proprietà dell’impianto madrileno alla controllata spagnola di Leapmotor International (Lpmi), la joint venture controllata al 51% da Stellantis e al 49% da Leapmotor.

A Saragozza, Stellantis e Leapmotor valutano l’aggiunta di una nuova linea per la produzione di un nuovo C-Suv elettrico Opel, con potenziale avvio nel 2028, accanto al C-Suv B10 di Leapmotor, che potrebbe partire già nel 2026. Il nuovo modello Opel si aggiungerebbe all’attuale produzione di Peugeot 208 e Lancia Ypsilon e beneficerebbe di componenti dell’ecosistema Lpmi per migliorare l’accessibilità economica per i clienti europei. Figueruelas, storico sito Opel, ha prodotto dal 1982 oltre 15 milioni di Opel Corsa.

A Madrid, la prevista espansione della collaborazione potrebbe includere l’assegnazione allo stabilimento di Villaverde di un nuovo modello Leapmotor dalla prima metà del 2028. La mossa è rilevante alla luce della prevista conclusione della produzione della Citroen C4 nel sito. La proprietà dell’impianto è in discussione per un potenziale trasferimento alla controllata spagnola di Leapmotor International. I veicoli prodotti a Villaverde sarebbero in linea con i requisiti del “Made in Europe” e commercializzati dalla joint venture in Europa e nei mercati del Medio Oriente e Africa.

Leapmotor International ha diritti esclusivi per vendita e produzione dei prodotti Leapmotor fuori dalla Cina. Dopo il lancio europeo dei modelli T03 e C10 nel 2024, la joint venture ha ampliato la propria presenza nella regione con oltre 850 punti vendita e assistenza e più di 40mila consegne nel 2025. Nel 2025 ha esteso le attività anche a Sud America, Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa e nell’aprile 2026 ha introdotto il marchio in Messico.

L’intesa prevede anche una cooperazione più ampia sugli acquisti, attraverso LPMI, per rafforzare la competitività dei prezzi sfruttando l’ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia e, allo stesso tempo, valorizzando la supply chain europea. L’obiettivo è aumentare l’accessibilità dei modelli elettrici e accelerare il time-to-market in Europa.

“Questo piano di espandere la nostra partnership di successo con Leapmotor è una vera vittoria per entrambi. L’annuncio di oggi riflette la nostra intenzione nell’approfondire la nostra partnership e compiere un ulteriore passo verso future collaborazioni ancora più grandi”, ha dichiarato Antonio Filosa, ceo di Stellantis, sottolineando il sostegno a produzione, posti di lavoro e localizzazione avanzata in Europa di veicoli elettrici accessibili. Per Zhu Jiangming, fondatore e ceo di Leapmotor, la combinazione tra tecnologie del gruppo cinese, scala globale di Stellantis e radici regionali rende la partnership “straordinariamente potente”.

La stabilità non basta a fare un buon governo

Da qualche giorno, il governo Meloni è diventato il secondo più longevo della vita repubblicana. Attraversata l’estate, ai primi di settembre, scavalcando il Berlusconi II, potrebbe diventare addirittura il primo. Un inno alla stabilità che si è tradotto in un profluvio di dichiarazioni più o meno entusiaste e celebrative. Dichiarazioni che, peraltro, volevano essere nobilmente consolatorie all’indomani di un periodo non proprio facilissimo per Palazzo Chigi.

Sarebbe certamente sbagliato, a questo punto, dedicarsi al controcanto. L’epoca dei governi ballerini e delle crisi troppo reiterate non incanta più nessuno e, a distanza di anni, si può spiegare solo nella chiave delle curiose, irripetibili peculiarità della Prima Repubblica, laddove l’immobilità degli schieramenti politici, resi obbligati dalla guerra fredda, induceva a cambiare le compagini ministeriali con una eccessiva disinvoltura. Tempi lontani che, per l’appunto, non torneranno nel male e nel bene.

Sarebbe giusta, però, una maggiore cautela nei festeggiamenti legati al calendario. Infatti, il valore di una formula di governo non sta tanto nella sua longevità. Piuttosto, sta nella sua capacità di adeguarsi man mano alle sfide che si affacciano all’orizzonte: alcune magari possono essere state previste all’inizio del cammino, altre invece si affacciano quasi all’improvviso e chiedono ai governi e alla maggioranza quel tanto di flessibilità e di spirito di adattamento che, a volte, la corsa alla prossima candelina da mettere sulla torta induce a trascurare.

Dunque, auguri. Ma cum grano salis.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 7 maggio 2026

Titolo originale: Governo Meloni, il secondo più longevo

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Made in Europe, la svolta possibile dell’Europa percepita come protezione

LEuropa che divide e quella che convince

L’Unione Europea continua a soffrire di un problema politico e comunicativo: viene percepita troppo spesso come una macchina normativa distante dalla vita quotidiana dei cittadini. La ricerca presentata a Bruxelles da SocialCom, realizzata con la piattaforma SocialData, fotografa con nettezza questo scarto tra istituzioni e opinione pubblica.

Il dato più significativo è forse quello relativo al sentiment generale verso l’UE: l’87% delle conversazioni online dedicate all’Europa presenta infatti un tono negativo. Un risultato che conferma una crescente insofferenza verso un’Unione identificata soprattutto con procedure, vincoli, accise, regolamenti e adempimenti burocratici.

Eppure la stessa rilevazione mostra anche un elemento nuovo, politicamente rilevante: quando il discorso si sposta dal piano astratto delle norme a quello concreto della produzione europea, il giudizio cambia radicalmente.

 

Il valore simbolico del Made in Europe

Il Made in Europe appare come il primo grande tema capace di trasformare l’immagine dell’Unione da apparato regolatore a soggetto protettivo e strategico. In Italia il sentiment positivo raggiunge il 65,6%, mentre a livello europeo supera il 57%.

Non si tratta soltanto di un dato economico o commerciale. La ricerca suggerisce infatti qualcosa di più profondo: i cittadini europei sembrano riconoscersi maggiormente in un’Europa che protegge produzioni, qualità, lavoro e competitività continentale, piuttosto che in una costruzione percepita come esclusivamente tecnocratica.

La vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picerno, ha sintetizzato efficacemente questo passaggio: il problema non sarebbe l’Europa in sé, ma l’idea di un’Unione che “complica la vita” invece di sostenere cittadini e imprese.

 

Agricoltura e filiere al centro della discussione

Non a caso il settore agroalimentare è emerso come uno dei terreni principali del confronto politico. Il comparto agricolo continua infatti a rappresentare un simbolo concreto dell’identità produttiva europea e italiana.

Nel dibattito seguito alla presentazione della ricerca, diversi eurodeputati hanno insistito sulla necessità di rafforzare la competitività delle filiere europee, evitando che l’eccesso di regolazione finisca per penalizzare imprese e produttori.

Il tema riguarda non solo la produzione agricola in senso stretto, ma anche trasformazione industriale, esportazioni, occupazione e qualità riconosciuta sui mercati internazionali. Anche in presenza di tensioni commerciali e dazi, il prodotto europeo continua infatti a mantenere una forte capacità competitiva.

 

La critica alleccesso normativo

La ricerca SocialCom mette in luce un elemento ormai evidente nel dibattito pubblico europeo: la transizione ecologica e alcune politiche fiscali vengono spesso percepite dai cittadini come strumenti punitivi più che come opportunità.

Accise, regolazioni ambientali e direttive considerate troppo invasive alimentano diffidenza, soprattutto nei comparti produttivi tradizionali. È qui che emerge la richiesta di un’Europa meno ideologica e più pragmatica, capace di distinguere tra tutela ambientale e penalizzazione economica.

Anche sul piano comunicativo il messaggio appare chiaro: l’adesione al progetto europeo cresce quando l’UE viene associata alla difesa della qualità produttiva, della sicurezza economica e dell’autonomia industriale del continente.

 

Unindicazione politica da non sottovalutare

La rilevazione presentata a Bruxelles offre dunque un’indicazione politica importante. L’euroscetticismo non sembra nascere da un rigetto dell’idea europea, quanto piuttosto dalla percezione di una distanza crescente tra istituzioni e vita reale.

Il Made in Europe funziona invece come elemento identitario positivo: richiama lavoro, eccellenza, filiere produttive, protezione economica e capacità di competere nel mondo globale.

Per questo la ricerca assume un valore che va oltre il dato statistico. Suggerisce infatti che il consenso verso l’Europa può rafforzarsi non attraverso nuove astrazioni istituzionali, ma restituendo centralità alla dimensione produttiva, sociale e concreta del progetto europeo.

I cammini, nuova frontiera del turismo lento e della ricerca interiore

Mentre ampie regioni del mondo sono scosse dalle azioni scomposte di “una manciata di tiranni”, nuovi comportamenti prendono piede, soprattutto nelle regioni più sviluppate. È il fenomeno dei cammini, ovvero di quell’escursionismo semplice, che può coinvolgere tutte le età, dai più giovani alle persone più anziane.

 

Il successo culturale dei cammini

Il film del 2025 “Buen camino”, dove una figlia adolescente, in rottura con il padre ricco e volgare, fugge di casa per intraprendere il cammino di Santiago, è stato un successo oltre ogni limite. Interpretato da quella macchina da guerra socio-culturale rappresentata dalla coppia Checco Zalone (protagonista) – Gennaro Nunziante (regista), è divenuto in pochi mesi il film italiano più visto di sempre, con oltre 9,5 milioni di spettatori e incassi record.

L’analogo film francese di successo “Compostelle”, uscito nel 2026, racconta come un adolescente problematico accetta di percorrere un lungo cammino di 2 mila km come pena alternativa alla detenzione, e si trova insieme ad una insegnante, anch’essa in difficoltà familiare e professionale.

Cammina e re-inventa la tua vita, sembra essere il fil rouge di una narrazione assai realistica, secondo la quale una lunghissima camminata, per settimane e con sconosciuti, può aiutare a ricostruire sé stessi, a recuperare almeno un po’ dell’equilibrio smarrito.

 

I numeri di un fenomeno europeo

Solo nel 2025 il cammino di Santiago è stato percorso da oltre 500 mila “pellegrini” che si sono registrati all’arrivo per ottenere l’attestato di riconoscimento. Erano circa 50 mila all’inizio del millennio.

In Francia i randonneurs (escursionisti) praticanti sono 27 milioni, ovvero circa il 56% della popolazione. È di gran lunga il Paese europeo dove questo fenomeno è più diffuso, con oltre 60 mila km di sentieri segnalati nella natura.

Anche in Italia il numero dei praticanti è in crescita. Nel 2024 si sono contati circa 200 mila camminatori lungo i percorsi segnalati. In particolare la via Francigena ha fatto segnare numeri record, specie dopo la pandemia.

Il cosiddetto turismo lento, ovvero il cammino di più giorni e settimane, si confonde ancora da noi con il trekking di montagna, praticato, almeno saltuariamente, da circa 9 milioni di italiani.

 

Guide, editoria e nuovi interessi sociali

Il fenomeno è in tale silenziosa espansione che i nostri due maggiori quotidiani, il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, nel mese di aprile hanno iniziato la pubblicazione congiunta di una collana di circa 30 guide di altrettanti cammini ufficiali in Italia e in Europa.

L’uscita settimanale, ormai al quarto numero, trova l’interesse di decine di migliaia di acquirenti.

In particolare in Toscana questa pratica attira ogni anno centinaia di migliaia di persone, da ogni parte del mondo, che percorrono 100-200 km attraverso campagna, boschi, natura e borghi particolarmente curati e attrezzati. Non altrettanto si può dire per il resto del nostro Paese.

 

Lesperienza della Francigena

Confesso che, da oltre 10 anni, con 3 amici franco-spagnoli, pratico saltuariamente, per alcuni periodi di più settimane all’anno, queste esperienze. Ho, tra l’altro, percorso quasi tutta la via Francigena, da Aosta fino a Roma, e poi da Roma fino a Benevento.

Si tratta, come è noto, di un cammino definito nel secolo X dopo Cristo dall’arcivescovo di Canterbury Sigerico, che intendeva giungere in quel tempo “oscuro” a Roma per incontrare il Papa.

Il diario originale del viaggio di ritorno, in latino antico, è custodito presso la British Library di Londra, ma ve ne sono copie tradotte in vari archivi italiani.

Nei secoli successivi il cammino si prolungò da Roma fino a Leuca, divenendo il percorso principale dei crociati che dal nord Europa, territorio dei Franchi, andavano ad imbarcarsi per la Terra Santa.

 

I ritardi italiani

Purtroppo in Italia le autorità locali e regionali non hanno ancora dedicato la necessaria attenzione al fenomeno.

I cammini indicati sono prevalentemente su tratti asfaltati, e non su sentieri nella natura, sovente con promiscuità di traffico di auto. Gli amministratori non si spendono ancora abbastanza per rendere compatibili i sentieri escursionistici con le attività agricole e zootecniche, come avviene in Francia o in Spagna.

Abbiamo sentito preoccupanti affermazioni del tipo: “Dobbiamo espropriare il tracciato per consentire il cammino”, che francamente sembrano inopportune e del tutto sproporzionate. Non si tratta certo di immaginare altre “opere pubbliche”, ma solo di usare un po’ meglio quanto già c’è.

Chi pratica i cammini sono in genere persone assai educate e rispettose di usi e proprietà, di luoghi e di vegetazione, di coltivazioni e manufatti.

Purtroppo anche la gran parte di piccole Chiese e conventi è quasi sempre chiusa, non accessibile, neanche per una preghiera. Non si coinvolgono adeguatamente tutte le associazioni di operatori e di volontari che già esistono, né se ne sollecita la nascita di altre.

Poche settimane fa, a Benevento, abbiamo avuto modo di parlarne con Clemente Mastella che, avendo una lunga esperienza di vita pubblica, ci ha ascoltato con molta attenzione.

 

Camminare per ritrovare sé stessi

La nostra società contemporanea, prevalentemente urbanizzata, ha bisogno di riprendere a camminare, di riconnettersi con la natura, di ritrovare spazio e tempo per una dimensione spirituale, religiosa o più semplicemente umana.

Non ci vuol molto a comprendere l’importanza di questo fenomeno. E poi, più prosaicamente, ci sarebbe da parlare delle enormi ricadute sociali ed economiche. Migliaia di persone che si spostano devono dormire e mangiare, comprano attrezzature e altro.

I nostri piccoli borghi hanno tutto da offrire e l’Italia, in genere, più di ogni altro Paese al mondo.

Occorre una politica semplice, attenta, rispettosa, forse anche un po’ sanamente pedagogica, come da tempo si è un po’ troppo dimenticato. Gli effetti nel tempo potrebbero essere enormi.

Super Habits, la forza delle virtù nella società contemporanea

Lo scorso 20 marzo è stata pubblicata, per Rubbettino Editore, l’edizione italiana di Super Habits. Il sistema universale per una società libera e felice, presentata pochi giorni prima al Senato della Repubblica. Il volume, con la prefazione di Giuseppe Lavazza e la nota di Vladimiro Caroli, porta nel dibattito pubblico il lavoro di Andrew V. Abela, economista, decano e fondatore della Busch School of Business della Catholic University of America. Insieme a Flavio Felice ho curato questa edizione nella convinzione che il linguaggio delle virtù, se interpretato con rigore e concretezza, possa parlare oggi tanto alle imprese quanto alle famiglie, alle università e alle istituzioni.

Dallhabitus alla vita quotidiana

Che cosa sono, in concreto, le super habits?

Abela riprende la categoria tomista di habitus e la conduce nella vita di tutti i giorni: non semplici automatismi, ma abitudini profonde e stabili, quelle che la filosofia morale chiama “virtù”. Non si tratta di buoni propositi, ma di disposizioni interiori che, esercitate con metodo e perseveranza, cambiano il modo in cui guardiamo le situazioni, prendiamo decisioni, reagiamo allo stress.

Abela le descrive come “muscoli nascosti” già presenti in ciascuno di noi: più li alleniamo, più diventano naturali e ci fanno stare bene. È l’immagine di chi, dopo aver a lungo “gattonato” tra scelte istintive e reazioni emotive, impara a camminare, fino a correre. Saper vivere, in fondo, significa proprio questo: passare dalla semplice reazione istintiva alla capacità di orientare la propria esistenza con lucidità, gentilezza e libertà.

Le virtù come fattore sociale

La forza del libro sta nel mostrare che tutto ciò non è un discorso astratto, ma ha conseguenze verificabili in ogni ambito dell’esistenza: dalla famiglia alla politica, dal lavoro alla società civile.

Le superabitudini sostengono nei momenti di pressione, riducono la tendenza a comportamenti autodistruttivi, attenuano i conflitti, migliorano la qualità delle relazioni. In famiglia si traducono in meno esplosioni di rabbia e più capacità di ascolto; nella gestione del quotidiano, in più ordine nel tempo e nelle priorità; nei luoghi di lavoro diventano leadership responsabile orientata al bene comune; nella sfera pubblica contribuiscono a una politica più affidabile e a istituzioni più credibili.

L’autocontrollo, ad esempio, evita scelte impulsive che possono compromettere carriere e relazioni; l’umiltà permette di imparare dai collaboratori e di correggere la rotta senza perdere autorevolezza; l’ordine aiuta a gestire tempo ed energie in modo sostenibile; la gentile fermezza consente di affrontare i problemi senza trasformare ogni divergenza in scontro personale.

Poco alla volta emerge una grammatica del carattere che rende più vivibili gli spazi che abitiamo, in ogni contesto della nostra quotidianità.

La Busch School e il laboratorio delle superabitudini

Super Habits nasce dall’esperienza della Busch School of Business, che Abela ha pensato come un vero laboratorio in cui formazione economico-professionale e formazione etico-filosofica procedono di pari passo.

Gli studenti non ricevono soltanto nozioni di economia e management: vengono accompagnati a sviluppare, in modo sistematico, le superabitudini che li rendano affidabili sul piano umano. Le rilevazioni indipendenti su benessere, coinvolgimento nel lavoro e occupabilità dei laureati confermano l’intuizione di fondo: le competenze sono necessarie, ma non sufficienti.

A fare la differenza, nel lungo periodo, sono correttezza, umiltà, senso di responsabilità, capacità di collaborazione, resilienza. In una parola: virtù, organizzate nel libro di Abela come sistema di superabitudini.

Il capitale umano nelle organizzazioni

Dal mio osservatorio quotidiano sulle imprese, vedo in queste pagine non solo una costruzione teorica ben riuscita, ma la fotografia di dinamiche che incontriamo ogni giorno, insieme a possibilità molto concrete di trasformazione.

In qualunque contesto, il vero capitale è quello umano. Un lavoratore che esercita queste disposizioni porta con sé relazioni stabili, meno tensioni e un clima organizzativo più affidabile, oltre che produttivo; un dirigente che unisce fermezza e capacità di perdono genera fiducia; un imprenditore che coltiva la superabitudine della saggezza pratica sa affrontare l’incertezza senza scaricarne il prezzo sui più deboli.

Per università, scuole di management, imprese, enti del Terzo settore e organizzazioni complesse, la proposta di Abela è esigente ma, al tempo stesso, semplice: non è più sufficiente formare professionisti competenti, occorre formare persone capaci di abitare l’esistenza con senso, umiltà e responsabilità.

L’esperienza della Busch School, dunque, non è un modello da osservare da lontano, ma un laboratorio da cui lasciarsi ispirare e che meriterebbe di essere replicato, con intelligenza, anche in Italia. Immaginare business school, percorsi executive e academy aziendali che considerino le superabitudini asse portante della formazione non significa moralizzare l’economia, ma darle fondamenta umane più solide e, proprio per questo, più produttive.

Una proposta per il nostro tempo

In conclusione, il merito di Super Habits sta nella capacità di tenere insieme questi piani: tradizione filosofica, risultati delle scienze sociali e della psicologia positiva, esperienza concreta di vita familiare, lavorativa, politica e sociale.

Non promette scorciatoie né soluzioni istantanee: propone, invece, un cammino fatto di piccoli passi ripetuti, attraverso cui abitudini “speciali” possono diventare virtù stabili. È una proposta che riguarda tanto il manager quanto il giovane al primo impiego, il genitore o l’insegnante, l’imprenditore o il lavoratore subordinato, il cittadino e il rappresentante pubblico.

Scoprire che dentro ciascuno di noi esiste già un patrimonio di superabitudini da attivare significa restituire all’individuo il ruolo di persona: non semplice ingranaggio di un sistema, ma soggetto capace di tenere insieme libertà e produttività, lavoro e vita, etica e cura, pensiero e spiritualità.

In un tempo segnato da incertezza e trasformazioni profonde – nel lavoro come nella famiglia, nella politica come nella società civile – riscoprire il valore delle super habits non è nostalgia del passato, ma condizione necessaria per costruire istituzioni più solide e comunità autenticamente umane.

Iran, le notizie più importanti dell’8 maggio sulla guerra

Roma, 8 mag. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di venerdì 8 maggio 2026 sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con serie ripercussioni sull’economia globale.

-07:08 Iran, Emirati Arabi: difese in azione contro missili e droni.

-07:00 Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che il cessate il fuoco è ancora in vigore dopo lo scontro avvenuto con l’Iran, definito una semplice “inezia”, e che proseguono i negoziati per un accordo di pace.

Trump: lìIran "ha scherzato con noi", tregua ancora in vigore

Roma, 8 mag. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che il cessate il fuoco è ancora in vigore dopo lo scontro avvenuto con l’Iran, definito una semplice “inezia”, e che proseguono i negoziati per un accordo di pace.

“Oggi hanno scherzato con noi”, ha detto Trump alla stampa durante una visita a sorpresa al Lincoln Memorial, avvenuta poco dopo che l’esercito americano aveva confermato gli attacchi contro siti militari iraniani. “Li abbiamo spazzati via. Loro hanno scherzato, io lo definisco un’inezia”, ha aggiunto.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha affermato che missili, droni e piccole imbarcazioni hanno attaccato tre cacciatorpedinieri americani nello Stretto di Hormuz, ma che le forze statunitensi hanno “eliminato le minacce”. In un comunicato, Centcom ha dichiarato di aver “preso di mira installazioni militari iraniane responsabili degli attacchi alle forze americane”.

Interpellato sulla risposta dell’Iran alla proposta degli Stati Uniti per l’apertura dello Stretto di Hormuz e la fine della guerra, Trump ha affermato che si tratta di “più di un’offerta di una pagina”: “È un’offerta che sostanzialmente prevede che non avranno armi nucleari. Ci consegneranno la polvere nucleare e molte altre cose che vogliamo”.

Il presidente americano ha poi aggiunto che un accordo con l’Iran “potrebbe non concretizzarsi, ma potrebbe accadere da un giorno all’altro. Credo che lo vogliano più di me”.

Tensione nello Stretto di Hormuz, l’Iran: violata tregua. Gli Usa: attacchi per "autodifesa", no escalation

Roma, 7 mag. (askanews) – Tensione nello Stretto di Hormuz, con attacchi statunitense contro il porto iraniano di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, e contro Bandar Abbas. Funzionari statunitensi hanno dichiarato alla corrispondente di Fox News per la sicurezza nazionale, Jennifer Griffin, che questo non rappresenta né una ripresa della guerra né la fine del cessate il fuoco. L’agenzia di stampa statale iraniana IRNA ha segnalato attività di difesa aerea nella zona occidentale di Teheran.

Giovedì sera si sono udite altre due forti esplosioni, mentre alcuni testimoni oculari hanno riferito a Iran International di aver sentito diverse esplosioni a Chitgar. L’agenzia di stampa statale iraniana Mehr News Agency ha anche segnalato attacchi e scontri a fuoco nella provincia meridionale iraniana di Hormozgan, vicino a Bandar Abbas, Bandar Khamir, Sirik e all’isola di Qeshm.

L’attacco al porto iraniano è avvenuto due giorni dopo che l’Iran aveva lanciato 15 missili balistici e da crociera contro il porto di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti. Secondo quanto riferito da alcuni funzionari alla corriposndete di Fox news, quegli attacchi hanno suscitato rabbia tra i paesi del Golfo, sebbene il Segretario alla Guerra Pete Hegseth e il generale Dan Caine avessero affermato, durante un briefing al Pentagono il 5 maggio, che tali attacchi non costituivano una violazione del cessate il fuoco, defindendoli come incidenti di basso livello.

La minimizzazione degli attacchi avrebbe scatenato l’ira degli Emirati Arabi Uniti e dell’Arabia Saudita. La giornalista di Fox News Jennifer Griffin ha pubblicato un articolo scrivendo che Riad ha successivamente ritirato il permesso agli Stati Uniti di utilizzare le sue basi e il suo spazio aereo per l’operazione Usa Project Freedom per scortare le navi nello stretto di Hormuz. Tale permesso è stato poi ripristinato e gli Usa sarebbero pronti a ripristinare il progetto.

L’Iran accusa gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco prendendo di mira due navi nello Stretto di Hormuz e attaccando aree civili, secondo quanto dichiarato venerdì mattina dal comando militare congiunto del Paese. Lo riporta Reuters.

Gli Stati Uniti hanno preso di mira “una petroliera iraniana che viaggiava dalle acque costiere iraniane vicino a Jask verso lo Stretto di Hormuz, nonché un’altra nave che entrava nello Stretto di Hormuz vicino al porto emiratino di Fujairah”, ha dichiarato un portavoce del quartier generale centrale iraniano Khatam al-Anbiya in un comunicato diffuso dai media statali, come riferisce The Times of Israel.

“Contemporaneamente, con la collaborazione di alcuni paesi della regione, hanno condotto attacchi aerei contro aree civili lungo le coste di Bandar Khamir, Sirik e dell’isola di Qeshm.” Gli Stati Uniti confermano di aver colpito l’Iran per “autodifesa” e affermano di “non cercare un’escalation”. L’esercito americano conferma di aver condotto attacchi di “autodifesa” in Iran in risposta ad “attacchi iraniani non provocati” contro cacciatorpediniere lanciamissili della Marina statunitense che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz per raggiungere il Golfo dell’Oman. Lo riferisce The Times of Israel.

“Le forze iraniane hanno lanciato diversi missili, droni e piccole imbarcazioni mentre le navi USS Truxtun (DDG 103), USS Rafael Peralta (DDG 115) e USS Mason (DDG 87) attraversavano il canale marittimo internazionale”, afferma il Comando Centrale degli Stati Uniti in una dichiarazione. Il CENTCOM afferma di aver intercettato le “minacce in arrivo” e che “nessun obiettivo statunitense è stato colpito”.

In risposta, il Centcom afferma di aver preso di mira installazioni militari iraniane “responsabili degli attacchi alle forze statunitensi”. Secondo il Centcom, gli obiettivi includevano “siti di lancio di missili e droni, centri di comando e controllo e nodi di intelligence, sorveglianza e ricognizione”. “Il Centcom non cerca un’escalation, ma rimane posizionato e pronto a proteggere le forze americane”, aggiunge la dichiarazione.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth ha dichiarato che tre cacciatorpediniere della Marina statunitense sono usciti dallo Stretto di Hormuz sotto il fuoco nemico, aggiungendo che i cacciatorpediniere americani non hanno subito danni, e che “sono stati inflitti gravi danni agli aggressori iraniani”. Ma in un’intervista ad Abc ha sottolineato che gli attacchi Usa sono “solo una scaramuccia” aggiungendo che “il cessate il fuoco è in vigore. È attivo”.

Trump: Ue ha fino al 4 luglio per rispettare accordi di Turnberry, altrimenti rischia dazi più elevati

Roma, 7 mag. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fissato la scadenza del 4 luglio come data limite perché l’Unione Europea rispetti i propri obblighi commerciali, pena l’imposizione di dazi molto più elevati.

“Ho atteso pazientemente che l’Ue rispettasse la sua parte dello storico accordo commerciale che abbiamo siglato a Turnberry, in Scozia, il più grande accordo commerciale di sempre! Era stata fatta la promessa che l’Ue avrebbe rispettato la sua parte dell’accordo e, come previsto, avrebbe azzerato le sue tariffe! Le ho dato tempo fino al 250° anniversario della nascita del nostro Paese, altrimenti, purtroppo, le tariffe saranno immediatamente aumentate a livelli molto più alti”, ha scritto Trump sul suo profilo di Truth Social.

Internazionali, Basiletti sorpresa azzurra, avanti Paolini e Bellucci

Roma, 7 mag. (askanews) – Giornata dai due volti per il tennis italiano agli Internazionali d’Italia. Al Foro Italico arrivano infatti alcune eliminazioni pesanti, a partire da quella di Matteo Berrettini, sconfitto nettamente dall’australiano Alexei Popyrin con il punteggio di 6-2 6-3 nel match d’apertura sul Centrale. Una prova complicata per il romano, apparso in difficoltà soprattutto negli scambi da fondo e poco incisivo al servizio.

Le buone notizie per i colori azzurri arrivano però dal tabellone femminile e da Noemi Basiletti, protagonista della sorpresa di giornata. La toscana, classe 2006 e numero 427 del ranking mondiale, supera l’australiana Ajla Tomljanovic per 7-5 6-4 e conquista il secondo turno del torneo. Per la giovane azzurra, proveniente dalle prequalificazioni, si tratta della prima vittoria in carriera a livello Wta. Ora affronterà Elina Svitolina.

Avanza anche Jasmine Paolini. La campionessa in carica soffre più del previsto contro la francese Léolia Jeanjean ma riesce a imporsi in rimonta dopo quasi tre ore di gioco con il punteggio di 6-7(4) 6-2 6-4. Successo convincente anche per Mattia Bellucci, che supera l’argentino Roman Burruchaga 6-4 6-4 conquistando così la sua prima vittoria nel tabellone principale degli Internazionali.

Escono invece di scena Federico Cinà, battuto dal belga Alexander Blockx in tre set, e Lorenzo Sonego, sconfitto dal peruviano Ignacio Buse con un doppio 6-3. Stop anche per Francesco Maestrelli contro Roberto Bautista Agut.

Definito intanto anche il primo avversario di Jannik Sinner: il numero uno del mondo debutterà sabato contro l’austriaco Sebastian Ofner, vincitore in due set sullo statunitense Alex Michelsen.

Tennis, Djokovic: "Più potere ai giocatori, Sinner vincerà Roma"

Roma, 7 mag. (askanews) – Novak Djokovic torna agli Internazionali d’Italia con parole forti sul futuro del tennis e un’investitura importante per Jannik Sinner. Alla vigilia del torneo romano, il campione serbo affronta il tema della crescente tensione tra giocatori e organismi del tennis mondiale, rilanciando la necessità di dare maggiore peso agli atleti nelle decisioni che riguardano il circuito professionistico.

“Ve l’avevo detto”, risponde Djokovic parlando delle recenti ipotesi di boicottaggio degli Slam e delle richieste avanzate dai giocatori per ottenere maggiore rappresentanza. Il serbo torna così su battaglie che porta avanti da anni, già ai tempi della guida del Player Council e della fondazione della Professional Tennis Players Association (Ptpa).

“La nuova generazione sta arrivando e sono felice che ci sia la volontà, da parte dei leader del nostro sport, di fare davvero un passo avanti – spiega Djokovic -. Capire come funziona la politica del tennis e cosa deve essere fatto per il bene di tutti è vera leadership. Io sosterrò sempre una posizione più forte dei giocatori nel sistema”.

Il numero uno serbo sottolinea come il problema non riguardi soltanto i grandi campioni, ma soprattutto la fascia più ampia del tennis professionistico. “Non stiamo parlando dei top player – aggiunge -. Il tema riguarda tanti giocatori che fanno fatica a sostenersi economicamente e spesso sono costretti a lasciare il circuito. Il tennis è uno dei pochi grandi sport globali senza vere garanzie finanziarie per la maggior parte degli atleti”.

Djokovic torna al Foro Italico dopo l’assenza dello scorso anno e dopo un lungo stop iniziato a marzo, quando venne eliminato da Draper a Indian Wells. Successivamente il serbo ha rinunciato ai tornei di Miami e Madrid per un problema alla spalla destra. A Roma punta soprattutto a ritrovare ritmo e condizione in vista del Roland Garros.

“Roma è una città e un torneo che amo davvero, dove ho ottenuto tanti successi – racconta -. L’obiettivo finale sulla terra resta il Roland Garros, ma allo stesso tempo voglio fare bene qui perché gli Internazionali sono uno dei tornei più belli del circuito”.

Nel finale della conferenza arriva anche una previsione su Sinner e sulle possibilità dell’azzurro di completare la collezione dei Masters 1000 conquistando il titolo romano. “Ce la farà sicuramente, forse già quest’anno – dice Djokovic in italiano -. È fortissimo e il modo in cui gioca è impressionante”.

Il serbo si sofferma anche sul nuovo formato allungato dei Masters 1000, ormai distribuiti su due settimane. “Personalmente preferivo il vecchio formato da una settimana – conclude -. Però ormai il circuito è cambiato e bisogna adattarsi”.

Pompei attende l’arrivo di Papa Leone “pellegrino di pace”

Pompei (Na), 7 mag. (askanews) – Ultimi preparativi a Pompei per l’arrivo, domani mattina, di Papa Leone, quarto pontefice a visitare il Santuario mariano. Vengono allestiti i maxischermi nella piazza di Bartolo Longo, posizionate le sedie – sono attese circa 6mila persone – e sistemato l’altare. Tutto pronto, dunque, per la prima visita in Italia di Prevost nel 2026.

Grande attesa anche tra i vertici del Santuario, chiuso al pubblico da questa mattina e che resterà off limits per i fedeli fino a domani sera. “Cambiano le modalità ma il mondo è sempre lo stesso – dice don Andrea Fontanella, vicerettore del santuario -. Noi seminiamo la pace, il perdono e la riconciliazione. Domani è una giornata significativa – aggiunge – perché l’8 maggio dello scorso anno, il nuovo Papa affacciandosi dalla Loggia delle Benedizioni, parlò della supplica a Pompei. Sapevamo che sarebbe venuto. Lui sarà qui come pellegrino di pace”.

Meloni domani vede Rubio, prove di disgelo. Sul tavolo l’impegno italiano in Libano

Roma, 7 mag. (askanews) – A Palazzo Chigi continuano a definirla “visita di cortesia”. D’altra parte, in tempi di tensioni mai così esplicite con Donald Trump, Giorgia Meloni ha tutto l’interesse a mostrare che la volontà di disgelo non parte da palazzo Chigi ma dalla Casa Bianca. Dunque, domani mattina la presidente del Consiglio incontrerà il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Non è un colloquio tra omologhi e questo si rifletterà anche nel cerimoniale. Ad accogliere l’esponente dell’amministrazione americana non sarà la premier ma il suo consigliere diplomatico, Fabrizio Saggio, che lo condurrà nella sala dei Galeoni per la stretta di mano a favore di fotografi e telecamere prima che si passi all’incontro vero e proprio.

Il contesto, va detto, gioca a favore di Meloni. Perché il cuore della missione di Rubio in Italia continua a essere l’incontro che ha avuto oggi in Vaticano con il Papa per portare un ramoscello d’ulivo a Leone XIII dopo le bordate, l’ultima appena ieri, di Donald Trump. Incontro che certamente sarà tra gli argomenti affrontati, vista anche la difesa fatta dalla presidente del Consiglio in occasione del primo attacco e di quella affidata a Tajani successivamente. Così come il fulcro delle interlocuzioni di Rubio con il governo è quello che avrà con il responsabile della Farnesina. Incastonato tra questi impegni, quindi, il colloquio può consentire alla premier di ammantare l’appuntamento più di un’aura simbolica che strategica.

E, tuttavia, sebbene la premier abbia sempre più preso le distanze da Trump – anche nella consapevolezza dell’effetto kriptonite che la sua amicizia ha creato nell’opinione pubblica – resta l’esigenza di buoni rapporti con l’altra parte dell’Atlantico, pur rivendicando il suo diritto a reagire quando viene detto qualcosa di “non corretto” come ha fatto pochi giorni fa partecipando alla Comunità politica europea in Armenia. Meloni, viene spiegato, ribadirà che questo deve avvenire in un contesto di ancoraggio europeo. A cominciare dalla disponibilità a partecipare a una missione internazionale nello Stretto di Hormuz dopo la cessazione del conflitto e comunque previo passaggio in Parlamento. Ma il cuore del colloquio potrebbe essere la presenza di militari italiani in Libano dopo la fine della missione Unifil che scade a fine anno. Il futuro potrebbe essere quello di una missione multilaterale. Ed è proprio su questo fronte che Rubio potrebbe chiedere un impegno al governo. “Gli Usa – spiegano da palazzo Chigi – sanno che gli italiani sono molto radicati in quell’area”. C’è poi un aspetto più squisitamente politico ed ha ha che fare con il dopo Trump. Rubio viene considerato dalle Cancellerie la “faccia buona” dell’amministrazione attuale, ma il vice presidente Vance è più affine alla parte politica meloniana. Dunque, il colloquio assume una valenza anche nella prospettiva del legame con i Repubblicani americani.

Già quella di oggi comunque per la premier è stata una giornata fitta di incontri con focus sulle crisi internazionali, le conseguenze sull’energia e l’immigrazione. In mattinata Meloni ha incontrato il primo ministro eletto dell’Ungheria, Péter Magyar, che ha preso il posto dell’amico Viktor Orban. Poi ha visto il primo ministro del governo di Unità nazionale libico, Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh con il quale il colloquio si è concentrato sul rafforzamento della cooperazione in tema di energia e migranti. Infine, l’incontro con il primo ministro polacco Tusk con il quale si è discusso di difesa dei confini esterni dell’Europa e delle comuni battaglie a Bruxelles, come quella sul “difficile negoziato” sul quadro finanziario pluriennale con la comune difesa della “centralità della politica agricola e della coesione”.

Arriva il concizumab: svolta per i pazienti affetti da emofilia

Roma, 6 mag. (askanews) – In Italia arriva una nuova soluzione sottocutanea e giornaliera per la comunità di pazienti con inibitori. Il farmaco è indicato sia per le persone affette da emofilia B che quelle con emofilia A.

Un trattamento, quello con il concizumab, che si presenta come una vera propria rivoluzione in campo medico: un anticorpo monoclonale sviluppato per bloccare una proteina presente nell’organismo, chiamata inibitore della via del fattore tissutale (TFPI), che impedisce la coagulazione del sangue. Bloccando il TFPI, concizumab favorisce la coagulazione del sangue e aiuta a prevenire le emorragie, anche in assenza o in caso di carenza degli altri fattori di coagulazione.

Le parole di Rita Carlotta Santoro, Direttore della struttura Emofilia, Emostasi e Trombosi dell’Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e Presidente AICE – Associazione Italiana dei Centri Emofilia: “La possibilità di somministrazione è molto più semplice e questo di fatto aumenta anche l’aderenza dei pazienti con emofilia B, dà la possibilità di avere una profilassi finalmente accessibile.”

L’emofilia è una malattia rara che compromette la capacità dell’organismo di coagulare il sangue: si stima che la complicanza relativa alla presenza di inibitori colpisca fino al 30% dei pazienti con emofilia A grave e circa il 5-10% di quelli con emofilia B grave. In Italia si stima che le persone con emofilia A e B che sviluppano inibitori siano circa 138. Concizumab è, ad oggi, l’unica opzione terapeutica attualmente disponibile per l’emofilia B con inibitori indicata per i pazienti da 12 anni in su.

L’intervista a Cristina Cassone, Presidente della Federazione delle Associazioni Emofilici – FedEmo: “Concizumab è una grandissima scoperta, in campo medico perché rappresenta una nuova terapia per tante persone affette da malattie emorragiche, una terapia non sostitutiva, ma soprattutto in campo sociale, perché attraverso questa importantissima scoperta le persone affette da malattie emorragiche congenite potranno avere un’arma in più.”

Questa innovazione terapeutica, resa disponibile da Novo Nordisk, racconta l’impegno trentennale di un’azienda che, grazie alla ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, si pone l’obiettivo di cambiare la condizione delle persone con emofilia e garantire loro una vita libera da limitazioni.

L’eCommerce entra nell’era dell’intelligenza artificiale

Milano, 7 mag. (askanews) – Si è aperta a Milano la XXI edizione del Netcomm Forum, uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo dell’eCommerce e del retail, che ogni anno riunisce oltre 25.000 professionisti del settore. Al centro dell’edizione 2026, il tema della trasformazione del commercio nell’era dell’intelligenza artificiale.

Tra i protagonisti dell’evento anche Shopify, partner della manifestazione, che ha portato al centro del dibattito l’evoluzione del commercio verso modelli sempre più integrati, intelligenti e distribuiti, in cui l’intelligenza artificiale diventa una componente strutturale dei processi.

Un cambiamento che segna il passaggio da una fase di sperimentazione a una vera integrazione dell’AI nei modelli di business, con nuove modalità di interazione tra brand e consumatori. In questo contesto si inseriscono modelli come l’agentic commerce e nuovi standard come lo Universal Commerce Protocol, pensati per rendere l’esperienza d’acquisto sempre più fluida, personalizzata e conversazionale.

Tra i momenti centrali, la partecipazione alla sessione plenaria con il confronto tra Paolo Picazio (Country Manager Italia di Shopify) e Alessandro Boglione (Ceo di BasicNet), che hanno offerto una lettura congiunta delle sfide e delle opportunità legate all’evoluzione del retail e del commercio digitale.

“Il commercio sta entrando in una nuova fase evolutiva, in cui intelligenza artificiale, dati e nuove interfacce stanno ridefinendo il rapporto tra brand e consumatori. Le aziende stanno attraversando un percorso che va dalla curiosità iniziale, alla contaminazione dei processi, fino ad arrivare a una logica di controllo, in cui l’AI diventa parte integrante dell’infrastruttura operativa. È in questo scenario che si inserisce il modello dell’agentic commerce, destinato a rendere l’esperienza d’acquisto più conversazionale, contestuale e integrata nei nuovi ambienti digitali”, ha dichiarato Paolo Picazio, Country Manager Italia di Shopify.

“Il confronto emerso durante questa edizione del Netcomm Forum conferma che il commercio sta entrando in una fase di profonda trasformazione, destinata a incidere soprattutto sulle abitudini dei consumatori. La sfida per le aziende è accompagnare questo cambiamento con consapevolezza, evolvendo nei tempi giusti e con una visione di lungo periodo”, ha aggiunto Alessandro Boglione, Ceo di BasicNet.

Accanto alla plenaria, Shopify è stata protagonista anche di workshop tematici, uno dei quali realizzato in collaborazione con Google, dedicati all’applicazione più concreta delle nuove opportunità del commercio nell’era dell’AI e ai modelli di crescita per i merchant.

“Questa trasformazione si traduce già oggi in strumenti concreti per i brand. Shopify, ad esempio, offre tools come Sidekick, l’assistente AI integrato nella piattaforma che permette ai merchant di semplificare e automatizzare operazioni e attività quotidiane. Parallelamente, innovazioni come lo Universal Commerce Protocol, sviluppato insieme ad altri partner, stanno aprendo la strada a nuove interazioni tra prodotti, merchant e agenti digitali, creando nuovi touchpoint e rendendo il commercio più personalizzato e accessibile ovunque si trovino i consumatori”, conclude Picazio.

La presenza al Netcomm Forum conferma così il ruolo di Shopify come attore centrale nell’evoluzione del commercio digitale e nell’accompagnare brand e merchant verso nuovi modelli di business.

Meloni domani vede Rubio, prove disgelo. Sul tavolo impegno in Libano

Roma, 7 mag. (askanews) – A palazzo Chigi continuano a definirla “visita di cortesia”. D’altra parte, in tempi di tensioni mai così esplicite con Donald Trump, Giorgia Meloni ha tutto l’interesse a mostrare che la volontà di disgelo non parte da palazzo Chigi ma dalla Casa Bianca. Dunque, domani mattina la presidente del Consiglio incontrerà il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Non è un colloquio tra omologhi e questo si rifletterà anche nel cerimoniale. Ad accogliere l’esponente dell’amministrazione americana non sarà la premier ma il suo consigliere diplomatico, Fabrizio Saggio, che lo condurrà nella sala dei Galeoni per la stretta di mano a favore di fotografi e telecamere prima che si passi all’incontro vero e proprio.

Il contesto, va detto, gioca a favore di Meloni. Perché il cuore della missione di Rubio in Italia continua a essere l’incontro che ha avuto oggi in Vaticano con il Papa per portare un ramoscello d’ulivo a Leone XIII dopo le bordate, l’ultima appena ieri, di Donald Trump. Incontro che certamente sarà tra gli argomenti affrontati, vista anche la difesa fatta dalla presidente del Consiglio in occasione del primo attacco e di quella affidata a Tajani successivamente. Così come il fulcro delle interlocuzioni di Rubio con il governo è quello che avrà con il responsabile della Farnesina. Incastonato tra questi impegni, quindi, il colloquio può consentire alla premier di ammantare l’appuntamento più di un’aura simbolica che strategica.

E, tuttavia, sebbene la premier abbia sempre più preso le distanze da Trump – anche nella consapevolezza dell’effetto kriptonite che la sua amicizia ha creato nell’opinione pubblica – resta l’esigenza di buoni rapporti con l’altra parte dell’Atlantico, pur rivendicando il suo diritto a reagire quando viene detto qualcosa di “non corretto” come ha fatto pochi giorni fa partecipando alla Comunità politica europea in Armenia. Meloni, viene spiegato, ribadirà che questo deve avvenire in un contesto di ancoraggio europeo. A cominciare dalla disponibilità a partecipare a una missione internazionale nello Stretto di Hormuz dopo la cessazione del conflitto e comunque previo passaggio in Parlamento. Ma il cuore del colloquio potrebbe essere la presenza di militari italiani in Libano dopo la fine della missione Unifil che scade a fine anno. Il futuro potrebbe essere quello di una missione multilaterale. Ed è proprio su questo fronte che Rubio potrebbe chiedere un impegno al governo. “Gli Usa – spiegano da palazzo Chigi – sanno che gli italiani sono molto radicati in quell’area”. C’è poi un aspetto più squisitamente politico ed ha ha che fare con il dopo Trump. Rubio viene considerato dalle Cancellerie la “faccia buona” dell’amministrazione attuale, ma il vice presidente Vance è più affine alla parte politica meloniana. Dunque, il colloquio assume una valenza anche nella prospettiva del legame con i Repubblicani americani.

Già quella di oggi comunque per la premier è stata una giornata fitta di incontri con focus sulle crisi internazionali, le conseguenze sull’energia e l’immigrazione. In mattinata Meloni ha incontrato il primo ministro eletto dell’Ungheria, Péter Magyar, che ha preso il posto dell’amico Viktor Orban. Poi ha visto il primo ministro del governo di Unità nazionale libico, Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh con il quale il colloquio si è concentrato sul rafforzamento della cooperazione in tema di energia e migranti. Infine, l’incontro con il primo ministro polacco Tusk con il quale si è discusso di difesa dei confini esterni dell’Europa e delle comuni battaglie a Bruxelles, come quella sul “difficile negoziato” sul quadro finanziario pluriennale con la comune difesa della “centralità della politica agricola e della coesione”.

Bce, Schnabel: i rischi che serva una stretta monetaria sono aumentati

Roma, 7 mag. (askanews) – Anche nell’area dell’euro “ancora una volta l’inflazione sta aumentando in maniera considerevole al di sopra del livello obiettivo, in risposta ad un altro shock avverso sul lato dell’offerta. Il Consiglio direttivo (della Bce) ha messo in chiaro di essere pronto a fare tutto quello che è necessario per riportare l’inflazione al suo obiettivo del 2%. Se lo shock dei prezzi dell’energia dovesse ampliarsi, la politica monetaria dovrà inasprirsi per contenere il rischio di effetti di secondo livello che possano minacciare la stabilità dei prezzi. Questo rischio è aumentato nelle ultime settimane”. Lo ha affermato Isabel Schnabel, componente del Comitato esecutivo della Bce nel suo intervento oggi a Londra, alla quinta edizione della lettura annuale in onore di Charles Goodhart.

Un messaggio chiaramente restrittivo sui tassi, che la Bce ha da poco confermato al 2%, lanciando tuttavia messaggi su un possibile rialzo nella riunione del 10 e 11 giugno.

Secondo l’esponente della Bce, dato che è probabile che questo tipo di shock diventino più frequenti “è imperativo salvaguardare attentamente la capacità delle banche centrali di stringere la linea quando il mandato lo richiede”. E su questo, non solo per la Bce, ma per le banche centrali in centrali in generale vi sono due tipi di rischi. Il primo è quello su cui Schnabel ha aperto il suo intervento: “l’indipendenza delle banche centrali è a rischio. Questo è stato il messaggio chiave di Jerome Powell alla sua ultima conferenza stampa da presidente della Federal Reserve, citando gli attacchi legali” da parte dell’amministrazione Trump. Un rischio legato alle ingerenze dirette della politica.

Gli altri due sono rischi che potrebbero riguardare maggiormente anche l’area euro: i rischi di “dominanza di bilancio” e i rischi di “dominanza finanziaria”.

Schnabel ha guardato in particolare a quelli di dominanza di bilancio, che specialmente in Germania e nei Paesi nordici vengono inquadrati nel fatto che la linea della Banca centrale possa essere limitata nella sua capacità di azione dall’esigenza di evitare effetti destabilizzanti sui titoli di Stato, nel caso in cui il bilancio pubblico sia sotto stress.

“Se dovessero intensificarsi dubbi sulle traiettorie di bilancio – ha detto – i premi di rischio sui titoli di Stato che sono già aumentati in maniera rilevante potrebbero crescere ancora. Questo potrebbe imporre costrizioni alla politica monetaria, dato che tassi più alti potrebbero minacciare la sostenibilità di bilancio”.

Bisogna invece “salvaguardare i margini di manovra delle banche centrali dalle forze” che rischiano di eroderli. E questo richiede che i governi mettano le finanze pubbliche “su traiettorie autenticamente sostenibili – ha proseguito Schnabel – richiede ai regolatori di resistere alle pressioni per smantellare l’architettura seguita la crisi del 2008 – questo + un chiario riferimento alle richieste di allentare i requisiti di solidità patrimoniale delle banche – e richiede anche di disciplina dalla parte delle banche centrali per restare fermamente legate ai loro mandati”.

“L’alternativa, consentire alla dominanza di bilancio, alla dominanza fiscale, di erodere silenziosamente spazi per la politica monetaria, consentirebbe progressivamente di perdere indipendenza e di portare a maggiore inflazione e a meno crescite economica. L’indipendenza della Banca centrale non è una preferenza dei tecnocrati. È un impegno a proteggere il valore della moneta – ha concluso – a beneficio di tutti”. (fonte immagine: European Central Bank).

Italia-Usa, Tajani: con Rubio non parleremo delle battute di Trump su Meloni

Roma, 7 mag. (askanews) – “Gli incontri tra il ministro degli Esteri e il segretario di Stato Usa non sono sulle battute. Credo che neanche l’incontro tra il Papa e Rubio sia stato sulle battute”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di una conferenza stampa alla Camera, rispondendo a un cronista che gli chiedeva se domani nell’incontro con Marco Rubio, parlerà anche degli ultimi ‘affondi verbali’ di Donald Trump nei confronti della premier Giorgia Meloni.

“Quello che conta per noi sono le relazioni Transatlantiche. Siamo assolutamente convinti che l’Europa abbia bisogno degli Stati Uniti che gli Stati Uniti nel contempo abbiano bisogno dell’Europa. Se ci sono cose con le quali non siamo d’accordo lo diciamo, lo abbiamo detto e lo diremo perché essere alleati è questo: sempre a testa alta, convinti della nostra posizione. L’italia intende giocare un ruolo”, ha aggiunto il vicepremier.

L.elettorale, Tajani: centrodestra unito, c’è condivisione completa

Roma, 7 mag. (askanews) – Sulla legge elettorale “c’è una condivisione complessiva da parte del centrodestra che è unito. Vedo delle ricostruzioni di stampa che non stanno né in cielo né in terra”. Lo ha detto il segretario di FI, Antonio Tajani, a margine di una conferenza stampa alla Camera.

“Dobbiamo andare avanti con la legge elettorale parlando anche con le opposizioni e discutendo sui contenuti, non attraverso slogan. Vedremo quali saranno i tempi per rivedere l’attuale legge e dare più rappresentatività ai territori”, ha aggiunto.

Il vicepremier ha poi ribadito un’unità di intenti nel centrodestra: “Siamo perfettamente d’accordo sulla politica estera, su quella economica ed energetica a cominciare dal nucleare”.