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giovedì, 19 Febbraio, 2026
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Sanremo, Raf: “Ho anche ricordi non proprio piacevoli, ma è gioia”

Milano, 19 feb. (askanews) – Raf sarà tra i protagonisti della 76esima edizione del Festival di Sanremo 2026 in gara con il brano “Ora e per sempre”, una ballad romantica e introspettiva che arriva dritta al cuore scritta a quattro mani con il figlio Samuele Riefoli. Raf si presenta in gara dopo 11 anni dal suo ultimo Sanremo: è la quinta partecipazione al Festival per il cantautore tra i più acclamati e padre del pop in Italia.

“Sanremo vuol dire tensione, emozione, al tempo stesso gioia, voglia di esserci. Sanremo unisce tutta l’Italia da tanti anni con alti e bassi, ma comunque c’è sempre stato. Ed è un momento molto importante per gli italiani, ma poi è guardato anche all’estero. Ed è un palcoscenico importante se hai un progetto nuovo, un progetto di un album di inediti, se hai un tour. È importante perché hai modo di parlare anche di questo. Quindi, sì, io ho dei ricordi, ma anche non proprio piacevoli perché lì è capitato negli anni che la classifica della gara non era a mio favore, ma poi quelle stesse canzoni sono diventate delle grandi hit che poi durano nel tempo. Questa è la cosa che io mi aspetto, che è la cosa più importante al di là della gara”.

Raf, all’anagrafe Raffaele Riefoli, torna sul palco del Teatro Ariston è una confessione sincera trasformata in musica. Non è solo una canzone, è un insieme di fotogrammi di vita vissuta, è un racconto autobiografico che prende forma attraverso parole cariche di verità.

“Il testo nasce da un bigliettino trovato in un cassetto proprio nei giorni quando pensavo al testo. Mi è capitato che questo biglietto era il ritaglio di un quaderno del lontano ’96 che non era altro che la classica promessa di matrimonio che il sacerdote ti fa leggere, devi imparare memoria, poche righe che si concludono con finché morte non vi separi. Era scritto in spagnolo perché io e Gabriella ci siamo sposati a Cuba appunto nel ’96 e quella frase finale a me sembrava troppo malinconica allora l’ho sbarrata con una matita e ho scritto sotto sempre a matita in spagnolo. Ora e per sempre. Quella frase mi sono detto dopo averlo ritrovato, ho letto quella frase e ho detto, beh, mi sembra il titolo della canzone. Il titolo ce l’ho. Ora vado avanti col testo.

Per Raf un ritorno che ha il sapore di una sfida, un nuovo capitolo della sua carriera ultra quarantennale, segnata ora dal ritorno in Warner Records / Warner Music Italy.

“Vivo serenamente questo momento, voglio divertirmi e ce la metterà tutta affinché sia così. Voglio che questo Sanremo sia nell’album dei mie ricordi più belli – commenta Raf – Ora e per sempre è la storia d’amore di due persone che si sono conosciute verso la fine degli anni ’80 e che continuano a vivere insieme, confrontandosi con un mondo che è completamente cambiato e che loro non avrebbero mai potuto immaginare così. Questo amore che attraversa gli anni è contestualizzato rispetto a quello che è la realtà”.

In occasione della serata delle cover, venerdì 27 febbraio sul palco dell’Ariston Raf duetterà con i The Kolors sulle note di “The Riddle”, una hit degli anni ’80, della pop star britannica Nik Kershaw.

Dopo l’esperienza sanremese, Raf si dedicherà all’attività in studio per registrare il suo nuovo album e si appresterà a vivere una calda estate di live in tutta Italia del tour “Infinito – Estate 2026”, organizzato da Friends & Partners in collaborazione con Girotondo srl e MOMY RECORDS.

La Russa esprime “solidarietà” ai giornalisti di Fanpage sfruttati

Roma, 19 feb. (askanews) – “Non so se ci sono qui giornalisti di Fanpage. Ho letto una notizia che faceva riferimento a un loro sfruttamento del lavoro. Fedele a quello che abbiamo sempre detto, noi siamo dalla parte di chi lavora e merita una retribuzione adeguata. Quindi piena solidarietà ai giornalisti di Fanpage”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa arrivando alla cerimonia del treno del ricordo alla stazione Ostiense di Roma.

Il Papa nei prossimi mesi andrà anche a Lampedusa

Roma, 19 feb. (askanews) – La Prefettura della Casa Pontificia ha reso noto il programma delle visite Pastorali di Papa Leone XIV programmate in Italia nei prossimi mesi.

In particolare, come riferisce la Sala stampa vaticana, questo è il programma previsto: – 8 maggio (1 anniversario del suo pontificato) venerdì: mattina a Pompei: Santa Messa e supplica alla Madonna, pranzo; pomeriggio a Napoli: Cattedrale: incontro con Clero e Religiosi-Piazza Plebiscito-incontro con la cittadinanza; – 23 maggio sabato: mattina ad Acerra incontro con i fedeli delle Terre dei Fuochi; – 20 giugno sabato: pomeriggio a Pavia; – 4 luglio sabato: mattina a Lampedusa; – 6 agosto giovedì: mattina a Santa Maria degli Angeli ad Assisi, incontro con i giovani riuniti nel Centenario del Transito di San Francesco; Santa Messa; – 22 agosto sabato: pomeriggio a Rimini incontro con i partecipanti al 47mo Meeting per l’amicizia fra i popoli-Santa Messa con i Fedeli della Diocesi.

Tajani a Washington per riunione Board of Peace: Lavoriamo per la pace

Washington, 19 feb. (askanews) – “Assolutamente no”: l’Italia non può restare ai margini di questo processo di pace. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al suo arrivo a Washington, dove oggi parteciperà alla prima riunione del Board of Peace.

“Abbiamo visto – ha spiegato Tajani – che Paesi come la Germania, il Regno Unito, la Norvegia e tanti altri Paesi europei partecipano da osservatori a questa riunione” del Board of Peace, “dove si parla del futuro di Gaza. Noi lavoriamo per la pace, non si tratta di stare a favore di uno o contro qualcun altro. Noi lavoriamo esclusivamente per la pace”.

“Prima della riunione – ha aggiunto il ministro degli Esteri – vedrò anche l’Alto rappresentante della ricostruzione che è un mio ex collega al Parlamento europeo, il bulgaro”, Nickolay Mladenov, “e vedremo cosa potremo fare anche noi italiani.

“Pensiamo di preparare un nostro piano finanziario, confermiamo la decisione di inviare i carabinieri per la formazione della polizia gazawa in Giordania e confermiamo la nostra presenza anche a Gerico con i Carabinieri per la formazione della polizia della Cisgiordania e la nostra presenza con i Carabinieri a Rafah. Quindi l’Italia sarà presente alla ricostruzione, perché è vitale la stabilizzazione di quel territorio”.

“Noi siamo qui per costruire pace, per lavorare, come abbiamo sempre fatto in questi anni, per aiutare la popolazione palestinese con l’obiettivo di avere due popoli e due Stati”, ha ribadito Tajani.

Bce, Cipollone: "Lagarde non sta pensando di fare le valigie"

Roma, 19 feb. (askanews) – Piero Cipollone è tornato a smentire le ipotesi di stampa di una uscita anticipata da Christine Lagarde dalla Presidenza della Bce. “La presidente Lagarde è pienamente coinvolta a dirigerci come sempre, con la sua mano ferma ma gentile. Con una grande visione negli interventi pubblici che ha rilasciato negli ultimi tempi, che non lasciano presagire, almeno dal mio punto di vista, nessuna intenzione in tal senso”, ha detto durante una audizione al Senato.

“Io non ho nessuna informazione riservata, sto a quello che vedo tutti i giorni – ha proseguito – che è un impegno continuo della presidente a dirigerci come sempre, a guidare la Bce come sempre. E i suoi ultimi interventi pubblici non lasciano presagire nessuna intenzione in questo senso. Anzi mi pare che sia molto impegnata nello spingere sulla Unione di risparmi e degli investimenti. Non mi sembra un atteggiamento di chi sta pensando di fare le valigie”.

Sea Watch, La Russa: d’accordo con Meloni, sentenza abnorme

Roma, 19 feb. (askanews) – “Ho visto il post della Presidente del Consiglio Meloni e mi trovo pienamente d’accordo e la ringrazio per non aver avuto esitazione a denunziare un qualche cosa che ci sembra soprattutto assurdo”. Lo ha detto il Presidente del Senato Ignazio La Russa parlando della sentenza di risarcimento alla nave Sea Watch stigmatizzata ieri dalla premier Meloni.

A margine della visita al Treno del ricordo alla stazione Ostiense di Roma La Russa ha sottolineato: “Non deve entrare nella polemica referendaria o cose del genere, ma credo che vada stigmatizzato un provvedimento che rende sempre più difficile fare rispettare le leggi in Italia. Credo che sia sotto gli occhi di tutti l’abnormità, secondo me, di una sentenza che vuole premiare chi aveva speronato una nave italiana delle forze dell’ordine”.

L’ex principe Andrew è stato arrestato in Gb dopo le rivelazioni degli Epstein Files

Roma, 19 feb. (askanews) – Andrew Mountbatten-Windsor, l’ex principe Andrea, è stato arrestato con l’accusa di abuso di ufficio nell’ambito di un’inchiesta sul caso Epstein: è quanto riporta la Bbc.

Il comunicato della polizia della Thames Valley, si limita ad affemare di aver “arrestato un uomo sulla sessantina del Norfolk con l’accusa di abuso d’ufficio” e di stare effettuando “perquisizioni presso vari indirizzi nel Berkshire e nel Norfolk”. “L’uomo è attualmente in custodia cautelare”, conclude il comunicato, che omette di fornire alcuna generalità “come da linee guida nazionali”.

Euro digitale, Cipollone: momento cruciale per rafforzare indipendenza Ue

Roma, 19 feb. (askanews) – “Questo è un momento cruciale per l’Europa. In un contesto globale definito da rapidi cambiamenti, da incertezza strategica e tensioni geopolitiche, l’Europa deve rafforzare la propria indipendenza costruendo un’economia forte, innovativa e competitiva”. Lo afferma Piero Cipollone, componente del Comistato esecutivo della Bce, secondo il testo del suo intervento introduttivo a una audizione alla Commissione banche al Senato.

Cipollone è a Roma, di nuovo per perorare la causa della creazione di una versione digitale dell’euro. “Non è un appello al protezionismo, ma un’esortazione a investire nella capacità collettiva dell’Europa di innovare e competere a livello mondiale. La Bce, insieme alle banche centrali nazionali dei paesi dell’area dell’euro, è pronta a fare la sua parte nel promuovere l’autonomia e la sicurezza dell’Europa”, ha sostenuto.

“Nel mandato istituzionale della Banca centrale europea figurano due compiti particolarmente rilevanti per la nostra discussione di oggi: l’emissione di moneta di banca centrale e la promozione del regolare funzionamento dei sistemi di pagamento”. Ed “esistono due tipi di moneta di banca centrale – ha spiegato -: la moneta al dettaglio, utilizzata da cittadini e imprese per l’acquisto di beni e servizi, e la moneta all’ingrosso, con cui le banche regolano le reciproche obbligazioni finanziarie”.

L’euro digitale “riguarda principalmente le transazioni al dettaglio”, mentre i pagamenti digitali “sono ormai la norma e le nuove tecnologie stanno rivoluzionando i servizi finanziari. Questo panorama offre grandi opportunità per stimolare la crescita, ma presenta anche delle sfide. Dobbiamo assicurare che la moneta di banca centrale continui a rispondere alle esigenze dell’era digitale, per salvaguardare la sovranità monetaria dell’Europa in un mondo digitale”.

Lo scorso ottobre “i leader europei hanno sottolineato l’importanza di ‘completare rapidamente i lavori legislativi e accelerare altre fasi preparatorie’ per l’euro digitale. Il loro messaggio era chiaro: il momento di agire è ora – ha sostenutio Cipollone -. In un mondo in rapida trasformazione, dimostriamo agli europei che sappiamo raccogliere le sfide con determinazione, proteggendo la nostra moneta e garantendo la libertà dei cittadini di pagare come desiderano. Potranno beneficiarne tutti: consumatori, commercianti e prestatori di servizi di pagamento”.

IA, Urso a summit Nuova Delhi firma accordo su progetti in Africa

Roma, 19 feb. (askanews) – Raggiunto a Nuova Delhi un accordo di collaborazione strategica trilaterale tra Italia, India e Kenya per sviluppare in Africa, nell’ambito dell’AI Hub for Sustainable Development promosso dal Mimit con l’UNDP e in coerenza con il Piano Mattei, la diffusione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. L’intesa, riporta un comunicato, nel quadro del Piano d’Azione Strategico India-Italia 2025-2029, è stata formalizzata a margine dell’AI Impact Summit dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, presente al vertice globale in rappresentanza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al ministro indiano dell’Elettronica e delle Tecnologie dell’Informazione, Ashwini Vaishnaw, e al ministro dell’Informazione, Comunicazioni ed Economia Digitale del Kenya, William Kabogo Gitau.

“Con questo accordo consolidiamo la collaborazione tra Italia, India e Kenya per sviluppare l’intelligenza artificiale nel continente africano, in linea con gli obiettivi del nostro Piano Mattei”, ha dichiarato il ministro Urso. “L’India, grande partner dell’Italia e interlocutore cruciale per le nostre imprese nello sviluppo dell’IA e dell’innovazione, potrà svolgere un ruolo centrale al fianco dell’AI Hub promosso dal Mimit durante la Presidenza italiana del G7: insieme trasformiamo la cooperazione in progetti concreti al servizio dello sviluppo sostenibile in Africa”, ha aggiunto il ministro.

L’intesa, prosegue il comunicato, punta a costruire percorsi strutturati di adozione dell’intelligenza artificiale, avviando dal 2026 quindici casi d’uso prioritari ad alto impatto e contribuendo all’obiettivo di creare cento percorsi di diffusione dell’AI nei Paesi del Sud Globale. Accanto all’AI Hub del Mimit sono coinvolte la EkStep Foundation / People+AI per l’India e la Direzione per l’Economia Digitale e le Tecnologie Emergenti del Governo del Kenya. La collaborazione rafforzerà infrastrutture abilitanti, modelli operativi e competenze per accompagnare le soluzioni di IA dalla fase pilota alla piena scalabilità.

Particolare attenzione sarà dedicata alla diffusione della voice AI nelle lingue africane, per ampliare l’accesso ai servizi digitali e ridurre le barriere linguistiche. È inoltre prevista l’istituzione di un gruppo di lavoro trilaterale Italia-India-Kenya per guidare e monitorare i primi 15 casi d’uso, in raccordo con le strategie nazionali.

La Lettera di Intenti, dice ancora il Mimit, di natura non vincolante, conferma l’impegno comune per una diffusione dell’intelligenza artificiale inclusiva, trasparente e rispettosa della sovranità dei dati. Con questa firma, l’Italia rafforza il proprio ruolo di ponte tra ecosistemi innovativi e promotrice di un approccio multilaterale orientato all’impatto concreto sullo sviluppo economico e sociale. (fonte immagine: MIMIT)

Wsj: Trump ha ricevuto il briefing sulle opzioni militari contro l’Iran

Roma, 19 feb. (askanews) – Trump ha ricevuto informazioni sulle sue opzioni militari qualora decidesse di colpire l’Iran, tutte mirate a massimizzare i danni al regime e ai suoi alleati, secondo quanto riportato da funzionari statunitensi intervistati dal Wall Street Journal.

Secondo il Wsj, le opzioni militari statunitensi per un’operazione della durata di settimane includono una campagna per uccidere decine di leader politici e militari iraniani nel tentativo di rovesciare il governo. Un’altra opzione in fase di valutazione è una campagna aerea più limitata che prenda di mira basi nucleari e missilistiche.

Bonelli (Avs): contro di me minacce e odio politico, a rischio la democrazia

Milano, 19 feb. (askanews) – “Da due mesi e mezzo io e la mia famiglia siamo oggetto di minacce, lettere intimidatorie, messaggi sui social carichi di odio. Ho parlato a lungo con le forze dell’ordine, ma ora ho sentito il dovere di denunciare pubblicamente ciò che sta accadendo”. Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, commenta in un’intervista a La Stampa il clima di crescente tensione politica.

“Trovo inquietante che Matteo Salvini abbia associato il simbolo della nostra alleanza a un fatto di sangue. Dopo le parole del ministro Piantedosi in Aula, che ci ha indicato come ‘complici’ delle violenze, siamo stati trasformati in bersagli politici. E quando si indicano dei bersagli, qualcuno poi passa ai fatti”. Bonelli racconta episodi gravissimi: una lettera con la foto del suo matrimonio e l’indirizzo della sua abitazione a Roma; minacce sui social come “ti veniamo a prendere sotto casa con il machete”; un’altra missiva in cui si legge che i suoi figli “dovrebbero essere presi a martellate in testa”; due croci affisse alla porta della sua casa di Ostia con la sua fotografia. Anche la sorella è stata minacciata con messaggi che evocano violenze e morte.

“Sono stato quattro volte negli uffici della polizia negli ultimi giorni. La mia priorità è proteggere mia figlia di 9 anni. Se questa situazione dovesse continuare, sono pronto anche a lasciare il mio incarico parlamentare. Non posso accettare che l’odio politico metta a rischio la serenità della mia famiglia”. Bonelli sottolinea come evocare gli anni di piombo sia “una follia” e un atto irresponsabile: “Chi ha responsabilità istituzionali dovrebbe pesare le parole. Non si costruisce consenso alimentando paura e tensione. C’è bisogno di abbassare i toni”.

E conclude con un appello: “La non violenza è rivoluzionaria. Ai giovani dico: non cadete nella trappola dell’odio. Disarmate le menti e le mani violente. La democrazia si difende con il confronto, non con l’intimidazione”.

Sanremo, Fulminacci: “Ho ricordi legati a pandemia ma anche positivi”

Milano, 19 feb. (askanews) – Fulminacci è pronto a salire sul palco dell’Ariston per la 76 edizione del Festival di Sanremo con il brano “Stupida sfortuna”. Un ritorno dopo il debutto sul palco nel 2021 con “Santa Marinella”. “I ricordi che ho legati a Sanremo sono legati anche alla pandemia quindi è un momento molto buio per tutti noi esseri umani in realtà. Poi ci sono tornato come ospite di Gazzelle e lì ho capito che può essere anche un luogo di divertimento e di bagno di folla e ora lo abbraccerò nella sua interezza in questi termini. Chiaramente per quanto riguarda la mia prima esperienza a Sanremo ho tantissimi ricordi positivi perché era una prima volta e quindi era una prima volta in un contesto così importante per tutta l’Italia. Non c’era il pubblico però le interviste erano fatte, diciamo, su su zoom, Skype, insomma era un po’ più fredda l’atmosfera. Stavolta c’era il pubblico in sale, quindi non vedo l’ora di vederlo e di avere dei feedback veri e propri in carne e ossa”.

Cantautore tra i più originali e riconoscibili della scena italiana, Fulminacci si è affermato rapidamente come una delle penne più personali del cantautorato contemporaneo. E a Sanremo porta un brano autobiografico: “Stupida sfortuna è un brano che parla di me, di quello che mi è successo nella vita e riflette sugli errori che ho fatto, cerca di capire dove posso stare più attento in futuro ed è nato con Golden Years, che è anche il produttore del brano, il produttore di praticamente tutte le canzoni del mio disco. È nato in studio con grande naturalezza e è un pezzo molto onesto che racconta esattamente quello che sono e quello che vissuto nell’ultimo anno della mia vita”.

Venerdì 13 marzo uscirà con “Calcinacci” (Maciste Dischii/Warner Records Italy/Warner Music Italy), Un album che attraversa addii, fughe, relazioni irrisolte e desideri che cambiano forma, soffermandosi su quegli istanti apparentemente ordinari che, se osservati con attenzione, diventano straordinari. C’è ironia, a tratti spiazzante, e una malinconia leggera che accompagna ogni traccia. Il disco ride delle proprie sventure, accetta le contraddizioni, si sporca le mani con l’imperfezione e ne fa un punto di forza.

Nel corso della serata delle cover, Fulminacci sarà accompagnato da Francesca Fagnani, giornalista e conduttrice tra le più brillanti e taglienti in Italia, per dare vita a un sorprendente incontro artistico. Per l’occasione due reinterpreteranno “Parole parole”, il capolavoro senza tempo dell’iconica Mina.

Ad aprile 2026, infatti, prenderà il via da Roma il “Palazzacci tour 2026”, che rappresenta una nuova tappa nel percorso di crescita dell’artista e nell’affermazione della sua penna unica nel cantautorato contemporaneo. Uno stile apprezzato fin dagli esordi da pubblico e critica, che gli è valso la Targa Tenco 2019 nella categoria Opera Prima.

Sulla Sea Watch Salvini ha attaccato i giudici

Milano, 19 feb. (askanews) – La sentenza che dispone il risarcimento per la ONG SeaWatch è “follia” e dimostra “un pregiudizio politico” da parte di “certi giudici” che “si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani”. Lo ha affermato il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, intervistato a Mattino Cinque su Canale5.

“Impedire il traffico di essere umani non è un capriccio della Lega o di Salvini, significa salvare vite e difendere i confini. Anche perchè la metà dei casi di cronaca nera dipendono da stranieri: sono troppi, stiamo lavorando per rimandarli tutti a casa loro perchè i clandestini delinquono, scippano, stuprano. Certo i magistrati non aiutano. Da parte di alcuni giudici c’è un pregiudizio politico che si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani. Se dobbiamo risarcire una che ha speronato una motovedetta… Questi giudici non fanno il bene dell’Italia”, dice ancora Salvini, seppure la SeaWatch fu assolta dall’accusa di aver speronato la motovedetta dalla Guardia di Finanza.

Da qui l’appello di Salvini a votare Sì al referendum confermativo della riforma della giustizia: “Con il Sì si toglie la politica dai tribunali, il potere di nomina dalle correnti e si viene privilegiato il merito. Oggi le correnti decidono dove va un giudice, e nessuno viene sanzionato o licenziato anche se sbaglia. Tutti gli altri lavoratori vengono lasciati a casa se sbagliano, i magistrati no. Con la riforma si crea una Alta Corte che potrà sanzionare i magistrati che sbagliano perchè giudici non sono intoccabili e non sono infallibili”.

Bce: le famiglie in Italia pagano l’elettricità il doppio delle industrie energivore

Roma, 19 feb. (askanews) – In Italia, come in Germania e in e in Spagna, per le bollette sull’energia le famiglie pagano circa il doppio rispetto a quello che pagano le industrie a maggiore intensità energetica. Lo rileva la Banca centrale europea, in una analisi inserita nel suo ultimo Bollettino economico.

“Le famiglie dell’area dell’euro pagano circa il doppio per l’elettricità rispetto alle industrie ad alta intensità energetica – afferma la Bce – perché tutte le componenti della bolletta risultano più care”.

“In Francia e nei Paesi Bassi, le famiglie pagano circa il 64 e il 20 per cento in più rispetto alle industrie ad alta intensità energetica. Questo fenomeno è ancora più marcato in Germania, Spagna e Italia – prosegue lo studio – dove i prezzi dell’energia elettrica per le famiglie sono più elevati di circa il 100 per cento”.

Secondo la Bce, “i paesi che dipendono dai combustibili fossili importati per la produzione di energia elettrica vanno tendenzialmente incontro a prezzi dell’elettricità più elevati, in quanto tali combustibili generalmente hanno costi marginali più elevati rispetto al nucleare o alle fonti rinnovabili. Inoltre, differenze nelle imposte nazionali e nella regolamentazione degli oneri di rete sono anch’esse all’origine di notevoli variazioni tra paesi nei prezzi finali dell’energia elettrica”.

Bce: famiglie Italia pagano elettricità il doppio di industrie energivore

Roma, 19 feb. (askanews) – In Italia, come in Germania e in e in Spagna, per le bollette sull’energia le famiglie pagano circa il doppio rispetto a quello che pagano le industrie a maggiore intensità energetica. Lo rileva la Banca centrale europea, in una analisi inserita nel suo ultimo Bollettino economico.

“Le famiglie dell’area dell’euro pagano circa il doppio per l’elettricità rispetto alle industrie ad alta intensità energetica – afferma la Bce – perché tutte le componenti della bolletta risultano più care”.

“In Francia e nei Paesi Bassi, le famiglie pagano circa il 64 e il 20 per cento in più rispetto alle industrie ad alta intensità energetica. Questo fenomeno è ancora più marcato in Germania, Spagna e Italia – prosegue lo studio – dove i prezzi dell’energia elettrica per le famiglie sono più elevati di circa il 100 per cento”.

Secondo la Bce, “i paesi che dipendono dai combustibili fossili importati per la produzione di energia elettrica vanno tendenzialmente incontro a prezzi dell’elettricità più elevati, in quanto tali combustibili generalmente hanno costi marginali più elevati rispetto al nucleare o alle fonti rinnovabili. Inoltre, differenze nelle imposte nazionali e nella regolamentazione degli oneri di rete sono anch’esse all’origine di notevoli variazioni tra paesi nei prezzi finali dell’energia elettrica”.

Bce: buona tenuta dell’economia mentre inflazione resterà attorno al 2%

Roma, 19 feb. (askanews) – Nel mantenere ancora una volta invariati i tre tassi di interesse di riferimento per l’area euro, lo scorso 5 febbraio il Consiglio direttivo della Bce “ha confermato nuovamente che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine”. Nel frattempo “l’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale. Il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, l’esecuzione graduale della spesa pubblica per difesa e infrastrutture, insieme agli effetti favorevoli derivanti dalle passate riduzioni dei tassi di interesse, stanno sostenendo la crescita”. Lo riporta il Bollettino economico pubblicato oggi dall’istituzione monetaria.

“Al tempo stesso, le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza delle politiche commerciali a livello mondiale e delle tensioni geopolitiche in atto”, aggiunge la Bce.

Per le decisioni future, la Bce mantiene la stessa linea seguita per mesi: ossia “un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. Le decisioni – si legge – saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria”.

“Il Consiglio direttivo – conclude il documento – non intende vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Sea Watch, Salvini: giudici contro l’Italia, votare Sì a referendum

Milano, 19 feb. (askanews) – La sentenza che dispone il risarcimento per la ONG SeaWatch è “follia” e dimostra “un pregiudizio politico” da parte di “certi giudici” che “si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani”. Lo ha affermato il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, intervistato a Mattino Cinque su Canale5.

“Impedire il traffico di essere umani non è un capriccio della Lega o di Salvini, significa salvare vite e difendere i confini. Anche perchè la metà dei casi di cronaca nera dipendono da stranieri: sono troppi, stiamo lavorando per rimandarli tutti a casa loro perchè i clandestini delinquono, scippano, stuprano. Certo i magistrati non aiutano. Da parte di alcuni giudici c’è un pregiudizio politico che si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani. Se dobbiamo risarcire una che ha speronato una motovedetta… Questi giudici non fanno il bene dell’Italia”, dice ancora Salvini, seppure la SeaWatch fu assolta dall’accusa di aver speronato la motovedetta dalla Guardia di Finanza.

Da qui l’appello di Salvini a votare Sì al referendum confermativo della riforma della giustizia: “Con il Sì si toglie la politica dai tribunali, il potere di nomina dalle correnti e si viene privilegiato il merito. Oggi le correnti decidono dove va un giudice, e nessuno viene sanzionato o licenziato anche se sbaglia. Tutti gli altri lavoratori vengono lasciati a casa se sbagliano, i magistrati no. Con la riforma si crea una Alta Corte che potrà sanzionare i magistrati che sbagliano perchè giudici non sono intoccabili e non sono infallibili”.

Al Museo Diocesano di Milano la Crocifissione di Hans Memling

Milano, 19 feb. (askanews) – Il Museo Diocesano di Milano ospita dal 19 febbraio al 17 maggio 2026 la Crocifissione di Hans Memling, databile intorno al 1467-1470 circa e proveniente dal Museo Civico di Palazzo Chiericati del Comune di Vicenza. La mostra Hans Memling. La Crocifissione. Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoro, a cura di Valeria Cafà, Giuseppe Frangi e Nadia Righi, mette in dialogo il capolavoro di Memling con le opere di Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli. La tavola costituiva in origine il pannello centrale di un trittico, donata ai Musei Civici di Vicenza nel 1865 dai conti vicentini Matteo e Ludovico Folco, raffigura al centro Cristo Crocifisso, circondato sulla sinistra da San Giovanni Evangelista, che sorregge la Vergine addolorata, e dalla Maddalena, inginocchiata ai piedi della croce; mentre dall’altro lato appaiono San Giovanni Battista, che regge un agnello, e San Bernardo di Chiaravalle, protettori del committente, l’abate cistercense Jan Crabbe nel dipinto inginocchiato in primo piano.

Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano di Milano ha raccontata ad askanews: “Il progetto espositivo che presentiamo in occasione della Quaresima e della Pasqua ruota intorno alla meravigliosa Crocifissione di Hans Memling che proviene dai Musei Civici di Vicenza, dalla Pinacoteca di Palazzo Chiericati. È un’opera straordinaria di un meraviglioso maestro del Rinascimento Fiammingo e, come di consueto, ai nostri visitatori viene proposto un percorso di avvicinamento. All’opera non si arriva subito, non si arriva velocemente, ma viene richiesto di guardare con lentezza: informandosi, acquisendo informazioni, leggendo la storia, l’iconografia, attraversando delle parti con dei video e con una musica appositamente composta che aiuta i nostri visitatori a guardare ogni dettaglio. E parte integrante del percorso sono quattro opere coordinate da Giuseppe Frangi di Casa Testori realizzate da quattro artisti contemporanei: Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli, che si sono letteralmente messi in gioco a guardare questo capolavoro e a chiedersi cosa significa per sé, cosa può dire ancora oggi un capolavoro del passato. Credo che questa sia la sfida di questo progetto, arrivare davvero a entrare in rapporto con uno straordinario capolavoro dell’arte del passato. L’arte in fondo è sempre contemporanea, cioè può sempre raccontare qualcosa anche all’uomo d’oggi e aiutare ciascuno di noi ad essere migliore”. La Crocifissione, posta al centro dell’allestimento, diventa il punto di riferimento per gli artisti, chiamati a guardarlo con rispetto e discrezione, lasciandosi ispirare da dettagli compositivi, cromatici e iconografici che ciascuno rielabora in chiave attuale e contemporanea.

La mostra, con il patrocinio del Comune di Milano, è realizzata grazie a PwC Italia main sponsor nell’ambito del progetto PwC per la cultura, Fiera Milano sponsor, Zeroglass sponsor tecnico e con il sostegno di Fondazione Grana Padano e Fondazione Maurizio Fragiacomo.

Dl Bollette, Pichetto: "Chi paga dice è troppo e chi riceve è troppo poco"

Roma, 19 feb. (askanews) – Su energia e bollette, con il nuovo decreto del governo “quelli che pagano dicono che pagano troppo e quelli che ricevono dicono che ricevono troppe poco. È la realtà di un sistema regolato, dove bisogna tenere un equilibrio rispetto alle disponibilità”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin a “Radio anch’io”, su Radio1 Rai, all’indomani del via libera del governo al provvedimento.

Per quanto riguarda le proteste delle società energetiche, “è chiaro che se si abbassano i prezzi, tutti i margini si abbassano”. Anche qui “si tratta di trovare un punto di equilibrio”, ha proseguito.

Nestlé, nel 2024 fatturato -2% a 89,5 mld franchi, utile -17%

Roma, 19 feb. (askanews) – Il gruppo Nestlé ha chiuso il 2025 con un fatturato totale in calo del 2% a 89,5 miliardi di franchi, mentre l’utile netto è calato del 17% a 9 miliardi.

Secondo l’amministratore delegato Philipp Navratil, i dati “riflettono le azioni mirate intraprese in un contesto esterno difficile. La crescita interna è stata positiva su tutte le zone e a livello globale. Stiamo accelerando la nostra strategia e rafforzando l’innovazione e l’integrazione di mercato. Sono fiducioso – ha aggiunto in una nota – che riusciremo a assicurare un consistente miglioramento nel corso del 2026 e oltre”.

Per quest’anno il gigante alimentare pronostica una crescita organica tra il 5% e il 6%. (fonte immagine: Nestlé)

Referendum, è buona regola confrontarsi nel merito

Il nodo delle procure e l’equilibrio del processo

È importante il confronto che si è aperto su questo giornale sul tema del prossimo referendum. Ortensio Zecchino e Luigi Rapisarda mi hanno invitato a porre di più l’accento sulla questione tecnica, di merito. Lo faccio volentieri.

Partiamo dal cuore della questione: una presunta dominanza delle procure (spesso politicizzate) che metterebbe in soggezione il giudice, indebolendo il sacrosanto diritto ad un giusto processo. Ebbene, si può essere davvero convinti che trasformando le procure in un corpo del tutto autonomo sia possibile delimitarne l’esuberanza? E come dovrebbe avvenire questa evoluzione?

Per diversi commentatori — ultimo Luciano Violante sul “Corriere della Sera” di martedì — questa soluzione porterebbe a due rischi: un ulteriore potenziamento delle procure, davvero a quel punto una “corporazione autonoma”, oppure al controllo politico delle procure stesse, come ha chiaramente detto il ministro Nordio invitando l’opposizione in questa direzione per trarne vantaggio in caso di vittoria. In entrambi i casi l’equilibrio dei poteri definito dalla Costituzione repubblicana ne uscirebbe stravolto, con rischi peggiori dei mali che si vorrebbe curare.

Separazione delle carriere e assetto del CSM

Vediamo poi la disarticolazione del CSM. Zecchino ha ricordato la posizione di Franco Marini favorevole alla separazione delle carriere nella stagione della Bicamerale D’Alema. È vero, ma è altresì vero che la riforma che Marini sosteneva prevedeva che il CSM rimanesse uno e che vi fossero due sezioni al suo interno, non costituite con sorteggi. Ben altro discorso rispetto a quello proposto anche nell’attuale legislatura e del tutto rifiutato dal governo.

Per restare al merito mi taccio sulle ragioni politiche che portavano Marini a quella posizione in quel momento storico.

Il precedente costituzionale e il ruolo del Parlamento

Torniamo poi all’art. 138 della Costituzione. Come ha ricordato nei giorni scorsi il prof. Nicola Lupo su “Quaderni Costituzionali”, nei 23 casi di processi parlamentari di riforma costituzionale in 78 anni non è mai successo che il testo entrato in Parlamento su proposta del governo sia stato del tutto identico a quello uscito.

Non è una questione di poco peso. Significa che il governo ha proibito ogni iniziativa di confronto e di miglioramento, ogni contributo parlamentare dell’opposizione e della sua stessa maggioranza. Si può ritenere questo un fatto secondario? Solo una casualità procedurale? Vogliamo anche qui rimanere al merito tecnico, senza altre considerazioni.

Autonomia, responsabilità e limiti del sorteggio

Luigi Sturzo è stato uno strenuo difensore dell’autonomia della magistratura, ma certo non della sua irresponsabilità. Condivido in pieno questa posizione. Ma vorrei pacatamente domandare se si può ragionevolmente ritenere che la riforma Nordio possa automaticamente risolvere questo problema che, indubbiamente, esiste.

L’Alta Corte disciplinare, composta tramite sorteggi all’interno di liste definite, si ritiene davvero che possa cancellare il potere correntizio della magistratura? I sorteggi all’interno del mondo universitario non hanno attenuato l’antico diritto di cooptazione delle cerchie accademiche: talvolta con buone scelte, altre volte meno. Il professor Zecchino queste cose le dovrebbe sapere bene. Perché questo sistema dovrebbe funzionare nella magistratura?

Personalmente sono da tempo convinto che molti errori delle procure o dei giudici non dipendano da malafede o da appartenenze correntizie. Molto più prosaicamente ritengo che derivino da incompetenza, cioè da insufficiente conoscenza e comprensione di fenomeni complessi e di peculiari situazioni della vita economica e sociale.

La proposta dimenticata di Beria d’Argentine

Adolfo Beria d’Argentine, illustre magistrato e grande umanista, fu anche capo di gabinetto del Ministro della Giustizia. Era appassionato del collegamento tra magistratura e realtà sociale in continua evoluzione. Propose la nascita di una Alta Scuola di formazione per i giovani che si volevano dedicare all’attività giudiziaria: un percorso di almeno 2-3 anni dopo la laurea, con accesso selettivo e uscita altamente selettiva, non più della metà dei partecipanti.

Molte materie economiche e sociali, non teoriche ma applicate, oltre a quelle giuridiche e procedurali. Dalle graduatorie finali si sarebbero automaticamente reclutati i nuovi magistrati. Si dimentica che la professione richiede il massimo impegno fin dall’inizio della carriera. La proposta di legge fu approvata dal Senato nel 1976; lo scioglimento delle Camere ne impedì l’attuazione. Essa prevedeva anche una formazione permanente, operativa e non meramente teorica.

Una riforma che divide e indebolisce

Purtroppo il governo in carica appare animato da un senso di rivalsa giustizialista verso i magistrati. Forza Italia, partito che si richiama a valori liberali e di centro, guida ancora oggi questo attacco avviato da Berlusconi. Anche le opposizioni non mostrano idee chiare su aspetti tanto delicati.

Riformare la Costituzione repubblicana in queste condizioni è altamente dannoso e pericoloso. Per ragioni di merito, chiunque le comprenda dovrebbe, in coscienza, respingere questa riforma.

Giustizia e referendum: i cattolici tra Sì e No

Un pluralismo che non sorprende

Al prossimo referendum sulla giustizia i cattolici voteranno, come ovvio e scontato, Sì e No. Detto così pare un’affermazione persino banale. Eppure così banale non è. Alcuni — anzi molti — organi di informazione hanno pubblicato notizie riguardanti iniziative a favore del No organizzate da prelati o da singole parrocchie.

Ora, ognuno fa ciò che vuole e vota ciò che vuole. Tuttavia, almeno tre riflessioni si impongono.

La prima riguarda il pluralismo politico ed elettorale dei cattolici italiani. Un dato già presente ai tempi della Democrazia Cristiana. L’unità politica dei cattolici non è mai stata un dogma, ma il risultato di specifiche circostanze storiche. Sarebbe paradossale regredire oggi rispetto a quella stagione, soprattutto in un contesto post-ideologico e talvolta persino post-politico, segnato da un populismo aggressivo.

La posizione della CEI: partecipare, non schierarsi

In secondo luogo, parlando del referendum, non si può ignorare la presa di posizione della CEI. Dopo un primo intervento del suo presidente, cardinale Matteo Zuppi, interpretato da molti come un invito a votare No, la Conferenza episcopale ha precisato che la Chiesa non fornisce indicazioni di voto, limitandosi a invitare i cittadini — anche cattolici — a partecipare al voto.

Si tratta di un chiarimento importante, che ribadisce la distinzione tra orientamento morale e scelta politica.

Il rischio di una Chiesa “parte”

Resta tuttavia il dato di cronaca: prelati e parrocchie mobilitati pubblicamente per il No. Ribadito che ciascuno è libero di esprimersi, è altrettanto indubbio che, se dovesse prevalere nella Chiesa — o in suoi settori — un orientamento politico riconducibile a uno schieramento, la Chiesa stessa diverrebbe “parte” nella contesa politica.

Le conseguenze sarebbero immediate nelle comunità ecclesiali. Si finirebbe per avere vescovi, parroci e diocesi percepiti come espressione dei cattolici di sinistra o di destra, con il rischio di incrinare l’unità della Chiesa locale per ragioni esclusivamente politiche.

A oltre trent’anni dalla fine della Democrazia Cristiana, appare chiaro che la Chiesa, a livello nazionale e locale, debba mantenere una forte attenzione alla politica e ai processi democratici, senza però parteggiare apertamente per un partito, uno schieramento o una singola battaglia.

Libertà di coscienza e responsabilità civica

Per queste ragioni, anche in vista del prossimo referendum sulla giustizia — come in qualsiasi altra consultazione politica o amministrativa — è essenziale che la Chiesa non si schieri ufficialmente per una soluzione o per l’altra, ma continui a richiamare i fedeli alla responsabilità personale, alla libertà di coscienza e alla partecipazione democratica.

Solo così il pluralismo dei cattolici potrà restare una ricchezza e non trasformarsi in una frattura.

Le vie brevi della politica

La semplificazione come metodo

La politica sembra aver abbandonato la scelta metodologica dell’analisi e della sintesi, per imboccare la via della semplificazione minimalista. Non è solo un problema di stilemi linguistici e comunicativi: ciò che è venuto a mancare è il fondamento ideologico del discorso politico. Si procede per sommi capi, banalizzando in modo riduttivo temi e appartenenze; si nota un impoverimento di riflessioni e prospettive.

La personalizzazione dei partiti con il nome del leader nel simbolo è la rappresentazione più eloquente di quella verticalizzazione del potere — sinonimo di crisi più che di forza — a più riprese stigmatizzata nei più recenti Rapporti annuali del CENSIS. Nello stesso tempo, specularmente, questa sorta di possesso in capo a una persona, che dovrebbe essere la più rappresentativa dell’apparato, nasconde (mica tanto) una struttura organizzativa interna basata sulla fedeltà e sul vassallaggio.

Selezione fiduciaria e crisi del merito

Ciò si riflette, oltre il palinsesto partitico, anche nelle istituzioni, perché le candidature elettorali non vengono indicate per merito accertato ma sulla base di un rapporto fiduciario interno. In poche parole, ciò significa che i prescelti — ad ogni livello di rappresentanza degli organi istituzionali — in genere non sono i migliori, ma i più affidabili portavoce dei vertici di partito.

Nonostante la Costituzione sostenga il contrario, i capaci e meritevoli sono relegati nella categoria dei soccombenti per far posto a mediocri situazionisti, capaci più di esprimere invettive preconcette che proposte degne di misurarsi in un confronto centrato su contenuti distintivi e dirimenti.

Dal confronto politico al teatro televisivo

In questo modo il dibattito fondato su tesi argomentate — come accadeva nei congressi e dalle tribune delle formazioni politiche della famigerata e giubilata Prima Repubblica — viene sostituito dai siparietti televisivi, dove l’incaricato di turno espone formulette preconfezionate e senza contraddittorio, con una semplificazione culturale persino stucchevole e retorica.

Accade magari che una candidatura venga presentata a favore di chi si è reso protagonista di qualche gesto simbolico, di qualche bravata o di episodi di cronaca che, meglio di una formazione culturale seria e di una preparazione solida e foriera di competenze utili, esprimono il malcontento piuttosto che la proposta, il negazionismo invece dell’ortodossia, la ribellione al posto del rispetto delle regole e della considerazione altrui. Di rappresentanti di questa caratura superficiale, carica di suggestioni emotive ma priva di razionalità e costrutto, ne abbiamo una discreta rappresentanza ad ogni livello istituzionale, dagli enti locali al Parlamento nazionale fino a quello europeo.

Autoreferenzialità e immobilismo

Da molto tempo si dibatte sulla necessità di un ricambio della classe dirigente, ma pare che ogni concreta soluzione venga sistematicamente rinviata. L’autoreferenzialità diventa facilmente inazione; la conoscenza — intesa come studio, ponderazione, proposizione e applicazione — non la troviamo facilmente alla base della tassonomia dei valori e dei meriti effettivi, perché viene bandita dal dibattito politico che dovrebbe basarsi sul dialogo e sul confronto.

Si va avanti a tentoni: la preoccupazione maggiore è quella dell’autoconservazione.

Referendum, campagna elettorale permanente e scenario europeo

Il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati apre ufficialmente la campagna elettorale delle politiche del 2027. Ma in Europa non stiamo meglio, e non mi riferisco solo all’Italia. In questi giorni Mario Draghi ed Enrico Letta hanno stimolato i Paesi dell’Unione verso una coesione d’intenti e una struttura federale, per fronteggiare le sfide che il nuovo ordine mondiale, la tracotanza delle superpotenze e il neocolonialismo delle sfere d’influenza stanno imponendo.

L’autorevolezza dei protagonisti e la pregnanza delle argomentazioni dovrebbero suggerire un’accelerazione verso il rafforzamento dell’Unione europea: “da 27 a uno”.

Le sfide ignorate e il coraggio che manca

Il Rapporto sul futuro della competitività europea presentato nel settembre 2024 dall’ex presidente della BCE, i suoi recenti richiami aggiornati e il sostegno competente e unisono del presidente dell’Istituto di Studi politici Jacques Delors di Parigi, nonché decano dell’IE University di Madrid e autore a sua volta di un Rapporto sul futuro del mercato unico dell’UE, carichi di motivazioni forti e coerente pragmatismo, sembrano tuttavia suggerire strade troppo coraggiose rispetto alle vie brevi in cui ristagna la politica nazionale ed europea.

Ezio Vanoni, economista della coesione nazionale

A settant’anni dalla morte, Ezio Vanoni riemerge come uno dei protagonisti più lungimiranti della ricostruzione repubblicana. Nel ricordo apparso su Il Mulino, Giovanni Farese restituisce la statura di un economista prestato alla vita pubblica, capace di tenere insieme crescita, equità e responsabilità fiscale. La sua opera si colloca nel solco di quella tradizione cattolico-democratica che vede nello sviluppo non un fine in sé, ma uno strumento di promozione civile e coesione sociale.

Nato a Morbegno nel 1903, Vanoni si formò alla scuola pavese di Benvenuto Griziotti e perfezionò gli studi in Germania grazie a una borsa Rockefeller. Docente di Scienza delle finanze, unì l’elaborazione teorica all’impegno civile: contribuì al Codice di Camaldoli e partecipò ai lavori dell’Assemblea Costituente. In lui la competenza tecnica si tradusse in visione politica, orientata alla dignità del lavoro, alla giustizia fiscale e alla responsabilità dello Stato.

L’Italia nella cooperazione economica internazionale

Ministro del Commercio con l’estero, poi delle Finanze e infine del Bilancio nei governi De Gasperi, Vanoni fu tra gli artefici dell’inserimento dell’Italia nei circuiti economici occidentali. Partecipò alla Conferenza di Parigi, operò nell’OECE e rappresentò il Paese nelle istituzioni finanziarie multilaterali. Il suo impegno contribuì alla stabilizzazione monetaria, alla riapertura dei mercati e al consolidamento della credibilità internazionale dell’Italia, condizioni decisive per la ripresa.

Lo sviluppo come responsabilità collettiva

Il nucleo della sua visione risiede nell’idea che efficienza economica e solidarietà sociale non siano alternative. Piena occupazione, riequilibrio territoriale e responsabilità fiscale furono i pilastri della sua azione, culminata nello “Schema di sviluppo” e nella riforma tributaria. La politica economica, nella sua prospettiva, doveva accompagnare la crescita con la riduzione delle disuguaglianze e il rafforzamento della coesione nazionale, ripartendo dallo sviluppo del Mezzogiorno in un contesto di piena unità nazionale.

Una lezione per l’Europa di oggi

Farese sottolinea come Vanoni rappresenti una tradizione riformatrice capace di integrare libertà economica e giustizia sociale. “Vanoni seppe pensare lo sviluppo come responsabilità collettiva orientata anzitutto alla produzione di beni pubblici, non come semplice espansione della ricchezza privata”, osserva lo studioso, indicando nella sua esperienza una bussola ancora utile per affrontare le sfide contemporanee.

In un tempo segnato da transizioni complesse, tensioni sociali e fragilità fiscali, la sua lezione conserva un valore esemplare: lo sviluppo autentico non si misura soltanto nei numeri della crescita, ma nella capacità di costruire fiducia, solidarietà e partecipazione civile.

 

Fonte: Giovanni Farese, Ezio Vanoni (1903-1956), Il Mulino.

Testo originale: https://www.rivistailmulino.it/a/ezio-vanoni-1903-1956

Airbus siglia il 2025 con +6% di fatturato e +23% di utili

Roma, 19 feb. (askanews) – Airbus ha chiuso il 2025 con un fatturato totale in crescita del 6% a 73,4 miliardi di euro, mentre l’utile netto è balzato del 23% a 5,22 miliardi. Secondo quanto riportano le tabelle pubblicate dal gruppo, il dividendo sale a 3,20 euro operazione, in crescita del 7%.

Complessivamente, i nuovi ordinativi sono cresciuti del 19% a 123,3 miliardi di euro, mentre l’ammontare consolidato di commesse si è smorzato del 2% a 619 miliardi.

Per quest’aanno la società prevede consegne di circa 870 aeromobili e un Ebit corretto che dovrebbe assestarsi a 7,5 miliardi di euro, dai 7,1 raggiunti quest’anno (in crescita del 33% rispetto al 2024). (fonte immagine: Airbus)

Calcio, Milan-Como 1-1 nel recupero

Roma, 16 feb. (askanews) – Finisce 1-1 tra MIlan e Como nel recupero della 18esima giornata di serie A non disputata in quanto a San Siro era in programma la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina. La squadra di Allegri accorcia di un solo punto sull’Inter dopo il match di recupero con il Como. A San Siro finisce 1-1 una sfida molto tattica nel primo tempo e piena di agonismo nella ripresa. Il Como passa in vantaggio grazie a Nico Paz che sfrutta un regalo di Maignan per l’1-0. Nella ripresa il Milan accelera e in contropiede con Leao trova il pareggio. Nel finale anche un parapiglia in zona panchine: ne fa le spese Allegri che viene espulso

Classifica: Inter 61, Milan 54, Napoli 50, Roma 47, Juventus 46, Atalanta, Como 42, Lazio, Bologna 33, Udinese, Sassuolo 32, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese, Genoa, Lecce 24, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, ore 20.45 Bologna-Udinese

Tennis, Sinner: "Era importante vincere, ora alzare il livello"

Roma, 18 feb. (askanews) – “Ho perso un po’ di ritmo e fiducia nel 2° set, ho cercato di lottare e lui mi ha aiutato con un paio di errori”. Così Jannik Sinner dopo aver conquistato i quarti di finale del torneo di Doha.

“Bisogna cercare modi differenti di vincere le partite, ora devo alzare il livello. Cerco di fare del mio meglio e giocare il mio miglior tennis, non guardo la classifica perché tutti giocano ad alta intensità. Giocano più liberi. Sono contento di come ho cominciato”, ha affermato.

Meloni ‘condivide’ Mattarella sul Csm, "ma diritto di criticare le toghe"

Roma, 18 feb. (askanews) – La decisione del presidente della Repubblica di presiedere per la prima volta una riunione ordinaria del Csm, dicono da palazzo Chigi, non era stata preventivamente annunciata. Ma il monito di Sergio Mattarella ad abbassare i toni, a “rispettare” l’organo di autogoverno della magistratura “particolarmente da parte delle istituzioni” non arriva del tutto inaspettato, giacché il Quirinale già aveva avuto modo di far recapitare ai piani alti del governo la preoccupazione per la postura che la campagna per il referendum sulla giustizia stava assumendo.

Sul piano della comunicazione si decide così di affidare a una nota del Guardasigilli, Carlo Nordio, l’apprezzamento e la condivisione “totale” dell’esortazione del capo dello Stato a “un rispetto vicendevole” specie “in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi”. E’ la linea del governo in questa giornata in cui le parole del presidente della Repubblica sembrano colpire al cuore l’inquilino di viale Arenula che nei giorni scorsi aveva spiegato che il meccanismo del sorteggio, previsto dalla stessa riforma, consentirà di eliminare il sistema correntizio “para-mafioso” del Csm attuale.

Nella linea dettata ai suoi da Giorgia Meloni c’è da una parte la necessità di mostrare il necessario rispetto nei confronti della prima carica dello Stato, che peraltro gode di un larghissimo consenso tra gli italiani, dall’altra anche un calcolo molto pragmatico che già nei giorni scorsi l’aveva portata a invitare lo stesso Nordio a evitare toni incendiari: ossia l’esigenza di non alimentare una polarizzazione dello scontro che possa favorire una rimonta del fronte del no. La parola d’ordine è dunque condividere e mostrarsi totalmente allineati, sopire quella sensazione che pure confidenzialmente qualcuno nella maggioranza sussurra, ovvero che quella di Mattarella sia stata una uscita “a gamba tesa” nel pieno della campagna referendaria. Allo stesso tempo, però, a palazzo Chigi si sottolinea che quel monito era rivolto a tutti, quindi anche agli stessi giudici che si sono esposti nella campagna a favore del no, primo tra tutti ovviamente il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri. Una posizione che riecheggia anche nelle fonti che, solo a tarda sera dopo ore di silenzio, vengono fatte filtrare dalla Lega. Il concetto è sempre lo stesso: il monito del Colle – si rimarca – è “pienamente condiviso” tanto che “un appello in questo senso era già stato pronunciato anche da Matteo Salvini” ma “gli eccessi ci sono da entrambe le parti, tra i sostenitori del ‘Sì’ e del ‘No'”.

Se il calcolo politico contribuisce a suggerire alla presidente del Consiglio di non esasperare i toni dello scontro sul referendum, lo stesso – in senso uguale e contrario – vale per gli attacchi nei confronti delle “toghe politicizzate”. L’idea della premier è che vada rivendicato il “diritto di criticare” i giudici che “ostacolano le decisioni” del governo, non solo per auto difesa ma anche per mandare un messaggio alla cosiddetta “pancia” dell’elettorato di centrodestra. E così, per il secondo giorno consecutivo, Giorgia Meloni si produce in un video che va all’offensiva contro i giudici, particolarmente sui temi relativi all’immigrazione. Il caso questa volta è quello della decisione del Tribunale di Palermo di stabilire un risarcimento dello Stato nei confronti della Sea Watch. Quella dei giudici, afferma la premier, è una decisione che “lascia senza parole”. “Ma il compito dei magistrati – chiede – è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”.

Meloni ‘condivide’ Mattarella su Csm, "ma diritto di criticare toghe"

Roma, 18 feb. (askanews) – La decisione del presidente della Repubblica di presiedere per la prima volta una riunione ordinaria del Csm, dicono da palazzo Chigi, non era stata preventivamente annunciata. Ma il monito di Sergio Mattarella ad abbassare i toni, a “rispettare” l’organo di autogoverno della magistratura “particolarmente da parte delle istituzioni” non arriva del tutto inaspettato, giacché il Quirinale già aveva avuto modo di far recapitare ai piani alti del governo la preoccupazione per la postura che la campagna per il referendum sulla giustizia stava assumendo.

Sul piano della comunicazione si decide così di affidare a una nota del Guardasigilli, Carlo Nordio, l’apprezzamento e la condivisione “totale” dell’esortazione del capo dello Stato a “un rispetto vicendevole” specie “in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi”. E’ la linea del governo in questa giornata in cui le parole del presidente della Repubblica sembrano colpire al cuore l’inquilino di viale Arenula che nei giorni scorsi aveva spiegato che il meccanismo del sorteggio, previsto dalla stessa riforma, consentirà di eliminare il sistema correntizio “para-mafioso” del Csm attuale.

Nella linea dettata ai suoi da Giorgia Meloni c’è da una parte la necessità di mostrare il necessario rispetto nei confronti della prima carica dello Stato, che peraltro gode di un larghissimo consenso tra gli italiani, dall’altra anche un calcolo molto pragmatico che già nei giorni scorsi l’aveva portata a invitare lo stesso Nordio a evitare toni incendiari: ossia l’esigenza di non alimentare una polarizzazione dello scontro che possa favorire una rimonta del fronte del no. La parola d’ordine è dunque condividere e mostrarsi totalmente allineati, sopire quella sensazione che pure confidenzialmente qualcuno nella maggioranza sussurra, ovvero che quella di Mattarella sia stata una uscita “a gamba tesa” nel pieno della campagna referendaria. Allo stesso tempo, però, a palazzo Chigi si sottolinea che quel monito era rivolto a tutti, quindi anche agli stessi giudici che si sono esposti nella campagna a favore del no, primo tra tutti ovviamente il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri. Una posizione che riecheggia anche nelle fonti che, solo a tarda sera dopo ore di silenzio, vengono fatte filtrare dalla Lega. Il concetto è sempre lo stesso: il monito del Colle – si rimarca – è “pienamente condiviso” tanto che “un appello in questo senso era già stato pronunciato anche da Matteo Salvini” ma “gli eccessi ci sono da entrambe le parti, tra i sostenitori del ‘Sì’ e del ‘No'”.

Se il calcolo politico contribuisce a suggerire alla presidente del Consiglio di non esasperare i toni dello scontro sul referendum, lo stesso – in senso uguale e contrario – vale per gli attacchi nei confronti delle “toghe politicizzate”. L’idea della premier è che vada rivendicato il “diritto di criticare” i giudici che “ostacolano le decisioni” del governo, non solo per auto difesa ma anche per mandare un messaggio alla cosiddetta “pancia” dell’elettorato di centrodestra. E così, per il secondo giorno consecutivo, Giorgia Meloni si produce in un video che va all’offensiva contro i giudici, particolarmente sui temi relativi all’immigrazione. Il caso questa volta è quello della decisione del Tribunale di Palermo di stabilire un risarcimento dello Stato nei confronti della Sea Watch. Quella dei giudici, afferma la premier, è una decisione che “lascia senza parole”. “Ma il compito dei magistrati – chiede – è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”.

M5S, gruppo Senato: Pirondini capogruppo, con lui squadra di sole donne

Roma, 18 feb. (askanews) – Mediazione interna raggiunta nel gruppo del Movimento 5 stelle al Senato: il capogruppo sarà Luca Pirondini, senatore ligure 44enne, di professione musicista, già candidato sindaco e consigliere comunale a Genova. In una assemblea dei senatori stellati è stata raggiunta l’intesa su una squadra unitaria che sarà votata la prossima settimana, dopo che per alcuni giorni si erano confrontate due “squadre” di candidati contrapposte per la composizione del direttivo di gruppo, capeggiate dallo stesso Pirondini e dalla vicepresidente uscente Alessandra Maiorino.

“È stato un confronto franco e onesto, sempre orientato al bene del gruppo”, ha spiegato, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, il capogruppo uscente Stefano Patuanelli, destinato da tempo, secondo le fonti interne, ad assumere la carica di vicepresidente del Movimento. “Per il voto del prossimo 25 e 26 febbraio si presenterà una sola squadra per assumere il nuovo ruolo direttivo del gruppo parlamentare. Una squadra che tiene in considerazione le sensibilità emerse dal confronto, a testimonianza di una grande maturità politica dell’intero gruppo. Ci tengo particolarmente a ringraziare Alessandra Maiorino – non solo per avermi affiancato in questi 40 mesi – per la forte volontà di lavorare ad una proposta unitaria da presentare al gruppo. Sì è mossa in prima battuta per questo, trovando poi la piena convergenza di Luca Pirondini e lavorando insieme a lui per giungere a questo importante risultato”.

Nel corso del dibattito, raccontano a palazzo Madama, ha trovato spazio anche qualche critica al metodo “tossico” della competizione interna con delle liste contrapposte. Il passo indietro di Maiorino, riconosciuto da Patuanelli, ha avuto anche questo significato, un appello alla costruzione “unitaria” del nuovo direttivo e a un voto partecipato dei senatori sulla lista che sancisce il compromesso raggiunto.

Questi i nomi, salvo cambiamenti dell’ultima ora, della squadra tutta al femminile che accompagnerà Pirondini: vicepresidente del gruppo Concetta Damante, tesoriera Dolores Bevilacqua, segretarie di gruppo Ada Lopreiato e Sabrina Licheri.

Dl Bollette, Confindustria: segnale importante per competitività Paese

Milano, 18 feb. (askanews) – “Accogliamo con favore il decreto bollette varato dal Governo guidato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È positivo che si intervenga con misure concrete a sostegno di famiglie e imprese, ma soprattutto che si inizi a delineare una visione più ampia e strutturale di politica industriale per il nostro Paese”. Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, commentando il decreto bollette. “Va nella direzione del sostegno alle imprese e rappresenta un passo importante – ha commentato -. Come Confindustria, confermiamo la nostra piena disponibilità a collaborare per costruire una strategia energetica solida, sostenibile e capace di rafforzare la crescita e la competitività dell’Italia”.

“Il costo dell’energia rappresenta da tempo uno dei principali fattori di criticità per il sistema produttivo italiano – ha proseguito Orsini . Lo abbiamo evidenziato in più occasioni: l’energia incide in maniera determinante sulla competitività delle nostre imprese, in particolare nei settori energivori e manifatturieri. Contestualmente dobbiamo monitorare che queste misure non incidano sullo sviluppo del settore energetico italiano”.

“Riteniamo fondamentale continuare a lavorare insieme al Governo, anche in sede europea, affinché si affronti con determinazione il tema dei costi legati al sistema Ets, che hanno un impatto significativo sul prezzo finale dell’energia – ha concluso Orsini -. È necessario aprire un confronto costruttivo con l’Unione Europea per garantire regole che accompagnino la transizione senza penalizzare la competitività del nostro tessuto industriale.

Sea Watch, Meloni: decisione lascia senza parole, magistrati premiano chi viola legge?

Roma, 18 feb. (askanews) – La decisione dei giudici di far risarcire la nave Sea Watch “lascia senza parole”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in un video. “La mia domanda è – aggiunge – ma il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”.

“Vi ricordate, Karola Rakete – chiede Meloni – che nel 2019 speronò una motovedetta della Guardia di Finanza per portare con la nave che comandava degli immigrati irregolari in Italia? Non solo all’epoca la Rakete è stata assolta perché secondo alcuni magistrati è consentito forzare un blocco di polizia in nome dell’immigrazione illegale di massa, ma oggi i giudici prendono un’altra decisione che lascia letteralmente senza parole”.

“Hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76.000 euro, sempre degli italiani, la ONG proprietaria della nave capitanata dalla Rakete perché dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l’imbarcazione era stata giustamente trattenuta e posta sotto sequestro. Decisione della magistratura commentata felicemente dall’ONG che dichiara testualmente: il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile. Allora la mia domanda è ma il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”, afferma la premier.

Il video di Meloni arriva dopo quello di ieri in cui ricorda lei stessa “ho commentato la surreale decisione della Magistratura di condannare il Ministero degli Interni a risarcire con i soldi degli italiani, un immigrato irregolare con 23 condanne alle spalle che lo Stato aveva avuto l’ardire di trasferire nel CPR in Albania per l’espulsione. Una notizia vergognosa ma che sembra una sciocchezza rispetto a quello che è accaduto oggi”.

Carolina Kostner: Malinin si rialzerà, la caduta fa parte della vita

Milano, 18 feb. (askanews) – La caduta fa proprio parte dello sport, sicuramente fa parte del pattinaggio e anche parte della vita. Penso che lo sport possa essere visto molto come una metafora della vita: sappiamo tutti che all’Olimpiade può accadere di tutto, che anche quell’emozione lì a volte può sopraffare il migliore. Non è tanto il fatto di cadere, cadiamo tutti prima o poi, non credo ci sia proprio una carriera di uno sportivo che non sia inciampato mai. È come reagisci, come ti rialzi, come ti riprendi e sono sicura che chi ha avuto un momento di difficoltà nel primo non c’è nulla che possa alleggerire la frustrazione e il dolore che sente, ma sono sicura che si rialzeranno e che torneranno più forti di tutto”. Lo ha detto Carolina Kostner, ex grande stella del pattinaggio di figura mondiale, da Casa Italia a Milano.

“Per Malinin – ha aggiunto Kostner parlando del campione americano che a Milano ha pagato una serie sorprendete di cadute – sicuramente è stata tosta. Io mi ricordo, a me il successo più volte e in quei momenti lì, almeno per me, è stato così duro che sarei voluta scomparire proprio dentro al ghiaccio. Come detto, nei momenti della tempesta è molto difficile vedere la luce, vedere il sole, ma sappiamo che nella vita il sole torna, la ruota gira e sono certa che anche lui non toglierà niente… sappiamo tutti che è un atleta fantastico, è un atleta unico e sono certa che si riprenderà”.

Tennis, Sinner ai quarti del torneo di Doha

Roma, 18 feb. (askanews) – Jannik Sinner ai quarti del torneo di Doha. L’azzurro si libera in due set e in un’ora e mezza dell’australiano Alexei Popyrin, battuto con i parziali di 6-3, 7-5. Un Jannik molto concreto al servizio (zero palle break concesse, il 79% di punti vinti con la prima), che nonostante qualche errore di troppo (15, di cui 12 con il diritto) ha archiviato la pratica senza rischiare nulla. Giovedì la sfida inedita contro il ceco Jakub Mensik, n°16 del mondo

Migranti, Sea Watch avrà un risarcimento di 76 mila euro per il blocco della nave

Roma, 18 feb. (askanews) – “Mentre il Governo annuncia il ‘blocco navale’ e attacca le Ong, il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile: il Tribunale di Palermo ha stabilito che Sea Watch sarà risarcita di 76mila euro per il blocco ingiustamente subito nel 2019 dopo il caso Rackete”. E’ quanto si legge in un post su X della Ong.

“Un vero e proprio premio per aver forzato un divieto del governo, speronando una motovedetta della Guardia di Finanza pur di entrare in porto con i clandestini. È la decisione, incredibile, di un tribunale: ha stabilito che gli italiani diano 76mila euro di risarcimento per ‘fermo illegittimo’ alla Ong di Carola Rackete, l’attivista tedesca che quando ero al Viminale non accettava la linea dei porti chiusi che aveva praticamente azzerato sbarchi e tragedie del mare”. Così su X il viceremier e segretario della Lega Matteo Salvini.

“Il 22-23 marzo voterò Sì al referendum per cambiare questa in(Giustizia) che non funziona”, conclude.

La metamorfosi di MIA Photo Fair BNP Paribas 2026

Milano, 18 feb. (askanews) – MIA Photo Fair BNP Paribas presenta la prossima edizione della fiera italiana dedicata alla fotografia, che si terrà presso gli spazi di Superstudio Più a Milano da giovedì 19 marzo a domenica 22 marzo 2026. In occasione della conferenza stampata la direttrice Francesca Malgara ha raccontato ad askanews alcune novità della nuova edizione: “Quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas. Il tema è la metamorfosi che è un po’ il tema che mi contraddistingue per come sta cambiando la fiera in questi anni e da quando sono direttrice io. La fiera sarà al Superstudio Più in via Tortona come l’anno scorso ma avrà un nuovo percorso, un nuovo layout che abbiamo disegnato proprio per creare un’armonia, per dare possibilità a tutte le gallerie di essere viste e ai visitatori di vivere una socialità e proprio un’esperienza culturale diversa. In fiera avremo dei progetti speciali molto belli, una mostra di Elisabetta Catalano ospitata negli spazi di Eberhard, una mostra dedicata a William Wegman, che ha fornito la nostra immagine guida per il tema della metamorfosi: questo cane che si trasforma, dove ci saranno 24 polaroid uniche che non si vedono in Italia da tanti anni, in collaborazione con la galleria spagnola Galleria Alta che sarà ospite in fiera. Un’altra cosa che contraddistingue quest’anno, secondo me, la fiera è la partecipazione proprio di gallerie internazionali, ne abbiamo 27: sono più o meno il 30 % che continua a crescere ogni anno. Avremo anche un circuito off: siamo riusciti a uscire dagli spazi della fiera, a fare delle collaborazioni con degli spazi espositivi e delle istituzioni cittadine. Fra gli spazi espositivi ci sarà Corso Como 10, che ci affianca con una bellissima mostra che si chiama The New American West: Photography in Conversation, co-curata da un gallerista americano che si chiama Howard Greenberg, molto importante, sono felice che sarà anche nostro ospite in fiera”.

La manifestazione, organizzata da Fiere di Parma e diretta per il terzo anno da Francesca Malgara, ha il patrocinio del Comune di Milano e vede il supporto di BNL BNP Paribas, già storico main sponsor dal 2012, e title sponsor dal 2025, e di Deloitte che, con il patrocinio di Fondazione Deloitte, è diventato main sponsor della fiera lo scorso anno. Sono quattro le sezioni della quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas: la Main Section e tre sezioni tematiche curate, Beyond Photography – Dialogue, Reportage Beyond Reportage e FOCUS Latino. Sono dieci i premi che arricchiscono la proposta culturale di MIA Photo Fair BNP Paribas, testimoniando l’impegno della manifestazione nella promozione della fotografia e nel sostegno alle voci più interessanti del panorama internazionale.

Richiamo Mattarella a rispettare Csm, politica d’accordo: abbassare toni

Roma, 18 feb. (askanews) – Una partecipazione “inconsueta” al plenum del Csm per rivolgere un richiamo forte e determinato al rispetto tra le istituzioni e in particolare al rispetto per il Consiglio superiore della magistratura in quanto organo costituzionale. Sono qui per “ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”, ha scandito il Presidente della Repubblica a Palazzo Bachelet.

Sergio Mattarella, solitamente restìo a intervenire nelle contese politiche delle campagne elettorali, oggi ha compiuto un gesto irrituale che dice quasi di più di tante parole. La decisione di prendere parte al plenum ordinario di oggi è stata comunicata solo poche ore prima e ha spiazzato anche il mondo politico che però ha unanimemente condiviso quel richiamo ad abbassare i toni. A cominciare dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che aveva definito “paramafioso” il Consiglio superiore della magistratura e che oggi assicura: “Apprezziamo e condividiamo totalmente l’esortazione del presidente della Repubblica il quale, da custode della Costituzione, avverte l’esigenza di un rispetto vicendevole tra istituzioni, specie in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi. Faremo la nostra parte – ha detto il ministro – nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni”.

I rischi di delegittimazione delle istituzioni che hanno contraddistinto il dibattito politico sul referendum sulla separazione delle carriere preoccupava da giorni il capo dello Stato che finora era rimasto silente e in disparte rispetto al delicato tema della riforma. Non solo l’incalzare degli interventi del Guardasigilli che ha attaccato a più riprese anche l’Anm fino a inviare una richiesta per conoscere i finanziatori della campagna per il No. Iniziativa che le opposizioni hanno definito “liste di proscrizione”. Anche la premier, Giorgia Meloni, è sembrata entrare direttamente nella polemica quando ieri sera ha pubblicato un un video in cui accusava i magistrati “politicizzati” di ostacolare l’azione del suo governo.

“Più che nella funzione di presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica – ha spiegato Mattarella -, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica”, ha detto ricordando a tutti i protagonisti che certo le istituzioni, tutte, “non sono esenti da difetti” e quindi si possono criticare ma senza trascendere nella delegittimazione. “Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni – ha puntualizzato quasi a sottolineare l’eccezionalità del suo intervento -. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM”.

Il richiamo sembra aver sortito l’effetto desiderato almeno nelle dichiarazioni di leader ed esponenti politici di maggioranza e opposizione: “l’intervento di Mattarella è di alto valore simbolico”, ha detto Giuseppe Conte “le polemiche, gli attacchi al Csm avevano superato il livello di guardia, e coinvolto anche il ministro Nordio” perciò ora bisogna tutti quanti “abbassare i toni”. “Sono parole, le sue, che vanno ascoltate e per le quali va ringraziato. In particolare per aver ricordato il necessario rispetto reciproco tra le istituzioni per il bene del Paese”, ha detto Elly Schlein.

Apprezzamenti e riconoscimenti all’autorevolezza e saggezza dell’inquilino del Colle arrivano anche dalla maggioranza con Maurizio Lupi, Giorgio Mulè. Alla fine anche Fdi decide di uscire con una nota del capogruppo Galeazzo Bignami: “Come ribadito dal Capo dello Stato l’impegno di tutti deve essere quello di favorire il dialogo tra le Istituzioni sulla base del rispetto reciproco e soprattutto nell’interesse supremo del bene degli italiani. Interesse che, infatti, ci ha guidati nella riforma della giustizia, che a breve sarà valutata dal popolo italiano, e che riteniamo renderà più equa, credibile e libera da condizionamenti la magistratura stessa”.

Richiamo di Mattarella a rispettare il Csm, politica d’accordo: abbassare i toni

Roma, 18 feb. (askanews) – Una partecipazione “inconsueta” al plenum del Csm per rivolgere un richiamo forte e determinato al rispetto tra le istituzioni e in particolare al rispetto per il Consiglio superiore della magistratura in quanto organo costituzionale. Sono qui per “ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”, ha scandito il Presidente della Repubblica a Palazzo Bachelet.

Sergio Mattarella, solitamente restìo a intervenire nelle contese politiche delle campagne elettorali, oggi ha compiuto un gesto irrituale che dice quasi di più di tante parole. La decisione di prendere parte al plenum ordinario di oggi è stata comunicata solo poche ore prima e ha spiazzato anche il mondo politico che però ha unanimemente condiviso quel richiamo ad abbassare i toni. A cominciare dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che aveva definito “paramafioso” il Consiglio superiore della magistratura e che oggi assicura: “Apprezziamo e condividiamo totalmente l’esortazione del presidente della Repubblica il quale, da custode della Costituzione, avverte l’esigenza di un rispetto vicendevole tra istituzioni, specie in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi. Faremo la nostra parte – ha detto il ministro – nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni”.

I rischi di delegittimazione delle istituzioni che hanno contraddistinto il dibattito politico sul referendum sulla separazione delle carriere preoccupava da giorni il capo dello Stato che finora era rimasto silente e in disparte rispetto al delicato tema della riforma. Non solo l’incalzare degli interventi del Guardasigilli che ha attaccato a più riprese anche l’Anm fino a inviare una richiesta per conoscere i finanziatori della campagna per il No. Iniziativa che le opposizioni hanno definito “liste di proscrizione”. Anche la premier, Giorgia Meloni, è sembrata entrare direttamente nella polemica quando ieri sera ha pubblicato un un video in cui accusava i magistrati “politicizzati” di ostacolare l’azione del suo governo.

“Più che nella funzione di presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica – ha spiegato Mattarella -, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica”, ha detto ricordando a tutti i protagonisti che certo le istituzioni, tutte, “non sono esenti da difetti” e quindi si possono criticare ma senza trascendere nella delegittimazione. “Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni – ha puntualizzato quasi a sottolineare l’eccezionalità del suo intervento -. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM”.

Il richiamo sembra aver sortito l’effetto desiderato almeno nelle dichiarazioni di leader ed esponenti politici di maggioranza e opposizione: “l’intervento di Mattarella è di alto valore simbolico”, ha detto Giuseppe Conte “le polemiche, gli attacchi al Csm avevano superato il livello di guardia, e coinvolto anche il ministro Nordio” perciò ora bisogna tutti quanti “abbassare i toni”. “Sono parole, le sue, che vanno ascoltate e per le quali va ringraziato. In particolare per aver ricordato il necessario rispetto reciproco tra le istituzioni per il bene del Paese”, ha detto Elly Schlein.

Apprezzamenti e riconoscimenti all’autorevolezza e saggezza dell’inquilino del Colle arrivano anche dalla maggioranza con Maurizio Lupi, Giorgio Mulè. Alla fine anche Fdi decide di uscire con una nota del capogruppo Galeazzo Bignami: “Come ribadito dal Capo dello Stato l’impegno di tutti deve essere quello di favorire il dialogo tra le Istituzioni sulla base del rispetto reciproco e soprattutto nell’interesse supremo del bene degli italiani. Interesse che, infatti, ci ha guidati nella riforma della giustizia, che a breve sarà valutata dal popolo italiano, e che riteniamo renderà più equa, credibile e libera da condizionamenti la magistratura stessa”.

Bce smentisce ma FT insiste: "Iniziata la partita" sul dopo Lagarde

Roma, 18 feb. (askanews) – Il Financial Times batte a caldo sulla rinnovata ipotesi di ritiro anticipato di Christine Lagarde dalla presidenza della Bce. “Non è chiaro quando si verificherà”, dice il quotidiano citando una fonte anonima, solo per aggiungere che secondo un’altra fonte “è probabile” che il passo indietro avvenga “in estate”, dato che ora la questione della sua uscita di scena sarebbe “semi ufficiale”.

In ogni caso, ormai per la sua successione “la partita è aperta”, aggiunge il quotidiano citando “un esponente governativo dell’Unione europea”, sempre anonima.

Stamattina la smentita della Bce è arrivata rapidamente, affidata ad una comunicazione di un portavoce: “la presidente Lagarde è totalmente focalizzata sulla sua missione e non ha preso alcuna decisione in merito alla fine del suo mandato”.

Poche ore dopo Piero Cipollone, il componente italiano del Comitato esecutivo della Bce, che si trovata a Roma per perorare la causa dell’euro digitale presso i banchieri riuniti all’Abi, così ha risposto a chi gli chiedeva se fossero vere le indiscrezioni del Ft: “Non ho questa informazione: la presidente ha il pieno controllo della banca e ci guida, come sempre, con la forza e con l’energia necessarie”.

Nelle sue ricostruzioni, il quotidiano sostiene che Lagarde intenderebbe fare il passo indietro in base a motivazioni sostanzialmente politiche: consentire che sia il presidente francese uscente, Emmanuel Macron, a partecipare alla nomina del suo successore, assieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Questo per evitare che la partita venga regolata dal futuro presidente, che in base ai sondaggi circolanti è altamente probabile risultare espressione del Front National, indipendentemente dal fatto che si candidi Marine Le Pen o il suo delfino, Jordan Bardella.

Resta da vedere se queste ricostruzioni si riveleranno fondate. Anche perché muoversi in questo modo, in base a queste logiche, e al tempo stesso ergersi a paladini dell’autonomia delle istituzioni monetarie dalla politica – non solo la Bce, ma tutte, anche la Federal Reserve Usa – potrebbe risultare un gioco di equilibrismo impegnativo anche per una ex atleta di nuoto sincronizzato.

Peraltro precedenti ipotesi di stampa sostenevano che Lagarde avrebbe lasciato anticipatamente o per candidarsi alla presidenza della Repubblica francese, o per rilevare la presidenza del Wef. Di fatto, l’ipotesi di una sua uscita di scena anticipata è abbastanza ricorrente.

Tornando al FT, nel pomeriggio ha rilanciato le sue ricostruzioni riportando che il ministero dell’Economia della Spagna ha affermato con una nota intende “lavorare attivamente per assicurare di mantenere una posizione rilevante e influente” alla Bce. Così come per garantirsi “un ruolo di leadership nelle maggiori istituzioni europee”.

In scadenza c’è la carica di vicepresidente della Bce, occupata dallo spagnolo Luis de Guindos e che andrà al croato Boris Vujcic. In lizza per la presidenza Bce vi sarebbero l’attuale presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, e il suo omologo della Banca centrale olandese, Klaas Knot, assieme ad altri, prevalentemente annoverabili tra i “falchi”. Madrid, sostiene il FT, punterebbe invece a piazzare il suo ex banchiere centrale, Pablo Hernández de Kos.

La decisione su chi nominare a capo dell’istituzione che ha sede a Francoforte spetta fondamentalmente ai governi Ue, previa consultazione del Parlamento europeo e dello stesso direttorio dell’istituzione monetaria. Lagarde, nominata nel 2019, scade a fine ottobre 2027. La presidenza Bce è tra le cariche più rilevanti di tutte quelle comunitarie, si inserisce quindi nell’articolato gioco di trattative diplomatiche tra i Paesi per le diverse posizioni nella Ue.

Giuli a Napoli: prossimo Sannazaro bello come prima, lo Stato è forte

Napoli, 18 feb. (askanews) – “Il prossimo Sannazaro me lo immagino bello come quello che c’è sempre stato dal suo atto di fondazione. Me lo immagino meraviglioso come quello della fine degli Anni Sessanta, quando è stato rigenerato dalle forze vive di questa cultura napoletana, nazionale e italiana. Me lo immagino nella forma di una struttura che comprenda tutti e quando dico tutti intendo dire proprietari, gestori e lo Stato nelle sue varie raffigurazioni”: così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, al termine di una riunione in prefettura a Napoli sul Sannazaro, il giorno dopo l’incendio che ha distrutto il teatro.

“Me lo immagino come il frutto di un grande sforzo corale e ho già riscontrato un grande amore e una grande partecipazione da parte di intellettuali e artisti, quelli che abbiamo chiamato le forze vive della Repubblica culturale italiana, affinché nulla vada disperso della memoria storica e tutto ciò che si può fare per recuperare materiali e testimonianze venga messo immediatamente a valore. Ogni sottoscrizione, ogni contributo è ovviamente ben accetto. Lo Stato è forte è sa che può sostenere, dagli enti locali a Roma, tutta la procedura”, ha aggiunto.

Francia, Meloni: sconvolge uccisione Deranque, travolto da clima d’odio

Roma, 18 feb. (askanews) – “L’uccisione del giovane Quentin Deranque in Francia è un fatto che sconvolge e addolora profondamente. La morte di un ragazzo poco più che ventenne, aggredito da gruppi riconducibili all’estremismo di sinistra e travolto da un clima di odio ideologico che attraversa diverse nazioni, è una ferita per l’intera Europa. Nessuna idea politica, nessuna contrapposizione ideologica può giustificare la violenza o trasformare il confronto in aggressione fisica. Quando l’odio e la violenza prendono il posto del dialogo, a perdere è sempre la democrazia”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Carolina Kostner: Malinn si rialzerà, la caduta fa parte della vita

Milano, 18 feb. (askanews) – La caduta fa proprio parte dello sport, sicuramente fa parte del pattinaggio e anche parte della vita. Penso che lo sport possa essere visto molto come una metafora della vita: sappiamo tutti che all’Olimpiade può accadere di tutto, che anche quell’emozione lì a volte può sopraffare il migliore. Non è tanto il fatto di cadere, cadiamo tutti prima o poi, non credo ci sia proprio una carriera di uno sportivo che non sia inciampato mai. È come reagisci, come ti rialzi, come ti riprendi e sono sicura che chi ha avuto un momento di difficoltà nel primo non c’è nulla che possa alleggerire la frustrazione e il dolore che sente, ma sono sicura che si rialzeranno e che torneranno più forti di tutto”. Lo ha detto Carolina Kostner, ex grande stella del pattinaggio di figura mondiale, da Casa Italia a Milano.

“Per Malinin – ha aggiunto Kostner parlando del campione americano che a Milano ha pagato una serie sorprendete di cadute – sicuramente è stata tosta. Io mi ricordo, a me il successo più volte e in quei momenti lì, almeno per me, è stato così duro che sarei voluta scomparire proprio dentro al ghiaccio. Come detto, nei momenti della tempesta è molto difficile vedere la luce, vedere il sole, ma sappiamo che nella vita il sole torna, la ruota gira e sono certa che anche lui non toglierà niente… sappiamo tutti che è un atleta fantastico, è un atleta unico e sono certa che si riprenderà”.

Nuova musica per gli U2 ispirata a chi combatte per la libertà

Milano, 18 feb. (askanews) – Prima dell’uscita del nuovo disco della band a fine 2026, l’EP “U2-Days of Ash” è un progetto collaterale comprensivo di cinque nuove canzoni e una poesia – ‘American Obituary’, ‘The Tears Of Things’, ‘Song Of The Future’, ‘Wildpeace’, ‘One Life At A Time’ e ‘Yours Eternally’ (in collaborazione con Ed Sheeran & Taras Topolia). Si tratta di una risposta immediata agli eventi attuali globali e ispirata alle molte persone straordinarie e coraggiose che combattono in prima linea per la libertà. Quattro dei cinque brani parlano di persone – una madre, un padre, una ragazza adolescente – le cui vite sono state brutalmente stroncate. Un soldato che preferirebbe cantare, ma è pronto a morire per la libertà del suo Paese.

“È stato emozionante ritrovarci tutti e quattro insieme in studio nell’ultimo anno… Le canzoni di Days of Ash sono molto diverse per atmosfera e tema da quelle che inseriremo nel nostro album più avanti nel corso dell’anno. Questi brani dell’EP non potevano aspettare; queste canzoni erano impazienti di essere diffuse al mondo. Sono canzoni di sfida e sgomento, di lamento. Seguiranno canzoni di festa, ci stiamo lavorando adesso… perché nonostante tutte le cose terribili che vediamo normalizzate ogni giorno sui nostri piccoli schermi, non c’è nulla di normale in questi tempi folli e esasperanti e dobbiamo opporci prima di poter tornare ad avere fiducia nel futuro. E l’uno nell’altro. “Se hai la possibilità di sperare, è un dovere farlo…” è una frase che abbiamo preso in prestito da Lea Ypi. Anche una risata sarebbe gradita. Grazie” dice Bono Vox. “Chi ha bisogno di ascoltare un nostro nuovo disco? Dipende solo dal fatto che stiamo creando musica che riteniamo meriti di essere ascoltata. Credo che queste nuove canzoni siano all’altezza dei nostri lavori migliori. Parliamo molto di quando pubblicare i nuovi brani. Non sempre lo si sa… ma vista la situazione attuale, sembra il momento giusto. Fin dai nostri esordi, quando collaboravamo con Amnesty o Greenpeace, non abbiamo mai esitato a prendere posizione e a volte questo può creare qualche problema, perché c’è sempre una sorta di contraccolpo, ma è una parte importante di ciò che siamo e del motivo per cui esistiamo ancora” aggiunge Larry Mullen Jr. “Sono entusiasta di queste nuove canzoni, mi sembra che arrivino al momento giusto” spiega Adam Clayton “Crediamo in un mondo in cui i confini non vengono cancellati con la forza. In cui la cultura, la lingua e la memoria non vengono messe a tacere dalla paura. In cui la dignità di un popolo non è negoziabile. Questa convinzione non è temporanea. Non è una moda politica. È il terreno su cui poggiamo i piedi. E noi vi stiamo uniti” conclude The Edge. “American Obituary” racconta lo scioccante evento a cui il mondo ha assistito a Minneapolis, Minnesota, il 7 gennaio 2026, quando Renée Nicole Macklin Good, una madre ispirata ad alti ideali di tre figli, è stata uccisa a distanza ravvicinata mentre esercitava il suo diritto di protestare pacificamente, un diritto protetto dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Questa madre disarmata è stata poi descritta come una “terrorista interna” da un governo che non intende ritirare tale definizione, pur sapendo che non è vera. Né intende avviare un’indagine adeguata su quanto accaduto, nell’interesse di tutte le persone coinvolte.

Il titolo “The Tears Of Things” è tratto da un libro del frate francescano Richard Rohr, che attraverso gli scritti dei profeti ebrei esamina come sia possibile vivere con compassione in un’epoca di violenza e disperazione. La canzone immagina una conversazione tra il David di Michelangelo e il suo creatore… in cui il giovane con la fionda e cinque pietre levigate rifiuta l’idea di dover diventare Golia per sconfiggerlo… e si scopre anche che ha le pupille a forma di cuore mezzo millennio prima dell’emoji a forma di cuore, cosa che ancora oggi lascia perplessi i visitatori della Galleria dell’Accademia di Firenze, in Italia.

La protagonista del testo di “Song of the Future” è Sarina. Rende omaggio alla vita della sedicenne Sarina Esmailzadeh, una delle migliaia di studentesse iraniane che nel 2022 sono scese in piazza nell’ambito del movimento “Woman, Life, Freedom”. Queste proteste sono state scatenate dalla morte di Jina Mahsa Amini, una giovane donna curdo-iraniana deceduta a Teheran il 16 settembre dello stesso anno a causa delle ferite riportate in seguito al suo arresto da parte della cosiddetta “polizia morale” per non aver indossato l’hijab secondo gli standard governativi. Sette giorni dopo, Sarina è stata picchiata dalle forze di sicurezza iraniane ed è morta a causa delle ferite riportate, mentre il regime ha affermato che si è suicidata. La canzone mira a catturare lo spirito libero di Sarina, la promessa e la speranza della sua breve vita.

L’EP “Days of Ash” include una lettura di “Wildpeace” – una poesia dell’autore e poeta israeliano Yehuda Amichai – da parte dell’artista nigeriana Adeola delle Les Amazones d’Afrique, con musica degli U2 e di Jacknife Lee.

“One Life At A Time” è stata scritta per Awdah Hathaleen, padre palestinese di tre figli. Attivista non violento e insegnante di inglese, Awdah è stato ucciso nel suo villaggio in Cisgiordania dal colono israeliano Yinon Levi il 28 luglio 2025. Awdah era consulente del documentario vincitore dell’Oscar “No Other Land”, realizzato da palestinesi e israeliani. Al suo funerale, uno dei registi, Basel Adra, ha parlato del massacro del suo amico e dell’esperienza dei palestinesi che vengono cancellati “una vita alla volta”. Gli U2 hanno ripreso questa frase e l’hanno ribaltata per suggerire che una soluzione pacifica sarà raggiunta “una vita alla volta”.

In “Yours Eternally” Bono e The Edge sono affiancati alla voce dal musicista ucraino diventato soldato Taras Topolia e da Ed Sheeran. Nella primavera del 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, Bono e The Edge si sono recati a Kiev per suonare in una stazione della metropolitana su invito del presidente Zelensky. Un paio di giorni prima, Ed aveva messo in contatto Taras Topolia e la sua band Antytila, con Bono. Bono, Taras e The Edge si sono incontrati per la prima volta su quella banchina della metropolitana. Da allora sono diventati amici. Taras è l’ispirazione dietro “Yours Eternally”, una canzone scritta sotto forma di lettera di un soldato in servizio attivo con uno spirito audace e vivace che ben si adatta all’Ucraina.

“Yours Eternally” sarà accompagnato anche da un breve documentario di 4 minuti e mezzo diretto dal cineasta e regista ucraino Ilya Mikhaylus, che uscirà martedì 24 febbraio, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. Girato nel dicembre 2025 mentre Mikhaylus e la sua troupe erano al seguito del Corpo d’Armata Khartiya formato da 40.000 uomini, il filmato cattura la straordinaria vita quotidiana di Alina e dei suoi commilitoni che combattono in prima linea nella guerra.

Mediobanca: titolo in rally (+5,7%) con il delisting

Milano, 18 feb. (askanews) – Seduta sugli scudi per Mediobanca (+5,7% a 19,18 euro) dopo che ieri il cda di Mps (+1,54% a 8,558 euro), che controlla l’86,3% di Piazzetta Cuccia, ha approvato all’unanimità la piena integrazione con l’istituto milanese attraverso la fusione per incorporazione e il conseguente delisting, con Piazzetta Cuccia che dopo 70 anni si appresta così a lasciare Piazza Affari. Un passaggio coerente con il percorso annunciato un anno fa da Siena con l’Ops per sprigionare appieno le sinergie di 700 milioni di euro promesse dall’AD Luigi Lovaglio al mercato.

Gli investitori si stanno posizionando sui titoli della merchant bank in vista di un concambio a premio, un movimento che si era già osservato nelle scorse settimane. L’operazione, hanno commentato gli analisti di Equita, “consentirà di mitigare il rischio di integrazione e rafforzare la struttura di capitale, con un Cet1 superiore al 16,5%”. Dettagli sul concambio e sui tempi del delisting, che ai corsi attuali costerebbe circa 2 miliardi, sono attesi il 27 febbraio quando Lovaglio presenterà il nuovo piano industriale del gruppo Mps.

Alla nuova “Mediobanca Spa” (non quotata e posseduta al 100% da Mps), faranno capo le attività di corporate & investment banking e private banking, a servizio della clientela di fascia alta, e soprattutto la storica quota in Generali, oggi pari al 13,2%.

Milano – Cortina, il medagliere dei Giochi olimpici invernali

Roma, 18 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

1 Norvegia oro 15 argento 8 bronzo 10 totale 33 2 Italia oro 9 argento 4 bronzo 12 totale 25 3 Stati Uniti oro 7 argento 11 bronzo 6 totale 24 4 Francia oro 6 argento 7 bronzo 4 totale 16 5 Svezia oro 6 argento 6 bronzo 3 totale 15 6 Paesi Bassi oro 6 argento 6 bronzo 1 totale 13 7 Germania oro 5 argento 8 bronzo 8 totale 21 8 Austria oro 5 argento 8 bronzo 4 totale 17 9 Giappone oro 5 argento 6 bronzo 12 totale 23 9 Svizzera oro 5 argento 4 bronzo 3 totale 12

TG Poste, una medaglia d’oro in casa Poste Italiane

Roma, 18 feb. (askanews) – Le emozioni olimpiche non finiscono mai. A vent’anni dal trionfo di Torino 2006, l’Italia torna sul gradino più alto del podio nel pattinaggio di velocità: gli azzurri conquistano l’oro nell’inseguimento a squadre maschile, superando gli Stati Uniti. Poco prima della gara, il TG Poste ha raccolto le parole di Linda Bortolotti, dipendente di Poste Italiane e moglie di Andrea Giovannini, tra i protagonisti del terzetto azzurro. La sua emozione contagiosa ha coinvolto anche i colleghi dell’ufficio postale di Pergine Valsugana, in provincia di Trento. Il servizio del TG Poste.

Giuli abbraccia i gestori del Sannazaro: "Gli ho detto che lo Stato c’è"

Napoli, 18 feb. (askanews) – “L’abbraccio ai gestori del teatro Sannazaro? E’ l’abbraccio che lo Stato italiano riserva a chi sta soffrendo fisicamente per una cosa del genere. Ci siamo detti che non è un lutto permanente e che ci siamo”. A dirlo è il ministro Alessandro Giuli, in un punto stampa a Napoli, dopo un vertice in prefettura, il giorno dopo l’incendio che ha distrutto il Teatro Sannazaro. úCosì come ha già detto il sindaco così come ha detto il prefetto così come detto già l’assessore alla cultura della regione e tutti i tecnici impegnati. – continua il ministro – Abbiamo dettoáalle persone che piangono questo danno enorme che noi ci siamo e che da questo momento inizia un percorso di rinascita”. “Stiamo facendo una mappatura dello stato di conservazione in questo momento di quel che resta dentro il teatro. – evidenzia il ministro – per qualsiasi valutazione di carattere tecnico credo sia un po’ presto e soprattutto credetemi non è il ministro della Cultura che può avventurarsi in discorsi del genere, ma anche per rispetto di chi sta lavorando in questo preciso momento a far la prima dei danni e a capire in che quali sono le condizioni effettive del teatro” conclude.

Leonardo: accordo con Indra Group nella cyber defence

Milano, 18 feb. (askanews) – Indra Group e Leonardo hanno firmato un Memorandum of Understanding per rafforzare la cooperazione nella cyber defence, con l’obiettivo di identificare ed espandere la loro portata internazionale in Europa, nella Nato e in altri mercati ad alto potenziale. Attraverso questa collaborazione, sottolinea una nota, le due società rafforzeranno le rispettive capacità per spingere sull’innovazione e rinforzare le difese cyber di Istituzioni e infrastrutture critiche, fornendo soluzioni avanzate, addestramento mirato e una risposta coordinata all’aumento di minacce complesse. L’accordo prevede anche la gestione congiunta di servizi di difesa cyber per clienti pubblici e privati.

“In un mondo in cui le minacce digitali evolvono rapidamente e sono sempre più pervasive, e in uno scenario tecnologicamente frammentato, la difesa europea deve innovarsi, anticipare e cooperare”, ha commentato Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo. “Questo accordo conferma l’importanza della cybersecurity come uno dei pilastri del piano industriale di Leonardo, rafforzandone la presenza internazionale anche attraverso alleanze strategiche volte a sviluppare tecnologie avanzate e sovrane sviluppate per proteggere persone, istituzioni e infrastrutture. Mettendo a fattor comune le nostre competenze e le tecnologie proprietarie in ambito Cyber & Resilience, Secure Digital & Cloud e Mission Critical Communications puntiamo a trasformare l’innovazione tecnologica in valore concreto per le nostre nazioni”.

Il presidente di Indra, Ángel Escribano, ha ricordato che accordi come quello appena sottoscritto, “regolano e accelerano la cooperazione industriale europea grazie a una governance chiara che facilita le offerte congiunte e l’esecuzione rigorosa dei progetti. Il nostro ruolo di azienda pionieristica ci consentirà di attivare catene del valore basate su capacità sovrane, aperte e interoperabili per l’Europa e la Nato, garantendo che competenze strategiche e tecnologie proprietarie rimangano sotto il controllo dell’Ue. Grazie a centri operativi interconnessi, alla condivisione avanzata di informazioni sulle minacce e ad ambienti di formazione sulla difesa cyber, possiamo trasformare la collaborazione in autonomia strategica e in efficace deterrenza”.

“Questa partnership – ha sottolineato José Vicente de los Mozos, Ceo di Indra Group – ci consentirà di accelerare la nostra innovazione e lanciare sul mercato soluzioni che rafforzano la resilienza digitale di sistemi e operazioni, ampliando la nostra portata e il nostro impatto sulla protezione delle infrastrutture e dei servizi essenziali. Si tratta di un passo decisivo verso il consolidamento della leadership europea nella difesa cyber e della sua proiezione in altri paesi, fornendo all’Europa e ai suoi alleati una risposta solida alle sfide poste dal cyberspazio”.

Calcio, sollievo Bremer, nessuna lesione

Roma, 18 feb. (askanews) – La Juventus e Gleison Bremer possono tirare un sospiro di sollievo. Gli esiti degli esami cui si è sottoposto il giocatore al J Medical hanno dato esito negativo. Il brasiliano, quindi, non si è procurato nessuna lesione e verrà monitorato quotidianamente dallo staff medico bianconero. Anche per Jonathan David, il quale è stato costretto al forfait nella gara di Champions League contro il Galatasaray per un fastidio all’inguine, sono arrivate buone notizie: non sono stati riscontrati guai seri, il canadese ha lavorato a parte e le sue condizioni saranno valutate giorno per giorno alla Continassa. Il prossimo impegno della squadra di Spalletti sarà sabato alle 15, allo Stadium arriverà il Como di Fabregas in una sfida fondamentale nella corsa al quarto posto che vale l’accesso in Champions.

Napoli, il team di esperti dice no a un nuovo trapianto per il bimbo

Napoli, 18 feb. (askanews) – L’Azienda Ospedaliera dei Colli rende noto che si è concluso il consulto tra esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico. “Un confronto collegiale che ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile. – si legge in una nota dell’ospedale – Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, si è stabilito che le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto. La Direzione Strategica ha provveduto ad informare il Centro Nazionale Trapianti ed esprime la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile”.