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“Integrazione”: convegno Lega alla Camera su islamismo politico

Roma, 11 lug. (askanews) – Organizzato alla Camera dei Deputati dal Dipartimento per

l’Integrazione delle Comunità Straniere della Lega, dall’Istituto Milton Friedman (Roma) e da Trends Group (Abu Dhabi), l’evento “Integrazione: le implicazioni della presenza dei Fratelli Musulmani in Europa” ha riunito rappresentanti istituzionali e studiosi per analizzare il fenomeno dell’islamismo politico e il suo impatto sulle democrazie europee.

L’evento, moderato dal direttore de Il Tempo Daniele Capezzone, ha visto gli interventi di Souad Sbai, promotrice dell’iniziativa; Mohammed Abdulla al-Ali, CEO di TRENDS Global Group; i ricercatori senior di Trends Hamad al-Hosani e Badriya al-Riyami; Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo dell’Istituto Friedman; il geopolitologo Alexandre Del Valle. Nel video il commento di Dario Peirone, direttore generale dell’Istituto Milton Friedman.

I relatori hanno approfondito il ruolo della Fratellanza Musulmana, le strategie di diffusione dell’ideologia anche attraverso il digitale e l’importanza della ricerca. Gli Emirati Arabi Uniti, come evidenziato da tutti i relatori, rappresentano oggi un modello di successo nella lotta contro la minaccia rappresentata dall’Islam politico soprattutto in Europa.

L’Istituto Friedman e Trends Group hanno siglato poi un memorandum che ha avviato una collaborazione strutturata tra il think thank italiano e quello emiratino. Ad entrambi gli eventi ha preso parte l’Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti a Roma, S.E. Abdulla Ali AlSubousi.

MotoGP, frattura completa e scomposta della clavicola per Bezzecch

Roma, 11 lug. (askanews) – Caduta per Marco Bezzecchi durante le qualifiche del Sachsenring. Nel corso del primo run del Q2, il pilota Aprilia ha perso il posteriore della sua RS-GP in curva 7 a 140 km/h ed è stato sbalzato dalla moto. Gli esami a cui si è sottoposto al centro medico hanno evidenziato una frattura completa e scomposta della clavicola sinistra che richiede un intervento chirurgico, per questo Bezzecchi tornerà in Italia e salterà il resto del weekend. “A seguito dell’incidente – la noto della MotoGp Marco Bezzecchi è stato trasportato al centro medico del circuito dove, sotto la supervisione del direttore medico della MotoGP, il dottor Angel Charte, è stato sottoposto a un esame radiografico che ha evidenziato una frattura completa e scomposto della clavicola sinistra. Il tipo di frattura richiede un intervento chirurgico per garantire un recupero ottimale, che sarà eseguito dal dottor Giuseppe Porcellini in Italia. Marco Bezzecchi intende tornare in Italia il prima possibile. Vi terremo aggiornati.”

Addio a 86 anni a Peppino di Capri: quando cantava “Champagne”

Roma, 11 lug. (askanews) – Addio a Peppino Di Capri. Uno dei protagonisti della canzone italiana dagli anni Sessanta in poi, cantante, pianista e attore, è morto a 86 anni “dopo una lunga malattia”, come scrive Il Mattino di Napoli. Tra i suoi successi ci sono “Champagne”, “Roberta”, “St. Tropez Twist” e la cover di “Let’s Twist Again”.

Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, avrebbe compiuto 87 anni il 27 luglio. Un anno fa circa, in queste immagini, cantava “Champagne” nel corso di una serata-evento che ha visto la leggenda della musica italiana protagonista durante la manifestazione “Il Cinema in Certosa”, nel chiostro grande della Certosa di San Giacomo sull’isola di Capri, una serata-tributo in suo onore, durante la quale è stato proiettato il film tv “Champagne – Peppino Di Capri” prodotto da Rai Fiction e O’Groove.

Peppino di Capri lascia il figlio Igor avuto dalla prima moglie Roberta Stoppa e i figli Edoardo e Dario avuti dalla seconda moglie Giuliana Gagliardi. I funerali si svolgeranno domenica pomeriggio, 12 luglio, nell’ex cattedrale di Santo Stefano in piazzetta a Capri.

Terremoti in Venezuela, continua a salire il numero dei morti accertati. Restano decine di migliaia i dispersi

Roma, 11 lug. (askanews) – È di almeno 4.118 morti e 16.740 feriti il bilancio provvisorio delle vittime del violento sisma che ha colpito il Venezuela: lo ha annunciato la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez.

Ancora incerto il numero dei dispersi, dell’ordine delle decine di migliaia: a complicare le cose sono anche i milioni di venezuelani emigrati nel corso degli ultimi anni, molti clandestinamente.

Dopo il sisma del 24 giugno sono state approntate delle piattaforme on-line per la ricerca delle persone ancora disperse: stando al sito “Venezuela te busca” i non localizzati sono 18.050 su 44.308 iscritti; su “Desaparecidos terremoto Venezuela” le cifre sono rispettivamente 29.957 e 44.188.

Trump: mille missili contro se l’Iran mi uccidesse, l’esercito è pronto a distruggerlo

Roma, 11 lug. (askanews) – “Mille missili sono pronti e puntati contro la Repubblica Islamica dell’Iran, e migliaia di altri seguiranno immediatamente, qualora il governo iraniano mettesse in atto la sua minaccia, pronunciata in molti angoli del mondo, di assassinare, o tentare di assassinare, il presidente in carica degli Stati Uniti d’America, in questo caso, ME!”: lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti , Donald Trump, sul suo account di Truth Social.

“Gli ordini sono già stati impartiti e l’esercito statunitense è pronto, disposto e in grado, per un periodo di un anno, prorogabile, di decimare e distruggere completamente tutte le regioni dell’Iran – LODATO SIA ALLAH!” Trump aveva già affermato ieri di aver ordinato una campagna di bombardamenti senza precedenti contro l’Iran nel caso dovesse essere vittima di un attentato.

Intanto, però, il presidente degli Stati Uniti ha incaricato il suo team negoziale di proseguire i colloqui con l’Iran in programma oggi in Oman: è quanto riporta la Cbs, citando fonti dell’Amministrazione statunitense.

Secondo le fonti gli Stati Uniti risponderanno ricorrendo alla leva militare ed economica qualora l’Iran continuasse a “compiere atti ostili”.

La squadra negoziale di Trump è composta dal vicepresidente JD Vance, dal genero del presidente, Jared Kushner, dall’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e dal segretario di Stato Marco Rubio.

Direttore Porretta Soul Festival sul "no" a patrocinio Consolato Usa

Roma, 11 lug. (askanews) – “Vorrei chiarire un punto che in questi giorni è stato oggetto di interpretazioni non corrette. Si è parlato di un presunto ‘rifiuto’ del patrocinio del Consolato Americano. In realtà c’è una sostanziale differenza tra rifiutare un patrocinio e decidere di non richiederlo. Quest’anno ho semplicemente scelto di non chiedere il patrocinio del Consolato degli Stati Uniti. È una decisione personale, presa in piena libertà, che riflette una mia convinzione: attenderò che alla guida degli Stati Uniti torni un Presidente che, a mio giudizio, dimostri maggiore rispetto per le regole della civile convivenza e dei rapporti tra i popoli”: lo ha affermato, in una nota, il direttore artistico del Porretta Soul Festival, Graziano Uliani, sottolineando di voler fare chiarezza sul patrocinio del Consolato Americano alla kermesse e le polemiche che ne sono seguite.

“Non c’è stato alcun rifiuto da parte del Consolato, né alcuna polemica nei suoi confronti. Tutto qui. Il Porretta Soul Festival continuerà, come ha sempre fatto, a celebrare la grande musica americana e il profondo legame di amicizia che unisce Porretta e Memphis, un rapporto costruito in quasi quarant’anni di storia e che va ben oltre le vicende politiche del momento”, ha aggiunto.

In radio "Los Angeles" di Blanco, brano sulla fine di un amore

Milano, 11 lug. (askanews) – E’ già disponibile in rotazione radiofonica “Los Angeles” di Blanco. Il brano, contenuto nell’album “MA'” – certificato Disco d’Oro, diventa il nuovo singolo estratto dal terzo progetto discografico di Blanco, pubblicato lo scorso aprile per EMI Records Italy (Universal Music Italy) con la direzione artistica di Stefano Clessi (Eclectic Music Group). “Los Angeles” racconta la fine di un amore attraverso una casa che, privata del sentimento che la abitava, perde improvvisamente ogni significato. Simbolo del legame e dei ricordi condivisi, diventa qualcosa da lasciar bruciare insieme a ciò che rappresentava. A ispirare il brano è stata “Vendo casa” di Lucio Battisti, uno dei riferimenti più amati dall’artista. Da quell’intuizione nasce una metafora intensa e immediata, con cui BLANCO trasforma lo spazio domestico nell’immagine di un rapporto ormai concluso, confermando la sua capacità di raccontare la fragilità dei sentimenti attraverso immagini fortemente evocative.

Dopo il grande successo del suo primo tour nei palazzetti, Blanco torna dal vivo con il tour estate 2026, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti, ora in corso. Le prossime tappe lo porteranno il 21 luglio a Palmanova (UD), in Piazza Grande per Estate di Stelle; il 26 luglio a Catania, a Villa Bellini per Sotto il Vulcano Fest; il 2 agosto a Gallipoli (LE), al Parco Gondar per Oversound Music Festival; il 6 agosto ad Alghero (SS), all’Anfiteatro Ivan Graziani per Alguer Summer Festival; il 9 agosto a Marina di Carrara (MS), a CarraraFiere (data precedentemente prevista a Cinquale); fino all’ultimo appuntamento del 12 agosto a Baia Domizia (CE), all’Arena dei Pini per il Domizia Summer Festival.

Il 31 luglio Blanco sarà inoltre ospite del Sunny Hill Festival, il più importante festival musicale di Pristina, in Kosovo, e uno dei principali appuntamenti live d’Europa. Fondato dalla famiglia Lipa, il festival è diventato negli anni un punto di riferimento della scena internazionale, ospitando alcuni dei più grandi nomi del panorama pop ed elettronico mondiale, tra cui Katy Perry, Martin Garrix, Seth Troxler e Pawsa. La partecipazione di Blanco a una line-up di questo calibro rappresenta un’ulteriore conferma della crescente rilevanza del suo percorso artistico anche sulla scena internazionale.

Artie 5ive annuncia "Aspettando vittoria tour 2026″

Milano, 11 lug. (askanews) – Artie 5ive annuncia “Aspettando vittoria tour 2026” con una serie di live nelle principali città italiane che culmineranno il 10 novembre 2026 con una speciale data evento all’Unipol Forum di Milano, uno dei palchi simbolo della musica dal vivo italiana.

Il nuovo tour, prodotto da Vivo Concerti e in partenza dal 15 ottobre da Padova, arriva dopo il successo dei tour nei club dello scorso anno e accompagnerà il suo percorso verso il nuovo progetto discografico “Vittoria”, in arrivo entro un anno, mentre “La bellavita”, recentemente certificato triplo disco di platino, viene inserito tra i dieci album più venduti del primo semestre del 2026 nonostante la sua uscita risalga a marzo 2025, e i suoi singoli rimangono stabili ai vertici della chart italiana. Queste tutte le date annunciate: Giovedì 15 ottobre 2026 | Padova – Gran Teatro Geox Sabato 17 ottobre 2026 | Venaria Reale (TO) – Teatro della Concordia Giovedì 22 ottobre 2026 | Firenze – Teatro Cartiere Carrara Giovedì 29 ottobre 2026 | Roma – Atlantico Live Martedì 10 novembre 2026 | Milano – Unipol Forum

Le prevendite per Aspettando Vittoria Tour 2026 saranno disponibili dalle ore 14:00 di venerdì 10 luglio per info www.viviconcerti.com.

L’annuncio arriva in un momento particolarmente significativo per Artie 5ive. Un risultato costruito sulle hit, ma soprattutto sulla capacità del disco di continuare a dialogare con il pubblico, con brani come “Sogno americano” e “Davverodavvero” ancora presenti nella Top 50 di Spotify.

Anche “Swag music”, primo estratto da “Vittoria”, continua a confermarsi ai vertici delle classifiche di vendita e streaming, accompagnando l’inizio di un nuovo capitolo che guarda già al prossimo anno.

Musica, è morto Peppino di Capri, la voce di Napoli

Roma, 11 lug. (askanews) – Peppino Di Capri, uno dei protagonisti della canzone italiana dagli anni Sessanta in poi, è morto oggi a 86 anni dopo una lunga malattia: è quanto riporta il quotidiano Il Mattino di Napoli. Tra i suoi successi ci sono ‘Champagne’, ‘Roberta’, ‘St. Tropez Twist’ e la cover di ‘Let’s Twist Again’.

Lascia il figlio Igor con la prima moglie Roberta Stoppa e Edoardo e Dario con Giuliana Gagliardi. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio nell’ex cattedrale di Santo Stefano in piazzetta a Capri.

Basta con la favola delle “droghe leggere”

Numeri che tremano
L’Italia è prima in Europa per consumo di cannabis tra i giovani: il 21%, contro il 19,5% della Spagna e il 18,9% della Francia. L’età del primo uso è scesa fino a 12 anni, mentre il principio attivo delle sostanze oggi in circolazione è 10-15 volte superiore a quello di vent’anni fa. Non sono cifre astratte: sono ragazzini delle medie.

Una distinzione che non esiste
Continuiamo a usare, nel linguaggio comune, l’espressione “droghe leggere” contrapposta a “droghe pesanti”. È una comodità linguistica, non una categoria scientifica: nessuna evidenza la sostiene. Eppure quella frase ha costruito per decenni un permesso sociale silenzioso, oggi in urto con una chimica del tutto diversa da quella di trent’anni fa.

Cosa dice la medicina
Il quadro scientifico è chiaro: fino ai 25 anni il cervello è ancora un cantiere aperto, e proprio in questa finestra l’esposizione frequente a cannabis molto potente lascia tracce misurabili, con un assottigliamento della corteccia nelle zone che governano memoria e concentrazione. Le ricerche più recenti, condotte su decine di migliaia di adolescenti seguiti nel tempo, mostrano che chi ne fa uso ha una probabilità più che doppia di ricevere in seguito una diagnosi di psicosi o di disturbo bipolare, spesso a distanza di appena uno o due anni dal primo contatto con la sostanza. Non è un messaggio costruito per spaventare: è quanto emerge, oggi, dai dati.

Quello che ho visto
Nella mia esperienza diretta di sociologo lo schema si ripete: il primo spinello vissuto come rito quasi innocuo, premiato dal gruppo; poi l’assuefazione, che chiede dosi più alte per lo stesso effetto; infine il passaggio, spesso silenzioso, a cocaina, crack, nuove sostanze psicoattive di cui i ragazzi non conoscono nemmeno gli effetti. Non è un automatismo valido per tutti, ma è un viatico reale: una porta che, una volta varcata, è molto più difficile richiudere di quanto si creda a quindici anni.

Il nodo è educativo
L’aumento dell’11% degli accessi al pronto soccorso per problemi droga-correlati e le 92 nuove sostanze psicoattive censite in un anno sono il prezzo di aver derubricato per troppo tempo il fenomeno a un dettaglio da adolescenza turbolenta. Squillaci, presidente della Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), parla di un’educazione “fortemente frammentata”, tra scuola nozionistica, famiglie assenti per necessità e sport e associazionismo in affanno. Proprio perché il contesto è già fragile, non possiamo permetterci ambiguità sul messaggio di fondo: sottovalutare non è comprensione, è abbandono.

Una linea ferma, non moralista
Essere fermi non significa essere moralisti, né agitare lo spettro della paura. Significa restituire ai giovani informazioni vere, senza le rassicurazioni comode che noi adulti ci concediamo per sentirci a posto. Non serve un adulto indulgente per sembrare comprensivo, né uno severo per sembrare autorevole: serve chi sa dire, con chiarezza e senza ipocrisia, che non esiste una via sicura verso l’alterazione di sé. Ogni “è solo una canna” può essere il primo passo di un cammino lungo e difficile da percorrere a ritroso. Il tempo delle mezze verità, su questo tema, è finito.

Bipolarismo senza valori: l’attualità di Moro di fronte alla crisi della politica

Le radici del personalismo moroteo

La possibilità datami dal destino di incontrare il Presidente Moro mi ha offerto la ricchezza di un insegnamento non comune, fondato soprattutto sull’esempio. Oggi s’impone una sorveglianza critica sul valore del suo pensiero, che non può essere analizzato complessivamente visto che è stato bruscamente interrotto e poi interpretato in modo marginale e sovente strumentale. Occorre cogliere pertanto l’esigenza assai diffusa di isolare i vari momenti di un’opera vasta che segna e qualifica la presenza dei cattolici in politica, sotto l’egida dell’ispirazione laica e democratica. Siamo di fronte a qualcosa che si può definire “umanesimo popolare”.

Aldo Moro era un vero democratico cristiano. Cresce nelle organizzazioni cattoliche negli anni ’30 all’ombra di quel mondo variegato che fu l’arcipelago delle realtà collaterali all’Azione cattolica, guidata dal magistero e dall’amore di Pio XI (“la pupilla dei miei occhi”, così la definiva). Gedda vi eserciterà un ruolo importante per circa un trentennio. A quei giovani, tra i quali vi erano Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Mariano Rumor e naturalmente Moro, Papa Ratti ripeteva: “Studiate, formatevi… verrà un giorno che sarete chiamati a responsabilità!”. E quel giorno venne dopo l’immane catastrofe della guerra, la lotta fratricida, la rinascita democratica, la non facile scelta della libertà politica e certamente la maturazione morale in quei giorni che Eduardo De Filippo definirà “’a nuttata!”. Dunque, chi voglia analizzare il pensiero e soprattutto l’opera morotea non può prescindere dal clima che egli ha respirato negli anni ’40, che videro la sua completa e definitiva adesione agli ideali della Democrazia Cristiana.

Un forte retroterra religioso

Moro veniva da un forte retroterra religioso e apparteneva ad un mondo borghese illuminato, fatto di studi, riflessioni, approfondimenti, ricerche. Affezionato al mondo universitario, ha coltivato l’impegno da missionario dell’insegnamento nonostante le fatiche della politica. Infatti amava ripetere che era soprattutto un professore ed anche quando, nei primi anni ’70, circolava la proposta che chi aveva un incarico universitario o fosse un professionista e avesse al tempo stesso una carica istituzionale e politica avrebbe dovuto optare, egli ammonì che se fosse passato quel provvedimento in legge si sarebbe alzato nell’aula di Montecitorio e avrebbe informato il Parlamento che la sua vocazione era di “fare il professore”, e quindi avrebbe abbandonato ogni carica politica. Ma non ve ne fu bisogno perché fortunatamente, nel crinale infuocato ed irrazionale degli anni di piombo, quel provvedimento non divenne legge.

 

La formazione cattolica e la cultura della libertà

La formazione culturale di Moro avviene all’insegna di quella grande rivoluzione che fu il personalismo comunitario di Jacques Maritain ed Emmanuel Mounier, ma soprattutto secondo le sfide di quest’ultimo che con la rivista Esprit sconvolse le certezze perbenistiche e borghesi degli anni Trenta.

L’arrivo nel panorama culturale italiano del personalismo rivoluzionò non soltanto il mondo cattolico, costringendolo a fare i conti col binomio tradizione/progresso, ma spinse anche le certezze neo-idealistiche a confrontarsi con nuove sfide ermeneutiche. Lo stesso impianto gnoseologico sul quale si era retto il regime fascista scricchiolava sotto i colpi delle rinnovate esigenze giovanili e delle nuove urgenze poste dalle contraddizioni del capitalismo.

Ecco, si aprivano nuove prospettive e diverse aspirazioni agitavano i giovani, non certo quelle propagandate dal regime. Moro percepisce i segni del malumore crescente soprattutto tra i giovani e vede nel personalismo il segno del futuro, non soltanto sul fronte filosofico ma anche su quello politico.

 

La Costituzione come servizio alla persona

La lunga amicizia con mons. Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI, sarà fondamentale nelle scelte di Moro. Si erano conosciuti nella Fuci, della quale Moro divenne presidente negli anni della seconda guerra mondiale.

La centralità della persona è sottolineata da Moro anche nella sua opera all’interno dell’Assemblea Costituente, dove il suo contributo si incontra con quello di Giorgio La Pira. Proprio con La Pira curerà l’articolo 11 della Costituzione e contribuirà all’intera intelaiatura costituzionale, realizzando i presupposti di uno Stato al servizio della persona e non viceversa.

 

Oltre il bipolarismo: la democrazia della partecipazione

L’impegno politico e culturale moroteo è stato sempre orientato all’allargamento delle condizioni per realizzare una vera democrazia della partecipazione, fortificando il ruolo dei partiti politici come strumenti di coinvolgimento democratico.

Di qui l’intuizione di una terza fase, rimasta soltanto “in nuce” a causa della tragica fine dello statista, secondo la quale l’evoluzione della società deve confrontarsi con i principi non negoziabili alla luce delle coordinate storiche. Occorre quindi attualizzare il pensiero di Moro, nella convinzione che non possa esistere una politica senza una riflessione mediata e ponderata, capace di cogliere, come diceva lui stesso, «le conseguenze delle conseguenze degli avvenimenti».

 

Uneredità morale per le nuove generazioni

È trascorso tanto tempo. Il crollo del Muro di Berlino, la crisi del comunismo e oggi quella del capitalismo consumistico, l’avvento dell’informatica, la società multietnica, i nuovi diritti e le trasformazioni del lavoro hanno cambiato profondamente il nostro tempo.

Tuttavia il pensiero di Moro resta un monito. Per chi ha avuto il privilegio di conoscerlo, rimane vivo il ricordo di un maestro che ha saputo coniugare fede, cultura e politica.

Ancora oggi il suo sacrificio costituisce un dolore profondo, ma anche un insegnamento. La sua testimonianza continua a rappresentare un punto di riferimento per i giovani studiosi del nuovo millennio, chiamati a riscoprire, attraverso il suo esempio, il valore della persona, della libertà e della responsabilità.

 

Prof. Giulio Alfano
Presidente dellIstituto Emmanuel Mounier – Italia

La Dc tra pregiudizi e cattiverie

Un giudizio segnato da vecchi stereotipi

C’è poco da fare. Il vizio, antico e ben radicato, riemerge sempre e puntualmente come un fiume carsico. E, per uscire dalla metafora, i cosiddetti grandi commentatori o i raffinati opinionisti nostrani periodicamente non perdono occasione per ristabilire la presunta e giusta verità. Ovvero, la Dc è stato indubbiamente un grande partito, il più grande partito popolare, di massa e di governo del nostro paese ma – c’è sempre un ma – ha prodotto anche un gigantesco debito pubblico, è stata votata anche da chi non ne condivideva affatto il progetto politico, era una sorta di seppur mascherata associazione a delinquere e, soprattutto, ha creato un gigantesco debito pubblico gettando le basi del fallimento del ‘sistema Italia’. Insomma, una esperienza politica di cui si può e si deve certamente parlare ma quando, però, si esagera nei giudizi positivi arriva sempre la puntuale e scontata sentenza. E cioè, un partito di cui è bene parlarne purchè non ritorni. Mai più. Seppur sotto mentite spoglie. Al riguardo, non mancano anche singole e ben selezionate esaltazioni di spezzoni di classe dirigente. Che, detto fra di noi, è stata la più grande, autorevole, qualificata e riconosciuta classe dirigente che l’Italia abbia mai avuto dal secondo dopoguerra in poi. Ma tant’è. Anche su questo versante non mancano radicate e scontatissime pregiudiziali. Basti citare, per fare un solo esempio concreto, un paio di leader storici come Carlo Donat-Cattin e Francesco Cossiga per arrivare a conclusioni spietate ed insindacabili – sempre da parte del gotha della intelligentia nostrana – sul profilo di ampi settori di quella classe dirigente.

 Il ruolo storico della Democrazia Cristiana

Ora, e senza rivangare o ripetere i soliti e ormai collaudatissimi metodi che vengono usati quando si parla della Dc, del suo progetto politico, del suo profilo culturale e soprattutto della sua storica classe dirigente, un paio di riflessioni non possiamo non farle.

Innanzitutto il ruolo che la Democrazia Cristiana ha avuto nel nostro paese va molto oltre il giudizio sprezzante e volgare di chi continua imperterrito a infangarne la storia e lo stesso progetto politico e di governo. Basti ricordare che è stata votata per quasi 50 anni dagli italiani e, in quei decenni, ha sempre saputo – seppur con alti e bassi – garantire governabilità, tenuta democratica, avanzamento sociale e crescita economica salvaguardando la democrazia nella libertà. Elementi non così scontati in un contesto politico generale che contemplava al suo interno il più grande partito comunista dell’Occidente.

Una classe dirigente ancora punto di riferimento

In secondo luogo, proprio la classe dirigente della Democrazia Cristiana viene ancora oggi ricordata non per spirito nostalgico o agiografico ma, semplicemente, per la sua levatura politica, culturale e di governo che non ha più avuto eguali nella storia democratica del nostro paese. È consigliabile, del resto, evitare di fare confronti impropri con l’attuale classe dirigente per non incappare in giudizi che potrebbero essere volgari e fuori luogo. Ma, comunque sia, ancora oggi e con insistenza – ad oltre 30 anni dalla fine della Dc – ci si ispira al magistero politico, culturale e di governo di larga parte della classe dirigente della Dc quando si parla di progettualità, di cultura di governo, di collocazione politica del nostro paese sul versante europeo ed internazionale, di rapporto con gli altri partiti e con la società civile e anche e soprattutto di come costruire e consolidare un consenso democratico.

 Il dovere dellonestà intellettuale

Ecco perchè, in ultimo, quando si parla oggi – e se ne parla ancora molto – della Dc e del ruolo che ha avuto nella storia democratica del nostro paese occorre anche essere onesti intellettualmente archiviando le solite e ormai conosciutissime pregiudiziali politiche, ideologiche e personali. Non per il bene della Dc – che è sempre un fatto opinabile e discutibile – ma anche e soprattutto per rispetto della storia democratica del nostro paese.

Artifici elettorali: quando una minoranza si veste da maggioranza

Lestate delle riforme silenziose

Nei periodi di pausa estiva, tra mare e creme solari, tradizionalmente c’è una minore attenzione dell’opinione pubblica rispetto agli accadimenti di tipo politico e istituzionale. Non c’è quindi momento migliore per far passare, spesso in sordina, anche provvedimenti abbastanza discutibili. È il caso della nuova legge elettorale, una proposta avanzata dall’attuale maggioranza di destra con l’obiettivo di dare stabilità al governo del paese. Un obiettivo oltre che paradossale anche inspiegabile, vista la ripetuta ostentazione del record di durata del governo in carica. Ma tanto basta per cambiare le priorità di un paese che registra un aumento della povertà, un taglio alla spesa sanitaria e un blocco della produzione industriale che non cresce da tre anni. Ma nonostante ciò, si tenta di cambiare le priorità di un paese attraversato da una crisi energetica che pesa su imprese e famiglie; con la sostanziale differenza che le imprese possono cercare all’estero dei costi di produzione più contenuti lasciando sul terreno storie di disoccupazione e di depauperamento del tessuto industriale nazionale, mentre le famiglie devono inevitabilmente subire una situazione che le vede soccombere rispetto ad una progressiva perdita di potere d’acquisto e ad un continuo logoramento degli standard di qualità della vita conosciuti fino a qualche anno fa.

Il premio di maggioranza e gli equilibri costituzionali

La proposta della nuova legge elettorale, se confermata nell’originaria formulazione, prevede un premio di maggioranza talmente elevato che di fatto vanificherebbe lo spirito costituzionale che richiede maggioranze qualificate (quindi superiori alla maggioranza semplice dei parlamentari) in alcuni passaggi istituzionali particolari e delicati (ad esempio l’elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte Costituzionale, la modifica della Costituzione).

 Astensionismo e rappresentanza democratica

In un momento storico nel quale circa la metà degli elettori non si reca alle urne, chi vince le elezioni politiche si trova a rappresentare non più di un quarto dell’intera cittadinanza. Questa condizione di crescente astensionismo sconsiglia fortemente di introdurre degli importanti premi di maggioranza che allontanerebbero ulteriormente il consenso formale dal consenso reale. Risulterebbe peraltro completamente sconfessato lo spirito con il quale i costituenti immaginarono la vita delle istituzioni democratiche del nostro paese, all’insegna del confronto e della mediazione tra forze politiche e sociali con storie e culture diverse tra loro. Una nuova occasione per rimarcare la differenza tra chi crede nella nostra Carta costituzionale e chi ancora oggi non riesce ad accettarne fino in fondo l’esistenza e soprattutto il contenuto in termini formali e sostanziali.

Da Lisbona a Caracas

Il tragico non è morto, anzi: fa spesso irruzione nella vita e nella storia.

Il terremoto di Lisbona del 1755, ad esempio, con i suoi 70mila morti, tanto fece discutere gli intellettuali dell’epoca. Voltaire, nel Candido, giunse a ironizzare sulla definizione di Leibniz del nostro come del migliore dei mondi possibili.

Oggi, dinanzi al violento evento sismico che ha colpito soprattutto il Venezuela, la tentazione di molti è di voltarsi dall’altra parte. Credo che, al contrario, occorra una mobilitazione straordinaria a favore delle popolazioni coinvolte e, nel contempo, una riflessione approfondita sullo stato attuale delle relazioni fra Nord e Sud del globo. Il Venezuela, un po’ come la Groenlandia, è infatti una metafora della politica neocoloniale del presidente Trump.

Come europei come possiamo muoverci? Senza dimenticare che a decine di migliaia gli italiani, ad esempio, emigrarono nel Paese latinoamericano. Ecco, spesso si crede che il Vecchio continente si articoli solo nell’area continentale e in quella anglosassone. No, c’è anche la penisola iberica, vero ponte verso l’America centrale e meridionale. Le quali sono, insieme, Occidente e Sud del globo.

Fuori il remix della hit "I Want Your Sex" di George Michael

Milano, 11 lug. (askanews) – E’ disponibile in digitale il remix ufficiale di “I want your sex” di George Michael (Sony Music) realizzato dal DJ, produttore e autore di fama internazionale Mosimann (https://GeorgeMichael.lnk.to/IWYS-MM).

Pochi brani hanno lasciato un segno così profondo nella cultura popolare come “I Want Your Sex”, brano pubblicato nel 1987, tutt’oggi audace, provocatorio e perfetto per la pista da ballo tanto quanto lo era quasi quarant’anni fa.

Piuttosto che stravolgere un classico rendendolo irriconoscibile, Mosimann ha realizzato questo lavoro con grande rispetto, preservandone il groove inconfondibile e l’atteggiamento seducente del brano originale. Il tutto costruito attorno alla voce vellutata di una delle più grandi icone della musica pop: George Michael.

«Non si migliora un classico, lo si omaggia. Il mio ruolo non era reinventarne l’identità, ma tradurne l’energia attraverso il mio linguaggio musicale e riportarlo dove appartiene naturalmente: sulle piste da ballo di oggi – afferma Mosimann – Se il mio remix farà scoprire l’originale di George Michael a una nuova generazione, celebrando al tempo stesso tutto ciò che rappresenta, allora avrò raggiunto esattamente il mio obiettivo».

Artista poliedrico, la cui carriera spazia dai tour mondiali alla scrittura, dalla produzione alle performance dal vivo, Mosimann è diventato uno dei talenti crossover più distintivi della musica elettronica. Continua a superare i confini tra credibilità underground e appeal globale con apparizioni nei più importanti festival del mondo, tra cui Tomorrowland 2026, e con il successo storico di 2 concerti sold out alla Zenith Arena di Parigi in programma il 17 e il 18 ottobre 2026 nell’ambito del Dream Tour.

L’uscita del remix fa parte delle celebrazioni dedicate all’eccezionale eredità artistica di George Michael di cui fanno parte anche “George Michael: The Faith Tour”, il nuovo film-concerto restaurato che documenta lo storico tour del 1988, e il relativo album live. Entrambi i progetti offrono una nuova prospettiva su uno degli artisti più influenti della storia della musica pop.

"La testa gira" di Fred De Palma primo in classifica singoli FIMI/NIQ

Milano, 11 lug. (askanews) – “La testa gira” (Atlantic/Warner Music Italy), l’ultimo singolo di Fred De Palma feat. Anitta & Emis Killa, conquista la vetta della classifica FIMI/NIQ dei singoli più venduti, spodestando dopo mesi Samurai Jay e confermandosi come uno dei fenomeni musicali dell’estate 2026. Il brano – certificato Disco D’Oro – si è da subito imposto come una delle canzoni simbolo dell’estate 2026, confermando ancora una volta la capacità di Fred De Palma di intercettare il momento e trasformarlo in una hit. Dopo il primo posto su Apple Music e la costante presenza ai vertici delle classifiche Spotify, arriva ora anche il debutto al primo posto della classifica FIMI. E mentre “La testa gira” continua la sua corsa in classifica, Fred De Palma porta la sua estate in giro per l’Italia con il tour nelle piazze, prima del gran finale del 1° ottobre al Fabrique di Milano con “La festa continua”. L’ennesimo traguardo per un artista con un palmarès che conta 31 dischi di platino e 9 dischi d’oro in Italia e 5 dischi di Platino in Spagna, con oltre 4 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Molte le hit di successo di Fred De Palma che da sempre riesce a tenere salda la bandiera del reggaeton in Italia, senza dimenticare le radici del rap: “oD’estate non vale” (triplo Platino), “Una volta ancora”, (7 volte Platino in Italia e 5 volte platino in Spagna), Extasi (quadruplo Platino), con Anitta “Paloma” (triplo Platino), e “Un Altro Ballo” (Doppio platino).

La festa continua in piazza Queste le prossime date 17 agosto – Tolve (PZ) 18 agosto – Notaresco (TE) 22 agosto – Luco dei Marsi (AQ) 26 agosto – San Bartolomeo in Galdo (BN) 8 settembre – Sinopoli (RC) La festa continua 1 ottobre – Fabrique (MI)

Mondiali, Spagna-Belgio 2-1, iberici in semifinale con la Francia

Roma, 10 lug. (askanews) – Dopo aver eliminato il Portogallo nel recupero, la Spagna batte il Belgio 2-1 a una manciata di minuti dalla fine con il gol del solito Merino. Primo tempo a ritmi blandi per 30′. Poi la Spagna passa con Fabian Ruiz e il Belgio risponde con De Ketelaere. Nella ripresa solito equilibrio anche se ci prova di più la Spagna. Entra Merino a 4′ dalla fine e dopo un tiro di Cubarsi respinto da Lemmens si avventa sulla palla e firma il 2-1. La Spagna affronterà la Francia in semifinale

Mondiali, i risultati dei quarti di finale

Roma, 10 lug. (askanews) – Questi i risultati dei quarti di finale dei mondiali di calcio

QUARTI DI FINALE 09/07 Francia-Marocco 2-0 10/07 Spagna-Belgio 2-1 11/07 (L.Angeles): Norvegia-Inghilterra ore 23 12/07 (Kansas City): Argentina-Svizzera ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Dallas): Francia-Spagna ore 21 15/07 (Atlanta): Norvegia/Inghilterra-Argentina/Svizzera ore 21

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 23

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Tennis, Sinner batte Djokovic in 3 set ed è in finale a Wimbledon

Milano, 10 lug. (askanews) – Jannik Sinner torna in finale a Wimbledon dopo un anno di distanza. L’azzurro ha battuto in semifinale Novak Djokovic 6-4, 6-4, 6-4. Affronterà domenica in finale il tedesco Alexander Zverev.

Sinner ha comandato il match fin dall’inizio, mostrando una superiorità evidente negli scambi da fondo campo e un servizio praticamente inattaccabile. Djokovic ha provato a rimanere aggrappato alla partita, ma non è mai riuscito a trovare vere contromisure alla potenza e alla profondità dell’italiano che ha chiuso in due ore e 20′ di gioco, in cui ha infilato 40 vincenti e soli 15 errori.

Nel primo set l’equilibrio si rompe nel nono game: Sinner accelera con il rovescio, si procura due palle break e alla seconda occasione piazza il passante vincente che gli vale il 5-4. Poi chiude il parziale al servizio con grande autorità.

Anche nel secondo set il copione non cambia. Djokovic prova ad alzare il livello, ma Sinner continua a martellare da fondo campo. Il break arriva nel settimo game, con una splendida palla corta che lascia fermo il serbo e regala all’azzurro il vantaggio decisivo. Sul 5-3 Sinner mette in mostra tutta la sua sicurezza al servizio, con due ace consecutivi, e poi chiude 6-4.

Nel terzo set Jannik parte ancora più forte: break immediato al quarto tentativo dopo aver annullato la resistenza di Djokovic. Il serbo salva altre situazioni difficili, ma non riesce mai a impensierire davvero il rivale. Sinner difende il vantaggio fino alla fine e chiude la partita con un altro 6-4.

Una prova da campione assoluto per il 23enne altoatesino, che centra la seconda finale consecutiva a Wimbledon e conferma il suo dominio nel tennis mondiale. Settima finale Slam per lui, la prima del 2026. Affronterà Sascha Zverev, con cui domina i precedenti 9-4. Per Djokovic, invece, sfuma la possibilità di raggiungere l’ottavo titolo sull’erba londinese e il record assoluto di nove successi.

Pd-M5s-Avs ragionano su piazza a Roma, Padova in stand-by

Roma, 10 lug. (askanews) – Potrebbe essere una piazza a Roma – si parla di Santi Apostoli, storica location dell’Ulivo – l’idea di Pd-M5s-Avs per superare la sovrapposizione tra la manifestazione prevista a Padova per il 15 luglio e la maratona alla Camera sulla legge elettorale. L’appuntamento nella città veneta era stato fissato a giugno, insieme a quello di Napoli di mercoledì scorso, ma ora la volata finale sulla modifica del sistema elettorale ha spinto i leader dei tre partiti a rivedere il calendario.

Già da mercoledì sera, subito dopo la fine del comizio napoletano, si era parlato di rimandare la seconda tappa, dal momento che il 15 luglio ci sarà da dare battaglia in aula, con la destra divisa sulla reintroduzione delle preferenze. Le votazioni iniziano martedì 14 e sono previste fino a venerdì 17, difficile che Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni possano allontanarsi da Montecitorio proprio nel mezzo di un passaggio così delicato.

D’altro canto, come ragionava già ieri un parlamentare Pd, “l’idea circolava già da giorni, ma ora – dopo Napoli – rischia di sembrare una scelta per evitare altri problemi”. Per questo da ieri si ragiona su una soluzione che eviti letture maliziose e l’idea sarebbe proprio quella di organizzare intanto un appuntamento ‘romano’, magari dedicato alla legge elettorale, da organizzare in un ‘buco’ dei lavori parlamentari o al termine delle votazioni, previsto al più tardi per venerdì.

“Di sicuro una cosa la faremo”, assicurava ancora poche ore fa un dirigente del ‘campo largo’. Tutto però è ancora oggetto di valutazione, perché in ogni caso – ragiona un parlamentare Pd – “stiamo sempre parlando di organizzare di corsa una manifestazione il 15 luglio, durante la settimana…”. Altro punto da chiarire è cosa fare dell’appuntamento di Padova: rinviarlo o ‘sostituirlo’ con l’eventuale data romana? Di tutto questo si parla ancora in queste ore e ancora non è stata presa una decisione definitiva.

Nasce l’associazione Professionisti Legno

Bologna, 10 lug. (askanews) – Si sono svolti nel verde delle Serre dei Giardini Margherita di Bologna gli Stati Generali della Foresta-Legno, promossi e organizzati da Federazione Filiera Legno. Una giornata di confronto che ha riunito istituzioni, imprese, mondo della ricerca e professionisti del settore per affrontare le principali sfide e le opportunità della filiera del legno, dalla gestione sostenibile delle foreste all’innovazione industriale, fino alla valorizzazione delle competenze professionali. Tra le novità più significative emerse dall’evento c’è la nascita di Professionisti Legno, la prima associazione professionale nazionale dedicata ai professionisti che operano nel comparto industriale del legno e alle diverse figure tecniche e specialistiche della filiera.

Sulle ragioni che hanno portato alla costituzione della nuova associazione e sulle categorie di professionisti a cui si rivolge, abbiamo raccolto il commento del presidente di Federazione Filiera Legno, Angelo Luigi Marchetti: “Quando si parla di legno dobbiamo capire che dietro c’è tutta un’intera filiera, tantissime aziende che hanno una necessità importantissima che è quella di qualificare i propri collaboratori. Quindi l’associazione professionale del legno nasce proprio con l’intento di qualificare le maestranze, il saper fare e portare valore non solo alle persone, ma alle imprese e di conseguenza all’intero comparto. Per questo motivo abbiamo costituito questa associazione insieme ad altri interlocutori, quindi non solo UNCEM, PFC e Consorzio Legno, perché il nostro intento è valorizzare il legno portando avanti la qualifica delle persone che lo lavorano”

Quali sono invece gli obiettivi dell’associazione e quali benefici potrà portare all’intera filiera? A rispondere è ancora il presidente Marchetti.

“E’ importante per le imprese qualificare le proprie risorse umane. Da una parte è un modo per attrarre risorse in un settore che è sempre visto un po’ come un settore povero. Dall’altra parte, se noi guardiamo il nostro mercato di destinazione, il fatto di avere persone qualificate aumenta le potenzialità del nostro mercato perché qualifica maggiormente le imprese e i loro prodotti”.

Nel corso degli Stati Generali si è parlato anche dell’attuale scenario del settore, tra andamento del mercato, sostenibilità, innovazione e prospettive di sviluppo. Su questo momento che il comparto del legno sta vivendo nel 2026, ascoltiamo ancora il presidente Angelo Luigi Marchetti.

“L’impressione, e quindi il sentimento, è quello di mantenere quello che era il valore della produzione dell’anno scorso. Ovviamente poi viviamo ogni giorno in base a quello che succede a livello mondiale, quindi siamo soggetti a questi sbalzi che ci sono, ma tendenzialmente direi che per l’anno in corso vediamo proprio questa continuità”.

La conferma di un importante momento di confronto per un settore strategico dell’economia italiana, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori della filiera e valorizzare le competenze professionali come leva per affrontare le sfide future, puntando su sostenibilità, innovazione e crescita.

Accordo sul voto ai fuori sede, partiti in fibrillazione su preferenze

Roma, 10 lug. (askanews) – Alle prossime elezioni politiche gli elettori fuorisede non saranno costretti a tornare nel comune di residenza per votare ma potranno esercitare il proprio diritto nel comune dove sono domiciliati per studio, lavoro o motivi di cura. A quattro giorni dall’approdo in aula alla Camera della legge elettorale, un primo accordo nel centrodestra sulle ulteriori modifiche alla riforma Bignami arriva su un punto su cui sembrava complicato trovare un’intesa politica e una soluzione tecnica. La proposta sul voto ai fuori sede viene annunciata dai leader dei giovani dei partiti della coalizione Fabio Roscani (Fdi), Luca Toccalini (Lega), Simone Leoni (Fi) e Maria Chiara Fazio (Nm).

Manca ancora invece l’intesa sulle preferenze che, su impulso della premier Giorgia Meloni, Fdi vuole inserire nella nuova legge elettorale. “Sono un inguaribile ottimista”, dice Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito, spiegando che gli sherpa di maggioranza saranno al lavoro fino all’ultimo momento utile – il termine per la presentazione degli emendamenti scade lunedì alle 13 – per arrivare a un emendamento unitario. “Il centrodestra – ricorda – fino ad oggi non si è mai diviso in nessuna votazione che c’è stata alla Camera dei Deputati o al Senato e non ho motivo di credere che finirà diversamente questa volta. Saremo uniti”.

Per il presidente dei deputati della Lega, Riccardo Molinari, però “incaponirsi sulle preferenze non ha senso”, “gli italiani non le vogliono, lo hanno detto con il referendum degli anni 90”. All’indomani delle parole di Matteo Salvini, lette da molti come un’apertura sulle preferenze (“Noi non abbiamo posizioni ferme”, aveva detto il vicepremier), Molinari precisa che sono state “lette male”: significavano che “per la Lega la legge elettorale non è una priorità, nasce da un’esigenza di Fdi e Meloni. Siamo arrivati a un testo di compromesso, la Lega ha già fatto rinunce”.

Anche per Forza Italia il compromesso raggiunto sul testo uscito dalla Commissione è più che sufficiente tanto che molti tra gli azzurri vedono difficile un’intesa last minute e danno per scontato che alla fine sarà Fdi a presentare l’emendamento. Una ipotesi che dal partito di Meloni nessuno esclude visto che, è la convinzione, “il tema va affrontato”. Non solo perché è politicamente una battaglia della premier ma anche perché resta il tema della dubbia costituzionalità delle liste bloccate così come concepite dall’attuale testo. Dalla sentenza della Consulta sull’Italicum è emerso che le liste rigide non sono di per sé incostituzionali, ma possono diventarlo sulla base della percentuale di seggi assegnati mediante le liste bloccate e della lunghezza di tali liste.

“La proposta in campo c’è, lavoriamo all’intesa”, è il refrain da via della Scrofa: la proposta ruota sempre intorno all’idea di mantenere fermo il listone legato al premio di maggioranza e nei collegi plurinominali prevedere capilista bloccati e preferenze (due o tre, alternando il genere). Per convincere gli alleati, Fi in particolare, era stato proposto anche il modello belga delle cosiddette liste flessibili per cui il candidato che supera un certo quoziente viene eletto prima del capolista. “Ma è un sistema complesso da mettere in pratica e anche da spiegare agli italiani”, viene fatto notare dagli esperti.

Comunque vada, la prossima settimana sarà decisiva e i deputati – molti di loro eletti con liste bloccate – dovranno fare i conti con la proposta delle preferenze. La fibrillazione è alta sia nel centrodestra che nel centrosinistra tanto che, si apprende in ambienti parlamentari, qualche esponente della maggioranza ha già avviato contatti con quanti nell’opposizione sarebbero in difficoltà se dovesse passare la modifica delle preferenze provando a dissuaderli dall’idea, circolata nel campo largo, di disertare l’aula e lasciare emergere le divisioni della maggioranza sul punto. Quindi restare in aula a fare muro contro le preferenze dietro lo scudo del voto segreto.

Voto segreto che tutti danno per scontato anche se, regolamento della Camera alla mano, articolo 51, “la votazione per scrutinio segreto può essere richiesta in Assemblea da trenta deputati o da uno o più Presidenti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari consistenza numerica”. Tra Fdi che ha sfidato le opposizioni a restare in aula e votare con voto palese e Roberto Vannacci che chiede alla premier di invitare gli alleati a non chiedere lo scrutinio segreto chi si sobbarcherà l’ingrato compito?

Un altro emendamento in arrivo da parte del centrodestra è quello che dovrebbe modificare il numero delle circoscrizioni estere per evitare quell’effetto maggioritario che il taglio del numero dei parlamentari produce, ad avviso degli esperti di maggioranza, distorcendo la natura proporzionale del sistema per eleggere i deputati all’estero. Il dibattito è tra l’idea di Fdi di passare dalle 4 circoscrizioni alla Camera e 4 al Senato a, rispettivamente, 2 (Europa ed extra-Europa) e una e l’idea di altri che propendono per una circoscrizione unica anche alla Camera.

Ue, Fitto: adeguare e modernizzare la politica di coesione

Roma, 10 lug. (askanews) – “Nel piano nazionale e regionale di partenariato – ha sottolineato Fitto – c’è il coinvolgimento delle regioni ma è differente tra stato membro a stato membro. In Italia le regioni hanno ruolo importante e sono responsabili dei programmi. Non è un caso che nel regolamento che accompagna i piani nazionali si faccia riferimento esplicito al rispetto dell’organizzazione costituzionale di ogni stato membro”. Lo ha detto il vicepresidente della commissione europea Raffaele Fitto (Fdi), a margine del seminario ‘La forza dei territori’ organizzato dalla delegazione Fdi-Ecr al Parlamento europeo a Roma.

“Si fa sintesi tra gli obiettivi della governance dei piani regionali e gli obiettivi della politiche di coesione. Nel regolamento, un atto formale, sono individuati in modo chiaro obiettivi e principi delle politiche di coesione e questo penso garantisca la dimensione territoriale. Per poter realizzare interventi che puntino a bilanciare a livello europeo le prospettive bisogna mettere in campo una sintesi tra coesione e competitività e quindi adeguare e modernizzare la politica di coesione”, ha concluso.

La Rai: sospese cautelativamente le repliche estive di Report

Roma, 10 lug. (askanews) – “In attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci, la Direzione Approfondimento ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico .Resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di Report, che tornerà in onda a partire dal prossimo mese di novembre”. Lo si legge in una nota.

Madonna torna in vetta alla classifica con l’album "Confessions II"

Milano, 10 lug. (askanews) – É “Confessions II” l’album più venduto della settimana (Classifica Fimi/NIQ). Madonna torna al n. 1 della chart in Italia dopo 11 anni mostrando con questo nuovo lavoro che “la pista da ballo è più viva che mai”!

Ritrovandosi con il produttore Stuart Price, Madonna ha posto le basi per un’evoluzione dell’universo rivoluzionario che aveva creato con Confessions on a Dance Floor, vincitore di un GRAMMY®. Attraverso le 16 tracce mixate in modo continuo di Confessions II, esplora temi quali l’amore, il trauma, la perdita e la guarigione. L’album rafforza la convinzione di lunga data di Madonna secondo cui la musica dance è tutt’altro che superficiale: la pista da ballo è un’ancora di salvezza, un luogo di evasione, connessione e sopravvivenza .

L’album vede la partecipazione di sua figlia, Lola Leon, nel brano emozionante “The Test”, scritto a quattro mani dalle due, con testi profondamente personali che riflettono la guarigione e l’evoluzione del loro rapporto. Madonna collabora inoltre per la prima volta con il DJ e produttore olandese Martin Garrix nel suggestivo “Bizarre”, un’esplorazione delle complessità dell’amore. Inoltre, l’artista belga Stromae apporta il suo stile distintivo alla seducente “My Sins Are My Savior”. I produttori Andrew Watt e Cirkuit si uniscono a Stuart Price in due brani evocativi, “Danceteria” e “L.E.S. Girl”, che raccontano i primi anni di Madonna a New York City, celebrando il leggendario locale, le amicizie che l’hanno plasmata e quella vita unica che solo Madonna poteva immortalare.

L’album è stato anticipato da Bring Your Love”, featuring Sabrina Carpenter, eseguito per la prima volta al Coachella sul palco della Carpenter. Il singolo in Italia ha raggiunto il primo posto dell’airplay radiofonico e rimane stabile nelle prime posizioni mentre il nuovo singolo “Danceteria”, un inno dance euforico, che ripercorre un emozionante omaggio al nightclub newyorkese dove Madonna ha mosso i primi passi nel 1982. Canta dell’emozione provata quando il DJ Mark Kamins ha messo per la prima volta il suo demo di “Everybody” davanti a 300 persone e ripete il ritornello: “Qui tutti sono un’opera d’arte”.

Tennis, Wimbledon: Zverev vola in finale, battuto Fery in tre set

Roma, 10 lug. (askanews) – Alexander Zverev conquista per la prima volta la finale di Wimbledon e conferma il momento d’oro della sua carriera. Il tedesco, fresco vincitore del Roland Garros, ha sconfitto il britannico Arthur Fery con il punteggio di 7-6 (7-0), 6-2, 6-4 in due ore e 13 minuti, centrando la quinta finale Slam della carriera e tornando al numero 2 del ranking mondiale, davanti a Carlos Alcaraz.

Sul Centrale dell’All England Club si è così conclusa la splendida favola di Fery, numero 114 del mondo a inizio torneo e capace di spingersi fino alla semifinale grazie anche alla vittoria nei quarti sull’azzurro Flavio Cobolli. Il britannico, sostenuto dal pubblico di casa, ha retto il confronto soltanto nel primo set, prima di arrendersi alla solidità e alla superiorità del tedesco.

L’equilibrio iniziale si è spezzato nel tie-break del primo parziale, dominato da Zverev che ha lasciato l’avversario a zero punti. Da quel momento il campione tedesco ha preso definitivamente il controllo dell’incontro, imponendo il proprio ritmo con un servizio impeccabile e una continuità da fondo campo che non ha lasciato spazio alla reazione dell’inglese.

Nel secondo set è bastato un break nel quarto gioco per indirizzare il parziale, chiuso agevolmente 6-2. Nel terzo Fery ha provato a restare in partita, ma il break conquistato da Zverev nel quinto game si è rivelato decisivo. L’inglese ha avuto un ultimo sussulto d’orgoglio annullando tre palle per il doppio break con una serie di ace, ma il tedesco ha mantenuto il sangue freddo e ha chiuso l’incontro 6-4 sul proprio servizio.

Per Zverev si tratta della prima finale in carriera sull’erba di Wimbledon e della seconda consecutiva in uno Slam dopo il trionfo parigino. Il tedesco diventa così il terzo giocatore dell’era Open a raggiungere la finale dello Slam successivo alla conquista del suo primo Major e domenica andrà a caccia di una storica doppietta Roland Garros-Wimbledon.

Il suo avversario uscirà dalla seconda semifinale tra Jannik Sinner e Novak Djokovic.

Dopo gli stadi Sfera Ebbasta guarda al futuro, nel 2027 i palasport

Milano, 10 lug. (askanews) – Dopo aver infiammato gli stadi con $€LEBRATION, lo show-evento che ha celebrato i 10 anni di carriera davanti a decine di migliaia di fan, e in attesa di calcare -fino al 14 agosto- i palchi delle principali venue estive, Sfera Ebbasta guarda già al futuro, pronto a tornare dal vivo anche nel 2027 con una nuova serie di appuntamenti -prodotti da Vivo Concerti- nei principali palazzetti italiani.

Arriva oggi l’annuncio del Live tour 2027, che a partire dal prossimo gennaio porterà il Trap King sui palchi di: Torino (sabato 30 gennaio @ Inalpi Arena); Roma (mercoledì 3 febbraio @ Palazzo dello Sport); Milano (sabato 6 febbraio @ Unipol Dome) e Bologna (sabato 13 febbraio @ Unipol Arena).

I biglietti per il Live tour 2027 saranno disponibili su www.vivoconcerti.com a partire dalle ore 14:00 di lunedì 13 luglio, e nei punti vendita autorizzati dalle ore 11:00 di sabato 18 luglio. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

Per ricambiare i fan dell’affetto incondizionato che gli dimostrano da oltre 10 anni, Sfera Ebbasta sta già pensando ad uno show spettacolare: una nuova avventura indoor tra le tappe di una carriera straordinaria, che ad oggi è valsa all’artista milanese 240 Dischi di Platino e 39 Dischi d’Oro, oltre 7 miliardi di stream complessivi e una fanbase multigenerazionale che su Instagram supera i 5 milioni di follower. In scaletta non mancheranno i titoli che -anno dopo anno, record dopo record- l’hanno portato dai palazzoni di Cinisello ai vertici della musica italiana e fino al tetto del mondo, nel segno di una storia che continua a crescere e scrivere nuove pagine. Come quella iniziata direttamente dal palco dello Stadio San Siro, dove solo due giorni fa Sfera ha annunciato a sorpresa l’arrivo del suo nuovo album spoilerando anche un brano inedito.

Iran, Trump: detto sì alla loro richiesta di continuare i colloqui

Roma, 10 lug. (askanews) – “La Repubblica Islamica dell’Iran ci ha chiesto di continuare i ‘colloqui’. Abbiamo acconsentito, ma gli Stati Uniti hanno dichiarato loro, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth Social, il social media di sua proprietà.

Inoltre, al New York Post, Trump ha detto di aver  “lasciato istruzioni” nel caso in cui l’Iran riuscisse
nel suo piano per assassinarlo, e che ci sarebbero state conseguenze gravissime. “Sono nella loro lista da molto tempo. È questo il problema”, ha affermato. “L’unica cosa è che ho dato istruzioni: se dovesse succedere qualcosa, bombardateli letteralmente con una intensità mai vista prima”, ha affermato il presidente Usa. Interrogato sulle recenti notizie secondo cui Israele avrebbe segnalato questa settimana informazioni su un complotto per eliminarlo, Trump ha indicato che non c’è stato alcun nuovo piano
da parte dell’Iran, ma ha affermato che Teheran lo vuole morto da anni. “No, no. Israele non ha fatto nulla. No, no”, ha detto. “Sono il numero uno” nella lista nera dell’Iran “da molto tempo, e la vita è così, sapete”. “Spero che vi mancherò”, ha aggiunto Trump.

J-Ax al primo posto dell’EarOne con "Hippy Ya Yo (Però anche no)"

Milano, 10 lug. (askanews) – J-Ax conquista il primo posto della classifica EarOne con “Hippy Ya Yo (Però anche no)”, brano più trasmesso della settimana dalle radio italiane. Attraverso il rap, il pop e il country J-Ax con “Hippy Ya Yo (Però anche no)” trasmette voglia di ballare, divertirsi e fare festa alla vita.

In attesa dell’uscita del nuovo album “Vita Morte e Miracoli”, J-Ax tornerà live in quattro prime imperdibili date sabato 10 (sold out) e domenica 11 ottobre al Fabrique a Milano e venerdì 23 e sabato 24 ottobre all’Atlantico di Roma, dove ripercorrerà in musica la sua lunga e prolifica carriera artistica.

I biglietti sono disponibili su https://www.ticketone.it/

MotoGp, Marc Marquez domina le pre-qualifiche al Sachsenring

Roma, 10 lug. (askanews) – Marc Marquez conferma il suo straordinario feeling con il Sachsenring e chiude al comando le pre-qualifiche del Gran Premio di Germania. Lo spagnolo della Ducati ufficiale ha fermato il cronometro in 1’19″394, facendo segnare il miglior tempo della giornata e ribadendo il proprio ruolo di favorito su una pista che storicamente lo ha visto protagonista.

Alle sue spalle ha sorpreso Raul Fernandez, secondo, mentre Fabio Di Giannantonio ha conquistato il terzo tempo dopo essere stato a lungo al comando della sessione. Quarta posizione per Alex Marquez, seguito da Jack Miller, autore di un’ottima prestazione con la Yamaha Pramac.

L’Aprilia piazza tre moto nella top ten: sesto Ai Ogura, settimo Marco Bezzecchi e ottavo Jorge Martin, al rientro dopo il lungo stop, tutti qualificati direttamente alla Q2. Completano i primi dieci Pedro Acosta e Franco Morbidelli.

La grande delusione di giornata è Francesco Bagnaia. Il due volte campione del mondo Ducati, già in difficoltà nelle prove libere del mattino, non è riuscito a trovare il giro decisivo nel finale e ha concluso soltanto tredicesimo, restando escluso dai primi dieci e dovendo così affrontare il Q1 nelle qualifiche di sabato. Davanti a lui si è piazzato anche Enea Bastianini, undicesimo, ma anche per lui sarà necessario passare dalla prima sessione di qualificazione.

La fase decisiva della sessione ha regalato continui cambi al vertice. Dopo il miglior tempo iniziale di Bezzecchi, Di Giannantonio è sceso fino a 1’20″104 prima di migliorarsi ulteriormente in 1’19″674. Sembrava il riferimento definitivo, ma Marc Marquez ha risposto con un eccezionale 1’19″394, abbassando di quasi tre decimi il limite fatto segnare fino a quel momento e mettendo tutti alle proprie spalle.

Non sono mancati gli episodi: Joan Mir ed Enea Bastianini sono finiti nella ghiaia durante gli ultimi minuti senza conseguenze, mentre Franco Morbidelli è stato nuovamente segnalato ai commissari per aver rallentato un altro pilota in traiettoria, dopo la penalità già rimediata ad Assen.

Il programma del weekend prevede sabato la seconda sessione di prove libere, quindi le qualifiche e la Sprint Race, mentre domenica alle 14 scatterà il Gran Premio di Germania.

Tennis, Alcaraz torna ad allenarsi, ma salta Montreal

Roma, 10 lug. (askanews) – Carlos Alcaraz torna a impugnare la racchetta e alimenta le speranze dei tifosi, ma il rientro in campo resta ancora senza una data certa. Il campione spagnolo, fermo dallo scorso aprile per un infortunio al polso destro, ha pubblicato sul proprio profilo Instagram foto e video di una seduta di allenamento all’Accademia di El Palmar, accompagnati da un messaggio eloquente: “Sulla buona strada”.

Nelle immagini Alcaraz esegue esercizi anche con una racchetta priva delle corde e con una parte del telaio rimossa. Si tratta di una metodologia utilizzata nelle fasi di recupero dagli infortuni al polso o all’avambraccio: consente di riprodurre il gesto tecnico completo senza l’impatto con la palla, riducendo al minimo vibrazioni e sollecitazioni sull’articolazione. L’obiettivo è recuperare progressivamente fluidità, timing e memoria muscolare, aumentando il carico di lavoro senza compromettere il processo di guarigione.

I progressi mostrati dal numero tre del mondo rappresentano un segnale incoraggiante, ma non modificano, almeno per il momento, il programma del suo staff. Alcaraz, infatti, non figura nell’entry list del Masters 1000 di Montreal, in calendario dal 2 al 13 agosto, segno che il ritorno alle competizioni non è ancora imminente.

La prima finestra utile potrebbe quindi essere il Masters 1000 di Cincinnati, in programma dal 13 al 23 agosto, ultimo grande appuntamento prima degli US Open. Anche questa ipotesi, tuttavia, resta subordinata all’evoluzione del recupero e al via libera dello staff medico.

Secondo quanto riferiscono i media spagnoli, inoltre, la visita di controllo inizialmente prevista per oggi sarebbe stata rinviata di alcuni giorni. Una decisione che non sarebbe legata a complicazioni nel decorso, ma alla volontà di valutare le condizioni del polso dopo un ulteriore periodo di lavoro sul campo, confermando la linea di massima prudenza scelta dal team del due volte campione di Wimbledon.

MonitorCH4: a Bologna il meeting sulle emissioni di metano

Bologna, 10 lug. (askanews) – Si è svolta a Bologna la seconda edizione di MonitorCH4, convegno dedicato al confronto tra i principali attori coinvolti nella normativa energetico-ambientale europea sulle emissioni di metano. Quest’anno l’evento, promosso da Amici della Terra, si è aperto al panorama europeo con una parte espositiva dedicata alle tecnologie, alle pratiche operative e al quadro regolatorio per il monitoraggio, la quantificazione e la riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico. Tommaso Franci, responsabile energia per Amici della Terra, ha coordinato la mattinata, spiegando perchè è importante soffermarsi su tematiche simili.

“Il senso di MonitorCH4 è di far conoscere le tecnologie e i servizi che sono già disponibili per la riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico, oltre alle esperienze degli operatori che già fanno questi interventi in modo molto significativo. Questo consente di accelerare le iniziative per la riduzione di queste emissioni climalteranti, che hanno un impatto molto forte nel breve periodo. Una tonnellata di emissioni di metano nel breve periodo a 20 anni ha un effetto 80 volte superiore a quello della CO2” ha dichiarato Tommaso Franci, responsabile energia per Amici della Terra

Durante la seconda edizione di MonitorCH4 si sono susseguiti interventi sia istituzionali che dei rappresentanti d’industria presenti, mostrando quanto vivo sia il dialogo fra le parti, come sottolineato da Francesca Di Macco, Focal Point per l’implementazione dei regolamenti emissioni metano del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

“L’Italia è sicuramente tra i Paesi membri che hanno mostrato il maggiore impegno nell’attuazione del regolamento sulle emissioni di metano. Sicuramente possiamo vantare molti obiettivi raggiunti, sia dal lato della futura autorità competente, che sarà il Ministero, che dal lato degli operatori. C’è stata una forte collaborazione” ha aggiunto Francesca Di Macco, Focal Point per l’implementazione dei regolamenti emissioni metano del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Accanto alla conferenza, è stata aperta un’area Expo, che ha visto la presenza di imprese attive nello sviluppo di soluzioni per il rilevamento, la quantificazione, la digitalizzazione, la riparazione e la riduzione delle emissioni di metano. Massimo Micucci, Consulente Strategico Open Gate Italia, ha evidenziato il valore di momenti come questo per tutto il settore.

“Rispettare le regole europee significa migliorare moltissimo l’ambiente, in particolare sulla riduzione delle emissioni di metano, perché sono 80 volte più climalteranti della CO2, anche se se ne parla poco. Le regole è possibile rispettarle nella misura in cui raccogliamo anche tutti quanti i segnali che ci arrivano dalle imprese tecnologiche già molto impegnate nella riduzione dell’ambiente, cioè quelle che si sono presentate qui” ha concluso Massimo Micucci, Consulente Strategico Open Gate Italia

L’evento, che ha anche permesso di passare in rassegna le tecnologie già disponibili per la misurazione e la verifica delle emissioni, è stato l’occasione per fare il punto della situazione sul settore dell’energia e delle emissioni di metano, dando anche accenno all’approccio positivo sia del Regolamento UE in materia che del suo rispetto all’interno del nostro Paese.

I biglietti per il Giubileo di Vasco esauriti in meno di mezz’ora

Milano, 10 lug. (askanews) – Il Giubileo di Vasco è ufficialmente battezzato. Bastano meno di 30 minuti dall’apertura della vendita generale per polverizzare oltre 550.000 biglietti destinati ai dieci concerti che, dal 6 al 25 giugno 2027, trasformeranno lo Stadio Olimpico di Roma nella capitale del rock italiano.

Una corsa impressionante che potrebbe non essere finita. Le richieste continuano ad arrivare senza sosta e confermano ciò che da anni accompagna ogni annuncio di Vasco: il limite non è mai il pubblico, ma la capienza degli stadi. Se sarà possibile, nei prossimi mesi verranno messi in vendita ulteriori posti, compatibilmente con le disponibilità dell’Olimpico.

“Le potenzialità di Vasco superano da tempo le capienze disponibili”, commenta Roberto De Luca, Presidente di Live Nation Italia. “La domanda continua a crescere e ogni volta ci confrontiamo con un limite che non è quello del pubblico, bensì quello degli spazi. Per quest’anno va bene così.”

Ma i numeri, per quanto straordinari, raccontano solo una parte della storia. Il successo di Vasco va ben oltre le cifre: è un patrimonio collettivo costruito in mezzo secolo di canzoni, emozioni, libertà e generazioni che continuano a ritrovarsi negli stadi con la stessa passione.

Il 2027 sarà l’anno del Giubileo di Vasco, un mese di festa nazionale che celebra i suoi cinquant’anni di carriera. Ma sarà anche una pagina di storia della musica dal vivo in Italia.

Ancora una volta Vasco è l’apripista, inaugurando la più grande residency mai realizzata nel nostro Paese: dieci concerti consecutivi nella stessa città, un modello che fino a oggi apparteneva soprattutto ai grandi artisti internazionali e che guarda al futuro dei grandi eventi anche in Italia.

Dal suo ultimo post su IG: «Sono uno che, se non le trova aperte, le porte le sfonda. E quando una strada non c’è, se la inventa. Io sono un apripista.»

Le date del Giubileo di Vasco sono state svelate il 18 giugno a Bari, al termine di una campagna teaser diventata virale sui social durante il trionfale tour 2026. Da quel momento è stato chiaro che non si trattava semplicemente di una serie di concerti, ma di un evento destinato a segnare un prima e un dopo nella storia della musica live italiana.

Lavoro, accordo tra le imprese su rappresentanza e contratti

Roma, 10 lug. (askanews) – Intesa raggiunta tra le associazioni datoriali su contratti e rappresentanza. A sottoscrivere il documento, dopo un lungo confronto, le associazioni dell’industria, del commercio, dell’artigianato, delle cooperative, delle assicurazioni e delle banche.

La prossima settimana potrebbe già partire il confronto tra associazioni datoriali e sindacati. Cgil, Cisl e Uil, lo scorso 17 giugno, avevano infatti varato una piattaforma unitaria per un accordo quadro interconfederale, con le principali associazioni datoriali, su modello contrattuale e rappresentanza.

Nella bozza di accordo sottoscritto dalle associazioni d’impresa si legge che, alla luce delle più recenti novità introdotte dal decreto Primo Maggio, le parti “concordano nel ritenere che risulta fondamentale individuare criteri oggettivi ed affidabili per misurare la maggiore rappresentatività comparata datoriale”.

Le associazioni dei lavoratori convengono, poi, “sulla necessità di definire tali criteri condivisi tenendo conto della tipologia e della natura giuridica delle imprese rappresentate”. Per questo “condividono l’obiettivo di procedere a una corretta perimetrazione dei campi di applicazione contrattuale, quale presupposto per individuare il contratto collettivo di riferimento sulla base del peso rappresentativo dei soggetti firmatari”.

In tale prospettiva, in coerenza con il percorso di razionalizzazione avviato presso il Cnel le parti “si impegnano ad evitare impropri ampliamenti dei perimetri contrattuali e ad istituire un Osservatorio con funzioni di monitoraggio e di regolazione delle eventuali sovrapposizioni contrattuali”.

Le associazioni datoriali, inoltre, ritengono che sia necessaria “una selezione più trasparente e rigorosa delle parti sociali anche ai fini istituzionali, ossia per la partecipazione ai tavoli di confronto, consultazione e interlocuzione con le istituzioni e con gli altri enti competenti. I criteri per la selezione ai fini istituzionali, sia delle organizzazioni datoriali che sindacali, devono basarsi su dati omogenei, certi e misurabili”, si legge ancora nella bozza d’intesa.

Vengono individuati tre criteri per la selezione, ai fini istituzionali, delle organizzazioni datoriali dotate di effettiva rappresentatività. Il primo criterio riguarda la “seniority dell’organizzazione”, intesa come la sua “presenza storica e continuativa nel sistema delle relazioni industriali”. Il secondo criterio riguarda la partecipazione dell’organizzazione “a organismi di rappresentanza europea riconosciuti come parti nel dialogo sociale europeo nell’ambito dei lavori del Comitato economico e sociale europeo (Cese)”. Il terzo criterio ha a che fare con “la presenza nel proprio sistema di contrattazione collettiva, anche per effetto di delega al secondo livello, di istituti strutturati, volti a disciplinare e sostenere forme di welfare contrattuale, integrative rispetto al sistema pubblico di welfare, spettanti alla generalità dei dipendenti ed aventi valore economico”.

A questi tre criteri definiti “qualitativi” viene aggiunto un quarto criterio “quantitativo”, fondato sul numero di dipendenti che “vedono regolato il proprio rapporto dalla contrattazione collettiva del settore rappresentato, tenendo anche in considerazione la tipologia di impresa e l’ampiezza dei settori produttivi di riferimento della Confederazione, qualora le tematiche trattate nei tavoli istituzionali abbiano natura trasversale”.

Le organizzazioni dei lavoratori sono poi concordi sulla necessità di individuare insieme dei “criteri oggettivi e quantitativi anche per misurare la rappresentatività delle associazioni datoriali ai fini contrattuali, in ciascun settore produttivo, tenendo conto della tipologia e della natura giuridica dell’impresa”. Entrando nel merito, le associazioni concordano sul fatto che “l’individuazione del contratto collettivo da prendere a riferimento per la determinazione del Tec non comporta obbligo di applicazione generalizzata (erga omnes)”. Ma convengono che “l’applicazione integrale di un diverso contratto collettivo di settore che, tuttavia, garantisca ai lavoratori un trattamento economico e normativo uguale a quello del contratto collettivo di riferimento dia diritto di accedere a tutti benefici di legge”.

Con l’obiettivo d’individuare il contratto collettivo di riferimento, le associazioni firmatarie “concordano che l’individuazione del Tec da prendere come riferimento deve tener conto della tipologia e della natura giuridica dell’impresa” e concordano che “l’unico criterio universale quantitativo oggettivo che consente di misurare, in maniera certa e omogenea, la rappresentatività dei soggetti dal lato datoriale che sottoscrivono un determinato contratto collettivo è quello preso in considerazione dal Cnel e, quindi, quello della diffusione del contratto tra i lavoratori del settore, distinguendo per tipologia e natura giuridica dell’impresa”.

Inoltre confermano l’impegno a verificare che, nei rispettivi contratti collettivi nazionali, “non si dia corso ad impropri allargamenti dei perimetri di applicazione e, quindi, ci si attenga il più strettamente possibile al rispetto dei perimetri tradizionalmente definiti”.Infine s’impegnano a costituire “un Organismo che possa svolgere un’opera di monitoraggio e segnalazione di eventuali comportamenti non conformi circa il rispetto di quanto appena concordato”.

Ue, Fidanza (Fdi): favorevoli a nuove forme debito comune

Roma, 10 lug. (askanews) – “C’è una ostilità da parte dei paesi frugali a nuove forme di debito comune: c’è una proposta spagnola di qualche ora fa per una emissione di debito comune da 850 miliardi all’anno per sostenere le spese destinate ai temi della competitività, il nostro governo la sostiene, siamo d’accordo”. Lo ha detto il capodelegazione Fdi-Ecr al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, a margine del seminario “La forza dei territori”, organizzato dalla delegazione di Fratelli d’Italia – ECR a Roma.

“C’è una forte ostilità dei paesi frugali al debito comune ma noi non vogliamo nuove tasse europee, ci opponiamo a nuove risorse proprie che vadano a incidere sulle tasche dei cittadini e sulla competitività delle nostre industrie. C’è una ritrosia da parte degli Stati membri ad aumentare il contributo al bilancio comune europeo, da qualche altra parte bisognerà torvare le risorse.

Quindi siamo favorevoli a nuove forme di debito comune con le giuste condizionalità e un uso serio come abbiamo fatto con il

Pnrr”, ha aggiunto.

Malan: sicurezza da sempre priorità, nessuna accelerazione per Vannacci

Roma, 10 lug. (askanews) – “Non c’è alcuna accelerazione” sulla sicurezza. “Facciamo queste politiche dal 2022”. Così il presidente dei senatori Fdi, Lucio Malan, risponde a chi gli domanda se c’è un’accelerazione del governo in tema di sicurezza per contrastare l’ascesa nei sondaggi di Roberto Vannacci.

A margine del seminario “La forza dei territori”, organizzato dalla delegazione di Fratelli d’Italia – ECR a Roma, Malan ha osservato: “Il provvedimento per il rimpatrio immediato degli immigrati che commettono reati è possibile metterlo in atto adesso perché grazie all’azione del governo si è ottenuto dall’Ue un cambiamento di posizione: quattro anni fa la politica europea sull’immigrazione si occupava unicamente della riallocazione all’interno dell’Ue senza preoccuparsi del fatto che sarebbe meglio che l’immigrazione fosse ridotta possibilmente a zero. Da diverso tempo sono cambiati i parametri, vogliamo che ne arrivino il meno possibile. L’Europa non è un posto dove possono arrivare tutti e tantomeno l’Italia”.

Quanto al vertice di ieri a Palazzo Chigi in tema di sicurezza, Malan ha detto: “Al momento non ho notizie di provvedimenti, ma se c’è stato il vertice ieri sera bisogna dare tempo. La sicurezza è una delle principali priorità del governo Meloni sin dal suo insediamento. È un percorso intrapreso nell’ottobre 2022 con risultati notevoli: rimpatrio dei migranti a livelli record, riduzione degli sbarchi”.

Cinema, fine riprese per "Perfetta" di Paolo Zucca con Geppi Cucciari

Roma, 10 lug. (askanews) – La scorsa settimana sono terminate le riprese del film “Perfetta” con protagonista Geppi Cucciari, per la regia di Paolo Zucca. Il film è tratto dall’omonima opera teatrale di Mattia Torre ed è stato adattato per il cinema da Giacomo Ciarrapico con la collaborazione di Geppi Cucciari e Paolo Zucca e con la consulenza creativa di Francesca Rocca. Nel cast anche Stefano Accorsi, Giorgio Tirabassi, Anna Ferzetti e molti altri.

“Perfetta” è una commedia che racconta un mese della vita di una donna e affronta con intelligenza e ironia il tema del ciclo femminile. La routine quotidiana della protagonista Laura, moglie e madre, venditrice di auto, è scandita dalle quattro fasi del ciclo, e inevitabilmente influenzata dalle sue stesse oscillazioni ormonali, cicliche come la luna. Una riflessione sulle donne legata alle variazioni fisiologiche che influenzano la sua quotidianità, le sue emozioni, i suoi stati d’animo e le sue reazioni, tra ironia, commozione e leggerezza.

Il primo simposio AfricaConnect alla Scuola Sant’Anna di Pisa

Pisa, 10 lug. (askanews) – Dalla crisi climatica alla tutela della biodiversità, fino alla sicurezza alimentare e alla salute globale. Sono state le grandi sfide condivise da Europa e Africa il filo conduttore del primo Simposio AfricaConnect, ospitato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dedicato al ruolo della cooperazione scientifica internazionale nella ricerca di soluzioni comuni. Due giornate che hanno riunito ricercatori, accademici e rappresentanti delle istituzioni italiani e africani con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra i due continenti su temi sempre più strategici per lo sviluppo sostenibile. Un’iniziativa che, come spiega il rettore della Scuola Sant’Anna, Nicola Vitiello, è stata l’occasione per potenziare il percorso di internazionalizzazione avviato dall’ateneo di Pisa: “Per noi questa è una grande opportunità di collaborazioni scientifiche. Noi siamo un’università che fa ricerca e vogliamo avviare collaborazioni scientifiche su tematiche attuali come la cooperazione in ambito ambientale con i paesi dell’Africa, con l’idea di avviare collaborazioni solide e con l’ambizione di produrre conoscenza scientifica di altissimo valore e di altissima qualità”

Un modello di cooperazione che punta a costruire rapporti paritari e duraturi, nell’ottica di una valorizzazione del talento che è da sempre la missione cardine della Scuola.

“Noi siamo sempre alla ricerca di talenti e i talenti e il merito sono presenti in tutte le regioni del mondo, compresa l’Africa. Noi vogliamo condividere idee e sfide e farlo con rigore scientifico e metodologico, con l’obiettivo di fare quella ricerca anche applicata che permette di portare risultati utili a migliorare la qualità della vita” ha aggiunto Vitiello.

A livello scientifico, il confronto si è concentrato anche sul contributo che la ricerca può offrire nell’affrontare sfide globali che superano i confini nazionali. A entrare nel dettaglio, il professor Matteo Dell’Acqua, direttore del progetto AfricaConnect: “Terra AfricaConnect è un programma speciale della Scuola Sant’Anna con il quale stiamo facendo un esercizio di unione di puntini. Con puntini intendo persone, modi di lavorare, domande di ricerca, di discipline diverse, che sono poi la caratteristica della Scuola, e la ricerca interdisciplinare, che va dalle scienze sperimentali alle scienze sociali, con le quali cerchiamo di mettere a rete le tante capacità che ci sono in campo nel lavorare in Africa e con l’Africa”.

Un momento di confronto che punta a trasformare la collaborazione scientifica in progetti concreti, rafforzando il dialogo tra Europa e Africa su sfide che riguardano tutti.

Mobilità del futuro, Pilat: incntro su tema centrale

Roma, 10 lug. (askanews) – L’Italia, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo e la sua complessa conformazione geografica, non può prescindere da una logistica moderna, sostenibile e interconnessa. Muovere il futuro significa ridisegnare i flussi delle merci e delle persone attraverso una reale integrazione tra infrastrutture fisiche, innovazione digitale e nuovi vettori energetici. In questo scenario, la transizione ecologica ed economica del Paese non può basarsi esclusivamente sulla spesa pubblica, ma passa inevitabilmente dalla capacità del tessuto privato di investire in soluzioni infrastrutturali ad alto valore tecnologico ed erogate in logica di servizio.

Se ne è parlato in occasione dell’evento “Muovere il futuro: infrastrutture, nuovi carburanti, logistica integrata”, primo degli appuntamenti Aska Talks promosso da Pilat & Partners. Momento di incontro tra stakeholder e istituzioni in un dibattito aperto sui temi centrali del sistema paese. Nel video il commento di Riccardo Pilat, Ceo e Founder.

Due di Noi arriva al Roma Summer Fest

Roma, 10 lug. – Un divano rosa al centro di uno dei più importanti appuntamenti culturali e musicali dell’estate. È questa l’immagine scelta da “Due di Noi”, la campagna di sensibilizzazione promossa da Gilead Sciences Italia con Europa Donna Italia, che arriva al Roma Summer Fest per continuare un percorso iniziato nell’ambito delle Olimpiadi Culturali di Milano Cortina 2026 per portare il tema del tumore al seno metastatico all’interno di luoghi dedicati alla socialità.

Per un mese, il divano rosa sarà il simbolo di una nuova narrazione della malattia metastatica: non soltanto il racconto di una diagnosi e delle cure, ma il racconto di una vita che continua. Una vita fatta di relazioni, passioni, sport, cultura, lavoro, progetti e momenti di condivisione. Una vita che oggi, grazie ai progressi della ricerca scientifica, può contare su un tempo più lungo e, soprattutto, su un tempo di maggiore qualità.

La scelta del Roma Summer Fest non è casuale. Una manifestazione che celebra la musica, l’incontro e la partecipazione accoglie la campagna per raccontare cosa significhi, per una donna che convive con un tumore al seno metastatico, poter programmare una serata con gli amici, assistere a un concerto, praticare sport o coltivare le proprie passioni. Attività che per molti rappresentano la normalità e che oggi, sempre più spesso, possono continuare a far parte della quotidianità delle pazienti grazie all’evoluzione delle cure.

Al centro dell’iniziativa, ospitata presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il dialogo tra clinici, associazioni di pazienti e rappresentanti del mondo della ricerca, accomunati da un obiettivo condiviso: rendere il più rapidamente possibile disponibili alle donne le opportunità offerte dall’innovazione terapeutica.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento profondo nel trattamento del tumore al seno metastatico”, afferma la Prof.ssa Alessandra Fabi, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. “Oggi disponiamo di terapie innovative che consentono di controllare la malattia più a lungo, preservando al tempo stesso la qualità di vita delle pazienti. Intervenire precocemente con le opzioni terapeutiche più efficaci significa offrire maggiori opportunità di beneficio clinico, più tempo e più tempo vissuto bene. È in questa direzione che guardiamo con interesse alle più recenti acquisizioni terapeutiche che la ricerca ha portato. La recente approvazione europea di una terapia mirata in prima linea per le pazienti con tumore al seno metastatico triplo negativo, non candidabili all’immunoterapia e per il quale fino a pochissimi anni fa esisteva solo la chemioterapia, rappresenta un ulteriore passo avanti. L’auspicio è che il percorso di accesso in Italia possa completarsi rapidamente affinché le donne affette da questa neoplasia possano equamente e al più presto riceverla come cura principale”.

Se la ricerca continua ad ampliare le possibilità terapeutiche, altrettanto fondamentale è il lavoro svolto dalle associazioni di pazienti per trasformare il progresso scientifico in opportunità concrete e accessibili.

“Oggi la ricerca sta cambiando in modo tangibile la prospettiva delle donne con tumore al seno metastatico”, dichiara Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia. “Ma l’innovazione è davvero tale solo quando raggiunge tutte le donne, indipendentemente dal luogo in cui vivono. Le associazioni hanno il compito di portare la voce delle pazienti nei tavoli decisionali, favorire il dialogo con le istituzioni e contribuire a ridurre le disuguaglianze di accesso alle cure. L’obiettivo comune è fare in modo che i progressi della ricerca si traducano rapidamente in benefici reali, consentendo a sempre più donne di guadagnare non solo anni di vita, ma vita negli anni”.

Il valore di questa trasformazione emerge con particolare evidenza nei contesti di partecipazione collettiva, dove le donne con tumore al seno metastatico possono continuare a essere protagoniste della propria quotidianità.

“Negli anni abbiamo visto crescere la presenza delle donne con tumore al seno metastatico nelle manifestazioni dedicate alla salute e al benessere”, sottolinea la Prof.ssa Alba Di Leone, Presidente di Susan G. Komen Italia. “Non si tratta semplicemente di numeri, ma della testimonianza concreta di come la ricerca abbia cambiato il percorso della malattia. Sempre più donne continuano a vivere pienamente le proprie relazioni, partecipano a eventi, fanno sport e condividono esperienze con le loro famiglie e le loro comunità. Manifestazioni come la Race for the Cure e iniziative come Due di Noi contribuiscono a rendere visibile una realtà che merita di essere raccontata: le donne non sono la loro malattia, ma i loro progetti, le loro passioni e il loro desiderio di futuro”.

Se oggi il tumore al seno metastatico può essere affrontato con prospettive molto diverse rispetto al passato, il merito è di un percorso che ha visto procedere insieme ricerca scientifica, innovazione terapeutica, advocacy delle associazioni e impegno delle istituzioni. Ogni nuovo avanzamento contribuisce ad ampliare il tempo a disposizione delle pazienti, ma soprattutto la possibilità di viverlo pienamente, continuando a coltivare relazioni, passioni e progetti. In questo scenario l’innovazione rappresenta un elemento decisivo: non soltanto perché rende disponibili nuove opportunità terapeutiche, ma perché sposta sempre più avanti il confine di ciò che è possibile fare contro la malattia. Una sfida che richiede investimenti continui nella ricerca e un impegno condiviso affinché i progressi scientifici possano tradursi rapidamente in benefici concreti per tutte le donne.

“La ricerca nel tumore al seno metastatico sta vivendo una fase di grande evoluzione. Nuove opzioni terapeutiche stanno contribuendo ad aumentare il tempo a disposizione delle pazienti preservandone la qualità di vita e consentendo di intervenire sempre più precocemente nel percorso di cura. Afferma Carmen Piccolo, Direttore Medico di Gilead Sciences Italia. “Oggi la sfida non è soltanto sviluppare innovazione, ma fare in modo che questa raggiunga rapidamente tutte le donne che ne possono beneficiare, in maniera equa e uniforme sul territorio nazionale. Per questo è fondamentale il lavoro congiunto della comunità scientifica, delle istituzioni e delle associazioni di pazienti. Da cinque anni Gilead ha scelto di investire nell’oncologia solida con l’obiettivo di contribuire a migliorare la vita delle persone che convivono con una malattia oncologica. Accanto alla ricerca, continuiamo a sostenere iniziative come Due di Noi perché crediamo sia importante dare voce alle donne con tumore al seno metastatico e portare questi temi nei luoghi della vita quotidiana, favorendo consapevolezza, dialogo e attenzione verso il valore dell’innovazione”

Con il suo arrivo al Roma Summer Fest, Due di noi continua, dunque, il suo viaggio nei luoghi della vita quotidiana per raccontare una realtà che sta cambiando. Un invito a guardare oltre la malattia e a riconoscere il valore della ricerca che, ogni giorno, contribuisce ad ampliare il tempo, le opportunità e il futuro delle donne che convivono con il tumore al seno metastatico.

Mobilità, Curtacci (Q8): in futuro più democratica e accessibile

Roma, 10 lug. (askanews) – “Generalmente quando si parla di mobilità sostenibile si affronta il tema di quale sarà il carburante del futuro, in realtà la mobilità è qualcosa di più complesso. Il consumatore non sceglie una tecnologia, una infrastruttura, ma una soluzione. Quindi in questa equazione va inserito il cliente. Quando viaggiamo inseriamo tutti il navigatore per risparmiare tempo e la stessa cosa la fa il consumatore nelle sue scelte quotidiane. La mobilità del futuro dunque è una mobilità che deve consentire alle persone in maniera più democratica, più accessibile, di muoversi”.

Lo ha evidenziato Fabio Curtacci, Retail & Marketing Director Q8 Italia SPA, in occasione dell’evento “Muovere il futuro: infrastrutture, nuovi carburanti, logistica integrata” promosso da Pilat & Partners in occasione degli AskaTalks.

Roma, al Gazometro la IX edizione di Videocittà, dedicata all’acqua

Roma, 10 lug. (askanews) – Giunto alla nona edizione, torna a Roma fino al 12 luglio Videocittà, il Festival della Visione e della Cultura Digitale ideato da Francesco Rutelli, con la direzione artistica di Anna Lea Antolini e la direzione creativa di Michele Lotti, e il sostegno di Eni, main partner della manifestazione. Installazioni luminose, esperienze immersive, interattive e in Virtual Reality, videoarte, A/V live e dj set, talk e performance animeranno ancora una volta il Gazometro di Roma, la più grande area di archeologia industriale urbana d’Europa.

Dopo aver dedicato le precedenti edizioni alla Luna, alla Terra, alla Galassia e al Sole, Videocittà 2026 sceglie come tema centrale l’acqua: origine della vita, risorsa essenziale e simbolo universale capace di attraversare culture, paesaggi e immaginari e, allo stesso tempo, chiave per riflettere sulle grandi urgenze contemporanee.

L’intero programma del festival, dalle installazioni ai live audiovisivi, dalle opere immersive ai talk, fino al nome di questa edizione – Videocittà Watercult 2026 – declina il tema dell’acqua in forme e linguaggi differenti, invitando il pubblico a riflettere sul suo valore ecologico, politico e culturale come elemento vivo, mutevole e universale.

Tra le novità, l’arrivo del compositore, musicista e producer tedesco Apparat. L’artista, vincitore del David di Donatello per la migliore colonna sonora con ‘Capri-Revolution’ di Mario Martone, nominato ai Grammy Awards con l’album LP5 e autore delle musiche della serie cult ‘Dark’, sarà protagonista di una doppia partecipazione speciale: la sua traccia Black Water, reinterpretata in una nuova versione realizzata per il quindicesimo anniversario del brano, entrerà a far parte di ‘In Lympha’, la grande installazione immersiva ideata e prodotta da Eni in collaborazione con Videocittà, che invaderà gli spazi dell’Opificio 41 per tutta la durata del Festival interpretando l’acqua come origine e principio generativo. A questo si aggiunge uno speciale dj set in programma sabato 11 luglio sul main stage del Gazometro.

E ancora ‘Unda’, la nuova installazione luminosa site-specific prodotta da Eni per Videocittà. Per la prima volta il Gazometro G4 si trasforma in un’opera visibile esclusivamente dall’esterno, diventando un nuovo segnale luminoso nel paesaggio urbano della Capitale. Attraverso una composizione di luce e laser ispirata al moto perpetuo dell’acqua, reinterpreta uno dei simboli più iconici dell’archeologia industriale contemporanea trasformandolo in un faro urbano in continua metamorfosi.

Il Gazometro centrale dei tre gazometri minori, noto come G2, si trasforma in uno spazio di connessione tra immagini, tecnologia e performance dal vivo, sempre nel segno dell’acqua. Immagini di oceani, fiumi e piogge da tutto il mondo danno forma all’installazione immersiva e multidisciplinare ‘Water: always the same, always different’ unendo la ricerca di Giuseppe La Spada – artista italiano con collaborazioni che spaziano da Ryuichi Sakamoto a Franco Battiato – le sonorità di Francesca Heart e la ricerca corporea della performer brasiliana Amanda Lana.

Per la prima volta al festival arriva Cao Yuxi, artista cinese tra le figure più rilevanti della scena contemporanea, che presenta in prima italiana la sua celebre installazione immersiva ‘Nature’s Computility’: una cascata avvolgente che, attraverso l’uso di algoritmi, decodifica la bellezza della natura e restituisce il fluire dell’acqua in visualizzazioni dinamiche ad altissima risoluzione.

La sezione audio-visual music traduce l’acqua in esperienza sonora e visiva, con un main stage concepito come un ibrido tra installazione e spazio performativo e una line up che vanta alcuni dei nomi più autorevoli del panorama elettronico. Il 10 luglio si apre con Sara Persico e Mika Oki, vincitrici dei Videocittà Awards 2025 nella categoria AV performance per un live che fonde elettronica sperimentale, sound art e vocalità radicale. A seguire, Mace, uno dei producer più influenti della scena musicale italiana contemporanea, che dopo due Forum sold out e la recente partecipazione all’Opening delle Olimpiadi invernali, porta a Videocittà un dj set audiovisivo, costruito insieme a Sugo Design, che traduce il suono in paesaggio e visione.

L’11 luglio il programma prosegue con Nziria, cantante, producer e performer nata a Ravenna e di origini napoletane. L’artista presenta dal vivo ‘Syysma’, il nuovo album tra Neomelodico Napoletano, Hardcore Gabber e club culture contemporanea. Segue Populous dal vivo con i visual di Furio Ganz per presentare l’album ‘Isla Diferente’, scritto a Lanzarote, isola misteriosa, arcaica, dove i silenzi dei vulcani incontrano l’oceano, chiude la serata Apparat.

Il 12 luglio il main stage sarà dedicato al progetto di Donato Dozzy e Neel: ‘Voices From The Lake’, con cui i due artisti italiani esplorano universi sonori sperimentali che evocano dimensioni subacquee e influenzate dalla natura e al nuovo live AV dello studio transmediale Liminal State dedicato all’acqua: ‘Freefall’, una performance audiovisiva di improvvisazione dal vivo in cui suono, musica luci e visual generativi si sviluppano in tempo reale esplorando la caduta libera come spazio di libertà.

Ritorna uno degli appuntamenti più amati del festival, quello con le esperienze in realtà virtuale. Tra paesaggi naturali e liquidi, presso l’Anfiteatro, si assisterà alla presentazione in prima assoluta di ‘In Pinus’, esperienza tutta italiana in VR sul pino domestico, prodotta da Impersive per Videocittà in collaborazione con la Tenuta presidenziale di Castelporziano nell’ambito del progetto europeo Co-vision, con la regia di Guido Geminiani, la partecipazione della performer Delfina Stella, il testo di Simone Arcagni e la musica di Vincenzo Pizzi. E ancora, al primo piano del G3, il più grande dei gazometri più piccoli, è la volta di ‘L’acqua in virtual reality’, un corpus di quattro esperienze in VR – ‘Jellyfish’ della francese Mélodie Mousset, ‘Biolum ‘del francese Abel Kohen, ‘Plastisapiens’ delle canadesi Edith Jorisch e Miri Chekhanovich, ‘The world came flooding in’ degli australiani Van Sowerwine e Isobel Knowles – presentate in prima italiana; e del documentario in realtà virtuale ‘Sweet end of the world!’ di Stefano Conca Bonizzoni, selezionato dalla library VR di Rai Cinema che anche quest’anno rinnova la sua partnership con Videocittà.

La sezione Videoarte, curata da Damiana Leoni e Ra di Martino, ospita il 10 luglio un programma di opere di alcuni tra i più interessanti protagonisti della scena artistica internazionale contemporanea, dedicate al tema dell’acqua. Spazio quindi a Shahzia Sikander, artista pakistana nota per aver sovvertito le tradizioni della pittura in miniatura dell’Asia centrale e meridionale, con il tableau cinematografico dipinto a mano ‘3 to 12 Nautical Miles’ sulle storie di commercio, colonialismo e potere che hanno segnato il passato e presente; al collettivo milanese che esplora il rapporto tra immagine, paesaggio e percezione ‘Flatform’, già conosciuto per le sue esposizioni al Maxxi, Centre Pompidou e Fondazione Prada nonché candidato agli Academy Awards nel 202, che in dialogo con le curatrici presenterà l’opera Quello che verrà è solo una promessa: un lungo piano sequenza che racconta gli effetti dell’innalzamento delle acque. Poi ancora l’artista argentina multidisciplinare Cecilia Bengolea che indaga il rapporto tra corpo, movimento e ambiente attraverso la danza contemporanea e pratiche popolari, con l’opera in bianco e nero ‘Lighting Dance’ dove esplora il rapporto tra elettricità atmosferica, musica e movimento; e infine ‘Monira Al Qadiri’, artista kuwaitiana che ha esposto in contesti internazionali come il Guggenheim di Bilbao, il Palais de Tokyo e la Biennale di Venezia 2022 nella mostra centrale ‘The Milk of Dreams’, con Diver, un racconto sulla pesca delle perle nel Golfo Persico che ha sostenuto per secoli l’economia della sua regione.

L’11 luglio arriva uno degli artisti più noti del panorama internazionale: Adrian Paci, che presenterà in dialogo con le curatrici le opere ‘Turn on, Di queste luci si servirà la notte’, video installazione nata da una performance realizzata nel fiume Arno, e The Column, una potente metafora visiva sul lavoro, l’identità culturale e il dialogo tra Oriente e Occidente, che intreccia arte, migrazione e dinamiche della globalizzazione.

Il Tevere, presenza vitale della città di Roma, è al centro della ricerca del giovane artista digitale Tommaso Cherubini che per Videocittà ne studia il passato e il presente, traducendo dati idrologici e ambientali in un sistema particellare immersivo con l’artwork ‘Invisible Ecologies: Tevere’, presentato in prima assoluta.

Il gioco interattivo prende forma nel Giardino con un’altra opera di Giuseppe La Spada, ‘Particle Catharsis’, che dialoga con l’installazione multiforme del G2, invitando il pubblico ad entrare in comunione con l’elemento primordiale e il suo potere purificatore attraverso il gesto e il movimento; e con ‘Maelstrom’ dell’americano Lake Heckaman.

L’acqua come fenomeno naturale, climatico e scientifico è al centro di OS Ocean Suite, il progetto artistico-scientifico realizzato dal CMCC – Centro Euro-Mediterraneo e sui Cambiamenti Climatici con Nova System Academy e Planetaria. Attraverso la sonificazione di oltre settant’anni di dati climatici legati al fenomeno Enso (El Nino-Southern Oscillation), il progetto – posizionato nella rampa di accesso al Gazometro G3 per tutta la durata del Festival – trasforma il dialogo invisibile tra oceano e atmosfera in un paesaggio sonoro immersivo.

Con il ciclo di incontri ‘Aqua’ ideati da Francesco Rutelli e con gli Aqua Talk di Simone Arcagni, il Festival amplia la riflessione sul tema dell’acqua affrontandone le implicazioni ambientali, storiche e strategiche, tra cambiamenti climatici, patrimonio culturale e scenari geopolitici globali.

Videocittà, da sempre attenta alla sperimentazione e ai nuovi talenti e alle nuove tecnologie, ospita anche la premiazione dell’IGPDecaux Graphic Award, svelando le tre opere vincitrici capaci di reinterpretare Roma ‘Città Eterna’ attraverso le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale. In chiusura del festival, la visione verso il futuro prosegue con Cinecittà che per voce del presidente Antonio Saccone e dell’amministratore aelegato Manuela Cacciamani annuncia che sarà coinvolta direttamente in Videocittà attraverso un’iniziativa volta a valorizzare il talento di un giovane under 35 e l’utilizzo dell’immenso patrimonio dell’Archivio storico Luce. Videocittà è realizzato grazie a Eni Main Partner della manifestazione, il riconoscimento del Ministero della Cultura, il supporto della Regione Lazio, il contributo di Roma Capitale, Zetema e Camera di Commercio di Roma. I Partner sono Acea e SIAE, la Rai è Media Partner del Festival.

Imprese e diritto: perché lo studio legale ha un ruolo primario

Roma, 10 lug. (askanews) – Nel dibattito pubblico si parla spesso di giustizia come se fosse un concetto assoluto, ma chi lavora ogni giorno nel diritto sa che la giustizia non è una formula matematica: è un equilibrio delicato tra regole, organizzazione e responsabilità professionale. Ma il diritto non incide soltanto nelle aule di tribunale, perché per molte imprese la gestione dei rapporti con la pubblica amministrazione e delle procedure di gara rappresenta una parte strutturale dell’attività. Ne abbiamo parlato con l’Avv. Anselmo Torchia:

“Un esempio è quello del project financing, che riguarda lavori pubblici effettuati con capitali pubblici e privati, ed è molto interessante perché dà ai privati degli strumenti e potenzia quelli pubblici. Ha tuttavia delle controindicazioni importanti perché può generare problemi quantitativi, rischi di corruzione o di scarsa concorrenza. Abbiamo inoltre il caso dell’avvalimento, quando un’impresa avente tutti i requisiti previsti dal bando di gara li presta ad una impresa che invece non li ha tutti. Oppure il subappalto, che richiama direttamente la responsabilità dell’appaltatore.”

In un contesto così complesso, la scelta dello studio legale a cui affidarsi diventa un elemento che merita attenzione, perché il modo in cui viene organizzato il lavoro può incidere concretamente sulla qualità della difesa e sulla gestione delle situazioni più delicate.

“Esistono due tipologie di studi: uno artigianale e uno industriale, composto da un numero altissimo di avvocati, anche all’estero. Negli studi artigianali, tuttavia, il materiale prodotto da portare in causa è qualitativamente più elevato, grazie anche agli strumenti tecnologici che permettono di avere rapporti internazionali e di interfacciarsi ormai con il mondo intero” prosegue l’Avv. Torchia.

Quando grandi opere coinvolgono imprese internazionali, abituate a operare con studi legali strutturati su scala globale, il contesto in cui si realizza l’intervento richiede anche una conoscenza puntuale del quadro normativo, amministrativo e operativo del territorio, ed è in questo equilibrio tra grandi strutture organizzate e supporto di uno studio legale radicato localmente che può costruirsi una gestione più attenta e consapevole delle complessità.

Guasto a motore e finestrino rotto su volo Ryanair. Passeggero trattenuto per non essere risucchiato

Roma, 10 lug. (askanews) – Un volo Ryanair diretto nello scalo bavarese di Memmingen, in Germania, è rientrato in sicurezza a Salonicco dopo aver subito un grave guasto al motore poco dopo il decollo. Lo hanno riferito le autorità greche.

Durante l’incidente, un frammento del motore ha colpito e mandato in frantumi il finestrino accanto a un passeggero, ferendo la persona seduta nelle vicinanze. In base alle testimonianze riportate da diversi organi di informazione, considerate quota e velocità del Boeing 737, il viaggiatore è stato trattenuto da sua moglie, seduta accanto a lui, per non essere risucchiato all’esterno. A titolo precauzionale sono state attivate le maschere di ossigeno, provocando momenti di panico tra i passeggeri.

Le autorità hanno precisato che non si è verificata alcuna crepa o apertura nella fusoliera dell’aereo, malgrado le iniziali preoccupazioni per i danni. L’equipaggio ha rilevato il problema mentre l’aereo sorvolava la Macedonia del Nord e ha deciso di rientrare a Salonicco, poiché il guasto al motore non poteva essere risolto durante il volo.

Dopo che i piloti hanno dichiarato l’emergenza, all’aeroporto “Macedonia” di Salonicco sono state attivate le procedure standard previste per questi casi. Vigili del fuoco, ambulanze, polizia e altri servizi di emergenza sono stati messi in stato di allerta. L’aereo è atterrato senza problemi ed è stato successivamente trasferito in un’area dedicata dello scalo.

Quattro passeggeri sono stati trasportati in ospedale a titolo precauzionale per accertamenti medici. La maggior parte è stata visitata e dimessa, mentre una persona è rimasta in osservazione per ulteriori esami.

Ryanair ha predisposto un aereo sostitutivo che ha consentito alla maggior parte dei passeggeri di raggiungere Memmingen e completare il viaggio. In una nota alla stampa, la compagnia lowcost ha spiegato che “un volo Ryanair da Salonicco a Memmingen, partito venerdì mattina (10 luglio), è rientrato a Salonicco poco dopo il decollo dopo che un finestrino di un passeggero si è staccato durante il volo. L’aereo è atterrato regolarmente e i passeggeri sono rientrati nel terminal. Un passeggero ha richiesto e ricevuto assistenza medica a terra a Salonicco. Per ridurre al minimo il ritardo, è stato predisposto un aereo sostitutivo che ha trasportato i passeggeri a Memmingen, decollando da Salonicco alle 9.53 ora locale di questa mattina”.

Le autorità aeronautiche competenti hanno ora avviato un’indagine per accertare le cause del guasto al motore.

50 anni del disastro di Seveso, il monito di Mattarella: no scambio tra costi umani e vantaggi economici

Roma, 10 lug. (askanews) – “Il disastro ambientale che, cinquant’anni fa, dalla periferia di Meda sconvolse la comunità di Seveso e coinvolse anche quelle di Cesano Maderno e Desio, fu un evento tra i più drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare e, ancora oggi, i suoi effetti inquinanti lo fanno considerare uno degli eventi più gravi a livello globale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia per il 50esimo anniversario. “Quel che accadde a Seveso – ha ricordato Mattarella – divenne un punto di svolta, nella coscienza italiana ed europea, per la cultura della sicurezza e della prevenzione, cui l’emergenza di Seveso impresse una doverosa, significativa accelerazione. Quanto avvenne era inammissibile, e le norme successivamente elaborate su scala continentale ebbero valore storico perché si fondarono sulla tutela della vita delle persone, sulla tutela delle comunità e dell’ambiente come diritto umano primario”.

E “pensando al senso civico e di solidarietà mostrata nell’emergenza, assume aspetto di alto valore simbolico la figura di Carlo Galante, scomparso da più di due decenni, al quale la Repubblica ha conferito la medaglia d’argento al valor civile. Operaio dell’Icmesa, entrò nel reparto in cui il reattore aveva innescato il violento getto di vapore letale e al cui interno una nebbia velenosa, potenzialmente mortale, avvolgeva tutto. Con una semplice maschera sul viso, Carlo Galante riuscì ad azionare la valvola del raffreddamento e quell’operazione consentì di limitare l’uscita della sostanza tossica, riducendo un danno, pur ormai gravissimo, che, senza il suo intervento, sarebbe divenuto di gran lunga più devastante. Fu un’azione, la sua, di vero eroismo, che merita perenne riconoscenza”.

Di contro, ha sottolineato il capo dello Stato, “risalta molto ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, l’intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali con il colpevole ritardo con cui fornirono notizie della gravità di quanto stava accadendo. La presenza di diossina nell’aria fu così prima taciuta, occultata, quindi minimizzata. Altrettanto sconcertante è la circostanza che soltanto il disastro svelò che, nello stabilimento, veniva prodotto triclorofenolo, altamente pericoloso. Reticenze e occultamenti gravissimi”.

“L’imperdonabile ritardo delle informazioni, che, invece, sarebbero dovute doverosamente giungere, con chiarezza e immediatezza, alle istituzioni e alla popolazione, divenne esso stesso causa del protrarsi dell’esposizione alla diossina di persone e di animali”, ha ammonito.

“La tragedia dell’Icmesa divenne triste paradigma di quel che non si deve fare, ispirando l’avvio di un cantiere europeo che ha dato vita a norme stringenti, anche in Italia, come la Valutazione di impatto ambientale e le Autorizzazioni integrate ambientali, a difesa dei cittadini. Specialmente a tutela dai rischi indotti da industrie con lavorazioni potenzialmente nocive. E’ una strada che va costantemente percorsa con determinazione”, ha sottolineato il Presidente della Repubblica, a Seveso per i 50 anni dal disastro ambientale.

“Le tre direttive ‘Seveso’, che nell’arco di trent’anni, dal 1982 al 2012, sono divenute leggi dell’Unione europea, contengono norme garanzia della sicurezza, previsioni di piani di emergenza e di coordinamento tra Stati nei casi in cui la minaccia ambientale assuma più vaste proporzioni”, ha aggiunto.

“Il progresso tecnologico deve essere a servizio dell’uomo, delle comunità. Qualsiasi opinione che immagini possibile pianificare cinicamente uno scambio tra costi umani e vantaggi economici va respinta con fermezza”, ha ribadito il Presidente della Repubblica.

“Con l’impegno di tutti hanno vinto la speranza e la vita”. Così Mattarella, ha concluso il suo intervento alla cerimonia per i 50 anni del disastro ambientale di Seveso. “La vita e il futuro sono tornati nelle vostre mani. E’ stato un percorso impegnativo, faticoso. Colmo di sacrifici, quando il dolore si alternava alla speranza”, ha ricordato.

“Alla lungimiranza e all’impegno del Sindaco di Seveso di allora, Francesco Rocca, del presidente della Giunta regionale, Cesare Golfari, di chi li affiancò, come i commissari straordinari Antonio Spallino e Luigi Noè, va rivolto un pensiero riconoscente – ha detto ancora -. La Repubblica ricorda la loro opera”.

Venezia83, completata la selezione per il Concorso Orizzonti Corti

Roma, 10 lug. (askanews) – È stata ultimata la selezione per il Concorso Internazionale di Orizzonti Corti dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2 – 12 settembre 2026) della Biennale di Venezia, diretta da Alberto Barbera. Saranno 13 i cortometraggi in anteprima mondiale che concorreranno per il Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio, assegnato dalla Giuria della sezione Orizzonti e 2 cortometraggi saranno presentati Fuori concorso in anteprima mondiale.

Le proiezioni ufficiali della selezione avranno luogo il 10 e l’11 settembre 2026. In tutto La Biennale ha ricevuto 2500 cortometraggi, di cui 205 italiani.

Questo l’elenco dei cortometraggi, la cui produzione vede coinvolti 13 diversi Paesi del mondo.

In concorso: “Angelo Azzurro” di Tommaso Acquarone, con Thomas Di Federico, Pietro Paolo Marziani, Vida Tunguz (Italia); “Tesztpálya” (“Pista di prova”) di Lydia Cornett, con Hunor Zsédely e la famiglia Zsédely (Ungheria, Uk, Usa); “Mothmama” (“Falenamama”) di Jessica Di Costa, con Gabriella Hirschson, Audley Anderson (Australia); “Una Fortaleza” (“Una fortezza”) di Alba Gaviraghi, con Antonia Pereira, Francisca Gavilán, Catalina Huerta, Daniela López, Luciana Sobarzo (Cile); “Los Poderos” di Salim Jaller, con Daniel Ochoa, Victoria Escobar (Colombia, Francia); “Head of a Camel” di Shannon Lee, animazione (Usa); “The Tropic of the Mourning Gecko” di Stavros Markoulakis, con Dimitris Lagoutis, Amaury Foucher, Anastasia Galerou Vlassi (Grecia, Francia, Paesi Bassi); “Sasso, carta, forbici” di Virginia Mori, animazione (Italia, Francia); “Bleu au loin” (“Blu in lontananza”) di Amir Houshang Moein, animazione (Francia); “Man Made Lake” di Annie Ning, con Lou Justine Moua Nédellec, Cao Ciong Zhang, Jing Ji Liu, Nola Kalata (Usa, Cina); “Quelques instants de bonheur” (“A few moments of happiness”) di Shaden Safieddine Tazi, documentario (Francia, Uk); “Silence” di Pavlo Shpegun, con Hryhoriy Naumov, Iolanta Bohdiun (Ucraina); “Paper Plane” di Saoirse Ronan, con Martha Malone, Clare Dunne, Tim Creed (Uk, Irlanda).

Fuori concorso: “Il senso della terra” di Alessandro Ingaria, Simone Massi, con Valentina Carnelutti, Sebastiano Kiniger, Beatrice Elena Festi, Shukuru Zanon (Italia); “Sounds from Home” (“Suoni da casa”) di Nathan Silver, documentario (Francia, Usa).

Nuova ondata di caldo intenso in arrivo su Italia ed Europa occidentale

Roma, 10 lug. (askanews) – Una nuova, intensa ondata di calore sta per colpire l’Italia e l’Europa occidentale. Da lunedì, un’area di bassa pressione a ovest della Penisola Iberica richiamerà aria calda di origine desertica, che rinforzerà l’anticiclone già presente da settimane sul nostro Paese. E’ quanto si legge in un comunicato relativo alle previsioni del Consorzio LaMMA | CNR-Regione Toscana.

Nello stesso momento, un’altra area di bassa pressione si consoliderà tra l’Europa orientale e il Mar Nero, dando vita a quella che i meteorologi chiamano “configurazione a omega”. Questa volta il cuore dell’anticiclone si sposterà più a est, coinvolgendo l’intera penisola, comprese le regioni del Sud rimaste finora ai margini del grande caldo. Lunedì sono previste temperature fino a 37-39°C in Sardegna e 36-38°C nelle zone interne. Da martedì il caldo potrebbe intensificarsi ulteriormente, con punte di 40°C o oltre in Sardegna, Sicilia e nelle zone interne del Centro Italia.

Un anticiclone funziona come una grande cupola che intrappola l’aria calda. Questa aria scende verso il suolo, si comprime e si scalda ancora di più. Allo stesso tempo, l’alta pressione impedisce la formazione di nuvole e blocca l’arrivo di correnti più fresche, come quelle atlantiche. Il risultato: cielo sereno e temperature in costante aumento.

Un anticiclone è tanto più forte quanto più è calda l’aria che lo alimenta, in particolare alle quote “medie” ovvero quelle comprese tra 4.000 e 6.000 metri. Quando l’aria calda proveniente dalle regioni subtropicali si dirige verso nord, verso l’Europa centrale, l’anticiclone ha un orizzonte di vita maggiore e può durare settimane. Perché questo accada, serve una specifica combinazione: una bassa pressione posizionata sul lato occidentale dell’anticiclone che, ruotando in senso antiorario (come avviene nel nostro emisfero), “risucchia” aria calda dal deserto africano e la spinge verso l’Europa.

Il sistema si comporta come un’onda: quando il picco di alta pressione si consolida, nella parte opposta dell’onda può formarsi un altro vortice di bassa pressione, che blocca l’anticiclone e lo costringe a restare fermo sulle stesse zone per lungo tempo.

Questa “configurazione a omega” non è di per sé un fenomeno eccezionale, ma il cambiamento climatico ne sta rafforzando la componente anticiclonica: il picco di alta pressione si sposta sempre più a nord, portando il caldo fino al nord della Francia, all’Inghilterra e persino alla Scandinavia. Inoltre, le masse d’aria coinvolte sono sempre più calde, e questo si traduce in temperature al suolo via via più elevate. È così che si formano ondate di calore lunghe ed estese su tutto il continente.

Perché questi blocchi anticiclonici si indeboliscano, servono correnti fredde e vortici abbastanza intensi da rompere la cupola di alta pressione, portando piogge e un calo delle temperature. Ma più l’atmosfera si scalda, più questa “controparte fredda” si indebolisce, rendendo sempre più difficile spezzare il blocco.

A tutto questo si aggiunge un circolo vizioso legato alla temperatura del mare: un’atmosfera calda e stagnante riscalda anche il mare, che a sua volta rilascia calore nell’aria, amplificando il fenomeno. In questo periodo il Mar Ligure, il Golfo del Leone e il Mar di Corsica registrano temperature superficiali di 7-8°C superiori alla media stagionale (circa 28-29°C), mentre le coste italiane sono 4- 5°C sopra la norma. Quando arriveranno i temporali, questo calore in eccesso si tradurrà anche in maggiore “energia” per venti e piogge più intensi e violenti.

NEET, oltre un milione di giovani donne fuori da studio e lavoro

Roma, 10 lug. (askanews) – Oltre un milione di giovani donne in Italia è fuori da percorsi di studio, formazione e lavoro. Rappresentano il 59% dei NEET tra i 15 e i 34 anni e la maternità si conferma il principale fattore di rischio: tra le madri in coppia il tasso di NEET arriva al 49,4%, contro l’8,3% dei padri.

È quanto emerge dalla seconda edizione del Rapporto Dedalo – Laboratorio permanente sul fenomeno NEET, dal titolo “NEET, giovani non invisibili: tra cura e rinuncia, una lettura di genere del fenomeno”, promosso da Fondazione Gi Group, in partnership con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, in collaborazione con ZeroNeet di Fondazione Cariplo e Fondazione Compagnia di San Paolo. Lo studio, realizzato con il contributo di Eurofound, ADAPT e Valore D, è stato presentato alla Camera dei Deputati.

“Il dato dei NEET in Italia è migliorato molto, con un calo del 10%, cioè il più alto miglioramento che abbiamo avuto in Europa. D’altra parte, partivamo come i peggiori e la cosa resta ancora adesso a un livello grave. Anche rispetto agli altri paesi europei siamo al quarto e ultimo posto. L’altro dato molto importante è che, di questi numeri, ancora piuttosto gravosi, c’è una forte lettura che porta a evidenziare come siano le donne la pare di popolazione che resta più penalizzata in questa fase della vita” ha dichiarato Chiara Violini, Presidente di Fondazione Gi Group.

Il Rapporto introduce anche una nuova “Scala di Gravità” per misurare la distanza dei NEET dal mercato del lavoro.

“Abbiamo cominciato a occuparci di orientamento, cosa che non era strettamente nei nostri compiti, e attraverso la Fondazione l’abbiamo preso su serio, perché pensiamo che sia questa la miglior prevenzione al fenomeno NEET. Abbiamo esteso le nostre competenze a progetti innovativi, a servizi che parlino nuovi linguaggi, a percorsi di formazione nuovi che mettano in connessione la fase dell’istruzione e della formazione delle persone all’inserimento lavorativo. L’obiettivo del rapporto è quindi contribuire a una migliore conoscenza del fenomeno dei NEET e individuare strumenti di prevenzione e contrasto” ha aggiunto Violini.

L’obiettivo del Rapporto è quindi contribuire a una migliore conoscenza del fenomeno dei NEET e individuare strumenti di prevenzione e contrasto, con particolare attenzione ai fattori che incidono sulla partecipazione delle giovani donne ai percorsi di studio e al mercato del lavoro.

MotoGp, Germania, Raul Fernandez il più veloce nelle Libere 1

Roma, 10 lug. (askanews) – È Raul Fernandez a sorprendere tutti nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Germania della MotoGP, undicesimo appuntamento del Mondiale. Il pilota spagnolo della Trackhouse-Aprilia ha fermato il cronometro sull’1’20″829, precedendo di appena 61 millesimi Marc Marquez, protagonista comunque di una mattinata intensa al Sachsenring.

Il pilota della Ducati Lenovo, grande favorito su un tracciato dove ha costruito buona parte della sua leggenda, è infatti scivolato nelle fasi iniziali della sessione alla curva 3, senza riportare conseguenze fisiche. Marquez ha proseguito regolarmente il lavoro in pista concentrandosi soprattutto sul passo gara e sulla messa a punto della Desmosedici, senza ricorrere al montaggio di pneumatici nuovi nel finale, a differenza di Fernandez che ha sfruttato una gomma fresca per ottenere il miglior riferimento cronometrico.

Terzo tempo per Fabio Di Giannantonio, seguito da Joan Mir e Jack Miller. Completano la top ten Alex Marquez, Alex Rins, Marco Bezzecchi, Franco Morbidelli e Jorge Martin. Più attardati Maverick Vinales e Pedro Acosta, rispettivamente undicesimo e dodicesimo.

Il miglior tempo di Fernandez resta comunque distante circa un secondo dal record della pista. Al termine della sessione i piloti hanno inoltre effettuato alcune prove di partenza con la nuova disposizione sulla griglia introdotta proprio dal Sachsenring, caratterizzata da una maggiore distanza tra le file e tra le singole caselle di partenza.

Le prequalifiche del pomeriggio assegneranno i primi dieci posti validi per l’accesso diretto al Q2 di sabato.

Mattarella: tutela rischi industria va perseguita con determinazione

Roma, 10 lug. (askanews) – “La tragedia dell’Icmesa divenne triste paradigma di quel che non si deve fare, ispirando l’avvio di un cantiere europeo che ha dato vita a norme stringenti, anche in Italia, come la Valutazione di impatto ambientale e le Autorizzazioni integrate ambientali, a difesa dei cittadini. Specialmente a tutela dai rischi indotti da industrie con lavorazioni potenzialmente nocive. E’ una strada che va costantemente percorsa con determinazione”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a Seveso per i 50 anni dal disastro ambientale.

“Le tre direttive ‘Seveso’, che nell’arco di trent’anni, dal 1982 al 2012, sono divenute leggi dell’Unione europea, contengono norme garanzia della sicurezza, previsioni di piani di emergenza e di coordinamento tra Stati nei casi in cui la minaccia ambientale assuma più vaste proporzioni”, ha aggiunto.