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Alta onorificenza del Presidente Mattarella: Fioroni Grande Ufficiale della Repubblica

Istituzioni

L’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferitagli motu proprio il 12 giugno 2026 dal Presidente Sergio Mattarella a Giuseppe Fioroni, non è un sigillo protocollare apposto su una carriera. È il riconoscimento di una biografia pubblica nella quale la politica non è mai stata tecnica di potere, ma esercizio paziente di responsabilità.

Le motivazioni indicate — servizio alle istituzioni, alla società e al bene comune — definiscono la cifra più autentica del suo impegno. Servire le istituzioni significa riconoscerne la dignità prima ancora che occuparne gli spazi: abitare la Repubblica con rispetto, assumere le responsabilità pubbliche senza sequestrarle alla loro destinazione repubblicana, custodire il limite come forma alta della democrazia.

 

Società

C’è poi il servizio alla società. In Fioroni questo tratto ha una radice precisa: territorio, partecipazione dal basso, ascolto delle comunità reali. La sua formazione viene da una cultura popolare nella quale città, corpi intermedi, famiglie, scuola, associazioni e reti civiche non sono fregi retorici, ma luoghi vivi di democrazia vissuta.

Da qui nasce anche l’attenzione ai giovani. Da ministro della Pubblica Istruzione, Fioroni guardò alla scuola non come a un apparato amministrativo, ma come a un’infrastruttura morale del Paese. Senza entrare nel tecnicismo del curricolo, resta quella intuizione: educare non è solo trasmettere competenze, ma consegnare senso, appartenenza e responsabilità.

 

Bene comune

Il bene comune è il concetto più esigente. Non è somma di interessi individuali, né efficienza fredda delle procedure. È ciò che tiene insieme una comunità quando le biografie si fanno fragili, le disuguaglianze aumentano e la solitudine diventa questione pubblica.

Anche l’attenzione alla sanità e alla medicina appartiene alla stessa visione. Una medicina degna di questo nome non cura soltanto corpi, protocolli o prestazioni: custodisce la persona, ne riconosce la vulnerabilità, ne difende la dignità nei passaggi più difficili dell’esistenza.

In questa postura pubblica si intravede il tratto dell’uomo di fede: una fede cattolica vissuta senza ostentazione, come radice interiore di responsabilità, misura e attenzione alla dignità concreta di ogni persona.

L’onorificenza concessa da Mattarella oltrepassa la vicenda individuale di un uomo che ha servito la Repubblica nelle aule parlamentari e nelle responsabilità di governo. Dice che la Repubblica riconosce chi l’ha servita senza separare competenza e umanità, istituzioni e popolo, decisione e prossimità.

La gratitudine espressa da Fioroni, insieme all’impegno a continuare a servire “questa splendida e meravigliosa Repubblica”, non è formula di circostanza. Viene in mente Paolo VI: «La politica è una maniera esigente – ma non è la sola – di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri». In quella parola, “esigente”, si raccoglie il senso del riconoscimento: la politica non è carriera che trattiene, ma vocazione che consegna.

Meloni contro Vannacci: la battaglia per l’anima della desrra è appena iniziata

Una sfida che va oltre le coalizioni

Lo scontro decisivo delle prossime elezioni potrebbe non essere quello tra centrodestra e opposizione, ma quello interno al campo conservatore: da una parte Giorgia Meloni, oggi leader di governo impenata nella difficile arte della mediazione istituzionale; dall’altra Roberto Vannacci, che si propone come interprete di una destra più identitaria, radicale e senza compromessi.

 

Lintervista che ha cambiato il clima politico

L’intervista del generale a Otto e Mezzo ha rappresentato qualcosa di più di una semplice apparizione televisiva. È sembrata l’apertura ufficiosa di una campagna politica fondata su una domanda precisa: chi rappresenta oggi la “vera destra”? Quella che governa, dialoga con le istituzioni europee e internazionali e cerca di rassicurare i mercati, oppure quella che punta su sovranità, sicurezza, immigrazione e identità nazionale senza attenuazioni?

 

Il dilemma strategico della premier

Per Meloni il problema non è tanto il contenuto delle posizioni di Vannacci, molte delle quali sono note da tempo, quanto il rischio politico che esse rappresentano. Ogni voto che dovesse spostarsi verso Futuro Nazionale sarebbe sottratto al progetto di una coalizione compatta e vincente. Al tempo stesso, inglobare Vannacci significherebbe accettare una continua pressione verso posizioni più estreme, con inevitabili ripercussioni sull’immagine internazionale del governo.

La premier si trova così davanti a un dilemma strategico: includere Vannacci per non disperdere voti, oppure lasciarlo correre da solo, rischiando però che una parte dell’elettorato di destra lo premi come alternativa più coerente e meno istituzionale.

 

Unopposizione ridotta a spettatrice

In questa partita, l’opposizione osserva quasi da spettatrice. Perché la vera contesa riguarda la leadership culturale e politica dell’area conservatrice italiana. Non si tratta soltanto di seggi o alleanze, ma della definizione stessa di cosa sarà la destra del futuro.

 

La guerra per lidentità della destra

Nei prossimi mesi capiremo se Vannacci resterà un fenomeno di testimonianza o diventerà il principale competitore interno di Meloni. Una cosa, però, appare già evidente: la premier rischia di trovarsi stretta tra le responsabilità del governo e le aspettative di una parte dell’elettorato che considera ogni compromesso come un tradimento.

La campagna elettorale non è ancora iniziata ufficialmente. Ma la guerra per l’anima della destra italiana è già cominciata.

Guido Bodrato, una lezione che non tramonta

Un maestro del cattolicesimo politico

In questi giorni si ricordano, e giustamente, i tre anni della scomparsa del capo e fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Ma negli stessi giorni della dipartita dell’ex Presidente del Consiglio, ci lasciava anche un altro grande
leader politico e culturale. Parlo di Guido Bodrato, uno degli ultimi “maestri” del cattolicesimo popolare e sociale del nostro paese. Un politico a tutto tondo ma anche, e soprattutto, un intellettuale prestato alla politica, come si suol dire. Sì perchè Bodrato nel suo lungo e coerente percorso politico ed istituzionale non ha mai abbandonato le ragioni più profonde riconducibili alla tradizione, alla storia, al pensiero e alla stessa prassi del cattolicesimo politico italiano. Un leader naturale figlio di una generazione che ha scoperto e intrapreso l’impegno politico e pubblico partendo da precise e definite radici culturali, sociali, etiche e valoriali. Un leader che, come il suo primo “maestro” e punto di riferimento, Carlo Donat-Cattin, ha individuato nella difesa e nella promozione sociale e politica dei ceti popolari la ragione principale della sua militanza pubblica. Nella corrente, nel partito e poi nelle istituzioni. Nella Democrazia Cristiana prima e nel Partito Popolare Italiano poi. Al Comune di Torino e poi nel Parlamento. Italiano e, infine, in quello europeo. Oltrechè come Ministro in molti governi a cavallo degli anni ‘80 e ‘90.

 

La politica come espressione di una cultura

Ma, al di là del suo concreto e qualificato impegno politico, culturale ed istituzionale, quello che non possiamo dimenticare – almeno noi cattolici popolari e sociali – di Guido Bodrato sono almeno 3 grandi insegnamenti che abbiamo potuto ricevere grazie alla sua costante, coerente e determinata “lezione” politica.

Innanzitutto la tesi che un esponente politico – qualunque esponente politico – è credibile nella misura in cui è anche espressione di una cultura politica, di un pensiero politico e, soprattutto, di una tradizione culturale. Certo, Bodrato era quasi antropologicamente alternativo rispetto a qualsiasi forma di spettacolarizzazione e di forsennata personalizzazione della politica. Non a caso, è sempre stato un qualificato ed autorevole interprete di una precisa e definita cultura politica. E quello era un richiamo che non si stancava di ripetere anche in una fase politica profondamente diversa rispetto a quella che lo ha visto protagonista indiscusso per molti anni.

 

La cultura del confronto

In secondo luogo ha praticato, e non solo predicato, la cosiddetta “cultura del confronto”. Una cultura che non era soltanto un ‘metodo’ ma che, con il suo stile inconfondibile, è sempre stato parte del suo ‘merito’ politico. Non a caso Bodrato è sempre stato un politico stimato all’interno del suo partito, la Democrazia Cristiana e anche, e soprattutto, dai suoi avversari politici. E non solo perchè era uno dei più autorevoli esponenti della sinistra Dc ma per quel metodo che lo ha sempre concretamente accompagnato e caratterizzato. Non ragionava, cioè, utilizzando le pregiudiziali dogmatiche, personali o politiche ma individuava, appunto, nel confronto lo strumento decisivo per persuadere gli amici e misurarsi con gli avversari. Sempre e solo sul terreno politico, senza moralismi ed arroganze varie.

 

Una politica davvero popolare”

In ultimo, ma non per ordine di importanza, credeva in una politica “popolare”. E quindi, e di conseguenza, l’importanza del partito politico caratterizzato da regole democratiche e partecipative al suo interno, la vitalità delle “correnti di idee” presenti nel partito, la concreta militanza, il radicamento territoriale e la rappresentatività sociale degli eletti a qualsiasi livello istituzionale. Di qui la centralità del Parlamento e delle istituzioni rappresentative perchè espressione concreta e tangibile di quel pluralismo culturale e sociale che era e resta il fulcro per conservare e rafforzare la “qualità della democrazia”. Qualità della democrazia a cui era quasi dogmaticamente aggrappato negli ultimi anni della sua vita.

Ecco perché la lezione e il magistero politico e culturale di Guido Bodrato conservano una straordinaria attualità e modernità anche nell’attuale fase politica. Dove, purtroppo, causa l’irruzione e la persistenza del populismo, del massimalismo, dell’estremismo e del radicalismo – presenti tanto a destra quanto a sinistra – i criteri e valori che hanno accompagnato la vita politica di uomini come Bodrato stentano ad affermarsi. O meglio, faticano a trovare anche solo una pallida e lontana cittadinanza. Tuttavia, anche solo attraverso la rilettura di un’esperienza come quella di Guido Bodrato noi possiamo ancora dare – come cattolici popolari e sociali – un contributo politico e culturale importante alla vita democratica del nostro paese.

Berlinguer, cosa ci ha lasciato?

Credo che per comprendere appieno la figura di Enrico Berlinguer occorra accostarla a quella di Palmiro Togliatti. Entrambi si situano lungo il solco della “democrazia progressiva”, ad esempio. E Berlinguer, dinanzi alla violenza politica e ai fatti del Cile, evocherà “un nuovo grande compromesso storico”, paragonabile a quello della Costituente.

Il Migliore, però, intravede appena i sommovimenti degli anni Sessanta (muore nell’agosto 1964, dunque prima del Sessantotto). Berlinguer, dal canto suo, è influenzato dalle nuove culture dei movimenti, specie di quelli femminili ed ecologici. Non enfatizzerei troppo, al riguardo, la cesura pur rappresentata dalla “seconda svolta di Salerno”, della fine del 1980. Già nella linea dell’austerità si ravvisano le nuove culture della frugalità e del rispetto della natura.

Altro punto controverso: Berlinguer e la modernizzazione. Si ricorda spesso il ritardo del Pci, ad esempio, nel comprendere l’importanza della tv a colori. Vero. Ma, per certi versi, il corrispondente berlingueriano del Memoriale di Jalta è l’intervista a l’Unità del dicembre 1983 in occasione dell’inserto dedicato a 1984, di George Orwell. Un’intervista rivolta al futuro, ancor oggi.

SpaceX vola al debutto al Nasdaq (+19%), Musk primo trilionario

Milano, 13 giu. (askanews) – SpaceX vola al debutto al Nasdaq e consegna a Elon Musk un nuovo primato: quello di primo uomo nella storia con un patrimonio di circa 1.000 miliardi di dollari. Il titolo del gruppo spaziale ha aperto a 150 dollari per azione, sopra il prezzo di Ipo fissato a 135 dollari, e ha chiuso in rialzo del 19,2% a 161 dollari pari a una capitalizzazione di 2,1 trilioni di dollari che ne fanno la sesta società Usa per valore.

L’operazione, la maggiore Ipo della storia, ha raccolto 75 miliardi di dollari e ha portato in Borsa circa il 5% del capitale. Il precedente record era di Saudi Aramco con 29,4 miliardi di dollari. Il prezzo di collocamento valorizzava SpaceX 1.770 miliardi, ma il balzo al debutto ha spinto il gruppo tra le maggiori società quotate al mondo, sostenuto dall’interesse degli investitori per Starlink, i lanci commerciali, i contratti governativi e le prospettive legate a spazio, connettività satellitare e intelligenza artificiale. Bene anche le banche che hanno partecipato al collocamento come Goldman Sachs (+2,6%) e Jp Morgan (+2,2%).

Dal punto di vista finanziario SpaceX non ha mai registrato un utile. Nel 2025 ha registrato un aumento dei ricavi a 18,7 miliardi di dollari, ma ha chiuso con una perdita netta di 4,9 miliardi. Le prospettive però sono di una crescita stellare. Morgan Stanley ipotizza 330 miliardi di ricavi nel 2030 e 3.400 miliardi nel 2040, mentre Goldman Sachs vede il business dell’AI crescere da 3,2 a 322 miliardi entro il 2030.

Il rialzo ha avuto un effetto diretto sulla ricchezza di Musk. La sua partecipazione in SpaceX vale ora oltre 760 miliardi di dollari; sommata alla quota in Tesla (+1,8% a 406 dollari), porta il patrimonio legato alle due società a circa 1.000 miliardi facendo dell’imprenditore il primo trilionario della storia.

Il debutto ha creato anche circa 4mila nuovi milionari tra dipendenti e manager del gruppo, oltre ad alcuni nuovi miliardari, confermando SpaceX come una delle maggiori macchine di creazione di ricchezza della Silicon Valley. Ma il nuovo record di Musk è destinato a riaccendere anche il dibattito sulla concentrazione della ricchezza e sul crescente potere dei fondatori delle grandi società tecnologiche americane.

Per Wall Street, l’Ipo di SpaceX è anche il primo test della nuova stagione di mega-quotazioni tech. Dopo anni dominati dai Magnifici Sette, il mercato guarda alle prossime possibili Ipo di OpenAI e Anthropic, mentre il successo del debutto di SpaceX conferma l’appetito degli investitori per società private cresciute su valutazioni record. Resta però il nodo della sostenibilità dei multipli: secondo Reuters Breakingviews, la valutazione di SpaceX implica oltre 100 volte i ricavi 2025, livello che lascia il titolo esposto a volatilità se le attese di crescita non verranno confermate.

Ligabue: Non condivido De Gregori, prendo posizione quando lo sento

Milano, 13 giu. (askanews) – Luciano Ligabue riparte dagli stadi per proseguire il trionfale anno di celebrazioni per il trentennale di “Certe notti” con il tour “La notte di certe notti”. Un anno importante segnato da grandi risultati: un tour di trenta date e 452 mila spettatori totali. “Quando ho iniziato a scrivere canzoni puntavamo a essere cantautore col suono di una band. La mia sfida è sempre stata scrivere quelle che per me sono belle canzoni. È una sfida costante, perchè ho sempre cercato canzoni che avessero un’anima popolare e che il sound fosse quello di cui avevo bisogno” ha raccontato Luciano Ligabue incontrando i giornalisti prima del live di Roma.

Dopo la data zero, si parte dello Stadio Olimpico di Roma: “Mi piace idea di partire da Roma perché ho ricordi precisi all’Olimpico. Il primo è quando abbiamo fatto curva la prima volta, ci fu entusiasmo pazzesco. Poi la volta che i tecnici me fecero uno scherzo e portarono la piattaforma su cui suonavo a dieci metri, se fossi caduto sarei diventato leggenda o il live del 2002 con il diluvio” ha raccontato prima di salire sul palco.

“Certe Notte” è una canzone che ha fatto epoca e che ha smosso tante cose come ha raccontato Luciano: “Non mi sarei aspettato che diventasse un singolo, fino a quel momento i singoli erano stati pezzi up tempo. Non potevo immaginare che avrebbe fatto quel che ha fatto. Ha cambiato molte cose della mia vita”.

Da sempre impegnato, facendo sue le battaglie contro la guerra e contro la violenza contro le donne, Luciano Ligabue rispetto alla posizione di De Gregori che si è detto imbarazzato dai colleghi che prendono posizione pubblica su temi come Gaza, ha dichiarato: “Per me De Gregori è patrimonio della musica e cultura di questo paese, ma è anche tra i personaggi più liberi di pensiero. Questa è una caratteristica che mi piace, ma detto questo, non condivido quel pensiero. La musica non deve per forza esprimersi, ma può farlo. Uno poi decide se ha voglia di farlo. Io ho sempre cercato di farlo attraverso le canzoni. Anche questa sera ci sarà “Il mio nome è mai più” io la faccio sempre da 27 anni e in ogni concerto ricordo che non c’è solo il massacro a Gaza, c’è l’Ucraina, c’è il Sudan, ci sono 56 conflitti in corso, ma era così anche all’epoca in cui è uscita quella canzone. Il modo migliore per poterlo fare, pensandoci bene, è attraverso le parole quando sentiamo l’urgenza di farlo”.

Ad accompagnare Luciano Ligabue ci saranno tutti i chitarristi che hanno suonato con lui nel corso della sua carriera, ma soprattutto ci sarà suo figlio Lenny alla batteria: “Stiamo vivendo insieme esperienze diverse, per lui è il primo giro negli stadi”.

Le celebrazioni proseguiranno mercoledì 17 giugno all’Allianz Stadium di Torino, sabato 20 giugno (a un anno esatto da Campovolo 2025) allo Stadio San Siro di Milano poi a settembre e ottobre con un tour nei palazzetti che si chiuderà nuovamente a Milano.

Nel 2027 ha annunciato che si fermerà, che non farà altri concerti in Italia, ma che sta pensando a dei progetti all’estero, che sono ancora in fase di elaborazione, salvo ovviamente sorprese. E la sorpresa potrebbe essere la sua partecipazione a Sanremo da super ospite: “Non credo, ne abbiamo già parlato altre volte. Sanremo è la più grande vetrina che ci sia in Italia, ma è sempre una cosa con il coltello tra i denti. E’ difficile fare musica lì perchè c’è troppa tensione, sembra sempre una questione di vita o di morte. Se dovessero invitarmi, valuterei se ci sono le condizioni per poterlo fare, al momento direi di no, ma mai dire mai”.

Seguendo la tradizione di Campovolo – RCF ARENA di Reggo Emilia e della Reggia di Caserta, negli stadi di Roma e Torino la festa inizia prima del concerto con il Ligavillage, (allestito nell’area adiacente allo stadio con accesso gratuito dalle ore 17.00 alle ore 20.00).

Da settembre il gran finale: 15 città e 15 appuntamenti unici che non prevederanno repliche per rendere ogni “notte” speciale e irripetibile; una grande festa che partirà il 22 settembre dall’Arena di Verona e che si concluderà il 24 ottobre all’Unipol Dome, ultima data live di Ligabue per il 2026.

Di Alessandra Velluto

Musk oltre tre volte più ricco di Larry Page

Milano, 12 giu. (askanews) – Elon Musk vale oltre tre volte Larry Page, secondo uomo più ricco al mondo. Secondo il Bloomberg Billionaires Index, la classifica aggiornata quotidianamente da Bloomberg alla chiusura di Wall Street, il patrimonio del fondatore di Tesla e SpaceX è salito a 971 miliardi di dollari.

Musk guida nettamente la graduatoria con un aumento giornaliero di 274 miliardi di dollari e un progresso da inizio anno di 351 miliardi. Alle sue spalle c’è Larry Page, cofondatore di Google, con 304 miliardi, seguito da Sergey Brin con 283 miliardi e da Jeff Bezos con 262 miliardi.

Quinta posizione per Larry Ellison, fondatore di Oracle, con 237 miliardi, nonostante un calo giornaliero di 16,6 miliardi e una flessione da inizio anno di 10,2 miliardi. Seguono Michael Dell con 211 miliardi, Mark Zuckerberg con 202 miliardi e Jensen Huang, numero uno di Nvidia, con 170 miliardi.

Nona posizione per Bernard Arnault, primo europeo nella classifica Bloomberg, con 166 miliardi di dollari, davanti a Jim Walton, decimo con 147 miliardi.

La top ten conferma il peso dominante della tecnologia statunitense tra i grandi patrimoni globali: otto dei primi dieci miliardari sono americani e quasi tutti legati al settore tech. Le eccezioni sono Arnault della casa di lusso francese Lvmh e Jim Walton della famiglia proprietaria del colosso della grande distribuzione Walmart.

Padel, Fip Silver Palermo: quarti azzurri, Cassetta contro i NextGen

Roma, 12 giu. (askanews) – La stella della nazionale maschile contro il talento siciliano che segue le sue orme. I quarti di finale del Fip Silver Mediolanum Padel Cup – si legge in una nota – regaleranno uno degli incroci più attesi al Country Time Club, dove sabato (non prima delle 18, a chiusura del programma), si troveranno di fronte Marco Cassetta, numero 7 italiano e top 100 mondiale, contro Matteo Platania, 19enne agrigentino. Proprio Matteo è stato protagonista, insieme al compagno Matteo Sargolini, classe 2007, della partita più bella degli ottavi di finale, contro i francesi Philemon Raichman ed Enzo Couacaud: 7-6 7-6 il risultato finale, dopo più di due ore e mezza di battaglia disputata con grande maturità dai due NextGen azzurri, entrambi già con un ricco curriculum con le Nazionali juniores.

L’azzurro brillerà anche nella parte alta del tabellone, dove Lorenzo Di Giovanni – compagno di Cassetta nel bronzo europeo dello scorso anno – sfiderà insieme a Federico Galli i numeri 1 del tabellone, gli spagnoli Antonio “Pincho” Fernandez e Adrian Marques, che hanno travolto (6-2 6-1) l’algerino Hamour e il greco Sioulis.

Nel femminile spicca invece la vittoria di Clarissa Aima e Caterina Baldi, due delle giocatrici italiane più in forma nel circuito mondiale Cupra Fip Tour della Federazione Internazionale Padel, di cui fa parte il Fip Silver palermitano. Baldi e Aima, quest’ultima già vincitrice della prima edizione di Mediolanum Padel Cup, hanno vinto in scioltezza il match contro Giuditta Beltrami e la belga Noemi Sermant (6-2 6-0), guadagnandosi il quarto di finale – in apertura di giornata, alle 10 – contro Luna Battista, abruzzese di nascita ma cresciuta sportivamente a Floridia. Di Battista e la compagna Nura Padilla hanno vissuto un altro testa a testa da batticuore, chiuso 7-6 4-6 6-1 contro Francesca Pezzillo e Ilenia Monti. Impressionanti i debutti delle prime teste di serie del tabellone, tutte spagnole: Alba Perez e Alba Gallardo hanno lasciato solo due game (6-1 6-1) contro le connazionali Martinez-Del Rio, mentre Lucia Peralta e Rebeca Lopez non hanno lasciato scampo alle marocchine Aoulad-Chaouki (6-0 6-0).

Borsa, debutto record di SpaceX apre la strada a OpenAI e Anthropic

Milano, 12 giu. (askanews) – Il debutto record di SpaceX al Nasdaq apre la strada alla prossima ondata di mega-Ipo dell’intelligenza artificiale. Dopo il gruppo spaziale di Elon Musk, capace di raccogliere 75 miliardi di dollari e superare i 2.000 miliardi di capitalizzazione nelle prime contrattazioni, Wall Street guarda già alle possibili quotazioni di OpenAI e Anthropic, in una partita che potrebbe portare sui mercati pubblici quasi 4.000 miliardi di dollari di nuovo valore.

SpaceX è stato il primo grande test. Il gruppo ha chiuso il debutto in rialzo del 19,2%, per una valutazione di circa 2.100 miliardi di dollari, confermando l’appetito degli investitori per società private cresciute fuori dai listini con valutazioni da mega-cap. Il balzo del titolo ha fatto di Elon Musk il primo trillionaire della storia e rafforza l’idea che il mercato sia pronto ad assorbire nuove quotazioni di dimensioni eccezionali, soprattutto nei settori legati a spazio, infrastrutture digitali e intelligenza artificiale.

Il dossier più avanzato è quello di Anthropic. La società che sviluppa Claude ha presentato in via riservata la documentazione per una Ipo negli Stati Uniti, accelerando la sfida con OpenAI e fissando un possibile nuovo benchmark di valutazione per il settore. Nell’ultimo round Anthropic è stata valutata quasi 1.000 miliardi di dollari post-money, dopo una precedente valutazione di 380 miliardi.

Anche OpenAI è entrata nella corsa alla quotazione, pur senza indicare tempi ufficiali. Il gruppo guidato da Sam Altman resta al centro della rivoluzione dell’intelligenza artificiale generativa, ma dovrà presentarsi al mercato con un modello di business ancora in forte evoluzione, costi infrastrutturali elevati e un fabbisogno crescente di capitale per potenza di calcolo, data center e sviluppo dei modelli.

Per Wall Street sarebbe una delle maggiori prove di assorbimento di capitale dell’ultimo decennio. Dopo anni dominati dai Magnifici Sette, le nuove Ipo potrebbero creare un secondo blocco di mega-cap tech, attirando capitali da fondi, retail e investitori globali. Già alla vigilia del debutto di SpaceX alcuni operatori avevano ridotto l’esposizione ai big tech tradizionali per liberare spazio nei portafogli.

Resta il nodo delle valutazioni. SpaceX, OpenAI e Anthropic sono società simbolo di mercati potenzialmente enormi, ma anche di investimenti colossali e ritorni ancora difficili da misurare. Il successo di SpaceX può riaprire la finestra delle Ipo, ma al tempo stesso alza l’asticella per le altre quotazioni.

Alla finestra c’è anche l’italiana Bending Spoons, che punta al Nasdaq con una possibile valutazione intorno ai 20 miliardi di dollari, circa il doppio dell’ultimo round privato. Un’eventuale quotazione avrebbe un significato rilevante anche per il capitalismo italiano: valorizzerebbe le quote dei quattro fondatori, tra cui l’amministratore delegato Luca Ferrari, e degli investitori italiani ancora presenti nel capitale, a partire da Tamburi Investment Partners.

Per Anthropic, muoversi per prima può rappresentare un vantaggio competitivo: la quotazione consentirebbe di raccogliere capitali e rafforzare il posizionamento nella corsa all’IA, in un settore in cui i costi dei modelli e dell’infrastruttura crescono rapidamente. Per OpenAI, invece, la Borsa sarebbe il passaggio naturale per sostenere una scala industriale ormai paragonabile a quella dei maggiori gruppi tecnologici globali.

La finestra resta però delicata. Il debutto di SpaceX ha mostrato che Wall Street può ancora assorbire collocamenti record, ma anche che la concorrenza per i capitali sarà forte. Se le valutazioni di OpenAI e Anthropic saranno confermate, le Ipo dell’intelligenza artificiale diventeranno il vero stress test della prossima fase del rally tecnologico americano.

SpaceX vola al debutto al Nasdaq (+19%), Musk primo trilionario

Milano, 12 giu. (askanews) – SpaceX vola al debutto al Nasdaq e consegna a Elon Musk un nuovo primato: quello di primo uomo nella storia con un patrimonio superiore a 1.000 miliardi di dollari. Il titolo del gruppo spaziale ha aperto a 150 dollari per azione, sopra il prezzo di Ipo fissato a 135 dollari, e ha chiuso in rialzo del 19,2% a 161 dollari pari a una capitalizzazione di 2,1 trilioni di dollari che ne fanno la sesta società Usa per valore.

L’operazione, la maggiore Ipo della storia, ha raccolto 75 miliardi di dollari e ha portato in Borsa circa il 5% del capitale. Il prezzo di collocamento valorizzava SpaceX 1.770 miliardi, ma il balzo al debutto ha spinto il gruppo tra le maggiori società quotate al mondo, sostenuto dall’interesse degli investitori per Starlink, i lanci commerciali, i contratti governativi e le prospettive legate a spazio, connettività satellitare e intelligenza artificiale. Bene le. banche che hanno partecipato al collocamento come Goldman Sachs (+2,6%) e Jp Morgan (+2,2%).

Il rialzo ha avuto un effetto diretto sulla ricchezza di Musk. La sua partecipazione in SpaceX vale ora oltre 760 miliardi di dollari; sommata alla quota in Tesla (+1,8% a 406 dollari), porta il patrimonio legato alle due società sopra la soglia dei 1.000 miliardi facendo dell’imprenditore il primo trilionario della storia.

Il debutto ha creato anche circa 4mila nuovi milionari tra dipendenti e manager del gruppo, oltre ad alcuni nuovi miliardari, confermando SpaceX come una delle maggiori macchine di creazione di ricchezza della Silicon Valley. Ma il nuovo record di Musk è destinato a riaccendere anche il dibattito sulla concentrazione della ricchezza e sul crescente potere dei fondatori delle grandi società tecnologiche americane.

Per Wall Street, l’Ipo di SpaceX è anche il primo test della nuova stagione di mega-quotazioni tech. Dopo anni dominati dai Magnifici Sette, il mercato guarda alle prossime possibili Ipo di OpenAI e Anthropic, mentre il successo del debutto di SpaceX conferma l’appetito degli investitori per società private cresciute su valutazioni record. Resta però il nodo della sostenibilità dei multipli: secondo Reuters Breakingviews, la valutazione di SpaceX implica oltre 100 volte i ricavi 2025, livello che lascia il titolo esposto a volatilità se le attese di crescita non verranno confermate.

Helen Mirren incanta il Taormina Film Festival: una fan si commuove

Taormina, 12 giu. (askanews) – Helen Mirren, in elegante abito rosso con sfumature fucsia, incanta Taormina. Tra selfie e autografi, l’attrice premio Oscar, 80 anni, che riceve il premio alla carriera alla 72esima edizione del Taormina Film Festival è stata accolta sul red carpet con grande affetto dai fan. Una di loro, Lucia, arrivata dalla Calabria, si è commossa quando le ha firmato il suo libro: “È la terza volta che la incontro – ha detto – la seguo da 20 anni, mi ha detto che sono bella e di stare tranquilla”.

Sul red carpet anche Micaela Ramazzotti con il nuovo marito, Delia e Levante.

Onorato lancia nuova gamba campo largo: non vogliamo dividere

Roma, 12 giu. (askanews) – Nasce una nuova ‘gamba’ del campo largo, ma già con qualche scricchiolio. Alessandro Onorato, fondatore di Progetto civico Italia e assessore di Roma Capitale, ha tenuto oggi la prima assemblea nazionale della rete degli amministratori civica. “Abbiamo eletto – ha annunciato – la direzione nazionale di Progetto civico Italia composta da 120 amministratori e avviato i 20 tavoli di lavoro per stilare a settembre il nostro programma, con proposte e impegni concreti per migliorare l’Italia”.

Invitato e presente (quasi) tutto il campo largo: Elly Schlein e Giuseppe Conte di persona, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli con messaggi. Unico assente – e non è un caso – è stato Matteo Renzi.

Il fronte progressista – ha detto Conte – deve mettere a punto un “progetto per cambiare il paese” e lo deve fare “nel rispetto tra compagni di viaggio”, senza “alimentare tentazioni egemoniche di qualcuno sull’altro”. Per il leader M5s, “dobbiamo presentare un progetto alternativo ai cittadini, far ritornare la voglia di partecipazione perché occorre rispetto, fiducia, amicizia tra compagni di viaggio”.

L’alternativa, ha spiegato Schlein, va costruita “certo contro, ma non solo contro i nostri avversari. Dobbiamo costruire l’alternativa per le cose che vogliamo e possiamo fare insieme per questo Paese e sono tante, ne abbiamo sentite tante questa sera. È vero che dobbiamo andare in fretta sul programma, ma per fortuna non partiamo da zero”.

Nei loro messaggi, Fratoianni ha sottolineato la necessità di “una proposta che sia in grado innanzitutto di restituire la speranza a chi l’ha persa” e Bonelli ha assicurato che “vogliamo confrontarci con voi, ma dobbiamo partire subito nella costruzione del programma”.

Il centrosinistra deve “riformare”, “combattere gli interessi consolidati” e “abbattere anche certi conservatorismi di sinistra”, ha detto Onorato, assicurando che “non vogliamo contribuire a confusioni o a conflittualità, non ci interessa partecipare al ‘toto nomi’ tra Schlein e Conte o qualcun altro, scegliere l’uno o l’altro come compagni di viaggio preferiti. Non siamo alle elementari”.

In realtà, proprio una supposta vicinanza a Conte (via Goffredo Bettini) sembra essere un problema. Onorato ha un rapporto stretto con Bettini, che nel Pd è da sempre un sostenitore di Conte, che oggi lo ha pubblicamente riconosciuto. “Permettetemi di ringraziare – ha detto dal palco dell’assemblea il leader M5s – Goffredo Bettini, col quale abbiamo avuto ovviamente rispetto dei ruoli, ma un grande scambio, nella convinzione che pur essendo un dirigente del Partito democratico, ha sempre sin dall’inizio visto con ampiezza di vedute la possibilità di allargare la base della rappresentanza, di rinforzare la rappresentatività”.

Proprio per questo, secondo i rumors, in realtà Schlein non si fiderebbe pienamente di Onorato. Uno dei leader del campo largo ieri diceva: “Lei preferisce Renzi, con lui ha sicuramente un patto anche se nega”. Renzi in questo momento è il migliore alleato per lei, rivelano alcuni Dem, perché non ha altre possibilità per rientrare in Parlamento, mentre è osteggiato dalle altre componenti della coalizione e anche da parte del Pd. E il senatore di Rignano, si fa notare, la difende a spada tratta. Proprio a Renzi è sembrata riferirsi la Schlein, quando dal palco ha invitato Onorato “a parlarvi, a dialogare con chi è qui e anche con chi oggi non è qui. Insieme avete lo stesso obiettivo: allargare l’alleanza progressista”.

Qualche malumore Onorato lo ha creato anche ad Avs, in particolare quando ha auspicato che nel centrosinistra “nessuno parli più di patrimoniale”. “Non ha cominciato benissimo”, la replica a distanza di Fratoianni che concede: “È possibile che sia dovuto all’inesperienza e quindi sicuramente ci sarà occasione di recuperare, dico questo perché non c’è nessuno tra di noi che può dire agli altri non potete parlare di questo o di quest’altro”.

Insomma, da oggi c’è un tassello in più nel puzzle del campo largo, ma il problema ora sarà riuscire a metterli tutti insieme. Conte e Schlein, su questo in sintonia, giurano entrambi che “non si parte da zero” sul programma, nonostante le divisioni su temi critici come guerra e riarmo. Ma anche la giornata di oggi sembra la prova che di strada da fare ce ne sia ancora tanta.

Meloni guarda a sviluppi su accordo Usa-Iran. Trump atteso a G7 (dopo mesi gelo)

Roma, 12 giu. (askanews) – I nodi sono tanti e nelle prossime settimane molte saranno anche le occasioni per Giorgia Meloni per affrontarli con i partner internazionali. Primo tra tutti da martedì ci sarà il G7 a presidenza francese che sarà ospitato a Evian dal 15 al 17 giugno, subito dopo il Consiglio europeo del 18 e 19. A fine mese, il 25 ad Antibes in Costa Azzurra, il vertice intergovernativo Italia-Francia che proprio oggi è stato ufficializzato dall’Eliseo e presentato come “il primo vertice bilaterale dall’entrata in vigore del Trattato del Quirinale, firmato nel 2021”. Poco prima, anche se la data non è stata ancora resa nota, si dovrebbe tenere a Berlino l’incontro nel formato E5 dedicato all’Ucraina.

Una serie di appuntamenti su cui pende il grande nodo che tutto potrebbe condizionare, ovvero la possibilità della firma di un accordo tra Stati Uniti e Iran per la fine del conflitto, che i media americani vedono come possibile già domenica a Ginevra, ipotesi su cui però arriva una frenata da Teheran. Un susseguirsi di notizie che fonti diplomatiche italiane preferiscono al momento non commentare in attesa che gli scenari si concretizzino, anche se – si sottolinea – se dovesse esserci un’intesa “sarebbe un grande risultato per tutti e noi come Italia non possiamo che sostenere una eventuale soluzione”.

Dopo settimane di annunci (poi smentiti dalla realtà), sarebbe un successo con cui Donald Trump potrebbe decidere di presentarsi proprio al vertice G7. La presenza del numero uno della Casa Bianca a Evian resta di fatto ancora un punto interrogativo anche se – riferiscono interlocutori diplomatici italiani – la presidenza francese ha fatto sapere che tutti i leader hanno confermato la loro presenza. Di certo, Trump arriverebbe portandosi dietro le nuove accuse di “irrilevanza” scagliate ancora oggi nei confronti dell’Europa rispetto alla soluzione della crisi mediorientale.

Ma la sua presenza nella cittadina francese potrebbe essere anche la prima occasione di un incontro con Meloni dopo mesi di gelo conditi da duri botta e risposta a distanza. Le stesse fonti italiane fanno sapere che al momento non c’è stato nemmeno un contatto telefonico e che in generale non è stato fissato nessun incontro bilaterale con alcun leader ma che “convivendo nella stessa area per tre giorni sarà facile che ci siano incontri” e “ci sarà modo di trovare il tempo per uno scambio” anche con Trump. Quanto alla posizione della premier, viene sottolineato che non potrà che essere la stessa di sempre, ovvero un approccio “pragmatico e concreto” che parte dall’idea “che l’unità dell’Occidente è essenziale e che è su questa che bisogna lavorare”. Postura che per la presidente del Consiglio, ribadiscono fonti diplomatiche, vale anche per quanto riguarda l’Ucraina. Per la premier, si osserva, c’è bisogno di “una Europa efficace che parli a una sola voce”. Per questo, si sottolinea, da molto tempo Meloni sostiene che un mediatore europeo sarebbe utile per dare maggiore solidità alla posizione. Inutile però domandare se esistano già dei nomi, se sia in campo una ipotesi Draghi o se invece ci sarebbero preclusioni, per esempio, su una opzione Macron. “Il tema non è il nome, ma l’efficacia”, si rimarca.

E proprio con il presidente francese, con cui i rapporti sono stati altalenanti nel corso degli anni, la premier Meloni si ritroverà il 25 giugno in Costa Azzurra, nello specifico ad Antibes, per il vertice intergovernativo tra i due Paesi. L’Eliseo ha fatto sapere che il capo dello Stato riceverà la presidente del Consiglio “in una regione che illustra la ricchezza delle cooperazioni transfrontaliere e mediterranee” , che l’incontro vedrà anche alla presenza di 9 ministri per parte e che ci sarà anche un forum di affari.

Quanto alla definizione di “primo bilaterale dopo il Trattato del Quirinale”, fonti italiane ricordano che “non è assolutamente il primo incontro tra i due”. Peraltro – si rimarca – quelle tra i due Paesi “sono relazioni ottime anche se, come sempre succede, non si può essere d’accordo su ogni cosa perchè ci sono interessi nazionali che ognuno difende”. Tra i temi di interlocuzione indicati c’è il Libano, descritto come un “esempio di come Italia e Francia possono lavorare insieme” visto che si ragiona sul post Unifil che “non è un’operazione che l’Italia può fare da sola ma deve comprendere altri attori, tra cui sicuramente Parigi”.

Taormina Film Festival, Giannini: così ho girato a Cuba “Baracoa”

Taormina (Me), 12 giu. (askanews) – Al Taormina Film Festival Giancarlo Giannini ha presentato “Baracoa” opera prima di Luis Ernesto Donas, Fuori Concorso. Una produzione italo-cubana, un viaggio nell’anima mutevole di Cuba, ha spiegato il regista che mette a confronto tre mondi, quello di Felipe interpretato da Giannini generale italiano rivoluzionario trasferitosi a Cuba, il medico che lo cura e il figlio con cui non ha mai costruito un rapporto.

Il film scritto da Filippo Ascione, scomparso pochi mesi fa, vede accanto a Giannini due star del cinema cubano, Carlos Luis Gonzalez e Yadier Fernandez, presenti al festival. Protagonista è anche una Cuba che cambia continuamente e così i personaggi. Sulle riprese a Cuba, Giannini ha raccontato: “La prima volta che mi chiamarono per andare a Cuba fu per un film che giravo a Mosca, un film russo, ma ti sto parlando di più di 50 anni fa. Ma io non so perché non ho avuto il tempo di andare, ho detto beh mi dispiace. A distanza di 50 anni sono tornato a Cuba e ho scoperto una terra straordinaria dove adesso è molto sofferente, così mi dicono. Lì mancava spesso l’elettricità due o tre giorni tutta l’isola, non so per quali motivi… non lo so”.

L’attore è a Taormina anche per ricevere un premio alla carriera e per l’omaggio a Lina Wertmuller con il film-documentario “Un viaggio per incontrare Mimì”.

Giancarlo Giannini: ha ragione De Gregori, fate artisti non politici

Taormina (Me), 12 giu. (askanews) – “De Gregori ha perfettamente ragione. Già non ne capiscono i politici, adesso ci si mettono pure i cantanti o gli attori. Sono d’accordo con lui, lo ammiro”. Lo ha detto Giancarlo Giannini, commentando al Taormina Film festival le dichiarazioni di Francesco De Gregori che aveva detto “di provare imbarazzo quando gli artisti prendono posizione su questioni internazionali”.

L’attore è alla 72esima edizione per ricevere il premio alla carriera e presentare fuori concorso “Baracoa” di Luis Ernesto Donas e fare un omaggio a Lina Wertmueller con il documentario “Un viaggio per incontrare Mimì”.

Gli occhi innocenti della guerra, la memoria dei bambini del 1940-45

Milano, 12 giu. (askanews) – La guerra raccontata dai generali, dai politici, dai partigiani o dai soldati occupa scaffali interi di biblioteche. Molto più raro è trovarla narrata da chi, durante quel conflitto, era semplicemente un bambino. È da questa prospettiva originale e preziosa che prende forma “Gli occhi innocenti della guerra” di Lucia Piazza, pubblicato da Robin Edizioni nella collana Robin&Sons.

Il volume raccoglie testimonianze, ricordi e frammenti di vita quotidiana di donne e uomini che hanno attraversato da bambini gli anni tra il 1940 e il 1945. Un patrimonio di memoria che rischia oggi di scomparire insieme all’ultima generazione che ha vissuto direttamente la Seconda guerra mondiale.

L’autrice parte da un dato drammatico: migliaia di bambini italiani morirono, furono deportati o subirono violenze durante il conflitto. Ma accanto alla grande storia e alle sue tragedie esiste un universo meno raccontato, quello dei milioni di bambini che continuarono a crescere tra bombardamenti, fame e privazioni, trasformando l’emergenza in normalità.

Il pregio maggiore del libro è proprio questo cambio di prospettiva. Le sirene antiaeree, gli allarmi, i rifugi in cantina, i soldati tedeschi nelle strade, i rastrellamenti e le distruzioni non emergono soltanto come eventi storici, ma come elementi di una quotidianità che l’infanzia riesce a filtrare in modo sorprendente. La paura convive con il gioco, il pericolo con la curiosità, la tragedia con la capacità di stupirsi. Ne scaturisce un racconto corale in cui trovano spazio episodi semplici e profondamente umani: una cagnetta che anticipa l’arrivo degli aerei, il cibo condiviso nonostante la scarsità, la raccolta del vino dalle botti colpite dalle mitragliatrici, le avventure improvvisate tra macerie e campagne. Ricordi che non cancellano gli orrori della guerra, ma mostrano come la resilienza e l’istinto alla vita possano sopravvivere anche nelle circostanze più difficili.

Lo stile è diretto e spontaneo, vicino al linguaggio della memoria orale. Lucia Piazza lascia parlare i protagonisti, evitando toni retorici o giudizi storici. Il risultato è una narrazione autentica, capace di restituire emozioni, dettagli e sfumature che spesso sfuggono alle ricostruzioni tradizionali. Più che un semplice libro di storia, Gli occhi innocenti della guerra è un’opera di conservazione della memoria collettiva. Un invito rivolto soprattutto alle nuove generazioni a guardare il passato da un’angolazione diversa, attraverso gli occhi di chi, pur vivendo tra bombe e privazioni, riusciva ancora a vedere nel mondo un luogo di scoperte e avventure.

In un’epoca in cui la guerra è tornata a occupare le cronache quotidiane, il libro di Lucia Piazza ricorda che dietro ogni conflitto esistono sempre vite comuni, famiglie e soprattutto bambini. Ed è forse proprio nella loro capacità di conservare speranza e umanità che si trova una delle lezioni più profonde di queste pagine.

Iran, Tajani: “Mi auguro che annuncio accordo sia definitivo”

Roma, 12 giu. (askanews) – “Vedremo, noi facciamo il tifo, facciamo tutto quello che è in nostro potere da un punto di vista politico affinché ci possa essere questo accordo, che permetta di riaprire completamente Hormuz”. Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando a margine della conferenza dei consoli italiani nel mondo alla Farnesina, in riferimento all’annuncio di un cessate il fuoco e alla possibilità di riaprire completamente lo stretto di Hormuz.

“I rischi ci sono sempre, mi auguro che l’annuncio possa essere definitivo, vediamo come evolve la situazione. Noi sosteniamo, lo dico ufficialmente anche a nome del governo, come ha ripetuto anche ieri in Parlamento la presidente del Consiglio, noi siamo grandi sostenitori della costruzione della pace, la diplomazia deve essere lo strumento vincente, ci auguriamo che la diplomazia possa vincere in Iran e possa vincere anche in Libano”, ha aggiunto.

Tajani: no alla patrimoniale, proporrò di detassare le tredicesime

Roma, 12 giu. (askanews) – “Non ci sarà nessuna tassa patrimoniale, non abbiamo alcuna intenzione di infilare le mani nelle tasche degli italiani, anzi, finché io sarò al governo non ci sarà nessuna tassa in più per i nostri concittadini. Anzi, faremo di tutto per ridurre ancora la tassazione legata all’Irpef, continueremo ad allargare la base, dal 35 al 33% fino a 60.000 euro”. Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i giornalisti a margine della conferenza dei consoli italiani nel mondo alla Farnesina.

“Poi io faccio un’altra proposta, quella di detassare le tredicesime, a partire da quelle più basse, con una detassazione totale. Faremo tutto ciò che è possibile per aiutare i nostri concittadini dal punto di vista fiscale, l’Italia non può e non deve essere una fiscocrazia”, ha aggiunto.

Bankitalia: Pil debole nel 2026-27, inflazione al 3,1%

Milano, 12 giu. (askanews) – Crescita debole, inflazione in risalita nel 2026 e rischio Medio Oriente al centro dello scenario. È il quadro delineato dalla Banca d’Italia nelle nuove proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana, elaborate nell’ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema.

Secondo via Nazionale, il Pil aumenterà dello 0,5% nel 2026, dello 0,4% nel 2027 e dello 0,9% nel 2028. Sull’attività pesano l’indebolimento della domanda interna, frenata dal rincaro dell’energia, e l’aumento dell’incertezza geopolitica. Rispetto alle proiezioni di aprile, le stime di crescita sono state riviste marginalmente al ribasso nel 2027 e al rialzo nel 2028. Le stime non includono la revisione al rialzo dei conti nazionali diffusa dall’Istat il 29 maggio: tenendone conto, a parità di condizioni, la crescita 2026 salirebbe allo 0,6%.

La spesa delle famiglie dovrebbe indebolirsi dalla seconda metà dell’anno, per poi riacquistare vigore nel 2028. Gli investimenti risentiranno di incertezza, domanda più debole e aumento dei costi di finanziamento, ma continueranno a beneficiare della transizione digitale ed energetica e del completamento del Pnrr.

Le esportazioni resteranno moderate nel 2026, frenate dall’indebolimento degli scambi internazionali e dal passato apprezzamento dell’euro, per poi accelerare nel biennio successivo. Il saldo corrente scenderebbe allo 0,5% del Pil quest’anno, soprattutto per l’ampliamento del disavanzo energetico, prima di tornare poco sopra l’1% nel 2027-28. Sul fronte dei prezzi, l’inflazione armonizzata è prevista al 3,1% nella media del 2026, dall’1,6% del 2025, per poi tornare al 2% nel 2027 e all’1,9% nel 2028. Al netto di energia e alimentari, resterà intorno al 2% lungo l’intero triennio.

Rispetto alle previsioni di aprile, Bankitalia ha rivisto al rialzo l’inflazione di 0,5 punti nel 2026 e di 0,2 punti nel 2027, soprattutto per ipotesi più elevate sui prezzi delle materie prime. Le stime di inflazione si collocano sopra quelle della maggioranza degli analisti sia per il 2026 sia per il 2027. Nello scenario di base il Brent sale a 96,9 dollari al barile nel 2026, dai 69,1 dollari del 2025, mentre il gas naturale è atteso a 45,6 euro per megawattora, da 36,2 euro.

L’incertezza sulla crisi mediorientale resta uno dei principali fattori di rischio. Nell’esercizio di giugno, l’Eurosistema ha affiancato allo scenario di base tre scenari alternativi: uno più favorevole, uno avverso e uno severo, legati a petrolio, gas, scambi internazionali e incertezza.

Nello scenario severo, il petrolio sarebbe più elevato di oltre il 60% rispetto allo scenario di base e il gas si porterebbe su livelli più che doppi. In questo quadro, la crescita del Pil italiano risulterebbe inferiore di circa 0,4 punti nel 2026, di quasi 1,5 punti nel 2027 e di oltre mezzo punto nel 2028. L’inflazione sarebbe più alta di oltre un punto quest’anno e di quasi due punti nel 2027.

Nello scenario avverso, con rincari più contenuti, il Pil sarebbe inferiore allo scenario di base per poco più di mezzo punto cumulato nel triennio, mentre l’inflazione sarebbe più alta di 0,3 punti nel 2026, 0,5 nel 2027 e 0,2 nel 2028. Nello scenario più favorevole, con normalizzazione dei mercati energetici entro metà 2027, la crescita sarebbe invece più alta di 0,3 punti cumulati.

L’occupazione continuerà a espandersi, ma con un netto rallentamento. Il numero degli occupati crescerà dello 0,2% nel 2026 e nel 2027, e dello 0,5% nel 2028. Il tasso di disoccupazione scenderà al 5,4% quest’anno, dal 6,1% del 2025, soprattutto per la minore partecipazione al mercato del lavoro, per poi stabilizzarsi al 5,5% nel biennio successivo.

A Napoli inaugurata la nona edizione del MICS

Napoli, 12 giu. (askanews) – Si è inaugurata ieri a Napoli la 9a edizione del MICS, il congresso internazionale dedicato alle più avanzate tecniche mininvasive e transcatetere per il trattamento delle patologie valvolari cardiache e della fibrillazione atriale.

L’evento, ideato e organizzato dalla Mitral Academy e promosso da GVM Care & Research e dal’Università Europea di Roma, riunisce nel capoluogo campano oltre 120 esperti internazionali tra i più autorevoli nell’ambito della cardiochirurgia, cardiologia interventistica, imaging cardiovascolare, elettrofisiologia e ricerca clinica, per confrontarsi sulle nuove prospettive terapeutiche nella cura delle patologie cardiache strutturali, condividere esperienze e competenze in un contesto multidisciplinare.

Il presidente di GVM Care & Research Ettore Sansavini ha commentato: “La cardiologia sostenibile deve essere un’integrazione fra le varie attività tecniche, ad esempio la cardiologia clinica, la emodinamica diagnostica interventistica; ma anche con le procedure TAVI, e quindi le procedure di cardiochirurgia transcatetere, dove si fa un intervento cardiochirurgico attraverso un catetere. Tutto ciò è possibile grazie alla stretta collaborazione con la cardiochirurgia”.

La professoressa Elena Tremoli, direttrice del laboratorio di ricerca traslazionale di Maria Cecilia Hospotal a Cotignola, si è soffermata sul ruolo della ricerca traslazionale nel colmare il divario tra laboratorio e paziente, per una medicina sempre più predittiva e personalizzata:

“Oggi usiamo un termine che ormai è un po’ inflazionato, che è il termine traslazionale: ovvero fare della ricerca con degli obiettivi tali per cui i risultati del laboratorio vengono direttamente trasferiti al paziente o possibilmente al letto del paziente quando è possibile”.

Il prof. Giuseppe Speziale, Presidente del MICS e Vicepresidente di GVM Care & Research ha posto l’attenzione sull’apporto che l’AI può dare alla medicina e alla cardiochirurgia, sottolineando il ruolo insostituibile del cardiochirurgo: “L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il nostro modo di vivere, ma anche la medicina del futuro. Solo che l’intelligenza artificiale non può essere trattata come una semplice tecnologia, ma deve rappresentare uno strumento di innovazione vera, quindi culturale, organizzativa. Risparmieremo tanto tempo, ma soprattutto aumenteremo la qualità della medicina di precisione e, in generale, la personalizzazione delle cure.”

Attraverso il confronto tra esperienze cliniche, ricerca scientifica e innovazione tecnologica, MICS 2026 conferma inoltre il ruolo strategico di Napoli e della Campania come hub scientifico e sanitario internazionale nel settore cardiovascolare.

Fontana (CONAI): dal riciclo al riuso, una sfida per l’Italia

Mantova, 12 giu. (askanews) – “Oggi parliamo proprio qui al forum di Symbola del tema del patriottismo dolce. Ecco, dovremmo in questo senso essere più consapevoli di quelli che sono i nostri punti di forza, e certamente non fermarci sugli allori perché il fatto di essere primi in Europa per il riciclo pro capite dei materiali di imballaggio non significa che abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare. Anzi: vuol dire che partiamo da un primato che ci impone una responsabilità in più rispetto a chi questo valore non lo ha ancora raggiunto. Responsabilità in più che è quella di riuscire a trasformare le sfide che ci attendono per migliorare e ridurre sempre di più l’impatto ambientale e decarbonizzare la nostra economia, per promuovere soluzioni che vadano verso imballaggi riutilizzabili, fatti di materiale riciclato – questa è la essere la vera sfida – e sempre più riciclabili. Noi siamo abituati a parlare di raccolta differenziata e riciclo. Il futuro impone di parlare di più di riuso e riciclato, all’interno di beni e anche di imballaggi”. Lo ha detto Simona Fontana, direttrice generale Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), intervistata da askanews a Mantova alla seconda giornata del Seminario Estivo di Fondazione Symbola.

Farnesina riunisce i consoli, Tajani: sono i sindaci d’Italia nel mondo

Roma, 12 giu. (askanews) – I consoli sono “i sindaci d’Italia fuori dal territorio nazionale”. Lo ha spiegato oggi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aprendo alla Farnesina la Conferenza dei Consoli d’Italia nel mondo, la prima dopo otto anni.

“I nostri consoli sono i sindaci d’Italia fuori dal territorio nazionale. Il lavoro prezioso e straordinario che fanno i consoli di carriera, che sono diplomatici o funzionari del ministero degli Esteri, lo fanno anche i consoli onorari”, ha detto il ministro degli Esteri.

Alla Conferenza hanno partecipato 172 tra Consoli Generali, Coordinatori consolari e Capi delle Cancellerie consolari delle Ambasciate, in rappresentanza di gran parte delle sedi consolari italiane nel mondo. È stata inoltre coinvolta una rappresentanza di Consoli onorari, alcuni in presenza, altri in videocollegamento.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto alla Conferenza, ha tratteggiato un parallelo tra il ruolo dei consoli e quello dei prefetti.

“Credo che tra queste figure di alti funzionari dello Stato intercorra un legame identitario profondo, che unisce le due carriere, entrambe accomunate dalla caratteristica fondamentale di essere nate per servire lo Stato, pur operando ovviamnete in contesti diversi: voi all’estero, i prefetti sul territorio nazionale. Entrambi rappresentate lo Stato sul territorio che vi viene affidato, ne assicurate la presenza concreta tra le comunità e svolgete un ruolo chiave di raccordo tra lo Stato e i cittadini”.

Nell’ambito della conferenza è anche stata premiata Giorgia Marazzi, console onorario italiano alle Maldive, per il contributo che ha dato sia nel frangente dell’evacuazione degli italiani per il conflitto iraniano, sia per il ruolo svolto nella drammatica vicenda dei cinque sub italiani morti nelle isole dell’Oceano indiano.

“Non è un caso che sia stata premiata la nostra console onoraria nelle Maldive per lo straordinario lavoro svolto in occasione dell’evacuazione degli italiani dalle Maldive durante la guerra che affligge il Golfo e l’Iran, ma anche in occasione della tragedia la missione di sub nelle Maldive, che ha colpito la nostra comunità nazionale: lì il console italiano è stato un presidio d’italianità al servizio dei nostri concittadini”.

La dieta mediterranea, un patrimonio UNESCO da preservare

Napoli, 12 giu. (askanews) – La dieta mediterranea, patrimonio dell’UNESCO ed emblema della salute made in Italy, torna protagonista alla Stazione Marittima, il luogo scelto dalla città di Napoli per ospitare il salone organizzato da EDAMUS e giunto alla sua quinta edizione.

Il presidente del consorzio EDAMUS Emilio Ferrara ha commentato: “È un momento particolarmente importante per il nostro consorzio, che in questi anni in giro per l’Italia e per il mondo ha portato il grande valore delle produzioni di eccellenza del Made in Italy. Qui a Napoli convivono, anche nella parte espositiva, un numero importante di consorzi di tutela come quelli del festival dell’OPEGP, che esenta e promuove le produzioni di qualità denominazione di origine, oltre alle numerose attività”.

Saranno a Napoli 3 giorni pieni di convegni, workshop, talks e programmi di cucina, con espositori provenienti da tutt’Italia e buyers specializzati che arriveranno da tutt’Europa e dall’Asia per osservare ed acquistare prodotti made in Italy.

Ospite per l’inaugurazione del Salone il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Luigi D’Eramo: “Questo è il terzo anno consecutivo in cui ho l’onore di poter inaugurare questo evento straordinario che cresce sempre di più. Dico sempre che noi più certifichiamo e più tracciamo e più diamo forza e valore ai nostri prodotti agroalimentari, ma anche chiaramente ai piatti che poi rappresentano anch’essi delle unicità e delle tipicità che hanno fatto grande la storia del nostro Paese, in particolar modo della cucina mediterranea”.

Infine le parole dell’assessora al Turismo della città di Napoli Teresa Armato: “Quest’anno è stata scelta Napoli e noi ne siamo particolarmente contenti per tante ragioni. In primis per l’importanza di questa fiera e poi perché, attraverso la tre giorni in cui si terranno convegni, dibattiti, show cooking e laboratori, la città diventerà riferimento non soltanto per gli appassionati di questo evento, ma anche per i tanti esperti del settore agroalimentare ed enogastronomico, che si troveranno qui per partecipare al salone e, spero, anche per conoscere la città”.

La quinta edizione del DMED si presenta quindi come una grande piattaforma di confronto e valorizzazione delle eccellenze italiane, col cibo che funge da strumento di benessere, sviluppo ed inclusione tra popoli e culture.

Riflettori accesi sull’attuazione del PANSM 2025-2030

Roma, 12 giu. (askanews) – Attuazione del Piano di Azioni per la Salute Mentale 2025-2030: è stato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ad aprire i lavori nella Sala Koch del Senato, del documento strategico che definisce le priorità per promuovere la salute mentale in Italia, in un evento promosso dal senatore Ignazio Zullo e organizzato da Motore Sanità.

“La prevenzione, la presa in carico precoce, le donne e giovani, sono le priorità del Governo della Salute mentale nel nostro Paese a cui, dopo anni di assenze, diamo grande attenzione con questo documento strategico, per cui sono state stanziate risorse strutturali e pluriennali” ha spiegato il Ministro.

Il PANSM punta a rafforzare i servizi territoriali, intervenendo su punti cruciali dell’assistenza psichiatrica in Italia come prevenzione, accesso alle cure, presa in carico, inclusione sociale e formazione degli operatori della Salute mentale.

“I punti riguardano un concetto che il piano tocca moltissimo, che è quello della salutogenesi, cioè dell’intervento precoce e su ciò che può favorire una buona salute mentale e un buon benessere psico. Per cui gli interventi sulle donne in gravidanza, sui ragazzi in età evolutiva, nei contesti speciali anche all’interno degli istituti di pena, dove sappiamo che c’è un livello di vita estremamente difficile. La salute mentale deve essere sempre perseguita nel modo più concreto e più attivo possibile” ha dichiarato Alberto Siracusano, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Tavolo tecnico sulla Salute Mentale presso il Ministero della Salute. La Salute mentale è quindi centrale nel governo della Salute.

“Il Piano, giustamente, guarda la persona nella sua globalità, con la sua famiglia, con bisogni non solo di natura sanitaria, ma anche di protezione sociale. Le azioni coinvolgono non solo il mondo della sanità, ma anche tutto quello che attiene al sistema del welfare” ha aggiunto il Senatore Ignazio Zullo, Membro X Commissione Permanente Senato della Repubblica. Importante è un lavoro di attuazione sui territori per adeguare le risposte ai tempi.

“Dobbiamo assolutamente unire le forze per una nuova definizione di salute mentale, che va oltre lo stigma, intercettando i bisogni a qualsiasi età e offrendo attraverso le case di comunità, o i CSM e le strutture che abbiamo, come le centrali operative e territoriali, quei metodi di presa in cura e presa in carico a seconda dei bisogni” ha concluso Giuseppe Quintavalle, presidente FIASO.

“Il Piano – ha poi concluso il Ministro – mette al centro i giovani e le donne, due fasce particolarmente esposte”. Il diritto alla salute e alla Salute mentale deve essere garantito a tutti e non può dipendere dalla residenza o dal reddito.

Ucraina, Putin: sì ai negoziati, ma i nostri interessi sono da tutelare

Roma, 12 giu. (askanews) – La Russia è pronta a negoziare una soluzione della questione ucraina tenendo conto degli interessi nazionali di Mosca, ha dichiarato oggi il presidente russo Vladimir Putin.

“Siamo d’accordo a negoziare, ma solo tenendo conto dei nostri interessi nazionali. E non solo quelli di oggi, ma anche quelli a lungo termine, storici”, ha affermato Putin durante un incontro con i partecipanti della guerra in Ucraina in occasione della Giornata della Russia.

Tutte le questioni dovrebbero essere risolte attraverso il dialogo, e non mediante ultimatum alla Russia, ha aggiunto Putin.

A Bologna la musica costruisce ponti di pace tra i popoli

Bologna, 12 giu. (askanews) – C’è un’orchestra che non conosce confini. È fatta di ragazzi italiani, tedeschi, ucraini e palestinesi, che per quattro giorni trasformano Bologna in un teatro internazionale di pace. Dal 18 al 21 giugno torna il “Festival Suoni di Pace”, giunto alla terza edizione: nove concerti in altrettante location della città. In programma musica da camera, jazz, fino alle sonorità della tradizione araba. A promuoverlo, l’Associazione Inno alla Gioia, insieme a Caritas, Fondazione Musica Insieme, Conservatorio e Comune di Bologna.

“Il Festival Suoni di Pace – spiega la presidente dell’Associazione Inno alla Gioia, Natalia Bracci – nasce raccogliendo un bisogno diffuso dei nostri ragazzi e dei partner che ne fanno parte di trasformare la musica in qualcosa di concreto, un aiuto concreto per chi ne ha più bisogno. Quindi abbiamo realizzato questo festival come strumento di aiuto e per creare uno scenario di pace, un teatro di pace qui a Bologna attraverso le giovani generazioni”.

Nelle prime due edizioni la manifestazione ha coinvolto oltre settecento giovani musicisti. Quest’anno saranno dodici gli studenti palestinesi a salire sul palco, accanto ai coetanei ucraini, italiani e tedeschi, il 20 giugno per la Giornata mondiale del rifugiato. “Durante le giornate del festival – prosegue Bracci – sarà attiva una raccolta fondi su tutti i canali istituzionali di Inno alla Gioia in favore del Conservatorio Edward Said di Ramallah. L’auspicio è quello di creare un ponte tra popoli vicini e lontani che perduri nel futuro al di là del festival”.

Trump: i termini dell’accordo fatti circolare dall’Iran sono falsi

Roma, 12 giu. (askanews) – “I termini che l’Iran ha fatto trapelare sulle Fake News (ovvero le testate che il presidente Usa considera ostili alla sua amministrazione Ndr) non hanno nulla a che fare con i termini concordati per iscritto. Ciò che hanno detto, inclusa la loro debole e patetica dichiarazione di aver raggiunto un accordo, non ha alcuna relazione con la verità. Persone molto disonorevoli con cui trattare. Con loro, non esiste il concetto di trattare in buona fede. Incredibile! Inoltre, il loro attacco con droni, totalmente respinto, di ieri sera contro navi indiane in uscita dallo Stretto di Hormuz è assolutamente inaccettabile. Meglio che si diano una mossa, e in fretta!”: lo ha scritto il presidente degli Stati uniti, Donald trump, sul suo profilo di Truth Social.

Anche dal fronte opposto era arrivata un’altra smentita: le notizie relative alla firma di un accordo tra Iran e Stati Uniti domenica a Ginevra sono false, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Fars.

L’agenzia cita una fonte vicina al team negoziale iraniano.

Governo, Conte: Meloni la butta in caciara, si confronti seriamente

Roma, 12 giu. (askanews) – La presidente del Consiglio “la butta in caciara” con le polemiche sui social perché non vuole confrontarsi seriamente: così Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle, replica, sempre attraverso i canali social, all’accusa di Meloni di aver diffuso un video falso.

“Cara presidente Meloni, non avrei mai immaginato – scrive l’ex premier – che tra crollo del potere d’acquisto, Italia fanalino di coda sulla crescita, stazioni di carburante come gioiellerie, inchieste per corruzione e 13 miliardi bloccati sul Ponte, riuscisse a trovare il tempo per seguire i miei social e aggiornarsi sui miei post. Mi sorprende, peraltro, che l’unica sua premura sia stata di segnalare che nel mio video compare il suo viso, quando in realtà lei si era allontanata, e non ha potuto seguire in diretta il mio intervento che ho fatto dopo le sue comunicazioni, quando era tenuta ad ascoltare non solo gli interventi di maggioranza ma anche di opposizione. Vero. Quel montaggio del video è servito a ‘contestualizzare’ il mio intervento, a precisare che quelle domande e richieste di chiarimenti erano rivolte a lei. Sono domande e richieste che avanzano milioni di cittadini, famiglie e imprese che sono in difficoltà e gradirebbero risposte da lei. Risposte però anche ancora oggi, dopo quasi 4 anni di governo, non arrivano. E non arrivano perché non sa che dire, non ha ricette, non ha soluzioni”.

“Ed ecco allora – prosegue il presidente del M5S – che impiega il tempo sui miei social alla ricerca di distrazioni e diversivi che la facciano passare per vittima. Tutto torna utile, purché non si affrontino le priorità e le urgenze dei cittadini. Insomma, tutto fa brodo per buttarla in ‘caciara’. Si lamenta che lei non era in aula mentre io parlavo. Vero. Se per questo non era presente quando eravamo intenti, con migliaia e migliaia di persone responsabili, a salvare il Paese dalla pandemia. Anzi, andava in tv a darmi del ‘criminale’. Non era neppure presente quando ho ottenuto i 209 miliardi del Pnrr, anzi ci ostacolava. Eppure la sua faccia sorridente per brindare agli investimenti con quei soldi adesso la vedo ovunque. Sono gli unici cantieri oggi aperti in Italia, che ci stanno salvando dalla recessione a cui ci avrebbe condannato il suo Governo, che si sta distinguendo per manifesta incapacità”.

“Se si appassiona nel seguire i miei video, a quando – conclude Conte – un confronto serio sulle questioni urgenti che pongo e che gli italiani pongono insieme a me alla sua attenzione?”

Ue, Gentiloni: Italia troppo prudente, conta poco in Europa

Bologna, 12 giu. (askanews) – “Il Paese mi sembra un po’ frenato sulla politica estera. Un’Italia troppo prudente, alla fine, è un’Italia che conta poco”. Lo ha detto l’ex commissario europeo Paolo Gentiloni, a margine di “Repubblica delle Idee” a Bologna, commentando l’assenza italiana al recente vertice dei Balcani e l’approccio del governo alla politica estera in vista del prossimo Consiglio europeo.

“Non solo sulle nuove adesioni all’Unione Europea e al vertice dei Balcani, con la non partecipazione di quest’incontro dei tre principali Paesi europei, ma in generale l’impressione è che ci sia una preoccupazione da parte del governo, anche per dinamiche interne alla maggioranza, che spinge a essere molto prudente su tutto – ha spiegato Gentiloni -, sull’Ucraina come sui formati europei”.

L’ex premier ha avvertito che questa linea avrà un costo: “Isolarsi in questo momento dal contesto europeo significherebbe mettere in discussione quella che sembrava una cosa buona di Meloni. All’inizio tutti dicevano: ‘Tutto sommato, sull’Europa non è stata così isolata e negativa’”.

“Temo che ci sia una dinamica di politica interna che spinge a essere molto assenti sulla politica esterna – ha concluso Gentiloni -. E pagherà dei prezzi”.

De Pascale: “Dal centrosinistra serve proposta organica per il Paese”

Bologna, 12 giu. (askanews) – Il centrosinistra prepari “una proposta organica, strutturata, forte per parlare al Paese” in vista delle prossime elezioni politiche, traendo ispirazione dal lavoro delle amministrazioni locali. E’ l’auspicio del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, a margine dell’inaugurazione di “Repubblica delle Idee” a Bologna.

“Sono fra quelli che ritiene che si debbano tenere separati i campi, nel senso che chi fa l’amministratore deve ovviamente avere attenzione per le proprie funzioni – ha spiegato de Pascale -. E’ più che evidente che il centrosinistra, nello scrivere il suo programma per il Paese, sia assolutamente opportuno che tragga ispirazione dal lavoro di molte amministrazioni di centrosinistra, che peraltro su ambiti diversi, con competenze diverse, possono dare un contributo importante”.

“Riteniamo che, ad esempio in Emilia-Romagna, il lavoro che stiamo facendo sulla sanità e sulla non autosufficienza abbia un contenuto molto forte, e che le politiche industriali che stiamo implementando abbiano un senso importante – ha proseguito il presidente -. E’ importante che i leader politici ascoltino quello che viene dalle città, ma mi sembra di dire che lo stanno facendo”.

“Adesso tutti ci aspettiamo che a livello nazionale il centrosinistra metta in campo una proposta – ha concluso -. Al di là dei dibattiti sul come e sul quando, serve una proposta organica, strutturata, forte per parlare al Paese”.

Iran, Gentiloni: “Fine guerra in Iran cambia il quadro dell’Europa”

Bologna, 12 giu. (askanews) – “Gli sviluppi della guerra saranno determinanti, se è vero che si arriva, come Trump sta annunciando da ieri, a una conclusione”. Lo ha detto l’ex commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, a margine di “Repubblica delle Idee” a Bologna, commentando l’annuncio della fine del conflitto con l’Iran e i suoi possibili effetti sull’economia europea.

“Questo cambierà anche un po’ le prospettive dell’economia europea – ha spiegato Gentiloni -. Al momento c’è un forte rischio di una stagnazione accompagnata da alta inflazione, che è un quadro molto negativo per le famiglie, per le imprese. Ma la fine di questa guerra potrebbe cambiare le cose in positivo, speriamo”.

Sui tempi del ritorno alla normalità, l’ex premier ha frenato: “prima di tornare alla normalità senz’altro ci vorrà tempo, perché ci sono impianti danneggiati e il traffico marittimo impiegherà molto a tornare normale. Però non c’è dubbio che il messaggio di una fine della guerra sarebbe positivo per le economie, per le imprese, per i Paesi che devono affrontare spese pubbliche ingenti”.

“E’ chiaro che la guerra, 4 mesi dopo, abbiamo tutti capito che è stata praticamente inutile – ha concluso Gentiloni – però comunque speriamo che finisca”.

Ue, Giorgetti: sì a compromesso Cbam ma auspichiamo estenzione prodotti

Roma, 12 giu. (askanews) – Con “spirito di compromesso” l’Italia appoggia la proposta della presidenza di turno dell’Unione europea sul “Cbam” (Carbon border adjustment mechanism), il meccanismo di aggiustamento e tassazione delle emissioni di CO2 alle frontiere. Ma continua ad auspicare che ora, nel negoziato con il Parlamento europeo, si arrivi a una ulteriori estensione dei prodotti europei tutelati tramite questo meccanismo e chiede un attento monitoraggio sui rischi di distorsione o aggiramento. E’ la posizione espressa dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti durante i lavori dell’Ecofin.

“La transizione – ha detto Giorgetti – va accompagnata con strumenti che tutelino la competitività dell’industria europea. Abbiamo fin dall’inizio sostenuto un meccanismo applicabile a tutti i livelli della produzione, a monte e a valle della filiera produttiva, e la necessità di tutelare le aziende maggiormente votate alle esportazioni. Avremmo preferito un testo più ambizioso, ma apprezziamo i progressi compiuti nel negoziato e quindi possiamo sostenere il compromesso della presidenza”.

“Auspichiamo comunque che, nel corso della prosecuzione della negoziato col Parlamento, sia considerata una estensione ulteriore dei prodotti a valle, da includere, riteniamo inoltre molto importante – ha detto – monitorare nell’ambito del processo di revisione i rischi di distorsione e aggiramento del meccanismo”.

“Consideriamo infine essenziale che il meccanismo sia sufficientemente flessibile – ha spiegato Giorggetti – per poter essere adeguato o sospeso a fronte di circostanze impreviste che colpiscano specifici prodotti per l’industria o l’agricoltura europea”.

“A questo proposito è positiva la previsione di una clausola di emergenza, anche se avremo preferito una procedura più rapida e snella rispetto a quella prevista dal testo. Il tema dei fertilizzanti in questo momento, credo che sia di assoluta rilevanza. Infine, comprendiamo le motivazioni delle ultime modifiche sulle regioni ultraperiferiche, vista la necessità di tenere in considerazione le peculiarità di questi territori. E quindi – ha concluso – possiamo accettare la modifica in uno spirito di compromesso”.

Il Campus Bio-Medico Longoni si allarga ulteriormente

Roma, 12 giu. (askanews) – Il Campus Bio-Medico Longoni inaugura quattro nuovi ambulatori per offrire un servizio ancor più completo ai cittadini. Continua il percorso di allargamento della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. Il Policlinico, che già conta due Medical center, in via Longoni e a Porta Pinciana, punta a migliorare il servizio e l’accessibilità. Novità assoluta la Tariffa Amica, che viene incontro alle esigenze della popolazione.

Le parole di Carlo Tosti, Presidente Policlinico Campus Bio-Medico: “Vengono offerti alla società come ampliamento dei servizi che oggi vogliamo portare sul territorio. La chiamiamo integrazione ospedale-territorio, proprio per raccogliere le esigenze dei cittadini. Le celebrazioni in Via Longoni celebrano anche l’ampliamento del numero di specialità ambulatoriali che offriamo a questo territorio: 19 specialità, con un occhio al sociale.”

Il commento di Paolo Sormani, AD Policlinico Campus Bio-Medico: “Sì, siamo molto contenti di inaugurare quest’oggi il Longoni Medical Center del Campus Bio-Medico. Si tratta di un intervento di ampliamento e di rifunzionalizzazione di questo polo. E da oggi saranno disponibili ben 7 ambulatori, che saranno dedicati al 75% alla tariffa amica”.

Mettere un tetto ai costi delle visite ed accompagnare i pazienti ancor prima dell’ingresso ai Medical Center, con programmi di prevenzione e controllo della salute. Il lavoro del Policlinico Campus Bio-Medico parte dalle strutture ospedaliere ma arriva ben oltre.

L’intervento di Mauro Caliste, Presidente Municipio V Roma Capitale: “Si deve creare una sinergia tra pubblico e privato. Noi come municipio collaboriamo da tempo con l’ASL per fare tanti servizi insieme. Il municipio si occupa dei servizi sociali, mentre l’ASL è della sanità. Quindi abbiamo messo insieme le risorse umane per dare maggiori servizi ai nostri concittadini.”

L’intervista a Francesco Amato, Direttore Generale ASL Roma 2: “Gesti di accoglienza che certamente fanno parte del percorso di cura. Il concetto di umanizzazione va ben oltre: significa interpretare il paziente non solo come un portatore di patologie bensì come una persona e come tale deve essere presa in carico in questi che sono tutti i suoi bisogni.”

L’ampliamento del Campus Bio-Medico Longoni si inserisce in un più ampio processo di integrazione tra il Policlinico e il territorio. In questa stessa prospettiva si inserisce anche l’apertura dei due nuovi centri, nel quartiere Eur Torrino a inizio 2027 e a San Paolo a inizio del 2028, con quest’ultimo in particolare dedicato proprio alla Tariffa Amica.

Pnrr, Gentiloni: errore dell’Italia non aver fatto delle riforme

Bologna, 12 giu. (askanews) – “In Italia l’errore fondamentale dei governi che si sono occupati di Pnrr è non avere preso questa occasione per fare delle riforme”. Lo ha detto l’ex commissario europeo Paolo Gentiloni, intervenendo a un panel di “Repubblica delle Idee” a Bologna, indicando nel piano spagnolo il modello da seguire.

“Il piano che a me è piaciuto di più è quello spagnolo – ha spiegato Gentiloni -. La Spagna, che aveva relativamente più quattrini dell’Italia rispetto alla sua economia, ha fatto alcune cose enormi. Sanchez non aveva la maggioranza in Parlamento, era un governo di minoranza, e in fondo ha usato il Pnrr per imporre delle riforme difficilissime, in particolare quella delle pensioni e quella del mercato del lavoro”.

L’ex premier ha richiamato il concetto di “vincolo esterno” coniato decenni fa da Guido Carli: “Sanchez ha detto al suo Parlamento, alle corti spagnole: ‘Guardate che se non facciamo queste riforme non becchiamo questi 160 miliardi’. E l’hanno fatta. Noi non abbiamo avuto questo coraggio, e non ce l’hanno avuto neanche i francesi e tantomeno i tedeschi, che hanno preso molti meno soldi”.

“Alla fine abbiamo fatto un piano di spesa distribuendo questa spesa a tutto il mondo – ha proseguito Gentiloni -. Questo ci ha dato una scossa positiva, perché abbiamo quasi triplicato la spesa per investimenti che normalmente fa l’Italia, e le nostre amministrazioni, come ha detto una volta Mattarella, si sono messe a lavorare con ritmi impossibili. Penso che nell’insieme ci sia stata un’iniezione – ha concluso l’ex commissario – che però è stata più un’iniezione keynesiana, cioè ‘facciamo qualcosa’, che non un’iniezione strategica”.

Imprese, Vittadini: coesione è alternativa al neoliberismo

Mantova, 12 giu. (askanews) – “Il tema è ‘Coesione e Competizione’: finalmente si esce dall’idea che queste imprese sono semplicemente solidali, ma sono le imprese del futuro, erché il problema dell’Italia è la produttività qui superiamo anche la produttività. Ma come? Mettendo al centro la persona all’interno dell’impresa e creando reti di imprese che non siano darwisticamente distruttive: questa è la novità anti-neoliberista. Devo dire che c’è una grande conferma nell’Enciclica papale che quando parla di impresa usa praticamente gli stessi termini che vengono usati nel rapporto Symbola. Quindi speriamo che cominci il futuro”. Lo ha detto Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, intervistato da askanews a Mantova alla seconda giornata del Seminario Estivo di Fondazione Symbola.

Iran, i punti chiave dell’accordo che sarà firmato con gli Usa

Roma, 12 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma che un accordo con l’Iran per porre fine alla guerra in corso da tre mesi potrebbe essere raggiunto già nel fine settimana, prima del vertice del G7 in Francia. E questa mattina diverse agenzie di stampa iraniane hanno pubblicato i punti di una presunta bozza di memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti per porre fine al conflitto. Secondo l’agenzia Mehr, che cita una fonte vicina al team negoziale iraniano nei dialoghi con Washington, la bozza si compone di 14 punti. Di seguito gli elementi principali:

– La cessazione immediata e permanente delle ostilità “su tutti i fronti” per un periodo di 60 giorni, Libano compreso, entrerà i vigore immediatamente dopo la firma. Il testo include anche impegni da parte degli Stati Uniti, come il rispetto della sovranità iraniana e la non ingerenza nei suoi affari interni.

– Lo Stretto di Hormuz verrà riaperto immediatamente, senza che l’Iran imponga alcun pedaggio per il transito. Ciò garantirà il libero flusso di energia e merci commerciali. Il traffico attraverso lo stretto tornerà ai livelli prebellici dopo 30 giorni dalla firma.

– Ci sarà un allentamento parziale delle sanzioni sulla vendita del petrolio e dei prodotti petrolchimici iraniani in base ai progressi dell’accordo e al continuo impegno in buona fede dell’Iran, sebbene non sia specificata una data precisa per l’allentamento delle sanzioni. Sarebbe inoltre previsto l’accesso di Teheran alle risorse finanziarie internazionali.

– Gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero presentare un piano di ricostruzione per l’Iran del valore di almeno 300 miliardi di dollari.

– Entro 60 giorni le parti negozieranno un accordo definitivo sulla questione nucleare, la revoca completa delle sanzioni primarie e secondarie statunitensi e l’annullamento delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica riguardanti l’Iran. Durante questi negoziati, Washington si impegnerà a non aumentare la propria presenza militare nella regione né a imporre nuove sanzioni.

– L’Iran ribadirà il proprio impegno nei confronti del Trattato di non proliferazione nucleare e il proprio obbligo di non sviluppare armi nucleari, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Fars.

– L’accordo preliminare prevederebbe anche lo sblocco di 12 miliardi di dollari di beni iraniani all’inizio dei negoziati, pari alla metà dei fondi totali previsti per lo sblocco.

– L’accordo definitivo sarà approvato da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed entrambe le parti istituiranno un meccanismo di monitoraggio speciale per garantirne il rispetto.

Presentata a Roma l’Associazione Chirurgia Senza Barriere

Roma, 12 giu. (askanews) – È stata presentata a Roma, presso La Vaccheria, l’Associazione di Promozione Sociale Chirurgia Senza Barriere, fondata per sostenere cure chirurgiche ambulatoriali e odontoiatriche inclusive, costruite sui bisogni delle persone con disabilità grave e non collaboranti. L’Associazione nasce dalle difficoltà che, troppo spesso, vengono fronteggiate dalle persone con deficit comunicativi e di collaborazione in una visita o in un intervento chirurgico.

Il Prof. Pietro Grasso, Presidente dell’Associazione di promozione sociale ‘Chirurgia Senza Barriere’ ha dichiarato: “Ci proponiamo di facilitare le modalità di accesso alle cure in particolare sviluppandole in un setting, cioè in una modalità organizzativa che è di tipo ambulatoriale. Noi vogliamo integrarci, vogliamo collaborare in una logica di sussidiarietà ovvero laddove, per vari motivi, il Servizio Sanitario Nazionale abbia difficoltà a gestire l’accesso a questi pazienti non collaboranti”.

Il modello innovativo, scalabile e replicabile introdotto a livello nazionale da Chirurgia Senza Barriere viene è stato sviluppato in collaborazione con professionisti sanitari, università e centri di eccellenza. Il progetto introduce, ad esempio, il Triage Sensoriale.

Ha parlato così il Prof. Livio Gallottini, socio fondatore e consigliere dell’Associazione di promozione sociale ‘Chirurgia Senza Barriere’: “Il modello è quello di permettere a questi pazienti di poter accedere a delle cure di secondo livello, perché ambulatorialmente questi pazienti non si fanno visitare, non eseguono radiografie e purtroppo si rivolgono ai medici solamente in urgenza, perché non riescono neanche a fare prevenzione. Quindi bisogna creare delle strutture integrate con il resto della sanità, sia pubblica che privata, dove il paziente, in sicurezza, può essere sedato e può fare sia diagnosi che cura”.

“Quello che ci serve è fare rete, è diffondere le buone pratiche, le giuste pratiche, quelle che funzionano su tutti i territori perché purtroppo, a volte, non si sa chi sta nei piccoli paesi, nei centri o è distante dalla città e che non riesce molto spesso ad arrivare alle cure che servono” ha aggiunto la caregiver Monia Magliocco.

L’eticità del progetto, inoltre, si configura anche sulla sussidiarietà economica, ponendosi l’obiettivo di prevedere, ove possibile, la gratuità per le persone socialmente più esposte e in condizioni di maggiore fragilità.

Iran, i punti chiave dell’accordo che sarà firmato con gli Usa

Roma, 12 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma che un accordo con l’Iran per porre fine alla guerra in corso da tre mesi potrebbe essere raggiunto già nel fine settimana, prima del vertice del G7 in Francia. E questa mattina diverse agenzie di stampa iraniane hanno pubblicato i punti di una presunta bozza di memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti per porre fine al conflitto. Secondo l’agenzia Mehr, che cita una fonte vicina al team negoziale iraniano nei dialoghi con Washington, la bozza si compone di 14 punti. Di seguito gli elementi principali:

– La cessazione immediata e permanente delle ostilità “su tutti i fronti” per un periodo di 60 giorni, Libano compreso, entrerà i vigore immediatamente dopo la firma. Il testo include anche impegni da parte degli Stati Uniti, come il rispetto della sovranità iraniana e la non ingerenza nei suoi affari interni.

– Lo Stretto di Hormuz verrà riaperto immediatamente, senza che l’Iran imponga alcun pedaggio per il transito. Ciò garantirà il libero flusso di energia e merci commerciali. Il traffico attraverso lo stretto tornerà ai livelli prebellici dopo 30 giorni dalla firma.

– Ci sarà un allentamento parziale delle sanzioni sulla vendita del petrolio e dei prodotti petrolchimici iraniani in base ai progressi dell’accordo e al continuo impegno in buona fede dell’Iran, sebbene non sia specificata una data precisa per l’allentamento delle sanzioni. Sarebbe inoltre previsto l’accesso di Teheran alle risorse finanziarie internazionali.

– Gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero presentare un piano di ricostruzione per l’Iran del valore di almeno 300 miliardi di dollari.

– Entro 60 giorni le parti negozieranno un accordo definitivo sulla questione nucleare, la revoca completa delle sanzioni primarie e secondarie statunitensi e l’annullamento delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica riguardanti l’Iran. Durante questi negoziati, Washington si impegnerà a non aumentare la propria presenza militare nella regione né a imporre nuove sanzioni.

– L’Iran ribadirà il proprio impegno nei confronti del Trattato di non proliferazione nucleare e il proprio obbligo di non sviluppare armi nucleari, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Fars.

– L’accordo preliminare prevederebbe anche lo sblocco di 12 miliardi di dollari di beni iraniani all’inizio dei negoziati, pari alla metà dei fondi totali previsti per lo sblocco.

– L’accordo definitivo sarà approvato da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed entrambe le parti istituiranno un meccanismo di monitoraggio speciale per garantirne il rispetto.

Metodo USA e Open House: così cambia l’immobiliare al Sud

Roma, 12 giu. (askanews) – Con circa 77.000 iscritti al ruolo degli agenti di affari in mediazione in Italia, il settore immobiliare resta uno dei più frammentati e meno strutturati del panorama professionale nazionale. La maggior parte delle agenzie opera ancora secondo un modello in cui un singolo professionista si occupa di tutto: dalla ricerca degli immobili alla trattativa con gli acquirenti, dalla burocrazia notarile alla gestione documentale. Il risultato è un servizio spesso disorganizzato, tempi di vendita dilatati e una categoria professionale che fatica a scrollarsi di dosso una reputazione non sempre lusinghiera. Eppure qualcosa sta cambiando, e la spinta arriva da dove meno ce lo si aspetterebbe.

A Pontecagnano, comune alle porte di Salerno, un agente immobiliare ha deciso di ribaltare questo schema importando un modello organizzativo mutuato direttamente dal mercato statunitense. Roberto Galdi, titolare di un ufficio affiliato al network Frimm, dal 2016 segue un percorso di formazione basato sul sistema americano “Mike Ferry” e ha riorganizzato la propria agenzia dividendo i ruoli in modo netto: chi acquisisce gli immobili, chi li mostra agli acquirenti, chi gestisce la parte burocratica con il supporto di tecnici esterni e un assistente notarile. ‘Ho capito che non mi piacevo più come professionista. Si lavorava alla giornata, la mattina venivo in ufficio e ci chiedevamo: oggi che cosa dobbiamo fare? Non c’era uno standard, non c’era una vera organizzazione’, racconta Galdi.

Il settore immobiliare italiano, secondo uno studio dell’Università Politecnica delle Marche, è stato caratterizzato da un processo di industrializzazione e innovazione ancora in corso, con un focus crescente sulla sostenibilità e l’adozione di modelli innovativi. La realtà però è che la stragrande maggioranza delle agenzie, soprattutto nel Mezzogiorno, continua a operare con strutture minimali dove l’agente è tuttofare. La scelta di Galdi rappresenta una rottura con questa tradizione. Nel suo ufficio lavorano stabilmente una segretaria-coordinatrice, due acquisitori e due buyer dedicati esclusivamente alla vendita, mentre due tecnici e un assistente notarile intervengono settimanalmente per verificare la documentazione degli immobili prima ancora che vengano messi sul mercato.

‘Quando partecipai ai seminari e vidi agenzie americane che facevano centinaia di compravendite l’anno con questa organizzazione, mi resi conto del potenziale. L’Italia arriva con qualche anno di ritardo, dissi che è meglio iniziare a studiare’, spiega Galdi, che tra il 2018 e il 2023 ha partecipato tre volte al Superstar Retreat di Las Vegas, evento mondiale dedicato ai professionisti del real estate. ‘Dal 2015 in Italia seguo, con almeno 2 seminari all’anno, i corsi di formazione e aggiornamento per agenti immobiliari della MFO Mike Ferry Organizaction di Mike Ferry’ precisa Galdi.

Uno degli strumenti più significativi introdotti è “l’Open House”, pratica diffusissima negli Stati Uniti e ancora poco utilizzata nel mercato italiano. Il meccanismo è semplice: invece di fissare appuntamenti individuali distribuiti su settimane o mesi, si concentrano tutte le visite in un’unica giornata, creando un effetto di competizione tra potenziali acquirenti. ‘Riusciamo a concentrare il lavoro di sei mesi in due settimane. Si crea un principio di scarsità: l’acquirente vede altri interessati e capisce che deve decidere in fretta. Alcune volte vendiamo anche a un prezzo superiore a quello dell’incarico’, afferma Galdi. Il sistema, portato in Italia inizialmente da professionisti del nord Italia, sta trovando terreno fertile anche in città di medie dimensioni come Salerno e provincia.

L’approccio non si limita all’organizzazione interna. Prima di mettere un immobile sul mercato, l’agenzia dedica quindici giorni alla preparazione: verifica documentale, strategia pubblicitaria, eventuale organizzazione dell’Open House. Un metodo che contrasta con la prassi diffusa di pubblicare annunci il giorno stesso dell’incarico, spesso senza aver verificato la regolarità urbanistica e catastale dell’immobile. Questo passaggio preventivo riduce drasticamente il rischio di problemi in fase di rogito, una delle cause più frequenti di contenzioso nel settore ‘Ciò ci permette di vendere al miglior prezzo e nel minor tempo possibile rispetto alla concorrenza riducendo lo sconto medio in fase di trattativa’ conclude Galdi.

Omaggio al maestro Paolino Libralato, mostra "Fare scena" fino al 16 agosto

Roma, 12 giu. (askanews) – Celebrare il “fare” come atto creativo partendo da uno dei suoi interpreti più autorevoli. Questa l’idea espressa attraverso il percorso espositivo Fare Scena. Omaggio al maestro Paolino Libralato, Scenografo Realizzatore, la mostra – evento che inaugurerà la 27esima edizione di Sorsi d’Autore® – in programma da oggi, 12 giugno al 5 luglio 2026, in quattro Ville Venete, con un ricco calendario di eventi.

Fino al 16 agosto 2026 l’allestimento che omaggia l’arte di Libralato guiderà i visitatori all’interno di Villa Badoer per scoprire la maestria dell’artista, simbiosi perfetta di arte e artigianalità. Fare Scena rappresenta un tributo a uno dei più importanti scenografi realizzatori italiani, noto per aver collaborato con teatri e istituzioni di prestigio internazionale come la Scala di Milano, il Metropolitan di New York e l’Opéra di Parigi collaborando con i registi e i più grandi scenografi al mondo, tra questi Bob Wilson, Beni Montresor o Jérôme Savary.

La mostra, allestita da Fondazione Aida ETS ICC in collaborazione con la Provincia di Rovigo in una delle più suggestive Ville Venete patrimonio Unesco, valorizza l’arte scenografica italiana, intesa come punto di incontro tra tradizione e innovazione, tecnica e sensibilità artistica. Paolino Libralato, con oltre quarant’anni di carriera, ha saputo coniugare la maestria artigianale con la creatività contemporanea, restituendo alla scenografia il ruolo di “teatro della meraviglia”.

L’esposizione accompagna il visitatore in un viaggio immersivo tra bozzetti, fotografie, fondali e materiali di laboratorio, offrendo uno sguardo privilegiato sul lavoro dietro le quinte e sulla magia del palcoscenico. “Fare scena è un invito e insieme una dichiarazione di poetica: rendere visibile ciò che normalmente resta dietro le quinte, restituire dignità e meraviglia al mestiere dello scenografo realizzatore, figura chiave del teatro ma spesso invisibile allo sguardo del pubblico – dichiara il curatore Simone Azzoni, critico d’arte e docente di arte contemporanea all’Università di IUSVE e all’Accademia delle Belle Arti di Brescia. “La mostra dedicata a Paolino Libralato, uno degli ultimi grandi maestri di questa tradizione, trova in Villa Badoer una sede non neutra ma attiva, capace di dialogare con le opere fino a diventare essa stessa scena”, conclude Azzoni.

Il percorso espositivo si sviluppa sull’intero piano nobile di Villa Badoer e si estende alle due barchesse laterali, trasformando l’architettura palladiana in un vero e proprio teatro della visione. L’allestimento non si limita a ospitare i materiali, ma li mette in relazione con lo spazio, con il paesaggio e con la storia del luogo, secondo un principio di armonizzazione profonda tra scenografia e architettura. Nelle barchesse, i grandi boschi in tulle – quinte leggere e attraversabili – si aprono verso il paesaggio circostante, includendo i campi e l’orizzonte reale all’interno della finzione scenica. La soglia tra interno ed esterno si fa permeabile: la scenografia non chiude lo spazio ma lo sfonda, lo prolunga, lo reinventa.

All’interno del piano nobile, il percorso alterna momenti immersivi e passaggi di decantazione. Le sale 2 e 4 ospitano sezioni di carattere laboratoriale e illustrativo: bozzetti, fotografie, studi preparatori accompagnano il visitatore dentro il processo creativo, rivelando il pensiero, la tecnica, la costruzione paziente dell’illusione. È qui che il fare si manifesta come sapere, come trasmissione di un mestiere. La sala grande accoglie una scenografia a terra che modifica radicalmente la direzione dello sguardo: il pavimento diventa superficie narrativa, citazione del foro del camino e dispositivo ottico insieme. Il Trompe-l’œil, cifra storica della tradizione barocca, viene amplificato e attualizzato, invitando il visitatore a perdere l’orientamento e a rinegoziare il proprio punto di vista.

Nelle altre sale, le scenografie dialogano con i fori luce delle finestre, proseguendo idealmente affreschi e illusioni prospettiche: scatole dentro le scatole, visioni incassate, un labirinto all’italiana esploso, dove lo spazio si moltiplica e si riflette. La mostra non impone un unico punto di vista, ma ne suggerisce molti, come accade a teatro. Alcuni elementi – come la tovaglia e Aida – diventano vere e proprie installazioni, pensate per avvicinare il visitatore a ciò che dalla platea non si vede: il dettaglio, la materia, la manualità. Qui la scenografia si fa quasi intima, tattile, rivelando la sua natura artigianale e poetica.

Sanità e AI, Fasi istituisce Comitato Etico e linee guida

Roma, 12 giu. (askanews) – L’intelligenza artificiale è già entrata nella sanità. Ora la sfida è governarla prima che siano solo gli algoritmi a orientarne i processi. Con questo obiettivo il Fasi, il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i dirigenti di azienda, costituito da Confindustria e Federmanager, ha costituito un Comitato Etico sull’AI, presentato a Roma alla Pontificia Università Antonianum, nel corso del seminario “Etica e Intelligenza Artificiale: i progetti del Fasi”. Un presidio di indirizzo e garanzia, non un organo formale, pensato per accompagnare i progetti del Fondo nel campo dell’innovazione sanitaria e definire criteri, limiti e responsabilità nell’uso delle nuove tecnologie.

Una scelta che, per visione e tempestività, ha anticipato il cuore di una riflessione oggi sempre più urgente, richiamata anche dall’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV: l’AI può aiutare a leggere meglio i bisogni di salute, ma non deve mai ridurre la persona a una sequenza di dati, prestazioni o profili predittivi.

“La costituzione del Comitato Etico sull’intelligenza artificiale non è stata per il Fasi un adempimento formale, ma una scelta di responsabilità. Nel momento in cui il Fondo ha iniziato a confrontarsi con tecnologie capaci di incidere sui processi sanitari, sui dati e sulla lettura dei bisogni di salute, abbiamo ritenuto necessario dotarci di un luogo di indirizzo, valutazione e garanzia. L’AI può offrire strumenti straordinari, ma deve essere governata entro condizioni, limiti e criteri chiari, perché resti coerente con i valori fondativi del Fondo: mutualità, solidarietà, tutela della dignità della persona e centralità dell’umano”, ha spiegato il Presidente del Fasi Daniele Damele.

Fabio Pengo, Vicepresidente del Fasi, ha invece richiamato il valore operativo del percorso avviato dal Fondo: “Le Linee Guida Etiche che abbiamo elaborato rappresentano uno strumento essenziale: non un esercizio teorico, ma una bussola operativa per accompagnare l’innovazione tecnologica dentro un quadro di principi condivisi. Il nostro obiettivo è costruire una governance dell’AI che sia davvero umana, responsabile e sostenibile, capace di mettere la tecnologia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia”.

Il seminario ha riunito accademici, esperti di bioingegneria, psicologia, diritto, filosofia e intelligenza artificiale, insieme ai rappresentanti di Confindustria e Federmanager. L’incontro ha rappresentato il primo momento pubblico di confronto sul percorso avviato dal Fondo per integrare l’AI nei propri progetti in modo responsabile, trasparente e coerente con la natura mutualistica del Fasi.

“L’intelligenza artificiale pone certamente interrogativi nuovi e complessi, ma sarebbe un errore affrontarla con paura o con atteggiamenti difensivi. La vera sfida è governarne lo sviluppo affinché resti al servizio della persona, della qualità del lavoro e del progresso sociale. In questo senso considero particolarmente importante l’iniziativa del Fasi, che ha scelto di accompagnare l’innovazione tecnologica con una riflessione etica strutturata e responsabile. Oggi non siamo chiamati a scegliere tra tecnologia e umanesimo, ma a costruire un modello di sviluppo capace di tenere insieme innovazione, competitività e centralità dell’uomo. Non esiste vero progresso senza innovazione, ma non esiste innovazione sostenibile senza responsabilità, consapevolezza e una visione del futuro orientata al bene comune” ha dichiarato Maurizio Marchesini, Vicepresidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni Industriali.

“L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di innovazione, ma il suo utilizzo richiede competenza, consapevolezza e capacità di governo dei processi. Il vero tema etico non riguarda la tecnologia in sé, bensì la responsabilità di chi la utilizza. Per questo è fondamentale che l’IA resti uno strumento a supporto delle decisioni umane e non un sostituto del giudizio, dell’esperienza e della sensibilità delle persone. L’innovazione produce valore solo quando rafforza il capitale umano e ne valorizza le competenze” ha evidenziato Gherardo Zei, Vicepresidente Federmanager.

L’iniziativa si inserisce in uno scenario in rapida trasformazione: in Italia la spesa per la sanità digitale ha raggiunto nel 2025 i quasi tre miliardi di euro e la GenAI è già utilizzata da una quota crescente di professionisti sanitari. Numeri che confermano la necessità di una governance chiara dell’innovazione, come richiamato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: l’AI può contribuire a migliorare servizi e lettura dei bisogni di salute, ma richiede criteri etici, trasparenza, controllo umano e sicurezza dei dati. Nel corso dei lavori sono intervenuti anche Giuseppe Buffon, Magnifico Rettore della Pontificia Università Antonianum, e i componenti del Comitato Etico: Andrea Bizzozero, Decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum, Paolo Cancelli, Direttore Sviluppo e Docente di Diritto vivente e dell’Intelligenza Artificiale della Pontificia Università Antonianum, Irene Finocchi, Professore Ordinario di Computer Science e Dipartimento di AI, Data and Decision Sciences della LUISS Guido Carli, Antonella Marchetti, Professore Ordinario di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione e Direttore del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Alessandra Pedrocchi, Professore Ordinario di Bioingegneria del Dipartimento di Elettronica, Informatica e Bioingegneria del Politecnico di Milano.

Con la costituzione del Comitato Etico, il Fasi ha scelto di collocare l’intelligenza artificiale dentro una cornice di responsabilità condivisa, perché l’innovazione sanitaria resti uno strumento al servizio della persona, della mutualità e dei bisogni reali degli assistiti.

Prima emissione del nuovo Btp Italia Sì al via dal 15 giugno: tasso minimo all’1,6% più inflazione

Roma, 12 giu. (askanews) – Il ministero dell’Economia comunica che il tasso annuo minimo garantito della prima emissione del nuovo Btp Italia Sì, al via dal 15 giugno e fino al 19 giugno (ore 13), salvo chiusura anticipata, è stato fissato all’1,60%. Per il calcolo del valore complessivo delle cedole a questo tasso minimo, garantito anche in caso di deflazione, dovrà essere sommato il tasso di inflazione nazionale (Indice FOI, senza tabacchi – Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi) rilevato nel periodo di riferimento.

Il Btp Italia Sì, con scadenza 23 giugno 2031, prevede cedole semestrali legate al tasso di inflazione nazionale, oltre ad un premio finale extra dello 0,6% sul capitale sottoscritto riservato a coloro che lo acquistano nei giorni di emissione e lo detengono fino a scadenza. Al termine del collocamento il tasso minimo garantito potrà essere confermato o rivisto al rialzo, in base alle condizioni di mercato. La sottoscrizione è riservata ai soli risparmiatori individuali e affini; non saranno previsti tetti o riparti, quindi tutte le domande pervenute nel periodo di collocamento saranno interamente soddisfatte.

Morto a 88 anni David Hockney, iconico pittore britannico e maestro della Pop Art

Roma, 12 giu. (askanews) – David Hockney, iconico pittore britannico che ha rivoluzionato lo sguardo sull’arte del XX secolo, è morto all’età di 88 anni. Lo riportano tutti i media del Paese.

Si era fatto conoscere come artista della Pop Art durante gli anni Sessanta e probabilmente era celebre soprattutto per i suoi dipinti di piscine, che contribuirono a definire l’estetica di Los Angeles. Opere come A Bigger Splash e Portrait of an Artist (Pool With Two Figures) raffiguravano scene edonistiche di amore, desiderio e perdita sotto i cieli assolati della città californiana.

La carriera di Hockney, durata oltre sei decenni, non può essere tuttavia definita da una sola epoca. Realizzò ritratti che rivoluzionavano la prospettiva attraverso il fotocollage, sperimentò la pittura astratta di paesaggio e, negli ultimi anni della sua vita, esplorò le possibilità offerte dalle emergenti tecnologie tridimensionali per la creazione artistica.

Nato a Bradford nel 1937, Hockney era il quarto di cinque figli di quella che lui stesso definì una “famiglia operaia radicale”. I suoi genitori incoraggiarono fin da subito il suo talento artistico. Studiò arte al Bradford College e vendette il suo primo dipinto – un ritratto del padre – per 10 sterline alla Yorkshire Artists Exhibition nel 1957.Obiettore di coscienza, svolse i due anni di servizio nazionale come inserviente ospedaliero prima di iscriversi al Royal College of Art nel 1959. Si guadagnò rapidamente la reputazione di talento eccezionale, ma anche di spirito ribelle. Il suo rifiuto di realizzare un disegno dal vivo di una modella rischiò di negargli il diploma: per protesta presentò Life Drawing for a Diploma, che raffigurava una figura maschile muscolosa tratta da una rivista americana di cultura fisica.

Hockney rifiutò inoltre di scrivere il saggio richiesto per l’esame finale, sostenendo che dovesse essere valutato esclusivamente per le sue opere. Il Royal College of Art, consapevole del talento che stava coltivando, modificò le proprie regole per potergli conferire il diploma.

Fu l’inizio di una carriera in cui Hockney non ebbe mai timore di sfidare la società conservatrice. Il dipinto We Two Boys Together Clinging del 1961, ispirato a una poesia di Walt Whitman, ne fu un primo esempio. Opere successive, come Cleaning Teeth, Early Evening (10pm) W11 del 1962, con i suoi tubetti di dentifricio Colgate dalle evidenti allusioni falliche, rappresentavano la vita omosessuale con una sincerità e un’apertura quasi inconcepibili nella Gran Bretagna in cui l’omosessualità rimase un reato fino al 1967.

Con i suoi caratteristici capelli biondo platino, gli occhiali rotondi dalla montatura spessa e la sigaretta sempre tra le labbra, Hockney divenne una figura di spicco della mondanità degli anni Sessanta tra Londra e Stati Uniti. Frequentò personalità come Andy Warhol, Ossie Clark e Dennis Hopper, costruendosi la fama di playboy. Pur vivendo intensamente la vita bohémien dell’epoca, fatta di feste e droghe, non perse mai il forte senso del lavoro tipico delle sue origini nello Yorkshire. Anche dopo un ictus nel 2012, che compromise temporaneamente la sua capacità di parlare, continuò a lavorare senza sosta.

Dopo il trasferimento a Los Angeles a metà degli anni Sessanta, le sue opere più mature e misurate ottennero grande riconoscimento per la capacità di trasmettere emozioni profonde e complesse sulla tela. Man in Shower in Beverly Hills (1964) segnò un momento importante della sua evoluzione verso uno stile più realistico.

Nel novembre 2018, il suo capolavoro del 1972, Portrait of an Artist (Pool With Two Figures), fu venduto per 90,3 milioni di dollari (oltre 77 milioni di euro) presso Christie’s, stabilendo all’epoca il record mondiale per un artista vivente. L’opera, ispirata alla fine della relazione con il suo compagno, conquistò la critica. Il critico del Guardian Jonathan Jones la definì nello stesso anno “una serena distillazione di amore e dolore”.

E-commerce in crescita: come fidarsi e proteggersi dalle truffe

Milano, 12 giu. (askanews) – Ormai sempre più italiani si affidano ai pagamenti digitali. Basti pensare che, secondo la ricerca “La sfida della fiducia nel commercio digitale”, realizzata da Nomisma per Visa, nel 2025 il 26% di loro ha effettuato la maggior parte degli acquisti in rete, ed entro il 2030 gli acquisti online dovrebbero aumentare ancora del 18%. Le evidenze di questa ricerca ci vengono presentate da Luca Gagliardi, Head of Consulting & Analytics Italy di Visa.

“La ricerca ci mostra un’Italia che diventa sempre più digitale. Gli italiani utilizzano sempre di più il commercio digitale e si aspettano nel 2030 di utilizzarlo tanto quanto il commercio fisico. Questa è un’opportunità incredibile per le piccole e medie imprese italiane e Visa vuole cogliere questa opportunità supportandole nel loro percorso di trasformazione digitale e in particolare nel modo in cui ricevono e inviano denaro. Negli ultimi tre anni abbiamo aiutato un milione di imprese italiane a diventare sempre più digitali”.

Contestualmente aumenta la complessità nella gestione della sicurezza. L’intelligenza artificiale assume un ruolo sempre più centrale nel ridefinire l’esperienza d’acquisto, tra aspetti positivi e negativi. Gagliardi ci ha fornito le prospettive alla luce di tutto ciò.

“L’intelligenza artificiale sta diventando parte della nostra quotidianità sia personale che lavorativa. Cambierà tanti aspetti della nostra vita, anche il modo in cui facciamo acquisti, il modo in cui cerchiamo, il modo in cui confrontiamo, il modo in cui selezioniamo. 41% degli italiani già utilizza le AI nel loro processo d’acquisto e il 56% si attende che lo farà nel 2030. Come Visa stiamo lavorando con più di 20 istituzioni finanziarie in Europa per facilitare il commercio agentico nei prossimi anni”.

La crescita economica potrebbe risentire di tutti questi fattori e lo studio indica come, oltre alla tecnologia o all’adozione di nuovi strumenti di pagamento, sarà necessario mantenere la fiducia dei consumatori. Serve un livello di sicurezza efficace e percepibile, che si traduce nella possibilità di effettuare transazioni con strumenti di autenticazione adeguati, notifiche in tempo reale e limitando le esperienze negative.

Italia-Sudcorea, Meloni riceve presidente Lee a villa Pamphilj

Roma, 12 giu. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto a villa Doria Pamphilj il presidente della Repubblica di Corea Lee Jae Myung.

I due leader si sono poi recati alla fontana del Giardino segreto dove il presidente della Repubblica di Corea ha firmato il libro d’onore.

Segue il colloquio bilaterale, dopo il quale, alle 13, si terrà la colazione di lavoro ufficiale, a cui prende parte anche il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani

Successivamente ha luogo la cerimonia di scambio degli accordi. Partecipano per la delegazione italiana il ministro Tajani, il ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, il vice ministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini e il vice ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci.

Per la Repubblica di Corea partecipano il vice primo ministro e ministro della Scienza e delle tecnologie dell’informazione, Bae Kiung Hoon; il Ministro dell’Interno e della Sicurezza, Yun Ho-Jung, il Vice Ministro delle PMI e delle Start-Up, Yong-Seok Roh.

Imprese, Realacci (Symbola): essere buoni conviene

Mantova, 12 giu. (askanews) – “Molti dei nostri rapporti alla fine arrivano a una conclusione: che essere buoni conviene. Accade per la green economy, accade per la cultura, accade per la coesione: Le imprese che hanno rapporti migliori con i lavoratori, con la comunità, con il territori e con sub-fornitori vanno meglio: sono circa il 40% delle imprese italiane e sono quelle che innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro e sono più competitive. È una maniera diversa di leggere l’Italia che c’è, e che però va appunto e interpretata. Proseguiremo la giornata affondando anche i temi dell’economia circolare, dell’acqua e anche il tema che è il cuore del convegno: il patriottismo dolce, che è una visione dell’Italia in cui le identità diventano elemento per lavorare assieme, affrontare le sfide e costruire un futuro migliore”. Lo ha detto Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola , intervistato da askanews a Mantova alla seconda giornata del Seminario Estivo di Fondazione Symbola.

Ue, Gentiloni: Italia troppo prudente, conta poco in Europa

Bologna, 12 giu. (askanews) – “Il Paese mi sembra un po’ frenato sulla politica estera. Un’Italia troppo prudente, alla fine, è un’Italia che conta poco”. Lo ha detto l’ex commissario europeo Paolo Gentiloni, a margine di “Repubblica delle Idee” a Bologna, commentando l’assenza italiana al recente vertice dei Balcani e l’approccio del governo alla politica estera in vista del prossimo Consiglio europeo.

“Non solo sulle nuove adesioni all’Unione Europea e al vertice dei Balcani, con la non partecipazione di quest’incontro dei tre principali Paesi europei, ma in generale l’impressione è che ci sia una preoccupazione da parte del governo, anche per dinamiche interne alla maggioranza, che spinge a essere molto prudente su tutto – ha spiegato Gentiloni -, sull’Ucraina come sui formati europei”.

L’ex premier ha avvertito che questa linea avrà un costo: “Isolarsi in questo momento dal contesto europeo significherebbe mettere in discussione quella che sembrava una cosa buona di Meloni. All’inizio tutti dicevano: ‘Tutto sommato, sull’Europa non è stata così isolata e negativa’”.

“Temo che ci sia una dinamica di politica interna che spinge a essere molto assenti sulla politica esterna – ha concluso Gentiloni -. E pagherà dei prezzi”.

Germania, Bundesbank taglia stima Pil 2026 a +0,5%, alza inflazione a 2,9%

Roma, 12 giu. (askanews) – La Bundesbank ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita della Germania, portandole allo 0,5% per il 2026 dal 0,6%, e allo 0,8% per il 2027 dall’1,1%. L’istituto al contempo ha alzato le attese sull’inflazione, vista al 2,9% dal 2,2% quest’anno e al 2,7% il prossimo dal 2,1% previsto in precedenza. Per il 2028, l’istituto prevede un’accelerazione della crescita all’1,4% dall’1,1% e un calo dell’inflazione all’1,9%.

Il freno alla ripresa, iniziata nel semestre invernale, è attribuito all’impatto del conflitto in Medio Oriente.

“L’attività economica riprenderà slancio nell’orizzonte di previsione fino al 2028”, ha dichiarato il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel. “La ripresa sarà sostenuta dal calo dei prezzi dell’energia, da un’economia globale più forte e, soprattutto, da un forte stimolo della politica fiscale”.

La Bundesbank ha precisato che la politica fiscale espansiva sarà l’unico elemento in grado di prevenire un calo del Pil nel semestre estivo. “Fornirà una forte spinta alla crescita fino alla fine dell’orizzonte di previsione: il contributo cumulativo alla crescita del PIL fino al 2028 è stimato in circa 1,3 punti percentuali. In questo senso, l’aumento delle spese per la difesa sarà particolarmente importante”, ha aggiunto l’istituto.

La banca centrale ha osservato che il potenziale di produzione dell’economia tedesca crescerà a tassi significativamente più lenti, tra lo 0,3% e lo 0,4% annuo, a causa di barriere strutturali persistenti come la carenza di manodopera qualificata, costi elevati e la rigida concorrenza globale.

Infine, il rapporto deficit/Pil è previsto in aumento dal 2,8% del 2025 al 4,9% nel 2028, con il rapporto debito/PIL destinato a salire verso il 70%.

Tripoli (Unioncamere): imprese coesive in costante crescita

Mantova, 12 giu. (askanews) – “Il rapporto sulle imprese coesive quest’anno sottolinea che il numero delle imprese coesive è costantemente in crescita. Dalle nostre analisi risulta che il 44% delle imprese si possono considerare così: cioè quelle imprese che puntano molto nel loro agire sulla costruzione di rapporti di collaborazione, di fiducia e di cooperazione con i soggetti del territorio, del terzo settore e con le istituzioni culturali. È un segmento importante e crescente della nostra. Soprattutto è un segmento che oltre ad essere coesivo e dar valore alla solidarietà, dà valore anche all’economia e alla ricchezza. Per gli indici più importanti della fatturato e dell’export, dell’occupazione sono in testa rispetto alle imprese non coesive. Cito solo un dato: sono le imprese che più stanno investendo sull’intelligenza artificiale, ma vorrei sottolineare anche un ultimo elemento. Questo modello, questo principio della coesione, del cercare prima la collaborazione è un principio motore, il segreto vero del successo dell’economia italiana in questi 80 anni. Scarsi di materie prime, senza nessun riserva energetica, con sistemi organizzativi abbastanza complicati, siamo riusciti a fare quello che abbiamo fatto grazie soprattutto a questo segreto: collaborare e cooperare”. Lo ha detto Giuseppe Tripoli, Segretario Generale di Unioncamere, intervistato da askanews a Mantova alla seconda giornata del Seminario Estivo di Fondazione Symbola.

Btp Italia Sì: tasso minimo all’1,6%, più tasso inflazione nazionale

Milano, 12 giu. (askanews) – Il Ministero dell’Economia comunica che il tasso annuo minimo garantito della prima emissione del nuovo Btp Italia Sì, al via dal 15 giugno e fino al 19 giugno (ore 13), salvo chiusura anticipata, è stato fissato all’1,60%. Per il calcolo del valore complessivo delle cedole a questo tasso minimo, garantito anche in caso di deflazione, dovrà essere sommato il tasso di inflazione nazionale (Indice FOI, senza tabacchi – Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi) rilevato nel periodo di riferimento.

Il Btp Italia Sì, con scadenza 23 giugno 2031, prevede cedole semestrali legate al tasso di inflazione nazionale, oltre ad un premio finale extra dello 0,6% sul capitale sottoscritto riservato a coloro che lo acquistano nei giorni di emissione e lo detengono fino a scadenza. Al termine del collocamento il tasso minimo garantito potrà essere confermato o rivisto al rialzo, in base alle condizioni di mercato. La sottoscrizione è riservata ai soli risparmiatori individuali e affini; non saranno previsti tetti o riparti, quindi tutte le domande pervenute nel periodo di collocamento saranno interamente soddisfatte.