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sabato, 21 Febbraio, 2026
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Schlein e la "tranquillità": gente vuole questo, alternativa dove non c’è

Firenze, 21 feb. (askanews) – Due giorni di ascolto “democratico” a Firenze, con l’operaio della Beko che racconta in due parole cosa sia una comunità (“il circolo Arci di Sovicille ci portava il pranzo quando facevamo i presidi davanti ai cancelli della fabbrica”), con l’anziano che “compra la pasta che cuoce più in fretta per risparmiare gas”, con la mamma a partita Iva e con un signore che dalla platea del teatro Niccolini, dopo quaranta minuti di intervento di Elly Schlein, urla: “E la pace?”.

“L’Italia che riparte”, il viaggio del Pd nel paese, che, come spiega la segretaria, vuole tenere insieme la campagna per il No al referendum sulla riforma della giustizia e l’ascolto del Paese, fa tappa a Firenze, a pochi passi dal Duomo. A questo popolo, che si ritrova per due giorni – per la verità in numeri piuttosto modesti, soprattutto nella prima giornata, al teatro Niccolini – Schlein promette un paese dove la parola “tranquillità” torni ad essere possibile. E’ un’idea di futuro che va al di là delle prese di posizione della giornata politica, dal capitolo dazi e dall’accusa alla premier Giorgia Meloni di “subalternità” a Trump al no a certe proposte della destra come la “schedatura” delle scuole “di sinistra” (“no alla caccia alle streghe e alle liste di proscrizione” urla la segretaria), chiesta con una mozione di Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze.

“Le persone chiedono tranquillità, tranquillità, è una parola che non abbiamo detto tanto nella nostra storia”, spiega Schlein chiudendo il suo intervento, ma le persone vogliono questo, la tranquillità, “vogliono un lavoro dignitoso, tranquillità; vogliono la certezza del diritto, tranquillità; vogliono un fisco giusto e servizi pubblici che funzionano, tranquillità; vogliono un modo più semplice per avviare e fare impresa, tranquillità; quello che noi vogliamo portare nella vita degli italiani è questa tranquillità”. Insomma, se si potesse fare una citazione – una citazione che a sinistra fa sempre scattare qualcosa – ci vorrebbe “un paese normale” (copyright Massimo D’Alema).

Per costruire questo paese non ci può essere rassegnazione, avverte Schlein. “Non ci rassegniamo a un mondo in cui le Big Tech americane pagano meno tasse di un’impresa artigiana, non ci rassegniamo a un mondo in cui il problema è mettere i giudici sotto il controllo del governo” che, contemporaneamente, dice no al salario minimo – proposta di tutte le opposizioni che Schlein rilancia anche da Firenze -, un governo che “dopo sette mesi di attesa presenta un decreto bollette” insufficiente e che si nutre di “slogan” che puntano “a spaventare le persone senza offrire soluzioni”. Di slogan Schlein ricorda quello di Margharet Thatcher (“There is no alternative”) per dire che, invece, “il lavoro della sinistra è costruire l’alternativa, anche dove sembra mancare”. Per farlo, insiste il presidente Dem Stefano Bonaccini, “non serve parlare male da mattina a sera della Meloni” ma nemmeno “un programma di 4mila pagine, tutte scritte bene, che non legge nessuno”, meglio ripartire “dal lavoro, dalle politiche industriali”. Perchè, poi, chiosa l’ex ministro del Lavoro Andrea Orlando: “Quanto è che non si parla più di classe operaia? E un partito che vuole essere popolare deve essere anche operaio” come ha detto “il compagno di Piombino”.

Trump ha confermato l’aumento dei dazi dal 10 al 15%

Roma, 21 feb. (askanews) – Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth l’aumento dei dazi mondiali dal 10 al 15 per cento, all’indomani della decisione della Corte Suprema americana. L’alta corte aveva di fatto giudicato illegale una parte delle ‘tariffe’ annunciate nell’aprile 2025.

“Sulla base di un esame approfondito, dettagliato e completo della decisione ridicola, mal scritta ed estremamente antiamericana sui dazi resa ieri, dopo molti mesi di riflessione, dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, si prega di considerare questa dichiarazione come l’espressione della mia volontà, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, di aumentare immediatamente i dazi mondiali del 10 per cento sui Paesi che, per decenni, hanno “sfruttato” gli Stati Uniti senza ritorsioni (fino al mio arrivo!), al livello pienamente autorizzato e legalmente testato del 15 per cento”, ha annunciato il presidente americano sul suo social network.

La Corte Suprema ha stabilito che il presidente americano non può ricorrere alla legge del 1977 sulle emergenze economiche internazionali (Ieepa) per imporre dazi doganali senza una esplicita autorizzazione del Congresso. La legge era nata per bloccare beni, congelare conti, imporre sanzioni a Paesi ostili, mentre Trump l’aveva resa uno strumento commerciale.

Usa, presidente Trump annuncia aumento dazi dal 10 al 15%

Roma, 21 feb. (askanews) – Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth l’aumento dei dazi mondiali dal 10 al 15 per cento, all’indomani della decisione della Corte Suprema americana. L’alta corte aveva di fatto giudicato illegale una parte delle ‘tariffe’ annunciate nell’aprile 2025.

“Sulla base di un esame approfondito, dettagliato e completo della decisione ridicola, mal scritta ed estremamente antiamericana sui dazi resa ieri, dopo molti mesi di riflessione, dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, si prega di considerare questa dichiarazione come l’espressione della mia volontà, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, di aumentare immediatamente i dazi mondiali del 10 per cento sui Paesi che, per decenni, hanno “sfruttato” gli Stati Uniti senza ritorsioni (fino al mio arrivo!), al livello pienamente autorizzato e legalmente testato del 15 per cento”, ha annunciato il presidente americano sul suo social network.

La Corte Suprema ha stabilito che il presidente americano non può ricorrere alla legge del 1977 sulle emergenze economiche internazionali (Ieepa) per imporre dazi doganali senza una esplicita autorizzazione del Congresso. La legge era nata per bloccare beni, congelare conti, imporre sanzioni a Paesi ostili, mentre Trump l’aveva resa uno strumento commerciale.

Calcio, risultati di serie A dopo Juve-Como

Roma, 21 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Juventus-Como 0-2:

26esima giornata Sassuolo-Verona 3-0, Juventus-Como 0-2, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, ore 20.45 Bologna-Udinese

Classifica: Inter 61, Milan 54, Napoli 50, Roma 47, Juventus 46, Como 45, Atalanta 42, Sassuolo 35, Lazio, Bologna 33, Udinese 32, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese, Genoa, Lecce 24, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

27^ GIORNATA Venerdì 27 febbraio ore 20.45 Parma-Cagliari, sabato 28 febbraio ore 15 Como-Lecce, ore 18 Verona-Napoli, ore 20.45 Inter-Genoa, domenica 1 marzo ore 12.30 Cremonese-Milan, ore 15 Sassuolo-Atalanta, ore 18 Torino-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 2 marzo ore 18.30 Pisa-Bologna, ore 20.45 Udinese-Fiorentina.

Calcio, Juve-Como 0-2, decidono Vojvoda e Caqueret

Roma, 21 feb. (askanews) – Dopo Inter e Galatasaray terza sconfitta in una settimana per la Juventus, che perde lo scontro diretto per la Champions (0-2 come all’andata) e resta al quinto posto alle spalle della Roma che chiuderà il turno domani sera. L’avvio è traumatico. All’11’ il Como passa al primo tiro in porta: percussione centrale di Douvikas, apertura per Vojvoda che si accentra e calcia sul primo palo. La conclusione non è irresistibile, ma Di Gregorio sbaglia la respinta e il pallone finisce in rete. È il tredicesimo gol subito dalla Juve al primo tiro nello specchio in questo campionato, un dato che racconta più di tante analisi.

La reazione bianconera è generosa ma confusa. Locatelli impegna Butez dalla distanza, Openda e Da Cunha spaventano ancora la difesa juventina, con il francese che scheggia la traversa dopo una leggerezza di Koopmeiners e un’uscita di testa forzata di Di Gregorio. Prima dell’intervallo il Como sfiora il raddoppio con Valle e Douvikas, mentre la Juventus fatica a trovare linee pulite tra le maglie aggressive della squadra di Fabregas.

Nella ripresa Spalletti prova a cambiare volto inserendo Conceição, poi Boga e David. La Juve cresce d’intensità: Conceição impegna subito Butez, Koopmeiners di testa sfiora il palo sugli sviluppi di un corner, e all’84’ centra clamorosamente il legno su punizione con il portiere ormai battuto.

Ma nel momento migliore dei bianconeri arriva il colpo del ko. Al 60′ corner per la Juventus, poi ripartenza micidiale del Como: transizione perfetta, assist di Da Cunha e inserimento centrale di Caqueret che deposita a porta vuota per lo 0-2. Un’azione che fotografa la differenza di lucidità e organizzazione tra le due squadre.

Nel finale la Juve ci prova con orgoglio: David spreca di testa da buona posizione, Yildiz conquista punizioni interessanti, ma l’assalto è disordinato. Il triplice fischio certifica la sconfitta tra i mugugni dello Stadium.

Bimbo Napoli, legale famiglia: si indaga per omicidio colposo

Napoli, 21 feb. (askanews) – Per le sei persone indagate nell’ambito della morte del piccolo Domenico dopo il trapianto di un cuore risultato danneggiato, il reato ipotizzato passa da lesioni colpose a omicidio colposo. A riferirlo è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo deceduto questa mattina all’ospedale Monaldi di Napoli. Il corpicino del bimbo è stato sequestrato per effettuare l’esame autoptico presso l’istituto di medicina legale del Policlinico e Petruzzi ha spiegato che nelle prossime ore ci sarà “una notifica dell’avviso di accertamento tecnico irripetibile”, depositerà “la copia del consulente medico legale di parte”, potrà “porre eventualmente dei quesiti, dopodiché la salma sarà dissequestrata e si potranno fare i funerali tra giovedì e venerdì”.

L’avvocato ha ribadito di stare attenti ai tentativi di truffa che stanno circolando sui social media, post “con le foto di Domenico dove il volto non è oscurato e un iban per sostenere il funerale”. “La famiglia non ha chiesto nessuna donazione per il funerale di Domenico, non ha chiesto nessuna donazione per le spese legali dell’avvocato, è un contenuto truffaldino”, ha concluso.

Rossella Brescia: “Grande emozione abbracciare mamma di Spezzacatena”

Firenze , 21 feb. (askanews) – “Un’emozione grandissima, c’era anche la madre di Andrea Spezzacatena, che è il personaggio che io interpreto, ed è stato bello abbracciarla. Ha avuto tanto coraggio a continuare a parlare di questa storia. Venite a teatro perché il musical racconta il mondo dei giovani e anche il dolore che purtroppo c’è stato, con grande pudore, ma il messaggio che ti lascia e di speranza”. Così, a margine di Danzainfiera, la ballerina, attrice e conduttrice Rossella Brescia racconta la prima de “Il ragazzo dai pantaloni rosa” andata in scena venerdì 20 febbraio al Teatro Sistina.

Lo spettacolo è diretto da Massimo Romeo Piparo, che cura anche l’adattamento insieme a Roberto Proia, già autore della sceneggiatura dell’omonimo film di grande successo prodotto da Eagle Pictures e Weekend Films. Rossella Brescia ha tenuto una masterclass di danza classica a Danzainfiera, manifestazione organizzata da Pitti Immagine a Firenze.

“Barocco Il Gran teatro delle Idee”, inaugurata grande mostra a Forlì

Forlì, 21 feb. (askanews) – E’ una rappresentazione sontuosa di un secolo decisivo per l’arte e la cultura europea: “Barocco. Il Gran Teatro delle Idee”. Già il titolo svela l’ambizione e il valore della nuova grande mostra allestita dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ai Musei San Domenico. Attraverso trecento opere da Caravaggio a Rubens, da Bernini a Van Dyck la mostra affronta una delle stagioni decisive della civiltà europea, restituendola nella sua complessità e nella sua forza generativa. Non una lettura limitata allo stile, ma una ricostruzione ampia di un sistema culturale in cui arte, fede, scienza, potere, spettacolo e vita quotidiana si intrecciano fino a diventare inseparabili. Un sistema in cui ogni immagine è insieme forma e idea, materia e progetto, emozione e strategia.

“Questa è un’occasione unica – spiega il direttore delle Grandi Mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Gianfranco Brunelli -. La mostra raduna 300 capolavori in un percorso che racconta, sotto la cifra culturale del barocco, un intero secolo, il Seicento. Un tentativo di sintesi così ampio non era mai stato fatto: è la prima volta”.

Un secolo che non è solo quello delle grandi chiese e delle fontane di Roma: è anche il secolo di Galileo, di Cartesio, di un’umanità che si interroga sul mondo. E una stagione che ha lasciato tracce profonde anche nel Novecento.

“De Chirico si sfida con Rubens e Velàzquez – ricorda il curatore Fernando Mazzocca -. Fontana in qualche modo si considera il nuovo Bernini: fa qualcosa che ha insieme scultura, pittura, scenografia, un’opera d’arte totale. Si va da Boldini a Boccioni, il decadentismo, futurismo, lo spazialismo di Fontana, il neobarocco di De Chirico interpretano quell’arte nel passato in tutte le loro sfaccettature e in modo molto originale. E questo presente ci serve moltissimo a rileggere in maniera più originale quel passato.

Dodici sezioni, trecento opere, istituzioni da tutto il mondo: dal Prado di Madrid ai Musei Vaticani, dall’Albertina di Vienna alle Gallerie degli Uffizi. La mostra, organizzata con Civita, è visitabile fino al 28 giugno.

“Il Seicento fu Roma e Roma fu il barocco – conclude Brunelli -. Abbiamo in mostra disegni preziosissimi di Borromini, alcuni mostrati per la prima volta, e disegni di Bernini, le sperimentazioni di quegli anni. Manufatti importanti che ricostruiscono l’immagine anche di alcuni dei grandi capolavori dell’arte barocca nell’urbanistica di Roma”.

Bimbo Napoli, la mamma: ora non si dimentichi, faremo giustizia

Napoli, 21 feb. (askanews) – “Domenico se n’è andato, è diventato un angioletto. Io farò in modo che non si dimentichi e poi faremo giustizia. Alla giustizia chiedo verità”. Queste le parole di Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo Domenico deceduto questa mattina all’ospedale Monaldi di Napoli dopo quasi due mesi di coma dopo il trapianto di un cuore risultato danneggiato.

Ai giornalisti che le chiedevano da dove le arrivasse la forza per andare avanti, la signora ha risposto: “Me la dà mio figlio” aggiungendo: “Grazie a tutti e continuate a starmi vicino perché non dimentichiamo Domenico, non lo dobbiamo dimenticare”.

Dazi, Schlein: ora Meloni difenderà Trump o per una volta l’Italia?

Firenze, 21 feb. (askanews) – Negli Stati Uniti la Corte Suprema “applicando la Costituzione ha ricordato che ogni potere incontra un limite. Siamo curiosi di sapere se Meloni farà un altro video per attaccare i giudici e difendere il suo amico Trump oppure se difenderà per una volta gli interessi italiani”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando con i giornalisti a Firenze al suo arrivo all’incontro “L’Italia che riparte” al teatro Niccolini.

“Ricordo che sui dazi questo governo ha minimizzato dall’inizio l’impatto molto duro su imprese e lavoratori, aveva promesso un piano da 24 miliardi che poi è sparito nel nulla diversamente da paesi come la Spagna” ha aggiunto.

A Napoli Domenico è morto, la mamma: creeremo fondazione a suo nome

Napoli, 21 feb. (askanews) – Dopo due mesi di agonia e angoscia, il piccolo Domenico è deceduto sabato mattina (21 febbraio) all’Ospedale Monaldi di Napoli, dove era ricoverato in terapia intensiva dal 23 dicembre in seguito al trapianto di un cuore danneggiato.

Il decesso – si legge in una nota dell’Azienda Ospedaliera dei Colli che esprime “profondo dolore” – è avvenuto in seguito a “un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche” e dopo che era stato escluso un nuovo trapianto.

La mamma Patrizia Mercolino – che ha annunciato la volontà di creare una fondazione a nome del figlio per non dimenticarlo – è stata avvisata dai sanitari del Monaldi all’alba, dove è arrivata con il marito Antonio e altri familiari per rimanere accanto al piccolo fino all’ultimo.

La Direzione Strategica dell’azienda ospedaliera, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, ha espresso “il più sentito cordoglio e si è stretta “con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia” nel momento di “immenso dolore”.

(Con fonte immagini TikTok Patrizia Mercolino)

Re Carlo non si opporrà all’eventuale rimozione di Andrea dalla successione

Roma, 21 feb. (askanews) – Buckingham Palace non si opporrà ai piani per rimuovere Andrea Mountbatten-Windsor dalla linea di successione reale. E’ quanto riporta il Guardian che cita fonti reali. Queste ultime hanno indicato oggi che Re Carlo III non ostacolerà il Parlamento se questo volesse garantire che l’ex principe non possa mai ascendere al trono.

Mountbatten-Windsor, arrestato questa settimana con l’accusa di abuso d’ufficio, rimane l’ottavo in linea di successione al re, nonostante sia stato privato di tutti i titoli reali e sollevato da qualsiasi incarico ufficiale.

L’arresto è avvenuto dopo che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato documenti che lasciano intendere che Mountbatten-Windsor abbia passato informazioni governative riservate al condannato per reati sessuali su minori Jeffrey Epstein e ad altri contatti mentre svolgeva il ruolo di inviato commerciale del Regno Unito.

Dazi, Panetta: impatto attenuato da IA e nuove rotte commerciali

Venezia, 21 feb. (askanews) – La ricomposizione geografica degli scambi mondiali e il forte aumento degli scambi legati all’intelligenza artificiale hanno attenuato l’impatto de dazi sui volumi commerciali mondiali. Lo ha sottolineato il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel corso del suo intervento al 32esimo Congresso Assiom Forex a Venezia.

Nonostante la loro introduzione, infatti, “nel 2025 il commercio internazionale è cresciuto del 4%, un ritmo superiore a quello del Pil mondiale e doppio rispetto alle attese. Vi hanno contribuito l’applicazione di dazi inferiori a quelli inizialmente annunciati e l’assenza di ritorsioni generalizzate, che hanno attenuato gli effetti sulla domanda globale. Oltre la metà dell’espansione è riconducibile al forte aumento degli scambi legati all’intelligenza artificiale”.

“L’elemento che emerge con maggiore chiarezza è la profonda ricomposizione geografica dei flussi commerciali”, ha spiegato. Le importazioni statunitensi dalla Cina sono state le più colpite dai dazi, con una contrazione superiore al 25%, ma allo stesso tempo, la Cina ha rafforzato la propria presenza su mercati alternativi – in Africa, nel Sud Est asiatico, in America latina e in Europa – conseguendo nel 2025 un avanzo commerciale elevato.

Inoltre, in base alle stime disponibili, ha sottolineato il Governatore della Banca d’ Italia, l’onere dei dazi sarebbe finora ricaduto soprattutto sull’economia statunitense: “gli esportatori stranieri ne avrebbero sostenuto una quota limitata, stimata attorno al 10%”.

“Ciò non significa che i dazi siano privi di costi – ha concluso Panetta -. Essi hanno accresciuto la complessità delle catene globali del valore, con effetti sui costi di produzione, sui tempi di approvvigionamento e sulla trasparenza degli scambi. Gli oneri si sono distribuiti tra più paesi, inclusa la Cina, le cui imprese hanno dovuto ridurre i prezzi di vendita per ampliare l’accesso a mercati alternativi”.

Sanremo, LDA e AKA 7EVEN: è la risposta ai tanti sacrifici che abbiamo fatto

Milano, 21 feb. (askanews) – LDA e AKA 7EVEN, tra i protagonisti della nuova scena pop italiana, saranno in gara alla 76esima edizione per la prima volta insieme sul palco dell’Ariston con il brano “Poesie Clandestine”.

“Per noi andare a Sanremo è una risposta ai tanti sacrifici che abbiamo fatto nel corso degli anni, un po’ di sudore che abbiamo buttato, un po’ di alti e bassi, che non sempre sono negativi gli alti e bassi. Secondo me se tutto è retto c’è un problema, se scendi hai modo migliore per risalire, questa cosa potrebbe succedere in realtà a Sanremo. Fare il festival con AKA per me è un piacere, un onore enorme perché oltre alla stima artistica c’è poi il rapporto magnifico di base che ci portiamo avanti ormai da quasi dieci anni. Essere a Sanremo è il coronamento nuovamente di un sogno, tutte le volte, nonostante già l’hai fatto, continua ad essere un sogno. Lui ha 25 anni, io 22 e per tutte e due è la seconda volta che siamo tra i big quindi è tanta roba è un’emozione unica con la consapevolezza che su quel palco ci sono stati veramente le leggende e quindi fa anche una certa soggezione”.

Poesie Clandestine, scritto da Luca D’Alessio (LDA), Luca Marzano (AKA 7EVEN), Alessandro Caiazza e Vito Petrozzino, e prodotto da Noya, nasce da un’intesa autentica e quotidiana: un legame umano e artistico costruito nel tempo, fatto di amicizia, convivenza e di una condivisione naturale di musica, pensieri e visioni.

“Poesie Clandestine” di LDA e AKA 7EVEN nasce ad agosto dopo la fine dei tour di entrambi, ci siamo rivisti per rilassarci un po’ da lui a Roma, nei 3-4 giorni liberi una sera abbiamo deciso di andare in studio ma per pura perdita di tempo. Abbiamo detto facciamo qualcosa, al massimo lo buttiamo come facciamo con un sacco di pezzi che già abbiamo buttato, casualità buona che quella sera sia nata “Poesie Clandestine”. E’ nata come tutti i pezzi in modo molto casuale, spontaneo, naturale da due fratelli che vivono in casa insieme. Parla di un amore fuggitivo, ecco perché clandestino. Poi abbiamo citazioni come Napoli sotterranea, è una metafora per dire a questa lei è proprio segreta, nascosta, non si vede, è buia ma allo stesso tempo piena di vita, proprio come Napoli Sotterranea. Ci sono tanti riferimenti a Napoli, è una canzone che puoi dedicare alla città, a una persona”.

Questa amicizia di lunga data si trasforma un percorso condiviso, in un progetto artistico comune. Un momento che rappresenta il punto di partenza dei due artisti, un percorso condiviso che li unisce in un unico progetto: esce il 6 marzo l’omonimo album, in digitale e in formato CD e CD autografato.

L’album “Poesie Clandestine”, composto da 10 brani, prende forma dalla connessione umana, ancor prima che artistica, tra LDA e AKA 7EVEN, cresciuta nel tempo tra vicinanza, vita condivisa e uno scambio spontaneo e continuo di suoni, idee e prospettive.

Bankitalia, Panetta: Pil e commercio mondiali oltre attese nonostante dazi

Venezia, 21 feb. (askanews) – Nonostante le tensioni geopolitiche non si siano attenuate nel corso del 2025, rendendo il contesto internazionale più instabile, “l’economia mondiale non ha rallentato: la crescita ha superato le attese e il commercio internazionale ha continuato a espandersi”. Lo ha sottolineato il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel corso del suo intervento al 32esimo Congresso Assiom Forex a Venezia.

Nel 2025, ha sottolineato Panetta, “la crescita globale si è rivelata più robusta del previsto, nonostante le forti tensioni geopolitiche e commerciali: il Pil mondiale è aumentato del 3,3%, mezzo punto oltre le previsioni formulate un anno fa. A sostenere l’attività produttiva – ha spiegato – ha contribuito innanzitutto il dinamismo dei settori legati all’intelligenza artificiale – in particolare la costruzione dei data center, divenuti il fulcro della trasformazione tecnologica in atto”.

Sanremo, Francesco Renga: c’è tutta la componente dei misteri umanità

Milano, 21 feb. (askanews) – Francesco Renga parteciperà in gara alla 76esima edizione del Festival di Sanremo (24-28 febbraio 2026) con il brano “Il Meglio di Me”. Una delle voci più grandi della musica italiana torna da solista sul palco dell’Ariston. “Emozioni, ricordi, paure, Sanremo è un misto di tutto, diciamo che c’è tutta la componente dei misteri dell’umanità emotivamente parlando. Quindi c’è molta emozione che parte dalla canzone, perché rappresenta soprattutto una buona occasione per farsi ascoltare e far ascoltare una canzone nella quale credi. Come avete visto sono in splendida forma, mi preparo dal punto di vista fisico, poi all’allenamento vocale, ma soprattutto dieta, dieta, dieta, dieta, dieta”.

“Il meglio di me” rappresenta una fotografia sincera e intensa di un momento significativo nella vita – artistica e personale – di Francesco Renga. Il brano nasce come un’intima riflessione sul percorso di crescita personale, in cui l’artista si confronta con le proprie fragilità e paure per imparare a gestirle senza trasferirle sugli altri. È uno sguardo profondo dentro sé stesso, un passo verso il cambiamento e verso la capacità di offrire il meglio di sé nelle relazioni con gli altri e nella vita.

“Il brano racconta di un uomo che decide di affrontare le proprie paure e fragilità da solo, perché credo che questo si debba fare per riuscire poi attraverso questo processo a portare all’altro il meglio di noi”.

Nella serata di venerdì 27 febbraio dedicata alle cover, al 76° Festival di Sanremo, Francesco Renga insieme a Giusy Ferreri si esibirà con “Ragazzo solo, ragazza sola”, versione del capolavoro “Space Oddity” cantata in italiano da David Bowie, con un testo riscritto da Mogol e pubblicata nel 1970. Sarà un emozionante omaggio a uno degli artisti più importanti di tutti i tempi David Bowie, a dieci anni dalla sua scomparsa, e allo stimatissimo paroliere della musica italiana, Mogol.

Dopo aver attraversato l’Italia per tutta l’estate 2025 con oltre 30 concerti nelle principali città per celebrare i 20 anni di “Angelo”, Francesco Renga torna live nell’autunno 2026 in venue più intime con “LIVE TEATRI 2026”. Prodotto da Friends & Partners, il nuovo tour lo vedrà protagonista nei principali teatri italiani.

Panetta (Bakitalia): serve più produttività, accelerare sul digitale

Venezia, 21 feb. (askanews) – Negli ultimi anni, l’espansione dell’economia italiana “è stata trainata dalla forte crescita dell’occupazione, che ha raggiunto livelli storicamente elevati. Mentre il prodotto rallentava, il numero di occupati e le ore lavorate hanno continuato ad aumentare, anche in risposta a una dinamica del costo del lavoro particolarmente contenuta rispetto all’inflazione”. Lo ha rilevato il Governatore della Banca d’Italia, fabio Panetta, nel suo intervento al 32mo Congresso Assiom-Forex, a proposito di occupazione e produttività.

Alla luce delle tendenze demografiche, secondo il Governatore, “un modello di crescita fondato sull’espansione dell’occupazione e su salari contenuti non è sostenibile. La riduzione della popolazione in età lavorativa, il cui impatto è stato finora compensato dall’aumento della partecipazione e dal calo della disoccupazione, si accentuerà nei prossimi anni”, ha spiegato.

“Senza un deciso aumento della produttività – ha proseguito – lo sviluppo rischia di arrestarsi. Occorre un’economia più innovativa, che ponga conoscenza e capitale umano al centro della propria strategia di crescita. Le tecnologie digitali offrono un’opportunità che non può essere rinviata: accelerarne la diffusione deve diventare una priorità per l’Italia, come per l’Europa”.

Olimpiadi, scuse della Rai dopo il fuorionda che invita a ignorare gli israeliani

Milano, 21 feb. (askanews) – “Il fuorionda andato in onda prima della gara di bob a quattro delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 su Rai 2 contiene un’espressione inaccettabile che non rappresenta in alcun modo i valori del servizio pubblico e di Rai Sport. A nome della direzione, esprimo sincere scuse agli atleti israeliani, alla delegazione e a tutti i telespettatori”. Così il responsabile ad interim di Rai Sport, Marco Lollobrigida, dopo il fuorionda trasmesso all’inizio del collegamento per la gara di bob a 4 alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 nel quale si sente una voce dire “Evitiamo l’equipaggio numero 21, che è quello dell’israeliano”.

“Sono state avviate immediate verifiche interne per accertare responsabilità. Lo sport deve unire e non dividere” ha aggiunto Lollobrigida. Nei giorni scorsi un telecronista della tv svizzera Rts, Stefan Renna, aveva criticato il bobbista israeliano-statunitense Adam Edelman per il suo sostegno pubblico a favore dell’intervento israeliano a Gaza, mettendo anche in discussione l’opportunità della partecipazione ai Giochi.

Dazi, Schlein: Meloni farà video per difendere Trump o difenderà Italia?

Roma, 21 feb. (askanews) – Negli Stati Uniti la Corte Suprema “applicando la Costituzione ha ricordato che ogni potere incontra un limite. Siamo curiosi di sapere se Meloni farà un altro video per attaccare i giudici e difendere il suo amico Trump oppure se difenderà per una volta gli interessi italiani”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando con i giornalisti a Firenze al suo arrivo all’incontro “L’Italia che riparte” al teatro Niccolini.

“Ricordo che sui dazi questo governo ha minimizzato dall’inizio l’impatto molto duro su imprese e lavoratori, aveva promesso un piano da 24 miliardi che poi è sparito nel nulla diversamente da paesi come la Spagna” ha aggiunto.

Roma, Gualtieri: pronti a candidarci per le Olimpiadi 2036 o 2040

Roma, 21 feb. (askanews) – “Sarebbe bello candidare Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2036 o del 2040. Le condizioni penso ci siano. Se si valuterà che è un obiettivo realistico, sono pronto a collaborare con il governo e il Coni per costruire la candidatura più competitiva possibile. Una Capitale come la nostra non deve avere timore di misurarsi con le grandi sfide: il Giubileo ha dato una prova concreta della nostra capacità di organizzare e gestire grandissimi eventi”. Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in un’intervista al Corriere della Sera.

A Napoli è deceduto questa mattina il piccolo Domenico

Napoli, 21 feb. (askanews) – Dopo giorni di agonia e di angoscia, il piccolo Domenico è deceduto questa mattina presso l’Ospedale Monaldi di Napoli, dove era ricoverato. Il decesso – si legge in una nota dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – è avvenuto in seguito a “un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche”.

Nel comunicato si esprime “profondo dolore” per il decesso del piccolo paziente sottoposto a trapianto il 23 dicembre scorso. La Direzione Strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, esprime “il più sentito cordoglio e si stringe con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia in questo momento di immenso dolore”.

Jesse Jackson, il carisma al servizio di una scelta di libertà

A qualche giorno dalla sua scomparsa, mentre si attenua l’eco emotiva dell’annuncio, si delinea con maggiore chiarezza la portata storica della testimonianza civile e politica di Jesse Jackson. Il reverendo e attivista per i diritti civili, morto il 17 febbraio 2026 all’età di 84 anni, è stato una delle figure più influenti della vita pubblica americana degli ultimi settant’anni. La famiglia lo ha ricordato come un “leader al servizio della comunità, non solo della nostra famiglia, ma anche degli oppressi, dei senza voce e degli emarginati in tutto il mondo”.

Dalle leggi di Jim Crow alle lotte per i diritti civili

Nato l’8 ottobre 1941 a Greenville, nella Carolina del Sud, Jackson crebbe immerso nella segregazione razziale imposta dalle leggi Jim Crow, che limitavano i diritti degli afroamericani nel Sud degli Stati Uniti. Questa esperienza personale segnò per sempre la sua visione politica e morale.

Negli anni Sessanta si affermò come uno dei più stretti collaboratori di Martin Luther King Jr. all’interno della Southern Christian Leadership Conference (SCLC). Era presente al Lorraine Motel di Memphis il 4 aprile 1968, il giorno in cui King fu assassinato, un momento che lo segnò profondamente e rafforzò la sua determinazione a proseguire la lotta per i diritti civili.

Dal pulpito alla politica nazionale

Dopo la morte di King, Jackson ampliò la sua visione oltre la lotta contro la segregazione razziale. Nel 1971 fondò Operation PUSH, un’organizzazione dedicata a creare opportunità economiche e sociali per le comunità nere e povere, e successivamente la Rainbow/PUSH Coalition, una coalizione multirazziale che mirava a unire diversi gruppi sociali e minoritari.

Nel corso degli anni Ottanta le sue campagne per la nomination presidenziale del Partito Democratico furono eventi storici: nel 1984 e nel 1988 raccolse milioni di voti, diventando il primo afroamericano a guidare una candidatura presidenziale con reali possibilità di influire sul risultato nazionale. Sebbene non abbia mai vinto la nomination, il suo ruolo fu fondamentale nel creare spazio politico e culturale per future generazioni di leader neri, in particolare per Barack Obama.

Voce globale per i diritti umani

Oltre alla politica interna, Jackson intraprese missioni internazionali non ufficiali per negoziare la liberazione di ostaggi e prigionieri in Paesi come Siria e Iraq. Queste operazioni dimostrarono la sua capacità di operare come ponte tra comunità civili e leadership mondiale, sfidando spesso i limiti della diplomazia ufficiale e anticipando forme di diplomazia civile oggi più riconosciute.

Luci e ombre

Carismatico oratore — il suo celebre slogan “Keep hope alive” divenne un simbolo di speranza e resilienza — Jackson fu ammirato per la sua capacità di mobilitare le masse e parlare ai poveri e marginalizzati. Tuttavia, la sua carriera non fu priva di critiche. Episodi come il commento infelice del 1984 riferito a New York con un termine offensivo per la comunità ebraica gli valsero accuse di insensibilità e gli procurarono duri attacchi pubblici. Nel corso degli anni fu anche criticato per una gestione finanziaria poco trasparente delle sue organizzazioni.

Anche la sua vita privata non fu immune da scandali: sposato con Jacqueline Lavinia Brown dal 1963, nel 2001 ammise pubblicamente di aver avuto una figlia da una relazione extraconiugale, notizia che influenzò negativamente la sua immagine di figura morale.

La malattia e gli ultimi anni

Nel 2017 Jackson aveva rivelato di essere affetto dal morbo di Parkinson e negli anni successivi sviluppò una forma più grave di malattia neurodegenerativa, la paralisi sopranucleare progressiva, che lo costrinse a ridurre drasticamente la sua presenza pubblica. Nonostante ciò, continuò a partecipare a iniziative pubbliche ogni volta possibile fino ai suoi ultimi giorni, mantenendo un forte valore simbolico per il movimento dei diritti civili.

Un’eredità duratura

Al di là delle ombre e delle controversie, la portata storica di Jackson è indiscutibile. A distanza di giorni dalla sua scomparsa, appare ancora più chiaro come la sua opera di costruzione di una coalizione multirazziale abbia lasciato un’impronta profonda nel Partito Democratico e nella società americana. Egli ha ispirato generazioni di leader progressisti e ha contribuito a radicare l’idea che il potere politico si costruisce attraverso il voto, l’organizzazione sociale e l’impegno civico.

Figure politiche di tutto lo spettro ideologico — da Joe Biden a Barack Obama, fino a esponenti conservatori — hanno reso omaggio alla sua vita e al suo lavoro, ricordandolo come un gigante del movimento per la giustizia e l’uguaglianza.

Jesse Jackson lascia un’eredità profonda nella storia americana: un ponte tra le battaglie per l’uguaglianza di metà Novecento e le sfide sociali del XXI secolo, un esempio di impegno civile che ha trasformato la politica e la coscienza collettiva degli Stati Uniti.

Gli elettori digitali e il referendum sulla giustizia

La conoscenza costituzionale che manca

Il Censis e l’Istat ci hanno spesso informati sulla scarsa conoscenza della nostra Costituzione da parte dei cittadini italiani, giovani studenti compresi, insistendo sull’importanza dell’educazione civica. Per le finalità di questo appunto, bisogna allora tener conto che l’Istituto Nazionale di Ricerca Demopolis ha fornito anche una cifra: il 58% degli italiani dichiara di non conoscere bene i principi fondamentali della nostra Costituzione.

Dato da prendere con le pinze, come tutti i numeri che non spiegano, ma da tenere comunque in considerazione.

 

Saggezza stoica e discernimento civile

Tra le virtù che gli studiosi di filosofia collocano nello stoicismo classico c’è anche la saggezza: una dote morale esplorata a fondo dalla teologia cristiana e fondamentale per il discernimento tra bene e male, per rapporti interpersonali, sociali e politici equilibrati e orientati al bene comune, alla pace e alla collaborazione tra popoli e Stati.

Si tratta prima di ogni cosa di un equilibrio interiore, che i praticanti di questo insegnamento suggerivano di alimentare costantemente con la conoscenza e lo studio: essere saggi significava conoscere, e conoscere voleva dire studiare. Nel rispetto di tutti i profili culturali e delle competenze dei cittadini con diritto di voto, ai giorni nostri l’utopia necessaria sarebbe quella di una formazione prepolitica permanente, sia per gli elettori sia per gli eletti. Ma andiamo avanti.

 

Marco Aurelio e l’obbligo di conoscere prima di giudicare

Molti studiosi di storia hanno sostenuto che l’imperatore romano Marco Aurelio fosse un innamorato dello stoicismo e riconoscevano in lui uno dei sovrani più colti della Roma antica. Amava riflettere molto, stimava la Grecia, i suoi filosofi, la sua democrazia, il suo modo di vivere e di camminare stando insieme. Invitava costantemente ad apprendere, per capire bene le cose sin nei loro risvolti più oscuri.

Tra le sue riflessioni, ne emerge una che colpisce per la sua attualità in relazione al referendum sulla giustizia:

“Il parere di diecimila uomini non ha alcun valore, se nessuno di loro sa niente sull’argomento”.

Una riflessione che invita a conoscere prima di giudicare — e prima di votare.

 

Democrazia fragile e post-democrazia digitale

Non vorrei insistere su un fatto ormai diffuso e denunciato, ma la nostra democrazia è entrata in una crisi seria, che qualcuno definisce irreversibile. Sta diventando ogni giorno di più una “post-democrazia”, avendo tra i suoi pilastri proprio l’ignoranza dei problemi che si troverà ad affrontare e contando sulla polemica quotidiana, sulle posture aggressive del leader di turno, sul suo nome e sulla sua faccia.

Una democrazia finta e gassosa che nasconde, sotto le sue strutture partecipative, autocrazie psicotiche e neo-imperiali, con manie di comando accentrate nel capo forte e solitario. Accanto a ciò si afferma una democrazia elitaria, gestita dagli addetti ai lavori, satura di superficialità e veleni digitali e analogici, personalizzata su un nome e su una faccia nervosa e decisa.

Abbiamo davanti anche una democrazia strapiena di dati statistici e sondaggi numerici che sono spesso riduzioni quantofreniche: numeri e percentuali che, come osservava Franco Ferrarotti, servono a nascondere e semplificare fenomeni sociali complessi, illudendo di far capire senza far comprendere la qualità dei valori e dei principi sottesi.

 

Il referendum e lo spirito costituente dimenticato

Arrivo al dunque. Il 22 e 23 marzo andremo a votare sul referendum sulla giustizia. Sulla scheda elettorale troveremo ben sette articoli della nostra Costituzione, voluti e decisi dopo lunghi confronti da maggioranza e opposizione unite, con uno straordinario spirito di collaborazione tra comunisti e democristiani.

Non deve scandalizzare se oggi stimati costituzionalisti e politici di sinistra voteranno Sì a un referendum voluto dalla destra.

Quando fu preparata la Costituzione, la collaborazione tra rivali politici sorprese molti: in Parlamento sedevano un Partito comunista filostalinista e una classe politica con residui fascisti. Provvidenziale fu il ruolo moderatore della Democrazia Cristiana. Su 515 votanti, i favorevoli furono l’88%, i contrari il 12%: una stragrande maggioranza composta proprio dai due antagonisti, DC e PCI.

Questo ricorda quanto sia indispensabile la collaborazione tra opposti quando si tratta di tutelare il bene comune, soprattutto in un mondo globalizzato e attraversato da cambiamenti epocali che dovrebbero trovarci tutti sulla stessa barca.

 

Un voto destinato a politicizzarsi?

Non mi sorprende dunque che su un referendum che tocca sette articoli della Costituzione destra, sinistra e centro non abbiano polarizzato le scelte, mescolando invece i consensi.

Mi auguro tuttavia di sbagliare su due questioni. La prima riguarda la percentuale di votanti — che temo attorno al 40% — e la quota di elettori che conosce davvero i sette articoli coinvolti, i loro commi e le ricadute sull’autonomia della magistratura. Solo tale conoscenza può ribaltare la preoccupazione di Marco Aurelio e dimostrare che il parere di molti ha valore quando nessuno ignora l’argomento.

La seconda questione, strettamente legata alla prima, riguarda il rischio che il referendum diventi non tanto costituzionale quanto politicizzato e personalizzato: un voto pro o contro il governo, pro o contro Meloni, pro o contro la magistratura.

Altro, temo che non interesserà. Tenendo conto che, su questi referendum semplificati e ridotti al pro o contro, ci attende anche il tema del premierato.

Libertà, giustizia sociale, desiderio: i legami che reggono la civiltà

Mi è capitato di riprendere in mano un mio libretto del 2022 (sono trascorsi ormai ben quattro anni): Quale faro per la sinistra? La sinistra italiana tra XX e XXI secolo. E immediatamente ho colto un paradosso: proprio nell’epoca degli “anni-secoli”, come la definiva Piero Angela, nella quale in pochi mesi avvengono cambiamenti estesi e profondi paragonabili a quelli che, fino al XIX secolo, richiedevano cent’anni, le questioni cruciali restano le stesse.

In particolare, due binomi inscindibili emergono con forza sia dal mio piccolo testo sia dai fatti di oggi, pubblici e privati, interni e internazionali: libertà e giustizia sociale, desiderio e libertà.

Libertà e giustizia sociale

Autocitarsi può non essere elegante; qui, però, lo trovo opportuno. Ascoltiamo brevemente: «Con Sandro Pertini al Quirinale milioni di italiani dei diversi orientamenti politico-elettorali e quasi l’intero “popolo di sinistra” imparano davvero che libertà e giustizia sociale sono un binomio inscindibile. Però gli Ottanta sono stati anche gli anni nei quali la distanza fisiologica tra parole e cose, tra annunci e comportamenti si trasformava in un abisso: da un lato, ad esempio, i proclami sulla Grande riforma delle istituzioni e della politica, dall’altro le pratiche e le miserie di un riformismo senza riforme». La situazione odierna non è poi troppo diversa.

Desiderio e libertà

Ed eccoci all’altro binomio. «Ancor oggi, in effetti, oggi più che mai, anzi, si rincorrono e paiono quasi sovrapporsi in tragica sequenza le notizie di femminicidi e di stragi familiari. Notizie di donne stuprate, da noi e nell’Ucraina invasa dai russi, come nelle mille, piccole “Ucraine” sparse nel globo». E poco dopo, a commento di un brano di Luce Irigaray, scrivevo: «Proprio Afrodite finisce per divenire l’incarnazione dell’amore come libertà e desiderio umano. Già: desiderio e libertà come binomio inscindibile». Desiderio senza libertà, per contro, comporta violenza, dolore, sopraffazione, negazione della differenza.

Un orizzonte di verità nella vita quotidiana

E come non concludere con le parole – quasi un canto, insieme amaro e speranzoso – di Raniero La Valle? «[…] e se c’è un aggiornamento dei linguaggi di verità e un più ricco annunzio della fede, vediamo che cosa tutto ciò può voler dire nella vita quotidiana, nel fare nuova la vita di tutti». Qui, credo, torniamo ai due binomi.

Libertà e giustizia sociale. Desiderio e libertà. Due nessi inseparabili che interrogano la politica, la cultura e la coscienza civile, chiedendo di essere tradotti in pratica quotidiana e responsabilità condivisa.

Disabilità, diritti e realtà quotidiana: una riforma da completare

Un passo avanti nel riconoscimento dei diritti

Il DDL promosso dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli rappresenta un passaggio rilevante nel percorso di riforma delle politiche per la disabilità. Il testo rafforza il progetto di vita personalizzato, introduce una valutazione multidimensionale più integrata e punta a semplificare procedure oggi frammentate. È un cambio di paradigma: dalla mera assistenza al riconoscimento dei diritti e dell’autonomia della persona.

La grande assenza: il caregiver familiare

Tuttavia, come assessore alle politiche sociali, ritengo che la riforma presenti una lacuna significativa: la tutela del caregiver familiare.

Il sistema italiano continua a reggersi in larga parte sull’impegno quotidiano dei familiari — spesso donne — che garantiscono assistenza continuativa a persone con disabilità o non autosufficienti. Eppure il caregiver non dispone ancora di un riconoscimento giuridico pieno e uniforme. Le misure esistenti, comprese quelle previste dalla Legge 104/1992, non sono sufficienti a compensare l’impatto economico, lavorativo e psicologico dell’attività di cura.

Quattro interventi indispensabili per completare la riforma

Se vogliamo che il progetto di vita sia realmente efficace, dobbiamo intervenire su quattro direttrici:

  1. Riconoscimento normativo chiaro della figura del caregiver, con diritti esigibili e non misure episodiche.
  2. Tutele previdenziali, attraverso contributi figurativi per i periodi di assistenza continuativa e strumenti di flessibilità pensionistica.
  3. Sostegno economico strutturale, stabile e omogeneo sul territorio nazionale.
  4. Servizi di sollievo e supporto psicologico, per prevenire isolamento e burnout.

Senza queste integrazioni, il rischio è che la riforma resti incompleta e che il carico dell’assistenza continui a gravare quasi esclusivamente sulle famiglie.

Una politica sociale moderna deve riconoscere che la cura non è solo una responsabilità privata, ma un valore pubblico. Rafforzare il DDL in questa direzione significa costruire un sistema più equo, sostenibile e realmente inclusivo.

 

Avv. Raffaella Ferrentino

Assessore alle Politiche Sociali

Comune di Nocera Superiore (SA)

Fondazione NEST,con 3 anni partenariati Miur-Pnrr guarda a futuro

Roma, 20 feb. (askanews) – Oltre 700 ricercatori coinvolti, 244 progetti attivi, 180 laboratori, 91 collaborazioni industriali e 74 prototipi sviluppati, con oltre 10 tecnologie già brevettate o brevettabili che hanno raggiunto livelli di maturità tecnologica. A tre anni dall’avvio dei Partenariati Estesi promossi dal ministero dell’Università e della ricerca, nell’ambito del Pnrr, Fondazione NEST – unico partenariato esteso in Italia dedicato alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie energetiche sostenibili – presenta un primo bilancio.

Su un budget di circa 117 milioni di euro, ad oggi ne sono stati investiti poco meno di 16 in bandi a cascata per progetti di ricerca industriale realizzati in collaborazione con le imprese.

Ma la Fondazione guarda al futuro, a rendere strutturale quanto realizzato finora anche dopo il Pnrr. Gabriella Scapicchio, Direttrice generale di Fondazione NEST: “Il futuro della Fondazione si può riassumere in una parola continuità, con continuità vuol dire passare da progetto a infrastruttura. Questo pensiamo di farlo attraverso cinque direttrici la prima direttrice è che vogliamo integrare le aziende nella Fondazione e quindi allargarci alle aziende per connettere la ricerca con il mercato e con il mondo industriale. La seconda direttrice è l’innovazione, vogliamo lavorare con le start-up. Vogliamo conoscere dove vanno, dove va l’innovazione e quali sono i trend futuri, anche creando delle spin off all’interno della nostra ricerca. La terza sono le connessioni globali. La ricerca italiana, la ricerca di NEST non può restare nel nostro perimetro nazionale, dobbiamo espanderla dobbiamo andare nei paesi del piano Mattei, nei paesi del Medioriente nei paesi dell’Africa subsahariana e creare delle connessioni forti con questi università. La quarta direttrice l’autorevolezza nella comunicazione noi abbiamo tanta ricerca questa ricerca va comunicata. La quinta e ultima che forse è la chiusura di tutto questo sono le policy, quando quando vanno decise le policy nel mondo dell’energie rinnovabili noi vorremmo esserci”.

Fondazione NEST chiude quindi una prima fase del proprio percorso sostenuto dal Pnrr e inaugura una nuova stagione per l’ecosistema energetico nazionale.

Francesco Cupertino, Presidente di Fondazione NEST: “NEST connect 2026 è stato il momento in cui ricercatori ricercatrici si sono sono incontrati, sedute intorno a tavoli di lavoro, organizzate secondo gli spoke del progetto NEST quindi le verticalità tematiche, per redigere insieme un documento che da una parte traccia una sintesi di tutte le attività di ricerca che sono state svolte in questi anni, ma soprattutto prova a disegnare una direzione dove vorremmo andare per mettere a servizio del sistema paese tutte le infrastrutture di ricerca, ma soprattutto la capacità di fare innovazione, la cultura maturata, i ricercatori e le ricercatrici che devono aiutare a trasformarsi in valore aggiunto per le start-up innovative e per le imprese. Un documento che diventa un lascito del progetto Pnrr a imprese ma soprattutto a decisori politici con la certezza che in futuro continueremo a fare ricerca, ma continueremo soprattutto a lavorare per aiutare le start-up innovative a crescere e per aiutare i laboratori italiani a fornire servizi alle grandi imprese”.

Poste, la sfida della macchina logistica per Milano Cortina 2026

Roma, 20 feb. (askanews) – Oltre 30mila metri quadri di magazzini in due hub logistici, circa 1000 tecnici coinvolti e una flotta di 270 mezzi per la movimentazione di attrezzature, materiali e forniture in tutte le sedi olimpiche e paralimpiche. Una macchina organizzativa imponete che Poste Italiane, Premium Logistics Partner di Milano Cortina 2026, ha messo a disposizione dell’evento sportivo più importante dell’anno. Il servizio del TG Poste.

Schlein: dazi fuori da legalità, Meloni difende Trump o Italia?

Firenze, 20 feb. (askanews) – “La Corte Suprema applicando la Costituzione, ha dimostrato che ogni potere incontra un limite. Le politiche commerciali di Trump, dannose a livello globale e anche in Italia, sono state messe fuori dalla legalità pure negli Stati Uniti. A questo punto ci chiediamo se Giorgia Meloni, nella consueta pillola video serale da Palazzo Chigi, attaccherà i giudici americani per difendere il suo amico Trump oppure per una volta difenderà l’Italia, le imprese e i lavoratori colpiti da quei dazi. Questa subalternità del governo a Trump la paga a caro prezzo l’Italia”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein.

Maria Grazia Chiuri presenta la primavera del Teatro la Cometa

Roma, 20 feb. (askanews) -Il teatro è piccolo, interamente ristrutturato anzi ricostruito, un fulgore di bianco, legno e del rosso dei velluti, le finestre in fondo al palcoscenico lasciano intravvedere gli alberi di via del Teatro di Marcello. Sulla scena, Maria Grazia Chiuri e la direzione artistica che l’accompagna in questa avventura: il nuovo Teatro La Cometa, che la stilista – tornata da ottobre direttrice creativa della maison Fendi – ha riaperto nel nome della fondatrice Mimì Pecci Blunt, e che passata la stagione autunnale, ora annuncia quella di primavera.

Nel nome del gemellaggio fra Roma e Parigi, spiega il regista Lorenzo Salveti: dalla “Signora delle Camelie” di Giovanni Ortoleva liberamente tratto da Dumas, a “Più grande di me” con Sara Drago (uscita dai successi di “Call my agent”), un testo di Nathalie Fillion nato in residenza all’Istituto Italiano di Cultura a Parigi; all’eroina francese per eccellenza, “La storia è questa, il processo di Giovanna d’Arco”, un testo di Teresa Cremisi e Chiara Valerio.

La vocazione della Cometa però è il progetto globale: teatro, musica, arte. Così arriverà Chiara Civello, e si inaugura con un concerto di Beatrice Rana e Novo Quarte (già sold out), mentre il lanciatissimo giovane pianista Aristo Sham tiene un recital (17 maggio) col pensiero a quello leggendario (tutto Ravel e Debussy) che eseguì nel lontano 1959 Arturo Benedetti Michelangeli proprio nella stagione inaugurale del teatro La Cometa. Mahler e Brahms invece arrivano il 10 aprile con la mezzo soprano Sara Mingardo, il violista Georgy Kovalev e al piano Massimo Spada, anche responsabile della musica classica per il teatro.

L’inaugurazione si accoppia a una mostra ideata dall’artista Marinella Senatore, “militante e femminista” dice la curatrice Paola Ugolini, in “dialogo serrato con gli archivi del teatro per recuperare il lavoro di Mimì Pecci Blunt”. Si tratta di una installazione site specific che “attiverà il foyer” e sostituirà le tende di velluto con stoffe ispirate ai gonfaloni e ai motti italiani, artigianalmente create dalla Chanakya School of Craft, guidata da Karishma Swali, che ha dedicato la vita al recupero e alla reinterpretazione del patrimonio immateriale dell’India.

Protagonista su tutto resta proprio il teatro rinato, e la sua voce nella città e la voglia di creare comunicazione. Gestirlo “non è facile” dice Chiuri: è una passione, ma “uno spettacolo costa lo stesso che abbia duecento o duemila spettatori, e io tengo molto a retribuire il lavoro creativo. Il progetto è nato senza troppi business plan, è questo luogo che ci ha riattivato un pensiero. Non abbiamo obbiettivi a lungo termine, si vedr.à Deve essere un posto per le persone che vivono la città, un luogo di incontri, anche in questa nostra era digitale: uno spazio aperto di scambio continuo”. Per questo il cartellone dedica poche serate a ogni artista ed è – oltre che multidisciplinare – anche costruito con la massima flessibilità mentale: “in uno spazio così piccolo è necessario, sperando di essere sostenibili, innovativi pur nella qualità”.

Referendum, Schlein: lotta nel fango? Meloni guardi canali social Fdi

Milano, 20 feb. (askanews) – “C’è’ un sentimento crescente, una partecipazione crescente e contiamo che sempre più persone si interessino a questo voto e speriamo di convincerne il piu possibile a votare no al referendum costituzionale del 22-23 di marzo”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando con i giornalisti a Firenze a margine dell’iniziativa al Teatro Niccolini “L’Italia

“Mi sembra di stare di fronte al ribaltamento della realtà. Ieri ho sentito le parole della presidente del Consiglio – ha attaccato Schlein – che come sempre senza assumersi la responsabilità di quello che dice, dice che qualcuno vuole la lotta nel fango. A proposito di fango basterebbe andare a vedere i canali social del partito che guida in cui c’è un costante attacco e delegittimazione dei giudizi e delle loro decisioni”.

“Il governo vuole cambiare la Costituzione in sette articoli per mettere il potere giudiziario sotto a quello politico, e noi siamo contrari”, ha aggiunto.

“Noi pensiamo che questa riforma nel merito non migliori la giustizia per i cittadini italiani, non la rende più efficiente, non accorcia i processi, non assume il personale che manca nei tribunali e quindi siamo convinti delle ragioni per votare no a questo referendum costituzionale, perché l’indipendenza dei giudici è un principio che tutela i cittadini, non i giudici stessi. Quindi su questo noi andremo avanti con grande determinazione”, ha concluso.

Referendum, Schlein: lotta nel fango? Meloni guardi canali social Fdi

Firenze , 20 feb. (askanews) – “C’è’ un sentimento crescente, una partecipazione crescente e contiamo che sempre più persone si interessino a questo e speriamo di convincerne il piu’ possibile a votare no al referendum costituzionale del 22-23 di marzo”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando con i giornalisti a Firenze a margine dell’iniziativa al Teatro Niccolini “L’Italia

“Mi sembra di stare di fronte al ribaltamento della realtà. Ieri ho sentito le parole della presidente del Consiglio – ha attaccato Schlein – che come sempre senza assumersi la responsabilità di quello che dice, dice che qualcuno vuole la lotta nel fango. A proposito di fango basterebbe andare a vedere i canali social del partito che guida in cui c’è un costante attacco e delegittimazione dei giudizi e delle loro decisioni”.

Usa, Corte Suprema boccia i dazi commerciali di Trump

Roma, 20 feb. (askanews) – Verdetto negativo da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti sui dazi commerciali adottati dal presidente Usa Donald Trump, facendo ricorso a poteri di emergenza. Secondo quanto riporta il Financial Times, i giudici hanno ritenuto che la Casa Bianca sia andata oltre quanto stabilito dall’International Emergency Economic Powers Act. La bocciatura avviene nell’ambito di una procedura che era stata avviata su ricorso da parte di diverse imprese statunitensi.

Trump ha detto che la frenata del Pil Usa è colpa dei democratici

New York, 20 febb. (askanews) – Donald Trump ha puntato il dito contro l’opposizione democratica, secondo lui colpevole della paralisi del governo federale più lunga della storia (43 giorni) e terminata a metà dello scorso novembre, per spiegare il rallentamento dell’economia americana, comprovata dal dato deludente del Pil americano del quarto trimestre del 2025. In un post su Truth Social scritto ben prima della diffusione della prima lettura dell’indicatore economico, cresciuto a un tasso annualizzato dell’1,4% tra ottobre e dicembre dopo il 4,4% del terzo trimestre, il leader statunitense aveva scritto che “lo shutdown dei democratici è costato agli Stati Uniti almeno due punti di Pil. Ecco perché lo stanno facendo di nuovo, in forma ridotta”.

Quest’ultimo è un riferimento alla paralisi in cui si trova il dipartimento per la Sicurezza nazionale, rimasto senza fondi da ormai una settimana e ancora oggetto di scontro sulle riforme che i democratici vogliono dopo le violenze degli agenti federali in Minnesota sono costate la vita a due americani.

Non è chiaro se Trump si stesse semplicemente lamentando di questo o se abbia deciso di commentare il dato del Pil prima della sua diffusione. Ancora una volta Trump è tornato a chiedere “TASSI DI INTERESSE PIÙ BASSI”: e a criticare il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. “E’ il peggiore”, ha aggiunto incolpandolo per l’ennesima volta di essere troppo in ritardo nel tagliare il costo del denaro.

Le condizioni del bimbo a Napoli sono in rapido peggioramento

Napoli, 20 feb. (askanews) – “Nelle ultime 12 ore, le condizioni cliniche del paziente hanno registrato un ulteriore, progressivo e rapido peggioramento”. A renderlo noto è l’ospedale Monaldi nel bollettino sulle condizioni del bimbo cui è stato trapiantato un cuore danneggiato. L’azienda ospedaliera spiega che si è “conclusa la prima riunione che ha visto l’équipe dell’Azienda Ospedaliera dei Colli interfacciarsi con il dottor Luca Scognamiglio, medico legale delegato dalla famiglia, e con la madre del piccolo paziente, nell’ambito del percorso di Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC)” e che l’Azienda “ha proposto una serie di interventi volti a evitare la somministrazione di terapie non più utili alla condizione clinica del piccolo paziente, sottoposto a trapianto il 23 dicembre scorso. Un percorso, dunque, finalizzato a scongiurare il rischio di accanimento terapeutico”. “In accordo con la famiglia e con il medico legale da essa nominato, al paziente saranno somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell’ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici” conclude la nota.

Usa, Trump su frenata Pil: colpa dei democratici che hanno causato shutdown

New York, 20 febb. (askanews) – Donald Trump ha puntato il dito contro l’opposizione democratica, secondo lui colpevole della paralisi del governo federale più lunga della storia (43 giorni) e terminata a metà dello scorso novembre, per spiegare il rallentamento dell’economia americana, comprovata dal dato deludente del Pil americano del quarto trimestre del 2025. In un post su Truth Social scritto ben prima della diffusione della prima lettura dell’indicatore economico, cresciuto a un tasso annualizzato dell’1,4% tra ottobre e dicembre dopo il 4,4% del terzo trimestre, il leader statunitense aveva scritto che “lo shutdown dei democratici è costato agli Stati Uniti almeno due punti di Pil. Ecco perché lo stanno facendo di nuovo, in forma ridotta”.

Quest’ultimo è un riferimento alla paralisi in cui si trova il dipartimento per la Sicurezza nazionale, rimasto senza fondi da ormai una settimana e ancora oggetto di scontro sulle riforme che i democratici vogliono dopo le violenze degli agenti federali in Minnesota sono costate la vita a due americani.

Non è chiaro se Trump si stesse semplicemente lamentando di questo o se abbia deciso di commentare il dato del Pil prima della sua diffusione. Ancora una volta Trump è tornato a chiedere “TASSI DI INTERESSE PIÙ BASSI”: e a criticare il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. “E’ il peggiore”, ha aggiunto incolpandolo per l’ennesima volta di essere troppo in ritardo nel tagliare il costo del denaro.

Rallenta la crescita del Pil negli Stati Uniti

Roma, 20 feb. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno chiuso il 2025 con una crescita economica del 2,2%, in rallentamento rispetto al più 2,8% registrato nel 2024. Lo riporta il Bureau of Economic Analysis, che oggi ha fornito una nuova lettura dei dati del quarto trimestre in cui il Pil Usa ha registrato una crescita su base annua dell’1,4%, in netto rallentamento dopo il più 4,4% del terzo trimestre. Il dato è inferiore alle attese medie, che pronosticavano una crescita su base annua praticamente doppia sugli ultimi tre mesi dell’anno.

Tv, il docufilm "L’Uomo che sapeva tutto" su Sky il 23 febbraio

Roma, 20 feb. (askanews) – Andrà in onda lunedì 23 febbraio alle 22:00 su Sky Crime e in streaming su NOW “L’Uomo che sapeva tutto”, con archivi inediti, testimonianze esclusive e ricordi di chi ha conosciuto Federico Umberto D’Amato, per tracciare il ritratto di un uomo ambiguo e sfuggente.

Il documentario esplora cinquant’anni di storia della Repubblica Italiana, rivelando come D’Amato attraversasse istituzioni e sale da pranzo con la stessa maestria. Un viaggio tra potere occulto e alta gastronomia, che rivela il ritratto di un personaggio complesso e uno spaccato della storia più nascosta del nostro Paese.

Per trent’anni è stato il più informato e temuto d’Italia: capo dell’Ufficio Affari Riservati del ministero dell’Interno, ha plasmato la storia del Paese manovrando segreti, dossier e silenzi. Un potere invisibile, sullo sfondo di stragi, trame oscure e destini politici insabbiati. Ma dietro il burocrate ombroso si nasconde un volto inaspettato: quello del gastronomo raffinato che ha lanciato la Guida dei Ristoranti d’Italia de L’Espresso, firmava ricette gourmet e allestiva cene tanto eleganti quanto segrete.

Onnipresente ma mai visibile, D’Amato aveva accesso illimitato ai segreti di chiunque: dai terroristi ai magistrati, dai cardinali ai capi di governo. Tra alta sorveglianza e alta cucina, emerge la storia di chi trasformò il controllo in potere assoluto.

“L’Uomo che sapeva tutto”, è prodotto da Ballandi e diretto da Francesco Di Giorgio per Hearst Networks Italia.

Trump ordinerà la pubblicazione di tutti i documenti segreti sugli Ufo

Roma, 20 feb. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha annunciato che ordinerà al Pentagono e ad altre agenzie federali di avviare la pubblicazione dei documenti governativi relativi a fenomeni aerei non identificati – gli Ufo – e a presunti casi di vita extraterrestre. Lo ha dichiarato lo stesso Trump in un messaggio diffuso sulla sua piattaforma Truth Social.

“Alla luce del tremendo interesse dimostrato, ordinerò al segretario alla Guerra e ad altri dipartimenti e agenzie competenti di iniziare il processo di identificazione e divulgazione degli archivi governativi relativi a vita aliena ed extraterrestre, fenomeni aerei non identificati e oggetti volanti non identificati, nonché a ogni altra informazione collegata a questi temi estremamente complessi, ma estremamente interessanti e importanti”, ha scritto il presidente statunitense.

Nel 2022 l’agenzia spaziale statunitense Nasa aveva incaricato un gruppo di esperti di condurre uno studio scientifico sui fenomeni aerei non identificati. La ricerca, i cui risultati sono stati resi pubblici nel settembre 2023, non ha trovato prove conclusive di un legame tra gli eventi inspiegabili osservati e forme di vita extraterrestre intelligente.

Gli esperti avevano tuttavia raccomandato alla Nasa di utilizzare satelliti e altri strumenti, inclusi sistemi di intelligenza artificiale e apprendimento automatico, per raccogliere ulteriori dati sui fenomeni, dopo di che l’agenzia ha nominato il primo direttore per la ricerca sugli Ufo.

Lavoro, Scarpetta (Ocse): in Italia miglioramenti significativi

Roma, 20 feb. (askanews) – I dati del mercato del lavoro “ci indicano miglioramenti significativi”, con “due terzi delle persone in età lavorativa che hanno un’occupazione in Italia. In particolare, è aumentata quella femminile. Detto questo esistono sfide strutturali. C’è ancora da fare. I neet sono scesi, ma rimangono a percentuali significative. Al 2060 avremo il 34% in meno di persone in età lavorativa. Questo significa che ciascun lavoratore dovrà provvedere al suo reddito e per il 70% al reddito di chi è in pensione”. Lo ha sottolineato il direttore del direttorato per l’occupazione e gli affari sociali e prossimo capo economista dell’Ocse, Stefano Scarpetta, recentemente nominato capo economista dello stesso ente parigino, intervenendo alla presentazione di un progetto di Sviluppo Lavoro Italia e Ocse.

Scarpetta ha ricordato l’importanza della “sfida del digitale” e “l’opportunità dell’IA. Non c’è evidenza che le imprese sostituiscano lavoratori con l’IA. Il mercato è in fortissima evoluzione” e oggi c’è un “forte disallineamento” tra domanda e offerta di lavoro, che è “un disallineamento di competenze”.

Calenda: Trump pericoloso delinquente, cadrà per Epstein. Board of Peace baracconata

Roma, 20 feb. (askanews) – L’Italia e l’Europa dovrebbero “rispondere a brutto muso” al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, “che secondo me è un pericoloso delinquente”. Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, ospite a L’aria che tira su La7, commentando l’iniziativa del Board for Peace.

“Io – ha affermato – ho trovato assolutamente inappropriato il fatto che noi abbiamo mandato il ministro degli Esteri a questa baracconata e guardate, lo ripeto: Trump cadrà perché il caso Epstein e tutto quello che sta intorno non è più copribile. E noi ci dovremmo vergognare. Cioè non noi, si dovrà vergognare chi ha baciato la pantofola. Meloni dovrebbe fare quello che una grande leader europea avrebbe fatto, cioè tenere la linea della associazione con il cancelliere (tedesco, ndr) Merz, che è l’unico, diciamo, Paese veramente stabile in Europa oggi e dire che noi come europei dobbiamo essere coinvolti secondo le regole della delibera del Consiglio dell’Onu nel lavoro a Gaza, che non è – ha concluso Calenda – questa baracconata”.

Migranti, Piantedosi: impugneremo le sentenze sulla Sea-Watch

Roma, 20 feb. (askanews) – “Noi fino adesso, e continueremo a farlo, abbiamo praticato il confronto con questo tipo di sentenze impugnandole, quindi valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio e quindi quando è stato possibile l’abbiamo impugnato, quindi anche in questo caso faremo così”. Lo ha detto Matteo Piantedosi a margine dell’inaugurazione del nuovo ufficio territoriale della Questura di Roma alla Stazione Termini a commento delle recenti sentenze sul caso Sea-Watch.

Il ministro ha poi aggiunto: “Quello che voi chiamate blocco navale è un’ipotesi normativa che adesso farà il suo giro nelle aule parlamentari e quindi è una cosa completamente diversa. Io segnalo solo che con le politiche di questo governo c’è una progressiva riduzione degli arrivi irregolari. Guardate i numeri che riguardano anche quest’anno il calo degli sbarchi, quindi vuol dire che il complesso delle iniziative che stiamo mettendo in campo, anche a prescindere dalle iniziative giudiziarie, sta dando ragione alle politiche del governo”, ha aggiunto.

Sanremo, Dargen D’Amico: ti rendi conto di cosa succede quando finisce

Milano, 20 feb. (askanews) – Dargen D’Amico è in gara alla 76 edizione del Festival di Sanremo con il brano “AI AI”. Rapper, cantautore e produttore partecipa per la terza volta portando sul palco la sagacia e l’ironia che contraddistinguono da sempre la sua musica e la sua scrittura.

“Sanremo vuol dire moltissime cose, perché chiaramente genera dei ricordi legati alla vita infantile da spettatore. Questo programma ti sembrava così grosso in questo teatro, che poi è piccolissimo. Il teatro in realtà è tutto un gioco di prospettive televisive, un po’ come con questa camera qui… tu pensi che io sia qui ma in realtà io non ci sono e tu mi vedi vicino. Allo stesso modo, Sanremo è un modo per gli artisti di sentirsi vicini al paese e per il paese di sentire vicine quelle che sono le rappresentazioni musicali del momento. Non ho mai aspettative soprattutto legate a Sanremo, perché non sai mai quello che può succedere come mi aveva detto giustamente Gianni Morandi la prima volta che ho fatto questa kermesse. Perché effettivamente le cose cambiano molto rapidamente anche tu ti rendi conto di quello che è successo solo quando Sanremo è finito”.

Dargen conferma la sua capacità di utilizzare il linguaggio pop come spazio di riflessione, mescolando leggerezza formale e contenuti profondi. “La mia canzone racconta i dubbi di un essere umano oggi nei confronti del futuro prossimo, di quando la macchina prenderà il controllo sull’uomo. Quell’uomo poi sono io, cioè racconto io personalmente e questo a livello di nascita del brano, di germe che ha fatto nascere il brano, musicalmente. Musicalmente il brano è un tardo anni ’70 che metaforicamente è un momento come quello che stiamo vivendo oggi perché era gli albori della musica elettronica, della macchina che prendeva piede nella musica e in qualche modo racconta il tempo che siamo per vivere”.

Nella serata delle cover, prevista per venerdì 27 febbraio, Dargen D’Amico sarà inoltre protagonista di un’esibizione speciale insieme a Pupo e Fabrizio Bosso. Tre mondi e sensibilità artistiche diverse si incontreranno nella reinterpretazione del brano “Su di noi”, dando vita a una contaminazione musicale inedita e sorprendente.

Dopo il festival uscirà il venerdì 27 marzo il suo nuovo album “Doppia mozzarella”. Un titolo ironico e immediato che, come spesso accade nel suo percorso, nasconde un sottotesto critico.

L’album uscirà in formato CD e vinile. Disponibile anche il vinile autografato in esclusiva per lo Shop Universal.

Italia-Germania, colloquio Tajani-Merkel a congresso Cdu

Stoccarda, 20 feb. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che partecipa come invitato al 38º congresso della Cdu da poco apertosi a Stoccarda, è stato salutato in apertura dal palco dal cancelliere Friedrich Merz. “Caro Antonio, benvenuto”, ha detto Merz.

Tajani si è quindi alzato dal suo posto in platea per ringraziare tutti i delegati della Cdu, che lo hanno a lungo applaudito.

Il ministro si è poi alzato di nuovo per andare a salutare l’ex cancelliera Angela Merkel, anche lei seduta in platea, con la quale ha avuto un breve ma cordiale colloquio.

Luigi Di Maio professore onorario al King’s College di Londra

Roma, 20 feb. (askanews) – Luigi Di Maio, Rappresentante speciale dell’UE per la regione del Golfo ed ex leader del Movimento 5 Stelle, è stato nominato Professore onorario al Dipartimento di studi sulla difesa del King’s College di Londra. “Sono stato nominato Professore Onorario presso il Dipartimento di Defence Studies del King’s College London. Assumerò questo nuovo incarico con l’obiettivo di contribuire al dialogo sulla sicurezza internazionale, sulle relazioni Europa-Golfo e sulle dinamiche geopolitiche”, ha scritto Di Maio sul proprio profilo Linkedin.

Usa contro "Buy European" per il riarmo in Ue: possibili conseguenze anche per Italia

Roma, 20 feb. (askanews) – I Dipartimenti di Stato e della Guerra degli Stati Uniti si oppongono “fermamente” a qualsiasi iniziativa di Bruxelles che favorisca la preferenza europea a discapito dell’industria bellica statunitense e prospettano conseguenze per gli Stati europei qualora questa preferenza dovesse divenire realtà, “contravvenendo dal punto di visto legale” agli accordi bilaterali preesistenti. Tra questi, figurano anche quello tra Italia e Stati Uniti.

Pur sostenendo “pienamente il riarmo europeo e il rilancio della base industriale della difesa europea”, l’amministrazione Trump ha rappresentato all’Unione europea, attraverso un documento pubblicato dall’istituzione e reso noto dal giornale Politico, che “tali sforzi non devono indebolire la base industriale transatlantica della difesa, compromettere la nostra capacità collettiva di fornire equipaggiamenti ai nostri militari, né mettere a rischio benefici economici condivisi”.

Dalla lettura del documento pubblicato dalla Commissione europea emerge che gli “Stati Uniti si oppongono fermamente a qualsiasi modifica della Direttiva sulla Difesa e Sicurezza europea che limiti la capacità dell’industria statunitense di sostenere o partecipare agli appalti nazionali per la difesa degli Stati membri dell’UE”.

Gli Stati Uniti ritengono inoltre che “politiche protezionistiche ed escludenti che estromettano con la forza le aziende americane dal mercato, mentre le maggiori imprese europee della difesa continuano a beneficiare ampiamente dell’accesso al mercato statunitense, rappresentano una scelta sbagliata”. L’amministrazione prosegue sottolineando che “una preferenza europea nella Direttiva comprometterebbe il riarmo europeo e indebolirebbe l’interoperabilità e la prontezza della NATO”, mettendo a rischio anche la deterrenza collettiva dell’Alleanza Atlantica.

Sebbene gli Stati Uniti sostengano l’adozione di misure per bloccare la partecipazione di “attori maligni e fornitori non affidabili” nelle catene di approvvigionamento europee della difesa, ritengono che applicare le medesime regole anche agli USA “ridurrebbe l’efficacia dell’Alleanza”.

Come osserva Politico, il Pentagono ha avvertito che qualsiasi mossa volta a introdurre una “forte clausola” Buy European nella futura legislazione sugli appalti “avrebbe innescato ritorsioni da parte degli Stati Uniti”. Nel documento si fa riferimento al Reciprocal Defense Procurement Agreement (RDPA), accordo sottoscritto, tra gli altri, anche dall’Italia.

Nell’ambito dell’accordo con l’Italia è prevista una clausola che garantisce “alle imprese industriali dell’altro Paese un trattamento non meno favorevole di quello accordato alle imprese industriali nazionali”, potenzialmente in conflitto con le nuove indicazioni di Bruxelles. L’amministrazione Trump ha quindi chiarito che “se le misure di preferenza europea venissero implementate nelle leggi nazionali sugli appalti degli Stati membri, gli Stati Uniti esaminerebbero probabilmente tutte le esenzioni e deroghe generali esistenti alle leggi ‘Buy American’ fornite nell’ambito o in associazione a questi RDPAs”.

Una reazione americana potrebbe quindi riguardare anche le principali aziende della difesa italiane attive nel mercato statunitense.

Infine, secondo Washington, la spinta della Commissione verso una preferenza europea nella Direttiva contraddirebbe altresì gli impegni dell’Unione europea previsti al paragrafo 7 della Dichiarazione congiunta USA-UE sul commercio, che prevedono l’impegno dell’UE ad “aumentare sostanzialmente gli acquisti di equipaggiamenti militari e per la difesa dagli Stati Uniti” e ad “approfondire la cooperazione industriale transatlantica nel settore della difesa”. (di Lorenzo Della Corte)

Sei Paesi Nato hanno comprato armi Usa per l’Ucraina per 2 miliardi di dollari

Roma, 20 feb. (askanews) – Sei Paesi della Nato hanno contribuito con circa 2 miliardi di dollari all’acquisto di equipaggiamenti militari e servizi per l’Ucraina dall’agosto 2025 al primo trimestre dell’anno fiscale 2026. Lo riferisce un rapporto dello Special Inspector General statunitense trasmesso al Congresso e citato giovedì da media internazionali.

“Dall’agosto 2025 fino al primo trimestre dell’anno fiscale 2026, il dipartimento della Difesa ha ricevuto 2,06 miliardi di dollari di contributi da sei paesi della Nato”, si legge nel rapporto, che precisa come i fondi siano destinati all’acquisto di equipaggiamenti e servizi militari per Kiev.

Il documento evidenzia inoltre una riduzione degli aiuti diretti degli Stati uniti all’Ucraina, passati da diversi miliardi a poche centinaia di milioni di dollari. “Sono stati resi disponibili solo 3,92 miliardi di dollari negli stanziamenti dell’anno fiscale 2025 e circa 220 milioni nell’anno fiscale 2026”, afferma il rapporto.

Dall’inizio dell’offensiva russa su larga scala contro l’Ucraina nel febbraio 2022, il Congresso statunitense ha approvato complessivamente 187,8 miliardi di dollari di aiuti a Kiev, dei quali 64,5 miliardi non risultano ancora erogati, secondo la stessa fonte.

Epstein Files, ieri l’arresto di Andrea. Oggi ancora perquisizioni al Royal Lodge

Roma, 20 feb. (askanews) – La polizia britannica prosegue le perquisizioni nella residenza reale di Royal Lodge, nel Berkshire, nell’ambito delle indagini che hanno portato ieri all’arresto dell’ex principe Andrea nell’ambito dello scandalo legato agli Epstein Files.

Secondo quanto riferisce la BBC, nelle ultime ore diversi veicoli senza contrassegni, alcuni guidati da agenti in uniforme, sono entrati nella proprietà.

A quanto dice la rete pubblica britannica, la Thames Valley Police sta continuando le operazioni all’interno della residenza, mentre varie auto civili hanno fatto ingresso e uscita dai cancelli della tenuta. Le attività includono la catalogazione e l’archiviazione delle prove sequestrate, l’assegnazione di numeri identificativi e la creazione di un inventario del materiale, operazioni che potrebbero richiedere ore o giorni.

Sanremo, Eddie Brock: punto di arrivo e di partenza, dualismo bellissimo

Milano, 20 feb. (askanews) – Eddie Brock sarà in gara alla 76 edizione del Festival di Sanremo con il brano “Avvoltoi”, con cui debutta sul palco dell’Ariston. “Allora per me Sanremo innanzitutto significa un grandissimo punto di arrivo e un grandissimo punto di partenza, questo dualismo è bellissimo. Nella mia mente mi mette tanta ansia perché sono voglioso di fare bene, sono anche veramente emozionato del fatto che possa portare la mia musica davanti a molte più persone rispetto a prima. Paure: sì ovviamente perché non sarei umano se non avessi paura di cose nuove. I cambiamenti sono la cosa che mi fanno più paura. Il mio primo ricordo con Sanremo è stato nel 2017, quando sentii “Portami via” di Fabrizio Moro, oltretutto ora ho l’occasione di cantare con lui a Sanremo quindi sono onoratissimo. Mi ricordo quando se non sbaglio sei anni fa ero con mio papà e gli dissi che prima o poi anche io sarei stato su quel palco anche se un po’ scettico. Lo dicevo un po’ a mezza bocca così se non fosse successo, non avrei sbagliato più di tanto e invece eccoci qui, sono molto emozionato”.

“Avvoltoi” sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 25 febbraio per Warner Music Italy/Atlantic Records e Sangita Records.

“Il brano parla di questo amore struggente e della fatica di riconoscere questo amore. Io ho attinto alla storia di una mia amica che non riusciva mai a inttraprendere una relazione seria proprio per paura di manere scottata e di soffrire. E quindi ho cercato di immedesimarmi in questa storia e l’ho raccontata dal mio punto di vista, perché sono una persona molto empatica. Mi piace parlare in prima persona anche delle storie degli altri perché magari lei non riuscirebbe mai a raccontarlo e ora forse si arrabbierà quando scoprirà che l’ho raccontato io, però mi piace molto raccontare le storie di chi non ha voce”.

Durante la Serata delle Cover di venerdì 27 febbraio duetterà con Fabrizio Moro sulle note di “Portami via”: un incontro generazionale che mette al centro le parole, le emozioni e la forza della musica dal vivo.

Dopo il successo virale di “Non è mica te” – certificato Disco D’Oro da FIMI – la partecipazione a Sanremo rappresenta un passaggio importante nel percorso di Eddie Brock, oggi tra le voci più interessanti della nuova scena cantautorale italiana. Dal 26 marzo da Milano prenderà il via l’Amarsi tour 2026, che porterà Eddie Brock sui palchi dei principali club, festival e piazze italiane, confermando la dimensione live come parte centrale del progetto artistico e come spazio privilegiato di incontro con il pubblico. Il tour poi proseguirà il 29 marzo Roma (Largo Venue), il 3 aprile Napoli (Duel Club) e il 4 aprile Catania (ECS Dogana), il 25 giugno Firenze (Anfiteatro delle Cascine), il 5 luglio Brescia (Summer Music), il 7 luglio Caserta (Belvedere San Lucio), il 30 luglio Gallipoli (Parco Gondar), il 2 agosto Ancona (Piazza Cavour), il 4 agosto Pescara (Zoo Music Fest), il 18 agosto Bagheria (Piccolo Parco Urbano), il 22 agosto Cattolica (Arena della Regina).

Bachelet, Mattarella: fu contro terrorismo ma non per misure straordinarie

Roma, 20 feb. (askanews) – Vittorio Bachelet operò per la sconfitta del terrorismo facendo leva sui principi costituzionali dell’ordinamento democratico, senza cedere alla spinta per misure straordinarie. Lo ricorda in una dichiarazione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del centenario della nascita del giurista assassinato dalle Br il 12 febbraio del 1980.

“Nel centesimo anniversario della nascita di Vittorio Bachelet, la Repubblica – afferma il capo dello Stato – rende omaggio alla sua memoria e al lascito del suo impegno civico e del suo apporto culturale. Vittorio Bachelet, giurista di alto valore, ha saputo coniugare la dedizione per la conoscenza e la ricerca con un’attiva partecipazione sociale e con esperienze di grande impegno dapprima nella Federazione Universitaria Cattolica Italiana e in seguito nell’Azione Cattolica”.

“Quello di Vittorio Bachelet – sottolinea Mattarella – è stato un metodo improntato sul confronto e sulla conciliazione, non facile da attuare negli anni in cui ha operato, contrassegnati da conflittualità e violenze. Ha interpretato i ruoli ricoperti nelle istituzioni e nell’associazionismo in linea con gli ideali di democrazia e pluralismo che lo hanno accompagnato nella sua vita. Nel dialogo Bachelet ha sempre visto una preziosa fonte di arricchimento collettivo, nonché uno strumento essenziale per la tutela del bene comune”.

“Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ha fortemente operato – osserva Mattarella – perché fosse l’ordinamento democratico a sconfiggere la minaccia recata dal terrorismo alla convivenza civile del Paese, senza cedimenti a misure straordinarie, facendo leva sui principi costituzionali che reggono la funzione giurisdizionale”.

“Presidente dell’Azione Cattolica, Bachelet – ricorda ancora il presidente della Repubblica – si adoperò per far emergere l’importanza dell’apporto dei laici alle attività della Chiesa, in conformità agli orientamenti del Concilio Vaticano II. Fu vilmente assassinato il 12 febbraio del 1980 all’Università di Roma ‘La Sapienza’, al termine di una lezione, nella preziosa attività di docente con cui aveva formato generazioni di studenti che hanno avuto il privilegio di essere depositari dei suoi insegnamenti, nella convinzione che la cultura fosse mezzo efficace per sconfiggere ogni forma di sopraffazione e protervia. La Repubblica è grata a Vittorio Bachelet per la sua opera e il suo esempio”, conclude la nota.

Cultura, NABA e Accademia di Francia insieme per la sostenibilità

Roma, 20 feb. (askanews) – Nel campus romano di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, la sostenibilità è sviluppata come ambito operativo trasversale alla didattica e ai servizi accademici, attraverso attività che coinvolgono corsi di studio, laboratori e biblioteca. Per l’edizione 2026 del Festival des Cabanes dell’Accademia di Francia – Villa Medici, NABA Roma e la stessa Villa Medici avviano una collaborazione fondata sul riuso e sulla ricerca progettuale.

Il progetto nasce dall’osservazione, da parte degli studenti del Triennio in Design di NABA Roma, della precedente edizione del festival e in particolare dello smontaggio della Cabane 7L di MBL Architects. Da qui, la scelta condivisa con l’Accademia di Francia di non smaltire la struttura ma reinterpretarne gli elementi modulari, trasformando un momento di dismissione in opportunità progettuale.

Il giardino rinascimentale di Villa Medici, il modello ibrido del festival e i materiali recuperati diventano così oggetto di studio e sperimentazione per la progettazione di nuove folies contemporanee dedicate a meditazione, riposo e socialità. Le strutture ideate per il 2026 amplificano punti di vista e modalità di fruizione dei giardini, proponendo dispositivi spaziali che attivano relazioni tra corpo, paesaggio e comunità.

Il progetto è realizzato da Miruna Georgiana Batîr, Riccardo Luciani, Alberto Lucchetti, Maria Teresa Menale, Flaminia Clhoé Petrini, Francesco Rinaldi, Alice Zavarise, Chezcka Mae Villalba, studenti e studentesse del Triennio in Design del Campus di Roma di NABA, con la direzione artistica di Emiliano Auriemma, architetto e docente NABA, e il supporto tecnico di Fabrizio De Paolis, Design Laboratory Specialist per il campus di Roma.

In coerenza con l’approccio adottato dal campus romano, Reassembled Views interpreta la sostenibilità non come tema astratto ma come criterio operativo continuo: il riuso di componenti esistenti riduce lo spreco di materiali, prolunga il ciclo di vita delle strutture e introduce una riflessione progettuale sulla trasformazione e sulla reversibilità.