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Ocse: Italia mantenga slancio riforme per più crescita e meno debito

Roma, 23 apr. (askanews) – La crescita economica dell’Italia si è dimostrata resiliente agli shock degli ultimi anni, ma si intensificano le sfide di breve e lungo termine per le prospettive di crescita. Lo rileva l’Ocse nel suo rapporto sull’economia della Penisola. “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e il Piano strutturale di bilancio di medio termine stanno guidando notevoli riforme strutturali e investimenti pubblici e delineando un percorso per il risanamento fiscale”, si legge.

“In prospettiva, l’Italia dovrà mantenere tale slancio riformatore per aumentare i tassi di crescita e, al contempo – dice l’Ocse – ridurre il debito pubblico”.

Nelle sue considerazioni, l’ente parigino tocca anche diversi temi controversi nel dibattito politiconella Penisola: spesa pensionistica, età di pensionamento, tassazione sulla proprietà e sui capitali. In Italia le pensioni e gli altri costi legati all’invecchiamento della popolazione “sono tra i più elevati dei Paesi dell’Ocse e continueranno ad aumentare fino alla metà degli anni 2030 – rileva lo studio – per poi diminuire gradualmente con il completamento della transizione verso il sistema pensionistico riformato”.

E “per garantire la sostenibilità del sistema pensionistico è importante mantenere le norme attuali che collegano l’età pensionabile e i tassi di accumulo all’evoluzione dell’aspettativa di vita ed evitare nuovi incentivi al pensionamento anticipato”, afferma l’Ocse. “Dovrebbero inoltre essere sviluppati, nel rispetto dei vincoli costituzionali, meccanismi volti a ridurre il costo delle pensioni del primo pilastro, ad esempio riducendo l’importo delle pensioni elevate che non rispecchiano i contributi versati dai beneficiari”, aggiunge l’Ocse.

Al tempo stesso, “una riforma tributaria complessiva incoraggerebbe gli investimenti produttivi e l’occupazione, sostenendo al contempo le entrate. La pressione fiscale sul lavoro è elevata, in particolare per quanto riguarda i contributi previdenziali, e rischia di scoraggiare il lavoro regolare, soprattutto nelle fasce di retribuzione più basse. Lo spostamento dell’onere fiscale dalle imposte sul lavoro a quelle sulla proprietà e le imposte correlate, migliorando al contempo l’adempimento fiscale, contribuirebbe a riequilibrare il sistema tributario”, sostiene l’ente parigino.

“Intensificare gli sforzi per garantire che il catasto sia completato e rispecchi valori aggiornati migliorerebbe l’equità e l’efficienza del sistema di tassazione degli immobili. Le imposte sulle successioni e sulle donazioni sono limitate da generose esenzioni e detrazioni – dice ancora l’Ocse. Vi è inoltre margine per ampliare la base imponibile delle imposte sul capitale e sul reddito delle società, eliminando gradualmente le imposte sulla produzione”.

Ucraina, l’Ue adotta il 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia

Roma, 23 apr. (askanews) – L’Unione Europea ha adottato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.

“La strategia dell’Ue per raggiungere una pace giusta e duratura in Ucraina si basa su due pilastri: rafforzare l’Ucraina e aumentare la pressione sulla Russia. Oggi abbiamo compiuto progressi su entrambi i fronti: sbloccando un prestito da 90 miliardi di euro per l’Ucraina, garantendo sostegno finanziario e militare per il periodo 2026-2027. Adottando il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, riducendo la sua capacità di condurre la guerra”, ha scritto Costa su X.

Calcio, Barcellona, stagione finita per Yamal

Roma, 23 apr. (askanews) – Si ferma Lamine Yamal. Lo scorso 22 aprile l’attaccante del Barcellona si è infortunato calciando un rigore nella sfida di campionato contro il Celta Vigo. I blaugrana hanno reso noto l’esito degli esami del talento spagnolo. Yamal ha rimediato un infortunio al tendine del ginocchio della gamba sinistra. “Yamal – scive il club – ha riportato un infortunio al tendine del ginocchio della gamba sinistra (muscolo bicipite femorale). Il calciatore seguirà un programma di trattamento conservativo. Lamine Yamal salterà il resto della stagione, ma dovrebbe essere disponibile per i Mondiali”.

Calcio, Ranieri rompe il silenzio: "Roma unita per l’obiettivo"

Roma, 23 apr. (askanews) – Claudio Ranieri rompe il silenzio e lancia un messaggio chiaro all’ambiente giallorosso alla vigilia dello sprint finale di campionato. Dal Salone d’Onore del CONI, dove riceve il Premio Città di Roma, il senior advisor della Roma richiama all’unità in vista delle ultime cinque giornate, decisive per la corsa europea.

“Siamo tutti uniti per un unico scopo. Ci aspettiamo il meglio, i ragazzi stanno dando tutto, quindi forza sempre comunque vada”, dice Ranieri dal palco, sottolineando l’impegno della squadra nel momento chiave della stagione. Parole che arrivano in un clima non semplice, segnato dalle tensioni delle ultime settimane e dalle incertezze legate al futuro dirigenziale e tecnico del club.

Il riconoscimento, promosso da OPES e giunto alla dodicesima edizione, viene assegnato a personalità dello sport, delle istituzioni e della cultura che si distinguono per meriti e iniziative. Ranieri, presente a sorpresa, non figurava tra i premiati annunciati, ma viene accolto con un lungo applauso.

“Ricevo questo premio con orgoglio, è dedicato alla città di Roma. È qualcosa di bello: parti dal basso e vieni premiato qui, qualcosa che da bambino non mi sarei aspettato”, aggiunge il tecnico romano. Poi un passaggio sul valore sociale dello sport: “In un momento storico come questo, in cui i ragazzi non sanno dove andare e non hanno un sogno, voi state aprendo la via per tanti giovani”.

Al termine dell’intervento, Ranieri prende posto accanto al presidente del CONI Luciano Buonfiglio. Il suo nome resta tra quelli più discussi anche in ottica federale, in vista di possibili cambiamenti ai vertici della Federcalcio.

Russia, il caso dell’influencer Bonya lancia un raro (e spinoso) dibattito

Roma, 23 apr. (askanews) – Una serie di appelli rivolti al presidente Vladimir Putin tramite video e piattaforme social da parte di personaggi famosi ha acceso in Russia un dibattito sulle difficoltà vissute dalla popolazione, tanto insolito quanto animato. Al centro dell’improvviso lamentarsi e commentare c’è Viktoria Bonya, influencer ed ex star del reality show Dom-2 (una specie di Grande Fratello versione russa), che si è rivolta al leader russo, affermando che “il popolo ha paura”.

In un video che dura 18 minuti e ha raccolto oltre 30 milioni di visualizzazioni, Bonya accusa funzionari e burocrati di nascondere a Putin i veri problemi del Paese. “Esiste un enorme muro tra voi e noi gente comune”, afferma, e cita emergenze concrete come le inondazioni nella repubblica caucasica del Daghestan, l’inquinamento da petrolio sulle coste del Mar Nero e i blackout di internet, quest’ultimo problema particolare delicato per i russi, sia nel quotidiano che nello svolgimento di attività imprenditoriali.

Le sue parole hanno scatenato simili reazioni di personaggi pubblici e quindi un dibattito sulla possibilità che stia emergendo il malcontento sociale in Russia e su quanto sia ancora possibile criticare apertamente le autorità. Le discussioni peraltro incrociano la diaspora russa, dove le posizioni anti-Putin sono molto rappresentate, e i russi in patria.

Bonya oggi vive a Monaco e ha oltre 13 milioni di follower su Instagram. E’ una figura controversa: in passato ha promosso teorie complottiste, ma per molti russi resta “una di noi”, una giovane donna partita da una piccola città dell’Estremo Oriente russo e arrivata al successo.

Il Cremlino, interpellato al riguardo, ha fatto sapere tramite il portavoce Dmitrij Peskov che nessuno dei problemi citati da Bonya sarà ignorato. Tuttavia, secondo fonti citate sui social, i media filogovernativi avrebbero ricevuto l’ordine di smettere di parlare del caso. Anche i bot pro-Cremlino sui social avrebbero improvvisamente interrotto i commenti contro l’influencer.

Nessuno sconto invece da parte di alcuni sostenitori delle politiche del Cremlino, come il conduttore televisivo Vladimir Solovyev, colui che nei giorni scorsi ha insultato con parole volgari la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Spesso accusato di prendersela in particolare con le donne, Solyev ha attaccato Bonya in diretta TV, accusandola persino di essere legata al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Anche il deputato ultraconservatore Vitaly Milonov l’ha liquidata con commenti sessisti, definendola una “escort di Dubai”.

Alcuni blogger filogovernativi hanno evocato un piano occidentale per destabilizzare la Russia attraverso il malcontento popolare.

Tuttavia, la questione va ben oltre lo schema della presunta trama occidentale, se il capo del partito comunista Gennady Zjuganov si ritrova allineato con molte delle istanze presentate dalla influencer che risiede a Monaco. Zjuganov ha esplicitato di essere stato il primo a sollevare tali questioni e sembra deciso a battere il tasto in vista delle elezioni parlamentari di settembre.

Tra gli oppositori del Cremlino, le reazioni sono state miste. Ljubov Sobol – avvocata, attivista politica e figura dell’opposizione nota per essere stata una stretta collaboratrice di Alexei Navalny – ha apprezzato il fatto che una figura pubblica abbia dato visibilità ai problemi dei cittadini, pur criticando l’elogio di Bonya nei confronti di Putin. “Se non sa cosa accade nel Paese, allora è incompetente. Ma in realtà sa tutto”, ha dichiarato.

Ivan Zhdanov, a sua volta alleato del defunto Alexei Navalny, ha sostenuto che Bonya abbia semplicemente colto l’umore del popolo e deciso di cavalcare un’ondata di frustrazione, forse senza aspettarsi una reazione così forte.

Bonya ha poi risposto agli attacchi e ha invitato le donne a ribellarsi agli insulti pubblici. Ha anche annunciato euna possibile class action contro chi offende le donne nei media statali e ha denunciato l’ipocrisia di chi parla di “valori tradizionali” mentre utilizza linguaggi volgari e sessisti in televisione.L’idea trova sponde, ad esempio della nota giornalista Ksenja Sobchak, figlia del defunto ex sindaco di San Pietroburgo, nonchè capo di Putin negli anni Novanta presso il municipio della città sulla Neva. Sobchak ha criticato apertamente Solovyev per gli attacchi a Bonya (e anche alla premier Meloni).

Tutto questo, mentre i crescenti problemi nell’utilizzo di internet sono diventati croce quotidiana per i russi. I blackout di internet mobile sono routine e le autorità li giustificano con la minaccia dei droni ucraini, ma l’effetto reale è che smartphone e computer si bloccano, i bancomat smettono di funzionare, e l’unico rifugio sono le cosiddette “liste bianche” — un elenco di siti approvati dal Cremlino. Un commentatore ha paragonato la campagna alla crociata di Gorbaciov contro l’alcol negli anni Ottanta: impopolare, caotica, e alla fine inutile.

Dl sicurezza, Schlein: avete fallito, fermatevi. E’ incostituzionale

Roma, 23 apr. (askanews) – “Questo decreto è sbagliato, fermatevi. Sulla sicurezza avete fallito, lo dicono i dati, lo dite anche voi perché altrimenti non staremo qui a discutere del quarto decreto sicurezza”, che è “lesivo del diritto costituzionale, sbagliato nel metodo e nel merito”. Così la segretaria dem Elly Schlein, in sede di dichiarazioni di voto nell’aula della Camera, la quale ha aggiunto: “sperate di distogliere da un fatto: avevate numeri per fare tutto e non avete fatto niente che sia riuscito a migliorare la vita degli italiani”.

“Fermatevi, alla vostra propaganda non crede più nessuno”, ha aggiunto.

Calcio, Arbitri serie A, Milan-Juventus a Sozza

Roma, 23 apr. (askanews) – Sarà Maurizio Mariani di Aprilia a dirigere Torino-Inter, sfida della 34esima giornata che potrebbe risultare decisiva per l’assegnazione dello scudetto, in programma domenica 26 aprile alle 18. Il fischietto laziale sarà affiancato da Bindoni e Tegoni, con Crezzini quarto uomo e Mazzoleni-Paganessi al Var. Ad aprire il turno sarà Napoli-Cremonese, venerdì sera al Maradona, affidata a Daniele Doveri di Roma. Milan-Juventus è stata affidata a Sozza di Seregno

Le designazioni arbitrali della 34ª giornata di Serie A:

Napoli-Cremonese (24/04, 20:45): Doveri di Roma Parma-Pisa (25/04, 15:00): Calzavara di Varese Bologna-Roma (25/04, 18:00): Di Bello di Brindisi Verona-Lecce (25/04, 20:45): Massa di Imperia Fiorentina-Sassuolo (26/04, 12:30): Marinelli di Tivoli Genoa-Como (26/04, 15:00): La Penna di Roma Torino-Inter (26/04, 18:00): Mariani di Aprilia Milan-Juventus (26/04, 20:45): Sozza di Seregno Cagliari-Atalanta (27/04, 18:30): Sacchi di Macerata Lazio-Udinese (27/04, 20:45): Bonacina di Bergamo

Vela, Alinghi svela l’equipaggio, c’è Pietro Sibello

Roma, 23 apr. (askanews) – Con i suoi due AC40 al largo di Barcellona, il Tudor Team Alinghi ha svelato oggi la nuova livrea delle sue imbarcazioni e ha annunciato l’equipaggio che sarà presente al primo evento della 38ª America’s Cup: la regata preliminare di Cagliari, in Sardegna, a partire dal 21 maggio.

Sebbene la formazione velica non sia ancora definitiva – l’AC40 richiede un numero inferiore di velisti a bordo rispetto all’AC75 – lo sfidante svizzero sta testando attivamente diverse configurazioni di equipaggio.

Rinnovato significativamente dall’ultima edizione della Coppa, anche grazie alle modifiche al regolamento, il Team ha ora individuato i cinque velisti che saranno in Sardegna per la regata inaugurale della 38ª America’s Cup. L’equipaggio è guidato dal campione olimpico e pluricampione del mondo Paul Goodison (GBR), skipper e timoniere, ed è composto da (in ordine alfabetico):

Nathalie Brugger (SUI) – Timoniera nella prima edizione della Coppa America femminile nel 2024 con Alinghi Red Bull Racing. Phil Robertson (NZL) – Timoniere; in precedenza allenatore della squadra durante la 37ª edizione della Coppa America. Nicolas Rolaz (SUI) – Trimmer; il membro più giovane del team, si prepara per la sua seconda America’s Cup. Pietro Sibello (ITA) – Trimmer; capo allenatore durante la scorsa stagione, ora idoneo come velista nazionale per l’attuale evento secondo il regolamento. Jason Waterhouse (AUS) – Timoniere/Trimmer, nonché membro del team di allenatori durante la 37ª America’s Cup. “Navighiamo con questa formazione solo da una settimana”, afferma Dave Endean , Direttore Tecnico e Reliazione del Team, che ha già partecipato a sei campagne di Coppa America. “Stiamo ricostruendo la squadra unendo velisti di grande esperienza a giovani talenti. Ci consideriamo in fase di recupero e sappiamo che ci aspetta molto duro lavoro, ma è proprio questo che ci motiva.”

Lo skipper Paul Goodison aggiunge: “Anche se siamo un equipaggio relativamente nuovo, sono rimasto colpito dalla rapidità con cui si sono creati forti legami a bordo. Ora non vediamo l’ora di confrontarci con gli altri team e misurarci in regata.”

Dopo l’attuale periodo di allenamento a Barcellona, ??la squadra farà le valigie e si dirigerà in Italia, dove si ritroverà in acqua a metà maggio in Sardegna per finalizzare la preparazione in vista della regata preliminare di Cagliari.

Urus rileva la calabrese SC Petroli e punta al mercato nazionale

Roma, 23 apr. (askanews) – Nel mercato italiano degli idrocarburi, le piccole e medie aziende di distribuzione si trovano sempre più spesso in difficoltà: condizioni di pagamento sfavorevoli, capitali da anticipare senza certezze sui tempi di incasso, margini compressi dalla dipendenza dai grandi operatori. Una criticità che colpisce soprattutto i distributori indipendenti del Mezzogiorno e che ha trovato una risposta concreta nell’acquisizione di SC Petroli da parte di Urus Europa Global SL. L’operazione, avviata a luglio e conclusa a dicembre 2025, segna il ritorno dell’imprenditoria italiana all’estero nel tessuto produttivo del Sud. Michele La Porta, amministratore delegato di Urus Europa Global SL, insieme al co-founder e amministratore Jeronimo Tejada, ha rilevato il 100% delle azioni di SC Petroli, realtà calabrese con sede a Crotone che genera 60 milioni di euro di fatturato annuo distribuendo oltre 40 milioni di litri di carburante.

“Questa acquisizione non è solo business, ma un ritorno alle radici”, spiega Michele La Porta. “Il mio cuore è siciliano e, nonostante viva nella penisola iberica, sento un forte richiamo verso il Sud Italia. SC Petroli rappresenta una storia di famiglia che meritava di essere preservata e valorizzata”.

Fondata nel 1966 come ditta individuale dalla famiglia Cerrelli, SC Petroli si è affermata nel tempo come una delle realtà più solide del comparto energetico calabrese, potendo contare su una flotta di 19 cisterne, sei stazioni di servizio e un patrimonio immobiliare di rilievo. La decisione di cedere l’azienda a Urus, pur in presenza di offerte economicamente superiori da parte di gruppi più strutturati, è stata guidata dalla volontà di tutelare l’identità aziendale e i posti di lavoro.

“Abbiamo scelto Urus perché garantiva continuità alla nostra storia”, afferma Silvestro Cerrelli, direttore commerciale e anima pulsante dell’azienda. “Altri acquirenti avrebbero cancellato con un colpo di spugna la nostra identità, trasformandoci in un semplice numero di bilancio”. Al centro della strategia di Urus c’è un modello di business fondato sull’intermediazione nel cash-flow del settore idrocarburi. “Ci posizioniamo tra i depositi commerciali e i distributori finali, anticipando il pagamento del carburante e concedendo ai clienti 24-48 ore per il saldo”, spiega Tejada. “Questo sistema win-win elimina i problemi di liquidità per i distributori e garantisce flussi costanti ai fornitori”.

Sul fronte occupazionale, l’impatto è già tangibile. “Non abbiamo toccato un solo dipendente”, sottolinea La Porta. “Anzi, nel secondo trimestre 2026 assumeremo due nuove figure: un amministrativo e un commerciale. Abbiamo inoltre creato partnership con i fratelli Cerrelli, mantenendo Domenico nella logistica e Salvatore nel supporto commerciale”.

Il piano industriale delinea traguardi ambiziosi: raggiungere i 100 milioni di litri distribuiti e 130 milioni di euro di fatturato entro il 2026, aprire tre nuove stazioni di servizio in Calabria e acquisire due impianti nel Nord Italia. L’azienda, che assumerà la nuova denominazione SC Urus Petroli Spa, punta alla quotazione in borsa entro il 2031.

“Il nostro obiettivo è creare una struttura manageriale solida che possa supportare la crescita verso la quotazione”, dichiara Tejada. “Vogliamo dimostrare che investire nel Sud Italia non è solo possibile, ma può essere estremamente redditizio quando si combinano innovazione, rispetto per le tradizioni locali e visione strategica”, conclude La Porta.

Urus Europa Global SL proseguirà in parallelo le attività di trading energetico in Italia, Spagna e Portogallo, dove sono in fase di sviluppo nuovi accordi commerciali. L’espansione nel mercato portoghese rappresenta il prossimo passo della crescita internazionale del gruppo, che conta già oltre cento collaboratori a livello europeo.

In un momento in cui, gli investimenti in energia in Italia sono stimati in crescita per il 2026, l’acquisizione di SC Petroli si propone come un modello virtuoso per il Mezzogiorno: la dimostrazione che il settore energetico italiano può attrarre capitali esteri di qualità, capaci di coniugare sviluppo economico e responsabilità sociale.

A Napoli Forum sulla terapia dolore, esperti a confronto

Roma, 23 apr. (askanews) – Incentivare la ricerca clinica sull’utilizzo della cannabis nella terapia del dolore, in particolare per patologie come la fibromialgia e le neuropatie periferiche causate dalla chemioterapia. È questo il messaggio emerso dall’incontro “S.T.A.R. – Scienza, Terapia Antalgica e Ricerca”, in corso al Centro Congressi dell’Università Federico II di Napoli, con la partecipazione di medici, esperti del settore e rappresentanti del sistema sanitario.

A sottolineare il potenziale di questa frontiera terapeutica è stato Daniele Piomelli, docente di Neuroscienze all’Università della California Irvine, che ha tenuto una lectio magistralis davanti alla platea. “È necessario promuovere studi clinici sull’impiego della cannabis nella terapia del dolore – ha spiegato – anche perché già oggi molti pazienti la utilizzano, spesso in modo non ufficiale, ottenendo risultati positivi. Da qui bisogna partire per comprendere come svilupparne un utilizzo più strutturato e sicuro”.

Secondo Piomelli, negli ultimi anni sono emersi dati scientifici sempre più significativi. “Uno studio condotto in Germania sulla lombalgia cronica ha evidenziato come la cannabis possa rappresentare un’alternativa a farmaci più rischiosi, non solo gli oppiacei ma anche i FANS, gli antinfiammatori non steroidei, che possono avere effetti collaterali importanti sull’apparato gastrointestinale e sui reni”.

L’esperto ha inoltre evidenziato come il Servizio sanitario nazionale italiano disponga già degli strumenti normativi per favorire l’uso della cannabis terapeutica in contesti controllati. “La gestione pubblica, basata su standardizzazione e distribuzione sul territorio, può garantire efficacia e sicurezza”, ha aggiunto.

Il tema della terapia del dolore è stato affrontato anche dal responsabile scientifico dell’evento, Pietro Vassetti, che ha ribadito un cambio di paradigma ormai consolidato: “Il dolore non è più solo un sintomo, ma una vera e propria malattia. Deve essere trattato come una patologia cronica, al pari del diabete o dell’ipertensione, con percorsi terapeutici personalizzati e continui, non episodici”.

Vassetti ha ricordato inoltre come, grazie alla normativa vigente, anche i medici di medicina generale possano prescrivere farmaci oppiacei, ampliando le possibilità di intervento sul territorio.

A chiudere il quadro è stata Monica Vanni, direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, che ha posto l’accento sul ruolo del sistema sanitario. “Il Servizio sanitario nazionale ha un compito fondamentale e anche un dovere etico. Per troppo tempo il dolore è stato marginalizzato per ragioni culturali. Oggi abbiamo finalmente strumenti organizzativi, farmacologici e tecnologici per affrontarlo in maniera adeguata”.

L’incontro napoletano ha quindi confermato come la terapia del dolore rappresenti una delle sfide più importanti per la medicina contemporanea, aprendo nuove prospettive anche attraverso l’innovazione terapeutica e la ricerca scientifica. In questo scenario, la cannabis potrebbe ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante, a condizione che venga supportata da studi rigorosi e da un quadro normativo chiaro e condiviso.

Dl Sicurezza, Mantovano: coperture ci sono, Cdm domani

Roma, 23 apr. (askanews) – “Le coperture? Sì ci sono”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano risponde ai cronisti a margine della cerimonia sui 70 anni della Corte Costituzionale al Quirinale a proposito del dl sicurezza.

“Non è una norma sugli avvocati – spiega a proposito delle nuove norme – ma di aiuto al migrante che ha scelto liberamente la procedura di rimpatrio assistito, un aiuto per risolvere le eventuali difficoltà burocratiche, un po’ come chi presenta la dichiarazione dei redditi e si rivolge al Caf. Quindi gli avvocati non c’entrano”.

Infine Mantovano annuncia che la riunione del “Consiglio dei ministri sarà domani”.

Cultura, l’Istat: Italia terz’ultima in Ue per numero di lettori adulti

Milano, 23 apr. (askanews) – In Italia “la lettura è più diffusa tra i giovani: tra i ragazzi di 11 e 14 anni la quota di lettori arriva al 58,2%, mentre nelle età più adulte scende notevolmente. Nel 2022, i lettori di 16 anni e più erano appena il 35%, collocando l’Italia in terz’ultima posizione tra i Paesi dell’Unione europea. Tale quota era di circa 20 punti al di sotto di quella della Spagna e di 26 rispetto alla Francia, senza considerare i Paesi nordici, dove i lettori raggiungono il 70% della popolazione adulta e non si osservano le differenze inter-generazionali che, invece, contraddistinguono i Paesi con bassi livelli di lettura”. E’ quanto emerge dal report dell’Istat “Tra cultura e svago: un viaggio lungo un secolo”.

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, “uno degli indicatori della vivacità e maturità della produzione culturale italiana è il numero delle opere librarie pubblicate: tra il 1926 e il 2024 è aumentato di oltre 13 volte, da circa 6.300 a oltre 83mila”. Un trend, evidenzia l’Istat, che “riflette in una prima fase la crescita complessiva dei lettori e, più recentemente, la diffusione delle tecnologie digitali, che ha reso economicamente accessibile la pubblicazione per tirature ridotte, e ampliato in modo significativo l’offerta di libri rispetto ai lettori . Negli ultimi anni è cresciuto l’uso di formati digitali e audio: nel 2025, gli e-book rappresentano l’11,1% del totale, e gli audiolibri il 2,5%. Ciononostante, circa 7 lettori su 10 scelgono ancora il libro cartaceo come modalità esclusiva di lettura”.

La diffusione della lettura negli ultimi sessant’anni offre indicazioni contrastanti: “Tra il 1965 e il 2010, anche grazie all’innalzamento del livello di istruzione della popolazione, la quota di persone di 11 anni e più che aveva letto almeno un libro nel corso dell’anno è cresciuta dal 16,6 al 46,5%, diminuendo in seguito fino a stabilizzarsi intorno al 40%, con una differenza di genere di oltre 11 punti percentuali a vantaggio delle donne. Inoltre, nel 2025 si osserva un divario di 16 punti percentuali tra Centro-Nord e Mezzogiorno e di oltre 50 punti tra persone con alta e bassa istruzione”.

Mostra del Cinema di Venezia, Maggie Gyllenhaal presidente di giuria

Venezia, 23 apr. (askanews) – Sarà la regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense Maggie Gyllenhaal, (La figlia oscura, La sposa!, Crazy Heart) a presiedere la Giuria internazionale del Concorso della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia che assegnerà il Leone d’oro per il miglior film e gli altri premi ufficiali.

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del Direttore artistico del Settore cinema Alberto Barbera.

Maggie Gyllenhaal, nell’accettare la proposta, ha dichiarato: “Sono entusiasta di accettare l’invito a presiedere la Giuria della Mostra di Venezia di quest’anno. Venezia ha sempre sostenuto voci autentiche e singolari e sono onorata di contribuire a portare avanti questa tradizione coraggiosa e necessaria. Non sarò lì per giudicare, ma per lasciarmi guidare dalla curiosità, dall’ammirazione e dalla passione”.

Alberto Barbera ha dichiarato: “Maggie Gyllenhaal incarna un percorso artistico di rara coerenza, costruito nel tempo con intelligenza e coraggio. Attrice capace di dare voce a personaggi scomodi e sfaccettati, ha saputo reinventarsi come autrice con ‘The Lost Daughter’ (La figlia oscura), premiato proprio a Venezia nel 2021 per la migliore sceneggiatura. Il suo sguardo sul cinema è insieme intellettuale e viscerale e trova ulteriore conferma nel recente ‘The Bride!’ (La sposa!, 2026), che ne consolida la statura di filmmaker originale. Averla alla guida della nostra giuria significa poter contare su una voce autorevole e indipendente, animata da quella passione autentica per il cinema d’autore che è da sempre il cuore della Mostra”.

Meloni: parere avvocato Corte Ue conferma validità azione governo

Roma, 23 apr. (askanews) – “Una notizia importante, che conferma la validità della strada che abbiamo indicato e quanto siano costati all’Italia due anni persi a causa di letture giudiziarie forzate e infondate. Noi, intanto, andiamo avanti. Perché sul contrasto all’immigrazione illegale servono serietà, coraggio e soluzioni concrete”. Così su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni commenta il parere dell’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea secondo cui “il Protocollo Italia-Albania è compatibile con la normativa dell’Ue relativa alle procedure di rimpatrio e di asilo, a condizione che i diritti dei migranti siano pienamente tutelati”.

Dal robot maggiordomo al design: così evolve la cucina di Smeg

Milano, 23 apr. (askanews) – Neo è un robot-maggiordomo che, in un futuro già presente, può occuparsi delle faccende domestiche: caricare la lavastoviglie, azionare gli elettrodomestici, prendere il latte dal frigo. Ha debuttato in Italia nel padiglione di Smeg al Salone del Mobile, che quest’anno ospita la biennale Eurocucina. Un evento che segna la collaborazione dell’azienda emiliana con la californiana 1X, nel solco di quella visione che unisce tecnologia e design. Della centralità della casa e delle novità portate in fiera abbiamo parlato con il presidente di Smeg, Vittorio Bertazzoni.

“L’ambiente cucina è sempre più rilevante, sempre più importante in una casa – ha osservato Bertazzoni – Sempre di più l’ambiente è vissuto, è open space, dove si incontrano le persone, dove si invitano gli amici, dove si riunisce la famiglia alla mattina. Quindi per nostra fortuna che facciamo questo mestiere, vediamo questo trend continuare, per fortuna non solo durante una pandemia, ma perché l’interesse è comunque molto presente e questa è una cosa che notiamo in tutto il mondo, non in Italia, in Europa o in Nord America. È davvero un trend molto diffuso”.

Le novità portate a Eurocucina riflettono una nuova quotidianità, fatta di ritmi dinamici e voglia di convivialità, dove la tecnologia semplifica e l’estetica contribuisce al benessere domestico: “Quest’anno molte novità soprattutto sul mondo cottura – ha spiegato – Dietro di noi abbiamo una linea che si chiama Musa, disegnata dallo studio BorromeoDeSilva, abbiamo completato la gamma con i prodotti dello studio Boeri. Per quanto riguarda i piccoli elettrodomestici abbiamo dei prodotti nuovi, anche questi sul mondo cottura, quindi microonde e friggitrice ad aria, quindi molta cottura. Per quanto riguarda diciamo che il fil rouge che le accomuna, è soprattutto dato dalle finiture, quindi molte tonalità, tono su tono e tonalità matte”.

Al bisogno di riscoprire la materia anche attraverso un’esperienza tattile Smeg ha risposto con la scelta di superfici, finiture e cromie nuove. Una ricerca in innovazione alla base della crescita dell’azienda di Guastalla negli ultimi anni: “Il 2025 si è chiuso bene, è stato un anno positivo per noi. Noi abbiamo chiuso con un incremento di fatturato di circa il 6%, di fatto intorno al miliardo di euro – ha detto Bertazzoni – Il 2026 si era anch’esso aperto in una linea abbastanza positiva, ma indubbiamente ora bisogna verificare che tipo di impatto avranno questi eventi e quindi la cautela è necessaria”.

Oggi Smeg realizza l’86% del suo fatturato all’estero, con l’Europa che resta il primo mercato dopo l’Italia, e una presenza diffusa dall’Australia all’Asia, al Nord e Centro America. Una diversificazione che aiuta ad attutire gli impatti della crisi nell’area del Golfo, che resta comunque morivo di preoccupazione. “Indubbiamente preoccupa. Non sono aree per noi primarie da un punto di vista di esportazione, ma le guerre e questi eventi recenti ti toccano comunque, perché toccano il mondo del trasporto, dei costi, della logistica – ha affermato – inutile negare che la preoccupazione c’è. Devo dire che la fiera il primo giorno ti dà sempre grande ottimismo e ti fa sempre essere fiducioso perché vedi gente da tutto il mondo, il mondo si riunisce in fiera e quindi questo fa sempre sperare per una soluzione positiva di questi eventi”.

Usa, le dimissioni del segretario della Marina: contrasti con Hegseth all’origine

Roma, 23 apr. (askanews) – Il contrasto con il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth sarebbe stato all’origine dell’uscita di scena del segretario della Marina John Phelan, che lascia l’amministrazione “con effetto immediato”, mentre il sottosegretario Hung Cao assumerà la guida ad interim del dicastero.

L’annuncio ufficiale è arrivato ieri dal Dipartimento della Guerra degli Stati uniti, ma secondo diverse ricostruzioni giornalistiche la rottura maturava da mesi. Phelan, miliardario collezionista d’arte e finanziatore della campagna di rielezione del presidente Usa Donald Trump, sarebbe stato spinto a farsi da parte dopo ripetuti scontri con Hegseth e con il suo vice Steve Feinberg sulla gestione dei programmi di costruzione navale e di altri dossier strategici.

“Il segretario della Marina John C. Phelan lascia l’amministrazione, con effetto immediato”, si legge nella nota del dipartimento, che precisa anche che Cao, veterano della Marina ed ex candidato in Virginia, assumerà l’incarico ad interim.

Secondo fonti citate dalla stampa statunitense, al centro delle tensioni vi sarebbe stata la crescente insoddisfazione dei vertici del Pentagono per la mancanza di progressi nel rilancio dell’industria cantieristica americana, una priorità dell’amministrazione Trump. Diversi programmi della Marina sarebbero rimasti in ritardo e Feinberg avrebbe assunto un controllo più diretto su alcune commesse chiave. A pesare sarebbero stati anche i rapporti personali sempre più difficili tra Phelan e Hegseth. Una fonte citata da Axios ha sostenuto che Phelan “non capiva di non essere lui il capo” e che il suo compito era “eseguire gli ordini ricevuti, non quelli che pensava dovessero essere dati”. Altre fonti hanno parlato di attriti di lunga data anche sul ruolo dell’allora capo di gabinetto di Phelan, Jon Harrison, poi estromesso nell’ottobre scorso.

La rottura si sarebbe consumata in modo brusco. Martedì Phelan aveva ancora incontrato i giornalisti per discutere del futuro della Marina e dei suoi principali investimenti, compresa l’iniziativa Golden Fleet, mentre mercoledì pomeriggio aveva in agenda colloqui con esponenti repubblicani della commissione Forze armate del Senato, poche ore prima dell’annuncio ufficiale.

Secondo alcuni osservatori del settore, ad aggravare ulteriormente la sua posizione avrebbero contribuito anche le sue recenti aperture alla possibilità di valutare, almeno in teoria, il ricorso a cantieri navali esteri per la costruzione di navi militari Usa, un’ipotesi che avrebbe irritato chi sostiene il rafforzamento della produzione nazionale.

L’uscita di Phelan si inserisce in un contesto più ampio di tensioni e avvicendamenti ai vertici del Pentagono sotto la guida di Hegseth, che negli ultimi mesi ha promosso una serie di rimozioni ai massimi livelli militari. Il senatore democratico Jack Reed ha definito la partenza di Phelan “preoccupante”, sostenendo che sia un ulteriore segnale di “instabilità e disfunzione” al Dipartimento della Difesa.

Il cambio ai vertici della Marina arriva inoltre mentre la guerra con l’Iran ha accresciuto la centralità operativa di tutto il dispositivo navale americano. La crisi nello stretto di Hormuz, con il traffico marittimo drasticamente ridotto, gli attacchi iraniani contro navi mercantili e il blocco navale imposto dagli Stati uniti contro le imbarcazioni legate a Teheran, ha reso ancora più delicato il ruolo della Marina in uno snodo da cui in tempi normali transita circa un quinto del petrolio mondiale.

In questo quadro, la pressione sui vertici civili e militari del settore navale si è inevitabilmente accentuata, sia per le difficoltà nel rilancio della cantieristica americana sia per le implicazioni strategiche della crisi di Hormuz sulla libertà di navigazione e sui mercati energetici globali.

L’uscita di Phelan si inserisce quindi in un contesto più ampio di tensioni e avvicendamenti ai vertici del Pentagono sotto la guida di Hegseth, che negli ultimi mesi ha promosso una serie di rimozioni ai massimi livelli militari. Il senatore democratico Jack Reed ha definito la partenza di Phelan “preoccupante”, sostenendo che sia un ulteriore segnale di “instabilità e disfunzione” al Dipartimento della Difesa.

Dfp, in scenario avverso Pil 2026 +0,4% e recessione -0,2% nel 2027

Roma, 23 apr. (askanews) – Nello “scenario alternativo” contenuto nel Documento di Finanza Pubblica “caratterizzato, in sintesi, dal permanere di una situazione altamente conflittuale, con un’evoluzione più avversa e un ritorno molto più lento a condizioni distese delle principali variabili internazionali” il Pil 2026 si attesterebbe a +0,4% mentre quello 2027 sarebbe negativo (-0,2%). E’ quanto emerge da un’analisi contenuta nel DFP.

In questo scenario avverso, si legge nel testo, “il tasso di crescita del PIL risulterebbe inferiore, rispetto al quadro macroeconomico di previsione, di 0,2 punti percentuali nel 2026, 0,8 punti nel 2027 e 0,1 punti nel 2028, per poi risultare superiore di 0,2 punti nel 2029”.

Lo scenario avverso prevede, tra l’altro, un prezzo del petrolio di 115 dollari nel 2026 e di circa 80 dollari nel 2027, un rendimento del Btp superiore di 30 punti base nel 2026 e di 60 punti nel 2027 rispetto allo scenario base e un prezzo del gas di 93,4 euro/MWh nel 2026 e di 48 euro/Mwh nel 2027.

Libano, oggi riparte il negoziato: Beirut chiede una tregua di un mese

Roma, 23 apr. (askanews) – L’incontro negoziale tra gli ambasciatori di Libano e Israele a Washington, il secondo tra le due parti dalla ripresa del conflitto, avrà inizio oggi alle 16 ora locale, le 22 in Italia (le 23 in Israele). I colloqui hanno luogo mentre è in vigore un fragile cessate il fuoco di 10 giorni, volto a sospendere i combattimenti tra Israele e Hezbollah, il movimernto sciita sostenuto dall’Iran, fortemente voluto dal presidente statunitense Donald Trump e imposto il 16 aprile scorso.

Il negoziato: le delegazioni All’incontro dovrebbero partecipare l’ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee e l’ambasciatore Usa in Libano Michel Issa. Israele sarà rappresentato dall’ambasciatore negli Stati uniti Yechiel Leiter, mentre per il Libano prenderà parte ai colloqui l’ambasciatrice a Washington Nada Hamadeh Moawad.

Le richieste libanesi e la posizione israeliana Il Libano intende chiedere una proroga di un mese del cessate il fuoco, secondo quanto riferito da una fonte politica alla Cnn. Il piano di cessate il fuoco guidato dagli Stati Uniti prevedeva che Israele “si riservasse il diritto di adottare tutte le misure necessarie per autodifesa” e invitava il governo libanese a impedire a Hezbollah “di compiere attacchi, operazioni o attività ostili contro obiettivi israeliani”. Ieri il presidente libanese Joseph Aoun ha riferito di “contatti in corso per prorogare il cessate il fuoco” che scade domenica prossima.

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha dichiarato che il Paese non ha “gravi divergenze con il Libano” ed è disposto a “tendere una mano per la pace” a tutti coloro che la cercano. Sa’ar ha inoltre esortato il governo libanese a “collaborare” contro Hezbollah.

Situazione sul campo rischia di complicare i colloqui Nell’ultima settimana, l’esercito israeliano e Hezbollah hanno lanciato attacchi, nonostante il cessate il fuoco. Il primo ministro libanese ha accusato Israele di crimini di guerra dopo che un raid aereo nel sud del Paese ha ucciso un giornalista e ne ha ferito gravemente un altro nella giornata di ieri, secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese. Le forze israeliane hanno ucciso almeno quattro persone nella regione meridionale in attacchi separati, secondo quanto riportato dai media statali libanesi.

Gli attacchi hanno suscitato un’ondata di indignazione internazionale da parte di organizzazioni come le Nazioni Unite e il Comitato per la protezione dei giornalisti. L’ambasciata statunitense a Beirut sta esortando i cittadini americani a lasciare il Paese, citando i “persistenti rischi di terrorismo e rapimenti in tutto il Libano”.

Il Libano sta cercando da tempo di disarmare Hezbollah, in particolare vicino al confine con Israele. A gennaio, il Libano ha annunciato di aver completato la prima fase del suo piano per disarmare il gruppo militante sostenuto dall’Iran, ma Israele ha affermato che i progressi sono “lontani dall’essere sufficienti”.

Gli ultimi dati sulle distruzioni in Libano Oltre 62.000 abitazioni sono state distrutte o danneggiate nelle operazioni israeliane in più di sei settimane di combattimenti, ha dichiarato un funzionario libanese. “In quasi 45 giorni (di guerra), abbiamo contato 21.700 case distrutte e 40.500 danneggiate”, ha affermato il Segretario Generale del Consiglio Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS), Chadi Abdallah, durante una conferenza stampa.

Dfp, Giorgetti: i conti in salute hanno limitato l’impatto della crisi globale

Roma, 23 apr. (askanews) – “Il fatto che l’Italia si sia ritrovata in questo nuovo contesto con fondamentali macroeconomici, strutturali e di finanza pubblica in salute ha permesso finora di contenere l’impatto del mutato contesto globale”. Lo sottolinea il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti nella premessa del Documento di finanza pubblica.

“Se il Paese si fosse trovato in una situazione di maggiore fragilità, – aggiunge Giorgetti – la reazione dei mercati sarebbe stata molto più accentuata di quanto abbiamo sin qui osservato”.

Esce il singolo di HRVY "Lie to me" che anticipa l’EP "Bliss"

Milano, 23 apr. (askanews) – Esce venerdì 24 aprile “Lie to me”, il nuovo singolo di HRVY che segna l’inizio di un nuovo capitolo artistico per la popstar britannica. Il brano, caratterizzato da una chitarra elettrica funky-pop e falsetti cristallini, fa da apripista all’EP “Bliss” in uscita a giugno, a cui seguirà l’album di debutto entro la fine dell’anno. Con oltre 2 miliardi di stream globali e 14 milioni di follower, HRVY si conferma una voce di riferimento per la Gen Z, capace di trasformare la vulnerabilità in hit mondiali. “Lie to me” nasce tra Londra e Stoccolma, capitale mondiale del pop, dove l’artista ha collaborato con produttori del calibro di Hampus Lindvall (Martin Garrix, Zara Larsson) e Chelsea Balan (Dasha, Suki Waterhouse) per ricercare un sound più “raw” e personale. “Il brano parla di quel momento in cui conosci già la verità, ma una parte di te vuole ancora credere all’illusione”, ha raccontato l’artista, spiegando che il lavoro “riflette esperienze ed emozioni reali che ho vissuto sulla mia pelle”. Il singolo mette al centro l’energia magnetica di un artista che sfida la perfezione dei social e che ha l’Italia nel cuore. Un legame, quello con il nostro Paese, che parte dai ricordi d’infanzia al Colosseo fino alle recenti performance durante la Fashion Week milanese, eventi che hanno cementato il rapporto tra la popstar e il pubblico italiano. Con questo nuovo lavoro, HRVY sottolinea una nuova consapevolezza artistica, unendo il groove internazionale a una narrazione intima e sincera.

Playoff Nba, OKC sul 2-0 con Phoenix. Detroit risponde

Roma, 23 apr. (askanews) – Notte di playoff NBA con indicazioni già pesanti nelle serie. Gli Oklahoma City Thunder confermano il fattore campo e superano i Phoenix Suns anche in gara-2, portandosi sul 2-0. Successo interno invece per i Detroit Pistons, che battono gli Orlando Magic e pareggiano i conti sull’1-1.

A Oklahoma City è ancora protagonista Shai Gilgeous-Alexander, che nella notte in cui riceve il premio di Clutch Player of the Year firma 37 punti con 9 assist, guidando i Thunder al 120-107 finale. I campioni in carica controllano la gara sin dal secondo quarto, arrivando anche al +26 nel secondo tempo prima di un tentativo di rientro dei Suns, fermato sul nascere. A preoccupare è però l’infortunio di Jalen Williams, costretto a uscire dopo un primo tempo da 19 punti per un nuovo problema muscolare: le sue condizioni saranno decisive per il proseguimento della serie.

Phoenix si aggrappa ai suoi realizzatori ma senza successo: 30 punti per Dillon Brooks, 22 per Devin Booker e 21 per Jalen Green non bastano, anche a causa delle 21 palle perse che facilitano il lavoro difensivo di Oklahoma City. La serie ora si sposta in Arizona, dove i Suns saranno chiamati a reagire per evitare un passivo pesante.

A Est, invece, arriva la risposta di Detroit. I Pistons si impongono 98-83 sui Magic grazie a un terzo quarto dominante da 38-16 che indirizza la partita. Cade Cunningham chiude con 27 punti e 11 assist, ma è tutta la squadra a rispondere presente con cinque uomini in doppia cifra. Decisiva soprattutto la difesa, capace di tenere Orlando al minimo stagionale per punti segnati e di forzare 17 palle perse.

Per Detroit è anche una vittoria simbolica: si interrompe una striscia negativa casalinga nei playoff che durava dal 2008, restituendo entusiasmo a un ambiente che non viveva una notte così da anni. Orlando paga una serata difficile al tiro e i soli 19 punti di Jalen Suggs e 18 di Paolo Banchero non bastano per evitare il pareggio nella serie.

Le gerarchie iniziano a delinearsi: Oklahoma City prova la fuga, Detroit rimette tutto in equilibrio. I playoff entrano nel vivo.

Calcio, ansia Yamal, lungo stop, mondiale a rischio

Roma, 23 apr. (askanews) – Vittoria amara per il Barcellona che supera 1-0 il Celta Vigo e allunga in vetta alla Liga, ma perde Lamine Yamal per un possibile grave infortunio muscolare. Il talento blaugrana decide la gara su rigore, ma proprio al momento del tiro accusa un problema alla coscia sinistra che lo costringe al cambio immediato: le prime indicazioni parlano di sospetta rottura muscolare, con stagione a rischio e forte apprensione anche in chiave Mondiale.

La partita si accende attorno al 40′, quando Yamal conquista e trasforma il penalty che vale il vantaggio. Il gesto tecnico però si trasforma subito in preoccupazione: il classe 2007 sente tirare nella parte posteriore della coscia e si accascia sul terreno di gioco, visibilmente dolorante. I compagni lo circondano mentre lo staff medico interviene, e la sua uscita dal campo lascia un’ombra pesante sulla serata catalana.

Il match vive anche un lungo stop per un’emergenza sugli spalti, dove un tifoso è stato colto da un malore: la gara resta sospesa per oltre venti minuti prima di riprendere. Alla ripresa, il Barcellona gestisce il vantaggio senza mai chiudere definitivamente la partita, nonostante un gol annullato a Ferran Torres per fuorigioco molto discusso. La squadra di Flick mantiene il controllo grazie alla qualità del palleggio, ma resta esposta fino al triplice fischio.

In classifica i blaugrana consolidano il primo posto con nove punti di vantaggio sul Real Madrid a sei giornate dalla fine, con il Clasico del 10 maggio che potrebbe risultare decisivo per l’assegnazione del titolo.

Resta però l’ansia per le condizioni di Yamal. Il giovane attaccante, protagonista di una stagione straordinaria e già autore di numeri da record, rischia uno stop lungo proprio nel momento cruciale dell’anno. Gli esami delle prossime ore chiariranno l’entità dell’infortunio, ma in casa Barcellona cresce la preoccupazione: non solo per il finale di Liga, ma anche per la possibile assenza del talento spagnolo nei prossimi impegni internazionali.

Giorgetti: governo sosterrà redditi delle famiglie e liquidità delle imprese

Roma, 23 apr. (askanews) – “Di fronte a uno shock di tale portata, il Governo continuerà a sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese: sarebbe irresponsabile non farlo, perché il costo che ne deriverebbe in termini di danni persistenti all’economia e al tessuto sociale sarebbe inaccettabile. Al momento, come testimoniato dai provvedimenti adottati a partire dall’inizio dell’anno, gli interventi sono stati effettuati attraverso una riallocazione di altre componenti del bilancio, cosicché sono risultati neutrali dal punto di vista della finanza pubblica”. Lo afferma il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti nella premsessa del Documento di finanza pubblica pubblicato oggi.

E all’indomani dei dati certificati da Eurostat, che confermando il deficit-Pil dell’Italia al 3,1% nel 2025, facendo tramontare l’ipotesi di un a imminente uscita dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, che avrebbe richiesto un valore inferiore al 3%, Giorgetti afferma che la soglia verrà centrata quest’anno.

“Il quadro previsivo conferma che il rapporto deficit/PIL sarà ricondotto al di sotto della soglia del 3 per cento entro quest’anno, e che anche negli anni seguenti si manterrà su un profilo discendente. Se tale andamento si confermerà nel corso di quest’anno – dice – ciò consentirà all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi nel 2027, in linea con la raccomandazione del Consiglio”.

La situazione è comunque complessa e “se il quadro economico dovesse peggiorare sensibilmente, non si potrà escludere la possibilità che gli interventi addizionali finiscano per gravare sulla finanza pubblica. Sosterremmo, in tal caso, proposte che consentissero di dare efficaci risposte da parte della Commissione europea a tale grave congiuntura economica”, avverte Giorgetti.

“D’altro canto, i margini di bilancio risultano particolarmente assottigliati in ragione sia del lieve deterioramento dei principali indicatori di finanza pubblica, sia della necessità di intervenire, in maniera ancora più decisa, per contrastare con interventi mirati gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche. Di conseguenza – avverte – sarà necessario ridefinire le priorità e riprogrammare gli aumenti previsti in altri ambiti, ivi inclusa la difesa”.

Gas, Snam: depositi Italia già al 46,5%, sopra media Ue (30,6%)

Roma, 23 apr. (askanews) – A seguito delle ultime aste per l’assegnazione di capacità di stoccaggio per il prossimo inverno, Snam comunica che è stato effettuato un conferimento di capacità utile al raggiungimento del target di riempimento degli stoccaggi italiani pari ad almeno il 90%.

Con un comunicato, la società riporta che ad oggi, con la campagna di riempimento in corso, il quantitativo di gas fisicamente presente nei siti di stoccaggio italiani è pari a oltre il 46,5% della capacità disponibile, a fronte di una media europea del 30,6% (Italia inclusa).

Unitamente a quelle già concluse, le ultime aste hanno consentito di raggiungere un quantitativo complessivo già assegnato pari a 17,5 miliardi di metri cubi su una capacità totale degli stoccaggi nazionali di poco superiore a 19 miliardi di metri cubi, spiega Snam, quale risultato combinato della disponibilità fisica di gas già presente in stoccaggio all’inizio della campagna di iniezione e dei quantitativi contrattualmente allocati.

Occupare il centro per governare: la sfida della prossima legislatura

Una metafora efficace per leggere la fase politica
L’articolo di Fabio Giuseppe Angelini, apparso ieri su Avvenire, offre una chiave di lettura tanto semplice quanto penetrante: la “T” dello squash, quel punto centrale del campo da cui si domina il gioco. Trasposta in politica, l’immagine consente di cogliere una dinamica spesso trascurata nel dibattito pubblico: la differenza tra chi occupa stabilmente il centro e governa il ritmo, e chi invece resta confinato negli angoli, costretto a inseguire.

È una metafora che illumina l’attualità italiana. Negli ultimi anni, osserva Angelini, il consenso si è spesso costruito giocando sugli estremi, accentuando contrapposizioni e polarizzazioni. Ma questo approccio, pur efficace nel breve periodo, rischia di indebolire la capacità complessiva del sistema politico di produrre equilibrio e direzione.

Il centro come funzione costituzionale
Il passaggio più rilevante dell’analisi è quello che ridefinisce il “centro” non come luogo geometrico o come spazio elettorale, ma come funzione. Non si tratta di moderazione nel senso riduttivo del termine, bensì di una postura costituzionale: la capacità di tenere insieme, regolare, comporre.

In questa prospettiva, occupare la “T” significa esercitare una funzione di governo che va oltre la rappresentanza. Significa intervenire sugli equilibri tra i poteri dello Stato, mantenere il rapporto tra politica, economia e società dentro un quadro di coerenza, preservare quella sintesi tra libertà e coesione che è propria della tradizione costituzionale italiana.

Angelini coglie qui un punto essenziale: senza questa funzione, la politica si riduce a somma di spinte divergenti, incapace di tradursi in stabilità.

Il segnale del referendum e la domanda di equilibrio
L’esito del recente referendum – letto al di là delle singole opzioni in campo – viene interpretato come un segnale di questa esigenza. Da un lato, ha mostrato i limiti di proposte che si collocano rigidamente su un solo versante; dall’altro, ha fatto emergere una domanda di direzione, non soltanto di contrapposizione.

In altri termini, il sistema sembra chiedere meno ingegneria costituzionale e più capacità politica: meno forzature strutturali e più responsabilità nel far funzionare ciò che già esiste. È un richiamo, implicito ma netto, alla centralità dei partiti come luoghi di mediazione e di costruzione di equilibrio.

La prossima legislatura e la sfida della “T”
È in questo quadro che si colloca la riflessione sulla fase che si apre. Scrive Angelini:
“La partita che si è già aperta in vista della prossima legislatura non si giocherà perciò solo sul terreno della conquista dei voti ma dovrà guardare alla costruzione di una maggioranza in grado di occupare stabilmente la “T” dell’arco costituzionale”.

La frase coglie il punto strategico: non basta vincere le elezioni, occorre costruire le condizioni per governare in modo stabile e coerente. Il centro, inteso come funzione, diventa così il luogo decisivo in cui si misura la qualità della proposta politica.

Oltre la moderazione, verso l’affidabilità
Un altro elemento di interesse è la distinzione tra moderazione apparente e affidabilità sostanziale. Chi saprà occupare la “T” non dovrà necessariamente apparire più moderato, ma dovrà essere riconosciuto come costituzionalmente solido, capace di governo, credibile nel lungo periodo.

È un rovesciamento significativo rispetto a molte semplificazioni correnti. Il centro non è il punto medio tra posizioni opposte, ma il punto da cui si rende possibile l’azione politica nel suo insieme.

Una lezione per il sistema politico
Nella sua linearità argomentativa, l’articolo restituisce una lezione utile per il dibattito italiano: senza una rinnovata capacità di presidiare il centro – nel senso alto e funzionale del termine – la politica rischia di restare prigioniera di una dinamica reattiva, incapace di guidare i processi.

La “T” dello squash diventa così più di una metafora: è un invito a ripensare la politica come esercizio di responsabilità e di equilibrio. Una prospettiva che, nella tradizione del cattolicesimo democratico, non è mai stata un ripiego, ma una forma esigente di governo della complessità.

Fabio Giuseppe Angelini è Executive Vice Chairman del Tocqueville-Acton Centro Studi e Ricerche, ente privato di ricerca senza scopo di lucro riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica.

Cittadinanza europea e Africa: una responsabilità comune

Quale cittadino europeo vogliamo essere?

Dopo aver riflettuto sulle radici dell’Europa, sulle sue fratture interne, sulle sue differenze politiche e sulle difficoltà che ancora oggi rendono fragile il suo processo di integrazione, credo che a questo punto emerga una domanda decisiva: che tipo di cittadino europeo vogliamo essere?

Perché oggi non basta più domandarci soltanto che cos’è l’Europa. Forse dovremmo iniziare a domandarci: a cosa serve l’Europa? E, ancora più radicalmente, per chi esiste l’Europa? Esiste solo per proteggere sé stessa, solo per difendere i propri interessi? Oppure esiste anche per assumersi una responsabilità più grande, storica, morale e politica verso il mondo?

Io credo che oggi essere cittadini europei non possa più significare soltanto abitare uno spazio geografico o beneficiare di un insieme di diritti. Essere cittadini europei, oggi, significa anche accettare una verità più scomoda: l’Europa non è una cittadella autosufficiente, e ogni volta che ha creduto di potersi mettere al riparo dal resto del mondo, la storia l’ha smentita.  

Un mondo senza confini reali

Viviamo in un tempo in cui le crisi non conoscono frontiere. La crisi climatica non si ferma davanti ai confini nazionali. Le migrazioni non sono un incidente della storia. Le disuguaglianze globali producono effetti ovunque. E tutto ciò che accade fuori dall’Europa finisce, in un modo o nell’altro, per interrogarla profondamente.

Basti pensare al Mediterraneo: non è soltanto un confine; è il luogo in cui ogni giorno si misura, in modo drammatico, la credibilità politica e morale dell’Europa. Anche per questo il cittadino europeo del nostro tempo deve imparare a pensarsi non solo come europeo, ma come cittadino del mondo. Non nel senso astratto di uno slogan bello da pronunciare, ma nel senso concreto di chi comprende che il proprio destino è intrecciato a quello degli altri popoli.

Per questo colpisce l’idea dell’Europa come miniatura del mondo: uno spazio in cui convivono pluralità di lingue, memorie diverse, identità religiose, culture politiche differenti, interessi spesso in conflitto. L’Europa è uno spazio nel quale convivere non è mai stato semplice.

Ed è proprio qui che sta il suo banco di prova: se riesce a trasformare questa complessità in convivenza, dialogo e mediazione, allora può offrire al mondo qualcosa di politicamente prezioso. Non una lezione, ma una possibilità.  

Europa e Africa: oltre le logiche del passato

Tuttavia, per essere credibile, l’Europa deve avere il coraggio di guardarsi anche con onestà. Per troppo tempo ha parlato al mondo più di quanto abbia saputo ascoltarlo. Per troppo tempo ha pensato di poter insegnare senza lasciarsi interrogare. E questo vale in modo particolare nel rapporto con l’Africa.

Quando parliamo di Europa e Africa, dobbiamo stare molto attenti. Il rischio è usare parole nuove per riproporre logiche vecchie: parlare di cooperazione, ma pensare ancora in termini di superiorità; parlare di partenariato, ma immaginare ancora una relazione squilibrata.

La vera domanda è allora un’altra: l’Europa è pronta a considerare l’Africa non come un dossier, non come un problema, ma come un interlocutore pienamente politico, culturale e umano?

Perché finché l’Africa verrà raccontata solo come emergenza, bisogno o instabilità, l’Europa non starà guardando davvero l’Africa: starà guardando soprattutto i propri timori. E invece il rapporto tra Europa e Africa può essere uno spazio di scambio reale, di apprendimento reciproco, di corresponsabilità.  

Una responsabilità politica per il XXI secolo

I dati parlano chiaro: nel 2024 l’Unione europea è rimasta il principale partner commerciale dell’Africa subsahariana, con circa 160 miliardi di euro di scambi. Ma il punto decisivo non è soltanto economico: è politico.

Mentre l’Europa invecchia, vaste aree dell’Africa restano giovanissime: età mediana attorno ai 40 anni in Europa, circa 17 in Africa occidentale. Questo significa che il rapporto tra Europa e Africa non riguarda un margine della politica internazionale: riguarda una parte decisiva del XXI secolo.

Ed è qui che il tema della cittadinanza europea torna ad essere centrale. Una cittadinanza autentica non può limitarsi a rivendicare diritti: deve formare uno sguardo politico, una coscienza del legame, una capacità di stare nel mondo senza pretendere sempre di dettarne le regole. Deve educare al senso del limite, alla pace, e alla costruzione di relazioni internazionali più equilibrate e più oneste.  

Un’Europa aperta, non una fortezza

Forse oggi abbiamo bisogno di un’Europa meno concentrata sulla propria difesa e più capace di relazione. Meno dominata dalla logica della sorveglianza e più capace di costruire fiducia. Meno prigioniera della paura e più disponibile a lasciarsi interrogare dall’incontro.

Perché l’Europa non sarà autorevole se saprà soltanto blindare i propri confini; lo sarà davvero se saprà abitare il mondo con maggiore giustizia, equilibrio e maturità politica.

Prima di essere uniti nel mondo, dobbiamo essere uniti in Europa. Ma questa unità interna acquista senso solo se non diventa chiusura. Solo se si apre. Solo se si mette in dialogo con l’altro.

Il cittadino europeo del futuro non sarà tale per il solo fatto di avere un passaporto comune o un mercato comune. Lo sarà davvero soltanto se saprà riconoscere che difendere l’Europa significa renderla capace di entrare nel mondo con più verità, più coraggio e più giustizia.  

 

[Testo dell’intervento all’Earth day Italia – Roma, Terrazza del Pincio, venerdì 17 aprile 2026]

Israele, il Libano e la lunga Pasqua del condannato Gesù

Una persecuzione cristiana di gran voga

Il fatto è noto. Un soldato israeliano ha colpitocon una mazza la statua di Gesù caduta dalla croce, decapitandone la testa. Ne è emersa una indignazione non solo dei rappresentanti della Chiesa ma anche del nostro Governo. Israele ha individuato ii responsabili comminando un po’ di giorni di carcere all’autore dell’impresa ed al suo complice che intanto riprendeva sapientemente la scena. 

Severi provvedimenti andrebbero disposti anche quando, di frequente, si è soliti da quelle parti insultare o sputare addosso ai cristiani. Del resto il XX secolo è quello che registra il maggior numero di martiri di quella fede nel numero di milioni a cui corrisponde una sostanziale altrettanta indifferenza di quelli che nello stesso credo religioso ne hanno notizia.

In passato anche la statua della Madonna non è stata immune dallo stesso trattamento e così anche suo Figlio avrà stabilito che era giusto gli fosse riservato stessa sorte. Evidentemente metterlo in croce non è stato abbastanza, ne è rimasto comunque visibile il corpo, anche se sfigurato, ed è una forma troppo ingombrante per chi deve cancellare una certa idea spirituale dalla testa del prossimo, di una salvezza d’amore a cui aggrapparsi.

La crocefissione con un finale a sorpresa

Si è trattata di una nuova versione della storia di 2000 anni fa con un finale più adatto ai tempi d’oggi. E’ mettere letteralmente a terra un Dio per cancellarne l’immagine e la forza del pensiero partendo proprio dal fracassargli la testa. Lì non c’è Nicodemo a raccogliere spoglie di un cadavere per portarlo al sepolcro e neppure un artigiano in grado di ricomporre la partefrantumata. 

Provvederà, sembra, Israele a ripristinare ciò che è stato oggetto di vandalismo, sostituendo quel Cristo con un altro, ma ciò che rotto è rotto. I frantumi resteranno a terra o saranno spazzati via per far posto ad una nuova statua, i cocci del vecchio saranno mucchio non di ossa ma di gesso, destinati prima o poi ad una anonima scomparsa. La polvere dei frammenti sarà rimossa dal vento e il delitto sarà come mai commesso. Ci si illude sempre che saper porre riparo ad un misfatto è come rimuoverne il gesto, questa è l’illusione degli uomini. Così la pace dopo la guerra dovrebbe avere il senso di come nulla sia mai stato e le armi non abbiano mai sparato.

Un’ idea rivoluzionaria per un mondo migliore

Demolire quella statua non è stato soltanto un oltraggio religioso. E’ l’espressione di chi si conduce assumendo come esclusiva evidenza il principio creativo della distruzione, mettendo non al primo posto ma all’unico posto la negazione dell’idea di innalzamento di ogni speranza di bene. Quei soldati hanno inteso che una nuova era dell’umanità fondi soltanto su un senso di annientamento, una fase che non rimanda ad un’altra di eventuale nuova opera da erigere. La creazione è perfetta nell’asfaltare, nel radere al suolo ciò che c’è, l’apice di un lindore che non ammette ostacoli. Null’altro. E’ l’idolatria di una calma imposta su una terra piatta senza che mai che qualcosa vi sporga. Inutile affannarsi con l’ambizione di mettere su qualcosa in sostituzione del vecchio. Si tratta di una filosofia vecchia quanto illusoria finalmente da accantonare, evitando spargimento di ingiustificato sudore.

Una Pasqua a metà

A proposito di novella deposizione tutto questo non depone al buono anche se Gesù sa perfettamente come vanno le cose oggi al mondo, rassegnato alla tortura di una Pasqua che si ferma sempre prima della sua resurrezione, impantanata solo nel momento del supplizio.

A quei prodi militari, oltre al carcere, si dovrebbe piuttosto imporre un lungo periodo di studi e di esami da superare perché comprendano che c’è assai di più oltre i loro proditori convincimenti.  Non mancano eremi a cui potrebbero essere destinati per trovare, forse, una schizzinosa sapienza che a loro si è sempre negata per evidente povertà di approdi.

Farmacia dei servizi, il contratto che manca alla sanità di prossimità

Un presidio quotidiano spesso sottovalutato

La farmacia è uno dei presìdi più capillari e affidabili del nostro sistema sanitario. È il luogo in cui milioni di cittadini entrano ogni giorno non solo per ritirare un farmaco, ma per ricevere un orientamento, un consiglio, una prima risposta. Proprio per questa sua presenza discreta e costante, il ruolo della farmacia rischia talvolta di essere sottovalutato.

Il mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale dei farmacisti dipendenti delle farmacie private, scaduto nell’agosto 2024 e ancora oggetto di confronto tra le parti sociali, si colloca dentro questa realtà. Non riguarda soltanto una vertenza di categoria, ma un passaggio significativo per l’equilibrio e l’evoluzione della sanità territoriale.

Una professione che cambia

Negli ultimi anni il ruolo del farmacista è profondamente cambiato. Accanto alla dispensazione del farmaco, si sono consolidate attività di prevenzione, vaccinazioni, screening, monitoraggio dell’aderenza terapeutica e supporto ai pazienti cronici. Funzioni che hanno rafforzato la farmacia come punto di riferimento di prossimità e come primo livello di accesso ai servizi sanitari.

È in questo percorso che si inserisce lo sviluppo della farmacia dei servizi, modello che punta a rendere il sistema sanitario più vicino ai cittadini, più accessibile e maggiormente integrato con i bisogni del territorio. Una trasformazione resa possibile soprattutto dalla professionalità di chi opera quotidianamente al banco, nei servizi e nella relazione con il pubblico.

Il nodo del riconoscimento

Il farmacista, oggi, non rappresenta una figura accessoria, ma una componente sempre più rilevante della rete sanitaria territoriale. Non in sostituzione delle altre professioni, ma in una logica di collaborazione e complementarità, essenziale soprattutto in una fase segnata dall’invecchiamento della popolazione, dalla crescita delle cronicità e dalla pressione crescente sui servizi pubblici.

In questo quadro, il tema del rinnovo contrattuale assume un significato più ampio. Il punto non è soltanto economico, pur rilevante in una stagione segnata dall’aumento del costo della vita, ma riguarda la coerenza tra responsabilità effettivamente svolte, competenze richieste e riconoscimento professionale.

Un passaggio decisivo per la sanità territoriale

Il rischio, altrimenti, è quello di avere una professione chiamata ad assumere funzioni sempre più centrali senza un adeguato aggiornamento del proprio inquadramento contrattuale. Una distanza che finirebbe per indebolire non solo i lavoratori interessati, ma lo stesso percorso di modernizzazione della farmacia territoriale.

Per questo il rinnovo del CCNL rappresenta oggi un passaggio necessario. Significa valorizzare competenze, dare stabilità al settore e accompagnare con serietà la crescita della farmacia dei servizi. Significa, soprattutto, investire in uno dei punti di contatto più immediati tra cittadini e sistema sanitario.

La prossimità come misura della qualità

La qualità di una sanità moderna non si misura soltanto negli ospedali o nelle grandi strutture, ma anche nella capacità di essere presente nella vita quotidiana delle persone, nei luoghi ordinari in cui nasce il primo bisogno di cura.

In questo senso, riconoscere il valore dei farmacisti significa riconoscere il valore della prossimità. Ed è proprio dalla prossimità che passa, oggi, una parte decisiva del futuro del nostro sistema sanitario.

Alla Società delle Api Francis Offman immagina “Soglia/Common Acts”

Roma, 22 apr. (askanews) – Francis Offman è stato invitato dalla fondatrice della Società delle Api Silvia Fiorucci a pensare ad una mostra per il suo nuovo spazio romano di via Gregoriana. Ne è nata “Soglia/Common Acts”, in cui l’artista, che è nato in Ruanda e vive a Bologna, ha messo in dialogo alcune sue opere con altre che ha scelto all’interno della collezione di Silvia Fiorucci.

Opere d’arte e di design che fino al 23 settembre inviteranno il visitatore ad attraversare questo luogo espositivo che coniuga ospitalità e convivialità. “Una volta che si arriva alla soglia si respira ovviamente l’aroma del caffè, man mano ci sono dei pezzi di design che ti chiedono di sdraiarti. – ha spiegato Offman – Al primo piano ho fatto interventi con i glitter perché volevo sfruttare la luce che entra dentro lo spazio e allo stesso tempo anche stimolare lo spettatore a non girare la mostra in 5 minuti e in qualche modo di fermarsi, perché questa è una mostra che richiede la presenza”.

Dall’ingresso con le poltrone Tripé di Lina Bo Bardi si arriva nella sala che accoglie le leonesse in terracotta e lana naturale realizzate da Chiara Camoni, l’artista che rappresenterà l’Italia alla Biennale di Venezia. Nello spazio attiguo due opere di Offman: un arazzo posto sul pavimento, su cui l’artista ha scelto di posizionare opere di Formafantasma, Hans Berg, Miho Dohi, Vlassis Caniaris, e sul muro un lavoro fatto con una rete di fibra di vetro su tessuto.

Il suo arazzo a terra nel piano superiore invece è una superficie attraversabile, circondata dalle opere di Leonor Antunes, Paul Heintz e Rodrigo Hernandez, mentre l’opera Interior IIanero di Sol Calero invita a sedersi e fermarsi. “Devo dire che alla fine ho notato che il filo che accomuna tutte le opere sono i materiali che gli artisti hanno scelto di utilizzare e il modo in cui hanno utilizzato questi materiali, sia nell’ambito del design che tra gli artisti” ha concluso Offman.

Elica rilancia su tecnologia e design a EuroCucina

Milano, 22 apr. (askanews) – Elica torna protagonista a EuroCucina con un passo

strategico nel proprio percorso di evoluzione nel mondo del cooking, presentando una

nuova gamma di piani a induzione completamente progettati internamente e dotati della

tecnologia proprietaria ID Technology.

Al centro della proposta, un investimento da oltre 2 milioni di euro che ha portato allo

sviluppo di una piattaforma hardware e software innovativa, pensata per migliorare

concretamente l’esperienza in cucina. Una soluzione che unisce design, prestazioni e

semplicità d’uso, con superfici flessibili, controllo preciso della temperatura e un

funzionamento brevettato su silenziosità e efficienza.

A completare il sistema, la nuova interfaccia Matrix, ispirata ai settori più avanzati come

automotive, che introduce un linguaggio visivo evoluto fatto di grafiche dinamiche,

animazioni e interazioni intuitive, ridefinendo gli standard della categoria.

Il concept dello stand, “Where Cooking Has No Borders”, racconta una visione di cucina

aperta, inclusiva e senza confini, dove tecnologia e design dialogano in un ecosistema

coerente. Un percorso immersivo che mette in scena l’identità di Elica, tra innovazione,

ricerca e qualità manifatturiera.

Nel corso dell’evento abbiamo raccolto le parole di Francesco Casoli, Presidente di Elica

S.P.A. che ha sottolineato come l’innovazione rappresenti un elemento imprescindibile per

competere in un mercato in continua evoluzione, tra nuove esigenze dei consumatori e

sfide legate alla sostenibilità: “Elica, da più di 50 anni leader nell’aspirazione, si presenta

con dei prodotti che vanno al di là dell’aspirazione. I nostri forni, i nostri sistemi di cottura, i

nostri piani aspiranti sicuramente riescono a cambiare il paradigma in cucina e questo è

quello che facciamo come azienda”

Spazio anche all’intervento di Luca Barboni, CEO di Elica S.P.A che ha evidenziato il

percorso di trasformazione dell’azienda verso una vera e propria cooking company,

capace di sviluppare tecnologie proprietarie e una visione distintiva nel panorama

internazionale: “Lo sviluppo delle nuova gamma di piani a induzione con tecnologia

proprietaria non rappresenta solo un ampliamento dell’offerta ma traccia una traiettoria

industriale ben precisa, pronta a sostenere il percorso di innovazione di Elica. L’ambizione

è quella di guidare tutte quelle variabili che rendono Elica unica e distintiva”.

Elica conferma così la propria capacità di anticipare il futuro, trasformando innovazione e

design in soluzioni concrete, pensate per ridefinire il modo di vivere lo spazio cucina.

Governo incassa fiducia su dl sicurezza, da venerdì palla a Colle con correttivo

Roma, 22 apr. (askanews) – Il ‘nuovo’ decreto sicurezza dell’esecutivo Meloni, varato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio scorso in seguito a una lunghissima gestazione e giunto alla firma del Capo dello Stato quasi venti giorni dopo, si avvia, tra le polemiche e un infuocato dibattito parlamentare, verso il via libera definitivo, venerdì, alla Camera. Sulla scia di uno scontro governo-Colle esploso sulla norma sui compensi agli avvocati ‘ad avvenuto rimpatrio’, che ha fatto saltare sulla sedia avvocati e, a ruota, i magistrati. E che è solo l’ultimo capitolo di un provvedimento su cui la moral suasion del Quirinale è intervenuta, già in fase di gestazione, per alcune ‘correzioni’ e degli altolà come sull’emendamento della Lega sugli sfratti per le seconde case. Oggi il voto di fiducia è passato con 203 sì, 117 no e tre astenuti.

Il ‘nodo’ sui rimpatri dei migranti è un ‘rompicapo’, ancora da risolvere. La premier Giorgia Meloni ne ha rivendicato il ‘buon senso’ e la scelta di ritoccarlo solo dopo l’approvazione del decreto, con un provvedimento ad hoc, non mette al riparo da incertezze, a partire dalle coperture ancora non individuate per ammissione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Gli uffici sono al lavoro su una via d’uscita e per venerdì stesso è atteso un Consiglio dei ministri per varare una modifica all’interno dei paletti posti dal Capo dello Stato. Si vedrà.

Il decreto legge è contestato in toto dai gruppi di minoranza perché ritenuto ‘incostituzionale’, un ‘decreto paura’, ‘panpenalista’ e ‘repressivo’, contro il ‘diritto al dissenso e a manifestare’, un ‘attacco allo Stato di diritto’, con coperture che evidenziano ‘profili di criticità’, un ‘monumento alla propaganda securitaria del governo Meloni’ che ‘criminalizza una generazione di giovani’.

Un provvedimento-bandiera, invece, per i partiti di governo con ‘parole d’ordine’ come sicurezza e migranti su cui dall’avvio della legislatura è stata mostrata sostanziale compattezza, seppur nel derby a trazione Fdi e Lega. Tanto da forzare, questa volta, fino ad un inedito braccio di ferro ‘pubblico’ con il Quirinale.

Il decreto legge è cresciuto con le modifiche introdotte nell’aula del Senato. Il testo, inizialmente composto da 33 articoli per un totale di 104 commi, ora ‘conta’ 38 articoli per un totale di 115 commi. L’iter è stato caratterizzato da un muro contro muro con le opposizioni. Sia a Palazzo Madama che a Montecitorio, il decreto è arrivato davanti all’Assemblea senza mandato al relatore e dunque senza aver potuto esaminare la gran parte degli emendamenti.

Non è stata posta la fiducia in Senato per l’esigenza del centrodestra di intervenire su alcune misure come l’articolo 1 sui coltelli che presentava criticità sul fronte della valutazione del ‘giustificato motivo’. I margini d’aula hanno aperto la strada anche alla norma sui compensi agli avvocati per i rimpatri dei migranti (emendamento unitario del centrodestra, a prima firma del senatore Fdi Lisei). Che fa il paio con una norma del decreto che cancella il gratuito patrocinio per i ricorsi contro i provvedimenti di espulsione, rivendicato dalla maggioranza e che alcuni addetti ai lavori ritengono di difficile applicazione.

La fiducia è poi arrivata alla Camera per blindarlo con una ‘tagliola’ sui tempi di esame in commissione e con la chiusura anticipata della discussione generale in aula, mentre esplodeva il caos e le opposizioni occupavano i banchi del governo.

Tra le principali misure una ulteriore stretta sui cortei con il discusso ‘fermo preventivo’, che inizialmente, prima dell’intervento del Quirinale, il governo aveva ipotizzato fino a 24 ore: questo può essere disposto per ‘non oltre 12 ore’ in presenza di un ‘attuale’ pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. Possono essere trattenute ‘persone’ sulla base di ‘elementi di fatto’, ‘anche’ valutando il ‘possesso’ di oggetti o materiali ‘sospetti’ o in merito alla ‘rilevanza di precedenti penali o di segnalazioni di polizia per reati commessi con violenza alle persone o sulle cose in occasione di pubbliche manifestazioni nel corso degli ultimi cinque anni’ e se sussista un ‘fondato motivo di ritenere’ che si possano porre in essere condotte di ‘concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione’. Ne viene data ‘immediata’ notizia al Pm il quale, se riconosce che le condizioni non ricorrono ‘ordina il rilascio’. Nel caso di minori, i genitori devono essere informati ‘senza ritardo’.

Sempre in tema di manifestazioni, vengono depenalizzate alcune condotte prevedendo però sanzioni salatissime per il mancato preavviso all’autorità, estendendo la punibilità anche ai promotori tramite reti o piattaforme, pubbliche o private, o tramite gruppi chiusi di utenti. Schizzano le multe per chi non rispetta le limitazioni poste alla circolazione o cambia itinerario, per chi ‘turba il pacifico svolgimento di una riunione in luogo pubblico o il regolare espletamento del relativo servizio di ordine e sicurezza pubblica’, per chi nasconde il proprio volto. Fino a una sanzione massima di 20mila euro nell’ipotesi di ‘disobbedienza all’ordine di scioglimento’ della riunione o dell’assembramento.

Viene ampliato l’ambito di applicazione dell’ordine di allontanamento e del DASPO urbano, anche nelle nuove ‘zone a vigilanza rafforzata’ individuate dal prefetto. L’allontanamento può colpire coloro che realizzino, nelle predette zone, comportamenti ‘violenti, minacciosi o insistentemente molesti’ e per coloro che siano anche stati solo ‘denunciati’ o ‘condannati, anche con sentenza non definitiva, nel corso dei cinque anni precedenti’ per reati per cui è previsto l’arresto in flagranza, anche commessi in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico’.

Nuovi reati per contrastare la criminalità giovanile, tra ‘baby gang’ e i cosiddetti ‘maranza’ (copyright del centrodestra): si introduce una nuova fattispecie di reato per il porto ingiustificato di coltelli e strumenti da taglio con specifiche caratteristiche prevedendo la reclusione fino a tre anni e in caso di reati commessi da minori una sanzione pecuniaria per i genitori. Introdotta in Senato l’aggravante per fatti commessi su treni e altri mezzi di trasporto e una modifica al decreto Caivano che introduce una sanzione amministrativa compresa tra i 200 e i 1.000 euro a carico di chi ha la responsabilità genitoriale su alcuni reati per cui è previsto l’ammonimento del questore.

C’è poi lo scudo per i reati compiuti con ‘causa di giustificazione’: in caso di notizia di reato, se appaia ‘evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione’, si verrà iscritti in un registro separato (la misura era stata pensata solo per le forze dell’ordine poi estesa erga omnes). Misura invocata dal centrodestra dopo l’omicidio di Abderrahim Mansouri, ucciso nel quartiere di Rogoredo dall’agente di polizia Carmelo Cinturrino, che aveva parlato di legittima difesa, salvo poi essere sconfessato dalle indagini.

E ancora, novità sulla produzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti (il fatto non è definibile di lieve entità qualora le condotte siano poste in essere in modo continuativo e abituale); arriva il reato, con la previsione del carcere fino a 5 anni, per chi scappa all’alt di controlli stradali con l’arresto in flagranza differita; stretta sull’attività abusiva di parcheggiatore e guardiamacchine; norme sugli organici e sulla tutela legale delle forze dell’ordine con due ‘aggiunte’ dell’aula di Palazzo Madama (la proroga al 31 dicembre per l’incarico del comandante della Guardia di finanza Andrea De Gennaro e l’allungamento a 2 anni del mandato del vicecomandante dei carabinieri).

Infine le misure sui migranti (il pacchetto che contiene il ‘blocco navale’ è stato scorporato in un ddl ad hoc il cui iter non è ancora cominciato): dall’estensione dell’obbligo di cooperazione ai fini dell’accertamento dell’identità anche allo straniero ‘detenuto o internato’ all’estensione fino a tutto il 2028 delle deroghe per il potenziamento della rete dei centri di accoglienza e dei Cpr oltre alla semplificazione delle modalità di notifica degli atti ai richiedenti protezione internazionale e dispozioni in materia di respingimento alla frontiera, espulsione e rimpatrio. Compresa la norma ‘incriminata’ voluta dalla maggioranza in Senato e su cui ora dovrà essere risolto il ‘rompicapo’.

Monopattini, Mimit-Mit: obbligo assicurazione Rc dal 16 luglio

Milano, 22 apr. (askanews) – Le direzioni competenti del Mimit e del Mit, accogliendo la richiesta dell’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici (Ania) che ha evidenziato esigenze di natura tecnico-organizzativa, hanno emanato una circolare che prevede la calendarizzazione al 16 luglio dell’obbligo, per i monopattini elettrici che circolano in Italia, di dotarsi di un’assicurazione Rc. Rimane invece confermata al 16 maggio la scadenza dell’obbligo per i proprietari di dotare i monopattini di un apposito contrassegno.

Nei giorni scorsi, riporta una nota, sul sito del Mimit sono state pubblicate le Faq riguardanti l’assicurazione obbligatoria per i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. Il documento, diffuso in seguito al decreto del 6 marzo 2026, fornisce una serie di chiarimenti sulle procedure necessarie per il rilascio dei contrassegni identificativi e per la regolarizzazione delle posizioni assicurative.

Domani Meloni a Cipro per Consiglio informale Ue, con nodi energia e difesa

Nicosia, 22 apr. (askanews) – Un consiglio europeo informale simbolico di per sé. Perché ad ospitarlo – in virtù del semestre di presidenza di turno – è Cipro, ovvero l’isola nel Mediterraneo dove ai primi di marzo un attacco di droni contro la base aerea britannica della Raf ad Akrotiri, ha portato la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran a lambire direttamente il Vecchio Continente. E sarà proprio la situazione nel quadrante mediorientale – con la conseguente crisi energetica e il nodo della navigazione nello Stretto di Hormuz – a dominare la due giorni dei lavori che vedrà i capi di Stato e di governo dell’Unione europea ospitati domani sulle spiagge di Agia Napa e venerdì nei palazzi istituzionali di Nicosia, per affrontare un’agenda che si divide tra urgenze geopolitiche e architettura finanziaria dell’Unione stessa, con la questione del quadro pluriennale 2028-2034. Sarà anche il vertice di una Europa di volti che stanno cambiando, il primo senza Viktor Orban che, pur essendo ancora in carica per il disbrigo degli affari correnti dopo la sconfitta elettorale, ha preferito non esserci. A questo va aggiunta la recente vittoria di Rumen Radev in Bulgaria.

E sono proprio le spese per la difesa e il nodo di come affrontare l’emergenza energetica le due sfide principali che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, troverà davanti a sé a Cipro. Da tempo il governo italiano è impegnato, finora senza successo, nella richiesta di una sospensione del sistema europeo per lo scambio di emissioni (Ets) sul termoeletrico, “una battaglia – ha detto ieri a Milano – che stiamo conducendo in Europa e che ci porterà fra qualche giorno al Consiglio europeo a riproporre alcune proposte che consideriamo fondamentali nell’attuale crisi”. E, tuttavia, è una partita che pare tutta in salita considerando che il commissario Ue all’energia Dan Jorgensen presentando il piano Accelerate Eu, ha definto l’Ets un “successo” e “il motore principale della decarbonizzazione dell’Europa”.

Ma a Cipro la presidente del Consiglio arriva anche con una postura più ‘eurocentrica’ e un rapporto con gli Stati uniti complicato dalle critiche personali di Donald Trump. Il vertice di Parigi ha certificato la sua disponibilità a un maggiore interventismo nello Stretto di Hormuz ma anche in Libano per il dopo Unifil. E, tuttavia, i dati sul rapporto deficit/Pil al 3,1% pongono il tema dell’impegno per le spese militari dal momento che non permettono quella uscita dalla procedura di infrazione che avrebbe consentito di attivare la clausola di salvaguardia nazionale che consente agli Stati membri dell’Ue di usare più flessibilità.

Il vertice inizierà domani nella località balneare di Agia Napa alle 19 ora locale (ore 18 italiane) con un intervento (da remoto) del presidente ucraino Voloymyr Zelensky, che avviene mentre si concretizza lo sblocco del prestito Ue di 90 miliardi di euro a Kiev. Seguirà una discussione incentrata sul conflitto in Iran e in Medio Oriente e sulle sfide che pone all’Ue, in particolare su quale contributo dare alla de-escalation e alla libertà di navigazione e come affrontare l’impatto dei prezzi dell’energia e altre conseguenze geoeconomiche. Uno degli obiettivi fissati dalla presidenza cipriota è poi quello di “dare concretezza” all’articolo 42.7 del Tue, il Trattato sull’Unione europea, cioè la clausola di difesa reciproca che obbliga tutti i 27 Stati membri ad assistersi in caso di crisi. L’articolo stabilisce che se un Paese è vittima di un’aggressione armata sul proprio territorio, i partner debbano fornire “aiuto e assistenza con tutti i mezzi a loro disposizione”. Non essendo mai stato utilizzato prima, non esistono tuttavia regole precise su come attuarlo.

Venerdì i leader si spostano invece a Nicosia dove, durante la mattinata, discuteranno del Quadro finanziario pluriennale che il presidente Antonio Costa ha definito “urgente”. Al termine dei lavori è poi previsto un pranzo con i capi di Stato e di governo Ue, al quale parteciperanno anche i leader di Egitto, Libano, Giordania, Siria e il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo, per un confronto sulla situazione in Medio Oriente.

Padel, FIP Silver Bari: da giovedì il main draw, in campo big azzurri

Roma, 22 apr. (askanews) – Entra nel vivo da giovedì al Green Park Sport di Bari il FIP Silver Mediolanum Padel Cup, tappa del circuito Cupra FIP Tour della Federazione Internazionale Padel. Dopo le qualificazioni, si legge in una nota, riflettori puntati sulla partenza del main draw maschile e femminile, in un torneo da 20mila euro di montepremi che assegna 80 punti per il ranking mondiale FIP.

Nel tabellone maschile attesa per il blocco azzurro, bronzo agli ultimi Europei. Tra i più attesi Marco Cassetta, in coppia con lo spagnolo Jose Luis Gonzalez, e il duo tutto azzurro formato da Simone Iacovino e Giulio Graziotti. Debutto anche per l’italo-argentino Facundo Dominguez, numero due d’Italia, insieme allo spagnolo Javi Ruiz. Grande curiosità per la presenza dell’argentino Maxi Sanchez, ex numero uno del mondo e campione iridato, in campo con il giovane connazionale Juani Rubini.

Nel femminile guidano il tabellone le azzurre Emily Stellato, Giulia Sussarello e Carlotta Casali, protagoniste a livello europeo e mondiale. Stellato e Sussarello affronteranno Luna Di Battista e Giuditta Beltrami, mentre Casali, in coppia con Ana Dominguez, sfiderà Colombi-Mantova. Tra le favorite anche le spagnole Aida Martinez e Camila Fassio e la francese vicecampionessa d’Europa Alix Collombon.

Grande attenzione anche per i talenti locali, con l’esordio delle pugliesi Flavia Coppola e Alessia Perrone, coppia del Bellaria Brindisi impegnato nella Serie A italiana. Per la brindisina Coppola, 20 anni, si tratta di un appuntamento speciale: “Per tornei della Federazione Internazionale Padel sono quasi sempre in trasferta, giocare qui mi dà una sensazione bellissima”, ha spiegato. “Ora vogliamo vedere amici e parenti sugli spalti, sentire il pubblico vicino: qui sono tutte fortissime ma ci batteremo”. Accanto a lei la leccese Perrone, 29 anni, sottolinea il legame con il territorio: “Qui mi sono allenata tanto, forse più che a Lecce. Non capita spesso di giocare tornei così in Puglia, davanti a famiglia e amici: è qualcosa che dà una motivazione in più”. La coppia – conclude la nota – esordirà contro Ronchini-Miret davanti al pubblico di casa.

Un anno senza papa Francesco, We Play For Peace rinnova impegno pace

Roma, 22 apr. (askanews) – In occasione del primo anniversario della dolorosa partenza di papa Francesco, We Play For Peace ha voluto ricordarlo con grande affetto e rinnovare il suo impegno a promuovere, attraverso il calcio, la Pace nel mondo.

La Partita per la Pace, promossa da papa Francesco, ha rappresentato – ricorda una nota – il primo evento sportivo e interreligioso che ha riunito giocatori e leader di diverse religioni e credenze, per trasmettere i valori universali di pace, solidarietà e fratellanza tra i popoli.

Tutte e tre le edizioni della partita si sono svolte allo Stadio Olimpico di Roma, nel 2014, 2016 e 2022. Più di 150 calciatori e leggende si sono uniti a questa iniziativa benefica, che ha reso possibile sostenere progetti sociali in tutto il mondo e ha promosso una campagna per la Pace, vista da spettatori in oltre 50 Paesi, con notizie pubblicate in più di 27 lingue: una portata senza precedenti che, insieme alle campagne per la pace sotto lo slogan @weplay.forpeace, hanno raggiunto più di un miliardo di persone in tutto il mondo.

Grazie alla capacità dello sport di superare le distanze, la Partita per la Pace – prosegue la nota – si è consolidata nel corso degli anni come una pietra miliare nel sostenere la pacifica convivenza tra i popoli.

“Sono passati tredici anni dal 25 aprile 2013, il giorno in cui ho incontrato papa Francesco e sono riuscito a proporgli di organizzare un grande evento calcistico in cui, insieme alle figure più riconosciute di questo sport, potessimo sostenere la causa che lui riteneva più urgente. Poco dopo, il suo Cerimoniere Pontificio, Mons. Guillermo Karcher, mi informò che il Papa aveva già deciso: la causa più urgente sarebbe stata la Pace e l’evento sarebbe stato interreligioso. Il Santo Padre sapeva che, solo unendoci nella fede, indipendentemente dalle religioni o credenze che professiamo, avremmo potuto raggiungere un obiettivo così difficile e necessario”, ha ricordato Roberto Sarti, a cui Papa Francesco delegò l’organizzazione della Partita per la Pace, “La nostra più grande sorpresa e gioia fu scoprire che il Santo Padre non solo avrebbe dato la sua benedizione all’evento, ma che lui stesso ne sarebbe diventato il più grande promotore”.

“L’impegno e l’affetto di Sua Santità per il progetto si sono mantenuti costanti durante i dodici anni del suo pontificato. Grazie all’enorme influenza del calcio e delle sue leggende, l’appello del Papa alla Pace ha raggiunto gli angoli più remoti del pianeta”.

“La visione e il carisma di papa Francesco sono riusciti a unire Messi, Neymar, Maradona, Buffon, Ronaldinho e Francesco Totti, che insieme ad altre 150 stelle del calcio mondiale, hanno dato voce all’appello del Santo Padre per la pace. Le tre edizioni dell’evento, promosse da Francesco durante tutto il suo pontificato, hanno raggiunto oltre 1 miliardo di persone, diffondendo un messaggio di pace”, ha concluiso Sarti.

Conti pubblici, Schlein: certificato fallimento governo Meloni

Roma, 22 apr. (askanews) – I dati Eurostat sui conti pubblici sono ” anche la certificazione del fallimento delle politiche economiche di questo governo”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein conversando con i giornalisti alla Camera. La leader democratica denuncia “la totale assenza di politiche industriali e il calo di produzione industriale da tre anni consecutivi”, oltre “all’assenza di una strategia per la crescita, il record di pressione fiscale degli ultimi 12 anni e i tagli ai servizi fondamentali come la sanità, il trasporto, la scuola”.

Un quadro che segna “il fallimento economico di questo governo. Se non ci fossero state le risorse del Pnrr – che, ricordo, il partito di Giorgia Meloni nemmeno aveva votato – l’Italia sarebbe già in recessione”. Il tutto con “l’aggravante che hanno accettato la richiesta, sbagliata e irraggiungibile, del 5% di spesa militare, per non dire di no a Trump”.

Dunque, “in queste condizioni non ci sarà nemmeno diciamo quel margine in più che speravano di avere uscendo anticipatamente dalla procedura di infrazione. Quindi ribadisco quello che ho detto a Giorgia Meloni in aula: avevano qui dentro i numeri per fare tutto e sono riusciti a non fare niente che migliorasse la vita degli italiani e anche l’economia italiana”.

Conte a Meloni: basta Superscuse su Superbonus, hai fallito



Milano, 22 apr. (askanews) – “Ci ha messo una intera giornata per trovare uno straccio di giustificazione al fallimento economico del suo Governo. Un fallimento che purtroppo penalizza tutti noi, certificato dai dati di oggi. Poco fa Meloni ha avuto l’illuminazione. La voragine delle spese sul Riarmo, con aumenti di 12 miliardi l’anno sulle spese militari? I 14 miliardi buttati sul plastico del Ponte sullo stretto? Il miliardo buttato nei Centri in Albania? I tagli a investimenti, sanità e scuola che ha firmato in Europa? I record sulle tasse? I 3 anni di crollo della produzione industriale senza un piano industriale? Il rifiuto di tassare gli extraprofitti di banche e aziende energetiche? Macché. È tutta colpa del Superbonus!”. Lo scrive sui social il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, rispondendo alle accuse della premier che ha addossato ai costi del Superbonus la mancata uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione Ue.

“Presidente Meloni, il disco si è rotto. Questa lagna la sentiamo da 4 anni. Basta con queste balle da parte di chi ha un ministro dell’economia che ha gestito più di tutti il Superbonus, dalla leader di un partito che ha proposto negli anni estensioni e proroghe di quella misura, che ha usato i numeri della crescita e dei posti di lavoro prodotti da quella misura per la sua propaganda. Dopo 4 anni e 0 riforme il tempo della ‘superscusa’ è scaduto. Presidente Meloni, parlaci piuttosto dei 209 miliardi che ti abbiamo lasciato da spendere e che non hai nemmeno saputo mettere a terra. Hai trovato la tavola riccamente imbandita e sei stata così incapace da impoverire famiglie e imprese”, ha aggiunto Conte.

AI e stampa 3D: il futuro del design alla Milano Design Week

Milano, 22 apr. (askanews) – AI per progettare e additive manufacturing per prototipare e produrre: le nuove tecnologie si mettono al servizio del saper fare e della creatività dei designer per il futuro del Made in Italy. Questo è quanto emerge dalla nuova edizione del Bravery Bar alla Milano Design Week. Durante la rassegna meneghina, infatti, IAAD, Accademia Italiana e SAE Institute, scuole di alta formazione del network AD Education, organizzano la quinta edizione consolidato e conosciuto format di riferimento del Fuorisalone, dedicata al tema “NIMI – La Nuova Intelligenza del Made in Italy”.

Ospitato nel contesto del 10/o Isola Design Festival, nei suggestivi spazi di Fondazione Riccardo Catella, da vent’anni impegnata in progetti di impegno civico e culturale al servizio della comunità, in via Gaetano de Castillia 28, il Bravery Bar vuole essere piattaforma di confronto e progettazione condivisa, capace di mettere in dialogo formazione, industria e cultura per interrogare il presente e il futuro del Made in Italy, come spiegato da Nicola Accurso, Managing Director di AD Education Italia: ” IAAD Education è un gruppo internazionale. In Italia siamo presenti con tre scuole e cinque campus tra Firenze, Milano, Roma, Bologna e Torino. In questo contest, il Bravery Bar, per noi, è un’occasione che ci consente di mettere i nostri studenti all’interno dell’evento principe del design a livello europeo”.

In programma cinque giorni di workshop e incontri che coinvolgeranno centinaia di giovani designer, docenti, esperti e aziende leader del Made in Italy per lo sviluppo di proposte progettuali innovative con Abet Laminati, Alcantara, Clementoni, Conserve Italia – brand Derby Blue e Sustainera, divisione di Stellantis su nuove possibilità progettuali connesse all’economia circolare.

“Avere l’opportunità di portare i nostri studenti dentro questo contesto, e soprattutto di organizzarlo attraverso dei workshop ai quali partecipano delle aziende, è un plus che dà la percezione del tipo di lavoro di qualità che fa il nostro gruppo per mettere gli studenti nella condizione di essere a contatto con le aziende, per avere un futuro luminoso” ha aggiunto Accurso.

Nel corso di Bravery Bar, AD Education ha lanciato l'”International Bachelor in Design” un percorso innovativo che integra l’apprendimento di competenze progettuali, culturali e tecnologiche in un contesto internazionale in tre campus a Roma, Valencia e Parigi. AI, innovazione dei materiali e sostenibilità, diventano così fattori chiave per la formazione di nuovi talenti. E sono già oggi strumenti indispensabili per sperimentare nel mondo del design di interni. Ad esempio, eXgineering, impresa innovativa nella stampa 3D con tecnologia di micro-estrusione ed estrusione dinamica mutuata da Gimac, punta sui principi dell’economia circolare attraverso il riuso e il riciclo di materiali plastici. Negli ultimi anni ha realizzato diversi progetti di design attraverso la tecnica della stampa 3D del policarbonato riciclato. Comun denominatore di tutte le realizzazioni è una particolare attenzione ad una produzione sostenibile sia in termini di costi che di impatto ambientale, dove però non venga mai sacrificata la componente di design creativo e di “artigianalità” nella realizzazione di oggetti unici nel loro genere:

“La sostenibilità per noi è un punto di partenza, non è un punto di arrivo. Grazie appunto a Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino, abbiamo avuto la prima opportunità, con la Wilhelm Lamp, di creare un oggetto che fosse completamente sostenibile, a partire dal materiale fino ad arrivare alla logistica. Quindi compatto e facile da trasportare. Della scala industrial, o della scala artigianale, ci sono elementi molto diversi. Cioè, il robot può permettere di produrre tanti pezzi quanti sarebbero troppi per una persona e può produrre una scala industrial. Quindi, quello che sarebbe noioso o troppo usurante per una persona, ad esempio oggetti in serie, che quindi devono essere fatti in decine, in centinaia di pezzi” ha dichiarato Simone Maccagnan, CEO e Founder di eXgineering e Business Development Manager di GIMAC.

Materiali sostenibili, design e tecnologia: il futuro dei complementi di arredo è già qui.

glo Hilo svela Y.O.U. Your Own Universe di Numero Cromatico

Milano, 22 apr. – Un’esperienza immersiva per ridefinire il rapporto tra corpo, spazio e linguaggio. È con questo intento che glo, brand di punta di BAT Italia nel segmento dei dispositivi scalda stick per consumatori adulti, è protagonista del Fuorisalone della Milano Design Week.

A Palazzo Moscova, infatti, è stata presentata al pubblico Y.O.U. Your Own Universe, opera immersiva curata dal collettivo Numero Cromatico e raccontata da Simone Masè, Presidente e Amministratore Delegato di BAT Italia: “YOU, per noi, è un’opera che ritrova i canoni di posizionamento del nostro Glo Hilo. E’ un momento di connessione, di interazione, di accessibilità tra le persone e la tecnologia. E’ un’opera immersiva, è un’opera sorprendente e crediamo molto che, far parte di un sistema che contribuisca alla creazione di queste opere, sia un onore e un piacere per un’azienda come la nostra”.

Y.O.U. Your Own Universe sarà il fulcro dello spazio glo a Palazzo Moscova, nel cuore del Brera Design District, tra gli epicentri più vitali del Fuorisalone, nell’ambito dell’iniziativa glo for art.

L’esperienza trasforma il chiostro di Palazzo Moscova in un paesaggio multisensoriale vivo e in continua evoluzione, realizzando un paesaggio visivo dinamico, in continua trasformazione, in cui il visitatore non è spettatore esterno ma parte integrante del sistema e della sua dimensione simbolica.

Y.O.U. sarà, inoltre, perfetto collante, anche dal punto di vista cromatico della nuova Limited Edition di glo Hilo Plus, dal design ispirato a McLaren Racing, il brand sinonimo di prestazioni tecnologiche, design avanzato e continua ricerca della perfezione: ” La collaborazione tra Bat e McLaren, è una collaborazione strategica, che si fonda su principi ed elementi di grande rilevanza, d’espressione di eccellenza, di tecnologia, di innovazione, il continuo lavoro per la ricerca di un qualcosa che va oltre la performance del quotidiano. Questa collaborazione, ci permette oggi di presentare la nuova limited edition di Glo Hilo, in edizione limitata. 2500 pezzi che verranno venduti in esclusiva, in primis sulla piazza di Milano durante la Milano Design Week, poi su tutto il territorio nazionale.” ha concluso Masè.

Attraverso la creazione di format esperienziali, dunque, glo rafforza il proprio impegno nel creare spazi di condivisione memorabili, capaci di lasciare un segno concreto; una visione che si traduce anche nello sviluppo dei dispositivi glo Hilo** e glo Hilo Plus**, i più avanzati mai realizzati dal brand, progettati per offrire ai consumatori adulti un’esperienza superiore, grazie a funzionalità innovative e a un design raffinato e distintivo.

Servizio Pubbliredazionale

Conti pubblici, P.Chigi: in Dfp approccio realistico e responsabile

Roma, 22 apr. (askanews) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento di finanza pubblica (DFP) 2026. Il documento è principalmente incentrato sulla rendicontazione dei progressi compiuti nel corso del 2025 nell’attuazione del Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, in ottemperanza alla normativa eurounitaria che prevede l’invio alla Commissione europea di una Relazione annuale sui progressi compiuti (Annual Progress Report). È quanto si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri.

“A fronte della profonda incertezza che caratterizza il contesto internazionale aggravato dal conflitto in Medio Oriente, il Governo adotta un approccio realistico e responsabile delle stime elaborate”, si legge nel comunicato.

Le previsioni relative al prodotto interno lordo (PIL) reale indicano per il 2026 una crescita dello 0,6 per cento, inferiore rispetto a quella indicata nel Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) dello scorso ottobre (pari allo 0,7 per cento). Tale andamento è confermato anche per il 2027, mentre le previsioni per il biennio 2028-2029 prefigurano una crescita annua dello 0,8 per cento.

Il quadro di finanza pubblica è basato sulle stime di consuntivo pubblicate dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) lo scorso 3 aprile. I dati di consuntivo per il 2025 mostrano un deficit al 3,1 per cento, un valore lievemente superiore alle stime dello scorso ottobre (3 per cento) contenute nel DPFP.

Per l’orizzonte di previsione del documento, si conferma il percorso in discesa del deficit, sebbene su valori leggermente più elevati di quelli inclusi nelle previsioni del DPFP 2025. In particolare, per quest’anno si prevede un deficit del 2,9 per cento. Successivamente, il deficit tendenziale scenderà ancora, attestandosi al 2,8 per cento nel 2027 e al 2,5 per cento nel 2028, per poi chiudere al 2,1 per cento nel 2029.

Le stime di consuntivo relative al 2025 mostrano un tasso di crescita dell’indicatore della spesa netta pari all’1,9 per cento. Le previsioni per gli anni successivi stimano che la crescita dell’indicatore si porterà nel 2026 all’1,6 per cento, per poi aumentare nel 2027 al 2,2 per cento e attestarsi all’1,7 nel 2028.

Il rapporto debito/PIL, a partire da un dato di consuntivo del 2025 meno favorevole rispetto alle attese (137,1 per cento del PIL), dopo l’incremento atteso nell’anno in corso (138,6 per cento del PIL) che risente ancora dell’impatto di cassa dei crediti di imposta legati ai bonus edilizi, mostra una discesa già a partire dal 2027 (138,5 per cento del PIL), che prosegue nel 2028 (137,9 per cento del PIL) e nel 2029 (136,3 per cento).

Calabria, Consiglio dei ministri impugna legge urbanistica

Roma, 22 apr. (askanews) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato otto leggi regionali e ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione Calabria n. 7 del 25/02/2026, recante “Integrazioni della Legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (norme per la tutela, governo ed uso del territorio – Legge urbanistica della Calabria)”, in quanto talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di tutela dei beni culturali e del paesaggio, violano gli articoli 9 e 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione. Lo rende noto il comunicato del Cdm.

Meloni: dati Istat sottostimano Pil effettivo, beffa per l’Italia

Roma, 22 apr. (askanews) – “Per centrare l’obiettivo” della soglia del 3% di deficit “sarebbero stati sufficienti appena 20 miliardi di Pil in più rispetto ai 2.258 miliardi di Pil per il 2025 al momento stimati dall’Istat”. Lo osserva la premier Giorgia Meloni in un post su X.

“Il paradosso è che, da molti anni ormai, i primi dati Istat sottostimano il Pil effettivo, per poi rivederlo al rialzo. Con buona probabilità, questo accadrà anche per il 2025, rivelandosi una beffa per l’Italia e per gli italiani”, aggiunge.

Meloni: sciagurato Superbonus impedisce uscita da procedura infrazione

Roma, 22 apr. (askanews) – “Fa arrabbiare constatare che, anche prendendo per buone le attuali stime Istat, saremmo stati comunque sotto il 3% di deficit se, anche nel 2025, sulle casse dello Stato non avesse gravato l’esborso di miliardi di euro per il superbonus. La sciagurata misura del governo di sinistra del Conte II, al momento, impedisce all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione, togliendo al Governo margine di spesa da destinare alla sanità pubblica, alla scuola, al sostegno dei redditi più bassi”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni su X.

Conti pubblici, Meloni: rammarico per aver mancato di poco 3%

Roma, 22 apr. (askanews) – “Riguardo alla riduzione del deficit, il Governo ha ottenuto un risultato considerato da molti irraggiungibile. Nel 2022, quando si è insediato l’attuale Governo, abbiamo trovato un rapporto deficit/Pil dell’8,1%; oggi lo abbiamo portato al 3,1%. Un dato non solo inferiore di 5 punti percentuali rispetto a quando ci siamo insediati, ma anche migliore delle previsioni del Governo stesso, che si fermavano al 3,3% per il 2025”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni su X.

“Resta il rammarico – prosegue – per aver mancato di poco la soglia del 3%, che avrebbe consentito di uscire dalla procedura di infrazione europea con un anno di anticipo, cosa che avrebbe significato maggiore capacità di spesa per lo Stato”.

Roma, arriva l’orchestra sinfonica giovanile brasiliana al femminile

Roma, 22 apr. (askanews) – Composta esclusivamente da giovani strumentiste di Rio de Janeiro, l’Orquestra Sinfonica Juvenil Chiquinha Gonzaga debutta in Italia. Il gruppo si esibirà presso l’Aula Magna della Sapienza Università di Roma il 28 aprile alle ore 20:30 e in altri spazi culturali di Roma e parteciperà all’udienza con il Papa in Vaticano il 29 aprile.

Il tour “Conexao Vaticano” si svolgerà dal 23 aprile al primo maggio e fa parte del programma delle celebrazioni per il bicentenario delle relazioni diplomatiche tra il Brasile e la Santa Sede. Fondata nel 2021 con l’obiettivo di aumentare la presenza delle ragazze nella musica orchestrale, l’Orchestra Chiquinha Gonzaga è una formazione esclusivamente femminile, composta da 52 strumentiste di età compresa tra i 13 e i 21 anni. Porta il nome della prima direttrice d’orchestra del Brasile, simboleggiando un’eredità di lotta, libertà e protagonismo femminile. Dato che solo le studentesse con i migliori risultati scolastici partecipano agli scambi internazionali, si osserva una profonda trasformazione di mentalità: si tratta di giovani che, in molti casi, sono le prime della loro famiglia ad accedere all’università e a costruire progetti di vita più ambiziosi e sostenibili, dimostrando il potere trasformativo della musica.

L’Orchestra ha come direttrice titolare Priscila Bomfim, che è entrata nella storia diventando la prima donna a dirigere un’opera al Teatro Municipale di Rio de Janeiro. Il repertorio del concerto, diretto dalla direttrice d’orchestra Ludhymila Bruzzi, valorizza le grandi opere della musica brasiliana, creando un dialogo tra tradizione, identità contemporanea ed eccellenza artistica, rendendo omaggio a compositori quali Carlos Gomes, Guerra-Peixe, Baden Powell, Tom Jobim, Vinicius de Moraes, Milton Nascimento, Gilberto Gil, Djavan, Chico Buarquee altri ancora. Il programma include anche l’opera inedita di Ágatha Lima, compositrice brasiliana residente in Italia, vincitrice di un bando pubblico organizzato dal progetto.

Per rendere ancora più speciale il tour, l’OSJ Chiquinha Gonzaga potrà contare sulla partecipazione speciale della cantante Flor Gil. Giovane artista brasiliana e nipote del cantante e musicista Gilberto Gil, Flor si sta distinguendo per la sua musicalità raffinata e la sua presenza scenica di grande impatto, entrando in dialogo con diverse generazioni della musica brasiliana. La cantante ha già condiviso il palco con l’Orchestra nel concerto tenutosi alla Carnegie Hall di New York, durante il tour del novembre 2025, un’esperienza che rafforza l’intesa artistica e il successo di questa collaborazione.

A Milano pioggia di scatti per le scarpe giganti del Diavolo Veste Prada

Milano, 22 apr. (askanews) – Tra le installazioni più fotografate della Design Week ce n’è una che, in realtà, non è legata direttamente alla manifestazione: davanti al Duomo di Milano spiccano due enormi décolleté rosse, alte circa quattro metri, con un tacco che al posto dello spillo ha un forcone. Le scarpe, simbolo del film Il Diavolo Veste Prada 2, in uscita nelle sale dal 29 aprile, segnano l’ingresso di La Rinascente Milano, dove al piano -1 è stato allestito un pop up store dedicato alla pellicola con Meryl Streep e Anne Hathaway.

Per tre settimane gli spazi interni del grande magazzino si trasformano nella redazione di Runway. Una passerella rossa accompagna all’interno di un percorso che ricostruisce gli ambienti più rappresentativi de Il Diavolo Veste Prada: dall’ufficio di Miranda Priestly al celebre guardaroba, fino all’area trucco e parrucco e a un set fotografico che riproduce la copertina del magazine.

Completa l’iniziativa una capsule di T-shirt in edizione limitata, ormai appuntamento ricorrente della Design Week milanese, quest’anno ispirata alle citazioni più celebri del film e proposta in formato blind box.

Energia, le raccomandazioni della Commissione Ue contro la crisi

Bruxelles, 22 apr. (askanews) – La Commissione europea ha presentato oggi a Bruxelles la sua attesa comunicazione dal titolo ‘Accelerate EU – Unione dell’Energia’, e con il sottotitolo ‘Energia a buon mercato e sicura attraverso un’azione accelerata’, in cui raccomanda una lunga serie di misure che potrebbero prendere volontariamente gli Stati membri, a livello nazionale, per far fronte ai rincari energetici causati dalla guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz.

La comunicazione riporta un elenco di ‘esempi di buone pratiche’ già adottate da alcuni paesi: i sussidi per le pompe di calore e per gli impianti geotermici e solari, e i sistemi di noleggio a lungo termine o agevolati (‘social leasing schemes’) per facilitare l’accesso ai veicoli elettrici alle famiglie a basso e medio reddito (misure adottate in Francia); la riduzione dell’Iva per le pompe di calore, i pannelli fotovoltaici e il riscaldamento con energia solare (in Belgio); le campagne di sensibilizzazione pubblica per la riduzione o l’aumento della temperatura, rispettivamente, degli impianti di riscaldamento o raffreddamento degli edifici (in Italia).

Viene presentata poi la lista di raccomandazioni non vincolanti per i settori dell’industria, quello energetico, l’edilizia residenziale e i trasporti. Per quest’ultimo settore, l’elenco prevede, in particolare: un abbonamento mensile unico, nazionale o regionale, valido per viaggi illimitati su tutti gli autobus interregionali e statali, oppure locali e regionali; un abbonamento annuale a tariffa fissa agevolata per incentivare l’uso quotidiano dei trasporti pubblici urbani; servizi di trasporto a chiamata nelle aree rurali; congelamento dei prezzi dei biglietti ferroviari (sostenuto con fondi pubblici); programmi di finanziamento per le ‘cargo bike’; investimenti in infrastrutture ciclabili e sistemi di car sharing; agevolazioni fiscali per l’acquisto o il possesso di veicoli a zero emissioni, applicabili alle auto aziendali; incentivi all’acquisto di veicoli elettrici a batteria e supporto per l’installazione di punti di ricarica presso edifici residenziali o sedi aziendali.

Per l’edilizia residenziale, le raccomandazioni più significative includono: prezzi temporanei regolamentati e mirati dell’energia per le famiglie vulnerabili e a basso reddito (tariffe sociali); riduzioni mirate, totali o parziali, delle accise sull’elettricità, sempre per le famiglie a basso reddito; incentivi fiscali mirati o sostegno finanziario per accelerare l’installazione di tecnologie pulite come batterie plug-in, pannelli fotovoltaici, pompe di calore e finestre ad alte prestazioni energetiche; tariffe sociali e contributi aggiuntivi al fine di sostituire rapidamente le caldaie dei combustibili fossili; incentivi fiscali o sussidi per i consumatori che sostituiscono gli apparecchi di cottura a gas con apparecchi elettrici; divieto temporaneo di interruzione della fornitura di energia elettrica a causa del mancato pagamento; certificati e consulenze di prestazione energetica gratuiti.

Nella comunicazione, la Commissione annuncia poi diverse altre iniziative, tra cui la futura presentazione di una proposta per il riequilibrio degli oneri fiscali applicati nei diversi paesi al mercato elettrico, in modo che l’elettricità sia tassata a un livello inferiore a quello delle fonti fossili; un programma per il potenziamento delle reti elettriche e per l’elettrificazione dei settori industriale, dei trasporti e del riscaldamento, con la fissazione di un calendario di obiettivi da raggiungere; nonché altre misure per sostenere l’industria ad alta intensità energetica (compresa la già prevista revisione temporanea e mirata del quadro per gli aiuti di Stato). Nel presentare il pacchetto in conferenza stampa, il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen, un po’ a sorpresa, non ha abbassato i toni allarmistici usati nei giorni scorsi dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), secondo cui la guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz rischiano di provocare nel giro di alcune settimane una crisi degli approvvigionamenti di carburante in Europa, almeno nel settore dell’aviazione, ma ha anzi ribadito di condividere le raccomandazioni dell’Aie sulle misure necessarie per ridurre i consumi di energia, a ha ricordato l’analisi del direttore dell’Agenzia, Fatih Birol, secondo cui le scorte di kerosene in Europa basterebbero per appena sei settimane.

Il commissario ha sottolineato che, anche nella migliore delle ipotesi, se la guerra dovesse finire domani, le conseguenze sarebbero comunque risentite in Europa ancora per mesi, e in particolare ci vorrebbero ‘due anni per ricostituire la capacità di produzione distrutte del gas naturale liquefatto (Gnl) del Qatar’, e anche per il petrolio servirebbero ‘da due a quattro settimane’ per ritornare alla normalità. Una posizione non proprio in linea con quella che era stata espressa e articolata ieri da fonti comunitarie qualificate, in cui si insisteva sul fatto che non siamo (o comunque non siamo ancora) in presenza di un problema di sicurezza degli approvvigionamenti, ma solo di volatilità dei prezzi; e quindi, come aveva sottolineato sempre ieri il commissario ai Trasporti Apolostos Tzitzikostas, andrebbero evitati messaggi miranti a modificare il comportamento dei consumatori. E non è il caso, quindi, di presentare raccomandazioni sul telelavoro almeno un giorno alla settimana, o sulla riduzione dei limiti di velocità, dell’uso dell’auto e la limitazione dei viaggi aerei per il personale delle aziende e per gli impiegati pubblici. ‘Non c’è bisogno, a questo punto, di intervenire nel modo in cui la gente vive e lavora’, aveva osservato Tzitzikostas. E in effetti le raccomandazioni di quel tipo, che erano incluse nelle prime bozze della comunicazione della Commissione, sono state eliminate nella versione definitiva approvata e presentata oggi. La prevalenza dell’una o dell’altra posizione ha evidentemente un impatto importante sulle misure che si considerano necessarie; la preoccupazione principale di Jorgensen sembra essere quella di non allentare la pressione, per poter convincere i governi dei Ventisette che servono misure immediate per quanto riguarda le capacità di raffinazione, le scorte minime di carburante (soprattutto di kerosene) negli Stati membri, la loro gestione coordinata e la loro eventuale condivisione nel casi in cui si arrivi effettivamente a una crisi manifesta degli approvvigionamenti.

Il commissario all’Energia, quindi, ha evitato di dare una stima sul margine di sicurezza di cui dispongono effettivamente i paesi dell’Ue con le loro scorte di kerosene (sia quelle ‘commerciali’ detenute dalle compagnie aeree, che quelle d’emergenza gestite dalle autorità nazionali). Un margine che in realtà, a quanto si apprende a Bruxelles, potrebbe arrivare fino a sei mesi, molto di più delle sei settimane prospettate da Birol.

Secondo quanto avevano spiegato ieri fonti comunitarie, le previsioni direttore dell’Aie si riferivano non alla sola Ue, ma a tutto il continente europeo (che comprende anche grandi paesi con forte fabbisogno e senza una significativa capacità di produzione interna di kerosene, come il Regno Unito e la Turchia) e probabilmente solo alle sole scorte commerciali, e non anche a quelle d’emergenza.

Su questo punto specifico, Jorgensen si è limitato a confermare che, come prevede la comunicazione approvata oggi, verrà creato un nuovo ‘Osservatorio europeo’ per il monitoraggio delle forniture, che raccoglierà e pubblicherà tutti i dati sulla capacità di raffinazione, l’import, l’export e la redistribuzione dei carburanti nell’Ue. E a questo punto il commissario ha anche osservato che ‘i cittadini sono molto preoccupati per l’estate’, quasi per rimarcare il suo diverso punto di vista rispetto al collega Tzitzikostas, che ieri aveva invece invitato i turisti a viaggiare in Europa che è ‘il luogo più sicuro e stabile da visitare quest’estate’.

Nella comunicazione ‘Accelerate EU’, la Commissione propone cinque aree di intervento: 1) aumentare il coordinamento tra gli Stati membri (in particolare sulla gestione degli stoccaggi dei carburanti e delle capacità di raffinazione), sia all’interno del mercato unico che con i fornitori di combustibili fossili; 2) sostenere gli Stati membri nella protezione dei consumatori e dell’industria dai picchi di prezzo; 3) ridurre e sostituire con altre fonti il consumo di petrolio e gas; 4) promuovere l’elettrificazione, l’energia verde e i gas puliti di produzione locale nei consumi; 5) incentivare gli investimenti mobilitando finanziamenti pubblici e privati per la transizione.

Il vicepresidente Esecutivo italiano della Commissione, Raffaele Fitto, responsabile per la Politica di coesione, ha sintetizzato i contenuti del pacchetto in un post sui social media, in cui ha scritto: ‘Oggi al Collegio dei commissari abbiamo approvato un pacchetto di misure sull’energia per affrontare la grave crisi in corso. La Commissione apre a soluzioni concrete e flessibili. Il pacchetto combina misure immediate e interventi strutturali di lungo periodo per ridurre la dipendenza dai mercati fossili volatili e rafforzare la resilienza europea attraverso energia pulita prodotta in Europa ed elettrificazione, utilizzando al meglio le risorse già disponibili’, compresi i fondi di coesione, ‘per garantire interventi rapidi ed efficaci’.

Le principali azioni, spiega Fitto, sono: il ‘coordinamento tra Stati membri nell’uso delle riserve e nei rapporti con i fornitori, con misure per massimizzare la capacità di raffinazione e aumentare la produzione di biocarburanti sostenibili’; la ‘protezione di consumatori e imprese dai picchi dei prezzi: sostegni mirati al reddito, incentivi fiscali, voucher energetici e ‘leasing sociale”, con ‘un catalogo di misure per il risparmio energetico e l’efficienza’ che, ha annunciato, ‘sarà presentato a inizio maggio’; una ‘accelerazione della transizione verso l’energia pulita domestica’, con ‘piani per l’elettrificazione, sviluppo di biometano e idrogeno rinnovabile, sostegno a tecnologie come veicoli elettrici, pompe di calore e sistemi di accumulo’; il ‘rafforzamento delle reti e dei sistemi energetici, con investimenti nelle infrastrutture, la piena attuazione della legislazione vigente e nuove proposte su tariffe e tassazione per ridurre i costi nel tempo’.

Vengono proposti inoltre, continua il vicepresidente esecutivo, un ‘aumento degli investimenti pubblici e privati’, con un ‘migliore utilizzo dei fondi europei (Pnrr e Coesione), la semplificazione delle regole, la modernizzazione dell’Ets (il mercato europeo dei permessi di emissione, ndr) e nuovi strumenti finanziari a sostegno della transizione’.

‘La situazione geopolitica attuale ci ricorda con urgenza che accelerare la transizione verso un’energia pulita, sicura e accessibile è un imperativo tanto economico quanto di sicurezza. La Commissione accompagnerà gli Stati membri in ogni fase di questo percorso’, conclude Fitto.

Giordano (Lumsa): ai giovani serve pensiero critico

Roma, 22 apr. (askanews) – “La formazione è chiamata oggi a una sfida decisiva: tenere il passo dei cambiamenti imposti dalla transizione tecnologica e da quella ecologica, con particolare attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale. È quindi necessario aggiornare costantemente l’offerta formativa, nella consapevolezza che le competenze tecniche rischiano rapidamente di diventare obsolete. Per questo è fondamentale formare persone capaci, nel tempo, di cogliere le opportunità, aggiornarsi e partecipare in modo proattivo alla business community. Accanto all’innovazione tecnologica e ai temi legati all’intelligenza artificiale, diventa centrale sviluppare il pensiero critico e la capacità di leggere problemi e sistemi nella loro complessità”. Lo ha affermato il professor Filippo Giordano, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia, Politica e Lingue moderne della Libera Università Maria Santissima Assunta, a margine dell’incontro all’ateneo romano dedicato all’instabilità dei mercati finanziari e alla professione dell’esperto contabile, promosso in collaborazione con la Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca e all’Isnec.

È sempre utile monitorare i dati macroeconomici, soprattutto in contesti di crisi legati a conflitti internazionali, come quelli in Medio Oriente e tra Russia e Ucraina. In particolare, ha evidenziato il professor Marco Centoni presidente del Corso di Laurea Economia e gestione aziendale alla Lumsa -, gli indicatori anticipatori del clima di fiducia di imprese e famiglie assumono un ruolo centrale: si tratta di dati qualitativi che non misurano solo variabili come prezzi o scambi, ma riflettono le aspettative e le percezioni di consumatori e aziende rispetto all’andamento futuro dell’economia. Questi ‘rilevatori’ offrono una lettura preziosa di come i diversi attori economici si collocano nel breve periodo, in un orizzonte temporale che va da uno a tre anni”. Esperti e accademici hanno discusso delle sfide economiche, tra divario di competenze e competitività delle imprese, analizzando le prospettive per i giovani.

“Oggi il ruolo del consulente non è più soltanto economico-finanziario, ma assume anche una dimensione sociale. Le attuali incertezze e complessità – ha osservato il professor Claudio Giannotti, ordinario di Economia degli intermediari finanziari- rischiano infatti di accelerare e ampliare disuguaglianze e divari, visto anche il contesto segnato dalla transizione digitale e sostenibile. In questo scenario, le imprese più piccole e le fasce più fragili della popolazione potrebbero non cogliere le opportunità offerte dal cambiamento, arrivando invece a subirne i costi. Per questo motivo, il consulente è chiamato anche a svolgere una funzione di accompagnamento, supportando chi incontra maggiori difficoltà nell’adattarsi, affinché possa partecipare attivamente ai processi in corso, cogliendone i benefici e gestendone i rischi”.

Secondo Nunzio Monteverde, presidente dell’Istituto Nazione Esperti Contabili, “l’obiettivo di incontrare gli studenti è di far conoscere ai giovani la professione di esperto contabile, un’attività dinamica e in linea con le nuove esigenze. Accanto a questo percorso di orientamento per i futuri professionisti, vi è anche un momento di confronto con la società e istituzioni, comprese quelle scolastiche e universitarie. Si tratta di un’opportunità per i ragazzi di iniziare a costruire un percorso consapevole verso l’ingresso nel mercato del lavoro”. Particolare attenzione è stata dedicata agli scenari economici e alle difficoltà delle imprese, come ha illustrato nel suo intervento Andrea Benetti, direttore dell’Isnec: “Il confronto con gli studenti è stato un momento di analisi dello scenario macroeconomico e delle misure adottate dalla politica. La situazione delle Pmi resta critica, tra incertezze e timori di recessione, mentre il ‘caro energia’ incide pesantemente sui costi, arrivando in alcuni casi al 30-35% della produzione. Pur esprimendo un giudizio positivo sul Decreto Bollette, riteniamo che gli interventi non siano sufficienti rispetto alla fase attuale. Per questo chiediamo misure più incisive, come l’introduzione di un credito d’imposta, sul modello di quello varato del 2022, per sostenere le imprese e attenuare l’impatto sui loro conti”.

Sull’occupazione è intervenuta anche Anna Maria Belforte, coordinatrice orientamento e formazione della Cnpr: “Nel nostro Paese la disoccupazione è in calo, ma non in modo uniforme: cresce soprattutto tra gli over 50, mentre per i giovani l’ingresso nel mercato del lavoro resta incerto e complesso. Viviamo una fase dominata dall’incertezza, non solo economica e politica, ma anche sul piano emotivo, che rende difficile per i ragazzi scegliere il proprio percorso. In questo contesto, l’orientamento diventa fondamentale. Occorre dialogare con gli studenti e colmare la mancanza di una narrazione istituzionale sul reale impatto della professione di esperto contabile. Secondo i dati ISTAT, quasi un milione e mezzo di giovani tra i 15 e i 29 anni non studia, non lavora e non si forma: per questo l’orientamento non è un’opzione, ma una responsabilità”.

EssilorLuxottica, premio fino a oltre 4.000 euro per i dipendenti in Italia

Milano, 22 apr. (askanews) – Premio di risultato fino a oltre 4.000 euro per i dipendenti di EssilorLuxottica in Italia. Lo comunica una nota del gruppo al termine dell’incontro tra le rappresentanze sindacali nazionali e territoriali, le Rsu di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e i rappresentanti di EssilorLuxottica. Il premio 2025 sarà erogato entro giugno.

“Frutto del solido sistema di relazioni sindacali costruito negli anni, il premio di risultato si pone come un sostegno importante per i lavoratori e le lavoratrici del gruppo in Italia”, sottolinea una nota dell’azienda. Con il contributo delle componenti addizionali legate alle prestazioni individuali, il premio base di 3.090 euro lordi può arrivare fino a circa 3.723 euro lordi e circa 4.095 euro lordi se il dipendente sceglie di convertire l’importo in beni e servizi welfare.

“Siamo felici di confermare anche quest’anno un importante premio di risultato – ha commentato Piergiorgio Angeli, Chief People Officer di EssilorLuxottica-. Crediamo che il successo di un’azienda non si misuri solo nei numeri, ma anche nelle modalità con cui si realizzano e nella sua capacità di creare valore per tutti. Per questo, le persone, il senso di comunità e il benessere sociale sono al centro delle nostre strategie. È grazie alla dedizione, alla creatività e all’impegno delle nostre persone che il gruppo continua a crescere e a innovare, trasformando ogni giorno la visione in risultati concreti e le sfide in opportunità”.

“Il premio di risultato – commentano i segretari nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, rispettivamente Sonia Tosoni, Raffaele Salvatoni e Livia Raffaglio – rappresenta un riconoscimento concreto del contributo fondamentale delle lavoratrici e dei lavoratori ai risultati di EssilorLuxottica ed è, al tempo stesso, un segnale significativo di attenzione e valorizzazione del lavoro. Si conferma inoltre uno strumento capace di sostenere l’impegno collettivo e di rafforzare un contesto produttivo inclusivo e socialmente responsabile, inserendosi in un percorso più ampio di dialogo costruttivo tra azienda e organizzazioni sindacali, volto a tutelare e consolidare l’occupazione e la competitività delle fabbriche italiane nel lungo periodo”.

Energia, le raccomandazioni della Commissione Ue contro la crisi

Bruxelles, 22 apr. (askanews) – La Commissione europea ha presentato oggi a Bruxelles la sua attesa comunicazione dal titolo ‘Accelerate EU – Unione dell’Energia’, e con il sottotitolo ‘Energia a buon mercato e sicura attraverso un’azione accelerata’, in cui raccomanda una lunga serie di misure che potrebbero prendere volontariamente gli Stati membri, a livello nazionale, per far fronte ai rincari energetici causati dalla guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz.

La comunicazione riporta un elenco di ‘esempi di buone pratiche’ già adottate da alcuni paesi: i sussidi per le pompe di calore e per gli impianti geotermici e solari, e i sistemi di noleggio a lungo termine o agevolati (‘social leasing schemes’) per facilitare l’accesso ai veicoli elettrici alle famiglie a basso e medio reddito (misure adottate in Francia); la riduzione dell’Iva per le pompe di calore, i pannelli fotovoltaici e il riscaldamento con energia solare (in Belgio); le campagne di sensibilizzazione pubblica per la riduzione o l’aumento della temperatura, rispettivamente, degli impianti di riscaldamento o raffreddamento degli edifici (in Italia).

Viene presentata poi la lista di raccomandazioni non vincolanti per i settori dell’industria, quello energetico, l’edilizia residenziale e i trasporti. Per quest’ultimo settore, l’elenco prevede, in particolare: un abbonamento mensile unico, nazionale o regionale, valido per viaggi illimitati su tutti gli autobus interregionali e statali, oppure locali e regionali; un abbonamento annuale a tariffa fissa agevolata per incentivare l’uso quotidiano dei trasporti pubblici urbani; servizi di trasporto a chiamata nelle aree rurali; congelamento dei prezzi dei biglietti ferroviari (sostenuto con fondi pubblici); programmi di finanziamento per le ‘cargo bike’; investimenti in infrastrutture ciclabili e sistemi di car sharing; agevolazioni fiscali per l’acquisto o il possesso di veicoli a zero emissioni, applicabili alle auto aziendali; incentivi all’acquisto di veicoli elettrici a batteria e supporto per l’installazione di punti di ricarica presso edifici residenziali o sedi aziendali.

Per l’edilizia residenziale, le raccomandazioni più significative includono: prezzi temporanei regolamentati e mirati dell’energia per le famiglie vulnerabili e a basso reddito (tariffe sociali); riduzioni mirate, totali o parziali, delle accise sull’elettricità, sempre per le famiglie a basso reddito; incentivi fiscali mirati o sostegno finanziario per accelerare l’installazione di tecnologie pulite come batterie plug-in, pannelli fotovoltaici, pompe di calore e finestre ad alte prestazioni energetiche; tariffe sociali e contributi aggiuntivi al fine di sostituire rapidamente le caldaie dei combustibili fossili; incentivi fiscali o sussidi per i consumatori che sostituiscono gli apparecchi di cottura a gas con apparecchi elettrici; divieto temporaneo di interruzione della fornitura di energia elettrica a causa del mancato pagamento; certificati e consulenze di prestazione energetica gratuiti.

Nella comunicazione, la Commissione annuncia poi diverse altre iniziative, tra cui la futura presentazione di una proposta per il riequilibrio degli oneri fiscali applicati nei diversi paesi al mercato elettrico, in modo che l’elettricità sia tassata a un livello inferiore a quello delle fonti fossili; un programma per il potenziamento delle reti elettriche e per l’elettrificazione dei settori industriale, dei trasporti e del riscaldamento, con la fissazione di un calendario di obiettivi da raggiungere; nonché altre misure per sostenere l’industria ad alta intensità energetica (compresa la già prevista revisione temporanea e mirata del quadro per gli aiuti di Stato).  

Nel presentare il pacchetto in conferenza stampa, il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen, un po’ a sorpresa, non ha abbassato i toni allarmistici usati nei giorni scorsi dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), secondo cui la guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz rischiano di provocare nel giro di alcune settimane una crisi degli approvvigionamenti di carburante in Europa, almeno nel settore dell’aviazione, ma ha anzi ribadito di condividere le raccomandazioni dell’Aie sulle misure necessarie per ridurre i consumi di energia, a ha ricordato l’analisi del direttore dell’Agenzia, Fatih Birol, secondo cui le scorte di kerosene in Europa basterebbero per appena sei settimane.

Il commissario ha sottolineato che, anche nella migliore delle ipotesi, se la guerra dovesse finire domani, le conseguenze sarebbero comunque risentite in Europa ancora per mesi, e in particolare ci vorrebbero ‘due anni per ricostituire la capacità di produzione distrutte del gas naturale liquefatto (Gnl) del Qatar’, e anche per il petrolio servirebbero ‘da due a quattro settimane’ per ritornare alla normalità.  

Una posizione non proprio in linea con quella che era stata espressa e articolata ieri da fonti comunitarie qualificate, in cui si insisteva sul fatto che non siamo (o comunque non siamo ancora) in presenza di un problema di sicurezza degli approvvigionamenti, ma solo di volatilità dei prezzi; e quindi, come aveva sottolineato sempre ieri il commissario ai Trasporti Apolostos Tzitzikostas, andrebbero evitati messaggi miranti a modificare il comportamento dei consumatori. E non è il caso, quindi, di presentare raccomandazioni sul telelavoro almeno un giorno alla settimana, o sulla riduzione dei limiti di velocità, dell’uso dell’auto e la limitazione dei viaggi aerei per il personale delle aziende e per gli impiegati pubblici. ‘Non c’è bisogno, a questo punto, di intervenire nel modo in cui la gente vive e lavora’, aveva osservato Tzitzikostas. E in effetti le raccomandazioni di quel tipo, che erano incluse nelle prime bozze della comunicazione della Commissione, sono state eliminate nella versione definitiva approvata e presentata oggi.      

La prevalenza dell’una o dell’altra posizione ha evidentemente un impatto importante sulle misure che si considerano necessarie; la preoccupazione principale di Jorgensen sembra essere quella di non allentare la pressione, per poter convincere i governi dei Ventisette che servono misure immediate per quanto riguarda le capacità di raffinazione, le scorte minime di carburante (soprattutto di kerosene) negli Stati membri, la loro gestione coordinata e la loro eventuale condivisione nel casi in cui si arrivi effettivamente a una crisi manifesta degli approvvigionamenti.

Il commissario all’Energia, quindi, ha evitato di dare una stima sul margine di sicurezza di cui dispongono effettivamente i paesi dell’Ue con le loro scorte di kerosene (sia quelle ‘commerciali’ detenute dalle compagnie aeree, che quelle d’emergenza gestite dalle autorità nazionali). Un margine che in relatà, a quanto si apprende a Bruxelles, potrebbe arrivare fino a sei mesi, molto di più delle sei settimane prospettate da Birol.

Secondo quanto avevano spiegato ieri fonti comunitarie, le previsioni direttore dell’Aie si riferivano non alla sola Ue, ma a tutto il continente europeo (che comprende anche grandi paesi con forte fabbisogno e senza una significativa capacità di produzione interna di kerosene, come il Regno Unito e la Turchia) e probabilmente solo alle sole scorte commerciali, e non anche a quelle d’emergenza.

Su questo punto specifico, Jorgensen si è limitato a confermare che, come prevede la comunicazione approvata oggi, verrà creato un nuovo ‘Osservatorio europeo’ per il monitoraggio delle forniture, che raccoglierà e pubblicherà tutti i dati sulla capacità di raffinazione, l’import, l’export e la redistribuzione dei carburanti nell’Ue. E a questo punto il commissario ha anche  osservato che ‘i cittadini sono molto preoccupati per l’estate’, quasi per rimarcare il suo diverso punto di vista rispetto al collega Tzitzikostas, che ieri aveva invece invitato i turisti a viaggiare in Europa che è ‘il luogo più sicuro e stabile da visitare quest’estate’.

Nella comunicazione ‘Accelerate EU’, la Commissione propone cinque aree di intervento: 1) aumentare il coordinamento tra gli Stati membri (in particolare sulla gestione degli stoccaggi dei carburanti e delle capacità di raffinazione), sia all’interno del mercato unico che con i fornitori di combustibili fossili; 2) sostenere gli Stati membri nella protezione dei consumatori e dell’industria dai picchi di prezzo; 3) ridurre e sostituire con altre fonti il consumo di petrolio e gas; 4) promuovere l’elettrificazione, l’energia verde e i gas puliti di produzione locale nei consumi;  5) incentivare gli investimenti mobilitando finanziamenti pubblici e privati per la transizione.

Il vicepresidente Esecutivo italiano della Commissione, Raffaele Fitto, responsabile per la Politica di coesione, ha sintetizzato i contenuti del pacchetto in un post sui social media, in cui ha scritto: ‘Oggi al Collegio dei commissari abbiamo approvato un pacchetto di misure sull’energia per affrontare la grave crisi in corso. ️La Commissione apre a soluzioni concrete e flessibili. Il pacchetto combina misure immediate e interventi strutturali di lungo periodo per ridurre la dipendenza dai mercati fossili volatili e rafforzare la resilienza europea attraverso energia pulita prodotta in Europa ed elettrificazione, utilizzando al meglio le risorse già disponibili’, compresi i fondi di coesione, ‘per garantire interventi rapidi ed efficaci’.

Le principali azioni, spiega Fitto, sono: il ‘coordinamento tra Stati membri nell’uso delle riserve e nei rapporti con i fornitori, con misure per massimizzare la capacità di raffinazione e aumentare la produzione di biocarburanti sostenibili’; la ‘protezione di consumatori e imprese dai picchi dei prezzi: sostegni mirati al reddito, incentivi fiscali, voucher energetici e ‘leasing sociale”, con ‘un catalogo di misure per il risparmio energetico e l’efficienza’ che, ha annunciato, ‘sarà presentato a inizio maggio’; una ‘accelerazione della transizione verso l’energia pulita domestica’, con ‘piani per l’elettrificazione, sviluppo di biometano e idrogeno rinnovabile, sostegno a tecnologie come veicoli elettrici, pompe di calore e sistemi di accumulo’; il ‘rafforzamento delle reti e dei sistemi energetici, con investimenti nelle infrastrutture, la piena attuazione della legislazione vigente e nuove proposte su tariffe e tassazione per ridurre i costi nel tempo’.

Vengono proposti inoltre, continua il vicepresidente esecutivo, un ‘aumento degli investimenti pubblici e privati’, con un ‘migliore utilizzo dei fondi europei (Pnrr e Coesione), la semplificazione delle regole, la modernizzazione dell’Ets (il mercato europeo dei permessi di emissione, ndr) e nuovi strumenti finanziari a sostegno della transizione’.

‘La situazione geopolitica attuale ci ricorda con urgenza che accelerare la transizione verso un’energia pulita, sicura e accessibile è un imperativo tanto economico quanto di sicurezza. La Commissione accompagnerà gli Stati membri in ogni fase di questo percorso’, conclude Fitto.