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lunedì, 19 Gennaio, 2026
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E’ morto lo stilista Valentino Garavani

Roma, 19 gen. (askanews) – E’ morto lo stilista Valentino. Aveva 93 anni.

“Valentino Garavani – si legge nella nota della Fondazione – si è spento oggi nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari”.

Si terrà mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio 2026, dalle 11:00 alle 18:00, la camera ardente dello stilista Valentino, scomparso oggi all’età di 93 anni. Lo fa sapere in una nota la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, sottolineando che la camera ardente sarà allestita presso PM23, in Piazza Mignanelli 23 a Roma, “Il funerale – prosegue la nota – si terrà venerdì 23 gennaio 2026, alle ore 11.00, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica 8 a Roma”.

Mattarella: le garanzie di autonomia e indipendenza della magistratura sono indiscutibili

Roma, 19 gen. (askanews) – “La magistratura italiana ha contribuito all’attuazione dei principi costituzionali”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale nel corso dell’incontro con i magistrati ordinari in tirocinio nominati nell’aprile scorso.

“Al contempo, ha vissuto un’ampia evoluzione nello svolgimento dei compiti che l’architettura costituzionale le ha attribuito. Il percorso svolto fino a oggi è utile per comprendere il ruolo della magistratura e gli ambiti entro i quali si deve svolgere la funzione assegnatale dalla Costituzione, nell’esercizio della giurisdizione attraverso l’interpretazione e l’applicazione rispettosa e imparziale della legge”, ha aggiunto il capo dello Stato.

“La nostra Carta fondamentale, al pari delle altre costituzioni europee nate nel secondo novecento, all’indomani dei devastanti conflitti mondiali e delle esperienze drammatiche delle dittature, si fonda sui principi della democrazia liberale basata sulla separazione tra i poteri. Essa persegue, infatti, il duplice obiettivo di bilanciare i poteri dello Stato e di garantire i diritti inviolabili e le libertà fondamentali di ciascuno”, ha ricordato Mattarella, aggiungendo: “In questo quadro costituzionale, alla magistratura viene affidato un compito cruciale: applicare la legge e tutelare i diritti della persona. È un’attività complessa che richiede maturità, profonda conoscenza delle fonti giuridiche e assoluta imparzialità nell’interpretazione”. E “le garanzie di autonomia e indipendenza della magistratura sono indiscutibili, proprio perché funzionali ad assicurare che le decisioni siano adottate secondo diritto e non in base a ragioni esterne dovute a condizionamenti, pregiudizi, influenze o per il timore di ritorsioni o critiche. Per rendere effettiva tale indipendenza la Costituzione ha scelto il modello del governo autonomo della magistratura”.

Giustizia, Mattarella: Costituzione si fonda su separazione poteri

Roma, 19 gen. (askanews) – “La nostra Carta fondamentale, al pari delle altre costituzioni europee nate nel secondo novecento, all’indomani dei devastanti conflitti mondiali e delle esperienze drammatiche delle dittature, si fonda sui principi della democrazia liberale basata sulla separazione tra i poteri. Essa persegue, infatti, il duplice obiettivo di bilanciare i poteri dello Stato e di garantire i diritti inviolabili e le libertà fondamentali di ciascuno”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale nel corso dell’incontro con i magistrati ordinari in tirocinio nominati nell’aprile scorso.

“In questo quadro costituzionale, alla magistratura viene affidato un compito cruciale: applicare la legge e tutelare i diritti della persona. È un’attività complessa che richiede maturità, profonda conoscenza delle fonti giuridiche e assoluta imparzialità nell’interpretazione”, ha aggiunto il capo dello Stato.

Mattarella: magistratura ha contribuito ad attuazione Costituzione

Roma, 19 gen. (askanews) – “La magistratura italiana ha contribuito all’attuazione dei principi costituzionali”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale nel corso dell’incontro con i magistrati ordinari in tirocinio nominati nell’aprile scorso.

“Al contempo, ha vissuto un’ampia evoluzione nello svolgimento dei compiti che l’architettura costituzionale le ha attribuito. Il percorso svolto fino a oggi è utile per comprendere il ruolo della magistratura e gli ambiti entro i quali si deve svolgere la funzione assegnatale dalla Costituzione, nell’esercizio della giurisdizione attraverso l’interpretazione e l’applicazione rispettosa e imparziale della legge”, ha aggiunto il capo dello Stato.

Trump: dazi ai Paesi europei? Lo farò, al 100%, se non troveranno un accordo sulla Groenlandia

Roma, 19 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in una breve intervista telefonica rilasciata oggi alla NBC News, ha affermato che al “100 per cento” imporrà dazi ai paesi europei se non troveranno un accordo sulla Groenlandia.

Alla domanda se avrebbe portato a termine i piani di imporre dazi sulle nazioni europee in assenza di un accordo sulla Groenlandia, Trump ha risposto: “Lo farò, al 100 per cento”. Nell’intervista, Trump ha anche criticato i leader europei che si sono opposti ai suoi sforzi per acquisire la Groenlandia, che secondo lui è necessaria per salvaguardare la sicurezza nazionale dalle minacce esterne.

“L’Europa dovrebbe concentrarsi sulla guerra con Russia e Ucraina, perché, francamente, vedete cosa hanno ottenuto, loro”, ha detto Trump. “È su questo che l’Europa dovrebbe concentrarsi, non sulla Groenlandia”. Nella breve intervista esclusiva con l’emittente statunitense NBC News, il presidente degli Usa Donald Trump è stato comunque cauto sulle sue prossime mosse in merito al controllo della Groenlandia.

Alla domanda se avrebbe usato la forza per impadronirsi della Groenlandia, il presidente ha risposto: “Nessun commento”.

In merito al Premio Nobel per la Pace, Trump ha infine respinto l’idea che la Norvegia non abbia alcuna influenza sulla competizione e che la decisione spetti esclusivamente al comitato. “La Norvegia ha il controllo totale, nonostante quello che dicono”, ha detto il presidente alla NBC News.

Donald Trump continua ad alimentare le tensioni con gli alleati Nato sulla Groenlandia e in un duro messaggio rivolto al primo ministro norvegese, il presidente degli Stati Uniti ha sottolineato che “non si sente più obbligato a pensare esclusivamente alla pace” dopo essere stato snobbato per il Premio Nobel per la Pace.

Il presidente americano, che ha inviato una bizzarra lettera – così la definisce il quotidiano inglese Independent – a Jonas Gahr Store, ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti dovrebbero controllare la Groenlandia perché la Danimarca non sarebbe in grado di proteggerla da Russia e Cina, mettendo in discussione la rivendicazione storica di lunga data di Copenaghen sul territorio.

“Ho fatto più io per la Nato di chiunque altro dalla sua fondazione e ora” l’Alleanza atlantica “dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti”, ha scritto Trump nella missiva, trapelata questa mattina. “Il mondo non è sicuro a meno che non abbiamo un controllo completo e totale della Groenlandia”, ha aggiunto.

Il tycoon è sembrato attribuire agli alleati la responsabilità del suo “catastrofico” cambiamento di politica estera, sostenendo che, visto che la Norvegia non gli ha conferito il Premio Nobel per la Pace lo scorso anno, ora poteva mettere al primo posto gli interessi degli Stati Uniti. L’ufficio del premier di Oslo non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. Il governo norvegese non ha alcun ruolo nel determinare l’assegnazione del Premio Nobel.

Miart 2026, Michele Coppola: Intesa Sanpaolo con Schifani e Ryman

Milano, 19 gen. (askanews) – “Ormai sono davvero tanti anni che affianchiamo miart nella realizzazione, nella produzione, addirittura dire nel renderla ancora più interessante per collezionisti e appassionati d’arte. Abbiamo imparato in questi anni a portare pezzi dalle nostre collezioni e se penso a quanto avvenne con Rauschenberg in occasione tra l’altro di una ricorrenza internazionale, ecco l’idea con la quale guardiamo a miart e a questa felice amicizia va proprio nella direzione di portare nel nuovo padiglione un pezzo delle Gallerie d’italia e quest’anno devo dire con questa felice intuizione del curatore abbiamo scelto tra due straordinari artisti che apparentemente possono avere poco in comune come Schifano e come Rayman. Mii piace l’idea che sia la musica legare due grandi protagonisti della storia dell’arte moderna e contemporanea”. Lo ha detto ad askanews Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni storici di Intesa Sanpaolo, main partner della fiera.

Oltre 300 pizze donate ai meno fortunati a Napoli

Roma, 19 gen. (askanews) – Sono oltre 300 le pizze donate da l’Antica Pizzeria Da Michele alle persone con fragilità che frequentano la Mensa del Carmine a Napoli. L’occasione è la festività di Sant’Antonio Abate (Sant’Antuono), patrono del focolare e protettore dei pizzaioli che si celebra il 17 gennaio, ormai anche nota come “Giornata Mondiale del pizzaiolo”, e si ripete per il secondo anno consecutivo.

L’Antica Pizzeria Da Michele, che ormai conta 80 sedi in 5 continenti, ha realizzato un calendario di iniziative benefiche proprio da dove tutto è partito, la regione Campania. L’evento segna infatti la tappa conclusiva di “Spicchi d’Amore”, il progetto del “Natale solidale” promosso dall’Antica Pizzeria Da Michele in tutta la regione del sud Italia. Il calendario ha visto le diverse sedi campane del brand – Aversa, Caserta, Pompei, Salerno e Napoli – impegnate al fianco di associazioni e parrocchie locali, con l’obiettivo di trasformare un simbolo dell’eccellenza napoletana – la pizza – in un gesto concreto di vicinanza verso le fasce più fragili della popolazione.

Nato idealmente come chiusura del mese dedicato ai diritti dell’infanzia, “Spicchi d’Amore” si è evoluto in un percorso di attenzione costante verso le comunità locali, culminando proprio nel giorno dedicato al “santo del fuoco”, figura centrale nella cultura e nella tradizione dell’arte bianca.

Sergio Condurro e Francesco Ciotola, AD de l’Antica Pizzeria Da Michele, sottolineano il valore simbolico dell’evento: “Per noi la pizza è da sempre sinonimo di accoglienza e famiglia. Celebrare Sant’Antuono, ospitando gli amici della Mensa del Carmine, non è solo un omaggio alla nostra tradizione, ma un dovere morale verso la nostra città. Con “Spicchi d’Amore” abbiamo voluto dimostrare che l’impresa può e deve farsi carico del benessere collettivo, offrendo non solo un pasto, ma un momento di gioia e dignità a chi ne ha più bisogno”.

Suor Marisa Pitrella, direttrice della Caritas Napoli, esprime profonda gratitudine per il rinnovo di questa collaborazione: “In occasione della festa di Sant’Antonio Abate abbiamo festeggiato con le nostre sorelle e fratelli nell’Antica Pizzeria Da Michele. È il secondo anno che ci invitano a mangiare una pizza da seduti insieme con tutti i nostri amici, è un momento molto bello di condivisione e di fraternità ed è per questo che vogliamo ringraziare la famiglia Condurro per questo gesto di solidarietà, un gesto bello che fa sentire vicini e dà dignità alle persone. Un gesto che dice ai fratelli: non siete soli, vi siamo vicini e vi vogliamo bene, non scoraggiatevi perché potete rialzarvi e continuare a sperare. Auspichiamo che anche altre pizzerie e ristoranti possano essere contagiati da questa esperienza per dimostrare vicinanza a chi in un periodo della propria vita vive un momento di fragilità”.

Attiva da decenni nel cuore di Napoli, la Mensa del Carmine opera quotidianamente per garantire pasti caldi e un clima di profonda umanità. La collaborazione con l’Antica Pizzeria Da Michele ribadisce l’importanza della rete tra realtà imprenditoriali e terzo settore per contrastare l’emarginazione sociale e promuovere la cultura del dono.

A Roma il cast di The Beauty, serie tra thriller e ossessione bellezza

Roma, 19 gen. (askanews) – “Una sola dose e sei una bomba”. Questo il claim per lanciare “The Beauty”, farmaco miracoloso che trasforma chiunque in bellissimo ma dagli effetti terrificanti. E il titolo della nuova serie thriller di FX creata e diretta da Ryan Murphy che debutta il 22 gennaio su Disney+.

È stata girata anche a Roma e a Venezia, e nella Capitale sono arrivati per presentarla alcuni dei protagonisti: Evan Peters, Rebecca Hall, Anthony Ramos, Jeremy Pope e Ashton Kutcher.

I primi due interpetano due agenti dell’FBI chiamati a far luce su alcune morti misteriose tra le modelle: da Parigi, all’Italia a New York, sembra un’epidemia che dilaga e minaccia l’umanità; come un virus sessualmente trasmissibile capace però di trasformare esteticamente le persone. E dietro c’è il miliardario Ashton Kutcher, che lo ha creato ed è disposto a tutto per proteggere il suo impero miliardario.

Rebecca Hall ha detto che fin dall’inizio ha pensato fosse

“la trama più estrema e fulminante di Ryan Murphy mai sentita prima”. “Poi mi hanno detto che avrei girato a Roma, Venezia e New York, dove vivo. Quindi è stato un po’ come dire: questo sì che è un progetto geniale”.

Ashton Kutcher ha detto di essersi ispirato ad alcuni amici molto ricchi per il suo personaggio, al loro modi di affrontare i problemi della vita come se non lo fossero. E sulla serie ha commentato: “Credo che ponga questa domanda fondamentale: dove ti collochi nello spettro di ciò che è accettabile? Perché è socialmente accettabile cambiarsi i denti con l’apparecchio, ma in alcuni posti non è socialmente accettabile sottoporsi a una rinoplastica? Dove si colloca ognuno in questa miriade di rischi? Potrebbero esserci effetti collaterali, potrebbero esserci cose che vanno storte e ognuno ha un diverso livello di tolleranza”.

E in merito alle sue scene con la nostra Isabella Rossellini, tra le guest star: “Lei è un’eroina, una leggenda, incredibile. È stato straordinariamente impegnativo lavorare con lei…

Ho cercato la sua approvazione in ogni singola scena. E poi la magia di Ryan Murphy e di ciò che ha creato sono questi due personaggi: quest’uomo ha creato una versione sintetica della bellezza…Lei, il modo in cui la mostra è facendole indossare tutti questi straordinari abiti di alta moda, tutti fatti a mano, ogni parte di lei è bellezza fatta a mano, mentre ogni parte del mio personaggio è bellezza sintetica, il che è davvero una dicotomia straordinaria” ha raccontato.

Farmaci RNA, risultati Spoke 6 Centro Nazionale Terapia Genica

Roma, 19 gen. (askanews) – Il Cnr, presso la sede di Napoli, ha ospitato il meeting “RNA drug development”. Due giorni per condividere i risultati maturati nell’ultimo triennio e le prospettive di sviluppo delle linee di ricerca dello Spoke 6 del Centro Nazionale per la Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia Rna, uno dei cinque finanziati dal Pnrr.

Lo Spoke 6 ha operato con un finanziamento complessivo di circa 11 milioni di euro, sostenendo 25 progetti. Nell’ambito dei bandi a cascata (Open Call) sono stati finanziati 11 interventi per un valore di circa 6 milioni di euro. Sul fronte delle competenze, sono stati assunti 35 ricercatori a tempo determinato e sono stati attivati 14 dottorati di ricerca. I risultati scientifici hanno superato le 100 pubblicazioni; è proseguita inoltre la verifica della componente più direttamente industriale, inclusi gli esiti legati alla valorizzazione e al trasferimento tecnologico.

“Il lavoro del Centro ha espanso incredibilmente la capacità di fare terapie contro le malattie: precedentemente gli approcci farmacologici erano limitati alle proteine, mentre oggi possono essere indirizzati verso porzioni del genoma che prima non erano aggredibili”, ha dichiarato Giuseppe Biamonti del Cnr, coordinatore dello Spoke 6.

Angela Zampella, Prorettrice dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha sottolineato: “Il Centro guarda la tematica di nuovi approcci terapeutici basati sulla tecnologia dei farmaci RNA che viene dall’esperienza del Covid. Oggi si va oltre, provando a sfruttare le enormi potenzialità di espansione su moltissime patologie di diversa natura. E si guarda anche allo sviluppo di tecnologie per rendere possibile la veicolazione di questo tipo di farmaci”.

Durante il convegno è stato presentato anche Urinbb, test rapido e non invasivo per la diagnosi precoce del tumore alla vescica su campione di urine. “Grazie ai fondi del Centro nazionale abbiamo avviato questo studio clinico basato sul dosaggio di molecole di Rna nelle urine dei pazienti: un test che consente di individuare un eventuale tumore già negli stadi precoci”, ha spiegato Amelia Cimmino, responsabile del progetto, precisando che la validazione è proseguita in ambito ospedaliero in attesa degli ulteriori passaggi autorizzativi.

Nasce il Gaza Board of Peace, l’Onu personale di Trump

Roma, 19 gen. (askanews) – Gaza e non solo: la Board of Peace voluta da Donald Trump per la gestione e la ricostruzione del Territorio costiero palestinese costituisce nelle intenzioni della Casa Bianca un meccanismo internazionale in grado di soppiantare le Nazioni Unite e i suoi meccanismi di veto almeno in alcuni teatri che Washington considera fondamentali per i propri interessi, come il Venezuela.

Facile dunque immaginare che – dal momento che l’invito a far parte del Board è stato esteso anche a Vladimir Putin – l’idea sia quella di creare un meccanismo basato sul do ut des: quindi non una vera rappresentanza multipolare, quanto una certificazione delle rispettive aree di influenza di Stati Uniti, Russia e Cina.

Un forum peraltro neanche gratuito: per lo status di membro permanente Trump ha chiesto un gettone di ingresso di un miliardo di dollari – destinato beninteso alla ricostruzione di Gaza; i meno generosi dovranno accontentarsi di una membership triennale.

Se è difficile immaginare che un simile meccanismo proiettato su scala globale possa effettivamente agire per consenso nei casi in cui non vi siano opportune pedine di scambio, anche il suo funzionamento nel più limitato teatro per cui è stato originariamente concepito appare tutt’altro che garantito.

La presenza della Turchia ad esempio irrita non poco il governo israeliano, che è già proiettato verso delle elezioni che potrebbero arrivare già in primavera e che ovviamente non vuol sentire parlare di nulla che possa anche lontanamente suggerire l’ipotesi di un futuro stato palestinese: la partecipazione di Ankara e di altri importanti Paesi arabi e musulmani (che hanno attualmente una notevole ascendenza a Washington) è garanzia del contrario.

Per quanto riguarda i palestinesi, non vi è alcun rappresentante dell’Anp nel Board ma il problema rimane ovviamente Hamas o quanto meno il suo disarmo: stante il fatto che è difficile che qualsiasi Paese, musulmano o meno, invii sul terreno un proprio contingente militare per convincere la milizie con la forza (a meno che Trump non voglia entrare direttamente in quella che diventerebbe in breve tempo la ripresa della guerra) l’unica arma sembra una political suasion che solo Paesi come Turchia o Egitto possono esercitare.

Perché lo strumento del Board sia credibile però necessita di un successo, quanto meno parziale: in questo caso, l’idea di espanderne le funzioni potrebbe prendere piede anche a Mosca e Pechino con buona parte dell’America latina, Ucraina e Taiwan come principali candidati a farne le spese – per non parlare di un’Europa che malgrado l’ampia partecipazione sia a livello di singoli Stati che di Ue non sembra destinata ad avere grande voce in capitolo: il quarto polo mancato.

Nautica, Avv. Russo: quella di alto livello in forte espansione

Roma, 19 gen. (askanews) – “La nautica in Italia è in forte espansione. Sicuramente lo è quella di alto livello, per yacht di lusso da 10 milioni di euro in su, rispetto a una nautica più modesta tra i 50 e i 100 mila euro, molto più depressa e da moltissimo tempo. In Toscana il vero valore aggiunto della Versilia, punta di diamante, non è tanto nell’aspetto tecnico delle imbarcazioni ma nell’arredamento, quello degli artigiani che lavorano sulle barche. Una garanzia rispetto al rischio di una delocalizzazione”.

Così commenta l’avv. Sergio Russo, dello studio Montano-Uccelli di Livorno, il momento della nautica italiana con particolare riferimento all’eccellenza della Versilia.

Chirurgia plastica estetica, Dott. Rochira: ritorno al natural

Roma, 19 gen. (askanews) – Il medico chirurgo plastico Dario Rochira, attivo nel Regno Unito e in Italia, descrive i trend del 2026 nel campo della chirurgia plastica ed estetica.

“Si possono riassumere un pò come un ritorno al natural – spiega Rochira -, stiamo assistendo a una richiesta sempre più importante di trattamenti che risultino meno evidenti quindi più armonici ma duraturi nel tempo. Ad esempio per il viso non si punta più a gonfiare, con i filler con il botulino, al contrario si tende addirittura a sciogliere i filler in eccesso che si sono fatti nel corso degli anni e a ricorrere a soluzioni più definitive come il lifting del viso. Oggi il lifting del viso chiesto da sempre più pazienti e sempre più pazienti in età precoce e anche dai maschi. Lo stesso avviene nel naso, nella rinoplastica, campo oggi rivoluzionato dall’utilizzo della nuova tecnica più conservativa e meno invasiva che preserva le strutture anatomiche del naso, andando a rimodellare il naso e non a cambiarlo completamente. Per il seno, la mastoplastica, se in passato si tendeva ad esagerare nei volumi delle protesi, oggi c’è un ritorno al passato con volumi più sobri, meno evidenti e più naturali. E questo è possibile per l’utilizzo di protesi a goccia. In ultimo possiamo anche dire che l’incremento della richiesta di trattamenti da parte degli uomini è aumentata notevolmente, parliamo ad esempio di trattamenti come il botox o il filler o interventi chirurgici come il ringiovanimento dello sguardo, della palpebra, la blefaroplastica. Come la rinoplastica stessa o la liposuzione”.

"Mamma, ho perso Sanremo": al Brancaccio lo show di Antonio Mezzancella

Roma, 19 gen. (askanews) – Al grido “Mamma, ho perso Sanremo!”, debutta il 5 marzo al Teatro Brancaccio di Roma il nuovo tour teatrale di Antonio Mezzancella, uno degli artisti più versatili e completi dello spettacolo italiano contemporaneo, che continua a conquistare il pubblico con il suo talento poliedrico e la sua straordinaria energia.

“Mamma, ho perso Sanremo!” racconta la storia di un’impresa folle. Tutto inizia quando Antonio, imitatore di successo che non ha mai abbandonato il sogno di diventare un cantante, riceve un video messaggio insperato: è giunta finalmente l’ora di presentarsi al Festival di Sanremo con un suo brano! È arrivato il momento di abbracciare il sogno di diventare un cantautore. La gloria è a portata di mano. Ma nella vita non fila mai tutto liscio e un improvviso sciopero di artisti e maestranze impedisce lo svolgimento del Festival più famoso d’Italia mandando in frantumi il sogno di Antonio. “Ah sì? Sai che c’è? – dice Antonio – allora io, il Festival di Sanremo, me lo faccio tutto da solo!”. Si parte così per un viaggio surreale e incalzante, in cui la fantasia non conosce confini e il pubblico diventa complice della sua sfida impossibile: riprodurre tutti i più grandi protagonisti del mondo della musica, dello spettacolo e dell’attualità in una rassegna sanremese inedita, piena di ritmo e colpi di scena.

Il pubblico si prepari a ridere, ad emozionarsi e a lasciarsi travolgere da un’avventura che fa emergere una domanda che riguarda tutti: basta un grande talento per trasformare un sogno in realtà? Il Festival della canzone italiana non è mai stato così… imitato. Lo spettacolo “Mamma, ho perso Sanremo!”, prodotto da Spettacoli PRO e TGC Eventi, è scritto da Antonio Mezzancella con Marzio Rossi e Andrea Midena.

Antonio Mezzancella è un artista completo, capace di mescolare canto, imitazione, conduzione e spettacolo con naturalezza ed energia. Nato a Perugia nel 1980, ha cominciato fin da bambino a imitare le voci di cartoni animati e sigle televisive: una passione che nel tempo è diventata un mestiere. Dopo i primi anni di gavetta nei villaggi turistici, nel 2004 ha vinto il Festival di Castrocaro Terme come “volto nuovo”, trampolino di lancio per una carriera che lo avrebbe portato presto in televisione, in radio e sui palchi di tutta Italia. La sua versatilità lo ha reso celebre: con la sua voce e la sua mimica dà vita a decine di personaggi e reinterpreta oltre 65 cantanti italiani e internazionali, confermandosi come uno dei più apprezzati “cantanti-imitatori” del panorama contemporaneo. Nel 2015 ha conquistato il grande pubblico con la partecipazione a Tu sì que vales, dove si è classificato secondo, e ha poi consacrato il suo successo vincendo l’edizione 2018 di Tale e Quale Show su Rai 1, risultato che gli ha aperto le porte a collaborazioni radiofoniche, televisive e a innumerevoli serate dal vivo.

Negli anni la sua passione per la musica e lo spettacolo lo ha portato sui palchi di teatri, piazze, eventi aziendali, festival e manifestazioni in Italia e all’estero, mostrando una sorprendente capacità di trasformarsi: dal cabaret alla musica live, dalla conduzione all’imitazione, dalla parodia alla comicità. Oggi, con la maturità di un artista che ha costruito la propria carriera passo dopo passo, Antonio Mezzancella continua a sorprendere, emozionare e divertire il pubblico con il suo talento poliedrico e la sua contagiosa energia.

Miart 2026, Foresti: Fiera Milano mette al centro la cultura

Milano, 19 gen. (askanews) – “Miart è un progetto culturale capace di generare valore per il territorio, per il Paese, e noi siamo uno strumento di politica industriale quindi mettiamo con miart al centro della cultura, perché la cultura contamina, cultura genera nuove opportunità, genera nuove capacità di pensiero e soprattutto indirizza anche nuovi mercati”. Lo ha detto ad askanews Roberto Foresti, vice direttore generale di Fiera Milano, presentando l’edizione 2026 di miart.

“Tenete presente che la cultura, il sistema culturale rappresenta per l’Italia circa 112 miliardi di euro con un’occupazione di un milione e mezzo di persone. Fiera Milano è al centro per sostenere questo settore ,ma soprattutto è al centro come perno culturale per la nostra azienda. Questo è miart”.

Miart 2026, Ricciardi: tante novità, per nuove direzioni

Milano, 19 gen. (askanews) – “Siamo giunti alla trentesima edizione di miart, io dirigo miart ormai da sei anni e sarebbe anche facile questo percorso di crescita portarlo avanti facendo un copia-incolla, ma invece no: esattamente come nel jazz abbiamo deciso di improvvisare, di complicarci la vita, di cambiare veste, di cambiare sede. Ci siamo trasferiti in un nuovo padiglione che per noi è una sfida, ma è una sfida che noi rilanciamo anche al nostro pubblico e alle gallerie. Quello di ripensare un format, un format che si stava consolidando, che è molto solido, che attira gallerie da tutto il mondo, ma che aveva bisogno dal nostro punto di vista di qualcosa di fresco, di nuovo e quindi complicarsi appunto la vita, invece di fare un solo piano abbiamo tre piani, invece di avere tante gallerie e ridurre in metri quadri quindi solo 160 gallerie, ma lavorando estremamente attentamente sulla qualità dei progetti”. Lo ha detto ad askanews il direttore artistico di miart, Nicola Ricciardi, presentando l’edizione 2026 della fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano, in programma all’Allianz MiCo in Fiera Milano dal 17 al 19 aprile e intitolata “New Directions: miart, but different”.

“Per la prima volta ho parlato praticamente con tutte le 160 gallerie – ha aggiunto Ricciardi – lavorando con loro dei progetti che siano sempre di più curati. Questo ha portato anche alla partecipazione di nuove gallerie che si sono lasciate invitare, stimolare da questo nostro input. Infatti arrivano per la prima volta gallerie che di solito uno vede ad Art Basel o a Frieze, che invece oggi scelgono di puntare su Milano, ma ci piace pensare anche proprio per questa nostra idea di fare una nuova miart, ma anche po’ sempre la stessa, noi diciamo sempre miart, but different, cioè salvare tutto quello che è funzionato negli anni e invece poi inventarsi qualcosa di nuovo, un twist come appunto nel jazz”.

Lucio Corsi, al via il 24 gennaio il "Tour europeo 2026″



Roma, 19 gen. (askanews) – Lucio Corsi è pronto per la sua nuova avventura live con il “Tour Europeo 2026” che lo porterà ad esibirsi per la prima volta sui palchi dei club delle principali città europee. Il cantautore attraverserà l’Europa insieme ai suoi musicisti in tour bus vivendo così un’esperienza artistica e personale davvero speciale.

Prodotta e organizzata da Magellano Concerti, la tournée partirà il 24 gennaio dal Padiglione Conza di Lugano – Svizzera, per poi proseguire il 1° febbraio al Volkshaus di Zurigo – Svizzera, il 3 febbraio al SimmCity di Vienna – Austria, il 5 febbraio al MeetFactory di Praga – Repubblica Ceca, il 6 febbraio al Proxima di Varsavia – Polonia (sold out), il 7 febbraio all’Heimathafen Neukölln di Berlino – Germania (sold out), il 9 febbraio al La Madeleine di Bruxelles – Belgio, il 10 febbraio all’O2 Shepherd’s Bush Empire di Londra – Regno Unito, l’11 febbraio al den Atelier di Lussemburgo – Lussemburgo, il 13 febbraio al Q-Factory di Amsterdam – Paesi Bassi (sold out) e il 15 febbraio all’Élysée Montmartre di Parigi – Francia. Info e biglietti su www.magellanoconcerti.it.

Dopo le date europee, in autunno tornerà live in Italia con “Lucio Corsi – Palasport 2026”, il suo primo tour nei palazzetti italiani – prodotto da Magellano Concerti – che farà tappa il 27 novembre al Nelson Mandela Forum di Firenze, il 5 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma e l’11 dicembre all’Unipol Forum di Milano. Info e biglietti su magellanoconcerti.it.

Con oltre 40 concerti nel 2025 tra club e principali festival estivi, nel 2026 Lucio Corsi con il tour europeo e il tour nei palasport aggiunge due nuovi ed importanti tasselli live alla sua carriera, che arrivano in seguito a grandi riconoscimenti ottenuti nel corso del 2025, tra cui la vittoria di due Targhe Tenco per le categorie “Miglior canzone” e “Migliore album in assoluto” con il singolo e il disco “Volevo essere un duro”.

Pubblicato per Sugar Music il 21 marzo su tutte le piattaforme digitali e il 4 aprile nei formati fisici vinili e CD, l’album è attualmente certificato disco d’oro. Ha inoltre conquistato il sesto posto della Top Album Debut Global di Spotify del weekend 21-23 marzo, oltre al primo posto della classifica FIMI degli album e della classifica CD, vinili e musicassette più venduti nella settimana di pubblicazione.

Il 2025, inoltre, si è concluso con un altro significativo riconoscimento: Lucio Corsi è il personaggio e artista più cercato su Google Italia nelle classifiche di “Un anno di ricerche 2025”, l’analisi che ogni anno raccoglie le parole che hanno caratterizzato le ricerche degli italiani (su Google Trends e Google Italy Blog).

A dicembre è uscito anche il singolo “Notte di Natale”, scritto da Lucio Corsi e Tommaso Ottomano. Il brano descrive la dimensione più intima e malinconica delle festività natalizie, riflettendo sul tempo che passa, il bisogno di vicinanza e la solitudine che, spesso in queste occasioni, si fa più presente. Con una scrittura poetica e cinematografica che da sempre lo contraddistingue, Lucio riscalda gli animi con versi di rinascita, raccontati attraverso i piccoli gesti delle persone che ci circondano.

Cantautore toscano, Lucio riesce a rendere armonioso il rock d’autore e le sonorità folk insieme, trasformando le sue atmosfere surreali in poesia e legando un mondo a tratti grottesco ad una struttura musicalmente ricchissima. Ha debuttato alla 75esima edizione del Festival di Sanremo con il singolo “Volevo essere un duro”, classificandosi secondo e vincendo il Premio della Critica “Mia Martini”, entrando nel cuore del pubblico, per poi rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2025 di Basilea, ottenendo il quinto posto. Il singolo è stato primo tra i brani indipendenti più suonati dalle radio per 10 settimane (Earone) ed è oggi certificato disco di platino.

Trentesima esizione di miart: nuove direzioni nel segno del jazz

Milano, 19 gen. (askanews) – Fiera Milano ha presentato la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi che si svolgerà dal 17 al 19 aprile 2026 (VIP preview giovedì 16) e celebrerà questo importante traguardo valorizzando la propria storia e aprendosi a nuovi orizzonti.

Con il titolo New Directions – omaggio al celebre album del 1963 del musicista statunitense John Coltrane (1926-1967) in occasione del centenario dalla sua nascita – miart 2026 fa propria la capacità del jazz di convertire uno standard noto in un terreno fertile per l’innovazione e abbraccia una trasformazione che coinvolge ogni aspetto della sua identità: dai contenuti curatoriali all’immagine coordinata, fino all’esperienza stessa del visitatore.

A segnare simbolicamente questo processo di evoluzione, miart cambia location e trova collocazione nella South Wing di Allianz MiCo, uno spazio architettonico affacciato sul paesaggio contemporaneo di CityLife, pronto ad essere interpretato come uno spartito bianco, tra sperimentazione e riconoscibilità. Sviluppandosi su una superficie più contenuta, la nuova sede apre a inedite opportunità di fruizione e di dialogo tra progetti espositivi, attraverso la rinnovata configurazione della fiera su tre piani.

In questo contesto, 160 gallerie provenienti da 24 Paesi prenderanno parte alla trentesima edizione della manifestazione, che rafforza il suo ruolo di riferimento tra le principali fiere d’arte europee. I progetti espositivi tracceranno un percorso attraverso più di un secolo di storia dell’arte, dai classici del Primo e Secondo Novecento alle esplorazioni più contemporanee.

Importanti partecipazioni coinvolgono prestigiose gallerie che scelgono il palcoscenico di Milano per la prima volta o tornano dopo alcuni anni di assenza, tra cui Alfonso Artiaco (Napoli), Bortolami (New York), DIE GALERIE (Francoforte), Lyles & King (New York), Nino Mier Gallery (New York, Bruxelles), Soft Opening (Londra), Trautwein Herleth (Berlino), Kate Werble Gallery (New York).

Significative inoltre le conferme delle gallerie che prendono parte a miart anche in occasione della prossima edizione, come APALAZZOGALLERY (Brescia), Ben Brown Fine Arts (Londra, Hong Kong, New York), Buchholz (Berlino, Colonia, New York), Cardi Gallery (Milano, Londra), ChertLüdde (Berlino), Sadie Coles HQ (Londra), Consonni Radziszewski (Lisbona, Milano, Varsavia), GALLERIA CONTINUA (San Gimignano, Pechino, Les Moulins, L’Avana, Roma, San Paolo, Parigi), Corvi-Mora (Londra), Monica De Cardenas (Milano, Zuoz), EHRHARDT FLÓREZ (Madrid), Galleria Dello Scudo (Verona), kaufmann repetto (Milano, New York), Peter Kilchmann (Zurigo, Parigi), Galerie Lelong (Parigi), Galleria d’Arte Maggiore g.a.m. (Bologna, Parigi, Venezia), Mai 36 Galerie (Zurigo), Gió Marconi (Milano), MASSIMODECARLO (Milano, Londra, Hong Kong, Parigi), Mazzoleni (Torino, Londra, Milano), Francesca Minini (Milano), Galleria Massimo Minini (Brescia), ML fine art | Matteo Lampertico (Milano), Montrasio Arte (Monza, Milano, Piacenza), P420 (Bologna), Repetto Gallery (Lugano), Lia Rumma (Milano, Napoli), Richard Saltoun (Londra, Roma, New York), GIAN ENZO SPERONE (Sent), Sprovieri (Londra), Tornabuoni Arte (Firenze, Milano, Roma, Parigi, Forte dei Marmi, Crans-Montana), VISTAMARE (Milano, Pescara), Galerie Hubert Winter (Vienna), ZERO… (Milano), solo per citarne alcune.

Sezioni, gallerie e progetti speciali: il ritmo del nuovo layout 3 le sezioni che animeranno la trentesima edizione della fiera, tra conferme storiche e nuove prospettive.

Torna Established che, con 111 gallerie, si rivela ancora una volta la cornice ideale per realtà consolidate che definiscono il presente dell’arte internazionale. L’offerta espositiva spazierà dai capolavori dell’arte moderna alle produzioni più recenti, con alcune proposte di design d’autore.

miart si arricchisce inoltre quest’anno con la metasezione Established Anthology, che coinvolgerà 20 gallerie con progetti espositivi accomunati dall’intenzione di raccontare la complessita?, le traiettorie e le trasformazioni del tempo. Le opere proposte indagheranno temi come la ciclicità e la metamorfosi, l’oblio e memoria, l’attesa e l’immaginazione del futuro, giocando con i salti temporali, le stratificazioni, le inversioni della cronologia e interrogando i futuri possibili, reali o distopici. Established Anthology intende attivare un dialogo generativo tra linguaggi del moderno e pratiche del contemporaneo, promuovendo un equilibrio armonioso tra le parti che ne esalti le risonanze, in linea con lo spirito di miart, storicamente incentrata sui rimandi cronologici.

Le gallerie emergenti che credono e investono sul futuro dell’arte, attraverso progetti sperimentali e sostegno alle giovani generazioni di artisti, saranno ancora una volta protagoniste della sezione Emergent, a cura di Attilia Fattori Franchini. In una sezione ampliata che vede 29 gallerie provenienti da tutto il mondo, sono numerose quelle che per la prima volta scelgono la manifestazione milanese, confermando il ruolo di miart come piattaforma di riferimento per le realtà artistiche più contemporanee. Tra queste Amanita (New York, Roma), COMMUNE (Vienna), Crome Yellow M & C (Johannesburg), Ehrlich Steinberg (Los Angeles), Alice Folker Gallery (Copenaghen), Gaa (New York, Colonia), MERKUR (Istanbul), Satine (Venezia) South Parade (Londra), TBA (Varsavia).

miart 2026 proporrà inoltre un inedito progetto speciale dedicato all’immagine in movimento. Movements nasce dalla collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival e dall’incontro tra il tema della quinta edizione della manifestazione – If Music – e la linea curatoriale di miart. Il programma, curato da Stefano Rabolli Pansera, Direttore Artistico di SMAFF, presenterà film realizzati esclusivamente da artisti rappresentati dalle gallerie partecipanti alla fiera, attivando un dialogo diretto tra gli espositori e la ricerca sul cinema sperimentale promossa dal festival. Movements esplorerà, per la prima volta a miart, il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d’artista, presentando opere che propongono una visione del cinema in chiave musicale, basata su risonanza, ritmo e vibrazione. In questa prospettiva, la musica non è una semplice colonna sonora, ma un dispositivo di apertura verso altre dimensioni, dove immagine e suono si intrecciano come forze inseparabili e trasformative. Questo approccio dà forma a un ambiente polifonico, uno spazio di pausa e immersione in cui i film diventano partiture, capaci di accordare lo sguardo, generare risonanze e far affiorare mondi possibili oltre il fotogramma.

"Disegnare le vite", la memoria nelle tavole di Barabara Yelin a Roma

Roma, 19 gen. (askanews) – Il Goethe-Institut, in collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, NABA Nuova Accademia di Belle Arti, ARF! il Festival del Fumetto, Biblioteca Europea, Biblioteche di Roma e Reprodukt, inaugura il 21 gennaio alle 19 la mostra delle tavole originali tratte dai graphic novel di Barbara Yelin, artista tedesca che da settembre vive nella Capitale come borsista dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.

“Disegnare le vite. Memoria e biografia nell’opera di Barbara Yelin” si terrà dal 22 gennaio al 20 marzo 2026 presso il KunstRaum del Goethe-Institut di Roma (via Savoia, 15). In esposizione oltre 80 tavole tratte dalle opere principali dell’artista tedesca.

L’artista alle 19.30 sarà protagonista di una lettura scenica in tedesco e in italiano. Barbara Yelin, una delle più importanti autrici e disegnatrici tedesche, è la prima rappresentante del genere graphic novel insignita del Premio Roma Villa Massimo nella categoria Letteratura. Con le sue storie indaga un terreno molto peculiare: quello della memoria e delle possibilità che la combinazione fra disegno, parola e sequenzialità offrono per ricostruire la Storia, o meglio i frammenti di una storia personale che si fa collettiva.

Yelin affronta il tema della memoria attraverso le vite di alcune persone e personaggi: Therese Giehse, figura rivoluzionaria del teatro tedesco, prima attrice protagonista di Madre Coraggio di Bertolt Brecht e cofondatrice, assieme a Erika e Klaus Mann, del cabaret politico “Die Pfeffermühle” (Die Giehse – Ein Leben für das Theater 1898-1975, Reprodukt, 2025); Emmie Arbel, sopravvissuta dal campo di sterminio di Ravensbrück e Bergen-Belsen e protagonista di una complessa e dolorosa vicenda personale segnata da violenza e resistenza (Emmie Arbel. Die Farbe der Erinnerung, Reprodukt, 2023); Irmina, personaggio di finzione ispirato a una vicenda reale, diventa una complice passiva del nazionalsocialismo in un percorso pieno di fratture per la scelta tra libertà personale e la spinta verso l’ascesa sociale. (Irmina,Reprodukt, 2014); Kidane, immigrato eritreo nella Svizzera dei nostri giorni (Unsichtbar, autoprodotto, 2019; Invisibile, Internazionale, 2021).

C’è un interrogativo radicale e profondo con cui l’artista prova a dialogare attraverso la narrazione per immagini: come si va incontro alla Storia? Yelin trova una chiave potentissima nel fumetto di cui sfrutta la capacità di “dire senza dire”, “mostrare senza mostrare”, dare attraverso le figure un corpo a emozioni, sensazioni, anche “illuminazioni” che ci riportano a un vissuto, dove oggettività e soggettività si mescolano.

Basato su un intenso lavoro di ricerca storica e testimonianze dirette, il processo artistico di Barbara Yelin prende forma attraverso schizzi e storyboard disegnati, in cui immagini e testi si sviluppano parallelamente. Le sue tavole nascono da una stratificazione di tecniche manuali – acquerello, matita, matite colorate e gouache – che rimangono volutamente visibili, restituendo il disegno come processo di pensiero.

Oltre a ciò, il 27 gennaio Barbara Yelin incontrerà gli studenti di alcune scuole superiori di Roma in un evento di alto valore culturale e formativo. Davanti agli alunni l’autrice e illustratrice tedesca presenterà i temi centrali della sua opera e le sue tecniche pittoriche, per poi concludere l’incontro con una lettura scenica, in italiano e in tedesco, tratta da uno dei suoi libri.

Teatro, Lucia Mascino con "Il Sen(n)o" a Bologna, Roma e Napoli

Roma, 19 gen. (askanews) – Dopo Milano, Genova e Firenze, “Il sen(n)o” prosegue la sua tournée italiana confermandosi come uno dei monologhi più incisivi del teatro contemporaneo. Accolto con entusiasmo da pubblico e critica fin dal debutto, lo spettacolo colpisce per la forza del testo e per l’interpretazione intensa di Lucia Mascino, diretta da Serena Sinigaglia.

Nel corso della stagione lo spettacolo sarà in scena in diverse città, tra cui Parma (Teatro al Parco) il 30 gennaio, Bologna al teatro Duse il 4 febbraio, Roma al Teatro Vascello il 9, 10 e 11 febbraio, a Magione (PG) Teatro Mengoni il 13, il 18 a Bollate (MI) al Teatro LaBolla, Bolzano (Teatro Cristallo) il 21 febbraio, Napoli al Piccolo Bellini dal 24 febbraio al primo marzo e Barga (LU) al Teatro dei Differenti il 7 marzo.

Scritto dalla drammaturga britannica Monica Dolan (nota per essere tra gli interpreti di “Black Mirror”), tradotto da Monica Capuani, prodotto dal Teatro Carcano di Milano e distribuito da Mismaonda, Il sen(n)o affronta con lucidità alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo: lo sguardo imposto dalla società sul corpo femminile, la sessualizzazione precoce, l’effetto di una mancata educazione affettiva e sentimentale tanto sui minori quanto sugli adulti.

“Alla fine tutto si riduce a una sola domanda: pensiamo che il seno sia una cosa oscena oppure che sia quello che è e basta?”. Una psicoterapeuta si trova a dover valutare un gesto mai compiuto prima. Una madre ha preso una decisione sul corpo di sua figlia e questa decisione scatena intorno a lei una serie di conseguenze e di reazioni sempre più fuori controllo.

Sci, Brignone: "Voglio testare testa e gamba. Giochi? Vediamo"

Roma, 19 gen. (askanews) – Federica Brignone torna a parlare alla vigilia del suo rientro in gara a Kronplatz, nella conferenza stampa organizzata dalla Federazione alla vigilia del gigante che segna il suo ritorno alle competizioni dopo il grave infortunio. Un appuntamento carico di significati, tra aspettative ridimensionate, dolore ancora presente e la volontà di mettersi alla prova senza protezioni né scorciatoie.

La campionessa azzurra ha raccontato come l’infortunio abbia inciso soprattutto sul piano mentale: “In questi ultimi anni ho lavorato molto su quest’aspetto. Al momento mi fido della mia tecnica e del mio controllo sugli sci. Questo è oro, io sono una maniaca del controllo e nella mia sciata voglio avere sempre tutto sotto controllo. So che l’episodio dell’infortunio è stato sfortunato, indipendentemente dalla mia volontà”. Una fiducia costruita giorno dopo giorno, pur nella consapevolezza che il dolore non l’ha mai abbandonata: “Non c’è giorno in cui finora non abbia provato dolore dal momento dell’infortunio. Non solo sugli sci, ma anche nella vita di tutti i giorni. Se è troppo, non salgo sugli sci”.

Brignone ha spiegato di sciare senza tutori o supporti rigidi: “Scio senza tutore. Ho solo dei tessuti che tengono più caldo il ginocchio, non ho nulla che mi immobilizzi. Dal primo giorno ho deciso che avrei sciato in condizioni normali per il mio ginocchio. Se domani vedo che non me la sento, nessun problema. Posso fermarmi”. Una scelta coerente con il suo approccio diretto anche nelle decisioni più delicate: “Non ho mai avuto istinti conservativi. Preferisco fallire che non agire per paura di fallire. Mi sono confrontata con il mio staff e ho deciso di gareggiare qui per mettermi alla prova”.

Guardando alla gara, le sensazioni restano contrastanti. Da un lato la soddisfazione di essere al cancelletto di partenza, dall’altro i timori legati alla risposta della gamba: “Il pensiero positivo riguarda il fatto che sono qua e domani sarò davanti a un cancelletto di partenza, andando oltre le aspettative di tutti. La paura è quella che qualcosa non funzioni dentro la mia gamba, ho ancora tutta la ferraglia”. Un percorso che non ha mai avuto momenti semplici: “Tutti i giorni ho pensato di non farcela per un momento. Il momento più difficile è stato quando ho rimesso gli sci da gigante. Momenti facili non ne ho mai avuti”.

Il rientro non è stato pianificato con scadenze rigide, anche perché la priorità iniziale era un’altra: “La cosa più terribile per me riguardava la possibilità che l’infortunio pregiudicasse la mia vita normale. Per questo la parte sci è passata totalmente in secondo piano”. Solo a dicembre sono arrivate le prime sensazioni incoraggianti: “Quando ho rimesso quelli da gigante è stato un disastro. Nella seconda metà del mese ho iniziato a vedere un po’ di luce, è stata veramente tosta”.

Brignone ha commentato anche la stagione segnata da numerosi infortuni gravi: “È vero, quest’anno ci sono stati più infortuni del solito e hanno avuto più attenzione mediatica perché riguardavano grandi campionesse. Ma nello sci gli infortuni ci sono sempre stati. Nessuno può pensare di sciare senza la paura di farsi male, è un aspetto che bisogna accettare. Fa parte del fascino di questo sport e per questo considero gli sciatori degli eroi”.

Sul piano tecnico, il gigante resta la disciplina più delicata: “È diventata molto fisica e difficile negli ultimi anni. Finché non gareggio è difficile rendermi conto del livello delle avversarie. Il gigante è la prova in cui sento più dolore, anche se è quella che mi viene meglio; sulla velocità sento meno dolore”. La preparazione è stata ridotta al minimo: “Ho solo dieci giorni tra i pali. Non ho svolto una vera preparazione, ogni giorno è stato come un test”.

Il programma resta flessibile e legato alle sensazioni: “Dipende molto da come andrà domani. Poi mi sposterò a Cortina per allenarmi sulla velocità. I miei programmi sono settimanali, non a lungo termine”. Con uno sguardo già rivolto ai Giochi: “L’obiettivo è andare a Cortina e in base alle sensazioni decidere se fare altre gare prima, durante e dopo le Olimpiadi. Se sono qui è per gareggiare”.

Il ritorno avverrà su una pista speciale per lei: “Non c’è posto migliore per tornare in gara. Kronplatz mi è sempre piaciuta. Sono qui per testare mente, corpo e gamba. Non gareggio per un grande risultato, ma per me stessa. Essere in gara domani sarà già un successo, tutto ciò che verrà in più sarà guadagnato”. Un rientro senza certezze, ma con una convinzione chiara: “So di non dover dimostrare nulla a nessuno”.

FEI Endurance Forum 2026, giovani rider scrivono il futuro

Roma, 19 gen. (askanews) – Si è concluso a Perugia il FEI Endurance Forum 2026, appuntamento di riferimento per la comunità internazionale della disciplina che ha riunito gli stakeholder del settore – atleti, tecnici, veterinari, ufficiali di gara, giudici e organizzatori – in rappresentanza di oltre 40 Paesi. Nel corso dei lavori è emersa con chiarezza la volontà condivisa di rafforzare un modello di sviluppo fondato su responsabilità, competenze organizzative e attenzione ai principi che caratterizzano l’endurance.

Uno dei momenti più significativi del Forum è stata la sessione dedicata ai Young Riders (la categoria degli atleti tra i 14 e i 21 anni) in cui giovani protagonisti hanno offerto spunti concreti su temi centrali come la formazione, il training, la sostenibilità economica e il loro approccio consapevole all’endurance, dando vita a un confronto diretto con atleti più esperti e con i diversi punti di vista presenti nel panorama internazionale. In particolare, sono intervenuti Jiahe Isabella Sui (Cina), Giulia Kybett Vinci (Italia), Emma Schuber (Svezia) e Gerard Casas Maxenchs (Spagna), che hanno portato esperienze e prospettive diverse, raccontando le aspettative, le ambizioni e anche le difficoltà che i giovani atleti si trovano ad affrontare nel loro percorso di crescita.

“Il dialogo con i giovani – ha sottolineato Áine Power, FEI Executive Director of Sport & Games – è fondamentale per il futuro dell’endurance. È una disciplina che consente di competere anche in età avanzata, ma senza il coinvolgimento delle nuove generazioni il futuro è a rischio. I giovani portano idee, energia e motivazione e il loro coinvolgimento è una parte centrale della strategia FEI. Dobbiamo essere rilevanti per loro e dimostrare che il tempo trascorso con il cavallo è tempo di valore. Dalla sessione dedicata agli Young Riders sono emersi temi chiave come la sostenibilità economica della pratica sportiva, con costi in aumento per organizzatori, atleti e famiglie, e la necessità di investire su comunicazione e formazione, utilizzando strumenti moderni per rendere lo sport più accessibile”.

La due giorni ha inoltre rappresentato un’occasione di approfondimento sulle best practice organizzative delle competizioni di endurance, richiamando il ruolo centrale dei comitati organizzatori nella pianificazione e nella gestione degli eventi. Dall’organizzazione operativa al coordinamento delle risorse, fino all’attenzione per il territorio e per la sostenibilità, ogni elemento concorre a definire la qualità complessiva di una manifestazione.

“Siamo custodi dell’ambiente in cui si svolge il nostro sport – ha spiegato Gianluca Laliscia, CEO di sistemaeventi.it, organizzatore dell’evento – e abbiamo la responsabilità di lasciare un’eredità pulita, nel pieno rispetto dei valori fondanti dell’endurance. Il primo fra tutti è il rispetto della natura e dell’ambiente, insieme a un principio che deve guidare ogni scelta: la sicurezza, sempre al primo posto. La responsabilità dei Comitati Organizzatori è altissima, perché nell’organizzazione di una competizione nulla può essere lasciato al caso. In una gara di endurance su 160 chilometri, dove le variabili lungo il percorso sono molteplici, il tema della sicurezza diventa una priorità assoluta e imprescindibile”.

Il FEI Endurance Forum 2026 si chiude lasciando una visione di sviluppo basata sul dialogo tra le diverse componenti del settore, grazie a due giornate che Áine Power ha definito “motivanti, costruttive e coinvolgenti”.

Groenlandia, Ue: il dialogo con gli Usa prosegue, è la nostra priorità. Obiettivo è evitare i dazi

Roma, 19 gen. (askanews) – Sulla Groenlandia “i leader Ue stanno conducendo intense consultazioni, il dialogo con gli Stati Uniti prosegue a tutti i livelli: la nostra priorità è dialogare, non inasprire la situazione”. Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea, Olof Gill, nel briefing quotidiano con la stampa dopo l’annuncio del presidente Usa Trump di imporre da febbraio dazi del 10% su Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno unito, Paesi Bassi e Finlandia. “A volte la forma più responsabile di leadership è la moderazione, e la leadership responsabile è ciò che contraddistingue la presidente von der Leyen e l’Unione europea nel suo complesso”.

“Il presidente Costa ha indicato la probabilità che questa settimana si tenga un Consiglio europeo straordinario per affrontare proprio questo argomento – ha proseguito -. Dalle consultazioni tra i leader della Ue, compresa la presidente von der Leyen, emerge chiaramente che la priorità è quella di impegnarsi, non di inasprire la situazione, ed evitare l’imposizione di dazi. Perché ciò finirebbe per danneggiare i consumatori e le imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico. La Ue – ha sottolineato – ha costantemente sottolineato il suo interesse transatlantico condiviso per la pace e la sicurezza nell’Artico, anche attraverso la Nato”.

“Non sono a conoscenza di un incontro programmato tra i presidenti von der Leyen e Trump, ma entrambi saranno a Davos e non posso escludere la possibilità che possano incontrarsi – ha dichiarato il portavoce della Commissione Ue – ma al momento non è previsto alcun incontro”.

Enac, nel 2025 oltre 229 milioni i passeggeri negli aeroporti italiani (+5%)

Roma, 19 gen. (askanews) – Nel 2025 sono stati oltre 229 milioni i passeggeri negli aeroporti italiani, con un incremento del +5% rispetto al 2024. Questi i primi dati emersi dall’analisi fatta dall’Enac sul traffico aeroportuale del 2025 e pubblicata nel documento ‘Executive Summary – Dati di traffico 2025’.

“L’aumento del traffico aereo del 2025 – ha commentato il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma – è un segnale forte e inequivocabile della definitiva ripresa del settore e della centralità del trasporto aereo per la crescita economica, la competitività e la connettività del Paese. Il comparto si conferma una leva strategica per l’economia nazionale, capace di sostenere turismo, business e competitività internazionale, accompagnando al tempo stesso l’evoluzione verso un modello di mobilità più innovativo e sostenibile. L’aviazione civile torna a volare e a guardare con fiducia al futuro. Di particolare interesse è l’incremento percentuale dei piccoli aeroporti come Reggio Calabria, Rimini, Pescara, Trieste che determina una positiva riflessione sulla Ram (Regional Air Mobility), policy che Enac sta sviluppando valorizzando la rete aeroportuale minore che potrà permettere la realizzazione di un network tra grandi e piccoli aeroporti”.

Le gravi conseguenze per la messa in discussione dell’indipendenza monetaria americana

Le sta provando tutte, Donald Trump, per far fuori il combattivo Governatore della Federal Reserve, Jerome Powell. Quasi fosse ancora alla guida di The Apprentice, con la voglia matta di urlare “You’re fired!” all’odiato banchiere. Che ha la colpa, a suo dire, di non aver voluto e di non voler abbassare il costo del denaro sino all’1%, una misura che dovrebbe favorire gli investimenti e così alleggerire il peso – elettoralmente importante – di un tasso occupazionale che non cresce e di un’economia che non decolla come il Presidente aveva con la sua solita enfasi annunciato e garantito.

Quello non cede e, con il rigore tipico del banchiere centrale, avverte e allarma circa i rischi di una ripresa inflattiva nel caso si lasciassero le briglie sciolte: il costo della vita è ancora al 3% e non dà segni di cedimenti, per cui è prudente non toccare i tassi.

L’arma giudiziaria come strumento politico

E così Trump, stretto nella stessa morsa macroeconomica che azzoppò Biden, ha ora giocato un’ultima (?) carta, facendo porre Powell sotto indagine penale dalla procuratrice di Washington, Jeannine Pirro, una sua fedelissima sostenitrice. L’accusa è imperniata sui presunti costi eccessivi e fuori controllo che avrebbero contraddistinto la ristrutturazione in corso della sede centrale della FED. Associando alla denuncia la consueta raffica di insulti, dove la parola “incompetente” è la meno offensiva.

Gli attacchi durano da tempo, e sono tutti mirati a conquistare una maggioranza in seno al consiglio direttivo della banca centrale. Dapprima ha licenziato la responsabile del Bureau of Labor Statistics, Erika Mc Entarfer, colpevole di aver pubblicato dati – rigorosamente quantitativi – sgraditi al governo. Poi ha cercato di cacciare dal Board of Directors della FED una sua componente, Lisa Cook, per una dubbia vicenda legata a una presunta frode attuata allo scopo di ottenere mutui a tassi agevolati (accusa però respinta dalla Corte d’Appello).

La conquista del Board e il controllo dei tassi

E infine ha nominato un suo fedele collaboratore, Stephen Miran, nel Board della FED: portandosi avanti col lavoro, avendo già in mente il nome del prossimo governatore (Kevin Warsh è il favorito, un uomo di Trump ovviamente).

È chiaro a chiunque la pericolosità di questa invadenza presidenziale contro l’autonomia della Banca Centrale. Autonomia che è una garanzia per i mercati e per gli operatori economico-finanziari, i quali possono reagire molto male a fronte di un esibito predominio della politica all’interno della Federal Reserve.

Un rischio sistemico per l’economia globale

Con questa voluta invasione di campo il potere esecutivo influenzerebbe non solo i tassi di interesse sul mercato, ma anche l’andamento della moneta (il dollaro, ovvero la principale valuta planetaria) e la stessa Borsa (Wall Street, la principale piazza finanziaria mondiale). Potrebbe così facendo auto-favorire il finanziamento di un debito pubblico che è già monstre e che potrebbe ulteriormente aumentare, anche in seguito agli effetti dell’ultima legge di bilancio – la “Big Beautiful Bill” – così fiscalmente favorevole al grande capitale.

Anche in questa vicenda – vedremo come si concluderà, e non è detto che non si trasformi in un pericoloso boomerang per il Presidente – Trump mostra il suo volto, quello di un aspirante autocrate che interpreta il mandato popolare ricevuto come una cambiale in bianco, liberatrice dei suoi istinti padronali, insofferenti a ogni critica e soprattutto a ogni autorità indipendente. Pure di quella destinata, nell’interesse generale, a salvaguardare la credibilità nell’ambito globale dell’intera economia statunitense.

La questione, nei suoi termini essenziali, l’ha ben spiegata il Governatore Powell: ed è “se la FED sarà in grado di continuare a fissare i tassi di interesse sulla base delle condizioni economiche, o se invece la politica monetaria sarà guidata da pressioni politiche o intimidazioni”.

Già.

Beppe Convertini presenta libro "Il Paese delle tradizioni" a Martina Franca

Roma, 19 gen. (askanews) – Questa sera, lunedì 19 gennaio, alle ore 18 presso la sala consiliare del Palazzo Ducale di Martina Franca, in provincia di Taranto, Beppe Convertini presenterà il suo ultimo libro “Il paese delle tradizioni” edito da RaiLibri. Dialogherà con l’autore, il conduttore del TGR Puglia Gianluca Veneziani. L’evento rientra nel “Progetto Lettura” dell’istituto comprensivo “A.R.Chiarelli” con il patrocinio del Comune di Martina Franca.

Previsti i saluti, nel corso della presentazione letteraria, del dirigente scolastico Roberta Leporati, del sindaco Gianfranco Palmisano e dell’assessore alle attività culturali Carlo Dilonardo. A valorizzare ulteriormente l’evento, la performance degli studenti di “Musica Parole Danza”, della Banda Musicale Città di Martina Franca “Armonie d’Itria A.P.S.” e della Polisportiva Arci Martina.

“Finalmente presenterò il mio libro nella mia amata Martina Franca, al Palazzo Ducale, in sala consiliare, con la musica, le parole e la danza in una speciale performance degli studenti dell’Istituto Comprensivo “A. R. Chiarelli”e la Banda Musicale della Città “Armonie d’itria A.P.S.”- racconta emozionato Convertini, anche aggiunge -Sono partito da Roma a Palazzo Brancaccio e ho percorso in un lungo e largo il Belpaese raccontando il mio libro Il Paese delle tradizioni edizioni Rai Libri, quindi non poteva affatto mancare la città dove sono nato e a cui sono enormemente legato”.

Hollywood Vampires a Este Music Festival, con Johnny Depp chitarrista

Roma, 19 gen. (askanews) – Il grande rock internazionale sbarca all’Este Music Festival e per la sua terza edizione, firmata da DuePunti Eventi, porta sul palco del Castello Carrarese, il 2 settembre, nientemeno che gli Hollywood Vampires, la “best bar band in the world” formata dall’attore e musicista Johnny Depp con Alice Cooper, Joe Perry e Tommy Henriksen.

Il supergruppo americano Hollywood Vampires sarà ad Este, in provincia di Padova, per una delle due uniche date italiane, con uno show che si preannuncia tra gli eventi rock più attesi della stagione. Particolarmente significativa la presenza di Johnny Depp, protagonista sul palco in una veste inedita e travolgente di musicista.

“Dopo quasi tre anni di assenza, torniamo finalmente in tour nel Regno Unito e in Europa, non vediamo l’ora di incontrare un pubblico incredibile, un’energia travolgente e vivere altre notti indimenticabili. A prestissimo”, ha dichiarato la band.

È passato un decennio da quando gli Hollywood Vampires si sono uniti per la prima volta e continuano a infiammare il palco. Formata nel 2015, la band si è legata grazie all’amore condiviso per i brani preferiti e al desiderio di celebrare i propri “amici morti e ubriachi” suonando la musica degli eroi caduti del rock. Il nome deriva dal club alcolico degli anni ’70 di Alice Cooper, che annoverava tra i suoi membri John Lennon, Keith Moon e Mickey Dolenz. Gli Hollywood Vampires si sono rapidamente guadagnati la reputazione di band dal vivo travolgente, con show incendiari: un mix esplosivo di inni originali e tributi alle leggende che li hanno ispirati.

I loro set sono una celebrazione sfrenata delle più grandi icone del rock, affiancata da un repertorio originale potente. Gli show dei Hollywood Vampires includono classici intramontabili di The Who, Led Zeppelin, David Bowie, Motörhead, The Doors, AC/DCe molti altri, insieme ai successi di Alice Cooper e Aerosmith. È attualmente in lavorazione un documentario intitolato “Unleashed Spirits – The Rise of The Hollywood Vampires”, il cui trailer è già disponibile su www.hollywoodvampires.com.

Riguardo la vendita dei biglietti, è prevista una presale dedicata agli iscritti alla newsletter D’Alessandro e Galli sarà attiva dalle 10 di giovedì 22 gennaio alle 09 di venerdì 23 gennaio. Per accedere alla presale è possibile iscriversi alla newsletter tramite dalessandroegalli.com. La vendita generale inizierà venerdì 23 gennaio alle ore 10.00 su ticketone.it.

L’edizione 2026 conferma così l’anima profondamente internazionale di Este Music Festival con grandi nomi del rock mondiale – Deep Purple (17 luglio), Savatage (28 luglio) e Hollywood Vampires (2 settembre) – e un cuore tutto italiano. In cartellone anche Claudio Baglioni (5 luglio), Riccardo Cocciante (20 luglio) e Il Volo (25 luglio), oltre allo spettacolo evento dedicato al fenomeno globale K-POP Music is coming soon in Demon hunters and Soda pop (22 luglio).

Este Music Festival è organizzato da DuePunti Eventi in collaborazione con la Città di Este e con il patrocinio della Provincia di Padova.

Info su: www.estemusicfestival.it

Borse europee in rosso per tensioni Usa-Ue su Groenlandia, Ftse Mib -1,7%

Milano, 19 gen. (askanews) – A metà mattina le borse europee proseguono in deciso calo, dopo l’acuirsi dealle tensioni tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia. Il Dax di Francoforte viaggia in ribasso dell’1,20%, il Cac40 di Parigi dell’1,44% mentre il Ftse100 di Londra contiene le perdite a un -0,45%. Male Milano dove il Ftse Mib perde l’1,67% mentre l’All Share l’1,51%.

Sul listino principale milanese ultima della classe Stm che cede il 4,34%, seguita da Amplifon (-3,19%) e Brunello Cucinelli (-2,58%). Piede sull’acceleratore, invece, per Leonardo che guida i pochi rialzi della mattinata con un +2,78%. Rialzi contenuti per Inwit (+0,27%) e Fincantieri (+0,25%).

Nuovi massimi per i prezzi dell’oro e dell’argento dopo che il presidente degli Stati Uniti ha minacciato altri dazi per i Paesi europei per il controllo della Groenlandia. L’oro spot è salito dell’1,5% a 4.663,37 dollari l’oncia, dopo aver raggiunto il massimo storico di 4.689,39 dollari. I futures sull’oro statunitense con consegna a febbraio sono balzati dell’1,6% a 4.669,90 dollari l’oncia. L’argento spot è aumentato del 3,3% a 92,93 dollari l’oncia, dopo aver toccato il massimo storico di 94,08 dollari.

Sul fronte valutario il dollaro perde terreno. L’euro è scambiato a 1,1627 dollari in rialzo dello 0,24%.

E’ stata respinta l’istanza di scarcerazione per Mohammad Hannoun

Genova, 19 gen. (askanews) – Il tribunale del Riesame di Genova ha respinto la richiesta di scarcerazione per il presidente dell’associazione Palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, che era stato arrestato lo scorso 27 dicembre insieme ad altre 6 persone con l’accusa di aver finanziato Hamas attraverso raccolte fondi per il popolo palestinese nell’ambito di un inchiesta della locale procura. Le motivazioni del respingimento dell’istanza di scarcerazione per il leader dei palestinesi in Italia, ritenuto dagli inquirenti il capo della cellula italiana di Hamas, sono al momento riservate.

Tennis, Maestrelli avanza agli Australian Open

Roma, 19 gen. (askanews) – Francesco Maestrelli da favola agli Australian Open. All’esordio in uno Slam dopo aver superato le qualificazioni, il 23enne pisano ha staccato il pass per il secondo turno grazie alla vittoria in cinque set sul francese Terence Atmane: 6-4, 3-6, 6-7, 6-1, 6-1 il punteggio finale. Maestrelli, in lacrime alla fine del match, che si regala il secondo turno e vede all’orizzonte la sfida con Novak Djokovic (impegnato più tardi sulla Rod Laver Arena con Martinez).

Trump scrive al premier della Norvegia che senza Nobel non pensa più solo alla pace

Roma, 19 gen. (askanews) – Donald Trump continua ad alimentare le tensioni con gli alleati Nato sulla Groenlandia e in un duro messaggio rivolto al primo ministro norvegese, il presidente degli Stati Uniti ha sottolineato che “non si sente più obbligato a pensare esclusivamente alla pace” dopo essere stato snobbato per il Premio Nobel per la Pace.

Il presidente americano, che ha inviato una bizzarra lettera – così la definisce il quotidiano inglese Independent – a Jonas Gahr Store, ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti dovrebbero controllare la Groenlandia perché la Danimarca non sarebbe in grado di proteggerla da Russia e Cina, mettendo in discussione la rivendicazione storica di lunga data di Copenaghen sul territorio.

“Ho fatto più io per la Nato di chiunque altro dalla sua fondazione e ora” l’Alleanza atlantica “dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti”, ha scritto Trump nella missiva, trapelata questa mattina. “Il mondo non è sicuro a meno che non abbiamo un controllo completo e totale della Groenlandia”, ha aggiunto.

Il tycoon è sembrato attribuire agli alleati la responsabilità del suo “catastrofico” cambiamento di politica estera, sostenendo che, visto che la Norvegia non gli ha conferito il Premio Nobel per la Pace lo scorso anno, ora poteva mettere al primo posto gli interessi degli Stati Uniti. L’ufficio del premier di Oslo non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. Il governo norvegese non ha alcun ruolo nel determinare l’assegnazione del Premio Nobel.

Scontro treni in Andalusia: almeno 39 morti, non ci sarebbero italiani

Roma, 19 gen. (askanews) – Almeno 39 morti e oltre 150 feriti. È questo il bilancio, ancora provvisorio, di un gravissimo incidente ferroviario nel sud della Spagna avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica, che ha coinvolto due treni ad alta velocità deragliati.

Il ministro dei Trasporti spagnolo, Oscar Puente, aveva subito sottolineato su X che “l’impatto è stato terribile” e che il bilancio rischiava di aggravarsi alla luce di “informazioni molto allarmanti” su questo incidente. Secondo Puente, “gli ultimi vagoni di un treno” della compagnia Iryo partito da Malaga, in Andalusia, e diretto a Madrid “sono deragliati” nei pressi di Adamuz, quasi 200 chilometri a nord di Malaga, entrando in collisione con un treno della compagnia Renfe che viaggiava in senso opposto su un binario adiacente in direzione di Huelva. L’Etr 1000 gestito dalla società Iryo è di fabbricazione italiana ed era entrato in servizio due anni fa. Iryo è il marchio dei treni operati da Ilsa, consorzio composto da Ferrovie dello Stato International (51%), Air Nostrum e Globalvia.

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani oggi ha chiarito che segue l’evoluzione del tragico incidente, ma al momento non risultano connazionali coinvolti. Tuttavia, le operazioni di identificazione delle vittime sono ancora in corso. La Farnesina ha comunicato che il Console Generale d’Italia a Madrid è sul posto per seguire l’evoluzione della situazione e il ministero degli Esteri ha segnalato che per qualsiasi emergenza o segnalazione, si può contattare il Consolato al numero +34629842287 o l’Unità Tutela della Farnesina al numero +390636225.

La violenza dell’impatto tra i convogli, con centinaia di passeggeri a bordo, è stata tale da aver “scaraventato fuori dai binari i primi due vagoni del treno Renfe”, ha proseguito il ministro, spiegando che “la priorità” al momento era “prestare soccorso alle vittime”.

Il precedente bilancio della Guardia Civil parlava di almeno 21 morti; le autorità regionali andaluse menzionavano almeno 73 feriti, di cui sei in condizioni molto gravi, e “una notte [che si annuncia] molto difficile”.

“Tutte le persone ferite che necessitavano di cure ospedaliere sono state evacuate”, ha aggiunto Puente. “Si parla di 30 persone gravemente ferite che sono state trasferite negli ospedali”.

Le immagini trasmesse dalle emittenti televisive hanno mostrato i due treni circondati da una folla di persone e ambulanze, mentre i servizi di emergenza si sforzavano di prestare aiuto ai feriti.

È stato come se “un terremoto” avesse scosso il vagone, ha testimoniato un giornalista della radio pubblica Rne che viaggiava su uno dei treni, alla televisione pubblica Tve. Gli occupanti del vagone hanno preso i martelli di emergenza per rompere i vetri e iniziare a uscire dal convoglio, ha ancora raccontato.

Secondo i media spagnoli, più di 300 persone si trovavano sul treno Iryo e più di 100 sull’altro, appartenente alla compagnia nazionale spagnola Renfe. “Siamo molto preoccupati per il grave incidente ferroviario che si è verificato nella provincia di Cordova. Abbiamo inviato sul posto servizi di soccorso d’emergenza e un supporto logistico per aiutare in tutto ciò che sarà necessario”, ha indicato su X il presidente regionale dell’Andalusia, Juan Manuel Moreno.

Da parte sua, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha deciso di recaqrsi sul posto e ha detto di “seguire molto attentamente l’incidente tra due treni ad alta velocità deragliati ad Adamuz”. Il “governo sta lavorando con le altre autorità competenti e i servizi di emergenza per prestare assistenza ai passeggeri”, ha proseguito.

“Nessuna parola può lenire una sofferenza simile, ma voglio che sappiate che l’intera Nazione è al vostro fianco in questi momenti così difficili”, ha scritto sui social, parlando di “una notte di profondo dolore”.

Nella stazione madrilena di Atocha, “saranno dispiegate squadre di supporto per accompagnare le famiglie” delle persone colpite, ha annunciato la presidente della regione di Madrid, Isabel Diaz Ayuso. Da parte sua, la famiglia reale spagnola ha espresso in un comunicato la sua “grande preoccupazione” a seguito di questo “grave incidente”, rivolgendo “le sue più sincere condoglianze alle famiglie e ai cari delle vittime”.

Alla luce della situazione, “il traffico dei treni ad alta velocità tra Madrid e Cordova, Siviglia, Malaga e Huelva (città del sud della Spagna, ndr) sarà interrotto almeno per tutta la giornata di lunedì 19 gennaio”, ha inoltre indicato su X il gestore della rete ferroviaria spagnola (Adif).

Come riporta Servimedia, il Servizio di Emergenza Medica della Comunità di Madrid, il Summa 112, ha accolto i passeggeri che, a partire dalle 4.30, sono arrivati alla stazione di Atocha a bordo dei bus con i viaggiatori dei due treni coinvolti nell’incidente. Lo ha fatto insieme al Samur, alla Croce Rossa e agli psicologi attivati da Adif, Renfe e Iryo. Psicologi, tecnici e medici del Summa 112 continuano a lavorare sul posto. Inoltre, sono state svolte attività di coordinamento presso il Centro di Assistenza ai Familiari e alle Vittime di Atocha attraverso il personale della Protezione Civile e delle Emergenze inviato sul posto dalla scorsa notte.

Il Fondo monetario ha tagliato la crescita dell’Italia per il 2026

Roma, 19 gen. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale ha ritoccato al ribasso per 0,1 punti percentuali la crescita economica prevista per l’Italia sul prossimo su quest’anno, al più 0,7%, e ha alzato in misura analoga la stima sull’espansione 2027, ora anch’essa indicata al più 0,7%. Questo dopo il più 0,5% stimato sull’insieme del 2025. I dati sono contenuti in un aggiornamento di interim dell’Economic Outlook, presentato oggi a Bruxelles in cui il Fmi ha rivisto al rialzo di 0,2 punti percentuali la crescita globale di quest’anno al più 3,3%, lo stesso valore del 2025, mentre ha confermato per il 2027 l’attesa di un più 3,2%. Livelli che evidenziano come l’economia globale si sia dimostrata resiliente, secondo il Fmi.

L’istituzione di Washington ha rivisto di un decimale di punto al rialzo la previsione per l’insieme dell’area euro al più 1,3% quest’anno, mentre ha confermato il più 1,4% di attesa su 2027. Ha alzato di 0,2 punti percentuali la stima sulla crescita della Germania del prossimo anno al più 1,1% cui dovrebbe seguire un più 1,5% nel 2027 (confermato). Per la Francia ha alzato di 0,1 punti la stima sua crescita di quest’anno, al più 1%, e confermato quella sul 2027 al più 1,2%. Per la Spagna ha alzato di 0,3 punti la stima 2026 al più 2,3% e di 0,2 punti la stima 2027 a più 1,9%.

Per gli Stati Uniti, il Fmi ha alzato di 0,3 punti la crescita prevista di quest’anno al più 2,4% e limato di 0,1 punti quella sul 2027 al più 2%. Per il Giappone ha alzato di 0,1 punti la crescita di quest’anno al più 0,7% e confermato quella sul 2027 al più 0,6%. Per la Gran Bretagna ha confermato più 1,3% quest’anno e più 1,5% il prossimo.

Per la Cina il Fmi ha alzato di 0,3 punti percentuali la crescita prevista di quest’anno al 4,5% e limato di 0,2 punti quella sul 2027 al più 4%. Per l’India ha alzato di 0,2 punti quella di quest’anno al più 6,4% e confermato allo stesso valore quella sul 2027.

Secondo il Fmi la tenuta complessiva dell’economia globale risulta dal bilanciamento di diverse forze. “I venti contrari sulle politiche commerciali sono contrastati da venti favorevoli dagli investimenti collegati alle tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale, più in Nordamerica e in Asia che in altre regioni, così come da un supporto di bilancio e monetario, da condizioni di finanziamento ampiamente accomodanti – si legge – e dall’adattabilità del settore privato”. (fonte immagine: IMF).

Fmi: tensioni sui dazi possono divampare e frenare la crescita

Roma, 19 gen. (askanews) – “Le tensioni commerciali possono infiammarsi, prolungando l’incertezza e pesando maggiormente sull’attività economica”. È il monito lanciato dal Fondo monetario internazionale nell’editoriale di un aggiornamento di interim dell’Economic Outlook.

Quello delle tensioni su dazi e commercio, in realtà, non è il primo elemento di rischio citato nello studio, ma ovviamente è balzato in primo piano a seguito degli sviluppi in Groenlandia che hanno riacceso le tensioni Usa-Ue.

Il primo elemento di rischio menzionato dal Fmi è invece quello di una “riconsiderazione delle aspettative di crescita della produttività sull’intelligenza artificiale che potrebbe portare a un calo degli investimenti e innescare una brusca correzione dei mercati che – avverte il Fmi – partendo da le imprese legate all’IA finirebbe per coinvolgere altri segmenti e eroderebbe ricchezza delle famiglie”.

Seguono le già citate tensioni sul commercio e poi “le tensioni interne o geopolitiche che potrebbero creare nuovi elementi di incertezza e danneggiare l’economia globale, tramite il loro impatto sui mercati finanziari, sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi delle materie prime. Inoltre gli ampi deficit e maggiori indebitamenti pubblici – prosegue lo studio – potrebbero creare pressioni sui tassi di interesse di lungo termine e di conseguenza sulle condizioni finanziarie generali”.

All’opposto gli elementi che potrebbero portare a miglioramenti della situazione sono ulteriori investimenti, anche correlati all’intelligenza artificiale, che si trasformino eventualmente in crescita sostenibile. Questo potrebbe tradursi in guadagni di produttività e dinamismo delle imprese. L’attività potrebbe anche essere sostenuta da una allentamento delle tensioni commerciali e anche le politiche possono contribuire alla stabilità, conclude il Fmi puntando a ricreare margini di bilancio e a preservare la stabilità dei prezzi e finanziaria, per ridurre l’incertezza, e attuando riforme strutturali senza ritardi. (fonte immagine: European Union).

Una finale folle consegna la Coppa d’Africa al Senegal, Marocco battuto

Roma, 19 gen. (askanews) – Il Senegal vince la Coppa d’Africa contro i padroni di casa del Marocco dopo una finale incredibile. Pape Gueye è l’eroe di Rabat. Il centrocampista del Senegal, con un gol spettacolare, regala ai senegalesi una vittoria storica. Per la seconda volta nella loro storia, Sadio Mané e compagni si laureano campioni d’Africa.

Il Marocco avrebbe potuto festeggiare il successo in casa, ma un rigore sbagliato glielo ha impedto. Sullo 0-0, al 99′ l’arbitro concede un penalty alla squadra di Regragui. Il Senegal torna negli spogliatoi per protesta dopo diversi minuti di tensione in campo. Sadio Mané richiama i suoi compagni in campo per far tirare il rigore a Brahim Diaz, che si presenta sul dischetto e incredibilmente decide di far partire un pallonetto lento che Mendy blocca facilmente.

Da lì cambia la partita: finiscono i tempi regolamentari e poco dopo l’inizio dei supplementari arriva la rete di Pape Gueye. Ndiaye ha la possibilità di firmare il raddoppio, ma a porta vuota sbaglia incredibilmente. Il Senegal resiste, vince una delle finali più incredibili di sempre e porta a casa la sua seconda Coppa d’Africa.

“Purtroppo abbiamo assistito a scene inaccettabili sul campo e sugli spalti: condanniamo fermamente il comportamento di alcuni ‘tifosi’, nonché di alcuni giocatori senegalesi e membri dello staff tecnico. È inaccettabile abbandonare il campo di gioco in questo modo e, allo stesso modo, la violenza non può essere tollerata nel nostro sport, semplicemente non è giusto”. Lo ha detto presidente della Fifa Gianni Infantino dopo la finale di Coppa d’Africa tra Marocco e Senegal in cui l’arbitro ha assegnato un rigore (poi fallito da Brahim Diaz) al 98′ ai nordafricani, che ha portato all’invasione di campo di alcuni tifosi del Senegal e un gruppo di giocatori dello stesso Senegal a lasciare momentaneamente il terreno di gioco per proteste.

“Dobbiamo sempre rispettare le decisioni prese dagli arbitri dentro e fuori dal campo di gioco. Le squadre devono competere sul campo e nel rispetto delle regole del gioco, perché qualsiasi comportamento contrario mette a rischio l’essenza stessa del calcio – prosegue Infantino – È anche responsabilità delle squadre e dei giocatori agire in modo responsabile e dare il buon esempio ai tifosi negli stadi e ai milioni di spettatori in tutto il mondo. Le brutte scene a cui abbiamo assistito oggi devono essere condannate e non devono mai più ripetersi. Ribadisco che non hanno posto nel calcio”.

Due treni si sono scontrati in Spagna, almeno 39 morti

Roma, 19 gen. (askanews) – Almeno 39 morti e oltre 150 feriti. È questo il bilancio, ancora provvisorio, di un gravissimo incidente ferroviario nel sud della Spagna avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica, che ha coinvolto due treni ad alta velocità deragliati.

Il ministro dei Trasporti spagnolo, Oscar Puente, aveva subito sottolineato su X che “l’impatto è stato terribile” e che il bilancio rischiava di aggravarsi alla luce di “informazioni molto allarmanti” su questo incidente. Secondo Puente, “gli ultimi vagoni di un treno” della compagnia Iryo partito da Malaga, in Andalusia, e diretto a Madrid “sono deragliati” nei pressi di Adamuz, quasi 200 chilometri a nord di Malaga, entrando in collisione con un treno della compagnia Renfe che viaggiava in senso opposto su un binario adiacente in direzione di Huelva. L’Etr 1000 gestito dalla società Iryo è di fabbricazione italiana ed era entrato in servizio due anni fa. Iryo è il marchio dei treni operati da Ilsa, consorzio composto da Ferrovie dello Stato International (51%), Air Nostrum e Globalvia.

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani oggi ha chiarito che segue l’evoluzione del tragico incidente, ma al momento non risultano connazionali coinvolti. Tuttavia, le operazioni di identificazione delle vittime sono ancora in corso. La Farnesina ha comunicato che il Console Generale d’Italia a Madrid è sul posto per seguire l’evoluzione della situazione e il ministero degli Esteri ha segnalato che per qualsiasi emergenza o segnalazione, si può contattare il Consolato al numero +34629842287 o l’Unità Tutela della Farnesina al numero +390636225.

La violenza dell’impatto tra i convogli, con centinaia di passeggeri a bordo, è stata tale da aver “scaraventato fuori dai binari i primi due vagoni del treno Renfe”, ha proseguito il ministro, spiegando che “la priorità” al momento era “prestare soccorso alle vittime”.

Il precedente bilancio della Guardia Civil parlava di almeno 21 morti; le autorità regionali andaluse menzionavano almeno 73 feriti, di cui sei in condizioni molto gravi, e “una notte [che si annuncia] molto difficile”.

“Tutte le persone ferite che necessitavano di cure ospedaliere sono state evacuate”, ha aggiunto Puente. “Si parla di 30 persone gravemente ferite che sono state trasferite negli ospedali”.

Le immagini trasmesse dalle emittenti televisive hanno mostrato i due treni circondati da una folla di persone e ambulanze, mentre i servizi di emergenza si sforzavano di prestare aiuto ai feriti.

È stato come se “un terremoto” avesse scosso il vagone, ha testimoniato un giornalista della radio pubblica Rne che viaggiava su uno dei treni, alla televisione pubblica Tve. Gli occupanti del vagone hanno preso i martelli di emergenza per rompere i vetri e iniziare a uscire dal convoglio, ha ancora raccontato.

Secondo i media spagnoli, più di 300 persone si trovavano sul treno Iryo e più di 100 sull’altro, appartenente alla compagnia nazionale spagnola Renfe. “Siamo molto preoccupati per il grave incidente ferroviario che si è verificato nella provincia di Cordova. Abbiamo inviato sul posto servizi di soccorso d’emergenza e un supporto logistico per aiutare in tutto ciò che sarà necessario”, ha indicato su X il presidente regionale dell’Andalusia, Juan Manuel Moreno.

Da parte sua, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha deciso di recaqrsi sul posto e ha detto di “seguire molto attentamente l’incidente tra due treni ad alta velocità deragliati ad Adamuz”. Il “governo sta lavorando con le altre autorità competenti e i servizi di emergenza per prestare assistenza ai passeggeri”, ha proseguito.

“Nessuna parola può lenire una sofferenza simile, ma voglio che sappiate che l’intera Nazione è al vostro fianco in questi momenti così difficili”, ha scritto sui social, parlando di “una notte di profondo dolore”.

Nella stazione madrilena di Atocha, “saranno dispiegate squadre di supporto per accompagnare le famiglie” delle persone colpite, ha annunciato la presidente della regione di Madrid, Isabel Diaz Ayuso. Da parte sua, la famiglia reale spagnola ha espresso in un comunicato la sua “grande preoccupazione” a seguito di questo “grave incidente”, rivolgendo “le sue più sincere condoglianze alle famiglie e ai cari delle vittime”.

Alla luce della situazione, “il traffico dei treni ad alta velocità tra Madrid e Cordova, Siviglia, Malaga e Huelva (città del sud della Spagna, ndr) sarà interrotto almeno per tutta la giornata di lunedì 19 gennaio”, ha inoltre indicato su X il gestore della rete ferroviaria spagnola (Adif).

Come riporta Servimedia, il Servizio di Emergenza Medica della Comunità di Madrid, il Summa 112, ha accolto i passeggeri che, a partire dalle 4.30, sono arrivati alla stazione di Atocha a bordo dei bus con i viaggiatori dei due treni coinvolti nell’incidente. Lo ha fatto insieme al Samur, alla Croce Rossa e agli psicologi attivati da Adif, Renfe e Iryo. Psicologi, tecnici e medici del Summa 112 continuano a lavorare sul posto. Inoltre, sono state svolte attività di coordinamento presso il Centro di Assistenza ai Familiari e alle Vittime di Atocha attraverso il personale della Protezione Civile e delle Emergenze inviato sul posto dalla scorsa notte.

Scontro treni Andalusia, Mattarella: profondo dolore, pensiero alle famiglie

Roma, 19 gen. (askanews) – “Ho appreso con profondo dolore le notizie sul tragico incidente ferroviario occorso nella regione dell’Andalusia, che ha provocato numerosi vittime e feriti. Il nostro pensiero va alle famiglie di quanti hanno perso la vita, ai feriti – cui auguriamo un pronto ristabilimento – e alle squadre di soccorso”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al re di Spagna, Filippo VI.

“In un momento di così grave lutto per l’amico popolo spagnolo, desidero far pervenire a Vostra Maestà e ai congiunti delle vittime – ha aggiunto il capo dello Stato – il più sincero cordoglio degli italiani tutti e le espressioni della mia personale vicinanza”.

Portogallo, Ventura (estrema destra) a ballottaggio contro Seguro

Roma, 19 gen. (askanews) – Il candidato dell’estrema destra portoghese André Ventura si è piazzato al secondo alle elezioni presidenziali di ieri, conquistando il ballottaggio del mese prossimo contro il candidato socialista (Ps) di centro-sinistra Antonio José Seguro.

È questo il primo verdetto delle urne nel Paese lusitano: un risultato, quello di Ventura, che rappresenta secondo gli analisti un’altra tappa nello scivolamento dell’Europa verso l’estrema destra, con i partiti populisti che negli ultimi anni hanno conquistato, o si sono avvicinati, alle leve del potere.

Con quasi il 98 per cento dei voti scrutinati, André Ventura, leader del partito Chega (Basta), da lui fondato meno di sette anni fa, ha ottenuto il 24 per cento dei voti, arrivando alle spalle di Seguro, in testa con quasi il 31 per cento. I due si affronteranno al ballottaggio dell’8 febbraio, riservato ai due candidati più votati.

Si tratta del miglior risultato per un candidato socialista dai tempi di Jorge Sampaio nel 2001, quando quest’ultimo ottenne 2.411.453 voti (55,76 per cento delle preferenze).

Seguro dovrà ora cercare di ampliare il proprio consenso in un contesto politico segnato dal declino del peso della sinistra. Il candidato sostenuto dal PS ha promesso di “onorare il voto di fiducia” ricevuto, sottolineando ancora una volta il carattere indipendente della sua candidatura: “Sono libero, vivo senza legami”.

Seguro ha definito la sua vittoria al primo turno come una vittoria della “democrazia”, impegnandosi a confermarla l’8 febbraio. Ieri sera ha invitato “tutti i democratici, i progressisti e gli umanisti” a unirsi alla sua candidatura per “sconfiggere l’estremismo”. Il vincitore del primo turno ha inoltre promesso di essere “il presidente di tutti i portoghesi”.

“Sono pronto a essere il presidente dei nuovi tempi. È il momento di sconfiggere la paura e far crescere la speranza”, ha affermato, aggiungendo che la vittoria al secondo turno sarebbe “la vittoria del Portogallo, della libertà e della democrazia”.

La presenza improvvisa e crescente di Ventura nella politica portoghese ha sottratto consensi ai due principali partiti del Paese, che si sono alternati al potere negli ultimi 50 anni: il Partito Socialdemocratico (Psd) di centro-destra, attualmente al governo, e il Partito Socialista di centro-sinistra.

Uno dei risultati più significativi di André Ventura in queste elezioni presidenziali è stato ottenuto nella Regione autonoma di Madeira, storica roccaforte dei socialdemocratici, dove ha vinto con il 33 per cento dei voti. Ieri sera, rivolgendosi ai suoi sostenitori, Ventura ha affermato che il Paese lo considera “l’alternativa”, malgrado “le accuse di estrema destra e la manipolazione dei sondaggi”.

“Guideremo lo spazio non socialista in Portogallo. La destra si è frammentata come mai prima d’ora, ma i portoghesi ci hanno affidato la leadership di quella destra”, ha affermato, “Siamo riusciti a sconfiggere il candidato del governo e del montenegrismo; il candidato che si proclamava liberale ma era allineato all’agenda globalista, woke e contro il Portogallo; e abbiamo condotto la campagna senza attacchi personali e senza offese”, ha dichiarato.

In un appello al voto non socialista, si è rivolto ai “leader che non sono socialisti”, ribadendo che “la destra perderà le elezioni solo a causa dell’egoismo del Psd (…) e di altri che si definiscono di destra”. Adesso “vedremo di che fibra sono fatti”.

Uno dei principali bersagli di Ventura è quella che definisce un’immigrazione eccessiva, diventata più visibile in Portogallo negli ultimi anni. “Il Portogallo è nostro”, ha tuonato di nuovo ieri. Durante la campagna elettorale, Ventura ha affisso cartelloni in tutto il Paese con slogan come “Questo non è il Bangladesh” e “Gli immigrati non dovrebbero vivere di sussidi”.

Allo stesso tempo, molti elettori più moderati restano scettici nei confronti di Ventura e diversi sondaggi indicano una sua probabile sconfitta contro António José Seguro al secondo turno. Attualmente alla guida del governo, il Psd e il Partito Popolare (Cds-Pp) hanno deciso di sostenere Luis Marques Mendes, ex leader dei socialdemocratici, in queste elezioni presidenziali. Con Marques Mendes fermo a non più dell’11 per cento dei voti e al quinto posto, si tratta del peggior risultato per un candidato sostenuto dal Psd dai tempi di Joaquim Ferreira do Amaral nel 2001, quando ottenne il 34,5 per cento dei voti arrivando dietro a Jorge Sampaio.

Nelle precedenti elezioni presidenziali, i due candidati socialdemocratici avevano vinto al primo turno ed erano stati rieletti per un secondo mandato. Anibal Cavaco Silva vinse le elezioni presidenziali del 2006 con il 50,5 per cento dei voti e fu rieletto nel 2011 con il 52,95 per cento. Il suo successore, Marcelo Rebelo de Sousa, vinse le elezioni presidenziali del 2016 con il 52 per cento dei voti e fu rieletto nel 2021 con il 60,67.

Luis Marques Mendes si è assunto pubblicamente la piena responsabilità della sconfitta alle elezioni presidenziali e ha dichiarato che non sosterrà alcun altro candidato al secondo turno.

Groenlandia, Salvini: Nato contro Nato? Bene prudenza italiana

Roma, 19 gen. (askanews) – “Qua ci dovrebbero essere truppe di paesi Nato contro truppe di altri paesi Nato. Rischiamo veramente il ridicolo”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega, intervistato a RTL 102.5, commentando le tensioni fra Europa e Stati Uniti sulla Groenlandia.

“Bene fa il governo italiano a mantenere un atteggiamento più prudente”, ha osservato, “a differenza, ad esempio, di Macron che usa parole di guerra anche in questo fronte”. Secondo il leader leghista “questa mania di protagonismo ovunque di Macron, che mi sembra abbia problemi evidenti in patria, qualche dubbio lo solleva”. A chi obietta che agli atteggiamenti “da bullo” del presidente statunitense Donald Trump occorrerebbe rispondere allo stesso modo, Salvini ha replicato: “Qualcuno all’ascolto si vede Macron fronteggiare Trump? Cioè, seriamente…” e in ogni caso, ha aggiunto, “penso che Bruxelles tutto possa permettersi di fare fuorché atteggiarsi da bullo”.

Calcio, risultati serie A, oggi Cremonese-Verona e Lazio-Como

Roma, 19 gen. (askanews) – Questa la classifica di serie A dopo Milan-Lecce 1-0

Ventunesima giornata: Pisa-Atalanta 1-1, Udinese-Inter 0-1, Napoli-Sassuolo 1-0, Cagliari-Juventus 1-0, Parma-Genoa 0-0, Bologna-Fiorentina 1-2, Torino-Roma 0-2, Milan-Lecce 1-0, lunedì 18 gennaio ore 18.30 Cremonese-Verona, lunedì 19 gennaio ore 20.45 Lazio-Como.

Classifica: Inter 49, Milan 46, Napoli 43, Roma 42, Juventus 39, Como 34, Atalanta 32, Bologna 30, Lazio 28, Udinese 26, Sassuolo, Torino, Parma 23, Cremonese, Cagliari 22, Genoa 20, Lecce, Fiorentina 17, Pisa 14, Verona 13.

Ventiduesima giornata: venerdì 23 gennaio ore 20.45 Inter-Pisa, sabato 24 gennaio ore 15 Como-Torino, ore 18 Fiorentina-Cagliari, ore 20.45 Lecce-Lazio, domenica 25 gennaio ore 12.30 Sassuolo-Cremonese, ore 15 Atalanta-Parma, Genoa-Bologna, ore 18 Juventus-Napoli, ore 20.45 Roma-Milan, lunedì 26 gennaio ore 20.45 Verona-Udinese.

Violenza giovani, Salvini: nel nuovo decreto limiti su armi da taglio

Roma, 19 gen. (askanews) – Il nuovo decreto sicurezza “è in lavorazione da alcuni mesi, perché possiamo essere veloci ma non riusciamo ovviamente a inseguire le cronache quotidiane che ahimè non sono particolarmente felici”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega, in collegamento con RTL102.5. “In questo decreto, sono una sessantina gli articoli, era già previsto – ha spiegato – il divieto di possesso, tranne per giustificati motivi per lavoro, evidentemente, di lame di qualsiasi genere, soprattutto da parte dei ragazzi. In alcune scuole problematiche già i presidi avevano chiesto in passato controlli a campione delle istituzioni e metal detector, e bene ha fatto il ministro della scuola a ribadire che non in tutte le scuole, evidentemente, ma su richiesta delle autorità scolastiche…”

“Detto questo, io sono vicinissimo – ha aggiunto – alla famiglia del ragazzo del ragazzo accoltellato in classe. Quello che mi ha colpito da padre, più che da ministro, è il fatto che a scuola, al di là di episodi condannabilissimi di bullismo, di aggressioni… però essere accoltellato a morte mentre studi al tuo banco in classe è qualcosa di mai verificatosi. Io temo che se un ragazzo di quell’età esce da casa sua con un coltello di venti centimetri, il problema sia a casa, sia la famiglia, sia la mancanza di educazione, sia la mancanza di integrazione”.

“E quindi su questo, ripeto, anche sui minori non integrati – ha detto ancora Salvini – nel decreto ci sono alcuni provvedimenti con la cessazione dell’accoglienza per chi commette reati o si comporta in maniera non compatibile con quello che sono i nostri diritti e le nostre libertà”.

Salari, Fumarola (Cisl) boccia idea Landini su rinnovi annuali contratti

Roma, 19 gen. (askanews) – L’idea di rinnovare ogni anno i contratti collettivi nazionali di lavoro “non è assolutamente la soluzione più opportuna” per venire incontro alle esigenze di lavoratori e famiglie. Lo ha affermato la segretaria della Cisl, Daniela Fumarola, su Radio 24 del programma “24 Mattino”, rispondendo ad una domanda sulla proposta lanciata dal segretario della Cgil, Maurizio Landini.

Secondo Fumarola, semmai “intanto bisogna rinnovare i contratti della pubblica amministrazione, firmare quelli conclusi e facendo questa azione riusciremmo a stare al passo e a dare risposte. Credo che (un sistema di rinnovi annuali) non sia assolutamente la soluzione più opportuna”, ha detto.

Bachelet: “Referendum, il No non è la battaglia di una parte”. Intervista esclusiva

Il referendum sulla giustizia non è un passaggio che attiene alla semplice “manutenzione” dell’ordinamento. Tocca nervi scoperti dell’architettura costituzionale e porta sotto i riflettori una questione cruciale: il rapporto tra potere, diritto e garanzie istituzionali in una democrazia d’impianto sociale e liberale. Nel tempo caratterizzato da leadership muscolari e  crescente insofferenza verso le prerogative delle agenzie di controllo, il rischio non è tanto la dittatura vecchio stampo quanto una progressiva deformazione del sistema di pesi e contrappesi, svilendo così l’autonomia e l’indipendenza della magistratura.

È in questo quadro che si colloca l’impegno del Comitato per il No, guidato da Giovanni Bachelet. Non una mobilitazione di tipo astrattamente ideologica – dice in questa intervista –  ma un richiamo alla sostanza della democrazia costituzionale, alla fondamentale distinzione dei poteri, al ruolo dei corpi intermedi e alla responsabilità dei diversi momenti o livelli dell’ordinamento repubblicano. Con Bachelet il confronto è diretto e confidenziale, ma ancorato a una preoccupazione molto precisa: che cioè, in nome della lotta all’esorbitanza di questo o quel magistrato s’incrini l’architettura dell’ordinamento repubblicano.

Siamo solo all’inizio della campagna referendaria, eppure il confronto appare già molto forte, a tratti persino aspro. Qual è la tua prima impressione? Conviene restare sul merito del quesito o bisogna entrare fatalmente in una dinamica di scontro politico?

La dinamica dello scontro politico l’ha innescata il Governo, prima vanificando il dibattito parlamentare (nessun emendamento accettato nelle quattro letture) e ora fissando la data senza tener conto della raccolta firme ancora in corso, quindi senza accordo con l’opposizione. Un’arroganza senza precedenti nella storia delle riforme costituzionali.

Ma le riforme costituzionali non riguardano il governo e le prossime elezioni, bensí le future generazioni: gli equilibri dello stato di diritto nell’Italia dei miei otto nipotini. Bisogna pertanto superare la tentazione di sovrapporre gli schieramenti parlamentari di oggi con la decisione di voto del 22-23 marzo. Il quesito è meno intuitivo rispetto ad altri referendum precedenti e per decidere consapevolmente occorre capire almeno a grandi linee il suo contenuto tecnico e politico (spostare un po’ di potere dalla magistratura alla politica, o invece no?). 

Quale che sia la scelta ultima di ogni elettore, il nostro comitato vorrebbe insieme a tutti gli altri contribuire ad una scelta consapevole sul merito del quesito, al di là degli schieramenti.

Ecco, mi pare che anche tu insista molto sul rischio di una deriva che potrebbe spingere il Paese verso una democrazia dai tratti deformati. Perché questo allarme?

Il clima politico non è rassicurante su scala globale. Da tempo si parla di postdemocrazia, di un ordinamento in cui restano le forme ma si indeboliscono i punti cardine della democrazia. Le spinte verso la concentrazione del potere  spesso arrivano come risposte di efficienza e concretezza rispetto a problemi di sicurezza. 

Negli Stati Uniti, dove ho vissuto e lavorato negli anni Ottanta, si dipana passo dopo passo una nuova concezione del ruolo presidenziale che come un rullo compressore prova a travolgere tutti i contrappesi e i controlli di legalità, fino all’arresto di una magistrata che si opponeva alla deportazione illegale di un immigrato. Le riforme giudiziarie in Ungheria e in Israele hanno lo stesso segno. Abbassare la soglia di attenzione sugli equilibri costituzionali in Italia sarebbe un errore grave.

Non c’è però il pericolo che una parte dell’opinione pubblica, pur critica o diffidente verso il governo di destra, colga  come eccessiva la formula “riforma = sottomissione dei giudici al governo = svolta autoritaria”?

Sono stati la presidente del Consiglio e il ministro Nordio a suggerire questa triplice equazione, dichiarando che questa riforma è la miglior risposta all’intollerabile invadenza della magistratura e, rispettivamente, consigliando alla Schlein di appoggiare la riforma che sarebbe utile anche a lei, se vincesse le elezioni e andasse al governo. 

Purtroppo, per la sicurezza di tutti noi cittadini, il risultato netto delle le loro contraddittorie affermazioni di questi mesi è un generico discredito verso il potere giudiziario: la riforma serve a migliorare il lavoro dei magistrati, i magistrati remano contro l’interesse generale del Paese; incarcerano troppi prima del processo, lasciano uscire troppi prima del processo; sono inefficienti, sono troppo intraprendenti. 

Ebbene, non si può invocare l’equilibrio e allo stesso tempo delegittimare l’ordine giudiziario, uno dei pilastri dello stato di diritto e della pubblica sicurezza. Un governo che in tempo reale attacchi pubblicamente i giudici quando le sentenze sono sgradite e li lodi quando invece assolvono qualche amico potente non solo dimentica l’articolo 54 della Costituzione (i cittadini ai quali sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore), come scriveva il prof. Renato Balduzzi su Avvenire il 19 dicembre scorso, ma mette a repentaglio l’ordine pubblico.

Tuttavia, l’immagine del fronte contrario alla riforma appare spesso riconducibile a una rimobilitazione della sinistra, magari articolata ma pur sempre sinistra. Non è un limite?

Questa lettura appare riduttiva. È naturale che le forze di opposizione, che in Parlamento hanno votato contro la riforma, si ritrovino unite nel No; e al contempo il governo, che l’ha imposta a colpi di maggioranza, faccia campagna a favore del Sì. In realtà quacuno a sinistra voterà Sì, e non pochi, al centro e a destra, voteranno No. Ed è giusto che sia cosí. 

Nel nostro comitato della società civile per il No c’è di tutto. Se hanno voluto come presidente me, che notoriamente non vado pazzo per il “campo largo”, forse è anche per sottolineare la trasversalità e l’ampiezza del fronte contrario a questa bruttissima riforma. Forse è la scommessa di parlare al cuore di tante realtà associative che lavorano sodo fra la gente comune e normalmente non si lasciano intruppare negli schieramenti politici del momento, ma vogliono capire e partecipare consapevolmente a una decisione cosí importante. 

Parlare al cuore di chi ama la Costituzione e, anche se di solito non si impegna direttamente in politica, stavolta vuole dire No a un’incontrollata verticalizzazione del potere.

Dunque, venendo ai tuoi compiti, quale ruolo senti di dover svolgere come presidente del Comitato per il No?

Un ruolo semplice ma impegnativo: essere un punto di convergenza, un catalizzatore di sensibilità diverse. Richiamare quel credo democratico fondativo della Repubblica, quando cattolici e laici, culture politiche differenti ma accomunate dallo sforzo di ricostruzione, seppero scrivere una Costituzione degna di essere difesa, oggi, anche con amore. Senza nostalgia, ma con responsabilità.

In una recente intervista a “Repubblica” hai citato Jacques Maritain, una figura d’intellettuale che nel dopoguerra esercitò una grande attrazione sulla giovane classe dirigente cattolica. Perché lo hai fatto? Credo sia importante che lo spieghi bene, per capire il tuo personale approccio alla vicenda referendaria.

La mia storia personale non ha una connotazione enigmatica o nascosta. Ho citato il filosofo Maritain, che ha contribuito anche alla Carta dei diritti dell’uomo, perché il suo “Umanesimo integrale”, insieme al “Personalismo” di Emmanuel Mounier, hanno ispirato i Padri e le Madri Costituenti di ispirazione cristiana, lasciando tracce indelebili nella nostra Costituzione, rimanendo punto di riferimento per diverse generazioni di statisti, dirigenti Dc, leader come Paolo Giuntella, mio indimenticabile capo scout e poi animatore della Rosa Bianca. 

Sono un cattolico democratico oggi senza casa politica: non sempre mi ritrovo nelle scelte del “campo largo”, ma non per questo intendo affidare la Costituzione al primo Nordio che vuole cambiarla a colpi di maggioranza. 

Non per questo posso restare a braccia conserte mentre si tenta di indebolire e denigrare magistratura, che in tutti i momenti e luoghi piú difficili della storia repubblicana (terrorismo, mafia, corruzione) ha rappresentato insieme alle forze dell’ordine l’ultima trincea dopo che tutte le altre (politica, economia, società) erano state travolte. Anche pagando con la vita la capacità investigativa e la fedeltà alla Costituzione. 

Sono onorato e fiero che un cane sciolto – cattolico democratico, moderato e riformista – come me sia stato richiamato in servizio per guidare le tante voci del No. Spero di essere degno di questa fiducia.

Meloni vede Lee e "rafforza" rapporti con Corea (grazie anche al K-pop)

Seul, 19 gen. (askanews) – Un incontro ‘benedetto’ dal K-pop. Sì, perché c’entra anche la cultura tanto in voga tra i giovani italiani in questa decisione di Giorgia Meloni di recarsi in vista ufficiale in Corea, a diciannove anni di distanza dall’ultima volta di un presidente del Consiglio (era il 1997 e il capo del governo era Prodi). Un tempo eccessivo che “stride” con i rapporti “lunghi, importanti e solidi” tra i due Paesi, spiega la premier in occasione dell’incontro alla Blue House con il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae-Myung, ultimo appuntamento della missione asiatica che in precedenza la aveva portata in Oman e Giappone. Si tratta, peraltro, anche della prima visita di un leader europeo dall’insediamento di Lee.

“Le nostre nazioni – sottolinea Meloni – condividono molti valori, una vocazione verso la creatività e l’innovazione pur rimanendo ancorate alla loro tradizione e, dal mio punto di vista, condividono un potenziale inespresso straordinario, nonostante i nostri rapporti bilaterali siano estremamente solidi”. La prospettiva, sottolineano entrambi, è quella di elevare ulteriormente i rapporti e la presidente del Consiglio indica le “tre priorità” individuate: “rafforzare il nostro partenariato economico-industriale”, puntare su “catene del valore più forti e sicure” e dare “maggiore sistematicità al coordinamento politico”.

Secondo Meloni sull’interscambio si può fare “ancora molto” e “sicuramente credo che si possa lavorare anche per rafforzare l’export coreano in Italia, atteso un lavoro straordinario di soft power che particolarmente con il k-pop state facendo e che io sperimento quotidianamente perché mia figlia è una fan del genere”. Un riferimento, quello alla cultura che appassiona i giovani, fatto anche da Lee, che la annovera tra le ragioni grazie alle quali sta crescendo “il numero di italiani che visitano la Corea”.

Tra i documenti sottoscritti durante l’incontro, un memorandum sui semiconduttori “materia particolarmente strategica per noi”, “un passo fondamentale – sottolinea la premier – per rafforzare l’autonomia strategica, ma anche per ridurre le dipendenze esterne, sostenere l’innovazione in comparti come l’elettronica, l’automotive, le telecomunicazioni”. Tra i settori che Meloni inserisce tra quelle su cui si può rafforzare la cooperazione ci sono anche i trasporti, le infrastrutture e l’interscambio degli investimenti.

La necessità di intensificare i rapporti commerciali è centrale tra gli obiettivi di questa visita, ma ci sono anche ragioni geopolitiche che rientrano nell’interesse di Meloni per l’area dell’Indo-pacifico e nella sua intenzione di proiettare su questa zona del mondo l’influenza italiana. Nell’incontro, sottolinea la premier, c’è stato un confronto anche sulla situazione nell’area e “ho espresso al presidente Lee il mio apprezzamento per il suo approccio che considero molto pragmatico, molto costruttivo. C’è bisogno di leader pragmatici e costruttivi in un tempo come questo, orientato a ridurre le tensioni”. Italia e Corea, aggiunge, condividono “la necessità di rafforzare il coordinamento non solo a livello bilaterale ma anche nei forum bilaterali” e pure l’obiettivo di “un maggiore coinvolgimento e una maggiore cooperazione tra la Corea e i partner del G7”. Per la presidente del Consiglio, ci sono poi anche “opportunità di collaborazione nuova, per esempio in Africa, in particolare nelle nazioni che sono già coinvolte dal piano Mattei “dove riteniamo che Italia e Corea possano unire capacità, tecnologie, formazione, investimenti”.

Insomma, dice Meloni c’è “molto lavoro da fare e mi auguro che ci si possa rivedere presto”. Da qui, l’invito rivolto a Lee “a venire in visita di Stato in Italia nell’arco di quest’anno”. Il presidente a sua volta, ha esortato Meloni a visitare la Korean house in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. E proprio in riferimento ai giochi che si apriranno il 6 febbraio, Lee ha chiesto alla presidente del Consiglio “di prestare particolare attenzione alla sicurezza dei nostri atleti e cittadini che visiteranno l’Italia” in quei giorni.

Calcio, risultati serie A: la Roma è quarta

Roma, 18 gen. (askanews) – Questa la classifica di serie A dopo Torino-Roma 0-2

Ventunesima giornata: Pisa-Atalanta 1-1, Udinese-Inter 0-1, Napoli-Sassuolo 1-0, Cagliari-Juventus 1-0, Parma-Genoa 0-0, Bologna-Fiorentina 1-2, Torino-Roma 0-2, ore 20.45 Milan-Lecce, lunedì 18 gennaio ore 18.30 Cremonese-Verona, lunedì 19 gennaio ore 20.45 Lazio-Como.

Classifica: Inter 49, Milan, Napoli 43, Roma 42, Juventus 39, Como 34, Atalanta 32, Bologna 30, Lazio 28, Udinese 26, Sassuolo, Torino, Parma 23, Cremonese, Cagliari 22, Genoa 20, Lecce, Fiorentina 17, Pisa 14, Verona 13.

Ventiduesima giornata: venerdì 23 gennaio ore 20.45 Inter-Pisa, sabato 24 gennaio ore 15 Como-Torino, ore 18 Fiorentina-Cagliari, ore 20.45 Lecce-Lazio, domenica 25 gennaio ore 12.30 Sassuolo-Cremonese, ore 15 Atalanta-Parma, Genoa-Bologna, ore 18 Juventus-Napoli, ore 20.45 Roma-Milan, lunedì 26 gennaio ore 20.45 Verona-Udinese.

Libia, Tajani: "Zona franca Misurata tappa fondamentale per export Italia"

Misurata (Libia, 18 gen. (askanews) – È stato firmato da Diego Aponte, presidente di Mediterranean Shipping Company (Msc), da Muhsin Sigutri, chairman della Misurata Free Zone, da Ammar Kanaan, presidente del consiglio di amministrazione di TiL, e da Aboobacker Manattukunday, presidente del consiglio di amministrazione di Maha Capital Partners, sotto lo sguardo vigile del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, del primo ministro libico Abdulhamid Dabaiba e del ministro degli Affari Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, l’accordo per lo sviluppo del nuovo terminal container nella zona franca del porto libico di Misurata.

“È una tappa importante – l’ha definita Tajani – per rinforzare la presenza italiana in questo Paese, con il quale abbiamo delle relazioni storicamente di altissimo profilo. Avviare la presenza di una grandissima azienda italiana come Msc, che è la più grande impresa di trasporto marittimo di container al mondo, che avrà una base nel porto di Misurata, significa, per un Paese il cui Pil dipende per quasi il 40 per cento dall’export” un passaggio “fondamentale”.

Il ministro degli Esteri ha sottolineato che “dobbiamo avere sempre più presenza nel Mediterraneo, questo porto non sarà assolutamente alternativo a quello di Gioia Tauro, anzi, sarà un modo per essere ancora più presenti” nel Mediterraneo. “Vogliamo anche far sì che le nostre imprese possano continuare a lavorare sempre di più in Libia. Misurata è la capitale economica della Libia quindi pensiamo a ulteriori investimenti. Ne abbiamo parlato durante l’incontro con il primo ministro Dabaiba”.

Riguardo al problema dell’instabilità della Libia, Tajani ha spiegato che “dobbiamo lavorare sempre di più perché ci possa essere stabilità, è un aspetto importante questo, però Misurata è un’area tranquilla, è una città tranquillissima, è la capitale economica del Paese, c’è un grandissimo porto con questa zona franca, moderna, infrastrutture bellissime, la presenza di imprese italiane del livello di MSC significa per noi poter contare di più, la nostra politica estera la fanno anche le nostre imprese da ministro del commercio internazionale. La stabilità politica è certamente un presupposto fondamentale, quindi lavoriamo affinché questo possa accadere anche insieme ad altri paesi amici, come il Qatar, la Turchia e l’Egitto, per favorire la crescita economica nell’area del Mediterraneo”.

La Zona franca di Misurata è il principale hub logistico libico e punta a diventare il ‘gateway’ verso l’Africa subsahariana. Questo mese un consorzio italo-qatariota con Msc ha assunto la gestione del porto prevedendo investimenti per 1,5 miliardi di euro per modernizzarne le infrastrutture e la logistica.

A Italia e Qatar fanno dunque riferimento le società coinvolte nel progetto di ampliamento del porto e gestione dei terminal container: la Msc e l’Al Maha Qatari Company. Secondo alcune stime, gli investimenti per lo sviluppo del porto della Zona franca di Misurata potrebbero raggiungere 2,7 miliardi di dollari in tre anni, rendendolo uno dei più importanti progetti di espansione delle infrastrutture portuali del Nord Africa.

Nel 2025 il traffico container nel porto di Misurata è cresciuto del 22 per cento. Il porto gestisce il 60 per cento del volume commerciale nazionale non petrolifero, con collegamenti stradali verso Ciad, Niger e Mali.

Zalone fa il botto, in Italia batte record storico incassi di Avatar

Roma, 18 gen. (askanews) – Fa il botto ‘Buen Camino’, la commedia con Checco Zalone diretta da Gennaro Nunziante, distribuita da Medusa Film e coprodotta con Indiana Production in collaborazione con MZL, e raggiunge un traguardo senza precedenti nella storia del cinema italiano. Con un totale di 68.823.069 euro realizzato in soli 24 giorni di programmazione (8.562.320 presenze in sala), batte il record detenuto da Avatar (68.600.000 euro) e diventa il film con il maggiore incasso di sempre al box office nazionale.

Il film ha costruito i suoi primati giorno dopo giorno, fin dal debutto nei cinema, con un impatto unico sul mercato cinematografico nazionale: un esordio record a Natale (il film incassa 5.671.922 euro realizzando il miglior risultato di sempre in Italia per un film nel giorno di Natale e superando il precedente primato di Natale a New York); una quota di mercato senza precedenti (del 78,8% che traina l’intero mercato cinematografico italiano sopra i 7 milioni di euro complessivi nella giornata di Natale, un livello che non si raggiungeva dal 2011); Santo Stefano da record (quando sfiora gli 8 milioni di euro portando il totale dei primi due giorni di programmazione a quasi 14 milioni e segnando uno dei migliori risultati di sempre per il giorno di Santo Stefano, davanti anche a titoli internazionali come Avatar – Fuoco e Cenere); Capodanno da protagonista assoluto (il primo gennaio il film incassa oltre 5 milioni di euro, portando il totale a più di 41 milioni e superando i 5 milioni di spettatori. Si tratta del terzo migliore incasso di sempre per un film nel primo giorno dell’anno, preceduto solo da ‘Tolo Tolo’ e ‘Quo Vado?’, entrambi con Checco Zalone).

Iran, Pezeshkian: ogni attacco a Khamenei sarebbe una dichiarazione di guerra

Roma, 18 gen. (askanews) – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che qualsiasi attacco alla Guida Suprema del Paese, l’ayatollah Ali Khamenei, costituirebbe una dichiarazione di guerra.

La dichiarazione, pubblicata su X, è arrivata il giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito Khamenei un “uomo malato” in un’intervista a Politico, affermando: “È tempo di cercare una nuova leadership in Iran”. Sembra essere stata la prima volta che Trump ha invocato la fine del governo di Khamenei in Iran.

Nel suo messaggio, Pezeshkian ha attribuito agli Stati Uniti e ai loro alleati la responsabilità delle difficoltà vissute dagli iraniani. Le proteste, iniziate il mese scorso a causa delle difficoltà economiche, si sono trasformate in manifestazioni di massa contro il regime. Secondo quanto riportato, migliaia di persone sarebbero state uccise durante le proteste.

Groenlandia, Macron chiederà lo strumento anticoercitivo Ue in caso di dazi Usa

Roma, 18 gen. (askanews) – Il presidente francese, Emmanuel Macron, sta lavorando per coordinare la risposta europea e chiederà l’attivazione dello strumento anticoercitivo dell’Ue in caso di nuovi dazi statunitensi.

Macron – secondo quanto trapela dal suo entourage – rimarrà in contatto con i suoi omologhi europei per tutta la giornata e chiederà, a nome della Francia, che l’Unione Europea attivi il suo “strumento anti-coercizione” se gli Stati Uniti imporranno dazi doganali nella controversia sulla Groenlandia.

Calcio, Fiorentina, vittoria nel segno di Commisso: 2-1 a Bologna

Roma, 18 gen. (askanews) – La Fiorentina gioca con il lutto al braccio per la morte del presidente Rocco Commisso e porta a casa tre punti pesanti al Dall’Ara, battendo 2-1 il Bologna in una gara dai due volti. I viola indirizzano il match nel primo tempo, dominato e chiuso con le reti di Mandragora e Piccoli, poi resistono al ritorno furioso dei padroni di casa nel finale.

La squadra di Italiano sblocca l’equilibrio al 19′, quando Mandragora sbuca sul secondo palo su assist di Gudmundsson e firma l’1-0, dedicando il gol al presidente Commisso. Il Bologna fatica a reagire e la Fiorentina ne approfitta allo scadere della prima frazione: al 45′ Piccoli raddoppia su cross di Dodò, rete confermata dal Var dopo un check per fuorigioco.

Nella ripresa i rossoblù restano a lungo sterili, mai realmente pericolosi fino ai cambi che accendono il finale. All’86’ Rowe colpisce il palo, poi all’88’ è Fabbian a riaprire la partita con un colpo di testa preciso sull’assist dello stesso Rowe. Negli ultimi minuti il Bologna si riversa in avanti, creando mischie e apprensione nell’area viola, ma la Fiorentina resiste fino al triplice fischio di Doveri.

Brutto episodio durante il minuto di raccoglimento per la morte di Commisso. Da una parte curva del Bologna è partito un fastidioso vociare, mentre altri invitavano a stare zitti. Si è sentito anche qualche fischio, subito coperto dagli applausi del resto del Dall’Ara.

Calcio, risultati serie A, Fiorentina sale a quart’ultimo posto

Roma, 18 gen. (askanews) – Questa la classifica di serie A dopo Bologna-Fiorentina 1-2

Ventunesima giornata: Pisa-Atalanta 1-1, Udinese-Inter 0-1, Napoli-Sassuolo 1-0, Cagliari-Juventus 1-0, Parma-Genoa 0-0, Bologna-Fiorentina 1-2, ore 18 Torino-Roma, ore 20.45 Milan-Lecce, lunedì 18 gennaio ore 18.30 Cremonese-Verona, lunedì 19 gennaio ore 20.45 Lazio-Como.

Classifica: Inter 49, Milan, Napoli 43, Roma, Juventus 39, Como 34, Atalanta 32, Bologna 30, Lazio 28, Udinese 26, Sassuolo, Torino, Parma 23, Cremonese, Cagliari 22, Genoa 20, Lecce, Fiorentina 17, Pisa 14, Verona 13.

Ventiduesima giornata: venerdì 23 gennaio ore 20.45 Inter-Pisa, sabato 24 gennaio ore 15 Como-Torino, ore 18 Fiorentina-Cagliari, ore 20.45 Lecce-Lazio, domenica 25 gennaio ore 12.30 Sassuolo-Cremonese, ore 15 Atalanta-Parma, Genoa-Bologna, ore 18 Juventus-Napoli, ore 20.45 Roma-Milan, lunedì 26 gennaio ore 20.45 Verona-Udinese.