Home Blog

Voltaggio (Eni): TEF piattaforma unica per creare filiere

Roma, 25 mag. – Durante le giornate del TEF – Taranto Eco Forum 2026, Eni, main partner dell’edizione, è intervenuta nel confronto dedicato agli ecosistemi di open innovation e al ruolo delle startup nei processi di transizione energetica, digitale e ambientale. A margine della sessione, Mattia Voltaggio, Head of Joule – Eni School for Entrepreneurship, ha sottolineato:

“Il TEF – Taranto Eco Forum è una piattaforma di dialogo unica, perché mette insieme tutti gli attori del territorio necessari per creare filiere di innovazione. Siamo convinti che il potenziale delle startup innovative, capaci di unire le competenze delle due transizioni, le competenze digitali e la conoscenza del mondo energetico, delle molecole, dell’aria, dell’acqua e della bioeconomia, possa produrre valore non solo per Eni, ma anche per l’indotto e per le piccole e medie imprese del territorio. Per fare questo serve un terreno di discussione e il TEF, ormai da diversi anni, è davvero il luogo in cui si possono costruire dialoghi, sinergie e nuove opportunità”.

Sclerosi multipla, al via settimana nazionale dal 23 al 30 maggio

Milano, 25 mag. (askanews) – Dal 23 al 30 maggio torna la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla promossa dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la sua Fondazione FISM. Presso l’Hangar Bicocca, per l’evento di AISM “Lo sguardo oltre – Per costruire insieme il nostro domani” grande risalto all’Agenda 2030 della SM: un progetto che punta a migliorare ricerca, diagnosi e qualità della vita delle oltre 150 mila persone che convivono con la malattia in Italia.

Sensibilizzazione, diritti e inclusione: la Settimana Nazionale vuole accendere i riflettori sulle esigenze delle persone affette dalla malattia e sul ruolo delle istituzioni nel costruire un futuro più accessibile e vicino ai pazienti. Ha parlato così Francesco Vacca, Presidente Nazionale AISM: “Nella settimana della sclerosi multipla, ogni anno, noi andiamo sulle piazze proprio a sensibilizzare le persone sulla sclerosi multipla. Quest’anno l’evento grande di questa settimana è il lancio della nostra agenda, dell’agenda 2030 che è uno sguardo verso il futuro. Noi, ogni cinque anni, abbiamo un’agenda che è un documento programmatico, ma non programmatico di AIS, ma programmatico per il Paese, perché noi vogliamo che istituzioni e stakeholder se ne prendano in carico un pezzettino, perché da soli non riusciremo a portare a casa tutto e quindi di conseguenza abbiamo bisogno di aiuto”.

Dalla diagnosi precoce alle nuove terapie, passando per la ricerca scientifica: la sfida della sclerosi multipla non si gioca solo nei laboratori e nei centri di ricerca. Ne ha parlato Mario Alberto Battaglia, Presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e presidente della Federazione Internazionale Sclerosi Multipla: “L’agenda 2030 per la sclerosi multipla e le patologie correlate vuole essere una pietra miliare che cambia la realtà di queste malattie per le persone e per le famiglie. Oggi possiamo farlo con i farmaci che ci sono, con quelli che arriveranno, con un buon approccio riabilitativo, con il servizio psicologico, con tutti quei servizi che insieme possono consentire il lavoro, una buona qualità di vita, piena inclusione. Le leggi di oggi vanno applicate, le disponibilità di strumenti ci sono e la persona è al centro di tutte le soluzioni che possono essere trovate e discusse con tutti gli stakeholder. In primis con le reti assistenziali, sanitarie e sociali”.

Dietro i numeri ci sono storie quotidiane fatte di ostacoli, forza e voglia di normalità. La convivenza con la sclerosi multipla significa affrontare ogni giorno sfide personali, lavorative e sociali. “Io faccio l’attrice, ci ho messo tantissimo tempo a farmi spazio nel mondo dell’apparire ed è stato molto difficile. Tante porte mi sono state chiuse in faccia ma io, con grande fiducia, ho continuato a bussare alle porte perché voglio fare questo lavoro, voglio continuare a lavorare nonostante la sclerosi multipla perché la protagonista della mia vita sono io e non è lei” le dichiarazioni di Antonella Ferrari, Madrina AISM.

Accesso alle cure, servizi sul territorio e sostegno concreto nella vita quotidiana: chi convive con la sclerosi multipla chiede maggiore attenzione da parte del sistema sanitario e delle istituzioni, per non sentirsi lasciato solo davanti alla malattia. “Credo che l’agenda 2030 ci dia la possibilità di ripensare il sistema cura salute proprio intorno alla persona a 360 gradi, grazie anche ad una leva importante che è quella del progetto di vita che le persone con sclerosi multipla, le persone con disabilità in generale, possono attivare” ha concluso Angela Martino, Testimonianza persona con SM.

Eventi, ricerca e testimonianze per informare e sensibilizzare il Paese su una malattia che colpisce soprattutto i giovani adulti. Il 28 maggio inoltre, l’Agenda SM e patologie correlate 2030 sarà al centro dell’incontro istituzionale alla Camera dei Deputati, in occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla.

TG Poste, Poste Italiane motore dell’economia italiana

Roma, 25 mag. (askanews) – Nel 2025 l’attività di Poste Italiane ha generato circa 14 miliardi di euro di Pil, oltre mezzo punto percentuale dell’economia nazionale. Secondo l’ultima Relazione Finanziaria del Gruppo guidato dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante, in un anno sono stati sostenuti oltre 7 miliardi di euro di redditi da lavoro e circa 182 mila posti di lavoro tra effetti diretti, indiretti e indotti lungo tutta la filiera economica. Il contributo alle Pubbliche Amministrazioni è stato pari a 2,6 miliardi di euro tra imposte e altre entrate fiscali. Dal 2018 al 2025 l’impatto complessivo sul Sistema Paese supera i 104 miliardi di euro di Pil. Il servizio del TG Poste

TEF 2026, Moretti: Taranto genera nuovi contenuti

Roma, 25 mag. – La partecipazione di Ferrara Expo alla quarta edizione del Taranto Eco Forum rafforza il legame tra l’esperienza di RemTech Expo e il percorso costruito negli ultimi anni a Taranto. Andrea Moretti, presidente di Ferrara Expo, ha evidenziato il valore di una collaborazione che mette in rete territori, competenze e innovazione sui temi della rigenerazione ambientale.

“Come presidente di Ferrara Expo sono particolarmente orgoglioso di partecipare alla quarta edizione del Taranto Eco Forum, un evento ormai consolidato, che in questi anni ha costruito una propria identità. È un orgoglio legato anche al fatto che questo percorso nasce dalla collaborazione con RemTech Expo, evento che Ferrara Expo organizza da anni a Ferrara. Il TEF genera nuovi contenuti che arricchiscono il lavoro portato avanti su innovazione tecnologica, progresso scientifico, tutela del pianeta, dei territori e della società. Questa è la direzione giusta: stiamo crescendo insieme, rafforzando una comunità che ha una responsabilità enorme nei confronti del futuro e del bene comune”, ha dichiarato Moretti.

Mazza (Edison): Il TEF consolida il dialogo con un territorio

Roma, 25 mag. – Durante le giornate del TEF – Taranto Eco Forum 2026, che si è tenuto il 21 e 22 maggio a Taranto, Edison, Platinum Partner dell’edizione, è intervenuta nel confronto dedicato alla transizione energetica, all’innovazione e allo sviluppo sostenibile dei territori. A seguito della sessione, Leonardo Mazza, Puglia Green Hydrogen Valley Project Director di Edison, ha evidenziato il valore del Forum come luogo di dialogo con le istituzioni e con il territorio pugliese:

“Essere al fianco del TEF – Taranto Eco Forum ci fa veramente molto piacere, perché lo consideriamo un evento fondamentale per consolidare il dialogo con le istituzioni e con il territorio di una regione chiave per l’implementazione della strategia di transizione energetica del Gruppo Edison. Al Forum stiamo raccontando le iniziative in corso in quattro macroambiti: le progettualità per la valorizzazione delle risorse portate avanti da Edison Next; i nuovi vettori energetici, come l’idrogeno verde, con un focus sulle sfide e sulle opportunità del progetto Puglia Green Hydrogen Valley; la mobilità sostenibile, ambito verso il quale il Gruppo ha un approccio di neutralità tecnologica; e le iniziative per lo sviluppo di una filiera formativa a supporto dell’indotto locale”.

Al Motion OEM Hub alle porte di Milano si guarda al futuro

Milano, 25 mag. (askanews) – Sviluppo costante delle nuove tecnologie, con un occhio attento agli aspetti di efficienza energetica e alla Cybersecurity. Sono questi i pilastri dell’ABB Motion OEM Hub di Vittuone, centro di eccellenza di ABB dedicato ai costruttori di macchine italiani ed europei. Aida Curci, Responsabile Motion OEM Hub Sud Europa e Middle-Est Africa, racconta la realtà sita alle porte di Milano: “Il Motion OEM Hub non è solo uno spazio fisico, ma un vero e proprio laboratorio tecnologico all’interno del quale siamo in grado di replicare le applicazioni dei nostri clienti da 0 fino a 400 kW. I servizi che offriamo sono completamente gratuiti, in quanto il fine ultimo è quello di costruire un rapporto di partnership che permetta ai nostri clienti di diventare i migliori nel loro segmento di riferimento grazie alle nostre tecnologie. Oltre 50 esperti, esperti di applicazioni e prodotti quali motori, drives, PNC, sistemi di automazione e prodotti di terze parti, collaborano all’interno di questa struttura, con l’obiettivo di diventare una community of expert”.

Sono oltre 50 gli esperti altamente specializzati che operano quotidianamente nell’hub, in cui vige una particolare attenzione al delicato tema dell’efficienza energetica, come spiegato ancora da Curci: “L’efficienza energetica è una priorità, oltre che un’urgenza. Pensate che noi di ABB abbiamo una vera e propria agenda di sostenibilità, all’interno della quale l’efficienza energetica è una componente fondamentale. All’interno del Motion OEM Hub, abbiamo la possibilità di dimostrare ai nostri clienti come, la scelta delle nostre tecnologie, possa contribuire a un incremento concreto dell’efficienza energetica delle macchine”.

Fra gli aspetti in cui nell’Motion OEM Hub di Vittuone si fa più attenzione, poi, c’è quello della cybersecurity: “La cybersecurity è sicuramente una priorità dei nostri giorni. Se pensiamo che, con l’avvento dell’intelligenza artificiale e con l’aumento dell’energia richiesta dai datacenter sempre crescenti, ormai sempre di più abbiamo a che fare con sistemi complessi dove, tantissimi prodotti come motori, drives, sistemi scada e PLC sono interconnessi tra di loro. Ciascuno di questi punti può rappresentare un veicolo, o comunque un punto di ingresso, una minaccia dal punto di vista digitale”.

Quello di Vittuone, dunque, per ABB non è un semplice showroom tecnologico, ma un ambiente operativo in cui vengono replicate le condizioni reali degli impianti dei clienti, consentendo di testare nuove soluzioni senza rischi per la produzione e di sviluppare progetti su misura in co-progettazione con i costruttori stessi.

CCNL, la sfida dell’equivalenza sui contratti di lavoro

Roma, 25 mag. (askanews) – Durante il Festival del Lavoro tenutosi a Roma, è stato presentato all’interno del Centro Congressi La Nuvola “CCNL Equivalenti”, il volume nato per offrire ai professionisti, alle imprese e agli operatori una guida chiara e trasparente su come leggere un contratto collettivo e cosa pretendere dallo stesso. In un momento storico dove soprattutto il settore lavoro attraversa una forte perturbazione, diventa di fondamentale importanza avere ben chiaro quali sono le condizioni e le tutele in un rapporto lavorativo.

L’intervista a Andrea Cafà, presidente CIFA Italia e presidente di FonARCom: “Il libro ha un duplice obiettivo, il primo è quello di dare una corretta informazione ad HR, amministrazioni pubbliche, stazioni appaltanti, imprenditori, consulenti, professionisti, addetti ai lavori per capire come si realizza un’equivalenza tra un contratto collettivo e un altro richiesto dalla legge del Codice Appalti. Oltre a questa spiegazione, dove serviva un caso pratico, abbiamo messo in comparazione il nostro CCNL intersettoriale Commercio Terziario Distribuzione Servizi e Pubblici Esercizi in comparazione con un contratto leader.”

Il libro, che analizza il lato giuridico dei contratti di lavoro collettivi, non esaurisce qui le sue finalità. Esso diviene uno strumento per operatori economici ed HR manager, che vengono chiamati a documentare l’effettiva equivalenza delle tutele.

Il commento di Paolo Pizzuti, professore di diritto del lavoro presso l’università del Molise:”Il messaggio è che la contrattazione collettiva è un riferimento importante per tutelare il lavoro, i lavoratori e i contratti collettivi che hanno questo compito sono quelli comparativamente più rappresentativi, ma non solo, anche quelli che hanno un contenuto uguale, analogo, equivalente ai primi, questo consente di tutelare il pluralismo sindacale perché la nostra Costituzione impone che qualunque sindacato possa esprimersi attraverso il principale strumento che è il contratto collettivo, se però il contratto collettivo rispetta quelli che sono gli standard tutelanti, quindi la rappresentatività è importante ma è più importante e decisivo il contenuto del contratto”.

Le parole di Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confsal:”Attraverso l’equivalenza noi puntiamo all’affermazione di una contrattazione collettiva che porta ai lavoratori miglioramenti economici anche rispetto alla contrattazione di riferimento”.

Riflessione sulle dinamiche industriali, analisi giuridica e utilizzo degli strumenti operativi. Il libro prova a unire le tre tematiche e lancia un messaggio chiaro: quando si firma un contratto, è bene porre particolare attenzione ad elementi quali retribuzione, orario, part-time, malattia, maternità; verificando al contempo tutele economiche e normative equivalenti, senza farsi condizionare dalla fama delle sigle.

Guè, TonyPitony e Shablo annunciano il singolo Cadillac

Milano, 25 mag. (askanews) – Per la prima volta insieme un trio che già si preannuncia iconico: Guè, TonyPitony e Shablo annunciano il singolo Cadillac, disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 29 maggio 2026. Cadillac, nasce come un dialogo a tre voci in cui scrittura, interpretazione e produzione si intrecciano. È una corsa all’ultimo centimetro, in cui ogni barra diventa parte di una sfida condivisa e ogni dettaglio ridefinisce i confini della collaborazione. Il brano unisce il meglio dei tre mondi: il carisma e il savoir faire delle rime Gué, la raffinatezza delle produzioni di Shablo, il sound e l’ironia inconfondibile di TonyPitony. Tre artisti che hanno segnato, ciascuno a modo proprio, l’immaginario della musica italiana si incontrano in un brano destinato a lasciare il segno.

Comunali, affluenza definitiva al 60,06% in calo del 4,85%

Roma, 25 mag. (askanews) – Il dato finale dell’affluenza in 6.278 seggi per le elezioni amministrative per il rinnovo di 748 sindaci e consigli comunali è del 60,06% rispetto al 64,91% della tornata elettorale precedente negli stessi comuni, in calo del 4,85%.

Solo in Umbria dove si votava in 14 comuni l’affluenza è stata superiore al 70%, 70,78% per la precisione, contro il 76,01% delle ultime amministrative.

Fanalino di coda il Molise – dove si rinnovavano le assemblee comunali in 44 città – con il 47,71% contro il 52,30% della volta precedente.

Lazza "Re Mida" della musica italiana, per lui nuovo record

Milano, 25 mag. (askanews) – Nuovo record per Lazza. Il suo album “Re Mida” registra un risultato unico nel panorama discografico italiano: con 377 settimane di permanenza nella Top 100 Album FIMI/NIQ, il progetto risulta oggi l’unico album a mantenere una presenza stabile in classifica per un periodo così esteso.

Secondo lavoro in studio dell’artista, pubblicato nel 2019 per Island Records e certificato 5 volte Disco di Platino, “Re Mida” ha consolidato negli anni numeri costanti, attraversando diverse generazioni di pubblico e confermando una longevità rara all’interno del mercato italiano.

Quello delle 377 settimane senza mai uscire dalla Top 100 FIMI/NIQ è un dato senza precedenti, che certifica sì il successo del progetto nel momento della sua uscita, ma soprattutto la sua capacità di rimanere centrale nel tempo, diventando un punto di riferimento stabile della discografia.

A questo traguardo si aggiunge la nuova certificazione ottenuta oggi: il brano Buio davanti, incluso nell’album “LOCURA”, conquista il Doppio Disco di Platino, portando il palmarès di Lazza a quota 1 Disco di Diamante, 109 Platini e 47 Dischi d’Oro.

Piazza di Siena, al via primo Fip Arena Polo European Championship

Roma, 25 mag. (askanews) – Il grande polo internazionale torna a Piazza di Siena con la prima edizione del FIP Arena Polo European Championship – U.S. Polo Assn. Trophy, in programma al Galoppatoio di Villa Borghese dal 27 al 30 maggio. L’evento, organizzato dalla Federazione Italiana Sport Equestri con il contributo del Ministero per lo Sport e promosso dalla Federazione Internazionale Polo, vedrà in campo quattro nazionali: Italia, Francia, Inghilterra e Svizzera.

La manifestazione – si legge in una nota – si aprirà domani, martedì 26 maggio, alle 16.30 con la sfilata inaugurale dei giocatori a cavallo da Piazzale delle Canestre fino alla Terrazza del Pincio, attraverso Villa Borghese, con l’accompagnamento della Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo. L’ingresso alle tribune del Galoppatoio sarà gratuito. La competizione entrerà nel vivo da mercoledì 27 maggio alle 21.30 con il match tra Francia e Inghilterra. Giovedì debutto dell’Italia contro la Svizzera. Venerdì 29 le semifinali e sabato 30 le finali a partire dalle 20.30.

Accanto al torneo principale, spazio anche alla NextGen con un triangolare di Junior Polo tra Lazio, Sardegna ed Emilia Romagna, in programma prima delle gare ufficiali di mercoledì e giovedì. L’Arena Polo, disciplina giocata su campo in sabbia con squadre da tre giocatori, proporrà una formula più veloce e dinamica rispetto al polo tradizionale, con continui cambi di fronte e grande intensità. Il Galoppatoio si trasformerà inoltre in un’arena serale con eventi collaterali, area hospitality e momenti di intrattenimento, tra aperitivi e cene a bordocampo.

L’edizione 2026 si inserisce nel percorso di valorizzazione delle strutture di Villa Borghese: tra gli interventi previsti anche la riqualificazione delle Scuderie delle Botticelle, che ospiteranno parte dei cavalli delle squadre partecipanti. “È un appuntamento capace di unire tradizione, spettacolo e grande passione sportiva”, ha dichiarato il presidente della FISE Marco Di Paola, sottolineando il valore del torneo nell’anno del centenario della Federazione e dello CSIO di Piazza di Siena.

Il programma prevede:

Martedì 26 maggio 16.30 sfilata delle squadre a Villa Borghese

Mercoledì 27 maggio 20.30 Junior Polo 21.30 Francia-Inghilterra

Giovedì 28 maggio 20.30 Junior Polo 21.30 Italia-Svizzera

Venerdì 29 maggio 20.30 semifinali

Sabato 30 maggio 20.30 finale 3° posto 21.30 finale 1° posto

Ebola, monitoraggio sanitario per alcune persone rientrate in Italia dall’Uganda

Roma, 25 mag. (askanews) – Il Ministero della Salute comunica, con riferimento all’epidemia di malattia da Virus Bundibugyo-BVD che si è sviluppata nella Repubblica Democratica del Congo, che sono attualmente in corso approfondimenti sanitari relativi ad alcuni soggetti rientrati nelle scorse ore dall’Uganda e sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica presso strutture ospedaliere ad alta specializzazione.

In particolare, 2 persone con sintomatologia febbrile sono state trasferite presso il “Sacco” di Milano, struttura dotata dei più elevati livelli di biocontenimento e di gestione delle malattie infettive ad alto rischio, dove saranno eseguiti gli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali. Le altre persone appartenenti ai nuclei familiari coinvolti sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti. Il Ministero della Salute, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia, che si è subito attivata.

Il Ministero monitora costantemente l’evolversi della situazione relativa al virus Ebola in stretto raccordo con le Regioni, l’Istituto Superiore di Sanità, le strutture ospedaliere di riferimento, le autorità sanitarie nazionali e tutti gli enti coinvolti. Proprio nella giornata di ieri il Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute ha partecipato alla riunione dell’HSC-Health Security Committee della Commissione europea e ha organizzato un punto di coordinamento nazionale dedicato alla situazione Ebola, con la partecipazione dei rappresentanti dei Ministeri degli Affari Esteri, della Difesa e dell’Interno, dell’Unità di Crisi, dell’Istituto Superiore di Sanità, del Consiglio Superiore di Sanità, del Coordinamento interregionale prevenzione, dell’Istituto Spallanzani, dell’Ospedale Sacco di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia.

Il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate. Il Ministero della Salute continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell’evoluzione del quadro epidemiologico e degli esiti diagnostici in corso. “Il rischio in Italia – si precisa – resta molto basso”.

Cartoons on the Bay, dal 27 al 30 maggio edizione numero 30 a Pescara

Roma, 25 mag. (askanews) – Mondo dell’animazione in festa per i 30 anni di Cartoons on the Bay. L’International Animation and Transmedia Festival, promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com con la direzione artistica di Adriano Monti Buzzetti, in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara, spegne le trenta candeline dal 27 al 30 maggio nella città abruzzese, aprendo i lavori all’Aurum, che ospiterà i programmi professionale, cinema e scuole, e nel cuore della città (Piazza Salotto e Corso Umberto I), dove andrà in scena il programma pubblico e si svolgeranno le attività del Cartoons on the Bay Village.

Sono 325 le opere iscritte al Pulcinella Awards 2026 nelle sette categorie (Preschool Tv Show, Upper Preschool Tv Show, Kids Tv Show, Youth Tv Show, Interactive Animation, Short Film, Feature Film) di artisti e studi provenienti da 53 paesi nel mondo. L’edizione del trentennale di Cartoons on the Bay assegnerà i Pulcinella Career Award al regista Kirk Wise, noto al grande pubblico per avere diretto capolavori Disney come “La bella e la bestia”, “Il gobbo di Notre Dame”, “Atlantis – L’impero perduto” e all’autore di videogame Don Daglow, maestro in video giochi di simulazione e di ruolo. Pera Toons sarà premiato con il Pulcinella Digital Award, la piattaforma di gioco online Roblox con il Pulcinella Immersive Award. Il riconoscimento Studio of the Year andrà a Cartobaleno, l’International Studio of the year alla belga Peyo Company, il Pulcinella Diversity Award al videogioco Bye Sweet Carole (di Chris Darril), il Pulcinella Transmedia Award a Pokémon. Sarà il Belgio il paese ospite dell’edizione 2026, al quale il Festival dedicherà panel e proiezioni. Il regista Alessandro Rak riceverà il premio Sergio Bonelli, realizzato in collaborazione con Sergio Bonelli Editore, giunto alla quinta edizione.

Ospiti di Cartoons nomi di primo piano del mondo del disegno e dell’animazione, gli illustratori di Magic Domenico Cava e Katerina Ladon, la fumettista e scrittrice Barbara Baraldi, lo scrittore e sceneggiatore Pierdomenico Baccalario. Tre le mostre organizzate da Cartoons a Pescara: “Oltre le Terre di Mezzo: visioni tolkeniane” di Angelo Montanini, curata da Emanuele Vietina in collaborazione con Lucca Comics, “Corto Maltese, un mare infinito” sul leggendario marinaio avventuriero di Hugo Pratt e curata da Patrizia Zanotti e Marco Steiner, entrambe allestite nei saloni dell’Aurum, e quella lungo Corso Umberto I, “Quarant’anni di sogni e incubi con Dylan Dog” in collaborazione con Sergio Bonelli Editore.

A celebrare il traguardo del trentennale è anche il manifesto disegnato da Francesca Ghermandi, che raffigura una sirena con cappello e maschera di Pulcinella che emerge dalle acque del mare Adriatico. Protagonisti di Cartoons on the Bay anche gli studenti di classi primarie e secondarie di primo e secondo grado. Ad animare gli incontri mattutini all’Aurum, che alterneranno momenti di spettacolo, gioco e divulgazione, saranno popolari personaggi della tv e della radio, da Armando Traverso e il pupazzo Krud al trio Dodò, Laura e Andrea de “L’albero azzurro”, al doppiatore di cinema e Tv Fabrizio Vidale. Pescara al centro del Festival anche con il Cartoons on the Bay Village, quest’anno allestito in Piazza Salotto, che consentirà al pubblico di ogni età di sperimentare giochi e attività dalle dieci del mattino a mezzanotte e di incontrare ospiti speciali del mondo dell’animazione.

A completare il programma, due serate di grande spettacolo. A esibirsi sul palco allestito in Piazza della Rinascita (Piazza Salotto) alle ore 21.00 saranno Carl Brave, con un live acustico, e a seguire il dj-set di Ema Stokholma (venerdì 29 maggio) e Cristina D’Avena feat. Gem Boy, seguita dal dj-set di Claudio Cannizzaro (sabato 30 maggio). Gli eventi saranno a in- gresso libero e gratuito. Main partner di Cartoons on the Bay sono RaiPlay, Rai Kids, Rai Radio2, Rai Radio Kids.

Rai Kids porta a Cartoons una presenza articolata, che intreccia divulgazione, intrattenimento e confronto professionale: anteprime, uno spettacolo live, un laboratorio, un corner espositivo all’Aurum e un panel istituzionale. RaiPlay propone un’offerta esclusiva interamente dedicata all’evento, con contenuti legati ai temi portanti dell’edizione, disponibile all’indirizzo: https://www.raiplay.it/cartoonsonthebay. Anche Rai Radio Kids, No Name Radio, Radio Tutta Italiana a Pescara. Oltre agli spettacoli di Radio Kids inseriti nel programma scuole, la Direzione Radio Digitali Specializzate e Podcast sarà presente con le playlist di No Name Radio e Radio Tutta Italiana, che accompagneranno il pubblico negli spazi del Village e del Corso.

Elezioni comunali, la situazione aggiornata

Roma, 25 mag. (askanews) – Di seguito le notizie principali sulle elezioni comunali dopo la chiusura dei seggi alle 15. Si è votato per 750 nuovi sindaci. I ballottaggi sono previsti per il 7 e l’8 giugno. Riflettori puntati su Venezia, Reggio Calabria e sul ritorno di De Luca a Salerno.

-15:18 Salerno, exit poll opinio Rai: De Luca avanti tra il 56 e il 60%.

-15:17 Arezzo, exit poll Opinio-Rai: Comanducci avanti al 41,5-45,5%.

-15:09 Venezia, exit poll Opinio-Rai: Venturini (Cdx) 47-51%, Martella (Cs) 40-44%.

-15:07 Prato, exit poll Opinio-Rai: Biffoni (centrosinistra) 49,5-53,5.

-15:00 Le 15 è l’orario previsto per la chiusura dei seggi.

Grado, dalla spiaggia di Sissi al wellness di ultima generazione

Grado, 25 mag. (askanews) – Destinazione Grado: dalla spiaggia di Sissi al wellness di ultima generazione, conosciuta come “Isola del sole” con i suoi chilometri di arenili esposti a sud, Grado nel 2025 è stata spiaggia record italiano di assegnazione di Bandiere Blu insieme con la località ligure di Moneglia. E con un mare così pulito, l’acqua è anche una cura. Va detto che le Terme Marine di Grado furono costruite in epoca austroungarica e sono appena state rinnovate con una nuova area wellness spa che si aggiunge all’ala sanitaria. Agostino Marcon presidente del Consorzio Grado Turismo ci spiega che Grado un tempo era territorio austriaco e da secoli era una località turistica, molto amata anche dall’imperatrice Sissi alla quale è dedicata una parte di spiaggia:

“Siamo una località che fa circa un milione e mezzo di presenze all’anno. Il primo mercato rimane austriaco. Poi abbiamo una clientela tedesca, abbiamo una clientela dei Paesi dell’est, però l’impronta principale è di una località molto tranquilla: la nostra clientela è di famiglie, con bambini e giovani. Come dicevo prima, l’acqua è molto bassa, quindi è una località sicura anche per le famiglie. Abbiamo la spiaggia principale, che è la Git, una spiaggia chiusa: per entrare, o si paga il biglietto, o comunque bisogna passare da varchi controllati”, dice.

Il mare che rigenera e il sole che illumina. La scienza che innova. Il benessere che dura nel tempo. Come base il Sea Water Hub, un ecosistema dove acqua marina, iodio, sabbia, aria della laguna e sole – i cinque elementi naturali dell’isola – vengono combinati e valorizzati in modo scientifico per creare rituali di benessere, percorsi rigenerativi e programmi legati alla longevità, ovvero i percorsi di Longevity Healthspan, secondo uno stile che può sembrare un po’ austero ma che bada all’essenzialità.

Nata in epoca romana come scalo mercantile di Aquileia, Grado è poi un labirinto di calli e campielli sui quali si affacciano le pittoresche case dei pescatori. Ma anche una delle località più romantiche del Friuli Venezia Giulia. Per famiglie e per chi cerca il mare, cultura e storia, soprattutto con i nuovissimi spazi espositivi del Museo Civico del Tesoro di Grado oltre al sorprendente e interattivo Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico, dove persino un relitto prende nuova vita.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandro Violante

Immagini askanews

Tennis, per Berrettini buona la prima a Parigi

Roma, 25 mag. (askanews) – Matteo Berrettini vince e convince nel debutto a Parigi. Il romano, sceso al n. 105 del ranking, ha sconfitto in rimonta al 1° turno del Roland Garros l’ungherese Marton Fucsovics, 65 del mondo per 6-7, 7-5, 6-1, 6-2.. L’azzurro, che non giocava lo Slam parigino dal 2021, anno in cui perse in quarti di finale perso contro Novak Djokovic, è stato solido al servizio (13 ace, 59% di prime), sfruttando la velocità dei campi bollenti e salvando sei palle break sulle sette concesse. Per Matteo si tratta anche della prima vittoria Slam da quella ottenuta contro Norrie al 1° turno degli Australian Open 2025. Giovedì sfiderà al 2° turno il francese Arthur Rinderknech (25 ATP), che ha superato in tre set il qualificato austriaco Jurij Rodionov, n. 158 e che guida 1-0 nei precedenti.

Tennis, per Paolini debutto vincente a Parigi

Roma, 25 mag. (askanews) – Jasmine Paolini ritrova il sorriso a Parigi. La n. 13 del mondo debutta infatti con un successo al Roland Garros 2026. Sul campo Simonne Mathieu la toscana ha infatti superato l’ucraina Dayana Yastremska, n.45 del ranking, con i parziali di 7-5, 6-3. Finalista nel 2024, Jasmine si conferma solida negli Slam, dove ha superato il primo turno negli ultimi dieci Slam giocati. Paolini affronterà al 2° turno l’argentina Solana Sierra, n. 68 del mondo, che ha sorprendentemente eliminato la britannica Emma Raducanu, vincendo così il suo primo match in carriera al Roland Garros.

Nepi Molineris: "Curling a Colle Oppio con tre piste da giugno"

Roma, 25 mag. (askanews) – Dal ghiaccio olimpico al cuore di Roma. Da metà giugno e fino a metà settembre – si legge in una nota – il curling approda al Parco di Colle Oppio, all’ombra del Colosseo, trasformando uno dei luoghi simbolo della rigenerazione urbana e sportiva della Capitale in un nuovo punto di riferimento per lo sport accessibile e inclusivo.

L’iniziativa porterà per la prima volta nella Capitale una disciplina che negli ultimi anni è diventata un vero fenomeno globale, anche sui social media. “Lo avevamo promesso e abbiamo lavorato duramente per realizzare un progetto a cui teniamo tantissimo. Il curling diventerà un’esperienza quotidiana e tutti, giovani e adulti, potranno avvicinarsi a una disciplina inclusiva, educativa e bellissima. Questa storia dimostra che se ci sono le idee, la voglia, l’unione di intenti, anche l’impossibile può diventare possibile. L’obiettivo è quello di rendere lo sport sempre più accessibile, generando nuove opportunità”, ha dichiarato Diego Nepi Molineris.

Saranno tre le piste da curling installate all’interno del parco di Colle Oppio, ciascuna di 12 metri per 3, realizzate con ghiaccio sintetico di ultima generazione. Le superfici saranno composte da pannelli in materiale plastico ad alta densità progettati per simulare le caratteristiche di scorrimento del ghiaccio naturale, senza necessità di sistemi di refrigerazione né utilizzo di acqua. La tecnologia adottata si basa su pannelli in polietilene ad alta resistenza, una soluzione innovativa e sostenibile che consentirà di praticare il curling anche in un contesto urbano e all’aperto.

Il playground di Colle Oppio, negli ultimi anni diventato simbolo di rinascita sociale e sportiva del territorio, si prepara così a vivere una nuova stagione da protagonista. Il curling arriverà infatti negli stessi giorni in cui il grande skateboarding internazionale tornerà nella Capitale con una tappa della World Skateboarding Tour, in programma dal 14 al 21 giugno, evento ormai iconico fortemente voluto dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Contestualmente sarà inaugurato anche il nuovo campo da basket completamente rinnovato con i colori di Illumina, nuove resine e canestri premium, consolidando ulteriormente la vocazione del parco come spazio urbano aperto, moderno e partecipato. “Il parco di Colle Oppio sarà ancora più attrattivo e coinvolgente. Un vero hub dello sport di tutti, che stiamo valorizzando insieme al Parco Archeologico del Colosseo, al Comune di Roma e alla Soprintendenza Capitolina per farlo vivere ogni giorno, lasciando un’eredità sociale e culturale permanente nel territorio. Un’offerta ampia, con lo sport sempre più come diritto di tutti: inclusivo e gratuito”, ha concluso Nepi Molineris.

Con il curling, il basket e lo skateboarding internazionale, Colle Oppio si conferma sempre più come uno dei cuori pulsanti dello sport urbano italiano, capace di unire giovani, famiglie, turismo e inclusione sociale nel centro della Città Eterna. Un progetto che rompe anche gli schemi tradizionali dello sport, andando incontro ai linguaggi, agli interessi e alle nuove esigenze delle giovani generazioni: spazi aperti, discipline innovative, esperienze condivise e accessibili. Lo sport – conclude la nota – diventa così non soltanto attività fisica, ma anche un importante canale di comunicazione, aggregazione e identità sociale, capace di creare connessioni autentiche tra persone, territori e culture diverse.

Ciclismo, Vingegaard: "Il Giro è speciale, ora vincere in rosa"

Roma, 25 mag. (askanews) – Jonas Vingegaard si gode la maglia rosa e guarda con fiducia alla settimana decisiva del Giro d’Italia 2026. “Mi sto divertendo, il Giro d’Italia è speciale. Ora voglio vincere una tappa in rosa”, ha dichiarato il 29enne danese della Visma | Lease a Bike nel giorno di riposo della corsa.

Il due volte vincitore del Tour de France si presenta all’ultima settimana con un vantaggio di 2’26″ su Eulalio e di 2’50″ su Felix Gall. “Non ho ancora vinto, ma sono in una ottima posizione, avrei firmato per essere a questo punto a due terzi della corsa”, ha spiegato Vingegaard, che domani ripartirà con la tappa tutta svizzera prima della conclusione di domenica a Roma.

Il danese ha anche ammesso di non essere stato al meglio nei giorni scorsi: “Ho avuto tosse e raffreddore per qualche giorno, in particolare nelle tappe nove e dieci”. Un problema che potrebbe aver inciso soprattutto nella cronometro di Massa, dove aveva perso terreno da Filippo Ganna.

Vingegaard ha poi rivolto un pensiero alla famiglia: “Senza di loro non potrei fare quello che faccio, sono orgoglioso ed è naturale che il mio pensiero sia per loro ogni volta che finisce la tappa”. E sul futuro ha aggiunto: “Non starò nel ciclismo fino ai 35 anni, ma ho ancora degli obiettivi da raggiungere. Mi immagino sempre con la Visma”.

Non manca infine un riferimento al grande rivale Tadej Pogacar, che ritroverà al Tour de France: “Penso che il Giro mi aiuterà per essere al meglio anche in Francia. Ma ora la testa è soltanto alla maglia rosa”.

Leone XIV contro la nuova Babele digitale: la prima enciclica del pontificato

Non una crociata contro la tecnologia

La prima enciclica di Papa Leone XIV era attesa come un documento capace di definire il profilo culturale del nuovo pontificato. E tale è. Ma in modo meno prevedibile del previsto. Magnifica Humanitas non è infatti una requisitoria contro l’intelligenza artificiale, né un testo nostalgico sulla perdita del passato. È piuttosto una grande meditazione sul destino dell’uomo contemporaneo, collocata nel punto esatto in cui tecnica, potere e antropologia si incrociano.  

Il Papa evita accuratamente tanto l’entusiasmo ingenuo quanto il catastrofismo. La tecnica, scrive, non è un nemico dell’uomo: nasce dalla creatività umana e può contribuire a migliorare la vita. Tuttavia, proprio per questo, essa non è mai neutrale. Dipende da chi la progetta, da chi la finanzia, da chi la governa.  

Qui emerge uno dei nuclei più forti dell’enciclica: il problema non è soltanto ciò che le macchine saranno capaci di fare, ma quale idea di uomo guiderà la civiltà digitale.

Da Babele a Gerusalemme

L’immagine centrale del testo è sorprendentemente biblica. Leone XIV contrappone due simboli: la torre di Babele e la ricostruzione di Gerusalemme guidata da Neemia.  

Babele rappresenta la tentazione di una tecnica assoluta, capace di uniformare il mondo, ridurre tutto a dati e trasformare la potenza in fine ultimo. Gerusalemme, invece, è il simbolo di una comunità che ricostruisce insieme, riconoscendo il limite, la pluralità e la dipendenza reciproca.

È difficile non leggere in questa contrapposizione un giudizio severo sul modello culturale dominante delle grandi piattaforme digitali e sul mito contemporaneo dell’efficienza totale. Il Papa comprende che l’intelligenza artificiale non è soltanto una questione tecnologica: è una nuova forma di organizzazione del potere.

Ed è qui che l’enciclica acquista un respiro apertamente politico.

Il potere privato e la crisi della democrazia

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda infatti il trasferimento del potere dagli Stati ai grandi soggetti tecnologici privati. Leone XIV osserva che oggi gli attori principali dello sviluppo tecnologico sono spesso organismi transnazionali dotati di risorse superiori a quelle di molti governi.  

La questione, dunque, non è solo etica ma democratica. Chi controlla gli algoritmi? Chi decide le priorità culturali? Chi governa l’immaginario collettivo?

L’enciclica non indulge in slogan anti-capitalistici, ma recupera con forza la tradizione della Dottrina sociale della Chiesa: il bene comune, la sussidiarietà, la dignità del lavoro, la funzione sociale dell’economia. In filigrana riappare la lunga linea che va dalla Rerum Novarum fino alla Laudato si’, ma trasportata dentro l’universo digitale.

La fragilità umana contro il mito del potenziamento

Il punto più originale di Magnifica Humanitas è forse un altro. Leone XIV comprende che la vera sfida dell’intelligenza artificiale non riguarda le macchine, ma l’uomo stesso.

Per questo il testo prende le distanze sia dal transumanesimo sia dall’idea di un potenziamento indefinito dell’essere umano. La fragilità, il limite, la dipendenza dagli altri non vengono considerati difetti da eliminare, ma elementi costitutivi della dignità personale.  

In un tempo che promette efficienza assoluta e identità artificiali, il Papa riafferma una visione radicalmente cristiana: l’uomo non si salva da solo, non si auto-produce, non coincide con la propria prestazione.

È una critica culturale profonda all’ideologia tecnocratica contemporanea, ma senza alcun rifiuto della modernità. L’enciclica non invita a fuggire il futuro: chiede piuttosto di umanizzarlo.

Un’enciclica destinata a lasciare il segno

Le grandi encicliche sociali non diventano importanti soltanto per i loro contenuti immediati, ma perché riescono a dare un nome al tempo storico. Magnifica Humanitas sembra possedere questa ambizione.

Leone XIV non propone nostalgie antimoderne. Chiede invece che la civiltà digitale venga ricondotta dentro un orizzonte umano e spirituale. Non basta regolamentare gli algoritmi: occorre decidere quale civiltà vogliamo costruire.

Per questo il passaggio finale dell’enciclica appare destinato a restare. Il Papa invita a “fermarsi” prima di edificare una nuova Babele tecnologica e a ricostruire, come Neemia, una città fondata sulla relazione, sulla giustizia e sulla dignità della persona.  

È probabilmente qui il senso più autentico del documento: ricordare che nessuna innovazione sarà davvero progresso se l’uomo perderà sé stesso lungo il cammino.

 

MAGNIFICA HUMANITAS

Nelle sale dall’11 giugno "Le Bambine", il nuovo film sorelle Bertani

Roma, 25 mag. (askanews) – Dopo il successo all’ultima edizione del Locarno Film Festival, esce al cinema l’11 giugno distribuito da Adler Entertainment “Le bambine”, il nuovo film scritto da Valentina e Nicole Bertani assieme Maria Sole Limodio, e diretto dalle Bertani (prodotto da Emma Film in collaborazione con Rai Cinema, Adler Entertainment e 360 Degrees Film, e in coproduzione con Cinédokké, RSI Radiotelevisione Svizzera e Mathematic Studio Production).

Unico film italiano presentato in concorso a Locarno, Le bambine conferma la cifra stilistica immediatamente riconoscibile di Valentina Bertani, già autrice di “La timidezza delle chiome”, che qui firma insieme alla sorella Nicole un’opera di grande libertà espressiva: molto più di un coming of age, un racconto che rompe i preconcetti sull’identità, anche sessuale, e mette in scena rabbia, ribellione e desiderio di riscatto.

Ambientato nel 1997, il film racconta la storia di Linda, una bambina di 8 anni con pochi denti, una nonna ricchissima e una madre bella, pericolosa e dirompente. Sarà l’incontro con due coetanee, le sorelle Azzurra e Marta, a insegnarle a diventare una bambina.

In una strada borghese dove tutto è sotto gli occhi di tutti, tra vicini spioni, punture di zanzare e cacche di cane che nascondono segreti, “Le bambine” è una storia di formazione al contrario sul diritto a restare piccole tutto il tempo a noi dovuto. Una commedia con le ginocchia sbucciate e i lividi sul cuore.

Nel cast, per la prima volta sul grande schermo Mia Ferricelli, Agnese Scazza e Petra Scheggia, accanto a Clara Tramontano, Milutin Dapcevic, Jessica Piccolo Valerani e con la partecipazione di Benjamin e Joshua Israel – i gemelli già protagonisti del precedente film di Valentina Bertani “La timidezza delle chiome”, che creano così un ideale ponte narrativo tra le due opere; e con la partecipazione di Cristina Donadio e Matteo Martari.

Vela, SailGP sbarca a Roma nel 2027: accordo triennale

Roma, 25 mag. (askanews) – Il SailGP, il campionato velico considerato tra i più spettacolari al mondo, debutta a Roma nel 2027. Il circuito internazionale approderà nella Capitale italiana l’11 e 12 settembre 2027 per l’Italy Sail Grand Prix | Rome, appuntamento che inaugura una partnership triennale con Roma Capitale e la Regione Lazio.

Le regate si svolgeranno lungo il litorale di Ostia, all’interno di un vero e proprio “Race Stadium” che sarà realizzato al Porto Turistico di Roma e nelle spiagge limitrofe. Gli F50, i catamarani foil capaci di superare i 100 km/h, gareggeranno davanti a migliaia di spettatori attesi per un weekend di sport, intrattenimento e ospitalità internazionale.

L’accordo è stato annunciato al Museo dell’Ara Pacis dal CEO e co-fondatore di Sir Russell Coutts insieme ai rappresentanti delle istituzioni e al Red Bull Italy SailGP Team. “Quando io e Larry Ellison abbiamo fondato SailGP, la nostra ambizione era creare una piattaforma sportiva e di intrattenimento capace di andare oltre il pubblico della vela”, ha spiegato Coutts. “Roma rappresenta il palcoscenico ideale per amplificare questa visione”.

Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha definito l’arrivo del SailGP “un risultato di straordinario valore internazionale”, sottolineando come l’evento rafforzi il ruolo del Lazio tra le destinazioni dei grandi eventi sportivi. “Il mare è un elemento identitario e strategico per il Lazio”, ha aggiunto.

Soddisfazione anche da parte del sindaco di Roma Roberto Gualtieri: “Ostia sarà protagonista di uno straordinario evento internazionale che porterà nella Capitale 14 team provenienti da tutto il mondo. Un’opportunità speciale per valorizzare il litorale romano e confermare il ruolo centrale di Roma nel panorama dei grandi eventi sportivi”.

Il CEO del Red Bull Italy SailGP Team Jimmy Spithill ha parlato di Roma come della sede ideale per il primo “home event” della squadra italiana: “Poter regatare qui rende tutto ancora più emozionante. Credo che tutti resteranno colpiti dal numero di tifosi che verranno a sostenere il team”.

Il SailGP tornerà così in Italia per la terza volta dopo le tappe disputate a Taranto nel 2021 e nel 2023. Nel calendario 2027 figurano anche tappe a Hong Kong, San Francisco, New York, Rio de Janeiro e Dubai, con la finale mondiale prevista tra novembre e dicembre in sede ancora da confermare.

Secondo gli organizzatori, il weekend romano unirà regate ad alta velocità, spettacolo dal vivo e iniziative sul territorio, con interventi di riqualificazione destinati a lasciare un’eredità permanente sul litorale di Ostia. (Foto Sail Gp)

Roma, torna "Caracalla Danza": performance nel sito archeologico

Roma, 25 mag. (askanews) – Presentata oggi a Roma la nuova edizione di “Caracalla Danza”, festival voluto dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con la collaborazione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto, che mostra il meglio della danza internazionale e allo stesso tempo è un appuntamento di grande rilievo nella programmazione culturale della Capitale.

L’edizione 2026 si apre con una novità: una iniziativa site specific dal 26 al 28 giugno, con il CCN/Aterballetto protagonista di un percorso a sorpresa negli spazi celebri – e in altri segreti e nascosti – del complesso archeologico, curato da Diego Tortelli, mentre dal 30 giugno al 5 luglio sono previsti spettacoli da palcoscenico sullo Specchio d’Acqua.

“Caracalla Danza rappresenta una iniziativa importante per le Terme di Caracalla – ha dichiarato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – perché offre alla città linguaggi contemporanei capaci di dialogare con la sua identità storica e monumentale. La danza, in questo contesto, non si sovrappone al paesaggio archeologico, lo accompagna, lo valorizza, dando al pubblico una esperienza intimamente legata al luogo. Le passate edizioni hanno confermato l’importanza di creare occasioni culturali che sappiano unire tutela, ricerca artistica e partecipazione, rendendo le Terme un sito archeologico e anche uno spazio di produzione culturale”.

“Caracalla Danza” nasce con un’installazione architettonica al centro dei giardini delle Terme, lo Specchio d’Acqua inaugurato nel 2024 con la coreografia “Rhapsody in blue”, le immagini di quella serata hanno fatto il giro del mondo: una performance nitida ed emozionante, senza che nessun apparato scenico distraesse dalla bellezza assoluta del monumento alle spalle dei performer. Da quel successo è nata l’idea di dare continuità all’esperienza e alle sue caratteristiche: “Caracalla Danza” 2025, organizzato al calar del sole, ha offerto allo spettatore un’immersione totale in un’esperienza visiva di grande naturalezza. Come se quei corpi si collocassero fuori dal tempo.

“La valorizzazione del patrimonio monumentale – ha detto Gigi Cristoforetti, direttore del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto – è uno dei nostri ambiti progettuali più importanti. Il corpo che danza su un palcoscenico è un meraviglioso segno estetico e coreografico, ma quando si lavora in site specific il pubblico scopre emozioni diverse. Emergono risonanze inattese con i luoghi, e la vicinanza agli interpreti trasforma l’esperienza sia della danza che del paesaggio monumentale attraversato”.

L’edizione 2026 mette ulteriormente a fuoco una duplice missione: valorizzare il sito archeologico nel suo articolato significato con la performance site specific, e ricreare la magica atmosfera degli spettacoli serali, nella quale paesaggio archeologico e immagini dei danzatori si riflettono insieme nello specchio d’acqua, sigillati dai colori di un tramonto romano. Quest’anno si aggiungono come partner artistici del progetto il Teatro dell’Opera di Roma con la sua Scuola di Danza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni.

Dal 26 al 28 giugno (con repliche alle 18:00, 19:15 e 20:30) “Découverte: Caracalla” è una nuova creazione in site-specific, prodotta appositamente per le Terme di Caracalla e coreografata da Diego Tortelli, con danzatori e una violoncellista che attraverseranno con gruppi di visitatori/spettatori gli spazi delle Terme, dallo specchio d’acqua al mitreo sotterraneo. Una sorta di visita guidata alle Terme di Caracalla, tra le architetture interrotte, i volumi mancanti, e proprio questa assenza che diventa materia. La coreografia si costruisce a partire da qui: non riempie lo spazio, lo ascolta; non impone una forma, si lascia attraversare da ciò che persiste; non è una ricostruzione, ma un atto di presenza. Eppure, al centro di tutto, c’era l’acqua. In questo lavoro l’acqua non viene rappresentata, ma evocata: nei flussi del movimento, nelle transizioni, nella qualità del tempo. Lo spettatore non è chiamato a osservare una storia, ma a entrare in una condizione sensoriale, in cui il passato non viene rappresentato, ma riemerge come eco fisica, come temperatura che ancora si avverte senza poterne più individuare l’origine.

Il 30 giugno andrà in scena “Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni”, dove danza e musica si incontrano, si intrecciano e si trasformano in performance inedite. Un progetto nato nel 2025 dal Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto e Fondazione Ravenna Manifestazioni con la volontà di creare uno spazio creativo in cui coreografi e musicisti lavorino fianco a fianco, dando forma a opere che nascono dall’improvvisazione e dalla reciproca ispirazione. L’obiettivo del progetto è di esplorare nuovi modi di interazione tra movimento, suono e spazio, favorendo una relazione fluida e spontanea tra le discipline. Danzatori e musicisti attraverso la sperimentazione artistica si spingono oltre i confini tradizionali della composizione, creando brevi performance che esprimano l’intensità di questo incontro. (danzatori: Matilde Di Ciolo e Matteo Capetola, musicisti: Simone Zanchini (fisarmonica) e Michele Rabbia (percussioni).

Da venerdì 3 a domenica 5 luglio, in programma tre creazioni del CCN/Aterballetto: “Preludio” di Diego Tortelli, “An Echo, A Wave” di Philippe Kratz e “Bliss” di Johan Inger (con inizio alle 20:30).

Creazione per 5 interpreti, “Preludio” è costruita attorno ad alcuni dei più intensi brani del cantautore australiano Nick Cave, uno dei più grandi esponenti del Post Punk. In questi suoi brani Cave affronta l’intreccio tra temi come l’amore, il “credo”, la dipendenza, l’ossessione e la perdita intersecandosi tra di loro come se stesse raccontando una storia, un vissuto che può essere percepito da tutti tramite il suo uso delle note o del tono di voce. La sua forza è che non è indispensabile capirne completamente il contenuto o la risorsa di ispirazione per poter “sentire” e “farsi sentire”. Tramite la sua opera Cave sostiene che non dovremmo andare a teatro, a un concerto, a un museo, per comprendere, ma per porci delle domande e per arricchire noi stessi, per analizzare noi stessi.

“An Echo, A Wave” rimanda al mare, luogo di meraviglia, di sogni e promesse; guardando il fluire del movimento di un danzatore, si ritrova a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi, emozioni contrastanti, vicinanza e distanza. Infine “Bliss” è uno dei cavalli di battaglia del CCN/Aterballetto. Solo e proprio per Caracalla la coreografia di Johan Inger viene ripresa dalla compagnia con un cast tutto nuovo, in occasione del suo decimo anniversario dal debutto nel 2016.

“Il punto di partenza di questo nuovo spettacolo è la musica del Koln Concert di Keith Jarrett, che, oltre che il sottoscritto, ha ispirato e toccato milioni di persone grazie al suo perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita – ha detto Johan Inger – il mio compito, insieme a quello dei danzatori, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi, è presente sia una sfida compositiva che emotiva”.

Il Papa mette in guardia il mondo da una nuova schiavitù

Città del Vaticano, 25 mag. (askanews) – “La libertà, nell’era digitale, non è soltanto un fatto interiore: è anche una questione pubblica, che domanda regole chiare, trasparenza, possibilita di ricorso e limiti proporzionati all’uso di tecnologie invasive, affinche la tecnica resti al servizio della persona e non diventi una forma di dominio delle coscienze”. Questo un passaggio dell’Enciclica “Magnifica humanitas” di Papa Leone XIV.

Alla radice di questi problemi, ricorda ancora il Papa, “si trova una mentalità tecnocratica e postumanista, che tende a considerare la persona come oggetto manipolabile o risorsa da ottimizzare, eliminando tutto ciò che pone limiti alla massimizzazione del profitto”. Una mentalità nella quale “ciò che conta è l’efficienza, non il rispetto della libertà e della dignità umana”.

Papa Prevost nota, quindi, che “alcune correnti postumaniste arrivano persino a ipotizzare esseri umani ‘di seconda classe’, funzionali agli interessi di elite che si percepiscono superiori: una prospettiva inquietante, tanto più grave se si combina con strumenti tecnologici che ampliano in modo esponenziale il potere di controllo e di selezione”.

“Anche certe logiche di indebitamento strutturale, che mantengono interi popoli in condizioni di dipendenza, – conclude il Papa – rivelano la stessa mentalità che accetta, in forme nuove, relazioni di subordinazione vicine alla schiavitù”.

“Il colonialismo ai nostri giorni mostra un volto inedito. Non domina solo i corpi, ma si appropria dei dati, trasformando le vite personali in informazioni sfruttabili. Interi territori, soprattutto quelli con minore rilevanza geopolitica e maggiore fragilita strutturale, vengono al presente attraversati da una nuova logica di estrazione: quella di flussi sanitari, profili epidemiologici, mappe genetiche e dati demografici”. Lo scrive Papa Leone XIV nella sua Enciclica “Magnifica humanitas”.

“Sono queste le nuove ‘terre rare’ del potere: informazioni vitali che, una volta correlate, possono essere usate per addestrare modelli predittivi, guidare strategie di investimento, anticipare le crisi e soprattutto selezionare chi e che cosa conta. Chi possiede i dati sanitari di intere popolazioni, oggi raccolti spesso sotto il segno dell’aiuto, della ricerca o dell’innovazione, possiede in realta una leva strutturale sul futuro: puo modellare i bisogni e i mercati. E può decidere, prima degli altri, a chi destinare farmaci, investimenti, protezioni. E qui – si conclude – che si gioca una delle questioni morali piu urgenti del nostro tempo: trasformare la conoscenza condivisa in bene comune, non in leva di dominio; restituire ai popoli non solo i dati che li descrivono, ma anche la possibilita di decidere come verranno usati, da chi e per chi. Altrimenti, l’era digitale non sara postcoloniale, ma coloniale sotto altra forma”.

"A War on Women" arriva in sala, regista iraniana a Roma il 28 maggio

Roma, 25 mag. (askanews) – Dopo il grande successo di pubblico e di critica al Bif&st – Bari International Film&Tv Festival, approda il 28 maggio nelle sale di tutta Italia grazie a Filmclub Distribuzione, “A War on Women”, il film diretto dall’iraniana-canadese Raha Shirazi e scritto da Samira Mohyeddin e Raha Shirazi. Si preannuncia affollata la prima che si terrà nella sala del quartiere Pigneto a Roma giovedì: al termine della proiezione delle 21 la regista Raha Shirazi risponderà alle domande del pubblico presente. Modera l’incontro Mimmo Calopresti, direttore artistico del Nuovo Cinema Aquila.

Storico, personale e politico, oggi più urgente che mai, A War on Women non è soltanto il racconto di un’oppressione, ma la testimonianza della forza e del coraggio delle donne iraniane che, attraverso la loro indomita ribellione, continuano a ridefinire il presente, chiedendo al mondo di non voltarsi dall’altra parte.

A War on Women raccoglie le testimonianze di alcune tra le più autorevoli voci femminili dell’attivismo iraniano: Mahnaz Afkhami, Asieh Amini, Masih Alinejad, Golshifteh Farhani, Azam Jangravi, Shaparak Shajarizadeh, Elahe Tavakolian.

Il film ha ricevuto il patrocinio da parte di Amnesty International Italia per la seguente motivazione: “Da quasi mezzo secolo le attiviste iraniane per i diritti delle donne lottano contro una violenta discriminazione di genere, sistematica perché ‘di sistema’, fatta di leggi, prassi e punizioni applicate contro le bambine, le donne e le ragazze. È un costante rammarico vedere come la loro determinazione sia ignorata, se non spesso infantilizzata e strumentalizzata. Ma è motivo di orgoglio per tutti i movimenti per i diritti umani, compresa Amnesty International, essere accanto a loro”.

A War on Women – prodotto da Rosamont, Doppio Nodo Double Bind, Eolo Film Productions, Minerva Pictures, Luce Cinecittà con Rai Cinema – racconta cinquant’anni di resistenza femminile attraverso filmati privati, testimonianze e immagini girate clandestinamente in Iran. Quattro generazioni di donne che hanno sfidato il regime degli Ayatollah e il controllo imposto sui loro corpi e sulle loro vite, trasformando l’oppressione in un movimento capace di attraversare rivoluzione, repressione ed esilio.

Attiviste, madri, attrici, prigioniere ed esiliate compongono una catena ininterrotta di resistenza. Uno sguardo intimo e diretto su un Paese spesso frainteso, che mette al centro le voci di chi ha scelto di non tacere.

Roma, Muti, Covatta, Andreozzi nella stagione del Teatro Manzoni

Roma, 25 mag. (askanews) – Ornella Muti, Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta, Michela Andreozzi, Francesca Reggiani, Iva Zanicchi, Rosita Celentano, Giuseppe Pambieri, Pamela Villoresi, Carlotta Proietti: saranno alcuni dei protagonisti della stagione 2026/2027 del Teatro Manzoni di Roma.

Il nuovo cartellone propone un percorso tra commedie firmate da importanti autori italiani e internazionali, capaci di coniugare profondità e leggerezza, riflessione e intrattenimento. Inoltre, ci sarà un grande classico shakespeariano, destinato a coinvolgere non solo il pubblico abituale ma anche scuole e giovani spettatori, offrendo un’occasione importante di avvicinamento al teatro. Sul palco alcuni volti amati torneranno dopo essere stati già protagonisti nelle passate stagioni, mentre altri saliranno per la prima volta sul palcoscenico del Manzoni, arricchendo l’offerta artistica con nuove presenze e sensibilità.

“Tra le novità più attese della prossima stagione – ha affermato il direttore artistico Pietro Longhi – spicca l’arrivo in cartellone di un grande classico di Shakespeare: ‘Sogno di una notte di mezza estate’. Con questo importante allestimento, il Manzoni torna alle sue origini e rinnova la propria vocazione verso il teatro classico, nella convinzione che questi capolavori abbiano ancora oggi la forza di emozionare e coinvolgere, avvicinando giovani e adulti alla straordinaria bellezza dei grandi testi teatrali”.

“Uno degli aspetti che più ci caratterizza e che confermiamo anche quest’anno – ha continuato Longhi – è la scelta di mantenere le compagnie in cartellone per almeno tre settimane, una formula ormai poco diffusa nella maggior parte dei teatri, non soltanto a Roma. Questo permette agli spettacoli di maturare, di ottenere una promozione più efficace nel tempo e di beneficiare del passaparola del pubblico. Grazie a questa impostazione, molti artisti hanno avuto l’opportunità di emergere e conquistare l’apprezzamento degli spettatori, creando un legame sempre più forte con il pubblico e diventando un riferimento stabile per il Manzoni”.

Ad inaugurare la stagione 2026/2027 del Manzoni saranno Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi sul palco con “Gin Game” di Donald L. Coburn. Premio Pulitzer nel 1978, “Gin Game” è una commedia amara e tagliente che mette a nudo la solitudine, l’orgoglio e il bisogno di vincere almeno una volta nella vita (Regia di Giampiero Francese – dall’8 al 25 ottobre 2026). Un’altra coppia attesa è quella formata da Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti, in scena con “Buongiorno ministro!” di Jordi Galceràn, impreziosito dalle musiche del Maestro Nicola Piovani. Un mix di comicità grottesca e imprevedibile, talvolta romantica, mai volgare, scritta in modo elegante e indimenticabile da una delle penne più geniali della drammaturgia spagnola (Regia di Ferdinando Ceriani dal 29 ottobre al 15 novembre 2026).

Con “Viva la mamma” Iva Zanicchi, sul palco con Milena Miconi, Samuel Peron e Diego Ruiz, sarà invece una madre moderna, brillante e piena di energia che manda in crisi i figli a causa di una relazione con un uomo più giovane (Scritto e diretto da Diego Ruiz – dal 17 al 22 novembre 2026 – Fuori Abbonamento). Rosita Celentano, Attilio Fontana e Stefano Artissunch esplorano le intricate dinamiche della vita di coppia con “L’Illusione coniugale” di Éric Assous, uno spettacolo vivace e coinvolgente che, tra situazioni esilaranti e dialoghi brillanti, invita a riflettere sulle complessità e illusioni che spesso si nascondono dietro il matrimonio (Regia di Stefano Artissunch – dal 26 novembre al 13 dicembre 2026).

Con un viaggio tenero, ironico e musicale a ritroso nel tempo fino ai mitici anni 70, Michela Andreozzi porta in scena “È Tornato Carosello!” Contro il logorio della vita moderna!, uno spettacolo capace di far sorridere, emozionare e riscoprire un periodo in cui eravamo più leggeri, audaci e pieni di fiducia nel domani. Un appuntamento che accompagnerà il pubblico anche Capodanno. (Regia di Michela Andreozzi – dal 29 Dicembre 2026 al 17 gennaio 2027).

Sarà quindi la volta di Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli con “Fiore di cactus” di Barillet e Gredy, commedia che mette in scena con ironia e leggerezza il conflitto tra apparenza e sentimento (regia di Francesco Bellomo – dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027), per poi passare a uno dei più celebri classici teatrali di William Shakespeare, “Sogno di una notte di mezza estate”. Nel ruolo di Puck Melania Giglio, grande protagonista delle ultime stagioni del Manzoni, sul palco con Martino Duane e un cast di altri 12 attori. (Regia di Daniele Salvo – dall’ 11 al 28 febbraio 2027).

Per la prima volta sul palco del Teatro Manzoni, Ornella Muti sarà una madre segnata dalla perdita del figlio ne “L’invisibile che c’è” di Antonio Grosso. Una storia sull’assenza che diventa presenza, sul dolore che si fa memoria, e sull’amicizia che tenta di tenere in vita ciò che non si vede più. (Regia di Enrico Maria Lamanna – dal 4 al 21 marzo 2027).

Francesca Reggiani sarà invece protagonista di “Sugo finto” commedia brillante e agrodolce scritta da Gianni Clementi in cui due sorelle zitelle, intrappolate da anni in un rapporto fatto di rancori e dipendenza reciproca, si ritrovano a regolare i conti dopo un ictus che lascia una delle due immobile e muta. (Dall’ 8 al 25 aprile 2027).

Chiudono la stagione Giobbe Covatta e Patrizia Pellegrino con “Il gufo e la gattina” di Bill Manhoff, commedia del 1970 con Barbra Streisand e George Segal. Una prostituta e uno scrittore fallito vivono entrambi in un condominio equivoco e mal frequentato. (Regia di Giobbe Covatta – dal 6 al 23 maggio 2027).

Il cartellone del Teatro Manzoni si arricchisce di un vivace programma di iniziative culturali ed eventi che ripartiranno il prossimo autunno, tra cui spiccano Scrittori in Scena e Manzoni Idee, dirette da Alessandro Vaccari e nate da un’idea di Carlo Alighiero, indimenticabile regista, attore e fondatore del teatro nel 1985 insieme a Pietro Longhi.

Per Manzoni Idee, ci saranno invece percorsi alla scoperta dell’arte e del pensiero contemporaneo raccontati con uno sguardo originale e coinvolgente. Tra i protagonisti tornerà Alessandro Alfieri, giornalista, filosofo della popular culture e professore di Teoria e metodo dei mass media, che attraverso i suoi viaggi negli universi musicali di grandi artisti – da Madonna e Lady Gaga a Bob Marley e Bad Bunny – racconterà come alcune icone immortali dell’industria culturale contemporanea abbiano plasmato l’immaginario collettivo. E ci sarà Giuseppe Di Giacomo, raffinato divulgatore, che guiderà il pubblico in un affascinante percorso tra letteratura, estetica, arti visive e contaminazioni con altre discipline.

Il calendario del Teatro Manzoni si arricchisce anche di altri appuntamenti speciali dedicati alla cultura e allo spettacolo che celebrano l’arte in tutte le sue espressioni: performance musicali, rassegne cinematografiche e teatrali e appuntamenti con la danza. Proprio al balletto il Teatro Manzoni dedica la settimana dal 15 al 20 dicembre con una speciale iniziativa curata da Antonio Desiderio, pensata per celebrare il fascino dell’arte del movimento. Il palcoscenico del Manzoni si trasformerà in uno spazio interamente consacrato alla danza, ospitando quattro spettacoli che accompagneranno il pubblico in un viaggio tra eleganza, emozione e intensità scenica.

Non mancheranno gli spettacoli dedicati alle famiglie che torneranno ad animare i weekend con l’atteso appuntamento di Un teatro da favola, a cura di Pietro Clementi. Un mondo di storie fantastiche, avventure emozionanti e personaggi amatissimi prenderà vita sul palco, regalando momenti di magia e divertimento a bambini e adulti.

Tajani: il mio cognome deriva da al-Tijani, un profeta dell’Islam

Roma, 25 mag. (askanews) – “I legami tra i nostri popoli sono legami antichi, io ricordo sempre qual è l’origine del mio cognome: Tijani (da Ahmad al-Tijani, ndr), un profeta dell’Islam molto conosciuto nell’Africa, non soltanto nel Nord, ma anche nell’Africa centrale, nel Marocco, quindi sono molti i fedeli musulmani che vanno alla tomba di Tijani e quindi vuol dire che qualcuno che è arrivato da là è venuto qua. Questo per dire che sono talmente forti attraverso il Mediterraneo i legami tra i nostri continenti che non possiamo rinnegarli”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo all’iniziativa “Italia-Africa: culture in gioco” all’Istituto dell’Enciclopedia Treccani in occasione della Giornata dell’Africa 2026.

Il Cinema in Piazza XII edizione, al via con Bellocchio e Myss Keta

Roma, 25 mag. (askanews) – Saranno Marco Bellocchio e Stefano Nazzi in dialogo con M¥ss Keta, in occasione della proiezione sul grande schermo di “Portobello”, a inaugurare giovedì 28 maggio la XII Edizione de Il Cinema in Piazza, promossa dalla Fondazione Piccolo America. La manifestazione si svolgerà dal 28 maggio al 12 luglio, con l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, e grazie al contributo di Regione Lazio e Roma Capitale – Assessorato alla Cultura – Dipartimento Attività Culturali.

In attesa della pubblicazione del programma integrale della XII edizione di una delle iniziative più popolari dell’Estate Romana, Piazza San Cosimato ospiterà il grande regista italiano e l’autore del podcast Indagini, che nel corso di alcuni episodi ha ricostruito con grande attenzione il caso Enzo Tortora. In dialogo con Bellocchio e Nazzi ci sarà M¥ss Keta. Un incontro inedito su una drammatica vicenda giudiziaria che ha segnato la storia d’Italia, accompagnato da una lettura di Fabrizio Gifuni, protagonista della serie, dal titolo 17 giugno 1983: la vita si arresta – breve drammaturgia degli orrori quotidiani.

Venerdì 29 maggio, sempre in Piazza San Cosimato, sarà proiettata la seconda parte della serie (episodi 4, 5, 6) con ospiti le tre interpreti femminili del cast: Barbora Bobulova nel ruolo di Anna, sorella di Enzo Tortora, Carlotta Gamba, che presta volto e voce a Gaia Tortora, e Romana Maggiora Vergano, che interpreta Francesca Scopelliti, compagna del presentatore. L’incontro sarà moderato dalla scrittrice Lisa Ginzburg.

Dopo la presentazione in anteprima mondiale all’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e il debutto sulla piattaforma HBO Max a febbraio 2026, Portobello si è imposta come un’opera di assoluto rilievo nella stagione corrente, vincendo anche il Nastro d’Argento come Serie dell’Anno.

All’apice del successo televisivo con Portobello, programma capace di raggiungere oltre 28 milioni di spettatori, Enzo Tortora diventa un volto amatissimo della televisione italiana. Ma quando il pentito della Nuova Camorra Organizzata Giovanni Pandico fa il suo nome durante un interrogatorio, la vita del celebre conduttore cambia improvvisamente. L’arresto del 17 giugno 1983 segna l’inizio di una devastante odissea giudiziaria che lo trascinerà dalla gloria al baratro. La serie ripercorre uno dei più clamorosi errori giudiziari nella storia del nostro Paese, restituendo al pubblico la figura privata e pubblica di Enzo Tortora.

Portobello è la prima serie italiana HBO Original, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Our Films e da Simone Gattoni per Kavac Film, in collaborazione con Rai Fiction e The Apartment Pictures, società del gruppo Fremantle.

La sceneggiatura è firmata da Marco Bellocchio insieme a Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore.

Nel cast, accanto a Fabrizio Gifuni nel ruolo di Enzo Tortora, figurano Lino Musella, Barbora Bobulova, Romana Maggiora Vergano, Federica Fracassi, Carlotta Gamba, Giada Fortini, Irene Maiorino, Giovanni Buselli, Davide Mancini, Paolo Pierobon, Gianluca Gobbi, Fausto Russo Alesi, Massimiliano Rossi, Pier Giorgio Bellocchio, Alessio Praticò, Alma Noce, Salvatore D’Onofrio, Francesco Russo, Gennaro Apicella, Luciano Giugliano, Alessandro Fella, Antonia Truppo e Gianmaria Martini. Con la partecipazione di Gianfranco Gallo nel ruolo di Raffaele Cutolo, Tommaso Ragno nel ruolo di Marco Pannella, Valeria Marini nel ruolo di Moira Orfei, Francesca Benedetti nel ruolo di Paola Borboni e di Alessandro Preziosi nel ruolo di Giorgio Fontana. La fotografia è di Francesco Di Giacomo, la scenografia di Andrea Castorina, i costumi di Daria Calvelli, il montaggio di Francesca Calvelli e le musiche di Teho Teardo.

Fondazione Scanavino: Homage to Latin America – Veiling

Milano, 25 mag. (askanews) – Fino al 14 giugno 2026 presso la Fondazione Emilio Scanavino è visibile la mostra Omaggio all’America Latina, con l’opera omonima realizzata nel 1971 da Alik Cavaliere ed Emilio Scanavino per l’undicesima Biennale di San Paolo del Brasile: una grande parete, suddivisa in riquadri che reca i nomi di martiri per la libertà del continente latinoamericano. Le superfici pittoriche di Scanavino, dialogano con “i grovigli vegetali bronzei” di Cavaliere che si protendono nello spazio come presenze organiche, nodose, resistenti. È un’opera che rifiuta ogni retorica celebrativa e assume su di sé la responsabilità di nominare la violenza della storia. Nel 1971 quella assunzione di responsabilità fu ritenuta inopportuna e l’opera venne ritirata prima dell’inaugurazione.

Nella mostra l’opera dialogo con le testimonianze della performance di Regina José Galindo Homage to Latin America / Veiling realizzata il 14 aprile 2026 all’apertura dell’esposizione. Nella sala adiacente il video postprodotto dall’artista stessa è parte del percorso espositivo.

Le parole di Marco Scottini, curatore facente parte del Centro Alti Studi Emilio Scanavino, e Greta Petese, curatrice e direttrice scientifica della Fondazione Emilio Scanavino.

La prima Enciclica di Papa Leone: "Disarmare l’IA, stop alla guerra"

Città del Vaticano, 25 mag. (askanews) – Occorre “disarmare l’IA” per “sottrarla alla logica della competizione armata, che oggi non è più solo militare ma economica e cognitiva”. Esce oggi la prima Lettera Enciclica di Papa Leone, dal titolo “Magnifica humanitas”. Un trattato sui rischi e i pericoli dell’Intelligenza artificiale in 231 pagine, divisi in 5 capitoli, oltre all’introduzione e alla conclusione. C’è anche un passaggio sulla “guerra giusta”: un concetto da superare. “Oggi è più che mai importante ribadire il superamento della teoria della ‘guerra giusta’, troppo spesso invocata a giustificare qualsiasi guerra, fermo restando il diritto alla legittima difesa intesa nel senso più stretto”.

Epidemia di Ebola, l’Oms: in Congo oltre 900 casi sospetti e 204 morti

Roma, 25 mag. (askanews) – Sono oltre 900 i casi sospetti di Ebola identificati finora nella Repubblica Democratica del Congo, dove è in corso un’epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono al momento vaccini né trattamenti specifici. Lo ha reso noto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus.

“Con il rafforzamento delle attività di sorveglianza nella lotta contro l’Ebola nella RDC, sono stati identificati finora più di 900 casi sospetti, di cui 101 confermati”, ha scritto domenica Ghebreyesus su X, fornendo un aggiornamento sulla situazione.

Secondo l’ultimo bilancio diffuso sabato dal Ministero della Salute congolese, l’epidemia ha causato 204 morti su 867 casi sospetti. Le autorità locali avevano decretato ufficialmente l’inizio dell’epidemia il 15 maggio, con l’Oms che ha conseguentemente attivato un’allerta sanitaria internazionale.

Il ceppo Bundibugyo presenta un tasso di letalità che può raggiungere il 50%. Negli ultimi cinquant’anni, secondo l’Oms, Ebola ha provocato oltre 15mila morti in Africa, con tassi di mortalità variabili tra il 25% e il 90%.

I Vigili del Fuoco si calano dal Colosseo in vista del 2 giugno

Roma, 25 mag. (askanews) – Domenica di prove al Colosseo per i Vigili del Fuoco che si sono calati in perfetta sincronia sulla facciata esterna del più celebre monumento di Roma fra gli sguardi di curiosi e turisti. Prove e esercitazioni in vista della Festa della Repubblica, il 2 giugno, quando verrà srotolato sul Colosseo come da tradizione un enorme Tricolore.

Il lavoro ecosistemico della Fondazione Zegna

Trivero Valdilana (Biella), 25 mag. (askanews) – Durante la presentazione alla stampa del nuovo progetto di Chiara Camoni a Casa Zegna, Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice, a cura di laria Bonacossa, la presidente della Fondazione Zegna Anna Zegna ha presentato ad askanews le attività e la missione: “La Fondazione si riferisce e si ispira alla visione di Ermenegildo Zegna, il fondatore che è stato il primo vero filantropo e quindi ha unito tutti gli ambiti del vivere, dove la cultura, l’arte, la natura, l’educazione, la formazione e l’aiuto alla comunità, nella salute, nel benessere, nel migliorare la qualità della vita erano fondamentali. Dopo un periodo dove ci siamo rivolte anche a progetti all’estero siamo tornati da una decina di anni a lavorare molto di più sul territorio per creare dei progetti innovativi in collaborazione con altre realtà o fondazioni o addirittura degli imprenditori sociali molto attivi sul territorio per aumentare l’impatto, coinvolgere anche le persone che spesso sono i beneficiari, per far sì che il lavoro corale diventi un lavoro ecosistemico. Si parte dalla nostra essenza che è l’impresa, il tessile, la conoscenza della materia, un Oasi Zegna che cura un territorio di oltre cento kilometri quadrati e un cercare di dare valore alla realtà locale e soprattutto ai giovani. Gli artisti ci aiutano, ci ispirano e collaborano con noi. Oggi stiamo lavorando con Chiara Camoni, abbiamo appena concluso una mostra meravigliosa con Francesco Jodice che ha fatto addirittura un laboratorio nella scuola di Trivero dove i ragazzi sono diventati degli artisti protagonisti e lui stesso ha fotografato le opere dei ragazzi. È proprio uno scambio di comunità dove noi accogliamo, ma raccogliamo e ci nutriamo di tutto questo contesto unico che parte dall’impresa, entra nella comunità e si rivolge a un ambiente più ampio che l’universo nel quale viviamo nell’Oasi Zegna”.

Ispirandosi all’etica che guidò il fondatore del Lanificio fin dal 1910, la terza generazione della famiglia nel 2000 ha creato la fondazione per dare continuità all’eredità filantropica ricevuta. Negli anni Trenta l’imprenditore Ermenegildo Zegna realizzò un ampio progetto di valorizzazione del paesaggio attorno al Lanificio, fondato nel 1910, dando vita a un ecosistema ben prima che il termine fosse coniato. Ponendo il Lanificio al centro di una comunità molto più vasta, ha creato la strada Panoramica Zegna e l’Oasi Zegna, grazie ad un attento lavoro di riforestazione, per creare un’interdipendenza positiva e sostenibile. Nata nel 1993, l’Oasi Zegna è un territorio ad accesso libero che si estende su cento kilometri quadrati e si sviluppa su millequattrocentoventi ettari di boschi e in centosettanta ettari di pascoli, rappresentando il luogo perfetto per entrare in contatto con la natura. Nel 2014 l’Oasi Zegna ha ottenuto il patrocinio del FAI Fondo Ambiente Italiano e dal 2022 è certificata internazionalmente dai rigorosi standard FSC per la gestione forestale e la conservazione dei servizi ecosistemici a favore della comunità. Parte di Fondazione Ermenegildo Zegna fin dal 2007, Casa Zegna valorizza e promuove il patrimonio e i valori del Gruppo: lo spazio multi-funzionale di Casa Zegna comprende gli archivi destinati alla conservazione e alla divulgazione della storia di stile e imprenditoria responsabile, i campionari tessili e gli spazi espositivi dedicati a mostre commissionate ad artisti contemporanei. ZEGNART riunisce e orienta le iniziative artistiche di Fondazione Zegna, commissionando opere d’arte. Ogni intervento nasce da un processo di collaborazione e ricerca, entrando a far parte di una narrazione più ampia in cui l’arte accompagna l’evoluzione culturale del brand. Al Lanificio sono presenti, fra le altre, opere di Daniel Buren, Roman Signer, Francesco Jodice, Emilio Vavarella, Stefano Arienti. Nell’Oasi Zegna all’aperto sono presenti opere di Lilana Moro, Alberto Garutti, Dan Graham e altri. In questo percorso si inserisce anche quest’anno il sostegno al Padiglione Italia della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.

Seggi aperti fino alle 15 per le elezioni comunali, affluenza in calo

Roma, 25 mag. (askanews) – Seggi riaperti in Italia fino alle 15 per il secondo e ultimo giorno di votaazioni per la tornata di elazioni amministrative Comunali in 748 Comuni di Regioni a Statuto ordinario dal Veneto alla Calabria e di Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Val d’Aosta fra le Regioni a Statuto Speciale. La tornata interessa circa 6 milioni e 600 mila elettori italiani. L’affluenza nella prima giornata di votazioni di ieri è risultata in media in calo di poco meno di 4 punti. A chiusura seggi, alle 23, aveva complessivamente votato il 46,3% degli aventi diritto.

Contro la media del 50,2% della precedente tornata negli stessi Comuni. A Venezia, unico capoluogo di regione alle urne, il calo è stato ancora maggiore, di ben 7 punti: 41,8% contro 48,8% di cinque anni fa. A Reggio Calabria, di contro, il calo è stato di un solo punto e mezzo: 47% a fronte del 48,1% delle ultime Comunali. A Salerno,poi, dove torna a correre da Sindaco Vincenzo De Luca dop i 10 anni trascorsi a Napoli da presidente della Campania, l’affluenza nel primo giorno è risultata invariata: 49,9%, esattamente come cinque anni fa.

Lo scrutinio oggi avrà inizio alle 15, senza soluzione di continuità con la chiusura dei seggi. Nel tardo pomeriggio sono attesi i primi verdetti sui nuovi Sindaci: i nomi di tutti i Comuni al voto sotto i 15 mila abitanti dove si vota a turno unico, quelli dei Comuni sopra i 15 mila abitanti dove uno dei candidati abbia ottenuto olte il 50%+1 dei voti validamente espressi. E dove dunque non sarà necessario ricorrere ad un secondo turno di ballotaggio stabilito per il 7 e l’8 Giugno fra i due candidati piu’ votati oggi. Data in cui, invece, si voterà per il primo turno anche in Sardegna in 149 comuni interessati, con eventuale turno di ballottaggio il 21 e 22 giugno.

Al voto c’è un solo capoluogo di Regione: Venezia. E 17 altre città capoluogo di provincia:Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno. In Sicilia sono al voto Agrigento, Enna e Messina. I riflettori sono puntati soprattutto su Venezia e Reggio Calabria: in Laguna il campo largo tenta la riconquista dopo il decennio Brugnaro; nel tacco d’Italia è invece il centrodestra che prova ad allineare il capoluogo al governo regionale controllato da 10 anni.

Questa tornata di elezioni Comunali rappresenta in questo senso anche un primo, piccolo ma significativo, test politico elettorale dopo il referendum sulla giustizia che ha bocciato la riforma del centrodestra e in vista, tra un anno, delle elezioni Politiche. Un test in grado di rassicurare il governo Meloni sul fatto che, in fondo, la connessione con il Paese non si è spezzata oppure di far suonare l’ennesimo campanellino di allarme per la maggioranza di centrodestra. Parimenti, nel campo cosiddetto largo progressista, queste elezioni potrebbero dare ulteriore conferma del mantra “uniti si vince”, ma anche offrire materia di riflessione sulla strada, non priva di insidie, che conduce alla costruzione di un’alternativa progressista vincente per il 2027.

Intanto va capito quanto è largo il campo largo. Azione conferma nei fatti, oltre che nelle parole, che non sarà della partita: sia a Venezia che a Reggio Calabria il partito di Carlo Calenda si schiera con il centrodestra mentre il campo progressista non riesce a mostrarsi unito in tutti i territori: vedi i casi di Mantova e Salerno).

Le sfide più delicate, quelle considerate ago della bilancia per capire chi, tra centrodestra e centrosinistra, potrà dirsi vincitore si giocano a Venezia e a Reggio Calabria ma anche a Salerno dove si prepara a tornare Vincenzo De Luca. E ancora: a Prato, ad Arezzo, a Pistoia. Nei 118 comuni al voto al di sopra dei 15mila abitanti, 47 sono amministrati dal centrosinistra, 41 dal centrodestra, 15 da sindaci civici, 5 da esponenti M5s e dieci da amministratori non collocabili nei poli tradizionali.

Verso l’accordo Usa-Iran, ma manca l’ok di Khamenei

Roma, 25 mag. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei non hanno ancora finalizzato un accordo quadro tra i due Paesi. Lo ha riportato il quotidiano The Telegraph, citando un funzionario statunitense rimasto anonimo.

Sebbene sia stata elaborata una bozza generale dell’accordo, è ancora necessaria l’approvazione finale di Trump e Khamenei, ha riferito il quotidiano. Una fonte del Golfo Persico ha dichiarato a The Telegraph che i leader regionali avevano esortato Trump ad accettare la proposta di cessate-il-fuoco per stabilizzare la situazione nella regione.

Domenica, Fox News ha riferito che l’accordo quadro tra Stati Uniti e Iran era “completo al 95 per cento”, anche se i colloqui continuavano a divergere sulla formulazione riguardante lo Stretto di Hormuz e le scorte di materiale nucleare di Teheran.

Inizio di settimana estivo, poi arriva qualche temporale

Roma, 25 mag. (askanews) – Il caldo estivo ha deciso di bruciare le tappe e di imporsi con decisione sull’Italia. La settimana si aprirà sotto il segno di una potente struttura anticiclonica di matrice subtropicale che continuerà a pilotare masse d’aria molto calde verso il nostro Paese, determinando una fase di stabilità quasi assoluta e temperature pienamente estive, con anomalie termiche marcate soprattutto al Centro-Nord. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che ci attende un avvio di settimana decisamente bollente, con il clou del caldo che si concentrerà sulle regioni settentrionali e lungo il versante tirrenico. L’azione congiunta del forte soleggiamento e della compressione dell’aria nei bassi strati farà impennare i termometri in Pianura Padana, dove nelle zone centrali si potranno toccare punte massime di 34-35°C. Lo scenario sarà parzialmente diverso al Sud e lungo il versante adriatico: qui una ventilazione debole o moderata dai quadranti settentrionali garantirà un clima più respirabile e temperature leggermente più fresche.

In questa prima parte della settimana lo spazio per l’instabilità sarà praticamente nullo. Soltanto sui rilievi di Sicilia e Calabria si potrà sviluppare qualche isolato e rapido rovescio pomeridiano, mentre altrove i cieli rimarranno sereni. Questo monologo anticiclonico inizierà a perdere parzialmente colpi nella seconda metà della settimana. A partire da giovedì, infatti, si registreranno le prime infiltrazioni d’aria più fresca in quota.

Non assisteremo a un vero e proprio ribaltone, ma all’innesco di temporali sparsi che colpiranno prima il Nord-Est, per poi estendersi lungo la dorsale appenninica e le aree limitrofe, con qualche locale sconfinamento verso le pianure tirreniche. Si tratterà comunque di fenomeni localizzati che non intaccheranno il quadro termico generale: il contesto rimarrà caldo, sancendo l’inizio ufficiale della stagione estiva.

Flotilla, gli italiani fermati a Sirte portati a Bengasi come clandestini

Roma, 25 mag. (askanews) – I due attivisti italiani della Flotilla, che sarebbero stati fermati a Sirte da miliziani libici affiliati al generale Khalifa Haftar, sarebbero stati trasferiti a Bengasi e trattati come possibili clandestini. Lo riferiscono fonti informate.

Un convoglio di circa duecento persone, sette ambulanze e dieci camion umanitari intendeva aprire un varco umanitario attraverso la Cirenaica, verso Gaza. Ma le autorità della Libia orientale avevano di fatto bloccato il passaggio. Una delegazione di dieci persone, con due auto e un’ambulanza, avrebbe avanzato la sua posizione per negoziare, ma da quel momento di loro non si sono avute più notizie.

L’Europa davanti alla svolta americana: unità politica o irrilevanza strategica

Una frattura destinata a durare

La crisi nei rapporti transatlantici provocata dalla politica neo-imperiale degli Stati Uniti guidati dall’attuale presidente, un guastatore di prima grandezza dell’ordine internazionale, dovrebbe essere affrontata dall’Europa nella piena consapevolezza della sua gravità. E della non assoluta certezza di una sua possibile conclusione con l’avvento di un nuovo inquilino alla Casa Bianca, che comunque non avverrà prima del gennaio 2029.

Anzi, dovesse trattarsi di JD Vance la situazione potrebbe facilmente anche peggiorare. Forse pure con Marco Rubio le cose non migliorerebbero molto, se non nella civiltà verbale — del resto impresa assai facile, a fronte della cafoneria di Trump. Un esponente del Partito Democratico adotterebbe indubbiamente un approccio più amichevole e senz’altro lavorerebbe a un rafforzamento delle relazioni, ma non è affatto detto che queste ultime, pure in questa eventualità, ritornerebbero uguali a prima. Le scorie lasciate dall’attuale amministrazione nella società e nella politica americana faranno sentire per lungo tempo i loro effetti negativi.

Il trumpismo e il ritorno della politica di potenza

In questo quadro sarebbe un errore immaginare che la sconfitta elettorale del sovranista Viktor Orbán, esplicitamente supportato da Washington, nella piccola Ungheria abbia risolto ogni problema. Non è così, ed è bene tenerlo presente. E non solo per l’inquietante ascesa della destra più radicale e nazionalista in paesi di primario rilievo, secondo i sondaggi e gli esiti elettorali amministrativi.

Ma soprattutto perché il nazionalismo esasperato del trumpismo, per quanto confusionario e pure contraddittorio, intriso di volontà imperiali tali da impenare considerevolmente il budget federale riducendo il già limitatissimo welfare a tutto svantaggio dei ceti popolari che pure in buona misura hanno votato il tycoon nemmeno due anni fa, rimuove l’Europa dal proprio orizzonte strategico, riducendola a un coacervo di singoli stati con i quali mantenere una relazione commerciale condotta da una posizione di totale preminenza.

Questo è del resto il pensiero che orienta il famoso documento dello scorso dicembre sulla National Security Strategy, esplicitando la convinzione che “il mondo funziona meglio quando le nazioni pensano ai loro interessi”. Più grande è la nazione, maggiori sono gli interessi: è il sottotesto non scritto, ma evidente. La logica della forza, e soltanto quella. Interessi, dunque: non alleanze.

Bruxelles oltre Trump

L’Unione deve pertanto assumere piena consapevolezza di questa nuova condizione, praticamente contraria a quella che gli Stati Uniti nel dopoguerra promossero a suo sostegno — dal Piano Marshall al sostegno all’integrazione europea. Al tempo stesso, Bruxelles deve operare con determinazione e forza, confidando che proprio questa postura possa indurre l’alleato americano — l’alleato, non il padrone — a comprendere che il predominio mondiale esercitato negli ultimi decenni è stato tale solo in quanto “occidentale” e quindi condiviso con l’Europa.

È così che Washington ha dominato l’Atlantico, cosa che non potrà più fare pienamente nel Pacifico, stante la crescita cinese, anche militare. Ed è così che ha mantenuto un ruolo preminente nel Mediterraneo, luogo la cui rilevanza strategica tutti gli eventi di queste due decadi del nuovo secolo hanno drammaticamente confermato.

C’è dunque molto lavoro da fare, a Bruxelles. Durante gli anni di Trump, guardando oltre Trump.

Alle radici cristiane della Costituzione italiana

Una cultura costituzionale dalle radici profonde

La storiografia che si è occupata delle radici di cultura politica della Costituzione italiana ne ha spesso messo in luce il carattere plurale. Accanto a questo gli studi hanno anche fatto luce su come i principi e i valori che informano di sé il dettato della Carta non siano stati dettati dalla sola contingenza della situazione italiana del 1946-47, ma abbiano radici più profonde. Essi condensano percorsi di riflessione ed elaborazione che fanno tesoro della storia lunga della vita politica del Paese. Le opzioni politiche di matrice liberale o socialista o social-liberale o repubblicana, che trovano spazio negli articoli della Costituzione, sono il frutto di una vicenda che si intreccia con la storia stessa dello Stato unitario e questo vale anche per l’apporto di parte cattolica.

Gli anni della guerra e la crisi della civiltà europea

Accanto a una diacronia così ampia vi è però un tempo più stretto, che è quello degli anni di guerra, nei quali, di fronte alla progressiva consapevolezza del disastro a cui il Paese andava incontro, si iniziò a pensare l’Italia di domani. Presero forma in quel momento numerose occasioni di confronto e sforzi di elaborazione condivisa, che cercarono di radunare donne, uomini e idee per interrogarsi sulle ragioni profonde di una crisi che aveva il suo tragico specchio nei campi di battaglia, nelle città bombardate, nelle deportazioni e negli stermini di massa.

L’impegno di pensiero politico che in quel frangente vide protagonisti i cattolici, portando alla stesura di documenti come le Idee ricostruttive o il Codice di Camaldoli, restituisce una pluralità di voci, tutte però animate dall’urgenza di prendere una posizione. La guerra, il crollo del fascismo, la lotta di liberazione rappresentarono, in un certo senso, la strettoia storica che obbligò anche i cattolici ad assumere una responsabilità diretta nella politica italiana e tuttavia questo avvenne interrogandosi sulle ragioni di quella che era intesa come una crisi di civiltà.

Così, mentre il fronte risaliva la penisola, portando con sé anche la dinamica della guerra civile, emergevano una serie di proposte sull’economia, sulla società, sulle istituzioni, che alimentarono il dibattito pubblico e politico di un Paese che era chiamato a decidere quale assetto dare alla propria vita civile.

Firenze 1945 e il laboratorio costituente dei cattolici

La Settimana sociale dei cattolici che si tenne a Firenze dal 22 al 28 ottobre 1945 fu uno dei primi momenti in cui queste diverse elaborazioni trovarono uno spazio di confronto e di ulteriore approfondimento. La scelta di dedicare quelle giornate al tema Costituente e Costituzione rispondeva infatti alla volontà di mettere al centro della riflessione la questione di come porsi di fronte al passaggio dell’elezione dell’Assemblea Costituente e della stesura di una nuova Carta costituzionale.

Quel tema operò come una cornice politica, nella quale dare ordine a tutta una serie di nodi problematici: dalla riflessione sulla natura dello Stato alla definizione dei rapporti sociali ed economici, dall’elaborazione di una prospettiva cristiana sui diritti al tema della libertà religiosa.

La persona al centro della nuova democrazia

Tutto questo emerse dal coinvolgimento di figure che, pur avendo spesso il profilo accademico di chi padroneggia il sapere economico, sociale e giuridico, declinarono la loro riflessione nelle reti associative, in volumi e scritti, sulle pagine delle riviste. Si trattò di una riflessione che rispondeva all’esigenza di pensare al passaggio costituente che si avvicinava come fatto di popolo.

Di fronte a quella sfida, le diverse anime del cattolicesimo italiano percepirono l’urgenza di tenere assieme due istanze diverse: la costruzione di un regime di compiuta libertà politica doveva saldarsi alla definizione di relazioni sociali ed economiche imperniate sulla solidarietà, sulla giustizia e sull’equità.

La relazione che Guido Gonella tenne in occasione del primo congresso della Democrazia Cristiana a fine aprile 1945 è un documento evidente di questo sforzo di sintesi. Quel testo, che presentò la proposta del partito dei cattolici in vista del referendum e dell’elezione della Costituente, fissava sì nella libertà il punto di riferimento politico. E tuttavia declinava il regime di libertà alla luce di quella centralità della persona che, pochi mesi dopo, sarebbe divenuta il principio su cui imperniare l’intero impianto concettuale della nuova Repubblica.

Pio XII e il regime politico democratico

I contenuti dell’elaborazione culturale di ispirazione cattolica entrarono dunque come contributi di rilievo in quel dibattito. Ed è da questo processo che è emersa la peculiare declinazione della democrazia nel contesto italiano e il modo in cui i cattolici italiani impararono a praticarla.

È noto che i discorsi natalizi di Pio XII in tempo di guerra segnarono l’apertura, sul piano magisteriale, a una compiuta accettazione del regime politico democratico. L’importanza del lavoro di elaborazione degli anni di guerra e poi dei mesi che precedettero il referendum del 2 giugno risiede nello sforzo di costruzione di una proposta di democrazia che assume la persona umana come misura dell’agire politico.

In essa, infatti, si afferma una concezione del potere che viene ripensato come realtà “diffusa”, che si struttura non come monopolio di alcune istituzioni, ma come strumento presente nei diversi ambiti nei quali la persona svolge la propria esistenza.La democrazia personalista come eredità storica

La scelta della democrazia “personalista”

In ragione di queste caratteristiche, quella stagione di elaborazione politica non esaurì il proprio ruolo nel solo passaggio storico dei lavori dell’Assemblea Costituente. Il contributo di pensiero che emerse dall’apporto di Aldo Moro, Giorgio La Pira, Guido Gonella, Amintore Fanfani e Giuseppe Dossetti fissò, oltre ai contenuti, un modo di concepire la democrazia come via alla costruzione del consenso, come metodo di elaborazione di sintesi condivise, capaci di governare una realtà plurale che contiene in sé istanze anche contraddittorie e che però possono essere ordinate in ragione del valore della persona umana.

È questa la democrazia “personalista” che, dopo il referendum costituzionale del 2 giugno 1946, ha operato come via alla costruzione della cittadinanza democratica in Italia e come contributo italiano alla storia politica dell’Europa del secondo dopoguerra.

 

Titolo originale

La persona come misura dell’agire politico

L’AI non ci sta rubando il lavoro. Ci sta togliendo alcune illusioni

La fine di una distinzione rassicurante

Negli ultimi mesi il settore tecnologico globale ha continuato a registrare licenziamenti significativi, anche in aziende ad alta redditività e fortemente impegnate negli investimenti in intelligenza artificiale. Un dato che viene spesso interpretato in modo immediato: come il segnale di una progressiva sostituzione del lavoro umano da parte dei sistemi automatizzati. Ma questa lettura rischia di essere riduttiva.

Non siamo davanti a una semplice crisi occupazionale né a una sostituzione lineare tra uomo e macchina. Stiamo attraversando qualcosa di più profondo: una ridefinizione del rapporto tra tecnologia, lavoro e persona. E quindi, in ultima analisi, del modo in cui una società attribuisce valore all’essere umano.

Per molti anni il lavoro intellettuale è stato percepito come relativamente stabile. Le macchine avrebbero automatizzato la produzione materiale, mentre scrittura, progettazione, analisi e comunicazione sarebbero rimaste attività esclusivamente umane. Questa distinzione oggi si sta progressivamente indebolendo.

L’intelligenza artificiale è ormai in grado di supportare o automatizzare una parte crescente delle attività cognitive: produzione di testi, sintesi di informazioni, traduzioni, generazione di codice, analisi documentale, gestione di processi ripetitivi. Non si tratta di pensiero umano, ma di una capacità operativa sufficiente a modificare gli equilibri economici e organizzativi di molte professioni.

Il lavoro non sparisce: cambia valore

Ed è qui che il fenomeno diventa meno visibile, ma più rilevante. Molti lavori non stanno scomparendo. Stanno cambiando significato sociale.

Il copywriting non sparisce, ma perde valore nella sua componente standardizzata. Lo sviluppo software non scompare, ma si sposta verso livelli superiori di progettazione, integrazione e supervisione. Il customer care continua a esistere, ma il primo livello di assistenza viene progressivamente automatizzato.

Il punto, dunque, non è la fine del lavoro. È la trasformazione del suo valore.

Questa trasformazione produce conseguenze che vanno oltre l’economia. Ciò che ieri appariva stabile oggi diventa dinamico. Ciò che sembrava “sicuro” richiede ridefinizione continua. In realtà la storia del lavoro non ha mai garantito immobilità: ogni grande rivoluzione tecnologica ha redistribuito valore, ridefinito competenze e modificato gli equilibri sociali.

La differenza, oggi, è la velocità. E la velocità non è mai neutra: cambia il tempo che una società ha a disposizione per comprendere, adattarsi e accompagnare le persone dentro il cambiamento.

Lo “spogliamento” delle vecchie certezze

In questo passaggio emerge una chiave di lettura semplice ma decisiva. Esiste un verbo latino, exuere, che significa spogliare, togliere ciò che riveste qualcosa. È un’immagine efficace per descrivere ciò che sta accadendo: non soltanto innovazione tecnologica, ma uno spogliamento progressivo di alcune convinzioni che hanno sostenuto per lungo tempo il nostro modo di intendere il lavoro.

Si indebolisce l’idea che una competenza possa restare stabilmente centrale per tutta la vita professionale. Si indebolisce la convinzione che il lavoro intellettuale sia automaticamente protetto dal cambiamento. E si incrina anche l’idea che il valore di una professione resti fisso nel tempo.

È in questo punto che la trasformazione tecnologica smette di essere soltanto economica e diventa inevitabilmente sociale e culturale. La domanda non riguarda più soltanto ciò che l’intelligenza artificiale è in grado di fare, ma ciò che una società considera irrinunciabilmente umano.

Il rischio più profondo non è la sostituzione del lavoro, ma la progressiva delega del giudizio. L’intelligenza artificiale può generare contenuti, analizzare dati e suggerire soluzioni con grande efficienza. Ma non assume responsabilità sulle conseguenze delle decisioni. E questa differenza resta decisiva.

La vera sfida: preservare il giudizio umano

Per questo il tema non è soltanto tecnologico o economico, ma anche educativo e politico, nel senso più alto del termine. Il cosiddetto reskilling non riguarda esclusivamente nuove competenze tecniche. Riguarda la capacità di una società di accompagnare le persone dentro un cambiamento che è anche identitario.

Non è possibile prevedere con precisione quale sarà l’esito occupazionale complessivo di questa trasformazione. Ma appare evidente che non sarà uniforme, né socialmente neutro.

Le organizzazioni che sapranno crescere saranno quelle capaci di integrare tecnologia e lavoro umano senza ridurre la persona a semplice funzione produttiva. E i lavoratori che riusciranno ad adattarsi non saranno soltanto quelli che utilizzeranno strumenti di intelligenza artificiale, ma quelli che sapranno farlo senza rinunciare alla propria capacità di giudizio.

Perché il punto decisivo non è l’efficienza della tecnologia, ma la qualità umana con cui viene governata.

Automatismo e consapevolezza

Il paradosso di questa fase storica è evidente: mentre si costruiscono sistemi sempre più capaci di elaborare informazioni, cresce la necessità di preservare la capacità umana di interpretarle e attribuire loro senso. La distinzione più importante non è tra uomo e macchina, ma tra automatismo e consapevolezza.

In questo scenario la trasformazione in corso non riguarda soltanto il lavoro. Riguarda il modo in cui una società decide di pensare se stessa.

L’AI non sta semplicemente cambiando il lavoro. Sta contribuendo a togliere alcune illusioni. Ed è proprio nello spazio che si apre — più incerto, ma forse anche più autentico — che si gioca una parte decisiva del futuro. Non soltanto economico, ma umano.

Il “cinichilismo”, incrocio di cinismo e nichilismo, nell’epoca dell’intelligenza artificiale

Un titolo che fotografa il presente

Cinichilismo. Il nuovo paradigma del potere di Virginia Saba è uno di quei libri che colpiscono anzitutto per il titolo. La fusione tra “cinismo” e “nichilismo” suggerisce infatti una diagnosi radicale della condizione contemporanea: il potere non si limita più a essere pragmatico o spregiudicato, ma sembra aver smarrito ogni riferimento stabile alla verità, alla coerenza e perfino al senso del limite.

L’uscita del volume assume oggi un significato particolare. Proprio mentre il Papa sceglie di dedicare la sua prima enciclica al tema dell’intelligenza artificiale e delle trasformazioni antropologiche prodotte dalla tecnica, il libro di Saba richiama l’attenzione sul deterioramento morale e simbolico dello spazio pubblico.

Politica, algoritmi e disillusione

Il cuore del saggio è la descrizione di una politica dominata dalla comunicazione permanente e dalla gestione emotiva del consenso. La leadership contemporanea — suggerisce l’autrice — non costruisce più visioni collettive durature, ma occupa lo spazio mediatico attraverso messaggi rapidi, polarizzanti e spesso contraddittori.

In questo quadro il cinismo diventa metodo di governo. Le parole perdono peso, le appartenenze si fanno liquide, la distinzione tra vero e falso appare secondaria rispetto all’efficacia comunicativa. È difficile non vedere, dietro questa analisi, il riflesso dell’ecosistema digitale contemporaneo: social network, algoritmi, personalizzazione estrema del discorso pubblico.

Ed è qui che la coincidenza con l’enciclica papale diventa interessante. Se l’intelligenza artificiale rischia di moltiplicare la capacità tecnica di orientare emozioni e comportamenti, il “cinichilismo” descritto da Saba potrebbe rappresentarne il clima culturale ideale.

La crisi della responsabilità

Il libro non è un trattato accademico. Procede per intuizioni, osservazioni, scorci polemici. Talvolta privilegia l’effetto aforistico all’approfondimento teorico, ma mantiene una sua forza evocativa. Soprattutto coglie un sentimento diffuso: la sensazione che il potere contemporaneo non chieda più fiducia, bensì adattamento.

La crisi non riguarda soltanto la politica. Coinvolge il linguaggio, i media, le relazioni sociali e perfino la percezione della realtà. Quando tutto diventa narrazione competitiva, anche la verità rischia di apparire soltanto come una tecnica retorica.

Una domanda aperta per le democrazie

Forse il punto più interessante del volume sta nella domanda implicita che attraversa tutte le sue pagine: è ancora possibile una politica della responsabilità nell’epoca della velocità digitale e dell’intelligenza artificiale?

È una questione che riguarda direttamente le democrazie occidentali e i loro corpi intermedi, sempre più deboli davanti alla forza delle piattaforme comunicative e della leadership personalizzata.

Per questo il libro di Virginia Saba arriva in un momento simbolicamente importante. Da una parte la tecnica promette potenza illimitata; dall’altra cresce il rischio di una società incapace di distinguere tra libertà e manipolazione, tra consenso e condizionamento.

Ed è significativo che proprio la Chiesa cattolica, con la prima enciclica di Leone XIV sull’intelligenza artificiale, abbia scelto di riaprire pubblicamente la questione del rapporto tra tecnologia ed etica. Perché il vero tema, oggi, non è soltanto ciò che le macchine potranno fare, ma ciò che gli uomini decideranno peggio accetteranno. di diventare.

Playoff Nba, San Antonio si riporta 2-2 nella serie

Roma, 25 mag. (askanews) – Con una grande prova difensiva, i San Antonio Spurs rispondono alle ultime due sconfitte e spazzano via gli Oklahoma City Thunder 103-82 in una gara-4 senza discussioni, pareggiando i conti nella serie sul 2-2. Victor Wembanyama è maestoso con 33 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 3 stoppate, guidando una difesa che tiene i campioni in carica al secondo punteggio più basso nella loro storia ai playoff. Shai Gilgeous-Alexander è il migliore dei suoi con 19 punti ma tira 6/15 dal campo in una serata storta in cui i Thunder segnano appena il 33% delle loro conclusioni con un pessimo 6/33 (18%) dalla lunga distanza.

Finale Eastern Conference (3) New York Knicks vs (4) Cleveland Cavaliers 3-0

Gara 1: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 115-104 Gara 2: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 109-93 Gara 3: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 108-121 Gara 4: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 26/5 ore 2.00 Gara 5: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 28/5 ore 2.00 Gara 6: Cleveland Cavaliers-New York Knicks* 30/5 ore 2.00 Gara 7: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 1/6 ore 2.00

Finale Western Conference (1) Oklahoma City Thunder vs. (2)San Antonio Spurs 2-1

Gara 1: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 115-122 Gara 2: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 122-113 Gara 3: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 108-123 Gara 4: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 103-82 Gara 5: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 27/05 ore 2.30 Gara 6: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 29/05 ore 2.30 Gara 7: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 31/05 ore 2.00

*se necessario

"Per me la Repubblica è…", sul sito del Quirinale i video degli italiani

Roma, 24 mag. (askanews) – “Per me la Repubblica è…”. Racconta in pochi secondi che cos’è per te la Repubblica, posta il tuo video sul sito della Presidenza della Repubblica e insieme celebriamo l’importante anniversario anche sul web e sui social media. Vuoi essere anche tu un volto della Repubblica? Bastano pochi secondi di video con te in primo piano e completa, con il tuo pensiero, che cosa è per te la Repubblica. Che cosa rappresenta e ha rappresentato: “Per me la Repubblica è…”. E’ on line sul sito della presidenza della Repubblica l’iniziativa rivolta a tutti gli italiani per raccogliere volti e voci dei cittadini sui nostri ottanta anni di democrazia che si festeggeranno il prossimo 2 Giugno, a 80 anni dalla scelta referendaria a suffragio universale di italiane e italiani di governarsi da soli e congedare la monarchia. Da oggi i primi video sono on line. La parola chiave della iniziativa sono le parole del presidente Sergio Mattarella: “la Repubblica siamo noi…”

Vela, Outteridge: "Determinante la penalizzazione in avvio"

Roma, 24 mag. (askanews) – Deluso lo skipper di New Zealand Nathan Outteridge penalizzato per una partenza anticipata nella finale con Luna Rossa delle regate preliminari di America’s cup a Cagliari. “Peccato soprattutto per la partenza: eravamo in una posizione molto buona, ma siamo stati penalizzati un po’ troppo presto. Non siamo riusciti a rallentare abbastanza alla fine e questo ha dato loro il vantaggio in partenza. Dopo di quello non ci sono state molte opportunità, anche se in alcuni momenti abbiamo navigato davvero bene. Ovviamente volevamo vincere oggi, ma alla fine l’America’s Cup è l’anno prossimo e porteremo via molti insegnamenti da questa esperienza per tornare più forti. Oltre la linea per meno di mezzo secondo. Hanno appoggiato lo scafo sull’acqua nel tentativo di rallentare all’ultimo momento per restare sotto linea… “Sì, esattamente. Quando loro si sono spostati a destra avevamo quattro o cinque secondi da smaltire. Pensavamo di riuscire a farlo completamente e in gran parte ci siamo riusciti, ma non del tutto. Alla fine abbiamo provato a rallentare proprio in prossimità della linea di partenza, ma purtroppo è stata un’occasione sfuggita. Ci saranno comunque tante altre opportunità. Questa non è ancora l’America’s Cup con gli AC75, ma è già stato un test importante per tutti i team di vela. Credo che da qui porteremo via molto: questo è solo l’inizio di un lungo percorso verso l’America’s Cup per noi. Essendo un gruppo nuovo, abbiamo tantissimo da imparare da questo evento. Sono rimasto davvero colpito da quanto il team sia unito e da quanto tutto il supporto dietro le quinte stia facendo un lavoro fantastico. Noi abbiamo fatto il nostro dovere arrivando in finale, anche se ci è mancato qualcosa. Era successo anche nella scorsa campagna: non vincemmo il primo evento, poi tornammo molto più forti. Sono sicuro che cresceremo ancora e saremo migliori già dal prossimo appuntamento.” (credit JAMES SOMERSET / Emirates Team Nuova Zelanda)

Vela, Burling e Tita: "Abbiamo fatto un lavoro incredibile"

Roma, 24 mag. (askanews) – “È stato davvero fantastico. Credo che loro abbiano fatto un lavoro incredibile, ma già da questa mattina sentivamo che qualcosa stava funzionando. Abbiamo fatto davvero un grande lavoro: siamo partiti spingendo forte sin dall’inizio e poi tutto si è incastrato perfettamente.” Così Ruggero Tita festeggia il successo di Luna Rossa nelle regate preliminari di Cagliari. Soddisfatto anche l’altro timoniere: Peter Burling: “Era la nostra prima regata con questa nuova formazione. All’inizio della settimana abbiamo commesso qualche errore di troppo, ma oggi abbiamo mostrato davvero quello che sappiamo fare. Vincere il primo evento per Luna Rossa è qualcosa di speciale. Tutto il team ha lavorato in maniera incredibile: Marco e gli altri ci hanno spinto continuamente in allenamento, rendendoci la vita difficile e alzando il livello di tutti. È davvero bellissimo.” Luna Rossa ha percepito tutto il calore della città e degli spettatori, entusiasti per lo spettacolo che hanno regalato: “Sì, assolutamente – aggiunge Tita – È fantastico essere qui, è fantastico vincere il primo evento qui a Cagliari ed è incredibile avere così tanti amici e tifosi a sostenerci oggi. Quindi grazie, grazie davvero a tutti.” (Foto Luna Rossa)

Iran, Trump: "il blocco resta in vigore fino al raggiungimento dell’accordo"

Roma, 24 mag. (askanews) – “Il blocco rimarrà pienamente in vigore fino al raggiungimento, alla certificazione e alla firma di un accordo” con l’Iran, ha dichiarato il presidente americano Donald Trump su Truth Social mentre proseguono i colloqui per una possibile intesa tra Washington e Teheran.

Il presidente statunitense ha inoltre indicato di aver “informato i suoi rappresentanti di non affrettare un accordo, perché il tempo è dalla nostra parte”. Allo stesso tempo, Trump ha affermato che le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Iran “stanno diventando molto più professionali e produttive”.

Vela, Luna Rossa di Burling e Tita vince le preregate di Cagliari

Roma, 24 mag. (askanews) – E’ Luna Rossa senior con Peter Burling e Ruggero Tita al timone a trionfare nelle prime regate di Cagliari dell’America’s cup. Il Team1 italiano ha battuto il team New Zealand principal nel match race conclusivo a Cagliari nelle gare preliminari della Louis Vuitton 38^ America’s Cup in vista della sfida del 2027 a Napoli.

L’equipaggio italiano ha condotto la finale dall’inizio alla fine ed è riuscita ad anticipare i neozelandesi, nonostante un brivido nel finale. Il vento costante sui 12-13 nodi ha soffiato su un campo di regata perfetto, confermando Cagliari come uno degli scenari più spettacolari per far volare i velocissimi AC40, i monoscafi foiling capaci di superare i 40 nodi.

La prima regata delle preliminary della Luis Vuitton America’s Cup di Cagliari ha regalato subito emozioni e colpi di scena. Quello dell’eliminazione dopo due penalità dei capoclassifica di Luna Rossa Women&Young di Gradoni-Porro alla rincorsa vincente di Luna Rossa senior che ha anticipato i francesi nella gara al secondo posto. Race vinta dalla Gran Bretagna che di fatto ha comandato i giochi fin dall’inizio.

Il duo Gradoni-Porro sbaglia la partenza anche della seconda regata di giornata buttando alle ortiche la chance di disputare il match race di giornata. Quanto però fatto nei giorni precedenti è comunque da scrivere nelle pagine belle dei libri di vela italiani. Così è stata Luna Rossa senior ad aggiudicarsi la seconda regata e qualificarsi per il match race contro gli avversari più illustri, quelli di Emirates New Zealand.

Nella finale l’equipaggio italiano ha condotto la finale dall’inizio alla fine ed è riuscita ad anticipare i neozelandesi, nonostante un brivido nel finale. Ora appuntamento a Napoli dal 24 al 27 settembre per la seconda preregata. (Foto Luna Rossa)

Bolzano provincia top per i giovani, Firenze per i bambini

Trento, 24 mag. (askanews) – Firenze è la provincia italiana dove i bambini vivono meglio, Bolzano conquista il primato nella qualità della vita dei giovani e Trieste guida la classifica dedicata agli anziani. Sono questi i primi dati della nuova edizione della Qualità della vita per fasce d’età del Sole 24 Ore, presentata in anteprima al Festival dell’Economia di Trento.

L’indagine, giunta alla sesta edizione, rappresenta una delle tappe di avvicinamento alla storica classifica della Qualità della vita delle province italiane, che Il Sole 24 Ore pubblicherà a fine anno. La nuova edizione amplia il numero degli indicatori territoriali, che passano da 15 a 20 per ciascuna fascia generazionale, per un totale di 60 statistiche provinciali certificate. Tra le principali novità entrano i servizi di prossimità raggiungibili a piedi in 15 minuti – farmacie, negozi, servizi ricreativi e assistenziali – e la presenza di reti familiari o sociali su cui poter contare nei momenti di bisogno.

Un Paese a più velocità: i dati territoriali.

Dai primi dati emergono forti differenze territoriali e nuovi segnali sociali. Nella graduatoria dedicata ai bambini, Bolzano guida il Paese per fecondità con 1,55 figli per donna, mentre Cagliari conquista il primato per presenza di pediatri ma registra contemporaneamente uno dei dati più critici sulla natalità, con appena 0,75 figli per donna. Milano si distingue per servizi di prossimità, scuole con palestra e infermieri pediatrici, ma scivola nelle ultime posizioni per spazio abitativo medio disponibile alle famiglie (56,6 metri quadrati).

Tra i giovani pesa soprattutto il divario occupazionale: a Taranto la disoccupazione under 35 raggiunge il 44%, oltre dieci punti sopra Agrigento, mentre Bologna si conferma capitale universitaria con un giovane su due laureato.

Sul fronte degli anziani, Trento primeggia nell’assistenza domiciliare e nella partecipazione civile, mentre Milano registra gli assegni pensionistici medi più elevati d’Italia, pari a 26.300 euro annui. Bari, Napoli e Palermo si distinguono invece per la presenza di servizi di prossimità dedicati agli over 65.

L’indagine fotografa inoltre un Paese attraversato da profondi cambiamenti demografici e culturali: la fecondità nazionale scende a 1,14 figli per donna, l’età media delle neo-madri sale a 32,7 anni e i matrimoni calano a 2,8 ogni mille abitanti. Crescono anche le persone che vivono sole (+7,9%) e aumenta il consumo di antidepressivi (+3,3%), mentre peggiorano le competenze scolastiche rilevate dai test Invalsi: risultano inadeguate per il 44% degli studenti quelle numeriche e per il 39,9% quelle alfabetiche, ancora sotto i livelli pre-pandemia.

I giovani e il sondaggio Eumetra: meno lavoro, più equilibrio.

Accanto alle classifiche territoriali, Il Sole 24 Ore presenta anche un sondaggio qualitativo realizzato da Eumetra, in collaborazione con la Fondazione Fair, su mille giovani tra 18 e 35 anni. L’indagine restituisce il ritratto di una generazione meno focalizzata esclusivamente sul lavoro e più attenta all’equilibrio personale: salute mentale, relazioni affettive e tempo libero vengono oggi considerati prioritari più dell’occupazione e del reddito.

Quattro giovani su cinque si dichiarano soddisfatti della propria qualità della vita, ma emerge un forte divario tra ciò che viene ritenuto importante e il livello di soddisfazione reale, soprattutto sul fronte economico, lavorativo e della salute mentale. Il rapporto con l’intelligenza artificiale appare ambivalente: prevale la percezione dei benefici in termini di produttività e risparmio di tempo, ma restano forti i timori legati alla dipendenza tecnologica e alla perdita di posti di lavoro.

Almirante, La Russa: chi insulta me offende parole Napolitano e Mattarella

Roma, 24 mag. (askanews) – “Quegli esponenti della sinistra che negano sistematicamente la verità, fanno finta di non accorgersi che insultando il presidente La Russa ma soprattutto contrastando quanto riportato dal Corriere della sera su ciò che hanno testualmente detto gli ultimi due Capi dello Stato, offendono le parole dei Presidenti Mattarella e Napolitano che, in messaggi ufficiali, diedero ampio riconoscimento al ruolo e all’opera di Giorgio Almirante nell’Italia repubblicana, così come il presidente del Senato si è limitato a ricordare nell’intervista”. Lo sottolineano fonti vicini al presidente del Senato sulle critiche all’intervista di La Russa al Corsera.

“Gli stessi – sottolineano le stesse fonti- fanno altresì finta di non sapere che al funerale del capo del MSI, resero omaggio, in diretta RAI, Nilde Iotti e Giancarlo Pajetta. Che tristezza rilevare come la becera polemica partitica possa cancellare quel dovuto rispetto per gli avversari che era presente almeno in Parlamento nei comunisti. Quelli veri che avevano combattuto per le loro idee così come Almirante per le sue”.

Almirante, Bonelli:La Russa riscrive la storia e insulta vittime leggi razziali

Roma, 24 mag. (askanews) – “Le dichiarazioni del Presidente del Senato La Russa su Almirante pubblicate oggi dal Corriere della Sera sono l’ennesima operazione di revisionismo storico inaccettabile da parte della seconda carica dello Stato. Almirante fu capo di gabinetto del Minculpop nella Repubblica di Salò, collaboratore della rivista ‘La Difesa della Razza’, sostenitore delle leggi razziali e teorico di un antisemitismo feroce e consapevole. Presentarlo come protagonista del percorso democratico italiano significa insultare la verità storica e la memoria degli ebrei italiani perseguitati, deportati e uccisi”. Lo dichiara il leader Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde.

“La politica del dialogo e la storia dei crimini sono piani distinti e La Russa – denuncia Bonelli- li mescola deliberatamente per riscrivere il passato e non è la prima volta. Come quando disse che nella Costituzione non c’è riferimento antifascista, quando reinterpretò i fatti via Rasella definendo ‘semi-pensionati’ i soldati nazisti. Oggi fa di un protagonista della propaganda razzista fascista un padre nobile della democrazia repubblicana. È inaccettabile”.

“Da chi rappresenta le istituzioni ci si attende rispetto rigoroso della verità storica e dei valori antifascisti su cui si fonda la nostra Costituzione. La Russa non li rispetta. Non li ha mai rispettati”, conclude il leader Avs.