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martedì, 13 Gennaio, 2026
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Sanremo, Pausini: il Festival è il mio destino e la mia paura

Milano, 12 gen. (askanews) – “Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura”. Commenta così Laura Pausini l’annuncio della sua presenza sul palco del Festival come conduttrice insieme a Carlo Conti. “A Sanremo sono nata artisticamente nel 1993 e quest’anno torno orgogliosa e commossa perché con tutto l’onore e la gioia del mondo condurrò con Carlo Conti la 76esima edizione del Festival – ha detto in una nota – Le prime volte non si scordano mai e come quando si dà il primo bacio mi sento emozionata. Ho passato tutti gli anni della mia vita vedendo Sanremo e mai avrei pensato di trovarmi ora in questo ruolo. Ringrazio Carlo, la stima che provo per lui da sempre è diventata anche fiducia, è riuscito a sbloccare la mia paura nell’immaginarmi conduttrice”. “Non vedo l’ora di divertirmi e commuovermi con lui al mio fianco – conclude l’artista – Farò davvero tutto il possibile per essere all’altezza di questo palcoscenico che rimane il più importante per me”.

Calcio, Genoa-Cagliari 3-0, rossoblù travolgenti

Roma, 12 gen. (askanews) – Il Genoa torna a vincere a Marassi e lo fa con un netto 3-0 contro il Cagliari, agganciando i sardi a quota 19 punti in classifica. Decisive le reti di Colombo nel primo tempo e quelle di Frendrup e Ostigard nella ripresa, arrivate nel giro di due minuti e capaci di chiudere definitivamente il match.

La squadra rossoblù parte forte e passa in vantaggio già al 7′: Malinovskyi imbuca in profondità, Colombo si libera della marcatura e batte Caprile di sinistro, confermando il suo ottimo momento di forma. Il Cagliari prova a reagire con Palestra, Adopo ed Esposito, ma trova sulla sua strada un attento Leali, protagonista di almeno tre interventi decisivi, compresa una punizione di Esposito e una conclusione ravvicinata di Luvumbo.

Nella ripresa il Genoa controlla e colpisce. Al 75′ Frendrup trova il primo gol stagionale in campionato con un sinistro potente da fuori area, deviato da Prati e imparabile per Caprile. Passano appena due minuti e arriva il tris: difesa del Cagliari in affanno, Martin pennella un pallone che Ostigard gira di testa in rete, con il Var che conferma la regolarità del gol.

Nel finale il Cagliari non riesce a riaprire la partita, mentre Marassi accompagna con i cori il ritorno al successo interno del Genoa, che non vinceva in casa dal 29 novembre. Una serata convincente per la squadra di Gilardino, solida dietro e cinica davanti, che ritrova entusiasmo e punti pesanti nella corsa salvezza.

Calcio, risultati serie A, Genoa scatto salvezza

Roma, 12 gen. (askanews) – Questo il riepilogo dei risultati e la classifica di serie A dopo Genoa-Cagliari 3-0

Ventesima giornata: Como-Bologna 1-1, Udinese-Pisa 2-2, Roma-Sassuolo 2-0, Atalanta-Torino 2-0, Lecce-Parma 1-2, Fiorentina-Milan 1-1, Verona-Lazio 0-1, Inter-Napoli 2-2, Genoa-Cagliari 3-0, ore 20.45 Juventus-Cremonese.

Classifica: Inter 43, Milan 40, Roma, Napoli 39, Juventus 36, Como 34, Atalanta 31, Lazio 28, Bologna 27, Udinese 26, Sassuolo, Torino 23, Cremonese 22, Parma 21, Cagliari, Genoa 19, Lecce 17, Fiorentina 14, Verona, Pisa 13.

Recuperi: mercoledì 14 gennaio ore 18.30 Napoli-Parma, ore 20.45 Inter-Lecce, giovedì 15 gennaio ore 18.30 Verona-Bologna, ore 20.45 Como-Milan.

Ventunesima giornata: venerdì 16 gennaio ore 20.45 Pisa-Atalanta, sabato 17 gennaio ore 15 Udinese-Inter, ore 18 Napoli-Sassuolo, ore 20.45 Cagliari-Juventus, domenica 18 gennaio ore 12.30 Parma-Genoa, ore 15 Bologna-Fiorentina, ore 18 Torino-Roma, ore 20.45 Milan-Lecce, lunedì 18 gennaio ore 18.30 Cremonese-Verona, lunedì 19 gennaio ore 20.45 Lazio-Como.

Sanremo, Rai: Laura Pausini condurrà con Conti 76ma edizione Festival

Milano, 12 gen. (askanews) – Sarà Laura Pausini, l’artista italiana più premiata nel mondo, a condurre con il direttore artistico Carlo Conti le cinque serate del Festival di Sanremo, in onda in diretta su Rai 1, RaiPlay e Rai Radio2 dal 24 al 28 febbraio. Laura Pausini tornerà a calcare il palcoscenico del Teatro Ariston, per la prima volta nella veste più prestigiosa, dopo le partecipazioni di inizio carriera, nel 1993 e 1994, e sei presenze in qualità di superospite, tra il 2001 e il 2022.

“Ringrazio Laura per aver accettato subito con entusiasmo il mio invito – sottolinea Carlo Conti – È un grande onore e una gioia condividere la conduzione del festival con un’artista ed una donna così forte, così carismatica e divertente come Laura. Con noi poi si alterneranno ogni sera vari co-conduttori e co-conduttrici con i quali animeremo il palco dell’Ariston”.

Iran, Khamenei: i politici Usa ricorrono a "inganni" e "mercenari"

Roma, 12 gen. (askanews) – La guida suprema dell’Iran Ali Khamenei ha denunciato “inganni” e l’uso di “mercenari” interni da parte degli Stati uniti, commentando le proteste che hanno attraversato il paese e che, secondo le organizzazioni per i diritti umani e i governi occidentali, sarebbero state represse nel sangue.

In un messaggio diffuso dall’ambasciata iraniana in Italia, Khamenei ha commentato manifestazioni pro-regime che si sono tenute oggi, affermando che tale mobilitazione ha “annullato i piani dei nemici stranieri che dovevano essere messi in atto tramite mercenari interni”, definendo quella odierna una “giornata storica” per il Paese. “Grande e nobile nazione dell’Iran, oggi avete compiuto una grande impresa”, si legge nel messaggio, che elogia la “ferma determinazione” dei partecipanti alle manifestazioni pro-regime.

Rivolgendosi direttamente alla popolazione, Khamenei ha sostenuto che il popolo iraniano avrebbe inviato “un avvertimento ai politici americani affinché pongano fine ai loro inganni e non facciano affidamento su mercenari traditori”.

Secondo la guida suprema, “il popolo iraniano è forte e potente, consapevole e capace di riconoscere il nemico, ed è sempre presente sulla scena”.

La Casa bianca: Trump preferisce trattare con l’Iran, ma non teme l’uso della forza

Roma, 12 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump privilegia la via diplomatica nei rapporti con l’Iran, ma non esclude il ricorso alla forza militare se lo riterrà necessario. Lo ha dichiarato oggi la portavoce della Casa Bianca,Karoline Leavitt.

“Il presidente Trump ha sempre affermato che la diplomazia è la prima opzione. Lo è sempre stata e lo sarà sempre. Tuttavia, non teme di usare la forza letale e la potenza militare degli Stati uniti quando lo ritiene necessario. E nessuno lo sa meglio del regime iraniano”, ha detto Leavitt in un’intervista a Fox News.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che un incontro con l’inviato speciale degli Stati uniti Steve Witkoff potrebbe avere luogo nonostante le proteste di massa in corso nel Paese. In un’intervista ad Al Jazeera, Araghchi ha affermato che “i miei contatti con Witkoff hanno preceduto e seguito le proteste e continuano tuttora”, aggiungendo che “alcune idee sono state discusse con Washington e al momento le stiamo esaminando”.

Il capo della diplomazia iraniana ha inoltre espresso la disponibilità di Teheran a negoziare sul programma nucleare, a condizione che non vi siano minacce contro il Paese. Allo stesso tempo, ha detto, le autorità iraniane nutrono dubbi sulla reale volontà dell’amministrazione statunitense di avviare negoziati “costruttivi e onesti”. “Quando saranno pronti, esamineremo la questione”, ha dichiarato.

Araghchi ha poi sostenuto che vi sono forze che cercano di trascinare Washington in una guerra con Teheran a beneficio di Israele. “Se Washington volesse tornare a uno scenario militare, come ha fatto in passato, siamo pronti”, ha avvertito, aggiungendo che “la nostra preparazione militare è significativa e più ampia rispetto all’ultima guerra”.

Il governo fissa il Referendum per il 22 e 23 marzo (ma c’è rischio ricorso)

Roma, 12 gen. (askanews) – Il referendum sulla riforma della magistratura che prevede anche la separazione delle carriere, si terrà nel fine settimana del 22-23 marzo. Lo ha stabilito oggi il Consiglio dei ministri che ha anche accorpato, nello stesso weekend le elezioni suppletive per i collegi lasciati vacanti in Veneto da Alberto Stefani e Massimo Bitonci. Ma sulla decisione dell’esecutivo pende il rischio di un ricorso da parte del Comitato dei 15 volenterosi.

Sulla scelta della data, secondo quanto si apprende, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nel corso del Cdm ha ricordato che il governo era tenuto “ad adempiere ad un obbligo di legge”, fissato in 60 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione, che scadeva il 17 gennaio prossimo.

Subito dopo la decisione del Cdm di fissare le urne per il 22-23 marzo, è arrivata la ferma posizione Comitato promotore della raccolta di firme popolari per un referendum costituzionale sulla stessa riforma, che per voce dell’avvocato Carlo Guglielmi, ha annunciato che sono pronti a rispondere anche con le carte bollate. “Dato che purtroppo nel governo non c’è cultura istituzionale ce ne dovremo fare carico noi. Informeremo domani il presidente della Repubblica e i Comitati Promotori Parlamentari delle nostre iniziative a tutela della legalità repubblicana in tutte le sedi giudiziarie che la Costituzione prevede”, ha spiegato Guglielmi.

Sul tema è intervenuta anche Rosy Bindi, dirigente del Comitato per il No al referendum sulla giustizia, che ha detto di “non preoccuparsi” della data fissata dal governo per la consultazione popolare. “In ogni caso riusciremo a convincere gli italiani della pericolosità di questa riforma”, ha detto l’ex presidente della Commissione parlamentare Antimafia che ha posto l’accento su un altro aspetto: “la scelta fatta dal Consiglio dei ministri è rispettosa delle regole?”.

Intanto a Firenze oggi è stato presentato il Comitato “La Sinistra che vota Sì” al referendum, organizzato da Stefano Ceccanti, vicepresidente di Libertà Eguale ed ex parlamentare Pd. “La riforma è a vantaggio dell’autonomia dei giudici rispetto ai pubblici ministeri. Soprattutto nelle indagini preliminari, era il grande schema che aveva Vassalli. Non c’entra il rapporto con la politica, non cambia il rapporto con la politica”, ha spiegato Ceccanti.

Calcio, Arbitri, il presidente Zappi squalificato per 13 mesi

Roma, 12 gen. (askanews) – Tredici mesi di inibizione: il Tribunale Federale Nazionale ha accolto in pieno la richiesta della Procura Figc rispetto alla sanzione da comminare al Presidente dell’Aia Antonio Zappi. Le accuse portate avanti dalla Procura guidata da Giuseppe Chiné riguardano le presunte pressioni che il presidente avrebbe esercitato sugli ex designatori della Serie C Ciampi e della Serie D Pizzi in occasione dell’ultima tornata di nomine dei cosiddetti Organi Tecnici, la prima gestita dal Comitato Nazionale neo-eletto a seguito delle elezioni svoltesi poco più di un anno fa, il 14 dicembre 2024. Chiné ha raccolto l’esposto di un associato AIA – che poi ha smentito di averlo mai presentato denunciando un furto di identità – ma contenente elementi che hanno trovato riscontri e che la Procura ha ritenuto sufficienti a procedere: chat e mail che riguardavano appunto il turnover previsto dal nuovo Comitato per le guide tecniche degli arbitri: cosicché Ciampi da designatore della C sarebbe entrato a far parte della Commissione di A e B come uno dei vice di Rocchi, lasciando il posto a Orsato, mentre Pizzi avrebbe lasciato il vertice della D a Braschi per entrare proprio nuova commissione di C diretta dell’ex arbitro internazionale. Ma essendo i contratti biennali e ancora validi, per completare il puzzle sarebbero state necessarie le dimissioni dei due dirigenti. Concordate in funzione della ricollocazione, sostiene Zappi, forzate violando i doveri di lealtà, probità e correttezza (art. 4 del Codice di Giustizia Sportiva), secondo Chiné.

Strage di Crans Montana, l’ambasciatore italiano: l’indagine si sta allargando

Roma, 12 gen. (askanews) – L’indagine sull’incendio in un locale nella località svizzera di Crans-Montana, in cui sono morte decine di giovani tra i quali diversi italiani, si è già allargata, oltre che ai due proprietari del locale già indagati, alle autorità comunali della città elvetica e potrebbe estendersi “anche oltre”. Lo ha confermato ai microfoni della trasmissione Dentro la Notizia, condotta da Gianluigi Nuzzi su Canale 5 l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, dopo che ha incontrato la procuratrice generale del cantone Vallese Béatrice Pilloud.

Cornado ha confermato che “l’indagine si è già allargata dall’amministrazione comunale e potrebbe estendersi anche oltre all’amministrazione comunale” e ha riferito che la procuratrice ha assicurato che “sarà un’indagine che lei condurrà a tutto campo, se necessario”.

Sui tempi dell’inchiesta, Cornado ha detto di aver chiesto che il processo “possa essere svolto il più rapidamente possibile”, ma la procuratrice ha detto che l’indagine “richiederà del tempo perché è una tragedia di immani proporzioni”, portando come esempio i casi delle sciagure del Montarone e del crollo del Ponte Morandi, perché “anche in quei casi le indagini e il processo hanno richiesto del tempo”.

La procuratrice non ha confermato al diplomatico se, effettivamente, vi è stato da parte suo un diniego alla costituzione come parte civile del comune di Crans-Montana, il che suggerirebbe la presenza dell’istituzione sotto altra veste nel futuro processo, ma – ha segnalato l’ambasciatore – dichiarazioni sui giornali elvetici parlano proprio di questa circostanza.

Infine, l’ambasciatore ha confermato che gli addeti di polizia italiani presso la sede diplomatica sono in contatto con la Procura della Repubblica di Roma in merito ad attività di rogatoria internazionale.

Calcio, Real Madrid esonera Xabi Alonso, Arbeloa nuovo allenatore

Roma, 12 gen. (askanews) – Clamoroso da Madrid. Xabi Alonso non è più il tecnico dei blancos. Lo ha annunciato con un comunicato la società madridista. “Il Real Madrid CF annuncia che, di comune accordo tra il club e Xabi Alonso, è stato deciso di porre fine al suo mandato come allenatore della prima squadra – è scritto in una nota – Xabi Alonso avrà sempre l’affetto e l’ammirazione di tutti i tifosi del Madrid perché è una leggenda del Real Madrid e ha sempre rappresentato i valori del nostro club. Il Real Madrid sarà sempre la sua casa. Il nostro club ringrazia Xabi Alonso e tutto il suo team tecnico per il lavoro e la dedizione dimostrati in questo periodo e augura loro la migliore fortuna in questa nuova fase della loro vita”. Contestualmente all’annuncio dell’esonero dunque il club di Perez svela il nome del nuovo allenatore: “Il Real Madrid annuncia che Álvaro Arbeloa è il nuovo allenatore della prima squadra. Álvaro Arbeloa è l’allenatore del Castilla da giugno 2025 e ha trascorso l’intera carriera da allenatore nel settore giovanile del Real Madrid dal 2020”.

Andrea Bianconi da Barbara Davis a Houston con "Zipping Zap"

Milano, 12 gen. (askanews) – La Galleria Barbara Davis di Houston presenta la mostra “Andrea Bianconi: Zipping Zap”, che riunisce nuove opere dell’artista italiano, tra installazioni, disegni e sculture, e approfondisce i temi del ritmo, del movimento e della direzione, elementi centrali nella sua ricerca. Al centro del progetto espositivo vi è la ripetizione di un impulso mentale e visivo che guida lo spettatore in un’esperienza immersiva, in cui il disegno si trasforma in un linguaggio dinamico e in continua evoluzione.

Fulcro dell’esposizione è una installazione site-specific composta da 34 tele trasparenti disegnate a mano, sospese nello spazio della galleria. Le opere creano un labirinto attraversabile, leggero e fluttuante, che invita il pubblico a muoversi tra segni, ritmo e percezione, trasformando il disegno in una vera e propria architettura.

Accanto all’installazione, la mostra presenta una nuova serie di sculture in alluminio, nelle quali Bianconi rielabora il motivo ricorrente della freccia come simbolo di direzione, scelta e trasformazione. Un segno che diventa metafora del percorso umano, proiettato verso il futuro e allo stesso tempo radicato nelle decisioni del passato.

Con “Zipping Zap”, Andrea Bianconi, artista brillante e capace di un pensiero autonomo, propone una riflessione sul divenire e sull’azione, offrendo una visione aperta e positiva in cui intuizione, consapevolezza e movimento si intrecciano, invitando il pubblico a interrogarsi sul concetto di direzione, nello spazio e nella vita.

Austria, Aiea lancia "guerra nucleare" contro la zanzara-tigre

Roma, 12 gen. (askanews) – L’Agenzia internazionale per l’energia atomica e la città di Graz hanno deciso di usare le maniere forti contro un nemico fastidioso e difficile da sconfiggere: la zanzara-tigre asiatica. Aiea e città austriaca hanno annunciato oggi i primi risultati di uno studio sull’uso di maschi sterili di zanzara-tigre asiatiche (Aedes albopictus), nell’ambito di una valutazione per un possibile impiego futuro della “Tecnica dell’insetto sterile”, un metodo per diminuire il numero di questi fastidiosi insetti che stanno colonizzando l’Europa attraverso l’uso di maschi sterilizzati mediante radiazioni.

La zanzara-tigre asiatica è stata individuata per la prima volta in Austria nel 2012 e da allora si è diffusa in tutte le province del Paese. Negli ultimi anni Graz ha registrato densità particolarmente elevate dell’insetto e, in risposta all’aumento delle segnalazioni di disagio e al crescente rischio di arbovirosi in Europa, l’amministrazione cittadina ha chiesto il supporto dell’Aiea, per avviare uno studio di marcatura, rilascio e ricattura.

Lo studio prevede il rilascio e la successiva ricattura di un numero noto di zanzare maschio sterili, marcate con polveri colorate, in un’area definita, al fine di analizzare la popolazione locale e valutare la fattibilità tecnica e l’accettazione pubblica dell’applicazione della “Tecnica dell’insetto sterile”, una tecnologia di origine nucleare utilizzata per la gestione delle popolazioni di insetti nocivi.

Nel corso di sette settimane tra agosto e settembre, oltre 800mila zanzare maschio sterili sono state rilasciate in un’area di circa 15 ettari di orti urbani nella zona sud della città. Gli insetti sono stati prodotti presso il laboratorio per il controllo dei parassiti del Centro congiunto Fao-Aiea delle tecniche nucleari per l’alimentazione e l’agricoltura e sterilizzati mediante radiazioni in modo che l’accoppiamento con le femmine selvatiche non produca discendenti.

Le popolazioni di zanzare-tigre stanno crescendo rapidamente in Europa e nel mondo a causa dei cambiamenti climatici, dell’urbanizzazione e dell’intensificazione del commercio internazionale. Temperature più elevate e variazioni nelle precipitazioni creano condizioni favorevoli alla riproduzione, consentendo a specie un tempo limitate alle regioni tropicali di insediarsi in aree temperate, con un conseguente aumento dei rischi per la salute pubblica legati a malattie come chikungunya, dengue e virus Zika.

L’analisi delle zanzare ricatturate, condotta congiuntamente dalla città di Graz e dall’Aiea, ha fornito dati scientifici chiave sulla dimensione della popolazione selvatica, sulla distanza di dispersione dei maschi sterili, sulla loro sopravvivenza in condizioni naturali e sulla competitività negli accoppiamenti.

“I risultati preliminari ci forniscono la base per determinare come applicare al meglio la Tecnica dell’insetto sterile a Graz”, ha dichiarato Hanano Yamada, entomologa del Centro congiunto Fao-Aiea. “Queste informazioni sono essenziali per stabilire la scala, la frequenza e l’estensione geografica dei futuri rilasci”.

I primi dati mostrano che i maschi sterili rilasciati sono stati altamente efficaci. E’ stata osservata una sterilità di circa il 70 per cento delle uova e il numero di zanzare femmina catturate nelle trappole è diminuito nel corso dello studio rispetto a un’area vicina non trattata. I risultati indicano che i maschi sterili riescono a competere con quelli selvatici e che il loro rilascio può ridurre in modo significativo le popolazioni di zanzare in contesti urbani ad alta densità.

Sulla base di questi risultati, la città di Graz e l’Aiea stanno preparando raccomandazioni sui prossimi passi in vista della stagione delle zanzare del 2026.

Ong: 648 morti accertati per la repressione delle proteste in Iran

Roma, 12 gen. (askanews) – Almeno 648 manifestanti, tra cui nove minori, sarebbero stati uccisi in Iran nei primi sedici giorni della nuova ondata di proteste antigovernative. E’ il bilancio diffuso da Iran Human Rights, che avverte del rischio di esecuzioni di massa e chiede una risposta immediata della comunità internazionale.

Secondo l’organizzazione, migliaia di persone sono rimaste ferite e il numero degli arresti supererebbe le 10.000 unità. Il dato dei morti include esclusivamente i casi verificati direttamente o attraverso almeno due fonti indipendenti e potrebbe quindi essere ampiamente sottostimato.

Iran Human Rights segnala inoltre che informazioni non verificati parlano di diverse centinaia di vittime e, secondo alcune stime, di oltre 6.000 morti. Tuttavia, a causa del blackout quasi totale di internet in vigore dall’8 gennaio e delle severe restrizioni all’accesso alle informazioni, risulta estremamente difficile confermare in modo indipendente tali cifre.

L’organizzazione per i diritti umani segnala anche il rischio imminente di esecuzioni. In particolare, fonti vicine alla famiglia di Erfan Soltani, 26 anni, arrestato l’8 gennaio a Fardis, nella provincia di Alborz, riferiscono che il giovane sarebbe stato condannato a morte e che l’esecuzione sarebbe prevista per il 14 gennaio. Secondo le stesse fonti, Soltani non avrebbe avuto accesso a un avvocato né sarebbe stato sottoposto a un processo regolare.

Le proteste sono iniziate il 28 dicembre 2025 nel bazar di Teheran per il peggioramento delle condizioni economiche e si sono rapidamente estese a tutto il Paese, raggiungendo tutte le 31 province e circa 120 città prima dell’oscuramento della rete. Secondo Iran Human Rights, le forze di sicurezza hanno utilizzato armi militari contro i manifestanti, in alcuni casi sparando alla testa o alla parte superiore del corpo da distanza ravvicinata.

I media statali iraniani hanno riferito che almeno 121 membri delle forze armate, di polizia e dell’apparato giudiziario sarebbero stati uccisi durante le proteste, un dato che, secondo le stesse fonti, non includerebbe Teheran.

Il blackout di internet, che secondo NetBlocks riguarda circa il 99 per cento della rete nazionale, ha ulteriormente alimentato i timori di uccisioni di massa e dell’emissione di numerose condanne a morte. L’ultima interruzione di portata simile risale al novembre 2019, quando centinaia di manifestanti furono uccisi in pochi giorni.

Referendum, Barbera: la riforma garantisce toghe da correnti

Firenze, 12 gen. (askanews) – La riforma della giustizia che sarà sottoposta a referendum “garantisce di più sia i giudici sia i pubblici ministeri e da cosa li garantisce di più? Dalle correnti! E’ il governo che può soffocare l’indipendenza dei magistrati? Sono le correnti”. Lo ha detto il presidente emerito della Corte Costituzionale Augusto Barbera intervenendo a Firenze a un’iniziativa di LibertàEguale a favore del Sì al referendum sulla riforma della giustizia.

Iran, Macron: condanno la violenza di Stato di Teheran

Roma, 12 gen. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato la “violenza di Stato” in Iran contro i manifestanti che chiedono il rispetto dei propri diritti.

In un messaggio pubblicato su X, Macron ha affermato: “Condanno la violenza di Stato che colpisce indiscriminatamente donne e uomini iraniani che chiedono con coraggio il rispetto dei loro diritti”.

“Il rispetto delle libertà fondamentali è un’esigenza universale e siamo al fianco di coloro che le difendono”, ha aggiunto.

Referendum, Barbera: non si vota né per né contro Meloni

Firenze , 12 gen. (askanews) – “Nel prossimo referendum non si vota né a favore del governo Meloni né contro, ci saranno altre occasioni per poter giudicare quel governo e le altre occasioni saranno le elezioni politiche del prossimo anno”. Lo ha detto Augusto Barbera presidente emerito della Corte Costituzionale intervenendo a Firenze a un evento organizzato da Libertà Eguale Toscana dal titolo “La sinistra che vota sì” al referendum sulla riforma della giustizia.

All’evento alla Palazzina reale di Santa Maria Novella sono presenti tra gli altri Enzo Bianco, Anna Paola Concia, Marilisa D’Amico, Benedetto Della Vedova, Claudia Mancina, Tommaso Nannicini, Raffaella Paita, Giovanni Pellegrino, Claudio Petruccioli e Cesare Salvi, le conclusioni saranno affidate a Stefano Ceccanti vice presidente di Libertà Eguale.

Fed, gli ex presidenti difendono Powell: "Attacco all’indipendenza"

Roma, 12 gen. (askanews) – L’iniziativa del Dipartimento di Giustizia Usa contro il presidente della Federal Reserve Jerome Powell rappresenta “un tentativo senza precedenti di attacco per minare l’indipendenza” della banca centrale Usa. E in questo modo la politica monetaria negli Stati Uniti rischia di assomigliare a quella dei paesi in via di sviluppo. Lo affermano una lunga lista di ex presidenti della Federal Reserve, ex segretari di Stato al Tesoro e ex consiglieri economici della Casa Bianca, in maniera bipartisan prevalentemente di campo democratico, ma non solo, in un documento firmato a seguito delle vicende rivelate nel corso della notte dallo stesso Powell.

Tra i firmatari compaiono Ben Bernanke, ex presidente Fed; Jared Bernstein, ex consigliere di Joe Biden; Jason Furman, ex concigliere di Barack Obama; Timothy Geithner segretario al Tesoro di Obama e presidente della Fed di New York; Alan Greenspan, storico ex presidente Fed, sotto le presidenze Reagan, Bush, Clintone George W. Bush; Glenn Hubbard, ex concigliere di George W. Bush; Jacob J. Lew, ex segretario al Tesoro sotto Obama; Gregory Mankiw, ex consigliere di George W. Bush; Henry M. Paulson, ex segretario al Tesoro sotto George W. Bush; Kenneth Rogoff, ex capo economista del Fmi; Christina Romer, ex consiglera di Obama; Robert E. Rubin, segretario al Tesoro durante la presidenza Clinton e Janet Yellen, ex presidente della Fed e segretario al Tesoro.

“L’indipendenza della Federal Reserve e la percezione del pubblico di questa indipendenza sono cruciali per le performance economiche, incluso il raggiungimento degli obiettivi che il congresso ha fissato alla Fieldes stabilità dei prezzi, massima popolazione e moderazione dei tassi sul lungo termine – scrivono – incriminazione presidente Fero Powell è un tentativo senza precedenti di utilizzare attacchi persecutori per minare questa indipendenza. Questa è come viene condotta la politica monetaria in mercati emergenti con economie deboli, con ricadute molto negative in termini di inflazione e di funzionamento più in generale delle economie. Non c’è spazio per questo negli Stati Uniti il cui principale interesse lo stato di diritto che alla base del nostro successo economico”.

Basket, Ufficiale, Trapani esclusa dal campionato

Roma, 12 gen. (askanews) – La Federbasket e la Lega basket hanno deciso di escludere Trapani dal campionato di serie A. Trapani chiude quindi qui la sua stagione, mentre la classifica della Serie A di basket subisce modifiche sostanziali e il numero delle squadre retrocesse passa da due e una sola.

“Il mondo della pallacanestro – è scritto nella nota congiunta Fip Lba – non può accettare che soggetti affiliati e massimi rappresentanti di Club prestigiosi, espressione di piazze importanti come Trapani, mettano a repentaglio la credibilità di un movimento sano che dà lustro al nostro sport in ambito interno ed internazionale. Fair play, parità competitiva, lealtà, correttezza e probità rappresentano valori fondamentali, e fondanti, sia per la FIP sia per la LBA, imprescindibili nella partecipazione a qualsiasi evento o manifestazione sportiva organizzati sotto l’egida della Federazione e della componente di vertice del nostro sport”.

Cambia così la classifica alla fine del girone di andata, valida per determinare le otto qualificate alla Coppa Italia di febbraio a Torino: Virtus Bologna, Brescia 24; Olimpia Milano*, Venezia 20, Tortona 18; Trieste 14; Udine, Napoli*, Cremona, Trento 12; Varese, Sassari 10; Reggio Emilia 8; Treviso, Cantù 6 (*= Milano e Napoli). Esce così Trento dal quadro della Final Eight, mentre le ultime due qualificate sono Udine e Napoli, in ordine da stabilire in base al risultato del posticipo di oggi Napoli-Milano (ore 18.45). Con l’esclusione dal campionato arriva come da regolamento l’ammenda di 600mila euro.

Mara Sattei annuncia l’uscita di "Che me ne faccio del tempo"

Milano, 12 gen. (askanews) – Con lo sguardo già rivolto al palco del Teatro Ariston e dopo mesi di lavoro intenso tra studio e scrittura, Mara Sattei ha annunciato ufficialmente, durante la puntata di Amici, l’uscita del suo nuovo e attesissimo progetto discografico “Che me ne faccio del tempo” (Epic Records Italy/Sony Music Italy), fuori venerdì 13 febbraio e disponibile da venerdì 27 febbraio anche nel formato fisico (pre-order disponibile al link: MaraSattei.lnk.to/CMNFDT).

“Che me ne faccio del tempo” è un progetto intimo e stratificato, che mette al centro il tempo come spazio emotivo, scelta quotidiana, atto di presenza. Un tempo che non va rincorso né riempito a forza, ma ascoltato, abitato, lasciato accadere. Un tempo che diventa materia narrativa e sonora, capace di dare valore anche alle pause, ai silenzi, alle cose che restano quando tutto si ferma.

Un disco che non ha fretta, che chiede attenzione e nasce per essere attraversato più volte. Per questo l’album uscirà in digitale il 13 febbraio, mentre il 27 febbraio nel formato fisico, con una differenza significativa: conterrà più brani rispetto al digitale. Un gesto consapevole e quasi romantico, un modo per ringraziare chi sceglie di fermarsi, dedicare tempo all’ascolto e vivere il disco come esperienza completa.

L’album sarà disponibile in fisico nei seguenti formati:

Formato CD – disponibile nelle versioni standard e CD autografato Formato doppio vinile – disponibile nelle versioni standard e autografato

“Che me ne faccio del tempo” arriva prima della partecipazione dell’artista alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, in gara con il brano “Le cose che non sai di me”, già disponibile in pre-save, che si inserisce in un momento di forte definizione del suo percorso artistico, confermandola come una delle cantautrici più riconoscibili e trasversali della scena musicale italiana contemporanea.

Governo della Groenlandia: gli Usa non ci avranno in alcun modo

Roma, 12 gen. (askanews) – Il governo della Groenlandia non soddisferà “in alcun modo” il desiderio espresso dagli Stati uniti di “prendere possesso” del territorio e ha annunciato l’intenzione di intensificare gli sforzi affinché la difesa dell’isola rientri pienamente nel quadro della Nato. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

In una nota diffusa oggi, l’esecutivo della Groenlandia ha affermato che “gli Stati uniti hanno nuovamente ribadito il loro desiderio di prendere possesso della Groenlandia”, sottolineando che il governo “non può in alcun modo accettarlo”.

Il comunicato precisa inoltre che il governo groenlandese “intensificherà i propri sforzi affinché la difesa della Groenlandia sia assicurata nel quadro della Nato”, di cui il territorio fa parte attraverso il Regno di Danimarca.

Regista iraniano Ali Asgari atteso in Italia: è bloccato a Teheran

Roma, 12 gen. (askanews) – Atteso in Italia per la promozione del film “Divine comedy”, in uscita al cinema il 15 gennaio, il regista iraniano Ali Asgari non potrà arrivare oggi nel nostro paese, per la cancellazione del suo volo da Teheran. Lo rende noto Teodora Film.

Nella drammatica situazione in corso in Iran, il governo degli ayatollah ha anche bloccato internet e le linee telefoniche, per cui Asgari risulta irraggiungibile da diversi giorni, spiega la Casa di distribuzione cinematografica. Tramite un messaggio recapitato a uno dei coproduttori sappiamo in ogni caso che sta bene e in salute, aggiunge.

Regista dissidente e fortemente critico con il regime, autore di film girati in patria illegalmente, già per “Kafka a Teheran” Asgari non poté raggiungere l’Italia per la sospensione del passaporto da parte del governo. Teodora Film e Zoe Films, che ha coprodotto il film per l’Italia, non possono che esprimere una piena solidarietà ad Ali e al popolo iraniano, che sta pagando un prezzo altissimo in questi giorni di proteste.

Nella speranza che il ripristino delle comunicazioni permetta ad Asgari di collegarsi a distanza e offrire al pubblico la sua testimonianza, le anteprime e le proiezioni speciali previste nel corso della settimana restano confermate. a partire da quella di martedì 13 a Bologna al Modernissimo, che inaugura la retrospettiva dedicata al regista dalla Cineteca di Bologna. In questa occasione interverranno per presentare il film i coproduttori italiani Giorgio Giampà e Lorenzo Cioffi. Mercoledì 14 gennaio, a Roma, saranno invece Nanni Moretti e Shervin Haravi a introdurre il film al pubblico per l’anteprima del Nuovo Sacher delle 20.30. Avvocata e attivista per i diritti umani italo-iraniana, Shervin Haravi interverrà anche per le anteprime di giovedì 15 a Napoli a CasaCinema e di domenica 18 all’Astra di Firenze. Tra le altre proiezioni in programma: a venerdì 16 a Torino (Cinema Romano) e sabato 17 a Milano (Anteo Palazzo del cinema, Cinema Ariosto e Cinema Beltrade).

Il film racconta la storia di Bahram, un regista quarantenne i cui film non hanno mai ricevuto il permesso per essere proiettati in Iran. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte del Ministero della Cultura, decide di lanciarsi in una sfida: accompagnato in Vespa da Sadaf, la sua produttrice dalla lingua tagliente, intraprende una missione clandestina per presentare finalmente il film al pubblico iraniano, eludendo la censura, l’assurda burocrazia del paese e i suoi stessi dubbi.

Metsola vieta ai diplomatici dell’Iran l’ingresso alle sedi dell’Europarlamento

Roma, 12 gen. (askanews) – La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha annunciato il divieto di accesso a tutte le sedi dell’Europarlamento per il personale diplomatico e per qualsiasi altro rappresentante della Iran.

“Ho deciso di vietare l’accesso a tutti i locali del Parlamento europeo a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica islamica dell’Iran”, ha scritto la presidente su X. Metsola ha affermato che “non può essere ‘business as usual'”, spiegando di aver preso la decisione mentre “il coraggioso popolo iraniano continua a difendere i propri diritti e la propria libertà”.

La presidente ha aggiunto che il Parlamento europeo “non contribuirà a legittimare un regime che si è mantenuto attraverso tortura, repressione e omicidi”.

Auto, passi avanti Ue-Cina per superare dazi sulle elettriche

Roma, 12 gen. (askanews) – La Commissione europea ha pubblicato oggi un documento di orientamento (“Guidance”) sulla presentazione di offerte di impegno sui prezzi nel contesto dei dazi anti-sovvenzioni in vigore sui veicoli elettrici a batteria provenienti dalla Cina. Il documento di orientamento fornisce agli esportatori di veicoli elettrici cinesi a batterie delle indicazioni generali su come presentare i loro impegni volontari per accettare un prezzo minimo all’importazione nell’Ue per evitare i dazi anti-sovvenzioni, garantendo condizioni di mercato più eque.

Le possibili offerte di impegno, oltre al prezzo minimo all’importazione, possono coprire anche altri aspetti, in particolare i canali di vendita, le compensazioni incrociate e gli investimenti futuri nell’Ue. “Ogni offerta di impegno sui prezzi è soggetta agli stessi criteri giuridici e la Commissione europea condurrà ogni valutazione in modo obiettivo ed equo, nel rispetto del principio di non discriminazione e in conformità con le norme della Wto”, l’Organizzazione mondiale del Commercio, precisa l’Esecutivo europeo in una nota.

La Commissione europea aveva concluso il 29 ottobre 2024, un’inchiesta anti-sovvenzioni relativa alle importazioni di veicoli elettrici a batteria dalla Cina, accertando l’esistenza di sovvenzioni e da parte di Pechino e imponendo dei dazi compensativi definitivi compresi tra il 7,8% e il 35,3%.

“Parallelamente, e in uno spirito di dialogo, la Commissione e la Cina – riferisce la nota – hanno esplorato soluzioni alternative, compatibili con le norme della Wto, che sarebbero efficaci nell’affrontare i problemi individuati dall’indagine. La pubblicazione del documento di orientamento fa seguito alle discussioni tra la Commissione e il Ministero del Commercio cinese che hanno avuto luogo durante l’indagine”, spiega la nota di Bruxelles.

Il ministero del Commercio cinese ha commentato in termini molto positivi il documento di Bruxelles, e ancor più lo ha fatto la Camera di commercio della Cina nella Ue.

Il portavoce per il Commercio della Commissione, Olof Gill, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo comunitario, oggi a Bruxelles, ha però reinquadrato la vicenda, sostanzialmente smentendo le interpretazioni di stampa, basate sulle reazioni cinesi, sul fatto che si fosse già di fronte a un accordo.

Gill, tuttavia, non ha escluso che proprio a questo risultato, ovvero una sorta di intesa con gli importatori sostitutiva dei dazi, si possa arrivare, alla fine, se proseguirà positivamente la collaborazione avviata in questo settore con le autorità di Pechino e verranno restaurate le condizioni di concorrenza equa (“level playing field”).

Il portavoce ha precisato, innanzitutto, che il “vademecum” della Commissione pubblicato oggi, e indirizzato al Ministero del Commercio cinese, fa seguito all’unico impegno di prezzo, per un solo modello di auto elettrica, che è stato presentato in dicembre da un importatore dalla Cina.

“Sia chiaro: questo documento – ha detto Gill – fornisce solo indicazioni, niente di più. Ricordo che all’inizio di dicembre scorso la Commissione ha avviato un’indagine di riesame intermedio per valutare un’offerta di impegno sui prezzi e, pertanto, abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di pubblicare queste ulteriori indicazioni, in modo che eventuali ulteriori offerte di impegno abbiano un quadro molto chiaro entro cui devono essere strutturate. Quindi, ripeto, questo è un documento di orientamento, niente di più”.

“Ci siamo confrontati con il Ministero del Commercio cinese su questa questione e continueremo a farlo”, ha continuato il portavoce. Che poi ha spiegato: “Abbiamo detto fin dall’inizio, come Commissione europea, come autorità investigativa in questo caso, che siamo disposti a valutare alternative ai dazi anti-sovvenzioni che abbiamo istituito. Ricordo che abbiamo istituito tali dazi perché, dopo un’indagine scrupolosa e dettagliata, abbiamo scoperto che i veicoli elettrici a batteria cinesi destinati all’esportazione nell’Ue beneficiavano di una serie di sussidi ingiusti e, secondo la normativa Wto, illegali. Pertanto, abbiamo concluso la nostra indagine, istituendo i sussidi per ripristinare la parità di condizioni (‘level playing field’, ndr), niente di più. Questo è ciò che cerchiamo: equità e parità di condizioni”.

“Il mercato europeo – ha aggiunto Gill – è aperto ai veicoli elettrici provenienti da tutto il mondo, a condizione che siano arrivati qui in base a quelle condizioni di parità. All’inizio di dicembre scorso, abbiamo ricevuto un’offerta, un’offerta da un’azienda su un modello specifico per un impegno sul prezzo”, e quest’offerta “la stiamo valutando ora. Siamo disposti a valutare anche altre offerte, come abbiamo sempre detto. Il documento che abbiamo fornito oggi fornisce indicazioni su come ciò dovrebbe avvenire. Ma per riassumere il significato di queste indicazioni”, gli importatori, ha puntualizzato il portavoce, “devono affrontare adeguatamente il vantaggio competitivo sleale conferito ai veicoli elettrici cinesi esportati nell’Ue, e devono dimostrare che ciò può essere fattibile. Se queste condizioni sono soddisfatte, allora possiamo valutare seriamente gli impegni sul prezzo”. Ma per ora “stiamo parlando di questa questione specifica. Abbiamo emanato delle linee guida specifiche, e questo è tutto”.

Insomma, ha ribadito Gill replicando alle insistenze dei giornalisti “abbiamo pubblicato queste linee guida perché a dicembre è arrivata la prima offerta significativa di un impegno sui prezzi” che, “per essere chiari, riguarda un solo modello. Si tratta quindi di una parte piuttosto ristretta della gamma complessiva di esportazioni di veicoli elettrici a batteria dalla Cina all’Ue. Ma ciò nonostante, è la prima offerta di impegno significativa che abbiamo ricevuto. Quindi è assolutamente positiva. Ora la stiamo valutando, la stiamo analizzando per valutarne i meriti”.

Ora, ha chiarito il portavoce, “abbiamo deciso di pubblicare queste linee guida aggiuntive più dettagliate nel caso in cui dovessero arrivare altre offerte. Finora non ne sono arrivate. Se arriveranno, saremo lieti di esaminarle, di valutarle in dettaglio. E se soddisfano i requisiti che ho menzionato, allora sì – ha ammesso Gill -, potrebbero potenzialmente sostituire i dazi anti-sovvenzioni che abbiamo introdotto a seguito della nostra indagine dettagliata e basata sui fatti. Ma – ha concluso il portavoce rivolto ai giornalisti – calmiamoci un poco: per ora si tratta di linee guida, niente di più”.

Venezuela, Machado chiede al Papa di intercedere per i prigionieri

Roma, 12 gen. (askanews) – La leader dell’opposizione venzuelana Maria Corina Machado ha chiesto a Papa Leone XIV di intervenire per la liberazione dei prigionieri politici e per favorire una transizione democratica a Caracas. Lo rende noto una nota.

L’incontro si è svolto oggi in Vaticano, dove il Pontefice ha ricevuto in udienza privata la premio Nobel per la Pace 2025. Nel corso del colloquio, Machado ha sollecitato un impegno della Santa Sede per la liberazione di oltre mille detenuti politici e per l’avvio senza ritardi del processo di transizione alla democrazia nel Paese sudamericano. “Oggi ho avuto la benedizione e l’onore di poter incontrare Sua Santità e di esprimergli il nostro ringraziamento per l’attenzione che dedica a quanto accade nel nostro Paese. Gli ho anche trasmesso la forza del popolo venezuelano, che resta saldo e in preghiera per la libertà del Venezuela, e gli ho chiesto di intercedere per tutti i venezuelani che restano sequestrati e scomparsi”, ha dichiarato Machado.

Machado ha parlato anche della dimensione spirituale della lotta portata avanti per anni dai venezuelani, affermando che, grazie all’accompagnamento della Chiesa e a quella che ha definito una pressione senza precedenti del governo degli Stati uniti, la sconfitta del “male” nel Paese sarebbe ora più vicina.

Dopo l’incontro con il Papa, Machado ha avuto anche un colloquio con Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede ed ex nunzio apostolico in Venezuela tra il 2009 e il 2013.

Lavoro, l’Inail: nei primi 11 mesi del 2025 infortuni +1,5%, decessi +1%

Roma, 12 gen. (askanews) – Nei primi 11 mesi del 2025 le denunce di infortunio pervenute complessivamente all’Inail, comprese quelle relative a studenti, sono state 550.948 in aumento dell’1,5% rispetto alle 543.039 di gennaio-novembre 2024. I casi mortali denunciati sono stati rispettivamente 1.010 contro 1.000, in aumento dell’1%.

Il confronto con i primi undici mesi del 2024 evidenzia per la modalità in occasione di lavoro un aumento degli infortuni (+0,4%) e dei decessi (+1%); per la componente in itinere si registra un incremento delle denunce di infortunio (+3%) e dei casi mortali (+3,4%). Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento novembre 2025, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 1.848 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di novembre 2019 alle 1.594 del 2025, con un calo del 13,7%. Rispetto a novembre 2024 la riduzione è dello 0,4% (da 1.600 a 1.594). In aumento del 10,6% le patologie di origine professionale denunciate, pari a 90.288. Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nei primi 11 mesi del 2025 sono state 385.435, in aumento dello 0,4% rispetto alle 384.027 del pari periodo 2024; in riduzione dell’1,9% rispetto al 2023; del 24,9% sul 2022; del 2,8% sul 2021; del 6,8% sul 2020; del 9,7% sul 2019, anno che precede la crisi pandemica. L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’82,6% del 2019 all’80,8% del 2025 (è stata dell’81,2% nel 2024). L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata solo alla componente femminile, che registra un +2% (da 121.535 a 123.919 casi) contro un -0,4% di quella maschile (da 262.492 a 261.516). In flessione le denunce dei lavoratori italiani (-0,6%) al contrario di quelle degli stranieri (+3,5%). L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è rimasta stabile al 72,8% nel 2019 e nel 2025 (è stata del 73,2% nel 2024). L’aumento rilevato nel confronto dei periodi gennaio-novembre 2024 e 2025 è legato solo alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 678 a 693, in calo quella femminile (da 44 a 36). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (da 164 a 171), stabili quelle degli italiani (558 in entrambi i periodi).

Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di novembre 2025 sono stati 91.463, in aumento del 3% rispetto agli 88.806 del 2024; del 6,8% rispetto al 2023; del 12,8% sul 2022; del 30,7% sul 2021; del 63,2% sul 2020; dell’1,6% rispetto al 2019. L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata sia alla componente femminile, che registra un +3,4% (da 42.484 a 43.943 casi) che a quella maschile con un +2,6% (da 46.322 a 47.520). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+6,1%) e quelle degli italiani (+2,2%). Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti), pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 273, nove in più rispetto al 2024 (264). L’incidenza di questa tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è rimasta stabile al 27,2% nel 2019 e nel 2025 (è stata del 26,8% nel 2024). Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono aumentate da 28 a 44; quelle dei lavoratori sono scese da 236 a 229. In crescita le denunce dei lavoratori stranieri (da 44 a 62), in calo quelle degli italiani (da 220 a 211).

Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail sono state 74.050, in aumento del 5,5% rispetto alle 70.206 del 2024. Delle oltre 74mila denunce di infortunio, 1.741 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi di formazione scuola-lavoro, in riduzione del 7,2% rispetto al 2024. L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 13,4% del totale delle denunce registrate nel 2025. Il 42% interessa le studentesse (+5,7% l’incremento tra il 2024 e il 2025), il 58% gli studenti (+5,3%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi. I casi mortali sono stati 8 contro i 14 del 2024.

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi 11 mesi sono state 90.288 (8.617 in più rispetto allo stesso periodo del 2024 in aumento del 10,6%). La crescita è del 34,6% sul 2023; del 62% sul 2022; del 77,7% sul 2021; del 120,6% sul 2020; del 59,6% sul 2019.

Tornatore lavora a un film su Giannini, fondatore Bank of America

Roma, 12 gen. (askanews) – Rai Cinema e Kavac Film annunciano il nuovo film del Premio Oscar Giuseppe Tornatore, The first dollar (Il primo dollaro) dedicato alla figura di Amadeo Peter Giannini, fondatore della Bank of Italy – poi divenuta Bank of America – e protagonista di una delle storie più straordinarie del Novecento.

Il regista Giuseppe Tornatore sta ultimando in queste settimane la scrittura della sceneggiatura, rende noto Rai Cinema in un comunicato, sottolineando che il film sarà girato interamente in inglese con un cast di attori italiani e internazionali.

Amadeo Peter Giannini, figlio di emigrati liguri, nato in California nel 1870, ha dimostrato come sia possibile costruire un’impresa destinata a cambiare la storia, restando fedeli a un’idea profondamente umana di progresso. Seppe rivoluzionare il sistema bancario mettendo il credito al servizio delle persone comuni: immigrati, lavoratori, donne, famiglie fino a quel momento escluse. Amava ripetere che non si può diventare mai così grandi da dimenticarsi della gente comune, un principio che ha guidato ogni sua scelta.

La sua vita attraversò diversi momenti simbolici della storia americana e mondiale: la ricostruzione di San Francisco dopo il terremoto del 1906, quando riaprì la banca tra le macerie per restituire fiducia a una città ferita; il sostegno decisivo alla nascita della grande industria cinematografica, finanziando opere di Charlie Chaplin, Walt Disney e Frank Capra; la costruzione del Golden Gate. Finanziò inoltre sia il New Deal che il piano Marshall e contribuì alla ricostruzione dell’Europa e dell’Italia nel secondo dopoguerra.

“Ho accolto con entusiasmo la proposta dei produttori di riprendere in mano un progetto a cui avevo lavorato qualche anno fa: la storia di Amadeo Peter Giannini, l’italiano che rivoluzionò il sistema bancario americano – ha commentato Tornatore – Una vicenda quasi leggendaria che sembra nata proprio per essere raccontata dal cinema. Sono felice di intraprendere questa nuova avventura al fianco di Simone Gattoni, Marco Bellocchio e Paolo Del Brocco”.

“Affidare questo racconto a Giuseppe Tornatore significa puntare su uno sguardo capace di unire memoria, emozione e respiro epico, restituendo la coerenza morale di un uomo che ha dimostrato come il successo economico possa andare di pari passo con la responsabilità sociale”, ha affermato Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema.

Per Simone Gattoni, produttore per Kavac Film, “portare in sala questa opera è un atto che contribuisce a conservare la memoria, ma che rappresenta anche un messaggio per il presente: la storia di un italo-americano che ha cambiato il mondo senza mai perdere di vista le persone, guardando a un capitalismo etico”.

The first dollar (Il primo dollaro), è un progetto di grande respiro, con la collaborazione del Centro Studi Amadeo Giannini, che ha già attratto l’attenzione e l’interesse di importanti società internazionali con le quali sono in corso approfondimenti.

L’Ue emana un vademecum per le case cinesi per evitare dazi sulle auto elettriche

Bruxelles, 12 gen. (askanews) – La Commissione europea ha pubblicato oggi un documento di orientamento (“Guidance”) sulla presentazione di offerte di impegno sui prezzi nel contesto dei dazi anti-sovvenzioni in vigore sui veicoli elettrici a batteria provenienti dalla Cina.

Il documento di orientamento fornisce agli esportatori di veicoli elettrici cinesi a batterie delle indicazioni generali su come presentare i loro impegni volontari per accettare un prezzo minimo all’importazione nell’Ue per evitare i dazi anti-sovvenzioni, garantendo condizioni di mercato più eque.

Le possibili offerte di impegno, oltre al prezzo minimo all’importazione, possono coprire anche altri aspetti, in particolare i canali di vendita, le compensazioni incrociate e gli investimenti futuri nell’Ue.

“Ogni offerta di impegno sui prezzi è soggetta agli stessi criteri giuridici e la Commissione europea condurrà ogni valutazione in modo obiettivo ed equo, nel rispetto del principio di non discriminazione e in conformità con le norme della Wto”, l’Organizzazione mondiale del Commercio, precisa l’Esecutivo europeo in una nota.

La Commissione europea aveva concluso il 29 ottobre 2024, un’inchiesta anti-sovvenzioni relativa alle importazioni di veicoli elettrici a batteria dalla Cina, accertando l’esistenza di sovvenzioni e da parte di Pechino e imponendo dei dazi compensativi definitivi compresi tra il 7,8% e il 35,3%.

“Parallelamente, e in uno spirito di dialogo, la Commissione e la Cina – riferisce la nota – hanno esplorato soluzioni alternative, compatibili con le norme della Wto, che sarebbero efficaci nell’affrontare i problemi individuati dall’indagine. La pubblicazione del documento di orientamento fa seguito alle discussioni tra la Commissione e il Ministero del Commercio cinese che hanno avuto luogo durante l’indagine”, spiega la nota di Bruxelles.

Groenlandia, cosa può fare (in teoria) l’Ue per difenderla da Trump

Roma, 12 gen. (askanews) – L’insistenza del presidente americano Donald Trump e della sua amministrazione sulla necessità per gli Stati Uniti di ottenere il controllo della Groenlandia, giustificate con ragioni di sicurezza nazionale, hanno aperto un nuovo fronte di tensione transatlantica.

Il territorio artico, geograficamente collocato nell’emisfero occidentale sui cui Trump rivendica il diritto di una zona di influenza esclusiva, è dotato di ampia autonomia, che ha prodotto una sorta di paradosso. Fa infatti parte del Regno di Danimarca, non dell’Unione europea (tecnicamente è territorio d’oltremare associato all’Ue, da cui riceve finanziamenti). La Groenlandia riceve finanziamenti dall’Ue per lo sviluppo sostenibile e ha firmato accordi che rafforzano la cooperazione con l’Ue.

Allo stesso tempo, tramite la Danimarca, che è anche Stato membro Ue, rientra nelle garanzie Nato. Una situazione che di fronte all’escalation verbale trumpiana pone Bruxelles e gli alleati europei in una posizione a dir poco delicata. Secondo diversi analisti, l’Europa dispone di margini di manovra, tuttavia non esiste una strategia univoca. Le opzioni in discussione spaziano dalla diplomazia alla deterrenza militare, oltre a strumenti economici e investimenti diretti. Finora, i leader europei hanno ribadito il principio di sovranità e il diritto della Groenlandia e della Danimarca a decidere del proprio futuro. Resta però aperta la questione centrale: come dissuadere concretamente l’amministrazione Trump da possibili mosse unilaterali.

Le “linee rosse” secondo il think tank Bruegel

In un’analisi pubblicata l’8 gennaio, il think tank Bruegel invita l’Unione europea a evitare tre errori commessi nei negoziati commerciali con Washington. Innanzitutto non bisogna sottovalutare le minacce di Trump. Il secondo è evitare concessioni sostanziali in cambio di promesse procedurali, come negoziati o consultazioni non vincolanti. Il terzo è non considerare nessun accordo come definitivo, data l’imprevedibilità dell’amministrazione Usa.

Secondo Bruegel, concessioni su temi come l’accesso statunitense alle risorse minerarie o l’espansione della presenza militare Usa sull’isola rischierebbero di alimentare addirittura ulteriori richieste.

Diplomazia e sicurezza artica

Sul piano diplomatico Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia hanno avviato contatti, mentre inviati danesi e groenlandesi intensificano il dialogo con il Congresso americano. Copenaghen vuole ribadire direttamente agli americani che l’accordo di difesa Usa-Danimarca del 1951, aggiornato nel 2004, consente già un’ampia presenza militare statunitense sull’isola.

In ambito Nato, secondo fonti diplomatiche, è allo studio un rafforzamento della sicurezza artica attraverso maggiori investimenti, nuove esercitazioni e il dispiegamento di mezzi, sul modello delle missioni “Baltic Sentry” ed “Eastern Sentry”. Questa mobilitazione aumentata sulla frontiera artica permetterebbe di affrontare le preoccupazioni di Washington senza mettere in discussione la sovranità danese e groenlandese.

Le leve economiche Ue

In teoria, l’Unione europea dispone di strumenti di pressione economica significativi. Tra questi figura l’anti-coercion instrument, il cosiddetto “bazooka commerciale”, che permetterebbe di colpire beni, servizi e investimenti statunitensi. Tuttavia, secondo molti osservatori l’effettiva credibilità di tale minaccia appare limitata, data la dipendenza europea da tecnologie e servizi Usa, oltre alla volontà di molti governi di preservare il sostegno americano sull’Ucraina. In sostanza, l’uso delle sanzioni viene considerato al momento un’ipotesi remota.

Investire sulla Groenlandia

Un’altra opzione riguarda il rafforzamento del legame economico tra Ue e Groenlandia. L’isola dipende in larga misura dai trasferimenti danesi, circa 4 miliardi di corone l’anno, che coprono una quota rilevante della spesa pubblica. Una bozza di proposta della Commissione europea, circolata nei mesi scorsi, suggerisce di raddoppiare l’impegno finanziario dell’Ue, affiancando il contributo di Copenaghen. L’obiettivo sarebbe offrire un’alternativa credibile alle promesse di investimenti miliardari avanzate da Trump.

L’ipotesi militare europea

La proposta più controversa è quella avanzata da Bruegel: attivare la capacità di dispiegamento rapido dell’Ue e inviare truppe europee in Groenlandia, previo accordo con Danimarca e autorità locali, come segnale politico di difesa dell’integrità territoriale. Secondo il recente report, una simile mossa renderebbe estremamente costosa, sul piano politico e simbolico, qualsiasi iniziativa militare statunitense.

Alcuni governi europei si sono detti pronti a valutare forme di deterrenza. Berlino ha parlato di un piano che includa una dimensione europea, mentre la Francia ha evocato in passato l’ipotesi di un proprio contingente. Secondo diversi analisti, un’azione del genere potrebbe incidere sui calcoli di Washington, senza arrivare a uno scontro armato diretto.

Bresh per la prima volta live in Europa: Parigi, Londra e Barcellona

Milano, 12 gen. (askanews) – Dopo un 2025 che l’ha consacrato come uno degli artisti più apprezzati, con la pubblicazione dell’album “Mediterraneo” (certificato Platino) e le incredibili date nei palasport del “Mediterraneo Tour”, Bresh è pronto a conquistare anche il 2026! Per la prima volta, infatti, sarà protagonista di 3 date in Europa: il 12 aprile al Café De La Danse a Parigi, il 14 aprile alla Scala di Londra e il 15 aprile al Razzmatazz di Barcellona. A luglio, invece, sarà il momento di Mare Mostrum: quattro imperdibili date al Porto Antico di Genova, che vedranno l’artista tornare a esibirsi live nella sua città. E dopo il già annunciato sold out delle prime due date (1° e 3 luglio), registra il tutto esaurito anche l’appuntamento previsto per il 4 luglio! I biglietti per la data del 5 luglio sono disponibili in prevendita su www.livenation.it.

RTL 102.5 è radio partner di Mare Nostrum.

L’album “Mediterraneo” (platino) è composto da 16 brani che vanno ad attingere da quell’immaginario legato al viaggio, al mare e alla Liguria che spesso torna nella scrittura e nella poetica di Bresh.

L’album, che vede Shune alla produzione e che arriva a tre anni di distanza da “ORO BLU” (doppio PLATINO), è disponibile nelle versioni Digitale, CD, LP (rosso e bianco) e doppio LP (blu + trasparente).

Le foto delle cover sono di Sam Gregg. L’artwork è di Marco Giacobbe e Matteo Bonato.

Crans Montana, 9 ricoverati al Niguarda sono ancora in condizioni critiche

Milano, 12 gen. (askanews) – “Questa mattina ho fatto un giro insieme ai due primari dei due reparti. Ci sono due o tre situazioni molto migliorate. Ci sono sicuramente due persone che probabilmente nei prossimi giorni trasferiremo in altri ospedali. C’è un ragazzo di questo gruppo di giovani che è quello che si trova sicuramente nelle condizioni migliori che si muove, si sposta, ma comunque ha bisogno di tutta una serie di medicazioni continue, quindi possiamo dire che è fuori pericolo, ma non possiamo certo dire che il problema è risolto. Poi gli altri nove sono particolarmente critici con diversi livelli di criticità”. Lo ha detto l’assesore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, a proposito dei 12 feriti del rogo di Capodanno a Crans Montana ricoverati all’ospedale milanese di Niguarda. “Sarà un periodo molto lungo che dovranno trascorrere in rianimazione e poi al centro ustioni. Non siamo pessimisti su nessuno di loro, ma la lotta è estremamente dura” ha aggiunto.

Per il titolare del locale di Crans-Montana 3 mesi di custodia cautelare

Roma, 12 gen. (askanews) – Il Tribunale delle misure coercitive del cantone Vallese ha ordinato la custodia cautelare per una durata iniziale di 3 mesi nei confronti di Jacques Moretti, il proprietario del Le Constellation a Crans Montana. È quanto si legge in un comunicato. Il locale nell’esclusiva stazione sciistica in Svizzera è stato teatro della strage di Capodanno, costata la vita ad almeno 40 persone sei delle quali di nazionalità italiana. Il Tribunale delle misure coercitive menziona l’esistenza di un rischio di fuga dell’imputato. La custodia cautelare potrà comunque essere revocata a determinate condizioni.

Il Tribunale ha precisato che sarà disposto a revocare la custodia cautelare “a fronte di varie misure richieste in via sussidiaria dal pubblico ministero, tra cui in particolare il versamento di cauzioni”. Il Tribunale ha infatti ritenuto che tali misure “appaiono adeguate a contrastare il rischio di fuga”.

Visto che “la determinazione delle cauzioni richiede un’istruttoria accurata, nel frattempo deve prevalere la privazione della libertà”, ha chiarito il comunicato. Il Tribunale ha ricordato che le cosiddette misure sostitutive “devono obbligatoriamente essere disposte in luogo della custodia cautelare”, se consentono di raggiungere lo stesso risultato della misura. Ha sottolineato inoltre che l’imputato è presunto innocente.

Papa Leone XIV ha ricevuto in Vaticano Maria Corina Machado

Roma, 12 gen. (askanews) – Papa Leone XIV ha ricevuto questa mattina in udienza in Vaticano la politica e attivista venezuelana María Corina Machado, Nobel per la Pace 2025. Lo riferisce il Bollettino Vaticano. Il Papa ha ricevuto anche in udienza Matteo Rossi e Lorenzo Bugli, Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino e Seguito; mons. Mario Enrico Delpini, Arcivescovo Metropolita di Milano; Davide Prosperi, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione; il card. Rolandas Makrickas, Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore; monsignor Jain Mendez, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione Mondiale del Turismo; Philippe Lazzarini, Commissario Generale dell'”United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees” (UNRWA); Fr. Pascal Ahodegnon, Priore Generale dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio (Fatebenefratelli); membri della “Comissão Episcopal Pastoral para Ação Missionaria e Cooperação Intereclesial” (Brasile).

Nasce "VariAzione", nuovo concorso per cortometraggi di Women in Film

Roma, 12 gen. (askanews) – Dopo l’annuncio durante l’ultima edizione dell’evento “Cambiamo Copione! L’industria audiovisiva per una cultura libera dalla violenza di genere”, Women in Film, Television & Media Italia lancia “VariAzione”, un nuovo concorso dedicato ai cortometraggi e pensato come un’esperienza creativa e collettiva capace di incentivare il cambiamento culturale attraverso il linguaggio audiovisivo.

Per la prima edizione del concorso, il tema di azione scelto è “Guardare”, inteso come atto fisico, simbolico ed emotivo. Le persone partecipanti potranno esplorare liberamente il concetto in tutte le sue declinazioni – interiori, sociali, personali – attraverso qualsiasi genere (fiction, documentario, animazione) e tecnica espressiva. È ammesso anche l’uso dell’Intelligenza Artificiale, purché dichiarato in fase di iscrizione.

“VariAzione” vuole invitare le persone a confrontarsi su un tema di azione. Ogni partecipante è chiamato a interrogarsi su chi compie l’azione, in che modo, per quale motivo e con quali conseguenze. Obiettivo del concorso è la costruzione, anno dopo anno, di un’antologia di sguardi, capace di riflettere la molteplicità delle interpretazioni umane di una stessa azione.

In ogni edizione di “VariAzione” il tema di azione sarà identico per tutti, così come una serie di elementi obbligatori che dovranno comparire nei cortometraggi: una linea di dialogo, una location, un oggetto e un personaggio. Questi vincoli condivisi costituiscono la struttura comune entro cui sviluppare interpretazioni libere e personali.

La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutte le persone. I cortometraggi dovranno essere inediti, con una durata compresa tra 3 e 6 minuti, titoli inclusi. Le iscrizioni sono aperte da oggi 12 gennaio fino al 31 Luglio 2026. La premiazione si terrà a novembre 2026, durante la quarta edizione di “Cambiamo Copione!”.

Le opere saranno valutate da una giuria composta da professioniste e professionisti di primo piano del settore audiovisivo e culturale, presieduta da Manuela Pincitore, Consigliera di WIFTMI, Creative Producer e Story Editor. La giuria sarà composta da: Viola Calia, Development Executive presso The Apartment; Ivan Cotroneo, scrittore, sceneggiatore e regista; Antonietta De Lillo, regista, sceneggiatrice e produttrice, socia fondatrice WIFTMI; Annamaria Granatello, Presidente e Direttrice del Premio Solinas; Carlo Griseri, giornalista e critico cinematografico, curatore di Cinemaitaliano.info; Stefania Memeo, Responsabile cinema, serie e fiction di RaiPlay; Francesca Staasch, regista, sceneggiatrice e docente presso NABA Nuova Accademia di Belle Arti.

L’iniziativa conta sulla media partnership con Rai Cinema Channel, che consentirà la pubblicazione dei cortometraggi premiati sulla sua piattaforma. Grazie alla collaborazione con LED Leader Esercenti Donne (programma di mentoring promosso da ANEC), i corti potranno beneficiare di una serata dedicata in una sala cinematografica romana.

Partner di diffusione dell’iniziativa sono il Premio Solinas e Marechiarofilm.

Per consultare il regolamento e scaricare il modulo di iscrizione basta collegarsi alla pagina dedicata al concorso sul sito www.wiftmitalia.it.

Venezuela, Meloni: gioia per Trentini e Burlò, la loro liberazione frutto di un lavoro discreto ma efficace

Roma, 12 gen. (askanews) – “Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e torneranno a casa. È una notizia che ci riempie di gioia che si somma alla felicità che abbiamo provato nelle scorse ore per la liberazione di altri nostri connazionali. Trentini e Burlò riabbracceranno presto le loro famiglie che in questi mesi hanno sofferto molto a cui ovviamente rinnoviamo il nostro affetto”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio.

“Questo risultato – prosegue – è il frutto del lavoro discreto ma efficace portato avanti in questi mesi non solo dal governo ma dalla rete diplomatica, dall’intelligence. E io voglio ringraziare tutti i servitori dello Stato che a vario livello hanno dato il loro contributo per raggiungere questo obiettivo”. “Continueremo a lavorare senza sosta – conclude Meloni – affinché la costruttiva collaborazione instaurata con le autorità di Caracas possa produrre ulteriori sviluppi positivi e allo stesso modo l’Italia non si stancherà di sostenere il legittimo desiderio del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia”.

Meloni: gioia per Trentini e Burlò, lavoro discreto ma efficace per liberazione

Roma, 12 gen. (askanews) – “Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e torneranno a casa. È una notizia che ci riempie di gioia che si somma alla felicità che abbiamo provato nelle scorse ore per la liberazione di altri nostri connazionali. Trentini e Burlò riabbracceranno presto le loro famiglie che in questi mesi hanno sofferto molto a cui ovviamente rinnoviamo il nostro affetto”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio.

“Questo risultato – prosegue – è il frutto del lavoro discreto ma efficace portato avanti in questi mesi non solo dal governo ma dalla rete diplomatica, dall’intelligence. E io voglio ringraziare tutti i servitori dello Stato che a vario livello hanno dato il loro contributo per raggiungere questo obiettivo”.

Strage di Crans-Montana, la procura di Roma invia rogatoria in Svizzera

Roma, 12 gen. (askanews) – Gli inquirenti della Procura di Roma hanno inviato una rogatoria all’autorità svizzere nell’ambito dell’inchiesta avviata sulla strage di Crans-Montana. I magistrati della Capitale chiedono una lista degli indagati e gli atti relativi agli interrogatori.

A Roma si procede a carico di ignoti per i reati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio. La trasmissione degli atti dalla Svizzera potrebbe portare all’iscrizione nel registro Jacques e Jessica Moretti, i due gestori del club ‘Le Costellation’.

Intanto oggi si verrà eseguito l’esame autoptico su Riccardo Minghetti, il ragazzo romano di 16 anni deceduto nel rogo. Negli ultimi giorni i pubblici ministeri di piazzale Clodio hanno delegato le procure di Milano, Bologna e Genova di affidare l’incarico per le altre cinque vittime italiane.

Bce, a spingere inflazione alimentare caffè, cacao, carni e frutta

Roma, 12 gen. (askanews) – Caffè, cacao, carni e frutta: sono i beni alimentari chiave alla base della persistenza dell’inflazione alimentare sopra la media della dinamica generale dei prezzi al consumo. Ne scrive un articolo diffuso dalla Banca centrale europea, anticipato dal Bollettino economico che verrà pubblicato giovedì.

Secondo l’analisi, i rincari delle materie prime hanno giocato un ruolo in particolare su caffè e cacao, esacerbato anche dalle condizioni meteorologiche che, oltre a fattori come la crescita delle retribuzioni nel settore. Le aspettative di commercianti e produttori indicano attenuazioni della dinamica nel breve termine, ma la portata di questa moderazione resta poco chiara.

Milano-Cortina, lo ‘zar’ Ivan Zaytsev tedoforo a Torino

Roma, 12 gen. (askanews) – Il Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 ha fatto tappa a Torino e tra i protagonisti c’è stato anche Ivan Zaytsev, tedoforo Coca-Cola per un giorno. Soprannominato “lo Zar”, Ivan Zaytsev è uno dei simboli più rappresentativi dello sport italiano: campione di pallavolo, medagliato olimpico e leader carismatico, ha saputo affrontare sfide e grandi aspettative con resilienza e determinazione. La sua carriera, costellata di successi nazionali e internazionali, testimonia eccellenza e passione, mentre il suo impegno sociale, come la collaborazione con Banco Alimentare, riflette valori di solidarietà e spirito di squadra.

“Portare la Fiamma Olimpica è stato un momento di orgoglio e responsabilità: lo sport mi ha insegnato che ogni vittoria nasce da sacrificio, rispetto e lavoro di squadra. Oggi ho corso per ricordare che questi valori non appartengono solo agli atleti, ma a tutti noi. La Fiamma è simbolo di inclusione e forza: ciò che serve per costruire comunità unite e ispirare le nuove generazioni”, ha detto.

Milano-Cortina, Benedetta Parodi tedofora nel cuore delle Langhe

Roma, 12 gen. (askanews) – Il Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 ha fatto tappa ad Alba, nel cuore delle Langhe con una protagonista d’eccezione: Benedetta Parodi, una delle figure più amate nel panorama food italiano. Conduttrice e autrice di best seller, ha trasformato la cucina in un linguaggio universale capace di creare connessioni tra persone, territori e tradizioni. Con programmi di successo e libri venduti in milioni di copie, ha promosso uno stile di vita accessibile e inclusivo, diventando un punto di riferimento per chi cerca autenticità e condivisione.

La sua presenza ad Alba, territorio simbolo dell’eccellenza gastronomica italiana, rende ancora più significativo il suo ruolo di tedofora: correre in una delle capitali del gusto valorizza ulteriormente il legame tra cucina, cultura e comunità.    “Portare la Fiamma Olimpica è stato come portare con sé il valore della comunità: la cucina, come lo sport, è un linguaggio che unisce e crea legami – ha sottolineato -. Correre nel mio Piemonte e in particolare ad Alba, un territorio che rappresenta così tanto della nostra tradizione culinaria, ha reso questa esperienza ancora più speciale. Ogni ricetta racconta una storia, proprio come ogni passo di questo Viaggio racconta i valori di passione e inclusione che ci guidano. Oggi ho corso per celebrare le tradizioni e per ricordare che insieme possiamo costruire un futuro più autentico e condiviso”.

Fed "indagata" da Dipartimento di Giustizia Usa, Powell contrattacca

Roma, 12 gen. (askanews) – Scontro aperto negli Stati Uniti tra il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e l’amministrazione Trump. Con un comunicato diramato nel corso della notte, il capo della banca centrale Usa ha riferito che il Dipartimento di Giustizia ha avviato una procedura che minaccia di sfociare in una indagine penale, in merito ai costi della ristrutturazione della sede centrale della stessa Fed, pari a 2,5 miliardi di dollari.

Contestualmente Powell ha lanciato durissime accuse contro la Casa Bianca, da cui a sua volta è stato oggetto di martellanti attacchi nei mesi passati, mettendo in guardia dal rischio che la politica monetaria Usa perda la sua indipendenza dal governo.

“Ho un profondo rispetto per lo stato di diritto. Nessuno è sopra la legge e certamente non lo è il presidente della Federal Reserve. Ma questa iniziativa senza precedenti va vista in un contesto più ampio delle crescenti pressioni e minacce dell’amministrazione Trump”, afferma Powell nel comunicato accompagnato, fatto a sua volta inconsueto, da un video in cui viene letto dallo stesso presidente Fed.

Trump, per parte sua, ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’inchiesta del Dipartimento di Giustizia. “Non ne so nulla, ma di certo (Powell) non vale granché alla Fed, né a costruire edifici”, ha dichiarato a Nbc News.

Tecnicamente Powell è stato deferito al grand jury, organismo che solitamente valuta se la Procura federale abbia presentato prove sufficienti per procedere ad una incriminazione per una indagine penale. Il banchiere centrale era stato già attaccato da Russell Vough, direttore dell’Office of Management and Budget, e stretto alleato di Trump, che aveva sostenuto che il presidente della Fed aveva fornito informazioni fuorvianti al Congresso sui costi della ristrutturazione dell’istituzione.

Il tema è stato già oggetto di polemiche anche da parte di Trump, che si era anche recato in visita ai cantieri della ristrutturazione nel luglio scorso in cui, davanti alle telecamere, aveva platealmente consegnato a Powell un documento di rilievi sui costi eccessivi dell’opera.

Powell è poi oggetto di ripetuti attacchi da parte di Trump, ben più duri, prima per i mancati tagli ai tassi di interesse, poi per la limitatezza di quelli decisi più recentemente. La banca centrale Usa ha evitato di effettuare riduzioni al costo del denaro per diversi mesi, rilevando che i dazi commerciali decisi dalla Casa Bianca avrebbero potuto innescare impennate dei prezzi. Poi, quando queste ultime non si sono verificate, ha operato alcune piccole riduzioni, su cui il direttorio (il Fomc) appare in parte diviso. E lo è ancor di più su futuri eventuali ulteriori tagli ai tassi.

Secondo Powell, “questa nuova minaccia non è in merito alla mia audizione lo scorso giugno sul rinnovo degli edifici. Non è sul ruolo di vigilanza del Congresso. Questi sono pretesti – ha detto -. Le minacce di incriminazioni sono la conseguenza del fatto che la Fed ha fissato i tassi basandosi su quale sia la nostra migliore valutazione per servire il pubblico, piuttosto che sulle preferenze del presidente”.

“Qui in ballo c’è se la Fed continuerà a essere in grado di fissare i tassi in base alle condizioni economiche o se la politica monetaria sarà diretta da pressioni politiche o intimidazione. Ho servito sotto quattro amministrazioni, repubblicane e democratiche. In ogni caso ho svolto i miei compiti senza fare favori, focalizzandomi unicamente sul mandato di stabilità dei prezzi e massima occupazione. A volte – conclude il banchiere centrale – gli incarichi pubblici richiedono fermezza di fronte alle minacce”.

Il mandato di Powell scade a maggio e un elemento chiave che ora sarà sotto i riflettori, almeno fin a quando non subentrerà un suo successore, saranno le eventuali reazioni negative dei mercati a questo scontro aperto. Al momento il dollaro ha segnato lievi deprezzamenti, dopo precedenti rafforzamenti con l’euro che sale di circa uno 0,39% a 1,1684 sul biglietto verde. L’oro è balzato a un nuovo massimo storico a 4.612 dollari durante le contrattazioni mattutine. Poco prima dell’avvio dei mercati in Europa modera i guadagni a 4.596 dollari, più 2,11% che per questa tipologia di bene è comunque un movimento consistente. (fonte immagine: Federal Reserve).

Avviata indagine su Powell e la Fed. Il presidente della banca centrale Usa: pretesto per minare indipendenza

Roma, 12 gen. (askanews) – I procuratori statunitensi hanno avviato un’indagine penale federale sul presidente della Fed, Jerome Powell, per la ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede centrale della Federal Reserve, inasprendo così ulteriormente il confronto tra l’amministrazione Trump e la banca centrale. Lo riporta il Financial Times spiegando che Powell ha dichiarato ieri che venerdì scorso la Fed ha ricevuto citazioni in giudizio dal gran giurì e una minaccia di incriminazione penale da parte del Dipartimento di Giustizia in relazione alla sua testimonianza al Congresso la scorsa estate sulla ristrutturazione.

Powell ha affermato che l’azione legale era un pretesto per limitare l’indipendenza della Fed nel fissare i tassi di interesse. Questo dopo che Trump ha ripetutamente attaccato Powell, definendolo un “mulo testardo” per essersi rifiutato di tagliare i costi di indebitamento. “Questa nuova minaccia non riguarda la mia testimonianza dello scorso giugno o la ristrutturazione degli edifici della Federal Reserve”, ha detto Powell, secondo il quale “la minaccia di accuse penali è una conseguenza del fatto che la Federal Reserve fissa i tassi di interesse in base alla nostra migliore valutazione di ciò che sarà utile al pubblico, piuttosto che seguire le preferenze del presidente”.

Trump, riporta il FT, ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’inchiesta del Dipartimento di Giustizia. “Non ne so nulla, ma di certo non è molto bravo alla Fed, e non è molto bravo a costruire edifici”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti alla NBC News domenica sera riferendosi a Powell, sostenendo che l’indagine non aveva nulla a che fare con il rifiuto di quest’ultimo di tagliare i tassi.

Ucraina, attacco russo con droni ad Odessa

Roma, 12 gen. (askanews) – Nella notte del 12 gennaio, l’esercito russo ha attaccato la città di Odessa con droni d’attacco, danneggiando una centrale elettrica e ferendo alcuni civili.

L’agenzia ucraina UNIAN, riferisce che l’attacco ha causato ingenti danni ad una centrale elettrica e, pertanto, un quartiere della città si trova senza elettricità.

Lo Stato Maggiore dell’esercito ucraino, inoltre, sottolinea che nelle ultime ventiquattro ore sono stati registrati 219 scontri a fuoco. Dnipropetrovsk e Zaporizhia le regioni più colpite.

Referendum, Nordio: ci sono magistrati assetati di ruoli parapolitici

Roma, 12 gen. (askanews) – “Non parlerei di sete di potere. Piuttosto si tratta di sete di ruolo: un ruolo parapolitico “. Lo dice a “il Giornale” il ministro della Giustizia Carlo Nordio, commentando scambi in chat fra alcuni magistrati pubblicati ieri dal quotidiano diretto da Tommaso Cerno, in cui alcune toghe fanno autocritica per eccesso di “sete di potere”.

“Quello che leggo in queste chat – afferma il ministro- è semplicemente la conferma di quello che ho scritto nel mio ultimo libro. Che poi sono cose che ho detto più volte, senza conoscere queste chat. Palamara è stato il capro espiatorio di un sistema le cui perversioni sono state occultate dal Csm, im- pedendo a Palamara di difendersi citando i suoi testimoni. Io dico che fino a quando non saranno pubblicate integralmente le conversazioni dello stesso Palamara che sono circa 60 mila, quel Csm che ha nascosto i fatti sarà comunque oggetto di critica e di interrogativi”.

Un Csm, sottolinea il ministro, destinato a cambiare radicalmente se il referendum sulla separazione delle carriere approverà la riforma del Governo, “perché – spiega- il sorteggio della sezione disciplinare elimina la giurisdizione domestica che è fatta di correnti e in questo modo dovrebbe impedire gli scandali della spartizione”.

Da Giuliano l’Apostata a Trump: l’ombra della restaurazione impossibile

Il passato aiuta sempre a capire il presente. Giuliano l’Apostata tentò, nel IV secolo, la rigenerazione dell’Impero romano attraverso il ritorno ai culti pagani. Non fu un gesto religioso, ma un progetto politico: ricompattare un mondo in trasformazione appellandosi a un passato idealizzato, percepito come più solido e più “romano”. La storia non gli concesse tempo. Non perché mancasse di intelligenza o di coerenza, ma perché quel mondo non esisteva più. Gli idoli non bastarono a fermare il corso del tempo.

La tentazione della restaurazione

Il paragone con Donald Trump non va forzato, ma può essere illuminante se usato con misura. Anche l’America trumpiana tenta oggi una peculiare forma di restaurazione, evocativa di una nuova età dell’oro. Per questo fa anch’essa un uso strumentale della religione. Anche di essa. Di fronte alla globalizzazione, al multilateralismo, alla fine dell’egemonia, la risposta non è l’adattamento creativo a un mondo interdipendente, bensì il brutale richiamo a un’America mitizzata, mai realmente esistita nei termini dell’ideologia che prova ad evocarla.

Mito identitario e scorciatoia populista

Per altro, Trump non è un imperatore filosofo come Giuliano l’Apostata; è un leader populista, figlio della democrazia mediatica e plebiscitaria. E tuttavia il percorso presenta una somiglianza strutturale: l’illusione che il passato, una volta “restaurato” a beneficio di un portentoso riscatto ideale e materiale, possa funzionare come scorciatoia per governare un presente diventato complesso e faticoso. In entrambi i casi, il mito viene chiamato a sostituire una corretta strategia di rilancio.

La differenza è evidente: Giuliano era minoritario e verticale; Trump è maggioritario e orizzontale. Ma la tentazione è la stessa. Pensare che simboli forti, parole d’ordine identitarie e gesti di rottura possano rimpiazzare la paziente costruzione di nuovi equilibri. Quando questo accade, la restaurazione non rafforza l’ordine, bensì lo indebolisce. E soprattutto radicalizza il confronto che sta alla base del pluralismo. La politica si fa prova di forza, la mediazione diventa tradimento, il dissenso viene delegittimato. È così che la democrazia entra in crisi: non all’improvviso, con un colpo di mano, ma per saturazione.

Radicalizzazione e crisi democratica

Qui sta il punto decisivo. La radicalizzazione non è un accidente collaterale: è l’esito coerente di un progetto che promette rigenerazione e produce polarizzazione. La conseguenza è una democrazia più fragile, esposta alla tentazione dell’“uomo forte” e alla riduzione delle garanzie, proprio mentre la società richiederebbe istituzioni più robuste e cooperazione più ampia.

C’è però un controcampo che conta. Negli Stati Uniti cresce, giorno dopo giorno, il disagio verso questo modello autoritario: nelle università, nei media, nelle professioni, nelle istituzioni. Gli anticorpi democratici – federali, giudiziari, civili – non sono scomparsi. È una buona notizia, perché ricorda che la storia non si ripete mai in automatico: propone schemi, non destini. 

Resta in ogni caso la lezione. Quando una grande potenza prova a rispondere alle sfide del presente con una fantasmatica evocazione del passato, non arresta affatto il declino; al contrario, senza avvedersene nell’immediato, finisce per accelerarlo a causa del disordine che ne consegue. Saprà l’America uscire da questa bolla di fondamentalismo “à la Julien”?

Aprire a Mosca? Venti di guerra al Nazareno: i riformisti contro Bettini

Può reggere a lungo un partito nel quale la dialettica interna assume toni da contrapposizione frontale, quasi irrimediabile? È questo il quesito che torna ad affacciarsi nel Partito Democratico, ogni volta che la politica estera — e in particolare la guerra in Ucraina — diventa il terreno su cui si misura non solo una linea internazionale, ma l’identità stessa del partito.

La faglia riaperta

Le parole di Goffredo Bettini, affidate a un’intervista al Fatto quotidiano, hanno avuto l’effetto di riaprire una faglia mai davvero ricomposta. Il giudizio sull’azione della delegazione Pd in Europa, il richiamo a un pluralismo interno “troppo divaricante”, la difesa del ruolo di Elly Schlein come argine a uno slittamento verso politiche “aggressive e di destra” e, soprattutto, l’affondo contro quanti ritengono che con la Russia si possa dialogare solo con le armi, hanno trasformato la politica estera in politica interna. Ancora una volta.

I riformisti sul piede di guerra

Le reazioni lo confermano. C’è chi, come Roberto Morassut, invita a non deformare ogni riflessione sulla necessità di un’iniziativa europea per la distensione e la pace in un regolamento di conti interno. Ma dall’area riformista la risposta è durissima. L’eurodeputato Giorgio Gori legge nell’impostazione di Bettini una strategia precisa: allontanare il Pd dalla matrice del socialismo europeo, sovrapporlo al Movimento 5 Stelle, isolare — se non espellere simbolicamente — chi ha condiviso coerentemente le posizioni del Partito del Socialismo Europeo. Altro che confronto sereno.

“Un partito di destra”: Orlando non drammatizza

Ancora più esplicite le parole del senatore Filippo Sensi, che parla apertamente del rischio di trasformare il Pd, sul tema ucraino, in un partito “di destra”, più sensibile alle ragioni del Cremlino che a quelle di Kyiv. Una linea che, avverte, non passerà. Sulla stessa lunghezza d’onda Pina Picierno, che arriva a mettere in discussione la stessa legittimità democratica di quelle affermazioni.

Più prudente Andrea Orlando, secondo il quale le parole pronunciate da Bettini “non sono un delitto di lesa maestà” ma “una mera fotografia dei fatti”, tale da rendere urgente una discussione vera sulla politica internazionale e sul ruolo dell’Europa. È qui che il nodo si stringe. Nessuno, a parole, vuole la rottura. Ma la distanza tra le posizioni appare tale da rendere sempre più difficile una sintesi che non sia puramente procedurale.

Il nodo politico: si avvicina il redde rationem?

L’ala riformista — nella quale si riconoscono in larga parte gli ex Margherita — è chiamata a scelte tutt’altro che semplici: subire una linea percepita come ambigua sul piano europeo e atlantico, o forzare un chiarimento che rischia di diventare l’ennesimo muro contro muro. La domanda iniziale, allora, torna con maggiore forza: è davvero plausibile che un partito possa vivere a lungo con una dialettica così accentuata al proprio interno, senza che prima o poi qualcuno decida di trarne le conseguenze politiche?

Il Pd continua a rinviare la risposta. Tuttavia, ogni rinvio rende il nodo più stretto e difficile da sciogliere, se non con un taglio. Si avvicina il redde rationem?

Che cos’è davvero la democrazia? Giovanni Sartori tra ideali e realtà

La casa editrice “il Mulino” ci fa dono della quinta edizione di un classico della politologia del 900: quel Democrazia e definizioni scritto da un Giovanni Sartori poco più che trentenne, poi edito per la prima volta nel 1957, diffuso e letto in molte lingue, che ha reso il suo autore uno dei più affermati studiosi della democrazia a livello mondiale, accademico di lungo corso e ancora oggi punto di riferimento imprescindibile per chi voglia approfondire i grandi temi della politica moderna, partendo da un’analisi epistemologicamente rigorosa che spazia da ogni possibile approccio di tipo teoretico e fondativo fino a misurarsi con le accertate declinazioni pratiche storicizzate, non sempre coerenti e conformi ai principi enunciati. 

L’introduzione è di Angelo Panebianco

Questo saggio argomentato e completo si arricchisce della preziosa e competente introduzione del Prof. Angelo Panebianco, professore emerito all’Università di Bologna, già docente all’Università San Raffaele ed ora allo IULM di Milano, editorialista del “Corriere della Sera”: un valore aggiunto per questa quinta riproposizione del libro di Sartori, reso ancor più attuale alla luce dell’evoluzione storica del quadro politico nazionale ed internazionale e del tema specifico della democrazia, comparabile alle dinamiche evolutive (o involutive) del nuovo ordine mondiale che va configurandosi in questo primo quarto di secolo. Insistere sul rigore metodologico assunto da Sartori nell’argomentare intorno alla democrazia restituisce valore semantico e simbolico al termine la cui definizione non può essere riduttivamente risolta risalendo alle origini del suo significato: kratos e demos valgono – è vero – come potere al popolo (o esercitato dal popolo), tuttavia non si può prescindere dalla storicizzazione del significante in significato. 

Discrasia tra teoria e pratica

Esplicitamente l’autore non prescinde dalla discrasia tra teoria e pratica: un conto è disquisire sul dover essere, altro tener conto dell’essere, al punto che il problema di definire la democrazia è dicotomico, perché se da un lato la democrazia postula una definizione prescrittiva

dall’altro non se ne può ignorare una definizione descrittiva. Parafrasando T.S. Eliot che nel 1939 scriveva: ”Quando un termine ha conseguito una santificazione universale come accade oggi alla democrazia, comincio a chiedermi se, volendo significare troppe cose, non significhi più nulla” (T.S. Eliot- The idea of a Christian society- London, Faber, 1939 e New York, Harcourt, 1940 pp11-12), in ciò confermato dalla desolata conclusione raggiunta da Maurice Cranston che – alla banale domanda ‘che cosa è la democrazia?’- rispondeva provvisoriamente che “essa è una dottrina che differisce a seconda della diversa mentalità dei popoli” (M.Cranston, Freedom. A New Analisysis, London, Longmans, 1953, p.113).

Secondo Sartori importante è non soffermarsi sul significato etimologico del termine democrazia, quanto piuttosto accertare qual è la sua “verità effettuale” nel corso della Storia, ciò che Panebianco definisce “sapere applicabile”: non si può dunque prescindere da buone teorie che scaturiscono dalla ricerca ma occorre studiarne i cascami pratici nel vasto contenitore delle scienze empiriche. 

Nella ineccepibile e argomentata descrizione di Panebianco del percorso epistemologico e metodologico con cui Sartori (partendo dalla filosofia) inquadra il vasto tema della democrazia, pare dirimente la speculare definizione della politica intesa come insieme di luoghi istituzionali dove si prendono decisioni collettivizzate: per Sartori dunque la politica (che è il contesto autoregolativo e applicativo del concetto di democrazia) essa va considerata in termini di verticalità del potere, conflittualità (o eufemisticamente confronto) e decisioni collettivizzate.

Élite dominanti, popoli e persone

Se il concetto di democrazia è relativamente recente ed esplode nel 900, la storia che spiega i fatti – anche quelli della nostra contemporaneità – esprime una molteplicità di contestualizzazioni della sua applicazione pratica tale da rendere veramente prezioso ed ermeneutico il lungo saggio di Sartori, utile anche per cogliere legami e discrasie nei rapporti tra élites dominanti, popoli e persone. In epoca di avvento dirompente delle tecnologie e in previsione di un utilizzo pervasivo dell’I.A. non si può non interrogarsi oggi sui comuni denominatori che distinguono le oneste intenzioni dalla retorica, dalle mistificazioni e dalle manipolazioni. 

Il termine democrazia si lega indissolubilmente a quelli di libertà, uguaglianza, rispetto dei diritti e specularità dei doveri: il pericolo che coglie chi legge questo splendido libro è che se ne faccia un uso di mero approfondimento culturale lasciando liberi gli Stati, i Governi, le istituzioni, le persone di percorrere strade diverse secondo contingenti convenienze.

Il rapporto che lega la democrazia all’economia e al diritto e spinge – secondo Sartori – verso il liberalismo, è imprescindibile e va letto in una dimensione globalizzata poiché – i fatti di questo tempo conflittuale che genera mostri di tirannia e violenza come strumenti di esercizio del potere lo dimostrano – la difesa dei valori democratici ereditati dalla Storia e inglobati nel funzionamento delle istituzioni e nei rapporti sociali, passa attraverso una condivisione ubiquitaria delle democrazie del mondo. In questa ottica il lungo saggio di Sartori, splendidamente introdotto da Panebianco, diventa una lettura straordinariamente attuale per una più diffusa alfabetizzazione semantica del concetto di democrazia, delle sue definizioni e delle sue molteplici declinazioni pratiche.

Centinaia di morti nelle proteste in Iran. Trump: stiamo valutando opzioni molto forti

Roma, 12 gen. (askanews) – Le proteste in Iran hanno causato oltre 500 morti, secondo il conteggio aggiornato da un’organizzazione per i diritti umani.

Secondo gli ultimi dati diffusi da HRANA, gruppo con sede negli Stati Uniti che si basa su informazioni raccolte da attivisti dentro e fuori l’Iran, è stata documentata l’uccisione di almeno 490 manifestanti uccisi e 48 membri delle forze di sicurezza, mentre oltre 10.600 persone sarebbero state arrestate in due settimane di tumulti. Le autorità iraniane non hanno fornito un bilancio ufficiale e le cifre non sono state verificate in modo indipendente.

Le proteste, le più estese dal 2022, mettono sotto pressione l’establishment clericale della Repubblica islamica. Il presidente Usa Donald Trump ha più volte minacciato un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel caso in cui venisse usata la forza contro i dimostranti.

Secondo i media Usa, un funzionario statunitense ha riferito che Trump dovrebbe incontrare domani i suoi principali consiglieri per valutare le opzioni sul dossier iraniano. Secondo il Wall Street Journal, tra le ipotesi in discussione figurerebbero attacchi militari, l’uso di strumenti cyber riservati, un inasprimento delle sanzioni e il sostegno online alle fonti anti-governative. “La situazione è sotto esame e stiamo valutando opzioni molto forti”, ha dichiarato Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, aggiungendo di essere in contatto con esponenti dell’opposizione iraniana e sostenendo, senza fornire dettagli, che i leader di Teheran avrebbero manifestato la volontà di negoziare.

Da parte iraniana, il presidente del parlamento Mohammad Baqer Qalibaf ha messo in guardia Washington da “errori di calcolo”. “In caso di un attacco all’Iran – ha affermato – i territori occupati e tutte le basi e le navi statunitensi saranno obiettivi legittimi”.

Le proteste sono iniziate il 28 dicembre in seguito all’aumento dei prezzi, per poi trasformarsi in una più ampia contestazione contro il sistema di potere instaurato dopo la Rivoluzione islamica del 1979. Le piazze in oltre 100 città iraniane chiedono ora la fine del regime degli Ayatollah, in una cruciale saldatura tra diverse componenti dellasocietà iraniana.

Familiari e caregiver: incontro singolare tra affetto, competenza e diritti negati.

La cura non è calcolo

Scriveva Massimo Recalcati il 17 ottobre scorso: «Dovremmo invece ricordare che ogni gesto di cura è innanzitutto un atto di riconoscimento. Nei Vangeli Gesù non guarisce mai ‘in generale’ perché ogni guarigione è l’esito di un incontro singolare. Egli chiama per nome, guarda negli occhi, tocca le ferite. L’umanizzazione della cura nasce da questo tocco, da questa prossimità, da questa resistenza che nessun algoritmo potrà sostituire».

L’autore se la prende soprattutto con la tendenza a ridurre tutto a calcolo, a statistica.

Le professioni che non possono essere sostituite

Comunque, se proprio volessimo basarci sui numeri, potremmo dire che, mentre la gran parte delle professioni e dei lavori, da quelli manuali ai più raffinati, tenderà sempre più a venir affiancata e, in prospettiva, sostituita dalle “macchine” – robot o intelligenza artificiale –, le “professioni di cura”, dal/la luminare della Medicina alla “badante”, conosceranno un’ulteriore espansione.

Chi si prende cura senza tutele

Ma che ne è di quanti/e, familiari di persone bisognose di assistenza 24 ore su 24, non disponendo di adeguati mezzi economici o per la mancanza o l’insufficienza di un adeguato supporto pubblico, se ne occupano tutto il giorno?

Si tratta spesso, tra l’altro, di donne e uomini che, profondamente motivati, acquisiscono abilità e competenze notevolissime. Per il loro tramite, davvero capacità e affetto si congiungono e ogni giorno si realizza il prodigio di quell’incontro singolare, unico di cui scrive Recalcati.

Caregiver familiari: il nodo del riconoscimento

Ecco, i “Caregiver Familiari Uniti” sono da tempo mobilitati per ottenere riconoscimento, diritti, tutela. Due punti paiono decisivi:

«Il riconoscimento del caregiver familiare significa che la figura del familiare assistente assume il suo status giuridico e quindi è un soggetto slegato dal suo assistito» e

«Il riconoscimento del caregiver familiare richiede lo stanziamento di risorse economiche adeguate».

Da qui un’istanza precisa, oggetto di una petizione: «Il caregiver familiare h 24 va riconosciuto come lavoratore».

La mobilitazione del 27 gennaio

Il prossimo 27 gennaio vi sarà, a Roma, un presidio in Piazza dei Santi Apostoli e una successiva conferenza stampa a Palazzo Montecitorio, con diretta online: il disegno di legge della ministra Locatelli, agli occhi delle associazioni dei caregiver familiari, suona come l’ennesima promessa mancata, come la perpetua posa della prima pietra non seguita da passi più consistenti.

Chi è Alberto Trentini, il cooperante di Venezia rilasciato dopo oltre un anno di detenzione a Caracas

Roma, 12 gen. (askanews) – Alberto Trentini è libero. Il cooperante umanitario originario di Venezia, 46 anni, è stato rilasciato dopo oltre un anno di detenzione in Venezuela. Era stato arrestato il 15 novembre 2024 mentre si recava da Caracas a Guasdualito, nel sudovest del Paese, per una missione, ed era finito nel famigerato carcere di massima sicurezza di El Rodeo, presso la capitale venezuelana.

Trentini collaborava con l’ong Humanity and Inclusion ed era stato fermato circa tre settimane dopo il suo arrivo in Venezuela. Le autorità venezuelane non hanno mai reso noti capi d’imputazione formali a suo carico. Secondo fonti non ufficiali, riportate da diversi organi di stampa, sarebbe stato accusato di cospirazione contro le autorità del Paese, una sorta di automatismo per il regime di Nicolas Maduro rispetto a persone ritenute in qualche modo scomode per le loro attività.

Esperto di cooperazione internazionale, Trentini vanta oltre dieci anni di esperienza nel settore umanitario. Dopo la laurea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha proseguito gli studi all’estero, conseguendo in Inghilterra un master in ingegneria. Un percorso formativo che lo ha portato a operare in numerosi contesti di crisi.

Secondo quanto ricostruito anche dall’Ispi, nel corso della sua carriera ha lavorato in Ecuador, Etiopia, Paraguay, Nepal, Grecia, Perù, Libano e Colombia, collaborando con diverse organizzazioni non governative, tra cui Focsiv, Cefa, Coopi – Cooperazione internazionale, Danish Refugee Council e altre realtà impegnate nell’assistenza alle popolazioni più vulnerabili. Al momento dell’arresto ricopriva il ruolo di capomissione ed era impegnato in programmi di sostegno alle persone con disabilità.

Golden Globes: "Una battaglia dopo l’altra" di Anderson miglior commedia, Hamnet miglior film drammatico

Roma, 12 gen. (askanews) – La saga rivoluzionaria e sgangherata di Paul Thomas Anderson “One Battle After Another” (‘Una battaglia dopo l’altra’) ha conquistato il primo posto nella categoria commedia all’83a edizione dei Golden Globes, mentre il dramma shakespeariano di Chloé Zhao “Hamnet” (‘Hamnet – Nel nome del figlio’) ha surclassato “Sinners” vincendo il premio come miglior film drammatico.

“One Battle After Another” ha ottenuto premi per miglior film commedia, migliore attrice non protagonista con Teyana Taylor e miglior regia e miglior sceneggiatura con Anderson, che così diventa il secondo regista – scrive la Associated Press – a vincere contemporaneamente premi per regia, sceneggiatura e film ai Golden Globes: solo Oliver Stone, con “Nato il quattro luglio”, era riuscito a ottenere lo stesso risultato.