Home Blog

Vela e inclusione per i più giovani a Marina di Grosseto

Marina di Grosseto, 17 giu. (askanews) – Il mare come spazio di libertà, lo sport come bussola per il futuro. A Marina di Grosseto il vento e le onde diventano strumenti di inclusione sociale grazie al “Water Camp”, l’iniziativa che ha unito le forze di Ferrero, Save the Children e della campionessa olimpica Alessandra Sensini. Cinquanta tra bambini e adolescenti provenienti dai Punti Luce di Genova e Potenza – spazi ad alta densità educativa che sorgono nei quartieri più svantaggiati – hanno vissuto una due giorni indimenticabile. Al centro del progetto c’è “Joy of moving”, una metodologia educativa validata scientificamente insieme a CONI, Università del Foro Italico e MIM del Piemonte.

L’intervista a Silvia De Laurenzi, Save the Children: “Al centro del progetto c’è Joy of Moving, una metodologia educativa valida scientificamente insieme a CONI, Università del Foro Italico e MIM del Piemonte. Oggi i ragazzi hanno tirato fuori tantissime emozioni e anche tanti valori, come quello dell’amicizia, ma hanno anche rafforzato alcune loro abilità sociali quali il coraggio, la consapevolezza di sé, l’autostima. Per affrontare il mare sono tutte qualità che sono strettamente necessarie e quindi è stata un’esperienza veramente completa.”

A guidarli tra le correnti e i segreti della vela è stata la stessa Sensini. La pluricampionessa olimpica, che a Marina di Grosseto ha aperto il centro “Waterworld”, ha trasferito ai più giovani la passione e la fiducia necessarie per superare i propri limiti, a scuola come nella vita.

Le parole di Alessandra Sensini, campionessa olimpica di windsurf: “È la seconda edizione che facciamo con Save the Children e Ferrero, nello specifico Kinder Joy on Moving, che ha sempre promosso uno stile di vita sano attraverso il movimento, attraverso la conoscenza dell’ambiente, della natura. Portare questi ragazzi in acqua, far provare loro tutte queste discipline legate alla vela è bello, perché vedi come loro piano piano scoprono proprio sé stessi.”

L’evento si è concluso con la consegna degli attestati di partecipazione, alla presenza delle autorità locali. Per questi ragazzi, i Punti Luce continueranno a essere un presidio quotidiano sul territorio; ma l’orizzonte scoperto a Marina di Grosseto resterà impresso per sempre.

Addio a Carlo Ginzburg, quando ci parlava di potere e immagini

Milano, 17 giu. (askanews) – È stato uno degli storici più importanti in Italia e le due ricerche sul sabba e le credenze medievali hanno fatto scuola. Carlo Ginzburg, figura intellettuale di primissimo piano, è morto a 87 anni. Lo ricordiamo con questa intervista del 2015 nella quale ci aveva parlato del suo libro “Paura reverenza terrore” e del ruolo delle immagini. “Io credo – ci aveva detto – che sia utile non partire da una definizione di immagine, ma partire dall’esperienza che tutti abbiamo di immagini e questa esperienza implica come una svalutazione dell’immagine”.

Una svalutazione che, secondo lo storico, è figlia della sovrabbondanza di immagini che ci vengono proposte, nonché della rapidità con la quale siamo spesso portati a considerarle. “Quello che ho cercato di proporre in questo libro – aveva aggiunto Ginzburg – è l’idea di guardare lentamente le immagini. Quelle che considero sono immagini particolarmente dense, dense di significato, però l’idea è di instaurare un passo diverso”.

I cinque saggi o, come preferisce chiamarli Ginzburg, “esperimenti”, si muovono sul terreno molto affascinante dell’iconografia politica e prendono in considerazione, per esempio, un dipinto come “La morte di Marat” di Jacques-Louis David oppure il frontespizio di quel capolavoro della filosofia, ma anche della morale, che è il “Leviatano” di Thomas Hobbes. “Il terrore – aveva concluso il professor Ginzburg – si nutre della reverenza e inversamente. E questa ambivalenza profonda, che è l’ambivalenza del potere… Anche di quello che sta dietro il fenomeno che chiamiamo secolarizzazione”.

In un momento in cui la storia viene costantemente messa in discussione gli studi e la postura di Ginzburg, sempre attento alle zone grigie della realtà, restano come un patrimonio necessario e da difendere.

Stellantis, Filosa: in Italia 5 mld sull’innovazione, 1 mld ad Atessa

Roma, 17 giu. (askanews) – Stellantis conferma l’Italia al centro della strategia europea e industriale del gruppo, con 5 miliardi di euro in ricerca e innovazione nei prossimi cinque anni, oltre un miliardo di investimenti ad Atessa per la nuova generazione di veicoli commerciali e investimenti industriali “in continuità” con il passato. Lo ha detto il ceo Antonio Filosa nell’audizione davanti alle Commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato.

“Per l’Italia abbiamo una visione chiara”, ha affermato Filosa, rivendicando il rispetto degli impegni del Piano Italia presentato lo scorso anno da John Elkann e aggiungendo che “in molti casi andremo anche oltre”. Nel 2025, ha ricordato, Stellantis ha investito in Italia circa 2 miliardi di euro a livello industriale e circa un miliardo in ricerca e innovazione.

Il ceo ha indicato una missione produttiva per ogni stabilimento italiano. Pomigliano ospiterà entro il 2028 la prima piattaforma E-Car, con almeno due nuovi modelli ad alti volumi e prezzo intorno ai 15.000 euro, che si aggiungeranno alla Fiat Pandina ibrida, confermata almeno fino al 2030. Mirafiori resta la “casa italiana ed europea” del gruppo, con la 500 ibrida, i cambi eDCT, l’hub di economia circolare, oltre 3.000 ingegneri e le sedi italiana ed europea.

A Melfi, dopo l’avvio di Jeep Compass e DS N°8, arriveranno quest’anno Lancia Gamma e DS N°7, mentre entro il 2028 sarà assegnata una nuova Alfa Romeo. Modena ha riaccolto la produzione delle Maserati GranTurismo e GranCabrio e ospita Bottega Fuoriserie. Per Maserati, Filosa ha annunciato un piano “ambizioso” che sarà presentato a Modena entro fine anno e comprenderà due nuovi modelli del segmento delle ammiraglie. “Maserati si confermerà icona italiana di stile ed eleganza”, ha detto.

Su Cassino, uno dei dossier più delicati, Filosa ha detto di essere consapevole delle aspettative e ha spiegato che Stellantis è al lavoro “anche con potenziali partner” per il futuro dello stabilimento, legato al piano Maserati. Nel frattempo il gruppo si concentrerà sulla gamma attuale, con una serie speciale per Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l’arrivo di una nuova Maserati Grecale dal 2027.

La novità industriale più rilevante riguarda Atessa, dove sarà prodotta la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. “Solo ad Atessa investiremo oltre un miliardo di euro nei prossimi cinque anni”, ha detto Filosa, definendo l’operazione una scelta destinata a garantire il futuro dello stabilimento abruzzese e a confermare la centralità dell’Italia nei veicoli commerciali.

Il ceo ha richiamato anche il ruolo della filiera italiana, “pilastro” della nuova strategia. Stellantis spende ogni anno 7 miliardi di euro in acquisti da fornitori italiani e punta a rafforzare il coinvolgimento della componentistica su Atessa e sulla nuova Alfa Romeo a Melfi, anche con il sostegno di Anfia.

Nei primi cinque mesi del 2026, ha ricordato Filosa, le immatricolazioni di Stellantis in Italia sono cresciute di quasi il 15%, la produzione di oltre il 16% e il ricorso alla cassa integrazione si è ridotto del 30%. A livello globale, nel primo trimestre il gruppo è tornato a una “crescita redditizia” e dispone di liquidità per quasi 45 miliardi di euro.

Restano però i nodi competitivi. Filosa ha indicato il costo dell’energia come primo problema: nel primo trimestre Stellantis ha pagato in Italia in media 205 euro al MWh, contro 90 euro in Spagna e 100 in Francia. Il gruppo ha avviato nel 2025 l’iter per ottenere lo status di azienda energivora e accelera su fotovoltaico e biomasse, chiedendo semplificazioni locali.

Sul lavoro, il ceo ha chiesto meccanismi di flessibilità “in linea con le esigenze operative contemporanee”, come in Spagna, apprezzando le misure introdotte nella conversione del Dl Primo maggio e l’emendamento Gusmeroli.

In Europa, Filosa ha chiesto realismo su regole e tempi, con tre priorità: veicoli commerciali leggeri, auto piccole e Made in Europe. Sui furgoni, ha osservato, la quota elettrica in Italia è appena sotto il 3% e servono target realistici. Sulle auto compatte ha giudicato positivamente i supercrediti Ue. Sul Made in Europe ha chiesto un criterio di premialità, senza nuovi oneri, e una tempistica più realistica sulle batterie: la localizzazione delle celle in Europa “dopo il 2030” è considerata da Stellantis “realistica e fattibile”.

Marisa Monte, l’icona della musica brasiliana a Roma l’11 settembre

Roma, 17 giu. (askanews) – Marisa Monte torna in Italia l’11 settembre, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, per l’unica data italiana di “Phonica”, nell’ambito del Roma Summer Fest 2026. L’artista è attualmente in tournée in Brasile, dove lo spettacolo “Phonica” sta riscuotendo grande successo.

Marisa Monte, icona della musica brasiliana, porterà in questo evento live la sua eleganza e raffinatezza interpretativa, ripercorrendo la sua prestigiosa carriera musicale e riproponendo alcuni dei suoi brani più emblematici, tra cui “Vilarejo”, “Beija Eu”, “Infinito Particular”, “Ainda Bem”, “Diariamente”, “Amor I Love You” e “Não Vá Embora”.

Con lei sul palco la celebre Orchestra Roma Sinfonietta, rinomata per le sue interpretazioni di colonne sonore e per la storica collaborazione con Ennio Morricone.

La data italiana è prodotta e organizzata da Intersuoni BMU in collaborazione con Bass Culture e Fondazione Musica per Roma.

Stellantis, Conte a Filosa: non si può tagliare ancora stipendio operai

Roma, 17 giu. (askanews) – “Per quanto riguarda il costo del lavoro, mi permetta: non siamo competitivi, perché i nostri giovani vanno all’estero. Io vorrei che voi faceste un piano insieme al sistema Italia per farli ritornare, gli stipendi che prendono all’estero sono il doppio o il triplo. Incidere oggi e chiedere agli operai che hanno salari inferiori a quelli di chi ha lo stesso inquadramento e mansioni è una strada non percorribile, dobbiamo trovare altre soluzioni”. Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, intervenendo nel corso dell’audizione dell’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, davanti alle commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato.

Anna annuncia il suo secondo album "Million Dollar Babe"

Milano, 17 giu. (askanews) – Anna annuncia il suo secondo album in studio, “Million Dollar Babe”, in uscita il 10 luglio sulle piattaforme digitali e in formato fisico (già disponibile per il pre-order e pre-save qui).

“Million Dollar Babe” è il racconto di una ragazza che ha imparato a riconoscere il proprio valore, senza cercare l’approvazione degli altri. Un manifesto di forza, rivalsa e autodeterminazione, che attraversa le contraddizioni del successo, partendo dai concetti di ‘status’ e ‘gloria’, fino al vuoto, alla solitudine e alle illusioni che spesso l’accompagnano. Un disco che celebra la perseveranza, la libertà di essere sé stessi e la capacità di trasformare ogni ferita in consapevolezza.

La copertina e le foto dell’album sono state realizzate dal fotografo e direttore creativo americano Jacob Webster, che ha lavorato con alcuni dei volti noti più celebri e influenti al mondo come Zendaya, Doja Cat e SZA.

Un assaggio delle sonorità che Anna sperimenta all’interno di questo nuovo progetto è arrivato dalla hit “Désolée” (Platino), risultato il brano più ascoltato dell’estate 2025 in Italia e rimasto alla #1 della classifica singoli FIMI/NIQ per 6 settimane, e dal lead single “White Girl Wasted” in arrivo il 19 giugno su tutte le piattaforme digitali e in tutte le radio in Italia.

“White Girl Wasted”, che consolida il sodalizio artistico tra Anna e il produttore Miles e il cui titolo si rifà ad un celebre slang americano, è un inno POP dalle sonorità dance e clubbing, con un ritornello super catchy, bassi potenti e un beat EDM ad altissima intensità.

Con questo pezzo Anna si riconferma ancora una volta non solo capace di sperimentare ed evolversi musicalmente, ma anche di portare sonorità veramente internazionali nel nostro Paese.

Anna ha annunciato le prime date estive che la vedranno al Velodromo Paolo Borsellino a Palermo il 7 agosto, a Piazza della Repubblica a Monfalcone il 23, a Villa Bellini a Catania il 28 e al Sottosopra di Bari il 13 settembre.

Anna è da due anni l’artista femminile più ascoltata in Italia (detiene questo record dal 2024). Inoltre, nel 2025, è risultata tra le 20 rapper più ascoltate al mondo su Spotify, accanto a nomi quali Doja Cat, Nicki Minaj e Cardi B.

Sempre l’anno scorso ha concluso il suo “Vera baddie tour”, che includeva 10 date tutte sold-out nelle principali arene italiane.

Il suo album di debutto uscito nel 2024, “Vera baddie” (certificato 5xPlatino), è stato il disco femminile più venduto e l’album rimasto più a lungo alla prima posizione nel corso dell’anno (ben 9 settimane!). A soli 22 anni, ANNA è ufficialmente l’artista femminile più giovane ad aver conquistato oltre 15 primi posti nella classifica singoli FIMI, dalla sua istituzione nel 1997 a oggi.

Lecce, avanti con Di Francesco: confermato in panchina

Roma, 17 giu. (askanews) – Il Lecce sceglie la continuità e conferma Eusebio Di Francesco alla guida della prima squadra anche per la prossima stagione. Dopo le indicazioni arrivate nei giorni scorsi dal presidente Saverio Sticchi Damiani e dal direttore sportivo Stefano Trinchera, è arrivata la decisione definitiva: sarà ancora il tecnico abruzzese a sedere sulla panchina giallorossa.

L’incontro andato in scena nelle ultime ore tra la dirigenza e l’allenatore si è concluso positivamente, con la volontà condivisa di proseguire il percorso iniziato la scorsa estate. Una scelta che premia il lavoro svolto da Di Francesco, capace di raggiungere l’obiettivo della permanenza in Serie A al termine di una stagione combattuta fino all’ultima giornata.

Decisivo, nel finale di campionato, il successo per 1-0 ottenuto al Via del Mare contro il Genoa, risultato che ha consentito ai salentini di conquistare la salvezza e mantenere la categoria. Un traguardo che ha rafforzato la fiducia del club nei confronti dell’allenatore, arrivato a Lecce con il compito di guidare una squadra giovane e chiamata a lottare per la permanenza nella massima serie.

Addio a Carlo Ginzburg, un’intervista su immagini e potere

Milano, 17 giu. (askanews) – È stato uno degli storici più importanti in Italia e le due ricerche sul sabba e le credenze medievali hanno fatto scuola. Carlo Ginzburg, figura intellettuale di primissimo piano, è morto a 87 anni. Lo ricordiamo con questa intervista del 2015 nella quale ci aveva parlato del suo libro “Paura reverenza terrore” e del ruolo delle immagini. “Io credo – ci aveva detto – che sia utile non partire da una definizione di immagine, ma partire dall’esperienza che tutti abbiamo di immagini e questa esperienza implica come una svalutazione dell’immagine”.

Una svalutazione che, secondo lo storico, è figlia della sovrabbondanza di immagini che ci vengono proposte, nonché della rapidità con la quale siamo spesso portati a considerarle. “Quello che ho cercato di proporre in questo libro – aveva aggiunto Ginzburg – è l’idea di guardare lentamente le immagini. Quelle che considero sono immagini particolarmente dense, dense di significato, però l’idea è di instaurare un passo diverso”.

I cinque saggi o, come preferisce chiamarli Ginzburg, “esperimenti”, si muovono sul terreno molto affascinante dell’iconografia politica e prendono in considerazione, per esempio, un dipinto come “La morte di Marat” di Jacques-Louis David oppure il frontespizio di quel capolavoro della filosofia, ma anche della morale, che è il “Leviatano” di Thomas Hobbes. “Il terrore – aveva concluso il professor Ginzburg – si nutre della reverenza e inversamente. E questa ambivalenza profonda, che è l’ambivalenza del potere… Anche di quello che sta dietro il fenomeno che chiamiamo secolarizzazione”.

In un momento in cui la storia viene costantemente messa in discussione gli studi e la postura di Ginzburg, sempre attento alle zone grigie della realtà, restano come un patrimonio necessario e da difendere.

Madame ha annunciato l’uscita del nuovo singolo, M’Ama non m’ama

Milano, 17 giu. (askanews) – Madame ha annunciato l’uscita del nuovo singolo, M’Ama non m’ama, disponibile in digitale da venerdì 19 giugno, anche in rotazione radiofonica, per Sugar Music.

M’Ama non m’ama è scritto dalla stessa Madame insieme a Luca Narducci, Nicolas Biasin e Matteo Novi, prodotto e composto da Bias (Nicolas Biasin) e Mr. Monkey (Matteo Novi). Attraverso il gioco del “m’ama non m’ama”, Madame non dà necessariamente un significato nascosto al brano, che trova invece la sua forza nell’immediatezza e nell’energia, lasciando a chi lo ascolta la libertà di attribuirgli il proprio significato.

L’album Disincanto, certificato disco d’oro, è uscito venerdì 17 aprile su tutte le piattaforme digitali e nei formati CD e vinile nero con poster, CD nero in esclusiva per Amazon: https://shop.sugarmusic.com/collections/disincanto-madame Madame partirà con il Madame Tour Estate 2026, che vedrà la cantautrice protagonista sui palchi dei principali festival italiani. I biglietti sono disponibili su ticketone.it e nei punti vendita abituali. Prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti in collaborazione con Big Picture Management e Sugar Music, il tour toccherà alcuni dei più importanti festival italiani. Madame inizierà il tour estivo il prossimo 30 giugno al Ma la Notte Sì! Festival – Area Verde a Capannori (LU), il 3 luglio sarà al Rugby Sound Festival di Legnano (MI), proseguirà il 6 luglio al Flowers Festival a Collegno (TO), il 9 luglio al Live in Genova Festival a Genova, il 12 luglio all’Anima Festival a Cervere (CN), il 14 luglio a Bergamo, al NXT Festival, il 27 luglio al Villafranca Festival 2026 a Villafranca (VR), il 29 luglio all’Udine Vola 2026 a Udine, il 3 agosto allo Zoo Music Fest a Pescara, il 9 agosto all’Arena della Regina a Cattolica (RN), l’11 agosto al Villa Bertelli Live a Forte dei Marmi (LU), il 12 agosto al Castiglioncello Festival a Castiglioncello (LI), il 18 agosto ad Alghero (SS), in occasione dell’Alguer Summer Festival, il 23 agosto all’Arena Bianca a Ostuni (BR), il 25 agosto al Fossato del Castello a Barletta (BT), il 2 settembre al Vicenza in Festival a Vicenza, il 4 settembre al Trento Live Fest di Trento, l’11 settembre al Dream Pop Fest di Palermo e, infine, il 13 settembre al Festival Taormina Arte di Taormina (ME).

Da novembre la cantautrice arriverà sui palchi dei principali club italiani con il Disincanto tour. I biglietti sono disponibili su ticketone.it e nei punti vendita abituali. Il tour, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti, in collaborazione con Big Picture Management e Sugar Music, partirà con la data zero il 28 novembre dal Vox Club di Nonantola (MO), il 30 novembre Madame sarà al Cartiere Carrara di Firenze, proseguirà poi l’1 dicembre al Palapartenope di Napoli, il 5 dicembre all’Atlantico di Roma e il 19 dicembre arriverà all’Estragon di Bologna.

Tennis, Wimbledon, sono nove gli azzurri nelle qualificazioni

Roma, 17 giu. (askanews) – Sale a nove il numero degli italiani presenti nelle qualificazioni di Wimbledon, terzo Slam della stagione in programma sull’erba londinese. L’ultimo ad aggiungersi alla lista è Andrea Guerrieri, 27 anni, originario di Correggio e attualmente numero 230 del ranking mondiale, miglior classifica della sua carriera raggiunta proprio questa settimana.

L’ingresso di Guerrieri nel tabellone di qualificazione è stato favorito dalla promozione nel main draw dello slovacco Alex Molcan, avvenuta dopo il forfait del monegasco Valentin Vacherot. Per il tennista emiliano si tratta di un traguardo storico: giocherà infatti per la prima volta in carriera un torneo del Grande Slam.

Al momento figurano nel tabellone delle qualificazioni anche Matteo Berrettini, Andrea Pellegrino, Francesco Maestrelli, Stefano Travaglia, Luca Nardi, Marco Cecchinato, Gianluca Cadenasso e Lorenzo Giustino. La situazione di Berrettini resta però in evoluzione: l’ex finalista dei Championships potrebbe ancora accedere direttamente al tabellone principale qualora altri due giocatori dovessero rinunciare oppure nel caso gli venisse assegnata una delle due wild card ancora non ufficializzate dagli organizzatori.

AI agentica entra nelle aziende

Milano, 17 giu. (askanews) – L’intelligenza artificiale agentica vista all’opera. All’Agentforce World Tour di Milano, una delle principali novità è la presenza dell’area Agentic Enterprise in Action.

Una vera e propria città virtuale dove aziende e visitatori hanno potuto scoprire come gli agenti AI stanno già trasformando il modo di lavorare, vendere e assistere i clienti. Un percorso immersivo tra demo e casi d’uso concreti che mostra come l’AI agentica stia entrando sempre più nelle attività quotidiane delle imprese. Dall’industria ai servizi finanziari, passando per retail e customer care: l’adozione dell’intelligenza artificiale agentica sta accelerando in numerosi settori. Ha parlato così Filippo Zanella, Data & AI Technical Architect Salesforce: “I settori sono molteplici e stanno aumentando giorno per giorno. Troviamo, ad esempio, il settore finanziario, con le banche e le assicurazioni, piuttosto che il settore del retail, del manufactory e dell’automotive. Abbiamo anche il settore dei trasporti che è molto indirizzato dalla tecnologia agentica. In che cosa sono utilizzati questi agenti? Fondamentalmente per ridurre i costi operativi, rispettare il tema della conformità e fornire risposte e supporto al cliente finale, sia nelle fasi di acquisto che, successivamente, nel momento in cui hanno già acquistato un prodotto di un’azienda”.

Tra le aziende protagoniste dell’area dimostrativa anche Safilo, che ha presentato la propria esperienza con Agentforce. Un percorso che coinvolge sia il business sia l’organizzazione dei processi, con l’obiettivo di rendere più efficiente la relazione con clienti e partner.

“Vogliamo continuare a innovare e rendere sempre più facile il rapporto e la relazione con i nostri clienti ottici. L’abbiamo fatto alla nostra maniera: l’adozione è partita prima con il mondo del customer care, con un agente AI che è già a disposizione e che è già uno strumento per facilitare il lavoro quotidiano. Da oggi vogliamo mettere anche la front-end a disposizione dei nostri clienti ottici” ha aggiunto Matteo Simoni, Customer Marketing & B2B e-commerce Director di Safilo.

Dalle dimostrazioni dal vivo alle testimonianze delle aziende, l’Agentforce World Tour conferma come l’intelligenza artificiale agentica stia diventando una leva concreta di innovazione. Una trasformazione che punta ad affiancare le persone nelle attività quotidiane e ad aprire nuove opportunità di crescita per il sistema produttivo italiano.

Migranti, Parlamento europeo approva nuove norme sui rimpatri

Bruxelles, 17 giu. (askanews) – La plenaria del Parlamento europeo ha approvato con una larga maggioranza di centro-destra-estrema destra l’accordo raggiunto con il Consiglio Ue all’inizio di giugno sul testo del nuovo regolamento sui rimpatri, che consentirà agli Stati membri di deportare i richiedenti asilo a cui è stata respinta la domanda, e che sono oggetto di una decisione di espulsione, verso paesi terzi “sicuri” con cui vi siano accordi specifici in questo senso.

In questi paesi terzi, i migranti senza diritto di restare nell’Ue, comprese le famiglie con minori (ma non i minori non accompagnati) potranno restare indefinitamente, oppure attendere di essere rimpatriati nel paese d’origine, se possibile. Se questo non sarà possibile, il regolamento prevede che il “rimpatrio” possa avvenire con il trasferimento del migrante in un altro Stato terzo “sicuro” (la definizione riguarda il rispetto dei diritti fondamentali e del diritto internazionale), anche quando in realtà il migrante stesso non ha nessun legame, di nessun tipo, con il paese di destinazione.

Sul testo del regolamento l’Aula di Strasburgo si è spaccata nettamente in due, con i Socialisti e Democratici, i Verdi, la Sinistra e una parte dei Liberali di Renew contrari alle nuove norme, e in minoranza; mentre hanno votato a favore, compatti, il Ppe, i Conservatori dell’Ecr, l’estrema destra dei Sovranisti (Esn) e dei Patrioti per l’Europa, e l’altra parte dei Liberali di Renew. Un emendamento iniziale per il rigetto del testo ha avuto 199 voti a favore, 453 contro e 5 astenuti, mentre il voto per l’accogliemento dell’accordo ha ottenuto 418 voti favorevoli, 218 contrari e 30 astenuti.

Il nuovo regolamento prevede che le espulsioni degli individui a cui è stato rifiutato l’asilo siano eseguite entro 30 giorni. Inoltre, i migranti che non cooperano con le autorità potranno essere rinchiusi fino a due anni e mezzo in centri di detenzione negli Stati membri.

Ddl caccia,Bonelli (Avs) a flash mob davanti Senato: "destra serial killer della natura"

Roma, 17 giu. (askanews) – “Giorgia Meloni dice che lei sarebbe pragmatica e noi ideologici. Abbiamo visto qual è il suo pragmatismo: sparare e uccidere sempre più animali. È questo il modello della destra, che con la riforma della caccia vuole colpire la biodiversità e il patrimonio naturale del nostro Paese. Vogliono estendere l’attività venatoria fino a trasformare parchi, aree protette e perfino le spiagge in luoghi dove si può sparare. Arrivano persino a prevedere l’abbattimento di specie come l’oca selvatica e lo stambecco. Una scelta inaccettabile che contrasta con le direttive europee sulla tutela della natura”.Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, a margine del flash mob organizzato questa mattina davanti al Senato.

“Ancora più grave – denuncia il leader Avs ambientalista- è il comportamento del ministro Pichetto Fratin che continua a ignorare i richiami dell’Unione europea sulle possibili violazioni delle direttive Habitat e le nostre interpellanze parlamentari. Non è accettabile che il governo proceda facendo finta di nulla di fronte alle contestazioni europee. Assume perciò un valore importante l’intervento di Papa Leone XIV che oggi, rispondendo alla Lipu, ha definito la tutela della natura una questione di grande rilevanza sociale e morale e ha ribadito l’impegno per il rispetto e la salvaguardia del Creato.»

£Siamo di fronte a una destra che si comporta da serial killer del patrimonio faunistico italiano. Continueremo a opporci dentro e fuori dal Parlamento a questo attacco contro la natura e la biodiversità”, ha concluso Bonelli.

Banche, Lagarde: europee mai così ben capitalizzate, ma per sfida IA non basta

Roma, 17 giu. (askanews) – Nella sfida sulla gestione di opportunità e rischi derivanti dall’intelligenza artificiale, l’Europa con il suo sistema finanziario parte da “una posizione di forza: i livelli patrimoniali delle banche sono ai massimi mai toccati dall’avvio dell’unione bancaria. Ma i capitali da soli non bastano se non riusciamo a individuare dove si concentrano i nuovi rischi”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde nel suo discorso al XIX simposio Cotec Europa, a Venezia.

Alla Bce “abbiamo tracciato una situazione su ogni banca che noi controlliamo e segnalato tutti i contatti tecnologici. Dallo scorso novembre – ha spiegato – i fornitori di tecnologia su cui il nostro sistema finanziario fanno maggiormente affidamento sono sottoposti a supervisione europea. Non abbiamo grandi piattaforme ma abbiamo comunque la possibilità di controllarlo. Inoltre, abbiamo verificato la resistenza delle banche in condizioni di stress nel 2024, abbiamo sottoposto 109 banche a uno scenario di grave attacco informatico e la maggior parte delle vulnerabilità individuate è stata risolta”.

Ora “con l’intelligenza artificiale stiamo innalzando ulteriormente l’aspettativa. Questa primavera abbiamo riunito le banche da noi vigilati per capire cosa significhino modelli come Mithos (di Anthropic-ndr) per loro. Stiamo scrivendo a ciascuno dei loro amministratori delegati per assicurarci che la resilienza nei confronti degli attacchi basati sull’intelligenza artificiale è una responsabilità dei vertici. Ed è una responsabilità sulla quale possiamo investire insieme all’investimento sulle persone, ovviamente insieme alle autorità nazionali”.

Alla Bce vengono effettuate delle simulazioni “in modo regolare sul funzionamento della gestione degli incidenti informatici. Dobbiamo essere pronti in casa. Ho evidenziato i rischi perché le nostre responsabilità sono quelle della responsabilità finanziaria, della lotta a questi rischi, del sapere quali siano i rischi. Ma questo non significa limitare in qualche modo la tecnologia – ha chiarito -: ne abbiamo bisogno, le banche utilizzano l’intelligenza artificiale per servire meglio i loro clienti e a un pezzo inferiore”.

In generale, quando si parla di capitali “ci rendiamo conto che i nostri risparmi devono essere mantenuti in Europa. Noi siamo grandi risparmiatori, ma non investiamo nella nostra forza, nella nostra innovazione, nel miglioramento e nell’ampliamento della nostra produttività e la sicurezza di tutti. Quindi il mio è un appello a tutti coloro che decidono. Dobbiamo essere quanto più celeri possibile verso un mercato europeo dei capitali che ci permetta di investire i nostri risparmi in un settore che ci permetta in questo modo di essere sovrani”.

“Bisogna garantire – ha concluso – che questa rivoluzione tecnologica non si trasformi in una crisi finanziaria” e la Bce lavora anche con questo obiettivo.

Mattarella: pochissimi privati invadono i domini degli Stati e stravolgono le regole

Venezia, 17 giu. (askanews) – “La concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati – che stanno invadendo domini sino a ieri riservati a responsabilità degli Stati e delle organizzazioni deputate a tali scopi dai trattati internazionali, a partire dallo spazio – ne ha fatto realtà talmente potenti, quei soggetti privati, da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola. Nuovi pretesi attori di imponderabile legittimità, per un nuovo disordine internazionale”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al XIX Simposio Cotec Europa alla fondazione Giorgio Cini, sull’isola San Giorgio Maggiore a Venezia. “Eppure, qualsiasi attività umana sollecita norme di comportamento e di relazione, un codice, una grammatica – ha sottolineato Mattarella -. Si presenta, quindi, un palese tema di sovranità, su questioni che coinvolgono sicurezza della società e diritti dei cittadini”.

Mattarella: pochissimi privati invadono domini Stati e stravolgono regole

Venezia, 17 giu. (askanews) – “La concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati – che stanno invadendo domini sino a ieri riservati a responsabilità degli Stati e delle organizzazioni deputate a tali scopi dai trattati internazionali, a partire dallo spazio – ne ha fatto realtà talmente potenti, quei soggetti privati, da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola. Nuovi pretesi attori di imponderabile legittimità, per un nuovo disordine internazionale”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al XIX Simposio Cotec Europa alla fondazione Giorgio Cini, sull’isola San Giorgio Maggiore a Venezia.

“Eppure, qualsiasi attività umana sollecita norme di comportamento e di relazione, un codice, una grammatica – ha sottolineato Mattarella -. Si presenta, quindi, un palese tema di sovranità, su questioni che coinvolgono sicurezza della società e diritti dei cittadini”.

Meloni: l’ok del Parlamento Ue al regolamento sui rimpatri è un successo per l’Italia

Evian, 17 giu. (askanews) – “Oggi l’Italia ha ottenuto un grande successo in Europa. Il Parlamento europeo ha approvato il nuovo regolamento europeo sui rimpatri, un provvedimento storico frutto soprattutto del lavoro del governo italiano che ci consente di rimpatriare velocemente chi non ha titolo a stare nell’Unione europea”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social.

“Il regolamento prevede tra l’altro anche la possibilità di aprire centri di rimpatrio nei paesi terzi, quindi di fatto – sottolinea – seguendo la strada aperta dal Governo italiano con il protocollo con l’Albania, una soluzione innovativa che la sinistra italiana ed europea ha tentato di contrastare in ogni modo ma che grazie a questo Governo è diventato oggi uno strumento a disposizione dell’Europa intera”.

IA, Mattarella: tema che interpella le nostre democrazie

Venezia, 17 giu. (askanews) – Il tema dell’intelligenza artificiale “interpella in profondità le nostre democrazie”, l’IA “con il suo impatto e il suo potenziale trasformativo sta cambiando profondamente il modo in cui apprendiamo, lavoriamo, produciamo, organizziamo la società”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al XIX Simposio Cotec Europa alla fondazione Giorgio Cini, sull’isola San Giorgio Maggiore a Venezia.

Si tratta, ha osservato il presidente, “di un affascinante strumento che offre nuove opportunità” ma che presenta anche rischi.

Migranti, Meloni: promesso a italiani difesa confini, lo abbiamo fatto

Evian, 17 giu. (askanews) – “Difendere i confini, ridurre drasticamente gli sbarchi, combattere i trafficanti di esseri umani, rimpatriare subito chi non ha titolo a stare da noi. Avevamo promesso agli italiani che avremmo cambiato l’Europa e lo abbiamo fatto, con coraggio, con pazienza, con determinazione, perché la nostra bussola è chiara, rispettare il programma votato dai cittadini punto per punto, non ci fermeremo, andremo avanti”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social.

Al cantautore Ermal Meta il Premio Siae / La Milanesiana

Milano, 17 giu. (askanews) – Ieri sera, martedì 16 giugno, al Volvo Studio Milano, Elisabetta Sgarbi, Tommaso Sacchi (Assessore alla Cultura Comune di Milano) e Salvatore Nastasi (Presidente SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori) hanno premiato Ermal Meta con il Premio Siae / La Milanesiana. Durante la serata de La Milanesiana è stata consegnata l’opera, creata da Giovanna Fra e Marco Lodola, ed è stata letta la motivazione scritta da Salvatore Nastasi.

“Il Premio SIAE / La Milanesiana va quest’anno a Ermal Meta, per il suo percorso artistico coerente e riconoscibile, che valorizza il ruolo del cantautore come interprete del proprio tempo. Autore sensibile e raffinato, si distingue nel panorama contemporaneo per la forza evocativa dei suoi brani, in cui parole e musica si fondono in modo armonico e incisivo. La sua autorialità si esprime attraverso uno sguardo lucido e poetico sulla realtà, dando voce a emozioni, fragilità e speranze. Premiare un artista come lui significa riconoscere una forma di cantautorato che non si limita all’industria musicale, ma che restituisce complessità e profondità al linguaggio artistico a 360 gradi. In un contesto spesso dominato dalla rapidità e dalla semplificazione, la sua ricerca di equilibrio tra intensità emotiva e cura formale rappresenta una direzione controcorrente, direzione che tra l’altro è riuscito a mantenere con grazia anche nei suoi romanzi. Come nell’ultimo, “Stella Stellina”, nato dalla canzone che abbiamo applaudito quest’anno al Festival di Sanremo. Nel romanzo ancora una volta la sua voce si sposta dalla sintesi poetica del testo musicale a una dimensione più distesa e narrativa, ma conserva la stessa attenzione per le emozioni e le traiettorie umane che rendono unico il suo lavoro di Autore. Ed è forse proprio questa la cifra più alta dell’autorialità: trasformare il talento individuale in un patrimonio condiviso”.

Il Premio Omaggio al Maestro de La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, negli ultimi anni è stato consegnato a Zerocalcare, Paolo Fresu e Donato Carrisi.

Nel corso della serata, realizzata in collaborazione con Volvo Car Italia, il pubblico ha poi assistito al dialogo tra Ermal Meta e Alessandro Gnocchi e al mini live del cantautore.

Pitti Uomo, Brett Johnson lancia una collezione ispirata ad Amalfi

Firenze, 17 giu. (askanews) – Architettura, paesaggio e materia convivono come suggestioni nella collezione Primavera Estate 2027 presentata a Pitti Uomo da Brett Johnson. “Sono stato ispirato dalla Costiera Amalfitana – ha detto il designer ad askanews – e da tutti i colori che vedrete. In tutta la collezione ho voluto evocare lo spirito della Costiera, utilizzando alcuni dei verdi che si vedono nei paesaggi, i blu dell’acqua, i gialli del sole, alcuni dei colori pastello che si vedono sulle case. Volevo davvero estrarre tutti questi colori e integrarli nella collezione”.

Pensata per un pubblico internazionale, la collezione racconta una nuova visione del Made in Italy che vuole essere sofisticata e contemporanea. Ma che guarda anche alla sostenibilità. “All’interno di tutte le suole – ha aggiunto – utilizziamo alcuni dei materiali di scarto delle collezioni passate. Li tagliamo e inseriamo all’interno della suola. Penso che sia un metodo molto interessante per creare sostenibilità. È qualcosa che non verrà mai abbandonato e penso che sia un messaggio anche poetico, che portiamo con noi nelle nostre calzature”.

La presenza a Pitti Uomo è stata anche l’occasione per ragionare sul futuro e le prospettive del marchio. “Il brand si sta espandendo – ha concluso Brett Johnson – apriremo il nostro primo negozio a Ginevra a settembre e poi entreremo anche nel mercato asiatico e mediorientale”.

IA, Lagarde chiede "regole globali, come sulla non proliferazione nucleare"

Roma, 17 giu. (askanews) – “L’intelligenza artificiale più potente dovrà essere regolamentata a livello globale, man mano che questi modelli diventano più potenti e si trasformano in tecnologia a duplice uso è nell’interesse di tutti impedire che le capacità più pericolose finiscano nelle mani sbagliate. Questo include anche i rivali geopolitici, talvolta”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde nel suo discorso al XIX simposio Cotec Europa, a Venezia.

“La storia ci offre un modello su come tradurre tutto questo in realtà – è stata la tesi di Lagarde -: il mondo ha imparato con la tecnologia nucleare che la moderazione deve essere concordata. Rivali acerrimi hanno firmato trattati di non proliferazione, accettato verifiche indipendenti. Perché l’alternativa era peggiore per tutti”.

“L’intelligenza artificiale non è ancora arrivata a questo punto, ma è il momento di iniziare a costruire questo tipo di quadro, prima che insorga la necessità. Bisogna farlo prima piuttosto che dopo. Noi siamo ancora lontani da un accordo globale, a meno che la realtà non mi smentisca l’Europa non può aspettare. Dobbiamo adottare delle misure che sono già alla nostra portata – ha detto – ed è esattamente quello che tenta di fare la Banca centrale europea”.

Trump: con l’Iran accordo solido anche se nessuno sa esattamente cosa contenga

Roma, 17 giu. (askanews) – Quello siglato con l’Iran “é un ottimo accordo per molte ragioni. Ma la più importante, di gran lunga, è che l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, perché “non si può dare all’Iran un’arma nucleare, e al 99,9% non l’avranno mai”. Lo ha affermato il presidnete degli Stati Uniti Donadl Trump parlando coi giornalisti durante un incontro bilaterale col presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi a margine del vertice G7 di Evian-les-Bains. “È un accordo molto solido – ha proseguito Trump -, nessuno sa esattamente cosa contenga, ma è molto solido”, ha sottolineato Trump aggiugendo che alle 16 terrà una conferenza stampa proprio sull’intesa raggiunta con Teheran.

Pitti Uomo, Johnny Lambs: identità e una collezione in tre capsule

Firenze, 17 giu. (askanews) – Dopo un percorso di acquisizione durato oltre un anno, il brand Johnny Lambs ha inaugurato una nuova fase sotto la guida di Fashion Brand Development Srl, corporate fondata da un gruppo di imprenditori italiani che ha rilevato il marchio all’inizio del 2026. Un rilancio che parte da un principio preciso: recuperare l’identità autentica del brand, che per la prima volta arriva a Pitti Uomo. “Abbiamo scelto Johnny Lambs tra tanti marchi papabili – ha detto ad askanews l’Art Director Angelo Loffredo – perché era uno dei pochissimi marchi che aveva un differenziale fortissimo sul mercato ed è infatti l’unico marchio che ha un vero DNA fortissimo sulla polo fantasia. Siamo l’unica azienda che presenta polo fantasia in un mercato di tinte unite. Quindi diciamo che abbiamo visto questo differenziale come una grossissima opportunità per noi e per tutti quei commercianti, quegli imprenditori che vogliono distinguersi dalla massa”.

A Pitti il marchio presenta una triplice proposta per la Primavera Estate del 2027. “La collezione – ha aggiunto Loffredo – è divisa in tre capsule, abbiamo una capsule che si ispira all’America’s Cup che si terrà l’anno prossimo a Napoli, nel 2027 a febbraio. Poi la collezione si divide in un’altra capsule legata al tennis, dove anche qui noi italiani la facciamo da padrone, con Sinner numero uno al mondo e con tutta una squadra italiana molto forte, però qui ci ispiriamo a un tennis degli anni Ottanta, fino poi ad arrivare al core business della collezione che è la parte Heritage, dove riportiamo in vita tutti i vecchi disegni, le vecchie fantasie del marchio Johnny Lambs degli anni Ottanta e Novanta e registriamo che tutti i clienti che stanno venendo a trovarci in questi giorni a Pitti sono molto interessati e sono molto legati ancora a quelle stampa iconiche”.

Con il debutto a Pitti Uomo Johnny Lambs vuole anche portare avanti una visione chiara: costruire un brand di nicchia internazionale capace di trasformare il dettaglio in linguaggio e la semplicità in stile.

Mille sanitari cinesi sono in Africa per contrastare l’epidemia di Ebola

Roma, 17 giu. (askanews) – La Cina ha ribadito il proprio sostegno ai Paesi africani nella risposta all’epidemia di Ebola, dopo la partecipazione del vicepremier Liu Guozhong al vertice straordinario in videoconferenza convocato dall’Unione africana, segnalando che mille sanitari cinesi sono dispiegati nelle aree colpite dall’epidemia.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian ha riferito oggi che il vicepremier ha sottolineato che Cina e Africa sono “da sempre una comunità dal destino condiviso” e ha ricordato che Pechino ha già fornito assistenza umanitaria d’emergenza alla Repubblica democratica del Congo e all’Unione africana. Lin ha aggiunto che quasi mille professionisti delle squadre mediche cinesi stanno lavorando fianco a fianco con le popolazioni africane nella risposta all’epidemia.

La Cina, ha concluso il portavoce, attuerà nel quadro del Forum sulla cooperazione Cina-Africa l’azione di partenariato sino-africana per la salute e fornirà, nei limiti delle proprie possibilità, sostegno alla risposta contro l’epidemia. Pechino ha inoltre invitato la comunità internazionale a rafforzare la solidarietà e la cooperazione per aiutare l’Africa a superare al più presto l’emergenza sanitaria.

Rutte (Nato): gli Usa confermano gli aiuti a Kiev (ma paga l’Europa)

Roma, 17 giu. (askanews) – Gli Stati uniti continueranno a fornire all’Ucraina gli aiuti militari essenziali, compresi i sistemi d’arma che solo Washington può garantire, ma il grosso dei finanziamenti sarà a carico degli alleati europei e del Canada. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte, commentando il sostegno occidentale a Kiev e il messaggio emerso dalla dichiarazione del G7.

“L’elemento importante, e credo che lo si possa vedere già oggi dalla dichiarazione del G7, è che il mondo occidentale, tutti gli alleati della Nato, sono completamente impegnati a fare in modo che l’Ucraina mantenga la sua posizione nella lotta contro la Russia, sia in grado di difendersi e, quando si arriverà a negoziati di pace, possa affrontarli da una posizione di forza”, ha affermato Rutte.

Il segretario generale ha spiegato che Washington è stata “molto chiara” nel confermare la disponibilità a continuare a fornire l’assistenza essenziale a Kiev, inclusi i sistemi di difesa aerea Patriot e gli intercettori, fondamentali per proteggere città e infrastrutture ucraine. Ma, ha aggiunto, i grandi stanziamenti necessari per sostenere l’Ucraina saranno coperti dagli alleati europei e dal Canada.

“Gli Stati uniti hanno giustamente detto: non metteremo noi quei soldi”, ha detto Rutte, precisando che in alcuni casi è il Congresso americano a decidere eventuali fondi per Kiev, ma che “le grandi somme” necessarie dovranno essere garantite da Europa e Canada.

Rutte ha sottolineato che il sostegno all’Ucraina resta una priorità mentre la guerra della Russia è entrata nel suo quinto anno. Kiev, ha detto, sta dimostrando che “la macchina da guerra russa non è inarrestabile” e sta modificando le dinamiche sul campo di battaglia. Per questo, ha aggiunto, è fondamentale continuare a garantire il flusso di equipaggiamenti, munizioni e aiuti militari.

Il segretario generale ha ricordato anche il ruolo del programma Purl, finanziato dagli alleati europei e canadesi, per assicurare a Kiev forniture militari prioritarie, comprese quelle che solo gli Stati uniti sono in grado di mettere a disposizione. Per Rutte resta cruciale che, nonostante la pressione su Washington e l’impegno americano in diversi teatri strategici, il flusso di intercettori e altri aiuti militari indispensabili continui ad arrivare in Ucraina.

“Questo sarà il mio messaggio al gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina”, ha concluso Rutte, ribadendo che l’obiettivo degli alleati è permettere a Kiev di continuare a difendersi e di presentarsi a eventuali negoziati da una posizione di forza.

Art Basel: Unlimited stanca, ma il digitale rilancia il desiderio

Basilea, 17 giu. (askanews) – La sezione Unlimited è tradizionalmente una delle più affascinanti di Art Basel: dedicata alle opere di grande e grandissimo formato, quelle che non penseremmo facessero parte di una fiera, da sempre ha un respiro museale importante. E, anche questa una consumata abitudine, la grande opera che accoglie subito i visitatori è di solito molto potente e d’impatto. Non fa eccezione neanche l’edizione 2026: l’installazione di Chris Burden “L.A.P.D. Uniforms” è un pezzo importante, che, soprattutto al giorno d’oggi, mantiene una grande attualità e ci ricorda quanto Burden, con la sua vena radicale, fosse in grado di leggere la realtà, senza essere didascalico. Addentrandosi nel grande spazio della fiera di Basilea, però, quella sensazione di necessità che le uniformi ci avevano trasmesso evapora rapidamente, la grandezza dimensionale dei lavori sembra spesso fine a se stessa, gli spunti perdono di evidenza e radicalità e la sensazione, poco a poco, diventa quella di trovarsi all’interno di qualcosa di auto-compiaciuto, un piccolo mondo chiuso nel quale, ci accorgiamo, mancano i temi del presente: clima, diritti, libertà. Come se la stanchezza avesse prevalso.

Certo, ci sono lavori che si sollevano dal grigiore, per esempio una grande installazione di Theaster Gates concepita per Tokyo, oppure un lavoro di Edith Dekyndt disturbante e ambiguo, c’è una performance di Goshka Macuga, sempre intellettualmente stimolate, ma non bastano per trascinare l’intera esposizione. E la sensazione è che manchi la vera contemporaneità, perché Burden è ormai un classico storicizzato e l’altro grande progetto che incontriamo è di Thomas Ruff, anch’egli non certo un debuttante, con le sue fotografie sgranate che ricordano i 25 anni dell’11 settembre. La loro grandezza è indiscutibile, così come la loro forza anche politica, ma intorno? Poco, e soprattutto poco desiderio, questa forse è la cosa più triste.

Le cose però cambiamo dall’altro lato della Messeplatz: nella sezione Zero 10, più piccola e dedicata all’arte digitale, c’è tutta un’altra atmosfera, qui si sente fremere la voglia di nuovo, a prescindere dalle opere in sé, è prima di tutto il contesto a essere diverso. Anche in questo caso l’opera che fa da porta d’ingresso è molto forte: un lavoro su tre scherni di John Gerrard, ma la differenza è che intorno l’energia non cala, anzi. Ci sono anche in Zero 10 i grandi nomi: Hito Steyerl o Andreas Gursky, ci sono gallerie importantissime come Hauser & Wirth o Esther Schipper, ma qui, sì, il desiderio è tangibile, così come la voglia di spingersi oltre. E questo rende tutto più vivo e interessante.

Pechino sfida il G7: serve nuova governance mondiale più equa

Roma, 17 giu. (askanews) – Mentre a Evian, in Francia, si consuma il rito del summit G7, la Cina sfida l’idea di governo del mondo incentrato sostanzialmente sull’Occidente, proponendo una riforma del sistema internazionale in senso “più giusto e razionale” attraverso un nuovo libro bianco.

L’Ufficio informazioni del Consiglio di stato – l’esecutivo cinese – ha diffuso un lungo documento intitolato “Costruire un sistema di governance globale più giusto e razionale: idee, iniziative e azioni della Cina”. Il documento, lungo oltre 20mila caratteri, si articola in cinque parti, oltre a prefazione e conclusione: le crisi e le sfide complesse che il mondo affronta oggi; l’iniziativa per la governance globale come risposta ai problemi attuali; il contributo della Cina alla governance globale; la direzione della trasformazione verso una prospettiva più favorevole; la necessità di procedere insieme in una fase storica cruciale.

Il Libro bianco afferma che la governance globale è una causa comune che riguarda il benessere dell’umanità e che la costruzione di un sistema più giusto e razionale rappresenta un’aspirazione condivisa dai popoli di tutti i paesi. Pechino si presenta come “partecipante, contributore e costruttore” della governance globale e collega il documento alla visione promossa dal presidente cinese Xi Jinping sulla costruzione di una comunità dal futuro condiviso per l’umanità.

Secondo il testo, Xi ha proposto una concezione della governance globale basata su consultazione, costruzione e condivisione, sostenendo un “vero multilateralismo”, una multipolarità mondiale “eguale e ordinata” e una globalizzazione economica “inclusiva e vantaggiosa per tutti”. Nel 2025, in occasione dell’80mo anniversario della vittoria nella guerra mondiale e della fondazione delle Nazioni unite, Xi ha avanzato l’iniziativa per la governance globale, presentata da Pechino come una “soluzione cinese” alla domanda su quale sistema internazionale costruire e su come riformarlo.

Il cuore politico della proposta è la difesa del sistema internazionale con l’Onu al centro. La Cina sostiene che l’attuale architettura globale non debba essere smantellata né sostituita da meccanismi alternativi, ma riformata e resa più efficace. Per Pechino, l’attuazione dell’iniziativa richiede prima di tutto la tutela dell’autorità e del ruolo delle Nazioni unite, la difesa dell’ordine internazionale fondato sul diritto e il rispetto dei principi e degli obiettivi della Carta dell’Onu. Una risposta, apparentemente, alle iniziative di Washington e alla creazione di nuove piattaforme, come il Board of Peace, promosso con grande enfasi dal presidente Usa Donald Trump.

Il Libro bianco individua cinque principi fondamentali: uguaglianza sovrana degli Stati, rispetto del diritto internazionale, pratica del multilateralismo, centralità delle persone e orientamento all’azione concreta. Su questa base, la Cina chiede una governance in cui tutti i paesi – grandi e piccoli, forti e deboli, ricchi e poveri – possano partecipare in modo paritario ai processi decisionali e beneficiare dei risultati dello sviluppo globale.

Il documento contiene anche una critica netta a unilateralismo, protezionismo, egemonismo, sanzioni unilaterali, “giurisdizione a braccio lungo” (extranazionale), guerre commerciali, guerre tecnologiche, blocchi contrapposti e tentativi di costruire “piccoli cortili con alte mura”. Pechino denuncia una tendenza alla frammentazione dell’economia mondiale, all’indebolimento del multilateralismo e al ritorno della logica della forza nei rapporti internazionali.

Particolare rilievo viene attribuito al Sud globale. Il Libro bianco afferma che i paesi in via di sviluppo devono avere maggiore rappresentanza e maggiore voce nelle istituzioni internazionali. La Cina chiede una riforma dell’architettura finanziaria globale, compresi Fondo monetario internazionale e Banca mondiale, e una riforma del Consiglio di sicurezza dell’Onu orientata in particolare a correggere quella che Pechino definisce “l’ingiustizia storica” subita dall’Africa.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian, durante il briefing quotidiano con la stampa, ha affermato che l’iniziativa per la governance globale ha già ricevuto il sostegno di quasi 160 paesi e organizzazioni internazionali e che oltre 60 paesi hanno aderito al “Gruppo degli amici della governance globale”. Per la diplomazia cinese, questo dimostra che la proposta risponde a una domanda diffusa di riforma del sistema internazionale e rafforza la fiducia nel multilateralismo.

Wang Yi ha sottolineato che l’iniziativa avanzata da Xi invita tutti i paesi ad agire insieme per costruire un sistema di governance più equo, capace di affrontare il deficit di governance internazionale e di indicare una direzione al cammino dell’umanità. Secondo Pechino, la proposta amplia il percorso pratico per la costruzione di una comunità dal futuro condiviso per l’umanità e apre “una nuova frontiera della civiltà politica internazionale”.

La Cina rivendica inoltre il proprio contributo concreto alla governance globale. Sul piano della sicurezza, Lin ha ricordato che Pechino è il secondo maggiore contributore finanziario alle operazioni di peacekeeping dell’Onu e il primo fornitore di truppe tra i membri permanenti del Consiglio di sicurezza. Il Libro bianco cita anche il ruolo cinese nei dossier internazionali, dall’Ucraina al Medio Oriente, dalla riconciliazione tra Arabia saudita e Iran al dialogo tra fazioni palestinesi ospitato a Pechino.

Sul piano dello sviluppo, il portavoce ha ricordato che nel quadro dell’Iniziativa per lo sviluppo globale sono stati realizzati oltre 1.800 progetti di cooperazione e programmi di formazione per 80mila persone. La Cina ha inoltre esteso unilateralmente il trattamento a dazi zero a tutti i paesi africani e ai paesi meno sviluppati con cui intrattiene relazioni diplomatiche, presentando questa misura come parte del proprio sostegno allo sviluppo del Sud globale.

Il Libro bianco collega la governance globale anche alla cooperazione economica e infrastrutturale della Nuova via della seta, alla difesa di un’economia mondiale aperta, al rafforzamento del sistema commerciale multilaterale e alla lotta contro il protezionismo. Pechino propone di riportare lo sviluppo al centro dell’agenda internazionale, accelerare l’attuazione dell’Agenda 2030 dell’Onu, ridurre il divario Nord-Sud e chiedere ai paesi sviluppati di rispettare gli impegni in materia di assistenza allo sviluppo e finanza climatica.

Tra le priorità indicate figurano anche i nuovi settori della governance globale: intelligenza artificiale, cyberspazio, dati, spazio, oceani, regioni polari, clima, salute pubblica e biodiversità. Lin ha citato la creazione dell’Organizzazione internazionale per la mediazione e dell’Organizzazione mondiale dei dati, già avviate, oltre alla preparazione dell’Organizzazione mondiale per la cooperazione sull’intelligenza artificiale. In autunno, ha aggiunto, Pechino ospiterà anche il primo Forum globale sulla governance di Xiongan.

“La Cina è pronta a lavorare con tutte le parti per attuare l’iniziativa sulla governance globale, difendere con fermezza il ruolo centrale delle Nazioni unite, valorizzare pienamente il ruolo chiave del Sud globale e colmare le carenze e i deficit della governance globale”, ha affermato Lin.

Il messaggio complessivo del documento è che Pechino intende proporsi come promotrice di una riforma dell’ordine internazionale fondata formalmente sull’Onu e sul multilateralismo, ma orientata a una maggiore rappresentanza dei paesi non occidentali. Un’alternativa al sistema incentrato sull’Occidente, insomma, e alla nuova assertività americana promossa da Trump.

Teheran: l’accordo di pace con gli Usa richiede il ritiro di Israele dal Libano

Roma, 17 giu. (askanews) – Un accordo di pace con gli Stati Uniti richiederebbe il ritiro di Israele dal Libano. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri dell’Iran, mentre crescono i timori che lo stato ebraico possa compromettere gli sforzi diplomatici per porre finalmente fine alla guerra in Medio Oriente, con Donald Trump che ha persino criticato il suo alleato e partner di guerra – Benjamin Netanyahu – definendolo irresponsabile.

“Senza il ritiro delle forze israeliane dai territori occupati durante questa guerra, il conflitto non può considerarsi pienamente concluso”, ha chiarito il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

Un funzionario delle relazioni con i media di Hezbollah ha anche affermato che il gruppo ha ricevuto assicurazioni dall’Iran secondo cui la repubblica islamica chiederà il ritiro delle truppe israeliane dal Libano nella prossima fase dei colloqui con gli Stati Uniti.

Le dichiarazioni sono arrivate mentre Donald Trump, parlando al vertice dei leader del G7, ha attaccato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, affermando che deve comportarsi “in modo più responsabile in Libano”, aggiungendo che un recente attacco aereo israeliano su Beirut è stato “vile”.

Il Papa: l’accoglienza dei migranti è l’unica strada percorribile

Città del Vaticano, 17 giu. (askanews) – Se “il fenomeno migratorio è complesso e richiede piani di azione organici e concertati”, solo l’accoglienza dei “migranti forzati” è nella prospettiva evangelica, che porta a quella “civiltà dell’amore”, unica strada per risolvere veramente ogni questione in modo umano. Lo ha detto stamane Papa Leone XIV nel corso della sua catechesi (tutta dedicata al recente viaggio apostolico in Spgna) durante l’udienza generale in piazza San Pietro.

Citando la sua visita nelle isole Canarie dove ha avuto modo di incontrare i migranti e quanti li assistono, Papa Prevost ha detto che proprio lì ha avuto modo di ricevere “una chiave di lettura complessiva” della questione migratoria.

Un tema, quello dei migranti, ha detto il Papa, che “ci fa capire come siamo chiamati a rileggere il Vangelo nel mondo di oggi, scambiandoci i doni delle nostre rispettive culture, e in particolare i frutti prodotti in esse dalla fecondità del messaggio di Cristo. E uno di questi frutti – ha sottolineato il pontefcie – è proprio il dialogo tra le persone e tra i popoli, l’incontro in spirito di fraternità, che permette di scoprire e apprezzare reciprocamente i valori di cui l’altro è portatore”.

“Questo cammino – ha concluso il Papa – non è facile, richiede buona volontà e l’aiuto di Dio, ma è il cammino che conduce alla civiltà dell’amore”.

Assegno unico, Inps: nei primi 4 mesi dell’anno erogati 6,6 miliardi

Roma, 17 giu. (askanews) – Nel primo quadrimestre del 2026 sono stati erogati alle famiglie assegni per 6,6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,8 miliardi del 2025. Sono i dati contenuti nell’aggiornamento dell’Osservatorio Statistico sull’Assegno Unico Universale pubblicato con riferimento al periodo gennaio 2025 – aprile 2026.

Sono 6.038.598 i nuclei familiari che hanno ricevuto l’assegno nel 2026, per un totale di 9.522.852 figli: l’importo medio per figlio a marzo 2026, comprensivo delle maggiorazioni applicabili si attesta su 173 euro, e va da 59 euro per chi non presenta Isee o supera la soglia massima (che per il 2026 è pari a 46.582,71 euro), a 227 euro per la classe di Isee minima (17.468,51 euro per il 2026).

E’ morto a 87 anni lo storico italiano di fama mondiale Carlo Ginzburg

Milano, 17 giu. (askanews) – È morto all’età di 87 anni Carlo Ginzburg, storico di fama mondiale e padre della microstoria. Era nato a Torino nel 1939 dall’unione tra l’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e la grande scrittrice Natalia Ginzburg, nata Levi. Si era formato all’Università di Pisa e alla Normale, poi al Warburg Institute di Londra. È stato professore di storia moderna all’Università di Bologna e ha insegnato negli Usa ad Harvard, Yale, Princeton e alla Ucla. Attraverso i suoi studi ha insegnato a leggere la storia partendo dai dettagli, dalle voci marginali, esplorando ad esempio la Shoah attraverso l’analisi delle radici dell’antisemitismo e della falsificazione storica, come nei Protocolli dei Savi di Sion. “Le sue riflessioni continuano a essere un riferimento imprescindibile anche per il lavoro educativo che cerchiamo di portare avanti” ha commentato, tra gli altri, il Memoriale della Shoah di Milano.

L’invito di Macron fa colpo, Trump entusiasta della cena a Versailles (e resta fino alla fine del G7)

Roma, 17 giu. (askanews) – Donald Trump si è mostrato particolarmente entusiasta di essere invitato questa sera alla Reggia di Versailles, vicino a Parigi.

“Mi piacciono i bei posti. Versailles non è oro placcato, è roba seria”, ha dichiarato con evidente soddisfazione il 47esimo presidente degli Stati Uniti, noto per il suo gusto per il lusso e le decorazioni dorate, di cui non fa mistero nemmeno nell’arredamento della Casa Bianca.

“Il presidente francese, che peraltro è una persona molto gentile, mi ha invitato a cena a Versailles”, ha dichiarato martedì a margine della riunione del G7 a Evian-les-Bains, sulle rive del Lago di Ginevra. Il miliardario repubblicano, partito da Washington nella tarda notte di domenica dopo aver festeggiato il suo 80esimo compleanno con un grande spettacolo di MMA nei giardini della Casa Bianca, ha riconosciuto che questa cena nei pressi di Parigi lo costringerà nuovamente a lasciare la Francia a un’ora molto tarda.

“In ogni caso, non sono un grande dormiglione”, ha scherzato. In Francia, gli oppositori di Emmanuel Macron gli rimproverano di aver organizzato questa cena “in grande stile” per compiacere Trump. “Bisogna imparare definitivamente a vivere senza Trump”, ha protestato su X Jean-Luc Mélenchon, candidato della sinistra radicale alle elezioni presidenziali francesi del 2027.

“Non si tratta di una cena di gala”, ha replicato il capo dello Stato francese. “È una cena per celebrare i 250 anni dell’indipendenza americana, perché la Francia ha avuto un ruolo” in questo, ha aggiunto.

Macron non ha nascosto l’obiettivo implicito dell’iniziativa: fare in modo che Trump, che l’anno scorso aveva lasciato prematuramente il vertice del G7 in Canada, “resti fino alla fine”. A Parigi si sottolinea che proprio a Versailles, nel 1778, re Luigi XVI ricevette Benjamin Franklin e concesse il sostegno militare francese all’indipendenza degli Stati Uniti d’America. Fu inoltre lì che nel 1783 fu firmato il trattato che sancì l’indipendenza americana.

Le autorità francesi promettono una cena di lavoro “sobria” tra le delegazioni dei due presidenti.

Un ricordo d’infanzia per capire il successo di Vannacci

Il ricordo riemerso

È passato moltissimo tempo. Ma è stato il razzismo, neppure troppo velato, del generale Roberto Vannacci a far riemergere un mio antico ricordo, insieme alla stima verso un compagno di giochi della giovinezza.

Nei primi anni Cinquanta Martin Luther King Jr. era ancora un adolescente. Pur soffrendo e ingoiando quotidianamente molti rospi — come quando, ancora bambino, dovette cedere il proprio posto su un autobus a un bianco adulto — aveva già alle spalle la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata dalle Nazioni Unite nel 1948.

Il suo storico attivismo civile sarebbe arrivato più tardi, quando, nelle vesti di pastore protestante, avrebbe assimilato pienamente i valori sociali del cristianesimo: fraternità, uguaglianza, diritti dell’uomo e dignità di ogni persona, a prescindere dal colore della pelle o dalla nazionalità. Valori che costituirono il cuore del celebre discorso pronunciato a Washington nell’agosto del 1963, al termine della marcia per i diritti civili, con il suo “I have a dream”, destinato a entrare nella storia.

Il “Futuro Nazionale” di Vannacci

Devo però dire che è stato soprattutto il ricordo di un compagno della Gioventù di Azione Cattolica di quegli anni a riesplodermi nella mente. Complice quel “Futuro Nazionale” evocato e auspicato dal generale Vannacci dopo il suo lancio con il paracadute recante proprio quella scritta, nel caos di partiti e partitini che caratterizza oggi il panorama politico italiano.

Una maggioranza di formazioni personalizzate, alcune addirittura identificate con il nome del fondatore. Una baraonda di leader e leaderini autoproclamati, spesso nati da una semplice associazione privata, e una miriade di simboli che finisce per indebolire il vero e irrinunciabile valore democratico del pluralismo e della dialettica politica.

Fenomeni che contribuiscono all’allontanamento degli elettori dalle urne e alimentano una democrazia sempre più incompleta.

Nazionalismo e identità

Vannacci, sin dalla sua discesa in campo nella Lega, non ha mai nascosto il proprio nazionalismo linguistico e il proprio orientamento antieuropeo. A ciò si sono aggiunte posizioni favorevoli al progetto dei centri per migranti in Albania e una visione che rivendica una diversità di valori rispetto al resto d’Europa.

Ne emerge il profilo di un sovranista che fa leva su paure e incertezze diffuse in tutti gli strati sociali, rivolgendosi a coloro che considera “identici” e contrapponendoli a chi viene percepito come diverso.

Una concezione che l’autore ritiene evidente anche nelle polemiche che hanno coinvolto la campionessa olimpica Paola Egonu, nelle critiche al reato di femminicidio e nelle prese di posizione contro il mondo LGBT.

Il cinema vietato ai neri

Tutto ciò ha fatto riemergere il ricordo di un caro amico calabrese che, molti anni dopo, sarebbe diventato professore di storia a Novara.

Da ragazzo trascorse un paio di mesi negli Stati Uniti insieme al fratello maggiore, ospite di uno zio emigrato. Al ritorno ci raccontava spesso un episodio che lo aveva profondamente colpito.

Accompagnato dalla zia a vedere un film di cartoni animati, scoprì che quel cinema era riservato esclusivamente ai bianchi. Ai neri era vietato entrare e il divieto veniva fatto rispettare con rigore, persino attraverso controlli delle autorità locali.

Per un ragazzo cresciuto in Italia, l’impatto emotivo fu enorme. Tornò carico di compassione per i cittadini afroamericani e di indignazione verso quel sistema di segregazione.

Una domanda sulla civiltà

Con noi amici e compagni degli Aspiranti di Azione Cattolica tornava spesso su quell’esperienza. Dopo aver rievocato con tristezza l’accaduto, ci poneva una domanda che allora ci lasciava increduli.

Che cosa sarebbe successo se il percorso della civiltà si fosse sviluppato nell’Africa nera anziché in Europa? Quale sarebbe stato il destino dei bianchi? Avremmo potuto entrare in un cinema riservato soltanto ai neri?

Era una provocazione che nasceva da una profonda sensibilità storica e umana. Un modo per interrogarsi sul potere, sulla discriminazione e sulle forme che l’ingiustizia può assumere quando una maggioranza decide di trasformare la differenza in esclusione.

La lezione di Papa Francesco

Se le cose fossero andate diversamente, si chiedeva, avremmo forse conosciuto una forma di “razzismo al contrario”? Le persone di pelle nera avrebbero segregato e discriminato quelle di pelle bianca come era accaduto ai neri negli Stati Uniti?

Quasi sessant’anni dopo la marcia di Martin Luther King, l’italo-argentino Papa Francesco avrebbe pubblicato la sua terza enciclica, Fratelli tutti.

È proprio quel titolo, e il messaggio universale che racchiude, che mi permetto di suggerire al generale Vannacci come lettura utile per riflettere sul destino comune dell’umanità e sul valore della fraternità tra tutti gli esseri umani.

Camillo Ruini, la forza di una parola mai accomodante

Con la morte del cardinale Camillo Ruini scompare una delle personalità più autorevoli e incisive della Chiesa italiana degli ultimi decenni. Un uomo di pensiero, di governo ecclesiale e di parola pubblica, capace di attraversare stagioni complesse senza mai rinunciare alla chiarezza delle proprie convinzioni.

Ho sempre riconosciuto nel cardinale Ruini una schiettezza rara, talvolta esigente, ma mai ambigua. La sua è stata una voce limpida, saldamente radicata nel Magistero e nella Dottrina sociale della Chiesa, una voce che ha saputo ricordare alla politica e alla società italiana che la fede cristiana non è un fatto privato, né una riserva privata di consolazione da tenere fuori dalla vita pubblica.

Ricordo, in particolare, la sua ferma posizione in occasione dei referendum abrogativi sulla Legge 40, in materia di procreazione medicalmente assistita. In quella stagione, difficile e non priva di tensioni, condivisi la convinzione che fosse necessario custodire alcuni principi essenziali: la dignità della vita nascente, il limite etico della tecnica, la responsabilità della politica davanti alle questioni più delicate dell’umano.

Da presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Ruini ha rappresentato una Chiesa presente, vigile, mai irrilevante. Una Chiesa capace di prendere parola senza complessi di inferiorità, di entrare nel confronto pubblico con coerenza, di misurarsi con la modernità senza smarrire il proprio centro.

Oggi, nel momento del congedo terreno, prevalgono il rispetto, la gratitudine e la preghiera. Alla Chiesa italiana resta l’eredità di un pastore che ha creduto nella forza della ragione illuminata dalla fede e nella responsabilità dei cattolici dentro la storia.

A lui il mio pensiero riconoscente. Alla Chiesa di Roma, alla Conferenza Episcopale Italiana e a quanti lo hanno conosciuto e stimato giunga il mio cordoglio più sincero.

 

Cinquant’anni di politica: le quattro parole chiave di Clemente Mastella

La Democrazia Cristiana come stella polare

Quando si parla di Clemente Mastella e della sua lunga storia politica – Clemente festeggia, appunto, i suoi 50 anni di impegno politico – vengono in mente alcuni tasselli precisi e definiti. E questo al di là e al di fuori di quello che si può pensare – e del tutto legittimamente – di Mastella e del suo impegno politico. E le parole che vengono immediatamente in mente sono almeno quattro: Democrazia Cristiana, Centro, consenso, confronto. Certo, se ne potrebbero citare tantissime ma è indubbio che attorno a queste parole si riassume una “vocazione” che è nata in anni lontani e che si è manifestata lungo tutto l’arco di questi ultimi cinque decenni.

La Democrazia Cristiana. C’è poco da fare. Quel partito ha plasmato politicamente e culturalmente intere generazioni e Clemente, checché se ne dica, continua ad essere un vero e sincero “democristiano”. E, non a caso, in ogni suo intervento, in ogni sua intervista e in qualsiasi dibattito pubblico la Dc, la sua modalità, il suo ruolo e soprattutto il suo “stile” concreto di essere nella società continuano ad essere la sua vera ed autentica stella polare. Anche se la Dc, come noto, è tramontata da oltre trent’anni.

Il centro come categoria dello spirito

In secondo luogo il Centro. E questo perché per Clemente il Centro non è solo una categoria o un progetto politico. Il Centro, per il sindaco di Benevento, è quasi una “categoria dello spirito”. Senza la cultura di centro, la politica di centro, un partito di centro e l’indole centrista Mastella sarebbe senza un riferimento politico tangibile. Certo, poi lo declina a seconda delle circostanze e delle opportunità. Ma è indubbio che quel progetto lo accompagna e lo caratterizza sin dall’ingresso nella Dc, seppur all’interno di una corrente come la Sinistra di Base.

Il valore del consenso e del radicamento

In terzo luogo il consenso. Anche su questo versante c’è un ritornello continuo e martellante. La politica, per Mastella come per moltissimi democristiani, non è mai solo una testimonianza. Che, come noto, rischia di tradursi solo in un esercizio sterile ed inconcludente. La politica, cioè, secondo la miglior eredità del cattolicesimo politico, è sì pensiero ed azione ma il consenso non può mai diventare una variabile indipendente ai fini della credibilità della politica stessa. Da qui l’importanza decisiva del radicamento territoriale, della militanza quotidiana e della concreta rappresentatività del “proprio” popolo.

Il confronto come metodo democratico

In ultimo, ma non per ordine di importanza, la cultura del confronto. Ecco, se c’è un elemento che caratterizza la miglior cultura democristiana risiede proprio nella capacità di praticare e di declinare quella cultura del confronto e del dialogo che era, e resta, l’elemento che qualifica la stessa qualità della democrazia. Nessun estremismo, nessun radicalismo, nessuna pregiudiziale ideologica e men che meno di natura personale e, soprattutto, nessuna tentazione di criminalizzare politicamente l’avversario. Semmai, e al contrario, attraverso la pratica del confronto e del dialogo si costruisce la buona politica e si contribuisce, al contempo, a dar vita ad una vera democrazia dell’alternanza nel rispetto degli avversari che non sono mai nemici giurati ed implacabili da combattere e da annientare.

Ecco perché proprio attorno a queste quattro parole si racchiude la lunga e ricca esperienza politica, culturale ed istituzionale di Clemente Mastella. Un’esperienza che, al di là dei vari giudizi, può ancora oggi rappresentare un valore aggiunto per chi crede nella politica come uno strumento concreto a difesa degli interessi, delle istanze e dei bisogni dei ceti popolari e dei meno abbienti.

Pierre Carniti e il partito del lavoro

Otto anni fa ci lasciava Pierre Carniti, già leader della CISL. Lo conobbi di persona, grazie a un altro “catto-socialista”, il compianto Luigi Covatta. Fui conquistato dalla sua mitezza; la forza mite, potremmo dire.

E ricordo che in uno dei miei primi interventi alla sezione del Pds di Chieti Scalo condividevo il sogno, nutrito in precedenza, di un grande soggetto politico ispirato al tema del lavoro nel quale si ritrovassero Luciano Lama, Pierre, appunto, e Giorgio Benvenuto. Li avevo amati tutti e tre.

Un Partito democratico e laburista, attento alla questione ambientale, e cementato dagli ideali liberalsocialisti e rosselliani incarnati anche da esponenti “dell’altra Italia” protestante come Giorgio e Valdo Spini.

Riguardo al tema del lavoro in sé, allora come oggi parafraso la celebre Esortazione di Aristotele alla Filosofia: che si voglia filosofare o meno, per argomentare in un senso o nell’altro comunque occorre filosofare. Ecco, analogamente, che si parli di lavoro o di lavori, che si voglia dimostrare la centralità ormai acquisita dal tempo libero o dalle nuove tecnologie intelligenti e la fine delle società lavoristiche, comunque è necessario affrontare la questione del lavoro. Questione in senso etimologico: domanda, interrogativo aperto.

Un interrogativo che, come un fiume carsico, ne sono certo, si riproporrà nell’agone pubblico e politico.

Salute psichica e 41-bis: il caso Scarcia. Intervista

Si è svolta davanti al Tribunale di Sorveglianza di Roma l’udienza relativa alla posizione di Salvatore Scarcia, detenuto presso la Casa di Reclusione di Milano Opera e sottoposto al regime differenziato previsto dall’articolo 41-bis dell’Ordinamento penitenziario. Al centro del procedimento non vi è l’accertamento della responsabilità penale dell’imputato, ancora giudicato nel processo pendente davanti al Tribunale di Matera, ma la verifica della permanenza dei presupposti che giustificano l’applicazione del regime speciale, alla luce delle condizioni psichiche e sanitarie documentate dalla difesa. Ne abbiamo parlato con l’Avv. Michele Russo, che insieme al collega Francesco Arnone ha chiesto l’accoglimento del reclamo contro il decreto applicativo del 41-bis e la nomina di un perito psichiatrico d’ufficio.

Avvocato Russo, qual è il punto centrale della vostra iniziativa davanti al Tribunale di Sorveglianza?

Il punto centrale non è la responsabilità penale di Salvatore Scarcia. Quella sarà accertata nel processo principale, pendente davanti al Tribunale di Matera, dove vale pienamente la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva. Il tema oggi è diverso: verificare se il regime differenziato previsto dall’articolo 41-bis sia ancora fondato su presupposti attuali, concreti e individualizzati, alla luce delle condizioni psichiche e sanitarie documentate. Per questo abbiamo chiesto l’accoglimento del reclamo e un accertamento tecnico indipendente.

Quale aspetto dovrebbe essere approfondito attraverso una perizia?

La qualità della comunicazione. Il 41-bis presuppone che il detenuto sia ancora in grado di utilizzare le comunicazioni in modo criminalmente funzionale, selettivo e direzionato. Se però la produzione comunicativa risulta compulsiva, disorganizzata e clinicamente significativa, non può essere automaticamente interpretata come comunicazione criminale. È questo il profilo che riteniamo debba essere verificato da un esperto indipendente.

Quindi la quantità delle comunicazioni non sarebbe sufficiente a dimostrare la loro natura illecita?

Esattamente. La quantità non prova la qualità criminale della comunicazione. Un detenuto può scrivere molto, fare numerose richieste o protestare frequentemente, senza che ciò significhi necessariamente mantenere collegamenti funzionali con un’organizzazione criminale. Occorre valutare il contenuto e il significato di quelle comunicazioni, non fermarsi al dato numerico.

La vostra posizione mette in discussione l’istituto del 41-bis?

Assolutamente no. Non c’è alcuna contestazione ideologica del 41-bis. La questione è concreta e riguarda la sua applicazione a una persona specifica. Anche una misura eccezionale deve restare proporzionata, attuale e compatibile con la situazione reale del detenuto cui viene applicata.

Perché il profilo sanitario assume un ruolo così rilevante in questa vicenda?

Perché il diritto alla salute non si arresta davanti al carcere e non si arresta davanti al 41-bis. Se esistono condizioni psichiatriche rilevanti, devono essere valutate con attenzione. E se tali condizioni incidono sulla capacità comunicativa del detenuto, incidono inevitabilmente anche sul presupposto funzionale che giustifica il regime differenziato.

Scarcia è imputato in un processo ancora pendente. Questo elemento ha un peso nella valutazione?

Certamente. Questo non esclude, in astratto, l’applicazione del 41-bis, ma impone una cautela ancora maggiore. La gravità dell’accusa non può trasformarsi nell’equivalente della prova attuale dell’esistenza di collegamenti con l’organizzazione criminale. Ogni valutazione deve fondarsi su elementi concreti e aggiornati.

Avete già avviato iniziative sul piano sanitario?

Sì, esistono già percorsi e iniziative finalizzate alla presa in carico psichiatrica del detenuto. Questo dimostra che il tema sanitario non è teorico, ma rappresenta una questione concreta che merita un approfondimento specialistico anche nell’ambito del procedimento davanti al Tribunale di Sorveglianza.

È ipotizzabile un futuro ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo?

Ogni valutazione sarà effettuata dopo aver esaminato i provvedimenti che verranno adottati. È evidente, però, che quando entrano in gioco salute psichica, regime detentivo speciale e rischio di trattamenti inumani o degradanti, il parametro dell’articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo rimane un riferimento fondamentale.

Qual è, in definitiva, la questione che il Tribunale è chiamato a risolvere?

La domanda di fondo è se possa essere mantenuto un regime detentivo eccezionale senza una verifica tecnica aggiornata della capacità effettiva del detenuto di utilizzare le comunicazioni per finalità criminali. Quando emergono condizioni psichiche e sanitarie documentate, occorre stabilire se la misura possa continuare a fondarsi sulla pericolosità originariamente contestata oppure se debba essere rivalutata alla luce della situazione attuale. È su questo equilibrio tra esigenze di sicurezza, diritto alla salute e dignità della persona che il Tribunale di Sorveglianza di Roma è chiamato a pronunciarsi.

Grok, l’IA di Elon Musk è stata utilizzata negli attacchi contro Teheran

Roma, 17 giu. (askanews) – L’intelligenza artificiale di Elon Musk, Grok, è stata utilizzata negli attacchi contro l’Iran. Lo ha rivelato il governo statunitense in una memoria giudiziaria presentata a difesa delle turbine a gas di un gigantesco centro dati della società xAI, di proprietà del miliardario, oggetto di una causa ambientale.

Il Dipartimento di giustizia, in una memoria depositata il 15 giugno e consultata dalla France Presse, ha sostenuto che tale causa “minaccia la sicurezza nazionale, economica ed energetica” degli Stati Uniti, perché rischia di interrompere l’alimentazione di infrastrutture di intelligenza artificiale ormai utilizzate dalle forze armate.

Per sostenere questa argomentazione, il ministero ha presentato la testimonianza di Cameron Stanley, responsabile dell’Ia presso il Pentagono. Quest’ultimo ha dichiarato sotto giuramento che uno strumento derivato da Grok, il “Grok Gov Model”, è già impiegato all’interno del Project Maven, il programma militare di identificazione e selezione dei bersagli assistito dall’intelligenza artificiale, inizialmente basato sul modello Claude della società Anthropic.

Secondo questa dichiarazione, i processi di Maven “hanno consentito alle forze statunitensi di impiegare oltre 2mila munizioni contro 2mila obiettivi distinti in 96 ore” durante la guerra contro l’Iran.

Iran, dopo due mesi ripartono le esportazioni: petroliere di Teheran hanno varcato zona blocco navale Usa

Roma, 17 giu. (askanews) – Petroliere iraniane hanno attraversato la zona del blocco navale statunitense dei porti iraniani, in vigore da circa due mesi, in vista della firma di un accordo tra Teheran e Washington. Lo ha riferito il sito di monitoraggio marittimo TankerTrackers.

“Almeno due superpetroliere della National Iranian Tanker Company (Nitc), denominate Diona e Hero2, hanno attraversato il perimetro del blocco della Marina statunitense trasportando complessivamente 3,8 milioni di barili di petrolio greggio iraniano”, ha dichiarato il sito su X, segnalando successivamente il passaggio di una terza petroliera iraniana. “Si tratta delle prime esportazioni di petrolio greggio dell’Iran dopo due mesi”, ha aggiunto.

TankerTrackers ha precisato di aver analizzato i segnali Ais (Automatic Identification System) dei transponder delle navi, confrontandoli con immagini satellitari. Il governo di Teheran aveva annunciato ieri che il blocco statunitense dei porti iraniani, in vigore da circa due mesi, era stato revocato, prima della firma di un accordo con gli Stati Uniti prevista per venerdì.

Gli Stati Uniti e l’Iran firmeranno venerdì in Svizzera un Memorandum d’intesa (MoU) per porre fine al conflitto, avviando così due mesi di negoziati. La prima fase prevede la tanto attesa riapertura dello stretto di Hormuz.

In condizioni normali, circa un quinto del petrolio mondiale transita attraverso questo strategico passaggio marittimo, che era stato bloccato da Teheran dopo i primi attacchi israelo-statunitensi contro l’Iran alla fine di febbraio.

Dopo essere già diminuito sensibilmente negli ultimi giorni, il prezzo del petrolio Brent, riferimento mondiale per il greggio, è sceso ieri sotto gli 80 dollari al barile per la prima volta dall’inizio di marzo.

Dall’altra sponda, però, l’Iran avrebbe lanciato diversi droni contro navi commerciali nello stretto di Hormuz ogni notte da quando è stato firmato il Memorandum d’intesa (MoU) tra Stati Uniti e Iran. Lo ha riportato Nbc News.

Un funzionario statunitense ha dichiarato all’emittente che l’esercito americano sta abbattendo i droni lanciati dal corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica prima che possano rappresentare una minaccia per le imbarcazioni o il personale presente nella regione.

Washington e Teheran si stanno preparando a firmare formalmente l’accordo quadro venerdì, dopo averlo già sottoscritto digitalmente domenica.

Dl rimpatri, Meloni: altro passo avanti, più serietà e ordine

Roma, 17 giu. (askanews) – “Con il via libera definitivo della Camera al decreto Rimpatri e alle norme sui rimpatri volontari assistiti facciamo un altro passo avanti per rafforzare gli strumenti a disposizione dello Stato nella gestione dei flussi migratori”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post su X.

“Più serietà, più ordine, più efficacia. L’obiettivo è chiaro: governare il fenomeno migratorio con regole certe e strumenti concreti. Avanti così”, aggiunge.

Mondiali di calcio: risultati, classifiche e calendario

Roma, 17 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 (Atlanta): Repubblica Ceca-Sudafrica ore 18 18/06 (Guadalajara): Messico-Corea del Sud ore 03 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 0

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 (Los Angeles): Svizzera-Bosnia ed Erzegovina ore 21 19/06 (Vancouver): Canada-Qatar ore 00 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia ed Erzegovina-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Canada, Bosnia ed Erzegovina, Qatar, Svizzera 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 (Boston): Scozia-Marocco ore 00 20/06 (Philadelphia): Brasile-Haiti ore 03 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Scozia 3, Brasile, Marocco 1 Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 (Seattle): USA-Australia ore 21 19/06 (San Francisco): Turchia-Paraguay ore 06 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA, Australia 3, Paraguay, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 (Toronto): Germania-Costa d’Avorio ore 22 21/06 (Kansas City): Ecuador-Curaçao ore 02 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 0

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 (Houston): Olanda-Svezia ore 19 20/06 (Monterrey): Giappone-Tunisia ore 06 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Svezia 3, Olanda, Giappone 1, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 (Los Angeles): Belgio-Iran ore 21 22/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Egitto ore 03 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 (Atlanta): Spagna-Arabia Saudita ore 18 22/06 (Miami): Uruguay-Capo Verde ore 00 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 3, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 (New York): Argentina-Austria ore 21 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina, Austria 3, Giordania, Algeria 0

GRUPPO K 17/06 (Boston): Portogallo-RD Congo ore 19 18/06 (Città del Messico): Uzbekistan-Colombia ore 04 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-RD Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Portogallo, RD Congo, Uzbekistan, Colombia

GRUPPO L 17/06 (New York): Inghilterra-Croazia ore 22 17/06 (Houston): Ghana-Panama ore 01 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Croazia, Ghana, Panama

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Mondiali, Austria piega la Giordania: 3-1 al debutto

Roma, 17 giu. (askanews) – L’Austria soffre più del previsto ma conquista i tre punti all’esordio nel Mondiale 2026, superando la Giordania per 3-1 al termine di una gara combattuta e risolta soltanto nel finale.

La formazione austriaca passa in vantaggio al 21′ grazie a Romano Schmid, bravo a finalizzare un assist di Xaver Schlager. La Giordania reagisce con coraggio e già nel primo tempo sfiora il pareggio con Ali Olwan, che colpisce il palo al 22′, mentre Mousa Al Tamari crea più di un problema alla retroguardia avversaria.

Nella ripresa arriva il meritato pareggio giordano. Al 50′ è ancora Olwan a rendersi protagonista, battendo il portiere austriaco su assist di Noor Al Rawabdeh per l’1-1. La squadra mediorientale prende fiducia e riesce a contenere le iniziative degli uomini guidati da Ralf Rangnick.

L’episodio che cambia il match arriva al 76′. Su un’azione offensiva dell’Austria, il difensore giordano Yazan Al Arab devia involontariamente il pallone nella propria porta, regalando il nuovo vantaggio agli europei. Poco dopo un gol austriaco viene annullato dal VAR, mantenendo il risultato in bilico fino ai minuti conclusivi.

Nel lungo recupero la Giordania prova l’assalto finale, ma al 90’+9 un intervento di Saleem Obaid porta l’arbitro a concedere un calcio di rigore dopo revisione video. Dal dischetto si presenta Marko Arnautovic, entrato a inizio secondo tempo, che al 90’+12 trasforma con freddezza il penalty del definitivo 3-1.

Per l’Austria arrivano così tre punti preziosi nella gara inaugurale del torneo, mentre la Giordania esce dal campo con il rammarico di aver tenuto testa agli avversari per oltre novanta minuti prima di arrendersi nel recupero.

Mondiali, Haaland trascina la Norvegia: Iraq ko 4-1

Roma, 17 giu. (askanews) – La Norvegia torna ai Mondiali dopo ventotto anni e lo fa con una vittoria convincente. A Boston la formazione scandinava supera l’Iraq per 4-1, trascinata dalla doppietta di Erling Haaland e dai sigilli finali di Leo Østigård e Kristian Thorstvedt.

L’avvio di gara è piuttosto bloccato, con le due nazionali al ritorno sulla scena mondiale dopo lunghe assenze: quarant’anni per l’Iraq e ventotto per la Norvegia. Dopo la pausa per il cooling break, però, il match si accende. Al 28′ è Haaland a sbloccare il risultato, finalizzando in spaccata un’azione sviluppata sulla fascia sinistra e rifinita dall’assist di David Møller Wolfe. Per il centravanti del Manchester City è il primo gol della carriera in una fase finale mondiale.

L’Iraq reagisce immediatamente e trova il pareggio dieci minuti più tardi. Un preciso cross di Ali Al-Ammari pesca in area Aymen Hussein, che di testa firma l’1-1. Prima dell’intervallo, però, la Norvegia torna avanti grazie ancora a Haaland, lesto ad approfittare di un malinteso tra il difensore Tahssan e il portiere Hassan, trasformando un’incertezza difensiva nel 2-1.

Nella ripresa gli uomini di Ståle Solbakken controllano la gara senza particolari rischi. Nel finale arrivano anche le reti che chiudono definitivamente il confronto. Al 79′ Østigård svetta su calcio d’angolo battuto da Martin Ødegaard e realizza il 3-1. È il primo gol “italiano” del Mondiale, considerando che il difensore milita nel Genoa. Poco dopo arriva anche il 4-1 di Thorstvedt, centrocampista del Sassuolo, con una deviazione decisiva in area che rende ancora più pesante il passivo per gli iracheni.

La Norvegia parte così nel migliore dei modi e si porta in testa al girone grazie alla differenza reti. Per Haaland, già protagonista assoluto della serata, l’avventura mondiale comincia con una doppietta che lo proietta subito tra i protagonisti della corsa al titolo di capocannoniere.

Mondiali, Messi nella storia: Argentina travolge l’Algeria

Roma, 17 giu. (askanews) – L’Argentina campione del mondo debutta con una vittoria netta nel Mondiale 2026, superando l’Algeria per 3-0 grazie a una straordinaria tripletta di Lionel Messi. A 38 anni il fuoriclasse albiceleste scrive un’altra pagina della sua leggenda, raggiungendo quota 16 reti nella fase finale della Coppa del Mondo e agganciando Miroslav Klose in cima alla classifica dei marcatori di tutti i tempi.

L’avvio di gara è ricco di emozioni. Dopo pochi minuti vengono annullati due gol per fuorigioco: prima a Messi, servito da Lautaro Martínez, poi all’algerino Fares Chaibi. L’equilibrio si spezza al 27′, quando un filtrante di Rodrigo De Paul libera Messi davanti al portiere. Il sinistro del capitano non lascia scampo e vale l’1-0.

Per la Pulce è un’altra pietra miliare: diventa il primo giocatore a segnare in cinque diverse edizioni dei Mondiali, dopo le reti realizzate nel 2006, 2014, 2018 e 2022. Nel corso della ripresa l’Argentina controlla il match e trova il raddoppio grazie a un errore del portiere algerino Zidane, che favorisce ancora Messi, freddo nel depositare il pallone in rete.

Il sigillo definitivo arriva al 76′. Su assist di Nicolás González, Messi firma il 3-0 e completa la tripletta che gli consente di eguagliare il primato mondiale di Klose. Un traguardo storico che conferma ancora una volta la grandezza del numero 10 argentino.

L’Algeria prova a rendersi pericolosa soprattutto con Chaibi, autore delle occasioni migliori per la squadra guidata da Vladimir Petkovic, ma la difesa albiceleste e il portiere Emiliano Martínez controllano senza particolari affanni. Per l’Argentina di Lionel Scaloni è il miglior modo possibile per iniziare la difesa del titolo mondiale. Messi, intanto, ha già messo nel mirino un altro record: un solo gol lo separa dal diventare il miglior marcatore della storia dei Mondiali.

Mondiali, Francia-Senegal 3-1: doppietta Mbappé e gol Barcola

Roma, 16 giu. (askanews) – La Francia di Didier Deschamps debutta con una vittoria per 3-1 contro il Senegal a New York. Primo tempo equilibrato e ricco di occasioni per la formazione africana, vicina al vantaggio con il palo colpito da Jackson e con una grande chance fallita da Sarr, mentre i Bleus faticano a trovare spazi e precisione negli ultimi metri.

Nella ripresa la partita cambia volto. Al 66′ Kylian Mbappé sblocca il risultato con un inserimento perfetto su filtrante di Olise, battendo Mendy con un destro sul secondo palo. Il Senegal prova a reagire e vede annullarsi il pari di Jackson per fuorigioco, ma la Francia raddoppia all’82’ con Barcola, appena entrato, bravo a sfruttare l’assist di Rabiot e a superare il portiere con un tocco sotto.

Nel finale succede di tutto: al 95′ il Senegal accorcia con Mbaye, che salta Theo Hernandez e batte Maignan, ma pochi secondi dopo Mbappé chiude i conti con un eurogol da oltre 30 metri che si infila all’incrocio per il definitivo 3-1. La Francia parte così con tre punti nel girone, mentre il Senegal esce sconfitto nonostante una prestazione combattiva.

G19+2 Sanità, le Regioni disegnano il futuro del SSN

Genova, 16 giu. (askanews) – Genova per due giorni al centro del confronto nazionale sulla sanità. Ai Magazzini del Cotone del Porto Antico, si è svolto “G19+2 Sanità – Regioni a confronto”, forum promosso da Telenord e Motore Sanità per mettere allo stesso tavolo Governo, Regioni, professionisti, cittadini e imprese sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale.

Tema centrale è stato il confronto tra le Regioni, affrontato alla presenza di Orazio Schillaci, Ministro della Salute, che ha commentato: “Nessun medico si tiri indietro e dica no a Case di comunità più forti. Il tempo ci darà ragione per una Sanità più moderna e vicina alle persone” complimentandosi con il modello ligure che ha attivato tutte le 32 Case di Comunità.

Altro tema al centro dell’attenzione è quello della salute mentale, un pilastro della Sanità pubblica per famiglie e comunità e che rientra a tutti gli effetti tra le emergenze sanitarie. Di questo ne ha parlato Alberto Siracusano, Presidente Consiglio Superiore di Sanità: “La salute mentale oggi è uno dei punti più delicati della nostra società, perché il disagio mentale colpisce tutti, sia i giovani che i meno giovani, anche nell’ultima parte del periodo del ciclo di vita. Per cui gli interventi sono e devono essere specificati per ogni fase della vita”.

Importante nel mondo della sanità è anche l’impatto delle innovazioni tecnologiche. Che però non devono sostituire il rapporto umano. “Abbiamo sicuramente degli aiuti tecnologici per la personalizzazione della cura e per la raccolta dei dati. Indubbiamente però, l’intelligenza artificiale non può sostituire il rapporto con il medico, con l’infermiere o con la persona che si occupa di chi sta male e che si occupa anche dei familiari” ha dichiarato Siracusano.

Ogni regione ha comunque le proprie particolarità, come spiegato da Massimo Nicolò, Assessore alla Sanità Regione Liguria: “Credo che ogni regione abbia un suo modello che deriva dal tipo di popolazione presente. Sono sempre popolazioni molto diversificate. Noi in Liguria abbiamo una popolazione che sicuramente ci caratterizza per essere la regione più longeva. La qualità di vita è molto alta, però tutto questo ha un costo e delle ricadute sulle risorse, che stiamo chiedendo per averne di più nel reparto del Fondo Sanitario Nazionale”.

La Liguria, nello specifico, è per esempio una regione tra le più anziane d’Italia. L’Assessore spiega quali strategie stanno adottando per rafforzare la presa in carico della cronicità e l’assistenza di prossimità.

“Ci stiamo dedicando molto all’assistenza domiciliare integrata. Arrivare al domicilio dei cittadini e delle persone credo sia la vera chiave di volta, per consentire a quelle persone anziane che non riescono, che hanno una scarsa autosufficienza o che non hanno dei caregiver o dei familiari che li possano accompagnare, di ricevere la prestazione direttamente a casa propria” ha concluso Nicolò.

Al termine dei lavori è prevista l’elaborazione di un documento nazionale di raccomandazioni condivise, con l’obiettivo di trasformare il confronto in proposte operative per il sistema sanitario dei prossimi anni.

Fertonani: “Il Sistema Sanitario Nazionale sta cambiando”

Genova, 16 giu. (askanews) – Marco Fertonani, CEO & Founder di CDS – La tua casa della salute, è intervenuto a margine dell’evento “G19+2 Sanità – Regioni a confronto” che si è svolto a Genova, promosso da Telenord e Motore Sanità. Un incontro che ha messo allo stesso tavolo Governo, Regioni, professionisti, cittadini e imprese sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale, con Fertonani che si è soffermato sul tema dei cambiamenti: “Sta cambiando in questi ultimi anni il Sistema Sanitario Nazionale. Prima avevamo grandi natalità, invece adesso gestiamo la longevità e tutte le malattie croniche. Si è spostata l’esigenza sanitaria e sociale e questo ha portato a un incremento della spesa pubblica. La domanda cresce, l’offerta non è peggiorata o ridotta, ma non è stata strutturata per questo tipo di sistema sanitario. La priorità era quella di integrare il sistema sanitario privato con quello pubblico, cercando di dare tutto quello che è di medio-bassa complessità al privato, che riesce a gestirlo in maniera più snella, utilizzando poi tutte le risorse finanziarie ed economiche per quelle che sono le urgenze, le degenze, i grandi interventi e la ricerca”.

Calcio, Buonfiglio: "Pronti a ogni scenario su elezioni Figc"

Roma, 16 giu. (askanews) – “Siamo pronti a qualsiasi scenario, ma attendiamo il parere dell’Anac, mi auguro non ci sia nessun impedimento”. Con queste parole il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, interviene sulla questione legata alle prossime elezioni della FIGC e al nodo del cosiddetto “pantouflage”, che riguarda la presunta ineleggibilità di Giovanni Malagò nella corsa alla presidenza della Federcalcio.

A margine della riunione di giunta nazionale, Buonfiglio ha sottolineato come la posizione dell’ente olimpico italiano sia di attesa e monitoraggio rispetto agli sviluppi della vicenda: “Seguiamo con attenzione quello che sta succedendo, siamo pronti a qualsiasi scenario. Il Coni ha risposto subito con il Collegio di Garanzia, ora aspettiamo il parere dell’Anac chiesto dal ministro Abodi. Non penso di poter certo sollecitare io”.

Il tema centrale resta quello del parere dell’Autorità nazionale anticorruzione, chiamata a esprimersi sul possibile conflitto normativo legato al fenomeno del pantouflage, ovvero il passaggio di ex titolari di incarichi pubblici verso ruoli nel settore privato o in enti con possibili rapporti con la pubblica amministrazione. Nel caso specifico, la valutazione riguarda l’eventuale applicabilità delle norme che regolano il periodo di “raffreddamento” previsto dalla legge per evitare situazioni di conflitto di interessi.

Il presidente del Coni ha inoltre ridimensionato le ipotesi di possibili ricorsi o scenari di blocco del processo elettorale: “Ora è difficile da immaginare, credo che qualsiasi cosa detta ora sia prematura e sbagliata. Mi atterrò a quello che accadrà ma mi auguro che non ci sia nessun impedimento”.

La vicenda si inserisce in un contesto particolarmente delicato per il movimento calcistico italiano, alla vigilia di un passaggio elettorale considerato cruciale per la governance della FIGC. Le verifiche in corso coinvolgono anche gli organi di giustizia sportiva, tra cui il Collegio di Garanzia del Coni, già chiamato a esprimersi su profili procedurali legati alla candidatura.

Il termine “pantouflage”, di derivazione francese, indica il fenomeno delle cosiddette “porte girevoli” tra settore pubblico e privato. La normativa italiana prevede restrizioni per gli ex dipendenti pubblici che abbiano esercitato poteri decisionali o negoziali, imponendo un periodo di incompatibilità nei rapporti con soggetti privati destinatari della loro attività precedente, al fine di prevenire conflitti di interesse e possibili distorsioni amministrative.

In attesa del parere dell’Anac, il quadro rimane quindi aperto e legato agli sviluppi istituzionali, con il Coni che ribadisce una linea di prudenza e rispetto delle valutazioni degli organismi competenti.

G19+2 Sanità, le Regioni tra rischi e benefici delle innovazioni

Genova, 16 giu. (askanews) – Due giorni di confronto sulla sanità nazionale a Genova, ai Magazzini del Cotone del Porto Antico, dove si è svolta “G19+2 Sanità – Regioni a confronto”, forum promosso da Telenord e Motore Sanità per mettere allo stesso tavolo Governo, Regioni, professionisti, cittadini e imprese sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale.

L’edizione 2026 nasce per andare oltre la narrazione e misurare, con dati reali e testimonianze dirette, le differenze tra i sistemi sanitari regionali, anche da un punto di vista delle innovazioni tecnologiche.

Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con Delega all’innovazione tecnologica, era presente ed è la persona più indicata per parlarne e delineare gli obiettivi: “Relativamente al fascicolo sanitario elettronico bisogna dire che l’Italia è un paese lungo e quindi ci sono delle regioni che vanno più velocemente. Ma la nostra capacità al momento è quella di tenere tutti insieme, premiando quelle che sono le eccellenze e accogliendo le regioni che, per motivi storici, sono più rallentate. Il fascicolo sanitario-elettronico è indispensabile perché rappresenta la storia clinica di ciascuno di noi e consente al medico, ovviamente, di scegliere la cura e la terapia più appropriate”.

Quando aumentano le innovazioni tecnologiche, però, aumentano anche i rischi di sicurezza e tutela dei dati. Butti spiega come trovare il giusto equilibrio. “Abbiamo promosso e attivato la piattaforma digitale nazionale dati, che garantisce un’interoperabilità e una riservatezza per quanto riguarda il dato. Tutte le operazioni che stiamo svolgendo hanno a che fare con l’utilizzo dei dati e sono assolutamente coerenti con l’impostazione europea del GDPR, ma anche dell’AI Act”.

L’altro tema legato alle innovazioni tecnologiche è poi la capacità di metterle concretamente al servizio dei cittadini. Giuseppe Quintavalle, Presidente FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), ci ha indicato gli ostacoli principali affinché questo avvenga: “Siamo in un momento di transizione del servizio sanitario. E’ stato fatto moltissimo, si sta digitalizzando tutto il sistema, ma dobbiamo renderlo ancora più interoperabile. Dobbiamo parlare un linguaggio socio-sanitario, ma principalmente dobbiamo parlare con i nostri cittadini per far capire loro che c’è una nuova percezione di sanità, che non è più la lista d’attesa, ma è la presa in carico”.

Infine, il SSN è come sempre tediato da alcune problematiche di base, come la carenza di personale, l’aumento della domanda e la sostenibilità economica. Ecco quali, secondo Quintavalle, possono essere i modelli organizzativi d’aiuto: “La medicina generale ha dei problemi, specialmente nelle strutture e nelle zone più disagiate, che non sono quelle cittadine. Come fare per superare questo problema? Non dimentichiamo gli operatori sanitari e gli infermieri, così come una programmazione costante, una riformulazione dei bisogni e una revisione di quello che è l’attuale modello, perché va cambiato”.

G19+2 Sanità si propone non solo cole convegno, ma come spazio di ascolto, confronto e responsabilità condivisa per costruire una sanità più vicina ai cittadini, più digitale, più trasparente e più capace di rispondere alle disuguaglianze territoriali.