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Cisgiordania, coloni israeliani attaccano villaggio palestinese e sparano agli abitanti

Roma, 21 ago. (askanews) – Due palestinesi sono stati feriti da colpi di arma da fuoco esplosi oggi da coloni israeliani nel villaggio di Sa’ir, a nord-est di Hebron, in Cisgiordania. Stando a quanto riferito da fonti locali all’agenzia di stampa Wafa, un gruppo di coloni armati ha attaccato le abitazioni presenti alle porte del villaggio, aprendo il fuoco contro gli abitanti, colpendo un uomo di 70 e una seconda persona, le cui condizioni sono state definite critiche.

Secondo Wafa, i coloni hanno anche dato fuoco a un edificio.

Il Papa: l’IA non diventi strumento di colonialismo economico

Roma, 21 ago. (askanews) – “Il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale rischia di creare nuove forme di dipendenza tecnologica, con le nazioni più povere sempre più dipendenti da quelle più ricche. Dobbiamo rimanere vigili a questo riguardo, affinché l’innovazione non diventi un ulteriore strumento di colonialismo ideologico o economico”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo in Udienza in Vaticano i partecipanti al XVII Incontro Annuale dell’International Catholic Legislators Network.

“Purtroppo – ha proseguito il pontefice – ci troviamo di fronte a una forma sottile di dominio quando gli algoritmi decidono chi viene visto e chi rimane invisibile, quando le piattaforme digitali plasmano il dibattito pubblico senza responsabilità e quando la dignità dei lavoratori viene subordinata all’ottimizzazione dei sistemi. Questi sviluppi rivelano un nuovo volto dell’antica tentazione del dominio e del controllo esercitati senza servizio”.

Da Papa Leone anche un appelli ai legislatori “responsabili di elaborare politiche per la gestione della tecnologia a beneficio del bene comune: il vostro compito non è ostacolare l’innovazione, ma orientarla con saggezza”.

“Il mondo non ha bisogno di un’intelligenza artificiale che diminuisca l’umanità; ha invece bisogno di un’intelligenza umana illuminata dalla saggezza, di un’autorità politica guidata dalla coscienza e di un’innovazione tecnologica orientata dalla carità – ha puntualizzato ancora il Santo Padre -. Solo allora l’intelligenza artificiale potrà diventare non una rivale dell’umanità, ma una servitrice del bene comune”.

Tennis, Cobolli in semifinale a Cincinnati

Roma, 21 ago. (askanews) – Flavio Cobolli è in semifinale al Masters 1000 di Cincinnati al termine di una vittoria pazzesca, ancora in rimonta, contro Tommy Paul per 2-6, 6-3, 6-4 in un’ora e 57 minuti di gioco. Dopo un primo set durissimo per l’azzurro, che ha subìto ben due break senza mai entrare negli scambi, è arrivata la reazione nel secondo set. Flavio è infatti riuscito a strappare la battuta al suo avversario nel quarto game, annullando anche una chance di controbreak nel settimo gioco. Nel terzo e decisivo set, Cobolli ha sprecato quattro palle break, ma la quinta si è dimostrata quella buona per andare a servire per chiudere il match. Per il romano arriva così la nona semifinale nel circuito maggiore, la quinta stagionale e la prima a livello ‘1000’. In semifinale affronterà il francese Fils (n.21 Atp)che ha battuto in 6-3, 6-2 l’argentino Tirante

Meeting Rimini, Mattarella: umanità non si chiuda dentro illusori muri, costruisca ponti

Roma, 21 ago. (askanews) – “L’umanità” non resti “chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo, bensì aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi”. Guardi a “solidarietà, amicizia sociale, gratuità dell’amore” in un “tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono diseguaglianze mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz.

“Il Meeting di Rimini – sottolinea Mattarella – è un appuntamento significativo. Giunto alla sua 47esima edizione, rappresenta una storia e, in tempi di trasformazioni straordinarie, si propone di continuare a contribuire a costruire la storia, annodando, in coerenza, i fili della propria”.

“Quest’anno – prosegue il Capo dello Stato – il nodo è stato stretto sull’amore. Il verso conclusivo della Commedia di Dante – ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’ – non esprime soltanto un sentimento di esperienza individuale. L’amore che apre agli altri, oltre noi stessi e il nostro presente, è una forza interiore che assume una dimensione relazionale e, quindi, sociale, preziosa. Legare l’io al tu, al noi, spezza le solitudini e imprime direzioni ai percorsi umani”.

“È il contrario – osserva – del falso realismo che conduce all’inerzia, alla sfiducia, alla rassegnazione, quando invece il destino delle comunità è quello di farsi protagoniste del proprio futuro. Lo ha richiamato il Pontefice Leone XIV nella sua ‘Magnifica humanitas’. Un’umanità non chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo, bensì aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi. Solidarietà, amicizia sociale, gratuità dell’amore possono aprire orizzonti inediti alla politica, all’economia, alla vita civile. Viviamo un tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono diseguaglianze mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani”.

“È dall’umanità delle donne e degli uomini che si possono trarre le energie per rifiutare l’omologazione, la passività, l’odio, l’avversione al diverso, allo straniero, per educare alla pace”, esorta Mattarella, il quale conclude augurando “al Meeting, a tutti coloro che parteciperanno alle giornate di Rimini, di continuare a costruire con generosità orizzonti di umanità”.

Conte: effetti perversi da woke, sinistra combatta diseguaglianze socio-economiche

Roma, 21 ago. (askanews) – “La cultura woke può costituire l’ossatura ideologica di una forza progressista? Ne dubito. La cultura woke è diventata una sorta di religione morale autoreferenziale e per una forza progressista sarebbe un grave errore di strategia politica confidare su di essa per costruire una efficace azione politica”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, in un intervento su ‘La Repubblica’ nel dibattito aperto sul quotidiano da Alexandra Ocasio-Cortez (“Il woke è una follia, puntiamo sull’economia”).

Per Conte, il woke è un movimento che “ha spinto ad allargare il concetto di giustizia, ad adottare un linguaggio più rispettoso, ha contribuito a creare spazi simbolici e pratiche di riconoscimento che si sono diffuse nei luoghi di lavoro, nelle università, nei media” ma che ha anche prodotto “alcuni eccessi…rimbalzati dagli Stati Uniti”, “effetti perversi: conformismo ideologico e, in talune punte, repressione della libertà di opinione”. Il presidente Cinque Stelle puntualizza che occorre fronteggiare l’attacco “in blocco” del movimento da parte delle “destre” per “screditare qualsiasi istanza di uguaglianza”. Ma, sottolinea, “non è con il wake che la sinistra può fare giustizia”.

“Una forza progressista – prosegue – deve necessariamente intervenire sulle radici materiali delle diseguaglianze, assumendo quale prioritario obiettivo la riduzione (se non l’eliminazione) degli squilibri economici e delle iniquità sociali che hanno assunto un rilievo strutturale”.

“Tocca a noi offrire una vera alternativa, convincendo i ceti popolari, le forze sindacali, tutti i settori produttivi e i vari movimenti e comunità locali che si possono tenere insieme riconoscimento e redistribuzione, libertà individuali e sicurezza sociale, non perdendo mai di vista la lotta primaria contro le oppressioni materiali. Tocca a noi tornare a far crescere l’Italia, contrastando la gerarchia di una società di diseguali”, osserva.

“È impensabile affrontare queste sfide, muniti solo di un’agenda morale sui diritti civili, né possiamo continuare a ragionare solo di diritti identitari e di spazi simbolici”, sottolinea Conte ribadendo che occorre “recuperare risorse importanti dalla revisione delle spese militari, investendo massicciamente sul capitale umano, riformulando un modello di sicurezza sociale adeguato alle travolgenti trasformazioni tecnologiche e sociali”.

“Una politica progressista deve penetrare i meccanismi e le strutture più profonde dell’attuale sistema economico-sociale per trovare nuovi percorsi e strumenti per perseguire più radicali disegni di giustizia sociale. Non possiamo rassegnarci ad assistere a una crescita sempre più esponenziale di produttività e redditività, mentre la distribuzione dei benefici alle comunità diventa sempre più iniqua”, afferma.

Carburanti, continua la corsa della benzina: prezzo medio sale a 2,005 euro al litro

Milano, 21 ago. (askanews) – Continua la corsa del prezzo della benzina. Dopo aver superato ieri la soglia dei 2 euro sulla rete stradale nazionale, oggi, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,005 euro al litro per la benzina e 2,122 euro al litro per il gasolio. E’ quanto emerge dai dati diffusi dal Mimit e rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti. Ieri il prezzo medio era salito a 2,002 euro al litro per la benzina e a 2,116 euro al litro per il gasolio.

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,080euro al litro per la benzina e 2,194 euro al litro per il gasolio.

Meeting di Rimini, Mattarella: l’umanità non si chiuda dentro illusori muri

Roma, 21 ago. (askanews) – “L’umanità” non resti “chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo, bensì aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi”. Guardi a “solidarietà, amicizia sociale, gratuità dell’amore” in un “tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono diseguaglianze mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz.

“Il Meeting di Rimini – sottolinea Mattarella – è un appuntamento significativo. Giunto alla sua 47esima edizione, rappresenta una storia e, in tempi di trasformazioni straordinarie, si propone di continuare a contribuire a costruire la storia, annodando, in coerenza, i fili della propria”.

“Quest’anno – prosegue – il nodo è stato stretto sull’amore. Il verso conclusivo della Commedia di Dante – ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’ – non esprime soltanto un sentimento di esperienza individuale. L’amore che apre agli altri, oltre noi stessi e il nostro presente, è una forza interiore che assume una dimensione relazionale e, quindi, sociale, preziosa. Legare l’io al tu, al noi, spezza le solitudini e imprime direzioni ai percorsi umani”.

“È il contrario – osserva – del falso realismo che conduce all’inerzia, alla sfiducia, alla rassegnazione, quando invece il destino delle comunità è quello di farsi protagoniste del proprio futuro. Lo ha richiamato il Pontefice Leone XIV nella sua ‘Magnifica humanitas’. Un’umanità non chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo, bensì aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi. Solidarietà, amicizia sociale, gratuità dell’amore possono aprire orizzonti inediti alla politica, all’economia, alla vita civile. Viviamo un tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono diseguaglianze mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani”.

“È dall’umanità delle donne e degli uomini che si possono trarre le energie per rifiutare l’omologazione, la passività, l’odio, l’avversione al diverso, allo straniero, per educare alla pace”, esorta il Capo dello Stato.

“Auguro al Meeting, a tutti coloro che parteciperanno alle giornate di Rimini, di continuare a costruire con generosità orizzonti di umanità”, conclude il presidente della Repubblica.

Conte: effetti perversi dalla cultura woke, la sinistra combatta le diseguaglianze socio-economiche

Roma, 21 ago. (askanews) – “La cultura woke può costituire l’ossatura ideologica di una forza progressista? Ne dubito. La cultura woke è diventata una sorta di religione morale autoreferenziale e per una forza progressista sarebbe un grave errore di strategia politica confidare su di essa per costruire una efficace azione politica”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, in un intervento su ‘La Repubblica’ nel dibattito aperto sul quotidiano da Alexandra Ocasio-Cortez (“Il woke è una follia, puntiamo sull’economia”).

Per Conte, il woke è un movimento che “ha spinto ad allargare il concetto di giustizia, ad adottare un linguaggio più rispettoso, ha contribuito a creare spazi simbolici e pratiche di riconoscimento che si sono diffuse nei luoghi di lavoro, nelle università, nei media” ma che ha anche prodotto “alcuni eccessi…rimbalzati dagli Stati Uniti”, “effetti perversi: conformismo ideologico e, in talune punte, repressione della libertà di opinione”. Il presidente Cinque Stelle puntualizza che occorre fronteggiare l’attacco “in blocco” del movimento da parte delle “destre” per “screditare qualsiasi istanza di uguaglianza”. Ma, sottolinea, “non è con il wake che la sinistra può fare giustizia”.

“Una forza progressista – prosegue – deve necessariamente intervenire sulle radici materiali delle diseguaglianze, assumendo quale prioritario obiettivo la riduzione (se non l’eliminazione) degli squilibri economici e delle iniquità sociali che hanno assunto un rilievo strutturale”.

Mps, Lovaglio: "Oggi siamo qui per parlare di una visione"

Milano, 21 ago. (askanews) – “Oggi non siamo qui per parlarvi solo di un’operazione, siamo qui per parlarvi di una visione”. L’Ad e Dg di Mps, Luigi Lovaglio, ha esordito così durante la conference call con la comunità finanziaria e la stampa per illustrare le doppie offerte parallele in azioni approvate ieri dal cda del Montepaschi.

Le due offerte di Mps su Banco Bpm e su Banca Generali “non sono condizionate l’una all’altra: possiamo portarne a termine una senza portare a termine l’altra, ma sono convinto che – considerando il valore implicito nel realizzare entrambe le offerte – entrambe verranno portate a compimento con successo”, ha puntualizzato Lovaglio nella call con gli analisti tenuta all’indomani del cda che ha approvato l’operazione.

Il manager ha inoltre precisato che all’assemblea del 29 ottobre 2026 gli azionisti del Monte saranno chiamati ad approvare “separatamente” ciascuna offerta e la distribuzione straordinaria.

Le Offerte di Mps su banco Bpm e banca Generali “sono finalizzate alla creazione di un nuovo campione nazionale di riferimento, dotato di competenze distintive nel banking, nell’advisory e nel wealth management, attraverso l’unione di marchi iconici, solide radici territoriali e relazioni consolidate con le famiglie, le aziende e le comunità locali”, sottolinea il comunicato diffuso questa mattina dopo il cda di ieri del Montepaschi.

Il progetto industriale, spiega il comunicato, “si traduce nella combinazione di franchise complementari all’interno di un gruppo finanziario integrato, con un modello di business vincente e posizionato per accompagnare famiglie, imprenditori, Pmi e grandi imprese lungo l’intero ciclo della loro vita finanziaria”.

“Il razionale strategico – prosegue – è particolarmente convincente: una Mps rafforzata e profondamente trasformata rappresenta il partner naturale sia per Banco Bpm, che apporta scala, competenze di prodotto e forza commerciale nelle aree a maggiore ricchezza del Paese, sia per Banca Generali, che contribuisce con una piattaforma leader nel wealth management, ricavi commissionali ricorrenti di elevata qualità e capacità distributive basate sul modello advisor-led. Le competenze distintive di Mediobanca nel corporate e investment banking, nei capital markets e nel wealth management beneficeranno inoltre della maggiore scala del nuovo gruppo, ampliando al contempo la gamma di prodotti e servizi a disposizione della clientela”.

“Il gruppo allargato, più diversificato e resiliente, diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo, con un bilancio pro forma pari a circa 466 miliardi di euro, impieghi alla clientela pari a 245 miliardi di euro, raccolta diretta pari a 315 miliardi di euro e total financial assets pari a 810 miliardi di asset, sulla base dei dati al 31 dicembre 2025”.

L’operazione, prosegue la nota, “è attesa generare una significativa creazione di valore attraverso circa Euro 2,6 miliardi di sinergie pre-tax run-rate annue (di cui Euro 0,8 miliardi relativi all’integrazione di Mediobanca in corso), derivanti sia da efficienze di costo sia da opportunità di ricavo”. Il management di Mps stima attualmente oneri di integrazione una tantum complessivi nell’ordine di Euro 2,5 miliardi ante imposte (di cui Euro 0,6 miliardi relativi all’integrazione di Mediobanca in corso) e prevede che tali costi siano sostenuti tra il 2027 e il 2029. Il progetto industriale proposto da Mps, prosegue il comunicato, “deve essere considerato coerente con la direzione strategica delineata da Banco Bpm nella lettera del 7 giugno 2026, in quanto volto a dare attuazione a un piano condiviso finalizzato a valorizzare le complementarità tra gli istituti coinvolti e a rafforzarne il posizionamento competitivo nell’interesse di tutti gli stakeholder”. Gli obiettivi “restano invariati: creare un gruppo più forte, più diversificato e più competitivo”.

L’Offerta Banco Bpm “rappresenta semplicemente un percorso tecnico alternativo per conseguire i medesimi obiettivi attraverso un processo di mercato trasparente e ordinato, eseguibile secondo una tempistica chiaramente definita. In tale contesto, questo convincente progetto industriale offrirebbe inoltre al principale azionista di Banco Bpm (Credit Agricole/Ndr) l’opportunità di partecipare alla creazione di un gruppo più forte e di maggior valore, favorendo al contempo lo sviluppo di collaborazioni strategiche in aree di reciproco interesse”.

La rilevanza strategica del progetto industriale proposto da Mps “è ulteriormente rafforzata dall’iniziativa parallela su Banca Generali. L’aggregazione con Banca Generali rappresenta un primo passo verso un più ampio programma di collaborazione industriale con il Gruppo Generali, finalizzato allo sviluppo di nuove opportunità di crescita in aree di business strategicamente rilevanti per entrambe le istituzioni”.

Quando il dolore diventa rinascita: la Comunità Incontro di Amelia

Le periferie dimenticate e il buio che avanza

C’è un’Italia che vive ai margini, oltre il raccordo, dove il grigio dei palazzi sembra inghiottire ogni speranza. Nelle periferie romane, tra strade trafficate e piazze desolate, le dipendenze hanno assunto contorni sempre più sfumati e insidiosi. Non più solo droga o alcol, ma un ventaglio di schiavitù moderne che svuotano l’esistenza di migliaia di giovani.

È un’emergenza che non fa notizia, che si consuma nel silenzio delle case e nella vergogna di chi non riesce a chiedere aiuto. Eppure, da qualche parte, esiste una risposta concreta.

Lavorare per guarire: la forza dell’ergoterapia

Sulle colline di Amelia, lontano dal frastuono della città, la Comunità Incontro ha scelto una strada diversa. Qui non si parla solo di astinenza o di protocolli clinici. Si parla di rimettersi in gioco attraverso il fare.

Il metodo ergoterapeutico è il cuore di questa esperienza: non una semplice tecnica, ma una filosofia di vita. Significa imparare a prendersi cura di qualcosa – un orto, un laboratorio, un animale – per scoprire che si è ancora capaci di creare, di costruire, di essere utili.

È attraverso le mani che si sporcano di terra o di pittura che l’anima ritrova il suo peso specifico. Chi arriva qui spesso non sa più chi è, cosa vale. Il lavoro quotidiano glielo ricorda, passo dopo passo.

 

Volti, nomi, professionalità

Dietro ogni percorso di guarigione ci sono persone in carne ed ossa. Giampaolo Nicolasi, alla guida della struttura, incarna l’equilibrio tra rigore e comprensione. Non è un direttore che impartisce ordini, ma un riferimento che sa ascoltare.

Accanto a lui, Tania Fontanella coordina l’équipe psicologica con una sensibilità rara, capace di entrare in contatto con le fragilità più profonde senza mai giudicare. Martina Nicolasi completa questo trio di eccellenza, portando dedizione e competenza in ogni aspetto della vita comunitaria.

Insieme a loro, educatori, operatori, volontari: una rete di professionisti che ha scelto di mettere il proprio sapere al servizio degli altri.

 

Per chi non ce la fa più

Se stai leggendo queste righe e senti che il peso è diventato insopportabile, se sei un genitore che non dorme più la notte, se sei un ragazzo che crede di aver bruciato tutte le opportunità, sappi che c’è un posto dove puoi tornare a respirare.

La Comunità Incontro di Amelia non è un ospedale, non è un carcere, non è un luogo di attesa. È una casa dove si impara a vivere di nuovo. Un punto di riferimento solido, riconosciuto a livello nazionale, che accoglie chiunque abbia il coraggio di bussare alla sua porta.

Non esiste una formula magica per uscire dalle dipendenze. Esiste però la possibilità di non affrontare da soli questa battaglia. Esiste una mano tesa, pronta ad accoglierti senza condizioni.

 

Per informazioni, colloqui e per iniziare il tuo percorso

Numero Verde Comunità Incontro: 800 168 168

 

L’irresistibile attrazione di Donald Trump per i dittatori

Il ritorno di Kim Jong-un

Come non bastasse tutto il caos che ha generato qua e là nel pianeta, Donald Trump ora se ne è inventata un’altra: ha rilanciato l’idea di una possibile innovativa amicizia con la Corea del Nord del dittatore Kim Jong-un. Postando sui social la foto del loro incontro di sette anni fa e – soprattutto – decidendo il ridimensionamento delle annuali esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud.

L’inquietudine degli alleati asiatici

Facile immaginare lo sconcerto di Seul, e più ancora la preoccupazione conseguente che a questo punto coinvolge tutti i tradizionali alleati americani della regione a cominciare dal Giappone, già in forte tensione con la Cina e certo non insensibile al protagonismo del feroce dittatore di Pyongyang: il quale negli ultimi anni ha rafforzato il proprio arsenale nucleare, di fatto l’assicurazione sulla vita del regime (ora addirittura inserita in Costituzione) che ormai nessuno si illude più possa venire in qualche modo discusso o ridimensionato; ha stabilito una forte relazione politica con la Russia in seguito al sostegno fornitole con l’invio di oltre una dozzina di migliaia di soldati (molti dei quali uccisi) sul fronte ucraino e di centinaia di missili; ha mantenuto e probabilmente migliorato le relazioni con la Cina, confermate nel recente vertice con Xi Jingping.

Il credito concesso ai dittatori 

In tutto questo, la situazione interna al paese rimane sconosciuta ufficialmente ma in realtà è quella ben nota da decadi: nessuno spazio per la libertà d’espressione, anzi per ogni ipotesi di libertà; controllo terrificante della vita di ogni cittadino; culto della personalità del capo, che sta ora progressivamente inserendo la figlia nella struttura del potere.

Così, mentre chiede e impone ai suoi alleati nuovi e più corposi investimenti militari il presidente americano apre un nuovo credito con uno dei più sanguinari satrapi del pianeta. A conferma della sua evidentemente irresistibile attrazione per i dittatori.

Israele mette a rischio i due Stati. Bene il no (anche) dell’Italia

Su E1 non si può tacere

Bene ha fatto l’Italia ad aderire alla netta presa di posizione internazionale contro il progetto israeliano E1. La dichiarazione di ieri, 20 agosto, sottoscritta da Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Canada e Norvegia, chiede al governo israeliano di ritirare immediatamente i piani di espansione degli insediamenti in Cisgiordania.

Non siamo di fronte a una questione urbanistica. Il governo israeliano ha aperto il bando per 1.234 nuove unità abitative nell’area E1, a est di Gerusalemme, con scadenza il 19 ottobre, all’interno di un progetto assai più vasto. È la geografia a spiegare la gravità della decisione: edificare E1 significa compromettere la continuità territoriale tra il nord e il sud della Cisgiordania e rendere ancora più problematica la possibilità di costruire uno Stato palestinese territorialmente sostenibile.

Per questo i sette Paesi hanno usato parole inequivocabili: il progetto «allontana ulteriormente dalla pace» e rischia di compromettere ulteriormente la reputazione internazionale di Israele.

Amici di Israele, non del governo Netanyahu

C’è un equivoco che sarebbe bene dissipare. Difendere il diritto di Israele all’esistenza e alla sicurezza non significa sottoscrivere ogni decisione del suo governo. Anzi, proprio chi considera fondamentale la sicurezza dello Stato ebraico dovrebbe contrastare scelte destinate ad aumentarne l’isolamento e a cancellare progressivamente qualsiasi credibile soluzione politica del conflitto.

Gli insediamenti israeliani nei territori occupati sono considerati illegali dal diritto internazionale: lo hanno ribadito le Nazioni Unite e lo ricordano esplicitamente i firmatari della dichiarazione. Ma E1 presenta un’aggravante politica: rischia di rendere materialmente impraticabile quella soluzione dei due Stati che la comunità internazionale continua a indicare come l’unico approdo possibile.

L’amicizia verso Israele non può dunque trasformarsi in acquiescenza verso il governo Netanyahu. Un alleato è credibile anche quando sa dire no.

L’Italia ha scelto bene

La presenza italiana tra i firmatari è perciò significativa. E non rappresenta neppure un’improvvisa correzione di rotta: già nel maggio scorso Roma aveva aderito a una dichiarazione internazionale che indicava specificamente E1 come una minaccia alla soluzione dei due Stati.

Adesso, però, il problema diventa più urgente. Se mentre la diplomazia continua a parlare di due Stati sul terreno si procede in direzione opposta, quella prospettiva rischia di ridursi a una formula rituale, buona per i comunicati e sempre meno praticabile nella realtà.

Israele ha diritto alla sicurezza. I palestinesi hanno diritto a una prospettiva politica, a un territorio e a uno Stato. Tenere insieme questi due principi non è equidistanza: è la condizione per cercare una pace possibile.

Per questo l’Italia ha fatto bene a schierarsi. Fermare E1 non significa schierarsi contro Israele. Significa opporsi a una scelta del suo governo che rischia di allontanare ancora di più la pace e, alla lunga, di danneggiare lo stesso Israele.

La strana storia di Ranucci e Lavitola, un film dalla triste sceneggiatura

La calda estate dell’Italia dei media

Quella di Ranucci e Lavitola, vicenda scadentissima, sta diventando una soap a puntate ancora più avvilente. Avvocati che si arrabattano in dichiarazioni alla stampa prive di sostanza, chiarimenti che non chiariscono nulla, eventuali messaggi cifrati e così via, con tutti gli ingredienti di una storia che di gustoso ha solo il suo squallore.

Lavitola si scusa con l’innocenza di un bambino di cui si è scoperta la marachella. È la cartina di tornasole di personaggi che credono di essere onnipotenti o che, con presunzione, immaginano di poter lasciare tracce di sé nella storia del nostro Paese. A proposito, potrebbe tornare godibile rivedere il film dal titolo “Il moralista”, con il nostro Albertone nazionale a fare da protagonista.

 

Storia di un modo antico

Ora si mira a un punto che non risolve la faccenda e che sarà giustamente materia solo della magistratura. Lavitola, ristoratore di pesce, forse ha desiderato prendere a pesci in faccia la sua professione per tornare a fare un po’ di casino in politica.

Ranucci, per adesso, ha preso in prestito il motto di Francesco Saverio Borrelli “resistere, resistere, resistere”, che era certo di poteri che congiuravano contro l’indipendenza della magistratura, così sconfinando, secondo molti altri, in campi che non gli competevano.

Sarà stata la foga della giustizia alla quale prestava servizio che talvolta lo ha portato, secondo qualcuno, a confondersi con la rivoluzione. All’ars destruens non sarebbe corrisposta un’altrettanta ars construens, o forse era proprio questo lo scopo: restare nello sfacelo e non un passo oltre. Qualche romantico potrebbe dire che trattasi di rivoluzione permanente. Una trentina di anni dopo, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

 

A volte abdicare…

Sembra che Ranucci voglia restare a Report ad ogni costo. È stato dotato di uno spiccato senso di opportunismo per aver saputo infilarsi in un filone televisivo che fa gola agli italiani tipici delle fulminanti vignette di Altan. Appare adesso clamorosamente scarso di senso dell’opportunità, al punto da non fare un passo indietro per non compromettere, almeno in questa fase, il servizio pubblico televisivo, che merita più gratitudine e generosità, posto che gli ha dato fama e gloria.

Qualcuno dovrebbe spiegargli che Report richiama anche la traiettoria di un boomerang: chi lo lancia deve essere consapevole che torna indietro e, se non si sta attenti, può far del male proprio all’autore del tiro.

 

Questioni di punti di vista

Il punto non è chi condurrà, semmai, nella nuova stagione Report, se Ranucci è vittima o colluso con Lavitola, se è stato così vanitoso nell’ipotizzare un suo ruolo in politica, se è mancato di prudenza in certe frequentazioni divenute persino amicali.

Il punto non è se ha fatto inchieste su commissione o se abbia scoperto effettivamente le malefatte della nostra società. Il punto non è quanto sia costata la macchina di Report e quanti buchi nell’acqua si siano poi rivelati, dopo tante trafelate attenzioni verso questo o quel fatto portato in bocca a un pubblico educato al massacro.

Il punto non è l’avvilente schierarsi dei partiti a favore o contro Ranucci per raggranellare qualche consenso o per consumare qualche vendetta. Il punto non è se, dalla Gabanelli in poi, si sia consumato il rischio di un’eventuale informazione non sempre indipendente e all’altezza del proprio ruolo e delle proprie responsabilità, dove l’obiettività può aver smarrito il suo fuoco, dove infine il gabbato è l’ignaro telespettatore.

 

L’inciampo del “quarto potere”

La questione, su cui si dovrebbe piuttosto fermare il pensiero, dovrebbe essere nel chiedersi come sia stato possibile consentire per anni inchieste di stampo “accusatorio” e non di indagine e come mai soltanto oggi si sia scoperto il vaso di Pandora, su cui commenta negativamente una parte non marginale della stessa “informazione”, fino ad oggi clamorosamente silente.

Come si fosse svegliato da un brutto sogno, oggi il giornalismo italiano si accorge dell’accaduto e dice la sua, chiamando alla presa di distanza, alla censura, all’allarme, allo scandalo, attraverso diversi suoi commentatori che tentano di recuperare su una colpa, se non di complicità, almeno di sottovalutazione.

 

Una lezione da mandare a memoria

Sembra che Giulio Andreotti un giorno abbia detto: “Io distinguerei le persone morali dai moralisti, perché molti di coloro che parlano di etica, a forza di discuterne non hanno poi il tempo di praticarla”.

Il punto è questo e non altro. Chissà cosa ne pensano Conte e compagnia cantando.

Torino è cresciuta. Grazie al pragmatismo e al buon senso

Il pragmatismo come metodo di governo

Anche Torino si avvia verso il voto. Nella prossima primavera, con molte altre grandi città italiane, anche il capoluogo subalpino rinnoverà il suo vertice politico ed amministrativo. Ma, al di là del dibattito e del confronto tra i partiti in vista del voto, è indubbio che alcuni elementi emergono in modo persin oggettivo. Innanzitutto la gestione del Sindaco Stefano Lo Russo è stata all’insegna del pragmatismo e della concretezza. Nessuna indulgenza al populismo – che aveva invece caratterizzato la gestione precedente della grillina Appendino -, alla improvvisazione, alla superficialità e al pressappochismo. Lo Russo ha ricordato, nella sua gestione amministrativa quotidiana, i grandi sindaci del passato della città. Appunto, approccio pragmatico e concentrazione sui dossier principali per rilanciare il ruolo di Torino nella cornice piemontese e, al contempo, lavorare per non smantellare la storica vocazione industriale della città ma investendo anche e massicciamente sui nuovi asset dello sviluppo e della crescita contemporanei: dal turismo ai servizi, dai grandi eventi internazionali alla cultura, dalle sfide dei nuovi lavori e professionalità alla cura dell’habitat cittadino. Insomma, una gestione, quella di Lo Russo e della sua squadra, che si è caratterizzata, almeno sino ad oggi, per la sua concretezza e per quel pragmatismo amministrativo che sono e restano, probabilmente, all’origine del buon amministratore. Al di là e al di fuori della stessa appartenenza politica.

L’alleanza tra politica e civismo

In secondo luogo il profilo politico e culturale della coalizione che ha sostenuto ed appoggiato la sindacatura di Lo Russo. Si tratta, ricalcando una delle specificità della storia amministrativa torinese, di una alleanza di centro sinistra che è stata in grado di unire la politica – cioè i partiti – con quella che comunemente viene ancora chiamata ‘società civile’. Che a Torino, come in molte altre grandi città, ma soprattutto a Torino – almeno dal 1993 in poi con la candidatura a Sindaco di Valentino Castellani – si è contraddistinto per il ruolo decisivo e protagonistico del “civismo’. Un civismo non anti politico ma semplicemente in grado di recuperare e rilanciare la forza e l’energia di settori della città che non sono direttamente riconducibili alle esperienze di partito.

In ultimo, quando si parla di Torino e di questa ultima stagione amministrativa, non si può non evidenziare che il campo del centro sinistra che ha guidato la città non è mai stato l’espressione di una politica estremista, radicale o massimalista. E proprio con l’esperienza di Lo Russo il centro sinistra torinese si è confermato come una coalizione capace di dispiegare una vera cultura di governo, autenticamente riformista e alieno dai proclami radicali e di pura propaganda.

Una città ben amministrata, pur tra problemi aperti

Tre ragioni di fondo che hanno caratterizzato l’ultima stagione amministrativa di Torino che sono stati anche credibili sotto il profilo dell’efficienza amministrativa. Dopodichè, come ovvio e persino scontato, persistono i problemi che caratterizzano tutte le grandi città italiane: dal nodo delle periferie ai temi della sicurezza, dalla microcriminalità al pianeta, sempre attuale e problematico, della integrazione fra le varie etnie al capitolo della povertà e dell’emarginazione di settori crescenti della popolazione. Ma, comunque sia, un dato è certo. E cioè, Torino in questi ultimi anni è stata ben amministrata. Non con i dogmi del populismo e della propaganda ma, al contrario, con i criteri – tipicamente sabaudi – della concretezza, del buonsenso e, appunto, del sano pragmatismo.

Ex Ilva, Mattarella: impegno nazionale per Taranto. Meloni: tavolo a Palazzo Chigi per lo sviluppo della città

Roma, 20 ago. (askanews) – I Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto sono diventati l’occasione per riaccendere l’attenzione sulla situazione dell’ex Ilva e ribadire l’impegno istituzionale.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Quotidiano di Puglia, per rivolgere un saluto alla città di Taranto e a tutte le altre località della Puglia, che si apprestano a ospitare la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, ha sottolineato: “Un pensiero particolarmente intenso di attenzione e di vicinanza intendo dedicare agli abitanti della storica città di Taranto – custode di un patrimonio storico, culturale, artistico di inestimabile valore – che negli ultimi tempi hanno dovuto fronteggiare drammatici aspetti di occupazione e di salute, di sviluppo economico e di qualità della vita: questi aspetti della loro condizione costituiscono un problema e, insieme, un impegno nazionale”. “La scelta di Taranto come sede di un evento di carattere internazionale come quello dei Giochi del Mediterraneo manifesta il ruolo che la Città riveste nella Repubblica. L’augurio è che, a partire da questi giochi, Taranto torni ad ‘abbracciare il futuro'”, ha concluso il Capo dello Stato.

Dal canto suo, la premier Giorgia Meloni, in una lettera inviata al prefetto di Taranto Ernesto Liguori, in seguito ad una richiesta giunta attraverso Liguori da associazioni di categoria del territorio di Taranto finalizzata a far presiedere alla premier un incontro sulla ex Ilva in occasione della partecipazione di Meloni all’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, ha annunciato che “in parallelo” al tavolo di confronto con i sindacati nazionali del settore convocato in permanenza presso la Presidenza del Consiglio e coordinato dal sottosegretario Mantovano “è mia intenzione convocare, sempre a Palazzo Chigi, uno specifico Tavolo per la città di Taranto, al fine di valutare le possibilità di sviluppo dell’area con investimenti imprenditoriali da affiancare all’ex Ilva”.

“Garantisco che il mantenimento di un’importante capacità produttiva di acciaio è ritenuto dal Governo obiettivo di rilievo nazionale”.

“Senza escludere il confronto con le organizzazioni che operano sul territorio, al Tavolo per Taranto – ha proseguito la premier – saranno invitati innanzitutto i vertici nazionali delle stesse (insieme, ovviamente, ai rappresentanti della Regione Puglia e degli enti locali), il che conferirà al Tavolo di lavoro il giusto peso. Il mio, quindi, è un invito a un dialogo allargato, da realizzare nella sede del Governo, con il coinvolgimento più ampio e di carattere nazionale, come la situazione impone”.

“E’ noto – conclude la premier – che il Tavolo di confronto con i sindacati nazionali del settore, è convocato in permanenza presso la Presidenza del Consiglio, coordinato dal Sottosegretario Mantovano e composto da tutti i ministri a vario titolo competenti, fin da quando si è insediato l’attuale Esecutivo. Esso tornerà a riunirsi entro i primi giorni di settembre per esaminare le varie manifestazioni di interesse presentate proprio in queste settimane per il futuro assetto dell’impianto”.

Lega, contestati Romeo e Attilio Fontana: "Salvini non si tocca"

Roma, 20 ago. (askanews) – Una breve contestazione di militanti fedeli al leader della Lega Matteo Salvini ha animato dalla platea l’intervista sul palco della Versiliana al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e al capogruppo al Senato della Lega Massimiliano Romeo, segretario della Lega lombarda. I due sono i principali esponenti dell’area ‘nordista’ critica con il leader: i contestatori hanno urlato slogan come “Salvini non si tocca”. “Poi siamo noi quelli che vogliono dividere la Lega”, è stato il commento di Romeo.

Tennis, Carlos Alcaraz giocherà gli Us Open

Roma, 20 ago. (askanews) – Carlos Alcaraz giocherà gli Us Open. Lo ha annunciato lui stesso sui canali social, utilizzando lo slogan “Here We Go” reso celebre da Fabrizio Romano, che ha firmato il post in partnership con il tennista spagnolo. Carlos torna così nel circuito dopo l’infortunio al polso di aprile. Si aspetta ora una comunicazione ufficiale da parte di Jannik Sinner.

Carlitos, dunque, tornerà a giocare un match ufficiale quattro mesi dopo l’ultima volta. Nella giornata di lunedì, a seguito della scelta di non disputare il Masters 1000 di Cincinnati, Alcaraz ha continuato la sua fase di recupero allenandosi in Spagna con Holger Rune (anche lui fermo per infortunio ma prossimo al rientro) per cercare di aumentare l’intensità dei suoi allenamenti in vista dell’ultimo Slam della stagione. In quel di Flushing Meadows, il 23enne dovrà difendere il titolo conquistato lo scorso anno in finale contro Jannik Sinner. Il torneo è in programma dal 30 agosto al 13 settembre.

Ex Ilva, Meloni: primi settembre a Chigi tavolo su manifestazioni di interesse



Roma, 20 ago. (askanews) – “Garantisco che il mantenimento di un’importante capacità produttiva di acciaio è ritenuto dal Governo obiettivo di rilievo nazionale”. Così la premier Giorgia Meloni, in una lettera inviata al prefetto di Taranto Ernesto Liguori, in seguito ad una richiesta giunta attraverso Liguori da associazioni di categoria del territorio di Taranto finalizzata a far presiedere alla premier un incontro sulla ex Ilva in occasione della partecipazione di Meloni all’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo.

“E’ noto che il Tavolo di confronto con i sindacati nazionali del settore, è convocato in permanenza presso la Presidenza del Consiglio, coordinato dal Sottosegretario Mantovano e composto da tutti i ministri a vario titolo competenti, fin da quando si è insediato l’attuale Esecutivo. Esso tornerà a riunirsi entro i primi giorni di settembre per esaminare le varie manifestazioni di interesse presentate proprio in queste settimane per il futuro assetto dell’impianto”, ha annunciato Meloni.

Ex Ilva, Meloni: convocherò tavolo per sviluppo città Taranto, avrà giusto peso

Roma, 20 ago. (askanews) – “In parallelo” al tavolo di confronto con i sindacati nazionali del settore convocato in permanenza presso la Presidenza del Consiglio e coordinato dal sottosegretario Mantovano “è mia intenzione convocare, sempre a Palazzo Chigi, uno specifico Tavolo per la città di Taranto, al fine di valutare le possibilità di sviluppo dell’area con investimenti imprenditoriali da affiancare all’ex Ilva”. Così la premier Giorgia Meloni, in una lettera inviata al prefetto di Taranto, Ernesto Liguori, in seguito ad una richiesta giunta attraverso Liguori da associazioni di categoria del territorio di Taranto, finalizzata a presiedere un incontro sulla ex Ilva in occasione della mia partecipazione all’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo.

“Senza escludere il confronto con le organizzazioni che operano sul territorio, al Tavolo per Taranto – ha proseguito la premier – saranno invitati innanzitutto i vertici nazionali delle stesse (insieme, ovviamente, ai rappresentanti della Regione Puglia e degli enti locali), il che conferirà al Tavolo di lavoro il giusto peso. Il mio, quindi, è un invito a un dialogo allargato, da realizzare nella sede del Governo, con il coinvolgimento più ampio e di carattere nazionale, come la situazione impone”.

Giochi Mediterraneo, Mattarella: Taranto torni ad abbracciare il futuro

Roma, 20 ago. (askanews) – “Un pensiero particolarmente intenso di attenzione e di vicinanza intendo dedicare agli abitanti della storica città di Taranto – custode di un patrimonio storico, culturale, artistico di inestimabile valore – che negli ultimi tempi hanno dovuto fronteggiare drammatici aspetti di occupazione e di salute, di sviluppo economico e di qualità della vita: questi aspetti della loro condizione costituiscono un problema e, insieme, un impegno nazionale”. E’ quanto ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Quotidiano di Puglia, per rivolgere un saluto alla città di Taranto e a tutte le altre località della Puglia, che si apprestano a ospitare la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo.

“La scelta di Taranto come sede di un evento di carattere internazionale come quello dei Giochi del Mediterraneo manifesta il ruolo che la Città riveste nella Repubblica. L’augurio è che, a partire da questi giochi, Taranto torni ad ‘abbracciare il futuro'”, ha concluso il Capo dello Stato.

Giochi Mediterraneo, Mattarella: siano speranza per futuro di pace e tolleranza

Roma, 20 ago. (askanews) – “Desidero anzitutto rivolgere gli auguri a tutti gli atleti delle ventisei nazioni di tre Continenti che si apprestano a gareggiare e che si sono preparati, in vista di questa prestigiosa competizione, con impegno, determinazione e spirito di sacrificio. Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati, nei diversi ruoli, per organizzare questo importante appuntamento dello sport internazionale. Il motto scelto per questi giochi – ‘Embrace the future’ – esprime speranza. La speranza in un futuro che si vorrebbe di pace, sviluppo, tolleranza”. E’ quanto ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Quotidiano di Puglia, per rivolgere un saluto alla città di Taranto e a tutte le altre località della Puglia, che si apprestano a ospitare la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo.

“Il Mediterraneo è oggi attraversato da conflitti, violenze, crisi migratorie. L’impegno – ha proseguito il Capo dello Stato – va rivolto all’obiettivo di farlo tornare a essere fonte di civiltà, luogo del dialogo e del confronto, ambito di cooperazione internazionale e di solidarietà tra i popoli. I Giochi del Mediterraneo possono diventare, come si è augurato di recente Papa Leone XIV, ‘profezia di pace e fratellanza’”.

Lega, Romeo: valorizzare la squadra, questa è la nostra proposta a Salvini

Roma, 20 ago. (askanews) – Per rinnovare la Lega bisogna valorizzare “la squadra per dirigere il movimento”. Lo ha detto Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega lombarda, intervistato insieme al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sul palco della Versiliana.

“Nella competizione tra leader, salvo Vannacci che riuscirà in qualche modo a intercettare i voti, noi rischiamo di non farcela. Cosa può cambiare e dare l’idea che la Lega sia qualcosa di diverso? L’idea della squadra. Questa è la proposta. La proposta noi a Salvini l’abbiamo fatta, stiamo aspettando che lui la colga”.

Quanto alla fisionomia della squadra, ne serve una “”che coinvolga Zaia e i governatori che in questo momento hanno il maggiore appeal con gli elettori”. “Io aggiungo qualche sindaco”, ha detto Fontana.

Migranti, le opposizioni attaccano Meloni: boomerang clamoroso sospendere Schengen

Roma, 20 ago. (askanews) – Mentre aumenta la lista dei Paesi che rimandano in Italia i migranti, le opposizioni attaccano la premier Giorgia Meloni.

“È clamoroso il boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni di sospendere Schengen contro la Spagna. E così appena dopo la Germania, l’Austria e la Svizzera, anche la Finlandia e la Svezia dichiarano che ricominciano a rimandare in Italia i migranti entrati in Europa dal nostro paese”. È quanto dichiara in una nota la segretaria del Pd, Elly Schlein.

“Quando dicevo che su Ceuta Meloni ha creato un precedente pericoloso per l’Europa, ma soprattutto per l’Italia, intendevo esattamente questo. Con l’aggravante – prosegue la leader democratica – che Meloni per la sua cieca ideologia non ha mai portato avanti la più rilevante battaglia da fare a Bruxelles nell’interesse nazionale: quella sulla solidarietà europea, anche sull’accoglienza. Per superare l’ingiusto criterio Dublino del ‘primo paese di ingresso’ e stabilire finalmente che chi entra in Italia, entra in Europa, e ciascun paese UE deve fare la sua parte nell’accoglienza. Stiamo parlando di persone, non di pacchi. E non si possono mandare in giro per cinico calcolo politico”.

Secondo Schlein “è ridicolo che Meloni racconti di aver cambiato la musica in Europa, quando in realtà stava facendo un favore a quei paesi che non vogliono condividere l’accoglienza di chi entra in Europa dall’Italia e sono ben contenti di discutere solo dei fallimentari centri in Albania: inumani, illegali, e rimasti pure vuoti”.

Il Governo ha dato vita a un “inutile e dannoso show su Ceuta” e nelle “scelte sui migranti che hanno prodotto un bel cortocircuito: dopo la propaganda roboante del Governo contro la Spagna, ora Svezia, Austria, Svizzera, Germania e Finlandia sono in fila per rimandare in Italia i migranti da noi registrati. Un capolavoro targato Meloni: i rimpatri funzionano, ma contro di noi”. Lo ha scritto in un post su Facebook il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Germania, Svizzera, Austria e anche ora Finlandia seguono la ricetta Meloni e rispediscono in Italia i richiedenti asilo: la linea del nostro governo sui migranti si sta rivelando un boomerang”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

“Per anni – prosegue Magi – abbiamo insistito sulla necessità di superare il regolamento di Dublino con norme che sancissero l’obbligo di condivisione dell’accoglienza e di redistribuzione tra i Paesi membri. Meloni non solo si è sempre detta contraria a questa soluzione, ma con la decisione di sospendere Schengen con la Spagna dopo Ceuta ha scatenato un vero e proprio effetto a valanga per cui tutti i Paesi membri alzano la guardia applicando alla lettera il nuovo piano europeo, voluto fortemente anche dal nostro governo: Meloni dica cosa vuole fare ora, come intende rispondere e soprattutto se si rifiuterà di applicare il nuovo piano europeo sui migranti che lei stessa ha rivendicato”, conclude Magi.

“Alla fine Giorgia Meloni ha fatto un autogol clamoroso. Per rincorrere Vannacci ha infranto le regole europee. E adesso Germania, Svizzera, Austria e Finlandia ci restituiscono pan per focaccia rimandandoci indietro persone che altrimenti non sarebbero mai tornate in Italia. E brava Giorgia, bel capolavoro: hai rotto la solidarietà europea e ora ci toccano i cocci. Ma ci rendiamo conto dei danni che fa questo Governo?”. Così il leader di Iv Matteo Renzi, su X.

Migranti, Conte: capolavoro Meloni, rimpatri funzionano ma contro di noi

Roma, 20 ago. (askanews) – Il Governo ha dato vita a un “inutile e dannoso show su Ceuta” e nelle “scelte sui migranti che hanno prodotto un bel cortocircuito: dopo la propaganda roboante del Governo contro la Spagna, ora Svezia, Austria, Svizzera, Germania e Finlandia sono in fila per rimandare in Italia i migranti da noi registrati. Un capolavoro targato Meloni: i rimpatri funzionano, ma contro di noi”. Lo ha scritto in un post su Facebook il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

Governo, Conte: serve un Cdm straordinario su carburanti e bollette

Roma, 20 ago. (askanews) – “La benzina sfonda i 2 euro al litro anche fuori dalle autostrade, il gasolio è fuori controllo e si è mangiato da un pezzo i miseri e tardivi interventi del Governo, settembre è alle porte e per diverse famiglie fra libri e materiale scolastico potrebbero andare via fino a 1.400 euro a studente, per non parlare del rischio di nuove stangate delle bollette visto il prezzo del gas”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, secondo il quale “serve un Consiglio dei ministri straordinario per intervenire subito, anche se siamo già in forte ritardo”.

“Serve – ha affermato l’ex premier – recuperare risorse anche dagli extraprofitti di settori che hanno fatto utili record con le varie emergenze e che sono intoccabili per questo Governo. Serve che il nostro Governo riunisca subito a Bruxelles i leader europei per un nuovo Pnrr contro questa crisi collegata a guerre che hanno lasciato correre anche se a pagare sono i cittadini. Serve rivedere subito gli impegni sul Riarmo per spostare gli investimenti dove servono davvero”.

“Sono anni – è l’accusa del leader del M5S – che ci prendono in giro. I rave party, le polemiche pretestuose dal gioielliere la famiglia nel bosco, la crociata contro Report. Per 4 anni hanno completamente dimenticato di fare quello per cui erano stati scelti: offrire soluzioni ai problemi reali”.

Migranti, Schlein: boomerang clamoroso sospendere Schengen

Roma, 20 ago. (askanews) – “È clamoroso il boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni di sospendere Schengen contro la Spagna. E così appena dopo la Germania, l’Austria e la Svizzera, anche la Finlandia e la Svezia dichiarano che ricominciano a rimandare in Italia i migranti entrati in Europa dal nostro paese”. È quanto dichiara in una nota la segretaria del Pd, Elly Schlein.

“Quando dicevo che su Ceuta Meloni ha creato un precedente pericoloso per l’Europa, ma soprattutto per l’Italia, intendevo esattamente questo. Con l’aggravante – prosegue la leader democratica – che Meloni per la sua cieca ideologia non ha mai portato avanti la più rilevante battaglia da fare a Bruxelles nell’interesse nazionale: quella sulla solidarietà europea, anche sull’accoglienza. Per superare l’ingiusto criterio Dublino del ‘primo paese di ingresso’ e stabilire finalmente che chi entra in Italia, entra in Europa, e ciascun paese UE deve fare la sua parte nell’accoglienza. Stiamo parlando di persone, non di pacchi. E non si possono mandare in giro per cinico calcolo politico”.

Secondo Schlein “è ridicolo che Meloni racconti di aver cambiato la musica in Europa, quando in realtà stava facendo un favore a quei paesi che non vogliono condividere l’accoglienza di chi entra in Europa dall’Italia e sono ben contenti di discutere solo dei fallimentari centri in Albania: inumani, illegali, e rimasti pure vuoti”.

Il ministero della Salute: il mese di luglio il secondo più caldo di sempre. Aumento mortalità over 85

Roma, 20 ago. (askanews) – Anche il mese di luglio, come giugno, è stato il secondo più caldo di sempre, secondo i dati raccolti dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP) per il Ministero della Salute. A fronte di temperature elevate, l’impatto sanitario in Italia è stato contenuto. In concomitanza con le ondate di calore di luglio non si osservano, infatti, variazioni rilevanti nell’andamento degli accessi in Pronto Soccorso, se non lievi incrementi a Venezia, Roma, Reggio Calabria e Palermo. A renderlo noto è il Ministero della Salute che ha pubblicato sul proprio sito il Rapporto mensile sul sistema di monitoraggio e allerta in relazione alle ondate di calore e sulla sorveglianza della mortalità giornaliera e degli accessi in Pronto Soccorso per il periodo 1-31 luglio 2026.

L’analisi dei dati relativi alla sorveglianza della mortalità giornaliera sul totale degli over 65, prosegue il dicastero guidato da Orazio Schillaci, evidenzia una mortalità in linea con l’atteso. Per le classi di età 64-74, 75-84 anni la mortalità, è stata, in particolare, inferiore all’atteso. Gli eccessi di mortalità, ove registrati, hanno riguardato i più fragili, ovvero gli over 85, in particolare al Nord.

Emergency: sbarcati a Bari 48 naufraghi, recuperati 7 cadaveri

Milano, 20 ago. (askanews) – Sono sbarcate il 20 agosto nel porto di Bari 48 delle persone soccorse tre giorni prima dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY, nelle acque internazionali della zona SAR libica. Dopo lo sbarco dei superstiti, concluso intorno alle 11.45, sono stati portati a terra anche i corpi di sette persone morte durante la traversata. Le operazioni si sono concluse alle 12.45.

L’intervento era avvenuto lunedì 17 agosto e aveva coinvolto complessivamente 57 persone. Due dei superstiti, in condizioni critiche, erano stati evacuati per motivi medici prima dell’arrivo della nave a Bari. Tra le 50 persone tratte in salvo figurano, secondo EMERGENCY, cinque donne e 45 uomini, provenienti da Somalia ed Egitto. I minori stranieri non accompagnati sono 31, 28 maschi e tre femmine.

Dal luogo del soccorso al porto assegnato sono stati necessari tre giorni di navigazione. “Assegnare porti così lontani provoca ulteriori sofferenze a persone che si trovano già in forte stato di vulnerabilità e che hanno alle spalle esperienze traumatiche”, afferma Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support.

“Siamo in mare per salvare vite, è davvero doloroso invece recuperare cadaveri”, osserva Luca Radaelli, infermiere del team SAR della nave, riferendosi all’intervento.

A bordo erano presenti numerosi minorenni. Chiara Picciocchi, mediatrice culturale della Life Support, racconta che diversi ragazzi avevano attraversato la Libia prima di tentare la traversata del Mediterraneo e che alcuni avevano perso compagni di viaggio.

Tra le testimonianze raccolte da EMERGENCY c’è quella di un diciassettenne somalo non accompagnato. Il ragazzo riferisce di avere lasciato il proprio Paese per ragioni di sicurezza e per cercare la possibilità di sostenere economicamente la famiglia. Racconta un viaggio durato circa un anno attraverso Etiopia, Sud Sudan, Sudan e Libia prima della partenza da Zwara. Sul barchino viaggiava sottocoperta insieme a due amici coetanei: uno è stato portato in ospedale dopo il soccorso, mentre l’altro è morto.

EMERGENCY torna a criticare le politiche migratorie italiane ed europee basate sull’esternalizzazione delle frontiere e sulla limitazione degli ingressi, sostenendo che aumentino i rischi per le persone migranti e favoriscano i trafficanti. L’organizzazione chiede l’apertura di vie legali e sicure di accesso all’Europa, maggiori possibilità di ingresso regolare, una missione europea di ricerca e soccorso e investimenti nell’accoglienza.

A sostegno della propria posizione l’organizzazione cita i dati del Missing Migrants Project dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, secondo i quali dall’inizio dell’anno sarebbero 1.699 le persone morte o disperse nelle rotte migratorie considerate dal progetto, oltre 900 delle quali nel Mediterraneo centrale.

Con l’arrivo a Bari, la Life Support ha concluso la sua 45esima missione nel Mediterraneo centrale. La nave di EMERGENCY opera nell’area dal dicembre 2022 e, secondo il bilancio dell’organizzazione, ha soccorso complessivamente 3.588 persone.

Maltempo, bomba d’acqua in Liguria: allagamenti nel Tigullio

Roma, 20 ago. (askanews) – Il Tigullio è sott’acqua per le forti piogge che in queste ore stanno interessando la Liguria.

Allagamenti si registrano in particolare a Chiavari, Sestri Levante e Lavagna, dove sono numerosi gli interventi dei vigili del fuoco.

Foto e video pubblicati dai residenti sui social network mostrano strade invase dall’acqua e sottopassi allagati.

Secondo quanto riferito dalla Protezione civile, in mattinata nel territorio di Chiavari sono stati superati i 100 millimetri di pioggia in un’ora.

La sala operativa regionale continua a monitorare l’evolversi della situazione nel Levante ligure.

Poste Italiane: ScontiPoste premia la fedeltà

Milano, 20 ago. (askanews) – Il 2025 ha segnato un bilancio da record per ScontiPoste. Nell’ultimo anno il programma ha restituito ai clienti 12 milioni di euro di cashback: a beneficiare dei rimborsi sono stati quasi 3,5 milioni di clienti, grazie a 20 milioni di transazioni che hanno generato un volume complessivo di spesa superiore ai 500 milioni di euro. Un successo che si rinnova anno dopo anno: dal suo lancio, nel 2010, ScontiPoste ha restituito agli italiani oltre 150 milioni di euro in rimborsi, confermandosi tra i programmi di fedeltà più apprezzati.

ScontiPoste è il programma fedeltà di Poste Italiane dedicato ai titolari di carte di pagamento Postepay e BancoPosta. Consente di risparmiare fino al 30% sugli acquisti effettuati con le carte Postepay o BancoPosta.

Per ottenere lo sconto basta pagare negli oltre 12 mila negozi fisici e online convenzionati con le carte Postepay o BancoPosta. In alternativa, è possibile usare il Codice Postepay, scansionando un QR Code o cliccando su un link fornito dal negoziante.

Il cashback viene accreditato sulla carta o sul conto selezionato come “preferito” nell’App Poste Italiane o su poste.it. Se non è stato preventivamente selezionato uno strumento, l’accredito è effettuato sulla carta o sul conto legato alla carta usata per il pagamento. Gli sconti sono applicati automaticamente e vengono accreditati entro 5 giorni lavorativi dalla contabilizzazione della transazione.

Sul sito Poste.it e sull’App Poste Italiane è disponibile l’elenco degli esercenti che aderiscono all’iniziativa, con la possibilità di utilizzare la geolocalizzazione per sapere in tempo reale dove poter usare la carta per ottenere lo sconto.

Giochi del Mediterraneo, numeri da record a Taranto

Roma, 20 ago. (askanews) – È un’edizione da record quella della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, al via venerdì a Taranto, con un antipasto già oggi con le prime gare di pallavolo. Gli organizzatori la definiscono la più grande manifestazione nella storia dei Giochi, nati nel 1951.

Sono circa 100mila i biglietti già venduti, un dato che conferma la grande risposta della Puglia. La manifestazione coinvolgerà quattro province e tredici città, con quindici giorni di gare fino al 3 settembre.

Sono 33 le discipline sportive, distribuite su 28 campi di gara, con 26 nazioni partecipanti, alle quali si aggiunge la delegazione di Athletica Vaticana.

Il programma prevede l’assegnazione di 1.853 medaglie: 588 d’oro, 588 d’argento e 677 di bronzo. Saranno 273 le finali. Due le discipline che debuttano nella storia dei Giochi del Mediterraneo: pattinaggio a rotelle e padel.

Gli atleti iscritti sono 3.803, di cui 2.189 uomini e 1.614 donne. San Marino è l’unica delegazione con una presenza femminile superiore a quella maschile. L’Italia è il Paese con più partecipanti, 497, davanti alla Turchia, che ne schiera 335.

L’atletica è invece la disciplina con il maggior numero di iscritti, 435, e anche quella con più medaglie in palio, 132.

A rendere possibile la manifestazione saranno infine 3.000 volontari, selezionati tra oltre 11mila candidati. Domani alle 20.30 la cerimonia di inaugurazione con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e quello del Consiglio Giorgia Meloni

Aperitivo con l’Autore 2026, Sant’Antioco apre stagione di libri e idee

Roma, 20 ago. (askanews) – Il primo sguardo va al Medio Oriente. Poi arriveranno le domande sul senso della vita, il giallo sardo, le musiche nate per il cinema, Grazia Deledda percorsa a piedi per le strade, i thriller storici, le vite che cambiano direzione, l’ironia e i gatti. Dal 20 agosto al 29 settembre torna a Sant’Antioco Aperitivo con l’Autore e per più di un mese i libri escono dalle pagine per entrare nella città. Nove appuntamenti, con una formula che ogni volta cambia. Si ascolta, si discute, si cammina e si suona. Un’autrice arriva dalla cronaca internazionale, un teologo prende cinque domande enormi e le mette davanti al pubblico, uno scrittore racconta mentre un musicista costruisce intorno alle parole il proprio suono. Poi il teatro, il romanzo storico, il noir, il cozy crime.

La rassegna comincia giovedì 20 agosto alle 20 in piazza De Gasperi con Cecilia Sala, che presenterà I figli dell’odio, edito da Mondadori, in dialogo con la giornalista Claudia Sarritzu. Sala porta a Sant’Antioco un libro nato dentro uno dei punti più difficili del nostro presente. Israele, Palestina, Iran. Al centro le nuove generazioni, cresciute dentro guerre, radicalizzazioni e conflitti che hanno ricevuto in eredità. Il racconto passa dalle vite prima ancora che dalle mappe geopolitiche: ragazzi e ragazze ai quali la Storia è entrata molto presto nella quotidianità, tra giornalismo sul campo, responsabilità del racconto e domande su ciò che accade quando l’odio riesce a passare da una generazione alla successiva.

Il 4 settembre alle 20 in piazza Italia sarà invece il momento di Vito Mancuso. La serata avrà la forma della lectio. Il punto di partenza sarà Gesù e Cristo, pubblicato da Garzanti, il lavoro nel quale Mancuso raccoglie anni di ricerca intorno al Gesù della storia e al Cristo della fede, distinguendo le due figure per poi cercare una relazione possibile tra loro. Da lì il discorso si allargherà. Il senso della vita. Il bene e il male. La libertà. La speranza. Il rapporto tra ragione e fede. Cinque domande che appartengono alla filosofia e alla religione e, prima ancora, alla vita di ciascuno. Mancuso le porterà in piazza con quella ricerca che da anni lo colloca nel punto d’incontro fra teologia, filosofia, dubbio e coscienza.

Sabato 5 settembre alle 20 in piazza De Gasperi tocca a Flavio Soriga e Matteo Leone con Ballate di guardie e ladri. Breve storia del giallo sardo anni Zero. Qui il racconto passa alla musica. Soriga ripercorre una stagione della letteratura sarda che tra la fine del Novecento e gli anni Duemila ha trovato nel giallo una lingua nuova per leggere l’Isola; Leone accompagna questa storia con il suo repertorio musicale. Nel percorso compaiono alcune delle voci che hanno segnato quella stagione, da Giulio Angioni e Salvatore Mannuzzu a Luciano Marrocu, Giorgio Todde e Marcello Fois.

Il 13 settembre alle 21 in piazza Umberto i libri cambiano ancora forma con “Parole in colonna sonora”, spettacolo ideato, scritto e diretto da Giuditta Sireus, con le musiche eseguite dal vivo dall’Ensemble Réunis. Le pagine della letteratura incontrano le colonne sonore dei film che da quelle opere sono nati: romanzo, cinema e musica finiscono così dentro lo stesso racconto. Le parole restituiscono la storia, gli strumenti fanno riaffiorare le immagini.

Il giorno dopo, 14 settembre alle 20 in piazza De Gasperi, Sant’Antioco entra nel tour esclusivo di Marcello Simoni. Lo scrittore bestseller dialogherà con Simonetta Selloni intorno a Delitto di mezzanotte, pubblicato da Newton Compton. Simoni arriva con numeri che raccontano bene la dimensione raggiunta dalla sua narrativa: oltre due milioni di copie vendute, romanzi tradotti in venti Paesi, il Premio Bancarella conquistato con Il mercante di libri maledetti. Poi comincia il romanzo. Aprile 1794, Garfagnana. Una notte di tempesta, un maestro di cappella trovato morto in un confessionale, mani e piedi legati, un simbolo sulla fronte. Indagano Vitale Federici e Bernardo della Vipera. Intorno al cadavere prendono posto un manoscritto eretico attribuito all’Ariosto, rituali oscuri e una loggia massonica. È il territorio del thriller storico che Simoni conosce bene, dove documentazione e invenzione devono riuscire a camminare con lo stesso passo.

Il 21 settembre il pubblico si alza dalle sedie. Alle 20 da piazzetta Italo Diana parte “Sui passi di Grazia”, tour itinerante per le vie di Sant’Antioco, seguito dallo spettacolo Grazia: storia di Cosima che inventò il Nobel della compagnia teatrale Il Crogiuolo. Grazia Deledda diventa così una presenza da seguire fisicamente: la scrittrice, Cosima, la Sardegna dalla quale partì, la lingua che costruì e il percorso che la condusse al Nobel. Per una sera la biografia entra nelle strade e la città diventa parte della narrazione.

Il 24 settembre alle 20 in piazza Italia sarà la volta di Elvira Serra, che presenterà Le voci di Via del Silenzio, edito da Solferino, in dialogo con Giuseppe Diana. Luca è un giovane giornalista radiofonico e arriva sull’isola di San Giulio per realizzare un podcast. Vuole raccontare madre Maria Benedetta, badessa di un monastero di clausura. Prima di prendere i voti era Giulia Belgioioso, inviata speciale del Corriere della Sera, abituata a inseguire le grandi notizie del mondo. Il giornalista arriva per interrogare lei; poco alla volta saranno le scelte della donna a interrogare lui. Il dialogo entrerà proprio in questa zona del romanzo: le vite che potevano essere, quelle scelte davvero e il momento in cui una decisione cambia tutto. Venerdì 25 settembre alle 20 in piazza Umberto arriva Simone Tempia con Gran galà con delitto, edito da Garzanti. A dialogare con lui sarà Ciro Auriemma.

La scena è quella di un giallo classico: anni Sessanta, una villa, una contessa, una cena frequentata da aristocratici e personaggi che hanno ottime ragioni per sorvegliarsi a vicenda. Poi qualcuno muore. Tempia prende il meccanismo del delitto in ambiente chiuso e lo porta dentro il proprio mondo narrativo, fatto di ironia, osservazione dei caratteri e gusto per il paradosso, tra il piacere dell’enigma e quello, altrettanto forte, di osservare gli esseri umani quando qualcosa rompe le buone maniere.

L’ultimo appuntamento è martedì 29 settembre alle 20 in piazza Italia. Piergiorgio Pulixi presenterà Il fattore gatto, edito da Marsilio, in dialogo con Giuditta Sireus. Il libro riporta Pulixi nell’universo del libraio Marzio Montecristo e dentro quel filone cozy crime che con La libreria dei gatti neri ha conquistato un pubblico molto ampio. I gatti sono ormai parte integrante di questo mondo narrativo e il dialogo partirà anche dalla passione dello scrittore per questi animali, dal modo in cui sono entrati nei suoi romanzi e dal rapporto che costruiscono con i personaggi. Una vena più lieve che convive con il lato oscuro del noir che ha reso Pulixi una delle voci italiane più riconoscibili del genere. I suoi libri sono oggi tradotti in dodici Paesi.

La crescita della rassegna trova quest’anno anche un nuovo riconoscimento istituzionale. ‘Il finanziamento regionale dice una cosa molto concreta: Aperitivo con l’Autore sta crescendo e questa crescita viene riconosciuta – dichiara il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci -. Per noi è un risultato importante perché premia una scelta precisa: investire sulla cultura con continuità, costruendo negli anni un festival capace di richiamare autori di primo piano e, insieme, di raccontare Sant’Antioco. Chi arriva per un incontro incontra anche le nostre piazze, percorre le vie del centro, scopre la storia, l’archeologia, il paesaggio e una comunità. È questo il valore che vediamo in un progetto culturale maturo: la capacità di produrre conoscenza in due direzioni, portando il mondo a Sant’Antioco e Sant’Antioco nel mondo. Il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna ci permette di consolidare questo percorso e di guardare avanti con maggiore forza’.

Un festival, dunque, che cresce anche attraverso il rapporto con i luoghi. Piazza De Gasperi, piazza Italia, piazza Umberto, piazzetta Italo Diana e le vie di Sant’Antioco diventano parte della programmazione e accompagnano il pubblico da un incontro all’altro.

‘Aperitivo con l’Autore porta la cultura dentro la vita quotidiana di Sant’Antioco – aggiunge Luca Mereu, assessore alla Cultura del Comune di Sant’Antioco -. Le piazze e le strade diventano luoghi nei quali incontrare persone, idee e storie che arrivano da mondi diversi. Dal giornalismo alla filosofia, dalla narrativa alla musica e al teatro, questa edizione parla a pubblici differenti e costruisce occasioni di conoscenza. Il contributo regionale ci consente di dare continuità a questo lavoro e di farlo crescere mantenendo al centro la qualità della proposta. La cultura diventa così anche uno strumento attraverso il quale una comunità racconta se stessa e offre a chi arriva un motivo in più per conoscere Sant’Antioco’.

Aperitivo con l’Autore – Festival Letterario Indipendente è un progetto del Comune di Sant’Antioco, realizzato in collaborazione con il Club di Jane Austen Sardegna, con il contributo e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. Per Giuditta Sireus, direttrice artistica e manager culturale, costruire una rassegna significa lavorare sulle relazioni fra persone, contenuti e linguaggi.

‘Un programma nasce molto prima della successione dei nomi. Bisogna chiedersi perché una voce serva proprio adesso, quale pensiero può mettere in moto e che cosa può accadere tra chi parla e chi ascolta. Cecilia Sala ci porta dentro una storia che si sta ancora scrivendo. Con Mancuso affronteremo domande che appartengono all’uomo da sempre. Poi il giallo suonerà, Deledda si percorrerà a piedi, la letteratura incontrerà il cinema attraverso la musica. Anche la scelta degli interlocutori fa parte di questo lavoro: un dialogo riuscito può aprire nel libro una strada che da soli avevamo letto diversamente. È questo che cerco nel mio lavoro di direttrice artistica e manager culturale: creare le condizioni perché dall’incontro nasca qualcosa che prima non c’era’.

I paesi mediatori: attacchi israeliani a Gaza minano sforzi di pace, la comunità internazionale intervenga

Roma, 20 ago. (askanews) – Turchia, Egitto e Qatar hanno condannato gli ultimi attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, affermando in un comunicato congiunto che minano gli sforzi in atto per dare attuazione all’accordo di pace.

“I paesi mediatori sottolineano che l’escalation degli attacchi israeliani mina gli sforzi regionali e internazionali in un momento critico, perché sono in corso intensi sforzi per dare attuazione al Piano globale per porre fine al conflitto a Gaza, tra cui l’incontro tra il Board of Peace e i funzionari israeliani, e si stanno compiendo passi costruttivi nel processo negoziale”, recita la nota, diffusa all’indomani dell’uccisione di 10 persone nei raid lanciati da Israele nell’enclave palestinese. Il giorno prima erano state uccise altre sei persone.

“Viste le devastanti conseguenze della continua aggressione israeliana nella regione, i Paesi mediatori ribadiscono il loro appello alla comunità internazionale e al Board of Peace, posto sotto la guida del Presidente Trump e approvato dalla Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, affinché adottino le misure necessarie per garantire il rispetto del cessate il fuoco ed esercitino una pressione efficace per prevenire qualsiasi ulteriore escalation”, conclude la nota.

Ligabue, da domani il nuovo singolo "Qualcosa per te"

Roma, 20 ago. (askanews) – Da domani, venerdì 21 agosto, in radio e in digitale “Qualcosa per te” (Warner Music Italy), il nuovo singolo di Luciano Ligabue. Scritto dallo stesso Ligabue e prodotto da Federico Nardelli e Fabrizio Barbacci, il brano esce a tre anni dall’ultimo album di inediti “Dedicato a noi”.

Ma le novità non finiscono: il 4 settembre 2026 alle ore 21.15 andrà in onda in esclusiva su Sky Documentaries, in streaming su Now e disponibile on demand “Luciano, prima di tutto”, il documentario diretto da Paolo Bonfadini, una produzione Sky realizzata da Sky Content Factory. Luciano Ligabue si racconterà tra ricordi, successi, emozioni e musica, in occasione de La prima notte – Music Opening Ceremony (il concerto evento che lo scorso 6 maggio ha inaugurato l’Unipol Dome di Milano), del tour europeo e degli ultimi eventi negli stadi italiani.

“Qualcosa per te” accompagnerà i titoli di coda del documentario.

Da settembre il gran finale del tour con 15 appuntamenti unici in 15 città, che non prevederanno repliche per rendere ogni “notte” speciale e irripetibile; una grande festa che partirà il 22 settembre dall’Arena di Verona e che si concluderà il 24 ottobre all’Unipol Dome, ultima data live di Ligabue per il 2026.

Ad accompagnare Luciano Ligabue ci saranno tutti i chitarristi che hanno suonato con lui nel corso della sua carriera, Fede Poggipollini (chitarra), Max Cottafavi (chitarra), Mel Previte (chitarra) e Niccolò Bossini (chitarra), insieme a Luciano Luisi (tastiere), Davide Pezzin (basso) e Lenny Ligabue (batteria).

Di seguito il calendario completo del tour, prodotto e organizzato da Friends&Partners e Zoo Aperto:

12 settembre – JESOLO (Venezia) – Palazzo del Turismo (DATA ZERO) 22 settembre – VERONA – Arena di Verona 25 settembre – PADOVA – Kioene Arena 27 settembre – BERGAMO – ChorusLife Arena 29 settembre – GENOVA – Pala Teknoship 1 ottobre – LIVORNO – Modigliani Forum 3 ottobre – PESARO – Vitrifrigo Arena 6 ottobre – FIRENZE – Nelson Mandela Forum 8 ottobre – MANTOVA – PalaUnical 10 ottobre – BOLOGNA – Unipol Arena 14 ottobre – MESSINA – Pala Rescifina 16 ottobre – EBOLI – PalaSele 18 ottobre – BARI – Palaflorio 20 ottobre – ANCONA – Pala Prometeo 24 ottobre – MILANO – Unipol Dome

I biglietti sono disponibili su Ticketone e punti vendita abituali. Per info: friendsandpartners.it / ligabue.com/barmario. Frecciarossa è treno ufficiale del tour. Radiofreccia e RTL 102.5 sono le radio ufficiali del tour.

A trent’anni dalla sua prima uscita, è tornato in libreria “Fuori e dentro il borgo”, il libro d’esordio di Luciano Ligabue, in una nuova edizione rivista e ampliata uscita per Mondadori. Il volume, prezioso e da collezione, si arricchisce inoltre di una riflessione sul valore della scrittura e della creatività, osservate nella loro dimensione più libera. A completarlo anche la sceneggiatura integrale di “Radiofreccia”, il film tratto dal libro e diretto dallo stesso Ligabue, insieme ad altri contributi inediti.

Tennis, Us Open 2026 in diretta gratuita su Supertennis

Roma, 20 ago. (askanews) – Il quarto Slam della stagione torna in diretta su SuperTennis, in chiaro e gratuitamente sul canale 64 del Digitale Terrestre, con un’offerta ancora più ricca per gli appassionati.

Da lunedì 24 agosto, con le qualificazioni – in programma fino a giovedì 27 – e lo spettacolo del doppio misto, che si concluderà il 26 agosto, prenderà il via la copertura integrale degli US Open 2026 da parte del canale della Federazione Italiana Tennis e Padel.

SuperTennis trasmetterà in chiaro e gratuitamente i match in programma sui campi di Flushing Meadows, affiancando alla diretta televisiva un’offerta ancora più ampia su SuperTennis+, con quattro campi in contemporanea. La piattaforma è accessibile direttamente dalle Smart TV compatibili, semplicemente premendo la freccia verso l’alto del telecomando.

Il torneo sarà visibile anche via satellite sul canale 212 e in streaming sulla app SuperTennis+, che offrirà inoltre contenuti Premium. Tra questi, il feed di tutti i campi live, match on demand, interviste, retroscena, approfondimenti e contenuti dedicati ai protagonisti dello Slam newyorkese.

La sottoscrizione per accedere ai contenuti Premium di SuperTennis+ è gratuita per i tesserati FITP e disponibile a 1,99 euro al mese per i non tesserati.

IL PROGRAMMA – La programmazione dedicata allo Slam newyorkese si aprirà ogni giorno alle ore 13.30 con lo studio da Roma condotto da Elena Ramognino: mezz’ora per ripercorrere quanto accaduto nella notte appena conclusa e mettere a fuoco i temi caldi della giornata che sta per iniziare.

Alle ore 16.45 la linea passerà a New York per “SuperTennis Today – Speciale US Open”, lo studio da Flushing Meadows condotto da Giorgio Spalluto e Diego Nargiso, che accompagnerà gli spettatori fino all’inizio degli incontri, previsto per le 17.

Ricco sarà il parterre dei talent che accompagneranno gli appassionati durante lo Slam: Vincenzo Santopadre, Giorgio Galimberti, Karin Knapp, Francesco Elia, Filippo Baldi, Marco Meneschincheri e Mauro Ricevuti, ai quali si aggiungeranno le due new entry Maria Elena Camerin e Adriana Serra Zanetti.

Da quel momento la diretta proseguirà senza interruzioni, alternando match, studi e approfondimenti, con il contributo di ospiti e analisi tecnico-tattiche affidate anche alla lavagna di Simone Bertino.

Sul campo, Lucrezia Marziale e Alessandro Rocca saranno impegnati con interviste, collegamenti e contributi per raccontare da vicino l’atmosfera di Flushing Meadows e raccogliere le voci dei protagonisti.

La programmazione continuerà per tutta la notte, fino al termine dell’ultimo incontro.

A chiudere ogni giornata sarà “Best Of”, la rubrica dedicata ai momenti, alle immagini e ai protagonisti più significativi delle ore appena trascorse.

Il grande tennis di New York, dunque, torna su SuperTennis con una copertura ancora più ampia: la diretta in chiaro sul Digitale Terrestre, tutti i campi su SuperTennis+ e una programmazione editoriale pensata per accompagnare gli appassionati dall’inizio alla fine di ogni giornata dello Slam.

Giochi del Mediterraneo, Purromuto eletto presidente

Roma, 20 ago. (askanews) – L’Assemblea Generale del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, riunita a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto, ha eletto per acclamazione Francesco Purromuto nuovo Presidente dell’ICMG per il prossimo quadriennio. Alla votazione erano presenti i delegati dei 26 Paesi affiliati all’organismo internazionale.

Purromuto, ex Presidente della Federazione Italiana Handball dal 1997 al 2017 e già Presidente della Commissione Etica e Giuridica dell’ICMG, succede a Davide Tizzano, prematuramente scomparso alla fine del 2025. In questi mesi la reggenza del Comitato era affidata al primo Vicepresidente, il tunisino Mehrez Boussayene.

Purromuto ha ringraziato l’Assemblea per la fiducia ed espresso la propria soddisfazione per l’elezione. “Sono onorato di essere diventato Presidente di questa grande realtà. Rinnovo la mia gratitudine all’ICMG, e soprattutto al CONI, al Presidente Buonfiglio e al Segretario Generale Carlo Mornati. Prometto di profondere impegno, passione e dedizione per conseguire i traguardi che ci prefiggiamo. Siamo una grande famiglia, rappresentiamo diverse culture, ma condividiamo gli stessi valori e gli stessi obiettivi. Dobbiamo salvaguardare uno dei principi fondanti del movimento olimpico, l’autonomia dello sport: non è un privilegio, è una responsabilità. Agiremo con spirito di collaborazione e rispetto, stiamo vivendo un momento in cui dobbiamo preservare la nostra identità, senza rinunciare all’innovazione, con l’obiettivo di cogliere nuove opportunità. Ci sono cambiamenti necessari, che non possono essere differiti ulteriormente”.

Ai lavori ha preso parte il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che ha rivolto, in apertura, un indirizzo di saluto all’Assemblea.

“È un grande onore per l’Italia accogliere a Taranto l’Assemblea Generale dell’ICMG, alla vigilia della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo. L’opportunità di ospitare questa importante manifestazione, per la quarta volta nella storia in Italia, conferma il forte legame del nostro Paese con il movimento che lo rappresenta e con i valori che lo animano: amicizia, rispetto, cooperazione e solidarietà.

Un sentito ringraziamento va al Governo italiano, ai Ministri Andrea Abodi e Tommaso Foti, al Vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, alla Regione, al Comune, a Massimo Ferrarese, Carlo Molfetta e all’intero Comitato Organizzatore, a tutte le istituzioni coinvolte. Il loro sostegno, insieme all’impegno e agli sforzi profusi in questi anni, è stato fondamentale per affrontare e superare le criticità, rendendo possibile l’organizzazione di questo evento. Abbiamo dimostrato, come avvenuto anche per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, che l’Italia sa fare squadra e raggiungere i traguardi più ambiziosi.

In questo momento il pensiero va a Davide Tizzano, figura indimenticabile del nostro movimento. Due volte campione olimpico, dirigente, Presidente e soprattutto uomo di grande passione, Davide ha saputo interpretare lo sport con visione, capacità e generosità. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo, ma il suo esempio continua a vivere nei progetti che ha sostenuto, nei valori che ha difeso e nelle persone che ha ispirato. L’Italia rinnova il proprio impegno nell’interesse del movimento Mediterraneo, con l’obiettivo di favorire dialogo, inclusione, educazione e pace. Le decisioni dell’Assemblea dovranno contribuire a individuare i percorsi più opportuni per il futuro della manifestazione, interpretando le esigenze dettate dal contesto storico di riferimento e dalle sfide che lo caratterizzano. Con il motto “Embrace the Future”, Taranto 2026 guarda al futuro attraverso l’unità e una visione condivisa. L’auspicio è che questi Giochi possano lasciare una legacy positiva alle nuove generazioni”.

La delegazione del CONI era completata da Alessio Palombi e Giampiero Pastore, rispettivamente responsabili della Preparazione Olimpica e dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport. Presenti, tra gli altri, il Sindaco di Taranto, Piero Bitetti, il Presidente del Comitato Organizzatore, Massimo Ferrarese, il Direttore Generale, Carlo Molfetta, il Presidente dei COE Spyros Capralos, che ha portato il messaggio di saluto del Comitato Olimpico Internazionale, il Presidente dell’Associazione dei Comitati Olimpici Africani, Mustapha Berraf, e il membro del CIO, Aya Medany, ex pentatleta egiziana.

Nel corso della riunione, l’Assemblea ha definito anche il nuovo Comitato Esecutivo. Sono stati votati per acclamazione il primo Vicepresidente Mehrez Boussayene (Tunisia), il secondo Vicepresidente Bernard Amsalem (Francia), il Segretario Generale Iakovos Filippousis (Grecia) e il Tesoriere Panayotis Ioannides (Cipro), e sono stati eletti i seguenti sette membri: Yasser Idris (Egitto), Maja Pekovic (Montenegro), Pedro Farromba (Portogallo), Cayetano Cornet (Spagna), Abdellatif Idmahamma (Marocco), Blaž Perko (Slovenia), Ayda Uluç (Turchia). (Foto COni,it)

Formula1, Verstappen: sto bene nel team, possiamo tornare al vertice"

Roma, 20 ago. (askanews) – “Decisione semplice quella del rinnovo? Non è stato troppo stressante, è quella giusta perché sto bene nel team e siamo certi di poter tornare al vertice”. Max Verstappen conferma così la sua scelta di proseguire il rapporto con la Red Bull, sottolineando la fiducia nel progetto della squadra. “Sono stato più vicino al ritiro che a cambiare team”.

“Sarà un lungo matrimonio con Red Bull, sarà una prova anche per il mio… Il mio obiettivo è di correre qui per molto tempo e siamo sulla strada giusta”, ha aggiunto il quattro volte campione del mondo.

Verstappen ha spiegato che all’interno della squadra ci sono state “discussioni aperte”, ma ha ribadito il forte legame con il team: “Per me è una grande famiglia e sono felice di farne parte. Sappiamo dei progressi e di ciò che andrà fatto nei prossimi anni. C’è ambizione e questo è importante”.

Sul futuro della Formula 1, l’olandese ha lasciato aperta la porta a valutazioni legate all’evoluzione tecnica del campionato: “Con o senza V8? Non so cosa accadrà nel 2031, ma il mio futuro dopo la fine del contratto dipenderà anche dalla direzione che la F1 prenderà”. E ha aggiunto: “Spero che entro il 2030 possano aprirsi anche altre opportunità con il V8”.

Il rinnovo non significa però rinunciare agli altri obiettivi sportivi. “Manterrò la libertà di correre altrove, le 24 Ore di Endurance restano un mio obiettivo”, ha spiegato Verstappen.

Particolare attenzione anche al Gran Premio d’Olanda, destinato a essere l’ultimo appuntamento a Zandvoort. “Sapendo che in Olanda sarà l’ultima gara, voglio godermi il weekend e i fan. È tutto positivo”. Verstappen ha poi sottolineato il valore della pista: “Nei prossimi anni mancheranno la storia di Zandvoort, i tifosi e la pista che richiede una guida vecchia scuola. Una delle più belle rispetto anche a certe del calendario che non hanno carattere”.

Il ministero della Salute: attenzione alla truffa dei falsi rimborsi via mail

Milano, 20 ago. (askanews) – “Attenzione alle truffe via email! Continuano a circolare false email a nome del Ministero della Salute che comunicano rimborsi economici per prestazioni sanitarie. L’oggetto generalmente è ‘Hai diritto a un rimborso'”. A lanciare l’allarme è lo stesso Ministero della Salute che ricorda: “Non si tratta di comunicazioni ufficiali e il Ministero non invia email per erogare rimborsi”.

Si raccomanda, prosegue il discatero guidato da Orazio Schillaci, di non cliccare sui link contenuti, non fornire dati personali e cancellare il messaggio.

Per informazioni attendibili “è sempre opportuno utilizzare esclusivamente i canali ufficiali del Ministero della Salute, della propria Regione e della propria ASL di appartenenza”.

Palla o Campo? La Serie A ha la sua moneta ufficiale

Roma, 20 ago. (askanews) – Ogni partita comincia prima dei novanta minuti. Prima del fischio d’inizio, del primo tocco di palla. C’è un istante che si ripete identico in ogni campo: due capitani, un arbitro e una scelta destinata ad aprire la sfida che sta per iniziare. Da qui nasce “Palla o Campo”, la moneta ufficiale della Serie A Enilive – Stagione 2026/2027, un conio da 5 euro emesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzato dalla Zecca dello Stato. Questa è la moneta ufficiale della nuova stagione sportiva, con il pittogramma della Lega Calcio Serie A, che verrà utilizzata per il sorteggio in ogni gara del massimo Campionato di calcio italiano e che entrerà nella Collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana.

Realizzata in argento, la moneta celebra il calcio e richiama i valori universali dello sport: talento e spirito di squadra. Sul dritto campeggia il pallone da calcio, emblema per eccellenza del gioco. La composizione è arricchita da una trama grafica che, attraverso la ripetizione del fischietto, richiama il momento del sorteggio, mentre lungo il bordo la parola “talento” è declinata in diversi dialetti italiani, a sottolineare come la passione per il calcio sia un patrimonio condiviso che attraversa l’intero Paese. Il rovescio raffigura uno stadio, costruito attraverso una raffinata trama, quasi architettonica, che ne restituisce profondità e monumentalità. Al centro spicca il pittogramma colorato della Lega Calcio Serie A, circondato da ventidue puntini che rappresentano i calciatori delle due squadre al calcio d’inizio.

Nel giro, la parola “squadra” compare in diverse espressioni dialettali italiane, evocando il senso di appartenenza, identità e condivisione che il calcio sa creare in ogni territorio.

“Ringrazio il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Zecca dello Stato per aver voluto celebrare uno dei momenti più iconici del nostro calcio – ha dichiarato Luigi De Siervo, Amministratore Delegato della Lega Calcio Serie A -. La nuova moneta ufficiale, coniata appositamente dalla Zecca per il sorteggio tra i capitani prima del calcio d’inizio, valorizzerà il momento iniziale delle nostre partite, sancendo l’unione tra due assolute eccellenze italiane. Si tratta di un riconoscimento importante per il nostro Campionato, perché la moneta ufficiale della Serie A rappresenta un oggetto capace di legare il calcio e l’arte numismatica italiana attraverso le immagini e le parole incise sulla moneta, che raccontano l’identità e i valori del nostro Paese”.

“Il lancio della monetina è uno dei gesti più riconoscibili del calcio: un istante di sospensione e di lealtà che precede ogni partita, dai campetti ai grandi stadi. Con questa intesa, la Zecca dello Stato mette la propria tradizione al servizio della Serie A, trasformando un rito antico in un piccolo capolavoro destinato a durare nel tempo” dichiara così Michele Sciscioli, Amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

La 5 euro “Palla o Campo”, la moneta ufficiale della Serie A Enilive – Stagione 2026/2027, emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, è stata modellata dagli artisti dello Studio d’Incisione della Zecca dello Stato e realizzata con la collaborazione di Lega Calcio Serie A.

Il Papa: la guerra è fallimento politico, morale e spirituale

Milano, 20 ago. (askanews) – “La guerra infligge ferite che danneggiano l’intero tessuto vitale, colpendo non solo le singole persone e le comunità, ma anche la loro più ampia rete di relazioni con l’intera famiglia umana, e la loro armonia con il creato. Essa rivela un fallimento profondo nel vivere a immagine e somiglianza di Dio, nel rispettare la vita e nel prendersi cura della terra che ci è affidata. Non è solo un fallimento politico, ma anche morale e spirituale”. Lo afferma Papa Leoone XIV in un messaggio redatto in vista dell’XI Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, in programma il 1 settembre 2026. “Radicata in desideri distorti e in un uso sbagliato della libertà e del potere umani – sottolinea ancora il Pontefice – la guerra si erge a contro-testimonianza del Vangelo della pace”.

Benzina e gasolio tornano sopra i 2 euro al litro

Roma, 20 ago. (askanews) – Il ministero delle Imprese e del made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,002 euro al litro per la benzina e 2,116 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,077 euro al litro per la benzina e 2,186 euro al litro per il gasolio.

Meeting di Rimini, il Papa varca la soglia dopo 44 anni di attesa

Rimini, 20 ago. (askanews) – Ci sono attese che non si dichiarano. In quarantaquattro anni, al Meeting di Rimini, i messaggi dei Pontefici non sono mai mancati: telegrammi, saluti, benedizioni affidate a un inviato. Mancava soltanto il resto, cioè un Papa che salisse davvero su quel palco. Sabato pomeriggio, poco dopo le tre, quell’assenza si chiude: Leone XIV attraverserà i padiglioni della fiera e parlerà al popolo di Comunione e Liberazione. Ed è attorno a questa data, in fondo, che ruota l’intera edizione.

Il Meeting per l’amicizia fra i popoli si apre domani, venerdì 21 agosto, e andrà avanti fino a mercoledì 26. Titolo dell’edizione, l’ultimo verso del Paradiso: ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’. Come ogni anno, la fiera romagnola funziona da campanella di rientro: finita la controra dell’estate italiana, il dibattito politico, economico ed ecclesiale ricomincia qui, tra padiglioni climatizzati e volontari in maglietta gialla, con oltre 150 incontri, 500 relatori, 13 mostre e altrettanti spettacoli. L’anno scorso furono 800mila presenze: ‘Anch’io, davanti a queste cifre, mi stupisco ogni volta’, ha ammesso il presidente della Fondazione Meeting, Bernhard Scholz, presentando i numeri dell’edizione.

Il fatto dell’anno – e con ogni probabilità dei prossimi – ha dunque una data e un’ora: sabato 22 agosto, ore 15. Il Pontefice attraverserà i padiglioni, visiterà le mostre, incontrerà i bambini del Villaggio Ragazzi e alle 16 parlerà nel Grand Auditorium, la sala da diecimila posti allestita per l’occasione. L’intervento sarà proiettato in diretta in tutte le sale della manifestazione: i posti per seguire Leone dall’interno della Fiera sono esauriti da settimane.

Per capire il peso di quell’ora e mezza bisogna riavvolgere il nastro fino a quell’estate del 1982, quando Giovanni Paolo II arrivò nell’arena di Comunione e liberazione: da allora nessun papa ha più messo piede alla fiera riminese. Ratzinger ci venne nel 1990, ma da prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. In dodici anni non si è mai presentato a Rimini nemmeno Francesco, che non lesinò critiche alla Fraternità e riformò i movimenti cassando gli incarichi a vita, chiudendo di fatto la stagione di Julißn Carrón. Quarantaquattro anni dopo, con l’agostiniano americano Robert Prevost, il digiuno si interrompe.

Che il filo sia agostiniano non è dettaglio da eruditi: è la chiave con cui Cl legge il pontificato, e la ragione per cui il Meeting ha allestito una mostra su ‘Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova. Agostino di Ippona’, dove sono esposti tre codici quattrocenteschi prestati dalla Biblioteca Malatestiana di Cesena, tra cui un De civitate Dei del 1450 con l’iniziale istoriata che ritrae il santo nella visione della Gerusalemme celeste. Il Papa li vedrà con i propri occhi. Il giorno prima, sullo stesso tema, dialogheranno il priore generale degli agostiniani Joseph Farrell e il cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, sulle tracce del primo viaggio di un Papa ‘figlio di Agostino’ nella terra del santo. Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Cl dal 2021, in un’intervista ad Avvenire ha usato parole caute e grate insieme: ‘Siamo infinitamente grati che il successore di Pietro scelga di venire in mezzo al popolo del Meeting: è un fatto che nessuno di noi poteva prevedere’. E ha respinto la lettura più ovvia, quella dell’investitura: ‘Non lo leggerei come un segno rivolto esclusivamente a Comunione e Liberazione: il Meeting è da sempre un luogo dove credenti e non credenti si incontrano davanti alle domande più profonde dell’esistenza’. Quando venne Wojtyla, ha aggiunto, ‘il Meeting muoveva i primi passi; quarantaquattro anni dopo, Leone XIV troverà un popolo rinnovato dalle generazioni nuove ma fedele alla sua storia’.

Sarà una giornata lunga. Al mattino il Papa sarà a San Marino, nel pomeriggio in Fiera, poi verso le 17 il passaggio in centro storico, alle 17,30 l’incontro con i più fragili in cattedrale e alle 18,30 la messa al porto.

Chi frequenta Rimini da anni sa che i Meeting sono almeno due, e che convivono senza quasi sfiorarsi. C’è il Meeting delle famiglie, quelle vicine a Comunione e liberazione: per loro è l’appuntamento dell’anno, ci si ritrova con gli amici di sempre, si fa un turno da volontario alla ristorazione o al guardaroba, si porta i figli al Villaggio Ragazzi (seimila metri quadrati, duecento appuntamenti) o allo Sport Village, si visita una mostra e la sera si sceglie l’incontro giusto, magari una meditazione, magari un concerto. E’ un popolo, con i suoi riti e la sua liturgia laica: la coda per l’auditorium, il panino consumato in piedi, il tam-tam sul relatore da non perdere. E poi c’è il secondo Meeting: la passerella. Quella dove la politica italiana torna a parlarsi dopo tre settimane di silenzio, e dove il calendario degli interventi vale, per gli addetti ai lavori, quanto un sondaggio.

Anche quest’anno il governo Meloni arriva a Rimini in forze. In agenda i due vicepremier: Matteo Salvini martedì 25, con un incontro sulle infrastrutture che lo vedrà a confronto con l’ad di Ferrovie Gianpiero Strisciuglio, e Antonio Tajani mercoledì 26, in un panel sul Libano insieme al ministro degli Esteri di Beirut Youssef Raggi e al vicario apostolico monsignor César Essayan. In mezzo, una fila di ministri: Bernini e Lollobrigida venerdì, Giuli sabato, Pichetto Fratin lunedì, Urso, Valditara, Abodi e Zangrillo martedì, Musumeci mercoledì. Più i viceministri e sottosegretari Sisto, Bellucci, Cirielli, Durigon, Albano. Non ci sarà invece Giorgia Meloni, che l’anno scorso aveva incassato applausi convinti.

L’opposizione non manca. Il confronto più atteso è quello di mercoledì 26 sugli ottant’anni della Repubblica, moderato dal direttore del Corriere Luciano Fontana, con Stefano Bonaccini per il Pd, Maria Elena Boschi per Italia viva, Stefania Craxi per Forza Italia, Giovanni Donzelli per Fratelli d’Italia, Maurizio Lupi per Noi moderati, Stefano Patuanelli per il Movimento 5 Stelle, Matteo Richetti per Azione e Massimiliano Romeo per la Lega. Lunedì 24 i responsabili scuola dei partiti – Aprea, Borghi, Di Maggio, Gelmini, Malpezzi – si misureranno su autonomia, reclutamento e libertà educativa; martedì 25 un altro tavolo trasversale farà i conti con i vent’anni del 5×1000. Sul fronte dei territori sfileranno i presidenti di Regione De Pascale, Fontana, Bucci, Proietti, Rocca e Stefani, e i sindaci Gualtieri, Manfredi e Sala.

Da segnalare, sul versante europeo, la presenza della presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola, attesa mercoledì mattina, e quella del vicepresidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto. Il filo rosso economico dell’edizione è la figura di Léon Harmel, l’industriale francese che nel 1883 immaginò operai corresponsabili della propria azienda: tre incontri gli sono dedicati, sul significato del lavoro, sull’ambiente di lavoro e sull’amicizia dentro l’impresa. Non è archeologia: la legge italiana del 2025 sulla partecipazione dei lavoratori ha trasformato quell’intuizione in norma, e a discuterne saranno tra gli altri la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola e l’ad di Dallara Andrea Pontremoli.

Il resto dell’agenda economica insegue le urgenze del momento. Il paradosso demografico – imprese che cercano lavoratori e non li trovano – apre il programma venerdì con Bernini, Coldiretti e Intesa Sanpaolo. Lunedì 24, con il ministro Pichetto Fratin, Snam, Enel ed Eni si ragionerà del Mediterraneo come hub energetico dopo lo shock provocato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dalla crisi dell’offerta petrolifera; martedì 25 il tema torna in chiave europea, sul costo dell’energia come nodo della competitività continentale. L’emergenza abitativa e il Piano casa occupano due appuntamenti distinti; il presidente dell’Inps Gabriele Fava discuterà di welfare aziendale; il membro del comitato esecutivo della Bce Piero Cipollone e il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli si confronteranno sulla competitività delle imprese europee. E c’è spazio anche per la domanda di fondo, affidata a Brunetta, Zamagni, Giovannini, Becchetti e Vittadini: che cosa c’entra l’economia con la felicità?

Ma se si vuole capire dove il Meeting voglia andare a parare, conviene guardare le due estremità del programma. Si comincia venerdì a mezzogiorno con una storia che toglie il fiato. Sul palco dell’auditorium ci saranno Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel – il sacerdote sgozzato sull’altare di Saint-Étienne-du-Rouvray nel 2016 – e Nassera Kermiche, madre di uno dei due attentatori. Due donne che hanno perso tutto ai lati opposti della stessa lama, si sono incontrate e sono diventate amiche: ‘sorelle di dolore’, come recita il titolo del libro scritto a quattro mani con la giornalista che ne ha raccolto la testimonianza.

Si chiude mercoledì alle 19 con il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, in dialogo con un gruppo di giovani di provenienze diverse: ‘Scrutando il cielo di Gerusalemme’, a tre anni dal 7 ottobre e dalla guerra a Gaza. Nel mezzo, la Terra Santa attraversa tutto il programma: il concerto inaugurale al Teatro Galli è affidato allo Yasmeen Choir, coro giovanile del Magnificat Institute della Custodia, diciassette voci dal Quartiere Cristiano della Città Vecchia; lunedì parleranno il custode Francesco Ielpo e padre Gabriel Romanelli, parroco latino di Gaza; sempre lunedì il giurista Joseph Weiler e l’islamologo Olivier Roy si chiederanno se esista ancora un’alternativa al conflitto israelo-palestinese. Sul piano interno alla Chiesa, l’edizione arriva in un momento denso per Comunione e liberazione. Il 19 febbraio scorso – lo stesso giorno in cui veniva ufficializzato il ritorno di un papa a Rimini – l’arcivescovo di Milano Mario Delpini annunciava la conclusione della fase diocesana della causa di beatificazione di don Luigi Giussani: domenica 23 un incontro con Prosperi e monsignor Ennio Apeciti farà il punto. Dall’autunno 2025 il movimento ha un nuovo Statuto, con l’Assemblea generale che elegge il presidente, e non sono mancate perplessità e lettere aperte: ‘Sarò franco: in alcuni c’è il timore che un’esperienza nata libera finisca imbrigliata in procedure’, ha riconosciuto Prosperi ad Avvenire, difendendo però il metodo del confronto interno. Sul versante politico, il presidente della Fraternità ha rotto in questi mesi una lunga consuetudine di riservatezza cielllina schierandosi apertamente per il Sì al referendum sulla separazione delle carriere, non senza sollevare qualche onda dentro il movimento.

Restano, come sempre, le mostre e il resto del cartellone a fare da contrappeso alla politica: il ciclo dantesco con Franco Nembrini e i settanta allestimenti itineranti di ‘Dante profeta di speranza’, la lezione di Ambrogio Camozzi da Harvard su come materialmente Dante scrisse la Commedia, gli incontri di astrofisica con Fabiola Gianotti e Heino Falcke, l’ottavo centenario francescano, il Cantico dei Cantici letto dal cardinale Tolentino de Mendonça, Mentana e Vespa a raccontarsi l’Italia, lo spettacolo scritto e recitato dai detenuti di Bollate.

Zelensky: Mosca investe in escalation, ci serve la difesa antibalistica

Roma, 20 ago. (askanews) – “Mentre Mosca investe in missili balistici e nell’escalation, tali attacchi non sempre ricevono la risposta che meriterebbero dalla comunità internazionale. E finché l’Ucraina non disporrà di un’adeguata difesa antibalistica, la Russia non prenderà seriamente in considerazione la pace”. E’ quanto ha scritto su X il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, dopo gli attacchi russi notturni che hanno preso di mira in particolare la capitale Kiev e la sua regione.

“Stiamo facendo tutto il possibile per garantire tale protezione e il lavoro sul programma Freyja prosegue quotidianamente. Ma i missili intercettori Patriot sono ancora insostituibili e ne abbiamo bisogno ogni giorno. Ogni missile in più salva la vita dei nostri cittadini. Ringrazio tutti coloro che comprendono questa situazione e si adoperano per trovare il modo di aiutare”, ha commentato Zelensky.

Esodo estivo, rientri in aumento: bollino rosso nel weekend

Milano, 20 ago. (askanews) – Crescono i flussi di rientro dalle vacanze e il traffico è destinato a intensificarsi sulle principali strade e autostrade italiane, con i picchi concentrati soprattutto tra la domenica e il lunedì. A indicarlo è Viabilità Italia, il Centro di coordinamento nazionale in materia di viabilità, che ha predisposto il calendario del traffico per agosto 2026.

Per giovedì 20 agosto il calendario indica traffico normale al mattino e intenso nella seconda parte della giornata. Venerdì 21 è previsto bollino giallo al mattino e rosso in serata, corrispondente a traffico intenso con possibile criticità. Sabato 22 il rosso è previsto al mattino e il giallo alla sera.

Domenica 23 agosto il traffico sarà intenso nella prima parte della giornata e potrà presentare criticità nella seconda, mentre lunedì 24 il bollino rosso riguarda il mattino e quello giallo la sera. Nel periodo dal 20 al 31 agosto il calendario non segnala bollini neri, riservati alle condizioni di traffico critico.

Dopo alcuni giorni con flussi meno sostenuti, una nuova fase di maggiore intensità è prevista nell’ultimo fine settimana del mese. Giovedì 27 il traffico passerà da normale al mattino a intenso la sera. Venerdì 28 sono indicati bollino giallo al mattino e rosso alla sera; sabato 29 rosso nella prima parte della giornata e giallo nella seconda. Domenica 30 sono previsti giallo al mattino e rosso alla sera, mentre lunedì 31 il calendario indica possibile criticità al mattino e traffico intenso in serata.

Il prospetto di Viabilità Italia riporta anche i divieti di circolazione per i veicoli di massa superiore a 7,5 tonnellate. Nei giorni ancora interessati dalle limitazioni, il fermo è previsto sabato 22 e sabato 29 agosto dalle 8 alle 16 e domenica 23 e domenica 30 dalle 7 alle 22.

"Goya" è nuovo singolo di Fabri Fibra con Pinguini Tattici Nucleari

Milano, 20 ago. (askanews) – E’ disponibile il video, e da domani per la programmazione radiofonica, “Goya”, il nuovo singolo di Fabri Fibra. “Goya” vede il rapper italiano collaborare per la prima volta con i Pinguini Tattici Nucleari, la band più importante del panorama musicale italiano, reduce dal successo di questa estate di “Sorry, Scusa, Lo Siento”.

Il video ufficiale (girato a Monza) vede anche questa volta alla regia Cosimo Alemà, storico collaboratore di Fibra dietro la macchina da presa di ogni suo videoclip.

“Goya” fa parte di “Mentre Los Angeles Brucia (deluxe)”, una nuova versione speciale dell’album di Fabri Fibra (pubblicato un anno fa e già certificato disco di Platino) arricchita da nuovi brani inediti.

Il brano conferma la capacità e l’urgenza di Fibra di raccontare il presente, la realtà, sbattendo le storture della nostra società (e in questo caso anche dell’industria discografica) in faccia all’ascoltatore.

Il concept nasce dalla passione di Riccardo Zanotti per la pittura di Goya, soprattutto quella dell’ultimo periodo del pittore spagnolo ormai diventato sordo.

“L’idea era quella di fare un pezzo sul true crime e sul martellamento mediatico di questi fatti di cronaca, nello stesso pezzo volevamo fare un paragone con il mondo della musica e di come gli artisti vengono fatti fuori da questo mercato musicale sempre più spietato” racconta Fabri Fibra.

“Mentre Los Angeles Brucia” ha segnato un ulteriore passo nella carriera di Fibra grazie a brani come “L’avvelenata (Pretesto)”, “Tutto andrà bene”, “Mio Padre”, “Vivo” e “Figlio, che hanno permesso al pubblico di ascoltare anche l’anima più personale e riflessiva di Fibra. D’altro canto, successi come “Che gusto c’è” con Tredici Pietro e “Milano Baby” con Joan Thiele sono solo alcune delle altri hit contenute nel disco, un album dove non mancano collaborazioni come quella con Gaia, Massimo Pericoloo, Noyz Narcos, Papa V, Nerissima Serpe e Ernia.

In più di vent’anni di carriera Fabri Fibra ha contribuito prima a creare e poi a consolidare la scena rap facendo diventare questo genere musicale il più importante del panorama musicale italiano degli ultimi anni. Dal primo album “Turbe Giovanili” del 2002, passando per il classico “Mr. Simpatia”, nonché il rivoluzionario disco d’esordio in major “Tradimento”, fino a “Caos” (certificato doppio platino) e all’ultimo album “Mentre Los Angeles Brucia” (oro), FABRI FIBRA ha dimostrato in oltre 20 anni di carriera e 10 album (di cui ha curato da direttore artistico ogni aspetto) come tecnica e contenuti possano viaggiare di pari passo facendo diventare il rap il nuovo cantautorato, un genere in grado di conquistare tutte le classifiche e allo stesso tempo di farsi portavoce di una realtà sociale fortemente italiana, complessa e spesso incompresa. Dopo il successo della prima serie Netflix “Nuova Scena – Rhythm + Flow Italia”, la competizione rap che ha visto Fabri Fibra giudice insieme a Geolier e Rose Villain, Fibra è stato nuovamente protagonista della seconda serie.

Al Nord 48 ore di maltempo e calo termico, caldo intenso al Sud

Milano, 20 ago. (askanews) – L’Italia si prepara a una fase di forte maltempo al Nord, destinata a coinvolgere tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto anche parte del Centro, mentre al Sud il caldo resterà intenso e tenderà nuovamente ad aumentare nel fine settimana. Secondo le previsioni di Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo.it, la perturbazione si sposterà lentamente da Nord-Ovest verso Est e potrà produrre precipitazioni molto abbondanti, con accumuli superiori ai 200 millimetri tra il Lago di Como e la Valtellina.

L’arrivo di aria più fresca segue una lunga fase dominata dal caldo. Tedici fa risalire l’inizio della prima ondata della stagione al 24 maggio e sottolinea come l’atmosfera abbia accumulato molta energia, mentre le temperature dei mari italiani hanno raggiunto valori particolarmente elevati, con picchi di 29-30 gradi anche nel Mar Ligure e nell’Adriatico settentrionale. Il contrasto con le infiltrazioni di aria più fredda può favorire temporali intensi e grandinate.

La fase perturbata dovrebbe durare circa 48 ore. Tra giovedì e venerdì i temporali interesseranno il Nord e potranno estendersi all’alta Toscana e ad altre zone del Centro. Al Settentrione è atteso anche un deciso calo delle temperature: le massime dovrebbero scendere intorno ai 27-28 gradi e localmente sotto i 25.

Più articolata la situazione al Centro. A Roma il caldo dovrebbe resistere, con massime intorno ai 34 gradi, mentre a Firenze la prossima settimana sono previsti valori più contenuti, attorno ai 30 gradi. Il Sud resterà invece ai margini della perturbazione e continuerà a essere interessato dall’aria molto calda. Nel fine settimana le temperature potranno superare i 38-40 gradi tra Puglia, Campania, Basilicata e Calabria. In Sicilia sono previste punte vicine ai 41 gradi, con caldo intenso che, secondo le attuali proiezioni, potrebbe protrarsi fino ai primi giorni di settembre.

Giovedì 20 agosto il maltempo avanzerà al Nord da Ovest verso Est, mentre al Centro i temporali sono attesi soprattutto dalla sera; al Sud prevarranno sole e temperature in aumento. Venerdì il tempo resterà molto instabile al Nord, soprattutto nella prima parte della giornata, con rovesci e temporali sparsi anche al Centro, mentre il Sud resterà soleggiato e caldo.

Sabato è previsto un miglioramento al Nord, pur con qualche pioggia isolata, e condizioni più stabili al Centro. Al Sud continueranno sole e caldo. Domenica dovrebbe prevalere il bel tempo, con possibili episodi di instabilità ancora confinati soprattutto alle regioni settentrionali e temperature elevate sulle regioni meridionali.

Conte, l’Ucraina e la sinistra: la Lada rossa spacciata per Ferrari

La metamorfosi dei 5 Stelle

Autorevoli commentatori di centro sinistra certificano che i 5 Stelle sono cambiati, si sono istituzionalizzati e non sono più populisti. Mi ricordano dei venditori che vogliono far passare una Lada, usata, scassata ma di colore rosso per una Ferrari nuova di zecca.

È vero, i 5Stelle non sono più il Movimento che vinse le elezioni nel 2018. Allora, erano una forza populista ed estranea a qualunque coalizione. Un gruppo politico che spingeva con modalità sbagliate per finalità talvolta giuste, come l’esigenza di rendere la politica più sobria e gli eletti più onesti.

Da allora, il Movimento è entrato in entrambi i poli, prima con l’estrema destra, poi con la sinistra, coalizioni guidate in tutti i casi da Giuseppe Conte. Piano piano, sfruttando l’elevata presenza mediatica dovuta al ruolo, l’avvocato del popolo si è mangiato il Movimento, ha esautorato i principali leader di allora e ha creato il Movimento contiano.

Questa metamorfosi, portata avanti negli anni di Palazzo Chigi, si è conclusa nel 2022, quando l’ex Presidente del Consiglio divenne titolare del partito che fu di Grillo, Casaleggio e Di Maio.

Prima della “segreteria” Conte, i grillini si erano istituzionalizzati e avevano votato Von Der Leyen come Presidente della commissione UE, dato la fiducia al Governo Draghi e sostenuto le sue politiche sull’Ucraina.

 

La rottura con Draghi e il ritorno al populismo

Nel 2022, l’avvocato pugliese, appena ottenuta la guida dei 5Stelle, decide di sfiduciare l’esecutivo guidato dall’ex governatore della BCE, per il sostegno economico fornito alla costruzione di un termovalorizzatore a Roma. Si oppone così alla linea del governo sia in materia economica che di politica estera. Il passo indietro è talmente grave che, l’allora leader del PD, Letta capisce che non è possibile allearsi con gli ex grillini, ci sono troppe distanze sui principi fondamentali.

Dopo la fase di istituzionalizzazione, i 5 Stelle vivono un’involuzione divenendo qualcosa di differente ancora, non sono più quelli del Vaffa, o del balcone di Palazzo Chigi. Si sono trasformati in una forza populista, filo russa e con venature di estrema sinistra (tanto da entrare nel gruppo europeo “The Left”).

Da allora, le posizioni di Giuseppe Conte e dei 5 Stelle non sono cambiate su niente, sono fermi alle stesse politiche del 2022, le stesse idee che impedirono di costruire un’alleanza con il PD.

L’avvocato del popolo continua a prendere le distanze dalle politiche di Draghi ma non dai decreti sicurezza firmati con Salvini, continua a favorire la politica del Nimby (si pensi alle rinnovabili in Sardegna) e adotta le stesse posizioni di Vannacci sull’Ucraina.  E meno male che si erano istituzionalizzati!

 

L’Ucraina, la contraddizione che il centrosinistra rimuove

Ecco perché non mi stupisco delle parole pronunciate in merito alla guerra in Ucraina dal leader 5stelle a Napoli qualche settimana fa, durante la manifestazione unitaria delle opposizioni. Queste parole dovevano essere una sveglia per il PD, per Renzi, per più Europa. Invece, sono state già dimenticate e appaiono oggi come i temporali estivi, fanno tanto rumore ma passano velocemente.

Il problema di fondo però resta. La posizione anti-Ucraina, non chiamatela pacifista, del movimento grillino rappresenta una spada di Damocle sulla credibilità della coalizione di sinistra.

Le parole di Giuseppe Conte sono le stesse di Donald Trump quando, due anni fa, durante la campagna per le presidenziali 2024, prometteva di arrivare alla pace in Ucraina nei primi giorni della sua presidenza.

Conte sostiene la stessa tesi, secondo la quale l’ex Presidente del Consiglio sarebbe in grado di portare Putin e Zelensky a cessare le ostilità in pochi istanti.

Non siamo a conoscenza di quali magie Conte abbia in mente per ottenere ciò che, nel giro di due anni di presidenza, il Presidente degli Stati Uniti (l’uomo che viaggia con la valigetta piena di codici per azionare le armi nucleari) non è stato in grado di ottenere.

Lui sostiene che se l’Europa fermasse i suoi aiuti militari verso l’Ucraina, nel giro di pochi giorni la guerra finirebbe. Nello stesso arco temporale, gli asini inizierebbero a volare.

 

Se l’Europa disarma Kiev, cosa fa Putin?

Supponiamo per un secondo che questa politica vada in porto. Cosa farebbe Putin? Poiché non gli viene imposto alcun vincolo in cambio dello stop alla fornitura di armi all’Ucraina, sarebbe libero di adottare qualunque scelta.

Potrebbe decidere di mostrare un volto pacifista e accogliere il gesto europeo come segno di buona volontà, interrompendo qualunque ostilità. Si potrebbe sedere al tavolo negoziale con il coltello dalla parte del manico e dire: bene, questo è quello che voglio, me lo concedete? Se sì, ci diamo la mano e finiscono le ostilità sennò ricomincia la battaglia.  Traduzione breve, Putin direbbe o mi concedete tutta l’Ucraina o me la prendo da solo, visto che l’Europa ha abbandonato l’Ucraina nelle mie mani.

Nell’altro scenario, Putin capisce che gli ucraini sono stati lasciati soli, prima dagli americani (da quando è tornato Trump), poi dagli europei (da quando è tornato Conte), se continua ad attaccare, a mietere vittime tra bambini, donne, anziani, a imprigionare uomini, in poche settimane brinda con la vodka a Kiev.

Due scenari, stesso risultato, i cittadini ucraini continuerebbero a perire sotto le bombe russe, abbandonati dai sistemi di difesa europei. L’Ucraina perderebbe la propria libertà, i propri diritti civili e la propria fragile democrazia, tutti valori che una coalizione di centro sinistra dovrebbe avere a cuore.

 

Conte dica quali armi negoziali possiede

Questi scenari si potrebbero dimostrare falsi solo in un caso, qualora Giuseppe Conte avesse delle armi in mano per spingere Putin a sedersi al tavolo negoziale da una posizione di debolezza, ma quali sarebbero? Considerando che ogni tipo di iniziativa possibile sul fronte della politica, dell’economia e della diplomazia è già stata tentata e non è stata in grado di portare a questo risultato?

Se Conte avesse in mente veramente delle idee così forti e innovative allora, per amore della pace, le dovrebbe esplicitare immediatamente, indipendentemente da chi si trova a Palazzo Chigi.

Altrimenti, quali motivazioni rimangono? Quelle personali?  Per aver fatto entrare medici russi in Italia durante il Covid? La simpatia per la pizza? La tarantella? Per altri motivi? Non ci credo, sembra fuori dalla realtà dei fatti, come pensare che basta interrompere gli aiuti a Kiev per fermare la guerra.

Vannacci e l’italiota patriarcato

Il nuovo che irrompe sulla scena

Ai parvenu della politica occorre sempre una idea di quelle che fanno notizia per farsi largo in mezzo alla fossa dei leoni già presenti sulla piazza. Tornare all’antico garantisce sempre il consenso di “quelli che” secondo Iannacci potrebbero simpatizzare con una operazione nostalgia. Fuori dai confini italici la questione emigranti si presta alla grande per suonare la carica del popolo di “noi solo noi” già decantate dal nostro Pupo nazionale. All’interno dello stivale occorre qualcosa di più centrato e più familiare per far colpo e bella figura. Anche mostrare ai suoi simpatizzanti di saper maneggiare la cultura può essere una buona mossa, lo rende uguale e diverso a loro, traduce in bella quello che il suo popolo ha nel cuore ma che non sa dire in italiano corretto.

 

Nostalgia canaglia

Ed ecco l’intuizione straordinaria del ritorno ad un “patriarcato mediterraneo”, una mossa vincente per ottenere qualche percentuale di consenso in più. In un consistente articolo su Famiglia Cristiana, la teologa Rosanna Virgili ha messo in chiaro la lezione della Chiesa e ciò che dice la storia sul tema. Forse Vannacci avrebbe fatto bene a consultarla prima di sbilanciarsi su un punto che non ammette imprecisioni.

La studiosa segnala che il gruppo familiare dove il padre teneva in mano i cordoni della borsa era già sparito negli anni ’60 mentre in alcune altre zone d’Italia, a causa di emigrazione, erano le donne rimaste nel casolare domestico a gestire l’economia e la prole.

 

Un patriarcato tra responsabilità e predominio

Sottolinea poi che sul Mediterraneo si è sviluppata non solo la cultura greca, romana e cristiana ma anche, ad esempio, quella propria della popolazione araba, mussulmana, palestinese, marocchina. Così, secondo il ragionamento di Vannacci, per obbedire ad un profilo di coerenza ed omogeneità, si dovrebbe uniformare anche al modello patriarcale anche di questa altra parte di mare nostrum, compresa la poligamia, il velo e matrimoni mussulmani a corredo. Ciò striderebbe con il progetto di remigrazione di quanti sono di quelle terre e per adesso dimorano sul nostro suolo e che il generale e compari guardano con il fumo negli occhi.

Il patriarcato antico, nato come una azione di responsabilità degli uomini verso la cura dei figli a sostegno della figura materna si trasformò poi solo in un esercizio di supremazia e di potere. La donna adultera, ad esempio, era passibile di lapidazione e ci volle Gesù per un ripensamento circa la giustizia di quella legge. Certamente al tempo del patriarcato non vi era pressoché traccia di femminicidi ma non perché mancassero atti di violenza contro le donne che erano invece legittimati e il femminicidio si declinava in diritto d’onore.

 

Un po’ di studio non guasta

La riflessione della Virgili va letta per intero e merita ogni attenzione, quella che è mancata allo spin doctor di Vannacci, semmai ne abbia uno, quando si affrontano certi temi bollenti con cui si corre il rischio di ustionarsi. Meglio per lui che rimanga con un profilo basso, quello che per adesso gli abbia reso fortuna. In politica tutto è ammesso ma non vaneggiare.

Il Paese che si prendeva cura dei suoi nonni

Una storia che comincia in casa

Per capire che cosa siano stati gli anziani nella Repubblica italiana basta entrare in una casa qualunque di questo Paese. C’è una nonna che ha cresciuto i nipoti mentre i genitori erano al lavoro, un nonno la cui pensione è stata per anni l’unica entrata sicura della famiglia. L’Italia è stata costruita così: con un welfare che arrivava tardi e una famiglia che arrivava prima. E in mezzo, una forza politica che per quasi mezzo secolo ha guidato i governi: la Democrazia Cristiana. Parlare della DC e degli anziani non significa fare nostalgia. Significa chiederci che cosa resta di quella stagione, che cosa dobbiamo avere l’onestà di criticare e che cosa dovremmo avere il coraggio di recuperare.

 

1969, quando lo Stato scoprì i vecchi poveri

Fino alla fine degli anni Sessanta, una parte degli italiani anziani viveva ai margini: nessuna pensione, nessun reddito, la dignità affidata alla carità o ai parenti. Poi arrivò la legge 153 del 1969, e con lei la pensione sociale. Era un assegno modesto, ma cambiò il volto dello Stato: per la prima volta la Repubblica diceva a una persona di oltre 65 anni senza nulla «tu esisti, e non sei sola». Non era elemosina: era cittadinanza. Quella intuizione — che nessuna vecchiaia debba essere vissuta nell’umiliazione — resta forse l’eredità più nobile di quella stagione.

 

L’ombra del debito: onestà prima di tutto

Ma siamo franchi, perché un articolo serio non nasconde la polvere sotto il tappeto. Quella stessa stagione produsse anche le baby pensioni del 1973 e un welfare che spesso promise tutto a tutti, senza chiedersi chi avrebbe pagato il conto domani. Una parte del debito pubblico che oggi pesa sulle spalle dei nostri figli è nata lì, ed è un’obiezione che va ascoltata senza difese d’ufficio. Ridurre però mezzo secolo di politiche sociali a un errore contabile sarebbe ingiusto: il problema non fu prendersi cura degli anziani, fu farlo senza avere il coraggio di costruire regole sostenibili.

Tina Anselmi e la rivoluzione della sanità

E poi c’è la parte di storia che ancora oggi salva vite, ogni giorno, in tutte le case di questo Paese. Nel 1978, con la legge 833, nacque il Servizio Sanitario Nazionale: cure universali, per tutti, indipendentemente dal reddito. A firmarla fu Tina Anselmi, staffetta partigiana e prima donna a guidare il Ministero della Sanità. Per gli anziani — quelli che di medici, medicine, assistenza domiciliare e ricoveri hanno più bisogno — fu una rivoluzione silenziosa. Oggi, quando ci lamentiamo delle liste d’attesa, dimentichiamo che cosa significava prima: un anziano povero, semplicemente, non si curava.

 

Andreotti e la legge che riconobbe il bene

L’altra lezione arriva dalla stagione finale della DC e porta una firma che pochi si aspetterebbero: quella di Giulio Andreotti. L’uomo cresciuto nel mondo associativo cattolico guidò il governo che nel 1991 varò la legge-quadro sul volontariato, la 266/91. Per la prima volta lo Stato riconosceva che il Paese è tenuto insieme anche da chi si prende cura degli altri gratis: parrocchie, Caritas, associazioni, gruppi di donne e uomini che fanno visita a chi è solo, portano un pasto, accompagnano a una visita medica. È la sussidiarietà orizzontale: uno Stato che non pretende di fare tutto da solo, ma riconosce, sostiene e coordina chi il bene lo fa già. Nella cura degli anziani, quella rete era — e per molti versi resta — il volto umano del welfare.

 

L’inverno demografico e le pensioni erose

Oggi però il mondo è cambiato. Nascono sempre meno bambini e gli anziani sono sempre di più: l’inverno demografico sta rovesciando la piramide, e il sistema chiede ai giovani sacrifici che i loro nonni non hanno conosciuto. Intanto la pensione sociale — l’erede di quell’assegno del 1969 — è stata erosa dall’inflazione e non basta più a vivere: ci sono anziani che, dopo una vita di lavoro, si ritrovano a contare i centesimi a fine mese. Il rischio è doppio: che il sistema non regga, e che gli anziani diventino la nuova questione sociale del Paese.

Un nuovo centro che riparta da qui

È qui che la politica è chiamata in causa. Se in questo Paese vuole davvero rinascere una forza di centro, popolare e riformista, non può partire dai proclami o dalle identità di cartone. Deve prendere a cuore questo tema, con la stessa concretezza che fu della Democrazia Cristiana.

 

Il centro può fare molto, e proprio partendo da quella tradizione

Può battersi per una rivalutazione reale delle pensioni minime, affinché l’assegno non venga divorato dall’inflazione. Può investire nella medicina territoriale e nell’assistenza domiciliare: qualcosa è già stato avviato con il PNRR e il DM 77 del 2022, ma l’attuazione resta lenta e disomogenea, e le risorse stanziate non si sono ancora tradotte in servizi concreti per i cittadini. Perché nessun anziano sia costretto a scegliere tra curarsi e mangiare.

Può rilanciare il volontariato e la sussidiarietà, sostenendo fiscalmente le associazioni e i caregiver familiari che oggi reggono da soli un peso enorme. Può costruire una fiscalità più giusta per chi vive di redditi fissi, e una vera legge sulla non autosufficienza che non costringa le famiglie a ricorrere al lavoro nero.

Tutto questo senza ripetere gli errori del passato: senza promesse insostenibili, senza debito scaricato sulle generazioni future. Il centro ha il dovere di essere solidale e responsabile allo stesso tempo, di proteggere le pensioni di oggi senza rubare il futuro a quelle di domani.

Perché un partito che non sa parlare agli anziani non sa parlare al Paese. E un Paese che abbandona i suoi vecchi perde prima la memoria, e poco dopo il futuro.

Armando Rigobello: terziario domenicano e maestro personalista

Un’amicizia diventata scuola di pensiero

Il ricordo del prof. Armando Rigobello è per me emozionante sia per il Magistero che egli ha rappresentato nella storia della filosofia contemporanea, ma soprattutto per la lunga e feconda amicizia che ci legava e che ha rappresentato motivo di crescita, maturazione e conoscenza con il mondo speculativo non soltanto italiano, ma anche dell’associazionismo cattolico, essendo stato importante figura del Movimento Laureati Cattolici.

Conobbi il prof. Rigobello esattamente 51 anni fa, nell’autunno del 1975, a margine di un incontro promosso da CL e una Messa celebrata in Trastevere; conservo ancora il “visiting card”, come si dice oggi (eravamo ancora nell’era del cartaceo!). Mi colpì l’affabilità del carattere, la disponibilità all’interlocuzione e soprattutto la sua curiosità verso un giovane movimento del quale, peraltro, egli non faceva parte. In quegli anni stavo concludendo il liceo, ma mi orientavo verso studi umanistici e quell’incontro, foriero di un fecondo rapporto di amicizia che si sarebbe consolidato negli anni, mi fece comprendere la mia inclinazione verso studi filosofici. Mai scalfita dal tempo, la nostra amicizia fondata su comuni visioni culturali è stata per me un’università del pensiero e non solo un incontro con un Maestro della filosofia.

 

Da Badia Polesine al personalismo europeo

Armando Rigobello nasce a Badia Polesine, in provincia di Rovigo, il 3 febbraio 1924, in una regione feconda di cattolicesimo sociale nel quale si forma la sua coscienza civile e si compone il suo cammino accademico, che inizia nel mondo della scuola come insegnante e poi passando al mondo universitario come allievo del prof. Luigi Stefanini, del quale inizialmente fu assistente di cattedra, alla scuola del quale scoprì il valore e lo spessore speculativo del personalismo francese di Jacques Maritain e, soprattutto, di Emmanuel Mounier. Il suo percorso accademico si arricchisce, dopo la laurea in filosofia presso l’Università di Padova, di una lunga permanenza all’Università Von Humboldt di Monaco. Profondo conoscitore del mondo tedesco, resterà sempre collegato alla vita universitaria tedesca, anche quando rientrerà in Italia occupando le cattedre di Filosofia Morale e di Storia della filosofia e sovente terrà corsi e conferenze nelle principali università della Germania.

 

Roma, l’università e le radici del cattolicesimo sociale

Nel 1974/75 si trasferisce a Roma presso l’Università “La Sapienza”, nella cattedra di Storia della filosofia che occuperà fino ai primi anni ’80 quando, fondata la seconda università statale romana di Tor Vergata, vi si trasferirà restandovi fino alla pensione. Ma Armando Rigobello ebbe anche un vissuto religioso e sociale nel fecondo Veneto dell’immediato dopoguerra, dove sia l’Azione Cattolica che la neonata Democrazia Cristiana espressero i percorsi forse più interessanti di quei decenni, che avrebbero scritto una pagina nuova del movimento cattolico. La presenza del Movimento dei Laureati Cattolici fu formativa nella sua giovinezza, diventandone presidente diocesano, legato da sempre alla realtà religioso-sociale del suo territorio, nel quale rifulgeva la figura di Guido Negri, il celebre, allora, “Capitano Santo”, che aveva testimoniato il suo pacifismo cristiano durante la prima guerra mondiale non sparando un colpo sugli insanguinati campi di battaglia delle terre irredente e perdendo la vita in modo esemplarmente evangelico. Il ricordo di questa figura influenzò molto la formazione spirituale del giovane Rigobello, che entrò nel Terzo Ordine domenicano come laico secolare.

 

Terziario domenicano e interprete di Mounier

Ecco, anche questo è un tassello della nostra lunga amicizia, perché, dopo essere stato relatore della mia tesi di laurea, egli fu anche testimone della mia professione religiosa come terziario domenicano consacrato nella fraternità romana di S. Maria sopra Minerva che frequentava, quando gli impegni accademici glielo consentivano, con dedizione e umiltà di vero domenicano laico. L’incedere degli anni non attenuò il prolifico impegno editoriale di enorme portata, sempre rivolto alle nuove sfide del pensiero contemporaneo, con un particolare rilievo rivolto alla speculazione personalista.

Di questo indirizzo filosofico egli fu un vero protagonista e, per certi versi, un innovatore perché lo collegò all’ermeneutica del mondo contemporaneo della seconda metà del XX secolo, secondo una visione dinamica che ha reso il pensiero personalista la principale lettura speculativa del secondo ’900. Il personalismo del professor Rigobello aveva una valenza sociale, adatta ad interpretare i desideri e le aspirazioni alla libertà dell’uomo contemporaneo, lasciandolo, tuttavia, fermo sui principi morali ed etici dell’ispirazione cristiana. La sua interpretazione del pensiero di Emmanuel Mounier ha avuto un influsso enorme sull’attualità del filosofo francese, perché lo ha collegato alla parte più attuale della visione anche gnoseologica; per questo motivo quando, con l’on. Giovanni Galloni, fondammo l’Istituto Emmanuel Mounier-Italia negli anni ’90, chiedemmo a Rigobello di assumerne la presidenza onoraria, che mantenne praticamente fino alla morte. Il suo personalismo sociale si collegava anche a una ben precisa visione etico-politica, fondata sul primato ontologico della persona e legata all’emergenza del pensiero sociale della Chiesa.

 

Un Maestro da consegnare alle nuove generazioni

Sono trascorsi tanti anni dal nostro primo incontro e ora che sono ormai “dall’altra parte”, dietro la cattedra, non dimentico quel Maestro di pensiero e di vita che per me fu Armando Rigobello, le cene nella sua casa romana sempre con ospiti e commensali interessanti, come il filosofo francese Paul Ricoeur, che ebbi l’onore di conoscere proprio in una delle tante riunioni conviviali sempre arricchite da riflessioni, ricordi e approfondimenti mai pedanti, sempre interessanti. Mi auguro che il pensiero speculativo del professor Rigobello non sia consegnato soltanto all’indulgenza della memoria affettiva, ma che solleciti le giovani generazioni che non lo hanno conosciuto ad approfondirne lo spessore culturale ed etico, perché egli fu, e non solo per me, amico e Maestro come raramente si ha la fortuna di incontrare nella nostra vita.

 

Prof. Giulio Alfano

Presidente Istituto “Emmanuel Mounier” – Italia