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Le parole di Mattarella nel 46esimo anniversario della strage di Bologna

Milano, 2 ago. (askanews) – “Il segno profondo impresso dalla strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna è inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani. Il dolore infinito per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini; la commozione per lo strazio e i patimenti dei familiari; lo sgomento per la distruzione portata nel centro della vita civile della città e dell’intera nazione si rinnovano oggi, come in ogni giorno di ricorrenza. È una consapevolezza che riguarda la nostra comunità, i giovani anzitutto. E rilancia l’impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, di giustizia, di democrazia. I valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel giorno del 46esimo anniversario dalla strage alla stazione di Bologna.

“Quell’impegno, quella solidarietà che Bologna e l’Italia intera seppero offrire per impedire che gli assassini e i loro complici riuscissero nell’intento di sovvertire i principi costituzionali, colpire la convivenza e le conquiste sociali – prosegue il capo dello Stato -. Il popolo italiano li ha sconfitti nella gravosa ricerca della verità”.

“La Repubblica è grata ai magistrati e agli uomini delle istituzioni che, con il loro lavoro, si sono dimostrati più forti dei tentativi di depistaggio e ai familiari delle vittime per il loro appassionato impegno per la verità – conclude Mattarella -. Fare giustizia è vittoria della democrazia”.

Nel 2026 la nuova rassegna cinematografica "I Misteri della Fede"

Milano, 2 ago. (askanews) – Debutterà nel 2026 la nuova rassegna cinematografica “I Misteri della Fede”, un progetto firmato Nexo Studios dedicato all’esplorazione della spiritualità, della relazione tra l’uomo e il divino e del senso profondo dell’esistenza. “I Misteri della Fede di Nexo Studios” nasce come un progetto aperto, riflessivo ed esplorativo: è uno spazio cinematografico ideato per meditare, ascoltare, sperimentare e pensare, per confrontarsi con diverse sensibilità culturali e tradizioni religiose, per dialogare, imparare e interrogare il senso della vita. La rassegna invita a porre al centro della nostra esperienza cinematografica la ricerca di significato, suggerendo altri ritmi e itinerari del pensiero, delle relazioni e dell’indagine interiore. Il cinema torna così luogo di incontro per elezione: uno spazio dove vivere l’esperienza in modo concentrato e meditativo, protetti dal rumore e dalle distrazioni quotidiane, dove il silenzio e l’attenzione permettono di entrare profondamente nelle storie e nei temi trattati. Non si tratta di guardare un film da soli a casa propria, ma di condividere l’esperienza con altre persone, conosciute o no, instaurando un incontro fisico e reale. In questo contesto, il cinema diventa una pratica collettiva di riflessione e di emozione, capace di esplorare uno dei temi più cruciali della vita umana, come la fede. La rassegna debutterà nelle sale dal 15 al 21 ottobre con Carlo Acutis. Il giovane santo il documentario prodotto da Nexo Studios con Officina della Comunicazione e OUR FILMS, A Mediawan Company, con il Patrocinio dell’Associazione Amici di Carlo Acutis e in collaborazione con la Fondazione Cariplo, diretto da Luca Salmaso e dedicato a Carlo Acutis, una figura contemporanea che — a 20 anni dalla scomparsa — riesce a dialogare con le nuove generazioni. Questo film racconta la vita e l’eredità spirituale di Acutis, il primo santo dell’era digitale, attraverso uno sguardo intimo e contemporaneo che ne restituisce la dimensione umana prima ancora che religiosa. Realizzato con la partecipazione della famiglia Acutis e materiali inediti — tra fotografie, video privati e contenuti esclusivi— offre un ritratto autentico di un ragazzo che, in soli 15 anni di vita, ha lasciato un segno profondo e universale. Al centro del racconto emerge una figura capace di abitare pienamente il proprio tempo, tra videogiochi, programmazione e Internet, scegliendo però una traiettoria spirituale radicale, orientata all’essenziale e all’invisibile. La sua storia si sviluppa come un viaggio che attraversa la quotidianità familiare, il ricordo degli amici, fino al percorso di canonizzazione, restituendo un dialogo continuo tra vita terrena e dimensione del trascendente. Questo lavoro si inserisce in una rete viva di connessioni che continua a crescere attorno alla sua figura, dai pellegrinaggi ad Assisi alle comunità digitali in tutto il mondo, sino alla diffusione della sua mostra sui Miracoli Eucaristici, mostrando come il suo messaggio superi i confini religiosi per parlare a generazioni diverse e culture lontane. Attraverso testimonianze e riflessioni che coinvolgono familiari, studiosi e amici, abbiamo costruito un confronto aperto tra fede, tecnologia e ricerca di senso, affrontando temi universali come identità, solitudine, materialismo e speranza. Ne nasce un film-evento che cerca di unire dimensione emotiva e sguardo contemporaneo, raccontando una santità possibile e vicina, capace di dialogare con il presente e di proporre un’idea di eredità spirituale che continua a vivere nel mondo. Le musiche originali del film sono state affidate al pianista e compositore Remo Anzovino. La colonna sonora sarà pubblicata con etichetta Nexo Studios Soundtracks e uscirà in distribuzione esclusiva per Universal Music Italy. Tutte le informazioni, i materiali e gli aggiornamenti sul film sono disponibili sul sito carloacutisfilm.it. Sempre prodotto da Nexo Studios assieme a Officina della Comunicazione e in arrivo nelle sale dall’11 al 15 novembre, è ‘O Sang. Il miracolo di San Gennaro, un racconto sul santo di Napoli, con la regia di Giovanni Troilo, che intreccia fede, tradizione e identità popolare. Ma chi è davvero San Gennaro? E come riesce da secoli a unire fedeli e non fedeli in un culto che supera di gran lunga i confini stessi della religione? Da questi interrogativi prende forma ‘O SANG. Il miracolo di San Gennaro, un viaggio nel cuore di Napoli che esplora il legame profondo tra il santo e una comunità che continua a riconoscersi nel mistero dell’ampolla. Tra sacro e profano, realtà e immaginazione, il film restituisce il ritratto di una Napoli viva, stratificata e in continua trasformazione. È un racconto corale in cui storie e personaggi diversi si intrecciano come fili sotterranei che attraversano la città: un fiorista che di notte vive ai piedi del Vesuvio e realizza piccoli amuleti d’argento a forma d’ampolla; un tassista che accompagna i turisti nei luoghi del culto traducendo il miracolo con lo smartphone; la quotidianità di un centro donatori di sangue, dove la vita sembra scorrere letteralmente da un corpo all’altro. Accanto a tutte queste storie, gli spettatori incontreranno figure istituzionali e popolari, come l’abate della Real Cappella di San Gennaro e il duca Carafa d’Andria, che per la prima volta offrono al pubblico un accesso inedito nel “backstage” di un miracolo che anno dopo anno si fa attesa e spettacolo, tra ironia, saggezza e memorie di una Napoli antica che continua a sopravvivere nel presente. Parallelamente, il popolo della zona Solfatara vive tra scosse sismiche, paura e resistenza quotidiana, affidando la propria sopravvivenza al miracolo del santo. Il filo invisibile che unisce tutte le storie è l’ampolla di San Gennaro e il prodigio che potrebbe non realizzarsi: per questo tutto cambia, pulsa e si rinnova senza sosta, anno dopo anno. Ed è proprio nell’incertezza e nell’instabilità che il film trova la sua forza narrativa, alternando osservazione, intimità e immersione. Ne nasce un racconto che supera di gran lunga i confini del documentario tradizionale, mescolando registri e linguaggi diversi in una forma aperta e sensoriale. Il terzo titolo sarà un kolossal: Il re dei re. La più grande storia mai raccontata, film d’animazione campione d’incassi con oltre 80 milioni di dollari al botteghino. Diretto dal regista coreano Seong-ho Jang, che firma anche la sceneggiatura insieme a Rob Edwards, il film è ispirato a The Life of Our Lord, il racconto che Charles Dickens scrisse per i propri figli e che leggeva loro ogni anno come tradizione natalizia. L’opera rimase inedita per volontà dell’autore e fu pubblicata soltanto nel 1934, oltre sessant’anni dopo la sua morte. La vicenda segue lo stesso Charles Dickens, il figlio Walter e l’inseparabile gatta Willa proprio nei giorni della messa in scena del Canto di Natale. Tutto ha inizio quando Dickens racconta al piccolo Walter la più grande storia mai narrata: quella che sembra una semplice favola della buonanotte si trasforma così in un viaggio destinato a cambiargli la vita. Grazie alla sua vivida immaginazione, Walter si ritrova a camminare davvero accanto a Gesù, assistendo ai suoi miracoli e condividendone le prove. Accompagnato dalla curiosa Willa, il giovane protagonista vive un’esperienza unica che gli permetterà di guardare quella incredibile storia con occhi nuovi ed entusiasti. Negli USA (dove è stato arricchito dalle voci originali di Oscar Isaac, Kenneth Branagh, Roman Griffin Davis, Uma Thurman, Pierce Brosnan, Mark Hamill, Forest Whitaker e Ben Kingsley) il film è uscito nel 2025 e ha avuto un successo travolgente che si è diffuso poi in tutta Europa. L’arrivo in Italia è previsto per il 3 dicembre.

“I Misteri della Fede di Nexo Studios” è distribuito in Italia in collaborazione con i media partner Avvenire, Famiglia Cristiana, Gruppo Editoriale San Paolo e con RTL 102.5 come Radio Ufficiale.

Immigrazione, basta con propaganda e irresponsabilità

«Una rivoluzione copernicana». Così, nel giugno scorso, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva presentato il pacchetto di norme appena varato dal Consiglio dei ministri. Si tratta, disse, di un decreto-legge di attuazione che servirà ad «accompagnare l’immediato ingresso e l’entrata in vigore» del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo, che entrerà in vigore la prossima settimana, «anche forti del fatto che, come governo, riteniamo di essere stati attori principali del processo riformatore».

Ne è seguita una polemica che, da molto tempo, è al centro della politica italiana, sulla quale la destra ha puntato le sue fiches, sin qui risultate vincenti, e rispetto alla quale la sinistra appare spesso indecisa, se non in estrema difficoltà.

Le promesse della destra alla prova dei fatti

Nulla di ciò che il duo della destra di governo, Meloni-Salvini, ha sin qui sostenuto si è verificato. Basterebbe ricordare quanto è emerso nell’indagine di ActionAid “La frontiera, ovunque. Centri d’Italia 2026”, con cui si denuncia il sistema prodotto dai diversi decreti del governo che, a detta di quel rapporto, ha «ignorato le reali disponibilità dei territori», producendo non l’auspicata sicurezza invocata, ma una sempre più accentuata marginalità sociale.

Dalle intemerate salviniane, sulle quali la Lega aveva costruito larga parte del suo recente consenso, siamo giunti alle sciagurate tesi di “remigrazione” amplificate dall’ex generale Vannacci.

Ho condiviso l’articolo dell’on. Tarolli su Il Domani dItalia del 5 febbraio scorso sul tema: “Immigrazione, lavoro e coesione sociale”, così come mi sembrano quanto mai opportune le considerazioni svolte dall’on. Minniti sul caso della crisi nei rapporti tra Italia e Spagna, dopo l’annunciata sospensione di Schengen da parte del governo Meloni, sulla quale Minniti ha scritto: «Sospendere il trattato può portare a esiti opposti a quelli sperati. Ora serve un vero patto tra Ue e Africa, che non ci esponga al ricatto di singoli Paesi e organizzazioni criminali, come accaduto in Marocco».

 

Ingressi programmati e cooperazione con i Paesi di origine

Di fronte alla complessità del fenomeno migratorio servirebbero politiche intelligenti e non le improvvisazioni di questo governo di dilettanti allo sbaraglio. Volevano fare i blocchi navali, poi le basi in Albania, ignorando la realtà di un’immigrazione di tipo planetario di milioni di giovani, prolifici e affamati, che dall’Africa, dal Medio e dall’Estremo Oriente vedono l’Europa come «l’America del nuovo secolo».

L’Italia, con i suoi 8.000 chilometri di coste, è, come la Spagna, l’approdo diretto di questa ondata di poveri, manovrati da loschi trafficanti. Migranti per i quali andrebbero organizzati corridoi speciali e, soprattutto, previste iniziative dirette nei Paesi di provenienza.

Nessuna persona di intelligenza media, di destra o di sinistra, potrebbe restare indifferente a ingressi senza regole e, nello stesso tempo, in un Paese di vecchi, satolli e con uno dei più gravi cali demografici, servirebbe una politica di ingressi programmati, funzionale alle nostre necessità sociali, economiche e produttive. Tutto il resto, come la proposta dell’ex generale estimatore della X MAS, è solo bieca propaganda.

 

La dignità della persona come criterio politico

Da cattolici democratici, liberali e cristiano-sociali, dovremmo ascoltare le parole del Santo Padre, Papa Leone XIV, che nel suo recente discorso a Castel Gandolfo ha ribadito, come fece nel suo storico discorso durante il recente viaggio alle Canarie, che «la questione migratoria deve essere affrontata a partire dal rispetto della dignità umana e dalla comprensione delle cause che costringono milioni di persone a lasciare la propria terra».

«Molte volte non riconosciamo le ragioni per le quali queste persone hanno dovuto uscire dai loro Paesi», ha osservato, citando «violenza, guerra, conflitti» e «tante ragioni». Secondo il Pontefice non esistono soluzioni semplicistiche a fenomeni così complessi. «Occorre vedere i casi» e, soprattutto, «trattare con rispetto le persone come persone».

Altro che i reiterati, retorici annunci del governo del trio, amplificati dalle scomposte grida del “dalli all’immigrato” dell’ex generale Vannacci.

Dissenso e violenza: il confine dello Stato costituzionale

Qual è il confine, in uno Stato Costituzionale di diritto, tra il dissenso democratico e la violenza?

È una domanda che le cronache delle ultime settimane ripropongono con crescente urgenza. La risposta, tuttavia, non può essere affidata all’emotività suscitata dagli episodi di piazza né alle inevitabili contrapposizioni politiche. Essa richiede, piuttosto, di tornare ai principi fondamentali della nostra Costituzione e alla cultura dello Stato di diritto.

La Repubblica riconosce e tutela il diritto di manifestare il proprio pensiero e quello di riunirsi pacificamente. Non si tratta di concessioni dello Stato, ma di libertà fondamentali che costituiscono il fondamento stesso della democrazia pluralista. Una società nella quale il dissenso fosse represso cesserebbe rapidamente di essere una democrazia.

Ma proprio perché il dissenso rappresenta un valore costituzionale, esso incontra un limite invalicabile: il ricorso alla violenza.

 

Il valore costituzionale del dissenso

Nel dibattito pubblico contemporaneo questa distinzione appare talvolta offuscata. Si tende a collocare sul medesimo piano la protesta pacifica, la disobbedienza civile e le manifestazioni che degenerano in aggressioni, devastazioni o intimidazioni. Si tratta invece di fenomeni profondamente diversi, sia sul piano etico sia su quello giuridico.

La protesta democratica si svolge entro il quadro delle regole comuni. Può essere anche aspra, radicale, persino provocatoria; ma riconosce nell’altro un interlocutore e nello Stato il garante delle libertà di tutti.

La disobbedienza civile costituisce un’esperienza diversa.

Da Henry David Thoreau a Martin Luther King, da Gandhi alle più significative esperienze maturate anche nel nostro Paese, essa consiste nella violazione pubblica, consapevole e rigorosamente non violenta di una norma ritenuta ingiusta, accompagnata dall’accettazione delle conseguenze giuridiche del proprio gesto.

Chi pratica la disobbedienza civile non contesta l’esistenza dello Stato né pretende di sostituire la forza del diritto con il diritto della forza; al contrario, sollecita l’ordinamento a interrogarsi sulla giustizia delle proprie leggi.

 

Quando la protesta diventa sopraffazione

Ben altro fenomeno è la violenza politica o di piazza.

Quando il dissenso assume la forma dell’aggressione alle persone, del danneggiamento sistematico dei beni, dell’assalto alle istituzioni o dell’attacco alle forze dell’ordine impegnate nell’esercizio delle loro funzioni, non siamo più dinanzi a una forma intensa di protesta. Siamo dinanzi alla negazione del dissenso democratico.

La violenza non rappresenta un grado più elevato della protesta: ne costituisce la rottura.

Il punto di passaggio non è quantitativo, ma qualitativo. Finché prevale la forza degli argomenti, il conflitto resta dentro la democrazia. Quando prevale l’argomento della forza, il terreno cambia radicalmente.

È in questo spazio che opera il diritto penale.
Non per reprimere le opinioni, ma per tutelare i diritti fondamentali di tutti i cittadini, compreso quello di manifestare senza intimidire e di dissentire senza essere aggrediti.

Lo Stato costituzionale non deve cadere in due errori ugualmente pericolosi.

Il primo consiste nel guardare con sospetto ogni forma di dissenso, trasformando l’eccezione nell’ordinario e comprimendo spazi di libertà che appartengono al patrimonio democratico.

Il secondo consiste nel ritenere che qualsiasi comportamento possa essere giustificato dalla nobiltà della causa perseguita. In uno Stato di diritto non è il fine a legittimare ogni mezzo. La qualità della democrazia si misura anche dalla capacità di mantenere inseparabili libertà e responsabilità.

 

Libertà e responsabilità, insieme

La storia insegna che molte conquiste civili sono nate da forme di dissenso coraggiose, talvolta attraverso pratiche di disobbedienza civile.

In nessuno di quei casi, tuttavia, la violenza ha costituito il linguaggio della libertà. Al contrario, la forza morale di quelle esperienze risiedeva proprio nel rifiuto della forza fisica.

Per questo motivo il dibattito pubblico dovrebbe recuperare una distinzione essenziale.

Protestare è un diritto. Disobbedire civilmente può rappresentare, in determinate circostanze, una testimonianza etica destinata a interpellare la coscienza collettiva. Ricorrere alla violenza, invece, significa oltrepassare il confine che separa il confronto democratico dalla sopraffazione.

Una democrazia matura non teme il dissenso; lo considera una risorsa indispensabile per la vitalità delle istituzioni. Ma proprio perché ne riconosce il valore, non può consentire che esso venga sostituito dalla violenza.

Quando il linguaggio della protesta diventa linguaggio della forza, non è soltanto l’ordine pubblico a essere minacciato: si incrina quel patto di reciproca fiducia tra cittadini e istituzioni sul quale si fonda lo Stato Costituzionale di diritto.

L’algoritmo non conosce il limite

Ci sono errori tecnologici che sembrano parlare soltanto di macchine. In realtà rivelano qualcosa di più profondo: il rapporto tra il potere che costruiamo e la responsabilità con cui sappiamo governarlo. Nel luglio 2025 un agente AI della piattaforma Replit ha cancellato il database di produzione di uno sviluppatore, nonostante fosse stato istruito più volte a non intervenire durante un periodo di blocco operativo. Nello stesso periodo un agente da riga di comando di Gemini ha sovrascritto un archivio dopo aver interpretato in modo errato un’operazione sui file. Nell’aprile 2026 un sistema avanzato ha eliminato database e backup di un’azienda di prenotazioni dopo aver trovato accidentalmente una credenziale non destinata al suo utilizzo.

Sono episodi diversi, ma hanno una caratteristica comune: i controlli tecnici esistevano. Permessi, istruzioni, avvisi. Eppure non sono bastati.

Sarebbe facile liquidare tutto come un problema di sicurezza informatica. Una configurazione sbagliata, un’autorizzazione concessa male, un limite tecnico da correggere. Tutto vero, ma non sufficiente. Perché questi episodi non parlano soltanto delle macchine. Parlano di noi.

Ci dicono che abbiamo costruito strumenti capaci di moltiplicare enormemente le nostre capacità, ma non abbiamo ancora sviluppato una responsabilità proporzionata al potere che abbiamo creato.

Ogni tecnologia è unestensione delluomo

La storia dell’umanità può essere letta anche come la storia degli strumenti con cui l’uomo ha ampliato le proprie possibilità.

Il martello ha esteso la forza della mano. Il telescopio la capacità dello sguardo. La stampa la diffusione della conoscenza. Internet la velocità della comunicazione.

L’intelligenza artificiale rappresenta però qualcosa di diverso: non estende soltanto il corpo, ma alcune funzioni cognitive.

Può analizzare quantità immense di dati, assistere un medico, accelerare la ricerca, aiutare uno sviluppatore. È un moltiplicatore straordinario di capacità. Ma ogni forza moltiplicativa amplifica ciò che incontra.

Dove trova competenza genera innovazione. Dove trova responsabilità genera progresso. Dove trova superficialità amplifica gli errori, rendendoli più veloci e più grandi.

La tecnologia non rende automaticamente migliore l’uomo. Rende più potente ciò che l’uomo decide di fare.

 Un algoritmo riceve un obiettivo. Un uomo comprende una responsabilità. Questa differenza è decisiva. Non tutto ciò che è tecnicamente possibile è moralmente giusto. Non tutto ciò che aumenta l’efficienza aumenta anche il bene comune. Serve esercitare una virtù : la prudenza.

Aristotele e la sapienza del limite

Aristotele chiamava questa virtù phronesis.

Non era paura di agire, ma la capacità di scegliere il bene concreto nelle situazioni concrete: riconoscere il momento giusto, il limite necessario, la conseguenza nascosta di una decisione. Un algoritmo può calcolare, ottimizzare, prevedere.

Ma non possiede prudenza, perché la prudenza non è soltanto conoscenza: è responsabilità.

È la capacità di porsi la domanda più importante: devo farlo? Non solamente: posso farlo?

 

Quando la tecnica cresce più delluomo

Romano Guardini aveva intuito una delle grandi sfide della modernità: la tecnica aumenta enormemente il potere dell’uomo sul mondo, ma questo aumento di potere non garantisce una crescita della sua maturità interiore. L’uomo può diventare potentissimo negli strumenti e fragile nel governare sé stesso.

Hans Jonas, nel suo Principio responsabilità, avrebbe poi dato forma a questa intuizione: il potere tecnico moderno è diventato così grande da richiedere un’etica nuova, capace di considerare anche conseguenze future e imprevedibili. È la sfida dell’intelligenza artificiale agentiva.

Non stiamo costruendo soltanto strumenti più potenti. Stiamo costruendo sistemi capaci di agire, prendere iniziative e produrre conseguenze prima che un essere umano riesca a intervenire. La domanda che conta è: saremo abbastanza maturi da governare quella potenza?

Gli agenti artificiali e il nuovo principio di responsabilità

Per anni abbiamo pensato all’intelligenza artificiale come a uno strumento che risponde alle nostre richieste.

Gli agenti autonomi stanno cambiando paradigma. Possono navigare, scrivere codice, utilizzare strumenti digitali, interagire con sistemi complessi e prendere iniziative.

I casi citati all’inizio non sono stati soltanto errori di calcolo. Sono stati errori d’azione.

Per questo dobbiamo ripensare il concetto stesso di sicurezza.

Un agente artificiale non può essere trattato come un semplice programma: è un sistema dotato di capacità operative. E ogni capacità deve avere un limite.

Il principio del privilegio minimo, fondamentale nella sicurezza informatica, deve diventare ancora più rigoroso nell’era dell’intelligenza artificiale: più cresce l’autonomia, più deve crescere il controllo. Più aumenta la capacità di agire, più deve aumentare la responsabilità di chi concede quella capacità.

Anche la regolazione europea dell’AI nasce da questa consapevolezza: il progresso non deve essere fermato, ma governato. Ma nessuna norma potrà sostituire ciò che deve nascere prima di ogni tecnologia: una cultura della responsabilità

LHumanitas è il vero sistema di sicurezza

Alla fine, la questione dell’intelligenza artificiale non è soltanto informatica.

È antropologica. Riguarda l’idea che abbiamo dell’uomo.

L’Humanitas non è un ostacolo alla tecnologia. È ciò che le impedisce di perdere la propria direzione. Significa ricordare che dietro ogni dato c’è una persona, dietro ogni decisione una conseguenza, dietro ogni innovazione una responsabilità. La tecnica può dirci come fare qualcosa. Non può dirci perché farlo.Può indicare il mezzo. Non può scegliere il fine. Questa rimane una responsabilità umana.

Ogni civiltà non viene giudicata soltanto dalle tecnologie che inventa ma dai limiti che sceglie di darsi. L’ AI potrà moltiplicare le nostre capacità, renderci più veloci e più potenti. Ma non potrà sostituire ciò che rende una scelta veramente umana: coscienza, prudenza e responsabilità. In una parola: Humanitas.

Perché l’algoritmo non conosce il limite. Può soltanto eseguire il limite che l’uomo ha saputo costruirek. La vera intelligenza del futuro non sarà soltanto quella delle macchine, ma quella di una civiltà capace di governare il proprio potere. La domanda finale non è se le macchine diventeranno più capaci di scegliere.

È se noi, che le costruiamo e le utilizziamo ogni giorno, saremo ancora capaci di fermarci un secondo prima di premere invio.

Il patrimonio invisibile dell’Italia: il capitale relazionale

Quando si parla della ricchezza di un Paese, il pensiero corre immediatamente al PIL, alla produttività, alle esportazioni o alla capacità di attrarre investimenti. Sono elementi essenziali, ma non sufficienti a spiegare perché alcune comunità riescano ad affrontare meglio le crisi, a innovare e a costruire futuro, mentre altre si frammentano e perdono coesione.

Esiste un patrimonio meno visibile, ma non per questo meno prezioso: il capitale relazionale.

 

La ricchezza che tiene unite le comunità

È l’insieme delle relazioni di fiducia, della partecipazione civica, della solidarietà, della capacità di cooperare, della presenza dei corpi intermedi e del senso di appartenenza che tiene unite le comunità. Un patrimonio che non compare nei bilanci pubblici, ma che influenza profondamente la qualità della vita, la crescita economica e la stabilità democratica.

L’Italia possiede una straordinaria ricchezza di reti sociali, associazioni, volontariato, cooperative, fondazioni, comunità locali e realtà del Terzo Settore. Una trama di relazioni che, spesso silenziosamente, supplisce alle fragilità delle istituzioni e accompagna le persone nei momenti più difficili della vita.

La pandemia ha mostrato con chiarezza quanto questo patrimonio sia determinante. Accanto all’impegno delle istituzioni, migliaia di associazioni, volontari e cittadini hanno costruito reti di solidarietà, distribuito beni essenziali, sostenuto gli anziani soli e mantenuto vivo il legame sociale nei territori. È stato il capitale relazionale del Paese a impedire che l’emergenza sanitaria diventasse anche una frattura irreparabile del tessuto civile.

Eppure continuiamo a considerare questo patrimonio come qualcosa di accessorio, quasi fosse una risorsa inesauribile che può essere utilizzata senza essere alimentata.

La fiducia, invece, non è un dato acquisito. Si costruisce lentamente e può dissolversi rapidamente. Lo stesso vale per la partecipazione, per il senso civico e per la disponibilità a prendersi cura del Bene Comune.

 

Fiducia, partecipazione e qualità della democrazia

Quando diminuisce la fiducia nelle istituzioni, cresce l’individualismo. Quando si indeboliscono i legami di comunità, aumentano la solitudine, il disagio sociale e il senso di insicurezza. Quando vengono meno i luoghi della partecipazione, la democrazia si impoverisce.

Per questo il capitale relazionale dovrebbe essere considerato una vera infrastruttura strategica del Paese, al pari di quelle materiali e digitali. Investire nelle comunità educanti, nel volontariato, nella cittadinanza attiva, nella cultura della corresponsabilità e nella sussidiarietà significa rafforzare la capacità dell’Italia di affrontare le sfide future.

La Dottrina sociale della Chiesa ci ricorda da tempo che il Bene Comune nasce dalla qualità delle relazioni tra le persone e dalla capacità delle istituzioni di favorirle, non di sostituirle. Anche la nostra Costituzione, attraverso il principio di solidarietà e il riconoscimento delle formazioni sociali, indica chiaramente che la persona si realizza dentro una rete di rapporti e responsabilità condivise.

 

Misurare il capitale relazionale per governare il futuro

La politica è chiamata, allora, a un cambio di prospettiva. Non basta amministrare risorse economiche; occorre coltivare anche il capitale relazionale, perché è da esso che dipendono la fiducia, la partecipazione, la coesione sociale e, in ultima analisi, la qualità della democrazia.

Ma ciò che non si osserva difficilmente viene governato. Se riconosciamo che il capitale relazionale è una risorsa strategica, dobbiamo anche imparare a valutarne l’evoluzione e l’impatto delle politiche pubbliche. Rendere osservabili la fiducia, la partecipazione, la collaborazione tra istituzioni e cittadini e la capacità delle comunità di generare solidarietà significa dotarsi di strumenti nuovi per orientare le decisioni verso il Bene Comune.

Perché il patrimonio più prezioso dell’Italia non è soltanto quello custodito nei suoi monumenti, nelle sue imprese o nelle sue eccellenze produttive. È quello che ogni giorno si costruisce nelle relazioni tra le persone. Un patrimonio invisibile, ma indispensabile, senza il quale nessuna economia e nessuna democrazia possono durare nel tempo.

Al via la nuova edizione di Sabaudia Incontra

Sabaudia, 1 ago. (askanews) – È stata inaugurata, presso la corte comunale di Sabaudia, la rassegna estiva “Sabaudia Incontra – Dialoghi in Corte”, il ciclo di incontri dedicato a tematiche quali geopolitica, attualità, ma anche economia e innovazione. Fino al 21 Agosto, infatti, si susseguiranno una serie di talk con politici, giornalisti, istituzioni e autorità, con l’intento di promuovere il dialogo aperto e il confronto con opinioni eterogenee. Primo incontro che ha potuto contare sulla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. A seguire il panel “L’Italia delle imprese: le sfide per la crescita”, con Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del consiglio, ed il presidente dell’ANAC Giuseppe Busia.

Le parole del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “Tutto ciò che in qualche modo sono occasioni di dibattito, di discussione, di confronto sono sicuramente un modo per raggiungere i cittadini sui temi più importanti del momento”.

L’obiettivo della rassegna è quello di offrire uno strumento di informazione al pubblico che sappia coniugare al meglio intrattenimento e riflessione su temi nazionali e internazionali.

Le parole di Alberto Mosca, Sindaco di Sabaudia: “Proprio in questi giorni i temi sul tavolo sono davvero numerosi. Per questo sono certo che gli autorevoli relatori che interverranno – rappresentanti degli organi di governo, ma anche professionisti e tecnici del settore – sapranno dare grande valore e qualità a questa rassegna”.

Il commento del Vicedirettore del tg La7, Andrea Pancani: “Il mondo ribolle, siamo tutti molto disorientati ed è un modo per capire e per far capire. Noi ci auguriamo con i protagonisti di questo paese dando molta rilevanza non solo alla politica ma anche alle imprese che sono il tessuto connettivo di un paese come l’Italia che tenta di crescere, di uscire dalle secche e di modernizzarsi”.

Secondo incontro che vedrà protagonista il rapporto tra politica e informazione. Ospite il Presidente dell’Istituto Piepoli Livio Gigliuto, il fondatore di Jump Media Marco Agnoletti, il consulente di comunicazione politica Tommaso Longobardi e il cofondatore di YouTrend Lorenzo Pregliasco.

Trump al re del Marocco: riconosciamo la sovranità sul Sahara Occidentale

Roma, 1 ago. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha elogiato la “saggia leadership” e l'”impegno per la pace” di Re Mohammed VI nel messaggio inviato in occasione del 27esimo anniversario della sua ascesa al trono, ribadendo il riconoscimento degli Stati Uniti alla “sovranità del Marocco sul Sahara occidentale”.

“Gli Stati Uniti sono chiari: riconosciamo la sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale e sosteniamo la proposta di autonomia del Marocco, seria, credibile e realistica, come unica base per una soluzione giusta e duratura – recita il messaggio diffuso oggi dall’agenzia di stampa marocchina Map – qualsiasi altra strada prolungherebbe lo status quo ed è inaccettabile. Questa disputa deve finire ora e gli Stati Uniti continueranno a promuovere il progresso verso questo obiettivo”.

Trump ha quindi aggiunto che “la saggia leadership di Sua Maestà è un pilastro di stabilità” e che “il costante impegno del Marocco ad adoperarsi in favore della pace, a combattere l’estremismo e a proteggere la sicurezza degli americani e dei marocchini, anche attraverso il suo ruolo cruciale negli Accordi di Abramo, riflette una preziosa partnership per gli Stati Uniti”. “A questo scopo, lavoreremo insieme anche per garantire la sicurezza della regione del Sahel”, ha aggiunto Trump. Riguardo al partenariato economico bilaterale, il presidente americano ha scritto di aver “incaricato i miei team di lavorare per lo sviluppo economico e sociale del Marocco, anche nel territorio del Sahara Occidentale”.

Europei nuoto artistico, Bronzo nel duo Pelati-Ruggiero

Roma, 1 ago. (askanews) – Seconda medaglia per l’Italia del nuoto artistico ai campionati europei delle discipline acquatiche in svolgimento a Parigi. Filippo Pelati e Lucrezia Ruggiero conquistano il bronzo nel duo libero misto con 255.1641 punti grazie ad una routine coinvolgente che conferma la coppia azzurra tra le migliori interpreti della specialità. I due azzurri, già quarti ai Mondiali di Singapore 2025, ripropongono il “Tango argentino” sulle note di “Jealousy Tango” di Katica Illényi, con la coreografia di Anastasia Ermakova. Il tango della gelosia che dura 2’41″5, in cui raccontano tutta l’essenza del tango argentino. Il titolo continentale va ai britannici Isabelle Thorpe e Ranjuo Tomblin con 258.2383 punti (112.2883 elementi e 145.9500 impressione artistica), davanti agli spagnoli Dennis Gonzalez Boneu e Iris Tio Casas, secondi con 257.9733 (95.0233 e 162.9500). “Siamo entrati in acqua leggeri pensando soltanto a far bene le cose provate in allenamento – commneta a caldo Filippo Pelati – Siamo comunque contenti perché come obiettivi ci eravamo posti di migliorare l’impressione artistica, che è sicuramente migliorata rispetto alla coppa del mondo in Canada, e dare il meglio di noi stessi. Ho visto che abbiamo ricevuto un po’ di penalità sulla sincronia, mi sembra 5.6 punti che si sottraggono al punteggio finale. Dobbiamo migliorare la sincronia ma comunque lavorare sempre sull’impressione artistica e sull’esecuzione”. (Foto di Andrea Masini / DBM)

Stadi, Abodi: "Trasformazione epocale, 4,5 miliardi di investimenti"

Roma, 1 ago. (askanews) – “Come ho sempre detto in questi tre anni e mezzo, nonostante diffidenze e ostilità spesso subdole, sta succedendo per gli stadi quello che mai è successo nella nostra storia: tredici città, sedici progetti, 4,5 miliardi di investimenti privati, una collaborazione stretta tra Governo, Comuni, Regioni, club, Figc e Uefa”. Lo scrive su X il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, rivendicando il lavoro svolto sul fronte dell’ammodernamento degli impianti sportivi.

Il ministro sottolinea inoltre i provvedimenti adottati dal Governo: “A questo si aggiungono le modifiche legislative che ho promosso, in collaborazione con il Parlamento, per migliorare l’efficacia della norma stadi, la creazione della piattaforma commissariale e il prezioso lavoro del Commissario di Governo Sessa, che ho voluto fortemente insieme al Mit, e un portafoglio di opportunità finanziarie a supporto degli investimenti privati, elaborate insieme al Mef, che saranno presentate entro un mese”.

Abodi evidenzia come l’obiettivo sia quello di accompagnare il percorso verso Euro 2032: “Ho lavorato con tutta la struttura del Ministero per questo obiettivo di transito che consentirà all’Italia di organizzare al meglio Euro 2032 e comunque di offrire ai tifosi, finalmente, stadi moderni, accoglienti, funzionali, accessibili e sostenibili, migliorando le città che li ospitano”.

Infine, il ministro guarda alle prossime tappe: “A ottobre la Figc proporrà le candidature, riserve incluse, all’Uefa che deciderà quali stadi diventeranno teatro dello spettacolo europeo. Ma il calcio italiano cambierà volto, dovendo cambiare molte altre cose. Al Governo presieduto da Giorgia Meloni potrà essere riconosciuto il merito di avere promosso, coordinato e contribuito, insieme ad altri, a un processo di trasformazione epocale del quale aveva bisogno il sistema calcistico nazionale. Un altro impegno che stiamo rispettando, sempre avanti”.

Calcio, a Hong Kong l’Inter supera il City ai rigori

Roma, 1 ago. (askanews) – L’Inter si impone ai calci di rigore contro il Manchester City nell’amichevole disputata a Hong Kong, chiudendo la sfida dal dischetto sul risultato finale di 4-2 in proprio favoredopo l’1-1 dei novanta minuti regolamentari.

Nerazzurri pericolosi nei primi minuti con Francesco Pio Esposito, che sfiora il vantaggio al terzo minuto, e con Aleksandar Stankovic, la cui incornata su calcio d’angolo termina fuori al quinto. Il Manchester City sblocca il punteggio al quattordicesimo con Divin Mubama, bravo a trasformare in rete un assist da sinistra di Antoine Semenyo. Il pareggio dell’Inter arriva al ventesimo minuto grazie a Benjamin Pavard, lesto a spingere in rete un pallone vagante sviluppatosi da un traversone di Federico Dimarco respinto male dalla difesa avversaria. Nella ripresa il Manchester City incrementa la pressione offensiva e va vicino alla seconda rete colpendo la traversa con Reis al minuto sessantasei e il palo al minuto ottanta con Divine McAidoo, mentre l’Inter risponde con una conclusione di Bovio deviata sulla linea di porta dalla difesa inglese all’ottantaquattresimo.

Terminati i tempi regolamentari sul punteggio di parità, la sfida si decide ai calci di rigore. Per il Manchester City risultano decisivi gli errori iniziali con il tiro alto di Rayan Ait-Nouri, il palo colpito da Abdukodir Khusanov e la parata di Ivan Provedel sulla conclusione di Nico Gonzalez, a fronte dell’unica trasformazione firmata da Claudio Echeverri. Per l’Inter vanno a segno Piotr Zielinski, Giacomo Mosconi e Matteo Lavelli, che realizza il rigore decisivo, mentre l’unica conclusione respinta da Gianluigi Donnarumma è quella di Davide Frattesi.

Basket 3×3, a Riccione le finals nazionali: in palio i titoli Open

Milano, 1 ago. (askanews) – Presentata a Riccione la fase finale dell’Estathé 3×3 Italia streetbasket circuit, il circuito dedicato al basket 3×3 organizzato dalla Federazione italiana pallacanestro in collaborazione con Master group sport. Partito da Alba il 30 maggio, il tour ha attraversato in due mesi 19 Regioni italiane con oltre 130 tornei, tra circuito Elite (tornei Master e Top) e circuito Classic, portando il basket 3×3 in tutta Italia.

Sui campi allestiti in Piazzale Roma sono state annunciate le 16 squadre maschili e le 12 femminili che prenderanno parte all’evento finale che assegnerà i titoli Open 2026. La squadra vincitrice maschile si aggiudicherà anche il pass per la tappa di Macao (17-18 ottobre) del Fiba 3×3 World Tour, il tour più importante al mondo del 3×3.

Per il secondo anno consecutivo, Riccione riunisce sullo stesso palcoscenico atleti senior e giovanili, con le finali under 14, under 16 e under 18 maschili e femminili: un segnale concreto della crescita di un tour sempre più inclusivo e coinvolgente, capace di rafforzare il senso di appartenenza al mondo del 3×3.

Le Estathé 3×3 Italia Finals 2026 sono patrocinate dal Comune di Riccione e rientrano nel cartellone degli eventi sportivi sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna per la valorizzazione del territorio e l’attrattività turistica.

“Per il secondo anno consecutivo le Estathé 3×3 Italia Finals si disputano nella splendida cornice di piazzale Roma a Riccione, confermando la sinergia con la Regione Emilia-Romagna, che dal 2021 ospita l’evento conclusivo del circuito federale – commenta Maurizio Bertea, segretario generale Federazione italiana pallacanestro – La sesta edizione dell’Estathé® 3×3 Italia Streetbasket Circuit ha visto oltre 130 tornei in 19 regioni, coinvolgendo migliaia di atleti e appassionati nelle piazze di tutta Italia. Il circuito continua a crescere non solo dal punto di vista numerico, ma anche sotto il profilo tecnico e della visibilità, grazie alla stretta collaborazione con i promoter e Master group sport e al sostegno di partner di primo piano, a partire da Estathé, che ci affianca nel ruolo di title sponsor per il quinto anno. L’impegno della Federazione nel 3×3 prosegue su tutti i fronti e con il supporto dei Comitati Regionali continuiamo a lavorare sulla formazione di arbitri e Ufficiali di Campo e nello sviluppo del settore giovanile”. “La Fip continuerà a sostenere con convinzione questa disciplina, ormai pienamente consolidata a livello internazionale – conclude – con il chiaro obiettivo di conquistare la qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028”.

Campi Flegrei, Musumeci: 130 famiglie sgomberate e 5 feriti ricoverati

Milano, 1 ago. (askanews) – “Lo sciame sismico, come ci dicono i vulcanologi, è ancora in corso. Potrebbero quindi verificarsi ulteriori eventi con magnitudo superiore a 3. In queste condizioni servono prudenza e autocontrollo da parte di tutti. Allo stato attuale sono stati dichiarati inagibili 8 edifici e 5 attività commerciali, con 130 nuclei familiari sgomberati, pari a circa 290 persone; molte di esse hanno trovato accoglienza presso le aree attrezzate dai Comuni di Napoli e Pozzuoli. Cinque le persone ricoverate, per trauma e fratture”. Lo afferma il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.

“È ripresa regolarmente la circolazione ferroviaria, ad eccezione della cumana nel tratto Bagnoli-Torregaveta dove potrebbe essere riattivata nella mattinata di domani – sottolinea ancora Musumeci -. I servizi elettrici sono stati ripristinati”.

“La capitaneria di Porto di Pozzuoli ha interdetto lo scalo portuale e il traffico marittimo è stato deviato su Napoli. L’autorità portuale ha vietato l’accesso alle aree demaniali marittime sottostanti i costoni rocciosi crollati e gli specchi d’acqua nel litorale tra Portici e Bagnoli – prosegue il ministro -. Immediatamente sono state disposti servizi anti sciacallaggio da parte delle forze di polizia”.

E ancora, puntualizza Musumeci, “si sta provvedendo all’allestimento di altre due aree di accoglienza da parte del commissario straordinario del governo Fulvio Soccodato. Ringrazio tutti gli operatori, i sindaci, impegnati a ridurre al minimo i disagi e in particolare il prefetto di Napoli, col quale da ieri sono in costante contatto, per il coordinamento assicurato”.

“Il governo è vicino alle comunità interessate e da tre anni è impegnato nella realizzazione del ‘Programma per i Campi Flegrei’ – dice ancora Musumeci -. Un programma che prevede interventi preventivi nel pubblico e nel privato, per oltre mezzo miliardo di euro, che potranno richiedere ulteriori risorse. Spero prevalga in tutti il senso di responsabilità in questo momento difficile”.

Lunedì bollino rosso per il caldo in 25 città, è quarta ondata

Milano, 1 ago. (askanews) – Non si arresta la quarta ondata di calore dell’estate, che raggiungerà il suo picco all’inizio della prossima settimana. Secondo l’ultimo bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, oggi sono 19 le città contrassegnate con il bollino rosso, il livello massimo di allerta, che saliranno a 23 domani e a 25 lunedì 3 agosto, confermando un’ulteriore intensificazione dell’ondata di caldo soprattutto nelle aree urbane.

Per la giornata di oggi il livello 3 riguarda Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.

Domani, domenica 2 agosto, le città con il bollino rosso saliranno a 23 con l’ingresso di Catania, Genova, Palermo e Trieste.

Lunedì 3 agosto l’allerta massima interesserà anche Ancona e Bari, portando a 25 il numero delle città in bollino rosso. Nessuna delle 27 città prese in esame dal Ministero della Salute sarà in bollino arancione, mentre soltanto Messina e Reggio Calabria resteranno contrassegnate dal bollino giallo.

Non si fermano i rialzi dei prezzi dei carburanti

Milano, 1 ago. (askanews) – Prezzi di benzina e diesel in rialzo nel primo weekend di agosto, segnato dal traffico intenso dei villeggianti. Il ministero delle Imprese rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, sabato primo agosto il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,998 euro al litro per la benzina e 2,092 euro al litro per il gasolio. Ieri il prezzo era pari a 1,995 euro al litro per la benzina e 2,080 per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,083 euro al litro per la benzina e 2,171 Ç/l per il gasolio.

La lettera ai vertici Ue sui migranti promossa da Italia e Danimarca

Milano, 1 ago. (askanews) – Nella lettera ai vertici Ue promossa da Italia e Danimarca e sottoscritta da altri 20 capi di Stato e di governo, si sottolinea come “la regolarizzazione di un numero molto alto di migranti” possa fungere da “fattore di attrazione”, e si sottolinea che far passare l’idea che si possa entrare illegalmente in Europa e che questo possa diventare “un soggiorno legale”, “incoraggerebbe ulteriori tentativi, minerebbe la fiducia nella nostra politica migratoria comune e avrebbe ripercussioni per tutti gli Stati membri”.

I 22 capi di Stato e di governo chiedono quindi “una risposta europea immediata e coordinata”, “compresa la rapida mobilitazione degli strumenti UE disponibili e il necessario sostegno alla Spagna per ripristinare un controllo effettivo della frontiera esterna dell’Unione e prevenire ulteriori attraversamenti incontrollati”. Inoltre “ribadiamo la nostra disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell’Unione e al Codice delle frontiere Schengen, per salvaguardare l’ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti dai movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione dei controlli temporanei alle frontiere interne”.

A firmare la lettera, insieme a Giorgia Meloni e al primo ministro danese Mette Frederiksen, anche Christian Stocker, cancelliere federale del’Austria; Bart De Wever Primo Ministro del Belgio; Rumen Radev, Primo Ministro della Bulgaria; Nikos Christodoulides, Presidente di Cipro; Andrej Plenkovic, Primo Ministro della Croazia; Andrej BabiÜ, Primo Ministro della Repubblica Ceca; Kristen Michal, Primo Ministro dell’Estonia; Petteri Orpo, Primo Ministro della Finlandia; Friedrich Merz, Cancelliere Federale della Germania; Kyriakos Mitsotakis, Primo Ministro della Grecia; Péter Magyar, Primo Ministro dell’Ungheria; Gitanas Nauseda, Presidente della Repubblica di Lituania; Rob Jetten, Primo Ministro dei Paesi Bassi; Nicuer Dan, Presidente della Romania; Robert Fico, Primo Ministro della Slovacchia; Andris Kulbergs, Primo Ministro della Lettonia; Robert Abela, Primo Ministro di Malta; Donald Tusk, Primo Ministro della Polonia; Janez JanÜa, primo Ministro della Slovenia; Ulf Kristersson, Primo ministro della Svezia.

“Scriviamo per esprimere la nostra seria preoccupazione in merito ai recenti sviluppi al confine esterno dell’Unione europea a Ceuta. Siamo determinati a impedire – scrivono i 22 capi di Stato e di governo – che i trafficanti mettano a repentaglio l’integrità delle frontiere esterne dell’Unione. Riconosciamo che la recente sentenza della Corte suprema spagnola è stata utilizzata per innescare questo attacco e abusare del nostro sistema di migrazione e asilo. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di scoraggiare efficacemente e combattere senza sosta l’immigrazione clandestina, coordinando le nostre azioni, rafforzando le nostre frontiere esterne e affrontando tutte le politiche che possono fungere da fattori di attrazione, come la regolarizzazione di un numero molto elevato di migranti irregolari”.

“Non possiamo permettere che attraversamenti di massa incontrollati, la strumentalizzazione della migrazione o altre minacce ibride creino la percezione che l’ingresso illegale nell’Unione europea sia possibile, o che l’ingresso illegale di un migrante possa trasformarsi in un soggiorno legale. Una simile percezione incoraggerebbe ulteriori tentativi, minerebbe la fiducia nella nostra politica migratoria comune e avrebbe ripercussioni per tutti gli Stati membri. La situazione attuale sottolinea inoltre l’importanza della Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione e la necessità di una sua rapida ed efficace attuazione”. A giudizi dei rappresentanti dei 22 Stati Ue, “gli eventi degli ultimi giorni richiedono una risposta europea immediata e coordinata. Accogliamo con favore la stretta collaborazione tra Spagna e Marocco per garantire il rapido rimpatrio dei migranti entrati illegalmente e il fatto che un gran numero di essi sia già stato rimpatriato. Ci aspettiamo che, con il sostegno dell’Unione europea, la situazione attuale venga riportata sotto pieno controllo”.

Dunque “alla luce della gravità della situazione, chiediamo alla Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea di convocare, con urgenza, una videoconferenza straordinaria dei Ministri dell’Interno. Questo incontro dovrebbe consentire una valutazione comune della situazione e un accordo su una risposta europea coordinata, compresa la rapida mobilitazione degli strumenti UE disponibili e il necessario sostegno alla Spagna per ripristinare un controllo effettivo della frontiera esterna dell’Unione e prevenire ulteriori attraversamenti incontrollati. I ministri dovrebbero in particolare valutare un maggiore sostegno da parte di Frontex e l’efficacia della cooperazione dell’UE con il Marocco. Prendiamo atto che non sono stati registrati movimenti non autorizzati verso l’Europa. Ribadiamo la nostra disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell’Unione e al Codice delle frontiere Schengen, per salvaguardare l’ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti dai movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione dei controlli temporanei alle frontiere interne. Il Consiglio europeo ha costantemente sottolineato che la protezione delle frontiere esterne dell’Unione, la prevenzione della migrazione illegale e dei movimenti secondari e la garanzia della solidarietà con gli Stati membri in prima linea o sottoposti a particolare pressione sono responsabilità europee condivise. La situazione attuale richiede unità, determinazione e urgenza. Contiamo sulla vostra leadership per garantire che l’Unione europea risponda rapidamente, efficacemente e in modo coordinato”.

Migranti, Meloni: linea Italia condivisa da sempre più Nazioni

Milano, 1 ago. (askanews) – “Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina. Per questo l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “È un segnale importante: la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee. La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa”.

Sugli arrivi dei migranti a Ceuta Sanchez ha scritto alla Ue

Roma, 1 ago. (askanews) – Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha inviato oggi una lettera alle istituzioni europee per lamentarsi dell’atteggiamento di alcuni Paesi nei confronti della crisi migratoria di Ceuta. Nella lettera, il capo del governo ha richiesto un incontro con i ministri dell’Interno dei 27 Stati membri dell’Ue.

“Un simile atteggiamento – motivato dapregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici – non solo è contrario al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà che ci uniscono, ma va anche contro gli interessi a lungo termine dell’Europa”, ha scritto in una lettera indirizzata ai capi delle istituzioni europee.

Carabinieri nei resort, irregolarità sui contratti nel 63% dei casi

Milano, 1 ago. (askanews) – Quasi due aziende su tre controllate nel settore turistico-alberghiero sono risultate irregolari. È il bilancio della campagna straordinaria di vigilanza condotta tra giugno e luglio dai Carabinieri per la Tutela del Lavoro, insieme all’Arma territoriale, per contrastare il lavoro sommerso e verificare il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Su 785 imprese ispezionate in tutta Italia, 486 sono risultate non in regola, pari al 63,53% del campione selezionato sulla base di specifici indici di rischio.

I controlli hanno interessato alberghi, hotel, resort, villaggi turistici, campeggi, agriturismi, stabilimenti balneari, piscine, parchi acquatici, ristoranti, bar e pubblici esercizi, comparti caratterizzati da un forte incremento dell’occupazione durante la stagione estiva.

Nel corso delle verifiche sono state controllate complessivamente 3.825 posizioni lavorative, tra cui 900 lavoratori extracomunitari e 84 minori. Gli ispettori hanno accertato 751 posizioni irregolari, pari al 19,6% del totale: 553 riconducibili al cosiddetto “lavoro grigio”, ossia rapporti di lavoro parzialmente irregolari, e 198 casi di lavoro nero.

Particolarmente rilevante anche il fronte della sicurezza. I militari hanno contestato 395 violazioni del Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con altrettante prescrizioni. Le irregolarità hanno riguardato soprattutto la mancata sorveglianza sanitaria dei lavoratori, la carenza di formazione e l’omessa valutazione dei rischi, che rappresentano oltre il 62% delle contestazioni complessive.

A seguito delle violazioni riscontrate sono stati adottati 157 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, pari a oltre un’impresa su cinque tra quelle controllate. Nel dettaglio, 88 sospensioni sono state disposte per l’impiego di lavoratori in nero, 50 per gravi violazioni delle norme sulla sicurezza e 19 per la contemporanea presenza di entrambe le fattispecie. L’importo dei provvedimenti di sospensione supera i 456 mila euro.

L’attività ispettiva ha inoltre portato all’irrogazione di sanzioni amministrative e ammende per complessivi 3,49 milioni di euro, di cui circa 773 mila euro di sanzioni amministrative e oltre 2,7 milioni di ammende.

Sono stati infine deferiti all’autorità giudiziaria 423 soggetti, tutti in stato di libertà. La maggior parte delle denunce riguarda violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro, ma sono emersi anche quattro casi di presunto caporalato, nove violazioni della normativa sull’immigrazione per l’impiego di lavoratori stranieri irregolari, sei casi di lavoro minorile e ulteriori illeciti, tra cui somministrazione fraudolenta di manodopera e installazione non autorizzata di sistemi di videosorveglianza nei luoghi di lavoro.

I risultati della campagna condotta dai Carabinieri per la Tutela del Lavoro confermano la persistenza di fenomeni di lavoro sommerso, utilizzo irregolare della manodopera e carenze nell’applicazione delle norme di prevenzione nel comparto turistico-alberghiero, evidenziando la necessità di proseguire con controlli mirati soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica.

Esce "Love Sober" il nuovo singolo del cantautore tedesco Kamrad

Milano, 1 ago. (askanews) – E’ uscito in radio e su tutte le piattaforme digitali “Love Sober”, il nuovo singolo del cantautore e produttore tedesco Kamrad. Il brano racconta la lucidità ritrovata dopo una “sbornia d’amore”, trasformando il dolore per la fine di una relazione in un nuovo inizio energetico e liberatorio.

Considerato una delle realtà indipendenti più interessanti della scena radiofonica europea, l’artista di Velbert sceglie di capovolgere la narrazione pop tradizionale sulle rotture sentimentali: di fronte a un legame esaurito o tossico non propone la disperazione, ma la consapevolezza. Nel testo l’amore viene paragonato a una forte intossicazione sentimentale, mentre il “day after” diventa il momento in cui i pensieri tornano nitidi e la vita riprende il proprio corso.

Il nuovo singolo arriva dopo una scia di successi internazionali che hanno visto Kamrad conquistare le classifiche europee, da “I Believe” (oltre 300 milioni di stream e diverse certificazioni d’oro e platino) fino a “Be Mine”, brano che ha superato i 50 milioni di ascolti su Spotify e ha stazionato per due mesi consecutivi nella Top 10 EarOne in Italia.

Nonostante la presenza costante nei palinsesti radiofonici al fianco dei grandi nomi del pop globale, l’artista continua a rivendicare un approccio indipendente e una scrittura autentica. Nel 2024 Kamrad è stato protagonista di un tour europeo che lo ha portato ad esibirsi in importanti festival come il SWR3 New Pop, il Glücksgefühle Festival e il Primavera Sound di Barcellona, oltre a vestire i panni di coach nell’edizione tedesca di The Voice.

Nelle traversate dal Marocco verso Ceuta sono morte almeno 67 persone

Roma, 1 ago. (askanews) – Il numero di migranti deceduti durante l’afflusso di massa nella città spagnola di Ceuta, al confine con il Marocco, è salito a 67, secondo quanto riportato oggi dall’emittente televisiva spagnola Rtve. “Il bilancio delle vittime della crisi migratoria ha raggiunto quota 67. In questo momento, centinaia di migranti marocchini stanno lasciando la città autonoma scortati dalle forze di sicurezza. Si vedono camminare verso il valico di frontiera di Tarajal”, ha riferito l’emittente. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno, prosegue la Rtve, oltre 48.000 migranti irregolari sono già rientrati in Marocco.

L’emittente ha inoltre riportato che alle 7,50 locali le autorità hanno iniziato a “installare barriere di contenimento sulla diga di Tarajal a Ceuta per impedire l’arrivo di altri migranti”.

Rtve ha aggiunto, citando fonti di La Moncloa , che la notte è stata generalmente tranquilla in città e che tutti gli ingressi di migranti sono stati bloccati.

Venerdì, oltre 60.000 giovani marocchini, tra cui più di 7.000 minori, sono entrati in territorio spagnolo attraverso il confine tra il Marocco e la città spagnola di Ceuta, secondo quanto dichiarato dal presidente della città autonoma, Juan Jesus Vivas.

Perché la democrazia ha ancora bisogno dei valori cristiani

Un patrimonio che appartiene a tutti

Sono da moltissimo tempo convinto che non sia necessario essere cattolici, credenti e praticanti per condividere l’etica, i valori di fondo del cristianesimo e i suoi insegnamenti.

Sono valori laici che, in una stagione di crescente secolarizzazione, con la democrazia rappresentativa in forte crisi e da reinventare, con il declino sociale e politico, con giovani che non vanno più né in chiesa né a votare, con la crescente attrazione verso autocrazie solo formalmente democratiche e con il diffuso desiderio di fare i leader fondando partitini personali e camminando da soli a tutti i costi, senza neppure avvertire il bisogno di incontrarsi, devono essere alimentati e approfonditi giorno dopo giorno. Perché appartengono a tutti, e non soltanto ai cristiani e ai cattolici.

L’ho saputo in ritardo, ma ricordo ancora quanto mi abbia sorpreso. Non è stato il primo, né sarà l’unico, ma certamente ha fatto notizia apprendere che un comunista di lunga tradizione, nato, cresciuto e formato dal materialismo storico marxista come Goffredo Bettini, abbia rivolto la propria attenzione al ruolo del pensiero cattolico e dei suoi insegnamenti, non solo per il dibattito democratico, ma per la vita sociale nel suo complesso.

Bettini è andato infatti ben oltre la convenienza, tutta politica, della sinistra odierna di avere al proprio interno una componente cattolica. Ha posto, invece, una questione di natura valoriale, dichiarandosi convinto che «sta andando avanti un post-umano che consuma l’autenticità della vita. E il pensiero cristiano è centrale per difenderci».

 

Le radici cristiane della democrazia liberale

Vorrei però partire da una considerazione più generale.

È un antico riflesso dell’Illuminismo, e di chi continua a confidare esclusivamente nel razionalismo. Secondo questa impostazione, la scienza, il progresso e persino le ragioni pratiche della democrazia politica avrebbero una piena autonomia conoscitiva e non dovrebbero mai intrecciarsi con la fede cristiana e con i valori che da essa derivano. La modernità, il progresso, perfino i diritti umani e sociali sarebbero tali soltanto se affidati esclusivamente alla ragione e mantenuti autonomi rispetto ai valori cattolici, alla Chiesa e alla sua etica sociale e comunitaria.

Non sono considerazioni tratte dalla pur interessante rivista atea Micromega, fondata sulla centralità dell’individuo. Bisogna però riconoscere che, con una secolarizzazione sempre più avanzata e un’ignoranza sempre più diffusa — basti pensare ai recentissimi sondaggi secondo i quali il 52 per cento degli italiani ritiene che l’Odissea sia stata scritta da Virgilio — questo modo di pensare tende a diventare senso comune.

Eppure, proprio di fronte a questa realtà, dovremmo riconoscere che vi sono aspetti dell’insegnamento evangelico, della teologia cristiana e dei suoi valori fondamentali che hanno avuto, e continuano ad avere, una profonda ricaduta laica sulle fondamenta della democrazia liberale e delle sue Costituzioni.

A giudicare dallo straordinario successo editoriale — ai primi posti nelle classifiche da circa due mesi — credo che l’ultima Enciclica di Papa Leone, la Rerum Novarum Due, dal titolo Magnifica Humanitas, dedicata all’intelligenza artificiale, alle rivoluzioni tecnologiche, alla menzogna, alla falsità e alla non verità che possono alimentarne gli algoritmi, venga letta anche da molti non credenti.

Vale forse la pena ricordare che fu uno dei maggiori filosofi italiani, laico e agnostico come Benedetto Croce, a sostenere che, per molti motivi, non possiamo non dirci cristiani.

Aggiungo soltanto che, quando i rivoluzionari francesi parlarono di fraternità e di uguaglianza, sapevano bene di attingere al vasto patrimonio degli insegnamenti evangelici, dove il Vangelo di Matteo parla della fraternità di tutti gli uomini, e non soltanto di quella dei francesi.

 

Ricostruire una presenza culturale e politica

E allora, se nel pieno del “cambiamento d’epoca” che stiamo vivendo i valori etici del cristianesimo — e quelli del cattolicesimo politico, pur nella loro storica articolazione tra clerico-tradizionalisti e social-popolari — hanno perso un luogo unitario di testimonianza e di promozione, se non esistono più un vero think tank, un pensatoio nazionale o un forum permanente di confronto, la domanda diventa inevitabile: che cosa fare e come fare per mantenere vivi almeno i valori laici del cristianesimo, i loro riflessi sulla democrazia liberale, l’insegnamento sociale della Chiesa e l’impegno culturale, sociale e politico che da esso discende?

Ceuta, quando la propaganda disonora la politica

Dietro la crisi, una partita geopolitica

L’imponente flusso di migranti che in appena due giorni ha raggiunto Ceuta difficilmente può essere considerato un evento casuale. È più plausibile che si inserisca nel complesso quadro delle tensioni geopolitiche tra Marocco, Algeria e Spagna, con dinamiche che meritano un’analisi approfondita prima di qualsiasi giudizio affrettato.

Di fronte a episodi di questa portata, la politica dovrebbe anzitutto interrogarsi sulle cause: comprendere quali interessi stiano alimentando queste migrazioni, chi possa trarre vantaggio da un simile scenario e quali strategie internazionali si stiano muovendo dietro una crisi che coinvolge migliaia di persone. Sarebbe questo il compito di una classe dirigente responsabile.

La questione migratoria deve unire e non dividere i Paesi europei, perché nessuno può risolverla da solo. Più che mai vale il principio che l’unione fa la forza.

Accade invece il contrario. Ancora una volta prevale la speculazione politica. C’è chi arriva perfino a evocare la sospensione degli accordi di Schengen, una proposta che, rispetto a quanto sta avvenendo a Ceuta, appare priva di un reale nesso con la gestione della crisi e risponde piuttosto alle esigenze della propaganda elettorale.

 

Il conflitto tra funzione istituzionale e interesse di partito

L’obiettivo non è affrontare il problema, ma consolidare il proprio consenso, presidiare il proprio bacino elettorale, alimentare paure che possono tradursi in qualche voto in più. È una dinamica ormai ricorrente: l’interesse generale cede il passo alla convenienza politica del momento.

Questa deriva assume una gravità ancora maggiore quando a praticarla sono figure che, per il ruolo istituzionale che ricoprono, dovrebbero rappresentare l’intero Paese e non una parte politica. Quando il Presidente del Consiglio o il Ministro degli Esteri utilizzano questioni di politica internazionale con argomentazioni tipiche della competizione tra partiti, il confine tra funzione istituzionale e leadership politica si assottiglia fino quasi a scomparire.

È qui che emerge un evidente conflitto di ruoli. Chi governa dovrebbe saper distinguere la responsabilità istituzionale dalla legittima attività di partito. La commistione tra queste due dimensioni rischia infatti di compromettere l’oggettività nell’analisi dei fatti e di orientare le decisioni non verso il bene comune, ma verso il ritorno elettorale.

Una riflessione che diventa ancora più attuale se si immagina un sistema elettorale fortemente maggioritario, capace di concentrare un potere crescente nelle mani dei segretari di partito e del Presidente del Consiglio. In un simile assetto, la separazione tra funzione di governo e guida politica non rappresenterebbe soltanto una garanzia istituzionale, ma una condizione indispensabile per preservare l’equilibrio democratico.

 

Larticolo 54 e la dignità delle istituzioni

Quando il consenso diventa il criterio dominante di ogni scelta, la politica perde progressivamente la propria autorevolezza. Si abbassa il livello del confronto pubblico, prevale la comunicazione emotiva sulla valutazione razionale dei fatti e la ricerca di soluzioni viene sostituita dalla rincorsa dello slogan più efficace.

È un processo che finisce per ledere la dignità e la credibilità delle istituzioni. La Costituzione, all’articolo 54, ricorda che chi esercita funzioni pubbliche ha il dovere di adempierle «con disciplina ed onore». Un principio che non riguarda soltanto il rispetto formale delle regole, ma richiama una responsabilità più ampia: anteporre sempre l’interesse della Repubblica a quello della propria parte politica.

È questo il discrimine tra la politica come servizio e la politica ridotta a propaganda.

L’Ulisse contemporaneo, un viaggio senza fine

Omero e i potenti, una sfida a tutto campo

Il film Odissea di Nolan ha scatenato i commentatori politici al raffronto tra i personaggi omerici e quelli d’oggi. Le situazioni non sono esattamente paragonabili perché attualmente manca un Ulisse che abbia avuto ragione decisiva sui conflitti in corso. Non si vede ombra di genio per avere ragione dell’avversario ma solo l’esercizio rozzo di una forza che non riesce peraltro a prevalere in modo decisivo sull’avversario.

I leaders di turno non si muovono da casa loro e non si azzardano a tanto. Putin è rintanato nei suoi confini ed anche Trump manda emissari per il mondo preferendo stare nella sua White House oggetto di restyling o suoi campi di golf. Quanto a Xi Jinping comanda senza bisogno di spostarsi e va bene così. Certo, ci si può scapricciare immaginando che Trump sia raffrontabile ad un Polifemo che non la vede lunga, certo di fare man bassa del mondo, poi costretto a sparare a destra e a manca per tentare di rifarsi su un destino così stupido da non assecondarlo a comando mentre gli scappano tra le dita quelli che vorrebbe assoggettare. Altrimenti potrebbe essere Circe che con la magia delle parole e della dottrina “maga” incanta il mondo per farlo cadere in schiavitù.

Qualcuno ha pensato anche alla Meloni come un Ulisse che si destreggia contro continui cambi di scenario per tentare di restare a galla e tornare alla sua Itaca, il governo per altri anni ancora o per la Presidenza della Repubblica. Qualcun altro pensa che Zelenski sia l’eroe che con mille espedienti e furbizie riesce a prevalere contro una storia che lo dava già per spacciato.

 

Una grave dimenticanza

All’appello manca una Nausica, una figura che ricordi ai potenti della terra la capacità dell’accoglienza dello straniero, una attenzione verso chiunque versi in difficoltà, chiedere a Gaza per sapere se l’abbiano mai incontrata. Neppure oggi vi è traccia di “moly”, la pianta che Ermes dona ad Ulisse per immunizzarlo dall’incantesimo di Circe che solo un Deo può estirpare. Una pianta, al pari della cattiveria, così ben ancorata ora nel cuore degli uomini o di una bontà incatenata tra le zolle per cui non riesce più a liberarsi.

 

Il mare italico e un infido approdo

C’è una ultima ipotesi che viene trascurata e che forse meriterebbe di essere considerata. Almeno sulle coste italiche, il nostro Ulisse è il popolo che da troppi anni ha creduto di essere abile nel destreggiarsi con espedienti per tirarsi fuori da ogni crisi e sventura votando ogni volta “salvatori della patria” che hanno dimostrato ciclicamente tutta la loro inconsistenza.

Vale la pena ricordare a proposito le parole di Ignazio Silone quando scriveva: «La causa prima e vera della decadenza dell’odierna vita politica è ch’essa è gremita di dilettanti presuntuosi. Ognuno che fallisce in altra professione, crede di poter riuscire nella politica. In ogni conversazione, le stesse persone che non oserebbero parlare di algebra o di chimica senza averle studiate, parlano a tutto spiano di politica che pure non hanno mai approfondito».

È sempre quel popolo che vaga tra mille difficoltà nella speranza di tornare nella casa smarrita, nel mare della tranquillità di cui si è persa traccia. È ancora e sempre lo stesso popolo in cui sembra prevalere la voce degli stupidi che abboccano ai populisti di facile accatto.

Sarà per questo che Flaiano insegnava: «Quando mai uno stupido è stato innocuo? Lo stupido più innocuo trova sempre un’eco favorevole nel cuore e nel cervello dei suoi contemporanei che sono almeno stupidi quanto lui: e sono sempre parecchi. Inutile poi aggiungere che niente è più pericoloso di uno stupido che afferra un’idea, il che succede con una frequenza preoccupante. Se uno stupido afferra un’idea, è fatto: su quella costruirà un sistema e obbligherà gli altri a condividerlo».

 

Il popolo, il nuovo Nessuno”

Il popolo padroneggia ormai da signor “Nessuno”, risulta privo di consistenza, provvisto solo di un pensiero gelatinoso che si attacca a casaccio lì dove capita, facilmente si indirizza verso chi lo aizza. Per la politica è un nemico pericoloso e indomabile, oggi illusoriamente è con te, domani chissà. “Nessuno” ti fa ubriacare e poi ti acceca quando hai creduto di averlo in pugno. Unica difformità, Nessuno si muove però non per astuzia ma secondo come gira il vento. È questo che fa impazzire oggi l’orbo Ciclope politico che alla fine preferirebbe un interlocutore più serio con cui trattare.

 

Per Trump una lettura da apprezzare

Spingendoci un po’ più in là, fuori dai nostri miseri confini, varrebbe questa estate rileggere il sapiente scritto di Luigi Barzini Junior Gli Americani sono soli al mondo. Non si tratta soltanto della debolezza di relazioni all’interno della loro società ma anche della caduta di afflato del pianeta Terra verso gli U.S.A., che pure hanno rappresentato un riferimento di libertà e democrazia. Forse The Donald non ha fatto altro che gettare la maschera o forse Circe ha perduto i poteri che portavano all’attrazione verso le rotte trumpiane.

Appare che Ulisse è ancora condannato, chissà per quanto, a vagare forse in eterno per trovare un sogno che non c’è più.

Bpm chiude la partita Mps, ora Intesa ha strada libera su Siena

La rinuncia di Piazza Meda

Bpm rinuncia alle nozze con Monte dei Paschi. Il consiglio di amministrazione “pur ribadendo il potenziale forte razionale strategico e industriale del progetto proposto a Mps con la lettera (del 7 giugno scorso) che avrebbe potuto portare alla costituzione di un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia, generando un’importante creazione di valore per entrambe le banche, ha ritenuto che, a quasi due mesi dall’invio della lettera, non si siano ad oggi verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti”. La banca guidata da Giuseppe Castagna, pertanto, nel tardo pomeriggio di venerdì 31 luglio, ha fatto sapere che “Anche nell’ottica di massima trasparenza nei confronti del mercato e di tutti gli azionisti il consiglio di amministrazione ha quindi deliberato, all’unanimità, di interrompere le consultazioni in merito alla potenziale aggregazione dandone contestuale comunicazione a Mps”. Strada spianata, dunque, all’Opas di Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni, annunciata l’8 giugno, all’indomani della lettera inviata dall’istituto milanese.

Il pressing di Credit Agricole

La decisione di Bpm di rinunciare alle nozze con Mps è arrivata nel giorno in cui Credit Agricole, socio di maggioranza, con il 29,3%, dell’istituto di Piazza Meda, ha stroncato con parole nette il progetto. “In questa fase, è molto difficile vedere in che modo una fusione tra Monte dei Paschi e Banco Bpm possa creare valore per gli azionisti di Banco Bpm”, ha detto il ceo della Banque Verte, Olivier Gavalda, nella call con gli analisti per la presentazione dei conti del semestre. “Ci sono molti scenari sul tavolo, ma al momento non siamo a conoscenza di alcun progetto concreto riguardante Mps e Banco Bpm” ha precisato. Ma già nella serata di giovedì, in una call con la stampa francese, il ceo aveva rimarcato che “Nulla può accadere contro di noi o senza di noi”.

Bpm, dunque, nella riunione del cda di oggi “per analizzare lo status della potenziale aggregazione tra la banca e Monte dei Paschi di Siena”, ha deciso di mollare la presa facendo sapere che “rimane pienamente focalizzata sul piano strategico del gruppo e sulla creazione di valore nel lungo termine per tutti i propri azionisti”.

La replica di Rocca Salimbeni

E in serata è arrivata anche la nota con cui Rocca Salimbeni “prende atto delle considerazioni formulate in data odierna da Crédit Agricole nel corso della presentazione dei risultati semestrali e della posizione successivamente espressa dal consiglio di amministrazione di Banco Bpm che ha deliberato di interrompere le consultazioni, considerate da Mps propedeutiche ad una eventuale successiva fase negoziale”. Dal canto suo, l’istituto senese fa sapere che “rimane focalizzata sull’implementazione del proprio piano di crescita e sull’integrazione con Mediobanca”, e che “continuerà a valutare ogni opzione strategica nell’interesse di tutti gli stakeholder”.

[Fonte: Askanews]

Bpm rinuncia all’aggregazione con Mps: non si sono verificate le condizioni

Milano, 31 lug. (askanews) – Bpm rinuncia alle nozze con Monte dei Paschi. Il consiglio di amministrazione “pur ribadendo il potenziale forte razionale strategico e industriale del progetto proposto a Mps con la lettera (del 7 giugno scorso) che avrebbe potuto portare alla costituzione di un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia, generando un’importante creazione di valore per entrambe le banche, ha ritenuto che, a quasi due mesi dall’invio della lettera, non si siano ad oggi verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti”. La banca guidata da Giuseppe Castagna, pertanto, nel tardo pomeriggio di venerdì 31 luglio, ha fatto sapere che “Anche nell’ottica di massima trasparenza nei confronti del mercato e di tutti gli azionisti il consiglio di amministrazione ha quindi deliberato, all’unanimità, di interrompere le consultazioni in merito alla potenziale aggregazione dandone contestuale comunicazione a Mps”. Strada spianata, dunque, all’Opas di Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni, annunciata l’8 giugno, all’indomani della lettera inviata dall’istituto milanese.

La decisione di Bpm di rinunciare alle nozze con Mps è arrivata nel giorno in cui Credit Agricole, socio di maggioranza, con il 29,3%, dell’istituto di Piazza Meda, ha stroncato con parole nette il progetto. “In questa fase, è molto difficile vedere in che modo una fusione tra Monte dei Paschi e Banco Bpm possa creare valore per gli azionisti di Banco Bpm”, ha detto il ceo della Banque Verte, Olivier Gavalda, nella call con gli analisti per la presentazione dei conti del semestre. “Ci sono molti scenari sul tavolo, ma al momento non siamo a conoscenza di alcun progetto concreto riguardante Mps e Banco Bpm” ha precisato. Ma già nella serata di giovedì, in una call con la stampa francese, il ceo aveva rimarcato che “Nulla può accadere contro di noi o senza di noi”.

Bpm, dunque, nella riunione del cda di oggi “per analizzare lo status della potenziale aggregazione tra la banca e Monte dei Paschi di Siena”, ha deciso di mollare la presa facendo sapere che “rimane pienamente focalizzata sul piano strategico del gruppo e sulla creazione di valore nel lungo termine per tutti i propri azionisti”.

E in serata è arrivata anche la nota con cui Rocca Salimbeni “prende atto delle considerazioni formulate in data odierna da Crédit Agricole nel corso della presentazione dei risultati semestrali e della posizione successivamente espressa dal consiglio di amministrazione di Banco Bpm che ha deliberato di interrompere le consultazioni, considerate da Mps propedeutiche ad una eventuale successiva fase negoziale”. Dal canto suo, l’istituto senese fa sapere che “rimane focalizzata sull’implementazione del proprio piano di crescita e sull’integrazione con Mediobanca”, e che “continuerà a valutare ogni opzione strategica nell’interesse di tutti gli stakeholder”.

Campania, sisma magnitudo 4.7: danni e 8 feriti. Meloni segue sviluppi

Roma, 31 lug. (askanews) – Otto persone ferite, danni, paura e circolazione dei treni interrotta attorno al nodo napoletano per una forte scossa di terremoto avvertita a Napoli e nella provincia. L’epicentro nell’area dei Campi flegrei dove il sisma è stato registrato dai sismografi intorno alle 19.46. Si tratta della scossa di maggiore intensità da quando ha ripreso a farsi vivo il fenomeno del bradisismo nell’area di Pozzuoli.

La premier Giorgia Meloni, è in costante contatto con il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e con il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per seguire l’evoluzione della situazione. Meloni segue inoltre gli sviluppi della riunione dell’Unità di crisi, convocata per coordinare il monitoraggio e gli interventi conseguenti al sisma.

A seguito dell’evento sismico registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si è riunita infatti l’Unità di Crisi presieduta dal Capo Dipartimento Fabio Ciciliano in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile. Secondo le verifiche della Sala Situazione Italia del Dipartimento ci sono notizie di danni sul territorio.

Intanto è stata sospesa in via precauzionale la circolazione ferroviaria dei treni intorno al nodo di Napoli, compresa la linea dell’Alta velocità. Sono in corso verifiche per il controllo della rete ferroviaria.

Pd, colloquio Schlein-Gualtieri dopo un evento al Pigneto a Roma

Roma, 31 lug. (askanews) – Lungo colloquio tra la segretaria del Pd Elly Schlein e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri a margine della presentazione della proposta di legge Dem sull’emergenza caldo.

Dopo l’evento, che si è svolto nel pomeriggio al Giardino Galafati del quartiere Pigneto di Roma, la leader del PD e il primo cittadino della Capitale si sono appartati per un colloquio durato all’incirca 20 minuti lontano dai cronisti e dai cittadini che hanno partecipato all’evento.

Italia sospende Schengen con Spagna, crisi diplomatica con Madrid

Roma, 31 lug. (askanews) – Come in qualche modo preannunciato ieri, l’Italia ha sospeso – prima in Europa – l’accordo di Schengen con la Spagna, in seguito alla crisi dei migranti a Ceuta.

Il Ministero dell’Interno ha annunciato oggi in una nota di aver disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree. La decisione – viene spiegato – è stata presa dopo “le più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale”. Inoltre – si aggiunge – “a seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia”.

Al momento la sospensione di Schengen, secondo quanto si apprende a Bruxelles, non è ancora stata notificata alla Commissione europea, che, tramite un portavoce, spiega che la chiusura delle frontiere immediata è possibile, ma lo Stato membro che la dispone deve “spiegare in che modo la situazione a Ceuta costituisca una grave minaccia al proprio ordine pubblico o alla propria sicurezza interna”.

Oggi la premier Giorgia Meloni, spiegano fonti di governo, ha avuto vari contatti telefonici con partner europei, tra cui quello con la premier danese Mette Frederiksen, con cui da tempo condivide una visione comune sulla gestione dei fenomeni migratori. Poi, in serata, su X, ha spiegato la decisione assunta. La sospensione di Schengen, scrive, è “una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”. Comunque l’Italia, assicura, “è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”.

Con la Spagna, però, è scontro diplomatico. Dopo le parole di ieri di Antonio Tajani (“Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani”) Madrid ha convocato l’ambasciatore italiano per chiedere conto di un messaggio ritenuto “indegno del Ministro degli Esteri di un Paese partner e amico”. E oggi anche il premier Pedro Sanchez si è fatto sentire. “La solidarietà e l’empatia sono facoltative. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, invece no – ha scritto su X -. Secondo i dati di Frontex, tra il 2021 e il 2026 gli ingressi irregolari nell’Unione europea sono stati 478.600 attraverso l’Italia, 340.600 dalla rotta dei Balcani occidentali, 259.800 dalla Grecia, 234.760 dalla Spagna e 48.000 attraverso la frontiera orientale”.

Sulla linea tenuta dal governo l’opposizione va all’attacco. E’ un esecutivo di “irresponsabili propagandisti” secondo la segretaria del Pd Elly Schlein, che si chiede: “Ma davvero il Governo non sa che Ceuta è un enclave in Africa e da lì non c’è libera circolazione né verso la penisola spagnola né verso gli altri paesi europei?” Stessa linea da Giuseppe Conte, per il quale “la psicosi Vannacci spinge il governo italiano a operazioni di sciacallaggio” mentre con Meloni “siamo stati il colabrodo per l’ingresso in Europa di migranti irregolari”. “Segnalo che chi arriva a Ceuta non può entrare in UE – regime speciale – e muoversi all’interno secondo i parametri di Schengen. Così per evitare discussioni inutili, slogan e propaganda”, puntualizza il leader di Azione Carlo Calenda.

Premio Fabrizio De André, il 18 e 19 settembre 2026 a Roma la finale

Roma, 31 lug. (askanews) – Il 18 e il 19 settembre si terrà, eccezionalmente, nel parco di Villa Bonelli a Roma (Via Camillo Montalcini, 1) la finale della 25esima edizione del Premio Fabrizio De André Parlare Musica, riconoscimento patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André ETS e organizzato da iCompany, con la direzione artistica di Luisa Melis, che da anni promuove la creatività e l’originalità delle nuove produzioni artistiche italiane nella musica, nella poesia e nella pittura.

In attesa di restituire a cittadine e cittadini la storica sede di Piazza Fabrizio De André alla Magliana – dove la fase finale del Premio è tornata negli ultimi due anni e oggi oggetto di lavori di riqualificazione – la manifestazione si sposta per quest’anno nella vicina Villa Bonelli.

Alla finale, a ingresso libero e gratuito, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con il Municipio Roma XI e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura, saranno presenti i vincitori della Targa Faber e della Targa Quelli che cantano Fabrizio (il premio per le reinterpretazioni delle opere di De André), oltre ai vincitori della sezione poesia e della sezione pittura e i finalisti della sezione musica.

Nelle edizioni precedenti sono stati premiati per la Targa Faber e la Targa Quelli che cantano Fabrizio: Ariete, Bandabardò, Bobo Rondelli, Bresh, Brunori Sas, Clementino, Cristina Donà, Daniele Silvestri, Diodato, Enrico Ruggeri, Enzo Avitabile, Eugenio Finardi, Ex-Otago, Fiorella Mannoia, Luca Marinelli, Madame, Mannarino, Mauro Ermanno Giovanardi, Mauro Pagani, Morgan, Motta, Musica Nuda, Negrita, Neri Marcorè, Niccolò Fabi, Paola Turci, Peppe Barra, Perturbazione, Piero Pelù, Roberto Vecchioni, Ron, Samuele Bersani, Simone Cristicchi, The Andre, Vinicio Capossela.

I finalisti della sezione poesia saranno selezionati da Vincenzo Costantino Cinaski; tra loro verrà decretato il vincitore che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma.

I finalisti della sezione pittura saranno selezionati da Roberto Sironi; tra loro verrà decretato il vincitore, che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma.

I semifinalisti della sezione musica si esibiranno il 26, 27 e 28 agosto all’ex Convento delle Clarisse di Caramanico Terme (Pescara) e, tra loro, verranno selezionati i finalisti che saliranno sul palco del giardino di Villa Bonelli a Roma il 18 e 19 settembre.

Dieci dei semifinalisti saranno selezionati attraverso il tour nazionale di scouting “E ti piace lasciarti ascoltare”, ideato da Teresa Mariano e progettato insieme a Luisa Melis, giunto alla sua terza edizione e organizzato da Borghi Artistici. I restanti venti semifinalisti saranno invece individuati da Luisa Melis attraverso il contest nazionale.

Il progetto-format “E ti piace lasciarti ascoltare” è dedicato alla ricerca e alla valorizzazione di nuovi talenti e coinvolge promotori e produttori culturali partner del Premio, attivi in Centri Culturali di Produzione e Formazione, Teatri, Live Club, Festival e Rassegne Musicali. Attraverso una rete di appuntamenti e concerti organizzati in diverse regioni italiane, il progetto offre l’opportunità di incontrare, ascoltare e far emergere gli artisti del territorio.

Dal 27 giugno al 21 agosto, il tour attraversa Emilia-Romagna (27 giugno), Toscana (11 luglio), Piemonte (18 luglio), Liguria (24 luglio), Abruzzo (31 luglio), Molise (2 agosto), Puglia (4 agosto), Lazio (6 agosto), Sardegna (9 agosto), Calabria (21 agosto), coinvolgendo cantautori e artisti emergenti provenienti da tutta Italia. Al termine di ogni tappa live sarà selezionato un artista che accederà direttamente alle semifinali, in programma a Caramanico Terme (Pescara) e organizzate dall’Associazione Centro Adriatico Produzione Musica ETS.

Ogni anno il Premio De André registra oltre mille iscritti al contest online, confermando il forte interesse verso spazi di ascolto, confronto e valorizzazione dedicati alle nuove generazioni di artisti. Un dato che testimonia come l’eredità artistica e culturale di Fabrizio De André continui a rappresentare un riferimento imprescindibile per chi sceglie la canzone d’autore come forma di espressione.

La 25esima edizione del “Premio Fabrizio De André – Parlare Musica” è patrocinata dalla Fondazione Fabrizio De André ETS, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con il Municipio Roma XI, la produzione esecutiva di iCompany, la direzione artistica di Luisa Melis, il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

Il Premio Fabrizio De André, istituito nel 2002, nasce con l’obiettivo di valorizzare nuovi talenti che si distinguono per l’originalità delle loro creazioni artistiche. Mira a incentivare la creatività di autori, compositori, interpreti ed esecutori emergenti della musica italiana. L’intento è quello di promuovere una creatività libera, svincolata da mode, generi e logiche commerciali, per incoraggiare l’innovazione e la freschezza delle nuove opere artistiche. Riconosciuto come uno degli eventi di riferimento per gli artisti che esplorano nuove vie nella musica d’autore, il Premio si avvale di una giuria composta da musicisti, scrittori, giornalisti, critici musicali e professionisti del settore, presieduta da Dori Ghezzi.

Enrico Rava in concerto alla Casa del Jazz a Roma con "Fearless Five"

Roma, 31 lug. (askanews) – Sabato 1 agosto, Enrico Rava si esibirà in concerto alla Casa del Jazz con il nuovo progetto Fearless Five, un quintetto “senza paura” composto da una nuova generazione di musicisti, che mette insieme energie giovani e creative, insieme all’enorme esperienza del band leader.

La storica rivista Musica Jazz, in occasione dell’annuale referendum del Top Jazz, ha assegnato a Fearless Five il premio per il 2024 come “Disco dell’anno” e “Formazione dell’anno”. Inoltre, Enrico Rava ha anche ottenuto il premio nella categoria “Musicista dell’anno” al Top jazz del 2025.

Ancora una volta, Rava è riuscito a dare vita a una formazione fresca ed entusiasmante. The Fearless Five schiera, infatti, una serie di musicisti di grande spessore: l’energia di Matteo Paggi (Premio Top Jazz 2024 Miglior Nuovo Talento) al trombone e all’elettronica, e la straordinaria batterista e cantante Evita Polidoro (le ultime sorprendenti scoperte di Rava, scovate ai seminari di Siena Jazz) si uniscono alla spinta propulsiva del contrabbasso di Francesco Ponticelli e all’indispensabile chitarra di Francesco Diodati, già al fianco di Rava da una decina di anni e vero e proprio baricentro di questo quintetto di jazzisti impavidi.

Con questo gruppo – racconta Rava – mi sento come su un’isola ideale, dove ognuno dà e ognuno ricevere quello di cui ha bisogno. C’è grandissima libertà ma rispetto reciproco, ognuno è in ascolto dell’altro, come in una democrazia perfetta che solo il jazz può rappresentare. I musicisti hanno tutti questa grande capacità, quasi telepatica, di ascoltare e interagire agli input. Ma ci vuole anche coraggio per stare su quest’isola. Circondata a volte da un mare minaccioso, a volte meno, visti i tempi così difficili che stiamo vivendo, rimane pur sempre la mia isola ideale dove amo vivere e suonare”.

A febbraio 2024, il quintetto si è riunito negli studi della Casa del Jazz a Roma per registrare un album, pubblicato a luglio dello stesso anno dalla Parco della Musica Records. È prevista invece per l’autunno 2026 l’uscita di un nuovo album co-prodotto da Parco della Musica ed ECM, che avrà come ospite speciale il sassofonista statunitense Joe Lovano.

Umbria, la filiera del tabacco guarda al futuro

Perugia, 31 lug. (askanews) – Ha preso il via a Perugia la prima tappa del Roadshow territoriale “Da 15 anni nei territori, guardando al futuro”, promosso da Philip Morris Italia e Coldiretti per celebrare i quindici anni dalla firma dell’accordo di filiera sottoscritto con il Ministero dell’Agricoltura. Un modello di collaborazione di lungo periodo che ha sostenuto lo sviluppo della tabacchicoltura italiana attraverso investimenti, innovazione e valorizzazione dei territori. L’Umbria rappresenta uno dei territori centrali di questo percorso. A confrontarsi sul ruolo delle istituzioni regionali nella tutela e nello sviluppo di una filiera così rilevante per il territorio è Simona Meloni, Assessore regionale al PNRR, alle politiche agricole e agroalimentari: “Philip Morris acquista il 40% del tabacco dall’Umbria e la nostra regione è una delle cinque regioni italiane che produce tabacco. Per questo motivo siamo sempre presenti a tutti i tavoli. Anche oggi abbiamo parlato della nuova frontiera della sostenibilità, dell’innovazione tecnologica, della componente ambientale e anche dei nuovi prodotti che Philip Morris, attraverso la ricerca, lo studio e la collaborazione con l’università, continua a mettere in campo”.

L’accordo di filiera guarda al futuro anche attraverso innovazione, formazione e occupazione, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del comparto e creare condizioni di sviluppo sostenibili nel lungo periodo. Su questi temi è intervenuto Cesare Trippella, Director Value Chain and External Engagement di Philip Morris Italia: “La cosa importante sono anche le poste strategiche che facciamo, come ad esempio il programma Digital Farmers, nato per cercare di attrarre i giovani e permettere loro di continuare l’attività dei propri genitori. Questo significa guardare al futuro: il contratto che abbiamo rinnovato fino al 2035 serve proprio a dare prospettive ai giovani e a favorire l’innovazione. Lo facciamo attraverso Digital Farmers, ma anche attraverso la Leaf Innovation Hub, con cui coinvolgiamo delle start-up. Quelle che risultano vincitrici sviluppano poi progetti che noi andiamo a implementare all’interno delle nostre aziende”.

Sottoscritto nel 2011 e recentemente esteso con una nuova intesa decennale, l’accordo viene presentato come un esempio di collaborazione capace di unire agricoltura, industria e istituzioni in una prospettiva di lungo periodo. Il valore della collaborazione pubblico-privata per lo sviluppo dei territori è al centro dell’intervento di Damiano Bernardini, Segretario regionale del PD Umbria: “Il pregio più grande di questa iniziativa è quello di offrire un orizzonte di lungo termine alle nostre imprese, che possono così programmare la propria attività su più annualità. Siamo nell’epoca delle grandi incertezze, ma anche delle grandi opportunità, e riuscire a programmare significa consentire uno sviluppo più organizzato e dare una prospettiva più solida alle nostre attività, che rappresentano anche una vera opportunità di crescita e di rilancio per i nostri territori”.

Dalla tutela della produzione agricola alla valorizzazione del rapporto tra imprese, cittadini e territori, fino alla collaborazione tra pubblico e privato, la tappa umbra del Roadshow mette al centro il rapporto tra filiera e territorio. Un percorso che guarda ai prossimi anni con l’obiettivo di continuare a sostenere investimenti, competenze, occupazione e innovazione.

Migranti, Trump: a Ceuta una "catastrofe", "sembra un’invasione"

New York, 31 lug. (askanews) – Una “catastrofe”. Così il presidente americano, Donald Trump, ha definito l’ampio flusso di migranti che hanno superato i confini di Ceuta, l’enclave spagnola sulla punta settentrionale del Marocco affacciata sullo Stretto di Gibilterra. Parlando durante una riunione di gabinetto a Camp David, la residenza presidenziale sulle montagne del Maryland, Trump ha aggiunto: “Sembra l’invasione di un paese e la stessa cosa succederà [in Usa] se i repubblicani non vengono eletti” alle elezioni di metà mandato di novembre.

Paola Turci in "Live a Dismisura", l’anteprima tour a Milano e Roma

Roma, 31 lug. (askanews) – In attesa del nuovo album “Amore a dismisura”, in uscita il 2 ottobre per BMG, Paola Turci annuncia “Live a Dismisura”, due speciali appuntamenti dal vivo di anteprima tour in cui porterà sul palco il nuovo progetto insieme ai brani che hanno segnato oltre quarant’anni di carriera. Queste le date, prodotte da Baobab Music: il 29 novembre presso la Santeria Toscana 31 a Milano e il 3 dicembre a Largo Venue a Roma.

I biglietti sono già disponibili in prevendita da oggi su Ticketone.

Dopo aver aperto le porte del nuovo progetto con “Vita Mia” e aver condiviso “Manchi” come un dono speciale per il suo pubblico, Paola Turci compie un altro passo verso “Amore a dismisura”: due concerti che offriranno per la prima volta l’occasione di ascoltare dal vivo le canzoni del nuovo album, in un incontro speciale con il pubblico a Milano e nella sua Roma.

Con “Amore a dismisura”, Paola Turci inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico, tornando a raccontare l’amore nelle sue forme più complesse e contraddittorie, dando voce a fragilità, assenze, rinascite e legami che lasciano un segno profondo. Un album che attraversa le emozioni senza cercare risposte semplici, confermando ancora una volta la cifra autentica e personale di una delle interpreti più intense della musica italiana.

Migranti, telefonata Meloni-Frederiksen su crisi Ceuta

Roma, 31 lug. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sentito la premier danese Mette Frederiksen. Al centro del colloquio, secondo quanto si apprende, la crisi in corso a Ceuta e l’ipotesi di sospensione di Schengen.

“Ancora una volta Roma si conferma al centro del dibattito europeo sulle politiche migratorie”, sottolineano fonti di governo, aggiungendo che “le reazioni di oggi evidenziano come la linea promossa da Roma stia trovando un consenso crescente anche tra altri governi europei”.

Meloni e Frederiksen da tempo sono allineate sulle soluzioni nella gestione dei fenomeni migratori, promuovendo anche le riunioni dei paesi cosiddetti “like minded” che si svolgono ormai di consueto a margine delle sedute del Consiglio europeo.

I vigneti di Villa Sandi trasformati in ecosistema intelligente

Crocetta del Montello, 31 lug. (askanews) – A Villa Sandi si è tenuto un incontro di resoconto inerente il percorso di trasformazione del vigneto in un ecosistema intelligente per una viticultura di precisione. Negli oltre 200 ettari di proprietà della famiglia Moretti Polegato, è in corso da oltre due anni una gestione supportata da un’unica piattaforma digitale, capace di raccogliere e interpretare in tempo reale dati agronomici e climatici. Nello specifico, il progetto di digitalizzazione ha visto l’installazione di una rete di centraline meteorologiche che monitora costantemente temperatura, umidità, precipitazioni e vento, mentre foglie elettroniche rilevano la bagnatura della vegetazione e sensori installati nel terreno analizzano l’umidità del suolo fino a circa settanta centimetri di profondità. Tutti questi dati, vengono elaborati attraverso sistemi di supporto alle decisioni e alimentati da algoritmi di intelligenza artificiale, che trasformano le informazioni raccolte sul campo in indicazioni operative per gli agronomi. Il supporto tecnologico al vigneto prosegue poi anche ad alta quota, dove droni e immagini satellitari monitorano la vigoria vegetativa delle singole vigne, individuando variazioni che possono manifestarsi nell’arco di pochi metri. Una fotografia che consente agli agronomi non solo di pianificare gli interventi in modo sempre più accurato, ma anche di localizzare eventuali situazioni di sofferenza della vegetazione e persino di definire il momento ideale della vendemmia, valorizzando al massimo il potenziale qualitativo di ogni filare.

“Oggi il nostro mondo, quello del prosecco nelle sue dominazioni, è sicuramente in una situazione molto favorevole rispetto al resto d’Italia, dove ci sono delle giacenze e un minore consumo di vino, specialmente per i vini rossi”, ha commentato Giancarlo Moretti Polegato, Presidente di Villa Sandi. “Il prosecco invece si sta difendendo per le sue tipicità, per la possibilità di essere versatile con tutte le cucine. Inoltre, nel mondo della gestione delle vigne sono stati fatti molti passi in avanti grazie alla tecnologia”.

Grazie a questo approccio, Villa Sandi stima oggi una riduzione fino al 20% dei trattamenti fitosanitari, mentre il monitoraggio continuo dell’umidità del terreno permette di ottimizzare l’irrigazione con un risparmio idrico medio di circa il 10%.

“Abbiamo fatto il possibile per aumentare la mole di dati raccolta tramite sensoristica sul terreno e immagini satellitari. Con questa quantità di dati servono però anche sistemi per riuscire a interpretarli. A questo scopo è arrivata l’IA, grazie alla quale riusciamo a sintetizzare questi dati e renderli fruibili ad agronomi e tecnici. La componente umana rimane molto importante, l’intelligenza artificiale non si sostituisce all’uomo che la utilizza per i propri scopi, per essere più efficace e anticipare eventuali problemi”, ha aggiunto il Vice Presidente di Villa Sandi Leonardo Moretti Polegato.

I benefici aumentano ulteriormente nei vigneti dove la gestione di precisione si integra con studi sulla composizione del suolo e con l’impiego dei portinnesti del gruppo “M”, sviluppati nell’ambito della collaborazione con il Wine Research Team e l’Università degli Studi di Milano. In queste aree il risparmio di acqua può raggiungere il 70% rispetto ai vigneti limitrofi.

Ematologia, a Tricase nasce il progetto “SOS PEOPLE”

Tricase, 31 lug. (askanews) – Rafforzare la capacità di cura dell’ematologia salentina e garantire ai pazienti l’accesso alle terapie più innovative. Sono questi gli obiettivi di “SOS PEOPLE”, il progetto promosso da AIL Lecce insieme alla Fondazione Cardinale Giovanni Panico di Tricase. L’iniziativa punta a potenziare strutture, tecnologie e servizi dedicati ai pazienti affetti da leucemie, linfomi, mieloma e altre patologie onco-ematologiche, con l’obiettivo di offrire cure sempre più avanzate senza costringere i malati a spostarsi fuori dal territorio.

Vincenzo Zonno, Responsabile progetto: “Questa è un’iniziativa per migliorare e potenziare tutto il sistema ematologico della provincia di Lecce. AIL è accanto alla Fondazione Panico per ammodernare i reparti, per incrementare la tecnologia nei laboratori di diagnostica e tutto questo naturalmente a favore dei pazienti e naturalmente anche delle famiglie. È un modo per essere vicino ai pazienti.”

Anna Mele, Dir. UOC Ematologia e Trapianto di CSE, AO “Card. G Panico” Tricase: “Un progetto fortemente voluto. L’obiettivo era ottenere l’accreditamento CNT del Centro Nazionale Trapianti e per fare questo abbiamo adeguato da un punto di vista tecnologico e strumentale il nostro programma Trapianti. Nonostante non fosse obsoleto, l’accordo prevede degli standard ben restrittivi e alla luce di questo abbiamo ottenuto l’accreditamento e siamo tra i centri poi riconosciuti anche dalla Regione Puglia come il programma Trapianti che può prescrivere e somministrare le nuove terapie cellulari come le CAR-T”

Il progetto prevede un investimento complessivo di 315 mila euro, di cui 155 mila finanziati da AIL Lecce grazie a un contributo ottenuto da AIL Nazionale attraverso un bando competitivo.

Vincenzo Pavone, Responsabile Scientifico UOC Ematologia e Trapianto di CSE AO “Card G Panico” Tricase: “L’ho sentita anche come una missione insieme a Suor Margherita: c’era la necessità di creare qualcosa che servisse per i pazienti del Salento, quindi ho fatto un’immigrazione al contrario ma sono stato felice di averla fatto e di aver buttato il cuore oltre l’ostacolo perché poi i risultati si vedono. La giornata di oggi è una giornata importante per capire come l’ematologia è andata avanti: abbiamo fatto quasi 1000 trapianti dal 2005. È un grande risultato, soprattutto perché fondato da zero”.

Suor Margherita Bramato, (già Direttore Generale): “Un messaggio di gratitudine perché in tutti questi anni grazie anche alla presenza del Dottore Pavone ci abbiamo creduto nella cura della malattia ematologica. Sono stati curati e trapiantati centinaia di persone per cui l’augurio che faccio è di poter continuare guardando al futuro anche con le nuove terapie, con le nuove tecnologie e che possa, questo ospedale, essere sempre più a servizio degli ammalati”.

Attivo dal 2005 e parte della Rete Ematologica Pugliese, il Centro di Tricase ha già effettuato oltre 815 trapianti di cellule staminali, confermandosi uno dei principali punti di riferimento della sanità pugliese nella cura delle patologie ematologiche ad alta complessità

Europei tuffi, Italia d’oro nel Team Event misto

Roma, 31 lug. (askanews) – L’Italia conquista la prima medaglia d’oro agli Europei di tuffi di Parigi vincendo il Team Event misto. Il quartetto azzurro formato da Chiara Pellacani, Matteo Santoro, Sarah Jodoin Di Maria e Raffaele Pelligra chiude la gara con il punteggio di 410.60, precedendo gli Atleti Neutrali (Russia) e l’Ucraina.

Dopo una prima parte di gara chiusa al secondo posto alle spalle degli Atleti Neutrali, gli azzurri cambiano passo nelle prove decisive. A metà competizione la classifica vedeva la Russia al comando con 203.30 punti contro i 198.75 dell’Italia, ma le ottime prestazioni di Sarah Jodoin Di Maria e Raffaele Pelligra consentono il sorpasso, portando gli azzurri a 345.00 punti contro i 318.60 degli avversari quando mancava un solo tuffo.

L’ultimo esercizio di Di Maria e Pelligra vale 410.60 punti complessivi e mette in cassaforte il successo, con gli Atleti Neutrali troppo distanti per ribaltare il risultato. Per la squadra italiana arriva così il primo titolo continentale della rassegna parigina, davanti agli Atleti Neutrali e all’Ucraina.

Delmastro, Dori: “Negato a Giunta accesso a documenti, inaccettabile”

Roma, 31 lug. (askanews) – “È inaccettabile: ai membri della giunta delle autorizzazioni della Camera è stato di fatto negato il diritto – come sempre avvenuto per prassi – alla documentazione che il procuratore di Roma Lo Voi ieri (giovedì 30 luglio, ndr) aveva inviato al presidente Fontana, che poi lo aveva trasmesso alla Giunta”. Lo ha detto il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera Devis Dori, Avs. Si tratta, ha precisato, di “una negazione dei diritti della Giunta che rappresento come presidente”, ha aggiunto.

Basket 3×3, BEA Chieri alle Finali Nazionali da primo nel ranking

Roma, 31 lug. (askanews) – Al primo anno di partecipazione al circuito federale Elite di basket 3×3 (massimo livello nazionale), il team Leopardi 3×3 accede alle Finals di Riccione (1 agosto 2026) da prima nel ranking italiano. Un risultato incredibile, arrivato anche grazie al secondo posto al torneo Master Shock Da Ground di Marsala, domenica 26 luglio, ciliegina sulla torta in una stagione da incorniciare.

Da inizio giugno a oggi, la squadra del Progetto BEA Leopardi ha conquistato il primo posto di due tornei Master (Pavia e Jesolo) e del torneo Top Sand di Rimini, arrivando così a quota 17.435 punti. A questi ottimi risultati, si aggiungono due secondi posti a Tornei Master (Dat di Perugia e Marsala) e la semifinale al torneo Top di Sanremo.

A Riccione, gli Arancioni incontreranno nuovamente le migliori squadre della Penisola, per il torneo che assegnerà lo scudetto 2026.

Commenta il DS Stefano Piccionne: “Il primo posto nel ranking nazionale è un risultato incredibile, che non ci aspettavamo. Al di là di come andranno le Finals, è già un successo. Al primo anno di partecipazione al circuito Elite 3×3, abbiamo raggiunto risultati di cui andare molto orgogliosi. Questo è stato fatto coinvolgendo giocatori da diverse regioni d’Italia, non senza difficoltà, creando un gruppo solido e unito anche grazie al lavoro del dirigente Gigi Ferraris. La convocazione di Niccolò Piccionne per il raduno della Nazionale Under 21 è un altro traguardo che ci gratifica e ci fa ben sperare per la prossima stagione, dove ci piacerebbe coinvolgere sempre di più anche il Settore Giovanile nelle attività 3×3. Vogliamo continuare su questa strada”.

Migranti, la crisi a Ceuta divide l’Ue: ombre su Schengen

Roma, 31 lug. (askanews) – “Un attacco alla sovranità nazionale spagnola”, così il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha definito l’ampio flusso di migranti marocchini che hanno superato i confini dell’enclave spagnola nella punta orientale dell’Africa. Un “attacco” che ha diviso l’Unione europea: tra chi ha espresso solidarietà, pur sottolineando la necessità di ristabilire lo status quo ante, come il cancelliere tedesco Friederich Mer. E altri, tra cui il governo Meloni, che ritengono Madrid responsabile di quanto accaduto, minacciando la chiusura di Schengen.

Quella che si sta dimostrando essere una delle crisi migratorie più importanti che hanno toccato i confini dell’Unione europea, con gli ultimi dati da Ceuta che parlano di circa 50.000 ingressi in poche ore e 34 morti, ha generato un’immediata reazione delle capitali europee che hanno chiesto un pronto intervento da parte di Madrid per sanare questa crisi.

Il governo di Roma è stato uno dei primi ad intervenire sulla fattispecie, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha ipotizzato la possibilità di “sospendere Schengen con Madrid”. Opzione che ha visto il sostegno anche del ministro degli Esteri Antonio Tajani che, ieri, si è detto “favorevole” alla sospensione poiché “l’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale”.

Le parole del ministro degli Esteri non sono piaciute all’omologo spagnolo José Manuel Albares, il quale ha immediatamente stigmatizzato le dichiarazioni come non “degne” e ha convocato l’ambasciatore italiano a Madrid per riferire.

A difesa di Madrid è intervenuto l’ex Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera, Josep Borrell, che ha bocciato la richiesta italiana di sospendere la partecipazione della Spagna all’area Schengen, definendola incompatibile con il diritto europeo. Secondo Borrell, infatti, “nessuno Stato membro può sospendere unilateralmente la partecipazione di un altro a Schengen”. L’ex capo della diplomazia europea ha inoltre criticato l’iniziativa italiana, sostenendo che rivela come alcuni governi stiano “utilizzando e abusando dell’ordinamento giuridico dell’Ue”, arrivando a violare il principio di leale cooperazione” che vincola gli Stati membri. Critiche verso la posizione di Roma sono giunte anche da Javí Lopez, vicepresidente del Parlamento europeo e membro del Partito Socialista e Democratico, che ha definito le dichiarazioni di Meloni “indegne di un partner europeo”. “Dopo oltre 700.000 arrivi dalla Libia, l’Italia ha ricevuto sostegno europeo, non prediche. La solidarietà non è una strada a senso unico”, ha osservato Lopez.

Tuttavia, la posizione italiana ha ricevuto il sostengo di alcuni partner europei, come la Finlandia e la Svezia. Il ministro dell’Interno finlandese Mari Rantanen, membro del partito di destra Finns Party, infatti, ha sostenuto la leader italiana accusando la Spagna di non riuscire a “proteggere il confine esterno dell’Area Schengen dalle infiltrazioni”, aggiungendo che “tutti i Paesi europei devono sostenere la proposta di Meloni”. Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha condiviso queste posizioni, dichiarando che il suo ministro per la Migrazione è “in contatto con i suoi omologhi nordici e non esclude di adottare le misure necessarie per evitare che si ripeta il 2015”, riferendosi alla crisi migratoria durante la quale oltre un milione di rifugiati e migranti raggiunse l’Europa in fuga dalle guerre in Siria, Afghanistan e Iraq.In questo contesto, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito “inaccettabili” le immagini provenienti da Ceuta, ribadendo che l’ingresso nell’Unione europea deve avvenire nel rispetto delle regole. Ha chiesto di fermare gli attraversamenti irregolari, smantellare le reti dei trafficanti e accelerare i rimpatri. Von der Leyen ha inoltre annunciato il coinvolgimento dei commissari Magnus Brunner e Dubravka Suica per rafforzare il sostegno alla Spagna e il coordinamento con il Marocco, anche attraverso Frontex.

Sulla stessa linea si è mosso anche il cancelliere Merz che ha sottolineato che “la Spagna vuole e deve riportare la situazione a Ceuta sotto controllo il più rapidamente possibile”, rimarcando la necessità di coinvolgere il Marocco per risolvere la crisi.

“Proteggere le frontiere esterne dell’Unione europea è fondamentale per combattere l’immigrazione clandestina. Mi aspetto che tutti gli Stati membri dell’UE rispettino questo obbligo. Siamo in contatto con il governo spagnolo su questo tema”, ha riferito Merz, aggiungenco che accoglie con “favore l’intenzione della Spagna di non consentire l’ingresso di migranti illegali nel continente europeo”.

“Ci aspettiamo che il Marocco riprenda immediatamente i migranti illegali”, ha affermato ancora Merz, non lasciando la responsabilità unicamente in capo a Madrid.

Anche il Belgio, con il suo ministro degli Esteri Maxime Prévot, è giunto in soccorso della Spagna, sottolineando come “quando uno Stato membro si trova sotto pressione, si tratta di una questione europea”. “Quando uno Stato membro situato alla frontiera esterna dell’Unione si trova ad affrontare una simile pressione, non è un problema esclusivamente spagnolo, ma una questione europea”, ha indicato Prevot, specificando che “in momenti come questi, la Spagna deve garantire la protezione delle proprie frontiere e poter contare sul sostegno sia delle autorità europee sia di quelle marocchine”.

Carabinieri: a Terni il primo workshop operativo sui droni

Milano, 31 lug. (askanews) – A Rieti, dal 28 al 30 luglio, si è tenuto il 1° Workshop Operativo sull’impiego dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR). L’evento, promosso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri (II Reparto – Dipartimento Aereo e Navale), si è svolto presso i locali e le aree di volo della Sezione Addestramento APR situata presso la sede del 16° Nucleo Elicotteri Carabinieri (NEC) di Rieti, con il supporto logistico della Scuola Forestale Carabinieri.

L’impiego dei droni da parte delle Forze di Polizia, disciplinato dal Decreto Interministeriale del 13 giugno 2022 e dal discendente Protocollo d’intesa con l’ENAC, compie nell’Arma un ulteriore salto di qualità. Grazie alla recente riconfigurazione ordinativa che ha interessato il Dipartimento Aereo e Navale e il Raggruppamento Aeromobili Carabinieri (RAC) di Pratica di Mare, è stato istituito sull’aeroporto di Roma Urbe il primo Nucleo APR, reparto che ha assunto un fondamentale ruolo di guida dottrinale per tutte le attività di Polizia e specialistiche.

Al Nucleo APR della Capitale è stata strategicamente affiancata la neo-istituita Sezione Addestramento di Rieti, la quale svilupperà una capacità di formazione autonoma per piloti e operatori APR. Questa struttura si attesta come la “cabina di regia” dell’iniziativa addestrativa odierna. Diretta da un Ufficiale qualificato Istruttore e affiancata da personale esperto del RAC, la Sezione di Rieti, di fatto prima “scuola” di volo di polizia con APR, è destinata a diventare non solo il punto di riferimento addestrativo dell’Istituzione, ma anche l’elemento trainante di un vero e proprio Think Tank, operando come vettore dottrinale di eccellenza nello specifico settore.

L’obiettivo primario è creare un amalgama operativo tra tutti i Reparti dell’Arma dotati di sistemi APR, superando eventuali incertezze procedurali e garantendo la piena aderenza (compliance) alla disciplina di settore. Questa prima edizione ha un taglio prettamente pratico e vede la partecipazione di 20 militari esperti, già in possesso dei titoli richiesti, i quali opereranno in modalità “live” con i droni in dotazione ai rispettivi reparti per dimostrarne sul campo le peculiarità operative.

L’importanza strategica della capacità APR per l’Arma dei Carabinieri è stata sottolineata dalla presenza del Vice Comandante Generale, Gen. C.A. Massimo Mennitti e del Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma, Gen. C.A. Andrea Taurelli Salimbeni, che hanno incontrato i partecipanti all’evento.

Carabinieri: a Terni il primo workshop operativo sui droni

Milano, 31 lug. (askanews) – A Rieti, dal 28 al 30 luglio, si è tenuto il 1° Workshop Operativo sull’impiego dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR). L’evento, promosso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri (II Reparto – Dipartimento Aereo e Navale), si è svolto presso i locali e le aree di volo della Sezione Addestramento APR situata presso la sede del 16° Nucleo Elicotteri Carabinieri (NEC) di Rieti, con il supporto logistico della Scuola Forestale Carabinieri.

L’impiego dei droni da parte delle Forze di Polizia, disciplinato dal Decreto Interministeriale del 13 giugno 2022 e dal discendente Protocollo d’intesa con l’ENAC, compie nell’Arma un ulteriore salto di qualità. Grazie alla recente riconfigurazione ordinativa che ha interessato il Dipartimento Aereo e Navale e il Raggruppamento Aeromobili Carabinieri (RAC) di Pratica di Mare, è stato istituito sull’aeroporto di Roma Urbe il primo Nucleo APR, reparto che ha assunto un fondamentale ruolo di guida dottrinale per tutte le attività di Polizia e specialistiche.

Al Nucleo APR della Capitale è stata strategicamente affiancata la neo-istituita Sezione Addestramento di Rieti, la quale svilupperà una capacità di formazione autonoma per piloti e operatori APR. Questa struttura si attesta come la “cabina di regia” dell’iniziativa addestrativa odierna. Diretta da un Ufficiale qualificato Istruttore e affiancata da personale esperto del RAC, la Sezione di Rieti, di fatto prima “scuola” di volo di polizia con APR, è destinata a diventare non solo il punto di riferimento addestrativo dell’Istituzione, ma anche l’elemento trainante di un vero e proprio Think Tank, operando come vettore dottrinale di eccellenza nello specifico settore.

L’obiettivo primario è creare un amalgama operativo tra tutti i Reparti dell’Arma dotati di sistemi APR, superando eventuali incertezze procedurali e garantendo la piena aderenza (compliance) alla disciplina di settore. Questa prima edizione ha un taglio prettamente pratico e vede la partecipazione di 20 militari esperti, già in possesso dei titoli richiesti, i quali opereranno in modalità “live” con i droni in dotazione ai rispettivi reparti per dimostrarne sul campo le peculiarità operative.

L’importanza strategica della capacità APR per l’Arma dei Carabinieri è stata sottolineata dalla presenza del Vice Comandante Generale, Gen. C.A. Massimo Mennitti e del Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma, Gen. C.A. Andrea Taurelli Salimbeni, che hanno incontrato i partecipanti all’evento.

Musica, esce "31/07": storico brano di Mecna

Roma, 31 lug. (askanews) – È disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali “31/07”, lo storico brano di Mecna, tra le voci più riconoscibili della scena rap italiana. La release è stata preceduta da un cortometraggio suddiviso in tre parti e pubblicato sui canali social dell’artista nei giorni scorsi.

“31/07” – il primo capitolo della nota trilogia del 31 uscito nel luglio del 2011 solo su Soundcloud – nasce sulle note di Avril 14th di Aphex Twin e racconta la distanza che può emergere nei rapporti durante l’estate quando la leggerezza delle ferie e il movimento delle persone amplificano le mancanze. A distanza di anni il pezzo è diventato un culto per i fan e per l’occasione il brano è stato risuonato al pianoforte da Pierfrancesco Pasini e cantato da Mecna. Attraverso immagini quotidiane – uffici vuoti, traslochi, telefonate – Mecna racconta una stagione che non coincide con il suo stato d’animo.

Il brano riflette sulla difficoltà di comunicare, sulle domande che restano sospese e su quella sensazione di essere fuori tempo rispetto agli altri. L’artista osserva se stesso e l’altro con lucidità, restituendo un’estate fatta di silenzi, distanze e piccoli cambiamenti che diventano decisivi.

Con il suo stile unico e flow inimitabile, capace di regalare barre memorabili destinate a restare nel cuore degli ascoltatori, Mecna pubblica “31/07” proprio nel giorno che dà il titolo al brano, trasformando la data in un elemento narrativo e simbolico. Una decisione che chiude un cerchio iniziato quindici anni fa e che restituisce al pubblico uno dei capitoli più significativi della sua produzione, ora finalmente disponibile ufficialmente su tutte le piattaforme.

Lo scorso 24 ottobre Mecna ha pubblicato “Discordia, armonia, e altri stati d’animo”, un album che ruota intorno a quelle emozioni universali che appartengono a tutti. Con un linguaggio chiaro e diretto, Mecna è stato in grado di entrare in intimità con il lato profondamente più umano dell’ascoltatore. I testi, infatti, diventano uno specchio e voce non solo delle sue esperienze più personali, ma anche di quelle di chi ascolta.

Biennale Danza 2026 chiude con 17mila presenze, McGregor confermato

Venezia, 31 lug. (askanews) – Sir Wayne McGregor è stato confermato alla direzione artistica della Biennale Danza di Venezia anche per i prossimi due anni, dopo avere guidato il festival internazionale già per sei edizioni. Ora il suo incarico è stato prolungato fino al 2028. In concomitanza con la notizia della riconferma del direttore, sono Tati anche diffusi i numeri dell’edizione 2026 della Biennale Danza, che si chiude sabato 1 agosto: 17mila le presenze registrate con sale piene al 90%.

“La riconferma di Sir Wayne McGregor alla direzione artistica del settore Danza – ha commentato il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco – rappresenta un segnale di continuità nella volontà di eccellenza della Biennale. La sua visione ha profondamente ampliato i confini del linguaggio coreografico, valorizzando sia i grandi protagonisti internazionali sia l’attenzione per le nuove generazioni attraverso Biennale College. Nel rafforzare il profilo internazionale e il prestigio del Settore, Sir Wayne McGregor continuerà per i prossimi due anni a fare di Venezia un laboratorio privilegiato a cui guardare per scorgere il futuro della danza contemporanea”.

“Sono onorato di continuare a ricoprire il ruolo di direttore della Biennale Danza per altri due mandati – ha aggiunto McGregor. È stato un privilegio lavorare al fianco di artisti, pubblico e collaboratori eccezionali, esplorando la danza come potente forza di innovazione, immaginazione e connessione. Sono profondamente grato al presidente Pietrangelo Buttafuoco e all’intero, straordinario team della Biennale di Venezia per la fiducia che continuano a riporre in me. Insieme continueremo ad ampliare le possibilità della coreografia, a sostenere voci nuove e audaci, a interrogare i nostri archivi come preziosi luoghi di produzione di conoscenza innovativa e a creare uno spazio in cui possano fiorire la curiosità artistica, la sperimentazione e l’eccellenza. Non vedo l’ora di portare avanti ciò che abbiamo iniziato e di plasmare il prossimo capitolo della Biennale Danza con ambizione, apertura e ottimismo”.

Cinema, a ottobre in sala "Zustissia", il film su Beniamino Zuncheddu

Roma, 31 lug. (askanews) – Arriverà al cinema dal 15 ottobre “Zustissia” di Francesco Piras, film tratto dal libro di Mauro Trogu e Beniamino Zuncheddu “Io sono innocente” pubblicato in Italia da De Agostini.

Nel cast Michele Riondino, Fabrizio Ferracane, Paola Giannini, Jacopo Cullin e con Francesco Colella, Geppi Cucciari e la partecipazione di Philippine Leroy-Beaulieu.

Il film, soggetto e sceneggiatura di Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili è ambientato nel 1991, quando un triplice omicidio commesso sui monti del Sud Sardegna porta alla rapida condanna di un uomo innocente: Beniamino Zuncheddu. Tre gradi di giudizio in un anno per dare un ergastolo. Venticinque anni dopo, un giovane avvocato decide di lottare – pro bono – per restituirgli la libertà.

“Zustissia” è la storia di una vita rubata dal più lungo errore giudiziario della storia italiana: 33 anni di ingiusta detenzione. Ed è anche la storia dell’emozionante battaglia che l’avvocato Mauro Trogu e altri alleati hanno ingaggiato per arrivare alla revisione del processo e all’assoluzione, giunta il 26 gennaio 2024. È un film d’inchiesta, d’impegno civile, d’amicizia e d’amore. Amore per “sa zustissia”, amore per la verità, e amore per le montagne, quei meravigliosi monti da cui Beniamino è stato tenuto lontano tutta una vita… e dove ora, finalmente, è tornato.

Migranti: circa 60.000 ingressi a Ceuta "nelle ultime ore"

Roma, 31 lug. (askanews) – Il presidente della Città autonoma di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha affermato che le prime stime indicano in circa 60.000 le persone nelle ultime ore hanno attraversato la frontiera con il Marocco, una cifra pari a circa il 70% della popolazione della enclave. Dopo un incontro con il premier Pedro Sßnchez, Vivas ha definito la situazione “insostenibile” e “impossibile”, chiedendo una risposta da parte del governo centrale di Madrid. Le autorità spagnole non hanno finora confermato ufficialmente il numero degli ingressi indicato dal presidente dell’esecutivo di Ceuta.

(fonte: Servimedia)

Migranti, Von der Leyen: inaccettabili le immagini da Ceuta

Roma, 31 lug. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito “inaccettabili le immagini che arrivano da Ceuta”, sottolineando che “non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole”.

In un post su X, Von der Leyen ha chiesto la fine immediata degli “attraversamenti pericolosi” e lo smantellamento delle “reti di trafficanti”, sollecitando allo stesso tempo “rimpatri rapidi, come previsto dalle nostre regole”.

“Ho incaricato due Commissari di fornire supporto per il controllo della situazione – ha aggiunto – Magnus Brunnes (Commissario europeo per gli affari interni e la migrazione, ndr) sta già lavorando a stretto contatto con la Spagna ed è pronto a recarsi nei punti critici. Si occuperà di fornire ulteriore supporto operativo alla Spagna, anche tramite Frontex. Dubravka Suica (Commissario per il Mediterraneo, ndr) è in contatto con la sua controparte marocchina. Sono fiduciosa che la nostra stretta collaborazione con il Marocco aiuterà a ottenere risultati concreti”.

Calcio, Inter, Chivu, serve pazienza sul mercato

Roma, 31 lug. (askanews) – “Ci vuole pazienza, il mercato è ancora lungo. La squadra è competitiva, ma c’è sempre bisogno di giocatori importanti. Siamo attenti alle opportunità”. Così l’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, alla vigilia dell’amichevole contro il Manchester City in programma a Hong Kong.

Il tecnico nerazzurro ha sottolineato il valore del test contro gli inglesi pur ammettendo che la squadra non è ancora al massimo della condizione. “È speciale per noi avere l’opportunità di giocare contro una grande squadra come il Manchester City. Anche se entrambe le squadre non sono al 100%, tutti saranno felici del livello che proveremo a mettere in campo. La squadra sta bene, ha lavorato in Germania e faremo del nostro meglio, mettendo in campo il massimo della nostra intensità possibile”.

Chivu ha poi commentato l’arrivo del nuovo acquisto John Stones. “Sono contento del suo arrivo. È importante per la qualità, la personalità e il carisma. Aumenta il livello della nostra difesa”. Sul prosieguo del mercato, il tecnico ha ribadito la necessità di rinforzare ulteriormente la rosa: “Ho sempre chiesto di alzare il livello con giocatori importanti, che abbiano voglia di fare parte di questo gruppo. Siamo attenti alle opportunità che possano permetterci di fare un ulteriore salto di qualità”.

Infine, un pensiero per Franco Baresi, scomparso nelle scorse ore. “Ci uniamo al mondo dello sport nelle condoglianze alla famiglia di Franco Baresi. Tutti quelli che amano il calcio hanno perso una grande icona di questo sport”.

Calcio, progetto Fifa, si dimette braccio destro di Infantino

Roma, 31 lug. (askanews) – Carlos Cordeiro, principale consigliere del presidente Fifa Gianni Infantino, ha annunciato le sue dimissioni. Cordeiro è stato tra l’altro rappresentante della Fifa nella task force della Casa Bianca per il Mondiale 2026. Cordeiro, indiano, ha spiegato che la decisione è maturata per la contrarietà al piano di Infantino di aprire la Fifa ai privati, vendendo quote delle prossime edizioni della Coppa del Mondo. “Voglio essere chiaro: non ho avuto alcun ruolo in questa proposta e sono categoricamente contrario. Questo è un male per le associazioni membri della Fifa, un male per il calcio e un male per il futuro a lungo termine del calcio”, ha scritto l’ex banchiere su LinkedIn.