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Primo Maggio. Lavoro o armi? La scelta che decide il futuro

Un allarme che nasce da Torino

L’inquietudine espressa dall’arcivescovo di Torino, card. Roberto Repole, in occasione del Primo Maggio, sul rischio di una strisciante riconversione bellica dell’industria civile piemontese, che rischia di trasformare Torino dalla città dell’auto, che era, in una città delle armi, interpella non solo la politica locale, dove pure ha dato vita a un dibattito costruttivo e non prevenuto fra le forze politiche, il mondo economico e della ricerca.

Questo messaggio interpella più che mai anche la politica nazionale e internazionale. Infatti, tocca uno dei tratti fondamentali di questa epoca di contrastato passaggio a un nuovo ordine globale multilaterale: il ritorno a un quadro che ammette la guerra come una concreta opzione, e a una cultura che cerca di legittimarla, presentandola come evento probabile, se non addirittura inevitabile, cui prepararsi sin dal presente, spesso facendo ricorso a narrazioni che dipingono il nemico di turno come privo di razionalità, armando le parole, come diceva Papa Francesco, e abbattendo in tal modo i ponti della diplomazia.

La politica davanti a un bivio storico

In questo scenario, mi pare che le parole di Repole al territorio della sua diocesi riflettano preoccupazioni comuni a tutti. Appare sensato l’invito a reagire per tempo, ossia prima che sia storicamente irreparabile, a una deriva che coinvolge l’intero Paese, l’Europa come continente e il Mediterraneo allargato.

E la risposta a questo invito va formulata in termini laici e con il senso della concretezza che è una virtù politica, in modo dialogante anche fra sensibilità distanti.

Cosa può fare la politica per evitare che non ci si abitui mai alla guerra? Come coniugare la necessità di mantenere una industria pubblica della difesa, avanzata nella ricerca, aperta alle applicazioni civili, con l’obiettivo di ridurre la produzione di strumenti di morte e riprendere la riconversione civile dell’industria bellica anziché viceversa, come sta accadendo da qualche anno?
Come percorrere la via di più strette forme di collaborazione fra Paesi membri dell’Ue in materia di difesa, mettendola al riparo dalla retorica sui riarmi nazionali, quello tedesco in primis, e riaffermando la natura strettamente difensiva del progetto di difesa europeo?
Come riavviare un ciclo economico basato su una più equa remunerazione del lavoro e sulla produzione di beni utili alla vita anziché alla sua distruzione e a quella dell’ambiente?

Sono solo alcune delle sfide a cui guardare.

Un modello di sviluppo da ripensare

Le parole di Repole si inseriscono in un quadro internazionale che rende il suo appello particolarmente urgente, con la spesa militare pericolosamente in crescita a fronte di costanti tagli alla spesa sociale e agli investimenti per scopi civili.

Dunque, il messaggio del card. Repole costituisce un forte appello alla responsabilità collettiva. In un mondo sempre più dominato da logiche di riarmo, il suo monito a non rassegnarsi e a scegliere un futuro di pace e di lavoro che non sia fondato sulla produzione di strumenti di morte è un invito che interroga tutti, credenti e non.

La sua disponibilità al dialogo è un’esortazione a costruire insieme un modello di sviluppo in cui «non possiamo cercare la vita con una mano e toglierla con l’altra», per non affidare «alla guerra le speranze del nostro territorio», dell’Europa — che questa ricetta l’ha ampiamente già sperimentata nella prima metà del Novecento — e di un mondo ormai cresciuto con nuovi protagonisti che attendono un equo riconoscimento e non risposte unicamente muscolari, che rischiano di creare sviluppi fuori dalla capacità delle parti in conflitto di essere gestiti.

Giovani, lavoro e fuga di competenze

Un divario ormai strutturale

In Italia il disallineamento tra formazione e lavoro è ormai evidente. Da un lato ci sono giovani che hanno investito anni di studio, sacrifici personali e risorse familiari in percorsi scolastici, tecnici, professionali e universitari. Dall’altro ci sono imprese che dichiarano di non riuscire a reperire le figure di cui avrebbero realmente bisogno. Per molti under 35 la precarietà non è più una fase di passaggio, ma una barriera strutturale che ostacola l’accesso a un’occupazione libera, stabile, proporzionata e dignitosa e rende fragile ogni progetto di vita autonoma.

Le conseguenze sociali della precarietà

Questa fragilità incide sulle scelte quotidiane. Molti giovani rimandano l’uscita dalla famiglia di origine, rinviano decisioni abitative e familiari, rallentano o rinunciano a ulteriori investimenti nella propria crescita professionale. Il risultato è una sfiducia silenziosa, difficile da cogliere con le sole statistiche ma evidente nelle biografie: meno giovani attivi, meno nascite, più distanza tra generazioni, più forme di povertà, anche tra chi ha studiato a lungo. In questo contesto non sorprende che una parte crescente di diplomati e laureati guardi all’estero, dove l’ingresso nel lavoro è spesso più rapido e le condizioni economiche appaiono più rassicuranti.

Imprese in difficoltà: il nodo delle competenze

Dal punto di vista delle imprese, la situazione non è meno critica. Una rilevazione campionaria che abbiamo condotto con il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale mostra che, su dieci aziende intervistate, sette segnalano difficoltà significative nel trovare personale adeguatamente formato. Le criticità emergono in particolare nei mestieri artigiani – falegnami, idraulici e manutentori – ma riguardano anche profili nuovi e altamente specializzati, come gli esperti di intelligenza artificiale e le figure tecnicodigitali avanzate. Non manca semplicemente “mano d’opera”: manca l’incontro tra ciò che i percorsi formativi offrono e ciò che i contesti produttivi chiedono, anche in termini di riconoscimento economico e di organizzazione del lavoro.

Spreco di capitale umano e responsabilità del sistema

Se guardiamo agli investimenti complessivi nella formazione – il tempo dei giovani, i sacrifici delle famiglie, le risorse pubbliche per scuole, percorsi tecnici, formazione professionale e università – questo disallineamento assume i tratti di uno spreco di capitale umano. Il Paese forma competenze che poi non sempre riesce a utilizzare. Per questo riteniamo che i dati sul mismatch non debbano restare confinati nei rapporti di studio: devono entrare nelle scuole, nei percorsi di orientamento, nei momenti in cui ragazze e ragazzi decidono come specializzarsi e quale professione provare a realizzare con i propri “talenti”. Un’informazione chiara sui fabbisogni delle imprese è condizione essenziale per accompagnare scelte più consapevoli e ridurre la distanza tra aspettative e opportunità.

Il ruolo delle associazioni e il progetto Co.N.A.P.I.

In questa prospettiva, le associazioni di categoria hanno un compito decisivo: farsi ponte stabile tra sistema produttivo, mondo educativo e attori della formazione professionale. Significa mettere a disposizione la conoscenza dei territori e dei mestieri, contribuire a definire i profili professionali, aiutare scuole e famiglie a comprendere quali competenze saranno davvero richieste nei prossimi anni. Dentro questa responsabilità si colloca il progetto “Studio sui fabbisogni aziendali e formativi” del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, costruito insieme a una rete di partner della formazione.

Un lavoro comune per trattenere il futuro

L’obiettivo del progetto è ascoltare in modo strutturato i bisogni di personale e di competenze delle realtà produttive italiane, a partire dal mondo artigiano e dalle micro e piccole imprese. La ricerca prevede una prima fase, oggi in corso, dedicata agli enti di formazione e alle società di consulenza, mentre una seconda fase rivolta direttamente alle imprese. Da questo lavoro scaturirà un Rapporto nazionale sui fabbisogni aziendali e formativi, pensato come strumento operativo per imprese, attori formativi e istituzioni, in una prospettiva di economia civile che rimetta al centro la persona e la dignità del lavoro.

Partendo da tale prospettiva, il contributo degli enti di formazione e delle società di consulenza non è accessorio, ma parte integrante della risposta al problema che abbiamo descritto. La fase preliminare del progetto si fonda infatti sulla loro capacità di raccontare che cosa nei percorsi formativi aiuta davvero le persone a entrare nel lavoro e che cosa, invece, li lascia ai margini o li spinge a guardare altrove. Per questo li invitiamo a partecipare compilando il questionario disponibile. Non si tratta di aggiungere un adempimento statistico, ma di assumersi una responsabilità condivisa: leggere meglio, insieme, le radici del mismatch occupazionale e aprire spazi di lavoro e di futuro in cui le nuove generazioni possano pensare l’Italia non come un Paese da cui fuggire, ma come un Paese in cui valga la pena restare.

 

Antonio Zizza, Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale

Stallo pericoloso: Iran e USA prigionieri della sfiducia

I giorni passano, la tregua regge ma i negoziati non decollano, ovunque essi si stiano svolgendo, in modo informale e non ufficiale. Lo Stretto di Hormuz rimane bloccato, il prezzo del barile aumenta. Il braccio di ferro tra i due avversari, desiderosi entrambi di chiudere le ostilità ma impossibilitati a dirlo, prosegue e rischia di fossilizzarsi.

Trump tra costi di guerra e consenso interno

Il problema di Trump è noto: il costo della guerra che lui ha voluto – a ciò indotto, non si sa bene con quali segrete argomentazioni del premier di Israele – sta divenendo imponente. Il prezzo che i suoi connazionali pagano, illustrato al meglio da quello del gallone di benzina, si sta trasformando in un fattore di possibile sconfitta alle elezioni di novembre, almeno secondo i sondaggi.

Deve quindi chiudere, ma vantando una vittoria plausibile e accettabile per l’americano medio. Impresa difficile. Anche perché, più minaccia la distruzione del nemico con parole violente e immagini ridicole ma offensive, più perde credibilità, mostrando al contrario debolezza.

Iran diviso: politica contro Pasdaran

Il problema della Repubblica Islamica è invece la crescente divisione interna tra l’ala “riformista” – rappresentata dal presidente Pezeshkian, dal presidente del Parlamento Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Araghchi – e quella dei Pasdaran.

Questi ultimi si sono rafforzati con la guerra e con la leadership invisibile della nuova Guida Suprema, a loro più legata rispetto al suo autorevole predecessore, ucciso il 28 febbraio. Le Guardie della Rivoluzione prosperano nel conflitto e nella radicalizzazione dello scontro, e non hanno interesse a chiudere la guerra. Il ceto politico, invece, deve fare i conti con una situazione economica sempre più difficile.

Il mediatore e lombra della Cina

In questo scenario, incorniciato da una sfiducia reciproca ormai profonda, probabilmente insuperabile, appare improbo il compito del mediatore pakistano. Il suo unico punto di forza è la consapevolezza, condivisa da entrambe le parti, che dietro Islamabad vi sia la Cina, interessata a una pacificazione che consenta la piena ripresa dei commerci internazionali.

Il problema principale agli occhi del mondo è Hormuz, divenuto un asset iraniano potentissimo proprio a seguito dell’attacco israelo-statunitense. Il doppio blocco – iraniano a nord, americano a sud – sta determinando una crisi che, se non si sbloccherà rapidamente, rischia di provocare una recessione globale.

Gli Stati Uniti, garanti storici della libertà di navigazione, non possono accettare una simile limitazione, soprattutto in uno snodo vitale del commercio mondiale. Ma, paradossalmente, hanno contribuito a creare le condizioni per il controllo iraniano dello Stretto. Costringere Teheran a rinunciare a questo vantaggio è difficile, ma indispensabile.

Il nodo decisivo: il nucleare

All’origine del conflitto vi è però la questione nucleare. Ed è questo il vero nodo. Teheran non intende rinunciare all’uso civile dell’energia nucleare, mentre Washington punta alla dismissione completa del programma, con uno stop almeno ventennale: una richiesta inaccettabile per l’Iran.

A complicare il quadro vi sono i 400 kg di uranio arricchito al 60% presenti sotto il sito di Isfahan, nonostante l’attacco missilistico americano dello scorso giugno. Un elemento decisivo sul tavolo negoziale.

Accanto al nucleare, resta la questione del programma missilistico iraniano, ritenuto essenziale per la difesa nazionale. È difficile immaginare che Teheran accetti un ridimensionamento. Potrebbe tuttavia diventare una leva negoziale per gli Stati Uniti.

Sul tavolo vi sono inoltre le richieste iraniane: fine delle sanzioni, sblocco dei beni congelati, ristoro dei danni subiti e garanzie giuridiche sulla durata dell’accordo. Tutte questioni di difficile soluzione.

Il fattore Israele e il fronte libanese

Sullo sfondo, ma non troppo, si muove Israele, determinato a proseguire il conflitto e ad allargarlo, come dimostra il coinvolgimento del Libano. La lotta contro Hezbollah resta prioritaria. I proxy iraniani sono parte integrante del quadro.

È difficile immaginare che Teheran accetti un accordo che non includa la fine dei bombardamenti nel Libano meridionale e a Beirut, anche per il peso politico dei Pasdaran, padrini ideologici e militari di Hezbollah.

Hormuz, nucleare, missili, sanzioni, Libano. L’elenco delle questioni aperte è lungo e complesso. Troppo complesso.

La sfiducia reciproca tra i contendenti prevale su tutto. Ed è questa, più di ogni altra cosa, a rendere il negoziato quasi impossibile. Purtroppo, per il mondo intero.

Analisi sociologiche e valori cristiani rimossi

Il valore delle ricerche e il limite dei numeri

Le analisi sociologiche, sostenute da ricerche sul campo e da un uso accorto dei dati statistici, ci aiutano da sempre a rivedere — quando non a smontare — opinioni personali e pregiudizi costruiti nel tempo. A condizione, però, di non lasciarsi ubriacare dai numeri.

Se ben utilizzate, esse consentono di vivere pienamente l’attualità e di riflettere non solo sul presente, ma anche su ciò che ci attende. Nella convinzione che, se la storia è maestra di vita, essa va sempre misurata dentro un preciso contesto sociale. Le ricerche, inoltre, servono a costruire il futuro, non a ricostruire il passato, come ha più volte ricordato Sergio Mattarella.

Mutamento, buon senso e lettura dei tempi

Alcuni valori di fondo accompagnano l’uomo da secoli e non possono essere smarriti. Tuttavia, il mutamento delle opinioni e delle convinzioni nel corso della storia è un processo di buon senso, che nulla ha a che vedere con l’incoerenza o con il trasformismo — quest’ultimo spesso identificato, nella sua accezione negativa, come adattamento opportunistico al proprio tornaconto.

Si tratta piuttosto di saper leggere i segni dei tempi e di calibrare su di essi attese, valori e azione politica. Evitando, per quanto possibile, convinzioni individuali e desideri spesso immersi in un clima ideologico che guarda più al passato che al presente. Un atteggiamento che rischia di far dimenticare una necessità ormai evidente: quella di procedere, con decisione, verso gli Stati Uniti d’Europa.

Linsegnamento della concretezza

A questo proposito, resta attuale l’insegnamento di Luigi Sturzo. Profondo conoscitore della storia, Sturzo non ne fu mai prigioniero: la considerava irripetibile e, proprio per questo, invitava alla concretezza.

Se si vuole incidere sulla prassi politica per promuovere cambiamenti orientati al bene comune, occorre partire dalla realtà concreta. Essere pratici significa osservare la società così com’è, senza rifugiarsi in astrazioni o immaginazioni che, pur talvolta utili, devono sempre poggiare su basi sociologiche e culturali solide.

La tesi di Emmanuel Todd: una crisi di valori

Sto terminando la lettura di un volume che merita attenzione: La sconfitta dellOccidente di Emmanuel Todd. L’autore, pur dichiarandosi agnostico, individua nella perdita dei valori cristiani — in particolare di matrice protestante — una delle cause profonde della crisi dell’Occidente.

Secondo Todd, tali valori hanno storicamente permeato il tessuto culturale, sociale, politico ed economico europeo. La loro progressiva scomparsa starebbe conducendo, nelle sue parole, a una forma di “suicidio assistito dell’Europa”. Una tesi discutibile, ma fondata su analisi articolate e meritevole di ulteriore riflessione.

Il fraintendimento contemporaneo del valore della pace

A margine, sorprende il recente intervento di Angelo Panebianco sul tema della pace. In un editoriale del 28 aprile sul Corriere della Sera, egli ha espresso un giudizio severo verso i pacifisti italiani, accusandoli di nascondere “degenerazioni ideologiche” e atteggiamenti rinunciatari.

Una lettura che appare sbrigativa, soprattutto se riferita a un valore — la pace — che rappresenta oggi uno dei cardini della cristianità contemporanea. Un valore certamente complesso, talvolta frainteso anche all’interno della stessa tradizione ecclesiale, ma che non può essere liquidato con categorie riduttive o polemiche.

Formazione in aula e training, Lidl porta modello duale nella gdo

Roma, 30 apr. (askanews) – Un percorso che alterna formazione in aula e training on the job, per coniugare teoria e lavoro sul campo. Lidl Italia rilancia per il quarto anno consecutivo il progetto “Lidl 2 your career”, iniziativa legata alla Giornata nazionale del Made in Italy, presentata a Roma, presso il MoMeC, durante una tavola rotonda dal titolo “Capitale umano Made in Italy e GDO, il successo del modello Lidl”.

Il progetto consiste in un percorso di alto apprendistato biennale rivolto a giovani tra i 18 e i 29 anni, assunti fin dal primo giorno e formati per quasi il 70% direttamente in azienda, alternando attività nei punti vendita e nei centri logistici a lezioni in aula presso gli ITS Academy partner. Al termine del percorso, gli apprendisti ottengono il diploma terziario ITS e la certificazione AHK Italien come retail o logistic specialist.

“Abbiamo scelto di fare questo progetto – spiega Sebastiano Sacilotto, Chief Operating Officer di Lidl Italia – perché abbiamo dei piani di espansione ambiziosi in Italia. Nei prossimi anni arriveremo a 1000 punti vendita; oggi abbiamo una rete vendita di 800 negozi e oltre 23.000 collaboratori all’interno della nostra squadra. Abbiamo la necessità di accrescere il numero di persone che lavorano con noi, ma anche la necessità di dare una risposta concreta in termini di competenze. Abbiamo dunque deciso, insieme con ITS e alla Camera di Commercio Italo-Germanica di creare un percorso che rispondesse al 100% a questa necessità”.

Partito nel 2022 da una singola classe in Lombardia con 29 apprendisti e un solo ITS partner, il programma ha attraversato l’intera penisola anno dopo anno, giungendo agli attuali 189 apprendisti iscritti in 7 ITS Academy, da Trieste a Catania.

“Oggi noi abbiamo bisogno di risorse umane – sottolinea la senatrice Paola Mancini, Commissione Lavoro e Affari Sociali del Senato – lo continuiamo tutti a sottolineare e le risorse umane le ritroviamo soprattutto in chi è fuori dal mercato del lavoro, ovvero i giovani e le donne. Se investiamo su queste due componenti, attraverso questa formazione continua, riusciremo a dare quello che io amo definire un progetto di vita e non solo un lavoro spot”.

Al termine del percorso di due anni, i partecipanti ottengono un contratto a tempo indeterminato all’interno dell’azienda. Complessivamente, sono oltre 550 le assunzioni sottoscritte dalla prima edizione ad oggi, a fronte di 23mila candidature ricevute.

Scontro Salvini-Giuli in Cdm, poi ok a Piano Casa. Meloni: tema ci sta a cuore

Roma, 30 apr. (askanews) – Magari non era proprio così che si era immaginata il Consiglio dei ministri che alla fine ha varato il Piano casa. Né la conferenza stampa organizzata per illustrarlo per il quale è stato creato un logo ad hoc, scritta bianca su sfondo blu, che campeggiava alle spalle sue e dei ministri Matteo Salvini e Tommaso Foti. Giorgia Meloni si presenta davanti ai giornalisti per spiegare il provvedimento che punta a “rendere disponibili oltre 100 mila nuovi alloggi tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati nei prossimi 10 anni” a cui vengono dedicati “fino a 10 miliardi di euro di risorse pubbliche ai quali si devono sommare gli investimenti privati”. Si prevede, tra l’altro, un dimezzamento degli oneri dei notai per l’edilizia calmierata. Un decreto che “ci sta a cuore”, dice. E che, insieme al provvedimento sul lavoro varato martedì in vista del Primo maggio, alla nuova proroga del taglio delle accise per tre settimane e al ddl che rende più facili gli sgomberi delle case occupate illegalmente, intende mandare un messaggio chiaro. Ovvero che il governo “continua a lavorare” e lo fa “per risolvere i problemi delle persone”. Insomma, una mossa che fa parte della strategia messa a punto dopo la batosta referendaria che punta a mostrare l’esecutivo pienamente in sella. E che fa il paio con una inedita generosità comunicativa della stessa presidente del Consiglio che, addirittura, per ben due volte si presenta davanti ai giornalisti in una sola settimana.

Ma il Consiglio dei ministri diventa teatro di uno scontro molto acceso tra Salvini e il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Nodo del contendere è una norma che prevede che si possa intervenire sulle abitazioni anche senza coinvolgimento delle soprintendenze. “Finché sarò ministro non consentirò che si violi l’articolo 9 della Costituzione”, avrebbe detto Giuli minacciando di non votare il Piano. Il responsabile della Cultura avrebbe lamentato anche l’inserimento surrettizio dell’articolo sul quale non sarebbe stato preventivamente consultato. “Non si può pensare che una casa popolare Liberty degli anni ’20 possa essere distrutta nei suoi aspetti architettonici semplicemente dicendo ‘mi accingo a sventrarla’”, avrebbe argomentato Giuli. “Ma noi dobbiamo intervenire a Quarto Oggiaro”, avrebbe replicato Salvini. I toni, raccontano, sarebbero stati molto accesi nello stupore generale, con la presidente del Consiglio, costretta a mediare non senza qualche punta di irritazione.

Alla fine il via libera è arrivato e Meloni è scesa apparentemente sorridente in conferenza stampa per spiegare i “tre pilastri” su cui si fonda il Piano e ribadire la sua soddisfazione per essere riusciti a varare, dopo una lunga gestazione durata mesi, un provvedimento che “affronta una delle priorità più sentite dai cittadini, quello della casa”.

L’obiettivo era appunto quello di trasmettere, più all’opinione pubblica che alla stampa, l’immagine di un governo che continua a lavorare “nonostante la situazione difficile”. Ma l’irritazione torna sul finale, quando le viene rivolta una domanda sul caso Minetti che la premier arriva a giudicare come “campata in aria”, anzi ingiusta nei suoi confronti. “Posso chiedervi ogni tanto di parlare anche di quello di cui io sono responsabile e mi sto occupando'”, sbotta. “Voi chiaramente domani fate il titolo su questo e il mio lavoro – aggiunge – è diventato inutile anche oggi e questo non è giusto. Non è giusto perché penso che agli italiani interessi anche sapere cosa questo governo sta facendo per i loro problemi”.

Al Colosseo manifestazione per la Global Sumud flotilla

Milano, 30 apr. (askanews) – “Giù le mani dalla flotilla”, urlano i manifestanti davanti al Colosseo. In migliaia si sono dati appuntamento a Roma, ma anche in tante altre città italiane, per un corteo pacifico dopo il blitz dell’esercito sulle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla diretto a Gaza. Bandiere palestinesi, tantissimi studenti presenti, slogan antifascisti e cori contro il governo Meloni e per la liberazione degli attivisti.”Sappiamo bene il significato di queste piazze e dell’attività che portiamo avanti. Resta altissima l’attenzione perché la flotilla è ancora in mare”, ha detto al megafono Tatiana Montella del legal team di Sumud flotilla, confermando che i 25 italiani insieme agli altri arrestati saranno sbarcati su una spiaggia greca.

Il Cdm vara taglio accise e piano casa. Meloni: 60mila case popolari disponibili e sgomberi più veloci

Roma, 30 apr. (askanews) – Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo taglio delle accise e al Piano Casa.

“Oggi il Cdm ha approvato un provvedimento che ci sta a cuore, che affronta una delle priorità più sentite dai cittadini, quello della casa”, “la casa è un bene primario così come sappiamo che il problema dell’accesso riguarda una fetta significativa” che è quella dei vulnerabili “ma ce n’è una zona grigia fatta di italiani che lavorano e pagano le tasse ma, passate il termine, sono troppo benestanti per una casa popolare e sono tuttavia non sufficientemente benestanti da far fronte”, ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

Per quel che riguarda l’edilizia popolare “l’obiettivo che ci diamo è rendere disponibili 60mila alloggi che oggi non si possono assegnare” e “tra parte pubblica e privata si potranno creare oltre 100mila nuovi alloggi tra popolari e a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni”. Nell’ambito della “edilizia a prezzi calmierati è previsto anche il dimezzamento degli oneri notarili, significa dimezzare i costi di atti di compravendita, mutuo e locazione”, ha aggiunto la premier ringraziando la “categoria che ha dimostrato grande disponibilità”.

Meloni ha assicurato che la nuova edilizia dovrà “rispettare criteri precisi di sostenibilità, efficienza energetica e consumo del suolo. Destiniamo 10 miliardi di euro di risorse pubbliche oltre a quelli privati”.

“Questo decreto legge pone le basi per realizzare in Italia un vasto piano casa”, ha sottolineato Meloni, ricordando che “secondo i dati a disposizione Roma e Milano sono tra le città europee dove è più difficile per un giovane acquistare casa, 16 metri quadri a Roma, 13 metri quadri a Milano sono i metri quadri di abitazione che un giovane può permettersi di acquistare se destina un terzo del suo stipendio mensile al pagamento del mutuo a 30 anni a tasso fisso e quindi capiamo che il problema c’è”. Ma il problema “non riguarda solamente queste grandi città che io ho citato, perché il problema esiste ovunque, anche nelle grandi città del sud, come può essere Bari, anche nei capoluoghi in generale, come può essere in molti altri casi. Allora io penso, noi pensiamo che uno stato giusto debba da una parte chiaramente porsi il tema di come rafforzare la risposta dell’edilizia residenziale pubblica, ma dall’altro debba anche rispondere a questa necessità che si rivolge a una metà di popolazione diversa”, ha aggiunto. Oltre al Piano casa abbiamo approvato un ddl con dichiarazione d’urgenza sugli sgomberi per renderli più veloci”, quindi “da un lato creiamo le condizioni per costruire più case e dall’altro ci occupiamo di liberare case illegittimamente occupate”.

“Oggi – ha concluso la presidente del Consiglio – abbiamo licenziato in consiglio dei ministri anche un altro provvedimento: la proroga del taglio sulle accise per altre 3 settimane anche se lo abbiamo fatto con differenza rispetto al passato: c’è una sproporzione importante tra aumento del gasolio e della benzina perciò ci siamo concentrati soprattutto sul gasolio, che mantiene il taglio già previsto, e meno per la benzina il cui taglio è di 5 centesimi”.

Carburanti, Meloni: taglio accise concentrato su gasolio

Roma, 30 apr. (askanews) – “Oggi abbiamo licenziato in consiglio dei ministri anche un altro provvedimento: la proroga del taglio sulle accise per altre 3 settimane anche se lo abbiamo fatto con differenza rispetto al passato: c’è una spropozione importante tra aumento del gasolio e della benzina perciò ci siamo concentrati soprattutto sul gasolio, che mantiene il taglio già previsto, e meno per la benzina il cui taglio è di 5 centesimi”. Lo ha detto la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri.

M5S, Conte annuncia il rientro: intervento ok, sono convalescente

Roma, 30 apr. (askanews) – “Vi ringrazio tutti di cuore per i tanti messaggi di affetto e vicinanza. Il decorso dopo l’intervento chirurgico a cui mi sono sottoposto martedì è regolare: mi sento bene e ho già ripreso alcune attività lavorative. Ancora qualche giorno di convalescenza e si riparte. Non vedo l’ora”. Lo ha scritto sui suoi canali social il leader del M5S, Giuseppe Conte, a pochi giorni dall’annuncio della sospensione dei suoi appuntamenti pubblici per questioni di salute.

Casa, Meloni: oltre 100mila nuovi alloggi tra popolari e prezzi calmierati

Roma, 30 apr. (askanews) – “Con questo meccanismo innovativo e ambizioso siamo convinti si possa generare un moltiplicatore su vasta scala: tra parte pubblica e privata si potranno creare oltre 100mila nuovi alloggi tra popolari e a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

Nell’ambito della “edilizia a prezzi calmierati è previsto anche il dimezzamento degli oneri notarili, significa dimezzare i costi di atti di compravendita, mutuo e locazione”, ha aggiunto la premier ringraziando la “categoria che ha dimostrato grande disponibilità”.

Meloni ha assicurato che la nuova edilizia dovrà “rispettare criteri precisi di sostenibilità, efficienza energetica e consumo del suolo. Destiniamo 10 miliardi di euro di risorse pubbliche oltre a quelli privati”.

Malattia di Fabry: presentata a Roma la campagna “She SpeaXX”

Roma, 30 apr. (askanews) – É stata presentata a Roma la campagna “She SpeaXX”, iniziativa promossa da Chiesi Global Rare Diseases con la partecipazione dell’Associazione Italiana Anderson-Fabry (AIAF) che accende i riflettori sulla Malattia di Fabry, una patologia rara e ancora poco conosciuta, e dunque poco diagnosticata, soprattutto tra le donne. L’obiettivo è di promuovere una maggiore consapevolezza sui sintomi, spesso sottovalutati.

La Malattia di Fabry è una patologia genetica rara legata al cromosoma X, causata da mutazioni del gene GLA. Fino a qualche anno fa, le donne erano considerate come portatrici sane della patologia, oggi è noto che circa l’80% dei soggetti di sesso femminile possono presentare sintomi o segni della malattia, con un ritardo diagnostico medio di circa vent’anni, spesso a causa di iniziali errori diagnostici. Ma che cos’è la Malattia di Fabry?

L’intervista a Irene Motta, prof.ssa associata di Medicina Interna, Università degli Studi di Milano: “La Malattia di Fabry è una patologia ancora poco conosciuta, quindi il primo aspetto su cui dobbiamo lavorare è la consapevolezza da parte dei medici e di tutti gli operatori sanitari. Questo deve partire ovviamente dalla comunità scientifica, toccando le società scientifiche che possono essere coinvolte nelle manifestazioni cliniche della patologia, ma anche la scuola di medicina e tutte le scuole di specialità che possono poi portare i futuri specialisti ad incontrare la malattia di Fabry”.

Ciò che colpisce è che ci sono donne che potrebbero non sapere di essere affette dalla malattia.

L’intervento di Stefania Tobaldini, Presidente AIAF: “Il messaggio importante che possiamo dare alle donne è quello di informarsi ed essere consapevoli, perché la conoscenza di quello che implica la patologia e dei rischi a cui si va incontro è sicuramente un modo per poter essere protagonista del proprio stato di salute e quindi affrontare con consapevolezza tutte le scelte che comporta la vita con questa patologia”.

La campagna “She SpeaXX” nasce simbolicamente nel mese di aprile, interamente dedicato alla Malattia di Fabry, per informare, sensibilizzare e offrire alle donne strumenti per migliorare la qualità del percorso di cura e supportare decisioni terapeutiche più tempestive e appropriate.”

Il commento di Alessandra Vignoli, Vice President Cluster Mediterranean Chiesi Global Rare Diseases: “Questa importante iniziativa si dividerà ovviamente in due momenti principali. Il primo quello della divulgazione, quindi di far conoscere e riconoscere i sintomi di questa patologia che è la malattia di Fabry, che ancora ha ovviamente un grosso numero di pazienti non diagnosticati e di aspetti della patologia e, poi, quello del monitoraggio che ancora merita di essere discusso in questo tavolo. In particolare per la donna è necessario un monitoraggio ancora più attento, personalizzato e focalizzato su quelli che sono gli aspetti della sua patologia.”

Il lancio della campagna ha stimolato un interessante momento di confronto tra clinici, associazione di pazienti e stampa, con l’obiettivo comune di aumentare conoscenza e consapevolezza sulla Malattia di Fabry, favorendo un percorso diagnostico più tempestivo ed equo. Oggi, per la scienza, le donne non sono più semplici spettatrici, ma pazienti a tutti gli effetti: la patologia può infatti determinare un notevole carico fisico ed emotivo, con effetti estesi anche al nucleo familiare. Dopo la diagnosi, è quindi fondamentale il confronto con un medico genetista o con uno specialista nelle malattie da accumulo lisosomiale, per supportare le pazienti e i caregiver nella gestione della malattia.

Biennale Arte, si dimette la giuria internazionale (che aveva escluso Russia e Israele dai premi)

Milano, 30 apr. (askanews) – Non c’è pace per la Biennale Arte di Venezia, dopo le polemiche dei mesi e delle settimane scorse oggi si è dimessa la giuria internazionale. La stessa Fondazione della Biennale ha diffuso una nota ufficiale: “La Biennale di Venezia comunica che in data odierna – si legge – sono pervenute le dimissioni della Giuria internazionale della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte, In Minor Keys di Koyo Kouoh, composta da Solange Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma, Giovanna Zapperi”.

La notizia arriva dopo le polemiche per la decisione della giuria di escludere Israele e Russia dai possibili premi e dopo l’invio a Venezia degli ispettori del ministero della Cultura.

La Biennale apre al pubblico il prossimo 9 maggio, in un clima ora ancora di maggiore incertezza.

Meloni: tema casa ci sta a cuore, aiutiamo vulnerabili e ‘zona grigia’

Roma, 30 apr. (askanews) – “Oggi il Cdm ha approvato un provvedimento che ci sta a cuore, che affronta una delle priorità più sentite dai cittadini, quello della casa”, “la casa è un bene primario così come sappiamo che il problema dell’accesso riguarda una fetta significativa” che è quella dei vulnerabili “ma ce n’è una zona grigia fatta di italiani che lavorano e pagano le tasse ma, passate il termine, sono troppo benestanti per una casa popolare e sono tuttavia non sufficientemente benestanti da far fronte”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

Biennale Arte, cerimonia premi a novembre con Leoni dei visitatori

Milano, 30 apr. (askanews) – “In considerazione delle dimissioni odierne della Giuria Internazionale della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte indicata da Koyo Kouoh, nonché dell’eccezionalità della situazione geopolitica internazionale in corso, la Biennale di Venezia ha deciso che la cerimonia di premiazione, già prevista per il 9 maggio pv, si terrà domenica 22 novembre, ultimo giorno di apertura ai visitatori, come avvenuto in precedenza per altre situazioni eccezionali, come l’edizione 2021 della Mostra Internazionale di Architettura, a causa del Covid”. Lo ha comunicato la Fondazione della Biennale di Venezia con una nota ufficiale.

In seguito alle dimissioni della giuria internazionale cambiano anche i premi: la Biennale ha deciso di istituire due “Leoni dei visitatori”, che saranno attribuiti al miglior partecipante della 61esima Esposizione In Minor Keys e alla migliore Partecipazione Nazionale. Potranno votare i Leoni dei visitatori i titolari di biglietto che avranno visitato le due sedi di mostra nell’arco temporale dell’apertura, dal 9 maggio al 22 novembre. La visita delle due sedi sarà comprovata dal tracciamento effettuato dal sistema di biglietteria. Il titolare del biglietto potrà esprimere un solo voto per ciascuno dei due premi, in un’unica sessione. I collettivi di artisti verranno identificati come singoli partecipanti, come da lista partecipanti mostra In Minor Keys.

Al Leone dei visitatori per la migliore Partecipazione Nazionale concorrono tutte le Partecipazioni Nazionali presenti alla 61esima Esposizione, come da lista ufficiale, seguendo il principio di inclusione e di parità di trattamento tra tutti i partecipanti. Quindi compresi anche Russia e Israele, che la giuria dimissionaria aveva escluso dalla possibilita di premi. “Ciò – spiegano dalla Biennale – in coerenza con lo spirito fondativo della Biennale stessa basato sull’apertura, sul dialogo e sul rifiuto di ogni forma di chiusura e censura. La Biennale vuole e si conferma luogo della tregua in nome dell’arte, della cultura e della libertà artistica”.

Stellantis torna in utile ma giù in Borsa: dubbi su qualità ripresa

Milano, 30 apr. (askanews) – Stellantis torna in utile nel primo trimestre e conferma la guidance, ma crolla in Borsa per i dubbi del mercato sulla sostenibilità del recupero in Nord America. A pesare sono il margine della regione inferiore alle stime, nonostante il contributo, una tantum, dei rimborsi attesi sui dazi Usa, circa 400 milioni di euro, che ha sostenuto i risultati del trimestre. In Europa allargata, intanto, la redditività è scesa quasi a zero, nonostante la crescita delle consegne. In Borsa il titolo ha chiuso in calo di oltre il 6% a 6,2 euro.

I ricavi netti sono aumentati del 6% a 38,1 miliardi di euro, le consegne consolidate del 12% a 1,36 milioni di veicoli e l’utile netto è tornato positivo per 377 milioni. L’utile operativo rettificato, Aoi, è salito a 960 milioni, con margine al 2,5%. “Sono soddisfatto dei risultati, sono in linea con le promesse fatte agli investitori di un miglioramento graduale e progressivo”, ha detto il ceo Antonio Filosa in un colloquio con i giornalisti. Durante la call con gli analisti ha aggiunto di aspettarsi un miglioramento dei margini “trimestre dopo trimestre” negli Stati Uniti, “a partire dal prossimo”, e anche in Europa, dove “l’obiettivo è un aumento sequenziale dei margini”.

In Nord America le consegne sono salite del 17% e i ricavi dell’11%. L’Aoi dell’area è tornato positivo per 263 milioni, rispetto alla perdita di 542 milioni, con margine all’1,6% dal -3,7%. In Europa le consegne sono aumentate del 12%, ma i ricavi sono cresciuti solo dell’1%, frenati da pricing negativo e mix sfavorevole. L’Aoi è sceso a 8 milioni da 292 milioni, con margine allo 0,1% dal 2,1%.

Secondo Equita, nel trimestre c’è stato un recupero operativo annuo e sequenziale, migliore delle attese e trainato dai volumi. L’assorbimento di cassa però è stato però peggiore delle stime. L’Europa allargata, sostanzialmente a break-even, resta “osservato speciale”.

Filosa ha indicato come priorità il momentum commerciale, disciplina sui costi e qualità. In Europa, dove c’è “tanta capacità”, la leva resta aumentare volumi, utilizzo degli impianti ed efficienza. La partnership con Leapmotor è “di successo” e potrebbe evolvere anche sul piano industriale ” abbiamo molto da imparare”. Inoltre non genera “cannibalizzazioni”: dove il marchio cresce di più, come nel Regno Unito, “non vediamo sovrapposizione, compete con altri brand”. Su accordi con altri brand cinesi per produrre in Europa, il Ceo ha rimandato all’Investor Day a Detroit il 21 maggio.

Il Ceo ha ribadito la centralità dei 14 marchi. Maserati è “un brand fantastico, l’unico del lusso che abbiamo” per il quale il gruppo ha “un piano solido” che sarà svelato a Detroit. “I brand sono l’asset più forte del gruppo, anche dal punto di vista emotivo, hanno storia e tradizione”, ha detto Filosa.

La guerra in Iran e le tensioni in Medio Oriente sono un rischio per il settore, ma al momento il gruppo non registra impatti significativi. L’aumento dei carburanti sostiene in Europa la domanda di elettriche mentre negli Usa favorisce gli ibridi, segmento in cui Stellantis è presente con Jeep Cherokee. “In entrambi i casi per noi è un’opportunità perché abbiamo i prodotti giusti”, ha detto Filosa. Restano forti anche gli ordini per il V8 Hemi, in crescita e pari al 40% delle consegne Ram nel trimestre.

Stellantis ha confermato la guidance e il ritorno a un flusso di cassa industriale positivo nel 2027. Sui dazi Usa, la stima dell’impatto 2026 è stata ridotta da 1,6 a 1,3 miliardi di euro.

Biennale Arte, si dimette la giuria internazionale

Milano, 30 apr. (askanews) – Non c’è pace per la Biennale Arte di Venezia, dopo le polemiche dei mesi e delle settimane scorse oggi si è dimessa la giuria internazionale. La stessa Fondazione della Biennale ha diffuso una nota ufficiale: “La Biennale di Venezia comunica che in data odierna – si legge – sono pervenute le dimissioni della Giuria internazionale della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte, In Minor Keys di Koyo Kouoh, composta da Solange Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma, Giovanna Zapperi”.

La notizia arriva dopo le polemiche per la decisione della giuria di escludere Israele e Russia dai possibili premi e dopo l’invio a Venezia degli ispettori del ministero della Cultura.

La Biennale apre al pubblico il prossimo 9 maggio, in un clima ora ancora di maggiore incertezza.

La grazia a Nicole Minetti, il Quirinale: nuovi accertamenti d’intesa con il ministero Giustizia

Roma, 30 apr. (askanews) – “Quando giunge al Quirinale una domanda di grazia accompagnata da parere favorevole degli organi giudiziari competenti il Presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia. In questo caso la domanda era accompagnata da un parere dell’autorità giudiziaria ampiamente e decisamente favorevole”. È quanto affermano fonti del Quirinale, a proposito del caso della grazia a Nicole Minetti e dei rapporti con il ministero della Giustizia.

“Successivamente – spiegano – sulla stampa sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentate alla base della domanda di grazia e del parere che l’accompagnava. Il Presidente ha dunque ritenuto necessario chiedere – d’intesa con il Ministero della Giustizia – che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento. Adesso è doveroso – conclude la fonte – che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche da parte della Magistratura”.

Fa tappa a Roma la "Marvels of Saudi Orchestra", super ospite Bocelli

Roma, 30 apr. (askanews) – Sotto il patrocinio di Sua Altezza il Principe Bader bin Abdullah bin Farhan Al Saud, ministro della Cultura e presidente della Saudi Music Commission, la Commissione ha annunciato l’undicesima tappa del tour mondiale “Marvels of Saudi Orchestra”, in programma a Roma in programma a Roma al Colosseo nella prima metà di maggio. L’evento vedrà la partecipazione straordinaria di Andrea Bocelli, insieme all’Orchestra e al Coro Nazionale Saudita e alle arti performative saudite.

Il tour ha toccato Parigi, Città del Messico, New York, Londra e Tokyo, per poi fare ritorno a Riyadh e proseguire verso la Sydney Opera House, il Château de Versailles e il Maraya Theater di AlUla, affermandosi come piattaforma di scambio culturale tra Arabia Saudita e pubblico internazionale.

La tappa di Roma, capitale della tradizione artistica e musicale europea, vuole confermare il ruolo della musica come linguaggio condiviso capace di favorire il dialogo tra culture.

Il programma includerà opere saudite, italiane e internazionali, eseguite dall’Orchestra e dal Coro Nazionale Saudita insieme a musicisti italiani sotto la direzione del Maestro Marcello Rota, con la partecipazione di Andrea Bocelli.

La serata presenterà inoltre arti performative tradizionali saudite, tra cui Ardah Wadi Al-Dawasir, Al-Khatwa e Yanbaawi, offrendo un’esperienza artistica che unisce musica, movimento e poesia.

“Questa tappa rappresenta un’opportunità per condividere l’arte saudita e sviluppare un dialogo creativo con talenti internazionali”, ha dichiarato in un comunicato Paul Pacifico, CEO della Music Commission.

Minetti, Quirinale: nuovi accertamenti d’intesa con ministero Giustizia

Roma, 30 apr. (askanews) – “Quando giunge al Quirinale una domanda di grazia accompagnata da parere favorevole degli organi giudiziari competenti il Presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia. In questo caso la domanda era accompagnata da un parere dell’autorità giudiziaria ampiamente e decisamente favorevole”. È quanto affermano fonti del Quirinale, a proposito del caso della grazia a Nicole Minetti e dei rapporti con il ministero della Giustizia.

“Successivamente – spiegano – sulla stampa sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentate alla base della domanda di grazia e del parere che l’accompagnava. Il Presidente ha dunque ritenuto necessario chiedere – d’intesa con il Ministero della Giustizia – che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento. Adesso è doveroso – conclude la fonte – che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche da parte della Magistratura”.

Sogesid, Graffignano: bonifica 20.000 tonnellate rifiuti tossici

Roma, 30 apr. – Iniziati i lavori di bonifica per cancellare l’incubo dei rifiuti tossici nel Comune di Graffignano (VT). L’avvio dell’intervento rappresenta la svolta attesa da decenni per la messa in sicurezza e la riqualificazione della Valle del Tevere, interessata nei primi anni 2000 dallo smaltimento illecito di circa 20.000 tonnellate di rifiuti tossici.

L’operazione, gestita da Sogesid – la Società di ingegneria ambientale dello Stato – e svolta dalle imprese Furia e Gentile Ambiente, leader nel campo dei rifiuti, è finalizzata alla rimozione delle tonnellate di veleni sepolti e al ripristino delle condizioni ambientali, nel sito orfano del Pascolaro in località Sipicciano, nel Comune di Graffignano.

I lavori avranno una durata di 29 giorni naturali e consecutivi e saranno realizzati nell’ambito dell’Accordo di Programma per la bonifica dei siti orfani, sottoscritto tra la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’intervento è finanziato con 13 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che prevede, come obiettivo finale della misura, la riqualificazione di almeno il 70% della superficie dei suoli individuati dal Piano d’Azione. “Dopo oltre vent’anni la ferita aperta nel cuore della Valle del Tevere può finalmente iniziare a rimarginarsi”. Lo afferma l’onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati.

“L’avvio del cantiere per la bonifica del sito orfano del Pascolaro – spiega – rappresenta un passaggio cruciale e decisivo per mettere finalmente fine a una delle emergenze ambientali più critiche della provincia di Viterbo e segna l’inizio di una nuova fase, fondata sulla tutela dell’ambiente, sulla sicurezza dei cittadini e sul recupero al territorio. Un ringraziamento, infine, a Sogesid, società di ingegneria ambientale dello Stato, per il contributo tecnico e operativo che ha reso possibile l’avvio di questo importante intervento di bonifica”, conclude il presidente Rotelli.

Cinema, torna a Roma il Moscerine Film Festival per registi under 12

Roma, 30 apr. (askanews) – Dal 4 al 10 maggio torna a Roma Moscerine Film Festival, primo e unico festival cinematografico per bambine e bambini 0-12 anni, sotto la direzione artistica di Nina Baratta, che spiega: “Siamo arrivati alla quinta edizione, un successo che continua: fino ad ora sono stati quasi 350 i cortometraggi realizzati dai registi under 12, oltre 8.000 i bambini protagonisti dei laboratori di educazione all’immagine, 10 i giovanissimi presentatori che hanno condotto le serate e premiato i vincitori”.

Quest’anno la giuria, presieduta come ogni anno da Maria Fares, produttrice di film per bambini e ragazzi, sarà composta da Lino Banfi, Nonno d’Italia e ambasciatore Unicef, Mussi Bollini, ex vice direttrice Rai Kids, la produttrice di Eurofilm e presidente di Agici Simonetta Amenta, la regista, attrice, cantautrice Margherita Vicario, l’attrice Ester Pantano, il regista Maurizio Forestieri, la produttrice e ideatrice dell’Hollywood Florida Film Fest Simona Muresan, la sceneggiatrice e vicepresidente Writers Guild Italia Francesca Romana Massaro.

Le giornate saranno condotte da 4 giovani presentatori under 12, Benedetta Mollo, Aurora Palmisano, Vinicio Ottaviani e Andrea Mignanti, accompagnati dalla madrina del festival Margot Sikabonyi.

Come ogni anno sono tre le sezioni del Festival: “Under 12”, “Focus scuole” e “A Scuola con Le Moscerine” che si terranno nel territorio e grazie al contributo del V Municipio di Roma Capitale. I primi due giorni al Cinema Broadway saranno fitti di laboratori per le scuole e attività. Seguiranno al Nuovo Cinema Aquila le 3 giornate di proiezione dei corti in gara e le serate dedicate alla premiazione.

Giovedì 7 maggio si comincerà con la proclamazione dei vincitori delle sezioni “Focus Scuole”, dedicate ai corti presentati dagli istituti e “A scuola con le Moscerine”, opere realizzate con il supporto dell’associazione Le Moscerine. Mentre la serata di venerdì 8 maggio (Nuovo Cinema Aquila) sarà dedicata all’inclusione, grazie ai partner del Moscerine Film Festival come la Lega del Filo D’oro. In questa occasione verranno presentate due attività legate alle disabilità sensoriali: Mami Voice, ausilio per i sordo-ciechi creato inizialmente per i prematuri in culla per far sentire la voce della mamma in incubatrice, e la mostra tattile sul cinema. Nella serata di sabato 9 maggio (Cinema Broadway) sarà premiata la categoria “Under 12”.

Durante il pomeriggio di domenica 10 saranno protagoniste le premiazioni dei partner e una grande festa a Largo Venue dove tutti i bambini, partecipanti e non, potranno partecipare.

“Il Moscerine Film Festival nasce con l’intento di educare all’immagine le nuove generazioni e creare consapevolezza e senso critico nei bambini ha detto la presidente dell’associazione Le Moscerine Zein Batayneh – durante l’anno operiamo nelle scuole di tutto il Lazio per portare l’educazione all’immagine a più bambini possibile”.

In questa edizione sono arrivati numerosi cortometraggi da Gaza, uno dei quali è entrato ufficialmente in concorso. La mattinata di giovedì 7 maggio sarà dedicata a uno speciale momento di visione delle opere ricevute, accompagnato da una riflessione sul valore del cinema nei territori segnati dalla guerra.

Torna quest’anno il Premio Cinema in Pediatria che per questa quinta edizione verrà consegnato dai giovanissimi pazienti del Centro Pediatrico del Mediterraneo di Taormina. Per il 2026 questa iniziativa vede la cura anche di Ester Pantano, giurata del MFF, che accompagnerà i piccini del CCPM nella visione dei corti.

Bonifica Graffignano, Stravato: momento concreto riscatto AD

Roma, 30 apr. -“L’avvio di questo cantiere rappresenta un momento concreto di riscatto ambientale per Graffignano e per l’intera Valle del Tevere. Interveniamo su un sito che per troppo tempo è stato simbolo di degrado e illegalità, restituendo sicurezza ai cittadini e dignità al territorio. Grazie alle risorse del PNRR e al lavoro coordinato tra istituzioni e operatori qualificati, possiamo finalmente affrontare in modo risolutivo una ferita aperta da oltre vent’anni. Il nostro obiettivo è non solo rimuovere i rifiuti, ma ripristinare condizioni ambientali sostenibili e durature, nel rispetto dei tempi previsti e con la massima attenzione alla tutela della salute pubblica”.

Lo dichiara l’Amministratore delegato di Sogesid Errico Stravato in occasione dell’avvio dei lavori di bonifica di 20.000 tonnellate di rifiuti tossici nella valle del Tevere. Partito infatti il cantiere per cancellare il disastro ambientale, termine lavori entro il 30 giugno, secondo nuove scadenze PNRR.

Bce conferma i tassi ma Lagarde avverte: a giugno "decisione informata"

Roma, 30 apr. (askanews) – Nonostante i continui rafforzamenti dell’inflazione, la Banca centrale europea ha confermato al 2% i tassi di interesse di riferimenti dell’area euro. Ma nella conferenza stampa successiva al consiglio direttivo, la presidente Christine Lagarde ha lanciato segnali che rafforzano l’aspettativa di un primo intervento restrittivo alla riunione che si svolgerà il 10 e 11 giugno.

Peraltro già oggi l’ipotesi di un rialzo dei tassi è stata esaminata. “Abbiamo discusso a lungo e in maniera approfondita di diverse opzioni. Abbiamo dibattuto la decisione che abbiamo preso all’unanimità. Ma abbiamo anche discusso a lungo e in maniera approfondita un possibile rialzo (dei tassi) – ha riferito Lagarde -. È stato dibattuto da tutti i componenti del Consiglio”.

Il punto è che sulle prospettive di inflazione per l’area euro “c’è una tale incertezza che dobbiamo capire e rivedere tutto per la nostra prossima riunione”. I rischi sul caro vita sono al rialzo, mentre quelli sull’economia sono orientati a maggiore debolezza. “Riteniamo che data la posizione in cui ci troviamo, una buona posizione, che queste sei settimane (prima del Consiglio di giugno) saranno il momento giusto per valutare gli sviluppi, capire gli esiti del conflitto, o se non ci sono esiti”. E poi, assieme alla pubblicazione delle previsioni economiche aggiornate, si potrà “prendere una decisione informata”, ha detto.

E’ chiaro, peraltro, che la posizione dell’istituzione rischia di diventare molto scomoda, con tassi ritenuti neutrali, ogni giorno che il problema caro energia non rientra, o magari peggiora. Lagarde ha però rilevato che al momento non si ravvisano effetti secondari o di secondo livello dal caro energia, e che la questione verrà attentamente monitorata a livello di trattative salariali.

Di sicuro l’istituzione non vuole ritrovarsi in situazioni già vissute: “Il personale della Bce è molto attento alla nostra storia e a quello che è stato fatto in passato. Abbiamo imparato dalla storia e vogliamo tenerci alla larga dai rischi di muoverci troppo presto, in riferimento al 2011, e a quello di farlo un po’ troppo tardi, che alcuni di voi direbbero per il 2022. Staremo molto attenti ai dati – ha detto ancora Lagarde – alle aspettative di inflazione e guarderemo attentamente agli accordi salariali che verranno negoziati”.

Interpellata su un tema recentemente dibattito dal Consiglio dei capi di Stato e di governo della Ue, Francoforte non si sbilancia sull’ipotesi di far ricorso alla clausola generale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita: è un argomento di competenza della Commissione europea. Ma per quanto riguarda le misure in risposta alla crisi energetica, Lagarde ha ribadito che devono essere “temporanee, su misura e mirate”.

Infine, un’altra precisazione: nell’area euro il quadro attuale dell’economia e delle sue prospettive non è di “stagnazione”. “Abbiamo avuto a che fare con la stagnazione. È qualcosa che inquadrerei negli anni ’70. E date le proiezioni che abbiamo avuto a marzo: 0,8% di crescita seguito da più 1,2% e più 1,3% non lo chiamerei stagnazione, mi dispiace. E’ crescita bassa, certamente, ma non siamo stagnazione e tantomeno in recessione”, ha concluso Lagarde. (di Roberto Vozzi). (Fonte immagine: ECB).

La Marea di Melissa McGill: la Laguna sulle lenzuola a Corte Nova

Venezia, 30 apr. (askanews) – La strada è celebre per i panni stesi e per quel senso di verità del luogo che a Venezia è a rischio tanto quanto gli ecosistemi lagunari e Melissa McGill, artista newyorchese con un forte legame con il capoluogo veneto, ha scelto di usare proprio quell’estetica per il progetto di arte pubblica “Marea”, allestito fino al 10 maggio a Corte Nova a Castello.

“Sono sempre stata molto ispirata da Corte Nova – ha detto l’artista ad askanews – perché ha ancora un cuore veneziano ed è pieno di persone che risiedono lì da molti anni. E oggi io vorrei unire e celebrare questa comunità attraverso questa opera e usare il mio ruolo di artista per dare vita a uno spazio molto creativo nel quale possiamo collaborare e celebrare la loro presenza”.

Le grandi lenzuola occupano la strada, formano un cielo d’acqua che è profondamente veneziano e, complice il vento, creano un movimento che è fisico, ma anche metaforico, e ci riporta alla potenza naturale dei luoghi e all’intensità dello spazio mentale che ci permettono di avere.

“Ho usato tantissima acqua per dipingere, è proprio una conversazione con l’acqua – ha aggiunto Melissa McGill – si vedono i disegni, i gesti, i colori che ho studiato, quindi passa l’energia della Laguna, ma si parla anche di cambiamenti climatici, di moto ondoso, di turismo di massa. E quindi nel progetto ci sono anche tutti questi temi”.

Il progetto prevede anche una mostra, poco distante da Corte Nova, nella galleria 10 & zero uno, che, in collaborazione con Mazzoleni, ospita una serie di altre opere dell’artista sempre ispirate al tema dell’acqua, come il progetto Red Regatta, che ha visto l’arte di Melissa McGill letteralmente attraversare la Laguna. E questo legame oggi si rinsalda.

Calcio, Gervasoni: "Ho dato le risposte che dovevo"

Roma, 30 apr. (askanews) – Si è concluso dopo oltre quattro ore l’interrogatorio di Andrea Gervasoni, autosospeso e indagato per concorso in frode sportiva dalla Procura di Milano. All’uscita dalla caserma della Guardia di Finanza “Silvio Novembre” di via Oglio, Gervasoni ha dichiarato: “Ho dato le risposte che dovevo, rispetto il lavoro dei magistrati”, sottolineando di essersi messo a completa disposizione degli inquirenti e di restare ora in attesa degli sviluppi dell’indagine.

L’audizione, condotta dal pm Ascione, si è concentrata in particolare sull’episodio di Salernitana-Modena, ritenuto centrale nell’inchiesta sul mondo arbitrale. Solo un accenno, invece, alla gara Inter-Roma, oggetto di una singola domanda da parte dei magistrati.

A margine dell’interrogatorio è intervenuto anche il legale di Gervasoni, Michele Ducci, che ha ribadito la linea difensiva: “Abbiamo chiarito tutto, non c’è stata alcuna interferenza sul Var in occasione di Salernitana-Modena”. Il difensore ha confermato la durata dell’interrogatorio e la disponibilità del suo assistito a fornire ogni elemento utile agli inquirenti.

L’indagine della Procura di Milano prosegue per fare luce su eventuali irregolarità nella gestione del Var, mentre dal diretto interessato arriva una posizione improntata alla collaborazione e al rispetto dell’operato della magistratura.

Flotilla Italia: respingiamo notizie false di Israele. Richiesto intervento del governo italiano e Ue

Roma, 30 apr. (askanews) – La Global Sumud Italia “respinge con forza le notizie infondate diffuse dal ministero degli Esteri israeliano relative alla presunta presenza di ‘preservativi e droga’ a bordo delle nostre barche”, si apprende da una nota stampa condivisa dall’ufficio stampa della rappresentanza italiana della Global Sumud Flotilla.

“I partecipanti alla missione sono stati formati secondo stringenti policy ed i loro effetti personali monitorati prima della partenza”, specifica la nota. “Per quanto ci riguarda il video e le ‘prove’ diffuse durante un atto di pirateria internazionale con danneggiamenti di mezzi umanitari e sequestri e violenze a cittadini europei non hanno alcun valore perché maturate in un contesto totalmente forzoso e illegale dove può essere detta e mostrata qualunque cosa minacciando con le armi attivisti inermi e pacifici senza il vaglio di autorità giudiziarie competenti”, dichiara l’ufficio stampa della Flotilla.

“Serva di esempio il diritto cristallizzato dalle recenti prese di posizione della Corte di Cassazione e del Tribunale del Riesame di Genova in merito alle ‘prove’ nelle indagini sul ‘caso’ di Mohamed Hannoun di dicembre 2025, dove è stato giudicato inammissibile un dossier dei servizi segreti israeliani derivante da indizi raccolti ‘sul campo’ dall’esercito israeliano, senza alcun valore non solo processuale ma anche istruttorio. Con un nulla di fatto finale imbarazzante per le istituzioni”, osserva ancora la rappresentanza italiana dalla Global Sumud. “Global Sumud Flotilla Italia chiede ancora una volta con forza al governo italiano e all’Unione europea di proteggere i propri cittadini sequestrati e di attivare le vie di protezione legale e umanitaria per impedire, tra l’altro, che vengano accusati grazie a prove false e mistificazioni secondo una giurisprudenza inapplicabile peraltro in acque internazionali. Non è possibile che cittadini italiani siano in balia di un governo autoritario e genocida”, conclude la nota.

L’Unione Europea ha ribadito il suo appello a Israele affinché rispetti il diritto marittimo internazionale in relazione alla situazione della Global Sumud Flotilla, ha dichiarato oggi il portavoce per gli affari esteri della Commissione europea, Anouar El Anouni.

“La libertà di navigazione ai sensi del diritto internazionale deve essere rispettata, questo è un punto fondamentale; inoltre, abbiamo ripetutamente chiesto e ribadiamo questo appello a Israele affinché rispetti il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e il diritto marittimo internazionale, che sono piuttosto chiari”, ha dichiarato El Anouni durante il consueto punto stampa odierno.

Roma, caregiver familiari in piazza il 1 maggio: siamo stanchi

Roma, 30 apr. (askanews) – I Caregiver familiari romani del coordinamento nazionale Caregiver Familiari Uniti (Cfu) domani saranno con una delegazione in piazza a Roma per il 1 maggio, per testimoniare come il proprio sia un vero e proprio lavoro, usurante, h 24 e ancora non riconosciuto. Raggiungiamo Giulia Bencivenni, romana, appartenente a Cfu, tre figli, due con disabilità gravi, il più piccolo, totalmente non autosufficiente, di 3 anni, autrice di una lettera-appello rivolta ai media: “dovete raccontare che le nostre famiglie tutti i giorni tengono in piedi un intero sistema che senza di noi crollerebbe”. La lettera aperta, racconta Bencivenni all’Askanews “nasce dopo l’ennesima batosta del dl Locatelli, che doveva far riconoscere i nostro come un lavoro, con un suo valore sociale, giuridico, con un sostegno economico strutturato e una vera copertura previdenziale, ma non lo ha fatto”. Per questo il Cfu ha chiesto anche di intervenire dal palco del Concertone: “il nostro è un lavoro che difende diritti fondamentali, e lo vorremmo raccontare e rendere finalmente visibile”. Il Cfu ha lanciato una petizione a livello nazionale per il riconoscimento del lavoro del cargiver (www.ioscelgo.org/petizioni/il-caregiver-familiare-h24-va-riconosc iuto-come-lavoratore/) che ha superato le 10mila firme, ma sembra che nulla cambi ancora. “Io mi ritengo una mamma fortunata – spiega Bencivenni – perché posso portare a spasso mio figlio in sedia a rotelle, mentre altri caregiver sono chiusi in casa con i loro cari, e troppo spesso sono soli e isolati con i propri problemi”. “Da quando è nato mio figlio – constata la caregiver romana – io non ho avuto un solo sostegno. Nel XI Municipio, ad esempio, dove risiedo, il rapporto con le assistenti sociali è ottimo, ma nel caso dell’introduzione del cosiddetto ‘Progetto di vita’ per i miei figli, sono ancora in una fase interlocutoria con l’assessorato”. Quanto al Servizio per l’Autonomia e l’Integrazione Sociale della persona disabile (Saish), un servizio socioassistenziale dei Municipi di Roma Capitale per le persone con disabilità, e al Servizio, sempre comunale, per le persone con disabilità gravissima “da due anni è tutto fermo”. Il gruppo romano del Cfu ha elaborato una mozione per l’Assemblea Capitolina che solleva questi problemi, “l’ha presentata la consigliera dem Erica Battaglia, ma noi abbiamo chiesto il coinvolgimento di tutti i gruppi capitolini perché la nostra è un’iniziativa apolitica, che crediamo riguardi tutti”. Rispetto al recente bando della Regione Lazio prevede misure di sostegno economico fino a 8.400 euro l’anno per i caregiver, inclusi buoni servizio, “chiede di anticipare le spese di sei mesi e di presentarle a rendiconto. Io non applicherò al bando perché non mi posso permettere questo anticipo”, denuncia Bencivenni, che evidenzia anche la contraddizione “di pretendere un esborso così ingente a famiglie cui si richiede, d’altro canto di certificare con l’Isee dei redditi bassi”. Nel manifesto rivolto ai media Giulia Bencivenni sottolinea che “il valore che viene attribuito a questo carico umano, fisico, affettivo e mentale è umiliante”, “una vergogna”, afferma “visto che ci si chiede di dimostrare un carico assistenziale di 91 ore settimanali”, mentre “anche molto prima di quella soglia è già incompatibile con una vita lavorativa normale”. La solitudine del caregiver, “è il fallimento del welfare, che dovrebbe prevenire l’isolamento delle famiglie”. La richiesta alla comunicazione è di non mostrare la disabilità “solo attraverso immagini rassicuranti, simboliche, emotivamente belle, ma lontanissime dalla realtà quotidiana delle famiglie”. “Dopo le passerelle”, come quelle di Sanremo, ricorda Bencivenni, “c’è il silenzio delle amministrazioni, le famiglie sole, la fatica quotidiana lontana dai riflettori”. “Siamo stanchi, non siamo invisibili – conclude Giulia nella sua lettera di madre, caregiver e cittadina – chiediamo ai giornali, ai giornalisti, ai direttori, ai responsabili istituzionali e a tutti i cittadini di entrare nelle nostre case e guardare la distanza enorme tra ciò che viene annunciato e ciò che realmente viviamo”.

Poste: richiesta passaporto in circa 7.500 uffici postali

Roma, 30 apr. (askanews) – In circa 7.500 uffici postali è possibile richiedere il rilascio e il rinnovo del passaporto. Tutti i 6.932 uffici postali del progetto Polis – l’iniziativa di Poste Italiane che punta a sostenere la coesione economica, sociale e territoriale e il superamento del digital divide nei comuni con meno di 15mila abitanti – sono stati abilitati. A loro si uniscono i 431 uffici nelle grandi città, come Roma, Milano, Napoli, Firenze, Bologna, Verona, Venezia e Cagliari.

Il servizio di rilascio e rinnovo dei passaporti, avviato a marzo 2024 con la sperimentazione in provincia di Bologna, è stato completato nei tempi stabiliti e coinvolge ora tutto il territorio nazionale. Gli uffici postali hanno erogato circa 206mila passaporti, di cui 156mila nei Comuni Polis. Grazie al progetto, i cittadini si sono potuti procurare i passaporti senza l’obbligo di recarsi in Questura e con la possibilità di ricevere il documento a casa (una scelta effettuata da 8 persone su 10 che risiedono nei piccoli centri).

L’iniziativa conferma il ruolo di Poste Italiane come punto di riferimento per i cittadini, ed è stata resa possibile grazie alla convenzione stipulata tra l’Azienda, il Ministero dell’Interno e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Complessivamente, gli uffici postali Polis hanno fornito oltre 222mila servizi della Pubblica Amministrazione tra passaporti, certificati pensionistici e documenti anagrafici e di stato civile.

Significativo l’impatto economico generato da Polis: oltre 1 miliardo di euro di apporto al Pil; oltre 18.500 posti di lavoro creati e 484 milioni di euro generati da redditi da lavoro. Il progetto Polis, lanciato a gennaio del 2023, permette ai cittadini residenti nei Comuni al di sotto di 15mila abitanti di accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione direttamente presso gli uffici postali. Polis ha l’obiettivo di favorire l’inclusione digitale e la coesione sociale nel Paese, contrastando il pericolo di desertificazione dei servizi nelle aree interne. L’investimento complessivo del progetto è 1,2 miliardi di euro, di cui 800 milioni provenienti da risorse del piano complementare al Pnrr e 400 milioni di euro di investimento diretto di Poste Italiane. Il servizio del TG Poste.

Le opposizioni: atto di terrorismo contro la Flotilla. E attaccano Meloni "complice": riferisca in aula

Roma, 30 apr. (askanews) – Opposizioni all’attacco dopo l’arrembaggio di 21 navi della Flotilla da parte dell’Idf, in acque internazionali a centinaia di chilometri dalle coste di Gaza ma a poche miglia dalla Grecia. Prima alla Camera e poi in Senato, i gruppi di minoranza hanno chiesto (per ora senza avere alcuna risposta) una informativa urgente della premier Giorgia Meloni e dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto. Davanti a Montecitorio si è svolta una conferenza stampa della Global Sumud Flotilla, tra bandiere palestinesi, con esponenti di Pd, M5S e Avs. Convocata per stasera alle 18 una manifestazione al Colosseo della Sumud.

Attorno alle 13, è arrivata una nota di “condanna” del “sequestro” da parte di Palazzo Chigi dove si chiedeva al governo israeliano di “liberare immediatamente gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo”.

Per le opposizioni una posizione che è stata definita “ipocrita”. Pd-M5S-Avs si sono scagliati contro l’atto di “terrorismo” compiuto da Israele e contro il governo italiano che, “complice”, non mette in campo “atti concreti”. All’Italia viene rimproverato di non garantire “fino in fondo” l’embargo sulle armi, di aver ostacolato la sospensione dell’accordo di cooperazione Ue-Israele, oltre alla “amicizia speciale” della Meloni con Netanyahu. Sotto accusa anche l’Ue: “Von der Leyen indecente, si volta dall’altra parte”, la Kallas è un “fantasma”, la portavoce della commissione “si è limitata a dire che era imprudente partire anziché dire ‘caro Netanyahu apri il canale umanitario'”. E’ stata polemica poi per la presenza questa mattina alla Camera, ad un evento sui campi di internamento, dell’ambasciatore di Israele in Italia Jonathan Peled, il quale non ha risposto alle domande dei cronisti. “L’ambasciatore di uno Stato genocida non è benvenuto in Parlamento”, ha osservato il dem Arturo Scotto.

“Questa è pirateria internazionale – sono state le parole della segretaria del Pd Elly Schlein – Le istituzioni europee e il governo italiano esprimano una chiara condanna e facciano tutto quanto in loro potere per tutelare la sicurezza degli attivisti sequestrati, per garantirne l’immediato rilascio e per ottenere lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi a Gaza”.

Sono andati all’attacco i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, presenti in piazza Montecitorio. “Non basta la condanna” della Meloni, dice Bonelli. “Quando in Europa si è trattato di passare dalle parole ai fatti l’Italia si è messa di traverso. Senza sanzioni, senza la sospensione degli accordi, senza il riconoscimento dello Stato di Palestina e senza un cambio netto di posizione, quella del governo italiano resta solo ipocrisia”, ha sottolineato, chiamando in causa le “comunità israeliane italiane: mi sarei aspettato una condanna di questi atti criminali come quando noi abbiamo condannato il feroce atto terroristico di Hamas”. Il governo Netanyahu, ha affermato Fratoianni, “si comporta come uno stato terrorista, c’è un evidente salto di qualità, tra un po’ c’è da aspettarci che ci vengano a prendere a casa. Tutti i governi europei devono attivarsi. Non è più possibile considerare Israele come un alleato”.

“Ci faremo sentire sicuramente anche nel Parlamento europeo – ha assicurato Scotto – Israele si è messa fuori dalla comunità democratica internazionale. Il dato oggi è che ci sono cittadini italiani rapiti su una nave militare diretta a Israele, bisogna fermare quella nave, chiedere il rilascio immediato, mandare una fregata militare altrimenti il governo che parla di sovranità è solo complice dello scempio di Israele”.

A chiedere per primo l’informativa di Meloni-Tajani-Crosetto in aula era stato questa mattina il deputato di Avs Marco Grimaldi: “servono sanzioni, serve dire che Netanyahu è un criminale di guerra che vuole la guerra permanente e serve fermare ogni relazione economica. Ci sono italiani sotto sequestro che sono stati rapiti in acque internazionali. Questo è un atto ostile contro l’Ue, contro il nostro Paese e contro il diritto internazionale”. Seguito dalla Cinque Stelle Stefania Ascari: “quello che è successo questa notte è una cosa aberrante. Le navi sono state attaccate dal governo terrorista israeliano. Cos’altro deve succedere per interrompere i rapporti commerciali e militari con un governo genocida?. Ieri sera c’è stato un atto di guerra contro l’Italia e la Ue”.

“Dato che Netanyahu ha allargato fino alle porte dell’Europa le azioni dell’Idf, visto che questo fermo è avvenuto a pochi chilometri da Creta, tutta l’Ue dovrebbe preoccuparsi”, ha scritto in un comunicato Riccardo Magi (+Eu).

Beatrice Zaia eletta presidente di FenImprese Padova

Roma, 30 apr. (askanews) – L’avvocato Beatrice Zaia è stata eletta presidente di FenImprese Padova, assumendo la guida della struttura provinciale con l’obiettivo di rafforzare la rappresentanza delle piccole e medie imprese e consolidare il dialogo tra sistema produttivo, professioni e istituzioni locali.

L’elezione di Zaia arriva in una fase economica caratterizzata da importanti trasformazioni, tra innovazione tecnologica, transizione energetica, internazionalizzazione dei mercati e necessità di sostenere la competitività delle imprese. In questo scenario, il ruolo delle associazioni di categoria diventa sempre più strategico per accompagnare gli imprenditori nelle nuove sfide.

Nel territorio padovano, storicamente tra i più dinamici del Nord Est, il tessuto produttivo è composto in larga parte da PMI, realtà che rappresentano il motore dell’economia locale grazie alla capacità di innovare, creare occupazione e presidiare filiere di eccellenza nei settori manifatturiero, commerciale, artigianale e dei servizi.

“Le piccole e medie imprese – ha sottolineato l’avvocato Zaia – rappresentano il cuore pulsante della provincia di Padova. Sono aziende che ogni giorno generano lavoro, valore e coesione sociale, contribuendo in modo determinante alla crescita del territorio. Il nostro impegno sarà quello di ascoltare gli imprenditori, offrire strumenti concreti e costruire una rete capace di sostenere sviluppo, innovazione e competitività” A evidenziare il valore della designazione anche il presidente della Federazione Nazionale Imprese, Luca Vincenzo Mancuso: “L’elezione di Beatrice Zaia rappresenta un segnale importante per FenImprese e per tutto il territorio padovano. La sua competenza professionale, unita alla capacità di visione e dialogo, sarà determinante per rafforzare la presenza dell’associazione e dare voce alle esigenze delle imprese locali in una fase cruciale per il sistema economico nazionale”.

Un messaggio di sostegno è arrivato anche da Daniele Pescara, numero uno di FenImprese Dubai, che ha evidenziato le opportunità internazionali per le aziende del territorio: “Padova esprime un tessuto imprenditoriale di altissimo livello, con imprese che possono competere con successo sui mercati esteri. La collaborazione tra i territori italiani e realtà strategiche come Dubai può aprire nuove prospettive in termini di export, investimenti e networking internazionale”. Con la nuova presidenza, FenImprese Padova punta ora a rafforzare i servizi associativi, promuovere iniziative dedicate alla formazione, sostenere l’accesso al credito e favorire processi di internazionalizzazione, confermando la centralità delle PMI nello sviluppo economico e sociale del territorio.

Jacopo Veneziani inaugura "Naturae",terra e arte a Gradisca e Gorizia

Roma, 30 apr. (askanews) – Al via a Gradisca D’Isonzo e a Gorizia per la sua prima edizione “Naturae. Connessioni tra terra e arte”, manifestazione che nasce dalla volontà di creare connessioni multiple tra luoghi, arte, scienza e natura, coinvolgendo il pubblico in esperienze di bellezza e conoscenza attraverso una nuova narrazione del rapporto tra uomo e natura.

Promosso e realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, in collaborazione con l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC, Comune di Gradisca D’Isonzo e Codice Produzioni, Naturae evoca l’essenza molteplice della natura, una visione del mondo non più unitaria, ma stratificata. Il sottotitolo “Connessioni tra terra e arte” mette in luce la ricchezza di piani di cui si compone la manifestazione, un viaggio artistico e culturale composito che si snoda lungo quattro mesi.

Attraverso tre momenti – una mostra, un evento, un ciclo di incontri scientifico-culturali -, che si svolgeranno dal 29 maggio alla fine di settembre 2026, la manifestazione prenderà avvio a Gradisca D’Isonzo venerdì 29 maggio con una giornata inaugurale.

Alle 21 al Nuovo Teatro Comunale in programma l’evento aperto al pubblico “Il linguaggio dei fiori. Storie, simboli e visioni nell’arte” del celebre storico dell’arte e divulgatore Jacopo Veneziani, un grande racconto tra natura e arte, un viaggio iconografico dai Giardini dell’Eden alle nature morte del Novecento, per riscoprire come ogni pianta custodisca un alfabeto di significati profondi e possa raccontare una storia.

Dal 30 maggio al 30 agosto all’interno dello SpazioLab della Galleria d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan sarà ospitata la mostra “Flowers”, composta da opere fotografiche dell’artista newyorkese Katinka Matson in dialogo con i dipinti di Luigi Spazzapan. Attraverso l’uso pionieristico dello scanner CCD, Matson trasforma petali e pistilli in ritratti metafisici, rivelando la vitalità silenziosa e la geometria segreta del mondo vegetale. Un’esperienza immersiva che invita il visitatore a rallentare e osservare in profondità. Le immagini, prive di profondità prospettica ma straordinariamente dettagliate, restituiscono la struttura e la bellezza delle piante con una precisione che stupisce e incanta. Le composizioni floreali iperrealistiche che sembrano quadri contemporanei entrano in dialogo con le opere di Spazzapan. Questo intreccio dà vita a un allestimento inedito, che mette in comunicazione il passato e il presente, l’analogico e il digitale, l’arte figurativa e la fotografia botanica

Dopo l’esperienza estetica e poetica della mostra e della conferenza-spettacolo, Naturae prosegue nel mese di settembre spostandosi al Giardino Viatori di Gorizia: qui, tra i viali del patrimonio botanico lasciato alla Fondazione Carigo da Luciano Viatori, con un articolato ciclo di sei incontri scientifico-culturali si entrerà nel vivo della riflessione tecnica e progettuale, rafforzando l’idea di interconnessione tra arte, terra, scienza e natura che caratterizza la manifestazione.

Il Giardino diventerà un teatro della conoscenza ospitando un palinsesto di incontri aperti al pubblico dedicati alla cura e alla visione del paesaggio contemporaneo, pensati per valorizzare la biodiversità, il sapere botanico e il dialogo tra uomo e natura. Botanici, architetti del paesaggio, esperti e studiosi approfondiranno temi come la biodiversità, la crisi ecologica, la progettazione dei giardini come spazi di resilienza e bellezza, riflettendo insieme al pubblico sul rapporto tra uomo, spazio pubblico e natura.

Il ciclo di incontri chiude il percorso di Naturae, spazio dove arte, cultura, natura, luoghi e scienza si fondono per immaginare nuovi modi di abitare il pianeta.

“Uno dei pilastri intorno a cui ruota l’azione della Fondazione per il triennio 2026-2028 è la parola connessioni – ha dichiarato la presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin – una parola che evoca legami, incontri, intrecci vitali. Connessioni che nascono tra persone e istituzioni, tra luoghi e paesaggi, tra culture e visioni, ma anche tra idee e sensibilità diverse che, incontrandosi, generano nuove possibilità. Già a partire dal 2017, la Fondazione ha avviato il masterplan goGreen con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico della provincia di Gorizia, riscoprendo e rafforzando il rapporto tra uomo e natura. Oggi il masterplan raggiunge un livello ulteriore, lavorando sempre più sulle connessioni: collegando i luoghi cardine del nostro territorio e costruendo una rete invisibile, capace di unire e attivare la cultura. In questo contesto si inserisce il progetto Naturae: una manifestazione che nasce per esplorare le relazioni profonde tra arte e natura, tra uomo e paesaggio. Un progetto che mette in connessione non solo temi e linguaggi, ma anche luoghi fisici, creando in particolare un dialogo tra il Giardino Viatori a Gorizia e la Galleria Spazzapan a Gradisca d’Isonzo. È proprio da queste relazioni che emerge e si rafforza il corpo identitario del territorio: un sistema vivo, in cui le diverse componenti si potenziano reciprocamente, liberando nuove energie e visioni per il futuro”.

La Bce conferma al 2% i tassi nell’area euro, "i rischi si sono intensificati"

Roma, 30 apr. (askanews) – A dispetto dei continui aumenti dell’inflazione, la Banca centrale europea ha confermato i livelli dei tassi di interesse di riferimento per l’area euro, al 2% cui erano stati portati nel giugno dello scorso anno dopo una fase di ribassi.

La decisione interviene mentre ad aprile il caro vita medio dell’area euro è balzato al 3%, a riflesso dei forti rincari dell’energia (+10,9% annuo) innescati dai conflitti in Medioriente e in Iran.

Nel comunicato sulle decisioni, la Bce rileva che appaiono “intensificati i rischi al rialzo sull’inflazione e quelli al ribasso sulla crescita” per l’eurozona.

Secondo la Bce, la guerra in Medioriente ha innescato una impennata dei prezzi che sta pesando sull’inflazione sul clima di fiducia. “Le implicazioni della guerra per l’inflazione nel e per l’attività economica nel medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi dell’energia e dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo livello. Più prosegue la guerra – dice la Bce – più a lungo resteranno alti prezzi dell’energia, maggiore è la probabilità di un impatto sull’inflazione e sull’economia”.

1 maggio, Mattarella difende il lavoro e avverte: il Paese vive di coesione sociale

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – La festa dei lavoratori di tutto il mondo “è una festa della Repubblica, che sul lavoro si fonda”. E’ la premessa da cui parte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che al Museo Piaggio di Pontedera, cuore storico del polo dei motori fin dal primo dopoguerra, avvia le celebrazioni del Primo Maggio. Lavoro, con una tutela effettiva dei diritti dei lavoratori “contro ogni illegalità”, storia della Repubblica e democrazia vanno di pari passo nel discorso del presidente, che stigmatizza, per l’ennesima volta, la “piaga che non accenna a sanarsi” delle morti e degli incidenti sul lavoro, un “tributo inaccettabile”.

“La lotta alle incurie, all’illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti”, ricorda Mattarella, senza fare sconti perché “sono le cronache a intimarci che ciò che facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora”. Il lavoro, insiste il presidente, è “fondamento essenziale della nostra convivenza, del nostro progredire, della nostra vita democratica”, segna alcuni passaggi della storia italiana e difatti, osserva dopo aver visitato, accompagnato da Michele e Matteo Colaninno, rispettivamente ad e presidente esecutivo di Piaggio, la Linea 2R, la linea di produzione della Vespa, “gli scooter hanno caratterizzato un’epoca nella ricostruzione italiana del secondo Dopoguerra”. La Vespa che quest’anno compie 80 anni, aggiunge, “è, tutt’ora, nel mondo, uno dei simboli della creatività e della industriosità dell’Italia”.

Non si può, però, vivere con lo sguardo rivolto al passato, l’industria è “un pilastro dell’Italia” e per “essere attori, e non piatti curatori di un’eredità passata” è necessario coniugare innovazione con sostenibilità e, in un mondo di giganti economici e di sfide globali, è per l’Unione europea “tempo di visione. Non di misure di corto respiro”. “E’ tempo – insiste Mattarella – di procedere, con coraggio, sulla strada dell’integrazione europea”.

Il lavoro, che “plasma” la società e il futuro ed è “attore preminente nella realizzazione degli obiettivi di solidarietà sociale assegnati dalla Costituzione”, deve essere lavoro buono, con tutele e diritti (“l’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia”), con pari dignità tra lavoratori e lavoratrici. Lavoro buono anche per le donne, chiede Mattarella, per le quali è urgente “colmare il gap” che perdura “nelle carriere e nelle retribuzioni”. Lavoro buono per i giovani perchè è “ancora troppo alta l’età di ingresso nel mercato” e, in generale, “nella nostra società i giovani sono poco ascoltati”. Succede così che quelli ben istruiti finiscano per andarsene all’estero e per non tornare più: va “invertita” questa tendenza. Mattarella rivolge un pensiero anche “a chi il lavoro lo sta cercando, a chi lo difende, a chi cerca di superare le barriere del lavoro povero e precario”.

Poi il presidente guarda ai sindacati, al loro ruolo di corpo intermedio nella società, a quel “dialogo sociale” che non deve interrompersi mai. In tempi molto difficili per la vita del paese, tra guerre vicine e conseguenze economiche vicinissime, contrapposizioni interne e il ritorno della violenza nelle piazze Mattarella lo dice chiaro: “Un Paese forte, in cui vige l’eguaglianza dei cittadini, vive di coesione sociale” e “la coesione sociale richiede che il lavoro e la tutela dei lavoratori siano effettive, contro l’illegalità, contro ogni illegalità e sfruttamento che rappresentano una minaccia alla convivenza stessa”. Proprio per questo, conclude, “l’organizzazione sindacale, la sua libertà, e anche la sua capacità di trovare ampi e importanti momenti di unità, è parte insostituibile della vita democratica”.

Bce conferma al 2% i tassi nell’area euro, "rischi si sono intensificati"

Roma, 30 apr. (askanews) – A dispetto dei continui aumenti dell’inflazione, la Banca centrale europea ha confermato i livelli dei tassi di interesse di riferimento per l’area euro, al 2% cui erano stati portati nel giugno dello scorso anno dopo una fase di ribassi.

La decisione interviene mentre ad aprile il caro vita medio dell’area euro è balzato al 3%, a riflesso dei forti rincari dell’energia (+10,9% annuo) innescati dai conflitti in Medioriente e in Iran.

Nel comunicato sulle decisioni, la Bce rileva che appaiono “intensificati i rischi al rialzo sull’inflazione e quelli al ribasso sulla crescita” per l’eurozona.

Secondo la Bce, la guerra in Medioriente ha innescato una impennata dei prezzi che sta pesando sull’inflazione sul clima di fiducia. “Le implicazioni della guerra per l’inflazione nel e per l’attività economica nel medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi dell’energia e dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo livello. Più prosegue la guerra – dice la Bce – più a lungo resteranno alti prezzi dell’energia, maggiore è la probabilità di un impatto sull’inflazione e sull’economia”.

1 maggio, sindacati quest’anno insieme a Marghera ma divisi sul decreto lavoro

Roma, 30 apr. (askanews) – Nel 2025 i leader di Cgil, Cisl e Uil celebrarono il primo maggio in tre città diverse: Maurizio Landini a Roma ai Fori Imperiali; Daniela Fumarola a Casteldaccia (Palermo); Pierpaolo Bombardieri a Prato. Lo slogan fu “Uniti per un lavoro sicuro”. Quest’anno, i segretari generali delle tre confederazioni si ritroveranno sullo stesso palco a Marghera (Venezia) per un “Lavoro dignitoso” e per la qualità dell’occupazione, i diritti e la necessità di nuove politiche industriali e sociali. Un’unità, però, solo apparente. I sindacati sono infatti divisi, a partire dal giudizio sul decreto lavoro varato martedì dal consiglio dei ministri.

Promosso da Cisl e Uil, critiche al provvedimento sono invece arrivate dalla Cgil. Rispetto a un anno fa, il dato nuovo è che non c’è più l’asse Cgil-Uil. Il tempo degli scioperi e delle manifestazioni indette dalle due confederazioni è alle spalle. I segnali di un cambio di strategia della Uil c’erano già stati in occasione dei referendum su lavoro e appalti promossi dalla Cgil. Linea, quella dettata da Bombardieri e dalla sua segreteria, diventata ancora più chiara nel confronto con il Governo sull’ultima legge di bilancio, che ha accolto una delle richieste della Uil: la detassazione degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi.

Bombardieri si è dichiarato “molto soddisfatto” per il decreto primo maggio “perché, per la prima volta, c’è un intervento legislativo che identifica il salario giusto, il salario dignitoso, con i contratti di Cgil, Cisl e Uil”. Sulla stessa lunghezza d’onda Fumarola: “E’ un risultato importante. Conferma ancora una volta che la buona contrattazione, che è quella che copre circa il 95% dei lavoratori, è quella da prendere come riferimento”. Di diverso avviso Landini, sottolineando che “i soldi del decreto sono per le imprese. Per i lavoratori non c’è un euro”.

Intervenendo a Pontedera all’inziativa dell’Unione industriale pisana alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, il ministro Marina Calderone ha sottolineato che “il lavoro, soprattutto la qualità del lavoro, è il perno attorno a cui si costruisce la coesione sociale e insieme la capacità di crescita del nostro Paese. L’obiettivo e cuore delle nostre politiche è la qualità del lavoro. I numeri dell’occupazione e della disoccupazione in Italia ci spingono a guardare oltre i risultati raggiunti. Non ci basta infatti che il lavoro esista, che l’occupazione aumenti e la disoccupazione diminuisca. Il lavoro deve essere regolare e sicuro – ha aggiunto il ministro del Lavoro – deve essere capace di sostenere lo sviluppo e, al tempo stesso, garantire condizioni adeguate a chi lo svolge”.

Il programma del primo maggio dei sindacati prevede appuntamenti e centinaia di iniziative locali. Il cuore delle celebrazioni nazionali è a Marghera. Tra le città più importanti si segnalano Milano, dove ci sarà un corteo da corso Venezia fino a piazza della Scala; Torino con il corteo sindacale da corso Cairoli a piazza Castello; Napoli con la manifestazione unitaria in piazza Municipio; Portella della Ginestra (Palermo), luogo simbolo della memoria e delle lotte del lavoro dove quest’anno si commemora il 79esimo anniversario della strage. La giornata sarà caratterizzata anche dal tradizionale concertone in piazza San Giovanni a Roma.

1 maggio, sindacati insieme a Marghera ma divisi su decreto lavoro

Roma, 30 apr. (askanews) – Nel 2025 i leader di Cgil, Cisl e Uil celebrarono il primo maggio in tre città diverse: Maurizio Landini a Roma ai Fori Imperiali; Daniela Fumarola a Casteldaccia (Palermo); Pierpaolo Bombardieri a Prato. Lo slogan fu “Uniti per un lavoro sicuro”. Quest’anno, i segretari generali delle tre confederazioni si ritroveranno sullo stesso palco a Marghera (Venezia) per un “Lavoro dignitoso” e per la qualità dell’occupazione, i diritti e la necessità di nuove politiche industriali e sociali. Un’unità, però, solo apparente. I sindacati sono infatti divisi, a partire dal giudizio sul decreto lavoro varato martedì dal consiglio dei ministri.

Promosso da Cisl e Uil, critiche al provvedimento sono invece arrivate dalla Cgil. Rispetto a un anno fa, il dato nuovo è che non c’è più l’asse Cgil-Uil. Il tempo degli scioperi e delle manifestazioni indette dalle due confederazioni è alle spalle. I segnali di un cambio di strategia della Uil c’erano già stati in occasione dei referendum su lavoro e appalti promossi dalla Cgil. Linea, quella dettata da Bombardieri e dalla sua segreteria, diventata ancora più chiara nel confronto con il Governo sull’ultima legge di bilancio, che ha accolto una delle richieste della Uil: la detassazione degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi.

Bombardieri si è dichiarato “molto soddisfatto” per il decreto primo maggio “perché, per la prima volta, c’è un intervento legislativo che identifica il salario giusto, il salario dignitoso, con i contratti di Cgil, Cisl e Uil”. Sulla stessa lunghezza d’onda Fumarola: “E’ un risultato importante. Conferma ancora una volta che la buona contrattazione, che è quella che copre circa il 95% dei lavoratori, è quella da prendere come riferimento”. Di diverso avviso Landini, sottolineando che “i soldi del decreto sono per le imprese. Per i lavoratori non c’è un euro”.

Intervenendo a Pontedera all’inziativa dell’Unione industriale pisana alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, il ministro Marina Calderone ha sottolineato che “il lavoro, soprattutto la qualità del lavoro, è il perno attorno a cui si costruisce la coesione sociale e insieme la capacità di crescita del nostro Paese. L’obiettivo e cuore delle nostre politiche è la qualità del lavoro. I numeri dell’occupazione e della disoccupazione in Italia ci spingono a guardare oltre i risultati raggiunti. Non ci basta infatti che il lavoro esista, che l’occupazione aumenti e la disoccupazione diminuisca. Il lavoro deve essere regolare e sicuro – ha aggiunto il ministro del Lavoro – deve essere capace di sostenere lo sviluppo e, al tempo stesso, garantire condizioni adeguate a chi lo svolge”.

Il programma del primo maggio dei sindacati prevede appuntamenti e centinaia di iniziative locali. Il cuore delle celebrazioni nazionali è a Marghera. Tra le città più importanti si segnalano Milano, dove ci sarà un corteo da corso Venezia fino a piazza della Scala; Torino con il corteo sindacale da corso Cairoli a piazza Castello; Napoli con la manifestazione unitaria in piazza Municipio; Portella della Ginestra (Palermo), luogo simbolo della memoria e delle lotte del lavoro dove quest’anno si commemora il 79esimo anniversario della strage. La giornata sarà caratterizzata anche dal tradizionale concertone in piazza San Giovanni a Roma.

Levante, Michielin e Vicario sono le tre Roma Pride Ambassadors 2026

Roma, 30 apr. (askanews) – Il Roma Pride 2026 annuncia con orgoglio le sue ambassadors: Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario. Tre artiste, tre voci autorevoli e sensibili del panorama culturale italiano, che scelgono di attraversare il Pride non da spettatrici, ma da alleate: lo annunciano gli organizzatori in un comunicato. “Perché il Pride è, prima di tutto, di chi lo attraversa: uno spazio politico, culturale e umano che si costruisce insieme, passo dopo passo, corpo dopo corpo, voce dopo voce”, aggiungono.

La loro presenza – si legge nel testo – rappresenta un segnale forte in un momento storico in cui i diritti civili vengono messi in discussione e gli spazi di libertà rischiano di restringersi. Levante, Michielin e Vicario porteranno in parata il loro impegno, la loro arte e il loro sguardo, contribuendo a rendere il Roma Pride uno spazio ancora più inclusivo, visibile e necessario.

Le tre artiste sfileranno insieme alla comunità LGBTQIA+ durante la parata del Roma Pride 2026 di sabato 20 giugno.

“Essere al Pride significa scegliere da che parte stare», dichiara Levante. “E io scelgo di stare accanto a chi lotta ogni giorno per essere semplicemente se stesso, senza paura”, sottolinea.

“La libertà non è mai un fatto individuale. O è di tutte e tutti, o non è”, aggiunge Francesca Michielin. “Per questo il Pride è una responsabilità collettiva, oltre che una festa meravigliosa”, afferma.

Per Margherita Vicario, “scendere in piazza sta tornando a rivelarsi salutare, salvifico, necessario. Soprattutto in questo momento storico è un’esigenza collettiva a cui prendo parte con entusiasmo e responsabilità. Sono da sempre ‘amica del pride’ ancora più bello esserlo in via ufficiale”.

A sottolineare il valore di questa scelta è anche Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e portavoce del Roma Pride, che a nome dell’organizzazione dichiara: “Vogliamo ringraziare Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario per aver scelto di essere al nostro fianco come ambassadors. La loro presenza è fondamentale perché ci permette di portare le nostre istanze ancora più lontano. Con la loro voce e la loro visibilità riescono ad arrivare anche dove, con i nostri canali, facciamo più fatica. È questo il senso più autentico dell’alleanza: condividere spazio, responsabilità e possibilità”.

MotoGP Bagnaia-Aprilia: Romagnoli verso il ruolo di capotecnico

Roma, 30 apr. (askanews) – In attesa dell’ufficialità, prende forma il nuovo corso di Francesco Bagnaia in Aprilia Racing: dal 2027 il due volte campione del mondo MotoGP dovrebbe iniziare l’avventura con la Casa di Noale affiancato da Daniele Romagnoli nel ruolo di responsabile tecnico. Come scrive la gazzetta dello sport online, Una decisione condivisa tra pilota e team, orientata su una figura di grande esperienza e già centrale nello sviluppo della moto veneta.

Per Bagnaia si apre così un capitolo nuovo dopo l’esperienza con Ducati Corse, con cui ha conquistato i titoli iridati 2022 e 2023 sotto la guida tecnica di Cristian Gabarrini, destinato a restare in Ducati. Il passaggio in Aprilia comporterà quindi anche un cambio profondo nello staff, con l’obiettivo di ritrovare competitività e sensazioni di guida dopo una stagione 2025 complicata e un avvio 2026 in salita, soprattutto nelle fasi di frenata e ingresso curva.

Romagnoli, classe 1966, marchigiano di Gallo di Petriano, è uno dei tecnici più stimati del paddock, soprannominato “Radar” per la sua capacità di lettura strategica e analisi dei dati. La sua carriera nel Motomondiale attraversa tutte le categorie: dagli inizi negli anni ’80 fino all’approdo in MotoGP, dove ha lavorato tra Yamaha Factory Racing e Ducati per oltre due decenni, collaborando con piloti come Casey Stoner, Jorge Lorenzo, Cal Crutchlow e Danilo Petrucci.

Determinante è stato il sodalizio con Jorge Martín, seguito dal 2021 e portato al titolo mondiale 2024, prima del passaggio condiviso in Aprilia. Anche in assenza prolungata del pilota spagnolo nella stagione 2025, Romagnoli ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della RS-GP, lavorando con il collaudatore Lorenzo Savadori per migliorare stabilità, erogazione e percorrenza della moto.

Il tecnico marchigiano ha inciso soprattutto sull’evoluzione della moto nella seconda parte del 2025, rendendo l’Aprilia un riferimento per inserimento in curva e stabilità. Un lavoro basato su raccolta e interpretazione dei dati, ma anche su una visione complessiva del box, qualità che potrebbero rivelarsi decisive per un Bagnaia alla ricerca del miglior feeling sull’anteriore e della velocità di percorrenza che ne aveva caratterizzato le stagioni vincenti.

Non meno rilevante la componente umana. Romagnoli è considerato una figura capace di creare empatia e stabilità psicologica con i piloti, come dimostrato proprio nel rapporto con Martín. Un aspetto che Aprilia e Bagnaia valutano centrale per rilanciare il rendimento del pilota italiano, in un contesto tecnico e personale rinnovato.

Israele: dietro la Flotilla c’è Hamas

Roma, 30 apr. (askanews) – “La forza trainante dietro la provocazione della Flotilla è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l’obiettivo di sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace del presidente Trump e di distogliere l’attenzione dal rifiuto di Hamas di disarmarsi”, ha scritto oggi su X il ministero degli Esteri israeliano, in seguito all’arresto dei 175 attivisti arrestati dalla Marina israeliana.

“Israele è impegnato a garantire la libertà di navigazione. A causa del gran numero di imbarcazioni che partecipano alla Flotilla, del rischio di escalation e della necessità di impedire la violazione di un blocco legale, è stato necessario intervenire tempestivamente in conformità con il diritto internazionale”, ha specificato il ministero, precisando che “l’operazione è stata condotta in acque internazionali in modo pacifico e senza vittime”.”Un’ispezione iniziale delle imbarcazioni ha rivelato materiali che sembrano essere droghe e contraccettivi. Questa Flotilla è un altro stunt mediatico, privo di aiuti umanitari. Si tratta di provocatori professionisti in crociere di piacere”, ha aggiunto ancora il ministero, concludendo: “‘Una Flotilla di preservativi'” – niente di più, niente di meno”.

Flotilla, ActionAid condanna intercettazione navi e arresto attivisti

Roma, 30 apr. (askanews) – ActionAid condanna con fermezza l’intercettazione da parte della Marina israeliana delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuta nella notte in acque internazionali e l’arresto delle attiviste e attivisti a bordo.

L’organizzazione sin dalla prima missione del 2025 ha espresso solidarietà alla Global Sumud Flotilla e sostiene pubblicamente la nuova missione salpata pochi giorni fa.

ActionAid, ribadendo il valore civile e politico della missione della Global Sumud Flotilla, si unisce alle richieste della società civile affinché sia garantita la sicurezza degli attivisti e delle attiviste e il loro immediato rilascio, assicurando piena trasparenza e il rispetto del diritto internazionale.

“Questa operazione rappresenta un grave attacco contro civili e una violazione del diritto internazionale”, dichiarano Katia Scannavini e Lorenzo Eusepi, Co-Segretari Generali di ActionAid Italia. “Chiediamo protezione diplomatica e il rilascio immediato delle attiviste e attivisti coinvolti, una chiara condanna dell’accaduto e il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario”, aggiungono.

Iniziative come la Global Sumud Flotilla sono oggi fondamentali per mantenere alta l’attenzione globale e contrastare la narrazione di una normalizzazione della situazione di conflitto a Gaza, che non trova alcun riscontro nella realtà quotidiana, si legge nel comunicato di ActionAid, che ribadisce di sostenere le manifestazioni pacifiche che si stanno svolgendo in queste ore in tutta Italia. E ricorda: “Non esiste alcun reale cessate il fuoco: a Gaza la violenza continua senza sosta e, negli ultimi mesi, si è intensificata anche in Cisgiordania, con un’escalation sempre più grave che si allarga a macchia d’olio nella regione, investendo il Libano ed altri Paesi”.

A Gaza e nei Territori occupati della Palestina in Cisgiordania, ActionAid è impegnata a garantire aiuti, beni di prima necessità come acqua, cibo, kit igienici salvavita, supporto a donne e bambini, difesa dei diritti fondamentali con il suo staff palestinese, insieme ad associazioni di donne, di giovani e di attivisti. “Ancora oggi il nostro intervento umanitario all’interno della Striscia è portato avanti da donne e uomini colpiti da fame, lutti e sfollamenti forzati come tutta la popolazione civile”, conclude l’organizzazione.

P. Chigi: condanna sequestro Flotilla, liberare immediatamente italiani

Roma, 30 apr. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto questa mattina una riunione cui hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sugli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla.

In questo quadro, si legge in una nota di palazzo Chigi, “il governo italiano condanna il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche e chiede al Governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo”.

Il Governo “ribadisce il suo impegno per continuare a fornire aiuti umanitari a Gaza nel quadro della nostra cooperazione e nel rispetto del diritto internazionale”.

Migranti, Mattarella: usare razionalità e saggezza

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Il tema delle migrazioni è rilevante in tutta Europa. L’impoverimento demografico da un lato, la crescita delle domande di lavoro che non trovano risposta dall’altro, pongono le nostre società di fronte al bisogno di misurarsi con questi problemi usando razionalità e saggezza, sollecitando cooperazione con i Paesi di origine. In questo ambito si colloca il Piano Mattei, varato e sviluppato dal Governo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’auditorium del Museo Piaggio a Pontedera.

Oltre 20.000 prenotazioni per Kérastase Society

Milano, 30 apr. – A Milano, durante il Salone del Mobile, Kérastase rivoluziona il concetto di haircare trasformando un hotel in una vera e propria destinazione di bellezza. Nasce così Kérastase Society, il primo format immersivo del brand che unisce lusso, esperienza sensoriale e cura dei capelli in un unico spazio. Un progetto innovativo che punta a coinvolgere il consumatore in modo diretto e immersivo. Ha parlato così Valerio Vecchio, General Manager Kérastase Italia : “Il nostro consumatore viene qui ingaggiato in un’esperienza multisensoriale, che parte dal nostro Glazed cafè, quindi con il gusto, l’olfatto e tutti i sensi più legati a tutto quello che si può offrire in un caffè parigino. E poi l’esperienza continua fino alla nostra penthouse, in cui si riesce a entrare in contatto con la professionalità di Kérastase, ad avere un hairstyle che è basato sia sulla dimensione artistica dei nostri pro, che sulla tecnologia, grazie ad una diagnosi tecnologica e aumentata dalla intelligenza artificiale con le nostre K-Scan”.

Al centro dell’esperienza restano i parrucchieri e la consulenza professionale, insieme alle novità prodotto e ai servizi personalizzati: “la K-Scan analizza il cuoio capelluto e suggerisce le routine hair care più adatte in base ai bisogni della persona. E questa è proprio l’esperienza che i visitatori del nostro evento Kérastase Society hanno potuto vivere, affidandosi proprio alle mani esperte dei nostri acconciatori, che hanno fatto provare loro anche le ultime novità in casa Kérastase, come ad esempio Gloss Absolu Cream e l’ultima linea Chronologiste che si ispirano alla longevity hair care” ha aggiunto Federica Scolaro, Marketing Manager Kérastase.

Dalla lobby alle suites, tra consulenze beauty tech, ritocchi styling e spazi dedicati alla socialità e alla creatività, un nuovo modo di vivere la bellezza: non solo da scoprire, ma da indossare e condividere. Un concept destinato a viaggiare nel mondo, con prossime tappe già previste a Parigi, Madrid, Amsterdam e New York.

1 maggio, Mattarella: morti e incidenti su lavoro piaga inaccettabile

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Due giorni fa, la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro ha riproposto alla attenzione delle opinioni pubbliche una piaga che non accenna a sanarsi. Un richiamo che, in verità, giunge dalle dolenti note di ogni giorno”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al Museo Piaggio a Pontedera.

“Le cronache ci restituiscono, pressoché quotidianamente, notizie di lavoratrici e di lavoratori che perdono la vita, rimangono infortunati, nello svolgimento delle loro attività. La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo. Tra luoghi di lavoro e in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno. Nel ricordarle, rinnovando la vicinanza alle famiglie delle vittime, ribadiamo che si tratta di un tributo inaccettabile. La lotta alle incurie, all’illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti. Sono le cronache a intimarci che ciò facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora. Imprenditori, lavoratori, istituzioni, società. Deve migliorare l’organizzazione, il rispetto delle regole, la cultura della sicurezza comune”, ha osservato Mattarella.

1 maggio, Mattarella e il lavoro delle donne: colmare gap di genere

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Potremmo intendere i punti maggiormente critici del nostro mercato del lavoro come potenzialità ancora inespresse, come riserve a cui attingere per dare nuovo impulso alla società e all’economia italiana. Certamente la prima di queste leve su cui concentrarsi è il lavoro delle donne”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’auditorium del Museo della Piaggio a Pontedera.

“L’occupazione femminile in Italia è anch’essa cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi che per noi costituiscono un primato. Tuttavia resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea – ha sottolineato il presidente -. Il divario di genere, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato con un complesso di interventi e attenzioni: sui fattori strutturali e sui contesti territoriali, ma anche sulla qualità del lavoro e sui servizi per favorire la conciliazione con gli altri impegni di vita”.

1 maggio, Mattarella: in Ue tempo di visione, no misure corto respiro

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Per produttività e capacità di innovazione registriamo in Europa un deficit competitivo. Occorre eliminare al più presto le barriere che ancora impediscono una compiuta unione dei nostri mercati interni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al Museo Piaggio a Pontedera e sottolineando che è “tempo di visione” e non di “misure di corto respiro”.

“Bisogna orientare gli investimenti nei settori più strategici e con il maggiore potenziale di crescita. E’ una consapevolezza diffusa fra i membri dell’Unione, tanto è vero che la Commissione ha ritenuto di proporre un regolamento, dal significativo titolo Provvedimento di accelerazione industriale, ispirato al rapporto Draghi e diretto a rafforzare la base industriale continentale, a promozione del Made in EU. E’ tempo di visione. Non di misure di corto respiro. E’ tempo di procedere, con coraggio, sulla strada dell’integrazione europea”, ha sottolineato il presidente.

1 maggio, Mattarella: lavoro presidio società, messaggio Costituenti

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Il lavoro è presidio della società. E’ espressione della libertà della persona e delle comunità. E’ dignità. E’ strumento di partecipazione, di costruzione. L’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’auditorium del Museo Piaggio a Pontedera.

“E’ il messaggio dei Costituenti che hanno voluto che la Repubblica – di cui stiamo per festeggiare l’ottantesimo compleanno – fosse “fondata sul lavoro” proprio per dare alla democrazia, alla libertà, all’uguaglianza – finalmente conquistate – un contenuto più forte e impegnativo”, ha sottolineato.

1 maggio, Mattarella: lavoro fondamento essenziale nostra convivenza

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Siamo a Pontedera per celebrare, oggi, il lavoro italiano, fondamento essenziale della nostra convivenza, del nostro progredire, della nostra vita democratica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’auditorium del Museo Piaggio a Pontedera.

“Domani, Primo maggio, è la festa dei lavoratori di tutto il mondo. E’ una festa della Repubblica, che sul lavoro si fonda. Anticiparne la celebrazione in questo luogo così iconico ricorda il cammino del nostro Paese con le sue fatiche e i suoi successi, il dinamismo che ha fatto breccia nei mercati e nell’immaginario collettivo, sottolinea la tessitura della solidarietà e dei diritti in fabbrica e fuori di essa” ha sottolineato il presidente.

Su Sky Arte due documentari degli studenti di Luiss Business School

Roma, 30 apr. (askanews) – Alla seconda edizione di “Luiss Business School Creative Productions: dall’aula al set” sono stati presentati i progetti audiovisivi realizzati dagli studenti e dalle studentesse del Master in Management delle Imprese Creative e Culturali, major in Art Management, Writing School for Cinema & Television e Gestione della Produzione Cinematografica e Televisiva della Luiss Business School.

Il progetto, che per l’edizione 2026 si avvale della partnership con Sky, ha visto gli studenti e le studentesse di questi percorsi ideare, progettare e realizzare due documentari, “SA.L.A.D. – San Lorenzo Art District”, sul grande distretto artistico spontaneo nato nel quartiere romano di San Lorenzo, e “Ultramoderni”, che racconta la nascita di un’associazione culturale (La Conventicola degli Ultramoderni) di varietà e burlesque (sempre a San Lorenzo), prodotti da Luiss Business School con la collaborazione di Nikada Film e Indaco Studios. La Luiss Business School si riconferma laboratorio avanzato di formazione e sperimentazione:

“Noi abbiamo come scuola un nostro modus operandi che è quello del fare, poi quando questo fare si arricchisce con delle partnership straordinarie come quelle di Sky ovviamente è tutto più ‘ingaggiante’ per i nostri studenti – ha spiegato Luca Pirolo Associate Dean for Multi-Hub strategy e Head of Specialized Masters Luiss Business School.

I Master della Scuola permettono ai partecipanti di confrontarsi con tutte le fasi dello sviluppo di un progetto audiovisivo, dall’ideazione alla produzione, fino alla distribuzione. La collaborazione con partner di primo piano come Sky Italia rappresenta un elemento chiave di questo percorso:

“Andranno in onda su Sky Arte il 3 e 5 maggio, siamo contenti di arricchire la nostra offerat per i n ostri abbonati con due prodotti effettivamente unici, non soltanto per il racconto che ne fanno ma anche per come sono stati realizzati”, ha rivelato Omar Schillaci, Director Sky Content Factory e vice-direttore di Sky Tg24.

Presentato inoltre Giulia, il progetto di fine Master che ha visto gli studenti cimentarsi con la scrittura e realizzazione del pilot di una serie TV.