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mercoledì, 28 Gennaio, 2026
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Torna "Ted Lasso", la quarta stagione in estate su Apple tv

Milano, 28 gen. (askanews) – “Ted Lasso” sta per tornare. Apple tv ha annunciato l’arrivo della quarta stagione della serie con protagonista, oltre che produttore esecutivo, Jason Sudeikis.

La nuova stagione vedrà l’allenatore sui generis Ted Lasso di ritorno a Richmond per affrontare un’altra sfida: guidare una squadra di calcio femminile di seconda divisione.

Gli episodi sono attualmente in produzione e arriveranno sulla piattaforma in estate. Dalle prime immagini diffuse, vengono confermati tutti i principali protagonisti delle stagioni precedenti, tra cui la vincitrice dell’Emmy Hannah Waddingham, Juno Temple, il vincitore dell’Emmy Brett Goldstein, Brendan Hunt e Jeremy Swift.

Fra le new entry della quarta stagione Tanya Reynolds, Jude Mack, Faye Marsey, Rex Hayes, Aisling Sharkey, Abbie Hern e Grant Feely.

Dopo il suo debutto su Apple TV, “Ted Lasso” è diventata la commedia più nominata agli Emmy nella stagione d’esordio, conquistando anche due Emmy consecutivi come Miglior Serie Comica per le sue prime due stagioni.

Australian Open, Sinner in semifinale: Shelton ko in tre set

Roma, 28 gen. (askanews) – Jannik Sinner è di nuovo in semifinale agli Australian Open. L’azzurro è tra i migliori quattro a Melbourne Park per il terzo anno di fila grazie alla vittoria in tre set su Ben Shelton con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-4 in poco meno di due ore e mezza di gioco. Una partita amministrata nel migliore dei modi da Jannik, intelligente nella gestione dei momenti chiave della partita. In una giornata con poche prime in campo (60%), il n. 2 al mondo è stato bravo nella gestione con la seconda. Dall’altra parte pesano gli errori di Shelton che complessivamente ha commesso 34 gratuiti. Alla nona semifinale Slam in carriera, Sinner tornerà in campo venerdì contro Novak Djokovic.

Ddl stupri, Schlein: chiesto a Meloni di fermarsi e tornare ad accordo

Roma, 28 gen. (askanews) – La segretaria del Pd Elly Schlein ha sentito la premier Giorgia Meloni dopo che ieri la commissione Giustizia del Senato ha adottato come testo base sulla violenza sessuale il testo Bongiorno che elimina la parola consenso su cui c’era stato il voto unanime alla Camera.

“Il testo Bongiorno – ha detto in conferenza stampa alla Camera – è irricevibile, un gravissimo passo indietro rispetto ad un accordo fatto dalla premier Meloni e da me. Ci siamo sentite, non gliel’ho detto solo pubblicamente: ho ribadito che per noi questo testo non è accettabile. Non c’è nessuna virgola di questa proposta mediata con il Pd”.

“Ho chiesto a Meloni di fermarsi e tornare al testo del nostro accordo e inserire il consenso in quel testo perché è incredibile che da una legge sul consenso la maggioranza sia riuscita a cancellare la parola consenso. Rispetto al testo Bongiorno meglio nessuna legge”, ha concluso.

Milano-Cortina, Cagnotto tifa Brignone: emozione vederla sugli sci

Bolzano, 28 gen. (askanews) – Due campionesse protagoniste della tappa numero 51 del viaggio della fiamma olimpica.

La fuoriclasse del pattinaggio sul ghiaccio Carolina Kostner ha passato la torcia alla tuffatrice Tania Cagnotto. Quest’ultima, una medaglia d’argento e una di bronzo alle Olimpiadi, è stata l’ultima tedofora di Bolzano, dove entrambe le sportiva sono nate.

Le Olimpiadi sono “una bellissima festa e poi auguriamo all’Italia di volare alto”, ha detto dopo aver acceso il braciere sul palco della piazza Walther.

Su quali gare la appassioneranno di più, non ha dubbi: “Ho seguito molto da vicino la storia di Federica Brignone, quindi, dopo il suo brutto infortunio, vederla adesso di nuovo sugli sci mi emoziona tanto. Quindi aspetto con ansia la sua gara, ovviamente non tralasciando nessuno. Mi piacciono tantissime altre discipline, dal pattinaggio sul ghiaccio, all’hockey”.

SpaceX, Musk vuole sbarco in Borsa alla congiunzione Giove-Venere (FT)

Roma, 28 gen. (askanews) – Elon Musk ha proposto di far coincidere lo sbarco in Borsa da record di SpaceX con il suo compleanno ma anche un allineamento tra pianeti: lo riporta il Financial Times, secondo cui l’Ipo (Offerta pubblica di vendita, in inglese) si svolgerebbe attorno nella seconda metà di giugno, quando Giove e Venere risulteranno visibili molto vicini, fenomeno noto come “congiunzione” che si verificherà per la prima volta da tre anni.

Il quotidiano cita diverse fonti anonime a conoscenza di queste ipotesi. Lo sbarco in Borsa di SpaceX potrebbe raccogliere fino a 50 miliardi di dollari, per una valorizzazione complessiva del gruppo da 1.500 miliardi, che stabilirebbe un nuovo record superando i 29 miliardi raccolti dalla saudita Aramco nel 2019. Musk compirà 55 anni il 28 giugno.

Euca, Gualtieri: Roma (EUR) sede ideale, dalle spiagge all’aeroporto

Roma, 28 gen. (askanews) – Roma potrebbe essere la sede ideale per l’Euca, l’Autorità europea delle dogane, per tre motivi: qualità della vita, connettività e gratuità dell’edificio che il Campidoglio, in collaborazione con il Governo italiano, metterebbe a disposizione nel moderno quartiere dell’Eur. Lo ha sostenuto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, audito a Bruxelles dalla commissione Imco del Parlamento europeo che sta valutando le candidature delle città coinvolte. “In primo luogo, nessuna città può competere con l’offerta culturale e la straordinariamente alta qualità della vita di Roma – ha vantato Gualtieri -. Dalla vita culturale alle spiagge, Rona è una città moderna che sta investendo nella qualità dei servizi pubblici, nell’innivazione e ha appena ricevuto il riconoscimento di Smart city europea”.

Roma, inoltre, “è una città internazionale – ha ricordato Gualtieri – sede di articolazioni fondamentali del sistema delle Nazioni Unite: ospitiamo oltre 250 ambasciate, 30 organizzazioni internazionali e 40 istituti internazionali – ha ricordato Gualtieri – per questo Roma è particolarmente equipaggiata per ospitare larghe comunità di expacts, con un unico sistema di scuole, università internazionali e di opportunità di lavoro per le loro famiglie”.

Infine, Roma “è un hub logistico, con voli diretti verso tutte le capitali europee e l’aeroporto di Fiumicino che per il settimo anno consecutivo è stato votato come il settimo nel mondo, direttamente connesso al al meraviglioso palazzo in cui Euca verrà ospitato”. Nell’area, ha spiegato ancora Gualtieri “c’è una metro che porta in 7 fermate al Colosseo, e un treno urbano a distanza pedonale che porta in 7 fermate in spiaggia. Euca verrà ospitato in un bellissimo palazzo interamente dedicato, fattore estremamente importante per la sicurezza, e tutte le spese verranno coperte dal Governo italiano, permettendo un risparmio di 50 milioni di euro per il bilancio di Euca”. L’immobile individuato si trova in via della Civiltà Romana, vicino al centro congressi della Nuvola.

Per tutte queste ragioni, “e per la strategicità di un’efficiente unione doganale per la crescita, sicurezza e autonomia strategica europea, consideriamo con forza Roma la migliore possibile sede per Euca”, ha concluso Gualtieri.

Meloni a Niscemi, sopralluogo nelle zone colpite dal maltempo

Roma, 28 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni è arrivata a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, per un sopralluogo nella zona colpita dalla frana. La premier prima ha sorvolato in elicottero le zone interessate dal maltempo col capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano. Successivamente ha partecipato ad una riunione operativa nel Comune di Niscemi, con il capo della Protezione civile per fare il punto della situazione nella zona colpita da una frana. La premier è arrivata intorno alle 11 e l’incontro è durato poco più di una ventina di minuti. Al termine, Meloni è andata via senza rilasciare dichiarazioni. Alla riunione, oltre al sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, anche il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno.

Euro-dollaro aggrava difficoltà esportatori e crea pressioni sulla Bce

Roma, 28 gen. (askanews) – Si interrompe in mattinata, ma solo marginalmente, la corsa rialzista dell’euro, che ieri ha visto la valuta unica sfondare a rialzo la soglia psicologica di 1,20 dollari per la prima volta dal giugno del 2021. A mattina inoltrata l’euro si scambia 1,1985 sul biglietto verde, dopo aver toccato 1,2044 dollari.

La velocità del rally della moneta condivisa rischia di cogliere alla sprovvista Banca centrale europea. Al punto che il governatore della Banca centrale dell’Austria, Martin Kocher, uno dei paesi tradizionalmente ritenuti più propensi a una linea restrittiva di politica monetaria, avverte che se i cambi continueranno a muoversi in questa direzione, bisognerà intervenire.

“Non per via del cambio di per sé – mette le mani avanti, in una intervista al Financial Times – ma perché il tasso di cambio si traduce in meno inflazione e questa, ovviamente, è una questione di politica monetaria. Se l’euro continua ad apprezzarsi ancora, a un certo punto potrebbe ovviamente creare una certa necessità di reagire in termini monetari”.

O almeno questa è la versione che fornisce “proforma”. In realtà negli ultimi mesi, con una accelerazione in queste ultime settimane, i paesi dell’area valutaria e in particolare i loro esportatori si sono ritrovati in una sorta di morsa. Da un lato i dazi commerciali imposti dall’amministrazione Trump, per quanto mitigati dagli accordi raggiunti tra Ue e Usa, frenano le merci europee in uscita, in particolare quelle dell’eurozona, dall’altro il nodo dei cambi crea ulteriori erosioni alla competitività per l’area valutaria.

E questo molti dei giganti delle esportazioni dell’Asia, competitori diretti spesso delle aziende Ue, sembrano aver scelto deliberatamente ben altra strategia su questo versante: dallo scorso luglio lo yen del Giappone, il won della Corea del Dud e il dollaro di Taiwan si sono nettamente deprezzati rispetto al dollaro Usa.

Il rialzo del dollaro sull’euro è stato accentuato in queste settimane da una serie di elementi che hanno contribuito a deprezzare il biglietto verde. Tra cui le rinnovate tensioni geopolitiche ma anche l’ipotesi che gli Stati Uniti possano intervenire assieme al Giappone a sostegno dello yen.

E poi ci sta la politica monetaria Usa. Al momento la Federal Reserve non sembra orientata a tagliare ulteriormente i tassi, ma la questione è oggetto di un durissimo scontro tra stessa istituzione e la Casa Bianca, esacerbato dal fatto che il dipartimento di Giustizia Usa ha recapitato un mandato di comparizione al presidente della Fed, Jerome Powell, sospettandolo di malversazioni sui costi di rifacimento della sede. Lo stesso ha replicato in maniera energica accusando il governo federale di cercare di minare l’indipendenza della Fed.

Oggi i fari dei mercati saranno proprio sulla Federal Reserve: alle 20 italiane il direttorio comunicherà le sue decisioni sui tassi di interesse e alle 20 e 30 lo stesso Powell terrà la conferenza stampa esplicativa, che con ogni probabilità sarà più concentrata su lo scontro sulla Casa Bianca che sul tema monetario. Per parte sua, la Bce terrà il suo prossimo direttorio sui tassi di interesse mercoledì 4 e giovedì 5 febbraio.

Il Papa ricorda la Shoah: auspico un mondo senza più antisemitismo, pregiudizio o persecuzione

Città del Vaticano, 28 gen. (askanews) – Papa Leone ha ricordato, al termine dell’udienza generale di stamane in Vaticano, il dramma dell’Olocausto citando la ricorrenza di ieri nel Giorno della Memoria. “In questa annuale occasione di doloroso ricordo – ha detto – chiedo all’Onnipotente il dono di un mondo senza più antisemitismo e senza più pregiudizio o oppressione e persecuzione per alcuna creatura umana. Rinnova il mio appello alla comunità delle nazioni, – ha quindi aggiunto – affinché sia sempre vigilante, così che l’orrore del genocidio non si abbatta più su alcun popolo e si costruisca una società fondata sul rispetto reciproco e sul bene comune”.

Euca, Freni (Mef): Roma sede ideale, Italia si farebbe carico dei costi

Roma, 28 gen. (askanews) – “Il governo italiano attribuisce all’Euca” la futura autorità europea sulle Dogane “e alle funzioni doganali un’importanza strategica per modernizzare il sistema doganale. Siamo convinti che soltanto migliorando la sicurezza doganale si possa migliorare la competitività del mercato unico, soprattutto alla luce del contesto geopolitico che stiamo vivendo in questo momento”. Lo ha affermato il sottosegretario all’Economia, Federico Freni durante una audizione al parlamento europeo sulle candidature delle città Ue per la sede della futura nuova autorità. Freni era accompagnato dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

“L’Italia – ha proseguito – è sempre stata il luogo dove la sicurezza doganale, la collaborazione tra Guardia di Finanza e agenzia delle Dogane, ha trovato il suo massimo sviluppo nella capacità di contrasto al traffico illecito dal contraffazione”.

“Roma – ha detto ancora Freni – è la sede ideale, ma di questo parlerà il sindaco Gualtieri, e l’Italia si farà carico integralmente di tutti i costi dell’agenzia Euca, destinando ad uso esclusivo dell’agenzia un immobile. Questa è una condizione che solo altri due candidati hanno immaginato e l’immobile sarà messo a disposizione a tempo indeterminato per l’agenzia e a titolo gratuito, assicurando anche benefici molto significativi a tutto il personale dell’agenzia e allo staff”.

“Penso che le bellezze di Roma parlino da sole – ha concluso il sottosegretario passando alla lingua inglese – ma il sindaco ne può parlare meglio di me”.

Possibili accordi di pace separati Ucraina-Usa e Russia-Usa. Su Donbass Zelensky pronto a incontro con Putin

Roma, 28 gen. (askanews) – Il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha dichiarato che i negoziati di pace potrebbero portare alla firma di due accordi distinti: uno tra Stati Uniti e Ucraina e l’altro tra Stati Uniti e Russia.

In un’intervista al quotidiano Europejska Pravda, Sybiha spiega che il quadro negoziale attuale si basa su un documento in 20 punti di natura bilaterale e che verrebbe firmato separatamente da Washington con Kiev e con Mosca. “È la struttura attualmente in discussione, ma i negoziati sono ancora in corso”, ha detto.

Restano tuttavia irrisolte due questioni chiave: lo status dei territori occupati e il futuro della centrale nucleare di Zaporizhzhya. Su questi temi, ha affermato Sybiha, il presidente Volodymyr Zelensky è pronto a un incontro diretto con Vladimir Putin. Secondo fonti del Financial Times gli Stati Uniti avrebbero lasciato intendere che le garanzie di sicurezza dipendono dall’accettazione da parte di Kiev di un accordo che includa il ritiro dal Donbass, affermazione smentita dalla Casa Bianca.

Il capo della diplomazia ucraina ha aggiunto che, pur non essendo previste firme europee sugli accordi, l’Europa resta coinvolta nel processo di pace e lo sarà nelle future garanzie di sicurezza.

Roma in gara con altre 8 città europee per nuova autorità Ue Dogane

Roma, 28 gen. (askanews) – Sono nove le città europee, tra cui Roma per l’Italia, candidate per ospitare il quartier generale della futura autorità europea sulle dogane (Euca o European Customs Authority). Stamattina in audizione al Parlamento europeo, presso la Commissione mercato interno e protezione dei consumatori, saranno presenti il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri

Le altre città candidate sono Bucarest, (Romania), Liegi (Belgio), Lille (Francia), Malaga (Spagna), Porto (Portogallo), L’Aia (Olanda), Varsavia (Polonia) e Zagabria (Croazia).

Al via la missione ufficiale di Mattarella negli Emirati Arabi: "amicizia e collaborazione"

Roma, 28 gen. (askanews) – “La ringrazio molto dell’accoglienza che lei sta riservando a me e alla delegazione che mi accompagna con questo spirito di amicizia tra i nostri paesi. Sono lietissimo di restituire la visita che lei ha fatto un anno fa a Roma, una visita graditissima e molto importante perl’Italia che ha lasciato grandi segni concreti della nostra collaborazione. Devo confidarle che sono tornato molto spesso col pensiero al nostro colloquio a Roma e alla saggezza delle sue considerazioni”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella inconytrando ad Abu Dhabi, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed al Nahyan, primo appuntamento della sua visita nel Golfo: prima visita negli Emirati Arabi di un capo di Stato italiano.

“E’ un piacere – è stata l’accoglienza di Mattarella da parte di bin Zayed- darle il benvenuto dopo l’incontro dello scorso anno a Roma. ricordo ancora l’eccezionale ospitalità ricevuta durante la mia visita nel vostro paese amico, sono fiducioso che questa visita darà un forte impulso alle relazioni bilaterali nell’ambito del partenariato strategico. Le nostre relazioni, iniziate nel 1971, hanno registrato un andamento ascendente che riflette la profondità dei nostri legami storici, questo sottolinea il nostro impegno comune ad aprire nuovi orizzonti per una cooperazione costruttiva basata sulla fiducia, sul rispetto, negli interessi comuni, che soddisferà le aspirazioni dei nostri paesi e dei nostri popoli”.

“Sono numerose – ha sottolineato ancora il pressidente arabo- le aree di cooperazione tra Emirati Arabi Uniti e Italia che aprono la strada a un futuro promettente per le nostre relazioni bilaterali e queste aree contribuiscono a rafforzare il nostro attuale partenariato strategico a beneficio di entrambi i popoli, specialmente nel settore degli investimenti in economia, tecnologia avanzata, intelligenza artificiale. Noi Emirati intendiamo rafforzare queste relazioni e siamo fiduciosi che il vostro paese amico condivida questo impegno con noi”.

Nel pomeriggio, Mattarella si recherà al Museo Nazionale Zayed, nel cuore del Saadiyat Cultural District, dedicato alla figura del padre fondatore degli Emirati, Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan. Ad accoglierlo sarà il presidente del Dipartimento della Cultura e del Turismo di Abu Dhabi, Mohamed Khalifa Al Mubarak. Successivamente Mattarella visiterà la Casa della Famiglia Abramitica, monumento simbolo dell’amicizia tra le fedi, dove sorgono la Chiesa di San Francesco d’Assisi, la Sinagoga Moses Ben Maimon e la Moschea Ahmed El-Tayeb e, quindi, il Museo Louvre di Abu Dhabi.Prima di partire in serata per Dubai, il presidente Mattarella incontrerà i rappresentanti italiani del mondo accademico e scientifico presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia.

Usa, alla Casa Bianca una foto di Trump con Putin

Roma, 28 gen. (askanews) – Una fotografia che ritrae il presidente americano Donald Trump accanto all’omologo russo Vladimir Putin, scattata durante il vertice ad Anchorage lo scorso agosto, in Alaska, è stata appesa alla Casa Bianca. Lo ha notato e lo riporta su X la corrispondente della Pbs alla Casa Bianca, Elizabeth Landers.

“Ho notato nell’atrio che collega l’Ala Ovest alla residenza qualcosa che non avevo mai visto prima: una foto incorniciata dei presidenti Trump e Putin al loro vertice estivo in Alaska”, ha scritto Landers, postando lo scatto della parete e precisando: “La foto in basso ritrae il presidente Trump con uno dei suoi nipoti”.

Crans-Montana, l’ambasciatore svizzero: inquirenti italiani e svizzeri già collaborano, a febbraio incontro

Roma, 28 gen. (askanews) – La Procura vallesana incontrerà a metà febbraio gli inquirenti italiani nell’ambito delle indagini in corso sulla strage di Capodanno a Crans-Montana. Lo ha detto l’ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, precisando in un’intervista al gruppo CH Media che l’incontro sarà a livello tecnico.

“Le autorità giudiziarie italiane e svizzere stanno già collaborando”, ha detto l’ambasciatore, precisando che l’incontro previsto per metà febbraio non rappresenta “un ritardo da parte della Svizzera, ma la prima data possibile per la Procura di Roma”.

Niscemi, la Protezione civile: la frana è molto estesa, circa 4 chilometri di fronte

Roma, 28 gen. (askanews) – “La frana è molto estesa, si tratta di circa 4 km di fronte. Sull’orlo della frana c’è una zona di rispetto di circa 150 metri che è stata totalmente evacuata, dove ci sono due scuole, delle attività commerciali e 1.500 residenti che sono stati evacuati. In queste ore tutto il sistema di Protezione civile nazionale sta operando, dalle strutture operative alle forze dell’ordine, le istituzioni (Comune, Provincia, Regione e il Dipartimento nazionale), per monitorare costantemente la situazione e per cercare di comprendere quali possono essere le evoluzioni del fenomeno”. Lo ha detto a “Non stop news” su RTL 102.5, Luigi D’Angelo, direttore dell’Ufficio gestione delle emergenze della Protezione Civile.

Alla domanda se si sta andando verso un allargamento o una stabilizzazione della frana, l’ingegnere ha risposto che “al momento non è facile a dirsi: in questo momento qui sta piovendo e l’acqua è un po’ il principale motore di questo fenomeno franoso, quindi bisognerà sicuramente attendere che smettano le piogge, che il livello dell’acqua nel terreno in qualche modo si assesti per poter capire quali possono essere di possibili evoluzioni. In questo momento non è facile prevederlo, però il monitoraggio a vista di possibili fratture, di possibili lesioni, aiuta” ha proseguito, spiegando che “pertanto è importante il rispetto di questa fascia di 150 metri dove i cittadini non vanno, e in questo momento operano geologi per monitorare. All’interno di questa, c’è una fascia di 50 metri dall’orlo dove non vanno neanche i vigili del fuoco perché quella veramente a forte rischio di crolli. Si è creato uno strapiombo di circa 50 metri, è difficile immaginare che lì si possa tornare a vivere. È tutto molto in evoluzione, in divenire”.

“Niscemi è un comune grande con 25mila abitanti che in questo momento accoglie i 1.500 residenti che si sono dovuti allontanare dalle loro abitazioni” ha ricordato il funzionario della Protezione civile, precisando che “quindi: assistenza a queste persone, rispetto di questa zona rossa, monitoraggio costante dei fenomeni franosi e riattivazione di quelle che sono le strade per poter riconnettere il tessuto urbano, perché delle quattro strade provinciali, due sono interrotte dalla frana”.

In merito agli aiuti alla popolazione, D’Angelo ha spiegato che “ci sono degli immediati sostegni sia per le attività commerciali sia per i privati cittadini, in particolare chi è in autonoma sistemazione riceve un sostegno per essersi ricollocato in altre abitazioni, quindi da parenti o amici. Il Comune ha allestito con il supporto della produzione civile un centro di accoglienza, ma sono poche le unità che trascorrono lì la notte. Molti sono da parenti e amici. L’accoglienza e il supporto anche a queste persone è il principale focus della nostra attività”.

Frana Niscemi, D’Angelo: 4 km di fronte, fascia di 50 metri a rischio

Milano, 28 gen. (askanews) – “La frana è molto estesa, si tratta di circa 4 km di fronte. Sull’orlo della frana c’è una zona di rispetto di circa 150 metri che è stata totalmente evacuata, dove ci sono due scuole, delle attività commerciali e 1.500 residenti che sono stati evacuati. In queste ore tutto il sistema di Protezione civile nazionale sta operando, dalle strutture operative alle forze dell’ordine, le istituzioni (Comune, Provincia, Regione e il Dipartimento nazionale), per monitorare costantemente la situazione e per cercare di comprendere quali possono essere le evoluzioni del fenomeno”. Lo ha detto a “Non stop news” su RTL 102.5, Luigi D’Angelo, direttore dell’Ufficio gestione delle emergenze della Protezione Civile.

Alla domanda se si sta andando verso un allargamento o una stabilizzazione della frana, l’ingegnere ha risposto che “al momento non è facile a dirsi: in questo momento qui sta piovendo e l’acqua è un po’ il principale motore di questo fenomeno franoso, quindi bisognerà sicuramente attendere che smettano le piogge, che il livello dell’acqua nel terreno in qualche modo si assesti per poter capire quali possono essere di possibili evoluzioni. In questo momento non è facile prevederlo, però il monitoraggio a vista di possibili fratture, di possibili lesioni, aiuta” ha proseguito, spiegando che “pertanto è importante il rispetto di questa fascia di 150 metri dove i cittadini non vanno, e in questo momento operano geologi per monitorare. All’interno di questa, c’è una fascia di 50 metri dall’orlo dove non vanno neanche i vigili del fuoco perché quella veramente a forte rischio di crolli. Si è creato uno strapiombo di circa 50 metri, è difficile immaginare che lì si possa tornare a vivere. È tutto molto in evoluzione, in divenire”.

“Niscemi è un comune grande con 25mila abitanti che in questo momento accoglie i 1.500 residenti che si sono dovuti allontanare dalle loro abitazioni” ha ricordato il funzionario della Protezione civile, precisando che “quindi: assistenza a queste persone, rispetto di questa zona rossa, monitoraggio costante dei fenomeni frannosi e riattivazione di quelle che sono le strade per poter riconnettere il tessuto urbano, perché delle quattro strade provinciali, due sono interrotte dalla frana”.

In merito agli aiuti alla popolazione, D’Angelo ha spiegato che “ci sono degli immediati sostegni sia per le attività commerciali sia per i privati cittadini, in particolare chi è in autonoma sistemazione riceve un sostegno per essersi ricollocato in altre abitazioni, quindi da parenti o amici. Il Comune ha allestito con il supporto della produzione civile un centro di accoglienza, ma sono poche le unità che trascorrono lì la notte. Molti sono da parenti e amici. L’accoglienza e il supporto anche a queste persone è il principale focus della nostra attività”.

Sport invernali, design e e crisi climatica: “White Out” in Triennale

Milano, 28 gen. (askanews) – Una mostra dedicata agli sport invernali e all’intelligenza progettuale in relazione alle condizioni estreme della vita in montagna e alle prove future inevitabilmente poste dai cambiamenti climatici. Triennale Milano ha scelto di puntare anche su questo progetto nell’imminenza dei Giochi olimpici di Milano Cortina: l’esposizione “White Out – The Future of Winter Sports”.

“Noi ospitiamo Casa Italia – ha detto ad askanews il presidente Stefano Boeri – e quindi Triennale per un mese e mezzo sarà dedicata alle Olimpiadi invernali, sarà uno dei luoghi dove i giornalisti e gli appassionati si ritroveranno. Però abbiamo pensato che fosse importante accompagnare questa ospitalità con due contributi che giocano su piani molto diversi. Allora, l’orso polare di Jacopo Allegrucci unisce, se vogliamo, le Olimpiadi al carnevale, a un evento festoso e gioioso. Questa invece è una mostra di grande profondità tecnologica e scientifica, perché è una mostra che grazie all’intelligenza di Konstantin Grcic guarda alle innovazioni nel campo dei materiali, delle tecnologie che hanno accompagnato gli sport invernali, forse più che gli sport tradizionali, nel corso degli ultimi 30-40 anni”.

La mostra, affascinante e con un grande allestimento, prende il titolo dall’espressione che indica il particolare effetto ottico che si genera in alta quota quando le nuvole e il cielo bianco incontrano il paesaggio innevato che, riflettendo la luce, genera una condizione di scarsa visibilità in cui i punti di riferimento, come distanza e direzione, non sono più accessibili.

“White Out – ha aggiunto Marco Sammicheli, direttore del Museo del Design Italiano di Triennale e co-curatore della mostra – pesca nel formidabile bacino dei valori dello sport per tracciare una prospettiva di come l’innovazione e il design si stanno adattando ai cambiamenti climatici di questi ambienti, proprio gli stessi dove gli sport invernali avvengono. Attraverso equipaggiamenti, attrezzature, infrastrutture, ma anche attraverso temi come la sicurezza e la moda cerchiamo, insieme a Konstantin Grcic, di affrescare un universo che in occasione dei Giochi olimpici invernali serve a tracciare un mondo che sta profondamente cambiando”.

E la metafora del “White Out”, con la sua perdita dei riferimenti, oggi la possiamo estendere allo spaesamento causato dalla crisi climatica, che sta cambiando il modo in cui si vivono gli sport invernali, ma anche tutta la nostra vita sul pianeta antropizzato.

Australian Open, sfortuna Musetti: avanti 2-0 con Djokovic, si ritira. Nole: oggi era lui il migliore

Roma, 28 gen. (askanews) – Che sfortuna. Non ci sono altre parole per descrivere quanto accaduto sulla Rod Laver Arena, nella mattinata italiana di mercoledì 28 gennaio, nel match valevole per i quarti di finale dell’Australian Open 2026. Lorenzo Musetti, avanti 2-0 contro Novak Djokovic dopo due set praticamente perfetti (6-4, 6-3), è stato costretto ad alzare bandiera bianca nel corso del terzo parziale (3-1 Djokovic) per un problema fisico accusato qualche minuto prima e che lo aveva spinto a chiamare medical timeout. Tra secondo e terzo set Novak Djokovic chiede il fisioterapista, ma al rientro in campo è proprio lui a piazzare il break, con Lorenzo Musetti che sullo 0-40 addirittura lascia andare il punto. Il motivo è presto detto: il carrarino si siede in panchina e c’è il medical timeout con trattamento alla coscia. Dopo aver provato a giocare da fermo per qualche game, accortosi di non riuscire a muoversi ed avere troppo dolore, alza bandiera bianca. Molto fortunato Novak Djokovic, che ora attende uno tra Jannik Sinner e Ben Shelton.

“Ero pronto ad andare a casa, oggi il migliore è stato Musetti: ma è stato davvero sfortunato. Gli auguro di guarire presto”. Cosi’ Novak Djokovic rende omaggio a Lorenzo Musetti, ritiratosi al quarto di finale contro di lui quando era avanti di due set. “Nei primi due set non sentivo la palla, avevo qualche vescica – ha detto il serbo, nell’intervista dal campo – ma niente di particolare. Semplicemente era lui ad essere più forte. Sono stato fortunato: ringrazio Dio per l’opportunità che mi ha dato di giocare un’altra semifinale, vorrà dire che stanotte pregherò un altro po’… “.

Tennis, Djokovic: "Musetti sfortunato, ero pronto ad andare a casa"

Roma, 28 gen. (askanews) – “Ero pronto ad andare a casa, oggi il migliore e’ stato Musetti: ma e’ stato davvero sfortunato. Gli auguro di guarire presto”. Cosi’ Novak Djokovic rende omaggio a Lorenzo Musetti, ritiratosi al quarto di finale contro di lui quando era avanti di due set. “Nei primi due set non sentivo la palla, avevo qualche vescica – ha detto il serbo, nell’intervista dal campo – ma niente di particolare. Semplicemente era lui ad essere più forte. Sono stato fortunato: ringrazio Dio per l’opportunità che mi ha dato di giocare un’altra semifinale, vorrà dire che stanotte pregherò un altro po’… “.

Australian Open, sfortuna Musetti: avanti 2-0 con Djokovic, si ritira

Roma, 28 gen. (askanews) – Che sfortuna. Non ci sono altre parole per descrivere quanto accaduto sulla Rod Laver Arena, nella mattinata italiana di mercoledì 28 gennaio, nel match valevole per i quarti di finale dell’Australian Open 2026. Lorenzo Musetti, avanti 2-0 contro Novak Djokovic dopo due set praticamente perfetti (6-4, 6-3), è stato costretto ad alzare bandiera bianca nel corso del terzo parziale (3-1 Djokovic) per un problema fisico accusato qualche minuto prima e che lo aveva spinto a chiamare medical timeout. Tra secondo e terzo set Novak Djokovic chiede il fisioterapista, ma al rientro in campo è proprio lui a piazzare il break, con Lorenzo Musetti che sullo 0-40 addirittura lascia andare il punto. Il motivo è presto detto: il carrarino si siede in panchina e c’è il medical timeout con trattamento alla coscia. Dopo aver provato a giocare da fermo per qualche game, accortosi di non riuscire a muoversi ed avere troppo dolore, alza bandiera bianca. Molto fortunato Novak Djokovic, che ora attende uno tra Jannik Sinner e Ben Shelton.

La deputata dem Ilhan Omar aggredita durante un’assemblea a Minneapolis mentre chiede l’abolizione dell’Ice

Roma, 28 gen. (askanews) – Un uomo ha aggredito la deputata democratica del Minnesota, Ilhan Omar, durante un’assemblea cittadina a Minneapolis, tentando di spruzzarle addosso una sostanza sconosciuta, prima di essere bloccato dagli agenti.

“Dobbiamo abolire l’Ice per sempre. E la segretaria (del dipartimento della Sicurezza Interna, ndr) Kristi Noem deve dimettersi o affrontare l’impeachment”, stava dicendo Omar poco prima della tentata aggressione.

L’uomo è stato arrestato e portato in carcere con l’accusa di aggressione. Stando a quanto riferito dalla polizia, l’uomo, identificato in Anthony Kazmierczak, 55 anni, ha usato una siringa per spruzzare “un liquido sconosciuto” contro la deputata, da tempo obiettivo di attacchi da parte del presidente Donald Trump. Ancora ieri, durante un comizio in Iowa, Trump ha affermato che gli immigrati devono “dimostrare di poter amare il nostro Paese, devono esserne orgogliosi, non come Ilhan Omar”. L’ufficio della deputata ha fatto sapere che “sta bene” e che, una volta bloccato l’uomo, ha “continuato con il suo intervento perché non lascia vincere i bulli”.

Ucraina, attacco russo contro un treno passeggeri a Kharkiv: 5 morti

Roma, 28 gen. (askanews) – Almeno cinque persone sono rimaste uccise in un attacco russo contro un treno passeggeri nella regione di Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina. Lo ha riferito la Procura regionale, citata dal Kiev Independent, precisando che l’attacco è stato messo a segno con tre droni Shahed, uno dei quali ha colpito il treno, mentre gli altri due hanno colpito la zona circostante.

In un post su X, il presidente Volodomyr Zelensky ha pubblicato il video del treno in fiamme e definito l’attacco come “puro atto di terrorismo”, precisando che “oltre 200 persone erano a bordo del treno e 18 si trovavano nella carrozza colpita da uno dei droni russi”.

(foto screenshot dal video sui social del presidente ucraino)

Trump: i manifestanti anti-ICE a Minneapolis sono degli "agitatori pagati", sovversivi e malati

Roma, 28 gen. (askanews) – Durante un comizio in Iowa il presidente Usa Donald Trump ha definito i manifestanti anti-ICE a Minneapolis degli “agitatori pagati”, aggiungendo: “In alcuni casi sono davvero dei sovversivi (insurrectionists, ndr) pagati. Sono dei malati”.

Come riportano i media Usa, Trump ha dichiarato che la sua amministrazione ha ridotto “in modo molto significativo” la criminalità in Minnesota e ha aggiunto che, all’insaputa dell’opinione pubblica, “abbiamo eliminato migliaia di criminali incalliti, violenti e terribili”.

Trump, apprendista stregone: il rischio di guerra civile

Il dubbio che diventa domanda politica

È la domanda che, più o meno consapevolmente, in molti si stanno – ci stiamo – ponendo da ormai diversi mesi e che si è fatta più assillante in queste ultime settimane dopo i fatti di Minneapolis: Donald Trump e i suoi scherani stanno scientemente provando a trasformare la democrazia americana in un’autocrazia?

Gli indizi in questa direzione cominciano ad essere troppi e una certa inquietudine assale chi li esamina con attenzione. Ma quando un intellettuale come Robert Kagan – politologo e storico di tendenze conservatrici classiche, fra i più seguiti e rispettati d’America – sostiene, con tutta la brutalità necessaria, che il suo Paese rischia il declino democratico (lo ha scritto su The Atlantic) e che, testualmente, non è affatto «convinto che nel 2026, midterm, e nel 2028, presidenziali, avremo elezioni libere e trasparenti» (intervista a La Stampa, 25 gennaio), un vero brivido corre lungo la schiena.

Il precedente del 6 gennaio e la delegittimazione del voto

Perché il tentativo, violento, di non riconoscere l’esito elettorale è già stato posto in atto il 6 gennaio 2021. Trump ha sempre accusato di brogli i vincitori delle presidenziali del 2020, ha messo in dubbio la trasparenza del voto postale, ha sostenuto che la sua fosse una vittoria rubata: e lo ribadisce tuttora.

Tanto è vero che ha amnistiato gli autori del selvaggio attacco al Campidoglio; che sta cercando di rendere più difficile, se non addirittura di abolire, il voto per corrispondenza; che lascia intendere, con una mezza smorfia, che potrebbe anche fare un terzo mandato. A questo, in verità, ultimamente non accenna più: qualcuno deve avergli spiegato che è costituzionalmente impossibile, a meno di promuovere una reale rivoluzione che condurrebbe a una guerra civile.

ICE, tensione sociale e l’ombra dell’Insurrection Act

C’è poi lo schieramento para-militare attuato tramite l’ICE in diverse città a guida democratica, con l’obiettivo ufficiale di prelevare ed espellere dagli USA immigrati clandestini e con quello non dichiarato di creare tensione al loro interno, così da offrire il pretesto per un intervento più massivo della stessa ICE.

Un’azione che appare davvero propedeutica a un successivo ricorso all’Insurrection Act, quel provvedimento d’emergenza definito sin dal 1807 che consente al Presidente di schierare le Forze Armate nelle città a fronte di un dichiarato “stato d’emergenza” necessario per garantire l’ordine pubblico.

L’ideologia dell’odio e la catena delle responsabilità

La furia ideologica che sottende tutto ciò è incentrata sull’odio nei confronti degli immigrati – illegali e non – che Stephen Miller, l’invasato suprematista bianco consigliere della Casa Bianca per la sicurezza interna, ha più volte illustrato nei suoi brutali interventi pubblici.

La violenza fisica cui fanno ricorso gli agenti dell’ICE – preparati sommariamente e frettolosamente al loro delicato lavoro e, si dice, selezionati prevalentemente fra estremisti reazionari e razzisti violenti – è invece sempre stata “coperta” dalle dichiarazioni di Kristi Noem, segretario alla sicurezza interna.

Elezioni a rischio?

In un simile contesto, il tremendo dubbio esposto da Kagan – quello che si è visto sinora è «un grande addestramento per una messinscena che possono fare ovunque, in qualsiasi Stato dell’Unione» – assume un rilievo realmente inquietante.

È evidente come le modalità imperiali con cui Trump interpreta questo suo secondo mandato non siano compatibili con un Congresso controllato dall’opposizione: da qui le preoccupazioni per la regolarità delle elezioni del prossimo novembre.

Minneapolis e l’errore fatale dell’apprendista stregone

Succede però che l’apprendista stregone e i suoi degni aiutanti eccedano e che accada il disastro non previsto. Anzi, un doppio disastro.

I morti di Minneapolis sono due: sono stati deliberatamente uccisi da uomini dell’ICE, come dimostrato dalle immagini trasmesse da tutti i media mondiali, che hanno smentito le dichiarazioni giustificazioniste di Trump, di Vance e di Noem.

La reazione che costringe Trump alla frenata

La reazione popolare; quella degli stessi ambienti economici, pur vicini al mondo trumpiano; gli interventi – finalmente – degli ex presidenti Clinton, Obama e Biden; la netta difesa della propria comunità da parte del sindaco di Minneapolis Jacob Frey e del governatore del Minnesota Tim Walz; il clamoroso ritiro dalla campagna elettorale per il governatorato del candidato repubblicano Chris Madel, disgustato dall’operato dell’ICE, giudicato un “disastro”; i sondaggi nazionali che puniscono decisamente la presidenza per quanto avvenuto a Minneapolis: tutti elementi che hanno costretto Trump a una frenata.

Una tregua fragile, non una soluzione 

Ha dovuto parlare con Walz e Frey, ha trasferito Greg Bovino – l’inquietante capo dell’ICE vestito come un gerarca nazista – al suo precedente incarico, sostituendolo e aprendo alla possibilità di un ritiro dell’ICE dal Minnesota.

Non è finita. Ma forse – speriamo – l’apprendista stregone ha compreso che l’incendio appiccato con le sue truci parole e le sue decisioni sbagliate potrebbe divampare ovunque. E forse, allora, è meglio darci un taglio.

Femminicidio, non è raptus ma cultura che prepara la morte

La favola del “raptus”

Il femminicidio di Anguillara Sabazia – Federica Torzullo, 41 anni – smonta la favola del “raptus”.

La violenza non nasce all’improvviso: si infiltra come l’acqua nei muri, impercettibile, poi deflagrante. È fatta di controllo, svalutazione, isolamento. Quando la relazione smette di essere reciprocità e diventa proprietà, l’esito estremo è già inscritto nel processo.

Maschilità fragile e idolatria del possesso

Richiamare il patriarcato è necessario, ma non basta. Nelle società occidentali quel modello è entrato in crisi: ruoli rinegoziati, autonomia femminile, intimità come scelta.

Proprio le transizioni – separazioni, affidamenti, ridefinizione dei confini – mettono a nudo una maschilità fragile che vive la libertà dell’altra come esproprio e il conflitto come perdita di status. È l’idolo del possesso, in cui l’altra non è una persona ma un prolungamento dell’io.

Il sottosuolo sociale

Nel sottosuolo sociale si sgretola il cemento dei legami: la solitudine scava, l’educazione emotiva si assottiglia, la rabbia diventa abitudine.

Ansia e depressione, precarietà e frustrazione non “spiegano” il delitto, ma alzano il volume del risentimento. E una comunicazione mediatica satura di umiliazione e sopraffazione offre repertori simbolici immediati per chi non ha mediazioni educative solide.

La prevenzione come ossatura civile

I dati da tempo dicono che il rischio abita il perimetro affettivo: la violenza colpisce soprattutto dentro relazioni di coppia e familiari. Ma la prevenzione non può fermarsi al conteggio.

Deve diventare ossatura civile: educazione affettiva, servizi integrati, spazi di parola per uomini e ragazzi, responsabilità condivisa di scuola, comunità, media. Finché consideriamo la coppia un affare privato, la logica del dominio trova casa.

Un referto che chiama responsabilità

L’intimità è un luogo pubblico senza piazza: qui si misura la qualità della civiltà. Non basta l’indignazione rituale dopo l’ennesimo funerale: servono dispositivi territoriali stabili di ascolto, protezione e responsabilizzazione, e una tutela concreta capace di intervenire prima.

È lì che si gioca la posta antropologica: riconoscere l’altro come irriducibile, custodirne la libertà. Perché una società che non educa al limite – al “no” dell’altra, alla separazione, alla perdita – prepara la morte senza chiamarla per nome.

Cultura del possesso o cultura della libertà

C’è un punto che non possiamo più eludere: la violenza non è soltanto un gesto individuale. È anche un prodotto sociale.

Quando un uomo arriva a pensare che l’uscita di una donna da una relazione sia un affronto insopportabile, significa che per anni ha respirato – in mille modi, spesso invisibili – l’idea che l’amore autorizzi, che il legame dia diritto, che la frustrazione possa trasformarsi in punizione.

Anguillara, allora, non è solo cronaca: è un referto sociale. E questo referto ci costringe a scegliere: una cultura che addestra al possesso o una cultura che educa alla libertà. Perché il vero antidoto non è l’ennesima indignazione a scadenza, ma una conversione pubblica dello sguardo: imparare, finalmente, che nessuno appartiene a nessuno.

Dibattito | Sulla condizione della Cisl attuale

Non un atto di difesa, ma un dovere di onestà intellettuale

Non sono, come ovvio, il difensore d’ufficio della Cisl. Ma dalla Cisl, pur non essendo mai stato personalmente un sindacalista, arrivano i due leader politici che sono stati i miei principali ed esclusivi “maestri”: Carlo Donat-Cattin e Franco Marini.

Due storici leader sindacali e, soprattutto, politici, che hanno formato intere generazioni e che hanno caratterizzato il percorso e il cammino della sinistra sociale di ispirazione cristiana nel nostro Paese. Con Donat-Cattin nella Dc e poi nel Ppi, nella Margherita e nella prima stagione del Pd con Marini, prima che quest’ultimo diventasse il semplice prolungamento della filiera Pci/Pds/Ds/Pd.

Ma, per tornare alla Cisl, credo sia doveroso – nonché intellettualmente onesto – ricordare almeno due aspetti che non sono affatto secondari.

Quando il sindacato diventa soggetto politico

Innanzitutto non possiamo non dire che c’è una sigla sindacale oggi nel nostro Paese che si è trasformata in un soggetto politico. O meglio, per essere più precisi, in un petalo dell’alleanza di sinistra e progressista.

Una trasformazione radicale del principale sindacato italiano, ovvero la Cgil di Landini, che non può e non deve mai passare sotto silenzio.

Una considerazione, questa, che non sempre viene adeguatamente evidenziata nella sua gravità e nella sua pericolosità, soprattutto per il ruolo storico – nonché costituzionale – a cui è chiamato ad essere il sindacato.

La specificità della Cisl non è negoziabile

In secondo luogo, la tradizione, la cultura, la storia e la prassi concreta della Cisl non possono essere confuse con quelle della Uil, anche quando lo storico sindacato socialista organizza un pur importante incontro con mons. Rino Fisichella.

Questo perché la storia e la cultura del tradizionale sindacato cattolico e riformista del nostro Paese non possono essere sacrificate sull’altare delle valutazioni e delle opinioni politiche contingenti.

Lo dico perché, su questo versante, la Cisl ha continuato ad essere fedele alla sua vocazione originaria.

Contrattazione, dialogo, riformismo

E cioè: un sindacato che pratica ed esalta la contrattazione a livello locale e nazionale; che crede nel confronto e nel dialogo con le parti sociali e con il Governo di turno, senza accampare le solite – e ormai collaudatissime – pregiudiziali politiche e ideologiche; che coltiva un approccio laico e riformista nel ricercare soluzioni utili per i lavoratori e per i ceti popolari del nostro Paese.

E, infine, un sindacato che non si trasforma in un soggetto politico o in un partito, dimenticando radicalmente la propria missione originaria.

Perché la Cisl non entra nel cono d’ombra

Ecco perché, pur senza santificare o esaltare oltre misura il ruolo e la funzione della Cisl, credo sia doveroso richiamare la specificità e l’originalità del sindacato di via Po quando si parla dell’attuale panorama sindacale italiano.

Certo, il sindacato italiano deve avere maggiore forza, incisività e coraggio nel proseguire il proprio cammino. Ma è indubbio che esso è credibile, serio, trasparente e competitivo solo se non rinuncia a fare il sindacato.

Nel momento in cui si trasforma in un partito o in una grigia e indistinta succursale di qualche potentato – di qualsiasi genere esso sia – è destinato inesorabilmente ad entrare in un cono d’ombra: a diventare irrilevante, ininfluente, puramente ornamentale. Un epilogo a cui la Cisl non si adegua. Per rispetto della sua storia. Innanzitutto e soprattutto.

Il Centro LiberalPopolare: urge l’appello per un’Italia protagonista in Europa

Un sistema politico bloccato dall’irresponsabilità

Il panorama geopolitico attuale è in preda a convulsioni che richiedono fermezza e visione. Eppure, l’Italia sembra prigioniera di un bipopulismo paralizzante che la condanna all’irrilevanza internazionale.

Da un lato, una sinistra che rincorre le ambiguità del Movimento 5 Stelle, assecondando pulsioni contrarie al sostegno militare all’Ucraina; dall’altro, una Lega che non ha mai abbandonato la retorica antieuropeista, minando strutturalmente la credibilità del Paese a Bruxelles.

L’anomalia di Forza Italia e il vuoto al Centro

In questo scenario, l’anomalia più evidente è rappresentata da Forza Italia. Nonostante l’affiliazione al PPE (Partito Popolare Europeo), il partito continua ad appoggiare un governo a trazione sovranista, spesso in rotta di collisione con i valori fondanti dell’Unione europea.

Questa ambiguità lascia orfano un elettorato moderato, cattolico-democratico e liberale, che non si riconosce né negli estremismi né in un europeismo solo nominale.

Verso il 2027: unire le forze

È tempo che i Popolari di Centro escano dall’ombra. Occorre organizzarsi con i “nostri umili mezzi”, ma facendo leva sulla qualità delle idee, per costruire una proposta politica fondata su serietà, competenza e responsabilità europea.

Un ultimo sondaggio lo conferma chiaramente, rispondendo alla domanda:

“Voterebbe per un nuovo partito di ispirazione cristiana?”

 

  • Sicuramente sì: 7%
  • Probabilmente sì: 19%

 

[Sondaggio Remtene per analisipolitica.it]

Numeri che indicano uno spazio politico reale, oggi scoperto e non intercettato.

Un progetto comune per ridare centralità all’Italia

L’obiettivo è chiaro: avviare un dialogo strutturato con Azione e con le altre formazioni centriste, per dare vita a una proposta politica solida, credibile e coerente con il profilo europeo del Paese.

Non c’è più spazio per i personalismi, né per micro-identità autoreferenziali.

Dobbiamo arrivare pronti alle elezioni politiche del 2027, con un progetto alternativo capace di riportare l’Italia al centro del protagonismo europeo.

L’ultima chiamata

Il futuro dell’Italia europea dipende dalla capacità di stare insieme, di superare frammentazioni e nostalgie, e di offrire una casa politica a chi non vuole scegliere tra sovranismo e populismo mascherato.

Questa è l’ultima chiamata per un Centro LiberalPopolare all’altezza della storia e delle sfide del presente.

Trump annuncia una "piccola de-escalation" in Minnesota: ‘Ma non è un ritiro’

Roma, 27 gen. (askanews) – In una intervista a Fox News durante una visita in Iowa, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che ci sarà una “piccola de-escalation” in Minnesota, dopo le polemiche per le operazioni condotte dagli agenti federali dell’immigrazione con la morte di due cittadini.

Alla domanda sulla situazione a Minneapolis, Trump ha risposto che i dati sulla criminalità sono “buoni” perché le operazioni di immigrazione in corso hanno tolto dalle strade i “criminali incalliti” e ha fatto notare che Tom Homan, lo “zar delle frontiere” della Casa Bianca, è sul posto in questo momento per incontrare i funzionari locali, spiegando che Homan ha parlato con il governatore del Minnesota Tim Walz e con il sindaco di Minneapolis Jacob Frey e che entrambi desiderano vedere un miglioramento della situazione.

“Stiamo per allentare un po’ la tensione”, ha detto poi il presidente Usa, affermando che entrambi i recenti omicidi commessi a Minneapolis da agenti federali – quelli di Renee Good e Alex Pretti – sono stati “terribili”. Trump ha quindi lodato i genitori di Good, suoi sostenitori, aggiungendo che la donna potrebbe essere stata “radicalizzata. Odio vedere cose del genere”, ha precisato.

Trump ha anche respinto l’idea che la decisione di ritirare il controverso funzionario della polizia di frontiera Gregory Bovino e alcuni agenti da Minneapolis costituisca un “passo indietro”, definendo Bovino “un tipo piuttosto eccentrico”.

“Non credo che si tratti di un ritiro, è piuttosto un piccolo cambiamento”, ha detto Trump a Fox News: “Tutti voi in questa stanza che avete un’attività, sapete bene che a volte è necessario apportare piccoli cambiamenti. Bovino è molto bravo, ma è un tipo piuttosto eccentrico e, in alcuni casi, questo è un bene, ma forse in questo caso non lo era”.

Nel Pd c’è chi ‘apprezza’ mossa Vannacci: "Può azzoppare la Meloni"

Roma, 27 gen. (askanews) – Per una volta sono le divisioni altrui ad occupare la cronaca e in casa Pd c’è chi comincia a fare qualche conto in vista delle politiche. L’annuncio della presentazione del simbolo di Roberto Vannacci è accolta con commenti ironici in Transatlantico, ma innesca anche ragionamenti più seri, guardano al voto del prossimo anno: una lista all’estrema destra, è il ragionamento, è potenzialmente un problema per Giorgia Meloni, considerando che secondo la maggior parte dei sondaggi lo scarto tra i due schieramenti è intorno al 2%-3%.

Del resto, non è un mistero che una delle modifiche alla legge elettorale su cui lavorano gli uomini della premier è quella che riguarda lo sbarramento, da abbassare abbastanza da rendere più facile lo smarcamento di Carlo Calenda dal centrosinistra, perché proprio Azione – secondo le rilevazioni attuali – potrebbe portare praticamente in parità i due contendenti, se si schierasse con il ‘campo largo’.

Ecco allora il ragionamento di più di un parlamentare Pd: con Vannacci in campo si complica il puzzle della Meloni. Innanzitutto perché l’ex generale, con i suoi richiami alla ‘Decima Mas’, può erodere una quota di consensi a Fdi, pescando proprio nello ‘zoccolo duro’ del partito, nell’elettorato cresciuto con il Msi o comunque nostalgico del Ventennio. Inoltre, abbassare la soglia per ‘strappare’ Calenda al ‘Campo largo’ rischierebbe di aiutare anche Vannacci.

Solo scenari, per ora, perché lo strappo deve ancora avvenire e bisognerà capire – in caso – che partita sceglierà di giocare l’attuale vice-segretario di Matteo Salvini. Ma la speranza del Pd è che l’ex generale faccia, stavolta, l’incursore nelle file del centrodestra.

Su stupri destra adotta testo Bongiorno. Opposizioni: tradito patto

Roma, 27 gen. (askanews) – Dal patto Meloni-Schlein al muro contro muro. Dal voto unanime alla Camera allo scontro totale tra maggioranza e opposizione al Senato. La commissione Giustizia del Senato ha adottato oggi con i voti del centrodestra (12 a 10) il testo sulla violenza sessuale che riscrive l’articolo 609 del codice penale messo a punto dalla presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, la leghista Giulia Bongiorno. Un unico articolo dal quale sparisce la parola “consenso”, che in prima lettura a Montecitorio aveva raccolto l’appoggio bipartisan, e compare il “dissenso”.

“La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso. L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso”, recita il testo.

Per il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, “è stato tradito un patto e qualcuno dovrà rispondere”. Bongiorno non è dello stesso avviso: “Il patto era per mettere al centro di questa legge la volontà della donna, quindi il patto è stra-rispettato”. Anzi. Secondo la leghista “questo testo fa un passo avanti rispetto alla Camera perché lì tutta la parte del ‘freezing’ non c’era. Ora c’è una ‘presunzione di dissenso’ ogni qualvolta la donna non dice né sì né no perché è colta di sorpresa oppure c’è una situazione in cui è paralizzata, congelata dalla paura, il freezing”.

La seduta pomeridiana della commissione inizia subito incandescente. La presidente arriva con un testo ulteriormente rimaneggiato rispetto a quello della scorsa settimana. Quindi, oltre alla cancellazione della parola ‘consenso’, si prevede anche un inasprimento delle pene: da 7 a 13 anni nei casi di atti sessuali con violenza, minacce e abuso di autorità e da 6 a 12 anni per quelli compiuti contro la volontà della vittima (nella prima versione, le pene erano di 6-12 anni nel primo caso e di 4-10 nel secondo). Si alzano i toni tra Bongiorno e le senatrici del Pd Valeria Valente e Anna Rossomando e in un clima acceso si va al voto.

“Il testo Bongiorno peggiora la situazione per le donne rispetto all’attuale giurisprudenza e quindi è inaccettabile”, dice Valente annunciando che il Pd farà “tutto quello che il regolamento ci consente per impedire l’approvazione di un testo di cui non condividiamo assolutamente nulla”. Stesso spirito da M5s: “Abbiamo chiesto – dice Ada Lopreiato – la trasformazione da sede redigente a referente”, quindi un iter più lungo che vede sfumare l’approdo in aula previsto per il 10 febbraio.

Intanto le opposizioni hanno chiesto nuove audizioni, entro giovedì ogni gruppo presenterà la lista di chi vuole sentire. “Il testo base è un punto di partenza”, spiega Bongiorno che non rinuncia all’obiettivo “di trovare un accordo”. La strada tuttavia sembra tutta in salita. Sia Boccia che il leader M5s Giuseppe Conte chiamano in causa la premier Meloni: “Dica cosa ne pensa”. Bongiorno non rivela se ha consultato la presidente del Consiglio (“Non credo sia corretto”) mentre dice che con Salvini ha avuto “una breve interlocuzione”. Invece Boccia accusa la presidente della commissione Giustizia di aver eseguito “l’ordine e l’indicazione del suo partito che ha un approccio patriarcale”. Mentre, “Fi e Fdi balbettano e provano vergogna”.

Il partito di Tajani e quello della premier non si prodigano in dichiarazioni pubbliche sul nuovo testo. “Forza Italia è favorevole al testo base. Si riserva di presentare emendamenti. Oggi si è votata l’adozione del testo base che non è il testo finale”, si limita a dire il presidente dei senatori azzurri Maurizio Gasparri. Fdi non si sbottona: “Sentiremo le audizioni e a valle faremo le nostre valutazioni, sentiamo anche cosa ci dicono i tecnici, chiederemo anche noi un’audizione”, dice il senatore Fdi Gianni Berrino, componente della Commissione, unico a commentare. “Ad oggi – osserva – le posizioni tra maggioranza e opposizione sono molto distanti”. Mentre Carolina Varchi, deputata Fdi, correlatrice alla Camera del testo bipartisan, preferisce non commentare.

La “Guida Gialla” Gault&Millau arriva in Italia

Praga, 27 gen. (askanews) – Dai ristoranti d’eccellenza ai giovani chef emergenti da scoprire fino alle realtà culinarie più pop del territorio. Gault&Millau, storico punto di riferimento internazionale della critica gastronomica, arriva in Italia dove debutterà dal 2027. L’annuncio ufficiale da Praga, durante la cerimonia di premiazione dell’edizione ceca della guida.

Nata in Francia negli anni Settanta e oggi presente in venti Paesi nel mondo, Gault&Millau porterà anche in Italia il suo sistema di valutazione basato sui Toques, i cappelli da cuoco simbolo dell’eccellenza gastronomica. Sarà un debutto graduale: la prima edizione italiana coprirà Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia e Trentino-Alto Adige, per arrivare a una copertura nazionale completa entro il 2031.

A spiegare cosa distingue la “Gialla” dalle altre guide è Daniele Scaglia, general manager di Gault&Millau Italia e capo ispettore: “La Gault Millau è una internazionale, fa principalmente scouting ed è molto trasversale sulla scelta dei ristoranti per le recensioni. Quindi si parte dal fine dining, che non é il target della Gault & Millau principale, fino ad arrivare all’offerta pop che è una parte molto attuale, molto importante e molto divertente per la gastronomia”.

La sede operativa di Gault&Millau Italia sarà in Piemonte dove sorgerà anche l’Academy per formare un centinaio di ispettori. Tutti italiani e formati secondo standard internazionali, opereranno in totale anonimato per valutare ristoranti, chef e nuove tendenze.

Sul mercato italiano e sul ruolo della guida, Scaglia aggiunge:”La Gault & Millau, essendo una reale guida, porterà il lettore a scegliere Gault & Millau per ottenere una lettura di esperienza all’interno della guida per il ristorante sul quale decide di andare per quel giorno per il pranzo o per la cena. Per cui sarà una vera e propria guida e sarà abbastanza distribuita nel senso che la capillarità dei nostri ispettori sarà importante. Per cui andremo realmente nel dettaglio in tutte le regioni d’Italia, anche se inizieremo con le regioni del nord-ovest”.

Accanto al fine dining, uno degli elementi chiave della Guida Gialla sarà la sezione POP, dedicata alla ristorazione più informale e ai talenti emergenti.

“La sezione pop è una delle sezioni più attuali, perché sappiamo tutti quali sono i ristoranti di fine dining ma ogni tanto ci dimentichiamo che esiste anche tutta una sezione che chiamiamo pop, con bistrot, piccole taverne eccetera dove si produce veramente dell’ottima materia, piatti magari molto particolari. E nel pop si possono trovare dei giovani nuovi talenti. Ricordiamo che Gault & Millau nasce come scouting, quindi questa è la parte fondamentale. Noi – conclude Scaglia – facciamo scouting anche di nuovi talenti, promuoviamo la gastronomia”.

Con il suo approccio internazionale, l’attenzione allo scouting e alla creativita, Gault&Millau si prepara così a raccontare e valorizzare la ristorazione italiana, dai grandi maestri alle nuove generazioni di chef, secondo una prospettiva diversa dalla Michelin e dalle altre guide già presenti nel mondo del food italiano.

Caseitaly Expo 2026: presentata la seconda edizione

Roma, 27 gen. (askanews) – Al Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini, sede del MIMIT, si è svolta la conferenza stampa di presentazione di CASEITALY EXPO 2026. La manifestazione fieristica dedicata alla filiera dell’involucro edilizio che andrà in scena alla Fiera di Bergamo dall’11 al 13 febbraio. Abbiamo parlato con Laura Michelini – Presidente Associazione Caseitaly:

“Pensavamo che fosse un progetto che non andasse a buon fine, irraggiungibile quasi, invece i dati ci hanno dimostrato esattamente il contrario. L’involucro edilizio viene coperto al 100% e l’interesse penso che potrà essere ancora migliorato, in quanto noi ce la metteremo tutta come associazione, cercheremo di lavorare per ottenere con l’aiuto delle istituzioni sempre un risultato migliorativo”.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Caseitaly e Promoberg in collaborazione con le associazioni di settore ACMI, ANFIT, ASSITES, PILE e la Federazione FINCO. È poi intervenuto Davide Lenarduzzi – Amministratore Delegato Promoberg:

“Un’edizione che batte ogni record, abbiamo dovuto allestire dei padiglioni supplementari per accettare tutte le richieste che vengono dall’Italia e dall’estero e siamo orgogliosi di essere qua al Ministero del Made in Italy perché è la casa di eventi internazionali come questo. Il nuovo modo di fare fiera di Promoberg, di fiera di Bergamo nasce appunto dalla verticalizzazione delle filiere e da riuscire a dare all’operatore del settore uno strumento il più possibile efficace ed efficiente per fare business e soprattutto vedere quello che accadrà in un certo mercato nel futuro”.

Infine abbiamo parlato con Carla Tomasi – Presidente FINCO:

“Noi chiediamo alle istituzioni una maggiore attenzione proprio per poter crescere insieme nell’interesse dei nostri rappresentati, delle imprese ma anche nell’interesse nazionale. L’Italia può scalare posizioni a livello imprenditoriale mondiale”.

CASEITALY EXPO 2026, alla sua seconda edizione, aprirà il sipario sulle soluzioni d’avanguardia per l’involucro edilizio, proiettando il settore verso un futuro fondato su efficienza, qualità, estetica, sicurezza e affidabilità.

Governo prova a chiudere caso ICE, Piantedosi andrà alla Camera

Roma, 27 gen. (askanews) – Il governo tenta di chiudere la polemica sulla presenza – confermata – di agenti ICE alle Olimpiadi di Milano-Cortina per garantire la sicurezza della delegazione americana, a partire dal vice presidente JD Vance e dal segretario di Stato Marco Rubio.

Le opposizioni hanno chiesto al governo di riferire in Parlamento e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sarà alla Camera il prossimo 4 febbraio alle 17.

Il titolare del Viminale, oggi, ha incontrato l’ambasciatore americano Tilman J. Fertitta. E’ stato confermato, riferisce il Viminale, che per le Olimpiadi di Milano-Cortina le autorità americane tra le varie agenzie coinvolgeranno anche l’Home Security Investigation, organismo investigativo di ICE – dunque non il braccio operativo dell’agenzia – e che i loro analisti lavoreranno esclusivamente all’interno delle loro sedi diplomatiche e non sul territorio.

Più nel dettaglio, in occasione delle Olimpiadi, gli USA allestiranno, presso il proprio Consolato a Milano, una propria sala operativa dove saranno presenti rappresentanti delle Agenzie americane potenzialmente interessate all’evento. In questo contesto, nella sala, saranno impegnati anche esperti dell’Homeland security investigation, ma con funzione di supporto alla gestione dei grandi eventi all’estero e di rapporto con gli Ufficiali di collegamento. Il Ministero assicura che gli investigatori dell’Homeland Security Investigation, “saranno rappresentati non da personale operativo come quello impegnato nei controlli sulla migrazione in territorio USA, ma da referenti esclusivamente specializzati nelle investigazioni, privi di alcuna attribuzione sul territorio italiano e principalmente deputati alla consultazione delle proprie banche dati e di supporto agli altri attori coinvolti”. Gli investigatori di Homeland Security Investigation sono presenti in oltre 50 nazioni, da anni anche in Italia, ma non svolgono operazioni o servizi di controllo dell’immigrazione in Paesi stranieri. Tutte le operazioni di sicurezza sul territorio dunque restano come sempre “sotto esclusiva responsabilità e direzione delle autorità italiane”.

Le rassicurazioni del Viminale non convincono però le opposizioni. “Il ministro dell’interno Piantedosi si è incontrato sul punto con l’ambasciatore americano in Italia. Se c’era un modo per avallare la sensazione della sovranità limitata, Piantedosi l’ha centrato! E dubito che il nostro ministro dell’Interno abbia contestato al suo interlocutore la definizione che il vice presidente JD Vance ha fatto degli agenti dell’ICE, definiti come ‘patrioti che godono di immunità piena’”, afferma il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva e componente del Copasir. “Un Paese come l’Italia – attacca il segretario di +Europa Riccardo Magi – non può tollerare che le squadracce di Trump operino nel nostro Paese, non importa a quale livello, specialmente durante un evento dall’alto valore simbolico come i Giochi. Meloni, semplicemente, dovrebbe chiamare l’amico Trump e dire: no, grazie. La questione è politica, ancora prima che operativa”.

Sul tema, oggi, è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Non troveremo agenti dell’ICE in mezzo alla strada”, perchè “l’ordine pubblico in Italia, anche in occasione dei giochi olimpici di Milano-Cortina lo garantiranno esclusivamente i Carabinieri, la Polizia e la Guardia di Finanza, punto”, ha assicurato. “Io – aveva detto il titolare della Farnesina in mattinata – sono stato quello più duro di tutti in Italia, ma questi qua non sono quelli che stanno in strada a Minneapolis, non è che stanno ad arrivare le SS. Non è che arrivano quelli coi mitra, con la faccia coperta, vengono dei funzionari”.

Export europeo nella morsa dei cambi: l’euro sale e valute Asia calano

Roma, 27 gen. (askanews) – Unione europea e Gran Bretagna rischiano di trovarsi incastrate in una morsa di pressioni sul commercio con l’estero. Alle difficoltà che già si erano create con i dazi commerciali decisi dagli Usa, per quanto mitigati dagli accordi raggiunti sia da Bruxelles sia da Londra, ora si aggiungono nuove pressioni sui cambi valutari.

Sia l’euro, che oggi ha sfiorato quota 1,20 sul dollaro, sia la sterlina Gb si ritrovano infatti ai livelli più elevati rispetto alla divisa statunitense da oltre quattro anni a questa parte: dal giugno del 2021. E in una economia globale in cui buona parte degli scambi di merci si effettua ancora utilizzando il dollaro come valuta di riferimento, questo significa creare un freno supplementare alle esportazioni.

A complicare il quadro il fatto che diversi giganti delle esportazioni dell’Asia sembrano aver scelto deliberatamente ben altra strategia su questo versante: dallo scorso luglio lo yen del Giappone, il won della Corea del Dud e il dollaro di Taiwan si sono nettamente deprezzati rispetto al dollaro Usa.

E intanto l’Unione europea già subiva il dirottamento di un’ampia quota di exportazioni della Cina che, non riuscendo ad approdare negli Usa, si sono riversate in altri mercati.

Questo potrebbe contribuire a spiegare la fretta con cui le autorità europee, sia sui Paesi del Mercosur, e ora con l’India stanno cercando canali di scambio alternativi, per assicurare respiro agli esportatori Ue.

Nel pomeriggio l’euro è tornato a salire in maniera netta sul dollaro, specularmente a nuovi cali del biglietto verde e in serata si scambia a 1,1980, dopo aver toccato un picco a 1,199, aggiornando i massimi dal giugno del 2021.

Roma, protesta contro il ddl stupri: “La destra tradisce le donne”

Roma, 27 gen. (askanews) – Protesta davanti al Senato contro il testo sulla violenza sessuale presentato da Giulia Bongiorno e adottato in commissione Giustizia come testo base con i voti della maggioranza. Un gruppo di manifestanti, principalmente donne, ha provato a sfilare a corso Rinascimento ma è stata bloccata dalla polizia con cui si sono registrati momenti di tensione: “Stanno discutendo sulla legge stupri e stanno bloccando il corpo delle donne. Pretendete di discutere un testo e non ci fate neanche passare. È una vergogna”, hanno protestato.

Mostrati cartelli con le scritte “La destra tradisce le donne” e “Senza consenso è stupro”, le manifestanti hanno chiesto alle senatrici: “Escano fuori a difenderci, altre occupino l’aula, è una vergogna”. Tra gli slogan più urlati: “Allerta, allerta, che cammina, lotta transfemminista dalla sera alla mattina. Che tremi, che tremi ogni fascista, oggi Roma è transfemminista”.

Vannacci deposita un nuovo simbolo: Futuro Nazionale

Milano, 27 gen. (askanews) – “Futuro Nazionale”: è il simbolo depositato da Roberto Vannacci nei giorni scorsi, precisamente il 24 gennaio, presso l’Ufficio Brevetti dell’Unione Europea.

Sfondo Blu, la scritta Futuro Nazionale in bianco, al centro una fiamma tricolore che sovrasta il nome “Vannacci” scritto in giallo.

“Solo un simbolo, come quello del ‘Mondo al contrario’ e di ‘GenerazioneXa’”, minimizza il vice segretario della Lega ed eurodeputato, contattato telefonicamente.

Ddl stupri, Conte: testo stravolto, Meloni che dice?

Roma, 27 gen. (askanews) – Sul ddl stupri “il problema è che prima la maggioranza sottoscrive un testo, poi ci ripensa, poi si mette a litigare internamente e secondo noi su un tema del genere questo non va bene. Adesso una cosa è intervenire su qualche aspetto, un’altra cosa è stravolgerlo completamente e mi sembra che qui venga chiamata in causa direttamente anche la presidente del Consiglio”.

Lo ha detto il presidente di M5s, Giuseppe Conte, a margine di un convegno al Senato, commentando la nuova proposta di testo unificato in Commissione a Palazzo Madama.

Urso, bene accordi Ue con Mercosur e India, è la strada giusta

Bruxelles, 27 gen. (askanews) – L’accordo commerciale Ue-Mercosur deve entrare in vigore “il più presto possibile”, perché, grazie all’azione del governo italiano, ora “tutela la produzione agricola”, e perché l’Italia, quarta potenza esportatrice al mondo, “ha tutto da guadagnare” dall’apertura di nuovi mercati, compresa anche quella che verrà con il nuovo accordo Ue-India, firmato oggi. E’ quanto ha affermato, in sintesi, il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, in un punto stampa a margine dei suoi incontri a Bruxelles, oggi e domani, con i deputati italiani al Parlamento europeo e con cinque commissari europei, tra cui i vicepresidenti esecutivi Stephan Séjourné, responsabile per l’Industria, e Teresa Ribera, responsabile per la Concorrenza e il Grean Deal.

Riguardo all’applicazione provvisoria dell’accordo Ue-Mercosur, che la Commissione europea può decidere immediatamente dopo la prima ratifica da parte di uno dei quattro paesi sudamericani partecipanti, Urso ha confermato la posizione favorevole dell’Italia: l’accordo, ha sottolineato, “deve entrare in vigore prima possibile, non possiamo attardarci. Gli altri attori mondiali – ha rilevato – si muovono con una velocità imprevista in questo disordine, in questo caos globale, con un’Europa che è accerchiata da conflitti armati e da guerre commerciali. L’Italia, con altri attori, e mi riferisco alla Germania, alla Francia, ai grandi ‘paesi fondatori’, deve indirizzare la nostra comune Europa su una rotta sicura, stabile, oltre il mare in tempesta. Noi possiamo farlo, come ha dimostrato Giorgia Meloni nel Consiglio europeo, laddove sempre più spesso le posizioni italiane diventano le posizioni comuni”.

“Io ho chiesto a tutte le delegazioni italiane” dei partiti politici presenti al Parlamento europeo, “di fare altrettanto, di tutelare il sistema-Paese”, perché “tutelando la nostra Italia tuteliamo la nostra Europa”, ha riferito il ministro.

Alla domanda se la Commissione non debba aspettare la ratifica da parte del Parlamento europeo dell’Accordo, prima di metterlo in applicazione provvisoria, e il pronunciamento chiesto dagli eurodeputati alla Corte di Giustizia dell’Ue, Urso ha risposto: “La mia opinione è che l’accordo provvisorio, che tutela, grazie proprio all’azione del governo italiano, la produzione agricola, debba entrare in vigore prima possibile. Ed è bene che su questa strada si prosegua, come ha dimostrato anche l’intesa raggiunta oggi dalla Commissione con l’India”.

“Io mi auguro – ha aggiunto il ministro – che altrettanto venga fatto, prima possibile, con gli Emirati, il Consiglio di Cooperazione del Golfo, l’Indonesia, gli altri paesi del Sud-Est asiatico” con cui la Commissione sta negoziando accordi commerciali. “Noi abbiamo bisogno di coinvolgere gli altri in una prospettiva di crescita che peraltro avvantaggia le nostre imprese, i nostri cittadini e i nostri lavoratori”.

Urso ha poi osservato ancora che “l’Europa deve lavorare a tutelare la produzione interna, a tutelare il mercato interno, ma nel contempo anche ad aprire nuovi mercati. L’Italia, seconda potenza industriale europea, come la Germania, grande attore industriale – ha spiegato -, ha la necessità di tutelare l’industria e il mercato interno europeo; ma nel contempo l’Italia, grande paese esportatore, quarto paese esportatore al mondo, e la Germania, che ancora è la principale nazione esportatrice in Europa, (2:21) hanno lo stesso interesse ad aprire nuovi mercati, come è stato fatto con il Mercosur”, che è “molto importante e significativo, perché è capace di recepire proprio le istanze e i prodotti del nostro continente, del nostro paese”; e come è stato fatto ancora “questa mattina, con l’accordo raggiunto dalla Commissione europea con l’India, che crea il più grande mercato del mondo, con 2 miliardi di persone”.

“Questa – ha ribadito il ministro – è la strada che noi vogliamo percorrere: da una parte tutelare l’industria, la produzione, il mercato interno, dalla concorrenza sleale, in modo da salvaguardare adeguati livelli occupazionali e il benessere delle nostre famiglie e dei nostri cittadini; nel contempo aprire nuovi mercati, perché sappiamo che l’Italia ha tutto da guadagnare”.

A chi ricordava che il governo, che sul Mercosur ha cambiato posizione o ora lo sostiene convintamente, dopo aver ottenuto dall’Ue le concessioni che aveva chiesto, ma non è riuscito a convincere le organizzazioni agricole a smettere di opporsi allo stesso Accordo, Urso ha replicato: “Il ministro dell’Agricoltura (Francesco Lollobrigida, ndr) ha fatto un ottimo lavoro: nessuno sperava che raggiungesse questo obiettivo di tutela della produzione agricola. D’altra parte – ha precisato – è chiaro che noi dobbiamo tutelare l’interesse generale, che è anche l’interesse prevalente. E penso che tutti comprendano quanto importante sia aprire il Mercosur ai prodotti italiani, ai prodotti dell’agroalimentare italiano, alle indicazioni geografiche, finalmente riconosciute. Come hanno dimostrato gli altri accordi su cui si è ben lavorato, e mi riferisco a quello con la Corea del Sud e prima ancora con il Cile, ma anche ai risultati dell’accordo con il Canada. Alla fine, l’Italia è un paese che ci guadagna sempre, dall’apertura dei mercati”.

“Noi siamo – ha ripetuto il ministro – la quarta potenza esportatrice al mondo: dopo i grandi giganti della Cina, degli Stati Uniti e della Germania, c’è l’Italia, che per demografia e prodotto interno lordo non è comparabile con gli altri giganti; e nonostante questo ha superato grandi paesi esportatori come la Corea del Sud, come il Giappone. Noi abbiamo interesse, da una parte come paese produttore industriale, a tutelare la produzione interna, e dall’altra come grande paese esportatore ad aprire i mercati. Ovviamente, con condizioni che non siano penalizzanti; dico meglio: che avvantaggino le nostre imprese. Questo – ha affermato Urso – accade con il Mercosur, e accadrà ancora di più con l’India. E io penso che possa svilupparsi una politica che restituisca finalmente un ruolo alla nostra Europa”.

Quindi, gli è stato chiesto, l’accordo Ue-India non presenta criticità? “Dobbiamo vedere poi nei dettagli”, ha risposto il ministro. “Ci sarà sicuramente qualcosa da migliorare; però abbiamo visto che è già stata messa da parte, per reciproca intesa, la produzione agricola degli uni e degli altri” almeno nei settori più sensibili. D’altra parte, ha rilevato, “per quanto riguarda alcuni prodotti italiani, anche agricoli come il vino e l’olio, si aprono dei mercati importanti; soprattutto si aprono mercati per quanto riguarda tutta la nostra meccanica, che è la principale voce delle nostre esportazioni”.

“Certo, ancora abbiamo visto soltanto qualche dichiarazione, dobbiamo vedere poi i documenti, analizzarli con le nostre associazioni di impresa, confrontarci nel governo e con gli altri colleghi europei. È iniziato un percorso, però la direzione – ha concluso Urso – è quella giusta”.

Olimpiadi, Conte: governo chiarisca ruolo degli agenti Ice in Italia

Roma, 27 gen. (askanews) – “Abbiamo invitato il governo a chiarire il ruolo degli agenti dell’Ice che si stanno macchiando di atti molto criticati e poco meritevoli negli Stati Uniti. Non possono certo venire ad esportare insicurezza qui in Italia”. Così il leader di M5s, Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti all’uscita dal Senato.

“A proposito di sicurezza: il governo quanto ci mette a intervenire con un problema che è percepito come reale da tutti gli italiani? Non si tratta di creare ulteriori nuovi reati, di inasprire pene, qui si tratta di fare investimenti seri iniziamo a prendere i soldi buttati in Albania e portarli qui per la sicurezza nelle nostre strade”, ha aggiunto.

Usa, Kose (WB): crescita potenziale salita a +2,2 o +2,4%, oltre le attese

New York, 27 gen. (askanews) – L’economia statunitense potrebbe aver imboccato un sentiero di crescita potenziale più rapido secondo Ayhan Kose, vicedirettore economico della Banca Mondiale, dimostrando la resilienza degli Stati Uniti dopo una serie di shock globali.

In un’intervista alla piattaforma Dow Jones, Kose ha spiegato che il Pil Usa è cresciuto del 2,1% nel 2025, portando la media dal 2022 al 2,6%, contro il 2,2% del decennio pre-pandemia. Un ritmo che potrebbe suggerire un “livello più alto” di crescita potenziale rispetto all’attuale stima del Congressional Budget Office, pari all’1,8%. “Forse ora è al 2,2%, forse al 2,4%”, ha detto Kose, citando boom degli investimenti, politiche fiscali espansive e un miglioramento della produttività.

Un aumento della crescita potenziale implicherebbe la possibilità di espandere l’output senza pressioni inflazionistiche, riducendo la necessità di rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve e migliorando le prospettive di bilancio. La Banca Mondiale avverte che la ripresa pur positiva negli Usa, resta disomogenea per il resto del mondo, con un quarto dei Paesi in via di sviluppo che non ha ancora recuperato i livelli di reddito pre Covid. (fonte immagine: The White House)

Il controverso comandante Bovino e gli agenti Ice lasciano Minneapolis, arriva Honan lo "zar delle frontiere"

New York, 27 gen. (askanews) – Funzionari dell’amministrazione Trump hanno dichiarato a vari media che un numero imprecisato di agenti federali dell’Ice lasciano la città di Minneapolis, assieme al controverso comandante della polizia di frontiera Gregory Bovino. Sarà il responsabile per la sicurezza dei confini, Tom Homan, a prendere il comando delle operazioni, desiganto da Trump “zar delle frontiere”, commissario straordinario a capo delle operazioni di espulsioni di migranti. Il Dipartimento della sicurezza interna ha intanto sospeso tutti gli account di Bovino.

Lo stesso dipartimento ha annunciato che le registrazioni delle diverse telecamere indossate dagli agenti coinvolti nella sparatoria dell’infermiere Alex Pritti sono ora al vaglio degli investigatori.

Il presidente Donald Trump ha avuto lunedì sera un incontro di quasi due ore nello Studio Ovale con la discussa segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem e il suo consigliere Corey Lewandowski, mentre l’amministrazione riconsidera la gestione dell’operazione migratoria a Minneapolis dopo l’uccisione dell’infermiere Alex Pretti, il secondo civile colpito a morte da agenti federali nel mese.

Secondo fonti citate da CNN, il colloquio richiesto da Noem non ha riguardato la sua posizione o quella di Lewandowski, ma una discussione franca su come proseguire l’agenda migratoria del presidente in Minnesota in un clima di forte contestazione anche da parte di alcuni repubblicani. La Casa Bianca non ha commentato, ma ha ribadito il sostegno di Trump a Noem.

Iran, Tajani: riduzione personale ambasciata per “prudenza”

Roma, 27 gen. (askanews) – “Non è colpa nostra se in Iran c’è stata una carneficina con migliaia e migliaia di morti” ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani commentando la convocazione da parte di Teheran dell’ambasciatrice italiana con riferimento alle parole del ministro sui Guardiani della rivoluzione.

“Si parla di migliaia e migliaia di morti”, ha sottolineato Tajani, specificando che “questo è inaccettabile”.

Sulla riduzione del personale dall’ambasciata italiana in Iran Tajani ha spiegato che non è dovuta alla percezione di un attacco imminente, ma “per ragioni di sicurezza” e “prudenza” essendoci nel paese una “situazione di grave tensione”.

Tajani ha sottolineato che nell’ambasciata non c’è solo personale diplomatico, pertanto la Farnesina ha ritenuto prudente ridurre il numero del personale all’interno dell’ambasciata.

Mps: domani in cda regolamento su lista, sullo sfondo futuro di Mediobanca

Milano, 27 gen. (askanews) – Dinamiche contrastate oggi in Borsa per Mps (+0,85% a 8,769 euro) e Mediobanca (-0,93% a 16,99 euro), alla vigilia dell’atteso cda di Siena che dovrà deliberare sulla proposta di regolamento per la lista del cda predisposta dal Comitato nomine dopo la fumata nera della scorsa settimana, mentre resta da sciogliere il nodo del futuro assetto di Piazzetta Cuccia nell’ambito del piano di aggregazione.

Il board del 22 gennaio, su indicazione del presidente Nicola Maione e con il consenso di tutti i consiglieri, aveva deciso di effettuare ulteriori approfondimenti a riguardo, con l’obiettivo di giungere all’approvazione del regolamento con “una chiara formalizzazione delle regole di governance”, in vista dell’assemblea degli azionisti che il prossimo 4 febbraio voterà le modifiche statutarie, con la novità appunto dell’introduzione della lista del cda, che attende ancora l’ok della Bce. Il nodo è quello dell’esclusione o meno dei consiglieri sottoposti a indagine penale dai lavori per la lista, visto che l’AD Luigi Lovaglio è indagato nell’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca, assieme a Francesco Gaetano Caltagirone e al numero uno di Delfin Francesco Milleri. Domani si capirà se la possibile esclusione di Lovaglio verterà su tutto il processo di formazione della lista del cda o solo sulle fasi di consultazioni con gli azionisti.

Intanto proseguono i lavori per il piano di aggregazione Mps-Mediobanca che deve essere presentato alla Bce entro marzo. Secondo indiscrezioni di stampa, ci sarebbe all’interno del cda del Monte una divergenza di vedute anche sul futuro assetto di Piazzetta Cuccia, se restare autonoma e quotata o meno. Tra le ipotesi sul tavolo, ha scritto oggi La Stampa, quella di mantenere Mediobanca quotata, con l’idea di ricostituire il flottante per proporre una struttura di controllo simile a quella di Generali su Banca Generali, che comporterebbe per Mps una discesa nel capitale fino al 51% di Mediobanca, traducendosi in un incasso fino a 4,8 miliardi.

Le opposizioni criticano il governo, spillette "ICE Out" alla Camera. Tajani: non lo troverete per strada

Roma, 27 gen. (askanews) – “Intervengo per chiedere un’informativa in quest’aula del ministro degli Esteri ma soprattutto del ministro degli Interni sulla presenza negata, poi ammessa, poi vedremo, poi chissà, dell’Ice, la milizia trumpiana, squadracce di tagliagole, in occasione delle olimpiadi”. Si tratta di “assassini di Stato che nella totale impunità attraversano le strade dell’America terrorizzando, rastrellando, deportando e uccidendo chiunque osi opporsi. Sparano in testa alle persone, rapiscono bambini di due anni usati come esche per catturare i genitori”. Così il leader Avs Nicola Fratoianni, con una spilletta ‘Ice out’ appuntata sul bavero della giacca, come anche i suoi colleghi e le sue colleghe di partito. Alla richiesta di Alleanza verdi e sinistra si sono associate tutte le opposizioni.

Fratoianni ha attaccato il governo e in particolare Piantedosi: “Stiamo parlando di un ministro che interrogato sulla questione ha dichiarato: non vedo il problema. Cosa che a me pare gigantesca. Come gigantesco è il fatto che dal nostro governo, se non con voci timide e in ritardo, non sia arrivata una parola su quello che sta accadendo. Mentre Piantedosi diceva che non risultava” la presenza di agenti dell’Ice, “gli Usa l’hanno smentito. Delle due l’una: la prima è che il ministro ha mentito e sarebbe gravissimo. La seconda è che non abbia mentito e che non sapesse, e sarebbe ancora più grave. Alla faccia della centralità: veniamo trattati come zerbini”, ha concluso ricordando la raccolta di firme lanciata “meno di 24 ore fa” che è già arrivata a “40 mila firme per dire agli italiani mobilitiamoci contro questo scempio”.

“Non ci sentiamo al sicuro di fronte a un ministro dell’Interno che o non sa o non dice o mente” sulla presenza degli agenti Ice, gli ha fatto eco Vittoria Baldino (M5S), la quale si è rivolta “direttamente ai colleghi e alle colleghe per chiedere se c’è qualcuno in quest’aula che non pensa che quello che sta succedendo negli Stati Uniti non sia una barbarie, non sia indegno per un paese civile, qualcuno che non pensa che la minaccia a giornalisti italiani non sia un’offesa? E se non c’è nessuno che lo pensa – ha sottolineato – mi appello a voi: perché non vi alzate in piedi e consegnate la vostra posizione, una presa di distanza da chi sta armando le braccia di questi boia che oggi vorrebbero fare arrivare nel nostro Paese, a nostra insaputa. Questo silenzio non fa rumore”, ma “fa paura”.

“Abbiamo invitato il governo a chiarire il ruolo degli agenti dell’Ice che si stanno macchiando di atti molto criticati e poco meritevoli negli Stati Uniti. Non possono certo venire ad esportare insicurezza qui in Italia”. Così il leader di M5s, Giuseppe Conte, conversando con i cronisti all’uscita dal Senato. “A proposito di sicurezza: il governo quanto ci mette a intervenire con un problema che è percepito come reale da tutti gli italiani? Non si tratta di creare ulteriori nuovi reati, di inasprire pene, si tratta di fare investimenti seri iniziamo a prendere i soldi buttati in Albania e portarli qui per la sicurezza nelle nostre strade”, ha aggiunto.

Il dem Matteo Mauri ha parlato di un “balletto indecoroso dove a dichiarazioni si susseguono smentite. Piantedosi non vede il problema? Per noi è un attacco ai valori democratici, quello che sta accadendo in Usa non può passare inosservato, i governi dei paesi democratici, il governo italiano non può girarsi dall’altra parte perché questo vuol dire assumere una responsabilità e di questi tempi di fronte ad un attacco allo stato di diritto non ci si può girare dall’altra parte”. “Qui c’è in ballo la dignità del nostro paese”, ha proseguito invitando anche i “banchi della maggioranza” a sollecitare l’informativa. E riferendosi alle parole del ministro degli Esteri Tajani ha concluso: “Tajani dice ‘non cediamo l’ordine pubblico’. Ci mancherebbe” ma “mi preoccupo” quando il ministro afferma che ‘vengono per collaborare nelle sale operative’. L’ultima volta che ho visto nelle sale operative qualcuno che non doveva esserci era al G8. E di questa gente non mi fido”.

“Quello che sfugge a Tajani – ha evidenziato Riccardo Magi di +Europa – è che l’Ice rappresenta un fattore di insicurezza, la cui presenza ai Giochi preoccupa molti. Il Governo, invece che fare finta di non capire, ne dovrebbe prendere atto e riferire al Parlamento. L’Ice non è la benvenuta in Italia. Ci sarebbe piaciuto che Giorgia Meloni lo dicesse al suo amico Trump, e invece assistiamo all’ennesimo inchino dei finti patrioti della destra, in un governo che pur di compiacere Usa consente la sfilata delle squadracce della propaganda di Trump”.

Dal canto suo il ministro degli Esteri Antonio Tajani ai giornalisti presenti ad un evento sull’export italiano, promosso alla Farnesina, ha ribadito la situazione: durante le Olimpiadi di Milano-Cortina “non troveremo agenti dell’ICE in mezzo alla strada”, perchè “l’ordine pubblico in Italia, anche in occasione dei giochi olimpici di Milano-Cortina lo garantiranno esclusivamente i Carabinieri, la Polizia e la Guardia di Finanza, punto”. “Non sono coloro che si occupano della lotta all’immigrazione” gli agenti dell’Ice che “eventualmente” verranno in Italia, ha osservato Tajani, sottolineando che tali agenti svolgeranno “un ruolo di collaborazione soprattutto di tipo informativo”.

La presenza di altre forze di sicurezza in vista di un evento come quello delle Olimpiadi non è una novità, sottolinea il ministro, in quanto in queste occasioni è importante “prevenire i rischi”, seppur oggi “non abbiamo segnali particolari”. “Bisogna fare di tutto per prevenire qualsiasi atto ostile nei confronti dei Giochi”, ha precisato Tajani.

Euro sfiora 1,20 dollari, aggiorna i massimi da oltre 4 anni

Roma, 27 gen. (askanews) – Euro a un soffio da quota 1,20 dollari. La valuta condivisa è tornata ad apprezzarsi in maniera consistente sul biglietto verde nel pomeriggio, specularmente a nuovi cali del dollaro e in serata si scambia a 1,1975, dopo aver toccato un picco a 1,199. L’euro sale così ai nuovi massimi dal giugno del 2021, creando in prospettiva potenziali nuovi freni alle esportazioni dei paesi dell’area valutaria, in un quadro già non facilitato dai dazi commerciali.

Spillette ‘ICE Out’ alla Camera. Opposizioni: governo in aula

Roma, 27 gen. (askanews) – “Intervengo per chiedere un’informativa in quest’aula del ministro degli Esteri ma soprattutto del ministro degli Interni sulla presenza negata, poi ammessa, poi vedremo, poi chissà, dell’Ice, la milizia trumpiana, squadracce di tagliagole, in occasione delle olimpiadi”. Si tratta di “assassini di Stato che nella totale impunità attraversano le strade dell’America terrorizzando, rastrellando, deportando e uccidendo chiunque osi opporsi. Sparano in testa alle persone, rapiscono bambini di due anni usati come esche per catturare i genitori”. Così il leader Avs Nicola Fratoianni, con una spilletta ‘Ice out’ appuntata sul bavero della giacca, come anche i suoi colleghi e le sue colleghe di partito. Alla richiesta di Alleanza verdi e sinistra si sono associate tutte le opposizioni.

Fratoianni ha attaccato il governo e in particolare Piantedosi: “Stiamo parlando di un ministro che interrogato sulla questione ha dichiarato: non vedo il problema. Cosa che a me pare gigantesca. Come gigantesco è il fatto che dal nostro governo, se non con voci timide e in ritardo, non sia arrivata una parola su quello che sta accadendo. Mentre Piantedosi diceva che non risultava” la presenza di agenti dell’Ice, “gli Usa l’hanno smentito. Delle due l’una: la prima è che il ministro ha mentito e sarebbe gravissimo. La seconda è che non abbia mentito e che non sapesse, e sarebbe ancora più grave. Alla faccia della centralità: veniamo trattati come zerbini”, ha concluso ricordando la raccolta di firme lanciata “meno di 24 ore fa” che è già arrivata a “40 mila firme per dire agli italiani mobilitiamoci contro questo scempio”.

“Non ci sentiamo al sicuro di fronte a un ministro dell’Interno che o non sa o non dice o mente” sulla presenza degli agenti Ice, gli ha fatto eco Vittoria Baldino (M5S), la quale si è rivolta “direttamente ai colleghi e alle colleghe per chiedere se c’è qualcuno in quest’aula che non pensa che quello che sta succedendo negli Stati Uniti non sia una barbarie, non sia indegno per un paese civile, qualcuno che non pensa che la minaccia a giornalisti italiani non sia un’offesa? E se non c’è nessuno che lo pensa – ha sottolineato – mi appello a voi: perché non vi alzate in piedi e consegnate la vostra posizione, una presa di distanza da chi sta armando le braccia di questi boia che oggi vorrebbero fare arrivare nel nostro Paese, a nostra insaputa. Questo silenzio non fa rumore”, ma “fa paura”.

Il dem Matteo Mauri ha parlato di un “balletto indecoroso dove a dichiarazioni si susseguono smentite. Piantedosi non vede il problema? Per noi è un attacco ai valori democratici, quello che sta accadendo in Usa non può passare inosservato, i governi dei paesi democratici, il governo italiano non può girarsi dall’altra parte perché questo vuol dire assumere una responsabilità e di questi tempi di fronte ad un attacco allo stato di diritto non ci si può girare dall’altra parte”. “Qui c’è in ballo la dignità del nostro paese”, ha proseguito invitando anche i “banchi della maggioranza” a sollecitare l’informativa. E riferendosi alle parole del ministro degli Esteri Tajani ha concluso: “Tajani dice ‘non cediamo l’ordine pubblico’. Ci mancherebbe” ma “mi preoccupo” quando il ministro afferma che ‘vengono per collaborare nelle sale operative’. L’ultima volta che ho visto nelle sale operative qualcuno che non doveva esserci era al G8. E di questa gente non mi fido”.

“Quello che sfugge a Tajani – ha evidenziato Riccardo Magi di +Europa – è che l’Ice rappresenta un fattore di insicurezza, la cui presenza ai Giochi preoccupa molti. Il Governo, invece che fare finta di non capire, ne dovrebbe prendere atto e riferire al Parlamento. L’Ice non è la benvenuta in Italia. Ci sarebbe piaciuto che Giorgia Meloni lo dicesse al suo amico Trump, e invece assistiamo all’ennesimo inchino dei finti patrioti della destra, in un governo che pur di compiacere Usa consente la sfilata delle squadracce della propaganda di Trump”.

Mattarella in Emirati Arabi per suggellare stabilità rapporti

Dubai, 27 gen. (askanews) – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è partito per gli Emirati Arabi e sarà ad Abu Dhabi e Dubai in visita di Stato fino al 29 gennaio. Il viaggio del capo dello Stato suggella il consolidamento dei rapporti tra Italia ed Emirati Arabi.

Si completa così un percorso di riavvicinamento dopo la fase critica del 2019-2020. Con l’attuale governo, infatti, i contatti si sono intensificati: ci sono state circa 30 visite di cui tre della presidente del Consiglio e una visita di Stato in Italia del Presidente Sheikh Mohamed bin Zayed al Nahyan nel febbraio scorso.

La visita di stato di Mattarella sarà centrata sul profilo economico: l’interscambio è raddoppiato nel 2025 arrivando a 9 miliardi, il tutto legato non solo agli idrocarburi ma anche al nostro export. A Dubai sono presenti circa 600 imprese italiane tra cui quelle che rappresentano i principali asset del paese, Eni, Fincantieri, Leonardo.

Sul versante politico, altrettanto rilevante, si discuterà ovviamente del ruolo che gli Emirati giocano nell’area come attore sempre più interessato alla sicurezza per poter procedere nello sviluppo economico. L’Iran rappresenta la principale minaccia ma gli Emirati sono presenti in Sudan, Yemen, Somalia, insomma hanno intensificato la loro proiezione esterna proprio per favorire la stabilità. In quest’ottica hanno recentemente sottoscritto gli accordi di Abramo per instaurare un rapporto anche con Israele nella prospettiva di un partenariato di sicurezza. A Gaza hanno avviato un impegno umanitario e hanno accettato l’invito di Trump ad entrare nel Board of peace. In questo senso i colloqui con il capo dello Stato saranno centrali vista la propensione al dialogo multilaterale degli Emirati. Ci sarà modo di discutere quindi sia di cooperazione culturale sia sui temi globali con un focus sui temi regionali tra i quali anche Siria e Libano.

Mattarella arriverà ad Abu Dhabi in serata accompagnato per il governo dal viceministro Edmondo Cirielli. Domani mattina visiterà la grande Moschea Sheikh Zayed, poi al Palazzo presidenziale ci saranno i colloqui con il Presidente Sheikh Mohamed bin Zayed al Nahyan. Nel pomeriggio il capo dello Stato si recherà alla Casa della famiglia abramitica, un luogo simbolico dove Papa Francesco incontrò l’Imam per sancire fratellanza e convivenza religiosa. Alle 18.30 Mattarella avrà un incontro con i rappresentanti italiani del mondo accademico e scientifico. Quindi il trasferimento a Dubai.

Il 29 gennaio il Presidente della Repubblica a Dubai incontrerà i rappresentanti delle imprese italiane, a mezzogiorno il colloquio con lo Sceicco di Dubai, nonchè vicepresidente e primo ministro degli Emirati Arabi Mohammed bin Rashid al Maktoum. Nel pomeriggio il rientro a Roma.

Ddl stupri, nuovo testo base senza la parola "consenso". Pd insorge ma Bongiorno insiste: rispettati patti

Roma, 27 gen. (askanews) – La Commissione Giustizia del Senato ha adottato come testo base del disegno di legge sulla violenza sessuale il testo unificato predisposto dalla presidente Giulia Bongiorno (Lega) che modifica quello approvato in maniera bipartisan dalla Camera togliendo il riferimento al consenso. I voti a favore sono stati 12 (ha votato anche Bongiorno) e 10 i contrari.

La presidente della commissione giustizia del Senato Giulia Bongiorno (Lega) ha presentato una nuova proposta di testo unificato che prevede un’innalzamento delle pene per violenza sessuale. L’articolo 609-bis del codice penale viene così: “Chiunque, contro la volontà di una persona, compie nei confronti della stessa atti sessuali ovvero la induce a compiere o subire i medesimi atti è punito con la reclusione da sei a dodici anni”, anziché da 4 a dieci anni.

“La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso. L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso”, recita il testo. “La pena – prosegue il testo- è della reclusione da sette a tredici anni (anziché da sei a dodici, ndr) se il fatto è commesso mediante violenza e, minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa. La pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi quando, per le modalità della condotta e per le circostanze del caso concreto, nonché in considerazione del danno fisico o psichico arrecato alla persona offesa, il fatto risulti di minore gravità”.

Ma lo stralcio della parola “consenso” è stato aspramente criticato dal Pd. “Si è consumata una brutta pagina di storia parlamentare perché un provvedimento che era stato approvato all’unanimità alla Camera e anche di un patto politico tra maggioranza e opposizione è stato strappato, calpestato, penso anche umiliato, ed è evidente che è venuto fuori un testo che non c’entra nulla con l’oggetto di quel patto, non migliora la legge, la ribalta, sostituisce il consenso con l’obbligo per la donna di dimostrare il proprio dissenso”. Così il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia ha commentato l’adozione a maggioranza del testo Bongiorno come testo base sulla violenza sessuale in commissione Giustizia.

Bongiorno invece difende il testo: “Oggi nel codice la volontà della donna non c’è. Chi non vota questo testo rinuncia a introdurre nel codice la volontà della donna” ha detto la presidente della commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, al termine della seduta in cui è stato adottato a maggioranza come testo base il suo testo unificato sulla violenza sessuale. “Su quel secondo comma io anzi mi aspettavo che sarebbe stata la mia parte politica a fare qualche opposizione. Io dico in caso di incertezza c’è la presunzione del dissenso, un concetto che non solo valorizza la donna, ma valorizza una presunzione a favore della donna e nei casi di incertezza”, ha spiegato. E per Bongiorno il patto tra Meloni e Schlein è stato rispettato: “Il patto era per mettere al centro di questa legge la volontà della donna, quindi il patto è stra-rispettato” ha detto Bongiorno, replicando alle opposizioni secondo cui con l’adozione a maggioranza del testo base sulla violenza sessuale si sia rotto il patto Meloni-Schlein che aveva caratterizzato il passaggio alla Camera con un voto bipartisan.

“Secondo me – aggiunge Bongiorno – questo testo fa un passo avanti rispetto alla Camera perché lì tutta la parte del ‘freezing’ lì non c’era. C’è una ‘presunzione di dissenso’ ogni qualvolta la donna non dice né sì né no perché è colta di sorpresa oppure c’è una situazione in cui è paralizzata, congelata dalla paura, il freezing”. “Poi ci sono alcuni che criticano il testo dicendo ‘non mi convince che ha levato l’interrogatorio’. Ma non si parla di interrogatorio! Io ho notato una serie di critiche da parte di persone che non hanno letto o non hanno approfondito. Io dico leggete e poi valutate”.

Le argomentazioni della relatrice non sono però bastate. “Il testo dell’emendamento è stato scritto da una donna ma dettato dal patriarcato”. Lo dice Michela Di Biase(Pd), relatrice del testo sul consenso approvato all’unanimità a Montecitorio. “Si tratta di una grande occasione persa, che farà compiere un grave passo indietro al nostro ordinamento”. Spiega la Di Biase: “La presidente della commissione Giustizia del Senato, senatrice Giulia Bongiorno, ha presentato e anche votato ù aspetto questo che non può passare inosservato ù un emendamento che compromette totalmente la proposta di legge sul consenso, già approvata all’unanimità alla Camera e che, recependo la Convenzione di Istanbul, avrebbe rappresentato un salto in avanti per la legislazione italiana, adeguandola a quella di numerosi altri Paesi che lo hanno già fatto”.

Conclude la parlamentare Pd: “lo giudico retrogrado e pericoloso, perché si allontana dal solco tracciato dalle sentenze della Corte di Cassazione, che riconoscono il consenso come elemento centrale. Con questo emendamento, il consenso scompare dall’ordinamento, rappresentando un arretramento inaccettabile per la tutela delle donne”.

“Proveremo in qualsiasi modo a posticipare per quanto possibile l’esame del testo e faremo tutto quello che il regolamento ci consente per impedire l’approvazione di un testo di cui non condividiamo assolutamente nulla”. Lo ha detto la senatrice Pd Valeria Valente dopo il voto in commissione Giustizia che ha adottato a maggioranza il testo Bongiorno come testo base. Valente ha spiegato che “a questo punto chiederemo un nuovo ciclo di audizioni”.

“Traditi tutti i patti, nel testo adottato non c’è più la parola consenso. Semplicemente si torna indietro anche rispetto alla giurisprudenza consolidata che aveva invece fatto fare significativi passi avanti; quella era la direzione da seguire. Abbiamo chiesto e ottenuto – dichiara la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando – un nuovo ciclo di audizioni perché il testo Bongiorno è completamente diverso da quello su cui c’era stato il voto all’unanimità. Questo testo non può essere approvato”. C’è stata anche una protesta davanti al Senato contro il testo sulla violenza sessuale presentato da Giulia Bongiorno e adottato in commissione Giustizia come testo base con i voti della maggioranza. Un gruppo di manifestanti, la maggioranza donne, ha provato a sfilare a corso Rinascimento ma è stata bloccata dalla polizia con cui si sono registrati momenti di tensione: “Stanno discutendo sulla legge stupri e stanno bloccando il corpo delle donne. Pretendete di discutere un testo e non ci fate neanche passare. È una vergogna”, hanno protestato. nnalzando cartelli con le scritte “La destra tradisce le donne” e “Senza consenso è stupro”, le manifestanti hanno chiesto alle senatrici: “Escano fuori a difenderci, altre occupino l’aula, è una vergogna”. Tra gli slogan più urlati: “Allerta, allerta, che cammina, lotta transfemminista dalla sera alla mattina. Che tremi, che tremi ogni fascista, oggi Roma è transfemminista”.

Shoah, La Russa: presenti a tutti noi responsabilità anche italiane

Roma, 27 gen. (askanews) – “Le responsabilità anche italiane” della Shoah “sono presenti in tutti noi”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, celebrando in aula il Giorno della Memoria.

“Abbiamo il dovere – ha sottolineato – di tramandare il ricordo della Shoah a chi verrà dopo di noi. Contrapponiamo la forza della memoria all’ignoranza, all’indifferenza che nutrono i semi dell’odio, del razzismo, dell’antisemitismo e dell’antisionismo. Odio, indifferenza e ignoranza non sono solo cicatrici del passato ma ferite aperte di fronte alle quali non possiamo rimanere indifferenti o voltarci dall’altra parte”.

“Il ricordo di quello che avvenne e le responsabilità anche italiane sono presenti in tutti noi così come i pericoli di questa fase storica incarnati da chi vorrebbe la non esistenza di Israele, di chi vorrebbe annullare il diritto di Israele a esistere”, ha aggiunto.