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Sanchez in Vaticano, sintonia con il Papa: è "bussola morale"

Roma, 27 mag. (askanews) – La difesa comune della pace di fronte alla guerra, la lotta alla povertà, l’umanesimo nell’intelligenza artificiale, le migrazioni. L’agenda “di puro buon senso” del governo spagnolo ha trovato in Leone XIV “una bussola morale” che la legittima. Il primo ministro Pedro Sanchez può ritenersi soddisfatto dei suoi due giorni a Roma. L’incontro di 45 minuti con il Papa in Vaticano ha sancito una comunanza di vedute: “ci sono questioni su cui vi è un autentico accordo” con il Pontefice e questo “convalida il buon senso delle posizioni difese dalla Chiesa cattolica e dal governo spagnolo”, ha spiegato il premier in una conferenza stampa al termine della sua visita in Santa Sede.

Posizioni evidentemente non allineate con quelle del governo italiano. Il mancato incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Sanchez ha visto invece la segretaria del Pd Elly Schlein), per non meglio specificati “problemi di agenda”, ha di fatto confermato le frizioni su alcuni temi, e tra questi certamente la competizione tra Italia e Spagna per la direzione generale della Fao.

Il capo del governo di Madrid ha elogiato il Papa, affermando che “la sua voce è una bussola morale nella lotta contro l’ingiustizia perché è sempre dalla parte dei più vulnerabili, con un messaggio di solidarietà e di opposizione all’egoismo”. Il premier, che attende il Pontefice in Spagna dal 6 al 12 giugno, ha espresso gratitudine per gli accordi bilaterali mantenuti negli ultimi cinque anni, un sentimento manifestato anche durante il suo colloquio con il Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin.

Con Leone XIV, Sanchez ha parlato di difesa comune della pace di fronte alle guerre in Ucraina, Medio Oriente e Striscia di Gaza. “La pace è dialogo”, ha detto, sottolineando che il “vero baluardo” contro le guerre è il rispetto del “diritto internazionale, non la corsa agli armamenti”. “La pace si costruisce con il dialogo, non con i missili”, ha commentato Sanchez. Tra i temi affrontati con il Papa anche quello della lotta contro la povertà, la malnutrizione e la difesa della salute globale. “La Spagna da sola non può colmare il vuoto lasciato da altri, ma stiamo raddoppiando il nostro impegno affinché la solidarietà prevalga sull’egoismo”, ha affermato, ricordando che lo scorso anno il Paese ha aumentato gli aiuti allo sviluppo del 13%. “La Spagna agisce responsabilmente, come abbiamo recentemente dimostrato in materia di salute globale durante la crisi dell’hantavirus”, ha ribadito.

Sanchez si è inoltre trovato d’accordo con il Papa sull’enciclica pubblicata lunedì scorso sull’intelligenza artificiale e sulla sua concezione umanistica. Il primo ministro ha affermato che “nessuna tecnologia è neutrale, e l’intelligenza artificiale non lo è, e lo stiamo vedendo”. “Abbiamo bisogno di un’intelligenza artificiale che dia priorità a quella visione umanistica con i principi e i valori che rappresentano l’umanità”, ha precisato.Riguardo alla migrazione, il capo del governo spagnolo ha anche confermato di avere spiegato al Papa il suo punto di vista e le misure attuate in Spagna con il recente processo di regolarizzazione. Sanchez ha dichiarato che “una migrazione ordinata apre opportunità sia per i paesi di origine che per quelli di destinazione e crea prosperità condivisa”, sottolineando che “la dignità umana è fondamentale”.

Chiusa la sua visita a Roma, il ritorno a casa di Sanchez non sarà però altrettanto sereno. Questa mattina l’Unità Operativa Centrale della Guardia Civil ha fatto irruzione nella sede di Madrid del Partito socialista (Psoe) nell’ambito dell’indagine sul presunto finanziamento illecito del partito. Una perquisizione che giunge a pochi giorni dalla pubblicazione del verbale del “caso Plus Ultra”, in cui il giudice José Luis Calama ha citato in giudizio l’ex primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero, accusato, tra le altre cose, di traffico di influenze e riciclaggio di denaro.

Sanchez ha ribadito il suo sostegno all’ex premier, dopo la lettura dell’ordinanza del tribunale e del riassunto del caso in cui è accusato. “Non ci sono motivi per cambiare la mia posizione”, ha affermato, garantendo comunque piena collaborazione con la magistratura e assicurando una risposta “decisa” a qualsiasi irregolarità. Non un passo in più, al momento. Ovvero, niente elezioni anticipate. Per Sanchez è fondamentale mantenere la stabilità del governo. “Non posso indire elezioni per interessi di parte”.

Tennis, Federico Cinà eliminata al Roland Garros

Roma, 27 mag. (askanews) – Si è chiuso al secondo turno il percorso di Federico Cinà al Roland Garros. Il tennista azzurro ha perso contro il lucky loser Jesper De Jong con il punteggio di 6-3, 6-1, 6-3 in un’ora e 50 minuti di gioco. Una partita che era iniziata bene per Cinà, capace di strappare la battuta al suo avversario in apertura. Subito dopo, però, è arrivata la reazione di De Jong che ha gestito senza grandi problemi. Cinà, partito dalle qualificazioni, saluta Parigi dopo aver conquistato la prima vittoria a livello Slam e con il nuovo best ranking in classifica live (numero 179). De Jong raggiunge invece per la prima volta in carriera il terzo turno di uno Slam.

La Casa Bianca nega l’autenticità della bozza di memorandum diffusa dall’Iran

Roma, 27 mag. (askanews) – La Casa Bianca ha negato l’autenticità della bozza del Memorandum d’intesa in fase di elaborazione tra Stati Uniti e Iran pubblicata dai media iraniani.

“Questo rapporto dei media controllati dall’Iran non è vero e il Memorandum d’intesa che hanno ‘pubblicato’ è una totale invenzione. Nessuno dovrebbe credere a ciò che i media di Stato iraniani diffondono. I FATTI CONTANO”, si legge sul profilo di X della Casa Bianca.

Secondo i media iraniani la bozza prevedeva il ritiro delle forze statunitensi dalle aree limitrofe all’Iran e la revoca del blocco dei porti iraniani in cambio del ripristino da parte di Teheran del traffico marittimo commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese; l’Iran avrebbe inoltre il compito di gestire il traffico navale attraverso Hormuz.

Fdi, Donzelli: antisemiti sono incompatibili con noi ma non prendiamo lezioni da sinistra

Roma, 27 mag. (askanews) – “La chat pubblicata dal ‘Domani’ su cui sarebbero girati messaggi antisemiti non è di Fratelli d’Italia, tant’è che nelle conversazioni ci sono insulti anche al nostro partito. Faremo comunque le dovute verifiche: chi ha scritto quelle frasi non è compatibile con noi. Ma sia chiaro che non accettiamo in alcun modo lezioni dalla sinistra italiana.Chi arriva ad invitare in Parlamento i fiancheggiatori dei terroristi antisemiti di Hamas e non ha proferito parola sugli attacchi e gli episodi di violenza che abbiamo visto acuirsi in questi ultimi mesi contro le comunità ebraiche dovrebbe avere la decenza di rimanere in silenzio”. Lo dichiara il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli.

“Il nostro impegno contro l’antisemitismo – sottolinea- è cristallino, riconosciuto, sotto gli occhi di tutti. Come dimostra anche il lavoro portato avanti in Parlamento per rafforzare gli strumenti per contrastare questo fenomeno, che è tornato purtroppo a diffondersi con forme nuove e virulente. Proposta di legge che la sinistra non ha votato, con l’ignobile astensione del Pd e il vergognoso voto contrario di M5S e AVS. Strumentalizzare la lotta all’antisemitismo per fini di partito, come fa oggi la sinistra, è indecente e lo respingiamo al mittente”.

Piogge e temporali al Centro: domani allerta gialla in 7 regioni

Roma, 27 mag. (askanews) – L’indebolimento del settore orientale del campo di alta pressione presente sull’Europa centro-occidentale favorisce l’infiltrazione di aria fresca in quota e la conseguente formazione di fenomeni convettivi a prevalente evoluzione diurna, con associati rovesci e temporali che localmente potranno risultare anche di forte intensità.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede dalle prime ore di domani, giovedì 28 maggio, precipitazioni sparse, a carattere di rovescio o temporale, su Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Basilicata e settori occidentali di Abruzzo e Molise. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, giovedì 28 maggio, allerta gialla sulle Marche, su gran parte di Lazio e Molise e su alcuni settori di Emilia-Romagna, Umbria, Abruzzo e Basilicata.

Pnrr, Meloni: rispettata tabella marcia, siamo stati all’altezza

Roma, 27 mag. (askanews) – Quello del Pnrr “non è stato ovviamente un cammino semplice, però abbiamo rispettato la tabella di marcia e oggi possiamo rivendicare, con un pizzico di orgoglio, che siamo stati all’altezza del compito. Grazie all’impegno corale del sistema Italia, dei ministeri, delle amministrazioni centrali, delle regioni, delle province, dei comuni e dei soggetti attuatori, siamo riusciti in questi anni a tenere sempre il passo”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio inviato a un evento sul Pnrr in corso a Milano.

La Toscana e Firenze capitali dei progetti europei

Firenze, 27 mag. (askanews) – Alla Fortezza del Basso di Firenze in scena “Comunicare con i progetti europei”, l’evento promosso da Europa Project Week che raccoglie opportunità e idee internazionali. Alla sua prima edizione, il nuovo format di expo-forum radunerà, dal 20 al 22 ottobre 2026 professionisti, stakeholder, business school, enti e aziende provenienti da tutta Europa, in un’occasione unica di scambio di idee, crescita e networking.

Queste le parole di Vito Cellamaro, Direttore Europa Project Week: “Abbiamo cercato di raccontare al territorio quali sono le idee, quali sono i contenuti che metteremo in campo nell’evento vero e proprio, che si terrà in Fortezza del Basso dal 20 al 22 ottobre e che vedrà arrivare numerosi partecipanti da tutta Italia, anche dall’Europa, che coinvolgerà universitari, giovani, scuole e porterà il mondo dei progetti europei in un evento nuovo ma che si preannuncia già pieno e ricco di contenuti”.

Previsti 30 progetti UE con annessi stand, 100 espositori, 300 partner, 6 aree espositive e 3 sale. Questi sono solo alcuni dei numeri che presentano la Europa Project Week, che proverà a ritagliarsi il proprio spazio all’interno delle fiere internazionali

È intervenuta Manuela Marsano, National Contact Point Italia Programma CERV: “I tre giorni di ottobre della Europa Project Week sono un evento fondamentale per chi lavora sulla progettazione europea perché saranno un luogo non solo per fare networking, ma anche per comunicare e soprattutto per entrare in connessione con le persone, così che le istituzioni si avvicinino di più ai cittadini e i cittadini di più alle istituzioni in un’ottica di fiducia reciproca”.

Il commento di Rocco De Franchi, Direttore Comunicazione Istituzionale Regione Puglia: “La Regione Puglia sarà presente all’appuntamento di ottobre con tutte le nostre autorità di gestione, con tutti i nostri programmi comunitari per mostrare attraverso casi concreti, progetti realizzati e sogni realizzati che cosa ha fatto l’Unione Europea per le nostre comunità, ma anche ciò che abbiamo fatto noi per far crescere l’Unione Europea”.

L’evento, aperto gratuitamente al pubblico, si candida a luogo di incontro, con possibilità di networking e brainstorming. Il valore aggiunto saranno proprio le persone, pronte a dire la loro con idee differenti e quindi uniche. Di fondamentale importanza, sarà l’incontro tra chi progetta, chi finanzia, chi comunica, chi realizza e chi beneficia dei progetti, per frenare una comunità comune che possa creare valore non solo per l’Italia, bensì per L’Europa intera.

Rai Cultura presenta "La Gravità del Superfluo – Daniele Sigalot"

Roma, 27 mag. (askanews) – In anteprima nazionale il 9 giugno alle ore 17:30, presso la Camera dei Deputati – Aula dei Gruppi Parlamentari, e successivamente in onda su Rai 5 il 12 giugno alle ore 23:15, a cura di Rai Cultura, arriva “La Gravità del Superfluo – Daniele Sigalot”, il nuovo documentario prodotto da Kluck Studio, dedicato al percorso umano e artistico di Daniele Sigalot, protagonista dell’arte contemporanea italiana e internazionale.

Il documentario accompagna lo spettatore all’interno dell’universo creativo di Sigalot, artista romano capace di trasformare materiali industriali come ferro e acciaio in opere leggere, ironiche e visionarie, sospese tra illusione percettiva e riflessione contemporanea. Un racconto che attraversa installazioni monumentali, opere pubbliche, luoghi simbolici e testimonianze personali, restituendo la complessità di una ricerca artistica riconosciuta ben oltre i confini nazionali.

Il progetto segna inoltre il ritorno alla conduzione in solitaria di Barbara De Nuntis, attrice già apprezzata dal pubblico per il suo percorso tra cinema, televisione e teatro, qui anche in veste di autrice. Una presenza elegante e autentica che guida la narrazione con preparazione e sensibilità artistica.

Accanto a lei, la direzione artistica è affidata a Walter Garibaldi, autore e produttore con una lunga esperienza nel linguaggio documentaristico contemporaneo, che con questo progetto consolida un percorso artistico sviluppato nel corso degli anni attraverso numerose opere dedicate alla cultura, allo spettacolo e all’arte italiana.

La regia porta invece la firma di Simone Manzi, ventiseienne al suo esordio nel documentario televisivo, considerato tra i giovani profili emergenti più interessanti del nuovo panorama audiovisivo italiano.

Il documentario rappresenta anche la prima produzione ufficiale di Kluck Studio, realtà nata con l’obiettivo di valorizzare i talenti dello spettacolo e della creatività italiana, senza barriere generazionali e con una forte attenzione alla contaminazione tra linguaggi artistici e innovazione visiva. Tra le numerose presenze, inoltre, emergono testimonianze intime e partecipate di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui Maria Giovanna Elmi, storica icona della televisione italiana, che racconta il proprio legame con Daniele Sigalot nato da un incontro inatteso con una delle sue opere, e Nunzia De Girolamo, che offre un contributo personale e sentito all’interno del racconto.

Il documentario si distingue per l’utilizzo di musiche originali, ricostruzioni visive e una narrazione sospesa tra realtà, memoria e immaginazione, in perfetta sintonia con la poetica dell’artista protagonista.

Sottosegretario Mantovano: “Dipendenze sono un male da sconfiggere”

Roma, 27 mag. (askanews) – Le dipendenze sono “un male che si deve sconfiggere. Una giornata come quella di oggi significa che si può lavorare sul tavolo cruciale della prevenzione. Prevenzione significa consapevolezza e nelle scuole c’è tanta consapevolezza e sta crescendo. Le opere realizzate da questi ragazzi di grande pregio lo dimostrano. E significa anche tenere sempre unite due parole libertà e responsabilità. Queste due parole svincolate non hanno senso: una responsabilità senza libertà significa costrizione, una libertà senza responsabilità significa fare quello che si vuole e quindi anche autodistruggersi con una dipendenza”. Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, intervenendo, nel cortile di Palazzo Chigi, alla cerimonia di premiazione della seconda edizione del concorso nazionale “No alla droga, no ad ogni forma di dipendenza”, promosso da Ministero dell’Istruzione e del Merito, Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute.

Iran, bozza di accordo: entro 30 giorni riapre Hormuz e Usa revocano il blocco

Roma, 27 mag. (askanews) – La Tv di Stato iraniana ha riferito che Teheran avrebbe ottenuto una bozza di un accordo quadro iniziale e non ufficiale per un memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. In base a tale accordo, l’Iran ripristinerebbe il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese, mentre gli Stati Uniti ritirerebbero le forze militari dalle vicinanze dell’Iran e revocherebbero il blocco navale. Le navi militari non sono incluse nella bozza, ha aggiunto la Tv di Stato.

360 Grani celebra l’Arte Bianca e la filiera del grano italiana

Ancona, 25 maggio (Askanews) – Panificatori, pizzaioli, chef e professionisti dell’Arte Bianca provenienti da tutta Europa si sono riuniti al Molino Paolo Mariani, a Barbara, in provincia di Ancona, per l’edizione 2026 di 360 Grani. Il tema guida dell’anno è “One Bakery, Many Cultures”, un concept che vuole celebrare l’incontro tra culture gastronomiche, sensibilità e tecniche differenti, accomunate dalla stessa attenzione verso qualità, ricerca e rispetto delle materie prime.

Danny Mariani, amministratore delegato del Molino Paolo Mariani: “Le Marche è una regione a vocazione agricola e poter celebrare ed esaltare le potenzialità del nostro territorio è un obiettivo comune che ci rende orgogliosi. Un grazie speciale al Molino Paolo Mariani, che utilizza grano 100% italiano e lo esporta in giro per l’Italia e per il mondo. One Bakery, Many Cultures significa unire culture diverse con uno scopo unico, promuovere il territorio e promuovere il made in Italy vero a livello internazionale”.

Il tema dell’edizione 2026 è stato dedicato al dialogo tra culture gastronomiche differenti. Sempre più forte la presenza delle donne nell’ambito della ristorazione, panificazione e pasticceria con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla valorizzazione dei prodotti della terra.

Le parole di Maria Vittoria Griffoni, chef: “La qualità degli ingredienti è ciò che rende un piatto eccellente. La mia cucina è semplice, quindi devo partire da un buon prodotto perché non avendo troppe tecniche o troppe lavorazioni è necessario disporre di prodotti di alta qualità. L’idea di un piatto, gli accostamenti o gli abbinamenti aiutano ma è fondamentale avere alla base cibi di qualità così come il produttore”.

Il commento dell’assessore allo sviluppo economico della Regione Marche, Giacomo Bugaro: “Grazie a questa iniziativa, che di anno in anno si rinnova, è possibile mostrare la vitalità di un territorio e dimostrare che c’è una filiera che funziona ed è, più che mai, viva. Mi piacerebbe che questo evento fosse imitato e esportato anche in altre situazioni in giro per il mondo. Di fatto, è un appuntamento che noi guardiamo con grande stima e di cui ne apprezziamo i contorni e soprattutto l’impegno di una famiglia che si rinnova generazione dopo generazione: siamo arrivati alla terza che coltiva i campi e che porta avanti questo importante impegno nei confronti di tutta la nostra comunità”.

Il 25 maggio 360 grani ha offerto una giornata ‘sul campo’, un’esperienza immersiva pensata per raccontare il valore del grano e delle persone che, con sapienza e passione, lo trasformano. È stato un momento di valorizzazione importante per il territorio che ha permesso agli ospiti provenienti da tutto il mondo di conoscere le eccellenze delle Marche, come miele, olio, ciliege, nocciole e cioccolato, protagoniste dei prodotti proposti in degustazione, dai lievitati della colazione a diversi tipi di pane e pizza per la merenda. Il Paese protagonista di questa edizione è stata la Spagna, unita all’Italia dal grano d’eccellenza. L’invito è a pensare la farina come il racconto di territori, culture e legami autentici. Una narrazione che usa un linguaggio comune a tutte le lingue del mondo.

Valditara: la scuola educhi alla libertà contro ogni dipendenza

Milano, 27 mag. (askanews) – “E’ emerso il tema della libertà che è la finalità principale della formazione nelle scuole”. o ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara intervenendo, nel cortile di Palazzo Chigi, alla cerimonia di premiazione della seconda edizione del concorso nazionale “No alla droga, no ad ogni forma di dipendenza”, promosso da MIM, Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e da Ministero della Salute.

“Educare alla libertà, cioè alla maturità che ci rende indipendenti e libero da qualsiasi soggezione. Poi è emerso un altro tema: Dobbiamo aiutare i giovani di oggi, le fragilità dei giovani di oggi, che sono alle origini anche non soltanto nel disagio, ma anche di episodi di violenza, dobbiamo aiutarli innanzitutto con la cultura del rispetto, relazioni sane, empatia, quello che abbiamo iniziato a fare nelle nostre scuole, aiutandoli a disintossicarsi dal cellulare”, ha proseguito il ministro a margine dell’iniziativa, ricordando che “da domani sarà fruibile a tutti l’assistenza psicologica per quei ragazzi che hanno necessità di superare alcune fragilità e quindi di vincere determinati ostacoli”.

“E’ un tema questo che presuppone una grande attenzione nei confronti degli nostri giovani e che si gioca molto su empatia, relazioni, aiuto laddove vi siano fragilità”, ha concluso Valditara.

In Spagna Sanchez esclude elezioni: no al voto per interessi di parte

Roma, 27 mag. (askanews) – Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha sottolineato oggi l’importanza di mantenere la stabilità del governo per raggiungere ulteriori risultati economici. “Non sto dicendo che la stabilità che abbiamo raggiunto in questi ultimi otto anni, con me alla guida del governo, in circostanze molto difficili, con crisi di straordinaria complessità, sia fine a sé stessa, ma è chiaramente uno strumento importante per ottenere i risultati economici che stiamo registrando”, ha affermato in conferenza stampa a Roma.

“Alcuni colleghi mi chiedono ovviamente di indire elezioni anticipate perché sanno che avrò una maggioranza parlamentare al governo e in Parlamento per governare in modo molto più agevole, e lo capisco, ma non posso indire elezioni per interessi di parte; devo indire elezioni per l’interesse generale dei cittadini”, ha dichiarato.

Feltrinelli entra ne Il Saggiatore: acquisito il 30% della casa editrice

Milano, 27 mag. (askanews) – Feltrinelli entra ne il Saggiatore, storica casa editrice milanese fondata da Alberto Mondadori e oggi presieduta da Luca Formenton. Lo riporta una nota che annuncia la firma dell’accordo. Feltrinelli acquisisce così una quota del 30%, sancendo l’alleanza tra due realtà che hanno fatto la storia dell’editoria italiana. Circa due anni fa, la catena di librerie era entrata nel capitale di Adelphi, acquisendo una quota del 10%.

L’accordo di oggi, spiega la società, punta a valorizzare e dare continuità al lavoro svolto dal Saggiatore in questi decenni. La casa editrice proseguirà il proprio percorso sotto la guida e la visione di Luca Formenton, “preservando l’identità culturale e la qualità che la contraddistinguono”. L’accordo con il Ggruppo Feltrinelli permetterà al Saggiatore di beneficiare di una struttura solida e di nuove sinergie distributive e promozionali, “con l’intento di garantirne un futuro ancora più ambizioso e una diffusione sempre più capillare del suo catalogo”.

L’ingresso nel Saggiatore, sigla di riferimento per la saggistica in Italia, arricchisce il polo editoriale Feltrinelli di una nuova profondità, spiega la nota, grazie allo storico impegno del marchio nel pubblicare libri in ambiti quali la sociologia, la storia, la scienza, la storia dell’arte e la musica. Nel suo catalogo ci sono classici del pensiero come Jean-Paul Sartre, Edmund Husserl, Karl Popper, Arnold Schönberg, Simone de Beauvoir, Claude Lévi-Strauss, Ernesto De Martino fino a Nassim Taleb e Slavoj Žižek. Pubblica, inoltre, autori come Allen Ginsberg, il premio Nobel Louise Glück, Norman Manea, Jean Genet, Carlos Fuentes, Joan Didion e Mircea Cartarescu.

“Oggi – commenta Carlo Feltrinelli, presidente del gruppo Feltrinelli – celebriamo l’alleanza con una casa editrice che, nata dall’ambizione culturale di Alberto Mondadori, ha contribuito in modo determinante a introdurre nel dibattito nazionale le frontiere più avanzate della saggistica e della letteratura d’autore, con una capacità di proposta che si è alimentata fino ad oggi. Con grande entusiasmo, accanto all’amico Luca Formenton, daremo il nostro contributo per onorare e valorizzare questa storia, il catalogo e questa passione per i libri”.

“L’ingresso di Feltrinelli nel capitale del Saggiatore segna l’avvio di una collaborazione che ha per me un significato non solo professionale – commenta Luca Formenton, presidente de il Saggiatore – Il Saggiatore e Feltrinelli nascono nell’Italia del dopoguerra dalla stessa convinzione: che pubblicare libri sia un gesto civile e non solo imprenditoriale. Alberto Mondadori che crea il Saggiatore nel 1958, e Giangiacomo Feltrinelli la sua casa editrice pochi anni prima, hanno contribuito in modo decisivo ad aprire la cultura italiana alla nuova narrativa internazionale, alle scienze umane, al pensiero critico che il paese aveva a lungo tenuto ai margini. Quella tradizione di innovazione editoriale è il patrimonio comune che oggi torna a incontrarsi: una partnership che rafforza le prospettive del Saggiatore nel rispetto della sua autonomia editoriale, e rilancia una visione che le due case editrici hanno coltivato fin dalle origini”. A questo, sottolinea Formenton, si aggiunge “un motivo personale: l’amicizia che mi lega a Carlo Feltrinelli rende particolarmente felice l’apertura di una stagione nuova, da editori e cittadini prima ancora che da soci”.

Due giorni a Parma per i Corporate Wellness Games

Parma, 27 mag. (askanews) – Divertirsi e fare sport insieme per creare rete e confrontarsi. È questo lo spirito dei Corporate Wellness Games che sono andati in scena a Parma per la seconda edizione, tra risate, benessere fisico e spirito di squadra. Un’iniziativa che utilizza lo sport come strumento per promuovere valori condivisi, integrandoli con le dinamiche del tema building e con i sistemi più avanzati di welfare aziendale. Paolo Giordani, direttore tecnico Corporate Wellness Games:

“Sicuramente essere arrivati alla seconda edizione, dopo una prima edizione bellissima allo Stadio Tardini, è una soddisfazione molto importante, da un lato perché abbiamo consolidato il numero delle aziende, l’anno scorso erano 30, quest’anno sono 36, quindi avere la fiducia di grandi multinazionali, di grandi aziende del territorio è motivo di grande orgoglio, di grande fiducia e questo ci impegna a cercare di fare sempre meglio. Dall’altro è un premio anche all’idea che GoAthletic Studio, che abbiamo col mio staff, abbiamo introdotto e apportato appunto perché il gradimento e la grande partecipazione anche del Comune di Parma, delle università di studio di Parma, della Federazione Rugby, ci inorgoglisce di questo”.

Edizione 2026 che è stata patrocinata dal Comune di Parma e dall’Università di Parma, grazie all’organizzazione di GoAthletic Studio.

È poi intervenuto Marco Bosi, Assessore Bilancio e Sport: “Questo è un evento che intanto ritorna, dopo tanti anni nelle città, tanti anni fa si svolgevano questi eventi, per noi è particolarmente significativo perché da un lato aiuta le persone a capire il valore dello sport, del benessere, del movimento, dall’altro aiuta a creare un po’ di coesione territoriale, aziende diverse che si incontrano, si confrontano, si sfidano su un campo da gioco e crea comunità, è quello che lo sport può fare anche nel mondo degli adulti e non solo dei più giovani”.

Infine abbiamo parlato con Giuliana Gobbi, Delegata del Rettore per lo Sport: “L’università supporta tutte le attività che riguardano lo sport, l’attività motoria per la salute della persona, per la qualità della vita della persona e chiaramente la possibilità di supportare un evento che coinvolge tante aziende, quindi il terzo settore e la collaborazione con il territorio è sicuramente un valore aggiunto”.

Due giornate all’insegna dello sport e del divertimento che hanno visto le aziende sfidarsi in discipline come palla base, dodgeball, staffetta, basket e tanto altro. In un momento in cui il benessere delle persone è sempre più al centro, i giochi interaziendali sono un ottimo mezzo per diffondere questi messaggi.

Fdi, Schlein: messaggi antisemiti gravissimi, Meloni prenda provvedimenti

Roma, 27 mag. (askanews) – “I messaggi di odio antisemita emersi dall’inchiesta del Domani nelle chat territoriali di Fratelli d’Italia di Trento sono gravissimi e inquietanti. Parliamo di dirigenti ed ex rappresentanti istituzionali del partito di Giorgia Meloni: per questo è necessario e urgente che lei, in prima persona, condanni con fermezza questi fatti e prenda provvedimenti.L’odio antisemita rivolto contro gli ebrei non può trovare alcuno spazio. E non può esserci neppure il minimo dubbio che posizioni come quelle emerse nelle chat possano essere tollerate o derubricate”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein.

Fdi, Schlein: messaggi antisemiti gravissimi, Meloni condanni e prenda provvedimenti

Roma, 27 mag. (askanews) – “I messaggi di odio antisemita emersi dall’inchiesta del Domani nelle chat territoriali di Fratelli d’Italia di Trento sono gravissimi e inquietanti. Parliamo di dirigenti ed ex rappresentanti istituzionali del partito di Giorgia Meloni: per questo è necessario e urgente che lei, in prima persona, condanni con fermezza questi fatti e prenda provvedimenti.L’odio antisemita rivolto contro gli ebrei non può trovare alcuno spazio. E non può esserci neppure il minimo dubbio che posizioni come quelle emerse nelle chat possano essere tollerate o derubricate”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein

Cazzullo presenta "Le Dieu de nos pères", edizione francese bestseller

Roma, 27 mag. (askanews) – Venerdì 5 giugno 2026 alle 19, all’Auditorium dell’Institut Français Centre Saint-Louis di Roma, sarà presentata per la prima volta l’edizione francese del libro di Aldo Cazzullo “Le Dieu de nos pères”, pubblicato in Francia da Éditions de Grenelle dopo lo straordinario successo ottenuto in Italia, dove il volume (“Il Dio dei nostri padri: il grande romanzo della Bibbia”, Harper&Collins ed.) ha superato le 500.000 copie vendute.

L’incontro è promosso e realizzato con la preziosa collaborazione dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede e della direzione del Centre Saint-Louis.

Aldo Cazzullo dialogherà con Romilda Ferrauto, giornalista franco-italiana, già per venticinque anni caporedattrice della redazione francese di Radio Vaticana e successivamente senior advisor presso la Direzione della Sala Stampa della Santa Sede.

Apriranno la serata i saluti istituzionali di Laurent Toulouse, Consigliere per la cooperazione e l’azione culturale dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede e direttore dell’Institut français Centre Saint-Louis, e dell’editore Gianni Gremese.

L’evento si svolgerà prevalentemente in lingua francese e si concluderà con un momento di dialogo con il pubblico.

Con “Le Dieu de nos pères”, Aldo Cazzullo propone una rilettura intensa e accessibile della Bibbia, raccontata come il grande romanzo dell’umanità. Adamo ed Eva, Noè, Mosè, Davide e Golia, Giuditta, Ester: figure fondative della memoria occidentale che rivivono attraverso una narrazione capace di intrecciare fede, storia, arte e cultura contemporanea.

Più che un saggio religioso, il libro è un viaggio narrativo nelle radici spirituali e culturali dell’Occidente, rivolto tanto ai credenti quanto ai non credenti, ai lettori appassionati di storia e a chi desidera interrogarsi sui grandi racconti che continuano a plasmare il nostro presente.

Giornalista e scrittore tra i più autorevoli del panorama italiano, vicedirettore del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo ha pubblicato oltre trenta saggi vendendo complessivamente più di tre milioni di copie.

Piazza di Siena, Nepi: "Uno smeraldo restituito alla città" di Roma

Roma, 27 mag. (askanews) – “Piazza di Siena oggi non celebra soltanto l’edizione del centenario di un meraviglioso concorso ippico: inaugura il risultato di una visione. Dal 2017 a oggi abbiamo accompagnato una trasformazione profonda che, grazie agli investimenti pari a 1,7 milioni di euro, ha restituito a questo luogo straordinario la sua identità più autentica. Oggi Piazza di Siena è tornata a essere uno smeraldo nel cuore della città, attraverso restauri, interventi di ripristino, manutenzione e la bonifica del Galoppatoio realizzati in piena sintonia con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali”. Lo ha sottolineato in una nota Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute.

“L’eredità più importante non è quella di un’edizione”, ha aggiunto Nepi Molineris, “ma quella che consegniamo alle generazioni future. Piazza di Siena deve dimostrare che i grandi eventi possono produrre bellezza, non consumo. Ogni restauro è un atto di responsabilità verso la memoria della città. Il nostro lavoro guarda avanti: vogliamo una Villa Borghese sempre più aperta, accessibile, viva e partecipata, con sport gratuito, servizi per le famiglie, innovazione e qualità degli spazi. Immaginiamo un luogo vissuto dai cittadini ogni giorno, uno spazio capace di coniugare tutela del patrimonio e qualità della vita. Sul modello di Central Park o dei grandi parchi londinesi, crediamo in un coinvolgimento attivo del volontariato e della comunità nella cura e nella valorizzazione degli spazi, perché i grandi luoghi pubblici diventano davvero tali quando vengono sentiti come patrimonio comune”.

“Le stime per l’edizione 2026 di Piazza di Siena parlano di un indotto economico di 33,73 milioni di euro, in crescita rispetto ai 26,67 milioni dello scorso anno, con ogni euro investito che potrebbe generare 2,14 euro di valore economico complessivo. È la conferma di come investire nello sport significhi produrre valore, sviluppo e futuro”, ha concluso Nepi Molineris.

Sicurezza, Conte: Meloni ha fallito, diceva di avere bacchetta magica…

Roma, 27 mag. (askanews) – “Un 22enne accoltellato che ha perso la vita in stazione a Milano Certosa, le prime ricostruzioni parlano di scontri tra gang. A parti invertite oggi il centrodestra darebbe la colpa agli avversari politici di ogni episodio, ma io non lo farò. Però è un fatto che si moltiplicano aggressioni, rapine, borseggi e i cittadini si sentono sempre più insicuri anche nelle stazioni e nei centri urbani, non solo nei quartieri più decentrati”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Eppure – ha aggiunto – era la premier a garantire di avere la bacchetta magica sulla sicurezza ed è sotto gli occhi di tutti il fallimento: il tempo degli slogan, dei decreti sicurezza propaganda di cui abbiamo perso il conto è scaduto da 4 anni. Almeno ci ascoltino. Hanno detto no alla nostra proposta di riportare in Italia agenti e risorse ferme nei centri vuoti in Albania nonostante manchino più di 20mila fra poliziotti e carabinieri nelle città. In legge di bilancio hanno respinto tutte le nostre proposte su un pacchetto sicurezza che passa per più assunzioni di forze dell’ordine, un fondo da 500 milioni l’anno per il triennio 2026-2028 per un patto di sicurezza urbana con i Comuni e un fondo dedicato alla sicurezza locale e all’inclusione sociale, con attenzione a videosorveglianza in stazioni, parchi e giardini e più presidi di sicurezza nei locali commerciali lungo le tratte ferroviarie. È il momento di dare risposte vere”, ha concluso l’ex presidente del Consiglio.

Tecnologia e innovazione: come cambia la chirurgia mini-invasiva

Palermo, 27 mag. (askanews) – Lo sviluppo delle tecnologie mediche sta ridefinendo il modo in cui vengono progettate e realizzate diagnosi e terapie. L’innovazione punta a migliorare il presente in termini di sicurezza ed efficienza nei vari percorsi di cura, dalle apparecchiature più avanzate ai dispositivi pensati per supportare i professionisti sanitari.

Dal 24 al 27 maggio, Isola delle Femmine (Palermo) è stato teatro del 44esimo Congresso ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani).

B. Braun, azienda tra le principali a livello mondiale nello sviluppo di tecnologie e dispositivi medici, ha presentato una nuova proposta per la chirurgia laparoscopica di nuova generazione. Ne ha parlato così Giuseppe Mantarro, Amministratore Delegato di B. Braun Milano: “Nella nostra Innovation Room, presentiamo in anteprima una piattaforma laparoscopica di nuova generazione, ma soprattutto una visione di come crediamo che evolverà la chirurgia nel futuro. Crediamo che la sua evoluzione passi attraverso una chirurgia sempre più precisa, misurabile e connessa. L’evoluzione della chirurgia, nella nostra visione, passa sempre di più attraverso la connessione e l’integrazione tra le competenze cliniche e i dati per supportare il chirurgo, migliorando il percorso del paziente. Questa evoluzione nasce dal dialogo continuo tra la comunità scientifica e porta un valore concreto per il sistema sanitario, per proteggere e migliorare la salute delle persone”.

La chirurgia mini-invasiva viene descritta come un’innovazione non isolata, ma parte di un modello chirurgico integrato. “Oggi ha un ruolo importantissimo. Guardiamo sempre alla centralità del paziente: la tecnologia ci permette di dare sicurezza alle cure. Partiamo con il comfort del chirurgo, dall’uomo, per arrivare alla tecnologia, ma devono essere imbricate in un’unica cosa. Tutte le aziende che hanno tecnologie ci rendono la vita comoda, ma soprattutto rendono più sicuro l’intervento sul paziente” ha dichiarato Vincenzo Bottino, Presidente ACOI.

L’intento è migliorare efficacia, organizzazione e sostenibilità, rafforzando la capacità dei sistemi sanitari di rispondere alle sfide contemporanee con un approccio più moderno e integrato.

Sicurezza,Salvini: inaccettabile altra violenza a Milano, raddoppiare militari

Roma, 27 mag. (askanews) – “Altro sangue, altra violenza in una stazione per mano di bande di balordi stranieri. È inaccettabile. Siamo al lavoro per raddoppiare la presenza di militari, Forze dell’Ordine e personale di FS Security che opera sui treni e nelle stazioni. Già oggi sono oltre 5mila le donne e gli uomini in divisa impegnati ogni giorno per garantire sicurezza e tranquillità a chi viaggia ogni giorno. Questa presenza va almeno raddoppiata, per stroncare una violenza quotidiana ormai diventata intollerabile. Una preghiera per il ragazzo e per i suoi familiari”. Lo scrive su twitter il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini.

Il Canada sospende gli ingressi dai Paesi ad alto rischio Ebola

Roma, 27 mag. (askanews) – Il Canada ha sospeso temporaneamente l’ingresso ai residenti di paesi ad alto o altissimo rischio di focolai di Ebola e richiederà a coloro che hanno recentemente visitato le aree colpite di autoisolarsi per tre settimane. E’ quanto si legge in una nota pubblicata sul sito web del governo.

“Il governo del Canada intende sospendere i documenti di immigrazione per i residenti di paesi ad alto o altissimo rischio di focolai di malattia da Ebola per i prossimi 90 giorni a partire dal 27 maggio… Al momento, ciò include la Repubblica Democratica del Congo, l’Uganda e il Sud Sudan”, si legge nella dichiarazione. La misura si applica anche ai titolari di visti precedentemente rilasciati, compresi coloro che hanno diritto alla residenza permanente.

Inoltre, “il governo intende attuare un’ulteriore misura, in vigore dal 30 maggio fino al 29 agosto 2026, in base alla quale i cittadini canadesi, i residenti permanenti, le persone registrate ai sensi dell’Indian Act e i cittadini stranieri che siano stati in queste aree nei 21 giorni precedenti e non presentino sintomi, dovranno osservare un periodo di quarantena di 21 giorni”.

Le autorità hanno affermato che verrà fornito un alloggio per l’autoisolamento a coloro che non saranno in grado di organizzarlo autonomamente, mentre i passeggeri che presentano sintomi di Ebola saranno isolati in ospedale per ulteriori accertamenti.

Ebola, Tedros: non possiamo isolare i malati mentre cadono le bombe

Roma, 27 mag. (askanews) – “Non possiamo isolare i malati di Ebola mentre cadono le bombe”: questo l’allarme lanciato oggi dal direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, secondo cui l’epidemia di Ebola nella provincia di Ituri, nella zona orientale della Repubblica Democratica del Congo orientale, “sta superando la capacità di risposta” a causa del conflitto in atto nella regione.

“I continui scontri stanno causando sfollamenti di massa, spingendo i contatti esposti all’epidmia in campi sovraffollati e interrompendo i corridoi di contenimento cruciali”, ha scritto su X Tedros, ricordando che non esistono vaccini nè cure per il virus Ebola Bundibugyo, per cui “fermare la trasmissione di questa epidemia dipende interamente dall’accesso umanitario”.

“Gli operatori in prima linea rischiano tutto, mentre gli attacchi alle strutture sanitarie rendono quasi impossibile il tracciamento dei casi e dei loro contatti”, ha aggiunto il direttore dell’Oms, lanciando un appello a “tutte le parti in conflitto perchè accettino un cessate il fuoco immediato per contenere questa epidemia e consentire un accesso sicuro e continuato alle squadre mediche”.

Delmastro, il pm di Roma chiede le chat tra l’ex sottosegretario e Caroccia

Roma, 27 mag. (askanews) – Gli inquirenti della Procura capitolina hanno chiesto alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera di poter acquisire tutte le chat tra l’ex sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroggia. Caroccia – si ricorda – è indagato per riciclaggio, ed è in carcere nell’ambito di un procedimento sul clan di malavita dei Senese. L’iniziativa dei magistrati è anticipata dal sito del Corriere della Sera.E’ nella disponibilità degli inquirenti della Procura di Roma da alcune settimane il telefono cellulare di Caroccia. I pubblici ministeri chiedono alla giunta delle autorizzazioni a procedere di poter visionare ed acquisire le comunicazioni intercorse tra lo stesso ristoratore, in carcere per fatti di malavita, e il parlamentare di FdI, Andrea Delmastro. L’ex sottosegretario – si ricorda – è stato azionista della società ‘Le 5 Forchette’ proprietaria del ristorante in zona Tuscolana. Proprio ieri la commissione parlamentare antimafia ha ascoltato Delmastro, il quale ha ribadito di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia per la vicenda e di non essere indagato. Al vaglio dei pubblici ministeri c’è anche la possibilità se prendere anche gli atti delle dichiarazioni rese da Delmastro.

La Nasa: abitazioni sulla Luna entro il 2030

Roma, 27 mag. (askanews) – L’agenzia spaziale americana Nasa ha annunciato l’intenzione di rendere possibile la vita umana sulla Luna attraverso la realizzazione di abitazioni “semi-permanenti” entro il 2032.

Gli Stati Uniti vogliono riportare degli americani sulla Luna prima che il presidente Donald Trump lasci l’incarico nel 2029. La Nasa sta affrontando una competizione spaziale con la Cina, la quale sta portando avanti con determinazione i propri piani per far atterrare esseri umani sulla Luna entro il 2030. Ieri, ha lanciato la sua navicella spaziale Shenzhou-23, inviando un equipaggio di astronauti alla stazione spaziale cinese di Tiangong.

A marzo, la Nasa ha annunciato un programma da 20 miliardi di dollari per la costruzione di una base permanente alimentata da energia nucleare e solare al polo sud della Luna entro il 2032.

L’amministratore della Nasa, Jared Isaacman, ha dichiarato che questi annunci significano che gli Stati Uniti “non rinunceranno mai più alla Luna”.

Nella predisposizione del suo piano operativo di lungo periodo, la Nasa desidera che il modulo di atterraggio lunare di Blue Origin, chiamato Endurance, sia in grado di effettuare atterraggi precisi, nonché navigazione e controllo autonomi.

Si prevede che il lander Griffin-1 di Astrobotic atterri nel cratere Nobile, vicino al Polo Sud, riferisce l’emittente britannica Bbc.

Le macchine trasporteranno anche strumenti scientifici per la Nasa, tra cui telecamere ad alta risoluzione e strumenti che utilizzano la luce laser riflessa per aiutare il veicolo spaziale ad atterrare.

Questa esplorazione robotica dovrebbe durare fino al 2029, con 25 lanci e 4 tonnellate di carico atterrato sulla Luna, ha dichiarato ieri Carlos García-Galßn, responsabile del programma Base Lunare.

In seguito, la Nasa intende costruire sulla Luna impianti per la produzione di energia nucleare e solare, compresi reattori a fissione.

Ft: "Al Board of Peace non è arrivato nemmeno un dollaro"

Roma, 27 mag. (askanews) – Nonostante le promesse di finanziamento per 17 miliardi di dollari, il fondo per il Board of Peace del presidente statunitense Donald Trump è vuoto e l’organizzazione è sospesa in un limbo legale e politico che ha bloccato i progetti di ricostruzione della Striscia di Gaza, riferisce il quotidiano britannico Financial Times.

A quattro mesi dalla sua istituzione, il fondo finanziario del Board, istituito dalla Banca Mondiale, non ha ricevuto alcun contributo dai donatori, secondo quanto riferito da quattro persone a conoscenza dei fatti. “Non è stato depositato nemmeno un dollaro”, ha affermato una fonte al Ft.

I contributi del Marocco, pari a circa 20 milioni di dollari, hanno contribuito a finanziare l’ufficio di Nickolay Mladenov, l'”alto rappresentante” del Board of Peace, e gli stipendi del comitato tecnocratico palestinese, nato per governare la Striscia e che non è ancora entrato nell’enclave palestinese.

Da parte loro gli Emirati Arabi Uniti hanno recentemente stanziato 100 milioni di dollari per addestrare una nuova forza di polizia per Gaza, ma il programma non è ancora iniziato e i fondi sono congelati, secondo quanto riferito da due persone a conoscenza della questione.

Flotilla, gli attivisti fermati a Sirte tornano in Italia

Roma, 27 mag. (askanews) – Al rientro gli attivisti impegnati nel Land Convoy verso Gaza. Restano ancora in Libia est 10 attivisti/e della Global Sumud Flotilla, tra cui due di cittadinanza italiana, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, e non c’è “nessuna notizia sulle loro condizioni”. La portavoce spiega in una nota: “Tutte le strade che percorriamo per raggiungere Gaza sono bloccate, in un modo o nell’altro. Non fermiamo la solidarietà con la Palestina”.

“Non è bastata la consegna di una prima lettera per chiedere un passaggio sicuro: le trattative per procedere secondo il diritto internazionale sono ancora una volta state bloccate. Nella giornata di domenica 24 maggio, alle 15,22 circa (ora locale), dieci partecipanti civili del Global Sumud Land Convoy sono stati fermati al valico 5+5 vicino Sirte, dopo aver avviato un processo negoziale volto a facilitare la missione umanitaria del convoglio di terra di GSF, partito dalla Mauritania. Il dialogo consolare avviato nei giorni precedenti è stato immediatamente intensificato. Nonostante ciò, non si hanno al momento informazioni certe sulle condizioni fisiche, sul luogo di detenzione e sui tempi di eventuale rilascio delle attiviste”.

Ieri, lunedì 25, il convoglio è stato costretto a lasciare il campo in direzione dell’aeroporto di Tripoli. La portavoce della delegazione italiana Delia, aggiunge: “Stiamo provando a raggiungere Gaza in diversi modi, e le modalità con cui viene impedito il passaggio sono altrettanto diverse ma presentano un filo conduttore comune: senza israele non é possibile raggiungere in nessun modo la Palestina”.

Oggi il picco di caldo, fino a 36 gradi al Nord

Milano, 27 mag. (askanews) – Il caldo raggiunge nelle prossime ore il picco della prima ondata di calore del 2026, con massime fino a 36 gradi in alcune città del Nord e valori fuori scala rispetto alla fine di maggio. L’Italia entra nella fase più intensa di un’anomalia termica che precederà un lieve calo delle temperature, accompagnato però da afa elevata e temporali sparsi.

Le punte più alte sono attese a Pavia, Piacenza, Cremona e Modena, dove i termometri arriveranno a 36 gradi. La soglia dei 35 gradi interesserà una larga fascia della Pianura Padana, da Torino a Bologna, coinvolgendo Alessandria, Asti, Vercelli, Milano, Lodi, Parma, Reggio Emilia, Mantova, Verona, Rovigo, Ferrara e Forlì. Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, il Nord registrerà nel complesso un’anomalia di 8-9 gradi rispetto alle medie del periodo.

La fase più calda colpirà in modo particolare l’asse della Via Emilia e il Piemonte, mentre al Centro le massime toccheranno 34-35 gradi. Al Sud i valori resteranno leggermente più bassi, ma il quadro resterà estivo anche nelle regioni meridionali. Il mese di maggio si chiude così con temperature più vicine alla piena estate che alla tarda primavera.

Dopo il picco, l’ingresso di aria più umida e meno calda in quota favorirà un calo delle massime, che scenderanno in molte aree verso 32-34 gradi. La diminuzione sarà però limitata e non porterà un vero sollievo, perché l’umidità nei bassi strati aumenterà la temperatura percepita. Le notti resteranno tropicali e le giornate saranno segnate da forte afa.

Il cambiamento della massa d’aria renderà più instabile l’atmosfera. L’energia accumulata dal suolo nelle ore più calde favorirà lo sviluppo di temporali pomeridiani localmente intensi, con possibili rovesci, colpi di vento, fulmini e grandine. I primi fenomeni riguarderanno soprattutto le Dolomiti e il Nord-Est, poi l’instabilità si estenderà alle aree a ridosso dei rilievi e alle zone interne di pianura.

Mercoledì 27 maggio il Nord dovrà affrontare temporali con grandine soprattutto sul Nord-Est, mentre il caldo anomalo raggiungerà i 36 gradi nelle aree più esposte. Al Centro prevarranno cielo sereno e temperature molto elevate. Al Sud sono attesi rovesci pomeridiani sull’Appennino, con sole sulle altre zone.

Giovedì 28 maggio i temporali diventeranno più diffusi al Nord, assieme a un lieve calo delle massime. Al Centro l’instabilità si muoverà dagli Appennini verso le coste tirreniche, con possibili sconfinamenti tra la Bassa Toscana e il Lazio, fino a Roma. Al Sud resteranno probabili rovesci pomeridiani sull’Appennino e localmente sulle coste campane, mentre altrove il tempo sarà più stabile.

Venerdì 29 maggio il Nord tornerà più soleggiato in diverse aree, ma la fase temporalesca interesserà con maggiore decisione la fascia compresa tra Lombardia, Emilia e Basso Veneto, proprio nelle zone che in queste ore stanno toccando i valori più alti. Al Centro resteranno condizioni instabili su Toscana e Lazio. Al Sud i rovesci pomeridiani riguarderanno l’Appennino e le aree interne delle Isole Maggiori, con sole sulle altre zone.

Nel fine settimana e durante il Ponte della Festa della Repubblica il tempo seguirà una dinamica più ripetitiva: sole al mattino, instabilità nelle ore pomeridiane con temporali locali, soprattutto sui rilievi, e nuova attenuazione dei fenomeni in serata. Le proiezioni per l’inizio di giugno indicano una fase ancora sopra la media termica, con precipitazioni organizzate scarse e rischio di nuovi episodi di afa.

Meteo, oggi atteso il picco di caldo: fino a 36 gradi al Nord

Milano, 27 mag. (askanews) – Il caldo raggiunge nelle prossime ore il picco della prima ondata di calore del 2026, con massime fino a 36 gradi in alcune città del Nord e valori fuori scala rispetto alla fine di maggio. L’Italia entra nella fase più intensa di un’anomalia termica che precederà un lieve calo delle temperature, accompagnato però da afa elevata e temporali sparsi.

Le punte più alte sono attese a Pavia, Piacenza, Cremona e Modena, dove i termometri arriveranno a 36 gradi. La soglia dei 35 gradi interesserà una larga fascia della Pianura Padana, da Torino a Bologna, coinvolgendo Alessandria, Asti, Vercelli, Milano, Lodi, Parma, Reggio Emilia, Mantova, Verona, Rovigo, Ferrara e Forlì. Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, il Nord registrerà nel complesso un’anomalia di 8-9 gradi rispetto alle medie del periodo.

La fase più calda colpirà in modo particolare l’asse della Via Emilia e il Piemonte, mentre al Centro le massime toccheranno 34-35 gradi. Al Sud i valori resteranno leggermente più bassi, ma il quadro resterà estivo anche nelle regioni meridionali. Il mese di maggio si chiude così con temperature più vicine alla piena estate che alla tarda primavera.

Dopo il picco, l’ingresso di aria più umida e meno calda in quota favorirà un calo delle massime, che scenderanno in molte aree verso 32-34 gradi. La diminuzione sarà però limitata e non porterà un vero sollievo, perché l’umidità nei bassi strati aumenterà la temperatura percepita. Le notti resteranno tropicali e le giornate saranno segnate da forte afa.

Il cambiamento della massa d’aria renderà più instabile l’atmosfera. L’energia accumulata dal suolo nelle ore più calde favorirà lo sviluppo di temporali pomeridiani localmente intensi, con possibili rovesci, colpi di vento, fulmini e grandine. I primi fenomeni riguarderanno soprattutto le Dolomiti e il Nord-Est, poi l’instabilità si estenderà alle aree a ridosso dei rilievi e alle zone interne di pianura.

Mercoledì 27 maggio il Nord dovrà affrontare temporali con grandine soprattutto sul Nord-Est, mentre il caldo anomalo raggiungerà i 36 gradi nelle aree più esposte. Al Centro prevarranno cielo sereno e temperature molto elevate. Al Sud sono attesi rovesci pomeridiani sull’Appennino, con sole sulle altre zone.

Giovedì 28 maggio i temporali diventeranno più diffusi al Nord, assieme a un lieve calo delle massime. Al Centro l’instabilità si muoverà dagli Appennini verso le coste tirreniche, con possibili sconfinamenti tra la Bassa Toscana e il Lazio, fino a Roma. Al Sud resteranno probabili rovesci pomeridiani sull’Appennino e localmente sulle coste campane, mentre altrove il tempo sarà più stabile.

Venerdì 29 maggio il Nord tornerà più soleggiato in diverse aree, ma la fase temporalesca interesserà con maggiore decisione la fascia compresa tra Lombardia, Emilia e Basso Veneto, proprio nelle zone che in queste ore stanno toccando i valori più alti. Al Centro resteranno condizioni instabili su Toscana e Lazio. Al Sud i rovesci pomeridiani riguarderanno l’Appennino e le aree interne delle Isole Maggiori, con sole sulle altre zone.

Nel fine settimana e durante il Ponte della Festa della Repubblica il tempo seguirà una dinamica più ripetitiva: sole al mattino, instabilità nelle ore pomeridiane con temporali locali, soprattutto sui rilievi, e nuova attenuazione dei fenomeni in serata. Le proiezioni per l’inizio di giugno indicano una fase ancora sopra la media termica, con precipitazioni organizzate scarse e rischio di nuovi episodi di afa.

Bce: vulnerabilità finanza non bancaria possono amplificare rischi

Roma, 27 mag. (askanews) – La guerra in Medioriente ha innescato un forte shock sull’offerta le cui ricadute restano altamente incerte, nel frattempo il persistere delle tensioni geopolitiche, combinato alle pressioni di bilancio, potrebbe mettere sotto tensione il clima sui mercati finanziari. Le vulnerabilità dei gruppi finanziari non bancari potrebbero amplificare le tensioni e l’esposizione di gruppi non bancari e le imprese sensibili a commercio e prezzi dell’energia possono generare rischi a livello di credito, liquidità e finanziamenti, che finirebbero per ricadere sulle banche.

È la fotografia scattata dall’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria pubblicato dalla Banca centrale europea.

“Lo shock sull’energia crea rischi e rialzo sull’inflazione al ribasso sulla crescita economica”, ribadisce il vicepresidente uscente dell’istituzione, Luis de Guindos. “Potrebbe anche peggiorare la volatilità dei mercati, mettendo alla prova le capacità di rinnovare l’indebitamento, dato il contesto di crescenti costi di finanziamento in un quadro di crescita economica più debole”.

Playoff Nba, Oklahoma supera San Antonio e va 3-2 nella serie

Roma, 27 mag. (askanews) – Di nuovo in casa per gara-5, i Thunder giocano una partita da campioni NBA in carica e battono 127-114 i San Antonio Spurs. I Thunder scappano nel 2° quarto, in cui segnano 40 punti, e gestiscono fino al termine controllando i tentativi di rimonta di San Antonio. Shai Gilgeous-Alexander guida ancora i suoi con 32 punti e 9 assist, Jared McCain festeggia la partenza in quintetto con 20 puntimolto pesanti. Gli Spurs ne hanno 20 da Victor Wembanyama, che però viene tenuto a 4/15 dal campo dalla difesa di Oklahoma City, e agli ospiti non bastano i 24 di un ottimo Stephon Castle.

Finale Eastern Conference (3) New York Knicks vs (4) Cleveland Cavaliers 4-0, qual. New York Knicks

Gara 1: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 115-104 Gara 2: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 109-93 Gara 3: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 108-121 Gara 4: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 93-130

Finale Western Conference (1) Oklahoma City Thunder vs. (2)San Antonio Spurs 3-2

Gara 1: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 115-122 Gara 2: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 122-113 Gara 3: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 108-123 Gara 4: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 103-82 Gara 5: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 127-114 Gara 6: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 29/05 ore 2.30 Gara 7: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 31/05 ore 2.00

*se necessario

Elezioni amministrative, il mare non bagna il campo largo

Le elezioni per la parte avversa alla Meloni non sono andate come sperato e forse anche come previsto da alcuni sondaggi non sempre indipendenti nelle valutazioni. Si potrebbe dire che per la sorpresa suscitata questa volta l’acqua ha avuto la meglio sulla terra.

A Venezia, non solo mercanti

Si discute in particolare del caso Venezia che dopo le beghe della Fenice e della Biennale sembravano poter facilmente orientare l’elettorato verso i favori della Schlein. Ora il neo eletto Sindaco Venturini dovrà dimostrare le sue capacità dimostrando che “non sarà un’avventura” ed anzi che da buon capitano di ventura saprà fare il bene della città. Del resto anche l’ex ct della nazionale italiana di calcio, Giampiero Ventura, sembra torni in ballo come direttore tecnico in una squadra di Serie A. Ci sono momenti dove un cognome aiuta il destino a compiersi.

Un passo avanti ed uno indietro

Forse del Pd è sembrato prematuro inserire nelle liste, a sostegno di Martella, il suo candidato a Sindaco, esponenti della comunità bengalese la cui base elettorale poco sembra abbia saputo districarsi all’atto del voto tra croci, simboli e nomi da indicare. Quando non si è anche culturalmente pronti neanche per le cose minime non è bene forzare la mano.

Così è accaduto che la laguna abbia mostrato la lacuna politica degli sconfitti caduti nella fossa di una supponenza non suffragata dai fatti. Segue il commento perentorio e sminuente del Capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia:”Test così non cambiano nulla, sono solo storie locali”, come a dire cronache di poveri amanti, niente da prendere sul serio e per cui impressionarsi. Insomma non ci sarebbe ombra di bocciatura o di autocritica in vista. Forse rinfrescarsi le idee tra un’onda e l’altra non sarebbe male.

Bestiario politico

La pattuglia anti Meloni ha preso un granchio e forse era inevitabile considerata la proliferazione di quegli animali nelle acque veneziane. Una sconfitta su cui riflettere posto che quel crostaceo predatore è vorace come pochi e fa strage dei suoi nemici e non fa prigionieri. Par che granchio derivi dal latino classico “cancro”, qualcosa e per sempre da cui guardarsi e fare attenzione senza far finta come se nulla fosse.

Un Sud che dice la sua

Un po’ più in basso dello Stivale, a Reggio Calabria è prevalso Ciccio Cannizzaro uomo di Forza Italia, che ha stravinto la sua guerra contro l’avversario Domenico Battaglia e sogna di portare avanti il progetto del ponte facendo felice anche il buon Salvini.

A Messina, Cateno De Luca con il suo partito “Sud chiama Nord” vede la vittoria del suo candidato Federico Basile e ha dato sberle sia a destra che a sinistra incatenandone le ambizioni di successo.

L’Opposizione al potere

Il Centro Sinistra può consolarsi avendo vinto a Pistoia e a Prato, dove non c’è traccia di onde e di salsedine e sono le zolle a fare la parte in commedia. La storia insegnerebbe che il Campo Largo, a proposito di terra e di sementi, avrà bisogno di molte ulteriori vangature prima di poter sperare in un raccolto di soddisfazione. Di rilievo, solo a Salerno c’è un mare in cui ristorarsi ma è solo di De Luca, difficile dire che appartenga anche ad altri.

Corsi e ricorsi della nomenklatura

In questa tornata elettorale si è riscoperta la presenza di vecchi parlamentari ancora in grado di essere padroni del loro territorio e di proporsi ora nella competizione amministrativa. Sarà la suggestione dell’esercizio del potere dei cacicchi o del gusto irrinunciabile del caciucco politico. Nessuno che impari da Pep Guardiola che almeno per un tempo si è chiamato fuori dal suo mestiere di allenatore di calcio ammettendo onestamente di essere “senza più energia” e che rivendica per sé un tocco di pausa.

I cittadini possono pure astenersi dal voto, i politici difficilmente fanno altrettanto, saltando almeno un giro di giostra. Loro, al contrario, si ritemprano nel cimento.

In ultimo, come sempre, si riscopre l’importanza del “centro” e del peso degli elettori di quell’area che farebbe comunque la differenza per spuntarla sull’avversario. Peccato che di questo ce ne sia attenzione ogni volta solo al momento della conta dei voti.

Asimov, Leone XIV e la sfida decisiva dell’umano nell’età degli algoritmi

Le Tre Leggi e il sospetto verso l’uomo

C’è un momento in cui due visioni dell’essere, apparentemente lontanissime, si incrociano. Quando accade, vale la pena fermarsi.

La prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, appena pubblicata, affronta con grande franchezza i nodi dell’intelligenza artificiale: la concentrazione del potere tecnologico in poche mani, il rischio di nuove forme di disumanizzazione, l’imperativo di “restare umani”. Quasi in contemporanea, rileggendo certi famosi racconti di Isaac Asimov, viene da pensare che quel problema lo avesse già visto. Certo in forma narrativa, ma con decenni di anticipo rispetto alla nostra attualità. E soprattutto da una prospettiva radicalmente opposta.

Le Tre Leggi della Robotica di Asimov sono note:

  1. Un robot non può recare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Più interessante è la ragione per cui Asimov finisce progressivamente per demolire quel sistema teorico nei suoi racconti, fino ad arrivare a I robot e l’impero del 1985, dove il robot R. Daneel Olivaw enuncia la cosiddetta Legge Zero: “un robot non può recare danno all’umanità”.

Non è un esercizio di anarchia intellettuale. Al contrario. Asimov comprende che un robot che obbedisce perfettamente alle regole è pericoloso proprio perché è perfetto. Applicare le regole senza l’imperfetto giudizio umano produce conseguenze mostruose.

La Legge Zero e la delega morale alla macchina

La Legge Zero nasce dunque dalla consapevolezza di un fallimento. Proteggere il singolo essere umano non basta più: occorre proteggere l’umanità come collettivo. È un salto morale enorme.

Asimov capisce che la macchina non può limitarsi a seguire ordini locali e immediati. Deve essere posta a tutela di qualcosa di più astratto e generale: la sopravvivenza dell’intera umanità. Ed è qui che emerge il punto decisivo.

Dietro quella formulazione apparentemente razionale si nasconde infatti una profonda sfiducia nell’uomo. La tutela dell’umanità viene affidata alla macchina perché nessun essere umano singolo sembra più in grado di custodirla in modo affidabile.

Il razionalista e uomo di scienza finisce così per compiere un gesto sorprendente: delegare alla tecnica una funzione morale superiore.

Leone XIV e la responsabilità che non si delega

Leone XIV, invece, percorre la strada opposta. Il Papa non si rivolge alle macchine. Si rivolge agli uomini e alle donne che le costruiscono, che le finanziano, che le governano o che dovrebbero governarle. La responsabilità morale rimane interamente in capo all’essere umano.

Per questo Magnifica Humanitas è, prima ancora che un testo sull’intelligenza artificiale, una chiamata alla responsabilità e una scommessa esplicita sulla capacità di autogoverno dell’uomo.

In un’epoca nella quale la tendenza dominante è delegare non solo compiti operativi ma perfino discernimenti sensibili agli algoritmi — perché gli algoritmi offrono razionalità rapida, efficiente e apparentemente neutrale — affermare che la responsabilità non si delega rappresenta un atto profondamente controcorrente. E forse persino una forma di resistenza moderna.

L’inafferrabile umano contro la formalizzazione totale

È qui che la lettura congiunta di Asimov e Leone XIV produce qualcosa di inatteso e affascinante. Asimov, il laico e razionalista, arriva progressivamente a sfiduciare la capacità dell’uomo di governarsi da sé. Leone XIV, il successore di Pietro, continua invece a scommettere sull’umano.

Per il Papa, la dignità dell’uomo non può essere custodita da una legge scritta nei circuiti. Può essere custodita soltanto da scelte umane, libere e consapevoli. “Restare umani” rischia di sembrare, a una lettura superficiale, una formula vaga. In realtà è un concetto rigoroso.

Significa custodire ogni giorno ciò che non è completamente misurabile, prevedibile o formalizzabile da un algoritmo. Non per nostalgia del passato e neppure per oscurantismo tecnologico. Ma per una ragione estremamente logica: se ciò che chiamiamo “umano” fosse completamente descrivibile, allora sarebbe anche, almeno in linea di principio, replicabile.

L’inafferrabilità non è il difetto dell’umano. È la sua sostanza. È precisamente ciò che lo rende irriducibile agli algoritmi.

L’essenziale che le macchine non possono descrivere

Asimov cercava una legge capace di contenere il rischio di autodistruzione dell’umanità. Leone XIV indica qualcosa di diverso: un residuo irriducibile che nessuna norma, nessun modello matematico e nessuna macchina potranno mai catturare completamente.

È su quel residuo che si gioca la sua scommessa. Ed è forse questo il punto più moderno dell’enciclica: non la paura della tecnica, ma la difesa di ciò che, per sua natura, non può essere interamente tradotto in codice. Allora, parafrasando Il Piccolo Principe, l’essenziale non è soltanto invisibile agli occhi. Forse è anche indescrivibile alle macchine.

Libertà religiosa e rispetto delle leggi: la sfida decisiva per una società democratica

Un tema che continua a dividere

C’è poco da fare. L’intreccio fra libertà religiosa, rispetto delle regole e delle norme dello Stato in cui si vive e, in ultimo ma non per ordine di importanza, la necessaria integrazione con tutti coloro che attualmente vivono nel nostro paese – a prescindere che siano stranieri di prima, seconda o terza generazione – sono temi che continuano ad essere al centro del dibattito. Politico, culturale, giornalistico e anche e soprattutto religioso.

Un tema che esiste anche quando le rilevazioni demoscopiche tendono a ridimensionarlo per motivi propagandistici o strumentali. È appena sufficiente ascoltare il chiacchiericcio in qualsiasi luogo pubblico, in particolare nelle grandi città, per rendersene conto. Ma anche nei piccoli centri di periferia, anzi il più delle volte proprio nelle piccole comunità locali, questo tema è destinato a dividere frontalmente la pubblica opinione e alimentare un clima che è portato inesorabilmente a radicalizzare il confronto politico.  

La libertà religiosa come principio costituzionale

Ora, e per evitare le solite e straconosciute generalizzazioni, credo che – al di là della propaganda speciosa e persino ridicola – almeno su due aspetti non possiamo non concordare.

Innanzitutto il capitolo della libertà religiosa. Non si può negare a nessuno di professare la propria fede. È un principio costituzionale. Ma, al contempo, la tutela della libertà religiosa non può e non deve trasformarsi in una battaglia politica che può entrare in conflitto con le norme, i principi, i valori e le leggi dello Stato che ospita le persone che professano legittimamente la propria fede religiosa.

Detta così è una affermazione persino banale ma su questo versante non ci può essere alcuna attenuante, alcuna deroga o alcuna giustificazione. Anche perché, come è noto da alcuni secoli, il rispetto della propria libertà cessa di esistere quando lede la libertà altrui.  

Integrazione civile e rispetto rigoroso delle norme

In secondo luogo il rigoroso e quasi dogmatico rispetto della legislazione dello Stato in cui si va ad abitare per le ragioni più disparate. Ed è proprio questo l’aspetto più spinoso con cui dobbiamo quotidianamente fare i conti.

Soprattutto sul versante della difesa dell’ordine pubblico, della sicurezza dei cittadini – di tutti i cittadini e in qualsiasi luogo pubblico -, della incolumità delle persone e del rispetto delle norme più elementari che caratterizzano una comunità libera, democratica e civile come quella del nostro paese.

E questo è il vero nodo da sciogliere.  

Oltre la propaganda, serve una responsabilità democratica

Per queste ragioni il capitolo, pur sempre delicato e complesso, della libertà religiosa e del rispetto della legislazione dello Stato in cui si vive, non può sempre e solo essere oggetto di provocazione politica o di propaganda mediatica.

Perché se non si disciplina questo tema con la dovuta attenzione e il necessario scrupolo democratico e costituzionale, ci troveremo sempre di fronte ad una polveriera dove la propaganda spicciola sostituirà qualsiasi altra valutazione necessaria ed indispensabile. Di natura politica, culturale, sociale, etica, religiosa e anche e soprattutto di carattere costituzionale.

Il lavoro che pone al centro la persona

Quando si prova a parlare di lavoro, il rischio è quasi sempre quello di fermarsi alle categorie tecniche: contratti, produttività, costi, incentivi, sgravi fiscali, occupabilità, indicatori statistici. Tutto questo è necessario, ma non esaurisce la questione. Il lavoro appartiene prima di tutto alla condizione umana. Come ricorda Papa Leone XIV nell’enciclica Magnifica Humanitas, non è un semplice strumento di sopravvivenza, ma un’esigenza inscritta nella nostra natura: un cammino ordinario verso la maturità, lo sviluppo e la realizzazione umana. Lavorando, la persona non solo “fa” qualcosa, ma cresce, si misura con i propri limiti, scopre possibilità, entra in relazione, realizza la propria dignità, diventa più uomo.

Il lavoro secondo La Pira

Giorgio La Pira, in questo, è stato un visionario. Nei suoi interventi sul lavoro, vedeva nell’attività quotidiana non una condanna, ma la forma concreta attraverso cui la persona partecipa all’opera creatrice, introduce nel mondo qualcosa che prima non esisteva, si colloca nella storia e si fa portatrice di bene comune. Il lavoro, per La Pira, non è un elemento neutro dell’esistenza, ma un luogo in cui si tengono insieme responsabilità, creatività, solidarietà, appartenenza. Quando, invece, lo si riduce a pura funzione produttiva o a esperienza precaria e frammentata, a impoverirsi non è solo l’economia, ma l’umano stesso, la qualità complessiva della convivenza civile.

La nostra Costituzione, nel fondare la Repubblica sul lavoro, assume una prospettiva molto interessante. Il riferimento non è al lavoro in astratto, ma a un’attività “libera e dignitosa”, capace di garantire alla persona uno spazio reale di partecipazione e di crescita, contribuendo al benessere materiale, economico e spirituale della società. Oggi, però, questo orizzonte è messo alla prova da condizioni sempre più spesso segnate da precarietà, ansia, difficoltà a conciliare tempi di vita e responsabilità professionali, solitudini organizzative. In questa distanza tra vocazione del lavoro e realtà concreta dei luoghi di lavoro si colloca una parte rilevante del malessere che attraversa la società contemporanea.

Il benessere integrale dei lavoratori

È a partire da questo dato che, come Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, abbiamo scelto di indagare in modo sistematico il benessere integrale dei lavoratori, con un focus specifico proprio sulle micro e piccole imprese. Non parliamo di un segmento marginale, ma del cuore vivo del tessuto produttivo italiano: botteghe, laboratori artigiani, studi professionali, piccole imprese, aziende familiari. In questi contesti il lavoro mantiene una forte prossimità umana: il rapporto tra titolare e collaboratori è diretto, le vicende familiari si intrecciano con quelle aziendali, il territorio è luogo di vita prima ancora che mercato. Eppure, proprio queste realtà sono spesso assenti dalle grandi indagini sul benessere organizzativo, pensate soprattutto per strutture medio‑grandi.

Tra il 2025 e l’inizio del 2026 una prima rilevazione esplorativa su 23 imprese ha permesso di raccogliere alcuni segnali significativi. Il campione è limitato, ma il quadro che emerge è chiaro: il benessere non può più essere considerato un lusso. Molte imprese riconoscono che conciliazione vita‑lavoro e attenzione alla salute psicologica incidono direttamente sulla tenuta delle relazioni, sulla produttività, sulla capacità di trattenere competenze. Allo stesso tempo, emergono limiti evidenti nella possibilità di trasformare questa consapevolezza in politiche strutturate: pesano la scarsità di risorse economiche e l’assenza di strumenti e competenze specifiche per progettare interventi stabili.

Il lavoro “promuove” la persona?

Da qui la decisione di realizzare l’Indagine Nazionale 2026 sul benessere integrale dei lavoratori nelle imprese italiane, attraverso un nuovo questionario più approfondito e mirato. Non si tratta tanto di contare benefit, quanto di interrogare la visione complessiva che l’impresa ha del lavoro e della persona: il grado di maturità organizzativa, la cura del clima interno, l’attenzione ai rischi psicosociali, il profilo della leadership, l’apertura a modelli innovativi e, non da ultimo, il ruolo dei sindacati e della bilateralità.

Sul fondo, resta una domanda che ci tocca in prima persona: il lavoro, così come è oggi, aiuta davvero le persone a diventare più mature, più responsabili, più capaci di relazione? Oppure le lascia in una condizione di fatica senza crescita, di impegno senza riconoscimento, di tempo speso senza senso? Parlare di benessere integrale significa provare a rispondere a tale quesito: fino a che punto il lavoro è ancora un cammino ordinario verso la piena realizzazione della persona, e dove invece si inceppa e si trasforma in esperienza che consuma anziché far crescere?

 

Antonio Zizza, Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale 

 

N.B. Per chi desidera seguire più da vicino il percorso di ricerca e partecipare alla nuova indagine, è disponibile la pagina dedicata del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale:

https://www.conapinazionale.it/centrostudi/benesserelavori/index.php.

Flotilla, primi racconti di attivisti in Italia: escalation di violenza

Milano, 26 mag. (askanews) – Il team legale in Italia della Global Sumud Flotilla ha cominciato a sentire le testimonianze degli attivisti italiani rientrati in Italia dopo essere stati fermati dall’esercito israeliano mentre cercavano di portare aiuti a Gaza, via mare.

“Per quanto abbiamo appreso dai nostri assistiti gli abusi ci sono stati e sono stati anche di natura molto diversa tra loro, quindi è importante che il racconto di ciascuno non venga disperso, l’esperienza diretta di ciascuno non venga dispersa”, racconta ad askanews Francesca Cancellaro, una delle avvocate del team legale. “Sicuramente abbiamo ravvisato fin da questi primi racconti una escalation di violenza e anche di intensità rispetto agli abusi che ci sono stati, ai maltrattamenti, quindi da questo punto di vista è necessario proprio una grande attenzione ricostruttiva”, sottolinea. Ad essere ascoltate al momento una quarantina di persone. “Sono stati giorni del rientro e naturalmente sono stati giorni molto delicati perché le persone sono tornate ovviamente con i segni e i traumi che hanno riportato dopo la permanenza in Israele e prima ancora, a partire dal momento del sequestro, quindi già in acque internazionali”, dice Cancellaro.

Dopo l’ascolto, i passi legali. “Abbiamo iniziato a sentire le prime testimonianze formalmente perché ovviamente tutto quello che è il racconto delle esperienze vissute direttamente da ciascuno degli attivisti dovrà confluire poi nel fascicolo di indagini che è stato aperto davanti alla Procura di Roma”, spiega l’avvocata del team che lavora con gli attivisti.

“Quando le testimonianze, così come anche i documenti che ci stanno fornendo i nostri assistiti, saranno acquisite nelle formalità prescritte dalla legge queste potranno essere utilizzate e fondare anche la nostra ricostruzione, come denuncia-querela in nome dei singoli denuncianti e querelanti”.

Rubio: serviranno ancora diversi giorni per un accordo con l’Iran

Roma, 26 mag. (askanews) – I colloqui tra Stati Uniti e Iran sull’estensione del cessate-il-fuoco e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz richiederanno ancora diversi giorni. Lo ha affermato il Segretario di Stato americano Marco Rubio parlando sull’aereo che lo sta riportando negli States dopo la sua visita in India.

“Sono in corso molti scambi di opinioni su specifici punti del documento iniziale – ha spiegato Rubio, così come riportato dalla Associated Press -, quindi, ci vorranno alcuni giorni”, ha aggiunto.

Rubio ha poi precisato che Trump non accetterà un cattivo accordo e ha sottolineato che il punto cruciale al momento è la riapertura dello Stretto di Hormuz senza che all’Iran sia consentito imporre un pedaggio per il transito delle navi. “Gli stretti devono essere aperti, senza ostacoli e senza pedaggi”, ha sottolineato il segretario di Stato americano.

Flotilla, Albanese: è banco prova per giustizia internazionale

Genova, 26 mag. (askanews) – “Adesso, soprattutto dopo quello che è successo ai delegati della Flotilla, è necessario che ci sia una risposta forte, non solo della politica, ma dell’autorità giudiziaria, perché sono stati commessi atti di maltrattamenti e probabilmente torture da quello che emerge dalle prime dichiarazioni che sono trapelate. Questo è il banco di prova della giustizia internazionale”. Lo ha detto Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, a margine della presentazione a Genova del suo nuovo libro “La luce del risveglio”.

Europeo Arena Polo, Villa Borghese si accende con sfilata inaugurale

Roma, 26 mag. (askanews) – Il fascino del polo internazionale conquista Villa Borghese con la sfilata inaugurale del FIP Arena Polo European Championship-U.S. Polo Assn. Trophy, la prima edizione dell’Europeo di Arena Polo che da mercoledì animerà il Galoppatoio di Piazza di Siena. Tra turisti, curiosi e centinaia di smartphone alzati al cielo, il corteo di cavalli e cavalieri – si legge in una nota – ha attraversato i viali del parco romano da Piazzale delle Canestre fino alla Terrazza del Pincio, accompagnato dalla Fanfara del quarto Reggimento Carabinieri a Cavallo.

In testa alla parata il segretario generale Fise Simone Perillo, il responsabile del dipartimento Polo Alessandro Giachetti, il presidente della federazione francese Jean-Edouard Mazery e l’arbitro britannico Nick Pepper. A seguire le squadre di Italia, Francia, Svizzera e Inghilterra, con gli azzurri Stefano Giansanti e Giordano Magini tra i più applauditi dal pubblico.

L’evento è organizzato dalla Federazione Italiana Sport Equestri con il contributo del Ministero dello Sport e la promozione della Federazione Internazionale Polo. Al termine della sfilata, cavalieri e ospiti si sono ritrovati per un cocktail da Etere, terrazza di Palazzo Ripetta, hospitality partner della manifestazione.

Da mercoledì il via alle gare dell’Arena Polo, formula con campo ridotto e squadre da tre giocatori. Il debutto ufficiale sarà affidato alla sfida Francia-Inghilterra, preceduta dal triangolare Junior Polo NextGen tra Lazio, Sardegna ed Emilia-Romagna. Giovedì toccherà invece all’Italia contro la Svizzera. Ingresso gratuito per tutta la durata del torneo.

Papa: cercare una IA disarmata, importante continuare il dialogo

Roma, 26 mag. (askanews) – All’indomani della sua prima enciclica, Papa Leone è tornato sul tema dell’intelligenza artificiale, lasciando Castel Gandolfo per rientrare in Vaticano. “Penso che sia molto importante continuare il dialogo e cercare una intelligenza artificiale disarmata”, ha affermato il pontefice davanti alle telecamere in attesa.

“Abbiamo visto i casi di oggi in Libano, per esempio, e in altri posti del Mondo dove la guerra si fa con l’IA, senza pensare alle vite umane che sono veramente le vittime di tutto questo. Quindi rinnovo l’appello”, ha concluso il Papa.

Comunali, ‘campo largo’ rilancia: i conti dopo i ballottaggi

Roma, 26 mag. (askanews) – Il colpo nel ‘campo largo’ è stato accusato, al di là delle dichiarazioni ufficiali, perché la vittoria a Venezia era davvero sembrata a portata di mano, ma adesso i partiti di centrosinistra provano a rilanciare, per evitare che le comunali finiscano per smorzare la spinta del referendum. La parola d’ordine che tutti nel fronte progressista ripetono è “i conti si fanno dopo i ballottaggi”, l’obiettivo è oscurare il colpo mancato nella laguna con il conteggio finale dei comuni vinti e dei voti raccolti complessivamente. Ieri lo avevano detto a caldo Elly Schlein e Matteo Renzi, oggi lo ripete Giuseppe Conte: “È una tornata elettorale che non si è ancora conclusa, ci sono tanti ballottaggi, aspettiamo a tirare le conclusioni”.

E’ il mantra che ripete anche Igor Taruffi, responsabile organizzazione del Pd, ormai abituato a suggerire una valutazione complessiva quando si vota per regionali e comuni: “Non c’è dubbio che Venezia è il risultato su cui tutta l’attenzione si è focalizzata. Però noi proviamo a ragionare guardando l’insieme: erano 18 i comuni capoluogo di provincia che sono stati chiamati al voto, di questi cinque sono stati vinti al primo turno dal centro-sinistra, tre dal centrodestra e quattro da candidature civiche di cui nessuno comunque di destra. Sei vanno al ballottaggio, in tre è avanti il centrodestra, in tre è avanti il centro-sinistra”. Dunque, conclude “se stiamo ai numeri questo è. Il computo complessivo secondo me lo vedremo alla fine dei ballottaggi: quanti saranno i comuni andati al centro-sinistra e quanti al centrodestra”. E il Pd è convinto che il conteggio finale premierà i progressisti.

Lo sguardo lungo non serve solo sul piano mediatico, per contrastare appunto il messaggio dell’ “assalto fallito” che il centrodestra cerca di far passare grazie al voto di Venezia. Quel risultato apre oggettivamente dei problemi politici che il centrosinistra sembrava aver archiviato con il referendum. Pina Picierno, Pd, vice-presidente del Parlamento europeo, è l’unica a dirlo apertamente e in maniera ruvida, ma in tanti condividono l’analisi: “I risultati forse ci aiutano a riportare sulla terra chi aveva già preso il volo costruendo letture nazionali fondate più sulle suggestioni che sulla realtà. Così come il referendum non era una elezione politica, e chi ha pensato che fosse l’alba del sol dell’avvenire ha completamente sbagliato analisi, così le amministrative non sono elezioni politiche”.

Non è solo un generico richiamo a non cedere a facili trionfalismi dopo il referendum, quello del fronte riformista del Pd è un invito a rivedere alcune scelte di fondo che venivano date per scontate, a cominciare dall’attenzione rivolta prevalentemente all’elettorato “delle piazze”, ai militanti che manifestano per Gaza, alle battaglie della Cgil. Non solo, il voto per le comunali ha aperto anche una riflessione sulle alleanze e, quindi, sullo stesso ruolo che il Pd deve giocare. Come dice più di un parlamentare – anche alcuni della maggioranza schleiniana – “il dato che emerge è che nel voto locale gli alleati sono debolissimi: vale per M5s, vale per i centristi…Se non portiamo i voti noi del Pd, con l’aiuto delle liste civiche, non si va da nessuna parte”. D’altro canto, però, solo la Picierno apre la discussione, il resto della minoranza Pd si limita alle analisi del voto sulle chat di whatsapp perché nessuno vuole “fare il controcanto alla segretaria”, come dice un parlamentare ‘riformista’.

Ma che la sconfitta abbia lasciato il segno non lo dicono solo i riformisti Pd. Anche Nicola Fratoianni avverte: “Se qualcuno pensava che le prossime elezioni politiche fossero già vinte sbagliava. C’è una partita apertissima”. In questo caso, ovviamente, il sottotesto è diverso da quello dei ‘riformisti’ dem. Per il leader Avs “quei 15 milioni di voti (del no al referendum, ndr) non possono essere considerati come un voto in cassaforte vanno conquistati e motivati”, ma “per farlo occorre che la coalizione metta in campo un’anima, un progetto, una proposta e cominci a muoversi nel Paese”. Un’anima e un progetto che, nei ragionamenti di Avs, devono essere ancora più nettamente e radicalmente di sinistra. Dopodiché anche lui rinvia il giudizio a dopo il secondo turno: “Vedremo i ballottaggi”.

Rai, "palude" tra Vigilanza e Senato inghiotte riforma, slitta audizione Giorgetti

Roma, 26 mag. (askanews) – L’audizione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in commissione Ambiente e Comunicazioni al Senato era particolarmente attesa oggi, sia perchè il tema era la riforma della governance della Rai, ferma da settembre scorso a Palazzo Madama – riforma che dovrebbe recepire, peraltro, le indicazioni contenute nell’European freedom act – sia perchè rappresentava un segnale di vita nella “palude” dei dossier sulla Rai che da mesi dividono maggioranza e opposizione. Come da mesi è di fatto in stallo l’attività della commissione di Vigilanza Rai. E’ alla luce di questo clima che il rinvio al 10 giugno dell’intervento del titolare del Mef, previsto nelle convocazioni di oggi alle ore 13.30, ha innescato nuove, vibranti, proteste da parte dell’opposizione che parla di “emergenza istituzionale assoluta”.

Non solo. Come spesso accade, la Rai e tutto quello che ci gira attorno diventa specchio e termometro della salute del potere di turno. Non è un caso, quindi, che la presidente della commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia – che oggi ha presentato il suo libro “C’era una volta la Rai” alla Feltrinelli della Galleria Sordi, insieme al giornalista Sigfrido Ranucci e al leader M5s Giuseppe Conte – si dica convinta che “il problema stia tutto dentro la maggioranza, loro sono in difficoltà”, “sembra il teatro dell’assurdo pirandelliano”.

La versione del centrodestra sull’incontro con Giorgetti annullato all’ultimo momento è di tutt’altro tenore. La spiegano in una nota i capigruppo di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, di Forza Italia, Stefania Craxi, della Lega, Massimiliano Romeo, e di Cd’I, Michaela Biancofiore: “Abbiamo chiesto di posticipare di alcuni giorni la sua audizione in attesa dei pareri della commissione Bilancio sulla riforma della Rai, necessari per una corretta visione d’insieme”. Spiegazione che non convince le opposizioni più propense a pensare che la maggioranza non voglia la riforma della Rai e sia anche divisa al suo interno.

L’ennesimo rinvio, riprende Floridia, è un fatto “gravissimo. Da sette mesi il ministero dell’Economia non esprime il parere e tiene di fatto in ostaggio una riforma che non può più essere congelata, mentre si avvicina il rischio di una sanzione europea”, “il governo non si presenta in Parlamento e la maggioranza, in un quadro del genere, blocca anche la Vigilanza Rai. Così non si può andare avanti: siamo dentro una situazione di emergenza istituzionale assoluta”. Per Italia viva il governo “è fermo e diviso” anche sulla riforma della Rai, mentre per Peppe De Cristoforo di Avs “la destra tiene la Rai in ostaggio semplicemente perchè ‘TeleMeloni’ a loro va benissimo così”. C’è invece bisogno di “una vera riforma” che riduca il controllo del governo, “ma la destra sta facendo il contrario: blocca la commissione di Vigilanza e frena l’iter per tentare di blindare un consiglio di amministrazione che le garantisca il controllo anche in futuro”, conclude il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra. Le opposizioni, che qualche settimana fa hanno anche minacciato di non garantire più “l’ordinato svolgimento” dei lavori in ottava commissione se non si sbloccherà l’impasse sulla riforma, ricordano tra l’altro che l’Italia risulta in “attiva violazione” del Media freedom act a causa, tra l’altro, del controllo politico sulla Rai. Del resto la legge attuale assegna al governo poteri di nomina sui vertici aziendali.

Domani è previsto l’ufficio di presidenza integrato ai capigruppo in Vigilanza, ufficio che dovrà stabilire l’ordine del giorno dei lavori e forse – grazie anche al pressing dello sciopero della fame attuato dal deputato di Iv Roberto Giachetti – potrà ripartire l’attività della commissione. Ma lentamente: una discussione generale, magari, ma senza votazioni o audizioni.

Albanese: candidarmi? Preferisco lavorare gratis contro genocidio

Genova, 26 mag. (askanews) – “State tranquilli che per il momento mi piace tantissimo lavorare a gratis per fermare il genocidio”. Lo ha detto Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, commentando le voci su una sua possibile candidatura politica, a margine della presentazione a Genova del suo nuovo libro “La luce del risveglio”.

L’afa anticipa a fine maggio, giovedì 4 città in "bollino rosso"

Roma, 26 mag. (askanews) – In arrivo le prime vere giornate di caldo intenso sull’Italia: secondo l’aggiornamento quotidiano del Ministero della Salute del Bollettino sulle ondate di calore, giovedì 28 maggio saranno da “bollino rosso” le città di Bologna, Firenze, Roma e Torino.

Si tratta di un anticipo eccezionale dell’afa sulla Penisola, con i primi “bollini rossi” dell’anno già a fine maggio: lo scorso anno i primi “bollini rossi” si ebbero il 13 giugno, nel 2024 il 20 giugno, nel 2023 il 10 giugno.

Per oggi, 26 maggio, il Bollettino vede 12 città da “bollino arancione” (Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Viterbo), che domani 27 maggio saliranno a 14 (Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Milano e Viterbo).

Giovedì non sono previste città con “bollino arancione” oltre alle 4 con “bollino rosso”.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili. Il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Stabilicum a rischio paradosso, potrebbe produrre stallo

Roma, 26 mag. (askanews) – C’è un possibile paradosso nella legge elettorale disegnata dalla maggioranza di governo, un sistema pensato per garantire stabilità che invece rischia di produrre stallo e larghe intese come il meccanismo attualmente in vigore. Le opposizioni denunciano il rischio di un premio “sproporzionato” e di fatto incostituzionale, se il vincitore dovesse avvicinarsi al 50%, ma a fronte di questo è possibile, curiosamente, anche uno scenario opposto, cioè quello di un sistema scritto per dare governabilità e che, invece, produce un ‘pareggio’. Di fatto, leggendo la relazione dell’ufficio studi parlamentare e incrociandola con i risultati delle due ultime elezioni politiche, sembra di capire che “Stabilicum” non avrebbe superato la prova né nel 2018, né nel 2022, almeno rispetto all’obiettivo dichiarato di garantire la stabilità. Il premio delineato nella proposta di legge all’esame del Parlamento sembra efficace solo ed esclusivamente nella situazione attuale, quella descritta dai sondaggi: un sistema di fatto bipolare, con due coalizioni sopra il 40% e quasi appaiate intorno al 45%.

Se si guarda alle elezioni 2022 è facile constatare che non solo il premio era inutile, ma sarebbe stato addirittura controproducente: il governo attuale è già ora il secondo più longevo di tutta la storia della Repubblica e si avvia ragionevolmente a diventare il più duraturo in assoluto, pur in assenza di “premi”. Non c’era bisogno di nessun ‘bonus’ al vincitore per garantire stabilità. Anzi, è vero il contrario: lo “Stabilicum” avrebbe dato all’attuale maggioranza di centrodestra meno deputati rispetto agli attuali 237, si sarebbe fermata intorno ai 220.

Ma, soprattutto, la legge disegnata dal centrodestra non avrebbe risolto i problemi nel 2018, quando dalle urne uscì uno stallo che produsse ben tre governi con maggioranze ogni volta diverse e che, poi, portò alla fine anticipata della legislatura. Lo “Stabilicum”, infatti, prevede un premio per la coalizione più votata, ma solo a condizione che superi il 40% dei voti. Sotto quella soglia, invece, si va al ballottaggio tra i primi due ma, di nuovo, solo se entrambi sono tra il 35% e il 40%. Se non si verificano queste condizioni il ddl prevede una ripartizione totalmente proporzionale dei seggi e, dunque, una situazione di stallo. Ora, nel 2018 la coalizione più votata fu quella di centrodestra, che però si fermò al 37% dei voti. Al secondo posto c’era M5s, con il 32% dei voti, quindi il centrosinistra intorno al 22%. Esattamente lo scenario che, nello “Stabilicum” porta alla ripartizione proporzionale, senza nessun ballottaggio e senza nessun premio.

E’ vero che le leggi elettorali condizionano anche l’assetto delle alleanze: i partiti tendono a decidere se correre da soli o meno anche in base alle “regole del gioco”. Ma la corsa solitaria del Movimento 5 stelle nel 2018 era dovuta ad una scelta identitaria che escludeva a priori alleanze con altri partiti: non c’erano le condizioni politiche per un accordo pre-elettorale tra i 5 stelle e una delle altre coalizioni in campo.

Di fatto la legge disegnata dal centrodestra sembra quasi “usa e getta”, nel senso che pare funzionare solo nella situazione attuale di sostanziale bipolarismo con le due coalizioni più o meno appaiate, almeno secondo i sondaggi. In questo contesto lo “Stabilicum” consentirebbe di evitare lo stallo – possibile con il Rosatellum, ma non scontato – attribuendo un premio allo schieramento che prende anche un solo voto in più dell’altro. Se poi i due schieramenti dovessero in futuro tornare a scomporsi si ricadrebbe in uno dei due scenari descritti sopra: o lo stallo del 2018 o, paradossalmente, la “riduzione” della vittoria come sarebbe capitato 4 anni fa.

Maggioranza tira dritto su legge elettorale, scintille con opposizione

Roma, 26 mag. (askanews) – Rinvigorita dai risultati delle elezioni amministrative, la maggioranza tira dritto sulla riforma della legge elettorale e si prepara a chiedere, domani in conferenza dei capigruppo, la calendarizzazione del testo entro giugno in aula alla Camera. Circostanza che permetterebbe di contingentare i tempi d’esame a luglio e centrare l’obiettivo dell’approvazione in un ramo del Parlamento entro la pausa estiva. L’opposizione parla di “forzatura” e chiede al centrodestra di tirare fuori il testo che si intende adottare come testo base, ovvero la proposta di legge firmata dai capigruppo Bignami, Molinari, l’ex Barelli e Lupi ma modificata nei punti più a rischio di incostituzionalità, anche alla luce delle osservazioni raccolte durante le audizioni.

“Se c’è un nuovo testo base perché iniziamo la discussione generale su un testo che di fatto loro stessi dicono che non c’è più?”, è la richiesta di Gianni Cuperlo (Pd) in commissione Affari Costituzionali dove oggi si sono svolte le ultime due audizioni sulla riforma (è stata la volta dei rappresentanti degli studenti). Richiesta appoggiata da Avs, M5s e Più Europa ma non presa in considerazione dal presidente della commissione Nazario Pagano (Fi), uno dei quattro relatori della riforma, che avvia come da calendario dei lavori la prima delle due giornate di discussione generale. “All’esito – spiega – i relatori trarranno le loro conseguenze, hanno già fatto approfondimenti, è probabile facciano le loro proposte. Sulle modalità, se intervenire con un testo o con emendamenti, non è stata assunta nessuna decisione”.

“Se la destra intende apportare modifiche sostanziali è ovvio che bisognerà ricominciare da capo con nuove audizioni”, osserva il capogruppo di Avs nella commissione Filiberto Zaratti. L’eventualità della riapertura di una nuova fase istruttoria, ad ogni modo, non impensierisce la maggioranza: “A me non risulta che sarà stravolto questo testo ma, se invece ci saranno modifiche importanti, io non ho nulla contro nuove audizioni”, dice Pagano spiegando che saranno valutate “in sede di ufficio di presidenza perché quello è il momento nel quale discutere”.

Oggetto questa mattina di una riunione degli sherpa del centrodestra, le modifiche sono: l’innalzamento dal 40 al 42% della soglia necessaria a far scattare il premio di governabilità (70 seggi alla Camera e 35 al Senato); l’abolizione del ballottaggio previsto, nel caso in cui nessuna coalizione o lista raggiunga la soglia necessaria a ottenere il premio di maggioranza, tra le due coalizioni che abbiano superato almeno il 35% dei voti; l’abbassamento del tetto massimo dei seggi che la coalizione che ottiene il premio può raggiungere: da 230 a 220 alla Camera, da 114 a 113 al Senato; una norma che preveda il proporzionale puro (quindi la non assegnazione del premio) nel caso in cui le elezioni restituiscano due maggioranze diverse alla Camera e al Senato. Dovrebbero restare fuori dal testo base – e quindi poi essere inserite in fase emendativa – le modifiche su cui la maggioranza sta lavorando in merito alla riduzione del numero di circoscrizioni all’estero.

Nessun accordo sull’eventuale modifica delle liste bloccate, su cui durante le audizioni è piovuta la critica quasi unanime di professori e costituzionalisti. Forza Italia, nel corso della riunione di questa mattina, ha ribadito il no all’ipotesi del presidente del Senato Ignazio La Russa (capilista bloccati e preferenze per gli altri candidati): “A quel punto meglio le preferenze”, puntualizza un parlamentare azzurro che segue il dossier. Il punto sarà con ogni probabilità rinviato all’esame in aula.

Intanto, sui tempi della riforma elettorale si comincia a ragionare anche a Palazzo Madama. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, interpellato sull’eventualità che la seconda lettura possa iniziare prima della pausa estiva non chiude: “Se c’è la volontà politica ci sono i tempi: non è un problema di tempi, il percorso, l’iter delle leggi prima di tutto è sempre figlio della volontà politica”.

Al Taormina Film festival il Golden Globes Prize al documentario di Tornatore

Milano, 26 mag. (askanews) – Il Taormina Film Festival, in partnership con i Golden Globes e la Artemis Rising Foundation, ha annunciato che, durante la 72esima edizione dell’evento siciliano dedicato al cinema in scena dal 10 al 14 giugno, il film-documentario “Brunello, il visionario garbato” del regista premio Oscar e Golden Globe Giuseppe Tornatore sulla vita dell’imprenditore Brunello Cucinelli verrà insignito del Golden Globes Prize for Documentary in Partnership with Artemis Rising Foundation.

Il premio, conferito dalla Artemis Rising Foundation, ogni anno dà risalto ai documentaristi la cui opera si è distinta per l’eccezionale valore creativo e la capacità di ispirare un cambiamento sociale positivo e verrà consegnato durante una cerimonia al Teatro Antico di Taormina.

“Siamo lieti e profondamente onorati che un premio internazionale tanto importante e prestigioso quale i Golden Globes abbia scelto Taormina per questa occasione speciale”, ha dichiarato Tiziana Rocca, direttrice artistica del Taormina Film Festival. “Ospitare la cerimonia di consegna di un riconoscimento così significativo a un maestro del cinema come Giuseppe Tornatore è per noi motivo di grande orgoglio e ribadisce il ruolo centrale del nostro Festival nel panorama cinematografico internazionale”.

“È un’emozione straordinaria celebrare l’arte e il talento di Giuseppe Tornatore. Il suo iconico Nuovo Cinema Paradiso e i cortometraggi innovativi su Dolce & Gabbana con Sofia Loren hanno lasciato il segno a livello generazionale, catturando l’essenza del patrimonio e della bellezza italiana per il pubblico di tutto il mondo – ha commentato Regina K. Scully, fondatrice e CEO della Artemis Rising Foundation – e siamo entusiasti di premiare il suo film-documentario dedicato a un altro grande protagonista del design italiano: Brunello Cucinelli”.

“Siamo onorati di collaborare con il Taormina Film Festival e con la Artemis Rising Foundation per celebrare Giuseppe Tornatore, un regista la cui opera ha avuto un impatto profondo sugli spettatori di tutto il mondo – ha dichiarato Helen Hoehne, Presidente dei Golden Globes – e ‘Brunello, il visionario garbato’ rispecchia la sua dedizione costante a una narrazione cinematografica al tempo stesso visivamente potente e profondamente umana. Siamo orgogliosi di celebrare il suo contributo al cinema documentario in questa edizione del Festival”.

Giuseppe Tornatore, maestro del cinema italiano, premio Oscar per “Nuovo Cinema Paradiso” nel suo documentario ripercorre la vita di Brunello Cucinelli, mescolando documentario e finzione, attraverso testimonianze, materiali d’archivio e ricordi personali. Un’opera che indaga con delicatezza il valore della bellezza, dell’etica e dei sogni.

Il Taormina Film Festival è promosso e organizzato da Fondazione Taormina Arte Sicilia, con il patrocinio e il contributo dell’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, del Ministero del Turismo, del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo e del Comune di Taormina, con il sostegno del Parco Archeologico Naxos Taormina e di Sicilia Film Commission.

Enciclica su IA, il portavoce Ue: condividiamo la visione del Papa

Bruxelles, 26 mag. (askanews) – “Condividiamo pienamente la visione di Sua Santità Papa Leone XIV e la necessità di un quadro giuridico efficace e solido per l’Intelligenza artificiale. In Europa questa non è solo una visione; è già una realtà” con “la nostra normativa sull’intelligenza artificiale, quella sui servizi digitali, sui mercati digitali e sulla protezione dei dati”.

Lo ha sottolineato, durante il briefing quotidiano per la stampa della Commissione europea oggi a Bruxelles, il portavoce per i Servizi digitali dell’Esecutivo comunitario, Thomas Regnier, rispondendo a una domanda sull’enciclica “Magnifica humanitas”, pubblicata ieri dal Papa e riguardante la dottrina sociale della Chiesa nel tempo dell’Intelligenza artificiale.

“Oggi, in Europa – ha continuato Regnier -, siamo orgogliosi di poter affermare di avere un quadro giuridico chiaro e netto. Perché è importante? Sua Santità il Papa vi ha fatto diversi riferimenti: innanzitutto, per proteggere i minori, cosa che già facciamo grazie al nostro quadro giuridico”; inoltre, vengono regolamentati “anche i modelli e i sistemi di Intelligenza artificiale che potrebbero potenzialmente esporre le donne online o, ad esempio, creare materiale pedopornografico. Questo tipo di contenuto non ha posto in Europa”, ha rilevato il portavoce.

“Abbiamo un quadro giuridico e, all’interno di tale quadro, siamo pronti a innovare e investire massicciamente per sviluppare soluzioni europee”, ha aggiunto Regnier, precisando poi che la regolamentazione dell’Ue non riguarda solo i giganti della tecnologia digitale, e non si applica solo ad alcuni di essi. “La nostra attenzione non è rivolta (solo ndr) a chi possiede questi sistemi di Intelligenza artificiale. La nostra legislazione e i nostri regolamenti si applicano a tutti i modelli operativi in ​​Europa”.

Alla domanda se l’azienda americana Palantir (specializzata nell’analisi dei “Big Data” e nell’Intelligenza artificiale per governi, forze armate, servizi di intelligence e grandi aziende private) sia sottoposta anch’essa alla regolamentazione Ue, il portavoce ha assicurato: “non ci sono scappatoie legali nella nostra legislazione”.

Le piattaforme che usano l’Intelligenza artificiale, ha spiegato Regnier, hanno obblighi diversi a seconda della categoria a cui appartengono: nella prima categoria, “ci sono solo obblighi di trasparenza che devono essere rispettati”; nella seconda categoria ci sono i modelli “ad alto rischio”, per i quali ci sono “criteri e analisi del rischio molto più precisi che devono esserci forniti”; l’ultima categoria è quella di un modello di A.I. che “violi completamente i nostri diritti fondamentali, nel qual caso è completamente vietato nell’Unione europea”, ha concluso il portavoce.

Calcio, Roma: riscattato Malen fino al 2030 -rpt

Roma, 26 mag. (askanews) – La Roma ha ufficializzato il riscatto di Donyell Malen, che resterà in giallorosso fino al 30 giugno 2030 dopo il prestito arrivato dall’Aston Villa nel mercato di gennaio. L’attaccante olandese diventa così a tutti gli effetti un giocatore della Roma, al termine di una seconda parte di stagione decisiva per il raggiungimento della qualificazione alla prossima Champions League.

L’obbligo di riscatto era legato proprio al piazzamento europeo della squadra allenata da Gasperini, centrato grazie al terzo posto finale. Un traguardo costruito anche attraverso l’impatto immediato di Malen, autore di 14 gol in campionato e 2 assist in pochi mesi, numeri che hanno inciso in modo determinante sulla corsa della squadra.

Il costo dell’operazione è stato fissato intorno ai 25 milioni di euro, cifra già concordata con l’Aston Villa al momento del prestito. La Roma ha quindi scelto di blindare l’attaccante olandese, considerato uno dei principali protagonisti della seconda parte di stagione.

“Roma in Champions non deve fare notizia”, ha commentato Paulo Dybala, sottolineando la normalità di un obiettivo ormai imprescindibile per il club giallorosso dopo il ritorno stabilmente ai vertici del campionato.