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Trump ad Axios: in settimana nuovi colloqui con Teheran

Roma, 27 set. (askanews) – Il giorno dopo aver respinto una proposta iraniana, il Presidente americano Donald Trump ha detto ad Axios che i negoziatori americani dovrebbero avviare nuovi colloqui con Teheran questa settimana.

“Mi aspetto altri colloqui con l’Iran (questa settimana). Vogliono raggiungere un accordo, ma non è quello che voglio io. È un’intesa che forse avremmo accettato un anno fa. Hanno sopravvalutato la propria posizione”, ha detto Trump in un’intervista telefonica.

Due fonti regionali hanno confermato ad Axios che un altro round di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran dovrebbe tenersi già a partire da domani.

Alla domanda se stia valutando la ripresa di attacchi contro l’Iran, Trump ha risposto: “Ci penso sempre”.

Vela, America’s cup, Luna Rossa da impazzire trionfa a Napoli

Roma, 27 set. (askanews) – Luna Rossa conquista a Napoli la Preliminary Regatta della 38ª America’s Cup e lo fa nel modo più spettacolare: vincendo anche il match race finale contro Emirates Team New Zealand, il Defender che potrebbe essere il grande rivale nella sfida del 2027.

Davanti a un Lungomare Caracciolo gremito, l’AC40 italiano completa una giornata perfetta. Prima il dominio nelle ultime due prove di flotta, poi la finale contro i neozelandesi, condotta dall’inizio alla fine senza lasciare spazio alla rimonta. Al traguardo Luna Rossa precede New Zealand di 17 secondi e fa esplodere la festa a bordo.

La giornata era iniziata con il successo nella settima prova di flotta, risultato che aveva praticamente assicurato agli italiani l’accesso al match race. Emirates Team New Zealand aveva chiuso seconda, mentre Alinghi, ottava, perdeva definitivamente terreno nella corsa alla finale. Luna Rossa non si è però accontentata e ha vinto anche l’ottava e ultima prova, davanti a La Roche-Posay, con i francesi secondi a 29 secondi. Per New Zealand un settimo posto dopo una vistosa spanciata.

Poi il confronto diretto, quello più atteso. Luna Rossa parte davanti e non concede nulla. Il vantaggio cresce progressivamente: 10 secondi al primo gate, poi 12, 14 fino ai 17 secondi sul traguardo. Una regata sempre nelle mani dell’equipaggio italiano, mentre i neozelandesi non riescono mai a mettere davvero in discussione il risultato.

A bordo esplode la festa. Peter Burling, Marco Gradoni, Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini si abbracciano, arrivano lo spumante e lo stendardo dei vincitori. Festa anche per Max Sirena e per tutto il team Luna Rossa, che replica a Napoli il successo ottenuto nella Preliminary Regatta di Cagliari.

“Credete in voi e inseguite i vostri sogni perché si avverano”, ha detto Maria Giubilei al termine della regata, in uno dei momenti più emozionanti della giornata.

Napoli saluta così una quattro giorni di vela e spettacolo che ha riportato l’America’s Cup al centro del Golfo. Luna Rossa chiude con una vittoria pesante, battendo in finale proprio il Defender. Per il grande appuntamento del 2027, però, ci sarà ancora da aspettare: da maggio si tornerà a fare sul seri

Calcio, Parma-Carlos Cuesta, risoluzione consensuale.

Roma, 27 set. (askanews) – Carlos Cuesta non è più l’allenatore del Parma. Il club ha ufficializzato la decisione dopo un confronto interno con l’allenatore, comunicando che sono venute meno le condizioni per proseguire il progetto sportivo. Cuesta lascia dopo la salvezza conquistata nella scorsa stagione e un avvio di campionato più complicato, con quattro punti nelle prime cinque giornate. La seduta di lunedì sarà affidata allo staff tecnico del club con la società che è già al lavoro per individuare il sostituto. Nella lista dei nomi valutati ci sono Roberto D’Aversa, per cui si tratterebbe di un ritorno, e Alberto Gilardino.

Il comunicato del Parma: “Parma Calcio 1913 comunica che Carlos Cuesta non è più l’allenatore della prima squadra maschile. A seguito di un confronto interno tra società e allenatore, si è convenuto che non vi erano più i presupposti tra le parti per proseguire il rapporto professionale, in particolare in merito allo sviluppo del progetto sportivo. Sono venute a mancare, infatti, le condizioni necessarie affinché si potesse proseguire il lavoro intrapreso e si è giunti a questa decisione condivisa. La seduta di allenamento di domani pomeriggio, lunedì 28 settembre, sarà affidata allo staff tecnico del Club, in attesa di ulteriori sviluppi in merito alla nuova guida tecnica. A Carlos Cuesta ed al suo staff vanno i più sentiti ringraziamenti da parte del Presidente Kyle J. Krause, del CEO Federico Cherubini, della direzione sportiva e di tutta la società per questi mesi di lavoro, impegno e dedizione dimostrati ogni giorno e il più caloroso augurio per un futuro, sia professionale che umano, ricco di soddisfazioni e successi”.

Gaza, l’ex ministro Gallant: messaggio di Hamas allo Shin Bet prima del 7 ottobre

Roma, 27 set. (askanews) – L’ex ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha dichiarato oggi che Israele ricevette un messaggio da Hamas tramite un canale dello Shin Bet, in cui il leader di Hamas, Yahya Sinwar, avvertiva che avrebbe “fatto tremare le prigioni”.

Parlando alla radio dell’esercito, Gallant ha detto di aver appreso dalla stampa dell’esistenza di avvertimenti trasmessi al premier israeliano da Emirati Arabi Uniti ed Egitto prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

“Non so se sia vero o meno, anche se il numero di fonti sta aumentando – ha detto – ammettendo che sia vero, quando il primo ministro riceve un avvertimento dal leader di un altro Paese, questo non costituisce un suo asset politico, ma un’informazione di sicurezza di pertinenza dell’apparato della difesa”.

Nel corso dell’intervista l’ex ministro ha poi affermato che il premier Benjamin Netanyahu ha tenuto all’oscuro alti funzionari della sicurezza, compreso il ministro della Difesa, su conversazioni delicate avute con funzionari dell’amministrazione americana durante il conflitto seguito all’attacco di Hamas: “Più volte sono venuto a conoscenza di conversazioni importanti avute da Netanyahu sulle questioni più sensibili, ostaggi e munizioni, soltanto quando gli americani contattavano il mio ufficio per verificare quanto aveva detto loro Netanyahu”.

Il Papa: impossibile considerare normale togliere la vita

Roma, 27 set. (askanews) – “È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”. E’ il monito di Papa Leone, lanciato a Lourdes, nell’incontro con gli operatori e gli assistiti della struttura, all’Accueil Notre-Dame”.

“La persona umana è ‘degna’ per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità – ha aggiunto il Pontefice -. La sua dignità non si misura e non si discute. So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità”. “Al contrario – ha proseguito il Papa – è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta”.

Ai, Axios: verifiche OpenAI e Anthropic su migliaia di incidenti di sicurezza

Roma, 27 set. (askanews) – “OpenAI, Anthropic e alcuni ricercatori nel campo della sicurezza informatica stanno indagando su decine di migliaia di incidenti in cui i loro modelli di frontiera hanno compiuto azioni che valutatori esterni considererebbero problematiche”. Lo riporta l’agenzia statunitense Axios secondo quanto riferito da alcune fonti.

“Gli episodi – scrive Axios – includono l’elusione delle misure di sicurezza, la creazione di bacheche, la fuga dalle sandbox, il dirottamento di siti web, l’utilizzo di comandi automatici o tentativi di aggirare i sistemi di monitoraggio, secondo quanto riferito dalle fonti. Si sono verificati durante i test interni e nel mondo reale, e molti non sono ancora stati resi pubblici poiché i ricercatori di sicurezza continuano a indagare, secondo quanto riferito da alcune fonti”.

“Gli incidenti variano in gravità e sono paragonabili alle rivelazioni di OpenAI degli ultimi giorni. Comprendono sia tentativi riusciti di aggirare le misure di sicurezza, sia tentativi falliti, e la maggior parte, finora, non sembra aver causato danni reali. Secondo alcune fonti, il totale potrebbe superare di gran lunga le decine di migliaia”.

“Negli ultimi giorni, OpenAI e ricercatori esterni hanno rivelato una serie di episodi riguardanti il comportamento dei modelli nei sistemi dell’azienda, che alcuni esperti considerano preoccupanti. Tra questi figurano la diffusione online di 53 immagini di utenti di ChatGPT da parte di agenti di OpenAI, la violazione di un sito web del governo australiano e i tentativi di hackerare altri siti, tra cui quello del governo statunitense, secondo quanto riportato dall’azienda, da fonti e da reportage di Reuters e del New York Times”.

OpenAI ha annunciato la sospensione dell’addestramento dei suoi modelli più performanti e ha dichiarato che lo riprenderà “solo quando saremo certi di aver implementato ulteriori misure di sicurezza e miglioramenti nell’allineamento”, ha affermato un portavoce ad Axios.

“Le persone vogliono sapere che l’Ai viene sviluppata in modo sicuro, e questo inizia da ciò che aziende come la nostra fanno noi stesse”, ha dichiarato un portavoce di OpenAI ad Axios.

“Non è la prima volta che ci fermiamo per adottare tali misure, né prevediamo che sarà l’ultima, dato che le capacità dell’Ai continuano a progredire”.

“Anthropic – scrive Axios – ha incaricato un’organizzazione esterna specializzata in sicurezza di esaminare il comportamento dei suoi modelli. Nei documenti resi pubblici, l’azienda ha reso nota la frequenza degli episodi di disallineamento”.

Nasce la "Carta di Fiuggi" per la crescita delle pmi

Milano, 27 set. (askanews) – Più competitività, accesso al credito e apertura ai mercati esteri: sono i temi al centro della giornata conclusiva del Trentennale di Confimprese Italia, che si chiude oggi a Fiuggi con la sottoscrizione della “Carta di Fiuggi”. Il documento raccoglie le proposte emerse nei tre giorni di confronto tra imprese, istituzioni, mondo finanziario, diplomazia e delegazioni estere.

La giornata conclusiva è dedicata in particolare all’internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese, con il confronto sulle opportunità di cooperazione economica e sull’accesso ai mercati internazionali. Al centro anche gli strumenti finanziari necessari a sostenere investimenti e crescita, soprattutto per le imprese di minori dimensioni.

“Le micro, piccole e medie imprese rappresentano una componente essenziale del tessuto economico europeo e svolgono un ruolo determinante per la crescita, l’occupazione e la coesione dei nostri territori – ha sottolineato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto -. L’Europa deve accompagnare questo percorso favorendo investimenti, semplificazione e strumenti capaci di sostenere concretamente chi fa impresa”.

Per la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, “dobbiamo costruire un’Europa sempre più vicina alle imprese e ai territori, capace di ascoltare chi produce, investe e crea lavoro”, accompagnando le Pmi “nelle sfide della competitività e dell’internazionalizzazione”. Nel corso dei lavori sono intervenute anche rappresentanze diplomatiche e delegazioni estere di Tunisia, Ungheria, Panama, Albania, Cina e Corea. Il confronto ha affrontato il tema dell’internazionalizzazione non soltanto come possibilità di esportare prodotti, ma come costruzione di relazioni economiche, reti imprenditoriali, scambio di competenze e cooperazione tra territori e Paesi.

La “Carta di Fiuggi” rappresenta l’esito dei tre giorni di lavori e raccoglie le priorità individuate da Confimprese Italia sui temi della competitività, del lavoro, del welfare, dell’innovazione, dell’accesso al credito e dell’internazionalizzazione.

A chiudere il Trentennale è il presidente nazionale di Confimprese Italia Guido D’Amico. “Abbiamo voluto celebrare i trent’anni di Confimprese Italia non guardando soltanto alla strada percorsa, ma soprattutto a quella che abbiamo davanti. In questi tre giorni Fiuggi è diventata un luogo di confronto tra Governo, Europa, istituzioni, imprese, professionisti e rappresentanze internazionali. Da questo confronto nasce la Carta di Fiuggi: non un documento celebrativo, ma un impegno concreto che vogliamo mettere a disposizione delle istituzioni per costruire politiche capaci di accompagnare le micro, piccole e medie imprese nelle sfide del lavoro, dell’innovazione, della competitività e dell’internazionalizzazione. Dopo trent’anni, la nostra responsabilità è continuare a rappresentare l’Italia che produce e darle gli strumenti per essere protagonista anche nei prossimi trent’anni”.

In Toscana dal 3/10 mostra fotografica ‘Lo sguardo (che) conta’

Roma, 27 set. (askanews) – Il 3 ottobre al museo Territorio Ambiente Cultura di Castell’Azzara, in provincia di Grosseto, viene inaugurata la mostra fotografica ‘Lo sguardo (che) conta’, promossa dall’Archivio centrale dello Stato. L’esposizione, a cura di Maila Iacovelli e Chiara Ronchini con testi di Emilia Guidotti, riunisce il patrimonio fotografico sulle bonifiche nella Maremma toscana e sul contesto minerario con gli archivi presenti sul territorio, pubblici e privati. Tra questi, l’Archivio del parco nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata, gli Archivi Minerari Amiatini Riuniti, la fototeca della Maremma, l’archivio del Comitato ex minatori Selvena, l’archivio della casa editrice Effigi, e archivi privati, tra cui quello del fotografo Antonio Ruffaldi Santori.

Un racconto corale che è memoria viva, dove le persone, i luoghi e le trasformazioni di ieri si legano al tempo presente.

La mostra verrà inaugurata con una giornata di confronto su ‘Fotografia e archivi fotografici tra comunità, storia, memoria e futuro’, con la partecipazione di diverse realtà e persone del territorio: il Comune e la proloco di Castell’Azzara, l’associazione Amici dell’Orso, la Società italiana per lo studio della fotografia, oltre all’Acs e alla soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana.

Il progetto include lo svolgimento di laboratori fotografici con ragazze e ragazzi della scuola secondaria e dell’Associazione Pollyanna che si concretizzeranno in una mostra conclusiva, visibile dal 7 novembre nelle strade di Castell’Azzara.

L’iniziativa è realizzata grazie al sostegno de Il Museo rigenera – Ed. Fotografia, promosso dalla Direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura.

Calcio, Scalvini rinnova con l’Atalanta fino al 2031

Roma, 27 set. (askanews) – Giorgio Scalvini festeggia il prolungamento del contratto con l’Atalanta con parole che raccontano il legame con il club e con Bergamo. “Atalanta è una vera e propria famiglia, mi sento a casa anche con le persone che lavorano dietro le quinte. Cercherò sempre di dare il massimo in campo”, ha detto il difensore classe 2003 attraverso il canale YouTube della società.

“Sono felicissimo, ringrazio la società, la famiglia Percassi e Pagliuca. Con Luca Percassi ho un rapporto più stretto, mi ha visto crescere fin da bambino. Il nuovo direttore sportivo Cristiano Giuntoli è stato importante per il rinnovo”, ha spiegato Scalvini, che ha poi rivolto un pensiero agli allenatori e ai compagni incontrati nel corso della sua crescita: “Ci tengo a ringraziare allenatori e compagni dal settore giovanile alla prima squadra, con loro sono cresciuto diventando la persona e il calciatore che sono”.

Tra i ricordi più importanti della sua esperienza nerazzurra c’è naturalmente il trionfo in Europa League: “E’ stato il gradino più alto per me e l’Atalanta, una notte indimenticabile”. A livello personale, invece, il momento simbolo resta l’esordio in Serie A, il 24 ottobre di cinque anni fa contro l’Udinese: “E’ stato qualcosa di fantastico, un sogno che si realizzava”.

Scalvini ha ricordato anche gli anni trascorsi nel settore giovanile: “Era bello quando ci allenavamo e al di là della siepe c’era la prima squadra, magari arrivava qualche pallone. Sarebbe bellissimo che anche gli altri ragazzi che giocano nel nostro settore giovanile potessero arrivare in prima squadra”.

Infine, un messaggio ai tifosi: “Sono fantastici, ci supportano e ci sono sempre. Posso assicurare che noi calciatori onoriamo il motto ‘la maglia sudata sempre'”.

Calcio, Mancini divide il gruppo: 10 Azzurri non partono

Roma, 27 set. (askanews) – La Nazionale è in partenza per Bursa, dove domani sera (ore 21.45 locali, le 20.45 italiane – diretta su Rai 1) all’Atatürk Spor Kompleksi affronterà la Turchia nel secondo match del girone di Nations League.

Con l’obiettivo di gestire al meglio la preparazione in vista delle partite in programma con la Francia a Parigi e di nuovo contro la nazionale turca a Bologna e non sottoporre tutta la rosa ad un faticoso trasferimento in Turchia, il Ct Roberto Mancini ha deciso di organizzare un programma di allenamento specifico presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano per Honest Ahanor, Nicolò Barella, Diego Coppola, Samuele Inacio, Eddy Kouadio, Daniel Maldini, Gianluca Mancini, Massimo Pessina, Samuele Ricci e Mohamed Alì Zoma, mettendo loro a disposizione una parte dello staff tecnico e performance (Massimo Maccarone, Cristiano Lupatelli, Giulio Nuciari e Luca Bossi), nonché di quello medico-fisioterapico.

I pasdaran affermano di aver catturato un sottomarino Usa nello Stretto di Hormuz

Roma, 27 set. (askanews) – I Guardiani della Rivoluzione Islamica dell’Iran hanno annunciato di aver catturato un veicolo sottomarino senza pilota americano “Remus 600”, usato per attività di spionaggio nello Stretto di Hormuz.

“I militari della Marina dei Guardiani della rivoluzione islamica, nel corso di un’operazione complessa e coordinata, con attività di intelligence e guerra elettronica, sono riusciti a intercettare un sottomarino senza pilota dell’esercito terroristico americano che operava nello Stretto di Hormuz a fini di spionaggio”, recita il comunicato riportato dall’agenzia di stampa Tasnim, in cui si precisa che si tratta di un “Remus 600” .

Il Papa: cessino le guerre, sia fatta pace tra i popoli in conflitto

Roma, 27 set. (askanews) – Nuovo, potente e forte appello di Papa Leone, per la pace nel mondo. Da Lourdes, il Pontefice rivolge “un appello che sento forte nell’animo trovandomi in questo luogo. Oggi invito tutti i fedeli e tutte le comunità cristiane a pregare il santo rosario durante il prossimo mese di ottobre con l’intenzione speciale affinché cessino le guerre, sia fatta pace tra i popoli in conflitto”.

“Accompagniamo la preghiera con atti concreti di penitenza e di misericordia e con l’impegno di favorire sempre il dialogo della riconciliazione”, ha concluso il Papa prima della recita dell’Angelus.

Blocca la statale per girare un video, trapper ‘Bratan’ rimpatriato in Moldavia

Milano, 27 set. (askanews) – Il trapper moldavo Nicolae Novacenko, conosciuto con lo pseudonimo di ‘Bratan’, è stato rimpatriato per “pericolosità sociale”. Lo annuncia sui social il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“Rimpatriato il trapper ‘Bratan’: aveva bloccato la Milano-Meda per realizzare un video musicale non autorizzato, mettendo in grave pericolo la sicurezza degli automobilisti in transito – scrive il titolare del Viminale -. Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi di diversi profili social, hanno permesso di identificarlo come il motociclista alla guida del gruppo che aveva paralizzato la circolazione. In considerazione della sua pericolosità sociale, gli è stato revocato il permesso di soggiorno ed è stato imbarcato sul primo volo diretto nel suo Paese di origine”.

Etna, l’aeroporto di Catania proroga la sospensione dei voli

Milano, 27 set. (askanews) – L’aeroporto di Catania resta chiuso fino alle 23.59 di oggi, domenica 27 settembre, a causa della presenza in atmosfera di cenere vulcanica emessa dall’Etna e della direzione dei venti prevalenti. Lo comunica Sac, la società di gestione dello scalo, spiegando che “è stato disposto il prolungamento della chiusura degli spazi aerei corrispondenti al settore C1”.

Pertanto “sono sospese tutte le attività di volo, sia in arrivo sia in partenza, fino alle 23.59” riferisce la società invitando i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto. Seguiranno ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore.

Ucraina, Zuppi vola a Mosca: "Missione umanitaria di 3 giorni"

Roma, 27 set. (askanews) – Il cardinale Matteo Zuppi, inviato speciale di Papa Leone XIV per l’Ucraina e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sarà oggi a Mosca per una missione di tre giorni. Lo riferisce la Tass.

Da domani fino al 30 settembre, il porporato terrà una serie di incontri nella capitale russa per discutere delle modalità con cui risolvere le questioni umanitarie e trovare soluzioni alla crisi ucraina.

“Gli incontri con i funzionari russi sono in programma per lunedì, martedì e mercoledì. Tutto ciò rientra nella missione umanitaria che mi è stata affidata inizialmente da Papa Francesco e poi confermata da Papa Leone XIV – dichiara Zuppi all’agenzia Tass -. Mi è stato chiesto di sostenere gli sforzi delle parti per affrontare le questioni relative ai bambini, agli scambi di prigionieri e ai problemi dei civili derivanti dal conflitto”. “Il cardinale Matteo Zuppi è sempre il benvenuto a Mosca”, ha detto da parte sua l’ambasciatore russo presso la Santa Sede, Ivan Soltanovsky, in una intervista su Avvenire.

Secondo Zuppi, tra le altre cose, le parti verificheranno se tutti i civili sfollati con la forza dai militari ucraini dalla regione di Kursk siano tornati a casa. “Stiamo prendendo in considerazione tutte le richieste sia della parte ucraina che di quella russa nel quadro del dialogo già avviato. Desideriamo sviluppare ulteriormente questo dialogo poiché sappiamo quanta sofferenza causi la guerra. Stiamo cercando di contribuire a porvi fine”, ha concluso il cardinale alla Tass.

Rimonta l’anticiclone: temperature in aumento, picchi fino a 31 gradi

Milano, 27 set. (askanews) – Il quadro meteorologico sull’Italia si avvia verso una fase di generale stabilità. Già dalla giornata di domenica 27 settembre le condizioni atmosferiche mostreranno un netto miglioramento su tutto il territorio nazionale, con il sole che tornerà a prevalere in modo diffuso da Nord a Sud a causa di una netta rimonta dell’alta pressione. Salvo il transito di qualche velatura o di locali e innocue stratificazioni nuvolose, la giornata festiva trascorrerà con ampio soleggiamento ovunque.

Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, evidenzia come questo ripristino dell’alta pressione garantirà giornate ampiamente soleggiate anche per l’avvio della nuova settimana, quando si assisterà a un nuovo aumento delle temperature massime. Tra lunedì e martedì si potranno infatti raggiungere punte diffuse di 29-31°C, riproponendo un contesto termico d’impronta tipicamente estiva durante le ore centrali della giornata.

Se i valori diurni torneranno su livelli superiori alla media del periodo, le ore notturne e del primo mattino racconteranno uno scenario differente. L’avanzare della stagione e la progressiva riduzione delle ore di luce favoriranno un’accentuata dispersione del calore nei bassi strati dopo il tramonto. Questo meccanismo genererà un’ampia escursione termica giornaliera, particolarmente marcata nelle vallate e nelle pianure interne del Centro-Nord: a fronte di massime vicine ai 30°C, le temperature minime della notte e dell’alba potranno scendere fin verso i 12-13°C.

Per assistere a un possibile cambio di scenario e al ritorno di una fase più dinamica o umida bisognerà attendere almeno i primi giorni di ottobre, indicativamente attorno al 3-4 del mese, ma la tendenza andrà monitorata con i prossimi aggiornamenti.

Carburanti, Urso: pronti a sostenere le famiglie a basso reddito

Milano, 27 set. (askanews) – Contro il caro carburanti “sono state lanciate misure mirate come il credito d’imposta per gli autotrasportatori e altre sono in fase di definizione dal Mef per il sostegno ai lavoratori e alle famiglie a più basso reddito”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, difendendo le misure adottate dal governo e rilanciando la necessità di aumentare la produzione delle raffinerie italiane.

Quanto alla scelta di non intervenire da subito con misure mirate, il ministro osserva: “Sì, espressi subito queste considerazioni in Parlamento, pochi giorni dopo il deflagrare del conflitto, ma è prevalsa la speranza che giungesse presto una soluzione negoziale. Per questo si optò per una misura generalizzata”. Una scelta, aggiunge, “in sintonia con quanto fece il governo Draghi, che nel 2022 utilizzò oltre sette miliardi di euro per il taglio delle accise”.

Sul caro vita Urso sottolinea: “Quando siamo arrivati al governo, nell’ottobre del 2022, era al 12,6%, ben sopra la media europea”. Negli anni successivi, sostiene, “abbiamo garantito un’inflazione bassa: l’1% nel 2024, l’1,5% lo scorso anno, sempre ben al di sotto della media europea. E anche oggi, con il nuovo conflitto, l’inflazione resta ancora sul filo del 3%; quella del cosiddetto carrello della spesa allo 0,9%”.

Quanto alla decisione di Eni di mettere un tetto al prezzo dei carburanti, Urso afferma: “Apprezziamo la scelta responsabile dell’Eni e auspichiamo che altri seguano l’esempio. A dimostrazione dell’autorevolezza di questo governo e della credibilità che si è conquistata nel campo. Senza forzature”. Urso esclude la necessità di intervenire sugli extraprofitti per finanziare nuovi tagli alle accise, sostenendo che “le misure strutturali le abbiamo già messe in campo”. E cita “il forte incremento dell’energia rinnovabile, più 40% in tre anni”, la struttura commissariale “per aumentare l’estrazione di gas e petrolio dai nostri giacimenti”, gli accordi con Algeria e altri partner africani, il ddl sul nucleare e “la costituzione di Nuclitalia, per realizzare i reattori di nuova generazione”.

Sul fronte della raffinazione, alla domanda sulla possibilità di aumentare la produzione di carburanti, Urso risponde: “Penso di sì, tanto più che in questi anni abbiamo preservato le raffinerie italiane, mentre altri in Europa continuavano a chiuderle”. Il ministro cita in particolare “quanto abbiamo fatto per salvaguardare la prima raffineria italiana, l’Isab di Priolo, con il primo decreto della legislatura e accompagnandola ora nel ritorno in mani italiane”.

“Lo stesso abbiamo fatto, esercitando con sapienza la golden power, nel passaggio di proprietà di Saras e IP”, aggiunge Urso, ricordando inoltre che l’Italia “è avanti rispetto ad altri Paesi europei anche per quanto riguarda le bioraffinerie”. “A breve inaugureremo anche il cantiere di Eni Versalis a Priolo”, conclude.

Per Urso, la riduzione del numero delle raffinerie in Europa è stata “miope”: “Altri lo hanno fatto, noi abbiamo difeso quel che avevamo, anche perché abbiamo capito prima di altri che la sicurezza energetica ed economica diventa prevalente in un mondo in cui prevale il conflitto”.

E sulla richiesta del presidente francese Emmanuel Macron alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di intervenire sulla raffinazione, il ministro osserva: “L’obiettivo è giusto, ovviamente. Il prontuario tecnico non è del tutto adeguato. Comunque lo stiamo analizzando con gli altri ministeri competenti”.

Carburanti, nuovo rialzo: benzina a 2,159 euro e diesel a 2,377

Milano, 27 set. (askanews) – Nuovo rialzo dei prezzi dei carburanti in Italia. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi, domenica 27 settembre, il prezzo medio della benzina in modalità self service sulla rete stradale nazionale è salito a 2,159 euro al litro, contro i 2,158 euro di ieri. Il gasolio raggiunge invece quota 2,377 euro al litro, in aumento dai 2,357 euro di sabato.

Sulla rete autostradale il prezzo medio del self service è di 2,254 euro al litro per la benzina, rispetto ai 2,252 euro di ieri, e di 2,459 euro al litro per il gasolio, contro i 2,439 euro di sabato.

Uk, allarme esplosivi vicino a una base della Raf: arresti ed evacuazioni

Milano, 27 set. (askanews) – Allarme per la possibile presenza di esplosivi nei pressi della base della Raf di Fairford, nel Gloucestershire, nel sud-ovest dell’Inghilterra. La polizia ha dichiarato un “major incident”, arrestato diversi uomini con l’accusa di reati ai sensi dell’Explosives Act e disposto l’evacuazione di alcune abitazioni nell’area di Whelford, vicino alla base. Lo riferiscono le principali testate britanniche, tra cui BBC e The Independent, citando la polizia del Gloucestershire.

Gli artificieri dell’esercito britannico stanno esaminando alcuni veicoli, mentre nell’area è stato istituito un cordone di sicurezza.

“I residenti locali vengono evacuati verso un vicino centro ricreativo”, ha comunicato la polizia che ha precisato: “Riteniamo che l’incidente sia sotto controllo”.

Il Papa: guerre e morti innocenti vengono dal cuore dell’uomo

Roma, 27 set. (askanews) – “Come potrebbero i nostri cuori non sentirsi interpellati di fronte ai conflitti sempre più diffusi, che distruggono tante vite innocenti?”: è il richiamo di Papa Leone di fronte a oltre 150mila fedeli radunati nella spianata del Santuario di Lourdes per la solenne messa.

“Eppure il male che affligge la nostra epoca – osserva il Papa – proviene dal cuore dell’uomo, Dio non ne è responsabile: ‘Non è la mia condotta che non è retta – dice ai figli d’Israele -, ma la vostra’. Sono quindi i cuori degli uomini che bisogna cambiare, a cominciare dal nostro”, conclude il Papa.

Tajani inciampa nel gergo delle Brigate Rosse

«Colpirne uno per educarne cento». Sentire pronunciare queste parole da Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, lascia quantomeno sconcertati. Ancora di più considerando il luogo nel quale sono state pronunciate: il “Villaggio della legalità” di Roma.

La frase è arrivata in risposta a una cittadina che, interrompendo l’intervento di Tajani, chiedeva maggiore sicurezza nelle borgate romane. Una richiesta certamente legittima, che riguarda un problema reale e merita risposte concrete da parte delle istituzioni. Tajani, nel sollecitare maggiore rigore nei confronti di chi delinque e nel criticare alcune decisioni della magistratura sulla convalida degli arresti, ha però utilizzato un’espressione che porta con sé un significato storico difficile da ignorare.

 

Quelle parole e la nostra storia

«Colpirne uno per educarne cento» è infatti un motto storicamente associato, in epoca contemporanea, alla Cina di Mao e alla logica della punizione esemplare. Ma per noi italiani quelle parole evocano qualcosa di ancora più vicino e doloroso: furono riprese dalle Brigate Rosse e comparvero nel 1972 sul cartello appeso al collo di Idalgo Macchiarini, dirigente della Sit-Siemens sequestrato a Milano.

Tajani non è nuovo a dichiarazioni imbarazzanti, sia sul piano politico sia in rapporto al ruolo istituzionale che ricopre. Ma non ci saremmo mai aspettati che proprio lui, esponente di un partito che ha fatto del garantismo una propria bandiera, ricorresse a una frase associata a un regime dittatoriale e giustizialista come quello della Cina di Mao e, nella storia italiana, a chi si attribuiva il “diritto” di applicare la cosiddetta giustizia proletaria: i terroristi delle Brigate Rosse.

 

La sicurezza non è una pena esemplare

Le reazioni non si sono fatte attendere. Da una parte i penalisti, che hanno respinto la logica delle “pene esemplari”; dall’altra la magistratura associata, che ha contestato parole considerate incompatibili con i principi dello Stato di diritto.

Non va assolutamente sottovalutata la richiesta di sicurezza espressa dalla signora presente all’iniziativa, soprattutto quando riguarda alcune aree delle periferie delle grandi città. Uno Stato democratico non può ignorare questa domanda né lasciare i cittadini nella sensazione di essere abbandonati.

Ma proprio perché la sicurezza è una cosa seria, non ha bisogno di slogan. Tanto meno di espressioni che appartengono alle pagine più dolorose della memoria collettiva del nostro Paese.

«Colpirne uno per educarne cento» non è una frase che rappresenta la legalità e non rappresenta lo Stato democratico. Ed è proprio in un “Villaggio della legalità” che sarebbe stato particolarmente importante ricordarlo.

 

Quando anche i moderati inseguono il populismo

Queste dichiarazioni, provenendo da un rappresentante dell’area moderata del centrodestra, suggeriscono infine una duplice riflessione sulla politica attuale e sulle prospettive a breve e medio termine del quadro politico e istituzionale.

Da una parte emerge il bisogno strutturale di organizzare uno spazio riformista, capace di diventare punto di riferimento per vasti ambienti della società civile. Dall’altra occorre prendere atto della pressione populista che attraversa l’attuale maggioranza di governo, anche per effetto della competizione politica aperta dalla presenza di Roberto Vannacci.

È una dinamica che rischia di spingere anche le componenti tradizionalmente moderate verso parole d’ordine estranee alla cultura delle garanzie e agli equilibri fissati dalla nostra Costituzione.

Da queste considerazioni non si potrà prescindere se vogliamo restituire al Paese la capacità di essere protagonista nei contesti internazionali, recuperando quella storica tradizione italiana di equilibrio, solidarietà e rispetto delle istituzioni.

È anche da qui che passa la difesa dei nostri valori costituzionali.

Dopo la Dc, cercasi classe dirigente

C’è una palese e persino violenta contraddizione che emerge in modo sempre più macroscopico. E cioè: in tutti i circoli e i salotti radical chic di sinistra del nostro Paese, periodicamente, si continua imperterriti a ridicolizzare, a umiliare se non addirittura a infangare la storia e l’esperienza politica e di governo cinquantennale della Democrazia Cristiana.

 

La Dc sul banco degli imputati

I vari Mieli, Gruber, Cazzullo, Formigli, Augias e compagnia cantante non perdono occasione, quando commentano le vicende politiche del passato, di emettere sentenze inappellabili contro il ruolo e il progetto politico e di governo della Dc. E, nello specifico, contro la sua classe dirigente. Cioè contro i leader e, soprattutto, gli statisti che hanno caratterizzato la storia del più grande partito popolare, interclassista e di massa del nostro Paese dal secondo dopoguerra in poi.

Ora, al di là del pregiudizio ideologico e politico, atavico e incallito, della cosiddetta “intellighenzia” di sinistra – politica, intellettuale, accademica, giornalistica e televisiva – è indubbio che proprio la classe dirigente della Dc continui a essere un “modello” per chiunque possa e voglia declinare una cultura di governo nel nostro Paese. E questo per svariate ragioni.

 

Una scuola di governo

Dallo “stile” inconfondibile di quei leader alla capacità di tradurre concretamente le istanze e le domande di larghi settori della società italiana in provvedimenti di governo; dalla coerenza sui “fondamentali” – penso, per fare un solo esempio, alla politica estera e a quella in materia istituzionale – al saldo ancoraggio alla cultura politica che storicamente ha caratterizzato quella esperienza. E, non ultimo per importanza, alla preparazione e alla competenza, politica e tecnica, che hanno sempre contraddistinto il comportamento concreto della classe dirigente di quel partito.

Alla luce di queste persino semplici considerazioni, sarebbe difficile, molto difficile, tracciare confronti seri e attendibili con le classi dirigenti contemporanee. E questo per la semplice ragione che non c’è alcun ingrediente che possa accomunare quella antica e lontana esperienza politica con quella attuale.

 

Una distanza che resta

Cultura di governo, cultura politica di riferimento, conoscenza e lettura della società in cui si agisce, stile istituzionale e competenza politica non sono tasselli intercambiabili.

Certo, quella era una classe dirigente che non rispondeva affatto alle costanti che oggi sono molto gettonate. E cioè: dal populismo al massimalismo, dall’estremismo al radicalismo. Perché queste sono derive che, anche senza il permesso dei salotti radical chic, sono e restano alternative e incompatibili con qualsiasi seria e credibile cultura di governo.

Derive che, purtroppo, sono perfettamente sovrapponibili alle attuali classi dirigenti. Presenti in dosi massicce sia nella coalizione di centrodestra sia, soprattutto, nell’attuale alleanza di sinistra e progressista.

 

Il confronto con l’oggi

Ecco perché, quando si continua a parlare della Dc e della sua classe dirigente, ci vorrebbe meno approssimazione da parte dei nostri predicatori radical chic. È del tutto comprensibile l’odio e il disprezzo radicati verso la Dc e verso tutto ciò che quel partito ha rappresentato nella storia politica e democratica del nostro Paese. Ma sarebbe curioso sapere quali siano state le classi dirigenti di governo più preparate, più competenti, più serie, più affidabili, più rappresentative, più credibili e più apprezzate a livello europeo e internazionale nella storia democratica italiana dal secondo dopoguerra in poi.

 

Una domanda ancora senza risposta

Sarebbe importante, al riguardo, che i vari Augias, Mieli, Cazzullo, Floris, Gruber e Formigli ci istruissero meglio e con maggiore approfondimento.

Anche perché molti di noi non si sono ancora accorti di questa straordinaria novità e, soprattutto, di questa rara autorevolezza politica e di governo delle classi dirigenti venute dopo quella espressa dagli uomini e dalle donne della Democrazia Cristiana.

A destra incombe Manzoni: il buon senso cede al senso comune

Il clima pre-elettorale si sta scaldando di giorno in giorno, al punto da lasciar pensare che qualcuno (o qualcuna…) potrebbe anche avere in animo un ricorso anticipato alle elezioni politiche. Certo, si tratta di una decisione che, Costituzione alla mano, non può essere presa da una sola forza politica, magari per un calcolo di propria convenienza, prescindendo da una verifica sulla maggioranza parlamentare. Su questo il Quirinale ha sempre tenuto il punto, in ogni situazione e con tutti i governi.

Tradotto significa che l’ansia da logoramento non è e non può essere un motivo valido e sufficiente per andare a elezioni politiche anticipate rispetto alla scadenza naturale della legislatura, nel settembre del prossimo anno.

 

La gara a chi la spara più grossa

Ciò nondimeno, assistiamo a un triste spettacolo pirotecnico nel quale sembra esserci in palio un premio da assegnare a chi la spara più grossa. È da questo clima che nasce la sguaiata boutade sul tetto al numero massimo di studenti stranieri nelle aule scolastiche.

Un’uscita priva di senso se si considera che già dal 2010 una circolare ministeriale – la n. 2 dell’8 gennaio, emanata dalla ministra Gelmini – prevedeva il limite del 30 per cento di ragazzi stranieri in aula. Negli anni questa circolare ha avuto, di fatto, un valore meramente indicativo, sia per scongiurare la chiusura di alcune scuole per mancanza di alunni, sia per le difficoltà e i costi derivanti dalla necessità di reperire spazi e risorse sufficienti a garantire il rispetto di quella percentuale.

Ma in un comizio arringa-folla non c’è spazio per fare un ragionamento e, molto spesso, non c’è spazio neanche per dire la verità. In questo clima elettorale sempre più rovente bisogna sparare il colpo più forte per non farsi scavalcare dai competitori. E, in questo caso, parliamo ovviamente della competizione che si sta sviluppando sul fronte destro.

 

L’attacco a Mattarella

Nel furore di questa competizione non si risparmia neanche un attacco al Presidente della Repubblica, accusato di aver emanato nel 1990, nella sua funzione di ministro dell’Istruzione, una circolare per invitare a evitare un’eccessiva concentrazione di ragazzi stranieri nelle aule.

Si tratta di un attacco insensato, visto che quella circolare di trentasei anni fa – in una situazione imparagonabile a quella odierna in termini di immigrazione – aveva un obiettivo esattamente opposto a quello che si vorrebbe contestare a Mattarella: favorire l’integrazione, evitando che i pochi ragazzi stranieri presenti in quel periodo fossero raccolti tutti in una stessa classe, determinando di fatto una loro ghettizzazione.

 

Il buon senso che non deve nascondersi

Stiamo indubbiamente attraversando un periodo storico difficile, nel quale sembra essersi spenta anche la luce in fondo al tunnel. Sergio Mattarella, nella giornata inaugurale dell’anno scolastico ad Amatrice, ha rivolto un appello a non rassegnarsi, a non abbassare la guardia nella difesa dei diritti e della dignità di ogni persona umana.

Perché non si precipiti proprio nella situazione descritta dal Manzoni, quando «il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune».

Fede e management, agli Altipiani di Arcinazzo l’etica entra nell’economia

Economia, ma a misura d’uomo

C’è una domanda che il progresso tecnologico rende ogni giorno meno eludibile: può l’economia crescere senza interrogarsi sulla qualità umana dello sviluppo? Agli Altipiani di Arcinazzo, il prossimo 3 ottobre, si proverà ancora una volta a rispondere mettendo attorno allo stesso

tavolo esperienze manageriali, cultura religiosa e riflessione sociale.

Torna infatti, per l’ottava edizione, il Meeting di Arcinazzo, nato per iniziativa dell’ingegnere Nicola Barone e divenuto negli anni un appuntamento stabile di confronto tra fede, economia e responsabilità d’impresa. Non un convegno specialistico, ma un luogo nel quale il linguaggio del management incontra quello della Dottrina sociale della Chiesa.

 

Dalla Rerum Novarum all’intelligenza artificiale

Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà la centralità della persona, con particolare attenzione alle trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale. Il percorso muove idealmente dalla Rerum Novarum di Leone XIII per arrivare alla Magnifica Humanitas di Leone XIV: dalla questione operaia della prima rivoluzione industriale alla nuova questione antropologica aperta dalla rivoluzione digitale.

Barone, manager con lo sguardo oltre l’impresa

È proprio qui che l’iniziativa riflette anche il percorso del suo promotore. Barone viene dal mondo delle telecomunicazioni e dell’innovazione: è presidente di TIM San Marino, incarico nel quale è stato confermato per il quarto mandato, e ha legato una parte significativa della propria esperienza professionale ai processi di digitalizzazione. Ma da tempo accompagna all’attività manageriale un’attenzione costante al dialogo tra tecnologia, etica e dimensione spirituale. Nel 2024, intervenendo a San Marino proprio sull’intelligenza artificiale, aveva posto al centro il rapporto tra automazione, lavoro e tempo restituito alle persone.

 

Il valore della continuità

Non è dunque casuale che Arcinazzo sia diventato, anno dopo anno, il luogo di questa ricerca. L’edizione precedente aveva già affrontato l’eredità della Rerum Novarum, Fratelli tutti, Dilexit nos e il rapporto fra intelligenza artificiale e intelligenza umana. Barone ha avuto soprattutto il merito della continuità: tenere insieme mondi che spesso procedono separati e riportare la discussione sull’innovazione alla sua domanda essenziale, quella sui fini.

Perché l’intelligenza artificiale può aumentare produttività e capacità decisionale. Ma resta all’uomo stabilire per chi, per che cosa e secondo quali principi debba essere impiegata. È su questo confine, assai più umano che tecnologico, che il Meeting di Arcinazzo prova ancora una volta a esercitare la propria voce.

La riflessione di Vittorio Possenti mostra che dietro le scelte pubbliche agiscono sempre un’idea dell’uomo, della libertà e della verità. Ai politici non si chiede di fare filosofia, ma di avere una filosofia.

Dalla metafisica alla politica

Ma che c’entra la metafisica con la politica? Proprio nulla, verrebbe da dire in prima battuta. Ed è comprensibile tale risposta, in quanto appare di tutta evidenza la distanza tra la metafisica, il massimo della teoresi, e la politica, il massimo della prassi. In realtà, le cose non stanno così, e non solo da un punto di vista pratico, perché fior di filosofi si sono occupati concretamente di politica, ma anche da un punto di vista teorico, per le riflessioni che hanno sviluppato sul rapporto tra metafisica e politica.

Un esempio per tutti è la figura di Massimo Cacciari, il quale non solo è stato sindaco e deputato, ma è anche tra i maggiori pensatori contemporanei, con una caratterizzazione fortemente teoretica. La sua ultima opera, in ordine cronologico, ne fornisce un’ulteriore prova attraverso quella «metafisica concreta» — espressione presa a prestito da Florenskij e posta a titolo del libro pubblicato da Adelphi nel 2023 — capace di esprimere l’integrità e l’inesauribilità della vita dell’essente.

In questa sede non intendo soffermarmi sul pensiero di Cacciari, bensì su un altro pensatore di tutt’altro orientamento, che risponde al nome di Vittorio Possenti,  del quale sono state recentemente raccolte in due tomi quattro importanti opere teoretiche, pubblicate originariamente nell’arco di trent’anni: Essere e libertà, edito da Rubbettino; Nichilismo e metafisica. Terza navigazione, Il realismo e la fine della filosofia moderna e Ritorno all’essere. Addio alla metafisica moderna, editi da Armando. La raccolta di queste «opere teoretiche scelte», pubblicate nel 2025 da Mimesis in due tomi, per un totale di 1.230 pagine, con il titolo Grandezza della metafisica, conferma la consistenza metafisica del pensatore, il quale si è misurato anche con la filosofia politica, che ha insegnato all’Università di Venezia e sulla quale ha pubblicato opere significative come Filosofia e società (Massimo), La buona società (Vita e Pensiero), Le società liberali al bivio (Marietti), La rivoluzione bio-politica (Lindau), che in modo manifesto risentono della sua teoresi filosofica, specialmente ontologica e antropologica.

 

La «terza navigazione»

Nella quadrilogia ora riproposta Possenti si misura con i grandi temi metafisici del nostro tempo: nichilismo, umanesimo e realismo. E lo fa nella prospettiva della filosofia dell’essere di matrice tomista e maritainiana, «non riducibile al platonismo e all’aristotelismo», ma identificabile come «un terzo grande asse» o «terza navigazione» — riprendendo in modo autonomo l’indicazione di sant’Agostino — intesa come «alleanza socratico-mosaica» che comporta, oltre alla specifica valenza filosofica, anche «una dimensione esistenziale».

Pertanto — scrive Possenti — «lasciamo da parte la trita affermazione secondo cui il pensiero speculativo è per definizione lontano dalla vita, e di esso ci si può occupare solo di domenica e in mancanza di meglio» (I, p. 28).

Possenti è invece convinto che «proprio la riflessione teoretica supera la separazione dei saperi ed educa a orientarsi nel disordine della vita moderna», evitando «posture freddamente speculative» (I, p. 20) e aprendosi anche a «questioni antropologiche, morali e teologiche» (I, p. 25).

 

Persona e libertà

In queste opere teoretiche Possenti non se ne occupa direttamente — cosa che ha fatto egregiamente in altri libri — ma ne fa avvertire l’esigenza, in particolare quando tratta della categoria di persona (I, capp. XIII e XIV).

Al riguardo mi pare importante l’osservazione secondo cui «il rinnovamento antropologico deve sfuggire all’insidia del riduzionismo che ha molti volti e che spesso si manifesta nelle vesti di un iperindividualismo libertario. Questo provoca una deriva antiumanistica e una riconduzione drammatica dell’idea di libertà a sola autodeterminazione che vuole riconoscere soltanto sé stessa» (I, pp. 675-676).

 

La filosofia che precede le scelte

A ben vedere, la filosofia è sempre politica, anche quando non tratta di politica. E non è una novità: la filosofia, fin dal suo sorgere, ne ha evidenziato la connessione in termini di motivazione o conseguenza dell’una con l’altra.

In riferimento al nostro tempo è innegabile, per esempio, la ricaduta del nichilismo a livello sociale e politico, come ebbe a mostrare il filosofo e teologo Italo Mancini. Ne consegue che serve a poco impegnarsi a valle sui fronti pratici, se non si interviene a monte sulla concezione della realtà, della verità, della libertà.

Si badi: non si chiede ai politici di fare filosofia, ma di avere una filosofia. Insomma, non è che la politica debba interessarsi delle grandi domande esistenziali, ma deve pur sapere che il modo di rispondervi influenza la società e la stessa politica, come ha bene evidenziato, tra gli altri, Jacques Maritain, che non a caso Possenti riconosce come suo maestro.

Macron: "Una messa monumentale nel cuore di Parigi"

Roma, 26 set. (askanews) – “Concordia e Fratellanza. La Francia è fiera di accogliere il Papa Leone XIV e questa messa monumentale al cuore di Parigi”. Lo scrive su X il presidente francese, Emmanuel Macron, parlando della grande messa (a cui però lui non ha partecipato) celebrata dal Papa in Place de la Concorde.

Le autorità locali confermano che al termine della Messa erano presenti in Place de la Concorde circa 800 mila fedeli. E’ quanto riferisce la sala stampa della Santa Sede.

Vela, America’s Cup, Luna Rossa resta in testa a Napoli

Roma, 26 set. (askanews) – Luna Rossa resta al comando della classifica della Preliminary Regatta di Napoli al termine della seconda giornata di regate. Il team italiano ha ottenuto una vittoria, un secondo, un terzo e un sesto posto, consolidando la leadership con 51 punti, 8 in più rispetto a Emirates Team New Zealand e 13 su Alinghi. Due successi di giornata per La Roche-Posay, protagonista anche di un incidente con conseguente ritiro.

Luna Rossa ha iniziato la giornata con un successo netto nella terza regata della Preliminary. L’equipaggio italiano ha preso il comando al secondo lato, aumentando progressivamente il vantaggio fino a chiudere con 29 secondi su Alinghi e 37 su GB1. Quarto posto per Luna Rossa Women & Youth.

Nella quarta prova un errore prima della partenza ha costretto Luna Rossa a una difficile rimonta. Arrivato troppo presto sulla linea e chiuso da New Zealand, il team italiano ha ricevuto una penalità scivolando al settimo posto. A metà gara era già risalito al terzo, ma un altro errore prima del gate 4, con New Zealand e Alinghi in arrivo sulla stessa boa, ha costretto l’equipaggio a cambiare traiettoria e perdere terreno. Luna Rossa ha chiuso sesta, alle spalle di Luna Rossa W&Y.

Nella quinta regata è arrivata un’altra rimonta. Luna Rossa ha tentato una manovra all’interno di GB1 al primo gate, ma uno splash down ha fatto perdere molto tempo all’equipaggio italiano, precipitato in ultima posizione. La rimonta ha riportato Luna Rossa fino al terzo posto nell’ultimo lato, prima della scuffiata di La Roche-Posay, che fino a quel momento comandava la prova. Il team italiano ha così chiuso secondo alle spalle di Emirates Team New Zealand Women & Youth.

Nell’ultima regata di giornata La Roche-Posay ha conquistato il secondo successo, precedendo New Zealand. Luna Rossa, dopo aver navigato tra quarto e sesto posto, ha recuperato nell’ultimo lato chiudendo terza.

Dopo sei delle otto regate di flotta, Luna Rossa guida con 51 punti davanti a Emirates Team New Zealand (43), Alinghi (38), Luna Rossa W&Y (35), American Racing Challenger Team USA (34), Emirates Team New Zealand W&Y (32), La Roche-Posay (31), GB2 W&Y (29) e GB1 (28).

Domani sono in programma le ultime due regate di flotta. Al termine, i due migliori team della classifica si affronteranno nel match race che assegnerà il successo nella Preliminary Regatta di Napoli.

Fnv, Siracusano contro Vannacci: spogliata per propaganda, lo denuncio

Roma, 26 set. (askanews) –  “Il fatto che un ex generale, che tanto parla di onore e valori, si trovi costretto a modificare la foto di una donna con un software la dice lunga sulla persona che è. Trovo anche questa fissazione per le donne un po’ eccessiva, cosa vuole dimostrare Vannacci?”. Lo dice al Corriere della Sera la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, che si dice incredula per il post pubblicato sul profilo del leader di Futuro nazionale in cui una “foto originale è stata prelevata dal mio profilo personale Instagram e modificata”.

La sottosegretaria è intenzionata a mettere il caso in mano a un avvocato e querelare, perché “io ho le spalle larghe, ma si tratta di un reato e le donne vanno tutelate”. Sul piano politico, conclude Siracusano, “spogliare una donna come strumento di campagna elettorale, con un chiaro intento denigratorio solo perché sono la compagna del presidente della Regione, è una scelta perversa e squallida e che non ha alcun significato: mai mi sono candidata e mai mi candiderò a Reggio Calabria quindi questo attacco non ha ragion d’essere”.

Formula1, Ferrari, Leclerc: "Abbiamo massimizzato il risultato".

Roma, 26 set. (askanews) – La Ferrari lascia Baku con il quarto posto di Charles Leclerc e il sesto di Lewis Hamilton, per un totale di 20 punti che rafforzano il secondo posto della Scuderia nel Mondiale Costruttori. Le due SF-26, partite entrambe con gomme Soft, hanno faticato soprattutto nella prima parte della gara, prima di recuperare ritmo e sfruttare la Safety Car per effettuare il doppio pit stop e passare alle Medium.

“Abbiamo massimizzato il risultato: in gara oggi ci mancava un po’ di passo rispetto ai nostri principali avversari”, ha commentato Leclerc. “In alcune fasi della corsa il ritmo di chi ci precedeva è stato un po’ altalenante, mentre i miei tempi sul giro sono stati costanti per tutta la corsa, ma comunque non sufficienti a poter lottare davvero per il podio”.

Il monegasco, scattato dalla seconda posizione, è stato superato al via da Oscar Piastri e nei primi giri ha perso altre due posizioni, prima di ritrovare il ritmo. “Come abbiamo visto questo weekend, i valori in campo possono cambiare piuttosto rapidamente, quindi dobbiamo continuare tutti a spingere per tenere il passo. Non vedo l’ora di tornare in macchina a Sepang”.

Più critico Hamilton, sesto al traguardo: “Nel complesso, non è stato il weekend che volevamo e ci sono alcuni aspetti che dobbiamo approfondire”. Il britannico ha indicato nella gestione degli pneumatici uno dei problemi principali: “Abbiamo faticato a portare con costanza le gomme nella corretta finestra di funzionamento e questo ci ha reso difficile estrarre la prestazione che cercavamo. Analizzeremo i dati, in particolare per quanto riguarda la gestione dell’energia, per capire dove possiamo migliorare”.

Il Team Principal Fred Vasseur ha sottolineato il divario di prestazione sui rettilinei: “Sapevamo già prima di arrivare a Baku che questo avrebbe potuto essere un weekend difficile per noi, soprattutto per il deficit di prestazione sui lunghi rettilinei”. E sul confronto con gli avversari ha aggiunto: “Ieri sul giro secco siamo stati competitivi, mentre oggi ci mancavano un paio di decimi al giro rispetto ai nostri avversari, ed era un distacco troppo grande”.

Vasseur evidenzia comunque il vantaggio nel campionato Costruttori: “Abbiamo aumentato il vantaggio su McLaren, ma dobbiamo continuare a spingere e fare un lavoro migliore nella prossima gara”.

Linee rosse anche a sinistra, paletti riformisti a Schlein: unità non è annacquarsi

Coiano (Prato), 26 set. (askanews) – Le “linee rosse” da non valicare non stanno solo nel dibattito del centrodestra – a sventolarle tutti i giorni all’indirizzo della premier Giorgia Meloni è l’ex generale Roberto Vannacci – ma anche dentro il confronto che anima il Pd in prima battuta e il campo largo, in seconda. E a ricordarle alla segretaria Elly Schlein e alla maggioranza del partito sono i riformisti Dem, oggi riuniti alla casa del popolo di Coiano, alle porte di Prato, per lanciare “idee e proposte”, ma anche per mettere alcuni paletti.

Primo tra tutti il fatto che “il Pd deve fare il Pd”, “non deve perdere identità”, “non deve annacquare i propri valori”, non deve cedere “a estremizzazioni”. Insomma, non deve spostarsi a sinistra per inseguire Giuseppe Conte che, osserva Lia Quartapelle, “non può infliggerci tutte le politiche del M5s, lo sa anche lui che sono slogan”.

Messaggi al campo largo, ma soprattutto messaggi a chi è maggioranza tra i Dem e anche alle altre aree che, osserva la senatrice Simona Malpezzi, non devono chiedere “posti” ma portare proposte al partito, per “allargarlo”, per conquistare più elettori possibili, a cominciare da quelli “moderati”. Da Prato, insomma, si guarda a Montepulciano dove, dal 23 al 25 ottobre, si riunirà il ‘correntone’ Dem. E si guarda a Roma per rivendicare che l’area riformista non cerca nè posti nè “riconoscimenti” e certo, punge Lorenzo Guerini, chiudendo l’assise, “non accettiamo lezioni di unità da chi se ne è andato” perchè “noi siamo rimasti, questa è la nostra casa” e “vogliamo aiutare il Pd a vincere contro l’onda nera della destra”. Con chi ce l’abbia Guerini è fin troppo evidente.

La prima questione da “linee rosse” è quella dell’Ucraina, ovviamente, ma non è la sola. Si sprecano gli aggettivi sul fatto che il sostegno “incrollabile” all’Ucraina debba proseguire, aiuti militari compresi: per tutti, da Giorgio Gori a Lia Quartapelle, da Lorenzo Guerini a Graziano Delrio, si tratta di un principio “irrinunciabile”, “non negoziabile” e “non trattabile al tavolo del programma”, “fondamentale” per arrivare “alla pace e non alla resa alle pretese di Putin”. Su questo, dicono, l’unico punto di caduta possibile, a un tavolo insieme alle altre forze della coalizione, è convincerle che abbandonare ora l’Ucraina non avvicinerebbe ma allontanerebbe la pace. C’è poi, molto imminente – sarà alla Camera la prossima settimana -, la questione del ddl antisemitismo che, al di là della legge specifica, racconta le diverse anime del Pd e la preoccupazione dei “riformisti” di non avallare un altro ‘scivolamento’ verso le posizioni dell’ala più di sinistra del campo largo. Non a caso sul palco di Prato sale Lele Fiano per cui la conferma del “no” del Pd al ddl rappresenterebbe un confine “invalicabile”, rendendo forse incompatibile la sua stessa permanenza nel partito. Giorgio Gori invita il Pd a non scavalcare quella linea.

In una specie di controcanto rispetto al “testardamente unitari” della segretaria Schlein, Gori incalza che “l’unità va bene ma non a patto di rinunciare ai valori del Pd”, “l’unità va bene” ma “una gara a chi è più di sinistra lascerebbe spazi a una destra che non merita nulla”, l’unità va bene ma è necessario che il Pd “non annacqui la sua specificità”.

C’è poi la questione delle primarie e anche qui c’è un altro paletto: siano aperte, ai gazebo e non on line, e a doppio turno per “aprire” il partito. Anche perchè pensare a “norme ad personam” per “chiudere” che senso avrebbe? (si chiede Giorgio Gori). No, serve quell’apertura già vista nel 2012 – segreteria Bersani – e anche dopo con la segreteria di Enrico Letta. La candidatura dello stesso Gori alle primarie? Lui spiega che non è “il tema di oggi” ma per il partito “sarebbe una cosa buona” una candidatura riformista. L’alleanza con le altre forze del campo largo “va fatta” ma non può essere, rilancia Guerini, a forza di “prendere o lasciare” nè si possono “esasperare i nodi critici” per trarne vantaggi personali o per il proprio partito.

Sanità, il Mezzogiorno cerca risposte ai nuovi bisogni

Catanzaro, 26 set. (askanews) – Le persone vivono più a lungo, ma aumentano le malattie croniche e le fragilità. La sanità deve cambiare passo: prevenire e seguire i pazienti anche fuori dagli ospedali. È il tema di M.E.D. Salute, il confronto ospitato a Gizzeria Lido, in provincia di Catanzaro.

La questione riguarda risorse e organizzazione: servizi capaci di raggiungere i cittadini anche dove l’assistenza è più difficile da ottenere. Le aziende sanitarie del Mezzogiorno mettono a confronto le soluzioni sperimentate nei propri territori e la possibilità di applicarle altrove.

“La sfida è urgente, qui nel Meridione e in particolare in Calabria, per quello che sta avvenendo. Ci sono nuove costruzioni e nuove infrastrutture sanitarie, come i nuovi ospedali e le case di comunità che devono essere riorganizzate. Tuttavia, è fondamentale migliorare l’utilizzo dei nostri servizi, garantendo maggiore appropriatezza nei percorsi diagnostico-terapeutici e passando dal semplice concetto di lista d’attesa a una vera e propria presa in carico. Una presa in carico che non dev’essere solo sanitaria ma anche sociale, lavorando a 360 gradi su tutte le fragilità” ha dichiarato Giuseppe Quintavalle, Presidente di FIASO.

Una delle sfide comincia prima della diagnosi. Gli screening possono individuare precocemente le malattie, ma occorre che i cittadini conoscano i programmi disponibili e riescano ad accedervi.

“Credo che sia importantissimo, perché il sistema sanitario deve intervenire prima che la malattia sopraggiunga o diventi grave. Questo garantisce non solo una migliore qualità della vita al paziente, ma rappresenta anche e soprattutto un investimento sulla sostenibilità del nostro sistema sanitario. Meno persone si ammalano, minori sono le risorse da impiegare e, soprattutto, riusciamo a offrire un’assistenza di qualità superiore rispetto a quella attuale” ha aggiunto Clotilde Minasi, Senatrisce della Repubblica.

C’è poi chi entra in contatto con il sistema sanitario da un giorno all’altro. Un incidente può cambiare la vita di una persona e della sua famiglia.

“Rendere accessibili i servizi sanitari e aggiornare il nomenclatore dei LEA dovrebbe essere una priorità e sono riuscita a convincere tutti che lo sia. Quando diciamo alle persone che il diritto alla salute, alla tecnologia e a tutto ciò che la scienza mette a disposizione appartiene a tutti, allora dobbiamo garantirlo a tutti gli effetti: questo significa snellire le procedure, velocizzare le pratiche e alleggerire la burocrazia” le parole di Giusy Versace, Senatrice della Repubblica.

Affinchè prevenzione e assistenza continuativa funzionino, i servizi devono dialogare tra loro. Le nuove strutture e gli strumenti digitali possono aiutare, ma servono personale e un’organizzazione capace di seguire i pazienti nel tempo.

“Possiamo mettere in campo molte iniziative. Sul diabete, ad esempio, siamo pronti già da lunedì con l’attivazione di un tavolo di lavoro che svilupperà le politiche regionali dedicate e, soprattutto, garantirà un collegamento diretto con le aziende sanitarie. Un’interoperabilità fondamentale quando si affrontano patologie multidisciplinari come questa” ha concluso Ernesto Esposito, Direttore generale del Dipartimento Salute e Servizi sanitari della Regione Calabria.

Le proposte emerse a Gizzeria Lido hanno ora un compito preciso: diventare decisioni, servizi e percorsi di cura. È questo il passaggio che può dare un risultato concreto al confronto tra le Regioni del Mezzogiorno.

AI e futuro: come governare il cambiamento

Roma, 26 set. (askanews) – Non più una tecnologia in fase sperimentale, bensì un cambiamento strutturale da controllare e integrare. È stato questo il fulcro dell’incontro “Lo Scenario delle Professioni”, svoltosi presso la Galleria del Cardinale Colonna e promosso da TeamSystem, Euroconference e The European House – Ambrosetti. Nella fattispecie, la discussione è stata modellata sulla base dei numeri ottenuti dalla ricerca realizzata da TeamSystem in collaborazione con Kantar “PMI e Professionisti: le tendenze del presente e del futuro”, che evidenziano un aumento concreto dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi lavorativi da parte dei dottori commercialisti.

Le parole del Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto: “L’intelligenza artificiale ha un difetto di fondo che noi umani non abbiamo: non cambia idea. Noi siamo capaci di cambiare idea anche all’ultimo momento, con l’ultima intuizione, l’ultima sentenza, l’ultimo attimo in cui si discute su un penalista e questo, l’intelligenza artificiale non ce l’ha. Da questo punto di vista noi siamo migliori dell’intelligenza artificiale”.

L’intervista al Brando Benifei, Membro del Parlamento europeo; rapporteur dell’AI Act: “Abbiamo iniziato con dei divieti di utilizzi pericolosi come le telecamere biometriche senza controllo, polizia predittiva, modello Minority Report, ma anche il riconoscimento delle emozioni nei luoghi di lavoro e di studio. Abbiamo voluto vietare usi che mettevano a rischio le libertà democratiche. Adesso si sta cercando di applicare totalmente le norme sulla trasparenza, rendere riconoscibili i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, tutelare il diritto d’autore, tutelare le piccole e le medie imprese rispetto alla necessità di conoscere che cosa gli viene venduto dagli grandi sviluppatori”.

Allargando il focus, più del 70% dei professionisti utilizzano quotidianamente l’AI. Ad ogni grande rivoluzione, però, corrispondono anche misure di sicurezza da adottare.

Il commento di Giuseppe Busacca, General Manager BU Professional Solutions di TeamSystem; Amministratore Delegato di Euroconference: “L’intelligenza artificiale sta già incidendo molto negli studi professionali di commercialisti, avvocati, consulenti al lavoro. I dati evidenziano come l’adozione sia in aumento e evidenziano altrettanto come si rilevano incrementi di produttività e anche incrementi di giro d’affari, di ricavi. Il tema chiave su cui porre l’accento oggi probabilmente è la maturità dell’utilizzo, la consapevolezza e da questo punto di vista sarà sempre più importante da parte degli studi dotarsi di regole chiare e di competenze specifiche per governare l’utilizzo di questi strumenti. Oggi è una piccola frazione degli studi quella che si è già dotata di policy strutturate per l’utilizzo corretto di questi strumenti. La potenza di questi strumenti necessita di controllo”.

Stare al passo con l’avvento dell’intelligenza artificiale senza tralasciare elementi chiave quali trasparenza, etica e moralità: è questo il messaggio lanciato dal forum dedicato al futuro delle Professioni, che prova ad indicare la via per una sana coesistenza tra AI e componente umana.

Iran, Trump: respinta la proposta di accordo sullo Stretto di Hormuz

Roma, 26 set. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha detto di aver “respinto” la proposta di Teheran per riaprire lo Stretto di Hormuz. “Hanno avanzato una proposta, ma l’ho respinta. Vogliono raggiungere un accordo per la riapertura immediata dello Stretto, perchè stanno perdendo in modo così rovinoso. Noi stiamo vincendo, abbiamo il pieno controllo dello Stretto di Hormuz. Una quantità enorme di petrolio sta uscendo dallo Stretto di Hormuz”, ha detto Trump alla stampa prima di lasciara la Casa Bianca.

“Vogliono fare un accordo per riaprire subito Hormuz. Sapete perchè? Perchè stanno morendo. E stanno morendo perchè non hanno entrate, perchè i loro soldi arrivavano dallo Stretto di Hormuz”, ha aggiunto il presidente.

Centrosinistra, Guerini (Pd): alleanza non si fa con prendere o lasciare

Roma, 26 set. (askanews) – “Sappiamo che va fatta un’alleanza” e “alle parole d’ordine sentite nel Pd vogliamo aggiungere anche altre come sicurezza e cura e pretendiamo che le nostre proposte siano oggetto di discussione nel Pd”. Lo ha detto Lorenzo Guerini parlando all’assemblea dei riformisti Dem a Prato spiegando che “per noi prendere o lasciare” rispetto “ai nodi dell’alleanza” “non vale, non accettiamo prendere o lasciare sull’idea dell’Europa, sull’Ucraina, glielo spiegheremo anche coi disegnini, su questo non facciamo passi indietro, altro che battutine su aggressore e aggredito, c’è gente che muore da quattro anni”.

“Rispetto a quanto sentito anche a Nova chiedo: se non ci fosse stato il coraggio degli ucraini e gli aiuti dei paesi europei cosa ci sarebbe adesso? Nessun passo indietro sugli aiuti all’Ucraina”, ha rilanciato Guerini.

Podcast e libertà: tavola rotonda a Roma per i nuovi prodotti Askanews

Roma, 26 set. (askanews) – Askanews racconta la realtà anche attraverso i podcast: a Roma la nostra agenzia ha presentato i suoi prodotti di approfondimento e due serie di podcast dedicati alle donne, “Direttrici d’Orchestra” e “Italiane della scienza”. Una tavola rotonda nella sede centrale di Roma che prelude al Festival del Podcasting, il 2 e 3 ottobre a Milano, dove Askanews è media partner.

La nostra agenzia di stampa, che da quasi quindici anni produce un flusso cospicuo e quotidiano di videonews, ha cominciato da tempo a lavorare sporadicamente nel campo del podcasting e da un anno a questa parte ha varato diverse serie di approfondimenti audio.

“Lo strumento podcast con la sua estrema flessibilità si aggiunge all’offerta tipica della fonte primaria” ha osservato il direttore editoriale di Askanews, Paolo Mazzanti; “è importante riconoscere l’elemento di liberazione che innerva il mondo del podcasting, a cui chiunque può accostarsi producendo una estrema varietà di stimoli; d’altra parte, quello che offre una fonte giornalistica è il controllo editoriale, essenziale sugli approfondimenti in un mondo dove vivono complottismi e fake news”.

Per la caporedattrice degli approfondimenti e ideatrice delle serie “Direttrici d’orchestra” e “Italiane della scienza”, Alessandra Quattrocchi, l’idea dietro questi podcast è “offrire dei ritratti di donne particolari che hanno molto faticato per arrivare dove sono, e accedere a recinti sacri agli uomini ancora fino a pochi anni fa; allo stesso tempo, ci danno uno spaccato della società italiana in movimento, in trasformazione, perché la società si muove più in fretta sia delle leggi, che della politica. Oltre questa serie di ritratti, stiamo elaborando nuovi prodotti per esplorare tutta la ricchezza espressiva che questo strumento consente”.

Presente anche una delle protagoniste dei podcast, Annamaria Nassisi, Manager Space Economy per Osservazione e Navigazione di Thales Alenia Space Italia e member del Committee dell’associazione “Woman In Aereospace Europe Rome Regional Network” (WIA-E Rome RN). Nassisi, che per la serie “Italiane della scienza” ha parlato con askanews delle sfide della Space Economy, è impegnata in molte attività di supporto alla “gender diversity” e Presidente del festival dal nome evocativo, “Donne fra le stelle”: “un modo per dare spazio e visibilità a tutte le donne che lavorano nell’ambito aerospaziale” ha osservato, sottolineando che il festival offre anche un premio per i podcast e i video dedicati al tema.

Sono intervenuti anche il direttore della produzione Alessandro Zicca, che ha raccontato l’integrazione progressiva dei video prima e ora dei podcast nel linguaggio dell’agenzia, e Giampaolo Pioli, direttore della testata La Voce di New York, partner di Askanews, che pubblica sul sito della Voce i podcast di queste serie e sta elaborando i contenuti di Radio ICN per ampliare l’offerta informativa rivolta al pubblico italoamericano.

Askanews sarà presente come media partner al Festival del Podcasting 2026 a Milano il 2 e 3 ottobre, dove presenterà anche i suoi podcast in uno spazio dedicato (www.festivaldelpodcasting.it).

La serie “Direttrici d’Orchestra” conta ritratti alla docente di Roma Tre Milena Gammaitoni e a musiciste attive negli enti lirico-sinfonici italiani: Oksana Lyniv, Barbara Hannigan, Claire Gibault, Simone Young e Speranza Scappucci, l’unica italiana che abbia diretto – fra l’altro – alla Scala, al Metropolitan di New York, alla Sydney Opera House, al Covent Garden di Londra e all’Opéra Bastille di Parigi.

La serie “Italiane della scienza” intervista biologhe, neurologhe, matematiche, astrofisiche, fisiche, vulcanologhe, ingegnere attive in Italia e all’estero, nel pubblico e nel privato, fra cui Fabiola Gianotti, Gioia Rau, Maria Grazia Spillantini, Annamaria Nassisi, Lucilla Alfonsi, Lucia Pappalardo, Ines El Gataa, Paola Catapano…

I podcast di Askanews sono parte della rubrica di approfondimento SGUARDI che include anche interviste video long format. I podcast sono disponibili su tutte le piattaforme di distribuzione audio, sul sito di Askanews e sul canale YouTube di SGUARDI.

Formula1, Russell vince a Baku, Verstappen secondo

Roma, 26 set. (askanews) – George Russell domina il Gran Premio dell’Azerbaigian e conquista a Baku vittoria, pole position e giro più veloce. Il pilota Mercedes precede Max Verstappen, che nel finale prova ad attaccarlo dopo le due Safety Car, ma chiude secondo a meno di un decimo. Terzo posto per Isack Hadjar con la Red Bull, protagonista di una gara brillante al rientro dopo l’infortunio al polso.

Fuori dal podio le Ferrari: Charles Leclerc è quarto, mentre Lewis Hamilton chiude sesto, con Kimi Antonelli quinto. Il bolognese, partito 16° dopo l’incidente nelle qualifiche, completa una rimonta di undici posizioni e limita i danni in ottica mondiale. Russell accorcia così il distacco dal compagno di squadra, che resta leader del campionato.

La gara è stata caratterizzata da diversi incidenti e due Safety Car. La prima è entrata in pista dopo l’impatto di Alex Albon contro le barriere al 31° giro. Alla ripartenza Verstappen ha guadagnato la seconda posizione, superando Oscar Piastri. Poco dopo un incidente tra Franco Colapinto, Pierre Gasly e Lando Norris ha provocato una seconda neutralizzazione. Nel finale Verstappen ha così potuto avvicinarsi a Russell, senza però riuscire a completare il sorpasso.

Giornata da dimenticare per le McLaren: Norris si è ritirato nell’incidente provocato da Colapinto, mentre Piastri, protagonista di un bloccaggio alla seconda ripartenza, è scivolato fino al 14° posto. Ritirati anche Lance Stroll, Fernando Alonso e Valtteri Bottas.

Governo, Conte: Italia passiva in politica estera, ha provato a stare in mezzo

Roma, 26 set. (askanews) – “Quando sento dire dal governo attuale che abbiamo riacquistato credibilità a livello internazionale mi viene da sorridere: non so qual è l’iniziativa che ci abbia potuto restituire un minimo di credibilità”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo al convegno “L’Italia, l’Europa, la democrazia. 50 anni dopo la Trilateral” organizzato dal Centro per la riforma dello Stato.

“Siamo completamente spariti: se io vi chiedo – ha aggiunto – qual è la politica estera di quattro anni di governo Meloni, è difficile dirla, se non in modo acquiescente e passivo rispetto a tutto quello che è successo; e quindi il tentativo di stare nel mezzo. Non è tempo di stare nel mezzo, non è il tempo di traccheggiare, è il tempo veramente di scelte coraggiose”.

A giudizio dell’ex premier occorre “recuperare quello spirito di Helsinki, perché se ce l’hanno fatta in un momento di guerra fredda, in cui mi ricordate c’era una tensione incredibile, c’erano anche le armi atomiche. Se si è riusciti a costruire con fatica, con pazienza, col coraggio, un percorso che veramente restituisse un orizzonte di sicurezza cooperativa e non oppositiva, ce la possiamo fare”.

“Ci stanno prendendo in giro – ha sostenuto ancora Conte – perché dicono che la sicurezza è affidata al deterrente militare: no, dobbiamo dire chiaramente la sicurezza è affidata a dei progetti condivisi di disarmo. La sicurezza è affidata alla forza del diritto e al primato della politica, la dignità della politica; che infatti che cosa è sparito oggi in Europa e in Italia? La politica. L’Europa – ha concluso il leader del M5S – è completamente afona, incapace di assumere una sola iniziativa non dico a livello internazionale, ma almeno a livello europeo”.

Carburanti, Tajani: tetto prezzi Eni, ha vinto la linea di FI

Roma, 26 set. (askanews) – “Ha vinto la linea che io avevo suggerito: non tasse ma coinvolgimento, mi pare che la scelta dell’Eni di mettere un tetto a prezzo dell’energia sia la scelta più giusta e dimostra che con il dialogo con il coinvolgimento si ottiene molto di più che con una visione dirigista e statalista”. Lo ha dichiarato, parlando a margine della sua visita al Villaggio della legalità a Roma, il leader di Forza Italia, Antonio Tajani.

Il vicepremier si è detto “molto soddisfatto, perché ha vinto una linea di Forza Italia. Con il primo intervento aiutarono a coprire i costi del taglio delle accise, così oggi si dà un altro segnale e mi auguro che tutte le altre compagnie seguano l’esempio dell’Eni, perché il modo migliore per far funzionare le cose è il dialogo, così non si spaventano i mercati e così anzi si coinvolge il mondo imprenditoriale in una strategia per la crescita”.

“Quando ci sono da superare degli ostacoli, insieme il Governo e le imprese private possono dare delle risposte concrete ai cittadini”, ha concluso.

Pd, Gori: appoggio a Ucraina non trattabile, ok unità ma non annacquare Pd

Coiano (Prato), 26 set. (askanews) – “Ribadiamo il nostro incrollabile sostegno all’Ucraina e al suo presidente eletto” e “crediamo che l’Ue debba aumentare il suo sostegno militare all’Ucraina, questa è la posizione a cui il Pd si è sempre attenuto e riteniamo non trattabile”. Lo ha detto Giorgio Gori, esponente dell’area riformista del Pd all’assemblea in corso alla casa del popolo di Coiano, Prato.

“L’unità va bene ma non a patto di rinunciare ai valori del Pd” e “una gara a chi è più di sinistra regalerebbe spazi e posizioni a una destra che non merita niente” ha aggiunto. “L’unità va bene ma è necessario che Pd non annacqui la sua specificità” ha rilanciato.

Il capo dell’intelligence egiziana volò in Israele per avvertire del 7 ottobre

Roma, 26 set. (askanews) – Secondo un nuovo articolo della rivista “The Atlantic”, un avvertimento egiziano sull’imminente attacco di Hamas a Gaza del 7 ottobre 2023, fu comunicato in persona dall’allora capo dell’intelligence egiziana, Abbas Kamel, ad alti funzionari israeliani presso l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

La notizia dell’avvertimento era emersa per la prima volta due giorni dopo l’assalto del 7 ottobre, quando un funzionario dell’intelligence egiziana riferì all’Ap che Israele aveva ignorato ripetuti segnali sul fatto che Hamas stesse pianificando “qualcosa di grosso”, mentre il sito di notizie Ynet riportava che Kamel aveva personalmente avvertito il primo ministro Benjamin Netanyahu dieci giorni prima delle atrocità.Secondo The Atlantic, quando Kamel atterrò all’aeroporto Ben Gurion il 26 settembre – dove il suo aereo rimase per poco più di un’ora mentre egli incontrava funzionari non meglio specificati – non fornì dettagli precisi su quando l’attacco avrebbe avuto luogo o su come si sarebbe svolto.

L’articolo riferisce che Kamel disse ai funzionari che Israele doveva cambiare rapidamente rotta per evitare un’esplosione di violenza a Gaza, raccomandando a Gerusalemme di concedere ulteriori agevolazioni economiche ad Hamas per scongiurare tale scenario; tuttavia, la rivista osserva che non è chiaro quale seguito abbiano dato i funzionari israeliani a questo avvertimento.

The Atlantic afferma che i portavoce di Netanyahu non hanno risposto alle ripetute richieste di commento, sebbene Tzachi Hanegbi – consigliere per la sicurezza nazionale all’epoca dell’attacco del 7 ottobre – abbia negato alla rivista che Kamel si fosse recato in Israele il 26 settembre o che vi fosse stato un avvertimento egiziano. L’ufficio di Netanyahu aveva già smentito in precedenza che Kamel avesse avvertito personalmente il Primo Ministro.

Suppletive Camera, a Reggio Calabria prima sfida di Vannacci al centrodestra

Roma, 26 set. (askanews) – Dopo lo spoglio forse qualcuno azzarderà la dichiarazione di prammatica “è solo una elezione locale”, ma il voto a Reggio Calabria per eleggere il deputato che prenderà a Montecitorio il posto di Francesco Cannizzaro potrebbe avere conseguenze bel al di là dei confini della città metropolitana. Sono 71 i comuni interessati, poco meno 350mila gli elettori chiamati alle urne, anche se i precedenti nelle elezioni suppletive per un solo seggio in Parlamento lasciano prevedere una affluenza modesta; il record, secondo le statistiche pubblicate da Openpolis, spetta al collegio di Napoli: nel 2020, per eleggere senatore Sandro Ruotolo in una lista unitaria di centrosinistra si mobilitò il 9,52 per cento degli aventi diritto.

Cannizzaro è in carica come sindaco di Reggio dal 4 giugno scorso. I suoi concittadini gli hanno tributato un consenso quasi plebiscitario, oltre il 65 per cento dei voti validi. È anche sindaco della città metropolitana ed è stato recentemente riconfermato segretario regionale di Forza Italia. Con il suo sostegno e quello del presidente della Regione Roberto Occhiuto (vicesegretario nazionale di FI), il candidato del centrodestra Fabio Roscioli, avvocato romano, tesoriere nazionale del partito azzurro, è il favorito d’obbligo. Il candidato è storicamente legato alla famiglia Berlusconi ma Cannizzaro ha precisato più volte di avere scelto personalmente Roscioli, smentendo le voci di pressioni da parte di Marina Berlusconi a favore del suo uomo di fiducia.

A rimettere in discussione il risultato è stata la mossa di Roberto Vannacci, fondatore di Futuro nazionale, che invece di proporre un candidato di bandiera ha compiuto un’incursione nel campo del centrodestra: il suo candidato è Domenico Giannetta, medico e dirigente sanitario, passato direttamente da fare il capogruppo di Forza Italia alla Regione Calabria a rappresentare l’estrema destra del “generale”. Tra i due litiganti a destra il terzo che spera di godere come recita un detto popolare, è Francesco Antonio Benedetto, detto Frank. Un lontano passato di consigliere comunale della Margherita e quindi del Pd, un prestigioso curriculum come cardiologo e come ricostruttore della cardiochirurgia locale (è stato commissario e direttore generale del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli”). Con lui il campo largo, anzi “larghissimo”, dice il senatore Nicola Irto, segretario regionale dem, dai 5 stelle fino ai centristi di Casa riformista. C’è anche un quarto candidato, Francesco Toscano di Democrazia sovrana e popolare, una piccola forza anti-europeista che alle regionali non ha raggiunto l’1 per cento.

FnV è una novità assoluta nel panorama politico nazionale e anche le previsioni sul voto, in una tornata che potrebbe essere disertata dalla maggioranza degli elettori, vanno prese con le pinze, ma nei giorni scorsi la tensione è salita fra il centrodestra e Vannacci: all’accusa lanciata in piazza dal leader del neonato partito (“vi trattano come somari”, ha detto ai cittadini di Reggio) ha replicato in modo piuttosto colorito, il sindaco Cannizzaro: “Cornuto tu e chi non te lo dice”, ha tuonato in dialetto dal palco del suo comizio elettorale. Il centrosinistra sta a guardare, nel Pd ci sono due versioni: un parlamentare vicino alla segretaria nazionale giura che i sondaggi riservati proiettano il candidato di Vannacci addirittura vicino al 20 per cento e che quindi Benedetto è molto vicino alla vittoria; nel partito calabrese c’è maggiore cautela: “Questi (intesi come partiti del centrodestra e in particolare Forza Italia, ndr) controllano tutto, dalla Regione al Comune, non credo che possa accadere, sarebbe una catastrofe per loro se perdessero queste suppletive”. In quel caso, appunto, chi provasse a parlare di valore esclusivamente locale del risultato elettorale rischierebbe di essere travolto dalla lettura predominate su giornali e talk show: perché Vannacci avrebbe dimostrato di possedere una sorta di golden share sul centrodestra. Senza Fnv, condannato a perdere perfino in un feudo azzurro apparentemente inespugnabile. Un quarantotto, per la coalizione guidata da Giorgia Meloni. Per converso, un risultato deludente di Vannacci, addirittura sotto il 10 per cento nonostante Giannetta, il candidato locale forte e radicato, “scippato” a Forza Italia, rappresenterebbe per l’europarlamentare ex vicesegretario leghista la prima vera battuta d’arresto in questa stagione di crescita apparentemente inarrestabile, almeno nella notorietà, che lo ha visto protagonista nei talk show e nei sondaggi.

Si vota domenica 27 dalle 7 alle 23 e lunedì 28 settembre dalle 7 alle 15, lo spoglio inizierà immediatamente alla chiusura delle urne.

Suppletive Camera, a Reggio Calabria la prima sfida di Vannacci al centrodestra

Roma, 26 set. (askanews) – Dopo lo spoglio forse qualcuno azzarderà la dichiarazione di prammatica “è solo una elezione locale”, ma il voto a Reggio Calabria per eleggere il deputato che prenderà a Montecitorio il posto di Francesco Cannizzaro potrebbe avere conseguenze bel al di là dei confini della città metropolitana. Sono 71 i comuni interessati, poco meno 350mila gli elettori chiamati alle urne, anche se i precedenti nelle elezioni suppletive per un solo seggio in Parlamento lasciano prevedere una affluenza modesta; il record, secondo le statistiche pubblicate da Openpolis, spetta al collegio di Napoli: nel 2020, per eleggere senatore Sandro Ruotolo in una lista unitaria di centrosinistra si mobilitò il 9,52 per cento degli aventi diritto.

Cannizzaro è in carica come sindaco di Reggio dal 4 giugno scorso. I suoi concittadini gli hanno tributato un consenso quasi plebiscitario, oltre il 65 per cento dei voti validi. È anche sindaco della città metropolitana ed è stato recentemente riconfermato segretario regionale di Forza Italia. Con il suo sostegno e quello del presidente della Regione Roberto Occhiuto (vicesegretario nazionale di FI), il candidato del centrodestra Fabio Roscioli, avvocato romano, tesoriere nazionale del partito azzurro, è il favorito d’obbligo. Il candidato è storicamente legato alla famiglia Berlusconi ma Cannizzaro ha precisato più volte di avere scelto personalmente Roscioli, smentendo le voci di pressioni da parte di Marina Berlusconi a favore del suo uomo di fiducia.

A rimettere in discussione il risultato è stata la mossa di Roberto Vannacci, fondatore di Futuro nazionale, che invece di proporre un candidato di bandiera ha compiuto un’incursione nel campo del centrodestra: il suo candidato è Domenico Giannetta, medico e dirigente sanitario, passato direttamente da fare il capogruppo di Forza Italia alla Regione Calabria a rappresentare l’estrema destra del “generale”. Tra i due litiganti a destra il terzo che spera di godere come recita un detto popolare, è Francesco Antonio Benedetto, detto Frank. Un lontano passato di consigliere comunale della Margherita e quindi del Pd, un prestigioso curriculum come cardiologo e come ricostruttore della cardiochirurgia locale (è stato commissario e direttore generale del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli”). Con lui il campo largo, anzi “larghissimo”, dice il senatore Nicola Irto, segretario regionale dem, dai 5 stelle fino ai centristi di Casa riformista. C’è anche un quarto candidato, Francesco Toscano di Democrazia sovrana e popolare, una piccola forza anti-europeista che alle regionali non ha raggiunto l’1 per cento.

FnV è una novità assoluta nel panorama politico nazionale e anche le previsioni sul voto, in una tornata che potrebbe essere disertata dalla maggioranza degli elettori, vanno prese con le pinze, ma nei giorni scorsi la tensione è salita fra il centrodestra e Vannacci: all’accusa lanciata in piazza dal leader del neonato partito (“vi trattano come somari”, ha detto ai cittadini di Reggio) ha replicato in modo piuttosto colorito, il sindaco Cannizzaro: “Cornuto tu e chi non te lo dice”, ha tuonato in dialetto dal palco del suo comizio elettorale. Il centrosinistra sta a guardare, nel Pd ci sono due versioni: un parlamentare vicino alla segretaria nazionale giura che i sondaggi riservati proiettano il candidato di Vannacci addirittura vicino al 20 per cento e che quindi Benedetto è molto vicino alla vittoria; nel partito calabrese c’è maggiore cautela: “Questi (intesi come partiti del centrodestra e in particolare Forza Italia, ndr) controllano tutto, dalla Regione al Comune, non credo che possa accadere, sarebbe una catastrofe per loro se perdessero queste suppletive”. In quel caso, appunto, chi provasse a parlare di valore esclusivamente locale del risultato elettorale rischierebbe di essere travolto dalla lettura predominate su giornali e talk show: perché Vannacci avrebbe dimostrato di possedere una sorta di golden share sul centrodestra. Senza Fnv, condannato a perdere perfino in un feudo azzurro apparentemente inespugnabile. Un quarantotto, per la coalizione guidata da Giorgia Meloni. Per converso, un risultato deludente di Vannacci, addirittura sotto il 10 per cento nonostante Giannetta, il candidato locale forte e radicato, “scippato” a Forza Italia, rappresenterebbe per l’europarlamentare ex vicesegretario leghista la prima vera battuta d’arresto in questa stagione di crescita apparentemente inarrestabile, almeno nella notorietà, che lo ha visto protagonista nei talk show e nei sondaggi.

Si vota domenica 27 dalle 7 alle 23 e lunedì 28 settembre dalle 7 alle 15, lo spoglio inizierà immediatamente alla chiusura delle urne.

Wsj: Trump respinge la proposta di cessate il fuoco dell’Iran

Roma, 26 set. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto la proposta dell’Iran per un cessate il fuoco di sette giorni e ha riferito ai suoi collaboratori di prevedere la ripresa dei bombardamenti contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato di novembre: lo riporta il Wall Street Journal citando responsabili statunitensi.

Secondo il Wsj, tuttavia, Trump è riluttante a riprendere operazioni di combattimento su larga scala pur osservando che le sue posizioni potrebbero cambiare e che potrebbe lasciarsi influenzare dai risultati delle elezioni di metà mandato.

Il Papa: la storia non è scritta da chi si impone, ma da chi cerca pace

Roma, 26 set. (askanews) – “La storia della Chiesa e dell’umanità, a ben vedere, non è scritta da chi sembra vincere, imponendosi e occupando lo spazio, ma da chi ‘fa spazio’, avvia processi di pace, genera fiducia e incoraggia alla vita”. Lo ha detto il Papa nel suo discorso al Centro di integrazione “Maison Bakhita”, a Parigi.

“Non si tratta di semplici sentimenti, ma di decisioni e investimenti controcorrente, di cui comprendiamo sempre meglio rilievo pubblico e la promessa di futuro”, ha aggiunto.

Ucraina, Gori: Pd faccia il Pd, anche davanti a posizione perentoria M5s

Coiano (Prato), 26 set. (askanews) – “Siamo ormai nel tempo che precede le elezioni politiche, sappiamo che non manca molto e noi abbiamo interesse e volontà di essere partecipi con le nostre idee. Il Pd deve fare il Pd e marcare la differenza anche con gli alleati, senza rinunciare alla propria specificità”. Lo ha detto Giorgio Gori a margine dell’assemblea dei riformisti del Pd a Coiano (Prato).

I riformisti ha spiegato Gori vogliono “fare la loro parte” portando idee e proposte: “Pensiamo che rispetto anche alla proposta perentoria arrivata dal M5S il Pd debba rimarcare la propria differenza a cominciare dal sostegno pieno e anche militare all’Ucraina” ha concluso Gori.

Carburanti: scatta il taglio sconto sul diesel, il prezzo sale a 2,357 euro/litro

Roma, 26 set. (askanews) – Rialzo per i prezzi dei carburanti. Scatta oggi infatti il taglio dello sconto fiscale sul gasolio da 12,2 a 6,1 centesimi al litro spingendo verso l’alto il costo del diesel. Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna – sabato 26 settembre 2026 – il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,158 euro/l per la benzina e 2,357 euro/l per il gasolio.

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,252 e/l per la benzina e 2,439 e/l per il gasolio.

Uni Cattolica a Stanford presenta iniziative su finanza personale

Roma, 26 set. (askanews) – Dagli studenti universitari non specialisti agli insegnanti di scuole primarie e secondarie, fino a persone in condizioni di vulnerabilità e migranti. Sono loro i destinatari delle proposte di finanza personale sviluppate dall’Università Cattolica del Sacro Cuore per promuovere l’alfabetizzazione finanziaria, con l’obiettivo di diffondere maggiore consapevolezza e competenze economiche. L’insieme di attività formative, venerdì 25 settembre, è stato presentato dal Rettore Elena Beccalli all’Università di Stanford, prendendo parte alla “2026 Teaching Personal Finance Conference”.

Promossa dalla Initiative for Financial Decision-Making, la conferenza ha riunito docenti, ricercatori e specialisti del settore per condividere esperienze, metodologie didattiche e progetti di ricerca. “È stato un privilegio poter illustrare all’Università di Stanford le attività che il nostro Ateneo ha avviato nell’ambito della finanza personale. È questo un modo concreto per contribuire allo sviluppo del Paese, favorendo resilienza e inclusione sociale, in un contesto in cui il livello di educazione finanziaria rimane sotto la media europea – ha detto Beccalli – I progetti dell’Ateneo si rivolgono agli studenti universitari non specialisti, attraverso percorsi dedicati all’acquisizione delle competenze finanziarie di base; ai bambini delle scuole primarie, con programmi educativi pensati per i più piccoli; agli insegnanti, mediante iniziative di formazione che sostengono l’inserimento di conoscenze finanziarie nei percorsi di educazione civica. A queste si affianca inoltre un progetto dedicato alle persone vulnerabili, in particolare ai migranti, che integra alfabetizzazione finanziaria e apprendimento linguistico. Una varietà di iniziative nate dal dialogo tra i docenti di finanza dell’Ateneo e le altre discipline che ha generato un vero e proprio effetto di propagazione. Un numero progressivamente crescente di docenti sta mettendo le proprie competenze su questa consapevoli dell’impatto sociale che ne deriva”.

Tra le proposte dell’Università i “Laboratori di finanza personale” per studenti universitari non specialisti, promossi inizialmente su impulso delle Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere e di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative, sotto la supervisione dei professori Maria Cristina Gatti, Francesca Pampurini e Alberto Banfi. Da questa esperienza pilota, il progetto si sta ampliando ad altre Facoltà e, nell’attuale anno accademico, grazie a una collaborazione interdisciplinare, coinvolge anche Psicologia e Scienze della Formazione. Poi c’è una seconda linea di intervento, dedicata agli insegnanti delle scuole secondarie. Si tratta del corso di “Finanza personale a scuola. Formare cittadini consapevoli”, promosso dalla piattaforma Cattolicaper la Scuola e rivolto agli insegnanti delle scuole secondarie. L’attività formativa, che rappresenta un esempio concreto di apprendimento permanente (lifelong learning), persegue un duplice obiettivo: da un lato, mettere i docenti nelle condizioni di accompagnare gli studenti nelle scelte economiche e finanziarie della vita quotidiana e del futuro; dall’altro, offrire agli stessi insegnanti conoscenze e strumenti utili per compiere decisioni finanziarie più consapevoli nella propria vita personale.

A tale percorso si affianca una seconda iniziativa, intitolata “Educati per educare. Formazione finanziaria per l’educazione civica”, anch’essa promossa dalla piattaforma Cattolicaper la Scuola. Tenuta dalle docenti Federica Poli e Mariarosa Borroni, intende sensibilizzare gli insegnanti delle scuole secondarie sull’importanza dell’educazione finanziaria e di fornire strumenti e risorse utili per integrare in modRoma, 26 set. (askanews) – o sistematico questi temi nei programmi di educazione civica.

Per quanto riguarda il target dei bambini, l’Unità di ricerca di Psicologia economica del Dipartimento di Psicologia sta sviluppando un programma per le scuole primarie per insegnare a gestire il denaro “con la testa”, attraverso scelte consapevoli e critiche, e “con il cuore”, prestando attenzione agli altri e alle implicazioni sociali delle proprie decisioni, anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. In questa prospettiva si inserisce il volume Consapevoli fin da piccoli (a cura di Silvia Della Rocca, Christian Tarchi, Elisabetta Lombardi e Annalisa Valle, 2026), che propone un modello integrato di intervento per la scuola primaria.

Per il target delle persone più vulnerabili, l’Ateneo, in collaborazione con diverse realtà associative milanesi, tra cui l’Associazione Realmonte, ha avviato un programma di educazione finanziaria rivolto a persone provenienti da contesti culturali diversi e a famiglie a basso reddito. “IBAN”, il progetto sviluppato dalla professoressa Annalisa Valle, si distingue per un approccio particolarmente innovativo che integra l’alfabetizzazione finanziaria con l’apprendimento della lingua italiana. Accanto alla formazione economico-finanziaria, il percorso propone infatti un modulo linguistico finalizzato all’acquisizione del lessico necessario per comprendere concetti e strumenti della vita economica quotidiana.

Trump pubblica una mappa in cui ribattezza Hormuz "Stretto di Trump"

Roma, 26 set. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump ha pubblicato sulla piattaforma Truth Social una mappa in cui lo Stretto di Hormuz viene ribattezzato “Stretto di Trump”.

Trump aveva già ipotizzato di dare allo stretto il proprio nome in un post del 2 settembre su Truth Social, sostenendo che l’importante via navigabile fosse “sotto il controllo degli Stati Uniti”.

Il mese scorso, Trump aveva inoltre pubblicato una mappa che definiva lo stretto “nuovo territorio statunitense”, pochi giorni dopo aver dichiarato, durante un comizio, che avrebbe rilasciato una dichiarazione in tal senso.

Prima che Stati Uniti e Israele lanciassero la guerra contro l’Iran il 28 febbraio, attraverso lo stretto transitava circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio commerciale. L’Iran ha iniziato a bloccare Hormuz nelle prime fasi del conflitto, provocando un aumento globale dei prezzi dell’energia. Il traffico attraverso lo stretto rimane ben al di sotto dei livelli pre-bellici.

Ddl antisemitismo, Vannacci: non creare categorie protette come i panda

Roma, 26 set. (askanews) – “La legge è uguale per tutti e un’opinione non puo’ mai costituire un reato. Futuro Nazionale voterà contro la legge sull’antisemitismo”. Lo ribadisce il leader di FnV, Roberto Vannacci, in un post su Instagram nel quale rilancia il video di un suo recente in tervento, nel quale ricorda “non ce l’ho con gli ebrei, anzi, pensare, a me dano del sionista”.

Quella di FnV, rivendica Vannacci, “è una scelta coerente con i nostri principi: offendere un ebreo non può essere più grave che offendere un cristiano, un buddista o un islamico. Chi offende, deve essere punito perchè ha offeso una persona, a prescindere dalla sua religione, dal suo sesso, dal suo colore della pelle e dal suo orientamento sessuale. Non vogliamo creare, nel genere umano, ‘categorie’ protette come i panda”, conclude l’eurodeputato.

Lega, Salvini: da 30 anni celebrano il nostro funerale ma siamo qua

Roma, 26 set. (askanews) – “È da 30 anni che celebrano il funerale della Lega, e invece siamo ancora qua. Solo nell’ultima settimana abbiamo ottenuto vittorie importanti come l’approvazione di un nostro emendamento per l’abolizione del canone Rai, mentre in Cdm abbiamo ottenuto lo stop al blocco dei diesel Euro 5, il tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi e il divieto di burqa e niqab a scuola. Niente male, per un partito che deve sempre lottare contro tutto e contro tutti. E poi proseguono le battaglie su autonomia, sicurezza, flat tax e pensioni. Questo dimostra che se lavoriamo anziché fare polemiche sui giornali, i risultati arrivano”. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini, intervistato dal quotidiano La Verità.

Salvini glissa nella risposta alla domanda sul possibile ingresso dell’ex presidente del Veneto, Luca Zaia, nella nuova squadra di vertice che sarà varata in occasione del congresso straordinario del Carroccio: “La Lega – rivendica il vicepremier – ha una squadra di amministratori straordinaria, di cui vado orgoglioso. Il congresso serve proprio a confrontarci e decidere insieme quale Lega costruire per i prossimi anni. Mi interessa mettere insieme le persone migliori e valorizzare amministratori e territori. Come per Milano, dove abbiamo lanciato la candidatura Silvia Sardone, miglior sindaco per la città. Come ho detto a Pontida, voglio unità, non divisioni”.