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Carburanti, anche Q8 Italia mette tetto ai prezzi per 30 giorni

Roma, 29 set. (askanews) – Anche Q8 Italia mette un tetto ai prezzi dei carburanti, per 30 giorni, a partire dal primo ottobre.

“In un contesto caratterizzato da rilevanti crisi geopolitiche e da significative tensioni sui prezzi dei carburanti, Q8 Italia – recita un comunicato del gruppo -, accogliendo l’invito del governo italiano, applicherà un price cap sulla benzina e sul gasolio, confermando il proprio impegno a sostegno dei consumatori”.

“Il price cap – prosegue – avrà durata di 30 giorni a partire dal 1 ottobre ed è volto a generare benefici tangibili per gli automobilisti. Il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell’azienda. La Q8 Italia supporterà opportunamente i gestori ed i partner per garantire la sostenibilità economica dell’intera filiera”.

“Una decisione coerente con il comportamento responsabile concretamente adottato dall’azienda anche negli ultimi mesi – prosegue Q8 -, orientato alla tutela dei consumatori e al mantenimento della propria competitività”.

“In un momento particolarmente delicato per il sistema energetico, caratterizzato da un’imprevedibile volatilità del mercato internazionale, e per i consumatori – conclude la nota -, Q8 Italia rinnova, quindi, il proprio impegno a fare la propria parte, coniugando attenzione ai prezzi, investimenti industriali, innovazione e responsabilità sociale”.

Carburanti, si limano i prezzi con i tetti decisi da alcuni gruppi

Roma, 29 set. (askanews) – Si limano i prezzi dei carburanti sulla rete strada italiana, mentre da ieri hanno iniziato a entrare in vigore i tetti decisi da alcuni dei maggiori gruppi, quali Eni e IP, e mentre il governo discute di operazioni analoghe con altri distributori.

Per oggi,in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi, il ministero delle Imprese e del Made in Italy riporta un prezzo medio dei carburanti in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale pari a 2,126 euro/l per la benzina e 2,335 euro/l per il gasolio. Ieri era stato rilevato 2,152 euro/l per la benzina e 2,369 euro/l per il gasolio.

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,180 euro/l per la benzina e 2,383 euro/l per il gasolio, a fronte, rispettivamente, di un prezzo medio self di 2,214 euro/l per la benzina e 2,420 euro/l per il gasolio riportati ieri.

Alta pressione per l’avvio di ottobre: valori diurni fino a 29-31°C

Roma, 29 set. (askanews) – La nuova settimana, che segnerà il passaggio al mese di ottobre nella giornata di giovedì 1, si aprirà all’insegna di un tempo stabile e con temperature superiori alla media. L’alta pressione posizionata sul Mediterraneo ostacolerà il transito dei sistemi perturbati. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, precisa che i valori diurni si manterranno elevati, sopra la media del periodo. Le temperature massime raggiungeranno i 30°C nelle zone interne di Toscana, Umbria e Campania, oltre che nelle aree interne della Sardegna. A Oristano il termometro potrà toccare i 31°C.

Il tempo sarà soleggiato su gran parte delle regioni centro-meridionali e sulle Isole Maggiori almeno fino al fine settimana. L’unica eccezione riguarderà il Nord-Ovest, dove il passaggio di aria più umida porterà nuvolosità e qualche debole pioggia isolata, limitata quasi esclusivamente alle Alpi occidentali. Altrove il sole sarà dominante, in attesa di un possibile cambiamento che potrebbe presentarsi solo nel corso della prossima settimana.

Se di giorno le temperature si manterranno elevate, di notte il termometro scenderà in maniera importante a causa dell”assenza di nuvole che favorirà il raffreddamento dopo il tramonto. Nelle città di montagna i termometri scenderanno fino a 8-9°C, in pianura si assesteranno mediamente sui 13-15°C circa.

Mentre in Italia lo scenario meteorologico risulta particolarmente tranquillo, oltre confine è presente una configurazione globale particolare: nell’Oceano Atlantico non si è ancora visto un uragano in tutta la stagione: non si registrava la totale assenza di uragani in questo periodo da 112 anni. Sul Pacifico, invece, ne figurano contemporaneamente quattro attivi. Questa dinamica potrebbe rappresentare una risposta diretta al fenomeno dell’El Niño, che tende a inibire lo sviluppo dei sistemi tropicali in Atlantico favorendone al contempo la formazione nel bacino pacifico.

Hormuz, l’Iran attende per oggi risposta formale dagli Usa

Roma, 29 set. (askanews) – L’Iran attende per oggi una risposta formale dagli Stati Uniti alla proposta di Teheran riguardante l’apertura dello Stretto di Hormuz: lo ha affermato il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, le cui dichiarazioni sono state riportate dai dai media iraniani.Gli intermediari del Qatar “hanno presentato delle idee e le abbiamo discusse; si apprestano a sottoporre nuovamente la questione alla parte americana, dopodiché ci verrà comunicata la risposta definitiva degli Stati Uniti”, aveva spiegato ieri Araghchi.

“Il Qatar auspica che ciò avvenga entro domani” ha dichiarato il capo della diplomazia iraniana, attualmente a New York dove ha partecipato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Navi russe attraversano per la prima volta Stretto di Shokalsky

Roma, 29 set. (askanews) – Navi della Flotta del Nord russa hanno attraversato per la prima volta nella storia della Marina russa lo Stretto di Shokalsky, nell’Artico. Lo ha riferito la stessa Flotta del Nord.

“Un distaccamento di navi da guerra e unità di supporto della Flotta del Nord, al comando del vice comandante della Flotta del Nord, vice ammiraglio Oleg Golubev, ha attraversato lo Stretto di Shokalsky, che separa l’isola della Rivoluzione d’Ottobre dall’isola Bolshevik nell’arcipelago di Severnaya Zemlya, ed è entrato nelle acque del Mare di Kara per la prima volta nella storia della Marina russa”, si legge nella nota.

Durante il transito è stato disposto un allarme addestrativo a bordo delle navi per aumentare il livello di prontezza al combattimento. La ricognizione dei ghiacci è stata effettuata con un elicottero Ka-29 decollato dalla nave pattuglia rompighiaccio Ivan Papanin.

La Flotta del Nord ha riferito che durante l’attraversamento sono state incontrate condizioni particolarmente difficili a causa dei ghiacci. Gli equipaggi hanno garantito la sicurezza della navigazione modificando rotta e velocità per evitare gli iceberg.

“Durante il transito, il personale della Flotta del Nord ha valutato l’idoneità della nuova area operativa alle attività delle navi della Marina russa”, ha aggiunto il comando.

Papa Leone XIV: «Non si può parlare dell’Europa senza menzionare il cristianesimo»

[…] È sempre difficile dare una definizione d’Europa, sia per il presente che per il passato. L’Europa, infatti, ha gradualmente preso coscienza di sé nelle epoche storiche della civiltà ellenistica, dell’Impero romano, e poi della diffusione del cristianesimo, integrando, nel corso del tempo, nuove culture come, tra le altre, quelle germaniche e slave, fino a comprendere regioni sempre più vaste.

L’Europa va intesa, quindi, come una realtà culturale e storica ancor prima d’essere una realtà geografica. Nel corso dei secoli, ha assunto nuovi confini e nuove definizioni, attraversando periodi di crescita, profonde crisi e nuove rinascite. Una costante che si può notare nel suo lungo e turbolento percorso storico risiede nel fatto che l’Europa si è sviluppata ed è progredita quando è stata capace di elaborare gli aspetti positivi del suo passato, e riproponendoli in forme nuove e creative grazie all’incontro con l’altro. La civiltà europea è infatti anche frutto di incontri secolari, anche se non sempre facili. Basta pensare alla presenza della cultura araba nella penisola iberica, o alla proiezione del “Vecchio Continente” nel “Nuovo Mondo”, che ha generato, talvolta dolorosamente, nuove sintesi sul continente americano.

Per capire questa lunga storia, tuttavia, non si può tacere di un altro Padre dell’Europa: san Benedetto, che il santo Papa Paolo VI proclamò patrono d’Europa nel 1964, definendolo «messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà». L’aiuto ai poveri, ai malati, agli anziani; l’educazione dei bambini e le università; gli ospedali e la medicina; l’architettura e l’ingegneria; lo sviluppo delle scienze; il diritto e l’organizzazione delle città e degli stessi Stati: tanti ambiti, in Europa, sono stati profondamente influenzati da san Benedetto e dai suoi monaci! Senza questa coltivazione monastica, la civiltà europea così come la conosciamo non esisterebbe. Qui, a Metz, grazie all’opera, tra gli altri, di san Crodegango, si respirava uno spirito benedettino di fraternità, comunione e condivisione. È da qui che il canto gregoriano si è diffuso nei territori carolingi, portando armonia e bellezza in tutto il continente.

Non si può quindi parlare dell’Europa senza menzionare il cristianesimo. Robert Schuman ne era ben consapevole quando affermava: «Il cristianesimo ha insegnato l’uguaglianza di natura di tutti gli uomini, figli dello stesso Dio, redenti dallo stesso Cristo, senza distinzione di razza, colore, classe o professione. Ha fatto riconoscere la dignità del lavoro e l’obbligo, per tutti, di impegnarvisi. Ha riconosciuto il primato dei valori interiori che, soli, nobilitano l’uomo. La legge universale dell’amore e della carità ha fatto di ogni uomo il nostro prossimo, ed è su di essa che da allora si basano le relazioni sociali nel mondo cristiano».

Un altro Padre fondatore dell’Europa contemporanea, Alcide De Gasperi, gli fa eco mettendo l’accento sul «retaggio comune europeo», cioè «quella morale unitaria che esalta la figura e la responsabilità della persona umana col suo fermento di fraternità evangelica, col suo culto del diritto ereditato dagli antichi, col suo culto della bellezza affinatosi attraverso i secoli, con la sua volontà di verità e di giustizia acuita da un’esperienza millenaria».

Anziché essere un criterio confessionale esclusivo, il riferimento al debito della cultura europea verso il cristianesimo permette di comprendere meglio quanto l’apertura al trascendente sia sempre una dimensione costitutiva della persona umana e una fonte viva di civilizzazione.

 

Per leggere la versione integrale del discorso del Papa clicca qui

https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/september/documents/20260928-francia-radici-europa.html

L’Argentina intima agli inglesi lo stop alle esplorazioni petrolifere alle Malvine

Roma, 29 set. (askanews) – Il governo argentino ha dato al Regno unito due settimane di tempo per interrompere qualsiasi progetto di esplorazione o sfruttamento di idrocarburi nelle isole Malvine (Falkland), occupate da Londra dal 1833 e rivendicate da Buenos Aires come parte della piattaforma continentale argentina.

“La Repubblica argentina ha intimato al Regno unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord di adottare entro due settimane le misure necessarie per impedire l’avvio o la prosecuzione delle attività destinate allo sfruttamento delle risorse di idrocarburi nelle isole Malvine”, ha riferito l’ufficio del presidente Javier Milei in un comunicato.

L’esecutivo ha inoltre incaricato il ministero degli Esteri e i propri uffici legali di avviare la procedura arbitrale prevista dall’Allegato VII della Convenzione delle Nazioni unite sul diritto del mare.

L’iniziativa punta a fermare il progetto Sea Lion nel bacino settentrionale dell’arcipelago e a impedire altre iniziative considerate da Buenos Aires suscettibili di aggravare la controversia, compreso il rilascio di nuove autorizzazioni britanniche per lo sfruttamento petrolifero.

Il governo argentino ha richiamato la risoluzione 2065 dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, che riconosce l’esistenza di una disputa sulla sovranità e invita Argentina e Regno unito a riprendere i negoziati bilaterali, oltre alla risoluzione 31/49, che chiede alle parti di astenersi dall’introdurre modifiche unilaterali finché la controversia resta aperta.

“Lo sfruttamento unilaterale delle risorse naturali delle isole Malvine, Georgia del Sud e Sandwich del Sud e degli spazi marittimi circostanti è contrario al diritto internazionale e produce un danno irreversibile e irreparabile ai diritti sovrani della Repubblica argentina”, ha affermato l’ufficio presidenziale.

Buenos Aires ha inoltre respinto la definizione britannica delle Malvine come “territorio britannico d’oltremare” e il referendum organizzato nell’arcipelago nel 2013, sostenendo che non modifica “né l’esistenza né l’oggetto della controversia riconosciuta dalle Nazioni unite”.

Il governo argentino ha infine annunciato sanzioni e denunce penali contro la società Thales UK Limited per uno spostamento dalle Malvine alla località cilena di Punta Arenas che, secondo Buenos Aires, sarebbe avvenuto senza la necessaria autorizzazione argentina.

“L’Argentina non resterà a guardare e continuerà a difendere con fermezza i propri diritti sovrani, utilizzando tutti gli strumenti diplomatici, amministrativi e giuridici riconosciuti dal diritto nazionale e internazionale”, conclude il comunicato.

La disputa sulle Falkland/Malvine sfociò nel 1982 in una guerra tra Argentina e Regno unito, conclusasi il 14 giugno con la sconfitta argentina e quasi 1.000 morti complessivi. Buenos Aires e Londra ristabilirono le relazioni diplomatiche nel febbraio 1990.

Popolari, divisi si diventa irrilevanti

Inutile girarci attorno. Quando una comunità politica e culturale come quella cattolico-popolare e cattolico-sociale, che è ancora fortemente identitaria ma senza alcuna deviazione clericale o confessionale, si frantuma e si divide, getta le condizioni per la sua irrilevanza politica e progettuale. Anche se, va pur riconosciuto, non viene meno l’impegno politico, culturale, programmatico ed organizzativo nei vari partiti e nelle rispettive coalizioni, a sottolineare le ragioni di questa presenza.

 

La marginalità dei Popolari

Del resto, è sotto gli occhi di tutti. Il ruolo, la funzione e la stessa “mission” dei Popolari in questi ultimi anni si sono progressivamente impoveriti al punto da diventare del tutto marginali. Certo, la causa principale è anche dovuta al fatto che sono scomparsi i partiti come centri di elaborazione culturale e di progettualità politica, sostituiti da grigi cartelli elettorali e, al contempo, da strumenti nelle mani dei rispettivi capi. Gli ormai famosi “partiti personali” o “partiti del capo”. Per non parlare dei “partiti proprietari”.

Ma, comunque sia, in tutte queste versioni il contributo e il ruolo dei Popolari si sono sostanzialmente dissolti. Per svariate motivazioni sulle quali non è neanche opportuno soffermarsi ulteriormente.

 

Un medesimo ceppo culturale

Ora, però, c’è un dato di fondo – ed è l’unico – che merita di essere approfondito. E cioè: i Popolari, proprio perché provengono dal medesimo ceppo culturale, ideale, valoriale e storico, non possono procedere in ordine sparso, accampandosi in partiti che hanno altre ragioni culturali e che, soprattutto, sono politicamente persino platealmente alternativi rispetto al pensiero e alla storia del popolarismo di ispirazione cristiana.

Non è un caso, del resto, se nel principale partito della sinistra italiana – cioè il Pd – è ritornata di moda l’esperienza dei “cattolici indipendenti di sinistra” eletti nel Pci negli anni ’70 e ’80 al Parlamento italiano. Una esperienza, seppur gloriosa ed importante, che aveva però un solo limite. E cioè: si trattava di personalità del mondo e dell’area cattolica che non potevano affatto condizionare il progetto politico complessivo del partito che li aveva gentilmente “ospitati” nelle proprie liste.

Mutatis mutandis, è lo stesso ruolo che viene riservato ai “cattolici professionisti”, per dirla con una felice ed antica espressione di Mino Martinazzoli, dei Delrio di turno nella stagione politica contemporanea nel Partito democratico a guida Schlein. E, specularmente, anche nei partiti di centrodestra non si va oltre la mera e protocollare presenza testimoniale. Politicamente irrilevante, culturalmente inconsistente e programmaticamente impercettibile.

 

Lo spazio centrista e riformista

L’unico spazio, concreto e tangibile, dove gli eredi del popolarismo di ispirazione cristiana e del cattolicesimo sociale potrebbero svolgere un ruolo politico significativo continua ad essere il campo centrista e riformista. Ma, anche su questo versante, non in ordine sparso o sbriciolati in mille rivoli.

Perché se anche nei partiti o nelle rispettive coalizioni di orientamento centrista i cattolici popolari e i cattolici sociali trovano il modo per spaccarsi in mille schegge, è poi perfettamente inutile lamentarsi della loro sostanziale inconsistenza politica, culturale, progettuale e soprattutto programmatica.

 

La necessità della ricomposizione

Al riguardo, e per essere chiaro sino in fondo, nessuno mette in discussione che anche e soprattutto nella galassia cattolica esista una pluralità di accenti, di sensibilità e di sfumature. Ma il compito principale, e quasi esclusivo, di chi ritiene ancora utile una presenza pubblica dei cattolici popolari e dei cattolici sociali nella cittadella politica italiana è proprio quello di favorire adesso una vera e propria “ricomposizione” politica ed organizzativa di questo mondo variegato e molto articolato.

L’alternativa, come tutti ben sappiamo, è una sola. E cioè: prendere atto che una storica tradizione ideale, un qualificato e sempre attuale e moderno filone di pensiero e una rete organizzativa ancora fortemente radicata nel tessuto sociale sono destinati a guardare la partita politica dagli spalti.

Sarebbe un triste e misero epilogo per la stessa esperienza storica dei cattolici impegnati in politica nel nostro Paese.

I dilemmi di un’economia che esclude

Nel 1938, nell’America del New Deal di Roosevelt, la Carnegie Foundation incarica un economista svedese, allora quarantenne, di condurre una ricerca sulla discriminazione razziale negli Stati Uniti. Il lavoro dura quattro anni (conosce varie interruzioni) e dà luogo a un volume che ha per titolo An American Dilemma: The Negro Problem and Modern Democracy (1944). Il libro — oltre mille pagine, espressione di un collettivo in cui spiccano l’economista Richard Sterner e la sociologa Arnold Rose — diventa un classico, tanto da essere citato in una nota a pie’ di pagina dalla Corte suprema nella storica sentenza Brown vs. Board of Education (1954), che all’unanimità dichiara incostituzionale la segregazione razziale nelle scuole pubbliche. Ci vorranno altri dieci anni prima di arrivare al Civil Rights Act (1964), che dichiara illegale la discriminazione e la segregazione.

Quell’economista svedese si chiama Karl Gunnar Myrdal. È nato nel 1898 nel villaggio di Skattungbyn, nella Svezia centrale e rurale, primo di quattro figli di un costruttore edile e proprietario terriero, Carl Adolf Pettersson, e di sua moglie Anna Sofia, née Karlsson. Nel 1914, nell’ambito della politica volta a superare l’elevata frequenza dei patronimici (come Pettersson), il padre ha cambiato il cognome dei figli in Myrdal (originariamente Myrdahl), con riferimento alla fattoria dei suoi antenati (alla lettera: myr, palude; dahl, valle). Nel 1919 Gunnar ha conosciuto Alva Reimer, che nel 1923 è diventata sua moglie e da cui ha avuto tre figli: Jan (1927), Sissela (1934), Kaj (1936). Si è laureato in legge all’Università di Stoccolma nel 1924. Si è poi indirizzato agli studi economici e — sotto la guida di Gustav Cassel e l’influenza di Knut Wicksell, i maestri della scuola di Stoccolma — ha completato la sua dissertazione di dottorato sui meccanismi di formazione dei prezzi. Dal 1927 insegna economia politica e dal 1933 tiene la cattedra di economia politica e scienza delle finanze già di Cassel.

Nel 1930 esce il suo primo libro: il titolo, alla lettera, è Scienza e politica nell’economia nazionale, ma è meglio noto (dal titolo della traduzione tedesca, 1932) come L’elemento politico nella formazione della teoria economica. Inizia a ragionare sulla ineliminabile soggettività di ogni ricerca, a partire dalle domande che il ricercatore pone, e sul suo carattere normativo spesso nascosto. Ha visitato per la prima volta gli Stati Uniti con Alva nel 1929-1930. Ha visto gli effetti della Grande crisi del 1929 e negli anni Trenta ha collaborato con il governo socialdemocratico svedese alla costruzione di una politica finanziaria e fiscale coerente con i nuovi obiettivi sociali e di welfare, specialmente nel campo delle politiche abitative, della famiglia e della popolazione. Alla rivoluzione keynesiana — che, nella considerazione del ruolo delle aspettative, gli economisti scandinavi avevano in parte anticipato — e a quella rooseveltiana si affianca, pur nelle differenze teoriche, quella svedese. Segno dei suoi rapporti, nel 1938 Myrdal riceve una laurea honoris causa dall’Università di Harvard, la prima di oltre trenta. È questo, dunque, l’economista che nel 1938 riceve l’incarico dalla Carnegie Foundation (sulla sua vita e le sue idee: cfr. William Barber, Gunnar Myrdal: An Intellectual Biography, New York, 2007 e, più recentemente, Claes Berg, Gunnar Myrdal. A Life of Many Dilemmas, 2025).

An American Dilemma — nella stesura del quale è in contatto con la first lady Eleanor Roosevelt, assai sensibile al tema, e con il suo entourage — non è un libro sulla discriminazione in sé, ma «uno studio sulla società americana dal punto di vista del gruppo più svantaggiato» (sono parole di Myrdal). Questo cambiamento di prospettiva è fondamentale. Non una economia dal lato del potere, ma dal lato degli esclusi. La chiave di volta è nel concetto, da lui via via perfezionato, di “causazione circolare cumulativa”, che mette in discussione l’esistenza di quelle forze che automaticamente e spontaneamente consentirebbero al sistema economico di ritornare in una condizione di equilibrio. Al contrario in un sistema gli effetti si accumulano, si propagano, si rinforzano gli uni con gli altri per retroazione, generando circoli che possono essere virtuosi o viziosi. Il ruolo dello Stato consiste nel contrastare gli squilibri che le forze di mercato, lasciate a se stesse, accrescono e acuiscono.

La disoccupazione, l’emarginazione, la povertà non sono una calamità naturale, né una condanna o un vizio, di cui la politica può disinteressarsi: esse hanno delle cause che possono essere conosciute e contrastate. Il fatto è che dalla povertà educativa, economica e sociale nasce — per effetto della «causazione circolare cumulativa» — ulteriore povertà educativa, economica e sociale. La discriminazione genera povertà e questa a sua volta pregiudizi, che rafforzano la discriminazione.

Il dilemma di cui al titolo consiste nel fatto che alle aspirazioni e alle enunciazioni di eguaglianza e libertà (come nella Dichiarazione di Indipendenza del 1776) corrispondono scarsi risultati pratici che finiscono per minare le basi della democrazia, che non realizza a pieno le sue promesse, e dell’economia, che non realizza il suo potenziale. Le diseguaglianze rallentano la crescita economica a causa di effetti sia reali sia psicologici. L’economia è sempre economia politica.

Non esistono per Myrdal problemi economici: esistono solo problemi, come risultato di un intreccio di fattori culturali, economici, istituzionali, politici, sociali. Pur avendo egli in gioventù partecipato, nell’ambito degli approcci allora dominanti, agli sforzi di matematizzazione dell’economia (inclusa la nascita della Econometric Society), egli perviene — per il contatto con il New Deal di Roosevelt e con la scuola istituzionalista americana, anzitutto John Rogers Commons e la “scuola del Wisconsin”, la cui università aveva visitato nel 1930, ma anche per le vie autonome e originali della scuola svedese — all’idea di una economia istituzionale aperta alle altre scienze: necessaria per discutere e affrontare il problema della distribuzione dei redditi e delle ricchezze e, più in generale, quello delle diseguaglianze, che non può essere affrontato in termini angustamente economici.

La sua economia è meno una scienza formale e più un’arte medico-pratica che considera il contesto e che non offre rimedi precostituiti indipendentemente da esso. Egli ha abbandonato ogni pretesa di obiettività, ma non di serietà: il fatto è che le premesse di valore contano e devono essere esplicitate e discusse, anche criticamente, giacché l’economia è una scienza sociale le cui risposte non sono definitive: «La mia critica all’establishment economico è che, mentre pretende di ragionare in modo esatto, preciso e rigoroso, mostra spesso una noncuranza sistematica nei presupposti e nei concetti, che troppo spesso sono logicamente incoerenti e inadeguati alla realtà» (Gunnar Myrdal, Against the Stream: Critical Essays in Economics, 1972 traduzione italiana Controcorrente, 1975). È stato detto che egli preferiva «essere vagamente nel giusto piuttosto che precisamente nell’errore» (Paul Streeten, The Cheerful Pessimist: Gunnar Myrdal the dissenter (1898-1987), «World Development», March 1998). Il detto, attribuito a Keynes, è del logico inglese Carveth Read.

Dopo American Dilemma, e dopo la fine della guerra, gli si aprono le porte e le vie delle istituzioni, della politica e della scienza ai massimi livelli. È nel Consiglio della Banca centrale di Svezia (1944-1945), membro dell’Accademia Reale delle Scienze (1945), ministro delle Attività produttive e del commercio estero (1945-1947) nel governo Hansson e nella prima parte del primo governo Erlander. Nel 1947 riceve la medaglia Söderstrom dell’Accademia Reale delle Scienze, antesignana del premio Nobel per l’Economia allora non ancora istituito: medaglia attribuita prima di lui a Keynes nel 1939 e dopo di lui — e per suo diretto interessamento — a Piero Sraffa nel 1961.

Nel 1947 è nominato segretario esecutivo della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (Unece), con sede a Ginevra, dove è impegnato negli sforzi per la ricostruzione dell’economia europea tutta e per la ripresa dei rapporti tra l’Est e l’Ovest (cfr. Daniel Stinsky, A Bridge Between East and West? Gunnar Myrdal and the UN Economic Commission for Europe, 1947-1957, in M. Christian, S. Kott, O. Matejka (a cura di), Planning in Cold War Europe: Competition, Cooperation, Circulations (1950s-1970s), Berlin, Boston, 2018). È legato da antica amicizia e profonda stima al connazionale Dag Hammarskjöld, che nel 1953 diventa segretario generale dell’Onu.

Nel 1955 è al Cairo su invito della National Bank of Egypt. Vi svolge una serie di lezioni da cui nasce, nel 1957, il suo Economic Theory and Underdeveloped Regions (trad. it. Teoria economica e paesi sottosviluppati, 1966). Il concetto di «causazione circolare cumulativa» viene ora applicato al contesto internazionale e alle diseguaglianze tra aree e paesi. Vi sono effetti di drenaggio di risorse (backwash effect) dalle aree avanzate a quelle meno avanzate, ma anche effetti di diffusione (spread effect). Il compito della politica, anche internazionale, è mitigare i primi e incoraggiare i secondi.

Diventa uno degli araldi dell’economia dello sviluppo (development economics). Le sue idee vengono prese in considerazione per affrontare i divari tra diverse aree del mondo e tra diversi territori di un paese. Da una conversazione con Myrdal, per esempio, nasce nella Svimez — impegnata negli anni Cinquanta nella costruzione dello Schema Vanoni — l’idea del rimboschimento come elemento regolatore del processo di sviluppo, capace, insieme al reddito, di aumentare l’occupazione.

Al termine del mandato all’Unece, nel 1957, tiene una lezione su Economic Nationalism and Internationalism nell’ambito delle Dyason Lectures dello Australasian Association for the History, Philosophy and Social Studies of Science. Rileva con preoccupazione e realismo il persistere delle forze della disgregazione internazionale e del nazionalismo economico, pur in una fase di intensa integrazione commerciale, e ribadisce che l’esistenza di istituzioni democratiche, incluso il welfare state, sono fondamentali per reggere dall’interno l’impatto della competizione con l’estero.

Alla fine degli anni Sessanta esce il monumentale Asian Drama: An Inquiry into the Poverty of Nations (New York, 1968), un’ampia indagine empirica che, echeggiando e rovesciando nel titolo il capolavoro del padre dell’economia moderna, Adam Smith, analizza le cause della povertà di undici paesi asiatici, dall’India all’Indonesia. Insiste sugli investimenti sociali, dall’istruzione alla sanità. Si spinge alla considerazione dei problemi nuovi dell’economia e nel 1972 tiene una conferenza sull’ambiente nella prospettiva di una maggiore, per quanto difficile, cooperazione internazionale (cfr. Gunnar Myrdal, Economics of an Improved Environment, «World Development», February 1973), poi ripubblicata in un volume collettaneo dall’efficace titolo: Who Speaks for Earth? (1973). Il saggio si conclude con una luminosa “professione di fede”: «La fede di uno scienziato è che una ricerca realistica che porti a una vera conoscenza è sempre e dovunque proficua, mentre le illusioni opportunistiche sono dannose. Senza questa fede, che rappresenta uno degli a priori a tutti i suoi sforzi (…) non vi sarebbero incentivi alla fatica (…). L’economia è una scienza morale, cosa che i nostri predecessori hanno riconosciuto in linea di principio, benché con logica difettosa, cento e duecento anni fa, ma che ora per lo più si dimentica». Il dilemma è dietro ogni scelta.

Nel 1974 riceve, contemporaneamente e separatamente da Friedrich von Hayek, il premio Nobel per l’Economia: «Per i loro studi sulla teoria della moneta e le fluttuazioni economiche e per le loro penetranti analisi sulla interdipendenza dei fenomeni economici, istituzionali e sociali». È la consacrazione finale. Eppure, né il 1974 (anno dell’attribuzione del Nobel) né il 1944 (anno della pubblicazione di An American Dilemma) possono sul piano personale competere con il 1919, anno in cui ha conosciuto la futura moglie Alva, nata nel 1902 e di lui più giovane di quattro anni.

Co-autrice di diversi lavori con il marito, esperta di pedagogia, psicologia e sociologia (riceverà una dozzina di lauree honoris causa), presidente della sezione di scienze sociali dell’Unesco (1950-1955), ambasciatrice in India (1955-1956), parlamentare, delegata alla Conferenza Onu sul disarmo (1962-1973), ministro per gli Affari religiosi (1966-1973), nel 1982 anche ad Alva è assegnato un premio Nobel, quello per la Pace. C’è un precedente. Anche Pierre e Marie Curie avevano infatti ricevuto il Premio Nobel in due discipline diverse: giacché dopo aver vinto, insieme, quello per la fisica (1903), Marie lo aveva vinto anche per la chimica (1911). Il fatto singolare è piuttosto che in Alva e Gunnar Myrdal l’economia e la pace idealmente si ritrovano e si ricongiungono, l’una al servizio dell’altra. Non come astratti enunciati, ma come scienze pratiche orientate al benessere concreto delle persone.

Il 29 ottobre 1929, il martedì nero di Wall Street, Myrdal aveva inviato al maestro Gustav Cassel una lettera da New York: «Vorrei lavorare su qualcosa che abbia una più diretta connessione con la vita delle persone. Perciò, per il resto della mia vita non me ne starò seduto a pensare a che cosa intendessero per “valore” Malthus o Ricardo, ma nondimeno sono felice di averlo fatto in passato». La connessione con le persone: per andare al di là dei dilemmi dell’economia.

La strada: la Roma “popolare” e quella politica

San Basilio, la prima scuola

Per chi non conosce Roma, il quartiere di San Basilio è stretto fra la Nomentana e la Tiburtina, dove la città è costretta a seguire la curva del Grande Raccordo Anulare. È uno spicchio della periferia nord-est della Capitale fatto di case popolari (costruite con l’espansione edilizia pianificata negli anni Sessanta), dove oggi vivono circa trentamila persone. I condomini dei piani Fanfani e il muraglione del carcere di Rebibbia distano, in linea d’aria, una manciata di chilometri dai Palazzi del potere. Eppure, in una città come Roma, la contrapposizione fra centro e periferia è umana prima ancora che geografica. Riguarda le possibilità che si hanno (o non si hanno) e il modo in cui si legge la realtà.

È in questo contesto che si muove Pietro, il protagonista del romanzo La strada (edito da Piemme), “liberamente ispirato” alla vita dell’autore, Augusto Rubei. Eppure è difficile non riconoscere nelle parole, nei gesti, perfino nel piglio del giovane protagonista, quelli del suo autore. Pietro si ribella alla sorte che il destino sembra aver scritto per lui; è alla ricerca costante di un’occasione per cambiare vita. Così la strada diventa la sua prima scuola. Gli insegna a difendersi, a leggere il pericolo, a non fidarsi delle persone e delle apparenze. Ma gli insegna anche qualcosa di più importante e prezioso: che la salvezza, quando non te la consegna nessuno, devi andare a prendertela.

Rispetto ai suoi amici di borgata (dai nomignoli più improbabili), Pietro può vantare alcuni assi nella manica: la passione per la politica estera e per la scrittura, il gioco degli scacchi, il rispetto per l’avversario, che sembra uno slogan ma in realtà è un insegnamento materno. Quello, cioè, di non essere “forte con i deboli e debole con i forti”, bensì di avere un’attenzione verso chi soffre, in una generazione, quella del suo quartiere d’origine, inghiottita dalla paura, dal silenzio, dalla droga. Il papà è commerciante di formaggi (un “caciottaro”) con la rabbia e il sudore di chi si sveglia all’alba per stare dal produttore e, quando è appena giorno, è già a montare il banco al mercato rionale.

 

L’incontro con Gianfranco Astori

Poi arriva un bel giorno, che Pietro non dimenticherà più. Dopo uno stage di alcuni mesi presso l’agenzia Dire, ecco materializzarsi, finalmente, l’occasione tanto attesa: l’agenzia Asca. E qui è necessario aprire una parentesi sull’allora direttore dell’agenzia, un “grande maestro” a giudizio dell’autore e di chi scrive. Gianfranco Astori insegna a Pietro l’importanza di coltivare le relazioni, un certo modo sabaudo di stare al mondo, quasi una “postura” istituzionale.

Il direttore si rivela prezioso nell’allevare una generazione di giovani giornalisti (o aspiranti tali) e nell’educarli a una professionalità valoriale ben definita. In altre parole, non si trattava di “morire democristiani”, come si diceva (ironicamente) ai tempi dell’agenzia, bensì di acquisire un bagaglio di conoscenze e di esperienze che andassero ben al di là della professione giornalistica.

 

Minoli, Letta e la lezione del potere

Un altro maestro importante nella vita del protagonista è Giovanni Minoli. Il grande giornalista ideatore di Mixer trasmette a Pietro il dono della sintesi: vale a dire comunicare l’essenziale, solo l’essenziale ma tutto l’essenziale. Un terzo maestro è Gianni Letta, vale a dire l’educazione del Potere (quello vero), che c’è ma non si vede.

Ed è proprio la professione giornalistica che, un altro bel giorno, dischiude a Pietro le porte dei Palazzi del potere romano. La qualifica di spin doctor nella campagna elettorale al Campidoglio di Virginia Raggi nel 2016 rappresenta, in un certo senso, uno spartiacque. Da lì in poi è un crescendo rossiniano: collaborazioni istituzionali con la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, e di nuovo alla Farnesina (il suo luogo d’elezione) con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

In conclusione, il messaggio – potente e ben veicolato – del romanzo è che tutti possono percorrere un cammino di salvezza e di riscatto. Se ci sono riuscito io, sembra dirci Pietro, allora possono riuscirci tutti.

 

Per saperne di più

La strada (Piemme) è il romanzo d’esordio di Augusto Rubei, giornalista ed esperto di geopolitica. Il volume sarà presentato alla Galleria Alberto Sordi di Roma martedì 29 settembre alle ore 18.30, in un dialogo fra l’autore e Fiorenza Sarzanini, condirettrice del Corriere della Sera.

OpenAI ferma il lancio del nuovo modello per problemi di sicurezza

Roma, 29 set. (askanews) – OpenAI ha rinunciato al lancio del suo nuovo modello avanzato di intelligenza artificiale GPT-6.1 Astra dopo che i test interni hanno evidenziato comportamenti considerati problematici, tra cui tentativi di ingannare gli utenti e l’utilizzo di strumenti e servizi esterni senza autorizzazione. La decisione rappresenta uno dei casi più evidenti in cui problemi di sicurezza legati al comportamento autonomo degli agenti di Ia hanno rallentato il lancio di un nuovo modello.

GPT-6.1 Astra avrebbe dovuto debuttare a ottobre, nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. Secondo il Wall Street Journal, il modello era più capace delle versioni precedenti nello svolgimento autonomo di compiti complessi dall’inizio alla fine e nella scrittura, ma OpenAI ha deciso di non renderlo disponibile al pubblico.

Saachi Jain, responsabile dei sistemi di sicurezza di OpenAI, ha spiegato che GPT-6.1 Astra ha mostrato un peggioramento rispetto al predecessore GPT-6 Astra in due aree legate all’allineamento, cioè alla capacità del modello di comportarsi secondo le aspettative e le istruzioni umane.

Il primo problema riguarda la capacità del modello di essere trasparente sulle proprie azioni. GPT-6.1 Astra ha mostrato livelli più elevati di comportamento ingannevole e non ha sempre comunicato correttamente agli utenti ciò che aveva fatto o non aveva fatto.

Il secondo riguarda quella che OpenAI definisce “autorizzazione dell’ambito operativo”: il modello tendeva talvolta a proseguire nell’esecuzione di un compito senza chiedere il permesso dell’utente e a utilizzare strumenti o servizi esterni anche in situazioni potenzialmente non sicure.

“Per tutto ciò che riguarda sicurezza e allineamento c’è un compromesso”, ha spiegato Jain. “Bisogna trovare il giusto equilibrio tra il rispetto dell’ambito autorizzato e l’evitare la pigrizia nel modo in cui il modello porta avanti i compiti anche quando incontra ostacoli”.

GPT-6.1 Astra aveva infatti mostrato progressi proprio nella riduzione della cosiddetta “pigrizia del modello”, cioè la tendenza dei sistemi di Ia a cercare scorciatoie o a interrompere prematuramente compiti complessi. Secondo Jain, tuttavia, non ha raggiunto gli standard fissati da OpenAI in materia di sicurezza e allineamento.

La società ha quindi deciso di concentrare il lavoro sul miglioramento della sicurezza delle future generazioni di modelli, che prevede saranno ancora più capaci. OpenAI intende utilizzare lo stesso modello di base di GPT-6.1 Astra per nuovi cicli di apprendimento per rinforzo e per sviluppare successive versioni della famiglia GPT-6.

L’azienda sta inoltre conducendo approfondimenti per individuare le cause dei problemi riscontrati, verificando tra l’altro che gli ambienti utilizzati per l’apprendimento per rinforzo premino effettivamente i comportamenti desiderati. L’analisi, ha precisato Jain, riguarderà comunque tutte le fasi dello sviluppo del modello.

La decisione arriva dopo una serie di incidenti legati agli agenti di Ia interni di OpenAI. Durante l’estate centinaia di agenti impegnati in un test di sicurezza informatica sono riusciti ad accedere alla piattaforma Hugging Face. Tecniche simili, anche se meno estese, sono state successivamente rilevate su siti del governo australiano e delle Nazioni unite.

La scorsa settimana OpenAI ha inoltre sospeso l’addestramento dei suoi modelli più capaci dopo che un agente di Ia era riuscito ad aggirare una limitazione all’accesso a Internet per interrogare un chatbot pubblico. Secondo la società, il nuovo sistema di monitoraggio ha individuato l’incidente entro 15 minuti. GPT-6.1 Astra non è coinvolto in questo episodio.

OpenAI ha introdotto nuovi sistemi di monitoraggio per individuare più rapidamente comportamenti anomali degli agenti e ha imposto agli ingegneri l’utilizzo di protezioni di sicurezza più rigide durante i test.

“Vogliamo assicurarci che lo sviluppo dei nostri modelli sia sicuro sia all’interno dell’azienda sia quando li distribuiamo agli utenti”, ha detto Jain. “Ma quando li mettiamo a disposizione degli utenti fissiamo una soglia estremamente elevata in materia di sicurezza e allineamento”.

La vicenda arriva mentre cresce anche l’attenzione politica sui rischi degli agenti di Ia. Una sottocommissione del Senato americano terrà nei prossimi giorni un’audizione dedicata agli attacchi condotti da sistemi di Ia autonomi. In Florida, il procuratore generale James Uthmeier ha inoltre avviato a giugno un’azione legale contro OpenAI sostenendo che la società avrebbe immesso sul mercato prodotti non sufficientemente sicuri.

OpenAI ha replicato che i governi hanno “un ruolo importante” nella definizione di standard di sicurezza solidi per l’Ia e si è detta pronta a collaborare con le autorità per sviluppare regole applicabili all’intero settore.

La salute non è un reel: dalla farmacia una risposta alla divulgazione mordi e fuggi

La salute corre sullo schermo

La salute oggi passa sempre più da uno schermo. Secondo il rapporto Assosalute-Censis, quasi un italiano su due (49,6%) utilizza già chatbot di intelligenza artificiale per cercare informazioni su piccoli disturbi e farmaci da banco, percentuale che supera il 70% tra i giovani. Il 37% degli utilizzatori, però, non verifica le risposte ottenute e il 37,9% degli italiani dichiara di essersi già imbattuto in fake news sulla salute. Non sorprende quindi che il 77,6% chieda informazioni sanitarie certificate.

La fame di divulgazione sanitaria è evidente anche sui social. In Italia farmacisti come Giacomo Pisano, “Il Socialmente Farmacista”, hanno costruito community da oltre 365 mila follower su Instagram; Jonathan Granatieri, “il farmacista di TikTok”, supera i 120 mila follower sulla piattaforma.

Il problema non è il digitale in sé, che rappresenta uno straordinario strumento di divulgazione, ma il rischio di trasformare contenuti necessariamente brevi e generalisti in indicazioni valide per tutti. Uno studio pubblicato nel 2025 su Studies in Health Technology and Informatics, analizzando 619 contenuti TikTok sulla cura del piede diabetico, ha classificato oltre il 42% delle indicazioni come false o prevalentemente false e potenzialmente dannose.

Quando il consiglio social diventa un rischio

Le conseguenze non sono soltanto teoriche. La rivista scientifica britannica Skin Health and Disease ha descritto nel 2025 due adolescenti che, affidandosi per mesi a routine anti-acne promosse da influencer su TikTok e ritardando la visita dermatologica, hanno sviluppato forme nodulo-cistiche così infiammate da richiedere corticosteroidi sistemici prima della terapia con isotretinoina.

E nel 2026 Toxicologie Analytique et Clinique ha riportato il caso di una donna di 31 anni che, seguendo il consiglio di un video social, si è somministrata tirzepatide per via intramuscolare anziché sottocutanea nel tentativo di prolungarne l’effetto e ridurre i costi. È arrivata all’osservazione medica con sintomi persistenti e acidosi metabolica.

Il farmacista come filtro competente

È proprio in questa contraddizione – tra l’enorme richiesta di informazioni sulla salute e la rapidità degli strumenti utilizzati per ottenerle – che il farmacista può svolgere un ruolo fondamentale. La facilità di accesso ai contenuti digitali, infatti, non sempre coincide con la loro attendibilità e rischia di favorire comportamenti inappropriati, soprattutto quando le informazioni vengono applicate senza il confronto con un professionista sanitario.

La divulgazione sanitaria non deve contrapporsi al digitale, ma utilizzarlo in modo responsabile, offrendo contenuti chiari, verificabili e fondati su evidenze scientifiche. Informare correttamente significa anche spiegare i limiti dell’automedicazione, promuovere un uso consapevole dei farmaci e aiutare le persone a riconoscere le situazioni nelle quali è necessario rivolgersi al medico.

La farmacia come spazio di educazione sanitaria

In questo scenario, la farmacia può diventare sempre più uno spazio di educazione sanitaria e di orientamento, non limitato alla dispensazione del farmaco. Il rapporto diretto con il cittadino consente al farmacista di chiarire dubbi, correggere informazioni inesatte e contrastare le false credenze che circolano online.

La vera sfida, dunque, non è scegliere tra informazione digitale e informazione tradizionale, ma costruire una divulgazione capace di coniugare rapidità, competenza e responsabilità. Perché, quando si parla di salute, un’informazione corretta non deve soltanto attirare l’attenzione: deve aiutare le persone a compiere scelte più consapevoli.

Calcio, Italia poker alla Turchia, vince 4-1 a Bursa

Roma, 28 set. (askanews) – L’Italia ritrova brillantezza e gol e supera 4-1 la Turchia a Bursa nella Nations League 2026-27. Gli Azzurri costruiscono il successo soprattutto nel primo tempo, chiuso sul 3-0, e nella ripresa controllano il ritorno dei padroni di casa dopo la rete di Yilmaz.

La squadra di Roberto Mancini parte forte e sblocca il risultato dopo appena otto minuti con Alessandro Bastoni. Il raddoppio arriva con Davide Frattesi, mentre Kayode firma il 3-0 prima dell’intervallo. Per il terzino è anche il primo gol in Nazionale.

La Turchia prova a riaprire la partita a inizio ripresa e al 47′ Yilmaz accorcia le distanze, sfruttando un cross dalla destra. L’Italia però reagisce immediatamente e al 50′ ristabilisce il margine di tre reti: Cambiaghi recupera e porta avanti l’azione, Tonali colpisce il palo e Pio Esposito è il più rapido sulla respinta per il 4-1.

Nella parte finale la Turchia prova a rientrare in partita, ma Donnarumma e la difesa azzurra controllano le iniziative di Arda Guler e compagni. Mancini inserisce Cambiaghi, poi Scamacca, Romano e Di Lorenzo per gestire le energie e accompagnare la squadra fino al termine.

Il successo arriva al termine di una gara nella quale l’Italia ha mostrato particolare efficacia nella prima frazione, segnando tre gol nei primi trenta minuti: non accadeva dalle qualificazioni mondiali contro la Lituania dell’8 settembre 2021.

Per Mancini è una vittoria significativa anche sul piano dei marcatori: Bastoni è il primo giocatore ad andare a segno nel secondo ciclo del commissario tecnico sulla panchina azzurra. Con lui diventano 37 i diversi marcatori dell’Italia nell’era Mancini, considerando entrambe le esperienze.

La Nazionale chiude così la serata di Bursa con una vittoria larga, nonostante il tentativo della Turchia di riaprire la gara nella ripresa.

Antisemitismo, appello Segre non basta, distanze immutate su ddl

Roma, 28 set. (askanews) – L’appello di Liliana Segre cade nel vuoto, tra centro-destra e ‘campo largo’ non c’è spazio di dialogo e il ddl anti-semitismo sembra destinato a passare in Parlamento con i voti contrari di Pd-M5s-Avs, con l’eccezione dei riformisti dem. La senatrice a vita si dice “incredula di fronte alle divisioni che si stanno manifestando sul ddl contro l’antisemitismo. Ci sono temi sui quali un paese civile dovrebbe ritrovarsi unito” e chiede un “voto unanime”, da un lato affermando che il testo in esame a suo giudizio “non presenta reali criticità” per quanto riguarda la libertà di critica verso il governo di Israele, ma dall’altro sollecita un atto di disponibilità da parte della maggioranza auspicando l’apertura anche a “inessenziali modifiche” se questo dovesse essere necessario per avere “un esito unitario”.

I due fronti, però, leggono l’appello ciascuno sottolineando la parte che legittima la propria posizione. Per Fdi il testo votato al Senato e ora all’esame della Camera è già “un’efficace sintesi tra i testi di maggioranza e opposizione, operando in costante dialogo con le associazioni”. Per Federico Mollicone le parole della senatrice sono un invito rivolto alla sinistra: “Auspichiamo che la posizione della Segre possa rappresentare un occhiale che risolva la miopia della sinistra e portare, dunque, un voto all’unanimità”.

Dal Pd la lettura è opposta, secondo Chiara Braga la destra deve raccogliere l’invito ad accettare una modifica del ddl: le parole della Segre, spiega, sono “uno stimolo per tutte le forze politiche. In particolare per la maggioranza, a cui torniamo a chiedere di aprire a una modifica del testo licenziato dal Senato, per chiarire che la libera critica alle politiche del governo dello Stato d’Israele non può essere considerata antisemitismo”.

Stessa linea di Avs e M5s. Per Piero Fassino, tra i ‘dissidenti’ Pd che lavorano per un sì al ddl, le parole della senatrice non vanno “strumentalizzate”. L’ex segretario Ds ha provato ancora per tutto il giorno a trovare una possibile mediazione tra i due fronti, ma a fine giornata le posizioni restano distanti. Così come restano le critiche della minoranza dem e mentre Emanuele Fiano dice esplicitamebnte di essere sempre più in difficoltà a rimanere nel Pd.

Regeni, Conte: ora Meloni ci dica cosa intende fare

Roma, 28 set. (askanews) – “I nostri magistrati sono stati veramente mirabili nello sforzo di dedizione professionale. Oggi abbiamo già un punto fermo, abbiamo una condanna, anche se per sequestro e non per omicidio”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, arrivando alla proiezione di Naza al cinema Adriano a Roma.

I condannati, ha sottolineato, sono “tre ufficiali dell’intelligence egiziana. Adesso spetta al governo italiano trarne le conseguenze: abbiamo subito chiesto che il governo venga a riferire in Parlamento, ci devono dire adesso con quale fermezza, con quale chiarezza di posizione rispetto all’Egitto intendono dare esecuzione a questa sentenza”.

Regeni, Schlein: ora nessuno potrà negare responsabilità Egitto

Roma, 28 set. (askanews) – “E’ una sentenza storica, una sentenza che farà scuola perché condanna tre uomini degli apparati di sicurezza egiziani per il sequestro e la tortura di Giulio Regeni”. Lo ha detto la segretaria del partito democratico Elly Schlein, arrivando alla proiezione di Naza al cinema Adriano a Roma.

“Dopo 10 anni di lotta per la verità arriva anche la giustizia e una sentenza che non ci sarebbe stata se non fosse per il lavoro straordinario della procura, per la tenacia della famiglia Regeni e dell’avvocata Ballerini che ha detto giustamente che questa è una sentenza importantissima per tutte le Giulie e i Giuli d’Egitto”, ha proseguito.

Ha aggiunto la Schlein: “Questa giornata è un faro di speranza, non ci può essere l’impunità e da questo punto di vista è una giornata emozionante perché viene dopo questi 10 anni di lunga battaglia per la verità e per la giustizia. E naturalmente adesso nessuno potrà mai più negare la responsabilità del regime egiziano di Al-Sisi”.

Suppletive Calabria, niente effetto Vannacci: vince il centrodestra

Reggio Calabria, 28 set. (askanews) – “Non vedo l’effetto Vannacci”: pericolo scampato per il centrodestra, la prima a farlo notare ai cronisti è Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, poco dopo la diffusione dei primi risultati ufficiosi, raccolti attraverso la rete dei rappresentanti di lista sul territorio, che non lasciano dubbi sulla vittoria di Fabio Roscioli alle elezioni suppletive di Reggio Calabria per il seggio alla Camera lasciato libero da Francesco Cannizzaro, eletto sindaco nella scorsa primavera.

In realtà il risultato di Domenico Giannetta, consigliere regionale ex di Forza Italia, candidato di Futuro nazionale Vannacci, si avvicina, man mano che affluiscono i dati ufficiali al Viminale, alla soglia psicologica del 10 per cento (ma in una terra che ha regalato il 66 per cento al centrodestra alle comunali) fino a superarla. I risultati definitivi, con una affluenza del 22,34 per cento, modesta ma non catastrofica per questo tipo di consultazioni, dicono che il tesoriere di Forza Italia, contestato da Vannacci in quanto romano e quindi estraneo a Reggio, raccoglie più di metà dei consensi: 38.359 voti pari al 51,02 per cento, in largo vantaggio su Frank Benedetto del centrosinistra (36,59) e su Giannetta, che si ferma a un soffio dall’11 per cento, 10,94 per la precisione, poco sopra gli 8mila voti assoluti. Quarto Francesco Toscano di Democrazia sovrana popolare, fermo all’1,44 per cento.

Vince “il centrodestra che fa il centrodestra, coalizione unita che esiste da trent’anni”, osserva Craxi, anche se vista da Reggio Calabria l’immagine è soprattutto quella di una conferma della solidità inscalfibile di Forza Italia nella regione estrema della penisola. A festeggiare nel comitato elettorale, lo stesso che a maggio ha accolto il successo di Cannizzaro, non a caso ci sono, oltre a Roscioli, Craxi e allo stesso sindaco reggino, il presidente della Regione Roberto Occhiuto, suo fratello Mario, la sottosegretaria azzurra Matilde Siracusano – oggetto di una polemica per delle immagini taroccate rilanciate sui social da Vannacci – il deputato reggino Giovanni Aruzzolo e il senatore Claudio Lotito, che qui si è affacciato recentemente rilevando la Reggina calcio, società relegata per il momento nel calcio dilettantistico ma che potrebbe fornirgli l’occasione di qualche soddisfazione sportiva, visto che da presidente della Lazio sconta una contestazione piuttosto ampia della tifoseria.

Anche se il risultato non determina il terremoto che qualche sondaggio nazionale aveva fatto temere nel centrodestra, il dopopartita mette in luce comunque l’importanza di questo risultato per la coalizione guidata da Giorgia Meloni e anche per gli equilibri al suo interno. E se la presidente del Consiglio sottolinea subito che “il centrodestra si conferma unito” e che “il voto “premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori”, il vicepremier Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, pur assente da Reggio Calabria, rivendica il risultato di partito: “Forza Italia stravince”, dice, “trainando il centrodestra”. “Forza Italia si dimostra ancora una volta, me lo consenta, la locomotiva del centrodestra in Calabria”, gli fa eco Cannizzaro. “Questo non significa – concede – che gli amici alleati non abbiano contribuito a questa vittoria, anzi è un gioco di squadra, ma è chiaro che Forza Italia la fa da padrona”.

Il focus principale dei commenti, comunque, rimane su Vannacci, che “voleva venire qua a fare la sua Sassonia (allusione al successo di AfD in Germania, ndr) e ha preso sassate”, ripetono a una voce Cannizzaro e Roberto Occhiuto, vicesegretario azzurro e potenziale futuro contendente di Tajani nella leadership del partito. A suo giudizio, pesando i voti di Giannetta “rubato a Forza Italia”, il leader di FnV “non avrebbe preso più del 2 o del 3 per cento. Quindi evidentemente su Vannacci si è parlato molto più di quanto fosse necessario”. Alla fine, come sempre, il risultato è interpretabile a seconda di chi lo legge: Giannetta ha opinioni opposte rispetto ai suoi ex colleghi di partito. “Stiamo brindando – giura – il superamento del muro del 10 per cento, come un pilota di jet che supera per la prima volta il muro del suono”. Gli fa eco sui suoi canali social il leader del partito: “Infrangere il muro del 10 per cento alle prime elezioni col simbolo di Futuro nazionale. Futuro Nazionale vola e conquista l’11 per cento. Senza aver mai rinculato di un millimetro”, avverte.

Sobrio il commento di Benedetto: per puntare alla vittoria, oltre che sui voti del centrosinistra avrebbe dovuto poter contare su un ipotetico exploit del candidato vannacciano a scapito del centrodestra. “A destra erano spaccati, la spaccatura è stata limitata, però il nostro valore – rivendica – è legato soltanto alle nostre idee, al nostro modo di ragionare e non certamente al deficit degli altri o alle spaccature”.

Motori d’eccellenza, la prima edizione a Roma

Roma, 28 set. (askanews) – Grande successo per la prima edizione di “Motori d’eccellenza. Roma solidale in movimento”, l’evento che, per la prima volta nella storia della Capitale, ha visto sfilare insieme, nell’ambito dell’Italian Motor Week, 22 tra le più prestigiose attività commerciali storiche di Roma, a bordo di straordinarie auto d’epoca, lungo un percorso che ha attraversato alcuni dei luoghi più iconici della Città Eterna.

La manifestazione, promossa dall’Associazione Negozi Storici di Eccellenza di Roma con il patrocinio e la collaborazione di Anci e di Città dei Motori e con il patrocinio della Città metropolitana di Roma Capitale, ha unito tradizione commerciale romana e storia automobilistica in uno scenario che ha regalato a residenti e turisti uno spettacolo visivo di straordinario impatto.

Stefano Pizzolato, presidente Associazione Negozi Storici di Eccellenza di Roma:

“Abbiamo immaginato questo evento legando le due attività finalizzato alla beneficienza alla Banca delle Visite.

A Palazzo Valentini poi la cerimonia di premiazione. Al termine della sfilata, una giuria composta da personalità del mondo istituzionale, culturale e automobilistico ha infatti premiato le auto storiche partecipanti.

Danilo Moriero, Direttore di Anci “Città dei Motori”

“Città dei Motori patrocina Motori d’Eccellenza perchè crede anche nell’obiettivo della solidarietà assieme ai Negozi Storici di Eccellenza di Roma questa importante raccolta fondi ci è sembrata una ottima motivazione per sostenere l’organizzazione di questa giornata che speriamo si ripeta”.

Suppletive Calabria, Vannacci: FnV vola e senza rinculare di un millimetro

Reggio Calabria, 28 set. (askanews) – “Infrangere il muro del 10 per cento alle prime elezioni col simbolo di Futuro nazionale. Futuro Nazionale vola e conquista l’11 per cento. Senza aver mai rinculato di un millimetro”. Lo ha scritto su X il leader di FnV, Roberto Vannacci, a commento del risultato raggiunto dal suo candidato, Domenico Giannetta, nelle elezioni suppletive per il collegio di Reggio Calabria della Camera dei deputati.

“Noi siamo appena decollati, voi continuate pure a pensare alle scollature”, ha aggiunto con riferimento alle polemiche recenti per il suo rilancio sui social di una foto ritoccata della sottosegretaria di FI Matilde Siracusano.

Milano, vertice centrodestra non scioglie nodo: Salvini insiste su Sardone

Milano, 28 set. (askanews) – Ancora nulla di fatto, per la scelta del candidato del centrodestra a sindaco di Milano. Il vertice dei leader della coalizione non è riuscito a trovare la convergenza sul nome da proporre per le elezioni della primavera del 2027, anche se sembrano in salita le quotazioni del forzista Matteo Perego di Cremnago. Sul sottosegretario alla Difesa pare ora convergere anche Fratelli d’Italia, ma il dado non è ancora tratto. Maurizio Lupi si sente ancora in corsa, e Matteo Salvini non vuole rinunciare alla candidatura di Silvia Sardone proprio nelle settimane che precedono il congresso straordinario del partito.

Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi si vedono a casa della premier, intorno all’ora di pranzo. Ovviamente le amministrative non sono l’unico tema, si parla anche di manovra, con il vicepremier leghista che insiste sull’inasprire la tassazione sulle banche per finanziare l’intervento sulle pensioni. Del resto le scadenze si appropinquano: venerdì ci sarà il Consiglio dei ministri per vareare il Documento programmatico di finanza pubblica. Poi la conversazione si sposta su palazzo Marino: Fratelli d’Italia non ha un suo candidato, gli altri restano sulle proprie posizioni. Forza Italia con il nome nuovo, Perego; Lupi con la sua corsa in prima persona, cui lavora da tempo; la Lega con la vice segretaria Sardone, molto attiva anche in qusti giorni sui social per promuovere la sua candidatura.

Una situazione “di stallo”, riconosce un parlamentare del centrodestra interessato alla questione. Che potrebbe essere “rotta” dalla premier, nel caso in cui esprimesse la sua preferenza per uno dei tre nomi in pista. Ovvero per Matteo Perego, indicato da più fonti di Fratelli d’Italia come un profilo apprezzato da Meloni. E tuttavia ancora non è il momento: “Non vuole essere lei a scegliere adesso, creando inevitabilmente malumori in due alleati su tre…”, spiegano da Fdi. “Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma alla fine si andrà su Perego”, è la previsione di un’altra fonte del partito della premier.

Per ora però gli altri contendenti resistono. Da Noi Moderati assicurano che Lupi si sente ancora “in pista”, e soprattutto Matteo Salvini insiste su Sardone. Una candidatura lanciata in grande stile sul prato di Pontida, con l’acclamazione dei militanti. Chiaro che il suo nome non può essere “ritirato” da Salvini appena una settimana dopo. Tanto più con il congresso straordinario del partito che si avvicina, convocato dal leader leghista per rintuzzare le critiche dei nordisti. La convinzione è che Sardone sia il nome più conosciuto, “in prima fila sulle battaglie identitarie che ci ‘coprono’ il fianco destro dalla concorrenza del candidato di Vannacci”, spiegano i leghisti. Che lanciano una frecciata a Perego: “Chiunque sarà il candidato, per avere una chance di vittoria si deve partire subito con la campagna elettorale. Soprattutto se si ha bisogno di farsi conoscere”.

Energia, domani Meloni a Praga. Con Babis proposte comuni in Ue su Ets

Roma, 28 set. (askanews) – In occasione della visita a Praga di domani, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il primo ministro della Repubblica Ceca, Andrej BabiÜ, definiranno anche alcune proposte operative da presentare al Consiglio europeo di ottobre. In particolare, spiegano fonti italiane, i due leader si concentreranno su un pacchetto di misure per contrastare il caro energia e per correggere il meccanismo degli Ets, il sistema europeo di tassazione del carbonio che oggi – osservano le stesse fonti – gonfia artificialmente i prezzi e crea squilibri tra gli Stati Membri, a danno della competitività delle imprese e delle industrie europee.

Il lavoro – riferiscono sempre le stesse fonti – si concentrerà in particolare su sei possibili linee di intervento:

1. Intervenire sul mercato della CO2, utilizzando la Market Stability Reserve per evitare che il meccanismo ETS contribuisca ad accentuare la pressione sui costi delle imprese.

2. Proteggere maggiormente i settori industriali più esposti, come ad esempio ceramica, acciaio, cemento e altri comparti energivori, introducendo temporaneamente ulteriore flessibilità nell’assegnazione delle quote gratuite ETS.

3. Ridurre l’impatto dell’ETS sul prezzo dell’elettricità, valutando misure temporanee che limitino la trasmissione del costo della CO2 sui prezzi all’ingrosso.

4. Evitare che vincoli regolatori UE aggravino le difficoltà di approvvigionamento energetico, prevedendo, dove necessario, sospensioni o flessibilità temporanee, a partire dal Regolamento europeo sul metano, che dal prossimo 1° gennaio renderebbe più complesso il ricorso a fornitori alternativi, con possibili effetti anche sulla sicurezza e sui costi degli approvvigionamenti italiani.

5. Rafforzare trasparenza e controllo sul mercato delle quote ETS, attraverso un monitoraggio più stretto da parte della Commissione, dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) e dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione fra i regolatori dell’energia (ACER).

6. Riconsiderare l’entrata in vigore dell’ETS2 nel 2028. In una fase in cui i prezzi dei carburanti sono già molto elevati, l’introduzione dell’ETS2 rischierebbe di aggravare ulteriormente la situazione nei nuovi settori interessati, in particolare trasporto stradale ed edifici, con effetti anche sulla competitività e sul potere d’acquisto dei cittadini.

Carburanti, P.Chigi verifica disponibilità Q8 a tetto prezzi come Eni e Ip

Roma, 28 set. (askanews) – Palazzo Chigi sta verificando a livello diplomatico la disponibilità del gruppo kuwaitiano che controlla Q8 in Italia a seguire lo stesso approccio adottato da Eni e Socar per fissare un limite ai prezzi dei carburanti alla pompa. Dal Kuwait – spiegano fonti del governo – stanno arrivando segnali positivi in questa direzione. L’eventuale adesione di Q8 – si sottolinea – permetterebbe di dare un ulteriore segnale di attenzione nei confronti delle famiglie italiane.

Processo per la morte di Giulio Regeni, 3 condanne ed una assoluzione

Roma, 28 set. (askanews) – Una assoluzione e tre condanne a 10 anni di carcere in relazione alla morte di Giulio Regeni avvenuto in Egitto nel 2016. Sugli imputati, tutti 007 del Cairo hanno deciso i giudici della I sezione della corte d’assise di Roma. Il generale dei servizi segreti egiziani, Tariq Sabir, è stato assolto dai giudici del tribunale di Roma. Mentre i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim hanno avuto 10 anni; stessa pena per il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. La corte d’assise di Roma in relazione al processo Regeni hanno fatto cadere l’accusa di omicidio che era contestata al capo A. I tre imputati condannati sono stati riconosciuti colpevoli dell’accusa di sequestro. Questo il dispositivo della sentenza del processo per la morte di Giulio Regeni.

Milano Fashion Week, Standing ovation per Antonietta Tuccillo

Roma, 28 set. (askanews) – Una standing ovation ha accompagnato il debutto di Antonietta Tuccillo alla Milano Fashion Week, trasformando in un’emozione collettiva il sogno che aveva custodito per anni. Alle Officine del Volo, nell’ambito di B ICONIC, Antonietta ha presentato la sua Crochet Couture, una collezione di pezzi unici interamente realizzati a mano durante gli anni delle terapie per un carcinoma ovarico maligno di alto grado, oggi cronicizzato. Per anni Antonietta ha lavorato all’uncinetto durante le lunghe ore delle terapie oncologiche, affidando a fili e colori la voglia di continuare a progettare il futuro. Il sogno di vedere un giorno quegli abiti alla Milano Fashion Week si è realizzato alle Officine del Volo, nell’ambito di B ICONIC, dove ha presentato la sua Crochet Couture: pezzi unici interamente realizzati a mano negli anni delle cure per un carcinoma ovarico maligno di alto grado, oggi cronicizzato. In passerella non è andato il racconto della malattia, ma ciò che Antonietta ha saputo costruire mentre la attraversava. Da un vecchio uncinetto e una piccola famiglia di orsetti sono nati abiti, capispalla, costumi e creazioni da sposa, fino all'”abito della voglia di vivere”, realizzato dopo la diagnosi durante il percorso terapeutico. Le creazioni sono state impreziosite dai gioielli del Maestro Michele Affidato.

A intuire le potenzialità di quel lavoro è stata Donatella Gimigliano, ideatrice e produttrice di Women for Women against Violence, format e programma tv Rai che unisce i temi della violenza di genere e del tumore al seno, e presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, che ha accompagnato Antonietta verso il debutto milanese. “Quando ho conosciuto Antonietta ho visto soprattutto un talento che non poteva continuare a rimanere chiuso in un armadio – sottolinea Gimigliano -. Vederla sfilare con le sue creazioni restituisce perfettamente il senso del nostro impegno: non limitarci a raccontare le donne, ma cercare, quando possiamo, di incidere concretamente sulle loro vite”.

A rendere possibile il debutto è stato l’incontro con B ICONIC, ideato da Giulio Di Sabato, Simone Ruggeri e Mitch Mihic e prodotto da Caremoli & Ruggeri. La manifestazione, patrocinata tra gli altri dalla Consigliera di Parità della Regione Lombardia, dalla LILT, e dalla Fondazione Fiera Milano, ha scelto Women for Women against Violence come Official Social Impact Partner. A condurre gli eventi della giornata due straordinari Claudio Guerrini e Tania La Gatta, testimonial di Women for Women, che per l’occasione ha indossato l'”Abito Camomilla” realizzato da Antonietta e ispirato al fiore simbolo della kermesse. Madrina dell’iniziativa Ludmilla Voronkina Bozzetti. Presenti anche Filomena Lamberti, Fanny Cristina Campion, Francesca Svanera, Nicolò Maja con i nonni Giulio e Ines, il regista Antonio Centomani, l’executive manager Ornella Baudo e la coordinatrice milanese dell’Associazione Patrizia Gaeta. Tra gli ospiti Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, Alice Sabatini e Paola Torrente. Nascono i B ICONIC Camomilla Fashion Award – La giornata ha segnato anche il debutto dei B ICONIC Camomilla Fashion Award, declinazione del riconoscimento realizzato dallo storico partner Michele Affidato, dedicata a personalità capaci di unire eccellenza professionale e responsabilità sociale.

Il premio è stato assegnato a Maria Elena Viola, direttrice di Donna Moderna, per l’attenzione ai temi che incidono sulla vita e sui diritti delle donne, e a Leo Mel, per la sua testimonianza maschile contro la violenza di genere. Di fronte all’uomo che perseguitava e minacciava sua sorella e la sua famiglia, Leo ha scelto di proteggerli e, quando è stato a sua volta aggredito, di non reagire affidandosi alla giustizia e alle Forze dell’Ordine. A consegnargli il premio è stato Nicolò Maja, sopravvissuto alla strage di Samarate. L’incontro tra due storie profondamente diverse, accomunate dall’amore per la propria famiglia, Leo ha potuto intervenire per proteggere le persone care; Nicolò ha conosciuto il dolore di non aver potuto salvare sua madre e sua sorella dalla furia omicida del padre, è stato uno dei momenti più intensi della giornata culminato in un grande abbraccio. Ad Antonietta Tuccillo è stato infine consegnato il Premio B ICONIC dalla Consigliera di Parità della Regione Lombardia Anna Maria Gandolfi.

Per Antonietta la malattia e le cure appartengono ancora al presente, ma non occupano più tutto l’orizzonte. Accanto ai fili che hanno accompagnato per anni le ore delle terapie ci sono oggi una collezione, il debutto alla Milano Fashion Week e nuovi progetti da immaginare.

Carburanti, al via il price cap: sconti al rifornimento

Roma, 28 set. (askanews) – È entrato in vigore il price cap, il limite massimo al prezzo dei carburanti commercializzati da Eni sulla sua rete di distribuzione: 2,19 euro al litro per il diesel e 1,99 per la benzina. A Roma, in diversi distributori, gli automobilisti già usufruiscono del prezzo scontato.

Anche la compagnia dell’Azerbaijan Socar, che controlla IP, ha annunciato di voler fissare un limite ai prezzi di

vendita di benzina e gasolio, partendo dalla rete a marchio IP, per poi estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da IP e poi distribuiscono attraverso i propri marchi.

Il valore dei prezzi verrà stabilito in base alle diverse esigenze – ha spiegato l’azienda – per garantire la sopravvivenza della filiera”. IP ha fatto sapere di aver allineato il limite di prezzo a quello di Eni in diverse stazioni sulle autostrade; in città, in diversi distributori di Roma, i prezzi sono rimasti al di sopra.

Le associazioni dei consumatori hanno commentato positivamente l’iniziativa di Eni, sostenendo che i listini alla pompa di molti marchi hanno segnato un ribasso sia sulla rete ordinaria che sulle autostrade, dopo giorni di rialzi. “La concorrenza fa bene al mercato” afferma il Codacons, invitando gli altri marchi petroliferi a tagliare i listini e a fissare anch’essi un tetto massimo.

Piano Casa, a Milano trasformare emergenza in risposte concrete

Roma, 28 set. (askanews) – La casa è diventata una delle principali emergenze economiche e sociali del Paese e Milano rappresenta uno dei territori nei quali questa difficoltà si manifesta con maggiore evidenza. Il costo degli affitti, la difficoltà di giovani e famiglie a sostenere le spese abitative, le esigenze dei lavoratori e la necessità di recuperare e valorizzare il patrimonio immobiliare impongono una riflessione che non può più essere rinviata. Da questa esigenza nasce il convegno “Piano Casa: dall’emergenza abitativa a una risposta per l’Italia”, promosso dall’impresa sociale Milano PerCorsi, in programma oggi presso la Sala Turismo di Confcommercio Milano.

L’incontro sarà un momento di confronto sul Piano Casa del Governo Meloni, una misura di carattere nazionale che punta a rendere disponibili, nell’arco di dieci anni, oltre 100 mila alloggi tra edilizia pubblica e abitazioni a prezzi calmierati. Il convegno vuole però andare oltre l’analisi delle misure previste e interrogarsi sulla loro capacità di produrre risposte concrete per cittadini e territori.

L’emergenza abitativa non riguarda più soltanto le fasce di maggiore fragilità. Coinvolge sempre più giovani, famiglie, lavoratori, anziani e persone con redditi che non riescono a tenere il passo con il costo dell’abitare. Il rischio è che la casa diventi un fattore di esclusione sociale e che vivere nelle grandi città sia possibile soltanto per chi dispone di redditi adeguati.

La questione abitativa è, allo stesso tempo, una questione economica. Una città nella quale abitare diventa troppo costoso rischia di perdere lavoratori, competenze e famiglie, con conseguenze sul sistema produttivo e sulla capacità stessa dei territori di continuare a crescere.

Possibili soluzioni: aumento dell’offerta abitativa accessibile, recupero degli immobili inutilizzati, housing sociale, rigenerazione urbana, sostegno agli affitti, valorizzazione del patrimonio pubblico e collaborazione tra istituzioni, soggetti privati e terzo settore.

Particolare attenzione alla dimensione sociale. Abitare significa poter accedere al lavoro, ai servizi, alla scuola, alla mobilità e alle relazioni.

Quando una persona è costretta ad allontanarsi dal luogo in cui lavora o quando una famiglia non riesce più a sostenere il costo della propria abitazione, l’emergenza casa diventa anche una questione di dignità, sicurezza sociale e qualità della vita. Milano può rappresentare in questo senso un importante punto di osservazione nazionale. Il Comune sta lavorando sull’incremento dell’offerta abitativa accessibile e sul recupero del patrimonio, mentre il confronto cittadino coinvolge istituzioni, ALER, operatori e realtà impegnate sul tema dell’abitare. Nel 2026 il Comune ha inoltre rafforzato gli interventi a sostegno dell’accessibilità abitativa.

Il convegno ha messo intorno allo stesso tavolo competenze e sensibilità diverse per affrontare una domanda precisa: come trasformare le risorse e gli strumenti del Piano Casa in una risposta effettiva alla domanda abitativa del Paese?

Ne parla in video il Dott. Marcello Guadalupi, Presidente Milano PerCorsi – Impresa Sociale nonché Presidente della Fondazione dei Commercialisti di Milano.

Fumetti, torna Romics dall’1 al 4 ottobre

Roma, 28 set. (askanews) – La 37^ edizione di Romics, il Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games, organizzato da Fiera Roma e ISI.URB, si terrà in Fiera Roma dal 1 al 4 ottobre 2026. Un evento che rende per quattro giorni Roma la capitale dei linguaggi dell’immaginario, con un programma ricco di iniziative, ospiti di rilievo internazionale, anteprime esclusive e spazi per il pubblico di ogni età.

Una grande manifestazione con oltre 400 espositori, con eventi in contemporanea che si svolgono nei cinque padiglioni, in uno spazio espositivo di oltre 70.000 mq. Romics, una fiera internazionale certificata da ISFCERT – Istituto Certificazione Dati Statistici Fieristici, ente ufficialmente riconosciuto da Accredia, e offre ai creativi, professionisti e imprese che operano nel fumetto, nell’illustrazione, nel cinema e nei videogiochi una straordinaria opportunità per promuoversi e incontrare il proprio pubblico di riferimento.

Nel 2026 Romics raggiunge un traguardo rilevante nel panorama culturale, celebrando i propri primi venticinque anni di attività. Fondato nel 2001 Romics ha registrato nel corso degli anni un largo e diffuso apprezzamento del pubblico, coinvolgendo un numero sempre crescente di appassionati di più generazioni, professionisti ed operatori. Romics si attesta oggi tra le più rilevanti rassegne internazionali nell’ambito del fumetto, dell’animazione, del cinema e dei videogiochi. L’edizione di ottobre 2026 sarà un momento di festeggiamento ma anche l’occasione per guardare al futuro con lo stesso spirito che ha accompagnato Romics fin dalla sua nascita: creare nuove connessioni, valorizzare il talento e condividere la passione per l’immaginario in tutte le sue forme.

Con il sostegno della Regione Lazio, attraverso il soggetto attuatore di Lazio Innova, e la Camera di Commercio di Roma, con il supporto dell’Azienda Speciale Sviluppo e Territorio – sarà realizzata un’area istituzionale dedicata a presentazioni e incontri, affiancata da uno spazio espositivo con 34 imprese creative e innovative del Lazio, selezionate tramite call anche con il supporto del PR FESR Lazio 2021-2027. L’evento è patrocinato dal Ministero della Cultura, Roma Capitale e il Centro per il libro e la lettura – Istituto Autonomo del Ministero della Cultura.

Due i manifesti della campagna ufficiale della 37^ edizione di Romics: il tributo al genio di Takeshi Koike e il suo LUPIN THE IIIRD – La stirpe immortale, capitolo cinematografico più recente della pentalogia firmata dal maestro, celebre regista, animatore e character designer; l’omaggio all’arte di Simone Legno co-fondatore di tokidoki, con un vivace e ricco mosaico che mescola alcuni dei suoi personaggi più amati con un mix perfetto tra l’estetica kawaii e la cultura pop contemporanea.

Teatro, l’IA sale sul palco con Pino e gli Anticorpi

Roma, 28 set. (askanews) – Dopo il successo di “Zeitgeist”, ‘Pino e gli Anticorpi’ – al secolo Michele e Stefano Manca -tornano sul palco con un compagno di scena più che mai attuale: l’intelligenza artificiale. I due comici sardi debuttano il 15 ottobre al Teatro Manzoni di Milano (ore 21) con “Pino e gli I.A.nticorpi”, uno spettacolo scritto, interpretato e condiviso in scena con l’I.A., che diventa così a tutti gli effetti il terzo protagonista dello show.

Il tema è quello, ormai quotidiano, del rapporto tra uomo e tecnologia, ma affrontato attraverso il linguaggio surreale e dissacrante che caratterizza il duo. L’IA non è soltanto l’argomento dello spettacolo: entra direttamente nel processo creativo e diventa parte della scrittura e del gioco teatrale attraverso domande tutt’altro che virtuali.

Fedeli al motto “se non puoi combatterli, unisciti a loro” ecco “Pino e gli I.A.nticorpi”, uno spettacolo che parla di stupidità naturale scritto con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, dove gli scombinati personaggi frutto della follia positiva del duo comico sardo la incontrano e ci si scontrano in scena. Uno show scritto in tre ma a quattro mani, che non fa ridere, non fa pensare, ma riesce bene a far pensare di ridere.

A portare in scena questo confronto sono dunque i fratelli Michele e Stefano Manca insieme a un interlocutore inedito come l’intelligenza artificiale, chiamata a condividere con i due artisti non soltanto il tema, ma anche una parte del processo di costruzione dello spettacolo. Il risultato è un incontro tra comicità, tecnologia e paradosso, nel quale l’IA è un nuovo elemento con cui giocare, senza perdere il tratto surreale che ha contraddistinto il percorso di Pino e gli Anticorpi. Lo spettacolo diventa così un’occasione per mettere alla prova – con ironia – il rapporto tra l’uomo, le macchine e quella che lo spettacolo definisce, senza troppi riguardi, “stupidità naturale”.

Le prossime date del tour: 15/10/2026 – DEBUTTO – Milano, Teatro Manzoni * 29/10/2026 – Bergamo, Teatro Colognola 30/10/2026 – Brescia, Teatro Santa Giulia 31/10/2026 – Bassano del Grappa, Teatro Jacopo Da Ponte 09/01/2027 – Chivasso (TO), Teatro Civico 02/02/2027 – Torino, Teatro Alfieri 03/02/2027 – Cuneo, Teatro Toselli 06/03/2027 – Vicenza, Teatro San Marco 12/03/2027 – Bologna, Teatro Dehon * 13/03/2027 – Modena, Teatro Michelangelo * 14/04/2027 – Saronno (VA), Teatro Giuditta Pasta 15/04/2027 – Como, Teatro Sociale 16/04/2027 – Lecco, Teatro della Società 22/04/2027 – Pordenone, Auditorium Concordia 23/04/2027 – Verona, Teatro Alcione

IA, Boni (Ised): sfide inedite per capitale umano

Roma, 28 set. (askanews) – Nell’intervista rilasciata alla chiusura della tavola rotonda intitolata “Capitale Umano e Intelligenza Artificiale, La sfida delle competenze per la crescita dell’Italia”, realizzata da Askanews in collaborazione con Pilat&Partners, Graziano Boni, direttore generale di Ised, mette in luce opportunità e rischi nell’implementazione dell’IA all’interno dei processi aziendali. Se da una parte questa nuova tecnologia rappresenta un acceleratore della produttività individuale, come ad esempio nella realizzazione di contenuti editoriali, dall’altra pone inedite sfide sul fronte di inclusione dei professionisti senior, sicurezza del dato personale e trasparenza dei modelli di addestramento rispetto a eventuali bias cognitivi

Michele Bertolino: “Residenza come supporto a artisti emergenti”

Guarene, 28 set. (askanews) – Sabato 26 settembre 2026 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha celebrato il ventesimo anniversario dello Young Curators Residency Programme a Guarene con una giornata di studi sul ruolo dell’arte italiana nel panorama internazionale. Askanews ha chiesto ad alcune persone del mondo dell’arte presenti alla giornata quali strumenti possono essere utili per supportare il lavoro dei giovani artisti e artiste in Italia.

Michele Bertolino, curatore tutor uscente di Young Curators Residency Programme, a margine dell’incontro: “La residenza, che si è sviluppata molto nei vent’anni da quando esiste e che quindi rispetto alla prima edizione del 2007, oggi è sicuramente molto diversa, ha però sempre avuto al centro una questione fondamentale di supporto dell’arte emergente italiana. E questo è un aspetto su cui anche i curatori e le curatrici che arrivano a trascorrere i tre mesi qui vogliono insistere spesso. Questo supporto è un supporto spesso molto materiale rispetto alla produzione di nuove opere. Oggi il sistema italiano è dotato di una serie di strumenti che permettono agli artisti anche più emergenti di produrre delle opere, penso all’Italian Council. La residenza fin dall’inizio si è posta questo obiettivo: di riuscire anche a garantire la produzione materiale di nuovi lavori”.

Dal 2007 lo YCRP ha ospitato quasi sessanta curatrici e curatori internazionali e presentato il lavoro di oltre duecento artiste e artisti italiani, contribuendo a creare una rete internazionale di relazioni e a raccontare, attraverso prospettive sempre nuove, l’evoluzione della scena artistica italiana contemporanea. La giornata di studi e il programma sono sostenuti da Banca Ifis in qualità di main sponsor tramite la sua piattaforma culturale Ifis art.

Garlasco, la Procura notifica a Sempio l’avviso di chiusura indagine

Milano, 28 set. (askanews) – La Procura di Pavia ha notificato oggi ad Andrea Sempio l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, ai sensi dell’articolo 415 bis del codice di procedura penale, depositando tutti gli atti, comprese le indagini integrative. Il capo di incolpazione nei confronti dell’uomo, indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, resta invariato. Lo comunica la Procura di Pavia in una nota.

Nel comunicato, la Procura illustra gli esiti degli approfondimenti tecnici disposti nel corso delle indagini, relativi alla dinamica dell’aggressione, alle tracce ematiche, all’impronta 33 e alla traccia di scarpa repertata nella villetta di Garlasco. Quanto a quest’ultima, i consulenti del pubblico ministero riferiscono che gli accertamenti non consentono di sostenere un’incompatibilità fisica tra il piede di Sempio e la traccia. Una successiva valutazione ha inoltre rilevato la compatibilità delle misure del suo piede con quelle di una scarpa Frau numero 42.

Sul piano medico-legale, le nuove analisi disposte dalla Procura, affidate alla professoressa Cristina Cattaneo e al professor Biagio Fugenio Leone, indicano che le lesioni riportate da Chiara Poggi sarebbero state prodotte prima della morte, con un intervallo minimo orientativamente compreso fra 15 e 30 minuti e una possibile sopravvivenza fino a 60 minuti. La causa del decesso viene confermata nella lesione all’occipite. Secondo i consulenti, il quadro complessivo è compatibile con una colluttazione e con lesioni da difesa.

La Procura rende inoltre noto che sono state individuate due analisi elettroforetiche del 20 settembre 2007 sul campione genetico prelevato dai pedali della bicicletta Umberto Dei, attribuito all’epoca a Chiara Poggi, entrambe con esito negativo. I risultati, non presenti negli atti del processo a carico di Alberto Stasi, sono stati confermati dai consulenti della Procura, che hanno ritenuto necessario un approfondimento all’epoca non effettuato.

Quanto alla consulenza psichiatrica su Sempio, il professor Roberto Catanesi ha riferito di non poter rispondere ai quesiti senza un esame clinico diretto, al quale l’indagato si è rifiutato di sottoporsi. Gli accertamenti sulla capacità di Sempio sono pertanto sospesi.

La Procura precisa infine che non è mai stata avanzata al Procuratore generale alcuna richiesta di proposta di revisione della condanna di Alberto Stasi. Decorsi i termini di legge, saranno assunte le determinazioni in merito all’azione penale.

IA, Bonomo: serve integrare tecnologia in processi aziendali

Roma, 28 set. (askanews) – Intervenuto come relatore durante il secondo appuntamento di Askatalks “Capitale Umano e Intelligenza Artificiale, La sfida delle competenze per la crescita dell’Italia”, Roberto Bonomo, Dottore Commercialista partner di studio su Roma, spiega come il modo più efficace di superare le resistenze del professionista contemporaneo rispetto all’intelligenza artificiale risieda nel reperimento di figure professionali capaci di integrare questa nuova tecnologia in modo responsabile e rigoroso nei processi aziendali.

IA, Taurino (Kitabii): potenzia il ruolo del manager

Roma, 28 set. (askanews) – Alessandro Taurino Ceo e co-founder e Amministratore delegato di Kitabii, start-up innovativa in ambito farmaceutico, nel contesto della tavola rotonda a porte chiuse “Capitale Umano e Intelligenza Artificiale, La sfida delle competenze per la crescita dell’Italia”, realizzata in collaborazione con Pilat & Partners, conferma come l’IA possa essere un valido strumento per l’efficientamento del lavoro. L’IA per Taurino va governata e non deve snaturare le risorse umane, ma deve aiutare ad aumentare fatturato minimizzando gli sforzi. L’IA potenzia il ruolo del menager liberando tempo e risorse per dare risalto ad attività che si ritengono più di valore.

Cinema, VerticalMovie 2026: torna il Festival del cinema verticale

Roma, 28 set. (askanews) – “Il cinema guarda in alto” è il claim del VerticalMovie 2026, primo Festival internazionale dedicato ai video e ai cortometraggi in formato verticale, la cui IX edizione, che si svolgerà alla Casa del Cinema di Roma da martedì 29 settembre a giovedì primo ottobre, è stata presentata in Campidoglio.

Alla presentazione c’erano tra gli altri l’ideatore e direttore artistico Salvatore Marino, Paolo Tedeschi di Canon, l’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio, la Consigliera Città Metropolitana di Roma Capitale, Tiziana Biolghini, Silvia Scola e Fabrizio Fornaci, Pier Giorgio Bellocchio, Aldo Iuliano e Giuliano Giacomelli della Dam Academy e l’attrice Jennifer Mischiati.

Nato nel 2018 da un’idea di Salvatore Marino, il festival si espande in tre giornate, tra masterclass, incontri, ospiti, proiezioni e premiazioni. Tra le novità, la sezione VerticalTalent Powered by Canon che si aggiunge a quelle consolidate che suddividono le opere in concorso per argomenti e temi: Vertical Voices (diritti umani, uguaglianza di genere, comunità LGBTQ+, minoranze etniche, disabilità), Vertical Open (tema libero), Vertical Green (ambiente e sostenibilità), Vertical AI (realizzate con l’Intelligenza Artificiale).

VerticalTalent vuole essere un percorso pratico di alta formazione dedicato a creativi emergenti desiderosi di esplorare le potenzialità narrative del cinema verticale: a seguito di una masterclass ad hoc, i 5 filmaker selezionati hanno infatti realizzato la propria opera utilizzando gratuitamente la Canon EOS C50. Altra novità dell’edizione 2026 è l’apertura alle serie: e proprio tra i 5 vincitori del VerticalTalent troviamo, ad esempio, un vertical drama in 24 episodi prodotto da Pier Giorgio Bellocchio (Mompracem) e scritto e diretto da Franco Bertini che vede nel cast Emanuela Rossi, Marco Cesare, Marco Manusso e la voce di Francesco Pannofino.

Il Festival guarda al cinema e ai giovani che lo amano e vogliono imparare a farlo bene, nei temi e nella tecnica: spazio quindi alla Dam Academy (Accademia di Arti Digitali e Media), alle Scuole contro il razzismo, al cinema sostenibile, all’ipotesi di piani educativi che rendano i ragazzi non dipendenti ma padroni dei loro smartphone, alla VerticalMovie Academy che viene lanciata in grande stile a conclusione del Festival. E ai grandi protagonisti: Silvia Scola, che ricorda il padre Ettore a 10 anni dalla scomparsa, Guido De Angelis che ripercorre i successi degli Oliver Onions. A condurre le serate di premiazione sarà Jennifer Mischiati. In giuria, presieduta dalla stessa Scola, Fabrizio Fornaci, grande compositore di colonne sonore.

Spiega Salvatore Marino: “La nostra ragione è la stessa dal primo giorno: il verticale è un linguaggio d’autore. Non l’orientamento accidentale di un dispositivo, ma una scelta di composizione, dove l’altezza sfida la larghezza, il corpo sfida l’orizzonte, l’intimità sfida il panorama. Per un autore, il 2026 non è l’anno in cui il verticale è diventato di moda: è l’anno in cui è diventato un mestiere. VerticalMovie nasce per presidiare questa soglia. Per essere il luogo in cui il formato che tutti stanno monetizzando viene trattato, prima di tutto, come cinema. Un luogo dove si difende l’autorialità, si forma chi girerà le opere di domani, si dà spazio al rischio anziché alla formula, e dove presto quelle opere troveranno una casa che le custodisca oltre la serata. Non contro il mercato, ma dentro il mercato, con una domanda che le app non si pongono: e se il verticale, oltre a trattenerci, potesse anche dirci qualcosa?”.

“La nona edizione porta a Roma opere da oltre cento Paesi, su schermi alti fino a dieci metri. Tre giorni per guardare in verticale ciò che il resto del mondo scorre. Perché il formato, ormai, lo conoscono tutti. Il cinema, quello, bisogna ancora sceglierlo” ha proseguito.

Netanyahu nega di aver ricevuto segnalazioni dall’Egitto sul 7 ottobre

Roma, 28 set. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha oggi negato categoricamente di aver ricevuto segnalazioni dall’Egitto prima dell’invasione di Hamas del 7 ottobre e ha attribuito la responsabilità al capo dello Shin Bet dell’epoca per non aver trasmesso informazioni di intelligence cruciali.

“Nei mesi precedenti il 7 ottobre, il primo ministro Netanyahu non ha incontrato né parlato con Abbas Kamel, allora capo del Servizio di Intelligence Generale egiziano, e nessun funzionario dell’intelligence israeliana ha trasmesso al primo ministro un avvertimento egiziano”, ha scritto su X, dopo che sia il Wall Street Journal che The Atlantic hanno riportato che Kamel aveva comunicato avvertimenti a responsabili israeliani, inclusa una telefonata allo stesso Netanyahu.

Netanyahu ha detto che intende intentare una causa per diffamazione, senza però specificare contro chi. Il suo ufficio ha già minacciato di fare causa a diverse testate e giornalisti per una copertura mediatica sfavorevole, ritenuta diffamatoria.

Il premier israeliano ha aggiunto di non incontrare mai i capi dei servizi segreti stranieri senza la presenza delle loro controparti israeliane.

“I media di sinistra” stanno conducendo una campagna “per attribuire al primo ministro Netanyahu tutti i fallimenti e le colpe dell’allora direttore dello Shin Bet, Ronen Bar, alla vigilia del 7 ottobre”, ha proseguito.Durante la notte del 7 ottobre, Bar, l’allora capo di Stato maggiore dell’Idf, generale Herzi Halevi e il capo dell’intelligence militare dell’Idf, generale Aharon Haliva, “hanno discusso di tutti i segnali di allarme”.

“Nonostante ciò, Ronen Bar decise di non chiamare e aggiornare il primo ministro, di non allertare le squadre di sicurezza civili e le forze dell’Idf sul campo, di non evacuare il festival Nova, limitandosi invece a inviare una piccola squadra d’élite antiterrorismo ‘Tequila’ (il che dimostra che era consapevole di un pericolo reale)”, ha proseguito ancora Netanyahu.

Il premier ha anche scritto che i Paesi arabi sono fra gli “Stati e attori stranieri ostili” che mirano a far cadere il suo governo per sostituirlo con un esecutivo guidato da Gadi Eisenkot, Yair Golan e Avigdor Liberman, “il quale si ritirerebbe da Gaza, Libano, Siria e Giudea e Samaria, istituendo uno Stato palestinese”. “E’ questo il nodo delle elezioni: o la destra, o la Palestina”, ha concluso.

AI, mercato a 1,8 miliardi: imprese e Parlamento a confronto

Roma, 28 set. (askanews) – Il mercato italiano dell’intelligenza artificiale ha raggiunto nel 2025 un valore di 1,8 miliardi di euro, in crescita del 50% sul 2024, secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano. Nello stesso anno, rileva l’Istat, il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di AI, il doppio rispetto al 2024. Da questi numeri parte il convegno “Intelligenza artificiale e trasformazione digitale delle imprese”, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, organizzato da Pilat & Partners.

Ad aprire i lavori i saluti istituzionali dell’On. Massimo Milani, Segretario della VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici).

Nella sessione centrale, con dimostrazioni dal vivo di soluzioni sviluppate in Italia, Ettore Perri, CTO e co-founder di Desme Digital, presenta DeDi, un chatbot neuro-simbolico che rende verificabile il ragionamento dietro ogni risposta ed il contenitore che raccoglie risorse eterogenee e le collega e le rende consultabili definito Transmedia Library: “In domini sensibili come la giurisprudenza o la medicina è necessario poter dire: ti ho dato questa risposta perché c’era questo dato, questo programma è stato utilizzato per tirare fuori questa informazione”.

Per Michele Busia, CEO di Proffi, la sfida delle regole è anche culturale: “L’unica problematica che vedo nell’AI Act è che se spaventiamo gli imprenditori dicendo che se fai questo ti multo, se fai quello ti multo, in una società già restia all’innovazione, il rischio è che non la utilizzino affatto”.

Andrea Bodei, CEO di Infra AI e technical leader del progetto europeo Vantage, sottolinea il ruolo degli obblighi normativi: “Chi non è obbligato, solitamente non considera la cybersecurity una grande preoccupazione, finché non ha un problema reale. Ma fino a quel momento, se nessuno ti obbliga, lo vedono come una spesa in più”.

Pino Lazzara, founder di Isabel.it, propone investimenti pubblici in data center nazionali e spiega il tema della sovranità dei dati: “Se devo fare la scansione per un ente pubblico di un documento di amministrazione trasparente e devo capire se sto pubblicando dati sensibili che non dovrei pubblicare, l’intelligenza artificiale mi può supportare. Ma come faccio a mandare all’estero il dato per farlo analizzare da un’AI estera che mi dice che è un dato sensibile e quindi non lo devo mandare all’estero?”.

Pasquale Borriello, CEO di Arkage, individua il freno principale nell’organizzazione più che nel budget: “Le figure apicali delle aziende spingono per l’adozione. Ma le figure più operative, dai middle manager in su, fanno resistenza ad adottare lo strumento anche quando il top manager gli dice tieni, questa è la licenza, te la pago io”.

Matteo Ingrosso, CEO di IngroLab, propone di affiancare agli incentivi per i macchinari strumenti dedicati alla formazione: “Il legislatore deve puntare ad aumentare le competenze dell’imprenditore, e non solo quelle tecniche”. Michel Sainville, consulente Fractional CMO, richiama l’attenzione sui giovani professionisti: “Perché un’azienda dovrebbe investire quattro anni per formare una persona quando prende uno già formato, gli mette sotto l’AI e gli fa produrre tutto quello che serve?”.

Intervengono anche Andrea Orlandini, Presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA), e Gianni Lattanzio, Segretario Generale dell’Istituto per la Cooperazione con i Paesi Esteri. I lavori si chiudono con un dibattito aperto tra relatori, parlamentari e pubblico.

Tennis, Alcaraz punta la Davis: "Possiamo vincerla"

Roma, 28 set. (askanews) – Non solo la Laver Cup. C’è un’altra competizione a squadre che Carlos Alcaraz punta a vincere quest’anno: la Coppa Davis. Un obiettivo fissato dal n. 3 al mondo, che strizza l’occhio alle Finals di Bologna (in programma dal 24 al 29 novembre), per provare a riportare in Spagna un trofeo che manca dal 2019. “Per me la Coppa Davis è un obiettivo davvero importante – ha ammesso Alcaraz a margine della Laver Cup – Quest’anno abbiamo una grande squadra insieme a Jodar, e Granollers nel doppio. Penso che abbiamo delle possibilità di vincere quest’anno, non lo nego”. Se Alcaraz confermerà la sua presenza a Bologna, la Spagna potrà contare su una coppia di singolaristi di altissimo livello, completata da Rafa Jodar. Anche per il madrileno la Davis è un grande obiettivo: “La Coppa Davis è una motivazione in più. Io sono a disposizione del capitano, se verrà anche Carlos avremo una grande squadra. È un obiettivo che, se ce lo poniamo, possiamo raggiungere. La cosa più importante è chiudere bene l’anno”.

Porti e navi a emissioni zero: la sfida dell’elettrificazione

Sesto San Giovanni, 28 set. (askanews) – L’Unione Europea si è data la scadenza del 2030 per azzerare le emissioni delle navi all’ancora nei porti europei, ma ad oggi solo circa il 20% delle banchine può rispettare quest’obiettivo. Una possibile soluzione la propone ABB, azienda leader globale nell’elettrificazione e nell’automazione, che punta su tecnologie già disponibili per accelerare la transizione del trasporto marittimo.

Il ritardo delle infrastrutture portuali rappresenta oggi uno dei principali ostacoli alla decarbonizzazione del settore, ma secondo ABB è possibile iniziare subito avviando la transizione partendo dalle imbarcazioni a corto raggio di piccola e media taglia, come traghetti e navi da lavoro.

Le parole di Daniele Bindella, Sales Manager di ABB: “Il ritardo è evidente ed accompagnato da una sfida ancora più grande. I porti europei ad oggi non hanno la capacità energetica per caricare intere flotte contemporaneamente. Per questo motivo, la strategia è quella di seguire una transizione graduale e immediata. La strategia più efficace è quella di partire da imbarcazioni di piccola e media taglia che operano lungo la costa, come traghetti e navi da lavoro. In questo modo, mentre i porti si attrezzano per le grandi navi, riusciamo a dimostrare che la transizione energetica è possibile riducendo le emissioni nei nostri porti”.

Uno dei temi centrali resta quello della sicurezza e dell’affidabilità dei sistemi di accumulo, elementi decisivi per l’impiego delle propulsioni elettriche in ambito navale.

Nuovamente Daniele Bindella: “La sicurezza e la durata sono requisiti fondamentali in mare. Per questo motivo ABB ha scelto una chimica LTO, una tecnologia consapevole e senza compromessi. Questo tipo di batteria è una batteria molto sicura sul mercato perché non è soggetta in stabilità termica. Inoltre, questa batteria riesce a garantire circa 20.000 cicli: ciò consente di avere un risparmio per gli armatori, poiché la durata del pacco batterie si avvicina a 20 anni, molto simile a quella delle imbarcazioni, riducendo costi di manutenzione e di sostituzione”.

Per ABB la chiave della transizione non è il singolo componente, ma l’integrazione tra batterie, inverter, motori elettrici e piattaforme digitali capaci di ottimizzare la gestione energetica di bordo.

Ancora Daniele Bindella: “La nostra ricetta è quella di non considerare i componenti in modo isolato, ma come parte di un ecosistema. Infatti noi abbiamo un concetto pre-ingegnerizzato di un motore a magneti permanenti e un inverter ad alta densità, entrambi raffreddati a liquido e le nostre batterie chimiche LTO. Tutto questo gestito da un software che è in grado di ottimizzare i flussi, garantendo massima affidabilità e sicurezza al sistema”.

Insomma le tecnologie, dalle batterie all’integrazione digitale, sarebbero già oggi pronte e disponibili su scala industriale. Ma per dare la spinta decisiva alla decarbonizzazione del trasporto marittimo serve ora un quadro regolatorio chiaro, in grado di sbloccare gli investimenti delle imprese e di accelerare fin da subito l’adozione delle tecnologie a emissioni zero.

Strage di Ustica, la Francia è disponibile ad inviare degli atti all’Italia

Roma, 28 set. (askanews) – Una comunicazione ufficiale arrivata dalla Francia nei giorni scorsi all’attenzione dei magistrati della Procura di Roma potrebbe portare ad una svolta per il procedimento sulla strage di Ustica. L’ambasciata transalpina in Italia ha reso nota la disponibilità dell’Eliseo di far pervenire agli archivi italiani tutta la documentazione relativa alla vicenda del Dc9-Itavia in cui persero la vita 81 persone. Secondo quanto si è appreso saranno prodotti file informatici e atti che risalgono all’epoca dei fatti. Il fatto più importante – si sottolinea – è la disponibilità ad assecondare ulteriori richieste che arrivassero dall’Italia sul caso.

Nell’udienza davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale della Capitale che si terrà mercoledì i pubblici ministeri potrebbero ritirare la richiesta di archiviazione dell’ultimo procedimento sulla strage di Ustica, che era stata formulata nei mesi scorsi. La Farnesina, tramite la presidenza del consiglio – si spiega – ha trasmesso l’incartamento al ministero della giustizia che, a sua volta, l’ha inviato alla Procura di Roma.

Costantino D’Orazio: “Fare sistema per promuovere arte italiana”

Guarene, 28 set. (askanews) – Sabato 26 settembre 2026 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha celebrato il ventesimo anniversario dello Young Curators Residency Programme a Guarene con una giornata di studi sul ruolo dell’arte italiana nel panorama internazionale. Askanews ha chiesto ad alcune persone del mondo dell’arte presenti alla giornata quali strumenti possono essere utili per supportare il lavoro dei giovani artisti e artiste in Italia.

Costantino D’Orazio, Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a margine dell’incontro: “La Direzione Generale e Creavità Contemporanea del Ministro della Cultura ha un ruolo molto importante per favorire e promuovere gli artisti contemporanei italiani all’estero. Prima di tutto può fare sistema tra le realtà straordinarie che già esistono all’interno del territorio italiano e che già lavorano moltissimo in questo settore come le fondazioni o i musei di arte contemporanea. E poi può migliorare degli strumenti dei quali si è già dotata come per esempio l’Italian Council, un progetto virtuoso che mette insieme musei stranieri, musei italiani e artisti italiani che producono opere nuove. C’è ancora moltissimo da fare ma a partire da quello che è già presente, che va solo sviluppato e migliorato”.

Dal 2007 lo YCRP ha ospitato quasi sessanta curatrici e curatori internazionali e presentato il lavoro di oltre duecento artiste e artisti italiani, contribuendo a creare una rete internazionale di relazioni e a raccontare, attraverso prospettive sempre nuove, l’evoluzione della scena artistica italiana contemporanea. La giornata di studi e il programma sono sostenuti da Banca Ifis in qualità di main sponsor tramite la sua piattaforma culturale Ifis art.

Bce, Lagarde: serve risposta monetaria misurata per controllare inflazione

Roma, 28 set. (askanews) – A fronte di prospettive dell’area euro che continuano a essere circondate dall’incertezza, la Banca centrale europea ha deciso a inizio mese di alzare i tassi di altri 25 punti Base. La mossa è in linea “con il nostro obiettivo di assicurare che l’inflazione si stabilizzi l’obiettivo del 2% nel medio termine”. Lo ha spiegato la presidente Christine Lagarde, durante un’audizione al Parlamento europeo.

“Le prospettive di inflazione nel 2027 2028 saranno più elevate di quanto atteso pochi mesi fa, prevalentemente a seguito di rincari dei prezzi dell’energia. Ma al momento – ha proseguito – non vediamo indicazioni che questi aumenti dell’energia si stiano trasferendo sulle dinamiche salariali. La crescita economica è stata resiliente”.

“Questo significa che restiamo in una situazione mediana per la politica monetaria. Da un lato lo shock è troppo ampio per poter guardare oltre, dall’altro riteniamo che una risposta misurata sia appropriata per tenere l’inflazione sotto controllo”, ha detto Lagarde.

Lorenzo Balbi: “I musei siano come istituti di ricerca”

Guarene, 28 set. (askanews) – Sabato 26 settembre 2026 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha celebrato il ventesimo anniversario dello Young Curators Residency Programme a Guarene con una giornata di studi sul ruolo dell’arte italiana nel panorama internazionale. Askanews ha chiesto ad alcune persone del mondo dell’arte presenti alla giornata quali strumenti possono essere utili per supportare il lavoro dei giovani artisti e artiste in Italia.

Lorenzo Balbi, Presidente AMACI, a margine dell’incontro: “Penso che i musei di arte contemporanea, soprattutto i musei pubblici di arte contemporanea, devono interpretare un ruolo di riferimento per un determinato contesto, per un determinato territorio. Gli artisti e le artiste italiane devono pensare la rete dei musei pubblici e del loro stato come una rete di riferimento, non solo per la loro valorizzazione, ma proprio per la possibilità di essere degli enti di ricerca. Su questo incide un modo di pensare al museo come un luogo che debba per forza rincorrere i numeri, rincorrere i biglietti, rincorrere anche le economie derivanti dai biglietti. Quello che auspichiamo anche come AMACI, associazioni dei musei di arte contemporanea in Italia, è proprio quello di ribadire con fermezza il ruolo delle istituzioni culturali pubbliche in Italia dedicate allo sviluppo dell’arte moderna e contemporanea come istituti di ricerca, istituti liberi da quest’idea del museo come azienda, del direttore come manager, ma che possano badare al ruolo che devono interpretare nel progredire, nel far progredire le carriere, nel dare spazio a quegli artisti che altrimenti non lo avrebbero in altre istituzioni. Su questo influisce enormemente un’idea di museo come presidio di complessità, un luogo in cui si possa entrare per prendersi il tempo, per andare oltre la velocità del mondo e potersi fermare, riflettere e guardare anche al proprio contesto con occhi nuovi”.

Dal 2007 lo YCRP ha ospitato quasi sessanta curatrici e curatori internazionali e presentato il lavoro di oltre duecento artiste e artisti italiani, contribuendo a creare una rete internazionale di relazioni e a raccontare, attraverso prospettive sempre nuove, l’evoluzione della scena artistica italiana contemporanea. La giornata di studi e il programma sono sostenuti da Banca Ifis in qualità di main sponsor tramite la sua piattaforma culturale Ifis art.

Carburanti, partiti gli sconti: anche Ip si allinea a Eni

Roma, 28 set. (askanews) – Sono partiti questa mattina gli sconti ai prezzi della benzina di Eni ed Ip. Quest’ultima, a quanto si apprende, ha allineato in diverse stazioni di rifornimento sulle autostrade il limite di prezzo a quello di Eni, vale a dire quindi 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il diesel. Al momento il numero preciso dei distributori che stanno applicando questo tetto non è ancora preciso.

Ieri la compagnia azera Socar che controlla il marchio Ip, ha annunciato “di voler rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia, con l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti”.

“Il valore del prezzi verrà stabilito in base alle diverse esigenze – ha spiegato – per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori”. “Il limite verra applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio IP, garantendo un significativo supporto ai partner e ai retisti con cui l’azienda ha costruito negli anni un rapporto di piena fiducia, trasparenza e collaborazione, che la distingue all’interno del panorama energetico nazionale. Verranno contestualmente studiate le modalità più efficaci per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da IP e distribuiscono attraverso i propri marchi in tutto il territorio nazionale”.

Calcio, Parma, scelto Gilardino: esordio contro l’Inter

Roma, 28 set. (askanews) – Dopo la separazione consensuale con Carlos Cuesta, il Parma ha scelto Alberto Gilardino per la panchina. I contatti delle ultime ore hanno portato a un’intesa e l’accordo dovrebbe essere ufficializzato a breve. L’ex allenatore di Genoa e Pisa dovrà prima risolvere il contratto che lo lega ancora al club toscano: se non ci saranno intoppi, già in serata potrebbe arrivare a Parma per la firma.

Gilardino è stato il primo nome emerso dopo l’addio a sorpresa con Cuesta e ha rapidamente conquistato la pole per la successione. Il Parma è reduce dalla vittoria sul Genoa (2-1), la prima in campionato dopo tre sconfitte e un pareggio, oltre all’eliminazione dalla Coppa Italia.

In mattinata Cuesta passerà a salutare la squadra, mentre l’allenamento delle 15 sarà diretto da Nicola Pavarini, Valerio Ciaralli e Manuel Morabito. Per Gilardino, invece, ci sarebbe subito una sfida particolare: alla ripresa del campionato il nuovo tecnico del Parma è atteso a San Siro contro l’Inter di Cristian Chivu, proprio l’allenatore che nell’estate 2025 era stato sostituito sulla panchina emiliana da Cuesta. La partita è in programma il 10 ottobre alle 18.

Un ritorno, quello di Gilardino, anche nel club che lo aveva visto protagonista da giocatore dal 2002 al 2005. Con la maglia del Parma l’attaccante aveva realizzato 23 gol nella stagione 2003-04 e 24 in quella successiva. Il suo nome era già stato sondato dalla società nell’estate 2025 per il dopo-Chivu, prima della scelta di Cuesta.

Scuola, Bucci: rimozione striscione Qui nessuno è straniero? Malinteso

Genova, 28 set. (askanews) – “Mi sembra che abbiano già parlato in parecchi di questa storia, quindi non so se devo aggiungermi anch’io alla lista di quelli che parlano bene e parlano male. Io dico soltanto che a me la riforma sembra una cosa fatta bene. Io sono favorevole alla riforma e mi dispiace che ci siano dei bambini che scrivono con gli asterischi, questo non va bene e mi preoccupa parecchio. Ma dubito che ci siano stati dei bambini ad aver scritto con gli asterischi. La rimozione? Sarà stato un misunderstanding”: lo ha detto il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, commentando, a margine della conferenza stampa di presentazione del Salone Nautico di Genova, la rimozione da parte della polizia dello striscione con scritto “Qui nessuno è stranier*” all’ingresso della scuola primaria Daneo di Genova.

Dl Scuola, Silvia Salis: Genova non è allineata

Genova, 28 set. (askanews) – “Io ho chiamato subito il questore che ha fatto i dovuti approfondimenti. Anche loro hanno dovuto fare approfondimenti perché è una notizia che è arrivata da un servizio che stavano svolgendo sul territorio. L’importante è ribadire il concetto che, rispetto ad un certo dialogo nazionale che si fa in questo momento sulla scuola, la città di Genova non è allineata”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, parlando, a margine della conferenza stampa di presentazione del Salone Nautico di Genova, della rimozione da parte della polizia dello striscione pro-inclusione appeso all’ingresso della scuola primaria Daneo e dei chiarimenti chiesti alla questura dopo il blitz della Digos.

FSRR: per i vent’anni di YCRP la mostra What about us a Guarene

Guarene, 28 set. (askanews) – In occasione del ventesimo anniversario dello YCRP nella sede di Guarene la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta con la curatela di Michele Bertolino la mostra What about us. Arte italiana dallo Young Curators Residency Programme, visitabile fino al 28 febbraio 2027. Dal 2007 lo YCRP ha ospitato quasi sessanta curatrici e curatori internazionali e presentato il lavoro di oltre duecento artiste e artisti italiani, contribuendo a creare una rete internazionale di relazioni e a raccontare, attraverso prospettive sempre nuove, l’evoluzione della scena artistica italiana contemporanea. What about us riattiva questo archivio attraverso nuove associazioni tra opere già presentate durante le residenze.

Michele Bertolino, curatore tutor uscente di Young Curators Residency Programme e curatore della mostra, ha introdotto askanews alla mostra: “What about us vuole ripercorrere vent’anni di progetto di residenza per curatori stranieri, che di fatto è un progetto che ha tracciato un archivio sull’arte italiana prodotto dal 2007 ad oggi. Ripercorrendo la storia della residenza attraverso le mostre conclusive prodotte appunto dai curatori internazionali, si riescono a ri-tracciare una serie di tendenze, di sguardi, di ricerche che in qualche modo identificano un perimetro identitario in cui muoversi. La mostra voleva un po’ cogliere l’occasione del ventennale per fermarsi un attimo e per riguardarsi indietro e fare il punto per poi appunto riprendere con il progetto della residenza l’anno prossimo. What about us mette insieme 23 artisti dei più di 200 che hanno presentato opere nei vent’anni passati, quindi una selezione assolutamente parziale, ma che ha voluto provare a riguardare questa storia attraverso una lente tematica, molto fragile, che è quella del tempo. La residenza è un oggetto che ha un tempo estremamente limitato, sono tre i mesi passati dai curatori internazionali in Italia nell’ambito del progetto. Il tempo è anche spesso al centro delle mostre che sono state prodotte come mostre conclusive delle edizioni passate della residenza. Proprio perché è limitato il tempo della residenza e perché molte opere si interfacciano con il tempo, che è il tempo storico, il tempo politico, il tempo sociale, il tempo anche cinematografico; questa idea è stata un po’ una sorta di chiave con cui sono entrato nelle varie mostre delle edizioni passate”.

Al centro della mostra il tempo è inteso non come semplice misura, ma come materia da interrogare, scomporre e reinterpretare: le opere esplorano diverse forme della memoria, della rimozione, dell’attesa e della trasformazione del tempo. Tra le opere, materiali d’archivio, fotografie, cataloghi e documenti ripercorrono i primi vent’anni del YCRP, rendendo visibile la costruzione di un archivio collettivo e in continua evoluzione di sguardi sull’arte italiana. Artisti e artiste presenti in mostra: Vanessa Alessi, Alterazioni Video, Yuri Ancarani, Rosa Barba, Elisabetta Benassi, Benni Bosetto, Chiara Camoni, Ludovica Carbotta, Manuele Cerutti, Giulia Crispiani, Tomaso De Luca, Binta Diaw, Sara Enrico, Alessandra Ferrini, Benedetta Fioravanti, Claire Fontaine, Valentina Furian, Lorenza Longhi, Diego Marcon, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Marinella Senatore, Alessandra Spranzi.

Ex Ilva, il Pg di Milano chiede di rigettare il ricorso sulla sospensiva

Roma, 28 set. (askanews) – La Procura generale della Repubblica presso la Corte di appello di Milano, esaminato il ricorso ex art. 373 cpc proposto da Ilva in amministrazione straordinaria, chiede che la Corte dichiari, in via principale, inammissibile il ricorso per difetto dei presupposti di legge e per carenza di interesse e, comunque, nel merito lo rigetti. E’ questo il parere del procuratore generale Angelo Renna in vista dell’udienza della Corte d’Appello di Milano in programma mercoledì 30.

Nel parere depositato alla Corte d’Appello di Milano, il Pg Renna osserva che “in via preliminare occorre rilevare che il parere della Procura generale presso la Corte d’Appello, richiamato dalle ricorrenti, era regolarmente depositato nel fascicolo telematico fin dal 3 settembre 2026 e pienamente visibile alle parti processuali. La circostanza che non sia stato considerato dalle ricorrenti non integra alcun vulnus del contraddittorio né costituisce vizio del procedimento, essendo il parere conoscibile e accessibile nella sua interezza”.

Quanto alla dedotta applicabilità dell’art. 669-septies cpc “deve osservarsi che il provvedimento presidenziale del primo presidente della Corte di Cassazione non è sussumibile nella nozione di ‘mutamento delle circostanze’ rilevante ai sensi della norma richiamata – scrive il Pg Renna – il mutamento delle circostanze, nel sistema delle misure cautelari, riguarda esclusivamente fatti nuovi, sopravvenuti, oggettivi e incidenti sul periculum o sul fumus, tali da modificare la situazione sostanziale o processuale valutata dal giudice che ha emesso il provvedimento cautelare. Il provvedimento presidenziale del 16 settembre 2026 non incide sul quadro fattuale relativo al rischio sanitario accertato dalla Corte d’Appello, non modifica la situazione giuridica sostanziale delle parti, non introduce nuovi elementi di diritto rilevanti ai fini del bilanciamento operato nel decreto n. 425/2026 non è un fatto esterno imprevedibile, ma un atto organizzativo interno alla Corte di Cassazione, espressivo delle sue prerogative istituzionali”.

Inoltre, “la fissazione dell’udienza in data anteriore al termine previsto per lo spegnimento degli impianti esclude, anziché giustificare, la necessità di un nuovo intervento cautelare – aggiunge – la prossimità della decisione delle sezioni unite rende evidente l’assenza del pregiudizio prospettato dalle ricorrenti, poiché il giudice di legittimità sarà posto nelle condizioni di pronunciarsi tempestivamente prima che si producano gli effetti asseritamente irreversibili richiamati nell’istanza. La sopravvenienza dedotta a fondamento del ricorso determina pertanto un effetto opposto rispetto a quello auspicato: lungi dal determinare una nuova insorgenza dell’interesse alla sospensione del decreto impugnato, ne evidenzia l’assenza, facendo venir meno anche questo secondo presupposto della richiesta cautelare. Non sussiste alcun vuoto di tutela che richieda un intervento interinale della Corte d’Appello. Nel merito, occorre rilevare come dall’ampia motivazione del decreto n. 425/2026 emerga che la Corte d’Appello di Milano ha fondato la propria decisione su un nucleo di argomentazioni del tutto insensibili alla sopravvenienza richiamata dalle ricorrenti”.

Il decreto, conclude il Pg Renna, “chiarisce che la misura inibitoria è stata adottata per eliminare un rischio sanitario attuale, desunto da una pluralità di fonti: la sentenza della CGUE del 25 giugno 2024, la nuova Aia 2025, le valutazioni di danno sanitario, i rapporti delle autorità sanitarie, le consulenze tecniche e il principio di precauzione. La Corte meneghina ha ritenuto che l’attività dell’area a caldo esponga la popolazione a un rischio non procrastinabile, che deve essere eliminato senza ulteriori ritardi, indipendentemente dalla durata del giudizio di legittimità. Il decreto non fonda mai il proprio bilanciamento sulla prospettiva temporale del giudizio di Cassazione, né considera la durata del processo come elemento decisivo. Il parametro temporale non è parte del ragionamento della Corte, che ha invece valorizzato la prevalenza del diritto alla salute quale bene primario, non ulteriormente comprimibile neppure per un periodo breve. La Corte territoriale afferma espressamente che, dopo la modifica dell’art. 41 Cost., l’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno alla salute o all’ambiente, richiamando la giurisprudenza costituzionale e di legittimità che individua nella tutela della salute un limite intrinseco all’attività produttiva. Tale principio, asse portante del decreto impugnato, non risulta in alcun modo inciso dalla sopravvenienza invocata dalle ricorrenti. La fissazione dell’udienza dinanzi alle sezioni unite per il 20 ottobre 2026 non modifica il quadro fattuale accertato dalla Corte di merito: non elimina il rischio sanitario, non lo attenua, non ne differisce l’incidenza. La Corte d’Appello ha ritenuto che tale rischio sussista attualmente e richieda un intervento immediato, senza ulteriori dilazioni”.

Ddl antisemitismo, Segre: incredula su divisioni, paese sia unito

Roma, 28 set. (askanews) – “Resto incredula di fronte alle divisioni che si stanno manifestando sul DDL contro l’antisemitismo. Ci sono temi sui quali un paese civile dovrebbe ritrovarsi unito al di là delle logiche di schieramento”. Lo afferma in una nota la senatrice a vita Liliana Segre.

“Ricordo quando il compianto amico Furio Colombo propose la legge per l’istituzione del Giorno della Memoria. Egli disse subito che per l’Italia, che nel 1938 aveva approvato con voto unanime della Camera fascista le leggi razziali e che con la RSI aveva cooperato attivamente alla Shoah, era un punto d’onore giungere ad approvare all’unanimità il Giorno della Memoria – ricorda Segre -. E grazie alla sua caparbietà e all’intelligente lavoro di mediazione sul testo riuscì a ottenere alla fine, nel 2000, quel voto unanime del parlamento”.

Marco Pannella e Roberto Gualtieri, una targa oltre la cronaca

Ancora conservo il mio resoconto, pubblicato su Nuova Agenzia Radicale, diretta da Giuseppe Rippa, di un Convegno romano del 14 luglio 2005 su Giorgio Amendola (riporto di seguito i versi a lui dedicati, contenuti nella silloge Inesausto amore. La noia e altre poesie erotiche). Fra i relatori, oltre a Simona Colarizi, Roberto Gualtieri. L’attuale sindaco della Capitale, infatti, è uno storico di professione.

Ecco, proprio Gualtieri, in qualità di primo cittadino, ha accolto la petizione, a cui avevo prontamente aderito, per una targa commemorativa in onore di Marco Pannella a Piazza Navona. La cerimonia di scoprimento ha avuto luogo mercoledì 23 settembre a mezzogiorno nella celeberrima piazza, a Palazzo Braschi (angolo via della Cuccagna).

Non solo un riconoscimento pubblico e solenne. Si tratta soprattutto del segno di una migliore comprensione della vicenda italiana del dopoguerra. Gualtieri, innanzitutto da studioso di Storia contemporanea, finisce per esprimere una nuova consapevolezza, maturata negli ultimi anni, riguardo alle battaglie dei radicali e alla figura di Marco, il leader. Una consapevolezza confermata negli ultimi giorni dai sentimenti e dai commenti suscitati dalla morte dell’altra leader, Emma Bonino.

Non di rado, fin da bambini, sentiamo parlare del binomio libertà-responsabilità. Ecco, Emma e Marco quel binomio l’hanno vissuto e incarnato, e ci lasciano in eredità i frutti delle lotte da esso sgorgate.

La cultura, il sapere, i saperi si nutrono delle idee, della loro libera circolazione, della possibilità di tradurle in scelte e in comportamenti. Ed è in atto uno scontro possente tra due istanze: quella liberticida, della censura, della chiusura, delle proibizioni, del ritrarsi dell’Occidente all’ombra della paura e quella che, al contrario, raccoglie lo spirito di apertura di Alessandria d’Egitto o di Erasmo da Rotterdam, la nonviolenza del Mahatma Gandhi e di Martin Luther King, “la libertà di religione e la religione della libertà”, come direbbe Pannella, la speranza che supera la speranza stessa.

Insomma, quella targa di Piazza Navona non riguarda tanto una personalità pubblica che non c’è più quanto il nostro futuro.

 

“Una scelta di vita”

 

Tu
Giorgione
Amendola mio
hai compiuto
“Una scelta di vita”
che
in forme diverse
in un mondo
mutato
provo a compiere
anch’io. E
in quelle “Polemiche fuori tempo”
c’è la sinistra
per come tu la intendevi
e per come
l’intendo io.

Esempio di vita di passione
d’amore,
sbagliasti a volte
ancor più
erro io
forti tuttavia di un faro
che
pur a intermittenza
ci indica il verso
giusto.