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Scuola Superiore Sant’Anna presenta il piano strategico 2026-2031

Pisa, 7 lug. (askanews) – Un’alleanza strutturale tra i poli del sapere di Pisa, il consolidamento del progetto sulla mobilità sociale per gli studenti meritevoli, la creazione di un polo dell’innovazione per accompagnare il progresso tecnologico del Paese e un forum sulla politica internazionale entro il 2028. Sono questi i quattro progetti speciali su cui la Scuola Sant’Anna di Pisa intende investire nei prossimi anni attraverso il suo Piano Strategico 2026-31, il documento programmatico con cui l’ateneo d’eccellenza segna la sua traiettoria.

Il Piano si inserisce in una fase di forte crescita, come testimoniano i dati del 2025: oltre 870 unità di personale, circa 700 allieve e allievi tra Corsi Ordinari e PhD, 590 progetti di ricerca attivi, 767 prodotti scientifici, oltre 250 famiglie brevettuali, 42 spin-off e proventi complessivi vicini ai 100 milioni di euro. Risultati che confermano la solidità del modello Sant’Anna e segnano l’inizio di una nuova fase, orientata a consolidare la crescita, rafforzare i processi e accrescere il riconoscimento nazionale e internazionale dell’Ateneo.

A spiegare quale sarà la direzione della Scuola durante il suo mandato, il rettore Nicola Vitiello: “La Scuola Sant’Anna ha bisogno di consolidare quanto è stato fatto negli ultimi anni, sia dal punto di vista infrastrutturale che di massa critica della ricerca, garantendo sostenibilità nel medio termine e cercando di progettare con quelli che oggi abbiamo definito i progetti speciali. Insomma, il futuro del proprio Ateneo, di sé stessa, ma anche di garantire un maggiore impatto all’interno della società e nel Paese”.

Un progetto che si articola in quattro grandi iniziative trasversali ad alta visibilità e impatto, capaci di integrare competenze e strutture diverse e di accelerare l’attuazione del Piano su obiettivi specifici. A entrare nel dettaglio dei progetti, la prorettrice vicaria della Scuola Sant’Anna, Gaetana Morgante: “I quattro progetti principali del piano strategico sono, innanzitutto, il sistema universitario della ricerca pisano, un sistema che consenta di mettere in connessione e di rafforzare ancora di più il coordinamento tra istituzioni universitarie della ricerca e del territorio. Secondo progetto quello merito e mobilità sociale, che vuole consentire a studenti di alto merito, ma provenienti da contesti difficili, di sfruttare comunque l’opportunità dell’università. Il terzo progetto è l’innovation hub, un polo dell’innovazione dove le tecnologie di frontiera, che abbiamo sviluppato alla scuola, possano essere messe a disposizione della collettività. Last but not least il Sant’Anna forum, un momento di discussione e confronto”.

Una tabella di marcia che guarda al 2031 e con cui la Scuola Sant’Anna prova a rafforzare il proprio ruolo non solo come centro di eccellenza nella ricerca, ma anche come protagonista del dibattito scientifico, tecnologico e istituzionale del Paese.

Esce a sorpresa il nuovo brano degli U2 "Street Of Dreams"

Milano, 7 lug. (askanews) – Esce oggi a sorpresa il nuovissimo brano degli U2 dal titolo “Street Of Dreams”.

Si tratta del primo singolo estratto dal nuovo album in studio della band, il cui titolo non è stato ancora annunciato. Sarà il primo album degli U2 dopo nove anni, la cui pubblicazione è prevista nel corso di quest’anno.

Il videoclip del brano è stato girato a Città del Messico a maggio, dove la band ha anche partecipato alla finale del torneo della “Street Child World Cup 2026” al Parque Ecològico Lago de Texcoco.

Le riprese vicino a Plaza Santo Domingo hanno attirato una grande folla di fan nonostante il maltempo imminente. Tuoni e pioggia hanno inaspettatamente causato il guasto di un generatore, e una famiglia del posto ha accolto i quattro membri della band nel proprio appartamento per permettere loro di finire le riprese dal loro balcone.

Prodotto da Jacknife Lee, “Street of Dreams” propone l’inconfondibile sound degli U2 creato da Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr., che a settembre celebreranno il 50º anniversario della formazione del gruppo.

La band nacque dopo che Larry affisse un biglietto scritto a mano sulla bacheca della scuola al Mount Temple Comprehensive di Dublino, con la scritta: “Cercasi batterista per formare una band.”

“Street of Dreams” è disponibile in formato digitale, oltre che sulle piattaforme di streaming (DSP).

Equitazione, SIR La Farnesina festeggia 100 anni con il campione Bucci

Roma, 7 lug. (askanews) – Una serata all’insegna della storia, della tradizione e dell’eccellenza sportiva quella che si è svolta lunedì sera presso il circolo SIR La Farnesina a Roma, dedicata a tre prestigiosi centenari che hanno segnato il percorso dello sport equestre italiano: i 100 anni della FISE – Federazione Italiana Sport Equestri, del Concorso Ippico Internazionale di Piazza di Siena e della SIR – Società Ippica Romana, tre istituzioni che da un secolo rappresentano un punto di riferimento per l’equitazione nazionale.

Ad accogliere gli ospiti nel prestigioso circolo romano è stato il presidente della SIR La Farnesina, Pierluca Impronta, che nel suo intervento ha sottolineato “i valori della memoria, riconoscenza e orgoglio sportivo nel segno di una tradizione che continua a guardare al futuro con entusiasmo e ambizione e l’impegno del circolo a sostegno della crescita del movimento equestre nazionale in sinergia con la Federazione”.

Fondata nel 1926, la SIR – Società Ippica Romana, la più antica scuola di equitazione di Roma e una delle prime d’Italia, dove sono nate e cresciute leggende come i mitici fratelli Piero e Raimondo D’Inzeo, Graziano Mancinelli – rappresenta da un secolo uno dei punti di riferimento dell’equitazione italiana.

Momento centrale e particolarmente emozionante della serata è stato l’omaggio a Piergiorgio Bucci, campione italiano e protagonista della storica vittoria nel Rolex Gran Premio Roma, un successo che, dopo diversi anni, ha riportato il tricolore sul gradino più alto del podio di Piazza di Siena. A presentare il fuoriclasse azzurro, il presidente della FISE, Marco Di Paola che nell’evidenziare l’importanza storica della ricorrenza ha sottolineato il valore sportivo e simbolico di un risultato conquistato proprio nell’edizione del centenario di Piazza di Siena, una vittoria che rappresenta una delle pagine più significative dello sport equestre italiano degli ultimi anni.

Nel corso della serata è intervenuto anche l’amministratore Delegato di Sport e Salute S.p.A., Diego Nepi Molineris, che ha espresso il proprio apprezzamento per il grande percorso di crescita e valorizzazione intrapreso dalla SIR La Farnesina sotto la guida di Pierluca Impronta, complimentandosi con lui e con tutta la squadra per l’impegno e il coraggio con cui hanno restituito nuova vita a una realtà straordinaria, parte integrante del Foro Italico e della storia di Roma. Ha poi preso la parola il segretario generale della FISE, Simone Perillo, che ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla straordinaria riuscita della 92esima edizione dello CSIO di Roma – Piazza di Siena.

Piergiorgio Bucci, nato a L’Aquila, occupa oggi il 15esimo posto del ranking mondiale FEI, confermandosi il miglior atleta azzurro del salto ostacoli. Il suo straordinario momento di forma è stato ulteriormente consacrato dalla recente vittoria nel prestigioso Gran Premio Rolex di La Baule, riportando l’Italia nell’albo d’oro della competizione a oltre quarant’anni dall’ultimo successo italiano e dal secondo posto conquistato al Longines Global Champions Tour 2026 pochi giorni fa nella tappa di Montecarlo.

Dal 2026 Bucci, veste anche i colori della SIR La Farnesina, ricoprendo il duplice ruolo di direttore agonistico e cavaliere di punta del circolo.

Un Vermeer a Palazzo Barberini (prestito del Rijksmuseum Amsterdam)

Roma, 7 lug. (askanews) – Dall’8 luglio all’11 ottobre 2026 Palazzo Barberini ospita lo straordinario capolavoro di Johannes Vermeer “Donna in blu che legge una lettera”, concesso in prestito in via eccezionale dal Rijksmuseum di Amsterdam.

Dopo l’esperienza di “Giorgione. Da Budapest a Roma”, le Gallerie Nazionali di Arte Antica proseguono il dialogo con alcune delle più prestigiose istituzioni museali internazionali, offrendo una nuova opportunità di incontro con i capolavori della tradizione artistica europea.

Realizzata intorno al 1663-1664, “Donna in blu che legge una lettera” è considerata uno dei vertici della produzione del maestro di Delft ed è tra le immagini più celebri della pittura olandese del Seicento. La giovane donna colta nell’atto di leggere una lettera, immersa nel silenzio di un interno domestico e rischiarata dalla luce proveniente dalla finestra, incarna alcuni dei temi più caratteristici dell’arte di Vermeer: l’intimità della vita quotidiana, la sospensione narrativa e la straordinaria capacità di tradurre la luce in strumento di costruzione dello spazio e delle emozioni.

A cura di Thomas Clement Salomon e Paola Nicita, il dipinto giunge a Roma offrendo un’occasione unica per approfondire l’opera di uno dei protagonisti assoluti della pittura europea. L’iniziativa assume un particolare rilievo alla luce della rarità delle opere di Vermeer — poco più di una trentina quelle universalmente riconosciute, nessuna conservata in Italia — e delle rare occasioni in cui questi capolavori vengono concessi in prestito.

Il percorso espositivo si articolerà tra la Sala Ovale e la Sala Paesaggi: una serie di contenuti digitali accompagnerà i visitatori alla scoperta dell’arte del Maestro olandese, offrendo approfondimenti dedicati alla storia del dipinto, alla tecnica pittorica di Vermeer e al contesto culturale in cui esso venne realizzato. L’esposizione offre inoltre l’occasione di apprezzare il restauro condotto dal Rijksmuseum nel 2010, che ha restituito al dipinto la luminosità originaria dei colori e ha consentito di approfondire la conoscenza del processo creativo dell’artista.

Il percorso culminerà nella Sala Paesaggi, dove “Donna in blu che legge una lettera” sarà presentata in uno spazio dedicato che consentirà un’osservazione ravvicinata dell’opera e dei suoi raffinati dettagli esecutivi.

Cenacolo Vinciano: il messaggio di pace di Liu Bolin

Milano, 7 lug. (askanews) – Nella Sacrestia di Santa Maria delle Grazie, a fianco del Cenacolo Vinciano, sono state presentate le due opere realizzate dall’artista Liu Bolin, donate alla Pinacoteca di Brera. Nel 2025 l’artista è stato accolto nel Sito Unesco del complesso di Santa Maria delle Grazie, composto dalla Chiesa e dal Convento Domenicano con il Cenacolo di Leonardo da Vinci nel refettorio, affinché potesse essere lanciato un messaggio di pace, tregua olimpica e cura del patrimonio dell’Umanità, nel corso dei Giochi Olimpici di Milano Cortina. È nato così il progetto del duplice scatto, intitolato A message for beauty, esito di un accordo di valorizzazione fra la Galleria Gaburro e la Grande Brera (Pinacoteca di Brera, Biblioteca Nazionale Braidense e Museo del Cenacolo Vinciano).

Chiara Rostagno, Vicedirettore Pinacoteca di Brera e Direttore esecutivo Museo Nazionale del Cenacolo Vinciano, ha spiegato ad askanews il progetto: “Nel corso dello scorso autunno abbiamo ricevuto una proposta dall’artista Liu Bolin per realizzare un’opera all’interno del Museo Nazionale del Cenacolo Vinciano. Non appena è arrivata questa proposta ci siamo immediatamente interrogati, anche a partire dall’esperienza artistica dell’autore, e gli abbiamo lanciato una proposta, che lui ha accettato, di lavorare sull’intero compendio monumentale Sito Unesco di Santa Maria delle Grazie con il Cenacolo Vinciano. Dopo una serie di sopralluoghi, di meditazioni e soprattutto con l’idea che lui potesse aiutarci a lanciare un messaggio di pace, Liu Bolin ha colto molto profondamente il nostro messaggio, ha riflettuto e ne sono nate le due opere: una in cui lui si immedesima nella cupola di Santa Maria delle Grazie e l’altra di immedesimazione nell’opera di Leonardo Da Vinci, L’Ultima cena. In lui c’è un desiderio di immergersi, di identificarsi. L’idea che lui si potesse identificare nel nostro patrimonio monumentale, in un Sito Unesco, era molto importante. Noi crediamo profondamente che l’esperienza del nostro patrimonio e anche immedesimarsi nel valore che cerchiamo di recare ai nostri visitatori sia un’occasione straordinaria anche per infondere coraggio e quindi anche attraverso la bellezza veicolare dei messaggi di speranza e di pace come in questo caso”.

Come ha ricordato lo stesso Liu Bolin, il suo lavoro nasce da una forma di rispetto: scomparire non significa annullarsi, ma diventare parte di ciò che è più grande, custodendo la memoria e proiettandola nel futuro. Un gesto che, di fronte al capolavoro di Leonardo e negli spazi della Basilica, si fa celebrazione della pace e della bellezza.

Israele, il racconto dei sopravvissuti: dopo 7 ottobre "non c’è scelta"

Reim, 7 lug. (askanews) – Israele “non ha scelta”. “Se devo bombardare una zona e so che moriranno anche degli innocenti, ma è l’unico modo per proteggere mio figlio, allora proteggerò mio figlio”: lo ha dichiarato ad askanews, e a una delegazione di giornalisti italiani, una sopravvissuta al massacro del festival Nova del 7 ottobre.

Può spaventare un rumore sordo in lontananza? Normalmente la risposta è no. Ma se sei una sopravvissuta al massacro del festival Nova del 7 ottobre, quel rumore può risvegliare paure antiche e ferite che non si sono ancora rimarginate.

“Riesco a dormire tranquilla a casa mia solo perché il nostro esercito è dentro Gaza” ha raccontato Mazal Tazazo, israeliana di origini etiopiche, sopravvissuta alla violenza di Hamas che si è abbattuta sul party organizzato al Nova Festival.

“Se l’IDF se ne andasse (da Gaza, ndr) e Hamas rimanesse lì, loro si riorganizzerebbero. Io non credo che resterei qui ad aspettare di essere di nuovo il primo a essere colpito, capisci?”, ha proseguito Mazal, spiegando ad Askanews, e ad altri media italiani, che oggi la sicurezza deriva dalla presenza dei militari israeliani lungo il confine con Gaza.

Mazal è sicura del fatto che, se l’Idf lasciasse Gaza, Hamas tornerebbe ad armarsi e a minacciare Israele. “So che, se il nostro esercito lasciasse Gaza, loro si riorganizzerebbero e rifarebbero tutto da capo. Lo dicono apertamente: è il loro obiettivo” ha specificato Mazal, sostenendo che “il mondo è cieco” nei confronti di Hamas.

Israele “non ha scelta”, ha aggiunto Mazal, affermando che “se devo bombardare una zona e so che moriranno anche degli innocenti, ma è l’unico modo per proteggere mio figlio, allora proteggerò mio figlio”. “Non voglio fare del male a nessuno. Però voglio vivere in sicurezza”, ha precisato Mazal.

Secondo Mazal, tuttavia, esiste una soluzione, ed è “semplice”. “Se hai tutti i video che mostrano persone che hanno commesso omicidi, quelle persone devono andare in prigione. È così semplice”, ha sentenziato. “Abbiamo le prove, no? Abbiamo tutti i video di quello che ci hanno fatto. Quindi entra a Gaza, arresta l’organizzazione Hamas, dai ai palestinesi una buona leadership, porta un sistema educativo e applica la legge” ha osservato Mazal, aggiungendo che i “palestinesi hanno bisogno di essere liberati dalla loro stessa leadership”.

La ferita del 7 ottobre è ancora viva negli occhi dei sopravvissuti, non solo del Nova Festival, ma anche nei Kibbutz. “Se si tratta dei miei figli o dei loro figli, io scelgo i miei figli. E quindi mi proteggerò”, ha sostenuto Orit Zadikevitch, una donna del Kibbutz di Kfar-Aza, al confine con Gaza.

“Sto parlando a titolo personale, ma qui rappresento molte persone della mia comunità”, ha premesso Orit, specificando la sua posizione sul fatto che il 7 ottobre abbia cambiato il loro rapporto con la popolazione di Gaza.

“Mi dispiace profondamente se dei civili muoiono, ma io devo proteggere me stessa”, ha proseguito ancora Orit, sostenendo che la popolazione israeliana deve “fare in modo che quello che è successo il 7 ottobre non accada mai più”.

Ci sono momenti che segnano per sempre il destino dei popoli: eventi che spazzano via possibilità un tempo ritenute plausibili, travolte dalla forza della storia. Il 7 ottobre e la successiva risposta militare israeliana a Gaza hanno reso ciò che fino ad allora poteva apparire possibile un orizzonte sempre più remoto.

"Cara Televisione" di Aldo Grasso vince il Premio Capalbio 2026

Roma, 7 lug. (askanews) – “Cara Televisione. Una storia d’amore e altri sentimenti” di Aldo Grasso, storico della televisione, editorialista del Corriere della Sera e professore ordinario di Storia della radio e della televisione all’Università Cattolica di Milano, si è aggiudicato il Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta 2026 per la critica televisiva.

Il “Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta”, giunto alla quindicesima edizione – e che premia anche quest’anno grandissimi autori e personalità in ambito politico, storico, giornalistico e letterario – è in programma venerdì 28 agosto alle 19 a Capalbio, all’Anfiteatro del Leccio. La serata sarà condotta dalla giornalista Eleonora Daniele, mentre l’attrice Irene Grazioli leggerà alcune pagine dei libri premiati.

“Un premio”, sostengono i presidenti del premio Mirella Serri e Giacomo Marramao, “che si è venuto affermando grazie all’impegno di coniugare l’alta qualità dei prodotti letterari e saggistici e la loro incidenza nella sfera pubblica”. “Il premio si inserisce”, concludono i presidenti, “nella tradizione di Capalbio splendida cittadina maremmana che da anni si è qualificata come un luogo di dibattito intellettuale, di confronto con opinioni culturali e politiche che hanno grande eco e affermazione sul territorio nazionale”.

Le opere sono state vagliate dalla Giuria composta, oltre che da Serri e Marramao, da Giancarlo Bosetti, Gianfranco Chelini – Sindaco di Capalbio – Matteo Fabiani, Marisa Garito, Maria Concetta Monaci, Denise Pardo e Giuppi Pietromarchi.

“Mi sono sempre definito uno spettatore di professione e sono stato spesso scambiato per uno snob, ma sono esattamente il contrario: un ‘sincero democratico’ la cui curiosità indagatrice è ugualmente sollecitata da un programma ben riuscito come dal trash più efferato, dal pezzo di bravura come dall’approssimazione più sfacciata. Insomma, amo il popolare senza demagogia – afferma Aldo Grasso – un apolide, un reietto, un intruso non riconosciuto dagli Altri Critici e non amato dai diretti interessati, abituati a essere vezzeggiati e coccolati dalla ‘carta stampata’ – e lo fa raccontando la televisione italiana di ieri e di oggi, specchio intramontabile di vizi e virtù, passioni e disincanti di un intero Paese”.

Si rafforza la presenza di Oriens Consulting in Lombardia

Milano, 7 lug. (askanews) – Presso il Palazzo di TNB Project – Azimut è stata annunciata l’apertura della nuova sede di Milano di Oriens Consulting, un passo che conferma il percorso di crescita nazionale del gruppo.

La sede milanese nasce dalla partnership strategica con Gian Luca e Alessandro La Rosa, fondatori Q-Finance e INplacement, che come business partner di riferimento per il presidio e lo sviluppo del mercato lombardo hanno deciso di entrare nel progetto.

Questo traguardo è stato celebrato lo scorso 6 maggio nell’ambito dell’evento “Calici di Innovazione”.

“Parleremo di crescita d’impresa che, secondo i dati Istat, è in fase di rallentamento. Però ci sono ancora aziende che riescono a crescere e quindi a interpretare il cambiamento. Cercheremo quindi di capire come queste imprese riescono ad adattarsi a ciò attraverso tre leve: la strategia, la struttura e il capitale. Grazie al contributo dei nostri relatori, riusciremo così a fornire una risposta ai partecipanti” ha dichiarato Gianluca La Rosa, Business Partner di Oriens Consulting.

“Dopo l’apertura del 2025 della sede di Bologna siamo qui oggi ad inaugurare anche l’apertura nel territorio lombardo. Siamo a Milano, ospiti del partner Azimut, sempre nell’ambito del progetto di sviluppo di HTF Group e di Oriens nel territorio italiano, che prevederà anche l’apertura a Torino, a Napoli e a Pescara. Grazie alla partnership con Q-Finance, siamo in grado di creare le relazioni con le piccole e medie imprese in Lombardia, con le quali speriamo di poter collaborare per la loro crescita e il loro sviluppo” ha aggiunto Giuseppe Piazza, Co-Founder & CEO di Oriens Consulting.

“Calici di Innovazione” continuerà il suo percorso con nuove tappe dedicate al dialogo tra imprese e professionisti, integrando competenze strategiche, organizzative e digitali per accompagnare le aziende nei percorsi di crescita e cambiamento.

Tennis, Sinner: "Rimasto lì mentalmente. Caldo? Ero a mio agio"

Roma, 7 lug. (askanews) – “E’ stata molto dura con Struff, è difficile da affrontare e merita tutto quello che ha fatto in carriera. Ha iniziato meglio di me, ero un po’ in difficoltà poi sono entrato in partita e ho servito meglio”. Così Jannik sinner dopo il successo contro Struff che gli è valso la semifinale di WEimbledon. “Sono rimasto lì mentalmente e sono contento di essere tornato in semifinale – conrinua – Nel 2° set poteva finire in un altro modo, c’è una grande differenza nel vincere quel set e nel 3° ero più rilassato. Contento di avere chiuso in tre set, ma è stata dura. Abbiamo lavorato tanto dopo Parigi per capire cosa era successo, ci siamo preparati al meglio e oggi mi sentivo a mio agio. Spero non mi succeda più, ma se dovesse risuccedere dovremo cambiare qualcosa. Ora mi godo la semifinale”.

Fare RETE per fare Inclusione e Sviluppo in Abruzzo

L’Aquila, 7 lug. (askanews) – Un momento di confronto tra istituzioni, mondo accademico, impresa e associazioni, patrocinato dall’Intergruppo Parlamentare Aree interne, comuni montani e isole minori del Senato della Repubblica e dalla Commissione Regionale Pari Opportunità del Consiglio regionale dell’Abruzzo.

Al centro del dibattito, il valore degli investimenti in innovazione, inclusione e competenze, e la collaborazione tra pubblico e privato come leva di sviluppo per il territorio.

Le parole del Sen. Guido Quintino Liris, Membro Commissione Bilancio Senato della Repubblica: “Il concetto dell’inclusione, insieme a quello della socialità, è un tema importante perché mette tutti coloro che vivono sul territorio, a prescindere da quelle che sono le caratteristiche fisiche, psicologiche, sociali e le proprie peculiarità, nelle condizioni di poter rendere al meglio, di poter esprimere il massimo delle proprie capacità nella maniera più opportuna, migliore e performante possibile, e lo fa con un rapporto virtuoso con le istituzioni.”

Per Sanofi “fare rete” significa mettere a sistema competenze, visioni e responsabilità diverse, creando le condizioni affinché istituzioni, imprese, università, associazioni e comunità possano contribuire insieme alla crescita del sistema salute, alla formazione di nuove figure professionali e allo sviluppo del territorio.

Proprio in questa prospettiva, Sanofi, la Commissione Pari Opportunità e l’Università degli Studi dell’Aquila intendono avviare una collaborazione per rafforzare il collegamento tra formazione universitaria e mondo del lavoro: valorizzare il talento, promuovere competenze e far conoscere alle nuove generazioni le opportunità professionali offerte dal settore delle Life Science.

Un’intesa che nasce in Abruzzo, con particolare attenzione ai modelli professionali inclusivi.

L’intervista di Fulvia Filippini, Public Affairs Country Head Sanofi: “Siamo particolarmente felici di essere oggi ospiti della Giunta Regionale per promuovere questo dibattito dal titolo significativo. Vogliamo approfondire il tema del territorio, del legame con il territorio ma anche il tema dell’inclusione. È questo un po’ il focus del dibattito di oggi. Per noi l’Abruzzo è una regione particolare, una regione molto importante perché qui abbiamo l’hub strategico di produzione.”

Un patto tra impresa, accademia e istituzioni che candida l’Abruzzo a laboratorio nazionale di sviluppo inclusivo.

Tennis, Sinner in semifinale a Wimbledon

Roma, 7 lug. (askanews) – Per la terza volta in carriera, la seconda consecutiva, Jannik Sinner è in semifinale a Wimbledon: battuto sul Court 1 il tedesco Jan-Lennard Struff, n.74 del mondo, con i parziali di 7-5, 7-6, 6-3 in poco più di due ore e mezza di gioco. Partita solida quella di Jannik, ancora supportato da un grande servizio, che l’ha aiutato nei momenti topici del match, in cui ha sempre alzato il livello. Venerdì il campione in carica affronterà nella sua 10^ semifinale Slam il vincente di Djokovic-Auger Aliassime.

Carmen Russo tra i super ospiti del Caltagirone Short FilmFest 2026

Roma, 7 lug. (askanews) – È tutto pronto per la quinta edizione del Caltagirone Short FilmFest, il festival dedicato al cinema breve ideato e diretto dalla giornalista e sceneggiatrice Angela Failla e organizzato dal Comune di Caltagirone, che dal 10 al 12 luglio 2026 trasformerà ancora una volta il cuore del centro storico dell’affascinante città che racchiude l’essenza del barocco siciliano, in un grande spazio dedicato al cinema, agli incontri e alla cultura contemporanea.

Dopo aver annunciato ospiti e riconoscimenti, il festival svela il programma completo delle tre giornate, confermando una proposta capace di intrecciare proiezioni, talk, musica, degustazioni ed esperienze culturali diffuse.

Il tema della sostenibilità, filo conduttore dell’edizione, attraverserà l’intera manifestazione nelle sue dimensioni ambientale, sociale, culturale ed economica, grazie anche al supporto dei main sponsor GETEC ed Energy Wave, realtà impegnate nello sviluppo di soluzioni innovative nel settore energetico.

Le giornate si apriranno ogni pomeriggio nell’Atrio di Palazzo di Città con Wine Ciak – Il cinema nel calice, il format ideato da Giusy Giacone che unisce racconto cinematografico e valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del territorio, proponendo la degustazione di bianchi d’autore e bollicine per iniziare, poi nella giornata di sabato di Cerasuolo e infine di passiti.

Tra le novità di questa edizione il debutto di Short Talk: Storie, conversazioni informali durante l’aperitivo tra giornalisti e ospiti del festival, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico under 35 al linguaggio del cinema: il primo incontro vedrà protagonisti Gabriele Falsetta e Rebecca Antonaci con la moderazione di Alessandro Genitori, mentre il secondo sarà dedicato a Monica Dugo. Ogni sera, inoltre, Palazzo Reburdone ospiterà lo spazio interviste riservato alla stampa accreditata.

La serata inaugurale del 10 luglio sarà affidata a Ruggero Sardo, che guiderà il pubblico tra proiezioni e incontri in Piazza Municipio, a partire dai cortometraggi fuori concorso “Samsa” di Gianpiero Pumo e “Terra Madre” di Denis Nazzari, presentato alla presenza del regista, seguito da uno dei cortometraggi finalisti in concorso. Nel corso della serata verrà assegnato il Premio “Icona dello Spettacolo Italiano” a Carmen Russo, omaggio a una carriera che attraversa televisione, teatro e cinema, sul palco cone lei salirà anche il regista Carlo Fenizi, e il Premio “Cinema senza confini” a Tommaso Basili. Ad Antonio Mannino, ideatore e organizzatore di Etna Comics, andrà il premio “Ambascitaore della cultura pop”. Spazio anche al racconto del mestiere dell’attore con Gabriele Falsetta e a un momento musicale affidato al giovane violinista, vincitore della decima edizione di Tu Si Que Vales Samuele Palumbo.

La seconda giornata, l’11 luglio, sarà condotta da Angelo Scaltriti. La serata in Piazza Municipio si aprirà con la proiezione fuori concorso “Ciò che semini” di Clelia Parisi, presente all’incontro con il pubblico, seguita da un’ulteriore proiezione di uno dei corti finalisti in concorso e dall’incontro “Tra Hollywood e la Sicilia” con l’attore italoamericano Michael Cavalieri. Nel corso della serata verrà consegnato il Premio “Storie di Campioni” a Giuseppe Mascara, mentre Rebecca Antonaci offrirà il suo contributo sul cinema contemporaneo e sulle nuove generazioni di interpreti. Salirà inoltre sul palco l’Associazione Gli Eclettici, a cui verrà assegnato un riconoscimento per “Rita da Cascia – Il Musical”, regia di Rosario Primavera. La chiusura sarà affidata al momento di comicità con il duo Toti e Totino.

La giornata conclusiva del 12 luglio, nuovamente condotta da Ruggero Sardo, sarà dedicata al talento siciliano e ai percorsi artistici internazionali, con la proiezione fuori concorso “Ughetto Forno” di Fabio Vasco e dell’ultimo cortometraggio in concorso, prima della consegna del Premio “Città di Caltagirone” a Elia Lo Tauro, artista siciliano che ha raggiunto una dimensione internazionale nel mondo del musical, distinguendosi in importanti produzioni del West End londinese, tra cui il pluripremiato “Moulin Rouge! The Musical”.

La serata proseguirà con l’incontro con Mario Coco dedicato alla serie “Don Matteo”, e si chiuderà con l’esibizione dello stesso Elia Lo Tauro e con il live finale di PierC, nome d’arte di Piercesare Fagioli, giovane cantautore italiano emerso al grande pubblico grazie alla partecipazione a X Factor Italia 2025, dove ha raggiunto la finale distinguendosi per intensità vocale e presenza scenica.

Accanto agli ospiti già annunciati, prenderanno parte alle tre giornate anche i membri della giuria Monica Dugo, Daniela Bassani e Consuelo Catucci, insieme a registi, artisti e professionisti del settore.

Connact, Madia (Oxford): Ridurre i 4 principali gruppi malattie

Roma, 7 lug. (askanews) – “L’OCSE ha stimato che se riusciamo a ridurre i 4 principali gruppi di malattie non trasmissibili si potrebbe incrementare il PIL del 4%” così Joan Madia, senior research fellow in Health Economics dell’Università di Oxford intervenuto all’evento Connact – Summer Workshop, “Autonomia e competitività dell’UE: l’agroalimentare, la salute e il digitale” che si è tenuto nei giorni scorsi al Parlamento europeo e che ha visto un confronto fra rappresentanti delle istituzioni con associazioni, stakeholder e aziende italiane. L’evento è stato promosso da: A2A, Barilla, CIA, Confcooperative, Fastweb+Vodafone, Federalimentare, FiberCoop, Legacoop, Gruppo Chiesi, Gruppo Ferrero, Gruppo Menarini, MFE-MediaForEurope, Open Fiber, TIM.

Covid, Conte: delegare ascolto testimoni viola principi processo penale

Roma, 7 lug. (askanews) – “Oggi non solo abbiamo una illegittimità costituzionale, che diventerà un precedente a futura memoria, ma non stiamo applicando nemmeno i principi minimi del processo penale”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo nel corso della seduta della commissione d’inchiesta sul Covid, a proposito del sistema di escussione dei testimoni attraverso consulenti delegati dal presidente dell’organismo parlamentare, Marco Lisei (FdI). L’esito di questo lavoro, ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio, “sarà materiale inutilizzabile e se lei viola questo principio la denunceremo in tutte le sedi. Dovrebbe dimettersi, anche perché sui lavori della commissione lei dice menzogne su di me in video deliranti, non rispetta il suo ruolo istituzionale”.

“Il regolamento da voi stesso votato – ha sottolineato Conte – esclude la possibilità di escutere testimoni in questo modo. Questa facoltà non spetta neppure al singolo commissario ma alla commissione come organo collegiale, la maggioranza non si sentirebbe garantita se fosse delegato un parlamentare di opposizione…” Nel sostenere la delibera per proseguire con il metodo di lavoro contestato dalle opposizioni, ha detto il leader stellato rivolto a Lisei, “lei oggi sta dimostrando protervia istituzionale”. Non solo, a giudizio di Conte, la procedura scelta dalla commissione “è illegittima sul piano costituzionale”, ma “nel codice penale c’è un principio, il principio di oralità della prova: significa che se pure vengono escussi dal pubblico ministero in persona o dall’autorità delegata di polizia giudiziaria, per le garanzie che spettano ai cittadini quella non è una prova; va riprodotta nel processo penale. Secondo lei è possibile che quella persona venga escussa e non ci sia il controesame? State contraddicendo i principi del processo penale”.

Francia, Le Pen condannata in Appello, ma è eleggibile: può candidarsi

Roma, 7 lug. (askanews) – Tre anni di carcere di cui due sospesi e 45 mesi di interdizione dai pubblici uffici di cui 30 sospesi: la sentenza di appello non rovescia la pena di primo grado ma permette di fatto a Marine Le Pen – almeno formalmente – di candidarsi alle presidenziali del 2027.

I quindici mesi di ineliggibilità rimasti, infatti, partono dal 31 marzo del 2024, data di emissione della sentenza di primo grado con applicabilità immediata. Discorso diverso invece per quel che riguarda la pena detentiva, ridotta di fatto a un anno di carcere e commutata in libertà condizionale con il braccialetto elettronico.

Qui era stata la stessa Le Pen, in occasione della sentenza di primo grado, ad affermare di non volersi presentare nel caso in cui avesse dovuto indossare un braccialetto elettronico, perché non le avrebbe permesso di fare campagna elettorale; in attesa di sapere se la leader del Rassemblement National confermerà o meno tale decisione, va però considerata un’altra questione legale.

In base a una legge del gennaio 2023 (pensata per ridurre il sovraffollamento delle carceri) infatti la pena detentiva con braccialetto elettronico infatti è suscettibile di un’ulteriore riduzione pari a un massimo della metà della durata prevista: Le pen potrebbe quindi cavarsela con appena sei mesi, se il giudice che presiede all’applicazione della pena dovesse decidere in questo senso. Infine, è possibile che la Procura decida di ricorrere in Cassazione, che in tal caso si pronuncerà nel gennaio del 2027 – periodo in cui Le Pen potrebbe teoricamente già essere impegnata in campagna elettorale, nel caso di uno sconto di pena.La Corte d’Appello ha tenuto di fatto a chiarire che per quanto riguarda le sanzioni di ineleggibilità, “all’epoca dei fatti, non erano obbligatorie”: il tribunale ha quindi ritenuto “di sua competenza valutare la proporzionalità della sanzione alla luce della violazione del diritto di candidarsi alle elezioni” e ha stabilito che “la libertà di scelta dell’elettore, presupposto essenziale per l’espressione del suffragio democratico”, doveva essere presa in considerazione.

La questione appare tuttavia non solo legale, ma di opportunità politica: al di là delle divisioni interne al partito, rimane il fatto che la condanna per corruzione sussiste e che i reati contestati dalla Procura sono stati riconosciuti come “gravi” dalla stessa Corte d’Appello, malgrado la sostanziale riduzione effettiva della pena.

Difficile quindi che Le Pen scelga di presentarsi all’Eliseo con l’etichetta di condannata, in una posizione di quindi vulnerabilità rispetto alle candidature concorrenti; non a caso le prime reazioni si riassumono in un “con che faccia si potrebbe presentare alle elezioni dopo la sentenza di colpevolezza”, come ha affermato l’avvocato del Parlamento europeo, Patrick Maisonneuve.

Trump: Meloni mi piace ma non c’è stata per noi e ha guastato rapporti

Ankara, 7 lug. (askanews) – “Io penso che lei sia una brava persona, in realtà. Il nostro rapporto è diventato un po’ cattivo, ha rifiutato di aiutarci. Io non le ho messo nessuna pressione, ha rifiutato di essere coinvolta sullo Stretto di Hormuz, sull’Iran. Ha guastato i miei rapporti con lei. Ma lei mi piace, è una brava persona. Ma penso che abbia fatto un errore, gli Stati Uniti hanno tanto petrolio più di chiunque altro. Non ci serve Hormuz, lo facciamo perché pensiamo sia importante. Lei non c’era per noi, e questo non mi ha reso felice, ve lo potete immaginare”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo ad Ankara a una domanda sul post fatto l’altro ieri contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Cinema, Umbria Film Festival festeggia 30 anni: al via dal 15 luglio

Roma, 7 lug. (askanews) – Da mercoledì 15 a domenica 19 luglio 2026 l’Umbria Film Festival festeggia la sua 30esima edizione e torna in Piazza Fortebraccio, luogo simbolo della manifestazione. Cinque giorni di proiezioni, eventi speciali, cortometraggi, ospiti e appuntamenti diffusi nel centro storico, con un programma che propone un viaggio nella Memoria per comprendere meglio il presente: gli 800 anni dalla morte di San Francesco, il centenario della nascita di Dario Fo, i 60 anni de La battaglia di Algeri e i 20 anni dalla scomparsa di Gillo Pontecorvo. Tutte le proiezioni sono gratuite e senza necessità di prenotazione.

Questa edizione sarà anche l’occasione per ribadire la vocazione più autentica dell’Umbria Film Festival: portare il cinema nel cuore di una comunità, trasformando la piazza in uno spazio di visione, confronto e partecipazione. “Festeggiare trent’anni significa custodire una storia, ma soprattutto rinnovare un impegno”, ha dichiarato l’avv. Michela Paganelli, presidente dell’Associazione Umbria Film Festival APS. “L’Umbria Film Festival è cresciuto insieme a Montone, alla sua comunità e al suo pubblico: tornare in Piazza Fortebraccio, per questa edizione, vuole essere un gesto di gratitudine nei confronti di una casa, accogliente ed intima insieme, qual è Montone, significa rafforzare ancor più un’identità e un legame vivace ed autentico tra cinema, territorio e comunità”.

“Non credo al cinema neutro: ogni film, si tratti di commedia, fantascienza, horror, documentario o cinema impegnato, porta con sé una posizione, uno sguardo sul mondo, una domanda etica” ha sottolineato la direttrice artistica Maria Teresa Cavina. “I film di questa edizione hanno tutti una ragione profonda di esistere e di resistere: parlano al presente, al pubblico e alla comunità”.

L’apertura del festival sarà nel segno di San Francesco, nell’anno dell’VIII Centenario del Transito, con l’omaggio de “Il sogno di Francesco” di Arnaud Louvet e Renaud Fély, interpretato da Elio Germano e Alba Rohrwacher. Elio Germano riceverà le Chiavi della Città, l’onorificenza più importante dell’Umbria Film Festival. Una giornata, il 17 luglio, sarà dedicato a Dario Fo, nel centenario della nascita e a dieci anni dalla scomparsa del Premio Nobel.

Il programma prevede un incontro su commedia e satira come linguaggio della libertà e la proiezione di una captazione di Mistero buffo. La giornata si concluderà con la presentazione, sotto le stelle, del film del maestro Carlo Lizzani, “Lo svitato”, unica incursione nel cinema di Dario Fo che ne firma anche la sceneggiatura e lo interpreta con al suo fianco una giovanissima e bellissima Franca Rame. La giornata è stata organizzata in collaborazione con la Fondazione Dario Fo e Franca Rame. Saranno presenti Mattea Fo, presidente della Fondazione, e Stefano Bertea, direttore degli archivi.

Il 18 luglio sarà invece dedicato a Gillo Pontecorvo e a “La battaglia di Algeri”, a sessant’anni dall’uscita del film e a vent’anni dalla morte del regista. In piazza ci sarà Marco Pontecorvo, per accompagnare il pubblico dentro la memoria e l’attualità di uno dei capolavori del cinema politico del Novecento. Ci sono film che il tempo allontana e film che la storia continua a rendere necessari.

Il 16 luglio, invece, una serata dedicata alle vite sotto assedio. In Piazza Fortebraccio saranno proiettati “Everyday in Gaza” di Omar Rammal e “Chronicles From the Siege” di Abdallah Al-khatib, film vincitore della sezione Perspectives del Festival di Berlino 2026.

Grande spazio sarà riservato ai cortometraggi, da sempre parte essenziale dell’identità del festival. Anche quest’anno verrà proposto AmarCorti, il concorso dedicato ai migliori cortometraggi italiani mentre ritorna, a grande richiesta, il concorso di cortometraggi dedicato al pubblico più giovane Shortsup.

Il festival si chiuderà il 19 luglio con le premiazioni di ShortsUp e AmarCorti, la proiezione dei cortometraggi vincitori e con la presentazione, in anteprima internazionale, di “Leviticus” di Adrian Chiarella, che ha rappresentato la grande sorpresa di Sundance 2026; il regista usa l’horror per dare corpo alla paura, al pregiudizio, alla violenza che nasce quando una società pretende di imporre l’identità e il desiderio. Ospite d’onore della serata sarà la grande regista britannica di origine indiana Gurinder Chadha. Il suo film “Bend it Like Beckham” (Sognando Beckham) è diventato uno dei film britannici più emblematici della sua generazione.

Nato, Trump "deluso": l’Italia ‘ci ha rifiutato’

New York, 7 lug. (askanews) – “Sono rimasto molto deluso dalla Nato e francamente se [il summit] non fosse ospitato dalla Turchia, che ha un leader molto forte, è possibile che non avrei partecipato”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, durante un bilaterale con il presidente turco ad Ankara in vista del summit dell’alleanza transatlantica.

“Non siamo stati trattati bene”, ha aggiunto in riferimento alla guerra in Iran e all’uso negato delle basi militari di paesi alleati per colpire Teheran: “L’Italia ci ha rifiutato. La Germania ci ha rifiutato. La Francia ci ha rifiutato e questo va bene, ma perché stiamo spendendo centinaia di miliardi di dollari e loro non sono lì per noi? Noi ci siamo sempre stati per loro”.

Tv, un medical drama e la serie su Vialli-Mancini: le novità su Sky

Roma, 7 lug. (askanews) – Dal rinnovo per la seconda e la terza stagione di ‘Avvocato Ligas’ con Luca Argentero, al sequel della serie originale su Max Pezzali e Mauro Repetto, ‘Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883’; fino all’annuncio di due nuovi progetti originali sul set prossimamente: ‘La bella stagione’, sull’amicizia tra Gianluca Vialli e Roberto Mancini e il successo della Sampdoria, e il medical drama ‘Codice Nero’. Tante le novità legate all’intrattenimento nella stagione in arrivo nei prossimi mesi su Sky e NOW, presentate a Milano, tra produzioni internazionali, originali e alcuni dei franchise più amati del panorama tv.

‘La bella stagione’ è tratta dal libro di Gianluca Vialli e Roberto Mancini sull’epica cavalcata della Sampdoria del 1990-1991, quella dello scudetto e poi della finale di Coppa dei Campioni, già adattato da Marco Ponti nell’omonimo documentario; mentre in ‘Codice Nero’, primo medical drama targato Sky, ci saranno Lino Guanciale e Valentina Bellè, per la regia di Lyda Patitucci.

Appena partita con i nuovi episodi del cult HBO ‘House of the Dragon’, l’estate su Sky e NOW continuerà con le avventure postapocalittiche delle due stagioni di ‘Twisted Metal’ e della terza di ‘The Walking Dead: Dead City’ e di quelle tra Nord Africa e Medio Oriente della nuova ‘Atomic’. Dal 9 ottobre torneranno protagonisti gli 883, e debutterà il thriller ‘Nightsleeper – Fuori controllo’; ci sarà poi la quarta stagione di ‘The Gilded Age’ e, per gli appassionati di Jane Austen, la nuova ‘The Other Bennet Sister’, quasi uno spin-off di ‘Orgoglio e pregiudizio’ sulla meno celebrata delle figlie dei Bennet, Mary. E ancora la terza stagione di ‘Vigil’ e, entro fine anno, la quinta dell’epica ‘Babylon Berlin’, cronaca del momento più buio della storia tedesca, quello della fine della Repubblica di Weimar e l’ascesa al potere assoluto di Hitler, e l’attesissima ‘War’, coproduzione Sky e HBO con Sienna Miller e Dominic West di cui è già stata ordinata una seconda stagione.

Per i titoli Sky Original, i primi mesi del nuovo anno vedranno il debutto de ‘Il Sospetto’, crime thriller con Claudia Pandolfi, Alessandro Gassmann e Ginevra Francesconi e di ‘Gucci – Fine dei Giochi’, il ritratto della famiglia più celebre del lusso italiano firmato a partire dal memoir di Allegra Gucci da Gabriele Muccino, con Miriam Leone, Francesco Scianna e Matilda Lutz. Nel corso del 2027 arriverà ‘Quelli della Mala’, ambientato nella Milano degli anni ’70 e ’80: Elia Nuzzolo, annunciato come protagonista insieme al resto del cast, sarà Charlie, diviso tra il sogno di salire sul palco del Derby e l’amicizia con un giovanissimo Renato Vallanzasca. E ‘Fuori Menù – Una brigata dietro le sbarre’, dramedy Sky Original con Maurizio Lastrico, Benedetta Cimatti e Fabio Balsamo su un grande chef che, caduto in disgrazia, finisce in carcere, dove accetta di dirigere un ristorante sperimentale e una brigata improbabile.

Ma il prossimo sarà anche l’anno del ritorno di ‘The Day of the Jackal’, dall’influente romanzo omonimo di Frederick Forsyth e dal successivo pluripremiato film ‘ll Giorno dello Sciacallo’, con il Premio Oscar Eddie Redmayne di nuovo nei panni di un infallibile sicario in fuga, e dell’action ‘Gangs of London’, la serie Sky e AMC+ Original che torna con nuovi episodi ad alta tensione.

Nel 2027 tornano con nuovi episodi alcuni dei titoli di punta di HBO, le cui nuove stagioni arriveranno in contemporanea su Sky e in streaming su NOW: il nuovo ciclo di episodi di ‘The Last of Us’, il soggiorno in Costa Azzurra di ‘The White Lotus’ e il secondo capitolo, tra fantascienza e messianismo, di ‘Dune: Prophecy’. Nel 2027, anche la seconda stagione del prequel di ‘Outlander Blood of My Blood’ e ‘The Forsytes’, dai romanzi del premio Nobel per la letteratura John Galsworthy su una famiglia di agenti di cambio della tarda società vittoriana, dalla sua nascita al suo inesorabile declino.

Prossimamente arriverà, in esclusiva per l’Italia su Sky e NOW, ‘Kill Jackie’, revenge thriller con Catherine Zeta Jones (anche produttrice) nei panni di una ex narcotrafficante reinventatasi commerciante d’arte. E ancora la novità Sky Original’ The Girl with the Dragon Tattoo’, primo adattamento tv per il bestseller dello scrittore e giornalista investigativo Stieg Larsson, e lo storico ‘King and Conqueror’, ispirata alle figure storiche di Aroldo del Wessex e Guglielmo il Conquistatore.

Nuove stagioni per gli show “made in Sky” e novità in arrivo come ‘Taste of Italy’ con Antonino Cannavacciuolo. Nel programma, atteso per la primavera 2027, ci saranno anche Chiara Pavan, chef da una Stella Michelin e una Stella Verde Michelin per il suo ristorante Venissa sulla Laguna Veneta, e Anna Zhang, vincitrice della quattordicesima edizione di “MasterChef Italia”.

Il primo a tornare, domenica 6 settembre, sarà Bruno Barbieri con ‘4 Hotel’. Toccherà poi a ‘X Factor’, al via giovedì 10 settembre, con la conferma in conduzione di Giorgia e dei giudici Francesco Gabbani, Jake La Furia, Paola Iezzi; con loro, nel quartetto al tavolo, la new entry Irama. A dicembre ripartirà la ricerca del migliore cuoco amatoriale d’Italia: il trio di giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli si riunisce per la nuova edizione di ‘MasterChef Italia’. Tornano anche ‘4 Ristoranti’ con Alessandro Borghese e ‘Pechino Express’ con Costantino della Gherardesca.

Su Sky Cinema arrivano nuovi appuntamenti con le produzioni Sky Original: entro la fine dell’anno torneranno Salvatore Esposito, Silvia D’Amico e Fabio Balsamo, diretti da Alessio Maria Federici, in tre nuovi film che comporranno la seconda stagione di ‘Piedone – Uno sbirro a Napoli’. Confermato anche il ritorno de ‘I delitti del BarLume’, l’amata collection trainata da Filippo Timi, Lucia Mascino, Corrado Guzzanti e Stefano Fresi giunta alla quattordicesima stagione, che quest’anno avrà come ospiti d’eccezione Caterina Guzzanti, Massimo Ceccherini, Maurizio Lombardi e il ritorno di Pietro Sermonti.

Accanto alle produzioni originali, tra gli appuntamenti di maggior rilievo ci sono ‘Hamnet – Nel nome del figlio’, diretto da Chloé Zhao, il ritorno di Pedro Almodóvar dietro alla macchina da presa con ‘Amarga Navidad’ e il nuovo film di Olivier Assayas, ‘Il mago del Cremlino – Le origini di Putin’, con Jude Law. Completano la proposta, ‘Illusione’ di Francesca Archibugi, con Jasmine Trinca, Michele Riondino, Filippo Timi e Vittoria Puccini; il thriller psicologico ‘La lezione’ di Stefano Mordini, con Matilda De Angelis e Stefano Accorsi, presentato alla Festa del Cinema di Roma; e ‘Nel tepore del ballo’ di Pupi Avati, con Massimo Ghini e Isabella Ferrari.

Il cinema italiano continua a occupare un ruolo centrale nell’offerta Sky Cinema. Tra le novità, ‘Prendiamoci una pausa’, commedia corale con Marco Giallini, Claudia Gerini, Fabio Volo e Ilenia Pastorelli che racconta con ironia e leggerezza le crisi sentimentali di tre coppie in diverse fasi della vita; ‘Notte prima degli esami 3.0’, nuova rilettura del cult generazionale scritto da Fausto Brizzi; ‘Benvenuti in campagna’, commedia sulla fuga dal caos cittadino con Maurizio Lastrico e Andrea Pennacchi; ‘Il Dio dell’Amore’ con Vinicio Marchioni, Isabella Ragonese e Vanessa Scalera e la commedia romantica ‘Innamorarsi e altre pessime idee’, con Lino Guanciale e Ilenia Pastorelli. In arrivo anche ‘Gli occhi degli altri’, noir liberamente ispirato a un fatto di cronaca degli anni Sessanta con Filippo Timi e Jasmine Trinca, ‘Idoli – Fino all’ultima corsa’, con Claudio Santamaria nel mondo delle competizioni motociclistiche; e ‘Alla festa della rivoluzione’, ambientato nella Fiume del 1919 durante l’impresa dannunziana, con Nicolas Maupas, Riccardo Scamarcio e Maurizio Lombardi nel ruolo di Gabriele D’Annunzio.

Tra i grandi eventi cinematografici della stagione anche ‘Wicked – Parte 2’, capitolo conclusivo dell’adattamento cinematografico del celebre musical di Broadway e ‘Song Sung Blue – Una melodia d’amore’, ispirato a una storia vera, con Hugh Jackman e Kate Hudson. Infine, tra le novità su Sky Documentaries, in arrivo una docu-serie Sky Original con protagonista il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre su Sky Crime si parlerà anche della tragedia di Crans Montana in ‘Dentro la strage’.

Agente intelligence Kiev confessa omicidio sospettata dell’attentato a Monaco

Roma, 7 lug. (askanews) – Un ufficiale dell’intelligence militare ucraina ha confessato di aver ucciso Anastasia Berezovska, la 39enne sospettata del tentato omicidio dell’oligarca Vadim Ermolaev e della sua famiglia nel Principato di Monaco, affermando di aver agito di propria iniziativa.

Le autorità ucraine hanno arrestato due persone per la morte della donna, il cui corpo è stato rivenuto ieri a Kiev: un ufficiale in servizio presso la Direzione dell’intelligence militare ucraina (Hur) e un ex agente delle forze dell’ordine. “L’ufficiale in servizio presso l’Hur ha confessato l’omicidio di Berezovska, dichiarando di averlo commesso insieme all’altro sospettato – ha fatto sapere la procura in un comunicato riportato dal Financial Times – ha anche dichiarato di non aver informato i suoi superiori dei suoi contatti con Berezovska, dei trasferimenti di denaro a suo favore o di qualsiasi altra sua azione, e di aver agito di propria iniziativa”.

Secondo quanto ricostruito dalla procura ucraina, la donna era rientrata in Ucraina il 1 luglio e aveva contattato la sua famiglia e i due sospettati. “Avendo informazioni sul fatto che entrambi gli uomini avessero ripetutamente trasferito fondi sui conti bancari e in criptovaluta di Berezovska, gli inquirenti li hanno monitorati come possibili complici del tentato omicidio a Monaco”, ha aggiunto la procura.

Entrambi i sospettati sono stati arrestati con l’accusa di omicidio premeditato. Durante una perquisizione nell’abitazione dell’ex agente di polizia, gli investigatori hanno anche scoperto una cantina che sembrava una camera di tortura. Un video pubblicato dai procuratori mostra uno scantinato buio con accette e asce contro una parete e un telo verde steso sul pavimento. Nel video non si vede il corpo di Berezovska che, secondo le autorità, aveva ferite da arma da fuoco alla testa.

Calcio, Daniele Orsato nuovo designatore arbitri di Serie A e B

Roma, 7 lug. (askanews) – Daniele Orsato è il nuovo designatore degli arbitri di Serie A e B. Il 50enne ex arbitro internazionale, dopo un solo anno alla guida degli arbitri di Serie C, prende il posto di Gianluca Rocchi, autosospesosi dopo la nota vicenda giudiziaria che lo vede indagato dalla Procura di Milano. Orsato è stato nominato dal Comitato Nazionale dell’Aia su indicazione del neo Direttore Tecnico Domenico Messina. Al posto di Orsato al vertice della Commissione arbitri della Serie C è stato nominato Nicola Ayroldi, mentre Paolo Dondarini sarà il nuovo designatore della Serie D, al posto di Stefano Braschi.

Francia, Marine Le Pen condannata a 15 mesi di ineleggibilità effettiva

Roma, 7 lug. (askanews) – Marine Le Pen è stata condannata dalla Corte d’Appello di Parigi a 15 mesi di ineleggibilità effettiva nell’ambito del caso degli assistenti parlamentari del Front National.

La sentenza, che potrebbe a priori consentirle di candidarsi alle presidenziali, è stata pronunciata a partire dalle 13.30 presso il Palazzo di Giustizia, nei confronti di Le Pen e di altri undici imputati, tra cui anche il Rassemblement National (all’epoca Front National) in qualità di partito.

La deputata del Pas-de-Calais aveva dichiarato sabato, al fianco di Jordan Bardella: “Non ci scoraggeremo mai, continueremo sempre a lottare, andremo fino in fondo, fino alla vittoria”.

In primo grado la leader del Rassemblement National era stata condannata a 4 anni di carcere e a 5 di ineleggibilità – che dunque le avrebbero impedito di candidarsi alle Presidenziali del 2027 – nel caso dei presunti falsi impieghi all’Europarlamento.

L’ex presidente del Rassemblement National aveva dichiarato di ritenere “impossibile” portare avanti la campagna per le elezioni presidenziali del 18 aprile e 2 maggio 2027 indossando un braccialetto elettronico. In ogni caso, dovrebbe quindi lasciare il posto a Jordan Bardella, 30 anni.

Marine Le Pen, condannata oggi a 45 mesi di ineleggibilità, di cui 30 con la sospensione condizionale della pena, può in linea di principio candidarsi alle elezioni presidenziali del 2027 in Francia. Tuttavia, la Corte d’Appello di Parigi l’ha anche condannata a un anno da scontare con il braccialetto elettronico.

La leader del partito nazionalista RN aveva subordinato la propria candidatura all’assenza di una condanna che prevedesse
l’obbligo del braccialetto elettronico. È attesa questa sera come ospite al telegiornale delle 20 di TF1, dove rilascerà una
dichiarazione.

Il vertice Nato, Trump ad Ankara. Zelensky: chiederò i Patriot

Roma, 7 lug. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump è stato accolto dall’omologo turco Recep Tayyip Erdogan al suo arrivo ad Ankara per il vertice della Nato. Un tappeto blu ha accolto il presidente americano alla base aerea di Etimesgut, dove è stata schierata la guardia d’onore turca. Trump ha più volte definito Erdogan “un amico” e “un grande leader”.

Al complesso presidenziale i due leader hanno colloqui bilaterali e incontri a livello di delegazione su questioni regionali e internazionali.

Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che discuterà domani con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump della necessità di ottenere rapidamente nuovi missili per i sistemi di difesa aerea Patriot. Lo ha annunciato lo stesso leader ucraino, apparento insieme al segretario generale della Nato Mark Rutte in una breve dichiarazione stampa prima del vertice dell’Alleanza ad Ankara.

“Domani parleremo di diversi temi con il presidente Trump e anche di questo”, ha affermato Zelensky, sottolineando che la questione più urgente per Kiev è trovare il modo di ricevere “il più rapidamente possibile e nella maggiore quantità possibile missili per i sistemi Patriot”.

Il presidente ucraino ha spiegato che, grazie al sostegno degli alleati, Kiev riesce a ottenere dagli Stati Uniti missili intercettori PAC-3 e PAC-2, anche se in quantità ancora insufficienti. “Ne abbiamo un bisogno enorme. E’ una questione urgente per noi”, ha aggiunto, ricordando i continui attacchi russi contro le città, le infrastrutture e le forze armate ucraine.

Rutte ha indicato proprio nella difesa aerea la principale priorità per il sostegno all’Ucraina. “Difesa aerea, difesa aerea, difesa aerea”, ha scandito il segretario generale, insistendo sulla necessità di proteggere le città e le infrastrutture vitali del Paese.

Secondo Rutte, negli ultimi mesi le forze ucraine hanno ottenuto risultati importanti colpendo in profondità le infrastrutture energetiche e militari russe e rallentando l’avanzata di Mosca sul fronte. Il segretario generale ha inoltre sostenuto che l’economia russa si trova “in pessime condizioni” anche per effetto delle operazioni ucraine e ha rivolto un appello ai giovani russi che pensano di arruolarsi: “Sappiate che il vostro presidente è disposto a sacrificarvi. Pensateci ancora prima di entrare nell’esercito”.

Zelensky ha concordato sulla crescente debolezza delle forze russe, precisando tuttavia che ciò non è ancora sufficiente per modificare definitivamente l’andamento della guerra. “Abbiamo bisogno di maggiore pressione, di più sistemi antibalistici e di nuove sanzioni contro la Russia”, ha concluso.

Alla Fondazione Terzo Pilastro il Premio Margutta 2026

Roma, 7 lug. (askanews) – Nell’iconica via Margutta a Roma ha avuto luogo la venticinquesima edizione del Premio Margutta, da sempre simbolo di creatività e fecondità intellettiva, ideato da Giovanni Morabito e il cui presidente onorario è il regista Gabriele Salvatores. La manifestazione ModArt e Premio Margutta 2026, organizzata dalla Galleria Monogramma Arte Contemporanea, è stata realizzata con il contributo della Fondazione Cultura e Arte.

In occasione di questo importante quarto di secolo della rassegna, il premio, rappresentato da una scultura realizzata dall’artista Angela Pellicanò, è stato per la prima volta dedicato alla memoria del professor avvocato Emmanuele Emanuele, illustre e indimenticato, mecenate recentemente scomparso. La novità più significativa ed emozionante di questa venticinquesima edizione è stata l’introduzione della sezione “Solidarietà”, nell’ambito della quale è stata premiata la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dalla professoressa Alessandra Taccone. La Fondazione, come si legge nella motivazione del conferimento, ha saputo trasformare la solidarietà in un’opera d’arte sociale, traducendo la filantropia in un concreto modello di welfare comunitario, capace di generare un impatto duraturo sul territorio.

“Sotto l’appassionata presidenza della professoressa Alessandra Taccone, la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale ha raccolto con profonda responsabilità l’immenso patrimonio di idee e la visione lungimirante dello storico fondatore: il professore avvocato Emmanuele Emanuele. Attraverso interventi di alto valore umano e civile, la Fondazione Terzo Pilastro si conferma oggi un’eccellenza globale nel campo della filantropia, della giustizia sociale e del sostegno alle categorie più vulnerabili. Con profonda gratitudine, il premio Margutta, nella sua 25esima edizione, introduce la sezione “Solidarietà”, conferendo il primo storico riconoscimento a una fondazione, la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, che ogni giorno opera per costruire un futuro più giusto e inclusivo per tutti” ha dichiarato Valeria Oppenheimer, presentatrice, autrice e fashion reporter.

Tanti i personaggi di spicco e i volti noti tra gli altri premiati per il 2026. Per la sezione cinema Ricky Memphis, per la sezione musica Tosca e Piotta, per la sezione moda Adriana Dama, per la sezione arte Emanuela Bruni, presidente del Maxxi, per la sezione comicità Gabriele Cirilli.

Ocse: disoccupati Italia scesi a 5%, minimo record, in un anno -1,5 punti

Roma, 7 lug. (askanews) – In Italia, “il tasso di disoccupazione si è attestato al 5% nel maggio 2026, raggiungendo così un minimo storico e in linea con la media Ocse (4,9%). Il tasso di disoccupazione è diminuito di 1,5 punti percentuali nell’ultimo anno, in controtendenza rispetto al quadro generale osservato nella zona Ocse, dove la disoccupazione ha registrato un aumento in circa due terzi dei suoi Paesi”. Lo rilea l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nella scheda Paese sull’Italia delle Prospettive sull’occupazione 2026 (Employment Outlook).

L’edizione di quest’anno si concentra in particolare sulle disparità geografiche in termini di posti di lavoro e redditi. In generale “i mercati del lavoro restano solidi – dice l’Ocse – ma mostrano ulteriori segnali di indebolimento”. I tassi medi di occupazione e partecipazione alla forza lavoro hanno segnato nuovi massimi, rispettivamente 72,1% e 76,7% nel primo trimestre del 2026 nell’area Ocse, e un basso tasso di disoccupazione rispetto agli standard storici. Ma appunto con “segnali crescenti di indebolimento, tra cui l’aumento della disoccupazione in molti Paesi, il rallentamento della crescita dell’occupazione e l’attenuazione delle carenze di manodopera”.

E in molti Paesi si prevede un calo dei salari reali a seguito della nuova impennata dei prezzi dell’energia”.

Tornando all’Italia, secondo l’ente parigino “fa parte del ristretto gruppo di Paesi dell’Europa meridionale, insieme a Grecia, Portogallo e Spagna, in cui la disoccupazione ha continuato a diminuire. Grazie a una crescita particolarmente forte negli ultimi due anni, il tasso di occupazione ha raggiunto il livello record del 62,8% nel primo trimestre del 2026, ma rimane di circa 9,3 punti percentuali al di sotto della media Ocse – prosegue la scheda sulla Penizola – un valore tra i più bassi nei Paesi dell’organizzazione”.

Il divario rispetto alla media “è particolarmente marcato tra le donne e i giovani. Inoltre, la crescita del tasso di occupazione ha subito un evidente rallentamento nell’ultimo anno, in contrasto con l’aumento sostenuto registrato in altri Paesi dell’Europa meridionale”.

Secondo lo studio, intanto “le difficoltà di reperimento di personale si sono attenuate e sono ora al di sotto dei livelli record registrati prima della pandemia. Tuttavia, persistono carenze strutturali dovute all’invecchiamento demografico, alla trasformazione digitale, alla transizione verde e alla scarsa qualità del lavoro in alcuni settori”.

Nel primo trimestre del 2026 i salari reali sono cresciuti dell’1,3% rispetto all’anno precedente, principalmente grazie al basso tasso di inflazione. Tuttavia, erano ancora inferiori del 6,1% rispetto al primo trimestre del 2021, il che rappresenta il divario più ampio tra le grandi economie della zona Ocse. “I recenti rincari energetici hanno spinto al rialzo l’inflazione e al ribasso i salari reali. Si prevede che i salari reali in Italia diminuiranno dello 0,9% nel 2026 e aumenteranno solo dello 0,2% nel 2027 – prevede lo studio – visti i limitati rinnovi dei contratti collettivi in programma per il 2027 e il rallentamento in corso nel mercato del lavoro”.

Congresso Uil, l’unità sindacale può ripartire dalla linea dell’autonomia

Lautonomia come condizione dellunità

Congresso Uil, forse può ripartire l’unità sindacale grazie alla Cisl. Ciò che è capitato al recente congresso nazionale della Uil non può e non deve passare sotto silenzio. Il concreto svolgimento congressuale dello storico sindacato laico/socialista ha impresso forse una accelerazione del processo dell’unità sindacale. Un’unità sindacale che era, è e sarà sempre necessaria ed indispensabile per il nostro Paese, per la vita dei lavoratori, per il futuro dei ceti popolari, per la solidità delle nostre istituzioni democratiche e anche e soprattutto per la qualità della nostra democrazia.

Però, al contempo, se non vogliamo essere ipocriti o disonesti intellettualmente, questo obiettivo utile ma ancora del tutto virtuale dell’unità sindacale avviene per caso o per un colpo di sole? No, e anche su questo versante occorre essere chiari.

 

Il nodo del rapporto tra sindacato e politica

Questo processo può ripartire – e l’esito del congresso della Uil è stato una tappa importante al riguardo – solo se viene respinta ed emarginata la concezione di un sindacato che si è fatto partito e tassello di uno schieramento politico e che ragiona secondo logiche riconducibili alle pregiudiziali ideologiche e politiche.

Per dirla in breve e per essere ancora più chiari, si tratta della linea politica e del progetto sindacale che la Cgil, appunto il tradizionale ed antico “sindacato rosso”, ha declinato in tutti questi mesi – e che declina tuttora, seppur con meno virulenza ed estremismo – che, di fatto, ha impedito di centrare l’obiettivo e il risultato di una vera ed autentica unità sindacale nel nostro Paese.

Ma, con altrettanta chiarezza, questo processo può fare oggi passi avanti concreti – e, ripeto, il congresso della Uil è stato un passaggio importante al riguardo – grazie soprattutto alla linea mantenuta e praticata dalla Cisl. Cioè di una organizzazione sindacale che ha salvaguardato la sua storica ed irriducibile autonomia senza trasformarsi in un partito, in un soggetto politico e men che meno in un semplice addendo all’interno di uno schieramento o di una coalizione.

 

La sfida per il sindacalismo confederale

Del resto, è abbastanza noto che da alcuni anni non si sa bene se è la Cgil che detta l’agenda politica e programmatica al “campo largo” o se è l’alleanza di sinistra e progressista a condizionare il cammino sindacale e politico della Cgil. Comunque sia, da quelle parti è venuta meno quella autonomia e quella capacità di confronto e di dialogo con le altre parti sociali e con il Governo che non fosse segnato da un giudizio politico fazioso e settario.

Ora, però, e al di là delle polemiche e delle contrapposizioni che si sono verificate in questi ultimi anni, un dato è inequivocabile. E cioè, aver tenuto la barra ferma sull’autonomia, sulla responsabilità e sulla non adesione preconcetta e pregiudiziale ad un partito o ad uno schieramento politico, è stata la carta decisiva e vincente per riprendere faticosamente la strada dell’unità tra le principali forze del sindacalismo italiano. Ed è altrettanto certo che la strategia faziosa, settaria e politicamente schierata della Cgil di Landini è stata, con altrettanta chiarezza e trasparenza, la strada che poteva far deragliare definitivamente ed irreversibilmente l’obiettivo dell’unità sindacale.

Il carcere che nessuno vuole guardare

C’è una domanda che continuiamo a rimandare: cosa significa, oggi, “rieducazione della pena”? Me la sono posta guardando i numeri, e i numeri fanno male.

I dati di un’emergenza permanente

Al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane erano recluse 64.436 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti che scende a 46.318 posti realmente disponibili: un tasso di sovraffollamento del 139,1%. In otto istituti si supera il 200%. Su 190 istituti penitenziari, solo 22 non risultano sovraffollati.

Ma è il conto dei morti a raccontare la verità più cruda. In meno di un anno e mezzo si sono tolte la vita 106 persone detenute. Nel solo 2025 sono morte in carcere 254 persone: non da anni, non da un decennio, mai negli ultimi decenni se n’erano contate così tante. E c’è un altro numero che mi si è fermato in testa: un detenuto su cinque, in questo momento, si sta facendo del male da solo. Non uno su cento, uno su cinque.

 

Una colpa senza colore politico

Non è la colpa di un governo. È la colpa di trent’anni di governi. Destra e sinistra, tecnici e populisti: nessun esecutivo ha mai fatto del sovraffollamento una priorità reale, perché il carcere non porta voti. Si sono susseguiti indulti spot, piani carceri mai completati, promesse di edilizia penitenziaria rimaste sulla carta. Il risultato è un sistema che, invece di riabilitare, tritura: solo il 40,8% dei detenuti è alla prima carcerazione, segno di un reinserimento che semplicemente non accade.

 

Una ferita antica, non un’emergenza improvvisa

Il carcere italiano non è mai stato all’altezza dell’articolo 27 della Costituzione. Dalla sentenza Torreggiani del 2013, che condannò l’Italia per trattamenti disumani, a oggi poco è cambiato nella sostanza: cambia solo il numero delle persone recluse in celle pensate per meno della metà. È una questione storica, perché la politica l’ha sempre trattata come un’emergenza da tamponare, mai come un problema strutturale da risolvere.

 

Che posizione prendere?

Credo che continuare a ignorare questi numeri sia una scelta, non una svista. Servono misure alternative alla detenzione per le pene brevi, investimenti reali in edilizia e personale — dove finora si è fatto ancora troppo poco — e soprattutto la volontà politica di dire che la sicurezza non si costruisce riempiendo le celle, ma svuotandole con dignità. Chi grida “certezza della pena” dimentica che una pena disumana non rieduca nessuno: produce solo altra recidiva, altro dolore, altre bare.

Spionaggio, passavano informazioni ad agente russo: 2 arresti a Roma, coinvolto ex 007

Roma, 7 lug. (askanews) – “Spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione”, “Rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione” e “Accesso abusivo a sistema informatico o telematico”. Per queste accuse due persone sono state arrestate a Roma dai carabinieri del Ros. La vicenda pone al centro un uomo di 59 anni ex appartenente ad una struttura di intelligence italiana e già sottoufficiale dell’Arma. Il soggetto è accusato di aver svolto attività di spionaggio in cambio di soldi per un presunto agente dei servizi di intelligence russi, coperto da immunità diplomatica nel nostro Paese.

L’ordinanza di custodia eseguita dal Ros per una inchiesta di spionaggio in favore della Russia è stata emessa dal gip di Roma. Oltre alle misure cautelari nei confronti dei due indagati, nell’ambito del medesimo procedimento sono stati eseguiti decreti di perquisizione personale, locale e informatica a carico dei due citati destinatari dei provvedimenti restrittivi e di ulteriori cinque persone, indagate, a vario titolo, per “Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato”, “Spionaggio politico o militare”, “Rivelazione di segreti di Stato”, “Rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione”.

Il principale indagato, unico interlocutore del presunto agente russo – si spiega in una nota – è accusato di aver acquisito e rivelato “notizie di interesse” per il tramite di sei fonti – tra cui quattro militari in servizio impiegati in incarichi connotati da un alto grado di riservatezza. Questi ultimi sono accusati, a vario titolo, “di aver fornito informazioni che nell’interesse della sicurezza dello Stato e/o nell’interesse politico, interno o internazionale, dello Stato debbono rimanere segrete o ritenute di vietata divulgazione”.

In particolare, le investigazioni hanno consentito di documentare diverse interlocuzioni tra il presunto agente straniero e il principale indagato, nel corso delle quali, mentre il primo esplicitava le sue esigenze informative, il secondo forniva, dietro compenso in denaro, informazioni relative alle richieste recepite dall’altro negli incontri precedenti e acquisite per il tramite delle sue fonti.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso apprezzamento per l’operazione condotta dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, coordinata dalla Procura della Repubblica e dalla Procura Militare di Roma, nell’ambito di un’indagine su una presunta attività di spionaggio ai danni della sicurezza nazionale.

Il ministro ha inoltre disposto che l’Amministrazione della Difesa assicuri la massima collaborazione all’Autorità giudiziaria per ogni ulteriore attività investigativa ritenuta necessaria.

“Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento e le mie congratulazioni ai magistrati e agli investigatori del Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri per la professionalità, la competenza e la determinazione dimostrate nella conduzione di un’indagine tanto complessa quanto delicata”, ha dichiarato Crosetto.

“Non può esserci alcuna tolleranza, a maggior ragione quando sono coinvolti soggetti con ruoli di responsabilità, nei confronti di chi compromette o mette a rischio la sicurezza della Repubblica”, ha aggiunto. “La Difesa continuerà a collaborare con l’Autorità giudiziaria con la massima trasparenza, lealtà istituzionale e fermezza, adottando ogni ulteriore iniziativa necessaria a salvaguardare l’integrità delle proprie strutture e a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, ha concluso Crosetto.

Climatizzazione, progettazione decisiva

Roma, 7 lug. – Per Cardascio Group, la climatizzazione non può limitarsi all’installazione di una macchina, ma deve partire dall’analisi degli ambienti, proseguire con una progettazione su misura e continuare con una corretta manutenzione.

La climatizzazione di un edificio non può essere ridotta alla semplice scelta di una macchina o della sua potenza. Negli ambienti commerciali, nei ristoranti, negli uffici e più in generale negli spazi destinati ad accogliere persone, la qualità del comfort dipende soprattutto dalla progettazione dell’impianto, dalla distribuzione dell’aria e dalla capacità di adattare il sistema alle caratteristiche dell’ambiente e al suo utilizzo.

Secondo diverse ricerche, un ambiente commerciale ben climatizzato può favorire una maggiore permanenza dei clienti, mentre nei luoghi di lavoro condizioni climatiche non adeguate possono incidere negativamente sulla produttività, con riduzioni che, in alcuni studi, arrivano fino al 10-15%.

“Climatizzare significa studiare la reale esigenza e non limitarsi a raffrescare un ambiente”, osserva Maurizio Cardascio, amministratore di Cardascio Group. “Ogni impianto dovrebbe essere progettato in funzione dell’utilizzo degli spazi e delle persone che li vivono.”

Il principio trova particolare applicazione nella grande distribuzione organizzata, dove uno stesso punto vendita presenta esigenze molto differenti tra i vari reparti. L’affluenza del pubblico cambia durante la giornata e aree come ortofrutta, gastronomia, libero servizio e spazi commerciali richiedono condizioni climatiche differenti. Situazioni analoghe si riscontrano anche nella ristorazione, dove sale, laboratori e locali di servizio presentano necessità diverse.

Secondo Cardascio, una progettazione non adeguata può determinare una distribuzione non uniforme dell’aria, con aree interessate da getti diretti e altre in cui il comfort risulta insufficiente. Per questo motivo la fase preliminare di sopralluogo e progettazione assume un ruolo determinante nella definizione delle soluzioni più idonee, anche attraverso sistemi di distribuzione dell’aria progettati per garantire una maggiore uniformità.

Un altro aspetto riguarda la valutazione economica degli impianti. Limitare la scelta al solo costo iniziale, osserva l’imprenditore, può rivelarsi poco conveniente nel tempo se non vengono considerati i consumi energetici, i costi di gestione e gli effetti che un ambiente poco confortevole può avere sull’esperienza della clientela. Infine, particolare attenzione viene riservata alla manutenzione, spesso percepita come un costo aggiuntivo ma considerata dagli operatori del settore una componente essenziale per garantire continuità di funzionamento, efficienza energetica, durata degli impianti e tutela della salute degli utenti. Una manutenzione eseguita da personale qualificato e certificato, infatti, rappresenta uno degli elementi fondamentali per mantenere nel tempo le prestazioni previste in fase di progettazione.

(Servizio Pubbliredazionale)

Cinema, dal 9 luglio "Cannes a Roma Mon Amour" XXXI edizione

Roma, 7 lug. (askanews) – Dal 9 al 15 luglio il Cinema 4 Fontane di Roma ospita la XXXI edizione di “Cannes a Roma Mon Amour”, la rassegna che porta nella Capitale, in anteprima e in versione originale con sottotitoli in italiano, una selezione di film provenienti direttamente dall’ultima edizione del Festival di Cannes.

Realizzata da ANEC Lazio, la manifestazione rinnova anche quest’anno il suo ruolo di appuntamento imprescindibile per il pubblico romano e per gli appassionati di cinema d’autore internazionale. Per una settimana, la sala 5 del 4 Fontane diventa idealmente una prosecuzione della Croisette, offrendo agli spettatori la possibilità di scoprire opere presentate nelle principali sezioni del festival: Concorso, Un Certain Regard, Midnight Screenings, Fuori Concorso e Special Screenings.

Il programma dell’edizione 2026 propone un percorso attraverso generi, linguaggi e immaginari molto diversi: dal melodramma intimo alla fantascienza, dall’horror politico al racconto di formazione, dal cinema storico alla riflessione sul corpo, sull’identità e sulla famiglia. La rassegna prenderà il via giovedì 9 luglio con una serata dedicata alle Midnight Screenings. Ad aprire il programma sarà “Gun-che” (Colony) di Yeon Sang-ho, action horror ambientato in un edificio posto in quarantena dopo un misterioso attacco bioterroristico, dove un gruppo di sopravvissuti è costretto a confrontarsi con un’infezione in continua evoluzione. A seguire “Roma Elastica” di Bertrand Mandico, visionaria coproduzione franco-italiana con Marion Cotillard e Noémie Merlant, ambientata nella Roma del 1982, che accompagna un’attrice francese sull’orlo del collasso durante le riprese di quello che potrebbe essere il suo ultimo film.

Venerdì 10 luglio entrerà nel vivo la selezione del Festival con “Subete Mayonaka no Koibitotachi” (All the Lovers in the Night) di Yukiko Sode, delicato adattamento del romanzo di Mieko Kawakami che racconta l’incontro tra una giovane correttrice di bozze e un riservato insegnante di fisica, destinato a cambiare il corso delle loro vite. Seguirà “Sheep in the Box” di Hirokazu Koreeda, intenso dramma di fantascienza ambientato in un Giappone del futuro prossimo, dove una coppia decide di adottare un androide dalle sembianze di bambino dopo la perdita del figlio. Chiuderà la giornata “L’Inconnue” (The Unknown) di Arthur Harari, originale racconto tra thriller e fantastico nel quale un fotografo si risveglia improvvisamente nel corpo di una donna sconosciuta, dando vita a una riflessione sull’identità e sul desiderio.

Sabato 11 luglio sarà la volta di “Histoires de la nuit” (The Birthday Party) di Léa Mysius, tratto dal romanzo di Laurent Mauvignier, un thriller psicologico in cui l’apparente serenità di una famiglia isolata viene sconvolta dall’arrivo di tre misteriosi visitatori. Seguirà “Gentle Monster” di Marie Kreutzer, intenso dramma che intreccia le vicende di una pianista e di un’investigatrice alle prese con una dolorosa verità destinata a cambiare le loro esistenze. La giornata si concluderà con “Ulysse” di Laetitia Masson, ispirato a un’esperienza personale della regista, che affronta con sensibilità il tema della disabilità e il percorso di due genitori chiamati a immaginare il futuro del proprio figlio.

Domenica 12 luglio si aprirà con “Mémoire de fille” (A Girl’s Story) di Judith Godrèche, adattamento del libro autobiografico di Annie Ernaux che ripercorre il primo amore e il passaggio all’età adulta attraverso il filtro della memoria. Al centro della giornata troverà spazio “Minotaur” di Andrei Zviaguintsev, vincitore del Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes, un’opera di straordinaria intensità che, sullo sfondo della Russia contemporanea e della guerra in Ucraina, racconta una crisi coniugale trasformandola in una riflessione sul potere, sulla colpa e sulle contraddizioni della società. La serata si concluderà con una seconda proiezione di “Sheep in the Box”.

Lunedì 13 luglio il pubblico potrà ritrovare “Gun-che” (Colony), prima di assistere a “Her Private Hell” di Nicolas Winding Refn, presentato Fuori Concorso, thriller fantascientifico che conferma l’inconfondibile immaginario visionario del regista danese. Chiuderà la giornata “Teenage Sex and Death at Camp Miasma” di Jane Schoenbrun, vincitore della Queer Palm, rilettura queer dello slasher americano che riflette sul rapporto tra identità, desiderio e immaginario cinematografico.

La giornata conclusiva di martedì 14 luglio si aprirà con “Les Matins merveilleux” di Avril Besson, delicata commedia romantica presentata nelle Special Screenings, che segue una giovane donna in viaggio verso la Costa Azzurra dopo il funerale della nonna, trasformando il lutto in un percorso di rinascita. Seguirà una nuova proiezione di “L’Inconnue” (The Unknown) e, in chiusura, “Coward” di Lukas Dhont, Premio per la Migliore Interpretazione Maschile al Festival di Cannes, intenso racconto ambientato nelle trincee della Prima guerra mondiale, dove una storia d’amore proibita diventa una profonda riflessione sull’identità, sul coraggio e sulla libertà di essere sé stessi.

La rassegna si concluderà mercoledì 15 luglio con una seconda occasione per vedere “Teenage Sex and Death at Camp Miasma”, seguita da “Histoires de la nuit” (The Birthday Party) e da “Her Private Hell”, tre opere molto diverse tra loro ma accomunate dalla capacità di raccontare, attraverso linguaggi originali e visioni autoriali, alcune delle tensioni e delle trasformazioni del mondo contemporaneo.

Caldo, giovedì "bollino rosso" per Firenze. In "arancione" altre 3 città

Roma, 7 lug. (askanews) – La nuova ondata di calore che sta per arrivare sull’Italia si farà sentire nei prossimi giorni soprattutto al Centro Italia.

Secondo l’aggiornamento di oggi del Bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, giovedì 9 luglio Firenze sarà in “bollino rosso”, Perugia, Pescara e Torino in “bollino arancione” e altre 18 in “bollino giallo” (Ancora, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo).

Oggi, 7 luglio, “bollino giallo” per 15 città (Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Civitavecchia, Latina, Messina, Milano, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia, Verona) e “bollino arancione” solo per Firenze.

Domani, mercoledì 8 luglio, saranno 10 le città in “bollino arancione”: Ancona, Bologna, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Pescara, Torino, Venezia e Verona. Sempre mercoledì, altre 10 città saranno in “bollino giallo”: Bari, Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Reggio Calabria, Roma e Trieste.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Perrella (UOC Cotugno): Campania regione apripista per l’AI

Roma, 7 lug. (askanews) – “L’intelligenza artificiale non può non essere considerata uno strumento indispensabile in sanità, portando nel management sanitario anni di ricerca scientifica oggi spesso confinati in ambito accademico o sperimentale. L’Italia è stato il primo paese in Europa nel 2025 ad avere un decreto-legge che regolamenta l’intelligenza artificiale e dal 2 agosto sarà pienamente attuativo. Dalla Campania sono arrivati molti input negli ultimi anni in merito all’innovazione tecnologica, una fra tutte la piattaforma Sinfonia che ha fatto da apripista a livello internazionale. La Campania ha prodotto molti dati scientifici e molte obbligazioni sull’innovazione tecnologica e ancora una volta si conferma leader nella proposta innovativa per trainare il settore”. Lo ha dichiarato Alessandro Perrella, direttore dell’Unità Operativa Complessa Malattie infettive emergenti all’ospedale Cotugno di Napoli durante la giornata di apertura di ‘AI- Leader, Executive Masterclass Sanitaria, Adozione Strategica dell’Intelligenza Artificiale per il Middle Management Sanitario’ in corso all’Hotel Royal Continental di Napoli in collaborazione con Google DXC. “Con le giuste regole d’ingaggio e una giusta cultura per il suo utilizzo – ha precisato Perrella – l’AI è sempre più uno strumento di grande supporto per la pratica clinica ma anche per la gestione manageriale in sanità. Occorre cambiare paradigma, non dobbiamo pensare solo che si tratti di uno strumento d’uso esclusivo della ricerca scientifica, l’intelligenza artificiale è una tecnologia con la quale dobbiamo imparare a dialogare, è una nuova lingua con la quale è indispensabile imparare a interagire. E’ un sistema che sa cosa fare e come farlo ma ha bisogno di essere istradato e dunque è necessario imparare a interfacciarsi con esso. Ecco che l’intelligenza artificiale ha bisogno di formazione e la finalità del Corso è proprio quella fornire gli strumenti di dialogo che servono a comprendere quali istruzioni occorre dare per contestualizzare l’intelligenza artificiale alle proprie esigenze”. Secondo Ugo Trama, reggente della DG Tutela Salute e Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale della Campania e direttore scientifico del Corso insieme ad Alessandro Perrella: “L’Intelligenza Artificiale rappresenta una leva strategica per l’evoluzione del Servizio sanitario, ma la sua introduzione deve avvenire secondo criteri di responsabilità, sicurezza e appropriatezza. Le nuove tecnologie possono contribuire a migliorare la capacità di programmazione, rendere più efficiente l’impiego delle risorse e favorire modelli assistenziali maggiormente predittivi e orientati ai bisogni dei cittadini. La Regione Campania intende accompagnare questo percorso attraverso una governance rigorosa, multidisciplinare e trasparente, nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, sulla sicurezza informatica e sull’equità di accesso ai servizi. L’obiettivo non è introdurre tecnologia fine a sé stessa, ma utilizzare l’innovazione per produrre benefici concreti, misurabili e sostenibili per i cittadini e per l’intero sistema sanitario regionale”. Sulla necessità di utilizzare l’intelligenza artificiale in maniera consapevole non ha dubbi Andrea Montagnani, presidente nazionale FADOI “Bisogna formarsi, studiare e mettersi in gioco. La consapevolezza migliora le performance di questo strumento”.

Esplosioni vicino all’hotel che ospitava Macron a Damasco. Il presidente francese: la mia visita continua

Roma, 7 lug. (askanews) – Diverse esplosioni oggi nel centro di Damasco. Una serie di ordigni esplosivi è detonata vicino all’hotel Four Seasons, dove aveva trascorso la notte il presidente francese Emmanuel Macron. Il presidente francese Emmanuel Macron è “sano e salvo” e sta proseguendo la sua visita in Siria, ha fatto sapere l’Eliseo. Macron aveva già lasciato l’albergo per raggiungere il palazzo presidenziale, fuori città, per un incontro con il presidente siriano Ahmed al Sharaa, seguito da una riunione con rappresentanti del mondo industriale. “Nulla potrà soffocare l’aspirazione delle siriane e dei siriani a vivere in una Siria pienamente sovrana, sicura, pluralista e unita”, ha sottolineato Emmanuel Macron su X. E “la mia visita continua”, ha assicurato.

Secondo una fonte della sicurezza citata dall’agenzia di stampa France Presse, uno degli ordigni era stato collocato in un cassonetto dei rifiuti e l’altro in un veicolo parcheggiato nei pressi dell’hotel.

Testimoni hanno visto una colonna di fumo alzarsi dalla zona, mentre diverse ambulanze si sono dirette sul posto. Le forze di sicurezza si sono dispiegate in massa, bloccando gli accessi al settore e impedendo ai giornalisti di avvicinarsi.

Macron è arrivato ieri sera nella capitale siriana, nel primo viaggio di un capo di Stato dell’Unione europea nel Paese da quando i ribelli guidati dal presidente Ahmed Sharaa hanno rovesciato Bashar al Assad nel 2024. La visita si svolge pochi giorni dopo un altro attentato avvenuto contro un caffè nel centro di Damasco, che giovedì scorso ha provocato dieci morti.

Ieri sera Macron aveva cenato con al-Sharaa in un ristorante del centro della capitale, prima di recarsi insieme al presidente siriano alla moschea degli Omayyadi.

Sarebbero tre i morti provocati dalle esplosioni avvenute stamane a Damasco. Diversi i feriti, tra cui alcuni membri delle forze di sicurezza del presidente al-Sharaa. Lo riporta il sito d’informazione Ynet. Un’altra fonte afferma che è stato imposto il coprifuoco e che le strade della zona sono state chiuse.

Tv, l’Italian Global Series celebra Lino Banfi alla vigilia dei 90

Roma, 7 lug. (askanews) – Alla vigilia dei suoi primi 90 anni, Lino Banfi è stato protagonista all’Italian Global Series di una conversazione nella Corte degli Agostiniani di Rimini e al termine dell’incontro ha ricevuto il Maximo Excellence Award del Festival.

“Avete notato che mi sono tagliato i baffi dopo 40 anni?” ha esordito l’attore sul palco durante la conversazione con Carlo Gentile in cui ha parlato di vari momenti della sua carriera, spesso sottolineati da aneddoti e battute, per la gioia del pubblico presente.

Gentile gli ha chiesto subito del personaggio del gay interpretato in “Dio li fa poi li accoppia” con Johnny Dorelli: “Oggi mi arresterebbero per quella interpretazione, ma comunque io ho fatto di tutto. Vedo che oggi da una parte c’è più libertà nel linguaggio e dall’altra ci sono dei freni. Pare, ad esempio, che non si usi più la parola ‘amore’. Io lo dicevo sempre a mia moglie e ora che sto per compiere 90 anni vi chiedo: reimparate ad usarla!” ha detto Banfi.

Sui ruoli in tante commedie sexy ha affermato: “Non ho mai fatto battute grevi, ho dosato il linguaggio in tutta la mia vita, non ho mai esagerato, mai abusato. A proposito di quei film, un giorno un dottore mi volle stringere la mano solo perché era la mano che aveva toccato una parte anatomica di Nadia Cassini!”.

Commentando alcune sequenze di film da lui interpretati: “La mia chiave era che subivo per un po’ e poi sbottavo. ‘Lino ha bisogno del tubo di scarico’ dicevano i registi. La ‘chiave banfiota’, la chiamavano”.

“Ora cerco di adattarmi alla modernità, anche se la prima volta che ho sentito la parola ‘hashtag’ ho pensato che fosse una malattia dell’occhio. Con mio figlio sto per fare un podcast, solo perché a me suona come ‘un po’ di casa tua’ detto alla pugliese. Si intitolerà ‘Parlando con le stelle’, ho depositato il titolo dopo che in Rai mi hanno dato il permesso, sto già pensando anche alla sigla” ha dichiarato.

“Se farei mai il regista? No, troppo faticoso, prima le riprese, poi anche la postproduzione, io sono pigro. Però l’esperienza ce l’avrei”. E sul suo ruolo di Nonno Libero nella serie “Un medico in famiglia”: “Era una serie per tutte le età, l’ho molto amata, è stata una delle esperienze più belle della mia vita, se mi proponessero di tornare in un seguito mi piacerebbe”.

Un pensiero anche per l’amatissima moglie Lucia, scomparsa nel 2023: “Mi manca tantissimo. La mattina, dopo colazione, saluto tutti i giorni le foto di Totò e la sua. Però, chissà perché, non riesco mai a sognarla. Ma forse è meglio così: non sai mai chi ti troveresti davanti”.

Lino Banfi festeggia 90 anni il 9 luglio. Nell’occasione, la sera dell’8 andrà in onda su RaiUno il documentario “Lino d’Italia – Storia di un itALIENO” diretto da Marco Spagnoli.

L’Italian Global Serial 2026 ha voluto onorare una carriera di oltre sessant’anni di spettacolo durante i quali ha conquistato più generazioni di pubblico, con il Maximo Excellence Award che gli è stato consegnato dalla sottosegretaria al Ministero della Cultura Lucia Bergonzoni e dalla produttrice Verdiana Bixio.

Cinema, SalinaDocFest al via: ospiti Farsi, Manara, Golino, Martone

Roma, 7 lug. (askanews) – Vent’anni di cinema, di storie e di sguardi sul presente. Dall’8 al 12 luglio il SalinaDocFest, il Festival Internazionale del Documentario Narrativo fondato e diretto da Giovanna Taviani, celebra la sua XX edizione, trasformando l’isola di Salina in un luogo di incontro tra autori, artisti, scrittori, musicisti e spettatori.

“Quest’anno — ha spiegato Giovanna Taviani — il SalinaDocFest ha deciso focalizzare il proprio sguardo sulle ‘odissee contemporanee’, sul Mediterraneo, culla della nostra civiltà e sul Medio Oriente, sulle tante, troppo guerre nel mondo che scuotono le coscienze, da Gaza, all’Iran all’Ucraina, portando dolorosamente in primo piano la crudeltà dello sradicamento, le carcerazioni, il diritto alla sepoltura negata e il desiderio di tornare nella propria terra, da parte di intere popolazioni in fuga dalla barbarie della guerra. La cultura non può essere neutrale dinanzi a tutto questo, il cinema, l’arte e il pensiero devono opporsi alla disumanizzazione. Il festival lo fa con Sepideh Farsi, e Raha Shirazi e con gli autori e le autrici presenti quest’anno e ricordando in passato la presenza di Golshifteh Farahani”.

“Raccontare storie è un atto di responsabilità e di cittadinanza attiva – ha aggiunto – le Isole Eolie, e in particolare, l’isola di Lipari, che sono state per molto tempo luogo di confino, diventano così luogo di coscienza e antidoto contro la guerra in cui chiamiamo a raccolta il mondo della cultura per resistere alla barbarie e alla paura”.

La ventesima edizione invita a riflettere sui grandi viaggi del nostro tempo: quelli di chi fugge dalla guerra, di chi attraversa il Mediterraneo, di chi cerca una casa, di chi ritorna alle proprie radici, di chi continua a ricercare il significato della libertà e dell’appartenenza.

Tra gli ospiti della ventesima edizione ci saranno Sepideh Farsi, Milo Manara, Valeria Golino, Mario Martone, Ippolita Di Majo, Uberto Pasolini, Isabella Ragonese, Niccolò Ammaniti, Etta Scollo, Mario Incudine, protagonisti di incontri, proiezioni, concerti e conversazioni con il pubblico. Con loro, la giuria del XX Concorso Nazionale, composta da Daria Bignardi, Marco Müller e Cristina Piccino.

A inaugurare il festival sarà Uberto Pasolini, regista e produttore internazionale, protagonista con una personale riflessione dedicata all’Odissea e al suo ultimo film “Itaca – Il ritorno”. Al regista sarà conferito il Premio SDF – Odissee.

Ad aprire gli incontri sarà Daria Bignardi a cui andrà il Premio Ravesi “Dal testo allo schermo” per il suo libro testimonianza “Ogni prigione è un’isola”. A Niccolò Ammaniti andrà il Premio Lady Wilmar e sarà protagonista di un incontro con Daria Bignardi, dedicato al suo ultimo romanzo “Il Custode”.

Marco Muller sarà protagonista di Le isole del cinema. Isolani sì, isolati no: festival internazionali e cinema indipendente nell’epoca delle piattaforme, focus dedicato al cinema come spazio di libertà e confronto.

Tra gli appuntamenti più significativi della ventesima edizione, nell’ambito della sezione SDF contro la guerra, l’incontro con Sepideh Farsi e la presentazione di “Put Your Soul on Your Hand and Walk”. A Sepideh Farsi sarà conferito il Premio Irritec 2026. A Mario Incudine con “Canzoni scordate” andrà il Premio SDF.

Valeria Golino sarà protagonista dell’incontro Abitare le storie: dall’attrice alla regista, moderato da Arianna Finos. Tra gli appuntamenti attesi quello dedicato a Goliarda Sapienza, con Ippolita Di Majo, Valeria Golino e Mario Martone a partire da Fuori, di Mario Martone. A Valeria Golino, Mario Martone e Ippolita Di Majo andrà il Premio Gruppo Arena.

Milo Manara presenterà la sua “Odissea”, edita nel 2025 da Feltrinelli Comics. In omaggio all’artista la proiezione di “Manara” di Valentina Zanella, alla presenza della regista e di Milo Manara che riceverà il Premio Howden. Isabella Ragonese, voce narrante del documentario La quinta stagione di “Giuseppe Carrieri”, riceverà il Premio Cinema ed Enogastronomia mentre il Premio SDF Clara Rametta “Impresa Cultura Italia – Confcommercio” andrà a Martina Caruso, chef stellata del Signum Salina.

Il Premio Nazionale CONFAPID “Donna è Cultura”, andrà a Giovanna Taviani e Giulia Giuffrè.

La serata conclusiva, alla presenza della giuria ufficiale celebrerà i vincitori del XX Concorso Nazionale con l’assegnazione del Premio Palumbo Editore al Miglior Documentario del Concorso, del Premio Signum del Pubblico e del Premio 9 Dots Film per il Miglior Montaggio.

Rai, opposizioni non indicheranno nomi per Vigilanza

Roma, 7 lug. (askanews) – Non cambia l’atteggiamento delle opposizioni sulla Vigilanza Rai. Pd, M5s, Avs e Iv non indicheranno alcun parlamentare per comporre la commissione bicamerale dopo le dimissioni in massa. Neanche dopo la richiesta arrivata dai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, che hanno fissato a domani la scadenza.

“La maggioranza – affermano i capigruppo M5S al Senato e alla Camera Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi – ha bloccato la vigilanza Rai per quasi due anni. Ora qualsiasi accelerazione sarebbe strumentale. Le dimissioni degli esponenti di opposizione restano un atto di denuncia su quella che Barbara Floridia ha definito giustamente una violenza istituzionale mai registrata nella storia della Repubblica. Ovviamente non daremo alcun nome ma appare evidente la strategia della destra basata su quanto hanno fatto in commissione covid, con l’obiettivo di occupare anche la vigilanza Rai a un anno dalle elezioni. Se lo facessero si assumerebbero una responsabilità enorme. Saremmo di fronte a un golpe parlamentare”.

Dal Pd invece nessuna dichiarazione ufficiale ma trapela “stupore per la gestione burocratica” di tutta la vicenda da parte di Fontana e La Russa.

Mondiali, Belgio ai quarti: Usa travolti 4-1 (nonostante l’intervento di Trump pro Balogun). De Ketelaere show

Roma, 7 lug. (askanews) – Il Belgio vola ai quarti di finale del Mondiale travolgendo gli Stati Uniti 4-1 a Seattle e raggiunge la Spagna, che affronterà venerdì alle 21. La squadra di Rudi Garcia offre la migliore prestazione del torneo e archivia con autorità la pratica americana, superando così l’anomalia della revoca della squalifica di Folarin Balogun, dopo l’intervento del presidente Usa Donald Trump.

Garcia sorprende lasciando inizialmente in panchina Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, ma la scelta si rivela vincente. I belgi prendono subito il controllo della gara grazie alla qualità sugli esterni di Lukebakio e Trossard e al dinamismo del centrocampo. Il vantaggio arriva già al 9′: cross dalla sinistra di Trossard e inserimento vincente di Charles De Ketelaere, che approfitta di una marcatura troppo morbida della difesa statunitense.

Gli Stati Uniti trovano il pareggio al 30′ con una punizione di Malik Tillman, deviata dalla barriera e resa imparabile per Courtois. L’1-1, però, dura appena due minuti. Al 33′ è ancora Trossard a servire un pallone perfetto in area e De Ketelaere, questa volta di testa, firma la doppietta personale riportando avanti il Belgio.

Nella ripresa gli americani provano ad alzare il baricentro senza riuscire a creare reali pericoli. A complicare ulteriormente la situazione arriva il clamoroso errore del portiere Freese, che sbaglia completamente l’uscita su un pallone lungo: De Ketelaere recupera il possesso e serve Hans Vanaken, che deposita nella porta ormai sguarnita per il 3-1.

Nel finale Garcia inserisce anche Lukaku e Doku, gestendo le energie dei suoi uomini migliori. Gli Stati Uniti perdono inoltre Christian Pulisic, costretto a uscire dopo un colpo al piede, mentre Balogun, protagonista delle polemiche della vigilia, con la sospensione del suo cartellino rosso, viene ben controllato dalla retroguardia belga e non riesce a incidere.

Nel recupero arriva anche il poker: Lukaku sfrutta una ripartenza e firma il definitivo 4-1, suggellando una vittoria netta che rilancia le ambizioni dei Diavoli Rossi. Il Belgio conquista così il pass per i quarti di finale, dove troverà una Spagna fin qui impeccabile in quello che si annuncia come uno dei confronti più attesi del torneo.

Il “caso Balogun” è stato uno dei temi più discussi dei Mondiali 2026. L’attaccante degli Stati Uniti, espulso contro la Bosnia-Erzegovina, è stato infatti riammesso dopo che la FIFA ha congelato la squalifica, una decisione arrivata all’indomani della telefonata tra il presidente americano Donald Trump e il numero uno della FIFA, Gianni Infantino. La scelta ha provocato dure proteste da parte della UEFA e della federazione belga, che hanno denunciato un pericoloso precedente e possibili interferenze politiche.

Il campo, però, ha raccontato una storia diversa. Schierato negli ottavi contro il Belgio, Balogun non è riuscito a incidere e gli Stati Uniti sono stati travolti 4-1, salutando il torneo. Sui social sono così esplosi gli sfottò: in molti hanno ironizzato sul fatto che “non è bastata una telefonata alla Casa Bianca per segnare un gol”, mentre altri hanno preso di mira Infantino con battute sul “VAR presidenziale” e sulla “wild card di Trump”. Meme e commenti sarcastici hanno accompagnato l’eliminazione americana, trasformando una vicenda nata nelle stanze della politica in uno dei casi più discussi del Mondiale.

Attentato a Ranucci, Valter Lavitola è indagato per reato di strage

Roma, 7 lug. (askanews) – E’ contestato il reato di strage all’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola, indagato nel procedimento sull’attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto nell’ottobre scorso a Roma. Lavitola nei giorni scorsi è stato oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e Frascati su disposizione degli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia della Capitale. La notizia dell’attività di polizia giudiziaria nei confronti di Lavitola si è diffusa ieri a tarda sera.

Secondo gli elementi raccolti, Lavitola – già in passato coinvolto in diverse vicende giudiziarie – sarebbe il mandante dell’attentato. L’indagine coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal pm Carlo Villani, passato a dirigere la procura di Velletri, è seguita adesso dal sostituto procuratore Edoardo De Santis. A Lavitola sono stati sequestrati telefoni e pc che ora verranno analizzati.

Martedì della scorsa settimane sono state eseguite quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Reati contestati ora in concorso anche a Lavitola.

Insieme con Lavitola è stato indagato anche un camerunense di 47 anni, Gomes Clesio Tavares. Avrebbe svolto funzioni di intermediario tra Lavitola e il gruppo di soggetti che poi ha materialmente posto in essere l’attentato a Ranucci. Questi ultimi sono stati fermati – si ricorda – tra Napoli e Avellino: si tratta di una giovane coppia residente ad Avella, Pellegrino D’Avino e sua moglie, Marika De Filippis, finita ai domiciliari; e di Saverio Mutone, residente a Sperone, a pochi chilometri da Avella e di Antonio Passariello, 53 anni, originario di Cicciano, ritenuto uno dei capi del gruppo.

Il reato di strage aggravata in concorso è contestata sia a Lavitola che a Passariello, D’Avino, Mutone, De Filippis e Clesio Tavares. L’ordigno posizionato davanti casa di Ranucci era “gelatina da cava”.

Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti della Capitale, Lavitola ha dato mandato a Clesio Tavares di individuare dei soggetti in grado i reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all’abitazione di Ranucci, arrivando a partecipare anche ad un sopralluogo nella casa che è in una zona residenziale tra Pomezia e Torvajanica.

Nel 2023 il quotidiano Il Riformista pubblicò una foto che ritraeva Lavitola e Ranucci insieme al ristorante romano dell’imprenditore. Clesio Tavares dal 2017 lavora nel ristorante di Lavitola in via Quattro Venti, a Roma. Lavitola – secondo chi indaga – avrebbe consigliato all’uomo di andare in Camerun e si sarebbe anche preoccupato della sua assistenza legale.

Carburanti, Urso: riforma nel Ddl Concorrenza, approvazione entro anno

Roma, 7 lug. (askanews) – “Siamo in condizioni finalmente di portare la riforma dei carburanti all’attenzione del Consiglio dei Ministri, cosa che faremo, verosimilmente, all’interno del quarto disegno di legge sulla concorrenza che vorremmo approvare entro la fine di quest’anno”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento Italian Waste Economy 2026 de Il Sole 24 Ore in corso a Roma.

“Avevamo già fatto – ha spiegato il ministro – quasi due anni fa, poi le stesse associazioni dei gestori ci hanno chiesto di sospendere il provvedimento. Abbiamo realizzato decine di incontri tecnici con le associazioni dei gestori, c’è stato un lavoro, un lavorio molto difficile, per mettere d’accordo le diverse associazioni tra loro, e ci siamo riusciti dopo mesi di lavoro, poche settimane fa. E quindi, a questo punto, mi dispiace che chi è causa di questi ritardi oggi accusi noi dei ritardi che loro hanno causato chiedendo, appunto, un riesame del provvedimento”.

Calcio, De Laurentiis a Bari: dagli entusiasmi alle indagini per bancarotta

Roma, 7 lug. (askanews) – Doveva essere la storia della rinascita del calcio barese dopo il fallimento del 2018. Otto anni dopo, il rapporto tra la famiglia De Laurentiis e la piazza biancorossa si ritrova invece al punto più basso, tra una retrocessione, la contestazione della tifoseria e l’inchiesta della Procura di Bari che vede indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis per false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta nell’ambito della richiesta di liquidazione giudiziale del club.

L’avventura della Filmauro alla guida del Bari inizia il 31 luglio 2018, quando il sindaco Antonio Decaro assegna il titolo sportivo alla società di Aurelio De Laurentiis dopo il fallimento del Bari 1908. Alla presidenza viene nominato il figlio Luigi, mentre l’obiettivo dichiarato è riportare rapidamente il club ai vertici del calcio italiano. La prima stagione si chiude con la vittoria del campionato di Serie D e l’immediato ritorno tra i professionisti.

Negli anni successivi il Bari sfiora più volte la promozione in Serie B, mancando l’obiettivo attraverso i playoff di Serie C. Il salto di categoria arriva nel 2022 e, appena un anno dopo, i biancorossi arrivano a un passo dalla Serie A, sfumata soltanto nei minuti di recupero della finale playoff contro il Cagliari, una delle delusioni sportive più cocenti della storia recente del club.

Proprio da quel momento il rapporto tra proprietà e tifoseria inizia a deteriorarsi rapidamente. Al centro delle polemiche finisce soprattutto la multiproprietà: la famiglia De Laurentiis controlla infatti anche il Napoli e le norme federali impongono la cessione del Bari nel caso di contemporanea permanenza delle due società nelle categorie incompatibili. Una situazione che molti tifosi interpretano come un limite strutturale alle ambizioni del club, alimentando il sospetto che il Bari non possa mai diventare una reale priorità rispetto alla società partenopea.

Le contestazioni crescono stagione dopo stagione. Le scelte tecniche e societarie vengono sempre più criticate e il malcontento esplode definitivamente dopo la retrocessione in Serie C al termine della stagione 2025-2026. In città compaiono striscioni e manifesti contro la proprietà, mentre anche le istituzioni chiedono maggiore chiarezza sul futuro del club e sul piano industriale, alla luce della questione multiproprietà.

L’ultimo capitolo arriva con l’indagine della Procura di Bari. Secondo gli inquirenti, il club avrebbe accumulato perdite per circa 30 milioni di euro tra il 2019 e il 2025, con una situazione patrimoniale e finanziaria ritenuta critica. Tra gli episodi finiti sotto la lente degli investigatori figura anche l’operazione che ha portato al trasferimento del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli nell’estate del 2023. Le perquisizioni eseguite dalla Guardia di Finanza hanno interessato le sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro.

Quella tra Bari e la famiglia De Laurentiis è così diventata una delle vicende più discusse del calcio italiano degli ultimi anni: iniziata con la ricostruzione di un club ripartito dalla Serie D, è progressivamente scivolata tra polemiche sulla multiproprietà, risultati inferiori alle aspettative, una frattura sempre più profonda con la tifoseria e, oggi, un’inchiesta giudiziaria destinata ad aprire un nuovo capitolo nella storia della società biancorossa.

Trovata morta a Kiev la sospetta autrice dell’attentato contro l’oligarca ucraino Ermolaev

Roma, 7 lug. (askanews) – La donna ucraina di 34 anni sospettata di essere l’autrice dell’attentato dinamitardo della scorsa settimana contro l’oligarca Vadim Ermolaev e la sua famiglia a Monte Carlo, è stata trovata morta ieri intorno alle 23 nei pressi di Kiev. Lo riportano i media ucraini. In particolare, Ukrainska Pravda ipotizza che la donna sia stata uccisa a colpi d’arma da fuoco.

Le fonti sentite da Ukrainska Pravda hanno anche affermato che la donna è stata fuori dall’Ucraina dal
22 marzo 2025 al 1° luglio 2026. Un’altra fonte delle forze dell’ordine citata dal quotidiano ha dichiarato che due sospetti sono stati arrestati in relazione al caso. Uno è un ufficiale in servizio attivo dell’intelligence della difesa ucraina, mentre l’altro è un ex agente delle forze dell’ordine.

Libano, la pace passa per Roma: nuovi colloqui il 15 e 16 luglio. Israele: c’è speranza

Gerusalemme, 7 lug. (askanews) – “Quello che abbiamo nei confronti del Libano è una grande speranza. La speranza che qualcosa stia cambiando, che qualcosa si stia muovendo”. È questo il messaggio che arriva da Gerusalemme in merito ai negoziati con Beirut, alla vigilia del nuovo ciclo di colloqui tra le due delegazioni, previsto a Roma il 15 e 16 luglio, secondo quanto annunciato dall’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter.

George Deek, Direttore del Dipartimento per l’Europa meridionale e Inviato speciale di Israele presso il mondo cristiano, nel corso di un briefing con una delegazione di giornalisti italiani presenti a Gerusalemme, ha osservato che “per la prima volta” il Libano, e il suo presidente Joseph Aoun, stanno prendendo le distanze pubblicamente dall’Iran. “Sono cose che non avevamo mai sentito prima”, ha sottolineato Deek. “Ciò che nutriamo nei confronti del Libano non è fiducia, ma speranza”, ha tenuto a specificare il direttore israeliano, “la speranza che esista un’entità in Libano che, con l’aiuto della comunità internazionale, sia in grado di rafforzarsi e di respingere le potenze straniere che cercano di interferire nelle sue politiche, principalmente l’Iran attraverso Hezbollah, e che riesca a restituire la sovranità del Libano al popolo libanese e al governo democraticamente eletto del Paese”. “Sappiamo se questo accadrà? No”, ha precisato Deek, ribadendo tuttavia la necessità di dare una possibilità a Beirut. “Questa è la migliore speranza per il Libano”, ha aggiunto l’alto funzionario israeliano, evidenziando che, pur senza alcuna certezza sul risultato, vale “assolutamente la pena tentare”.

Una vera pace con il Libano è un auspicio diffuso a Gerusalemme. “Vorrei poter andare con il mio amico libanese a Beirut, bere una birra e poi tornare a Tel Aviv per il Pride. Vorrei che questa fosse la nostra realtà. E vorrei che questi fossero i titoli dei media internazionali”, ha affermato, in un briefing con alcuni giornalisti italiani, un’alta funzionaria del ministero degli Esteri israeliano. “Spero che quel giorno non sia così lontano”, ha aggiunto la funzionaria, spiegando come Gerusalemme stia “lavorando a un accordo di pace con il Libano, o quantomeno a una qualche forma di intesa”.

“Se c’è un Paese che vuole che il Libano sia sovrano, quel Paese è Israele”, ha sostenuto il deputato del Likud, Boaz Bismuth, Presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset israeliana. “Se c’è un Paese che vuole che il Libano sia sovrano, è Israele. Se c’è un Paese che vuole che l’esercito libanese sia forte, è Israele”, ha ribadito il deputato israeliano, sottolineando come per Gerusalemme sia fondamentale poter contare sulla stabilità di Beirut.

Tuttavia, ha evidenziato Bismuth, finché non ci sarà la garanzia di un Libano sovrano, capace di disarmare Hezbollah, l’esercito israeliano non si ritirerà dall’area meridionale del Paese. “Il primo ministro Netanyahu lo dirà anche al presidente Trump quando lo incontrerà di nuovo”, ha rappresentato il deputato israeliano, spiegando che “non c’è alcuna possibilità che Israele si ritiri dal Libano finché Hezbollah non sarà disarmato” e finché Gerusalemme non sarà certa che il movimento sciita “non rappresenti più una minaccia per la popolazione che vive nel nord del nostro Paese”.

In ogni caso, il Libano non è Gaza, ha sostenuto Bismuth, spiegando come Israele sia pronto a correre dei rischi in questo territorio. “Posso dirvi oggi una cosa che sarete i primi a sapere”, ha affermato il deputato ai giornalisti italiani presenti alla Knesset di Gerusalemme. Le “zone pilota” saranno un’iniziativa “su piccola scala: porzioni limitate di territorio, alcune zone in cui l’esercito libanese assumerà il controllo. E vedremo, vedremo come si comporteranno, perché qui ci stiamo assumendo un rischio. Stiamo parlando della sicurezza e della vita della nostra popolazione”, ha rappresentato Bismuth.

Il governatore Bankitalia Panetta: la Bce non si vincoli a un percorso predeterminato sui tassi

Roma, 7 lug. (askanews) – Le trattative tra Stati Uniti e Iran “potrebbero portare a prezzi del petrolio più bassi di quelli indicati nello scenario di base delle previsioni economiche a giugno” della Bce. “Ma le prospettive restano fragili, per l’inflazione i rischi al rialzo continuano a coesistere con rischi al ribasso per la crescita”. E questo “richiede un costante monitoraggio degli sviluppi geopolitici, dei mercati dell’energia, delle catene degli approvvigionamenti, dei salari e delle aspettative di inflazione. Richiede anche che la politica monetaria eviti di vincolarsi a un percorso predeterminato”. È il messaggio lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento oggi alla conferenza conclusiva del Network ChaMP (Challenges for Monetary Policy Transmission in a Changing World), ospitata da Bankitalia a Roma, presso il Centro Convegni Carlo Azeglio Ciampi.

Secondo Panetta “la Bce deve navigare” evitando “due estremi”: quello di ignorare shock dell’energia e quello, opposto, di ritenere di trovarsi nella stessa situazione del 2022, che rendeva necessaria un’energica stretta monetaria. “Oggi l’istituzione non deve né liquidare lo shock come temporaneo, né rispondere come se l’economia fosse nelle stesse condizioni di quattro anni fa”, ha detto.

Secondo Panetta, nella situazione attuale entrambi “gli estremi”, quello di ignorare l’impennata dei prezzi dell’energia, e quello di lanciarsi in una aggressiva stretta monetaria, porterebbero a un approccio fuorviante. “Il primo è che la Banca centrale dovrebbe semplicemente guardare oltre gli shock sull’offerta. Questa visione – ha detto – sottovaluta la portata e la possibile persistenza dello shock attuale. Le ricadute sulle forniture di energia globali sono state ampie. I danni alla produzione e alle infrastrutture di trasporto potrebbero influenzare i prezzi, anche se il conflitto si smorzasse”.

“La governance dello stretto di Hormuz, uno snodo chiave non solo per il petrolio e il gas, ma anche per fertilizzanti, alluminio e altri beni industriali resta incerta”, ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia, che come tutti i suoi pari nell’area euro siede nel Consiglio direttivo della Bce, l’organo che assume le decisioni di politica monetaria e sui tassi ufficiali.

“La politica non monetaria non può evitare che i prezzi dell’energia più alti si trasferiscano nell’economia. Ma deve evitare che questo processo vada a pesare su aspettative e decisioni di imprese e lavoratori. Una volta che uno shock si trasforma in un’ampia spirale inflazionistica – ha avvertito – il costo per ripristinare la stabilità dei prezzi diventa consistentemente più elevato”.

D’altra parte “il secondo approccio fuorviante è che l’attuale episodio sia una ripetizione del drammatico aumento dei prezzi dell’energia del 2022. E che quindi la Bce dovrebbe reagire energicamente, come fece allora, per evitare che l’inflazione prenda piede”, ha proseguito.

“Questa non è una ripetizione del 2022 – ha detto Panetta -. La domanda è più debole. I tassi di interesse sono più alti. Lo shock ha colpito i prezzi del petrolio più di quelli del gas e questo conta: perché i prezzi del petrolio tendono a generare effetti inflazionistici più deboli e meno persistenti rispetto a quelli del gas”.

Inoltre, “l’economia dell’area euro è cambiata: la sua capacità di importare gas naturale liquefatto è aumentata, consentendo maggiore diversificazione dei fornitori. La quota di energie rinnovabili nella generazione di elettricità è aumentata. Questi sviluppi hanno ridotto, anche se non hanno eliminato, la vulnerabilità dell’area agli shock sull’energia”.

Panetta: se debiti continuano a salire scelte Banche centrali più difficili

Roma, 7 lug. (askanews) – Nell’area euro “se la situazione dei conti pubblici continuasse a deteriorarsi, cosa che non necessariamente prevedo, penso che le preoccupazioni sul peggioramento dei debiti in diverse economie chiave aumenteranno nel dibattito pubblico. A quel punto la situazione per le banche centrali diventerebbe più difficile, ci troveremmo a dover fronteggiare scelte sempre più complicate”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta rispondendo a una domanda al termine del suo intervento alla conferenza conclusiva del Network ChaMP (Challenges for Monetary Policy Transmission in a Changing World), ospitata dall’istituzione di Via Nazionale.

“Vedremo cosa accadrà in futruo a livello politico – ha aggiunto – perché alla fine la questione del mandato delle banche centrali è una scelta dei Parlamenti”.

Trump chiede al Congresso 350 miliardi di dollari per la Difesa: le forze armate Usa mai così potenti

Roma, 7 lug. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto al Congresso di approvare al suo rientro il pacchetto “Reconciliation 3.0”, con 350 miliardi di dollari destinati alla difesa, insieme al Save America Act.

“Le forze armate degli Stati Uniti non sono mai state così forti o potenti. Nessun’altra nazione può fare quello che facciamo noi, non c’è neppure paragone”, ha scritto Trump su Truth Social, sostenendo che quest’anno siano stati raggiunti nuovi record nel reclutamento e che il morale dei militari “non sia mai stato così alto”.

Secondo Trump, la potenza militare statunitense è stata mostrata durante le celebrazioni per i 250 anni dell’indipendenza americana e il “Dipartimento della Guerra non è mai stato così in forma”.

“Quando il Congresso tornerà in sessione, dobbiamo approvare Reconciliation 3.0, con 350 miliardi di dollari per la difesa, oltre al Save America Act”, ha affermato il presidente, chiedendo ai leader della Camera e del Senato di considerare il provvedimento la loro “priorità numero uno”.

Trump ha sollecitato l’uscita del pacchetto dalla commissione Bilancio nel più breve tempo possibile, sostenendo che il Save America Act e il finanziamento completo del Dipartimento della Guerra possano essere approvati rapidamente per garantire che gli Stati Uniti “restino liberi per le generazioni future”.

M.O., Idf: mai così tanti aiuti a Gaza

Sederot, 7 lug. (askanews) – Israele sta rispettando il proprio accordo, porta ogni giorno aiuti umanitari dentro Gaza, mai così tanti, ma una volta dentro non sa cosa succede: lo ha dichiarato Ariella Mazor, una portavoce dell’esercito israeliano, ad una delegazione di giornalisti italiani presenti a Givat Kobi, a 2 km dal confine con Gaza.

“Per quanto riguarda ciò che sta succedendo oggi, in sostanza abbiamo un accordo. Dal lato israeliano posso dire che stiamo facendo tutto ciò che ci viene richiesto da quell’accordo. Uno dei punti principali è consentire l’ingresso di aiuti umanitari e rifornimenti a Gaza” ha osservato Mazor, aggiungendo che “Ogni giorno entrano a Gaza circa 500-600 camion con diversi tipi di forniture”.

“Si va dall’acqua al pollo, alla carne, ai medicinali, alle coperte. Mi ha persino sorpreso vedere prodotti come patatine e bevande analcoliche”, ha spiegato la portavoce dell’Idf, aggiungendo che “stanno entrando davvero tonnellate di rifornimenti”.

“Credo che si tratti di circa 1,8 milioni di tonnellate dall’inizio di queste operazioni. Sono numeri e quantità di aiuti che non avevamo mai visto prima entrare a Gaza”, ha specificato la portavoce dell’Idf.

“Questo avviene quotidianamente. Esiste un intero meccanismo di controllo. Dal momento in cui quei camion entrano a Gaza, ciò che accade dopo, ad esempio se arrivano a un magazzino, non è più sotto il nostro controllo”, ha precisato Mazor, spiegando che “abbiamo sentito molte storie di aiuti sequestrati, rivenduti a prezzi maggiorati, distribuiti in modi diversi oppure sottratti, senza essere consegnati alle persone che ne hanno realmente bisogno”.

“Perciò posso garantire che, per quanto riguarda la nostra parte, abbiamo adempiuto ai nostri obblighi ogni singolo giorno”, ha concluso Mazor.

Bce, Panetta: non si vincoli a un percorso predeterminato sui tassi

Roma, 7 lug. (askanews) – Le trattative tra Stati Uniti e Iran “potrebbero portare a prezzi del petrolio più bassi di quelli indicati nello scenario di base delle previsioni economiche a giugno” della Bce. “Ma le prospettive restano fragili, per l’inflazione i rischi al rialzo continuano a coesistere con rischi al ribasso per la crescita”. E questo “richiede un costante monitoraggio degli sviluppi geopolitici, dei mercati dell’energia, delle catene degli approvvigionamenti, dei salari e delle aspettative di inflazione. Richiede anche che la politica monetaria eviti di vincolarsi a un percorso predeterminato”. È il messaggio lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento oggi alla conferenza conclusiva del Network ChaMP (Challenges for Monetary Policy Transmission in a Changing World), ospitata da Bankitalia a Roma, presso il Centro Convegni Carlo Azeglio Ciampi.

Secondo Panetta “la Bce deve navigare” evitando “due estremi”: quello di ignorare shock dell’energia e quello, opposto, di ritenere di trovarsi nella stessa situazione del 2022, che rendeva necessaria un’energica stretta monetaria. “Oggi l’istituzione non deve né liquidare lo shock come temporaneo, né rispondere come se l’economia fosse nelle stesse condizioni di quattro anni fa”, ha detto.

Cassese, il Quirinale e il nodo della cultura costituzionale

Le tesi di Cassese e il nodo costituzionale

Sabino Cassese è da qualche tempo assai attivo sul tema della destra al Quirinale. Qualche giorno fa ha rilasciato un intervista televisiva. Ieri ad un importante quotidiano.
Gli argomenti sono in apparenza innocui, proposti con quel tono soave che spesso distingue il nostro professore.
In realtà siamo di fronte ad affermazioni di un certo rilievo che non possono essere lasciate cadere nel nulla.
La sostanza del ragionamento è che non vi sarebbe alcun impedimento costituzionale per l’elezione di Giorgia Meloni al Colle.
Per sostenere convintamente questa tesi Cassese dice che è pur vero che la Costituzione enfatizza la libertà e la democrazia; però, a suo parere, vi sarebbero anche elementi di continuità con il Fascismo. Ad esempio nell’articolo sulla tutela dei beni culturali che, a suo parere, deriverebbe dalle leggi di Bottai in materia.
Inoltre la Costituzione, a parere del nostro esperto, non prevede esplicitamente un passato antifascista per il candidato Presidente, ma solo alcuni requisiti civili, come l’età, la cittadinanza, e poco altro.

 

Il giudizio sullazione del governo Meloni

Ora esaminiamo gli argomenti nel merito politico.
Dopo 4 anni di governo Meloni in Italia certamente c’è meno libertà: è stato messo il bavaglio a dibattiti e confronti nelle suole e all’università; gli emigrati hanno meno diritti e minori aiuti nell’integrazione. Tutte le riforme della destra poi sono nel senso della riduzione degli spazi di democrazia, con la concentrazione di potere prevista con premierato, con il tentativo di guinzaglio alla magistratura. Basterebbero questi concreti precedenti per considerare la Meloni al Colle come ampiamente incompatibile con i principi e le norme della Costituzione repubblicana.
Certo, se fosse eletta da un parlamento ad ampia maggioranza di destra, come quello che si cerca di ottenere con la nuova legge elettorale maggioritaria, sarebbe difficile proporre e vincere un ricorso in tribunale e poi alla Corte costituzionale. Sarebbe una prova troppo ardua, anche per gli attuali giudici costituzionali.

 

Le possibili strategie

Vediamo ora il personaggio Cassese, classe 1935, 91 anni. Da molti anni si considera talmente bravo da aver abbandonato i suoi maestri, per affermare di non averne in sostanza avuti. Si legga suo “Varcare le frontiere”, Mondadori, 2024.
È stato allievo di Massimo Severo Giannini, uno dei più importanti amministrativisti del nostro Paese; socialista, già partigiano delle brigate Matteotti. Poi Cassese è davvero debitore di Enrico Mattei che, su segnalazione di Giannini, lo accolse all’Eni per costituire un centro studi indispensabile per il gruppo industriale.
Cassese, un irpino orgogliosissimo e parecchio vanitoso, da tempo si propone come garante e mediatore della destra al vertice delle maggiori istituzioni repubblicane.
Non sappiamo se dietro queste prese di posizione vi siano i più sagaci consiglieri politici della Meloni, ovvero Fazzolari e Mantovano. È possibile.
Ma è anche possibile che Cassese, ambizioso come pochi, si esponga di suo.
In effetti se Giorgia, pur disponendo di una maggioranza del Parlamento non volesse forzare la mano dopo aver proposto prima Larussa e poi se stessa, potrebbe anche giocare la carta Cassese con l’intento di strappare un po di voti nel centrosinistra, e affermare di aver così eletto un presidente rappresentativo di una maggioranza più ampia.

 

Un giudizio conclusivo

Il film potrebbe sembrare digeribile, se non fosse che Cassese è uno di quegli esperti che pensa di sapere tutto. In realtà a molti è sempre apparso solo come un “ingegnere” del diritto. Ora, come recita quel noto detto circa gli ingegneri, questi “pensano di capire tutto, ma in realtà non capiscono il resto”.
Nel caso di Cassese siamo di fronte ad un personaggio che di politica capisce assai poco, essendosi sempre guardato dallo “sporcarsi le mani” con i problemi reali della gente e della società, ed avendo sempre considerato la politica stessa con somma alterigia.
Ci sono bottiglie di vino che, invecchiando, divengono sublimi (poche), altre che, una volta aperte, sono ormai imbevibili.

Trump, il calcio e le cose che non ti ho detto

Quis custodiet custodem?

Ci risiamo, c’è un ordine restrittivo che dovrebbe riguardare il buon Trump che parla anche di cose di cui non sa. Per sua ammissione ha detto di non conoscere cosa sia la punizione del “cartellino rosso” nel gioco del calcio. Ha comunque deciso che quella “red card” non gli andava bene dandosi della white card, carta bianca per poter dire e fare quello che gli salta per la testa. Così ha chiamato l’eroe e Presidente della Fifa, Infantino, per dirgli di revocare la squalifica comminata giorni fa al cannoniere della squadra Usa, Folarin Belogun.

Ha deciso che è una sanzione ingiusta e così il Presidente della FIFA, per non essere disarcionato dal cavallo, ha obbedito senza colpo ferire. Infantino ha deciso che lui ha scelto la monta americana molto più casareccia di quella inglese. La questione ha suscitato scandalo nel mondo del calcio con commenti vari compreso quello della Uefa che fa sapere come si sia passata la linea rossa ed in sostanza si sia di fronte ad un fatto inaccettabile che ferisce lo sport.

Un podi fumo negli occhi

Del resto Trump è uno abituato a giocare al rosso e nero fregandosene di quello che pensano i benpensanti. Con arte e malizia ha fatto intendere che l’arbitro che ha squalificato il giocatore si presta a non pochi sospetti. Siamo di fronte ad una tecnica magistrale di detto e non detto, qualcosa di simile ad un “conosco cose di lui che voi non immaginate” è il senso della provocazione che The Donald ha proposto come riflessione ai suoi critici. Se davvero sapesse qualcosa circa una compromessa imparzialità allora, per coerenza, farebbe bene a dirlo al mondo per evitare che quell’arbitro possa combinare altri guai. Come la giri e la metti non è Trump ad averla fatta grossa. Infantino, altro che linea rossa, ha superato ben oltre il 38° parallelo che divise in due la Corea in Sud e Nord. Ha ucciso il calcio e il campionato del mondo in corso.

Proteste senza testa

La ridda delle lamentele che si sono sollevate suona però di piena ipocrisia. DI fronte a tanto non serve urlare e protestare. Il Belgio, la prossima squadra che incontrerà gli USA e tutte le altre squadre dovrebbero semplicemente ritirarsi dalla competizione e lasciare Trump, Infantino e gli sponsor molesti, in corso di partita in mezzo al campo, a prendersi reciprocamente a pallonate per aver alzato troppo il gomito dell’arroganza e preteso troppo dalla pazienza degli appassionati di questo sport.

Tre amici al bar dello sport e le conseguenze di un amore

Si ritroverebbero in uno spazio alienato simile al deserto rosso di Antognoni o forse per salvezza potrebbero guardare, grazie all’amico Musk, al pianeta rosso di Marte per una partitella senza censori e senza censure. “Sole rosso” è un film dove i protagonisti lottano per recuperare da un furto una preziosa spada cerimoniale giapponese, c’è una istituzione da difendere e non ci si tira indietro.

Trump e compagni lottano invece per far fuori tutto ciò che istituzione e tradizione all’un tempo. Eppure suona strano perché il Presidente Usa ha appena dichiarato di non amare i comunisti e di conseguenza avversare anche il libretto rosso di Mao Zedong. Come fiuta aria di comunisti in giro, intanto in terra americana, sembra che veda rosso. E’ proprio un colore che non gli piace, salva la sua cravatta scintillante di quella tinta che racconta dei suoi pensieri in contraddizione.

Da domani chi continuerà a giocare questo Mundial sarà complice di una bravata che con il calcio non ha nulla a che fare. Così, sarà bene che non fingano di piangere solo per salvare una faccia che sarà irrimediabilmente imbrattata di rosso.

Iran e Israele di fronte alla prova del Libano

Un accordo che rompe un tabù storico

Come è noto, uno dei nodi della complessa trattativa fra Iran e Stati Uniti riguardi il Libano. E una settimana fa è stato raggiunto un accordo – anch’esso in 14 punti,  curiosamente, come quell’altro – fra il Paese dei Cedri e quello della Stella di David che per la prima volta riconosce reciprocamente le due nazioni e le impegna a porre definitivamente fine a “qualsiasi stato di guerra tra di loro”.

Non è poco, ove si consideri che è dal 1948 che una disponibilità reciproca alla pace non è mai stata definita. Con le conseguenti fasi cicliche di conflitti nei quali Tel Aviv ha sistematicamente distrutto aree vaste delle città libanesi.

Ma non è sufficiente e quindi non è certo che possa produrre gli effetti desiderati. La sua positività risiede però – oltre che nella dichiarazione citata – nell’assunzione di responsabilità che esso impone a Israele e Iran, chiamati a svelare con chiarezza le proprie carte.

 

Il nodo irrisolto di Hezbollah

Spieghiamo meglio. Hezbollah non condivide e non accetta l’accordo sottoscritto dal governo di Beirut. Come si sa, il Partito di Dio, sciita e strettamente legato agli ayatollah e ai pasdaran iraniani, è parte rilevante del potere libanese, occupa e domina i quartieri meridionali della capitale, tutta la fascia meridionale del paese confinante con Israele e in essa la città di Tiro, la valle della Beqaa a oriente. Inoltre è armato molto meglio e molto più abbondantemente dell’esercito regolare statale. È dunque nelle condizioni di poter avviare una guerra civile, qualora lo decidesse.

 

La responsabilità che ricade su Teheran

Ora, l’accordo siglato a Washington con la regia americana sostiene la volontà e l’impegno del governo di Beirut a “esercitare la piena sovranità su tutto il suo territorio” e a garantire “il monopolio statale sull’uso della forza” addivenendo al “disarmo completo di tutti i gruppi armati”. Ma ciò non avverrà se Hezbollah verrà ancora alimentato, economicamente e militarmente, dall’Iran.

Il quale, con ragione, pretende di inserire nel futuro trattato di pace con Washington la conclusione definitiva degli attacchi israeliani in Libano. Che a sua volta Israele motiva a causa della permanente minaccia per la propria sicurezza rappresentata da Hezbollah.

È ora responsabilità di Teheran convincere la milizia sciita libanese a rinunciare alle sue attività militari. E a disarmarsi, per tramutarsi in un partito politico, cessando d’essere un movimento armato. Una prospettiva che però a Hezbollah non piace. E che dunque rifiuta. Si impegnerà davvero la Repubblica Islamica a esercitare tutta la sua influenza nei confronti del suo proxy libanese?

 

Limpegno richiesto a Israele

Parallelamente e contemporaneamente c’è la responsabilità israeliana. L’accordo testualmente recita un impegno importante: il completo ritiro dell’IDF dai territori occupati in Libano, oggi in tale situazione “solo” a causa del pericolo incarnato da Hezbollah. “Il governo di Israele dichiara di non avere ambizioni territoriali in Libano”. Si tratta di vedere se queste parole avranno consequenzialità operative. Perché sino a ieri quelle pronunciate col solito criminale fanatismo da alcuni ministri erano di tutt’altro tenore e avviso. E le stesse operazioni militari poste in essere negli ultimi mesi offrivano l’idea di un ben diverso obiettivo: creare una larga fascia di territorio libanese formalmente tale ma in realtà non solo occupato dall’esercito israeliano bensì destinato ad essere inglobato, in una sorta di occupazione a tempo indefinito, indeterminato. Di fatto, lo spostamento della frontiera più a nord, verso il fiume Litani e oltre.

 

La verifica sarà nei fatti

Ora l’accordo prevede un graduale ritiro degli israeliani da queste zone a nord del fiume, al momento evacuate dai libanesi ivi residenti, che potranno farvi ritorno solo dopo che Hezbollah verrà disarmato e l’esercito libanese vi avrà assunto il “controllo sovrano”.

Una responsabilità, quella di Tel Aviv, come si vede, molto circonstanziata e prorogata temporalmente: ma comunque una responsabilità precisa. Vedremo se vi terrà fede.