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Tennis, Sinner batte Zverev e conquista di nuovo Wimbledon

Roma, 12 lug. (askanews) – Jannik Sinner si conferma campione a Wimbledon battendo in quattro set il tedesco Alexander Zverev in quasi quattro ora di gioco, con il punteggio di 6-7 7-6 6-3 6-4.

Jannik Sinner si conferma il re di Wimbledon. Il numero uno del mondo difende con successo il titolo conquistato dodici mesi fa e conquista il suo secondo trofeo consecutivo sull’erba dell’All England Club, battendo in finale il tedesco Alexander Zverev, testa di serie numero due, con il punteggio di 6-7 (7/9), 7-6 (7/2), 6-3, 6-4 dopo quasi quattro ore di gioco.

È stata una finale di altissimo livello, giocata sul filo dell’equilibrio per oltre due set, con entrambi i protagonisti protagonisti di una battaglia soprattutto al servizio. Nel primo parziale non si registra alcun break e il tie-break diventa inevitabile. Qui Zverev dimostra grande lucidità nei punti decisivi, annulla due set point e si impone 9-7, portandosi avanti dopo un’ora e cinque minuti di gioco.

La reazione di Sinner, però, è quella del campione. Nel secondo set l’azzurro alza progressivamente il livello del proprio tennis, trova maggiore continuità da fondo campo e aumenta l’efficacia della risposta. Anche questa volta si arriva al tie-break, ma il copione cambia completamente: il numero uno del ranking domina il gioco decisivo per 7-2, ristabilendo la parità dopo oltre due ore di una sfida intensissima.

L’inerzia del match passa definitivamente dalla parte dell’italiano. Nel terzo set Sinner continua a mettere pressione al servizio dell’avversario e, dopo aver annullato l’unica palla break concessa, trova il primo break dell’incontro nell’ottavo gioco, chiudendo poi il parziale per 6-3.

Nel quarto set Zverev prova a restare agganciato alla partita, ma Sinner appare ormai padrone del confronto. Il break decisivo arriva nel settimo game grazie a una straordinaria serie di risposte aggressive che costringono il tedesco all’errore. Da quel momento il campione altoatesino non concede più nulla nei propri turni di battuta e chiude l’incontro al primo match point con il punteggio di 6-4, alzando ancora una volta il trofeo più prestigioso del tennis mondiale.

Per Sinner si tratta del 30° titolo ATP in carriera, del sesto successo stagionale e soprattutto del quinto torneo del Grande Slam, il primo conquistato nel 2026, che consolida ulteriormente la sua leadership nel ranking mondiale. Il successo rappresenta inoltre la sua centesima vittoria nel circuito ATP, un traguardo simbolico che conferma la straordinaria continuità dell’azzurro ai massimi livelli.

Nonostante la sconfitta, Alexander Zverev esce comunque rafforzato dal torneo londinese. Grazie ai punti conquistati raggiungerà infatti la seconda posizione della classifica mondiale, superando Carlos Alcaraz, al termine di un Wimbledon che lo ha visto tornare protagonista fino all’ultimo atto.

Con il bis sull’erba di Londra, Sinner entra sempre più nella storia del tennis italiano e internazionale, confermandosi il punto di riferimento del circuito maschile e l’uomo da battere anche in questa stagione.

Iran, nuovi attacchi Usa a Bandar Abbas e a Qeshm

Roma, 12 lug. (askanews) – Diverse esplosioni sono state avvertite nel porto iraniano di Bandar Abbas e nell’area dell’isola di Qeshm. Lo riportano le agenzie iraniane Mehr e Fars, citate da Al Jazeera, mentre Axios parla di una nuova ondata di attacchi americani.

Il governatore di Qeshm, Hossein Amir Teymouri, ha dichiarato all’agenzia IRNA che “da 10 a 11 proiettili nemici” hanno colpito l’isola. Teymouri ha precisato che tutti gli obiettivi colpiti erano militari e che non si sono registrate vittime.

Poco dopo il Ministero della Difesa del Kuwait ha annunciato che tre posti di confine ed una piattaforma petrolifera offshore sono stati oggetto di “un attacco criminale” ed hanno subito “danni materiali”, in quella che potrebbe essere una rappresaglia di Teheran. Sulla piattaforma petrolifera offshore gestita dalla Kuwait Oil Company ci sarebbe anche un operaio rimasto ferito.

Braccio di ferro sullo stretto di Hormuz. Gli Usa: è aperto, traffico normale. L’Iran è chiuso

Roma, 12 lug. (askanews) – Gli Stati Uniti sono pronti a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz: lo ha reso noto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) dopo l’annuncio dell’Iran sulla chiusura della via di navigazione, ribadito successivamente dalle autorità di Teheran. “Lo Stretto di Hormuz è aperto a tutte le navi che intendono transitare legalmente in questa via navigabile internazionale. Le forze statunitensi sono posizionate e pronte a garantire che la libertà di navigazione rimanga intatta nonostante l’aggressione, le molestie, le minacce e le dichiarazioni arbitrarie dell’Iran. L’Iran non controlla lo stretto. Il traffico è libero”, si legge nel comunicato diffuso dal Centcom.

Teheran – che attraverso le parole di Mohsen Rezaee, consigliere di Khamenei, ha chiarito che Hormuz è più importante di decine di bombe atomiche – ha sua volta ribadito la chiusura dello Stretto alla navigazione: “A causa dei recenti movimenti illegali delle forze militari statunitensi nella regione, il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz non è attualmente possibile”, si legge in una nota dell’Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico, che conclude: “Non appena la stabilità e la calma saranno ripristinate, tutte le richieste saranno esaminate secondo il calendario previsto e saranno rilasciati i permessi necessari”.

MotoGp, Bezzecchi operato. Aprilia spera in Silverstone

Roma, 12 lug. (askanews) – È iniziato il recupero fisico di Marco Bezzecchi dopo l’infortunio rimediato nelle qualifiche del Gran Premio di Germania al Sachsenring. Il pilota dell’Aprilia è stato operato questa mattina alla clavicola sinistra dall’équipe del dottor Giuseppe Porcellini all’Ospedale Universitario di Sassuolo. L’intervento si è concluso con successo: la frattura “completa e scomposta” è stata ridotta e stabilizzata.

Ora per il pilota romagnolo comincia la fase di riabilitazione con l’obiettivo di tornare in pista già nel prossimo appuntamento del Mondiale, il Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone (7-9 agosto). I tempi di recupero, però, restano ancora da definire e saranno valutati nei prossimi giorni sulla base dell’evoluzione del quadro clinico.

Aprilia, attraverso una nota ufficiale, ha spiegato: “Marco è stato operato con successo dal Dottor Giuseppe Porcellini presso l’Ospedale Universitario di Sassuolo; la frattura della clavicola sinistra è stata ridotta e stabilizzata”.

La squadra di Noale ha aggiunto: “Sebbene sia ancora presto per definire i tempi di recupero, auspichiamo di avere Marco fit per il prossimo GP di Silverstone, in programma a inizio agosto. La prognosi verrà comunque sciolta nei prossimi giorni”.

Per Bezzecchi si prospettano quindi settimane di lavoro intenso durante la pausa estiva. Il rientro in Gran Bretagna non è impossibile, ma rappresenta una sfida: negli ultimi anni diversi piloti della MotoGP hanno dovuto affrontare recuperi più lunghi dopo fratture alla clavicola, tra cui Marc Marquez, che in passato ha impiegato diverse gare prima di ritrovare la piena competitività.

MotoGp, Marc Marquez trionfa in Germania

Roma, 12 lug. (askanews) – Marc Marquez si conferma il re del Sachsenring e, dopo aver firmato la pole e vinto la Sprint, trionfa anche nella gara lunga. Sul podio anche le due Trackhouse di Ogura e Fernandez. 4° Acosta, poi Martin e Bagnaia. Out Di Giannantonio e Alex Marquez. Assente Bezzecchi, operato alla clavicola. Martin resta in testa alla classifica: +14 su Ogura e +18 su Marc Marquez.

Scattato dalla pole, Marquez ha preso il comando fin dalle prime curve, contenendo inizialmente il tentativo del fratello Alex di restargli in scia. Giro dopo giro il pilota Ducati ha aumentato il passo, girando con costanza sull’1’21″ basso e costruendo un margine che gli ha consentito di amministrare la gara senza mai dare l’impressione di essere in difficoltà.

Alle sue spalle la lotta per il podio ha animato gran parte della corsa. Raul Fernandez, con la Aprilia del team Trackhouse, ha occupato a lungo la seconda posizione, ma nel finale ha dovuto cedere il passo al compagno di squadra Ai Ogura, autore di una gara in rimonta e bravo a piazzare il sorpasso decisivo a pochi giri dalla bandiera a scacchi. Il giapponese ha così completato una splendida doppietta per il team americano, chiudendo secondo davanti a Fernandez.

Ai piedi del podio ha terminato Pedro Acosta, protagonista di una gara solida ma mai in grado di inserirsi nella lotta per le prime tre posizioni. Alle sue spalle il leader del Mondiale Jorge Martin ha limitato i danni con il quinto posto. Lo spagnolo ha disputato una gara accorta, difendendosi nel finale dagli attacchi di Francesco Bagnaia, sesto al traguardo dopo una corsa nelle retrovie del gruppo di testa senza riuscire a trovare lo spunto per superare il rivale.

La gara è stata caratterizzata anche da numerosi colpi di scena. Fabio Di Giannantonio è stato il primo dei protagonisti a finire nella ghiaia, scivolando nelle fasi iniziali dopo aver perso l’anteriore. Pochi giri più tardi è caduto anche Alex Marquez, che fino a quel momento occupava la seconda posizione e sembrava l’unico in grado di seguire il fratello. Sono finiti a terra anche Joan Mir e Cal Crutchlow, entrambi senza conseguenze fisiche, mentre Maverick Vinales è stato costretto al ritiro nel finale per un problema tecnico.

Con questo successo Marc Marquez rilancia le proprie ambizioni iridate, anche se Jorge Martin mantiene la leadership del campionato. Lo spagnolo dell’Aprilia guida infatti la classifica con 14 punti di vantaggio su Ai Ogura e 18 sul pilota Ducati, ora risalito al secondo posto grazie ai 25 punti conquistati in Germania.

Il Motomondiale osserva ora una pausa estiva e tornerà in pista dal 7 al 9 agosto sul circuito di Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna, dodicesimo appuntamento della stagione.

Banche, i tassi sui nuovi mutui sono già ai massimi da quasi 2 anni

Roma, 12 lug. (askanews) – La “mini” stretta monetaria operata finora dalla Banca centrale europea è bastata a far risalire i tassi sui nuovi mutui in Italia ai massimi da quasi due anni a questa parte. A maggio, infatti, il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni ha raggiunto il 3,959%.

Per trovare un livello analogo o superiore, bisogna tornare indietro fino al all’agosto del 2024, in cui questa voce si attestava al 4,0962%, secondo le tabelle della Banca d’Italia.

Eppure all’epoca lo stesso livello di riferimento dei tassi Bce – il tasso sui depositi – era a valori nettamente superiori: il 3%. Attualmente, a seguito del rialzo da 0,25 punti percentuali effettuato a giugno, il tasso sui depositi della Bce si attesta al 2,25%. In questo caso si tratta del livello più elevato da poco più di un anno: dall’aprile del 2025.

Al tempo stesso, sempre secondo i dati della Banca d’Italia, i tassi di interesse sui depositi (conti correnti passivi) delle famiglie restano a un limitato 0,1733%, livello sostanzialmente in linea con quello dei mesi precedenti risalendo fino al luglio del 2025. Nell’agosto del 2024, invece, questa voce si attestava uno 0,366%, sempre un livello ridotto, ma leggermente superiore a quello attuale.

Questo differenziale della dinamica di risalita dei tassi potrebbe rialimentare le polemiche già sollevate nei giorni scorsi da alcune associazioni, sulla velocità con cui le banche aumentano i tassi sui prestiti che erogano a famiglie e imprese e la maggiore “cautela” che usano sui tassi con cui retribuiscono i conti correnti.

Va comunque rilevato che il livello dei tassi bancari non riflette unicamente quello che è il quadro attuale dei tassi di riferimento della Bca, ma piuttosto l’aspettativa che il settore bancario ha su quello che sarà il futuro dei tassi ufficiali. L’ultima rilevazione della Banca Italia, peraltro, è riferita a maggio, quando non era stato ancora operato il rialzo dei tassi della Bce di giugno, ma appunto la mossa era ampiamente attesa dai mercati.

Sempre a maggio, probabilmente, l’attesa dei mercati era per ulteriori possibili rialzi dopo quello di giugno, laddove la tregua raggiunta a metà mese tra Stati Uniti e Iran ha determinato una inversione dei prezzi sul petrolio, e conseguentemente un allentamento delle pressioni inflazionistiche che, potenzialmente, e se la dinamica si confermerà, potrebbe anche arrestare la Bce nella sua manovra di inasprimento.

Nei dai dei mesi successivi, quindi, anche i tassi bancari potrebbero mostrare aggiustamenti a questo nuovo scenario.

MotoGp, il calendario del motomondiale e i vincitori

Roma, 12 lug. (askanews) – Questo il calendario del MotoGp 2026 ed i vincitori:

GP Thailandia (Buriram, Thailandia, 1 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Brasile (Goiânia, Brasile, 22 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Texas (Austin, Stati Uniti, 29 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Spagna (Jerez de la Frontera, Spagna, 26 aprile) vincitore: Alex Marquez (Gresini Racing) GP Francia (Le Mans, Francia, 10 maggio) vincitore: Jorge Martin (Aprilia) GP Catalogna (Barcellona, Spagna) vincitore: Fabio Di Giannantonio (Ducati) GP Italia (Mugello, Italia, 31 maggio) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Ungheria (Balaton, Ungheria, 7 giugno) vincitore: Marc Marquez (Ducati) GP Repubblica Ceca (Brno, Repubblica Ceca, 21 giugno) vincitore: Marc Marquez (Ducati) GP Paesi Bassi (Assen, Paesi Bassi, 28 giugno) vincitore: Ai Ogura (team Trackhouse Racing, Aprilia) GP Germania (Sachsenring, Germania, 12 luglio) vincitore: Marc Marquez (Ducati)

GP Regno Unito (Silverstone, Regno Unito, 9 agosto) GP Aragona (Aragón, Spagna, 30 agosto) GP San Marino (Misano, Italia, 13 settembre) GP Austria (Red Bull Ring, Austria, 20 settembre) GP Giappone (Motegi, Giappone, 4 ottobre) GP Indonesia (Mandalika, Indonesia, 11 ottobre) GP Australia (Phillip Island, Australia, 25 ottobre) GP Malesia (Sepang, Malesia, 1° novembre) GP Qatar (Lusail, Qatar, 8 novembre) GP Portogallo (Portimão, Portogallo, 22 novembre) GP Comunità Valenciana (Valencia, Spagna, 29 novembre)

Tragedia a Brno, morti due piloti in una gara di superbike

Roma, 12 lug. (askanews) – Tragedia sul circuito di Brno, in Repubblica Ceca, dove due piloti hanno perso la vita in seguito a un incidente avvenuto durante una gara del Campionato motociclistico Alpe Adria. Le vittime sono l’austriaco Philipp Steinmayr, 32 anni, e il romeno Adrian Rus-Sinner, 43 anni. Secondo una prima ricostruzione, Steinmayr si era fermato in pista per un problema tecnico subito dopo la partenza della prova della categoria Superstock 1000/Superbike ed è stato investito dalla moto di Rus-Sinner. Il pilota austriaco è morto sul colpo, mentre il romeno è deceduto successivamente in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.

In seguito all’incidente gli organizzatori hanno deciso di annullare il resto del programma del fine settimana, comprese le gare delle categorie Supersport 300 European Cup, Supersport 600 European Cup, Superstock 1000 European Cup e Women’s European Championship.

In una nota congiunta, la FIM Europe, l’Unione Motociclistica Alpe Adria, il promotore Academy, la Federazione Motoristica Rumena, l’Unione Motociclistica Balcanica e l’Autodromo di Brno hanno espresso il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime, agli amici e all’intera comunità motociclistica.

Zelensky annuncia le dimissioni della premier Svyrydenko: rimpasto di governo per nuova strategia politica

Roma, 12 lug. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato domenica le dimissioni di Yulia Svyrydenko dalla carica di Primo ministro, che ricopriva da un anno, nonché un “rimpasto di governo” che corrisponde a un cambiamento nella “strategia politica” dell’Ucraina.

“Ogni area prioritaria della politica estera sarà affidata alla responsabilità di una persona specifica con una significativa esperienza”, ha dichiarato Zelensky nel suo comunicato stampa pubblicato su Telegram, aggiungendo di aver offerto al Primo ministro uscente “un nuovo importante Ministero per le relazioni con un partner chiave”, senza specificare quale.

Il Presidente ucraino non ha fornito dettagli sulla composizione del nuovo esecutivo, né sui tempi per la sua formazione: “Conto sul fatto che, insieme ai parlamentari, effettueremo le opportune sostituzioni all’interno del governo ucraino”.

Papa Leone XIV: "Venti di guerra non spengano la fiammella della pace"

Roma, 12 lug. (askanews) – “Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose parti del mondo colpendo ancora una volta tanti innocenti: non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace anche quando sembra vacillante”: lo ha ribadito Papa Leone XIV nella preghiera dell’Angelus tenuta a Castelgandolfo.

Il Pontefice ha invitato a “percorrere la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, unico cammino per una pace giusta e duratura”.

Nel corso della preghiera Papa Leone ha ricordato come “Gesù stesso, il Verbo fatto uomo, che ha dato la vita per la nostra salvezza, è il seme che il Padre continua a spargere nel mondo perché, morendo, porti molto frutto (cfr Gv 12,24)”.

“È vero, a volte incontra in noi un terreno duro e insensibile, altre volte distratto, simile al suolo battuto dei sentieri, al terreno sassoso, ai cespugli dei rovi; ma ci sono momenti in cui trova una terra ricettiva e feconda, e allora si innescano miracoli d’amore capaci di cambiare tutto il resto, come certamente abbiamo sperimentato anche noi nella nostra vita. Per questo il Padre non smette di seminare, perché sa che la potenza del suo amore è più forte della nostra debolezza”, ha concluso.

Iran e Oman proseguiranno le consultazioni sullo stretto di Hormuz

Roma, 12 lug. (askanews) – L’Iran e l’Oman hanno concordato di proseguire le consultazioni sulla situazione nello Stretto di Hormuz: lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.

In precedenza, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione (pasdaran) iraniani aveva annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz fino alla fine delle interferenze statunitensi nella regione, aggiungendo che a nessuna nave sarebbe stato consentito il transito.

“L’Oman e l’Iran hanno concordato di proseguire il dialogo a livello politico, legale e tecnico per raggiungere un’intesa comune al fine di garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz” ha proseguito il portavoce, aggiungendo che la futura gestione dello Stretto di Hormuz dovrebbe essere determinata attraverso consultazioni tra Iran e Oman, tenendo conto della situazione degli ultimi mesi e delle azioni militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

In precedenza, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione (pasdaran) iraniani aveva annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz fino alla fine delle interferenze statunitensi nella regione, aggiungendo che a nessuna nave sarebbe stato consentito il transito.

“L’Oman e l’Iran hanno concordato di proseguire il dialogo a livello politico, legale e tecnico per raggiungere un’intesa comune al fine di garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz” ha proseguito il portavoce, aggiungendo che la futura gestione dello Stretto di Hormuz dovrebbe essere determinata attraverso consultazioni tra Iran e Oman, tenendo conto della situazione degli ultimi mesi e delle azioni militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Norvegia-Inghilterra quante polemiche, papà Haaland: "Derubati"

Roma, 12 lug. (askanews) – È finita con una lunga coda di polemiche la sfida tra Norvegia e Inghilterra. Non solo per il discusso gol dell’1-1 segnato da Jude Bellingham, con il pallone che secondo i norvegesi potrebbe aver colpito il cavo della spider cam prima di arrivare al centrocampista inglese (e quindi sospendere l’azione), ma anche per il botta e risposta tra Bellingham e il suo allenatore Thomas Tuchel.

Il ct dell’Inghilterra, dopo la vittoria sofferta 2-1, aveva ammesso senza troppi giri di parole: “Siamo stati fortunati. Il modo in cui abbiamo giocato è stato sciatto, abbiamo commesso molti errori tecnici. Questo non riguarda la mentalità, ma dobbiamo fare meglio”.

Parole che non sono piaciute a Bellingham, protagonista della serata. Il numero 10 inglese ha difeso la prestazione della squadra e risposto al tecnico: “Non penso sia così. Forse non sa cosa significa affrontare una squadra con Haaland, Odegaard, Nusa, Sorloth e altri grandi giocatori. Non si vince ogni partita facendo girare la palla con mille passaggi. A volte bisogna vincere sporco”.

Bellingham ha poi parlato del rapporto con Erling Haaland, suo ex compagno al Borussia Dortmund e grande amico: “La gente ci ha visto come rivali per 90 minuti, io ho visto solo mio fratello. Sapevo come si sentiva perché ci sono passato anch’io. Sono andato subito da lui non per le telecamere o per i titoli, ma solo per ricordargli che una partita non definirà mai chi è. Domani sarà sempre mio fratello”.

Tuchel ha replicato senza alimentare la polemica, riconoscendo i meriti della squadra ma confermando la sua analisi: “Sono impressionato dal cambiamento che hanno fatto, dallo spirito e dalla capacità di superare le difficoltà. Non riceveranno mai abbastanza elogi. Ma sono anche un allenatore e penso che possiamo giocare meglio. Siamo tra le prime quattro, però possiamo essere più veloci e più cinici. E sì, siamo stati fortunati”.

A rincarare la dose ci ha pensato Alfie Haaland, padre di Erling. Durante la partita aveva già ironizzato sui social commentando l’episodio con un “Well done Bellingham and referee” rivolto al centrocampista inglese e all’arbitro Turpin. Poi, in televisione, è stato ancora più duro: «Siamo stati derubati, penalizzati da due decisioni clamorose. Il primo gol non era valido: c’era un’infrazione evidente nella costruzione dell’azione e il VAR non è intervenuto. Se il VAR serve a correggere errori chiari, perché non è stato rivisto?”.

Infine il riferimento al gol annullato a Haaland: “Tutti dicono che Erling abbia spinto Anderson, ma stanno semplicemente lottando per la posizione e usando le braccia. È calcio”.

Gli Usa colpiscono 140 obiettivi in Iran. Teheran: colpiti target Usa in Kuwait, Qatar e Bahrein

Roma, 12 lug. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno colpito circa 140 obiettivi in Iran nell’ambito della terza ondata di attacchi di questa settimana, ha annunciato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centocm) sul proprio profilo di X.

“Le forze statunitensi hanno colpito circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento terrestri e navali, droni e navi. Tra gli obiettivi figuravano siti missilistici e di droni iraniani, capacità navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera” si legge nel comunicato.

Nel corso di questa settimana gli Stati Uniti hanno colpito oltre 300 obiettivi iraniani in tre diverse ondate di attacchi, conclude la nota.

In risposta agli attacchi statunitensi condotti questa notte nel sud del Paese, l’Iran ha colpito diverse installazioni militari statunitensi in Kuwait, Qatar e Bahrein: è quanto riporta la Press TV, citando fonti dei Guardiani della Rivoluzione (pasdaran) iraniani.

L’esercito iraniano ha utilizzato droni per colpire un sistema di difesa aerea Patriot, un deposito di munizioni e una stazione radar militare statunitense in Kuwait, ha riferito l’emittente.

L’Iran ha inoltre colpito una stazione di comunicazione e una stazione radar militari statunitensi in Bahrein; secondo quanto riportato dalla Press Tv le forze iraniane avrebbero anche lanciato un attacco missilistico balistico contro la base aerea statunitense di Al Udeid, in Qatar.

"Live à Paris" l’amato album dal vivo di Céline Dion esce in vinile

Milano, 12 lug. (askanews) – In occasione del 30° anniversario di “Live à Paris” l’amato album dal vivo di Céline Dion sarà pubblicato per la prima volta in vinile. Il nuovo doppio LP, uscirà il 4 settembre 2026, pochi giorni prima dell’attesissimo ritorno dell’artista sul palco della Plenitude Arena, ed è disponibile da oggi, venerdì 10 luglio, in pre-order.

Registrato nell’ottobre del 1995 allo Zénith di Parigi davanti a 6.000 spettatori, “Live à Paris” fu pubblicato per la prima volta nell’ottobre del 1996 nei formati CD e VHS, seguiti dall’edizione DVD nel novembre 2003. A trent’anni di distanza, questa raccolta live viene riproposta per la prima volta in vinile con una nuova sequenza dei brani e una tracklist rivisitata, che attinge sia all’edizione originale su CD sia a quella video, offrendo un’esperienza d’ascolto più completa e coinvolgente.

Il doppio LP sarà disponibile sia in un’esclusiva edizione in vinile Golden Tan, sia nella classica versione nera. La confezione includerà inoltre un booklet di otto pagine con fotografie e testi delle canzoni e una speciale bonus track in studio di “À Paris”. Scritta da Francis Lemarque, questa celebre chanson, divenuta uno dei simboli della capitale francese, arricchisce il progetto affiancandosi alle straordinarie performance dal vivo.

“Live à Paris” immortala Céline Dion in uno dei momenti più significativi della sua carriera, con interpretazioni tratte da “D’eux “- l’album in lingua francese più venduto di sempre – insieme ai suoi grandi successi internazionali e ad alcuni classici intramontabili. Il disco include gli straordinari duetti con Jean-Jacques Goldman, tra cui “Les derniers seront les premiers” e “J’irai où tu iras”, oltre a intense interpretazioni di “The Power Of Love”, “River Deep, Mountain High” e “Quand on n’a que l’amour” di Jacques Brel.

Oltre a “Live à Paris”, il 4 settembre saranno pubblicati in vinile anche 14 album del catalogo di Céline Dion, disponibili in una nuova esclusiva versione Pearly White, già disponibile in pre-order. Questa nuova collana offrirà ai fan l’opportunità di riscoprire alcuni dei lavori più celebri dell’artista in un prezioso formato da collezione.

Qatar, Meloni: profonda tristezza per scomparsa Al Thani

Roma, 12 lug. (askanews) – “Ho appreso con profonda tristezza la notizia della scomparsa dell’Emiro Padre del Qatar, Sua Altezza lo Sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani. Lo Sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani è stato uno di quei rari leader che ha cambiato il corso della storia della propria Nazione. Con straordinaria visione, coraggio e determinazione, ha posto le basi del Qatar moderno, ne ha rafforzato le istituzioni e gli ha conferito una voce e un prestigio ben oltre i suoi confini. Il Qatar che oggi conosciamo e ammiriamo porta l’inconfondibile impronta della sua leadership. Desidero porgere le mie più sentite condoglianze a titolo personale e a nome del Governo italiano, a Sua Altezza l’Emiro Tamim, a tutta la Sua famiglia e al popolo del Qatar cui rivolgo i miei pensieri e le mie preghiere in questo momento di profondo dolore”. Così la presidente del consiglio Giorgia Meloni.

Renzi, il funambolo che ha perso l’altra sponda

Il talento dellequilibrio

Ho smesso di guardare i talk show aspettandomi una tesi. Con Renzi in scaletta, guardo per il numero. È lo stesso spirito con cui si va al circo: non ti chiedi cosa dimostri l’acrobata, ti godi l’attimo in cui sembra stia per cadere e invece no, gira su se stesso e riprende l’equilibrio. L’applauso parte prima ancora che tu abbia capito cosa sia successo.

È bravissimo, va detto senza ironia: pochi in Italia sanno leggere un tavolo negoziale così in fretta, capire chi sta bluffando, spostare l’attenzione un attimo prima che diventi un problema. Il guaio è che, a furia di allenare solo quel muscolo — la mossa, non la meta —, a un certo punto il funambolo comincia a scambiare l’equilibrio per una destinazione.

Le porte sempre socchiuse

Guardate i mesi, non le settimane. In un mese apre a Conte: «servono tutti per vincere»; il mese dopo lo liquida come uno che ha avuto «il capolavoro» di dividere un centrosinistra che prima era unito. Un giorno il “campo largo” è la casa comune, l’indomani annuncia che correrà per conto suo nel proporzionale perché non vuole «i voti di Pd e M5S» — salvo poi essere lui il primo a ricordare quanto quei voti servano, aritmeticamente, per battere la destra.

Non è incoerenza caratteriale: è una strategia dichiarata. Tenere ogni porta socchiusa per poterla richiudere o riaprire a seconda di come cambia il vento politico. Il difetto di questo metodo è che, dopo un po’, smetti di essere un leader con un progetto e diventi una funzione: quello che, qualunque cosa accada, saprà infilarsi nella crepa giusta.

 La battuta come strategia

Anche l’invettiva, in Renzi, ha smesso di essere uno sfogo ed è diventata quasi un genere letterario: la premier «scendiletto di Trump», un avversario «più mostruoso del mostro di Loch Ness», un altro «analfabeta istituzionale», traghettato da «un Gianni Letta» a «camerata».

Sono frasi che bucano lo schermo, vengono rilanciate, occupano per ore lo spazio mediatico che potrebbe essere dedicato a una proposta su fisco, lavoro o sanità. È un investimento razionale: la battuta costa poco e rende molto; un piano di governo costa moltissimo e in televisione quasi nessuno lo legge. Il problema è che, alla lunga, il pubblico impara il genere e smette di aspettarsi altro. Non ti chiede più cosa proponi, ma soltanto quale sarà la prossima battuta.

 Il trauma del salto

C’è, forse, anche qualcosa di più personale in questo funambolismo permanente: la sensazione che restare in equilibrio sia diventato più rassicurante che arrivare davvero da qualche parte.

Chi ha guidato un governo a trentanove anni e poi lo ha visto sgretolarsi in pochi mesi, chi ha puntato tutto su un referendum costituzionale perdendolo, può aver imparato che il salto mortale è l’unico terreno sul quale il fallimento resta sempre provvisorio. Al massimo arrivano i fischi, ma si rimane sul filo, pronti al numero successivo. Un programma di governo, invece, o funziona oppure no. E Renzi quel grande “no” lo ha già conosciuto.

 La sopravvivenza non basta

Detto questo, sarebbe ingeneroso ignorare l’altra faccia della medaglia. Con un partito attestato intorno al 3-4%, muoversi continuamente da un tavolo all’altro non è soltanto un vezzo: è anche una forma di sopravvivenza politica. In un sistema frammentato come quello italiano, chi non dispone dei numeri per imporre un’agenda può soltanto cercare di condizionarla, spostandosi, disturbando gli equilibri, tenendo tutti sulle spine.

È un mestiere legittimo, e talvolta persino necessario. Ma resta un mestiere di rendita: si vive di ciò che si sottrae agli altri, non di ciò che si costruisce. E il pubblico, alla fine dello spettacolo, applaude comunque. Solo che, uscendo dal tendone, difficilmente saprebbe dire quale fosse davvero la meta del funambolo, dall’altra parte del filo.

Povertà è questione sociale: la provocazione di Carlo Messina

I centomila bambini dimenticati

Non possono e non devono passare sotto silenzio le riflessioni avanzate recentemente da Carlo Messina, Ceo e consigliere delegato di Banco Intesa, il primo gruppo bancario italiano, attorno ad un tema di grande attualità. Certo, non provengono da un esponente del cattolicesimo sociale e nè tantomeno, da un attore politico che affonda le sue radici culturali e politiche in quel patrimonio ideale. Tuttavia, ripeto, le osservazioni che ha fatto meritano di essere riportate, discusse ed approfondite.

Cosa ha detto, in sostanza, Messina? Semplice. In Piemonte, dice il dirigente bancario, una delle regioni industriali più forti d’Italia ci sono 100 mila bambini che vivono in una condizione pressochè di povertà. Una osservazione importante, anche se non affatto nuova, che esula per una volta da tutto ciò che caratterizza il suo lavoro fatto di grafici, investimenti milionari, previsioni finanziarie o formule matematiche.

 Il progetto Scelte Future”

Insomma, una osservazione che privilegia il dato sociale rispetto a qualsiasi altra considerazione. Il tutto condito con un linguaggio che non è quello di un manager milionario o quasi ma semmai quello di un osservatore che guarda al futuro dell’Italia in questo particolare momento storico senza altri filtri: politici o di schieramento.

Lo ha detto a Torino durante la presentazione di “Scelte Future”, il programma promosso con la Fondazione Compagnia San Paolo e la Fondazione Ufficio Pio. Non si tratta di una iniziativa generica. È un progetto da 10 milioni di euro pensato per favorire l’accesso alla formazione superiore, il risparmio incentivato e l’educazione finanziaria, partendo dai bambini e dalle famiglie più esposte alla fragilità economica. Una sperimentazione che partirà proprio dal Piemonte con l’obiettivo, ambizioso, di costruire un modello da replicare anche in altri territori.

E la frase che ha pronunciato al riguardo il manager è stata alquanto significativa. E cioè, “In Italia si parla troppo di riarmo. Poi scopriamo che in una regione industriale e ricca come il Piemonte ci sono 100 mila bambini che vivono in una condizione molto vicina alla povertà. La priorità del paese – ha concluso – deve essere adesso il sociale e non le armi”.

 La questione sociale torna al centro

Insomma, non si tratta di una intuizione rivoluzionaria nè ci troviamo di fronte ad un benefattore, sia chiaro. Non ci sono “santi sociali” all’orizzonte. Comunque sia, non si può non prendere atto che quando un vertice del più grande gruppo bancario nazionale individua nella questione sociale un tema che non si può più eludere, c’è indubbiamente da compiacersi.

Con la speranza, al contempo, che non siano solo parole di convenienza e di circostanza ma, semmai, foriere di un impegno concreto capaci di aggredire le conseguenze nefaste di una nuova ed inedita questione sociale che investe il nostro paese. A cominciare, nel caso specifico, dal Piemonte.

No alla riforma elettorale del governo Meloni

L’evento, che ha visto la partecipazione di costituzionalisti ed esperti in materia elettorale, esponenti di Partiti politici, Fondazioni, Comitati, e Associazioni, è durato circa 5 ore con 36 interventi, una vera e propria maratona per la democrazia; l’incontro è stato aperto dal Presidente della Fondazione Matteotti Alberto Aghemo e dal Presidente del Comitato Iniziative Popolari Mattia Orioli, da Luigi Spanu e Marco Martinoli che hanno coordinato i lavori, e poi dalle relazioni introduttive dell’on. Mario Tassone e dell’on. Enzo Palumbo.

Sono intervenuti all’inizio alcuni docenti della materia: Lorenzo Spadaccini professore associato di diritto Costituzionale Unimercatorum, Marco Ladu professore associato di Diritto costituzionale e Pubblico e-Campus, Sergio Bagnasco editorialista esperto di leggi elettorali, Lara Trucco professore ordinario di Diritto Costituzionale UNIGE, Luciano Mario Fasano professore associato di Scienza Politica UNIMI.

Significativi gli interventi dei rappresentanti dei partiti che si oppongono al “melonellum”: on. Filiberto Zaratti Deputato AVS Commissione Affari Costituzionali, l’on. Carmela Auriemma Deputata M5S Commissione Affari Costituzionali, il sen. Dario Parrini Senatore PD Commissione Affari Costituzionali, l’on. Riccardo Magi Deputato +Europa Commissione Affari Costituzionali, Ruggero Scotti portavoce Roma Possibile, Bianca Piscolla di Radicali Italiani, Mauro Vaiani Segreatrio di Autonomia e Ambiente.

E poi, ancora: Gherardo Colombo ex magistrato, Elisabetta Trenta  per Nuovi orizzonti per l’Italia,

Christian Ferrari Segretario Confederale CGIL, l’on. Lucio D’Ubaldo di Tempi Nuovi e Direttore domani d’Italia, il sen. Ivo Tarolli promotore di Piattaforma Popolare, l’on. Vitaliano Gemelli   Presidente UNLA, Bartolomeo Nicolotti  dell’Associazione per la Rappresentanza Votolibeguale, Luigi Righini  del  Centro Studi Popolari Europei, l’avv. Jacopo Bartolomei, l’on. Erminia Mazzoni, l’on. Maurizio Eufemi, Cinzia Martino   del Comitato 21 giugno, e tanti altri interventi da parte di associazioni e personalità autorevoli rinvenibili nel link della live su YouTube e Radio Radicale.

Il convegno, iniziato alle 10 di mattina è proseguito sino alle 17.00 con numerosi interventi che hanno evidenziato la forte preoccupazione per la tenuta democratica del Paese, provocata dalle forzature costituzionali presenti sia nella legge elettorale attuale (il rosatellum) sia in quella in corso di approvazione (il melonellum).

Nelle conclusioni è emerso come il tema di fondo sia la scelta tra “democrazia rappresentativa” che ha sin dall’inizio ha connaturato la nostra Repubblica parlamentare, e una sorta di “demokratura elettiva”, che è l’obiettivo perseguito dai protagonisti della c. d. seconda Repubblica da almeno venti anni e che oggi trova la sua naturale conclusione con la proposta all’esame, che introduce surrettiziamente un “premierato di fatto” che non si ha il coraggio di introdurre con un’apposita riforma costituzionale soggetta a referendum oppositivo, rappresentando l’ultimo atto di una manovra eversiva volta a sovvertire i cardini essenziali della Costituzione e della Repubblica,

Mattia Orioli, presidente del Comitato Iniziative Popolari, ha tratto le conclusioni del Convegno affermando la necessità di ritornare alla legge elettorale proporzionale con preferenze, come fu chiaramente voluto dai Costituenti con appositi ordini del giorno approvati all’unanimità, in modo da ridare al Paese una legge elettorale che consenta al pluralismo della società italiana di essere rappresentato il Parlamento, bloccando la deriva autoritaria in corso.

L’evento, svolto neIla Sala della Fondazione Giacomo Matteotti, è stato trasmesso sul canale YouTube in diretta. Ora può essere rivisto cliccando su https://youtube.com/@iniziativepop o andando sui canali video di Radio Radicale.

Ci lascia Peppino di Capri, non la sua arte

Tra i capolavori di Peppino di Capri, Champagne di certo è il più celebre. Tutti/e, in particolare, ricordano i primi quattro versi: «Champagne / Per brindare a un incontro / Con te / Che già eri di un altro». Non tutti, invece, sanno che il testo del brano musicale descrive un amore infelice, una passione fugace: un incontro, dove “un” è soprattutto un aggettivo numerale cardinale. Un solo incontro, destinato a restare l’ultimo.

Tanto che alla fine il brindisi è amaro, all’insegna della solitudine.

Ma, come insegna la stessa sua biografia, l’artista sapeva che “un incontro” può divenire “l’incontro”. E gli incontri, quelli autentici, non si svolgono fra soggetti già definiti; al contrario, contribuiscono fortemente a definirli.

Ci si incontra innanzitutto parlando – “siamo un colloquio”, poetava Hölderlin. E Martin Heidegger commentava: «Ma che cosa significa allora un “colloquio”? Evidentemente il parlare insieme di qualcosa. È in tal modo che il parlare rende possibile l’incontro».

Eccoci tornati all’incontro. L’incontro cantato in Champagne è anche di natura erotica e sentimentale, seppur clandestino e fugace.

E qui mi sento di dedicare a Peppino di Capri questi miei piccoli versi: “Una spinta è il sesso / sollecitazione / sangue che scorre, / un andare verso, / un sovrastare, / uscita del corpo da se stesso”. Sì, una sorta di estasi del corpo.

Un’estasi accompagnata, nei brani del cantante, da un intenso sentire.

Calcio, Paolo Maldini nuovo direttore tecnico della Nazionale

Milano, 11 lug. (askanews) – Paolo Maldini sarà il nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia. Lo ha annunciato Giovanni Malagò, dichiarando anche che Leonardo sarà in Nazionale in qualità di Advisor. Si ricompone la coppia Maldini-Leonardo che già aveva lavorato assieme al Milan. Con la nomina di Paolo Maldini adesso l’argomento caldo diventa il futuro ct che erediterà la panchina occupata da Silvio Baldini nelle ultime due amichevoli e, prima di lui, da Gennaro Gattuso. Paolo Maldini arriva in Azzurro con un ruolo fortemente decisionale e dunque sarà proprio lui, in concerto con Malagò, a scegliere il nome dell’allenatore.

Calcio, Paolo Maldini nuovo direttore tecnico della Nazionale

Milano, 11 lug. (askanews) – Paolo Maldini sarà il nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia. Lo ha annunciato Giovanni Malagò, dichiarando anche che Leonardo sarà in Nazionale in qualità di Advisor. Si ricompone la coppia Maldini-Leonardo che già aveva lavorato assieme al Milan. Con la nomina di Paolo Maldini adesso l’argomento caldo diventa il futuro ct che erediterà la panchina occupata da Silvio Baldini nelle ultime due amichevoli e, prima di lui, da Gennaro Gattuso. Paolo Maldini arriva in Azzurro con un ruolo fortemente decisionale e dunque sarà proprio lui, in concerto con Malagò, a scegliere il nome dell’allenatore.

Calcio, Klopp prossimo ct Germania: atteso via libera di Red Bull

Roma, 11 lug. (askanews) – La Federcalcio tedesca (DFB) è vicina a nominare Jürgen Klopp nuovo commissario tecnico della Germania. La federazione ha annunciato di aver raggiunto un accordo di massima con l’ex allenatore di Borussia Dortmund e Liverpool, anche se resta ancora da definire un passaggio decisivo: il via libera dell’attuale datore di lavoro del tecnico, il gruppo Red Bull.

In un comunicato, la DFB ha reso noto che il presidente Bernd Neuendorf e il vicepresidente Hans-Joachim Watzke hanno incontrato venerdì a New York Klopp per un primo confronto approfondito sulla possibile nomina. “Durante questo confronto costruttivo si è raggiunto un accordo di massima sui punti chiave di un eventuale contratto”, si legge nella nota.

“I colloqui proseguiranno la prossima settimana. Entrambe le parti sono fiduciose che la trattativa, subordinata all’accordo con l’attuale datore di lavoro di Klopp, Red Bull, possa essere portata a una conclusione positiva”, aggiunge la federazione.

Klopp è il candidato scelto per raccogliere l’eredità di Julian Nagelsmann, dimessosi dopo l’eliminazione della Germania ai sedicesimi di finale del Mondiale, arrivata ai rigori contro il Paraguay. Considerato uno dei tecnici più influenti della sua generazione, il 59enne ha conquistato successi importanti alla guida di Borussia Dortmund e Liverpool.

Dopo aver lasciato il club inglese nel 2024, Klopp ha assunto il ruolo di responsabile del calcio globale per Red Bull, coordinando le attività sportive dei club del gruppo in Austria, Germania, Brasile, Stati Uniti e Giappone. Proprio il rapporto contrattuale con la multinazionale rappresenta l’ultimo ostacolo prima dell’ufficializzazione.

Lo scorso fine settimana l’allenatore aveva dichiarato di sentirsi “più che ricaricato” dopo il periodo di pausa lontano dalla panchina. La Germania punta ora su di lui per rilanciare una nazionale che, dopo il titolo mondiale conquistato nel 2014, ha attraversato un lungo periodo di difficoltà culminato con due eliminazioni consecutive nella fase a gironi dei Mondiali e con la recente uscita ai sedicesimi dell’edizione disputata in Nord America.

Calcio, Gattuso: "Lazio una sfida, la Nazionale una ferita aperta"

Roma, 11 lug. (askanews) – “Sono orgoglioso di essere arrivato in questo club, ho buonissime sensazioni”. Si è presentato così Gennaro Gattuso, nuovo allenatore della Lazio, nella conferenza stampa d’esordio alla guida dei biancocelesti. L’ex commissario tecnico dell’Italia ha spiegato di aver accettato una sfida che conosceva fin dall’inizio, senza nascondere le difficoltà del momento.

“Sono stato vicino più di una volta alla Lazio, forse senza queste condizioni avrei detto di no. Per me è una sfida. Sapevo già le problematiche che c’erano, so bene che c’è da mettere l’elmetto e da lavorare”, ha dichiarato il tecnico.

Gattuso ha indicato gli obiettivi della sua gestione: “Voglio una squadra che sudi per la maglia, che rispetti la storia e la tradizione di questo club. Dobbiamo creare un clima familiare, divertire i tifosi e renderli orgogliosi. Serve restare uniti anche nelle difficoltà, poi vedremo dove potremo arrivare”.

Sul rapporto complicato tra squadra e tifoseria, l’allenatore ha invitato a non cercare giustificazioni. “Se oggi parlo dei tifosi creo solo un alibi. Dobbiamo rispettarli con serietà e lealtà. Sappiamo qual è la situazione, dobbiamo isolarci e pensare soltanto a lavorare. L’ambiente non è ideale, ma speriamo di essere bravi a far cambiare qualcosa”.

Gattuso ha poi parlato del confronto con il presidente Claudio Lotito, definendolo “franco”. “Quando ci siamo visti gli ho chiesto di sistemare qualcosina. Se il presidente ha qualcosa da dire viene e ne parla con me e con la squadra. Noi siamo suoi dipendenti, ma è giusto che le cose vengano dette con educazione”.

Inevitabile un passaggio anche sulla recente esperienza alla guida della Nazionale, conclusa con la mancata qualificazione al Mondiale dopo l’eliminazione contro la Bosnia. “La delusione è stata tanta. Posso solo ringraziare i ragazzi perché mi hanno dato tutto. Nel calcio contano anche gli episodi: da giocatore ho avuto un po’ di fortuna, da allenatore ho preso qualche mazzata. È una ferita che mi porterò addosso fino alla fine, ma bisogna andare avanti”.

Infine, il tecnico ha parlato del ritorno in Serie A dopo le esperienze all’estero: “Allenare fuori dall’Italia mi ha fatto crescere. Noi italiani pensiamo spesso di essere i migliori, ma il calcio cambia velocemente. Volevo completare il mio percorso professionale e quando è arrivata la chiamata della Lazio mi hanno convinto”.

Mit: al via nuove regole autovelox. 3150 attivi, 850 da omologare

Roma, 11 lug. (askanews) – “Alla luce delle nuove regole in vigore dalla mezzanotte di oggi riguardanti gli autovelox, si precisa che, allo stato attuale, i dispositivi attivi perché corrispondenti ai requisiti richiesti per l’omologazione, in quanto il prototipo rientra nell’elenco di cui all’allegato B del Decreto, sono circa 3150”. E’ quanto si legge in una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale con le nuove regole.

“Per i rimanenti dispositivi, circa 850 unità, i produttori dovranno richiedere l’omologazione del prototipo producendo la documentazione integrativa prevista nell’allegato tecnico A” precisa il Ministero.

“Soddisfazione del ministro Salvini – prosegue la nota – per il quale l’obiettivo della sicurezza sulle strade resta una priorità senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini”.

SalinadocFest 2026, premio IRRITEC alla regista iraniana Sepideh Farsi

Roma, 11 lug. (askanews) – Unire l’impegno sociale d’impresa alla forza del cinema civile per dare voce ai diritti umani. Con questo spirito, nel cuore della 20esima edizione del SalinaDocFest – la grande manifestazione internazionale fondata e diretta da Giovanna Taviani – sarà consegnato sabato alla regista iraniana Sepideh Farsi il prestigioso Premio IRRITEC 2026 da Giulia Giuffrè, responsabile della Sostenibilità e consigliere di amministrazione di Irritec e Presidente dell’Associazione SDF.

Il riconoscimento celebra il suo straordinario film-manifesto “Put Your Soul on Your Hand and Walk” (Prendi in mano l’anima e cammina), che sarà proiettato dopo la cerimonia all’interno della sezione SDF Contro la guerra.

Sostenuto da IRRITEC – azienda siciliana main partner del festival – il premio SDF all’ospite internazionale, incarna la visione cardine del gruppo: “Irrigare la cultura come si irriga la terra”, valorizzando l’arte capace di generare un impatto sociale concreto. La giuria ha celebrato il lavoro di Sepideh Farsi come “un’opera necessaria che trasforma il cinema in un atto di responsabilità, restituendo voce e volto a Gaza e a chi, nella guerra, rischia di essere ridotto a numero o silenzio”.

Il documentario nasce infatti dal potente incontro a distanza tra la regista, che vive a Parigi, e Fatma Hassona, giovanissima fotoreporter palestinese che ha documentato l’assedio di Gaza dall’interno. Attraverso un fitto scambio di videochiamate durato quasi un anno, le due donne hanno progettato un lavoro sulla disperata condizione del popolo palestinese, intrecciando la cronaca della guerra ai sogni di Fatma, che desiderava viaggiare per il mondo con la sua macchina fotografica. Proprio il giorno successivo all’annuncio della loro partecipazione al Festival di Cannes per presentare il progetto, si compie il dramma: il 16 aprile 2025 la casa degli Hassona viene colpita da missili che uccidono Fatma e i suoi familiari.

“Il film è la mia risposta, come regista, ai massacri in corso”, spiega Sepideh Farsi. “Quando ho incontrato Fatma Hassona è avvenuto un miracolo. Lei è diventata i miei occhi a Gaza, dove resisteva documentando giorno per giorno la guerra. E io sono diventata un collegamento tra lei e il resto del mondo. Abbiamo mantenuto questa linea di comunicazione per quasi un anno: i frammenti di pixel e suoni che ci siamo scambiate sono diventati il film che vedete. L’assassinio di Fatma ne cambia per sempre il significato”. Un’opera potente che rende giustizia anche alla drammatica premonizione della stessa fotoreporter: “Se muoio, voglio una morte rumorosa, che sia sentita da tutto il mondo”.

Giulia Giuffrè, nella doppia veste di responsabile della Sostenibilità e consigliera di amministrazione di IRRITEC e di presidente dell’Associazione SDF, ha così commentato l’iniziativa: “Credo profondamente nel valore della cultura e del cinema come strumenti capaci di dare voce a temi di grande rilevanza sociale, generando consapevolezza, dialogo e cambiamento. Per questo ritengo fondamentale costruire un ponte tra il mondo della cultura e quello delle imprese, in una relazione di valore reciproco: da un lato, la cultura offre alle aziende un linguaggio autentico per promuovere messaggi e valori; dall’altro, le imprese possono svolgere un ruolo decisivo nel sostenere e diffondere la cultura. Anche attraverso il festival, il mio obiettivo è favorire questa alleanza, affinché arte, spettacolo e tessuto imprenditoriale condividano un impegno concreto e duraturo verso la società”.

Il palcoscenico di questa sinergia è il SalinaDocFest, che festeggia quest’anno il prestigioso traguardo della sua ventesima edizione grazie alla sinergia tra la presidenza di Giulia Giuffrè e la direzione artistica di Giovanna Taviani.

Mandato di comparizione per i giornalisti del NY Times autori dell’inchiesta sul nuovo Air Force One di Trump

Roma, 11 lug. (askanews) – Il New York Times ha dichiarato che diversi suoi giornalisti hanno ricevuto mandati di comparizione in seguito a un’inchiesta del quotidiano sulle capacità del nuovo Air Force One del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, un jet donato dal Qatar.

In precedenza, il New York Times aveva scritto che il nuovo Air Force One di Trump dispone di capacità inferiori rispetto al velivolo che è destinato a sostituire. I mandati di comparizione sono stati emessi nei confronti dei giornalisti Julian Barnes, Eric Lipton, Tyler Pager ed Eric Schmitt, tutti co-autori dell’articolo sul nuovo Air Force One. I mandati sono stati emessi dal procuratore federale degli Stati Uniti Jay Clayton, recentemente nominato da Trump per ricoprire l’incarico di direttore dell’Intelligence nazionale.

Un alto funzionario dell’Fbi ha contattato il quotidiano prima della pubblicazione dell’articolo e ha sollecitato i redattori a ritardare la diffusione della notizia sul nuovo Air Force One, definendola una questione di sicurezza nazionale, ha riferito il quotidiano citando una persona a conoscenza della conversazione. Il funzionario, tuttavia, si è rifiutato di spiegare quale fosse la preoccupazione specifica legata alla sicurezza nazionale, ha aggiunto il quotidiano. Nel maggio 2025, la famiglia reale del Qatar ha donato a Trump un Boeing 747-8 del valore stimato di 400 milioni di dollari. Il presidente statunitense ha accettato l’aereo con l’intenzione di convertirlo nel nuovo Air Force One, anche se fino a poco tempo fa ha continuato a utilizzare il vecchio velivolo.

La scorsa settimana, Trump ha presentato ufficialmente il Boeing 747, caratterizzato da una livrea esterna nei colori rosso, bianco, blu e oro, oltre a un abitacolo completamente rinnovato.

Nicholas Meyer: con AI e il pazzo di Trump siamo oltre “The day after”

Riccione, 11 lug. (askanews) – Nicholas Meyer con il suo “The day after” nel 1983 raccontò per la prima volta le possibili conseguenze di una guerra nucleare negli Stati Uniti e forse contribuì a cambiare il corso della storia. Il Presidente Ronald Reagan nei suoi diari scrisse che quel film lo aveva molto colpito, e due anni dopo si riaprirono i negoziati sul nucleare con l’Unione Sovietica.

Il regista, sceneggiatore e scrittore newyorchese è venuto in Italia, ospite dell’Italian Global Series di Rimini e Riccione, per parlare di questo, dell’attuale Presidente Usa e degli attuali pericoli. “Quello che penso è che Trump sia un pazzo e che tra lui e l’Intelligenza Artificiale abbiano davanti a noi un futuro abbastanza cupo. – ha affermato – In ogni caso credo che l’attuale Presidente dia retta solo a quello che c’è nella sua testa e non sarebbe neanche in grado di stare due ore seduto a guardare un film”.

La visione del mondo di Meyer, oggi, è ancora più pessimista rispetto a 40 anni fa. “Credo che tutto stia lentamente sfuggendo al nostro controllo, basti pensare ai pericoli dell’Intelligenza artificiale e ai leader irresponsabili che ci sono in giro per il mondo. – ha spiegato il regista – Già abbiamo avuto degli incidenti nucleari. Ora speriamo che non succedano, ma la speranza non è una strategia. Sembra che nessuno voglia parlare del vero pericolo di una guerra nucleare, preferiamo andare a fare shopping. Proprio come disse ci disse George Bush dopo l’11 settembre”.

Meyer nella sua lunga carriera ha anche diretto “Star Trek II – L’ira di Khan” e “Star Trek VI: Rotta verso l’ignoto”, con il cast originale. E a 60 anni dalla messa in onda del primo episodio, Meyer ha sottolineato come quella saga sia stata in qualche modo profetica: “Spero che prima o poi ci sarà qualcuno che dirà: fermiamoci, lavoriamo insieme per risolvere i problemi del nostro mondo. Star Trek parlava proprio di questo: di persone di buona volontà, di razze e generi diversi, che si univano. Funzionerebbe oggi? Non so, speriamo”.

MotoGp, Marc Marquez: "Ducati è la moto più competitiva"

Roma, 11 lug. (askanews) – Marc Marquez ha vinto la Sprint Race del GP di Germania, tappa del Mondiale MotoGP che va in scena sul circuito del Sachsenring. Il fuoriclasse spagnolo ha rispettato il pronostico nella gara veloce disputata su uno dei suoi tracciati preferiti, scattando in maniera brillante dalla pole position e rimanendo saldamente al comando della prova per i quindici giri. Marc Marquez, che ha sensibilmente accorciato le distanze nei confronti di Jorge Martin nella lotta per il titolo iridato, ha espresso la propria soddisfazione al termine della gara: “Alex stava spingendo molto forte, l’ho visto molto vicino. Ho cercato di mantenere un passo costante, lui ha cercato di recuperare qualcosina. Vedremo domani con la gomma media, magari riusciremo a gestire un po’ meglio e speriamo di ottenere lo stesso risultato”. L’iberico ha poi proseguito la propria analisi ai microfoni di Sky: “Alex e Diggia erano vicini, avevano un passo buono nel finale. Dobbiamo capire cosa possiamo fare domani, dobbiamo sistemare alcune cose. Ho visto che non serviva girare in 1:20.8-1:20.9, ho visto che Alex si avvicinava ma ero tranquillo e nel T4 mi sento forte. Abbiamo la moto più competitiva. La Aprilia è molto competitiva, ma sono convinto che la più competitiva sia la nostra. Domani la vittoria ce la giochiamo io, Alex e Diggia. Bezzecchi stava andando forte, ma si è rotto la clavicola e gli mandiamo un augurio di guarigione durante questa sosta estiva”.

Pnrr, Sogesid: superati target su rischi alluvione in Emilia Romagna

Roma, 11 lug. (askanews) – Sogesid “accoglie con grande soddisfazione il raggiungimento e il superamento del target previsto dal PNRR relativo agli interventi per la gestione del rischio alluvione e la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico nei territori colpiti dagli eventi alluvionali del 2023 in Emilia-Romagna, Toscana e Marche”.

Il completamento di 317 interventi entro il 30 giugno, rispetto ai 190 fissati come obiettivo dal PNRR, si legge in una nota, “costituisce un risultato di assoluto rilievo che conferma la capacità delle istituzioni di operare con efficacia, tempestività e visione condivisa, assicurando il rispetto degli impegni assunti con l’Unione europea”.

Tra gli interventi realizzati, riferisce ancora la Società, rientrano opere di particolare importanza per il ripristino delle infrastrutture viarie e per la messa in sicurezza delle aste fluviali, ambiti nei quali Sogesid ha operato quale soggetto attuatore, mettendo a disposizione della Struttura commissariale competenze ingegneristiche, capacità di project management e supporto tecnico-amministrativo lungo tutte le fasi di attuazione degli interventi.

“Il superamento del target PNRR è un risultato che testimonia l’efficacia della collaborazione tra istituzioni e della capacità di fare sistema – dichiara la presidente di Sogesid, Silvia Paparella. – Desidero esprimere il mio apprezzamento al Commissario straordinario Fabrizio Curcio e a tutta la Struttura commissariale per la guida autorevole e il costante coordinamento che hanno reso possibile il conseguimento di questo importante traguardo. Come Società di ingegneria dello Stato, Sogesid è orgogliosa di aver contribuito, in qualità di soggetto attuatore, alla realizzazione degli interventi, mettendo a disposizione competenze tecniche e capacità operativa. È attraverso una leale collaborazione tra la Struttura commissariale, le Regioni e i soggetti attuatori che è possibile rispettare gli obiettivi del PNRR e realizzare opere strategiche per la sicurezza e la resilienza dei territori”.

MotoGp, Marc Marquez domina la Sprint del Sachsenring

Roma, 11 lug. (askanews) – Marc Marquez torna a dettare legge al Sachsenring. Lo spagnolo della Ducati ufficiale ha conquistato la Sprint Race del Gran Premio di Germania conducendo la gara dal primo all’ultimo dei 15 giri, dopo essere scattato dalla pole position.

Alle sue spalle ha chiuso il fratello Alex Marquez, che è rimasto in scia per tutta la corsa senza però trovare lo spazio per attaccare. Terzo posto per Fabio Di Giannantonio, autore di una gara solida che gli permette di raccogliere punti importanti in chiave mondiale.

Ai piedi del podio si è classificato il giapponese Ai Ogura, seguito da Raul Fernandez e dal leader del campionato Jorge Martin, soltanto sesto. Settima posizione per Francesco Bagnaia, mai realmente in lotta per il podio.

La Sprint è stata caratterizzata anche dal ritiro di Franco Morbidelli, caduto a metà gara senza conseguenze fisiche. Assente invece Marco Bezzecchi, costretto a saltare la gara dopo la frattura della clavicola riportata nelle qualifiche. Il pilota italiano rientrerà in Italia per essere operato. Con il successo al Sachsenring, Marc Marquez conquista la sua quarta vittoria stagionale nelle Sprint e la diciannovesima in carriera, nuovo record assoluto nella specialità. È inoltre la trentacinquesima medaglia Sprint per il nove volte campione del mondo, altro primato. Per Ducati si tratta della sesta vittoria Sprint della stagione.

In classifica generale Jorge Martin conserva la leadership del Mondiale con 223 punti, undici di vantaggio su Bezzecchi e tredici su Di Giannantonio. Marc Marquez sale a quota 208 punti e riduce ulteriormente il distacco dalla vetta.

Iran, Khamenei: vendicare mio padre assassinato è un’esigenza della nazione

Roma, 11 lug. (askanews) – La Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha affermato che vendicare il suo predecessore e padre, assassinato, è “un’esigenza della nazione” e “deve certamente” avvenire: lo ha scritto lo stesso Khamenei sul suo account di Telegram.

Khamenei ha diffuso il messaggio in occasione dei funerali del padre, l’Ayatollah Ali Khamenei, svoltisi mesi dopo la sua morte nei raid aerei israeliani del 28 febbraio.

“Ci impegniamo a vendicare il sangue del leader martire e di tutti i martiri di queste due guerre per mano dei criminali e spregevoli assassini”, ha concluso la Guida Suprema iraniana.

“Integrazione”: convegno Lega alla Camera su islamismo politico

Roma, 11 lug. (askanews) – Organizzato alla Camera dei Deputati dal Dipartimento per

l’Integrazione delle Comunità Straniere della Lega, dall’Istituto Milton Friedman (Roma) e da Trends Group (Abu Dhabi), l’evento “Integrazione: le implicazioni della presenza dei Fratelli Musulmani in Europa” ha riunito rappresentanti istituzionali e studiosi per analizzare il fenomeno dell’islamismo politico e il suo impatto sulle democrazie europee.

L’evento, moderato dal direttore de Il Tempo Daniele Capezzone, ha visto gli interventi di Souad Sbai, promotrice dell’iniziativa; Mohammed Abdulla al-Ali, CEO di TRENDS Global Group; i ricercatori senior di Trends Hamad al-Hosani e Badriya al-Riyami; Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo dell’Istituto Friedman; il geopolitologo Alexandre Del Valle. Nel video il commento di Dario Peirone, direttore generale dell’Istituto Milton Friedman.

I relatori hanno approfondito il ruolo della Fratellanza Musulmana, le strategie di diffusione dell’ideologia anche attraverso il digitale e l’importanza della ricerca. Gli Emirati Arabi Uniti, come evidenziato da tutti i relatori, rappresentano oggi un modello di successo nella lotta contro la minaccia rappresentata dall’Islam politico soprattutto in Europa.

L’Istituto Friedman e Trends Group hanno siglato poi un memorandum che ha avviato una collaborazione strutturata tra il think thank italiano e quello emiratino. Ad entrambi gli eventi ha preso parte l’Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti a Roma, S.E. Abdulla Ali AlSubousi.

MotoGP, frattura completa e scomposta della clavicola per Bezzecch

Roma, 11 lug. (askanews) – Caduta per Marco Bezzecchi durante le qualifiche del Sachsenring. Nel corso del primo run del Q2, il pilota Aprilia ha perso il posteriore della sua RS-GP in curva 7 a 140 km/h ed è stato sbalzato dalla moto. Gli esami a cui si è sottoposto al centro medico hanno evidenziato una frattura completa e scomposta della clavicola sinistra che richiede un intervento chirurgico, per questo Bezzecchi tornerà in Italia e salterà il resto del weekend. “A seguito dell’incidente – la noto della MotoGp Marco Bezzecchi è stato trasportato al centro medico del circuito dove, sotto la supervisione del direttore medico della MotoGP, il dottor Angel Charte, è stato sottoposto a un esame radiografico che ha evidenziato una frattura completa e scomposto della clavicola sinistra. Il tipo di frattura richiede un intervento chirurgico per garantire un recupero ottimale, che sarà eseguito dal dottor Giuseppe Porcellini in Italia. Marco Bezzecchi intende tornare in Italia il prima possibile. Vi terremo aggiornati.”

Addio a 86 anni a Peppino di Capri: quando cantava “Champagne”

Roma, 11 lug. (askanews) – Addio a Peppino Di Capri. Uno dei protagonisti della canzone italiana dagli anni Sessanta in poi, cantante, pianista e attore, è morto a 86 anni “dopo una lunga malattia”, come scrive Il Mattino di Napoli. Tra i suoi successi ci sono “Champagne”, “Roberta”, “St. Tropez Twist” e la cover di “Let’s Twist Again”.

Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, avrebbe compiuto 87 anni il 27 luglio. Un anno fa circa, in queste immagini, cantava “Champagne” nel corso di una serata-evento che ha visto la leggenda della musica italiana protagonista durante la manifestazione “Il Cinema in Certosa”, nel chiostro grande della Certosa di San Giacomo sull’isola di Capri, una serata-tributo in suo onore, durante la quale è stato proiettato il film tv “Champagne – Peppino Di Capri” prodotto da Rai Fiction e O’Groove.

Peppino di Capri lascia il figlio Igor avuto dalla prima moglie Roberta Stoppa e i figli Edoardo e Dario avuti dalla seconda moglie Giuliana Gagliardi. I funerali si svolgeranno domenica pomeriggio, 12 luglio, nell’ex cattedrale di Santo Stefano in piazzetta a Capri.

Terremoti in Venezuela, continua a salire il numero dei morti accertati. Restano decine di migliaia i dispersi

Roma, 11 lug. (askanews) – È di almeno 4.118 morti e 16.740 feriti il bilancio provvisorio delle vittime del violento sisma che ha colpito il Venezuela: lo ha annunciato la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez.

Ancora incerto il numero dei dispersi, dell’ordine delle decine di migliaia: a complicare le cose sono anche i milioni di venezuelani emigrati nel corso degli ultimi anni, molti clandestinamente.

Dopo il sisma del 24 giugno sono state approntate delle piattaforme on-line per la ricerca delle persone ancora disperse: stando al sito “Venezuela te busca” i non localizzati sono 18.050 su 44.308 iscritti; su “Desaparecidos terremoto Venezuela” le cifre sono rispettivamente 29.957 e 44.188.

Trump: mille missili contro se l’Iran mi uccidesse, l’esercito è pronto a distruggerlo

Roma, 11 lug. (askanews) – “Mille missili sono pronti e puntati contro la Repubblica Islamica dell’Iran, e migliaia di altri seguiranno immediatamente, qualora il governo iraniano mettesse in atto la sua minaccia, pronunciata in molti angoli del mondo, di assassinare, o tentare di assassinare, il presidente in carica degli Stati Uniti d’America, in questo caso, ME!”: lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti , Donald Trump, sul suo account di Truth Social.

“Gli ordini sono già stati impartiti e l’esercito statunitense è pronto, disposto e in grado, per un periodo di un anno, prorogabile, di decimare e distruggere completamente tutte le regioni dell’Iran – LODATO SIA ALLAH!” Trump aveva già affermato ieri di aver ordinato una campagna di bombardamenti senza precedenti contro l’Iran nel caso dovesse essere vittima di un attentato.

Intanto, però, il presidente degli Stati Uniti ha incaricato il suo team negoziale di proseguire i colloqui con l’Iran in programma oggi in Oman: è quanto riporta la Cbs, citando fonti dell’Amministrazione statunitense.

Secondo le fonti gli Stati Uniti risponderanno ricorrendo alla leva militare ed economica qualora l’Iran continuasse a “compiere atti ostili”.

La squadra negoziale di Trump è composta dal vicepresidente JD Vance, dal genero del presidente, Jared Kushner, dall’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e dal segretario di Stato Marco Rubio.

Direttore Porretta Soul Festival sul "no" a patrocinio Consolato Usa

Roma, 11 lug. (askanews) – “Vorrei chiarire un punto che in questi giorni è stato oggetto di interpretazioni non corrette. Si è parlato di un presunto ‘rifiuto’ del patrocinio del Consolato Americano. In realtà c’è una sostanziale differenza tra rifiutare un patrocinio e decidere di non richiederlo. Quest’anno ho semplicemente scelto di non chiedere il patrocinio del Consolato degli Stati Uniti. È una decisione personale, presa in piena libertà, che riflette una mia convinzione: attenderò che alla guida degli Stati Uniti torni un Presidente che, a mio giudizio, dimostri maggiore rispetto per le regole della civile convivenza e dei rapporti tra i popoli”: lo ha affermato, in una nota, il direttore artistico del Porretta Soul Festival, Graziano Uliani, sottolineando di voler fare chiarezza sul patrocinio del Consolato Americano alla kermesse e le polemiche che ne sono seguite.

“Non c’è stato alcun rifiuto da parte del Consolato, né alcuna polemica nei suoi confronti. Tutto qui. Il Porretta Soul Festival continuerà, come ha sempre fatto, a celebrare la grande musica americana e il profondo legame di amicizia che unisce Porretta e Memphis, un rapporto costruito in quasi quarant’anni di storia e che va ben oltre le vicende politiche del momento”, ha aggiunto.

In radio "Los Angeles" di Blanco, brano sulla fine di un amore

Milano, 11 lug. (askanews) – E’ già disponibile in rotazione radiofonica “Los Angeles” di Blanco. Il brano, contenuto nell’album “MA'” – certificato Disco d’Oro, diventa il nuovo singolo estratto dal terzo progetto discografico di Blanco, pubblicato lo scorso aprile per EMI Records Italy (Universal Music Italy) con la direzione artistica di Stefano Clessi (Eclectic Music Group). “Los Angeles” racconta la fine di un amore attraverso una casa che, privata del sentimento che la abitava, perde improvvisamente ogni significato. Simbolo del legame e dei ricordi condivisi, diventa qualcosa da lasciar bruciare insieme a ciò che rappresentava. A ispirare il brano è stata “Vendo casa” di Lucio Battisti, uno dei riferimenti più amati dall’artista. Da quell’intuizione nasce una metafora intensa e immediata, con cui BLANCO trasforma lo spazio domestico nell’immagine di un rapporto ormai concluso, confermando la sua capacità di raccontare la fragilità dei sentimenti attraverso immagini fortemente evocative.

Dopo il grande successo del suo primo tour nei palazzetti, Blanco torna dal vivo con il tour estate 2026, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti, ora in corso. Le prossime tappe lo porteranno il 21 luglio a Palmanova (UD), in Piazza Grande per Estate di Stelle; il 26 luglio a Catania, a Villa Bellini per Sotto il Vulcano Fest; il 2 agosto a Gallipoli (LE), al Parco Gondar per Oversound Music Festival; il 6 agosto ad Alghero (SS), all’Anfiteatro Ivan Graziani per Alguer Summer Festival; il 9 agosto a Marina di Carrara (MS), a CarraraFiere (data precedentemente prevista a Cinquale); fino all’ultimo appuntamento del 12 agosto a Baia Domizia (CE), all’Arena dei Pini per il Domizia Summer Festival.

Il 31 luglio Blanco sarà inoltre ospite del Sunny Hill Festival, il più importante festival musicale di Pristina, in Kosovo, e uno dei principali appuntamenti live d’Europa. Fondato dalla famiglia Lipa, il festival è diventato negli anni un punto di riferimento della scena internazionale, ospitando alcuni dei più grandi nomi del panorama pop ed elettronico mondiale, tra cui Katy Perry, Martin Garrix, Seth Troxler e Pawsa. La partecipazione di Blanco a una line-up di questo calibro rappresenta un’ulteriore conferma della crescente rilevanza del suo percorso artistico anche sulla scena internazionale.

Artie 5ive annuncia "Aspettando vittoria tour 2026″

Milano, 11 lug. (askanews) – Artie 5ive annuncia “Aspettando vittoria tour 2026” con una serie di live nelle principali città italiane che culmineranno il 10 novembre 2026 con una speciale data evento all’Unipol Forum di Milano, uno dei palchi simbolo della musica dal vivo italiana.

Il nuovo tour, prodotto da Vivo Concerti e in partenza dal 15 ottobre da Padova, arriva dopo il successo dei tour nei club dello scorso anno e accompagnerà il suo percorso verso il nuovo progetto discografico “Vittoria”, in arrivo entro un anno, mentre “La bellavita”, recentemente certificato triplo disco di platino, viene inserito tra i dieci album più venduti del primo semestre del 2026 nonostante la sua uscita risalga a marzo 2025, e i suoi singoli rimangono stabili ai vertici della chart italiana. Queste tutte le date annunciate: Giovedì 15 ottobre 2026 | Padova – Gran Teatro Geox Sabato 17 ottobre 2026 | Venaria Reale (TO) – Teatro della Concordia Giovedì 22 ottobre 2026 | Firenze – Teatro Cartiere Carrara Giovedì 29 ottobre 2026 | Roma – Atlantico Live Martedì 10 novembre 2026 | Milano – Unipol Forum

Le prevendite per Aspettando Vittoria Tour 2026 saranno disponibili dalle ore 14:00 di venerdì 10 luglio per info www.viviconcerti.com.

L’annuncio arriva in un momento particolarmente significativo per Artie 5ive. Un risultato costruito sulle hit, ma soprattutto sulla capacità del disco di continuare a dialogare con il pubblico, con brani come “Sogno americano” e “Davverodavvero” ancora presenti nella Top 50 di Spotify.

Anche “Swag music”, primo estratto da “Vittoria”, continua a confermarsi ai vertici delle classifiche di vendita e streaming, accompagnando l’inizio di un nuovo capitolo che guarda già al prossimo anno.

Musica, è morto Peppino di Capri, la voce di Napoli

Roma, 11 lug. (askanews) – Peppino Di Capri, uno dei protagonisti della canzone italiana dagli anni Sessanta in poi, è morto oggi a 86 anni dopo una lunga malattia: è quanto riporta il quotidiano Il Mattino di Napoli. Tra i suoi successi ci sono ‘Champagne’, ‘Roberta’, ‘St. Tropez Twist’ e la cover di ‘Let’s Twist Again’.

Lascia il figlio Igor con la prima moglie Roberta Stoppa e Edoardo e Dario con Giuliana Gagliardi. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio nell’ex cattedrale di Santo Stefano in piazzetta a Capri.

Basta con la favola delle “droghe leggere”

Numeri che tremano
L’Italia è prima in Europa per consumo di cannabis tra i giovani: il 21%, contro il 19,5% della Spagna e il 18,9% della Francia. L’età del primo uso è scesa fino a 12 anni, mentre il principio attivo delle sostanze oggi in circolazione è 10-15 volte superiore a quello di vent’anni fa. Non sono cifre astratte: sono ragazzini delle medie.

Una distinzione che non esiste
Continuiamo a usare, nel linguaggio comune, l’espressione “droghe leggere” contrapposta a “droghe pesanti”. È una comodità linguistica, non una categoria scientifica: nessuna evidenza la sostiene. Eppure quella frase ha costruito per decenni un permesso sociale silenzioso, oggi in urto con una chimica del tutto diversa da quella di trent’anni fa.

Cosa dice la medicina
Il quadro scientifico è chiaro: fino ai 25 anni il cervello è ancora un cantiere aperto, e proprio in questa finestra l’esposizione frequente a cannabis molto potente lascia tracce misurabili, con un assottigliamento della corteccia nelle zone che governano memoria e concentrazione. Le ricerche più recenti, condotte su decine di migliaia di adolescenti seguiti nel tempo, mostrano che chi ne fa uso ha una probabilità più che doppia di ricevere in seguito una diagnosi di psicosi o di disturbo bipolare, spesso a distanza di appena uno o due anni dal primo contatto con la sostanza. Non è un messaggio costruito per spaventare: è quanto emerge, oggi, dai dati.

Quello che ho visto
Nella mia esperienza diretta di sociologo lo schema si ripete: il primo spinello vissuto come rito quasi innocuo, premiato dal gruppo; poi l’assuefazione, che chiede dosi più alte per lo stesso effetto; infine il passaggio, spesso silenzioso, a cocaina, crack, nuove sostanze psicoattive di cui i ragazzi non conoscono nemmeno gli effetti. Non è un automatismo valido per tutti, ma è un viatico reale: una porta che, una volta varcata, è molto più difficile richiudere di quanto si creda a quindici anni.

Il nodo è educativo
L’aumento dell’11% degli accessi al pronto soccorso per problemi droga-correlati e le 92 nuove sostanze psicoattive censite in un anno sono il prezzo di aver derubricato per troppo tempo il fenomeno a un dettaglio da adolescenza turbolenta. Squillaci, presidente della Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), parla di un’educazione “fortemente frammentata”, tra scuola nozionistica, famiglie assenti per necessità e sport e associazionismo in affanno. Proprio perché il contesto è già fragile, non possiamo permetterci ambiguità sul messaggio di fondo: sottovalutare non è comprensione, è abbandono.

Una linea ferma, non moralista
Essere fermi non significa essere moralisti, né agitare lo spettro della paura. Significa restituire ai giovani informazioni vere, senza le rassicurazioni comode che noi adulti ci concediamo per sentirci a posto. Non serve un adulto indulgente per sembrare comprensivo, né uno severo per sembrare autorevole: serve chi sa dire, con chiarezza e senza ipocrisia, che non esiste una via sicura verso l’alterazione di sé. Ogni “è solo una canna” può essere il primo passo di un cammino lungo e difficile da percorrere a ritroso. Il tempo delle mezze verità, su questo tema, è finito.

Bipolarismo senza valori: l’attualità di Moro di fronte alla crisi della politica

Le radici del personalismo moroteo

La possibilità datami dal destino di incontrare il Presidente Moro mi ha offerto la ricchezza di un insegnamento non comune, fondato soprattutto sull’esempio. Oggi s’impone una sorveglianza critica sul valore del suo pensiero, che non può essere analizzato complessivamente visto che è stato bruscamente interrotto e poi interpretato in modo marginale e sovente strumentale. Occorre cogliere pertanto l’esigenza assai diffusa di isolare i vari momenti di un’opera vasta che segna e qualifica la presenza dei cattolici in politica, sotto l’egida dell’ispirazione laica e democratica. Siamo di fronte a qualcosa che si può definire “umanesimo popolare”.

Aldo Moro era un vero democratico cristiano. Cresce nelle organizzazioni cattoliche negli anni ’30 all’ombra di quel mondo variegato che fu l’arcipelago delle realtà collaterali all’Azione cattolica, guidata dal magistero e dall’amore di Pio XI (“la pupilla dei miei occhi”, così la definiva). Gedda vi eserciterà un ruolo importante per circa un trentennio. A quei giovani, tra i quali vi erano Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Mariano Rumor e naturalmente Moro, Papa Ratti ripeteva: “Studiate, formatevi… verrà un giorno che sarete chiamati a responsabilità!”. E quel giorno venne dopo l’immane catastrofe della guerra, la lotta fratricida, la rinascita democratica, la non facile scelta della libertà politica e certamente la maturazione morale in quei giorni che Eduardo De Filippo definirà “’a nuttata!”. Dunque, chi voglia analizzare il pensiero e soprattutto l’opera morotea non può prescindere dal clima che egli ha respirato negli anni ’40, che videro la sua completa e definitiva adesione agli ideali della Democrazia Cristiana.

Un forte retroterra religioso

Moro veniva da un forte retroterra religioso e apparteneva ad un mondo borghese illuminato, fatto di studi, riflessioni, approfondimenti, ricerche. Affezionato al mondo universitario, ha coltivato l’impegno da missionario dell’insegnamento nonostante le fatiche della politica. Infatti amava ripetere che era soprattutto un professore ed anche quando, nei primi anni ’70, circolava la proposta che chi aveva un incarico universitario o fosse un professionista e avesse al tempo stesso una carica istituzionale e politica avrebbe dovuto optare, egli ammonì che se fosse passato quel provvedimento in legge si sarebbe alzato nell’aula di Montecitorio e avrebbe informato il Parlamento che la sua vocazione era di “fare il professore”, e quindi avrebbe abbandonato ogni carica politica. Ma non ve ne fu bisogno perché fortunatamente, nel crinale infuocato ed irrazionale degli anni di piombo, quel provvedimento non divenne legge.

 

La formazione cattolica e la cultura della libertà

La formazione culturale di Moro avviene all’insegna di quella grande rivoluzione che fu il personalismo comunitario di Jacques Maritain ed Emmanuel Mounier, ma soprattutto secondo le sfide di quest’ultimo che con la rivista Esprit sconvolse le certezze perbenistiche e borghesi degli anni Trenta.

L’arrivo nel panorama culturale italiano del personalismo rivoluzionò non soltanto il mondo cattolico, costringendolo a fare i conti col binomio tradizione/progresso, ma spinse anche le certezze neo-idealistiche a confrontarsi con nuove sfide ermeneutiche. Lo stesso impianto gnoseologico sul quale si era retto il regime fascista scricchiolava sotto i colpi delle rinnovate esigenze giovanili e delle nuove urgenze poste dalle contraddizioni del capitalismo.

Ecco, si aprivano nuove prospettive e diverse aspirazioni agitavano i giovani, non certo quelle propagandate dal regime. Moro percepisce i segni del malumore crescente soprattutto tra i giovani e vede nel personalismo il segno del futuro, non soltanto sul fronte filosofico ma anche su quello politico.

 

La Costituzione come servizio alla persona

La lunga amicizia con mons. Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI, sarà fondamentale nelle scelte di Moro. Si erano conosciuti nella Fuci, della quale Moro divenne presidente negli anni della seconda guerra mondiale.

La centralità della persona è sottolineata da Moro anche nella sua opera all’interno dell’Assemblea Costituente, dove il suo contributo si incontra con quello di Giorgio La Pira. Proprio con La Pira curerà l’articolo 11 della Costituzione e contribuirà all’intera intelaiatura costituzionale, realizzando i presupposti di uno Stato al servizio della persona e non viceversa.

 

Oltre il bipolarismo: la democrazia della partecipazione

L’impegno politico e culturale moroteo è stato sempre orientato all’allargamento delle condizioni per realizzare una vera democrazia della partecipazione, fortificando il ruolo dei partiti politici come strumenti di coinvolgimento democratico.

Di qui l’intuizione di una terza fase, rimasta soltanto “in nuce” a causa della tragica fine dello statista, secondo la quale l’evoluzione della società deve confrontarsi con i principi non negoziabili alla luce delle coordinate storiche. Occorre quindi attualizzare il pensiero di Moro, nella convinzione che non possa esistere una politica senza una riflessione mediata e ponderata, capace di cogliere, come diceva lui stesso, «le conseguenze delle conseguenze degli avvenimenti».

 

Uneredità morale per le nuove generazioni

È trascorso tanto tempo. Il crollo del Muro di Berlino, la crisi del comunismo e oggi quella del capitalismo consumistico, l’avvento dell’informatica, la società multietnica, i nuovi diritti e le trasformazioni del lavoro hanno cambiato profondamente il nostro tempo.

Tuttavia il pensiero di Moro resta un monito. Per chi ha avuto il privilegio di conoscerlo, rimane vivo il ricordo di un maestro che ha saputo coniugare fede, cultura e politica.

Ancora oggi il suo sacrificio costituisce un dolore profondo, ma anche un insegnamento. La sua testimonianza continua a rappresentare un punto di riferimento per i giovani studiosi del nuovo millennio, chiamati a riscoprire, attraverso il suo esempio, il valore della persona, della libertà e della responsabilità.

 

Prof. Giulio Alfano
Presidente dellIstituto Emmanuel Mounier – Italia

La Dc tra pregiudizi e cattiverie

Un giudizio segnato da vecchi stereotipi

C’è poco da fare. Il vizio, antico e ben radicato, riemerge sempre e puntualmente come un fiume carsico. E, per uscire dalla metafora, i cosiddetti grandi commentatori o i raffinati opinionisti nostrani periodicamente non perdono occasione per ristabilire la presunta e giusta verità. Ovvero, la Dc è stato indubbiamente un grande partito, il più grande partito popolare, di massa e di governo del nostro paese ma – c’è sempre un ma – ha prodotto anche un gigantesco debito pubblico, è stata votata anche da chi non ne condivideva affatto il progetto politico, era una sorta di seppur mascherata associazione a delinquere e, soprattutto, ha creato un gigantesco debito pubblico gettando le basi del fallimento del ‘sistema Italia’. Insomma, una esperienza politica di cui si può e si deve certamente parlare ma quando, però, si esagera nei giudizi positivi arriva sempre la puntuale e scontata sentenza. E cioè, un partito di cui è bene parlarne purchè non ritorni. Mai più. Seppur sotto mentite spoglie. Al riguardo, non mancano anche singole e ben selezionate esaltazioni di spezzoni di classe dirigente. Che, detto fra di noi, è stata la più grande, autorevole, qualificata e riconosciuta classe dirigente che l’Italia abbia mai avuto dal secondo dopoguerra in poi. Ma tant’è. Anche su questo versante non mancano radicate e scontatissime pregiudiziali. Basti citare, per fare un solo esempio concreto, un paio di leader storici come Carlo Donat-Cattin e Francesco Cossiga per arrivare a conclusioni spietate ed insindacabili – sempre da parte del gotha della intelligentia nostrana – sul profilo di ampi settori di quella classe dirigente.

 Il ruolo storico della Democrazia Cristiana

Ora, e senza rivangare o ripetere i soliti e ormai collaudatissimi metodi che vengono usati quando si parla della Dc, del suo progetto politico, del suo profilo culturale e soprattutto della sua storica classe dirigente, un paio di riflessioni non possiamo non farle.

Innanzitutto il ruolo che la Democrazia Cristiana ha avuto nel nostro paese va molto oltre il giudizio sprezzante e volgare di chi continua imperterrito a infangarne la storia e lo stesso progetto politico e di governo. Basti ricordare che è stata votata per quasi 50 anni dagli italiani e, in quei decenni, ha sempre saputo – seppur con alti e bassi – garantire governabilità, tenuta democratica, avanzamento sociale e crescita economica salvaguardando la democrazia nella libertà. Elementi non così scontati in un contesto politico generale che contemplava al suo interno il più grande partito comunista dell’Occidente.

Una classe dirigente ancora punto di riferimento

In secondo luogo, proprio la classe dirigente della Democrazia Cristiana viene ancora oggi ricordata non per spirito nostalgico o agiografico ma, semplicemente, per la sua levatura politica, culturale e di governo che non ha più avuto eguali nella storia democratica del nostro paese. È consigliabile, del resto, evitare di fare confronti impropri con l’attuale classe dirigente per non incappare in giudizi che potrebbero essere volgari e fuori luogo. Ma, comunque sia, ancora oggi e con insistenza – ad oltre 30 anni dalla fine della Dc – ci si ispira al magistero politico, culturale e di governo di larga parte della classe dirigente della Dc quando si parla di progettualità, di cultura di governo, di collocazione politica del nostro paese sul versante europeo ed internazionale, di rapporto con gli altri partiti e con la società civile e anche e soprattutto di come costruire e consolidare un consenso democratico.

 Il dovere dellonestà intellettuale

Ecco perchè, in ultimo, quando si parla oggi – e se ne parla ancora molto – della Dc e del ruolo che ha avuto nella storia democratica del nostro paese occorre anche essere onesti intellettualmente archiviando le solite e ormai conosciutissime pregiudiziali politiche, ideologiche e personali. Non per il bene della Dc – che è sempre un fatto opinabile e discutibile – ma anche e soprattutto per rispetto della storia democratica del nostro paese.

Artifici elettorali: quando una minoranza si veste da maggioranza

Lestate delle riforme silenziose

Nei periodi di pausa estiva, tra mare e creme solari, tradizionalmente c’è una minore attenzione dell’opinione pubblica rispetto agli accadimenti di tipo politico e istituzionale. Non c’è quindi momento migliore per far passare, spesso in sordina, anche provvedimenti abbastanza discutibili. È il caso della nuova legge elettorale, una proposta avanzata dall’attuale maggioranza di destra con l’obiettivo di dare stabilità al governo del paese. Un obiettivo oltre che paradossale anche inspiegabile, vista la ripetuta ostentazione del record di durata del governo in carica. Ma tanto basta per cambiare le priorità di un paese che registra un aumento della povertà, un taglio alla spesa sanitaria e un blocco della produzione industriale che non cresce da tre anni. Ma nonostante ciò, si tenta di cambiare le priorità di un paese attraversato da una crisi energetica che pesa su imprese e famiglie; con la sostanziale differenza che le imprese possono cercare all’estero dei costi di produzione più contenuti lasciando sul terreno storie di disoccupazione e di depauperamento del tessuto industriale nazionale, mentre le famiglie devono inevitabilmente subire una situazione che le vede soccombere rispetto ad una progressiva perdita di potere d’acquisto e ad un continuo logoramento degli standard di qualità della vita conosciuti fino a qualche anno fa.

Il premio di maggioranza e gli equilibri costituzionali

La proposta della nuova legge elettorale, se confermata nell’originaria formulazione, prevede un premio di maggioranza talmente elevato che di fatto vanificherebbe lo spirito costituzionale che richiede maggioranze qualificate (quindi superiori alla maggioranza semplice dei parlamentari) in alcuni passaggi istituzionali particolari e delicati (ad esempio l’elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte Costituzionale, la modifica della Costituzione).

 Astensionismo e rappresentanza democratica

In un momento storico nel quale circa la metà degli elettori non si reca alle urne, chi vince le elezioni politiche si trova a rappresentare non più di un quarto dell’intera cittadinanza. Questa condizione di crescente astensionismo sconsiglia fortemente di introdurre degli importanti premi di maggioranza che allontanerebbero ulteriormente il consenso formale dal consenso reale. Risulterebbe peraltro completamente sconfessato lo spirito con il quale i costituenti immaginarono la vita delle istituzioni democratiche del nostro paese, all’insegna del confronto e della mediazione tra forze politiche e sociali con storie e culture diverse tra loro. Una nuova occasione per rimarcare la differenza tra chi crede nella nostra Carta costituzionale e chi ancora oggi non riesce ad accettarne fino in fondo l’esistenza e soprattutto il contenuto in termini formali e sostanziali.

Da Lisbona a Caracas

Il tragico non è morto, anzi: fa spesso irruzione nella vita e nella storia.

Il terremoto di Lisbona del 1755, ad esempio, con i suoi 70mila morti, tanto fece discutere gli intellettuali dell’epoca. Voltaire, nel Candido, giunse a ironizzare sulla definizione di Leibniz del nostro come del migliore dei mondi possibili.

Oggi, dinanzi al violento evento sismico che ha colpito soprattutto il Venezuela, la tentazione di molti è di voltarsi dall’altra parte. Credo che, al contrario, occorra una mobilitazione straordinaria a favore delle popolazioni coinvolte e, nel contempo, una riflessione approfondita sullo stato attuale delle relazioni fra Nord e Sud del globo. Il Venezuela, un po’ come la Groenlandia, è infatti una metafora della politica neocoloniale del presidente Trump.

Come europei come possiamo muoverci? Senza dimenticare che a decine di migliaia gli italiani, ad esempio, emigrarono nel Paese latinoamericano. Ecco, spesso si crede che il Vecchio continente si articoli solo nell’area continentale e in quella anglosassone. No, c’è anche la penisola iberica, vero ponte verso l’America centrale e meridionale. Le quali sono, insieme, Occidente e Sud del globo.

Fuori il remix della hit "I Want Your Sex" di George Michael

Milano, 11 lug. (askanews) – E’ disponibile in digitale il remix ufficiale di “I want your sex” di George Michael (Sony Music) realizzato dal DJ, produttore e autore di fama internazionale Mosimann (https://GeorgeMichael.lnk.to/IWYS-MM).

Pochi brani hanno lasciato un segno così profondo nella cultura popolare come “I Want Your Sex”, brano pubblicato nel 1987, tutt’oggi audace, provocatorio e perfetto per la pista da ballo tanto quanto lo era quasi quarant’anni fa.

Piuttosto che stravolgere un classico rendendolo irriconoscibile, Mosimann ha realizzato questo lavoro con grande rispetto, preservandone il groove inconfondibile e l’atteggiamento seducente del brano originale. Il tutto costruito attorno alla voce vellutata di una delle più grandi icone della musica pop: George Michael.

«Non si migliora un classico, lo si omaggia. Il mio ruolo non era reinventarne l’identità, ma tradurne l’energia attraverso il mio linguaggio musicale e riportarlo dove appartiene naturalmente: sulle piste da ballo di oggi – afferma Mosimann – Se il mio remix farà scoprire l’originale di George Michael a una nuova generazione, celebrando al tempo stesso tutto ciò che rappresenta, allora avrò raggiunto esattamente il mio obiettivo».

Artista poliedrico, la cui carriera spazia dai tour mondiali alla scrittura, dalla produzione alle performance dal vivo, Mosimann è diventato uno dei talenti crossover più distintivi della musica elettronica. Continua a superare i confini tra credibilità underground e appeal globale con apparizioni nei più importanti festival del mondo, tra cui Tomorrowland 2026, e con il successo storico di 2 concerti sold out alla Zenith Arena di Parigi in programma il 17 e il 18 ottobre 2026 nell’ambito del Dream Tour.

L’uscita del remix fa parte delle celebrazioni dedicate all’eccezionale eredità artistica di George Michael di cui fanno parte anche “George Michael: The Faith Tour”, il nuovo film-concerto restaurato che documenta lo storico tour del 1988, e il relativo album live. Entrambi i progetti offrono una nuova prospettiva su uno degli artisti più influenti della storia della musica pop.

"La testa gira" di Fred De Palma primo in classifica singoli FIMI/NIQ

Milano, 11 lug. (askanews) – “La testa gira” (Atlantic/Warner Music Italy), l’ultimo singolo di Fred De Palma feat. Anitta & Emis Killa, conquista la vetta della classifica FIMI/NIQ dei singoli più venduti, spodestando dopo mesi Samurai Jay e confermandosi come uno dei fenomeni musicali dell’estate 2026. Il brano – certificato Disco D’Oro – si è da subito imposto come una delle canzoni simbolo dell’estate 2026, confermando ancora una volta la capacità di Fred De Palma di intercettare il momento e trasformarlo in una hit. Dopo il primo posto su Apple Music e la costante presenza ai vertici delle classifiche Spotify, arriva ora anche il debutto al primo posto della classifica FIMI. E mentre “La testa gira” continua la sua corsa in classifica, Fred De Palma porta la sua estate in giro per l’Italia con il tour nelle piazze, prima del gran finale del 1° ottobre al Fabrique di Milano con “La festa continua”. L’ennesimo traguardo per un artista con un palmarès che conta 31 dischi di platino e 9 dischi d’oro in Italia e 5 dischi di Platino in Spagna, con oltre 4 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Molte le hit di successo di Fred De Palma che da sempre riesce a tenere salda la bandiera del reggaeton in Italia, senza dimenticare le radici del rap: “oD’estate non vale” (triplo Platino), “Una volta ancora”, (7 volte Platino in Italia e 5 volte platino in Spagna), Extasi (quadruplo Platino), con Anitta “Paloma” (triplo Platino), e “Un Altro Ballo” (Doppio platino).

La festa continua in piazza Queste le prossime date 17 agosto – Tolve (PZ) 18 agosto – Notaresco (TE) 22 agosto – Luco dei Marsi (AQ) 26 agosto – San Bartolomeo in Galdo (BN) 8 settembre – Sinopoli (RC) La festa continua 1 ottobre – Fabrique (MI)

Mondiali, Spagna-Belgio 2-1, iberici in semifinale con la Francia

Roma, 10 lug. (askanews) – Dopo aver eliminato il Portogallo nel recupero, la Spagna batte il Belgio 2-1 a una manciata di minuti dalla fine con il gol del solito Merino. Primo tempo a ritmi blandi per 30′. Poi la Spagna passa con Fabian Ruiz e il Belgio risponde con De Ketelaere. Nella ripresa solito equilibrio anche se ci prova di più la Spagna. Entra Merino a 4′ dalla fine e dopo un tiro di Cubarsi respinto da Lemmens si avventa sulla palla e firma il 2-1. La Spagna affronterà la Francia in semifinale

Mondiali, i risultati dei quarti di finale

Roma, 10 lug. (askanews) – Questi i risultati dei quarti di finale dei mondiali di calcio

QUARTI DI FINALE 09/07 Francia-Marocco 2-0 10/07 Spagna-Belgio 2-1 11/07 (L.Angeles): Norvegia-Inghilterra ore 23 12/07 (Kansas City): Argentina-Svizzera ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Dallas): Francia-Spagna ore 21 15/07 (Atlanta): Norvegia/Inghilterra-Argentina/Svizzera ore 21

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 23

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Tennis, Sinner batte Djokovic in 3 set ed è in finale a Wimbledon

Milano, 10 lug. (askanews) – Jannik Sinner torna in finale a Wimbledon dopo un anno di distanza. L’azzurro ha battuto in semifinale Novak Djokovic 6-4, 6-4, 6-4. Affronterà domenica in finale il tedesco Alexander Zverev.

Sinner ha comandato il match fin dall’inizio, mostrando una superiorità evidente negli scambi da fondo campo e un servizio praticamente inattaccabile. Djokovic ha provato a rimanere aggrappato alla partita, ma non è mai riuscito a trovare vere contromisure alla potenza e alla profondità dell’italiano che ha chiuso in due ore e 20′ di gioco, in cui ha infilato 40 vincenti e soli 15 errori.

Nel primo set l’equilibrio si rompe nel nono game: Sinner accelera con il rovescio, si procura due palle break e alla seconda occasione piazza il passante vincente che gli vale il 5-4. Poi chiude il parziale al servizio con grande autorità.

Anche nel secondo set il copione non cambia. Djokovic prova ad alzare il livello, ma Sinner continua a martellare da fondo campo. Il break arriva nel settimo game, con una splendida palla corta che lascia fermo il serbo e regala all’azzurro il vantaggio decisivo. Sul 5-3 Sinner mette in mostra tutta la sua sicurezza al servizio, con due ace consecutivi, e poi chiude 6-4.

Nel terzo set Jannik parte ancora più forte: break immediato al quarto tentativo dopo aver annullato la resistenza di Djokovic. Il serbo salva altre situazioni difficili, ma non riesce mai a impensierire davvero il rivale. Sinner difende il vantaggio fino alla fine e chiude la partita con un altro 6-4.

Una prova da campione assoluto per il 23enne altoatesino, che centra la seconda finale consecutiva a Wimbledon e conferma il suo dominio nel tennis mondiale. Settima finale Slam per lui, la prima del 2026. Affronterà Sascha Zverev, con cui domina i precedenti 9-4. Per Djokovic, invece, sfuma la possibilità di raggiungere l’ottavo titolo sull’erba londinese e il record assoluto di nove successi.