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Prima pietra nuovo Centro Europeo Training Endoscopia Fujifilm

Roma, 23 lug. (askanews) -Fujifilm Healthcare ha celebrato la cerimonia di posa della prima pietra del nuovo European Training Center per l’Endoscopia, che sorgerà presso il Segreen Business Park di Milano, già sede del gruppo Fujifilm in Italia e sviluppato da Europa Risorse, realtà attiva nello sviluppo di progetti immobiliari innovativi e sostenibili dedicati al business e all’innovazione.

Il centro, il cui completamento è previsto nel 2027, sarà un hub internazionale dedicato alla formazione pratica, all’aggiornamento professionale e alla collaborazione scientifica con professionisti sanitari provenienti da tutta Europa e da altri Paesi.

La nuova struttura rappresenta uno dei più importanti investimenti europei di FUJIFILM nell’ambito della formazione clinica avanzata e nasce in un momento di profonda evoluzione dell’endoscopia digestiva, disciplina sempre più centrale nei percorsi di prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mini-invasivo di numerose patologie, incluse quelle oncologiche.

Presenti all’evento il Presidente & CEO di FUJIFILM Holdings Corporation, Mr. Teiichi Goto, i principali rappresentanti internazionali del Gruppo FUJIFILM, ed esponenti della comunità clinica e scientifica europea, come il Prof. Alessandro Repici, Direttore dell’Unità di Endoscopia Digestiva dell’Humanitas Research Hospital di Milano, e il Prof. Cesare Hassan, Presidente della European Society of Gastrointestinal Endoscopy (ESGE).

Il nuovo Centro Europeo di Training per l’Endoscopia è stato concepito come uno spazio altamente innovativo in cui tecnologia, formazione e pratica clinica possano integrarsi in modo concreto e continuativo. La struttura sarà progettata per offrire ai professionisti sanitari un’esperienza formativa immersiva in un ambiente clinico realistico, permettendo di sperimentare direttamente le più recenti soluzioni FUJIFILM per l’endoscopia diagnostica e interventistica e favorendo un apprendimento pratico orientato alla qualità clinica e alla sicurezza delle procedure, con sale dedicate alla formazione hands-on; aree dimostrative tecnologiche; ambienti per simulazione clinica avanzata; spazi flessibili per workshop e attività multidisciplinari; aree dedicate alla collaborazione tra specialisti, società scientifiche e partner accademici.

L’obiettivo è consentire ai professionisti sanitari di sperimentare direttamente le più recenti soluzioni FUJIFILM per l’endoscopia in un contesto realistico, favorendo non solo l’apprendimento tecnico ma anche il confronto sulle evoluzioni cliniche e organizzative della disciplina, con percorsi dedicati a endoscopia diagnostica avanzata, endoscopia terapeutica, tecniche mini-invasive; workflow clinici; sicurezza e qualità delle procedure e integrazione delle nuove tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nei percorsi clinici.

Milano è stata scelta quanto rappresenta uno dei principali poli europei della ricerca medica e dell’innovazione sanitaria, grazie alla presenza di ospedali di eccellenza, università, centri di ricerca e società scientifiche di rilievo internazionale.

Il nuovo Training Center nasce quindi proprio con questa visione: creare un ambiente in cui l’innovazione tecnologica possa essere accompagnata da un’evoluzione parallela delle competenze professionali, in una ampia strategia dedicata allo sviluppo della formazione clinica internazionale, insieme ai programmi educativi già attivi in Europa e nelle regioni Growth Emerging Market (GEM), e a progetti innovativi come EndoRunner, il training center mobile progettato per portare formazione endoscopica avanzata direttamente sul territorio.

L’obiettivo è rendere la formazione specialistica sempre più accessibile, favorendo la crescita delle competenze cliniche e contribuendo allo sviluppo di una community sanitaria europea più connessa, aggiornata e orientata all’innovazione.

Ciclismo, Carapaz vince la 18esima tappa. Pogacar controlla

Roma, 23 lug. (askanews) – Richard Carapaz conquista la 18ª tappa del Tour de France 2026, la lunga frazione alpina di 185,2 chilometri con arrivo in salita a Orcières-Merlette, primo atto del trittico decisivo sulle Alpi. L’ecuadoriano della EF Education-EasyPost ha piazzato l’attacco decisivo a tre chilometri dal traguardo, staccando i compagni di fuga e tagliando il traguardo in solitaria.

Alle sue spalle il gruppetto degli inseguitori ha accusato un ritardo di oltre 40 secondi, mentre il gruppo della maglia gialla, con Tadej Pogacar e gli altri uomini di classifica, ha chiuso a 4’36″, scegliendo una condotta attendista in vista delle decisive tappe alpine di venerdì e sabato con il doppio arrivo sull’Alpe d’Huez.

La giornata è stata caratterizzata da una fuga di qualità che si è formata dopo una lunga battaglia nella prima parte di corsa. Tra i protagonisti Matteo Jorgenson, Richard Carapaz, Valentin Paret-Peintre, Mauro Schmid, Tobias Halland Johannessen e Garcia Pierna, che hanno progressivamente ampliato il vantaggio sul gruppo dei favoriti fino a superare gli otto minuti.

Nel finale, sull’ascesa conclusiva di Orcières-Merlette, Carapaz ha cambiato ritmo a tre chilometri dall’arrivo, guadagnando rapidamente terreno sui compagni di avventura e andando a prendersi una prestigiosa vittoria in solitaria.

Per Pogacar la tappa si è trasformata soprattutto in un esercizio di controllo dei principali rivali per la classifica generale. Lo sloveno non ha cercato il successo di giornata, limitandosi a marcare gli uomini più pericolosi. L’unica nota negativa per il leader della corsa è arrivata dal ritiro di Brandon McNulty, prezioso gregario della UAE Team Emirates, costretto ad abbandonare la gara a 13 chilometri dal traguardo.

Importante anche la corsa per la maglia a pois, con Valentin Paret-Peintre che ha conquistato altri punti sui gran premi della montagna, riducendo il distacco da Pogacar nella classifica degli scalatori. Ora il Tour entra nel vivo con le due tappe consecutive che si concluderanno sull’Alpe d’Huez, destinate a indirizzare definitivamente la lotta per la maglia gialla. (credit foto, © A.S.O / Thomas Maheux)

Iran, Trump ad Axios: sto valutando un "attacco massiccio"

Roma, 23 lug. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha detto oggi ad Axios che sta valutando “un attacco massiccio” contro l’Iran, un attacco “più vasto di qualsiasi altro”, aggiungendo: “Sono vicino a una decisione”.

Nel corso dell’intervista, il presidente ha affermato che Israele “si unirebbe in due minuti se glielo chiedessi”, aggiungendo che gli Stati Uniti “non hanno bisogno di nessuno” per lanciare una nuova operazione e che ci sarebbero “conseguenze” per Israele.

Trump ha quindi ribadito che gli iraniani “vogliono negoziare”, ma al momento non sarebbero pronti a un accordo. “Non hanno ancora ricevuto sufficiente dolore”, ha concluso.

Brancaccio: G8 Genova premonitore, diritto manifestare giù del 67%

Roma, 23 lug. (askanews) – “Genova è stato un momento premonitore di una tendenza generale che poi è andata sviluppandosi nel tempo: la tendenza dell’erosione e della demolizione di alcuni fondamentali diritti di libertà, civili e politici. Basta prendere i dati per esempio del celebre V-Dem Institute (Varieties of Democracy Institute) dell’università di Goteborg per scoprire che non solo in Italia ma in particolare in Italia, le tutele legali contro i maltrattamenti compiuti dalle forze dell’ordine si sono ridotte dei 10%. Cioè Genova che è stata un massacro come sappiamo, non ha rappresentato un redenzione, ma addirittura le cose dopo Genova sono peggiorate. E inoltre per quanto riguarda la libertà di riunione e manifestazione, ancora i dati ci dicono che in Italia questa libertà è precipitata soprattutto negli anni del governo Meloni del 67%”. Così il professor Emiliano Brancaccio, dell’Università Federico II di Napoli, al convegno organizzato nella biblioteca del Senato da Avs “Vento a 25. Genova soffia ancora”.

“Sono cambiamenti di portata storica – ha detto Brancaccio – in concomitanza con i quali noi registriamo un rafforzamento delle tutele legali del diritto di proprietà, le libertà proprietarie e le libertà padronali aumentano del 10%. Quindi a fronte di un degrado e di un declino dei diritti fondamentali civili e politici, abbiamo un incremento della libertà proprietaria”.

Malagò: entro martedì il possibile nome del ct della Nazionale

Roma, 23 lug. (askanews) – La scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana dovrebbe arrivare entro il prossimo consiglio federale, in programma martedì, ma potrebbe essere anticipata. Lo ha ribadito il presidente della Figc Giovanni Malagò, lasciando la sede della Lega Calcio Serie A al termine dell’incontro con i club e della conferenza stampa che ha sancito l’avvio del nuovo corso federale.

“L’interesse di tutti è quello di fare il prima possibile, ma cerchiamo di fare tutte le valutazioni migliori per decidere”, ha spiegato Malagò, confermando che la Federazione intende prendersi il tempo necessario per individuare il profilo più adatto a guidare la Nazionale.

Il presidente federale ha quindi indicato una possibile scadenza per la decisione: “Entro martedì? È possibile, magari anche prima”. Un riferimento al consiglio federale convocato per l’inizio della prossima settimana, occasione nella quale potrebbe essere ufficializzato il nome del nuovo ct.

Malagò ha inoltre lasciato intendere che il progetto di riorganizzazione della struttura tecnica azzurra non si limiterà alla nomina dell’allenatore. “Magari ci sarà anche qualche altro nome che entrerà a far parte del gruppo”, ha detto, facendo riferimento alle figure destinate ad affiancare il direttore tecnico Paolo Maldini e Leonardo nel nuovo Club Italia.

Tra i nomi destinati a entrare nella nuova organizzazione federale figurano quelli di Leonardo Bonucci, Gianluigi Buffon e Gabriele “Lele” Oriali, che potrebbero ricoprire ruoli di rilievo nel percorso di rilancio della Nazionale italiana.

Bce lascia "per ora" tassi al 2,25%, Lagarde: ‘Alcuni valutavano rialzo’

Roma, 23 lug. (askanews) – Tassi di interesse fermi al 2,25% “per ora” nell’area euro. Proprio nel giorno in cui il barile di petrolio è rimbalzato sopra la soglia psicologica dei 100 dollari, la Banca centrale europea ha deciso di confermare il livello del costo del danaro, raggiunto a seguito del rialzo operato lo scorso giugno.

E se a giugno, pochi giorni dopo la decisione, la Bce si era trovata a giustificare ripetutamente la mossa restrittiva – quando l’accordo di tregua tra Stati Uniti e Iran aveva innescato forti cali dei prezzi del greggio, e quindi netti ridimensionamenti dei timori inflazionistici – oggi deve gestire una situazione quasi diametralmente opposta. E non dopo giorni: nell’immediato.

Nell’illustrare le scelte fatte, la presidente Christine Lagarde riferito che se la decisione di oggi è stata “unanime”, ma che al tempo stesso “ci sono stati alcuni che si sono chiesti se non dovessimo considerare un rialzo”.

La giornata, poi, è stata segnata dall’attacco da parte di miliziani islamisti Houthi dello Yemen contro navi dell’Arabia Saudita. Episodio che ha iinfiammato il petrolio, con rialzi che che nel pomeriggio hanno lambito il 7% portando il barile di Brent sopra quota 100 dollari per la prima volta da maggio.

Uno sviluppo che il direttorio Bce non ha fatto a tempo a prendere in considerazione: Lagarde ha spiegato che la notizia è arrivata attorno alle 10 del mattino e la riunione poco dopo era già conclusa. Tuttavia “è uno sviluppo allarmante e chiaramente avrà e ha un impatto. Per questo abbiamo chiesto ai nostri tecnici di condurre una analisi approfondita per la riunione di settembre, sui prezzi del petrolio ma anche sul gas, che è aumentato in maniera rilevante e – ha notato – dato anche il livello delle scorte (nella Ue) relativamente basse”.

Secondo la Bce i rischi per l’inflazione sono sbilanciati al rialzo e la previsione attuale è che resti superiori all’obiettivo del 2% nella prima metà del 2027. Successivamente dovrebbe moderarsi, ma appunto con il conflitto in corso “resta una grande fonte di incertezza”. A settembre le previsioni della Bce potrebbero essere nuovamente modificate, se fosse in senso peggiorativo per l’inflazione a quel punto un nuovo ritocco al rialzo sui tassi diventerebbe molto probabile.

Per ora al Consiglio Bce “abbiamo applicato il metodo concordato: cercare di capire intensità e durata dello shock (sull’energia) – ha riferito Lagarde – questo spiega la decisione di tenere i tassi fermi, per ora”.

Secondo la Bce “l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno”. Con il livello attuale dei tassi, l’istituzione ritiene di trovarsi “in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza”. E per le future decisioni mantiene la linea indicata da tempo: verranno prese in base ai dati, “volta in volta a ogni riunione” e “senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Oggi la Bce ha anche presentato i disegni finalisti del concorso per la progettazione della prossima serie di banconote in euro, su cui ha annunciato un sondaggio online tra i cittadini dell’Unione che andrà avanti fino al 21 settembre. Le proposte si basano sui due temi precedentemente scelti: “Cultura europea” e “Fiumi e uccelli”.

Lagarde ha poi ringraziato la Banca d’Italia per il ruolo chiave che svolge, per conto di tutto l’eurosistema delle banche centrali, sulla piattaforma pan-europea Tips (Target Instant Payment Settlement), utilizzata sui pagamenti istantanei che ora viene utilizzata anche da diverse banche centrali dei Balcani occidentali.

Infine, è tornata sul tema della sua uscita anticipata dall’istituzione monetaria, affermando che non accadrà “prima del 2027”, senza specificare oltre, salvo aggiungere che resterà in carica “finché ci saranno nuvole all’orizzonte”. Precedentemente Lagarde era tornata a ventilare l’ipotesi di un suo ruolo attivo nella campagna per le presidenziali in Francia, non è chiaro in quale veste salvo che a sostegno di istanze pro Ue. Scenario che potrebbe sollevare anche critiche rispetto a una istituzione che, da sempre, difende così risolutamente la sua indipendenza dalla politica.

Roggero, Salvini ribadisce: se possibile valutiamo candidatura

Roma, 23 lug. (askanews) – “Vedo che sulla questione della possibile candidatura di Mario Roggero si sta sollevando sul web un dibattito del tutto surreale. L’ho detto e lo ribadisco: ritengo Mario Roggero un uomo perbene, che ha lavorato onestamente tutta la sua vita, che non merita di stare in carcere. E, se fosse possibile, lo candiderei senza alcuna esitazione. Per questo, lo ripeto, la Lega è disposta a valutarne la candidatura. ‘Valutare’, appunto”. Così su X il leader della Lega Matteo Salvini.

“La legge lo impedisce, dicono alcuni. È quasi impossibile, dicono altri. Bene: anche solo ci fosse una possibilità su un milione, la Lega è disposta a prenderla in considerazione. Tutto qui. Il resto sono speculazioni giornalistiche, giuristi di X e meme dei soliti di sinistra”, conclude.

G8 Genova, Fratoianni: ragioni movimento sono vivissime oggi

Roma, 23 lug. (askanews) – “A 25 anni dal G8 di Genova, oggi con Avs ricordiamo quelle giornate. Le ricordiamo per un dovere di memoria e le ricordiamo per un dovere del presente, perché le ragioni di quel movimento sono vivissime oggi in un mondo nel quale le diseguaglianze si sono accentuate in modo terribile, in cui la crisi climatica ha accelerato in modo impressionante, in cui la guerra è tornata a farsi strumento ordinario nella soluzione dei conflitti. Per questo quelle ragioni di Genova sono ancora attuali e chiedono a tutti e tutte noi di esercitare la memoria anche come una pratica di impegno quotidiano e presente”. Così il leader di Avs Nicola Fratoianni, al convegno organizzato nella biblioteca del Senato dal partito “Vento a 25. Genova soffia ancora”.

Venezia83, in anteprima mondiale ‘Oasis: Don’t Look Back In Anger’

Milano, 23 lug. (askanews) – “Oasis: Don’t Look Back In Anger”, il documentario dedicato alla band britannica formata dai fratelli Gallagher, sarà presentato in anteprima mondiale Fuori Concorso all’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il documentario è ideato dallo sceneggiatore, produttore e regista Steven Knight (Peaky Blinders, A Thousand Blows), candidato ai Bafta e agli Oscar, ed è diretto da Dylan Southern e Will Lovelace (Shut Up and Play the Hits, New York: la rinascita del rock and roll).

L’arrivo nelle sale cinematografiche italiane del film originale Hulu è previsto dal 10 settembre, prima di arrivare in streaming in esclusiva su Disney+ a livello internazionale entro la fine dell’anno.

Il documentario racconta il trionfale tour di reunion di Liam e Noel Gallagher, “Oasis Live ’25”, uno dei ritorni più attesi dei nostri tempi. La prospettiva include l’accesso alle prove, al backstage e al palco, oltre alle prime interviste congiunte di Noel e Liam dopo più di 20 anni. Accanto al tour mondiale tutto esaurito della band, il film esplora anche il profondo impatto emotivo di questo fenomenale momento culturale globale e ciò che la loro musica significa per il pubblico e le generazioni di tutto il mondo.

Il film è una produzione di Magna Studios, presentata da Sony Music Vision in collaborazione con Sony Music Entertainment UK. Sam Bridger (Lewis Capaldi: How I’m Feeling Now, New York: la rinascita del rock and roll) e Guy Heeley (Peaky Blinders: The Immortal Man) sono i produttori, mentre Kate Shepherd, Marisa Clifford, Davud Karbassioun, Tom Mackay, Krista Wegener, Thomas Benski, Isabel Davis e Tim O’Shea sono gli executive producer. A guidare il team creativo e tecnico ci sono anche i sound mixer premiati agli Oscar James Mather (Top Gun: Maverick, Belfast) e Tarn Willers (La zona d’interesse), insieme al direttore della fotografia Haris Zambarloukos (Belfast, Beetlejuice Beetlejuice) e ai montatori George Cragg e Martina Zamolo.

Nazionale, Maldini, "Guardiola è un obiettivo, ma sentito anche Ancelotti"

Roma, 23 lug. (askanews) – La nuova Nazionale prende forma, ma per il nome del commissario tecnico servirà ancora un po’ di pazienza. Paolo Maldini, nuovo direttore tecnico della Figc, ha ribadito che la priorità non è chiudere in fretta la partita del ct, bensì individuare il profilo ritenuto ideale per guidare il progetto di rifondazione del calcio azzurro. Nel corso della conferenza stampa al termine dell’incontro con i club di Serie A nella sede della Lega Calcio, alla presenza del presidente federale Giovanni Malagò e di Leonardo, l’ex capitano del Milan ha confermato che Pep Guardiola è uno degli obiettivi della Federazione, rivelando però che il primo tentativo è stato fatto con Carlo Ancelotti.

“L’ideale sarebbe nominare il commissario tecnico entro questa settimana, ma ancora più ideale è aspettare la persona che realmente vogliamo. La tempistica dipende da questo. C’è fretta, ma dentro di noi nemmeno troppa”, ha spiegato Maldini, lasciando intendere che la Federazione è disposta ad attendere pur di affidare la Nazionale al candidato considerato più adatto.

Alla domanda sul possibile arrivo di Guardiola, il direttore tecnico non ha confermato né smentito la trattativa, ma ha ammesso apertamente che il tecnico del Manchester City rientra tra i nomi individuati dalla Figc. “Non possiamo assolutamente dare notizie su quanto sta succedendo. Avete individuato uno dei nostri obiettivi, ma non nascondiamo che abbiamo parlato anche con Carlo Ancelotti prima di parlare con Pep. Ci sembrava giusto partire dai migliori al mondo, poi naturalmente bisogna verificarne la disponibilità generale”. Una dichiarazione che certifica la volontà del nuovo corso federale di provare a convincere allenatori di livello assoluto per rilanciare la Nazionale dopo le delusioni degli ultimi anni.

Maldini ha poi spiegato cosa lo abbia convinto ad accettare l’incarico proposto dal neo presidente della Figc Giovanni Malagò. “Sento una grandissima pressione. Il presidente ci ha messo un po’ per convincermi, ma il progetto è molto ambizioso. È una chiamata alle armi: quando l’Italia chiama è difficile dire di no”. Il dirigente ha raccontato di aver trovato una Federazione animata da una forte volontà di cambiamento e di aver voluto coinvolgere immediatamente Leonardo in questa nuova avventura, sottolineando la totale condivisione di principi, valori e obiettivi tra loro.

Tra i punti cardine del nuovo progetto c’è anche la nascita di una direzione tecnica più strutturata. “La mia figura prima non esisteva. Con Leonardo cercheremo di dare un’idea e un’impostazione tecnica al Club Italia. Già aver creato questa figura è un sintomo di cambiamento”, ha spiegato Maldini. Leonardo ha aggiunto che l’obiettivo sarà quello di creare una metodologia condivisa tra Nazionale maggiore, settore giovanile e Settore Tecnico, dando continuità al lavoro federale indipendentemente dall’allenatore che guiderà gli azzurri.

Il direttore tecnico ha inoltre evidenziato il clima trovato nelle prime settimane di lavoro. “Non conoscevo fino in fondo le difficoltà iniziali, ma ho sentito che c’era un’aria nuova. Ho percepito la volontà di tutte le componenti di partecipare al rinnovamento. Tutti dovranno essere coinvolti e tutti dovranno beneficiarne”. Un messaggio rafforzato anche dall’esito dell’incontro con i rappresentanti della Serie A, che hanno garantito piena disponibilità a collaborare con la Federazione nel percorso di rilancio del calcio italiano.

Aerospazio, Mona (Secondo Mona): consolidati su mercato globale

Londra, 23 lug. (askanews) – “Siamo orgogliosi di essere presenti quest’anno al Farnborough International Airshow e di poter comunicare di aver appena ricevuto il riconoscimento come miglior fuel system supplier europeo dell’anno. Il nostro core business è la produzione di sistemi combustibile completi per piattaforme aeree ad ala fissa e rotante, civili e militari. Siamo tra i pochissimi operatori al mondo ad avere una specializzazione così verticale in uno dei principali sistemi di bordo”. È quanto dichiara Claudia Mona, Managing Director di Secondo Mona S.p.A., presso il Media Space AIAD al Farnborough International Airshow.

“Siamo un’azienda – spiega Mona – consolidata sul mercato globale, con una quota di esportazioni stabile attorno al 75%. Da tempo non rientriamo più nella categoria delle PMI e siamo ormai nella fascia delle small mid-cap, pur mantenendo una struttura familiare. Insieme a mio fratello rappresento la quarta generazione. L’azienda è stata fondata dal nostro bisnonno nel 1903 ed è attiva nell’industria aeronautica dal 1913. Possiamo quindi contare su oltre 110 anni di partecipazione ai programmi aeronautici e su più di 120 anni di storia imprenditoriale familiare”.

Carburanti, Schlein: Meloni ha tradito promesse, ci ascolti su accise

Roma, 23 lug. (askanews) – “Giorgia Meloni adesso proverà a dare almeno una risposta sul prezzo della benzina e del diesel che ormai sono alle stelle?”. Lo chiede la segretaria Pd Elly Schlein: “Imprese e famiglie chiedono di essere sostenute, perché il governo fa finta di niente?”.

La leader Pd sottolinea: “Dopo quattro anni di governo non hanno portato a casa nemmeno un provvedimento che migliori la vita delle persone. Discutono ormai da mesi di legge elettorale ignorando qualsiasi altra questione che riguardi gli italiani”.

La Schlein aggiunge: “Dopo aver registrato video alle pompe di benzina, dopo che dall’opposizione prometteva addirittura di abolire le accise ormai sappiamo che Giorgia Meloni non è in grado di fare nulla di quello che aveva promesso. Le chiediamo però di ascoltarci: riattivino il meccanismo delle accise mobili, rimettiamo sul tavolo la nostra proposta. Per restituire ai cittadini l’extragettito Iva che entra nelle casse dello stato a causa dei prezzi così alti dei carburanti. Siamo pronti a discuterne e a trovare soluzioni insieme, lo dobbiamo al Paese”.

Bce svela le 10 proposte finaliste per le nuove banconote in euro

Roma, 23 lug. (askanews) – La Banca centrale europea ha presentato i disegni finalisti del concorso per la progettazione della prossima serie di banconote in euro, su cui lancia un sondaggio di opinioni tra i cittadini dell’Unione, invitandoli a contribuire alla scelta finale. Le proposte, riporta un comunicato, si basano su due diversi temi precedentemente scelti: “Cultura europea” e “Fiumi e uccelli”, e vertono ora sui motivi decorativi selezionati per raffigurarli.

“Le banconote in euro non sono un semplice mezzo di pagamento: sono una delle espressioni più tangibili dell’Europa”, ha affermato la presidente della Bce Christine Lagarde, durante una conferenza stampa. “Coniugando bellezza e significato, rinsalderanno la nostra identità comune”.

Le proposte di progettazione sono state preselezionate nell’ambito di un concorso indetto a livello di Unione europea. Sono pervenute oltre 1.200 candidature da parte di grafici, a 25 dei quali è stato quindi chiesto di elaborare la propria proposta per uno o per i due temi. Una giuria indipendente composta da 21 esperti di discipline diverse (grafica, comunicazione, neuroscienze e storia), dice la Bce, ciascuno designato dalla banca centrale del rispettivo paese dell’area dell’euro, ha infine preselezionato dieci proposte.

Adesso, tutti i cittadini europei sono invitati a far sentire la propria voce con un sondaggio online che resterà aperto fino al 21 settembre 2026. Un altro sondaggio, aggiunge la Bce con un comunicato, con le stesse domande, sarà condotto in parallelo da una società di ricerca indipendente presso un campione rappresentativo di cittadini dell’area dell’euro. La Bce pubblicherà un rapporto sui risultati di entrambi i sondaggi una volta selezionato il progetto finale. Le risposte del pubblico costituiscono un elemento fondamentale per assicurare l’inclusività perseguita dall’Eurosistema, consentendo di prestare ascolto alle opinioni dei cittadini di tutta Europa.

Il Consiglio direttivo dovrebbe adottare la decisione finale sul disegno delle nuove banconote intorno alla fine dell’anno, sulla base di una combinazione di contributi, tra cui le conclusioni della giuria del concorso, una valutazione tecnica e i risultati dei due sondaggi.

La proposta selezionata sarà poi ulteriormente sviluppata e testata prima di entrare in produzione. L’immissione in circolazione delle nuove banconote è prevista negli anni successivi. Le precedenti serie di banconote in euro manterranno il proprio valore e continueranno a circolare insieme alla nuova serie, precisa la Bce. Questa sarà la prima riprogettazione completa delle banconote in euro dopo la loro emissione nel 2002.

“La progettazione della nuova veste grafica delle banconote in euro si inquadra nell’azione a lungo termine dell’Eurosistema volta a garantire che il contante resti un mezzo di pagamento sicuro, efficiente e vicino ai cittadini e preservi il loro accesso alla moneta pubblica e la loro libertà di scegliere come pagare”, ha dichiarato Piero Cipollone, il componente del Comitato esecutivo Bce che ha la delega sui sistemi di pagamento.

Le nuove banconote saranno dotate di caratteristiche di sicurezza nuove e più avanzate per agevolarne il riconoscimento e l’accessibilità, anche da parte delle persone con problemi visivi. La Bce si prefigge infine di ridurre “l’impronta ambientale” delle banconote rendendole più resistenti all’usura e ricorrendo a materiali e processi di produzione più sostenibili.

Nasce Protocollo Azienda Protetta per il supporto alle imprese

Roma, 23 lug. (askanews) – Nasce Protocollo Azienda Protetta, un progetto sviluppato da Tutor Consulting con l’obiettivo di aiutare le imprese nella gestione coordinata di procedure, obblighi normativi e organizzazione aziendale, mettendo in rete professionalità differenti per supportare concretamente il lavoro degli imprenditori. Ne parla il CEO di Tutor Consulting, Bruno Ranellucci.

“Protocollo Azienda Protetta nasce per aiutare le aziende in tutte le procedure aziendali; oltre agli obblighi normativi e giuridici, quotidianamente un’azienda si trova a coordinare varie necessità, dalla gestione del personale ai bandi, dal commercialista alle procedure legali o la contrattualistica. È chiaro che il datore di lavoro non può essere onnisciente, dunque il Protocollo nasce come un supporto effettivo a tutto tondo.”

L’obiettivo del progetto è creare un sistema capace di coordinare figure professionali diverse, aiutando l’imprenditore a gestire processi complessi.

“Il rischio nel mettere in campo tante professionalità è quello di allungare i tempi con una conseguente perdita economica. Il Protocollo Azienda Sicura permettere di raggiungere costi e benefici nei tempi prestabiliti e in totale sicurezza e affidabilità.” Afferma l’Ing. Ottone Lambiase, Direttore Tecnico di Tutor Consulting.

Il Protocollo Azienda Protetta punta quindi a trasformare un insieme di consulenze separate in un modello organizzativo strutturato, capace di creare procedure condivise e maggiore efficienza nella gestione aziendale.

“Noi di Tutor Consulting ci affidiamo ad aziende partner nel portare avanti questo progetto, aziende con cui condividiamo la stessa filosofia consulenziale. L’obiettivo resta quello di migliorare il percorso lavorativo dei nostri clienti per gestire al meglio le opportunità che oggi il mercato può offrire” prosegue Ranellucci.

Alla base del progetto c’è anche un rapporto costruito negli anni con molte aziende, attraverso attività legate alla sicurezza e alla gestione organizzativa. Tra i partner coinvolti nel Protocollo Azienda Protetta anche professionisti specializzati nel welfare aziendale, oggi sempre più strategico per migliorare organizzazione interna, clima lavorativo e gestione delle risorse umane.

Protocollo Azienda Protetta coinvolge aree strategiche per l’impresa, dalla sicurezza sul lavoro all’HACCP, dalla privacy alla cyber security, passando per medicina del lavoro, consulenza legale e fiscale, welfare, formazione, sostenibilità energetica e comunicazione aziendale, con l’obiettivo di creare un sistema coordinato capace di supportare concretamente le aziende nella gestione quotidiana e nella crescita futura.

Lagarde ringrazia la Banca d’Italia per il ruolo chiave su Tips

Roma, 23 lug. (askanews) – La presidente della Bce, Christine Lagarde ha ringraziato la Banca d’Italia per il ruolo chiave che svolge, per conto di tutto l’eurosistema delle banche centrali, sulla piattaforma pan-europea Tips (Target Instant Payment Settlement), utilizzata sui pagamenti istantanei. “Voglio congratularmi con le banche centrali di Bosnia e Montenegro per i loro lanci di pattaforme di regolazione di pagamenti istantanei che utilizzano la tecnologia di Tips”, ha affermato Lagarde al termine della Conferenza stampa, oggi, sulle decisioni del Consiglio direttivo Bce.

Si tratta di sviluppi “importanti e non vedo l’oro di avere lanci analoghi in Albania, Kosovo Macedonia del Nord. In questa occasione – ha detto – voglio ringraziare la Banca d’Italia per il ruolo chiave che ha avuto in questa iniziativa per conto di tutto l’Eurosistema, sviluppando Tips sui Balcani occidentali”.

Bambino di 18 mesi muore a Catanzaro, altri compagni d’asilo in ospedale per disturbi gastrointestinali

Roma, 23 lug. (askanews) – Un bambino di 18 mesi è morto all’ospedale di Catanzaro dopo essere stato trasferito da Vibo Valentia per il peggioramento delle sue condizioni cliniche, mentre altri compagni dell’asilo frequentato dal piccolo sono stati ricoverati per disturbi gastrointestinali. La Procura di Vibo Valentia ha avviato gli accertamenti sul decesso e disporrà l’autopsia per chiarire le cause della morte. Al momento non è accertato alcun nesso causale tra il decesso del bambino e i malori registrati nella struttura scolastica.

Il piccolo, residente a Zungri, era stato ricoverato inizialmente nell’ospedale di Vibo Valentia e successivamente trasferito nel capoluogo calabrese con il sospetto di una setticemia. I genitori hanno presentato una denuncia in Questura e la Squadra mobile ha acquisito la documentazione clinica. Saranno gli accertamenti disposti dalla magistratura a chiarire il decorso della malattia e l’eventuale presenza di responsabilità.

Nel frattempo la Family Baby School di Tropea, frequentata dal bambino, è stata chiusa in via precauzionale dopo il ricovero di altri piccoli alunni. “Abbiamo seguito tutte le procedure previste, contattato immediatamente l’Asp e disposto la chiusura della struttura in via precauzionale, senza attendere indicazioni formali, per tutelare i bambini e le loro famiglie”, spiega la dirigente della struttura, Serena Miceli, in un’intervista rilasciata al Quotidiano del Sud.

Secondo la dirigente, la scuola sta collaborando con l’Azienda sanitaria per ricostruire quanto accaduto: “Stiamo ipotizzando insieme all’Asp quello che potrebbe essere successo. Molto probabilmente è un batterio che è entrato dall’esterno all’interno della struttura e stanno facendo le verifiche del caso per capire come interrompere questa catena di contagi”.

“Nell’ultima settimana – racconta Miceli – i bambini hanno cominciato ad avere disturbi gastrointestinali, abbastanza comuni nei bambini di quella fascia d’età”, mentre “tra venerdì e martedì ci sono stati un paio di bambini che si sono aggravati, per cui noi abbiamo contattato l’Asp e abbiamo deciso di chiudere la struttura in maniera precauzionale”.

La dirigente precisa che nella struttura, che ospita nido, sezione primavera e scuola dell’infanzia per circa cento bambini, “circa cinque bambini hanno avuto una sintomatologia un po’ più evidente, mentre gli altri hanno manifestato sintomi lievi, che non hanno richiesto nemmeno l’intervento del medico”.

Tra le ipotesi al vaglio vi sarebbe anche quella di un possibile Clostridium difficile, precisa ancora la dirigente sottolineando che si tratta di una valutazione preliminare ancora oggetto di verifiche da parte dell’Asp. Gli accertamenti sanitari e giudiziari sono tuttora in corso e dovranno stabilire l’origine dei contagi e verificare se vi sia o meno un collegamento con la morte del piccolo di 18 mesi.

Sanità, Giani: in Toscana realizzati 100% interventi Pnrr

Firenze, 23 lug. (askanews) – “La sanità è tendenzialmente caratterizzata da un aumento della spesa, a cui noi facciamo fronte. È evidente però che dobbiamo anche razionalizzare: se non arriva un contributo maggiore rispetto ai 143 miliardi previsti nel bilancio dello Stato, dove la sanità rappresenta la terza voce dopo pubblica amministrazione e previdenza, diventa difficile sostenere il sistema”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, parlando con i giornalisti.

Giani ha poi rivendicato i risultati raggiunti sul fronte del Piano nazionale di ripresa e resilienza: “La Corte dei Conti ha evidenziato il risultato straordinariamente positivo della Toscana. La sesta missione del Pnrr assegnava direttamente alle Regioni la realizzazione degli interventi e noi abbiamo sviluppato i progetti per 90 Case di comunità, 23 Ospedali di comunità, oltre ai Centri operativi territoriali e a misure di efficientamento, come nel caso dell’ospedale di Siena”.

“Possiamo dire con orgoglio – ha concluso Giani- che la Toscana ha realizzato il 100% degli interventi previsti: oggi sono pronte 70 Case di comunità e tutti i 23 Ospedali di comunità programmati”.

Venezia83, alla Mostra la serie "Peccato" con Emanuela Fanelli

Roma, 23 lug. (askanews) – “Peccato”, la serie con protagonista Emanuela Fanelli, per la regia di Valerio Vestoso, sarà presentata alla 83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Open – Fuori Concorso Serie.

È un finto documentario di genere comedy, ambientato in un futuro prossimo. Un “what if” ironico che ripercorre la tumultuosa carriera e vita di Emanuela Fanelli, che l’ha anche scritta con Giulio Somazzi e Valerio Vestoso.

Anno 2049. Emanuela Fanelli ha 63 anni e vive reclusa in un paesino sperduto della Valle d’Aosta. Non recita più, non si concede agli obiettivi e alle penne dei rotocalchi. Obiettivi e penne che, bisogna dirlo, neanche la cercano più, visto l’oblio in cui è caduto il suo nome dopo anni di inattività. Ma perché? Quale scandalo l’ha costretta al ritiro?

Nel cast Emanuela Fanelli e Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Ferzan Ozpetek, Valerio Mastandrea, Anna Bonaiuto, Geppi Cucciari, Massimo De Lorenzo, Francesca Archibugi, Paolo Virzì, Paolo Genovese, con Malcom Pagani e con Paola Cortellesi. E molti personaggi del mondo dello spettacolo tra cui Giovanni Benincasa, Gianni Canova, Piera Detassis, Giovanni Floris, Gigi Marzullo, Stefano Rapone, Tullio Solenghi, Daniele Tinti, Tommaso Zorzi. E non solo…

“Peccato” debutterà in autunno in esclusiva su Hbo Max. È prodotta da Mattia Guerra per Be Water Film con la partecipazione di HBO Max, in collaborazione con Rai Cinema.

Venezia83, "Be Brave": Carrozzini racconta Renzo Rosso con l’Ia

Roma, 23 lug. (askanews) – L’Ia a Venezia. “Be Brave” verrà presentato in anteprima mondiale, Selezione Ufficiale – Open, Fuori Concorso, alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Francesco Carrozzini racconta il grande protagonista della moda internazionale Renzo Rosso – audace e visionario fondatore di Diesel che ha trasformato l’anticonformismo in un marchio di fabbrica – realizzandone un ritratto originale e senza sconti. E lo fa utilizzando e trattando il mezzo più discusso e controverso del momento: l’intelligenza artificiale.

Senza mai abdicare al totale controllo creativo su tutti gli elementi del film, tutti trattati con lo stesso spirito provocatorio del suo protagonista. Il messaggio che ne viene fuori e che Rosso lancia alle generazioni future? Semplice: Rompete ogni regola. Don’t be afraid.

Petrolio, Lagarde: attacco Houthi allarmante, ha già un impatto

Roma, 23 lug. (askanews) – Gli attacchi del miliziani yemeniti islamisti Houthi contro navi dell’Arabia Saudita “è uno sviluppo allarmante e chiaramente avrà e ha un impatto, lo vediamo sul prezzo del petrolio”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, spiegando che essendo stato riportato attorno alle 10 del mattino, questo attacco non è stato preso in considerazione oggi dal Consiglio direttivo nelle sue valutazioni e decisioni.

A seguito di questo episodio il barile di Petrolio Brent oggi è balzato sopra la soglia psicologica dei 100 dollari.

Alla Bce “stiamo molto attenti” agli sviluppi di questo versante “e per questo abbiamo chiesto ai nostri tecnici di condurre una analisia approfondita per la riunione del Consiglio di settembre sui prezzi del petrolio e anche del gas, che è aumentato in maniera rilevante e – ha aggiunto – dato il livello delle scorte (nella Ue) relativamente basse”.

Venezia83, Mario Martone Fuori Concorso con "Scherzetto"

Roma, 23 lug. (askanews) – “Scherzetto”, il nuovo film di Mario Martone, sarà presentato alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Fuori Concorso.

Interpretato da Toni Servillo, Lorenzo Perrotta, Serena Rossi, Leonardo Lidi, Gianluca Di Gennaro, con l’amichevole partecipazione di Giovanni Ludeno, con sceneggiatura di Mario Martone e Ippolita di Majo, tratta dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone edito da Einaudi, “Scherzetto” è una produzione Mad Entertainment con Rai Cinema, in associazione con EDI Effetti Digitali Italiani e Picomedia, opera realizzata e distribuita con il contributo del Ministero della Cultura. Le vendite internazionali sono affidate a Rai Cinema International Distribution, mentre la distribuzione italiana è di 01 Distribution.

Una casa in cui hai abitato da bambino e dove non abiti più, una città che hai lasciato, un balcone, il vuoto, le voci della strada che risalgono con la loro oscena vitalità, e poi la sfida tra un nonno e un nipotino.

Il nonno, Daniele Mallarico, ha superato i settant’anni, è un noto illustratore che, ormai vedovo, vive da solo a Milano. Il nipote si chiama Mario, cinque anni, una peste che parla come un libro stampato, conosce tutto, sa fare tutto, spiega ogni cosa. I suoi genitori sono orgogliosissimi di lui. È stata proprio la figlia Betta a chiedere a Daniele di tornare a Napoli, nella casa di famiglia, per tenere per qualche giorno Mario mentre lei e il marito, Saverio, sono fuori per un convegno, ma certo non poteva immaginare… Tra quattro mura e un balcone, si consuma un vero e proprio duello che mette Daniele di fronte ai suoi fantasmi.

“Mi sono innamorato del romanzo di Domenico Starnone Scherzetto a cominciare dal titolo”, ha raccontato Mario Martone. “Due personaggi agli estremi della vita, una situazione familiare spesso comica, un unico ambiente, e dei fantasmi. Ma lavorando al film si sono affacciati anche i miei, di fantasmi, difficili da tenere a bada, e ho cominciato a inseguirli con la macchina da presa. Anche per Toni Servillo non credo si sia trattato solo di interpretare un ruolo, è stata un’immersione in un campo incognito, quello dominato dalla presenza di un bambino di cinque anni che ogni giorno avrebbe potuto dirci: “basta, mi sono stufato” (è anche successo!). Bene, alla fine l’abbiamo fatto, ora tutto sembra così leggero. Sembra”.

Venezia83, in Concorso "Il fuoco che ti porti dentro" di De Angelis

Roma, 23 lug. (askanews) – “Il fuoco che ti porti dentro”, il nuovo film di Edoardo De Angelis tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini (edito da Marsilio Editori), sarà presentato in concorso alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Protagonisti del film Vanessa Scalera e Lino Musella. Nel cast anche Elena Radonicich, Ivana Lotito, Nicole Malaj, Samuele Mazza, Tony Laudadio con Tommaso Ragno.

Il film racconta di Antonio, fuggito molti anni fa da Napoli, che ha costruito a Milano una famiglia e una carriera di successo, lontano da sua madre Angela, una donna esagerata nel bene e nel male, irresistibile, antica e ostile come poche, che lo ha raggiunto per Natale e sembra decisa a restare. La cena della Vigilia diventa così un campo di battaglia emotivo, comico e feroce al tempo stesso che fa riemergere un passato di sopraffazioni e incomprensioni. Con un tenace cappone che non vuole saperne di finire in pentola, una figlia che non si sa se mai arriverà e un illustre ospite inatteso, la serata si trasforma in una resa dei conti tra madre e figlio destinata a cambiare per sempre il senso del loro legame: un amore che brucia come un fuoco dentro e che mai si consuma, neppure andando via.

“Angela è un personaggio che mi attrae e mi repelle, come tutto ciò che davvero conta per me, mi sono detto quando ho deciso di fare questo film che mi è tanto caro. L’invito alla Mostra mi riempie di gioia e orgoglio. Ringrazio profondamente Alberto Barbera e tutti i membri della commissione” ha detto il regista Edoardo De Angelis.

“Il fuoco che ti porti dentro” è una produzione Picomedia, società del gruppo Asacha e parte di Fremantle, con Rai Cinema. L’opera è stata realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo Sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo. Prodotto da Roberto Sessa e Chiara Grassi il film sarà distribuito nelle sale italiane da 01 Distribution. Le vendite internazionali sono a cura di Rai Cinema International Distribution.

La sceneggiatura è firmata da Francesco Piccolo, Ilaria Macchia ed Edoardo De Angelis. La fotografia è a cura di Vladan Radovic, la scenografia di Carmine Guarino, i costumi sono firmati da Massimo Cantini Parrini e il montaggio è a cura di Lorenzo Peluso. Le musiche della colonna sonora sono composte da La Nina.

Venezia83, torna Nanni Moretti: in Concorso "Succederà questa notte"

Roma, 23 lug. (askanews) – Nanni Moretti torna a Venezia, in Concorso alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica con “Succederà questa notte”.

Nel cast del film, che uscirà poi nelle sale dal 3 dicembre, ci sono Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot. Angela Finocchiaro, Melina Akerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi e Antonio De Matteo. Su soggetto e sceneggiatura dello stesso Moretti con Federica Pontremoli e Valia Santella, dal libro “Legami” di Eshkol Nevo (Gramma Feltrinelli Editore).

“Succederà questa notte” segna il ritorno a Venezia di Nanni Moretti “che, con il suo sguardo inconfondibile, continua a interrogare le relazioni e la complessità dei sentimenti” si legge nella nota di Rai Cinema, presente alla Mostra con 29 titoli tra cui i cinque selezionati in Concorso.

L’ultima partecipazione di Nanni Moretti a Venezia risale al 1989 con “Palombella Rossa” poi presentato fuori concorso dopo alcune polemiche.

Fratoianni su Salis: vedremo esiti, lei convinta dimostrerà sue ragioni

Roma, 23 lug. (askanews) – “Per noi il rispetto delle sentenze dei giudici e dei diritti dei lavoratori è indiscutibile sempre e comunque. Ilaria Salis si è detta certa che in appello potrà dimostrare le ragioni di questa scelta e che la condanna in primo grado è dovuta sostanzialmente alla sua assenza al processo perché non ha ricevuto comunicazione del procedimento, valuteremo gli esiti”. Così il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, a margine di un convegno sul G8, dopo una condanna in primo grado dell’europarlamentare.

Nel caso in cui arrivasse una conferma negli altri gradi di giudizio ci potrebbe essere una espulsione dal partito come avvenuto in altri casi? “Non anticipiamo gli esiti, quando arriveranno ne discuteremo”, ha concluso.

Venezia83, Pallaoro in Concorso con ultima sceneggiatura di Bertolucci

Roma, 23 lug. (askanews) – “The Echo Chamber”, il nuovo film di Andrea Pallaoro interpretato da Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon sarà presentato in Concorso alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il film è l’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci scritta con Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi.

Una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. Leo e Anne si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona la voce di Ava che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto.

“Fin dagli inizi del mio percorso, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha avuto un ruolo fondamentale, accompagnando il cammino di tutti i miei film. Tornarci quest’anno per dare avvio al viaggio di The Echo Chamber nel mondo, accanto allo straordinario cast artistico e tecnico e davanti al pubblico che lo incontrerà per la prima volta, rende questo momento profondamente significativo” ha detto Andrea Pallaoro.

“The Echo Chamber è un film cui siamo profondamente legate. Per anni, dopo la morte di Bernardo Bertolucci, abbiamo temuto che questa storia, pensata e scritta con così tanto divertimento e desiderio, non si sarebbe mai realizzata. Rimettere mano al copione, per la regia di Andrea Pallaoro, è stato come poter rientrare in una casa molto amata e di colpo perduta, in cui riaprire le porte, le finestre, e far entrare di nuovo la luce. Siamo immensamente grate ad Alberto Barbera e alla Biennale per aver invitato in Concorso il film: condividerlo con il pubblico della Mostra del Cinema ci riempie di gioia” hanno aggiunto Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi.

“The Echo Chamber” è una coproduzione italo-belga Indigo Film con Rai Cinema per l’Italia e Versus Production per il Belgio; sarà distribuito in Italia da 01 Distribution e sarà nelle sale dal 10 settembre. Le vendite internazionali saranno a cura di Paradise City sales e saranno corappresentate da Uta per il Nord America.

Andrea Pallaoro è un regista italiano, tra le voci più originali del cinema contemporaneo, attivo tra Los Angeles e New York. Dopo la formazione al California Institute of the Arts e all’Hampshire College, esordisce con “Medeas”, presentato alla Mostra di Venezia e premiato a livello internazionale. I suoi film successivi, “Hannah” con Charlotte Rampling, vincitrice della Coppa Volpi, e “Monica”, sono stati entrambi in concorso a Venezia, ottenendo numerosi riconoscimenti internazionali.

Venezia83, in Concorso "L’Estranea" di Paolo Strippoli

Roma, 23 lug. (askanews) – Il nuovo film del regista e sceneggiatore Paolo Strippoli, “L’Estranea” sarà presentato in Concorso alla 83esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Strippoli ha firmato anche la sceneggiatura insieme a Salvatore de Chirico, nel cast Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. “L’Estranea” racconta di una donna che si presenta all’improvviso a casa di sua figlia per raccontarle la verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con un’estranea. Un segreto custodito troppo a lungo, che ora torna a reclamare il suo prezzo.

Il film è prodotto da Marina Marzotto e Mattia Oddone per Propaganda Italia, con Rai Cinema e Dinamo Film. Il Film è coprodotto da Jean Christophe Raymond per Kazak Productions (FR) e da Joseph Rouschop e Eva Curia per Tarantula Film (BE). Le vendite internazionali e la distribuzione sul territorio francese sono affidate a Le Pacte (FR), mentre in Italia il Film uscirà in sala l’8 Ottobre con 01 Distribution.

Venezia83, "Ritorno a Buenos Aires" di Marco Bechis in Concorso

Roma, 23 lug. (askanews) – “Ritorno a Buenos Aires” di: Marco Bechis è tra i titoli italiani in Concorso all’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il film, con Adriano Giannini, è una coproduzione internazionale Italia e Argentina. Ambientato a Buenos Aires nel 2008 segue le vicende di Mariano Guerra che dopo 33 anni trascorsi in Italia viene chiamato a tornare in Argentina per testimoniare nel processo contro i militari che lo sequestrarono e torturarono durante la dittatura militare. Il ritorno nel Paese lo constringerà a confrontarsi con ciò che significa essere rimasto vivo.

Bce conferma i tassi di riferimento per l’area euro al 2,25%

Roma, 23 lug. (askanews) – La Banca centrale europea ha confermato i tassi di interesse per l’area euro, con il principale riferimento che resta così al 2,25%. La decisione segna una pausa dopo l’incremento operato a giugno, mentre il riaccendersi degli scontri tra Stati Uniti e Iran, che ora sembrano estendersi anche ai miliziani Houthi in Yemen, getta nuove incertezze sulle prospettive di economia e inflazione, e ha già innescato nette risalite dei prezzi del petrolio che si sta riavvicinando alla soglia psicologica dei 100 dollari.

La decisione di oggi è in linea con le attese. Il mese scorso la Bce aveva alzato i tassi dal 2% al 2,25%, dopo un anno in cui aveva evitato ritocchi al termine di una manovra di riduzioni. Poco dopo, all’opposto di quanto sta avvenendo ora, l’accordo di tregua Usa-Iran aveva invece favorito drastici cali dei prezzi del petrolio.

Nel comunicato sulle decisioni del Consiglio direttivo, la Bce rileva che l’incertezza “resta elevata” mentre “l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno”. La Bce “segue pertanto con attenzione l’intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto”.

Il Consiglio riafferma che intende definire la linea monetaria “in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”. Con il livello attuale dei tassi, ritiene di trovarsi “in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto”. E per le future decisioni mantiene la linea indicata da tempo: verranno prese in base ai dati, “volta in volta a ogni riunione” e “senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”, aggiunge il comunicato.

Venezia83, dagli Oasis al ritorno di Moretti: 5 italiani in Concorso

Roma, 23 lug. (askanews) – Attesi gli Oasis, Russell Crowe, Robert Pattinson, la coppia Penelope Cruz e Javier Bardem, George Clooney premiato alla carriera e molti altri. Tante le star annunciate nella selezione dell’83esima MOstra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si terrà dal 2 al 12 settembre, e di cui il direttore artistico Alberto Barbera ha svelato il programma. Una selezione che come filo rosso, ha detto Barbera, ha “il Cinema come strumento di conoscenza del reale ma i film non sono semplice cronaca, traducono il reale in storie e narrazioni: le guerre, le fratture all’interno delle famiglie, le tensioni sociali, il lascito del passato, le speranze e i problemi dei giovani… Il cinema è il mondo, si diceva una volta e oggi diciamo che i film sono gli hastag del mondo contemporaneo” ha aggiunto.

Cinque gli italiani in Concorso, tra cui il nuovo film di Nanni Moretti “Succederà questa notte”, con Louis Garrel, Jasmine Trinca; il regista mancava dal 1989 al Lido, ha ricordato Barbera, quando partecipò con “Palombella Rossa”. Con lui, in lizza per il Leone d’Oro anche “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis con Adriano Giannini, “Il fuoco che ti porti dentro” di Edoardo De Angelis, “The echo chamber” di Andrea Pallaoro e “L’estranea” di Paolo Strippoli.

Sempre in Concorso, aperto da “Ink” diretto dal premio Oscar Danny Boyle, ci sono tra gli altri “Bunker” di Florian Zeller, thriller psicologico con la coppia Cruz-Bardem alle prese con la costruzione di un bunker in caso di emergenze per un miliardario, “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh con John Malkovich e Sam Rockwell, agenti della Cia in missione in Cile alla vigilia del colpo di Stato di Pinochet, il nuovo film di Werner Herzog “Bucking Fastard” con le sorelle Rooney e Kate Mara, “A Bit of Light” di Ali Asgari sulle sofferenze del popolo iraniano, “Company” dell’attore e regista Casey Affleck, “Primetime” di Lance Oppenheim con Robert Pattinson e “Look Back” di Hirokazu Kore-eda.

Fuori concorso in Venice Open per l’Italia figurano “Scherzetto” di Mario Martone con Toni Servillo, tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, “Nessun dolore” di Gianni Amelio con Alessandro Borghi, Valeria Golino, Valerio Mastandrea, “Dio ride” di Giovanni Veronesi, il film di chiusura già annunciato. Nella sezione non fiction, ci saranno tra gli altri “Be Brave” di Francesco Carrozzini che racconta Renzo Rosso, “What Love Builds” di Russell Crowe, che ripercorre la sua carriera di musicista, “Musk” di Alex Gibney, oltre 232 minuti sul miliardario patron di Tesla, Amos Gitai con “The Road to Jericho”, “My Undesirable Friends: Part II – Exile” di Julia Loktev, sui giornalisti in esilio dalla Russia di Putin; e ancora il docufilm “Oasis: Don’t Look Back in Anger” di Dylan Southern e Will Lovelace, un film che segue la riconciliazione e il tour dei due fratelli Liam e Noel Gallagher, con l’impatto sui fan dopo tanti anni dalla rottura, il film di Wim Wenders “From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor” e “Imperium” di Sergei Loznitsa che riscopre un’inedita Unione Sovietica attraverso archivi cinematografici italiani.

Nella sezione Open Fuori Concorso Serie sarà presentata “Peccato” con protagonista Emanuela Fanelli di Valerio Vestoso: un finto documentario comedy che ripercorre la carriera e la vita dell’attrice con un cast corale che comprende Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Ferzan Ozpetek, Valerio Mastandrea e molti altri (in autunno su HBO Max).

In Film on Films, sezione autonoma dedicata ai documentari che raccontano il cinema, i suoi protagonisti e la sua memoria ci saranno “Nino – Un film su Nino Rota” di Walter Fasano e “Joie de Vivre”, documentario di sette ore molto atteso di Luca Guadagnino che analizza molti film di Bertolucci, commentandoli con critici e amici, per rileggere il cinema moderno e il ruolo della critica.

Infine, tra i corti Fuori concorso, anche “Flesh Impact” di Maggie Gyllenhaal, presidente di giuria, con Ellen Burstyn e Dakota Johnson che interpretano Marilyn Monroe nel centenario della nascita. Il Leone d’Oro alla carriera a Burstyn le verrà consegnato prima della proiezione, ha annunciato il direttore artistico.

Iran, i ribelli Houthi colpiscono navi saudite: nuovo fronte nel Mar Rosso

Roma, 23 lug. (askanews) – I ribelli Houthi, allineati all’Iran, hanno annunciato di aver colpito due petroliere saudite nell’ambito di un blocco navale dichiarato contro l’Arabia Saudita, minacciando di creare nel Mar Rosso un secondo collo di bottiglia (chokepoint), un punto critico per le forniture mondiali di petrolio, in aggiunta alla quasi paralisi dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran.

Le forze armate statunitensi hanno da parte loro completato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran su ordine del presidente Donald Trump, nella dodicesima notte consecutiva di bombardamenti americani e provocando un’ulteriore risposta da parte di Teheran.

L’Iran ha dichiarato di aver colpito sistemi missilistici, depositi di armi e carburante statunitensi in Giordania, oltre a postazioni militari Usa in Kuwait, tra cui il campo di al Adiri, la base aerea Ali Al Salem, il campo di Doha e Camp Arifjan.

Già prima delle nuove minacce al traffico marittimo nel Mar Rosso, il blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz da parte della repubblica islamica ha alimentato l’inflazione a livello globale: sono di nuovo aumentati i prezzi del petrolio e questo mette sotto pressione i consumatori statunitensi di carburante. Inoltre la guerra, sempre più impopolare, pesa sugli alleati repubblicani di Trump in vista delle elezioni congressuali di novembre. Il presidente Usa ha indirettamente confermato, sostenendo che gli americani non sono contro la guerra, sono preoccupati dal prezzo del carburante.

I militanti Houthi, con base nello Yemen e che controllano delle aree vicine allo Stretto di Bab el Mandeb, all’estremità opposta della Penisola Arabica rispetto allo Stretto di Hormuz, hanno annunciato lunedì l’imposizione di un blocco navale contro l’Arabia Saudita. Alcuni analisti vi ahnno visto una mossa tattica dell’Iran per rafforzare la propria posizione negoziale.

Cinque petroliere hanno cambiato rotta nel Mar Rosso per evitare lo Stretto di Bab el Mandeb nella giornata di mercoledì, mentre tre petroliere cariche di greggio saudita dirette in Cina e India hanno invertito la rotta martedì.

I ribelli Houthi hanno affermato che le loro forze hanno lanciato attacchi con missili e droni contro due petroliere saudite nel Mar Rosso, identificate come Encelia e Layla. L’agenzia di stampa statale saudita Spa ha citato una fonte ufficiale secondo cui la Encelia è stata colpita, provocando un incendio nella parte prodiera della nave. L’attacco alla Layla non è stato invece confermato.

Una fonte della sicurezza marittima ha riferito che la Encelia ha lanciato un segnale di soccorso, comunicando di essere stata colpita da un missile nei pressi del porto saudita di Jizan, sul Mar Rosso, nella tarda serata di mercoledì.

Milioni di barili di petrolio saudita al giorno sono trasportati verso il porto di Yanbu, sul Mar Rosso, per evitare il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Se le spedizioni non potranno attraversare lo stretto meridionale del Mar Rosso, l’unica alternativa sarà la rotta settentrionale attraverso il Canale di Suez, con un allungamento dei tempi di trasporto di settimane e un significativo aumento dei costi.

Secondo funzionari statunitensi, in servizio ed ex, la minaccia dei ribelli Houthi di imporre un blocco navale contro l’Arabia Saudita potrebbe ampliare notevolmente il conflitto e mettere ulteriormente sotto pressione le forze armate degli Stati Uniti.

I dati sul traffico marittimo mostrano che oggi due superpetroliere cinesi (Vlcc), con un carico complessivo di quattro milioni di barili di greggio saudita, erano dirette verso lo Stretto di Bab el Mandeb. Trump ha minacciato ieri di distruggere un ponte o una centrale elettrica iraniana ogni volta che Teheran avesse attaccato una nave nello Stretto di Hormuz.

Il comando militare congiunto iraniano ha quindi avvertito che, qualora la minaccia di Trump contro le infrastrutture sia attuata, le forze iraniane prenderebbero di mira infrastrutture petrolifere, del gas, elettriche ed economiche della regione, impedendo l’esportazione di “anche una sola goccia di petrolio”, secondo quanto riferito dai media statali iraniani.

Poche ore dopo, i Guardiani della Rivoluzione islamica hanno riferito di un’esplosione lungo quella che hanno definito una rotta minata a sud dello Stretto di Hormuz, affermando che una delle tre petroliere coinvolte aveva preso fuoco mentre le altre due avevano invertito la rotta. I Pasdaran hanno dichiarato che lo stretto è sotto il loro controllo ed è “completamente chiuso”, avvertendo che nessuna petroliera potrà entrare o uscire senza il coordinamento con l’Iran.

Dopo dodici giorni consecutivi di attacchi, seguiti al fallimento del cessate il fuoco di giugno, i bombardamenti statunitensi si sono estesi dalle regioni meridionali a quelle occidentali e centrali dell’Iran. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato che continuerà a “ridurre ulteriormente” la capacità dell’Iran di minacciare il traffico marittimo.

Secondo i media iraniani, oggi gli Stati Uniti hanno colpito due volte un obiettivo militare a Bushehr, nei pressi dell’unica centrale nucleare commerciale operativa del Paese, portando a tre gli attacchi nell’area in due giorni.

La televisione di stato iraniana ha riferito che due persone sono morte e undici sono rimaste ferite in quello che un funzionario della provincia del Khuzestan ha definito un attacco missilistico statunitense contro il valico di frontiera di Shalamcheh con l’Iraq.

Malgrado Washington sostenga di aver neutralizzato militarmente l’Iran, Teheran ha dimostrato di mantenere capacità operative con missili e droni. Questa settimana l’Iran ha colpito importanti impianti di desalinizzazione dell’acqua e infrastrutture energetiche in Kuwait, oltre ad asset militari statunitensi nello stesso Kuwait, in Bahrein e in Giordania.

Entrambe le parti riferiscono inoltre di un bilancio umano sempre più grave. Un funzionario del Ministero della Salute iraniano ha dichiarato che dalla fine del mese scorso sono stati uccisi 53 civili e 592 sono rimasti feriti. Dall’inizio della guerra, lanciata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio, migliaia di persone sono morte e milioni sono state costrette a lasciare le proprie case.

Le forze armate statunitensi sostengono di non prendere mai di mira i civili, perché questo potrebbe costituire una violazione delle Convenzioni di Ginevra del 1949 sul diritto umanitario di guerra. Trump, tuttavia, ha più volte minacciato di colpire infrastrutture civili, che possono essere considerate obiettivi militari qualora siano utilizzate anche a fini militari, purché il danno ai civili non sia eccessivo.

La guerra ha causato anche la morte di 18 militari statunitensi e il ferimento di oltre 450 soldati. Ieri Trump ha partecipato, presso la base aerea di Dover, nel Delaware, a una cerimonia in onore di quattro militari americani uccisi negli ultimi giorni negli attacchi iraniani contro basi militari: tre in Giordania e uno in Iraq.

“Per me è una delle cose più difficili da fare come presidente. Ma bisogna farlo”, ha dichiarato Trump prima di partire per la cerimonia. Più tardi, durante un discorso in Georgia, il presidente ha adottato un tono diverso, affermando a proposito della guerra: “Io la definisco una scaramuccia”.

Venezia83, in concorso cinque italiani, c’è anche Nanni Moretti

Roma, 23 lug. (askanews) – “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis, “Il fuoco che ti porti dentro” di Edoardo De Angelis, “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, “The echo chamber” di Andrea Pallaoro e “L’estranea” di Paolo Strippoli. Sono i cinque film italiani in Concorso alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si terrà dal 2 al 12 settembre e di cui è stato svelato il programma dal direttore artistico Alberto Barbera.

Presentando il film di Moretti, Barbera ha ricordato che il regista “manca a Venezia dal 1989… Era l’anno di Palombella Rossa – ha detto – ci auguriamo che questo attesissimo ritorno ci faccia dimenticare l’errore di 37 anni fa”. Il riferimento è all’esclusione del film dal concorso ufficiale nel 1989, una decisione che scatenò polemiche perché considerata da molti “politica”.

Il film di De Angelis è tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini e ha per protagonisti Vanessa Scalera e Lino Musella. “The echo chamber”, con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon è basato sull’ultima sceneggiatura scritta da Bertolucci. Nel cast de “L’estranea”, tra gli altri, ci sono Jasmine Trinca e Romana Maggiora Vergano.

Caso Almasri, la Consulta: Nordio trasmetta subito al Procuratore generale richieste cooperazione della Cpi

Roma, 23 lug. (askanews) – Con la sentenza numero 143, depositata oggi, la Corte Costituzionale ha esaminato le questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Corte d’appello di Roma, IV sezione penale, sulla vicenda Almasri, “con riferimento alla disciplina della cooperazione con la Corte penale internazionale e ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 2 e 4 della legge 20 dicembre 2012, n. 237, nella parte in cui non prevedono che il ministro della giustizia debba immediatamente trasmettere al Procuratore generale della Corte d’appello di Roma le richieste di cooperazione della Corte penale internazionale, salvo che comunichi alla stessa Corte d’appello la dichiarazione motivata di non dare corso a tali richieste per l’esigenza di tutela di princìpi costituzionali preminenti”. La Corte ha osservato, in linea preliminare, che la normativa attribuisce un ruolo esclusivo al ministro della giustizia nella cooperazione con la Corte penale internazionale e che “al paradigma operativo delineato dalla lettera e dalle interrelazioni sistematiche della normativa vigente si è conformato il contegno di chi, a vario titolo, ha esaminato la domanda di cooperazione”.

Nell’accogliere le questioni di legittimità costituzionale sul caso Almasri, in riferimento agli articoli 11 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in riferimento allo Statuto di Roma, la Consulta ha puntualizzato che l’attuale meccanismo non scongiura il rischio del protrarsi dell’inerzia del Ministro della giustizia nel trasmettere le richieste di cooperazione alla Corte d’appello di Roma e attribuisce al Ministro “un ruolo privo di ogni parametro idoneo a indirizzarne e delimitarne l’esercizio anche sul piano temporale, secondo canoni qualificati di immediatezza”, esternando “le ragioni di un eventuale diniego in termini altrettanto immediati”.

Il sistema delineato dalla legge “mina in radice l’adeguatezza delle procedure interne, in un àmbito, quello della repressione dei crimini più gravi, che non tollera né rallentamenti o ritardi, pur motivati da esigenze istruttorie o di carattere politico, né prese di posizione tacite, e, come tali, sottratte a ogni controllo, né, a fortiori, indugi arbitrari”. La legge ha così violato quel principio di leale collaborazione che permea i rapporti tra autorità governativa e Corte penale internazionale e tra autorità governativa e autorità giudiziaria.

La Corte puntualizza che “all’obbligo del Ministro di dare immediata esecuzione alle richieste della Corte penale internazionale non può che fare riscontro l’obbligo di esternare, con eguale immediatezza, le eventuali ragioni di diniego» in quelle che si configurano come ½ipotesi eccezionali» e interferiscono con “i princìpi inviolabili, legati alla tutela dei diritti fondamentali della persona e all’identità costituzionale della Repubblica (art. 11 Cost.)”. La Corte, infine, ha dichiarato non fondate le questioni riguardanti la procedura per la consegna, così come disciplinata dagli articoli 11 e 13 della legge numero 237 del 2012, osservando che tale disciplina non confligge di per sé con l’obbligo pattizio di cooperazione e che i profili di incompatibilità con la Costituzione risiedono nelle regole generali dettate dagli articoli 2 e 4, dichiarati costituzionalmente illegittimi nei termini prima indicati.

La Commissione Ue: Google viola regolamento europeo sui sui mercati digitali, multa da 890 milioni di euro

Bruxelles, 23 lug. (askanews) – La Commissione europea ha adottato, oggi a Bruxelles, due decisioni riguardo a due diverse violazioni del regolamento Ue sui mercati digitali (“Digital Markets Act” – Dma) da parte di Google, con rispettive sanzioni di 460 milioni e 430 milioni di euro, per aver privilegiato i propri servizi sul motore di ricerca Google Search, e per aver imposto sulla piattaforma Google Play delle restrizioni alle aziende che indirizzano i consumatori verso canali di acquisto alternativi, spesso più economici (“steering”).

Prese insieme (890 milioni di euro), le due sanzioni comminate a Google costituiscono la multa più alta finora decisa in applicazione del regolamento Dma per una singola società. Le due multe precedenti erano state inflitte nell’aprile 2025 a Meta (200 milioni di euro) e ad Apple (500 milioni di euro).

Secondo il regolamento Dma, i “gatekeeper” (i “guardiani dell’accesso”, ovvero le più grandi aziende tecnologiche che controllano l’accesso ai principali mercati e servizi online) nel gestire i risultati di ricerca devono applicare criteri di trasparenza, equità e non discriminazione, e non devono dare preferenza e maggiore visibilità ai propri servizi rispetto a quelli di terzi.

La Commissione ha constatato innanzitutto che Google privilegia i propri servizi, inclusi quelli relativi a shopping, hotel, trasporti e sport, rispetto a quelli di terzi su Google Search, violando così gli obblighi previsti dal Dma. “Google mostra i propri servizi in posizione più prominente nei risultati di ricerca, anche nella parte superiore della pagina dei risultati, o tramite elementi grafici e filtri avanzati, mentre servizi simili di terzi non godono della stessa visibilità”, spiega la Commissione in una nota.

In secondo luogo, Google è accusata di non consentire lo “steering” su Google Play. Il regolamento Dma stabilisce che gli sviluppatori di app che distribuiscono le proprie applicazioni tramite una piattaforma come Google Play dovrebbero essere in grado di informare i clienti, gratuitamente, sulla disponibilità di offerte alternative, e spesso più economiche, rispetto alla piattaforma stessa, e di indirizzarli verso tali offerte per effettuare acquisti, anche su altri siti web o app store.

La Commissione ha constatato che Google non ha rispettato quest’obbligo, impedendo agli sviluppatori di app di comunicare e promuovere liberamente le proprie offerte e di concludere contratti con gli utenti attraverso i canali di distribuzione di loro scelta, inclusi gli app store di terze parti.

Google ha il diritto di chiedere il pagamento di una commissione per il servizio offerto, con lo “steering”, nel facilitare l’acquisizione iniziale di un nuovo cliente da parte di uno sviluppatore di app tramite Google Play, ma l’entità delle commissioni addebitate da Google e la durata del periodo di addebito di queste commissioni superano quanto considerato conforme al regolamento Dma,spiega ancora la Commissione.

L’Esecutivo comunitario ha quindi ordinato a Google di porre fine a questo doppio inadempimento (“ordine di cessazione e desistenza”), predisponendo delle misure per trattare i servizi di terze parti che compaiono nei risultati di ricerca di Google Search in modo equo e non discriminatorio rispetto ai propri servizi, e per consentire agli sviluppatori che distribuiscono le proprie app tramite Google Play Store, sia tecnicamente che contrattualmente, di comunicare liberamente, promuovere offerte e concludere contratti con gli utenti non solo all’interno, ma anche al di fuori di Google Play Store.

Le sanzioni pecuniarie inflitte oggi a Google tengono conto della gravità e della durata dell’inadempimento, considerando la siituazione fino alla fine del 2025. Secondo la Commissione, l’entità delle sanzioni è “proporzionata e appropriata”. Google è tenuta a conformarsi alle decisioni della Commissione entro 60 giorni, altrimenti rischia il pagamento di nuove sanzioni periodiche che possono arrivare fino al 5% del suo fatturato globale totale.

La Commissione, tuttavia, riconosce che, “a seguito di un dialogo costruttivo, Google ha proposto e avviato la sperimentazione di modifiche al modo in cui presenta i propri servizi su Google Search per i servizi gratuiti come shopping, hotel e voli”. L’Esecutivo Ue annuncia che “monitorerà l’attuazione di queste soluzioni, che costituiscono un progresso sostanziale verso la conformità”.

La Commissione sta attualmente valutando anche altre modifiche in corso di sperimentazione da parte di Google riguardo “al modo in cui presenta gli annunci shopping e i servizi correlati ai contenuti, come lo sport”. Inoltre, Google ha presentato delle proposte su come intende applicare i principi della decisione odierna alle “Overview” dell’Intelligenza artificiale e alla “Modalità IA”, che sono modalità di ricerca introdotte di recente e inforte sviluppo. Su questi punti, riferisce ancora la nota della Commissione, “proseguirà il dialogo con Google”.

Infine, la Commissione rileva anche che “Google ha introdotto modifiche relative alle proprie regole sullo ‘steering'”, il reindirizzamento dei risultati di ricerca su Google Play. “Queste modifiche rappresentano un buon passo avanti verso la conformità” rispetto al regolamento Dma “e saranno valutate anche alla luce dell’ordine di cessazione e desistenza emesso con la decisione odierna”, conclude la nota.

Google, comunque, può decidere di presentare ricorso contro le decisioni odierne.

Ucraina, Rubio: necessarie "nuove idee" per sbloccare i negoziati. Trump pensa che sia una guerra stupida

Roma, 23 lug. (askanews) – Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che saranno necessarie “nuove idee” per raggiungere un accordo sulla fine della guerra in Ucraina, poiché le proposte finora avanzate “non erano accettabili per l’Ucraina all’epoca, e non credo che lo sarebbero nemmeno ora; anzi, probabilmente lo sarebbero ancora meno”.

“Se arriverà la pace, sarà grazie a nuove idee e nuovi concetti, e noi siamo pronti a offrirne alcuni nel contesto e nella forma giusti, se si presenterà l’opportunità e le condizioni saranno favorevoli. Siamo pronti a svolgere questo ruolo in modo positivo”, ha detto.

“Vogliamo un accordo di pace. Vogliamo che la guerra finisca. Siamo pronti a svolgere qualsiasi ruolo positivo possibile per porre fine alla guerra, e per farlo sarà necessario un accordo tra Russia e Ucraina.Questo non accadrà in una conferenza stampa. Non accadrà in un singolo incontro qui nelle Filippine. Richiederà molto lavoro”, ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio in conferenza stampa a margine del vertice ministeriale dell’Asean a Manila, dove ha incontrato anche il ministro degli esteri russo Lavrov.

“Ci abbiamo investito in passato. Non ha avuto successo, o almeno non ha dato frutti all’epoca. Se le condizioni e i fattori sono cambiati al punto da rendere possibile un accordo, siamo pronti a ripartire. Il presidente è impegnato in questo senso e, ogni giorno, se individueremo un’opportunità per fare la differenza, la coglieremo”, ha proseguito.

“Perché in fin dei conti, ciò che sta più a cuore al presidente è che la gente smetta di morire, che smetta di essere massacrata, che l’Ucraina non possa più vivere in pace e che gli ucraini possano tornare nel loro Paese e ricostruirlo. Lui pensa che sia una guerra stupida. Pensa che sia una guerra insensata. E se possiamo contribuire a porvi fine, useremo il potere e l’influenza degli Stati Uniti per farlo. E siamo pronti a farlo se se ne presenterà l’occasione. E spero che si presenti. Ed è quello che abbiamo comunicato costantemente a entrambe le parti”, ha concluso il segretario di Stato.

Ottantacinque anni di Sergio Mattarella: la gratitudine di una Repubblica

Oggi, 23 luglio, Sergio Mattarella compie ottantacinque anni. Non è il semplice compleanno di un uomo, ma un varco che si apre nella cronaca quotidiana e invita a una sosta più meditata: cosa ha rappresentato, per l’Italia, poter contare al Quirinale su una figura capace di custodire la rotta anche quando ogni cosa, intorno, pareva vacillare?

Mattarella è salito al Colle nel 2015, con quel passo discreto e quella sobrietà che hanno accompagnato l’intero arco della sua vita pubblica: dai banchi di Montecitorio ai dicasteri ricoperti, dalla Consulta fino alla più alta magistratura dello Stato. Ma è stato proprio negli anni più aspri che il Paese ha potuto misurarne appieno la statura: la pandemia, con quell’immagine solitaria davanti all’Altare della Patria, destinata a restare negli annali come emblema di un’Italia provata ma non piegata; le crisi di governo succedutesi senza tregua, attraversate sempre con equilibrio istituzionale e senza mai cedere alla tentazione della scorciatoia; lo scenario internazionale, incupito dal ritorno della guerra ai confini d’Europa, affrontato con parole misurate ma inequivocabili. 

In un’epoca in cui la politica sembra spesso rincorrere il clamore e l’urgenza dell’istante, Mattarella ha scelto un’altra via: quella della pazienza, della coerenza, del rispetto per le istituzioni e per chi le abita. Non ha mai cercato la ribalta per sé, ma l’ha impiegata, quando necessario, per richiamare l’Italia ai propri doveri e ai propri valori fondativi.

Per questo, oggi, più che gli auguri di rito, sembra doveroso un semplice grazie. Grazie per aver interpretato il ruolo di garante con discrezione e fermezza a un tempo, per essere stato presenza rassicurante nei momenti di smarrimento collettivo, per aver dimostrato che le istituzioni, quando sono servite con onestà e misura, reggono anche alle prove più severe. Buon compleanno, Presidente.

Venezia83, Buttafuoco: da Ue scelta politica, noi non facciamo politica

Roma, 23 lug. (askanews) – “Un soggetto co-finanziatore si è sfilato senza creare un impatto economico significativo. È un compagno di strada che oggi ci lascia in ragione di un punto tutto politico…. Noi non facciamo politica, non assecondiamo tamburi, siamo chiamati qui alla ricerca nel campo delle arti”.

Così Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, alla conferenza di presentazione della 83esima Mostra internazionale d’arte cinematografica (2 – 12 settembre), riferendosi alla revoca di 2 milioni di euro di fondi europei per la riapertura del padiglione russo.

“Ben tre lettere della Commissione Europea hanno avuto tre dettagliate risposte e ripetevano le stesse domande – ha aggiunto, citando poi il titolo del HuffPost: ‘L’Ue toglie due milioni alla Biennale e dà sei miliardi (in sei mesi) a Putin’…. Ecco dove diventa torbida l’acqua e non è certamente qui”, ha aggiunto.

Decreto Sport, la Camera approva emendamento sulle piscine: obbligo di adeguare sicurezza dei bocchettoni

Roma, 23 lug. (askanews) – L’aula della Camera ha approvato all’unanimità un emendamento dei relatori che prevede un articolo aggiuntivo al decreto Sport, introducendo l’obbligo di sistemi di sicurezza che impediscano il risucchio dei capelli da parte dei bocchettoni per il ricircolo dell’acqua nelle piscine pubbliche o private destinate ad una utenza pubblica. E prevedendo la “chiusura immediata” dell’impianto in caso di inadempienza. Previsti 4 milioni e 725mila euro per l’adeguamento degli impianti pubblici.

La misura arriva dopo una serie di incidenti mortali in piscina che hanno coinvolto minori e che hanno rilanciato la necessità di adottare misure di sicurezza specifiche.

Il Pollino brucia, e con lui la nostra coscienza

Il fuoco e l’abbandono dei territori

Da giorni il fuoco assedia il cuore del Pollino, e lo fa come una febbre che sale di notte e non trova requie: Mormanno, Morano Calabro, Castrovillari, Saracena. Un rosario di nomi che si allunga ora dopo ora, mentre Vigili del Fuoco, Polstrada, Calabria Verde e Protezione Civile combattono una battaglia impari, con i Canadair che fanno la spola dal mare come rondini instancabili, a portare l’unica acqua che può fermare la sete di distruzione delle fiamme. Un’autostrada chiusa, quartieri sotto minaccia, famiglie che vegliano la notte guardando le montagne trasformarsi in torce: questa non è cronaca lontana, è carne viva della nostra gente.

Non possiamo più raccontarci che sia soltanto colpa del caldo. Le alte temperature sono la miccia, non la mano che l’accende. Il fuoco che vediamo sui monti è spesso lo specchio di un fuoco più silenzioso e più antico, che cova da anni sotto la cenere della nostra indifferenza sociale: territori abbandonati, paesi che si spopolano, boschi e terreni agricoli lasciati senza cura perché non conviene più a nessuno prendersene carico. Dove l’uomo si ritira, il degrado avanza come un’ombra, e in quell’ombra prima o poi si insinua chi ne fa bottino, appiccando un fuoco che sa esattamente dove e quando accendere.

Dobbiamo avere il coraggio di porci, come comunità, una domanda che è sociologica prima ancora che morale. Chi trae vantaggio dallo spopolamento delle aree interne, dall’abbandono dei terreni, dalla desertificazione economica e umana di paesi come Mormanno, dove restano sempre meno famiglie a fare da presidio naturale contro l’incuria? Un territorio abitato, curato, vissuto giorno per giorno è un corpo che si difende da solo, come un organismo sano che respinge la malattia. Un territorio svuotato di persone e di futuro è invece un corpo esposto, senza anticorpi, consegnato a chi vuole approfittarsene nel silenzio generale.

Una responsabilità che riguarda tutti

Come pastore di questa terra, non voglio limitarmi a un’omelia di circostanza. Voglio dire una parola che scuota, senza puntare il dito su singoli, ma chiamando in causa una responsabilità collettiva che rischia di assuefarsi al peggio come ci si assuefà a un dolore cronico. Non possiamo continuare a piangere la cenere ogni luglio e dimenticarcene a settembre, quando le prime piogge spengono le fiamme e, con esse, anche la nostra indignazione, pronta a riaccendersi identica l’estate successiva, in un cerchio che sembra non avere fine. Il creato non è un magazzino da svuotare né un fondale da bruciare per interessi estranei al bene comune: è casa che ci ospita, seno che ci ha generato, eredità che riceviamo in prestito e che siamo chiamati a restituire intatta, non incenerita, a chi verrà dopo di noi.

C’è un fuoco più discreto di quello che divora i boschi, ed è quello della solidarietà che si accende quando una comunità si sente minacciata. Non fa notizia come le fiamme, non lascia immagini da telegiornale, eppure è lì, in ogni gesto di chi si mette a disposizione senza clamore, che si misura la vera tenuta di un territorio. È da questo fuoco buono e ostinato che dobbiamo ripartire: non solo per rialzare ciò che le fiamme hanno distrutto, ma per tessere un legame nuovo tra le famiglie di queste terre, perché la fragilità di un territorio si combatte insieme, non da soli.

Custodi, non spettatori

Chiedo a tutti, istituzioni e cittadini, un supplemento di responsabilità: denunciare chi delinque nell’ombra, custodire chi ancora lavora la terra, sostenere chi resiste nei nostri paesi d’alta quota invece di lasciarli morire lentamente di abbandono, molto prima che li finisca il fuoco. La prevenzione non è uno slogan da campagna estiva, è una scelta di civiltà che si semina tutto l’anno, come si semina un campo perché dia frutto.

Il Pollino è radice che nutre da secoli chi vive su questa terra, radice di storia, di identità, di futuro. Non lasciamo che diventi soltanto cenere dispersa dal vento, insieme alla nostra memoria e alla nostra responsabilità di custodi, non di spettatori.

 

Mond. Francesco Savino

Vescovo di Cassano all’Jonio e Vicepresidente della Cei

Mattarella, Schlein: auguri al Presidente, Pd grato per sue parole e atti

Roma, 23 lug. (askanews) – “Al Presidente Mattarella giungano da parte mia e di tutta la comunità del Partito Democratico i più sinceri auguri nel giorno del suo compleanno. Non saremo mai sufficientemente grati per il suo servizio alla Repubblica e alla sua dignità internazionale. Le sue parole e i suoi atti sono e rimangono un riferimento per tutti. E l’affetto del popolo italiano nei suoi confronti ne è la testimonianza più chiara ed evidente”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein.

Trovato l’accordo sul 21esimo pacchetto di sanzioni Ue contro Mosca

Roma, 23 lug. (askanews) – Gli ambasciatori e i rappresentanti permanenti degli Stati membri dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo sul 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia.

Un diplomatico europeo lo ha dichiarato ai giornalisti dopo una riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti (COREPER), riferisce il media Politico.

Secondo quanto dichiarato dal diplomatico europeo, i negoziati su questo pacchetto sono stati difficili, ma tutte le questioni rimaste aperte sono state risolte, consentendo di preservare l’unità dell’Unione europea, proprio come era avvenuto in occasione dell’adozione dei precedenti pacchetti di sanzioni. Il diplomatico ha sottolineato che tutti gli Stati membri dell’UE sono uniti nel desiderio di ulteriori misure decisive per limitare la capacità della Russia di proseguire la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il diplomatico ha inoltre riferito che questo pacchetto di sanzioni rappresenta un ulteriore passo significativo per limitare le capacità dell’economia militare russa. In particolare, ha affermato il diplomatico all’agenzia ucraina, è stato raggiunto un accordo per estendere di altri 12 mesi l’attuale livello del tetto massimo al prezzo del petrolio, il che priverà la Russia di ingenti entrate petrolifere in un contesto di volatilità dei mercati energetici.

Inoltre, è stato raggiunto un compromesso sulla questione ancora irrisolta dei trasferimenti di GNL verso paesi terzi. Pertanto, si applica un’esenzione limitata ai trasferimenti di GNL verso paesi terzi e ai relativi acquisti effettuati nell’ambito di contratti conclusi prima del 24 febbraio 2022. Qualsiasi estensione di tali trasferimenti da parte degli operatori dell’UE è limitata. Il Consiglio riesaminerà l’esenzione annualmente.

Il pacchetto contiene anche il maggior numero di sanzioni individuali incluse in un pacchetto di sanzioni degli ultimi quattro anni. Comprende ampie restrizioni e divieti sulle transazioni che prendono di mira il settore finanziario russo e nuove misure contro le criptovalute. Sono stati inoltre concordati ulteriori inserimenti in elenchi di navi della cosiddetta Flotta Ombra e delle relative entità. Il pacchetto si impegna ad adottare le misure necessarie per limitare i visti agli ex combattenti russi. Include anche nuove restrizioni commerciali che limitano ulteriormente l’industria militare russa.

“Un altro passo decisivo per aumentare la pressione sulla Russia. Il nostro 21º pacchetto di sanzioni colpisce i settori di maggiore impatto: energia, servizi finanziari, criptovalute e commercio”, ha affermato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X.

“Il nostro sostegno all’Ucraina e a una pace giusta e duratura resta incrollabile”, ha affermato il leader europeo.

TIM lancia Priority: una nuova generazione di servizi

Roma, 22 lug. (askanews) – La rete riconosce chi sceglie Priority e gli riserva prestazioni, assistenza e protezione dedicate. Il nuovo modello debutta sulla fibra con WiFi Priority e da ottobre arriva anche sulla rete mobile 5G. La velocità non basta più. Intelligenza artificiale, streaming in alta definizione, cloud gaming, videoconferenze e l’uso contemporaneo di più dispositivi richiedono una connessione stabile, continua e reattiva, soprattutto nei momenti di maggiore congestione. In Italia, negli ultimi anni, il traffico dati è aumentato di oltre il 280% sulle reti mobili e di oltre il 130% su quelle fisse. Con Priority, TIM introduce un cambio di paradigma nel mercato delle telecomunicazioni. Finora l’evoluzione della rete ha reso disponibili prestazioni sempre migliori indistintamente a tutti i clienti. Il nuovo modello aggiunge la possibilità, per chi lo desidera, di scegliere un livello di servizio superiore: la rete riconosce il cliente Priority e gli riserva una gestione prioritaria del traffico per assicurare una qualità più elevata e costante nei momenti e per le applicazioni in cui la prestazione fa la differenza. Una corsia preferenziale digitale che si aggiunge alla qualità del servizio di base.

“Per anni innovare la rete ha significato soprattutto offrire più velocità e più Giga a tutti. Con Priority apriamo una fase nuova: la rete diventa capace di riconoscere chi sceglie un livello di servizio superiore e di mettere a sua disposizione le risorse necessarie quando servono. È un cambio di paradigma che supera la logica del best effort e trasforma la qualità della rete in un’esperienza concreta, scelta dal cliente e garantita da TIM. Priority è il primo passo verso una nuova generazione di servizi costruiti intorno alle diverse esigenze delle persone”, dichiara Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM. Priority nasce come una piattaforma unica destinata a integrare progressivamente tre dimensioni dell’esperienza: connettività, assistenza e protezione. Il percorso parte da Priority connectivity, con servizi sulla rete fissa e mobile, e proseguirà con Priority care, per rendere più rapidi l’attivazione e il supporto, e Priority protection, con funzionalità dedicate alla sicurezza digitale.

L.elettorale, Tajani: su preferenze gruppi Fi decideranno in piena libertà

Milano, 23 lug. (askanews) – “Il testo che è già stato approvato dalla Camera ed è un testo che punta alla stabilità di governo e avere chiaramente una maggioranza in grado di governare perché la stabilità, questo è l’obiettivo principale che ha la riforma della legge elettorale, garantisce gli investitori stranieri, garantisce le imprese italiane che vogliono investire e possono pianificare le loro azioni e questo significa favorire la crescita, favorire il benessere, favorire l’economia. Questo poi è l’obiettivo della stabilità che poi dà anche credibilità a livello internazionale. Poi sul tema delle preferenze ci saranno degli emendamenti, li valuteremo, ne parleremo e i gruppi decideranno in piena libertà sul da farsi”. Lo ha detto il vice premier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, ospite di Rtl 102.5.

“Forza Italia è un partito che è corretto, che ha mantenuto sempre i propri impegni, se ci sono stati franchi tiratori ci sono stati in tutti i partiti, non è che sono stati di Forza Italia, bisogna dire la verità perché è falso dire che i franchi tiratori sono di Forza Italia. Ci sono stati dei parlamentari che non hanno votato secondo quanto deciso dalla riunione del gruppo parlamentare, ma questo è accaduto anche nei gruppi parlamentari di altre forze politiche del centrodestra, quindi è una responsabilità di tutti, non devono accadere queste cose, però è accaduto e insomma si va avanti e questo è il punto”, ha concluso Tajani.

Lavrov a Rubio: "inammissibili" altri rifornimenti di armi a Kiev

Roma, 23 lug. (askanews) – Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il segretario di Stato americano Marco Rubio si sono incontrati a Manila a margine del vertice dell’Asean.

L’incontro è durato 35 minuti. Si è trattato del quarto incontro di persona tra i due ministri degli Esteri; il precedente si era svolto a New York alla fine di settembre.

Il ministro degli Esteri russo ha informato il Segretario di Stato americano Marco Rubio sulla situazione sulla linea di contatto in Ucraina, ha dichiarato oggi il ministero degli Esteri russo, sostenendo l’inammissibilità di ulteriori rifornimenti di armi a Kiev. “Durante la discussione sulle questioni ucraine, Sergey Lavrov ha informato la sua controparte americana sulla reale situazione lungo la linea di contatto e ha sottolineato l’inammissibilità di un ulteriore rifornimento di armi al regime di Kiev e delle politiche generalmente destabilizzanti dei paesi europei che continuano a cercare di infliggere una ‘sconfitta strategica’ alla Russia”, ha dichiarato il ministero in un comunicato stampa al termine dell’incontro.

Il ministero ha inoltre affermato che Lavrov ha confermato la disponibilità della Russia a una soluzione politica e diplomatica del conflitto in Ucraina, nonché l’impegno della Russia nei confronti delle proposte avanzate dagli Stati Uniti in Alaska.

Tra le altre cose, Lavrov e Rubio hanno discusso della situazione nel Golfo Persico, si legge nel comunicato.

L’orrore di una morte inaccettabile, l’errore di una piazza fuori controllo

La morte di Abderrahim Fakir in quel di Bologna ha scatenato un vocabolario degno di uno scenario di guerra. Si parla di regole di ingaggio eventualmente trasgredite, di linee guida sul contenimento a terra dei soggetti esagitati, di una circolare in cui raccomanda “qualora il soggetto mostri segno di malessere, di allentare la presa immediatamente, di mettere sul fianco la persona verificando che sia nella condizione di respirare”. La notizia naturalmente è passata subito in secondo piano perché la scena è stata conquistata da Lepore, il Sindaco di Bologna, che ha inteso promuovere all’istante una manifestazione, per così dire, di solidarietà verso la vittima dell’azione di fermo della Polizia che ha portato purtroppo alla sua morte.

Tutti pazzi per la piazza

La magistratura farà le sue indagini e accerterà eventuali responsabilità. Il fatto di oggi è il richiamo alla piazza che ha registrato una settantina di poliziotti feriti e devastazioni varie per la città. Salvini richiama l’esigenza che chiunque promuova delle manifestazioni versi una cauzione a garanzia di eventuali danni prodotti dall’evento in programma. I promotori dovrebbero in questo caso probabilmente attrezzarsi con assicurazioni a tutela e servizi d’ordine per premunire squassi vari in giro per le strade. Non sarà semplice.

Lepore ha dichiarato, in sostanza, che non bisogna fare di tutta un’erba uno sfascio, che bisogna saper distinguere, di essere prudenti nelle analisi dei fatti e che a Bologna ci sono state due piazze ma solo una rappresenta la città. I malfidati commenterebbero un quasi a dire che ho una moglie ed un’amante ma la seconda faccio finta non ci sia. Qualcuno altro direbbe che stessa accortezza e attenzione avrebbe dovuto essere applicata prima di promuovere marce per la città, insomma di non essere avventati. Ci sono profili di opportunità che forse avrebbero suggerito di non dar luogo, sull’onda di una possibile emotività, a nessun richiamo al popolo per protestare ancor prima che la giustizia verifichi l’andamento dei fatti.

La cultura del sospetto

Se si accertasse in futuro l’assenza di ogni responsabilità delle agenti di Polizia, la manifestazione di lunedì scorso non avrebbe avuto alcun senso ed anzi sarebbe ingiustificabile ed anche dal sapore di ridicolo. Di tenore e forma diversa allora avrebbe dovuto essere la sacrosanta costernazione e il cordoglio per la morte del povero Fakir, avvenuta in quel della zona Pilastro.

Forse, prima di dare vita a cortei per chiedere la verità sull’accaduto e la revoca dello scudo a tutela dei poliziotti, si dovrebbe attendere l’esito delle indagini. Così non facendo, si percepisce un pregiudizio nei confronti della verità ed anche di chi la debba sentenziare. Ciò non è bene: istituzioni come Magistratura e Polizia sono un “pilastro” da non far traballare. Sembra peraltro siano previste altre iniziative di massa nei prossimi giorni.

La lezione della Storia e la legge della giungla

La cronaca racconta dunque invece di un letto a due piazze che ha provocato, gioco forza, conflitti e tensioni così che gli amministratori di una città non possono far finta di non aver potuto prevederne i rischi. Nel film “Nell’anno del Signore” il Cardinale Rivarola con cinico pragmatismo ricorda ad un frate che invocava giustizia per due patrioti carbonari che “Il popolo non è cattivo, soltanto bisogna capirlo, povera gente. Roma è diventato un mortorio, non succede mai niente, tutti a sbattersi il petto, tutti a piangere. E allora anche una esecuzione di giustizia perlomeno è una cosa nuova, uno spettacolo, un divertimento…In tutti i tempi, la ferocia è sempre stata il sollazzo del popolo e se uno gliela nega, la manda per le lunghe, si capisce che il popolo si ribella. Per cui mi sembra arrivato il momento di accontentare il popolo…”. 

Insomma ogni tanto far sfogare il popolo può essere un utile stratagemma per tenerlo sopito, trovare subito a monte un capro espiatorio per una morte di cui non sono ancora chiare le cause è strategia che può dare i suoi frutti. Quello corrente non è il tempo dell’attesa ma di un click sui social. Lepore è stato istantaneo, il lemure si muove agile nella giungla anche cittadina ed è un animale da apprezzare, il bradipo non fa per Bologna la grassa.

"Dalí e la Moda" in mostra a Palazzo Reale a Milano da settembre

Milano, 23 lug. (askanews) – Palazzo Reale aspetta Salvador Dalí. Dal 24 settembre è in cartellone la mostra “Dalí e la Moda”, aperta poi fino al 31 gennaio 2027, dedicata per la prima volta all’influenza di Salvador Dalí sul mondo della moda e al ruolo decisivo che quest’ultima ebbe nella costruzione del suo universo creativo. Un progetto espositivo di respiro internazionale che inaugura in occasione della Milano Fashion Week 2026 e riunisce capolavori, abiti, fotografie, gioielli, filmati e documenti provenienti dalle più importanti collezioni e istituzioni museali del mondo.

La mostra è promossa dal Comune di Milano – Cultura, organizzata e prodotta da Palazzo Reale, MondoMostre e Civita Mostre e Musei, in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia e della Camera Nazionale della Moda Italiana e con la media partnership di Vogue Italia e StreetVox come Official OOH partner. La mostra è realizzata grazie a Enel, main partner, Fineco, premium partner, con la sponsorizzazione tecnica di Bonaveri e Novacolor e con Vivaticket Official Ticketing Partner.

L’esposizione nasce grazie alla collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, massima istituzione scientifica dedicata alla tutela, allo studio e alla valorizzazione dell’opera dell’artista e creata dallo stesso Dalí, sotto la direzione scientifica di Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalí, con la curatela di Laura Bartolomé, vicedirettrice Ricerca e Progetti e di Judith Clark, storica della moda e professoressa presso la University of the Arts di Londra, e con il contributo delle curatrici senior Lucia Moni e Bea Crespo, sempre di Fundació Gala-Salvador Dalí.

La mostra riunisce oltre 200 opere e documenti – dipinti, disegni, fotografie, abiti, filmati, gioielli e oggetti – la maggior parte dei quali provenienti dalle tre più grandi collezioni di opere di Dalí al mondo: la Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres, il Dalí Museum di St. Petersburg (Florida) e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía. A questi si aggiungono gli archivi storici delle maison Schiaparelli, Chanel, Dior e Rabanne. A quasi quarant’anni dalla storica mostra “Surrealism and Fashion” del Fashion Institute of Technology di New York, “Dalí e la Moda” propone una nuova lettura delle relazioni tra surrealismo e cultura materiale, restituendo la complessità di un artista che non ha semplicemente influenzato la moda, ma ne ha anticipato alcune delle questioni più attuali: la costruzione dell’identità, la spettacolarizzazione dell’immagine, il dialogo tra arte e consumo e il potere della creatività di reinventare il reale. La mostra approfondisce anche il suo coinvolgimento con il sistema della moda e la sua straordinaria capacità di intuirne e sfruttarne in anticipo le dinamiche, dalle vetrine alle campagne pubblicitarie fino alle pagine e alle copertine di Vogue. Più che una mostra sulla moda, Dalí e la Moda è un’esplorazione della modernità attraverso lo sguardo di uno dei suoi interpreti più radicali.

La mostra è accompagnata da un volume a cura di Skira Editore.

Andy Burnham, nuovo premier del Regno Unito

Da oltre un quarto di secolo in Italia (e non solo) siamo avvezzi ai partiti personali. Partiti di nome, in realtà comitati elettorali e “cordate”. Non è, dunque, l’anglofilia che mi spinge a sottolineare come nel Regno Unito la stessa forza politica, il Labour, dimessosi un premier, Keir Starmer (lo stesso nome del padre del laburismo britannico, J. Keir Hardie, 1856-1915, «un protestante convinto che vedeva nel socialismo la trasposizione sociale del cristianesimo nell’era industriale», come ci ricorda Paolo Ricca), scelga un nuovo leader e, di conseguenza, un nuovo premier, Andy Burnham, già sindaco della Grande Manchester, nel North West England. Va ricordato che Manchester non è una città qualsiasi, no: è la culla della prima rivoluzione industriale, quella del XVIII secolo, legata all’attività tessile e alle innovazioni tecniche a essa relative.

Ecco, è eloquente più di cento discorsi: sia il predecessore sia l’attuale Primo ministro, in modi diversi, incarnano una continuità storica quasi di “lunga durata”, risalente addirittura a tre secoli or sono. La forza dei simboli!

Attenzione, non si può sostenere che Londra non sia attraversata e scossa dai possenti fenomeni che percorrono l’Europa e l’Occidente, riassumibili forse nel vocabolo post-democrazia. E tuttavia li fronteggia diversamente, forte anche di un’eredità storica che, fuor di retorica, risale almeno alla Magna Charta Libertatum, all’habeas corpus, alla rivoluzione di Oliver Cromwell.

E vi è anche del paradossale. Capitava, infatti, che i soggetti politici italiani del Novecento, non di rado iperideologici, attribuissero a quelli britannici una certa “superficialità”, una certa “labilità” culturale. Proprio quello spirito empirico, invece, consente loro di tener testa ai populismi e alle derive di ogni tipo.  

L’autocrazia sovrano-populista opprime la democrazia e il riformismo politico

  1. Epicheia, legge e bene comune
    C’è un’assenza grave, che diviene allarmante e pericolosa per una democrazia: l’assenza del senso di epicheia, virtù morale dell’uomo, del senso dell’etica, assenza del senso di ciò che definisco ordine morale di ogni coscienza cosciente. Epicheia non è un generalizzato atteggiamento di benevolenza, cioè non consiste nel chiudere un occhio. Epicheia, nel senso aristotelico e tomista, tende a scomparire perché viene sostituita dall’interpretazione della legge e dalla dispensa espressa o tacita. L’epicheia, inoltre, acquista una valenza fortemente polemica nel pensiero di Guglielmo di Ockham, avversario del potere pontificio e sostenitore della causa imperiale. Per la vis polemica di Ockham, funzione principale dell’epicheia è liberare il soggetto dall’osservanza della legge – e trovo una certa sintonia con il tempo attuale. Il motivo fondamentale è che per Ockham, compito dell’equità non è più la ricerca della giustizia, la volontà da parte del soggetto di farsi giusto, il che giustificherebbe la qualifica dell’equità come virtù, ma il discernimento dei casi in cui “leges sunt servandae” o meno. 

Non più dunque, come per l’Aquinate, come applicare la legge, ma se applicarla o no. L’equità non più dunque come valore morale, ma al più come valore politico.

Il bene comune è sempre l’oggetto dell’intenzione del legislatore. La legge è fondamentalmente opera della ragione, e in virtù della sua razionalità mirante al bene comune obbliga le coscienze e, con s. Tommaso, non può non intendersi la legge come ordinatio rationis ad bonum commune. Pertanto urge, nel tempo reale attuale, un’inversione di tendenza e applicazione pratica dell’epicheia nel senso aristotelico e tomista, ciò non può che fare bene al bene comune, al legislatore a vantaggio del valore morale per la communis utilitas, piuttosto che per la personale utilitas.
La politica è una vocazione, non un passatempo per dilettanti temerari. L’eloquenza, nutrita di filosofia, è costruzione di pensiero che porta coerenza, dato valoriale, contenuti ideali, visione che matura e alimenta la speranza di un riformismo politico compiuto e, in esso, un modello di uomo politico la cui capacità di governo è fecondata da una ricca e profonda analisi filosofica. In questa visione è la Persona al centro del servizio della politica, con il desiderio di edificarne talento e virtù.

  1. Populismo, demagogia e delegittimazione delle istituzioni
    Tuttavia, assistiamo a un tipo di politica ‒ nazionale, Governo/Parlamento, e locale, Regione/Province/Comuni ‒, confusa e arrivista, atta a innescare futili diatribe, un sistema perfido di approccio sociale con cui, individuati i nemici nelle istituzioni rappresentative, rivolge a essi il proprio attacco di discredito, facendo leva sul Popolo presentato come vittima innocente delle istituzioni, rispetto ai privilegi che nutrono gli ambienti rappresentativi. 

Appare manifesta una certa abilità di populisti e sovranisti, dei loro rappresentanti, ad assicurarsi una parvenza di difensori del Popolo, raggirandoli con discorsi ingannevoli, con campagne di incoerenza e diffamatorie e, quindi, spingendo il popolo stesso ad agire contro i propri interessi. Vedi questione giustizia, legge elettorale, sicurezza. Per pungolare, di volta in volta si alimenta magari odio verso gli immigrati, dimentichi che l’uomo nasce viator; si fanno promesse irrealizzabili; si alimenta un credo privo di fondamento narrando storie infondate, utili però ai circoli del potere malsano, tutte tecniche di comunicazione conosciute sin dai tempi dell’antica Grecia, e già allora venivano viste come una degenerazione della democrazia.

È accaduto che pazzi demagoghi e populisti riuscissero a coniugare la capacità di farsi trascinatori e di portare l’elettorato dalla propria parte, facendo leva su paure, pregiudizi, sulla convinzione della superiorità, della purezza della razza. Per non dimenticare, si pensi al movimento völkisch nella Germania, volano del nazismo, al People’s Party negli USA, al Narodnaja Volja russo, al fascismo in Italia, al poujadismo francese di Poujade, al populismo argentino di Perón, a quello brasiliano di Vargas, al socialismo bolivarista di Chávez, alle attuali destre europee degli italici Meloni/Salvini/Vannacci, della francese Le Pen, dell’olandese Wilders, dell’austriaco Strache, del finlandese Soini, del polacco Kaszynski, alla fluttuazione di Podemos e dei 5 Stelle.

Una società e le sue Istituzioni che non reagiscono davanti alle ingiustizie, peggio le cavalcano avanzando assurde ipotesi di ‘richiesta di grazia’, o assumendo posizioni insensatamente liberticide a prescindere dal crimine commesso, magari anche omicidi, esigendo impunità, delegittima giudici che compiono il loro dovere di applicazione della legge. L’assurdo è avallare, quasi legalizzare un omicidio, vedi caso Roggero, facendone un caso di schizofrenia nazionale che tende a legittimare ciò che nel caso di specie non sussiste, poiché non si è trattato di legittima difesa ma di raccapricciante assassinio. Altrettanto raccapricciante è assistere e causare la morte di un indifeso, vedi caso Fakir, il suo doloroso grido di aiuto è rimasto inascoltato. Un tale orribile agire inclina la fiducia nelle Istituzioni, genera insicurezza sulla sussistenza di uno stato di diritto.

  1. Un centro popolare per ricostruire il riformismo
    In uno stato civile, le sue massime rappresentanze politiche dal Presidente del Consiglio Meloni, al vice Salvini e soci della sempre più imbarazzante politica nostrana, non si possono permettere di travisare una legge la cui applicazione ha emesso sentenza. Addirittura populisti/sovranisti offrono candidature politiche a chi agisce ingiustamente e sembra che se sono galeotti, assassini, criminali, delinquenti disonesti senza scrupoli la politica malata li arruola come se fosse nota talentuosa. Sostituirsi poi, già nell’intenzione della grazia, al Presidente della Repubblica rende chiara la posizione di questa tendenza de-istituzionale italiana: confondere e dirigere a un potere di democratura sempre più praticata.

Un impegno politico non sorretto da valori interiori è debole, mediocre. Bisogna penetrare con coraggio la politica di fervori etici, i soli che danno fondatezza all’evoluzione sociale. Per cambiare una società occorre spronare la coscienza della società al cambiamento. Coscienza, nel senso inteso da Tommaso d’Aquino: conoscenza! La politica non può limitarsi all’ambito delle ‘annunciazioni’, dell’apparire, come fosse su una vetrina, passerella di moda, poiché tanto a destra come a sinistra si vaneggia per incompetenza. Diventa sempre più impellente la necessità di una pietra d’angolo, un centro politico Popolare atto a “coordinare” un sano riformismo di servizio al Paese e al Popolo. Urge, dunque, epicheia come valore morale, atta a spronare la coscienza sociale a conoscere, costruire sulla verità, sulla coerenza resa edotta, vigile, partecipe.

L’identità che unisce. Dalla Costituzione italiana all’Europa del Bene Comune

L’identità come patto di valori 

Viviamo un tempo in cui la parola identità è diventata uno dei termini più utilizzati e, nello stesso tempo, più fraintesi del dibattito pubblico. C’è chi la riduce a una questione di appartenenza geografica, chi la trasforma in uno strumento di contrapposizione politica, chi la interpreta come difesa da ciò che è diverso.

Eppure, se torniamo alle radici della nostra cultura costituzionale ed europea, scopriamo un significato molto diverso.

L’identità non nasce dall’esclusione, ma dal riconoscimento di ciò che ci rende comunità. La Costituzione italiana offre una risposta straordinariamente moderna. Non definisce l’identità nazionale attraverso criteri etnici, religiosi o culturali, ma attraverso un patto di valori condivisi. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona, richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, promuove l’uguaglianza sostanziale e favorisce la partecipazione di tutti alla vita del Paese.

L’identità italiana è, prima ancora che una storia comune, una responsabilità comune. È un progetto aperto, che chiede ai cittadini di contribuire quotidianamente alla costruzione della Repubblica.

Dalla Costituzione all’Europa dei valori

Questa visione trova una naturale continuità nell’Unione Europea.

L’articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea richiama il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani come valori fondanti dell’intera costruzione europea. La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione pone al primo posto la dignità della persona, riconoscendola come fondamento di ogni diritto.

Anche qui l’identità non coincide con un confine. Coincide con un insieme di valori che permettono a popoli diversi di costruire un destino comune.

La sfida del Bene Comune in un mondo interdipendente

È questa forse la sfida più difficile del nostro tempo.

Viviamo in una società caratterizzata da grandi trasformazioni tecnologiche, migrazioni, crisi geopolitiche, cambiamenti climatici e profonde disuguaglianze economiche. Di fronte a queste sfide cresce spesso la tentazione di rifugiarsi in identità chiuse, incapaci di dialogare.

Ma nessuna nazione europea può affrontare da sola problemi che hanno ormai una dimensione globale.

L’identità nazionale e quella europea non sono in competizione. Sono livelli diversi di una stessa responsabilità.

Allo stesso modo, anche l’identità europea trova il suo senso solo se riesce a dialogare con una più ampia identità umana.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ci ricordano che esistono beni che appartengono all’intera umanità: la pace, la salute, l’ambiente, la dignità del lavoro, la conoscenza, la giustizia tra le generazioni.

In questa prospettiva il Bene Comune non rappresenta un ideale astratto, ma il criterio attraverso il quale valutare le politiche pubbliche. Una politica realmente orientata al Bene Comune non si limita a gestire emergenza.

Misurare la qualità della democrazia

Resta però una domanda che la politica non può più rinviare. Se la qualità di una democrazia si misura dalla capacità di promuovere la dignità della persona, rafforzare la partecipazione dei cittadini, costruire fiducia nelle istituzioni e generare Bene Comune, come possiamo valutare concretamente tutto questo?

Per troppo tempo abbiamo misurato quasi esclusivamente la crescita economica, trascurando ciò che rende una società davvero coesa, giusta e capace di futuro. È giunto il momento di dotarci di strumenti che rendano visibili anche il valore umano, sociale e relazionale prodotto dalle politiche pubbliche.

Perché ciò che non si osserva non si governa. E ciò che non si misura difficilmente si migliora.

È da questa domanda che prenderà avvio la prossima riflessione: come misurare concretamente la qualità della democrazia, della partecipazione e del Bene Comune, affinché i principi della Costituzione e dell’Europa dei valori possano tradursi in risultati tangibili per le persone e per le comunità.

L’Argentina nella strategia internazionale dell’Italia di De Gasperi

Le relazioni tra Italia e Argentina nel secondo dopoguerra rappresentano ancora oggi uno dei temi meno esplorati della storiografia sulle dinamiche internazionali della transizione postfascista. Se gli studi hanno privilegiato il fenomeno migratorio quale principale chiave interpretativa del rapporto tra i due Paesi, minore attenzione è stata riservata al ruolo strategico che l’Argentina assunse nella politica estera italiana negli anni cruciali della ricostruzione democratica e del reinserimento dell’Italia nel nuovo ordine internazionale.

Questo volume propone una rilettura innovativa di quella stagione, dimostrando come il legame italo-argentino non possa essere compreso esclusivamente attraverso la storia dell’emigrazione, ma debba essere interpretato come un laboratorio cruciale della politica estera degasperiana tra il 1944 e il 1949. Attraverso un’ampia e originale ricognizione di fonti diplomatiche, parlamentari, giornalistiche e private, la ricerca ricostruisce l’intreccio tra iniziativa politica, azione diplomatica, opinione pubblica e protagonismo delle collettività italiane d’Argentina, restituendo la complessità di una relazione fondata su interessi economici, solidarietà culturale e convergenze strategiche.

L’indagine mostra come, prima del definitivo consolidamento dell’orizzonte atlantico, l’Argentina costituisse per l’Italia un interlocutore privilegiato per affrontare le emergenze della ricostruzione economica, dell’approvvigionamento alimentare e della riabilitazione internazionale. In questa prospettiva, la categoria della “latinità” emerge non soltanto quale riferimento identitario e culturale, ma come autentica risorsa geopolitica, capace di orientare le scelte della classe dirigente italiana e di offrire un’alternativa, seppur temporanea, ai nuovi equilibri della guerra fredda.

Il volume invita così a riconsiderare la centralità dell’Argentina nella definizione della strategia internazionale dell’Italia repubblicana, retrodatando agli esordi della transizione democratica un interesse destinato a lasciare un’impronta significativa nella politica estera nazionale. Ne emerge una rilettura che amplia significativamente gli orizzonti della storiografia sulle relazioni italo-argentine e, più in generale, contribuisce al dibattito sulla collocazione internazionale dell’Italia nel secondo dopoguerra, offrendo nuovi strumenti per comprendere il rapporto tra diplomazia, migrazioni, identità nazionale e costruzione dell’ordine internazionale.

 

[Fonte: Fondazione De Gasperi – https://mailchi.mp/fondazionedegasperi.org/xne3pej40s-6752939?e=9f0677de84]

Conte: “Governo blocca Italia, si ferma per proteggere amichetti partito”

Roma, 22 lug. (askanews) – “Questo è diventato il governo blocca Italia. Il governo si ferma e blocca i lavori parlamentari per discutere di come acconciare una legge elettorale per perpetuare il potere di chi sa che lo sta perdendo e che si ferma addirittura per proteggere gli amichetti di partito e noi non possiamo permettere che il Parlamento sia ridotto a colle Oppio”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte durante una conferenza stampa organizzata per commentare il no della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera alla richiesta di acquisizione da parte della Procura di Roma delle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, coinvolto in un’inchiesta per riciclaggio e false intestazioni.

“Tra l’altro non hanno tratto nessun insegnamento dal referendum sulla giustizia. 15 mila di voti dei cittadini sono passati invano – ha aggiunto – Questo significa esibire una spocchia, un’arroganza, un’improntitudine che merita assolutamente una forte risposta da parte nostra, da parte delle forze di opposizione , da parte delle milioni di energie, quelle più sane della società”.