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Vecchioni (BF): dal Congo parte il piano delle 20 model farm

Jolanda di Savoia, 16 lug. (askanews) – “Oggi presentiamo con la Repubblica del Congo la nostra prima BFuture Farm, il modo in cui realizziamo la replica di quello che è stato il progetto Italia. E’ un obiettivo importante quello di oggi, che dà il via alle 20 model farm che BF realizzerà in più continenti, di cui le prime saranno tutte all’interno del continente africano”. Lo ha detto Federico Vecchioni, presidente esecutivo di BF Spa e amministratore delegato di BF International, a margine dell’evento ‘Bienvenue à la BFuture farm en République du Congo’ nella sede di Bf Spa a Jolanda di Savoia (Ferrara).

“Com’è stato anche in Italia, quando una grande impresa agroindustriale riparte, la comunità ha grandi occasioni di formazione, di crescita delle persone”, ha aggiunto Vecchioni, indicando “scuole, centri di formazione, centri di assistenza sanitaria” come parte di “un miglioramento delle condizioni di vita e una comunità socioeconomica che cresce insieme”. Le vere e proprie infrastrutture, ha spiegato, vanno “dalla produzione delle sementi fino al prodotto alimentare per la distribuzione”, realizzando innovazione tecnologica e coltivazione delle terre in concessione per i mercati locali.

Premio maggioranza e liste bloccate, cosa prevede la riforma elettorale Meloni

Roma, 16 lug. (askanews) – Un sistema “misto”, proporzionale con premio di maggioranza, e parlamentari eletti attraverso le liste bloccate. A meno di dieci anni dall’ultima riforma elettorale – il cosiddetto “Rosatellum” – cambia di nuovo la modalità di eleggere Camera e Senato. Ecco le novità previste dalla legge elettorale Bignami – dal nome del primo firmatario del testo, il capogruppo Fdi a Montecitorio – che oggi ha ottenuto il via libera della Camera e passa ora all’esame del Senato.

PREMIO DI MAGGIORANZA. È fisso, cioè consiste in un numero predeterminato di seggi – 70 alla Camera e 35 al Senato – assegnato, in entrambe le Camere, alla lista o coalizione di liste vincitrice che abbia ottenuto almeno il 42 per cento dei voti in ciascuna della due Camere. In assenza di tali presupposti – anche solo in una Camera – il premio non viene assegnato in nessuna delle due Camere e anche i seggi del premio vengono ripartiti in maniera proporzionale.

TETTO AI SEGGI. I seggi del premio di maggioranza si sommano a quelli che il vincitore ha ottenuto con la parte proporzionale ma la legge stabilisce un tetto massimo: alla Camera 220 seggi, al Senato 113. Nel caso di superamento del tetto, i seggi eccedenti sono sottratti alla lista assegnataria del premio nella parte proporzionale. Dal tetto massimo sono esclusi i seggi degli eletti all’estero (8 deputati e 4 senatori).

LISTE BLOCCATE. Vengono soppressi i collegi uninominali. Non viene prevista la possibilità di un voto di preferenza. Sulla scheda l’elettore troverà solo liste bloccate: quelle presentate, eventualmente in coalizione tra loro, dai singoli partiti a livello di ciascun collegio plurinominale (un numero massimo di sei candidati accanto a ogni simbolo) e quelle presentate dalle liste singole o dalle coalizioni di liste a livello circoscrizionale per l’eventuale attribuzione del premio. Queste ultime liste, in caso di coalizione, sono le stesse per tutte le liste coalizzate: la composizione del cosiddetto “listone” – che entra in blocco in caso di vittoria del premio di maggioranza – è demandata ad accordi interni alle coalizioni.

SBARRAMENTO. Lo sbarramento resta al 10% per le coalizioni di liste e al 3% per le liste singole o coalizzate, salvo il ripescaggio, per ogni coalizione di liste, della prima lista coalizzata rimasta al di sotto di tale soglia.

NORMA ANTI-FRAMMENTAZIONE. Non concorrono alla determinazione della cifra elettorale nazionale di coalizione i voti espressi a favore delle liste collegate che non superano lo sbarramento del 3% e che non siano la lista del miglior perdente.

INDICAZIONE DEL PREMIER. Le forze politiche devono indicare nel programma elettorale il nome e il cognome della persona proposta per l’incarico di presidente del Consiglio, nel rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica in merito alla nomina dei membri del Governo e di quanto disposto dall’articolo 67 della Costituzione, ovvero che ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. In caso di coalizione, la persona proposta è la stessa per tutte le forze politiche coalizzate. Il nome e il cognome del premier non compaiono sulla scheda elettorale. La mancata indicazione del nominativo produce, come già previsto per la mancata presentazione del programma, l’inammissibilità delle liste.

CANDIDATURE. La legge prevede l’obbligo della presentazione di liste in almeno un terzo delle circoscrizioni alla Camera per poter partecipare alle elezioni. Inoltre, il candidato nelle liste circoscrizionali presentate per l’attribuzione del premio di governabilità è tenuto a candidarsi in almeno uno dei collegi plurinominali della circoscrizione in cui è stata presentata la lista circoscrizionale in cui è candidato, in una delle liste collegate, nella posizione di capolista.

RACCOLTA FIRME. Saranno esonerati dalla raccolta firme necessaria per la presentazione delle liste i partiti che hanno un gruppo parlamentare, in almeno una delle due Camere, costituito entro il 31 dicembre 2025. La norma ‘salva’ dalla raccolta firme gruppi come Azione, Avs, Noi Moderati mentre lascia fuori Futuro Nazionale di Vannacci, Più Europa e il Partito Liberaldemocratico di Marattin. Bocciata la possibilità di raccogliere le firme in modalità digitale come avviene per i referendum.

ITALIANI ALL’ESTERO. È stato introdotto un articolo che affida al governo il compito di aggiornare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della nuova legge elettorale, il regolamento attuativo della legge Tremaglia per apportare le modifiche necessarie a garantire la libertà, la sicurezza e la segretezza del voto degli italiani all’estero.

CIRCOSCRIZIONI ESTERO. Sono ridotte da quattro a due le ripartizioni geografiche per l’elezione della Camera dei deputati (Europa e Americhe-Asia-Oceania-Antartide) e da quattro a una al Senato denominata circoscrizione Estero.

VOTO AI FUORI SEDE. Viene istituito presso l’ufficio elettorale di ciascun comune, l’elenco degli elettori fuori sede ammessi a votare nel comune di temporaneo domicilio per le elezioni della Camera e del Senato, per il Parlamento europeo e per i referendum. Entro il 31 dicembre di ciascun anno gli elettori che per motivi di studio e di lavoro sono temporaneamente domiciliati in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune di iscrizione elettorale, possono chiedere l’iscrizione nell’elenco per votare per le elezioni previste nell’anno successivo nel comune di temporaneo domicilio se la durata della permanenza prevista in quest’ultimo è di almeno 9 mesi. Gli elettori che hanno maturato i 9 mesi dopo la data del 31 dicembre, entro trenta giorni dalla data in cui i requisiti di fuori sede vengono soddisfatti e comunque non oltre il quarantacinquesimo giorno precedente alla data delle elezioni, possono chiedere di essere iscritti nell’elenco dei fuorisede dove sono domiciliati. Disciplina a parte per gli elettori che sono lontani dal comune di residenza per motivi di salute. Se ricevono assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico in una regione diversa da quella di residenza per un periodo di almeno tre mesi durante il quale ricade la data delle elezioni possono richiedere, non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente il voto di essere iscritti nell’elenco dei fuorisede per votare nel comune di temporaneo domicilio.

Congo, Okemba: in due anni Italia secondo partner del Paese

Jolanda di Savoia, 16 lug. (askanews) – “Siamo in una nuova epoca, tale per cui oggi l’Italia è diventata il secondo partner bilaterale del Congo, in due anni”. E’ un risultato “enorme”. Lo ha detto Henri Okemba, ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica del Congo in Italia, a margine dell’evento “Bienvenue à la BFuture farm en République du Congo” organizzato nella sede di BF a Jolanda di Savoia (Ferrara). L’ambasciatore ha legato il risultato al Piano Mattei, “concepito essenzialmente in direzione dei Paesi africani, e il Congo ha risposto presente”.

La realizzazione del progetto agricolo con BF, “il più grande gruppo italiano nel settore agricolo, quotato in borsa”, ha proseguito Okemba, “è un richiamo importante verso altri investitori italiani”: serve a “far vedere che ci si può fidare del Congo, che gli investitori italiani possono venire in Congo, assumersi dei rischi e portare avanti i loro programmi”. Nell’ambito del Piano Mattei sono stati avviati “un vasto programma nel settore della sanità, nove ospedali che stiamo riabilitando” e la linea elettrica tra Pointe-Noire e Brazzaville, oltre a due grandi progetti sul cacao.

L.elettorale, proteste in aula Camera opposizioni: "Meloni ha fallito"

Roma, 16 lug. (askanews) – “Legge truffa”, “Meloni ha fallito”, “legge incostituzionale”, “Maggioranza a casa”. Sono i cartelli esposti dalle opposizioni in aula alla Camera poco prima del voto finale sulla legge elettorale. Tra urla e “buffoni, buffoni”, i commessi sono intervenuti a fatica per togliere i cartelli e riportare l’ordine. Il più animato Riccardo Magi di più Europa che ha anche sventolata davanti ai banchi del governo una enorme scheda elettorale con la scritta “il tuo voto non conta”. Ne è nato un alterco anche con alcuni deputati di Forza Italia che ha richiesto un nuovo intervento dei commessi e del presidente della camera Lorenzo Fontana che lo ha richiamato all’ordine.

Bad Bunny sta per conquistare Milano, cresce l’attesa dei fan

Milano, 16 lug. (askanews) – Cresce l’attesa dei fan, mancano poche ora all’arrivo di Bad Bunny a Milano. L’icona globale della musica latina e tra gli artisti più influenti del panorama musicale mondiale, sarà in Italia con due appuntamenti, entrambi sold out, del DeBÍ TiRAR MáS FOToS WORLD TOUR.

La superstar multiplatino, salirà sul palco dell’Ippodromo SNAI La Maura di Milano venerdì 17 e sabato 18 luglio per due serate che si preannunciano memorabili. Con un totale di 157.000 biglietti venduti in meno di 4 ore i due concerti milanesi si confermano infatti tra gli eventi live più attesi dell’anno.

Con il DeBÍ TiRAR MáS FOToS WORLD TOUR, Bad Bunny porterà a Milano il suono e l’identità di Porto Rico, trasformando l’Ippodromo Snai La Maura in un grande palcoscenico dedicato alla musica latina e alla cultura portoricana. Uno show energico, capace di unire migliaia di fan in un’atmosfera di festa collettiva, dove la musica diventa uno strumento di celebrazione, condivisione e orgoglio culturale.

Sul palco, Bad Bunny porterà i brani che lo hanno consacrato come una delle più grandi star della musica mondiale, insieme alle tracce del suo ultimo album DeBÍ TiRAR MáS FOToS, uscito nel 2025. Il progetto, ad ora, ha raggiunto nel mondo 19,2 miliardi di stream complessivi ed è stato certificato 4X platino in Italia. La scaletta includerà le hit contenute nell’album, tra cui “DtMF” (2X platino), “NUEVAYoL” (1X platino), “BAILE INoLVIDABLE” (1X Platino), “VOY A LLeVARTE PA PR” (1X oro), “EoO” (1X oro) e “CAFé CON RON” (1X oro). Radio 105 è radio partner ufficiale dei live. Orari show day 14:30 – Early Entry 15:00 – Apertura porte 19:00 – Chuwi 20:00 – Bad Bunny

Bad Bunny, all’anagrafe Benito Antonio Martínez Ocasio, è l’artista del momento, ha scalato tutte le classifiche, vinto sei GRAMMY® ed è una delle figure più influenti della musica e della cultura globale contemporanea. La sua capacità di abbattere barriere linguistiche, ridefinire i confini dei generi musicali e sfidare le convenzioni culturali lo ha trasformato in un’icona mondiale. Artista più ascoltato al mondo su Spotify per tre anni consecutivi (2020-2022), Bad Bunny ha stabilito alcuni dei più importanti record della musica dal vivo, tra cui il primato di tournée con il maggior incasso annuale, grazie a oltre 435 milioni di dollari generati in un singolo anno e più di 2,4 milioni di biglietti venduti durante 81 spettacoli nel 2022. Il suo “Most Wanted Tour” del 2024 è stato accolto come uno degli spettacoli più innovativi della sua generazione, battendo il record di incassi del Barclays Center precedentemente detenuto da Jay-Z con 12 concerti sold out. Nel corso della sua carriera, Bad Bunny ha continuato a scrivere la storia della musica internazionale. Il suo album “Un Verano Sin Ti” è diventato il primo progetto interamente in lingua spagnola nominato per l’Album dell’Anno ai GRAMMY® Awards ed è tuttora uno degli album più ascoltati nella storia di Spotify. Nel 2025 ha pubblicato “DeBÍ TiRAR MáS FOToS”, un album che ha ulteriormente consolidato il suo ruolo di innovatore culturale. Il progetto ha raggiunto il primo posto della Billboard 200, diventando il suo settimo album nella Top 10 della classifica statunitense e il suo nono numero uno nella classifica Top Latin Albums. L’album ha inoltre segnato un momento storico ai GRAMMY® Awards, conquistando il premio per l’Album dell’Anno: è il primo album interamente in spagnolo nella storia della categoria a ottenere questo riconoscimento. In seguito al successo dell’album, Bad Bunny ha annunciato la storica residenza “NO ME QUIERO IR DE AQUÍ” presso il Coliseo de Puerto Rico, un omaggio alle sue radici portoricane e alla cultura della sua isola. La serie di concerti, inizialmente prevista per 21 date, è stata ampliata fino a 30 spettacoli a causa della straordinaria richiesta, con centinaia di migliaia di biglietti esauriti in tempi record. Oltre alla musica, Bad Bunny ha ampliato la propria influenza nel cinema, nella moda e nella cultura pop internazionale. È diventato il primo artista di lingua spagnola a ricoprire il doppio ruolo di conduttore e ospite musicale del “Saturday Night Live”, partecipando anche allo speciale per il 50° anniversario dello storico programma, contribuendo alla crescente normalizzazione della lingua spagnola nella cultura mainstream statunitense. La sua influenza globale ha raggiunto un nuovo apice con la partecipazione a febbraio 2026 al Super Bowl LX Halftime Show, una performance celebrata come uno degli eventi musicali più rilevanti degli ultimi anni e riconosciuta con numerose nomination agli Emmy Awards.

L.elettorale, Schlein: si è aperta una crisi e Meloni fischietta

Roma, 16 lug. (askanews) – “E’ surreale che andiate avanti facendo finta di niente fischiettando si è aperta una crisi su un emendamento che Meloni ha fortemente voluto, su cui il governo addirittura aveva dato parere favorevole conforme ai relatori”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante la dichiarazione di voto del Pd alla Camera sulla legge elettorale.

“Per di più – ha aggiunto – Meloni ci aveva sfidato ovviamente sui social, ha detto metteteci la faccia… Solo che noi eravamo qui e abbiamo con trasparenza dichiarato come abbiamo votato su tutti gli emendamenti. E’ lei che non ci ha messo la faccia, è lei che non abbiamo visto. Siete andati sotto di un voto e la presidente Meloni nemmeno era qui a votare. È crollata tutta la vostra narrazione sulla maggioranza così compatta mentre le opposizioni sono state unite in questa battaglia”.

Rugby, critiche all’arbitro, Quesada squalificato per due partite

Roma, 16 lug. (askanews) – Il commissario tecnico della nazionale italiana di rugby, Gonzalo Quesada, è stato sanzionato dalla World Rugby con una squalifica di due giornate per aver criticato l’arbitro dopo la sconfitta degli Azzurri contro la Nuova Zelanda. Durante un’intervista tv dopo la sconfitta per 47-17 a Wellington la scorsa settimana, Quesada si è sfogato definendo l’arbitro francese Luc Ramos “pessimo”. Il tecnico argentino ha inoltre espresso perplessità sulla formula del Nations Championship, lo stesso pensiero espresso anche dal Ct dell Francia Fabien Galthiè. L’Italia ha iniziato il percorso nel Nations Championship a Tokyo con una sconfitta per 27-10 contro il Giappone, per poi volare a Wellington prima della trasferta a Perth di questa settimana. La sanzione lo esclude da tutte le attività relative alle partite, compresa la presenza allo stadio. La Federazione Italiana Rugby ha dichiarato in un comunicato di aver preso atto della decisione e che ricorrerà in appello contro la decisione.

L.elettorale, Schlein: no Pd a riforma irricevibile e inemendabile, è una vergogna

Roma, 16 lug. (askanews) – Questa legge elettorale è irricevibile e inemendabile. Irricevibile nel metodo e nel metodo. Fatta di forzature istituzionali, che però vi sono tornate indietro. Come quella sull’emendamento-farsa sulle preferenze”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante la dichiarazione di voto del Pd alla Camera sulla legge elettorale. “Vi siete ridisegnati i collegi dell’estero per favorire i vostri”, ha aggiunto. “Vergogna. Avete preso lezioni da Trump”.

Mondiali, Tuchel e Malvinas nella rassegna stampa inglese

Roma, 16 lug. (askanews) – L’Inghilterra saluta il Mondiale 2026 dopo la sconfitta per 2-1 contro l’Argentina in semifinale e la stampa britannica si divide tra rabbia per il finale di gara, critiche al commissario tecnico Thomas Tuchel e polemiche per lo striscione esposto dai giocatori argentini al termine dell’incontro con la scritta “Le Malvinas sono argentine”, che ha riacceso una disputa storica e politica.

Tra i quotidiani di riferimento, The Times sceglie una lettura soprattutto tecnica con il titolo: “Inghilterra eliminata da un magico Messi: paga il prezzo per essersi chiusa in difesa”, attribuendo il ko all’eccessivo atteggiamento prudente della squadra di Tuchel.

Il Daily Mail concentra invece l’attenzione sul dopo partita. L’edizione online titola “Furia per lo striscione sulle Falkland” e rilancia le richieste di squalifica nei confronti dei calciatori argentini che hanno mostrato il messaggio.

Per The Telegraph il tema centrale è il nuovo fallimento inglese con il titolo “Il dolore continua per l’Inghilterra”, sottolineando come la rimonta subita nel finale prolunghi la serie di delusioni della nazionale.

The Guardian punta sul dramma sportivo con il titolo “La doppietta nel finale dell’Argentina spezza il cuore dell’Inghilterra in una drammatica semifinale mondiale”, ricostruendo la beffa arrivata negli ultimi minuti.

Molto duro The Sun, che definisce senza mezzi termini “Arroganza argentina” il comportamento dell’Albiceleste dopo la partita, facendo riferimento allo striscione sulle Malvine.

Anche la BBC apre un dibattito sul lavoro del commissario tecnico. Con il titolo “Passivi e sbriciolati”, l’emittente si chiede se le scelte tattiche eccessivamente difensive di Tuchel abbiano avuto un ruolo decisivo nell’eliminazione.

Il Mirror resta invece sulla cronaca dell’incontro con il titolo “Tre Leoni fuori dal Mondiale dopo due reti in cinque minuti che spezzano il cuore dell’Inghilterra”, evidenziando il crollo finale della nazionale.

The Independent punta anch’esso il dito contro il ct con il titolo “La dolorosa sconfitta in semifinale contro l’Argentina solleva dubbi sulla tattica di Tuchel”, sostenendo che la gestione della gara sarà inevitabilmente oggetto di discussione.

Il sito di Sky Sports UK unisce la cronaca della semifinale alle polemiche per lo striscione sulle Malvine, dando spazio alle reazioni suscitate dall’iniziativa dei giocatori argentini.

Infine Daily Express utilizza i toni più severi con il titolo “Furia per gli argentini senza classe che espongono lo striscione ‘Le Malvine sono nostre’ dopo aver battuto l’Inghilterra”, facendo dello striscione il fulcro della propria copertura.

Nel complesso, il giorno dopo la sconfitta emergono due filoni principali sulla stampa britannica: da un lato le pesanti critiche all’impostazione tattica di Tuchel, accusato da diverse testate di aver arretrato troppo il baricentro favorendo la rimonta argentina; dall’altro l’indignazione per lo striscione sulle Malvine, giudicato da molti quotidiani un gesto provocatorio che ha finito per oscurare, almeno in parte, il valore sportivo della qualificazione dell’Argentina alla finale mondiale.

L.elettorale, Conte: battaglia opposizioni è solo all’antipasto

Roma, 16 lug. (askanews) – “Vi avviso: la battaglia che ci avete visto fare, e le opposizioni hanno dimostrato massima comprensione del momento storico, massima chiarezza politica, uniti abbiamo fatto una battaglia contro la vostra arroganza, con cui volete prendere il potere. Ebbene, questo è solo un antipasto”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, in sede di dichiarazioni di voto nell’aula della Camera sulla legge elettorale.

“Non avete idea – ha detto Conte – della battaglia che vi aspetta, con cui vi impediremo di prendere il potere”.

L.elettorale, Conte: riforma vergognosa, non confondere il Colle con colle Oppio

Roma, 16 lug. (askanews) – “Noi non possiamo permettere che continui in questa logica un governo che mira ad affermare la gerarchia del capo, il comando di uno solo e con questa legge state introducendo un premierato mascherato. Noi siamo per la democrazia vera” che “richiede pesi e contrappesi. Vi state confezionando una legge elettorale vergognosa per perpetuare il vostro potere con un premio di maggioranza assolutamente incostituzionale ma non vi permetteremo di confondere il Colle del Quirinale con colle Oppio”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, in sede di dichiarazioni di voto nell’aula della Camera sulla legge elettorale.

L.elettorale, Schlein: Meloni si fermi, il suo Governo è finito

Roma, 16 lug. (askanews) – “La maggioranza non esiste più: vadano a casa, adesso tocca a noi. Il dibattito alla Camera sulla legge elettorale ha certificato che il governo di Giorgia Meloni è finito”. Lo dichiara nel giorno del voto finale a Montecitorio sulla riforma della legge elettorale la segretaria del Pd Elly Schlein, in un’intervista a la Repubblica

“Lei e il suo governo – afferma Schlein sulla premier Giorgia Meloni- sono stati sfiduciati dalla Camera. E di questo puo’ incolpare solo se’ stessa: ha cercato di imporre una riforma elettorale cucita su misura per la paura di essere sconfitta dalla nostra coalizione che ha una proposta competitiva”. Ma “l’arroganza di forzare anche rispetto ai suoi alleati, che non la volevano ha perso”. E anche “ha perso la superbia della prima presidente del Consiglio donna che per difendere il suo potere era pronta a sacrificare le altre donne”. Anche perchè la proposta di Fdi sulle preferenze affossata nel voto segreto dalla somma dei franchi tiratori di maggioranza e delle opposizioni “era – denuncia Schlein- una farsa: prevedeva infatti tutti i capilista bloccati e la maggioranza dei parlamentari sarebbe stata eletta così. Non solo: aboliva pure l’alternanza di genere prevista dal sistema attuala. Una cosa gravissima”

E allora, secondo la leader Pd, “dopo essere stata battuta in aula” Meloni “dovrebbe prendere atto che non ha più una maggioranza e andare a casa, consentendo agli elettori di esprimersi per tornare ad avere un governo che si occupi dei problemi del Paese. Si dovrebbero fermare – Ma ci rendiamo conto che ormai da mesi si stanno occupando solo di legge elettorale e tengono ostaggio entrambe le Camere solo su questo? Come se l’Italia non soffrisse un calo della produzione industriale che dura da tre anni consecutivi, non avesse le bollette più care d’Europa e i salari tra i più bassi, crescita zero e sei milioni di italiani che neppure riescono a curarsi”.

La legge elettorale che serve davvero all’Italia

Il problema non è la legge, ma la politica

La legge elettorale vigente porta il mio nome. Sarebbe facile difenderla per questo. Non lo farò.

Le leggi non appartengono a chi le ha scritte: appartengono ai cittadini e vanno cambiate quando esiste una soluzione migliore. Non sono mai stato un difensore delle regole in quanto tali, ma della loro capacità di risolvere i problemi del Paese.

Per questo la domanda da cui partire non è se cambiare o meno la legge elettorale. La domanda giusta è un’altra: qual è il problema che vogliamo davvero risolvere?

A mio avviso, la questione più seria della politica italiana non riguarda soltanto il meccanismo con cui vengono assegnati i seggi. Riguarda la qualità dell’offerta politica e la crescente distanza tra i cittadini e le istituzioni.

Oggi assistiamo alla presenza di due coalizioni che contengono tutto e il contrario di tutto. Al loro interno convivono culture politiche profondamente diverse, tenute insieme dalla volontà di vincere le elezioni contro un nemico più che da una reale condivisione di programmi. In questo contesto finiscono per prevalere le posizioni più radicali, spesso populiste. perché sono quelle che mobilitano maggiormente gli elettori più fedeli.

Per spiegare questo fenomeno mi piace utilizzare l’immagine di uno stadio.

Vent’anni fa lo stadio era pieno. C’erano le curve, occupate dai tifosi appassionati delle rispettive squadre, ma erano piene anche le tribune, dove sedevano persone interessate soprattutto a vedere una bella partita. Oggi quello stadio è cambiato. Le curve sono ancora affollate: sono popolate da tifosi che applaudono la propria squadra anche quando fa autogol, assolutamente acritici. Le tribune, invece, si sono progressivamente svuotate.

Quelle tribune rappresentano gli elettori moderati, riformisti, pragmatici, che non si riconoscono più in una politica sempre più polarizzata. La politica che promette l’abolizione della povertà, delle accise, della Fornero, presto dell’insicurezza. È anche per questo che l’astensionismo continua a crescere, fino ad arrivare, nelle ultime elezioni europee, a una partecipazione inferiore al 50 per cento.

Per questo motivo ritengo che una nuova legge elettorale sarebbe utile. Ma non qualsiasi legge.

L’occasione mancata del modello tedesco

Nel 2017, ero capogruppo del PD, il Parlamento era arrivato molto vicino a una riforma che considero ancora oggi una grande occasione mancata. Era il modello tedesco: un sistema proporzionale capace di rappresentare in modo più fedele gli orientamenti degli elettori, costringendo le forze politiche a costruire alleanze sulla base di programmi e contenuti, anziché attraverso coalizioni elettorali costruite prima del voto e spesso prive di una reale coerenza.

Quel testo nacque da un accordo ampio, che coinvolgeva Partito Democratico, Forza Italia, Lega, Movimento 5 Stelle e le rappresentanze delle minoranze linguistiche. Sembrava un compromesso solido, lo votammo con il consenso di tutti in commissione.

Poi arrivò il voto segreto in Aula.

Ricordo bene quella giornata. Presiedeva Laura Boldrini e, per una singolare coincidenza tecnica, il voto che avrebbe dovuto rimanere anonimo divenne riconoscibile. In quel momento fu evidente ciò che stava accadendo: tutti i deputati del Movimento 5 Stelle votarono contro una riforma che fino a poco prima avevano sostenuto. Allo stesso tempo emersero decine di franchi tiratori anche nel Partito Democratico. Quella riforma cadde e con essa sfumò la possibilità di costruire un sistema politico diverso. Oggi paghiamo pesantemente quel prezzo.

Da allora il quadro politico si è ulteriormente irrigidito.

Ricostruire una politica delle responsabilità

Una legge elettorale, naturalmente, non può risolvere da sola tutti i problemi della democrazia italiana. Ma può contribuire a creare un sistema nel quale le forze politiche si confrontino sulla qualità delle idee e non soltanto sulla contrapposizione permanente.

L’Italia avrebbe bisogno di un confronto tra chi crede nell’Europa e chi vuole rafforzarne il ruolo e chi invece immagina un percorso diverso; tra chi punta sulle riforme e chi preferisce conservare l’esistente; tra chi pensa che il cambiamento richieda responsabilità e chi ritiene che basti alimentare il consenso del momento, tra chi tifa per l’Italia e chi lavora per gli interessi di qualche paese straniero.

Le grandi riforme, nella storia della Repubblica, sono nate quando forze politiche diverse hanno avuto il coraggio di assumersi responsabilità comuni. È questa la cultura riformista che andrebbe recuperata.

Per questo continuo a pensare che l’Italia abbia bisogno di una riflessione seria sulla legge elettorale. Non per favorire una parte politica, ma per costruire una politica più coerente, più trasparente e più capace di rappresentare quella grande parte di cittadini che oggi ha smesso di sentirsi parte della partita.

 

* Il testo corrisonde all’intervento in Aula, ieri a Montecitorio, dell’autore (Deputato di Azione)

Il bluff delle preferenze: troppa ipocrisia a destra e a sinistra

Il Parlamento non vuole le preferenze

Premesso che le preferenze nell’attuale contesto politico italiano sono e restano potenziale fonte di corruzione, di voto di scambio, di clientele ramificate, di traffico di influenze e di un vorticoso giro di denaro per competere nelle campagne elettorali – non a caso i collegi uninominali, il cosiddetto Mattarellum, resta il migliore strumento elettorale – quello che è accaduto alla Camera dei Deputati ha segnato il trionfo definitivo dell’ipocrisia politica per almeno tre motivi di fondo.

Innanzitutto un dato è inconfutabile ed oggettivo. Il Parlamento italiano non vuole le preferenze. È persino troppo semplice da evidenziare. Al di là della propaganda, dell’ipocrisia e delle meschinità. Non le vuole per una ragione altrettanto semplice. I partiti personali, o del capo o di proprietà tutto tollerano nella politica tranne una cosa: e cioè, che siano i cittadini a scegliersi i propri rappresentanti. Se così non fosse non sarebbero partiti personali o del capo o di proprietà. E non è un caso, del resto, che in quei contenitori elettorali il capo non si mette quasi mai in discussione. Salvo quando i numeri elettorali evaporano e allora, quasi come d’incanto, decolla un altro partito personale abbandonando il vecchio relitto. E il voto della Camera sulle preferenze lo ha quasi certificato per legge, per chi ancora avesse qualche dubbio al riguardo.

Le contraddizioni della sinistra

In secondo luogo la clamorosa, plateale, gioiosa e rumorosa soddisfazione della sinistra nelle sue multiformi espressioni dopo aver bocciato le preferenze. Parlo della sinistra perchè, come noto, i suoi capi dispensano quotidianamente i principi e i valori della democrazia, si ritengono i depositari esclusivi della democrazia stessa e soprattutto del rispetto della Costituzione e in ultimo, ma non per ordine di importanza, ci spiegano da svariati lustri che siamo sempre sull’orlo della dittatura, della compressione delle libertà democratiche e del ritorno puntuale e quasi scientifico del fascismo.

Dopodichè, e quasi per caso, emerge la profonda verità. Ovvero, un tifo da stadio – veramente da stadio – dopo aver accertato che le preferenze non torneranno e quindi, e di conseguenza, saranno i capi partito a decidere, ancora una volta, la composizione del futuro Parlamento. E già parlavamo di una riforma elettorale che contemplava il capolista bloccato ma dove c’era, comunque sia, la possibilità di esprimere sino a 3 preferenze per gli altri candidati.

Altrochè le balle sulla democrazia, sulla Costituzione tradita, sulle centralità del cittadino e quindi del Parlamento. Quel boato da stadio, lungo, sentito e partecipato, ha cancellato mesi e anni di ipocrisia e di propaganda falsa e subdola.

Centrodestra, voto segreto e prospettiva riformista

Infine il centro destra. Non c’è alcun dubbio, soprattutto dopo il voto segreto sulle preferenze, che ci sono settori importanti di due partiti di quella coalizione – Forza Italia della famiglia Berlusconi e la Lega di Salvini – che non sopportano più la leadership, il carisma, il peso e l’autorevolezza della Premier Giorgia Meloni. E il voto sulle preferenze è stato un attacco diretto ed esplicito alla Premier attraverso il solito strumento del voto segreto molto caro alla sinistra da un lato e ai franchi tiratori del centro destra dall’altro. Un elemento, questo, destinato a condizionare pesantemente la futura partita elettorale.

Infine, però, c’è un tassello che, comunque sia, emerge in tutta la sua virulenza e chiarezza. In una politica dominata dai partiti personali, dai cartelli elettorali, dalle scelte di potere che prescindono dal voto popolare e dalle alchimie di palazzo, l’ultima cosa a cui pensare è quello di appaltare la decisione politica sulla rappresentanza parlamentare al cittadino/elettore. Una scelta, questa, che accomuna oggi tutta la sinistra italiana e buona parte del centro destra. Un buon motivo, questo, anche per scommettere su un progetto politico, culturale e programmatico di centro che sia in grado di recuperare le ragioni di un vero riformismo di governo e, al contempo, di riscoprire i principi basilari della democrazia. Al di là dell’ipocrisia sempre più insopportabile della sinistra e di larghi settori del centro destra.

Prudenza e osservazione restano il primo dovere della pediatria

La polemica sulla guida “Oltre lo sguardo” della Società Italiana di Pediatria rischia di trasformarsi nell’ennesimo scontro tra fazioni, dove a rimetterci è proprio ciò che dovrebbe stare al centro: il bambino.

Un tema che non tollera proclami

Da una parte c’è chi difende il documento come strumento necessario per pediatri spesso impreparati davanti a situazioni delicate. Dall’altra, le critiche arrivano non solo dai fronti più ideologizzati, ma anche da chi vive direttamente l’esperienza in famiglia, come l’associazione Generazione D: non un rifiuto del tema, ma la richiesta di non trasformare un percorso che dovrebbe restare aperto in un binario già tracciato.

Il valore del tempo

Su un punto vale la pena insistere: a tre, cinque, anche dieci anni l’identità è ancora in formazione. Non è negazionismo affermare che l’osservazione clinica, la pazienza e l’attesa vigile sono esse stesse strumenti terapeutici: lo sono in molte aree della pediatria, e non c’è motivo per cui non debbano esserlo anche qui.

Fuori dagli schieramenti

Il rischio più concreto oggi non è la guida in sé, ma il clima che la circonda: un dibattito ridotto a bandiere, dove prendere posizione per la cautela viene letto come uno schierarsi “contro”, e chi chiede più tempo viene sospettato di pregiudizio. Serve l’esatto contrario: piede felpato, competenze mediche solide e la libertà di dire che, su un argomento tanto delicato, la scienza ha bisogno di dubitare, non di affrettare conclusioni.

Una richiesta ragionevole

Chiedere prudenza non significa negare il disagio dei bambini che vivono questa esperienza, né la sofferenza delle loro famiglie. Significa riconoscere che proprio per rispetto verso di loro, ogni scorciatoia — in un senso o nell’altro — è un rischio che non possiamo permetterci di correre.

Fouché, il genio dimenticato della politica

Ha sperimentato un’acre ostilità presso i suoi contemporanei e non ha riscosso giustizia dai posteri, Joseph Fouché, politico acuto e sagace diplomatico, protagonista della vita pubblica della Francia a partire dalla Rivoluzione francese. Ricoprì numerosi ruoli di prestigio, tra i quali spicca quello di ministro della polizia generale del Direttorio della Prima Repubblica. 

Fu acceso fautore della repressione anti-monarchica durante il Terrore. «Napoleone a Sant’Elena, Robespierre con i giacobini, Talleyrand nelle sue memorie — sottolinea in un saggio a lui dedicato lo scrittore austriaco naturalizzato britannico Stefan Zweig —, come pure tutti gli storici francesi, siano esseri realisti, repubblicani o bonapartisti, corrono nella bile appena vergano il suo nome». 

Dispregiativi sono gli epiteti coniati: da traditore nato, a patetico intrallazzatore, da bieco immoralista a disertore di professione. La storia ha finito per relegare Fouché in ultima fila, pur essendo egli, a suo modo, un genio — certo spietato a volte — della strategia politica. «Fu l’unico che riuscì a sconfiggere Napoleone e Robespierre in un serrato duello psicologico» evidenzia Zweig. 

Ma nella storia, che l’aveva marginalizzato, Fouché è comunque entrato, non fosse altro che per la celeberrima frase da lui pronunciata, con tutto il peso di una inesorabile sentenza, riguardo alla fucilazione del duca d’Enghien — accusato ingiustamente da Talleyrand di alto tradimento — e rivolta a Napoleone, reo di aver commesso «una cosa più grave, molto più grave, di un crimine: un errore». (gabriele nicolò)

 

Fonte: L’Osservatore Romano – 14 luglio 2026

Titolo originale: Il diplomatico Fouché e l’errore di Napoleone

Autore: Gabriele Nicolò

[Per gentile concessione del direttore del quotidiano vaticano]

Mondiali, Inghilterra battuta 2-1, La finale è Spagna-Argentina

Roma, 15 lug. (askanews) – Sarà tra Spagna e Argentina la finale del Mondiale di calcio di Stati Uniti, Canada e Messico 2026. Nella seconda semifinale mercoledì 15 luglio l’Argentina ha battuto l’Inghilterra per 2-1 ribaltando gli inglesi in sette minuti. Apre Gordon al 55′ poi il pari di Fernandez all’85’, Lautaro decide al 92′ e manda l’Argentina alla finale di domenica a New York contro la Spagna.

Domenica 19 luglio a New York sarà la settima finale mondiale per l’Argentina con la possibilità di iscrivere per la quarta volta il nome dell’Albiceleste nell’albo d’oro della competizione. Inghilterra ribaltata in sette minuti, dall’85’ e al 92′. Inghilterra suicidatasi tatticamente con Tuchel che dopo il vantaggio ha rinunciato a giocare consegnandosi agli avversari.

Il primo tempo è intenso e combattuto, ma povero di vere occasioni da gol. L’Inghilterra si rende pericolosa con un colpo di testa di Stones e una conclusione di Rodgers per James, mentre l’Argentina risponde con un potente destro dalla distanza di Enzo Fernandez che sfiora l’incrocio dei pali. La gara è caratterizzata anche da diversi interventi duri, con Messi bersaglio dei falli inglesi.

Nella ripresa l’Argentina parte meglio e sfiora subito il vantaggio con Julian Álvarez, fermato due volte da Pickford. Al 55′, però, è l’Inghilterra a colpire: Rodgers sfonda sulla destra e serve un pallone teso sul secondo palo dove Gordon, lasciato libero da Molina, appoggia in rete per l’1-0.

La Selección reagisce con decisione. L’Inghilterra si schiera a cinque in difesa. Una tattica che non paga. Anzi. Pickford è decisivo sul colpo di testa di Nico Gonzalez, poi Mac Allister centra il palo (il primo) di testa. Il forcing argentino viene premiato all’85’, quando Enzo Fernandez raccoglie uno schema da calcio d’angolo e lascia partire un destro che supera il portiere inglese per l’1-1.

L’Argentina continua a spingere e, dopo un altro palo colpito da Mac Allister, trova il gol decisivo in pieno recupero. Messi tiene vivo un pallone sulla sinistra, supera Spence e mette al centro un cross perfetto per Lautaro Martínez, che anticipa tutti e firma il 2-1 al 92′.

L’assalto finale dell’Inghilterra non produce effetti e, dopo nove minuti di recupero, arriva il triplice fischio. L’Argentina vola così in finale per il secondo Mondiale consecutivo, dove affronterà la Spagna nell’atto conclusivo della Coppa del Mondo 2026.

"Art without borders", Keith Haring in mostra a Palazzo Braschi a Roma

Roma, 15 lug. (askanews) – Dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027 il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita Keith Haring, grande mostra dedicata a una delle figure più riconoscibili del secondo Novecento: un artista che ha trasformato la linea in linguaggio pubblico, la strada in arte alta e l’immagine in messaggio universale.

La mostra, curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Premium Partner Fineco.

Nella New York turbolenta degli anni Ottanta – città segnata da violenza, droga e degrado urbano – Keith Haring trae ispirazione dall’energia grezza di un’epoca pre-digitale, in cui le idee circolavano attraverso le strade, la musica, i club e il contatto diretto tra le persone. È il luogo di nascita dell’hip-hop e della street art, dove arte, attivismo e cultura popolare si incontrano.

Il progetto espositivo riunisce oltre 140 opere e materiali eccezionalmente prestati dalla Nakamura Keith Haring Collection, la maggiore raccolta al mondo dedicata all’artista, insieme a importanti prestiti pubblici e privati.

La mostra ripercorre il percorso artistico di Haring dai primi lavori a New York e dagli iconici Subway Drawings ai poster politici, alle sculture, ai dipinti e alle opere finali. Per tutta la carriera Haring amplia il proprio linguaggio visivo restando fedele a una convinzione semplice: l’arte deve essere accessibile a tutti. Bambini radianti, cani che abbaiano, figure danzanti, angeli, cuori, televisori e piramidi sono più che motivi ricorrenti: formano un linguaggio visivo universale che continua a parlare a culture e generazioni diverse. Come diceva Haring: “Il pubblico ha diritto all’arte. L’arte è per tutti”. Questa convinzione resta al centro della mostra.

“Ospitare questa mostra su Keith Haring, con le 140 opere e i materiali in prestito dalla Nakamura Keith Haring Collection, è motivo di particolare soddisfazione. Haring è stato un artista che ha trasformato la street art in uno strumento di comunicazione universale, per affrontare temi politici e sociali e lo ha fatto anche come attivista, pensando sempre e traducendolo in opera, che l’arte è per tutte e tutti, per questo deve essere accessibile, deve parlare delle persone, alla società e della società. il percorso scelto a Palazzo Braschi valorizzerà il materiale espositivo e rappresenterà un’occasione per tutte e tutti per confrontarsi con un artista che ha messo nella sua arte tutta la sua vita”, ha dichiarato Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale.

A Giffoni56 anche Giovanni Allevi: il 21 luglio incontra i Juror

Roma, 15 lug. (askanews) – Continua ad arricchirsi il parterre di ospiti di #Giffoni56. Il prossimo 21 luglio il Giffoni Film Festival accoglierà Giovanni Allevi, compositore, filosofo, scrittore e direttore d’orchestra, che incontrerà i giovani giurati della manifestazione, in un confronto dedicato ai temi della creatività, della fragilità, del coraggio e della forza trasformativa dell’arte.

L’incontro si inserisce nel calendario del festival 2026, in programma dal 17 al 25 luglio a Giffoni Valle Piana (Salerno), dedicato al tema “Le cose impossibili”, filo conduttore di un’edizione che invita le nuove generazioni a riflettere sul cambiamento, sul futuro e sulla capacità di trasformare i limiti in opportunità.

Arriva nelle sale italiane l’horror coreano "Train to Busan"

Roma, 15 lug. (askanews) – L’acclamato horror coreano “Train to Busan” diretto da Yeon Sang-ho arriverà per la prima volta nelle sale italiane. A dieci anni dalla sua realizzazione, il film verrà distribuito nei cinema in un’imperdibile versione 4K a partire dal 2 settembre grazie a BIM Distribuzione e Tucker Film.

Presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes nella sezione Midnight Screenings, “Train to Busan” è diventato un autentico fenomeno internazionale, conquistando pubblico e critica attraverso premi e candidature in oltre cinquanta festival internazionali.

Con questo film Yeon Sang-ho firma uno zombie movie capace di trascendere i confini del genere: un’esperienza adrenalinica, costruita con un ritmo serrato, che diviene una riflessione lucida sulla società contemporanea, sulle disuguaglianze e sul valore della solidarietà nei momenti di crisi.

Influenzato dall’eredità di Romero e dalla tensione sociale di “Snowpiercer” di Bong Joon-ho, il regista costruisce un horror dal respiro universale che rende omaggio ai grandi maestri del genere, reinterpretandone i temi attraverso uno sguardo profondamente attuale. Il risultato è un’opera che ha ridefinito lo zombie movie moderno, diventando uno degli horror più influenti e amati del nuovo millennio.

Protagonista l’attore Gong Yoo, noto al pubblico internazionale per il ruolo del reclutatore nella serie Netflix “Squid Game”, nel cast insieme a Don Lee, autentica superstar del cinema coreano e volto del Marvel Cinematic Universe nel cinecomic “Eternals”.

Al centro della vicenda Seok-wu, un manager finanziario assorbito completamente dal lavoro e ormai distante dalla figlia Su-an, che desidera raggiungere la madre a Busan per il suo compleanno. Durante il viaggio in treno una misteriosa ragazza, ferita in modo apparentemente inspiegabile, riesce a salire a bordo poco prima della partenza. In pochi istanti si trasforma in uno zombie, dando origine a un’epidemia devastante che si diffonde vagone dopo vagone. Intrappolati su un convoglio lanciato ad alta velocità verso Busan, i passeggeri dovranno combattere non solo contro gli infetti, ma anche contro la paura, l’egoismo e gli istinti più oscuri dell’essere umano.

A distanza di dieci anni, il film conserva intatta la sua forza narrativa e il suo impatto emotivo, confermandosi uno dei film horror più importanti degli ultimi anni e una delle opere che hanno contribuito alla definitiva consacrazione internazionale del cinema coreano.

A Palazzo Bonaparte la mostra di Marco Tamburro: "Caravaggio Forever"

Roma, 15 lug. (askanews) – Palazzo Bonaparte presenta “Caravaggio Forever”, la prima mostra di Marco Tamburro dedicata al ciclo di opere ispirate a Caravaggio. Oltre quaranta lavori dell’artista, un percorso immersivo e una selezione di documenti dedicati a Michelangelo Merisi da Caravaggio danno vita a una mostra che mette in dialogo la pittura contemporanea con uno dei più grandi rivoluzionari della storia dell’arte.

Curata da Giulia Silvia Ghia, la mostra, aperta al pubblico dal 16 luglio al 23 agosto, parte da una domanda semplice: che cosa significa oggi guardare il mondo con lo stesso coraggio con cui Caravaggio cambiò la pittura oltre quattro secoli fa? La risposta di Marco Tamburro non passa dalla citazione o dall’imitazione. Le sue opere non riprendono i dipinti del maestro, ma ne condividono lo sguardo: diretto, intenso, capace di raccontare la realtà senza idealizzarla, restituendone le tensioni, la fragilità e l’umanità.

Come Caravaggio trasformò uomini e donne del suo tempo nei protagonisti della pittura, così Tamburro racconta l’uomo contemporaneo. Le sue tele parlano di città, periferie, inquietudini, relazioni, fragilità e speranze. Un linguaggio essenziale e potente che, attraverso forti contrasti, luci, ombre e una grande forza narrativa, invita a osservare il presente con occhi nuovi.

Più che un confronto tra due artisti separati da quattro secoli, la mostra propone un dialogo tra due modi di osservare il mondo, accomunati dalla necessità di rendere visibile ciò che normalmente rimane nascosto.

Roma rappresenta il naturale punto d’incontro di questo percorso. È la città in cui Caravaggio rivoluzionò la storia della pittura ed è la città in cui Marco Tamburro vive e sviluppa la propria ricerca artistica. Qui passato e presente si incontrano, dimostrando come l’arte continui a parlare a ogni generazione.

Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso oltre quaranta opere che costruiscono un’esperienza narrativa e immersiva. L’esposizione è accompagnata da un documentario di Giovanni Storaro, dedicato alla figura e al percorso artistico di Marco Tamburro. Inoltre, ad arricchire il racconto, una selezione di documenti dedicati alla vita di Caravaggio e alle committenze che ne hanno accompagnato l’attività artistica che raccontano non solo la vicenda umana del Merisi, ma anche il sistema di relazioni, committenze e mecenatismo che ne rese possibili la rivoluzione artistica. Un focus che offre al visitatore una chiave di lettura storica capace di completare e approfondire il dialogo tra il maestro del Seicento e la ricerca contemporanea di Marco Tamburro.

In “Caravaggio Forever” – mostra prodotta da Arthemisia – Caravaggio non è un modello da copiare, ma una presenza viva. Un artista che, a oltre quattro secoli di distanza, continua a dialogare con il presente attraverso lo sguardo di Marco Tamburro. L’ingresso alla mostra è gratuito.

Con il patrocinio del Ministero per gli Affari esteri ed europei di Malta, dell’Ambasciata di Malta in Italia e dell’Accademia di Belle Arti di Roma, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia, con il contributo di SIAE – Società italiana degli Autori ed Editori, con la partecipazione del Ministero della Cultura – Direzione Generale Archivi, Archivio di Stato di Roma, Fondazione Banco di Napoli e GAMM – Museo delle Opere Interattive di Roma ed è a cura di Giulia Silvia Ghia con la direzione artistica di Marco Tamburro.

Main partner dell’esposizione è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.

La mostra vede come sponsor Engel & Völkers e media partner Urban Vision. Il catalogo è edito da Moebius.

L.elettorale, Schlein: si è aperta crisi, vadano a casa

Roma, 15 lug. (askanews) – Il voto di ieri sulla legge elettorale non è un semplice incidente di percorso, secondo Elly Schlein. La leader Pd, parlando a ‘In onda’ su La7 ha spiegato: “Si è aperta una crisi di governo ieri perché non era un emendamento qualunque, era un emendamento fortemente voluto dalla presidente del Consiglio, presentato dal suo partito, su cui addirittura il governo in aula si è rimesso ai pareri dei relatori”.

“Quindi – ha insistito la Schlein – è stata una sfiducia vera nei confronti di Giorgia Meloni, la quale si è limitata sui social a dire che serve una riflessione. Ma si dovrebbero fermare su questa legge elettorale, e si dovrebbero fermare andando a casa e consentendo agli elettori di esprimersi per tornare finalmente ad avere un governo che si occupi dei problemi delle persone, non solo dei propri come sta facendo questo governo”.

L.elettorale, Meloni attende test voto finale. "Compatti o non si va avanti"

Roma, 15 lug. (askanews) – Per capire con un minimo di chiarezza cosa succederà a centrodestra e governo alla fine di questi tre giorni di montagne russe sulla legge elettorale bisognerà aspettare le 11.30 di domani. Minuto più munto meno, è l’orario in cui è previsto il voto finale sul provvedimento. Un altro test a voto segreto, che a questo punto pesa quanto quello che ieri ha visto Giorgia Meloni perdere la sua scommessa sull’inserimento delle preferenze.

Ai piani alti di Fratelli d’Italia non si sbilanciano in previsioni sul modo in cui la premier gestirà la annunciata “riflessione” interna alla maggioranza, ma la stessa scelta di non escludere al momento nessuna possibilità la dice lunga se si considera che fino a questo spartiacque la narrazione era sempre quella di un governo che va avanti fino a fine legislatura. Concetto che è stato ribadito oggi anche dal ministro dei rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. “Non intendiamo concludere la nostra esperienza” e lo scivolone sull’emendamento – ha detto – è stato un “episodio” che “intendiamo superare”. Un tentativo di minimizzare, come da linea indicata da palazzo Chigi. Almeno per il momento. Perché se da una parte è vero che minacciare di far saltare tutto è un modo per provare a serrare i ranghi della sua stessa maggioranza, dall’altra Giorgia Meloni ha confidato ai suoi maggiorenti che se la coalizione non dà segnali di compattezza andare avanti sarebbe davvero difficile. Anche perché, se sulle preferenze si può mettere in conto che abbiano inciso in parte interessi di singoli deputati timorosi di non tornare in Parlamento, se saltasse la legge elettorale nel suo complesso, e dunque l’impianto con premio di maggioranza e indicazione del premier, per Fratelli d’Italia significherebbe una sola cosa. “C’è qualcuno che tifa per il pareggio”, ovvero “c’è chi non vuole Giorgia Meloni presidente del Consiglio”.

Nella seconda giornata di voti, di cui molti segreti, i numeri del centrodestra hanno retto senza problemi. Una giornata che sarebbe trascorsa senza sorprese, se non fosse che il partito di maggioranza relativa ha deciso di cambiare parere e dare voto favorevole a un altro emendamento sulle preferenze. Non uno a caso, ma quello dei vannacciani. Una decisione che è stata presa, viene riferito, su diretta indicazione della premier. “Su questa cosa io ci ho messo la faccia, e non dobbiamo perderla”, il messaggio consegnato ai suoi. L’obiettivo è anche quello di capitalizzare le conseguenze della debacle di ieri e trasformarle in una narrazione a proprio favore. Comunque vada a finire – spiega un meloniano doc – deve essere chiaro che noi eravamo il partito che voleva difendere davvero la libertà di scelta dei cittadini, a differenza di altri. Altri che sono sia la sinistra che gli alleati. La scelta di votare con i deputati del generale non è stata infatti apprezzata dagli altri partiti di governo, ma la replica di chi in Fratelli d’Italia si occupa della pratica è tranchant: “Potevano pensarci ieri”.

Nel day after, si continua a ragionare su quei franchi tiratori che, è il calcolo, alla fine sono stati una cinquantina. E a mente fredda i sospetti di Fratelli d’Italia si concentrano sui leghisti. La convinzione di chi si è confrontato su questo punto con la premier è che la questione non risieda nei rispettivi capi dei due partiti, Matteo Salvini e Antonio Tajani, che – si osserva – hanno agito con correttezza. Ma pian piano si cominciano a fare con meno timidezza anche i nomi di chi, come veniva sottolineato ieri, non ha “platealmente” partecipato al voto. Tra questi, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che è stato visto in aula ma – da tabulato – non risulta tra i votanti. Qualche dubbio viene poi sollevato sul fatto che a presidere l’aula ci fosse Fabio Rampelli, che dunque non ha potuto esprimere il suo voto, invece che il presidente Lorenzo Fontana. Il quale, viene però spiegato, normalmente è presente quando si arriva al voto finale.

C’è un’altra grande incognita che la premier dovrà sciogliere qualora domani la legge elettorale fosse approvata: ripresentare o no l’emendamento sulle preferenze nel passaggio al Senato? Si tratta della strada indicata dal presidente Ignazio La Russa che ha ricordato che sulla materia a palazzo Madama non è previsto voto segreto. Sarebbe possibile anche, si sottolinea, formulare la proposta in maniera diversa, magari eliminando quei problemi sulle quote di genere che hanno alimentato una contrarietà trasversale di deputate. Ci sono però una serie di variabili che si stanno valutando. Intanto, sarebbe necessario un terzo passaggio alla Camera durante il quale ci sarebbe solo un modo per non correre il rischio di essere impallinati nuovamente: mettere la fiducia. E poi ci sono le perplessità degli alleati che a questo punto speravano che la pratica fosse stata chiusa e si potesse andare oltre. “Sarebbe una forzatura, ormai la frittata è fatta”, ha spiegato un deputato di Forza Italia a un collega leghista. Quanto la premier sia disposta a questo punto a tenere in conto le preoccupazioni degli alleati è però tutto da vedere.

MotoGp, Bagnaia operato, Ducati: "Intervento riuscito"

Roma, 15 lug. (askanews) – Francesco Bagnaia è stato sottoposto con successo a un intervento di fasciotomia endoscopica all’avambraccio destro per risolvere la sindrome compartimentale. Lo ha comunicato Ducati, spiegando che il pilota torinese è stato operato oggi al Policlinico di Modena.

L’operazione è stata programmata approfittando della pausa estiva del Mondiale MotoGP, che dopo il Gran Premio di Germania si fermerà per tre settimane prima di riprendere a Silverstone, dal 7 al 9 agosto.

L’obiettivo è consentire al due volte campione del mondo di recuperare completamente in vista della seconda parte della stagione, eliminando il problema che può compromettere la sensibilità e la forza dell’avambraccio durante la guida.

Nel comunicato diffuso dalla casa di Borgo Panigale si legge: “Francesco Bagnaia è stato sottoposto con successo a un intervento di fasciotomia endoscopica all’avambraccio destro presso il Policlinico di Modena. Approfittando della pausa estiva della MotoGP, Pecco inizierà ora il suo percorso di riabilitazione”.

Bagnaia potrà così sfruttare lo stop del campionato per completare il recupero e presentarsi nelle migliori condizioni al Gran Premio di Gran Bretagna, primo appuntamento dopo la pausa estiva.

Maltrattamenti e condizioni estreme per animali in un Circo del Lazio

Roma, 15 lug. (askanews) – Per giorni le telecamere di LAV e Fondazione Franz Weber hanno seguito nel Lazio, a Viterbo in particolare, il Circo Rony Roller, per mostrare i movimenti s frutto di stress, condizioni di detenzioni non idonee alla natura degli animali, gabbie minuscole che intrappolano per ore o giorni gli animali, bastonate, calci e colpi inferti agli animali durante le fasi di spostamento degli animali. Tutto questo è ciò che avviene al di fuori del tendone, mentre al suo interno sono stati filmati numeri ed esercizi umilianti e contrari alla natura degli animali: lo denuncia Lav in un comunicato, fornendo anche materiale video e fotografico, dato in esclusiva a Fanpage.

Dalle immagini raccolte presso il Circo Rony Roller emerge come gli animali vengano strattonati e rincorsi dagli operai o dagli addetti agli animali, talvolta con l’utilizzo di uno strumento simile a una frusta, si legge nel comunicato.

Stando alle immagini, scrive Lav, l’ippopotamo non ha a disposizione la vasca con l’acqua, mentre la mancanza di idratazione può comportare lesioni cutanee che provocano dolore all’animale e lo espongono al rischio di infezioni.

Sempre stando alle immagini, Lav riporta comportamenti stereotipati, ovvero movimenti ripetitivi spesso indicativi di uno stress sperimentato dall’animale. Nel circo in questione si osservano stereotipie nella leonessa e in un asino, in particolare nel momento in cui si trova in un recinto temporaneo prima dell’esibizione.

Accanto al disagio psicologico, si aggiunge il potenziale disagio fisico. In questo caso, infatti, si possono osservare alcuni cavalli molto magri, potenzialmente denutriti.

Infine, secondo quanto registrato, si può osservare una gestione dei contatti tra animali e pubblico potenzialmente critica. Durante la visita al “parco zoo”, ovvero durante l’esposizione in esterna degli animali a riposo dagli spettacoli, alcuni animali, in particolare lama e cammelli, vengono tenuti liberi in mezzo alle persone. Inoltre, non sembra esserci controllo fra il pubblico esterno e gli animali. Risulta visibile, ad esempio, una bambina che dall’esterno lancia indisturbata oggetti all’ippopotamo. Questa condizione, oltre a rappresentare un potenziale stress per gli animali, è rischiosa per gli esseri umani: animali selvatici tenuti in cattività possono essere portatori di malattie trasmissibili all’uomo e potrebbero esprimere comportamenti aggressivi o tentare di fuggire.

Ma il Circo Rony Roller non vive di soli biglietti al botteghino: è finanziato attraverso il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) del Ministero della Cultura con 19.789,56 euro assegnati nel 2025 per le attività circensi, insieme ad altri 12.345,50 € sottoforma di fondi per i progetti speciali, ricorda Lav.

“Il ministero della Cultura, nella persona del ministro Giuli e del sottosegretario Cannella, finanziando il Circo Rony Roller sono al corrente di ciò che finanziano? Sanno dove vanno a finire i fondi pubblici da loro elargiti? Ce lo chiediamo da anni, auspicando una loro decisa presa di posizione per dire basta all’uso e allo sfruttamento degli animali nei circhi. Lo strumento per fermare tutto questo ce l’hanno ed è l’attuazione della legge delega 106/2022 che scade il 31 dicembre prossimo”, ha dichiarato Felicetti presidente di LAV.

“Vedendo queste immagini viene da chiedersi se gli amministratori locali, che continuano a permettere ai circhi di attendare nelle loro città, davvero vogliono garantire al loro territorio e ai loro cittadini un trattamento simile? È davvero questo il servizio pubblico che alcuni Sindaci riservano ai loro concittadini?”, ha aggiunto il presidente di Lav.

Quanto ripreso nel Lazio non è un caso isolato. Per settimane, mesi, i 19 circhi attualmente attivi in Italia sono stati monitorati e filmati durante le tournée in 9 regioni. Le telecamere di LAV e Fondazione Franz Weber hanno girato l’Italia per mostrare quello che è stato definito il “sistema circhi”.

La decisione di LAV e Fondazione Franz Weber di monitorare i circhi con animali in Italia è arrivata a dopo aver ricevuto in forma anonima le immagini registrate in 4 mesi di infiltrazione nel Circo Medini, tra gennaio e maggio di 2026. Consapevoli che il Medini non sarebbe stato un’eccezione, LAV e Fondazione Franz Weber hanno voluto mostrare quello che hanno definito “Il sistema circhi”.

Due situazioni diverse – il Medini in cui un infiltrato anonimo ha mostrato il vero volto di uno dei circhi più famosi d’Italia, e i 19 circhi con animali attualmente attivi sul territorio italiano ripresi durante le attività degli spettacoli. Tutto il materiale è stato dato in esclusiva a Fanpage.it per l’Italia, ricorda Lav.

“Per la prima volta una persona è riuscita ad infiltrarsi in un circo in Europa. Per 4 mesi ha registrato immagini sia durante gli spettacoli, ma soprattutto nel dietro le quinte del circo portando in luce un quadro di violenze e umiliazioni. Di fronte a queste immagini nessuno potrà più dire che il circo è uno spettacolo culturale. Da anni come LAV chiediamo al Governo di mettere fine a tutto questo, ma nessun Ministro e nessun Governo ha ancora avuto il coraggio di dire ‘Basta agli animali nei circhi’. Oggi chiediamo nuovamente al Ministro Giuli e al Sottosegretario alla Cultura Cannella che firmino finalmente l’attuazione della Legge delega sullo spettacolo, più volte rinviata, con lo stop all’uso degli animali nei circhi, come già fatto da oltre 50 Paesi in tutto il mondo. Solo così sarà possibile rilanciare davvero un settore da anni in crisi, con le esibizioni artistiche senza animali che già hanno tanto successo”, hanno dichiarato LAV e Fondazione Franz Weber.

Dalle immagini sono visibili chiaramente animali che sembrano essere in stato di denutrizione, dromedari che per essere spazzolati vengono tirati per la coda o a cui viene strappato con forza il pelo, assenza di alcuni arricchimenti ambientali fondamentali per gli animali come, ad esempio, la vasca ripiena di acqua per l’ippopotamo, animali tenuti in sosta sull’asfalto o con un piccolo strato di paglia che lo copre.

LAV ha già provveduto a denunciare alle autorità competenti quanto emerso da questi video a tutela di animali e persone.

Più di 20 Paesi in Europa hanno già vietato l’uso di animali selvatici nei circhi, tra cui la Svezia, l’Austria, la Grecia, il Belgio, i Paesi Bassi, la Spagna, la Francia, il Portogallo e il Regno Unito. Nel 2022 l’Italia ha emanato la legge delega n. 106 che prevede il superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi. Tuttavia, contrariamente ad altri paesi e fortemente in contrasto con la posizione dell’opinione pubblica, sono ormai quasi 4 anni che la sua attuazione viene rimandata”.

È il momento di compiere un passo definitivo: chiediamo di attuare la Legge con la proibizione totale dell’uso di animali nei circhi.

SpaceX scende per la prima volta sotto il prezzo di collocamento

New York, 15 lug. (askanews) – Per la prima volta il titolo di SpaceX è sceso sotto i 135 dollari del prezzo di collocamento. E’ la dimostrazione di come l’inclusione nel Nasdaq 100 non abbia sostenuto il titolo. Già la settimana scorsa l’azione della società spaziale di Elon Musk aveva rotto al ribasso i 150 dollari a cui aveva iniziato gli scambi il 12 giugno scorso.

Dal giorno del debutto al Nasdaq, il gruppo ha perso 800 miliardi di dollari di capitalizzazione. Il record intraday messo a segno dal titolo a metà giugno era pari a 225 dollari, cosa che aveva spinto SpaceX a valere più di Amazon nei giorni successivi alla quotazione con cui aveva raccolto 86 miliardi di dollari e visto la sua valutazione superare i 2.000 miliardi.

Oggi ha toccato un minimo intraday di 132,15 dollari.Gli analisti che hanno iniziato a occuparsi del titolo sono in generale ottimisti. Morgan Stanley ha un obiettivo di prezzo a 12 mesi a 300 dollari. Quello di JPM entro fine 2027 è a 225 dollari. Per Morningstar invece SpaceX vale solo 63 dollari.Resta da vedere se – in occasione della prima trimestrale da società quotata, in arrivo ad agosto – gli insider venderanno titoli con lo scadere del cosiddetto lock-up. Altri titoli potranno essere venduti nelle settimane e mesi successivi. Musk e altri grandi investitori invece non possono vendere nei 366 giorni successivi alla IPO.

Sci, Brignone: "Il mio corpo non si riprenderà mai completamente"

Roma, 15 lug. (askanews) – “Il mio corpo non si riprenderà mai completamente”. Federica Brignone guarda alla stagione 2026-2027 con realismo, consapevole che il grave infortunio subito a Moena alla fine del 2025 continua a condizionare la sua preparazione. In un’intervista a L’Équipe, la campionessa azzurra, reduce dalla straordinaria doppietta d’oro in SuperG e gigante ai Giochi di Milano-Cortina, racconta il lungo percorso di recupero e i dubbi sul futuro.

“Mi sto allenando ma continuo anche a curarmi – spiega Brignone -. Questa primavera è stata difficile, facevo ancora molta fatica a camminare. Ho iniziato la preparazione a metà maggio, ma non posso fare tutto quello che facevo prima dell’infortunio. Posso andare in bicicletta, nuotare e lavorare in palestra, ma non posso correre né fare veri appoggi. Il mio corpo ha ripreso tono muscolare, va sempre meglio, ma è ancora lontano dall’essere a posto. Ho male tutto il tempo”.

L’obiettivo è tornare sugli sci all’inizio di agosto, in vista del raduno della nazionale a Ushuaia previsto per settembre. Ma la partecipazione all’intera stagione resta un’incognita.

“Non so ancora se potrò disputare la stagione che sta per arrivare. Se dovessi soffrire come l’anno scorso, non sarebbe sopportabile. Dodici mesi fa, in questo periodo, non sapevo nemmeno quando avrei ricominciato a camminare. Per certi aspetti quest’estate va meglio, ma il mio corpo non si riprenderà mai completamente”.

Brignone torna anche sull’incredibile impresa olimpica di Milano-Cortina, conquistata dopo un recupero lampo: “Era già del tutto folle essere al cancelletto di partenza dopo aver disputato pochissime gare di Coppa del Mondo e con pochi giorni di allenamento. Ancora oggi non so come abbia fatto”.

Per questo motivo la valdostana affronta la nuova stagione senza certezze: “Mi sto preparando come se dovessi disputarla tutta, ma non so se ne sarò in grado. Decideremo quando sarà necessario”.

Nessun dubbio, invece, sul futuro più lontano. Le Olimpiadi invernali del 2030 non rientrano nei suoi piani.

“Sono sicura che non ci sarò, almeno non come atleta. È troppo lontano. Voglio fare altro, soprattutto viaggiare e continuare a praticare sport, ma senza vincoli. Se riuscirò a disputare la prossima stagione sarà già un ottimo risultato”.

Ciclismo, Tour, Waerenskjold trionfa in volata a Nevers

Roma, 15 lug. (askanews) – Dall’ultimo posto di ieri alla vittoria di oggi. Il norvegese Soren Waerenskjold (Uno-X Mobility) ha conquistato l’undicesima tappa del Tour de France, 161 chilometri da Vichy a Nevers, imponendosi in volata al termine della frazione più veloce nella storia della Grande Boucle, percorsa alla media record di 50,91 km/h.

Waerenskjold ha sorpreso il gruppo con uno sprint lanciato da lontano, precedendo l’olandese Olav Kooij e il belga Jasper Philipsen. Completano la top ten Milan Fretin, Artz, Biniam Girmay, Anthony Turgis, Clément Russo, Fernando Gaviria e Pascal Ackermann.

Per il 26enne norvegese si tratta del successo più prestigioso della carriera, arrivato appena ventiquattr’ore dopo aver chiuso all’ultimo posto la tappa di Le Lioran, vinta da Tadej Pogacar. Tra i principali risultati del corridore della Uno-X figurano anche la vittoria finale al Giro del Belgio 2024, il Giro di Germania 2025 e l’Omloop Het Nieuwsblad 2025. (Credit foto © A.S.O / Charly Lopez)

La giornata è stata caratterizzata dalla lunga fuga di Le Berre, Oliveira e Charmig. Con loro aveva provato a evadere anche Julian Alaphilippe, poi staccatosi nelle prime fasi. I tre battistrada sono stati ripresi a cinque chilometri dal traguardo, aprendo la strada alla prevista volata di gruppo.

Da segnalare anche il ritiro di Chris Harper e il curioso omaggio di Juan Ayuso, che alla firma del mattino si è presentato con la maglia della nazionale spagnola di calcio per celebrare la qualificazione della Spagna alla finale del Mondiale.

In classifica generale non cambia nulla. Tadej Pogacar conserva saldamente la maglia gialla, indossata oggi per la 61ª volta in carriera, superando definitivamente Miguel Indurain in questa speciale graduatoria. Lo sloveno guida con 3’36″ di vantaggio su Jonas Vingegaard e 4’06″ su Remco Evenepoel. Seguono Juan Ayuso a 4’22″, Paul Seixas a 4’35″, Florian Lipowitz a 4’44″, Isaac Del Toro a 5’08″, Mattias Skjelmose a 5’45″, Lenny Martinez a 6’34″ e Tom Pidcock a 11’49″. Primo degli italiani è Davide Piganzoli, 13° a 13’38″.

Il Tour riprenderà domani con la dodicesima tappa, 179 chilometri dal Circuit Nevers Magny-Cours a Chalon-sur-Saône, un percorso che potrebbe favorire ancora una volta i velocisti, pur lasciando spazio a un possibile successo da parte dei fuggitivi.

Gioielliere uccise rapinatori, Cassazione conferma pena per Roggero

Roma, 15 lug. (askanews) – E’ definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero, gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, che il 28 aprile 2021, in seguito all’assalto del suo negozio, uccise due rapinatori e ferì un terzo uomo. La Procura generale di Cassazione aveva chiesto la conferma della pena stabilita in appello. La decisione di oggi, dopo una camera di consiglio di oltre 5 ore, è dei giudici della I sezione penale della Suprema Corte.

Generali celebra il decennale di Valore Cultura con il presidente Mattarella

Roma, 15 lug. (askanews) – Generali celebra il decennale di Valore Cultura con la mostra “Novecento Italiano. Opere dalla Collezione Generali” e accoglie per la giornata inaugurale la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Per l’occasione, secondo quanto riporta un comunicato, il presidente di Assicurazioni Generali, Andrea Sironi, il Group CEO, Philippe Donnet e il CEO di Generali Country Italia, Giancarlo Fancel, hanno accompagnato il Presidente Mattarella in una visita guidata attraverso un percorso artistico fatto da oltre 50 capolavori della Collezione Generali a Roma, a Palazzo Bonaparte, con un ospite autorevole: “Le tre età” di Gustav Klimt, uno dei dipinti più celebri e amati della storia dell’arte europea.

La mostra sarà aperta gratuitamente a tutti fino al 23 agosto, all’interno dello storico edificio di Piazza Venezia, ristrutturato e restituito alla comunità da Generali nel 2019 come prestigioso polo culturale.

L’iniziativa, si legge, evidenzia l’attenzione di Generali e il suo storico legame con il mondo dell’arte, testimoniando il valore culturale e artistico di un patrimonio che il Gruppo conserva, valorizza e mette a disposizione della collettività da generazioni. Iniziato nel 2016, il progetto Valore Cultura ha promosso oltre 520 iniziative artistiche e culturali, coinvolgendo 7,2 milioni di persone in tutta Italia. Più di 75.000 ragazze e ragazzi hanno partecipato a laboratori, attività educative ed esperienze artistiche, grazie anche alla collaborazione con istituzioni culturali, musei, enti espositivi e festival in 65 località italiane.

Philippe Donnet, Group CEO di Generali, ha affermato: “Preservare e promuovere l’arte significa contribuire alla crescita culturale e civile del Paese. Per Generali questo impegno rientra nella responsabilità di sostenere lo sviluppo delle comunità, favorendo condizioni di vita più sicure, inclusive e sostenibili. Attraverso Valore Cultura, da oltre dieci anni, il Gruppo promuove iniziative di grande prestigio che supportano la conservazione del patrimonio artistico e lo rendono più accessibile alla cittadinanza, valorizzando al tempo stesso i territori. L’arte e la memoria condivisa costituiscono componenti fondamentali dell’identità nazionale: tutelarle e diffonderle significa contribuire in modo concreto al benessere della collettività e alla sua crescita nel lungo periodo”.

Giancarlo Fancel, Country Manager & Ceo di Generali Italia ha affermato: “Con Generali Valore Cultura, dal 2016, abbiamo coinvolto più di sette milioni di persone nelle nostre iniziative. Come Partner di Vita di famiglie, imprese e comunità, e motore di sviluppo del nostro Paese, continuiamo a investire nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano perché rappresenta una risorsa straordinaria di identità, competenza e coesione sociale. Con questa mostra celebriamo dieci anni di impegno nella convinzione che la cultura generi valore duraturo per i territori e per le nuove generazioni”.

La Collezione Generali, prosegue il comunicato, racconta una lunga storia di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Una parte della raccolta, insieme agli Archivi Storici Generali, è riconosciuta dal Ministero della Cultura come bene di interesse storico particolarmente importante, testimonianza materiale della storia economica, sociale e culturale del Paese.

Per Generali custodire questo patrimonio significa assumersi una responsabilità nei confronti delle generazioni presenti e future. Un impegno che si inserisce nella più ampia missione del Gruppo: proteggere ciò che conta, contribuendo alla costruzione di un futuro sostenibile e inclusivo. La mostra rinnova questa visione, nella convinzione che la cultura rappresenti uno strumento fondamentale di sviluppo umano e collettivo. Perché l’arte esprime pienamente il proprio valore quando incontra le persone, alimenta il dialogo, genera nuove prospettive e diventa esperienza condivisa. In questo senso, conclude il gruppo, la cultura è una delle forme più alte di protezione: protegge la memoria, rafforza le comunità, crea opportunità e costruisce fiducia nel domani.

L’esercito ucraino ha colpito la centrale termoelettrica a Sebastopoli

Roma, 15 lug. (askanews) – Le Forze per le Operazioni Speciali (SSO) ucraine hanno colpito questa notte una centrale termoelettrica a Sebastopoli, informa il corpo militare ucraino.

“Si tratta di un impianto che rappresenta quasi il 50% della capacità di generazione elettrica della Crimea occupata”, hanno specificato le Forze Speciali.Secondo le prime informazioni, l’operazione ha danneggiato la sala macchine, compreso il sistema di raffreddamento di una delle turbine Siemens SGT5-2000E. Qualora risultassero danneggiate anche le apparecchiature di pompaggio, le riparazioni potrebbero richiedere dai due ai cinque mesi, riferisce il media Ukrainska Pravda.

La centrale di Balaklava costituisce uno dei pilastri del sistema energetico della penisola. Insieme alla centrale termoelettrica di Tavriya, a Simferopoli, garantisce circa il 90% del fabbisogno energetico della Crimea, rappresentando i due principali impianti di produzione elettrica della regione, riferisce il media ucraina.

L’Ue avvia procedura d’infrazione per l’Italia su "querele temerarie"

Roma, 15 lug. (askanews) – Oggi la Commissione europea ha deciso di avviare procedure di infrazione inviando lettere di messa in mora a 14 Stati membri – Bulgaria, Cechia, Germania, Irlanda, Grecia, Spagna, Italia, Lussemburgo, Ungheria, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Romania e Slovacchia – per non aver comunicato l’integrale recepimento delle norme UE a tutela delle persone dalle azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP) (Direttiva (UE) 2024/1069).

Le SLAPP (le cosiddetto ‘querele temerarie’) sono azioni legali infondate e abusive volte a mettere a tacere chi opera nell’interesse pubblico. Tra i soggetti presi di mira dalle SLAPP possono figurare giornalisti, difensori dei diritti umani o organizzazioni della società civile. “La direttiva – si legge nella nota della Commissione – fornisce loro strumenti per difendersi da pretese manifestamente infondate o procedimenti giudiziari abusivi in materia civile con implicazioni transfrontaliere. Essa consente ai tribunali di respingere le pretese manifestamente infondate in una fase precoce del procedimento e prevede rimedi per le persone prese di mira, nonché tutele contro le sentenze emesse da paesi terzi. Gli Stati membri avevano tempo fino al 7 maggio 2026 per recepire la direttiva nel proprio ordinamento nazionale. Ad oggi, i 14 Stati membri citati non hanno comunicato alla Commissione l’integrale recepimento della norma. La Commissione invia pertanto lettere di messa in mora agli Stati membri interessati, i quali dispongono ora di due mesi per rispondere e notificare alla Commissione le misure di recepimento integrale. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato”.

Valore Acqua: il progetto a tutela delle falde acquifere

Massafra, 15 lug. (askanews) – L’acqua è una risorsa sempre più preziosa, soprattutto in territori come la Puglia, dove gli effetti del cambiamento climatico rendono la gestione idrica una delle principali sfide per il futuro.

Le parole dell’Amministratore Delegato Heineken, Alexander Koch: “Per noi crescita e sostenibilità non sono due percorsi separati. La nostra strategia brew a better world, o brew a better Italia, prende forma ogni giorno qui in Italia con gli investimenti che facciamo nel birrificio e anche questo progetto è nato da questa idea. Ovviamente le grandi sfide ambientali non le possiamo risolvere da soli, lo faremo con i nostri partner nel territorio. Restare uniti è l’unico modo per risolvere le grandi sfide”.

Da Massafra, Heineken Italia lancia Valore Acqua, un progetto sviluppato insieme ad ARIF con l’obiettivo di contribuire alla tutela della falda della Murgia attraverso il recupero di infrastrutture esistenti e un utilizzo più efficiente delle risorse idriche.

L’intervista al direttore del Birrificio di Massafra, Alessandro Merlo: “Da sempre la caratteristica di questo birrificio è stata mantenere la tradizione innovando in maniera sostenibile nel territorio. Sicuramente l’acqua per noi è un bene importantissimo, lavoriamo in un territorio a forte vocazione agricola, quindi l’acqua è importante per il territorio ed è importante per noi”.

L’iniziativa punta a recuperare una vasca di accumulo oggi inutilizzata e ad alimentarla con acque superficiali già disponibili, destinate all’irrigazione delle campagne della zona.

Il commento del Sustainability Management Heineken, Leo Gasparri: “Andremo quindi a ripristinare il canale che collega la Basilicata ad una vasca di raccolta che si trova nell’area, che raccoglie circa 10 mila metri cubi di acqua. Poi attraverso l’installazione di un sistema di sollevamento con tre pompe dedicate andremo a spingere quest’acqua all’interno del territorio attraverso una tubazione di circa 5 chilometri”.

Il progetto si inserisce nella strategia di sostenibilità di Heineken Italia, dal 2010 il Gruppo ha ridotto del 60% il consumo di acqua necessario per produrre un litro di birra, mentre lo stabilimento di Massafra rappresenta già oggi uno dei siti più avanzati della rete produttiva dell’azienda sul fronte dell’efficienza idrica ed energetica. Con Valore Acqua, l’obiettivo è estendere questo impegno oltre i confini del birrificio, contribuendo concretamente alla tutela del territorio e delle sue risorse naturali.

Padel ai Giochi del Mediterraneo 2026, i convocati dell’Italia

Roma, 15 lug. (askanews) – Saranno otto gli azzurri, quattro uomini e quattro donne, che rappresenteranno l’Italia nei tornei maschile, femminile e per coppie miste ai Giochi del Mediterraneo a Taranto. Gli incontri di padel si disputeranno dal 22 al 28 agosto al Parco del Mediterraneo alla Salinella.

Questa la lista dei convocati per l’Italia: Flavio Abbate, Alvaro Montiel, Simone Iacovino, Marco Cassetta; Carolina Orsi Giorgia Marchetti, Giulia Dal Pozzo, Carlotta Casali.

La delegazione azzurra è accompagnata dalla responsabile e capitana della nazionale maggiore Marcela Ferrari e dai coach assistenti Filippo Scala e Saverio Palmieri.

Mondiali, chiusura con Laura Pausini e Robbie Williams

Roma, 15 lug. (askanews) – La cerimonia di chiusura della Coppa del Mondo FIFA 2026 che si terrà prima della finale al New York New Jersey Stadium domenica 19 luglio, celebrerà l’indimenticabile percorso delle 48 squadre attraverso i tre paesi ospitanti e le 16 città ospitanti durante il torneo. Questo spettacolo stellare vedrà esibirsi Laura Pausini, Nicole Scherzinger, Robbie Williams e IShowSpeed, oltre a un’apparizione speciale di Tom Cruise, riunendo alcuni dei più grandi nomi della musica e dello spettacolo mondiale per una celebrazione indimenticabile prima del fischio d’inizio. Jennifer Hudson, vincitrice di Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award, reciterà in una speciale interpretazione dell’inno nazionale degli Stati Uniti prima della finale della Coppa del Mondo FIFA 2026™. Considerata una delle artiste più acclamate al mondo, la potente performance di Hudson creerà l’atmosfera perfetta per la partita di calcio più importante e per il momento più atteso del torneo.

L.elettorale, La Russa: bene Meloni a riflessione su voti mancati

Roma, 15 lug. (askanews) – “Fa bene Meloni a considerare un motivo di riflessione importante i voti che sono mancati a un provvedimento voluto dal governo, mi pare che si stia facendo una esagerazione sul voto a un emendamento”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine di un evento a Palazzo Giustiniani, è tornato a parlare del voto di ieri alla Camera sulla legge elettorale. “Al Senato non c’è voto segreto: ognuno ci deve mettere la faccia su quello che vota. Questo vuol dire che nessuno può nascondersi dietro al dito” ha aggiunto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine della proiezione di un documentario a Palazzo Giustiniani, tornando a parlare del voto sulla legge elettorale di ieri alla Camera.

Tennis, Sinner, controlli ok al J Medical

Roma, 15 lug. (askanews) – Una tappa veloce prima di concedersi qualche giorno di riposo. Jannik Sinner è passato dal J Medical di Torino per un controllo programmato dopo il trionfo a Wimbledon. Nessun allarme e nessun nuovo problema fisico per il numero uno del mondo, reduce dalle due intense settimane londinesi che lo hanno portato alla conquista del titolo ai Championships.

La visita ha confermato le buone condizioni dell’azzurro, che ora potrà dedicarsi a qualche giorno di vacanza prima di tornare a preparare la seconda parte della stagione. La destinazione più probabile è la Sardegna, dove Sinner aveva già trascorso alcuni giorni di relax prima di Wimbledon.

Il check-up è servito a fare il punto dopo uno Slam affrontato ad altissima intensità e gestito con grande attenzione anche dal punto di vista medico. Durante il torneo, infatti, oltre alle normali difficoltà di un appuntamento di due settimane, Sinner e il suo staff hanno dovuto affrontare anche temperature insolitamente elevate per gli standard britannici.

Il caldo ha reso fondamentale il monitoraggio costante dell’idratazione, del recupero e dei carichi di lavoro, con l’obiettivo di ridurre lo stress fisico e permettere al giocatore di mantenere il massimo rendimento. La risposta del corpo è stata positiva: partita dopo partita Sinner ha aumentato il livello della sua condizione fino alla vittoria finale, dimostrando una straordinaria solidità atletica e mentale.

Il controllo al J Medical ha quindi confermato che gli sforzi sostenuti sull’erba londinese non hanno lasciato conseguenze e che le strategie adottate durante il torneo hanno funzionato.

Ora per il campione altoatesino è il momento del recupero. Qualche giorno lontano dai campi per ricaricare energie fisiche e mentali, prima di affrontare la stagione sul cemento americano. All’orizzonte ci sono i Masters 1000 e soprattutto lo US Open, appuntamenti nei quali Sinner dovrà ancora una volta fare i conti con condizioni climatiche impegnative. La cura dei dettagli, già decisiva a Wimbledon, sarà una delle sue armi principali.

L.elettorale, La Russa: voto alla Camera può essere modificato al Senato

Roma, 15 lug. (askanews) – “Le Critiche dalle opposizioni per le mie dichiarazioni? E’ una buona notizia, ma penso che non sappiano leggere ed è strano perché Boccia è una persona intelligente”, ha aggiunto La Russa sottolineando che “la devono smettere di considerare il presidente del Senato come se fosse con gli stessi doveri del presidente della Repubblica, lo sono solo nell’esercizio delle mie funzioni”.

“Ieri ho parlato da presidente del Senato e ho detto che in un sistema bicamerale quello che viene votato in un ramo del Parlamento può essere cambiato nell’altro ramo del Parlamento. C’è qualcosa che non piace in questo? Me lo spieghino”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine di un evento a Palazzo Giustiniani, è tornato a parlare del voto di ieri alla Camera sulla legge elettorale. “Se a qualcuno non piace riformuli la Costituzione”, ha aggiunto.

Omicidio Saman, Meloni: in Italia non c’è spazio per chi nega libertà donna

Roma, 15 lug. (askanews) – “Con la sentenza definitiva per l’omicidio di Saman Abbas si chiude una dolorosa vicenda giudiziaria. Saman, giovane di origine pakistana in Italia, è stata uccisa dai suoi genitori e da alcuni familiari dopo essersi opposta a un matrimonio forzato e aver rivendicato il diritto di scegliere liberamente il proprio futuro. Nessuna sentenza potrà restituirle la vita, ma è giusto che i responsabili di questo barbaro delitto siano stati condannati in via definitiva. In Italia non c’è spazio per chi pretende di negare, in nome di presunte giustificazioni culturali o religiose, la libertà, la dignità e la vita di una donna. Questi sono principi irrinunciabili sui quali non arretreremo mai. Il mio pensiero va a Saman. Che possa finalmente riposare in pace”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post sui social.

Formula1, si riparte da Spa, Vasseur: "Attenzione al meteo"

Roma, 15 lug. (askanews) – La Formula 1 torna in pista questo weekend con il Gran Premio del Belgio, decimo appuntamento della stagione. Dopo la pausa, il Circus riparte da uno dei tracciati più affascinanti e impegnativi del calendario: Spa-Francorchamps, un circuito che unisce velocità, dislivelli e condizioni meteorologiche spesso imprevedibili.

In Belgio torna il format tradizionale, con tre sessioni di prove libere a disposizione delle squadre per preparare al meglio qualifiche e gara. Con i suoi 7.004 metri, Spa è il circuito più lungo del Mondiale e rappresenta una vera “università” della Formula 1. Eau Rouge-Raidillon, Kemmel, Pouhon, Blanchimont e la chicane Bus Stop sono curve leggendarie che richiedono un equilibrio tecnico perfetto tra efficienza aerodinamica, stabilità alle alte velocità, trazione e carico nelle parti più guidate.

Come spesso accade nelle Ardenne, il meteo potrebbe diventare un fattore determinante. A Spa può capitare che piova in un settore del circuito mentre gli altri rimangono asciutti, creando situazioni difficili da interpretare e rendendo strategia e capacità di adattamento elementi fondamentali.

Il programma prevede venerdì due sessioni di prove libere alle 13.30 e alle 17, mentre sabato si chiuderà il lavoro in pista con le terze libere alle 12.30. Le qualifiche scatteranno alle 16. Domenica alle 15 il via del Gran Premio, sulla distanza di 44 giri per un totale di 308,052 chilometri.

Il team principal della Ferrari Fred Vasseur presenta così il weekend belga: “Arriviamo a Spa-Francorchamps sapendo che ci attende un appuntamento particolarmente impegnativo. È uno degli appuntamenti più difficili del calendario, sia per le caratteristiche del circuito sia per il meteo delle Ardenne, spesso variabile e imprevedibile. Sappiamo di poter contare su una squadra unita, che continua a spingere nella stessa direzione, e su due piloti che lavorano molto bene insieme e si stimolano a vicenda ogni volta che scendono in pista”.

“L’obiettivo – aggiunge Vasseur – sarà massimizzare il risultato e fare in modo di eseguire ogni dettaglio nel miglior modo possibile, dalla prima sessione fino alla bandiera a scacchi”.

Mostre, ad Aquileia i tre frammenti del Vangelo di Marco

Roma, 15 lug. (askanews) – Per la prima volta dopo quasi sette secoli, le tre parti superstiti del Vangelo di Marco, uno dei più importanti codici dell’Europa medievale, saranno insieme ad Aquileia. Dal 12 settembre 2026 al 25 aprile 2027, Palazzo Meizlik ospiterà la mostra “Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo”, promossa e organizzata da Fondazione Aquileia con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Aquileia, la Basilica di Aquileia, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli afferente al Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione regionale Musei nazionali del Friuli Venezia Giulia, la Basilica di San Marco di Venezia, il Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga, l’Archivio del Castello di Praga presso la Cancelleria della Presidenza della Repubblica ceca e l’Arcidiocesi di Praga. Il progetto è il risultato di un articolato lavoro di diplomazia culturale promosso da Fondazione Aquileia, che ha costruito un dialogo tra istituzioni civili, religiose e museali italiane e ceche, rendendo possibile un’operazione di straordinario valore scientifico e simbolico. Tra gli elementi di maggiore rilievo figura il prestito del frammento appartenente al Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga e al Tesoro della Cattedrale, considerato patrimonio indivisibile dello Stato e del suo popolo, che lascerà per la prima volta il territorio ceco.

Aquileia è il luogo in cui questa storia ha avuto inizio. “Splendida Civitas” nella tarda antichità e, nell’alto Medioevo, la più vasta diocesi d’Europa, il Patriarcato di Aquileia fu ponte tra Roma, Bisanzio, il Sacro Romano Impero e il mondo slavo, rappresentando uno dei principali centri spirituali, politici e culturali del continente. È proprio questa centralità storica ad aver reso possibile la riunione dei tre frammenti nello stesso luogo, confermando il sito UNESCO di Aquileia come crocevia di una rete di relazioni che continua ancora oggi a unire istituzioni, culture e Paesi europei. Più che un antico manoscritto, il Vangelo di Marco rappresenta una delle più alte testimonianze della cultura medievale. Venerato come autografo dell’Evangelista Marco, la ricerca storica ne colloca la realizzazione nel VI secolo. Custodito per secoli ad Aquileia, il Vangelo fu smembrato e le sue tre parti seguirono destini differenti. La mostra narra questa vicenda, restituendo unità a una storia che appartiene al patrimonio culturale dell’Europa.

Il progetto e il programma di iniziative scientifiche e divulgative della mostra saranno presentati alla stampa italiana e internazionale giovedì 10 settembre 2026 a Roma.

L.elettorale, in aula Camera maggioranza divisa su emendamento Ziello

Roma, 15 lug. (askanews) – Maggioranza divisa in aula alla Camera sulla votazione dell’emendamento Ziello (Futuro Nazionale con Vannacci) che chiedeva l’introduzione delle preferenze. La proposta di modifica, su cui governo e maggioranza si sono rimessi all’aula, è stata bocciata a voto segreto con 233 no e 139 sì. Tra i voti a favore quelli di Fratelli d’Italia che in aula ha dato indicazione di votare a favore.

“C’era Fdi che diceva positivo alzando il pollice e Fi che lo abbassava. Ma ci rendiamo conto di quello che è successo o facciamo i sonnanbuli?”, ha detto Luana Zanella (Avs) intervenendo in aula. Mentre lo stesso Ziello ha svelato che anche la Lega ha dato indicazione di votare contro.

“Noi ci siamo espressi con coerenza a differenza vostra. Abbiamo sempre dimostrato che quando un provvedimento è premiale per gli italiani Fdi lo vota al di là di chi lo presenta”, ha detto il deputato Fdi Gianluca Vinci.

Legge elettorale, l’aula della Camera boccia anche l’emendamento sulle preferenze dei vannacciani

Roma, 15 lug. (askanews) – L’aula della Camera ha bocciato a scrutinio segreto l’emendamento del deputato di Futuro Nazionale con Vannacci Edoardo Ziello che prevedeva l’introduzione delle preferenze nella legge elettorale. I no sono stati 233, 139 i sì. Il governo e la maggioranza si erano rimessi all’aula.

Prima del voto, con un video sui social il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci aveva invocato il voto del centrodestra chiamando in causa direttamente la premier: “Dopo il disastro di ieri Meloni ha un’altra opportunità oggi: far votare l’emendamento di Fn che propone le preferenze senza alcun capolista bloccato. Venga in Aula, parli con i capigruppo del centrodestra, si scateni, tiri fuori gli attributi perchè la partita non è ancora persa, ci vuole solo la volontà per vincerla”.

Ucraina, Zelensky: presto Patriot "Made in Ukraine" (e lo scudo antimissilistico con l’Europa)

Roma, 15 lug. (askanews) – Presto ci saranno missili Patriot “Made in Ukraine”, ha dichiarato oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, durante le celebrazioni per la Giornata della statualità ucraina.

“Per la prima volta l’Ucraina si avvicina alla possibilità di produrre missili per i Patriot e potrebbe diventare il terzo Stato nella storia ad avere questo accordo e questo privilegio”, ha spiegato Zelensky, ringraziando “il presidente degli Stati Uniti per la decisione politica, che è già storica e che contribuirà a salvare la vita di migliaia di persone in Ucraina. È molto importante che, lungo questo percorso, tutto vada a buon fine per le nostre parti e per i nostri team, e che i missili per i Patriot con il marchio ‘Made in Ukraine’ diventino al più presto una realtà che avvicinerà la sicurezza e la vittoria della vita in Ucraina”, ha affermato il capo dello Stato ucraino.

Zelensky ha inoltre sottolineato che per la prima volta Ucraina ed Europa costruiranno insieme uno scudo antimissilistico. Il presidente ucraino ha definito il progetto “storico” e ha ribadito che l’Ucraina non sarà un semplice osservatore, ma uno dei leader nel riunire i Paesi e le più importanti aziende della difesa europee.

“Il progetto FREYJA è iniziato. Faremo tutto il possibile per costruire il sistema antimissilistico dell’Europa, unendo tutte le capacità antimissilistiche europee, affinché i cieli dei nostri popoli siano protetti e affinché i dittatori non possano imporre alle persone libere in Europa come vivere. Affinché la vita delle persone in Ucraina e in ogni Stato europeo non dipenda dal fatto che Putin e quelli come lui dispongano o meno di capacità balistiche”, ha dichiarato il presidente.

“Il nostro obiettivo principale non è una Russia senza benzina” ma “un’Ucraina senza la Russia. Un’Ucraina senza guerra. L’Ucraina con l’Europa. E l’Ucraina e l’Europa senza la minaccia di Mosca”, ha concluso Zelensky nel suo discorso pubblico a Kiev.

Eolico offshore, Palummo: coniugare tutela biodiversità

Roma, 15 lug. (askanews) – Per Valeria Palummo (Assegnista di ricerca della Stazione Zoologica Anton Dohrn presso il Sicily Marine Centre – Sede di Palermo), “Le attività di ricerca condotte dall’istituto hanno permesso di acquisire una conoscenza approfondita degli habitat e degli ecosistemi dell’area di mare interessata alla realizzazione dell’eolico offshore. L’analisi dei dati raccolti ha portato a risultati scientifici di particolare rilievo, consentendo di individuare aree prioritarie di interesse conservazionistico. Queste evidenze hanno rappresentato un supporto fondamentale per le procedure di valutazione di impatto ambientale legate alla realizzazione di impianti eolici offshore, dimostrando come la ricerca scientifica sia uno strumento essenziale per orientare scelte strategiche in grado di coniugare tutela della biodiversità e sviluppo delle energie rinnovabili. Una transizione realmente condivisa può essere costruita solo su una conoscenza scientifica solida, continua e aggiornata, alimentata dalla sinergia tra ricerca, istituzioni, imprese e territori. È proprio dall’integrazione di competenze e dalla condivisione delle conoscenze che possono nascere decisioni più consapevoli, capaci di coniugare innovazione, conservazione e sviluppo sostenibile”.

L’intervento in occasione del convegno convegno “Sicilia tra minaccia climatica e opportunità. Energia, paesaggio, pesca e sviluppo: come costruire una transizione condivisa”. L’evento è stato promosso da Fondazione UniVerde, CNR-DSSTTA (Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente), Stazione Zoologica Anton Dohrn – Sicilia e CNR-IRBIM (Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine) con il patrocinio del Libero Consorzio di Trapani.

L. elettorale, Conte: emendamento preferenze farlocco, furbata Meloni

Roma, 15 lug. (askanews) – Quello sulle preferenze era un “emendamento farlocco”, ora “Fdi sta facendo caciara” ma la verità è che “per lavarsi la coscienza Meloni si era inventata una furbata per prendere in giro gli italiani”. Così il leader M5s Giuseppe Conte, intervenuto a La7.

Con l’emendamento gli italiani avevano “sei nomi prestampati con capilista bloccati” ma “queste non si chiamano preferenze” che invece “erano contenute nel nostro emendamento che è stato bocciato”, ha aggiunto.

Ddl sicurezza, Meloni: ulteriore tassello contro fenomeno violenza minori

Roma, 15 lug. (askanews) – “In questi anni noi abbiamo affrontato la criminalità minorile con norme coraggiose, dalla custodia cautelare in carcere anche per i minorenni che fanno uso di armi fino alle misure severe contro l’uso dei coltelli tra i più giovani. Ora aggiungiamo un ulteriore tassello per contrastare quei fenomeni di violenza di gruppo che stanno coinvolgendo sempre più spesso anche i minorenni”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio sui social a proposito del via libera di ieri del Cdm al nuovo ddl sicurezza.

“È per esempio quello che è accaduto pochi giorni fa al Colosseo, dove gruppi di ragazzi hanno assaltato le volanti delle forze dell’ordine e provocato gravi disordini. Sono fenomeni che vogliamo stroncare. Per questo – spiega – con le nuove norme introduciamo misure di buon senso. Se hai precedenti penali e decidi di organizzarti in gruppo per commettere atti di violenza, il questore può vietarti di stare insieme alle persone con cui delinqui. Se violi quel divieto è prevista la reclusione. Se partecipi a un danneggiamento di gruppo rischi fino a 5 anni di carcere con la possibilità di arresto anche in flagranza differita. E poi chi ha tenuto comportamenti aggressivi nelle aree della movida potrà essere identificato e trattenuto fino a 12 ore per impedire che torni a creare problemi. Uno strumento che ha già dimostrato di funzionare contro i manifestanti violenti”.

L’emendamento è sostanza politica: in gioco resta una riforma elettorale inaccettabile

Nei giorni scorsi, al seminario promosso da Mattia Orioli ed altri sulla “deriva antidemocratica” di cui la riforma elettorale rappresenta l’aspetto più immediato ed evidente, era stata affacciata timidamente la tesi di un qualche sostegno alla reintroduzione delle preferenze. La classica foglia di carciofo veniva ad oscurare per un momento il giudizio negativo sulla riforma stessa. Questo l’approccio dell’ex parlamentare Erminia Mazzoni, conosciuta per la sua lunga militanza nel Ccd/Udc: con lei si palesava, insomma, l’aspettativa di tutti i centristi desiderosi di “farsi belli” agli occhi della Destra. Ettore Bonalberti li ha definiti con rara efficacia i nuovi “cavazzoniani”, emuli a distanza di un secolo di quel Cavazzoni che ruppe con Sturzo per mettersi al servizio del Duce.

Anche oggi, sconfitta la Meloni alla Camera, si cerca di mettere tra parentesi il fattore d’indigeribilità della legge per lamentare con toni surreali la bocciatura dell’ormai famoso emendamento Bignami.

Non siamo d’accordo. Si potrebbe spiegare che in gioco a Montecitorio si è visto solo un maldestro recupero del sistema delle preferenze, ma non di questo giova adesso discutere di fronte alla pubblica opinione, forse legittimamente disorientata. In realtà, se fosse stato approvato l’emendamento (con il voto di Vannacci!)  nessuno avrebbe potuto fermare la marcia trionfale della maggioranza. Come potevano le opposizioni – tutte, compresa quella incarnata da Calenda – abboccare all’amo del governo per averla vinta in astratto  sul terreno delle preferenze fittiziamente riproposte?

Oggi, con una Premier smarrita nei suoi esercizi di acrobazia, specie sul fronte della politica estera, questa sconfitta parlamentare compromette l’agibilità di un percorso trionfalistico. Come a seguito della débâcle referendaria, anche dopo l’incidente di ieri si proverà comunque ad andare avanti. Invece la Meloni dovrebbe salire al Colle e  rimettere nelle mani del Presidente della Repubblica il suo mandato: se la maggioranza si dovesse mostrare coesa, capace pertanto di garantire la continuità del lavoro fin qui svolto dal governo, non sarebbe in discussione l’eventualità del reincarico. Difficile però che il coraggio della Premier giunga a tanto, piuttosto prevarrà l’istinto di sopravivenza. Con il Ministro dell’Economia che nel frattempo si dichiara contrario alle elezioni anticipate…

Mare, Luna (CNR-IRBIM): scienza deve essere la bussola

Roma, 15 lug. (askanews) – Per Gian Marco Luna (Direttore del CNR-IRBIM): “La transizione ecologica non può essere affrontata senza una conoscenza scientifica profonda del Mar Mediterraneo. Solo attraverso dati, monitoraggi di lungo periodo e ricerca sarà possibile gestire in modo sostenibile le risorse marine, comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici e accompagnare la blue economy verso un futuro più resiliente e competitivo. La scienza deve essere la bussola che consente di trasformare le sfide del cambiamento climatico in opportunità di sviluppo sostenibile per il mare, la pesca e le comunità costiere”.

L’intervento a Trapani in occasione “Sicilia tra minaccia climatica e opportunità. Energia, paesaggio, pesca e sviluppo: come costruire una transizione condivisa”. L’evento è stato promosso da Fondazione UniVerde, CNR-DSSTTA (Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente), Stazione Zoologica Anton Dohrn – Sicilia e CNR-IRBIM (Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine) con il patrocinio del Libero Consorzio di Trapani.

Mps, Messina (Intesa): riteniamo che prezzo Opas sia il massimo possibile

Roma, 15 lug. (askanews) – “Riteniamo che il prezzo offerto sia il massimo possibile: se guardate i livelli di price earning oggi di Mps è in linea con quelli di Morgan Stanley e Goldman Sachs nel mondo, non c’è un’altra banca che oggi ha un price earning così alto”. Lo ha dichiarato il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, interpellato a margine dell’assemblea annuale dell’Abi. “La nostra offerta si rivolge agli azionisti – ha spiegato -, il management, il cda di Montepaschi di Siena farà le sue valutazioni, ovviamente con grande rispetto, ma noi parliamo con gli azionisti, questo è per noi fondamentale”.

“Noi abbiamo fatto la nostra offerta – ha concluso -, l’offerta di mercato è trasparente, punta a rafforzare non soltanto il nostro gruppo, ma anche il sistema bancario nazionale e a posizionare correttamente l’Italia anche in Europa, salvaguardando degli asset strategici come possono essere la partecipazione in Generali e quella che è Mediobanca e la componente Montepaschi di Siena”.