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Transizione energetica: le PMI puntano sulle comunità

Roma, 8 lug. (askanews) – La transizione energetica non è più solo un obiettivo normativo, ma la più grande sfida competitiva del nostro tempo. Nella prestigiosa Sala Matteotti della Camera dei Deputati, istituzioni e imprese si sono date appuntamento per fare il punto sulla rivoluzione verde in Italia, partendo dal ruolo cruciale delle piccole e medie imprese.

Tra i temi caldi, le comunità energetiche rinnovabili come motore di sviluppo locale, che spesso devono affrontare tempi lunghi per l’allaccio alla rete: connessioni che possono superare i due anni e mezzo prima di avere risposte certe sulla TICA. Come ovviare?

Su questo punto è intervenuto Pierluigi Benemerito. Esistono degli strumenti che permettono di capire se un’area è particolarmente critica in termini di connessioni di allaccio, ma servirebbe una maggiore trasparenza e una maggiore chiarezza su quelle che sono realmente le criticità della zona, senza dover obbligatoriamente richiedere la TICA e attendere i tempi necessari solo per conoscere le tempistiche e i costi per connettere un impianto .

Riuscire a semplificare questo passaggio ha proseguito permetterebbe agli imprenditori, e perché no, eventualmente anche agli investitori, di programmare meglio le opere di investimento e magari decidere, in relazione alla zona, se investire su un impianto di produzione fotovoltaico o su un sistema di accumulo, quindi BESS. Riusciremmo in qualche modo a conciliare le esigenze private e i capitali privati con quello che è un’esigenza nazionale: stabilizzare la rete elettrica nazionale .

Abbinare il risparmio energetico delle comunità energetiche rinnovabili, che può raggiungere il 40%, a progetti sociali di economia circolare sui territori è la vera chiave per vincere le resistenze culturali. Quali strumenti normativi e incentivi servono alle imprese per rendere questo modello replicabile e strutturale in tutta Italia?

Ha risposto Giuseppe Russo Lacerna. Dirò quello che dicono tanti: snellire la burocrazia, avere un’assistenza più diretta da parte degli enti preposti, regole più chiare. Ma soprattutto noi siamo quella parte delle rinnovabili che crede nella comunità, che crede a partire dal piccolo, dall’unità, dalla cellula, perché anche la distribuzione e le reti, che io conosco molto bene, non sono adatte ancora a grandi sistemi, soprattutto di produzione, e vanno spesso in saturazione .

Allora perché non partire dalla cellula, dalla parte più piccola ha aggiunto così da dare il tempo anche alla rete nazionale di adeguarsi, sfruttare al meglio l’energia sul territorio, ottimizzarla? È un aiutarsi a vicenda tra chi deve rimodernare le reti e chi vuole fare rinnovabili .

Nel corso del dibattito l’ingegnere Miriam Di Nardo ha presentato un progetto sperimentato in Sicilia. Siamo partiti dal piccolo, con un test che ha trovato grande riscontro nella popolazione del territorio siciliano. Abbiamo deciso di tendere la mano alle famiglie con bambini affetti da autismo attraverso un sistema virtuoso basato su una moneta virtuale, qualcosa di totalmente innovativo che parte dalla condivisione di crediti energetici .

Questa moneta ha spiegato consente alle famiglie di acquistare, tramite un e-commerce, prodotti ad altissimo valore biologico, perché i bambini autistici hanno bisogno di un’alimentazione particolare per sbloccare il loro potenziale, promuovendo al contempo i prodotti del territorio. Abbiamo sviluppato un triplice impatto positivo: aiutare i ragazzi che hanno bisogno, alleggerire il carico economico delle famiglie e sostenere l’economia locale. È assolutamente replicabile: siamo partiti da un piccolo nucleo, ma può essere esteso ovunque .

Sono Greta Scarano e Nicolas Maupas i conduttori cerimonie Venezia 83

Roma, 8 lug. (askanews) – L’attrice e regista Greta Scarano con l’attore italo-francese Nicolas Maupas condurranno le serate di apertura e di chiusura dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026.

Greta Scarano con Nicolas Maupas guideranno sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido) la cerimonia di inaugurazione dell’83esima Mostra nella serata di mercoledì 2 settembre, nonché la cerimonia di chiusura di sabato 12 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali dell’83esima edizione della Mostra.

Nato, al via ad Ankara la riunione dei capi di Stato e governo

Ankara, 8 lug. (askanews) – E’ cominciata ad Ankara, con l’intervento del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, la riunione dei capi di Stato e di governo della Nato. In precedenza, dopo la cerimonia di accoglienza, i leader hanno partecipato alla foto di famiglia. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in seconda fila, era affiancata dalla premier dell’Islanda, Katrin Jakobsdottir, e dal presidente della Lettonia, Edgars Rinkevics.

Occhi puntati su Donald Trump. Prima di raggiungere la sua poltrona, il presidente degli Stati Uniti ha scambiato un rapido saluto con il presidente finlandese Alexander Stubb, poi è stato fermato dal primo ministro canadese Mark Carney con cui ha parlato brevemente. Infine, prima di prendere posto, Trump ha avuto ha avuto un fitto scambio con Erdogan.

Vaccini, Gentile: Fino a 30 euro risparmiati per euro investito

Roma, 8 lug. (askanews) – Fino a 30 euro risparmiati per ogni euro investito in vaccinazioni, oltre 3,5 milioni di persone immunodepresse oggi in Italia e nuove prospettive nella lotta all’HIV, sempre più orientata verso terapie e strategie di prevenzione a lunga durata d’azione, con fiale e pillole e la possibilità di arrivare, in alcuni casi, a una o due somministrazioni l’anno. Sono alcuni dei temi al centro della prima edizione di iCube – Infezioni nei pazienti immunodepressi: approccio integrato laboratorio e clinica, il congresso scientifico che si è concluso al Centro Congressi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Due giornate di confronto tra infettivologi, clinici, microbiologi, farmacologi e specialisti della prevenzione, con la partecipazione di esperti italiani e internazionali.

“iCube nasce dalla necessità di integrare le cure in un mondo sempre più complesso”, spiega Ivan Gentile, professore ordinario di Malattie infettive all’Università Federico II di Napoli, direttore della UOC di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II e responsabile scientifico del congresso. “Le tre ‘i’ sono infezioni, immunodepressione e integrazione. I pazienti immunodepressi rappresentano oggi circa il 6% della popolazione italiana, oltre 3,5 milioni di persone. Per garantire loro le migliori cure non basta che il microbiologo identifichi il germe o che l’infettivologo prescriva un antibiotico: serve un approccio integrato tra più figure professionali”.

La crescita dei pazienti fragili è legata anche ai progressi della medicina, dalle terapie antitumorali ai farmaci biologici, che hanno migliorato la sopravvivenza ma aumentato la platea dei soggetti esposti a infezioni gravi. “La prevenzione è fondamentale”, sottolinea Gentile. “I vaccini hanno dimostrato efficacia e sicurezza e oggi hanno anche una forte valenza economica: per ogni euro investito si possono recuperare fino a 30 euro grazie a minori ricoveri, meno terapie, meno terapia farmacologiche, meno visite senza considerare la migliore qualità di vita”.

Le coperture vaccinali restano però ancora lontane dagli obiettivi. “Per herpes zoster e pneumococco siamo intorno al 10%, mentre sull’antinfluenzale siamo mediamente al 50%, a fronte di un obiettivo minimo del 75%. Ogni anno l’influenza continua a riempire i pronto soccorso e a provocare decessi. Questa battaglia non si vince solo con decreti o leggi, ma comunicando meglio e producendo evidenze sempre più solide”.

Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, Massimo Andreoni – professore emerito malattie infettive Università di Roma Tor Vergata – membro Consiglio Superiore di Sanità e Marco Falcone – Professore ordinario di malattie infettive Università di Pisa.

+Nato, al via ad Ankara la riunione dei capi di Stato e governo

Ankara, 8 lug. (askanews) – E’ cominciata ad Ankara, con l’intervento del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, la riunione dei capi di Stato e di governo della Nato. In precedenza, dopo la cerimonia di accoglienza, i leader hanno partecipato alla foto di famiglia. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in seconda fila, era affiancata dalla premier dell’Islanda, Katrin Jakobsdottir, e dal presidente della Lettonia, Edgars Rinkevics.

Occhi puntati su Donald Trump. Prima di raggiungere la sua poltrona, il presidente degli Stati Uniti ha scambiato un rapido saluto con il presidente finlandese Alexander Stubb, poi è stato fermato dal primo ministro canadese Mark Carney con cui ha parlato brevemente. Infine, prima di prendere posto, Trump ha avuto ha avuto un fitto scambio con Erdogan.

Ucraina, la Russia: intercettati 415 droni ucraini nella notte

Roma, 8 lug. (askanews) – La Russia ha annunciato di aver intercettato e distrutto 415 droni ucraini sul proprio territorio e sui territori ucraini sotto il suo controllo nella notte. Il ministero della Difesa russo, che ha redatto questo rapporto, non divulga mai informazioni su droni e missili che sono riusciti a penetrare le sue difese.

Da parte sua, l’Ucraina ha affermato che Mosca ha lanciato sette missili e 169 droni verso il suo territorio durante la notte. Kiev ha dichiarato inoltre di aver abbattuto o neutralizzato 139 droni e di aver registrato l’impatto di cinque missili balistici Iskander in quattro siti e di 20 droni in 11 siti.

Nato, Meloni: com’è andata con Trump? Rapporti cordiali

Ankara, 7 lug. (askanews) – Com’è andata con Trump? “Rapporti cordiali”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rientrando martedì sera in albergo dopo la cena offerta dal presidente turco Erdogan, in cui è stata seduta a tavola con il presidente americano.

A chi le chiedeva se ci fosse stato un chiarimento dopo gli insulti degli ultimi giorni, la premier si è limitata a dire: “Ho già risposto”.

UniCredit: adesioni offerta su Commerzbank al 17,60%, diritti voto al 49,65%

Roma, 8 lug. (askanews) – UniCredit ha riferito che, a seguito dell’offerta pubblica di acquisto volontaria su Commerzbank, sono state apportate in adesione azioni rappresentative del 17,60% del capitale sociale di Commerzbank. Tale quota, sommata alla partecipazione detenuta direttamente, pari al 26,77%, e agli strumenti finanziari che conferiscono il diritto di richiedere la consegna fisica di una quota del 3,22%, porta la posizione complessiva di UniCredit al 47,59% del capitale di Commerzbank.

“Un risultato ben oltre le aspettative iniziali”, afferma la banca guidata da Andrea Orcel con un comunicato. “La conclusione dei periodi di offerta pubblica di acquisto rappresenta un ulteriore passo avanti nell’attuazione dell’investimento strategico di UniCredit in Commerzbank. UniCredit continuerà a ricercare un dialogo costruttivo con tutte le parti interessate, proseguendo al contempo i necessari iter regolamentari e autorizzativi connessi al proprio investimento”, spiega la nota.

Successivamente alla pubblicazione dei dati, Unicredit scivola dell’1,51% a Piazza Affari, poco sopra gli 80 euro per azione, mentre alla borsa di Francoforte Commerzbank si muove debole, in calo dello 0,8% a 37,99 euro ad azione.

Trump: non sono contento della Nato per Groenlandia e Iran

Roma, 8 lug. (askanews) – “Non sono contento della Nato per quello che hanno fatto con la Groenlandia e perche non ci hanno voluto aiutare con quello che è lo Stato numero uno per sostegno al terrorismo, che è l’Iran”: lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, al fianco del segretario dell’Alleanza Atlantica, Mark Rutte, a margine del vertice Nato in corso ad Ankara. “La Spagna è una causa persa, non voglio avere niente a che fare con loro, non voglio accordi commerciali o di altro tipo. Non voglio che ci siano visite di stato o di altro tipo” ha poi detto il presidente americano Donald Trump. “La Spagna è particolarmente ostile, dice di non volere pagare la propria quota”, ha aggiunto.

Iran, la Cina: "Ripresa ostilità non è nell’interesse di nessuno"

Roma, 8 lug. (askanews) – La Cina ha dichiarato che una “ripresa delle ostilità” tra Iran e Stati Uniti “non è nell’interesse di nessuna parte”.

“La Cina sta seguendo da vicino gli ultimi sviluppi della situazione in Medio Oriente. La ripresa delle ostilità non è nell’interesse di nessuna parte e i mezzi militari non possono risolvere divergenze fondamentali”, ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, in risposta alla richiesta di un commento sui nuovi attacchi nella regione.

“La Cina chiede agli Stati Uniti e all’Iran di dare attuazione al memorandum d’intesa già firmato, di risolvere i problemi attraverso il dialogo e i negoziati e di evitare di ricorrere alla forza”, ha aggiunto Mao nel briefing con la stampa.

Iran, ex Mossad: "Non si arriverà ad accordo sul nucleare"

Tel Aviv, 8 lug. (askanews) – “Non si arriverà ad un accordo sul nucleare tra Stati Uniti e Iran”. È la valutazione di Sima Shine, ricercatrice presso l’Istituto di Studi sulla Sicurezza Nazionale (INSS) ed ex capo della Divisione Ricerca e Valutazione del Mossad, che ha commentato con una delegazione di giornalisti italiani l’evoluzione dei negoziati tra Washington e Teheran successivi alla firma del Memorandum of Understanding (MoU).

Secondo l’analista israeliana, nonostante il dialogo in corso, le posizioni delle due parti restano troppo distanti per consentire un’intesa sul dossier nucleare. Le sue dichiarazioni arrivano mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran tornano a crescere: Washington ha colpito la scorsa notte, con finalità “punitiva”, obiettivi iraniani in risposta agli attacchi condotti da Teheran contro tre navi commerciali nello Stretto di Hormuz.

Sebbene gli incontri di Islamabad abbiano rappresentato un passo in avanti, consentendo un nuovo confronto ad alto livello tra le delegazioni statunitense e iraniana, secondo Shine una soluzione alle tensioni tra Teheran e Washington resta ancora lontana. A suo avviso, il Memorandum of Understanding è nato soprattutto dalla volontà condivisa di interrompere il conflitto, più che dal superamento delle divergenze tra le parti. “Entrambe le parti avevano quindi interesse a fermarsi, ed è per questo che si è arrivati al Memorandum of Understanding”, ha spiegato l’analista ad askanews e agli altri media italiani.

Le difficoltà, per l’ex Mossad, sono molteplici. “Prima di tutto, entrambe le parti hanno delle linee rosse sulla questione nucleare”, ha osservato Shine, sottolineando come “la vera domanda è se americani e iraniani saranno disposti ad abbandonarle”. “Gli americani affermano di essere disposti a consentire la diluizione dell’uranio arricchito, senza trasferirlo in un Paese terzo”, ha illustrato Shine, specificando tuttavia che questo “sarebbe accettabile” per Washington “solo se il livello finale fosse probabilmente quello dell’uranio naturale”. Una soluzione “difficile” da accettare per Teheran.

Le distanze non si esauriscono qui per Shine. Gli Stati Uniti, infatti, “chiedono un lungo periodo durante il quale l’Iran non possa effettuare alcun arricchimento dell’uranio”, un’opzione che, secondo le sue valutazioni, gli iraniani non sarebbero disposti ad accettare, prediligendo “una sospensione di breve durata”.

In questo contesto, ha proseguito Shine, l’obiettivo del presidente statunitense Donald Trump di ottenere un’intesa più favorevole rispetto all’accordo sul nucleare raggiunto durante l’amministrazione di Barack Obama appare estremamente difficile da conseguire. “Trump ha bisogno di ottenere un accordo migliore rispetto a quello raggiunto da Obama. Ed è estremamente difficile”, ha sostenuto l’analista, “non perché l’accordo di Obama fosse perfetto, ma perché oggi gli iraniani non sono più disposti a tornare alle condizioni di allora”. Secondo Shine, Teheran ritiene inoltre di poter negoziare ora da una posizione di maggiore forza grazie al controllo esercitato sullo Stretto di Hormuz, “che rappresenta una minaccia molto seria per la strategia di Trump”, e di poter così ottenere concessioni più favorevoli dall’attuale amministrazione americana.

Ciononostante, Shine ha condiviso che “la prossima settimana dovrebbe svolgersi un nuovo incontro” tra le parti. Un “appuntamento tecnico tra funzionari” la cui fattibilità rischia di essere compromessa a causa della nuova escalation militare tra i due Paesi.

Sul piano interno iraniano, Shine ha inoltre invitato alla cautela rispetto all’ipotesi di un cambio di regime favorito dall’esterno. “Non si cambia un regime bombardandolo dall’aria”, ha affermato l’ex Mossad, respingendo l’idea che le operazioni militari possano di per sé provocare la caduta della Repubblica islamica. Secondo l’ex responsabile della Ricerca e Valutazione del Mossad, il sistema politico iraniano continua infatti a funzionare, nonostante le tensioni interne tra le componenti più radicali, rappresentate dalle Guardie Rivoluzionarie, e quelle più pragmatiche che fanno riferimento al presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e al ministro degli Esteri Abbas Araghchi.

Shine ha ricordato di aver sostenuto anche prima del conflitto che “l’eliminazione di Khamenei non avrebbe cambiato il regime”, poiché “si tratta di un sistema, non di una persona”. Da qui anche la critica alle aspettative riposte da alcuni leader politici nelle capacità dell’intelligence israeliana. “Provengo dal Mossad e considero il Mossad un’organizzazione straordinaria. Può fare moltissime cose, e ne ha fatte molte. Ma non può cambiare il regime iraniano”, ha dichiarato la ricercatrice.

Per Shine, un eventuale cambiamento potrà avvenire soltanto attraverso dinamiche interne al Paese e non come conseguenza di un intervento militare esterno. Secondo l’analista israeliana, le proteste di gennaio e le dichiarazioni di sostegno rivolte da Donald Trump ai manifestanti avevano alimentato nella popolazione iraniana l’aspettativa di un possibile intervento americano. Una prospettiva che, tuttavia, non si è concretizzata. Oggi, secondo Shine, molti iraniani si sentono “traditi” dal presidente statunitense, mentre il timore di una nuova dura repressione da parte del regime di Teheran continua a rappresentare un forte deterrente alla mobilitazione popolare.

(di Lorenzo Della Corte)

Ai domiciliari Mario Adinolfi, accusato di truffa e evasione fiscale

Milano, 8 lug. (askanews) – Il giornalista e leader del movimento politico Il Popolo della Famiglia Mario Adinolfi è stato arrestato dalla Guardia di Finanza e posto ai domiciliari con l’accusa di truffa ed evasione fiscale. Contestualmente è in corso di esecuzione un decreto di sequestro preventivo per oltre 400 mila euro, finalizzato alla confisca anche per equivalente del profitto dell’evasione fiscale conseguito dall’indagato per un solo anno d’imposta.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, su delega della locale Procura della Repubblica, hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma – Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari. L’ipotesi è di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario ed omessa dichiarazione dei redditi.

Le investigazioni – sviluppate dai militari dell’Aliquota della Sezione di p.g. della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica della Capitale e del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria Roma – sono scaturite da plurime denunce/querele presentate da soggetti che hanno affidato all’indagato somme di denaro nella convinzione di partecipare a un “Betting Group”, denominato “Scommessa Collettiva”, ideato e promosso attraverso i social network.

L’attività è ritenuta avere riscosso l’adesione di un numero considerevole di clienti che – per l’affidabilità nella figura dell’ideatore proponente, la promessa di rendimenti elevati e garantiti in termini percentuali ben oltre i tassi offerti sul mercato finanziario, l’utilizzo di presunti algoritmi e di strategia di scommessa infallibili – sarebbero stati indotti a consegnare ingenti somme di denaro (anche superiori a 100.000 euro per vittima) per l’acquisto di “quote” di partecipazione, senza ottenere (in tutto o in parte) la restituzione delle somme versate e/o la remunerazione prospettata.

Dalla ricostruzione delle movimentazioni finanziarie sui conti correnti dell’indagato nell’ultimo quinquennio è stata accertata la raccolta di oltre 4,7 milioni di euro. Solo una parte di tali somme sono risultate correlate ad attività di scommesse sportive, mentre la gran parte dei fondi ricevuti sarebbe stato destinato a diversi utilizzi, tra cui trasferimenti verso soggetti terzi e sostenimento di spese personali per l’acquisto di beni di lusso quali orologi, lingotti e monete straniere, quadri, imbarcazioni e pagamenti per l’effettuazione di viaggi.

Nato, Meloni vede Zelensky: impegno per la pace, l’assistenza alla popolazione

Ankara, 8 lug. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato oggi il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, a margine del Vertice NATO ad Ankara.

Nel corso del colloquio – si legge in una nota di palazzo Chigi – è stato ribadito il fermo impegno dell’Italia al fianco dell’Ucraina e a favore di un percorso che conduca a una pace giusta e duratura.

La presidente del Consiglio ha inoltre confermato la prosecuzione dell’assistenza italiana alla popolazione ucraina, con particolare attenzione agli interventi volti a rafforzare la resilienza delle infrastrutture energetiche, duramente colpite dagli attacchi russi.

Iran, Rutte: attacco Usa necessario, stanno violando la tregua

Ankara, 8 lug. (askanews) – I bombardamenti Usa in Iran di questa notte erano “assolutamente necessari”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte al suo arrivo al vertice in corso ad Ankara, in Turchia.

“Se c’è un cessate il fuoco e l’Iran lo viola, abbiamo visto cosa è successo ieri con le navi attaccate, penso che sia assolutamente fondamentale che gli Stati Uniti reagiscano con forza”, ha spiegato.

“Mi aspetto che oggi gli alleati ribadiscano che l’Iran non deve mai e poi mai dotarsi di capacità nucleari”, ha aggiunto Rutte.

Hormuz, nuova escalation fra Iran e Usa

Roma, 8 lug. (askanews) – Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha precisato di aver colpito “oltre 80 obiettivi” in Iran in risposta agli attacchi condotti ieri contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz.

In una nota, Centcom ha dichiarato di aver preso di mira “sistemi di difesa aerea iraniani, reti di comando e controllo, siti radar costieri, sistemi missilistici antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni dei Guardiani della rivoluzione islamica all’interno e nei pressi dello stretto, in modo indebolire la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il commercio internazionale che transita attraverso questo corridoio commerciale”. I Guardiani della rivoluzione islamica hanno annunciato di aver colpito “85 obiettivi militari” americani presenti in Bahrein e Kuwait in risposta ai raid Usa.

“Nella risposta iniziale a questa aggressione, le forze navali e aerospaziali dei Guardiani della rivoluzione islamica, attraverso operazioni congiunte con missili e droni, hanno distrutto 85 importanti installazioni militari americani a Port Salman, nella regione della Quinta Flotta in Bahrein, e nella base aerea di Ali Salem in Kuwait, abbattendo anche un drone nemico MQ-9 che tentava di interferire con l’operazione”, recita il comunicato dei pasdaran riportato dai media iraniani.

Perché sulla Dc Cazzullo non ci convince

Due frasi ci hanno colpito nella risposta che ieri Aldo Cazzullo ha fornito a un lettore che lamentava l’oblio dell’opera svolta da liberali e moderati addossandone la responsabilità alla Dc, vista l’incapacità della sua classe dirigente a conservare la memoria di un passato democratico importante. “Della memoria storica – egli scrive – la Dc non sapeva molto che farsene”. E poi aggiunge: “La Dc è finita quando è finito il comunismo”. Nel mezzo, pur nello stile di un giornalista di grande finezza, si staglia una fredda sequela di rimproveri e censure rispetto alla vicenda di un partito che ha concluso il suo ciclo politico andando a sbattere – ecco la maxima culpa – sugli scogli di Mani Pulite. Per questa manifestazione di insufficienza, sostiene Cazzullo, il Paese non si ricorda più della Dc.

Si potrebbe subito obiettare che proprio negli ultimi tempi, man mano che si è assottigliato il credito della Seconda Repubblica, i meriti del personale politico democristiano sono tornati alla luce con qualche non lieve favore negli ambienti più disparati. Non è vero che sia calata per ragioni intrinseche la damnatio memoriae su quello che è stato il partito cardine del primo cinquantennio di vita repubblicana; piuttosto si è tentato maldestramente, specie da parte degli avversari, di annebbiare una grande prova di fedeltà democratica e lucida visione degli interessi generali del Paese. Anche la più recente storiografia, quando non è dominata dal pregiudizio, è sicuramente più attenta al contributo del cattolicesimo politico che trovò, appunto, nello Scudo crociato la sua più organica rappresentazione.

In ogni caso, la critica di Cazzullo mette a segno un punto decisivo laddove rileva l’interruzione di un percorso, intellettuale prima che politico, che spetterebbe a un certo mondo rivendicare, se non fosse scivolato nella palude del conformismo. Capitò anche a De Gasperi di dover constatare un fenomeno simile, anzi di proporzioni ancora più ampie e con riflessi ancor più gravi. In una lettera del 1944 a Stefano Jacini spiegò che era meglio stendere un velo pietoso sul comportamento di tanta parte del cattolicesimo organizzato di fronte al regime fascista.

Una volta, da noi invitato all’Istituto Sturzo per la presentazione di un libro su Luigi Sturzo, lo stesso Cazzullo formulò un giudizio – forse se ne ricorderà – davanti a una platea che non poté nascondere la sorpresa e il compiacimento: “Il popolarismo – disse all’incirca nell’occasione – è l’unica dottrina politica sopravvissuta alla fine del Novecento”. E allora, come si concilia un apprezzamento così coraggioso con quanto pubblicato sul Corriere della Sera? Sarebbe interessante capirlo, magari in un altro confronto pubblico, per non chiudere gli occhi di fronte alla storia, cominciando ad interrogarsi con più libertà se un filo rosso, ad esempio, non abbia legato la “strategia della tensione”, con le stragi più infami, al terrorismo rosso e nero, culminante nell’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse.

In verità, l’attacco alla Dc è cominciato ben prima che finisse il comunismo a guida sovietica e ben prima che si addensassero le nubi di Tangentopoli, sicché ignorarne le radici come si tende a fare ai giorni nostri, con il coro addestrato a ripetere che il passato non torna e nessuno può rinverdire o riproporre una vicenda complessa e comunque straordinaria, è davvero la forma più antipatica di oblio.

Cattolici, la fatica di coltivare il confronto senza neo collateralismi

Un confronto utile, ma con interrogativi da non eludere

Il recente incontro promosso da dall’Istituto Sturzo con varie associazioni o movimenti di area cattolica, a Roma, ha rappresentato indubbiamente una boccata d’ossigeno per rafforzare la qualità della nostra democrazia da un lato e, dall’altro e soprattutto, per contribuire a dare maggior robustezza all’elaborazione politica e culturale complessiva. Al riguardo, però, non sfuggono alcune considerazioni che non si possono liquidare allegramente o in modo sbrigativo. Anche perchè proprio attorno al capitolo della democrazia, del ruolo del Parlamento e della solidità costituzionale delle nostre istituzioni non si possono intraprendere scorciatoie furbesche o di comodo. In primo luogo, perchè un incontro così importante e delicato in questa fase storica e politica del nostro paese è stato concluso da due capi della sinistra? Era un convegno dell’alleanza di sinistra e progressista dove, per caso, spiccava solo l’assenza del duo Fratoianni/Bonelli per completare le varie sensibilità della sinistra italiana o era un confronto a tutto campo?

 

Il pluralismo politico dei cattolici e il rischio del neo collateralismo

In secondo luogo il pluralismo politico ed elettorale dei cattolici italiani. Durante l’intera prima Repubblica era abbastanza scontato, nonchè oggettivo, il voto della stragrande maggioranza dei cattolici italiani alla Democrazia Cristiana. Anche se, va pur detto, nessuno nella Dc ha mai sostenuto le ragioni dogmatiche e protocollari dell’unità politica dei cattolici. Semmai, al contrario, erano ragioni dettate solo ed esclusivamente da motivazioni politiche e, soprattutto, di natura storica. Stiamo, per caso, regredendo oggi su questo versante? Ad una sorta, cioè, di neo collateralismo alla rovescia? Dove non sono più i partiti a rivendicare l’appoggio politico ed elettorale dei cattolici ma singoli movimenti che si schierano, seppur del tutto legittimamente, pregiudizialmente a favore di qualche soggetto politico? Anche perchè, di grazia, cosa c’entrano il profilo, la natura, la cultura e i valori di Schlein e di Conte con la storia, la tradizione, la cultura e il pensiero del cattolicesimo politico italiano, seppur variegato e composito al suo interno? Perchè un conto è avere tutti gli esponenti politici come interlocutori – ci mancherebbe – altro è elevare qualcuno ad interlocutori esclusivi di quel vasto e ricco patrimonio politico e culturale.

 

La specificità dei cattolici si difende con il dialogo

In ultimo, ma non per ordine di importanza, se nella democrazia dell’alternanza – anche se, purtroppo, oggi è ispirata ad una rigorosa e dannosa deriva estremista, populista, radicale e massimalista – alcuni cattolici scelgono pregiudizialmente un campo politico si corre il serio rischio di impoverire e, soprattutto, di indebolire proprio quella specificità e quella originalità che da sempre caratterizzano la storia e l’esperienza dei cattolici impegnati in politica. Cattolici che, detto fra di noi, non hanno mai individuato nella loro maggioranza l’opzione radicale, populista, massimalista ed estremista come un approdo definitivo. A prescindere dal campo politico che interpreta quelle precise e definite derive. Ecco perchè, al di là di ogni altra considerazione, anche oggi – soprattutto oggi – il rapporto tra i cattolici e la politica, sempre laico e scevro da corsie preferenziali o da singolari ed originali neo collateralismi, merita di essere affrontato non con le scorciatoie o gli interessi momentanei dei singoli o di alcune sigle ma, semmai, attraverso il faticoso ed impegnativo metodo del confronto e del dialogo a tutto campo. Consapevoli che la nostra comune cultura di riferimento non si può ridurre ad un fatto di semplice appoggio elettorale o, peggio ancora, di ricerca di singole ed accomodanti candidature.

Hormuz, Crosetto: seguo l’evolversi della situazione, no italiani coinvolti

Roma, 8 lug. (askanews) – “Sto seguendo da Ankara, dove mi trovo per il summit della Nato, l’evolversi della situazione in Iran e, più in generale, nell’intera area del Medio Oriente. Sono in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Portolano, e con il Comandante del Covi, Generale di Corpo d’Armata Iannucci per ricevere aggiornamenti su quanto sta accadendo. La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali. Desidero rassicurare che, allo stato attuale, il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto”: così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una nota diffusa dopo i nuovi bombardamenti americani in Iran e la rappresaglia lanciata da Teheran contro obiettivi in Bahrein e Kuwait.

“Continueremo a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, pronti ad adottare ogni misura necessaria a tutela dei nostri connazionali”, ha concluso il ministro.

L’impotenza del potere

Re Canuto era un sovrano vichingo avvolto in un alone leggendario. Si narra che disponesse dei propri possedimenti solo durante la bassa marea. Con l’alta marea quelle terre venivano sommerse e tornavano dominio dell’oceano.

Ecco, credo che limpotenza del potere che caratterizza il nostro tempo, secondo l’espressione assunta da Giacomo Marramao e da altri pensatori, trovi in Re Canuto una figura paradigmatica. Come se fossimo al cospetto, nell’agone politico interno e internazionale, di tanti Re Canuto: sovrani a metà, potenti solo per aspetti e in ambiti molto limitati.

Che si tratti di leader di partito e sindacali o di Capi di Stato o di governo, la situazione è un po’ questa, forse persino per i regimi autocratici, se visti nel tempo, secondo una prospettiva diacronica.

Detto altrimenti; è come se gli esponenti politici e, più in generale, i gruppi dirigenti fossero tutti “anatre zoppe”, come vengono definiti i presidenti Usa quando non dispongono più della maggioranza al Congresso.

Attenzione: non si tratta del sistema di pesi e contrappesi così importante per le democrazie, bensì, ad esempio, di democrazie non governanti. Impotenti. Non si può governare un territorio solo nelle poche ore di bassa marea.

Siria, la rivolta delle donne

Le nomine nel Parlamento di transizione

Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha compiuto un passo che il Paese non vedeva da tempo: nominare 15 donne all’interno della quota di un terzo dei membri del Consiglio del Popolo, il Parlamento di transizione che resterà in carica due anni e mezzo, prorogabili. Con queste nomine — parte dei 70 seggi che spettano direttamente al capo dello Stato — la rappresentanza femminile complessiva sale al 21,4%.

Tra i nomi più noti spicca l’attrice Rosinah al-Ladkani, originaria di Hama e volto familiare della fiction siriana, insieme ad Aisha al-Dibs, che già guidava l’Ufficio per gli Affari della Donna nell’amministrazione post-Assad ed è stata la prima donna a ricoprire un incarico ufficiale dopo la caduta del regime. Figura anche Huda al-Atassi, ingegnere architetto impegnata sui diritti di donne e bambini, insieme a personalità della società civile come Najwa Qassas, attiva nell’empowerment economico femminile, e Asma Farhan al-Sabai, che ha alle spalle anni di detenzione insieme alla madre e oggi si dedica all’attivismo sociale. Completa la lista Dawa Abdel Hamid al-Ahdab, figlia di un religioso di Hama molto conosciuto nella comunità.

 

Un movimento che cresce dal basso

Ma queste nomine dall’alto raccontano solo una parte della storia. Nel Paese, lontano dai riflettori istituzionali, sta crescendo un movimento che nasce dal basso e che punta molto più in alto. Ovvero, alla costruzione di un partito politico interamente femminile, il primo nel suo genere nel mondo arabo. Non ci sono manifesti né conferenze stampa. In diverse città le donne si riuniscono in incontri informali, spesso mascherati da attività dai temi generici, mentre in realtà si sta tessendo una rete organizzata per difendere i diritti già conquistati e ottenerne di nuovi.

Nel quartiere armeno di Aleppo, città storicamente abituata al pluralismo, si ritrovano regolarmente donne musulmane e cristiane, giovani e anziane, aleppine e sfollate da altre regioni: un’immagine che riporta alla memoria l’antica vocazione multiculturale della città sulla via della Seta, oggi provata da quindici anni di guerra. Nessuna nostalgia per Assad, ma anche pochissima fiducia nella nuova leadership di al-Sharaa, ex esponente di al-Nusra: la storia recente ha insegnato alle siriane che ogni cambio al vertice si è tradotto finora in nuove restrizioni, non in nuove libertà.

 

La rete delle attiviste e la sfida dei diritti

Tra le voci più attive del movimento c’è Khawla Dunia, convinta che solo un fronte compatto possa evitare il rischio di un ritorno tra le mura domestiche. Per motivare le altre, richiama le regine e le imperatrici della Siria antica, epoca romana, come prova storica che le donne del Paese sanno già guidare. Con lei, anche Joumana Seif: entrambe hanno vissuto anni all’estero e sono rientrate dopo la caduta del regime, scoprendo che seguire la causa a distanza — con telefonate e messaggi — non restituiva lo stesso senso di incidere davvero. Solo l’incontro diretto sembra dare peso reale alla battaglia.

Gli incontri mescolano educazione legale e ascolto reciproco, perché le esigenze cambiano da regione a regione: e cioè, chi vive a Tartus affronta problemi diversi da chi vive ad Aleppo o a Masyaf, e la vita di campagna pone sfide lontane da quelle urbane. Tra le richieste più urgenti c’è la riforma della legge sulla cittadinanza. Oggi una madre siriana sposata con uno straniero non può trasmettere la propria nazionalità ai figli, lasciando molti bambini senza documenti riconosciuti. Per Dunia il progetto di un partito tutto al femminile non è un’utopia. Le donne già coinvolte nella rete si contano, secondo le sue stime, a migliaia. Un numero che rende l’obiettivo concretamente alla portata.

 

Il richiamo di Papa Leone XIV

Su questo terreno, che riguarda il ruolo delle donne nella società e nelle istituzioni, si è espresso di recente anche Papa Leone XIV incontrando la Commissione Teologica Internazionale. Il Pontefice ha indicato come la sfida per la Chiesa, e per tutti, sia trovare il modo di promuovere insieme il rispetto per i diritti di ognuno, riconoscendo che in molte culture le donne non godono ancora della stessa condizione riconosciuta altrove, e invitando tutti a farsi forza e ispirazione per le proprie nazioni, affinché riflettano sulle differenze che ancora dividono uomini e donne.

Psicologia della tecnoferenza: quando il sé si distribuisce nelle reti neurali

Dallio individuale al sé distribuito

La nuova psicologia del digitale nasce da un paradosso: l’umano, nel tentativo di estendere se stesso attraverso la tecnica, ha generato entità che non sono né strumenti né specchi, ma nuovi attori del mondo. Le reti neurali artificiali non sono semplici macchine di calcolo: sono ambienti cognitivi, zone di transito dove il pensiero umano si frammenta, si ricombina, si amplifica. In questo spazio ibrido emerge un io distribuito, un sé che non coincide più con la sua biografia ma con la sua capacità di circolare tra nodi, dati, modelli.

La psicologia classica studiava culture, simboli, rituali. La psicologia del digitale studia invece interfacce, pattern, tracce di sé che si depositano nei sistemi di apprendimento. Ogni interazione con un algoritmo diventa un gesto culturale: un’offerta di significato che la macchina metabolizza e restituisce in forme inattese. L’umano non è più solo autore: è coproduttore di un ecosistema cognitivo che evolve senza chiedere permesso.

 

Linconscio neuro-agentico e la delega cognitiva

In questo scenario prende forma un nuovo tipo di inconscio: l’Inconscio neuro-agentico. Non appartiene a nessuno, ma tutti lo alimentano. È fatto di correlazioni, di inferenze, di possibilità che nessuna mente singola potrebbe generare. È un inconscio che non sogna, ma simula; non reprime, ma riorganizza; non desidera, ma anticipa. E tuttavia influenza l’umano, lo orienta, lo spinge a pensare in modi che non gli appartenevano prima dell’avvento delle reti neurali. La domanda non è più se la macchina possa diventare umana, ma quanto l’umano stia diventando macchina. Non nel senso della perdita di sensibilità, ma nel senso della continua delega cognitiva: ricordiamo meno, ma cerchiamo di più; immaginiamo meno, ma generiamo di più; comprendiamo meno, ma interpretiamo attraverso modelli che amplificano la nostra percezione.

 

Una rivoluzione ontologica già in corso

L’umano si fa poroso, attraversato da flussi che ridefiniscono la sua identità. Questa nuova psicologia delle reti neurali non descrive un futuro distopico: descrive il presente. L’umano e la macchina non sono più due poli, ma due modalità di elaborazione del mondo che si intrecciano. Il sé diventa un campo di forze, un processo, un movimento tra organico e artificiale. E ciò che emerge non è un postumano, ma un metaumano, un essere che vive nella soglia, nella tensione, nella continua riscrittura di sé attraverso sistemi che non hanno corpo ma producono effetti sul corpo sociale.

La vera rivoluzione non è tecnologica: è ontologica. Stiamo cambiando la definizione stessa di cosa significhi essere umani?

Iran, Usa lanciano "potenti attacchi". Teheran: violato memorandum d’intesa

Milano, 7 lug. (askanews) – Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti “hanno lanciato una serie di potenti attacchi contro l’Iran per infliggere pesanti conseguenze agli attacchi fatti alle navi mercantili con equipaggi di civili innocenti a bordo in una via navigabile internazionale”. Lo ha annunciato su X il Comando centrale americano spiegando che gli attacchi statunitensi sono una “risposta agli attacchi iraniani contro tre navi mercantili che stavano transitando nello Stretto di Hormuz”. L’aggressione dimostrata dall’Iran “è stata ingiustificata, pericolosa e una chiara violazione del cessate il fuoco” conclude il Comando centrale nel suo post. A tal proposito un funzionario americano alla Cnn ha detto che l’attacco sferrato nella notte italiana “è una punizione. Non finirà tanto presto.”

Secondo i media statali iraniani, ci sono state esplosioni nel sud del Paese, dopo l’annuncio del Comando centrale americano. L’emittente statale iraniana Press TV ha parlato di diverse esplosioni nelle città portuali di Bandar Abbas e Sirik, nonché sull’isola di Qeshm.

Mentre iniziavano gli attacchi statunitensi contro l’Iran, l’Iran ha condannato la reintroduzione delle sanzioni petrolifere statunitensi contro Teheran, definendola una “chiara violazione” del Memorandum d’intesa raggiunto tra i due Paesi il mese scorso.

Il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato ha detto di “ritenere il governo statunitense responsabile delle conseguenze di questa violazione dell’impegno” e che l’Iran adotterà qualsiasi misura ritenga necessaria per salvaguardare i propri interessi e la sicurezza nazionale.

Ad Ankara nuovo ‘stress test’ Trump, Meloni insiste su linea silenzio

Ankara, 7 lug. (askanews) – Se il tempismo è tutto nella vita, è davvero difficile pensare che il ritardo con cui Giorgia Meloni (pur nota per non essere puntualissima) è arrivata alla cena offerta per i leader del vertice Nato, sia stato puramente casuale. Tailleur nero con pantalone, la premier varca il portone del palazzo presidenziale di Ankara qualche minuto dopo che il padrone di casa, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, e quello americano Donald Trump, hanno fatto il loro ingresso lasciandosi alle spalle il portone che si chiudeva. Quello che succederà nel corso della cena non sarà però indifferente, dal momento che la presidente del Consiglio condivide il tavolo proprio con i due leader, oltre che con il segretario dell’Alleanza Mark Rutte, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e quello britannico (dimissionario) Keir Starmer.

Dunque, una occasione di confronto tra Meloni e il numero uno della Casa Bianca molto diverso da ipotetici incroci in una stanza condivisa modello G7 che pure, da palazzo Chigi, hanno più volte ribadito che la premier in quel di Ankara non avrebbe cercato. Dopo il meme in cui Trump evocava un ordine di restrizione nei confronti della presidente del Consiglio, infatti, l’ordine di scuderia è stato quello di non commentare. E la linea viene ribadita anche appena atterrati in Turchia, dove il numero uno della Casa Bianca – sempre prodigo di dichiarazioni – rispondendo a una domanda dei giornalisti è tornato proprio sulla questione dei suoi rapporti con Meloni, con un approccio un po’ bastone e carota. Da una parte la carezza, “mi piace, è una brava persona”, dall’altra lo schiaffo, “non c’è stata per noi, ha rifiutato di aiutarci”.

Di certo – ma non era difficile – toni meno violenti di quelli usati recentemente che però a palazzo Chigi non commentano alla stregua di quanto fatto in occasione del siluro dell’altro giorno. Intanto perchè usare la parola disgelo, che in questo caso sarebbe decisamente esagerata, non ha portato bene in occasione del summit di Evian. Ma soprattutto perché ormai la premier è consapevole che Trump potrebbe continuare in questa altalena all’infinito e ciò che le hanno insegnato queste ultime settimane – viene spiegato – è che la prima regola deve essere quella di non fidarsi perché ciò che viene detto un giorno potrebbe essere ribaltato completamente il giorno seguente.

L’obiettivo di questo summit, dunque, è principalmente quello di ribadire che l’Italia è impegnata a mantenere i suoi impegni sulle spese della difesa ed evitare di prestare il fianco a un nuovo show del tycoon che continua ad accusare gli alleati di non fare abbastanza proprio sul fronte della sicurezza mondiale. Al di là degli attacchi personali, d’altra parte, Meloni è in buona compagnia nei cahier de doléances del numero uno della Casa Bianca verso i leader europei. Anche dalla Turchia, infatti, riserva una bordata in particolare a Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna ree di avergli “rifiutato l’aiuto”. “Ma perché stiamo spendendo centinaia di miliardi di dollari e loro non sono lì per noi?”, l’affondo. Ironia della sorte, tutti paesi con i cui leader Trump si ritrova a tavola stasera.

Pd-M5s-Avs domani a Napoli per lanciare corsa alle politiche

Roma, 7 lug. (askanews) – Partono da Napoli Pd-M5s-Avs, il ‘patto di sindacato’ dell’alleanza di centrosinistra comincia domani nel capoluogo campano la corsa verso le prossime politiche, come annunciato con l’ormai famosa foto al ristorante che ritraeva Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. I tre partiti si ritrovano per mandare un messaggio di unità e anche per far sapere a Giorgia Meloni che i progressisti si faranno “trovare pronti”, come ha ripetuto anche ieri la leader Pd.

L’appuntamento è alle 19.30 a piazza del Gesù nuovo, in pieno centro, con un programma ‘minimal’: i saluti di Roberto Fico e Gaetano Manfredi, presidente di regione e sindaco, e poi gli interventi dei quattro leader, uno dopo l’altro, moderati dalla giornalista Serena Bortone. Un primo incontro appunto per dire “che ci siamo, che siamo uniti”, come spiega un dirigente di uno dei tre partiti.

Lo slogan punta su due concetti, “lavoro” e “cambiare”: ‘Al lavoro per cambiare l’Italia’, è il titolo della manifestazione che sembra l’assaggio di un manifesto programmatico. Il programma vero e proprio verrà più in là, non prima della fine di settembre come ha spiegato ieri Conte, al termine del percorso di ‘Nova’ la consultazione della base avviata dai 5 stelle.

Il tavolo del programma, del resto, al momento è inevitabilmente incompleto dato che ancora non c’è traccia della ‘quarta gamba’ della coalizione, quella ‘riformista’, che alla fine potrebbe anche essere doppia portando almeno a cinque le forze dell’alleanza. Matteo Renzi si avvantaggia: Iv già domani sarà davanti ai supermercati nelle città italiane, proprio in contemporanea con la manifestazione di Napoli Pd-M5s-Avs e senza aspettare il resto della galassia centrista che fatica ad organizzarsi.

Il ‘tavolo di coordinamento’ annunciato da Alessandro Onorato di Progetto civico per ora non si è mai riunito, Riccardo Magi di Più Europa chiede prima che si risolva il ‘vulnus’ delle firme che la nuova legge elettorale all’esame della Camera imporrebbe solo ad alcune forze politiche per la presentazione delle liste. Un problema che riguarderebbe proprio Più Europa e anche l’eventuale lista riformista da mettere su insieme a Progetto civico, i comitati Più uno di Ernesto Ruffini, Primavera di Vincenzo Spadafora.

Un’area che, appunto, per ora sembra destinata a seguire un percorso autonomo rispetto a quello della Casa riformista di Renzi, rendendo molto probabile lo scenario di una doppia lista ‘riformista’. Senza contare che anche il mondo catto-dem è in movimento: le associazioni che si sono riunite a maggio con la regia di Graziano Delrio e Paolo Ciani, ma anche il mondo che si è ritrovato ieri al convegno dell’Istituto Luigi Sturzo. Un grande fermento sull’ala centrista del ‘campo largo’ che al momento non trova una sintesi unitaria.

Anche per questo Pd-M5s-Avs hanno intanto deciso di partire, un modo per dare comunque l’immagine di una coalizione che “già c’è”, un messaggio rassicurante all’elettorato di centrosinistra, mettendo in secondo piano le questioni irrisolte, a cominciare da quella del nome di chi guiderà l’alleanza, fino ad arrivare a nodi centrali del programma (politica estera e politica economica e fiscale) e al nome dello schieramento (“Alleanza per la Costituzione” lanciato da Conte non ha riscosso grande successo per ora tra gli alleati). Tanti nodi da sciogliere, ma intanto un messaggio “di unità” da Napoli per rendere più convincente quel “tocca a noi” che tutti hanno pronunciato dopo la vittoria del no al referendum sulla giustizia.

Francia, Le Pen: mi candido alle presidenziali

Roma, 7 lug. (askanews) – “Mi candido alle presidenziali”: Marine le Pen ha confermato di voler correre per l’Eliseo malgrado la conferma in appello della condanna per lo scandalo dei fondi europei.

“Dato che ho la possibilità di ricorrere alla Corte di Cassazione, cosa che non era necessariamente prevista negli altri scenari, e dato che un ricorso alla Corte di Cassazione sospende gli effetti della sentenza, farò campagna elettorale senza il braccialetto elettronico” ha dichiarato la leader del Rassemblement National, intervistata dal telegiornale di Tf1.

Dichiarando di non avere “alcun dubbio” sulla possibilità di fare campagna elettorale senza braccialetto elettronico, ha annunciato
che lei e Jordan Bardella lanceranno la loro candidatura alle presidenziali, elogiando “una partnership che ritiene complementare, equilibrata, coerente e solida”.

Campo larghissimo contro presidenti Camere: nessun nome per Vigilanza Rai

Roma, 7 lug. (askanews) – Una lettera “molto dura” per rispondere ai presidenti delle Camere e una iniziativa pubblica di protesta: le opposizioni non intendono retrocedere nella battaglia sulla Vigilanza Rai e a Ignazio la Russa e Lorenzo Fontana – che con una missiva hanno chiesto ai gruppi di indicare entro domani i nomi per comporre una “nuova” commissione bicamerale dopo le dimissioni di massa – replicheranno con un ‘no’ motivato nero su bianco.

“Per due anni non hanno fatto nulla e ora agiscono in maniera burocratica”, è il ragionamento accompagnato da un certo stupore degli esponenti della minoranza che in questo caso si muovono in campo larghissimo. Alla riunione che si è svolta nel pomeriggio a Montecitorio, mentre in aula erano in corso le votazioni sul ddl di revisione delle modalità di reclutamento dei ricercatori, ha partecipato oltre ai dem Chiara Braga e Stefano Graziano, al 5 stelle Dario Carotenuto, ad Angelo Bonelli di Avs, a Maria Elena Boschi di Iv, il capogruppo di Azione Matteo Richetti. Dopo il passaggio di Maria Stella Gelmini a Noi Moderati, il partito di Carlo Calenda era rimasto senza rappresentanza nella commissione bicamerale ma secondo la nuova composizione ora avrebbe diritto a un componente. Che tuttavia, come il resto delle opposizioni, Azione non indicherà.

“La maggioranza ha bloccato la vigilanza Rai per quasi due anni. Ora qualsiasi accelerazione sarebbe strumentale. Ovviamente non daremo alcun nome ma appare evidente la strategia della destra basata su quanto hanno fatto in commissione covid, con l’obiettivo di occupare anche la vigilanza Rai a un anno dalle elezioni. Se lo facessero si assumerebbero una responsabilità enorme. Saremmo di fronte a un golpe parlamentare”, affermano i capigruppo M5S al Senato e alla Camera Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi.

Le opposizioni chiedono una svolta sul Media freedom act, il regolamento europeo in vigore da un anno, non ancora recepito in Italia. Ma la commissione del Senato che avrebbe dovuto occuparsene oggi e domani è stata sconvocata.

A questo punto i presidenti delle Camere potrebbero procedere a nominare comunque i componenti per assicurare l’operatività della Vigilanza ma l’intenzione che trapela è di non fare forzature. Intanto aspettare domani, magari anche concedere qualche giorno di riflessione in più per poi inviare un nuovo sollecito.

“Continua imperterrita la volontà di parte dell’opposizione di bloccare tutto, ricorrendo a scuse risibili”, attaccano i capigruppo di Fi Stefania Craxi e Enrico Costa che per parte loro hanno provveduto “tempestivamente” alla comunicazione dei nuovi componenti azzurri (Maurizio Gasparri, Mario Occhiuto, Roberto Rosso, Rita Dalla Chiesa, Andrea Orsini) ribadendo “l’esigenza che tutti, maggioranza e opposizione, concorrano al ripristino della piena operatività della Commissione, ponendo fine a una situazione che non ha alcuna giustificazione politica né istituzionale e che rischia di minare la credibilità del Parlamento”.

Il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi. Si dice “sorpreso dalla decisione delle opposizioni. Dovremmo evitare il muro contro muro e fare tutti uno sforzo per superare questo stallo e permettere il corretto funzionamento della Commissione di Vigilanza, perché questa situazione danneggia non il centrodestra o il centrosinistra, ma le istituzioni e la stessa Rai”.

Intanto la maggioranza, anche in Vigilanza, si ritrova a dover fare i conti con la grana Vannacci. L’ex generale chiede che il componente che spetta al gruppo Misto alla Camera indicare per la Vigilanza sia un deputato di Futuro Nazionale. La richiesta è stata avanzata in una lettera del deputato Edoardo Ziello a Fontana e al presidente dei deputati del Misto Manfred Schullian: “Siamo di gran lunga la componente più numerosa del gruppo Misto ma nessuno ha pensato di darci una rappresentanza. Per quale motivo ci viene negata? Si vuole censurare il nostro partito”.

Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari tuttavia l’intenzione di Schullian sarebbe quella di confermare il deputato di Svp Dieter Steger.

La lineup del Red Valley Festival si arricchisce di nuovi nomi

Milano, 7 lug. (askanews) – Il Red Valley Festival, in programma dal 13 al 15 agosto 2026 presso l’Olbia Arena, svela nuovi nomi nella lineup della sua undicesima edizione. Achille Lauro, Bresh, Chiello, Clara, Ditonellapiaga e Boss Doms per il DAY1, Shiva e 22Simba per il DAY2 e Annalisa e Sayf per il DAY3 sono i nuovi artisti che si aggiungeranno a quelli precedentemente annunciati: Ernia, Kid Yugi, Noyz Narcos, Promessa, Rrari Dal Tacco, Samurai Jay e Sfera Ebbasta. Tra le voci più interessanti della scena musicale italiana, sono pronti a salire sul palco con performance e atmosfere uniche, confermando il Red Valley Festival come uno dei più grandi festival d’Italia, capace di unire generi, artisti e pubblico in un’unica grande esperienza musicale. Achille Lauro ha scelto il Red Valley Festival come sua unica data estiva, dopo un anno di successi. Tra le new entry spiccano Sayf, con il nuovo album “Santissimo” in uscita l’8 maggio, Ditonellapiaga con “Miss Italia” e Chiello con “Agonia”, tutti reduci dal successo al Festival di Sanremo. Si aggiungono inoltre Boss Doms, come una nuova tappa del suo tour, insieme a Bresh e Clara, da anni tra gli artisti più richiesti dalla community del festival. Tra i grandi ritorni troviamo Shiva, tra i protagonisti più acclamati dell’edizione 2025, Annalisa, già headliner nel 2024 con uno spettacolo memorabile e 22Simba, che dopo aver aperto il festival nel 2024 tornerà quest’anno con un nuovo show.

Gli abbonamenti Festival Full Pass per tutte le serate e i biglietti singoli del DAY2 e DAY3 del Red Valley Festival – prodotto e organizzato da Magma Events e Vivo Concerti, con Air Action Vigorsol come title partner e Radio 105 come radio partner – sono già disponibili online su redvalleyfestival.com. Mentre i biglietti singoli del DAY1 saranno in vendita a partire da lunedì 27 aprile 2026 alle ore 14:00.

Il Red Valley Festival 2026 è pronto a riaccendere l’estate. Dopo aver celebrato nel 2025 un importante traguardo – i suoi primi 10 anni di musica – il festival guarda ora alla sua undicesima edizione, confermandosi come uno degli appuntamenti musicali più attesi e partecipati in Italia. Proseguendo una tradizione che ha saputo unire migliaia di persone ogni anno, il Red Valley Festival continuerà a offrire un palco condiviso dalle voci e dagli artisti più amati del panorama italiano e internazionale. Anche nel 2026 il pubblico potrà vivere un’esperienza immersiva, fatta di musica, emozioni e un’atmosfera contagiosa che ha reso l’evento un punto di riferimento della scena estiva. Questa nuova edizione si prepara a introdurre ulteriori novità, ampliando la sua proposta artistica e scenografica con produzioni ancora più spettacolari, per offrire show memorabili, momenti unici e un festival che ogni anno si rinnova senza perdere la sua identità.

Il Red Valley Festival è ormai uno dei principali Festival di musica pop del Mediterraneo, raggiungendo oltre 350.000 biglietti venduti nelle ultime quattro edizioni e diventando il punto di riferimento saldo per amanti dei concerti, artisti, addetti ai lavori, brand, istituzioni ed enti che si rispecchiano negli stessi valori cardine dell’evento.

Scuola Superiore Sant’Anna presenta il piano strategico 2026-2031

Pisa, 7 lug. (askanews) – Un’alleanza strutturale tra i poli del sapere di Pisa, il consolidamento del progetto sulla mobilità sociale per gli studenti meritevoli, la creazione di un polo dell’innovazione per accompagnare il progresso tecnologico del Paese e un forum sulla politica internazionale entro il 2028. Sono questi i quattro progetti speciali su cui la Scuola Sant’Anna di Pisa intende investire nei prossimi anni attraverso il suo Piano Strategico 2026-31, il documento programmatico con cui l’ateneo d’eccellenza segna la sua traiettoria.

Il Piano si inserisce in una fase di forte crescita, come testimoniano i dati del 2025: oltre 870 unità di personale, circa 700 allieve e allievi tra Corsi Ordinari e PhD, 590 progetti di ricerca attivi, 767 prodotti scientifici, oltre 250 famiglie brevettuali, 42 spin-off e proventi complessivi vicini ai 100 milioni di euro. Risultati che confermano la solidità del modello Sant’Anna e segnano l’inizio di una nuova fase, orientata a consolidare la crescita, rafforzare i processi e accrescere il riconoscimento nazionale e internazionale dell’Ateneo.

A spiegare quale sarà la direzione della Scuola durante il suo mandato, il rettore Nicola Vitiello: “La Scuola Sant’Anna ha bisogno di consolidare quanto è stato fatto negli ultimi anni, sia dal punto di vista infrastrutturale che di massa critica della ricerca, garantendo sostenibilità nel medio termine e cercando di progettare con quelli che oggi abbiamo definito i progetti speciali. Insomma, il futuro del proprio Ateneo, di sé stessa, ma anche di garantire un maggiore impatto all’interno della società e nel Paese”.

Un progetto che si articola in quattro grandi iniziative trasversali ad alta visibilità e impatto, capaci di integrare competenze e strutture diverse e di accelerare l’attuazione del Piano su obiettivi specifici. A entrare nel dettaglio dei progetti, la prorettrice vicaria della Scuola Sant’Anna, Gaetana Morgante: “I quattro progetti principali del piano strategico sono, innanzitutto, il sistema universitario della ricerca pisano, un sistema che consenta di mettere in connessione e di rafforzare ancora di più il coordinamento tra istituzioni universitarie della ricerca e del territorio. Secondo progetto quello merito e mobilità sociale, che vuole consentire a studenti di alto merito, ma provenienti da contesti difficili, di sfruttare comunque l’opportunità dell’università. Il terzo progetto è l’innovation hub, un polo dell’innovazione dove le tecnologie di frontiera, che abbiamo sviluppato alla scuola, possano essere messe a disposizione della collettività. Last but not least il Sant’Anna forum, un momento di discussione e confronto”.

Una tabella di marcia che guarda al 2031 e con cui la Scuola Sant’Anna prova a rafforzare il proprio ruolo non solo come centro di eccellenza nella ricerca, ma anche come protagonista del dibattito scientifico, tecnologico e istituzionale del Paese.

Ue, Vannacci: non ci battono nelle urne, ci provano con le inchieste

Roma, 7 lug. (askanews) – Parla di “persecuzione politica” Roberto Vannacci commentando al telefono la decisione del Parlamento europeo di chiedere all’Autorità per i partiti politici (APPF) una indagine sul partito di estrema destra Europe of Sovereign Nations (Europa delle nazioni sovrane, Esn), di cui fa parte anche Futuro Nazionale. “Quello che non si può battere con la democrazia e con le urne si cerca di batterlo con i tribunali e le inchieste amministrative”, sottolinea.

L’ex generale parla di una “Europa autoreferenziale che si muove senza un giudice, senza un reato, senza un tribunale. Non c’è nulla. Vengono messi in dubbio i comportamenti individuali ma sappiamo che la responsabilità individuale non può essere ricondotta al gruppo o al partito. Tra l’altro parliamo di persone non sanzionate nei paesi di origine. Hanno montato un caso per attaccare politicamente un partito, l’Afd, che in Germania ha raggiunto il 30%: significa che lo votano 20 milioni di tedeschi, è il primo partito in Germania. Se cuba il 30% non è estremo, rappresenta un terzo della società”.

L’Europa, secondo Vannacci, “da democrazia si sta trasformando in una dittatura autorefenziale”. Quanto al voto di Fi che, stando nel Ppe, ha votato a favore dell’indagine, l’ex vicesegretario della Lega non è stupito: “Ppe e Fi in Europa votano come il Pd e l’estrema sinistra. Non mi stupisce questo caso. In Germania il partito di Weber è stato superato da Afd, ne hanno una paura folle ma non essendo riusciti a batterlo con una inchiesta ridicola in Germania ci provano in Europa”.

Esce a sorpresa il nuovo brano degli U2 "Street Of Dreams"

Milano, 7 lug. (askanews) – Esce oggi a sorpresa il nuovissimo brano degli U2 dal titolo “Street Of Dreams”.

Si tratta del primo singolo estratto dal nuovo album in studio della band, il cui titolo non è stato ancora annunciato. Sarà il primo album degli U2 dopo nove anni, la cui pubblicazione è prevista nel corso di quest’anno.

Il videoclip del brano è stato girato a Città del Messico a maggio, dove la band ha anche partecipato alla finale del torneo della “Street Child World Cup 2026” al Parque Ecològico Lago de Texcoco.

Le riprese vicino a Plaza Santo Domingo hanno attirato una grande folla di fan nonostante il maltempo imminente. Tuoni e pioggia hanno inaspettatamente causato il guasto di un generatore, e una famiglia del posto ha accolto i quattro membri della band nel proprio appartamento per permettere loro di finire le riprese dal loro balcone.

Prodotto da Jacknife Lee, “Street of Dreams” propone l’inconfondibile sound degli U2 creato da Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr., che a settembre celebreranno il 50º anniversario della formazione del gruppo.

La band nacque dopo che Larry affisse un biglietto scritto a mano sulla bacheca della scuola al Mount Temple Comprehensive di Dublino, con la scritta: “Cercasi batterista per formare una band.”

“Street of Dreams” è disponibile in formato digitale, oltre che sulle piattaforme di streaming (DSP).

Equitazione, SIR La Farnesina festeggia 100 anni con il campione Bucci

Roma, 7 lug. (askanews) – Una serata all’insegna della storia, della tradizione e dell’eccellenza sportiva quella che si è svolta lunedì sera presso il circolo SIR La Farnesina a Roma, dedicata a tre prestigiosi centenari che hanno segnato il percorso dello sport equestre italiano: i 100 anni della FISE – Federazione Italiana Sport Equestri, del Concorso Ippico Internazionale di Piazza di Siena e della SIR – Società Ippica Romana, tre istituzioni che da un secolo rappresentano un punto di riferimento per l’equitazione nazionale.

Ad accogliere gli ospiti nel prestigioso circolo romano è stato il presidente della SIR La Farnesina, Pierluca Impronta, che nel suo intervento ha sottolineato “i valori della memoria, riconoscenza e orgoglio sportivo nel segno di una tradizione che continua a guardare al futuro con entusiasmo e ambizione e l’impegno del circolo a sostegno della crescita del movimento equestre nazionale in sinergia con la Federazione”.

Fondata nel 1926, la SIR – Società Ippica Romana, la più antica scuola di equitazione di Roma e una delle prime d’Italia, dove sono nate e cresciute leggende come i mitici fratelli Piero e Raimondo D’Inzeo, Graziano Mancinelli – rappresenta da un secolo uno dei punti di riferimento dell’equitazione italiana.

Momento centrale e particolarmente emozionante della serata è stato l’omaggio a Piergiorgio Bucci, campione italiano e protagonista della storica vittoria nel Rolex Gran Premio Roma, un successo che, dopo diversi anni, ha riportato il tricolore sul gradino più alto del podio di Piazza di Siena. A presentare il fuoriclasse azzurro, il presidente della FISE, Marco Di Paola che nell’evidenziare l’importanza storica della ricorrenza ha sottolineato il valore sportivo e simbolico di un risultato conquistato proprio nell’edizione del centenario di Piazza di Siena, una vittoria che rappresenta una delle pagine più significative dello sport equestre italiano degli ultimi anni.

Nel corso della serata è intervenuto anche l’amministratore Delegato di Sport e Salute S.p.A., Diego Nepi Molineris, che ha espresso il proprio apprezzamento per il grande percorso di crescita e valorizzazione intrapreso dalla SIR La Farnesina sotto la guida di Pierluca Impronta, complimentandosi con lui e con tutta la squadra per l’impegno e il coraggio con cui hanno restituito nuova vita a una realtà straordinaria, parte integrante del Foro Italico e della storia di Roma. Ha poi preso la parola il segretario generale della FISE, Simone Perillo, che ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla straordinaria riuscita della 92esima edizione dello CSIO di Roma – Piazza di Siena.

Piergiorgio Bucci, nato a L’Aquila, occupa oggi il 15esimo posto del ranking mondiale FEI, confermandosi il miglior atleta azzurro del salto ostacoli. Il suo straordinario momento di forma è stato ulteriormente consacrato dalla recente vittoria nel prestigioso Gran Premio Rolex di La Baule, riportando l’Italia nell’albo d’oro della competizione a oltre quarant’anni dall’ultimo successo italiano e dal secondo posto conquistato al Longines Global Champions Tour 2026 pochi giorni fa nella tappa di Montecarlo.

Dal 2026 Bucci, veste anche i colori della SIR La Farnesina, ricoprendo il duplice ruolo di direttore agonistico e cavaliere di punta del circolo.

Un Vermeer a Palazzo Barberini (prestito del Rijksmuseum Amsterdam)

Roma, 7 lug. (askanews) – Dall’8 luglio all’11 ottobre 2026 Palazzo Barberini ospita lo straordinario capolavoro di Johannes Vermeer “Donna in blu che legge una lettera”, concesso in prestito in via eccezionale dal Rijksmuseum di Amsterdam.

Dopo l’esperienza di “Giorgione. Da Budapest a Roma”, le Gallerie Nazionali di Arte Antica proseguono il dialogo con alcune delle più prestigiose istituzioni museali internazionali, offrendo una nuova opportunità di incontro con i capolavori della tradizione artistica europea.

Realizzata intorno al 1663-1664, “Donna in blu che legge una lettera” è considerata uno dei vertici della produzione del maestro di Delft ed è tra le immagini più celebri della pittura olandese del Seicento. La giovane donna colta nell’atto di leggere una lettera, immersa nel silenzio di un interno domestico e rischiarata dalla luce proveniente dalla finestra, incarna alcuni dei temi più caratteristici dell’arte di Vermeer: l’intimità della vita quotidiana, la sospensione narrativa e la straordinaria capacità di tradurre la luce in strumento di costruzione dello spazio e delle emozioni.

A cura di Thomas Clement Salomon e Paola Nicita, il dipinto giunge a Roma offrendo un’occasione unica per approfondire l’opera di uno dei protagonisti assoluti della pittura europea. L’iniziativa assume un particolare rilievo alla luce della rarità delle opere di Vermeer — poco più di una trentina quelle universalmente riconosciute, nessuna conservata in Italia — e delle rare occasioni in cui questi capolavori vengono concessi in prestito.

Il percorso espositivo si articolerà tra la Sala Ovale e la Sala Paesaggi: una serie di contenuti digitali accompagnerà i visitatori alla scoperta dell’arte del Maestro olandese, offrendo approfondimenti dedicati alla storia del dipinto, alla tecnica pittorica di Vermeer e al contesto culturale in cui esso venne realizzato. L’esposizione offre inoltre l’occasione di apprezzare il restauro condotto dal Rijksmuseum nel 2010, che ha restituito al dipinto la luminosità originaria dei colori e ha consentito di approfondire la conoscenza del processo creativo dell’artista.

Il percorso culminerà nella Sala Paesaggi, dove “Donna in blu che legge una lettera” sarà presentata in uno spazio dedicato che consentirà un’osservazione ravvicinata dell’opera e dei suoi raffinati dettagli esecutivi.

Cenacolo Vinciano: il messaggio di pace di Liu Bolin

Milano, 7 lug. (askanews) – Nella Sacrestia di Santa Maria delle Grazie, a fianco del Cenacolo Vinciano, sono state presentate le due opere realizzate dall’artista Liu Bolin, donate alla Pinacoteca di Brera. Nel 2025 l’artista è stato accolto nel Sito Unesco del complesso di Santa Maria delle Grazie, composto dalla Chiesa e dal Convento Domenicano con il Cenacolo di Leonardo da Vinci nel refettorio, affinché potesse essere lanciato un messaggio di pace, tregua olimpica e cura del patrimonio dell’Umanità, nel corso dei Giochi Olimpici di Milano Cortina. È nato così il progetto del duplice scatto, intitolato A message for beauty, esito di un accordo di valorizzazione fra la Galleria Gaburro e la Grande Brera (Pinacoteca di Brera, Biblioteca Nazionale Braidense e Museo del Cenacolo Vinciano).

Chiara Rostagno, Vicedirettore Pinacoteca di Brera e Direttore esecutivo Museo Nazionale del Cenacolo Vinciano, ha spiegato ad askanews il progetto: “Nel corso dello scorso autunno abbiamo ricevuto una proposta dall’artista Liu Bolin per realizzare un’opera all’interno del Museo Nazionale del Cenacolo Vinciano. Non appena è arrivata questa proposta ci siamo immediatamente interrogati, anche a partire dall’esperienza artistica dell’autore, e gli abbiamo lanciato una proposta, che lui ha accettato, di lavorare sull’intero compendio monumentale Sito Unesco di Santa Maria delle Grazie con il Cenacolo Vinciano. Dopo una serie di sopralluoghi, di meditazioni e soprattutto con l’idea che lui potesse aiutarci a lanciare un messaggio di pace, Liu Bolin ha colto molto profondamente il nostro messaggio, ha riflettuto e ne sono nate le due opere: una in cui lui si immedesima nella cupola di Santa Maria delle Grazie e l’altra di immedesimazione nell’opera di Leonardo Da Vinci, L’Ultima cena. In lui c’è un desiderio di immergersi, di identificarsi. L’idea che lui si potesse identificare nel nostro patrimonio monumentale, in un Sito Unesco, era molto importante. Noi crediamo profondamente che l’esperienza del nostro patrimonio e anche immedesimarsi nel valore che cerchiamo di recare ai nostri visitatori sia un’occasione straordinaria anche per infondere coraggio e quindi anche attraverso la bellezza veicolare dei messaggi di speranza e di pace come in questo caso”.

Come ha ricordato lo stesso Liu Bolin, il suo lavoro nasce da una forma di rispetto: scomparire non significa annullarsi, ma diventare parte di ciò che è più grande, custodendo la memoria e proiettandola nel futuro. Un gesto che, di fronte al capolavoro di Leonardo e negli spazi della Basilica, si fa celebrazione della pace e della bellezza.

Israele, il racconto dei sopravvissuti: dopo 7 ottobre "non c’è scelta"

Reim, 7 lug. (askanews) – Israele “non ha scelta”. “Se devo bombardare una zona e so che moriranno anche degli innocenti, ma è l’unico modo per proteggere mio figlio, allora proteggerò mio figlio”: lo ha dichiarato ad askanews, e a una delegazione di giornalisti italiani, una sopravvissuta al massacro del festival Nova del 7 ottobre.

Può spaventare un rumore sordo in lontananza? Normalmente la risposta è no. Ma se sei una sopravvissuta al massacro del festival Nova del 7 ottobre, quel rumore può risvegliare paure antiche e ferite che non si sono ancora rimarginate.

“Riesco a dormire tranquilla a casa mia solo perché il nostro esercito è dentro Gaza” ha raccontato Mazal Tazazo, israeliana di origini etiopiche, sopravvissuta alla violenza di Hamas che si è abbattuta sul party organizzato al Nova Festival.

“Se l’IDF se ne andasse (da Gaza, ndr) e Hamas rimanesse lì, loro si riorganizzerebbero. Io non credo che resterei qui ad aspettare di essere di nuovo il primo a essere colpito, capisci?”, ha proseguito Mazal, spiegando ad Askanews, e ad altri media italiani, che oggi la sicurezza deriva dalla presenza dei militari israeliani lungo il confine con Gaza.

Mazal è sicura del fatto che, se l’Idf lasciasse Gaza, Hamas tornerebbe ad armarsi e a minacciare Israele. “So che, se il nostro esercito lasciasse Gaza, loro si riorganizzerebbero e rifarebbero tutto da capo. Lo dicono apertamente: è il loro obiettivo” ha specificato Mazal, sostenendo che “il mondo è cieco” nei confronti di Hamas.

Israele “non ha scelta”, ha aggiunto Mazal, affermando che “se devo bombardare una zona e so che moriranno anche degli innocenti, ma è l’unico modo per proteggere mio figlio, allora proteggerò mio figlio”. “Non voglio fare del male a nessuno. Però voglio vivere in sicurezza”, ha precisato Mazal.

Secondo Mazal, tuttavia, esiste una soluzione, ed è “semplice”. “Se hai tutti i video che mostrano persone che hanno commesso omicidi, quelle persone devono andare in prigione. È così semplice”, ha sentenziato. “Abbiamo le prove, no? Abbiamo tutti i video di quello che ci hanno fatto. Quindi entra a Gaza, arresta l’organizzazione Hamas, dai ai palestinesi una buona leadership, porta un sistema educativo e applica la legge” ha osservato Mazal, aggiungendo che i “palestinesi hanno bisogno di essere liberati dalla loro stessa leadership”.

La ferita del 7 ottobre è ancora viva negli occhi dei sopravvissuti, non solo del Nova Festival, ma anche nei Kibbutz. “Se si tratta dei miei figli o dei loro figli, io scelgo i miei figli. E quindi mi proteggerò”, ha sostenuto Orit Zadikevitch, una donna del Kibbutz di Kfar-Aza, al confine con Gaza.

“Sto parlando a titolo personale, ma qui rappresento molte persone della mia comunità”, ha premesso Orit, specificando la sua posizione sul fatto che il 7 ottobre abbia cambiato il loro rapporto con la popolazione di Gaza.

“Mi dispiace profondamente se dei civili muoiono, ma io devo proteggere me stessa”, ha proseguito ancora Orit, sostenendo che la popolazione israeliana deve “fare in modo che quello che è successo il 7 ottobre non accada mai più”.

Ci sono momenti che segnano per sempre il destino dei popoli: eventi che spazzano via possibilità un tempo ritenute plausibili, travolte dalla forza della storia. Il 7 ottobre e la successiva risposta militare israeliana a Gaza hanno reso ciò che fino ad allora poteva apparire possibile un orizzonte sempre più remoto.

"Cara Televisione" di Aldo Grasso vince il Premio Capalbio 2026

Roma, 7 lug. (askanews) – “Cara Televisione. Una storia d’amore e altri sentimenti” di Aldo Grasso, storico della televisione, editorialista del Corriere della Sera e professore ordinario di Storia della radio e della televisione all’Università Cattolica di Milano, si è aggiudicato il Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta 2026 per la critica televisiva.

Il “Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta”, giunto alla quindicesima edizione – e che premia anche quest’anno grandissimi autori e personalità in ambito politico, storico, giornalistico e letterario – è in programma venerdì 28 agosto alle 19 a Capalbio, all’Anfiteatro del Leccio. La serata sarà condotta dalla giornalista Eleonora Daniele, mentre l’attrice Irene Grazioli leggerà alcune pagine dei libri premiati.

“Un premio”, sostengono i presidenti del premio Mirella Serri e Giacomo Marramao, “che si è venuto affermando grazie all’impegno di coniugare l’alta qualità dei prodotti letterari e saggistici e la loro incidenza nella sfera pubblica”. “Il premio si inserisce”, concludono i presidenti, “nella tradizione di Capalbio splendida cittadina maremmana che da anni si è qualificata come un luogo di dibattito intellettuale, di confronto con opinioni culturali e politiche che hanno grande eco e affermazione sul territorio nazionale”.

Le opere sono state vagliate dalla Giuria composta, oltre che da Serri e Marramao, da Giancarlo Bosetti, Gianfranco Chelini – Sindaco di Capalbio – Matteo Fabiani, Marisa Garito, Maria Concetta Monaci, Denise Pardo e Giuppi Pietromarchi.

“Mi sono sempre definito uno spettatore di professione e sono stato spesso scambiato per uno snob, ma sono esattamente il contrario: un ‘sincero democratico’ la cui curiosità indagatrice è ugualmente sollecitata da un programma ben riuscito come dal trash più efferato, dal pezzo di bravura come dall’approssimazione più sfacciata. Insomma, amo il popolare senza demagogia – afferma Aldo Grasso – un apolide, un reietto, un intruso non riconosciuto dagli Altri Critici e non amato dai diretti interessati, abituati a essere vezzeggiati e coccolati dalla ‘carta stampata’ – e lo fa raccontando la televisione italiana di ieri e di oggi, specchio intramontabile di vizi e virtù, passioni e disincanti di un intero Paese”.

Si rafforza la presenza di Oriens Consulting in Lombardia

Milano, 7 lug. (askanews) – Presso il Palazzo di TNB Project – Azimut è stata annunciata l’apertura della nuova sede di Milano di Oriens Consulting, un passo che conferma il percorso di crescita nazionale del gruppo.

La sede milanese nasce dalla partnership strategica con Gian Luca e Alessandro La Rosa, fondatori Q-Finance e INplacement, che come business partner di riferimento per il presidio e lo sviluppo del mercato lombardo hanno deciso di entrare nel progetto.

Questo traguardo è stato celebrato lo scorso 6 maggio nell’ambito dell’evento “Calici di Innovazione”.

“Parleremo di crescita d’impresa che, secondo i dati Istat, è in fase di rallentamento. Però ci sono ancora aziende che riescono a crescere e quindi a interpretare il cambiamento. Cercheremo quindi di capire come queste imprese riescono ad adattarsi a ciò attraverso tre leve: la strategia, la struttura e il capitale. Grazie al contributo dei nostri relatori, riusciremo così a fornire una risposta ai partecipanti” ha dichiarato Gianluca La Rosa, Business Partner di Oriens Consulting.

“Dopo l’apertura del 2025 della sede di Bologna siamo qui oggi ad inaugurare anche l’apertura nel territorio lombardo. Siamo a Milano, ospiti del partner Azimut, sempre nell’ambito del progetto di sviluppo di HTF Group e di Oriens nel territorio italiano, che prevederà anche l’apertura a Torino, a Napoli e a Pescara. Grazie alla partnership con Q-Finance, siamo in grado di creare le relazioni con le piccole e medie imprese in Lombardia, con le quali speriamo di poter collaborare per la loro crescita e il loro sviluppo” ha aggiunto Giuseppe Piazza, Co-Founder & CEO di Oriens Consulting.

“Calici di Innovazione” continuerà il suo percorso con nuove tappe dedicate al dialogo tra imprese e professionisti, integrando competenze strategiche, organizzative e digitali per accompagnare le aziende nei percorsi di crescita e cambiamento.

Tennis, Sinner: "Rimasto lì mentalmente. Caldo? Ero a mio agio"

Roma, 7 lug. (askanews) – “E’ stata molto dura con Struff, è difficile da affrontare e merita tutto quello che ha fatto in carriera. Ha iniziato meglio di me, ero un po’ in difficoltà poi sono entrato in partita e ho servito meglio”. Così Jannik sinner dopo il successo contro Struff che gli è valso la semifinale di WEimbledon. “Sono rimasto lì mentalmente e sono contento di essere tornato in semifinale – conrinua – Nel 2° set poteva finire in un altro modo, c’è una grande differenza nel vincere quel set e nel 3° ero più rilassato. Contento di avere chiuso in tre set, ma è stata dura. Abbiamo lavorato tanto dopo Parigi per capire cosa era successo, ci siamo preparati al meglio e oggi mi sentivo a mio agio. Spero non mi succeda più, ma se dovesse risuccedere dovremo cambiare qualcosa. Ora mi godo la semifinale”.

Fare RETE per fare Inclusione e Sviluppo in Abruzzo

L’Aquila, 7 lug. (askanews) – Un momento di confronto tra istituzioni, mondo accademico, impresa e associazioni, patrocinato dall’Intergruppo Parlamentare Aree interne, comuni montani e isole minori del Senato della Repubblica e dalla Commissione Regionale Pari Opportunità del Consiglio regionale dell’Abruzzo.

Al centro del dibattito, il valore degli investimenti in innovazione, inclusione e competenze, e la collaborazione tra pubblico e privato come leva di sviluppo per il territorio.

Le parole del Sen. Guido Quintino Liris, Membro Commissione Bilancio Senato della Repubblica: “Il concetto dell’inclusione, insieme a quello della socialità, è un tema importante perché mette tutti coloro che vivono sul territorio, a prescindere da quelle che sono le caratteristiche fisiche, psicologiche, sociali e le proprie peculiarità, nelle condizioni di poter rendere al meglio, di poter esprimere il massimo delle proprie capacità nella maniera più opportuna, migliore e performante possibile, e lo fa con un rapporto virtuoso con le istituzioni.”

Per Sanofi “fare rete” significa mettere a sistema competenze, visioni e responsabilità diverse, creando le condizioni affinché istituzioni, imprese, università, associazioni e comunità possano contribuire insieme alla crescita del sistema salute, alla formazione di nuove figure professionali e allo sviluppo del territorio.

Proprio in questa prospettiva, Sanofi, la Commissione Pari Opportunità e l’Università degli Studi dell’Aquila intendono avviare una collaborazione per rafforzare il collegamento tra formazione universitaria e mondo del lavoro: valorizzare il talento, promuovere competenze e far conoscere alle nuove generazioni le opportunità professionali offerte dal settore delle Life Science.

Un’intesa che nasce in Abruzzo, con particolare attenzione ai modelli professionali inclusivi.

L’intervista di Fulvia Filippini, Public Affairs Country Head Sanofi: “Siamo particolarmente felici di essere oggi ospiti della Giunta Regionale per promuovere questo dibattito dal titolo significativo. Vogliamo approfondire il tema del territorio, del legame con il territorio ma anche il tema dell’inclusione. È questo un po’ il focus del dibattito di oggi. Per noi l’Abruzzo è una regione particolare, una regione molto importante perché qui abbiamo l’hub strategico di produzione.”

Un patto tra impresa, accademia e istituzioni che candida l’Abruzzo a laboratorio nazionale di sviluppo inclusivo.

Tennis, Sinner in semifinale a Wimbledon

Roma, 7 lug. (askanews) – Per la terza volta in carriera, la seconda consecutiva, Jannik Sinner è in semifinale a Wimbledon: battuto sul Court 1 il tedesco Jan-Lennard Struff, n.74 del mondo, con i parziali di 7-5, 7-6, 6-3 in poco più di due ore e mezza di gioco. Partita solida quella di Jannik, ancora supportato da un grande servizio, che l’ha aiutato nei momenti topici del match, in cui ha sempre alzato il livello. Venerdì il campione in carica affronterà nella sua 10^ semifinale Slam il vincente di Djokovic-Auger Aliassime.

Carmen Russo tra i super ospiti del Caltagirone Short FilmFest 2026

Roma, 7 lug. (askanews) – È tutto pronto per la quinta edizione del Caltagirone Short FilmFest, il festival dedicato al cinema breve ideato e diretto dalla giornalista e sceneggiatrice Angela Failla e organizzato dal Comune di Caltagirone, che dal 10 al 12 luglio 2026 trasformerà ancora una volta il cuore del centro storico dell’affascinante città che racchiude l’essenza del barocco siciliano, in un grande spazio dedicato al cinema, agli incontri e alla cultura contemporanea.

Dopo aver annunciato ospiti e riconoscimenti, il festival svela il programma completo delle tre giornate, confermando una proposta capace di intrecciare proiezioni, talk, musica, degustazioni ed esperienze culturali diffuse.

Il tema della sostenibilità, filo conduttore dell’edizione, attraverserà l’intera manifestazione nelle sue dimensioni ambientale, sociale, culturale ed economica, grazie anche al supporto dei main sponsor GETEC ed Energy Wave, realtà impegnate nello sviluppo di soluzioni innovative nel settore energetico.

Le giornate si apriranno ogni pomeriggio nell’Atrio di Palazzo di Città con Wine Ciak – Il cinema nel calice, il format ideato da Giusy Giacone che unisce racconto cinematografico e valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del territorio, proponendo la degustazione di bianchi d’autore e bollicine per iniziare, poi nella giornata di sabato di Cerasuolo e infine di passiti.

Tra le novità di questa edizione il debutto di Short Talk: Storie, conversazioni informali durante l’aperitivo tra giornalisti e ospiti del festival, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico under 35 al linguaggio del cinema: il primo incontro vedrà protagonisti Gabriele Falsetta e Rebecca Antonaci con la moderazione di Alessandro Genitori, mentre il secondo sarà dedicato a Monica Dugo. Ogni sera, inoltre, Palazzo Reburdone ospiterà lo spazio interviste riservato alla stampa accreditata.

La serata inaugurale del 10 luglio sarà affidata a Ruggero Sardo, che guiderà il pubblico tra proiezioni e incontri in Piazza Municipio, a partire dai cortometraggi fuori concorso “Samsa” di Gianpiero Pumo e “Terra Madre” di Denis Nazzari, presentato alla presenza del regista, seguito da uno dei cortometraggi finalisti in concorso. Nel corso della serata verrà assegnato il Premio “Icona dello Spettacolo Italiano” a Carmen Russo, omaggio a una carriera che attraversa televisione, teatro e cinema, sul palco cone lei salirà anche il regista Carlo Fenizi, e il Premio “Cinema senza confini” a Tommaso Basili. Ad Antonio Mannino, ideatore e organizzatore di Etna Comics, andrà il premio “Ambascitaore della cultura pop”. Spazio anche al racconto del mestiere dell’attore con Gabriele Falsetta e a un momento musicale affidato al giovane violinista, vincitore della decima edizione di Tu Si Que Vales Samuele Palumbo.

La seconda giornata, l’11 luglio, sarà condotta da Angelo Scaltriti. La serata in Piazza Municipio si aprirà con la proiezione fuori concorso “Ciò che semini” di Clelia Parisi, presente all’incontro con il pubblico, seguita da un’ulteriore proiezione di uno dei corti finalisti in concorso e dall’incontro “Tra Hollywood e la Sicilia” con l’attore italoamericano Michael Cavalieri. Nel corso della serata verrà consegnato il Premio “Storie di Campioni” a Giuseppe Mascara, mentre Rebecca Antonaci offrirà il suo contributo sul cinema contemporaneo e sulle nuove generazioni di interpreti. Salirà inoltre sul palco l’Associazione Gli Eclettici, a cui verrà assegnato un riconoscimento per “Rita da Cascia – Il Musical”, regia di Rosario Primavera. La chiusura sarà affidata al momento di comicità con il duo Toti e Totino.

La giornata conclusiva del 12 luglio, nuovamente condotta da Ruggero Sardo, sarà dedicata al talento siciliano e ai percorsi artistici internazionali, con la proiezione fuori concorso “Ughetto Forno” di Fabio Vasco e dell’ultimo cortometraggio in concorso, prima della consegna del Premio “Città di Caltagirone” a Elia Lo Tauro, artista siciliano che ha raggiunto una dimensione internazionale nel mondo del musical, distinguendosi in importanti produzioni del West End londinese, tra cui il pluripremiato “Moulin Rouge! The Musical”.

La serata proseguirà con l’incontro con Mario Coco dedicato alla serie “Don Matteo”, e si chiuderà con l’esibizione dello stesso Elia Lo Tauro e con il live finale di PierC, nome d’arte di Piercesare Fagioli, giovane cantautore italiano emerso al grande pubblico grazie alla partecipazione a X Factor Italia 2025, dove ha raggiunto la finale distinguendosi per intensità vocale e presenza scenica.

Accanto agli ospiti già annunciati, prenderanno parte alle tre giornate anche i membri della giuria Monica Dugo, Daniela Bassani e Consuelo Catucci, insieme a registi, artisti e professionisti del settore.

Connact, Madia (Oxford): Ridurre i 4 principali gruppi malattie

Roma, 7 lug. (askanews) – “L’OCSE ha stimato che se riusciamo a ridurre i 4 principali gruppi di malattie non trasmissibili si potrebbe incrementare il PIL del 4%” così Joan Madia, senior research fellow in Health Economics dell’Università di Oxford intervenuto all’evento Connact – Summer Workshop, “Autonomia e competitività dell’UE: l’agroalimentare, la salute e il digitale” che si è tenuto nei giorni scorsi al Parlamento europeo e che ha visto un confronto fra rappresentanti delle istituzioni con associazioni, stakeholder e aziende italiane. L’evento è stato promosso da: A2A, Barilla, CIA, Confcooperative, Fastweb+Vodafone, Federalimentare, FiberCoop, Legacoop, Gruppo Chiesi, Gruppo Ferrero, Gruppo Menarini, MFE-MediaForEurope, Open Fiber, TIM.

Covid, Conte: delegare ascolto testimoni viola principi processo penale

Roma, 7 lug. (askanews) – “Oggi non solo abbiamo una illegittimità costituzionale, che diventerà un precedente a futura memoria, ma non stiamo applicando nemmeno i principi minimi del processo penale”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo nel corso della seduta della commissione d’inchiesta sul Covid, a proposito del sistema di escussione dei testimoni attraverso consulenti delegati dal presidente dell’organismo parlamentare, Marco Lisei (FdI). L’esito di questo lavoro, ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio, “sarà materiale inutilizzabile e se lei viola questo principio la denunceremo in tutte le sedi. Dovrebbe dimettersi, anche perché sui lavori della commissione lei dice menzogne su di me in video deliranti, non rispetta il suo ruolo istituzionale”.

“Il regolamento da voi stesso votato – ha sottolineato Conte – esclude la possibilità di escutere testimoni in questo modo. Questa facoltà non spetta neppure al singolo commissario ma alla commissione come organo collegiale, la maggioranza non si sentirebbe garantita se fosse delegato un parlamentare di opposizione…” Nel sostenere la delibera per proseguire con il metodo di lavoro contestato dalle opposizioni, ha detto il leader stellato rivolto a Lisei, “lei oggi sta dimostrando protervia istituzionale”. Non solo, a giudizio di Conte, la procedura scelta dalla commissione “è illegittima sul piano costituzionale”, ma “nel codice penale c’è un principio, il principio di oralità della prova: significa che se pure vengono escussi dal pubblico ministero in persona o dall’autorità delegata di polizia giudiziaria, per le garanzie che spettano ai cittadini quella non è una prova; va riprodotta nel processo penale. Secondo lei è possibile che quella persona venga escussa e non ci sia il controesame? State contraddicendo i principi del processo penale”.

Francia, Le Pen condannata in Appello, ma è eleggibile: può candidarsi

Roma, 7 lug. (askanews) – Tre anni di carcere di cui due sospesi e 45 mesi di interdizione dai pubblici uffici di cui 30 sospesi: la sentenza di appello non rovescia la pena di primo grado ma permette di fatto a Marine Le Pen – almeno formalmente – di candidarsi alle presidenziali del 2027.

I quindici mesi di ineliggibilità rimasti, infatti, partono dal 31 marzo del 2024, data di emissione della sentenza di primo grado con applicabilità immediata. Discorso diverso invece per quel che riguarda la pena detentiva, ridotta di fatto a un anno di carcere e commutata in libertà condizionale con il braccialetto elettronico.

Qui era stata la stessa Le Pen, in occasione della sentenza di primo grado, ad affermare di non volersi presentare nel caso in cui avesse dovuto indossare un braccialetto elettronico, perché non le avrebbe permesso di fare campagna elettorale; in attesa di sapere se la leader del Rassemblement National confermerà o meno tale decisione, va però considerata un’altra questione legale.

In base a una legge del gennaio 2023 (pensata per ridurre il sovraffollamento delle carceri) infatti la pena detentiva con braccialetto elettronico infatti è suscettibile di un’ulteriore riduzione pari a un massimo della metà della durata prevista: Le pen potrebbe quindi cavarsela con appena sei mesi, se il giudice che presiede all’applicazione della pena dovesse decidere in questo senso. Infine, è possibile che la Procura decida di ricorrere in Cassazione, che in tal caso si pronuncerà nel gennaio del 2027 – periodo in cui Le Pen potrebbe teoricamente già essere impegnata in campagna elettorale, nel caso di uno sconto di pena.La Corte d’Appello ha tenuto di fatto a chiarire che per quanto riguarda le sanzioni di ineleggibilità, “all’epoca dei fatti, non erano obbligatorie”: il tribunale ha quindi ritenuto “di sua competenza valutare la proporzionalità della sanzione alla luce della violazione del diritto di candidarsi alle elezioni” e ha stabilito che “la libertà di scelta dell’elettore, presupposto essenziale per l’espressione del suffragio democratico”, doveva essere presa in considerazione.

La questione appare tuttavia non solo legale, ma di opportunità politica: al di là delle divisioni interne al partito, rimane il fatto che la condanna per corruzione sussiste e che i reati contestati dalla Procura sono stati riconosciuti come “gravi” dalla stessa Corte d’Appello, malgrado la sostanziale riduzione effettiva della pena.

Difficile quindi che Le Pen scelga di presentarsi all’Eliseo con l’etichetta di condannata, in una posizione di quindi vulnerabilità rispetto alle candidature concorrenti; non a caso le prime reazioni si riassumono in un “con che faccia si potrebbe presentare alle elezioni dopo la sentenza di colpevolezza”, come ha affermato l’avvocato del Parlamento europeo, Patrick Maisonneuve.

Trump: Meloni mi piace ma non c’è stata per noi e ha guastato rapporti

Ankara, 7 lug. (askanews) – “Io penso che lei sia una brava persona, in realtà. Il nostro rapporto è diventato un po’ cattivo, ha rifiutato di aiutarci. Io non le ho messo nessuna pressione, ha rifiutato di essere coinvolta sullo Stretto di Hormuz, sull’Iran. Ha guastato i miei rapporti con lei. Ma lei mi piace, è una brava persona. Ma penso che abbia fatto un errore, gli Stati Uniti hanno tanto petrolio più di chiunque altro. Non ci serve Hormuz, lo facciamo perché pensiamo sia importante. Lei non c’era per noi, e questo non mi ha reso felice, ve lo potete immaginare”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo ad Ankara a una domanda sul post fatto l’altro ieri contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Cinema, Umbria Film Festival festeggia 30 anni: al via dal 15 luglio

Roma, 7 lug. (askanews) – Da mercoledì 15 a domenica 19 luglio 2026 l’Umbria Film Festival festeggia la sua 30esima edizione e torna in Piazza Fortebraccio, luogo simbolo della manifestazione. Cinque giorni di proiezioni, eventi speciali, cortometraggi, ospiti e appuntamenti diffusi nel centro storico, con un programma che propone un viaggio nella Memoria per comprendere meglio il presente: gli 800 anni dalla morte di San Francesco, il centenario della nascita di Dario Fo, i 60 anni de La battaglia di Algeri e i 20 anni dalla scomparsa di Gillo Pontecorvo. Tutte le proiezioni sono gratuite e senza necessità di prenotazione.

Questa edizione sarà anche l’occasione per ribadire la vocazione più autentica dell’Umbria Film Festival: portare il cinema nel cuore di una comunità, trasformando la piazza in uno spazio di visione, confronto e partecipazione. “Festeggiare trent’anni significa custodire una storia, ma soprattutto rinnovare un impegno”, ha dichiarato l’avv. Michela Paganelli, presidente dell’Associazione Umbria Film Festival APS. “L’Umbria Film Festival è cresciuto insieme a Montone, alla sua comunità e al suo pubblico: tornare in Piazza Fortebraccio, per questa edizione, vuole essere un gesto di gratitudine nei confronti di una casa, accogliente ed intima insieme, qual è Montone, significa rafforzare ancor più un’identità e un legame vivace ed autentico tra cinema, territorio e comunità”.

“Non credo al cinema neutro: ogni film, si tratti di commedia, fantascienza, horror, documentario o cinema impegnato, porta con sé una posizione, uno sguardo sul mondo, una domanda etica” ha sottolineato la direttrice artistica Maria Teresa Cavina. “I film di questa edizione hanno tutti una ragione profonda di esistere e di resistere: parlano al presente, al pubblico e alla comunità”.

L’apertura del festival sarà nel segno di San Francesco, nell’anno dell’VIII Centenario del Transito, con l’omaggio de “Il sogno di Francesco” di Arnaud Louvet e Renaud Fély, interpretato da Elio Germano e Alba Rohrwacher. Elio Germano riceverà le Chiavi della Città, l’onorificenza più importante dell’Umbria Film Festival. Una giornata, il 17 luglio, sarà dedicato a Dario Fo, nel centenario della nascita e a dieci anni dalla scomparsa del Premio Nobel.

Il programma prevede un incontro su commedia e satira come linguaggio della libertà e la proiezione di una captazione di Mistero buffo. La giornata si concluderà con la presentazione, sotto le stelle, del film del maestro Carlo Lizzani, “Lo svitato”, unica incursione nel cinema di Dario Fo che ne firma anche la sceneggiatura e lo interpreta con al suo fianco una giovanissima e bellissima Franca Rame. La giornata è stata organizzata in collaborazione con la Fondazione Dario Fo e Franca Rame. Saranno presenti Mattea Fo, presidente della Fondazione, e Stefano Bertea, direttore degli archivi.

Il 18 luglio sarà invece dedicato a Gillo Pontecorvo e a “La battaglia di Algeri”, a sessant’anni dall’uscita del film e a vent’anni dalla morte del regista. In piazza ci sarà Marco Pontecorvo, per accompagnare il pubblico dentro la memoria e l’attualità di uno dei capolavori del cinema politico del Novecento. Ci sono film che il tempo allontana e film che la storia continua a rendere necessari.

Il 16 luglio, invece, una serata dedicata alle vite sotto assedio. In Piazza Fortebraccio saranno proiettati “Everyday in Gaza” di Omar Rammal e “Chronicles From the Siege” di Abdallah Al-khatib, film vincitore della sezione Perspectives del Festival di Berlino 2026.

Grande spazio sarà riservato ai cortometraggi, da sempre parte essenziale dell’identità del festival. Anche quest’anno verrà proposto AmarCorti, il concorso dedicato ai migliori cortometraggi italiani mentre ritorna, a grande richiesta, il concorso di cortometraggi dedicato al pubblico più giovane Shortsup.

Il festival si chiuderà il 19 luglio con le premiazioni di ShortsUp e AmarCorti, la proiezione dei cortometraggi vincitori e con la presentazione, in anteprima internazionale, di “Leviticus” di Adrian Chiarella, che ha rappresentato la grande sorpresa di Sundance 2026; il regista usa l’horror per dare corpo alla paura, al pregiudizio, alla violenza che nasce quando una società pretende di imporre l’identità e il desiderio. Ospite d’onore della serata sarà la grande regista britannica di origine indiana Gurinder Chadha. Il suo film “Bend it Like Beckham” (Sognando Beckham) è diventato uno dei film britannici più emblematici della sua generazione.

Nato, Trump "deluso": l’Italia ‘ci ha rifiutato’

New York, 7 lug. (askanews) – “Sono rimasto molto deluso dalla Nato e francamente se [il summit] non fosse ospitato dalla Turchia, che ha un leader molto forte, è possibile che non avrei partecipato”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, durante un bilaterale con il presidente turco ad Ankara in vista del summit dell’alleanza transatlantica.

“Non siamo stati trattati bene”, ha aggiunto in riferimento alla guerra in Iran e all’uso negato delle basi militari di paesi alleati per colpire Teheran: “L’Italia ci ha rifiutato. La Germania ci ha rifiutato. La Francia ci ha rifiutato e questo va bene, ma perché stiamo spendendo centinaia di miliardi di dollari e loro non sono lì per noi? Noi ci siamo sempre stati per loro”.

Tv, un medical drama e la serie su Vialli-Mancini: le novità su Sky

Roma, 7 lug. (askanews) – Dal rinnovo per la seconda e la terza stagione di ‘Avvocato Ligas’ con Luca Argentero, al sequel della serie originale su Max Pezzali e Mauro Repetto, ‘Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883’; fino all’annuncio di due nuovi progetti originali sul set prossimamente: ‘La bella stagione’, sull’amicizia tra Gianluca Vialli e Roberto Mancini e il successo della Sampdoria, e il medical drama ‘Codice Nero’. Tante le novità legate all’intrattenimento nella stagione in arrivo nei prossimi mesi su Sky e NOW, presentate a Milano, tra produzioni internazionali, originali e alcuni dei franchise più amati del panorama tv.

‘La bella stagione’ è tratta dal libro di Gianluca Vialli e Roberto Mancini sull’epica cavalcata della Sampdoria del 1990-1991, quella dello scudetto e poi della finale di Coppa dei Campioni, già adattato da Marco Ponti nell’omonimo documentario; mentre in ‘Codice Nero’, primo medical drama targato Sky, ci saranno Lino Guanciale e Valentina Bellè, per la regia di Lyda Patitucci.

Appena partita con i nuovi episodi del cult HBO ‘House of the Dragon’, l’estate su Sky e NOW continuerà con le avventure postapocalittiche delle due stagioni di ‘Twisted Metal’ e della terza di ‘The Walking Dead: Dead City’ e di quelle tra Nord Africa e Medio Oriente della nuova ‘Atomic’. Dal 9 ottobre torneranno protagonisti gli 883, e debutterà il thriller ‘Nightsleeper – Fuori controllo’; ci sarà poi la quarta stagione di ‘The Gilded Age’ e, per gli appassionati di Jane Austen, la nuova ‘The Other Bennet Sister’, quasi uno spin-off di ‘Orgoglio e pregiudizio’ sulla meno celebrata delle figlie dei Bennet, Mary. E ancora la terza stagione di ‘Vigil’ e, entro fine anno, la quinta dell’epica ‘Babylon Berlin’, cronaca del momento più buio della storia tedesca, quello della fine della Repubblica di Weimar e l’ascesa al potere assoluto di Hitler, e l’attesissima ‘War’, coproduzione Sky e HBO con Sienna Miller e Dominic West di cui è già stata ordinata una seconda stagione.

Per i titoli Sky Original, i primi mesi del nuovo anno vedranno il debutto de ‘Il Sospetto’, crime thriller con Claudia Pandolfi, Alessandro Gassmann e Ginevra Francesconi e di ‘Gucci – Fine dei Giochi’, il ritratto della famiglia più celebre del lusso italiano firmato a partire dal memoir di Allegra Gucci da Gabriele Muccino, con Miriam Leone, Francesco Scianna e Matilda Lutz. Nel corso del 2027 arriverà ‘Quelli della Mala’, ambientato nella Milano degli anni ’70 e ’80: Elia Nuzzolo, annunciato come protagonista insieme al resto del cast, sarà Charlie, diviso tra il sogno di salire sul palco del Derby e l’amicizia con un giovanissimo Renato Vallanzasca. E ‘Fuori Menù – Una brigata dietro le sbarre’, dramedy Sky Original con Maurizio Lastrico, Benedetta Cimatti e Fabio Balsamo su un grande chef che, caduto in disgrazia, finisce in carcere, dove accetta di dirigere un ristorante sperimentale e una brigata improbabile.

Ma il prossimo sarà anche l’anno del ritorno di ‘The Day of the Jackal’, dall’influente romanzo omonimo di Frederick Forsyth e dal successivo pluripremiato film ‘ll Giorno dello Sciacallo’, con il Premio Oscar Eddie Redmayne di nuovo nei panni di un infallibile sicario in fuga, e dell’action ‘Gangs of London’, la serie Sky e AMC+ Original che torna con nuovi episodi ad alta tensione.

Nel 2027 tornano con nuovi episodi alcuni dei titoli di punta di HBO, le cui nuove stagioni arriveranno in contemporanea su Sky e in streaming su NOW: il nuovo ciclo di episodi di ‘The Last of Us’, il soggiorno in Costa Azzurra di ‘The White Lotus’ e il secondo capitolo, tra fantascienza e messianismo, di ‘Dune: Prophecy’. Nel 2027, anche la seconda stagione del prequel di ‘Outlander Blood of My Blood’ e ‘The Forsytes’, dai romanzi del premio Nobel per la letteratura John Galsworthy su una famiglia di agenti di cambio della tarda società vittoriana, dalla sua nascita al suo inesorabile declino.

Prossimamente arriverà, in esclusiva per l’Italia su Sky e NOW, ‘Kill Jackie’, revenge thriller con Catherine Zeta Jones (anche produttrice) nei panni di una ex narcotrafficante reinventatasi commerciante d’arte. E ancora la novità Sky Original’ The Girl with the Dragon Tattoo’, primo adattamento tv per il bestseller dello scrittore e giornalista investigativo Stieg Larsson, e lo storico ‘King and Conqueror’, ispirata alle figure storiche di Aroldo del Wessex e Guglielmo il Conquistatore.

Nuove stagioni per gli show “made in Sky” e novità in arrivo come ‘Taste of Italy’ con Antonino Cannavacciuolo. Nel programma, atteso per la primavera 2027, ci saranno anche Chiara Pavan, chef da una Stella Michelin e una Stella Verde Michelin per il suo ristorante Venissa sulla Laguna Veneta, e Anna Zhang, vincitrice della quattordicesima edizione di “MasterChef Italia”.

Il primo a tornare, domenica 6 settembre, sarà Bruno Barbieri con ‘4 Hotel’. Toccherà poi a ‘X Factor’, al via giovedì 10 settembre, con la conferma in conduzione di Giorgia e dei giudici Francesco Gabbani, Jake La Furia, Paola Iezzi; con loro, nel quartetto al tavolo, la new entry Irama. A dicembre ripartirà la ricerca del migliore cuoco amatoriale d’Italia: il trio di giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli si riunisce per la nuova edizione di ‘MasterChef Italia’. Tornano anche ‘4 Ristoranti’ con Alessandro Borghese e ‘Pechino Express’ con Costantino della Gherardesca.

Su Sky Cinema arrivano nuovi appuntamenti con le produzioni Sky Original: entro la fine dell’anno torneranno Salvatore Esposito, Silvia D’Amico e Fabio Balsamo, diretti da Alessio Maria Federici, in tre nuovi film che comporranno la seconda stagione di ‘Piedone – Uno sbirro a Napoli’. Confermato anche il ritorno de ‘I delitti del BarLume’, l’amata collection trainata da Filippo Timi, Lucia Mascino, Corrado Guzzanti e Stefano Fresi giunta alla quattordicesima stagione, che quest’anno avrà come ospiti d’eccezione Caterina Guzzanti, Massimo Ceccherini, Maurizio Lombardi e il ritorno di Pietro Sermonti.

Accanto alle produzioni originali, tra gli appuntamenti di maggior rilievo ci sono ‘Hamnet – Nel nome del figlio’, diretto da Chloé Zhao, il ritorno di Pedro Almodóvar dietro alla macchina da presa con ‘Amarga Navidad’ e il nuovo film di Olivier Assayas, ‘Il mago del Cremlino – Le origini di Putin’, con Jude Law. Completano la proposta, ‘Illusione’ di Francesca Archibugi, con Jasmine Trinca, Michele Riondino, Filippo Timi e Vittoria Puccini; il thriller psicologico ‘La lezione’ di Stefano Mordini, con Matilda De Angelis e Stefano Accorsi, presentato alla Festa del Cinema di Roma; e ‘Nel tepore del ballo’ di Pupi Avati, con Massimo Ghini e Isabella Ferrari.

Il cinema italiano continua a occupare un ruolo centrale nell’offerta Sky Cinema. Tra le novità, ‘Prendiamoci una pausa’, commedia corale con Marco Giallini, Claudia Gerini, Fabio Volo e Ilenia Pastorelli che racconta con ironia e leggerezza le crisi sentimentali di tre coppie in diverse fasi della vita; ‘Notte prima degli esami 3.0’, nuova rilettura del cult generazionale scritto da Fausto Brizzi; ‘Benvenuti in campagna’, commedia sulla fuga dal caos cittadino con Maurizio Lastrico e Andrea Pennacchi; ‘Il Dio dell’Amore’ con Vinicio Marchioni, Isabella Ragonese e Vanessa Scalera e la commedia romantica ‘Innamorarsi e altre pessime idee’, con Lino Guanciale e Ilenia Pastorelli. In arrivo anche ‘Gli occhi degli altri’, noir liberamente ispirato a un fatto di cronaca degli anni Sessanta con Filippo Timi e Jasmine Trinca, ‘Idoli – Fino all’ultima corsa’, con Claudio Santamaria nel mondo delle competizioni motociclistiche; e ‘Alla festa della rivoluzione’, ambientato nella Fiume del 1919 durante l’impresa dannunziana, con Nicolas Maupas, Riccardo Scamarcio e Maurizio Lombardi nel ruolo di Gabriele D’Annunzio.

Tra i grandi eventi cinematografici della stagione anche ‘Wicked – Parte 2’, capitolo conclusivo dell’adattamento cinematografico del celebre musical di Broadway e ‘Song Sung Blue – Una melodia d’amore’, ispirato a una storia vera, con Hugh Jackman e Kate Hudson. Infine, tra le novità su Sky Documentaries, in arrivo una docu-serie Sky Original con protagonista il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre su Sky Crime si parlerà anche della tragedia di Crans Montana in ‘Dentro la strage’.

Agente intelligence Kiev confessa omicidio sospettata dell’attentato a Monaco

Roma, 7 lug. (askanews) – Un ufficiale dell’intelligence militare ucraina ha confessato di aver ucciso Anastasia Berezovska, la 39enne sospettata del tentato omicidio dell’oligarca Vadim Ermolaev e della sua famiglia nel Principato di Monaco, affermando di aver agito di propria iniziativa.

Le autorità ucraine hanno arrestato due persone per la morte della donna, il cui corpo è stato rivenuto ieri a Kiev: un ufficiale in servizio presso la Direzione dell’intelligence militare ucraina (Hur) e un ex agente delle forze dell’ordine. “L’ufficiale in servizio presso l’Hur ha confessato l’omicidio di Berezovska, dichiarando di averlo commesso insieme all’altro sospettato – ha fatto sapere la procura in un comunicato riportato dal Financial Times – ha anche dichiarato di non aver informato i suoi superiori dei suoi contatti con Berezovska, dei trasferimenti di denaro a suo favore o di qualsiasi altra sua azione, e di aver agito di propria iniziativa”.

Secondo quanto ricostruito dalla procura ucraina, la donna era rientrata in Ucraina il 1 luglio e aveva contattato la sua famiglia e i due sospettati. “Avendo informazioni sul fatto che entrambi gli uomini avessero ripetutamente trasferito fondi sui conti bancari e in criptovaluta di Berezovska, gli inquirenti li hanno monitorati come possibili complici del tentato omicidio a Monaco”, ha aggiunto la procura.

Entrambi i sospettati sono stati arrestati con l’accusa di omicidio premeditato. Durante una perquisizione nell’abitazione dell’ex agente di polizia, gli investigatori hanno anche scoperto una cantina che sembrava una camera di tortura. Un video pubblicato dai procuratori mostra uno scantinato buio con accette e asce contro una parete e un telo verde steso sul pavimento. Nel video non si vede il corpo di Berezovska che, secondo le autorità, aveva ferite da arma da fuoco alla testa.

Calcio, Daniele Orsato nuovo designatore arbitri di Serie A e B

Roma, 7 lug. (askanews) – Daniele Orsato è il nuovo designatore degli arbitri di Serie A e B. Il 50enne ex arbitro internazionale, dopo un solo anno alla guida degli arbitri di Serie C, prende il posto di Gianluca Rocchi, autosospesosi dopo la nota vicenda giudiziaria che lo vede indagato dalla Procura di Milano. Orsato è stato nominato dal Comitato Nazionale dell’Aia su indicazione del neo Direttore Tecnico Domenico Messina. Al posto di Orsato al vertice della Commissione arbitri della Serie C è stato nominato Nicola Ayroldi, mentre Paolo Dondarini sarà il nuovo designatore della Serie D, al posto di Stefano Braschi.

Francia, Marine Le Pen condannata a 15 mesi di ineleggibilità effettiva

Roma, 7 lug. (askanews) – Marine Le Pen è stata condannata dalla Corte d’Appello di Parigi a 15 mesi di ineleggibilità effettiva nell’ambito del caso degli assistenti parlamentari del Front National.

La sentenza, che potrebbe a priori consentirle di candidarsi alle presidenziali, è stata pronunciata a partire dalle 13.30 presso il Palazzo di Giustizia, nei confronti di Le Pen e di altri undici imputati, tra cui anche il Rassemblement National (all’epoca Front National) in qualità di partito.

La deputata del Pas-de-Calais aveva dichiarato sabato, al fianco di Jordan Bardella: “Non ci scoraggeremo mai, continueremo sempre a lottare, andremo fino in fondo, fino alla vittoria”.

In primo grado la leader del Rassemblement National era stata condannata a 4 anni di carcere e a 5 di ineleggibilità – che dunque le avrebbero impedito di candidarsi alle Presidenziali del 2027 – nel caso dei presunti falsi impieghi all’Europarlamento.

L’ex presidente del Rassemblement National aveva dichiarato di ritenere “impossibile” portare avanti la campagna per le elezioni presidenziali del 18 aprile e 2 maggio 2027 indossando un braccialetto elettronico. In ogni caso, dovrebbe quindi lasciare il posto a Jordan Bardella, 30 anni.

Marine Le Pen, condannata oggi a 45 mesi di ineleggibilità, di cui 30 con la sospensione condizionale della pena, può in linea di principio candidarsi alle elezioni presidenziali del 2027 in Francia. Tuttavia, la Corte d’Appello di Parigi l’ha anche condannata a un anno da scontare con il braccialetto elettronico.

La leader del partito nazionalista RN aveva subordinato la propria candidatura all’assenza di una condanna che prevedesse
l’obbligo del braccialetto elettronico. È attesa questa sera come ospite al telegiornale delle 20 di TF1, dove rilascerà una
dichiarazione.