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L’esercito dell’Iran: stop a rappresaglie perché gli Usa hanno fermato attacchi

Roma, 26 lug. (askanews) – L’esercito iraniano ha affermato di aver interrotto gli attacchi a seguito di una tregua nei raid statunitensi e ha dichiarato che la strategia americana non è chiara nemmeno ai vertici militari statunitensi.

“Gli americani hanno interrotto i loro attacchi nelle ultime due notti. Poiché la nostra strategia è stata interamente di rappresaglia, abbiamo interrotto anche le nostre operazioni di rappresaglia”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito Amir Akraminia, citato da Iran International.

Il portavoce ha anche affermato che i funzionari statunitensi sembrano divisi e privi di una strategia chiara, citando le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e le azioni del Comando Centrale degli Stati Uniti.

“La strategia degli Stati Uniti non è chiara nemmeno ai funzionari del Paese stesso. Ciò è evidente nelle dichiarazioni dei funzionari statunitensi, in particolare del presidente degli Stati Uniti, così come nelle azioni del Comando Centrale degli Stati Uniti”, ha affermato Akraminia. Il portavoce dell’esercito iraniano ha avvertito che la continuazione dei raid statunitensi estenderebbe ulteriormente il conflitto, spiegando che la guerra si è già estesa allo Stretto di Bab el-Mandeb, nel Mar Rosso, la chi navigazione è minacciata dai ribelli yemeniti degli Houthi, miilizia sostenuta dall’Iran.

Il Papa: apprensione per l’insaprirsi della violenza in Terra Santa

Roma, 26 lug. (askanews) – “Seguo con apprensione il perdurare e inasprirsi della violenza in Terra Santa. Ultimamente ci sono state vittime, anche molti civili in Cisgiordania ed a Gaza. Rivolgo un accurato appello affinché si torni a negoziare un’equa soluzione politica, fondata sulla pari dignità e di uguali diritti di ogni persona umana”. Lo ha detto Papa Leone XIV parlando a Castel Gandolfo dopo l’Angelus.

Bisogna rigettare – ha continuato il Santo Padre – “nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo status quo dei luoghi santi, di ogni fede religiosa”.

Il Papa: apprensione per l’insaprirsi della violenza in Terra Santa

Roma, 26 lug. (askanews) – “Seguo con apprensione il perdurare e inasprirsi della violenza in Terra Santa. Ultimamente ci sono state vittime, anche molti civili in Cisgiordania ed a Gaza. Rivolgo un accurato appello affinché si torni a negoziare un’equa soluzione politica, fondata sulla pari dignità e di uguali diritti di ogni persona umana”. Lo ha detto Papa Leone XIV parlando a Castel Gandolfo dopo l’Angelus.

Bisogna rigettare – ha continuato il Santo Padre – “nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo status quo dei luoghi santi, di ogni fede religiosa”.

No Tav, Usic carabinieri: 143 feriti, la soglia critica è stata superata

Roma, 26 lug. (askanews) – “L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri del Piemonte e della Valle d’Aosta esprime una condanna netta e senza esitazioni per i gravissimi episodi di violenza verificatisi durante la marcia No Tav in Val di Susa, culminati nell’assalto organizzato ai cantieri di Chiomonte e San Didero. Il bilancio degli scontri richiama un bollettino di guerra e non può più essere tollerato dallo Stato: 85 poliziotti, 48 carabinieri e 10 finanzieri sono rimasti feriti, mentre mezzi di servizio sono stati danneggiati e snodi stradali e ferroviari strategici per il Paese sono stati bloccati. La nostra solidarietà è piena e concreta nei confronti dei colleghi feriti e di tutti gli operatori delle Forze di Polizia che ogni giorno difendono la legalità e la sicurezza pubblica, pagando troppo spesso un prezzo altissimo in termini di incolumità personale”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri – Usic.

“Il dissenso è un diritto costituzionale e nessuno intende metterlo in discussione. Trasformare, però, una manifestazione in un’azione organizzata e di natura paramilitare, finalizzata a colpire lo Stato e le donne e gli uomini in divisa, non è protesta: è violenza eversiva. Rivolgiamo un appello diretto al presidente del consiglio Giorgia Meloni e alle istituzioni di Governo: è il momento di una svolta decisa. Non possiamo più accettare che chi indossa una divisa venga utilizzato come scudo umano contro la violenza organizzata di frange estremiste ed eversive riconducibili ai centri sociali. Servono tutele operative reali, strumenti normativi più efficaci e una risposta dello Stato ferma, visibile e immediata”. “La soglia critica è stata superata. Chiamiamo in causa tutte le forze politiche, i partiti e i movimenti del Paese. Chi tace, giustifica o minimizza aggressioni di questa gravità si assume una responsabilità morale. Non basta scendere in piazza soltanto per contestare l’operato delle Forze dell’Ordine: ci aspettiamo che tutte le forze democratiche promuovano manifestazioni pubbliche per condannare senza riserve la violenza e testimoniare vicinanza a chi garantisce la sicurezza di tutti. Come Usic continueremo a far sentire la nostra voce in ogni sede affinché la sicurezza, la dignità e l’incolumità dei Carabinieri e di tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine non vengano più calpestate. Non possiamo, tuttavia, limitarci alle parole di solidarietà. Da anni registriamo un impegno del Governo ancora insufficiente rispetto alla gravità delle condizioni in cui operano le Forze dell’Ordine: turni massacranti, esposizione costante al rischio, organici sotto pressione, mezzi spesso inadeguati e retribuzioni che non riconoscono pienamente il valore, la responsabilità e il sacrificio quotidiano di chi serve lo Stato. Chi chiede agli operatori di garantire ordine pubblico, sicurezza e legalità deve avere il coraggio di investire concretamente su di loro, attraverso risorse adeguate, rinnovi contrattuali dignitosi, strumenti operativi efficienti e retribuzioni all’altezza del ruolo svolto”.

Sarà una domenica di temporali, poi arriva la quarta ondata di caldo

Roma, 26 lug. (askanews) – Nella giornata di oggi, Domenica 26 luglio, è previsto il passaggio di un rapido fronte temporalesco. A causa dei forti contrasti tra masse d’aria differenti proprio sull’Italia, sono attese intense precipitazioni al Centro-Nord. Dalla prossima settimana, tuttavia, è confermata una svolta: parte la quarta ondata di calore dell’estate.

Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma un peggioramento delle condizioni meteo a causa del passaggio di un fronte temporalesco in discesa dal Nord Europa. Le correnti instabili andranno a interagire direttamente con le masse d’aria molto calde e umide stazionarie sul Mediterraneo dopo settimane con temperature sempre oltre le medie climatiche. A fornire l’energia necessaria per l’innesco di fenomeni violenti saranno soprattutto i nostri mari. Accumulando calore durante le settimane calde, la superficie marina evapora e rilascia nell’aria un ingente quantitativo di vapore acqueo e calore latente: quando le correnti fresche ed instabili nord-europee impattano su questo “serbatoio” di aria calda e umida, si creano fortissimi moti ascensionali che alimentano temporali di estrema intensità.

Le zone maggiormente a rischio di intense precipitazioni (localmente pure di grandinate e forti raffiche di vento) saranno in particolare Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria di Levante, alta Toscana e Lazio. Veniamo ora alla svolta prevista dalla prossima settimana. Dopo le ultime piogge attese lunedì 27 al Centro-Sud la situazione cambierà radicalmente: è confermato infatti l’avanzamento di un vasto campo di alta pressione di origine subtropicale che dal Nord Africa si spingerà fin nel cuore dell’Europa. Ecco servita la quarta ondata di caldo intenso della stagione, destinata a interessare non solo l’Italia ma gran parte del continente centro-occidentale. Questa figura anticiclonica garantirà un’estrema stabilità atmosferica con sole dominante su quasi tutte le regioni e, al contempo, un deciso e generale aumento delle temperature, con i valori che torneranno a toccare picchi fino a 38-40 °C in molte città del Centro-Nord. Sono questi i due volti del cambiamento climatico in atto: da un lato assistiamo a una sempre maggiore frequenza e durata delle ondate di calore (con la stagione estiva 2026 destinata a passare alla storia come una delle più roventi di sempre), dall’altro cresce in modo esponenziale il rischio di eventi meteo estremi. Le temperature sempre più elevate mettono infatti in gioco una maggiore energia potenziale, accumulando enormi quantità di umidità nei bassi strati dell’atmosfera, pronta a trasformarsi in fenomeni violenti come la cronaca recente continua purtroppo a insegnarci.

Berlino, Meloni: siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco

Roma, 26 lug. (askanews) – “Esprimo, a nome del Governo italiano, solidarietà e sincera vicinanza per le drammatiche notizie che giungono da Berlino. L’Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando ad ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini”. Lo scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X a proposito dell’attacco avvenuto iera sera al Pride di Berlino.

“Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti. Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco”, sottolinea la premier.

Democrazia e potere tecnologico: la nuova sfida del XXI secolo

La fragilità delle democrazie oltre le categorie del Novecento

Il dibattito sulla fragilità delle democrazie occidentali domina ormai da tempo il confronto politico e culturale in gran parte dei Paesi che, dalla fine della Seconda guerra mondiale, hanno costruito la propria stabilità su istituzioni liberali e rappresentative. Un modello che ha garantito decenni di pace, sviluppo economico e tutela delle libertà individuali, ma che oggi appare attraversato da tensioni sempre più profonde.

In Italia, con l’insediamento di un governo ritenuto da molti più marcatamente di destra che di tradizionale centrodestra, il confronto si è riacceso. Da un lato, alcuni intellettuali mettono in guardia dal rischio di una riaffermazione del fascismo, sia pure in forme adattate ai tempi; dall’altro, numerosi osservatori giudicano questa eventualità storicamente improbabile, sostenendo che i regimi novecenteschi appartengano ormai a una stagione definitivamente conclusa.

Mentre il dibattito continua a concentrarsi sulle categorie del passato, rischia però di sfuggire una trasformazione ben più profonda. Le innovazioni tecnologiche non stanno modificando soltanto l’economia, il lavoro o la comunicazione: stanno cambiando anche la natura del potere politico e gli strumenti attraverso i quali esso viene esercitato.

Da Hobbes al potere delle informazioni

In questa prospettiva può essere utile richiamare il pensiero di Thomas Hobbes. Pur scrivendo in un contesto storico completamente diverso, il filosofo inglese individuava nel potere il nucleo della politica. Oggi quel potere non coincide più soltanto con la forza militare o con la ricchezza economica. Sempre più spesso si manifesta nella capacità di orientare il linguaggio, influenzare la costruzione delle narrazioni pubbliche e determinare il modo in cui i cittadini interpretano la realtà. Chi controlla il flusso delle informazioni e gli strumenti attraverso cui esse vengono elaborate esercita, di fatto, una forma di potere che incide direttamente sulla formazione del consenso.

È in questo scenario che la Silicon Valley assume un ruolo nuovo. Da luogo simbolo dell’innovazione tecnologica, si è progressivamente trasformata in uno dei principali centri di produzione di idee, strategie e strumenti capaci di incidere sugli equilibri geopolitici globali.

Due figure rappresentano efficacemente questa evoluzione: Peter Thiel e Alex Karp. Il primo, imprenditore e investitore libertario; il secondo, filosofo formatosi nella Scuola di Francoforte. Insieme hanno fondato Palantir, una delle più importanti aziende specializzate nell’analisi dei dati e nell’intelligenza artificiale applicata alla sicurezza, alla difesa e all’intelligence.

Thiel, Karp e la tecnologia come strumento geopolitico

Pur provenendo da esperienze culturali differenti, condividono una lettura del sistema internazionale influenzata dalle riflessioni del politologo Samuel P. Huntington. Dopo la fine della Guerra fredda, Huntington contestò la celebre teoria della “fine della storia”, secondo cui la democrazia liberale sarebbe diventata il modello politico universale. Al contrario, prevedeva un mondo caratterizzato dalla competizione tra grandi civiltà, segnato da profonde fratture culturali, religiose e geopolitiche. In questo quadro, la stabilità non sarebbe garantita dall’universalizzazione della democrazia, bensì dalla capacità degli Stati di difendere efficacemente i propri interessi strategici.

È all’interno di questa visione che alcuni interpreti collocano il ruolo di Palantir: non semplicemente un’impresa tecnologica, ma uno strumento destinato a rafforzare la sicurezza dell’Occidente attraverso la superiorità nell’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale. Secondo Peter Thiel e altri esponenti della stessa area culturale, le democrazie liberali rischiano infatti di essere penalizzate dalla lentezza dei processi decisionali, soprattutto nel confronto con sistemi autoritari altamente centralizzati come la Cina. Da qui nasce l’idea che le tecnologie avanzate possano compensare tali limiti, rendendo più rapide ed efficaci le decisioni strategiche.

In questo contesto vengono spesso interpretati anche gli interventi pubblici di Elon Musk sul dibattito politico europeo. Le sue prese di posizione a favore di movimenti antisistema e le frequenti dichiarazioni sulle vicende interne di diversi Paesi sono considerate da alcuni analisti come il segnale di un crescente attivismo politico da parte delle grandi élite tecnologiche, ormai capaci di influenzare il dibattito pubblico grazie al controllo di piattaforme digitali frequentate da centinaia di milioni di utenti.

La sfida europea tra algoritmi, libertà e democrazia

Che si condivida o meno questa lettura, un dato appare difficilmente contestabile: il rapporto tra tecnologia, potere e democrazia è diventato uno dei principali temi politici del nostro tempo. La disponibilità di enormi quantità di dati, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e la concentrazione di risorse economiche senza precedenti attribuiscono alle grandi aziende tecnologiche una capacità di influenza sconosciuta fino a pochi decenni fa.

L’Europa, tuttavia, fatica a elaborare una risposta comune. La frammentazione politica, la lentezza dei processi decisionali e l’assenza di grandi campioni tecnologici continentali rendono più difficile costruire una strategia capace di coniugare innovazione, sicurezza e tutela delle libertà democratiche.

Forse è proprio questo il punto sul quale il dibattito pubblico dovrebbe concentrarsi. Più che interrogarsi esclusivamente sul possibile ritorno delle ideologie del Novecento, sarebbe opportuno riflettere sulle forme inedite attraverso cui il potere si sta ridefinendo. Le minacce alle democrazie potrebbero infatti non presentarsi con i simboli e i linguaggi del passato, ma attraverso il controllo dei dati, degli algoritmi, delle piattaforme digitali e della capacità di orientare il consenso. È su questo terreno, probabilmente, che si giocherà una delle sfide decisive del XXI secolo.

La competizione politica, l’AI e un nuovo modello di società

Vannacci e le leghe sopra i mari

Con a capo Ettore Fieramosca, tra i 13 cavalieri italiani, che al tempo ebbero la meglio nella disfida di Barletta, figurano anche Fanfulla da Lodi e Brancaleone da Roma. Sarà la suggestione di questi nomi o la storia degli Orazi e Curiazi che ha solleticato Vannacci a gettare il guanto della sfida a Renzi per una competizione sportiva per chi prevalesse a nuoto lungo una distanza di 3 miglia muovendo dalle sponde della Sardegna e non da Busto Arsizio. Lo avrà proposto nella certezza di avere un fisico dalla lega ancora inossidabile e per affossare ancor più la Lega dalla quale ha preso piede.

Lo ha detto in un video mentre emerge a mezzobusto dall’acqua del mare, invitando provocatoriamente a portare anche la Leopolda o la Leonarda, ad eventuale scorta dell’avversario, facendo forse intendere che saprebbe lui accoglierle come si dovrebbe con il vigore di un esperto macho. Pare che Renzi, di rimando, più sobriamente in camicia, gli abbia detto di non perdere tempo a cimentarsi sguazzando tra le onde ma di misurarsi piuttosto in una corsa sull’intero percorso di una maratona classica. Vedremo gli sviluppi.

Mussolini e la forza dell’immagine

Il genio comunicativo di Mussolini nel mezzo della battaglia del grano si fece ritrarre a busto scoperto mentre trattava fasci di spighe con l’orgoglio italiano. Peraltro, come è noto, il Duce non amava la pasta, considerata un prodotto figlio di cultura americana dei nostri emigranti in quella terra e poi rientrati in patria. Pare che, a suo giudizio, la pasta desse fiacchezza e sonnolenza al prestante popolo italico e fosse quindi da ripudiare.

C’è un busto per te

Sarà stata questa immagine ad aver ispirato Vannacci a mostrarsi come Nettuno tra le acque. Eppure è strano perché il mezzobusto è la figura che riporta le notizie pedissequamente non godendo di alcuna autonomia, un ripetitore di veline altrui. La vicenda potrebbe essere anche una bella notizia. Siamo passati dal vizio della corruzione e delle “bustarelle” alla rappresentazione orgogliosa del proprio scultoreo busto.

Voler dare un’idea di propria aitante fisicità potrebbe però essere fraintesa invece con il senso di un bellimbusto, di chi è dotato di una vanità priva di sostanza. Comunque, sicuro del fatto suo, la proposta di cimento è stata mandata al leader di Italia Viva per via social e non per busta, che sarebbe stato modo più congeniale peraltro ad un militare ed alla forma del suo berretto. Pare che non si intimorisca circa la distanza a nuoto da percorrere e del resto è convinto, per dirla alla Manzoni, “in que’ contorni, non ce n’era uno che potesse, a mille miglia, competer con lui”. Chissà cosa ne penserebbe oggi il Generale Angioni.

Su questo piano, solo per fare qualche nome, figure alla De Gasperi, Togliatti, Moro non sarebbe mai emerse dall’oceano politico. Anche il risoluto Fanfani non avrebbe avuto scampo, ma non è questo che ora importa.

Al bando ogni fair play, è l’ora dello scontro

Non si è compreso bene se la gara preveda anche una distanza in bicicletta o meno. In questo caso non ci sarebbe alcun gesto di sportività, simile ad un passaggio di borraccia tra Coppi e Bartali lungo una tappa del Tour de France del 1952. Piuttosto ognuno vorrebbe staccare l’altro magari urlandogli con strafottenza il classico “Pedala!” e forse per questo sembra vogliano evitare un rischio del genere.

I ragazzi d’oggi quando giocano a calcio, nel mentre infiggono un “tunnel” all’avversario, sono soliti dire “busta”, è un gergo di cui non si comprende la riconduzione ma è così. Vannacci e Renzi avranno un’estate di severi allenamenti per arrivare ad ottobre a fare ciascuno un tunnel all’altro e proclamarsi vincitori mentre la politica italiana è finita nel buio fitto di una galleria senza uscita.

Dall’ora dell’amore all’ora dell’AI

L’intelligenza artificiale può servire primariamente ad elaborare in velocità ciò che all’uomo richiederebbe molto più tempo. Il sospetto è che serva, ancor meglio, anche a chi sia intimamente preoccupato del proprio quoziente intellettivo, un felice supporto alle eventuali proprie mancanze. Il viagra è utile per certe debolezze, l’AI a soccorso dei deboli di cervice. Al giorno d’oggi vi ricorrono tutti e così da “La mia droga si chiama Julie” alla mia droga si chiama AI il passo è immediato. Così è di queste ore sui social un video di Vannacci che libera Roggero dalle patrie galere.

A gentile conforto di un quadro ormai sconfortante dà una mano anche Ilaria Salis con una condanna che lascia avviliti. In politica siamo sempre più nel pieno di un triste “salis scendi”, un movimento mirato tragicamente solo verso il precipizio.

Verso il 2027, il mondo popolare scelga finalmente l’autonomia

Un centro autonomo oltre il bipolarismo

Le elezioni politiche del 2027 si avvicinano e da un po’ d tempo qualcosa, nell’area centrista, inizia a muoversi con maggiore decisione. Il progetto politico promosso dal Partito Liberaldemocratico, Azione e Spazio Pubblico continua a lavorare alla costruzione di un cartello di centro definito “Polo Europeista”, con l’obiettivo di offrire un’alternativa al bipolarismo che da anni caratterizza, in maniera forzosa, lo scenario politico italiano.

Si tratta di un’iniziativa che merita attenzione. L’idea di superare una contrapposizione sempre più esasperata tra destra e sinistra e di costruire uno spazio politico autonomo, riformista e di governo risponde all’esigenza di una parte significativa dell’elettorato che non si riconosce più negli attuali schieramenti. Ammesso che vi si sia mai riconosciuto.

Ma c’è una domanda che resta ancora senza risposta: che cosa intende fare il mondo di ispirazione popolare e democratico-cristiana, oggi frammentato in una miriade di associazioni, movimenti e piccoli partiti? Si vuole ancora “portare acqua” ai due blocchi estremisti e continuare ad essere marginali oppure si vuole creare un’alternativa seria e autonoma ad entrambi i poli?

La federazione popolare e il nodo dell’unità

Lo scorso 1° luglio, su iniziativa di Piattaforma Popolare dell’Onorevole Ivano Tarolli, si è svolto un interessante incontro a Roma, a cui hanno partecipato diverse sigle di area, nel corso del quale è stato lanciato un appello affinché le diverse realtà di matrice popolare si federassero in vista delle prossime elezioni politiche, con la prospettiva di dare vita, in un momento successivo, ad un soggetto unico. Un progetto finalizzato a dare voce ad un elettorato oggi smarrito, quello popolare, centrista e spingere per un progetto alternativo alla logica dei due poli.

Le premesse erano e sono certamente incoraggianti e condivisibili. Una federazione popolare avrebbe molte affinità con il nascente progetto centrista promosso da Calenda, Picierno e Marattin e una collaborazione elettorale tra le due esperienze apparirebbe non solo naturale, ma anche auspicabile.

Tuttavia, a distanza di settimane, è legittimo chiedersi che cosa sia rimasto di quell’iniziativa. L’entusiasmo iniziale si tradurrà in un percorso politico concreto oppure tutto resterà confinato all’ennesimo convegno ricco di buone intenzioni?

La vera sfida: ricostruire un partito popolare

Il punto, però, è ancora più profondo. Non si tratta semplicemente di “salire sul treno” del “Polo Europeista”. La vera sfida è costruire, già da oggi, le fondamenta di un autentico partito popolare, capace di elaborare una proposta politica autonoma, con una chiara vocazione di governo e in grado di rappresentare stabilmente quell’elettorato moderato, riformista e cattolico che oggi fatica a trovare una casa politica.

Le elezioni del 2027 rappresentano certamente un passaggio importante, ma non possono essere l’unico orizzonte. Se il mondo popolare vuole tornare protagonista della vita politica italiana, deve iniziare ora un percorso di unità, organizzazione e visione, mettendo da parte personalismi e tatticismi. Diversamente, il rischio è quello di presentarsi ancora una volta divisi, rinunciando a offrire un’alternativa credibile a quanti non si riconoscono nella ormai sterile contrapposizione tra destra e sinistra.

Il lavoro come strumento che eleva l’uomo

Il lavoro come atto creativo e via di elevazione della persona

Quando penso al lavoro, mi tornano in mente le parole di Giorgio La Pira che, nell’Attesa della povera gente, lo definisce un atto creativo, uno strumento umano essenziale, necessario allo sviluppo, al perfezionamento e all’elevazione della persona. Per mezzo del lavoro ciascuno mette in gioco i propri talenti, intreccia sapere e spiritualità, cerca un significato concreto in ciò che fa. È questo che ci distingue non solo dagli animali, ma anche dalle macchine e, oggi, dall’intelligenza artificiale, che resta pur sempre uno strumento potente ma privo di libertà, coscienza e responsabilità.

Eppure, nonostante questa consapevolezza e la convinzione che tecnologia e digitalizzazione debbano rimanere mezzi al servizio della persona, facciamo sempre più fatica a considerare il lavoro come una via di benessere. Dall’osservazione quotidiana nel mondo delle imprese emerge, infatti, quanto sia complesso prendersi cura della dimensione umana del lavoro, anche dove esiste la volontà di sviluppare sistemi “orientati al benessere”. Il rischio è costruire organizzazioni che chiedono alle persone di adattarsi alle macchine, invece di modellare processi e strumenti sulle persone. Quando vengono meno pensiero critico, creatività, spiritualità, senso delle virtù e l’operatività ingegnosa delle mani, le imprese finiscono per smarrire identità e vocazione.

La vera ricchezza dell’impresa è la comunità di lavoro

Il dialogo con imprenditori e lavoratori mostra che la vera ricchezza di un’impresa non coincide con la sola crescita del profitto o con l’aumento della produzione di beni e servizi. Nasce piuttosto dalla capacità di costruire e custodire una comunità di lavoro in cui la dignità della persona, il bene comune e il benessere integrale, al di là delle mansioni e dei ruoli, entrano davvero nelle scelte quotidiane. Una larga tradizione di studi sulle organizzazioni conferma che le persone che stanno bene sul piano psichico, fisico e relazionale lavorano meglio, con effetti positivi sulla qualità e sulla tenuta economico-finanziaria.

L’altro volto lo vediamo nei lavoratori che vivono situazioni di malessere, spesso legate a sovraccarico di lavoro, conflitti interni, scarsa chiarezza organizzativa, precarietà o poco coinvolgimento nelle decisioni. La fatica che ne deriva attraversa il luogo di lavoro e si allarga alla vita familiare ovvero alle relazioni sociali, trasformandosi in stress, burnout, isolamento, sfiducia. Un lavoratore triste, che ha smesso di sperare, smette anche di investire sui propri talenti e sulla capacità di progettare il futuro. Non è solo una dimensione emotiva o relazionale: ne risentono la qualità stessa del lavoro, la produttività e la tenuta complessiva dell’organizzazione.

L’intelligenza artificiale e il rischio di un lavoro senza orizzonte

Attraverso il nostro osservatorio sulle micro e piccole imprese registriamo un aumento dei casi di assenteismo e di isolamento sociale, unitamente a una crescente difficoltà nel tenere insieme vita privata e vita lavorativa. L’ingresso dell’intelligenza artificiale, che nei discorsi promozionali dovrebbe “alleggerire il carico”, spesso finisce per comprimere i tempi e amplificare le richieste. Molti lavoratori descrivono la sensazione di essere come un maratoneta su un tapis roulant: si corre tanto, con grande dispendio di energie, ma senza percepire un vero avanzamento verso un obiettivo condiviso. Quando nel lavoro si ha l’impressione di restare fermi, si spegne l’orizzonte di senso, con ricadute sulla persona, sulla famiglia e sull’impresa.

Tutto ciò pesa in modo ancora più evidente nelle micro imprese, che in Italia, secondo l’Istat, rappresentano poco più del 94% del sistema produttivo nazionale. In queste realtà, spesso è lo stesso imprenditore a seguire attività operative, amministrazione, gestione del personale e rapporti con l’esterno, con un carico che aumenta i rischi psicosociali per sé e per i collaboratori. Queste imprese talvolta hanno pochi strumenti preventivi, poco tempo e risorse limitate da dedicare al benessere organizzativo e non sempre dispongono di competenze strutturate su come progettare il lavoro in modo sostenibile. Allo stesso tempo, però, proprio la dimensione ridotta e il clima familiare possono diventare un punto di forza, perché permettono relazioni più dirette, ascolto reciproco, decisioni rapide.

 

Il benessere integrale per restituire al lavoro la sua vocazione

In tale orizzonte, come Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale abbiamo avviato uno studio sul benessere integrale dei lavoratori. Quando parliamo di “benessere integrale” intendiamo, in senso olistico, la dignità del lavoratore nella sua interezza. Rientrano in questa prospettiva il benessere mentale, fisico, relazionale, professionale, formativo, organizzativo e sociale, insieme a quella sicurezza, anche psicologica, che ogni lavoro dovrebbe garantire. Non guardiamo soltanto a condizioni materiali o retributive: ci interessa un ecosistema che riconosca i limiti, valorizzi le risorse delle persone e le accompagni nel loro contributo alla realizzazione del bene comune.

Per monitorare la situazione delle micro e piccole imprese su un tema ancora poco esplorato e spesso trascurato nelle grandi indagini, abbiamo predisposto un questionario online rivolto a imprenditori, responsabili HR e a chi ricopre ruoli di direzione. Il questionario è disponibile al link: https://benesserelavori.conapinazionale.it/ e ha lo scopo di raccogliere dati quantitativi e qualitativi sui diversi aspetti del benessere integrale, per restituire una fotografia il più possibile fedele del vissuto reale nelle micro e piccole organizzazioni. I risultati saranno presentati in esclusiva al Wellbeing Happiness Forum 2026 di Milano, in programma il prossimo 21 e 22 ottobre, per alimentare un confronto pubblico serio e responsabile su come restituire al lavoro la sua vocazione originaria, affinché torni davvero a essere uno strumento che eleva la persona umana.

 

Antonio Zizza, Direttore Scientifico Centro Studi e Ricerche Co.N.A.P.I. Nazionale

Biennale Danza, Mamela Nyamza: dare voce alle donne uccise

Venezia, 25 lug. (askanews) – Un’opera forte, dolorosa, che parte dall’autobiografia per parlare poi di temi universali. La coreografa sudafricana Mamela Nyamza alla Biennale Danza di Venezia ha ricevuto il Leone d’argento e ha portato in scena la sua opera più recente: “The Herd/Less”. “Io uso l’esperienza della morte di mia madre – ha detto l’artista ad askanews – perché lei viveva in una baracca fatta di zinco, dove è stata uccisa. Lei urlava e nessuno la poteva sentire, per questo ho usato queste latte per lo spettacolo, perché rappresentano lo zinco, il metallo. Noi camminiamo sul metallo, ci sediamo sopra, parliamo dentro di esso. E così lo spettacolo tratta della violenza che colpisce la gente che vive in queste baraccopoli, dove c’è molta criminalità. Io parlo della storia accaduta a mia madre, ma anche di tutte le donne che sono state uccise nelle loro case, che non hanno potuto fare sentire le loro grida”.

Sul palco i performer si muovono in condizioni difficili, ogni gesto richiede intensità e probabilmente anche una dose di dolore. “Camminando sulle latte di zinco – ha aggiunto la coreografa – non sei libera, è come se fossi incatenata, per cui anche di questo parla il mio lavoro e parla di quello che accade ora nel mondo, specialmente in Sudafrica, dove ci sono moltissimi crimini ed è come se non avessimo dei leader”.

L’elemento dell’attivismo è centrale per capire il lavoro di Mamela Nyamza ed è un impegno che si manifesta nella pratica artistica, che passa dal ragionamento sulle performance, per questo appare naturale chiederle se, attraverso gli spettacoli, in qualche modo passi anche una forma di guarigione. “Non mi aspetto che le persone vengano per essere guarite – ci ha risposto – ma vorrei che prendessero consapevolezza del lavoro e vedessero nuove forme di creazione artistica”.

Così come dalla Biennale Danza sempre più si incontrano lavori e coreografie che aprono prospettive diverse e arricchiscono il discorso coreutico sul tema dell’umano.

Biennale Danza, McGregor: fiero dei College e delle nuove produzioni

Venezia, 25 lug. (askanews) – Per Sir Wayne McGregor il 2026 è l’ultimo anno alla direzione artistica della Biennale Danza di Venezia, un percorso che dal 2021 lo ha visto esplorare campi diversi, dalla dimensione dell’umano agli stati di alterazione, dal ragionamento sui limiti da superare alla creazione di mitologie contemporanee. Fino al discorso sul tempo non lineare di questa ultima Biennale. Abbiamo tracciato con lui un piccolo bilancio della sua esperienza di direttore.

“Credo che alcuni dei nostri successi – ha detto McGregor ad askanews – derivino dallo straordinario lavoro svolto con Biennale College e con questi giovani artisti pronti a intraprendere il proprio percorso coreografico e la propria vita; ne vado davvero molto fiero. Ma penso anche di aver dato visibilità a molti artisti che altrimenti non sarebbero stati notati, non solo in Italia ma in tutta Europa, e questo per me è stato fondamentale. C’è poi l’aspetto della creazione e dell’investimento in nuove opere: abbiamo dedicato molto tempo a sostenere produzioni originali anziché limitarci ad acquistare spettacoli già pronti, e credo che questo abbia avuto un impatto significativo a livello globale”.

In un momento non semplice per l’istituzione Biennale di Venezia i festival di danza, teatro e musica sembrano occasioni per rimettere la ricerca al centro, facendolo attraverso i corpi, le nuove leve di artisti e una prospettiva che da particolare si fa universale, come abbiamo imparato anche dagli anni di direzione di McGregor, in attesa di conoscere chi arriverà dopo di lui.

Biennale Danza, un festival alla ricerca di un tempo molteplice

Venezia, 23 lug. (askanews) – “Time Does Not Exist”, Il tempo non esiste, si intitola così la 20esima edizione della Biennale Danza di Venezia, un appuntamento che torna ogni anno per raccontare la scena contemporanea. E per questo 2026 il direttore artistico Wayne McGregor ha scelto un titolo solo apparentemente paradossale, in realtà ancorato alle leggi della fisica che non prevedono il tempo come grandezza fissa fondamentale, poiché varia, esattamente come cambia durante le esperienze d’arte.

“Mi piace l’idea di un festival che non si basi sulla concretezza o su una scansione temporale rigida – ha spiegato McGregor ad askanews -. Apprezzo la possibilità di un tempo molteplice, capace di scorrere simultaneamente, proprio come accade nella nostra esperienza della vita. Sappiamo tutti cosa si prova durante certi spettacoli di danza o di teatro in cui il tempo sembra svanire, evaporare; così come conosciamo quelle rappresentazioni in cui il tempo pare non finire mai. È proprio questo l’aspetto affascinante di come il tempo si colloca nel nostro corpo: non è qualcosa di tangibile come un fiume, bensì una sensazione vissuta, una percezione relazionale. Ed è proprio questo il fondamento del festival”.

L’idea è che gli artisti invitati siano “viaggiatori nel tempo della danza” e che possano portare ciascuno una realtà, tra le molteplici possibili, narrazioni che intrecciano presente, futuro e passato, in un discorso che si fa, di nuovo, circolare e non lineare, per affrontare però le istanze realmente contemporanee: identità, cultura, ecologia e, di conseguenza, la condizione umana. In questo caso attraverso dei corpi che danzano dentro e fuori dal tempo.

Ricorso in Cassazione sullo sconto pena ad Alemanno, Nordio provvede alla revoca

Roma, 25 lug. (askanews) – “Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non era al corrente della proposizione del ricorso in Cassazione su sollecitazione del Dicastero contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza nei confronti del dottor Gianni Alemanno. Nel comunicare l’avvio di un’indagine interna – con accertamento delle relative responsabilità – in quello che appare un disguido burocratico nell’ambito del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Ministro provvederà alla revoca immediata dello stesso ricorso e invita il dottor Alemanno a un colloquio al Ministero, quando egli lo vorrà”. E’ quanto si legge in una nota del Ministero di Giustizia.

“Con l’occasione si comunica che già da giorni il Gabinetto del Ministro ha avviato un’istruttoria per la verifica del sistema di calcolo degli spazi dei detenuti nelle celle, suggerita dallo stesso Alemanno – prosegue la nota – il quale ha dimostrato un molto condivisibile interesse per la situazione delle carceri italiane”.

Alemanno aveva annunciato di aver ricevuto una notifica dai carabinieri della stazione di Monte Mario, di un “un incredibile provvedimento: il ricorso in Cassazione del Ministero della Giustizia contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che ha ridotto di 6 (sei) giorni la durata della mia pena per effetto delle condizioni inumane in cui sono stato detenuto”. “Questa ordinanza di riduzione della pena – ha sottolineato Alemanno – era già stata impugnata dal DAP (caso rarissimo se non unico) ma questa impugnazione era stata già rigettata dal Tribunale di sorveglianza il 10 giugno scorso. Adesso è la volta del Ministero di ricorrere addirittura in Cassazione per tentare ancora una volta di rimandarmi in carcere per scontare ulteriori 6 giorni”.

Formula1, Norris: "Felice di essere tornato al top"

Roma, 25 lug. (askanews) – “Sono molto felice di essere tornato al top. La Ferrari era veloce, ma noi abbiamo portato degli aggiornamenti che mi hanno aiutato tanto. Sono davvero contento, perché partire davanti su questa pista conta molto”. COsì Lando Norris dopo la pole position in UNgheria in cui ha beffato per soli 12 millesimi Lewis Hamilton. “Onestamente ho avuto fiducia per tutta la giornata. Sono persino sorpreso del tempo che ho fatto, perché il mio giro non è stato perfetto. Alla fine, però, conta soltanto il risultato finale”, ha spiegato il portacolori della scuderia di Woking. Lo sguardo è ora rivolto alla gara di domenica, che si preannuncia particolarmente combattuta. Norris si aspetta una Ferrari molto aggressiva, soprattutto dopo il passo mostrato nella gestione delle gomme a mescola media, e sa che mantenere la leadership alla partenza potrebbe rivelarsi determinante. “Sono nella miglior posizione possibile, ma sappiamo che la Ferrari parte molto bene. Hanno fatto un grande passo con le gomme medie e forse avrebbero potuto ottenere anche qualcosa in più in qualifica. Domani vedremo cosa succederà”, ha concluso Norris, consapevole che la pole rappresenta soltanto il primo passo in un fine settimana ancora tutto da completare.

Formula1, Hamilton: "Uscire per primi scelta non giusta"

Roma, 25 lug. (askanews) – C’è rammarico nelle parole di Lewis Hamilton, beffato per 12 millesimi per la pole position a Budapest. “Innanzitutto congratulazioni a Lando per il giro – ha detto il ferrarista a fine prova – abbiamo fatto un buon lavoro; poi però siamo usciti per primi, e questa non credo sia stata la scelta giusta, il grip non c’era del tutto né per me né per Charles. Questa pista la amo, ma credo che domani sarà una giornata molto dura”. Hamilton ha infine fatto di capire di aver avuto un problema nel suo giro, per cui è stato investigato: “Pole sfuggita? Sì, siamo stati sempre i più veloci, però una volta che ho concluso il mio giro non so se ho ostacolato qualcuno, sto cercando di vivere nella testa quello che è successo, perché non so cosa accadrà”.

Formula1, Leclerc: "Non espresso massimo potenziale"

Roma, 25 lug. (askanews) – Charles Leclerc prova a guardare al bicchiere mezzo pieno dopo aver messo a segno il terzo tempo al termine delle qualifiche del Gran Premio di Ungheria. “Oggi abbiamo vissuto diversi cambiamenti a livello di vento e non sono riuscito ad anticipare quello che sarebbe successo con il bilanciamento della mia vettura. Il feeling non era al massimo, l’avevo sentito già nel corso della FP3 e nel complesso le nostre qualifiche posso definirle confusionarie”. Il monegasco prosegue nella sua analisi: “Nella Q3 non sono riuscito a esprimere il massimo potenziale. Nel primo tentativo non sono stato perfetto nel T3, mentre nel secondo proprio non ne avevo. Questa sera dovrò lavorare tanto con la squadra per estrarre il massimo dalla mia vettura in vista di domani”.

Ciclismo, Carapaz vince all’Alpe d’Huez, Il Tour a Pogacar

Roma, 25 lug. (askanews) – Richard Carapaz conquista la tappa regina del Tour de France 2026 e Tadej Pogacar mette ormai le mani sul suo quinto successo nella Grande Boucle. L’ecuadoriano della EF Education-EasyPost si è imposto nella 20ª frazione, 170,9 chilometri da Le Bourg-d’Oisans all’Alpe d’Huez, approfittando delle due cadute di Sepp Kuss nella salita finale.

Carapaz, già vincitore della 18ª tappa e leader della classifica degli scalatori, ha preceduto al traguardo Remco Evenepoel di 26 secondi. Terzo Sepp Kuss, staccato di 31″, dopo aver visto sfumare il successo a causa delle scivolate sull’ascesa conclusiva.

Pogacar ha scelto una tattica conservativa, restando insieme al compagno di squadra Isaac Del Toro senza attaccare. I due portacolori della UAE Team Emirates-XRG hanno chiuso a 1’05″ dal vincitore, consolidando rispettivamente il primo e il terzo posto della classifica generale. Evenepoel rafforza così la seconda posizione, mentre il giovane francese Paul Seixas conserva il quarto posto nonostante una giornata difficile sul Col de Sarenne.

La frazione, una delle più impegnative dell’edizione con il Télégraphe, la Croix de Fer, il Galibier e l’arrivo all’Alpe d’Huez passando dal Col de Sarenne, è stata animata da una lunga fuga che ha visto protagonisti, tra gli altri, Carapaz, Kuss, Jai Hindley, Juan Ayuso e Davide Piganzoli.

Domani il Tour si concluderà con la 21ª e ultima tappa. A causa dei gravi incendi che stanno colpendo la Francia, il percorso tra Thoiry e Parigi è stato ridotto da 133 a 89 chilometri. La partenza ufficiale sarà data direttamente dagli Champs-Élysées, con due giri supplementari del circuito parigino prima del passaggio a Montmartre e dell’arrivo finale.

Formula1, Norris beffa Hamilton e conquista la pole in Ungheria

Roma, 25 lug. (askanews) – Lando Norris conquista la pole position del Gran Premio d’Ungheria di Formula 1 al termine di una qualifica tiratissima. Il pilota britannico della McLaren ha preceduto di appena 12 millesimi Lewis Hamilton, che aveva comandato gran parte dell’ultimo tentativo sul tracciato dell’Hungaroring.

Seconda fila tutta da seguire con Charles Leclerc terzo al volante della Ferrari e il giovane italiano Kimi Antonelli quarto con la Mercedes. Il pilota bolognese ha confermato il suo ottimo momento dopo essere stato protagonista anche nella terza sessione di prove libere, chiusa al terzo posto.

Norris aveva già dato segnali importanti nelle FP3, chiudendo davanti a tutti davanti a Hamilton, Antonelli e Leclerc. In qualifica la McLaren è riuscita a mantenere il vantaggio, mentre Hamilton ha sfiorato quella che sarebbe stata la sua prima pole stagionale con la Ferrari.

Fuori in Q1 Carlos Sainz, Oliver Bearman, Alexander Albon, Lance Stroll, Valtteri Bottas e Sergio Perez. Nel Q2 il miglior tempo era stato di Norris, seguito da Leclerc e Hamilton. Nel finale, però, è stato il duello tra McLaren e Ferrari-Mercedes a decidere la prima posizione.

Domani il via del GP d’Ungheria è previsto alle 15.00. L’Hungaroring, circuito tradizionalmente difficile per i sorpassi, potrebbe premiare la strategia e la gestione delle gomme, rendendo ancora più importante la posizione in griglia conquistata oggi.

Mps, le istituzioni toscane chiedono un incontro urgente a Giorgetti

Milano, 25 lug. (askanews) – Fronte comune delle istituzioni toscane sul futuro di Mps. La presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti, insieme alla sindaca del Comune di Siena, Nicoletta Fabio, e al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, trasmetterà una richiesta di incontro urgente al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. E’ quanto emerso dall’incontro richiesto dalla Carletti e che si è svolto questa mattina a Siena.

Al centro della lettera al Mef, spiega una nota della Provincia di Siena, c’è la forte preoccupazione e l’attenzione delle comunità locali dinanzi ai recenti ed importanti sviluppi che vedono l’istituto senese al centro del nuovo risiko bancario. “Montepaschi non è una semplice realtà creditizia, ma un presidio economico, sociale, occupazionale e culturale imprescindibile per Siena, la sua provincia e l’intera Toscana”, si spiega. “Sulla scorta dei mandati espressi all’unanimità dai rispettivi Consigli (Provinciale, Comunale e Regionale), chiediamo con forza che il Governo ascolti, nell’ambito delle proprie competenze, la voce dei territori”.

Nella nota congiunta al Ministero, le istituzioni territoriali ribadiscono quattro pilastri che dovranno essere garantiti in qualsiasi operazione di riassetto o integrazione societaria: tutela dell’occupazione con la salvaguardia e valorizzazione dei livelli occupazionali, sia diretti che dell’indotto; autonomia direzionale con il mantenimento delle funzioni centrali e della headquarter nel territorio senese e toscano; sostegno all’economia locale con la garanzia del legame di credito verso famiglie, piccole e medie imprese del territorio e tutela del patrimonio storico, artistico e archivistico della banca.

Scherma, doppio argento azzurro ai Mondiali di Hong Kong

Roma, 25 lug. (askanews) – Prima giornata “che conta” ai Campionati del Mondo Assoluti di Hong Kong 2026 e prime due medaglie per l’Italia che festeggia due splendidi argenti con le firme di Filippo Macchi nel fioretto maschile e Giulia Rizzi nella spada femminile. Per entrambi prima volta su un podio iridato, dopo gare strepitose.

Il grande percorso di Filippo Macchi verso l’argento iridato è iniziato con un match combattutissimo nel primo turno, vinto grazie a un gran finale contro il coreano Kim, con il punteggio di 15-13. Il 24enne pisano ha poi sconfitto per 15-10 il giapponese Saito approdando agli ottavi, dove si è imposto 15-12 contro Im, altro portacolori della Corea. In un quarto di finale batticuore il fiorettista delle Fiamme Oro ha sconfitto all’ultima stoccata, con il risultato di 15-14, il russo Kirill Borodachev, conquistando così la certezza della sua prima medaglia iridata in carriera. In semifinale Macchi ha dominato contro il giapponese Kazuki Iimura, chiudendo sul 15-6. Soltanto il finale contro il ceco Alexander Choupenitch si è interrotta la straordinaria prestazione del poliziotto toscano, battuto 15-2.

Brilla d’argento l’Italia anche nella spada femminile con una super Giulia Rizzi. Eppure, era iniziato con il brivido il suo Mondiale, soffrendo nel primo turno per superare 15-14 l’indiana Lohan. Da lì in avanti, però, l’olimpionica a squadre di Parigi 2024 non si è più fermata, prima dominando l’assalto con la svizzera Favre (15-11) e poi superando all’ultima e decisiva stoccata, con il risultato di 13-12, la cinese Yu per conquistare un posto nei quarti di finale. Qui la friulana delle Fiamme Oro ha vinto il derby azzurro tra campionesse olimpiche contro la compagna di squadra Alberta Santuccio, con il punteggio di 15-7, mettendo così in ghiaccio la sua prima medaglia iridata a 37 anni. In semifinale Giulia Rizzi non ha lasciato scampo alla polacca Barbara Brych, facendo suo l’assalto con il verdetto di 15-6 e volando così in finale. Nel match per l’oro, la sfida contro la coreana Sera Song è stata una vera battaglia fino al minuto supplementare, quando l’asiatica ha piazzato il punto decisivo del 9-8. Una sola stoccata dal titolo mondiale, che non toglie valore a un meraviglioso argento per Giulia Rizzi. Quinto posto per Alberta Santuccio.

Domani ai Campionati del Mondo Assoluti di Hong Kong 2026 saranno in palio le medaglie individuali di spada maschile e sciabola femminile. Per l’Italia saliranno in pedana gli spadisti Matteo Galassi, Simone Mencarelli e Davide Di Veroli, e le sciabolatrici Michela Battiston, Mariella Viale e Manuela Spica. Dalle ore 12 italiane le fasi finali. (Foto Federscherma)

Ciclismo, il Tour de France cambia l’ultima tappa per gli incendi

Roma, 25 lug. (askanews) – L’ultima tappa del Tour de France 2026, in programma domenica 26 luglio tra Thoiry e Parigi, è stata modificata a causa dell’emergenza incendi che sta colpendo la Francia, in particolare la regione della Gironda. Lo hanno annunciato con un comunicato congiunto la Prefettura di Polizia di Parigi e gli organizzatori della Grande Boucle.

La decisione è stata presa dopo che il Ministero dell’Interno ha disposto il trasferimento di una parte delle forze di sicurezza inizialmente destinate al dispositivo dell’ultima tappa, per rafforzare gli interventi nelle aree interessate dai roghi.

Per questo motivo il percorso della 21ª tappa è stato ridotto da 133 a 89 chilometri. La carovana partirà da Thoiry alle 13.20 e, al termine della sfilata, raggiungerà direttamente il circuito finale di Parigi. La presentazione delle squadre è fissata alle 15.40; successivamente i corridori saranno trasferiti in autobus nella capitale.

La partenza ufficiale verrà data alle 17.50 direttamente dalla linea d’arrivo sugli Champs-Élysées. I corridori percorreranno due giri supplementari del circuito parigino prima di affrontare il circuito di Montmartre, con arrivo previsto alle 19.45.

La Prefettura di Polizia e la direzione del Tour hanno espresso piena solidarietà alle popolazioni colpite dagli incendi, ringraziando soccorritori, forze dell’ordine, corridori, squadre, enti locali, partner e pubblico per la comprensione dimostrata di fronte a queste misure straordinarie.

La Cgia: con la guerra in Iran stangata da 29 miliardi per le famiglie italiane

Milano, 25 lug. (askanews) – A cinque mesi dallo scoppio della guerra nel Golfo Persico, l’Ufficio studi della Cgia stima che nel 2026 le famiglie e le imprese italiane dovranno sostenere quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi per elettricità, gas e carburanti.

Si è giunti a questo risultato, spiega, ipotizzando che i prezzi applicati in questo momento rimangano invariati sino alla fine di quest’anno. Il rincaro maggiore riguarderà benzina e diesel, con una spesa extra di 13,6 miliardi (+20,4% rispetto al 2025), seguiti dall’energia elettrica con +10,2 miliardi (+12,9%) e dal gas con +5 miliardi (+14,6%).

Sul fronte territoriale, è la Lombardia a pagare il prezzo più alto: gli aumenti energetici graveranno sulla regione per 5,4 miliardi, con un incremento del 15,1% rispetto al 2025. Al secondo posto l’Emilia-Romagna, con un aggravio di 3 miliardi (+16,1%), seguita dal Veneto, dove il maggior costo sfiora i 2,9 miliardi (+15,8%). L’impatto più pesante saranno le regioni più popolose e con la maggiore vocazione manifatturiera e commerciale del Paese.Con i prezzi alla pompa di benzina e diesel in modalità self service attestatisi, nell’ultima settimana, rispettivamente a 1,91 e 2,04 euro al litro – con un rincaro, rispetto al periodo a ridosso dell’inizio delle ostilità, del +14,4% per il primo e del +18,5% per il secondo – l’Ufficio studi della Cgia prevede, per il 2026, un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi rispetto al 2025, con un incremento del 20,4%. A livello territoriale, gli aumenti più marcati in termini percentuali si dovrebbero registrare in Basilicata, dove l’aumento raggiungerebbe il 21,6% (+118 milioni). Seguono la Campania e la Puglia, entrambe con un incremento del 21,3%: nel primo caso l’impatto economico è stimato in circa 1 miliardo, nel secondo in 837 milioni.

Per le bollette della luce un aggravio da 10,2 miliardi Rispetto all’ultima settimana di febbraio, il costo dell’energia elettrica ha subito una crescita di prezzo del 51,2%. Siamo passati da 106,7 euro al MWh a 161,2. Per l’anno in corso, pertanto, gli aumenti delle bollette dell’energia elettrica dovrebbero toccare i 10,2 miliardi (+12,9%). In termini assoluti, l’aggravio più importante dovrebbe investire la Lombardia con 2,2 miliardi. Seguono il Veneto con poco più di un miliardo e l’Emilia Romagna con 967 milioni.

Dalle bollette del gas è previsto un prelievo aggiuntivo a livello nazionale di 5 miliardi (+14,6% rispetto al 2025), poiché il prezzo al MWh negli ultimi 5 mesi è schizzato all’insù addirittura del 71,6%, passando da 32,4 euro al MWh di fine febbraio agli attuali 57 euro. Analizzando il trend in valore assoluto, la Lombardia dovrebbe subire un costo addizionale di 1,2 miliardi. Seguono sempre l’Emilia Romagna con +710 milioni e il Veneto con +611 milioni.

Calcio, Napoli, Vergara rinnova fino al 2031

Roma, 25 lug. (askanews) – Dopo tanta attesa, il Napoli ha ufficializzato il rinnovo di contratto di Antonio Vergara. Il giocatore infatti si è legato alla società azzurra fino al 2031 con opzione di rinnovo. Questa la nota pubblicata dalla sua società:

“La SSC Napoli comunica di aver prolungato il contratto per le prestazioni sportive del calciatore Antonio Vergara fino al 30 giugno 2031 con opzione per il prolungamento. Dopo una lunga trafila nel settore giovanile dei partenopei, il 23 agosto 2025 Vergara fa il suo esordio in prima squadra in occasione della vittoria esterna contro il Sassuolo al Mapei Stadium.

Lo scorso 28 gennaio arriva il primo gol in maglia azzurra al cospetto del Chelsea, con un’autentica prodezza che manda in visibilio il pubblico del Maradona. Tre giorni più tardi mette a referto anche il primo gol in campionato, decisivo per la vittoria interna contro la Fiorentina. Con il Napoli ha collezionato 19 presenze, vincendo una Supercoppa Italiana. Congratulazioni, Antonio!”

Roggero, Vannacci posta video IA con Mattarella per grazia

Roma, 25 lug. (askanews) – Roberto Vannacci posta su Instagram un video realizzato con l’Intelligenza artificiale in cui è rappresentato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nel video si vede Vannacci, nelle vesti di un centurione romano, che si avvicina a un anziano nobile, con le sembianze di Mattarella, e gli consegna una pergamena: la richiesta di grazia per Mario Roggero.

“Grazia per Roggero”, è la semplice didascalia, in cui si fa riferimento a una petizione online per chiedere la grazia.

Il video termina con Vannacci-centurione che va a liberare Roggero dalla cella.

Formula1, Norris il più veloce nelle FP3 in Ungheria

Roma, 25 lug. (askanews) – È la McLaren di Lando Norris a chiudere davanti a tutti la terza e ultima sessione di prove libere del Gran Premio d’Ungheria. Sul tracciato dell’Hungaroring il pilota britannico ferma il cronometro sull’1’17″939, confermando la competitività della monoposto di Woking, forte anche del nuovo pacchetto di aggiornamenti aerodinamici introdotto nel weekend.

Alle spalle di Norris si piazza Lewis Hamilton con la Ferrari, staccato di poco più di un decimo, mentre Andrea Kimi Antonelli porta la Mercedes al terzo posto, a soli 12 millesimi dal sette volte campione del mondo. Quarto tempo per Charles Leclerc, distante circa tre decimi e mezzo dalla vetta, a conferma di una Ferrari che resta tra le protagoniste in vista delle qualifiche.

Più indietro l’altra McLaren di Oscar Piastri, quinto dopo aver completato solo nella mattinata il lavoro con il pacchetto completo di aggiornamenti. Sessione più complicata invece per George Russell, soltanto sesto e ancora alla ricerca del giusto bilanciamento della Mercedes.

In casa Red Bull non brillano Max Verstappen, settimo, e Isack Hadjar, ottavo, entrambi alle prese con problemi di assetto. Nono Liam Lawson con la Racing Bulls, mentre il compagno Arvid Lindblad, nonostante i problemi alla power unit riscontrati prima della sessione, riesce a scendere in pista e chiude tredicesimo.

La sessione è stata interrotta da una bandiera rossa provocata dalla Cadillac di Sergio Perez, fermatasi in pista per un problema ai freni. Segnali incoraggianti, ma ancora lontani dai vertici, per l’Aston Martin: Fernando Alonso è 17°, Lance Stroll 18°.

Le qualifiche, in programma alle 16, si annunciano particolarmente equilibrate con McLaren, Ferrari e Mercedes in lotta per la pole position prima della pausa estiva.

In India si dimette il ministro dell’Istruzione dopo proteste degli "Scarafaggi"

Roma, 25 lug. (askanews) – Il ministro dell’Istruzione indiano, Dharmendra Pradhan, ha annunciato le sue dimissioni in seguito alle proteste dei giovani, in corso da mesi, e dell’opposizione, che lo ritengono responsabile delle frodi avvenute agli esami nazionali di ammissione a diverse facoltà universitarie, in particolare a quello di medicina.

“Considerata la situazione a Jantar Mantar e in tutto il Paese, e al fine di impedire alle forze antinazionali di sfruttare questa situazione, per preservare l’unità nazionale, per garantire che il futuro di nessuno studente indiano sia compromesso da complicazioni legali e per permettere ai nostri ragazzi di dedicarsi allo studio e concentrarsi sulla costruzione della propria carriera, ho presentato le mie dimissioni all’Onorevole Primo Ministro”, ha scritto Pradhan su X.

Il leader del Partito del Popolo degli Scarafaggi, il movimento giovanile “Cockroach People’s Party”, Abhijeet Dipke, aveva precedentemente dichiarato che le proteste a livello nazionale sarebbero continuate fino alle dimissioni del ministro.

Calcio, Abodi: "Guardiola? Un azzardo parlarne senza certezze"

Roma, 25 lug. (askanews) – Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi invita alla prudenza sul dibattito che ha accompagnato la scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale. Intervenendo a Sky Tg24, Abodi ha commentato il mancato arrivo di Pep Guardiola, ritenendo prematuro rendere pubblica un’ipotesi senza concrete possibilità di successo.

“Non so se Guardiola ci abbia pensato – ha detto -. Aprire nella comunicazione a un’opzione del genere ha senso solo se c’è una ragionevole percentuale di certezza di arrivare al risultato, altrimenti è meglio mantenere la discrezione. Mi sembravano alternative talmente distanti tra loro che è stato un azzardo tirarle fuori senza la certezza di un sì. Non sono proposte alle quali ci si possa sentire rispondere ‘no, grazie’ con leggerezza”.

Sul probabile approdo di Andrea Pirlo sulla panchina azzurra, il ministro ha evitato giudizi definitivi: “Le scommesse sono sempre un azzardo. Bisogna fare scelte che abbiano una logica e sarà soltanto il campo a stabilire se questa sarà una scelta lungimirante”. Abodi ha ribadito di voler sostenere il nuovo ct, qualunque sia la decisione: “La Nazionale è la squadra del cuore. Mi auguro che la scelta fatta dal presidente della Figc, insieme a Paolo Maldini e Leonardo, porti i risultati sperati. Pirlo ha già dimostrato il suo valore da allenatore e spero possa confermarlo. Ma il successo dipende anche dall’organizzazione del sistema calcio e dal contributo dei club di Serie A”.

Il ministro ha infine fatto il punto sul dossier Euro 2032, confermando fiducia nel percorso avviato: “Stiamo lavorando in modo integrato e serrato. Entro la fine di luglio, con la scadenza Uefa, si vedranno i primi risultati. Milano resta una questione da risolvere, anche per gli aspetti che coinvolgono la Procura della Repubblica. Napoli ha presentato un progetto tecnico e attende la deliberazione regionale sulla copertura finanziaria. C’è un ottimismo consapevole”.

Scherma, ai Mondiali Macchi e Rizzi due medaglie azzurre sicure

Roma, 25 lug. (askanews) – L’Italia è certa di conquistare almeno due medaglie nella giornata inaugurale dei Mondiali di scherma di Hong Kong grazie a Filippo Macchi nel fioretto maschile e Giulia Rizzi nella spada femminile, entrambi approdati alle semifinali e già sicuri del podio.

Macchi firma l’impresa di giornata battendo nei quarti il russo Kirill Borodachev con una straordinaria rimonta: sotto 14-12, il pisano piazza tre stoccate consecutive e chiude 15-14. Per il toscano, alla prima medaglia individuale iridata in carriera, la semifinale sarà contro il giapponese Kazuki Iimura, che ha eliminato l’altro azzurro Tommaso Marini per 15-11. Nell’altra parte del tabellone si sfideranno l’ungherese Daniel Dosa e il ceco Alexander Choupenitch.

Percorso convincente anche per Giulia Rizzi, che nei quarti domina il derby azzurro contro la numero uno del ranking mondiale Alberta Santuccio con il punteggio di 15-7. La spadista friulana, anche lei alla prima medaglia individuale ai Mondiali, affronterà in semifinale la polacca Barbara Brych. L’altra sfida metterà di fronte la coreana Sera Song e la cinese Tan Junyao.

Nel cammino verso le semifinali, Macchi aveva superato il sudcoreano Kim Tae Hwan (15-13), il giapponese Toshiya Sato (15-10) e il sudcoreano Im Cheolwoo (15-12). Si sono invece fermati Tommaso Marini, sconfitto nei quarti da Iimura dopo aver eliminato negli ottavi Guillaume Bianchi nel derby italiano, e Tommaso Martini, uscito al primo turno.

Nella spada femminile è stata eliminata all’esordio Rossella Fiamingo, battuta 15-14 dalla giapponese Tamaki Terayama. Santuccio aveva raggiunto i quarti dopo aver superato la rumena Emma Mihalache, la polacca Magdalena Pawlowska e la canadese Ruien Xiao, mentre Rizzi aveva eliminato l’indiana Prachi Lohan, la svizzera Aurora Favre e la cinese Yu Sihan.

Pallavolo, l’Italia fermata dal Brasile in semifinale di Nations

Roma, 25 lug. (askanews) – L’Italia cede il passo ad un grande Brasile nella semifinale di VNL 2026 a Macao. Al termine di un match spigoloso ed intensissimo, le ragazze del CT Julio Velasco non sono riuscite a battere un Brasile preso per mano da una straordinaria Ana Cristina grande protagonista del 2-3 finale (25-21; 21-25; 24-26; 25-22; -15). Le azzurre nonostante un primo set incoraggiante, salutano la possibilità del tris in VNL e domani giocheranno per il bronzo all’East Asian Games Dome di Macao contro la perdente dell’altra semifinale Turchia-Cina.

Carburanti, Conte: zero risposte governo, basta fischiettare

Roma, 25 lug. (askanews) – “Il Governo blocca-Italia è impegnato da settimane a litigare su legge elettorale e intercettazioni. Oppure a giocare a nascondino con le chat fra Delmastro di FdI e un prestanome del clan senese. Nel mondo reale le imprese chiedono prestiti per sopravvivere ai rincari energetici, come riporta oggi Il Sole 24 Ore. I prezzi al distributore, con il gasolio sopra i 2 euro e 10 al litro, stanno mangiando gli stipendi. Da Meloni e soci zero risposte. Nessuno pensa che si possano mettere in campo i 1000 euro con un click che Giorgia Meloni prometteva dall’opposizione. Qui servono misure serie e bisogna correre e investire per proteggere famiglie e imprese: quando prendiamo risorse da extraprofitti di banche, colossi energetici e industria delle armi? Quando dagli incassi extra dello Stato per i vari rincari e dalle folli spese per il Riarmo? Quando andiamo in Europa a pretendere investimenti massicci su una strategia di rilancio industriale ed energetica, come abbiamo fatto in pandemia col Pnrr? Bisogna risollevare il Paese e dare respiro ai cittadini. Basta fischiettare”. Lo scrive sui social il leader M5s Giuseppe Conte.

Anastasi (Formez): la tutela passa da competenze e innovazione

L’Aquila, 25 lug. (askanews) – “Competenze, innovazione e inclusione rappresentano oggi le nuove sfide del welfare del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale”. È il messaggio lanciato dal presidente di Formez, Giovanni Anastasi, intervenendo al Festival del Sociale dell’Aquila, appuntamento dedicato al confronto sui temi dell’innovazione, della coesione sociale e delle trasformazioni che interessano il mondo del lavoro. L’iniziativa è promossa dall’assessorato alle Politiche sociali della Regione Abruzzo con la collaborazione di Formez. “L’intelligenza artificiale e l’innovazione, in genere, sono innanzitutto un’opportunità per servizi migliori, più veloci e puntuali, all’insegna dell’inclusione, e della capacità di comprendere i bisogni puntuali del mondo reale”, ha dichiarato Anastasi. Per il presidente di Formez, il vero welfare del XXI secolo consiste nell’accompagnare lavoratori e organizzazioni nel cambiamento, investendo in formazione e competenze. “La competenza rappresenta oggi una delle principali forme di tutela del lavoro – ha aggiunto – nessuno deve sentirsi escluso dal futuro: l’innovazione può e deve diventare un fattore di inclusione e opportunità per tutti”. Nel corso del suo intervento Anastasi ha ricordato anche l’impegno di Formez nella diffusione della cultura digitale e dell’intelligenza artificiale attraverso percorsi di alfabetizzazione, webinar, attività di formazione e accompagnamento rivolti alle amministrazioni pubbliche, con particolare attenzione all’inclusione digitale e alla crescita delle competenze.

Atletica, 100m Usa, Lyles in 9″79 a New York, mondiale stagionale

Roma, 25 lug. (askanews) – Noah Lyles vince la finale dei 100 metri ai Campionati Nazionali Statunitensi in corso all’Ichan Stadium di New York. Il campione olimpico si impone con il tempo di 9″79, sostenuto da un vento a favore di 0,8 metri al secondo, conquistando la miglior prestazione mondiale stagionale sulla distanza.

Lo sprinter americano abbassa di tre centesimi il precedente limite stagionale stabilito dal giamaicano Oblique Seville il 19 giugno a Kingston. Lyles eguaglia inoltre il proprio primato personale con cui ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024, migliorando di dodici centesimi il tempo di 9″88 registrato al Golden Gala di Roma lo scorso 4 giugno.

Alle spalle del vincitore si piazzano Ronnie Baker e Kenny Bednarek, entrambi accreditati del tempo di 9″88. Completano la finale sotto il muro dei dieci secondi Christian Coleman con 9″93 e Courtney Lindsey con 9″97.

In Francia nuove evacuazioni nei pressi di Bordeaux per gli incendi

Roma, 25 lug. (askanews) – L’incendio in atto da mercoledì scorso nella regione della Gironda, nel sud-ovest della Francia, si è propagato durante la notte verso l’area metropolitana di Bordeaux, rendendo necessaria l’evacuazione, in via precauzionale, di sette comuni alla periferia della città. Lo ha annunciato oggi il prefetto del dipartimento della Gironda, Sophie Brocas. Ieri il premier francese Sebastien Lecornu ha affermato che gli incendi “hanno raggiunto un livello senza precedenti”, riferendo di oltre 141.000 persone già evacuate. Oggi, il sindaco di Biganos, nella Gironda, Bruno Lafron, ha detto all’emittente Bfmtv che le fiamme hanno devastato “oltre 30.000 ettari” di terreno.

Domenica temporali anche forti: poi torna il gran caldo

Roma, 25 lug. (askanews) – In questa Estate 2026, ormai in lizza per diventare la più calda della storia italiana, le buone notizie durano lo spazio di poche ore. L’attuale e gradevole discesa delle temperature estive al Centro-Nord (scese sotto la media per la prima volta dal luglio 2025) ha già i giorni contati. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che all’orizzonte si profilano due minacce ben distinte: un’ondata di maltempo domenica e il ritorno inesorabile dell’Anticiclone Africano.

Il weekend: dal sabato di attesa al maltempo di domenica La giornata di sabato trascorrerà in un clima di transizione. Il tempo sarà generalmente buono e termicamente sopportabile, ad eccezione di Sardegna e Sicilia dove farà caldo. Dal pomeriggio, però, l’avvicinamento di una perturbazione atlantica porterà le prime piogge su Valle d’Aosta e Piemonte, estendendosi in serata anche a Liguria, Alta Toscana e Lombardia.

Il clou del peggioramento colpirà durante l’ultima domenica di luglio. I modelli meteorologici individuano una zona di massima allerta: le coste tra Liguria di Levante, Toscana e Lazio. In questi settori si attendono fenomeni molto violenti, caratterizzati da grandine di grosse dimensioni, raffiche di vento e precipitazioni persistenti. L’instabilità non risparmierà la Pianura Padana e le Alpi, spingendosi dal pomeriggio fino alla Campania, mentre l’estremo Sud farà i conti con una breve e brusca impennata termica. L’energia devastante di questi imminenti temporali ha un’origine chiara: il calore anomalo delle nostre acque. Il mare italiano ha raggiunto i 28°C davanti alle coste liguri e tirreniche e addirittura i 30°C in Campania, valori tipici di Cuba o dei Caraibi. Oltre a rappresentare un dramma per la fauna marina, un mare così caldo è un immenso serbatoio di “carburante” pronto a esplodere al primo refolo di aria fresca. Ecco spiegato il maltempo di domenica soprattutto lungo le coste liguri e tirreniche. Dal 29 luglio la quarta ondata africana Smaltita la furia dei temporali, il clima subirà però l’ennesimo ribaltone. A partire da mercoledì 29 luglio la ruota del caldo tornerà a girare a pieno regime, inaugurando la quarta fiammata sahariana della stagione che ci terrà compagnia almeno fino al 10 agosto. Le proiezioni indicano un rapido rientro nella fornace: si prevedono 39°C a Milano e Roma, e picchi che supereranno agevolmente i 41-43°C nelle aree più roventi del Centro-Sud. Fatta salva qualche fisiologica e breve parentesi instabile sulle Alpi, l’Italia intera dovrà prepararsi a sudare ancora.

La lingua morta della politica: un paradigma che ha smesso di pensare

Renzi che sfida Vannacci a fare la “maratona” davanti alle telecamere. Fratoianni che evoca il “colpo di stato”. Neologismi sparati come petardi, rancori trasformati in randellate verbali. Destra e sinistra, senza distinzione: il sintomo è lo stesso, e non è solo cattivo gusto. È la spia di una mutazione più profonda.

Il politichese è morto, viva la neolingua

Per decenni abbiamo chiamato “politichese” l’arte di dire tutto senza dire niente: frasi lunghe, subordinate infinite, un pensiero annacquato ma pur sempre presente, sepolto sotto la retorica. Oggi è diverso. Il linguaggio politico non nasconde più un pensiero: lo sostituisce. Non è né lungo né corto. È morto. Non c’è più nulla da interpretare, nessuna ermeneutica necessaria, perché sotto la superficie non c’è una seconda superficie: c’è il vuoto.

Klemperer e le dosi che avvelenano

Victor Klemperer, filologo sopravvissuto al nazismo, lo aveva già capito osservando la lingua del Terzo Reich: non sono i grandi discorsi a plasmare le menti, ma le parole d’uso quotidiano, ripetute ossessivamente in dosi minime, come un veleno che si assume senza accorgersene. Un “colpo di stato” buttato lì con leggerezza, una “maratona” gridata come una sfida da cortile: non sono lapsus, sono il termometro di una lingua pubblica ridotta a puro slogan.

Debord: siamo sul set, non nel discorso

Ed è qui che torna utile Guy Debord: la politica come spettacolo che sostituisce il rapporto diretto con la realtà. Il duello mediatico non serve a convincere, serve a rappresentare un conflitto, per un pubblico che non chiede argomenti ma scene. Siamo davvero su un set cinematografico, come si intuisce guardando certi video: il copione conta più del contenuto.

Pasolini e la mutazione antropologica

Pier Paolo Pasolini l’aveva chiamata mutazione antropologica: un imbarbarimento linguistico che è insieme causa ed effetto della perdita di senso. Non serve più un’ideologia per governare le menti, basta l’omologazione linguistica. La banalità del male di Hannah Arendt, spesso invocata in questi casi, qui non basta: quella era l’assenza di pensiero nel burocrate silenzioso, non lo spettacolo urlato di chi il pensiero lo sacrifica volontariamente sull’altare del consenso.

Una cultura possibile, nel senso etimologico

Forse la vera domanda non è se la politica sia ancora dettata dalla finanza o dalla tecnica, ma se possa tornare a essere guidata da una cultura, nel senso etimologico di coltivare — il pensiero, la parola, il senso. Finché la lingua resterà questo guizzo suicidario verso la morte del significato, non c’è attentato più grave di quello, quotidiano, contro il linguaggio stesso.

L. elettorale, Schlein: continueremo a fare muro

Udine, 24 lug. (askanews) – “Noi abbiamo messo in campo un’alleanza progressista molto competitiva che già ha dimostrato di saper vincere e governare bene insieme in tante regioni, in tanti comuni. Lo facciamo senza litigare, lo facciamo anteponendo l’interesse degli italiani”. Così Elly Schlein, segretaria del Pd, ad Aquileia in Friuli, confermando che sulla legge elettorale “continueremo a fare muro”.

“Quindi capisco la preoccupazione” della maggioranza, ha aggiunto, “ma non è una buona ragione per procedere a suon di forzature parlamentari a cambiare una legge elettorale, peraltro nel modo in cui lo stanno facendo, con una legge che vuole introdurre il premierato senza più toccare la Costituzione, perchè dopo la batosta che hanno preso al referendum costituzionale con 15 milioni di no, Giorgia Meloni ha abbandonato il premierato. Però sta provando a realizzarlo attraverso questa legge elettorale. Noi continueremo a fare muro”.

A Roma presentata la campagna “I Silenzi dell’RSV”

Roma, 24 lug. (askanews) – Ogni anno in Italia il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) provoca circa 290mila infezioni respiratorie acute, oltre 26mila ricoveri e circa 1.800 decessi tra gli adulti, colpendo soprattutto anziani e persone con patologie croniche. Per richiamare l’attenzione sull’impatto della malattia e promuovere un accesso più uniforme alla vaccinazione degli adulti fragili è stata presentata alla Camera dei Deputati la campagna “I Silenzi dell’RSV”, realizzata insieme a Helaglobe, con il contributo non condizionante di GSK, Moderna e Pfizer.

L’iniziativa, promossa per volontà dell’Onorevole Rampelli, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali tra cui la dott.ssa Anna Caraglia, dirigente sanitario medico presso la Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute e l’avv. Eleonora Zazza, Presidente del Corecom Lazio.

“Il virus respiratorio sinciziale oggi non provoca soltanto migliaia di decessi, ma ha anche un impatto devastante sulle persone più fragili. Oggi una soluzione esiste, ma purtroppo non è ancora accessibile a tutti coloro che potrebbero beneficiarne. Per questo è fondamentale coinvolgere le istituzioni e le associazioni, affinché si facciano promotrici di una maggiore sensibilizzazione su un tema che merita molta più attenzione” ha dichiarato Davide Cafiero, Managing Director Helaglobe.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato che il virus è ancora poco conosciuto e spesso viene confuso con altre infezioni respiratorie, con possibili ritardi diagnostici e un ricorso non appropriato agli antibiotici.

“L’infezione da virus respiratorio sinciziale è una delle principali cause di infezioni delle basse vie respiratorie e può provocare patologie anche molto gravi. Ogni anno si registrano oltre 20.000 ospedalizzazioni e le stime indicano che questo numero potrebbe arrivare fino a 50.000 casi, con circa 3.000 decessi. Come per altre infezioni respiratorie, anche per il virus respiratorio sinciziale è disponibile un vaccino che ha dimostrato un’elevata efficacia nella prevenzione delle forme più gravi della malattia” ha aggiunto Massimo Andreoni, Professore Ordinario Malattie Infettive Università ‘Tor Vergata’ Roma

La campagna è promossa da un’ampia coalizione di associazioni di pazienti con patologie respiratorie, cardiocircolatorie e croniche, nata per chiedere un accesso omogeneo alla prevenzione vaccinale su tutto il territorio nazionale.

“È fondamentale garantire una protezione efficace soprattutto alle persone più fragili: gli anziani e chi convive con una o più patologie croniche. Proteggerli da batteri, virus e altri agenti patogeni significa ridurre il rischio che queste infezioni compromettano ulteriormente il loro stato di salute e la qualità della loro vita. Per chi vive con una patologia respiratoria cronica, la prevenzione rappresenta un elemento essenziale per preservare il proprio equilibrio clinico e affrontare la quotidianità con maggiore sicurezza” ha concluso Simona Barbaglia, presidente Associazione Respiriamo Insieme APS

Durante l’incontro è stato inoltre presentato il video-manifesto “La Forza dell’Assenza”, dedicato all’impatto dell’RSV sulla vita delle persone più fragili e all’importanza della prevenzione.

Carburanti, Meloni vede Giorgetti, si valuta meccanismo accise mobili

Roma, 24 lug. (askanews) – “Il governo è al lavoro sul caro benzina. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi un confronto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Al centro del colloquio la situazione economica generale, con particolare attenzione all’andamento dei prezzi dei carburanti. Il Governo sta approfondendo le possibili iniziative da adottare, anche con riferimento all’eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili”. È quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Una stella sulla Walk of fame di Hollywood per Roberto Bolle

Milano, 24 lug. (askanews) – Una stella sulla Walk of fame di Hollywood per Roberto Bolle. L’étoile della danza italiana è stata inserita dalla Camera di Commercio di Los Angeles tra i 32 premiati della Classe 2027 nella categoria Live Theatre/Live Performance, una decisione accolta con emozione dall’artista.

“Ci sono traguardi che sembrano appartenere ai sogni. Fino al giorno in cui diventano realtà. Entrare a far parte della Hollywood Walk of Fame Classe 2027 è uno di quei momenti – ha commentato Bolle – Un riconoscimento che mi emoziona profondamente e che considero tra i più importanti della mia vita e della mia carriera. In un percorso come il mio nulla si costruisce da soli. Per questo desidero condividere questo riconoscimento con chi ha reso possibile il mio cammino: la mia famiglia, il mio team, tutte le persone che mi hanno sostenuto nel corso degli anni e il pubblico che continua a seguirmi con affetto ed entusiasmo. Questa stella porta anche un po’ della danza, dell’arte e dell’Italia nel cuore di Hollywood. Ed è questo che mi rende ancora più felice. Grazie di cuore”.

Con Roberto Bolle sale a 19 il numero dei grandi nomi dell’arte in Italia celebrati sul marciapiede più famoso di Los Angeles, l’Hollywood Boulevard. Fra questi Anna Magnani, Sophia Loren e Gina Lollobrigida.

Musica, Baglioni: sold out anche seconda data del 25 ottobre a Roma

Roma, 24 lug. (askanews) – Immediatamente dopo essere stati messi in vendita, finiscono anche tutti i biglietti disponibili per il secondo concerto speciale di “Che notte è questa! la partenza” di Claudio Baglioni, l’evento che debutterà il 24 ottobre 2026 e si replicherà il 25 ottobre 2026, a Piazza di Siena, Villa Borghese, Roma.

Gli organizzatori – informa una nota – stanno valutando le possibilità e i modi per far fronte alle oltre centomila richieste pervenute. Con gli eventi di Che notte è questa!, Claudio Baglioni inaugura e conclude, il GrandTour LaVita È Adesso, il viaggio artistico che attraverserà l’Italia più bella, toccando i luoghi e i siti storici, monumentali, architettonici e paesaggistici di maggior fascino e valore. Il percorso del GrandTour terminerà, dopo un anno, il 23 ottobre 2027 con “Che notte è questa! il ritorno”, ai Fori Imperiali.

“Che notte è questa!” è prodotto e organizzato da Friends & Partners e Come s.r.l. in collaborazione con Roma Capitale, Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda.

Iran, il Wsj: Trump è scettico sulla soliuzione diplomatica, è "in modalità vendetta"

Roma, 24 lug. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump sta perdendo la pazienza sulla guerra con l’Iran, che pensava dovesse durare solo alcune settimane e di cui invece non vede la fine a quasi cinque mesi dall’inizio. E’ quanto scrive il Wall Street Journal, a cui un funzionario dell’amministrazione ha detto che Trump sarebbe “in modalità vendetta” nei confronti di Teheran, nutrendo scetticismo verso la diplomazia.

Alcuni consiglieri del presidente temono che il conflitto, che ha fatto impennare i prezzi, ha intaccato i tassi di gradimento di Trump e causato la morte di oltre una decina di militari americani, stia consumando la sua presidenza e danneggiando i repubblicani in vista delle elezioni di medio termine. Fallito il cessate il fuoco annunciato lo scorso giugno, “negli ultimi giorni il presidente Trump è diventato sempre più scettico riguardo alla possibilità che negoziati con l’Iran possano portare a una pace duratura”, secondo fonti al corrente della questione.

Stando a un funzionario dell’amministrazione, “Trump crede che l’unica cosa che l’Iran comprende è la forza militare” e che ci siano ben poche altre opzioni se non quella di continuare ad attaccare.

Ieri, in un’intervista ad Axios, Trump ha ammesso che sta valutando di lanciare “un attacco massiccio” contro l’Iran, un attacco “più vasto di qualsiasi altro”, precisando di essere “vicino” a una decisione.

Il Wsj ricorda che gli Stati Uniti stanno incrementando forze armate, armamenti e personale medico dispiegati nella regione, “per dare a Trump più opzioni militari qualora decidesse di intensificare le ostilità”.

Cortona On The Move, dieci fotografi per guardare ancora l’Italia

Cortona, 24 lug. (askanews) – Un nuovo racconto del paesaggio italiano attraverso il lavoro contemporaneo di dieci fotografi, sulla scia di grandi progetti storicizzati, ma con la volontà di aggiornare una storia visuale del nostro Paese. Cortona On The Move, nell’edizione dedicata tutta alla nostra “Beautiful Country”, presenta un progetto inedito, “Peninsula”, ospitato nella Fortezza del Girifalco.

“Ho pensato che un festival debba anche proporre un contenuto suo originale – ha detto ad askanews la direttrice artistica Renata Ferri – che non esiste da nessun’altra parte. Questo è stato l’incipit con cui ho messo in piedi questo progetto. Ho chiesto a molti artisti italiani chi stesse lavorando sul paesaggio italiano, sull’Italia, e quindi quelli che hanno aderito al progetto avevano già più o meno in corso dei loro progetti sull’Italia e in alcuni casi volevano iniziarne di nuovi”.

Il risultato è affascinante, diverso, a volte straniante, a volte così dettagliato da sembrare microstoria, per dirla alla Carlo Ginzburg, ma è anche – e forse soprattutto – da lì che passa il senso di un luogo e del nostro viverci. Le immagini di Arianna Arcara, Fabio Barile, Marina Caneve, Federico Clavarino, Matteo de Mayda, Giorgio Di Noto, Alessandro Imbriaco, Rachele Maistrello, Giulia Parlato e Giovanna Silva scavano a volte lontano, a volte nel notissimo e catturano quasi sempre l’attenzione. “La cosa che mi ha animato – ha aggiunto la direttrice – era non solo far vedere l’Italia, ma portare anche degli artisti italiani a una maggiore visibilità al grande pubblico”.

Il progetto è ambizioso ed è stato sostenuto da partner importanti. “Pensare che questo progetto così fortemente identitario – ci ha detto Michele Coppola, direttore Arte Cultura e Beni storici di Intesa Sanpaolo – nasca con un sostegno specifico della fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e di Intesa San Paolo credo che rappresenti tanto e che permetta di dire ancora una volta come arte, cultura e nello specifico fotografia siano ragioni identitarie che permettano a luoghi a borghi meravigliosi come Cortona di essere ancora di più al centro dell’attenzione ed essere ancora di più capaci di attrarre intelligenze, attrarre attenzioni, a trarre simpatia e attrarre visitatori”.

E “Peninsula” lascia anche un’altra sensazione, ossia che la fotografia abbia ancora tanto da fare e da dire, sull’Italia, certo, ma anche più mi generale come linguaggio del contemporane

Al Senato presentata la piattaforma Gnosphera

Roma, 24 lug. (askanews) – Si è tenuta a Roma nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, la conferenza stampa “Open Source Intelligence e Situational Awareness” promossa dalla Vice Presidente del Senato Licia Ronzulli. Presenti il Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa l’onorevole Matteo Perego di Cremnago, il Presidente del COPASIR l’onorevole Lorenzo Guerini, il Generale Alessandro Ferrara già in servizio presso DIS e AISI, Francesco Carioti Capo Divisione Relazioni Istituzionali – Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Marco Bacini professore dell’Università LUM e Direttore del Master Intelligence per la Sicurezza Nazionale e Internazionale e Giuseppe Cicconi Founder O&DS – Esperto di intelligenza artificiale e trasformazione digitale. Un incontro per approfondire il contributo che le fonti aperte e l’intelligenza artificiale offrono alla comprensione dei fenomeni contemporanei e alla qualità delle decisioni. Nel corso della conferenza è stato presentato Gnosphera, progetto italiano nato per organizzare e analizzare dati provenienti da fonti aperte rendendoli più facilmente leggibili e utilizzabili per coloro che sono chiamati alla valutazione dei rischi e della sicurezza nazionale.

“Gnosphera è una piattaforma di intelligence e di Situational Awareness. In un contesto globale caratterizzato da una minaccia sempre più multidimensionale, nasce la necessità di monitorare contemporaneamente una molteplicità di domini. Gnosphera risponde a questa esigenza aggregando informazioni e segnali provenienti da ambiti diversi. Nella sua componente cartografica, accessibile a tutti, questi domini vengono rappresentati e resi visibili in modo integrato. L’analista può così osservare contemporaneamente una serie di segnali, non solo per trovare risposte, ma soprattutto per sviluppare le domande corrette e ottenere una comprensione più approfondita dello scenario” ha dichiarato il Prof. Marco Bacini dell’Università LUM e Direttore Master Intelligence per la Sicurezza Nazionale e Internazionale.

Dall’incontro è emersa la necessità di una sicurezza nazionale proattiva, capace di integrare analisi geopolitiche, digitali ed economiche per prevenire minacce complesse.

“Oggi la piattaforma integra 82 layer, ovvero 82 fonti dati che vengono raccolte e analizzate. L’obiettivo è arrivare, entro la fine dell’anno, a 100 fonti dati e sviluppare una versione on-premise della piattaforma, cioè una soluzione non accessibile esclusivamente online, ma installabile direttamente all’interno della rete di un potenziale governo o di un’azienda” ha aggiungo Giuseppe Cicconi di O&DS

Ma come cambia la metodologia di analisi delle agenzie di sicurezza di fronte a strumenti predittivi come Gnosphera?

“Io penso che sia indispensabile raccogliere i dati, perché quando parliamo di minaccia integrata parliamo proprio della capacità di unire tutte le specializzazioni, le competenze e le specificità dei diversi ambiti. Gnosphera nasce con questo obiettivo: raccogliere informazioni e consentire un’interpretazione aggregata, integrata, da parte degli analisti. Questo permette di avere una visione della minaccia completamente diversa rispetto al passato, più ampia e più aderente alla complessità degli scenari attuali” ha concluso il Generale Alessandro Ferrara, già in servizio presso DIS e AISI.

La capacità di anticipazione diventa, dunque, vitale per la sicurezza nazionale. Grazie alle fonti aperte e all’intelligenza artificiale, il progetto italiano Gnosphera offre un’analisi integrata dei fenomeni geopolitici, economici e cyber attestandosi come strumento d’avanguardia necessaria per tutelare gli interessi strategici del Paese.

Formula1, Leclerc il più veloce nelle Libere 1 in Ungheria

Roma, 24 lug. (askanews) – Charles Leclerc firma il miglior tempo nella prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Ungheria, tredicesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1 e ultimo prima della pausa estiva. Il ferrarista chiude in 1’19″075, precedendo la Red Bull di Max Verstappen di quasi mezzo secondo e l’altra Ferrari di Lewis Hamilton, confermando l’ottimo momento della Scuderia dopo i recenti risultati di Silverstone e Spa.

La sessione del monegasco si interrompe però con circa dieci minuti d’anticipo a causa di un problema tecnico. “Qualcosa si è rotto”, comunica via radio Leclerc, costretto a parcheggiare la SF-26. Un inconveniente che Ferrari dovrà analizzare in vista delle seconde libere, pur restando positiva la prestazione complessiva della monoposto.

Quarto tempo per Isack Hadjar con la Red Bull, davanti alla Mercedes di George Russell, apparso in difficoltà con il bilanciamento della W17. Sesta l’Audi di Gabriel Bortoleto, seguita dalla Mercedes del rookie Frederik Vesti, chiamato a sostituire il leader del Mondiale Kimi Antonelli nella sessione riservata ai giovani piloti. Ottavo Nico Hülkenberg con l’altra Audi.

Buona prova anche per l’italiano Leonardo Fornaroli, sedicesimo al volante della McLaren di Oscar Piastri. Il campione di Formula 2 non ha cercato la prestazione sul giro, concentrandosi invece sul lavoro di raccolta dati e sul collaudo degli aggiornamenti aerodinamici introdotti dal team britannico.

La sessione è stata brevemente interrotta da una bandiera rossa provocata dall’Aston Martin di Lance Stroll, fermata da un cedimento della sospensione sinistra. Fernando Alonso ha invece concluso tredicesimo con la vettura profondamente aggiornata portata dal team inglese in Ungheria.

Le seconde prove libere sono in programma nel pomeriggio, con la Mercedes che ritroverà Antonelli al volante e la Ferrari chiamata a verificare l’entità del problema accusato da Leclerc.

La Commissione Ue: TikTok non garantisce la sicurezza online dei minori

Bruxelles, 24 lug. (askanews) – La Commissione europea ha inviato oggi a TikTok una relazione preliminare in cui si afferma che gli account dei minori sulla piattaforma non soddisfano gli standard di sicurezza richiesti dal regolamento Digital Services Act (Dsa) dell’Ue. Su TikTok, i minori possono scegliere di impostare il proprio account come “pubblico”: ciò significa che qualsiasi utente, inclusi coloro che non possiedono un account TikTok, può visualizzare i contenuti dei minori.

Questa impostazione consente inoltre che i contenuti pubblicati da minori “più grandi” (16-17 anni) vengano consigliati a qualsiasi altro utente di TikTok tramite la sezione “for you”. Questa esposizione, secondo la Commissione, “potrebbe comportare contatti indesiderati da parte di potenziali aggressori e il rischio che i contenuti vengano utilizzati per il cyberbullismo. Questa funzionalità offre potenzialmente agli estranei una finestra sulla vita di un minore. Inoltre, poiché ciò che i minori pubblicano può rimanere online per sempre e seguirli fino all’età adulta, questa funzionalità comporta rischi di conseguenze potenzialmente permanenti”.

“Anche quando i minori scelgono un account privato – spiega l’esecutivo comunitario in una nota -, i loro profili possono essere facilmente trovati tramite gli elenchi ‘following’ e ‘followers’ di altri utenti, e le loro foto del profilo rimangono accessibili a chiunque, inclusi gli utenti senza un account TikTok. Le impostazioni di TikTok continuano a esporli a rischi, tra cui contatti indesiderati, cyberbullismo o comportamenti predatori”.

Secondo la Commissione, “le impostazioni dell’account sono fondamentali per garantire la sicurezza online dei minori, poiché determinano chi può visualizzare i loro contenuti e chi può contattarli. Ai sensi del regolamento Digital Security Act, le piattaforme accessibili ai minori devono garantire un elevato livello di privacy, sicurezza e protezione dei propri servizi”. La Commissione “ritiene in via preliminare che le impostazioni dell’account di TikTok non soddisfino questo standard, in quanto espongono gli account e i contenuti dei minori a un pubblico troppo ampio”, e che TikTok, “coerentemente con le Linee guida sulla protezione dei minori, dovrebbe modificare le impostazioni predefinite degli account pubblici dei minori, in modo che i loro contenuti siano, di default, visibili solo agli utenti di TikTok che il minore ha autorizzato”. Inoltre, “sebbene i minori più grandi possano avere la possibilità di condividere i propri contenuti con un pubblico più ampio su TikTok, tali contenuti non dovrebbero in alcun caso essere accessibili a un pubblico globale al di fuori della piattaforma”. TikTok dovrebbe poi “astenersi dal consigliare contenuti di minori ad altri utenti di TikTok tramite il feed ‘for you'”, conclude la Commissione.

Queste conclusioni preliminari non pregiudicano l’esito finale dell’indagine. TikTok ha ora la possibilità di esaminare i documenti contenuti nei fascicoli d’indagine della Commissione e di rispondere per iscritto alle sue conclusioni preliminari, che sono parte di una procedura formale avviata il 19 febbraio 2024 per indagare sulla conformità di TikTok al Dsa.

Qualora le conclusioni della Commissione vengano confermate, la Commissione può emettere una decisione di non conformità, che può comportare l’applicazione di una sanzione pecuniaria determinata dalla natura, dalla gravità, dalla recidiva e dalla durata dell’infrazione. L’importo della sanzione deve essere proporzionato e non può in alcun caso superare il 6% del fatturato annuo globale della società.

L’indagine della Commissione ha riguardato anche la potenziale dipendenza che potrebbe derivare dal modo in cui è progettato TikTok, per la quale sono state adottate conclusioni preliminari nel febbraio di quest’anno. Inoltre, l’indagine ha trattato l’accesso ai dati pubblici per i ricercatori, su cui sono state adottate delle conclusioni preliminari nell’ottobre 2025, e la trasparenza pubblicitaria, questione che si è conclusa con impegni vincolanti nel dicembre 2025.

Milano capitale mondiale del dialogo e dell’integrazione

Roma, 24 lug. (askanews) – Milano si prepara ad accogliere un nuovo appuntamento internazionale dedicato al futuro della comunicazione, al dialogo tra i popoli e alla costruzione della pace. Dal 29 al 31 luglio 2026, presso il MIND – Milano Innovation District, nell’ambito del Milano Latin Festival, si terrà la presentazione ufficiale del World Meeting del Dialogo, della Parola e della Comunicazione Socio-Umanitaria tra i Popoli, progetto culturale e istituzionale di respiro internazionale dedicato alla promozione del dialogo interculturale e interreligioso, della comunicazione etica e della fraternità umana.

L’iniziativa rappresenta l’anteprima ufficiale del grande World Meeting internazionale previsto nel mese di ottobre presso Palazzo Reale a Milano, dove si confronteranno rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, diplomatico, religioso, giornalistico e della società civile sui grandi temi della contemporaneità: la pace, i diritti umani, la convivenza comune, il ruolo della parola e la responsabilità della comunicazione nel futuro dell’umanità.

Il World Meeting intende inoltre affermare una comunicazione capace di contrastare ogni forma di discriminazione sociale, economica, razziale e sessuale, promuovendo una cultura fondata sull’ascolto, sull’integrazione, sulla cooperazione e sul rispetto della dignità di ogni persona. Una comunicazione che unisce, include e costruisce comunità, ponendo al centro il valore dell’essere umano e il dialogo tra le diversità. L’appuntamento si inserisce nel percorso del Milano Latin Festival, manifestazione internazionale che attraverso il linguaggio universale della musica, della cultura e dell’incontro tra comunità promuove il dialogo tra popoli, identità e tradizioni differenti.

Il World Meeting nasce dalla convinzione che la comunicazione rappresenti oggi una vera infrastruttura sociale della comunità globale: attraverso la parola si costruiscono relazioni, si formano coscienze, si generano processi culturali e si orienta il futuro delle società.

Il World Meeting del Dialogo, della Parola e della Comunicazione Socio-Umanitaria tra i Popoli è promosso e organizzato da: Héctor Villanueva, Direttore del Salone delle Nazioni del Milano Latin Festival, Vicepresidente della Federazione Eurandina, ideatore dell’Expo dei Popoli, delle Culture e della Solidarietà, promotore di iniziative dedicate all’integrazione culturale e sociale, alla valorizzazione delle comunità internazionali e all’incontro tra culture.

Biagio Maimone, giornalista, scrittore e comunicatore istituzionale, Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS, coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, impegnato nella promozione della comunicazione etica, del dialogo interreligioso, della fraternità umana e della cultura della pace.

Due percorsi professionali uniti da una visione comune: fare della comunicazione, della cultura e del dialogo strumenti concreti per favorire una nuova stagione di incontro tra i popoli.

Nel mese di settembre nascerà inoltre l’Associazione ‘Progetto Vita e Umanità’, un’iniziativa ispirata ai medesimi valori che animano il World Meeting. L’Associazione nasce con la missione di dare voce a chi non ne ha: agli ultimi, ai poveri, agli emarginati e a tutte le persone vittime di discriminazione. Sarà un progetto dedicato a promuovere una comunicazione autenticamente socio-umanitaria, al servizio di chi vive ai margini della società, affinché la parola diventi strumento di dignità, inclusione, solidarietà e speranza.

L’iniziativa si realizza con la collaborazione dell’UNAR e con il coinvolgimento di istituzioni, enti, associazioni e realtà culturali presenti a Milano, in Lombardia, in Italia e nel mondo impegnate nella promozione del dialogo, dell’inclusione e della cooperazione internazionale.

Il nuovo ct della Nazionale di calcio: Guardiola dice no all’Italia, Pirlo in pole

Roma, 24 lug. (askanews) – Pep Guardiola ha rifiutato la proposta della FIGC per diventare il nuovo commissario tecnico dell’Italia. Dopo alcuni giorni di riflessione, il tecnico catalano ha comunicato la sua decisione a Paolo Maldini e Leonardo: “Grazie, sono onorato, ma in questo momento non me la sento”.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, Guardiola avrebbe preso la decisione soprattutto per il desiderio di concedersi un periodo di pausa dopo dieci anni alla guida del Manchester City. Alla base del rifiuto ci sarebbero anche motivazioni professionali: l’ex allenatore del Barcellona ritiene che il ruolo di commissario tecnico, con un’attività quotidiana meno intensa rispetto a quella di un club, non sia in linea con il suo modo di vivere il calcio.

Guardiola avrebbe inoltre preferito non impegnarsi in un progetto di lungo periodo, quello da otto-dieci anni prospettato dal nuovo direttore tecnico azzurro Paolo Maldini, mantenendo aperta la possibilità di tornare presto ad allenare una squadra di club. Nel corso dei contatti non si sarebbe mai arrivati a discutere dell’aspetto economico.

Con il no del tecnico spagnolo, la FIGC accelera sul piano B. Il principale candidato diventa ora Andrea Pirlo, ritenuto da Maldini e Leonardo il profilo ideale per avviare un nuovo ciclo tecnico e culturale della Nazionale. La scelta del nuovo ct dovrà arrivare in tempi rapidi, con la Nations League in programma tra circa due mesi e l’Europeo del 2028 come primo grande obiettivo del nuovo corso, in vista del Mondiale 2030.

Fine vita, Consulta: non interamente illegittima legge Sardegna

Roma, 24 lug. (askanews) – Con la sentenza numero 148, depositata oggi, la Corte costituzionale ha respinto le censure statali sull’intera legge della Regione Sardegna numero 26 del 2025, in tema di aiuto al suicidio, ma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di diverse sue disposizioni.

Come già ritenuto nella sentenza numero 204 del 2025 a proposito della legge della Regione Toscana numero 16 del 2025, impugnata dallo Stato con censure sostanzialmente analoghe, anche la legge regionale sarda afferisce alla materia della tutela della salute, limitandosi a disciplinare l’attività delle aziende sanitarie locali.

Numerose sue disposizioni, spiega la Corte, hanno però illegittimamente invaso sfere di competenza riservate alla legislazione statale.

Più precisamente, la Corte ha dichiarato incostituzionale l’articolo 2, comma 1, in base al quale sono ammesse alle prestazioni e ai trattamenti previsti dalla legge regionale “le persone in possesso dei requisiti indicati dalla giurisprudenza della Corte costituzionale”.

La disposizione vìola la competenza legislativa esclusiva statale in materia di ordinamento civile e penale, in quanto, richiamando le pronunce in tema di aiuto al suicidio, “realizza una novazione dei principi ordinamentali in esse contenuti, che produce l’effetto di definire nella legislazione regionale, irrigidendoli, i requisiti per l’accesso al suicidio assistito e, indirettamente, i contorni dell’esimente all’art. 580 cod. pen. così come individuata dalle sentenze di questa Corte”. La legislazione regionale, infatti, in relazione ai delicati bilanciamenti che attengono al suicidio medicalmente assistito, “non può pretendere di agire in via suppletiva della legislazione statale, per così dire ‘impossessandosi’ dei principi ordinamentali individuati da questa Corte”, cristallizzandoli nelle proprie disposizioni.

L’articolo 4 è stato dichiarato incostituzionale nelle specifiche previsioni che “fissano stringenti termini per lo svolgimento” del procedimento di verifica del possesso dei requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito da parte della commissione multidisciplinare, previa acquisizione del parere del comitato etico territoriale.

La Corte ha ritenuto violata la competenza legislativa statale in materia di ordinamento civile, in quanto tali sequenze di termini coinvolgono scelte che necessitano di uniformità di trattamento sul territorio nazionale.

Inoltre, queste stringenti previsioni contrastano con i principi fondamentali desumibili dalla legge numero 219 del 2017, che invece valorizzano e promuovono la “cosiddetta alleanza terapeutica”, per cui, ferma rimanendo la necessità di una sollecita presa in carico dell’istanza del richiedente, deve essere “sempre consentita la possibilità di svolgere tutti quegli approfondimenti clinici e diagnostici che la Commissione, multidisciplinare e coinvolgente diverse competenze (tra cui quelle psichiatriche, palliative, psicologiche, medico legali, eccetera), ritenga appropriati”.

La sentenza ha peraltro anche ricordato il “diritto della persona ‘a essere curata efficacemente, secondo i canoni della scienza e dell’arte medica, anche attraverso la concreta messa a disposizione di cure palliative efficaci'”.

Per contrasto con i principi fondamentali in materia di tutela della salute della legislazione statale vigente, interpretati alla luce della giurisprudenza costituzionale, è stato dichiarato incostituzionale anche l’articolo 4, comma 12. Questa disposizione, riconoscendo alla persona in possesso dei requisiti autorizzata ad accedere al suicidio medicalmente assistito la possibilità di “decidere in ogni momento di sospendere o annullare l’erogazione del trattamento”, si rivela “del tutto incoerente con la struttura stessa del suicidio medicalmente assistito”, nel quale “non vi è propriamente alcuna ‘erogazione’ di un trattamento che possa essere sospeso o annullato (come invece nelle ipotesi di eutanasia attiva, riconducibili nell’ordinamento italiano alla fattispecie di omicidio del consenziente), ma piuttosto un’assistenza dei sanitari a una persona che dovrà compiere da sé la condotta finale che direttamente causa la propria morte”.

Sono stati dichiarati incostituzionali altresì l’articolo 5, in base al quale le aziende sanitarie regionali forniscono il supporto tecnico e farmacologico e l’assistenza medica per la preparazione all’autosomministrazione del farmaco autorizzato, e l’articolo 4, comma 10, diretto ad assicurare che tale procedura avvenga nel termine di sette giorni dalla richiesta.

Nel confermare quanto stabilito dalla sentenza numero 132 del 2025, la Corte ha ritenuto violata la competenza legislativa in materia di tutela della salute poiché con queste disposizioni la Regione non si è limitata a fissare una disciplina di dettaglio, ma “si è in realtà appropriata dei principi fondamentali, determinando un vulnus alla riserva, stabilita dall’art. 117, terzo comma, Cost., alla legislazione statale della loro determinazione”.

Immuni da censure sono state invece ritenute le altre disposizioni contenute nella legge regionale. La Corte ha ritenuto che l’esercizio della competenza concorrente nella materia della tutela della salute non possa ritenersi precluso dalla circostanza che lo Stato non abbia ancora provveduto all’approvazione di una legge che disciplini in modo organico, nell’intero territorio nazionale, l’accesso alla procedura medicalizzata di assistenza al suicidio. Infatti, nei limiti sopra precisati, i principi fondamentali della materia sono già desumibili dalla legislazione vigente, letta alla luce delle sentenze della Corte.