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martedì, 17 Febbraio, 2026
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Una tifosa italiana: per Milano le Olimpiadi sono un’occasione unica

Milano, 17 feb. (askanews) – Da Torino 2006 a Milano Cortina 2026. Ecco come la pensa chi ha vissuto intensamente le prime e sta vivendo da tifosa i Giochi invernali attualmente in corso. La sua esperienza delle Olimpiadi: come la potrebbe descrivere?

“Marginale, perché guardo alcune discipline in tv. In città oggi è la prima giornata, per cui abbiamo visitato casa Corea. E speravamo non ci fosse questa folla per Casa Esselunga, di cui sto ammirando l’allestimento che trovo geniale, veramente esteticamente perfetto”.

Che discipline ha visto? Chi ha visto di campioni in tv?

“Campioni? Beh, insomma, la Brignone per forza”.

E lì volevo arrivare.

“La Brignone per forza. Poi lo short track di velocità, la Lollobrigida, lo slittino”.

E queste Olimpiadi a Milano come le ha trovate?

“Le Olimpiadi a Milano? Allora, sono partite un po’ tardi. Rispetto a come ho vissuto Torino 2006, dove la città si è entusiasmata subito con tantissimo marketing, tantissime presenze di immagine olimpica in Torino, qui è partita in sordina fino a poco prima dell’apertura. Cioè, a parte qualche logo qui e là… dico marketing, ecco, abbinato appunto a Esselunga o altri partner commerciali, vedo che la città partecipa. Non ho sentito commenti negativi sul caos. Ma insomma, è un’occasione unica direi”.

A Milano la valanga arancione, ovvero i tifosi olandesi: siamo 4 mila

Milano, 17 feb. (askanews) – A Milano ormai la chiamano scherzosamente la valanga arancione: sono i tifosi olandesi. Pare siano 4 mila, venuti apposta per le Olimpiadi Milano Cortina 2026. O almeno così ci racconta questa coppia che abbiamo fermato proprio accanto al Castello Sforzesco.

“Siamo a Milano da cinque giorni, in uno di questi giorni eravamo all’arena dedicata al pattinaggio di velocità e abbiamo visto Jordan Stolz (Usa) vincere i 500 metri di pattinaggio di velocità e l’olandese Jenning de Boo arrivare secondo. Nei prossimi giorni rimaniamo a Milano: c’è una casa della squadra olandese, Team NL house, quella per i tifosi olandesi”.

“Andiamo lì, è aperta dalle 16:00 e possiamo vedere le partite anche sul maxischermo”, ci spiega lei. Mentre lui sottolinea:

“E quando un atleta vince una medaglia, viene a casa per festeggiare con 4000 olandesi”.

Sì, perché ho visto un sacco di olandesi in giro, gli facciamo notare. È così?, gli chiediamo.

“E sono un po’ pazzi. Camminano tutti vestiti in arancione”.

È come se quasi metà dei Paesi Bassi fosse qui, gli diciamo scherzosamente.

“Sì, siamo più bravi nello short track di pattinaggio di velocità, non così bravi nello sci”.

Non ci facciamo sfuggire l’occasione di parlare della Brignone. L’Italia non è poi così male nello sci. Avete visto la Brignone? gli diciamo. Vi piace la Brignone?

“Ha vinto due medaglie d’oro, credo. È tutto quello che so”.

“Ma se ci chiedete per lo short track o il pattinaggio di velocità, possiamo aiutarvi”.

Referendum, Conte: da Nordio uscite inaccettabili,appello a restare lucidi

Roma, 17 feb. (askanews) – “Se vogliono la lista (dei donatori del comitato per il No, ndr) c’è la legge sulla privacy, al di là del fatto specifico faccio un appello, tenendo conto delle uscite inaccettabili degli ultimi giorni del ministro Nordio: manteniamoci lucidi”. Lo ha detto intervistato a Start su Sky Tg24 il leader M5s Giuseppe, Conte sottolineando anche che “l’attacco a Gratteri è stato molto brutto, può essere che la prima formulazione delle sue parole fosse un po’ ambigua, ma poi ha chiarito”.

“Crescono i No nei sondaggi? Era evidente avvenisse, perchè i cittadini si informano e non ci stanno più”, “cerchiamo di far capire ai cittadini il merito di questa riforma che modifica sette articoli della Costituzione”, ha concluso.

A Napoli in fiamme il teatro Sannazaro: potrebbe esser doloso

Roma, 17 feb. (askanews) – Grave incendio alle prime ore del giorno al teatro Sannazaro, in via Chiaia, a Napoli. I vigili del fuoco, intorno alle 5 di stamane, sono intervenuti sul posto per tentare di domare il rogo che ha provocato l’intossicazione di alcune persone che sono state trasportate in ospedale.

Secondo le prime indicazioni degli investigatori il rogo potrebbe avere cause di natura dolosa. A causa delle fiamme la cupola che copriva l’auditorium è crollata sulla platea e si sarebbero verificati anche agli edifici vicini.

La delegazione russa è a Ginevra, oggi nuovi colloqui trilaterali con Usa e Ucraina

Roma, 17 feb. (askanews) – Un volo speciale con la folta delegazione russa – una ventina i componenti – è arrivato questa mattina a Ginevra nel giorno dell’inizio dei negoziati tra Russia, Stati Uniti e Ucraina. Diversi media russi sottolineano come l’aereo abbia volato nei cieli di Paesi “ostili” e l’Italia abbia concesso lo spazio aereo per l’ingresso poi in Svizzera. Ieri funizonari russi hanno fatto sapere che gli Stati Uniti hanno contribuito attivamente a garantire il sorvolo di diversi Paesi ufficialmente chiusi al traffico aereo russo.

Referendum, separare le carriere per rafforzare la democrazia liberale

Caro direttore, 

Michele Dau, il 14 u.s., ha firmato sul tuo giornale un articolo intitolato “👉 Il referendum sulla giustizia è una questione eminentemente politica”, nel quale, adombrando scenari apocalittici per la nostra democrazia, invita a valutare con responsabilità le nefaste conseguenze dell’eventuale vittoria del Sì. 

È difficile dialogare con chi rifiuta il confronto nel merito della riforma, ritenendo che ciò significherebbe un “baloccarsi con le disquisizioni tecnico-giuridiche”. È perciò inutile far presente che la riforma non è altro che lo scioglimento di un nodo che la Costituzione lasciò irrisolto nel contesto di un complesso compromesso imposto dalle condizioni politiche del momento. Come è inutile far presente che con la riforma l’Italia non fa altro che allinearsi finalmente agli standard di tutte le democrazie liberali dell’Occidente, chiudendo la stagione di democrazia incompiuta, o zoppa, che, per ragioni fin troppo note, ha caratterizzato per troppi anni la vita politica italiana.

Franco Marini e la Bicamerale del 1997

Ma su un punto, per chi legge, è forse utile un chiarimento. Scrive Dau: “i fautori del Sì legati alla storia dc dovrebbero porsi un semplice interrogativo: oggi ad esempio come voterebbe Franco Marini?”. Qui non c’è da opinare e da almanaccare, perché all’interrogativo non c’è da rispondere interpellando la cabala o affidandosi alle sempre scivolose interpretazioni. Marini era schieratissimo sulla separazione tra giudici-pm, tanto che, il 27 ottobre 1997, capeggiando da segretario la delegazione del Partito popolare nella bicamerale D’Alema, la portò a votare a favore di un mio emendamento per separare il Csm in due sezioni distinte, una per i giudici ed una per i pm.

Martinazzoli e l’identità del Partito Popolare

Così, se ci si volesse interrogare su Martinazzoli, la risposta sulla sua posizione sul quesito referendario è scritta a chiare lettere nel documento intitolato “Identità e linee programmatiche del Partito Popolare Italiano” che egli presentò e fece approvare nel primo Congresso del Ppi (Roma, 18-22 gennaio 1994), in cui si legge: “Difesa dell’indipendenza dell’intera Magistratura e del ruolo del C.S.M., ma senza scorie corporative e consentendo alla separazione delle carriere del giudice e del pubblico ministero”.

Sturzo e l’indipendenza senza irresponsabilità

Se invece si volesse andare per congetture è lecito congetturare che Sturzo sarebbe in prima fila a sostegno del Sì al referendum.

Campione ineguagliato di laicismo e liberalismo, appena due anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione, espresse preoccupazioni su un certo modo di essere della magistratura italiana: “Non c’è paese, di quelli di lunga esperienza democratica, nel quale la magistratura, sotto l’idea di assicurarne l’indipendenza, sia così avulsa dal ritmo statale, da poterne divenire un pericolo più che un presidio. L’irresponsabilità è cosa diversa dall’indipendenza” (Il Mattino, 11 ott. 1950).

Le democrazie liberali come riferimento

Sturzo, padre del Popolarismo, poteva scrivere queste cose perché le democrazie liberali le conosceva dai libri che leggeva e scriveva, ma anche per aver vissuto in esilio per anni in autentiche democrazie liberali, quelle in cui la separazione tra giudici e pm è considerata e praticata come condizione intrinseca allo stesso sistema democratico-liberale, senza che ciò abbia finora prodotto l’apocalisse che terroristicamente viene evocata da taluni sostenitori del No, per intimorire i popolari e quanti pensino di votare Sì.

L’inafferrabile capitalismo secondo Sabella: una sfida nuova ma ricorrente. Intervista

Caro Direttore Sabella, nel linguaggio ricorrente e nell’immaginario collettivo il dibattito e l’attenzione si concentrano sul tema attuale della cosiddetta “transizione”, considerata nei suoi aspetti più ricorrenti: digitale, energetica, ambientale e nei loro correlati antropologici. Nel Suo libro “La grande transizione del capitalismo” edito da Rubbettino Lei sposta invece il focus sul tema del “capitalismo”. Perché?

Nel dibattito pubblico la parola transizione è diventata quasi una formula magica: digitale, ecologica, energetica. Nel mio libro La grande transizione del capitalismo ho scelto di spostare il focus proprio su questo punto: non stiamo vivendo una transizione neutra, ma una trasformazione strutturale del capitalismo. Parlare solo di tecnologia significa eludere la questione centrale: chi decide, chi guadagna, chi perde. Siamo di fronte a una riorganizzazione profonda delle forme di accumulazione, dei rapporti di potere e dei meccanismi di legittimazione dell’economia globale. 

Il capitalismo non cambia per caso: cambia per continuare a riprodursi. Joseph Schumpeter lo aveva già colto descrivendolo come un sistema fondato sulla “distruzione creatrice”, in cui l’innovazione rompe equilibri, genera crescita ma anche instabilità. La trasformazione non è dunque un’anomalia, bensì la condizione normale di funzionamento del capitalismo. Negli ultimi decenni questa dinamica si è intensificata: alle grandi ondate di innovazione si sono accompagnate disuguaglianze crescenti, precarizzazione del lavoro e crisi ricorrenti. L’idea di una transizione indolore e governabile tecnicamente appare, alla luce di questa storia, ingenua. 

il capitalismo per Sabella Anche l’ascesa della Cina ha infranto l’equazione tra capitalismo, libero mercato e democrazia liberale, mostrando l’esistenza di forme di capitalismo politico in cui potere economico e potere statale sono intrecciati. In questo senso, la transizione ecologica e digitale non rappresenta una rottura con il capitalismo, ma la sua più recente ristrutturazione storica, che ridefinisce priorità produttive, tecnologiche ed energetiche. Tuttavia, per capire davvero la transizione dobbiamo tornare a interrogare il capitalismo e porci la domanda più scomoda e necessaria: a vantaggio di chi si sta trasformando? La questione decisiva è se questa nuova fase produrrà benefici diffusi e inclusione sociale, oppure se finirà per accentuare ulteriormente le disuguaglianze: è su questo terreno che oggi si gioca il senso politico e sociale della transizione.

Ad un livello interpretativo ed euristico, secondo un’analisi economica ma anche socio-culturale, a quale arco temporale possiamo ascrivere questa decisa virata del capitalismo? Quali sono le sembianze caratterizzanti il capitalismo che lo rendono diverso e attuale? Quali sono gli assi portanti entro cui si va caratterizzando come aspetto prevalente della transizione globale?

La transizione attuale va letta come crisi e riconfigurazione della globalizzazione costruita sotto l’egemonia americana e rafforzata negli anni del neoliberismo. Per decenni il mercato globale ha garantito crescita e interdipendenza, ma con benefici profondamente asimmetrici. La rottura arriva nel 2008: Lehman Brothers segna la fine di un ciclo storico. Gli Stati Uniti non sono più il “compratore di ultima istanza”, il multilateralismo si incrina e la Cina diventa un competitor strategico. 

Non si tratta di una semplice frattura tra Occidente e Asia, ma della formazione di blocchi economici e geopolitici. La competizione tra Stati Uniti e Cina non riguarda solo commercio e tecnologia, ma due forme di capitalismo: uno liberale un po’ in difficoltà e uno politico che integra mercato e Stato, anch’esso alle prese con qualche problema (in particolare, sovrapproduzione merci). In questa tensione prende forma la nuova fase storica, in cui energia e tecnologia diventano inseparabili. Senza sicurezza energetica non esistono né autonomia tecnologica né sovranità strategica.

 

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La dignità di un cappotto, il destino di una nazione: il viaggio di De Gasperi nel 1947

Nel gennaio 1947 Alcide De Gasperi (o meglio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri) riceve un invito a partecipare a una conferenza a Cleveland, negli Stati Uniti, organizzata dal settimanale Time. L’invito glielo manda l’editore del magazine, Henry Luce, marito di colei che sarebbe poi diventata l’ambasciatrice statunitense a Roma, Clare Booth Luce.

L’incertezza di De Gasperi

De Gasperi è incerto se partire: non ha avuto alcuna rassicurazione dalla Casa Bianca che le sue richieste saranno accolte. Non siamo ancora al “Piano Marshall” (ne scriveremo in una prossima puntata) ma si tratta pur sempre di garanzie politiche e di un primo sostegno economico per la ricostruzione post bellica. 

Il presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, lo spinge ad andare comunque e gli raccomanda di chiedere di aumentare la razione quotidiana di pane: «Con 200 grammi giornalieri, i giovani non ce la fanno più». Anche l’ambasciatore americano a Roma, Dunn, lo esorta a non declinare l’invito.

Il presidente del Consiglio alla fine si decide per il viaggio, nonostante si tratti di un azzardo politico. Solo che c’è un problema pratico. Il suo cappotto è troppo consumato per indossarlo davanti alle massime autorità degli Stati Uniti. Secondo la versione più diffusa, a prestarglielo è Attilio Piccioni, in quel momento segretario della Dc e uomo a lui vicino. Ma c’è un’altra fonte, che racconta un’altra storia. Il giornalista Paolo Palma, sull’Europeo, raccoglie la confidenza di un parlamentare Dc, Giuseppe Brusasca, all’epoca dei fatti sottosegretario agli Esteri. Questo il suo racconto: «La moglie del Presidente, Francesca, prese un vecchio cappotto di De Gasperi. Andammo da un sarto, a Piazza Venezia. Le prove dell’abito le feci io. Quando il Presidente trovò la sorpresa sul letto, nella casa di via Bonifacio VIII, disse burbero alla moglie: “Quello lo metterò a posto io”. Ma si vedeva che era commosso».

Viaggio complicato, con uno squarcio di umorismo

Il viaggio non partì sotto i migliori auspici. Una vera e propria tempesta di neve si accanì contro l’aereo su cui viaggiavano il presidente, la figlia Maria Romana, Donato Menichella (che sarebbe diventato governatore della Banca d’Italia), Pietro Campilli, ministro del Commercio estero, e un giovane Guido Carli, allora direttore dell’Ufficio italiano cambi. 

Erano altri tempi anche per i voli intercontinentali. Il vento costrinse il quadrimotore ad atterrare alle Azzorre. Alla ripartenza, dopo lo scalo per il rifornimento, il vento era così forte che il velivolo dovette tornare indietro. Durante il volo, per esorcizzare la tensione, il presidente trovò il modo di scherzare con la figlia: «A che pensi, papà?», gli chiese Maria Romana durante la turbolenta notte per fargli coraggio. E lui: «Penso a come farà Menichella ad allacciarsi il paracadute. Nella prova che abbiamo fatto prima della partenza, mi sono accorto che i paracadute sono studiati per soli magri e lui, dopo alcuni tentativi di allacciarsi la cintura, aveva abbandonato del tutto l’idea».

Il successo della missione

In realtà il viaggio si rivelò un grande successo. L’assegno degli Stati Uniti, seppure inferiore alle aspettative, aveva una cifra che risollevò il morale del Paese: 100 milioni di dollari. In aggiunta, De Gasperi poté cogliere da vicino i primi indizi della Guerra fredda e della cosiddetta “dottrina Truman”.

L’apertura di un dialogo costruttivo tra Italia e Stati Uniti conferì a De Gasperi il sostegno necessario per varare un nuovo governo monocolore (senza le sinistre) con il solo apporto, a titolo “tecnico”, del Ministro degli Esteri Carlo Sforza e del Governatore della Banca d’Italia Luigi Einaudi (futuro Presidente della Repubblica). La formazione di quell’esecutivo contribuisce a ripristinare la credibilità dell’azione di governo e ad avviare una nuova stagione politica, quella del centrismo, che avrebbe portato l’Italia nell’Alleanza atlantica (1949) e realizzato grandi riforme sociali.

Perché il centro è ancora necessario

La polarizzazione che impoverisce la politica

Il quadro politico italiano appare oggi sempre più segnato da una polarizzazione rigida e spesso sterile, nella quale il confronto tra destra e sinistra si traduce in uno scontro permanente, ideologico e identitario, che fatica a produrre sintesi e soluzioni. Il bipolarismo, nato con l’ambizione di garantire governabilità e chiarezza, si è progressivamente trasformato in una gabbia che semplifica e impoverisce il dibattito pubblico, riducendo la politica a una contrapposizione frontale in cui la logica del conflitto prevale su quella della responsabilità.

In questo contesto, il centro non può essere liquidato come una formula superata o come una posizione di comodo. Al contrario, esso è chiamato a proporsi come forza di interposizione, capace di sottrarre il sistema politico alla radicalizzazione e di ricondurre il confronto entro binari democratici fondati sulla mediazione, sul dialogo e sulla ricerca del bene comune. Non un luogo neutro o indistinto, ma uno spazio politico consapevole della complessità del Paese e della necessità di governarla.

 

L’elettorato senza rappresentanza e la sfida dell’astensionismo

L’attualità restituisce un dato sempre più evidente: esiste una vasta area di elettori che non si riconosce nello scontro tra i due poli. Una parte significativa della società osserva con distanza una politica percepita come autoreferenziale, incapace di rappresentare le proprie istanze e di offrire risposte credibili. Questo disagio si riflette nel crescente astensionismo, che non è soltanto disaffezione, ma anche rifiuto di un’offerta politica costruita attorno a una polarizzazione forzata. È a questo spazio, oggi privo di rappresentanza, che il centro può e deve rivolgersi.

 

La tradizione del cattolicesimo democratico: mediazione come metodo alto

Per il cattolicesimo democratico, questa collocazione non è il frutto di una scelta tattica, ma una vocazione storica e culturale. Le sue radici affondano nel pensiero di don Luigi Sturzo, che concepiva la politica come ambito autonomo ma non privo di valori, fondato sulla responsabilità personale, sulla partecipazione delle comunità intermedie e sulla centralità della persona. Sturzo rifiutava tanto il massimalismo ideologico quanto il pragmatismo senza principi, indicando nella mediazione e nel dialogo non un compromesso al ribasso, ma un metodo alto per la costruzione di istituzioni giuste e inclusive.

Questa ispirazione trovò una concreta traduzione nella stagione della Prima Repubblica, quando la Democrazia Cristiana seppe svolgere una funzione di equilibrio all’interno di un sistema politico complesso e pluralista. La sua forza non risiedeva

nell’omologazione, ma nella capacità di tenere insieme sensibilità diverse e di dialogare con le altre espressioni dell’arco democratico di governo, costruendo alleanze fondate su programmi e responsabilità condivise. La mediazione non era vissuta come ambiguità, ma come esercizio consapevole di governo della complessità.

 

Frammentazione centrista e necessità di un soggetto aggregante

Nonostante le nobili intenzioni, l’attuale frammentazione dei vari movimenti e forze di matrice centrista rischia di ridurre la loro capacità di incidere davvero sulla scena politica. Anime legittimamente diverse — riformiste, moderate, liberali, cattoliche — spesso si muovono isolate, con una visione parziale e autoreferenziale del proprio ruolo. Questa dispersione, seppur animata da entusiasmo e buon senso, produce inevitabilmente debolezza ed inefficacia, perché il centro, per sua natura, non può esistere come sommatoria di iniziative individuali o come mosaico di personalismi: esso richiede una coordinazione organica, un soggetto politico in grado di rappresentare un luogo aggregante, di confronto e di mediazione.

Un centro degno di questo nome deve essere capace di tenere insieme le diversità senza lasciarsi fagocitare dall’egocentrismo, senza trasformare le differenze in motivo di conflitto interno o in pretesto per politiche di visibilità fine a se stesse. Deve porsi come spazio dove le diverse sensibilità contribuiscono alla costruzione di linee comuni, dove la pluralità diventa valore e non ostacolo, e dove il dibattito è strumento per arrivare a decisioni condivise, non palcoscenico di autoreferenzialità. Solo così il centro può tornare a svolgere la funzione che la storia gli ha assegnato: essere l’alternativa ragionata al bipolarismo, il luogo in cui il dialogo non è concessione, ma metodo, e in cui la politica recupera la sua dignità civile e culturale.

 

Orizzonte 2027: credibilità, autonomia e funzione democratica

Oggi, in un tempo in cui la radicalità viene spesso scambiata per coerenza e il rifiuto del confronto per forza politica, la lezione sturziana appare di straordinaria attualità. Molti amministratori, esponenti civici e mondi associativi faticano a trovare una collocazione naturale, tanto nel cosiddetto campo largo quanto nel centrodestra, proprio perché non si riconoscono in una politica ridotta a tifoseria. Il centro può tornare a essere la casa di queste energie, lo spazio in cui la pluralità non è un problema da semplificare, ma una risorsa da comporre.

In vista delle elezioni politiche del 2027, questa riflessione assume un significato ancora più concreto. La prossima scadenza elettorale rappresenta un passaggio decisivo per verificare se il sistema politico italiano intenda continuare a riprodurre uno schema bipolare sempre più logoro o se sia disposto ad aprire uno spazio credibile a una forza capace di ricomporre, mediare e governare la complessità. In questo scenario, il centro è chiamato a interrogarsi sul proprio ruolo e sulla propria credibilità, evitando scorciatoie elettorali o aggregazioni costruite all’ultimo momento.

Il centro non può limitarsi a una funzione di testimonianza né ridursi a un ruolo di equilibrio numerico tra i poli. Deve ambire a presentarsi come proposta autonoma, capace di incidere sugli equilibri politici e di offrire una risposta concreta a quell’area di Paese che oggi non si riconosce nello scontro ideologico permanente.

Riscoprire il centro, dunque, significa offrire un’alternativa credibile volta a contrastare l’astensionismo, restituendo dignità alla politica come luogo di confronto e decisione; significa riaffermare che la mediazione è una virtù democratica, non una debolezza. In un’Italia attraversata da divisioni profonde, il centro non rappresenta una nostalgia del passato, ma una necessità del presente.

Milano-Cortina, gli azzurri in gara oggi

Roma, 17 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara oggi alle Olimpiadi invernali di MIlano-Cortina:

10:00 – 10:45 – Predazzo Ski Jumping Stadium Combinata nordica – Gundersen LH Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin

12:10 – 14:40 – Milano Ice Park Hockey su ghiaccio – Playoff U: Italia-Svizzera Matthew James Bradley, Damian Clara, Tommaso De Luca, Dylan Damian Di Perna, Gregory Di Tomaso, Cristiano Digiacinto, Davide Fadani, Luca Frigo, Mats Mikael Frycklund, Dustin James Gazley, Daniel Glira, Diego Kostner, Thomas William Larkin, Daniel Thomas Mantenuto, Giovanni Morini, Alexander Franc Petan, Phil Pietroniro, Tommy Purdeller, Nicholas Samuel Saracino, Jason Thomas Alexander Seed, Alessandro Segafredo, Alex Trivellato, Gianluca Vallini, Luca Elia Zanatta, Marco Zanetti

13:45 – 14:25 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Combinata nordica – Fondo 10 km Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin

14:05 – 17:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling – Fase a gironi D: Italia-Giappone Stefania Constantini, Marta Lo Deserto, Rebecca Mariani, Elena Antonia Mathis, Giulia Zardini Lacedelli

14:30 – 14:45 – Milano Ice Park Pattinaggio di velocità – Team Pursuit U – Semifinali Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti

14:30 – 16:05 – Anterselva Biathlon Arena Biathlon – Staffetta U Patrick Braunhofer, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Nicola Romanin

16:22 – 16:26 – Milano Ice Park Pattinaggio di velocità – Team Pursuit U – Finale 3°/4° posto

16:28 – 16:32 – Milano Ice Park Pattinaggio di velocità – Team Pursuit U – Finale 1°/2° posto

18:45 – 23:00 – Milano Ice Skating Arena Pattinaggio di figura – Corto Singolo D Lara Naki Gutmann

19:00 – 20:00 – Cortina Sliding Centre Bob – Bob a 2 U – Heat 3 Patrick Baumgartner, Robert Gino Mircea

19:05 – 22:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling – Fase a gironi U: Italia-Stati Uniti Sebastiano Arman, Mattia Giovanella, Amos Mosaner, Alberto Pimpini, Joel Thierry Retornaz

21:05 – 22:10 – Cortina Sliding Centre Bob – Bob a 2 U – Heat 4 Patrick Baumgartner, Robert Gino Mircea

Milano – Cortina, il medagliere dei Giochi olimpici invernali

Roma, 17 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

1 Norvegia oro 12 argento 7 bronzo 9 totale 28 2 Italia oro 8 argento 4 bronzo 11 totale 23 3 Stati Uniti oro 6 argento 8 bronzo 5 totale 19 4 Paesi Bassi oro 6 argento 5 bronzo 1 totale 12 5 Austria oro 5 argento 7 bronzo 3 totale 15 6 Svezia oro 5 argento 5 bronzo 1 totale 11 7 Svizzera oro 5 argento 2 bronzo 3 totale 10 8 Germania oro 4 argento 7 bronzo 6 totale 17 9 Francia oro 4 argento 7 bronzo 4 totale 15 10 Giappone oro 4 argento 5 bronzo 9 totale 18

Trump: Kiev si sieda velocemente al tavolo delle trattative

Roma, 17 feb. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha affermato che è tempo per l’Ucraina di sedersi rapidamente al tavolo dei negoziati per porre fine al conflitto con la Russia.

“E’ meglio che l’Ucraina si sieda velocemente al tavolo delle trattative. Questo è tutto ciò che dico”, ha dichiarato Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One.

Il presidente ha definito “significativi” i prossimi negoziati su un accordo con Kiev previsti a Ginevra, aggiungendo che i colloqui saranno “molto facili”.

Sparatoria in una partita di hockey nel Rhode Island, tre morti

Roma, 17 feb. (askanews) – Due morti in una sparatoria in una pista di hockey nel Rhode Island, secondo quanto riferito dalla polizia. Anche il sospettato è morto. Ne dà notizia il sito del network satellitare statunitense Cnn.

L’uomo armato sembrava aver preso di mira i membri della sua stessa famiglia, secondo quanto riferito alla Cnn da due funzionari delle forze dell’ordine informati sulla situazione. Il sospetto autore della sparatoria sembra essere morto per una ferita da arma da fuoco autoinflitta dopo aver aperto il fuoco, ha detto lunedì in una conferenza stampa il capo della polizia di Pawtucket, Tina Goncalves.

Le tre persone ferite sono in condizioni critiche al Rhode Island Hospital con ferite da arma da fuoco. È stata la 41ma sparatoria di massa negli Stati Uniti nei primi 47 giorni dell’anno, secondo quanto riferisce la Cnn.

Calcio, risultati di serie A, Lecce scatto salvezza

Roma, 16 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Cagliari-Lecce 0-2

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, Inter-Juventus 3-2, Udinese-Sassuolo 1-2, Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1, Torino-Bologna 1-2, Napoli-Roma 2-2, Cagliari-Lecce 0-2

Classifica: Inter 61, Milan 53, Napoli 50, Roma 47, Juventus 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio, Bologna 33, Udinese, Sassuolo 32, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese, Genoa, Lecce 24, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, ore 20.45 Bologna-Udinese

Frana Niscemi, Musumeci: 150 milioni somma significativa per Niscemi

Roma, 16 feb. (askanews) – I 150 milioni impegnati dal Governo per Niscemi, la località in provincia di Caltanissetta travolta dalla recente frana, “sono una somma significativa”. Lo ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, intervistato dal Tgcom24.

“Una parte – ha sottolineato – verrà dedicata al contributo per l’acquisto delle case a favore di chi la casa l’ha persa definitivamente. E poi la messa in sicurezza del territorio: si tratta di irregimentare le acque del torrente che scorre a valle. E il completamento della rete fognaria, acque bianche e acque nere, perché anche questo c’è stato nel passato, tutte quelle misure che servono a rallentare questo processo irreversibile di frana, almeno per quello che si apprende dalle dichiarazioni degli esperti”.

“E poi – ha proseguito Musumeci – dotare quel territorio di tutte le infrastrutture che possano gestire il normale deflusso delle acque, a cominciare dalle acque piovane che sono state nelle ultime settimane una concausa della frana in quel basso versante, che ormai ha superato la linea di fronte dei 4 chilometri”.

Commissione Ue: eurobond rafforzano ruolo internazionale euro

Bruxelles, 16 feb. (askanews) – La Commissione europea ha presentato ai ministri finanziari dell’Eurogruppo, oggi a Bruxelles, una nota di 30 pagine dal titolo ‘Strengthening the role of the euro’ in cui, tra le altre proposte, la continuazione delle emissioni di debito da parte dell’Ue (ovvero gli eurobond) viene chiaramente prospettata come uno fattore essenziale per creare un ‘asset sicuro’ denominato in euro, che attrarrebbe sicuramente gli investitori internazionali, anche considerando l’instabilità geopolitica crescente.

Nella nota si analizzano tutti i fattori che possono contribuire a rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, si propongono diverse iniziative in questo senso e si chiede ai ministri se concordano con la valutazione della Commissione, quali azioni considerino più rilevanti e quali andrebbero realizzate in priorità.

Per l’Esecutivo comunitario, occorre in particolare procedere con l’attuazione dell’euro digitale; mappare le dipendenze dell’Ue rispetto ai paesi terzi nel settore finanziario; accelerare i lavori per rendere i sistemi di pagamento dell’Ue più autonomi (rispetto alla situazione attuale in cui il mercato è dominato dalle americane Visa, MasterCard e American Express),; promuovere l’uso dell’euro nelle transazioni internazioanali (in particolare riguardo agli approvvigionamenti nei settori chiave dell’energia, delle materie prime e della difesa) e rafforzare il ruolo dell’euro negli appalti, nella fatturazione, nella determinazione dei prezzi e nei pagamenti; infine, indica la Commissione, bisognerebbe ‘continuare le emissioni di debito dell’Ue per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo’.

Su quest’ultimo punto, il documento dell’Esecutivo comunitario nota che ‘negli ultimi anni le obbligazioni dell’Ue si sono affermate come un asset liquido e sicuro e come un’opportunità per investire nell’euro, con un chiaro interesse da parte degli investitori internazionali’, e perciò ‘è fondamentale sviluppare ulteriormente questo mercato’.

E tra le ‘potenziali azioni aggiuntive’ sottoposte ai ministri finanziari dell’Eurozona, la Commissione insiste sulla necessità di ‘continuare l’emissione di obbligazioni dell’Ue per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo’.

Nel testo, si afferma che ‘il ruolo internazionale dell’euro è il risultato di solidi fondamentali economici, decisioni politiche e potenti effetti di rete’. E si spiega che ‘i fondamentali economici essenziali, come le dimensioni e il vantaggio competitivo dell’economia emittente, il suo ruolo nel commercio globale, il suo bacino di asset sicuri e, più in generale, le dimensioni, la profondità, la liquidità e la sicurezza dei suoi mercati finanziari, costituiscono la base materiale per lo status internazionale di una valuta’.

La nota rileva che ‘secondo i calcoli del Fmi, si stima che circa la metà delle attività e passività esterne globali sia denominata in dollari statunitensi. L’euro si colloca al secondo posto, con circa il 20% delle attività e passività esterne globali’ denominate nella moneta unica europea.

‘Negli ultimi anni – ricorda la Commissione -, l’Ue stessa ha aumentato la disponibilità di asset sicuri e liquidi denominati in euro. Tra i principali programmi di politiche attualmente finanziati da obbligazioni dell’Ue figurano ‘NextGenerationEU’, i programmi di sostegno finanziario all’Ucraina e ad altri paesi del vicinato, il nuovo strumento Safe (‘Security Action for Europe’) dell’Ue e, più recentemente, la decisione di prestare 90 miliardi di euro all’Ucraina’. Da gennaio 2023, tutte le emissioni dell’Unione per i diversi programmi sono consolidate sotto un unico ombrello obbligazionario, ‘l’approccio di finanziamento unificato dell’Ue’. L’istituzione dell’approccio di finanziamento unificato, afferma la Commissione, ‘ha rappresentato un passo importante nello sviluppo dell’Ue come emittente di asset sicurii, ingenti e liquidi. Dal 2020, l’UE è diventata il terzo emittente di debito pubblico con rating AAA a livello mondiale’.

La nota rileva ancora che ‘si prevede che la combinazione di mandati nuovi ed esistenti per l’emissione di debito, che continuerà nel prossimo Quadro finanziario pluriennale’ dell’Ue (Qfp) per il periodo 2028-2034, ‘sosterrà una presenza forte e regolare dell’Ue sui mercati dei capitali’.

In particolare, ‘la proposta di Qfp 2028-2034 include diversi programmi che si baserebbero su nuove emissioni di debito per finanziare prestiti sia agli Stati membri dell’Ue che ai paesi partner: 1) fino a 150 miliardi di euro di prestiti strategici nell’ambito dei Programmi di Partenariato Nazionale e Regionale per finanziare ulteriori riforme e investimenti; 2) la componente prestiti del sostegno fino a 100 miliardi di euro (sotto forma di prestiti e sovvenzioni) all’Ucraina; 3) l’assistenza macrofinanziaria nell’ambito dell”Europa globale”.

Inoltre, ricorda ancora la Commissione, è stato proposto ‘un nuovo meccanismo straordinario e temporaneo per rispondere alle conseguenze di gravi crisi, gravi difficoltà o gravi minacce che colpiscano l’Unione o i suoi Stati membri. Questo strumento straordinario di crisi, se attivato, erogherà prestiti agli Stati membri garantiti da emissioni dell’Ue, esclusivamente per il periodo del prossimo bilancio a lungo termine, in caso di grave crisi’.

La Commissione propone inoltre ‘l’istituzione di un unico organismo emittente tra le istituzioni e gli organi sovranazionali dell’Ue’, che ‘comporterebbe emissioni più consistenti e liquide, a vantaggio del ruolo internazionale dell’euro. Oltre alle obbligazioni sicure e liquide dell’Ue, sia il Meccanismo europeo di stabilità (Mes, ndr) che il Fondo europeo di stabilità finanziaria emettono obbligazioni sui mercati dei capitali. Anche il Fondo di risoluzione unico ha la possibilità di contrarre prestiti, sebbene non lo abbia ancora fatto’.

Il Fondo di risoluzione unico, un ‘backstop’ concepito per intervenre in caso di crisi bancaria nell’Eurozona, è previsto dalla riforma del Mes che è bloccata, per ora, dalla mancata ratifica dell’Italia.

‘L’integrazione del Mes nel quadro giuridico dell’Unione e l’istituzione di un unico organismo emittente per le obbligazioni sovranazionali’ dell’Ue, sottolinea la Commissione, ‘ridurrebbero, tra l’altro, i costi amministrativi e contribuirebbero a rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, offrendo titoli più consistenti e liquidi. Un tale approccio potrebbe facilitare l’inclusione delle emissioni’ in euro ‘nei principali indici sovrani, che fungono da benchmark per i grandi investitori istituzionali, e quindi aumentare la domanda strutturale di tali obbligazioni. Più in generale – ribadisce la nota -, continuare a emettere obbligazioni nell’Ue per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo sarebbe economicamente efficiente e rafforzerebbe ulteriormente il ruolo internazionale dell’euro’.

Nel 2018 e nel 2021 la Commissione, ricorda ancora la nota, aveva sottolineato ‘l’importanza dell’integrazione dell’Unione economica e monetaria, compreso il completamento dell’Unione bancaria e dell’Unione dei mercati dei capitali, nonché l’emissione di asset sicuri comuni dell’Ue, come mezzo per rafforzare il ruolo internazionale dell’euro’.

‘L’emissione di obbligazioni del ‘NextGenerationEU’ può essere considerata un importante sviluppo per quanto riguarda l’emissione di un asset sicuro comune dell’Ue, a dimostrazione dell’interesse degli investitori per tale prodotto finanziario’, conclude la Commissione che tuttavia non parla di ‘eurobond’, ma usa il termine ‘emissioni Ue’.

Inoltre, nella nota, l’Esecutivo comunitario non menziona mai la possibilità di un ‘roll-over’ delle obbligazioni che finanziano il Fondo per la ripresa e la resilienza post-Covid, ovvero il rimborso dei titoli alla scadenza mediante nuove emissioni di debito, come accade normalmente per il Tesoro nazionale di qualunque paese.

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Calabria, dopo fiume esondato a Cassano: “Abbiamo un inferno in casa”

Roma, 16 feb. (askanews) – La recente ondata di maltempo che ha colpito duramente la Calabria, con piogge torrenziali, esondazioni di fiumi, frane, allagamenti, mareggiate sulle coste tirreniche e interventi straordinari dei Vigili del fuoco, ha lasciato tanta rabbia, sconforto e danni. A Cassano allo Ionio è esondato il fiume Crati: “L’acqua ci è entrata dentro, ci ha distrutto tutto, ci ha fatto saltare la corrente, abbiamo tutti i mobili bagnati, dobbiamo buttare tutto, la cucina, le stanze da letto, ci ha distrutto tutti gli elettrodomestici, abbiamo un inferno in casa”, racconta una residente di Cassano.

“Siamo stanchi e amareggiati, speriamo che qualcuno faccia qualcosa affinché non possa più accadere”, aggiunge.

In molte aree della regione sono state registrate criticità significative, con danni ad infrastrutture, minaccia alla ferrovia nel Cosentino e attività di difesa del patrimonio storico come il Parco archeologico di Sibari. Luigi Guaragna, presidente associazione Laghi di Sibari:

“Da venerdì notte (13 febbraio, ndr) siamo alle prese con questo disastro. La foce del fiume Crati ci ha segnato per sempre. La furia dell’acqua ha inondato le abitazioni e ha messo a dura prova soprattutto le persone, che sono dovute scappare di notte, abbiamo messo in salvo tutti. Ora resta la conta dei danni. Chiediamo un aiuto alle istituzioni perché questa perla possa risorgere nel più breve tempo possibile”.

Maltempo Calabria, sindaco Cassano: molta rabbia, non lasciateci soli

Roma, 16 feb. (askanews) – “In questo momento stiamo lavorando per fronteggiare l’emergenza, per assicurare a tutti un pasto caldo, per assicurare a chi non lo avesse un tetto. C’è molta rabbia, non lo nego, ma questa rabbia è anche voglia di ripartire e una richiesta accorata alle istituzioni a non essere lasciati soli”: così il sindaco di Cassano allo Ionio (provincia di Cosenza), in Calabria, dopo la recente esondazione del fiume Crati.

“C’è gente che ha perso davvero tutto, ha perso i risparmi e i sacrifici di una vita, c’è gente che oggi non ha nemmeno un fornello per preparare un pasto”, ha sottolineato.

“Nel nostro comune ad essere interessate sono Contrada Lattughella, qui a Sibari, e sempre a Sibari la zona dei Laghi, accomunate dalla vicinanza del fiume Crati, che ha rotto gli argini in più parti e sostanzialmente trasformato i laghi di Sibari in una parte della propria foce”, ha spiegato il primo cittadino.

“Siamo a un punto ancora di precarietà, perché le rotture multiple lungo gli argini hanno richiesto un intervento davvero massiccio in termini di lavoro. L’approssimarsi di una nuova perturbazione non ci tranquillizza. Confidiamo che quanto finora fatto possa rivelarsi utile a frenare un’eventuale avanzata del Crati”, ha concluso.

Milano-Cortina, Buonfiglio: "Noi esempio per il mondo"

Roma, 16 feb. (askanews) – Le Olimpiadi diffuse come modello per il futuro. È questo il messaggio più forte lanciato dal presidente federale Luciano Buonfiglio, intervenuto a Cinque Minuti su Rai 1, ospite di Bruno Vespa*.

Al centro del suo intervento non solo l’orgoglio per i risultati ottenuti dagli azzurri, ma soprattutto l’idea organizzativa di un’Olimpiade distribuita su più sedi, capace – secondo lui – di diventare un punto di riferimento internazionale.

“È un lavoro che parte da lontano, un grande lavoro di squadra”, ha spiegato Buonfiglio. “Al centro dell’attenzione ci sono state le atlete e gli atleti, che non hanno mancato l’obiettivo pur gareggiando in casa, con pressioni che non potete immaginare. Hanno dato tutto quello che avevano ed era questo il nostro obiettivo: esprimere fino in fondo il loro valore”.

Poi la sottolineatura più significativa: “Le nostre Olimpiadi diffuse saranno un esempio per tutti. È vero, le altre nazioni non hanno località organizzate come le nostre, non si mangia come in Italia e non hanno l’accoglienza e l’affetto che sappiamo offrire noi italiani. Ma serve una linea chiara, perché ospitare tutti in sei sedi non è semplice”.

Buonfiglio ha rivendicato anche la centralità degli atleti nel modello italiano: “Essere stati atleti non è tutto, ma aiuta a capire le esigenze di chi gareggia. Perché sono sempre loro al centro di tutto”.

Guardando alle prossime gare, il presidente ha mantenuto un cauto ottimismo: “Non siamo le favorite, ma abbiamo dimostrato di poter fare grandi cose e quindi ci crediamo. Noi dobbiamo fare quello che sappiamo fare. Quando le nostre atlete e i nostri atleti riescono a esprimersi al meglio, anche un quarto o quinto posto va riconosciuto. Stanno disputando un’Olimpiade strepitosa. Il nostro sistema funziona”.

Dopo Buonfiglio è intervenuta anche Lisa Vittozzi, che ha raccontato il suo percorso personale e le emozioni vissute in questi Giochi.

“Ho attraversato un periodo molto difficile. Sì, ho anche pensato al ritiro. Ma se oggi sono qui è grazie alla mia tenacia: non ho mai smesso di credere in me stessa e sono riuscita a coronare il mio sogno”.

Poi la gioia per l’oro conquistato davanti al pubblico di casa: “Gareggiare in casa non capita tutti i giorni. Sono felicissima di aver portato quest’oro all’Italia e voglio ringraziare tutto lo staff che mi ha permesso di disputare una gara perfetta”.

Infine il momento più toccante, con la dedica ai nonni: “Ho dedicato la vittoria ai miei nonni. Sono sicura che mi stessero guardando e che mi accompagneranno anche nelle prossime prove”.

Treni, vertice al Viminale: più controlli sull’intera rete

Roma, 16 feb. (askanews) – Droni per presidiare le aree sensibili, rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza anche con l’impiego dell’intelligenza artificiale, pattuglie congiunte FS Security-Forze dell’ordine ed estensione delle recinzioni lungo le infrastrutture più rilevanti e la rete dell’Alta Velocità. Sono alcune delle misure analizzate, dopo i recenti episodi di danneggiamento, dal Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Lo rendono noto fonti del Ministero dell’Interno.

Alla riunione, presieduta al Viminale dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, hanno partecipato i vertici delle Forze di polizia, dei servizi di intelligence e di Ferrovie dello Stato Italiane. Il Comitato ha inoltre deciso maggiori controlli sui treni e sull’intera rete, insieme al potenziamento del programma “Stazioni Sicure” nei grandi scali ferroviari e nelle aree più frequentate.

Milano-Cortina, gli azzurri in gara domani

Roma, 16 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara domani alle Olimpiadi invernali di MIlano-Cortina:

10:00 – 10:45 – Predazzo Ski Jumping Stadium Combinata nordica – Gundersen LH Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin

12:10 – 14:40 – Milano Ice Park Hockey su ghiaccio – Playoff U: Italia-Svizzera Matthew James Bradley, Damian Clara, Tommaso De Luca, Dylan Damian Di Perna, Gregory Di Tomaso, Cristiano Digiacinto, Davide Fadani, Luca Frigo, Mats Mikael Frycklund, Dustin James Gazley, Daniel Glira, Diego Kostner, Thomas William Larkin, Daniel Thomas Mantenuto, Giovanni Morini, Alexander Franc Petan, Phil Pietroniro, Tommy Purdeller, Nicholas Samuel Saracino, Jason Thomas Alexander Seed, Alessandro Segafredo, Alex Trivellato, Gianluca Vallini, Luca Elia Zanatta, Marco Zanetti

13:45 – 14:25 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Combinata nordica – Fondo 10 km Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin

14:05 – 17:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling – Fase a gironi D: Italia-Giappone Stefania Constantini, Marta Lo Deserto, Rebecca Mariani, Elena Antonia Mathis, Giulia Zardini Lacedelli

14:30 – 14:45 – Milano Ice Park Pattinaggio di velocità – Team Pursuit U – Semifinali Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti

14:30 – 16:05 – Anterselva Biathlon Arena Biathlon – Staffetta U Patrick Braunhofer, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Nicola Romanin

16:22 – 16:26 – Milano Ice Park Pattinaggio di velocità – Team Pursuit U – Finale 3°/4° posto

16:28 – 16:32 – Milano Ice Park Pattinaggio di velocità – Team Pursuit U – Finale 1°/2° posto

18:45 – 23:00 – Milano Ice Skating Arena Pattinaggio di figura – Corto Singolo D Lara Naki Gutmann

19:00 – 20:00 – Cortina Sliding Centre Bob – Bob a 2 U – Heat 3 Patrick Baumgartner, Robert Gino Mircea

19:05 – 22:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling – Fase a gironi U: Italia-Stati Uniti Sebastiano Arman, Mattia Giovanella, Amos Mosaner, Alberto Pimpini, Joel Thierry Retornaz

21:05 – 22:10 – Cortina Sliding Centre Bob – Bob a 2 U – Heat 4 Patrick Baumgartner, Robert Gino Mircea

Monaldi, mamma del bimbo con cuore bruciato: “Non perdo la speranza”

Roma, 16 feb. (askanews) – Sono ore di attesa strazianti fuori dall’Ospedale Monaldi di Napoli, dove si trova il bimbo di due anni e mezzo a cui è stato impiantato un cuore danneggiato. Il piccolo si trova in terapia intensiva dal 23 dicembre 2025 e dal 22 gennaio di nuovo in lista d’attesa per un trapianto. Mamma Patrizia non perde la speranza, nonostante gli specialisti del Bambin Gesù di Roma abbiano escluso un nuovo intervento. Lei attende un nuovo cuoricino per il figlio, mentre sarebbero stati contattati anche centri pediatrici internazionali. Prima di conoscere l’esito del bollettino quotidiano dei medici napoletani ha affermato:

“Spero che sia ancora trapiantabile. La speranza non la perdo”, ha detto Patrizia Mercolino ai giornalisti fuori dall’ospedale di Napoli.

“Il 23 dicembre cosa mi hanno detto i medici? Che era stato trapiantato e c’era un problema con il cuoricino che non ripartiva”, ha dichiarato ai giornalisti. “Non era mai stata informata della verità?”, le chiede una giornalista. “No”, risponde la madre devastata dal dolore.

L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, dopo il bollettino medico: “Sì, domani ci sarà un nuovo consulto per oggi è trapiantabile e speriamo in un miracolo, speriamo che arrivi il cuore, nel mentre abbiamo richiesto tutta la documentazione medica al Monaldi, avendo appreso dalla procura che non è sotto sequestro. Lo abbiamo appreso quando il Pm mi ha detto che avrebbe rigettato la richiesta di incidente probatorio”, ha spiegato.

E’ morto Robert Duvall, leggenda del cinema americano, indimenticabile ne Il Padrino e Apocalypse now

Roma, 16 feb. (askanews) – È morto a 95 anni Robert Duvall, premio Oscar e interprete tra i più autorevoli del cinema americano. Si è spento serenamente nella sua casa in Virginia, come ha annunciato la moglie Luciana. Nessuna cerimonia ufficiale: la famiglia ha chiesto di ricordarlo guardando un suo film, raccontando una storia, guidando in campagna. Un congedo coerente con un attore che ha fatto della misura e del silenzio la propria cifra espressiva.

Duvall è stato il custode dell’anima americana sul grande schermo. Non apparteneva alla categoria delle star rumorose, ma a quella più rara degli interpreti capaci di entrare nella vita dello spettatore. In oltre sessant’anni di carriera ha raccontato uomini fragili, duri, spesso contraddittori, sempre profondamente umani.

Il grande pubblico lo consacra con il ruolo di Tom Hagen ne Il Padrino di Francis Ford Coppola. Consigliere della famiglia Corleone, è la coscienza silenziosa del potere: comprende tutto, parla poco, osserva molto. Aveva studiato teatro a New York insieme a Dustin Hoffman e Gene Hackman, condividendo gli anni duri della formazione e maturando uno stile fondato sull’ascolto e sull’essenzialità.

Indimenticabile il colonnello Kilgore in Apocalypse Now: mentre gli elicotteri sorvolano il Vietnam al suono di Wagner, il suo ufficiale non è un folle sopra le righe, ma un uomo che ha normalizzato l’orrore. Duvall racconta l’abitudine alla guerra più che la guerra stessa, trasformando una scena in una riflessione sull’America.

Nel 1984 arriva l’Oscar come miglior attore protagonista per Tender Mercies, dove interpreta un cantante country alcolizzato in cerca di redenzione. In un’epoca di interpretazioni vistose, Duvall conquista l’Academy con la discrezione.

La sua carriera, iniziata al cinema con Il buio oltre la siepe, attraversa sei decenni e generi diversi. Lavora con registi come Robert Altman, Sidney Lumet e Kevin Costner, ottenendo sette nomination agli Oscar e numerosi Golden Globe ed Emmy. Dirige anche The Apostle, intenso ritratto di un predicatore carismatico e tormentato, confermando la sua attenzione per personaggi sospesi tra colpa e fede.

Con la sua scomparsa il cinema perde un interprete che ha fatto della verità credibile la propria missione. Non cercava ruoli iconici: li rendeva tali attraverso la misura. La sua eredità non è solo nei personaggi, ma in un metodo invisibile: la recitazione come ascolto, come presenza, come rispetto dell’uomo prima ancora della storia.

Atp Doha, Sinner batte facile Machac e va agli ottavi

Roma, 16 feb. (askanews) – Finisce qui: Jannik Sinner è agli ottavi di finale dell’Atp 500 di Doha. Il numero 2 al mondo ha battuto con il punteggio di 6-1, 6-4 il ceco Tomas Machac (numero 31 del ranking Atp). Una partita ben gestita da parte di Jannik, molto solido al servizio e con nessuna palla break concessa al suo avversario. Nel primo set Sinner ha strappato due volte la battuta a Machac (la prima volta nel secondo game, l’altra nel sesto gioco) e ha chiuso con un netto 6-1 in 26 minuti. Nel secondo parziale, invece, Machac ha provato a reagire ma a comandare è sempre stato Jannik. Decisivo il break conquistato da Sinner nel quinto gioco. Al prossimo turno, Sinner affronterà per la terza volta in carriera l’australiano Alexei Popyrin.

Olimpiadi, Sala: effetto Giochi su Milano sarà a lungo termine

Milano, 16 feb. (askanews) – Quelle sul beneficio economico dei Giochi olimpici di Milano Cortina sulla città “sono valutazioni che non è che lasciano il tempo che trovano, ma che poi andranno verificate nel tempo. Certamente è un evento diverso rispetto a Expo 2015, molto più mediatico, perché a febbraio non è che la gente viaggia molto e noi siamo contenti dei tanti turisti stranieri arrivati, ma è soprattutto l’Olimpiade più vista nella storia delle invernali e avrà un effetto a lungo termine”. Così il sindaco di Milano, Beppe Sala. “Ieri ero a Cortina e anche lì penso che dopo delle Olimpiadi anche complesse da gestire per un Comune non molto grande l’effetto sarà duraturo e porterà un grande beneficio” ha aggiunto a margine di una visita a Casa Italia.

A Milano “stiamo riuscendo bene sul turismo e sugli studenti stranieri – ha aggiunto Sala – Dal punto di vista degli investimenti stranieri c’è un po’ di rallentamento, non drammatico, è chiaro che c’è il timore in tanti investitori stranieri della complessità del nostro Paese”.

La morte di un’attivista di estrema destra aggredito a Lione agitano la Francia

Roma, 16 feb. (askanews) – In Francia la morte di Quentin Deranque, un giovane attivista di estrema destra picchiato a margine di una conferenza alla sede lionese dell’università Science Po giovedì scorso, domina il dibattito pubblico. Questa mattina, la presidente dell’Assemblea Nazionale, Yael Braun-Pivet, ha annunciato la sospensione “a titolo precauzionale” dai “diritti di accesso” all’Assemblea Nazionale di Jacques-Élie Favrot, assistente parlamentare del deputato di estrema sinistra La France Insoumise (LFI) Raphael Arnault, sospettato di aver partecipato all’aggressione.

In un comunicato stampa diffuso in mattinata, Braun-Pivet ha precisato che “la sua presenza nei locali” dell’istituzione “potrebbe causare turbative all’ordine pubblico”. “Gli eventi accaduti giovedì a Lione sono estremamente gravi”, ha affermato la presidente, aggiungendo che “spetta a noi fare piena luce su questo crimine e consegnare i responsabili alla giustizia”.

Il procuratore generale di Lione, Thierry Dran, ha illustrato oggi in una conferenza stampa presso in tribunale le circostanze che hanno portato alla morte del ventitreenne attivista di estrema destra. “L’autopsia eseguita (lunedì,ndr) mattina ha rivelato principalmente lesioni craniche, tra cui un grave trauma cranico e una frattura temporale destra”, ha spiegato il procuratore, precisando che queste lesioni “erano al di là di ogni intervento terapeutico e sarebbero state fatali a breve termine”. La polizia ha già ascoltato “più di quindici testimoni” e sta analizzando i video dell’attacco e “mentre vi parlo, non ci sono stati arresti”, ha sottolineato il procuratore di Lione.

Il quotidiano francese Le Monde riporta che, Quentin Deranque faceva parte del servizio d’ordine di un gruppo che manifestava contro una conferenza dell’eurodeputata di France Insoumise Rima Hassan alla facoltà di Sciences Po di Lione. Secondo il collettivo di estrema destra Nemesis, sarebbe stato in quel contesto aggredito presso la sede lionese dell’Istituto di studi politici di Parigi.

Sabato sera, il deputato Raphael Arnault ha espresso “orrore e disgusto” in seguito all’annuncio della morte dello studente e ha dichiarato sui social media di sperare che “tutta la verità venga a galla”. Il suo assistente parlamentare, indicato come uno dei responsabili dell’agguato dal gruppo di estrema destra Nemesis, ha negato formalmente di essere responsabile di questa tragedia e si è dimesso dalle sue funzioni di assistente “in attesa dell’indagine”. Mentre la destra e l’estrema destra accusano la sinistra di essere responsabile della morte di Quentin Deranque, il leader del LFI Jean-Luc Melenchon ha dichiarato che “tutte le storie raccontate nelle ore successive non hanno alcun rapporto con la realtà”.

Nel frattempo, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha invitato tutti alla calma e alla prudenza, ribadendo che “l’odio che uccide non ha posto” in Francia.

Cnpr forum: Equità e sviluppo, ruolo politica nella crescita

Roma, 16 feb. (askanews) – “Quando parliamo di equità non possiamo solo limitarla a una questione etica ma dobbiamo vederla come un motore strategico sia di crescita che di stabilità di una Nazione. Equità sociale: qualità della vita e accesso ai servizi essenziali come sanità, istruzione, casa, ma anche sport e cultura. Equità economica: opportunità economiche e di lavoro, garantendo parità salariale e partecipazione trasversale al mercato con riferimento anche a donne e giovani, e per questi ultimi dobbiamo parlare di equità intergenerazionale. Come presidente della commissione Femminicidio fondamentale è l’indipendenza economica delle donne: non è solo atto di giustizia sociale, ma strumento indispensabile per la libertà, la sicurezza e la crescita economica del nostro Paese. Non trascuriamo anche l’equità ambientale, una sfida fondamentale per superare i divari territoriali soprattutto nelle politiche di prevenzione. Strategica, infine, l’equità nei precessi ovvero la partecipazione attiva dei cittadini. No, quindi, a politiche meramente assistenziali ma a strategie strutturali basate su meritocrazia, capacità di fare e spirito di iniziativa. In un Paese virtuoso l’equità non è distribuzione del reddito ma coesione sociale e sostenibilità di lungo periodo”.

Lo ha dichiarato Martina Semenzato (NM) presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta su femminicidi e violenza di genere, nel corso del Cnpr forum “Equità e sviluppo, il ruolo delle politiche pubbliche nella crescita”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili presieduta da Luigi Pagliuca.

Punta il dito sulla precarietà di giovani e donne Tatjana Rojc (PD) segretario della commissione Politiche dell’UE al Senato: “In Italia non c’è parità tra Nord e Sud sia sul piano sanitario, sia sul piano dei servizi per le famiglie. Ci preoccupiamo delle culle vuote ma non facciamo nulla di decisivo perché i giovani abbiano stipendi che permettano di progettare un futuro. Non c’è infatti nessuna attenzione per un salario dignitoso e non si vuole quello minimo. Pensiamo ai lavoratori autonomi e agli stagisti, per fare solo degli esempi, che guadagnano davvero poco nonostante il loro alto grado di formazione e professionalità. C’è inoltre il problema casa e la precarietà lavorativa che impedisce l’accesso ai mutui; i contratti nazionali non adeguati con il potere di acquisto sempre più debole e i carrelli della spesa sempre più vuoti. Il gender pay gap resta una ferita anche nel Nordest, dove ci sono donne che lavorano con contratti a tempo indeterminato ma vengono pagate pochi euro. Tutti questi elementi incidono sulla qualità della vita e sull’equità tra le persone, e costituiscono un problema epocale su cui bisogna impegnarsi sul serio, perché non ci sono altre vie”.

Secondo Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia nella Commissione Parlamentare per le Questioni Regionali: “L’equità è un principio cardine per chi fa politica. Tutti i cittadini devono avere stessi diritti e stesse opportunità. La persona di talento, al di là dello stato sociale da cui proviene, deve avere accesso alla migliore istruzione e formazione possibile. Altri la interpretano in una accezione solidaristica che va bene fino a quando non diventa assistenzialismo. Ricordo il ‘reddito di cittadinanza’ che ha ottenuto solo il risultato di cronicizzare i bisogni. In Italia l’equità funziona poco. L’ascensore sociale si è fermato e la speranza dei genitori di vedere i figli fare un passo in avanti ulteriore rispetto a loro è sempre più vana. Dobbiamo investire di più per trattenere i giovani talenti da noi per non perdere il nostro futuro. Sul gender gap ci sono ancora troppe distanze in termini di reddito e retribuzioni, insieme alle disuguaglianze nord-sud. Un’altra diseguaglianza è quella tra aree metropolitane e aree interne o di provincia. I numeri dicono che stiamo accorciando queste distanze ma c’è ancora tanto da fare”. Critica Anna Bilotti, senatrice del M5s in Commissione Giustizia a Palazzo Madama: “L’equità deve guidare le politiche pubbliche. Da componente della Commissione parlamentare sul femminicidio penso subito all’equità di genere, quindi all’importanza dell’indipendenza economica per le donne. Poi, ci sono l’equità sociale per non lasciare che la condizione di nascita determini il futuro e l’equità territoriale perché il Sud non sia una periferia da colmare, ma una risorsa strategica da valorizzare. Servono leve strutturali: più investimenti in asili nido, tempo pieno e assistenza agli anziani perché il lavoro di cura non gravi solo sulle donne. Ancora, lotta al precariato, lavoro stabile per i giovani, salari minimi dignitosi e riduzione dell’orario a parità di salario. Fondamentali anche competenze digitali e green. Le materie Stem, soprattutto per le donne, sono decisive. Va superato lo stereotipo che le vuole “da maschi” e vanno promossi modelli femminili di riferimento. L’equità deve guidare ogni legge: chi ne beneficia e chi rischia di restare escluso? Serve valutare i risultati, usando dati e strumenti di analisi per correggere le misure e garantire trasparenza”.

Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, la consigliera d’amministrazione della Cnpr Michela Benna ha illustrato il ‘Bilancio di Genere’ approvato per la prima volta: “Sono particolarmente orgogliosa di questo traguardo. Si tratta di un documento articolato, elaborato con il supporto delle linee guida del CPO nazionale, che desidero ringraziare. Rappresenta uno strumento innovativo e indipendente, capace di restituire una fotografia puntuale della Cassa. Pur collocandosi oltre il perimetro strettamente contabile, il ‘bilancio’ raccoglie e analizza dati reddituali, volumi d’affari e prestazioni erogate, letti in chiave di genere, generazionale e territoriale. L’obiettivo è avviare un percorso permanente, integrando la prospettiva di genere nei processi di governance, nella programmazione delle prestazioni, nella comunicazione e nella formazione, rafforzando al contempo gli strumenti di conciliazione tra vita professionale e personale. L’auspicio è che questo appuntamento possa orientare le scelte dell’Ente e consolidare la fiducia di chi esercita l’attività professionale, coniugando la sostenibilità dell’istituto con quella di ogni singola persona iscritta”. Eleonora Linda Lecchi, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Bergamo, ha sottolineato: “Equità significa garantire pari opportunità a tutti sia per quanto riguarda la fruizione di servizi essenziali e il godimento dei diritti civici che per quanto riguarda la possibilità di costruire il proprio futuro professionale o lavorativo. E’ un principio al quale ispirarsi sia nella propria attività lavorativa che nella vita sociale “.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili: “Il principio fondamentale di equità è di garantire a tutti i cittadini opportunità uguali basate sui bisogni di ciascuno, quindi abbattere le disuguaglianze con i servizi, la pubblica amministrazione ma anche promuovere un accesso uguale per tutti alle tecnologie e alla sanità. Anche la parità di genere va ricollocata nel suo ambito giusto e corretto”.

Ue, Conte: Europa si riprenda sovranità su circuiti di pagamento

Roma, 16 feb. (askanews) – “Riprendiamoci spazi di sovranità”: è questo l’appello che Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle, ha lanciato nel suo ultimo post social. “Sembra assurdo ma è così: in Europa – ha spiegato – non siamo padroni dei circuiti su cui viaggiano i pagamenti delle nostre carte. Così può capitare che dagli Stati Uniti decidano di bloccare i conto correnti e i pagamenti con carta. È successo ai giudici della Corte Penale internazionale che avevano emesso un mandato di arresto contro Netanyahu. È successo alla relatrice speciale Onu Francesca Albanese”.

“Il problema – ha sottolineato l’ex premier – lo racconta bene Milena Gabanelli sul DataRoom del Corriere. I circuiti dei pagamenti europei sono in mano ai grandi player americani come Visa, Mastercard e altri che dominano questo mercato. L’Europa non ha sovranità su questo campo, e in situazioni di tensioni geopolitiche può diventare un fattore di rischio. L’Unione europea deve riappropriarsi della propria sovranità monetaria, introducendo una infrastruttura di pagamento indipendente, pubblica e realmente europea: l’euro digitale, un circuito europeo messo in campo dalla Banca centrale europea per eliminare la dipendenza dai colossi americani e per ridurre i costi per i cittadini e i commercianti”.

“Il provvedimento è all’esame del Parlamento europeo, e dopo un periodo di incomprensibili indecisioni ha registrato una forte accelerazione politica la scorsa settimana a Strasburgo grazie all’ok a due emendamenti a firma M5S, con il nostro Pasquale Tridico, approvati a larghissima maggioranza. È un passaggio politico molto importante e ora non ci sono più scuse: l’euro digitale è necessario e l’Europa – ha concluso Conte – deve riprendersi i suoi spazi di sovranità”.

Poste, servizio passaporti in oltre 5.100 uffici postali

Roma, 16 feb. (askanews) – Dal nord al sud, continua a espandersi il servizio di rilascio e rinnovo dei passaporti firmato Poste Italiane. Nei piccoli comuni grazie al Progetto Polis, ma anche nelle grandi città, il Gruppo ha erogato ben 15.600 passaporti nel solo mese di gennaio, superando il precedente picco di 13.600 del marzo 2025. In totale, sono circa 159 mila le richieste, 117 mila delle quali negli uffici Polis, nei quali i cittadini hanno scelto, nel 79% dei casi, il servizio di consegna a domicilio di Poste Italiane. Il servizio del TG Poste.

Milano – Cortina, il medagliere dei Giochi olimpici invernali

Roma, 16 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

1 Norvegia oro 12 argento 7 bronzo 8 totale 27 2 Italia oro 8 argento 4 bronzo 10 totale 22 3 Paesi Bassi oro 6 argento 5 bronzo 1 totale 12 4 Stati Uniti oro 5 argento 8 bronzo 4 totale 17 5 Svezia oro 5 argento 5 bronzo 1 totale 11 6 Svizzera oro 5 argento 2 bronzo 3 totale 10 7 Francia oro 4 argento 7 bronzo 4 totale 15 8 Austria oro 4 argento 7 bronzo 3 totale 14 9 Germania oro 4 argento 6 bronzo 5 totale 15 10 Giappone oro 3 argento 5 bronzo 9 totale 17

Italia-Azerbaigian, sale l’interscambio, più opportunità per le imprese

Roma, 16 feb. (askanews) – Le opportunità che si aprono per le aziende di Italia e Azerbaigian su investimenti, cooperazione industriale, infrastrutture, sicurezza energetica e supporto all’internazionalizzazione, con Baku che valorizza il suo ruolo quale hub euroasiatico e Roma quello di porta di accesso al Mediterraneo e all’Europa. Sono stati alcuni dei temi toccati durante la conferenza inaugurale della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana, oggi a Roma con un incontro per fare il punto sui crescenti rapporti tra i due Paesi.

L’interscambio tra i due Paesi ha subito una impennata dal 2022, a seguito del forte aumento di importazioni italiane di energia. Secondo le stime di Unioncamere, basate sulle ultime informazioni congiunturali e le previsioni del Fondo monetario internazionale, l’interscambio Italia-Azerbaigian, dai 12,5 miliardi di dollari cui si era stabilizzato nel 2025, dovrebbe salire quest’anno a circa 13 miliardi e poi a 13,2 miliardi nel 2027 e nel 2028 e a 13,3 miliardi nel 2029.

Nel 2022 le importazioni dell’Italia dall’Azerbaigian avevano raggiunto 18,7 miliardi, per poi smorzarsi a 15,2 miliardi nel 2023, a 11,9 miliardi nel 2024 e stabilizzarsi a questo livello anche lo scorso anno. Sul 2026 Unioncamere stima un aumento delle importazioni italiane dall’Azerbaigian a 12,5 miliardi. L’export italiano nel Paese, da 524 milioni del 2024 è salito a 550 milioni nel 2025 (sempre in dollari) ed è previsto raggiungere 558 milioni nel 2026. Per l’Italia è previsto un deficit commerciale da circa 12 miliardi negli anni a venire con l’Azerbaigian.

“L’Italia è il nostro primo partner commerciale: il 65% del nostro commercio e il 45% della nostra energia vanno in l’Italia. Siamo il primo fornitore di petrolio e il secondo maggior fornitore di gas naturale all’Italia, dopo l’Algeria. E l’Italia ci fa anche da paese di transito per l’export di gas verso Germania e Austria”, ha rilevato l’ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia, Rashad Aslanov. “Per noi l’Italia è anche una destinazione di investimento. E ci sono tante imprese italiane che lavorano in Azerbaigian”.

Il tema delle imprese italiane attive nel Paese e delle opportunità per queste ultime è stato quello su cui si è maggiormente soffermato il senatore Marco Scurria, presidente del gruppo di amicizia Unione Parlamentare Italia-Azerbaigian. Le relazioni tra i due Paesi si sono intensificate negli ultimi anni anche grazie al sistema camerale, ma soprattutto “questo governo ha cambiato musica – ha detto -: da qualche anno a questa parte esiste sistema Paese per chi vuole andare all’estero e ottenere risultati”.

“Iniziative come quella di oggi sono fondamentali per spiegare come poter mettere a disposizione tutto questo sistema per le nostre imprese. Ci sta un sistema Italia che finalmente può accompagnare le aziende. Il Parlamento c’è. Il governo c’è stato e ci sarà” e con il supporto di Camere di Commercio, Sace e Simest “non sarà una avventura – ha aggiunto Scurria – ma una pratica che può determinare il successo delle nostre imprese in quelle zone del mondo”.

Secondo Pietro Infante, responsabile per l’internazionalizzazione di Unioncamere, i volumi di scambio con l’Azerbaigiang hanno registrato una crescita straordinaria in questi anni. “E’ un paese in forte crescita e con grandi opportunità di sviluppo anche per l’Italia. Anche l’export italiano sta continuando a crescere in Azerbaigian”.

“La relazione bilaterale tra i due paesi è maturata negli anni e ora siamo all’inzio di una nuova fase”, ha affermato Manuela Traldi, presidente della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana. “Sono in corso operazioni importanti sui investimenti e partnership, sono i primi segnali molto concreti di un cambio di marcia nelle relazioni”.

Museo del Genio, dalla rinascita con Vivian Maier a Robert Doisneau

Roma, 16 feb. (askanews) – Grande successo di pubblico e di critica per la mostra dedicata alla celebre fotografa americana “Vivian Maier. The Exhibition”, che si è appena conclusa al Museo del Genio di Roma e in questi mesi ha registrato oltre 40.000 visitatori. Il successo della mostra è andato di pari passo con il grande apprezzamento per la rinascita della sede stessa del Museo del Genio, tornata a essere un punto di riferimento nel panorama culturale romano.

“Siamo particolarmente felici di questo risultato – dichiara Iole Siena, Presidente di Arthemisia, azienda che gestisce il Museo del Genio – che non era affatto scontato. Il Museo del Genio, luogo straordinario, era di fatto sconosciuto, e portarvi tante persone è stata una sfida importante, fortunatamente riuscita. Sono grata all’Esercito Italiano e a Difesa Servizi per la bella opportunità che hanno dato a noi ma soprattutto alla Città di Roma”.

Sull’onda di questo entusiasmo, il Museo è pronto ad accogliere, dal 5 marzo, il prossimo grande appuntamento espositivo: una mostra dedicata a Robert Doisneau, maestro indiscusso della fotografia francese del Novecento, che ripercorre l’intera carriera dell’artista attraverso oltre 140 scatti molte delle quali entrate nell’immaginario collettivo e nella storia della fotografia.

La scelta di un nome come quello di Doisneau non è casuale: si inserisce, infatti, nel programma speciale con cui il Museo del Genio e Arthemisia vogliono celebrare, quest’anno, il 200esimo anniversario della nascita della fotografia.

Un omaggio a uno dei nomi più importanti e affascinanti della fotografia internazionale, l’artista che ha saputo trasformare la poesia della vita quotidiana in immagini senza tempo, rendendo Parigi un’icona universale attraverso l’obiettivo. L’esposizione su Doisneau assume un significato ancora più simbolico nell’anno in cui ricorre il 70esimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma: un dialogo ideale tra due capitali della cultura europea, raccontato attraverso l’obiettivo di uno dei fotografi che meglio ha saputo immortalare l’anima di Parigi.

Con il patrocinio della Regione Lazio, la mostra “Vivian Maier. The Exhibition”, da un’iniziativa del Ministero della Difesa, Esercito Italiano e Difesa Servizi, è stata prodotta e organizzata da Arthemisia da un progetto di Vertigo Syndrome in collaborazione con diChroma photography.

La mostra è stata organizzata in partnership con la Fondazione Terzo Pilastro Internazionale e Poema e ha visto come sponsor Generali Italia con il programma Generali Valore Cultura, come mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale e come media partner la Repubblica.

Eurodeputata Gualmini lascia Pd per Azione: “No ambiguità su Ucraina”

Roma, 16 feb. (askanews) – L’europarlamentare Elisabetta Gualmini esce dal Pd ed entra in Azione. Lo ha annunciato la stessa Gualmini in conferenza stampa al Senato, assieme al segretario Carlo Calenda e al senatore Marco Lombardo.

“Sono molto contenta di aderire ad Azione e poi al gruppo centrista di Renew Europe per portare avanti battaglie che con coerenza hanno contrassegnato tutto il mio impegno in politica, da persona moderata, persona liberale, persona fortemente europeista, lavorerò sulla difesa europea, argomento assolutamente urgente oggi. Sul sostegno alla democrazia liberale, in particolare all’Ucraina, temi su cui non ci possono essere ambiguità”, ha spiegato ai giornalisti.

“E ancora mi unisce ad Azione la grande inclinazione al pragmatismo, a stare sul merito, alla concretezza delle questioni, penso anche solo alla politica industriale, agli eccessi ideologici del Green Deal, alla questione del nucleare, sono davvero tanti i temi che ci uniscono e su cui spero di dare un contributo rilevante”, ha sottolineato.

“Ci auguriamo che Azione diventi sempre più un luogo dove i liberali, i popolari, gli europeisti soprattutto, gli europeisti riformisti arrivino per spezzare questo bipopulismo che ci sta trascinando in luoghi pericolosi”, ha commentato il leader di Azione, Carlo Calenda.

Ho.Re.Ca., oltre 100 miliardi di fatturato ma visite in calo

Rimini, 16 feb. (askanews) – Cento miliardi di fatturato, quasi quattrocentomila punti di consumo, un milione e mezzo di occupati. Il mercato Ho.Re.Ca. italiano è un colosso. Ma un colosso che rallenta: nel 2025, le visite nei locali sono calate dello 0,8 per cento. A sostenere il fatturato è solo la dinamica dei prezzi. Il bilancio è di Italgrob, la Federazione Italiana dei Distributori Ho.Re.Ca., che ha incontrato gli operatori del settore alla Fiera di Rimini, nel contesto dell’International Horeca Meeting.

“E’ stato un anno caratterizzato da una minore frequentazione dei locali, dei punti vendita, quindi abbiamo avuto uno -0,8 in termini di visite ed un aumento del fatturato – spiega Antonio Portaccio, Presidente di Italgrob -. Questo è dovuto essenzialmente ad un riposizionamento verso l’alto dei prezzi. Quindi è un mercato che non cresce, nonostante sia tipico, autentico per l’italianità il fatto di andare e avere voglia di uscire fuori”.

Un trend che non riguarda solo l’Italia. In tutta Europa la spesa nell’Ho.Re.Ca. sale a 309 miliardi, ma le visite crollano del dieci per cento rispetto al pre-pandemia. Il consumatore cerca il risparmio. Eppure non mancano segnali positivi: il delivery vola, il dining cresce e le catene intercettano la Generazione Z. “La cucina italiana, a differenza di qualunque altro processo produttivo di beni alimentari in tutte le parti del mondo – commenta Mirco Carloni, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera – non è solo un fatto di produzione, di somministrazione, di consumo, è un cerimoniale antico, è un fatto sociale, è un momento di esperienza che non può essere travolto da nuove modalità di vita”.

Sul fronte istituzionale, il governo assicura attenzione al comparto. Come conferma Giorgio Salvitti, delegato dal Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida: “Tutti quanti i numeri ci stanno dando ragione rispetto a quelle che sono le azioni che questo governo ha fatto. I numeri sono confortanti da questo punto di vista, soprattutto sul potere d’acquisto delle famiglie, che questo conseguentemente porta la possibilità di aumentare quella che è la vita outdoor e quindi quello che interessa maggiormente il settore Ho.Re.Ca.”.

Il settore chiede un passo in più: un albo dedicato ai distributori Ho.Re.Ca. e politiche che sostengano le piccole e medie imprese del fuoricasa. Perché dietro quei cento miliardi c’è un pezzo d’Italia che non vuole smettere di stare insieme.

Milano-Cortina, Lyndsey Vonn dimessa dall’ospedale ritorna negli Usa

Roma, 16 feb. (askanews) – Lyndsey Vonn è stata dimessa dall’Ospedale di Treviso e ha fatto ritorno in aereo negli Stati Uniti, dopo essere stata sottoposta a quattro interventi chirurgici alla gamba sinistra. La campionessa 41enne lo aveva preannunciato sui propri canali social dopo l’ultima operazione. Ieri mattina Vonn è uscita dall’ospedale Ca’ Foncello alle ore 9.30 ed è stata trasportata in ambulanza all’aeroporto Marco Polo di Venezia, da cui è partito l’aereo che l’ha riportata a casa. Ha lasciato in dono al reparto di Pediatria i peluches che le erano stati donati, e i fiori sono rimasti nella stanza che l’aveva ospitata.

Baggio, Cannavaro e Totti per la nuova campagna di Betsson Sport

Milano, 16 feb. (askanews ) – La nuova campagna 2026 di Betsson Sport, piattaforma digitale di infotainment che continua a investire per restituire la giusta importanza a ogni disciplina, con uno sguardo proteso al futuro, è orientata alla volontà di non fermarsi davanti a nessun traguardo. Al centro di questa visione c’è il Betsson Sport Club: un network inclusivo nato per sostenere e dare risalto mediatico a tutte le realtà sportive, anche lontane dai riflettori del grande pubblico.

“Noi – ha detto ad askanews Stefano Tino, Managing Director Southern Europe di Betsson Group – abbiamo cominciato questo progetto circa due anni fa. Abbiamo cominciato a supportare piccoli club in tutta Italia, di diversi sport. Abbiamo cominciato con cinque. Oggi siamo a quota 15 e stiamo crescendo ancora di più. Non è semplice gestire un progetto di queste dimensioni. Cerchiamo di spingere tutti quelli che sono i club minori e gli sport differenti dal calcio, che in Italia chiaramente è lo sport principale, per cercare di far conoscere un po’ a tutti delle realtà che oggi non hanno la possibilità anche economica di spingere il proprio brand”.

Su basi di impegno e responsabilità Betsson Sport ha scelto tre grandi testimonial: Francesco Totti, Roberto Baggio e Fabio Cannavaro, che si muoveranno come un unico gruppo coeso e senza gerarchie, anche in un nuovo spot televisivo che porta gli spettatori dentro un vero e proprio “Museo della Passione”.

“Io vivo di passione – ci ha detto Roberto Baggio -. È qualcosa che ha sempre mosso la mia vita e mi accompagna quotidianamente. È una forza interiore che smuove qualunque cosa. Credo che sia l’ingrediente migliore per vivere con gioia”.

“Betsson – ha aggiunto Cannavaro – è vicina agli sport, non è vicina solo al calcio. E comunque il fatto di avere le motivazioni giuste una volta che hai finito di fare la tua carriera è fondamentale. Lo dico anche sempre ai miei figli, che c’è qualcuno a cui piace più uno sport o che è un po’ più pigro, invece no: è avere la fortuna di muoversi, di fare attività con una grande passione e fondamentale”.

Il talento, da solo, non sempre basta e per questo anche Totti ha scelto di puntare soprattutto sullo spirito di squadra. “Abbiamo fatto un percorso per tantissimi anni – ha detto l’ex capitano della Roma – lo stesso sport, sempre il nostro obiettivo, la nostra passione. Adesso rimettersi in gioco con altri sport ci fa stare bene, ci divertiamo, ci rincontriamo, ci dà lo spirito giusto per andare avanti”.

L’obiettivo di Betsson Sport – ci assicurano dall’azienda – non è la ricerca di nuove sponsorship, ma il rafforzamento di una presenza già solida attraverso il Betsson Sport Club, un hub che offre supporto soprattutto alle società con minore visibilità, in tutto il territorio nazionale. “Abbiamo praticamente coperto geograficamente l’Italia – ha concluso Stefano Tino – cercando anche di dare quindi una rappresentanza geografica e speriamo che loro ci possano aiutare anche nello spingere e supportare diversi club su territorio italiano”.

Nel corso di tutto il 2026, il legame tra i tre talent e il brand si tradurrà in un palinsesto ricco di contenuti esclusivi, interviste inedite e challenge, confermando che, nello sport come nella vita, è sempre la passione a fare la differenza.

Olimpiadi, una tifosa Usa in coda per i souvenir: “Adoro Milano”

Milano, 16 feb. (askanews) – “La coda più corta che ho visto in 4 giorni”. A volte un negozio di souvenir olimpici si sceglie così a Milano. O almeno così lo ha scelto questa tifosa statunitense che ha deciso di venire in Italia per Milano Cortina 2026 per supportare gli atleti del team Usa e di raccontare ad askanews la sua esperienza.

“Mi piace il pattinaggio artistico, il pattinaggio di velocità e l’hockey. Penso che sia stato incredibile. È la mia prima volta, la prima per entrambi, e ci siamo divertiti un mondo”. Ed è anche la prima volta a Milano? “No, non è la prima volta a Milano. Adoro Milano. Bellissima città”.

Quindi, siete in coda e cosa comprerete? “È la coda più corta che ho visto in quattro giorni. Non lo so, sai? Probabilmente delle felpe, sicuramente uno dei poster. Non lo so, non si sa mai. Verrà fuori dalla carta di credito. Potrebbe essere una follia”. E per quanto tempo rimarrete a Milano? “Resteremo fino a giovedì”.

Referendum, Boccia (Pd): Meloni intervenga, Nordio non può restare ministro

Roma, 16 feb. (askanews) – “Chi guida il Ministero della Giustizia deve garantire equilibrio tra i poteri, rispetto del Parlamento e tutela dell’autonomia della magistratura. Se mente alle Camere, delegittima i magistrati e alimenta uno scontro istituzionale permanente, non è più in grado di rappresentare la giustizia italiana.La presidente del Consiglio non può continuare a tacere”. Lo dichiara il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia.

“Non siamo di fronte – denuncia Boccia- a uno scivolone, ma a una sequenza gravissima di comportamenti incompatibili con il ruolo di Ministro della Giustizia.Nordio ha mentito al Parlamento sul caso Al Masri, venendo meno al dovere di lealtà verso le Camere. Ha poi evocato logiche mafiose parlando dell’autogoverno della magistratura, delegittimando un organo costituzionale e colpendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Oggi, senza aver mai chiesto scusa, dagli uffici del Ministero parte la richiesta all’Anm dei nominativi dei finanziatori del Comitato per il No.A che titolo il governo pretende quei nomi? L’Anm è un’associazione privata e un comitato referendario risponde ai cittadini che lo sostengono, non all’esecutivo. Quando il ministro della Giustizia utilizza il peso del suo incarico per chiedere l’elenco di chi sostiene una posizione politica, siamo davanti a una pressione istituzionale che assume il carattere di una vera e propria intimidazione”.

Olimpiadi, Buonfiglio: importantissimo anche arrivare nei primi otto

Milano, 16 feb. (askanews) – “Per noi che siamo addetti ai lavori significa tantissimo perché comunque arrivare nelle prime 6, 7, 8 posizioni vuol dire anche importanza nel ranking mondiale. Per chi ci guarda, per il mondo di oggi che vede solamente chi arriva primo, già se arrivi secondo delle volte deludi, forse perde di attenzione e invece sono proprio quei quarti, quinti, settimi posti che fanno sì che il messaggio sportivo venga evidenziato perché l’importante è, come abbiamo continuato a dire sin dall’inizio, che ogni atleta riesca ad esprimersi al meglio delle sue capacità quindi io non posso che essere fiero e orgoglioso di tutti”. Lo ha detto ad askanews il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, poche ore dopo il quarto posto di Arianna Fontana nei 1000 metri di short track, ma ragionando più in generale sui piazzamenti alle spalle del podio.

“Ho visto per la prima volta una partita di hockey – ha aggiunto Buonfiglio dalla Triennale – ho visto Italia-Finlandia, al di là del risultato io visto ragazzi che si sono impegnati fino alla fine. Cosa vuol dire questo? Non arrendersi mai: questo è messaggio più bello che possiamo dare. Le avversità le subiamo tutti, tutti i giorni, ma non arrendiamoci perché poi i buoni vincono sempre”.

Referendum, il ministero della Giustiza: Anm renda noti fondi ricevuti da Comitato No. Il Pd: proscrizione

Roma, 16 feb. (askanews) – Alta tensione in vista del referendum sulla giustizia, dopo le parole del ministro delle giustizia Carlo Nordio che su un sistema para-mafioso da rompere (grazie proprio al sistema del sorteggio), un’altra vicenda alimenta la bufera. Il ministero della Giustizia ha infatti chiesto all’Associazione nazionale magistrati di rendere noti i fondi ricevuti a sostegno del Comitato del No al Referendum, e l’opposizione è insorta.

Al Ministero della Giustizia è pervenuto “un atto di sindacato ispettivo con il quale il parlamentare interrogante riferisce che il Segretario generale dell’Anm avrebbe dichiarato che il ‘Comitato Giusto dire NO’ promosso dall’ANM ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione volontaria”. Lo scrive la capo del Gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, in una lettera al presidente dell’Anm Cesare Parodi. “Da ciò l’interrogante assume un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’ANM e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell’ANM”, sottolinea l’alta funzionaria del ministero della Giustizia chiedendo a Parodi di valutare “l’opportunità di rendere noto alla collettività, nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato ‘Giusto dire NO’ da parte di privati cittadini”. “Le notizie riportate da alcuni media circa la richiesta della capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio all’Associazione Nazionale Magistrati di avere l’elenco di chi ha fatto donazioni al comitato per il No al referendum costituzionale è un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del Governo. Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione e di cui è difficile comprendere le ragioni. Si mette in discussione la libertà di partecipazione e si alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno NO. Il ministro chiarisca subito. Le istituzioni e il popolo sovrano si rispettano. Non si intimidiscono”. Così la deputata democratica, responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani, allegando ad una nota la missiva inviata da Giusi Bartolozzi al presidente dell’Anm.

Intanto il magistrato dell’antimafia Nino Di Matteo sconfessa il ministro della Giustizia. “A coloro i quali, in queste ore, cercano di strumentalizzare il mio pensiero, voglio precisare che, proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e cordate, oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa riforma costituzionale, invece di risolvere il problema, finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un, sempre più stringente, controllo politico sul CSM e sull’intera magistratura. Con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino”, afferma il magistrato Nino Di Matteo commentando le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio che ieri ha precisato di averlo citato parlando di sistema “para-mafioso” del Csm.

Olimpiadi, Manuela Di Centa: in Val di Fiemme le mie prime medaglie

Val di Fiemme (Tn), 16 feb. (askanews) – Manuela Di Centa è una delle più grandi leggende dello sport italiano, nota per la sua straordinaria carriera nello sci di fondo con ben 7 medaglie olimpiche e per il suo impegno come dirigente sportiva e in politica, dalla Val di Fiemme fa un primo bilancio di questi Giochi e guarda al futuro.

“La bellezza delle olimpiadi è tornata sui nostri territori, è un’Olimpiade che ha raccolto le eccellenze della nostra impiantistica sportiva in chiave invernale ed è un qualcosa di unico. Siamo stati gli apripista in questo senso per il CIO, per l’internazionale. Qui in Val di Fiemme con uno stadio e un’infrastruttura che dura nel tempo, grazie anche ai territori, ai comuni e alle organizzazioni sportive che ci hanno creduto.

“Già dagli anni ’90 abbiamo offerto campionati del mondo di altissimo livello e man mano si sono andati sviluppando infrastrutture importantissime come i trampolini di Predazzo, fino ad arrivare a questa olimpiade. Tutto questo corona anche il sogno di chi per tanti anni ha organizzato, ha creduto, ha investito sì in infrastrutture ma anche in cultura sportiva, in società sportive, in bambine e bambini che possono usufruire di infrastrutture molto belle molto soprattutto tecnologicamente preparate, moderne ed è questo un po’ l’eredità che si trasmette a quelli che vengono dopo.

“E poi per i Giochi olimpici giovanili invernali Dolomiti Valtellina 2028, vedremo ancora questa staffetta che per gli under 18 e continuerà in questo in questo bellissimo stadio dove io. Voglio concludere dicendo, perché lo devo dire, mie prime medaglie mondiali le ho conquistate qua, per cui per me è una memoria del cuore profondissima che voglio trasmettere per quello che sono poi alle generazioni future, grazie a questa presidenza per Dolomiti Valtellina Giochi Olimpici dei Giovani del 2028. Sarà un grande impegno, ma un impegno grande del cuore”.

Calcio, Marotta: "Bastoni ha sbagliato ma no alla gogna mediatica"

Roma, 16 feb. (askanews) – “La nostra posizione è semplicissima, abbiamo notato che c’è stata una presa di posizione mediatica smisurata rispetto a quanto accaduto. Lo stesso giocatore è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quanto successo”. Così il presidente dell’Inter, Beppe Marotta dopo le polemiche seguite a Inter-Juventus. “Parliamo di un giocatore di 26 anni, con più di 300 presenze in Serie A, mai protagonista di eventi clamorosi – continua – È un patrimonio della Nazionale e qualcuno mette in dubbio la sua convocazione, è un danno ingiusto. Ci troviamo di fronte a un errore di un giovane, ma chi non è ne ha mai fatti? Se parliamo di simulazioni, se ne parla da cinquant’anni: è un fatto ordinario, non straordinario, sicuramente deprecabile e legato a fattori concomitanti come il braccio di Kalulu e il fischio immediato. Ha sbagliato, lo riconosco, ma l’anno scorso abbiamo perso lo scudetto per un punto e c’è stato un errore riconosciuto in Inter-Roma, non abbiamo fatto polemica. Quest’anno l’Inter è intervenuta in una sola occasione, dopo Napoli-Inter, in cui fu assegnato un calcio di rigore poi dichiarato non giusto. Dobbiamo fare delle riflessioni, dagli arbitri alle società, ai giocatori, fino alla Federazione. Voi giornalisti traete le vostre conclusioni dagli atti che vedete e valutate, dalle dichiarazioni che i protagonisti fanno. Non dico cosa dovete fare, ma quello che avviene in Italia avviene anche all’estero, dobbiamo riflettere: magari inasprendo le pene, ma per tutti, nei confronti dei tesserati. E parlo di pene pecuniarie, smesso si va oltre le righe anche nel comportamento verbale. È il mio pensiero, e sono qui a dire che Bastoni ha fatto un gesto non consono ai principi di lealtà, ma va giustificato. La repressione non fa parte del mio bagaglio, si può prevenire. Ma è compito anche dell’associazione calciatori, spesso noto ignoranza del regolamento”. Sulle parole dello scrittore Roberto Saviano dice: “C’è dispiacere, umano. Non so neanche chi sia Saviano, né che ruolo abbia. Non voglio dargli importanza, ha fatto dichiarazioni che saranno all’attenzione dei nostri avvocati”. Sui saluti a Chiellini dice: “Beh, salutare è il minimo. È stato un mio giocatore, è un dirigente giovane e inesperto, non sta a me commentare quello che è successo nel post partita e fare un’analisi”. Infine l’attenzione sull’Inter: “Perché negli ultimi anni è la squadra più vincente. Se parliamo di simulazioni, voglio ricordare Juventus-Inter del 2021, un rigore a favore della Juventus su palese simulazione di Cuadrado, con arbitro Calvarese. Successivamente sia l’arbitro che gli organi tecnici acclararono che si trattò di palese simulazione e con quella vittoria la Juventus ottenne una qualificazione alla Champions League che vale 60-70 milioni”.

L’Egitto meta regina delle vacanze d’inverno: cresce a doppia cifra

Milano, 16 feb. (askanews) – Mentre l’Italia è avvolta da pioggia e neve, a poche ore di volo, in Egitto il sole splende e le temperature sfiorano i 28 gradi. Non è un caso se fra crociere sul Nilo e Mar Rosso, il Paese africano si conferma tra le mete preferite dai turisti italiani durante l’inverno.

Il 2025 si è chiuso con un incremento del +32,7% rispetto all’anno precedente e, anche nei primi mesi del 2026, le prenotazioni registrano segnali positivi, confermando la forza della destinazione.

In questo scenario Veratour, tour operator 100 per cento italiano, rafforza la propria presenza aprendo due nuovi resort a Marsa Alam – il Veraclub Vita Resort e l’Utopia Blu – confermando il ruolo chiave dell’Egitto nelle strategie del gruppo, come ha spiegato Stefano Pompili, co-ceo di Veratour dalla convention annuale al Vita Resort che sarà inaugurato il 28 marzo: “Inverno molto positivo, l’Egitto cresce a doppia cifra. Le motivazioni sono molto semplici e chiare: tre ore di volo, sole tutto l’anno e soprattutto un rapporto qualità prezzo eccellente, che va a intercettare una clientela variegata, in particolare di famiglie che d’inverno necessitano di una vacanza di sole”, ha spiegato Pompili.

Nei resort, gli ospiti possono godersi animazione, relax, cucina italiana e diverse strutture sportive. E basta un quarto d’ora di fuoristrada per esplorare il deserto alla scoperta della cultura beduina, con escursioni in quad e visite ai bazar ricchi di spezie e artigianato locali.

Per chi ama il mondo sottomarino, il Mar Rosso regala fondali spettacolari: barriere coralline popolate da pesci dai colori vivaci e specie uniche, perfette per snorkeling e immersioni.

Affacciato su uno dei punti mare più suggestivi di Marsa Alam, il Vita Resort sorge su una baia riparata dal vento da colline di roccia rossa, con spiaggia di sabbia corallina, acque cristalline e accesso diretto al reef tramite un pontile. Situato all’interno del Veraclub Utopia, l’Utopia Blu è un 5 stelle con camere di lusso, ciascuna con accesso diretto e privato a una piscina.

Con queste due nuove strutture Veratour consolida un’offerta che guarda già alla prossima estate. “Per la stagione estiva ci aspettiamo sempre un Mar Rosso forte, con Marsa Matrouh che aprirà a maggio nella parte egiziana del Mediterraneo. E poi Grecia, Italia e Spagna andranno forte. L’Italia la mettiamo al primo posto, attraverso i villaggi che abbiamo in Sardegna”, ha concluso il ceo di Veratour Spa

Roberto Baggio: Brignone un esempio che tanti dovrebbero seguire

Milano, 16 feb. (askanews) – “Personalmente provo una grande gioia per lei, perché se l’è meritato, sapendo che dieci mesi fa era in una condizione incredibile. La sua forza, la sua passione, il suo desiderio proprio di arrivare a questo obiettivo le a fatto fare qualcosa di straordinario, cui veramente complimenti. Un esempio che tanti dovrebbero seguire”. Lo ha detto Roberto Baggio a margine di un evento di Betsson.sport, commentando le vittorie olimpiche di Federica Brignone, che proprio all’esempio dell’ex Pallone d’oro aveva detto di essersi ispirata.

Cortinametraggio 2026, ecco i finalisti del festival del cinema breve

Roma, 16 feb. (askanews) – Sono stati svelati i finalisti della ventunesima edizione di Cortinametraggio, il celebre festival del cinema breve, fondato e presieduto da Maddalena Mayneri, che si terrà a Cortina d’Ampezzo dal 23 al 29 marzo 2026.

Le opere selezionate dai direttori artistici Niccolò Gentili ed il regista Aldo Iuliano, restituiscono ancora una volta un panorama ricco e variegato, capace di attraversare generi, linguaggi e sensibilità differenti. Il filo conduttore emerge in un cinema che osserva il presente, ne intercetta le fragilità e lo racconta attraverso storie intime, visioni distopiche, ironia, animazione e sperimentazione.

Nella rosa dei finalisti compaiono: La Casa di Papà di Maria Rosaria Russo che affronta con delicatezza il tema della genitorialità separata, seguendo un padre che cerca di trasformare un pomeriggio ordinario in un momento speciale con il figlio, prima del ritorno alla solitudine quotidiana; Saverio Cappiello, con Camsex, Chemsex e una serie di umiliazioni, porta sullo schermo una notte di Carnevale che diventa discesa nei confini ambigui del desiderio, della dipendenza emotiva e della perdita di identità; Il senso di colpa e la ricerca di redenzione attraversano Ten to Six di Alessio Rupalti, dove un uomo anziano si confronta con il passato e con un incontro apparentemente casuale che si rivela carico di significato; Con 32 Carati, Ryan William Harris racconta un legame padre-figlio sospeso tra fiaba e realtà, incrinato dall’irrompere di una verità scomoda; L’adolescenza e il confine sottile tra amore e desiderio sono al centro di Fick Mich! di Fabiana Russo, mentre Camillo Sancisi, in Everblind, costruisce una visione distopica sul sacrificio e sul significato stesso del “vedere”.

Si prosegue con Il mio amico Karl, in cui Nikola Brunelli affronta il risveglio della coscienza critica di un’adolescente, attraverso l’amico immaginario ispirato a Karl Marx; Le dinamiche degli incontri notturni e delle relazioni fugaci emergono invece in Niente di speciale di Giovanni Conte; Il dramma della precarietà e dello sradicamento è raccontato da Gregorio Mattiocco in Bratiska, storia di due fratelli ucraini alle prese con difficoltà economiche e paure infantili; Uno sguardo originale e spiazzante arriva con Goodbye Pig di Roberta Palmieri, dove un maialino ripercorre il proprio ultimo giorno di vita, trasformando la narrazione in una riflessione poetica sull’esistenza; Astronauta di Giorgio Giampà nasce da eventi biografici dei protagonisti per poi perdersi in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione, mentre Tamago di Orso, Peter e Benjamin Miyakawa esplora il territorio dell’amicizia e dei segreti, ambientando il racconto nella Tokyo contemporanea.

E ancora, la dimensione epica e simbolica caratterizza Arca di Lorenzo Quagliozzi, che unisce guerra fredda, memoria storica e fantascienza, mentre Il Gatto di Monica di Letizia Zatti osserva con ironia le dinamiche clandestine di una relazione extraconiugale; Il percorso verso una catarsi inattesa guida La notte della luna fertile di Agostino Gambino, ambientato in un contesto artistico disturbante.

Chiude la selezione Napoli 2500 di Alessandro Rak, un poema animato che attraversa mito, storia e identità, celebrando Napoli come organismo vivente, sospeso tra tragedia e rinascita.

Novità di questa edizione, la Sezione Rumena, con la direzione artistica affidata al direttore della fotografia Nicu Dragan, che porta a Cortinametraggio uno sguardo cinematografico intenso e riconoscibile.

In French Textbooks, Sebastian Voinea racconta il trauma silenzioso vissuto da un bambino all’interno di una famiglia disgregata; Milk and Cookies di Andrei Tache-Codreanu trasforma una vigilia di Natale in un momento di rivelazione, capace di incrinare equilibri familiari; con ALI?VERI?, Vasile Todinca affronta il tema della sopravvivenza e della dignità, seguendo una donna costretta a scelte estreme pur di andare avanti; Ironia e assurdo si mescolano in Auntie Lica The Hunchback di Paul-Razvan Macovei, dark comedy che riflette sul rapporto tra tradizione, morte e convenzioni sociali.

Tra le novità di quest’anno la collaborazione con OBE – Osservatorio Branded Entertainment, realtà di riferimento in Italia per la promozione e la valorizzazione del branded entertainment.

Quattro sono i corti selezionati: Thanks for your service di Jonathan Elia che racconta la tensione emotiva e psicologica di un’operazione di soccorso in alta quota con l’Aeronautica militare; Giovanni Stella, con La Storia di un’impresa Formidabile, celebra invece la nascita di un progetto artigianale e imprenditoriale, ossia l’Amaro Formidabile; Disruption di Henry Rose, presentato da Cris Contini Contemporary, esplora il concetto di creatività come atto di rottura e ridefinizione dell’identità, mentre Xavier Mairesse, in The Story of Henry Roberts, ricostruisce le origini storiche del brand Neutro Roberts attraverso un racconto cinematografico d’epoca.

Un anno di Bimby TM7: crescita a volume del 21% per Bimby Italia

Milano, 16 feb. (askanews) – Un anno di vita per Bimby TM7. Un prodotto di eccellenza, lanciato sul mercato il 14 febbraio 2025, che si è subito imposto come un punto di riferimento nell’innovazione applicata alla cucina. Anche grazie al nuovo modello, nel 2025 Bimby in Italia ha registrato una crescita a volume del 21% rispetto all’esercizio precedente, acuendo ulteriormente la leadership e la popolarità del brand, come spiegato da Enrica Vitale, direttrice marketing Bimby Italia.

“Il nostro obiettivo è far evolvere Bimby in Italia come una realtà culinaria di riferimento, riconoscibile per la qualità dell’esperienza che offre, per la relazione con le persone e per la capacità di accompagnarle nella quotidianità. Mettere le persone al centro significa valorizzare ancora di più la nostra forza vendita, che è il primo punto di contatto con i clienti e gli appassionati che muovono i primi passi con Bimby , ma anche ascoltare una community sempre più attiva e consapevole. È da questo dialogo continuo che nasce l’evoluzione del brand: un ecosistema che unisce prodotto, contenuti, servizio e relazione. La crescita che stiamo registrando è il risultato di questo approccio. Non è solo una crescita commerciale, ma una crescita di fiducia, di coinvolgimento e di partecipazione. È così che intendiamo elevare il posizionamento di Bimby in Italia: come un brand capace di unire innovazione, competenza culinaria e relazione umana”.

Per celebrare il primo anniversario di Bimby TM7, il 14 e 15 febbraio si terranno in tutta Italia eventi territoriali presso le sedi e i centri Vorwerk. Due giornate speciali pensate per coinvolgere attivamente, da nord a sud, la nostra community, la forza vendita e i clienti. L’obiettivo è creare momenti conviviali e di autentico scambio con chi utilizza Bimby ogni giorno, valorizzando la qualità e l’innovazione del modello TM7 attraverso un’esperienza culinaria di alto livello. Un’iniziativa che esalta il valore del territorio e rafforza il dialogo continuo con la community, mettendo al centro passione, condivisione e qualità. Oltre ad aver aggiornato il proprio design, con un nuovo schermo multitouch da 10 pollici e un aspetto curato in ogni dettaglio, Bimby TM7 ha rivoluzionato il modo di intendere il sistema, rinnovando sia il punto di vista digitale che hardware e fornendo agli utenti in cucina oltre 100.000 ricette ufficiali testate, di cui 10.000 italiane. Sono oltre 1 milione e 200 mila i dispositivi registrati a Cookidoo in Italia, come sottolineato da Enrica Vitale.

“Oggi la vera differenza non sta nella singola tecnologia, ma nella capacità di costruire un ecosistema integrato che funzioni nella vita reale delle persone. In questo senso, la combinazione tra Bimby TM7 e Cookidoo rappresenta un vantaggio competitivo concreto e difficilmente replicabile. TM7 è stato progettato come un prodotto tecnologico in continua evoluzione, capace di migliorarsi nel tempo grazie agli aggiornamenti software e all’integrazione con Cookidoo , che non è semplicemente un ricettario digitale, ma una piattaforma di cucina guidata dal successo garantito. È questo che rende l’esperienza affidabile, personalizzata e realmente utile nella quotidianità. Con l’introduzione di Cookidoo Assistant abbiamo aperto una nuova fase: l’intelligenza artificiale entra in cucina in modo naturale, come supporto e non come sostituzione dell’esperienza umana. L’Assistant aiuta a organizzare, suggerire, semplificare, mantenendo sempre centrale il controllo e la creatività dell’utente. L’innovazione, per noi, ha valore solo se migliora davvero la qualità della vita. Ed è per questo che continuiamo a svilupparla partendo dall’ascolto delle persone, dalla forza vendita alla community, trasformando l’esperienza quotidiana in un risultato concreto, affidabile e accessibile”.

Con TM7 e Cookidoo , dunque, l’obiettivo per Bimby è quello di entrare sempre più nel presente e nel futuro della cucina degli italiani.

A Roma la Società delle Api, luogo per comunità dell’arte contemporanea

Roma, 16 feb. (askanews) – Un luogo tutto nuovo nel centro di Roma, due piani, tanti spazi, uno splendido cortile interno. E’ qui che la collezionista Silvia Fiorucci ha aperto la nuova sede romana della Fondazione Società delle Api, organizzazione non profit che promuove ricerche e iniziative artistiche in diverse discipline. E la fondatrice ha chiesto a 70 artisti, designer, curatori e critici di realizzare un proprio contributo su carta, concepito appositamente per celebrare questo nuovo luogo.

Un gesto simbolico che nella sua semplicità materiale, restituisce l’essenza del progetto, fondato sull’idea di appartenenza a una comunità, sulla condivisione e sull’accoglienza: offrire agli artisti una “casa” dove poter sviluppare e condividere le proprie ricerche. “La Società delle Api nasce appunto dall’esigenza di aiutare gli artisti, stargli vicino, supportarli e soprattutto avere un dialogo con loro di amicizia e di scambi. – ha spiegato Silvia Fiorucci – Allora ho scritto una lettera a tutti gli artisti in collezione, chiedendo un semplice gesto su un foglio di carta A4, per poter emigrare un po’ tutti insieme da Monaco a Roma”.

Un progetto a cui hanno preso parte anche tanti rappresentanti della nuova scena artistica italiana, da Chiara Camoni a Diego Perrone, da Giorgio Andreotta Calò alla curatrice del Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2026 Cecilia Canziani. E in questa “casa” dove gli artisti potranno sviluppare le loro ricerche, verranno organizzate anche delle lezioni di storia dell’arte, dei workshop e alcuni artisti verranno a raccontare le proprie storie. “Il mio obiettivo adesso è quello di inserire la Società delle Api e me stessa nel tessuto romano, cercando di conoscere artisti che sono qui a Roma, le Fondazioni, gli istituti, i curatori romani. Partire da Roma per poi allargarmi” ha concluso Silvia Fiorucci.

Maltempo, Meloni: in decreto stop tributi, pagamenti rinviati a ottobre

Roma, 16 feb. (askanews) – Il decreto che andrà in Cdm mercoledì, oltre alle misure specifiche su Niscemi, conterrà provvedimenti complessivi per tutte e tre le regioni colpite dal ciclone Harry (Sardegna, Sicilia e Calabria) tra cui lo stop al pagamento dei tributi “sospesi fino ad aprile, che vuol dire rimandare il pagamento almeno ad ottobre”. Lo ha spiegato la premier Giorgia Meloni oggi in visita nel comune siciliano gravemente colpito dalla frana.

Meloni ha indicato “tre grandi priorità: la demolizione delle case che devono essere demolite, la messa in sicurezza del territorio perché è inutile che cerchiamo di risolvere i problemi se si possono ripresentare, e ovviamente gli indennizzi per chi ha perso le case e per le attività produttive”. Il decreto che andrà in Cdm mercoledì “vale per tutte e tre le regioni che sono state coinvolte dal problema alluvionale: prevediamo diverse centinaia di milioni di euro per quello che riguarda il ripristino della rete infrastrutturale e dei servizi. Il provvedimento prevede un indennizzo e iniziative di sostegno per le attività economiche che sono state coinvolte particolarmente per quello che riguarda il campo dell’agricoltura: sono provvedimenti significativi. C’è la sospensione dei tributi per Niscemi, ma vale per tutti i territori che sono stati coinvolti: i tributi dovrebbero essere sospesi fino ad aprile, che vuol dire rimandare il pagamento almeno ad ottobre”.

“Ci sono ammortizzatori sociali sui quali sta lavorando il ministero del Lavoro sia per i lavoratori dipendenti sia per i lavoratori autonomi che non possono lavorare a causa degli eventi. Infine ci sono i ministeri che, al netto delle risorse stanziate dal Mef, si sono mobilitati e hanno messo da soli a disposizione circa 170 milioni di euro per attività che riguardano vari campi”, ha concluso.

La Commissione Ue sarà al Board of Peace senza esserne membro

Bruxelles , 16 feb. (askanews) – La commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Suica, sarà alla riunione inaugurale del “Board of Peace” per Gaza, il 19 febbraio a Washington, ma senza che la Commissione faccia parte del Board stesso. Lo hanno annunciato oggi a Bruxelles i portavoce della Commissione, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’esecutivo comunitario.

La decisione è stata presa ieri dalla Commissione, che è in contatto con gli Stati membri attraverso l’Alta Rappresentante per la Politica estera comune. Kaya Kallas, hanno riferito i portavoce, in risposta ai giornalisti che chiedevano se fossero stati consultati i governi dei Ventisette.

“Saremo là questa volta, per partecipare specificamente alla discussione su Gaza, poi vedremo per il seguito. Ma non siamo membri del Board of Peace. Non siamo là per sostenere o approvare (“endorse”, ndr) l’approccio del Board of Peace, ma siamo interessati alla discussione su Gaza” sulla pace e sul futuro della Striscia, e “siamo i più importanti donatori per Gaza e per la Palestina. Ed è in questo senso e in questo ruolo che andiamo alla riunione” di Washington, ha spiegato la portavoce capo della Commissione, Paula Pinho.

Un altro portavoce, Anouar El Anouini, ha ribadito i punti problematici che l’Ue ha rilevato nel modo in cui è stato concepito il Board of Peace: il suo campo di applicazione, la Dua “governance” e la sua compatibilità con la Carta delle Nazioni unite e con le risoluzioni pertinenti dell’Onu.

Frana Niscemi, Meloni: sarei pazza a forzare su tempi zone sicure

Roma, 16 feb. (askanews) – “Ne ho parlato anche con i cittadini: io chiedo di non forzare, perché sarebbe un errore, nella definizione della fascia di rispetto sul fronte di frana perché quelle non sono decisioni che si possono prendere sul piano politico, quelle sono decisioni che si possono prendere sui dati tecnici”. Lo ha annunciato la premier Giorgia Meloni che oggi ha visitato il comune siciliano colpito dalla frana in seguito al ciclone Herry di circa un mese fa.

“Se io forzassi delle decisioni – ha aggiunto – magari perché voglio dare più velocemente delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio sarei una pazza. Questo non lo voglio fare e penso che non si debba forzare per la sicurezza, per la salute e per la certezza che quando diamo delle risposte sono certe”.

“Io non posso e non voglio dare una tempistica della quale non sono certa: posso dire che oggi Niscemi è il comune più monitorato d’Europa perché ci sono tutte le migliori eccellenze: il genio militare, la protezione civile, i vigili del fuoco stanno lavorando per dare risposte su quale sia la fascia che bisogna purtroppo considerare non sicura e qual è quella che si può recuperare. Per fare questo c’è bisogno del tempo e non è una decisione che si può forzare, politicamente sarebbe irresponsabile”, ha concluso.