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Aperti a Taranto i Giochi del Mediterraneo, ovazione per Mattarella

Roma, 21 ago. (askanews) – Le trombe che nell’Antica Grecia annunciavano la sospensione dei conflitti per lasciare spazio ai Giochi hanno idealmente aperto anche questa sera la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo. A Taranto, davanti ai 18mila spettatori dello stadio Iacovone, la cerimonia inaugurale ha unito memoria e spettacolo, identità italiana e vocazione mediterranea, sport e cultura. Il filo conduttore della serata è stato il rapporto profondo tra Taranto e la storia dello sport.

Un legame rappresentato dall’Atleta di Taranto, il celebre campione vissuto intorno al V secolo avanti Cristo e considerato uno dei protagonisti più importanti dei giochi panatenaici. La sua figura è tornata al centro della cerimonia insieme alla riproduzione di un’anfora panatenaica, in un omaggio alle radici greche della città e alla tradizione sportiva del Mediterraneo.

L’apertura ha trasformato lo Iacovone in un grande palcoscenico. Spettacoli di luce, proiezioni e fuochi d’artificio hanno accompagnato il racconto delle antiche discipline olimpiche e della storia dei Giochi del Mediterraneo, arrivati alla loro ventesima edizione dopo 75 anni di competizioni e protagonisti. La scenografia ha insistito sul rapporto fra il passato e il futuro, coerentemente con il motto scelto per questa edizione: “Embrace the Future”.

La marciatrice pugliese Antonella Palmisano ha consegnato il tricolore al reparto militare presente sul palco. Poco dopo, il Canto degli Italiani è stato interpretato da Simone Grande, vincitore di The Voice Kids 2026, mentre i corazzieri hanno provveduto all’alzabandiera. Ad aprire la sfilata è stata la Grecia rappresentata dai portabandiera Maria Prevolaraki e Apostolos Siskos. Particolarmente imponente l’ingresso della Turchia, una delle delegazioni più numerose, mentre il Kosovo ha ricevuto un’attenzione speciale in vista dell’organizzazione della ventunesima edizione.

Applauditissimo il presidente del Comitato organizzatore Michele Emiliano Ferrarese: “Questa sera non celebriamo solo lo sport ma anche la pace e l’unità”, ha detto, richiamando proprio la figura dell’Atleta di Taranto, custodita a pochi passi dallo stadio. Il Mediterraneo, ha spiegato Ferrarese, deve essere “incontro, dialogo e condivisione”. E proprio il motto Embrace the Future diventa, nelle sue parole, una scelta di campo: il futuro si costruisce “scegliendo il dialogo e non il conflitto, il rispetto e non l’intolleranza”. Ferrarese ha ricordato anche la complessa corsa contro il tempo per realizzare gli impianti e organizzare l’evento, ringraziando il Governo italiano, l’ICMG e tutte le persone coinvolte nella preparazione dei Giochi. “L’Italia è terra di incontro”, ha concluso, sottolineando come la storia mediterranea continui questa sera proprio a Taranto.

Grande entusiasmo ha accompagnato l’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto da una lunga ovazione dal pubblico. Qualche fischio per il Presidente del Senato Ignazio La Russa e la premier Giorgia Meloni. La presenza del capo dello Stato ha rappresentato il momento istituzionale più importante della cerimonia. Dopo gli interventi delle autorità e la sfilata delle delegazioni, Mattarella ha ufficialmente dichiarato aperti i Giochi del Mediterraneo.

L’ingresso della Marina Militare, chiamata a portare la bandiera dei Giochi, momento particolarmente simbolico per una città, come Taranto, storicamente legata al mare e alla presenza della Marina. E poi Mietta, l’acclamatissimo Albano, per la parte dello spettacolo. A chiudere il cerimoniale è stato il giuramento ufficiale di Mauro De Filippis, in rappresentanza degli atleti, e Flavia Bonanni, in rappresentanza dei giudici. In chiusura Serena Brancale: pur non essendo tarantina (è nata a Bari) ha sempre mostrato grande attaccamento certificato, tra gli altri, dall’ultima hit dell’estate. Si è infatti cimentata proprio in “Al mio paese”.

E poi, come nella tradizione più antica, sono tornate a risuonare le trombe. Nell’Antica Grecia il loro suono segnalava la sospensione delle ostilità per consentire lo svolgimento dei Giochi panatenaici. A Taranto, migliaia di anni dopo, il significato è diverso ma il messaggio conserva una forza sorprendentemente attuale: per qualche giorno, uomini e donne provenienti da Paesi diversi si incontrano nello stesso spazio e si misurano attraverso lo sport.

Barrese (Intesa Sp): faremo il più grande piano di assunzioni giovani

Rimini, 21 ago. (askanews) – “Abbiamo assunto oltre cinquemila persone e nei prossimi anni faremo il più grande programma di assunzione di giovani che sia mai stato fatto in Italia”. Lo ha detto Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, a margine del Meeting di Rimini.

Il contesto, ha spiegato, è “di grandissimo cambiamento: cambiamenti di carattere tecnologico, cambiamenti dal punto di vista ambientale e poi anche le tematiche geopolitiche. In questo contesto quello che si può fare è incentivare la maggiore professionalità di chi lo vuole, e quindi cerchiamo di supportare i giovani che vogliono investire su se stessi attraverso Per Merito, il nostro prestito agli studenti”.

Lo strumento, ha aggiunto Barrese, “ha modalità estremamente comode di rimborso: arriva addirittura fino a 40 anni, attraverso la possibilità di sospenderlo fino a tre volte. Lo diamo non soltanto per laurearsi, ma anche per qualunque tipo di percorso professionale e perfino per finanziare vitto e alloggio, qualora uno debba muoversi al di fuori della propria residenza”. In media, ha precisato, “sono tra i 5.000 e i 6.000 all’anno gli studenti che possono studiare grazie a Per Merito”.

Il secondo binario riguarda le imprese: “Cerchiamo di stimolare le aziende non soltanto a investire sulle macchine, cambiando i loro processi produttivi, ma a farlo tenendo sempre un occhio aperto all’occupazione. Per questo lo scorso anno abbiamo lanciato S-Loan Lavoro, il nostro prestito sostenibile che ha una caratterizzazione incentivata sul prezzo se l’imprenditore assume. Abbiamo registrato 700 milioni di erogazioni solo su questo verticale, con circa 2.000 assunzioni collegate”, ha concluso.

Acqua, Di Terlizzi (Ciheam): “Serve una diplomazia del dialogo”

Rimini, 21 ago. (askanews) – “L’acqua non è un problema, è una risorsa: ma essendo una risorsa condivisa e strategica ha bisogno di attenzione e di una crescita della conoscenza su come possa essere meglio utilizzata e su come si possano introdurre delle innovazioni”. Lo ha detto ad askanews Biagio Di Terlizzi, direttore del Ciheam Bari, a margine del convegno ‘Agricoltura blu. Innovazione e sostenibilità verso l’efficienza idrica’ al Meeting di Rimini.

Il rischio, ha spiegato, è che un bene condiviso anche tra più paesi “diventi un fattore in grado di generare frizioni. Noi dobbiamo evitare che questo accada: ecco dove è importante creare una diplomazia, che significa creare dialogo e condizioni che diventino di sviluppo”. Un impegno che il Ciheam Bari porta avanti sul tema idrico “dal 1962, perché centinaia di tecnici e funzionari sono stati formati”.

Di Terlizzi ha citato il programma della cooperazione italiana in Tunisia, Tanit: “Forse di questi programmi in alcune aree dell’Italia ne avremmo anche bisogno. Dobbiamo far sì che in un paese in cui la valorizzazione delle acque reflue può aumentare in termini di volumi, questi volumi riescano a essere trasferiti in zone dove al momento non c’è produzione e da cui le comunità si sono allontanate perché non avevano la possibilità di creare un proprio futuro”.

Portando le acque affinate su quei territori, ha proseguito, “quell’economia gialla, un’economia di altissima resilienza e difficoltà, riceve l’acqua e si trasforma in un’economia verde. Ci saranno nuove produzioni e la possibilità che ritornino le persone e le comunità, facendo rivivere un territorio e offrendo una prospettiva alle nuove generazioni”.

La giovane orchestra AYSO di Bari trionfa anche a Berlino

Roma, 21 ago. (askanews) – Dopo aver sorpreso il mondo vincendo per due anni consecutivi il Primo Premio al Summa cum Laude Festival di Vienna, quindi nel ’25 il Golden Award al World Orchestra Festival sempre a Vienna, dimostrando come anche una giovane realtà del Sud Italia possa stupire per eccellenza proprio nel cuore togato del grande sinfonismo europeo, anche quest’anno la AYSO – Accademia Youth Symphony Orchestra di Bari ha proseguito il suo trionfale cammino internazionale conquistando uno degli appuntamenti cardine dell’estate berlinese, nonché evento di punta per la reputazione delle migliori orchestre giovanili del mondo: il Festival Young Euro Classic 2026, giunto ormai alla sua ventisettesima edizione e quest’anno coronato da oltre 22.000 spettatori da tutto il mondo per i concerti di 14 orchestre giovanili.

Il festival infatti – sostenuto da personalità artistiche del calibro di Daniel Barenboim, Iván Fischer e Gidon Kremer – con la direzione artistica di Alban Gerhardt e Mathias Hinke, riunisce ogni anno i migliori ensemble giovanili provenienti da tutto il globo. Il 16 agosto dunque AYSO ha chiuso la prestigiosa kermesse alla Konzerthaus di Berlino totalmente sold out e con ripetute standing ovation per la direttrice e fondatrice Teresa Satalino e per i suoi settanta musicisti under 28 provenienti da tutta Italia ma anche da diversi paesi del mondo, tra cui Giappone, Francia, Spagna e Lettonia, spiccando per rigore, precisione e forza sonora fra storiche e consolidate formazioni nazionali come la Bundesjugendorchester (National Youth Orchestra of Germany), European Union Youth Orchestra (EUYO), National Youth Orchestra of the United States of America, la Sommerakademie der Wiener Philharmoniker e la Jovem Orquestra Portuguesa.

L’evento è stato preceduto dalla residenza artistica a Bari e dai concerti al Kursaal Santalucia, quindi a Lugano, tutti coronati da grande successo e incentrati su un impaginato dedicato all’immaginario italiano attraverso tradizione, viaggio, creatività contemporanea e paesaggio simbolico, con Walton, Martucci, Cajkovskij, la prima esecuzione assoluta di Ritual del compositore Domenico Turi, rielaborazione orchestrale di materiali legati ai rituali del Sud, alle cantilene arcaiche e alla dimensione ancestrale della cultura popolare italiana, infine Respighi. La scelta del repertorio riflette la linea artistica di AYSO, che si colloca nel solco del grande sinfonismo europeo, prediligendo organici ampi e una progettualità che affronta repertori complessi con un approccio rigoroso, coraggioso e orientato alla ricerca di nuovi confini espressivi.

Teresa Satalino ha dichiarato: “Alla Konzerthaus di Berlino AYSO Orchestra ha incendiato la sala. Un’onda emotiva che è partita dal palco, ha attraversato ogni fila, e poi è tornata indietro amplificata, travolgente, impossibile da contenere. Un rito collettivo. Un momento in cui musica, gesto e respiro hanno creato una comunità. E sì, abbiamo pianto. Tutti. Perché quando un sogno diventa reale, lo senti nelle ossa. Grazie al festival Young Euro Classic che ci ha onorati con questo invito”. Nata in seno ad OrchestrAcademy, organizzazione no profit attiva da oltre sette anni nel campo della formazione musicale avanzata e basata su un innovativo modello inclusivo, democratico, gratuito ed internazionale, pensato per aiutare i ragazzi nell’inserimento nel mondo del lavoro, AYSO Orchestra – Accademia Youth Symphony Orchestra – è stata a lungo un progetto virtuoso ed efficace ma conosciuto solo nell’ambito degli addetti ai lavori e nel proprio territorio. Fondata e guidata dalla direttrice artistica e musicale Teresa Satalino, vera agit prop del patrimonio umano italiano, AYSO Orchestra ha sfidato per la prima volta la propria marginalità territoriale nel 2023 e con coraggio e intraprendenza è partita alla volta di Vienna, dove contro ogni previsione e sfidando eccellenze internazionali, ha sorprendentemente vinto per due anni consecutivi, nel ’24 e ’25, il prestigioso Primo Premio al Summa cum Laude Festival. Da allora ha continuato ad inanellare premi di altissimo profilo, come nel ’25 il Golden Award al World Orchestra Festival sempre a Vienna, ed ha avuto così l’occasione di esibirsi in alcune delle sale simbolo della grande civiltà musicale europea, come Musikverein, Smetana Hall, la sede parigina di UNESCO e quest’anno finalmente nel cuore più prestigioso del sinfonismo mondiale, partecipando per la prima volta al Festival Young Euro Classic, in programma dal 31 luglio al 16 agosto al Konzerthaus di Berlino.

Meeting Rimini, l’abbraccio fra la sorella di Hamel e la madre del killer

Rimini, 21 ago. (askanews) – L’abbraccio tra Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel, sacerdote assassinato in Chiesa il 27 luglio 2016 a Saint-Étienne-du-Rouvray, vicino Rouen, in Francia e Nassera Kermiche, madre di uno degli attentatori, è la fotografia che apre la 47esima edizione del Meeting di Rimini.

Roseline racconta le ultime ore insieme al fratello, prima di apprendere del suo assassinio; Nassera racconta gli attimi in cui le hanno detto che suo figlio era tra i killer del sacerdote. Anche il giovane morì nell’attentato.

“Il messaggio che Nassera e io rivolgiamo a tutti è che siamo l’esempio che ci si può incontrare per conoscersi meglio, per capirsi meglio, senza giudicarsi. Al di là del dolore, noi due abbiamo osato questo incontro. Al di là della differenza. Fin dal nostro primo incontro non abbiamo nemmeno pensato a questa differenza di religione”, dice Roseline, “il perdono è la cosa più difficile che Dio ci chiede. Ma io, insieme alla mia famiglia, abbiamo avuto la grazia di non cedere all’odio, dopo la tragedia. Umanamente era l’odio a vincere, ma la grazia di Dio ha fatto sì di superare questo sentimento. E questo è il primo frutto del martirio di queste persone”.

Un messaggio forte anche dalla madre del killer del sacerdote assassinato in Chiesa.

“Bisogna andare verso l’altro. Bisogna osare, osare l’incontro, fare in modo di capire l’altro senza giudicarlo, senza pregiudizi. Dobbiamo poter vivere insieme su questa terra”. Vogliamo trasmettere un messaggio di pace, per vivere finalmente in un mondo senza violenza, senza odio e nella pace”.

Le due donne, insieme, hanno scritto il volume Sorelle di dolore, insieme a Samuel Llevn. (Edizioni Ares e Libreria Editrice Vaticana).

Incendio all’ospedale di Salerno, le immagini della colonna di fumo

Salerno, 21 ago. (askanews) – Nelle immagini la colonna di fumo che si è alzata dall’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno, a causa di un incendio divampato nella zona del Pronto Soccorso.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, al momento non risultano feriti. Secondo le prime ricostruzioni le fiamme sarebbero divampate vicino ai motori esterni dei condizionatori.

Giochi del Mediterraneo, Italia del padel sfida Spagna e Portogallo

Roma, 21 ago. (askanews) – Dall’oro di Cracovia alla nuova sfida di Taranto. L’avventura dell’Italpadel ai Giochi del Mediterraneo – dove la racchetta corta fa il suo esordio come sport da medaglia – riparte da Carolina Orsi e Giorgia Marchetti, vincitrici nel 2023 dello storico titolo ai Giochi Europei disputati in Polonia e protagoniste di tante altre imprese in azzurro. Dal terzo posto dei Mondiali 2024 a quello agli Europei dello scorso anno, passando per l’argento continentale di Cagliari.

I sorteggi al Villaggio del Mediterraneo – sottolinea una nota – hanno posizionato le due romane, teste di serie numero 4 del torneo, nella parte bassa del tabellone, la stessa di una formidabile coppia spagnola, Lucia Sainz e Patty Llaguno (2), entrambe ex numero 1 del mondo e ancora oggi nella top 20 mondiale. Un incrocio possibile in una eventuale semifinale, mentre per il debutto in programma domenica sfideranno la coppia vincitrice tra le egiziane El Halaby/Tawfik e le kosovare Gashi/Peja. Nella parte alta brillano invece Carlotta Casali, altro punto di riferimento della Nazionale femminile, e il talento di Giulia Dal Pozzo, classe 2005, protagonista di un’ascesa vertiginosa che nell’ultimo anno l’ha portata al bronzo europeo con le compagne e al numero 28 del Ranking mondiale della Federazione Internazionale Padel. Per loro l’esordio sarà contro le cipriote Savva/Siopacha, prima del possibile testa a testa con le numero 1 del tabellone, le portoghesi Ana Nogueira e Sofia Araujo, quest’ultima ottava nella classifica mondiale e giocatrice di primo piano nel Premier Padel Tour, il circuito più importante al mondo.

Tanta attesa anche per il maschile, dove pure è presente in blocco il gruppo vincitore del bronzo agli Europei dello scorso anno. Tra loro spicca un altro dei protagonisti di Cracovia 2023: dopo l’argento nella categoria mista di tre anni fa, il torinese Marco Cassetta torna in campo con Simone Iacovino, uno degli innesti più recenti dell’Italpadel maschile. Primo impegno, sempre domenica per tutti gli azzurri, sarà con i vincitori della sfida tra i marocchini Alami/Reda e i montenegrini Petranovic/Pelonzi, prima del possibile match contro le teste di serie numero uno: gli spagnoli Guille Collado e Pol Hernandez, entrambi poco più che ventenni ma già protagonisti nei tornei Premier Padel. Insieme a Cassetta-Iacovino, nella parte alta del tabellone ecco l’altra coppia italiana, Flavio Abbate e Alvaro Montiel, i due ventenni che insieme – oltre al bronzo europeo – hanno conquistato 8 titoli nel CUPRA FIP Tour, l’altro circuito mondiale della Federazione Internazionale Padel. Per loro il debutto sarà contro gli albanesi Curri/Naska o con i kosovari Recica/Rexhepi, mentre l’eventuale derby arriverebbe in semifinale.

La rincorsa alle medaglie si accenderà anche nel misto, dove a rappresentare l’Italia sarà ancora una volta Marco Cassetta, in cerca di un altro podio dopo quello con Giulia Sussarello a Cracovia, questa volta in campo con Giulia Dal Pozzo. Una coppia che promette scintille e che parte da numero 2 del tabellone, dietro la portoghese Sofia Araujo insieme al fratello Pedro. Sulla strada per le medaglie anche i francesi Dylan Guichard e Louise Bahurel (3) e i tunisini Mehdi Elloumi e Dora Chamli (4). Tre tabelloni e una settimana tutta da vivere, per provare a scrivere una nuova pagina nella storia del padel azzurro.

Gardini (Confcooperative): tempesta perfetta su energia e prezzi

Rimini, 21 ago. (askanews) – “E’ stata un’estate torrida in tutti i sensi, non solo meteorologici: le notizie rimbalzate dai territori di guerra, in particolare dal Medio Oriente, il blocco dello Stretto di Ormuz che ha riproposto ancora una volta i valori massimi del costo del gas e del petrolio, non lasciano presagire nulla di buono”. Lo ha detto ad askanews il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, al Meeting di Rimini.

“L’aumento sui carburanti genererà sicuramente una spinta inflattiva e quindi una grande preoccupazione per un’inflazione che potrebbe andare fuori controllo, che potrebbe anche generare misure da parte della Bce di aumento del costo del denaro: una tempesta perfetta che in questo momento proprio non ci voleva”, ha aggiunto il presidente.

Le imprese, ha osservato Gardini, “stanno tentando di resistere, l’export continua a crescere nonostante tutti i problemi che abbiamo avuto nell’ultimo anno, dai dazi alla guerra ai costi energetici. C’è una resilienza che ha veramente dell’incredibile”. Ma non per tutti: “Le più strutturate, le più dimensionate, quelle che più hanno investito portano a casa un risultato. Le tante medie e piccole soffrono di più e dovremo costruire per loro reti di protezione e di organizzazione che consentano di essere protagoniste”.

“In tutto questo scenario delle piccole c’è tanta cooperazione, tante cooperative di piccole e medie dimensioni che dobbiamo aiutare a crescere, a rinforzarsi, a costruire reti di consorzi, reti consortili, raggruppamenti d’impresa per fare progetti di più ampio respiro su tutto il palcoscenico mondiale”, ha concluso il presidente di Confcooperative.

Mps, Lovaglio sforna contromossa da 34 mld a Opas Intesa: c’è una visione

Milano, 21 ago. (askanews) – Poco dopo ferragosto, nella più classica tempistica dei colpi di scena finanziari, l’Ad di Mps Luigi Lovaglio ha sfornato la sua contromossa all’Opas su Siena annunciata da Intesa Sanpaolo ai primi di giugno in collaborazione con Unipol. Una doppia Offerta pubblica di scambio dal corrispettivo di poco oltre 34 miliardi di euro, da versare interamente in azioni della banca senese, che ha ricevuto ieri il via libera a maggioranza dal cda con l’astensione di 4 consiglieri indipendenti. L’operazione è accompagnata anche da un’accattivante distribuzione straordinaria agli attuali soci del Monte da 4 miliardi di euro lordi, di cui circa 1 miliardo ‘cash’ e circa 3 miliardi in azioni di Generali (utilizzando parte della quota di oltre il 13% detenuta attraverso la controllata Mediobanca, ora in via di incorporazione).

“Oggi non siamo qui per parlarvi solo di un’operazione, siamo qui per parlarvi di una visione. Negli ultimi anni Mps ha completato una delle trasformazioni più straordinarie del panorama bancario europeo. La domanda che ci poniamo oggi non è come diventare più grandi, ma come diventare più rilevanti. Oggi abbiamo la possibilità di compiere un altro passo strategico”, ha spiegato il manager durante la conference call con gli analisti tenuta questa mattina.

Un progetto “industriale concreto”, lo ha definito, finalizzato a “creare un nuovo campione nazionale di riferimento, dotato di competenze distintive nel banking, nell’advisory e nel wealth management, attraverso l’unione di marchi iconici, solide radici territoriali e relazioni consolidate con le famiglie, le aziende e le comunità locali”. Un’aggregazione, nelle intenzioni di Mps, “finalizzata a rafforzare il quadro competitivo del settore, sostenere il credito all’economia reale, valorizzare il risparmio di lungo termine e contribuire alla crescita del sistema Italia. Un progetto con obiettivi coerenti con le priorità strategiche già delineate da Banco Bpm e rafforzati dall’iniziativa parallela su Banca Generali”.

Lovaglio ha tenuto a sottolineare che il progetto su Banco Bpm “è coerente” con la direzione strategica delineata dalla banca milanese il 7 giugno, mentre l’aggregazione con Banca Generali sarebbe “un primo passo verso un più ampio programma di collaborazione industriale con Generali”. Progetto che, secondo Lovaglio, avrebbe il vantaggio di “essere amichevole, non ostile” e di poter, quindi, essere apprezzato dai principali azionisti delle due società target, Credit Agricole da una parte e Generali dall’altra. Oltre a essere “un’opzione attrattiva per gli azionisti Mps, che preserva l’integrità del valore di Mps e del suo marchio storico e prosegue il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni”.

Un modello, ha sintetizzato, che “crea valore con integrazione, non attraverso spezzatino”, andando in tal senso implicitamente incontro agli auspici della premier Giorgia Meloni. E che, secondo l’Ad e Dg di Mps, porterà vantaggi “a tutti gli stakeholder” e “verrà apprezzato dal mercato”. Mercato rimasto per il momento “freddino”: la seduta di piazza Affari si è chiusa con tutti i titoli coinvolti in calo, tranne Generali e Unipol.

In sintesi, l’operazione prevede un’Offerta di scambio su Banco Bpm con un concambio di 1,567 nuove azioni Mps (post distribuzione straordinaria) per ogni azione della banca giodata da Giuseppe Castagna portata in adesione, senza alcun premio rispetto ai prezzi ufficiali del 19 agosto, e un’Offerta di scambio su Banca Generali, con un concambio di 6,958 nuove azioni Mps (post distribuzione) per ogni azione Banca Generali, con un premio del 10% rispetto ai prezzi del 19 agosto.

Dalle due operazioni sono attese sinergie lorde complessive per 2,6 miliardi (compresi 0,8 mld relativi all’integrazione di Mediobanca) e oneri di integrazione lordi una tantum nell’ordine di 2,5 miliardi di euro (di cui 0,6 mld relativi all’integrazione di Mediobanca) che saranno sostenuti tra il 2027 e il 2029. Atteso un Cet1 superiore al 13% per il periodo 2026-2030 e superiore al 15% al 2028 in caso di riconoscimento del Danish Compromise.

Il nuovo gruppo allargato, “diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo, con un bilancio pro forma pari a circa 466 miliardi di euro, impieghi alla clientela pari a 245 miliardi di euro, raccolta diretta pari a 315 miliardi di euro e total financial assets pari a 810 miliardi di euro, sulla base dei dati al 31 dicembre 2025”.

L’assemblea degli azionisti Mps è stata convocata in un’unica riunione il 29 ottobre e sarà chiamata ad approvare distintamente le due offerte (che non sono condizionate l’una all’altra), la distribuzione straordinaria, le propedeutiche operazioni e le deleghe per i relativi aumenti di capitale senza diritto di opzione, nonché per il via libera alla fusione per incorporazione di Mediobanca. Oltre alle necessarie autorizzazioni regolamentari e al via libera dell’assemblea, entrambe le offerte sono subordinate al raggiungimento di un livello minimo di adesioni pari al 50% più un’azione del capitale delle società target.

In caso di integrale riuscita delle operazioni, gli attuali azionisti del Montepaschi verrebbero a detenere circa il 50,1% del gruppo combinato, gli azionisti Banco Bpm circa il 37,2% e gli azionisti Banca Generali circa il 12,7%. Post distribuzione straordinaria, la quota di oltre il 13% detenuta in Generali attraverso Mediobanca si ridurrebbe all’8,8%, mentre un 4,5% del Leone verrebbe frazionato tra i soci del Montepaschi.

La doppia Ops, ha puntualizzato Mps, “non è subordinata al mancato perfezionamento, alla revoca, alla decadenza o all’inefficacia dell’Offerta di Intesa Sanpaolo, né al mantenimento degli attuali assetti proprietari dell’offerente”. La contromossa annunciata da Lovaglio potrebbe, però, rientrare in una strategia negoziale per spingere Intesa ad aumentare la propria offerta. Al momento, la Cà de Sass appare intenzionata piuttosto a “battagliare”. Fonti al lavoro sul dossier hanno fatto sapere che “alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni e ore e delle evidenti criticità emerse, il team dei legali di Intesa Sanpaolo sta effettuando accurati approfondimenti per valutare l’opportunità di rappresentare alla Consob osservazioni e considerazioni a tutela dell’integrità del mercato e della corretta informazione a tutti gli azionisti”.

Quanto ai sindacati, oggi i coordinamenti interni hanno incontrato Lovaglio, al quale hanno ribadito che qualunque scenario di aggregazione deve tutelare occupazione, sostegno a territori e integrità del Gruppo Mps. Le Oss hanno “preso atto” della nuova prospettiva delineata, riservandosi di “approfondirne i contenuti e le possibili ricadute industriali, organizzative e occupazionali” e continueranno a monitorare con attenzione l’evoluzione degli eventi.

Intanto, oggi il cda straordinario di Banca Generali ha preso atto della comunicazione dell’Ops del Montepaschi e si riserva di esprimersi sull’offerta, in seguito a un’analisi dettagliata già avviata. La banca target ha tenuto a precisare che l’offerta di Mps “non è stata sollecitata nè preventivamente concordata”. Quanto all’altro istituto nel mirino fonti finanziarie hanno fatto sapere che il cda di Banco Bpm si riunità nei primi giorni della prossima settimana.

Ancora pochi, infine, i report degli analisti, complice soprattutto il fattore vacanze estive. Ma già gli esperti di mercato, come anche i commentatori finanziari, mettono in evidenza le criticità legate all’operazione, tra cui un elevato ‘execution risk’. Da capire, dunque, nelle prossime settimane, se la “visione” di Lovaglio si rivelerà piuttosto un miraggio oppure riceverà il consenso del mercato, superando il progetto proposto dall’Ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina.

Migranti, Lollobrigida: finalmente l’Europa si muove insieme

Rimini, 21 ago. (askanews) – “Ha ragione Meloni, c’è un dato davanti agli occhi di tutti: finalmente l’Europa si muove insieme per porre fine all’immigrazione irregolare e illegale”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, in un punto stampa al Meeting di Rimini.

“L’immigrazione per una nazione come la nostra è un valore – ha spiegato Lollobrigida -: siamo figli e nipoti di emigranti e sappiamo cosa vuol dire poter contribuire alla crescita di altre nazioni con il proprio lavoro, formarsi, magari tornare con conoscenze migliori a costruire il paese di provenienza e la sua economia, ricongiungendosi con le proprie famiglie. E’ successo ai nostri nonni, ai nostri padri, succede a tante persone che legalmente arrivano in Italia”.

L’obiettivo, ha spiegato, è “rafforzare l’immigrazione legale e impedire che ci sia un’immigrazione illegale che in questi anni ha invece consegnato molto spesso persone alla criminalità organizzata, allo sfruttamento, e che non si risolve con la benda sugli occhi come la sinistra ha fatto in questi anni”. In Europa, ha proseguito, “c’è stato molto dibattito, si è giocato a scaricabarile per troppo tempo. Il nuovo patto sulla migrazione, a mio avviso, ha cambiato la direttrice”, pur restando “dei riverberi di quello che è accaduto in passato”.

Sulle discussioni in corso con i partner europei, Lollobrigida ha minimizzato il rischio di ricadute per l’Italia: “Non credo che ci sarà un’invasione di dublinanti provenienti da altre nazioni verso l’Italia. Mi sembra che con la Germania ci sia un dialogo consolidato, con la Francia in termini di compensazioni, anche con altre nazioni. La cosa più importante è il segnale emerso dal nuovo patto: si cambia rotta. Finalmente l’Europa in maniera comune dice no all’immigrazione illegale e sta riaggiornando le proprie regole”.

Energia/ Scocchia (Illycaffè): Ue intervenga con urgenza sull’energia

Rimini, 21 ago. (askanews) – “E’ importante che l’Europa intervenga con urgenza per ridurre il costo dell’energia, per creare finalmente quel mercato unico dei capitali di cui si parla da troppo tempo, per portare avanti una regolamentazione dell’innovazione che la sostenga invece di castrarla e per ridurre la frammentazione”. Lo ha detto ad askanews l’amministratrice delegata di illycaffè, Cristina Scocchia, a margine di un incontro al Meeting di Rimini.

“Se oggi devo esportare in 27 paesi separati e distinti in Europa, ho più conflittualità che a spedire dall’altra parte del mondo”, ha aggiunto. Il rischio, ha avvertito, non è solo economico: “Continuare a non avere autosufficienza energetica, tecnologica e difensiva non è un problema economico, è un problema di autonomia e sovranità strategica”. Nel mirino anche il Ppwr, il regolamento europeo sugli imballaggi introdotto il 12 agosto, “che ci aggrava ancora i costi degli imballaggi di circa il 10%”.

Il quadro per le aziende resta pesante: “Questo è un momento molto difficile per le imprese: non ci viene chiesto di attraversare una tempesta, ma di vivere nella tempesta, perché le problematiche che le aziende devono affrontare sono molteplici”. Sul caffè, ha spiegato Scocchia, “il verde è molto alto: siamo questa mattina a 330 centesimi per libbra, il doppio di quanto non era semplicemente cinque anni fa, nel 2021. In più l’energia è ai massimi storici e purtroppo il peggio dovrà ancora arrivare con l’autunno”.

Europei di pallavolo, Italia-Croazia 3-0 all’esordio

Roma, 21 ago. (askanews) – Esordio vincente per l’Italia a EuroVolley 2026. Allo Scandinavium di Göteborg, le azzurre di Julio Velasco superano 3-0 (25-9, 25-22, 25-23) la Croazia al termine di una gara condotta con padronanza, mostrando continuità nel gioco, solidità nella correlazione muro-difesa e qualità in tutti i fondamentali. Una bella Italia, profonda nella fase d’attacco, lineare e ordinata in seconda linea, che ha saputo soffrire nel corso del secondo set e rialzarsi nonostante una Croazia mai doma. Azzurre capaci di gestire la distribuzione del gioco con saggezza.

A sostenere la Nazionale di Julio Velasco anche il presidente federale Giuseppe Manfredi giunto a Goteborg nella tarda serata di ieri e tantissimi tifosi italiani arrivati da tutta la Svezia. Azzurre di nuovo in campo: domani, sabato 22 agosto, alle ore 15, contro il Montenegro nella seconda giornata della Pool D.

Caso Flotilla: la Turchia spicca mandato di arresto internazionale contro Netanyahu

Roma, 21 ago. (askanews) – La Turchia ha emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, nell’ambito di un’indagine sull’intercettazione da parte dello Stato ebraico della flottiglia di aiuti diretta a Gaza. Lo ha annunciato su X il ministro della Giustizia di Ankara, Akin Gurlek.

La Turchia aveva già emesso mandati di arresto nei confronti di Netanyahu e di altri alti funzionari con l’accusa di “genocidio” per le azioni di Israele nella guerra contro Hamas a Gaza.

Lo stato ebraico respinge fermamente le accuse di genocidio.

Tennis, Sinner rinuncia agli Us Open: "Sono triste e deluso"

Roma, 21 ago. (askanews) – Jannik Sinner non giocherà gli Us Open 2026. Il numero uno del mondo ha deciso di rinunciare all’ultimo Slam della stagione dopo giorni di valutazioni con il suo staff per il problema al ginocchio destro. L’azzurro aveva già saltato Cincinnati proprio nel tentativo di recuperare in tempo per New York, ma le sensazioni degli ultimi giorni non sono state sufficientemente positive. La decisione è arrivata dopo il ritorno in campo a Monte Carlo, dove Sinner ha verificato di avere ancora bisogno di tempo per recuperare completamente. “Nonostante l’impegno profuso con il mio team e lo staff medico, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di non partecipare agli US Open quest’anno”, ha scritto il numero uno del mondo sui social. “Siamo tornati in campo a Monte Carlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto che ho ancora bisogno di tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro. Sono ovviamente molto triste e deluso, perché New York occupa un posto speciale nel mio cuore. Non vedevo l’ora di tornare a giocare nell’atmosfera elettrizzante di fronte ai fantastici tifosi”. Una rinuncia pesante per Sinner, soprattutto dopo il trionfo a Wimbledon e la finale raggiunta a New York un anno fa. L’azzurro non potrà quindi difendere il titolo conquistato nel 2024 e dovrà rinunciare alla sfida con Carlos Alcaraz, che invece sarà regolarmente al via. Ora la priorità è il recupero completo dal problema al ginocchio, senza forzare i tempi. Sinner tornerà in campo soltanto quando sarà pronto per affrontare nuovamente il circuito nelle migliori condizioni.

Formula1, Antonelli vola nelle FP1 in Olanda

Roma, 21 ago. (askanews) – Kimi Antonelli riparte alla grande dopo la pausa estiva e firma il miglior tempo nelle prime prove libere del Gran Premio d’Olanda. Il pilota della Mercedes chiude la sessione in 1’12″949, precedendo di poco più di un decimo la McLaren di Lando Norris. Terzo posto per l’altra Mercedes di George Russell, a 0″125 dal compagno di squadra. Buon avvio anche per le Ferrari, con Lewis Hamilton quarto e Charles Leclerc quinto. La scuderia di Maranello ha portato a Zandvoort un nuovo fondo per la SF-26, ma ha scelto di non utilizzarlo nelle FP1 per evitare rischi legati alle condizioni meteo e preservare le nuove componenti. Sesta l’altra McLaren di Oscar Piastri, vincitore del Gran Premio d’Olanda nel 2025. Alle spalle dei primi sei si piazzano Nico Hulkenberg e Pierre Gasly, con quest’ultimo al debutto in pista con un importante pacchetto di aggiornamenti, mentre chiude la top ten l’Audi di Gabriel Bortoleto. L’undicesimo posto è invece per Max Verstappen, apparso meno brillante del previsto sulla pista di casa. L’olandese, che ieri ha ufficializzato il rinnovo con la Red Bull fino al 2030, è alla ricerca del primo successo stagionale. Da segnalare anche il ritorno di Liam Lawson in Red Bull, chiamato a sostituire Isack Hadjar, fermato dalla frattura a un polso. Il neozelandese ha chiuso quattordicesimo, mentre Yuki Tsunoda, tornato alla Racing Bulls, è diciassettesimo. La sessione è stata condizionata dal tipico meteo olandese, con alternanza di sole, vento e pioggia. Ora l’attenzione si sposta sulle qualifiche Sprint, in programma nel pomeriggio, che definiranno la griglia di partenza della gara breve di sabato.

Meloni al New York Times: pensavo che le cose con Trump fossero più facili

Roma, 21 ago. (askanews) – “È evidente che con Donald Trump pensavo che le cose sarebbero state più facili, vista la nostra convergenza su immigrazione e cultura woke. Le cose sono andate diversamente”. Così la premier Giorgia Meloni, in un’intervista al New York Times.

“Continuo a credere che l’unità dell’Occidente sia qualcosa di molto importante. Non decido la strategia italiana sulla base delle mie relazioni personali”, ha aggiunto Meloni.

“Beh, vedremo”, così la premier ha, infine, risposto alla domanda se si sentirà con il presidente americano Donald Trump dopo la pausa estiva.

Al via il primo weekend di controesodo, Anas: 24 milioni gli spostamenti in auto, bollino rosso

Milano, 21 ago. (askanews) – Al via il primo weekend segnato dalla fine delle vacanze. In base alle stime dell’Osservatorio mobilità stradale di Anas da oggi sino a domenica 23 agosto sulle strade e autostrade della società del gruppo Fs ci saranno oltre 24 milioni di spostamenti di autoveicoli.

Anas fa sapere che fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi (1.414). Viabilità Italia ha annunciato bollino rosso nel pomeriggio di oggi, venerdì 21 agosto, nella mattinata di domani, sabato 22 agosto, e nel pomeriggio di domenica 23: spostamenti in netta crescita verso i grandi centri urbani in tutta Italia dalle località di villeggiatura. Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore domani sabato 22 agosto dalle 8 alle 16 e domenica 23 agosto dalle 7 alle 22.

“Per milioni di italiani – ha dichiarato l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – è arrivato il momento di rientrare a casa e riprendere il ritmo della quotidianità, del lavoro e degli impegni di ogni giorno. È proprio in questa fase, però, che dobbiamo prestare ancora maggiore attenzione alla sicurezza sulle nostre strade. La prudenza alla guida non è un dettaglio, ma una responsabilità che riguarda ciascuno di noi. Queste giornate sono caratterizzate da un intenso movimento di veicoli: accanto ai grandi flussi di rientro sulle principali arterie, si registrano numerosi spostamenti anche sulle strade locali e, in particolare, sulle strade statali in prossimità dei centri abitati, dove l’aumento del traffico può rendere la circolazione più complessa e imprevedibile”.

“Per questo rivolgo a tutte e a tutti un invito semplice, ma fondamentale – ha proseguito l’ad Gemme -: mettersi alla guida con calma, programmare il viaggio, considerare eventuali rallentamenti e rispettare sempre i limiti di velocità e le regole della strada. Arrivare qualche minuto prima non vale mai il rischio di un incidente. E c’è un’attenzione che voglio ribadire con particolare forza: mai utilizzare il cellulare mentre si è al volante. Una notifica, una telefonata, un messaggio possono aspettare. Alla guida, invece, ogni secondo di distrazione può avere conseguenze irreversibili”.

L’intensificazione della circolazione potrà riguardare i principali itinerari turistici: la A2 Autostrada del Mediterraneo che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in Calabria; le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la strada statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la strada statale 148 Pontina nel Lazio, arteria particolarmente trafficata che insieme alla SS7 Via Appia assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici SS1 Via Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto).

Al nord i Raccordi Autostradali RA13 ed RA14 in Friuli-Venezia Giulia dai valichi di confine, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 “della Valle D’Aosta” e la SS309 Romea tra Emilia-Romagna e Veneto e la SS 51 di Alemagna in Veneto.

Migranti, Meloni: boomerang e fallimento? Schlein fa solo propaganda

Roma, 21 ago. (askanews) – “Elly Schlein parla di ‘boomerang’ e di un presunto fallimento del Governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla. Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro. Ed è proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l’Italia nella gestione dei migranti cosiddetti ‘Dublinanti'”. Così la premier Giorgia Meloni, su Facebook.

“Le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo e, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall’Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati”, puntualizza Meloni.

“Riguardo alla situazione precedente a queste modifiche, questo Governo – prosegue la premier – ha contrastato l’applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi e infatti, dal 2023 a oggi l’Italia ha respinto circa 80 mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri. Ed è grazie alla fermezza di questo Governo se l’Italia non si è limitata ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri Stati ci chiedevano”.

“Cosa avrebbe fatto un Governo di sinistra? Probabilmente – sottolinea Meloni – avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori”.

“La priorità per l’Italia resta, in ogni caso, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, non decidere semplicemente come distribuire i migranti in Europa. E noi – conclude – continueremo a lavorare per ridurre drasticamente gli arrivi irregolari: attraverso il rafforzamento delle frontiere esterne europee, la cooperazione con i Paesi di origine e transito, il contrasto ai trafficanti e una politica dei rimpatri più efficace. È questa la strada che il Governo continuerà a seguire”.

Cisgiordania, coloni israeliani attaccano villaggio palestinese e sparano agli abitanti

Roma, 21 ago. (askanews) – Due palestinesi sono stati feriti da colpi di arma da fuoco esplosi oggi da coloni israeliani nel villaggio di Sa’ir, a nord-est di Hebron, in Cisgiordania. Stando a quanto riferito da fonti locali all’agenzia di stampa Wafa, un gruppo di coloni armati ha attaccato le abitazioni presenti alle porte del villaggio, aprendo il fuoco contro gli abitanti, colpendo un uomo di 70 e una seconda persona, le cui condizioni sono state definite critiche.

Secondo Wafa, i coloni hanno anche dato fuoco a un edificio.

Il Papa: l’IA non diventi strumento di colonialismo economico

Roma, 21 ago. (askanews) – “Il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale rischia di creare nuove forme di dipendenza tecnologica, con le nazioni più povere sempre più dipendenti da quelle più ricche. Dobbiamo rimanere vigili a questo riguardo, affinché l’innovazione non diventi un ulteriore strumento di colonialismo ideologico o economico”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo in Udienza in Vaticano i partecipanti al XVII Incontro Annuale dell’International Catholic Legislators Network.

“Purtroppo – ha proseguito il pontefice – ci troviamo di fronte a una forma sottile di dominio quando gli algoritmi decidono chi viene visto e chi rimane invisibile, quando le piattaforme digitali plasmano il dibattito pubblico senza responsabilità e quando la dignità dei lavoratori viene subordinata all’ottimizzazione dei sistemi. Questi sviluppi rivelano un nuovo volto dell’antica tentazione del dominio e del controllo esercitati senza servizio”.

Da Papa Leone anche un appelli ai legislatori “responsabili di elaborare politiche per la gestione della tecnologia a beneficio del bene comune: il vostro compito non è ostacolare l’innovazione, ma orientarla con saggezza”.

“Il mondo non ha bisogno di un’intelligenza artificiale che diminuisca l’umanità; ha invece bisogno di un’intelligenza umana illuminata dalla saggezza, di un’autorità politica guidata dalla coscienza e di un’innovazione tecnologica orientata dalla carità – ha puntualizzato ancora il Santo Padre -. Solo allora l’intelligenza artificiale potrà diventare non una rivale dell’umanità, ma una servitrice del bene comune”.

Cagliari, Trepy migliora e lascia la terapia intensiva

Roma, 21 ago. (askanews) – L’attaccante del Cagliari Yael Trepy è stato trasferito ieri pomeriggio dalla Terapia Intensiva Emergenza Urgenza dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari alla Pneumologia clinica e interventistica di viale San Pietro, diretta dal professor Pietro Pirina. Lì continuerà le cure e il monitoraggio del quadro respiratorio. Il calciatore era stato ricoverato domenica scorsa per un principio di annegamento dopo un incidente in piscina.

Il trasferimento – comunica l’Azienda Ospedaliero-Universitaria – si è reso possibile grazie alla positiva evoluzione delle condizioni cliniche del giovane calciatore, che non necessita più di assistenza intensiva. “Il paziente ha mantenuto condizioni cliniche stabili, senza necessità di ulteriore assistenza intensiva – ha spiegato Stefania Milia, direttrice della Terapia Intensiva Emergenza Urgenza del Santissima Annunziata -. Nella giornata di ieri ha iniziato la mobilizzazione con il fisioterapista e, nel pomeriggio, è stato trasferito dalla Terapia Intensiva Emergenza Urgenza al reparto di Pneumologia per la prosecuzione delle cure”.

Prima di lasciare il reparto, Trepy ha voluto rivolgere un gesto di ringraziamento all’équipe della Terapia intensiva che lo ha assistito nei giorni più delicati del ricovero: ha donato agli operatori sanitari le maglie del Cagliari Calcio personalizzate con il nome Trepy. Il percorso assistenziale proseguirà ora nel reparto diretto dal professor Pirina, dove saranno monitorate in particolare le condizioni respiratorie e completato il recupero clinico del paziente.

Tennis, Cobolli in semifinale a Cincinnati

Roma, 21 ago. (askanews) – Flavio Cobolli è in semifinale al Masters 1000 di Cincinnati al termine di una vittoria pazzesca, ancora in rimonta, contro Tommy Paul per 2-6, 6-3, 6-4 in un’ora e 57 minuti di gioco. Dopo un primo set durissimo per l’azzurro, che ha subìto ben due break senza mai entrare negli scambi, è arrivata la reazione nel secondo set. Flavio è infatti riuscito a strappare la battuta al suo avversario nel quarto game, annullando anche una chance di controbreak nel settimo gioco. Nel terzo e decisivo set, Cobolli ha sprecato quattro palle break, ma la quinta si è dimostrata quella buona per andare a servire per chiudere il match. Per il romano arriva così la nona semifinale nel circuito maggiore, la quinta stagionale e la prima a livello ‘1000’. In semifinale affronterà il francese Fils (n.21 Atp)che ha battuto in 6-3, 6-2 l’argentino Tirante

Giochi del Mediterraneo, oggi il via con Mattarella e Meloni

Roma, 21 ago. (askanews) – Numeri da record per la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, al via ufficialmente oggi a Taranto con la cerimonia inaugurale allo stadio Iacovone, già tutto esaurito, e le prime gare di pallavolo (ieri doppia vittoria italiana all’esordio sia al maschile che al femminile). Sarà la più grande edizione nella storia della manifestazione, nata nel 1951 e tornata in Puglia dopo l’edizione di Bari 1997. Sono già circa 100mila i biglietti venduti per una rassegna che coinvolgerà quattro province e 13 città pugliesi fino al 3 settembre. In programma 33 discipline sportive distribuite su 28 impianti, con 3.803 atleti iscritti in rappresentanza di 26 Paesi, ai quali si aggiunge la delegazione di Athletica Vaticana. Saranno assegnate complessivamente 1.853 medaglie, mentre le finali previste sono 273. Per la prima volta entrano nel programma il pattinaggio a rotelle e il padel. L’Italia sarà la delegazione più numerosa con 498 atleti, 259 uomini e 239 donne, e parteciperà a tutte le discipline. A guidare gli azzurri saranno i portabandiera Filippo Tortu e Irma Testa. In gara anche cinque campioni olimpici: Gianmarco Tamberi e Tortu nell’atletica, Mauro Nespoli nel tiro con l’arco, Diana Bacosi e Gabriele Rossetti nel tiro a volo. A loro si aggiungono sette medagliati olimpici. Beniamina la tarantina Benedetta Pilagto che dopo le vittorie agli Europei di Parigi non poteva mancare alla manifestazione nella sua Taranto. La cerimonia inaugurale, dalle 20.15 e trasmessa in diretta su Rai 2, vedrà la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’apertura ufficiale sarà affidata al Capo dello Stato. Sul palco si esibiranno Serena Brancale, Mietta e Al Bano, mentre l’inno nazionale sarà cantato da Simone Grande, vincitore di The Voice Kids. L’Italia arriva all’appuntamento da dominatrice del medagliere: nelle 19 edizioni disputate ha conquistato il primo posto 14 volte, contro le quattro della Francia e l’unico successo della Jugoslavia. L’ultima volta senza vittoria risale al 2001, a Tunisi. A Taranto saranno impegnati anche circa 3mila volontari, selezionati tra oltre 11mila candidati. Per tutta la durata dei Giochi sono previste modifiche alla circolazione e alla sosta, con il potenziamento del trasporto pubblico. In città sarà inoltre attivo il Fan Village di piazza Garibaldi.

Meeting Rimini, Mattarella: umanità non si chiuda dentro illusori muri, costruisca ponti

Roma, 21 ago. (askanews) – “L’umanità” non resti “chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo, bensì aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi”. Guardi a “solidarietà, amicizia sociale, gratuità dell’amore” in un “tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono diseguaglianze mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz.

“Il Meeting di Rimini – sottolinea Mattarella – è un appuntamento significativo. Giunto alla sua 47esima edizione, rappresenta una storia e, in tempi di trasformazioni straordinarie, si propone di continuare a contribuire a costruire la storia, annodando, in coerenza, i fili della propria”.

“Quest’anno – prosegue il Capo dello Stato – il nodo è stato stretto sull’amore. Il verso conclusivo della Commedia di Dante – ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’ – non esprime soltanto un sentimento di esperienza individuale. L’amore che apre agli altri, oltre noi stessi e il nostro presente, è una forza interiore che assume una dimensione relazionale e, quindi, sociale, preziosa. Legare l’io al tu, al noi, spezza le solitudini e imprime direzioni ai percorsi umani”.

“È il contrario – osserva – del falso realismo che conduce all’inerzia, alla sfiducia, alla rassegnazione, quando invece il destino delle comunità è quello di farsi protagoniste del proprio futuro. Lo ha richiamato il Pontefice Leone XIV nella sua ‘Magnifica humanitas’. Un’umanità non chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo, bensì aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi. Solidarietà, amicizia sociale, gratuità dell’amore possono aprire orizzonti inediti alla politica, all’economia, alla vita civile. Viviamo un tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono diseguaglianze mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani”.

“È dall’umanità delle donne e degli uomini che si possono trarre le energie per rifiutare l’omologazione, la passività, l’odio, l’avversione al diverso, allo straniero, per educare alla pace”, esorta Mattarella, il quale conclude augurando “al Meeting, a tutti coloro che parteciperanno alle giornate di Rimini, di continuare a costruire con generosità orizzonti di umanità”.

Conte: effetti perversi da woke, sinistra combatta diseguaglianze socio-economiche

Roma, 21 ago. (askanews) – “La cultura woke può costituire l’ossatura ideologica di una forza progressista? Ne dubito. La cultura woke è diventata una sorta di religione morale autoreferenziale e per una forza progressista sarebbe un grave errore di strategia politica confidare su di essa per costruire una efficace azione politica”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, in un intervento su ‘La Repubblica’ nel dibattito aperto sul quotidiano da Alexandra Ocasio-Cortez (“Il woke è una follia, puntiamo sull’economia”).

Per Conte, il woke è un movimento che “ha spinto ad allargare il concetto di giustizia, ad adottare un linguaggio più rispettoso, ha contribuito a creare spazi simbolici e pratiche di riconoscimento che si sono diffuse nei luoghi di lavoro, nelle università, nei media” ma che ha anche prodotto “alcuni eccessi…rimbalzati dagli Stati Uniti”, “effetti perversi: conformismo ideologico e, in talune punte, repressione della libertà di opinione”. Il presidente Cinque Stelle puntualizza che occorre fronteggiare l’attacco “in blocco” del movimento da parte delle “destre” per “screditare qualsiasi istanza di uguaglianza”. Ma, sottolinea, “non è con il wake che la sinistra può fare giustizia”.

“Una forza progressista – prosegue – deve necessariamente intervenire sulle radici materiali delle diseguaglianze, assumendo quale prioritario obiettivo la riduzione (se non l’eliminazione) degli squilibri economici e delle iniquità sociali che hanno assunto un rilievo strutturale”.

“Tocca a noi offrire una vera alternativa, convincendo i ceti popolari, le forze sindacali, tutti i settori produttivi e i vari movimenti e comunità locali che si possono tenere insieme riconoscimento e redistribuzione, libertà individuali e sicurezza sociale, non perdendo mai di vista la lotta primaria contro le oppressioni materiali. Tocca a noi tornare a far crescere l’Italia, contrastando la gerarchia di una società di diseguali”, osserva.

“È impensabile affrontare queste sfide, muniti solo di un’agenda morale sui diritti civili, né possiamo continuare a ragionare solo di diritti identitari e di spazi simbolici”, sottolinea Conte ribadendo che occorre “recuperare risorse importanti dalla revisione delle spese militari, investendo massicciamente sul capitale umano, riformulando un modello di sicurezza sociale adeguato alle travolgenti trasformazioni tecnologiche e sociali”.

“Una politica progressista deve penetrare i meccanismi e le strutture più profonde dell’attuale sistema economico-sociale per trovare nuovi percorsi e strumenti per perseguire più radicali disegni di giustizia sociale. Non possiamo rassegnarci ad assistere a una crescita sempre più esponenziale di produttività e redditività, mentre la distribuzione dei benefici alle comunità diventa sempre più iniqua”, afferma.

Carburanti, continua la corsa della benzina: prezzo medio sale a 2,005 euro al litro

Milano, 21 ago. (askanews) – Continua la corsa del prezzo della benzina. Dopo aver superato ieri la soglia dei 2 euro sulla rete stradale nazionale, oggi, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,005 euro al litro per la benzina e 2,122 euro al litro per il gasolio. E’ quanto emerge dai dati diffusi dal Mimit e rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti. Ieri il prezzo medio era salito a 2,002 euro al litro per la benzina e a 2,116 euro al litro per il gasolio.

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,080euro al litro per la benzina e 2,194 euro al litro per il gasolio.

Meeting di Rimini, Mattarella: l’umanità non si chiuda dentro illusori muri

Roma, 21 ago. (askanews) – “L’umanità” non resti “chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo, bensì aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi”. Guardi a “solidarietà, amicizia sociale, gratuità dell’amore” in un “tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono diseguaglianze mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz.

“Il Meeting di Rimini – sottolinea Mattarella – è un appuntamento significativo. Giunto alla sua 47esima edizione, rappresenta una storia e, in tempi di trasformazioni straordinarie, si propone di continuare a contribuire a costruire la storia, annodando, in coerenza, i fili della propria”.

“Quest’anno – prosegue – il nodo è stato stretto sull’amore. Il verso conclusivo della Commedia di Dante – ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’ – non esprime soltanto un sentimento di esperienza individuale. L’amore che apre agli altri, oltre noi stessi e il nostro presente, è una forza interiore che assume una dimensione relazionale e, quindi, sociale, preziosa. Legare l’io al tu, al noi, spezza le solitudini e imprime direzioni ai percorsi umani”.

“È il contrario – osserva – del falso realismo che conduce all’inerzia, alla sfiducia, alla rassegnazione, quando invece il destino delle comunità è quello di farsi protagoniste del proprio futuro. Lo ha richiamato il Pontefice Leone XIV nella sua ‘Magnifica humanitas’. Un’umanità non chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo, bensì aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi. Solidarietà, amicizia sociale, gratuità dell’amore possono aprire orizzonti inediti alla politica, all’economia, alla vita civile. Viviamo un tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono diseguaglianze mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani”.

“È dall’umanità delle donne e degli uomini che si possono trarre le energie per rifiutare l’omologazione, la passività, l’odio, l’avversione al diverso, allo straniero, per educare alla pace”, esorta il Capo dello Stato.

“Auguro al Meeting, a tutti coloro che parteciperanno alle giornate di Rimini, di continuare a costruire con generosità orizzonti di umanità”, conclude il presidente della Repubblica.

Conte: effetti perversi dalla cultura woke, la sinistra combatta le diseguaglianze socio-economiche

Roma, 21 ago. (askanews) – “La cultura woke può costituire l’ossatura ideologica di una forza progressista? Ne dubito. La cultura woke è diventata una sorta di religione morale autoreferenziale e per una forza progressista sarebbe un grave errore di strategia politica confidare su di essa per costruire una efficace azione politica”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, in un intervento su ‘La Repubblica’ nel dibattito aperto sul quotidiano da Alexandra Ocasio-Cortez (“Il woke è una follia, puntiamo sull’economia”).

Per Conte, il woke è un movimento che “ha spinto ad allargare il concetto di giustizia, ad adottare un linguaggio più rispettoso, ha contribuito a creare spazi simbolici e pratiche di riconoscimento che si sono diffuse nei luoghi di lavoro, nelle università, nei media” ma che ha anche prodotto “alcuni eccessi…rimbalzati dagli Stati Uniti”, “effetti perversi: conformismo ideologico e, in talune punte, repressione della libertà di opinione”. Il presidente Cinque Stelle puntualizza che occorre fronteggiare l’attacco “in blocco” del movimento da parte delle “destre” per “screditare qualsiasi istanza di uguaglianza”. Ma, sottolinea, “non è con il wake che la sinistra può fare giustizia”.

“Una forza progressista – prosegue – deve necessariamente intervenire sulle radici materiali delle diseguaglianze, assumendo quale prioritario obiettivo la riduzione (se non l’eliminazione) degli squilibri economici e delle iniquità sociali che hanno assunto un rilievo strutturale”.

Mps, Lovaglio: "Oggi siamo qui per parlare di una visione"

Milano, 21 ago. (askanews) – “Oggi non siamo qui per parlarvi solo di un’operazione, siamo qui per parlarvi di una visione”. L’Ad e Dg di Mps, Luigi Lovaglio, ha esordito così durante la conference call con la comunità finanziaria e la stampa per illustrare le doppie offerte parallele in azioni approvate ieri dal cda del Montepaschi.

Le due offerte di Mps su Banco Bpm e su Banca Generali “non sono condizionate l’una all’altra: possiamo portarne a termine una senza portare a termine l’altra, ma sono convinto che – considerando il valore implicito nel realizzare entrambe le offerte – entrambe verranno portate a compimento con successo”, ha puntualizzato Lovaglio nella call con gli analisti tenuta all’indomani del cda che ha approvato l’operazione.

Il manager ha inoltre precisato che all’assemblea del 29 ottobre 2026 gli azionisti del Monte saranno chiamati ad approvare “separatamente” ciascuna offerta e la distribuzione straordinaria.

Le Offerte di Mps su banco Bpm e banca Generali “sono finalizzate alla creazione di un nuovo campione nazionale di riferimento, dotato di competenze distintive nel banking, nell’advisory e nel wealth management, attraverso l’unione di marchi iconici, solide radici territoriali e relazioni consolidate con le famiglie, le aziende e le comunità locali”, sottolinea il comunicato diffuso questa mattina dopo il cda di ieri del Montepaschi.

Il progetto industriale, spiega il comunicato, “si traduce nella combinazione di franchise complementari all’interno di un gruppo finanziario integrato, con un modello di business vincente e posizionato per accompagnare famiglie, imprenditori, Pmi e grandi imprese lungo l’intero ciclo della loro vita finanziaria”.

“Il razionale strategico – prosegue – è particolarmente convincente: una Mps rafforzata e profondamente trasformata rappresenta il partner naturale sia per Banco Bpm, che apporta scala, competenze di prodotto e forza commerciale nelle aree a maggiore ricchezza del Paese, sia per Banca Generali, che contribuisce con una piattaforma leader nel wealth management, ricavi commissionali ricorrenti di elevata qualità e capacità distributive basate sul modello advisor-led. Le competenze distintive di Mediobanca nel corporate e investment banking, nei capital markets e nel wealth management beneficeranno inoltre della maggiore scala del nuovo gruppo, ampliando al contempo la gamma di prodotti e servizi a disposizione della clientela”.

“Il gruppo allargato, più diversificato e resiliente, diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo, con un bilancio pro forma pari a circa 466 miliardi di euro, impieghi alla clientela pari a 245 miliardi di euro, raccolta diretta pari a 315 miliardi di euro e total financial assets pari a 810 miliardi di asset, sulla base dei dati al 31 dicembre 2025”.

L’operazione, prosegue la nota, “è attesa generare una significativa creazione di valore attraverso circa Euro 2,6 miliardi di sinergie pre-tax run-rate annue (di cui Euro 0,8 miliardi relativi all’integrazione di Mediobanca in corso), derivanti sia da efficienze di costo sia da opportunità di ricavo”. Il management di Mps stima attualmente oneri di integrazione una tantum complessivi nell’ordine di Euro 2,5 miliardi ante imposte (di cui Euro 0,6 miliardi relativi all’integrazione di Mediobanca in corso) e prevede che tali costi siano sostenuti tra il 2027 e il 2029. Il progetto industriale proposto da Mps, prosegue il comunicato, “deve essere considerato coerente con la direzione strategica delineata da Banco Bpm nella lettera del 7 giugno 2026, in quanto volto a dare attuazione a un piano condiviso finalizzato a valorizzare le complementarità tra gli istituti coinvolti e a rafforzarne il posizionamento competitivo nell’interesse di tutti gli stakeholder”. Gli obiettivi “restano invariati: creare un gruppo più forte, più diversificato e più competitivo”.

L’Offerta Banco Bpm “rappresenta semplicemente un percorso tecnico alternativo per conseguire i medesimi obiettivi attraverso un processo di mercato trasparente e ordinato, eseguibile secondo una tempistica chiaramente definita. In tale contesto, questo convincente progetto industriale offrirebbe inoltre al principale azionista di Banco Bpm (Credit Agricole/Ndr) l’opportunità di partecipare alla creazione di un gruppo più forte e di maggior valore, favorendo al contempo lo sviluppo di collaborazioni strategiche in aree di reciproco interesse”.

La rilevanza strategica del progetto industriale proposto da Mps “è ulteriormente rafforzata dall’iniziativa parallela su Banca Generali. L’aggregazione con Banca Generali rappresenta un primo passo verso un più ampio programma di collaborazione industriale con il Gruppo Generali, finalizzato allo sviluppo di nuove opportunità di crescita in aree di business strategicamente rilevanti per entrambe le istituzioni”.

Quando il dolore diventa rinascita: la Comunità Incontro di Amelia

Le periferie dimenticate e il buio che avanza

C’è un’Italia che vive ai margini, oltre il raccordo, dove il grigio dei palazzi sembra inghiottire ogni speranza. Nelle periferie romane, tra strade trafficate e piazze desolate, le dipendenze hanno assunto contorni sempre più sfumati e insidiosi. Non più solo droga o alcol, ma un ventaglio di schiavitù moderne che svuotano l’esistenza di migliaia di giovani.

È un’emergenza che non fa notizia, che si consuma nel silenzio delle case e nella vergogna di chi non riesce a chiedere aiuto. Eppure, da qualche parte, esiste una risposta concreta.

Lavorare per guarire: la forza dell’ergoterapia

Sulle colline di Amelia, lontano dal frastuono della città, la Comunità Incontro ha scelto una strada diversa. Qui non si parla solo di astinenza o di protocolli clinici. Si parla di rimettersi in gioco attraverso il fare.

Il metodo ergoterapeutico è il cuore di questa esperienza: non una semplice tecnica, ma una filosofia di vita. Significa imparare a prendersi cura di qualcosa – un orto, un laboratorio, un animale – per scoprire che si è ancora capaci di creare, di costruire, di essere utili.

È attraverso le mani che si sporcano di terra o di pittura che l’anima ritrova il suo peso specifico. Chi arriva qui spesso non sa più chi è, cosa vale. Il lavoro quotidiano glielo ricorda, passo dopo passo.

 

Volti, nomi, professionalità

Dietro ogni percorso di guarigione ci sono persone in carne ed ossa. Giampaolo Nicolasi, alla guida della struttura, incarna l’equilibrio tra rigore e comprensione. Non è un direttore che impartisce ordini, ma un riferimento che sa ascoltare.

Accanto a lui, Tania Fontanella coordina l’équipe psicologica con una sensibilità rara, capace di entrare in contatto con le fragilità più profonde senza mai giudicare. Martina Nicolasi completa questo trio di eccellenza, portando dedizione e competenza in ogni aspetto della vita comunitaria.

Insieme a loro, educatori, operatori, volontari: una rete di professionisti che ha scelto di mettere il proprio sapere al servizio degli altri.

 

Per chi non ce la fa più

Se stai leggendo queste righe e senti che il peso è diventato insopportabile, se sei un genitore che non dorme più la notte, se sei un ragazzo che crede di aver bruciato tutte le opportunità, sappi che c’è un posto dove puoi tornare a respirare.

La Comunità Incontro di Amelia non è un ospedale, non è un carcere, non è un luogo di attesa. È una casa dove si impara a vivere di nuovo. Un punto di riferimento solido, riconosciuto a livello nazionale, che accoglie chiunque abbia il coraggio di bussare alla sua porta.

Non esiste una formula magica per uscire dalle dipendenze. Esiste però la possibilità di non affrontare da soli questa battaglia. Esiste una mano tesa, pronta ad accoglierti senza condizioni.

 

Per informazioni, colloqui e per iniziare il tuo percorso

Numero Verde Comunità Incontro: 800 168 168

 

L’irresistibile attrazione di Donald Trump per i dittatori

Il ritorno di Kim Jong-un

Come non bastasse tutto il caos che ha generato qua e là nel pianeta, Donald Trump ora se ne è inventata un’altra: ha rilanciato l’idea di una possibile innovativa amicizia con la Corea del Nord del dittatore Kim Jong-un. Postando sui social la foto del loro incontro di sette anni fa e – soprattutto – decidendo il ridimensionamento delle annuali esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud.

L’inquietudine degli alleati asiatici

Facile immaginare lo sconcerto di Seul, e più ancora la preoccupazione conseguente che a questo punto coinvolge tutti i tradizionali alleati americani della regione a cominciare dal Giappone, già in forte tensione con la Cina e certo non insensibile al protagonismo del feroce dittatore di Pyongyang: il quale negli ultimi anni ha rafforzato il proprio arsenale nucleare, di fatto l’assicurazione sulla vita del regime (ora addirittura inserita in Costituzione) che ormai nessuno si illude più possa venire in qualche modo discusso o ridimensionato; ha stabilito una forte relazione politica con la Russia in seguito al sostegno fornitole con l’invio di oltre una dozzina di migliaia di soldati (molti dei quali uccisi) sul fronte ucraino e di centinaia di missili; ha mantenuto e probabilmente migliorato le relazioni con la Cina, confermate nel recente vertice con Xi Jingping.

Il credito concesso ai dittatori 

In tutto questo, la situazione interna al paese rimane sconosciuta ufficialmente ma in realtà è quella ben nota da decadi: nessuno spazio per la libertà d’espressione, anzi per ogni ipotesi di libertà; controllo terrificante della vita di ogni cittadino; culto della personalità del capo, che sta ora progressivamente inserendo la figlia nella struttura del potere.

Così, mentre chiede e impone ai suoi alleati nuovi e più corposi investimenti militari il presidente americano apre un nuovo credito con uno dei più sanguinari satrapi del pianeta. A conferma della sua evidentemente irresistibile attrazione per i dittatori.

Israele mette a rischio i due Stati. Bene il no (anche) dell’Italia

Su E1 non si può tacere

Bene ha fatto l’Italia ad aderire alla netta presa di posizione internazionale contro il progetto israeliano E1. La dichiarazione di ieri, 20 agosto, sottoscritta da Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Canada e Norvegia, chiede al governo israeliano di ritirare immediatamente i piani di espansione degli insediamenti in Cisgiordania.

Non siamo di fronte a una questione urbanistica. Il governo israeliano ha aperto il bando per 1.234 nuove unità abitative nell’area E1, a est di Gerusalemme, con scadenza il 19 ottobre, all’interno di un progetto assai più vasto. È la geografia a spiegare la gravità della decisione: edificare E1 significa compromettere la continuità territoriale tra il nord e il sud della Cisgiordania e rendere ancora più problematica la possibilità di costruire uno Stato palestinese territorialmente sostenibile.

Per questo i sette Paesi hanno usato parole inequivocabili: il progetto «allontana ulteriormente dalla pace» e rischia di compromettere ulteriormente la reputazione internazionale di Israele.

Amici di Israele, non del governo Netanyahu

C’è un equivoco che sarebbe bene dissipare. Difendere il diritto di Israele all’esistenza e alla sicurezza non significa sottoscrivere ogni decisione del suo governo. Anzi, proprio chi considera fondamentale la sicurezza dello Stato ebraico dovrebbe contrastare scelte destinate ad aumentarne l’isolamento e a cancellare progressivamente qualsiasi credibile soluzione politica del conflitto.

Gli insediamenti israeliani nei territori occupati sono considerati illegali dal diritto internazionale: lo hanno ribadito le Nazioni Unite e lo ricordano esplicitamente i firmatari della dichiarazione. Ma E1 presenta un’aggravante politica: rischia di rendere materialmente impraticabile quella soluzione dei due Stati che la comunità internazionale continua a indicare come l’unico approdo possibile.

L’amicizia verso Israele non può dunque trasformarsi in acquiescenza verso il governo Netanyahu. Un alleato è credibile anche quando sa dire no.

L’Italia ha scelto bene

La presenza italiana tra i firmatari è perciò significativa. E non rappresenta neppure un’improvvisa correzione di rotta: già nel maggio scorso Roma aveva aderito a una dichiarazione internazionale che indicava specificamente E1 come una minaccia alla soluzione dei due Stati.

Adesso, però, il problema diventa più urgente. Se mentre la diplomazia continua a parlare di due Stati sul terreno si procede in direzione opposta, quella prospettiva rischia di ridursi a una formula rituale, buona per i comunicati e sempre meno praticabile nella realtà.

Israele ha diritto alla sicurezza. I palestinesi hanno diritto a una prospettiva politica, a un territorio e a uno Stato. Tenere insieme questi due principi non è equidistanza: è la condizione per cercare una pace possibile.

Per questo l’Italia ha fatto bene a schierarsi. Fermare E1 non significa schierarsi contro Israele. Significa opporsi a una scelta del suo governo che rischia di allontanare ancora di più la pace e, alla lunga, di danneggiare lo stesso Israele.

La strana storia di Ranucci e Lavitola, un film dalla triste sceneggiatura

La calda estate dell’Italia dei media

Quella di Ranucci e Lavitola, vicenda scadentissima, sta diventando una soap a puntate ancora più avvilente. Avvocati che si arrabattano in dichiarazioni alla stampa prive di sostanza, chiarimenti che non chiariscono nulla, eventuali messaggi cifrati e così via, con tutti gli ingredienti di una storia che di gustoso ha solo il suo squallore.

Lavitola si scusa con l’innocenza di un bambino di cui si è scoperta la marachella. È la cartina di tornasole di personaggi che credono di essere onnipotenti o che, con presunzione, immaginano di poter lasciare tracce di sé nella storia del nostro Paese. A proposito, potrebbe tornare godibile rivedere il film dal titolo “Il moralista”, con il nostro Albertone nazionale a fare da protagonista.

 

Storia di un modo antico

Ora si mira a un punto che non risolve la faccenda e che sarà giustamente materia solo della magistratura. Lavitola, ristoratore di pesce, forse ha desiderato prendere a pesci in faccia la sua professione per tornare a fare un po’ di casino in politica.

Ranucci, per adesso, ha preso in prestito il motto di Francesco Saverio Borrelli “resistere, resistere, resistere”, che era certo di poteri che congiuravano contro l’indipendenza della magistratura, così sconfinando, secondo molti altri, in campi che non gli competevano.

Sarà stata la foga della giustizia alla quale prestava servizio che talvolta lo ha portato, secondo qualcuno, a confondersi con la rivoluzione. All’ars destruens non sarebbe corrisposta un’altrettanta ars construens, o forse era proprio questo lo scopo: restare nello sfacelo e non un passo oltre. Qualche romantico potrebbe dire che trattasi di rivoluzione permanente. Una trentina di anni dopo, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

 

A volte abdicare…

Sembra che Ranucci voglia restare a Report ad ogni costo. È stato dotato di uno spiccato senso di opportunismo per aver saputo infilarsi in un filone televisivo che fa gola agli italiani tipici delle fulminanti vignette di Altan. Appare adesso clamorosamente scarso di senso dell’opportunità, al punto da non fare un passo indietro per non compromettere, almeno in questa fase, il servizio pubblico televisivo, che merita più gratitudine e generosità, posto che gli ha dato fama e gloria.

Qualcuno dovrebbe spiegargli che Report richiama anche la traiettoria di un boomerang: chi lo lancia deve essere consapevole che torna indietro e, se non si sta attenti, può far del male proprio all’autore del tiro.

 

Questioni di punti di vista

Il punto non è chi condurrà, semmai, nella nuova stagione Report, se Ranucci è vittima o colluso con Lavitola, se è stato così vanitoso nell’ipotizzare un suo ruolo in politica, se è mancato di prudenza in certe frequentazioni divenute persino amicali.

Il punto non è se ha fatto inchieste su commissione o se abbia scoperto effettivamente le malefatte della nostra società. Il punto non è quanto sia costata la macchina di Report e quanti buchi nell’acqua si siano poi rivelati, dopo tante trafelate attenzioni verso questo o quel fatto portato in bocca a un pubblico educato al massacro.

Il punto non è l’avvilente schierarsi dei partiti a favore o contro Ranucci per raggranellare qualche consenso o per consumare qualche vendetta. Il punto non è se, dalla Gabanelli in poi, si sia consumato il rischio di un’eventuale informazione non sempre indipendente e all’altezza del proprio ruolo e delle proprie responsabilità, dove l’obiettività può aver smarrito il suo fuoco, dove infine il gabbato è l’ignaro telespettatore.

 

L’inciampo del “quarto potere”

La questione, su cui si dovrebbe piuttosto fermare il pensiero, dovrebbe essere nel chiedersi come sia stato possibile consentire per anni inchieste di stampo “accusatorio” e non di indagine e come mai soltanto oggi si sia scoperto il vaso di Pandora, su cui commenta negativamente una parte non marginale della stessa “informazione”, fino ad oggi clamorosamente silente.

Come si fosse svegliato da un brutto sogno, oggi il giornalismo italiano si accorge dell’accaduto e dice la sua, chiamando alla presa di distanza, alla censura, all’allarme, allo scandalo, attraverso diversi suoi commentatori che tentano di recuperare su una colpa, se non di complicità, almeno di sottovalutazione.

 

Una lezione da mandare a memoria

Sembra che Giulio Andreotti un giorno abbia detto: “Io distinguerei le persone morali dai moralisti, perché molti di coloro che parlano di etica, a forza di discuterne non hanno poi il tempo di praticarla”.

Il punto è questo e non altro. Chissà cosa ne pensano Conte e compagnia cantando.

Torino è cresciuta. Grazie al pragmatismo e al buon senso

Il pragmatismo come metodo di governo

Anche Torino si avvia verso il voto. Nella prossima primavera, con molte altre grandi città italiane, anche il capoluogo subalpino rinnoverà il suo vertice politico ed amministrativo. Ma, al di là del dibattito e del confronto tra i partiti in vista del voto, è indubbio che alcuni elementi emergono in modo persin oggettivo. Innanzitutto la gestione del Sindaco Stefano Lo Russo è stata all’insegna del pragmatismo e della concretezza. Nessuna indulgenza al populismo – che aveva invece caratterizzato la gestione precedente della grillina Appendino -, alla improvvisazione, alla superficialità e al pressappochismo. Lo Russo ha ricordato, nella sua gestione amministrativa quotidiana, i grandi sindaci del passato della città. Appunto, approccio pragmatico e concentrazione sui dossier principali per rilanciare il ruolo di Torino nella cornice piemontese e, al contempo, lavorare per non smantellare la storica vocazione industriale della città ma investendo anche e massicciamente sui nuovi asset dello sviluppo e della crescita contemporanei: dal turismo ai servizi, dai grandi eventi internazionali alla cultura, dalle sfide dei nuovi lavori e professionalità alla cura dell’habitat cittadino. Insomma, una gestione, quella di Lo Russo e della sua squadra, che si è caratterizzata, almeno sino ad oggi, per la sua concretezza e per quel pragmatismo amministrativo che sono e restano, probabilmente, all’origine del buon amministratore. Al di là e al di fuori della stessa appartenenza politica.

L’alleanza tra politica e civismo

In secondo luogo il profilo politico e culturale della coalizione che ha sostenuto ed appoggiato la sindacatura di Lo Russo. Si tratta, ricalcando una delle specificità della storia amministrativa torinese, di una alleanza di centro sinistra che è stata in grado di unire la politica – cioè i partiti – con quella che comunemente viene ancora chiamata ‘società civile’. Che a Torino, come in molte altre grandi città, ma soprattutto a Torino – almeno dal 1993 in poi con la candidatura a Sindaco di Valentino Castellani – si è contraddistinto per il ruolo decisivo e protagonistico del “civismo’. Un civismo non anti politico ma semplicemente in grado di recuperare e rilanciare la forza e l’energia di settori della città che non sono direttamente riconducibili alle esperienze di partito.

In ultimo, quando si parla di Torino e di questa ultima stagione amministrativa, non si può non evidenziare che il campo del centro sinistra che ha guidato la città non è mai stato l’espressione di una politica estremista, radicale o massimalista. E proprio con l’esperienza di Lo Russo il centro sinistra torinese si è confermato come una coalizione capace di dispiegare una vera cultura di governo, autenticamente riformista e alieno dai proclami radicali e di pura propaganda.

Una città ben amministrata, pur tra problemi aperti

Tre ragioni di fondo che hanno caratterizzato l’ultima stagione amministrativa di Torino che sono stati anche credibili sotto il profilo dell’efficienza amministrativa. Dopodichè, come ovvio e persino scontato, persistono i problemi che caratterizzano tutte le grandi città italiane: dal nodo delle periferie ai temi della sicurezza, dalla microcriminalità al pianeta, sempre attuale e problematico, della integrazione fra le varie etnie al capitolo della povertà e dell’emarginazione di settori crescenti della popolazione. Ma, comunque sia, un dato è certo. E cioè, Torino in questi ultimi anni è stata ben amministrata. Non con i dogmi del populismo e della propaganda ma, al contrario, con i criteri – tipicamente sabaudi – della concretezza, del buonsenso e, appunto, del sano pragmatismo.

Ex Ilva, Mattarella: impegno nazionale per Taranto. Meloni: tavolo a Palazzo Chigi per lo sviluppo della città

Roma, 20 ago. (askanews) – I Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto sono diventati l’occasione per riaccendere l’attenzione sulla situazione dell’ex Ilva e ribadire l’impegno istituzionale.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Quotidiano di Puglia, per rivolgere un saluto alla città di Taranto e a tutte le altre località della Puglia, che si apprestano a ospitare la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, ha sottolineato: “Un pensiero particolarmente intenso di attenzione e di vicinanza intendo dedicare agli abitanti della storica città di Taranto – custode di un patrimonio storico, culturale, artistico di inestimabile valore – che negli ultimi tempi hanno dovuto fronteggiare drammatici aspetti di occupazione e di salute, di sviluppo economico e di qualità della vita: questi aspetti della loro condizione costituiscono un problema e, insieme, un impegno nazionale”. “La scelta di Taranto come sede di un evento di carattere internazionale come quello dei Giochi del Mediterraneo manifesta il ruolo che la Città riveste nella Repubblica. L’augurio è che, a partire da questi giochi, Taranto torni ad ‘abbracciare il futuro'”, ha concluso il Capo dello Stato.

Dal canto suo, la premier Giorgia Meloni, in una lettera inviata al prefetto di Taranto Ernesto Liguori, in seguito ad una richiesta giunta attraverso Liguori da associazioni di categoria del territorio di Taranto finalizzata a far presiedere alla premier un incontro sulla ex Ilva in occasione della partecipazione di Meloni all’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, ha annunciato che “in parallelo” al tavolo di confronto con i sindacati nazionali del settore convocato in permanenza presso la Presidenza del Consiglio e coordinato dal sottosegretario Mantovano “è mia intenzione convocare, sempre a Palazzo Chigi, uno specifico Tavolo per la città di Taranto, al fine di valutare le possibilità di sviluppo dell’area con investimenti imprenditoriali da affiancare all’ex Ilva”.

“Garantisco che il mantenimento di un’importante capacità produttiva di acciaio è ritenuto dal Governo obiettivo di rilievo nazionale”.

“Senza escludere il confronto con le organizzazioni che operano sul territorio, al Tavolo per Taranto – ha proseguito la premier – saranno invitati innanzitutto i vertici nazionali delle stesse (insieme, ovviamente, ai rappresentanti della Regione Puglia e degli enti locali), il che conferirà al Tavolo di lavoro il giusto peso. Il mio, quindi, è un invito a un dialogo allargato, da realizzare nella sede del Governo, con il coinvolgimento più ampio e di carattere nazionale, come la situazione impone”.

“E’ noto – conclude la premier – che il Tavolo di confronto con i sindacati nazionali del settore, è convocato in permanenza presso la Presidenza del Consiglio, coordinato dal Sottosegretario Mantovano e composto da tutti i ministri a vario titolo competenti, fin da quando si è insediato l’attuale Esecutivo. Esso tornerà a riunirsi entro i primi giorni di settembre per esaminare le varie manifestazioni di interesse presentate proprio in queste settimane per il futuro assetto dell’impianto”.

Lega, contestati Romeo e Attilio Fontana: "Salvini non si tocca"

Roma, 20 ago. (askanews) – Una breve contestazione di militanti fedeli al leader della Lega Matteo Salvini ha animato dalla platea l’intervista sul palco della Versiliana al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e al capogruppo al Senato della Lega Massimiliano Romeo, segretario della Lega lombarda. I due sono i principali esponenti dell’area ‘nordista’ critica con il leader: i contestatori hanno urlato slogan come “Salvini non si tocca”. “Poi siamo noi quelli che vogliono dividere la Lega”, è stato il commento di Romeo.

Tennis, Carlos Alcaraz giocherà gli Us Open

Roma, 20 ago. (askanews) – Carlos Alcaraz giocherà gli Us Open. Lo ha annunciato lui stesso sui canali social, utilizzando lo slogan “Here We Go” reso celebre da Fabrizio Romano, che ha firmato il post in partnership con il tennista spagnolo. Carlos torna così nel circuito dopo l’infortunio al polso di aprile. Si aspetta ora una comunicazione ufficiale da parte di Jannik Sinner.

Carlitos, dunque, tornerà a giocare un match ufficiale quattro mesi dopo l’ultima volta. Nella giornata di lunedì, a seguito della scelta di non disputare il Masters 1000 di Cincinnati, Alcaraz ha continuato la sua fase di recupero allenandosi in Spagna con Holger Rune (anche lui fermo per infortunio ma prossimo al rientro) per cercare di aumentare l’intensità dei suoi allenamenti in vista dell’ultimo Slam della stagione. In quel di Flushing Meadows, il 23enne dovrà difendere il titolo conquistato lo scorso anno in finale contro Jannik Sinner. Il torneo è in programma dal 30 agosto al 13 settembre.

Ex Ilva, Meloni: primi settembre a Chigi tavolo su manifestazioni di interesse



Roma, 20 ago. (askanews) – “Garantisco che il mantenimento di un’importante capacità produttiva di acciaio è ritenuto dal Governo obiettivo di rilievo nazionale”. Così la premier Giorgia Meloni, in una lettera inviata al prefetto di Taranto Ernesto Liguori, in seguito ad una richiesta giunta attraverso Liguori da associazioni di categoria del territorio di Taranto finalizzata a far presiedere alla premier un incontro sulla ex Ilva in occasione della partecipazione di Meloni all’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo.

“E’ noto che il Tavolo di confronto con i sindacati nazionali del settore, è convocato in permanenza presso la Presidenza del Consiglio, coordinato dal Sottosegretario Mantovano e composto da tutti i ministri a vario titolo competenti, fin da quando si è insediato l’attuale Esecutivo. Esso tornerà a riunirsi entro i primi giorni di settembre per esaminare le varie manifestazioni di interesse presentate proprio in queste settimane per il futuro assetto dell’impianto”, ha annunciato Meloni.

Ex Ilva, Meloni: convocherò tavolo per sviluppo città Taranto, avrà giusto peso

Roma, 20 ago. (askanews) – “In parallelo” al tavolo di confronto con i sindacati nazionali del settore convocato in permanenza presso la Presidenza del Consiglio e coordinato dal sottosegretario Mantovano “è mia intenzione convocare, sempre a Palazzo Chigi, uno specifico Tavolo per la città di Taranto, al fine di valutare le possibilità di sviluppo dell’area con investimenti imprenditoriali da affiancare all’ex Ilva”. Così la premier Giorgia Meloni, in una lettera inviata al prefetto di Taranto, Ernesto Liguori, in seguito ad una richiesta giunta attraverso Liguori da associazioni di categoria del territorio di Taranto, finalizzata a presiedere un incontro sulla ex Ilva in occasione della mia partecipazione all’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo.

“Senza escludere il confronto con le organizzazioni che operano sul territorio, al Tavolo per Taranto – ha proseguito la premier – saranno invitati innanzitutto i vertici nazionali delle stesse (insieme, ovviamente, ai rappresentanti della Regione Puglia e degli enti locali), il che conferirà al Tavolo di lavoro il giusto peso. Il mio, quindi, è un invito a un dialogo allargato, da realizzare nella sede del Governo, con il coinvolgimento più ampio e di carattere nazionale, come la situazione impone”.

Giochi Mediterraneo, Mattarella: Taranto torni ad abbracciare il futuro

Roma, 20 ago. (askanews) – “Un pensiero particolarmente intenso di attenzione e di vicinanza intendo dedicare agli abitanti della storica città di Taranto – custode di un patrimonio storico, culturale, artistico di inestimabile valore – che negli ultimi tempi hanno dovuto fronteggiare drammatici aspetti di occupazione e di salute, di sviluppo economico e di qualità della vita: questi aspetti della loro condizione costituiscono un problema e, insieme, un impegno nazionale”. E’ quanto ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Quotidiano di Puglia, per rivolgere un saluto alla città di Taranto e a tutte le altre località della Puglia, che si apprestano a ospitare la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo.

“La scelta di Taranto come sede di un evento di carattere internazionale come quello dei Giochi del Mediterraneo manifesta il ruolo che la Città riveste nella Repubblica. L’augurio è che, a partire da questi giochi, Taranto torni ad ‘abbracciare il futuro'”, ha concluso il Capo dello Stato.

Giochi Mediterraneo, Mattarella: siano speranza per futuro di pace e tolleranza

Roma, 20 ago. (askanews) – “Desidero anzitutto rivolgere gli auguri a tutti gli atleti delle ventisei nazioni di tre Continenti che si apprestano a gareggiare e che si sono preparati, in vista di questa prestigiosa competizione, con impegno, determinazione e spirito di sacrificio. Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati, nei diversi ruoli, per organizzare questo importante appuntamento dello sport internazionale. Il motto scelto per questi giochi – ‘Embrace the future’ – esprime speranza. La speranza in un futuro che si vorrebbe di pace, sviluppo, tolleranza”. E’ quanto ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Quotidiano di Puglia, per rivolgere un saluto alla città di Taranto e a tutte le altre località della Puglia, che si apprestano a ospitare la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo.

“Il Mediterraneo è oggi attraversato da conflitti, violenze, crisi migratorie. L’impegno – ha proseguito il Capo dello Stato – va rivolto all’obiettivo di farlo tornare a essere fonte di civiltà, luogo del dialogo e del confronto, ambito di cooperazione internazionale e di solidarietà tra i popoli. I Giochi del Mediterraneo possono diventare, come si è augurato di recente Papa Leone XIV, ‘profezia di pace e fratellanza’”.

Lega, Romeo: valorizzare la squadra, questa è la nostra proposta a Salvini

Roma, 20 ago. (askanews) – Per rinnovare la Lega bisogna valorizzare “la squadra per dirigere il movimento”. Lo ha detto Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega lombarda, intervistato insieme al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sul palco della Versiliana.

“Nella competizione tra leader, salvo Vannacci che riuscirà in qualche modo a intercettare i voti, noi rischiamo di non farcela. Cosa può cambiare e dare l’idea che la Lega sia qualcosa di diverso? L’idea della squadra. Questa è la proposta. La proposta noi a Salvini l’abbiamo fatta, stiamo aspettando che lui la colga”.

Quanto alla fisionomia della squadra, ne serve una “”che coinvolga Zaia e i governatori che in questo momento hanno il maggiore appeal con gli elettori”. “Io aggiungo qualche sindaco”, ha detto Fontana.

Migranti, le opposizioni attaccano Meloni: boomerang clamoroso sospendere Schengen

Roma, 20 ago. (askanews) – Mentre aumenta la lista dei Paesi che rimandano in Italia i migranti, le opposizioni attaccano la premier Giorgia Meloni.

“È clamoroso il boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni di sospendere Schengen contro la Spagna. E così appena dopo la Germania, l’Austria e la Svizzera, anche la Finlandia e la Svezia dichiarano che ricominciano a rimandare in Italia i migranti entrati in Europa dal nostro paese”. È quanto dichiara in una nota la segretaria del Pd, Elly Schlein.

“Quando dicevo che su Ceuta Meloni ha creato un precedente pericoloso per l’Europa, ma soprattutto per l’Italia, intendevo esattamente questo. Con l’aggravante – prosegue la leader democratica – che Meloni per la sua cieca ideologia non ha mai portato avanti la più rilevante battaglia da fare a Bruxelles nell’interesse nazionale: quella sulla solidarietà europea, anche sull’accoglienza. Per superare l’ingiusto criterio Dublino del ‘primo paese di ingresso’ e stabilire finalmente che chi entra in Italia, entra in Europa, e ciascun paese UE deve fare la sua parte nell’accoglienza. Stiamo parlando di persone, non di pacchi. E non si possono mandare in giro per cinico calcolo politico”.

Secondo Schlein “è ridicolo che Meloni racconti di aver cambiato la musica in Europa, quando in realtà stava facendo un favore a quei paesi che non vogliono condividere l’accoglienza di chi entra in Europa dall’Italia e sono ben contenti di discutere solo dei fallimentari centri in Albania: inumani, illegali, e rimasti pure vuoti”.

Il Governo ha dato vita a un “inutile e dannoso show su Ceuta” e nelle “scelte sui migranti che hanno prodotto un bel cortocircuito: dopo la propaganda roboante del Governo contro la Spagna, ora Svezia, Austria, Svizzera, Germania e Finlandia sono in fila per rimandare in Italia i migranti da noi registrati. Un capolavoro targato Meloni: i rimpatri funzionano, ma contro di noi”. Lo ha scritto in un post su Facebook il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Germania, Svizzera, Austria e anche ora Finlandia seguono la ricetta Meloni e rispediscono in Italia i richiedenti asilo: la linea del nostro governo sui migranti si sta rivelando un boomerang”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

“Per anni – prosegue Magi – abbiamo insistito sulla necessità di superare il regolamento di Dublino con norme che sancissero l’obbligo di condivisione dell’accoglienza e di redistribuzione tra i Paesi membri. Meloni non solo si è sempre detta contraria a questa soluzione, ma con la decisione di sospendere Schengen con la Spagna dopo Ceuta ha scatenato un vero e proprio effetto a valanga per cui tutti i Paesi membri alzano la guardia applicando alla lettera il nuovo piano europeo, voluto fortemente anche dal nostro governo: Meloni dica cosa vuole fare ora, come intende rispondere e soprattutto se si rifiuterà di applicare il nuovo piano europeo sui migranti che lei stessa ha rivendicato”, conclude Magi.

“Alla fine Giorgia Meloni ha fatto un autogol clamoroso. Per rincorrere Vannacci ha infranto le regole europee. E adesso Germania, Svizzera, Austria e Finlandia ci restituiscono pan per focaccia rimandandoci indietro persone che altrimenti non sarebbero mai tornate in Italia. E brava Giorgia, bel capolavoro: hai rotto la solidarietà europea e ora ci toccano i cocci. Ma ci rendiamo conto dei danni che fa questo Governo?”. Così il leader di Iv Matteo Renzi, su X.

Migranti, Conte: capolavoro Meloni, rimpatri funzionano ma contro di noi

Roma, 20 ago. (askanews) – Il Governo ha dato vita a un “inutile e dannoso show su Ceuta” e nelle “scelte sui migranti che hanno prodotto un bel cortocircuito: dopo la propaganda roboante del Governo contro la Spagna, ora Svezia, Austria, Svizzera, Germania e Finlandia sono in fila per rimandare in Italia i migranti da noi registrati. Un capolavoro targato Meloni: i rimpatri funzionano, ma contro di noi”. Lo ha scritto in un post su Facebook il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

Governo, Conte: serve un Cdm straordinario su carburanti e bollette

Roma, 20 ago. (askanews) – “La benzina sfonda i 2 euro al litro anche fuori dalle autostrade, il gasolio è fuori controllo e si è mangiato da un pezzo i miseri e tardivi interventi del Governo, settembre è alle porte e per diverse famiglie fra libri e materiale scolastico potrebbero andare via fino a 1.400 euro a studente, per non parlare del rischio di nuove stangate delle bollette visto il prezzo del gas”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, secondo il quale “serve un Consiglio dei ministri straordinario per intervenire subito, anche se siamo già in forte ritardo”.

“Serve – ha affermato l’ex premier – recuperare risorse anche dagli extraprofitti di settori che hanno fatto utili record con le varie emergenze e che sono intoccabili per questo Governo. Serve che il nostro Governo riunisca subito a Bruxelles i leader europei per un nuovo Pnrr contro questa crisi collegata a guerre che hanno lasciato correre anche se a pagare sono i cittadini. Serve rivedere subito gli impegni sul Riarmo per spostare gli investimenti dove servono davvero”.

“Sono anni – è l’accusa del leader del M5S – che ci prendono in giro. I rave party, le polemiche pretestuose dal gioielliere la famiglia nel bosco, la crociata contro Report. Per 4 anni hanno completamente dimenticato di fare quello per cui erano stati scelti: offrire soluzioni ai problemi reali”.

Migranti, Schlein: boomerang clamoroso sospendere Schengen

Roma, 20 ago. (askanews) – “È clamoroso il boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni di sospendere Schengen contro la Spagna. E così appena dopo la Germania, l’Austria e la Svizzera, anche la Finlandia e la Svezia dichiarano che ricominciano a rimandare in Italia i migranti entrati in Europa dal nostro paese”. È quanto dichiara in una nota la segretaria del Pd, Elly Schlein.

“Quando dicevo che su Ceuta Meloni ha creato un precedente pericoloso per l’Europa, ma soprattutto per l’Italia, intendevo esattamente questo. Con l’aggravante – prosegue la leader democratica – che Meloni per la sua cieca ideologia non ha mai portato avanti la più rilevante battaglia da fare a Bruxelles nell’interesse nazionale: quella sulla solidarietà europea, anche sull’accoglienza. Per superare l’ingiusto criterio Dublino del ‘primo paese di ingresso’ e stabilire finalmente che chi entra in Italia, entra in Europa, e ciascun paese UE deve fare la sua parte nell’accoglienza. Stiamo parlando di persone, non di pacchi. E non si possono mandare in giro per cinico calcolo politico”.

Secondo Schlein “è ridicolo che Meloni racconti di aver cambiato la musica in Europa, quando in realtà stava facendo un favore a quei paesi che non vogliono condividere l’accoglienza di chi entra in Europa dall’Italia e sono ben contenti di discutere solo dei fallimentari centri in Albania: inumani, illegali, e rimasti pure vuoti”.

Il ministero della Salute: il mese di luglio il secondo più caldo di sempre. Aumento mortalità over 85

Roma, 20 ago. (askanews) – Anche il mese di luglio, come giugno, è stato il secondo più caldo di sempre, secondo i dati raccolti dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP) per il Ministero della Salute. A fronte di temperature elevate, l’impatto sanitario in Italia è stato contenuto. In concomitanza con le ondate di calore di luglio non si osservano, infatti, variazioni rilevanti nell’andamento degli accessi in Pronto Soccorso, se non lievi incrementi a Venezia, Roma, Reggio Calabria e Palermo. A renderlo noto è il Ministero della Salute che ha pubblicato sul proprio sito il Rapporto mensile sul sistema di monitoraggio e allerta in relazione alle ondate di calore e sulla sorveglianza della mortalità giornaliera e degli accessi in Pronto Soccorso per il periodo 1-31 luglio 2026.

L’analisi dei dati relativi alla sorveglianza della mortalità giornaliera sul totale degli over 65, prosegue il dicastero guidato da Orazio Schillaci, evidenzia una mortalità in linea con l’atteso. Per le classi di età 64-74, 75-84 anni la mortalità, è stata, in particolare, inferiore all’atteso. Gli eccessi di mortalità, ove registrati, hanno riguardato i più fragili, ovvero gli over 85, in particolare al Nord.

Emergency: sbarcati a Bari 48 naufraghi, recuperati 7 cadaveri

Milano, 20 ago. (askanews) – Sono sbarcate il 20 agosto nel porto di Bari 48 delle persone soccorse tre giorni prima dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY, nelle acque internazionali della zona SAR libica. Dopo lo sbarco dei superstiti, concluso intorno alle 11.45, sono stati portati a terra anche i corpi di sette persone morte durante la traversata. Le operazioni si sono concluse alle 12.45.

L’intervento era avvenuto lunedì 17 agosto e aveva coinvolto complessivamente 57 persone. Due dei superstiti, in condizioni critiche, erano stati evacuati per motivi medici prima dell’arrivo della nave a Bari. Tra le 50 persone tratte in salvo figurano, secondo EMERGENCY, cinque donne e 45 uomini, provenienti da Somalia ed Egitto. I minori stranieri non accompagnati sono 31, 28 maschi e tre femmine.

Dal luogo del soccorso al porto assegnato sono stati necessari tre giorni di navigazione. “Assegnare porti così lontani provoca ulteriori sofferenze a persone che si trovano già in forte stato di vulnerabilità e che hanno alle spalle esperienze traumatiche”, afferma Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support.

“Siamo in mare per salvare vite, è davvero doloroso invece recuperare cadaveri”, osserva Luca Radaelli, infermiere del team SAR della nave, riferendosi all’intervento.

A bordo erano presenti numerosi minorenni. Chiara Picciocchi, mediatrice culturale della Life Support, racconta che diversi ragazzi avevano attraversato la Libia prima di tentare la traversata del Mediterraneo e che alcuni avevano perso compagni di viaggio.

Tra le testimonianze raccolte da EMERGENCY c’è quella di un diciassettenne somalo non accompagnato. Il ragazzo riferisce di avere lasciato il proprio Paese per ragioni di sicurezza e per cercare la possibilità di sostenere economicamente la famiglia. Racconta un viaggio durato circa un anno attraverso Etiopia, Sud Sudan, Sudan e Libia prima della partenza da Zwara. Sul barchino viaggiava sottocoperta insieme a due amici coetanei: uno è stato portato in ospedale dopo il soccorso, mentre l’altro è morto.

EMERGENCY torna a criticare le politiche migratorie italiane ed europee basate sull’esternalizzazione delle frontiere e sulla limitazione degli ingressi, sostenendo che aumentino i rischi per le persone migranti e favoriscano i trafficanti. L’organizzazione chiede l’apertura di vie legali e sicure di accesso all’Europa, maggiori possibilità di ingresso regolare, una missione europea di ricerca e soccorso e investimenti nell’accoglienza.

A sostegno della propria posizione l’organizzazione cita i dati del Missing Migrants Project dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, secondo i quali dall’inizio dell’anno sarebbero 1.699 le persone morte o disperse nelle rotte migratorie considerate dal progetto, oltre 900 delle quali nel Mediterraneo centrale.

Con l’arrivo a Bari, la Life Support ha concluso la sua 45esima missione nel Mediterraneo centrale. La nave di EMERGENCY opera nell’area dal dicembre 2022 e, secondo il bilancio dell’organizzazione, ha soccorso complessivamente 3.588 persone.

Maltempo, bomba d’acqua in Liguria: allagamenti nel Tigullio

Roma, 20 ago. (askanews) – Il Tigullio è sott’acqua per le forti piogge che in queste ore stanno interessando la Liguria.

Allagamenti si registrano in particolare a Chiavari, Sestri Levante e Lavagna, dove sono numerosi gli interventi dei vigili del fuoco.

Foto e video pubblicati dai residenti sui social network mostrano strade invase dall’acqua e sottopassi allagati.

Secondo quanto riferito dalla Protezione civile, in mattinata nel territorio di Chiavari sono stati superati i 100 millimetri di pioggia in un’ora.

La sala operativa regionale continua a monitorare l’evolversi della situazione nel Levante ligure.

Poste Italiane: ScontiPoste premia la fedeltà

Milano, 20 ago. (askanews) – Il 2025 ha segnato un bilancio da record per ScontiPoste. Nell’ultimo anno il programma ha restituito ai clienti 12 milioni di euro di cashback: a beneficiare dei rimborsi sono stati quasi 3,5 milioni di clienti, grazie a 20 milioni di transazioni che hanno generato un volume complessivo di spesa superiore ai 500 milioni di euro. Un successo che si rinnova anno dopo anno: dal suo lancio, nel 2010, ScontiPoste ha restituito agli italiani oltre 150 milioni di euro in rimborsi, confermandosi tra i programmi di fedeltà più apprezzati.

ScontiPoste è il programma fedeltà di Poste Italiane dedicato ai titolari di carte di pagamento Postepay e BancoPosta. Consente di risparmiare fino al 30% sugli acquisti effettuati con le carte Postepay o BancoPosta.

Per ottenere lo sconto basta pagare negli oltre 12 mila negozi fisici e online convenzionati con le carte Postepay o BancoPosta. In alternativa, è possibile usare il Codice Postepay, scansionando un QR Code o cliccando su un link fornito dal negoziante.

Il cashback viene accreditato sulla carta o sul conto selezionato come “preferito” nell’App Poste Italiane o su poste.it. Se non è stato preventivamente selezionato uno strumento, l’accredito è effettuato sulla carta o sul conto legato alla carta usata per il pagamento. Gli sconti sono applicati automaticamente e vengono accreditati entro 5 giorni lavorativi dalla contabilizzazione della transazione.

Sul sito Poste.it e sull’App Poste Italiane è disponibile l’elenco degli esercenti che aderiscono all’iniziativa, con la possibilità di utilizzare la geolocalizzazione per sapere in tempo reale dove poter usare la carta per ottenere lo sconto.