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A Roma la prima monografica su Pontormo, visionario dal colore acceso

Roma, 8 ott. (askanews) – La prima grande mostra monografica dedicata a Jacopo da Pontormo, detto Pontormo (Pontorme, Empoli, 1494 – Firenze, 1557) è stata inaugurata alle Scuderie del Quirinale a Roma e sarà aperta al pubblico dal 9 ottobre al 7 febbraio 2027. Innovatore originale e visionario, la cui opera ha ispirato artisti del Novecento, come Bill Viola o Pasolini, Pontormo è tra i grandi protagonisti del Cinquecento fiorentino, artista inquieto e fondatore del manierismo in pieno Rinascimento.

La mostra, promossa da Ales – Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi – in conferenza stampa è intervenuto anche il direttore Simone Verde – prodotta insieme alla casa editrice Electa (che pubblica anche il catalogo), è curata da Cristina Acidini con altri tra i maggiori esperti del Cinquecento fiorentino (quali Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani) ed è l’occasione per vedere riuniti i principali capolavori dell’artista, come non accadeva dalla Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino a Palazzo Strozzi a Firenze nel 1956. La curatrice Acidini:

“Il percorso di Pontormo viene qui raccontato dagli esordi, nelle imprese collettive sotto l’egida di Andrea del Sarto, poi l’autonomia degli anni della maturità, con le grandi pale d’altare e i disegni che evocano la lunetta di Poggio a Caiano per Leone X de’ Medici. E poi attraverso queste sue fasi, come l’avvicinamento alla grafica di Albrecht Duerer e il conseguimento di una sua maniera totalmente autonoma, visionaria, all’insegna di un colore acceso e ravvivato da forti contrasti”, ha spiegato ad askanews la curatrice Cristina Acidini.

Dalla cappella Capponi in Santa Felicita a Firenze viene la pala con la Pietà (o Trasporto di Cristo, 1525-1528), di magnetica bellezza, insieme con quattro tondi con gli Evangelisti di Pontormo e Bronzino, mentre dalla pieve di San Michele Arcangelo di Carmignano presso Prato, viene l’opera più conosciuta di Pontormo, la Visitazione (1528-1532), che si può ammirare nell’ultima sala.

“E poi le grandi opere della maturità: i ritratti in particolare, sia per personaggi importanti della Firenze del Tempo e sia per la dinastia dei Medici che si insedia definitivamente nel 1530 e lo prende come primo pittore di corte”, ha ricordato Acidini.

L’esposizione è resa possibile grazie a prestiti eccezionali provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo (oltre alle Gallerie degli Uffizi, alla Galleria dell’Accademia e Musei del Bargello a Firenze, la Galleria Borghese e l’Istituto centrale per la Grafica a Roma, anche il Louvre a Parigi, la National Gallery e il British Museum a Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery of Art di Washington, l’Art Institute di Chicago, il Getty Museum di Los Angeles e altri ancora), insieme con dipinti concessi dalle diocesi e dalle parrocchie di Firenze e del territorio.

Il direttore delle Scuderie del Quirinale Matteo Lanfranconi: “La prima mostra monografica dedicata a Pontormo, non era stata fatta neanche nella città di Pontormo, cioé Firenze. Le Scuderie del Quirinale ci sono riuscite, grazie anche alla partnership con le Gallerie degli Uffizi, straordinario prestatore della mostra e simbolo istituzionale di garanzia per la credibilità rispetto a tutti i prestatori internazionali che hanno riconosciuto questa come un’opportunità incredibile per partecipare”.

Occhiuto: errore includere Vannacci, nulla a che fare con centrodestra

Milano, 8 ott. (askanews) – “Se si alleasse con Vannacci qualcuno pensa che forse il centrodestra vincerebbe più facilmente. Io penso che non riuscirebbe poi a governare”, insiste il governatore della Calabria, per il quale “sarebbe un grave errore da parte del centrodestra se includesse Vannacci. Vannacci non ha nulla a che fare con la storia del centrodestra che ha governato con stabilità in questi anni, quando ha governato. I governi più longevi sono i governi del centrodestra”. “In politica non sempre l’aritmetica funziona: Vannacci in coalizione significherebbe snaturare il centrodestra che invece aprendosi ai riformisti può davvero vincere e soprattutto governare”. Lo ha detto il vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto, arrivando a Milano per presentare il suo libro “Il coraggio di governare”.

Attesa OK – Giornata del credito: la sfida di finanziare l’energia del futuro

Roma, 8 ott. (askanews) – Energia, sostenibilità e il contributo che la finanza può dare al percorso verso fonti più pulite sono stati i temi al centro della 58esima Giornata del credito, alla Camera di Commercio di Roma. La sfida è trovare le risorse per la transizione: un impegno che coinvolge il settore pubblico e la finanza privata, come spiega Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia.

“I numeri sono decisamente imponenti perché le stime della Commissione Europea parlano appunto di investimenti per 660 miliardi l’anno dal ’26 al ’30 sul tema proprio della transizione energetica. È evidente che investimenti di queste dimensioni non possono essere gestiti solamente attraverso il sistema pubblico, quindi è necessario un intervento del sistema finanziario anche privato, ma direi che soprattutto è importante creare un ecosistema in cui tutti gli stakeholder, tutti i protagonisti poi svolgano un ruolo complementare”.

Energia e finanza sono quindi i temi scelti per questa edizione della Giornata del credito. Il presidente dell’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, Ercole Pellicanò, spiega il legame tra i due settori.

“Diciamo che la Giornata del Credito come concetto di base tende, ormai da 58 anni, a diffondere la cultura economico-finanziaria, fare cultura. Oggi abbiamo naturalmente un tema principale per il Paese, che è il problema dell’energia. L’energia è enorme, non solo per il nostro Paese, ma per noi in particolare. E l’energia va sostenuta attraverso un supporto finanziario, le banche, il sistema finanziario, le assicurazioni e così via. Quindi riflettendo sull’argomento di quest’anno, ho messo insieme le due cose: energia e finanza, perché si completano e sono indispensabili insieme. Comunque l’energia è l’argomento principale di oggi ed il supporto delle banche e del sistema finanziario”.

Per sostenere questi investimenti serve anche un maggiore impegno europeo. È la richiesta di Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria per l’Energia.

“Uno studio che abbiamo realizzato come Confindustria negli anni scorsi indicava in 1100 miliardi di euro l’impegno, diciamo, economico come Sistema Paese per raggiungere gli obiettivi che l’Unione Europea ha condiviso con gli Stati membri. Sono una mole ingente che nessun Stato né singolarmente, né a livello di singoli investimenti privati può sopportare. Quindi occorre davvero un grande sforzo comune, un grande sforzo anche da parte dell’Unione Europea; in questo io credo che debba mettere a disposizione delle imprese e degli Stati membri, diciamo, una capacità di finanziamento ulteriore oltre quella dello singolo Stato”.

Occhiuto: riconoscente a Tajani, ora Fi recuperi sua carica innovativa

Milano, 8 ott. (askanews) – “Forza Italia è il mio partito, il partito che amo, il partito del quale sono vice segretario nazionale. Molti in alcuni tratti del mio libro hanno rintracciato delle critiche a Forza Italia, non è così: io non critico il mio partito anzi vorrei stimolarlo, perché tutti insieme dobbiamo recuperare quella carica innovativa che Forza Italia aveva quando Berlusconi la fondò. Dobbiamo aprire il partito alle esperienze migliori della società civile, del mondo produttivo, del ceto intellettuale, come fece Berlusconi.

Dobbiamo essere più smart anche per recuperare il voto, il consenso, l’interesse dei giovani, perché Forza Italia nacque come un partito molto apprezzato dai giovani di allora”. Lo ha detto il vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto, a Milano per presentare il suo ultimo libro.

Quanto al segretario Tajani, “è l’uomo al quale tutti quanti dobbiamo riconoscenza perché senza di lui Forza Italia non ci sarebbe: nessuno avrebbe puntato un euro su Forza Italia qualche anno fa” e invece Forza Italia oggi è ancora in campo anche se “ha bisogno di essere maggiormente liberale, riformista anche per attrarre nell’interesse del centrodestra quelli che prima votavano magari per il centro-sinistra, perché nel centro-sinistra avevano cittadinanza i riformisti. Oggi nel campo largo i riformisti sono reietti, per cui se noi riusciamo a essere il partito che Berlusconi volle, il partito delle riforme liberali, il partito che che raccoglie l’interesse dei riformisti, oggi ancor più di allora, riusciamo ad allargare il centrodestra e a farlo vincere senza avere la tentazione di inseguire la destra populista”.

Quanto alla necessità di gestire “in squadra” il partito, sollecitata più volte da Occhiuto, il presidente della Calabria spiega: “Ci sono già quattro vicesegretari, io sono uno di questi, ci sono i due capigruppo e quindi il mio è uno stimolo a fare in modo che tutti noi, tutti quelli che condividono degli incachi di responsabilità in Forza Italia sappiano raccogliere la lezione di Berlusconi. Io dico spesso che a noi di Forza Italia non basta più parlare soltanto di Berlusconi, bisogna saper attualizzare quella lezione perché forse è il modo migliore per onorarlo. E questo sono convinto che lo sappia bene anche il segretario”.

Fi, Occhiuto: rispetto per M. Berlusconi, ma non agisco sotto dettatura

Milano, 8 ott. (askanews) – “Ho veramente rispetto per Marina Berlusconi, ma quello che faccio lo faccio perché lo penso”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, vice segretario di Forza Italia, arrivando a Milano per presentare il suo ultimo libro, in risposta alla domanda se incontrerà in questi giorni Marina Berlusconi.

“Io sono fra quelli che incontrano di meno Marina Berlusconi, credo di aver dimostrato il coraggio di dire le cose e quando dico che nel paese bisogna avere il coraggio di fare le cose senza dettatura non immagino che la mia attività nel partito debba essere sotto sotto dettatura di qualcuno. Ho grande rispetto di Marina Berlusconi che rappresenta un riferimento culturale importantissimo per noi perché porta il nome del fondatore di Forza Italia e peraltro assomiglia moltissimo al padre, ma quello che faccio lo faccio perché lo penso”, ha spiegato.

Ex-Ilva, dopo Genova e Novi Ligure l’azienda ferma anche Taranto

Roma, 8 ott. (askanews) – Acciaierie d’Italia ha annunciato lo stop a tutte le attività anche nello stabilimento ex-Ilva di Taranto, dopo la fermata degli impianti di Genova e Novi Ligure, seguita alla decisione della Corte d’Appello di Milano. Lo riferiscono fonti sindacali a margine dell’incontro tra governo e sindacati a Palazzo Chigi.

Intanto il governo è intenzionato a portare già nel prossimo Consiglio dei ministri un decreto legge che contenga le tutele sociali per i lavoratori dell’ex Ilva e che punti a una cassa integrazione non per chiusura attività, ma in una prospettiva di continuità. Allo stesso tempo, l’esecutivo sta approfondendo ulteriori tutele sociali, da inserire in sede di conversione del Dl. Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, aprendo l’incontro con i sindacati sull’ex Ilva a Palazzo Chigi.

Resta ferma, ha aggiunto Mantovano, secondo quanto si apprende, l’intenzione del Governo di puntare alla produzione di acciaio green con impianto Dri e forni elettrici, purché nell’ambito di un piano industriale credibile. Le risorse per il Dri ci sono, ha spiegato, anche quelle che potrebbero sembrare parzialmente distolte possono in realtà rientrare in quanto destinate alla decarbonizzazione, quindi sostanzialmente all’area di Taranto che è l’unica interessata a questo processo.

Il Governo, ha continuato Mantovano, sta approfondendo ulteriori semplificazioni e incentivi per i progetti di investimento nell’area di Taranto che puntino, previa riqualificazione professionale dei lavoratori, ad assorbire quanti dovessero restare senza lavoro per la vicenda Ilva, con una struttura tendenzialmente unitaria di coordinamento che avrà il compito di finalizzare e accelerare la loro attuazione.

Mantovano, ha ripercorso anche gli ultimi sviluppi dell’iter giudiziario che interessa l’ex Ilva, ricordando come le richieste del Pg della Cassazione, sebbene non vincolanti per le Sezioni unite, critichino i decreti di sospensione della Corte d’Appello di Milano, sia sui rischi da amianto sia sulle polveri Pm10. Un passaggio, quello del Pg della Cassazione, ha detto Mantovano secondo quanto si apprende, che sostanzialmente attesta la correttezza del lavoro svolto dal Governo attraverso l’istruttoria approfondita del ministero dell’Ambiente e dell’Istituto superiore di sanità, così come gli sforzi degli amministratori per adattarsi alle prescrizioni.

Tuttavia, ha sottolineato il sottosegretario, le richieste del Pg non fermano ovviamente l’efficacia del decreto della Corte d’Appello di Milano, il che impone agli amministratori dell’ex Ilva di seguire le sue prescrizioni, pena il rischio di incappare nella violazione di norme ambientali e penali. Uno dei punti che l’esecutivo sta approfondendo, ha concluso, non è tanto quello di sterilizzare del tutto il decreto della Corte d’Appello con una nuova norma, il che sarebbe giuridicamente impossibile, quanto evitare il rischio che la piena e totale esecuzione dell’ordine di spegnimento degli altoforni renda vana un’eventuale decisione della Cassazione – il 20 ottobre – che dovesse consentire ai forni di restare in attività.

A Sassuolo Marinella Senatore firma la sua prima opera in ceramica

Sassuolo (Modena), 8 ott. (askanews) – Un grande pannello di tre metri e sessanta, con le silhouette e le parole di chi lavora in fabbrica. A Sassuolo Marinella Senatore firma la sua prima opera in ceramica, realizzata con i dipendenti di Marca Corona, l’azienda più antica del distretto. Lo spiega l’amministratore delegato Lelio Poncemi: “Il senso originario sta nella partecipazione, nel coinvolgimento, nel chiedere a un’artista di vederci con i suoi occhi e aiutarci a valorizzare la nostra storia e il nostro modo di stare insieme”.

Marca Corona per l’arte arriva alla quinta edizione: ogni anno un artista entra in azienda e lavora con i dipendenti. Con Senatore laboratori di scrittura collettiva e movimento, e sul retro dell’opera le frasi di tutti i partecipanti. A raccontarlo è Katia Canuri, che in azienda segue comunicazione ed eventi. “Quando viene svolto qui in azienda funziona perché mette in connessione dipendenti che altrimenti si saluterebbero al mattino e alla sera scambierebbero solo due battute. Quando invece affrontiamo questi workshop ciò che nasce e che ne esce sono esperienze diverse”.

L’opera è in mostra fino al 4 dicembre alla Galleria Marca Corona, il museo d’impresa del distretto, accanto alle luminarie dell’artista. A febbraio sarà a Bologna per Arte Fiera, nell’autunno 2027 al Palazzo Ducale di Sassuolo. “E’ una comunità che ama la propria materia e dimostra creatività nel proprio lavoro – spiega Marinella Senatore -. Il fatto che si siano raccontati per creare quest’opera è una manifestazione della loro dignità, generosità e coesione come comunità. La terra e la ceramica sono elementi attorno ai quali si creano legami affettivi profondi”.

Fdi ‘apre’ finestra elettorale a giugno. Porte chiuse a Vannacci

Roma, 8 ott. (askanews) – Per Giorgia Meloni si tratta di un dibattito “surreale” al quale al momento non intende partecipare. Eppure, incassato il via libera con voto segreto alla riforma del sistema di voto, la grande domanda che aleggia in Parlamento è soltanto una: quando si terranno le elezioni Politiche? Ufficialmente, la premier ribadisce che l’intento è andare avanti fino alla fine della legislatura. “Manca un anno, sono concentrata sul lavoro”, spiega infatti ad Ascoli dove si è recata per partecipare all’inaugurazione del parco restaurato di Palazzo Saladini Pilastri. In cima alle preoccupazioni, d’altra parte, ora c’è il caro energia, una manovra da costruire con poche risorse a disposizione e la trattativa con Bruxelles perché si tenga conto della spirale inflattiva nei limiti di spesa consentita. Tutti temi che riguardano direttamente le tasche degli elettori e che, di conseguenza, non possono che essere determinanti nella campagna elettorale ormai inesorabilmente avviata.

E, tuttavia, più di un indizio dimostra che l’ipotesi che ci sia un voto anticipato alla fine della primavera del prossimo anno è seriamente presa in considerazione dal partito di via della Scrofa. Qualche giorno fa era stato il capogruppo al Senato, Lucio Malan, a evocarla, salvo poi fare una correzione di rotta. Oggi a rilanciare la suggestione sono le parole al Foglio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e braccio destro di Giorgia Meloni, Giovanbattista Fazzolari. Che spiega: la scelta di quando andare a nuove elezioni “non dipende solo da noi”, ma “ci sono due possibili scadenze naturali: una alla fine dei cinque anni, quindi a settembre, l’altra a giugno che darebbe agio al prossimo governo di fare con calma la legge di bilancio”.

Nessuna spinta per l’una o per l’altra opzione, spiegano dal fronte dei meloniani, semplicemente la constatazione che gli scenari sul piatto restano due. Tanto è bastato, però, perchè nei conciliaboli si cominciasse a ragionare di date specifiche. L’ipotesi di un voto a primavera inoltrata sembra puntare su fine maggio o, appunto, inizio giugno. Anche in virtù di una considerazione molto precisa: uno dei motivi per anticipare la fine della legislatura in assenza di problemi in maggioranza – viene spiegato – sarebbe quello di optare per un election day con le prossime elezioni amministrative che, per legge, devono essere svolte (almeno per quanto riguarda il primo turno) tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Se invece si decidesse di arrivare a scadenza naturale, il mese cerchiato in rosso non sarebbe in realtà settembre ma novembre. C’è anche chi ipotizza un week end preciso, quello di metà mese. Uno scenario che prevede però anche che ci sia un anticipo di manovra.

Trovare qualcuno che è pronto ad accettare una scommessa su questa opzione non è tuttavia facile. Intanto perché, con i deputati costretti ad andare a caccia di preferenze, in molti prefigurano un Parlamento che, archiviata la manovra, sarà sempre meno frequentato. Ma c’è un altro evento spartiacque, ed è il congresso della Lega fissato per il 24-25 ottobre di quest’anno. Prima di quella data – ragiona un alto esponente di Fratelli d’Italia – è difficile che si possa concretamente parlare di voto anticipato perchè significherebbe far arrivare Matteo Salvini all’appuntamento molto indebolito visto che tra i ‘ribelli’, a cominciare da Massimiliano Romeo, c’è già chi ha ricordato che prima bisogna portare a casa l’autonomia differenziata. Ma perplessità su elezioni anticipate albergano anche in casa dell’altro alleato. “Io credo che si debba votare a fine legislatura, l’opinione di Forza Italia è questa”, ribadisce ancora una volta Antonio Tajani. C’è anche chi maliziosamente fa notare che congelare per ora la data delle urne contribuisce anche ad agitare il centrosinistra, impegnato in una faticosa discussione sulla questione.

Un tema su cui invece le posizioni sono decisamente meno sfumate è quello che riguarda l’eventuale apertura di un canale con Roberto Vannacci. Quei voti potrebbero essere essenziali al centrodestra per raggiungere la fatidica soglia del 42% che consentirebbe di accedere al premio di maggioranza. Proprio durante le dichiarazioni di voto sulla legge elettorale, il capogruppo di Fururo nazionale, Edoardo Ziello, ha aperto all’ipotesi di un dialogo con il centrodestra nell’ottica di “non far tornare a guidare la nazione ai vari Bonelli, Fratoianni, Conte”. La replica di Francesco Lollobrigida è stata però gelida. “Non abbiamo bisogno di aprire a ragionamenti con chi sta all’opposizione e ci vuole mandare a casa tutti i giorni”.

Un accordo chiuso in vista delle prossime elezioni Politiche è invece quello che Fratelli d’Italia ha siglato con ‘Sud chiama Nord’ di Cateno De Luca e che sarà ufficializzato nel corso di una conferenza stampa martedì. Intesa che consentirà alla formazione del sindaco di Taormina di avere a breve una componente parlamentare grazie a un paio di ‘prestiti’: tra questi, quello di Manlio Messina che contestualmente dovrebbe tornare nel partito di Giorgia Meloni, lasciato in polemica circa un anno fa.

Dombrovskis: non possiamo creare continuamente nuove flessibilità sui conti

Roma, 8 ott. (askanews) – I rialzi inflazionistici “sono già presi in considerazione nella valutazione complessiva, tra i fattori rilevanti”, quando la Commissione Ue giudica il rispetto dei Paesi delle regole del Patto di stabilità e di crescita. E su queste regole nella Ue “non possiamo tirare fuori nuove flessibilità ogni volta. Farebbe insorgere dubbi sul nostro impegno a rispettare le regole, in una fase in cui la credibilità dei nostri propositi sulla sostenibilità di bilancio è un asset cruciale. Non possiamo metterlo a rischio”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis durante la conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

Sui conti pubblici “è necessaria la prudenza – ha affermato -. Gli Stati membri devono attenersi ai loro obiettivi dei piani strutturali di bilancio di medio termine. E l’utilizzo della flessibilità ampliata, sulla base delle clausole di salvaguardia nazionali, va utilizzata con cautela”.

“È anche opportuno notare che le nostre regole di bilancio contengono già diversi elementi di flessibilità per intervenire sulla situazione attuale in una maniera equilibrata. Un elemento chiave delle nostre regole è la contro ciclicalità. Questo significa, per esempio, che le mancate entrate di bilancio a causa del rallentamento dell’economia non devono essere compensate – ha notato -. E che anche gli aumenti delle spese per i maggiori tassi di interesse non vanno compensate nei piani attuali”.

Gioco pubblico, Cardia: Misure ponte vitali

Roma, 8 ott. – Le restrizioni sul gioco hanno ridotto gli apparecchi sul territorio, ma non hanno ridotto la domanda. È il paradosso indicato da Geronimo Cardia, presidente di ACADI-Confcommercio, al Forum ACADI 2026 di Roma sull'”Impatto sociale delle regole”. Tra il 2018 e il 2025, infatti, la raccolta complessiva è salita da 106,8 a 165,4 miliardi di euro, mentre quella degli apparecchi è scesa da 48,7 a 31,5 miliardi. Nello stesso periodo il settore ha perso il presidio di 662 Comuni e circa 9.500 addetti.

“La domanda non sparisce: migra da un prodotto all’altro, da un canale all’altro, quando non finisce nell’illegalità”, afferma Cardia. È su questa distanza tra obiettivi ed effetti che ACADI chiede di misurare le regole. Distanze dai luoghi sensibili e limiti orari hanno ristretto l’offerta autorizzata in parte del territorio senza impedire alla domanda complessiva di crescere, con conseguenze anche su legalità, gettito e occupazione. Con i termini della delega per il riordino del gioco fisico scaduti, Cardia chiede quindi interventi immediati. “Oggi che sono spirati i termini per il riordino, le misure ponte sono vitali”. Tra le proposte ci sono il riequilibrio del PREU, il Prelievo erariale unico, e del payout, la quota delle giocate restituita in vincite, la sperimentazione delle AWP e VLT di nuova generazione e proroghe che non diventino un costo ulteriore per gli operatori. “Le imprese del gioco legale non chiedono meno regole, ma regole migliori”, afferma Lino Enrico Stoppani, vicepresidente vicario di Confcommercio, indicando nella tutela delle persone, nel contrasto all’illegalità e nella sostenibilità delle imprese gli obiettivi da tenere insieme.

Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ricorda che il testo per il riordino predisposto con il Ministero dell’Economia e la Ragioneria generale dello Stato e arrivato a Palazzo Chigi era equilibrato e dovrebbe essere ripreso nella prossima legislatura. La frammentazione delle regole territoriali resta uno degli ostacoli alle gare: chi concorre per una concessione deve sapere dove e a quali condizioni potrà esercitarla. Per predisporre ed espletare una gara occorre circa un anno, da qui la necessità delle proroghe. La riduzione degli apparecchi, aggiunge Lollobrigida, non ha diminuito il gioco complessivo, ma ne ha spostato una parte verso l’online. Renato Loiero, consigliere del presidente del Consiglio per le politiche di bilancio, richiama invece il rapporto tra Stato e territori. Le esigenze statali ed erariali talvolta non convergono con le esigenze dei territori e questa è una criticità irrisolta . La scadenza della delega non chiude tuttavia il dossier: Nulla esclude che si possa ancora intervenire o nei decreti correttivi della delega fiscale o in un’altra sede . Loiero considera inoltre probabile un intervento sulle proroghe nella prossima legge di Bilancio. Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè invita ad aggiustare le storture della regolamentazione, superare le disomogeneità territoriali e garantire stabilità fiscale, indicando la primavera 2027 come obiettivo per una nuova definizione delle regole.

Al Forum hanno partecipato anche SAPAR, STS-FIT, EGP-FIPE e LOGiCO. Il tavolo politico-istituzionale è stato moderato dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone. Per Cardia il punto resta quello indicato dai numeri: se la domanda continua a crescere mentre gli apparecchi autorizzati arretrano, occorre intervenire sugli effetti delle regole e impedire che l’attesa del riordino indebolisca ulteriormente la rete fisica.

Consumi, Carozza: dati non rivelano che italiani comprano

Roma, 8 ott. – In Italia chiudono diciotto negozi di moda e abbigliamento ogni giorno: oltre 23mila attività e 35mila posti di lavoro perduti negli ultimi cinque anni, secondo Federazione Moda Italia -Confcommercio. Numeri dietro cui, per Abbigliamento Vincente Agenzia di marketing fondata da Michele Carozza e specializzata esclusivamente nel settore moda non c’è soltanto la crisi dei consumi.

“Il punto non è che gli italiani spendono meno – spiega Michele Carozza – è che hanno smesso di comprare come compravano dieci anni fa. La passeggiata in centro, la vetrina che intercetta chi passa, l’acquisto d’impulso davanti al negozio era il modello su cui i punti vendita si reggevano. Oggi quell’impulso si è spostato online: una persona vede un prodotto, due tocchi con modalità di pagamento online e l’ordine arriva a casa. È comodo, immediato, senza attrito, e contro quella comodità il negozio fisico, da solo, non può competere”.

Eppure, sottolinea l’agenzia, il punto vendita ha un vantaggio che l’online non potrà mai avere.

“Un negoziante con dieci anni di attività, quando parla con un cliente in negozio, è un vero esperto di abbigliamento: sa consigliare, sa leggere la persona che ha davanti. Il problema è che quella competenza la conoscono solo i clienti che entrano; tutti gli altri non la vedono. Il digitale serve esattamente a questo: con un tocco di editing, mostrare a tutti l’esperto che quel negozio ha già dentro. Non costruiamo un personaggio finto, raccontiamo una competenza che esiste davvero. E oggi le persone si fidano molto di più di un brand con un volto riconoscibile che di un marchio anonimo. Noi lavoriamo solo sulla moda, esclusivamente con negozi di abbigliamento, accessori e calzature. Un’agenzia che dice di fare tutto, in realtà non fa bene niente: il marketing cambia da settore a settore. Lavorare solo nel fashion ci permette tre cose concrete: conoscere la stagionalità, sapere come ruota la merce, capire chi entra in negozio e perché compra. Parliamo la stessa lingua dei nostri clienti, ed è la sola lingua con cui oggi un negozio di abbigliamento può tornare a crescere”.

Ue, Dombrovskis: flessibilità sui conti? E’ necessaria prudenza di bilancio

Roma, 8 ott. (askanews) – Sulle richieste di Italia e Grecia di maggiore flessibilità di Bilancio alla luce dell’elevata inflazione, “quello che sto mettendo in rilievo è la necessità di prudenza di bilancio, specialmente alla luce degli sviluppi attuali sui mercati dei titoli di Stato. Ci sono elementi nelle regole di bilancio che già aiutano”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

“Ovviamente avremo un esame approfondito sulle richieste di Italia e Grecia, per discutere questa situazione. E ovviamente avremo maggiori analisi; e come ho detto in precedenza, seguiremo gli sviluppi da vicino e siamo pronti a proporre misure di risposta necessarie. Ma bisogna anche notare che buona parte di queste risposte riguardano il funzionamento dei mercati dell’energia. Questione – ha concluso – che è stata toccata nelle discussioni oggi”.

Carburanti, raffinerie disponibili a valutare aumento produzione

Roma, 8 ott. (askanews) – Il settore della raffinazione ha manifestato la disponibilità a verificare i margini per ulteriori incrementi della produzione tecnicamente realizzabili, attraverso una valutazione impianto per impianto che tenga conto delle caratteristiche operative dei singoli siti e del quadro ambientale e normativo vigente.

È quanto hanno comunicato i rappresentanti delle raffinerie attive in Italia, rispondendo alla richiesta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, come riporta un comunicato nel corso del tavolo convocato al Mimit.

Nel dettaglio, Unem (Unione Energie per la Mobilità), che riunisce le principali imprese del settore, ha evidenziato che ulteriori incrementi della produzione potrebbero essere favoriti anche da eventuali modifiche, a livello europeo, alle specifiche tecniche dei prodotti, purché tecnicamente e ambientalmente percorribili.

Le raffinerie italiane dispongono attualmente di una capacità di raffinazione di circa 83,3 milioni di tonnellate all’anno. Nel 2026, il tasso medio di utilizzo è stato stimato da Unem intorno all’80%, con un picco dell’86% registrato nel mese di agosto. L’Italia è oggi, infatti, tra i Paesi europei che mantengono una capacità di raffinazione in grado di soddisfare i consumi interni di carburanti come benzina e gasolio. Per il jet fuel, riporta il Mimit, permane invece un significativo deficit produttivo, nonostante nel 2026 la produzione sia aumentata di circa il 30%. In questo quadro, il sistema industriale nazionale potrebbe contribuire a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti non solo dell’Italia, ma anche dell’Europa.

Piazza del Popolo si apre alla città con il Forum “Aperti”

Roma, 8 ott. (askanews) Per sei giorni, dal 9 al 14 ottobre, Piazza del Popolo diventa la piazza di tutti. Confesercenti porta nel cuore di Roma “Aperti” Forum 2026, con l’obbiettivo di creare uno spazio utile al confronto e al dibattito aperto a tutti. Non solo un appuntamento per le imprese o le istituzioni bensì uno spazio cui chiunque può accedere senza alcuna distinzione.

La sera la piazza si accende con la musica e lo spettacolo. Ci saranno The Kolors, Noemi, Rocco Hunt e tanti altri artisti, fino alla serata con Enrico Brignano, tutti con ingresso libero e con la conduzione di Rudy Zerbi, che del Forum è anche il direttore artistico.

L’intervista a Rudy Zerbi, conduttore e direttore artistico del Forum: “Abbiamo pensato di alternare momenti di confronto con quelli istituzionali e politici, tutto sotto il grande tema della cultura. A proposito di cultura, c’è anche la musica. La sera ci saranno degli spettacoli con cantanti molto popolari, amati dai giovani, che saranno lì proprio per cercare di far arrivare più gente possibile e condividere momenti di felicità e di gioia. L’immagine che abbiamo voluto dare al forum è la stessa immagine che si potrebbe trovare in qualsiasi borgo o paese di cui stiamo parlando. Quindi un’immagine popolare, dove ci sono persone che vivono la vita di tutti i giorni e che possano popolare Piazza del Popolo come se fosse un borgo”.

Durante il giorno, invece, si parla di futuro e ci si confronta sui temi che stanno a cuore a commercianti e cittadini: Il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, incontra i leader politici Elly Schlein, Segretaria del Partito Democratico, Giuseppe Conte, Presidente del Movimento 5 Stelle, Antonio Tajani, Segretario Nazionale di Forza Italia e Vicepresidente del Consiglio, Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste della Repubblica Italiana, Marina Elvira Calderone, Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Galeazzo Bignami, Membro della Camera dei deputati, Carlo Calenda, Segretario di Azione, Maurizio Lupi, Leader di Noi Moderati, Nicola Fratoianni, Segretario di Sinistra Italiana e leader di AVS, Angelo Bonelli, Portavoce di Europa Verde e deputato di AVS, e Paolo Barelli, Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento.

A seguire Aldo Cazzullo presenta il suo nuovo libro “Quando l’Italia rinacque – Il nostro Rinascimento”. Spazio anche alla sfida-opportunità dell’intelligenza artificiale: i laboratori di Confesia accolgono chiunque voglia imparare a utilizzare l’intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni e nel lavoro. Non mancano i momenti per le famiglie con le performance domenica pomeriggio di talent e performers straordinari da tutto il mondo

Tradizione e innovazione, confronto e divertimento: una piazza davvero aperta.

Il Consumer Electronics Show debutta a Milano il 21 ottobre

Roma, 8 ott. (askanews) – Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese innovative, attrazione di capitali esteri e sviluppo delle tecnologie di frontiera. Sono questi i temi al centro della conferenza stampa svoltasi oggi a Palazzo Piacentini per la presentazione del “CES Unveiled Milan”, l’evento che il prossimo 21 ottobre porterà per la prima volta in Italia, negli spazi dell’Allianz MiCo, l’edizione europea del Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente di Agenzia ICE Matteo Zoppas, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini (in videomessaggio), il vicepresidente di Confindustria Fausto Bianchi, il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, il colonnello dell’Aeronautica Militare Walter Villadei, la President & CEO di CTA Kinsey Fabrizio (in videomessaggio) e la senior director Global Programs Janenne Remondino.

Promossa da Agenzia ICE e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), in stretta sinergia con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e Fondazione Fiera Milano, in collaborazione con la Consumer Technology Association (CTA) americana, l’iniziativa si inserisce in un percorso strategico volto a posizionare l’Italia tra i principali hub tecnologici mondiali.

“Portare il grande appuntamento del CES in Italia è motivo di orgoglio e rappresenta la certificazione di come il nostro Paese sia sempre più attrattivo. Il CES è un grande palcoscenico dell’innovazione che ci consentirà di dimostrare come l’Italia sia la sede ideale dove investire nella grande sfida del futuro, con le sue startup, con le sue imprese innovative, con la sua rete di distretti industriali vocati all’economia digitale”, dichiara Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy.

Dichiara Matteo Zoppas, presidente di Agenzia ICE: “Portare il CES in Italia significa avvicinare le nostre imprese alle frontiere dell’innovazione mondiale. Grazie alla collaborazione con ICE, il CES di Las Vegas, punto di riferimento globale per le tecnologie più avanzate di prodotto e di processo, avrà un’edizione anche nel nostro Paese. Un’opportunità strategica per il sistema produttivo italiano: confrontarsi con le migliori tecnologie del mondo, valutare l’adozione di soluzioni innovative, per aumentare produttività e competitività e conquistare nuove opportunità sui mercati internazionali. Ma c’è anche un’altra grande opportunità: per startup e PMI espositrici, entrare nell’ecosistema internazionale del CES significa poter accedere a una vetrina globale, creare connessioni con grandi gruppi industriali, attrarre l’interesse degli investitori e aprire nuove prospettive di crescita”.

“In un mondo che cambia rapidamente, innovazione, ricerca e nuove tecnologie sono le condizioni indispensabili per difendere e rafforzare la nostra competitività. Non possiamo limitarci a utilizzare o regolamentare le tecnologie del futuro. Dobbiamo essere capaci di svilupparle, produrle e industrializzarle in Italia e in Europa”, dichiara il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, intervenendo in videomessaggio.

“In passato il CES di Las Vegas è stato molto utile per dare alle nostre PMI una spinta concreta verso l’innovazione. Averlo per la prima volta in Italia è un riconoscimento importante per la nostra industria e per le nostre piccole e medie imprese, che stanno dimostrando di saper competere nel mondo: nel 2025 l’export italiano ha raggiunto il record di 643 miliardi di euro e nel primo semestre 2026 è cresciuto del 4,5% in valore. Dobbiamo continuare su questa strada investendo in innovazione, ricerca e tecnologie e accompagnando le imprese, a partire dalle più piccole, sui mercati internazionali. Per le PMI l’innovazione è essenziale per trasformare le competenze in crescita, produttività e nuovi posti di lavoro”, dichiara Fausto Bianchi, Presidente della Piccola Industria e Vice Presidente di Confindustria.

“Portare per la prima volta CES Unveiled in Italia rappresenta una grande opportunità per il sistema Paese: significa mettere le nostre imprese e startup in contatto con uno dei principali ecosistemi internazionali dell’innovazione e, allo stesso tempo, mostrare al mondo le competenze che l’Italia esprime nella tecnologia, nella ricerca e nell’industria. Il 21 ottobre, ad Allianz MiCo, Milano entrerà nel circuito internazionale del CES, creando un collegamento diretto con Las Vegas e con una rete globale di imprese, investitori e innovatori”, dichiara Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano. “È un risultato costruito grazie a un grande lavoro di squadra, a partire da Agenzia ICE e dal Presidente Matteo Zoppas, che ringrazio, e reso ancora più significativo dal sostegno del Ministro Adolfo Urso. Il CES arrives in un territorio che esprime un ecosistema dell’innovazione particolarmente forte: la Lombardia concentra il 27% delle startup innovative italiane e mette in relazione tecnologia, ricerca, università, industria e manifattura avanzata. È questa capacità di costruire connessioni tra competenze diverse che oggi rende competitivi i territori e rafforza il sistema Paese. Come Fondazione Fiera Milano abbiamo voluto fare un passo ulteriore: fare in modo che l’arrivo del CES producesse un impatto che andasse oltre la giornata del 21 ottobre e oltre Allianz MiCo. Per questo abbiamo coinvolto istituzioni, università, imprese e associazioni in un programma diffuso di iniziative in città. Le fiere sono piattaforme nelle quali l’innovazione incontra il mercato, si costruiscono relazioni e si aprono nuove opportunità internazionali. Un grande evento come CES Unveiled deve lasciare al territorio nuove relazioni per le imprese, occasioni per le startup, connessioni con università e ricerca e una maggiore capacità di attrarre investimenti, competenze e innovazione. È così che un grande evento diventa valore per il territorio e per il Paese”.

L’appuntamento del 21 ottobre all’Allianz MiCo vedrà la partecipazione di 100 aziende e startup italiane altamente qualificate, in rappresentanza di 20 differenti ambiti tecnologici. Il comparto con la presenza più consistente è l’Intelligenza Artificiale, rappresentato da 28 realtà, affiancato da settori strategici come l’Aerospazio (13 imprese), l’Internet delle Cose (IoT), la Digital Health e i nuovi sistemi di mobilità connessa e autonoma. L’evento offrirà alle imprese un’area espositiva dedicata e sessioni strutturate di incontri B2B e pitching con grandi gruppi industriali, incubatori e 200 investitori internazionali provenienti da 25 Paesi.

Musica e impresa: grande partecipazione al MEI 2026

Roma, 8 ott. – Ha registrato un’ottima affluenza di pubblico, artisti e addetti ai lavori il debutto ufficiale di “Musicista Imprenditore?”, il progetto ideato e fondato da Elisa De Matteis, presentato in anteprima nel corso della kermesse del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) 2026 a Faenza.

Nel corso del talk ufficiale, seguito da numerosi operatori del settore, è stato acceso il faro su un tema cruciale per la scena indipendente contemporanea: la necessità di unire il talento artistico a competenze manageriali solide, strategie di marketing mirate e a un business plan strutturato, superando la fase del “fai-da-te” improvvisato.

Al centro dell’incontro vi è stata la presentazione del videocorso “Diventa Imprenditore della tua musica”, un percorso formativo completo in 19 moduli progettato per fornire agli artisti gli strumenti concreti indispensabili per valorizzare la propria professionalità nel mercato odierno.

“Siamo estremamente soddisfatti dell’accoglienza ricevuta qui al MEI 2026”, dichiara Elisa De Matteis. “La risposta di artisti, band e operatori del settore conferma che c’è una forte e reale esigenza di cambiamento: i musicisti non vogliono più affidarsi al caso, ma cercano metodi concreti, competenze digitali e strumenti di business plan per trasformare la propria passione in una professione solida e duratura. Questo debutto a Faenza rappresenta solo il primo passo di un autunno ricco di appuntamenti”.

(Comunicato stampa)

Tumore al polmone: in Italia il primo Policy Paper

Roma, 8 ott. (askanews) – Oltre la metà dei pazienti con microcitoma polmonare (57%) considera la diagnosi il momento più critico del proprio percorso. È quanto emerge dall’indagine di Elma Research su 60 pazienti affetti da questa forma aggressiva di tumore al polmone (4.000-6.000 nuovi casi all’anno in Italia). I dati sono alla base di “Microcitoma polmonare in Italia: verso nuovi scenari”, il primo Policy Paper promosso da PharmaMar Italia con clinici, associazioni e Istituzioni per rendere l’assistenza più tempestiva e omogenea.

Dal report emergono forti criticità come sintomi iniziali sottovalutati (42%), lunghi tempi d’attesa (37%) e difficoltà di accesso agli esami (38%).

“Il tumore polmonare a piccole cellule è la forma più aggressiva di neoplasia polmonare e si presenta spesso con segni e sintomi invalidanti per il paziente: servirebbero percorsi dedicati per facilitare l’accesso alle cure e l’ingresso negli studi clinici” ha dichiarato Silvia Novello, Professoressa Ordinaria di Oncologia Medica dell’Università degli Studi di Torino.

Resta elevato anche il peso psicologico della malattia, avvertito dal 90% dei pazienti, mentre solo il 23% riceve un supporto specialistico. Un carico emotivo che pesa direttamente anche sui caregiver familiari.

“WALCE Aps è un’associazione di pazienti affetti da tumore del polmone che dal 2006 offre supporto informativo e psicologico. Proprio dall’indagine Elma Research emerge infatti come una parte degli intervistati dichiari di non aver potuto accedere al servizio psico-oncologico, pur sentendone la necessità” ha aggiunto Stefania Vallone, Segretaria Generale di WALCE Aps.

“È un passo importante per noi come azienda, perché siamo riusciti a mettere insieme, in un confronto molto proattivo, le associazioni dei pazienti, la comunità scientifica e le istituzioni, con l’obiettivo di definire un documento programmatico in grado di favorire azioni concrete per i pazienti con microcitoma polmonare” ha concluso Davide Roccato, Country Manager Oncology di PharmaMar Italia.

Per rispondere a queste sfide, il documento individua cinque azioni prioritarie: promuovere la diagnosi precoce fin dalla medicina generale; garantire percorsi multidisciplinari uniformi sul territorio; accelerare l’accesso ai farmaci innovativi e alle sperimentazioni; integrare l’assistenza psicologica riconoscendo il ruolo del caregiver; ridurre le disuguaglianze territoriali e i disagi logistici per le famiglie. Un impegno condiviso per trasformare la gestione di una patologia complessa in una presa in carico realmente integrata e centrata sulla persona.

Trump: con l’Iran colloqui "produttivi", fino a mid-term no attacchi

Roma, 8 ott. (askanews) – Gli Stati Uniti non lanceranno nuovi attacchi contro l’Iran prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump, che ha riferito di colloqui “produttivi” con la Repubblica islamica, pur confermando il mantenimento del blocco navale imposto a Teheran. Le dichiarazioni del presidente trovano un parziale riscontro nelle fonti iraniane, che confermano l’esistenza di contatti diplomatici indiretti attraverso i mediatori regionali, ma non hanno finora annunciato progressi concreti verso un accordo per porre fine al conflitto iniziato lo scorso febbraio.

“Stiamo avendo discussioni produttive con la Repubblica islamica dell’Iran”, ha scritto Trump sulla piattaforma Truth Social. “Voglio chiarire a tutti che, sebbene l’Iran si trovi in pessime condizioni, sia economicamente sia militarmente, e sebbene il blocco rimarrà pienamente in vigore, non attaccheremo l’Iran in alcun momento prima delle elezioni di metà mandato che si terranno negli Stati uniti il 3 novembre”. Il presidente ha concluso ribadendo che “l’Iran non avrà un’arma nucleare”.

L’esistenza di un negoziato trova conferma nelle dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. Secondo quanto riferito dall’agenzia Tasnim, Teheran ha già esposto “in maniera chiara e decisa” le proprie condizioni per porre fine alla guerra su tutti i fronti e ripristinare la sicurezza nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz. Baghaei ha precisato che la risposta iraniana alle proposte della controparte sarà trasmessa attraverso i mediatori. Il portavoce ha inoltre annunciato un’intesa con l’Oman sulla delimitazione geografica delle rotte sicure per la navigazione attraverso lo Stretto.

Anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha confermato, secondo l’agenzia ufficiale Irna, che l’Iran ha presentato ai mediatori un piano operativo per un’intesa, richiamando la proposta iraniana per il ripristino della sicurezza a Hormuz nell’arco di sette giorni. Il presidente Masoud Pezeshkian aveva a sua volta ribadito la disponibilità di Teheran a proseguire il percorso diplomatico, senza rinunciare alla difesa degli interessi nazionali.

Un’ulteriore conferma arriva dal Qatar, che svolge un ruolo centrale nella mediazione. Il 6 ottobre il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Ibrahim bin Sultan Al Hashmi, aveva dichiarato che gli sforzi per avvicinare Washington e Teheran proseguono senza interruzioni, con uno scambio di messaggi fra le parti. Nessuno dei protagonisti della mediazione ha tuttavia confermato che sia stata raggiunta un’intesa sulle questioni principali.

Resta aperto il confronto sullo Stretto di Hormuz. Trump ha sostenuto che nella sola notte precedente sarebbero transitati attraverso il passaggio marittimo 22 milioni di barili di petrolio, senza che un solo barile fosse diretto verso l’Iran o provenisse dal paese. La cifra non trova per il momento conferme indipendenti. Secondo i dati della società di monitoraggio Kpler, citati da Reuters, il 6 ottobre il transito di greggio attraverso Hormuz era sceso a circa 10,1 milioni di barili al giorno, pari al 74% dei livelli precedenti alla guerra. Lo stesso giorno erano transitate soltanto sette navi commerciali cariche di materie prime, contro una media di circa 125 grandi navi commerciali al giorno prima del conflitto.

Le autorità iraniane continuano peraltro a rivendicare il controllo dello Stretto e hanno minacciato nuove restrizioni alle rotte marittime utilizzate per aggirare i blocchi. Washington contesta questa ricostruzione, sostenendo che il traffico petrolifero sta progressivamente tornando ai livelli precedenti alla guerra. Il blocco americano ha comunque provocato un drastico ridimensionamento delle esportazioni iraniane, soprattutto verso la Cina.

L’annuncio di Trump interviene mentre negli Stati uniti erano emerse indiscrezioni su possibili nuovi attacchi militari contro l’Iran, anche prima del voto di novembre. Il presidente ha ora escluso esplicitamente questa eventualità nell’immediato, senza tuttavia annunciare la fine del conflitto né un alleggerimento del blocco economico. La prospettiva di una soluzione diplomatica resta quindi legata alla possibilità di conciliare le richieste iraniane sulla sicurezza di Hormuz e sulla revoca delle misure americane con le condizioni poste da Washington, a cominciare dal programma nucleare della Repubblica islamica.

Lagarde: forti rincari energia ma finora non c’è allargamento inflazione

Roma, 8 ott. (askanews) – I prezzi dell’energia stanno aumentando marcatamente “ma finora non ci sono segnali di un allargamento dell’inflazione”. Lo ha rilevato la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante le riunioni di oggi dell’Eurogruppo, secondo quanto riferiscono fonti vicini alle discussioni.

Al tempo stesso i rialzi dei tassi di mercato sui titoli di stato a lunga scadenza “stanno comportando un inasprimento delle condizioni di finanziamento che peserà sulla crescita e tenderà a frenare le spinte inflazionistiche”, ha aggiunto Lagarde, sempre secondo le fonti.

L.elettorale, diventa legge tra cartelli, colonnelli e ‘svelamenti’ voto segreto

Roma, 8 ott. (askanews) – Il via libera definitivo alla legge elettorale, con voto segreto, arriva alla Camera con tutti i deputati in piedi nell’emiciclo: il centrodestra esplode in un applauso mentre le opposizioni, in particolare Pd-M5S-Avs, espongono cartelli con le scritte “NO all’Imbroglio”, “Legge Truffa”, “Con Meloni Gasolio a 3 euro”, “Con Meloni salari al palo”, “Con Meloni – sanità e + armi”.

Lo ‘Stabilicum’, ‘Melonellum’, ‘Vampirellum’ o ancora il ‘Machellum’ (da macho per il taglio sulle quote di genere) o anche la ‘legge infame’ o addirittura, per contro, il ‘Paradisium’, troppe le versioni del nome per ricordarle tutte, è stato approvato e ora le attenzioni saranno tutte rivolte alla Consulta – che dovrà esprimersi su ricorsi già ‘confezionati’ – e alla data delle elezioni, che potrebbero tenersi tra maggio-giugno e la scadenza naturale della legislatura.

I ricorsi non sembrano impensierire particolarmente i padri della riforma che già rispetto alla prima versione sono intervenuti a correggere alcune storture sottolineate da diversi costituzionalisti nelle varie audizioni. A rischio di incostituzionalità sicuramente la norma che aumenta in modo esponenziale il numero minimo di firme da raccogliere per consentire la presentazione di liste ai partiti che sono fuori dal Parlamento. Tuttavia, ragiona uno degli sherpa, seppure la consulta dovesse cassarla la legge starebbe in piedi. A suscitare i dubbi di qualche costituzionalista anche l’abolizione dell’alternanza di genere dei capilista. Secondo le considerazioni dell’opposizione invece sotto la lente della Consulta finirebbe soprattutto il premio di maggioranza al Senato: un premio nazionale per una Camera che la Costituzione prevede essere eletta su base regionale. La convinzione diffusa nel centrodestra tuttavia è che a tutelare la riforma approvata oggi su questo punto siano le sentenze della Corte costituzionale del 2014 e del 2017, rispettivamente sul Porcellum e sull’Italicum, in cui è stata sottolineata l’importanza dell’omogeneità dei sistemi per l’elezione della Camera e del Senato.

La mattinata nell’aula di Montecitorio, durante le dichiarazioni di voto, fila via senza forti emozioni pur scaldandosi quando cominciano a prendere la parola i big (la segretaria dem Elly Schlein e il presidente M5S Giuseppe Conte che mostra la foto di Scarpinato con Falcone e Borsellino, seguite da quelle di Delmastro con Caroccia e Colosimo con Ciavardini). A quel punto l’aula si è riempita. Ci sono il vicepremier Antonio Tajani e gli altri ministri-deputati (manca Giorgetti impegnato in Lussemburgo), sottosegretari e parlamentari. Ma è con l’intervento del fedelissimo della premier Giorgia Meloni, il responsabile organizzazione di Fdi Giovanni Donzelli, che il clima si scalda, in particolare quando replica a Conte: “Anche nei dipinti dell’Ultima cena Giuda è accanto a Gesù”. Brusii dai banchi delle opposizioni che esclamano ‘Ohhhhhhhhh!’ e poi ‘Ma che dici???’ quando cita la crescita di posti di lavoro (“un milione e 300mila posti di lavoro”) e respinge la tesi di chi parla di “svolta autoritaria”.

Quando arriva il momento di votare, il presidente Lorenzo Fontana è costretto a richiamare all’ordine (“seduti”) mentre riprende forma la ‘militarizzazione’ dell’aula che si era palesata sulle pregiudiziali la scorsa settimana con i colonnelli Fdi sugli scranni più alti dell’emiciclo a ‘vigilare’. Donzelli stesso, che aveva parlato dal suo posto, si posiziona come in occasione delle pregiudiziali in cima, insieme alle ‘sorelle d’Italia’ Sara Kelany e Augusta Montaruli. Un posizionamento rilevato dalla Schlein che attacca sulla “fiducia che mi pare non ci sia, a giudicare dai cinque colonnelli che avete piazzato nell’ultima fila: vi siete cambiati di posto per controllare dove metteva il ditino il vicino”.

Colpisce l’attenzione, e desta curiosità, il fatto che alcuni deputati di Fi abbiano inserito nelle pulsantiere, che si usano per garantire il voto segreto, dei fogli arrotolati posizionati già sul sì. L’azzurro Andrea Caroppo, interpellato in proposito, sostiene di votare “sempre così per tenere premuto il pulsante”. E a chi gli fa notare che in questo modo il voto segreto si palesa risponde: “Tutti sanno come votiamo, quindi…”. “Il voto è segreto per chi intende avvalersi della segretezza”, puntualizza il collega Giovanni Arruzzolo.

Salute mentale, rompere il silenzio delle donne

Milano, 8 ott. (askanews) – Una donna su tre sperimenta ansia o depressione nel corso della propria vita. Eppure parlare apertamente del proprio benessere mentale resta difficile: secondo un’indagine Lanc me-Ipsos, l’80% delle donne ammette di dire “sto bene” anche quando non è così. È da questa realtà che nasce “I’m Fine”, il progetto globale di Lanc me per sensibilizzare sulla salute mentale femminile e favorire una maggiore attenzione ai primi segnali di disagio.

In Italia, Lanc me ha scelto Telefono Amico come partner per portare avanti questo messaggio, puntando sull’ascolto e sulla possibilità di trovare uno spazio libero dal giudizio in cui esprimere ciò che si prova.

“Avere uno spazio è fondamentale per fare chiarezza nei propri pensieri, riordinarli e dare l’opportunità di esprimere il proprio malessere. Senza che sia una mera questione di genere, la donna affronta nella vita molte fasi particolarmente delicate, anche dal punto di vista biologico: dall’adolescenza al ciclo mestruale, fino alla maternità, all’allattamento e alla menopausa. In questo senso, si trova ad affrontare una complessità maggiore rispetto al resto della popolazione” ha dichiarato Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia.

Una collaborazione che nasce dalla volontà di affrontare il tema non soltanto attraverso la sensibilizzazione, ma anche con strumenti concreti di prevenzione e di consapevolezza: nell’ambito del progetto viene infatti messo a disposizione di tutte le donne un test di autovalutazione clinicamente validato – disponibile sul sito della campagna IMFINE.COM – che aiuta a identificare precocemente i segnali di rischio e a favorire un intervento tempestivo.

“Lanc me è un marchio globale che si occupa di bellezza. Ma la bellezza non è soltanto come appariamo, dipende soprattutto da come ci sentiamo. Per questo abbiamo deciso di avviare una partnership negli Stati Uniti con l’associazione ADAA, specializzata nei disturbi d’ansia e depressione femminile, e di affiancarla a livello locale con Telefono Amico Italia. Vogliamo declinare questo grande progetto sul territorio per stare vicini alle donne e affrontare un tema sempre più urgente come la salute mentale, che rappresenta la naturale estensione dei nostri valori” ha aggiunto Letizia Galeotti, General Manager di Lanc me Italia.

“I’m Fine” invita così a prestare maggiore attenzione al proprio benessere mentale, superando il silenzio e la difficoltà di mostrarsi vulnerabili. Un percorso che parte da un gesto semplice: riconoscere quello che si prova e trovare il coraggio di parlarne.

"Faccia a faccia con Putin", l’incontro con lo "zar" di Stefano Polli

Roma, 8 ott. (askanews) – Osservare Vladimir Putin da vicino, coglierne gli sguardi, i gesti, le reazioni alle domande. Ma soprattutto comprendere il modo in cui il leader del Cremlino costruisce il proprio racconto della realtà, attraverso un linguaggio misurato, un’ironia sottile e una straordinaria capacità di governare il confronto, facendo della comunicazione uno strumento di potere. È questa l’esperienza che Stefano Polli, giornalista e analista di politica internazionale, già vicedirettore dell’ANSA, racconta nel suo nuovo libro “Faccia a faccia con Putin”, pubblicato da Rubbettino Editore nella collana La Nuova Europa (pp. 132, euro 15) in libreria dal 23 ottobre.

Il volume nasce da un’esperienza giornalistica straordinaria: Polli è stato l’unico giornalista italiano a intervistare Vladimir Putin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina.

È il 5 giugno 2024. Nella sede della Gazprom a San Pietroburgo, affacciata sul Golfo di Finlandia, il presidente russo incontra un ristretto gruppo di giornalisti delle principali agenzie di stampa internazionali. Tra loro c’è Polli, seduto esattamente di fronte a Putin, a poco più di un metro di distanza dall’uomo che ha deciso l’invasione dell’Ucraina e che, con le sue scelte, ha contribuito a sconvolgere gli equilibri internazionali.

Non è soltanto il resoconto di un’intervista eccezionale. È un viaggio dentro il sistema di potere russo, un tentativo di comprendere il pensiero di Vladimir Putin attraverso le sue parole, i suoi atteggiamenti, le sue strategie e le contraddizioni della narrazione con cui il Cremlino giustifica la guerra.

Polli racconta un Putin freddo, lucidissimo, capace di parlare per ore senza consultare appunti, di alternare l’ironia alle minacce, di ricostruire con precisione la propria versione della storia e di riportare continuamente il confronto sul terreno che gli è più favorevole.

Ma che cosa vuole davvero Putin? Qual è il disegno che si nasconde dietro l’invasione dell’Ucraina? E fino a dove è disposto a spingersi nello scontro con l’Occidente? Sono alcune delle domande intorno alle quali si sviluppa il libro.

Durante l’intervista Polli affronta direttamente uno dei temi più delicati del conflitto: la decisione di alcuni Paesi occidentali di consentire all’Ucraina di utilizzare i propri missili per colpire obiettivi in territorio russo. La risposta di Putin è un avvertimento all’Occidente e apre uno degli scenari più inquietanti del confronto tra Mosca e la NATO.

Il presidente russo risponde anche a una domanda dell’ANSA sui rapporti con l’Italia, distinguendo la posizione italiana da quella di altri Paesi europei e lasciando intravedere, nelle sue dichiarazioni, la possibilità di una futura ripresa delle relazioni tra Roma e Mosca.

Ma la parte forse più significativa del libro è quella che va oltre le parole pronunciate durante l’intervista.

Polli osserva da vicino il metodo comunicativo di Putin, la sua capacità di costruire una narrazione coerente e persuasiva e la visione di una Russia chiamata, secondo il Cremlino, a riconquistare un ruolo centrale nell’ordine mondiale. Il giornalista cerca di individuare le ragioni più profonde della guerra, oltre le giustificazioni ufficiali diffuse dalla propaganda russa.

Il racconto si allarga poi ai cinque giorni trascorsi a San Pietroburgo: la vita quotidiana in un Paese in guerra, le conseguenze delle sanzioni, l’economia russa, il rapporto con la Cina e con il Sud globale. Fino a interrogarsi sulla trasformazione della guerra moderna e sulla possibilità che il conflitto tra Russia e Ucraina possa estendersi al continente europeo.

L’esperienza diretta del giugno 2024 diventa così il punto di partenza di un’analisi che arriva fino all’estate del 2026, affrontando il controverso rapporto tra Putin e Donald Trump, le difficoltà della diplomazia, l’evoluzione del conflitto e il ruolo di un’Europa chiamata a confrontarsi con un ordine internazionale profondamente cambiato.

Con lo sguardo dell’inviato e l’esperienza dell’analista di politica internazionale, Polli offre al lettore qualcosa di diverso da una semplice ricostruzione geopolitica: la testimonianza di chi ha potuto osservare personalmente uno dei protagonisti centrali della politica mondiale contemporanea.

“Faccia a faccia con Putin” è anche una riflessione sul giornalismo, sulla necessità di interrogare il potere senza diventarne il megafono e sull’importanza di distinguere i fatti dalla propaganda, soprattutto quando l’informazione stessa diventa uno strumento di guerra.

Stefano Polli, scrittore e analista di politica internazionale, ha legato la sua carriera all’ANSA, di cui è stato inviato speciale e vicedirettore. Ha seguito i maggiori conflitti dagli anni Novanta a oggi e i più importanti summit mondiali. Tra i pochi a entrare in Corea del Nord, ha intervistato Fidel Castro ed è l’unico giornalista italiano ad aver incontrato Vladimir Putin dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

Giovani e sostenibilità, il peso del digitale

Milano, 8 ott. (askanews) – Il digitale non è senza impatto. Per il 46% degli Under 30 italiani, quello delle nuove tecnologie è ormai paragonabile all’impatto ambientale dei combustibili fossili o della deforestazione. È uno dei dati che emerge dalla terza edizione dell’Osservatorio Giovani & Sostenibilità di Angelini Industries, presentato a Milano presso il Salone della CSR, che fotografa una generazione sempre più attenta anche alla dimensione sociale della sostenibilità.

Un’indagine nata per ascoltare e comprendere l’evoluzione delle aspettative dei giovani, anche davanti alle nuove sfide legate all’intelligenza artificiale e al cosiddetto “bioma digitale”. Per Angelini, conoscere queste sensibilità significa anche orientare il proprio percorso di sostenibilità e responsabilità sociale.

“Questo ci dimostra alcuni elementi: il primo è che c’è una grandissima consapevolezza che porta anche a delle piccole-grandi azioni e poi, di conseguenza, nell’utilizzo più saggio di queste nuove tecnologie. Il secondo è che, accanto alla consapevolezza sui temi ambientali, sta emergendo una consapevolezza sugli impatti sociali delle attività delle imprese” ha dichiarato Isabella Falautano, Group Chief Sustainability & Communication Officer di Angelini Industries.

Ma il rapporto con le nuove generazioni passa anche dalla formazione e dalla possibilità di trasformare le competenze in opportunità professionali. È questa la direzione di Angelini Academy, che ha aperto i propri programmi anche all’esterno, creando nuovi collegamenti tra università e imprese.

“Il nostro sistema scolastico produce dei perfetti professionisti, molto bravi e con competenze tecniche che, magari, noi che lavoriamo in azienda da più tempo abbiamo anche un po’ in obsolescenza. Sono fantastici nell’utilizzo delle tecnologie emergenti. Quello che magari manca, e che non permette ai ragazzi e alle ragazze giovani di esprimere al meglio subito il loro potenziale, è capire il contesto in cui si trovano” ha aggiunto Tiziana Carnicelli, General Manager di Angelini Academy.

Dalla consapevolezza sull’impatto della tecnologia alla formazione, il messaggio che arriva dai giovani è chiaro: la sostenibilità non riguarda solo l’ambiente, ma anche le persone e il loro futuro. E proprio su questo terreno si gioca la sfida tra competenze, innovazione e mondo del lavoro.

Calcio, Ceferin si ricandida alla presidenza Uefa

Roma, 8 ott. (askanews) – Aleksander Ceferin accoglie la richiesta unanime delle 55 federazioni nazionali Uefa e annuncia la candidatura per un ultimo mandato alla presidenza dell’organizzazione. La decisione è stata comunicata a Berlino durante un incontro con i presidenti e i segretari generali delle federazioni europee. Ceferin punta così a proseguire la sua guida oltre il 2027: la rielezione sarà sottoposta al 51esimo Congresso Ordinario Uefa, in programma ad Astana, in Kazakistan, il 22 aprile 2027.

Negli ultimi mesi tutte le 55 federazioni avevano chiesto al presidente di rivedere la precedente decisione di non ricandidarsi. “Desidero ringraziare le federazioni nazionali per la fiducia che hanno riposto in me. Negli ultimi anni abbiamo affrontato sfide straordinarie e lo abbiamo fatto come un’unica squadra”, ha detto Ceferin. “C’è ancora molto lavoro importante da portare avanti e, per questo, ho accolto la loro richiesta. La mia ambizione rimane la stessa: continuare a mantenere unito il calcio europeo, rafforzare il nostro movimento e lasciare una Uefa pronta ad affrontare le sfide della prossima generazione”.

Nel suo intervento il presidente ha ringraziato anche la famiglia per il sostegno alla scelta: “Questa decisione richiede molto anche a loro e non avrei potuto prenderla senza la loro comprensione e il loro sostegno”.

L’incontro di Berlino ha affrontato anche il tema della governance della Fifa. Uefa e tutte le federazioni nazionali, con l’eccezione dell’Associazione delle Federazioni Calcistiche dell’Azerbaigian, hanno concordato una linea comune sulle riforme necessarie nell’organizzazione mondiale. Le federazioni hanno ribadito di aver perso la fiducia nell’attuale leadership della Fifa, sostenendo che una riforma istituzionale debba essere accompagnata anche da un cambiamento ai vertici.

Per il calcio europeo serve una leadership “rispettata e capace di unire”, radicata nel mondo del calcio, con esperienza e visione, in grado di ottenere la fiducia delle diverse regioni e impegnata su sviluppo, riforme, integrità e indipendenza.

Le discussioni sulla riforma e sul futuro della leadership della Fifa proseguiranno nelle prossime settimane tra le federazioni Uefa e con le federazioni delle altre confederazioni. Un nuovo incontro delle 55 federazioni nazionali europee è previsto entro il 17 novembre 2026.

Terravision: appello per la parità d’accesso nell’UE

Roma, 8 ott. (askanews) – Un messaggio chiaro e diretto quello mandato da Giovanni Fabi, Presidente di Terravision Electric S.p.A. ai vertici delle autorità italiane e straniere. Il tema in questione è l’apertura a marchi esteri come Flibco per quanto riguarda la gestione di stalli di servizi di linea, in direzione aeroporto, presso la stazione di Milano Centrale e il contemporaneo blocco ricevuto dal gruppo da parte dell’aeroporto di Bruxelles-Charleroi.

Sulle scrivanie del sindaco di Milano Giuseppe Sala, del Governatore della Lombardia Attilio Fontana, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e del Vicepresidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo Matteo Ricci è arrivata una lettera che richiede gli stessi principi di trasparenza, non discriminazione e parità d’accesso sia in territorio nazionale che in territorio UE.

Nel 2006 Terravision ha presentato l’interesse di avere uno stallo da e per l’aeroporto Bruxelles-Charleroi vedendosi però chiudere la porta a favore di una sub-concessione a Flibco fino al 2034, azienda già subentrata alla società italiana all’aeroporto di Londra Stansted nel 2024.

La volontà non è quella di alzare barriere commerciali, ma di mettere la tutela dei passeggeri al primo posto grazie a regole trasparenti e uguali per tutti.

Ok della Ue all’Italia sulla clausola di salvaguardia per spese in difesa ed energia

Roma, 8 ott. (askanews) – Via libera della Commissione europea alla richiesta dell’Italia di attivare la clausola nazionale di salvaguardia sul Patto di stabilità e di crescita, per le spese supplementari in difesa e infrastrutture di energia. “Oggi rappresenta un passo importante nella procedura prevista dalla salvaguardia nazionale. Lo scorso 11 settembre abbiamo ricevuto dall’Italia una richiesta di attivazione. L’Italia è il 19esimo Paese a farne richiesta. Abbiamo valutato la richiesta e la nostra valutazione ha concluso che nel caso dell’Italia l’attivazione della clausola non mette a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche nel breve periodo. In altri termini, la nostra valutazione è positiva”, ha riferito un portavoce della commissione europea, Balazs Ujvari durante la conferenza stampa di metà giornata Ora la questione passa al Consiglio europeo “che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo, a quel punto la clausola potrà essere ufficialmente attivata dall’Italia”, ha spiegato.

Mps, Credit Agricole: non aderiremo a Ops su Banco Bpm

Milano, 8 ott. (askanews) – Credit Agricole gela Mps e respinge ufficialmente l’Ops su Banco Bpm, di cui i francesi sono i primi azionisti con una quota a ridosso del 30%. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo Credit Agricole, Olivier Gavalda. “Abbiamo deciso” di non offrire le azioni nell’ambito dell’offerta, ha affermato durante una conferenza stampa a Francoforte, secondo quanto riportano le agenzie internazionali.

Un’altra “gelata” sui piani dell’AD del Monte, Luigi Lovaglio, di rispondere all’Opas di Intesa Sanpaolo con le due Ops su Banco Bpm e Banca Generali. Dopo l’appoggio di Delfin e di Edizione dei Benetton all’offerta di Ca’ de Sass, questa mattina il gruppo Caltagirone ha dichiarato che non voterà a favore delle operazioni straordinarie all’ordine del giorno all’assemblea del Monte del 29 ottobre, portando il fronte del “no” a circa un terzo del capitale.

Calcio, Gasperini: "Scudetto in tre anni, magari anticipiamo".

Roma, 8 ott. (askanews) – “Scudetto entro tre anni? Magari anche prima”. Gian Piero Gasperini si gode l’ottimo avvio di stagione della sua Roma e non nasconde le ambizioni in vista della sfida di domenica contro il Como. In un’intervista al Corriere di Bergamo, il tecnico giallorosso parla anche del suo passato e del legame mai interrotto con Bergamo.

“Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare. Però siamo consapevoli che la strada è lunga. Nel football non esistono vie diritte o percorsi netti. Ci saranno alti e bassi. Se riusciremo a gestirli, chissà…”, dice Gasperini parlando dello scudetto.

Il tecnico torna poi sul suo passato all’Atalanta e sul 3-4-3, modulo che ha segnato la sua carriera: “Il punto più alto l’ho raggiunto con l’Atalanta. È il mio modo di vedere il calcio, ma i numeri contano fino a un certo punto. L’aspetto fondamentale è giocare da squadra: credere in un lavoro collettivo, nel quale gli attaccanti difendono e i difensori attaccano”.

Gasperini ricorda anche il difficile periodo all’Inter: “L’esonero dall’Inter è stato forse il momento peggiore. Però ho saputo rialzarmi. E devo tanto all’Atalanta, che ha continuato a darmi fiducia, anche quando i risultati non arrivavano”.

Bergamo, però, resta nel cuore dell’allenatore: “È stata la tappa più lunga e intensa della mia esistenza da girovago del pallone. Non ho rimpianti, ma provo una profonda nostalgia per una comunità dove mi ero integrato perfettamente. Non a caso ci torno spesso. Mi manca tutto, di Bergamo”. E sul futuro non chiude la porta: “Un mio ritorno? Non lo escludo, ho sempre casa lì”.

Capossela, esce oggi "Oltre il bosco", primo estratto da Milk Wood Bar

Roma, 8 ott. (askanews) – Un villaggio addormentato, il vento di sale che arriva dal mare, le vite che nel sonno si spogliano delle loro difese e lasciano affiorare desideri, paure e ricordi. È dalla notte di primavera nel “bosco di latte” immaginato dal poeta gallese Dylan Thomas, che prende forma “Oltre il bosco”, il primo brano estratto da Milk Wood Bar, il nuovo album di Vinicio Capossela in uscita il 22 gennaio 2027 per BMG.

“Oltre il bosco” apre le porte all’immaginario che attraversa il nuovo disco: quello di Under Milk Wood, il poema per voci di Dylan Thomas che ha ispirato il progetto artistico sviluppato da Capossela prima nel radiodramma Sotto il bosco di latte, poi nella sua prima “Ballad Opera” E morte non avrà dominio e che a gennaio 2027 approderà nell’album Milk Wood Bar.

“Dorme il bosco / e dal mare / soffia un vento di sale”. Il testo di “Oltre il bosco” riprende la descrizione iniziale dei sogni degli abitanti di Llareggub, il villaggio immaginario in riva al mare in cui è ambientato Under Milk Wood. È il sonno a riportare il mondo a una condizione d’infanzia, innocente. Dal villaggio lo sguardo poi si allarga fino a comprendere chi ascolta: siamo sonnambuli nella vita / e muoviamo a tentoni / la parte è scritta / ma non la sappiamo. Il bosco di latte diventa così anche una rappresentazione della condizione umana, popolato da esistenze che procedono senza conoscere fino in fondo la propria parte.

Le due strofe finali fanno riferimento a due dei protagonisti principali di questo lavoro, Dylan Thomas, che anima le esistenze di Llareggub come guardandole da dietro il buco della scrittura, e Renato Striglia, il dj radiofonico e amico di Capossela prematuramente scomparso che per anni aveva lavorato a una versione italiana di Under Milk Wood e alla cui memoria è dedicato l’intero progetto.

A uno dei versi più celebri di Thomas, l’immagine della palla lanciata nel cielo e mai più ricaduta, Capossela affianca quella di Renato, che amava tuffarsi: il tuffo che un giorno facesti / Renato / quel volo / non è terminato. La palla e il tuffo restano entrambi sospesi, due voli che non toccano più terra. Un’immagine che ritorna anche nella copertina di Oltre il bosco, dove Renato, giovanissimo, è ritratto durante un tuffo, nell’aria.

Oltre il bosco contiene così le coordinate di Milk Wood Bar: chi abita quel mondo, chi lo ha scritto e chi lo ha sognato.

Il pubblico avrà l’occasione di ascoltare in anteprima dal vivo “Oltre il bosco” insieme alle altre 14 canzoni che comporranno il nuovo album, durante la tournée di “E morte non avrà dominio” che dopo il debutto al Romaeuropa Festival arriverà il 9 e 10 ottobre 2026 al Teatro Due di Parma, il 14 ottobre al Teatro delle Muse di Ancona, il 21 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli, il 24 ottobre al Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro, il primo e 2 novembre al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, il 4 e 5 novembre al Politeama Genovese di Genova, l’8 e il 9 novembre al Teatro Massimo di Cagliari, l’11 novembre al Teatro Comunale di Sassari (nuova data), il 18 novembre al Teatro Sociale di Como, il 22 e 23 novembre al Teatro Colosseo di Torino, il 2 e il 3 dicembre al Teatro Duse di Bologna, il 5 dicembre al Teatro Lyrick di Assisi, il 6 dicembre al Teatro Galli di Rimini, il 19 dicembre al Teatro Goldoni di Livorno e il 21 dicembre al Teatro Verdi di Firenze. Lo spettacolo è una produzione IMARTS, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa.

Durante la tournée teatrale, gli spettatori riceveranno una cartolina attraverso cui potranno accedere ad un portale esclusivo che gli consentirà di preordinare l’album e di ricevere in omaggio due oggetti speciali: la locandina del concerto autografata con un testo inedito dell’artista e un sottobicchiere del Milk Wood Bar.

Calcio, Inter, infortunio per Curtis Jones: stop di tre settimane

Roma, 8 ott. (askanews) – Tegola per l’Inter a due giorni dalla sfida contro il Parma, valida per la sesta giornata di campionato. Cristian Chivu dovrà fare a meno di Curtis Jones, fermatosi durante l’allenamento.

Gli esami diagnostici hanno evidenziato un risentimento muscolare all’adduttore. Per il centrocampista inglese, arrivato in estate dal Liverpool, si prospetta uno stop di circa tre settimane.

Jones sarà quindi costretto a saltare le prossime cinque partite dell’Inter: la gara con il Parma, l’impegno di Champions League contro il Club Brugge e successivamente le sfide di campionato contro Bologna e Fiorentina, oltre alla gara europea con lo Shakhtar Donetsk.

Bce: "Piena discrezionalità" su mosse future data l’alta incertezza

Roma, 8 ott. (askanews) – Al Consiglio direttivo della Bce del 9 e 10 settembre, in cui è stato deciso un nuovo rialzo dei tassi, con cui il riferimento per l’eurozona è stato portato al 2,50%, i componenti del direttorio hanno concordato che resta importante “evitare di dare qualsivoglia indicazione sul futuro dei tassi e mantenere la piena discrezionalità per le prossime riunioni”.

Le decisioni dovranno continuare a essere basate sui dati e su una ampia valutazione del quadro, “prendendo semplicemente atto dell’elevata incertezza e delle incognite sulle prospettive di inflazione, con diversi scenari possibili: il Consiglio direttivo in reagirà in base alle circostanze”. Lo riportano i verbali della riunione, pubblicati oggi dalla Bce.

I banchieri cebtrali hanno concordato sul fatto che “la comunicazione deve restare neutrale, senza suggerire che il rialzo dei tassi sia stato un passo in una determinata direzione, né che sia stato l’ultimo rialzo”. Bisogna “mantenere alta la vigilanza”, spiega il documento.

I componenti del direttorio “hanno ampiamente concordato sul fatto che le prospettive di inflazione si sono deteriorate”. Ci si attende che i rincari dell’energia si trasferiscano gradualmente all’inflazione di fondo e ai prezzi dei beni alimentari. E il miglioramento delle prospettive economiche potrebbe a sua volta contribuire a far salire l’inflazione di fondo.

Tuttavia “l’incertezza resta elevata”. I rincari dell’energia, peraltro, sono legati a fattori geopolitici “che potrebbero rapidamente invertirsi”. E finora gli effetti indiretti del caro energia sono stati contenuti, mentre la moderazione del mercato del lavoro potrebbe frenarne effetti più ampi. Ad ogni modo “tutti concordano sul fatto che i rischi sull’inflazione sono rialzo”.

Ma il documento rileva anche come “non tutti i rischi” sull’inflazione “vadano nella stessa direzione”.

È stato notato che la risposta monetaria “deve restare proporzionata e che il tasso dei depositi, al 2,50%, resta nell’ambito della fascia di neutralità secondo le stime dei tecnici. Un altro rialzo era opportuno anche per cementare la credibilità del direttorio nel suo impegno sulla stabilità dei prezzi”.

Oggi, intervenendo a una conferenza di Societe Generale, il capo economista della Bce, Philip Lane ha rilevato che l’attuale shock sull’energia è considerato “uno shock di medie dimensioni e che quello che ci serve è una risposta misurata”, ha detto.

Il Nobel per la letteratura è andato a Anne Carson

Roma, 8 ott. (askanews) – Il premio Nobel per la Letteratura 2026 è stato assegnato all’autrice canadese Anne Carson, “per la sua opera audace e innovativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea”. Lo ha annunciato il comitato Nobel riunito a Stoccolma.  Anne Carson è una poeta e traduttrice dal greco classico. La sua opera più nota in Italia è “Autobiografia del rosso”, edita dalla Nave di Teseo.

Anne Carson è nata nel 1950 a Toronto, in Canada. Nel 1981 ha pubblicato la sua tesi di dottorato in Studi Classici intitolata Odi et Amo Ergo Sum e, nel corso di tutta la sua carriera, ha coniugato la scrittura poetica con la traduzione e l’insegnamento in diverse università.

“Quasi tutta la sua produzione letteraria si è concentrata sull’intersezione tra l’ossessione del filologo per le parole e il desiderio del poeta di nuovi significati. Lei stessa ha identificato l’etimologia delle parole come punto di partenza di tutto il suo lavoro”, ha osservato Anders Olsson, il presidente del Comitato Nobel.

Tra le sue opere principali ci sono: Eros the Bittersweet (1986), saggio sull’amore e sul desiderio ispirato a Saffo; The Glass Essay (1995), poema lungo che intreccia poesia, autobiografia e riflessione su Emily Brontë; Autobiography of Red (1998), originale riscrittura del mito di Gerione in forma di romanzo in versi; The Beauty of the Husband (2001), racconto poetico e ironico sul tradimento; Nox (2010), elegia dedicata al fratello Michael che combina immagini, testi e la traduzione di Catullo; Float (2016), raccolta di ventidue libretti sperimentali e Wrong Norma (2024), opera ibrida e performativa. Tra le sue reinterpretazioni dei classici spiccano inoltre If Not, Winter (2002), Elektra (2001), Antigonick (2012) e Bakkhai (2015).

Tennis, Djokovic: "Jannik e il team faranno delle scelte sagge"

Roma, 8 ott. (askanews) – “Pensare a lungo termine è una scelta intelligente: è importante concedersi più anni di carriera, così da avere più possibilità di raggiungere tutti i propri obiettivi”. A dirlo è Novak Djokovic che, arrivato a Shanghai dopo il trionfo all’Atp 500 di Pechino, ha commentato la decisione di Jannik Sinner di chiudere in anticipo la stagione 2026 per l’infortunio al ginocchio. Ragionare sul futuro – come aveva sottolineato l’altoatesino quando ha annunciato la sua decisione – è una scelta saggia secondo Nole, che in carriera ha fatto i conti con diversi problemi fisici. “Non ho sentito Sinner da quando si è infortunato, lo contatterò per sapere come sta – ha spiegato il serbo in conferenza stampa – In carriera ho attraversato diversi infortuni importanti, so quanto sia difficile”.

Djokovic, che ha ricordato anche il lungo infortunio di Rune, ha evidenziato quanto sia complesso soprattutto il rientro in campo, tra la gestione fisica e mentale: “Quando sei lontano così a lungo, per tornare devi affrontare molte più cose rispetto a quelle che normalmente devi gestire. Soprattutto dal punto di vista mentale. Dal punto di vista fisico sai quando sei pronto, ma poi c’è l’aspetto mentale. Se in campo e pensi: “Sono davvero completamente guarito e libero di fare questo movimento?”. Per lui, se si tratta del ginocchio, ovviamente questo condiziona tutto. Ogni singolo movimento. Sono sicuro che lui e il suo team stiano facendo scelte sagge. E, da quel che ho visto, ha detto che sta pensando a lungo termine. È una scelta intelligente, sostengo pienamente questo pensiero perché ho sempre cercato di avere una visione di insieme. È importante concedersi più anni di carriera, così da avere più possibilità di raggiungere tutti i propri obiettivi”.

MotoGp, Marquez: "Il format 2027 accorcia le carriere? Io sono alla fine"

Roma, 8 ott. (askanews) – “Il format 2027 accorcia le carriere? È vero. Ma tanto io sono già alla fine”. Marc Marquez scherza sul nuovo formato della MotoGP, che dal prossimo anno introdurrà una seconda sessione di qualifiche dedicata alla gara Sprint, aumentando ulteriormente gli impegni per i piloti nel fine settimana. A 33 anni e con nove titoli mondiali alle spalle, lo spagnolo della Ducati guarda con ironia a un cambiamento che potrebbe rendere ancora più intenso il calendario.

La battuta arriva alla vigilia del Gran Premio d’Indonesia, con Marquez in piena corsa per il titolo insieme al compagno di marca Jorge Martin e a Marco Bezzecchi. In classifica Martin precede Marquez di appena due punti, mentre il pilota Aprilia resta in agguato. Mandalika, secondo le indicazioni della vigilia, potrebbe essere un circuito favorevole proprio all’Aprilia: “Sembra una pista adatta all’Aprilia e ai suoi piloti, quindi cercheremo di restare il più vicino possibile a loro”, ha spiegato Marquez.

Lo spagnolo arriva in Indonesia con maggiore fiducia rispetto allo scorso anno: “Adesso sto meglio e anche la moto è migliorata molto”. L’obiettivo è quindi rimanere agganciato ai rivali e sfruttare ogni occasione per raccogliere punti.

Martin, dal canto suo, non considera il GP indonesiano più importante degli altri appuntamenti: “Tutte le gare hanno la stessa importanza, dobbiamo cercare di fare punti”. Il leader del Mondiale si dice però soddisfatto del livello raggiunto dalla sua Aprilia: “Mi sento molto fiducioso, sia per i risultati sia per le sensazioni che ho sulla moto. Mi sento più veloce e sembra che ormai abbiamo una soluzione per ogni problema, riuscendo sempre a individuare quella corretta”.

Bezzecchi, reduce dalla vittoria dello scorso anno a Mandalika, riconosce invece che la pressione è soprattutto sui due contendenti al titolo: “La pressione è un po’ di più su Jorge e Marc”. Per il pilota Aprilia l’obiettivo è restare nella partita iridata, sfruttando anche le caratteristiche di una pista che potrebbe esaltare la sua moto.

Tennis, Sinner iscritto all’One Point Slam degli Australian Open

Roma, 8 ott. (askanews) – C’è un primo possibile impegno nel calendario di Jannik Sinner per il 2027. Il n. 1 al mondo è tra i partecipanti annunciati al One Point Slam degli Australian Open, l’evento che mette in palio un milione di dollari australiani, in cui si gioca un solo punto per partita. Oltre a Sinner, figurano anche Carlos Alcaraz, Coco Gauff e Naomi Osaka. Il One Point Slam è in programma mercoledì 13 gennaio (durante l’Opening Week) sulla Rod Laver Arena e vedrà protagonisti 32 giocatori, tra tennisti professionisti, giocatori provenienti dai circoli australiani e wild card. Sinner aveva partecipato alla prima edizione del One Point Slam lo scorso gennaio, venendo eliminato a sorpresa dall’australiano Jordan Smith, poi vincitore della competizione.

“Il One Point Slam è diverso da qualsiasi altro evento nello sport mondiale – ha spiegato Tom Larner, Chief Tennis Officer di Tennis Australia – Avere stelle come Sinner, Alcaraz, Gauff e Osaka già confermate, insieme ai tennisti australiani che si qualificheranno attraverso le competizioni locali, rappresenta esattamente lo spirito di questo evento: unire le persone attraverso il tennis in modo emozionante e inclusivo”.

Ok Ue a Italia su clausola salvaguardia per spese difesa e energia

Roma, 8 ott. (askanews) – Via libera della Commissione europea alla richiesta dell’Italia di attivare la clausola nazionale di salvaguardia sul Patto di stabilità e di crescita, per le spese supplementari in difesa e infrastrutture di energia. “Oggi rappresenta un passo importante nella procedura prevista dalla salvaguardia nazionale. Lo scorso 11 settembre abbiamo ricevuto dall’Italia una richiesta di attivazione. L’Italia è il19esimo Paese a farne richiesta. Abbiamo valutato la richiesta e la nostra valutazione ha concluso che nel caso dell’Italia l’attivazione della clausola non mette a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche nel breve periodo. In altri termini, la nostra valutazione è positiva”, ha riferito un portavoce della commissione europea, Balazs Ujvari durante la conferenza stampa di metà giornata

Ora la questione passa al Consiglio europeo “che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo, a quel punto la clausola potrà essere ufficialmente attivata dall’Italia”, ha spiegato.

L. elettorale, Meloni: ora italiani potranno scegliere tutto

Roma, 8 ott. (askanews) – “Con l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale, quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Il centrodestra – aggiunge – reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent’anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta. Allo stesso tempo introduciamo regole pensate per favorire la stabilità e la coerenza parlamentare di qualunque governo, indipendentemente dal suo colore politico. Perché chi vince le elezioni deve poter governare, e chi viene eletto deve rispondere agli elettori che lo hanno scelto. Introduciamo anche il voto fuori sede per studenti, lavoratori e caregiver familiari, nei casi previsti dalla legge: una risposta concreta a una richiesta avanzata da tanti cittadini, soprattutto giovani, che vivono lontano dal proprio Comune di residenza. Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani”.

“E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso – conclude – oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini”.

Tumori cerebrali, da Siena la sfida della biopsia virtuale

Siena, 8 ott. (askanews) – Nella cornice della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, è stato presentato il progetto GLIOGEN-X, che punta a verificare se le immagini di risonanza magnetica cerebrale contengono già le informazioni necessarie a caratterizzare il profilo molecolare dei gliomi.

Finanziato dallo European Innovation Council con quasi 4 milioni di euro, durerà quattro anni ed è uno dei soli sette selezionati nell’ambito del bando Pathfinder Challenges dedicato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa nella diagnosi e nel trattamento dei tumori.

“Siena Imaging è una piccola start-up nata nel 2017 come spin-off dell’Università di Siena. È cresciuta piano piano, sviluppando software per l’analisi di immagini di risonanza magnetica cerebrale. Questi software hanno avuto riscontro sia a livello accademico che commerciale: già durante il lungo periodo di incubazione, quando lavoravamo ancora nel laboratorio dell’Università diretto dal professor De Stefano, varie case farmaceutiche ci richiedevano i nostri servizi. Così, nel 2017, abbiamo deciso di fare il grande passo e siamo diventati una piccola e media impresa incubata in Toscana Life Sciences.” ha dichiarato Marco Battaglini, CEO e cofondatore di Siena Imaging.

Il profilo molecolare di un glioma, fondamentale per la diagnosi e per scegliere il trattamento, può essere conosciuto attraverso l’analisi del tessuto tumorale. Una procedura invasiva che, però, non è sempre praticabile.

“Quello che possiamo garantire alla controparte di Siena Imaging è un’enorme quantità di dati provenienti dalla clinica, dai trattamenti, dalla radiologia e dal profilo molecolare, che viene centralizzato al Nord in un unico laboratorio sottoposto a rigorosi controlli di qualità” ha aggiunto Federico Roncaroli, Professore di Clinical Neuropathology e principal investigator dell’Università di Manchester.

“L’Universitat Oberta de Catalunya metterà a disposizione la propria esperienza nel campo del federated learning per contribuire a gestire nel modo più efficace i dati del progetto, consentendo agli ospedali del Regno Unito di mantenere i dati all’interno del Paese e ottimizzando, al contempo, la capacità di calcolo necessaria per il nuovo algoritmo di rilevazione dei gliomi” ha detto Ferran Prados Carrasco, Principal Investigator del Fundaciò per la Universitat Oberta de Catalunya (FUOC).

Un progetto che mette insieme ricerca, medicina e intelligenza artificiale e che, per la Fondazione Toscana Life Sciences, rappresenta anche la dimostrazione della capacità del territorio senese di competere a livello europeo.

“Ci tengo a sottolineare la grande competitività del bando a cui abbiamo partecipato e che ci ha portato a questo risultato così importante. Trattandosi di bandi europei estremamente selettivi, la nostra vittoria dimostra innanzitutto la capacità dei nostri ricercatori di collocarsi all’avanguardia nella ricerca” ha concluso Francesco Frati, presidente di TLS.

La sfida dei prossimi quattro anni sarà dunque capire se una risonanza magnetica possa raccontare molto più di ciò che oggi riusciamo a vedere: fino a rivelare, senza bisogno di un intervento invasivo, la stessa biologia del tumore.

Le novità della nuova legge elettorale

Roma, 8 ott. (askanews) – Sistema “misto”, cioè proporzionale con premio di maggioranza, obbligo di indicazione del premier, capilista bloccati e preferenze scelte con le crocette in un elenco di candidati. Ecco le novità previste dalla legge elettorale voluta da Giorgia Meloni e approvata oggi in via definitiva dalla Camera.

PREMIO DI MAGGIORANZA. E’ fisso, cioè consiste in un numero predeterminato di seggi – 70 alla Camera e 35 al Senato – assegnato, in entrambe le Camere, alla lista o alla coalizione di liste vincitrice che abbia ottenuto almeno il 42 per cento dei voti in ciascuna della due Camere. In assenza di tali presupposti – anche solo in una Camera – il premio non viene assegnato in nessuna delle due Camere e anche i seggi del premio vengono ripartiti in maniera proporzionale.

TETTO AI SEGGI. I seggi del premio di maggioranza si sommano a quelli che il vincitore ha ottenuto con la parte proporzionale ma la legge stabilisce un tetto massimo: alla Camera 220 seggi, al Senato 113. Nel caso di superamento del tetto, i seggi eccedenti sono sottratti alla lista assegnataria del premio nella parte proporzionale. Dal tetto massimo sono esclusi i seggi degli eletti all’estero (8 deputati e 4 senatori).

CAPILISTA BLOCCATI E TRE PREFERENZE. Le liste dei collegi plurinominali saranno composte da un capolista bloccato e da un elenco di sei candidati tra i quali gli elettori potranno scegliere con le crocette fino a tre preferenze. Per l’attribuzione del premio invece i partiti dovranno presentare liste a livello circoscrizionale, che in caso di coalizione di liste saranno le stesse per tutta la coalizione. La composizione del cosiddetto “listone”, che entra in blocco in caso di vittoria del premio di maggioranza, è demandata ad accordi interni alle coalizioni.

NESSUNA ALTERNANZA DI GENERE. Abolita l’alternanza di genere per i capilista prevista invece dal Rosatellum. È prevista solo un’alternanza formale: i candidati, compreso il capolista, sono collocati secondo un ordine alternato di genere. Ma, non essendo le liste bloccate, si tratta di un ritocco che non garantisce quote di genere perchè l’elezione avviene comunque in ordine di preferenze ottenute. Nel complesso delle candidature presentate da ogni lista, nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento.

SBARRAMENTO. Lo sbarramento resta al 10% per le coalizioni di liste e al 3% per le liste singole o coalizzate, salvo il ripescaggio, per ogni coalizione di liste, della prima lista coalizzata rimasta al di sotto di tale soglia.

INDICAZIONE DEL PREMIER. Le forze politiche devono indicare nel programma elettorale il nome e il cognome della persona proposta per l’incarico di presidente del Consiglio. In caso di coalizione, la persona proposta è la stessa per tutte le forze politiche coalizzate. Il nome e il cognome del premier però non compaiono sulla scheda elettorale. La mancata indicazione del nominativo produce, come già previsto per la mancata presentazione del programma, l’inammissibilità delle liste.

STRETTA SULLA RACCOLTA FIRME. I partiti non presenti in Parlamento che intendono correre alle prossime elezioni politiche dovranno raccogliere almeno 6mila firme in ogni collegio per presentare le liste, ovvero circa 450mila. Per chi invece ha un gruppo o una componente in almeno una delle due camere al momento della convocazione dei comizi – ad esempio Più Europa o Futuro Nazionale con Vannacci – resta l’obbligo di raccogliere almeno 1.500 firme per collegio. Per i partiti costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due camere al 31 dicembre 2025, ad esempio Azione, Avs e Noi Moderati, è prevista invece l’esenzione dalla raccolta firme. Esenzione contenuta in una norma transitoria della riforma elettorale che deroga alla legge vigente secondo cui è esonerato solo chi ha gruppi in entrambe le Camere da inizio legislatura.

CANDIDATURE. Il candidato nelle liste circoscrizionali presentate per l’attribuzione del premio di governabilità deve candidarsi nella posizione di capolista in almeno uno dei collegi plurinominali. Possibili le pluricandidature con il limite massimo di cinque candidature di collegio.

CIRCOSCRIZIONI ESTERO. Sono ridotte da quattro a due le ripartizioni geografiche per l’elezione della Camera dei deputati (Europa e Americhe-Asia-Oceania-Antartide) e da quattro a una al Senato denominata circoscrizione Estero.

PIU’ FACILE LA RACCOLTA FIRME PER CANDIDARSI ALL’ESTERO. Nonostante l’ampiezza delle circoscrizioni, frutto dell’accorpamento da quattro a due alla Camera e da 2 a uno al Senato, rimane immutato il numero di almeno 500 firme previste dalla legge Tremaglia per ciascuna delle ripartizioni in cui è suddivisa la circoscrizione Estero. Nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti costituiti in gruppo parlamentare, anche in una sola delle due Camere, nella legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi elettorali e per i partiti e gruppi politici che nell’ultima elezione hanno presentato candidature con proprio contrassegno e hanno ottenuto almeno un seggio in una delle due Camere.

VOTO AI FUORI SEDE. Viene istituito presso l’ufficio elettorale di ciascun comune, l’elenco degli elettori fuori sede ammessi a votare nel comune di temporaneo domicilio per le elezioni della Camera e del Senato, per il Parlamento europeo e per i referendum. Entro il 31 dicembre di ciascun anno gli elettori che per motivi di studio e di lavoro sono temporaneamente domiciliati in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune di iscrizione elettorale, possono chiedere l’iscrizione nell’elenco per votare per le elezioni previste nell’anno successivo nel comune di temporaneo domicilio se la durata della permanenza prevista in quest’ultimo è di almeno 9 mesi. Gli elettori che hanno maturato i 9 mesi dopo la data del 31 dicembre, entro trenta giorni dalla data in cui i requisiti di fuori sede vengono soddisfatti e comunque non oltre il quarantacinquesimo giorno precedente alla data delle elezioni, possono chiedere di essere iscritti nell’elenco dei fuorisede dove sono domiciliati. Disciplina a parte per gli elettori che sono lontani dal comune di residenza per motivi di salute. Se ricevono assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico in una regione diversa da quella di residenza per un periodo di almeno tre mesi durante il quale ricade la data delle elezioni possono richiedere, non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente il voto, di essere iscritti nell’elenco dei fuorisede per votare nel comune di temporaneo domicilio. Nel corso dell’esame al Senato, la disciplina prevista per le persone malate è stata estesa anche ai caregiver familiari e ai genitori o familiari conviventi di un minore che sia in cura lontano dalla sua residenza.

Legge elettorale, Schlein: cambiatevela da soli, vinceremo comunque

Roma, 8 ott. (askanews) – “Noi voteremo convintamente contro”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein concludendo il suo intervento in aula sulla legge elettorale. “Le regole della democrazia non possono essere piegate alle esigenze di chi governa oggi, perché il potere che oggi esercitate vi è affidato per un tempo. Cambiatevi pure da soli questa legge elettorale, perché tanto noi saremo in grado con la nostra alleanza progressista di vincere con qualunque legge elettorale e cambiare in meglio la vita degli italiani”, ha concluso.

Rai: Sanremo Giovani, svelata la Commissione musicale

Milano, 8 ott. (askanews) – Si completa la squadra chiamata a valutare i giovani artisti che aspirano a partecipare al percorso di selezione verso il Festival di Sanremo. La Commissione Musicale di Sanremo Giovani 2026 e Area Sanremo sarà composta da sette personalità rappresentative del mondo della musica, della radio, della televisione e della produzione artistica: Fabio Volo, Carlo Pastore, il Maestro Pino Perris, Noemi, Ema Stokholma, oltre al Direttore artistico Stefano De Martino e al vicedirettore Intrattenimento Prime Time Claudio Fasulo. La Commissione avrà il compito di esaminare e valutare le proposte artistiche dei candidati che prenderanno parte alle selezioni dell’edizione 2026 di Sanremo Giovani e Area Sanremo individuando i talenti che accederanno alle successive fasi del percorso. Il primo impegno è previsto per la fine di ottobre con le audizioni dal vivo, solo per i 60 artisti iscritti a Sanremo Giovani che avranno superato la prima fase, nella Sala A di via Asiago. Al termine delle audizioni emergeranno 15 artisti di Sanremo Giovani, che andranno ad aggiungersi ai 15 artisti provenienti da Area Sanremo, per un totale di 30 giovani talenti. Il percorso proseguirà poi con una nuova fase di selezioni dal vivo, che si svolgeranno a Sanremo in due week end del mese di novembre, alla presenza del direttore artistico Stefano De Martino. Da queste audizioni usciranno i 6 finalisti, equamente suddivisi tra i due percorsi: tre provenienti da Sanremo Giovani e tre provenienti da Area Sanremo. Per consentire la più ampia partecipazione possibile, è stata inoltre decisa la proroga del termine per la presentazione delle candidature. Le iscrizioni, inizialmente previste in chiusura venerdì, resteranno aperte fino a lunedì 12 ottobre alle ore 18.00. Tutte le informazioni e le modalità di partecipazione sono disponibili sui canali ufficiali di Sanremo Giovani e Rai.

All’Esquilino Romadiffusa, tra luoghi storici e contenuti contemporanei

Roma, 8 ott. (askanews) – Arriva nel quartiere Esquilino il 10 e l’11 ottobre la quinta edizione di Romadiffusa, il festival multidisciplinare itinerante che ogni anno attraversa un’area diversa della città per far scoprire e mettere in rete luoghi e realtà che non hanno ceduto a processi di standardizzazione e rischiano di scomparire, come botteghe artigiane, librerie, studi d’artista, biblioteche, musei, palazzi storici, ma anche cortili nascosti, bar e osterie storiche, spazi creativi, gallerie. Si realizza così una sorta di rete tra luoghi storici della città e contenuti contemporanei, inediti, originali.

Anche in questa edizione Romadiffusa coinvolge artisti, musicisti, performer e designer nella creazione di contenuti site-specific. Ora per due giorni, nel quartiere più multiculturale della città, Piazza Vittorio ospiterà musica, talk e performance, l’Accademia Costume & Moda la videoproiezione di R di Martino e un’installazione site-specific di Numero Cromatico, il Nuovo Mercato Esquilino gli interventi di otto artisti tra cui Fiamma Montezemolo, Wu Ming 2 e Lorenzo Teodonio, Lulù Nuti e Andreco.

Romadiffusa è stata creata nel 2021 da Sara D’Agati con Maddalena Salerno, ha un team tutto al femminile, e sta mappando l’intera città, di cui vuole far emergere una nuova narrazione. D’Agati ha spiegato: “Quello che noi vogliamo raccontare sono gli aspetti contemporanei e vibranti e lo facciamo tramite la messa in rete di tutte quelle che sono le competenze culturali contemporanee del territorio, quindi dagli studi d’artista alle botteghe artigiane, agli artist run spaces. Anche una modalità di fruizione diversa della cultura, nel senso che noi poi quello che andiamo a fare durante il festival è utilizzare il territorio come un palcoscenico diffuso. Cerchiamo di contrastare questo trend dei luoghi tutti uguali, che si chiamano allo stesso modo, che non restituiscono quella che è l’identità della città”.

Intesa San Paolo mobilita 20 mld per Pmi di commercio, artigianato e turismo

Milano, 8 ott. (askanews) – Un patto per la crescita e la competitività. Intesa Sanpaolo, attraverso la Divisione Banca dei Territori, lancia un piano da 20 miliardi di euro dedicato alle piccole e piccolissime imprese di commercio, artigianato e turismo per favorire ricadute economiche e stabilità occupazionale nelle diverse aree del Paese. Il gruppo guidato da Carlo Messina mette così a disposizione 20 miliardi per nuovi finanziamenti in innovazione, digitalizzazione e riqualificazione, oltre ad agevolazioni sui sistemi di pagamento digitali con l’azzeramento delle commissioni per importi fino a 20 euro effettuati con il Pos fisico.

Le misure, illustrate oggi a Milano, nascono dal confronto e dalla continua collaborazione con le principali associazioni di categoria dei settori commercio, artigianato e turismo: rinnovati in questa sede gli accordi con Confcommercio, Federalberghi e Confartigianato. Nel dettaglio, per il commercio le misure prevedono: azzeramento totale delle commissioni su Pos per importi fino a 20 euro, con condizioni agevolate sopra questa soglia sui pagamenti digitali e iniziativa dedicata sul canone del Pos. Circa 3 miliardi di transazioni all’anno, per un controvalore di transato di circa 40 miliardi, che vede quindi un ulteriore contributo di Intesa Sanpaolo all’economia reale stimato in circa 100 milioni di minori costi a beneficio dei piccoli esercenti.

Per l’artigianato previste soluzioni di finanziamento dedicate agli investimenti in digitale ed energia, agevolazioni sulle linee di anticipo fatture per supportare la gestione della liquidità e condizioni dedicate sulle soluzioni POS per agevolare l’accettazione dei pagamenti digitali, anche in mobilità. Per il turismo l’obiettivo è sostenere gli investimenti di riqualificazione energetica delle strutture ricettive, agevolare la gestione finanziaria della stagionalità attraverso nuovi strumenti come le linee di “Anticipo Prenotazioni Alberghiere”, che consentono di gestire i picchi stagionali con maggiore flessibilità e a condizioni più vantaggiose oltre ad un’offerta dedicata per l’accettazione dei pagamenti digitali.

Introdotta la nuova soluzione di finanziamento “Prima Rata Zero”, grazie a cui per le linee di credito fino a 50.000 euro la banca si farà carico del pagamento della quota d’interessi della prima rata, oltre al pagamento della quota interessi in occasione delle rate di fine 2027 e 2028 (Bonus Natale).

“L’iniziativa di Intesa Sanpaolo che ci coinvolge in prima persona, ci fa sentire meno soli”, ha commentato Bernabò Bocca, presidente Federalberghi. “Nel nostro percorso così accidentato, sottoposto ai pericolosi imprevisti che l’attualità riserva inevitabilmente all’andamento delle nostre aziende, in questo percorso noi, oggi, siamo accompagnati dal più grande gruppo bancario italiano che si mette al nostro fianco, consentendoci di proseguire nell’intento di fare il bene dell’Italia. Con i finanziamenti destinati alle necessità delle nostre piccole e medie imprese si sostiene il sistema Paese, il cui tessuto primario è fatto del lavoro di quelle aziende di prossimità, a volte minime, che con il loro fare operoso riescono ad arricchire i nostri territori. Siamo fieri di essere integrati in questo patto di sistema che ha il merito di rappresentare una visione, quella di sostenere i piccoli miracoli dell’imprenditorialità italiana, con finanziamenti diluiti nel tempo, unica condizione per garantire ossigeno all’economia dell’Italia e permetterne il continuo sviluppo”.

“Le piccole imprese stanno affrontando una fase complessa che, nonostante le difficoltà, impone di accelerare gli investimenti per mantenere competitività e capacità di crescita – ha sottolineato Marco Granelli, presidente Confartigianato -. Per questo oggi serve un credito più vicino agli imprenditori, in grado di comprenderne progetti, competenze, potenzialità e specificità territoriali. È su questa logica che si fonda la collaborazione con Intesa Sanpaolo, per rafforzare un dialogo banca-impresa ispirato alla conoscenza e alla fiducia. Soddisfare le esigenze creditizie degli artigiani e delle piccole imprese significa sostenere la forza produttiva del made in Italy”.

Per promuovere le nuove misure, Intesa Sanpaolo e le associazioni di categoria hanno avviato il roadshow “Vicini a chi fa impresa ogni giorno”, con le prime tappe dedicate al commercio che si sono già svolte a Padova, Firenze e Napoli. L’iniziativa proseguirà nei prossimi mesi con nuovi incontri organizzati insieme alle altre associazioni per rafforzare il dialogo diretto con le imprese sui territori e trasformare i bisogni locali in opportunità di sviluppo.

Bankitalia sull’inflazione: le imprese si aspettano altri rincari in 12 mesi

Roma, 8 ott. (askanews) – “Le imprese si attendono ulteriori aumenti nei prossimi dodici mesi” dei prezzi di vendita “legati soprattutto ai prezzi delle materie prime: la maggior parte delle aziende interessate dai rincari ascrivibili al conflitto dichiara di averli trasmessi in parte o del tutto ai propri prezzi”. Lo evidenzia la Banca d’Italia nell'”Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita – 3° trimestre 2026″.

“Le aspettative di inflazione restano sostanzialmente stabili, con una lieve riduzione sugli orizzonti più brevi rispetto ai valori riportati nel precedente trimestre. I prezzi di vendita hanno continuato a crescere in tutti i comparti, con una dinamica rispetto alla precedente rilevazione sostanzialmente stabile nell’industria in senso stretto e nei servizi e più contenuta nelle costruzioni”, si legge nel report.

Governo, Meloni: io "ciociara"? Orgogliosa se mi definiscono così

Roma, 8 ott. (askanews) – “Borgatara, pesciarola, ortolana. E poi tanto altro: ‘regina di Coattonia’, ‘vacca’, ‘rana dalla bocca larga’, ‘str****’. E così via. In questi anni ho ricevuto epiteti di ogni tipo. Personali, sul mio fisico, sulla mia famiglia, sulle mie origini. Ma oggi si cambia registro. E il livello cambia. Perché un signore del Partito democratico, tal Floriano Della Bella, ha detto in una seduta del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una ‘ciociara, nella maniera più dispregiativa’. E per questo è stato richiamato dal presidente dell’aula, altro esponente del Pd, che aggiunge: “Per favore, usi termini consoni al suo ruolo”. Lo ha scritto sui suoi canali social la premier Giorgia Meloni.

“Quindi, per questi signori, essere ‘ciociari’ – ha sottolineato – è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale ad insultarlo. Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale. Mi spiace per loro, ma io non la penso così. E sono orgogliosa di essere definita ciociara. Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia. Terra di Papi e condottieri, di Santi e artisti, di letterati e poeti. Cicerone, Caio Mario, Bonifacio VIII, San Tommaso d’Aquino, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Nino Manfredi e tanti altri uomini e donne che nel corso del tempo hanno fatto la nostra storia”.

“Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione. Ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma ad essere ignoranti sono solo loro. Viva la Ciociaria!”, ha concluso Meloni.

Germania, vacilla la diga contro l’AfD. Günther: «Il centro deve reagire»

Un voto che scuote la CDU

Non è più soltanto questione di percentuali elettorali. Dopo le sconfitte di Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore, la crisi della CDU investe direttamente il rapporto con l’AfD e la tenuta della Brandmauer, il «muro tagliafuoco» eretto dai partiti democratici contro ogni collaborazione con l’estrema destra.

L’episodio che riaccende lo scontro arriva dalla Sassonia-Anhalt, dove l’esponente dell’AfD Tobias Rausch è stato eletto presidente del Landtag con 48 voti. AfD e BSW ne disponevano insieme di 44. Nel segreto dell’urna sono dunque arrivati almeno quattro consensi da altri gruppi. Non è possibile stabilire da dove, ma il sospetto che alcuni possano provenire dalla CDU ha fatto scattare l’allarme.

 

Merz: incompatibile con i nostri valori

Del resto, lo stesso Friedrich Merz parla di «cesura storica» e manda un messaggio al proprio partito: «Chi dà il proprio voto all’AfD fa il gioco degli estremisti e distrugge credibilità. Con i valori del mio partito, la CDU, questo non è compatibile».

Il cancelliere non accusa nessuno, proprio perché il voto era segreto. Ma aggiunge che chi elegge un rappresentante dell’estrema destra alla guida di un Parlamento regionale deve «conciliarlo con la propria coscienza».

È un intervento che assume un significato particolare mentre dentro la CDU continua la discussione su come recuperare gli elettori passati all’AfD: inseguirla sui suoi temi oppure ricostruire una proposta autonoma di centro?

 

Günther: «Dovere del centro»

Daniel Günther, presidente dello Schleswig-Holstein e figura dell’ala moderata e centrista della CDU, sceglie nettamente la seconda strada. «Per noi vale senza eccezioni: nessuna collaborazione con gli estremisti di destra». Se qualcuno dell’Unione avesse votato Rausch, aggiunge, «non avrebbe agito secondo i valori dell’Unione».

Ma la frase politicamente più interessante viene subito dopo: «La politica di centro ha oggi più che mai il dannato dovere di risolvere insieme i problemi del Paese».

È qui che il caso della Sassonia-Anhalt supera i confini del Land. La CDU ha appena scoperto, con il tracollo nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, quanto profonda sia la sua crisi di Volkspartei (Partito di popolo). Günther indica una risposta: non attenuare la Brandmauer, ma rendere nuovamente credibile il centro.

Per Merz la questione diventa sempre più stringente: fermare l’AfD senza rincorrerla e ricostruire, nello stesso tempo, quel rapporto con l’elettorato che le ultime urne hanno mostrato drammaticamente indebolito.

La Dc riscoperta e il centro ancora da costruire

Una riscoperta singolare

Che strana e singolare è la politica italiana. Dopo averla ridicolizzata, insultata, denigrata, criminalizzata e rinnegata, ora quasi c’è una rincorsa a esaltare le sue gesta, il suo modo d’essere, il suo progetto politico e, soprattutto, il suo stile. Parliamo, guarda un po’, della Democrazia cristiana.

Guitti, saltimbanchi, aspiranti comici, centristi improvvisati e personaggi in cerca d’autore appaiono in pubblico come se fossero depositari della cultura degasperiana, della politica di centro e, peggio ancora, quasi come gli eredi naturali della Democrazia cristiana.

Nel frattempo, i grandi opinionisti e commentatori della carta stampata e della tv — sempre gli stessi, come ovvio e da copione — esaltano il ruolo e la funzione storica del centro democristiano dopo avere insolentito e duramente contestato, per svariati lustri, se non decenni, tutto ciò che era anche solo lontanamente riconducibile alla vita concreta della Democrazia cristiana.

 

La credibilità non si improvvisa

Ora, al di là di simili ridicolaggini, una cosa sola merita di essere approfondita. Come possono essere credibili coloro che a destra, ma soprattutto a sinistra, il centro e la storia democristiana non li hanno mai studiati neanche per scherzo?

Com’è possibile assistere impotenti a questo sfoggio di centrismo da parte di personaggi noti più per il trasformismo strisciante e strutturale che li ha caratterizzati che per una coerenza politica e culturale di fondo?

Non si tratta, cioè, di rivendicare il monopolio esclusivo del centro politico nel nostro Paese. Ma è indubbio che l’estraneità quasi antropologica di molti di questi sedicenti centristi indebolisce, se non addirittura ridicolizza, la necessità di riaffermare le ragioni politiche di un centro democratico, riformista e autenticamente di governo.

I “centrini” dei due schieramenti

La controprova arriva direttamente dalle concrete vicende dei due schieramenti maggioritari. Nel cosiddetto “campo largo” ormai è quasi una comica. Come si possono contare oltre dieci sigle centriste che rivendicano, all’unisono, di rappresentare loro e soltanto loro un centro democratico e riformista?

È di tutta evidenza che c’è qualcosa che non quadra. E non è un caso, di conseguenza, che proprio questi infiniti “centrini” non trovino uno straccio di convergenza politica e programmatica: sono accomunati solo e soltanto da ambizioni personali a difesa dei “rispettivi cari”, per dirla con un’antica e felice espressione di Giulio Andreotti.

Nel campo alternativo, il centrodestra, la situazione non è granché migliore, anche se le forze centriste, da quelle parti, sono di meno e quindi sono meno conflittuali tra loro.

 

Una cultura da tradurre in progetto

Comunque sia, al di là di qualsiasi polemica politica e men che meno personale, forse è arrivato il momento di dire ad alta voce che il centro, la politica di centro e un programma di centro devono essere declinati anche e soprattutto da chi, storicamente, culturalmente e politicamente, è più affine a quella sensibilità ideale e valoriale.

E questo per evitare che il centro, ancora una volta, venga strattonato a destra e a manca senza riuscire a giocare un ruolo politico importante, se non addirittura decisivo.

Come, del resto, richiederebbe l’attuale contesto politico italiano, caratterizzato da un pericoloso ritorno della deriva degli “opposti estremismi” o degli “opposti populismi”, come si dice oggi con un linguaggio più contemporaneo.

Gioberti e Leopardi, l’amicizia ignorata nel racconto di Cazzullo

Ieri sera Aldo Cazzullo, in Una giornata particolare su La7, ha raccontato Giacomo Leopardi sull’onda del suo “Infinito”. Nel corso della trasmissione non è emerso, però, un rapporto che merita attenzione: l’amicizia con Vincenzo Gioberti, filosofo e politico sabaudo, fra le figure più importanti del nostro Risorgimento. Un tassello utile anche per ritrovare, accanto al poeta, il pensatore.

 

Un viaggio e sette lettere

I due si conobbero a Firenze nel 1828, nell’ambiente di Giovan Pietro Vieusseux. Il 10 e l’11 novembre viaggiarono insieme verso Recanati, dove Leopardi rientrava dopo il soggiorno toscano. La consuetudine proseguì per lettera: del carteggio ci sono pervenuti sette testi, sei di Gioberti e uno di Leopardi, datati fra il 1829 e il 1833.

Non erano semplici scambi di cortesie. Nella lettera del 12 gennaio 1829 Gioberti ricorda che Leopardi gli aveva chiesto di abbandonare i cerimoniali, scrivere con familiarità e mandare lettere lunghe, come agli amici intimi. Affiora un bisogno di conversazione e vicinanza: il futuro protagonista della politica italiana confida all’amico anche le proprie difficoltà di salute e di studio.

«Non solo amato, ma… adorato»

La testimonianza più intensa arriva dopo la morte del poeta. Nel Primato morale e civile degli Italiani, del 1843, Gioberti scrive: «Essendo io stato suo amico, avendolo, non solo amato, ma sto per dire adorato». Celebra l’ingegno leopardiano, ma anche la rettitudine, la modestia e la generosità dell’uomo.

L’affetto conviveva con un dissenso profondo. Gioberti contestava le conclusioni scettiche e materialistiche dell’amico, senza negarne il rigore. Nella sua lettura, Leopardi aveva avuto il coraggio di portare quelle premesse alle conseguenze estreme. La divergenza religiosa non cancellava la stima: alimentava un confronto che continuò negli scritti giobertiani.

Due filosofi davanti all’infinito

Giova ricordare, a questo riguardo, che Emanuele Severino ha dedicato a Leopardi un libro, Il nulla e la poesia, in cui gli riconosce una straordinaria statura filosofica. È una prospettiva che invita a leggere insieme i versi e il pensiero, senza relegare quest’ultimo a semplice commento della sofferenza personale.

Dunque, recuperare la testimonianza di Gioberti significa allargare il ritratto di Leopardi e illuminare un incontro fra percorsi diversi della cultura italiana. Da una parte la ricerca di un fondamento religioso e civile; dall’altra l’interrogazione radicale sull’esistenza. La loro amicizia conserva una lezione: si può dissentire sulle questioni ultime e riconoscere nell’altro una grandezza che ci riguarda.

Il Papa affronta la battaglia culturale

La visita del Papa in Francia, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, ha stimolato una rinnovata riflessione sul rapporto tra politica e religione. In un momento in cui il principio democratico è sotto attacco, il contributo delle risorse cattoliche al dibattito nazionale assume un’importanza significativa. La distinzione tra sfera politica e religiosa, a cui la laicità francese si ispira, non preclude un dialogo potenzialmente fecondo tra i due ambiti, soprattutto in un contesto in cui la base religiosa del populismo, persino in una società laica come quella francese, si manifesta attraverso la tentazione di rifugiarsi nell’identità culturale nazionale e di mettere in discussione la democrazia.

Nel contesto di questa crisi della democrazia liberale, la rinascita della religione si manifesta in quello che il politologo Olivier Roy definisce un tentativo di “controrivoluzione culturale”. Questa controrivoluzione sta emergendo negli Stati Uniti, guidata da intellettuali cattolici post-liberali, e sostiene i movimenti populisti europei con l’obiettivo di smantellare la cultura europea, incentrata sul liberalismo e sulla democrazia. Nel dicembre 2025, la Casa Bianca ha pubblicato un documento intitolato “Strategia di Difesa Nazionale” che prevede “il declino della civiltà europea ” .  In Francia, i progetti degli imprenditori e miliardari Vincent Bolloré e Pierre-Édouard Stérin si inseriscono in questa reazione controculturale, il cui obiettivo è un ritorno a quella che definiscono un’antropologia cristiana basata sui valori della famiglia tradizionale e sulle radici nazionali. Ma, come sottolinea Olivier Roy, questo approccio non è appoggiato dalle autorità ecclesiastiche. Gli ultimi due papi hanno respinto questo nazionalismo cristiano, che contraddice l’universalità della Chiesa, ricordandoci che se esiste un’antropologia cristiana, essa si fonda sulla chiamata alla fratellanza universale ( Fratelli tutti , 2020). Dare priorità al nazionalismo rispetto all’universalità della Chiesa e rendere la fede facoltativa a favore della difesa di una cultura cattolica “senza Cristo” (Éric Zemmour) sono argomenti che sono stati alla base della rottura della Chiesa con Charles Maurras e Action Française. La difesa di una cultura cattolica in cui i valori dell’ordine e dell’autorità prevalgono sul messaggio evangelico è inaccettabile. La crescente paura del caos fa sì che, al minimo incidente, che i leader populisti sanno sfruttare, si radichi una sorta di arcaica morale contadina (controllo sociale, capri espiatori, vendette, ecc.), priva dello spirito di solidarietà e mutuo soccorso che si trova nei villaggi.

Di fronte alla minaccia del caos, la sociologa Eva Illouz e Olivier Roy invocano la necessità di “reinventare l’Illuminismo”. Questi due intellettuali, fedeli al modello socialdemocratico, sono tra le poche voci che ancora difendono un liberalismo filosofico e politico caro alla Francia fin dalla Rivoluzione. Nella battaglia culturale che contrappone le nazioni europee alla Russia di Putin e all’America di Maga, nuove idee sono davvero necessarie. La battaglia culturale non è una questione di comunicazione; richiede idee per comprendere le grandi trasformazioni contemporanee. La Rivoluzione francese non avrebbe potuto essere intrapresa senza il contributo dei filosofi. La scomparsa della democrazia cristiana e della socialdemocrazia, così come concepite in Francia e in Europa da intellettuali cristiani (come Marc Sangnier, Jacques Maritain, Emmanuel Mounier e Paul Ricœur), fa sì che la difesa dell’Europa sia ora associata a un ripiegamento nelle politiche identitarie e al rifiuto dell’immigrazione. Potrebbe una nuova ondata di immaginazione politica provenire dalla Chiesa? L’impatto delle recenti encicliche fa ben sperare. Essi auspicano una politica di fraternità, che trascenda le appartenenze religiose ed etniche, per creare un nuovo contratto sociale. In questo dialogo senza precedenti tra religione e politica, sia la Chiesa che la democrazia potrebbero trovare rinnovamento.

 

1 Olivier Roy, L’impossibile controrivoluzione culturale , Seuil, 2026, p. 110.

2 Eva Illouz, La civiltà delle emozioni. Intervista con Elena Scappaticci , Seuil, 2025, p. 183.

Per accedere all’articolo sul sito di Études

https://www.revue-etudes.com/article/le-pape-face-a-la-bataille-culturelle/29006#ArticleAuthor24360

Francesco, il Santo che non si lascia addomesticare

Oltre le ricorrenze

Sarebbe bene che la riflessione su san Francesco non si fermasse alla ricorrenza di un qualche anniversario annuale o centenario, ma costituisse un appuntamento ricorrente, in quanto la società in generale e la politica in particolare possono trarre stimolo dalle provocazioni che provengono dalla vita e dall’opera del Santo assisiate, per affrontare questioni e cercarne soluzioni attraverso le mediazioni concrete che sono proprie della politica.

Voglio dire che il messaggio francescano non può costituire di per sé un progetto politico, eppure la politica può trarre da quel messaggio motivi di riflessione e di azione, cui dare traduzione politica più o meno parziale. Il che apporta un qualche miglioramento, piccolo o grande che sia, di cui ci priveremmo se quel messaggio fosse confinato nell’ambito religioso o spirituale, in nome di una politica che pretendesse di essere autosufficiente nella formulazione dei problemi e nella loro risoluzione.

Invece la politica si nutre di questioni che provengono dalla vita e dal pensiero, dai diversi approcci esistenziali e culturali, per proporre impostazioni che, fondate sulla dignità umana e finalizzate al bene comune, permettono di migliorare la convivenza civile.

 

Le voci che interrogano la politica

Per rispondere a questo compito sono tante le voci che la politica deve ascoltare, e le voci dei filosofi e dei poeti possono svolgere un ruolo importante; non meno importante, anzi, potrebbe essere la voce dei santi: canonizzati e no. Che poi, a ben vedere, queste figure sono santificate dopo la loro morte, mentre da vive sono criticate o trascurate o dileggiate, per cui la politica farebbe bene a tenerle presenti sempre.

La storia di san Francesco può esserne un esempio paradigmatico, perché non solo in vita ma anche dopo la morte è stato motivo di inciampo, nonché di contrastanti interpretazioni e valutazioni. Da tutto ciò la politica può essere fecondata.

A proposito delle diverse immagini di san Francesco, Carlo Bo, in un suo scritto del 1981, che abbiamo citato in un precedente articolo su queste stesse colonne, ha posto un problema cruciale quando, di fronte all’ipotesi di fantasia «se tornasse san Francesco», si è chiesto: «Prima di tutto saremmo in grado di riconoscerlo?».

 

Tra verità e leggenda

Il che significa porre il problema di distinguere, nella conoscenza che abbiamo di san Francesco, tra verità e leggenda, tra messaggio e racconto, e l’opzione di Carlo Bo si pone decisamente sul versante della radicalità del Santo. Certamente, sta qui il nucleo essenziale di san Francesco.

Eppure, ritengo che pure l’immagine meno realistica o, in qualche modo, edulcorata non vada trascurata. Per certi aspetti potrebbe costituire un primo approccio al Santo, a condizione che si abbia contezza della parzialità dell’approccio, per cui si ha poi bisogno di andare oltre questo tipo di immagine per incontrare san Francesco anche nella sua crudezza esistenziale.

In ogni caso, pur nelle diverse modalità, la provocazione di Francesco non viene meno: può essere più o meno forte, ma ad essa non ci si deve sottrarre.

 

Benigni e Testori, due sguardi

Due recenti libri mi pare che aiutino a comprendere come questa diversità di approcci vada tenuta presente. Mi riferisco al libro di Roberto Benigni intitolato Francesco. Il Cantico e al libro di Giovanni Testori intitolato San Francesco, il barbaro di Dio, pubblicati in questi giorni rispettivamente da Einaudi e da Il Saggiatore.

Il libro dell’attore Benigni si lega al suo spettacolo per l’odierno centenario della morte di san Francesco, mentre il libro dello scrittore Testori comprende un intervento del 1981, scritto per il centenario della nascita, che fu anche l’occasione dello scritto di Carlo Bo. Ebbene, sono due approcci molto diversi quello di Benigni e quello di Testori.

Il testo di Benigni s’iscrive, rinnovandola, nella tradizione del Santo di cui innamorarsi, per la sua capacità di anticipare i tempi su tante questioni: dell’ambiente, della donna, della pace, del lavoro, dell’economia. «Un uomo che diventa santo senza smettere di essere un uomo. Un uomo che ha sconvolto – sconvolto! – la spiritualità di tutto il mondo fino ad oggi».

 

Il «barbaro» e la radicalità

Il testo di Testori invece punta al «grande, roccioso, umile, assoluto, tronchico, cruciato e inevitabile Santo d’Assisi», mettendone in evidenza la «mancanza di bellezza». Tommaso da Spalato nel 1266 lo aveva descritto così: «Portava un abito sudicio; la persona era spregevole, la faccia senza bellezza».

Per lui la povertà non era la condizione da cui emancipare gli uomini, ma «stato di mancanza» che rende possibile essere riempiti da Dio; l’obbedienza non era sottomissione, ma intima «liberazione». Testori lo definisce «più leone e toro che agnello; o agnello e vittima, in quanto leone e toro».

Quindi, «un realismo senza scampo» è quello di Testori, il quale vuole avvicinare a un uomo che le vesti del «barbaro» ha scelto e indossato ogni giorno.

 

Incontrare Francesco

Dunque, questi due libri sono molto diversi: in antitesi o in alternativa per l’approccio e per lo stile. Tuttavia, proprio per questo danno a pensare, e mi sembra che la loro contemporanea pubblicazione offra un’indicazione importante, che sintetizzerei in questo modo: ciò che conta è incontrare san Francesco, avvertire la sua specificità, a prescindere dal fatto che la si consideri primazia ovvero profezia.

Ciò che conta è incontrarlo e avvertire che il Santo di Assisi trova nella figura di Gesù di Nazaret il suo riferimento esplicativo: Francesco come «alter Christus», e non solo per le stimmate.