Home Blog

Padel, Fip Silver Palermo: trionfano Guichard-Geens e Ramme-Dubins

Roma, 14 giu. (askanews) – Si chiude al Country Time Club il Fip Silver Mediolanum Padel Cup di Palermo, torneo della Federazione Internazionale Padel con atleti iscritti da 14 Paesi. Nel maschile – si legge in una nota – successo della coppia franco-belga Dylan Guichard-Clement Geens, nel femminile vittoria della messicana Camila Ramme e della statunitense Brittany Dubins.

Nel tabellone maschile Guichard e Geens, teste di serie numero 4, hanno superato in finale i favoriti Antonio “Pincho” Fernandez e Adrian Marques (6-3 7-6). Decisivo la prestazione del francese nei momenti chiave del match, in particolare nel tie-break del secondo set, con gli spagnoli arrivati all’atto conclusivo senza perdere neanche un set.

Nel femminile Ramme e Dubins hanno battuto le spagnole Alba Perez e Alba Gallardo, numero 3 del seeding, con il punteggio di 6-2 2-6 6-4. Determinante Ramme nel set decisivo nonostante un problema muscolare alla gamba. Per la coppia si tratta del secondo titolo consecutivo dopo Miami.

Si ferma invece in semifinale il cammino dei giovani italiani Matteo Platania e Matteo Sargolini, battuti dagli spagnoli Fernandez-Marques 7-5 7-5 al termine di una gara combattuta. Per i due azzurri resta il miglior risultato nei circuiti internazionali Fip. “Giocare così in Sicilia è stato incredibile”, ha detto Platania. “Qui è scattato qualcosa, ci dà fiducia per il futuro”, ha aggiunto Sargolini. In semifinale eliminate anche le italiane Caterina Baldi e Clarissa Aima.

Editoria, Schlein: normale premier che attacca fiera libri invece che neofascisti?

Roma, 14 giu. (askanews) – “Mi chiedo se sia normale che una presidente del consiglio che non ha trovato il tempo per esprimere la sua piena solidarietà ai lavoratori Electrolux trovi il tempo per commentare le scelte delle fiere di libri, o ieri davanti a una manifestazione a braccia tese dove il capo dei neofascisti ha detto che sono pronti ad assaltare il parlamento lei non ha detto una parola e stamattina attacca l’antifascismo, mi chiedo se sia normale”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a Repubblica delle Idee.

“la costituzione è antifascista, il fascismo è messo al bando, è reato”, ha aggiunto.

Tajani: il turismo delle radici grande opportunità per l’Italia

Roma, 14 giu. (askanews) – Il turismo delle radici è una grande opportunità per l’Italia, perché consente di rafforzare il legame con gli oltre 80 milioni di italiani e italo-discendenti nel mondo e, allo stesso tempo, valorizzare piccoli comuni, borghi e aree interne. E’ il messaggio lanciato oggi alla Farnesina dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto all’evento conclusivo della prima fase del progetto “Turismo delle radici”, promosso dal Maeci e finanziato nell’ambito del Pnrr. Alla manifestazione, davanti al Palazzo della Farnesina, hanno partecipato anche il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, oltre cento sindaci dei Comuni delle radici, consoli, delegazioni giovanili del Coni provenienti da diversi Paesi, esponenti del mondo dello sport.

“Noi celebriamo oggi il turismo delle radici e rifletteremo sui risultati raggiunti insieme in questi anni e lanceremo insieme una vera e propria fase 2 del progetto”, ha detto Tajani. Il vicepremier ha definito l’iniziativa “nata da un’idea semplice ma vincente: portare gli oltre 80 milioni di italiani italo-discendenti nel mondo a riscoprire i luoghi di origine delle loro famiglie”, cioè i luoghi da cui partirono gli antenati “per andare in America, per andare in Europa, per andare in Australia, per andare in giro per il mondo”.

Per Tajani, il turismo delle radici permette di promuovere “un turismo diverso, un turismo che valorizza i piccoli comuni, i borghi, le aree interne”. L’obiettivo del progetto, ha spiegato, è “far riscoprire parti d’Italia che normalmente non sono conosciute”. “Ecco perché ho voluto fortemente che tutto il progetto fosse mirato ai comuni più piccoli. Perché Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Venezia non hanno bisogno di tanta propaganda. I turisti arrivano. Ma pochi conoscono quanto sia bella l’Italia dei borghi, l’Italia di piccoli comuni che raccolgono opere straordinarie o vivono in luoghi di bellezze naturali straordinarie”, ha affermato.

Il ministro ha ricordato la rete costruita attorno al progetto, con “oltre 800 comuni delle radici” e musei delle migrazioni italiane, ringraziando i sindaci presenti. “Pochi sanno quanti sacrifici fa un sindaco di un comune di 1.000, 2.000, 3.000, 5.000 abitanti per renderlo competitivo, per mandare avanti le scuole, per sistemare le strade, per organizzare eventi”, ha detto Tajani, sottolineando di aver voluto coinvolgere direttamente i comuni, “senza passare attraverso altri enti intermedi”.

“I risultati sono straordinari. I viaggiatori delle radici, lo scorso anno, hanno superato i 7 milioni con una spesa di oltre 5 miliardi di euro”, ha proseguito il ministro. Si tratta, ha aggiunto, di “un turismo di alto valore aggiunto”, caratterizzato da “permanenze più lunghe e una spesa superiore a quella turistica internazionale tradizionale”. Tajani ha però avvertito che l’Italia intercetta ancora “soltanto una parte” del bacino potenziale: “Possiamo fare veramente molto ma molto di più”.

Il vicepremier ha quindi richiamato il peso del turismo per la crescita italiana, con “240 miliardi di impatto sul Pil e oltre il 13% dell’occupazione in Italia”, e ha annunciato il nuovo capitolo del progetto grazie ai 200 milioni ottenuti dal Fondo di sviluppo e coesione. “Oltre a portare sempre più turisti nei nostri territori, lavoreremo anche per rafforzare le aree e le strutture dell’accoglienza”, ha spiegato. Le risorse serviranno a una serie di progetti pilota di riqualificazione e valorizzazione di siti e percorsi turistici, borghi, riserve naturali e impianti sportivi nel Centro-Sud, in particolare Lazio, Campania e Puglia.

Tra le priorità indicate da Tajani c’è anche quella dei giovani italo-discendenti, cresciuti ascoltando “i racconti dei nonni e dei bisnonni, le storie dei paesi d’origine, le canzoni popolari, le tradizioni familiari tramandate di generazione in generazione”. “Il nostro compito adesso è quello di aiutare questi giovani all’estero a riscoprire il loro desiderio di Italia e di trasformarlo in esperienza concreta”, ha detto, ringraziando Buonfiglio per aver accompagnato alla Farnesina ragazzi di origini italiane, italo-argentini, italo-venezuelani, italo-svizzeri e italo-americani. Lo sport, ha aggiunto Tajani, è “uno strumento fondamentale per coinvolgere nuove generazioni”.

Nel suo intervento Tajani ha citato anche il caso del segretario di Stato americano Marco Rubio, al quale nelle scorse settimane alla Farnesina è stato consegnato il certificato genealogico delle sue origini piemontesi di Casale Monferrato. “Ci aveva detto il nome, ci aveva detto la città e l’abbiamo trovata. È stato veramente un momento molto emozionante anche per lui. Aveva le lacrime agli occhi quando gli abbiamo dato l’albero genealogico e abbiamo trovato l’atto di nascita e di morte di questo suo antenato”, ha raccontato.

Il progetto, ha sottolineato il ministro, non è “soltanto una ricerca della nostalgia”, ma “una ricerca di italianità, di un grande Paese, dell’orgoglio di essere italiani o italo-discendenti, di essere fieri di parlare la nostra lingua”. Per Tajani il turismo delle radici è parte della “diplomazia della crescita”: rafforzare il legame con gli italiani nel mondo significa creare opportunità per i territori, incrementare le esportazioni e valorizzare il Made in Italy. L’export, ha ricordato, rappresenta “quasi il 40% del prodotto interno lordo italiano”.

Tajani ha poi richiamato il ruolo del Giro d’Italia come “ambasciatore dell’Italia nel mondo”, perché “strumento eccezionale per far conoscere l’Italia meno conosciuta”, e ha salutato Vincenzo Nibali, “ultimo ambasciatore dello sport”. Ha inoltre annunciato il lancio della prima giornata della pasta italiana nel mondo, legata alla cucina italiana, alla salute e alla tutela della dieta mediterranea, e ha indicato il turismo religioso come un’altra sinergia da valorizzare, anche alla luce del rapporto tra Giubileo e turismo delle radici.

All’evento è intervenuto anche il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, secondo cui il turismo delle radici “è un turismo prezioso, con un valore speciale, generato dal forte legame con la propria terra d’origine. Qualcosa di unico che si tramanda nel tempo e nello spazio”. Mazzi ha ricordato che nei secoli molti italiani hanno lasciato il Paese per trasferirsi all’estero e ha citato la presenza di una parte consistente di italo-discendenti in Brasile, Stati Uniti, Argentina, Canada e Australia.

“Come dimostrano i dati, il turismo delle radici rappresenta un segmento in forte crescita nel settore turistico globale, capace di creare per l’Italia un flusso economico aggiuntivo stimato in 8 miliardi di euro annui”, ha detto Mazzi. Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Sicilia, Calabria, Abruzzo e Puglia, ha aggiunto, sono tra le regioni più attrattive per questo turismo “di ritorno”. Interessando “un bacino di viaggiatori compreso tra i 60 e gli 80 milioni di persone”, il turismo delle radici costituisce “una leva strategica e un’occasione di sviluppo”.

Mazzi ha infine sottolineato che questo segmento si caratterizza per “una spiccata attitudine alla collaborazione tra i vari territori”, una “migliore sostenibilità socioculturale”, una maggiore durata della permanenza dei visitatori, la destagionalizzazione dei flussi, l’incentivazione all’acquisto di prodotti tipici locali e l’interesse per destinazioni “al di fuori dei centri più congestionati”.

Trump spinge per l’accordo con l’Iran ma Teheran minaccia Israele

Roma, 14 giu. (askanews) – Resta in bilico la situazione del conflitto e la prospettiva di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Usa Donald Trump insiste che sul fatto che una intesa dovrebbe essere firmata a distanza, in digitale, entro poche ore.

Ma intanto si infuria con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu facendolo oggetto di diversi turpiloqui nelle sue conversazioni con alcuni media statunitensi, per l’attacco a Beirut, in cui le forze di difesa israeliane hanno colpito diversi esponenti di Hezbollah.

E intanto Teheran, tramite il Consiglio supremo per la sicurezza, minaccia una rappresaglia “imminente”.

Il tutto mentre Trump, che si appresta ad aprire i festeggiamenti per il suo 80º compleanno alla Casa Bianca, oggi ha ricevuto telefonate di auguri sia dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che dal presidente della Russia, Vladimir Putin, con cui ha parlato del conflitto con l’Ucraina, così come della situazione in Medioriente e del possibile accordo con l’Iran.

Poco dopo lo sfogo di Trump con alcuni corrispondenti di testate Usa: toni duri e turpiloqui sull’operato del premier israeliano, Benjamin Netanyahu. “Perché Bibi ha fatto questo dannato (turpiloquio) attacco? – ha detto, secondo quanto riporta Axios – Non potevo crederci. Un’ora prima era atteso che firmassimo l’accordo. Mi ha fatto infuriare (turpiloquio). Glielo farò sapere. Non alcun (turpiloquio) giudizio: glielo farò sapere”, ha aggiunto Trump.

Ad ogni modo, sempre secondo la testata digitale Usa, il capo della Casa Bianca ritiene che il Memorandum di intesa con Teheran venga firmato a breve: “tra poche ore”, ha detto. La firma avrebbe dovuto essere già avvenuta ma è saltata a causa dell’attacco israeliano. “Ha sconvolto tutto, ha fatto ritardare la firma di alcune ore. Avrebbe dovuto essere firmato ormai. Ora è previsto tra qualche ora”. Secondo Fox News si inizierebbe con una firma a distanza per poi avere un incontro in presenza la prossima settimana in una località non definita in Europa.

Byd: ricarica flash debutta in Europa a Bologna, "pieno" in 9 minuti

Bologna, 14 giu. (askanews) – Byd inaugura a Bologna la prima stazione europea di ricarica ultrarapida Flash Charge e annuncia un piano da 2 miliardi di euro per realizzare oltre 3mila stazioni in Europa entro il 2027. L’Italia avrà un ruolo centrale nel progetto, con 300 stazioni previste entro la fine del prossimo anno, aperte anche ai veicoli di altri marchi.

La città emiliana ha ospitato anche la prima tappa del Marco Polo Drive for Peace, Culture and Sustainable Development, il viaggio di 15mila chilometri da Roma a Hong Kong che attraverserà nove Paesi utilizzando solo ricariche fast charge. Proprio a Bologna la carovana ha celebrato l’inaugurazione della prima colonnina Flash Charge europea.

“Questa è la rivoluzione, è un game changer. Con questa tecnologia le persone possono finalmente affidarsi a un veicolo elettrico. L’elettrificazione non è più il futuro: è il presente”, ha detto Stella Li, executive vice president di Byd.

La tecnologia consente potenze fino a 1.500 kW. “Flash Charge utilizza componenti proprietarie Byd per fornire una ricarica estremamente veloce: 5 minuti fino al 60% e 9 minuti per una ricarica piena al 97% a tutti i veicoli Byd e Denza”, ha spiegato Diego Pareschi, direttore della divisione Battery di Byd. “Si parte con la Denza Z9GT, ma progressivamente verrà introdotta su tutta la gamma Byd e poi arriveranno anche nuovi modelli con questa tecnologia”.

La colonnina può erogare fino a 1.500 kW, ma l’assorbimento dalla rete è limitato a 100 kW. Il resto dell’energia è prodotto da fonti rinnovabili, in particolare dal fotovoltaico, e gestito dal sistema Bess (Battery Energy Storage System) di Byd, che nelle pause tra una ricarica e l’altra continua ad accumulare energia dalla rete. Secondo il gruppo, ogni colonnina con portata da 100 kW può effettuare fino a 30 ricariche flash al giorno.

Il piano italiano prevede “300 stazioni entro la fine dell’anno prossimo, sia sulle maggiori direttrici sia in destinazioni di interesse”, ha aggiunto Pareschi. Le colonnine saranno aperte a tutti i veicoli e a tutti i brand, “perché utilizzano il connettore standard Ccs2”.

La nuova infrastruttura Flash è anche il tassello tecnologico del Marco Polo Drive, pensato come ponte culturale e di innovazione tra Europa e Cina: un viaggio simbolico che affianca al richiamo storico delle rotte verso l’Oriente la dimostrazione concreta della mobilità elettrica sulle lunghe distanze. Il viaggio porterà in dono nelle principali tappe e a Hong Kong l’ultima enciclica di Papa Leone XIV, richiamando idealmente l’impresa di Marco Polo che 750 anni fa partì verso l’Oriente anche con lettere e messaggi di Papa Gregorio X per la corte mongola. Protagonista del percorso sarà la Denza Z9GT, shooting brake premium disponibile sia in versione elettrica sia Super Hybrid DM-i, scelta per dimostrare la possibilità di affrontare lunghe percorrenze con l’elettrico e con la rete di ricarica rapida.

Vannacci sfodera programma: "femminicidi sono omicidi e basta". Fnv pronto a contarsi alle urne

Roma, 14 giu. (askanews) – “Il presidente del consiglio decida la data” delle urne per le Politiche, “noi siamo pronti anche domani, Futuro nazionale è già in trincea”. Così Roberto Vannacci, lancia la sfida al centrodestra, nella giornata conclusiva dell’assemblea costitutiva del suo partito. “Io ho fondato un partito indipendente” e le “alleanze si fanno prima delle elezioni. Se qualcuno riterrà utile allinearsi alle linee rosse di Fnv – che oggi ha presentato la bozza del programma – ne parleremo”.

Nella conferenza stampa, che ha preceduto il suo intervento di chiusura, l’ex generale partorisce una frase shock (“non esiste il femminicidio. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c’è bisogno di una fattispecie specifica”) scatenando reazioni indignate e trasversali che vanno da Fdi ad Avs, passando per il Pd.

All’Auditorium della Conciliazione, gli attacchi ai “soloni” della sinistra si sprecano ma i delegati giunti a Roma si scaldano anche quando in alcuni interventi si ‘bacchetta’ il governo Meloni. In platea scattano ovazioni per chi si rivolge ai “camerati” che ritornano “a casa con me” (Domenico Furgiuele l’ex leghista che aveva ‘ospitato’ alla Camera la conferenza stampa sulla remigrazione propossa da realtà come Casapound) e per Gianni Alemanno che invia una lettera dal carcere: “Noi veniamo dal Msi, non potevamo rassegnarci alle sbiadite interpretazioni della destra del governo di Giorgia Meloni”. Ad un certo punto, si alza un grido: “Mandiamo a casa la Meloni” ma forse è troppo e resta una voce isolata.

Poco prima Vannacci aveva detto che Meloni “ha perfettamente ragione” nel definire censura il patentino di antifascista alla manifestazione ‘Più libri, più liberi’. “Se io domani volessi fare l’elogio della monarchia, non vedo perché non potrei farlo”.

Appena Vannacci sale sul palco, si appropria di ‘Via del Campo’ di Fabrizio de Andrè “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”, dopo aver ribadito il proprio “orgoglio” di essere la “feccia” del Paese. E annuncia di aver scelto un inno: “queste avanguardie futuriste saranno caratterizzate da una bellissima canzone: ‘Futura’ di Lucio Dalla” che subito risuona nella sala ma in pochi la cantano, non rientra nel repertorio dei militanti.

Poi, passa a illustrare il programma. Sicurezza e difesa: “non ci deve essere più ragione di avere paura, per le nostre donne e per i nostri figli, i nostri anziani” perché “l’Italia è la casa degli italiani”. Per chi “stupra e uccide – afferma – ci saranno solamente le carceri e la tolleranza zero”. La remigrazione è un “concetto politico” perché “vuol dire il sacrosanto diritto di difendere i popoli autoctoni” e Vannacci propone di stabilire una “soglia del 4%” agli stranieri. La scuola sia “dura e selettiva” per “addestrare” i giovani alla “vita. Non deve essere un bivacco per la gioventù né un centro di formazione del Pd”. Oggi, sostiene, “è un laboratorio di indottrinamento ideologico, progetti gender e corsi sull’eutanasia e sui diritti dei migranti”.

E ancora: “riportiamo il libretto di lavoro a 14 anni. Non li manderemmo in miniera” ma a “fare il cameriere”. Per Futuro nazionale “se non lavori non mangi. Lo diceva San Paolo, non un fascista”. Gli ospedali “non sono nati per far morire i malati e gli anziani, né per chi vuole un corpo maschile”, meglio puntare sullo sport, “di squadra e da combattimento”: “mens sana in corpore sano”.

Futuro nazionale “promuove la rinascita demografica dell’Italia con mutui tricolore per sostenere il sistema pensionistico”. La famiglia tradizionale è la “cellula fondamentale della società. Non vi è un italiano che non sia stato generato da un padre e da una madre italiani” e per chi fa più figli deve esserci il “quoziente familiare”. I bambini sono i nuovi “panda, in via di estinzione”. Per affrontare il ‘nodo’ dell’affollamento delle carceri serve “l’immediato rimpatrio dei detenuti non italiani” e aggiunge per chi delinque: “Nessuno tocchi Caino? No nessuno tocchi Abele. Caino va in carcere”.

Sì al “nucleare di ultima generazione” e basta “incentivi alle rinnovabili”, sì all’ora legale “permanente”. “No allo statalismo comunista né al turbo capitalismo”, “noi vogliamo essere tutti proprietari e tutti imprenditori”, bisogna “costruire dighe sulle Alpi, gli Appennini, in Sicilia e Sardegna, anguille e salmoni vadano da un’altra parte”, la “popolazione torni in campagna, basta urbanizzare l’Italia e l’Europa”, sentenzia.

Trump infuriato con Netanyahu, ma accordo con l’Iran: "Tra poche ore"



Roma, 14 giu. (askanews) – Dopo che l’incursione israeliana in Libano rischia di far saltare la firma dell’accordo con l’Iran, concomitante con i festeggiamenti per il suo compleanno, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump telefona alla testata digitale Axios e si sfoga, usando toni duri e turpiloqui sull’operato del premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

“Perché Bibi ha fatto questo dannato (turpiloquio) attacco? – ha detto, secondo quanto riporta la testata digitale – Non potevo crederci. Un’ora prima era atteso che firmassimo l’accordo”.

Netanyahu “mi ha fatto infuriare (turpiloquio). Glielo farò sapere. Non alcun (turpiloquio) giudizio: glielo farò sapere”, ha aggiunto Trump.

Ad ogni modo, sempre secondo quanto riporta Axios, capo della Casa Bianca ritiene che il Memorandum di intesa con Teheran venga firmato a breve: “tra poche ore”, ha detto. La firma avrebbe dovuto essere già avvenuta ma è saltata a causa dell’attacco israeliano. “Ha sconvolto tutto, ha fatto ritardare la firma di alcune ore. Avrebbe dovuto essere firmato ormai. Ora è previsto tra qualche ora”.

Taormina Film Festival, vince Hear The Yellow. Premio a Greta Scarano

Taormina, 14 giu. (askanews) – “Hear The Yellow” di Banu Sivaci vince come miglior film alla 72esima edizione del Taormina Film Festival e conquista anche la vittoria per la Miglior interprete femminile, Selva Erdener, ex aequo con Greta Scarano per “Piccolo Miracolo”, per il Miglior interprete maschile Suleyman Kadim Kabaali e la regia.

La giuria, guidata dalla regista neozelandese Jane Campion, e composta dall’attrice Holly Hunter, dalla costumista candidata agli Oscar Miyako Bellizzi, dalla casting director Francine Maisler, dal cineasta britannico-nigeriano Akinola Davies Jr., dalla Head of Global Marketing, Film, Series and Brand di Amazon MGM Studios Sue Kroll, e dall’attore e regista Pietro Castellitto, ha assegnato anche gli altri premi: Miglior attore emergente: Tut Nyuot per “Animol”, Miglior attrice emergente Berfin Sonmez per “Gropiusstadt Supernova”.

Il Campus Giovani, composto da circa trecento studenti e venticinque giovani giurati, formato grazie alla collaborazione con ANEC Sicilia e AGIS Sicilia, ha assegnato il Cariddino d’Oro a “Good Luck, Have Fun, Don’t Die” di Gore Verbinski, Cariddino d’Oro – Menzione Speciale a “Piccolo miracolo” di Guido Chiesa.

La giuria ARCA Enel ha assegnato il Premio ARCA al Miglior cortometraggio Fuori Concorso a “Fili invisibili” di Fabio Schifilliti.

Putin chiama Trump per fargli gli auguri di buon compleanno

Roma, 14 giu. (askanews) – Conversazione telefonica oggi tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Secondo quanto riporta l’agenzia russa Tass, che cita il consigliere del Cremlino, Yury Ushakov, Putin “si è congratulato” con Trump facendogli gli auguri per il suo 80º compleanno.

Putin e Trump hanno discusso delle relazioni bilaterali tra le due potenze internazionali e della situazione globale, secondo quanto ha riferito il consigliere del numero uno del Cremlino.

“Non si è trattato unicamente di uno scambio di convenevoli”, ha chiarito Ushakov. I due leader hanno infatti anche discusso del memorandum di intesa tra Stati Uniti e Iran, su cui da giorni si ipotizza di una imminente firma.

Anche lo scorso anno Putin aveva telefonato a Trump per il suo compleanno. Questa è stata la prima conversazione tra i due leader da circa un mese e mezzo, secondo l’agenzia russa in precedenza si erano sentiti il 29 aprile in occasione di un cessate il fuoco in occasione della celebrazione del “Giorno della vittoria” in Russia.

Marefestival Premio Troisi, cala sipario su edizione 2026. Numeri record

Roma, 14 giu. (askanews) – Cala il sipario, a Salina, sul Marefestival Premio Troisi, che quest’anno ha spento 15 candeline. Un compleanno speciale per la manifestazione, che guarda al futuro con un bilancio più che positivo. Quindici anni di storia, 120 i grandi nomi del Cinema premiati, 800 ospiti, 38.000 mila spettatori e anche quest’anno ha registrato la presenza di oltre 60 giornalisti sull’Isola dove è stato girato Il Postino.

Un importante appuntamento culturale con premiazioni, interviste, proiezioni, focus su temi d’attualità ed eventi collaterali che hanno fatto di Salina la capitale del Cinema.

Maria Grazia Cucinotta, madrina della manifestazione e protagonista de Il Postino ha ricordato il profondo legame con Salina e con il grande artista napoletano: “Sono passati trentadue anni dalla prima volta che ho messo piede su quest’isola per girare Il Postino. Salina mi ha fatto sentire subito a casa e mi ha dato la possibilità di realizzare il mio sogno. Per questo continuare a festeggiare Massimo Troisi attraverso questo premio è così importante. Massimo aveva capito che la cultura e la bellezza possono davvero cambiare la vita delle persone. Era questo il cuore del film e continua ancora oggi a emozionare intere generazioni”.

Ospiti della quindicesima edizione il Maestro Giancarlo Giannini, gli attori Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Aurora Quattrocchi, Corinne Cléry, Vincenzo Ferrera, il comico Vincenzo De Lucia, il regista Marco Risi, Maria Grazia Cucinotta (madrina fin dalla prima edizione), il sassofonista jazz Nat Minutoli, Gerardo Ferrara (controfigura de Il Postino) che è arrivato sul red carpet con la bicicletta protagonista del film.

Uno dei momenti più iconici ha visto sul palco per la prima volta tutti insieme i protagonisti italiani di 007 con Giancarlo Giannini, Maria Grazia Cuccinotta e l’ormai italianizzata, Corinne Clery.

“Quindici anni rappresentano un traguardo importante per il Marefestival, ma soprattutto un punto di partenza – ha dichiarato il direttore artistico Cavaleri – In questi anni la manifestazione è cresciuta conquistando una propria identità; oggi guardiamo al futuro. Abbiamo già individuato le date della prossima edizione che si svolgerà dal 18 al 20 giugno 2027 in accordo con il Taormina Film Fest affinché il Marefestival si svolga subito dopo la storica rassegna taorminese”.

Atletica, Daisy Osakue record italiano del disco: 64,68

Roma, 14 giu. (askanews) – C’è ancora la firma di Daisy Osakue sul record italiano del disco. A Castres, in Francia, l’azzurra porta il primato a 64,68 e dopo tre anni torna a migliorarlo, undici centimetri oltre il 64,57 che aveva stabilito a Pietrasanta nel giugno del 2023. Alla seconda gara disputata in due giorni sulla pedana francese, all’indomani dello stagionale di 61,61, la trentenne delle Fiamme Gialle trova l’acuto al quarto turno dopo aver iniziato con 54,62, 59,63 e 57,01 chiudendo poi con due nulli. Una misura che la proietta al settimo posto delle liste europee dell’anno, a un paio di mesi dalla rassegna continentale di agosto a Birmingham. Stavolta vince nettamente, davanti alla portoghese Liliana Cà (60,42) e alla francese Melina Robert-Michon (59,93) che invece sabato si era aggiudicata il successo con 62,08. Finalista olimpica a Parigi 2024 dove si è piazzata ottava, la torinese detiene il record dall’edizione precedente dei Giochi, quella di Tokyo nel 2021 quando riuscì a pareggiare lo storico limite di 63,66 ottenuto da Agnese Maffeis nel 1996. La lanciatrice allenata da Maria Marello (ex primatista italiana con 57,54 nel 1986), dieci volte campionessa tricolore della specialità tra estate e inverno, per la terza volta in carriera supera i 64 metri già raggiunti anche con il 64,35 di Chorzow sempre tre anni fa.

“Dopo il primato stagionale di ieri con 61,61 ero felice – le parole di Daisy Osakue – e oggi sono entrata in pedana con il cuore leggero, cercando di sentirmi come in allenamento, visto che da qualche settimana avevo buoni riscontri ma in gara non mi esprimevo al massimo. C’era l’atmosfera giusta, con due avversarie che ammiro tantissimo. Ho provato a essere rilassata il più possibile e il disco è andato. Speravo fosse lungo, però non mi aspettavo il record italiano che mi dà un bel ‘boost’ di fiducia. Tre anni di attesa iniziavano a pesare. Nelle ultime stagioni non sono sempre riuscita a credere in me stessa, oltre ai problemi fisici per i postumi della frattura a una vertebra lombare che ho avuto qualche anno fa, all’inizio del 2021. Sto pensando a focalizzarmi sulle mie sensazioni e per fortuna ho tanti amici nel mondo dell’atletica, un grande villaggio attorno a me che mi aiuta nei momenti difficili. Non vedo l’ora di gareggiare nel prossimo weekend alla Finale Oro dei Societari assoluti a Rieti per tornare a indossare la maglia della Sisport, il club in cui sono cresciuta”.

Ucraina, Zelensky telefona a Trump per fargli gli auguri

Roma, 14 giu. (askanews) – Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky ha telefonata al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per fargli gli auguri in occasione del suo compleanno. Lo riporta il Kiev Indipendent, secondo cui la telefonata è durata oltre mezz’ora e i due hanno anche discusso del conflitto con la Russia e delle prospettive per una intesa che metta fine all’ostilità.

Il colloquio è avvenuto alla vigilia del G7 organizzato dalla Francia al quale Zelensky parteciperà a una sessione di lavoro e al quale, da martedì, è atteso anche Trump.

Trump: tutti facciano un passo indietro, è un momento importante, siamo vicini all’accordo con l’Iran

Roma, 14 giu. (askanews) – “L’attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in una giornata così importante, in cui siamo così vicini a un accordo di pace con l’Iran”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth.

“Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l’attacco a cui stava rispondendo era molto limitato e insignificante: nessuno è stato colpito, ferito o ucciso, e non dovrebbe compromettere questo importante processo”, ha detto Trump.

“Siamo molto vicini a un accordo che porterà pace nella regione, compreso il Libano, e tutte le parti dovrebbero fare un passo indietro”, ha aggiunto il presidente americano, che proprio oggi festeggia gli 80 anni, “Non dovrebbero esserci ulteriori attacchi da parte di Israele in nessuna parte del Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno altri attacchi da parte di qualsiasi altra componente, compreso Hezbollah, contro Israele”.

“Questo potrebbe essere l’inizio di una lunga e splendida pace. Non roviniamola!”, ha concluso Trump, “Grazie per l’attenzione dedicata a questa questione”.

Formula1, Hamilton: "Questa è una vittoria speciale"

Roma, 14 giu. (askanews) – “È una delle vittorie più belle dal punto di vista delle emozioni, ma ognuna è speciale a modo suo. Questa però è davvero unica. Da bambino guardavo la Ferrari vincere tante gare in TV, la vedevo sugli schermi quando correvo e mi chiedevo cosa significasse vincere con questa macchina. E ora è successo”. Così Lewis Hamilton nell’immediato dopo gara del Gp di Barcellona. Primo successo in rossa per il britannico.

“Grazie a tutti quelli che sono qui: al mio team, alla Ferrari e a tutte le persone che lavorano a Maranello – continua – Grazie a Fred per avermi voluto e per avermi portato in questa squadra.

“Ho iniziato con un sogno e l’anno scorso è stato un anno quasi impossibile, ma non abbiamo mai perso la speranza. Il team ha sempre continuato a sostenermi, a tirarmi su il morale, a portare aggiornamenti e miglioramenti. E se questo non bastasse, ho i tifosi migliori del mondo. Insieme abbiamo raggiunto tutto ciò che sognavamo”. “Fred e tutti quanti lo meritano tantissimo e sarò sempre grato a loro. Spero sia la prima di tante con questa squadra. Oggi abbiamo fatto un lavoro straordinario: ottimi pit stop, grande strategia e una macchina fantastica”

“Ci prendiamo questo risultato, la strada è ancora lunga. Loro – la Williams ndr – sono ancora veloci ma non è ancora finita”.

Formula, Lewis Hamilton vince a Barcellona

Roma, 14 giu. (askanews) – La Ferrari risorge e lo fa sul circuito di Barcellona dove Lewis Hamilton conquista il primo Gp da quando corre per la Rossa (31 Gp). Per Sir Lewis e la Rossa il riscatto è servito dopo un lungo digiuno che durava dal Gp del Messico del 2024. Seconda piazza per Russell, sul podio, tutto britannico, anche Norris, poi Verstappen e Piastri. Al giro 63 problemi e ritiro sia per Antonelli che per Leclerc. Fuori anche Stroll, Alonso,Albon, Hulkenberg, Bearman e Bottas. Il Mondiale torna dal 26 al 28 giugno in Austria. In partenza Russell scatta al comando davanti a Hamilton e a Kimi Antonelli, subito aggressivo nel gruppo di testa. Le prime fasi sono caratterizzate da distacchi ravvicinati e strategie differenti sulle gomme, con Hamilton che sceglie una partenza su mescola soft per attaccare immediatamente. Leclerc recupera posizioni e si porta rapidamente in zona punti dopo un avvio solido.

La gara si accende già nei primi stint, con Russell che prova a scappare mentre Hamilton resta in pressione costante. Antonelli si conferma competitivo e più volte si avvicina al duo di testa, mentre Norris e Verstappen restano in agguato. Le soste ai box iniziano a ridisegnare la classifica, con continui cambi di leadership virtuale.

Al giro 13 arriva la prima svolta strategica: Russell rientra ai box nonostante le medie, seguito poco dopo dagli altri big. Hamilton resta in pista più a lungo e si ritrova momentaneamente in testa, mentre Antonelli alterna fasi di attacco e gestione del ritmo. La Mercedes però non è sempre impeccabile nella lettura della strategia e lo stesso Russell si lamenta via radio: “Stavo gestendo, non capisco perché ci siamo fermati”.

Il gruppo si ricompone dopo la fase centrale, con Hamilton in lotta diretta con Russell e Antonelli stabilmente in terza posizione. Proprio il giovane pilota Mercedes è protagonista di uno dei momenti chiave della gara, quando riesce a superare Russell in pista al giro 61/66, con un sorpasso deciso che lo porta al secondo posto momentaneo, anche se con una vettura che accusa problemi all’ala.

La gara cambia nuovamente volto a metà finale con la virtual safety car provocata dal ritiro di Alonso, fermo in pista. La neutralizzazione consente a Hamilton di rientrare ai box e consolidare la leadership. Poco dopo arrivano altri colpi di scena pesanti: Bottas e Stroll sono costretti al ritiro per problemi tecnici, mentre la tensione aumenta nel gruppo di testa.

Nel finale, la corsa diventa una gestione nervosa del vantaggio. Hamilton allunga con decisione dopo il pit-stop decisivo e porta il margine oltre i sette secondi su Russell, mentre Antonelli deve poi arrendersi a un problema tecnico che lo costringe al ritiro al giro 63/66, lasciando strada libera ai rivali diretti.

Negli ultimi giri entra in scena anche la safety car che ricompatta il gruppo, ma non basta a riaprire la lotta per la vittoria. Hamilton gestisce la ripartenza senza errori e taglia il traguardo per primo, davanti a Russell e Norris, mentre Leclerc, protagonista di una gara solida ma sfortunata nel finale, è costretto al ritiro a pochi chilometri dalla bandiera a scacchi.

Spazio, da domani a Potenza tour "Spazio Italia 2.0" nei distretti italiani

Roma, 14 giu. (askanews) – Nel ricordo di Rocco Petrone, si apre domani a Potenza, in Basilicata, “Spazio Italia 2.0 – Stati Generali della Space Economy 2026”, l’intenso programma di iniziative che l’Intergruppo parlamentare sullo Spazio realizzerà nei 16 distretti dell’industria spaziale italiana. Una roadmap sul territorio per evidenziare l’importanza strategica del comparto per lo sviluppo del Paese.

“L’Italia è tornata protagonista della nuova missione lunare, con l’astronauta Luca Parmitano che parteciperà come pilota alla prossima missione Artemis e con le sue industrie che realizzeranno il modulo abitativo lunare destinato ad accogliere gli astronauti che vivranno sul nostro satellite”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso.

“Partire dalla Basilicata – ha aggiunto Urso – ha un duplice significato: ricordare un suo grande figlio, che ha lasciato un’impronta straordinaria nell’avventura spaziale, e sottolineare la presenza sul territorio di realtà importanti come il Centro di Geodesia Spaziale di Matera e di numerose PMI del settore che crescono e si rafforzano”.

Trump compie 80 anni e si regala un torneo di Mma davanti alla Casa Bianca, "il più grande spettacolo del mondo"

Roma, 14 giu. (askanews) – Sulla distesa erbosa davanti alla Casa Bianca, un’enorme struttura ad arco incrociato, ricoperta di riflettori, è apparsa nelle ultime due settimane. È sotto questa volta alta 28 metri che si svolgerà questa sera “il più grande spettacolo del mondo”, secondo le stesse parole di Donald Trump. Per 60 milioni di dollari, il presidente degli Stati Uniti si è concesso un torneo di arti marziali miste (Mma) nel pieno centro della capitale federale Washington, in occasione del suo 80esimo compleanno. Già da giovedì, nella calura umida della città, alcune strade sono state chiuse e migliaia di agenti di polizia sono stati dispiegati per mettere in sicurezza questo evento inedito che si svolgerà all’aperto.

Tra le 4mila persone attese ci sono intimi del presidente americano e tutta l’elite Maga (Make America Great Again). I posti sono stati venduti a caro prezzo, talvolta durante aste tra miliardari sotto forma di gala di beneficenza nella residenza del presidente a Mar-a-Lago, altre volte tramite richieste dirette alla capo di gabinetto Susie Wiles.

Nei giardini della Casa Bianca ci saranno sette incontri. In questo sport, sono permessi molti colpi in un luogo che dovrebbe incarnare la solennità del potere americano. Gladiatori nel simbolo dello stato federale, cosa che può apparire una provocazione. Ufficialmente, questo spettacolo da 60 milioni di dollari fa da lancio alle celebrazioni per il 250esimo anniversario della Dichiarazione d’indipendenza americana.

L’arena è colossale: un enorme tendone chiamato “La Griffe”, alto 28 metri, aperto ai quattro venti, con colonne nei colori della bandiera americana, schermi giganti e un palco al centro, l’ottagono dove si affronteranno i combattenti di Mma. Impossibile non notare i grandi pannelli dell’Ufc, l’organizzazione di Dana White, stretto collaboratore di Trump, che supervisiona gli incontri. “Domenica si svolge l’evento più incredibile della storia degli sport da combattimento”, ha sottolineato Pierre Courtex, di NoSens TV, “Nel piazzale della Casa Bianca, per il compleanno di Donald Trump, sarà semplicemente eccezionale!”. Il commentatore di Mma ha aggiunto: “Dana White e Donald Trump sono sempre stati persone dalla “follia delle grandezze”, ma hanno sempre portato a termine i loro obiettivi. Sì, è folle. Sì, è sorprendente. Chi avrebbe mai pensato che Donald Trump sarebbe stato eletto presidente degli Stati Uniti? Da lì in poi, sinceramente, non sono rimasto stupito”.

La card dell’evento è già particolarmente attrattiva, secondo lo youtuber “Rust, de la sueur”. “Nel secondo incontro della serata c’è un francese, Ciryl Gane, che combatte contro Alex Pereira, in lotta per la terza cintura, un brasiliano che colleziona KO ripetuti, davvero terrificante: un grande match per il titolo. E nell’incontro principale abbiamo un ispanico-georgiano, un “killer”, imbattuto con 17 o 18 vittorie e 0 sconfitte, che affronterà l’americano Justin Gaethje, una leggenda e una macchina da combattimento. Sono davvero incontri incredibili”.

I fan della Mma sono quindi entusiasti, ma molti altri si interrogano sul ruolo attribuito da Donald Trump a questo sport da combattimento, seguito soprattutto da uomini, in un’arena che deturpa il paesaggio. Lo storico Edward Lengel ha ritenuto che l’evento “superi ogni limite del cattivo gusto”.

Critiche sono emerse anche all’interno della stessa Ufc, l’organizzazione che domina il mondo delle Mma, i cui membri sono in gran parte pro-Trump. Dana White, il suo presidente, si è interrogato sulla scelta di organizzare incontri in un periodo dell’anno caratterizzato da caldo eccessivo, umidità e zanzare. Ma soprattutto Sean Strickland, attuale campione dei pesi medi Ufc, si è sfogato sul suo account X, affermando di essere stato escluso dalla serata dalla Casa Bianca dopo le sue recenti posizioni contro Israele e il coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto con l’Iran.

Un altro combattente, Bryce Mitchell – anche lui sostenitore di Donald Trump nel 2024 – ha criticato duramente il torneo, definendolo un “abuso evidente di potere politico da parte del presidente americano”, che “calpesta il suo ruolo nella società”. Anche alcune star del cinema sono state invitate ad assistere agli incontri, ma molte hanno declinato l’invito, come Dwayne Johnson, Jared Leto, Adam Sandler e Guy Ritchie.

La costruzione e l’allestimento di questa gabbia e, più in generale, l’organizzazione dell’evento sono costati 60 milioni di dollari, finanziati dall’Ufc e da fondi privati. La Casa Bianca ha assicurato che non sono stati utilizzati soldi pubblici, ma la cifra solleva interrogativi, in un momento di aumento del costo della vita e della guerra in Medio Oriente. Due cittadini americani hanno inoltre presentato una denuncia per corruzione, sostenendo che Donald Trump si sarebbe arricchito personalmente con questo evento, acquistando per 50mila dollari azioni della società madre dell’Ufc. A loro avviso si tratterebbe di un conflitto di interessi, dato che il presidente dell’Ufc, Dana White, è uno dei più stretti amici e alleati del presidente americano. Le accuse sono state però respinte dalla Casa Bianca, così come quella di uso illegale di uno spazio pubblico.

Il messaggio di Macron per il G7 di Evian: combattere i grandi squilibri mondiali

Evian, 14 giu. (askanews) – “La Francia, fedele alla propria idea originale, alla propria vocazione e alle proprie responsabilità, presiede quest’anno il G7 con un’idea forte: lottare contro i grandi squilibri mondiali”. E’ quanto si legge in un messaggio del presidente francese Emmanuel Macron in vista del G7 che inizierà domani a Evian, in cui tratteggia quella che definisce una agenda “ambiziosa”.

“Gli squilibri – spiega – sono innanzitutto economici: quando alcuni continenti producono troppo, alcuni investono in maniera insufficiente e altri si indebitano notevolmente, si vengono allora a creare squilibri macroeconomici che alimentano le tensioni geopolitiche e commerciali e minacciano a termine la stabilità finanziaria”.

“Gli squilibri sono inoltre – prosegue Macron – geostrategici: se si punta a ripristinare un equilibrio nelle relazioni internazionali occorre prevenire dipendenze eccessive, trarre insegnamenti dalle crisi recenti – pandemia inclusa – e rivedere la resilienza delle catene di valore, in particolare quella dei minerali critici”.

Gli squilibri, prosegue il numero uno dell’Eliseo, “sono infine sociali: proteggere i nostri figli online, avere cura del loro sviluppo evitando inoltre un’esposizione eccessiva agli schermi e far sì che le nuove tecnologie siano sempre fonte di progresso saranno anch’essi obiettivi al centro della nostra agenda. Fra le nostre priorità vi sarà anche quella di dotarsi di mezzi migliori per fronteggiare le sfide sanitarie, ricorrendo segnatamente a una maggiore cooperazione in materia di ricerca. Dibatteremo inoltre su come proteggere le nostre democrazie e le nostre economie dall’intensificarsi del traffico di stupefacenti e della criminalità organizzata nei nostri Paesi”.

“La libertà, la prosperità e il progresso sono tuttavia impossibili senza la pace. Il nostro G7 – conclude il presidente francese – ci consentirà anche di discutere delle grandi crisi internazionali, come la guerra in Ucraina e la situazione nel Vicino e nel Medio Oriente. Insieme ai nostri partner avremo premura di conservare questo quadro comune di dialogo e scambio, davvero fondamentale nel momento in cui la guerra in Iran sta destabilizzando l’economia globale”.

Israele attacca Beirut: morti e feriti. Teheran agli Usa: inutili i negoziati se impegni non sono rispettati

Roma, 14 giu. (askanews) – Mentre la diplomazia cerca un accordo per fermare il conflitto Usa-Iran, Israele, non si ferma e attacca la capitale libanese Beirut. Così Teheran manda un avvertimento agli Stati Uniti: inutile proseguire i colloqui se gli impegni non sono rispettati.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, l’attacco israeliano contro Beirut ha colpito un appartamento. Un appartamento che secondo le Forze di Difesa Israeliane (Idf), sarebbe stato utilizzato come centro di comando di Hezbollah. L’agenzia della protezione civile libanese ha poi dichiarato di aver recuperato tre corpi dopo l’attacco israeliano nell’area di Ghobeiry, nella periferia meridionale di Beirut. Le operazioni di ricerca, soccorso e rimozione delle macerie sono ancora in corso sul luogo, ha aggiunto in un comunicato. L’agenzia di stampa ufficiale Nna ha riferito che 15 persone sono rimaste ferite e che sono stati provocati gravi danni agli edifici e ai negozi nelle vicinanze.

Dopo gli attacchi israeliani in Libano, l’Iran ha accusato gli Stati Uniti di non rispettare i propri impegni. Lo ha riferito il suo capo negoziatore. Teheran ritiene che sarebbe “inutile proseguire” i colloqui con Washington se gli impegni assunti nell’ambito delle discussioni in corso non fossero rispettati.

In precedenza, un importante esponente del parlamento iraniano ha inviato un apparente messaggio agli Stati Uniti: “Se cercate un accordo o un’intesa, dovete disciplinare il regime sionista. Se questo cane rabbioso non verrà controllato, vi morderà la gamba prima ancora che l’inchiostro dell’accordo si sia asciugato”, ha scritto su X Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione parlamentare per la politica estera e la sicurezza nazionale.

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno effettuato l’attacco dopo che tre droni lanciati dal ‘Partito di Dio’ hanno colpito il nord di Israele nella giornata di oggi.

Teheran ha dichiarato che qualsiasi attacco israeliano contro Beirut costituirebbe una violazione del cessate il fuoco concordato con gli Stati Uniti e provocherebbe una risposta da parte dell’Iran. La scorsa settimana Rezaei aveva avvertito gli israeliani di “guardare il cielo”, poche ore prima che la Repubblica Islamica lanciasse missili contro lo stato ebraico in risposta agli attacchi condotti a Beirut.

Carburanti, diesel torna sotto 2 euro al litro sulla rete stradale

Roma, 14 giu. (askanews) – Il diesel torna sotto i due euro al litro sulla rete stradale italiana, dopo che venerdì scorso i prezzi del petrolio hanno mostrato forti ribassi, portandosi ai minimi da tre mesi a questa parte con le nuove speranze di accordo tra Stati Uniti e Iran. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale registra un calo a 1,891 euro/lt per la benzina e 1,998 euro/lt per il gasolio, rispetto a, rispettivamente, 1,893 euro/lt sulla benzina e 2 euro/lt sul diesel di ieri.

Sulla rete autostradale, aggiunge il Mimit, il prezzo medio self è di 1,984 euro/lt per la benzina e 2,078 euro/lt per il gasolio.

IA, fari Ue su ricadute per utenti europei da ordine Usa a Anthropic

Roma, 14 giu. (askanews) – La Commissione europea “sta esaminando attentamente le conseguenze pratiche per gli utenti europei dei servizi di intelligenza artificiale”, dopo l’ordine di blocco degli accessi che il governo federale Usa ha emanato aalla società Anthropic, riguardo ad alcuni dei suoi modelli di punta di IA che si teme possano essere utilizzati illecitamente per effettuare cyberattacchi e intrusioni informatiche. Lo riferisce un portavoce della commissione europea, Thomas Reginer.

La Commissione aggiunge che quella della cybersicurezza e dei sistemi di IA “è una sfida comune, non è qualcosa confinato ad una singola giurisdizione o impresa. Riteniamo che le misure di contingenza prese in questo ambito non debbano essere discriminatorie rispetto ai partner”, ha detto il portavoce. (fonte immagine: European Union).

Pallanuoto, Recco ko: Champions al Barceloneta

Roma, 14 giu. (askanews) – La Pro Recco si arrende per 17-16 al Barceloneta nella finale della Champions League a Malta. Si interrompe all’ultimo atto il percorso dei campioni d’Italia cui non basta una prestazione di grande spessore. La squadra allenata da Sandro Sukno, alla sesta finale continentale consecutiva, contribuisce a rendere la finale spettacolare per intensità, qualità delle soluzioni offensive e continui cambi di inerzia. I biancocelesti conducono anche di tre reti nel corso del secondo tempo (10-7 e 11-8) e all’intervallo è avanti 12-11. Poi subiscono il rientro e la rimonta dei catalani che vincono il trofeo per la seconda volta nella loro storia dopo il successo del 2014. Spiccano sul tabellino dei marcatori le triplette di Iocchi Gratta e Condemi. Nota di merito anche per Nicosia, capace anche di neutralizzare due rigori su Sanahuja. A fare la differenza nel finale sono gli episodi e la capacità del Barceloneta di piazzare il break decisivo nell’ultimo quarto. Il protagonista è Biel Lara, autore di tre reti di cui due che instradano la Champions League verso Barcellona. Tra le tante chiavi di lettura della serata anche quella degli ex: da una parte Granados contro il suo passato catalano, dall’altra parte Velotto ed Echenique dopo le stagioni in biancoceleste. Una sfida nella sfida dentro una finale che ha mantenuto tutte le attese. Valori elevatissimi. Tiri potenti ed efficaci, gesti tecnici d’alta scuola. Batticuore assoluto. Partita di una qualità stellare. È lo spettacolo della finale della Champions League. (credit_aniko_kovacs_european_aquaticss)

L’assemblea di Futuro nazionale, Vannacci: il femminicidio non esiste

Roma, 14 giu. (askanews) – “Ci sono istanze di parità vere. Uomini e donne sono uguali, non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole: non esiste il femminicidio. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità”. E’ quanto ha affermato in conferenza stampa Roberto Vannacci, all’Auditorium di via della Conciliazione, in occasione dell’assemblea costituente di Futuro nazionale.

“Una posizione di lavoro la si guadagna in base al merito, non in base a quello che uno ha sotto le mutande, questa è parità. Perché non mettiamo le quote rose per i fabbri o per i muratori e invece le mettiamo per i politici o i dirigenti? Così come c’è la violenza sulle donne c’è quella sugli anziani e non c’è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c’è bisogno di una fattispecie specifica”, ha aggiunto.

Calcio, Mancini rescinde con Al-Sadd

Roma, 14 giu. (askanews) – È arrivata l’ufficialità: Roberto Mancini non è più l’allenatore dell’Al-Sadd. L’annuncio è stato diffuso dallo stesso tecnico attraverso un video pubblicato sui social, nel quale ha voluto salutare e ringraziare club, giocatori e tifosi per l’esperienza in Qatar.

“Ci avete aiutato a recuperare tante posizioni fino a vincere il campionato. Grazie al club e ai suoi direttori per aver aiutato me e il mio staff a integrarci. Grazie ai miei giocatori fantastici, sia in campo che fuori, e per aver sempre dato tutto per la squadra”, ha dichiarato Mancini nel messaggio di addio.

L’uscita di scena dell’allenatore italiano, il cui contratto sarebbe stato valido fino al 2027, alimenta ora le voci sul suo futuro. In attesa delle elezioni federali del 22 giugno, Mancini resta infatti tra i principali candidati per la panchina della Nazionale, e la separazione con il club qatariota viene letta come un possibile indizio in questa direzione.

Non è passata inosservata, infine, una svista social dell’account ufficiale dell’Al-Sadd, che nel messaggio di ringraziamento ha scritto “Thank you Mincini”, errore diventato rapidamente virale tra ironia e commenti dei tifosi.

Il Papa: Gesù soffre per le ferite delle guerre e il vuoto del consumismo

Milano, 14 giu. (askanews) – Gesù “vede l’oppressione che schiaccia e la violenza che toglie la forza. Vede le ferite delle guerre e il vuoto del consumismo. Vede volti ridotti a maschere, famiglie spezzate dal male e giovani illusi da falsi ideali. Gesù vede e ama. Ama e soffre per noi, con noi: la sua compassione esprime non solo vicinanza fraterna, ma volontà di redenzione”. È il messaggio lanciato da Papa Leone XIV prima della preghiera dell’Angelus a fedeli e pellegrini riuniti in Piazza San Pietro.

Il Pontefice si è richiamato alla figura di Cristo per affermare: “Dare il conforto di Dio a chi soffre: portare carità dove c’è miseria, speranza dove c’è afflizione, fede dove c’è sfiducia”.

Starmer: intercettata nella Manica una petroliera della flotta ombra russa

Roma, 14 giu. (askanews) – “Nelle prime ore di questa mattina ho ordinato alle nostre Forze armate di intercettare una petroliera della ‘flotta ombra’ che tentava di attraversare il Canale della Manica”. Lo scrive su X il primo ministro britannico Keir Starmer.

“Questa operazione, conclusa con successo – sottolinea il premier britannico – infligge un altro colpo alla Russia e ricorda a chi alimenta la guerra di Putin in Ucraina che non permetteremo loro di nascondersi”.

A Gaza dall’inizio della guerra uccise 72.996 persone dalle azioni militari israeliane

Roma, 14 giu. (askanews) – Il Ministero della Salute di Gaza ha dichiarato che tre persone sono state uccise e 16 sono rimaste ferite a causa di azioni militari israeliane nelle ultime 24 ore, portando il bilancio complessivo delle vittime dall’inizio della guerra ad almeno 72.996 morti e 173.246 feriti.

In un comunicato, il ministero ha aggiunto che molte vittime si trovano ancora sotto le macerie o sulle strade e che le squadre di soccorso non sono in grado di raggiungerle.

Gli ultraconservatori a Teheran e Israele, ecco cosa pesa sull’accordo di pace Iran-Usa

Roma, 14 giu. (askanews) – Ci sono due fattori che pesano molto sui negoziati per porre fine al conflitto Iran-Usa: gli ultraconservatori di Teheran e il governo di Israele.

L’agenzia di stampa iraniana Fars, ritenuta vicina agli ambienti conservatori, ha affermato che l’Iran non ha ancora preso una decisione riguardo alla firma del protocollo d’intesa in discussione con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra in Medio Oriente. “La Repubblica Islamica dell’Iran non ha ancora preso né annunciato la sua decisione finale sul protocollo d’intesa proposto durante i negoziati”, ha scritto Fars, citando “una fonte ben informata vicina alla squadra negoziale” iraniana.

La possibilità di un simile accordo suscita, infatti, l’opposizione di alcuni ultraconservatori, contrari a concessioni, in particolare sul controllo dello strategico stretto di Hormuz, di fatto bloccato dall’Iran dall’inizio della guerra.

Sull’altro fronte, le autorità israeliane sono insoddisfatte dei termini del previsto accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo ha riferito il portale di notizie Ynet, citando un alto funzionario dello stato ebraico. Giovedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato che i punti finali dell’accordo di pace tra Washington e Teheran erano stati concordati da tutte le parti coinvolte, Israele compreso. Trump ha affermato ieri che l’intesa sarà firmata questa domenica. Nessuno è soddisfatto (del memorandum d’intesa annunciato). Comprendiamo che è negativo per noi e danneggia gli interessi israeliani”, ha dichiarato la fonte a Ynet. La stessa fonte ha aggiunto che Israele lamenta il fatto che la propria posizione non sia presa in considerazione e di non essere in grado di influenzare il processo di accordo tra Stati Uniti e Iran.

Intanto gli sforzi diplomatici vanno avanti. Una delegazione del Qatar, Paese che sostiene la mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti, è arrivata a Teheran nell’ambito dei colloqui volti a porre fine in modo duraturo alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riferito dai media iraniani e da un diplomatico.

Secondo l’agenzia Isna, un consigliere del ministro degli Esteri del Qatar è stato inviato in Iran. La visita è destinata a “esaminare gli ultimi sviluppi relativi al processo diplomatico”, ha riferito Tasnim, un’altra agenzia di stampa iraniana.I negoziatori del Qatar sono partiti stamattina per Teheran (…) per contribuire a finalizzare l’accordo”, ha confermato alla France Presse, mantenendo l’anonimato, un diplomatico vicino ai colloqui.

Meloni: patentino antifascista per partecipare alla fiera dell’editoria "Più libri più liberi" è censura

Roma, 14 giu. (askanews) – “Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il ‘patentino antifascista’, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni.

“La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno – prosegue Meloni -. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica”.

La musica cubana torna in Italia con il Grupo Compay Segundo

Milano, 14 giu. (askanews) – Dopo il successo dell’Italian Theatre Tour 2026, terminato a marzo, il Grupo Compay Segundo, l’ensemble cubano che continua a portare sui palcoscenici di tutto il mondo il patrimonio musicale del leggendario Compay Segundo con membri fondatori del Buena Vista Social Club, torna in Italia con il Vívelo international tour, una tournée di 14 imperdibili date.

A oltre vent’anni dalla scomparsa di Compay Segundo, avvenuta nel 2003, la sua eredità artistica e il suo inconfondibile “son” – autentica quintessenza della musica cubana – continuano a vivere attraverso il Grupo Compay Segundo, formato da nove elementi, che ne custodisce e diffonde il repertorio sotto la guida del figlio Salvador Repilado Labrada, direttore artistico e contrabbassista del gruppo, nonché testimone diretto dell’esperienza del BUENA VISTA SOCIAL CLUB.

La formazione attuale, oltre a Salvador Repilado Labrada e Hugo Garzón Bargalló, storica voce e maracas dal 1997, comprende Nilso Arias Fernández (seconda voce e chitarra), Rafael Inciarte Rodríguez (direzione musicale e cori), Haskell Armenteros Pons (clarinetto e cori), Rafael Inciarte Cordero (clarinetto basso), Rafael Dairon Mejias Chang (percussioni e cori), Omar Perez Rodríguez (chitarra) e Yoel Matos Rodriguez (armónico).

Nato come Máximo Francisco Repilado Muñoz nel 1907 a Siboney, nei pressi di Santiago de Cuba, Compay Segundo è stato una delle figure più influenti della musica cubana.

«La musica cubana ha sempre avuto un posto d’onore in Italia, dove il successo di artisti come Compay Segundo e del Buena Vista Social Club ha lasciato un segno profondo nel pubblico italiano fin dagli anni ’90. Questa tournée non fa che confermare il grande affetto che gli italiani continuano a nutrire per la nostra musica: veniamo accolti come custodi di un suono senza tempo, capaci di far rivivere sul palco la tradizione cubana, in un perfetto equilibrio tra memoria e presente. – afferma Salvador Repilado Labrada – L’eredità di mio padre, Compay Segundo, è la cosa più preziosa che ho nella vita. Per me non rappresenta un peso, ma una missione che nasce dall’amore. Sono cresciuto ascoltando la sua voce, il suo armónico e il suo inconfondibile “tumbao”. Custodire la sua opera significa, in qualche modo, mantenerlo vivo nella mia quotidianità, continuando a dialogare con lui attraverso la musica».

Il tour prende il nome da “Vívelo” (2022), il quarto album del Grupo Compay Segundo, registrato insieme ad alcuni dei migliori musicisti della scena contemporanea cubana. Il disco è considerato un brillante ritorno alle sonorità più autentiche dell’isola, con otto brani originali scritti da Salvador Repilado Labrada insieme a Maikel Dinza, tra i talenti emergenti più interessanti della nuova generazione cubana. Questo lavoro segna una svolta decisiva nel percorso artistico del gruppo: un progetto profondamente personale, capace di custodire l’eredità di Compay Segundo e, al tempo stesso, di proiettare “Vívelo” nel presente, coniugando tradizione e modernità. Il Grupo Compay Segundo non è un semplice omaggio alla memoria di Compay Segundo ma una formazione viva, attuale e brillante. Tra clarinetti, tres, chitarre, percussioni e le trascinanti voci santiagueras, la band mantiene intatta l’anima di una musica senza tempo, dando vita a uno spettacolo coinvolgente e ricco di energia. Queste le date del tour estivo del Grupo Compay Segundo: 28 luglio 2026 – Giulianova (Teramo) | Piazza Buozzi 30 luglio 2026 – Ancona | Piazza Cavour 31 luglio 2026 – Napoli | Nabilah 1 agosto 2026 – Termoli (Campobasso) | Teatro Verde 3 agosto 2026 – Riccione (Rimini) | Piazzale Roma 4 agosto 2026 – Lignano Sabbiadoro (Udine) | Arena Alpe Adria 5 agosto 2026 – San Vincenzo (Livorno) | Anfiteatro del Porto 6 agosto 2026 – Arenzano (Genova) | Villa Figoli 8 agosto 2026 – Monteroduni (Isernia) | Castello Pignatelli 9 agosto 2026 – Diamante (Cosenza) | Teatro dei Ruderi 10 agosto 2026 – Giovinazzo (Bari) | Levante Arena 11 agosto 2026 – Vasto (Chieti) | Arena Ennio Morricone 13 agosto 2026 – Gardone Riviera (Brescia) | Anfiteatro del Vittoriale 14 agosto 2026 – Bard | Forte di Bard

Autonomia, identità e alleanze: contro la polarizzazione, per una nuova direzione politica

Questo convegno di Pesaro, di cui apprezzo sinceramente le finalità, coincide con l’iniziativa promossa da “Il Domani d’Italia”, tutta giocata in diretta streaming avendo come base operativa Viterbo. Sarei venuto volentieri per interagire con le vostre riflessioni sulla “politica di centro”.

Oggi tocchiamo con mano, non senza motivi di allarme, la polarizzazione del confronto in Parlamento e nella società. In origine la speranza era un’altra. Al crepuscolo, infatti, del primo tempo della Repubblica s’impose, con l’ingaggio mediatico a favore del bipolarismo, l’idea che destra e sinistra, nella loro competizione per il potere, dovessero da entrambi i lati atteggiarsi ad interpreti dell’area intermedia dell’elettorato. Chi conquistava il centro, vinceva. Nel secondo dopoguerra, secondo l’esempio eloquente della politica americana, era avvenuto proprio questo, ovvero che Repubblicani e Democratici si contendessero il consenso dei cosiddetti ceti moderati. Tale impianto concettuale è andato in frantumi. La democrazia dell’alternanza è stata piegata a una regola di sistematica contrapposizione, nuocendo alla vita delle istituzioni e alla normale dialettica della società civile.

Dunque, è cambiato il paradigma che doveva regalarci più governabilità, insieme a più qualità nella formazione della classe dirigente. E venuto il momento perciò di fare i conti con tale dissipazione di aspettative e ambizioni.

Per giunta, anche la risposta alla fine delle ideologie, a partire da quella comunista susseguente al crollo dell’impero sovietico, ha lasciato detriti sul campo. Ci siamo illusi che la “contaminazione” delle idee e delle esperienze desse vita a forme superiori di pensiero e prassi nel contesto politico. Invece ritorna – per qualcuno inaspettatamente – il bisogno di identità a fronte di una globalizzazione impazzita, foriera di guerre, che si fa minaccia per i ceti popolari dei Paesi occidentali. La forma partito, pensata in termini di “identità plurale”, non funziona più o meglio non coinvolge, né tanto meno appassiona, la pubblica opinione più attenta e sensibile.

Ora, se non vogliamo cadere in un ingenuo embrassons-nous, la ricerca di un punto di convergenza delle diverse culture riformatrici passa attraverso l’esigenza della loro autorigenerazione, sebbene nell’ottica di sostenibili e necessari accordi di coalizione. Non possiamo fare del Centro il luogo nel quale si perde la concretezza delle affinità e insieme delle legittime distinzioni. Sturzo, esule antifascista, durante il soggiorno negli Stati Uniti si rifiutò di partecipare alla “Mazzini Society”: “Non è per convenienza o per timore delle autorità – spiegava in una lettera del 1940 al Conte Carlo Sforza, futuro ministro degli Esteri nei governi De Gasperi – che io non intendo farne parte… Io non posso ripiegare la mia bandiera di democrazia cristiana e divenire a 69 anni un seguace di Mazzini”. Ciò non compromise, tuttavia, lo sforzo unitario, non solo tra “cattolici” e “mazziniani”, per abbattere la dittatura mussoliniana.

In definitiva, la lezione sturziana non può che scuotere il presente, vale a dire questo tempo che reca in sé la sfida per la riconquista di un ruolo decisivo del centro – non nella confusione di voci, appunto, bensì nel rispetto delle specifiche matrici ideali. Se è vero che dobbiamo fare presto, è anche vero che dobbiamo fare bene.

Lucio D’Ubaldo

Direttore de “Il Domani d’Italia”

USA senza più soft power

Il logoramento dellattrazione americana

Nessuno mai come Donald Trump si è impegnato così tanto per distruggere la capacità degli Stati Uniti di generare consenso e simpatia nei loro confronti da parte di tante popolazioni e forze civili mondiali.

Le modalità comunicative intrise di continue minacce ed evocazioni della forza militare; la volgarità espressiva indegna per le istituzioni e per i luoghi della loro rappresentanza; l’inaffidabilità sperimentata ormai in numerose circostanze; le scelte operative adottate, tutte all’insegna della forte riduzione delle forme di partecipazione finanziaria americana alle organizzazioni internazionali impegnate in iniziative sociali di alto rilievo: tutto ciò ha in pochi mesi minato gravemente (e forse irrimediabilmente) il cosiddetto “soft power” a stelle e strisce nel mondo. Ovvero quella capacità di attrarre e sedurre le altre popolazioni all’american way of life, dalla libera stampa alla Coca Cola, dalla democrazia al rock and roll, dalla possibilità teorica per chiunque di realizzare il suo sogno a Hollywood (dove il sogno lo puoi davvero vivere). E così di seguito.

 

Joseph Nye e la teoria del soft power

Fu il politologo Joseph Nye a coniare l’espressione, immediatamente adottata da giornalisti e studiosi e tuttora largamente utilizzata in molte parti del globo senza doverla tradurre nelle diverse lingue locali. Soft power come “potere di attrazione” di una nazione capace di indurre le altre a emularla in virtù delle qualità espresse: esercitando così una grande influenza (politica, sociale, economica, di costume) proprio in quanto suscitatrice di ammirazione per i suoi principi elettivi così ben tradotti in iniziative valutate positivamente e, di più, considerate “fashion” da larga parte della collettività internazionale.

Combinato con l’hard power (militare, economico, finanziario) esso avrebbe continuato a offrire all’America – argomentava ottimisticamente Nye – un radioso futuro e non quel declino che qualcuno aveva vaticinato (si era negli anni Novanta).

 

LAmerica dei deals” e la rivincita dellhard power

Ed invece con Donald Trump alla Casa Bianca il ruolo del soft power è illanguidito a tutto vantaggio di quell’altro, l’hard power foriero dei famosi “deals” sempre e solo a partire dalla supposta e indiscutibile posizione di forza della potenza americana e del suo risoluto presidente.

“La venerazione per l’hard power – ha scritto recentemente su Foreign Policy il professor Stephen Walt dell’Università di Harvard – è stata accompagnata da sforzi sistematici per sottostimare le istituzioni e le politiche che rendevano gli Stati Uniti più attrattivi per gli altri”.

E in effetti la furia trumpiana si è abbattuta sull’Organizzazione Mondiale della Sanità, sull’Organizzazione delle Nazioni Unite, sull’USAID, sui Centri di Controllo per la Prevenzione delle Malattie, persino sul broadcast Voice of America, insomma su oltre 60 organizzazioni internazionali della massima importanza che hanno sperimentato o l’abbandono statunitense o la sensibile riduzione dei contributi economici americani.

 

La Cina avanza mentre Washington arretra

Con danni assai gravi e percepiti, soprattutto nei paesi più poveri, in Africa e non solo. Ma con un clamoroso danno di immagine per gli USA e per il loro una volta invidiato soft power, appunto.

“Mettete tutte queste cose insieme – ammonisce nel suo articolo il prof. Walt – e potete comprendere perché l’immagine della Cina nel mondo è in crescita mentre quella dell’America è in caduta libera”.

Esattamente l’idea che tutti gli osservatori hanno percepito nel recente vertice di Pechino fra Donald Trump e Xi Jinping. Il quale ultimo, infatti, e non per caso, ha ricordato Tucidide. Una potenza nuova ascende mentre quella vecchia discende. Più chiaro di così…

Un conflitto dimenticato nel cuore del deserto

Un conflitto dimenticato nel cuore del deserto

Ci sono crisi che dominano il dibattito internazionale e altre che, pur coinvolgendo un intero popolo, sembrano condannate all’oblio. La questione del Sahara Occidentale appartiene a questa seconda categoria. Da oltre cinquant’anni il popolo Saharawi vive sospeso tra esilio, occupazione e attesa, in una delle più lunghe e irrisolte controversie di decolonizzazione del nostro tempo.

Nel cuore del deserto, nei campi profughi attorno a Tindouf, migliaia di uomini, donne e bambini continuano a vivere in condizioni difficili, affidando il proprio futuro a una promessa mai mantenuta dalla comunità internazionale. Intere generazioni sono nate e cresciute senza conoscere la propria terra. Bambini diventati adulti, adulti diventati anziani, mentre il diritto di scegliere il proprio destino rimane sospeso. Cinquant’anni di esilio non rappresentano soltanto un fallimento politico: costituiscono una ferita umana che interpella la coscienza collettiva del nostro tempo.

 

Il nodo geopolitico del Maghreb

La vicenda del Sahara Occidentale non riguarda soltanto il destino di un popolo. Essa rappresenta uno dei nodi geopolitici più rilevanti del Maghreb e dell’intero spazio euro-mediterraneo. La sua mancata soluzione continua a influire sui rapporti tra gli Stati della regione, ostacola una più ampia cooperazione nordafricana e contribuisce a mantenere tensioni che limitano le prospettive di integrazione economica e sicurezza condivisa.

Oggi il contesto internazionale è profondamente cambiato. Le crisi che attraversano il Sahel, l’espansione dei traffici illegali, la minaccia dei gruppi armati estremisti, la competizione per le risorse energetiche e le nuove rotte commerciali atlantiche conferiscono al Sahara Occidentale una rilevanza strategica crescente. In questo scenario, una soluzione giusta e duratura non rappresenta soltanto una necessità morale, ma un interesse comune per la stabilità regionale e per la sicurezza europea.

 

Autodeterminazione e limiti della proposta marocchina

Tuttavia, nessuna considerazione strategica può prevalere sui principi fondamentali del diritto internazionale. Le Nazioni Unite continuano a considerare il Sahara Occidentale un territorio non autonomo il cui processo di decolonizzazione non è stato completato. In tale quadro, il principio di autodeterminazione non costituisce una concessione politica, bensì un diritto riconosciuto dal sistema internazionale e appartenente al popolo Saharawi.

Negli ultimi anni, la proposta marocchina di autonomia è stata presentata da numerosi attori internazionali come una possibile soluzione al conflitto. I suoi sostenitori la considerano una via pragmatica per superare lo stallo diplomatico e favorire la stabilità regionale. Tuttavia, essa continua a sollevare interrogativi sostanziali sul piano giuridico, democratico e politico.

In primo luogo, il controllo esercitato dal Marocco sulla maggior parte del territorio conteso rende indispensabile garantire che qualsiasi soluzione sia fondata sul consenso liberamente espresso della popolazione interessata.

In secondo luogo, la proposta di autonomia non prevede un processo che consenta ai Saharawi di pronunciarsi liberamente su tutte le opzioni possibili per il proprio futuro politico. L’autodeterminazione, per essere autentica, richiede una scelta reale e non una soluzione definita in anticipo.

In terzo luogo, l’esclusione dell’opzione indipendentista viene considerata da molti osservatori incompatibile con una piena applicazione del principio di autodeterminazione sancito dalle Nazioni Unite.

Infine, una soluzione che non derivi da una libera espressione della volontà popolare rischierebbe di creare un precedente internazionale problematico, contribuendo a indebolire il principio secondo cui i conflitti territoriali devono essere risolti attraverso il diritto e non attraverso rapporti di forza consolidati nel tempo.

 

La questione della dignità umana

Ma oltre agli aspetti giuridici e geopolitici esiste una dimensione ancora più profonda: quella della dignità umana.

Dietro ogni risoluzione delle Nazioni Unite, dietro ogni tavolo negoziale e dietro ogni dichiarazione diplomatica vi sono persone in carne e ossa. Vi sono famiglie separate da decenni, giovani privati della possibilità di costruire il proprio futuro nella terra d’origine, donne che hanno sostenuto il peso dell’esilio per generazioni, anziani che attendono ancora il compimento di una promessa formulata dalla comunità internazionale.

La dignità dell’essere umano non può essere subordinata agli interessi economici, alle convenienze diplomatiche o agli equilibri strategici del momento. Quando un popolo viene privato per decenni della possibilità di decidere liberamente il proprio destino, non è soltanto la sua libertà a essere compromessa: viene messa in discussione la credibilità stessa dei principi che la comunità internazionale afferma di voler difendere.

 

Il ruolo dellEuropa e la domanda che resta aperta

Per questo l’Italia e l’Unione Europea sono chiamate a svolgere un ruolo più coerente e coraggioso. Non si tratta di schierarsi contro qualcuno, ma di sostenere i principi universali che costituiscono il fondamento dell’ordine internazionale contemporaneo: il rispetto dei diritti umani, la legalità internazionale, la soluzione pacifica delle controversie e il diritto dei popoli a determinare liberamente il proprio futuro.

Le Nazioni Unite hanno il compito di creare le condizioni affinché questo diritto possa essere esercitato, non di sostituirsi ad esso. Una soluzione stabile, legittima e duratura può nascere soltanto da un processo libero, trasparente e democratico, capace di garantire al popolo Saharawi la possibilità di esprimere la propria volontà attraverso strumenti riconosciuti e credibili sotto supervisione internazionale.

Dopo cinquant’anni di attesa, il popolo Saharawi continua a ricordare al mondo una verità essenziale: la dignità non può essere occupata, la libertà non può essere sospesa indefinitamente e i diritti non possono essere accantonati in nome della convenienza politica.

Perché quando il diritto di un popolo rimane irrealizzato per mezzo secolo, non è soltanto quel popolo a essere privato della giustizia. È l’intera architettura dell’ordine internazionale a perdere autorevolezza. E quando la legalità internazionale cede il passo all’indifferenza, nessuna regione del mondo può considerarsi davvero al sicuro.

Nel silenzio del deserto, dove ogni granello di sabbia custodisce una storia di resistenza e speranza, il popolo Saharawi continua a rivolgere alla comunità internazionale una domanda semplice e universale: può esistere una pace autentica senza libertà, dignità e giustizia?

Sondaggio, 56% italiani riduce il lavoro per assistere figli e genitori

Roma, 14 giu. (askanews) – In Italia cresce la “Generazione Sandwich”: uomini e donne che assistono contemporaneamente figli minori, genitori anziani e familiari fragili. Oggi rappresentano il 15 per cento della popolazione e oltre una persona su due (56 per cento) ha ridotto o sospeso il lavoro almeno occasionalmente per esigenze di cura. È quanto emerge dalla ricerca “Lavoro di cura domestico-Generazione Sandwich”, realizzata da Ipsos Doxa per Nuova Collaborazione, associazione nazionale datori di lavoro domestico, su un campione di 5.655 italiani tra i 25 e i 75 anni.

Secondo l’indagine, si legge in una nota, il 77 per cento degli italiani ritiene che sia la famiglia il principale pilastro del welfare nazionale, mentre solo il 7 per cento dei caregiver riceve supporto dai servizi domiciliari pubblici. Il peso della cura incide sempre più su lavoro, reddito e qualità della vita. Tra le persone della Generazione Sandwich, il 65 per cento dichiara che gli impegni assistenziali interferiscono con l’attività professionale, mentre il 74 per cento sostiene spese per babysitter, doposcuola, centri estivi e servizi di assistenza ai figli. La ricerca evidenzia anche un forte impatto psicologico: il 92 per cento degli italiani ritiene che la gestione della cura generi stress mentale nelle famiglie. Nella Generazione Sandwich il 67 per cento dichiara di sentirsi sopraffatto dagli impegni assistenziali e il 72 per cento lamenta una forte riduzione del tempo personale.

“Oggi sempre più persone, nel pieno della propria vita lavorativa, si trovano a sostenere contemporaneamente la gestione di figli, genitori anziani e responsabilità professionali, spesso senza adeguati strumenti di supporto – ha dichiarato Alfredo Savia, Presidente di Nuova Collaborazione – Una condizione che incide sul lavoro, sul reddito, sull’equilibrio psicologico e sulla qualità della vita delle famiglie. Con questa indagine abbiamo voluto accendere i riflettori su una realtà che sta cambiando profondamente la società italiana”.

Secondo Nuova Collaborazione – conclude la nota – l’invecchiamento della popolazione, l’aumento della non autosufficienza e la riduzione delle reti familiari stanno trasformando il lavoro di cura in una delle principali infrastrutture sociali del Paese.

Demagogia di governo: quattro anni dopo, le stesse promesse

La banalizzazione del linguaggio politico

Quando durante un intervento all’assemblea di un’associazione di categoria senti evocare la “repubblica delle banane” ti chiedi per quale motivo una premier debba scendere a questo livello di banalizzazione per esporre un concetto esprimibile in tanti altri modi. Poi senti l’altra parte dell’intervento. Senti che dopo quattro anni durante i quali la pressione fiscale è arrivata ai massimi livelli dagli ultimi venti anni (siamo ormai oltre il 43%), la premier dice che il suo governo ha l’obiettivo di abbassare le tasse. E allora si capisce perché probabilmente non sia del tutto sbagliato parlare proprio di “repubblica delle banane”. Utilizzando un noto aforisma latino potremmo definire la poco credibile sortita come la più classica delle “excusatio non petita, accusatio manifesta”.

Promesse mancate e propaganda elettorale

Ma questo purtroppo è quello che ci aspetterà nell’anno che abbiamo davanti e che ci separa dalle prossime elezioni politiche; slogan, propaganda e soprattutto tanta demagogia che molto spesso fa rima con “bugia”. C’è da sperare che almeno gli elettori più avveduti si interroghino sul fatto che proprio in vista delle nuove elezioni si è ricominciato a promettere di fare ciò che non si è fatto negli anni di governo che abbiamo alle spalle.

Il film già visto del 2022

E’ un film già visto nella campagna del 2022. Abbiamo ancora davanti agli occhi l’ormai famoso teatrino sulle accise al distributore di carburante, come anche le promesse da marinaio fatte dal “capitano” leghista sull’abolizione della cosiddetta “legge Fornero” per i pensionamenti. In entrambi i casi non ci si è limitati a non fare quanto promesso, ma il governo è riuscito addirittura a peggiorare le condizioni di partenza. E questo certamente non per mancanza di tempo, visto che il governo in carica sbandiera il suo record di durata; certamente non per mancanza di risorse, visto che quello in carica è l’unico governo della storia repubblicana che ha potuto contare su delle ingenti risorse straordinarie ovvero i 209 miliardi del PNRR (approvato dal Parlamento europeo con il voto contrario della destra “antieuropeista”). Altro che governo poco fortunato! Semmai poco fortunate sono state le scelte politiche che ha fatto per la politica estera e quelle che non ha fatto per la politica interna.

Il giudizio degli elettori

Sono riflessioni che possono fare la differenza per un voto più o meno consapevole su ciò che il paese ed ognuno di noi vuole per il futuro, evitando così di legittimare il concetto espresso nell’800 dal filosofo francese Joseph de Maistre “Toute nation a le gouvernement q’uell mérite” più nota dalle nostre parti come “ogni popolo ha il governo che si merita”. E’ ora di dimostrare che meritiamo qualcosa di meglio.

Padel, al FIP Silver Palermo impresa Platania-Sargolini: è semifinale

Roma, 13 giu. (askanews) – Sarà una domenica tutta da vivere al Country Time Club di Palermo, dove – come spiega una nota – sono in programma le semifinali e le finali del Fip Silver Mediolanum Padel Cup, torneo della Federazione Internazionale Padel. Il programma delle semifinali – con il siciliano Matteo Platania e Matteo Sargolini a brillare tra gli uomini, e la coppia Baldi-Aima alla carica nel femminile – scatterà alle 9.30, mentre le finali inizieranno alle 16.30.

È stato intanto spettacolo nel derby dei quarti di finale tra Marco Cassetta – numero 7 italiano e 92 del mondo, punto di riferimento della Nazionale maschile – e i NextGen Matteo Sargolini, 18 anni, con l’agrigentino Matteo Platania, 19 anni. Un match che sembrava già indirizzato alla fine del primo set, con il 6-2 conquistato dall’azzurro e dal compagno spagnolo Pedro Melendez. “Io però sentivo che ce l’avremmo fatta, anche in quel momento”, racconta Sargolini dopo il match. E così è stato, con un ritorno impetuoso dei due ‘NextGen terribili’ e il 6-3 6-4 a loro favore nei due set successivi. “A un certo punto ho sentito che mi stava riuscendo tutto e ho continuato a spingere, sono felice di aver vinto ma sono ancora più felice di aver giocato a questo livello”, le parole di ‘Plata’ che prosegue. Ad attenderli, nella prima semifinale che giocheranno nel circuito internazionale della Federazione Internazionale Padel, saranno i numeri 1 del seeding, gli spagnoli Antonio “Pincho” Fernandez e Adrian Marques, che hanno superato in due set un altro azzurro, Lorenzo Di Giovanni. Nell’altra semifinale, i francesci Nathan Courrin e Thomas Seuz troveranno il connazionale Dylan Guichard, numero 2 di Francia, insieme al belga Clement Geens.

Anche dal femminile arrivano buone notizie per il padel azzurro: Caterina Baldi e Clarissa Aima (vincitrice nel 2024) passano alla semifinale dopo il ritiro della coppia Padilla-Di Battista e continuano la caccia al quarto titolo internazionale in meno di due mesi. Di fronte a loro la statunitense Brittany Dubins e la messicana Camila Ramme; nella parte del tabellone sarà invece supersfida tra le due coppie spagnole: da una parte Alba Perez e Alba Gallardo, dall’altra Rebeca Lopez e Lucia Peralta.

Byd, Li: impianti, fornitori e rete per diventare europei

Roma, 13 giu. (askanews) – Byd punta a diventare un costruttore europeo a tutti gli effetti, non solo per vendite e presenza commerciale, ma anche per produzione, forniture, prodotti, design e assistenza. E accelera sul radicamento industriale nel continente, mentre il dibattito Ue sul Made in Europe cambia la geografia degli investimenti.

Per questo il gruppo vuole accelerare anche nella ricerca del secondo impianto produttivo in Europa, in attesa dell’avvio della produzione nel primo stabilimento in Ungheria entro la fine dell’anno. “Con Altavilla stiamo lavorando su questo, vogliamo accelerare”, ha detto Stella Li, vicepresidente di Byd riferendosi alla ricerca di una struttura produttiva, senza però indicare un Paese in particolare. La scelta dipenderà dalla disponibilità di siti esistenti, dalla competitività della filiera e dall’evoluzione del quadro normativo europeo.

Sul tema, oggi a Roma a all’evento Marco Polo organizzato dal gruppo è intervenuto anche Alfredo Altavilla, special advisor per l’Europa di Byd, spiegando che la casa cinese privilegia l’acquisizione di impianti già esistenti e sottoutilizzati. “Siamo interessati a tutti gli stabilimenti esistenti in Europa sottoutilizzati i cui proprietari sono interessati a venderli”, ha affermato, escludendo ipotesi di condivisione produttiva con altri costruttori.

“Il nostro processo produttivo è abbastanza peculiare”, ha spiegato Altavilla, rendendo poco praticabile una logica di contract manufacturing o di produzione condivisa. Più coerente, per Byd, è rilevare un sito e gestirlo in autonomia. Fra i paesi indiscrezioni stampa hanno indicato la Spagna ma “la decisione finale non è stata presa”, ha detto Altavilla.

Il progetto invece dell’impianto in Turchia “è stato messa in stand-by”, ha detto Altavilla, collegando la decisione all’evoluzione delle regole europee sul contenuto locale delle auto e al dibattito sul Made in Europe. Altavilla ha chiesto chiarezza sulle regole, in particolare sull’ipotesi di una soglia del 70% di contenuto europeo. “A noi della percentuale non ce ne frega assolutamente niente. Noi arriviamo dovunque dobbiamo arrivare”, ha detto. Il problema, ha aggiunto, è capire “con quali regole si stabilisce questo numero”: a quale livello della filiera si calcola la quota locale, chi certifica, come vengono considerate le batterie e cosa accade nel periodo di transizione.

La strategia europea di Byd passa anche dalla filiera. Stella Li ha spiegato che il gruppo sta qualificando “200 fornitori locali” in Europa per ridurre l’esposizione alle catene globali e aumentare il contenuto regionale. “In futuro vogliamo fare tutto il più possibile localmente”, ha detto. Accanto agli impianti, Byd punta a costruire una presenza più solida nella rete commerciale e nell’assistenza. “Non abbiamo solo bisogno di quantità, abbiamo bisogno di qualità”, ha affermato.

Il radicamento riguarda anche i prodotti. Altavilla ha indicato l’obiettivo di coprire i principali segmenti europei “nell’arco di due anni massimo” con modelli pensati per il mercato locale. “La Dolphin G è il primo prodotto veramente europeo nato da questo team di sviluppo prodotto”. Al lavoro c’è un team di sviluppo prodotto specifico per l’Europa, mentre il design sarà curato in Italia a Milano.

Byd resta invece fredda sulle joint venture tradizionali. “Siamo aperti a ogni opportunità, ma Byd non è adatta alle joint venture”, ha detto Li, spiegando che la velocità decisionale del gruppo mal si concilia con governance complesse. Altavilla ha infine chiarito che non ci sono interlocuzioni in corso con il governo italiano su un nuovo impianto. “Non abbiamo avuto interlocuzioni con il governo italiano”, ha detto. Il punto, ha spiegato, è che Byd cerca brownfield e “i brownfield che ci sono in questo Paese sono di proprietà di altri”.

Cinema, Giannini ricorda Troisi: "Era il Chaplin italiano"

Roma, 13 giu. (askanews) – “Massimo Troisi era una persona straordinaria, un genio del cinema, un grandissimo attore, un grandissimo amico”. Così l’attore Giancarlo Giannini, che questa sera riceverà il Premio Troisi al Marefestival a Salina.

Racconta un aneddoto, un incontro particolare, che ebbe con Troisi a Cannes. “Ci siamo incontrati una volta a Cannes, abbiamo cenato insieme, abbiamo parlato di molte cose. Lui mi disse che mi invidiava perché io riuscivo a cambiare personaggi, dialetti, facce, camminate. E mi disse: ‘A me tocca fare lo stesso personaggio’. Io risposi: ‘Magari facessi come te, fare sempre Troisi’. D’altronde anche Charlie Chaplin, aveva il suo cappello, il suo bastone. Era sempre lo stesso. Ecco io dissi a Massimo Troisi: ‘Tu sei come Chaplin, anzi tu per me sei Chaplin italiano'”, aggiunge Giannini.

“E’ stata una persona straordinaria – ha ribadito ricordando il protagonista del film ‘Il Postino’ – un genio del cinema. Aveva una capacità unica di comunicare con la gente, una capacità genuina, popolare. Soprattutto aveva una grande umanità, è questo che atticchisce e che ti fa amare”.

Centrosinistra, Conte: per premiership ci sono più strade, non solo primarie

Bologna, 13 giu. (askanews) – Per la scelta del leader della coalizione di centrosinistra ci sono più strade possibili, non solo le primarie, e in ogni caso “sarò sempre un costruttore e mai un rottamatore”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intervistato sul palco di “Repubblica delle Idee” a Bologna, rispondendo a una domanda sul metodo per designare il candidato a Palazzo Chigi.

“Certo che ci sono altri modi. Per esempio, in tutte le elezioni regionali ci siamo confrontati con gli esponenti di tutte le forze, anche civiche, e abbiamo scelto insieme, senza mai litigare – ha spiegato Conte -. Qualche volta c’è stata qualche perplessità, ma ci siamo confrontati e abbiamo scelto il candidato più competitivo, quello che ci portava a vincere. Anche questo è un modo. L’altro è quello del partito più forte”.

Il leader del M5s ha però segnato una differenza con il centrodestra: “Non posso dire oggi alla mia comunità di incoronare il segretario del partito più numeroso, che sarebbe il Partito democratico. A differenza del centrodestra, è la prima volta che andiamo insieme, e quindi non c’è quella regola che a destra si è consolidata. Una comparazione tra le due coalizioni non si può fare”.

“Quando ho parlato di primarie è diventato un problema, ma non è una tradizione del Movimento: tutti gli esponenti del Pd ne avevano parlato prima di me – ha aggiunto -. Voglio rassicurare tutti: se non dovessi essere il premier di questa coalizione, mi troverete sempre come un costruttore, mai un rottamatore”. E “sulle primarie ho già risposto, mi sono reso disponibile – ha concluso Conte -. Detto questo, adesso è tempo di condividere il programma. Le primarie sono sul tavolo, ma se ne parlerà a tempo debito”.

"War" è il nuovo concept album di Astro

Milano, 13 giu. (askanews) – “War” è il nuovo album di Astro, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato cd,vinile, cd autografato, vinile nero autografato e vinile trasparente autografato per Atlantic Records Italy/Warner Music Italy.

Anticipato da un’alta aspettativa e da spoiler che hanno già infiammato la fanbase, “War”si presenta come il progetto più ambizioso, stratificato e maturo della carriera dell’artista: un concept album curato nei minimi dettagli musicali e visivi, capace di abitare la sottile linea di confine tra la realtà e la percezione.

Il disco nasce da una tensione reale e lacerante: quella tra chi si è davvero e chi si deve sembrare per funzionare in un determinato sistema. L’ambiente che circonda l’album è un sistema in cui la percezione conta più della realtà e dove le persone finiscono per adattarsi alla versione di sé più comoda per gli altri.

Al centro di “War” c’è il sogno del successo, della realizzazione personale, di un posto all’interno di un sistema che sembra promettere tutto a chi riesce ad arrivare abbastanza in alto rappresentata come una forza capace di muovere le persone, di spingerle oltre i propri limiti e di dare una direzione precisa alle proprie scelte. Questo sentimento viene fotografato in continuo cambiamento e più ci si avvicina più diventa difficile capire se ciò che si sta inseguendo è ancora il sogno iniziale oppure una sua versione deformata.

Nel corso del disco Astro alterna momenti di affermazione a riflessioni profonde sul prezzo del successo. L’immaginario della vittoria, della leadership e della conquista convive con confessioni intime, ricordi d’infanzia e interrogativi mai completamente risolti. La sicurezza ostentata lascia spesso spazio alla vulnerabilità, mentre dietro il racconto di relazioni sentimentali emergono metafore più ampie che parlano di aspirazioni, dipendenze emotive e del rapporto complesso con l’industria musicale.

Anche musicalmente “War” riflette questa continua oscillazione. L’album attraversa banger ad alta intensità, momenti introspettivi, atmosfere malinconiche e aperture più melodiche, mantenendo sempre una forte coerenza narrativa. Le collaborazioni con Nerissima Serpe, Sayf, Tedua, Quest e Ghali non interrompono il racconto ma ne ampliano la prospettiva, portando all’interno del disco punti di vista differenti sullo stesso campo di battaglia.

A livello visuale e narrativo “War” prende ispirazione dal cinema psicologico e dalle narrazioni costruite su più livelli di interpretazione. Il riferimento più vicino è Mulholland Drive di David Lynch, opera che esplora il rapporto tra desiderio, successo e perdita dell’identità. Come nel film, anche all’interno dell’album nulla è completamente definito: ogni immagine può essere letta da prospettive diverse e ogni risposta genera nuove domande.

La struttura stessa del disco è concepita come un percorso circolare. Ascoltato dall’inizio alla fine racconta l’;ingresso progressivo all’interno di un sistema, l’ambizione, la conquista e la trasformazione. Riascoltato al contrario assume invece un significato diverso, quasi opposto: quello di qualcuno che, nel tentativo di vincere, ha lentamente sacrificato parti di sé senza accorgersene.

Governo, Conte: mandare a casa Meloni, ha fatto il contrario degli annunci

Bologna, 13 giu. (askanews) – Bisogna mandare a casa Giorgia Meloni, perché una volta insediata a Palazzo Chigi ha dimostrato di fare “assolutamente il contrario di quello che aveva promesso”. E’ l’attacco del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intervistato sul palco di “Repubblica delle Idee” a Bologna, che pure ha riconosciuto alla presidente del Consiglio meriti nella fase di avvio.

“Si è presentata in campagna elettorale dopo anni di opposizione, dimostrando oggettivamente una grande capacità comunicativa, idee molto chiare e grande coerenza – ha premesso Conte -. Bisogna riconoscere che anche il passaggio in Parlamento, all’inizio, è stato un passaggio con tanti spunti interessanti”.

“Però da allora, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, ha dimostrato di fare il contrario di quello che aveva promesso – ha proseguito il leader del M5s -. Ha dimostrato di essere disponibile a tantissime giravolte e soprattutto ha accumulato tantissimi fallimenti”.

“Fallimenti per quanto riguarda le politiche di crescita, dato che oggi ci ritroviamo con un debito più alto, alto deficit e una situazione economica peggiore – ha concluso Conte -. Quando invece il Paese cresceva ed era tra i primi in Europa per crescita, e nonostante i 209 miliardi che gli abbiamo lasciato sul vassoio d’argento”.

“Immigrati via a calci in c…”, a Roma sfila il corteo per la Remigrazione

Roma, 13 giu. (askanews) – Tantissime bandiere tricolori, le uniche ammesse alla manifestazione, e l’inno di Mameli. A Roma va in scena il corteo nazionale organizzato dal comitato Remigrazione e Riconquista, in piazza nel quartiere Prati per chiedere l’approvazione di una proposta di legge di iniziativa popolare, che ha superato le 150mila firme tra digitali e cartacee, come ha ricordato il vicepresidente del Comitato Remigrazione e Riconquista, Salvatore Ferrara: “E’ una proposta di legge radicale, corretta e fattibile. Non si parla di deportazione né di rastrellamenti ma è una proposta di legge fattibile. Abbiamo chiamato a raccolta gli italiani che hanno a cuore l’Italia, nelle altre piazze c’è chi odia l’Italia con tolleranza e buonismo che hanno portato al degrado”.

La proposta di legge sulla “remigrazione” punta a incentivare il ritorno degli stranieri nei Paesi d’origine, anche attraverso contributi economici per chi rinuncia definitivamente al diritto di soggiorno e alla cittadinanza italiana. Il testo prevede inoltre un forte giro di vite sull’immigrazione irregolare, espulsioni più rapide e nuove priorità per i cittadini italiani nell’accesso ad alcuni servizi pubblici.

Luca Marsella, portavoce di CasaPound, una delle realtà che promuovono l’evento del Comitato Remigrazione e Riconquista: “Noi vogliamo ricacciare a ‘calci nel c..’ gli immigrati irregolari che stuprano le nostre donne e aggrediscono i nostri anziani. E vogliamo rimandare a casa anche quelli regolari che non sono integrati. Ma non con la deportazione: anzi, offrendo addirittura degli incentivi”.

Quello dell’estrema destra è solo uno dei quattro cortei in piazza a Roma nella stessa giornata, insieme al Presidio antirazzista, ai Provita e al presidio dei giovani palestinesi. Duemila gli agenti schierati per garantire la sicurezza.

Marefestival, Cucinotta ricorda Troisi: "Massimo trasmetteva bellezza"

Roma, 13 giu. (askanews) – A Salina, nelle Isole Eolie, si festeggia il 15esimo compleanno del Marefestival, il Premio dedicato a Massimo Troisi, che proprio a Pollara girò il suo ultimo fil, “Il Postino”. Madrina dell’evento è Maria Grazia Cucinotta, che ha ricordato così l’attore scomparso nel 1994: “Massimo trasmetteva bellezza. Avere la possibilità ancora oggi di festeggiarlo e dedicare a lui un Premio – ha sottolineato – è una importante occasione per festeggiare il cinema e l’arte”.

Il cinema – ha detto Cucinotta – è prezioso, non soltanto perché porta emozioni e bellezza, ma anche perché regala opportunità. A me ha dato l’opportunità di cambiare vita”. “Massimo attraverso il film – ha ribadito Cucinotta – diceva che ‘la cultura, l’arte, l’uso delle parole, possono veramente cambiare la vita delle persone”.

Per ricevere il Premio Troisi, a Salina sono arrivati anche il maestro Giancarlo Giannini, gli attori Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Aurora Quattrocchi, Corinne Cléry, Vincenzo Ferrera, il regista Marco Risi, il sassofonista jazz Nat Minutoli, Gerardo Ferrara (controfigura de Il Postino). L’edizione 2027 del Marefestival, ideato da Massimiliano Cavaleri, Patrizia Casale e Francesco Cappello, si terrà a Salina dal 18 al 20 giugno. “Questo compleanno non è un punto di arrivo – ha spiegato Cavaleri – segna un traguardo importante ma guarda al futuro”.

Petrolio ai minimi da 3 mesi fa sperare in nuovi cali dei carburanti

Roma, 13 giu. (askanews) – I prezzi del petrolio hanno concluso la settimana in forte calo, portandosi ai livelli più bassi da tre mesi a questa parte con il rianimarsi delle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran, che metta fine alle ostilità e riapra i traffici nello snodo chiave dello Stretto di Hormuz. Ieri il Barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord ha chiuso la seduta con un calo di oltre il 3% a 87,33 dollari: si tratta del livello più contenuto dal 10 marzo. Il West Texas Intermediate negoziato a New York è caduto di quasi il 4%, 84,29 dollari in questo caso è al minimo dal 17 aprile, ma un livello analogo era stato toccato sempre il 10 marzo.

In vista della riapertura di lunedì, i fari dei mercati resteranno puntati sugli sviluppi geopolitici. Il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif ha parlato di un possibile accordo nelle prossime 24 ore. Successivamente un portavoce del ministero degli Esteri iraniano, citato dall’agenzia Irna, ha affermato che una eventuale firma – che non ha smentito essere in vista – non è prevista nei prossimi “uno o due giorni”.

Il calo dei prezzi dell’oro nero, ieri pomeriggio, è stato improvviso e non si è ancora tradotto in flessioni dei prezzi analoghe sui carburanti e alla pompa. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha riportato che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,893 euro/l per la benzina e 2 e/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,986 e/l per la benzina e 2,080 e/l per il gasolio. Ieri erano pari, rispettivamente a 1,899 euro-litro per la benzina e 2,007 euro-litro per il gasolio.

A una settimana dall’inizio della stagione estiva, e del tradizionale aumento degli spostamenti legati alle vacanze si potrebbe ora assistere a ulteriori fessioni dei carburanti, a beneficio delle tasche degli automobilisti.

"Immigrati via a calci in c…", a Roma sfila il corteo per la Remigrazione

Roma, 13 giu. (askanews) – Tantissime bandiere tricolori, le uniche ammesse alla manifestazione, e l’inno di Mameli. A Roma va in scena il corteo nazionale organizzato dal comitato Remigrazione e Riconquista, in piazza nel quartiere Prati per chiedere l’approvazione di una proposta di legge di iniziativa popolare, che ha superato le 150mila firme tra digitali e cartacee, come ha ricordato il vicepresidente del Comitato Remigrazione e Riconquista, Salvatore Ferrara.

“E’ una proposta di legge – sottolinea- radicale, corretta e fattibile. Non si parla di deportazione né di rastrellamenti ma è una proposta di legge fattibile. Abbiamo chiamato a raccolta gli italiani che hanno a cuore l’Italia, nelle altre piazze c’è chi odia l’Italia con tolleranza e buonismo che hanno portato al degrado”.

La proposta di legge sulla “remigrazione” punta a incentivare il ritorno degli stranieri nei Paesi d’origine, anche attraverso contributi economici per chi rinuncia definitivamente al diritto di soggiorno e alla cittadinanza italiana. Il testo prevede inoltre un forte giro di vite sull’immigrazione irregolare, espulsioni più rapide e nuove priorità per i cittadini italiani nell’accesso ad alcuni servizi pubblici

“Noi vogliamo ricacciare – dice Luca Marsella, portavoce di CasaPound una delle realtà che promuovono l’evento del Comitato Remigrazione e Riconquista- a ‘calci nel c..’ gli immigrati irregolari che stuprano le nostre donne e aggrediscono i nostri anziani. E vogliamo mandare a casa anche quelli regolari che non sono integrati. Ma non con la deportazione: anzi, offrendo addirittura degli incentivi”.

Quello dell’estrema destra è solo uno dei quattro cortei in piazza a Roma nella stessa giornata, insieme al Presidio antirazzista, ai Provita e al presidio dei giovani palestinesi. Duemila gli agenti schierati per garantire la sicurezza.

Pride 2026, i Radicali per la prima volta non sfileranno:"clima inaccettabile"

Roma, 13 giu. (askanews) – “Per la prima volta parteciperemo ai Pride esclusivamente per la raccolta firme sulla nostra proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione della cosiddetta tassa etica. In molti casi non sfileremo, perché riteniamo inaccettabile che manifestazioni nate per rivendicare libertà e uguaglianza diventino luoghi di esclusione. I Pride appartengono a tutti coloro che si battono per i diritti e contro le discriminazioni”. Lo annuncia il Segretario di Radicali Italiani Filippo Blengino.

“Di fronte a un Governo che alimenta sessuofobia e discriminazioni, ostacola l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e blocca ogni avanzamento sui diritti delle persone LGBTQIA+ – dichiara Blegnino- assistere a dinamiche di chiusura e intolleranza all’interno di appuntamenti così importanti è un errore insopportabile. Chi pretende di monopolizzare tradisce lo spirito stesso dei movimenti di liberazione da cui queste manifestazioni sono nate, a partire dal F.U.O.R.I.” – conclude Blengino.

Francia e Italia sulle barricate: lingue nazionali nei trattati commerciali Ue

Roma, 13 giu. (askanews) – Francia e Italia sulle barricate – insieme, per una volta – a difesa dell’utilizzo delle lingue nazionali nei documenti e nei trattati della Unione Europea, in questo caso commerciali. Un principio storico e un presidio di democrazia e conoscibilità del diritto in tutti i Paesi membri.

Principio, tuttavia, che ora secondo le ricostruzioni del Financial Times verrebbe messo in discussione da una manovra che vede come capofila il commissario europeo al commercio, lo slovacco Maros Sefcovic, con il pretesto che la traduzione dei trattati commerciali nelle 24 lingue della Ue rallenterebbe i processi negoziale.

Secondo il quotidiano, che cita fonti anonime, il mese scorso Sefkovic avrebbe detto ai ministri responsabili dei Paesi Ue che intende proporre di utilizzare unicamente l’inglese nei documenti preparatori di un accordo con l’Indonesia.

Francia e Italia, sempre secondo le ricostruzioni del quotidiano, hanno sollevato obiezioni ai propositi del commissario slovacco, che asserisce di avere “ampio consenso” su questa proposta tra i Paesi membri. Ma Parigi e Roma hanno sollevato problemi di costituzionalità.

Una fonte dell’amministrazione transalpina spiega infatti che la Francia non può vincolarsi a trattati o testi legislativi che non siano redatti in lingua francese. Un’altra fonte, sempre secondo il FT, rileva che anche la costituzione italiana prevede vincoli analoghi.

Nelle istituzioni comunitarie il lavoro quotidiano si svolge utilizzando tre lingue ufficiali: inglese, francese e tedesco. Alla fine l’utilizzo prevalente è quello dell’inglese, seguito dal francese.

Ma le normative comunitarie impongono che i cittadini dei Paesi facenti parte dell’Unione abbiano il diritto di utilizzare ognuna delle loro 24 lingue nazionali per comunicare con le istituzioni comunitarie. E che queste ultime debbano replicare ai cittadini utilizzando la stessa lingua. Gli atti legislativi e le regole devono essere pubblicati in tutte le lingue dell’Unione e gli incontri di capi di Stato e di governo e dei ministri devono avere la possibilità di traduzione simultanea in tutte le lingue.

L’utilizzo quotidiano dell’inglese nella Ue è aumentato da quando si è verificato l’ultimo grande allargamento dell’Unione, nel 2004.

Queste nuove spinte per aumentare ancora l’uso dell’inglese – che in questo case diventerebbe esclusivo – ai danni delle altre lingue nazionali, di cui Sefcovic si farebbe portabandiera, avviene a dispetto del fatto che in questi anni lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale sta facilitando e velocizzano i processi di traduzione, anche in tempo reale, di tutti i documenti.

Ue su Anthropic: "Discutiamo con alleati rafforzamento della cybersicurezza"

Roma, 13 giu. (askanews) – La commissione europea ha preso atto delle comunicazioni di Anthropic, sull’ordinanza del governo degli Stati Uniti che ha chiesto di bloccare l’accesso ad alcuni dei suoi modelli di punta di intelligenza artificiale, sulla base di possibili rischi di utilizzo illecito ai fini di attacchi informatici. Su questi aspetti Bruxelles ribadisce che presenterà “un piano di azione complessivo sulla sicurezza informatica e l’intelligenza artificiale”. Lo afferma Thomas Reginer, portavoce della Commissione europea interpellato sulle comunicazioni di Anthropic.

“Esistono una serie di potenti modelli di intelligenza artificiale che stanno arrivando sul mercato. Sebbene questi modelli offrano grandi capacità, presentano anche gravi preoccupazioni sulla cybersicurezza. Continuiamo le discussioni con i nostri alleati su questi modelli – ha detto Reginer -. Ed è nel nostro interesse reciproco affrontare questi rischi e rafforzare la cybersicurezza”.

Precedentemente Anthropic ha riferito di aver sospeso su ordinanza del governo federale degli Stati Uniti l’accesso a due dei modelli di punta dei suoi sistemi di intelligenza artificiale, “Fable 5” e “Mithos 5”. Con un comunicato diramato ieri a tarda serata, la società spiega che l’ordinanza non fornisce dettagli specifici sulle motivazioni del provvedimento ma “da quel che capiamo il governo ritiene di aver identificato un metodo per aggirare le limitaizoni (jailbreaking) Fable 5”, con cui ottenere l’accesso a questi sistemi. Per poi eventualmente sfruttarli a scopi potenzialmente illeciti

La società assicura di aver approntato “solide salvaguardie” per ridurre le probabilità che i suoi sistemi vengano utilizzati a fini impropri, tra cui quelli collegati intrusioni sui sistemi informatici.

Quest’ultima vicenda “mette ulteriormente in rilievo la necessità dell’Europa di sovranità tecnologica. Mostra anche – conclude il portavoce della Commissione Ue – l’importanza delle nostre normative già esistenti su Cyber e sicurezza intelligenza artificiale”. (fonte immagine: European Union).

IA, il governo Usa teme falle nella sicurezza e ordina ad Anthropic di bloccare accesso a modelli di punta

Roma, 13 giu. (askanews) – Anthropic ha riferito di aver sospeso su ordinanza del governo federale degli Stati Uniti l’accesso a due dei modelli di punta dei suoi sistemi di intelligenza artificiale, “Fable 5” e “Mithos 5”. Con un comunicato diramato ieri a tarda serata, la società spiega che l’ordinanza non fornisce dettagli specifici sulle motivazioni del provvedimento ma “da quel che capiamo il governo ritiene di aver identificato un metodo per aggirare le limitazioni (jailbreaking) Fable 5”, con cui ottenere l’accesso a questi sistemi. Per poi eventualmente sfruttarli a scopi potenzialmente illeciti.

La società assicura di aver approntato “solide salvaguardie” per ridurre le probabilità che i suoi sistemi vengano utilizzati a fini impropri, tra cui quelli collegati intrusioni sui sistemi informatici. Secondo il Financial Times, l’ordinanza è stata emanata dal segretario di Stato al Commercio, Howard Lutnick, ieri sera dopo che l’amministrazione Trump ha avuto accesso ai sistemi di punta di Anthropic per diverse settimane. Sperimentazioni a seguito delle quali il governo Usa ha sollevato preoccupazioni sul loro potenziale sfruttamento per effettuare incursioni informatiche su reti e sistemi, prendendo di mira vulnerabilità aggirabili sfruttando i sistemi di IA.

La vicenda è oggetto di frizioni tra la società e il governo federale. Tutto questo mentre Anthropic sta preparando una procedura di sbarco in Borsa, per cui ha effettuato alcune operazioni preliminari.

"Quell’estate di 40 anni fa", il libro sul film cult "Stand by me"

Roma, 13 giu. (askanews) – Arriva in tutte le librerie fisiche e digitali, Quell’estate di 40 anni fa. Curiosità, interviste e aneddoti sul film cult “Stand By Me”, esordio letterario di Sacha Lunatici, edito da De Nigris Editore.

A quarant’anni dall’uscita di Stand By Me – Ricordo di un’estate, il volume ripercorre la nascita, il successo e l’eredità emotiva del film diretto da Rob Reiner, tratto dal racconto The Body di Stephen King. Un viaggio tra cinema, memoria, amicizia, adolescenza e perdita dell’innocenza, attraverso curiosità, retroscena, aneddoti, materiali di approfondimento e testimonianze.

Il libro è impreziosito dalla prefazione di Gianni Canova e raccoglie interviste esclusive agli sceneggiatori Bruce A. Evans e Raynold Gideon, candidati all’Oscar per la sceneggiatura del film, alla storica casting director Jane Jenkins, figura centrale nella scelta del cast che avrebbe reso immortali i quattro protagonisti Wil Wheaton, River Phoenix, Corey Feldman e Jerry O’Connell, e ai doppiatori italiani Massimiliano Alto, Corrado Conforti e Francesco Pezzulli.

Accanto alle interviste, il volume ospita anche contributi speciali – Chiara Francini, Pino Strabioli, Cristina Donadio, Paolo Camilli, Michelangelo Tommaso, Claudio Guerrini, Massimiliano Vado, Angela Prudenzi – che restituiscono il legame personale, culturale ed emotivo nato intorno a un film diventato molto più di un cult generazionale.

Stand By Me non è soltanto il racconto di quattro ragazzi in cammino lungo i binari, alla ricerca del corpo di un coetaneo scomparso. È il ritratto di un’età irripetibile, quella in cui l’amicizia sembra poter salvare tutto e in cui, quasi senza accorgersene, si lascia per sempre l’infanzia. Un film piccolo solo in apparenza, capace di attraversare il tempo e di parlare ancora oggi a spettatori di età diverse.

Con uno stile narrativo e documentato, Sacha Lunatici accompagna il lettore dentro la storia del film: dall’origine letteraria nel racconto di Stephen King alla scrittura della sceneggiatura, dalla costruzione del cast alla lavorazione, fino alla colonna sonora, all’eredità lasciata da River Phoenix e al posto speciale che Stand By Me continua a occupare nell’immaginario collettivo.

“Ho scritto questo libro perché Stand By Me non è mai stato, per me, soltanto un film da ricordare. È uno di quei racconti che cambiano con noi: da ragazzi ci riconosciamo nell’avventura, da adulti nella malinconia di ciò che non torna più. A quarant’anni dalla sua uscita, mi interessava capire perché quel viaggio lungo i binari continui ancora a parlarci con tanta forza. Forse perché tutti, in qualche modo, abbiamo avuto un’estate dopo la quale non siamo stati più gli stessi. Ringrazio Armando De Nigris e Maria Antonietta Mormile per la fiducia e per aver creduto in questo progetto” dichiara Sacha Lunatici.

“Quell’estate di 40 anni fa” è un omaggio a un film che ha saputo trasformare una piccola storia di provincia in un racconto universale sull’amicizia, sulla paura di crescere e sulla potenza dei ricordi.

Un libro pensato per chi ha amato Stand By Me, per chi lo ha scoperto in televisione, in videocassetta o in streaming, e per chi vuole tornare a quella estate lontana in cui quattro ragazzi partirono alla ricerca di un corpo e finirono per trovare qualcosa di molto più grande: la consapevolezza che certi amici, certi giorni e certe emozioni non si dimenticano mai.