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Al via la nuova edizione di Sabaudia Incontra

Sabaudia, 1 ago. (askanews) – È stata inaugurata, presso la corte comunale di Sabaudia, la rassegna estiva “Sabaudia Incontra – Dialoghi in Corte”, il ciclo di incontri dedicato a tematiche quali geopolitica, attualità, ma anche economia e innovazione. Fino al 21 Agosto, infatti, si susseguiranno una serie di talk con politici, giornalisti, istituzioni e autorità, con l’intento di promuovere il dialogo aperto e il confronto con opinioni eterogenee. Primo incontro che ha potuto contare sulla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. A seguire il panel “L’Italia delle imprese: le sfide per la crescita”, con Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del consiglio, ed il presidente dell’ANAC Giuseppe Busia.

Le parole del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “Tutto ciò che in qualche modo sono occasioni di dibattito, di discussione, di confronto sono sicuramente un modo per raggiungere i cittadini sui temi più importanti del momento”.

L’obiettivo della rassegna è quello di offrire uno strumento di informazione al pubblico che sappia coniugare al meglio intrattenimento e riflessione su temi nazionali e internazionali.

Le parole di Alberto Mosca, Sindaco di Sabaudia: “Proprio in questi giorni i temi sul tavolo sono davvero numerosi. Per questo sono certo che gli autorevoli relatori che interverranno – rappresentanti degli organi di governo, ma anche professionisti e tecnici del settore – sapranno dare grande valore e qualità a questa rassegna”.

Il commento del Vicedirettore del tg La7, Andrea Pancani: “Il mondo ribolle, siamo tutti molto disorientati ed è un modo per capire e per far capire. Noi ci auguriamo con i protagonisti di questo paese dando molta rilevanza non solo alla politica ma anche alle imprese che sono il tessuto connettivo di un paese come l’Italia che tenta di crescere, di uscire dalle secche e di modernizzarsi”.

Secondo incontro che vedrà protagonista il rapporto tra politica e informazione. Ospite il Presidente dell’Istituto Piepoli Livio Gigliuto, il fondatore di Jump Media Marco Agnoletti, il consulente di comunicazione politica Tommaso Longobardi e il cofondatore di YouTrend Lorenzo Pregliasco.

Trump al re del Marocco: riconosciamo la sovranità sul Sahara Occidentale

Roma, 1 ago. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha elogiato la “saggia leadership” e l'”impegno per la pace” di Re Mohammed VI nel messaggio inviato in occasione del 27esimo anniversario della sua ascesa al trono, ribadendo il riconoscimento degli Stati Uniti alla “sovranità del Marocco sul Sahara occidentale”.

“Gli Stati Uniti sono chiari: riconosciamo la sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale e sosteniamo la proposta di autonomia del Marocco, seria, credibile e realistica, come unica base per una soluzione giusta e duratura – recita il messaggio diffuso oggi dall’agenzia di stampa marocchina Map – qualsiasi altra strada prolungherebbe lo status quo ed è inaccettabile. Questa disputa deve finire ora e gli Stati Uniti continueranno a promuovere il progresso verso questo obiettivo”.

Trump ha quindi aggiunto che “la saggia leadership di Sua Maestà è un pilastro di stabilità” e che “il costante impegno del Marocco ad adoperarsi in favore della pace, a combattere l’estremismo e a proteggere la sicurezza degli americani e dei marocchini, anche attraverso il suo ruolo cruciale negli Accordi di Abramo, riflette una preziosa partnership per gli Stati Uniti”. “A questo scopo, lavoreremo insieme anche per garantire la sicurezza della regione del Sahel”, ha aggiunto Trump. Riguardo al partenariato economico bilaterale, il presidente americano ha scritto di aver “incaricato i miei team di lavorare per lo sviluppo economico e sociale del Marocco, anche nel territorio del Sahara Occidentale”.

Europei nuoto artistico, Bronzo nel duo Pelati-Ruggiero

Roma, 1 ago. (askanews) – Seconda medaglia per l’Italia del nuoto artistico ai campionati europei delle discipline acquatiche in svolgimento a Parigi. Filippo Pelati e Lucrezia Ruggiero conquistano il bronzo nel duo libero misto con 255.1641 punti grazie ad una routine coinvolgente che conferma la coppia azzurra tra le migliori interpreti della specialità. I due azzurri, già quarti ai Mondiali di Singapore 2025, ripropongono il “Tango argentino” sulle note di “Jealousy Tango” di Katica Illényi, con la coreografia di Anastasia Ermakova. Il tango della gelosia che dura 2’41″5, in cui raccontano tutta l’essenza del tango argentino. Il titolo continentale va ai britannici Isabelle Thorpe e Ranjuo Tomblin con 258.2383 punti (112.2883 elementi e 145.9500 impressione artistica), davanti agli spagnoli Dennis Gonzalez Boneu e Iris Tio Casas, secondi con 257.9733 (95.0233 e 162.9500). “Siamo entrati in acqua leggeri pensando soltanto a far bene le cose provate in allenamento – commneta a caldo Filippo Pelati – Siamo comunque contenti perché come obiettivi ci eravamo posti di migliorare l’impressione artistica, che è sicuramente migliorata rispetto alla coppa del mondo in Canada, e dare il meglio di noi stessi. Ho visto che abbiamo ricevuto un po’ di penalità sulla sincronia, mi sembra 5.6 punti che si sottraggono al punteggio finale. Dobbiamo migliorare la sincronia ma comunque lavorare sempre sull’impressione artistica e sull’esecuzione”. (Foto di Andrea Masini / DBM)

Stadi, Abodi: "Trasformazione epocale, 4,5 miliardi di investimenti"

Roma, 1 ago. (askanews) – “Come ho sempre detto in questi tre anni e mezzo, nonostante diffidenze e ostilità spesso subdole, sta succedendo per gli stadi quello che mai è successo nella nostra storia: tredici città, sedici progetti, 4,5 miliardi di investimenti privati, una collaborazione stretta tra Governo, Comuni, Regioni, club, Figc e Uefa”. Lo scrive su X il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, rivendicando il lavoro svolto sul fronte dell’ammodernamento degli impianti sportivi.

Il ministro sottolinea inoltre i provvedimenti adottati dal Governo: “A questo si aggiungono le modifiche legislative che ho promosso, in collaborazione con il Parlamento, per migliorare l’efficacia della norma stadi, la creazione della piattaforma commissariale e il prezioso lavoro del Commissario di Governo Sessa, che ho voluto fortemente insieme al Mit, e un portafoglio di opportunità finanziarie a supporto degli investimenti privati, elaborate insieme al Mef, che saranno presentate entro un mese”.

Abodi evidenzia come l’obiettivo sia quello di accompagnare il percorso verso Euro 2032: “Ho lavorato con tutta la struttura del Ministero per questo obiettivo di transito che consentirà all’Italia di organizzare al meglio Euro 2032 e comunque di offrire ai tifosi, finalmente, stadi moderni, accoglienti, funzionali, accessibili e sostenibili, migliorando le città che li ospitano”.

Infine, il ministro guarda alle prossime tappe: “A ottobre la Figc proporrà le candidature, riserve incluse, all’Uefa che deciderà quali stadi diventeranno teatro dello spettacolo europeo. Ma il calcio italiano cambierà volto, dovendo cambiare molte altre cose. Al Governo presieduto da Giorgia Meloni potrà essere riconosciuto il merito di avere promosso, coordinato e contribuito, insieme ad altri, a un processo di trasformazione epocale del quale aveva bisogno il sistema calcistico nazionale. Un altro impegno che stiamo rispettando, sempre avanti”.

Calcio, a Hong Kong l’Inter supera il City ai rigori

Roma, 1 ago. (askanews) – L’Inter si impone ai calci di rigore contro il Manchester City nell’amichevole disputata a Hong Kong, chiudendo la sfida dal dischetto sul risultato finale di 4-2 in proprio favoredopo l’1-1 dei novanta minuti regolamentari.

Nerazzurri pericolosi nei primi minuti con Francesco Pio Esposito, che sfiora il vantaggio al terzo minuto, e con Aleksandar Stankovic, la cui incornata su calcio d’angolo termina fuori al quinto. Il Manchester City sblocca il punteggio al quattordicesimo con Divin Mubama, bravo a trasformare in rete un assist da sinistra di Antoine Semenyo. Il pareggio dell’Inter arriva al ventesimo minuto grazie a Benjamin Pavard, lesto a spingere in rete un pallone vagante sviluppatosi da un traversone di Federico Dimarco respinto male dalla difesa avversaria. Nella ripresa il Manchester City incrementa la pressione offensiva e va vicino alla seconda rete colpendo la traversa con Reis al minuto sessantasei e il palo al minuto ottanta con Divine McAidoo, mentre l’Inter risponde con una conclusione di Bovio deviata sulla linea di porta dalla difesa inglese all’ottantaquattresimo.

Terminati i tempi regolamentari sul punteggio di parità, la sfida si decide ai calci di rigore. Per il Manchester City risultano decisivi gli errori iniziali con il tiro alto di Rayan Ait-Nouri, il palo colpito da Abdukodir Khusanov e la parata di Ivan Provedel sulla conclusione di Nico Gonzalez, a fronte dell’unica trasformazione firmata da Claudio Echeverri. Per l’Inter vanno a segno Piotr Zielinski, Giacomo Mosconi e Matteo Lavelli, che realizza il rigore decisivo, mentre l’unica conclusione respinta da Gianluigi Donnarumma è quella di Davide Frattesi.

Basket 3×3, a Riccione le finals nazionali: in palio i titoli Open

Milano, 1 ago. (askanews) – Presentata a Riccione la fase finale dell’Estathé 3×3 Italia streetbasket circuit, il circuito dedicato al basket 3×3 organizzato dalla Federazione italiana pallacanestro in collaborazione con Master group sport. Partito da Alba il 30 maggio, il tour ha attraversato in due mesi 19 Regioni italiane con oltre 130 tornei, tra circuito Elite (tornei Master e Top) e circuito Classic, portando il basket 3×3 in tutta Italia.

Sui campi allestiti in Piazzale Roma sono state annunciate le 16 squadre maschili e le 12 femminili che prenderanno parte all’evento finale che assegnerà i titoli Open 2026. La squadra vincitrice maschile si aggiudicherà anche il pass per la tappa di Macao (17-18 ottobre) del Fiba 3×3 World Tour, il tour più importante al mondo del 3×3.

Per il secondo anno consecutivo, Riccione riunisce sullo stesso palcoscenico atleti senior e giovanili, con le finali under 14, under 16 e under 18 maschili e femminili: un segnale concreto della crescita di un tour sempre più inclusivo e coinvolgente, capace di rafforzare il senso di appartenenza al mondo del 3×3.

Le Estathé 3×3 Italia Finals 2026 sono patrocinate dal Comune di Riccione e rientrano nel cartellone degli eventi sportivi sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna per la valorizzazione del territorio e l’attrattività turistica.

“Per il secondo anno consecutivo le Estathé 3×3 Italia Finals si disputano nella splendida cornice di piazzale Roma a Riccione, confermando la sinergia con la Regione Emilia-Romagna, che dal 2021 ospita l’evento conclusivo del circuito federale – commenta Maurizio Bertea, segretario generale Federazione italiana pallacanestro – La sesta edizione dell’Estathé® 3×3 Italia Streetbasket Circuit ha visto oltre 130 tornei in 19 regioni, coinvolgendo migliaia di atleti e appassionati nelle piazze di tutta Italia. Il circuito continua a crescere non solo dal punto di vista numerico, ma anche sotto il profilo tecnico e della visibilità, grazie alla stretta collaborazione con i promoter e Master group sport e al sostegno di partner di primo piano, a partire da Estathé, che ci affianca nel ruolo di title sponsor per il quinto anno. L’impegno della Federazione nel 3×3 prosegue su tutti i fronti e con il supporto dei Comitati Regionali continuiamo a lavorare sulla formazione di arbitri e Ufficiali di Campo e nello sviluppo del settore giovanile”. “La Fip continuerà a sostenere con convinzione questa disciplina, ormai pienamente consolidata a livello internazionale – conclude – con il chiaro obiettivo di conquistare la qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028”.

Campi Flegrei, Musumeci: 130 famiglie sgomberate e 5 feriti ricoverati

Milano, 1 ago. (askanews) – “Lo sciame sismico, come ci dicono i vulcanologi, è ancora in corso. Potrebbero quindi verificarsi ulteriori eventi con magnitudo superiore a 3. In queste condizioni servono prudenza e autocontrollo da parte di tutti. Allo stato attuale sono stati dichiarati inagibili 8 edifici e 5 attività commerciali, con 130 nuclei familiari sgomberati, pari a circa 290 persone; molte di esse hanno trovato accoglienza presso le aree attrezzate dai Comuni di Napoli e Pozzuoli. Cinque le persone ricoverate, per trauma e fratture”. Lo afferma il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.

“È ripresa regolarmente la circolazione ferroviaria, ad eccezione della cumana nel tratto Bagnoli-Torregaveta dove potrebbe essere riattivata nella mattinata di domani – sottolinea ancora Musumeci -. I servizi elettrici sono stati ripristinati”.

“La capitaneria di Porto di Pozzuoli ha interdetto lo scalo portuale e il traffico marittimo è stato deviato su Napoli. L’autorità portuale ha vietato l’accesso alle aree demaniali marittime sottostanti i costoni rocciosi crollati e gli specchi d’acqua nel litorale tra Portici e Bagnoli – prosegue il ministro -. Immediatamente sono state disposti servizi anti sciacallaggio da parte delle forze di polizia”.

E ancora, puntualizza Musumeci, “si sta provvedendo all’allestimento di altre due aree di accoglienza da parte del commissario straordinario del governo Fulvio Soccodato. Ringrazio tutti gli operatori, i sindaci, impegnati a ridurre al minimo i disagi e in particolare il prefetto di Napoli, col quale da ieri sono in costante contatto, per il coordinamento assicurato”.

“Il governo è vicino alle comunità interessate e da tre anni è impegnato nella realizzazione del ‘Programma per i Campi Flegrei’ – dice ancora Musumeci -. Un programma che prevede interventi preventivi nel pubblico e nel privato, per oltre mezzo miliardo di euro, che potranno richiedere ulteriori risorse. Spero prevalga in tutti il senso di responsabilità in questo momento difficile”.

Lunedì bollino rosso per il caldo in 25 città, è quarta ondata

Milano, 1 ago. (askanews) – Non si arresta la quarta ondata di calore dell’estate, che raggiungerà il suo picco all’inizio della prossima settimana. Secondo l’ultimo bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, oggi sono 19 le città contrassegnate con il bollino rosso, il livello massimo di allerta, che saliranno a 23 domani e a 25 lunedì 3 agosto, confermando un’ulteriore intensificazione dell’ondata di caldo soprattutto nelle aree urbane.

Per la giornata di oggi il livello 3 riguarda Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.

Domani, domenica 2 agosto, le città con il bollino rosso saliranno a 23 con l’ingresso di Catania, Genova, Palermo e Trieste.

Lunedì 3 agosto l’allerta massima interesserà anche Ancona e Bari, portando a 25 il numero delle città in bollino rosso. Nessuna delle 27 città prese in esame dal Ministero della Salute sarà in bollino arancione, mentre soltanto Messina e Reggio Calabria resteranno contrassegnate dal bollino giallo.

Non si fermano i rialzi dei prezzi dei carburanti

Milano, 1 ago. (askanews) – Prezzi di benzina e diesel in rialzo nel primo weekend di agosto, segnato dal traffico intenso dei villeggianti. Il ministero delle Imprese rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, sabato primo agosto il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,998 euro al litro per la benzina e 2,092 euro al litro per il gasolio. Ieri il prezzo era pari a 1,995 euro al litro per la benzina e 2,080 per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,083 euro al litro per la benzina e 2,171 Ç/l per il gasolio.

La lettera ai vertici Ue sui migranti promossa da Italia e Danimarca

Milano, 1 ago. (askanews) – Nella lettera ai vertici Ue promossa da Italia e Danimarca e sottoscritta da altri 20 capi di Stato e di governo, si sottolinea come “la regolarizzazione di un numero molto alto di migranti” possa fungere da “fattore di attrazione”, e si sottolinea che far passare l’idea che si possa entrare illegalmente in Europa e che questo possa diventare “un soggiorno legale”, “incoraggerebbe ulteriori tentativi, minerebbe la fiducia nella nostra politica migratoria comune e avrebbe ripercussioni per tutti gli Stati membri”.

I 22 capi di Stato e di governo chiedono quindi “una risposta europea immediata e coordinata”, “compresa la rapida mobilitazione degli strumenti UE disponibili e il necessario sostegno alla Spagna per ripristinare un controllo effettivo della frontiera esterna dell’Unione e prevenire ulteriori attraversamenti incontrollati”. Inoltre “ribadiamo la nostra disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell’Unione e al Codice delle frontiere Schengen, per salvaguardare l’ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti dai movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione dei controlli temporanei alle frontiere interne”.

A firmare la lettera, insieme a Giorgia Meloni e al primo ministro danese Mette Frederiksen, anche Christian Stocker, cancelliere federale del’Austria; Bart De Wever Primo Ministro del Belgio; Rumen Radev, Primo Ministro della Bulgaria; Nikos Christodoulides, Presidente di Cipro; Andrej Plenkovic, Primo Ministro della Croazia; Andrej BabiÜ, Primo Ministro della Repubblica Ceca; Kristen Michal, Primo Ministro dell’Estonia; Petteri Orpo, Primo Ministro della Finlandia; Friedrich Merz, Cancelliere Federale della Germania; Kyriakos Mitsotakis, Primo Ministro della Grecia; Péter Magyar, Primo Ministro dell’Ungheria; Gitanas Nauseda, Presidente della Repubblica di Lituania; Rob Jetten, Primo Ministro dei Paesi Bassi; Nicuer Dan, Presidente della Romania; Robert Fico, Primo Ministro della Slovacchia; Andris Kulbergs, Primo Ministro della Lettonia; Robert Abela, Primo Ministro di Malta; Donald Tusk, Primo Ministro della Polonia; Janez JanÜa, primo Ministro della Slovenia; Ulf Kristersson, Primo ministro della Svezia.

“Scriviamo per esprimere la nostra seria preoccupazione in merito ai recenti sviluppi al confine esterno dell’Unione europea a Ceuta. Siamo determinati a impedire – scrivono i 22 capi di Stato e di governo – che i trafficanti mettano a repentaglio l’integrità delle frontiere esterne dell’Unione. Riconosciamo che la recente sentenza della Corte suprema spagnola è stata utilizzata per innescare questo attacco e abusare del nostro sistema di migrazione e asilo. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di scoraggiare efficacemente e combattere senza sosta l’immigrazione clandestina, coordinando le nostre azioni, rafforzando le nostre frontiere esterne e affrontando tutte le politiche che possono fungere da fattori di attrazione, come la regolarizzazione di un numero molto elevato di migranti irregolari”.

“Non possiamo permettere che attraversamenti di massa incontrollati, la strumentalizzazione della migrazione o altre minacce ibride creino la percezione che l’ingresso illegale nell’Unione europea sia possibile, o che l’ingresso illegale di un migrante possa trasformarsi in un soggiorno legale. Una simile percezione incoraggerebbe ulteriori tentativi, minerebbe la fiducia nella nostra politica migratoria comune e avrebbe ripercussioni per tutti gli Stati membri. La situazione attuale sottolinea inoltre l’importanza della Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione e la necessità di una sua rapida ed efficace attuazione”. A giudizi dei rappresentanti dei 22 Stati Ue, “gli eventi degli ultimi giorni richiedono una risposta europea immediata e coordinata. Accogliamo con favore la stretta collaborazione tra Spagna e Marocco per garantire il rapido rimpatrio dei migranti entrati illegalmente e il fatto che un gran numero di essi sia già stato rimpatriato. Ci aspettiamo che, con il sostegno dell’Unione europea, la situazione attuale venga riportata sotto pieno controllo”.

Dunque “alla luce della gravità della situazione, chiediamo alla Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea di convocare, con urgenza, una videoconferenza straordinaria dei Ministri dell’Interno. Questo incontro dovrebbe consentire una valutazione comune della situazione e un accordo su una risposta europea coordinata, compresa la rapida mobilitazione degli strumenti UE disponibili e il necessario sostegno alla Spagna per ripristinare un controllo effettivo della frontiera esterna dell’Unione e prevenire ulteriori attraversamenti incontrollati. I ministri dovrebbero in particolare valutare un maggiore sostegno da parte di Frontex e l’efficacia della cooperazione dell’UE con il Marocco. Prendiamo atto che non sono stati registrati movimenti non autorizzati verso l’Europa. Ribadiamo la nostra disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell’Unione e al Codice delle frontiere Schengen, per salvaguardare l’ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti dai movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione dei controlli temporanei alle frontiere interne. Il Consiglio europeo ha costantemente sottolineato che la protezione delle frontiere esterne dell’Unione, la prevenzione della migrazione illegale e dei movimenti secondari e la garanzia della solidarietà con gli Stati membri in prima linea o sottoposti a particolare pressione sono responsabilità europee condivise. La situazione attuale richiede unità, determinazione e urgenza. Contiamo sulla vostra leadership per garantire che l’Unione europea risponda rapidamente, efficacemente e in modo coordinato”.

Migranti, Meloni: linea Italia condivisa da sempre più Nazioni

Milano, 1 ago. (askanews) – “Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina. Per questo l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “È un segnale importante: la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee. La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa”.

Sugli arrivi dei migranti a Ceuta Sanchez ha scritto alla Ue

Roma, 1 ago. (askanews) – Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha inviato oggi una lettera alle istituzioni europee per lamentarsi dell’atteggiamento di alcuni Paesi nei confronti della crisi migratoria di Ceuta. Nella lettera, il capo del governo ha richiesto un incontro con i ministri dell’Interno dei 27 Stati membri dell’Ue.

“Un simile atteggiamento – motivato dapregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici – non solo è contrario al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà che ci uniscono, ma va anche contro gli interessi a lungo termine dell’Europa”, ha scritto in una lettera indirizzata ai capi delle istituzioni europee.

Carabinieri nei resort, irregolarità sui contratti nel 63% dei casi

Milano, 1 ago. (askanews) – Quasi due aziende su tre controllate nel settore turistico-alberghiero sono risultate irregolari. È il bilancio della campagna straordinaria di vigilanza condotta tra giugno e luglio dai Carabinieri per la Tutela del Lavoro, insieme all’Arma territoriale, per contrastare il lavoro sommerso e verificare il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Su 785 imprese ispezionate in tutta Italia, 486 sono risultate non in regola, pari al 63,53% del campione selezionato sulla base di specifici indici di rischio.

I controlli hanno interessato alberghi, hotel, resort, villaggi turistici, campeggi, agriturismi, stabilimenti balneari, piscine, parchi acquatici, ristoranti, bar e pubblici esercizi, comparti caratterizzati da un forte incremento dell’occupazione durante la stagione estiva.

Nel corso delle verifiche sono state controllate complessivamente 3.825 posizioni lavorative, tra cui 900 lavoratori extracomunitari e 84 minori. Gli ispettori hanno accertato 751 posizioni irregolari, pari al 19,6% del totale: 553 riconducibili al cosiddetto “lavoro grigio”, ossia rapporti di lavoro parzialmente irregolari, e 198 casi di lavoro nero.

Particolarmente rilevante anche il fronte della sicurezza. I militari hanno contestato 395 violazioni del Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con altrettante prescrizioni. Le irregolarità hanno riguardato soprattutto la mancata sorveglianza sanitaria dei lavoratori, la carenza di formazione e l’omessa valutazione dei rischi, che rappresentano oltre il 62% delle contestazioni complessive.

A seguito delle violazioni riscontrate sono stati adottati 157 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, pari a oltre un’impresa su cinque tra quelle controllate. Nel dettaglio, 88 sospensioni sono state disposte per l’impiego di lavoratori in nero, 50 per gravi violazioni delle norme sulla sicurezza e 19 per la contemporanea presenza di entrambe le fattispecie. L’importo dei provvedimenti di sospensione supera i 456 mila euro.

L’attività ispettiva ha inoltre portato all’irrogazione di sanzioni amministrative e ammende per complessivi 3,49 milioni di euro, di cui circa 773 mila euro di sanzioni amministrative e oltre 2,7 milioni di ammende.

Sono stati infine deferiti all’autorità giudiziaria 423 soggetti, tutti in stato di libertà. La maggior parte delle denunce riguarda violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro, ma sono emersi anche quattro casi di presunto caporalato, nove violazioni della normativa sull’immigrazione per l’impiego di lavoratori stranieri irregolari, sei casi di lavoro minorile e ulteriori illeciti, tra cui somministrazione fraudolenta di manodopera e installazione non autorizzata di sistemi di videosorveglianza nei luoghi di lavoro.

I risultati della campagna condotta dai Carabinieri per la Tutela del Lavoro confermano la persistenza di fenomeni di lavoro sommerso, utilizzo irregolare della manodopera e carenze nell’applicazione delle norme di prevenzione nel comparto turistico-alberghiero, evidenziando la necessità di proseguire con controlli mirati soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica.

Esce "Love Sober" il nuovo singolo del cantautore tedesco Kamrad

Milano, 1 ago. (askanews) – E’ uscito in radio e su tutte le piattaforme digitali “Love Sober”, il nuovo singolo del cantautore e produttore tedesco Kamrad. Il brano racconta la lucidità ritrovata dopo una “sbornia d’amore”, trasformando il dolore per la fine di una relazione in un nuovo inizio energetico e liberatorio.

Considerato una delle realtà indipendenti più interessanti della scena radiofonica europea, l’artista di Velbert sceglie di capovolgere la narrazione pop tradizionale sulle rotture sentimentali: di fronte a un legame esaurito o tossico non propone la disperazione, ma la consapevolezza. Nel testo l’amore viene paragonato a una forte intossicazione sentimentale, mentre il “day after” diventa il momento in cui i pensieri tornano nitidi e la vita riprende il proprio corso.

Il nuovo singolo arriva dopo una scia di successi internazionali che hanno visto Kamrad conquistare le classifiche europee, da “I Believe” (oltre 300 milioni di stream e diverse certificazioni d’oro e platino) fino a “Be Mine”, brano che ha superato i 50 milioni di ascolti su Spotify e ha stazionato per due mesi consecutivi nella Top 10 EarOne in Italia.

Nonostante la presenza costante nei palinsesti radiofonici al fianco dei grandi nomi del pop globale, l’artista continua a rivendicare un approccio indipendente e una scrittura autentica. Nel 2024 Kamrad è stato protagonista di un tour europeo che lo ha portato ad esibirsi in importanti festival come il SWR3 New Pop, il Glücksgefühle Festival e il Primavera Sound di Barcellona, oltre a vestire i panni di coach nell’edizione tedesca di The Voice.

Nelle traversate dal Marocco verso Ceuta sono morte almeno 67 persone

Roma, 1 ago. (askanews) – Il numero di migranti deceduti durante l’afflusso di massa nella città spagnola di Ceuta, al confine con il Marocco, è salito a 67, secondo quanto riportato oggi dall’emittente televisiva spagnola Rtve. “Il bilancio delle vittime della crisi migratoria ha raggiunto quota 67. In questo momento, centinaia di migranti marocchini stanno lasciando la città autonoma scortati dalle forze di sicurezza. Si vedono camminare verso il valico di frontiera di Tarajal”, ha riferito l’emittente. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno, prosegue la Rtve, oltre 48.000 migranti irregolari sono già rientrati in Marocco.

L’emittente ha inoltre riportato che alle 7,50 locali le autorità hanno iniziato a “installare barriere di contenimento sulla diga di Tarajal a Ceuta per impedire l’arrivo di altri migranti”.

Rtve ha aggiunto, citando fonti di La Moncloa , che la notte è stata generalmente tranquilla in città e che tutti gli ingressi di migranti sono stati bloccati.

Venerdì, oltre 60.000 giovani marocchini, tra cui più di 7.000 minori, sono entrati in territorio spagnolo attraverso il confine tra il Marocco e la città spagnola di Ceuta, secondo quanto dichiarato dal presidente della città autonoma, Juan Jesus Vivas.

Perché la democrazia ha ancora bisogno dei valori cristiani

Un patrimonio che appartiene a tutti

Sono da moltissimo tempo convinto che non sia necessario essere cattolici, credenti e praticanti per condividere l’etica, i valori di fondo del cristianesimo e i suoi insegnamenti.

Sono valori laici che, in una stagione di crescente secolarizzazione, con la democrazia rappresentativa in forte crisi e da reinventare, con il declino sociale e politico, con giovani che non vanno più né in chiesa né a votare, con la crescente attrazione verso autocrazie solo formalmente democratiche e con il diffuso desiderio di fare i leader fondando partitini personali e camminando da soli a tutti i costi, senza neppure avvertire il bisogno di incontrarsi, devono essere alimentati e approfonditi giorno dopo giorno. Perché appartengono a tutti, e non soltanto ai cristiani e ai cattolici.

L’ho saputo in ritardo, ma ricordo ancora quanto mi abbia sorpreso. Non è stato il primo, né sarà l’unico, ma certamente ha fatto notizia apprendere che un comunista di lunga tradizione, nato, cresciuto e formato dal materialismo storico marxista come Goffredo Bettini, abbia rivolto la propria attenzione al ruolo del pensiero cattolico e dei suoi insegnamenti, non solo per il dibattito democratico, ma per la vita sociale nel suo complesso.

Bettini è andato infatti ben oltre la convenienza, tutta politica, della sinistra odierna di avere al proprio interno una componente cattolica. Ha posto, invece, una questione di natura valoriale, dichiarandosi convinto che «sta andando avanti un post-umano che consuma l’autenticità della vita. E il pensiero cristiano è centrale per difenderci».

 

Le radici cristiane della democrazia liberale

Vorrei però partire da una considerazione più generale.

È un antico riflesso dell’Illuminismo, e di chi continua a confidare esclusivamente nel razionalismo. Secondo questa impostazione, la scienza, il progresso e persino le ragioni pratiche della democrazia politica avrebbero una piena autonomia conoscitiva e non dovrebbero mai intrecciarsi con la fede cristiana e con i valori che da essa derivano. La modernità, il progresso, perfino i diritti umani e sociali sarebbero tali soltanto se affidati esclusivamente alla ragione e mantenuti autonomi rispetto ai valori cattolici, alla Chiesa e alla sua etica sociale e comunitaria.

Non sono considerazioni tratte dalla pur interessante rivista atea Micromega, fondata sulla centralità dell’individuo. Bisogna però riconoscere che, con una secolarizzazione sempre più avanzata e un’ignoranza sempre più diffusa — basti pensare ai recentissimi sondaggi secondo i quali il 52 per cento degli italiani ritiene che l’Odissea sia stata scritta da Virgilio — questo modo di pensare tende a diventare senso comune.

Eppure, proprio di fronte a questa realtà, dovremmo riconoscere che vi sono aspetti dell’insegnamento evangelico, della teologia cristiana e dei suoi valori fondamentali che hanno avuto, e continuano ad avere, una profonda ricaduta laica sulle fondamenta della democrazia liberale e delle sue Costituzioni.

A giudicare dallo straordinario successo editoriale — ai primi posti nelle classifiche da circa due mesi — credo che l’ultima Enciclica di Papa Leone, la Rerum Novarum Due, dal titolo Magnifica Humanitas, dedicata all’intelligenza artificiale, alle rivoluzioni tecnologiche, alla menzogna, alla falsità e alla non verità che possono alimentarne gli algoritmi, venga letta anche da molti non credenti.

Vale forse la pena ricordare che fu uno dei maggiori filosofi italiani, laico e agnostico come Benedetto Croce, a sostenere che, per molti motivi, non possiamo non dirci cristiani.

Aggiungo soltanto che, quando i rivoluzionari francesi parlarono di fraternità e di uguaglianza, sapevano bene di attingere al vasto patrimonio degli insegnamenti evangelici, dove il Vangelo di Matteo parla della fraternità di tutti gli uomini, e non soltanto di quella dei francesi.

 

Ricostruire una presenza culturale e politica

E allora, se nel pieno del “cambiamento d’epoca” che stiamo vivendo i valori etici del cristianesimo — e quelli del cattolicesimo politico, pur nella loro storica articolazione tra clerico-tradizionalisti e social-popolari — hanno perso un luogo unitario di testimonianza e di promozione, se non esistono più un vero think tank, un pensatoio nazionale o un forum permanente di confronto, la domanda diventa inevitabile: che cosa fare e come fare per mantenere vivi almeno i valori laici del cristianesimo, i loro riflessi sulla democrazia liberale, l’insegnamento sociale della Chiesa e l’impegno culturale, sociale e politico che da esso discende?

Ceuta, quando la propaganda disonora la politica

Dietro la crisi, una partita geopolitica

L’imponente flusso di migranti che in appena due giorni ha raggiunto Ceuta difficilmente può essere considerato un evento casuale. È più plausibile che si inserisca nel complesso quadro delle tensioni geopolitiche tra Marocco, Algeria e Spagna, con dinamiche che meritano un’analisi approfondita prima di qualsiasi giudizio affrettato.

Di fronte a episodi di questa portata, la politica dovrebbe anzitutto interrogarsi sulle cause: comprendere quali interessi stiano alimentando queste migrazioni, chi possa trarre vantaggio da un simile scenario e quali strategie internazionali si stiano muovendo dietro una crisi che coinvolge migliaia di persone. Sarebbe questo il compito di una classe dirigente responsabile.

La questione migratoria deve unire e non dividere i Paesi europei, perché nessuno può risolverla da solo. Più che mai vale il principio che l’unione fa la forza.

Accade invece il contrario. Ancora una volta prevale la speculazione politica. C’è chi arriva perfino a evocare la sospensione degli accordi di Schengen, una proposta che, rispetto a quanto sta avvenendo a Ceuta, appare priva di un reale nesso con la gestione della crisi e risponde piuttosto alle esigenze della propaganda elettorale.

 

Il conflitto tra funzione istituzionale e interesse di partito

L’obiettivo non è affrontare il problema, ma consolidare il proprio consenso, presidiare il proprio bacino elettorale, alimentare paure che possono tradursi in qualche voto in più. È una dinamica ormai ricorrente: l’interesse generale cede il passo alla convenienza politica del momento.

Questa deriva assume una gravità ancora maggiore quando a praticarla sono figure che, per il ruolo istituzionale che ricoprono, dovrebbero rappresentare l’intero Paese e non una parte politica. Quando il Presidente del Consiglio o il Ministro degli Esteri utilizzano questioni di politica internazionale con argomentazioni tipiche della competizione tra partiti, il confine tra funzione istituzionale e leadership politica si assottiglia fino quasi a scomparire.

È qui che emerge un evidente conflitto di ruoli. Chi governa dovrebbe saper distinguere la responsabilità istituzionale dalla legittima attività di partito. La commistione tra queste due dimensioni rischia infatti di compromettere l’oggettività nell’analisi dei fatti e di orientare le decisioni non verso il bene comune, ma verso il ritorno elettorale.

Una riflessione che diventa ancora più attuale se si immagina un sistema elettorale fortemente maggioritario, capace di concentrare un potere crescente nelle mani dei segretari di partito e del Presidente del Consiglio. In un simile assetto, la separazione tra funzione di governo e guida politica non rappresenterebbe soltanto una garanzia istituzionale, ma una condizione indispensabile per preservare l’equilibrio democratico.

 

Larticolo 54 e la dignità delle istituzioni

Quando il consenso diventa il criterio dominante di ogni scelta, la politica perde progressivamente la propria autorevolezza. Si abbassa il livello del confronto pubblico, prevale la comunicazione emotiva sulla valutazione razionale dei fatti e la ricerca di soluzioni viene sostituita dalla rincorsa dello slogan più efficace.

È un processo che finisce per ledere la dignità e la credibilità delle istituzioni. La Costituzione, all’articolo 54, ricorda che chi esercita funzioni pubbliche ha il dovere di adempierle «con disciplina ed onore». Un principio che non riguarda soltanto il rispetto formale delle regole, ma richiama una responsabilità più ampia: anteporre sempre l’interesse della Repubblica a quello della propria parte politica.

È questo il discrimine tra la politica come servizio e la politica ridotta a propaganda.

L’Ulisse contemporaneo, un viaggio senza fine

Omero e i potenti, una sfida a tutto campo

Il film Odissea di Nolan ha scatenato i commentatori politici al raffronto tra i personaggi omerici e quelli d’oggi. Le situazioni non sono esattamente paragonabili perché attualmente manca un Ulisse che abbia avuto ragione decisiva sui conflitti in corso. Non si vede ombra di genio per avere ragione dell’avversario ma solo l’esercizio rozzo di una forza che non riesce peraltro a prevalere in modo decisivo sull’avversario.

I leaders di turno non si muovono da casa loro e non si azzardano a tanto. Putin è rintanato nei suoi confini ed anche Trump manda emissari per il mondo preferendo stare nella sua White House oggetto di restyling o suoi campi di golf. Quanto a Xi Jinping comanda senza bisogno di spostarsi e va bene così. Certo, ci si può scapricciare immaginando che Trump sia raffrontabile ad un Polifemo che non la vede lunga, certo di fare man bassa del mondo, poi costretto a sparare a destra e a manca per tentare di rifarsi su un destino così stupido da non assecondarlo a comando mentre gli scappano tra le dita quelli che vorrebbe assoggettare. Altrimenti potrebbe essere Circe che con la magia delle parole e della dottrina “maga” incanta il mondo per farlo cadere in schiavitù.

Qualcuno ha pensato anche alla Meloni come un Ulisse che si destreggia contro continui cambi di scenario per tentare di restare a galla e tornare alla sua Itaca, il governo per altri anni ancora o per la Presidenza della Repubblica. Qualcun altro pensa che Zelenski sia l’eroe che con mille espedienti e furbizie riesce a prevalere contro una storia che lo dava già per spacciato.

 

Una grave dimenticanza

All’appello manca una Nausica, una figura che ricordi ai potenti della terra la capacità dell’accoglienza dello straniero, una attenzione verso chiunque versi in difficoltà, chiedere a Gaza per sapere se l’abbiano mai incontrata. Neppure oggi vi è traccia di “moly”, la pianta che Ermes dona ad Ulisse per immunizzarlo dall’incantesimo di Circe che solo un Deo può estirpare. Una pianta, al pari della cattiveria, così ben ancorata ora nel cuore degli uomini o di una bontà incatenata tra le zolle per cui non riesce più a liberarsi.

 

Il mare italico e un infido approdo

C’è una ultima ipotesi che viene trascurata e che forse meriterebbe di essere considerata. Almeno sulle coste italiche, il nostro Ulisse è il popolo che da troppi anni ha creduto di essere abile nel destreggiarsi con espedienti per tirarsi fuori da ogni crisi e sventura votando ogni volta “salvatori della patria” che hanno dimostrato ciclicamente tutta la loro inconsistenza.

Vale la pena ricordare a proposito le parole di Ignazio Silone quando scriveva: «La causa prima e vera della decadenza dell’odierna vita politica è ch’essa è gremita di dilettanti presuntuosi. Ognuno che fallisce in altra professione, crede di poter riuscire nella politica. In ogni conversazione, le stesse persone che non oserebbero parlare di algebra o di chimica senza averle studiate, parlano a tutto spiano di politica che pure non hanno mai approfondito».

È sempre quel popolo che vaga tra mille difficoltà nella speranza di tornare nella casa smarrita, nel mare della tranquillità di cui si è persa traccia. È ancora e sempre lo stesso popolo in cui sembra prevalere la voce degli stupidi che abboccano ai populisti di facile accatto.

Sarà per questo che Flaiano insegnava: «Quando mai uno stupido è stato innocuo? Lo stupido più innocuo trova sempre un’eco favorevole nel cuore e nel cervello dei suoi contemporanei che sono almeno stupidi quanto lui: e sono sempre parecchi. Inutile poi aggiungere che niente è più pericoloso di uno stupido che afferra un’idea, il che succede con una frequenza preoccupante. Se uno stupido afferra un’idea, è fatto: su quella costruirà un sistema e obbligherà gli altri a condividerlo».

 

Il popolo, il nuovo Nessuno”

Il popolo padroneggia ormai da signor “Nessuno”, risulta privo di consistenza, provvisto solo di un pensiero gelatinoso che si attacca a casaccio lì dove capita, facilmente si indirizza verso chi lo aizza. Per la politica è un nemico pericoloso e indomabile, oggi illusoriamente è con te, domani chissà. “Nessuno” ti fa ubriacare e poi ti acceca quando hai creduto di averlo in pugno. Unica difformità, Nessuno si muove però non per astuzia ma secondo come gira il vento. È questo che fa impazzire oggi l’orbo Ciclope politico che alla fine preferirebbe un interlocutore più serio con cui trattare.

 

Per Trump una lettura da apprezzare

Spingendoci un po’ più in là, fuori dai nostri miseri confini, varrebbe questa estate rileggere il sapiente scritto di Luigi Barzini Junior Gli Americani sono soli al mondo. Non si tratta soltanto della debolezza di relazioni all’interno della loro società ma anche della caduta di afflato del pianeta Terra verso gli U.S.A., che pure hanno rappresentato un riferimento di libertà e democrazia. Forse The Donald non ha fatto altro che gettare la maschera o forse Circe ha perduto i poteri che portavano all’attrazione verso le rotte trumpiane.

Appare che Ulisse è ancora condannato, chissà per quanto, a vagare forse in eterno per trovare un sogno che non c’è più.

Bpm chiude la partita Mps, ora Intesa ha strada libera su Siena

La rinuncia di Piazza Meda

Bpm rinuncia alle nozze con Monte dei Paschi. Il consiglio di amministrazione “pur ribadendo il potenziale forte razionale strategico e industriale del progetto proposto a Mps con la lettera (del 7 giugno scorso) che avrebbe potuto portare alla costituzione di un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia, generando un’importante creazione di valore per entrambe le banche, ha ritenuto che, a quasi due mesi dall’invio della lettera, non si siano ad oggi verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti”. La banca guidata da Giuseppe Castagna, pertanto, nel tardo pomeriggio di venerdì 31 luglio, ha fatto sapere che “Anche nell’ottica di massima trasparenza nei confronti del mercato e di tutti gli azionisti il consiglio di amministrazione ha quindi deliberato, all’unanimità, di interrompere le consultazioni in merito alla potenziale aggregazione dandone contestuale comunicazione a Mps”. Strada spianata, dunque, all’Opas di Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni, annunciata l’8 giugno, all’indomani della lettera inviata dall’istituto milanese.

Il pressing di Credit Agricole

La decisione di Bpm di rinunciare alle nozze con Mps è arrivata nel giorno in cui Credit Agricole, socio di maggioranza, con il 29,3%, dell’istituto di Piazza Meda, ha stroncato con parole nette il progetto. “In questa fase, è molto difficile vedere in che modo una fusione tra Monte dei Paschi e Banco Bpm possa creare valore per gli azionisti di Banco Bpm”, ha detto il ceo della Banque Verte, Olivier Gavalda, nella call con gli analisti per la presentazione dei conti del semestre. “Ci sono molti scenari sul tavolo, ma al momento non siamo a conoscenza di alcun progetto concreto riguardante Mps e Banco Bpm” ha precisato. Ma già nella serata di giovedì, in una call con la stampa francese, il ceo aveva rimarcato che “Nulla può accadere contro di noi o senza di noi”.

Bpm, dunque, nella riunione del cda di oggi “per analizzare lo status della potenziale aggregazione tra la banca e Monte dei Paschi di Siena”, ha deciso di mollare la presa facendo sapere che “rimane pienamente focalizzata sul piano strategico del gruppo e sulla creazione di valore nel lungo termine per tutti i propri azionisti”.

La replica di Rocca Salimbeni

E in serata è arrivata anche la nota con cui Rocca Salimbeni “prende atto delle considerazioni formulate in data odierna da Crédit Agricole nel corso della presentazione dei risultati semestrali e della posizione successivamente espressa dal consiglio di amministrazione di Banco Bpm che ha deliberato di interrompere le consultazioni, considerate da Mps propedeutiche ad una eventuale successiva fase negoziale”. Dal canto suo, l’istituto senese fa sapere che “rimane focalizzata sull’implementazione del proprio piano di crescita e sull’integrazione con Mediobanca”, e che “continuerà a valutare ogni opzione strategica nell’interesse di tutti gli stakeholder”.

[Fonte: Askanews]

Bpm rinuncia all’aggregazione con Mps: non si sono verificate le condizioni

Milano, 31 lug. (askanews) – Bpm rinuncia alle nozze con Monte dei Paschi. Il consiglio di amministrazione “pur ribadendo il potenziale forte razionale strategico e industriale del progetto proposto a Mps con la lettera (del 7 giugno scorso) che avrebbe potuto portare alla costituzione di un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia, generando un’importante creazione di valore per entrambe le banche, ha ritenuto che, a quasi due mesi dall’invio della lettera, non si siano ad oggi verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti”. La banca guidata da Giuseppe Castagna, pertanto, nel tardo pomeriggio di venerdì 31 luglio, ha fatto sapere che “Anche nell’ottica di massima trasparenza nei confronti del mercato e di tutti gli azionisti il consiglio di amministrazione ha quindi deliberato, all’unanimità, di interrompere le consultazioni in merito alla potenziale aggregazione dandone contestuale comunicazione a Mps”. Strada spianata, dunque, all’Opas di Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni, annunciata l’8 giugno, all’indomani della lettera inviata dall’istituto milanese.

La decisione di Bpm di rinunciare alle nozze con Mps è arrivata nel giorno in cui Credit Agricole, socio di maggioranza, con il 29,3%, dell’istituto di Piazza Meda, ha stroncato con parole nette il progetto. “In questa fase, è molto difficile vedere in che modo una fusione tra Monte dei Paschi e Banco Bpm possa creare valore per gli azionisti di Banco Bpm”, ha detto il ceo della Banque Verte, Olivier Gavalda, nella call con gli analisti per la presentazione dei conti del semestre. “Ci sono molti scenari sul tavolo, ma al momento non siamo a conoscenza di alcun progetto concreto riguardante Mps e Banco Bpm” ha precisato. Ma già nella serata di giovedì, in una call con la stampa francese, il ceo aveva rimarcato che “Nulla può accadere contro di noi o senza di noi”.

Bpm, dunque, nella riunione del cda di oggi “per analizzare lo status della potenziale aggregazione tra la banca e Monte dei Paschi di Siena”, ha deciso di mollare la presa facendo sapere che “rimane pienamente focalizzata sul piano strategico del gruppo e sulla creazione di valore nel lungo termine per tutti i propri azionisti”.

E in serata è arrivata anche la nota con cui Rocca Salimbeni “prende atto delle considerazioni formulate in data odierna da Crédit Agricole nel corso della presentazione dei risultati semestrali e della posizione successivamente espressa dal consiglio di amministrazione di Banco Bpm che ha deliberato di interrompere le consultazioni, considerate da Mps propedeutiche ad una eventuale successiva fase negoziale”. Dal canto suo, l’istituto senese fa sapere che “rimane focalizzata sull’implementazione del proprio piano di crescita e sull’integrazione con Mediobanca”, e che “continuerà a valutare ogni opzione strategica nell’interesse di tutti gli stakeholder”.

Campania, sisma magnitudo 4.7: danni e 8 feriti. Meloni segue sviluppi

Roma, 31 lug. (askanews) – Otto persone ferite, danni, paura e circolazione dei treni interrotta attorno al nodo napoletano per una forte scossa di terremoto avvertita a Napoli e nella provincia. L’epicentro nell’area dei Campi flegrei dove il sisma è stato registrato dai sismografi intorno alle 19.46. Si tratta della scossa di maggiore intensità da quando ha ripreso a farsi vivo il fenomeno del bradisismo nell’area di Pozzuoli.

La premier Giorgia Meloni, è in costante contatto con il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e con il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per seguire l’evoluzione della situazione. Meloni segue inoltre gli sviluppi della riunione dell’Unità di crisi, convocata per coordinare il monitoraggio e gli interventi conseguenti al sisma.

A seguito dell’evento sismico registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si è riunita infatti l’Unità di Crisi presieduta dal Capo Dipartimento Fabio Ciciliano in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile. Secondo le verifiche della Sala Situazione Italia del Dipartimento ci sono notizie di danni sul territorio.

Intanto è stata sospesa in via precauzionale la circolazione ferroviaria dei treni intorno al nodo di Napoli, compresa la linea dell’Alta velocità. Sono in corso verifiche per il controllo della rete ferroviaria.

Pd, colloquio Schlein-Gualtieri dopo un evento al Pigneto a Roma

Roma, 31 lug. (askanews) – Lungo colloquio tra la segretaria del Pd Elly Schlein e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri a margine della presentazione della proposta di legge Dem sull’emergenza caldo.

Dopo l’evento, che si è svolto nel pomeriggio al Giardino Galafati del quartiere Pigneto di Roma, la leader del PD e il primo cittadino della Capitale si sono appartati per un colloquio durato all’incirca 20 minuti lontano dai cronisti e dai cittadini che hanno partecipato all’evento.

Italia sospende Schengen con Spagna, crisi diplomatica con Madrid

Roma, 31 lug. (askanews) – Come in qualche modo preannunciato ieri, l’Italia ha sospeso – prima in Europa – l’accordo di Schengen con la Spagna, in seguito alla crisi dei migranti a Ceuta.

Il Ministero dell’Interno ha annunciato oggi in una nota di aver disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree. La decisione – viene spiegato – è stata presa dopo “le più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale”. Inoltre – si aggiunge – “a seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia”.

Al momento la sospensione di Schengen, secondo quanto si apprende a Bruxelles, non è ancora stata notificata alla Commissione europea, che, tramite un portavoce, spiega che la chiusura delle frontiere immediata è possibile, ma lo Stato membro che la dispone deve “spiegare in che modo la situazione a Ceuta costituisca una grave minaccia al proprio ordine pubblico o alla propria sicurezza interna”.

Oggi la premier Giorgia Meloni, spiegano fonti di governo, ha avuto vari contatti telefonici con partner europei, tra cui quello con la premier danese Mette Frederiksen, con cui da tempo condivide una visione comune sulla gestione dei fenomeni migratori. Poi, in serata, su X, ha spiegato la decisione assunta. La sospensione di Schengen, scrive, è “una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”. Comunque l’Italia, assicura, “è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”.

Con la Spagna, però, è scontro diplomatico. Dopo le parole di ieri di Antonio Tajani (“Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani”) Madrid ha convocato l’ambasciatore italiano per chiedere conto di un messaggio ritenuto “indegno del Ministro degli Esteri di un Paese partner e amico”. E oggi anche il premier Pedro Sanchez si è fatto sentire. “La solidarietà e l’empatia sono facoltative. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, invece no – ha scritto su X -. Secondo i dati di Frontex, tra il 2021 e il 2026 gli ingressi irregolari nell’Unione europea sono stati 478.600 attraverso l’Italia, 340.600 dalla rotta dei Balcani occidentali, 259.800 dalla Grecia, 234.760 dalla Spagna e 48.000 attraverso la frontiera orientale”.

Sulla linea tenuta dal governo l’opposizione va all’attacco. E’ un esecutivo di “irresponsabili propagandisti” secondo la segretaria del Pd Elly Schlein, che si chiede: “Ma davvero il Governo non sa che Ceuta è un enclave in Africa e da lì non c’è libera circolazione né verso la penisola spagnola né verso gli altri paesi europei?” Stessa linea da Giuseppe Conte, per il quale “la psicosi Vannacci spinge il governo italiano a operazioni di sciacallaggio” mentre con Meloni “siamo stati il colabrodo per l’ingresso in Europa di migranti irregolari”. “Segnalo che chi arriva a Ceuta non può entrare in UE – regime speciale – e muoversi all’interno secondo i parametri di Schengen. Così per evitare discussioni inutili, slogan e propaganda”, puntualizza il leader di Azione Carlo Calenda.

Premio Fabrizio De André, il 18 e 19 settembre 2026 a Roma la finale

Roma, 31 lug. (askanews) – Il 18 e il 19 settembre si terrà, eccezionalmente, nel parco di Villa Bonelli a Roma (Via Camillo Montalcini, 1) la finale della 25esima edizione del Premio Fabrizio De André Parlare Musica, riconoscimento patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André ETS e organizzato da iCompany, con la direzione artistica di Luisa Melis, che da anni promuove la creatività e l’originalità delle nuove produzioni artistiche italiane nella musica, nella poesia e nella pittura.

In attesa di restituire a cittadine e cittadini la storica sede di Piazza Fabrizio De André alla Magliana – dove la fase finale del Premio è tornata negli ultimi due anni e oggi oggetto di lavori di riqualificazione – la manifestazione si sposta per quest’anno nella vicina Villa Bonelli.

Alla finale, a ingresso libero e gratuito, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con il Municipio Roma XI e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura, saranno presenti i vincitori della Targa Faber e della Targa Quelli che cantano Fabrizio (il premio per le reinterpretazioni delle opere di De André), oltre ai vincitori della sezione poesia e della sezione pittura e i finalisti della sezione musica.

Nelle edizioni precedenti sono stati premiati per la Targa Faber e la Targa Quelli che cantano Fabrizio: Ariete, Bandabardò, Bobo Rondelli, Bresh, Brunori Sas, Clementino, Cristina Donà, Daniele Silvestri, Diodato, Enrico Ruggeri, Enzo Avitabile, Eugenio Finardi, Ex-Otago, Fiorella Mannoia, Luca Marinelli, Madame, Mannarino, Mauro Ermanno Giovanardi, Mauro Pagani, Morgan, Motta, Musica Nuda, Negrita, Neri Marcorè, Niccolò Fabi, Paola Turci, Peppe Barra, Perturbazione, Piero Pelù, Roberto Vecchioni, Ron, Samuele Bersani, Simone Cristicchi, The Andre, Vinicio Capossela.

I finalisti della sezione poesia saranno selezionati da Vincenzo Costantino Cinaski; tra loro verrà decretato il vincitore che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma.

I finalisti della sezione pittura saranno selezionati da Roberto Sironi; tra loro verrà decretato il vincitore, che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma.

I semifinalisti della sezione musica si esibiranno il 26, 27 e 28 agosto all’ex Convento delle Clarisse di Caramanico Terme (Pescara) e, tra loro, verranno selezionati i finalisti che saliranno sul palco del giardino di Villa Bonelli a Roma il 18 e 19 settembre.

Dieci dei semifinalisti saranno selezionati attraverso il tour nazionale di scouting “E ti piace lasciarti ascoltare”, ideato da Teresa Mariano e progettato insieme a Luisa Melis, giunto alla sua terza edizione e organizzato da Borghi Artistici. I restanti venti semifinalisti saranno invece individuati da Luisa Melis attraverso il contest nazionale.

Il progetto-format “E ti piace lasciarti ascoltare” è dedicato alla ricerca e alla valorizzazione di nuovi talenti e coinvolge promotori e produttori culturali partner del Premio, attivi in Centri Culturali di Produzione e Formazione, Teatri, Live Club, Festival e Rassegne Musicali. Attraverso una rete di appuntamenti e concerti organizzati in diverse regioni italiane, il progetto offre l’opportunità di incontrare, ascoltare e far emergere gli artisti del territorio.

Dal 27 giugno al 21 agosto, il tour attraversa Emilia-Romagna (27 giugno), Toscana (11 luglio), Piemonte (18 luglio), Liguria (24 luglio), Abruzzo (31 luglio), Molise (2 agosto), Puglia (4 agosto), Lazio (6 agosto), Sardegna (9 agosto), Calabria (21 agosto), coinvolgendo cantautori e artisti emergenti provenienti da tutta Italia. Al termine di ogni tappa live sarà selezionato un artista che accederà direttamente alle semifinali, in programma a Caramanico Terme (Pescara) e organizzate dall’Associazione Centro Adriatico Produzione Musica ETS.

Ogni anno il Premio De André registra oltre mille iscritti al contest online, confermando il forte interesse verso spazi di ascolto, confronto e valorizzazione dedicati alle nuove generazioni di artisti. Un dato che testimonia come l’eredità artistica e culturale di Fabrizio De André continui a rappresentare un riferimento imprescindibile per chi sceglie la canzone d’autore come forma di espressione.

La 25esima edizione del “Premio Fabrizio De André – Parlare Musica” è patrocinata dalla Fondazione Fabrizio De André ETS, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con il Municipio Roma XI, la produzione esecutiva di iCompany, la direzione artistica di Luisa Melis, il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

Il Premio Fabrizio De André, istituito nel 2002, nasce con l’obiettivo di valorizzare nuovi talenti che si distinguono per l’originalità delle loro creazioni artistiche. Mira a incentivare la creatività di autori, compositori, interpreti ed esecutori emergenti della musica italiana. L’intento è quello di promuovere una creatività libera, svincolata da mode, generi e logiche commerciali, per incoraggiare l’innovazione e la freschezza delle nuove opere artistiche. Riconosciuto come uno degli eventi di riferimento per gli artisti che esplorano nuove vie nella musica d’autore, il Premio si avvale di una giuria composta da musicisti, scrittori, giornalisti, critici musicali e professionisti del settore, presieduta da Dori Ghezzi.

Enrico Rava in concerto alla Casa del Jazz a Roma con "Fearless Five"

Roma, 31 lug. (askanews) – Sabato 1 agosto, Enrico Rava si esibirà in concerto alla Casa del Jazz con il nuovo progetto Fearless Five, un quintetto “senza paura” composto da una nuova generazione di musicisti, che mette insieme energie giovani e creative, insieme all’enorme esperienza del band leader.

La storica rivista Musica Jazz, in occasione dell’annuale referendum del Top Jazz, ha assegnato a Fearless Five il premio per il 2024 come “Disco dell’anno” e “Formazione dell’anno”. Inoltre, Enrico Rava ha anche ottenuto il premio nella categoria “Musicista dell’anno” al Top jazz del 2025.

Ancora una volta, Rava è riuscito a dare vita a una formazione fresca ed entusiasmante. The Fearless Five schiera, infatti, una serie di musicisti di grande spessore: l’energia di Matteo Paggi (Premio Top Jazz 2024 Miglior Nuovo Talento) al trombone e all’elettronica, e la straordinaria batterista e cantante Evita Polidoro (le ultime sorprendenti scoperte di Rava, scovate ai seminari di Siena Jazz) si uniscono alla spinta propulsiva del contrabbasso di Francesco Ponticelli e all’indispensabile chitarra di Francesco Diodati, già al fianco di Rava da una decina di anni e vero e proprio baricentro di questo quintetto di jazzisti impavidi.

Con questo gruppo – racconta Rava – mi sento come su un’isola ideale, dove ognuno dà e ognuno ricevere quello di cui ha bisogno. C’è grandissima libertà ma rispetto reciproco, ognuno è in ascolto dell’altro, come in una democrazia perfetta che solo il jazz può rappresentare. I musicisti hanno tutti questa grande capacità, quasi telepatica, di ascoltare e interagire agli input. Ma ci vuole anche coraggio per stare su quest’isola. Circondata a volte da un mare minaccioso, a volte meno, visti i tempi così difficili che stiamo vivendo, rimane pur sempre la mia isola ideale dove amo vivere e suonare”.

A febbraio 2024, il quintetto si è riunito negli studi della Casa del Jazz a Roma per registrare un album, pubblicato a luglio dello stesso anno dalla Parco della Musica Records. È prevista invece per l’autunno 2026 l’uscita di un nuovo album co-prodotto da Parco della Musica ed ECM, che avrà come ospite speciale il sassofonista statunitense Joe Lovano.

Umbria, la filiera del tabacco guarda al futuro

Perugia, 31 lug. (askanews) – Ha preso il via a Perugia la prima tappa del Roadshow territoriale “Da 15 anni nei territori, guardando al futuro”, promosso da Philip Morris Italia e Coldiretti per celebrare i quindici anni dalla firma dell’accordo di filiera sottoscritto con il Ministero dell’Agricoltura. Un modello di collaborazione di lungo periodo che ha sostenuto lo sviluppo della tabacchicoltura italiana attraverso investimenti, innovazione e valorizzazione dei territori. L’Umbria rappresenta uno dei territori centrali di questo percorso. A confrontarsi sul ruolo delle istituzioni regionali nella tutela e nello sviluppo di una filiera così rilevante per il territorio è Simona Meloni, Assessore regionale al PNRR, alle politiche agricole e agroalimentari: “Philip Morris acquista il 40% del tabacco dall’Umbria e la nostra regione è una delle cinque regioni italiane che produce tabacco. Per questo motivo siamo sempre presenti a tutti i tavoli. Anche oggi abbiamo parlato della nuova frontiera della sostenibilità, dell’innovazione tecnologica, della componente ambientale e anche dei nuovi prodotti che Philip Morris, attraverso la ricerca, lo studio e la collaborazione con l’università, continua a mettere in campo”.

L’accordo di filiera guarda al futuro anche attraverso innovazione, formazione e occupazione, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del comparto e creare condizioni di sviluppo sostenibili nel lungo periodo. Su questi temi è intervenuto Cesare Trippella, Director Value Chain and External Engagement di Philip Morris Italia: “La cosa importante sono anche le poste strategiche che facciamo, come ad esempio il programma Digital Farmers, nato per cercare di attrarre i giovani e permettere loro di continuare l’attività dei propri genitori. Questo significa guardare al futuro: il contratto che abbiamo rinnovato fino al 2035 serve proprio a dare prospettive ai giovani e a favorire l’innovazione. Lo facciamo attraverso Digital Farmers, ma anche attraverso la Leaf Innovation Hub, con cui coinvolgiamo delle start-up. Quelle che risultano vincitrici sviluppano poi progetti che noi andiamo a implementare all’interno delle nostre aziende”.

Sottoscritto nel 2011 e recentemente esteso con una nuova intesa decennale, l’accordo viene presentato come un esempio di collaborazione capace di unire agricoltura, industria e istituzioni in una prospettiva di lungo periodo. Il valore della collaborazione pubblico-privata per lo sviluppo dei territori è al centro dell’intervento di Damiano Bernardini, Segretario regionale del PD Umbria: “Il pregio più grande di questa iniziativa è quello di offrire un orizzonte di lungo termine alle nostre imprese, che possono così programmare la propria attività su più annualità. Siamo nell’epoca delle grandi incertezze, ma anche delle grandi opportunità, e riuscire a programmare significa consentire uno sviluppo più organizzato e dare una prospettiva più solida alle nostre attività, che rappresentano anche una vera opportunità di crescita e di rilancio per i nostri territori”.

Dalla tutela della produzione agricola alla valorizzazione del rapporto tra imprese, cittadini e territori, fino alla collaborazione tra pubblico e privato, la tappa umbra del Roadshow mette al centro il rapporto tra filiera e territorio. Un percorso che guarda ai prossimi anni con l’obiettivo di continuare a sostenere investimenti, competenze, occupazione e innovazione.

Migranti, Trump: a Ceuta una "catastrofe", "sembra un’invasione"

New York, 31 lug. (askanews) – Una “catastrofe”. Così il presidente americano, Donald Trump, ha definito l’ampio flusso di migranti che hanno superato i confini di Ceuta, l’enclave spagnola sulla punta settentrionale del Marocco affacciata sullo Stretto di Gibilterra. Parlando durante una riunione di gabinetto a Camp David, la residenza presidenziale sulle montagne del Maryland, Trump ha aggiunto: “Sembra l’invasione di un paese e la stessa cosa succederà [in Usa] se i repubblicani non vengono eletti” alle elezioni di metà mandato di novembre.

Paola Turci in "Live a Dismisura", l’anteprima tour a Milano e Roma

Roma, 31 lug. (askanews) – In attesa del nuovo album “Amore a dismisura”, in uscita il 2 ottobre per BMG, Paola Turci annuncia “Live a Dismisura”, due speciali appuntamenti dal vivo di anteprima tour in cui porterà sul palco il nuovo progetto insieme ai brani che hanno segnato oltre quarant’anni di carriera. Queste le date, prodotte da Baobab Music: il 29 novembre presso la Santeria Toscana 31 a Milano e il 3 dicembre a Largo Venue a Roma.

I biglietti sono già disponibili in prevendita da oggi su Ticketone.

Dopo aver aperto le porte del nuovo progetto con “Vita Mia” e aver condiviso “Manchi” come un dono speciale per il suo pubblico, Paola Turci compie un altro passo verso “Amore a dismisura”: due concerti che offriranno per la prima volta l’occasione di ascoltare dal vivo le canzoni del nuovo album, in un incontro speciale con il pubblico a Milano e nella sua Roma.

Con “Amore a dismisura”, Paola Turci inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico, tornando a raccontare l’amore nelle sue forme più complesse e contraddittorie, dando voce a fragilità, assenze, rinascite e legami che lasciano un segno profondo. Un album che attraversa le emozioni senza cercare risposte semplici, confermando ancora una volta la cifra autentica e personale di una delle interpreti più intense della musica italiana.

Migranti, telefonata Meloni-Frederiksen su crisi Ceuta

Roma, 31 lug. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sentito la premier danese Mette Frederiksen. Al centro del colloquio, secondo quanto si apprende, la crisi in corso a Ceuta e l’ipotesi di sospensione di Schengen.

“Ancora una volta Roma si conferma al centro del dibattito europeo sulle politiche migratorie”, sottolineano fonti di governo, aggiungendo che “le reazioni di oggi evidenziano come la linea promossa da Roma stia trovando un consenso crescente anche tra altri governi europei”.

Meloni e Frederiksen da tempo sono allineate sulle soluzioni nella gestione dei fenomeni migratori, promuovendo anche le riunioni dei paesi cosiddetti “like minded” che si svolgono ormai di consueto a margine delle sedute del Consiglio europeo.

I vigneti di Villa Sandi trasformati in ecosistema intelligente

Crocetta del Montello, 31 lug. (askanews) – A Villa Sandi si è tenuto un incontro di resoconto inerente il percorso di trasformazione del vigneto in un ecosistema intelligente per una viticultura di precisione. Negli oltre 200 ettari di proprietà della famiglia Moretti Polegato, è in corso da oltre due anni una gestione supportata da un’unica piattaforma digitale, capace di raccogliere e interpretare in tempo reale dati agronomici e climatici. Nello specifico, il progetto di digitalizzazione ha visto l’installazione di una rete di centraline meteorologiche che monitora costantemente temperatura, umidità, precipitazioni e vento, mentre foglie elettroniche rilevano la bagnatura della vegetazione e sensori installati nel terreno analizzano l’umidità del suolo fino a circa settanta centimetri di profondità. Tutti questi dati, vengono elaborati attraverso sistemi di supporto alle decisioni e alimentati da algoritmi di intelligenza artificiale, che trasformano le informazioni raccolte sul campo in indicazioni operative per gli agronomi. Il supporto tecnologico al vigneto prosegue poi anche ad alta quota, dove droni e immagini satellitari monitorano la vigoria vegetativa delle singole vigne, individuando variazioni che possono manifestarsi nell’arco di pochi metri. Una fotografia che consente agli agronomi non solo di pianificare gli interventi in modo sempre più accurato, ma anche di localizzare eventuali situazioni di sofferenza della vegetazione e persino di definire il momento ideale della vendemmia, valorizzando al massimo il potenziale qualitativo di ogni filare.

“Oggi il nostro mondo, quello del prosecco nelle sue dominazioni, è sicuramente in una situazione molto favorevole rispetto al resto d’Italia, dove ci sono delle giacenze e un minore consumo di vino, specialmente per i vini rossi”, ha commentato Giancarlo Moretti Polegato, Presidente di Villa Sandi. “Il prosecco invece si sta difendendo per le sue tipicità, per la possibilità di essere versatile con tutte le cucine. Inoltre, nel mondo della gestione delle vigne sono stati fatti molti passi in avanti grazie alla tecnologia”.

Grazie a questo approccio, Villa Sandi stima oggi una riduzione fino al 20% dei trattamenti fitosanitari, mentre il monitoraggio continuo dell’umidità del terreno permette di ottimizzare l’irrigazione con un risparmio idrico medio di circa il 10%.

“Abbiamo fatto il possibile per aumentare la mole di dati raccolta tramite sensoristica sul terreno e immagini satellitari. Con questa quantità di dati servono però anche sistemi per riuscire a interpretarli. A questo scopo è arrivata l’IA, grazie alla quale riusciamo a sintetizzare questi dati e renderli fruibili ad agronomi e tecnici. La componente umana rimane molto importante, l’intelligenza artificiale non si sostituisce all’uomo che la utilizza per i propri scopi, per essere più efficace e anticipare eventuali problemi”, ha aggiunto il Vice Presidente di Villa Sandi Leonardo Moretti Polegato.

I benefici aumentano ulteriormente nei vigneti dove la gestione di precisione si integra con studi sulla composizione del suolo e con l’impiego dei portinnesti del gruppo “M”, sviluppati nell’ambito della collaborazione con il Wine Research Team e l’Università degli Studi di Milano. In queste aree il risparmio di acqua può raggiungere il 70% rispetto ai vigneti limitrofi.

Ematologia, a Tricase nasce il progetto “SOS PEOPLE”

Tricase, 31 lug. (askanews) – Rafforzare la capacità di cura dell’ematologia salentina e garantire ai pazienti l’accesso alle terapie più innovative. Sono questi gli obiettivi di “SOS PEOPLE”, il progetto promosso da AIL Lecce insieme alla Fondazione Cardinale Giovanni Panico di Tricase. L’iniziativa punta a potenziare strutture, tecnologie e servizi dedicati ai pazienti affetti da leucemie, linfomi, mieloma e altre patologie onco-ematologiche, con l’obiettivo di offrire cure sempre più avanzate senza costringere i malati a spostarsi fuori dal territorio.

Vincenzo Zonno, Responsabile progetto: “Questa è un’iniziativa per migliorare e potenziare tutto il sistema ematologico della provincia di Lecce. AIL è accanto alla Fondazione Panico per ammodernare i reparti, per incrementare la tecnologia nei laboratori di diagnostica e tutto questo naturalmente a favore dei pazienti e naturalmente anche delle famiglie. È un modo per essere vicino ai pazienti.”

Anna Mele, Dir. UOC Ematologia e Trapianto di CSE, AO “Card. G Panico” Tricase: “Un progetto fortemente voluto. L’obiettivo era ottenere l’accreditamento CNT del Centro Nazionale Trapianti e per fare questo abbiamo adeguato da un punto di vista tecnologico e strumentale il nostro programma Trapianti. Nonostante non fosse obsoleto, l’accordo prevede degli standard ben restrittivi e alla luce di questo abbiamo ottenuto l’accreditamento e siamo tra i centri poi riconosciuti anche dalla Regione Puglia come il programma Trapianti che può prescrivere e somministrare le nuove terapie cellulari come le CAR-T”

Il progetto prevede un investimento complessivo di 315 mila euro, di cui 155 mila finanziati da AIL Lecce grazie a un contributo ottenuto da AIL Nazionale attraverso un bando competitivo.

Vincenzo Pavone, Responsabile Scientifico UOC Ematologia e Trapianto di CSE AO “Card G Panico” Tricase: “L’ho sentita anche come una missione insieme a Suor Margherita: c’era la necessità di creare qualcosa che servisse per i pazienti del Salento, quindi ho fatto un’immigrazione al contrario ma sono stato felice di averla fatto e di aver buttato il cuore oltre l’ostacolo perché poi i risultati si vedono. La giornata di oggi è una giornata importante per capire come l’ematologia è andata avanti: abbiamo fatto quasi 1000 trapianti dal 2005. È un grande risultato, soprattutto perché fondato da zero”.

Suor Margherita Bramato, (già Direttore Generale): “Un messaggio di gratitudine perché in tutti questi anni grazie anche alla presenza del Dottore Pavone ci abbiamo creduto nella cura della malattia ematologica. Sono stati curati e trapiantati centinaia di persone per cui l’augurio che faccio è di poter continuare guardando al futuro anche con le nuove terapie, con le nuove tecnologie e che possa, questo ospedale, essere sempre più a servizio degli ammalati”.

Attivo dal 2005 e parte della Rete Ematologica Pugliese, il Centro di Tricase ha già effettuato oltre 815 trapianti di cellule staminali, confermandosi uno dei principali punti di riferimento della sanità pugliese nella cura delle patologie ematologiche ad alta complessità

Europei tuffi, Italia d’oro nel Team Event misto

Roma, 31 lug. (askanews) – L’Italia conquista la prima medaglia d’oro agli Europei di tuffi di Parigi vincendo il Team Event misto. Il quartetto azzurro formato da Chiara Pellacani, Matteo Santoro, Sarah Jodoin Di Maria e Raffaele Pelligra chiude la gara con il punteggio di 410.60, precedendo gli Atleti Neutrali (Russia) e l’Ucraina.

Dopo una prima parte di gara chiusa al secondo posto alle spalle degli Atleti Neutrali, gli azzurri cambiano passo nelle prove decisive. A metà competizione la classifica vedeva la Russia al comando con 203.30 punti contro i 198.75 dell’Italia, ma le ottime prestazioni di Sarah Jodoin Di Maria e Raffaele Pelligra consentono il sorpasso, portando gli azzurri a 345.00 punti contro i 318.60 degli avversari quando mancava un solo tuffo.

L’ultimo esercizio di Di Maria e Pelligra vale 410.60 punti complessivi e mette in cassaforte il successo, con gli Atleti Neutrali troppo distanti per ribaltare il risultato. Per la squadra italiana arriva così il primo titolo continentale della rassegna parigina, davanti agli Atleti Neutrali e all’Ucraina.

Delmastro, Dori: “Negato a Giunta accesso a documenti, inaccettabile”

Roma, 31 lug. (askanews) – “È inaccettabile: ai membri della giunta delle autorizzazioni della Camera è stato di fatto negato il diritto – come sempre avvenuto per prassi – alla documentazione che il procuratore di Roma Lo Voi ieri (giovedì 30 luglio, ndr) aveva inviato al presidente Fontana, che poi lo aveva trasmesso alla Giunta”. Lo ha detto il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera Devis Dori, Avs. Si tratta, ha precisato, di “una negazione dei diritti della Giunta che rappresento come presidente”, ha aggiunto.

Basket 3×3, BEA Chieri alle Finali Nazionali da primo nel ranking

Roma, 31 lug. (askanews) – Al primo anno di partecipazione al circuito federale Elite di basket 3×3 (massimo livello nazionale), il team Leopardi 3×3 accede alle Finals di Riccione (1 agosto 2026) da prima nel ranking italiano. Un risultato incredibile, arrivato anche grazie al secondo posto al torneo Master Shock Da Ground di Marsala, domenica 26 luglio, ciliegina sulla torta in una stagione da incorniciare.

Da inizio giugno a oggi, la squadra del Progetto BEA Leopardi ha conquistato il primo posto di due tornei Master (Pavia e Jesolo) e del torneo Top Sand di Rimini, arrivando così a quota 17.435 punti. A questi ottimi risultati, si aggiungono due secondi posti a Tornei Master (Dat di Perugia e Marsala) e la semifinale al torneo Top di Sanremo.

A Riccione, gli Arancioni incontreranno nuovamente le migliori squadre della Penisola, per il torneo che assegnerà lo scudetto 2026.

Commenta il DS Stefano Piccionne: “Il primo posto nel ranking nazionale è un risultato incredibile, che non ci aspettavamo. Al di là di come andranno le Finals, è già un successo. Al primo anno di partecipazione al circuito Elite 3×3, abbiamo raggiunto risultati di cui andare molto orgogliosi. Questo è stato fatto coinvolgendo giocatori da diverse regioni d’Italia, non senza difficoltà, creando un gruppo solido e unito anche grazie al lavoro del dirigente Gigi Ferraris. La convocazione di Niccolò Piccionne per il raduno della Nazionale Under 21 è un altro traguardo che ci gratifica e ci fa ben sperare per la prossima stagione, dove ci piacerebbe coinvolgere sempre di più anche il Settore Giovanile nelle attività 3×3. Vogliamo continuare su questa strada”.

Migranti, la crisi a Ceuta divide l’Ue: ombre su Schengen

Roma, 31 lug. (askanews) – “Un attacco alla sovranità nazionale spagnola”, così il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha definito l’ampio flusso di migranti marocchini che hanno superato i confini dell’enclave spagnola nella punta orientale dell’Africa. Un “attacco” che ha diviso l’Unione europea: tra chi ha espresso solidarietà, pur sottolineando la necessità di ristabilire lo status quo ante, come il cancelliere tedesco Friederich Mer. E altri, tra cui il governo Meloni, che ritengono Madrid responsabile di quanto accaduto, minacciando la chiusura di Schengen.

Quella che si sta dimostrando essere una delle crisi migratorie più importanti che hanno toccato i confini dell’Unione europea, con gli ultimi dati da Ceuta che parlano di circa 50.000 ingressi in poche ore e 34 morti, ha generato un’immediata reazione delle capitali europee che hanno chiesto un pronto intervento da parte di Madrid per sanare questa crisi.

Il governo di Roma è stato uno dei primi ad intervenire sulla fattispecie, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha ipotizzato la possibilità di “sospendere Schengen con Madrid”. Opzione che ha visto il sostegno anche del ministro degli Esteri Antonio Tajani che, ieri, si è detto “favorevole” alla sospensione poiché “l’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale”.

Le parole del ministro degli Esteri non sono piaciute all’omologo spagnolo José Manuel Albares, il quale ha immediatamente stigmatizzato le dichiarazioni come non “degne” e ha convocato l’ambasciatore italiano a Madrid per riferire.

A difesa di Madrid è intervenuto l’ex Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera, Josep Borrell, che ha bocciato la richiesta italiana di sospendere la partecipazione della Spagna all’area Schengen, definendola incompatibile con il diritto europeo. Secondo Borrell, infatti, “nessuno Stato membro può sospendere unilateralmente la partecipazione di un altro a Schengen”. L’ex capo della diplomazia europea ha inoltre criticato l’iniziativa italiana, sostenendo che rivela come alcuni governi stiano “utilizzando e abusando dell’ordinamento giuridico dell’Ue”, arrivando a violare il principio di leale cooperazione” che vincola gli Stati membri. Critiche verso la posizione di Roma sono giunte anche da Javí Lopez, vicepresidente del Parlamento europeo e membro del Partito Socialista e Democratico, che ha definito le dichiarazioni di Meloni “indegne di un partner europeo”. “Dopo oltre 700.000 arrivi dalla Libia, l’Italia ha ricevuto sostegno europeo, non prediche. La solidarietà non è una strada a senso unico”, ha osservato Lopez.

Tuttavia, la posizione italiana ha ricevuto il sostengo di alcuni partner europei, come la Finlandia e la Svezia. Il ministro dell’Interno finlandese Mari Rantanen, membro del partito di destra Finns Party, infatti, ha sostenuto la leader italiana accusando la Spagna di non riuscire a “proteggere il confine esterno dell’Area Schengen dalle infiltrazioni”, aggiungendo che “tutti i Paesi europei devono sostenere la proposta di Meloni”. Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha condiviso queste posizioni, dichiarando che il suo ministro per la Migrazione è “in contatto con i suoi omologhi nordici e non esclude di adottare le misure necessarie per evitare che si ripeta il 2015”, riferendosi alla crisi migratoria durante la quale oltre un milione di rifugiati e migranti raggiunse l’Europa in fuga dalle guerre in Siria, Afghanistan e Iraq.In questo contesto, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito “inaccettabili” le immagini provenienti da Ceuta, ribadendo che l’ingresso nell’Unione europea deve avvenire nel rispetto delle regole. Ha chiesto di fermare gli attraversamenti irregolari, smantellare le reti dei trafficanti e accelerare i rimpatri. Von der Leyen ha inoltre annunciato il coinvolgimento dei commissari Magnus Brunner e Dubravka Suica per rafforzare il sostegno alla Spagna e il coordinamento con il Marocco, anche attraverso Frontex.

Sulla stessa linea si è mosso anche il cancelliere Merz che ha sottolineato che “la Spagna vuole e deve riportare la situazione a Ceuta sotto controllo il più rapidamente possibile”, rimarcando la necessità di coinvolgere il Marocco per risolvere la crisi.

“Proteggere le frontiere esterne dell’Unione europea è fondamentale per combattere l’immigrazione clandestina. Mi aspetto che tutti gli Stati membri dell’UE rispettino questo obbligo. Siamo in contatto con il governo spagnolo su questo tema”, ha riferito Merz, aggiungenco che accoglie con “favore l’intenzione della Spagna di non consentire l’ingresso di migranti illegali nel continente europeo”.

“Ci aspettiamo che il Marocco riprenda immediatamente i migranti illegali”, ha affermato ancora Merz, non lasciando la responsabilità unicamente in capo a Madrid.

Anche il Belgio, con il suo ministro degli Esteri Maxime Prévot, è giunto in soccorso della Spagna, sottolineando come “quando uno Stato membro si trova sotto pressione, si tratta di una questione europea”. “Quando uno Stato membro situato alla frontiera esterna dell’Unione si trova ad affrontare una simile pressione, non è un problema esclusivamente spagnolo, ma una questione europea”, ha indicato Prevot, specificando che “in momenti come questi, la Spagna deve garantire la protezione delle proprie frontiere e poter contare sul sostegno sia delle autorità europee sia di quelle marocchine”.

Carabinieri: a Terni il primo workshop operativo sui droni

Milano, 31 lug. (askanews) – A Rieti, dal 28 al 30 luglio, si è tenuto il 1° Workshop Operativo sull’impiego dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR). L’evento, promosso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri (II Reparto – Dipartimento Aereo e Navale), si è svolto presso i locali e le aree di volo della Sezione Addestramento APR situata presso la sede del 16° Nucleo Elicotteri Carabinieri (NEC) di Rieti, con il supporto logistico della Scuola Forestale Carabinieri.

L’impiego dei droni da parte delle Forze di Polizia, disciplinato dal Decreto Interministeriale del 13 giugno 2022 e dal discendente Protocollo d’intesa con l’ENAC, compie nell’Arma un ulteriore salto di qualità. Grazie alla recente riconfigurazione ordinativa che ha interessato il Dipartimento Aereo e Navale e il Raggruppamento Aeromobili Carabinieri (RAC) di Pratica di Mare, è stato istituito sull’aeroporto di Roma Urbe il primo Nucleo APR, reparto che ha assunto un fondamentale ruolo di guida dottrinale per tutte le attività di Polizia e specialistiche.

Al Nucleo APR della Capitale è stata strategicamente affiancata la neo-istituita Sezione Addestramento di Rieti, la quale svilupperà una capacità di formazione autonoma per piloti e operatori APR. Questa struttura si attesta come la “cabina di regia” dell’iniziativa addestrativa odierna. Diretta da un Ufficiale qualificato Istruttore e affiancata da personale esperto del RAC, la Sezione di Rieti, di fatto prima “scuola” di volo di polizia con APR, è destinata a diventare non solo il punto di riferimento addestrativo dell’Istituzione, ma anche l’elemento trainante di un vero e proprio Think Tank, operando come vettore dottrinale di eccellenza nello specifico settore.

L’obiettivo primario è creare un amalgama operativo tra tutti i Reparti dell’Arma dotati di sistemi APR, superando eventuali incertezze procedurali e garantendo la piena aderenza (compliance) alla disciplina di settore. Questa prima edizione ha un taglio prettamente pratico e vede la partecipazione di 20 militari esperti, già in possesso dei titoli richiesti, i quali opereranno in modalità “live” con i droni in dotazione ai rispettivi reparti per dimostrarne sul campo le peculiarità operative.

L’importanza strategica della capacità APR per l’Arma dei Carabinieri è stata sottolineata dalla presenza del Vice Comandante Generale, Gen. C.A. Massimo Mennitti e del Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma, Gen. C.A. Andrea Taurelli Salimbeni, che hanno incontrato i partecipanti all’evento.

Carabinieri: a Terni il primo workshop operativo sui droni

Milano, 31 lug. (askanews) – A Rieti, dal 28 al 30 luglio, si è tenuto il 1° Workshop Operativo sull’impiego dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR). L’evento, promosso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri (II Reparto – Dipartimento Aereo e Navale), si è svolto presso i locali e le aree di volo della Sezione Addestramento APR situata presso la sede del 16° Nucleo Elicotteri Carabinieri (NEC) di Rieti, con il supporto logistico della Scuola Forestale Carabinieri.

L’impiego dei droni da parte delle Forze di Polizia, disciplinato dal Decreto Interministeriale del 13 giugno 2022 e dal discendente Protocollo d’intesa con l’ENAC, compie nell’Arma un ulteriore salto di qualità. Grazie alla recente riconfigurazione ordinativa che ha interessato il Dipartimento Aereo e Navale e il Raggruppamento Aeromobili Carabinieri (RAC) di Pratica di Mare, è stato istituito sull’aeroporto di Roma Urbe il primo Nucleo APR, reparto che ha assunto un fondamentale ruolo di guida dottrinale per tutte le attività di Polizia e specialistiche.

Al Nucleo APR della Capitale è stata strategicamente affiancata la neo-istituita Sezione Addestramento di Rieti, la quale svilupperà una capacità di formazione autonoma per piloti e operatori APR. Questa struttura si attesta come la “cabina di regia” dell’iniziativa addestrativa odierna. Diretta da un Ufficiale qualificato Istruttore e affiancata da personale esperto del RAC, la Sezione di Rieti, di fatto prima “scuola” di volo di polizia con APR, è destinata a diventare non solo il punto di riferimento addestrativo dell’Istituzione, ma anche l’elemento trainante di un vero e proprio Think Tank, operando come vettore dottrinale di eccellenza nello specifico settore.

L’obiettivo primario è creare un amalgama operativo tra tutti i Reparti dell’Arma dotati di sistemi APR, superando eventuali incertezze procedurali e garantendo la piena aderenza (compliance) alla disciplina di settore. Questa prima edizione ha un taglio prettamente pratico e vede la partecipazione di 20 militari esperti, già in possesso dei titoli richiesti, i quali opereranno in modalità “live” con i droni in dotazione ai rispettivi reparti per dimostrarne sul campo le peculiarità operative.

L’importanza strategica della capacità APR per l’Arma dei Carabinieri è stata sottolineata dalla presenza del Vice Comandante Generale, Gen. C.A. Massimo Mennitti e del Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma, Gen. C.A. Andrea Taurelli Salimbeni, che hanno incontrato i partecipanti all’evento.

Musica, esce "31/07": storico brano di Mecna

Roma, 31 lug. (askanews) – È disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali “31/07”, lo storico brano di Mecna, tra le voci più riconoscibili della scena rap italiana. La release è stata preceduta da un cortometraggio suddiviso in tre parti e pubblicato sui canali social dell’artista nei giorni scorsi.

“31/07” – il primo capitolo della nota trilogia del 31 uscito nel luglio del 2011 solo su Soundcloud – nasce sulle note di Avril 14th di Aphex Twin e racconta la distanza che può emergere nei rapporti durante l’estate quando la leggerezza delle ferie e il movimento delle persone amplificano le mancanze. A distanza di anni il pezzo è diventato un culto per i fan e per l’occasione il brano è stato risuonato al pianoforte da Pierfrancesco Pasini e cantato da Mecna. Attraverso immagini quotidiane – uffici vuoti, traslochi, telefonate – Mecna racconta una stagione che non coincide con il suo stato d’animo.

Il brano riflette sulla difficoltà di comunicare, sulle domande che restano sospese e su quella sensazione di essere fuori tempo rispetto agli altri. L’artista osserva se stesso e l’altro con lucidità, restituendo un’estate fatta di silenzi, distanze e piccoli cambiamenti che diventano decisivi.

Con il suo stile unico e flow inimitabile, capace di regalare barre memorabili destinate a restare nel cuore degli ascoltatori, Mecna pubblica “31/07” proprio nel giorno che dà il titolo al brano, trasformando la data in un elemento narrativo e simbolico. Una decisione che chiude un cerchio iniziato quindici anni fa e che restituisce al pubblico uno dei capitoli più significativi della sua produzione, ora finalmente disponibile ufficialmente su tutte le piattaforme.

Lo scorso 24 ottobre Mecna ha pubblicato “Discordia, armonia, e altri stati d’animo”, un album che ruota intorno a quelle emozioni universali che appartengono a tutti. Con un linguaggio chiaro e diretto, Mecna è stato in grado di entrare in intimità con il lato profondamente più umano dell’ascoltatore. I testi, infatti, diventano uno specchio e voce non solo delle sue esperienze più personali, ma anche di quelle di chi ascolta.

Biennale Danza 2026 chiude con 17mila presenze, McGregor confermato

Venezia, 31 lug. (askanews) – Sir Wayne McGregor è stato confermato alla direzione artistica della Biennale Danza di Venezia anche per i prossimi due anni, dopo avere guidato il festival internazionale già per sei edizioni. Ora il suo incarico è stato prolungato fino al 2028. In concomitanza con la notizia della riconferma del direttore, sono Tati anche diffusi i numeri dell’edizione 2026 della Biennale Danza, che si chiude sabato 1 agosto: 17mila le presenze registrate con sale piene al 90%.

“La riconferma di Sir Wayne McGregor alla direzione artistica del settore Danza – ha commentato il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco – rappresenta un segnale di continuità nella volontà di eccellenza della Biennale. La sua visione ha profondamente ampliato i confini del linguaggio coreografico, valorizzando sia i grandi protagonisti internazionali sia l’attenzione per le nuove generazioni attraverso Biennale College. Nel rafforzare il profilo internazionale e il prestigio del Settore, Sir Wayne McGregor continuerà per i prossimi due anni a fare di Venezia un laboratorio privilegiato a cui guardare per scorgere il futuro della danza contemporanea”.

“Sono onorato di continuare a ricoprire il ruolo di direttore della Biennale Danza per altri due mandati – ha aggiunto McGregor. È stato un privilegio lavorare al fianco di artisti, pubblico e collaboratori eccezionali, esplorando la danza come potente forza di innovazione, immaginazione e connessione. Sono profondamente grato al presidente Pietrangelo Buttafuoco e all’intero, straordinario team della Biennale di Venezia per la fiducia che continuano a riporre in me. Insieme continueremo ad ampliare le possibilità della coreografia, a sostenere voci nuove e audaci, a interrogare i nostri archivi come preziosi luoghi di produzione di conoscenza innovativa e a creare uno spazio in cui possano fiorire la curiosità artistica, la sperimentazione e l’eccellenza. Non vedo l’ora di portare avanti ciò che abbiamo iniziato e di plasmare il prossimo capitolo della Biennale Danza con ambizione, apertura e ottimismo”.

Cinema, a ottobre in sala "Zustissia", il film su Beniamino Zuncheddu

Roma, 31 lug. (askanews) – Arriverà al cinema dal 15 ottobre “Zustissia” di Francesco Piras, film tratto dal libro di Mauro Trogu e Beniamino Zuncheddu “Io sono innocente” pubblicato in Italia da De Agostini.

Nel cast Michele Riondino, Fabrizio Ferracane, Paola Giannini, Jacopo Cullin e con Francesco Colella, Geppi Cucciari e la partecipazione di Philippine Leroy-Beaulieu.

Il film, soggetto e sceneggiatura di Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili è ambientato nel 1991, quando un triplice omicidio commesso sui monti del Sud Sardegna porta alla rapida condanna di un uomo innocente: Beniamino Zuncheddu. Tre gradi di giudizio in un anno per dare un ergastolo. Venticinque anni dopo, un giovane avvocato decide di lottare – pro bono – per restituirgli la libertà.

“Zustissia” è la storia di una vita rubata dal più lungo errore giudiziario della storia italiana: 33 anni di ingiusta detenzione. Ed è anche la storia dell’emozionante battaglia che l’avvocato Mauro Trogu e altri alleati hanno ingaggiato per arrivare alla revisione del processo e all’assoluzione, giunta il 26 gennaio 2024. È un film d’inchiesta, d’impegno civile, d’amicizia e d’amore. Amore per “sa zustissia”, amore per la verità, e amore per le montagne, quei meravigliosi monti da cui Beniamino è stato tenuto lontano tutta una vita… e dove ora, finalmente, è tornato.

Migranti: circa 60.000 ingressi a Ceuta "nelle ultime ore"

Roma, 31 lug. (askanews) – Il presidente della Città autonoma di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha affermato che le prime stime indicano in circa 60.000 le persone nelle ultime ore hanno attraversato la frontiera con il Marocco, una cifra pari a circa il 70% della popolazione della enclave. Dopo un incontro con il premier Pedro Sßnchez, Vivas ha definito la situazione “insostenibile” e “impossibile”, chiedendo una risposta da parte del governo centrale di Madrid. Le autorità spagnole non hanno finora confermato ufficialmente il numero degli ingressi indicato dal presidente dell’esecutivo di Ceuta.

(fonte: Servimedia)

Migranti, Von der Leyen: inaccettabili le immagini da Ceuta

Roma, 31 lug. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito “inaccettabili le immagini che arrivano da Ceuta”, sottolineando che “non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole”.

In un post su X, Von der Leyen ha chiesto la fine immediata degli “attraversamenti pericolosi” e lo smantellamento delle “reti di trafficanti”, sollecitando allo stesso tempo “rimpatri rapidi, come previsto dalle nostre regole”.

“Ho incaricato due Commissari di fornire supporto per il controllo della situazione – ha aggiunto – Magnus Brunnes (Commissario europeo per gli affari interni e la migrazione, ndr) sta già lavorando a stretto contatto con la Spagna ed è pronto a recarsi nei punti critici. Si occuperà di fornire ulteriore supporto operativo alla Spagna, anche tramite Frontex. Dubravka Suica (Commissario per il Mediterraneo, ndr) è in contatto con la sua controparte marocchina. Sono fiduciosa che la nostra stretta collaborazione con il Marocco aiuterà a ottenere risultati concreti”.

Calcio, Inter, Chivu, serve pazienza sul mercato

Roma, 31 lug. (askanews) – “Ci vuole pazienza, il mercato è ancora lungo. La squadra è competitiva, ma c’è sempre bisogno di giocatori importanti. Siamo attenti alle opportunità”. Così l’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, alla vigilia dell’amichevole contro il Manchester City in programma a Hong Kong.

Il tecnico nerazzurro ha sottolineato il valore del test contro gli inglesi pur ammettendo che la squadra non è ancora al massimo della condizione. “È speciale per noi avere l’opportunità di giocare contro una grande squadra come il Manchester City. Anche se entrambe le squadre non sono al 100%, tutti saranno felici del livello che proveremo a mettere in campo. La squadra sta bene, ha lavorato in Germania e faremo del nostro meglio, mettendo in campo il massimo della nostra intensità possibile”.

Chivu ha poi commentato l’arrivo del nuovo acquisto John Stones. “Sono contento del suo arrivo. È importante per la qualità, la personalità e il carisma. Aumenta il livello della nostra difesa”. Sul prosieguo del mercato, il tecnico ha ribadito la necessità di rinforzare ulteriormente la rosa: “Ho sempre chiesto di alzare il livello con giocatori importanti, che abbiano voglia di fare parte di questo gruppo. Siamo attenti alle opportunità che possano permetterci di fare un ulteriore salto di qualità”.

Infine, un pensiero per Franco Baresi, scomparso nelle scorse ore. “Ci uniamo al mondo dello sport nelle condoglianze alla famiglia di Franco Baresi. Tutti quelli che amano il calcio hanno perso una grande icona di questo sport”.

Calcio, progetto Fifa, si dimette braccio destro di Infantino

Roma, 31 lug. (askanews) – Carlos Cordeiro, principale consigliere del presidente Fifa Gianni Infantino, ha annunciato le sue dimissioni. Cordeiro è stato tra l’altro rappresentante della Fifa nella task force della Casa Bianca per il Mondiale 2026. Cordeiro, indiano, ha spiegato che la decisione è maturata per la contrarietà al piano di Infantino di aprire la Fifa ai privati, vendendo quote delle prossime edizioni della Coppa del Mondo. “Voglio essere chiaro: non ho avuto alcun ruolo in questa proposta e sono categoricamente contrario. Questo è un male per le associazioni membri della Fifa, un male per il calcio e un male per il futuro a lungo termine del calcio”, ha scritto l’ex banchiere su LinkedIn.

Spagna, Schlein: Meloni fa propaganda irresponsabile e apre crisi con Madrid

Roma, 31 lug. (askanews) – “Giorgia Meloni anziché dare solidarietà a un paese di frontiera come il nostro nel contrasto a trafficanti e mafie, apre una crisi diplomatica con la Spagna, e annuncia di voler chiudere Schengen. Ma davvero il Governo non sa che Ceuta è un enclave in Africa e da lì non c’è libera circolazione né verso la penisola spagnola né verso gli altri paesi europei?”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.

“È un Governo di irresponsabili propagandisti – aggiunge – che da quattro anni non risolve un problema degli italiani e ogni giorno offre solo un nuovo nemico. Anziché litigare con le cartine geografiche si occupassero dei prezzi stellari dei carburanti, della crescita a zero e dei salari italiani tra i più bassi d’Europa. Ma anche oggi con la sua propaganda il Governo cercherà di nascondere i suoi fallimenti come nasconde le chat di Delmastro”.

Esodo, Anas: domani weekend da bollino nero sulle strade italiane

Roma, 31 lug. (askanews) – L’Anas ricorda che domani mattina sabato primo agosto è previsto bollino nero sulle strade italiane, bollino rosso nei pomeriggi di oggi, domani e domenica 2 agosto. Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore oggi dalle ore 16 alle 22, domani sabato 1° agosto dalle 8 alle 22 e domenica 2 agosto dalle 7.00 alle 22.00 “Rivolgiamo un invito a tutti i viaggiatori a programmare gli spostamenti verificando le condizioni del traffico, lo stato del veicolo e le previsioni meteo”, ha detto l’ad di Anas, Claudio Andrea Gemme.

Edificio crollato a Messina, individuato un corpo sotto le macerie

Milano, 31 lug. (askanews) – C’è una prima vittima per il crollo della palazzina avvenuto nel pomeriggio di ieri a Pistunina, quartiere alla periferia Sud di Messina. I vigili del fuoco hanno individuato il corpo di uno dei sei dispersi sotto le macerie della palazzina. A confermarlo è Antonino Bertucci, portavoce dei vigili del fuoco, intervistato da SkyTg24: “Abbiamo seguito una strategia in funzione delle indicazioni che ci sono state fornite dai parenti e dai conoscenti dei dispersi: sulla base di questa strategia abbiamo individuato il primo corpo. Proseguiamo su questa linea sperando di poter trovare nel più breve tempo possibile anche le altre persone: siamo in una fase di soccorso, la speranza è poter trovare qualcuno in vita”.

Dal punto di vista operativo, ha spiegato il portavoce dei vigili del fuoco, il problema è che “abbiamo un incendio che si muove sotto delle macerie, quindi siamo costretti a lavorare su due fronti: una parte degli operatori lavora per abbassare i fumi, e una parte invece lavora movimentando le macerie cercando di individuare le persone”.

Caldo: domenica bollino rosso in quasi tutta Italia

Milano, 31 lug. (askanews) – Si intensifica nel fine settimana la quarta ondata di calore dell’estate. Secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute, oggi sono 11 le città contrassegnate con il bollino rosso, livello massimo di allerta, ma saliranno a 19 domani e a 23 domenica 2 agosto, confermando un progressivo aggravamento dell’ondata di calore soprattutto nelle aree urbane.

Per la giornata di oggi il livello 3 riguarda Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino e Viterbo. Domani, sabato 1 agosto, si aggiungeranno Bologna, Brescia, Cagliari, Milano, Napoli, Pescara, Venezia e Verona, portando a 19 il numero delle città con il massimo livello di rischio.

Un ulteriore aggravamento è atteso per domenica 2 agosto, quando le città da bollino rosso diventeranno 23 sulle 27 monitorate. All’elenco si aggiungeranno infatti Catania, Genova, Palermo e Trieste, che passeranno dal bollino arancione al livello massimo di allerta. Le città con bollino arancione scenderanno così a tre – Ancona, Bari e Messina – mentre Reggio Calabria resterà l’unica città monitorata contrassegnata con il bollino giallo.

Banche, Cisl: nel 2026 chiusi altri 126 sportelli, sempre più comuni scoperti

Roma, 31 lug. (askanews) – Le banche italiane continuano a ridurre la loro presenza sul territorio: nei primi sei mesi del 2026 sono stati chiusi altri 126 sportelli, con il numero complessivo delle filiali che scende a livello nazionale a 19.016. È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, che elabora i dati di Banca d’Italia e Istat.

Il fenomeno continua a colpire non solo le aree interne e i piccoli comuni, ma anche le grandi città, dove in molti casi il calo è superiore alla media nazionale. Rispetto al 31 dicembre 2021 la contrazione più marcata si registra a Milano (-16,2%), seguita da Roma (-14,1%) e Palermo (-13,9%), a fronte di una media nazionale del 12,2%.

A livello regionale, dall’inizio dell’anno la riduzione più forte del numero di sportelli si registra in Liguria (-2,6%), seguita da Lombardia (-1,7%) e Valle d’Aosta (-1,6%). Tra le regioni con la maggiore incidenza di comuni senza sportelli figurano Molise (83,8%), Calabria (74,5%) e Valle d’Aosta (74,3%), mentre il valore più basso si registra in Emilia Romagna (8,2%).

Nei primi sei mesi del 2026 è inoltre aumentato di 9 unità il numero dei comuni totalmente privi di sportelli bancari. Nel complesso, sono ormai quasi 11,5 milioni gli italiani che vivono in comuni senza sportelli o con una sola filiale.

Nella classifica dei gruppi bancari per presenza territoriale, al primo posto si conferma Iccrea con 2.450 sportelli, seguito da Intesa Sanpaolo (2.295) e Unicredit (2.252).

Il "caldo spietato" travolge l’Italia: punte di oltre 40 gradi

Milano, 31 lug. (askanews) – Come in molte parti del mondo, anche in Giappone le Estati stanno diventando sempre più estreme e pericolose, con picchi che superano regolarmente i 40°C. Basti pensare che nel 2025 circa 2.000 persone hanno accusato malori legati al caldo sul luogo di lavoro: un record drammatico che ha spinto il governo ad adottare nuove norme, sdoganando persino l’uso dei pantaloncini corti in ufficio.

Ma i giapponesi, che hanno una precisione linguistica invidiabile, hanno fatto di più. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ci ricorda infatti che, dopo un sondaggio che ha coinvolto ben 400.000 persone, l’Agenzia Meteorologica Giapponese ha introdotto ufficialmente il termine “Kokushobi”. Suona quasi come un’antica arte marziale o una filosofia zen, vero? In realtà, significa “giorno di caldo spietato”: è la parola perfetta per indicare quelle giornate in cui il caldo oltrepassa ogni limite di sopportazione, diventando una vera e propria minaccia per il corpo umano. Nel frattempo, a Tokyo si continuerà a cuocere a fuoco lento: è previsto “Kokushobi” fino a domenica, con minime di 26°C e massime di 37°C.

Purtroppo, non serve andare a Tokyo per vivere un giorno di “caldo spietato”. La nostra quarta ondata di calore porterà il Kokushobi direttamente in Italia, con picchi che supereranno i 40°C. L’ultimo giorno di luglio vedrà i termometri toccare i 40°C a Firenze, Modena e Terni (sebbene il Nord-Ovest dovrà prestare attenzione a qualche improvviso temporale, possibile anche in pianura). Ma il peggio arriverà nel weekend. Dal 1° agosto, giornata da bollino rosso per il meteo e nero per il traffico, la soglia Kokushobi verrà ampiamente superata. A chi si metterà in viaggio raccomandiamo le classiche “partenze intelligenti”, portando con sé molta acqua in auto, perché i numeri saranno “spietati”: avremo 41°C a Terni e 40°C a Ferrara, Mantova, Modena e Parma, valori che insisteranno almeno fino a lunedì.

Nei giorni successivi avremo un leggero calo termico assoluto (il termometro scenderà dai 40-41 ai 38-39 gradi), ma attenzione all’inganno: aumenterà l’umidità e farà più caldo di notte, con frequenti notti super tropicali. Avremo anche un aumento dei temporali su Alpi e Prealpi. In sintesi, non sapremo se scegliere di passare dalla padella alla brace o viceversa: l’afa renderà il caldo insopportabile almeno fino all’8 agosto.

C’è una speranza? Al momento alcuni modelli intravedono un veloce break temporalesco tra l’8 e il 10 agosto, con una leggera attenuazione della canicola (che scenderebbe a 34-35°C) sul Nord Italia e sul versante adriatico.

Forse solo una breve illusione: il caldo anomalo del 2026 sembrerebbe già pronto a rimettere le tende sull’Italia almeno fino a Ferragosto. Per una svolta vera e decisa, sembra che dovremo, purtroppo, attendere la seconda metà del mese.