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Calcio, i risultati di Serie A. Il Como aggancia la Roma

Roma, 26 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 34esima giornata di serie A dopo Genoa-Como 0-2:

34.a giornata Napoli-Cremonese 4-0,Parma-Pisa 1-0; Bologna-Roma 0-2; Verona-Lecce 0-0. Domenica 26 aprile, Fiorentina-Sassuolo 0-0; Genoa-Como 0-2; ore 18 Torino-Inter; ore 20.45 Milan-Juventus. Lunedi 27 aprile, ore 18.30 Cagliari-Atalanta; ore 20.45 Lazio-Udinese.

Classifica: Inter 78, Napoli 69, Milan 66, Juventus 63, Roma, Como 61, Atalanta 54, Bologna 48, Lazio 47, Sassuolo 46, Udinese 43, Parma 42, Torino 40, Genoa 39, Fiorentina 37, Cagliari 33, Lecce 29, Cremonese 28, Verona, Pisa 18.

35ª giornata – Venerdì 1 maggio, ore 20.45 Pisa-Lecce. Sabato 2 maggio, ore 15 Udinese-Torino; ore 18 Como-Napoli; ore 20.45 Atalanta-Genoa. Domenica 3 maggio, ore 12.30 Bologna-Cagliari; ore 15 Sassuolo-Milan; ore 18 Juventus-Verona; ore 20.45 Inter-Parma. Lunedì 4 maggio, ore 18.30 Cremonese-Lazio; ore 20.45 Roma-Fiorentina.

36esima giornata – Venerdì 8 maggio, ore 20.45 Torino-Sassuolo. Sabato 9 maggio, ore 15 Cagliari-Udinese; ore 18 Lazio-Inter; ore 20.45 Lecce-Juventus. Domenica 10 maggio, ore 12.30 Verona-Como; ore 15 Cremonese-Pisa; ore 15 Fiorentina-Genoa; ore 18 Parma-Roma; ore 20.45 Milan-Atalanta.

Marotta: l’Inter sempre agito con la massima correttezza



Roma, 26 apr. (askanews) – “Apprendiamo tutto dalla stampa, infatti questi comunicati e queste dichiarazioni fatte ci meravigliano perché innanzitutto noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi. Sappiamo di aver agito nella massima correttezza e questo deve tranquillizzare tutti”. Così il presidente dell’Inter a Sky Sport poco prima di Torino-Inter sui capi d’imputazione contenuti nell’avviso di garanzia all’ex designatore Rocchi. “È chiaro – continua – che l’anno scorso è stata un’annata in cui oggettivamente abbiamo avuto anche delle decisioni avverse e acclarate successivamente dai vertici arbitrali. Mi riferisco per esempio a un rigore non dato in occasione di Inter-Roma e quindi oggi noi siamo qua pensando a questa partita, a questo campionato e a questo scudetto che vogliamo portare a casa. Sono tranquillo che l’Inter è estranea e sarà estranea anche in futuro”.

In merito al riferimento della Procura di Milano a una giornata specifica, ai nomi degli arbitri Colombo e Doveri e alla gara d’andata di Coppa Italia: quanto è sorpreso e che ricordo ha “Sono sorpreso perché assolutamente non trovo un collegamento con questo, ma non voglio addentrarmi. Noi abbiamo appreso tutte queste notizie dalla stampa, mi sembra di aver risposto in modo esaustivo, non voglio addentrarmi di più. Ci tengo a tranquillizzare tutti i tifosi e soprattutto a dire che noi siamo qua a Torino oggi a giocarci una partita importante, vogliamo portare a casa più in fretta possibile questo scudetto, meritato. Ribadisco ancora una volta come noi abbiamo agito nella massima correttezza”.

Sulla stagione dell’Inter e la possibilità di conquistare campionato e Coppa Italia: “I complimenti vanno sicuramente riservati in primis all’allenatore e poi alla squadra: credo che il merito principale sia loro. Mi sento di sottolineare come dobbiamo ancora arrivare a questo doppio traguardo, per cui oggi posso dire che la squadra è molto concentrata su questo esame e sulla partita di stasera. Dopodiché affronteremo domenica prossima un altro avversario e poi penseremo anche a quello che è un altro bel trofeo che vorremmo vincere. Saremmo alla decima volta, per cui sarebbe una cosa straordinaria per l’Inter”.

Tennis, Sinner agli ottavi di finale a Madrid

Roma, 26 apr. (askanews) – Jannik Sinner batte Elmer Moller per 6-2, 6-3 ed è agli ottavi di finale del Masters 1000 di Madrid. Una partita solida da parte del numero 1 al mondo, che ha gestito dall’inizio alla fine. Nel primo set Sinner ha conquistato due break (nel quarto e sesto game), ma ha perso la battuta nel settimo gioco. Dopo un medical timeout chiamato da Moller, Jannik ha strappato nuovamente il servizio al danese chiudendo 6-2 in 40 minuti. Nel secondo set, invece, a Sinner è bastato il break nel sesto game. Con questo successo, l’azzurro sale a 19 vittorie consecutive. Agli ottavi di finale del Madrid Open per la terza volta in carriera, affronterà uno tra Norrie e Tirante.

Calcio, Genoa-Como 0-2: decidono Douvikas e Diao

Roma, 26 apr. (askanews) – Il Como batte in trasferta il Genoa 2-0 e conquista tre punti che rendono vivissima la volata Champions. Fabregas aggancia la Roma a quota 61, entrambe a -2 dalla Juve quarta impegnata stasera contro il Milan. Al 10′ subito avanti il Como: cross di Da Cunha e colpo di testa vincente di Douvikas. Al 28′ rischio di papera di Butez, ma Vitinha spreca il pari. Al 34′ palo di Nico Paz. Frendrup va vicino all’1-1 al 63′, ma nel miglior momento del Genoa arriva il bis di Diao

La Fondazione Teatro La Fenice licenzia il maestro Beatrice Venezi: offensive le sue dichiarazioni

Roma, 26 apr. (askanews) – La Fondazione Teatro La Fenice annulla la collaborazione con il maestro Beatrice Venezi. “La Fondazione Teatro La Fenice, per voce del Sovrintendente Nicola Colabianchi, comunica di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi”, si legge in una nota.

“La decisione è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del Maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra. Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai Professori d’Orchestra”, spiega la nota. “La Fondazione Teatro La Fenice ribadisce il proprio impegno nella promozione di un ambiente professionale fondato sul rispetto reciproco, sulla collaborazione costruttiva e sull’eccellenza artistica”.

“Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, prende atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza, e conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia. Con l’auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d’ogni ordine e grado; nell’interesse del Teatro e della città di Venezia”. E’ quanto si legge in una nota.

[Annullate tutte le collaborazioni. Giuli: piena fiducia nel sovrintendente de La Fenice, decisione assunta in autonomia|PN_20260426_00048|in04 rj01|https://ildomaniditalia.eu/wp-content/uploads/2026/04/La-Fondazione-Teatro-La-Fenice-licenzia-il-maestro-Beatrice-Venezi.jpg|26/04/2026 17:35:27|La Fondazione Teatro La Fenice licenzia il maestro Beatrice Venezi: offensive le sue dichiarazioni|Teatro|Cronaca]

MotoGp, Alex Marquez: "Potevo guidare come volevo"

Roma, 26 apr. (askanews) – Alex Marquez vince il Gran Premio di Spagna 2026 a Jerez, conquistando il suo primo successo stagionale e la quarta vittoria in MotoGP. “Ho ritrovato il feeling con questa moto, la mia guida scorrevole è tornata. Ho spinto dall’inizio alla fine, sapevo che il mio ritmo fosse particolarmente buono”, ha raccontato a caldo Marquez. “Penso che giovedì nessuno avrebbe puntato un euro su di noi, ma alla fine abbiamo lavorato molto bene. E’ un risultato importante per la squadra e per me”, ha aggiunto ai microfoni di Sky Sport. Entrando più nello specifico, ha concluso: “Abbiamo fatto degli interventi di aerodinamica e non posso entrare troppo nel dettaglio. E’ cambiato poi anche il mio approccio: meno lamenti ai box, maggior concentrazione sull’andar forte e sfruttare i punti di forza della moto. Qui a Jerez la Ducati funzionava molto bene, potevo frenare molto forte e avevo velocità di percorrenza. Domani nei test sarà importante analizzare, in vista di Le Mans”.

Cilsimo, Pogacar cala il poker alla Liegi davanti a Seixas

Roma, 26 apr. (askanews) – Lo slovenno Tadej Pogacar domina la Liegi-Bastogne-Liegi e conquista per la quarta volta in carriera la classica monumento più antica del calendario, al termine di una gara spettacolare decisa sull’ultima salita. Lo sloveno della UAE Emirates si impone in solitaria sul traguardo di Liegi con una media record di oltre 44 km/h, precedendo il francese Paul Seixas, sorprendente secondo a 44 secondi, e il belga Remco Evenepoel, terzo a 1’41″.

La corsa si decide sulla Côte de la Roche-aux-Faucons, dove Pogacar lancia l’attacco decisivo a poco meno di 14 chilometri dall’arrivo. Seixas prova a resistere nei primi metri ma deve cedere al ritmo imposto dal campione sloveno, che si invola verso il successo dopo aver già selezionato il gruppo sulla Redoute senza però riuscire inizialmente a staccare il giovane rivale.

È proprio il duello tra Pogacar e Seixas a caratterizzare la 112ª edizione della Doyenne. Il 19enne francese, al debutto nella corsa, resta a lungo incollato alla ruota del favorito, rispondendo colpo su colpo anche sulle pendenze più dure, fino all’azione decisiva che spezza definitivamente l’equilibrio. Alle loro spalle Evenepoel perde contatto già sulla Redoute e si deve accontentare del terzo gradino del podio, regolando il gruppo inseguitore.

Per Pogacar si tratta del quarto successo alla Liegi dopo quelli del 2021, 2024 e 2025, un risultato che lo avvicina ulteriormente ai grandi della storia della corsa. Lo sloveno sale così a 13 vittorie nelle Classiche Monumento, confermando una stagione straordinaria già impreziosita dai trionfi alla Milano-Sanremo, al Giro delle Fiandre e alla Strade Bianche.

La gara era stata animata anche da una fase iniziale caotica, con una caduta dopo pochi chilometri che aveva costretto Pogacar a inseguire per oltre 160 chilometri un gruppo di testa guidato da Evenepoel. Decisivo il lavoro della UAE Emirates per ricucire lo strappo e riportare lo sloveno nelle posizioni di testa prima del trittico finale di salite.

Nel finale, però, emerge ancora una volta la superiorità di Pogacar, capace di fare la differenza nel momento chiave e di chiudere con un gesto di dedica, indicando il cielo in ricordo dell’ex compagno Camilo Munoz. Un successo che consolida il suo dominio nel ciclismo mondiale e apre nuove prospettive in vista dei grandi giri della stagione.

Atletica, Schwazer a 41 anni vince a Francoforte con il record italiano

Roma, 26 apr. (askanews) – Impresa di Alex Schwazer che, a 41 anni, torna protagonista e conquista la maratona di marcia a Francoforte stabilendo il nuovo record italiano sulla distanza dei 42,195 chilometri. L’altoatesino si impone con il tempo di 3h01’55″, migliorando nettamente il precedente primato nazionale e confermandosi competitivo anche nella nuova specialità introdotta nel programma internazionale.

La gara, disputata in Germania e valida per i campionati tedeschi, vede Schwazer dominare dall’inizio alla fine, lasciando gli avversari a distanza e chiudendo in solitaria al traguardo. Il suo tempo abbassa di circa due minuti il limite precedente e rappresenta uno dei migliori crono stagionali a livello mondiale.

Per il campione olimpico della 50 km di marcia a Pechino 2008 si tratta di un ritorno ad altissimo livello, dopo anni complessi, segnati da squalifiche e vicende extrasportive. A Francoforte dimostra invece una condizione eccellente, costruita con una preparazione mirata proprio sulla nuova distanza, più corta rispetto alla tradizionale 50 km ma comunque estremamente impegnativa.

La maratona di marcia, inserita di recente nel calendario dell’atletica, rappresenta una novità per gli specialisti della disciplina. In questo contesto, il risultato di Schwazer assume un valore ancora maggiore, perché segna subito un riferimento importante per il movimento italiano e internazionale.

Con questa vittoria e il record nazionale, l’azzurro rilancia anche le proprie ambizioni future, tornando tra i protagonisti della marcia mondiale e mandando un segnale forte in vista dei prossimi grandi appuntamenti internazionali.

MotoGp, Bezzecchi secondo: "Contento del risultato"

Roma, 26 apr. (askanews) – Marco Bezzecchi non può che essere soddisfatto dopo aver concluso al secondo posto il Gran Premio di Spagna, quarto appuntamento del Mondiale di MotoGP 2026. Sul tracciato di Jerez de la Frontera il pilota romagnolo ha disputato una gara solida, estraendo il massimo dalla sua domenica. “Sono molto contento per questo risultato – ha detto l pilota romagnolo a Sky – Oggi era estremamente importante fare una bella gara dopo la caduta di ieri. Ad ogni modo è importante questo secondo posto perchè ho sofferto un po’ tutto il weekend. La gara? Oggi Alex Marquez ne aveva di più e ha meritato la vittoria. Io come sempre ho fatto il massimo e dato tutto”.

La classifica generale ora sorride al Bezz che allunga su Jorge Martin e, soprattutto, manda Marc Marquez a 44 lunghezze. “Chiudo questo weekend spagnolo con tanta fiducia. Sapevo di poter fare bene, ma non così tanto bene sinceramente. La moto si adatta bene ad ogni pista e dobbiamo fare in modo di continuare in questa maniera. Domani abbiamo un test importante. Ora testa alla prossima gara di Le Mans”.

Arbitri, Simonelli: "Non mettere in dubbio credibilità del sistema"

Roma, 26 apr. (askanews) – “Non mettere in dubbio credibilità del sistema e regolarità del campionato” In una nota, il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli ha parlato dell’inchiesta della Procura di Milano: “A valle di quanto letto su tutti i media vorrei ricordare che, come in qualsiasi altra situazione, si tratta di accuse degli inquirenti e che è dovere di tutti ritenerle come tali in una normale dialettica democratica. Giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto, nell’attesa doverosa che le indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità”.

“Nessuno di noi – prosegue Simonelli – conosce alcun dettaglio della vicenda ed essere garantisti è un nostro preciso dovere sino all’ultimo grado di giudizio. C’è il rischio, altrimenti, di enormi danni reputazionali al sistema Serie A, e a tutto l’intero movimento calcistico italiano, con una narrazione distorta e una vera e propria gogna mediatica. Peraltro, nel merito, è noto che sia la Procura Federale che la Procura del CONI si siano mosse tempestivamente e si siano già espresse su alcuni punti dell’indagine. La giustizia ordinaria farà il suo corso, ma non possiamo ignorare il lavoro già svolto all’epoca dagli organi sportivi competenti, che si sono peraltro già attivati alla luce di nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare”.

“Abbiamo il dovere – conclude il presidente della Lega di Serie A – di garantire che il sistema calcio assicuri trasparenza e parità di trattamento, richiamando chiunque a evitare strumentalizzazioni che generano solo disinformazione. Confidando nel lavoro degli organi competenti, non può essere un avviso di garanzia a porre in discussione l’onestà intellettuale e il lavoro di un intero sistema. Se poi dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato, sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità e la regolarità del del sistema”.

Calcio, i risultati di Serie A. Fiorentina a quota 37

Roma, 26 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 34esima giornata di serie A dopo Fiorentina-Sassuolo 0-0:

34.a giornata Napoli-Cremonese 4-0,Parma-Pisa 1-0; Bologna-Roma 0-2; Verona-Lecce 0-0. Domenica 26 aprile, Fiorentina-Sassuolo 0-0; ore 15 Genoa-Como; ore 18 Torino-Inter; ore 20.45 Milan-Juventus. Lunedi 27 aprile, ore 18.30 Cagliari-Atalanta; ore 20.45 Lazio-Udinese.

Classifica: Inter 78, Napoli 69, Milan 66, Juventus 63, Roma 61, Como 58, Atalanta 54, Bologna 48, Lazio 47, Sassuolo 46, Udinese 43, Parma 42, Torino 40, Genoa 39, Fiorentina 37, Cagliari 33, Lecce 29, Cremonese 28, Verona, Pisa 18.

35ª giornata – Venerdì 1 maggio, ore 20.45 Pisa-Lecce. Sabato 2 maggio, ore 15 Udinese-Torino; ore 18 Como-Napoli; ore 20.45 Atalanta-Genoa. Domenica 3 maggio, ore 12.30 Bologna-Cagliari; ore 15 Sassuolo-Milan; ore 18 Juventus-Verona; ore 20.45 Inter-Parma. Lunedì 4 maggio, ore 18.30 Cremonese-Lazio; ore 20.45 Roma-Fiorentina.

36esima giornata – Venerdì 8 maggio, ore 20.45 Torino-Sassuolo. Sabato 9 maggio, ore 15 Cagliari-Udinese; ore 18 Lazio-Inter; ore 20.45 Lecce-Juventus. Domenica 10 maggio, ore 12.30 Verona-Como; ore 15 Cremonese-Pisa; ore 15 Fiorentina-Genoa; ore 18 Parma-Roma; ore 20.45 Milan-Atalanta.

MotoGP, Alex Marquez trionfa a Jerez

Roma, 26 apr. (askanews) – La MotoGP 2026 regala spettacolo a Jerez con il dominio di Alex Marquez, che vince il Gran Premio di Spagna davanti a Marco Bezzecchi e Fabio Di Giannantonio.

Gara autoritaria per il pilota spagnolo, capace di prendere il comando nelle prime fasi e imporre un ritmo imprendibile per tutti gli avversari. Alle sue spalle Bezzecchi gestisce un prezioso secondo posto, mentre Di Giannantonio completa il podio dopo una prova solida e costante. Quarto Jorge Martin, seguito dal giapponese Ai Ogura e da Raul Fernandez.

La gara è segnata anche dai colpi di scena che coinvolgono il team ufficiale Ducati. Fuori subito Marc Marquez, caduto al secondo giro mentre era nelle prime posizioni, senza conseguenze fisiche ma costretto al ritiro. Stessa sorte per Francesco Bagnaia, fermato al 14° giro da un problema allo pneumatico anteriore.

Decisiva la fase centrale della corsa, con Alex Marquez che allunga progressivamente fino a costruire un vantaggio superiore ai due secondi su Bezzecchi, controllando poi senza rischi nel finale. Dietro, serrata la lotta per il podio, con Di Giannantonio bravo a mantenere la terza posizione.

Con questo risultato Bezzecchi consolida la propria posizione in classifica generale, portandosi a +11 su Martin e a +30 su Di Giannantonio, in un campionato che resta comunque apertissimo.

La MotoGP tornerà in pista dall’8 al 10 maggio a Le Mans per il prossimo appuntamento del mondiale.

Iran, il Pakistan: le iniziative di mediazione con gli Usa vanno avanti

Roma, 26 apr. (askanews) – La leadership politica e militare di alto livello del Pakistan sta continuando a mediare tra Stati Uniti e Iran, con negoziati indiretti per un cessate-il-fuoco ancora in corso malgrado le crescenti tensioni tra le parti. Lo hanno dichiarato due funzionari del Pakistan.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso questa sera nella capitale del Pakistan, Islamabad, per una seconda visita in altrettanti giorni dopo un breve viaggio in Oman.

Araghchi si trovava ieri a Islamabad e ha presentato la posizione di Teheran sulla fine del conflitto regionale al primo ministro pachistano Shehbaz Sharif, al capo dell’esercito – maresciallo Asim Munir – al ministro degli Esteri Ishaq Dar e ad altri alti funzionari. Non ci sono piani immediati per il ritorno degli inviati statunitensi ai negoziati, secondo i funzionari pakistani, che hanno parlato a condizione di anonimato perché non autorizzati a parlare con i media.

Netanyahu: le azioni di Hezbollah in Libano smantellano la tregua

Roma, 26 apr. (askanews) – Il primo ministro israeliano ha denunciato le azioni di Hezbollah in Libano. “Bisogna capire che le violazioni di Hezbollah smantellano di fatto il cessate-il- fuoco”, ha affermato Benjamin Netanyahu in un video diffuso in occasione del consiglio dei ministri settimanale. “Faremo quello che è necessario per ristabilire la sicurezza”, ha ribadito con forza.

Ha inoltre respinto quella che ha definito un’idea errata secondo cui l’esercito non sarebbe attivo in Libano. “È attivo e lo è con forza”, ha dichiarato, secondo quanto riporta il quotidiano Haaretz. Ha precisato che le operazioni condotte dall’esercito rientrano nell’ambito di intese concluse con gli Stati Uniti e il Libano.

Secondo lui, Israele agisce per preservare i propri interessi di sicurezza, in particolare mantenendo una “libertà d’azione” che gli consente non solo di rispondere agli attacchi, ma anche di anticipare le minacce. Netanyahu ha inoltre fatto sapere che, secondo i dati del comando nord dell’esercito, 46 combattenti di Hezbollah sono stati uccisi nelle ultime settimane, promettendo la prosecuzione di azioni “energiche” per ristabilire la sicurezza nel nord del Paese.

Papa mette in guardia da "quei ladri" che saccheggiano la terra e combattono guerre rubando a tutti il futuro

Roma, 26 apr. (askanews) – Papa Leone XIV da piazza San Pietro mette in guardia contro “quei ladri” che saccheggiano la terra e combattono guerre sanguinose rubando a tutti il futuro.

“Fratelli e sorelle, siamo invitati a riflettere e soprattutto a vigilare sul recinto del nostro cuore e della nostra vita, perché chi vi entra può moltiplicare la gioia oppure, come un ladro, può rubarcela. I ‘ladri’ possono assumere tanti volti: sono coloro che, nonostante le apparenze, soffocano la nostra libertà o non ci rispettano nella nostra dignità; sono convinzioni e pregiudizi che ci impediscono di avere uno sguardo sereno sugli altri e sulla vita; sono idee sbagliate che possono portarci a compiere scelte negative; sono stili di vita superficiali o improntati al consumismo, che ci svuotano interiormente e ci spingono a vivere sempre all’esterno di noi stessi. E non dimentichiamo anche quei ‘ladri’ che, saccheggiando le risorse della terra, combattendo guerre sanguinose o alimentando il male in qualsiasi forma, non fanno altro che rubare a tutti noi la possibilità di un futuro di pace e di serenità”. Così ha detto Papa Leone XIV prima del Regina Caeli in piazza San Pietro.

Usa, Meloni: l’odio politico non può trovare spazio nelle nostre democrazie

Roma, 26 apr. (askanews) – “Desidero esprimere la mia piena solidarietà e più sincera vicinanza al Presidente Trump, alla First Lady Melania, al Vice Presidente Vance e a tutti i presenti per quanto accaduto alla cena dei Corrispondenti della Casa Bianca di ieri sera”. Lo ha scritto sui suoi profili social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie. Non permetteremo al fanatismo di avvelenare i luoghi del libero dibattito e dell’informazione”, ha proseguito Meloni nel post, “La difesa della civiltà del confronto deve restare l’argine invalicabile contro ogni deriva intollerante, a tutela dei valori che fondano le nostre Nazioni”.

Calcio, risultati Serie A. Oggi Torino-Inter e Milan-Juve

Roma, 26 apr. (askanews) – Si chiude 0-0 l’ultimo anticipo di serie A tra Verona e Lecce, con gli scaligeri vicini al “colpaccio”. Punizione di Lovric, il portiere Falcone esce a vuoto e Edmundsson colpisce quasi senza vedere, fra testa e spalla: 1-0. Poi il Var richiama l’arbitro Massa che annulla per fallo del difensore delle Far Oer sul portiere. Oggi in campo Torino-Inter e Milan-Juventus.

Questi i risultati e la classifica della 34esima giornata di serie A:

34.a giornata Napoli-Cremonese 4-0,Parma-Pisa 1-0; Bologna-Roma 0-2; Verona-Lecce 0-0. Domenica 26 aprile, ore 12.30 Fiorentina-Sassuolo; ore 15 Genoa-Como; ore 18 Torino-Inter; ore 20.45 Milan-Juventus. Lunedi 27 aprile, ore 18.30 Cagliari-Atalanta; ore 20.45 Lazio-Udinese.

Classifica: Inter 78, Napoli 69, Milan 66, Juventus 63, Roma 61, Como 58, Atalanta 54, Bologna 48, Lazio 47, Sassuolo 45, Udinese 43, Parma 42, Torino 40, Genoa 39, Fiorentina 36, Cagliari 33, Lecce 29, Cremonese 28, Verona, Pisa 18.

35ª giornata – Venerdì 1 maggio, ore 20.45 Pisa-Lecce. Sabato 2 maggio, ore 15 Udinese-Torino; ore 18 Como-Napoli; ore 20.45 Atalanta-Genoa. Domenica 3 maggio, ore 12.30 Bologna-Cagliari; ore 15 Sassuolo-Milan; ore 18 Juventus-Verona; ore 20.45 Inter-Parma. Lunedì 4 maggio, ore 18.30 Cremonese-Lazio; ore 20.45 Roma-Fiorentina.

36esima giornata – Venerdì 8 maggio, ore 20.45 Torino-Sassuolo. Sabato 9 maggio, ore 15 Cagliari-Udinese; ore 18 Lazio-Inter; ore 20.45 Lecce-Juventus. Domenica 10 maggio, ore 12.30 Verona-Como; ore 15 Cremonese-Pisa; ore 15 Fiorentina-Genoa; ore 18 Parma-Roma; ore 20.45 Milan-Atalanta.

Cna: Oltre 1 mln di piccole imprese a rischio sul passaggio generazionale

Roma, 26 apr. (askanews) – La trasmissione d’impresa si conferma una delle sfide decisive per il futuro del sistema produttivo italiano e nei prossimi anni oltre un milione di imprese dovrà fare i conti con le forti criticità del passaggio generazionale. È quanto emerge dall’indagine realizzata dalla CNA, che ha coinvolto oltre 2.000 imprenditori su tutto il territorio nazionale. I dati parlano chiaro, afferma l’associazione con un comunicato: oltre l’80% degli imprenditori over 40 ha già affrontato il tema della trasmissione della propria attività. Tuttavia, tra il dire e il fare permane una distanza significativa: più della metà non ha ancora avviato azioni concrete per pianificare il passaggio di testimone.

La trasmissione si conferma più efficace in ambito familiare, dove il passaggio generazionale va a buon fine nel 63,7% dei casi. Al contrario, emergono forti criticità nelle cessioni a dipendenti o a terzi: mancano acquirenti, risorse finanziarie e spesso anche condizioni di accordo soddisfacenti. Un dato su tutti: tra chi prova a vendere sul mercato, quasi nessuno riesce a concludere l’operazione. Insomma, prosegue la Cna, quasi il 30% delle piccole imprese deve affrontare forti difficoltà nel percorso di trasmissione. Un dato che segnala una criticità strutturale e che rischia di compromettere la continuità di una parte rilevante del tessuto produttivo nazionale.

A pesare sul processo intervengono anche fattori esterni: burocrazia eccessiva, pressione fiscale elevata, costo del lavoro e carenza di personale qualificato rappresentano barriere che rallentano non solo la nascita di nuove imprese, ma anche la continuità di quelle esistenti.

Il tema si intreccia inoltre con quello della trasmissione delle competenze. In particolare, nell’artigianato, dove impresa e “saper fare” coincidono, il rischio non è solo la chiusura dell’attività, ma la perdita di conoscenze che costituiscono un patrimonio unico del Paese. Il quadro si complica ulteriormente alla luce delle trasformazioni demografiche. I giovani imprenditori under 40 rappresentano appena l’11,3% del campione, rileva Cna, mentre cresce il peso delle classi più anziane. Una dinamica che incide non solo sulla trasmissione delle imprese, ma anche su quella delle competenze, elemento distintivo dell’artigianato e della qualità italiana.

Proprio l’artigianato, tuttavia, mostra segnali di resilienza: il 68,1% dei giovani imprenditori opera in questo ambito, confermandone l’attrattività e il ruolo strategico per il futuro del Paese.

L’indagine evidenzia anche gli ostacoli strutturali al “fare impresa”: burocrazia eccessiva (46,2%), pressione fiscale (44%), costo del lavoro e difficoltà nel reperire personale qualificato. A questi si aggiunge un nodo sempre più critico: l’accesso al credito. Negli ultimi anni si registra una riduzione significativa del supporto bancario, soprattutto per micro e piccole imprese, penalizzando in particolare chi intende acquistare un’attività esistente.

Nonostante le difficoltà, resta elevata la soddisfazione per la scelta imprenditoriale: oltre l’83% degli intervistati si dichiara complessivamente soddisfatto. Un segnale importante, osserva l’associazione, che testimonia la resilienza e la determinazione del tessuto imprenditoriale italiano.

“Il passaggio generazionale non è solo una questione privata delle imprese – sottolinea il Presidente Cna, Dario Costantini – ma una sfida strategica per l’intero Paese. I dati della nostra indagine confermano che la consapevolezza c’è, ma manca ancora una pianificazione concreta e, soprattutto, un contesto favorevole che accompagni questo processo. Servono meno burocrazia, più accesso al credito e strumenti mirati per sostenere chi vuole rilevare un’impresa. Solo così possiamo garantire continuità al nostro sistema produttivo e valorizzare quel patrimonio di competenze che rende unico il Made in Italy”. (fonte immagine: CNA).

La bussola perduta del sindacato bianco

La cerimonia e il corteo

Ho partecipato ieri mattina alle cerimonie per il 25 aprile in piazza Ferretto a Mestre, come faccio ogni anno. Una cerimonia istituzionale con i rappresentanti di tutte le istituzioni politiche, militari e d’arma. Tornato a casa, dal mio balcone ho assistito al dipanarsi di un corteo che sembrava non finire mai, con bandiere di tutte le diverse associazioni mestrine, CGIL in testa, rappresentative di movimenti e gruppi della vasta galassia della nostra società civile.

La Questura parla di duemila, ma gli organizzatori di circa settemila persone. Da parte mia posso solo dire che il corteo appariva interminabile e continuava a sfilare per oltre mezz’ora, dal suo avvio dal piazzale della stazione di Mestre sino al centro della città. Piazza Ferretto è intestata a un martire della resistenza veneziana, Erminio Ferretto, e da quando seguo questa celebrazione non ho mai visto una partecipazione così straordinaria di giovani, donne e uomini di tutte le età, uniti nella difesa della pace, della libertà e della Costituzione repubblicana.

 

Il vuoto della CISL

Spiccava il ruolo determinante della CGIL e delle diverse sigle sindacali ad essa collegate, mentre dolorosa, per me, è risultata l’assenza della CISL che, dopo quanto sta accadendo nella sua dirigenza nazionale, sembra aver smarrito la bussola del proprio orientamento.

Cresciuto nelle file dell’Azione Cattolica e delle ACLI con Livio Labor e Gennaro Acquaviva, ho partecipato e condiviso la cultura politico-sociale di Giulio Pastore e Carlo Donat Cattin, fino a svolgere un ruolo decisivo, dopo la morte di Donat Cattin, per il passaggio del testimone alla guida di Forze Nuove, la corrente della sinistra sociale della DC, a Franco Marini.

La CISL è sempre stata riconosciuta come il sindacato dei cattolici, alternativa alla CGIL, storicamente legata al PCI, ma con Carniti e i suoi successori è divenuta elemento fondamentale dell’unità sindacale, assumendo come priorità l’autonomia e la contrattazione, centrale e aziendale, come stelle polari dell’iniziativa sindacale.

 

Una deriva da interrogare

Nelle recenti dirigenze cisline abbiamo notato un progressivo slittamento verso posizioni filogovernative, una scelta strategica che rischia di stravolgere la storia stessa di un grande sindacato di ispirazione cattolico-democratica e cristiano-sociale, così come pensato dai suoi padri fondatori.

C’è stato un momento, durante la sfilata della marcia per la pace dei mestrini, in cui avrei voluto scendere dal balcone e unirmi al corteo con le due bandiere, quella della DC e quella italiana. Alla fine ha prevalso la prudente determinazione di mia moglie, preoccupata dei miei 81 anni.

Confesso che l’assenza del “sindacato bianco”, in una giornata così carica di significato storico e politico, non rende onore alla storia di un movimento che, anche a Venezia, ha scritto pagine importanti della nostra vita sociale, con particolare riferimento alle grandi battaglie operaie di Porto Marghera.

 

Il segnale delle nuove generazioni

Resta l’esperienza straordinaria di una manifestazione tra le più imponenti mai avvenute nella città, tanto più significativa per la grandissima partecipazione di giovani e delle diverse realtà associative locali. Ho potuto verificare, de visu, anche le ragioni del voto al NO nel recente referendum sulla separazione delle carriere, leggendo i numerosi cartelli inneggianti alla Costituzione e alla difesa dei valori della pace, della giustizia e della libertà.

È un segnale che fa ben sperare: oggi come ieri resta salda la fiducia nella Carta dei padri fondatori, molti dei quali membri attivi della Resistenza. Tentativi illiberali, portati avanti progressivamente dal governo del trio, dovranno fare i conti con questa sensibilità politica, culturale e istituzionale che continua a vivere nelle nuove generazioni.

 

Un auspicio necessario

Mi auguro che esempi simili a quello mestrino si siano verificati anche in altre realtà italiane e che, allo stesso tempo, gli amici della CISL, fedeli alla loro storia, sappiano ritrovare la propria identità e tornare sui loro passi, in una fase così complessa, sul piano interno e internazionale, come quella che stiamo vivendo.

Se fosse chiuso anche Bab el-Mandeb

Lo scenario peggiore da considerare

Ora che la delegazione americana non è più partita per Islamabad, è utile immaginare il possibile scenario peggiore, così da potervi meglio far fronte nel caso si verificasse davvero o anche per dare maggior impulso alla trattativa proprio in virtù della consapevolezza di quello che un eventuale fallimento potrebbe comportare.

Ieri abbiamo accennato alla eventualità che la frustrazione dovuta al mancato immediato successo dell’attacco all’Iran, e della conseguente sua capacità di resistenza e di controffensiva militare ma soprattutto economica e mediatica, potrebbe indurre Donald Trump a ordinare quella devastante azione distruttiva che minaccia da settimane con parole altisonanti e del tutto inaccettabili nell’ambito di una comunità umana che voglia definirsi civile.

 

Il nodo strategico di Bab el-Mandeb

Ma alle viste c’è un altro incubo, di natura economica e prodromico di una effettiva recessione mondiale. La chiusura, dopo Hormuz, anche dello Stretto di Bab el-Mandeb.

Un altro dei principali colli di bottiglia navali, per il quale transita circa il 12% del traffico marittimo internazionale (e, nello specifico, circa il 10% – un po’ meno, un po’ di più a seconda degli anni – del greggio e l’8% del gas naturale liquefatto).

Si tratta dell’accesso al Mar Rosso dal Golfo di Aden e dunque dall’Oceano Indiano: lo sbocco al Mar Mediterraneo attraverso il Canale di Suez garantisce il 40% del traffico commerciale fra Asia ed Europa.

Bloccato lo Stretto, le navi sarebbero costrette alla circumnavigazione dell’intero continente africano, con l’aggravio dei costi derivante da un viaggio che diventa più lungo di almeno 10 giorni.

 

Gli Houthi e la leva iraniana

Sarebbero le milizie Houthi a incaricarsi della cosa. Lo hanno minacciato, hanno già dimostrato di poterlo fare, e l’Iran ha fatto intendere che questi suoi proxy yemeniti sono effettivamente pronti ad agire se ciò verrà loro chiesto da Teheran.

Giusto per avvertire che la parziale lontananza di questi ultimi dal conflitto in corso (sinora avevano lanciato “solo” alcuni missili verso Israele alla fine di marzo, un mese dopo l’avvio della guerra) non era dovuta a una frattura politica bensì a una scelta calcolata.

Gli Houthi come deterrente di riserva, Bab el-Mandeb come ulteriore minaccia, tenuta sullo sfondo. Incombente e dunque inquietante.

 

Dalle missioni di sicurezza al rischio sistemico

Come si ricorderà, dopo gli attacchi anche scenografici che nel 2024 i guerriglieri yemeniti avevano portato ai convogli marittimi transitanti nel Mar Rosso quale ritorsione per l’iniziativa devastatrice israeliana a Gaza (con la conseguente attivazione ritorsiva degli americani tramite l’operazione Prosperity Guardian e degli europei con la missione difensiva Aspides), era subentrato nel maggio 2025 un accordo che aveva raffreddato la situazione e garantito la navigazione nel Mar Rosso.

La sua tenuta aveva probabilmente indotto gli americani a ritenere improbabile un intervento degli Houthi a supporto dell’Iran in maniera diretta. O forse, vista la superficialità con la quale a Washington si è presa la decisione di avviare la guerra, non si era analizzata a fondo la questione.

 

Il rischio di paralisi dell’economia globale

Che, nei suoi termini più crudi, consiste nel rischio che fra Hormuz e Bab el-Mandeb si blocchi oltre un terzo del trasporto mondiale di greggio. Ovvero il semi-collasso dell’economia mondiale.

Nulla transiterebbe più sino a quando non si dovesse raggiungere un vero accordo di pace. Niente petrolio, niente gas, niente merci.

Un’ulteriore carta in mano all’Iran. Alla quale evidentemente, e pare incredibile anche solo immaginarlo, gli strateghi che occupano la Casa Bianca non avevano pensato.

 

La variabile cinese

Resta una speranza. Questo è uno scenario inaccettabile per la Cina. Devastante per la sua Belt and Road Initiative, la nuova Via della Seta sulla quale ha investito capitali ingentissimi.

Pechino si attiverà, sia con la Repubblica Islamica sia con gli Stati Uniti. Anche questo ha ottenuto Trump: che l’Occidente, e non solo, confidi in Xi Jinping.

Proprio un grande risultato.

Il futuro format dei talk politici

Un format che divide

Ma il nuovo format dei talk televisivi è quello della fascia serale La 7 oppure, e al contrario, quello del servizio pubblico radiotelevisivo, di quasi tutti i talk di Mediaset o degli stessi talk de La 7 della fascia mattutina? Ne parlo perchè il format che si sta affermando nei programmi più gettonati di quella importante emittente televisiva, o del canale 9 per fare un altro esempio, si caratterizza per un dato su tutti: e cioè, viene sistematicamente cancellato il pluralismo delle opinioni. Che resta, detto fra di noi, l’abc della democrazia e della sua conservazione e qualità. Un pluralismo delle opinioni che prevede, a volte, una sola presenza di chi non appartiene al “coro” e a cui viene ritagliato un ruolo quasi tenero se non addirittura ridicolo perchè emerge in modo inequivocabile che la musica che viene suonata è tutt’altra. Sotto questo versante il “modello” di Gruber, o Floris o Formigli è lo stesso e quindi non si differenzia da questo clichè.

Il nodo del pluralismo

Ora, al di là della linea editoriale di ciascuna emittente televisiva – ognuno, come ovvio, fa ciò che vuole ed esercita la propaganda a favore di chi ritiene opportuno contestando sistematicamente il nemico politico che viene individuato come tale – quello su cui merita riflettere è quale sarà il “format” futuro prescelto per approfondire i temi politici, sociali e culturali. E, nello specifico, i temi riconducibili al dibattito e al confronto politico quotidiano. E questo per una semplice e persin banale ragione. Perchè se viene a mancare la valenza del pluralismo e del confronto tra tesi diverse ed alternative, il rischio di una deriva illiberale, autoritaria e sostanzialmente anti democratica si staglia all’orizzonte. Se la platea degli invitati alla trasmissione televisiva proviene dalla stessa parte politica compreso, come ovvio e scontato, il conduttore, il quadro si completa e la qualità della democrazia rischia realmente di entrare in crisi.

Il ruolo del servizio pubblico

Certo, il rapporto tra la politica e l’informazione è sempre stato un tema complesso, difficile e molto articolato. Ne è un esempio il dibattito, sempre più stantio ed antico, sull’occupazione della Rai da parte della maggioranza politica di turno che vince le elezioni. Anche se, va pur detto, il pluralismo nel servizio pubblico radiotelevisivo, al di là delle chiacchiere e della propaganda, viene sistematicamente e quasi religiosamente osservato per ragioni se non altro di natura regolamentare perchè il rischio concreto, se si viola il pluralismo, è quello di incappare anche in severe sanzioni pecuniarie.

Democrazia e informazione

Ecco perchè il dibattito e il confronto sul “format” dei talk di approfondimento politico non è legato ad un tema astratto, burocratico o puramente protocollare. Attiene, appunto, alla qualità della democrazia, alla libertà di opinione e in ultimo, ma in cima per importanza, al rispetto dei valori e dei principi costituzionali. Anche perchè sarebbe curioso, nonchè singolare, predicare quotidianamente il richiamo alla nostra Costituzione e poi violarla altrettanto quotidianamente nella declinazione concreta sul terreno più delicato, cioè quello del rapporto tra la politica e l’informazione. E questo perchè il tema in questione non è soltanto di natura regolamentare o legislativa ma, al contrario, attiene proprio alla qualità della nostra democrazia. E senza un rapporto corretto, trasparente, democratico e costituzionale tra la politica e l’informazione il rischio di una deriva autoritaria dello stesso sistema democratico è drammaticamente concreto. È in gioco, infatti, la vera ed autentica qualità della nostra democrazia.

La funzione sociale d’impresa e la prima generazione di stranieri in Italia

La storia di Omar: una biografia esemplare

Omar, nome di fantasia tratto da una storia vera, arriva nel nostro Paese dal Marocco nel 1998, a 38 anni, per lavorare nei campi. Per anni fa il bracciante agricolo, spesso in condizioni disumane; solo dopo molto tempo ottiene un contratto regolare e un lavoro che può forse chiamarsi dignitoso. Con quei sacrifici sostiene la famiglia d’origine e fa studiare i figli. Oggi, a 66 anni, senza un’occupazione e senza più le forze per lavorare, è malato di tumore. La moglie è morta lo scorso anno, i figli – anche loro emigrati – hanno con lui un rapporto difficile. A occuparsene sono i volontari delle Caritas parrocchiali, gli operatori sociali, i sanitari che provano a procurargli qualche farmaco. Senza reddito, la salute è diventata per lui un privilegio lontano.

 

Una nuova area di fragilità sociale

La storia di Omar è una delle migliaia che attraversano il nostro Paese. Tra il 2020 e il 2021, durante il mio breve servizio presso la Caritas Diocesana di Roma, nella Casa di Accoglienza Santa Giacinta, la condizione degli immigrati over 60 con patologie appariva già una frontiera di disagio che il welfare pubblico faticava a intercettare. Persone che avevano lavorato per anni arrivavano alla vecchiaia sospese tra malattia, povertà e solitudine, spesso invisibili alle statistiche e alle narrazioni pubbliche.

Secondo il progetto Immidem, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, oggi in Italia gli stranieri over 60 sono oltre 590.000 e circa 45.000 migranti convivono con disturbi cognitivi o demenza, incontrando barriere significative nell’accesso ai percorsi di diagnosi, cura e long-term care.

 

Dalla forza lavoro alla terza età

Per decenni l’immigrazione è stata letta come apporto di forza lavoro giovane, impiegata nei settori più faticosi e meno tutelati. Anche i dati del nostro Centro Studi mostrano che ad abbassare l’età media dei lavoratori sono soprattutto gli immigrati, risorsa essenziale per il Paese e per il tessuto produttivo. A garantire continuità in molti comparti sono proprio loro: uomini e donne che reggono intere filiere, spesso nei ruoli più esposti.

Ma il ciclo di vita è lo stesso per tutti. Quella prima generazione migrante entra oggi nella terza età con percorsi lavorativi frammentati, redditi bassi, contributi discontinui, reti familiari fragili o lontane. Le difficoltà, già grandi, che i nativi incontrano nell’assistenza agli anziani risultano amplificate quando si tratta di immigrati, per barriere linguistiche, assenza di prossimità familiare e minore capacità di accesso ai diritti.

 

Le domande che interpellano il sistema

Da qui nascono interrogativi inevitabili: chi si prende cura di queste persone quando vengono meno le energie e le tutele del lavoro? Le RSA e le strutture sociosanitarie sono pronte ad accoglierle, anche sul piano culturale e relazionale, oltre che economico? E chi sostiene i costi di percorsi di cura di lunga degenza per lavoratori con biografie contributive deboli o insufficienti?

L’invecchiamento degli immigrati non è un capitolo marginale, ma una nuova frontiera del sistema sociosanitario e politico. Per affrontarla occorre una presa di coscienza, una coscienza collettiva – direbbe Luigi Sturzo – che assuma questa realtà come questione civile, non come semplice emergenza da gestire ai margini.

 

La funzione sociale dell’impresa

In questo orizzonte entra in gioco la funzione sociale d’impresa. Nella prospettiva dell’economia civile e della dottrina sociale della Chiesa, l’impresa non è solo luogo di produzione, ma comunità di persone che concorre al bene comune. Se prendiamo sul serio la centralità della persona, l’impresa non può limitarsi a utilizzare il lavoro degli stranieri per poi voltarsi dall’altra parte quando quei lavoratori invecchiano o si ammalano.

La responsabilità sociale non si esaurisce nei bilanci di sostenibilità, ma si misura nella continuità dello sguardo sulla vita dei lavoratori lungo tutto il loro arco biografico.

 

Verso un’alleanza per il “dopo”

Da qui l’urgenza di sistemi di welfare aziendale e contrattuale, oltre che di strumenti di sanità integrativa, che guardino anche al “dopo”, prevedendo tutele specifiche per l’avanzare dell’età biografica. Non si tratta di sostituirsi al settore pubblico, ma di costruire un’alleanza responsabile.

Un’impresa che assume fino in fondo la propria funzione sociale contribuisce a prevenire le fragilità, riconosce il debito che il Paese ha verso quella prima generazione di stranieri e restituisce dignità a vite che non possono essere considerate “scarti” una volta terminata la loro “utilità” produttiva.

È anche da come sapremo guardare a questi anziani che si misurerà il domani dell’Italia.

 

Antonio Zizza, Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale

 

Usa, spari alla cena di Trump con la stampa, presidente illeso

Roma, 26 apr. (askanews) – Il presidente Donald Trump è illeso dopo che un uomo armato ha tentato di fare irruzione ieri sera alla cena della White House Correspondents’ Association, l’appuntamento che ogni anno riunisce il capo della Casa Bianca e la stampa accreditata. Trump è stato portato in sicurezza mentre gli agenti del Secret Service hanno bloccato e arrestato l’attentatore prima che raggiungesse la sala del banchetto al Washington Hilton.

“Che serata a Washington, D.C. I Servizi Segreti e le Forze dell’Ordine hanno fatto un lavoro fantastico. Hanno agito rapidamente e con coraggio. L’attentatore è stato arrestato, e ho raccomandato di “LASCIARE CHE LO SPETTACOLO CONTINUI”, ma mi affiderò completamente alle Forze dell’Ordine”, ha scritto poi lo Trump su Truth, dove ha postato anche la foto dell’attentatore.

Come riporta Associated Press l’uomo, identificato come Cole Tomas Allen, 31 anni, di Torrance in California, si è presentato armato di pistole e coltelli e ha tentato di farsi strada verso il salone sotterraneo dove si trovavano Trump e numerosi altri esponenti di primo piano dell’amministrazione invitati per la serata. Diversi ospiti si sono gettati sotto i tavoli. Alcuni hanno riferito di aver sentito colpi d’arma da fuoco provenire dalla hall. Un agente delle forze dell’ordine è stato raggiunto da uno sparo, fermato però dal giubbotto antiproiettile e le sue condizioni non sono gravi.

L’FBI ha confermato l’arresto del sospettato e ha attivato l’ufficio locale di Washington. L’evento è stato sospeso e sarà riprogrammato e due ore circa dopo i fatti, Trump è comparso alla Casa Bianca ancora in smoking. “Quando conti qualcosa, ti vengono contro”, ha detto, definendo l’attentatore “malato”. A suo stesso avviso gli inquirenti sembrano orientati verso la pista del lupo solitario.

Padel, al torneo Fip Silver di Bari poker azzurro in semifinale

Roma, 25 apr. (askanews) – Sarà una domenica di grande spettacolo a Bari per il Fip Silver Mediolanum Padel Cup, torneo della Federazione Internazionale Padel, con le semifinali in programma nella mattinata e le finali a partire dalle 14. Nei quarti di finale del tabellone maschile, si legge in una nota, spicca intanto la prestazione dell’azzurro Marco Cassetta, in coppia con lo spagnolo Jose Luis Gonzalez, protagonisti di una grande vittoria contro le teste di serie numero uno, Javi Ruiz e l’italo-argentino Facundo Dominguez, compagno di Cassetta di tante vittorie in Nazionale. Il torinese e lo spagnolo si sono imposti 6-2 6-4 in un match gestito perfettamente fin dai primi punti. “Sono felicissimo, è la vittoria più bella della mia carriera contro il mio idolo Ruiz e il mio amico ‘Facu'”, ha dichiarato Cassetta, rientrato dopo uno stop per infortunio. In semifinale affronterà, insieme al compagno, la coppia formata da Marc Quilez e Fede Mouriño.

Nella parte bassa del tabellone – prosegue il comunicato – avanzano Nacho Moragues e Manuel Aragon, che hanno superato gli azzurri Giulio Graziotti e Simone Iacovino. Gli spagnoli sfideranno in semifinale l’argentino Maxi Sanchez, già numero uno del mondo e campione iridato 2016, in coppia con Juani Rubini. Nel tabellone femminile bene le “Magnifiche 3” azzurre, Emily Stellato, Giulia Sussarello e Carlotta Casali. Stellato e Sussarello hanno dominato il loro quarto di finale con un doppio 6-1 contro le francesi Agosti-Barla e affronteranno in semifinale Jana Montes e Alix Collombon, coppia numero uno del seeding. In coppia con Ana Dominguez, conclude la nota, Casali sfiderà invece le spagnole Aida Martinez e Camila Fassio.

Calcio, risultati Serie A, Roma Champions nel mirino

Roma, 25 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 34esima giornata di serie A dopo Bologna-Roma 0-2

34.a giornata Napoli-Cremonese 4-0,Parma-Pisa 1-0; Bologna-Roma 0-2; ore 20.45 Verona-Lecce. Domenica 26 aprile, ore 12.30 Fiorentina-Sassuolo; ore 15 Genoa-Como; ore 18 Torino-Inter; ore 20.45 Milan-Juventus. Lunedi 27 aprile, ore 18.30 Cagliari-Atalanta; ore 20.45 Lazio-Udinese.

Classifica: Inter 78, Napoli 69, Milan 66, Juventus 63, Roma 61, Como 58, Atalanta 54, Bologna 48, Lazio 47, Sassuolo 45, Udinese 43, Parma 42, Torino 40, Genoa 39, Fiorentina 36, Cagliari 33, Cremonese, Lecce 28, Verona, Pisa 18.

35ª giornata – Venerdì 1 maggio, ore 20.45 Pisa-Lecce. Sabato 2 maggio, ore 15 Udinese-Torino; ore 18 Como-Napoli; ore 20.45 Atalanta-Genoa. Domenica 3 maggio, ore 12.30 Bologna-Cagliari; ore 15 Sassuolo-Milan; ore 18 Juventus-Verona; ore 20.45 Inter-Parma. Lunedì 4 maggio, ore 18.30 Cremonese-Lazio; ore 20.45 Roma-Fiorentina.

36esima giornata – Venerdì 8 maggio, ore 20.45 Torino-Sassuolo. Sabato 9 maggio, ore 15 Cagliari-Udinese; ore 18 Lazio-Inter; ore 20.45 Lecce-Juventus. Domenica 10 maggio, ore 12.30 Verona-Como; ore 15 Cremonese-Pisa; ore 15 Fiorentina-Genoa; ore 18 Parma-Roma; ore 20.45 Milan-Atalanta.

Tennis, esordio vittorioso di Cobolli a Madrid su Carabelli

Roma, 25 apr. (askanews) – Flavio Cobolli esordisce con un successo sofferto al Madrid Open. Il romano, 13 del ranking dopo la finale della scorsa settimana a Monaco di Baviera, si è liberato in rimonta dell’argentino Camilo Ugo Carabelli, n. 57 del mondo. 6-7, 6-1, 6-4 i parziali per Cobolli, che dopo un avvio nervoso, ha alzato il livello dal secondo set in avanti, facendo valere la sua caratura dopo quasi due ore e 30′ di gioco.

Il romano, per la terza volta alla Caja Magica, eguaglia il suo miglior risultato sulla terra spagnola: lunedì affronterà da favorito il paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo, n°96 del ranking: tra i due non ci sono precedenti.

“Inside the experience” di Haier alla Milano Design Week

Milano, 25 apr. (askanews) – In occasione della Milano Design Week, Haier, brand numero uno al mondo per i grandi elettrodomestici, presenta “Inside the Experience”: un racconto immersivo e diffuso che trasforma Milano in un Haier Hub. Un ecosistema di spazi, tecnologia e contenuti.

Il progetto ha l’epicentro in Via Bergognone 26, ma si estende poi in altri punti chiave: da Superstudio Maxi, con Invictus Yacht, a Eurocucina con lo stand Arrex – Technology by Haier.

“La Design Week quest’anno, per Haier, ha una grandissima opportunità: quella di far toccare con mano, alle persone che vengono a trovarci, la tecnologia di Haier. L’abbiamo fatto grazie a collaborazioni illustri, a partnership illustri in giro per la città di Milano. Questo è nato dall’esigenza di voler raccontare, in maniera molto semplice, la nostra sofisticata tecnologia” ha dichiarato Emiliano Garofalo, Country Manager Haier Italy.

Andare all’Haier Hub, significa immergersi in un percorso guidato dalla luce, con ambienti pensati per sorprendere e ispirare. C’è una ricca programmazione tra eccellenza, sport, gaming e cultura del cibo, con il coinvolgimento di chef, influencer e protagonisti del mondo dello sport e del design: “A me piace definire la tecnologia Haier una tecnologia invisibile. E’ quella tecnologia che aiuta il consumatore nelle esigenze di tutti i giorni. Noi ci mettiamo al servizio del consumatore ed è quello che, grazie a Design Week, grazie alle installazioni in Via Bergognone, quest’anno riusciamo a trasferire. Certamente, le partnership che abbiamo in essere quest’anno, ci aiuteranno tanto in questa missione” ha continuato Garofalo.

Gli appassionati di calcio conosceranno già l’Haier Cam, che regala un POV esclusivo durante le partite. La collaborazione con la Lega Calcio Serie A e con DAZN si concretizza in una cabina di regia dedicata. Parallelamente, Nintendo, in una postazione dedicata, trasforma le Smart TV Haier MiniLED da 75 pollici, in veri e propri portali immersivi con un titolo iconico come “Mario Tennis Fever”. A completare la visione di ecosistema connesso e sostenibile è BYD, partner di Haier durante la Design Week, che porta al centro la propria innovazione tecnologica con una riflessione concreta sul rapporto tra casa e mobilità: DOLPHIN SURF si trasforma in una vera e propria fonte di energia per alimentare gli elettrodomestici.

Infine, la cucina si trasforma in spettacolo: gli showcooking, vedono protagonisti chef rinomati come Chiara Pavan e Gennaro Esposito, mentre l’effervescenza di Ferrarelle e le degustazioni esclusive, curate da Antinori, completano la dimensione sensoriale: “E’ fondamentale per noi dare diverse chiavi di lettura alla tecnologia. Le persone sono abituate ad usare la tecnologia quotidianamente. Negli elettrodomestici, è molto difficile trasferire quanto la tecnologia possa aiutare quotidianamente la vita di tutti i giorni delle persone” ha concluso Garofalo.

Le soluzioni Haier portano l’innovazione “dentro l’esperienza” quotidiana. La Milano Design Week, quindi, diventa occasione per ospitare eventi di approfondimento sul ruolo della tecnologia nell’abitare domestico, a cui si può partecipare.

Iran, Trump: cancellata la visita in Pakistan di Witkoff e Kushner

Roma, 25 apr. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha detto in un’intervista a Fox News che la visita in Pakistan dei suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner è stata cancellata.

“Ho detto ai miei collaboratori poco fa mentre si stavano preparando a partire: ‘No, non farete un volo di 18 ore per andare laggiù. Abbiamo tutte le carte in regola. Possono chiamarci quando vogliono, ma non farete più voli di 18 ore per stare lì a parlare del nulla’”, ha detto Trump alla giornalista Aishah Hasnie.

Calcio, Parma-Pisa 1-0: decide Elphege

Roma, 25 apr. (askanews) – Il Parma supera il Pisa per 1-0 al termine di una gara equilibrata e decisa nella ripresa, alla vigilia della sfida del Tardini. A firmare il successo degli emiliani è Elphege, in gol al 37′ del secondo tempo su assist di Sørensen, episodio che spezza l’equilibrio di un match combattuto e ricco di interruzioni. Emiliani salvi, toscani a un passo dalla B

Nel primo tempo le due squadre si affrontano con prudenza, lasciando pochi spazi e costruendo occasioni soprattutto su episodi isolati. Il Parma si rende pericoloso nel finale di frazione, quando Stojilkovic colpisce il palo al 45′, mentre Valeri poco dopo non trova lo specchio della porta. Il Pisa risponde con ordine, senza però riuscire a impensierire concretamente la difesa avversaria.

Nella ripresa il ritmo resta spezzettato dai numerosi falli e dalle sostituzioni, con entrambe le panchine che cercano soluzioni per sbloccare il risultato. Il Parma cresce progressivamente e crea le occasioni migliori: Pellegrino e Valeri impegnano il portiere avversario, mentre Meister sfiora il gol al 76′. Il Pisa prova a reagire con Moreo, ma senza precisione.

La svolta arriva all’82’: Sørensen serve Elphege che trova la rete del vantaggio, facendo esplodere il Tardini. Nel finale il Pisa tenta l’assalto, ma la difesa del Parma regge senza concedere spazi. Nei minuti conclusivi sale la tensione, con ammonizione per Ndiaye e diversi falli che spezzano il gioco, ma il risultato non cambia.

Il Parma porta così a casa tre punti preziosi al termine di una sfida intensa e tattica, mentre il Pisa esce sconfitto nonostante una prova ordinata ma poco incisiva in fase offensiva.

25 aprile, bloccato corteo a Milano: la polizia scorta la Brigata ebraica

Roma, 25 apr. (askanews) – I rappresentanti della Brigata ebraica sono stati scortati dalla polizia fuori dal corteo del 25 aprile, a Milano. L’intervento di sicurezza – secondo quanto riferito – è avvenuto in seguito all’azione posta in essere da attivisti Pro Pal che avevano bloccato la manifestazione in corso Venezia, all’angolo di via San Donato. Le forze dell’ordine, a quel punto, in tenuta antisommossa hanno permesso alla Brigata ebraica di poter mettersi al riparo.

Roma, spari con una pistola a pallini al corteo del 25 aprile: feriti due manifestanti

Roma, 25 apr. (askanews) – Una donna ed un uomo sono rimasti feriti dai colpi di una pistola a pallini, mentre erano nell’area di Parco Schuster, vicino alla Basilica di San Paolo, a Roma, in occasione della manifestazione per il 25 aprile. Dal palco dell’iniziativa è stato riferito che a sparare sarebbero stati dei soggetti a bordo di una moto. I due attivisti feriti sono stati subito soccorsi da una ambulanza presente in zona. “Adesso li hanno portati in commissariato – è stato spiegato – Non stavano facendo nulla di particolare. Avevano il fazzoletto dell’Anpi intorno al collo”. E’ stato un uomo a bordo di una moto, con casco integrale, ad esplodere dei colpi da una pistola a pallini contro una coppia che aveva il fazzoletto dell’Anpi attorno al collo. Saranno gli agenti del commissariato San Paolo a svolgere i primi accertamenti sulla vicenda, dopo la denuncia che sarà presentata dall’uomo e dalla donna oggetto dei colpi segno. Secondo quanto si è appreso la donna sarebbe stata raggiunta ad una spalla, mentre l’uomo al collo. Ma sono diversi i proiettili che sono stati esplosi.

Roma, in migliaia a Centocelle al corteo antifascista del 25 aprile

Roma, 25 apr. (askanews) – Migliaia di cittadini di ogni età hanno partecipato al tradizionale corteo per il 25 aprile nell’81esimo anniversario dalla Liberazione dal nazifascismo, nel quartiere di Centocelle, periferia est di Roma.

A piazza delle Camelie, da dove il corteo è partito per dirigersi al Quarticciolo, è stata inaugurata un’installazione dedicata alle “vittime del genocidio dei palestinesi”: le sagome di una madre e un figlio che attendono l’esecuzione con le mani che fanno il gesto della vittoria, un inno alla resistenza.

E poi tante le bandiere palestinesi, dei comitati antifascisti, di Rifondazione Comunista, dei Cobas, vessilli curdi e un mega striscione per Ocalan, oltre a bandiere Rojava e della resistenza iraniana.

Al corteo 25 aprile a Roma “Partigiani della pace” e “Free palestine”

Roma, 25 apr. (askanews) – “Partigiani della pace” si legge su uno striscione rosso fuoco firmato FC (Fronte Comunista) e FGC (Fronte Gioventù Comunista), “Viva l’Italia che resiste” o “Noi con i fascisti abbiamo finito di parlare il 25 aprile 1945”, recitano altri striscioni con la sigla della CGIL e poi bandiere della Pace o della Palestina e l’immancabile grido “Free Palestine”: sono le immagini di alcuni partecipanti al tradizionale corteo promosso dall’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) in occasione del 25 aprile a Roma, che da Piazza di Porta San Paolo si è diretto a Parco Schuster.

Calcio, inchiesta sul designatore Rocchi: ipotesi frode sportiva

Roma, 25 apr. (askanews) – Si apre un nuovo fronte giudiziario nel calcio italiano con l’iscrizione nel registro degli indagati di Gianluca Rocchi, attuale designatore della Can A e B, per l’ipotesi di concorso in frode sportiva. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Milano e riguarda presunte interferenze nelle comunicazioni tra ufficiali di gara e sala Var nel corso delle ultime due stagioni.

Al centro dell’indagine, scrive l’edizione online della Gazzetta dello sport, vi sarebbero alcune segnalazioni su possibili pressioni esercitate nei confronti di Var e Avar durante partite di Serie A e Serie B. Rocchi, attraverso fonti a lui vicine, ha fatto sapere di considerarsi completamente estraneo ai fatti e di essere pronto a difendersi in tutte le sedi per chiarire la propria posizione.

L’origine della vicenda risale a una lettera-denuncia presentata nel maggio 2025 da Domenico Rocca, ex assistente arbitrale, che aveva segnalato presunte anomalie nella gestione di alcune decisioni arbitrali, tra cui un episodio relativo alla gara Napoli-Fiorentina del maggio 2024. La denuncia, inizialmente esaminata dalla giustizia sportiva, era stata archiviata, ma ora assume rilievo sul piano penale.

Tra gli episodi sotto la lente degli inquirenti figura anche un caso avvenuto durante Udinese-Parma del marzo 2025, con il Var Daniele Paterna che, secondo quanto emerso da immagini video, si sarebbe rivolto verso l’esterno della sala operativa prima di richiamare l’arbitro Fabio Maresca per una revisione al monitor a bordo campo. Secondo quanto riportato nella denuncia, Rocchi avrebbe richiamato l’attenzione bussando sul vetro della sala Var, circostanza che, se confermata, violerebbe i protocolli che vietano qualsiasi interferenza esterna.

Dopo la segnalazione, l’Associazione Italiana Arbitri aveva disposto controlli più stringenti, introducendo anche la presenza di ispettori federali presso il centro Var di Lissone per garantire la regolarità delle operazioni durante le gare. Una misura che evidenziava come la vicenda avesse già creato tensioni interne al sistema arbitrale.

Nel fascicolo milanese comparirebbero inoltre altri episodi, tra cui Inter-Verona del gennaio 2024, caratterizzata da un mancato intervento Var su un contatto giudicato rilevante. Gli inquirenti stanno valutando se si tratti di semplici errori tecnici o di condotte riconducibili a un disegno più ampio.

L’indagine è nella fase preliminare e dovrà chiarire la natura delle presunte interferenze e l’eventuale rilevanza penale dei comportamenti contestati. Rocchi resta al momento indagato, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta.

Tennis, Darderi al terzo turno a Madrid

Roma, 25 apr. (askanews) – Buona la prima per Luciano Darderi. L’italoargentino, testa di serie numero 18, ha battuto all’esordio al Madrid Open l’argentino Juan Manuel Cerundolo (numero 67 al mondo) con il punteggio di 6-1, 6-3 in un’ora e 18 minuti di gioco. Una partita molto solida da parte di ‘Luli’, in controllo praticamente dall’inizio alla fine. Nel primo set, dopo aver salvato una palla break in apertura, Darderi ha strappato il servizio a Cerundolo nel secondo gioco, gestendo fino al netto 6-1 in 30 minuti. Nel secondo set, Darderi ha subito il break nel primo game, conquistando l’immediato controbreak. Da quel momento, l’italoargentino è tornato in controllo del parziale, chiuso sul 6-3.

25 aprile, Mattarella: ora e sempre Resistenza, la libertà non ha confini

San Severino Marche (Macerata), 25 apr. (askanews) – Sergio Mattarella ribadisce il motto “ora e sempre Resistenza”. Scritta dal partigiano e giurista Piero Calamandrei, rivolta ai nazisti che irridevano gli italiani, la frase fu riportata sulla “Lapide ad ignominia” nel palazzo civico di Cuneo. Il Presidente della Repubblica l’aveva già usata tre anni fa, il 25 aprile del 2023, per il 78esimo anniversario della Liberazione proprio a Cuneo. Oggi la ripete a San Severino Marche e precisa che queste celebrazioni non sono “di maniera e tanto meno rappresentano la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria”, scandisce Mattarella, sottolineando che la festa della Liberazione “è la festa di tutti gli italiani che amano la libertà”.

Per troppo tempo il 25 aprile è stata occasione di divisioni politiche. Mattarella vuole ribadire che questa storia è la storia delle radici della nostra Repubblica e della nostra Costituzione “tanto cara agli italiani”, e dunque di tutti gli italiani, non solo di una parte. Anche la premier Giorgia Meloni sembra condividere le parole del presidente: “Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro – dice Meloni -, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore”.

Dunque 25 aprile come momento di unità nazionale nei valori della Costituzione e della libertà, ma anche monito per il presente perchè “la libertà e la giustizia non hanno confini” e così come 81 anni fa “a combattere con quelli italiani c’erano partigiani di molte nazioni” oggi “non possiamo essere indifferenti a queste ragioni” e alle difficoltà di altre popolazioni che sono oppresse. Il capo dello Stato assicura “la nostra determinazione nella difesa delle nostre libertà, la nostra convinta apertura a condividere, con gli altri popoli, i valori della giustizia e della pace”. Perchè il “senso della Resistenza” è “opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo” e garantire “pace per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese”.

In questo momento storico infatti stiamo “assistendo, dolorosamente, ad antistoriche velleità di affievolire se non addirittura di rimuovere quei percorsi” che hanno portato dopo il secondo conflitto mondiale alla nascita dell’Onu e dell’Ue, “dimenticando o ignorando che reagire alla guerra fra i popoli significa dar fiducia a istituzioni comuni di pace, renderle più autorevoli ed efficienti: un impegno tanto più indispensabile ora”, è la strada indicata dal Presidente della Repubblica.

Al teatro Feronia di San Severino Marche, cittadina alla quale proprio Mattarella ha conferito la medaglia d’oro al valor civile per il suo contributo alla resistenza, ci sono tutti i sindaci della provincia, il presidente della regione, Francesco Acquaroli, la sindaca Rosa Piermattei e il ministro della Difesa Guido Crosetto, l’accoglienza è come sempre calorosa e l’ovazione finale lo sottolinea. Mattarella nel suo discorso ricorda i sacrifici compiuti dai marchigiani durante quegli anni, le donne e i bambini che subirono violenza, i “sacerdoti trucidati”, i carabinieri che diedero la vita. “Questa la storia, scritta con la loro vita. Da questi italiani. In questa regione, le Marche, territorio di scontri pagati a caro prezzo dalle popolazioni”, ricorda. Quindi elenca dettagliamente tutti gli episodi della lotta di resistenza e i protagonisti principali, poi cita quattro illustri personaggi che in queste terre si sono contraddistinti: Carlo Alberto Dalla Chiesa, “eroe della Repubblica”, Enrico Mattei, al “Comando del Corpo Volontari della Libertà” e Sandro Pertini, “settimo presidente della nostra Repubblica, dopo la fuga dal carcere di Regina Coeli di Roma, compiuta insieme a Giuseppe Saragat, quinto presidente della Repubblica”.

Sacrifici che non vanno dimenticati perchè “il passato plasma il presente”, dice Mattarella citando il premio Nobel per la letteratura William Faulkner: “‘il passato non è mai morto, non è neanche passato’. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto”, avverte il capo dello Stato “ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!”.

Mattarella ribadisce "ora e sempre Resistenza", libertà non ha confini

San Severino Marche (Macerata), 25 apr. (askanews) – Sergio Mattarella ribadisce il motto “ora e sempre Resistenza”. Scritta dal partigiano e giurista Piero Calamandrei, rivolta ai nazisti che irridevano gli italiani, la frase fu riportata sulla “Lapide ad ignominia” nel palazzo civico di Cuneo. Il Presidente della Repubblica l’aveva già usata tre anni fa, il 25 aprile del 2023, per il 78esimo anniversario della Liberazione proprio a Cuneo. Oggi la ripete a San Severino Marche e precisa che queste celebrazioni non sono “di maniera e tanto meno rappresentano la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria”, scandisce Mattarella, sottolineando che la festa della Liberazione “è la festa di tutti gli italiani che amano la libertà”.

Per troppo tempo il 25 aprile è stata occasione di divisioni politiche. Mattarella vuole ribadire che questa storia è la storia delle radici della nostra Repubblica e della nostra Costituzione “tanto cara agli italiani”, e dunque di tutti gli italiani, non solo di una parte. Anche la premier Giorgia Meloni sembra condividere le parole del presidente: “Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro – dice Meloni -, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore”.

Dunque 25 aprile come momento di unità nazionale nei valori della Costituzione e della libertà, ma anche monito per il presente perchè “la libertà e la giustizia non hanno confini” e così come 81 anni fa “a combattere con quelli italiani c’erano partigiani di molte nazioni” oggi “non possiamo essere indifferenti a queste ragioni” e alle difficoltà di altre popolazioni che sono oppresse. Il capo dello Stato assicura “la nostra determinazione nella difesa delle nostre libertà, la nostra convinta apertura a condividere, con gli altri popoli, i valori della giustizia e della pace”. Perchè il “senso della Resistenza” è “opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo” e garantire “pace per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese”.

In questo momento storico infatti stiamo “assistendo, dolorosamente, ad antistoriche velleità di affievolire se non addirittura di rimuovere quei percorsi” che hanno portato dopo il secondo conflitto mondiale alla nascita dell’Onu e dell’Ue, “dimenticando o ignorando che reagire alla guerra fra i popoli significa dar fiducia a istituzioni comuni di pace, renderle più autorevoli ed efficienti: un impegno tanto più indispensabile ora”, è la strada indicata dal Presidente della Repubblica.

Al teatro Feronia di San Severino Marche, cittadina alla quale proprio Mattarella ha conferito la medaglia d’oro al valor civile per il suo contributo alla resistenza, ci sono tutti i sindaci della provincia, il presidente della regione, Francesco Acquaroli, la sindaca Rosa Piermattei e il ministro della Difesa Guido Crosetto, l’accoglienza è come sempre calorosa e l’ovazione finale lo sottolinea. Mattarella nel suo discorso ricorda i sacrifici compiuti dai marchigiani durante quegli anni, le donne e i bambini che subirono violenza, i “sacerdoti trucidati”, i carabinieri che diedero la vita. “Questa la storia, scritta con la loro vita. Da questi italiani. In questa regione, le Marche, territorio di scontri pagati a caro prezzo dalle popolazioni”, ricorda. Quindi elenca dettagliamente tutti gli episodi della lotta di resistenza e i protagonisti principali, poi cita quattro illustri personaggi che in queste terre si sono contraddistinti: Carlo Alberto Dalla Chiesa, “eroe della Repubblica”, Enrico Mattei, al “Comando del Corpo Volontari della Libertà” e Sandro Pertini, “settimo presidente della nostra Repubblica, dopo la fuga dal carcere di Regina Coeli di Roma, compiuta insieme a Giuseppe Saragat, quinto presidente della Repubblica”.

Sacrifici che non vanno dimenticati perchè “il passato plasma il presente”, dice Mattarella citando il premio Nobel per la letteratura William Faulkner: “‘il passato non è mai morto, non è neanche passato’. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto”, avverte il capo dello Stato “ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!”.

Terna, l’Ad Di Foggia lascia la società e rinucia alla maxi buonuscita. È candidata alla presidenza di Eni

Roma, 25 apr. (askanews) – Giuseppina Di Foggia cessa il suo rapporto come amministratore delegato di Terna. La società in un nota informa che in data odierna, “l’amministratore delegato e direttore generale di Terna Giuseppina Di Foggia, ha sottoscritto un accordo per la cessazione anticipata del rapporto di amministrazione e per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dirigenziale in essere con effetto dal 5 maggio 2026, preso atto che non risulta inclusa in alcuna lista per la nomina del prossimo consiglio di Amministrazione della società”.

La manager rinuncia anche alla maxi buonuscita. “Nell’accordo è stata altresì prevista, subordinatamente alla nomina a presidente del consiglio di amministrazione di Eni, la rinuncia di Di Foggia all’indennità integrativa di fine rapporto spettante per la posizione di Direttore Generale. A tale fine era stato precauzionalmente stimato ed accantonato un importo pari a euro 7.189.750”. ‘accordo è stato sottoscritto in conformità alle determinazioni adottate il 24 aprile dal Consiglio di amministrazione della società, con il supporto del Comitato remunerazione e nomine e del Comitato operazioni con parti correlate.

Si ricorda che Giuseppina Di Foggia, “amministratore esecutivo e non indipendente, è stata eletta dall’assemblea del 9 maggio 2023 nell’ambito della lista di maggioranza presentata da Cdp Reti ed in pari data è iniziato il suo rapporto di lavoro dirigenziale con la società. La società precisa che alla data odierna l’amministratore delegato detiene 84.871 azioni di Terna, rivenienti dal Piano di Performance Share 2022 – 2026.

Terna precisa che “per la carica di amministratore delegato” Di Foggia percepirà un trattamento di fine mandato pari a euro 108.750 lordi. “A ciò si aggiungeranno le competenze di fine rapporto e quanto spettante in relazione ai diritti maturati nell’ambito della partecipazione ai sistemi di incentivazione di breve e di lungo termine, nel pieno e rigoroso rispetto della Politica di Remunerazione della società”.

“Il tutto è stato determinato in linea con le disposizioni di legge e di contratto applicabili, nonché in conformità e in coerenza con quanto indicato nella Politica di eemunerazione adottata da Terna (ivi inclusi i meccanismi di cui alle cosiddette clausole di claw back) e nella Relazione sulla politica di remunerazione predisposta ai sensi dell’articolo 123-ter del Tuf, approvata con deliberazione del Consiglio di Amministrazione in data 26 marzo 2026 e sottoposta al voto vincolante della prossima Assemblea degli Azionisti fissata in data 12 maggio 2026.

“Gli importi e le competenze di fine rapporto sopra citati saranno erogati entro la fine del prossimo mese, fatti salvi i premi eventualmente spettanti in virtù dei sistemi di incentivazione a breve e lungo termine che saranno erogati pro rata temporis secondo le rispettive tempistiche, unitamente alle competenze di fine rapporto. Non è previsto alcun vincolo di non concorrenza successivo alla cessazione del rapporto e, pertanto, nessun corrispettivo sarà dovuto a tale titolo”.

In linea con il piano di successione adottato dalla società, all’esito della cessazione di Di Foggia dagli incarichi ricoperti in Terna, il presidente Igor De Biasio assumerà i poteri per la gestione immediata della Società, con le stesse prerogative e gli stessi limiti in precedenza previsti per l’amministratore delegato, fino all’assemblea del 12 maggio 2026, già convocata anche per il rinnovo degli organi sociali. Per detta attribuzione gestoria non sono previsti indennità o benefici aggiuntivi rispetto ai compensi spettanti al Presidente Igor De Biasio in qualità di presidente del consiglio di amministrazione e del comitato sostenibilità, governance e scenari. La società ringrazia l’amministratore delegato per il prezioso contributo professionale e umano apportato nel corso del mandato”.

Terna, l’Ad Di Foggia lascia la società e rinucia alla maxi buonuscita. È candidata alla presidenza di Eni

Roma, 25 apr. (askanews) – Giuseppina Di Foggia cessa il suo rapporto come amministratore delegato di Terna. La società in un nota informa che in data odierna, “l’amministratore delegato e direttore generale di Terna Giuseppina Di Foggia, ha sottoscritto un accordo per la cessazione anticipata del rapporto di amministrazione e per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dirigenziale in essere con effetto dal 5 maggio 2026, preso atto che non risulta inclusa in alcuna lista per la nomina del prossimo consiglio di Amministrazione della società”.

La manager rinuncia anche alla maxi buonuscita. “Nell’accordo è stata altresì prevista, subordinatamente alla nomina a presidente del consiglio di amministrazione di Eni, la rinuncia di Di Foggia all’indennità integrativa di fine rapporto spettante per la posizione di Direttore Generale. A tale fine era stato precauzionalmente stimato ed accantonato un importo pari a euro 7.189.750”. ‘accordo è stato sottoscritto in conformità alle determinazioni adottate il 24 aprile dal Consiglio di amministrazione della società, con il supporto del Comitato remunerazione e nomine e del Comitato operazioni con parti correlate.

Si ricorda che Giuseppina Di Foggia, “amministratore esecutivo e non indipendente, è stata eletta dall’assemblea del 9 maggio 2023 nell’ambito della lista di maggioranza presentata da Cdp Reti ed in pari data è iniziato il suo rapporto di lavoro dirigenziale con la società. La società precisa che alla data odierna l’amministratore delegato detiene 84.871 azioni di Terna, rivenienti dal Piano di Performance Share 2022 – 2026.

Terna precisa che “per la carica di amministratore delegato” Di Foggia percepirà un trattamento di fine mandato pari a euro 108.750 lordi. “A ciò si aggiungeranno le competenze di fine rapporto e quanto spettante in relazione ai diritti maturati nell’ambito della partecipazione ai sistemi di incentivazione di breve e di lungo termine, nel pieno e rigoroso rispetto della Politica di Remunerazione della società”.

“Il tutto è stato determinato in linea con le disposizioni di legge e di contratto applicabili, nonché in conformità e in coerenza con quanto indicato nella Politica di eemunerazione adottata da Terna (ivi inclusi i meccanismi di cui alle cosiddette clausole di claw back) e nella Relazione sulla politica di remunerazione predisposta ai sensi dell’articolo 123-ter del Tuf, approvata con deliberazione del Consiglio di Amministrazione in data 26 marzo 2026 e sottoposta al voto vincolante della prossima Assemblea degli Azionisti fissata in data 12 maggio 2026.

“Gli importi e le competenze di fine rapporto sopra citati saranno erogati entro la fine del prossimo mese, fatti salvi i premi eventualmente spettanti in virtù dei sistemi di incentivazione a breve e lungo termine che saranno erogati pro rata temporis secondo le rispettive tempistiche, unitamente alle competenze di fine rapporto. Non è previsto alcun vincolo di non concorrenza successivo alla cessazione del rapporto e, pertanto, nessun corrispettivo sarà dovuto a tale titolo”.

In linea con il piano di successione adottato dalla società, all’esito della cessazione di Di Foggia dagli incarichi ricoperti in Terna, il presidente Igor De Biasio assumerà i poteri per la gestione immediata della Società, con le stesse prerogative e gli stessi limiti in precedenza previsti per l’amministratore delegato, fino all’assemblea del 12 maggio 2026, già convocata anche per il rinnovo degli organi sociali. Per detta attribuzione gestoria non sono previsti indennità o benefici aggiuntivi rispetto ai compensi spettanti al Presidente Igor De Biasio in qualità di presidente del consiglio di amministrazione e del comitato sostenibilità, governance e scenari. La società ringrazia l’amministratore delegato per il prezioso contributo professionale e umano apportato nel corso del mandato”.

Iran, le notizie più importanti del 25 aprile sulla guerra

Roma, 25 apr. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di sabato 25 aprile sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con ripercussioni sull’economia globale. La tregua tra Israele e Libano è stata prorogata, mentre il cessate il fuoco in Iran è appeso alla possibilità di un accordo con gli Usa.

-12:15 Più di 800 palestinesi sono stati uccisi nella Striscia di Gaza dall’entrata in vigore di un accordo di cessate il fuoco nell’ottobre 2025. Lo ha dichiarato il ministero della Salute di Gaza.

-12:00 La Germania schiererà preventivamente forze navali nel Mediterraneo per evitare ritardi nel caso in cui il Bundestag (parlamento federale) autorizzi un’operazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius.

-11:30 Sei persone sono state uccise ieri nel sud del Libano a seguito di attacchi aerei israeliani. Lo ha confermato il centro operativo di emergenza del ministero della Salute libanese.

-11:15 L’Iran ha riaperto l’aeroporto “Imam Khomeini” di Teheran, con i primi voli partiti sabato verso Istanbul e Mascate con compagnie aeree nazionali.

-11:10 Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha trasmesso la risposta di Teheran alle proposte degli Stati Uniti durante un incontro con il capo di stato maggiore dell’esercito pachistano Asim Munir.

-10:50 La Turchia potrebbe prendere in considerazione la partecipazione a operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz in seguito a un possibile accordo di pace tra Iran e Stati Uniti. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri di Ankara, Hakan Fidan.

-10:43 Il governo degli Stati Uniti ha decis di congelare 344 milioni di dollari in criptovalute detenute “su diversi portafogli collegati all’Iran”, mentre Washington tenta di aumentare la pressione su Teheran. Lo ha annunciato su X il segretario al Tesoro di Washington, Scott Bessent.

-10:30 Secondo l’Iran, gli Stati Uniti cercano “un modo per salvare la faccia” con i colloqui a Islamabad. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa della repubblica islamica, citato da un’agenzia di stampa.

-10:00 Le Idf, le Forze di Difesa israeliane, hanno ribadito nuovamente il loro avvertimento ai civili libanesi di non tornare nei villaggi del sud del Libano, nel contesto della fragile tregua.

-09:36 Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato nella notte il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar e il capo dell’esercito, il maresciallo Asim Munir, poco dopo essere arrivato nella capitale del Pakistan, Islamabad. Lo hanno riferito alcuni funzionari. Il Pakistan si prepara inoltre a ricevere gli inviati del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.

-09:20 L’Iran ha annunciato di aver impiccato un iraniano che lavorava per i servizi di intelligence israeliani. Era accusato di vandalismo e violenze durante le manifestazioni nazionali di quest’anno: lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Tasnim.

-09:10 Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar hanno avuto un colloquio per discutere le soluzioni per poter far avanzare un percorso diplomatico tra gli Stati Uniti e l’Iran. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri del Cairo.

-09:00 Un giornalista americano-kuwaitiano detenuto in Kuwait, accusato tra l’altro di diffusione di false informazioni nel contesto della guerra in Medio Oriente, è stato rilasciato. Lo ha indicato un funzionario del Dipartimento di Stato americano. Ahmed Shihab-Eldin, reporter indipendente che ha lavorato per il New York Times, al Jazeera English e l’emittente americana Pbs, era stato arrestato il 3 marzo mentre visitava la sua famiglia.

Crans-Montana, l’ambasciatore italiano: sgomento per la richiesta rimborsi delle cure alle vittime italiane

Roma, 25 apr. (askanews) – “La prima sensazione è stata di sorpresa. Poi di sgomento per una spiegazione che mi è sembrata solidale fino a un certo punto. Credo che poi sulle richieste di rimborsi delle cure per gli italiani feriti abbia preso il sopravvento la burocrazia”. Lo ha dichiarato, in un’intervista al Corriere della Sera, l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, che non ha nascosto un po’ di delusione dopo l’incontro con il presidente del Canton Vallese Mathias Reynard.

Le richieste di rimborsi della mutua svizzera per le cure somministrate agli italiani feriti nella tragedia di Capodanno al locale “Le Constellation” di Crans-Montana (VS) – inghiottito da un grosso incendio costato la vita a 41 persone, 6 delle quali di nazionalità italiana – hanno scatenato un mare di polemiche in Italia. Si parla di oltre 100mila euro per quattro ragazzi.

“Gli ho riconosciuto”, ha detto Cornado parlando dell’incontro con il collega ambasciatore, “di aver disposto i fondi per i primi aiuti alle vittime, ma ha detto che non può accollarsi i costi di ricoveri e cure per un giorno a Sion, e di rivolgermi all’Ufficio federale della salute. Sono rimasto basito. Di fronte a situazioni eccezionali servono misure eccezionali. E ci attendiamo reciprocità: due svizzeri sono stati curati gratis al Niguarda per mesi”.

Il diplomatico italiano ha detto di attendere “istruzioni da Roma per trovare una soluzione con le autorità confederali. In Svizzera i cantoni hanno larga autonomia e Berna interviene poco”. “Fratture no, incomprensioni sì”, ha proseguito Cornado parlando dei rapporti, “Sono stato richiamato a Roma perché dopo la scarcerazione di Moretti bisognava dare un segnale forte per una decisione incomprensibile. Ora però la collaborazione fra inquirenti svizzeri e italiani è molto stretta”.

“Ho visto tanta sofferenza, sono segnato sul piano umano e professionale”, ha sottolineato l’ambasciatore, “Le sento spesso, anche quelle svizzere. Il 22 aprile a Losanna ero con loro al concerto di Riccardo Cocciante. E il primo giugno sarò all'”Omaggio agli angeli di Crans” dove è successo tutto”.

Rai Cinema porta negli Usa il film di Salvatores "Napoli-New York"

Roma, 25 apr. (askanews) – È stato presentato il 24 aprile, nella prestigiosa sede del SAG-AFTRA Foundation Robin Williams Center, “Napoli – New York”, l’ultimo film del regista premio Oscar Gabriele Salvatores, con protagonista Pierfrancesco Favino, prodotto da Paco Cinematografica con Rai Cinema. Hanno introdotto l’evento Robert Allegrini, Presidente e Amministratore Delegato del NIAF – National Italian American Foundation, e Paolo Del Brocco, Amministratore Delegato di Rai Cinema.

L’iniziativa – spiega Rai Cinema in un comunicato – si inserisce nella strategia di valorizzazione internazionale di Rai Cinema che, con Rai Cinema International Distribution, è impegnata nella commercializzazione del film sui mercati esteri.

La proiezione ha rappresentato un’importante occasione per mostrare al pubblico e agli operatori del settore, una delle produzioni più importanti realizzate negli ultimi anni, rafforzandone la visibilità in un mercato ampio e altamente competitivo come quello americano, aggiunge.

Realizzata anche grazie al coinvolgimento del NIAF – National Italian American Foundation e di Lega Serie A – che dallo scorso anno hanno stretto una partnership per rafforzare i legami culturali e sportivi tra l’Italia e la comunità italoamericana negli Stati Uniti – la serata ha valorizzato il cinema italiano contemporaneo attraverso un’opera che coniuga qualità autoriale, solido impianto produttivo e una storia dal respiro internazionale, capace di coinvolgere il pubblico. “Napoli – New York” si conferma così – conclude il testo – un’eccellenza della nostra industria, espressione di identità culturale e ambizione produttiva.

La presentazione del film ha consentito di intercettare un’audience di alto profilo internazionale, composta da rappresentanti istituzionali, esponenti della cultura italiana negli Stati Uniti, nonché professionisti del settore, buyer, giornalisti e membri della comunità degli italiani all’estero.

Il film, tratto da un soggetto di Federico Fellini e Tullio Pinelli, è ambientato tra la Napoli del secondo dopoguerra, un viaggio in mare verso l’America e la grande mela degli Anni ’40. Al centro del racconto due piccoli scugnizzi napoletani, Carmine e Celestina, senza famiglia né dimora, che si imbarcano clandestinamente alla ricerca di una nuova vita, dando forma a una storia intensa e universale.

25 aprile, Mattarella: passato plasma presente, ora e sempre Resistenza

San Severino Marche (Macerata), 25 apr. (askanews) – “Lo scrittore statunitense, William Faulkner, premio Nobel per la letteratura nel 1949, ammoniva, nel suo ‘Requiem per una monaca’ che il passato non è mai morto, non è neanche passato’. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concluso il discorso per le celebrazioni del 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani amanti della libertà

San Severino Marche (Macerata), 25 apr. (askanews) – “E’ questo che celebriamo il 25 aprile: la festa di tutti gli italiani amanti della libertà”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione a San Severino Marche.

“Ottant’anni di pace, di sviluppo, di progresso” sono i “segni distintivi dei valori raccolti nella Costituzione del nostro Paese, tanto cara agli italiani”, ha aggiunto Mattarella. “La Resistenza fu esperienza che ebbe a donare alla Repubblica personalità e classi dirigenti di spessore. Eminenti figure ebbero a compiere in queste terre scelte che, segnando la loro vita, avrebbero, nel contempo, segnato quella dell’Italia”, ha detto Sergio Mattarella nel discorso per la celebrazione del 25 aprile a San Severino Marche nel quale ha voluto anche ricordare due partigiani illustri: Enrico Matteo e Sandro Pertini.

“Enrico Mattei, protagonista nel dopoguerra dell’indipendenza economica e dello sviluppo nel dopoguerra della nuova Italia – ricorda il capo dello Stato -. La sua scelta avvenne proprio qui vicino, a Matelica, per entrare a far parte, successivamente, del Comando del Corpo Volontari della Libertà e, in questa qualità, sfilare, insieme ad altri comandanti, alla testa dei partigiani vittoriosi il 5 maggio 1945 a Milano. E nelle Marche, nell’entroterra maceratese, ebbe modo di operare Sandro Pertini, settimo presidente della nostra Repubblica, dopo la fuga dal carcere di Regina Coeli di Roma, compiuta insieme a Giuseppe Saragat, quinto presidente della Repubblica”.

E “da San Severino, intendiamo sottolineare, insieme al carattere della nostra ferma unità, la nostra determinazione nella difesa delle nostre libertà, la nostra convinta apertura a condividere, con gli altri popoli, i valori della giustizia e della pace” ha sottolineato Mattarella.

25 aprile, Schlein a Sant’Anna di Stazzema: il fascismo non è un’opinione ma un reato, rigurgito mai sopito

Roma, 25 apr. (askanews) – Il 25 aprile “non è soltanto un momento in cui commemorare le stragi nazifasciste e chi ha fatto la Resistenza per consentirci di vivere in libertà e democrazia ma è anche un momento in cui chiederci cosa possiamo fare noi per essere all’altezza di questo ricordo e di questa memoria che va tramandata, deve passare dalle scuole, dalla cultura”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando con i giornalisti a Sant’Anna di Stazzema, sulle Apuane, dove partecipa alle celebrazioni per la festa della Liberazione.

“Ma cosa possiamo fare noi oggi? Il frutto del 25 aprile è la nostra Costituzione antifascista, questo lo ha ricordato anche il presidente Mattarella, e allora dobbiamo fare vivere quella Costituzione, ancora oggi, anche nelle parti in cui non è attuata, in cui ancora alcuni cittadini la sentono distante perchè sentono che il diritto alla salute non è garantito, che il diritto al lavoro e a una retribuzione equa e dignitosa non è garantito. Questo è il lavoro che dobbiamo fare per essere all’altezza. Assicurare che i diritti sanciti dalla nostra meravigliosa Costituzione, nata dalla Resistenza, arrivino a tutti i cittadini, perchè il 25 aprile è la festa fondativa della Repubblica ed è di tutti gli italiani”, ha sottolineato.

“Il fascismo non è un’opinione, è un crimine, è un reato”, ha sottolineato Schlein, parlando a Sant’Anna di Stazzema.

“La minaccia del suo rigurgito non è mai sopita e non solo da parte di chi ha ancora nostalgia” del regime “ma anche nei modi in cui questa ideologia cambia pelle e torna”. “La Costituzione non è acquisita per sempre, va difesa ogni giorno” ha concluso, spiegando che “non sono solo le dittature il problema ma le democrazie illiberali, che svuotano dall’interno le istituzioni, erodendone l’autonomia”.

25 aprile, Meloni: celebriamo la Liberazione, ricordiamo la sconfitta dell’oppressione fascista

Roma, 25 apr. (askanews) – “Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia”. E’ quanto afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”, aggiunge. “Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia “un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale”. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore”.

“Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”, conclude Meloni.

25 aprile, Schlein: fascismo non opinione ma reato, rigurgito mai sopito

Roma, 25 apr. (askanews) – “Il fascismo non è un’opinione, è un crimine, è un reato”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, parlando a Sant’Anna di Stazzema.

“La minaccia del suo rigurgito non è mai sopita e non solo da parte di chi ha ancora nostalgia” del regime “ma anche nei modi in cui questa ideologia cambia pelle e torna”. “La Costituzione non è acquisita per sempre, va difesa ogni giorno” ha concluso, spiegando che “non sono solo le dittature il problema ma le democrazie illiberali, che svuotano dall’interno le istituzioni, erodendone l’autonomia”.

25 aprile, Meloni: coesione nazionale, facciamo nostre parole Mattarella

Roma, 25 apr. (askanews) – “Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia”. E’ quanto afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”, aggiunge. “Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia “un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale”. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore”.

“Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”, conclude Meloni.

25 aprile,Schlein: non solo memoria, fare vivere Costituzione antifascista

Roma, 25 apr. (askanews) – Il 25 aprile “non è soltanto un momento in cui commemorare le stragi nazifasciste e chi ha fatto la Resistenza per consentirci di vivere in libertà e democrazia ma è anche un momento in cui chiederci cosa possiamo fare noi per essere all’altezza di questo ricordo e di questa memoria che va tramandata, deve passare dalle scuole, dalla cultura”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando con i giornalisti a Sant’Anna di Stazzema, sulle Apuane, dove partecipa alle celebrazioni per la festa della Liberazione.

“Ma cosa possiamo fare noi oggi? Il frutto del 25 aprile è la nostra Costituzione antifascista, questo lo ha ricordato anche il presidente Mattarella, e allora dobbiamo fare vivere quella Costituzione, ancora oggi, anche nelle parti in cui non è attuata, in cui ancora alcuni cittadini la sentono distante perchè sentono che il diritto alla salute non è garantito, che il diritto al lavoro e a una retribuzione equa e dignitosa non è garantito. Questo è il lavoro che dobbiamo fare per essere all’altezza. Assicurare che i diritti sanciti dalla nostra meravigliosa Costituzione, nata dalla Resistenza, arrivino a tutti i cittadini, perchè il 25 aprile è la festa fondativa della Repubblica ed è di tutti gli italiani”, ha sottolineato.

25 aprile, Mattarella ha reso omaggio ad Altare Patria. Atteso nelle Marche

Roma, 25 apr. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, ha iniziato le celebrazioni del 25 aprile con la cerimonia all’Altare della Patria, a Roma.

Il Capo dello Stato, accolto dal ministro della Difesa Guido Crosetto, ha deposto, dopo gli onori militari, una corona d’alloro sul sacello del milite ignoto. Mattarella si è soffermato brevemente, salutando i presenti, con i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma che aveva ricevuto nei giorni scorsi al Quirinale.

Al termine della cerimonia si è diretto all’aeroporto di Ciampino per raggiungere San Severino Marche, città medaglia d’oro al merito civile, dove terrà un discorso in occasione della festa della Liberazione.