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Mark Ruffalo tra i ragazzi a Roma: “Questo è il vostro mondo, agite”

Roma, 21 apr. (askanews) – Mark Ruffalo star a Roma. L’attore e produttore americano, famoso per ruoli come l’Hulk dell’universo Marvel e film come “Povere Creature!” e “Il caso Spotlight”, è stato protagonista di un incontro al Cinema Adriano, parte del progetto ArtMedia Cinema e Scuola, con oltre 1.500 studenti di scuole di Lazio e Abruzzo, con altri circa 5.000 collegati online, dopo la proiezione del film “Tutto quello che resta di te”, diretto da Cherien Dabis, candidato dalla Giordania agli Oscar, e di cui l’attore è produttore esecutivo.

Si è prestato alle domande, ai selfie, qualcuno è riuscito anche a stringergli la mano o ad abbracciarlo. Il film è attualissimo, la storia di una famiglia palestinese attraverso tre generazioni, dallo sfollamento nel 1948 fino alle tensioni recenti e affronta temi come l’identità, la violenza, l’appartenenza a una terra e la resilienza, con un finale che però dà speranza. La regista, che lo interpreta anche, offre uno sguardo toccante sulla vita dei palestinesi. “Questo film – ha detto l’attore – ci mostra come una società arriva al punto in cui la violenza è considerata una soluzione, ma non è così, è la nostra comune umanità che ci salverà, in senso simbolico e non solo, come si vede nel film. È attraverso l’umanità – rappresentata magnificamente da una regista donna – che c’è possibilità di guarire, di raggiungere la pace e andare avanti. Ed è questo il messaggio che amo di questo film. Perché ti mostra il problema, ma suggerisce anche qual è la risposta: stiamo tutti cercando una risposta. Vogliamo una via d’uscita da questa violenza”.

Tra una battuta sui supereroi e un affondo a Donald Trump: “La maggior parte degli americani sono contrari a lui e alla sua politica, come me, ora i sondaggi lo danno molto in perdita, sta portando il mondo alla guerra”, ha detto, Ruffalo ha poi invitato i ragazzi ad agire: “Questo è il vostro mondo, forse non c’è mai stata una generazione così impegnata e che sa così tanto del mondo, potremmo vivere in un bellissimo mondo in pace, ma ci vuole un po’ di immaginazione e di partecipazione, quindi partecipate a costruire il mondo che volete vedere”.

Il progetto ArtMedia Cinema e Scuola che ha portato Ruffalo a incontrare i ragazzi è nato con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni all’arte cinematografica e audiovisiva; è stato ideato e curato dall’Associazione Artistic Soul di Loredana Commonara, nell’ambito di CIPS – Cinema e Immagini per la Scuola – Piano nazionale di educazione all’immagine per le scuole e promosso dal Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Meloni al Salone del Mobile a Milano: filiera fondamentale

Milano, 21 apr. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla 64esima edizione del Salone del Mobile di Milano nel giorno del taglio del nastro alla fiera di Rho.

“Sono contenta di tornare al Salone del Mobile a portare l’attenzione del governo verso una filiera fondamentale del Made in Italy – ha detto – con oltre 50 miliardi di fatturato, il 2,3% del PIL e 300.000 addetti, export stabile e in crescita”.

“Ieri abbiamo incontrato il presidente del Kenya – ha aggiunto Meloni parlando della crescita del settore in mercati nuovi – parlavamo di come in questi Paesi ci sia una crescita dell’attenzione verso i prodotti del Made in Italy. Il tema della filiera del legno-arredo è uno di questi, + 13 % l’export in Africa nello scorso anno, e quindi ovviamente il governo ci deve essere, con la sua presenza ci deve essere con le sue risposte”.

Karol G torna in Italia con il suo Viajando por el mundo tropitour

Milano, 21 apr. (askanews) – Dopo il successo del suo show come prima headliner latina al Coachella 2026, Karol G torna in Italia con il suo Viajando por el mundo tropitour per un’unica imperdibile data nel nostro Paese: sabato 24 luglio 2027 allo Stadio San Siro di Milano.

Gli utenti iscritti a My Live Nation potranno accedere alla presale dalle ore 14:00 di martedì 29 aprile, registrandosi gratuitamente su www.livenation.it. La vendita generale dei biglietti sarà aperta a partire dalle ore 14.00 di giovedì 30 aprile su www.ticketmaster.it, www.ticketone.it e www.vivaticket.com. RADIO 105 è media partner dell’evento.

La performance di Karol G al Coachella ha rappresentato un momento determinante, che riflette la crescita globale della musica latina e il ruolo di artisti che si esprimono con autenticità. Lo show si è aperto con la gaita hembra, strumento tradizionale colombiano, creando subito un legame con le sue radici. Costumi, suoni e immagini si sono poi intrecciati in un racconto che ha portato l’identità latina su un palcoscenico internazionale.

“Sono Carolina, vengo da Medellín, in Colombia, e oggi sono la prima donna latina a essere headliner al Coachella. Ne sono molto felice e molto orgogliosa, ma allo stesso tempo mi sembra che il tutto sia arrivato un po’ tardi. Questo festival va avanti da 27 anni ed è la prima volta che una ragazza latina è headliner al Coachella, quindi voglio solo dire che prima di me ci sono stati tantissimi grandi artisti latini, artisti latini leggendari, che mi hanno dato l’opportunità di essere qui stasera. Quindi non si tratta solo di me, si tratta della mia comunità latina, si tratta della mia gente. E allo stesso tempo, questo show è per i latini che ultimamente hanno dovuto lottare in questo Paese. Noi siamo al loro fianco, io sono al fianco della mia comunità latina e allo stesso tempo sono molto orgogliosa perché questo fa emergere il meglio di noi: unità, resilienza e uno spirito forte.”, ha detto Karol G. Pensato come un’esperienza di trasformazione, lo spettacolo ha esplorato la forza femminile attraverso la figura della donna selvaggia e libera. Grazie a un mix di musica, movimento e racconto, Karol G ha guidato il pubblico in un viaggio interiore alla ricerca della propria voce e della propria identità, fino alla piena espressione del proprio potere personale.

Mark Ruffalo:”Nessuno vuole più il mondo di Trump e Netanyahu”

Roma, 21 apr. (askanews) – Nessuno vuole più vivere nel mondo di Donald Trump e Benjamin Netanyahu secondo Mark Ruffalo, che è a Roma dove ha partecipato ad un incontro al cinema Adriano con 1.500 studenti.

“È così cinico, è così nichilista – ha detto l’attore Usa parlando di Trump – è così privo di immaginazione o creatività. Rispetta solo la forza, il potere e la violenza e, in un certo senso, è come una sorta di stupro. È prendere senza che venga offerto. ‘Mi prenderò tutto il petrolio dall’Iran, mi prenderò il petrolio dal Venezuela’, ‘l’unica cosa che mi ferma è la mia stessa moralità, non credo nel diritto internazionale'”.

“Quello che sta facendo è rendere molto chiaro in quale mondo vogliamo vivere: vogliamo vivere nel mondo di Donald Trump e Netanyahu?”, ha aggiunto l’attore. “È questo il mondo in cui vogliamo vivere? Dove qualcuno decide: ‘Non farò parte del diritto internazionale, vaffanculo, farò quello che voglio. Prenderò tutto quello che voglio’. Dove finisce tutto questo? Non è il mondo in cui la gente vuole vivere”.

“Trump non vincerà le elezioni a novembre – ha poi concluso – ci vuole tempo ma quello che stiamo vedendo è che le persone stanno chiarendo la loro visione del mondo la confusione sta svanendo e ora dobbiamo scegliere in quale mondo vogliamo vivere”.

Al cinema Adriano, Ruffalo ha incontrato studenti delle scuole periferiche della Capitale e dai comuni della provincia del Lazio e dell’Abruzzo, (e più di 5.000 collegati in diretta streaming da scuole di tutta l’Italia), dopo la proiezione del film “Tutto quello che resta di te”, diretto da Cherien Dabis di cui è produttore esecutivo. L’incontro gratuito, aperto a studenti, docenti e accompagnatori, fa parte del progetto ArtMedia Cinema e Scuola.

Dl Sicurezza, Meloni: su rimpatri migranti la norma su avvocati resta

Milano, 21 apr. (askanews) – La norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri volontari presente nel dl sicurezza sarà corretta attraverso un decreto ad hoc che sarà approvato dal Consiglio dei ministri di domani. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa durante la visita al salone del mobile di Milano.

“Io non considero un pasticcio” il provvedimento, “stiamo raccogliendo i rilievi tecnici che sono arrivati dal Quirinale e dagli avvocati, li trasformeremo in un provvedimento ad hoc, ma la norma rimane perché è una norma di assoluto buon senso”, ha detto.

Un portico per rivivere il mito classico: Rubner Haus al Fuorisalone

Milano, 21 apr. (askanews) – Il mito, il legno, la natura. Sono alcuni degli elementi che caratterizzano la grande installazione che Rubner Haus ha voluto portare al Fuorisalone di Milano e che, nell’Orto botanico di Brera, che di per sé è un luogo estremamente affascinante, guarda alla classicità, tanto delle forme quanto per delle suggestioni evocate.

“Il progetto – ha detto ad askanews Martin Oberhofer, CEO Ruben Haus – nasce dalla collaborazione con l’architetto Annabel Karim Kassar che ha voluto reinterpretare il leggendario Giardino delle Esperidi e noi l’abbiamo realizzato, questo portico centrale, nell’Orto botanico con 24 assi in legno di abete con una lunghezza di 16 metri e un’altezza di 3,66 metri. Abbiamo utilizzato il legno sempre certificato e diventa un posto magico che mette in armonia il legno, la luce e lo spazio. Questo investimento al Fuorisalone fa parte della nostra strategia di posizionamento: vogliamo rafforzare il nostro posizionamento sul lato qualità, sostenibilità e sul lato delle costruzioni all’avanguardia dal punto di vista tecnico”.

Nel giardino del mito crescevano le mele d’oro e ci si confrontava con l”immortalità, oggi si guarda alla crisi climatica e a una relazione da ricostruire con l’ambiente vivo che ci circonda. “È stato molto interessante per me – ha aggiunto Annabel Karim Kassar – confrontarmi con la dimensione del mito, il mito dei giardini perduti che erano i primi giardini, come quello delle Esperidi, che era il luogo dove viveva Era, madre della Terra e dove venivano anche le ninfe per trovare il cibo”.

Per Rubner Haus la sfida è stata quella di realizzare la visione dell’architetta, ma con un progetto ad alta sostenibilità, che guarda all’economia circolare. E, in questa prospettiva, lo spazio dell’Orto botanico diventa ancora più significante e, al tempo stesso, anche significato. “È un luogo poetico – ha concluso Gilda Bojardi, direttrice di Interni – un luogo che conserva, un luogo affascinane che va sempre tutelato e il nostro evento di quest’anno ha un titolo, che è ‘Materiae’ e qui la materia è la natura”.

Ed è la natura anche a fornire la materia prima a Rubner Haus, che in qualche modo chiude il proprio percorso di restituzione impegnandosi per ridurre le emissioni e salvaguardare la terra, che era cara alle dee che popolavano il giardino delle Esperidi.

Tennis, Sinner: "Madrid è un’opportunità"

Roma, 21 apr. (askanews) – “Il forfait di Alcaraz non ha condizionato la mia decisione di essere qui. Giocare a Madrid è un’opportunità per capire meglio come adattarmi a queste condizioni”. Così Jannik Sinner a Sky Sport alla vigilia del Madrid Open: “So cosa ho fatto negli ultimi tre tornei: è stata una lunga tirata, ma fisicamente mi sento abbastanza bene. Un po’ di stanchezza c’è ed è normale”. Poi Jannik aggiunge: “Sono bravo a non ascoltare nessuno, solo io so quanto lavoro c’è dietro. È stato un periodo positivo con tante partite vinte, ma so che la stagione può cambiare in un attimo. Non mi esalto quando vinco e non mi butto giù quando perdo”.

Tennis, Djokovic: a Roma voglio esserci ma dipende dall’infortunio

Roma, 21 apr. (askanews) – “Non posso fare previsioni adesso, perché dipende dall’evoluzione dell’infortunio. Mi sto allenando per essere in campo a Roma”. Con queste parole Novak Djokovic ha commentato le sue condizioni fisiche in un’intervista all’emittente spagnola RTVE, a margine dei Laureus World Sports Awards al Palacio de Cibeles di Madrid.

Il campione serbo, che ha già dato forfait per il Mutua Madrid Open alla Caja Mágica, ha lasciato aperta la possibilità di un ritorno in campo nelle prossime settimane, proprio in vista degli Internazionali BNL d’Italia, uno dei tornei più importanti della stagione sulla terra rossa.

Djokovic è infatti il giocatore in attività più vincente nella storia del torneo romano, con sei titoli conquistati al Foro Italico. Il primo successo risale al 2008, in un’edizione segnata da una serie di ritiri e circostanze particolari che aprirono al serbo la strada verso il trionfo in finale.

Il dominio di Djokovic a Roma si è poi consolidato nel tempo, in particolare nella stagione 2011, anno in cui il serbo visse una delle sue migliori annate in carriera, imponendosi anche agli Internazionali dopo aver battuto Rafael Nadal in finale, in un periodo in cui iniziava a emergere la sua supremazia nel circuito ATP.

Altri successi sono arrivati nel 2014, ancora contro Nadal in finale, e nel 2015, quando Djokovic superò Roger Federer in una delle finali più attese dal pubblico del Foro Italico. Più recenti i trionfi del 2020, arrivato nella stagione segnata dalla pandemia, e del 2022, quando il serbo si impose senza perdere un set, confermando la sua solidità anche nelle fasi avanzate della carriera.

In quell’edizione, Djokovic ha inoltre raggiunto un altro traguardo storico, diventando uno dei pochissimi giocatori dell’era Open a superare le mille vittorie nel circuito maggiore, ulteriore testimonianza della sua longevità ai massimi livelli.

Ora, però, tutto resta sospeso sulle condizioni fisiche. Il rientro a Roma dipenderà dall’evoluzione dell’infortunio, ma l’obiettivo del serbo è chiaro: tornare competitivo nel torneo che più di altri ha segnato una parte significativa della sua carriera sulla terra battuta.

Perini, il bronzo di Parigi arriva dopo il ricorso al TAS

Roma, 21 apr. (askanews) – È arrivata ufficialmente questa mattina, al Salone d’Onore del CONI, la medaglia di bronzo conquistata da Giacomo Perini nel singolo PR1 ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024. Un riconoscimento che chiude una vicenda lunga e complessa, segnata da una squalifica iniziale e poi ribaltata dal Tribunale Arbitrale dello Sport.

La storia del canottiere azzurro è stata tra le più discusse dell’ultima edizione dei Giochi. Dopo aver tagliato il traguardo in terza posizione, Perini era stato inizialmente squalificato per la presenza di uno smartphone a bordo dell’imbarcazione, dimenticato in una borsa tecnica. Una decisione che aveva cancellato temporaneamente il risultato ottenuto in gara, pur senza alcuna influenza sulla prestazione sportiva.

La svolta è arrivata grazie al ricorso presentato dalla Federazione Italiana Canottaggio e sostenuto dal Comitato Italiano Paralimpico. Il TAS ha stabilito che la sanzione fosse sproporzionata rispetto all’irregolarità contestata, ripristinando così il risultato originario e la medaglia di bronzo per l’atleta romano.

La consegna ufficiale è avvenuta alla presenza del presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis, del nuovo presidente della FIC Rossano Galtarossa e dei rappresentanti delle Fiamme Gialle, gruppo sportivo di appartenenza dell’atleta.

“Dopo un anno e più l’emozione è tantissima, ci ho sperato fino all’ultimo”, ha dichiarato Perini, sottolineando come il riconoscimento rappresenti non solo un risultato personale, ma anche uno stimolo per lo sviluppo del canottaggio paralimpico. L’atleta ha poi evidenziato il valore umano del percorso, oltre quello sportivo, parlando della disabilità come possibilità di ripresa e crescita personale.

Parole condivise anche dal presidente del CIP De Sanctis, che ha definito la decisione “di straordinaria importanza”, sottolineando come restituisca giustizia all’atleta e al movimento paralimpico italiano. Sulla stessa linea il presidente della Federazione Italiana Canottaggio Galtarossa, che ha evidenziato il valore sportivo e formativo del Pararowing e il significato della medaglia come riconoscimento di una prestazione correttamente ottenuta sul campo.

La vicenda si chiude così con un verdetto che non riguarda solo il risultato sportivo, ma anche il principio di proporzionalità nelle decisioni disciplinari, riportando al centro il valore della prestazione atletica.

Iran, Meloni: Italia a Hormuz senza Onu? Per me sì, decide Parlamento

Milano, 21 apr. (askanews) – “Noi siamo stati tra i primi a proporre che ci fosse una copertura Onu su un’eventuale missione ad Hormuz, questo non è stato possibile per un veto che c’è nel Consiglio di Sicurezza attualmente da parte di Russia e Cina, vedremo se nelle prossime settimane quel veto potrà essere superato. Penso che se non dovesse essere superato a condizioni date che abbiamo già chiarito (chiaramente ci deve essere una cessazione delle ostilità, chiaramente ci deve essere un’amplissima adesione internazionale, la postura della missione deve essere esclusivamente difensiva), in questi casi io penso che l’Italia debba comunque esserci ma deve essere il Parlamento su questo ad esprimersi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rispondendo ad una domanda dei giornalisti al suo arrivo al Salone del Mobile a Milano.

Il Papa: è un mondo ferito dalla prepotenza. Senza rispetto diritto internazionale a rischio futuro umanità

Roma, 21 apr. (askanews) – “Senza un cambio di passo nell’assunzione di responsabilità politica e senza rispetto delle istituzioni e degli accordi internazionali, il destino dell’umanità rischia di venire tragicamente compromesso”. Lo ha detto Papa Leone nel suo primo discorso in Guinea Equatoriale dove è giunto oggi, ultima tappa del suo viaggio in Africa. “Dio – ha poi subito aggiunto il Papa parlando alle autorità politiche e sociali del paese – non vuole questo. Il suo Nome santo non può essere profanato dalla volontà di dominio, dalla prepotenza e dalla discriminazione: soprattutto, mai deve essere invocato per giustificare scelte e azioni di morte”.

“In un mondo ferito dalla prepotenza – ha aggiunto il Papa – i popoli hanno fame e sete di giustizia. Bisogna stimare chi crede nella pace e osare politiche controcorrente, con al centro il bene comune. Urge il coraggio di visioni nuove e di un patto educativo che dia ai giovani spazio e fiducia”.

Iran, Trump esclude estensione del cessate il fuoco: non lo voglio. Senza accordo siamo pronti a bombardare

New York, 21 apr. (askanews) – “Non lo voglio fare. Non abbiamo molto tempo”. Così il presidente americano, Donald Trump, in una intervista telefonica alla CNBC, è tornato a escludere una estensione del cessate il fuoco di due settimane in scadenza domani nella serata americana. “Se ce ne andassimo adesso impiegherebbero 25 anni per ricostruire”, ha aggiunto in riferimento all’Iran. Secondo Trump l’uranio arricchito di cui l’Iran è dotato è seppellito dopo gli attacchi americani ed è difficile da accedere per Teheran: “Non possono ottenere ‘la polvere nucleare’ perché non ci possono arrivare. E’ stata obliterata”.

Iran puo’ diventare “di nuovo una nazione fantastica e forte” con un accordo con gli Usa”, ha detto Trump, secondo cui il paese “deve essere legittimo, non sulla base di morte e orrore”. Ma ha ribadito: “Siamo pronti a bombardare” di nuovo l’Iran in caso di un mancato accordo con gli Stati Uniti.

Mark Ruffalo: Papa Leone coraggioso contro la destra religiosa Usa

Roma, 21 apr. (askanews) – Mark Ruffalo ha definito Papa Leone XIV “coraggioso” per la reazione agli attacchi del presidente Trump e della destra americana, parlando con askanews a Roma, a margine di un incontro al Cinema Adriano con oltre 1.500 studenti.

“Penso che sia stato molto coraggioso nel difendere quei principi sulla scena mondiale di fronte a una guerra violenta e ingiusta – ha detto – sta subendo attacchi dalla destra religiosa negli Stati Uniti, che si definiscono cattolici, attaccando il vicario di Cristo “e cercando di dargli lezioni di teologia. Lui sta fermamente al suo posto come papa, come leader religioso nel XXI secolo, e apprezzo questo aspetto”.

“Vorrei che la Chiesa cattolica prendesse sul serio questioni come i diritti riproduttivi e la salute delle donne”, ha sottolineato Ruffalo che a Roma ha girato le riprese del suo ultimo film “Santo Subito”, un thriller ambientato proprio in Vaticano in cui interpreta un sacerdote americano inviato durante il processo di canonizzazione di Giovanni Paolo II.

“Vorrei che la Chiesa cattolica prendesse sul serio il cambiamento climatico – ha continuato – vorrei che le vittime dello scandalo sessuale della Chiesa cattolica ottenessero un risarcimento. Voglio giustizia per loro e rivolgo questa richiesta al Papa, ma credo sia un uomo sincero riguardo alla sua fedeltà ai principi di Cristo e agli insegnamenti di Cristo”.

Al cinema Adriano, Ruffalo ha incontrato studenti delle scuole periferiche della Capitale e dai comuni della provincia del Lazio e dell’Abruzzo, (e più di 5.000 collegati in diretta streaming da scuole di tutta l’Italia), dopo la proiezione del film “Tutto quello che resta di te”, diretto da Cherien Dabis di cui è produttore esecutivo. L’incontro gratuito, aperto a studenti, docenti e accompagnatori, fa parte del progetto ArtMedia Cinema e Scuola.

Design Week, “Scatto Filatelico”: torna il fascino delle cartoline

Milano, 21 apr. (Askanews) – Un progetto per riscoprire il piacere della scrittura manuale e della memoria tangibile: presso lo Spazio Filatelia di Poste Italiane in via Cordusio a Milano, l’installazione “Scatto Filatelico”, in occasione della Design Week, trasforma lo scatto digitale in una cartolina personalizzata, unendo la tecnologia più avanzata al fascino senza tempo della corrispondenza cartacea. Nato dalla collaborazione tra Poste Italiane, Canon Italia, Haltadefinizione e Ospedale San Raffaele IRCCS, “Scatto filatelico” vuole riportare una dimensione di realtà e vicinanza nella nostra società iper digitalizzata.

“C’è tanto sentimento, c’è tanta storia – ha detto ad askanews Giacomo Pacchioni, responsabile marketing Filatelia di Poste Italiane -. Dentro Spazio Filatelia accompagniamo i nostri clienti tutti i giorni nell’invio di lettere, cartoline, tutto ciò che è postale. Il Francobollo, anche quello è una scelta, l’annullo filatellico che è un timbro speciale che realizziamo, lo facciamo anche per questa iniziativa ed oggi vogliamo avvicinare tutte quelle persone che sono venute alla Design Week e vogliono partecipare e mandare ai loro amici e parenti un’immagine trasformandola dal mondo digitale al mondo fisico”.

Un diverso approccio alla comunicazione e alle emozioni rappresenta anche qualcosa che agisce positivamente sul nostro cervello. “Noi – ha aggiunto Alberto Sanna, direttore del Centro di Ricerca Tecnologie Avanzate per la Salute e il Ben-Essere dell’Ospedale San Raffaele IRCCS – siamo ingabbiati dalla tastiera, che ci fa usare la nostra espressività attraverso delle dita che schiacciano un tasto, qualunque lettera è sempre lo stesso tasto schiacciato. Invece scrivendo a mano noi esprimiamo in maniera libera la nostra creatività, la nostra emozione con la grafia, con la vibrazione della penna sulla carta, con la scelta dell’inchiostro, col disegnino che vogliamo. Quindi nessuna gabbia alla creatività”.

Il percorso dell’utente è semplice e intuitivo. Per prima cosa, attraverso una webapp creata da Haltadefinizione, l’utente seleziona un’immagine propria, o attinge da una libreria di immagini, che viene automaticamente adattata al formato cartolina. Poi, grazie a un codice PIN, l’immagine viene inviata alla stampante Canon imageFORCE per diventare, in tempo reale, un oggetto tattile di altissima qualità. Infine la cartolina viene personalizzata con un messaggio, affrancata con un francobollo, impreziosita da una timbratura speciale dedicata e infine, scritta manualmente e imbucata realmente.

“Scatto filatelico – ci ha detto Paolo Tedeschi, Head of Corporate, Marketing & Sustainability Communication di Canon Italia – racconta il modo in cui Canon guarda al futuro, in piena sintonia con la filosofia Kyosei: vivere e lavorare insieme per il bene comune. Quando una tecnologia non si sostituisce al gesto umano, lì è dove vogliamo arrivare come Canon. Sì, in Canon crediamo che la tecnologia abbia senso quando è in grado di abilitare emozioni autentiche”.

Il cuore reale dell’installazione è rappresentato dall’integrazione tra la tecnologia di stampa professionale Canon imageFORCE e l’efficienza della piattaforma di Printing Management uniFLOW Online. “In questo progetto – ha concluso Luca Ponzio, fondatore e amministratore delegato di Haltadefinizione, del Gruppo Panini Cultura – abbiamo unito le due anime che ci caratterizzano, quella della trasformazione digitale e quella della trasformazione fisica. Dall’immagine digitale di un’opera di Brera, ad esempio, che abbiamo portato dentro al progetto Arriviamo alla riproduzione fisica tramite una cartolina”.

Il progetto Scatto Filatelico, che ha la Pinacoteca di Brera come partner culturale, è parte della linea di ricerca Neuroestetica Fotografica, che esplora da un punto di vista umanistico la sostenibilità del nostro futuro socio-tecnologico.

La Russa: ai Mondiali senza Italia tifo Argentina

Rho (Mi), 21 apr. (askanews) – Con la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di calcio, il presidente del Senato Ignazio La Russa tiferà per l’Argentina: “Ho sempre tifato Argentina ai Mondiali quando l’Italia veniva eliminata, perché forse è la nazione con più italiani”, ha detto parlando con i giornalisti al suo arrivo al Salone del Mobile di Milano che si è aperto oggi a Rho Fiera Milano.

Un punto stampa che La Russa ha voluto espressamente limitare al calcio, “parlo solo di Inter” ha chiarito al suo arrivo. Nessuna risposta dunque alla domanda sul decreto Sicurezza. Quando vincerà lo scudetto l’Inter? “Io spero non questa settimana, ma la prossima perché è a Milano e quindi siamo tutti qui. Non è così importante la Coppa Italia, metto le mani avanti, e anche il Como merita qualcosa. Quindi, se vince il Como, applaudiamo lo stesso”.

Chery accelera sull’Europa: "dialoghi con partner, JLR in pole"

Milano, 21 apr. (askanews) – Il gruppo cinese Chery accelera la propria strategia europea e punta a rafforzare la presenza industriale nel continente, valutando partnership produttive locali. Tra i gruppi con cui sono in corso contatti in pole position ci sarebbe Jaguar Land Rover, controllata dall’indiana Tata Motors, con possibili sviluppi entro la fine dell’anno. JLR non è stata immediatamente raggiungibile per un commento.

La spinta verso una produzione europea risponde anche alla necessità di mitigare l’impatto dei dazi Ue sui veicoli elettrici importati dalla Cina, che per il gruppo Chery si collocano intorno al 20% aggiuntivo oltre al 10% di base, rendendo più competitivo produrre direttamente nel continente.

“Stiamo esplorando diversi partner e mercati per produrre in Europa. Cerchiamo diverse soluzioni di collaborazione, tra i favoriti c’è Jaguar Land Rover. Potrebbero esserci novità entro fine anno”, spiega in un’intervista ad Askanews in occasione del lancio europeo del brand Lepas alla Design Week di Milano, Peter Matkin, Chief Technology Officer Europe di Chery Group. In passato il gruppo cinese ha avviato trattative “approfondite” anche con Stellantis, ma i colloqui non si sono poi tradotti in un accordo.

Sul fronte commerciale, il gruppo già presente in Europa con Omoda&Jaecoo ha venduto oltre 120mila auto nel 2025 e punta a crescere ancora con il lancio di nuovi brand come Lepas, presentato alla Design Week di Milano, Icaur, Exlantix, oltre al brand della casa madre Chery che dovrebbe arrivare entro fine anno. In prospettiva a dare slancio alle vendite, l’arrivo in data ancora da definire di una nuova piattaforma per veicoli compatti sotto i 4,2 metri, cuore del mercato europeo. “Oggi abbiamo piattaforme per auto sopra i 4,2 metri e sopra i 5 metri. Stiamo lavorando a una piattaforma per auto compatte e city car”, ha detto Matkin.

Tra i modelli chiave dell’offensiva commerciale c’è il suv Jaecoo 7, che a marzo è stato il modello più venduto nel Regno Unito con circa 10mila unità.

Sul fronte industriale, Chery è già presente in Europa con una sito in Spagna, a Barcellona, nell’ex stabilimento Nissan, attraverso una joint venture con il marchio locale Ebro di cui detiene il 40%. Jaguar Land Rover concentra la propria produzione europea nel Regno Unito – con impianti a Solihull, Halewood e Castle Bromwich – e dispone di uno stabilimento nell’Unione Europea a Nitra, in Slovacchia, dove viene prodotto il Land Rover Defender.

Il gruppo britannico collabora già con Chery in Cina attraverso una joint venture paritetica attiva dal 2012, che produce modelli Jaguar e Land Rover per il mercato locale. “Vent’anni fa erano i brand europei ad andare in Cina per produrre. Oggi è il contrario”, osserva Matkin, sottolineando il cambio di paradigma dell’industria automobilistica globale.

Una delle principali sfide per il gruppo riguarda l’adattamento dei prodotti ai clienti europei. “Far capire ai team cinesi i bisogni dei clienti europei è la cosa più difficile”, evidenzia. Attualmente circa il 90% dei veicoli Chery viene prodotto in Cina e successivamente adattato ai mercati di destinazione. “Facciamo un tuning su Adas, assetto e freni, pari a circa un 10% del lavoro, per rispondere alle specificità europee”, spiega.

L’eventuale rafforzamento della collaborazione con Jaguar Land Rover potrebbe rappresentare un tassello chiave nella strategia del gruppo per radicarsi industrialmente in Europa, in un momento in cui il settore accelera sulla transizione elettrica e sulla regionalizzazione delle catene produttive.

"Exit Queen": nel centenario di Elisabetta II il Regno è sotto scacco

Roma, 21 apr. (askanews) – In un momento storico in cui l’imponderabile smette di essere eccezione e diventa possibilità concreta, il romanzo politico ‘Exit Queen – Scacco alla Regina’, di Francesco Spartà e Marco Ubezio trova la sua intuizione più felice nel mettere in dubbio ciò che per definizione appare indiscutibile: la monarchia britannica.

Nel centenario della nascita della regina Elisabetta II, l’istituzione per eccellenza, la monarchia britannica, non è più uno sfondo stabile, ma il centro di una crisi aperta, esposta alle stesse dinamiche che attraversano le democrazie contemporanee: dal populismo alle tensioni tra centro e periferia.

Gli autori dimostrano notevole sensibilità nel cogliere lo spirito del tempo. Il clima post-Brexit, con il suo carico di incertezza e ridefinizione degli equilibri, diventa il terreno perfetto per immaginare uno scenario in cui anche i simboli più solidi possono vacillare, dando spazio a vecchi fantasmi che incidono ancora sul presente.

La forza del romanzo sta proprio qui: nel rendere plausibile ciò che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato impensabile. La crisi della monarchia non è solo interna, ma riflette il ridimensionamento in atto di una certa idea di occidente, di un mondo che, pungolato da nemici endogeni ed esogeni, rischia di essere travolto da nuovi furori inconcludenti.

Dal punto di vista stilistico, il romanzo convince per equilibrio e intelligenza. L’ironia non sminuisce mai la portata dei temi trattati, ma anzi li rende più accessibili e incisivi. I dialoghi sono vivaci, i personaggi ben costruiti, e la capacità degli autori di fondere dimensione privata e politica è uno degli elementi più riusciti.

Exit Queen è dunque una lettura che intrattiene e fa pensare. Un libro capace di trasformare una domanda provocatoria in un racconto credibile e attuale, invitando il lettore a interrogarsi su quanto siano davvero solide le istituzioni che diamo per scontate.

Italia-Usa, Meloni: reazione Trump? Non ci sono rimasta male

Rho (Mi), 21 apr. (askanews) – La parole di Trump? “Non ci sono rimasta male”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rispondendo ad una domanda sulle parole di Donald Trump, durante la visita al Salone del Mobile.

“L’amicizia – ha sottolineato – è fatta di questo, il coraggio è fatto di questo: dire ciò che si pensa anche quando non siamo d’accordo. E chiaramente non vuol dire mettere in discussione i nostri storici rapporti con gli Stati Uniti. Però gli amici ti danno una mano anche e forse soprattutto quando ti dicono che non sono d’accordo”.

Coni, Buonfiglio: "Niente contributi per l’Olimpiade"

Roma, 21 apr. (askanews) – Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio lancia l’allarme sui conti in vista dei Giochi: “Per la prima volta non riceviamo contributi dal Governo per l’organizzazione della squadra olimpica e per i premi per le medaglie”. Una situazione inedita che pesa sulla pianificazione e che si lega anche alle risorse attese dalla Fondazione Milano Cortina.

“Parliamo di circa 10 milioni per i Giochi invernali e di royalties che ammontano a circa 48 milioni – spiega Buonfiglio -. Il Coni è creditore e la Fondazione è debitrice: se non ci fossero le capacità, ci si rivolgerebbe a chi ha rilasciato le garanzie, ma penso non si arrivi a questo”. Il presidente sottolinea come, nelle interlocuzioni con il ministro per lo Sport Andrea Abodi, la risposta sia stata legata agli impegni già sostenuti per Milano Cortina.

L’assenza di risorse ha avuto un primo effetto concreto: il rinvio dell’approvazione del bilancio consuntivo 2025, spostato da aprile al 30 giugno. “Oggi registriamo una perdita ampia ma comprensibile – aggiunge -. Il Coni dovrà diventare più efficiente: non possiamo più riconoscere nuove federazioni, ma gestire al meglio quelle esistenti”.

Nel corso della Giunta nazionale, Buonfiglio ha poi richiamato le criticità presenti in alcune federazioni, dal calcio all’atletica fino alla danza sportiva e al cricket, ribadendo il ruolo dell’ente nel rispetto delle competenze. “Molte situazioni le apprendiamo anche dalla stampa, ma interveniamo dove necessario”, ha spiegato, citando il commissariamento del cricket.

Tra le decisioni assunte, ufficializzate le date del Trofeo Coni, in programma in Puglia dal 4 al 7 ottobre con apertura a Bari e il coinvolgimento anche del Comitato paralimpico, in linea con la politica di inclusione. Confermate inoltre le quote per gli atleti extracomunitari (1.200 visti) e la proroga degli organi di garanzia.

Buonfiglio ha infine annunciato che in autunno una riunione della Giunta nazionale si terrà a Napoli, nel quartiere Sanità, mentre prosegue il monitoraggio sugli eventi internazionali, dai Giochi del Mediterraneo di Taranto fino agli appuntamenti giovanili di Dakar. Un quadro articolato, in cui però resta centrale il nodo delle risorse per la preparazione olimpica.

David Donatello, premio alla carriera a Gianni Amelio

Roma, 21 apr. (askanews) – Il regista e sceneggiatore Gianni Amelio riceverà il premio alla carriera nel corso della 71esima edizione dei premi David di Donatello. Il riconoscimento sarà assegnato mercoledì 6 maggio nell’ambito della cerimonia di premiazione in diretta, in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà e trasmessa in 4K sul canale Rai4K (numero 210 di Tivùsat). La conduzione dell’edizione 2026 sarà affidata a Flavio Insinna e Bianca Balti. La serata sarà inoltre in diretta su Rai Radio2 e disponibile sulla piattaforma di RaiPlay.

“L’Accademia del Cinema Italiano è onorata di assegnare il David di Donatello alla Carriera a Gianni Amelio celebrandone così l’immensa conoscenza del cinema, quasi una magnifica ossessione”, ha dichiarato Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano. “La sua visione del mondo è profondamente umanistica e insieme intimamente immersa nella materia cinematografica. Nei suoi movimenti di macchina, nella densità delle inquadrature, nel rapporto quasi carnale con gli attori, tutti i più grandi, il cinema diventa forma viva, concreta, pulsante e a imporsi è l’emozione nei confronti degli esseri umani, soprattutto gli esclusi, i dimenticati, gli antagonisti, i teneri che non trovano casa nel mondo e che nel racconto assumono una levatura morale altissima. Con il cruciale capolavoro Lamerica ha anticipato uno dei grandi temi del nostro tempo, le migrazioni, con uguale vastità di sguardo ci ha trasportato nell’attualità cruda della guerra nel suo film più recente, Campo di battaglia. Gianni Amelio è il cinema: lo è per passione, per identificazione, per la capacità affabulatoria con cui sa raccontarlo nei suoi libri, per la capacità unica di coniugare visione, pura immaginazione e forte sentimento civile e sociale. Collezionista di film, maestro, scrittore, appassionato al cinema più raffinato quanto a quello più popolare, capace di non chiudersi mai nel pensiero rassicurante, Gianni Amelio merita un posto speciale nella nostra storia culturale. Il David alla Carriera vuol essere il ringraziamento per la vertigine narrativa che continuano a regalarci le sue opere”.

Considerato uno dei maggiori autori del nostro cinema, Gianni Amelio esordisce dietro la macchina da presa con una serie di apprezzati lavori per la televisione, fra cui “La città del sole” (1974), tratto dall’omonima opera di Tommaso Campanella, “Bertolucci secondo il cinema” (1976), girato sul set del film Novecento di Bernardo Bertolucci, e “La morte al lavoro” (1978), Premio della critica internazionale a Locarno. Nel 1982, realizza il suo primo titolo per il grande schermo, “Colpire al cuore”, una delle più significative opere italiane sul terrorismo, applaudita in anteprima alla 39esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 1987, gira “I ragazzi di via Panisperna”, sul gruppo di fisici di cui facevano parte, fra gli altri, Enrico Fermi ed Ettore Majorana, mentre nel 1989 firma Porte aperte, tratto dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia e interpretato da Gian Maria Volonté. Presentato a Cannes nella Quinzaine des Réalisateurs, il titolo riceve una candidatura agli Oscar come Miglior film straniero e si aggiudica una lunga serie di riconoscimenti fra cui quattro European Film Awards, quattro David di Donatello e due Nastri d’argento. La carriera di Amelio prosegue con una serie di pluripremiati titoli legati a temi come l’emarginazione e il riscatto sociale. Fra questi, uno dei suoi lavori più acclamati, Il ladro di bambini (1992), che riceve il Gran premio speciale della giuria al Festival di Cannes, l’European Film Award come Miglior film, cinque David di Donatello e due Nastri d’argento, facendo registrare uno straordinario risultato al botteghino. Nel 1994 realizza un’altra straordinaria opera, “Lamerica”, drammatico affresco umano ambientato nell’Albania postcomunista, mentre nel 1998 è la volta di Così ridevano (1998), amara vicenda di emigrazione meridionale, premiata con il Leone d’oro alla Mostra di Venezia. Nello stesso festival, presenta successivamente altri due titoli: “Le chiavi di casa” (2004), che gli vale il Nastro d’Argento come Miglior regista, e “La stella che non c’è” (2006), libero adattamento del romanzo “La dismissione” di Ermanno Rea. Torna alla regia cinque anni dopo con “Le Premier Homme” (Il primo uomo, 2011), aggiudicandosi il premio della critica internazionale al Festival di Toronto, a cui segue “L’intrepido” (2013), in concorso a Venezia, mentre nel 2014 firma Felice chi è diverso, vincitore del Nastro d’argento al Miglior documentario. Nel 2017 è la volta del pluripremiato La tenerezza, tratto dal romanzo di Lorenzo Marone “La tentazione di essere felici”, protagonista uno straordinario Renato Carpentieri, vincitore di tutti i maggiori riconoscimenti italiani nel ruolo di attore protagonista. Amelio porta poi sul grande schermo gli ultimi mesi della vita di Bettino Craxi con “Hammamet” (2020), e il complesso caso di Aldo Braibanti ne “Il signore delle formiche” (2022), presentato in concorso a Venezia. Il suo lavoro più recente, Campo di battaglia, anch’esso alla Mostra, è liberamente tratto dal romanzo “La sfida” di Carlo Patriarca.

Nel corso della sua carriera, Gianni Amelio ha diretto per quattro edizioni (2009 – 2012), il Torino Film Festival, ed è stato presidente e membro di giuria dei più importanti festival internazionali. Ha inoltre firmato saggi da cui emerge la sua enorme passione per la settima arte e la profonda conoscenza del mezzo cinematografico – fra questi “Un film che si chiama desiderio” (Einaudi, 2010) e “Il vizio del cinema. Vedere, amare, fare un film” (Einaudi, 2024) – a cui si affiancano due romanzi di successo come “Politeama” (Mondadori, 2016) e “Padre quotidiano” (Mondadori, 2018).

Nuovo percorso artistico per Mannarino con "Per un po’ d’amore"

Milano, 21 apr. (askanews) – Dopo Ciao, primo estratto che ha inaugurato il nuovo percorso artistico, Mannarino annuncia Per un po’ d’amore, in uscita giovedì 23 aprile: il brano anticipa l’album Primo Amore, fuori l’8 maggio per BMG.

Il singolo nasce da una sensazione tanto semplice ma destabilizzante: “non sappiamo cosa siamo né quanto dura, ma per un attimo ci teniamo stretti”. È proprio in questa sospensione che il brano prende forma, abitandone le crepe: uno spazio in cui i legami nascono e si dissolvono senza mai trovare una definizione stabile. Per un po’ d’amore non racconta una storia lineare, ma restituisce una fotografia del presente. I rapporti sono fragili, intermittenti, attraversati da domande aperte eppure necessari. “Siamo qui senza sapere perché, attraversiamo il tempo come ospiti”, suggerisce Mannarino, tracciando una riflessione che si muove tra intimo e universale. Il brano diventa così la ricerca di qualcosa che ancora non ha un nome, dentro un vuoto che non è solo mancanza ma anche possibile rifugio. Una dimensione sospesa, in cui si condivide lo stesso tempo e lo stesso spazio pur sapendo che tutto è destinato a durare poco.

Dal punto di vista sonoro, il pezzo è sostenuto da un ritmo pulsante e da un riff che ritorna insistente, come un pensiero che non vuole dissolversi. Più che seguire una struttura, si lascia attraversare, aprendo “una finestra sulla propria intima verità, una porta che si apre a una dimensione altra. È una canzone sulla nostra condizione: siamo qui senza sapere perché, attraversiamo il tempo come ospiti, eppure cerchiamo qualcosa che dia senso. ‘Per un po’ d’amore’ è quel momento in cui, anche se tutto resta incomprensibile, smetti di avere paura.” dice Mannarino

Mannarino torna sui palchi italiani dopo tre anni con una tournée estiva che attraverserà i principali festival della penisola. La tournée partirà il 21 giugno all’Arena Villa Vitali di Fermo, per poi proseguire il 25 giugno allo Sherwood Festival di Padova, il 27 giugno al Flowers Festival di Collegno (TO), il 4 luglio al Musart Festival di Pratolino (FI), il 10 luglio al Rock in Roma, l’11 luglio a Napoli, il 15 luglio al Summer Knights a Pisa, il 17 luglio all’Altraonda Festival di Genova, il 24 luglio al Lake Sound Park Festival di Cernobbio (CO), il 26 luglio al No Borders Music Festival di Tarvisio (UD) l’1 agosto a Suoni Controvento ad Assisi (PG), il 2 agosto all’Acieloaperto Festival di Santa Sofia (FC), il 6 agosto in Piazza Europa a La Spezia, il 9 agosto al Locus Festival di Locorotondo (BA), l’11 agosto all’Alguer Summer Festival di Alghero (SS), il 13 agosto al Roccella Summer Festival di Roccella Jonica (RC), il 22 agosto al Terrasound Festival di Pescara, il 29 agosto all’Esedra di Palazzo Te di Mantova, il 5 settembre al Wave Summer Music di Catania e terminerà l’11 settembre al Parco della Musica di Milano. Il tour è prodotto da Vivo Concerti in collaborazione con Concerto Music e VignaPR. Radio 2 è partner ufficiale del tour.

Dl sicurezza, Meloni: norma sugli incentivi agli avvocati per rimpatri volontari corretta da decreto ad hoc

Roma, 21 apr. (askanews) – La norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri volontari presente nel dl sicurezza sarà corretta attraverso un decreto ad hoc che sarà approvato dal Consiglio dei ministri di domani. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa durante la visita al salone del mobile di Milano.

“Io non considero un pasticcio” il provvedimento, “stiamo raccogliendo i rilievi tecnici che sono arrivati dal Quirinale e dagli avvocati, li trasformeremo in un provvedimento ad hoc, ma la norma rimane perché è una norma di assoluto buon senso”, ha detto.

Stessa linea dal Viminale. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo alla camera sul dl Sicurezza, ha assicurato che sui rimpatri assistiti volontari dei migranti “abbiamo preso atto di alcune sensibilità che sono state espresse” e perciò “ci predisponiamo ad una sua correzione”.

Piantedosi ha lanciato “a nome del governo” un “invito chiaro e deciso” alla Camera dei deputati per “approvare questo importante testo di legge”, sottolineando che sul dl sicurezza “il governo andrà avanti con determinazione, perché siamo convinti di essere sulla strada giusta”.

Libri, Come una stella nel cielo di don Davide Banzato

Roma, 20 apr. (askanews) – “Ho incontrato troppe persone che non sanno quanto valgono. E la cosa più sorprendente è che spesso lo dimenticano proprio crescendo. Per questo ho sentito il bisogno di scrivere questo libro: per dire, con semplicità e profondità, che nessuno di noi è qui per caso.”

E’ in libreria dal 14 aprile 2026 Come una stella nel cielo (Mondadori Electa), il primo libro per bambini scritto da don Davide Banzato. In realtà, è un racconto capace di parlare anche agli adulti: un’opera che nasce da un’esperienza concreta e si trasforma in un invito a riscoprire il valore e il senso della propria vita, attraverso un dialogo profondo tra generazioni. “Come una stella nel cielo nasce da un’esperienza vera che ho vissuto con un bambino. In questo racconto troviamo un bambino che si pone grandi domande durante la notte. La notte è il momento in cui nascono quei quesiti che durante il giorno cerchiamo di mettere a tacere, ma che spesso sono anche domande profonde e importanti, non necessariamente inquietanti.

Chi sono davvero? Qual è il mio posto nel mondo? Qual è il senso dell’esistenza? Questo bambino, davanti all’immensità del cielo stellato, si sente piccolo e si chiede quale sia il suo posto nel mondo.

Proprio lì giunge una presenza luminosa, quella dell’angelo custode, che lo prende per mano e, attraverso testi biblici, esperienze e parole semplici, lo guida a scoprire il suo valore unico, speciale, indispensabile. Perché ognuno di noi è unico. Ognuno di noi ha una missione nel mondo. Ognuno di noi è chiamato a brillare come una stella nel cielo. Per l’eternità. Come una stella nel cielo è un libro illustrato da Serena Viola, che impreziosisce questo testo pensato per i bambini, ma anche per gli adulti: un libro che vuole offrire domande, alcune possibili risposte e soprattutto stimolare un dialogo tra genitori, educatori e bambini.”

Il libro si presenta così come un piccolo viaggio interiore, capace di parlare al cuore dei più piccoli e, allo stesso tempo, di riaccendere negli adulti quelle domande essenziali che spesso vengono dimenticate. Un invito a fermarsi, ad alzare lo sguardo e a riscoprire che, anche nella notte, ogni vita è chiamata a portare luce.

Tuffo nella vita e nella musica di Michael Jackson con film e colonna sonora

Milano, 21 apr. (askanews) – È disponibile in pre-order “Michael: Songs from the motion picture” , la colonna sonora ufficiale di “Michael”, l’attesissimo film su Michael Jackson, che vede Jaafar Jackson interpretare lo zio, diretto da Antoine Fuqua e prodotto dal Premio Oscar Graham King (“Bohemian Rhapsody”).

L’album sarà pubblicato venerdì 24 aprile in digitale e in tutti i formati fisici: CD, musicassetta, LP e 2-LP con diverse varianti di colore e in una versione unica del vinile trasparente black ice disponibile in esclusiva sul sito ufficiale di Sony Music (https://store.sonymusic.it/collections/michael-jackson).

La colonna sonora conterrà 13 brani presenti nel biopic in uscita che ripercorrono le tappe fondamentali dell’incredibile carriera di Michael Jackson: dagli esordi con i The Jackson 5 e i The Jacksons, fino al trionfo solista con album iconici come “Off the Wall” e “Thriller”, includendo successi immortali come “Billie Jean”, “Don’t Stop ‘Til You Get Enough”, “Human Nature” e altri ancora. Questa la tracklist della colonna sonora originale del film “Michael”: I’ll Be There – Jackson 5 Never Can Say Goodbye – Jackson 5 Who’s Lovin’ You – Jackson 5 Medley: I Want You Back/ABC/The Love You Save (Live) – The Jacksons Ben (Live) – The Jacksons Don’t Stop ‘Til You Get Enough – Michael Jackson Beat It – Michael Jackson Thriller – Michael Jackson Billie Jean – Michael Jackson Wanna Be Startin’ Somethin’ – Michael Jackson Human Nature – Michael Jackson Workin’ Day and Night – Michael Jackson Bad – Michael Jackson

Il film “Michael”, in uscita nelle sale mercoledì 22 aprile distribuito da Universal Pictures, racconta la vita e l’eredità artistica di Michael Jackson, uno degli artisti più influenti della storia della musica: dalla scoperta del suo straordinario talento come frontman dei The Jackson 5 fino alla trasformazione in un artista visionario e innovativo, mostrando sia momenti della sua vita privata sia alcune delle performance più iconiche della sua carriera solista. Diretto da Antoine Fuqua e scritto da John Logan, il film è prodotto dal premio Oscar Graham King per GK Films, insieme a John Branca e John McClain.

Il film vede Jaafar Jackson nel suo debutto cinematografico nel ruolo di suo zio Michael. Nel cast anche Nia Long, Juliano Valdi, KeiLyn Durrel Jones, Laura Harrier, con Miles Teller e Colman Domingo. Il film è diretto da Antoine Fuqua e scritto dal tre volte candidato all’Oscar John Logan. La produzione è affidata a Graham King, John Branca e John McClain.

Venerdì 24 aprile, Est Radio (via Tortona 12, Milano), in occasione della Design Week, dalle ore 19.00 alle ore 22.00, ospiterà un evento durante il quale verrà celebrato Michael Jackson e verrà reso omaggio alla sua legacy. Ingresso libero.

Migranti, Meloni: norma avvocati buon senso e resta, dl ad hoc per correzioni

Roma, 21 apr. (askanews) – La norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri volontari presente nel dl sicurezza sarà corretta attraverso un decreto ad hoc che sarà approvato dal Consiglio dei ministri di domani. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa durante la visita al salone del mobile di Milano.

“Io non considero un pasticcio” il provvedimento, “stiamo raccogliendo i rilievi tecnici che sono arrivati dal Quirinale e dagli avvocati, li trasformeremo in un provvedimento ad hoc, ma la norma rimane perché è una norma di assoluto buon senso”, ha detto.

Iran, le notizie più importanti del 21 aprile sulla guerra

Roma, 21 apr. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di martedì 21 aprile sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con ripercussioni sull’economia globale.

-12:40 L’Ue: mercato tirato ma non ci sono prove di penurie di carburante per gli aerei. Lo ha detto il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, spiegando che il 70% del kerosene è prodotto in Europa e il restante 30% è importato, di cui solo la metà vien dal Golfo Persico. Cancellazioni finora decise non per penurie kerosene per per i prezzi e non sono attese diffuse cancellazioni di voli nelle prossime settimane e mesi. Domani lancio del nuovo Osservatorio Ue sui carburanti

-12:12 La Germania ha invitato l’Iran ad aprire un dialogo con gli Stati Uniti nel tentativo di rilanciare i negoziati e favorire una de-escalation della crisi in Medio Oriente, respingendo però l’ipotesi di sospendere l’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele.

-12:10 Iran, il capo della magistratura: essere pronti in caso di nuova aggressione. Il nemico sconfitto e risentito è in attesa in colpire ancora.

-12:00 L’export italiano continua a registrare progressi nonostante alcune “complicazioni” legate alle tensioni geopolitiche globali, compresa quelle nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo al Salone del Mobile di Milano. Nonostante conflitti e dazi export aumentato del 3,3%, l’arredo vale il 4-5%

-11:46 Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot ha definito le azioni militari di Israele in Libano “totalmente inaccettabili”, riferisce il Guardian.

-11:36 Sono almeno sei i palestinesi morti in attacchi condotti dall’alba di oggi dalle forze israeliane nella Striscia di Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa citando fonti sanitarie.

-11:15 Libano, Israele demolisce case e infrastrutture nel sud “come a Gaza” L’Orient Le Jour: demolito un importante Centro sportivo.

-10:40 L’agenzia Tasnim: una petroliera iraniana ha violato il blocco navale Usa a Hormuz. Probabilmente attraccherà domani all’isola di Kharg.

-10:05 La Cina ha respinto ogni “maliziosa associazione” e ogni “strumentalizzazione mediatica”, dopo le affermazioni dell’ex ambasciatrice statunitense alle Nazioni unite Nikki Haley sulla nave Touska sequestrata dagli Stati uniti nello stretto di Hormuz, indicata come diretta dalla Cina verso l’Iran e collegata al trasporto di sostanze chimiche utilizzabili per la produzione di missili.

-10:00 Studio Ue-Onu: la ricostruzione di Gaza costerà 71,4 mld Usd in 10 anni, lo sviluppo umano regredito di 77 anni.

-09:33 Venti esperti delle Nazioni Unite hanno chiesto all’Unione europea (Ue) di “sospendere immediatamente l’accordo di Associazione Ue-Israele, che dal 2000 garantisce a Israele un accesso preferenziale al mercato europeo, nonostante le ben documentate violazioni dei diritti umani, degenerate in crimini atroci, tra cui il genocidio”.

-09:30 Le forze armate iraniane sono pronte a rispondere “in modo deciso e immediato alle minacce nemiche”, lo ha dichiarato oggi il comandante delle forze armate, il generale Ali Abdollahi.

-09:25 Carburanti, prezzi ancora in calo con benzina self a 1,747 euro

-09:20 Schlein: per l’invio delle nostre navi nello stretto di Hormuz manca la precondizione essenziale, cioè un vero accordo di pace, non basta la tregua.

-09:11 Il valore dell’indice Igi, Italian Gas Index, per il 21 aprile è pari a 41,96 euro/Mwh, in rialzo rispetto al 20 aprile attestatosi a 40,69 euro/Mwh.

-09:10 Il ministro della Difesa israeliano Katz avverte Hezbollah e minaccia il leader della milizia: Qassem pagherà con la morte. Idf deve agire con massima forza, anche durante cessate il fuoco.

-09:00 Partenza in positivo per Piazza Affari. Il Ftse Mib guadagna lo 0,4%, il Ftse All Share lo 0,38%

-08:39 Borse asiatiche in rialzo, Nikkei +0,9%, Kospi +2,7%, Hang Seng +0,3%, Shanghai +0,1%.

-08:33 Petrolio in calo in avvio di mattinata in attesa dei colloqui Usa-Iran. Il Brent cede lo 0,8% a 94,7 euro, il Wti l’1,2% a 86,4 euro.

-08:00 Trump su Truth ha rivendicato il successo dell’operazione militare lanciata nel giugno 2025 contro i siti nucleari iraniani: “L’operazione Midnight Hammer ha portato a un completo e totale annientamento dei siti del materiale nucleare in Iran. Quindi, il recupero sarà un processo lungo e difficile”.

-07:33 L’Iran denuncia all’Onu l’attacco “illegale” Usa contro la nave mercantile iraniana Touska nel Mar d’Oman: è “atto di pirateria”.

-07:10 Quattro palestinesi sono rimasti uccisi negli attacchi condotti la scorsa notte dalle forze israeliane nella Striscia di Gaza. Lo riportano i media palestinesi.

-07:05 Il presidente americano Donald Trump, in una telefonata al programma radiofonico conservatore ‘The John Fredericks Show’, ha detto che l’Iran negozierà, aggiungendo che altrimenti “si troverà ad affrontare dei problemi mai visti prima”.

-07:00 Il vice presidente americano JD Vance dovrebbe partire oggi per Islamabad, in Pakistan, per tenere colloqui con la delegazione iraniana su un possibile accordo per porre fine alla guerra. Lo riporta Axios citando tre fonti americane, confermando quanto riferito anche dalla Cnn, secondo cui i negoziati dovrebbero tenersi domani.

Ue: mercato tirato ma non ci sono prove di penurie di carburante per gli aerei

Roma, 21 apr. (askanews) – “Su i carburanti per gli aerei, come sapete sono parte di un mercato globale che coinvolge produzione, importazioni e scorte. L’Europa ha anche una capacità di raffinazione interna rilevante: il 70% del kerosene è prodotto in Europa e il restante 30% è importato, di cui solo la metà viene dal Golfo” Persico. “Ora i mercati dei carburanti per aeronautica sono più tirati del normale, stiamo monitorando la situazione molto da vicino assieme ai paesi membri per ogni parte industriale, ma lasciatemi rilevare che l’Europa mantiene scorte di emergenza e che queste scorte possono essere e saranno rilasciate solo se necessario. A questo stadio tuttavia il mercato sta gestendo la pressione e non ci sono prove di penurie”. Lo ha affermato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, nella conferenza stampa al termine della riunione in teleconferenza dei ministri dei Trasporti Ue. Domani lancio di nuovo Osservatorio Ue sui carburanti “Tuttavia dobbiamo essere preparati. Domani delineeremo i nostri piani per mettere a riparo l’Europa dall’impatto della crisi sui fossili, e qui il coordinamento è cruciale. Domani annunceremo la creazione di un nuovo osservatorio sui carburanti che monitorerà le forniture di carburanti e, ovviamente, cominceremo con i carburanti per l’aeronautica”, ha detto.

Inoltre, “sulle cancellazioni di voli devo chiarire i voli cancellati finora in Europa non sono stati cancellati per la mancanza di carburante, ma per i prezzi alti del carburante. Come sapete, dall’inizio della crisi i prezzi sono più che raddoppiati e questo ha spinto molte compagnie a ridurre o anche tagliare alcune delle loro linee, ma che non avevano senso economico”. “Quindi le cancellazioni dei voli non hanno nulla a che fare con la presunta mancanza di forniture – ha aggiunto – ma legate direttamente ai prezzi e non abbiamo indicazioni, ad oggi, che ci saranno diffuse cancellazioni di voli nel settore aereo nelle settimane e nei mesi va avvenire”.

Ue non si attende diffuse cancellazioni di voli in prossime settimane e mesi

Roma, 21 apr. (askanews) – “Sulle cancellazioni di voli devo chiarire i voli cancellati finora in Europa non sono stati cancellati per la mancanza di carburante, ma per i prezzi alti del carburante. Come sapete, dall’inizio della crisi i prezzi sono più che raddoppiati e questo ha spinto molte compagnie a ridurre o anche tagliare alcune delle loro linee, ma che non avevano senso economico”. Lo ha affermato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, nella conferenza stampa al termine della riunione in teleconferenza dei ministri dei Trasporti Ue.

“Quindi le cancellazioni dei voli non hanno nulla a che fare con la presunta mancanza di forniture – ha aggiunto – ma legate direttamente ai prezzi e non abbiamo indicazioni, ad oggi, che ci saranno diffuse cancellazioni di voli nel settore aereo nelle settimane e nei mesi va avvenire”.

Ue: mercato tirato ma non ci sono prove di penurie di kerosene

Roma, 21 apr. (askanews) – “Su i carburanti per gli aerei, come sapete sono parte di un mercato globale che coinvolge produzione, importazioni e scorte. L’Europa ha anche una capacità di raffinazione interna rilevante: il 70% del kerosene è prodotto in Europa e il restante 30% è importato, di cui solo la metà viene dal Golfo” Persico. “Ora i mercati dei carburanti per aeronautica sono più tirati del normale, stiamo monitorando la situazione molto da vicino assieme ai paesi membri per ogni parte industriale, ma lasciatemi rilevare che l’Europa mantiene scorte di emergenza e che queste scorte possono essere e saranno rilasciate solo se necessario. A questo stadio tuttavia il mercato sta gestendo la pressione e non ci sono prove di penurie”. Lo ha affermato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, nella conferenza stampa al termine della riunione in teleconferenza dei ministri dei Trasporti Ue. Domani lancio di nuovo Osservatorio Ue sui carburanti

“Tuttavia dobbiamo essere preparati. Domani delineeremo i nostri piani per mettere a riparo l’Europa dall’impatto della crisi sui fossili, e qui il coordinamento è cruciale. Domani annunceremo la creazione di un nuovo osservatorio sui carburanti che monitorerà le forniture di carburanti e, ovviamente, conminceremo con i carburanti per l’aeronautica”, ha detto.

Per Alcaraz dubbi su partecipazione Roma e Parigi a causa del polso

Roma, 21 apr. (askanews) – Carlos Alcaraz guarda ai prossimi mesi con prudenza e fiducia, tra un infortunio ancora da valutare e una rivalità che lo spinge a migliorarsi ogni giorno. Il numero uno spagnolo, premiato come Sportivo dell’anno ai Laureus, parla apertamente del legame sportivo con Jannik Sinner e non esclude un possibile forfait nei grandi appuntamenti sulla terra rossa: gli Internazionali d’Italia a Roma e il Roland Garros.

Il problema al polso destro resta al centro delle preoccupazioni. “Sono giorni di attesa, lunghi – spiega Alcaraz – faremo nuovi esami e capiremo come evolve la situazione”. Il suo team lavora per recuperarlo in tempo, ma senza forzare: la priorità è evitare ricadute che possano compromettere il resto della stagione. La presenza al Foro Italico resta quindi in dubbio, così come quella a Parigi, dove lo scorso anno era stato protagonista.

Al centro del suo percorso resta però la rivalità con Sinner, sempre più punto di riferimento nel circuito. “Mi ha reso un giocatore migliore – ammette Alcaraz – averlo come obiettivo, sapere che devo affrontarlo, mi spinge a migliorare ogni dettaglio”. Un dualismo acceso in campo ma rispettoso fuori, che contribuisce anche al forte legame con il pubblico italiano. “Credo che la gente apprezzi il rispetto reciproco, sia in Italia sia in Spagna”, aggiunge.

Guardando al futuro, Alcaraz evita paragoni affrettati con Novak Djokovic e i suoi 24 titoli Slam: “È un traguardo lontanissimo. Non voglio pormi limiti, vedremo fin dove arriverò”. Il focus resta sulla crescita personale, con la consapevolezza di essere ancora lontano dal proprio apice: “Spero che la mia versione migliore non si sia ancora vista”.

Fuori dal campo emerge un ragazzo competitivo in ogni contesto, ma profondamente legato alla famiglia e agli amici. Tra tornei e red carpet, Alcaraz cerca equilibrio e normalità, senza rinunciare al piacere di vivere momenti unici accanto alle leggende dello sport.

Spazio anche alle passioni, dal calcio – con il tifo per il Real Madrid e la fiducia nella nazionale spagnola per il Mondiale – al golf, hobby condiviso proprio con Sinner. “Parliamo spesso di campi e sfide, prima o poi giocheremo insieme”, racconta sorridendo.

Tra incertezze fisiche e grandi ambizioni, il 2026 di Alcaraz resta in bilico. Ma una cosa è certa: la sfida con Sinner continuerà a essere il motore della sua crescita.

Papa Leone XIV: vogliamo raccogliere l’eredità di Francesco

Città del Vaticano, 21 apr. (askanews) – “Nel primo anniversario della nascita al cielo del nostro caro Papa Francesco, le sue parole e i suoi gesti rimangono impressi nei nostri cuori”. Così Papa Leone XIV, in un post su X, ha ricordato il suo predecessore nel primo anniversario della sua morte.

“Raccogliamo – ha poi aggiunto il Pontefice – la sua eredità proclamando sempre la gioia del Vangelo, annunciando la misericordia di Dio e promuovendo la fratellanza tra tutti gli uomini e le donne”.

Crans Montana, Meloni: ripugnante spese alle vittime, famiglie non devono pagare nulla all’ospedale svizzero

Roma, 21 apr. (askanews) – “Sono rimasta scioccata dalla notizia delle fatture da decine di migliaia di euro inviate da un ospedale svizzero alle famiglie di alcuni ragazzi coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana”. Lo scrive su Facebook la premier Giorgia Meloni.

“Un ospedale di Sion – aggiunge – è arrivato addirittura a chiedere oltre 70mila euro per poche ore di ricovero. Un insulto, oltre che una beffa, che solo una disumana burocrazia poteva produrre. Ho parlato con il nostro Ambasciatore: le autorità svizzere hanno assicurato che si è trattato di un errore, e che le famiglie non dovranno pagare nulla”.

“Ho chiesto all’Ambasciatore di tenere altissima l’attenzione su questo tema, perché sarebbe ripugnante che costi del genere possano ricadere sulle vittime o sull’Italia”, sottolinea la premier Giorgia Meloni.

“Il governo italiano rinnova la propria solidarietà ai ragazzi rimasti coinvolti e alle loro famiglie, e continuerà a fare tutto quello che è necessario per fare luce sulla tragedia e accertare le responsabilità”, aggiunge.

Esame di Maturità, ecco il primo toto-tracce: D’Annunzio, IA, guerre e Repubblica

Roma, 21 apr. (askanews) – A due mesi dall’esame di Maturità (al via giovedì 18 giugno con la prima prova scritta di Italiano), arrivano le previsioni del toto-tracce di Skuola.net: gli studenti scommettono sulla cinquina D’Annunzio, Pirandello, Ungaretti, Verga, Pascoli. Ma anche su IA, guerre e 80 anni della Repubblica.

Anche stavolta il favorito della vigilia è Gabriele D’Annunzio, come (puntualmente) avviene da anni a questa parte, senza tuttavia poi concretizzarsi se non per un’apparizione in una prova suppletiva. Accanto a lui, si confermano al vertice, anche altri grandi classici come la coppia Pirandello e Ungaretti – anche se usciti troppo di recente sulla Ruota della Maturità, visto che sono stati proposti nel 2024 – e il duo Verga e Pascoli, assenti invece dal 2022.

Ma tra i temi favoriti della vigilia c’è anche un importantissimo anniversario su cui una buona parte degli studenti scommette: gli 80 anni della Repubblica Italiana e dell’introduzione del suffragio universale femminile nel nostro Paese. Peraltro una traccia già proposta dieci anni fa, nel 2016, in occasione del 70esimo anniversario.

Di quella tornata gli studenti snobbano, invece, due grandi possibili ritorni: la traccia su Umberto Eco, scomparso proprio nel 2016 e immediatamente innalzato agli altari della Maturità, e quella sull’avventura dell’uomo nello Spazio, che invece in questi mesi è tornata in hype per via della missione Artemis sulla Luna.

Per l’attualità, si punta forte sulle mille sfaccettature dell’Intelligenza Artificiale e sull’allarme per i conflitti in diverse parti del mondo.

ANALISI DEL TESTO: TORNA IL TANDEM D’ANNUNZIO-PIRANDELLO – Partendo dalla prosa – architrave degli spunti incentrati sull’analisi del testo – gli studenti, come visto, sembrano avere le idee chiare, pur sfidando apertamente la statistica ministeriale. Per l’Ottocento – ricordiamo che il Ministero può proporre autori che hanno prodotto opere dall’Unità d’Italia in poi – la vetta è un vero e proprio testa a testa: Gabriele D’Annunzio guida la classifica con il 29% delle preferenze, tallonato da Giovanni Verga (28%). Più staccato Alessandro Manzoni, al 18%.

Il ‘Vate’ di Pescara si conferma così il sogno proibito degli studenti: da sempre grande atteso della vigilia, non è mai comparso tra le tracce, perlomeno dall’inizio del nuovo millennio, se non consideriamo la prova suppletiva dell’Esame di Stato 2023.

Verga, al contrario, ha già rotto il ghiaccio in tempi recenti, essendo uscito nel 2022 con la novella Nedda, dopo un’assenza che durava dal 2005. Per lui, dunque, le chance di una nuova apparizione sono davvero ridotte.

Simile il discorso per la prosa del Novecento, dove Luigi Pirandello sbaraglia la concorrenza: è indicato dal 20% dei ragazzi. Nonostante sia l’autore più ‘frequentato’ (presente anche nel 2003), è però difficile che il pronostico si realizzi nell’immediato: il drammaturgo siciliano è stato proposto nell’ultima sessione ordinaria del 2024 con un brano dai Quaderni di Serafino Gubbio operatore.

Più probabile, semmai, l’uscita degli altri autori sul podio di categoria: Italo Svevo (14%), al secondo posto, manca dal 2009; Primo Levi (12%) e Italo Calvino (12%), terzi, sono fermi rispettivamente al 2010 e al 2015. Abbastanza fuori dai radar degli studenti è, invece, Umberto Eco: peccato che quest’anno ricorra il decimo anniversario della sua scomparsa e che, proprio nel 2016, gli fu dedicata una traccia di Maturità sull’onda emotiva della sua dipartita. POESIA: UNGARETTI E PASCOLI IN POLE POSITION – Secondo la normativa, tra le scelte per l’analisi del testo potrebbe figurare anche un poeta. E qui i ragazzi vanno sul sicuro. Per il Novecento domina Giuseppe Ungaretti con il 18% dei consensi: non a caso si tratta dell’autore più proposto alla Maturità, con ben quattro apparizioni nel nuovo Millennio, di cui una effettivamente molto recente datata 2024. Ma questo dato potrebbe essere anche un ‘freno’ a un ritorno.

Discorso simile può essere fatto per Eugenio Montale, secondo, quotato al 15%: anche lui è un evergreen, essendo stato selezionato ben tre volte nel recente passato (2004, 2008 e l’ultima nel 2012). Nel suo caso, quindi, una riproposizione non sembra un’ipotesi così remota.

Da segnalare, in questo ambito, anche un interessante pari merito in terza posizione: Umberto Saba, Alda Merini e il padre del futurismo Filippo Tommaso Marinetti, tutti al 10%.

Se, invece, i versi dovessero riportare all’Ottocento, la rosa dei papabili individuati dai maturandi vedrebbe in testa Giovanni Pascoli (20%). Anche per lui, però, le speranze statistiche sono abbastanza risicate, essendo stato protagonista della Maturità 2022, con La via ferrata. A seguire, troviamo ancora D’Annunzio (17%) e Giacomo Leopardi (16%), quest’ultimo ancora in cerca della sua prima presenza ufficiale nel nuovo millennio.

E se il Ministero decidesse di sparigliare le carte, proponendo un autore poco affrontato in classe, degli ultimi decenni del Novecento o addirittura ‘sconosciuto’ ai più? I ragazzi sono psicologicamente pronti pure a questa eventualità: quasi 9 su 10 ritengono probabile (48%) o pressoché sicuro (38%) che nelle tracce comparirà un autore a sorpresa.

ANNIVERSARI E RICORRENZE: LA REPUBBLICA ITALIANA ATTIRA L’ATTENZIONE – Passando ad analizzare le altre tipologie di tracce, la sezione B – il testo argomentativo – è spesso densa di spunti presi da ricorrenze storiche o anniversari legati a personaggi famosi. E il 2026 è un anno particolarmente ricco di questi appuntamenti.

Dovendo attingere dagli anniversari, i maturandi non hanno il minimo dubbio e si riversano in massa su un evento cardine, anche in ottica Educazione civica: un plebiscito del 33% punta sugli 80 anni dal referendum istituzionale e dalla nascita della Repubblica Italiana, con relativa istituzione anche del suffragio universale e conseguente apertura del voto alle donne. Ma scorrendo la classifica si fa spazio anche un pezzo fondamentale della storia civile del nostro Paese: il 13% dei ragazzi scommette, infatti, sui 40 anni dall’inizio del maxi-processo contro la Mafia; un tema cruciale che ciclicamente fa la sua comparsa tra i banchi di scuola. Con la stessa quota di preferenze (13%) spunta, però, un altro anniversario spartiacque, stavolta di carattere mondiale: i 25 anni dagli attacchi terroristici dell’11 settembre, simboleggiati dal crollo delle Torri Gemelle di New York.

Più staccati troviamo i 40 anni dal disastro nucleare di Chernobyl (10%) e i 250 anni dalla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti (8%).

Se lo spunto dovesse, invece, essere legato a figure celebri, la letteratura si riprende la scena: il 20% punta sui 90 anni dalla morte di Luigi Pirandello. Troviamo, poi, la spiritualità (ma anche la storia), con gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi (15%) e la potenza femminile di Grazia Deledda (12%), nel centenario del suo Nobel per la Letteratura, prima donna italiana a riceverlo.

ATTUALITÀ: INTELLIGENZA ARTIFICIALE, GUERRE E UN DISPERATO BISOGNO DI PACE – Infine l’attualità, un terreno di caccia sempre molto gettonato dai maturandi in sede d’esame: non a caso le due tracce di questa tipologia sono spesso le più svolte. L’argomento principe, rispetto agli anni scorsi, rimane simile ma si evolve: è la tecnologia, non più però in senso stretto, bensì focalizzata sul ‘rapporto tra giovani, social e Intelligenza Artificiale’, opzionato dal 19% del campione. Seguono, poi, le riflessioni sulle nuove frontiere tecnologiche aperte specificatamente dall’IA (12%) e un focus importante sul disagio giovanile (11%).

Prima ancora, non accenna (purtroppo) a uscire dai radar il tema dei conflitti: l’escalation di guerre e crisi internazionali pesa sui pronostici degli studenti e raccoglie il 18% delle scommesse, a dimostrazione di quanto il clima geopolitico stia impattando emotivamente sulla GenZ.

Per quanto riguarda, invece, i grandi aspetti esistenziali della vita, che non di rado fanno capolino dal plico ministeriale, cosa si vorrebbe trovare? In questo caso, i ragazzi lanciano un messaggio chiarissimo: la Pace trionfa su tutto, con il 20% dei voti. A seguire, c’è il profondo bisogno di proiettarsi verso il Futuro (17%) e di conservare la Memoria (13%).

‘Le previsioni dei maturandi su D’Annunzio e Pirandello ribadiscono una sorta di attaccamento viscerale agli autori più iconici del programma, anche quando le statistiche sembrano remare contro’, commenta così i risultati del toto-tracce Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net.

‘Tuttavia – prosegue Grassucci – mai come quest’anno notiamo una spiccata propensione verso le tematiche storiche e di attualità. La valanga di preferenze per gli 80 anni della Repubblica Italiana rappresenta una suggestione fortissima per un esame che vuole e deve essere un banco di prova di cittadinanza consapevole. Allo stesso modo, le scommesse sull’Intelligenza Artificiale, ma soprattutto il profondo desiderio di veder fiorire una traccia sulla Pace, dimostrano come i ragazzi stiano cercando in questa Maturità uno spazio vitale per elaborare le complessità e le ansie globali che li circondano’.

Ventenne scomparso un mese fa trovato morto del Casertano, l’amico confessa: l’ho ucciso io

Roma, 21 apr. (askanews) – Un ragazzo di 19 anni è stato sottoposto a fermo nella notte a Sessa Aurunca, nel Casertano, con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere dell’amico 20enne Vincenzo Ianniti, scomparso lo scorso 19 marzo. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Il corpo della vittima è stato rinvenuto nella tarda serata di ieri in un cavedio adiacente al terrazzo dell’abitazione di un amico, dove era stato visto prima di sparire. Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione, nascosto all’interno di un sacco e coperto con materiale di risulta.

Nel corso dell’interrogatorio davanti al pubblico ministero, il 19enne ha confessato, rivelando di aver colpito la vittima con due coltellate e di aver successivamente occultato il corpo, gettandolo dal terrazzo.

I militari del Nucleo investigativo hanno eseguito rilievi nell’abitazione dove p avvenuto il delitto, sottoponendo a sequestro l’immobile e un coltello con una lama di circa 8 centimetri, ritenuto compatibile con l’arma usata.

La salma è stata trasferita al centro di medicina legale di Caserta per l’autopsia. Il 19enne è stato condotto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Crans Montana, Meloni: famiglie non dovranno pagare nulla a ospedale svizzero

Roma, 21 apr. (askanews) – “Sono rimasta scioccata dalla notizia delle fatture da decine di migliaia di euro inviate da un ospedale svizzero alle famiglie di alcuni ragazzi coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana”. Lo scrive su Facebook la premier Giorgia Meloni.

“Un ospedale di Sion – aggiunge – è arrivato addirittura a chiedere oltre 70 mila euro per poche ore di ricovero. Un insulto, oltre che una beffa, che solo una disumana burocrazia poteva produrre. Ho parlato con il nostro Ambasciatore: le autorità svizzere hanno assicurato che si è trattato di un errore, e che le famiglie non dovranno pagare nulla”.

La relazione Anac: la corruzione fenomeno sempre più insidioso e sfuggente

Roma, 21 apr. (askanews) – Il fenomeno della corruzione “si è fatto più insidioso e sfuggente, per insinuarsi in ogni interstizio della vita pubblica”. Così si spiega nella relazione annuale al Parlamento dell’Anac, presentata oggi dal presidente Giuseppe Busìa.

La corruzione – aggiunge l’Anac – non è “più soltanto le tradizionali tangenti, ma una costellazione di condotte subdole: dalle consulenze fittizie alle sponsorizzazioni opache, dai concorsi inquinati alla distrazione dei fondi dell’Unione (in crescita del 35% lo scorso anno, secondo la Procura europea). A volte, arriva addirittura a lambire i livelli istituzionali più alti: non si limita a violare le regole, ma punta a riscriverle, privatizzando la sovranità”.

Israele demolisce case e infrastrutture nel sud del Libano "come a Gaza"

Roma, 21 apr. (askanews) – L’esercito israeliano sta continuando a demolire edifici residenziali e infrastrutture nel sud del Libano, nonostante la tregua. Lo denuncia oggi il quotidiano libanese L’Orient Le Jour, riferendo in particolare della distruzione del Centro Sportivo Imam Sadr, a Meis el-Jabal, descritto come “un’importante struttura sportiva per la tutta la regione, omologata per ospitare partite di basket, pallavolo e altri sport”.

“L’esercito israeliano sta portando avanti nel sud del Libano la stessa strategia impiegata nella Striscia di Gaza, che consiste nel distruggere tutte le infrastrutture pubbliche e private nei villaggi occupati per impedire un ritorno a lungo termine della popolazione”, ha denunciato il quotidiano.

Negoziati Usa-Iran, Islamabad è pronta ma c’è ancora tanta incertezza

Roma, 21 apr. (askanews) – Questa mattina a Islamabad, i preparativi per un possibile incontro tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran sono ancora in corso. Percorrendo la capitale pachistana, ci sono posti di blocco e manifesti con la scritta “Colloqui di Islamabad” lungo le strade. Regna però anche molta incertezza sui colloqui, per la presenza della delegazione di Teheran ma anche di quella americana.

La Casa Bianca ha annunciato che una delegazione statunitense guidata da J.D. Vance si recherà in Pakistan, ma la data precisa non è ancora chiara. Ieri il presidente Donald Trump aveva annunciato che il suo team, guidato da JD Vance, era già partito. Ma il tycoon repubblicano è stato subito smentito, indirettamente, dalla Casa Bianca, che ha parlato di partenza ad ore, e anche dalla Cnn, che ha annunciato l’inizio del viaggio per oggi, per colloqui fissati nella giornata di domani. Una circostanza, quella della partenza odierna, confermata stamattina anche da Axios.

Da parte sua, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, colui che dovrebbe guidare la delegazione di Teheran, ha ribadito che l’Iran non accetterà negoziati “sotto la minaccia di ritorsioni”, accusando Trump di “avere aperto un assedio e violato il cessate il fuoco”. Il riferimento di Ghalibaf è agli eventi nello Stretto di Hormuz, dove gli Stati Uniti hanno sequestrato una nave mercantile battente bandiera iraniana e hanno risposto al blocco di fatto imposto dall’Iran con un blocco simile nei porti iraniani.

Ma c’è anche qualcos’altro che sta accadendo all’interno dell’Iran. I falchi starebbero facendo pressione su figure come Ghalibaf affinché scelgano il conflitto anziché la diplomazia. E il presidente del Parlamento ha lamentato ieri i timori di essere estromesso dalla leadership iraniana (scelta dagli americani per negoziare), assieme al ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Questa lotta di potere interna, in un Paese che ha visto la morte di numerosi alti funzionari nel corso di questa guerra, secondo la Bbc, mina dall’interno ogni speranza di negoziato. Così, a poche ore dalla scadenza del cessate il fuoco, l’unica certezza è che Islamabad è pronta ai colloqui, i negoziatori lo sono un po’ meno.

Dl sicurezza, Fontana a Pd-Avs: iter non è scorretto, ci sono precedenti

Roma, 21 apr. (askanews) – L’iter del decreto sicurezza non può essere giudicato “non corretto” dalla presidenza della Camera vista “l’esistenza di precedenti analoghi”. Lo scrive la terza carica dello Stato Lorenzo Fontana in una lettera di risposta ai rilievi sollevati dalla presidente dei deputati Pd Chiara Braga e dalla presidente dei deputati Avs Luana Zanella rispetto alla mancata convocazione in sede consultiva di diverse commissioni fra quelle assegnatarie. Fontana assicura tuttavia che tali rilievi saranno “oggetto per il futuro di approfondimento” per “una più equilibrata distribuzione del tempo disponibile per la conversione dei decreti-legge da parte del Parlamento”.

“Senza, ovviamente, voler derubricare tale circostanza, evidentemente connessa con i tempi di trasmissione del provvedimento dal Senato e con la imminente scadenza del decreto-legge, tale da imporre necessariamente l’avvio della discussione in Assemblea martedi 21 aprile, stante l’obbligo costituzionale della Camera di pronunciarsi sulla conversione in legge del provvedimento d’urgenza, vi confermo, come voi stessi avete ricordato, l’esistenza di più precedenti analoghi, tali da non consentire alla Presidenza di valutare proceduralmente non corretto l’attuale iter”, scrive Fontana.

“Mi rendo in ogni caso conto del rilievo della questione posta, che ritengo dovrà essere oggetto per il futuro di approfondimento, oltre che in sede di Giunta per il regolamento, anche a livello di confronto tra il Parlamento e il Governo, in particolare ai fini di una più equilibrata distribuzione del tempo disponibile per la conversione dei decreti-legge da parte del Parlamento”, conclude il presidente della Camera.

Becchetti rilancia il centro: sintesi, non compromesso

Oltre il pregiudizio del “cerchiobottismo”

Nel saggio Per una riscoperta del centro: non cerchiobottismo, ma persona a trazione integrale, pubblicato in “Paradoxa”, anno XX, n. 1 (gennaio–marzo 2026), Leonardo Becchetti (ordinario di economia politica all’Università Tor Vergata) propone una riabilitazione radicale del concetto di centro, sottraendolo alla caricatura di spazio tiepido e opportunista. Il centro, sostiene, non è equidistanza né compromesso al ribasso, ma una forma più esigente di radicalità: quella che tiene insieme dimensioni diverse e spesso contrapposte dell’esperienza umana. In questa prospettiva, il bipolarismo appare come una semplificazione che “sbilancia” la persona e la società, costringendole a scegliere tra identità e giustizia sociale, tra appartenenza e sostenibilità.

Dall’homo oeconomicus all’homo integralis

Il cuore dell’argomentazione è antropologico. Becchetti contrappone al modello riduttivo dell’homo oeconomicus la figura dell’homo integralis: un essere umano che non vive di solo reddito e consumo, ma di relazioni, senso, generatività, connessione e trascendenza. Da qui deriva la necessità di una politica capace di integrare, e non separare, le diverse esigenze dell’umano. Il centro diventa così il luogo di una sintesi alta tra diritti e doveri, libertà e responsabilità, sviluppo e sostenibilità.

La polarizzazione e il ruolo dei social

Un passaggio decisivo riguarda l’impatto dei social media. Riprendendo il modello di Hotelling, che descrive la tendenza dei concorrenti a convergere al centro per massimizzare il consenso (o la domanda), Becchetti mostra come la dinamica contemporanea non spinga più verso il centro, ma verso gli estremi. I social, orientati alla massimizzazione dell’attenzione, alimentano conflitto e radicalizzazione, modificando la distribuzione delle preferenze e rendendo sempre più difficile il dialogo. La politica si trasforma così in uno scontro tra identità contrapposte, dove prevalgono semplificazioni e appartenenze emotive.

Costruire consenso: l’esperimento con l’intelligenza artificiale

Di fronte a questo scenario, Becchetti propone un approccio costruttivo. Attraverso un esperimento condotto con l’intelligenza artificiale, dimostra che è possibile trasformare affermazioni divisive in proposizioni capaci di integrare le ragioni di destra e sinistra, aumentando significativamente il consenso. Il centro, in questo senso, non è mediazione passiva, ma capacità attiva di ricomporre i conflitti in una visione più ampia e condivisa.

Una risposta alla crisi della democrazia

Le conseguenze politiche sono rilevanti. La polarizzazione culturale, più che quella economica, ridefinisce oggi i comportamenti elettorali, spingendo anche i ceti popolari verso opzioni identitarie. In questo contesto, né il laicismo riduttivo né il populismo identitario offrono risposte adeguate. La proposta centrista si configura allora come una via di sintesi che recupera anche il ruolo pubblico dell’esperienza religiosa, intesa come risorsa di senso e coesione.

Ritrovare l’orgoglio del centro

La conclusione è netta: il centro non è una posizione debole, ma una “sintesi radicale”. Ritrovarne l’orgoglio significa ripensare lo spazio politico come luogo generativo, capace di parlare alla totalità della persona e di affrontare le grandi sfide del nostro tempo. Non una nostalgia, dunque, ma una prospettiva: quella di una società più armonica, giusta e coesa.

Politica senza profondità: il costo delle false alternative

Le alternative che semplificano

C’è qualcosa che non torna nel modo in cui oggi discutiamo di politica. Non è solo una questione di toni o di qualità dei protagonisti. È qualcosa di più profondo: riguarda il modo stesso in cui pensiamo.

Il dibattito pubblico sembra muoversi dentro alternative nette, quasi obbligate: sovranità o internazionalismo; rafforzamento dell’esecutivo o difesa dei contrappesi; costituzioni da superare o da custodire; appartenenza all’Occidente o ricerca di altri equilibri.

Sono categorie serie, nate da storie e tradizioni importanti. Ma oggi vengono usate sempre più come strumenti di semplificazione. Servono a orientarsi rapidamente, a prendere posizione, a riconoscersi. Molto meno a comprendere.

E qui sta il punto.

La realtà come intreccio di tensioni

La realtà che abbiamo davanti non è riconducibile a queste alternative. È più ambigua, più stratificata, spesso persino contraddittoria. Gli Stati rivendicano sovranità e allo stesso tempo la cedono nei fatti. Le istituzioni democratiche hanno bisogno di decisione, ma senza perdere equilibrio. Le costituzioni devono essere stabili, ma non immobili.
Le alleanze internazionali sono necessarie, ma non sempre coerenti. Non sono contraddizioni da risolvere una volta per tutte. Sono tensioni da governare. E governare tensioni richiede pensiero. Tempo. Capacità di tenere insieme elementi diversi senza ridurli. È esattamente ciò che oggi manca.

Il primato della posizione sul pensiero

Il pensiero viene spesso sostituito dalla posizione. La complessità viene vissuta come un fastidio. Il dubbio come una debolezza. E soprattutto, il consenso immediato — rapido, misurabile, spesso emotivo — diventa il criterio implicito che orienta tutto.

In questo modo le categorie non spariscono, ma si svuotano. Restano le parole, ma perdono profondità.
Restano gli schieramenti, ma diventano mobili, talvolta persino incoerenti. Così si può passare con disinvoltura da un riferimento all’altro, trovare somiglianze dove prima si vedevano opposizioni, cambiare linguaggio senza cambiare davvero analisi.

Non è un segno di apertura. È spesso un segno di mancanza di radicamento.

Un dibattito che non chiarisce

Il risultato è un dibattito continuo, anche vivace, ma che raramente incide davvero sulla comprensione dei problemi. Si discute molto, ma si chiarisce poco.

Eppure, la fase storica che stiamo attraversando richiederebbe l’opposto: più strumenti interpretativi, più rigore, più capacità di distinguere. Perché senza questo, il rischio non è solo culturale.
È anche politico. Si finisce per decidere senza aver davvero compreso. Per reagire invece di orientare. Per inseguire gli eventi invece di governarli.

Le condizioni del pensare

Allora la domanda non è tanto quando tornerà un tempo di pensiero più solido. La domanda è se siamo ancora disposti ad accettarne le condizioni. Pensare davvero significa rallentare quando tutto spinge ad accelerare.
Significa sottrarsi, almeno in parte, alla pressione dell’appartenenza. Significa accettare che alcune risposte non siano immediate, e che alcune tensioni non siano eliminabili.

Non è una posizione comoda. Ma forse è l’unica che consente di non perdere del tutto il rapporto con la realtà. E, in fondo, è da lì che ogni buona politica dovrebbe ricominciare.

 

Il testo è stato pubblicato dall’autore su Fb con il titolo “Tra semplificazione e realtà: il vero impoverimento del dibattito politico”

Donne e libertà: una storia ancora aperta. Contributi raccolti da Mattioli e Antognazza

Un libro corale per una memoria attiva

Alberto Mattioli e Maria Teresa Antognazza curano il volume Il Secolo delle Donne, che ricorda, aggiorna e rilancia l’attenzione sul faticoso percorso compiuto dalle donne per la conquista delle libertà e della piena uguaglianza nei diritti e nei doveri. Si tratta di un’opera corale, arricchita dalle firme di Marta Cartabia, Paola Bignardi, Rosangela Lodigiani, Chiara Tintori e Mariapia Garavaglia.

Ogni autrice non si limita a ricostruire quanto è stato ottenuto, ma indica con lucidità ciò che resta da realizzare per giungere a una reale parità. Il libro è dedicato alle tante donne ignote che hanno combattuto, e continuano a combattere, per la libertà e la dignità.

Dalla Resistenza al voto: una conquista sul campo

Il 25 aprile richiama la liberazione dal regime nazifascista che devastò il Paese. Fu una lotta dura e sanguinosa, nella quale le donne svolsero un ruolo determinante.

Come sottolinea Mariapia Garavaglia nella postfazione, il riconoscimento del diritto di voto non fu una concessione, ma una conquista maturata sul campo: le donne parteciparono alla Resistenza come combattenti, staffette, protagoniste nelle retrovie. Non più soltanto spose, madri o sorelle, seppero battersi alla pari nella conquista della libertà e dei diritti.

È significativo ricordare che il suffragio femminile figurava già tra i punti programmatici dell’appello ai Liberi e Forti lanciato da Luigi Sturzo nel 1919. Dopo la Liberazione, la mobilitazione delle donne portò all’introduzione del suffragio universale. Il primo voto fu espresso nelle elezioni amministrative del 1945, quando circa duemila donne entrarono nei Consigli comunali.

Il momento decisivo fu il 2 giugno 1946, con il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente. La Repubblica deve molto alle donne: rappresentavano la maggioranza dell’elettorato e contribuirono in modo determinante alla vittoria repubblicana.

Chi ha visto il film C’è ancora domani di Paola Cortellesi non può dimenticare la scena della donna che stringe al petto la scheda elettorale, simbolo di riscatto e libertà.

Parità formale e disuguaglianze reali

Il Novecento può davvero essere definito “il secolo delle donne”? A prima vista sembrerebbe di sì. Tuttavia, come osserva Marta Cartabia nella prefazione, le norme non bastano se non si traducono in processi concreti, organizzazioni adeguate e strumenti di misurazione coerenti.

Il rischio è quello di una parità che resta sulla carta, incapace di diventare cultura condivisa e prassi quotidiana. Il nodo più complesso riguarda l’equilibrio tra lavoro, famiglia e cura. Tutti gli indicatori economici e sociali mostrano che la maternità continua a incidere negativamente sui tassi e sulla qualità dell’occupazione, sui salari e, di conseguenza, sulle pensioni.

Rosangela Lodigiani evidenzia come la conciliazione tra famiglia e lavoro non riesca ancora a compiere il salto di qualità necessario, finché non si ripensano le regole stesse del lavoro, spesso “avido ed escludente” per chi dispone di meno tempo.

Chiesa, leadership e modelli da ripensare

Tra i temi affrontati nel volume emerge anche il contributo di Paola Bignardi sulle donne nella Chiesa. Papa Francesco ha parlato della necessità di “smaschilizzarla”: il ruolo femminile resta un dossier aperto, che interpella strutture e mentalità.

Particolarmente significativo è anche il capitolo dedicato alla leadership femminile. Oggi due donne guidano, rispettivamente, il governo e il principale partito di opposizione, senza che ciò sia più percepito come un evento straordinario. Tuttavia, il modello di leadership dominante non sembra mutare: resta spesso improntato a una logica “muscolare”, fondata sulla dimostrazione di forza e sull’efficienza prestazionale.

Chiara Tintori osserva che il cambiamento necessario consiste in una leadership “al femminile” intesa non come accudimento, ma come capacità di cura nel senso più alto: avere a cuore, accompagnare, guardare il mondo con gli occhi degli altri.

Violenza e cultura: il nodo ancora aperto

L’elevato numero di donne uccise segnala quanto la cultura maschilista non sia stata ancora sconfitta. Solo nel luglio 2025 è stata introdotta una specifica fattispecie di reato per il femminicidio, riconoscendo che non si tratta semplicemente di un’aggravante dell’omicidio.

Il femminicidio affonda le radici in una visione distorta e arcaica che considera la donna subordinata e oggetto di possesso. È una forma di “machismo” che si manifesta spesso secondo uno schema ricorrente: la donna che decide di interrompere una relazione e l’uomo che non accetta la rottura, incapace di tollerare la perdita di ciò che ritiene suo.

I pedagogisti indicano la necessità di intervenire fin dalla scuola dell’infanzia per superare gli stereotipi. Ma è altrettanto urgente un cambiamento culturale più ampio, che isoli e renda inaccettabile ogni forma di linguaggio e comportamento sessista.

Un impegno civile che interpella il presente

Nel richiamare le tappe fondamentali del 1945, 1946 e 1947, il volume invita a considerare gli anniversari non come celebrazioni rituali, ma come occasioni per rilanciare un impegno civile condiviso. Restano infatti nodi irrisolti che impediscono il pieno riconoscimento della libertà e della parità.

In un contesto internazionale segnato da conflitti e da leadership maschili spesso aggressive, emerge infine una domanda provocatoria: non è forse tempo di auspicare un maggiore protagonismo femminile nella guida politica dei Paesi, anche nelle grandi potenze globali?

Il libro non offre risposte semplici, ma indica una direzione: quella di un cambiamento che, per essere reale, deve attraversare le istituzioni, il lavoro, la cultura e, soprattutto, le coscienze.

Roma, il trenino giallo: un ponte di comunità

Un viaggio nella Roma reale

C’è un piccolo treno giallo che, da oltre un secolo, attraversa quartieri in cui Roma si scopre più simile a sé stessa di quanto non accada nei suoi centri monumentali. Parte da Termini, passa per il Pigneto, taglia Torpignattara, si affaccia sul Quadraro, raggiunge Centocelle. Un tragitto breve sulla carta — poco più di nove chilometri — ma un lungo viaggio dentro la Roma reale, quella che ogni giorno costruisce il Paese con il lavoro, lo studio, la cura.

Il 4 marzo scorso, dopo un incidente a Ponte Casilino, il trenino si è fermato. E con lui si è fermata una parte importante della vita quotidiana di migliaia di persone. Nelle settimane successive, la Commissione Mobilità di Roma Capitale ha comunicato che la linea non riaprirà: i costi di messa in sicurezza sarebbero incompatibili con l’avvio della nuova tramvia Termini–Tor Vergata, la futura “Linea G”. Il ragionamento, dal punto di vista tecnico, ha una sua logica. Ma le decisioni sulle città non sono mai soltanto tecniche: riguardano il modo in cui scegliamo di abitarle, di custodirle, di renderle giuste.

Mobilità e diritti negati

Un servizio che è un diritto. Il trenino copriva la tratta in circa quindici minuti. Oggi la 105 e la 409 arrancano tra semafori, Porta Maggiore e traffico della Casilina: quarantacinque minuti sono diventati la norma, quando va bene. Vetture poche, ritardi cronici, sovraffollamento frequente.

A pagarne il prezzo più alto è Torpignattara, quartiere già escluso dal tracciato della metro C — che lo lambisce soltanto, con le fermate di Pigneto e Centocelle — e per il quale il trenino era, di fatto, l’unico mezzo stabile e veloce verso il centro. Tra la chiusura definitiva e l’entrata in servizio della tramvia passeranno anni. Non è una questione di nostalgia: è una questione di diritti al lavoro, allo studio, alla cura, alla vita pubblica.

Una memoria ferroviaria viva

Una ferrovia che racconta il Novecento italiano. Il trenino giallo è l’ultimo lembo urbano della storica Roma–Fiuggi–Alatri–Frosinone, che nel Novecento superava i cento chilometri e cuciva insieme la Capitale e il Lazio orientale. Alcuni convogli risalgono agli anni Venti e Cinquanta: sono pezzi di archeologia industriale in movimento, già valorizzati dall’Ecomuseo Casilino come patrimonio identitario del territorio.

C’è chi propone di destinare un convoglio a monumento nel nuovo deposito di Centocelle. È un’idea giusta, ma non basta. Una città che si limita a “monumentare” il passato mentre ne cancella la funzione viva impoverisce sé stessa. Il vero omaggio a un patrimonio è mantenerlo vivo finché è possibile.

Quartieri plurali, cultura condivisa

I quartieri della Casilina: un laboratorio culturale. Chi prende il trenino attraversa uno degli angoli più plurali d’Italia. A Torpignattara si parlano italiano, bengalese, arabo, cinese, romeno, tigrino, spagnolo; al Pigneto si incrociano artisti, studenti, famiglie operaie di terza generazione, nuovi arrivati; a Centocelle resiste la memoria antifascista del Quadraro — “Nido di Vespe” — insieme a una creatività giovanile che ha fatto del quartiere uno dei poli culturali più interessanti della Capitale.

Sono luoghi in cui il cinema italiano — da Pasolini a oggi — ha cercato e trovato l’anima popolare della città. Isolarli significa indebolire un laboratorio di cultura viva che è esso stesso patrimonio di Roma: e i luoghi condivisi — un mezzo pubblico, un mercato, una piazza — sono infrastrutture silenziose di quella cultura. Togliere il trenino significa togliere uno di questi luoghi.

Una scelta anche ambientale

Un treno inquina meno di dieci autobus. C’è poi una dimensione troppo poco considerata: quella ambientale. Il trenino è un mezzo su ferro, a trazione elettrica, che nel suo breve tragitto urbano sostituisce decine di corse su gomma. Sostituire una ferrovia elettrica con linee di bus, anche potenziate, significa fare un passo indietro sulla qualità dell’aria proprio in quartieri che figurano tra i più inquinati della Capitale.

È una contraddizione con gli impegni di decarbonizzazione sottoscritti da Roma e dall’Italia. Mantenere attivo il trenino fino all’arrivo della tramvia non è solo una misura sociale: è una misura ambientale.

Governare il “mentre”

Non contro la tramvia, insieme alla tramvia. La Linea G è una prospettiva importante e va sostenuta. Ma proprio per questo dobbiamo porci la domanda del “mentre”.

Tre proposte, nello spirito del dialogo: primo, valutare con trasparenza la riattivazione del trenino fino all’avvio effettivo dei cantieri della tramvia — non un “per sempre”, un “per il tempo necessario”; secondo, potenziare davvero 105 e 409 e istituire navette di raccordo tra le fermate Malatesta, Centocelle e Teano della metro C, coprendo gli assi Casilina, via di Torpignattara e via dell’Acqua Bullicante senza i lunghi giri di oggi; terzo, aprire un tavolo pubblico permanente, coordinato dal Campidoglio, con cittadini, comitati, Municipi e associazioni culturali del territorio.

Le città che riescono sono quelle in cui la politica sa accompagnare i passaggi, non semplicemente imporre le scelte. Quando un cambiamento è necessario — e quello verso una mobilità moderna e sostenibile lo è — l’arte del governo consiste nel costruire insieme ai cittadini il ponte tra il “non più” e il “non ancora”. È su quel ponte che si misura la qualità democratica di un’amministrazione.

Un simbolo non marginale

Il trenino giallo oggi è un piccolo simbolo di questo ponte. Piccolo, ma non marginale: perché in esso si intrecciano mobilità e lavoro, ambiente e salute, memoria storica e cultura dei quartieri.

Le periferie non chiedono privilegi. Chiedono di non essere lasciate indietro. Chiedono, con parole semplici, di poter continuare a salire sullo stesso treno di tutti gli altri.

 

Mustafa Cenap Aydın è direttore e cofondatore dell’Istituto Tevere, nonché vicesegretario generale dell’Istituto Internazionale Jacques Maritain. Turco di origine, romano d’adozione, vive a Torpignattara.

Papa Francesco, Meloni: ha segnato profondamente il nostro tempo

Roma, 21 apr. (askanews) – “Un anno fa Papa Francesco tornava alla casa del Padre. Il suo è un ricordo ancora molto presente. Nel suo magistero ha richiamato con costanza il valore della pace, dell’attenzione verso chi è più fragile e della responsabilità verso gli altri. Ha saputo parlare al mondo con parole semplici, raggiungendo credenti e non credenti, toccando anche questioni che riguardano la vita delle persone di tutti i giorni. Conoscerlo è stato per me un privilegio, così come la sua presenza al G7 presieduto dall’Italia – la prima volta per un Pontefice – è stato un regalo grandissimo che porto nel cuore. Resta una figura che ha segnato profondamente il nostro tempo, e il cui messaggio continua a essere attuale. Grazie di tutto Papa Francesco”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social.

Bari, dal 21 al 26 aprile il grande padel con il torneo Fip Silver

Roma, 20 apr. (askanews) – Il grande padel internazionale torna protagonista a Bari con il Fip Silver Mediolanum Padel Cup, torneo inserito nel circuito mondiale Cupra FIP Tour della International Padel Federation (Fip). L’evento – si legge in una nota – si svolgerà dal 21 al 26 aprile presso il Green Park Sport (ingresso libero al pubblico) e vedrà in campo tanti top player mondiali della disciplina, oltre agli azzurri dell’Italpadel e ospiti d’eccezione dal mondo del calcio. Tra i protagonisti più attesi spiccano gli argentini Maxi Sanchez e Sanyo Gutierrez, ex numeri uno al mondo e campioni di assoluto prestigio. Gutierrez, oro mondiale 2024, sarà in coppia con lo spagnolo Victor Ruiz, mentre Sanchez farà squadra con il giovane talento argentino Juani Rubini. Presenti Alex Chozas e Tino Libaak, anche loro campioni del mondo con l’Argentina ai Mondiali di Doha 2024, oltre a numerosi giocatori della top 50 mondiale e talenti emergenti del padel internazionale.

Grande spazio per l’Italia con i protagonisti dell’Italpadel maschile: Marco Cassetta, Giulio Graziotti, Simone Iacovino, protagonisti della medaglia di bronzo agli Europei 2025. Nel femminile guidano il gruppo Carlotta Casali, Emily Stellato e Giulia Sussarello, colonne portanti della Nazionale femminile con cui hanno conquistato il bronzo europeo e mondiale Nel tabellone femminile le azzurre dovranno confrontarsi con alcune tra le migliori giocatrici del circuito mondiale, incluse le spagnole Bea Caldera e Carmen Goenaga, entrambe tra le prime 20 al mondo.

Grande attesa anche per la “Vip Pro Am Exhibition” di domenica, che vedrà protagonisti Luigi Di Biagio, Cristian Brocchi, Alessio Cerci e Dario Marcolin. I quattro campioni si sfideranno sul campo da padel in un evento all’insegna dello spettacolo e del fair play, con momenti di incontro con il pubblico e sessioni di foto e autografi.

Bce, Lagarde: pronti ad agire quando avremo tutte le informazioni

Roma, 20 apr. (askanews) – La Banca centrale europea sta ancora soppesando quale sia lo scenario in cui l’eurozona si troverà a navigare a seguito dello shock dovuto alla guerra in Iran. I danni in termini di forniture di energia sono “giganteschi”, ha detto. “La perdita netta di petrolio è stimata a circa 13 milioni di barili al giorno, circa il 13% del consumo globale”. Tuttavia “finora non abbiamo visto segni di rialzi dei prezzi dell’energia tali da spingerci nello scenario avverso”, il peggiore tra quelli precedentemente ipotizzati dalla Bce.

Intervenendo oggi a Berlino, all’evento annuale dell’Associazione delle banche della Germania, Lagarde ha invece ribadito la linea dell’istituzione: “dobbiamo essere pronti ad agire quando avremo le informazioni che ci servono. Il nostro impegno e i nostri punti di riferimento sono chiari. Siamo impegnati sul nostro mandato sulla stabilità dei prezzi. Assicureremo che l’inflazione ritorni al 2% sul medio termine e agiremo come richiesto dalla situazione”.

La presidente della Bce ha riaffermato l’elevata incertezza del quadro attuale: è la più accentuata nei 75 anni da quando è stata fondata la stessa associazione delle banche tedesche. “Quello che è chiaro è che non c’è un percorso facile per portarci a dove eravamo prima che scoppiasse questo conflitto”, ha detto in riferimento alla guerra in Iran.

“Se il conflitto si risolvesse rapidamente, lo shock diretto ai prezzi dell’energia potrebbe rivelarsi nella parte più bassa delle aspettative e l’impatto economico sarebbe contenuto. Le prospettive tuttavia restano fragili e scenari peggiori restano possibili”, ha affermato.

Lo show dei record "Il Piccolo Principe" torna con Paolo Ruffini

Milano, 20 apr. (askanews) – Dopo aver incantato il pubblico di tutte le età in questi ultimi quattro anni, toccando le principali città italiane e portando il fascino di un’opera senza tempo, lo show dei record “Il Piccolo Principe”, lo spettacolo teatrale prodotto da Razmataz Live e diretto da Stefano Genovese, si conclude in autunno con una grandissima sorpresa: a interpretare “L’Aviatore” sarà Paolo Ruffini. Attore, conduttore televisivo, regista, autore e – con il gruppo VERA da lui fondato – manager e produttore cinematografico e teatrale. La sua interpretazione contribuirà a dare una nuova veste a uno spettacolo ormai pluriennale, giunto ormai alla sua quinta edizione e che dal 2023 ad oggi ha venduto oltre 180.000 biglietti in tutta Italia incantando il pubblico di tutte le età. Lo spettacolo andrà in scena in anteprima al Teatro Gabriele D’Annunzio di Latina il 24 e il 25 ottobre, per poi spostarsi al Teatro Carcano di Milano dal 29 ottobre al 15 novembre, al Teatro Ivo Chiesa di Genova il 5 e il 6 dicembre e a Torino (location e date verranno comunicate nelle prossime settimane).

“Il Piccolo Principe” è una storia che tutti conoscono ma nessuno ricorda. Questa è la prova che il concetto che ribadisce l’autore corrisponde a verità: gli adulti non pensano mai alle cose veramente importanti. Quali sono le cose importanti? Sono quelle che gli adulti ci hanno insegnato da bambini e che abbiamo dimenticato diventando adulti. Spetta quindi al Piccolo Principe, eterno bambino, rinfrescarci la memoria. Proprio come sosteneva lo stesso Antoine de Saint-Exupéry, le immagini aiutano a non dimenticare, a rendere reale ciò che, se fosse solo raccontato, non sarebbe creduto. Un pensiero molto attuale, estremamente all’avanguardia in un’epoca in cui ancora la fotografia era agli albori, quasi a predire l’importanza che essa, un secolo dopo, avrebbe iniziato ad avere nelle vite di ciascuno di noi.

Lo spettacolo “Il Piccolo Principe” vanta un cast creativo di prim’ordine: Stefano Genovese (Regia), Carmelo Giammello (Scene), Paolo Silvestri (Direzione e arrangiamenti musicali) e Guido Fiorato (Costumi).

Ad interpretare il Piccolo Principe sarà nuovamente il talentuoso Nicholas Ori, che nonostante la giovanissima età vanta già un curriculum di tutto rispetto. Continuerà per lui il sodalizio artistico con Paolo Ruffini, che ha affiancato nello spettacolo teatrale “Il Babysitter – quando diventerai piccolo capirai”, ispirato all’omonimo video-podcast di grandissimo successo.

Fedele allo stile dell’opera originale, Stefano Genovese ha deciso di non lasciare solo alle parole il ruolo centrale, ma di affidare il racconto all’immaginazione, traducendolo in un’esperienza evocativa che solo il teatro, per sua stessa natura, è in grado di restituire. Un’esperienza che combina il racconto, la musica, il canto, il circo e il teatro performativo per dar vita ad uno show senza precedenti. Ogni scena, ogni personaggio, ogni snodo della storia, ogni elemento attinge allo strumento più adatto per arrivare alla destinazione finale: il cuore di ogni spettatore.

Poste Italiane respinge misura Garante privacy e annuncia ricorso

Roma, 20 apr. (askanews) – “Poste Italiane accoglie con stupore il provvedimento con il quale il Garante Privacy ha comminato una sanzione per un presunto trattamento illecito dei dati personali degli utenti BancoPosta e PostePay. Provvedimento che, peraltro, oltre che nel merito, è viziato anche sotto il profilo procedimentale, essendo stato adottato in palese ritardo rispetto ai termini perentori previsti dalla legge per l’esercizio dei poteri del Garante”. Lo afferma Poste Italiane con un comunicato.

“A tal riguardo, si sottolinea che il 2 febbraio 2026 il TAR Lazio ha annullato il provvedimento con cui l’Antitrust aveva sanzionato Poste Italiane per una presunta pratica commerciale scorretta relativa al medesimo dispositivo antifrode oggetto delle odierne censure del Garante, riconoscendone la piena legittimità e l’assenza di qualsivoglia intento commerciale nelle condotte di Poste. Poste Italiane respinge, dunque, ogni addebito e ribadisce la correttezza e la trasparenza del proprio operato”, prosegue la società.

“In particolare, come riconosciuto anche da Banca d’Italia, il Gruppo ha utilizzato legittimamente e in conformità con la normativa in materia di servizi di pagamento l’accesso ai dati tecnici dei dispositivi dei clienti, finalizzati esclusivamente all’attivazione di presidi antifrode e antimalaware, come richiesto dalla normativa europea (Direttiva PSD2), per una piena tutela della sicurezza degli utenti. Poste Italiane – conclude il comunicato – presenterà ricorso per l’annullamento del provvedimento presso il Tribunale di Roma”.

Papa in Angola: "Non smettete di denunciare il flagello della guerra"

Roma, 20 apr. (askanews) – “La vostra fedeltà in Angola, come dev’essere in tutto il mondo, è oggi particolarmente legata all’annuncio della pace. In passato avete dimostrato coraggio nel denunciare il flagello della guerra, nel sostenere le popolazioni tormentate rimanendo al loro fianco, nel costruire e ricostruire, nell’indicare vie e soluzioni per porre fine al conflitto armato. Il vostro contributo è comunemente riconosciuto e apprezzato. Ma questo impegno non è finito!”: così il Papa, rivolgendosi ai vescovi, sacerdoti, consacrati e operatori pastorali, incontrati nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima, a Luanda.

“Promuovete dunque una memoria riconciliata – aggiunge – educando tutti alla concordia e valorizzando, in mezzo a voi, la testimonianza serena di quei fratelli e sorelle che, dopo aver attraversato tormenti dolorosi, hanno perdonato tutto. Gioite con loro, fate festa per la pace!”.

Papa a Chiesa Angola: non cedete a privilegi e autoreferenzialità

Roma, 20 apr. (askanews) – “Cari fratelli e sorelle, alimentate la fraternità tra di voi con franchezza e trasparenza, non cedete alla prepotenza e all’autoreferenzialità, non staccatevi dal popolo, specialmente dai poveri, rifuggite la ricerca dei privilegi”. Così il Papa, rivolgendosi ai vescovi, sacerdoti, consacrati e operatori pastorali, incontrati nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima, a Luanda.

“Per la vostra fedeltà e, quindi, per la vostra missione – aggiunge il Pontefice – la famiglia sacerdotale o religiosa è indispensabile, ma lo è anche la famiglia in cui siamo nati e cresciuti. La Chiesa ha grande stima dell’istituzione familiare, insegnando che il focolare è il luogo di santificazione di tutti i suoi membri. Per molti di voi, certamente – conclude – la culla della vocazione è stata proprio la famiglia, che ha apprezzato e accudito il germogliare della speciale chiamata ricevuta”.