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Spagna, Schlein: Meloni fa propaganda irresponsabile e apre crisi con Madrid

Roma, 31 lug. (askanews) – “Giorgia Meloni anziché dare solidarietà a un paese di frontiera come il nostro nel contrasto a trafficanti e mafie, apre una crisi diplomatica con la Spagna, e annuncia di voler chiudere Schengen. Ma davvero il Governo non sa che Ceuta è un enclave in Africa e da lì non c’è libera circolazione né verso la penisola spagnola né verso gli altri paesi europei?”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.

“È un Governo di irresponsabili propagandisti – aggiunge – che da quattro anni non risolve un problema degli italiani e ogni giorno offre solo un nuovo nemico. Anziché litigare con le cartine geografiche si occupassero dei prezzi stellari dei carburanti, della crescita a zero e dei salari italiani tra i più bassi d’Europa. Ma anche oggi con la sua propaganda il Governo cercherà di nascondere i suoi fallimenti come nasconde le chat di Delmastro”.

Esodo, Anas: domani weekend da bollino nero sulle strade italiane

Roma, 31 lug. (askanews) – L’Anas ricorda che domani mattina sabato primo agosto è previsto bollino nero sulle strade italiane, bollino rosso nei pomeriggi di oggi, domani e domenica 2 agosto. Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore oggi dalle ore 16 alle 22, domani sabato 1° agosto dalle 8 alle 22 e domenica 2 agosto dalle 7.00 alle 22.00 “Rivolgiamo un invito a tutti i viaggiatori a programmare gli spostamenti verificando le condizioni del traffico, lo stato del veicolo e le previsioni meteo”, ha detto l’ad di Anas, Claudio Andrea Gemme.

Edificio crollato a Messina, individuato un corpo sotto le macerie

Milano, 31 lug. (askanews) – C’è una prima vittima per il crollo della palazzina avvenuto nel pomeriggio di ieri a Pistunina, quartiere alla periferia Sud di Messina. I vigili del fuoco hanno individuato il corpo di uno dei sei dispersi sotto le macerie della palazzina. A confermarlo è Antonino Bertucci, portavoce dei vigili del fuoco, intervistato da SkyTg24: “Abbiamo seguito una strategia in funzione delle indicazioni che ci sono state fornite dai parenti e dai conoscenti dei dispersi: sulla base di questa strategia abbiamo individuato il primo corpo. Proseguiamo su questa linea sperando di poter trovare nel più breve tempo possibile anche le altre persone: siamo in una fase di soccorso, la speranza è poter trovare qualcuno in vita”.

Dal punto di vista operativo, ha spiegato il portavoce dei vigili del fuoco, il problema è che “abbiamo un incendio che si muove sotto delle macerie, quindi siamo costretti a lavorare su due fronti: una parte degli operatori lavora per abbassare i fumi, e una parte invece lavora movimentando le macerie cercando di individuare le persone”.

Caldo: domenica bollino rosso in quasi tutta Italia

Milano, 31 lug. (askanews) – Si intensifica nel fine settimana la quarta ondata di calore dell’estate. Secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute, oggi sono 11 le città contrassegnate con il bollino rosso, livello massimo di allerta, ma saliranno a 19 domani e a 23 domenica 2 agosto, confermando un progressivo aggravamento dell’ondata di calore soprattutto nelle aree urbane.

Per la giornata di oggi il livello 3 riguarda Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino e Viterbo. Domani, sabato 1 agosto, si aggiungeranno Bologna, Brescia, Cagliari, Milano, Napoli, Pescara, Venezia e Verona, portando a 19 il numero delle città con il massimo livello di rischio.

Un ulteriore aggravamento è atteso per domenica 2 agosto, quando le città da bollino rosso diventeranno 23 sulle 27 monitorate. All’elenco si aggiungeranno infatti Catania, Genova, Palermo e Trieste, che passeranno dal bollino arancione al livello massimo di allerta. Le città con bollino arancione scenderanno così a tre – Ancona, Bari e Messina – mentre Reggio Calabria resterà l’unica città monitorata contrassegnata con il bollino giallo.

Banche, Cisl: nel 2026 chiusi altri 126 sportelli, sempre più comuni scoperti

Roma, 31 lug. (askanews) – Le banche italiane continuano a ridurre la loro presenza sul territorio: nei primi sei mesi del 2026 sono stati chiusi altri 126 sportelli, con il numero complessivo delle filiali che scende a livello nazionale a 19.016. È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, che elabora i dati di Banca d’Italia e Istat.

Il fenomeno continua a colpire non solo le aree interne e i piccoli comuni, ma anche le grandi città, dove in molti casi il calo è superiore alla media nazionale. Rispetto al 31 dicembre 2021 la contrazione più marcata si registra a Milano (-16,2%), seguita da Roma (-14,1%) e Palermo (-13,9%), a fronte di una media nazionale del 12,2%.

A livello regionale, dall’inizio dell’anno la riduzione più forte del numero di sportelli si registra in Liguria (-2,6%), seguita da Lombardia (-1,7%) e Valle d’Aosta (-1,6%). Tra le regioni con la maggiore incidenza di comuni senza sportelli figurano Molise (83,8%), Calabria (74,5%) e Valle d’Aosta (74,3%), mentre il valore più basso si registra in Emilia Romagna (8,2%).

Nei primi sei mesi del 2026 è inoltre aumentato di 9 unità il numero dei comuni totalmente privi di sportelli bancari. Nel complesso, sono ormai quasi 11,5 milioni gli italiani che vivono in comuni senza sportelli o con una sola filiale.

Nella classifica dei gruppi bancari per presenza territoriale, al primo posto si conferma Iccrea con 2.450 sportelli, seguito da Intesa Sanpaolo (2.295) e Unicredit (2.252).

Il "caldo spietato" travolge l’Italia: punte di oltre 40 gradi

Milano, 31 lug. (askanews) – Come in molte parti del mondo, anche in Giappone le Estati stanno diventando sempre più estreme e pericolose, con picchi che superano regolarmente i 40°C. Basti pensare che nel 2025 circa 2.000 persone hanno accusato malori legati al caldo sul luogo di lavoro: un record drammatico che ha spinto il governo ad adottare nuove norme, sdoganando persino l’uso dei pantaloncini corti in ufficio.

Ma i giapponesi, che hanno una precisione linguistica invidiabile, hanno fatto di più. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ci ricorda infatti che, dopo un sondaggio che ha coinvolto ben 400.000 persone, l’Agenzia Meteorologica Giapponese ha introdotto ufficialmente il termine “Kokushobi”. Suona quasi come un’antica arte marziale o una filosofia zen, vero? In realtà, significa “giorno di caldo spietato”: è la parola perfetta per indicare quelle giornate in cui il caldo oltrepassa ogni limite di sopportazione, diventando una vera e propria minaccia per il corpo umano. Nel frattempo, a Tokyo si continuerà a cuocere a fuoco lento: è previsto “Kokushobi” fino a domenica, con minime di 26°C e massime di 37°C.

Purtroppo, non serve andare a Tokyo per vivere un giorno di “caldo spietato”. La nostra quarta ondata di calore porterà il Kokushobi direttamente in Italia, con picchi che supereranno i 40°C. L’ultimo giorno di luglio vedrà i termometri toccare i 40°C a Firenze, Modena e Terni (sebbene il Nord-Ovest dovrà prestare attenzione a qualche improvviso temporale, possibile anche in pianura). Ma il peggio arriverà nel weekend. Dal 1° agosto, giornata da bollino rosso per il meteo e nero per il traffico, la soglia Kokushobi verrà ampiamente superata. A chi si metterà in viaggio raccomandiamo le classiche “partenze intelligenti”, portando con sé molta acqua in auto, perché i numeri saranno “spietati”: avremo 41°C a Terni e 40°C a Ferrara, Mantova, Modena e Parma, valori che insisteranno almeno fino a lunedì.

Nei giorni successivi avremo un leggero calo termico assoluto (il termometro scenderà dai 40-41 ai 38-39 gradi), ma attenzione all’inganno: aumenterà l’umidità e farà più caldo di notte, con frequenti notti super tropicali. Avremo anche un aumento dei temporali su Alpi e Prealpi. In sintesi, non sapremo se scegliere di passare dalla padella alla brace o viceversa: l’afa renderà il caldo insopportabile almeno fino all’8 agosto.

C’è una speranza? Al momento alcuni modelli intravedono un veloce break temporalesco tra l’8 e il 10 agosto, con una leggera attenuazione della canicola (che scenderebbe a 34-35°C) sul Nord Italia e sul versante adriatico.

Forse solo una breve illusione: il caldo anomalo del 2026 sembrerebbe già pronto a rimettere le tende sull’Italia almeno fino a Ferragosto. Per una svolta vera e decisa, sembra che dovremo, purtroppo, attendere la seconda metà del mese.

Calcio, Franco Baresi: il cordoglio del calcio italiano

Roma, 31 lug. (askanews) – Il calcio italiano si stringe attorno alla famiglia di Franco Baresi e al Milan per la scomparsa dello storico capitano rossonero. Dai messaggi dei principali club di Serie A agli omaggi degli ex compagni e degli avversari di sempre, il ricordo è unanime: quello di un campione che ha saputo conquistare il rispetto di tutto il mondo del calcio, oltre ogni rivalità.

Tra i primi a ricordarlo c’è Clarence Seedorf. ‘Sono senza parole. Troppo presto ci ha lasciati Franco Baresi, leggenda del calcio, grande uomo e capitano indimenticabile. Non serve raccontare il tuo impatto: la tua storia parla da sola. Sei stato e resterai un simbolo eterno di leadership, lealtà, eleganza e classe’, ha scritto l’ex centrocampista olandese, esprimendo vicinanza alla famiglia e a tutto il popolo rossonero.

Particolarmente significativo il messaggio dell’Inter, storica rivale cittadina. ‘Addio a Franco Baresi, protagonista delle grandi sfide del derby di Milano e una delle figure che più hanno definito la storia della rivalità. Capitano, uomo squadra e bandiera del Milan, ha vissuto ogni confronto con l’Inter tra competizione e rispetto’. Il presidente Giuseppe Marotta e tutto il club nerazzurro hanno espresso il proprio cordoglio alla famiglia, al fratello Beppe e al Milan. Anche il vicepresidente Javier Zanetti ha affidato ai social il suo saluto: ‘Bandiera, Capitano, Leggenda: 6 per sempre. Buon viaggio, Franco’.

In Australia, dove il Milan è impegnato nella tournée estiva, la squadra e lo staff hanno appreso la notizia al termine dell’allenamento. Sul campo è stato osservato un minuto di silenzio, concluso da un lungo applauso in memoria del capitano simbolo della storia rossonera.

Numerosi i messaggi arrivati dagli altri club. La Juventus ha ricordato Baresi come ‘classe, stile, leadership e rispetto dentro e fuori dal campo. Un esempio per generazioni di calciatori e tifosi’. Il Napoli, con il presidente Aurelio De Laurentiis, l’allenatore Massimiliano Allegri, i dirigenti e tutta la società, ha espresso ‘profondo cordoglio per la scomparsa di una bandiera e leggenda del Milan e dell’intero panorama calcistico italiano’. Cordoglio anche da Roma, Lazio, Fiorentina e Genoa, che hanno sottolineato il segno indelebile lasciato da Baresi nella storia del calcio.

Commoventi anche le parole degli ex compagni. Adriano Galliani ha pubblicato una foto insieme a Silvio Berlusconi e Fabio Capello accompagnandola con la frase: ‘Hai raggiunto il tuo Presidente. 6 per sempre’. Filippo Galli, che ha condiviso con Baresi quattordici stagioni in maglia rossonera, lo ha ricordato come ‘un esempio per tutti noi’, aggiungendo: ‘Il tuo silenzio era una voce forte nello spogliatoio e sul campo. Il dolore e le lacrime, concedetemele. Per sempre il nostro capitano’.

Tra i ricordi più intensi anche quello di Pietro Paolo Virdis, protagonista con Baresi della rinascita del Milan negli anni Ottanta: ‘Per me eri semplicemente il Capitano. Hai guidato un reparto con poche parole, ma tanta classe e carisma. Sei stato tutto ciò che il calcio aveva di bello. Per me hai vinto l’immortalità. Numero 6 per sempre’.

L’ultima apparizione pubblica di Baresi risale alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, quando entrò a San Siro con la fiaccola olimpica al fianco di Giuseppe Bergomi, altro storico capitano milanese. Un’immagine che oggi assume il valore di un ultimo, commosso saluto a uno dei più grandi difensori della storia del calcio.

Tra i messaggi più emozionanti quello di Paolo Maldini, che con Baresi ha condiviso anni irripetibili in maglia rossonera e un legame che ha superato il campo.

‘Ciao Franco, oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano?’, ha scritto Maldini. ‘Mi hai insegnato a lottare fino all’ultimo respiro, cosa significhino l’attaccamento alla maglia e il valore di essere un vero leader. Lo hai fatto con l’esempio, ogni giorno: poche parole, ma tantissimi fatti’.

L’ex capitano rossonero ha poi raccontato il rapporto personale con Baresi: ‘Mi hai protetto quando ero un bambino, mi hai guidato da ragazzo e mi hai ispirato da uomo. Sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare’. Maldini ha rivolto infine un abbraccio alla famiglia del capitano: ‘Ci mancherai, Capitano. Ma la luce della tua stella continuerà ad accompagnarci per sempre’.

Numerosi i messaggi arrivati dal mondo del calcio. La Lega Serie A ha ricordato Baresi come ‘uno dei più grandi difensori centrali della storia del calcio mondiale’, sottolineando la sua intera carriera in maglia rossonera e il ruolo di simbolo prima del Milan di Sacchi e poi di quello di Capello. ‘Ha interpretato il ruolo del libero come pochi, diventando modello per intere generazioni’, si legge nella nota.

Anche il presidente della Figc Giovanni Malagò ha espresso il proprio dolore: ‘Il calcio italiano perde una delle sue leggende. Un campione straordinario che in tutta la sua carriera ha indossato solo due maglie, quella del Milan e quella azzurra. Una scelta romantica che lo ha fatto entrare nel cuore dei tifosi e di milioni di italiani’.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha ricordato Baresi come ‘non solo una bandiera del Milan, ma un simbolo di dedizione e lealtà che ha reso grande questa città e l’Italia nel mondo’, annunciando di fatto il forte legame tra la città e il suo storico capitano. Per Baresi si profila anche l’iscrizione al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, riconoscimento riservato ai cittadini illustri.

Dal panorama internazionale è arrivato il cordoglio de La Liga spagnola, mentre in Italia si sono unite al dolore Sampdoria, Udinese, Cagliari, Atalanta, Torino, Palermo e Lecce.

Particolarmente toccante anche il ricordo di Aldo Serena: ‘Qui avevi 22 anni, ed era la tua prima stagione da capitano del Milan. L’hai sempre indossata non come un impegno quella fascia, ma con onore e rispetto, era una tua appendice naturale. Non amavi molto le parole, la tua vita erano i fatti, il campo, dove sei stato un imperatore’.

Anche l’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, in conferenza stampa, ha voluto unirsi al dolore della famiglia Baresi: ‘Ci uniamo alle condoglianze rivolte alla famiglia di Franco. Tutti coloro che amano questo sport oggi hanno perso una grande icona del calcio mondiale’.

Il cordoglio è stato trasversale. Il Venezia ha ricordato Baresi come ‘autentica leggenda del calcio italiano e internazionale, simbolo di lealtà e leadership, punto di riferimento per intere generazioni di calciatori e appassionati’. La Lega Serie B ha sottolineato come il calcio italiano perda ‘una delle sue icone più leggendarie, un uomo diventato esempio intramontabile di professionalità, leadership e rispetto’.

Tra gli omaggi più emozionanti quello di Pietro Paolo Virdis, compagno di squadra negli anni della rinascita rossonera: ‘Quando mi chiedono chi sia stato il giocatore più forte con cui ho giocato o contro, la risposta è sempre la stessa: Franco Baresi. Hai guidato un reparto con poche parole, ma tanta classe e carisma. Sei stato tutto ciò che il calcio aveva di bello: passione, morale, ideale’.

Anche il calcio internazionale si è fermato per ricordarlo. Il Barcellona ha definito Baresi ‘leggenda del calcio italiano e capitano per sempre del Milan’, mentre la Uefa ha sottolineato il suo ruolo tra ‘i migliori difensori della storia del calcio’, ricordando i successi europei e le 81 presenze con la Nazionale. Il Real Madrid ha espresso vicinanza alla famiglia e al Milan, celebrando la carriera di un giocatore che ha legato tutta la sua storia a un’unica maglia.

Tra i messaggi arrivati dai campioni del presente e del passato anche quello di Gianluigi Buffon, che ricordò il suo esordio in Serie A proprio contro il Milan di Baresi nel 1995: ‘Da quel giorno ho avuto ancora più chiaro cosa significasse rappresentare il calcio con classe, leadership e rispetto’.

Ruud Gullit lo ha salutato con poche parole ma dal significato enorme: ‘Per sempre mio capitano’. Olivier Giroud lo ha definito ‘un monumento del Milan e del calcio italiano’, mentre Rafael Leao ha scritto: ‘La tua eredità vivrà per sempre. Grazie capitano’. Anche Jamie Carragher lo ha ricordato come ‘il miglior difensore centrale che abbia mai visto e l’esempio perfetto di giocatore fedele a un unico club’.

Dal mondo rossonero sono arrivati i messaggi del presidente Gerry Cardinale, che ha sottolineato come Baresi abbia incarnato ‘i valori, il carattere e l’eccellenza che definiscono questo club’, e di tanti protagonisti della storia del Milan. Demetrio Albertini ha scritto: ‘I tuoi silenzi gridavano più delle tue parole. Ciao capitano’.

Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha ricordato un uomo ‘mai sopra le righe, mai una parola fuori posto’, simbolo di lealtà, passione e dedizione. Dino Zoff lo ha definito ‘un campione dentro e fuori dal campo’, sottolineando la perdita per tutta la famiglia dello sport italiano.

Inflazione, Istat: a luglio frena al 2,8% annuo, prezzi +0,2% su mese

Roma, 31 lug. (askanews) – Secondo le stime preliminari, a luglio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una aumento dello 0,2% su base mensile e un più 2,8% su base annua, dal più 3% del mese precedente. Lo comunica l’Istat in una nota.

Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati (dal +4,4% al +3,8%), degli energetici non regolamentati (dal +13,3% al +10,6%) e dei servizi vari (dal +2,5% all’1,8%); in accelerazione risultano invece gli alimentari lavorati (da -0,2% a +0,2%), gli energetici regolamentati (dal +9,2% al +14,9%) e i servizi di trasporto (dall’1,1% all’1,6%).

L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, resta stabile al +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta dall’1,9% all’1,8%. I prezzi dei beni decelerano (dal +3,3% al +3,1%), mentre quelli dei servizi restano stabili al +2,6%.

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,7% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione di -1,0% su base mensile, per effetto dei saldi estivi non considerati dal Nic, e di +2,9% su base annua, dal +3,0% di giugno.

Un Elliott Erwitt inedito al Museo Archeologico di Bologna

Milano, 31 lug. (askanews) – Una rilettura inedita dell’opera di Elliott Erwitt (Parigi, 1928 – New York, 2023), tra i più importanti fotografi del Novecento, andando oltre la dimensione che ne ha consacrato la fama internazionale per restituire il ritratto più intimo e personale dell’autore. La mostra “Elliott Erwitt. L’arte di osservare”, in programma dal 1 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 al Museo Civico Archeologico di Bologna, è curata da Biba Giacchetti, prodotta e organizzata da Civita Mostre e Musei in collaborazione con il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna. Il progetto nasce dal desiderio di raccontare non soltanto il fotografo che ha saputo trasformare la quotidianità in immagini divenute patrimonio della memoria collettiva, ma soprattutto l’uomo dietro l’obiettivo: il padre, il marito, l’amico, il viaggiatore, l’osservatore instancabile della condizione umana.

Il percorso espositivo riunisce circa un centinaio di fotografie che attraversano l’intera carriera di Erwitt, affiancando ai suoi lavori più celebri un importante nucleo di immagini provenienti dalla sua collezione privata, molte delle quali mai esposte al pubblico. Il progetto intende offrire una nuova chiave di lettura della sua opera, mostrando come anche le fotografie più conosciute nascano da frammenti di biografia per superarne immediatamente i confini. Dal racconto intimo e profondamente personale di Erwitt emerge una fotografia universale: pur affondando le radici in esperienze private, le sue immagini isolano emozioni e sentimenti che appartengono all’intero genere umano, ed è questa capacità di parlare a tutti a renderle straordinariamente senza tempo. Più che una retrospettiva cronologica, Elliott Erwitt. L’arte di osservare si configura come un ritratto in movimento, capace di intrecciare memoria privata e storia collettiva, restituendo al pubblico la complessità di uno sguardo che ha segnato la fotografia del Novecento.

La scelta della sede espositiva bolognese vuole confermare la vocazione del Museo Civico Archeologico a creare efficaci collaborazioni e sinergie che spaziano dall’archeologia alla fotografia, per offrire al pubblico esposizioni di alta qualità e forte interesse. Il percorso espositivo Il percorso si sviluppa attraverso cinque sezioni, che accompagnano il visitatore nella vita e nell’opera dell’autore. Alle immagini che hanno reso celebre Elliott Erwitt nel mondo – fotografie entrate nell’immaginario collettivo sin dalla storica esposizione The Family of Man, curata da Edward Steichen al Museum of Modern Art di New York nel 1955 – si affianca un capitolo completamente dedicato alla sua produzione più personale. Qui la fotografia assume la forma del diario, senza mai ridursi a un semplice album di famiglia: dalle immagini private affiorano emozioni, relazioni e gesti nei quali ciascuno può riconoscersi. Le immagini raccontano la vita privata dell’autore: le mogli, i figli, gli amici più cari, il maestro Edward Steichen, ritratto insieme alla sua prima figlia, e Sammy, il fedele cane che lo accompagnò per molti anni. Anche fotografie ormai universalmente conosciute vengono restituite al loro contesto originario. Il celebre ritratto della piccola Ellen osservata dalla madre, ad esempio, non viene presentato soltanto come una delle immagini simbolo della fotografia del Novecento, ma come un momento della vita familiare di Erwitt capace di trasformarsi, quasi inconsapevolmente, in un’icona universale. Alcune opere esposte appartengono a un corpus finora inedito e vengono presentate per la prima volta. Ogni fotografia è accompagnata da un testo che ne ricostruisce il contesto umano, affettivo e biografico, offrendo una lettura che va oltre l’immagine e restituisce il racconto della vita da cui essa è nata.

Il cuore del progetto risiede nella volontà di mostrare come la fotografia di Elliott Erwitt sia sempre stata profondamente autobiografica. La sua ironia, spesso interpretata come cifra stilistica, nasce in realtà da una straordinaria capacità di osservare l’esistenza nelle sue contraddizioni, nei suoi momenti di tenerezza, nelle sue fragilità e nella sua imprevedibile leggerezza. Le fotografie private dialogano con i grandi reportage, con gli eventi che hanno segnato il Novecento e con i celebri ritratti delle personalità della politica, del cinema e della cultura internazionale. Il funerale del Presidente John Fitzgerald Kennedy, gli incontri con le grandi star del cinema, le immagini di strada, la vita familiare e gli episodi del quotidiano vivere convivono nello stesso racconto, dimostrando come per Erwitt non sia mai esistita una separazione tra storia e vita. L’intero percorso è attraversato dalla sua inconfondibile ironia: uno sguardo capace di raccontare la realtà senza retorica, con eleganza, compassione e straordinaria lucidità.

Un capitolo significativo della mostra è dedicato al rapporto tra Elliott Erwitt e l’Italia. Prima dell’emigrazione negli Stati Uniti, trascorse a Milano un periodo fondamentale della propria formazione.

A dieci anni, a causa delle leggi razziali fasciste, fu costretto a lasciare l’Italia con la famiglia: un allontanamento forzato che non incrinò mai il suo profondo legame con il nostro Paese. Al contrario, continuò ad amare l’Italia e a tornarvi per tutta la vita, mantenendo con essa un rapporto di affetto e appartenenza che non venne mai meno.

Quegli anni milanesi furono decisivi per la costruzione del suo immaginario visivo e della sua sensibilità culturale. L’Italia rappresentò per lui molto più di un luogo dell’infanzia: fu una vera patria sentimentale, destinata a riaffiorare costantemente nella sua memoria e nel suo modo di guardare il mondo. Questo legame emerge lungo tutto il percorso espositivo, nelle immagini e nei testi, contribuendo a delineare una biografia profondamente europea e internazionale.

Inflazione media eurozona risale al 2,9% a luglio, prezzi +0,2% su mese

Roma, 31 lug. (askanews) – A luglio l’inflazione media dell’area euro è lievemente risalita, segnando un più 2,9% di variazione annua. Lo riporta Eurostat con la stima preliminare, secondo cui i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2% tra giugno e luglio.

A giugno l’inflazione dell’eurozona si era moderata al 2,8%, dopo un picco del 3,2% toccato a maggio. Due settimana fa la Bce ha deciso di confermare i tassi di interesse dell’area euro dopo un rialzo da 0,25 punti percentuali, che era stato effettuato a giugno proprio in risposta alle accelerazioni inflazionistiche.

La Fifa risponde all’Uefa: "Nessun sta vendendo il calcio"

Roma, 31 lug. (askanews) – “Nessuno sta vendendo il calcio. È un’ipotesi che la Fifa non prenderebbe mai in considerazione”. Con una lunga nota ufficiale il massimo organismo mondiale del calcio prova a spegnere le polemiche esplose dopo la presentazione della Fifa Forward Enterprise (Ffe), il progetto destinato ad attirare capitali privati e a gestire i diritti commerciali delle competizioni organizzate dalla Fifa. Una proposta che ha provocato la dura reazione di Uefa e Concacaf e aperto una frattura senza precedenti all’interno del calcio internazionale.

La Fifa ha ribadito di rispettare “le opinioni e le preoccupazioni espresse pubblicamente” dalle confederazioni, confermando l’intenzione di portare avanti “un processo di consultazione aperto e democratico”. Secondo Zurigo, però, il dibattito sarebbe stato condizionato da “informazioni errate diffuse dai media” che avrebbero compromesso il percorso iniziale di confronto con le federazioni affiliate.

“La Ffe è stata proposta esclusivamente per garantire che tutte le Associazioni Membro abbiano l’opportunità di assumere un ruolo di reale protagonismo nella valorizzazione delle opportunità commerciali legate al calcio nei rispettivi Paesi, senza che ciò vada a scapito dello spirito o della governance della Fifa o del calcio stesso”, si legge nella nota.

Il punto centrale della difesa della Fifa è che non ci sarebbe alcuna cessione del controllo. “Nessun singolo ente può pretendere di rappresentare tutte le 211 federazioni affiliate nel mondo – sottolinea il comunicato -. A ogni federazione dovrebbe essere consentito di esaminare la proposta e contribuire a definire il proprio futuro. Questi sono i principi democratici della Fifa”.

Secondo il progetto, la Ffe trasferirebbe le attività commerciali e operative legate alla realizzazione degli eventi Fifa a una società controllata e di proprietà dello stesso organismo mondiale. I ricavi generati verrebbero poi distribuiti tra le 211 federazioni affiliate, con l’obiettivo dichiarato di aumentare gli investimenti nello sviluppo del calcio locale.

La proposta prevede inoltre che ogni federazione riceva 20 milioni di dollari di fondi Fifa Forward nel quadriennio 2027-2030, indipendentemente dal voto espresso. A questi potrebbero aggiungersi ulteriori 20 milioni attraverso il programma “Fifa Fast Forward”, finanziato tramite investimenti esterni e sempre, secondo la Fifa, senza modificare la struttura di governance.

“Se non ci sarà il sostegno della maggioranza delle federazioni affiliate, le attività commerciali della Fifa rimarranno invariate. La Ffe non verrà costituita”, precisa il documento.

La partita, però, resta aperta. Dopo Uefa e Concacaf anche la confederazione asiatica (Afc) ha preso posizione contro il progetto, esprimendo “serie preoccupazioni” sull’ingresso di investitori privati nelle competizioni principali della Fifa e sul processo decisionale. “Il fatto che si sia arrivati al punto in cui la possibilità concreta di un boicottaggio della Coppa del Mondo Fifa è entrata nel dibattito pubblico dovrebbe preoccupare chiunque abbia a cuore il futuro del nostro sport”, ha dichiarato l’Afc.

La confederazione asiatica ritiene che, alla luce delle divisioni emerse, la Ffe “non possa realisticamente raggiungere l’ampio consenso e l’unità necessari per andare avanti”. Un fronte comune che mette in discussione il progetto di Infantino e apre un confronto politico ed economico sul futuro della gestione del calcio mondiale.

Cinema, 25 anni dal primo film di "Harry Potter": festa a Venezia

Roma, 31 lug. (askanews) – Un evento speciale alla Mostra di Venezia per omaggire i 25 anni di “Harry Potter e La Pietra Filosofale”, con una proiezione celebrativa.

Come ogni anno, il primo settembre i fan del maghetto di tutto il mondo celebrano il “Back to Hogwarts”, la giornata che segna il ritorno degli studenti alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts a bordo dell’Hogwarts Express, in partenza dal leggendario binario 9 e 3/4. Nato come un momento celebre della storia di Harry Potter, il Back to Hogwarts è diventato negli anni una tradizione globale capace di riunire generazioni di appassionati attraverso eventi, uscite cinematografiche, attività e iniziative che celebrano il legame senza tempo con il mondo creato da J.K. Rowling.

L’edizione del 2026 sarà ancora più speciale, con i fan pronti a festeggiare il 25esimo anniversario del primo capitolo sul grande schermo, anche in vista dell’imminente serie originale HBO “Harry Potter e la Pietra Filosofale”, che debutterà a Natale 2026 su HBO Max. Le celebrazioni in tutto il mondo coinvolgeranno i fan di numerosi paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, Cina, Australia e Giappone, con eventi, esperienze e iniziative dedicate.

E in Italia, quest’anno, ci si ritroverà a Venezia con una serata-evento in cui, oltre a una speciale proiezione di “Harry Potter e la Pietra Filosofale”, ci saranno aree tematizzate ed elementi famosi della saga, pensati per regalare momenti indimenticabili e l’emozione di tornare, almeno per un giorno, tra le mura di Hogwarts. (L’evento – su invito – è realizzato con Witor’s, Lego, Panini e Rubies).

Le celebrazioni del 25esimo anniversario arriveranno anche nelle sale cinematografiche: dal 26 agosto al 2 settembre tornerà sul grande schermo “Harry Potter e la Pietra Filosofale”, il primo capitolo della saga diretto da Chris Columbus. Un’occasione unica per i fan di rivivere la magia che ha dato inizio alla storia di Harry Potter e per le nuove generazioni di scoprire al cinema il film che ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo. I biglietti saranno disponibili dal 31 luglio.

Il Back To Hogwarts rappresenta anche un’occasione per i fan di rivivere la magia della saga, grazie a tutti gli otto film di Harry Potter disponibili su HBO Max, in attesa della nuova serie. Per celebrare il Back to Hogwarts, inoltre, Warner Bros. Discovery Global Consumer Product (WBDGCP) lancia una collezione di prodotti dedicata al mondo di Harry Potter.

Bce, stress test geopoltico: impatto su rischi di credito e redditività

Roma, 31 lug. (askanews) – Con impatti che si trasmettono tramite economia reale e mercati, i rischi sui prestiti concessi e la redditività sono i canali più probabili dai quali shock e incidenti di geopolitica possono scaricarsi sui bilanci delle banche. Frequenti anche le svalutazioni sulle poste registrate a bilancio, specialmente nel caso di esposizioni a settori più vulnerabili agli sviluppi geopolitici come il manifatturiero, l’energia e i trasporti.

E nel caso delle banche più grandi, a contribuire all’erosione patrimoniale a seguito di incidenti geopolitici, possono aggiungersi cali sui ricavi da commissioni e dalle attività di trading. Sono alcuni dei risultati chiave del primo stress test sui rischi geopolitici effettuato dalla Banca centrale europea, coinvolgendo 110 banche attive nell’area euro su cui opera direttamente la l’attività di vigilanza.

La Bce riporta che generalmente le banche hanno dimostrato una buona capacità di approntare scenari di stress test per valutare i loro rischi specifici, ma che al tempo stesso sono emerse alcune “vulnerabilità” che richiedono attenzione.

La procedura seguita è quella di una simulazione su uno shock a posteriori (reverse stress test). L’istituto è chiamato a ipotizzare un incidente della tipologia definita e si verifica che tipo di danni e tramite quali canali ne deriverebbero ricadute. Sotto i riflettori soprattutto i livelli patrimoniali.

“Le banche – afferma la Bce con un comunicato – sono state generalmente in grado di produrre scenari di stress test consistenti, a riflesso delle loro singole vulnerabilità. Tuttavia, l’esercizio ha anche messo in rilievo aree in cui sono necessari ulteriori miglioramenti”.

E questi miglioramenti, a detta dell’istituzione di vigilanza, includono la sensibilità alla valutazione dei rischi e la granularità sugli stessi, la coerenza tra scenari ipotizzati e le valutazioni che comportano per i livelli di liquidità e i criteri di solvibilità. Sotto i fari anche la realisticità delle azioni di mitigazione e le ramificazioni delle ricadute sui livelli di liquidità.

Alle banche è stato chiesto di elaborare scenari di rischi geopolitici che avrebbero portato all’esaurimento di 300 punti base dell’indicatore chiave sulla solidità patrimoniale (Common Equity Tier 1). L’esercizio quindi differisce dagli stress tradizionali, in cui le banche devono fornire relazioni su uno scenario previsionale uguale per tutte, in quel caso elaborato dall’autorità.

Gli istituti hanno quindi sviluppato un’ampia gamma di possibilità che includevano conflitti militari, conflitti commerciali, problemi sugli approvvigionamenti di energia e sulle catene di forniture di beni, sanzioni economiche, shock macroeconomici e incidenti sulla sicurezza cibernetica. Questa gamma così diversificata “mostra la capacità delle banche di elaborare simulazioni che mettano alla prova le loro specificità nei modelli di business e sui profili di rischio”, osserva la Bce.

La maggior parte delle banche hanno indicato come principali canali di trasmissioni del rischio l’economia reale, seguita dall’impatto sui mercati finanziari. In caso di conflitti armati e attacchi cibernetici, anche l’elemento della sicurezza, che include rischi fisici e attacchi ibridi, è stato indicato come un canale di trasmissione rilevante.

I risultati ora alimenteranno il dialogo che la vigilanza bancaria europea porta avanti con le singole banche e potrebbe anche fare parte delle valutazioni della procedura periodica di valutazione (Supervisory Review and Evaluation Process o Srep).

Istat: a luglio migliora il clima fiducia di consumatori e imprese

Roma, 31 lug. (askanews) – A luglio il clima di fiducia dei consumatori migliora, passando da 92,4 a 94,2 punti. Anche l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese è stimato in aumento da 95,3 a 95,6. Lo comunica l’Istat in una nota.

Tra i consumatori, si evidenzia un deciso miglioramento sia del clima economico sia di quello futuro (da 87,6 a 90,9 e da 87,4 a 89,8, rispettivamente), mentre il clima personale e quello corrente registrano un progresso più contenuto (da 94,2 a 95,4 e da 96,2 a 97,4, rispettivamente).

Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia è in aumento in tutti i comparti indagati ad eccezione delle costruzioni: nella manifattura l’indice cresce da 88,6 a 89,6, nei servizi di mercato sale da 97,2 a 98,1 e nel commercio al dettaglio passa da 105,6 a 106,4. Nelle costruzioni, invece, l’indice diminuisce da 101,6 a 96,8. (segue)

Addio a Franco Baresi, il capitano che cambiò il modo di difendere

Roma, 31 lug. (askanews) – Se n’è andato a 66 anni Franco Baresi, una delle figure più grandi della storia del calcio italiano e mondiale. Il Milan perde il suo capitano simbolo, la Nazionale uno dei protagonisti del Mondiale del 1982, il calcio un campione che ha trasformato il ruolo del difensore in un’arte fatta di eleganza, intelligenza tattica e leadership silenziosa.

Operato nel 2025 per un nodulo polmonare, negli ultimi mesi aveva continuato a partecipare alla vita del club rossonero e, soltanto pochi mesi fa, era stato tra gli ultimi tedofori della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, ricevendo l’abbraccio di San Siro e del pubblico italiano.

Nato l’8 maggio 1960 a Travagliato, in provincia di Brescia, Baresi aveva conosciuto molto presto il dolore, perdendo entrambi i genitori quando era appena adolescente. Cresciuto nell’oratorio del suo paese, arrivò al Milan nel 1974 dopo essere stato scartato dall’Inter, la squadra per cui tifava da bambino e nella quale militava invece il fratello maggiore Giuseppe. Una beffa del destino destinata a cambiare la storia del calcio.

Con il Milan esordì in Serie A nel 1978, lanciato da Nils Liedholm. Bastarono poche stagioni perché diventasse il punto di riferimento della squadra e, ad appena 22 anni, il capitano più giovane della storia rossonera. Da allora la fascia non lasciò più il suo braccio, accompagnando il club attraverso i momenti più difficili, dalle retrocessioni successive allo scandalo del Totonero fino alla rinascita firmata Silvio Berlusconi.

Fu proprio con l’arrivo di Arrigo Sacchi che Baresi entrò definitivamente nella leggenda. Libero moderno, interprete perfetto della difesa a zona e del fuorigioco, guidò una linea arretrata diventata modello per intere generazioni di allenatori e calciatori. Più che un marcatore era un regista della difesa: anticipava il gioco, leggeva le situazioni con un secondo di vantaggio, comandava i movimenti dei compagni con poche parole e molti sguardi.

Con il Milan disputò 719 partite ufficiali, vincendo sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, tre Supercoppe Europee e due Coppe Intercontinentali, diventando il simbolo di una delle squadre più forti di sempre insieme a Gullit, Van Basten, Rijkaard, Maldini e Costacurta.

In Nazionale collezionò 81 presenze. Convocato da Enzo Bearzot al Mondiale del 1982, contribuì alla spedizione conclusa con il trionfo in Spagna, pur senza scendere in campo. Diventò poi il leader della difesa azzurra fino alla finale dei Mondiali del 1994 negli Stati Uniti. Rientrato dopo un infortunio lampo per giocare la sfida decisiva contro il Brasile, disputò una prestazione memorabile nonostante le condizioni fisiche precarie. Rimase però l’immagine del suo rigore alto nella serie finale e delle lacrime inconsolabili dopo la sconfitta: uno dei momenti più dolorosi e umani della storia del calcio italiano.

Riservato fuori dal campo quanto autorevole dentro, Baresi non ebbe mai bisogno di atteggiamenti plateali. Il suo carisma nasceva dall’esempio, dalla disciplina e da una professionalità riconosciuta da compagni e avversari. “Piscinin”, il soprannome affibbiatogli negli anni giovanili per il fisico minuto, divenne sinonimo di grandezza.

Conclusa la carriera nel 1997, il Milan ritirò immediatamente la maglia numero 6, un onore riservato ai simboli assoluti del club. Dopo una breve esperienza al Fulham come direttore tecnico, tornò definitivamente in rossonero, ricoprendo diversi incarichi dirigenziali e mantenendo sempre un ruolo di riferimento per il settore giovanile e per l’intera società.

Con la sua scomparsa il calcio perde uno dei suoi interpreti più raffinati. Un difensore capace di rendere spettacolare il gesto più difficile, quello di fermare gli attaccanti senza rinunciare alla bellezza del gioco. Per il Milan e per gli appassionati resterà semplicemente “il Capitano”: il numero 6 che ha insegnato come si possa comandare una squadra con il talento, il carattere e il rispetto.

Il Pianeta ha esaurito le risorse rigenerative: dal 31 luglio viviamo a debito

Un debito ecologico che cresce da mezzo secolo

Un allarmante Rapporto del WWF di questi giorni ci pone di fronte ad una realtà di sostenibilità ambientale e antropologica che ha i connotati dello scenario distopico. Secondo l’organizzazione mondiale che da 60 anni si occupa di tutelare la salvaguardia e la sopravvivenza delle specie viventi a partire dal 30 luglio 2026 l’umanità ha azzerato le risorse naturali disponibili poiché nei sette mesi precedenti ha richiesto e utilizzato più risorse e servizi ecosistemici di quanti la Terra sia in grado di rigenerare in un anno. Dal giorno successivo vivremo quindi in debito ecologico, utilizzando risorse oltre la capacità di rigenerazione del Pianeta. Il WWF ricorda che oggi consumiamo infatti l’equivalente di 1,73 ‘pianeti Terra’ e che è necessario invertire questa corsa, in particolare intervenendo sulle città, responsabili di una quota rilevante del consumo di risorse e degli impatti ambientali. Esaurito questo budget medio annuale il Pianeta piomba in uno stato di debito ecologico al quale occorrerà far fronte. Questa data fatidica è chiamata Earth Overshoot Day cioè ‘Giorno del sovrasfruttamento della Terra’ o ‘Giorno dello sforamento’ ed è il preludio di una condizione deficitaria di compatibiltà tra l’uomo e l’ambiente: si tratta peraltro di una situazione che si rinnova di anno in anno da circa mezzo secolo, accumulando un debito ecologico di 20,6 anni della stessa capacità rigenerativa del Pianeta. Questi dati sono in linea con le previsioni che annualmente vengono denunciate a partire da Protocollo di Kyoto (COP 3- 1997), al COP 21 di Parigi (2015), fino al recente COP 31. Ma anche con gli studi dell’Ipbes e dell’ONU che ipotizzano la catastrofica previsione della sesta estinzione della vita sul pianeta, questa volta per mano dell’uomo.

Le città al centro della crisi ambientale

Di fatto ci troviamo a gestire una sistematica alterazione delle biodiversità esistenti: è come se il mare, i corsi d’acqua, il verde, l’aria stessa, l’agricoltura, i contesti e le condizioni di vita (quasi di sopravvivenza) nelle grandi aree metropolitane non fossero più in grado di conciliarsi con gli esseri viventi.  Ormai oltre la metà della popolazione mondiale attuale stimata in 8,3 miliardi di esseri umani (quindi più di 4 miliardi di persone) vive in aree urbane e metropolitane e potrebbe superare il 70% quando intorno al 2060 il globo sarà abitato da 10 miliardi di uomini e donne (dei quali 3 miliardi e mezzo nell’Africa sub-sahariana). Questi centri ad alta densità abitativa detengono il 75% dei consumi energetici globali e producono il 70 % delle emissioni di gas serra. D’altra parte un climatologo di rara competenza come Luca Mercalli – Presidente della Società metereologica italiana – ha ammonito sulla necessaria salita ad alte quote per cercare condizioni di sopravvivenza che superino la deriva incessante del rialzo termico nelle città: non sembra esagerato prevedere che il trend attuale e quelli che chiamiamo picchi dei 40° diventeranno temperature estive intorno ai 45°.

Il problema interessa l’uomo ma tutte le specie viventi che abitano aria, terra e mare.

Le scelte necessarie per spostare la data dell’Overshoot

La ricetta per rimediare a questa deriva negativa viene testualmente così riassunta dal WWF “Trasformare il sistema energetico e alimentare, ridurre il consumo di risorse e materiali, ripensare produzione e consumi e progettare città ricche di natura sono le sfide per posticipare la data dell’Overshoot”. Si tratta di un compito che riguarda i decisori politici e l’uomo della strada, ciascuno secondo le proprie competenze, responsabilità, abitudini e stili di vita. Secondo il Global Footprint Network, l’adozione rapida e su scala globale di tecnologie oggi disponibili per accelerare la transizione energetica, puntando su efficienza, fonti rinnovabili ed eliminazione della dipendenza dai combustibili fossili, insieme a edifici e sistemi produttivi più efficienti e a una mobilità più sostenibile, potrebbe posticipare l’Earth Overshoot Day di 29 giorni. Altri 5 giorni sarebbero recuperabili da una mobilità urbana più sostenibile. La riduzione dello spreco alimentare, una maggiore diffusione di diete a prevalenza vegetale e pratiche agricole più sostenibili potrebbero spostare la data di un ulteriore mese. Il WWF ritiene da anni che L’Earth Overshoot Day non sia una data inevitabile, ma il colpevole risultato delle nostre scelte e può essere spostata. Sono le città uno dei luoghi in cui questa trasformazione può diventare realtà, contribuendo a ridurre l’impronta ecologica e a riportare consumi e sviluppo entro i limiti del Pianeta. Nei centri urbani che stanno diventando invivibili il problema non si risolve solo installando nelle abitazioni impianti di condizionamento termico. Se non cambia qualcosa potrebbe arrivare il giorno in cui indosseremo maschere portatili di aria condizionata e questa non è una prospettiva a lieto fine del problema del default ecologico.

Populismo e radicalismo, nemici della cultura di governo

La cultura di governo? Assente. La maturità, la serietà, la coerenza e l’affidabilità dei partiti si misurano anche e soprattutto attorno alla cosiddetta cultura di governo. Quella cultura di governo che ha caratterizzato per quasi 50 anni l’esperienza politica, culturale e programmatica della Democrazia Cristiana e i partiti alleati con la Dc. Ma anche alcuni partiti che sono stati protagonisti all’inizio della cosiddetta seconda Repubblica non erano affatto estranei alla cultura di governo, tanto nel campo del centrosinistra quanto sul versante del centrodestra.

La responsabilità sostituita dalla propaganda

Ora, senza indugiare oltre misura sulle costanti del passato, è indubbio che la situazione è cambiata radicalmente negli ultimi anni e si è particolarmente aggravata negli ultimi tempi. Questo per una ragione che è persino troppo semplice da spiegare. E cioè, ci sono dei disvalori e delle precise derive che erano, sono e saranno sempre alternativi, se non addirittura incompatibili, con qualsiasi cultura di governo.

Parlo, nello specifico, del populismo ma anche del radicalismo, dell’estremismo e del massimalismo. Perché si tratta di derive che, nella loro declinazione dell’azione politica, prescindono quasi in modo strutturale dal principio della responsabilità. Perché il populismo, appunto, unito con l’estremismo e il radicalismo, individuano nella propaganda permanente e continuativa l’unico criterio di fondo a cui fare sistematico riferimento. L’unica regola da rispettare in modo quasi ossessivo a prescindere da tutto il resto. Appunto, da qualsiasi cultura di governo che, come tutti sanno, richiede altri valori e altri criteri a cui attenersi per guidare un Paese.

Le contraddizioni dei due schieramenti

Ed è proprio su questo versante che entrano in gioco i protagonisti — cioè i partiti — che attualmente affollano la cittadella politica italiana. Non possiamo negare il fatto che ci sono partiti strutturalmente populisti ed estremisti — sia a destra e sia, soprattutto, a sinistra — che contengono al loro interno gli elementi che impediscono, di fatto, di dispiegare una vera e credibile cultura di governo.

È persino inutile ricordare che sul versante della politica estera, ad esempio, non ci può essere una credibile convergenza politica nei due schieramenti maggioritari per la ragione che il populismo è incompatibile con qualsiasi strategia a medio-lungo termine e, soprattutto, con qualunque progetto di coerenza politica che vada oltre la propaganda spicciola, qualunquista e demagogica.

Ne sono prova plateale i populisti dei 5 Stelle di Conte, gli estremisti di Avs sul versante della coalizione di sinistra; la Lega di Salvini e Futuro Nazionale di Vannacci nello schieramento di destra. È di tutta evidenza che con questi partiti qualunque ipotesi di costruire una coalizione di governo è semplicemente impossibile e impraticabile. E a nulla valgono le ipocrisie o i sotterfugi propagandistici per giustificare o, peggio ancora, spiegare la bontà e l’efficacia di coalizioni simili.

Un Centro per ricostruire la cultura di governo

Ed è anche per queste motivazioni, tutt’altro che peregrine o virtuali, che quasi si impone in vista delle prossime elezioni politiche la costruzione di un soggetto/polo/lista di centro che, soprattutto, sappia rideclinare una vera e credibile cultura di governo.

È appena sufficiente, al riguardo, rileggere le vicende della nostra storia democratica per arrivare alla conclusione che la cultura di governo né si inventa e né si pianifica a tavolino. Chi è populista, chi è estremista e chi è massimalista semplicemente non può governare un Paese. Sempreché non si voglia far deragliare definitivamente e irreversibilmente l’intero Paese verso lidi imprevedibili e del tutto misteriosi anche sul versante democratico, liberale e costituzionale.

La guerra ridotta a un brusio di fondo

Ascolto dal Tg1 le notizie sull’escalation del conflitto mediorientale. Un’estensione delle operazioni belliche che già ora coinvolge la Giordania, Israele, il Libano, l’Arabia Saudita, l’Iraq, l’Egitto, la Cina, persino l’Ucraina e altri.

Ecco, mi chiedo quale sia la percezione dei più di tali eventi lontani e, insieme, vicini, al di là delle oscillazioni del prezzo del carburante, con le loro ricadute.

A livello di psicologia politica, così a me sembra, è come se, rispetto alla nostra routine, quelle vicende militari rappresentassero un brusio di fondo, delle fastidiose interferenze, un indesiderato rumore.

È gravemente deficitaria, invece, la propensione a comprendere meglio quelle dinamiche, ad approfondirne motivazioni e rischi, a impegnarsi attivamente per sostenere una nuova “diplomazia dei popoli” volta a incidere sul corso degli eventi.

L’attività di psicoterapeuta, poi, mi porta ad ascoltare discorsi del tipo: “che senso ha, in un mondo del genere, procreare?”. Non sarà il principale fattore della denatalità, ma a livello quasi “atmosferico” le tensioni internazionali non incoraggiano in tal senso.

Poi, però, manca il passaggio successivo: come assumere una posizione più attiva? Come non limitarsi a registrare le “interferenze”?

Domiciliari ai tossicodipendenti: cura e reinserimento, ma fondi per pochi

Il Parlamento ha approvato in via definitiva la norma che permette ai detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti, con condanna entro gli otto anni, di scontare la pena fuori dal carcere — a domicilio o in comunità — seguendo un percorso terapeutico. Il Ministro della Giustizia ha parlato di oltre 10mila persone potenzialmente coinvolte, un numero che non trova riscontro né nella platea reale né nelle risorse stanziate.

Uno scarto tra annuncio e copertura

Il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, osserva che la cifra indicata dal Governo si scontra con paletti concreti — adesione volontaria, valutazione del tribunale e della magistratura di sorveglianza — che possono ridurre il numero dei beneficiari potenziali. Ma è sul piano economico che il divario si fa più evidente: fare i conti tra lo stanziamento previsto — poco meno di 20 milioni di euro — e il costo medio di una persona in comunità, circa 100 euro al giorno, porta a un risultato ben lontano dai 10mila annunciati: meno di 600 persone potranno davvero beneficiare della misura.

Comunità già al limite

A questo si aggiunge un problema di capienza. Le comunità di recupero accolgono già centinaia di persone inviate da altri canali, inclusi i 4.400 affidamenti terapeutici gestiti dagli uffici di esecuzione penale esterna, mentre l’ultima ricognizione del Dipartimento politiche antidroga contava 13.276 posti a livello nazionale — di cui, secondo Antigone, difficilmente più di 3mila risultano oggi realmente occupati e disponibili. A complicare il quadro c’è la rete pubblica di prossimità: i SerD, che dovrebbero prendere in carico gli utenti e orientarli verso i percorsi di cura, lavorano da tempo con organici ridotti rispetto alla domanda.

Un rischio da monitorare

C’è infine un nodo da sottolineare: non è un’accusa alle strutture private, spesso accreditate e di qualità, ma un richiamo a vigilare con rigore sugli standard offerti — a prescindere dallo status della struttura — perché il percorso di cura sia effettivo, non solo formale. Sull’edilizia penitenziaria, il piano carceri promette 10mila nuovi posti entro il 2027, ma dal 2025 il numero di posti realmente disponibili è già sceso di 481 unità.

Il nodo che resta

Al di là dei numeri, il recupero da una dipendenza non dipende solo dall’accesso a un trattamento, ma dal tessuto sociale che accoglie la persona fuori dal circuito penale — famiglia, lavoro, comunità di riferimento. Una legge che sposta il luogo della pena senza le risorse per rafforzare questi legami rischia di restare più un annuncio che una riforma.

Spagna, Meloni: pronti anche a sospendere Schengen con Madrid

Roma, 30 lug. (askanews) – DI fronte all’ondata migratoria in atto a Ceuta l’Italia è “pronta a intervenire” anche arrivando a “sospendere lo spazio di Schengen con la Spagna”. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti – spiega – e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei”.

“Mi sono confrontata con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi”, aggiunge. “L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all’esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna”.

Conclude la Meloni: “Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo”.

Delmastro: ho inoltrato io chat a Procura, nulla da nascondere

Roma, 30 lug. (askanews) – “Ho provveduto ad inoltrare al Procuratore Capo della Repubblica, Dott. Francesco Lo Voi, via pec la corrispondenza intercorsa relativa alle chat al centro delle polemiche di questi giorni, non avendo alcunché da nascondere. Spero che ora cessino le inaccettabili strumentalizzazioni di una certa parte politica che ha provato a rimestare nel torbido e ha alzato solo fango, pur non essendo io neanche indagato”. Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro deputato di Fratelli d’Italia.

Slitta voto su Delmastro, scontro su decisione Giunta visionare chat

Roma, 30 lug. (askanews) – E’ scontro alla Camera sulle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (Fdi) e Mauro Caroccia, ritenuto prestanome del clan Senese. Oggi l’aula avrebbe dovuto votare sulla relazione della Giunta per le autorizzazioni che, a maggioranza, una settimana fa ha deciso di respingere la richiesta della procura di Roma di sequestrare la corrispondenza ma il voto è slittato.

L’assemblea di Montecitorio però è stata costretta a fermarsi dopo la lettera inviata dal procuratore Lo Voi al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, per ribadire “l’assoluta necessità” di un via libera al sequestro delle conversazioni per “verificare, mediante confronto con il contenuto del dispositivo telefonico in sequestro, l’esatta corrispondenza alla messaggistica ivi memorizzata e la completezza della documentazione prodotta dalla difesa”. La conferenza dei capigruppo, dunque, ha affidato alla Giunta per le autorizzazioni le valutazioni in merito e il presidente della Giunta Davis Dori (Avs) ha stabilito che da domani alle 10 i componenti della Giunta possano consultare quanto contenuto nel “dischetto” allegato alla lettera di Lo Voi. “Ho il dovere, come presidente – ha spiegato Dori – di tutelare il diritto di tutti i membri Giunta di poter prendere visione della documentazione per avere un quadro completo. Mai la Giunta ha limitato l’accesso a se stessa. Ci sono precedenti in tal senso e non intendo compromettere i diritti dei commissari e violare le prerogative parlamentari”.

La maggioranza, che oggi avrebbe voluto procedere al voto su Delmastro in aula, ha protestato con una lettera a Fontana chiedendo una convocazione della Giunta per il Regolamento. Secondo Dario Iaia (Fdi) “la lettera inviata dalla Procura di Roma non aggiunge nulla perché la nostra posizione attiene all’ufficio e alle prerogative parlamentari e non tanto a quello che Delmastro ha scritto o meno. La decisione di Dori crea un precedente”.

Per il Pd “il maldestro tentativo della destra di rimettere in discussione una decisione già assunta andava respinto con fermezza”. Fontana però decide di dare seguito alla richiesta della maggioranza convocando la Giunta per il Regolamento lunedì sera e congelando di fatto la possibiltà di consultare le chat da parte dei componenti della giunta per le autorizzazioni.

La prossima settimana, in ogni caso, la Giunta per le Autorizzazioni con un voto deciderà se alla luce della mossa di Lo Voi è necessaria un’ulteriore istruttoria o se invece si può procedere al voto dell’assemblea previsto per oggi e rinviato. Per la maggioranza la questione può essere definita la prossima settimana senza ulteriori rinvii: “L’opposizione – dice in aula la deputata Fdi Sara Kelany – ha una grandissima coda di paglia, perché mentre chiede le chat di Delmastro nasconde quelle del senatore Scarpinato con il consigliere del Csm Natoli relative a uno dei più grandi depistaggi della storia della Repubblica: la pista Mafia Appalti in merito agli omicidi di Falcone e Borsellino. Mentre Fdi è disponibile a trattare della vicenda Delmastro la prossima settimana, aspettiamo che il senatore Scarpinato venga in Antimafia a riferire tutto quello che sa su quanto accaduto in quegli anni di stragi di mafia”.

“Dentro Fratelli d’Italia sono disperati. Non sanno che pesci prendere per salvare Delmastro e nascondere le chat con un prestanome della Camorra. Alla Camera è intervenuta una meloniana che risponde al nome di Kelany, che si è permessa di attaccare Roberto Scarpinato nel tentativo, ridicolo, di distogliere l’attenzione dai rapporti del suo partito con gente in orbita mafiosa. Davanti a un eroe come Scarpinato Kelany e i suoi amici dovrebbero solo sciacquarsi la bocca”, la replica del capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini.

IA, flash mob contro misure sul riconoscimento facciale

Roma, 30 lug. (askanews) – Le opposizioni si ritrovano davanti a palazzo Chigi per dire “No al Grande fratello d’Italia”. Le minoranze hanno improvvisato un ‘flash mob’ davanti alla sede del governo per protestare contro il Dlgs che disciplina il riconoscimento facciale e l’uso dei dati biometrici, mostrando dei manifesti con la grafica della trasmissione ‘Grande fratello’. È giusto mettere l’intelligenza artificiale a disposizione di polizia e magistrati, spiegano, ma servono regole per evitare abusi e tutelare la privacy e la libertà dei cittadini.

“L’intelligenza artificiale è molto potente se applicata alle azioni di polizia e alla sicurezza. Si deve poter usare ma garantendo ai cittadini che venga tutelata la loro libertà, loro privacy, la loro riservatezza. Il governo sta andando in una direzione sbagliata e oggi gliel’abbiamo fatto notare, ma quello che è a rischio sono libertà fondamentali, garanzie fondamentali in una democrazia. Vai, ci hanno provato” ha detto Riccardo Magi, Segretario di Più Europa.

“Speriamo che strumenti innovativi come l’intelligenza artificiale vengano messi a disposizione della magistratura e delle forze dell’ordine, ma devono essere utilizzati dentro le regole. Le regole vengono date dall’Europa, dall’Italia, nostra carta costituzionale. Questo schema di decreto legislativo del governo Meno di non ne teneva assolutamente conto” ha aggiunto Debora Serracchiani, Deputata del Partito Democratico.

“Sul riconoscimento facciale – ha spiegato Filippo Sensi, Senatore del Partito Democratico – quello che loro cercano è non una questione di sicurezza, non è una questione che riguarda l’ordine del pubblico, ma riguarda l’idea della società con la sorveglianza. Il cittadino che va in strada può avere il volto riconosciuto e incrociati dati su quanto guadagna, delle bollette in pendenza o cose del genere. Noi siamo tutti per la Polizia di Stato ma non siamo per lo Stato di Polizia”.

Devono rispettare le norme europee che dicono chiaramente una cosa, non si fa raccolta massiva di dati biometrici negli spazi pubblici, perché non siamo la Cina, non siamo l’Ungheria di Orban, noi non andiamo in quella direzione. Per fortuna abbiamo tutti gli strumenti per farli dire, anche con interrogazioni, io presenterò un’interrogazione alla Commissione Europea, per far dire che una cosa del genere non va bene” conclude

Brando Maria Benifei Europarlamentare del Partito Democratico.

Calcio: Roma, Castro "Scelto subito giallorossi, qui per aiutare"

Roma, 30 lug. (askanews) – “Dal primo momento volevo venire alla Roma”. Si presenta così Santiago Castro, nuovo attaccante giallorosso, nella sua prima intervista ai canali ufficiali del club. L’argentino racconta una trattativa rapida e spiega di aver scelto subito il progetto illustratogli dalla società.

“Ho parlato con il direttore sportivo, mi ha spiegato cosa volevano da me e cosa pensavano potessi dare alla squadra. Io so quello che posso fare e come posso aiutare il mister e i compagni. Da quel momento ho scelto la Roma”, afferma.

Castro parla poi del rapporto con Gian Piero Gasperini, tecnico che considera un punto di riferimento. “Mi piace il suo modo di giocare. È un allenatore che da tanti anni dimostra il suo valore in Italia: lo ha fatto con l’Atalanta e adesso con la Roma, riportandola in Champions League. Io mi vedo dove vuole lui. Sono qui per aiutare la squadra e fare quello che mi chiederà”.

L’ex Bologna sottolinea di voler continuare a crescere senza fermarsi ai numeri personali. “Sono un giocatore che deve migliorare in tutto. Si può sempre crescere, magari facendo numeri migliori. Però sono uno che vuole aiutare la squadra: recuperare palloni, fare un assist o un movimento che permetta a un compagno di segnare. Non guardo soltanto le statistiche, ma il bene della squadra”.

Infine un pensiero all’Olimpico, stadio dove ha già lasciato il segno da avversario: “Nelle ultime due partite giocate qui ho fatto gol, ho preso anche una traversa e contro la Lazio ho segnato una doppietta. Speriamo di continuare su questa strada, magari facendo due gol nel derby”.

Ia, scontro sul riconoscimento facciale poi l’accordo: "Servono più garanzie"

Milano, 30 lug. (askanews) – Saranno rafforzate alcune garanzie a tutela della privacy e di altri diritti costituzionali, nel Decreto legislativo con cui il governo recepirà l’AI Act dell’Unione Europea, con particolare riguardo all’utilizzo dei dati biometrici per il riconoscimento facciale negli spazi pubblici. Un tema sui cui l’opposizione aveva denunciato il rischio di schedatura di massa, su cui l’Unione Europea aveva ricordato i limiti fissati nella norma, e su cui anche Forza Italia ha chiesto una impostazione maggiormente “garantista”.

Situazione che stamattina aveva determinato il rinvio del voto sul parere da parte della Commissione Politiche europee della Camera. E su cui – dopo il monito di Bruxelles – anche palazzo Chigi era dovuto intervenire: “L’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorita giudiziaria”, hanno assicurato fonti della Presidenza.

Ecco allora che l’accordo si trova nelle commissioni Affari e Costituzionali e Giustizia della Camera, dove la maggioranza vota un parere che invita il governo a recepire queste preoccupazioni. In particolare l’autorizzazione all’uso dei sistemi di identificazione biometrica deve essere rilasciata dal giudice competente; la gestione dei dati deve essere “accorta, proporzionata e realizzata dall’uomo (due persone contemporaneamente, con tracciamento della attività)”; i risultati dell’autenticazione non devono poter avere autonoma efficacia probatoria seppur preziose ai fini della prova.

Soluzione che soddisfa Forza Italia: “Abbiamo fatto un lavoro per implementare, anche con il contributo delle opposizioni, la proposta di parere, e migliorarla in senso garantista”, ha spiegato il relatore al parere in I e II commissione, Paolo Emilio Russo (Fi). “Abbiamo voluto chiarire nel testo alcuni passaggi che erano stati evidentemente male interpretati: non ci sono schedature di massa, grandi fratelli, modelli cinesi. Le nuove norme – ha sottolineato Russo – perseguono una perfetta armonizzazione tra il sacrosanto diritto alla sicurezza dei cittadini e le garanzie e gli altri diritti, come quello alla riservatezza, che sono previste dalla nostra Costituzione”.

Resta da vedere se anche l’opposizione riterrà sufficiente la raccomandazione al governo. Prima del parere votato alla Camera, la stessa Ely Schlein tuonava: “Giorgia Meloni costringe il Parlamento ad approvare una norma per raccogliere massivamente i dati biometrici dei cittadini a loro insaputa, e senza previa autorizzazione di un giudice. Una norma che si pone palesemente in contrasto con le norme europee che regolano il riconoscimento facciale in tempo reale e vietano quello generalizzato e sproporzionato negli spazi pubblici. Il governo litiga su tutto, è distante dai problemi delle persone, vanno spediti solo sul Grande Fratello: assecondare la loro ossessione per il controllo e la sorveglianza di tutti i cittadini. Evidentemente preferiscono controllare le persone, anziché risolverne i problemi”, era stata l’accusa della leader Pd.

Di sicuro il parere votato alla Camera non convince M5s che “timidamente invita il governo a valutare correttivi al testo”. Troppo poco per i Cinque Stelle, visto che “sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici il decreto legislativo del governo apre la strada ad una deriva pericolosa che può assestare un colpo mortale ai diritti e alle libertà dei cittadini, in totale spregio della Costituzione”. Insomma, “quel decreto legislativo è pericoloso e il governo deve ritirarlo”, affermano gli esponenti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera

Irma Testa e Filippo Tortu portabandiera Giochi del Mediterraneo

Roma, 30 lug. (askanews) – Saranno Irma Testa e Filippo Tortu i portabandiera dell’Italia ai XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. Lo ha annunciato il Coni, ufficializzando la scelta della pugile campana e del velocista lombardo come alfieri dell’Italia Team nella cerimonia di apertura in programma venerdì 21 agosto allo stadio Erasmo Iacovone di Taranto.

La composizione della delegazione azzurra sarà resa nota domani, 31 luglio, alla chiusura delle iscrizioni. L’Italia sarà rappresentata da circa 500 atleti, impegnati in tutte le discipline del programma, e aprirà così una manifestazione che vedrà gli azzurri protagonisti in Puglia fino al 3 settembre.

Per Testa, soprannominata “The Butterfly”, si tratta di un ulteriore riconoscimento in una carriera ricca di primati. È stata la prima pugile italiana a partecipare ai Giochi Olimpici, a Rio 2016, e la prima a conquistare una medaglia olimpica nella boxe femminile italiana con il bronzo di Tokyo 2020. Nel suo palmarès figurano anche il titolo mondiale dei 57 kg conquistato a Nuova Delhi nel 2023, due titoli europei (2019 e 2022), l’argento mondiale del 2022, il bronzo ai Giochi Europei di Cracovia 2023 e l’argento ai Giochi Olimpici Giovanili di Nanchino 2014.

Tortu è invece uno dei simboli dell’atletica azzurra dell’ultimo decennio. Primo italiano a correre i 100 metri sotto i dieci secondi (9″99), è stato protagonista dello storico oro olimpico della staffetta 4×100 a Tokyo 2020. Con il quartetto azzurro ha conquistato anche l’oro alle World Relays 2021, l’argento mondiale a Budapest 2023, l’oro europeo a Roma 2024 e l’argento ai Giochi Europei 2023. Ai Giochi del Mediterraneo aveva già vinto l’oro nella 4×100 a Tarragona 2018, mentre a livello individuale vanta anche un argento e un bronzo europeo nei 200 metri.

Calcio, Malagò: "Zola? Né sì né no, penso tornerà Oriali"

Roma, 30 lug. (askanews) – Giovanni Malagò, presidente della FIGC, ha fatto il punto in esclusiva ai microfoni di SportMediaset sui movimenti in casa Nazionale, confermando la lunga riunione di questa mattina tra Roberto Mancini e Claudio Ranieri e aprendo alla possibilità di un ingresso di Gianfranco Zola nel nuovo staff azzurro: “Questa mattina c’è stata una lunga riunione fra Mancini e Ranieri. Io ho assistito ad una parte, quella più organizzativa, mentre per quella tecnica, ovviamente, non sono entrato né ho intenzione di influenzare”. Sarà quello di Gianfranco Zola il terzo volto del nuovo corso azzurro? “È sbagliato dire sì, ma sarebbe sbagliato anche dire no. A prescindere da tutto è una persona che darebbe valore aggiunto per quello che ha dimostrato anche nel suo lavoro in Lega Pro sui giovani”. Per quanto riguarda, invece, Gabriele Oriali: si può dire che tornerà anche lui in azzurro? “Questo dovete chiederlo a Roberto Mancini. Io penso di sì, ma dovete chiederlo a lui. Non spetta a me”.

Ia, scontro su riconoscimento facciale poi l’accordo: "Servono più garanzie"

Roma, 30 lug. (askanews) – Saranno rafforzate alcune garanzie a tutela della privacy e di altri diritti costituzionali, nel Decreto legislativo con cui il governo recepirà l’AI Act dell’Unione Europea, con particolare riguardo all’utilizzo dei dati biometrici per il riconoscimento facciale negli spazi pubblici. Un tema sui cui l’opposizione aveva denunciato il rischio di schedatura di massa, su cui l’Unione Europea aveva ricordato i limiti fissati nella norma, e su cui anche Forza Italia ha chiesto una impostazione maggiormente “garantista”.

Situazione che stamattina aveva determinato il rinvio del voto sul parere da parte della Commissione Politiche europee della Camera. E su cui – dopo il monito di Bruxelles – anche palazzo Chigi era dovuto intervenire: “L’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorita giudiziaria”, hanno assicurato fonti della Presidenza.

Ecco allora che l’accordo si trova nelle commissioni Affari e Costituzionali e Giustizia della Camera, dove la maggioranza vota un parere che invita il governo a recepire queste preoccupazioni. In particolare l’autorizzazione all’uso dei sistemi di identificazione biometrica deve essere rilasciata dal giudice competente; la gestione dei dati deve essere “accorta, proporzionata e realizzata dall’uomo (due persone contemporaneamente, con tracciamento della attività)”; i risultati dell’autenticazione non devono poter avere autonoma efficacia probatoria seppur preziose ai fini della prova.

Soluzione che soddisfa Forza Italia: “Abbiamo fatto un lavoro per implementare, anche con il contributo delle opposizioni, la proposta di parere, e migliorarla in senso garantista”, ha spiegato il relatore al parere in I e II commissione, Paolo Emilio Russo (Fi). “Abbiamo voluto chiarire nel testo alcuni passaggi che erano stati evidentemente male interpretati: non ci sono schedature di massa, grandi fratelli, modelli cinesi. Le nuove norme – ha sottolineato Russo – perseguono una perfetta armonizzazione tra il sacrosanto diritto alla sicurezza dei cittadini e le garanzie e gli altri diritti, come quello alla riservatezza, che sono previste dalla nostra Costituzione”.

Resta da vedere se anche l’opposizione riterrà sufficiente la raccomandazione al governo. Prima del parere votato alla Camera, la stessa Ely Schlein tuonava: “Giorgia Meloni costringe il Parlamento ad approvare una norma per raccogliere massivamente i dati biometrici dei cittadini a loro insaputa, e senza previa autorizzazione di un giudice. Una norma che si pone palesemente in contrasto con le norme europee che regolano il riconoscimento facciale in tempo reale e vietano quello generalizzato e sproporzionato negli spazi pubblici. Il governo litiga su tutto, è distante dai problemi delle persone, vanno spediti solo sul Grande Fratello: assecondare la loro ossessione per il controllo e la sorveglianza di tutti i cittadini. Evidentemente preferiscono controllare le persone, anziché risolverne i problemi”, era stata l’accusa della leader Pd.

Di sicuro il parere votato alla Camera non convince M5s che “timidamente invita il governo a valutare correttivi al testo”. Troppo poco per i Cinque Stelle, visto che “sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici il decreto legislativo del governo apre la strada ad una deriva pericolosa che può assestare un colpo mortale ai diritti e alle libertà dei cittadini, in totale spregio della Costituzione”. Insomma, “quel decreto legislativo è pericoloso e il governo deve ritirarlo”, affermano gli esponenti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera.

Mondiale "privato", nazionali Uefa: non giochiamo competizioni Fifa

Roma, 30 lug. (askanews) – “Nessuna nazionale” di calcio “appartenente alla Uefa parteciperà ad alcuna competizione Fifa finché queste proposte resteranno sul tavolo, salvo che vengano integralmente ritirate e che siano fornite garanzie vincolanti secondo cui la Fifa non aprirà mai più la propria governance o le proprie competizioni alla proprietà privata”. Lo affermano in una nota la Uefa, l’organo che governa il calcio europeo, e le sue 55 federazioni affiliate in merito alla proposta della Fifa di creare una società privata – chiamata Fifa Forward Enterprise – per gestire il Mondiale di calcio. La proposta mira a trasformare la competizione in un business da miliardi di dollari, raccogliendo fino a 4,2 miliardi di dollari con la cessione del 20 per cento del controllo del Mondiale. “La Uefa e le sue 55 federazioni affiliate sono unite. Respingeremo all’unanimità e senza alcuna ambiguità la proposta della Fifa di trasferire quote di proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni Fifa a investitori privati”, esordisce il comunicato, “La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto d’investimento. È uno dei più grandi patrimoni sportivi del calcio. È stata costruita nel corso di generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita”.

“È al tempo stesso irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale portata per il calcio sia stata concepita in segreto e portata a un passo dall’approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro ai quali è affidata la tutela del gioco”, proseguono la Uefa e le federazioni affiliate nella nota, “Questo rappresenta non solo un grave fallimento della leadership, ma anche un venir meno al dovere della Fifa quale custode del calcio mondiale. Alle federazioni nazionali di tutto il mondo viene ora presentato un ultimatum: accettare l’irreversibile cessione delle più importanti competizioni calcistiche oppure subirne le conseguenze. Questa non è una ‘decisione democratica’, bensì una forma di governo fondata sull’intimidazione, un atto di coercizione indegno di un’istituzione incaricata della tutela del calcio globale”.

“Ma la nostra opposizione va ben oltre le modalità con cui questa proposta è stata avanzata”, prosegue il comunicato, “Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà delle competizioni Fifa, il calcio cambia per sempre. Il rendimento economico diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori si trasformano in una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione relativa al calendario internazionale, ai formati delle competizioni e al futuro del calcio non sarà più guidata da ciò che è meglio per il gioco, ma da ciò che meglio soddisfa gli interessi degli azionisti”.

“Questo modello non ha alcun posto nel calcio mondiale”, chiarisce l’organo di governo del calcio europeo, “Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di chi ha come primo dovere quello di massimizzare il rendimento finanziario. Né gli interessi delle federazioni nazionali, delle leghe, dei club, dei giocatori e dei tifosi possono diventare subordinati ai rendimenti degli investitori. Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno economico”.

“La posizione dell’Europa è chiara. Non conferiremo mai legittimità a questo modello. Nessuno ha l’autorità morale di vendere ciò che detiene soltanto in custodia per le generazioni future”, sottolinea la nota ufficiale, “Di conseguenza, a seguito della discussione odierna, nessuna nazionale appartenente alla Uefa parteciperà ad alcuna competizione Fifa finché queste proposte resteranno sul tavolo, salvo che esse vengano integralmente ritirate e che siano fornite garanzie vincolanti secondo cui la Fifa non aprirà mai più la propria governance o le proprie competizioni alla proprietà privata. Nessuno deve avere dubbi: la Uefa e le sue federazioni nazionali si opporranno a questi piani con la massima determinazione”.

“Ci sono momenti in cui le istituzioni vengono giudicate non per ciò che sono disposte ad accettare, ma per ciò su cui si rifiutano di scendere a compromessi. Questo è uno di quei momenti”, concludono la Uefa e le federazioni affiliate, “Ci sono cose che sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo Fifa appartiene al calcio. È sempre stato così e sarà sempre così. E finché l’Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita”.

Domani 11 città con bollino rosso: domenica salgono a 19

Milano, 30 lug. (askanews) – Si intensifica l’ondata di calore sull’Italia. Secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute, le città con il bollino rosso, livello massimo di allerta per gli effetti delle alte temperature sulla salute, passeranno dalle 3 di oggi alle 11 di domani, fino a raggiungere quota 19 nella giornata di domenica 1° agosto. Parallelamente diminuiranno le città in bollino arancione, che passeranno da 15 oggi a 14 domani fino a 7 domenica, segno dell’aggravarsi delle condizioni meteo in gran parte del Paese.

Oggi le città in allerta massima sono Campobasso, Perugia e Rieti. Domani, venerdì 31 luglio, i bollini rossi saliranno a 11: Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino e Viterbo.

L’ondata di caldo raggiungerà il suo picco domenica 1° agosto, quando saranno 19 le città contrassegnate dal livello 3 di allerta: Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.

Domenica resteranno invece in bollino arancione Bari, Catania, Genova, Palermo, Trieste, mentre il bollino giallo sarà confermato ad Ancona, Messina e Reggio Calabria.

Mattarella frena la campagna elettorale (intempestiva): si pensi al Paese

Roma, 30 lug. (askanews) – Che non intenda essere “partecipe”, tirato in ballo o per la giacchetta, in scontri o dialettiche politiche lo ribadisce nettamente – e per più di una volta – nel discorso per la cerimonia del Ventaglio al Quirinale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceve la stampa accreditata e risponde alle domande del presidente dell’Associazione stampa parlamentare, Alfonso Raimo, nel tradizionale incontro con i giornalisti prima della pausa estiva. Un modo per fare il punto sulle tante questioni aperte e anche per ribadire prerogative e limiti della Presidenza della Repubblica. L’ha dovuto fare anche di recente sulla vicenda della grazia al gioielliere Mario Roggero, invocata e acclamata dal centrodestra.

Non entra nelle polemiche quotidiane il Capo dello Stato ma, rivendica il suo compito che è quello di stimolare una riflessione “che vada anche al di là del momento contingente”. E che, sopratutto, tenga in considerazione il bene del Paese e la ricerca delle soluzioni ai suoi problemi: questa è la prima preoccupazione di Mattarella. Mancano ancora diversi mesi alle elezioni Politiche del 2027, ma il clima da campagna elettorale tra partiti, che il Capo dello Stato bolla come intempestivo, si è surriscaldato, le polemiche non mancano e lo scontro politico talvolta supera i limiti. Il rischio è che ad essere dimenticate siano tutte quelle questioni che attendono una risposta dalla politica e che più incidono sulla vita dei cittadini. “Mi auguro che le tensioni elettorali – ancora, per la verità, piuttosto intempestive – non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni”, osserva Mattarella augurandosi una dialettica politica senza “inopportuna e controproducente” aggressività verbale.

Questo richiamo alla concretezza vale un po’ per tutti i dossier politici aperti. A cominciare da quello, delicatissimo, della riforma della legge elettorale. La premessa è che “non mi compete intervenire nelle dinamiche parlamentari e non intendo – com’è comprensibile – parlare di progetti legislativi che si trovano all’esame del Parlamento” ma “affrontando il tema elettorale” Mattarella non nasconde “la preoccupazione” per l’astensionismo e ricorda ai partiti, impegnati in un serrato confronto su premio di maggioranza e preferenze, che proprio questo fenomeno “dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspetto”.

Questa attenzione ai problemi più che ai proclami, da qualsiasi parte provengano, è il modus che Mattarella, fuori dall’agone politico, di nuovo segue: “non è mio compito progettare né esprimere giudizi su temi politici”, e guarda alle questioni di cui la politica dibatte. Tra queste il tema della sicurezza su cui, rispondendo a una domanda del presidente Asp Raimo, che ha osservato come il dibattito politico sui recenti casi di cronaca – da Roggero alla morte di Abderrahim Fakir a Bologna, agli scontri No Tav a Chiomonte – si stia svolgendo in un clima emotivo, offre una riflessione: se si pensa, dice il presidente, “che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato”.

Nel discorso davanti ai giornalisti c’è anche il tema della difesa europea che “non è una minaccia” ma uno strumento per la pace, la difesa del multilateralismo per non tornare alla “barbarie” della “legge del più forte”, la rivendicazione di un’Europa “non inerte nè silenziosa” che davanti a un mondo in fiamme può indicare, forte della propria storia, una strada per la pace. C’è un richiamo netto sulla Rai perchè “finalmente si ponga riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi”. E c’è una citazione, quella di Papa Leone XIV che Mattarella condivide “appieno”: per gestire il fenomeno delle migrazioni va abbandonata la “logica dell’emergenza”.

Poi i temi del giornalismo e della libera informazione da cui “dipende un valore prezioso che si chiama libertà” e che non deve essere messa a rischio da un uso distorto dell’Intelligenza artificiale attraverso “cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine e destinati a riprodursi all’infinito”: “L’informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly”, avverte Mattarella.

Infine, nel ragionamento di Mattarella, un inciso per spiegare che no, il suo ruolo non è affatto ingessato. Parole che, inevitabilmente, suonano come una risposta indiretta al presidente del Senato Ignazio La Russa che, nell’escludere un suo desiderio rispetto al Quirinale, per cui si vota nel 2029, ha osservato che si tratta di un ruolo troppo “ingessato” per il suo carattere. Oggi Mattarella, prima ricorda che i presidenti delle Camere sono sì organi di garanzia ma “ricoperti comunque da esponenti politici” e poi osserva: “Voi tutti conoscete i limiti doverosi delle mie considerazioni. Questi limiti non rappresentano una costrizione: al contrario raffigurano una delle modalità del dovere di assicurare al Quirinale imparzialità ed estraneità alla dialettica, alla legittima dialettica, tra le parti politiche”.

Scherma, il Fioretto femminile campione del mondo a squadre

Roma, 30 lug. (askanews) – L’Italia è campione del mondo anche nel fioretto femminile. Martina Favaretto, Arianna Errigo, Martina Cristino e Martina Batini hanno sconfitto in finale gli Stati Uniti per 45-29 nella prova a squadre di fioretto femminile. Dopo il capolavoro di Arianna Errigo, capace di ribaltare la finale con due assalti straordinari, Martina Favaretto ha consolidato il vantaggio vincendo 4-1 il proprio confronto. Poi è stata ancora la capitana azzurra a mettere il sigillo sulla sfida con un altro parziale dominante, 6-2, consegnando ad Anna Cristino l’ultima frazione con un rassicurante 45-29 contro gli Stati Uniti. Alla più giovane del quartetto è bastato amministrare il margine per chiudere la sfida e riportare il titolo mondiale in Italia. Con questo successo la spedizione azzurra chiude i Mondiali di Hong Kong con otto medaglie complessive, quattro ori e quattro argenti, vincendo con ampio margine il medagliere per nazioni e confermandosi ancora una volta la prima potenza mondiale della scherma. (Foto Federscherma.it)

Mattarella frena campagna elettorale (intempestiva): si pensi a Paese

Roma, 30 lug. (askanews) – Che non intenda essere “partecipe”, tirato in ballo o per la giacchetta, in scontri o dialettiche politiche lo ribadisce nettamente – e per più di una volta – nel discorso per la cerimonia del Ventaglio al Quirinale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceve la stampa accreditata e risponde alle domande del presidente dell’Associazione stampa parlamentare, Alfonso Raimo, nel tradizionale incontro con i giornalisti prima della pausa estiva. Un modo per fare il punto sulle tante questioni aperte e anche per ribadire prerogative e limiti della Presidenza della Repubblica. L’ha dovuto fare anche di recente sulla vicenda della grazia al gioielliere Mario Roggero, invocata e acclamata dal centrodestra.

Non entra nelle polemiche quotidiane il Capo dello Stato ma, rivendica il suo compito che è quello di stimolare una riflessione “che vada anche al di là del momento contingente”. E che, sopratutto, tenga in considerazione il bene del Paese e la ricerca delle soluzioni ai suoi problemi: questa è la prima preoccupazione di Mattarella. Mancano ancora diversi mesi alle elezioni Politiche del 2027, ma il clima da campagna elettorale tra partiti, che il Capo dello Stato bolla come intempestivo, si è surriscaldato, le polemiche non mancano e lo scontro politico talvolta supera i limiti. Il rischio è che ad essere dimenticate siano tutte quelle questioni che attendono una risposta dalla politica e che più incidono sulla vita dei cittadini. “Mi auguro che le tensioni elettorali – ancora, per la verità, piuttosto intempestive – non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni”, osserva Mattarella augurandosi una dialettica politica senza “inopportuna e controproducente” aggressività verbale.

Questo richiamo alla concretezza vale un po’ per tutti i dossier politici aperti. A cominciare da quello, delicatissimo, della riforma della legge elettorale. La premessa è che “non mi compete intervenire nelle dinamiche parlamentari e non intendo – com’è comprensibile – parlare di progetti legislativi che si trovano all’esame del Parlamento” ma “affrontando il tema elettorale” Mattarella non nasconde “la preoccupazione” per l’astensionismo e ricorda ai partiti, impegnati in un serrato confronto su premio di maggioranza e preferenze, che proprio questo fenomeno “dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspetto”.

Questa attenzione ai problemi più che ai proclami, da qualsiasi parte provengano, è il modus che Mattarella, fuori dall’agone politico, di nuovo segue: “non è mio compito progettare né esprimere giudizi su temi politici”, e guarda alle questioni di cui la politica dibatte. Tra queste il tema della sicurezza su cui, rispondendo a una domanda del presidente Asp Raimo, che ha osservato come il dibattito politico sui recenti casi di cronaca – da Roggero alla morte di Abderrahim Fakir a Bologna, agli scontri No Tav a Chiomonte – si stia svolgendo in un clima emotivo, offre una riflessione: se si pensa, dice il presidente, “che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato”.

Nel discorso davanti ai giornalisti c’è anche il tema della difesa europea che “non è una minaccia” ma uno strumento per la pace, la difesa del multilateralismo per non tornare alla “barbarie” della “legge del più forte”, la rivendicazione di un’Europa “non inerte nè silenziosa” che davanti a un mondo in fiamme può indicare, forte della propria storia, una strada per la pace. C’è un richiamo netto sulla Rai perchè “finalmente si ponga riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi”. E c’è una citazione, quella di Papa Leone XIV che Mattarella condivide “appieno”: per gestire il fenomeno delle migrazioni va abbandonata la “logica dell’emergenza”.

Poi i temi del giornalismo e della libera informazione da cui “dipende un valore prezioso che si chiama libertà” e che non deve essere messa a rischio da un uso distorto dell’Intelligenza artificiale attraverso “cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine e destinati a riprodursi all’infinito”: “L’informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly”, avverte Mattarella.

Infine, nel ragionamento di Mattarella, un inciso per spiegare che no, il suo ruolo non è affatto ingessato. Parole che, inevitabilmente, suonano come una risposta indiretta al presidente del Senato Ignazio La Russa che, nell’escludere un suo desiderio rispetto al Quirinale, per cui si vota nel 2029, ha osservato che si tratta di un ruolo troppo “ingessato” per il suo carattere. Oggi Mattarella, prima ricorda che i presidenti delle Camere sono sì organi di garanzia ma “ricoperti comunque da esponenti politici” e poi osserva: “Voi tutti conoscete i limiti doverosi delle mie considerazioni. Questi limiti non rappresentano una costrizione: al contrario raffigurano una delle modalità del dovere di assicurare al Quirinale imparzialità ed estraneità alla dialettica, alla legittima dialettica, tra le parti politiche”.

Incendi in Grecia: oltre 7.000 persone evacuate a Creta

Roma, 30 lug. (askanews) – Più di 7.000 persone sono state evacuate sull’isola greca di Creta a causa degli incendi, secondo quanto riportato dal vice governatore della regione di Rethymno, Maria Lioni.

“Abbiamo evacuato Agia Galini, una città molto grande con circa settemila-ottomila abitanti”, ha dichiarato Lioni in un’intervista all’emittente Ert. Lioni ha aggiunto che anche diversi villaggi sono stati evacuati. Inoltre, nelle zone di Agios Pavlos, Ligres e Triopetra, tradizionalmente mete turistiche molto frequentate, le autorità hanno dovuto evacuare le persone via mare, perché l’accesso stradale era impraticabile per gli autobus.

Secondo il vice governatore, Creta ha vissuto “un giorno e una notte da incubo”. L’incendio ha causato danni ingenti che non possono ancora essere completamente valutati, perché le fiamme sono ancora in corso.

Ieri sull’isola sono morti due vigili del fuoco impegnati a domare gli incendi.

Ferrari, ricavi netti II trim +8% a 1,9 mld, utile +9%, alza guidance

Roma, 30 lug. (askanews) – Ferrari ha siglato il secondo trimestre con ricavi netti pari a 1,938 miliardi di euro, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente (+11% a cambi costanti). L’utile operativo (Ebit) è cresciuto del 10%, a 605 milioni, con un margine pari al 31,2%, l’utile netto, pari a 463 milioni, è aumentato del 9%, secondo quanto riporta la casa del Cavallino con un comunicato, a 2,62 euro per azione (da 2,38 euro lo stesso periodo di un anno prima).

“I solidi risultati del secondo trimestre riflettono la nostra disciplina nell’esecuzione e la costante efficacia della nostra strategia. Il trend sostenuto delle personalizzazioni ci consente di alzare la guidance per il 2026”, ha dichiarato l’amministratore delegato, Benedetto Vigna.

“In un solo trimestre abbiamo presentato la Ferrari Luce e la Ferrari 12Cilindri Manuale: due auto sportive profondamente diverse tra loro ma che incarnano lo stesso DNA di Ferrari, dimostrando la nostra capacità di coniugare in modo unico tradizione e innovazione. Oggi – aggiunge – abbiamo la gamma più completa nella storia di Ferrari e continuiamo a registrare una domanda sostenuta con un portafoglio ordini che copre interamente il 2027”.

Il primo semestre si chiude con ricavi netti saliti del 6% a 3,78 6 miliardi di euro e un utile netto cresciuto del 5% 876 milioni. Le previsioni sull’intero anno sono state aggiornate e ora indicano un aumento dei ricavi netti a 7,6 miliardi (7,15 nel 2025) e un utile per azione che dovrebbe raggiungere 9,68 euro, a fronte di 8,96 euro nel 2025. (fonte immagine Ferrari).

Tv, Ferzan Ozpetek dirigerà la serie su Giorgio Armani

Roma, 30 lug. (askanews) – Ferzan Ozpetek dirigerà la serie dedicata alla vita di Giorgio Armani, simbolo del made in Italy nel mondo e creatore di uno stile inconfondibile. Lo ha annunciato Lux Vide, società del gruppo Fremantle.

La serie evento internazionale ripercorrerà la storia di Giorgio Armani, l’uomo che ha ridefinito il concetto di eleganza, cambiando la storia della moda e del costume a livello mondiale. Una storia di genialità, lavoro e amore che ha consentito a Armani di creare un regno di stile ammirato in tutto il mondo.

La Giorgio Armani ha acconsentito a mettere a disposizione abiti, archivi e luoghi celebri dello stilista e della maison. La serie sarà prodotta da Lux Vide, in associazione con Faros Film. Soggetto e sceneggiatura di Ferzan Ozpetek e Francesco Arlanch.

Tv, "La legge di Lidia Poet" in prima serata su Rai1 dal 25 agosto

Roma, 30 lug. (askanews) – Arriva in prima serata su Rai 1 la prima stagione de “La legge di Lidia Poet”, la serie evento in sei episodi ispirata alla figura della prima donna italiana ad aver ottenuto l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati. Da martedì 25 agosto due episodi a serata per tre prime serate: 25 agosto, primo settembre e 8 settembre.

La serie Netflix, prodotta da Groenlandia, creata da Guido Iuculano e Davide Orsini che firmano la sceneggiatura insieme a Elisa Dondi, Daniela Gambaro e Paolo Piccirillo, vede protagonista Matilda De Angelis nel ruolo di Lidia Poet, una donna straordinariamente moderna che, nella Torino di fine Ottocento, sfida convenzioni, pregiudizi e discriminazioni in un’epoca in cui alle donne era negato l’esercizio della professione forense. Costretta da una sentenza della Corte d’Appello a rinunciare alla toga solo perché donna, Lidia continua a battersi per la giustizia collaborando con lo studio legale del fratello Enrico e trasformando ogni caso in un’occasione per affermare il proprio talento e la propria libertà.

Tra misteri da risolvere, casi giudiziari, ironia e sentimenti, la serie intreccia il fascino del crime investigativo con il racconto di una protagonista anticonformista, determinata e brillante, capace di anticipare il proprio tempo. Ogni episodio propone un’indagine diversa, mentre il percorso personale di Lidia racconta una lunga battaglia per l’emancipazione e il riconoscimento dei diritti.

Accanto a Matilda De Angelis, un cast composto da Eduardo Scarpetta, Pier Luigi Pasino, Sara Lazzaro, Sinéad Thornhill e Dario Aita, per una narrazione che unisce ritmo, avventura e ricostruzione storica. Girata interamente a Torino e in numerose location piemontesi, la serie restituisce una città elegante e misteriosa, resa contemporanea da una messa in scena dal forte respiro cinematografico. La regia di Matteo Rovere e Letizia Lamartire coniuga rigore storico e linguaggio visivo moderno, dando vita a un racconto capace di parlare al pubblico di oggi attraverso una protagonista che continua a incarnare valori universali come indipendenza, uguaglianza e libertà.

Pil. Meloni: Italia meglio di previsioni, sinistra tifava contro

Roma, 30 lug. (askanews) – “Ancora una volta l’Italia fa meglio delle previsioni. Gli analisti stimavano una crescita tendenziale del PIL dello 0,7%. I dati diffusi oggi dall’ISTAT certificano invece una crescita dell’1,0%, con una crescita acquisita per il 2026 pari allo 0,8%. E mentre a sinistra c’era chi tifava per il rallentamento dell’Italia, i fatti raccontano un’altra storia. Continuate pure a sottovalutarci. Noi continueremo a lavorare e l’Italia continuerà a sorprendervi”. Così su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

IA, Ue lancia gara per costruire fino a 7 Gigafactory in Europa

Roma, 30 lug. (askanews) – L’Unione europea ha lanciato una gara d’appalto per la costruzione di fino a sette “Gigafactory” di intelligenza artificiale in tutta Europa, nell’ambito della sua strategia per accelerare la sovranità tecnologica e l’ambizione di “diventare il continente dell’IA”, su cui appare tuttavia in netto ritardo rispetto a Usa e Cina.

Secondo quanto riporta un comunicato, la gara punta a mobilitare fino a 30 miliardi di finanziamenti, 10 miliardi da fondi Ue e nazionali con l’idea di “sbloccare” almeno altri 20 miliardi di investimenti privati.

Punta ad amplierà la capacità di calcolo dell’IA in Europa e consentire a start-up, scale-up, imprese di varie dimensioni, mondo accademico e autorità pubbliche di accedere a infrastrutture per la formazione e la messa a punto di modelli avanzati di IA.

Tutto questo mentre negli Stati Uniti sta diventando sempre più faticosa la costruzione di nuovi centri dati, che incontrano opposizioni trasversali sia dell’elettorato democratico sia di quello repubblicano. In molte delle aree in cui si cerca di allestirli, i progetti vengono bloccati tra problematiche sull’uso dell’acqua per il raffreddamento dei sistemi e il massiccio consumo di elettricità che comportano, con conseguenti problemi sulle reti e rincari sulle bollette.

Secondo i propositi della Ue, queste Gigafactory di IA combineranno processori avanzati, software e tecnologie cloud, connettività ad alta velocità e data center efficienti dal punto di vista energetico. Possono candidarsi alla gara consorzi o società veicolo che riuniscono società, enti pubblici, investitori e altri partner.

Cinema, si gira "Maridos" di Costella con Guzzanti, Pesce, Lodovini

Roma, 30 lug. (askanews) – Sono in corso le riprese di “Maridos” per la regia di Paolo Costella con Corrado Guzzanti, Edoardo Pesce e con Valentina Lodovini, completano il cast Lucia Mascino e Gianluca De Angelis. Le riprese sono ambientate nel borgo di Santo Stefano di Sessanio e nella città dell’Aquila.

Il soggetto è di Michele Abatantuono e Lara Prando, la sceneggiatura è firmata da Michele Abatantuono, Lara Prando e Paolo Costella.

Andrea e Manuel non hanno nulla in comune… Tranne Laura, che ha sposato entrambi all’insaputa l’uno dell’altro. Quando Laura ha un incidente, i due mariti sono costretti a una imprevedibile convivenza forzata, in attesa che la moglie si risvegli. Privati di tutte le loro certezze, mentre ricostruiscono la doppia vita di lei riscrivono ognuno la propria, scoprendo che, a volte, il tuo peggior rivale può rivelarsi il tuo migliore amico.

Tratto dal film spagnolo “Mari(dos)”, prodotto da Telecinco Cinema S.A.U, Think Studio, S.L. Producciones Cinematográficas Ciudadano Ciskul, S.L. Dos Maridos, A.I.E. e dalla sceneggiatura di Pablo Alen Varela, Breixo Corral Campos. Il film sarà distribuito in Italia da Vision Distribution.

No Tav, Mattarella: inammissibile violenza, virus letale per democrazia

Roma, 30 lug. (askanews) – “Intendo richiamare il doveroso, indispensabile contrasto alla violenza. Non è accettabile che si faccia strada la convinzione che, se le proprie posizioni risultano minoritarie all’interno della società, sia giustificabile il ricorso a forme di violenza, che aggrediscono le libere volontà democratiche del popolo italiano espresse attraverso le istituzioni previste dalla Costituzione. Una sorta di fai da te, di liberi tutti rispetto all’azione dei poteri pubblici, cioè comuni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale.

“Quanto avvenuto – da ultimo – sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi – ha aggiunto – . La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica. Vi si affianca un fenomeno più volte denunziato sulle pagine di diversi giornali e che richiede maggiore responsabile attenzione da parte di tutti, nella società e nella vita politica. Il fenomeno di una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui: non ci si può sorprendere che ne derivi un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza”.

Mattarella: legge che si adatta a comportamenti individuali non è sicurezza

Roma, 30 lug. (askanews) – “Lei ha ricordato alcuni argomenti del dibattito che si è sviluppato in questi giorni su temi politici, o per meglio dire, tra forze politiche. Io, ovviamente non vi entro: non ne sono e non intendo esserne partecipe”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale e rispondendo a una domanda del presidente dell’Associazione stampa parlamentare, Alfonso Raimo, che ha citato anche il caso Roggero.

“Mi limito a una considerazione che mi auguro induca a riflettere. In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge – ha ribadito Mattarella -. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato”.

Iran, guerra a due binari: bombardamenti e contatti de-escalation

Roma, 30 lug. (askanews) – Il conflitto tra Stati Uniti e Iran procede sul doppio binario di un’intensa escalation militare e di contatti diplomatici per cercare di evitare un conflitto su ancora più larga scala. Washington ha ripreso a colpire obiettivi iraniani con una vasta operazione militare e stamattina il Pakistan ha confermato che sono in corso negoziati indiretti tra le due capitali, concentrati soprattutto sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz e su possibili misure di de-escalation.

Nella notte, il Comando Centrale statunitense (CENTCOM) ha annunciato di aver completato una “pesante serie” di bombardamenti contro decine di installazioni riconducibili ai Guardiani della Rivoluzione. Tra gli obiettivi figurano centri di comando, basi missilistiche, infrastrutture per droni, sistemi di sorveglianza, difese costiere e capacità navali. Washington ha presentato l’operazione come risposta al lancio di numerosi missili balistici iraniani contro le forze americane schierate in Medio Oriente. Secondo le dichiarazioni ufficiali, tutti gli ordigni sono stati intercettati senza provocare vittime.

Il presidente Donald Trump aveva anticipato una risposta particolarmente dura dopo il lancio di missili iraniani contro una base americana in Giordania, dichiarando che era giunto “il turno” degli Stati Uniti di colpire. L’operazione seguita al monito appare come uno degli interventi più estesi condotti direttamente contro obiettivi militari iraniani dall’inizio della guerra.

Sul fronte iraniano, i media ufficiali riferiscono che i raid hanno interessato soprattutto le province meridionali di Hormozgan e Khuzestan. Sull’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, secondo l’agenzia Fars è stata colpita un’abitazione civile provocando la morte di tre membri della stessa famiglia – padre, madre e un bambino di due anni – mentre altri due figli sarebbero rimasti feriti. Le autorità iraniane denunciano l’estensione degli attacchi ad aree civili.

L’escalation arriva all’indomani dei raid congiunti condotti da Stati Uniti e Arabia Saudita contro milizie filo-iraniane in Iraq, accusate di aver attaccato impianti petroliferi sauditi. Queste hanno respinto le accuse, ma secondo la coalizione di milizie sciite Hashd al-Shaabi (Forze di Mobilitazione Popolare), gli attacchi hanno causato venti morti e trentadue feriti, tra cui cinque cittadini iraniani. La Resistenza Islamica in Iraq, coalizione armata vicina a Teheran, ha minacciato una “risposta inevitabile”, lasciando intendere che possibili ritorsioni potrebbero colpire interessi statunitensi e sauditi nella regione.

Dopo i raid di ieri congiunto con gli Usa, l’Arabia saudita è tornata sulla posizione di prudenza che ha mantenuto fin dall’inizio del conflitto nella regione. Axios ha rivelato che tramite il suo ministro della Difesa che stesso ieri ha incontrato Donald Trump alla Casa Bianca, ha fatto recapitare al presidente americano una lettera del principe ereditario Mbs in cui gli si chiedeva espressamente una de-escalation con l’Iran.

Se Trump ha sostenuto che le operazioni in Iraq sarebbero state coordinate con il governo di Baghdad, la presidenza irachena ha definito i bombardamenti una “flagrante violazione della sovranità nazionale”, mentre Teheran ha condannato con forza gli attacchi contro il Paese vicino.Tuttavia, oggi il portavoce del ministero degli Esteri pachistano, Tahir Andrabi, ha confermato che Islamabad sta svolgendo un ruolo di mediazione tra Washington e Teheran. Secondo il governo pachistano, sono in corso negoziati tra le due parti, con particolare attenzione alla situazione nello Stretto di Hormuz. L’obiettivo dichiarato è favorire una de-escalation e impedire che il confronto degeneri in un conflitto regionale dalle conseguenze imprevedibili.

Il Pakistan non ha fornito dettagli sulla sede o sul livello dei colloqui, ma la conferma ufficiale dell’esistenza di un canale negoziale fa pensare che entrambe le parti intendano mantenere alta la pressione sul piano militare senza rinunciare alla possibilità di una soluzione negoziata.

Mattarella: dialettica politica sia rispettosa,aggressività controproducente

Roma, 30 lug. (askanews) – “Naturalmente mi auguro costantemente” che la dialettica politica “si svolga nel reciproco rispetto; senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale.

“Mi auguro che le tensioni elettorali – ancora, per la verità, piuttosto intempestive – non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni”, osserva.

Mattarella: da Ue strada per pace contro barbarie legge più forte

Roma, 30 lug. (askanews) – “Dall’Europa viene presentata una strada per la pace, contrapposta al tentativo di ritornare alla barbarie nella vita internazionale ripristinando la legge del più forte, peraltro, come si vede, di dubbia efficacia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rispondendo a una domanda di Alfonso Raimo, presidente dell’Associazione stampa parlamentare durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale.

“Conosco bene l’esercizio di critiche rivolte all’Unione per insufficiente incisività dalla sua azione, critiche avanzate con accanimento soprattutto da chi ne ostacola, in ogni modo e circostanza, la possibilità di strumenti decisionali e operativi più efficaci” ha rilevato Mattarella.

Mattarella: salvaguardare sistema multilaterale, Ue non inerte nè silenziosa

Roma, 30 lug. (askanews) – “Da parte di chi nutre senso di responsabilità, si avverte l’esigenza di salvaguardare il sistema multilaterale e, al fine di restituirgli solidità, di procedere a una sua riforma, che, ispirandosi alla realtà, lo doti di forme e di strumenti adeguati al mondo così com’è oggi e non com’era tra la fine degli anni quaranta e gli anni cinquanta del secolo scorso”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rispondendo a una domanda di Alfonso Raimo, presidente dell’Associazione stampa parlamentare durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale.

“Da diverse parti ci si attende che a questo fine una spinta protagonista provenga dall’Europa: lo ha auspicato chiaramente il Primo Ministro del Canada, Carney” ha aggiunto Mattarella osservando che “non è un caso che sussista quest’attesa perché l’Europa, in pochi anni, ponendo in comune impegni del presente e prospettive del futuro, è riuscita a trasformarsi, da continente lacerato per tanti secoli da contrasti e guerre sanguinose, nella più vasta area di pace e sviluppo comune. Area che non sorprende che attiri persone da ogni parte del mondo”.

“L’Unione Europea non è inerte né silenziosa di fronte a quella invocazione di responsabilità, pur tra difficoltà di ogni genere, interne e, soprattutto, di origine esterna”, ha rilanciato Mattarella.

Mattarella: presidente Repubblica estraneo a dialettica tra forze politiche

Roma, 30 lug. (askanews) – “Nelle Camere i rispettivi Presidenti sono organi di garanzia, ricoperti comunque da esponenti politici. Diversa è la posizione del Presidente della Repubblica, estraneo alla dialettica tra le forze politiche: diverso è quindi il carattere di questo incontro, nato, a suo tempo, con i quirinalisti come occasione di scambio di auguri per la pausa estiva e sostituito, ventiquattro anni fa, dalla cortese consegna del Ventaglio”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricevendo i giornalisti accreditati e l’Associazione stampa parlamentare al Colle durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale.

Mps, Messina cita Draghi: "whatever it takes" per portare a termine Opas

Milano, 30 lug. (askanews) – “Posso dirvi, come Mario Draghi, che faremo tutto il necessario (whatever it takes)” per portare a termine l’offerta sul gruppo Mps. “Questo è qualcosa che vogliamo realizzare, che vogliamo raggiungere e faremo del nostro meglio per portare a termine questa operazione”. Lo ha detto il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, intervistato da Cnbc.

“Abbiamo fatto una buona offerta per gli azionisti di Mps, e possiamo anche garantire qualcosa che oggi manca al Monte, ovvero serenità e trasparenza nel processo di governance. Qualcosa che può creare un porto sicuro per gli azionisti di Mps”.

“Credo che attraverso questa acquisizione possiamo creare molto valore per i nostri azionisti, ma anche per gli azionisti di Mps – ha concluso Messina -, perché la valutazione che stiamo dando al Monte permette oggi di avere un rapporto price/earnings paragonabile a quello di JP Morgan, Morgan Stanley, Goldman Sachs”.

Pil, Istat: nel secondo trimestre +0,2% da trim precedente e +1% annuo

Roma, 30 lug. (askanews) – Nel secondo trimestre il prodotto interno lordo (Pil) dell’Italia, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1% su base annua. Lo riporta l’Istat nella sua stima preliminare, precidando che il preorio in esame ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2025.

La crescita tra primo e secondo trimestre è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dei servizi e di una diminuzione in quello dell’agricoltura e dell’industria. Dal lato della domanda, spiega l’Istat con un comunicato, vi è un contributo positivo della componente nazionale al lordo delle scorte e un apporto negativo della componente estera netta.

La variazione del Pil acquisita per il 2026, corretta per gli effetti di calendario, è pari allo 0,8%. Il 2026 ha 3 giornate lavorative in più rispetto al 2025. Nel primo trimestre il Pil dell’Itata aveva registrato un più 0,3% dai tre mesi precedenti e un più 0,8% annuo.

“L’economia italiana ha mostrato un lieve rallentamento congiunturale rispetto al trimestre precedente – è il commento dell’Istat -. In termini tendenziali, si è registrata una crescita dell’1%, in lieve accelerazione rispetto allo 0,8% del trimestre precedente. La dinamica congiunturale positiva osservata nel secondo trimestre determina una revisione al rialzo di due decimali della crescita acquisita per l’anno 2026, da 0,6 a 0,8”.

“Dal lato dell’offerta la crescita congiunturale risulta trainata dal comparto terziario, mentre si registrano flessioni per il valore aggiunto dell’agricoltura e dell’industria. Dal lato della domanda – aggiunge l’Istat – si rileva un contributo negativo della componente estera netta al quale si associa un più marcato contributo positivo della domanda interna al lordo delle scorte”. (fonte immagine: Istat).

Meloni: bene rinnovo contratto della sanità, valorizziamo chi serve Stato

Roma, 30 lug. (askanews) – “Chi lavora ogni giorno per garantire servizi essenziali ai cittadini merita rispetto. E il rispetto passa anche dal riconoscimento del valore del suo lavoro. Con il rinnovo del contratto della Sanità si completa il percorso dei rinnovi dei principali comparti della Pubblica Amministrazione per il triennio 2025-2027. È un risultato importante, che dà certezze a milioni di lavoratori pubblici e alle loro famiglie e conferma una scelta chiara: valorizzare chi, ogni giorno, serve lo Stato con competenza, responsabilità e dedizione. Per questo Governo il lavoro di chi fa funzionare l’Italia merita attenzione, rispetto e riconoscimento. E continuiamo a dimostrarlo con i fatti”. Lo ha scritto su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.