Home Blog

Piano Casa, a Milano trasformare emergenza in risposte concrete

Roma, 28 set. (askanews) – La casa è diventata una delle principali emergenze economiche e sociali del Paese e Milano rappresenta uno dei territori nei quali questa difficoltà si manifesta con maggiore evidenza. Il costo degli affitti, la difficoltà di giovani e famiglie a sostenere le spese abitative, le esigenze dei lavoratori e la necessità di recuperare e valorizzare il patrimonio immobiliare impongono una riflessione che non può più essere rinviata. Da questa esigenza nasce il convegno “Piano Casa: dall’emergenza abitativa a una risposta per l’Italia”, promosso dall’impresa sociale Milano PerCorsi, in programma oggi presso la Sala Turismo di Confcommercio Milano.

L’incontro sarà un momento di confronto sul Piano Casa del Governo Meloni, una misura di carattere nazionale che punta a rendere disponibili, nell’arco di dieci anni, oltre 100 mila alloggi tra edilizia pubblica e abitazioni a prezzi calmierati. Il convegno vuole però andare oltre l’analisi delle misure previste e interrogarsi sulla loro capacità di produrre risposte concrete per cittadini e territori.

L’emergenza abitativa non riguarda più soltanto le fasce di maggiore fragilità. Coinvolge sempre più giovani, famiglie, lavoratori, anziani e persone con redditi che non riescono a tenere il passo con il costo dell’abitare. Il rischio è che la casa diventi un fattore di esclusione sociale e che vivere nelle grandi città sia possibile soltanto per chi dispone di redditi adeguati.

La questione abitativa è, allo stesso tempo, una questione economica. Una città nella quale abitare diventa troppo costoso rischia di perdere lavoratori, competenze e famiglie, con conseguenze sul sistema produttivo e sulla capacità stessa dei territori di continuare a crescere.

Possibili soluzioni: aumento dell’offerta abitativa accessibile, recupero degli immobili inutilizzati, housing sociale, rigenerazione urbana, sostegno agli affitti, valorizzazione del patrimonio pubblico e collaborazione tra istituzioni, soggetti privati e terzo settore.

Particolare attenzione alla dimensione sociale. Abitare significa poter accedere al lavoro, ai servizi, alla scuola, alla mobilità e alle relazioni.

Quando una persona è costretta ad allontanarsi dal luogo in cui lavora o quando una famiglia non riesce più a sostenere il costo della propria abitazione, l’emergenza casa diventa anche una questione di dignità, sicurezza sociale e qualità della vita. Milano può rappresentare in questo senso un importante punto di osservazione nazionale. Il Comune sta lavorando sull’incremento dell’offerta abitativa accessibile e sul recupero del patrimonio, mentre il confronto cittadino coinvolge istituzioni, ALER, operatori e realtà impegnate sul tema dell’abitare. Nel 2026 il Comune ha inoltre rafforzato gli interventi a sostegno dell’accessibilità abitativa.

Il convegno ha messo intorno allo stesso tavolo competenze e sensibilità diverse per affrontare una domanda precisa: come trasformare le risorse e gli strumenti del Piano Casa in una risposta effettiva alla domanda abitativa del Paese?

Ne parla in video il Dott. Marcello Guadalupi, Presidente Milano PerCorsi – Impresa Sociale nonché Presidente della Fondazione dei Commercialisti di Milano.

IA, Boni (Ised): sfide inedite per capitale umano

Roma, 28 set. (askanews) – Nell’intervista rilasciata alla chiusura della tavola rotonda intitolata “Capitale Umano e Intelligenza Artificiale, La sfida delle competenze per la crescita dell’Italia”, realizzata da Askanews in collaborazione con Pilat&Partners, Graziano Boni, direttore generale di Ised, mette in luce opportunità e rischi nell’implementazione dell’IA all’interno dei processi aziendali. Se da una parte questa nuova tecnologia rappresenta un acceleratore della produttività individuale, come ad esempio nella realizzazione di contenuti editoriali, dall’altra pone inedite sfide sul fronte di inclusione dei professionisti senior, sicurezza del dato personale e trasparenza dei modelli di addestramento rispetto a eventuali bias cognitivi

Michele Bertolino: “Residenza come supporto a artisti emergenti”

Guarene, 28 set. (askanews) – Sabato 26 settembre 2026 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha celebrato il ventesimo anniversario dello Young Curators Residency Programme a Guarene con una giornata di studi sul ruolo dell’arte italiana nel panorama internazionale. Askanews ha chiesto ad alcune persone del mondo dell’arte presenti alla giornata quali strumenti possono essere utili per supportare il lavoro dei giovani artisti e artiste in Italia.

Michele Bertolino, curatore tutor uscente di Young Curators Residency Programme, a margine dell’incontro: “La residenza, che si è sviluppata molto nei vent’anni da quando esiste e che quindi rispetto alla prima edizione del 2007, oggi è sicuramente molto diversa, ha però sempre avuto al centro una questione fondamentale di supporto dell’arte emergente italiana. E questo è un aspetto su cui anche i curatori e le curatrici che arrivano a trascorrere i tre mesi qui vogliono insistere spesso. Questo supporto è un supporto spesso molto materiale rispetto alla produzione di nuove opere. Oggi il sistema italiano è dotato di una serie di strumenti che permettono agli artisti anche più emergenti di produrre delle opere, penso all’Italian Council. La residenza fin dall’inizio si è posta questo obiettivo: di riuscire anche a garantire la produzione materiale di nuovi lavori”.

Dal 2007 lo YCRP ha ospitato quasi sessanta curatrici e curatori internazionali e presentato il lavoro di oltre duecento artiste e artisti italiani, contribuendo a creare una rete internazionale di relazioni e a raccontare, attraverso prospettive sempre nuove, l’evoluzione della scena artistica italiana contemporanea. La giornata di studi e il programma sono sostenuti da Banca Ifis in qualità di main sponsor tramite la sua piattaforma culturale Ifis art.

IA, Bonomo: serve integrare tecnologia in processi aziendali

Roma, 28 set. (askanews) – Intervenuto come relatore durante il secondo appuntamento di Askatalks “Capitale Umano e Intelligenza Artificiale, La sfida delle competenze per la crescita dell’Italia”, Roberto Bonomo, Dottore Commercialista partner di studio su Roma, spiega come il modo più efficace di superare le resistenze del professionista contemporaneo rispetto all’intelligenza artificiale risieda nel reperimento di figure professionali capaci di integrare questa nuova tecnologia in modo responsabile e rigoroso nei processi aziendali.

IA, Taurino (Kitabii): potenzia il ruolo del manager

Roma, 28 set. (askanews) – Alessandro Taurino Ceo e co-founder e Amministratore delegato di Kitabii, start-up innovativa in ambito farmaceutico, nel contesto della tavola rotonda a porte chiuse “Capitale Umano e Intelligenza Artificiale, La sfida delle competenze per la crescita dell’Italia”, realizzata in collaborazione con Pilat & Partners, conferma come l’IA possa essere un valido strumento per l’efficientamento del lavoro. L’IA per Taurino va governata e non deve snaturare le risorse umane, ma deve aiutare ad aumentare fatturato minimizzando gli sforzi. L’IA potenzia il ruolo del menager liberando tempo e risorse per dare risalto ad attività che si ritengono più di valore.

Cinema, VerticalMovie 2026: torna il Festival del cinema verticale

Roma, 28 set. (askanews) – “Il cinema guarda in alto” è il claim del VerticalMovie 2026, primo Festival internazionale dedicato ai video e ai cortometraggi in formato verticale, la cui IX edizione, che si svolgerà alla Casa del Cinema di Roma da martedì 29 settembre a giovedì primo ottobre, è stata presentata in Campidoglio.

Alla presentazione c’erano tra gli altri l’ideatore e direttore artistico Salvatore Marino, Paolo Tedeschi di Canon, l’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio, la Consigliera Città Metropolitana di Roma Capitale, Tiziana Biolghini, Silvia Scola e Fabrizio Fornaci, Pier Giorgio Bellocchio, Aldo Iuliano e Giuliano Giacomelli della Dam Academy e l’attrice Jennifer Mischiati.

Nato nel 2018 da un’idea di Salvatore Marino, il festival si espande in tre giornate, tra masterclass, incontri, ospiti, proiezioni e premiazioni. Tra le novità, la sezione VerticalTalent Powered by Canon che si aggiunge a quelle consolidate che suddividono le opere in concorso per argomenti e temi: Vertical Voices (diritti umani, uguaglianza di genere, comunità LGBTQ+, minoranze etniche, disabilità), Vertical Open (tema libero), Vertical Green (ambiente e sostenibilità), Vertical AI (realizzate con l’Intelligenza Artificiale).

VerticalTalent vuole essere un percorso pratico di alta formazione dedicato a creativi emergenti desiderosi di esplorare le potenzialità narrative del cinema verticale: a seguito di una masterclass ad hoc, i 5 filmaker selezionati hanno infatti realizzato la propria opera utilizzando gratuitamente la Canon EOS C50. Altra novità dell’edizione 2026 è l’apertura alle serie: e proprio tra i 5 vincitori del VerticalTalent troviamo, ad esempio, un vertical drama in 24 episodi prodotto da Pier Giorgio Bellocchio (Mompracem) e scritto e diretto da Franco Bertini che vede nel cast Emanuela Rossi, Marco Cesare, Marco Manusso e la voce di Francesco Pannofino.

Il Festival guarda al cinema e ai giovani che lo amano e vogliono imparare a farlo bene, nei temi e nella tecnica: spazio quindi alla Dam Academy (Accademia di Arti Digitali e Media), alle Scuole contro il razzismo, al cinema sostenibile, all’ipotesi di piani educativi che rendano i ragazzi non dipendenti ma padroni dei loro smartphone, alla VerticalMovie Academy che viene lanciata in grande stile a conclusione del Festival. E ai grandi protagonisti: Silvia Scola, che ricorda il padre Ettore a 10 anni dalla scomparsa, Guido De Angelis che ripercorre i successi degli Oliver Onions. A condurre le serate di premiazione sarà Jennifer Mischiati. In giuria, presieduta dalla stessa Scola, Fabrizio Fornaci, grande compositore di colonne sonore.

Spiega Salvatore Marino: “La nostra ragione è la stessa dal primo giorno: il verticale è un linguaggio d’autore. Non l’orientamento accidentale di un dispositivo, ma una scelta di composizione, dove l’altezza sfida la larghezza, il corpo sfida l’orizzonte, l’intimità sfida il panorama. Per un autore, il 2026 non è l’anno in cui il verticale è diventato di moda: è l’anno in cui è diventato un mestiere. VerticalMovie nasce per presidiare questa soglia. Per essere il luogo in cui il formato che tutti stanno monetizzando viene trattato, prima di tutto, come cinema. Un luogo dove si difende l’autorialità, si forma chi girerà le opere di domani, si dà spazio al rischio anziché alla formula, e dove presto quelle opere troveranno una casa che le custodisca oltre la serata. Non contro il mercato, ma dentro il mercato, con una domanda che le app non si pongono: e se il verticale, oltre a trattenerci, potesse anche dirci qualcosa?”.

“La nona edizione porta a Roma opere da oltre cento Paesi, su schermi alti fino a dieci metri. Tre giorni per guardare in verticale ciò che il resto del mondo scorre. Perché il formato, ormai, lo conoscono tutti. Il cinema, quello, bisogna ancora sceglierlo” ha proseguito.

Netanyahu nega di aver ricevuto segnalazioni dall’Egitto sul 7 ottobre

Roma, 28 set. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha oggi negato categoricamente di aver ricevuto segnalazioni dall’Egitto prima dell’invasione di Hamas del 7 ottobre e ha attribuito la responsabilità al capo dello Shin Bet dell’epoca per non aver trasmesso informazioni di intelligence cruciali.

“Nei mesi precedenti il 7 ottobre, il primo ministro Netanyahu non ha incontrato né parlato con Abbas Kamel, allora capo del Servizio di Intelligence Generale egiziano, e nessun funzionario dell’intelligence israeliana ha trasmesso al primo ministro un avvertimento egiziano”, ha scritto su X, dopo che sia il Wall Street Journal che The Atlantic hanno riportato che Kamel aveva comunicato avvertimenti a responsabili israeliani, inclusa una telefonata allo stesso Netanyahu.

Netanyahu ha detto che intende intentare una causa per diffamazione, senza però specificare contro chi. Il suo ufficio ha già minacciato di fare causa a diverse testate e giornalisti per una copertura mediatica sfavorevole, ritenuta diffamatoria.

Il premier israeliano ha aggiunto di non incontrare mai i capi dei servizi segreti stranieri senza la presenza delle loro controparti israeliane.

“I media di sinistra” stanno conducendo una campagna “per attribuire al primo ministro Netanyahu tutti i fallimenti e le colpe dell’allora direttore dello Shin Bet, Ronen Bar, alla vigilia del 7 ottobre”, ha proseguito.Durante la notte del 7 ottobre, Bar, l’allora capo di Stato maggiore dell’Idf, generale Herzi Halevi e il capo dell’intelligence militare dell’Idf, generale Aharon Haliva, “hanno discusso di tutti i segnali di allarme”.

“Nonostante ciò, Ronen Bar decise di non chiamare e aggiornare il primo ministro, di non allertare le squadre di sicurezza civili e le forze dell’Idf sul campo, di non evacuare il festival Nova, limitandosi invece a inviare una piccola squadra d’élite antiterrorismo ‘Tequila’ (il che dimostra che era consapevole di un pericolo reale)”, ha proseguito ancora Netanyahu.

Il premier ha anche scritto che i Paesi arabi sono fra gli “Stati e attori stranieri ostili” che mirano a far cadere il suo governo per sostituirlo con un esecutivo guidato da Gadi Eisenkot, Yair Golan e Avigdor Liberman, “il quale si ritirerebbe da Gaza, Libano, Siria e Giudea e Samaria, istituendo uno Stato palestinese”. “E’ questo il nodo delle elezioni: o la destra, o la Palestina”, ha concluso.

AI, mercato a 1,8 miliardi: imprese e Parlamento a confronto

Roma, 28 set. (askanews) – Il mercato italiano dell’intelligenza artificiale ha raggiunto nel 2025 un valore di 1,8 miliardi di euro, in crescita del 50% sul 2024, secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano. Nello stesso anno, rileva l’Istat, il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di AI, il doppio rispetto al 2024. Da questi numeri parte il convegno “Intelligenza artificiale e trasformazione digitale delle imprese”, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, organizzato da Pilat & Partners.

Ad aprire i lavori i saluti istituzionali dell’On. Massimo Milani, Segretario della VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici).

Nella sessione centrale, con dimostrazioni dal vivo di soluzioni sviluppate in Italia, Ettore Perri, CTO e co-founder di Desme Digital, presenta DeDi, un chatbot neuro-simbolico che rende verificabile il ragionamento dietro ogni risposta ed il contenitore che raccoglie risorse eterogenee e le collega e le rende consultabili definito Transmedia Library: “In domini sensibili come la giurisprudenza o la medicina è necessario poter dire: ti ho dato questa risposta perché c’era questo dato, questo programma è stato utilizzato per tirare fuori questa informazione”.

Per Michele Busia, CEO di Proffi, la sfida delle regole è anche culturale: “L’unica problematica che vedo nell’AI Act è che se spaventiamo gli imprenditori dicendo che se fai questo ti multo, se fai quello ti multo, in una società già restia all’innovazione, il rischio è che non la utilizzino affatto”.

Andrea Bodei, CEO di Infra AI e technical leader del progetto europeo Vantage, sottolinea il ruolo degli obblighi normativi: “Chi non è obbligato, solitamente non considera la cybersecurity una grande preoccupazione, finché non ha un problema reale. Ma fino a quel momento, se nessuno ti obbliga, lo vedono come una spesa in più”.

Pino Lazzara, founder di Isabel.it, propone investimenti pubblici in data center nazionali e spiega il tema della sovranità dei dati: “Se devo fare la scansione per un ente pubblico di un documento di amministrazione trasparente e devo capire se sto pubblicando dati sensibili che non dovrei pubblicare, l’intelligenza artificiale mi può supportare. Ma come faccio a mandare all’estero il dato per farlo analizzare da un’AI estera che mi dice che è un dato sensibile e quindi non lo devo mandare all’estero?”.

Pasquale Borriello, CEO di Arkage, individua il freno principale nell’organizzazione più che nel budget: “Le figure apicali delle aziende spingono per l’adozione. Ma le figure più operative, dai middle manager in su, fanno resistenza ad adottare lo strumento anche quando il top manager gli dice tieni, questa è la licenza, te la pago io”.

Matteo Ingrosso, CEO di IngroLab, propone di affiancare agli incentivi per i macchinari strumenti dedicati alla formazione: “Il legislatore deve puntare ad aumentare le competenze dell’imprenditore, e non solo quelle tecniche”. Michel Sainville, consulente Fractional CMO, richiama l’attenzione sui giovani professionisti: “Perché un’azienda dovrebbe investire quattro anni per formare una persona quando prende uno già formato, gli mette sotto l’AI e gli fa produrre tutto quello che serve?”.

Intervengono anche Andrea Orlandini, Presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA), e Gianni Lattanzio, Segretario Generale dell’Istituto per la Cooperazione con i Paesi Esteri. I lavori si chiudono con un dibattito aperto tra relatori, parlamentari e pubblico.

Tennis, Alcaraz punta la Davis: "Possiamo vincerla"

Roma, 28 set. (askanews) – Non solo la Laver Cup. C’è un’altra competizione a squadre che Carlos Alcaraz punta a vincere quest’anno: la Coppa Davis. Un obiettivo fissato dal n. 3 al mondo, che strizza l’occhio alle Finals di Bologna (in programma dal 24 al 29 novembre), per provare a riportare in Spagna un trofeo che manca dal 2019. “Per me la Coppa Davis è un obiettivo davvero importante – ha ammesso Alcaraz a margine della Laver Cup – Quest’anno abbiamo una grande squadra insieme a Jodar, e Granollers nel doppio. Penso che abbiamo delle possibilità di vincere quest’anno, non lo nego”. Se Alcaraz confermerà la sua presenza a Bologna, la Spagna potrà contare su una coppia di singolaristi di altissimo livello, completata da Rafa Jodar. Anche per il madrileno la Davis è un grande obiettivo: “La Coppa Davis è una motivazione in più. Io sono a disposizione del capitano, se verrà anche Carlos avremo una grande squadra. È un obiettivo che, se ce lo poniamo, possiamo raggiungere. La cosa più importante è chiudere bene l’anno”.

Porti e navi a emissioni zero: la sfida dell’elettrificazione

Sesto San Giovanni, 28 set. (askanews) – L’Unione Europea si è data la scadenza del 2030 per azzerare le emissioni delle navi all’ancora nei porti europei, ma ad oggi solo circa il 20% delle banchine può rispettare quest’obiettivo. Una possibile soluzione la propone ABB, azienda leader globale nell’elettrificazione e nell’automazione, che punta su tecnologie già disponibili per accelerare la transizione del trasporto marittimo.

Il ritardo delle infrastrutture portuali rappresenta oggi uno dei principali ostacoli alla decarbonizzazione del settore, ma secondo ABB è possibile iniziare subito avviando la transizione partendo dalle imbarcazioni a corto raggio di piccola e media taglia, come traghetti e navi da lavoro.

Le parole di Daniele Bindella, Sales Manager di ABB: “Il ritardo è evidente ed accompagnato da una sfida ancora più grande. I porti europei ad oggi non hanno la capacità energetica per caricare intere flotte contemporaneamente. Per questo motivo, la strategia è quella di seguire una transizione graduale e immediata. La strategia più efficace è quella di partire da imbarcazioni di piccola e media taglia che operano lungo la costa, come traghetti e navi da lavoro. In questo modo, mentre i porti si attrezzano per le grandi navi, riusciamo a dimostrare che la transizione energetica è possibile riducendo le emissioni nei nostri porti”.

Uno dei temi centrali resta quello della sicurezza e dell’affidabilità dei sistemi di accumulo, elementi decisivi per l’impiego delle propulsioni elettriche in ambito navale.

Nuovamente Daniele Bindella: “La sicurezza e la durata sono requisiti fondamentali in mare. Per questo motivo ABB ha scelto una chimica LTO, una tecnologia consapevole e senza compromessi. Questo tipo di batteria è una batteria molto sicura sul mercato perché non è soggetta in stabilità termica. Inoltre, questa batteria riesce a garantire circa 20.000 cicli: ciò consente di avere un risparmio per gli armatori, poiché la durata del pacco batterie si avvicina a 20 anni, molto simile a quella delle imbarcazioni, riducendo costi di manutenzione e di sostituzione”.

Per ABB la chiave della transizione non è il singolo componente, ma l’integrazione tra batterie, inverter, motori elettrici e piattaforme digitali capaci di ottimizzare la gestione energetica di bordo.

Ancora Daniele Bindella: “La nostra ricetta è quella di non considerare i componenti in modo isolato, ma come parte di un ecosistema. Infatti noi abbiamo un concetto pre-ingegnerizzato di un motore a magneti permanenti e un inverter ad alta densità, entrambi raffreddati a liquido e le nostre batterie chimiche LTO. Tutto questo gestito da un software che è in grado di ottimizzare i flussi, garantendo massima affidabilità e sicurezza al sistema”.

Insomma le tecnologie, dalle batterie all’integrazione digitale, sarebbero già oggi pronte e disponibili su scala industriale. Ma per dare la spinta decisiva alla decarbonizzazione del trasporto marittimo serve ora un quadro regolatorio chiaro, in grado di sbloccare gli investimenti delle imprese e di accelerare fin da subito l’adozione delle tecnologie a emissioni zero.

Strage di Ustica, la Francia è disponibile ad inviare degli atti all’Italia

Roma, 28 set. (askanews) – Una comunicazione ufficiale arrivata dalla Francia nei giorni scorsi all’attenzione dei magistrati della Procura di Roma potrebbe portare ad una svolta per il procedimento sulla strage di Ustica. L’ambasciata transalpina in Italia ha reso nota la disponibilità dell’Eliseo di far pervenire agli archivi italiani tutta la documentazione relativa alla vicenda del Dc9-Itavia in cui persero la vita 81 persone. Secondo quanto si è appreso saranno prodotti file informatici e atti che risalgono all’epoca dei fatti. Il fatto più importante – si sottolinea – è la disponibilità ad assecondare ulteriori richieste che arrivassero dall’Italia sul caso.

Nell’udienza davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale della Capitale che si terrà mercoledì i pubblici ministeri potrebbero ritirare la richiesta di archiviazione dell’ultimo procedimento sulla strage di Ustica, che era stata formulata nei mesi scorsi. La Farnesina, tramite la presidenza del consiglio – si spiega – ha trasmesso l’incartamento al ministero della giustizia che, a sua volta, l’ha inviato alla Procura di Roma.

Costantino D’Orazio: “Fare sistema per promuovere arte italiana”

Guarene, 28 set. (askanews) – Sabato 26 settembre 2026 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha celebrato il ventesimo anniversario dello Young Curators Residency Programme a Guarene con una giornata di studi sul ruolo dell’arte italiana nel panorama internazionale. Askanews ha chiesto ad alcune persone del mondo dell’arte presenti alla giornata quali strumenti possono essere utili per supportare il lavoro dei giovani artisti e artiste in Italia.

Costantino D’Orazio, Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a margine dell’incontro: “La Direzione Generale e Creavità Contemporanea del Ministro della Cultura ha un ruolo molto importante per favorire e promuovere gli artisti contemporanei italiani all’estero. Prima di tutto può fare sistema tra le realtà straordinarie che già esistono all’interno del territorio italiano e che già lavorano moltissimo in questo settore come le fondazioni o i musei di arte contemporanea. E poi può migliorare degli strumenti dei quali si è già dotata come per esempio l’Italian Council, un progetto virtuoso che mette insieme musei stranieri, musei italiani e artisti italiani che producono opere nuove. C’è ancora moltissimo da fare ma a partire da quello che è già presente, che va solo sviluppato e migliorato”.

Dal 2007 lo YCRP ha ospitato quasi sessanta curatrici e curatori internazionali e presentato il lavoro di oltre duecento artiste e artisti italiani, contribuendo a creare una rete internazionale di relazioni e a raccontare, attraverso prospettive sempre nuove, l’evoluzione della scena artistica italiana contemporanea. La giornata di studi e il programma sono sostenuti da Banca Ifis in qualità di main sponsor tramite la sua piattaforma culturale Ifis art.

Bce, Lagarde: serve risposta monetaria misurata per controllare inflazione

Roma, 28 set. (askanews) – A fronte di prospettive dell’area euro che continuano a essere circondate dall’incertezza, la Banca centrale europea ha deciso a inizio mese di alzare i tassi di altri 25 punti Base. La mossa è in linea “con il nostro obiettivo di assicurare che l’inflazione si stabilizzi l’obiettivo del 2% nel medio termine”. Lo ha spiegato la presidente Christine Lagarde, durante un’audizione al Parlamento europeo.

“Le prospettive di inflazione nel 2027 2028 saranno più elevate di quanto atteso pochi mesi fa, prevalentemente a seguito di rincari dei prezzi dell’energia. Ma al momento – ha proseguito – non vediamo indicazioni che questi aumenti dell’energia si stiano trasferendo sulle dinamiche salariali. La crescita economica è stata resiliente”.

“Questo significa che restiamo in una situazione mediana per la politica monetaria. Da un lato lo shock è troppo ampio per poter guardare oltre, dall’altro riteniamo che una risposta misurata sia appropriata per tenere l’inflazione sotto controllo”, ha detto Lagarde.

Lorenzo Balbi: “I musei siano come istituti di ricerca”

Guarene, 28 set. (askanews) – Sabato 26 settembre 2026 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha celebrato il ventesimo anniversario dello Young Curators Residency Programme a Guarene con una giornata di studi sul ruolo dell’arte italiana nel panorama internazionale. Askanews ha chiesto ad alcune persone del mondo dell’arte presenti alla giornata quali strumenti possono essere utili per supportare il lavoro dei giovani artisti e artiste in Italia.

Lorenzo Balbi, Presidente AMACI, a margine dell’incontro: “Penso che i musei di arte contemporanea, soprattutto i musei pubblici di arte contemporanea, devono interpretare un ruolo di riferimento per un determinato contesto, per un determinato territorio. Gli artisti e le artiste italiane devono pensare la rete dei musei pubblici e del loro stato come una rete di riferimento, non solo per la loro valorizzazione, ma proprio per la possibilità di essere degli enti di ricerca. Su questo incide un modo di pensare al museo come un luogo che debba per forza rincorrere i numeri, rincorrere i biglietti, rincorrere anche le economie derivanti dai biglietti. Quello che auspichiamo anche come AMACI, associazioni dei musei di arte contemporanea in Italia, è proprio quello di ribadire con fermezza il ruolo delle istituzioni culturali pubbliche in Italia dedicate allo sviluppo dell’arte moderna e contemporanea come istituti di ricerca, istituti liberi da quest’idea del museo come azienda, del direttore come manager, ma che possano badare al ruolo che devono interpretare nel progredire, nel far progredire le carriere, nel dare spazio a quegli artisti che altrimenti non lo avrebbero in altre istituzioni. Su questo influisce enormemente un’idea di museo come presidio di complessità, un luogo in cui si possa entrare per prendersi il tempo, per andare oltre la velocità del mondo e potersi fermare, riflettere e guardare anche al proprio contesto con occhi nuovi”.

Dal 2007 lo YCRP ha ospitato quasi sessanta curatrici e curatori internazionali e presentato il lavoro di oltre duecento artiste e artisti italiani, contribuendo a creare una rete internazionale di relazioni e a raccontare, attraverso prospettive sempre nuove, l’evoluzione della scena artistica italiana contemporanea. La giornata di studi e il programma sono sostenuti da Banca Ifis in qualità di main sponsor tramite la sua piattaforma culturale Ifis art.

Carburanti, partiti gli sconti: anche Ip si allinea a Eni

Roma, 28 set. (askanews) – Sono partiti questa mattina gli sconti ai prezzi della benzina di Eni ed Ip. Quest’ultima, a quanto si apprende, ha allineato in diverse stazioni di rifornimento sulle autostrade il limite di prezzo a quello di Eni, vale a dire quindi 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il diesel. Al momento il numero preciso dei distributori che stanno applicando questo tetto non è ancora preciso.

Ieri la compagnia azera Socar che controlla il marchio Ip, ha annunciato “di voler rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia, con l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti”.

“Il valore del prezzi verrà stabilito in base alle diverse esigenze – ha spiegato – per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori”. “Il limite verra applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio IP, garantendo un significativo supporto ai partner e ai retisti con cui l’azienda ha costruito negli anni un rapporto di piena fiducia, trasparenza e collaborazione, che la distingue all’interno del panorama energetico nazionale. Verranno contestualmente studiate le modalità più efficaci per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da IP e distribuiscono attraverso i propri marchi in tutto il territorio nazionale”.

Calcio, Parma, scelto Gilardino: esordio contro l’Inter

Roma, 28 set. (askanews) – Dopo la separazione consensuale con Carlos Cuesta, il Parma ha scelto Alberto Gilardino per la panchina. I contatti delle ultime ore hanno portato a un’intesa e l’accordo dovrebbe essere ufficializzato a breve. L’ex allenatore di Genoa e Pisa dovrà prima risolvere il contratto che lo lega ancora al club toscano: se non ci saranno intoppi, già in serata potrebbe arrivare a Parma per la firma.

Gilardino è stato il primo nome emerso dopo l’addio a sorpresa con Cuesta e ha rapidamente conquistato la pole per la successione. Il Parma è reduce dalla vittoria sul Genoa (2-1), la prima in campionato dopo tre sconfitte e un pareggio, oltre all’eliminazione dalla Coppa Italia.

In mattinata Cuesta passerà a salutare la squadra, mentre l’allenamento delle 15 sarà diretto da Nicola Pavarini, Valerio Ciaralli e Manuel Morabito. Per Gilardino, invece, ci sarebbe subito una sfida particolare: alla ripresa del campionato il nuovo tecnico del Parma è atteso a San Siro contro l’Inter di Cristian Chivu, proprio l’allenatore che nell’estate 2025 era stato sostituito sulla panchina emiliana da Cuesta. La partita è in programma il 10 ottobre alle 18.

Un ritorno, quello di Gilardino, anche nel club che lo aveva visto protagonista da giocatore dal 2002 al 2005. Con la maglia del Parma l’attaccante aveva realizzato 23 gol nella stagione 2003-04 e 24 in quella successiva. Il suo nome era già stato sondato dalla società nell’estate 2025 per il dopo-Chivu, prima della scelta di Cuesta.

Scuola, Bucci: rimozione striscione Qui nessuno è straniero? Malinteso

Genova, 28 set. (askanews) – “Mi sembra che abbiano già parlato in parecchi di questa storia, quindi non so se devo aggiungermi anch’io alla lista di quelli che parlano bene e parlano male. Io dico soltanto che a me la riforma sembra una cosa fatta bene. Io sono favorevole alla riforma e mi dispiace che ci siano dei bambini che scrivono con gli asterischi, questo non va bene e mi preoccupa parecchio. Ma dubito che ci siano stati dei bambini ad aver scritto con gli asterischi. La rimozione? Sarà stato un misunderstanding”: lo ha detto il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, commentando, a margine della conferenza stampa di presentazione del Salone Nautico di Genova, la rimozione da parte della polizia dello striscione con scritto “Qui nessuno è stranier*” all’ingresso della scuola primaria Daneo di Genova.

Dl Scuola, Silvia Salis: Genova non è allineata

Genova, 28 set. (askanews) – “Io ho chiamato subito il questore che ha fatto i dovuti approfondimenti. Anche loro hanno dovuto fare approfondimenti perché è una notizia che è arrivata da un servizio che stavano svolgendo sul territorio. L’importante è ribadire il concetto che, rispetto ad un certo dialogo nazionale che si fa in questo momento sulla scuola, la città di Genova non è allineata”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, parlando, a margine della conferenza stampa di presentazione del Salone Nautico di Genova, della rimozione da parte della polizia dello striscione pro-inclusione appeso all’ingresso della scuola primaria Daneo e dei chiarimenti chiesti alla questura dopo il blitz della Digos.

FSRR: per i vent’anni di YCRP la mostra What about us a Guarene

Guarene, 28 set. (askanews) – In occasione del ventesimo anniversario dello YCRP nella sede di Guarene la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta con la curatela di Michele Bertolino la mostra What about us. Arte italiana dallo Young Curators Residency Programme, visitabile fino al 28 febbraio 2027. Dal 2007 lo YCRP ha ospitato quasi sessanta curatrici e curatori internazionali e presentato il lavoro di oltre duecento artiste e artisti italiani, contribuendo a creare una rete internazionale di relazioni e a raccontare, attraverso prospettive sempre nuove, l’evoluzione della scena artistica italiana contemporanea. What about us riattiva questo archivio attraverso nuove associazioni tra opere già presentate durante le residenze.

Michele Bertolino, curatore tutor uscente di Young Curators Residency Programme e curatore della mostra, ha introdotto askanews alla mostra: “What about us vuole ripercorrere vent’anni di progetto di residenza per curatori stranieri, che di fatto è un progetto che ha tracciato un archivio sull’arte italiana prodotto dal 2007 ad oggi. Ripercorrendo la storia della residenza attraverso le mostre conclusive prodotte appunto dai curatori internazionali, si riescono a ri-tracciare una serie di tendenze, di sguardi, di ricerche che in qualche modo identificano un perimetro identitario in cui muoversi. La mostra voleva un po’ cogliere l’occasione del ventennale per fermarsi un attimo e per riguardarsi indietro e fare il punto per poi appunto riprendere con il progetto della residenza l’anno prossimo. What about us mette insieme 23 artisti dei più di 200 che hanno presentato opere nei vent’anni passati, quindi una selezione assolutamente parziale, ma che ha voluto provare a riguardare questa storia attraverso una lente tematica, molto fragile, che è quella del tempo. La residenza è un oggetto che ha un tempo estremamente limitato, sono tre i mesi passati dai curatori internazionali in Italia nell’ambito del progetto. Il tempo è anche spesso al centro delle mostre che sono state prodotte come mostre conclusive delle edizioni passate della residenza. Proprio perché è limitato il tempo della residenza e perché molte opere si interfacciano con il tempo, che è il tempo storico, il tempo politico, il tempo sociale, il tempo anche cinematografico; questa idea è stata un po’ una sorta di chiave con cui sono entrato nelle varie mostre delle edizioni passate”.

Al centro della mostra il tempo è inteso non come semplice misura, ma come materia da interrogare, scomporre e reinterpretare: le opere esplorano diverse forme della memoria, della rimozione, dell’attesa e della trasformazione del tempo. Tra le opere, materiali d’archivio, fotografie, cataloghi e documenti ripercorrono i primi vent’anni del YCRP, rendendo visibile la costruzione di un archivio collettivo e in continua evoluzione di sguardi sull’arte italiana. Artisti e artiste presenti in mostra: Vanessa Alessi, Alterazioni Video, Yuri Ancarani, Rosa Barba, Elisabetta Benassi, Benni Bosetto, Chiara Camoni, Ludovica Carbotta, Manuele Cerutti, Giulia Crispiani, Tomaso De Luca, Binta Diaw, Sara Enrico, Alessandra Ferrini, Benedetta Fioravanti, Claire Fontaine, Valentina Furian, Lorenza Longhi, Diego Marcon, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Marinella Senatore, Alessandra Spranzi.

Ex Ilva, il Pg di Milano chiede di rigettare il ricorso sulla sospensiva

Roma, 28 set. (askanews) – La Procura generale della Repubblica presso la Corte di appello di Milano, esaminato il ricorso ex art. 373 cpc proposto da Ilva in amministrazione straordinaria, chiede che la Corte dichiari, in via principale, inammissibile il ricorso per difetto dei presupposti di legge e per carenza di interesse e, comunque, nel merito lo rigetti. E’ questo il parere del procuratore generale Angelo Renna in vista dell’udienza della Corte d’Appello di Milano in programma mercoledì 30.

Nel parere depositato alla Corte d’Appello di Milano, il Pg Renna osserva che “in via preliminare occorre rilevare che il parere della Procura generale presso la Corte d’Appello, richiamato dalle ricorrenti, era regolarmente depositato nel fascicolo telematico fin dal 3 settembre 2026 e pienamente visibile alle parti processuali. La circostanza che non sia stato considerato dalle ricorrenti non integra alcun vulnus del contraddittorio né costituisce vizio del procedimento, essendo il parere conoscibile e accessibile nella sua interezza”.

Quanto alla dedotta applicabilità dell’art. 669-septies cpc “deve osservarsi che il provvedimento presidenziale del primo presidente della Corte di Cassazione non è sussumibile nella nozione di ‘mutamento delle circostanze’ rilevante ai sensi della norma richiamata – scrive il Pg Renna – il mutamento delle circostanze, nel sistema delle misure cautelari, riguarda esclusivamente fatti nuovi, sopravvenuti, oggettivi e incidenti sul periculum o sul fumus, tali da modificare la situazione sostanziale o processuale valutata dal giudice che ha emesso il provvedimento cautelare. Il provvedimento presidenziale del 16 settembre 2026 non incide sul quadro fattuale relativo al rischio sanitario accertato dalla Corte d’Appello, non modifica la situazione giuridica sostanziale delle parti, non introduce nuovi elementi di diritto rilevanti ai fini del bilanciamento operato nel decreto n. 425/2026 non è un fatto esterno imprevedibile, ma un atto organizzativo interno alla Corte di Cassazione, espressivo delle sue prerogative istituzionali”.

Inoltre, “la fissazione dell’udienza in data anteriore al termine previsto per lo spegnimento degli impianti esclude, anziché giustificare, la necessità di un nuovo intervento cautelare – aggiunge – la prossimità della decisione delle sezioni unite rende evidente l’assenza del pregiudizio prospettato dalle ricorrenti, poiché il giudice di legittimità sarà posto nelle condizioni di pronunciarsi tempestivamente prima che si producano gli effetti asseritamente irreversibili richiamati nell’istanza. La sopravvenienza dedotta a fondamento del ricorso determina pertanto un effetto opposto rispetto a quello auspicato: lungi dal determinare una nuova insorgenza dell’interesse alla sospensione del decreto impugnato, ne evidenzia l’assenza, facendo venir meno anche questo secondo presupposto della richiesta cautelare. Non sussiste alcun vuoto di tutela che richieda un intervento interinale della Corte d’Appello. Nel merito, occorre rilevare come dall’ampia motivazione del decreto n. 425/2026 emerga che la Corte d’Appello di Milano ha fondato la propria decisione su un nucleo di argomentazioni del tutto insensibili alla sopravvenienza richiamata dalle ricorrenti”.

Il decreto, conclude il Pg Renna, “chiarisce che la misura inibitoria è stata adottata per eliminare un rischio sanitario attuale, desunto da una pluralità di fonti: la sentenza della CGUE del 25 giugno 2024, la nuova Aia 2025, le valutazioni di danno sanitario, i rapporti delle autorità sanitarie, le consulenze tecniche e il principio di precauzione. La Corte meneghina ha ritenuto che l’attività dell’area a caldo esponga la popolazione a un rischio non procrastinabile, che deve essere eliminato senza ulteriori ritardi, indipendentemente dalla durata del giudizio di legittimità. Il decreto non fonda mai il proprio bilanciamento sulla prospettiva temporale del giudizio di Cassazione, né considera la durata del processo come elemento decisivo. Il parametro temporale non è parte del ragionamento della Corte, che ha invece valorizzato la prevalenza del diritto alla salute quale bene primario, non ulteriormente comprimibile neppure per un periodo breve. La Corte territoriale afferma espressamente che, dopo la modifica dell’art. 41 Cost., l’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno alla salute o all’ambiente, richiamando la giurisprudenza costituzionale e di legittimità che individua nella tutela della salute un limite intrinseco all’attività produttiva. Tale principio, asse portante del decreto impugnato, non risulta in alcun modo inciso dalla sopravvenienza invocata dalle ricorrenti. La fissazione dell’udienza dinanzi alle sezioni unite per il 20 ottobre 2026 non modifica il quadro fattuale accertato dalla Corte di merito: non elimina il rischio sanitario, non lo attenua, non ne differisce l’incidenza. La Corte d’Appello ha ritenuto che tale rischio sussista attualmente e richieda un intervento immediato, senza ulteriori dilazioni”.

Ddl antisemitismo, Segre: incredula su divisioni, paese sia unito

Roma, 28 set. (askanews) – “Resto incredula di fronte alle divisioni che si stanno manifestando sul DDL contro l’antisemitismo. Ci sono temi sui quali un paese civile dovrebbe ritrovarsi unito al di là delle logiche di schieramento”. Lo afferma in una nota la senatrice a vita Liliana Segre.

“Ricordo quando il compianto amico Furio Colombo propose la legge per l’istituzione del Giorno della Memoria. Egli disse subito che per l’Italia, che nel 1938 aveva approvato con voto unanime della Camera fascista le leggi razziali e che con la RSI aveva cooperato attivamente alla Shoah, era un punto d’onore giungere ad approvare all’unanimità il Giorno della Memoria – ricorda Segre -. E grazie alla sua caparbietà e all’intelligente lavoro di mediazione sul testo riuscì a ottenere alla fine, nel 2000, quel voto unanime del parlamento”.

Marco Pannella e Roberto Gualtieri, una targa oltre la cronaca

Ancora conservo il mio resoconto, pubblicato su Nuova Agenzia Radicale, diretta da Giuseppe Rippa, di un Convegno romano del 14 luglio 2005 su Giorgio Amendola (riporto di seguito i versi a lui dedicati, contenuti nella silloge Inesausto amore. La noia e altre poesie erotiche). Fra i relatori, oltre a Simona Colarizi, Roberto Gualtieri. L’attuale sindaco della Capitale, infatti, è uno storico di professione.

Ecco, proprio Gualtieri, in qualità di primo cittadino, ha accolto la petizione, a cui avevo prontamente aderito, per una targa commemorativa in onore di Marco Pannella a Piazza Navona. La cerimonia di scoprimento ha avuto luogo mercoledì 23 settembre a mezzogiorno nella celeberrima piazza, a Palazzo Braschi (angolo via della Cuccagna).

Non solo un riconoscimento pubblico e solenne. Si tratta soprattutto del segno di una migliore comprensione della vicenda italiana del dopoguerra. Gualtieri, innanzitutto da studioso di Storia contemporanea, finisce per esprimere una nuova consapevolezza, maturata negli ultimi anni, riguardo alle battaglie dei radicali e alla figura di Marco, il leader. Una consapevolezza confermata negli ultimi giorni dai sentimenti e dai commenti suscitati dalla morte dell’altra leader, Emma Bonino.

Non di rado, fin da bambini, sentiamo parlare del binomio libertà-responsabilità. Ecco, Emma e Marco quel binomio l’hanno vissuto e incarnato, e ci lasciano in eredità i frutti delle lotte da esso sgorgate.

La cultura, il sapere, i saperi si nutrono delle idee, della loro libera circolazione, della possibilità di tradurle in scelte e in comportamenti. Ed è in atto uno scontro possente tra due istanze: quella liberticida, della censura, della chiusura, delle proibizioni, del ritrarsi dell’Occidente all’ombra della paura e quella che, al contrario, raccoglie lo spirito di apertura di Alessandria d’Egitto o di Erasmo da Rotterdam, la nonviolenza del Mahatma Gandhi e di Martin Luther King, “la libertà di religione e la religione della libertà”, come direbbe Pannella, la speranza che supera la speranza stessa.

Insomma, quella targa di Piazza Navona non riguarda tanto una personalità pubblica che non c’è più quanto il nostro futuro.

 

“Una scelta di vita”

 

Tu
Giorgione
Amendola mio
hai compiuto
“Una scelta di vita”
che
in forme diverse
in un mondo
mutato
provo a compiere
anch’io. E
in quelle “Polemiche fuori tempo”
c’è la sinistra
per come tu la intendevi
e per come
l’intendo io.

Esempio di vita di passione
d’amore,
sbagliasti a volte
ancor più
erro io
forti tuttavia di un faro
che
pur a intermittenza
ci indica il verso
giusto.

Il Papa: la guerra in Europa, una nuova "inutile strage"

Roma, 28 set. (askanews) – “Quali sono gli insegnamenti di Robert Schuman per l’Europa e il mondo di oggi? Innanzitutto, un profondo desiderio di pace. Purtroppo oggi la guerra è riapparsa, anche in Europa: una nuova ‘inutile strage’, che ogni giorno causa innumerevoli vittime civili. E’ necessario impegnarsi in un dialogo paziente, mostrare coraggio nella negoziazione ed essere pronti a sacrificare alcune posizioni per il bene superiore della pace”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso durante l’incontro “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”, presso l’Auditorium del Centro congressi Robert Schuman di Metz (Francia).

Regeni, i giudici in camera di consiglio: sentenza nel pomeriggio

Roma, 28 set. (askanews) – I giudici della corte d’assise della Capitale sono riuniti in camera di consiglio per la sentenza sul sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni. La decisione è attesa nel pomeriggio. Il presidente del collegio ha chiuso l’udienza dicendo: “Ci vediamo alle 18”.

La Procura di Roma, con l’aggiunto Sergio Colaiocco, ha sollecitato – si ricorda – in sede di requisitoria una condanna all’ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo di reclusione. Sotto accusa ci sono rappresentanti dei servizi di sicurezza egiziani: il generale Tariq Sabir; i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim; l maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.

Mattarella: da Castelporziano messaggio a rimuovere pregiudizi e ostacoli

Roma, 28 set. (askanews) – “Castelporziano conserva e custodisce insieme bellezze naturali e storia ma da anni ormai ha assunto un ruolo prezioso: quello di inviare ogni estate un messaggio a tutta la nostra comunità nazionale, per esortare a rimuovere ostacoli e barriere che impediscono il pieno svolgimento della vita a tanti nostri concittadini”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di chiusura delle iniziative di carattere sociale presso la Tenuta.

“Ostacoli visibili, e per i quali si può agire anche se c’è ancora molta strada da fare, e ostacoli invisibili nascosti nei pregiudizi, nell’egoismo nell’ignoranza”, ha aggiunto.

Trump a Zelensky: dovete rallentare con gli attacchi alle raffinerie

Roma, 28 set. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di “rallentare” gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe, e il presidente ucraino avrebbe risposto affermativamente.

“Il grosso problema è che le raffinerie in Russia stanno esplodendo. Non è tanto un problema del Medio Oriente quanto un problema della Russia, perché l’Ucraina e la Russia sono in guerra tra loro e l’Ucraina sta facendo saltare in aria le raffinerie di diesel in Russia, perché queste lavorano grandi quantità di petrolio. Quindi questa situazione è davvero particolare. E ho parlato con il presidente Zelensky, gli ho detto: ‘Dovete rallentare con le raffinerie'”, ha detto Trump ai giornalisti.

I rappresentanti dei media hanno chiesto cosa avesse detto il presidente ucraino. Secondo Trump, Zelensky avrebbe risposto: “Beh, probabilmente lo faremo”, riferisce l’agenzia ucraina Interfax.

Sole e caldo fino al weekend poi prime le piogge autunnali

Milano, 28 set. (askanews) – L’Italia si prepara a entrare nel mese di ottobre all’insegna del sole e della stabilità atmosferica. Una vasta area di alta pressione di matrice subtropicale dominerà la scena meteorologica per gran parte della settimana, garantendo condizioni prevalentemente soleggiate e temperature diurne ben superiori alle medie stagionali, con punte fino a 30 gradi su diverse regioni. Per le prime piogge autunnali bisognerà attendere il fine settimana del 3 e 4 ottobre, quando una perturbazione potrebbe raggiungere inizialmente il Nord-Ovest.

Secondo Federico Brescia, meteorologo de ilmeteo.it, la nuova settimana sarà caratterizzata da condizioni di tempo stabile su gran parte della Penisola. Il sole e il riscaldamento diurno favoriranno temperature massime particolarmente miti per il periodo, mentre durante la notte e nelle prime ore del mattino i valori scenderanno sensibilmente, fino a 12-13 gradi soprattutto nelle pianure e nelle vallate interne.

La marcata escursione termica sarà determinata anche dall’accorciamento delle giornate e dal maggiore raffreddamento notturno. Tra mercoledì e giovedì è atteso soltanto un temporaneo aumento della nuvolosità sul Nord-Ovest, in particolare sul Piemonte, senza precipitazioni significative. Sul resto del Paese continuerà a prevalere il sole. Il possibile cambiamento è atteso nel weekend del 3 e 4 ottobre, quando una prima perturbazione potrebbe interessare le regioni nord-occidentali, portando le prime piogge. Secondo le proiezioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecwmf), il passaggio potrebbe anticipare una fase più dinamica e instabile, con precipitazioni superiori alla media nel corso del mese. La tendenza resta tuttavia caratterizzata da un margine di incertezza, soprattutto oltre i 5-7 giorni.

Nel dettaglio, oggi al Nord, al Centro e al Sud, comprese le Isole Maggiori, prevarranno condizioni di cielo soleggiato. Martedì 29 settembre il tempo sarà ancora stabile, con sole al Nord, cielo sereno al Centro e condizioni soleggiate al Sud e sulle Isole. Mercoledì 30 settembre è attesa qualche nube sul Piemonte, mentre sul resto del Nord e su tutte le regioni centrali e meridionali continuerà a prevalere il bel tempo.

La tendenza indica quindi una settimana complessivamente stabile e soleggiata, con temperature diurne fino a 30 gradi e notti più fresche. Un primo peggioramento potrebbe intervenire nel fine settimana, con le piogge inizialmente concentrate sul Nord-Ovest e la possibilità di una fase più instabile nel corso di ottobre.

Carburanti, Tajani: il sistema Paese si dimostra responsabile

Roma, 28 set. (askanews) – “È un’iniziativa molto rilevante. Perché dimostra che quando il Sistema Paese e le sue imprese si assumono una responsabilità, si possono ottenere risultati tangibili e concreti senza ricorrere a misure dirigiste e punitive. Se gli italiani alla pompa di benzina pagano meno, è un risultato che dobbiamo valutare come un grande successo”. Così Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, in un’intervista a Il Messaggero, commenta il tetto al prezzo dei carburanti stabilito prima da Eni e poi da Ip.

“L’Eni ha dato un segnale importante, che va nella direzione auspicata da Forza Italia. Tanto è vero che il nostro partito è riuscito ad impedire la tassazione degli extra profitti. Alla quale siamo contrari per principio perché non esistono né nel diritto né nell’economia”, ha spiegato il ministro degli Esteri.

“Ieri pomeriggio anche Ip ha deciso che applicherà dei limiti al prezzo dei carburanti su tutto il territorio italiano. È una notizia mol- to positiva. A inizio settembre avevo chiesto a Rovshan Najaf, presidente di Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan che controlla Italiana Petroli, di andare in questa direzione. Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani. Bene così. E bisogna andare avanti in questa direzione. Come governo, dobbiamo dialogare con tutte le aziende petrolifere. Invogliarle a trovare una posizione positiva. Anche perché ogni soluzione è migliore rispetto a una tassazione sugli extra-profitti”, ha aggiunto Tajani.

Kallas: la Russia pianifica ulteriori atti di sabotaggio in Europa

Roma, 28 set. (askanews) – “L’intelligence dimostra che la Russia sta pianificando ulteriori atti di sabotaggio in Europa”, ha dichiarato oggi Kaja Kallas, Alta rappresentante della politica estera dell’UE, prima della riunione odierna a Bruxelles.

“Dobbiamo restare vigili, poiché le informazioni di intelligence indicano che la Russia sta pianificando ulteriori atti di sabotaggio e veri e propri attacchi contro la nostra democrazia, con l’obiettivo di dividere la società e intimidirci affinché rinunciamo a sostenere l’Ucraina”, ha osservato la diplomatica europea.”È una strategia che loro stanno perseguendo e di cui dobbiamo tenere conto per poter fronteggiare tali minacce; dobbiamo essere in grado di reagire tempestivamente, grazie alle informazioni di intelligence, prima ancora che questi attacchi si concretizzino”, ha specificato Kallas.

Ranucci, il Tribunale di Roma: l’assegnazione al giudice nel rispetto delle regole

Roma, 28 set. (askanews) – “Come già in precedenti occasioni, esprimo il mio sostegno alla dottoressa Donatella Casari, magistrata che dimostra quotidianamente indipendenza, imparzialità ed equilibrio, oltre a una solida preparazione. Rilevo, inoltre, che l’assegnazione del fascicolo relativo alla controversia promossa da Sigfrido Ranucci è avvenuta nel rispetto delle analitiche disposizioni tabellari vigenti da anni, le quali, mediante meccanismi automatici, assicurano l’osservanza del principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge”. Così afferma il presidente del tribunale di Roma, Lorenzo Pontecorvo, rispetto a “recenti articoli di stampa, contenenti anche dichiarazioni di esponenti politici, adombrano, con maggiore o minore evidenza, una presunta carenza di trasparenza nell’assegnazione del ricorso proposto dinanzi al Tribunale di Roma dal giornalista e conduttore televisivo Sigfrido Ranucci”. Il presidente Pontecorvo aggiunge poi che “i medesimi organi di stampa formulano critiche nei confronti della dottoressa Donatella Casari, assegnataria del procedimento, alla quale attribuiscono non meglio precisati pregiudizi desunti da decisioni rese in precedenti procedimenti giurisdizionali, peraltro non comparabili con la controversia oggi sottoposta al suo esame, né per natura e oggetto né per le parti coinvolte”.

In Italia lo spreco alimentare vale 13,5 miliardi, di cui 7,3 in casa

Milano, 28 set. (askanews) – Vale oltre 13,5 miliardi di euro lo spreco alimentare in Italia, per un totale di 5.124.631 tonnellate di cibo, con oltre 7,3 miliardi di euro riconducibili allo spreco nelle famiglie. Sono i dati Waste Watcher 2026 rilanciati da Ecoitaliasolidale in vista della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, che si celebra il 29 settembre. Secondo la rilevazione, gli italiani sprecano in media 554 grammi di cibo a settimana pro capite, pari a circa 79 grammi al giorno. “Sono numeri ancora troppo elevati – dichiara Piergiorgio Benvenuti, presidente nazionale di Ecoitaliasolidale – da anni proponiamo di introdurre stabilmente nelle scuole l’educazione ambientale, comprendendo anche una vera educazione alimentare. Bisogna partire dai giovani per costruire una cultura della prevenzione dello spreco e coinvolgere anche le famiglie”.

Il fenomeno assume dimensioni ancora maggiori a livello europeo: secondo la Commissione europea, nell’Ue vengono generati ogni anno oltre 58 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, pari a 129 chilogrammi per abitante e con un valore economico stimato in 132 miliardi di euro. Lo spreco alimentare rappresenta inoltre circa il 16% delle emissioni complessive di gas serra del sistema alimentare dell’Ue.

A livello globale, il Food Waste Index 2024 dell’Unep ha stimato per il 2022 circa 1,05 miliardi di tonnellate di cibo sprecato, pari al 19% degli alimenti disponibili ai consumatori: il 60% nelle famiglie, il 28% nella ristorazione e il 12% nel commercio al dettaglio. “Lo spreco alimentare non è soltanto un problema economico e sociale – sottolinea Benvenuti – ma rappresenta anche una questione ambientale. Ogni alimento sprecato significa infatti sprecare le risorse necessarie per produrlo, trasformarlo, trasportarlo e conservarlo: acqua, suolo, energia e lavoro”. Il tema si intreccia con quello della sicurezza alimentare. Secondo il rapporto Sofi 2026 di Fao, Ifad, Unicef, Wfp e Oms, nel 2025 circa 645 milioni di persone nel mondo hanno sofferto la fame, mentre circa 2,1 miliardi hanno sperimentato una condizione di insicurezza alimentare moderata o grave. “Fame e spreco sono fenomeni diversi e non vanno confusi – sottolinea Benvenuti – ma è una contraddizione che deve interrogarci: mentre centinaia di milioni di persone hanno sofferto la fame, enormi quantità di cibo vengono perse o sprecate”.

Ecoitaliasolidale rilancia quindi la proposta di introdurre stabilmente nelle scuole l’educazione ambientale e alimentare, con percorsi dedicati alla prevenzione dello spreco, alla corretta conservazione degli alimenti, al consumo responsabile e al recupero delle eccedenze. L’associazione richiama inoltre la legge 166 del 2016, la cosiddetta legge Gadda, sul recupero e la donazione delle eccedenze alimentari. Sul fronte europeo, la normativa Ue modificata nel 2025 prevede entro il 2030 una riduzione del 10% dei rifiuti alimentari nella trasformazione e produzione e del 30% pro capite nella distribuzione, nella ristorazione e nelle famiglie.

Il tema dello spreco alimentare sarà inoltre affrontato il 9 ottobre a San Martino al Cimino, nel Viterbese, al Balletti Park Hotel, nell’ambito dell’incontro organizzato da Ecoitaliasolidale sulla crisi climatica e sulle conseguenze per il Mediterraneo. “Non basta più indignarsi davanti ai numeri – conclude Benvenuti -. Occorre prevenire, recuperare, donare e soprattutto educare. La lotta allo spreco alimentare non può essere soltanto una campagna del 29 settembre: deve diventare una politica permanente”.

Il Papa: è sempre possibile costruire la pace, il mondo ha bisogno di dialogo

Roma, 28 set. (askanews) – “La nostra responsabilità comune di donne e uomini religiosi, è quella di testimoniare che, al di là dei confini, è sempre possibile incontrarsi, stringere amicizia e costruire la pace. Dialogare non sminuisce la nostra identità, ma la esprime con semplicità e verità aprendosi alla diversità dell’altro”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso all’incontro interreligioso al Centro congressi “Robert Schuman” di Metz.

Citando quindi Paul Ricoeur, Prevost ha ricordato che il dialogo “è la via attraverso la quale riconosciamo l’alterità come una promessa e non come una minaccia; è un’arte dell’incontro di cui il nostro mondo ha grande bisogno, agli antipodi dell’aggressività e della violenza”.

Suppletive Camera, a Reggio Calabria la sfida di Vannacci al centrodestra

Reggio Calabria, 28 set. (askanews) – Seggi aperti dalle 7 di questa mattina e fino alle 15, a Reggio Calabria e nei 71 comuni del collegio elettorale di Reggio, nelle elezioni suppletive per la Camera dei deputati. Gli elettori interessati sono poco meno di 350mila, l’affluenza nella giornata di domenica si è arrestata al 14,97 per cento, con differenze clamorose da comune a comune: agli estremi opposti della statistica si collocano il 6,98 per cento di Africo e il 40,19 di Laganadi. Il 15 per cento circa, con mezza giornata (feriale) ancora da utilizzare per chi volesse recarsi alle urne, mette già ampiamente al riparo le elezioni reggine dal rischio di battere il non invidiabile primato dell’astensionismo in occasioni analoghe, che rimane appannaggio del collegio di Napoli, che nelle suppletive del 2020 elesse senatore Sandro Ruotolo del Pd con il 9,52 per cento degli elettori alle urne.

In palio a Reggio Calabria c’è il seggio a Montecitorio che è appartenuto a Francesco Cannizzaro di Forza Italia, eletto sindaco a maggio col voto del 66 per cento dei suoi concittadini. La Calabria è un feudo tradizionale di FI, che vanta, oltre al sindaco di Reggio e a moltissimi amministratori locali, anche il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, vicesegretario nazionale degli azzurri. Il candidato del centrodestra, quindi, è il favorito d’obbligo della competizione odierna: si tratta di Fabio Roscioli, avvocato romano, tesoriere nazionale di Forza Italia, legato alla famiglia Berlusconi anche nella sua vita professionale.

A mettere un po’ di pepe nella contesa è arrivato però Roberto Vannacci: il fondatore di Futuro nazionale ha scelto come candidato Domenico Giannetta, storico esponente locale proprio di Forza Italia, della quale è stato capogruppo regionale fino all’agosto scorso. Di fatto il primo test sulla capacità dell’eurodeputato di mobilitare gli elettori di destra, dopo la sua breve stagione nella Lega, quando ha fatto incetta di preferenze personali per il suo approdo a Bruxelles. Anche i toni del suo comizio di chiusura per Giannetta hanno dimostrato l’intenzione di sfidare il centrodestra e di contrapporsi proprio a Forza Italia, accusata di aver candidato un corpo estraneo alla comunità locale, Roscioli appunto: “Vogliono convincervi che se siete stati cornuti in passato dovete continuare ad essere mazziati anche in futuro, scegliendo qualcuno che non vi rappresenta, dovete scegliere tra Reggio Calabria e Barabba. Giannetta è Reggio Calabria”. Il sindaco Cannizzaro, uno dei registi dell’operazione Roscioli, ha risposto a tono il giorno dopo sempre in piazza: “Cunnutu tu e chi ntu rici”, tradotto “Cornuto tu e chi non te lo dice”.

Al netto del risultato del quarto candidato, Francesco Toscano di Democrazia sovrana e popolare, una piccola forza anti-europeista che alle regionali non ha raggiunto l’1 per cento, il terzo incomodo della tornata elettorale odierna è Francesco Antonio Benedetto, detto Frank, in rappresentanza del campo largo già stabilmente allargato anche ai centristi, quindi “larghissimo”, dicono nel Pd locale. Un lontano passato di consigliere comunale della Margherita e quindi del Pd, un prestigioso curriculum come dirigente sanitario e soprattutto come cardiologo che ha toccato i destini di molte famiglie, il che gli garantisce una certa presa popolare. Ma per rovesciare i pronostici favorevoli al centrodestra avrebbe bisogno di un risultato clamoroso di Giannetta che mettesse in crisi il rivale Roscioli. Un risultato considerato improbabile anche dai vertici del centrosinistra locale. Se si dovesse verificare, sarebbe la dimostrazione dell’esistenza di una sorta di “golden share” sulla destra, nelle mani di Vannacci e di FnV. Le eventuali conseguenze anche sugli equilibri politici nazionali nel centrodestra sarebbero tutte da esplorare. Appuntamento alle 15 per l’inizio dello spoglio che darà la misura della riuscita dell’azzardo di Vannacci.

«La CDU non è una FDP-light». L’ala sociale scuote il partito di Merz

«La CDU non è né una FDP-light (FDP, partito liberale, ndr) né un partito esclusivamente conservatore». La frase di Dennis Radtke, presidente della Christlich-Demokratische Arbeitnehmerschaft (CDA), l’ala sociale della CDU, riassume il confronto che si è aperto nel partito dopo le pesanti sconfitte elettorali. Nell’intervista concessa all’Handelsblatt, Radtke sostiene che la CDU si sia «progressivamente ristretta» e debba tornare, pertanto, a dare spazio alle istanze sociali. 

Non basta cambiare comunicazione

La critica investe anche Friedrich Merz. Radtke non ne chiede la sostituzione, ma sostiene che debbano cambiare «il suo comportamento, il suo orientamento e la sua comunicazione». Il problema, a suo giudizio, è più profondo: la CDU non riesce più a tenere insieme tutti i mondi che storicamente ne hanno fatto un grande “partito popolare”. 

A dare sostanza politica alla denuncia è un documento di quattro pagine, «Riformare un partito popolare», approvato dal direttivo federale della CDA e acquisito da ZDFheute, il portale d’informazione online della seconda televisione pubblica della Germania. La premessa non lascia molto spazio alle attenuanti: «Non siamo più all’altezza della nostra pretesa di essere un partito popolare». E l’esclusione della CDU dal Landtag (il parlamento regionale) del Meclemburgo-Pomerania Anteriore «non è un incidente di percorso». 

Troppi mondi sono scomparsi

Il cuore del documento è la denuncia di un restringimento della base popolare della CDU: «Troppi gruppi sociali sono ormai scarsamente presenti nell’Unione; troppe persone non la percepiscono più come la propria casa politica». Da qui una formula destinata a pesare nel dibattito interno: «Un partito popolare che parla soltanto con se stesso cessa di essere un partito popolare». 

La CDA indica anche la strada. Nella scelta dei candidati e nella vita del partito devono tornare a essere visibili persone provenienti dall’industria, dall’artigianato, dall’assistenza, dall’istruzione e dalle piccole e medie imprese. Non basta parlare a questi mondi: occorre riportarli dentro i luoghi nei quali la CDU decide. 

Riconquistare il centro che lavora

L’obiettivo dichiarato è recuperare quella che il documento chiama «il centro che lavora»: lavoratori, famiglie, professioni, artigiani e Mittelstand. Anche sulla sanità la CDA difende il sistema pubblico-privato tedesco, ma pone un principio di uguaglianza: «Il tipo di assicurazione non può determinare la rapidità con cui una persona ottiene una visita medica». 

Non è, dunque, un manifesto contro Merz. È qualcosa di diverso: una denuncia delka progressiva riduzione sociologica e politica della CDU. Non a caso lo stesso cancelliere, pochi giorni fa, alla domanda se l’Unione fosse ancora una Volkspartei, aveva risposto: «Solo in parte». 

Il problema posto dalla CDA arriva così alla radice: prima ancora di chiedersi chi debba guidarla, la CDU deve decidere chi vuole tornare a rappresentare.

Quei bambini a lezione di mafia e in fuga dalla scuola

Mentre nell’estate ‘92 l’eco delle stragi di Cosa nostra a Palermo scuoteva ancora le coscienze, lo scrittore e docente siciliano Gesualdo Bufalino pronunciò questa frase: «La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari».

 

Maestre e mafia

La lezione contenuta in questa frase è di una forza travolgente: per battere le mafie non bastano indagini e aule giudiziarie ma ci vuole una rivoluzione culturale che parta dalle scuole, caposaldo della formazione con la famiglia.

Trentaquattro anni dopo siamo – più o meno – allo stesso punto. Forse peggio, perché le mafie sparano poco o nulla ma seminano tanto, soprattutto al Sud, tra giovani e giovanissimi: da Napoli a Catania, passando per Foggia e Reggio Calabria. E mentre le mafie spargono veleno che diventa miele per la gioventù socialmente più debole ed esposta, la scuola riesce con enorme difficoltà a trattenere in aula i ragazzi e il tasso di dispersione resta – in primis al Sud – allarmante. Un combinato disposto mortale per la vita democratica del Paese.

Prendiamo l’ultimo esempio (ce n’è una serie).

La Direzione distrettuale antimafia di Catania il 24 settembre sferra l’ennesimo colpo a Cosa nostra ed in particolare a una famiglia e ad alcuni narcos legati (anche a livello familiare) al clan Santapaola. Tra le pieghe dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di 25 persone, si legge un passaggio che la dice lunga sulla lungimiranza di Bufalino e su quanta strada bisogna ancora compiere.

Due uomini (indagati) cinque anni fa avvicinano un bimbo di 5-6 anni e lo convincono a maneggiare una pistola per qualche minuto. Il presunto boss gli impartisce una vera e propria lezione di mafia: «Se qualcuno maltratta la mamma gli devi sparare addosso. Ce la fai a sparargli addosso? Ti do la pistola, vero che te la do. Dai forza gliela puoi dare… hai visto! Se l’è presa! È pazzo».

 

Il bambino con la pistola

Un comportamento che suscita rabbia e indignazione della madre del bambino – che nel frattempo si era anche sentito dire che sarebbe diventato il braccio destro del pistolero – che apostrofa così il boss: «Ehi, pezzo di m…».

«Si è arrivati a mettere nelle mani di un bambino un’arma dicendogli che quello sarebbe stato il suo strumento di lavoro», ha commentato il capo della Procura di Catania Francesco Curcio.

Mentre questo accade – e, si ripete, nelle aree più a rischio del Sud le provocazioni e le fascinazioni esercitate dai criminali sui minori sono tutt’altro che casi isolati – accade anche che la dispersione scolastica alimenti un corto circuito dal quale lo Stato deve uscire se vuole vivere e non solo sopravvivere.

 

Disuguaglianze territoriali

Openpolis – la fondazione indipendente e senza scopo di lucro che promuove trasparenza, partecipazione democratica e accesso alle informazioni pubbliche – l’11 dicembre 2025 ha reso pubblico un rapporto su “Giovani e periferie” che l’11 febbraio di quest’anno ha presentato alla 7ª Commissione del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva su povertà educativa, abbandono e dispersione scolastica.

L’analisi condotta sui 14 comuni capoluogo di città metropolitana conferma quanto le disuguaglianze territoriali pesino sulla condizione educativa dei più giovani. Le situazioni di maggiore fragilità sociale si concentrano nelle aree del Mezzogiorno. A Catania (6,2%), Napoli (6%) e Palermo (5,8%) l’incidenza delle famiglie con figli in potenziale disagio economico risulta molto marcata. I valori sono oltre 4 volte superiori a quelli registrati in altre città del Centro-Nord, dove l’incidenza è più contenuta: Bologna si ferma all’1,2%, Venezia e Genova all’1,3%, Milano e Firenze all’1,4%.

 

Uscite precoci

Il legame tra condizioni economiche e opportunità educative emerge anche osservando il fenomeno delle uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione. A Catania oltre un quarto dei giovani tra i 18 e i 24 anni (26,5%) ha lasciato gli studi prima di conseguire un diploma o una qualifica, mentre a Palermo e Napoli le quote si attestano rispettivamente al 19,8% e al 17,6%. Valori che si riducono sensibilmente a Bologna (12%), Roma (9,5%) e Reggio Calabria (8,4%), in base ai dati ricostruiti da Istat attraverso il censimento permanente.

La ripresa (monca) al Senato

Gli abbandoni precoci della scuola, con al massimo la licenza media, rappresentano oltretutto solo la parte esplicita di un fenomeno molto più complesso, la cosiddetta “dispersione implicita”.

Concetti ripresi e sviluppati anche da Filippo Serra, Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, anch’egli audito – il 18 febbraio – dalla 7ª Commissione del Senato. Quel che colpisce nelle 14 pagine ricche di analisi, proposte e riflessioni lucide e condivisibili è che non venga mai fatto almeno un cenno al rapporto potenziale tra povertà scolastica, dispersione e l’abisso di Cosa nostra pronto a inghiottire i più deboli o svantaggiati.

 

Chiacchiere e distintivo

Come ha scritto Lorenzo Dellai sul Domani d’Italia, la scuola deve diventare sempre di più «il principale terreno sul quale costruire democrazia, superamento delle disuguaglianze, coesione sociale e sviluppo. Soprattutto in tempi di inverno demografico e di radicali e inediti cambiamenti».

Tutto il resto – quando non fa danno come le recenti geniali idee del Governo – è solo un fiume di parole. Per molti, solo chiacchiere e distintivo.

La politica si mette in posa: Vannacci e l’elettore da sedurre

La competizione elettorale e l’arte dell’immagine

Nella campagna elettorale in quel di Reggio, più o meno opaca dell’acceso di una politica non sempre esaltante, è intervenuta brillante una luce vannacciana. Benevenuto Reggio di sole qualcuno potrebbe cantare ora che l’ardito Generale grazie a software e ad intelligenza artificiale sembra abbia mandato in giro l’immagine della sottosegretaria Siracusano, compagna di Occhiuto, Governatore della Calabria, alterandone una foto e riproponendolepiù spogliata sul dècolletè, dimostrando di avere un occhio lungo sulle morbosità di certe persone.

In origine lo “spolium” era la pelle strappata all’animale e poi in seguito indicava il bottino di guerra. A volte si è spogli di buone intenzioni e ci sarebbe da restarne spogli di parole, ancor più ora che alla politica sembra siano state portate vie anche le spoglie. Ricorda più bonariamente il film “Totòtruffa” dove l’attore, travestito da donna, nella la celebre battuta all’uomo desideroso che la guardava gli diceva: “ Lei con quegli occhi mi spoglia… spogliatoio!”.

Ciò malgrado, per altri tutto può essere utile per attirare l’attenzione degli elettori e spuntarla nelle elezioni suppletive proprio in quella Regione. La Siracusano ha elegantemente replicato come “vile” una iniziativa che segna lo scadimento dello stile politico di Italia Futura che appare già al tempo scaduto per recuperare un necessario decoro.

E il coraggio delle proprie azioni?

Evidentemente, se questo fosse, il Generale vuoleforse scardinare ogni forma di bon ton e andare avanti per la sua strada. Ci sarà da rassegnarsi ai modi correnti, che muovono in un sistema di rincorse dove l’elettore rincorre i Partiti e viceversa, rilanci continui cadendo nel precipizio della grevità. Ora “vile” era il carattere che Nando Orfei attribuiva alla pantera che le guardie forestali cercavano una volta che si credeva in giro per Roma e fuggita da chissà dove. Raccontava che era semmai possibile catturarla stupidamente non di giorno ma di notte, le ore della sua caccia, e che in caso di spiacevole incontro essendo un animale “vile” sarebbe bastato semmai un urlo per fara scappare.

Non si è trattata di una trovata di lieve efficacia, tutti ne parlano e questo è quanto si voleva. Non saranno le grida di protesta a far dileguare o recedere l’autore dal procedere con ulteriori invenzioni del genere “commedia all’italiana”.Siamo tornati ai tempi di quelli che della Lega ce l’hanno “duro” e che hanno generato nuove mostruosità scappate di mano. Così Grillo ha inventato Conte che ha fatto sapere che non accetterà compromessi sul programma di Nova, il ritrovo del ritrovo del Movimento 5 Stelle a Milano, teso alla costruzione partecipata del programma da proporre agli alleati di centrosinistra. In caso contrario tornerà a fare l’avvocato, un auspicio da non trascurare.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto?

Vannacci non è vile perché, in ipotesi, sarebbe uscito allo scoperto con le sue invenzioni, se fossero di sua mano, e non ha smentito sufficientemente il fatto biasimato dalla Siracusano anche come “un modo sciagurato e schifoso di fare politica”. Il leader di Futuro Nazionale si è difeso dicendo di “cercare meglio e di rivolgere le accuse, eventualmente, a chi di dovere…continuate pure ad occuparvi di scollature…”. Non ha deprecato l’episodio, se fosse stato azione di chiunque altro, e non lo ha stigmatizzato. Le donne della sua squadra tutte in ossequioso silenzio.

In origine lo “schifo” indicava il timore e rispetto che suggeriva obbedire ad una distanza verso qualcosa o qualcuno. Non sembra questo il sentimento che la Siracusano provi in questa vicenda. La denunciata scollatura della Siracusano in questione racconta di una scollatura verso la decenza. Pur di vincere anche per una sola incollatura si farebbe ormai di tutto.

Il cinema, ultima salvezza

Nel film “A qualcuno piace caldo” la bellissima protagonista Zucchero Candido suona l’ukulele che è l’adattamento hawaiano del machete, un arnese non da poco. Nel film, gli altri personaggi, in ammirazione, commentano che abbia un corpo sinuoso, come fatto di “gelatina”. L’avvenente personaggio, reso celebre da Marylin Monroe, confessa poi la sua debolezza e di cadere in effabilmente tra le braccia di chiunque suoni il sax tenore, dopo solo otto battute musicali.

Nella attuale politica non è chiaro chi passi per ammaliare l’elettorato a brandire una piccola chitarra e chi il machete, chi creda che il popolo italiano si adatti gelatinosamente ad ogni scenario, chi abbia il potere dopo solo pochi squilli di tromba di farlo cadere ai suoi piedi e chi abbia il giusto tenore, o meglio il “sex tenore”, per raddrizzare la situazione. Allo stato delle cose il paese reale potrebbe dire che “se c’è in una ciliegia con un verme, tocca sempre a me” potendosi subito consolare con la frase di chiusura sempre dello stesso film. Del resto, “Beh, nessuno è perfetto”.

Strage di Marzabotto: il prete che scelse di restare a Monte Sole

Domenica 27 settembre, nella Basilica di San Petronio a Bologna, sono stati beatificati i tre sacerdoti noti come «i martiri di Monte Sole»: don Elia Comini, salesiano, padre Martino Capelli, dehoniano, e don Ubaldo Marchioni, sacerdote diocesano.

La cerimonia è stata presieduta, in rappresentanza del Papa, dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, e concelebrata dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, insieme a don Fabio Attard, Rettor Maggiore dei Salesiani, e a padre Carlos Luis Suárez Codorniú, superiore generale dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.

 

I martiri di Monte Sole

Il martirio dei tre sacerdoti ebbe luogo tra il 25 settembre e il 5 ottobre 1944 sulle alture di Monte Sole, nell’Appennino bolognese, dove gran parte della popolazione fu vittima di uno degli eccidi più efferati della Seconda guerra mondiale: 770 vittime, ad opera della 16ª SS-Panzergrenadier-Division, con l’appoggio di squadre fasciste, nella strage passata alla storia come «Strage di Marzabotto».

Don Elia Comini nacque a Calvenzano di Vergato, in provincia di Bologna, il 7 maggio 1910. Il fondamento della sua scelta vocazionale risiedeva profondamente nel carisma di San Giovanni Bosco. Nel 1925 entrò nel noviziato salesiano di Castel de’ Britti, nei pressi di Bologna, facendo professione religiosa il 3 ottobre 1926. Successivamente, fino al 1928, frequentò il liceo salesiano «Valsalice» di Torino.

La sua scelta religiosa si caratterizzò così per l’attenzione ai giovani, soprattutto ai più bisognosi, alle loro esigenze e necessità materiali, educative e spirituali.

 

Nel cuore della guerra

Nel settembre 1944, trasferitosi a Salvaro per un breve periodo di assistenza alla madre vedova, don Comini si trovò insieme alla popolazione del territorio nel mezzo degli scontri tra le truppe alleate e la linea di difesa tedesca, nell’area compresa tra Monte Salvaro e Monte Sole.

Erano giorni durissimi, segnati dalla crudeltà della guerra e dalla ferocia delle rappresaglie delle SS contro persone indifese. Il sacerdote salesiano si prodigò senza sosta per accogliere i parenti delle vittime e nascondere i perseguitati; garantì a oltre settanta persone un rifugio in un locale attiguo alla sacrestia.

Insieme al dehoniano padre Martino Capelli accorse ovunque vi fosse bisogno di soccorrere, consolare, amministrare i sacramenti e seppellire i defunti.

 

Fino all’ultimo

Non si sottrasse neppure venerdì 29 settembre 1944 quando, informato della strage di civili compiuta dalle SS in località Creda, dove numerose persone giacevano ferite o moribonde, don Comini partì con padre Capelli per soccorrere le vittime.

Catturati dai nazisti, furono sottoposti a lavori forzati e infine uccisi il 1° ottobre insieme ad altri prigionieri.

Quella di don Comini è un’eredità spirituale e umana che consegna a tutti noi una pagina splendente e, allo stesso tempo, dolorosa: una pagina di coraggio, di condivisione e di opposizione non violenta agli orrori delle guerre e delle dittature.

 

Un laboratorio di pace

Come scrive il postulatore della causa di beatificazione, Pier Luigi Cameroni: «Facendosi scudo umano per i civili, proteggendo donne, anziani e bambini e tentando in ogni modo di arrestare l’ondata di odio, don Comini e i suoi confratelli furono veri testimoni di riconciliazione. Grazie al loro sacrificio e alla fede delle loro comunità, Monte Sole è passato dall’essere teatro di un efferato crimine di guerra a un laboratorio permanente di pace, disarmo interiore e resistenza spirituale contro ogni oppressione e totalitarismo».

Don Elia Comini fu dunque un testimone di pace, un «buon pastore» che, nell’ora più terribile, non abbandonò il suo gregge di fronte al pericolo e alla morte.

Follie di Francesco e Where Francis Walked

Le ricorrenze, come quella in corso degli 800 anni della morte di San Francesco, adempiono al loro compito se non servono solo a ricordare, ma riescono a provocare un coinvolgimento esistenziale, per cui diventano doni di grazia. Sotto questo profilo, senza far torto a opere importanti pubblicate per questa occasione centenaria, vorrei fare riferimento a due testi che, nella loro essenzialità, mi pare riescano ad aprirci non alla tradizionale leggenda, ma al duro messaggio di San Francesco: alla sua portata spirituale non meno che sociale. Ne sono autori il teologo e filosofo urbinate Italo Mancini e la cantautrice e poetessa statunitense Patti Smith.

 

La «follia sublime» di Francesco

Giusto quarant’anni fa Raffaele Crovi, editor di Camunia, pubblicava un prezioso volumetto dal titolo Tre follie. Ne era autore un prete noto come originale pensatore: Italo Mancini (1925-1993), il quale vi aveva raccolto le conversazioni radiofoniche che aveva tenuto nel 1985 nella rubrica “I giorni”: «un piccolo libro», lo definiva don Italo, ma importante, tanto che lo additava come il suo «fraterno testamento», in quanto rivelava che cosa aveva «pensato, creduto, sperato».

Un volume che, vent’anni fa, ho ripubblicato presso l’editrice Città Aperta, nella convinzione che esso offrisse spunti che, pur occasionati dalla contingenza, provocavano una riflessione tutt’altro che effimera, a partire dall’intervento che dà il titolo al libro: Tre follie (pp. 115-116).

Quali sono queste tre forme di follia? Mancini le denomina: crudele, insensata e sublime. “Follia crudele” è quella dei «sofferenti per le tante forme di malattia mentale, che dovrebbero fare di questi malati, innocenti e sofferenti, il prossimo nostro». “Follia insensata” è «la follia del quotidiano e delle sue immediatezze. Di chi si inginocchia di fronte all’inautentico, ai bisogni indotti e crudeli, la follia di quelli che bruciano incenso senza riserva critica davanti a tutti gli idoli. […] È la follia che non dobbiamo volere, come non si vuole la peste, la fame, la guerra».

“Follia sublime” è quella che «guida la vita con la sua logica straordinaria. Come quella di Gesù che accetta la croce per il male degli altri». Proprio questa è «la follia di Francesco, quando dichiara dolce stare con i lebbrosi. È la filosofia dei santi».

 

La santa follia di esistere per gli altri

Ed «è questa (ecco il punto su cui riflettere) la santa follia di chi vive per partecipare, di chi esiste-per-gli-altri (soprattutto se sofferenti, malriusciti o peccatori), di chi ha il coraggio di dire: chi non urla per la pace, per le minoranze ghettizzate, per la dignità della vita non può cantare l’alleluja».

Ecco, con semplicità e forza, colto il senso del Vangelo sine glossa di Francesco, il quale non divide l’amore di Dio da quello degli uomini. In questo “farsi prossimo” (espressione cara al cardinale Martini) sta anche il senso della democrazia da Bergson a Péguy, da Maritain a Mounier.

 

Patti Smith e il ritorno di Francesco

L’altro personaggio che segnalo è Patti Smith, di cui è stata pubblicata all’inizio di quest’anno una poesia intitolata Where Francis Walked e tradotta in italiano da p. Antonio Spadaro, Dove Francesco ha camminato, che l’ha anche commentata (su “Robinson”, il supplemento culturale di la Repubblica dell’8 febbraio 2026).

Proprio p. Spadaro (il gesuita che è stato molto vicino a papa Francesco) ci ricorda che San Francesco appartiene alla «genealogia spirituale adulta» della Smith: «non come santo da venerare, ma come modello di libertà poetica e di responsabilità radicale. […] Ciò che li unisce è una postura condivisa: vivere senza armature simboliche, abitare il mondo senza possederlo, cantarlo proprio perché ferito».

La poesia di Patti Smith costituisce un’invocazione per cercare la salvezza dallo smarrimento. Si apre con questi versi: «Smarrita in una selva / invocando una guida…» e prosegue: «Quando d’improvviso ho sentito / una presenza benevola […] Qui camminò Francesco / mite come il respiro degli agnelli». Ecco! «Ritorna / per consolare e calmare / il lupo disperato / che ribolle di solitudine / Un coro di campanelli / tintinnava che tutto va bene / dolce come una ninna nanna / Non ero più smarrita».

E la poesia si conclude con la natura che supplica «con tutta la sua anima / con desiderio virtuoso / Francesco, vieni, ritorna, / mentre i suoi passi si allontanavano».

 

Una traccia per la politica

Commenta p. Spadaro: «la presenza non resta. Non diventa idolo. Rimane però una traccia, che rimodella lo sguardo e il modo di stare al mondo», per cui si può ben affermare che questa poesia (da leggere nella sua interezza e mi scuso per i tagli che ho dovuto apportare) «è una meditazione sulla presenza: su come essa appaia, consoli e poi si ritiri».

Nulla concede alla ripetitività di una leggenda, ma si concentra sulla radicalità di una testimonianza che non passa e che, in particolare oggi, c’interpella.

E se la politica, iuxta propria principia certamente, provasse a ispirarsi al francescanesimo della fraternità e della pace?

Suppletive Reggio Calabria, alle 19 l’affluenza è al 10,26%

Roma, 27 set. (askanews) – E’ del 10,26%, alle ore 19, l’affluenza nel collegio di Reggio Calabria dove si vota per le elezioni suppletive per un seggio alla Camera dei deputati.

Alla stessa ora nel settembre 2022 aveva votato il 35,48 degli aventi diritto. Ci sarebbe dunque un netto calo (-25% circa) sebbene vada sottolineato che quattro anni fa si votò in un solo giorno, mentre in questo caso i seggi sono aperti anche nella giornata di domani, dalle 7 alle 15.

Sembra quindi confermarsi il trend già registrato alle 12, quando aveva votato il 3,43%.

Calcio, Mancini: "Italia, dobbiamo rimanere tranquilli"

Roma, 27 set. (askanews) – È iniziata con una sconfitta la seconda era di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana. Dopo il ko per 2-0 contro il Belgio all’Olimpico, gli azzurri tornano subito in campo nella Nations League: lunedì alle 20.45 la sfida alla Turchia a Bursa. Alla vigilia del match, il ct ha parlato a Sky Sport, annunciando anche alcuni cambiamenti nella formazione.

“Dobbiamo rimanere tranquilli e non essere agitati come sta accadendo. Abbiamo giocato contro una squadra forte come il Belgio, che poteva metterci in difficoltà e lo ha fatto. La squadra nel secondo tempo ha reagito bene. Le partite sono fatte di episodi: poteva cambiare la partita, ma il Belgio ha meritato di vincerla. Adesso ce n’è un’altra, abbiamo la possibilità di fare meglio. Cambieremo qualcosa e valuteremo altri giocatori”, ha spiegato Mancini.

Il turnover sarà necessario anche per le condizioni dei giocatori, alle prese con un calendario fitto. “A livello di uomini cambiamo perché è impossibile giocare per un calciatore quattro partite così ravvicinate. E poi possiamo valutare altri giocatori in partite importanti”, ha sottolineato il tecnico.

Mancini ha poi difeso Romano dalle critiche dopo la prestazione contro il Belgio. “Non mi toccano. Romano ha fatto un’ottima partita, gli errori capitano a tutti e anche a giocatori più esperti. È normale. Siamo felici per quello che ha fatto contro il Belgio”.

Sul prossimo avversario, il ct non si aspetta una partita semplice: “La Turchia è forte, ha giocatori di talento nonostante siano usciti al girone al Mondiale. Sarà una partita difficile”.

Infine, un tuffo nel passato con il ricordo della coppia formata con Vincenzo Montella alla Sampdoria nella stagione 1996/97. “Eravamo insieme, si va un po’ indietro nel tempo. Sicuramente è importante essere ancora qua a questi livelli. Nonostante la sua stazza fisica era velocissimo e bravissimo tecnicamente. E sentiva il gol come pochi, ecco perché ha fatto una carriera straordinaria”.

Carburanti, Meloni: da IP importante segnale, impegno governo prosegue

Roma, 27 set. (askanews) – “Dopo Eni, anche IP ha scelto di limitare il prezzo dei carburanti su tutto il territorio nazionale. È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti. Desidero ringraziare per questo il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf”. Lo afferma in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Il governo – aggiunge – continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa”.

Scuola, Valditara: bambini strumentalizzati per striscioni stile woke

Roma, 27 set. (askanews) – “Le polemiche sollevate dalla sinistra in merito al decreto legge approvato dal governo dimostrano una grave immaturità politica di chi non vuole affrontare il dibattito in modo costruttivo e pacato, partendo dalla onesta considerazione dei dati della realtà. Anziché discutere sulla applicazione di queste misure di buon senso, persino oggettivamente ‘progressiste’, politici, sindacalisti, giornalisti e intellettuali di opposizione si sono scatenati in una ridda di insulti. Si è arrivati persino alla strumentalizzazione di bambini costretti a scrivere striscioni antigovernativi in stile woke”. Lo scrive su Facebook “. Lo scrive su Facebook il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara.

Carburanti, Tajani: tetto al prezzo anche da Ip, noi di Fi avevamo ragione

Roma, 27 set. (askanews) – “Dopo Eni anche Ip applicherà dei limiti al prezzo dei carburanti su tutto il territorio italiano. Proprio ad inizio settembre avevo chiesto a Rovshan Najaf, presidente di Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan che controlla Italiana petroli (IP), di andare in questa direzione. Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani. Noi di Forza Italia avevamo ragione”. Lo scrive su Facebook il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani.

+Superbike: Lecuona vince a Cremona, Bulega è campione del mondo

Roma, 27 set. (askanews) – Nicolò Bulega è campione del mondo Superbike 2026. Al pilota italiano della Aruba.it Racing-Ducati è bastato il secondo posto in Gara 2 a Cremona per conquistare matematicamente il titolo della classe regina delle derivate di serie, il primo della sua carriera e il primo di un italiano in sella a una Ducati.

La gara è stata vinta dal compagno di squadra Iker Lecuona, che completa così un weekend perfetto dopo i successi ottenuti nelle altre prove disputate a Cremona. Bulega ha invece amministrato la corsa, chiudendo alle sue spalle e assicurandosi i punti necessari per festeggiare il titolo con largo anticipo rispetto alla conclusione della stagione.

A 26 anni, il pilota emiliano entra così nell’albo d’oro della Superbike e diventa il secondo italiano campione del mondo della categoria negli ultimi 14 anni dopo Max Biaggi, iridato nel 2010 e nel 2012.

Sul podio di Cremona anche un altro italiano, Yari Montella, terzo al traguardo. Nella top ten hanno chiuso inoltre Stefano Surra, Lorenzo Baldassarri, Axel Bassani e Andrea Locatelli.

Per Bulega è il coronamento di una stagione da protagonista assoluto, culminata con la conquista matematica del titolo davanti al pubblico italiano. A Cremona la festa Ducati è doppia: Lecuona firma la vittoria, Bulega conquista il mondiale.

Trump ad Axios: in settimana nuovi colloqui con Teheran

Roma, 27 set. (askanews) – Il giorno dopo aver respinto una proposta iraniana, il Presidente americano Donald Trump ha detto ad Axios che i negoziatori americani dovrebbero avviare nuovi colloqui con Teheran questa settimana.

“Mi aspetto altri colloqui con l’Iran (questa settimana). Vogliono raggiungere un accordo, ma non è quello che voglio io. È un’intesa che forse avremmo accettato un anno fa. Hanno sopravvalutato la propria posizione”, ha detto Trump in un’intervista telefonica.

Due fonti regionali hanno confermato ad Axios che un altro round di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran dovrebbe tenersi già a partire da domani.

Alla domanda se stia valutando la ripresa di attacchi contro l’Iran, Trump ha risposto: “Ci penso sempre”.

Vela, America’s cup, Luna Rossa da impazzire trionfa a Napoli

Roma, 27 set. (askanews) – Luna Rossa conquista a Napoli la Preliminary Regatta della 38ª America’s Cup e lo fa nel modo più spettacolare: vincendo anche il match race finale contro Emirates Team New Zealand, il Defender che potrebbe essere il grande rivale nella sfida del 2027.

Davanti a un Lungomare Caracciolo gremito, l’AC40 italiano completa una giornata perfetta. Prima il dominio nelle ultime due prove di flotta, poi la finale contro i neozelandesi, condotta dall’inizio alla fine senza lasciare spazio alla rimonta. Al traguardo Luna Rossa precede New Zealand di 17 secondi e fa esplodere la festa a bordo.

La giornata era iniziata con il successo nella settima prova di flotta, risultato che aveva praticamente assicurato agli italiani l’accesso al match race. Emirates Team New Zealand aveva chiuso seconda, mentre Alinghi, ottava, perdeva definitivamente terreno nella corsa alla finale. Luna Rossa non si è però accontentata e ha vinto anche l’ottava e ultima prova, davanti a La Roche-Posay, con i francesi secondi a 29 secondi. Per New Zealand un settimo posto dopo una vistosa spanciata.

Poi il confronto diretto, quello più atteso. Luna Rossa parte davanti e non concede nulla. Il vantaggio cresce progressivamente: 10 secondi al primo gate, poi 12, 14 fino ai 17 secondi sul traguardo. Una regata sempre nelle mani dell’equipaggio italiano, mentre i neozelandesi non riescono mai a mettere davvero in discussione il risultato.

A bordo esplode la festa. Peter Burling, Marco Gradoni, Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini si abbracciano, arrivano lo spumante e lo stendardo dei vincitori. Festa anche per Max Sirena e per tutto il team Luna Rossa, che replica a Napoli il successo ottenuto nella Preliminary Regatta di Cagliari.

“Credete in voi e inseguite i vostri sogni perché si avverano”, ha detto Maria Giubilei al termine della regata, in uno dei momenti più emozionanti della giornata.

Napoli saluta così una quattro giorni di vela e spettacolo che ha riportato l’America’s Cup al centro del Golfo. Luna Rossa chiude con una vittoria pesante, battendo in finale proprio il Defender. Per il grande appuntamento del 2027, però, ci sarà ancora da aspettare: da maggio si tornerà a fare sul seri

Calcio, Parma-Carlos Cuesta, risoluzione consensuale.

Roma, 27 set. (askanews) – Carlos Cuesta non è più l’allenatore del Parma. Il club ha ufficializzato la decisione dopo un confronto interno con l’allenatore, comunicando che sono venute meno le condizioni per proseguire il progetto sportivo. Cuesta lascia dopo la salvezza conquistata nella scorsa stagione e un avvio di campionato più complicato, con quattro punti nelle prime cinque giornate. La seduta di lunedì sarà affidata allo staff tecnico del club con la società che è già al lavoro per individuare il sostituto. Nella lista dei nomi valutati ci sono Roberto D’Aversa, per cui si tratterebbe di un ritorno, e Alberto Gilardino.

Il comunicato del Parma: “Parma Calcio 1913 comunica che Carlos Cuesta non è più l’allenatore della prima squadra maschile. A seguito di un confronto interno tra società e allenatore, si è convenuto che non vi erano più i presupposti tra le parti per proseguire il rapporto professionale, in particolare in merito allo sviluppo del progetto sportivo. Sono venute a mancare, infatti, le condizioni necessarie affinché si potesse proseguire il lavoro intrapreso e si è giunti a questa decisione condivisa. La seduta di allenamento di domani pomeriggio, lunedì 28 settembre, sarà affidata allo staff tecnico del Club, in attesa di ulteriori sviluppi in merito alla nuova guida tecnica. A Carlos Cuesta ed al suo staff vanno i più sentiti ringraziamenti da parte del Presidente Kyle J. Krause, del CEO Federico Cherubini, della direzione sportiva e di tutta la società per questi mesi di lavoro, impegno e dedizione dimostrati ogni giorno e il più caloroso augurio per un futuro, sia professionale che umano, ricco di soddisfazioni e successi”.

Gaza, l’ex ministro Gallant: messaggio di Hamas allo Shin Bet prima del 7 ottobre

Roma, 27 set. (askanews) – L’ex ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha dichiarato oggi che Israele ricevette un messaggio da Hamas tramite un canale dello Shin Bet, in cui il leader di Hamas, Yahya Sinwar, avvertiva che avrebbe “fatto tremare le prigioni”.

Parlando alla radio dell’esercito, Gallant ha detto di aver appreso dalla stampa dell’esistenza di avvertimenti trasmessi al premier israeliano da Emirati Arabi Uniti ed Egitto prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

“Non so se sia vero o meno, anche se il numero di fonti sta aumentando – ha detto – ammettendo che sia vero, quando il primo ministro riceve un avvertimento dal leader di un altro Paese, questo non costituisce un suo asset politico, ma un’informazione di sicurezza di pertinenza dell’apparato della difesa”.

Nel corso dell’intervista l’ex ministro ha poi affermato che il premier Benjamin Netanyahu ha tenuto all’oscuro alti funzionari della sicurezza, compreso il ministro della Difesa, su conversazioni delicate avute con funzionari dell’amministrazione americana durante il conflitto seguito all’attacco di Hamas: “Più volte sono venuto a conoscenza di conversazioni importanti avute da Netanyahu sulle questioni più sensibili, ostaggi e munizioni, soltanto quando gli americani contattavano il mio ufficio per verificare quanto aveva detto loro Netanyahu”.

Il Papa: impossibile considerare normale togliere la vita

Roma, 27 set. (askanews) – “È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”. E’ il monito di Papa Leone, lanciato a Lourdes, nell’incontro con gli operatori e gli assistiti della struttura, all’Accueil Notre-Dame”.

“La persona umana è ‘degna’ per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità – ha aggiunto il Pontefice -. La sua dignità non si misura e non si discute. So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità”. “Al contrario – ha proseguito il Papa – è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta”.

Ai, Axios: verifiche OpenAI e Anthropic su migliaia di incidenti di sicurezza

Roma, 27 set. (askanews) – “OpenAI, Anthropic e alcuni ricercatori nel campo della sicurezza informatica stanno indagando su decine di migliaia di incidenti in cui i loro modelli di frontiera hanno compiuto azioni che valutatori esterni considererebbero problematiche”. Lo riporta l’agenzia statunitense Axios secondo quanto riferito da alcune fonti.

“Gli episodi – scrive Axios – includono l’elusione delle misure di sicurezza, la creazione di bacheche, la fuga dalle sandbox, il dirottamento di siti web, l’utilizzo di comandi automatici o tentativi di aggirare i sistemi di monitoraggio, secondo quanto riferito dalle fonti. Si sono verificati durante i test interni e nel mondo reale, e molti non sono ancora stati resi pubblici poiché i ricercatori di sicurezza continuano a indagare, secondo quanto riferito da alcune fonti”.

“Gli incidenti variano in gravità e sono paragonabili alle rivelazioni di OpenAI degli ultimi giorni. Comprendono sia tentativi riusciti di aggirare le misure di sicurezza, sia tentativi falliti, e la maggior parte, finora, non sembra aver causato danni reali. Secondo alcune fonti, il totale potrebbe superare di gran lunga le decine di migliaia”.

“Negli ultimi giorni, OpenAI e ricercatori esterni hanno rivelato una serie di episodi riguardanti il comportamento dei modelli nei sistemi dell’azienda, che alcuni esperti considerano preoccupanti. Tra questi figurano la diffusione online di 53 immagini di utenti di ChatGPT da parte di agenti di OpenAI, la violazione di un sito web del governo australiano e i tentativi di hackerare altri siti, tra cui quello del governo statunitense, secondo quanto riportato dall’azienda, da fonti e da reportage di Reuters e del New York Times”.

OpenAI ha annunciato la sospensione dell’addestramento dei suoi modelli più performanti e ha dichiarato che lo riprenderà “solo quando saremo certi di aver implementato ulteriori misure di sicurezza e miglioramenti nell’allineamento”, ha affermato un portavoce ad Axios.

“Le persone vogliono sapere che l’Ai viene sviluppata in modo sicuro, e questo inizia da ciò che aziende come la nostra fanno noi stesse”, ha dichiarato un portavoce di OpenAI ad Axios.

“Non è la prima volta che ci fermiamo per adottare tali misure, né prevediamo che sarà l’ultima, dato che le capacità dell’Ai continuano a progredire”.

“Anthropic – scrive Axios – ha incaricato un’organizzazione esterna specializzata in sicurezza di esaminare il comportamento dei suoi modelli. Nei documenti resi pubblici, l’azienda ha reso nota la frequenza degli episodi di disallineamento”.