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venerdì, 30 Gennaio, 2026
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Calcio, sorteggi Europa League: sarà Brann-Bologna

Roma, 30 gen. (askanews) – A Nyon il sorteggio dei playoff di Europa League ha regalato al Bologna i norvegesi del Brann (già affrontati nel girone, pareggio al Dall’Ara). Andata il 19 febbraio in trasferta, ritorno il 26 in casa. Se passa agli ottavi troverà Roma o Friburgo.

Playoff Europa League Brann – BOLOGNA Paok Salonicco – Celta Vigo Lille – Stella Rossa Panathinaikos – Viktoria Plzen Fenerbahce – Nottingham Forest Ludogorets – Ferencvaros Celtic – Stoccarda Dinamo Zagabria – Genk

La Margherita 2.0 di Spadafora, caccia ai delusi dei due poli: "Spazio enorme"

Roma, 30 gen. (askanews) – “In diverse decine di riunioni”, a cavallo tra due governi, il Conte I e il Conte II, il compromesso politico, la quadra tra istanze diverse si è trovata proprio a casa sua, lontano dalle sedi di partito o dalle aule parlamentari. “Non voglio sembrare sbruffone – dice -, ma sia il primo che il secondo governo Conte si sono fatti concretamente a casa mia” ed è anche in virtù di questa esperienza da mediatore che Vincenzo Spadafora, arrivato in Parlamento con il Movimento 5stelle, ex ministro dello Sport ed ex Garante per l’infanzia, si è ritagliato negli anni “un ruolo da dietro le quinte”, da tessitore di alleanze o almeno di incontri. “Sono forse più capace nel tentare di mettere insieme gli altri”, nell’avvicinare le posizioni, aggiunge. Ci riprova domani con la convention di Primavera, l’associazione che ha fondato un anno fa, e che chiama a raccolta, al Salone delle Colonne dell’Eur, varie anime e militanze riformiste, con l’aspirazione a mettere in piedi la quarta gamba del centrosinistra.

“C’è un potenziale enorme, ci sono i delusi del Pd e del Movimento Cinquestelle, ma anche i delusi dei partiti di destra, quelli che magari, una volta, hanno votato anche Lega e Fratelli d’Italia. Il potenziale è enorme, tutto dipenderà da come sarà raccontata questa cosa nuova”, osserva. Primavera, che “è presente in quattordici regioni” porta in dote un movimento di persone, di professionisti che appartengono ai mondi della sanità, dell’imprenditoria, del volontariato, “tutti elettori del centrosinistra che però non si riconoscono nè nel Pd di Elly Schlein nè nel Movimento Cinquestelle”.

“Domani – annuncia – ci apriamo al confronto con altre realtà, abbiamo messo insieme tutti quelli che si sentono di centrosinistra, ma sono fuori dai partiti che attualmente lo compongono”. E difatti ci saranno i sindaci – già protagonisti di varie iniziative di Casa riformista di Matteo Renzi – Silvia Salis (Genova) e Beppe Sala (Milano), ci sarà l’assessore capitolino Alessandro Onorato con il suo Progetto Civico Italia, ci saranno Maria Elena Boschi di Italia Viva, Ernesto Maria Ruffini, presidente di Più uno e da più parti evocato come federatore di quest’area, Francesca Romana D’Antuono, presidente di Volt Europa.

L’obiettivo, insomma, è una Margherita 2.0? “Quando fanno questo parallelismo non mi dispiace mai, ricordo che quando, nel 2001, è nata la Margherita ha avuto sorprendentemente oltre il 14% dei consensi e quindi evocarla è di buon auspicio. Ma va ricordata anche una cosa – sottolinea Spadafora -, che allora l’intuizione fu proprio quella di mettere insieme quattro piccole realtà e noi domani faremo questo, cercare di far dialogare realtà differenti. Renzi? Trovo stucchevole il dibattito Renzi sì, Renzi no, Renzi è già lì con Casa riformista, ha fatto una scelta di campo, è già dentro il centrosinistra”. Politicamente c’è da fidarsi di Renzi? “Credo che abbia un’intelligenza politica notevole, è molto bravo a controbattere al governo, credo che abbia sinceramente idea di dare una mano al centrosinistra a vincere alle prossime elezioni”. Serve un’alternativa al “governo di destra, che ha dimostrato di non riuscire a governare anche perchè ha una classe dirigente scadente”.

Bisogna già pensare a convocare un tavolo, secondo Spadafora, e questo è “un diritto-dovere” della segretaria Dem, con cui, in vista di domani, non ci sono state interlocuzioni particolari, spiega, perchè intanto si tratta di capire come può nascere la quarta gamba del campo largo. Ma c’è un rischio di ‘svuotare’ il Pd? “Pd, Avs e M5s non sono autosufficienti e non credo che i delusi votino ancora il Pd, c’è una parte enorme di elettorato che si dichiara di centrosinistra, che non vuole votare il centrodestra e cerca un’alternativa tra M5s e Pd. La bellezza del Pd – dice – è che è solido, sta al 20%, ma il suo limite è che sui territori è molto chiuso e molto legato a una classe dirigente che fa fatica a rinnovarsi, così non è facile trovare uno spazio dove fare politica attiva”. Insomma, “da soli non si va da nessuna parte, bisogna superare i personalismi, l’idea di dover sempre cercare uno spazio politico personale”.

Servirà una leadership, a un certo punto. Spadafora non fa nomi, dice che “tutte le persone che si stanno proponendo hanno una grossa capacità comunicativa, si stanno misurando sui territori”. Salis? “Silvia deciderà quando vuole lei di dare una mano al paese, in che ruolo e quando non lo so. Ma ora si occupa di Genova, è stata eletta da pochi mesi e sta dimostrando di essere amata dall’opinione pubblica”, conclude Spadafora.

Calcio, sorteggi Champions: Bodoe-Inter, Galatasaray-Juve

Roma, 30 gen. (askanews) – Il sorteggio dei playoff di Champions League a Nyon ha regalato queste avversarie alle tre italiane ancora in corsa: niente Mourinho per l’Inter che pesca i norvegesi del Bodø; per la Juventus di Spalletti c’è il Galatasaray di Osimhen; all’Atalanta tocca il Dortmund.

Playoff Champions League Bodø/Glimt – Inter Galatasaray – Juventus Borussia Dortmund – Atalanta Monaco-Psg Qarabag-Newcastle Bruges-Atletico Madrid Olympiacos-Leverkusen Benfica-Real Madrid

Trump: nominerò Kevin Warsh governatore della Fed

Roma, 30 gen. (askanews) – Sono lieto di annunciare che nominerò Kevin Warsh Presidente del consiglio dei governatori del sistema della riserva federale”. Lo scrive il presidente Usa Donald Trump sul social media di sua proprietà, Truth. “Conosco Kevin da molto tempo e non ho dubbi che passerà alla storia come uno dei GRANDI presidenti della Fed, forse il migliore”, aggiunge Trump.

“Kevin – scrive Trump in un lungo post su Truth – è attualmente Shepard Family Distinguished Visiting Fellow in Economia presso la Hoover Institution e docente presso la Stanford Graduate School of Business” ed “è socio di Stanley Druckenmiller presso Duquesne Family Office LLC. Ha conseguito la laurea triennale (A.B.) presso la Stanford University e la laurea in giurisprudenza (J.D.) presso la Harvard Law School. Ha condotto ricerche approfondite nel campo dell’economia e della finanza. Kevin ha presentato un rapporto indipendente alla Banca d’Inghilterra, proponendo riforme nella conduzione della politica monetaria nel Regno Unito. Il Parlamento ha adottato le raccomandazioni del rapporto. Kevin Warsh è diventato il più giovane governatore della Fed di sempre, a 35 anni, e ha ricoperto il ruolo di membro del Consiglio dei governatori del Federal Reserve System dal 2006 al 2011, di rappresentante della Federal Reserve presso il Gruppo dei Venti (G-20) e di emissario del Consiglio per le economie emergenti e avanzate in Asia. Inoltre, è stato governatore amministrativo, gestendo e supervisionando le operazioni, il personale e la performance
finanziaria del Consiglio. Prima della sua nomina al Consiglio,
dal 2002 al 2006, Kevin ha ricoperto il ruolo di Assistente
speciale del Presidente per la politica economica e di Segretario
esecutivo del Consiglio economico nazionale della Casa Bianca. In
precedenza, Kevin è stato membro del Dipartimento Fusioni e
Acquisizioni di Morgan Stanley & Co., a New York, ricoprendo il
ruolo di Vicepresidente e Direttore esecutivo”.

“Conosco Kevin da molto tempo e non ho dubbi che passerà alla storia come uno dei GRANDI presidenti della Fed, forse il migliore. Oltre a tutto il resto, è una figura si spicco e non vi deluderà mai. Congratulazioni Kevin!”, conclude Trump.

Maturità 2026, tra le materie latino al classico e matematica allo scientifico

Milano, 30 gen. (askanews) – Latino al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Scienze umane al Liceo delle Scienze umane; Economia aziendale per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing”; Discipline turistiche e aziendali per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Turismo”; Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Queste alcune delle discipline scelte per la seconda prova scritta della Maturità2026, secondo quanto prevede il decreto n.13 del 29/1/2026, firmato dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Sono state contestualmente definite anche le quattro materie del colloquio orale. L’Esame di Maturità si svolge con una prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, che si svolgerà dalle 8.30 di giovedì 18 giugno; una seconda prova scritta, riguardante le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio e il colloquio.

“Da quest’anno si torna all’Esame di Maturità, con un orale radicalmente nuovo. Abbiamo tolto la discussione del documento, che obbligava a fare collegamenti interdisciplinari forzati, creando inutile apprensione nei ragazzi, anche a causa della sua casuale imprevedibilità, e che non contemplava necessariamente una valutazione disciplinare. Abbiamo preferito puntare su un colloquio riferito a quattro discipline, durante il quale il candidato potrà dimostrare non solo il grado di conoscenze e competenze raggiunto, ma anche il grado di autonomia e responsabilità acquisito. Da qui la rilevanza delle attività extracurricolari, sportive o culturali” ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, spiegando che “da qui l’importanza delle azioni particolarmente meritevoli compiute. Da qui anche la necessità di ripetere l’anno per chi si rifiuterà di essere valutato all’orale. In una società che ha necessità di riscoprire il valore della maturità, il nuovo esame orale consente di valorizzare nella sua interezza la persona dello studente”.

Dal corrente anno scolastico, le Commissioni d’esame saranno composte da un presidente esterno, da due membri interni e da due esterni. Il colloquio è incentrato su quattro discipline. Oltre ad accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa e dello studente e a verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri di ciascuna disciplina, nel corso del colloquio viene esaminata la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto. La prova orale pone in evidenza e valorizza la responsabilità e l’impegno dimostrati dagli studenti in azioni particolarmente meritevoli, anche desumibili dal Curriculum della studentessa e dello studente, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona.

Nel corso del colloquio, il candidato espone anche le esperienze svolte nell’ambito delle attività di formazione scuola-lavoro e le competenze acquisite nell’ambito dell’Educazione civica. Nel caso in cui il candidato interno riporti, in sede di scrutinio finale, una valutazione del comportamento pari a sei decimi, il colloquio prevede anche la trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. Il voto in condotta incide sull’assegnazione del credito.

L’Esame di Maturità è validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove d’esame, compreso il colloquio. È prevista una terza prova scritta in alcuni indirizzi di studio (sezioni EsaBac, EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e scuole con lingua d’insegnamento slovena del Friuli-Venezia Giulia).

Per conoscere tutte le discipline oggetto della seconda prova e le quattro materie del colloquio è disponibile un apposito motore di ricerca. Le stesse saranno consultabili dagli studenti anche all’interno dell’area riservata della piattaforma unica.istruzione.gov.it. Per i Licei, le materie scelte sono: Latino per il Classico; Matematica per lo Scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate e la sezione a indirizzo Sportivo; Lingua e cultura straniera 1 per il Liceo linguistico; Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane (Diritto ed Economia politica nell’opzione Economico-sociale); Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il Liceo artistico; Teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale; Tecniche della danza per il Liceo coreutico.

Per gli Istituti tecnici: Economia aziendale per l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” (anche nelle articolazioni “Relazioni internazionali per il marketing” e “Sistemi informativi aziendali”) e Discipline turistiche e aziendali per l’indirizzo “Turismo”; Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”; nell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni”, Sistemi e reti sia per l’articolazione “Informatica” che per l’articolazione “Telecomunicazioni”; Produzioni vegetali per le articolazioni “Produzioni e trasformazioni” e “Gestione dell’ambiente e del territorio” degli Istituti agrari (Viticoltura e difesa della vite per l’articolazione “Viticoltura ed enologia”).

Maturità 2026, ecco discipline secondo scritto e 4 materie colloquio

Milano, 30 gen. (askanews) – Latino al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Scienze umane al Liceo delle Scienze umane; Economia aziendale per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing”; Discipline turistiche e aziendali per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Turismo”; Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Queste alcune delle discipline scelte per la seconda prova scritta della Maturità2026, secondo quanto prevede il decreto n.13 del 29/1/2026, firmato dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Sono state contestualmente definite anche le quattro materie del colloquio orale. L’Esame di Maturità si svolge con una prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, che si svolgerà dalle 8.30 di giovedì 18 giugno; una seconda prova scritta, riguardante le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio e il colloquio.

“Da quest’anno si torna all’Esame di Maturità, con un orale radicalmente nuovo. Abbiamo tolto la discussione del documento, che obbligava a fare collegamenti interdisciplinari forzati, creando inutile apprensione nei ragazzi, anche a causa della sua casuale imprevedibilità, e che non contemplava necessariamente una valutazione disciplinare. Abbiamo preferito puntare su un colloquio riferito a quattro discipline, durante il quale il candidato potrà dimostrare non solo il grado di conoscenze e competenze raggiunto, ma anche il grado di autonomia e responsabilità acquisito. Da qui la rilevanza delle attività extracurricolari, sportive o culturali” ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, spiegando che “da qui l’importanza delle azioni particolarmente meritevoli compiute. Da qui anche la necessità di ripetere l’anno per chi si rifiuterà di essere valutato all’orale. In una società che ha necessità di riscoprire il valore della maturità, il nuovo esame orale consente di valorizzare nella sua interezza la persona dello studente”.

Dal corrente anno scolastico, le Commissioni d’esame saranno composte da un presidente esterno, da due membri interni e da due esterni. Il colloquio è incentrato su quattro discipline. Oltre ad accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa e dello studente e a verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri di ciascuna disciplina, nel corso del colloquio viene esaminata la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto. La prova orale pone in evidenza e valorizza la responsabilità e l’impegno dimostrati dagli studenti in azioni particolarmente meritevoli, anche desumibili dal Curriculum della studentessa e dello studente, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona.

Nel corso del colloquio, il candidato espone anche le esperienze svolte nell’ambito delle attività di formazione scuola-lavoro e le competenze acquisite nell’ambito dell’Educazione civica. Nel caso in cui il candidato interno riporti, in sede di scrutinio finale, una valutazione del comportamento pari a sei decimi, il colloquio prevede anche la trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. Il voto in condotta incide sull’assegnazione del credito.

L’Esame di Maturità è validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove d’esame, compreso il colloquio. È prevista una terza prova scritta in alcuni indirizzi di studio (sezioni EsaBac, EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e scuole con lingua d’insegnamento slovena del Friuli-Venezia Giulia).

Per conoscere tutte le discipline oggetto della seconda prova e le quattro materie del colloquio è disponibile un apposito motore di ricerca. Le stesse saranno consultabili dagli studenti anche all’interno dell’area riservata della piattaforma unica.istruzione.gov.it. Per i Licei, le materie scelte sono: Latino per il Classico; Matematica per lo Scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate e la sezione a indirizzo Sportivo; Lingua e cultura straniera 1 per il Liceo linguistico; Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane (Diritto ed Economia politica nell’opzione Economico-sociale); Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il Liceo artistico; Teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale; Tecniche della danza per il Liceo coreutico.

Per gli Istituti tecnici: Economia aziendale per l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” (anche nelle articolazioni “Relazioni internazionali per il marketing” e “Sistemi informativi aziendali”) e Discipline turistiche e aziendali per l’indirizzo “Turismo”; Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”; nell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni”, Sistemi e reti sia per l’articolazione “Informatica” che per l’articolazione “Telecomunicazioni”; Produzioni vegetali per le articolazioni “Produzioni e trasformazioni” e “Gestione dell’ambiente e del territorio” degli Istituti agrari (Viticoltura e difesa della vite per l’articolazione “Viticoltura ed enologia”).

Sci, troppe cadute: annullata la libera di Crans Montana

Roma, 30 gen. (askanews) – Inizio terribile e gara annullata di Coppa del Mondo di discesa femminile sulle nevi di Crans Montana. Nella prima mezzora scendono e terminano la prova solo in tre su sei (la statunitense Jaqueline Wiles, la svizzera Corinne Suter e la francese Romane Miradoli). La numero 1 di pettorale, l’austriaca Nina Ortlieb, la numero 3, la norvegese Marte Monsen, e la numero 6, la 41enne americana Lindsey Vonn (leader stagionale proprio della classifica di discesa), cadono in maniera rovinosa, con quest’ultima che sembra aver accusato conseguenze, toccandosi più volte il ginocchio sinistro (anche se la protesi lo ha al destro) davanti ai soccorritori arrivati per liberarla dalle reti di protezione. Dopo la sua caduta e la successiva discesa di un apripista dopo la terza interruzione, il direttore di gara Peter Gerdol sceglie la soluzione più saggia.

Il Cremlino: la Russia accetta la proposta di Trump di fermare i bombardamenti sull’Ucraina fino al 1 febbrio

Roma, 30 gen. (askanews) – Mosca accetta la richiesta del presidente statunitense Donald Trump di astenersi dai bombardamenti contro l’Ucraina fino al 1 febbraio per creare condizioni favorevoli per i negoziati. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

“A questo proposito, posso dire che il presidente Trump ha effettivamente chiesto personalmente al presidente Putin di astenersi per una settimana, fino al 1° febbraio, dal lanciare attacchi contro Kiev, al fine di creare condizioni favorevoli ai negoziati. Questo è ciò che posso dire su questo argomento”, ha detto Peskov ai giornalisti.

“Stiamo parlando di creare condizioni favorevoli per i negoziati… Sì, certo, c’è stato un appello personale da parte del presidente Trump”, ha detto Peskov ai giornalisti, quando gli è stato chiesto se Mosca avesse accettato di astenersi dagli attacchi contro l’Ucraina.

Camera, stop conferenze stampa di oggi. Salta quella su remigrazione

Roma, 30 gen. (askanews) – “Per questioni di ordine pubblico tutte le conferenze stampa alla Camera dei deputati sono state annullate”. Lo ha deciso la presidenza della Camera dopo l’occupazione dei gruppi di opposizione della sala conferenze di Montecitorio che aveva l’obiettivo di impedire che si svolgesse l’iniziativa, prevista per le 11,30, sul lancio della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare ‘Remigrazione e riconquista’ che vede tra i promotori Casapound, il Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani. Cui il deputato leghista Domenico Furgiuele ha ‘offerto’ la sala destinata a Montecitorio alle conferenze stampa.

Alla Camera le opposizioni occupano la sala conferenze contro "remigrazione"

Roma, 30 gen. (askanews) – Sono entrati nella sala delle conferenze stampa della Camera gli esponenti delle opposizioni, occupandola. Obiettivo: impedire che possa aver inizio l’iniziativa, prevista per le 11,30, sul lancio della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare ‘Remigrazione e riconquista’ che vede tra i promotori Casapound, il Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani. Cui il deputato leghista Domenico Furgiuele ha ‘offerto’ la sala destinata a Montecitorio alle conferenze stampa. L’occupazione’ della stanza è già cominciata con i commessi pronti a gestire la situazione.

Folte le delegazioni di Pd-M5S-Avs, con il capigruppo della Camera dei Cinque Stelle, Riccardo Ricciardi, il quale questa mattina in aula aveva annunciato il presidio per impedire che si aprissero “le porte a naziskin, Casapound e fascisti”. Presenti fra gli altri Boldrini, Orfini, Scotto, Zaratti.

Il deputato Furgiuele è entrato ed è stato contornato dai deputati delle opposizioni, che cantano ‘Bella Ciao’.

Lavoro, Istat: a dicembre disoccupazione resta ai minimi, tasso al 5,6%

Roma, 30 gen. (askanews) – A dicembre 2025 il tasso di disoccupazione scende al 5,6% (-0,1 punti), quello giovanile sale al 20,5% (+1,4 punti). E’ la stima dell’Istat.

La diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-1%, pari a -15mila unità) riguarda le donne e chi ha almeno 25 anni d’età; al contrario, tra gli uomini e i 15-24enni il numero dei disoccupati è in aumento.

La crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,2%, pari a +31mila unità) si osserva per uomini, donne e per tutte le classi d’età, ad eccezione dei 15-24enni tra i quali il numero di inattivi è in calo. Il tasso di inattività sale al 33,7% (+0,1 punti).

Rispetto a dicembre 2024, cala il numero di persone in cerca di lavoro (-13,8%, pari a -229mila unità) e aumenta quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+1,3%, pari a +163mila unità).

Lavoro, Istat: a dicembre -20mila occupati, su anno +62mila

Roma, 30 gen. (askanews) – A dicembre 2025 gli occupati calano dello 0,1%, pari a -20mila unità. Tale diminuzione coinvolge gli uomini, i dipendenti a termine, i 25-34enni e i 35-49enni; il numero di occupati, invece, cresce tra le donne, gli autonomi e i 15-24enni, rimanendo sostanzialmente stabile tra i dipendenti permanenti e tra chi ha almeno 50 anni d’età. Il tasso di occupazione scende al 62,5% (-0,1 punti). E’ la stima dell’Istat.

A dicembre 2025, il numero di occupati supera quello di dicembre 2024 dello 0,3% (+62mila unità); l’aumento riguarda le donne e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione tra gli uomini e nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione, in un anno, risulta invariato.

“A dicembre 2025 il numero di occupati, pari a 24 milioni 142mila, è in calo rispetto al mese precedente. Diminuiscono i dipendenti a termine (2 milioni 405mila), crescono gli autonomi (5 milioni 227mila) e risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti (16 milioni 511mila)”, è il commento dell’Istat.

FS Italiane: bodycam a tutti gli operatori di FS Security entro 2026

Roma, 30 gen. (askanews) – Entro la fine del 2026, tutti gli operatori di FS Security, del gruppo FS Italiane, saranno progressivamente dotati di bodycam: lo annuncia la società, riferendo con un comunicato la firma di un accordo con i sindacati – Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, SLM Fast Confsal e Orsa Ferrovie – per l’introduzione strutturale di questo strumento in dotazione al proprio personale operativo.

L’intesa, si legge, arriva al termine del percorso avviato con la fase di sperimentazione e rappresenta un passo decisivo nel rafforzamento delle misure di tutela del personale del Gruppo FS e dei passeggeri, in un’ottica di prevenzione, deterrenza e maggiore sicurezza nei contesti operativi più esposti.

L’adozione delle bodycam è il risultato di un confronto costruttivo con le Organizzazioni Sindacali, che ha portato alla definizione condivisa delle modalità di utilizzo, delle garanzie per i lavoratori e del pieno rispetto della normativa in materia di privacy e protezione dei dati personali.

La registrazione, precisa FS, verrà avviata esclusivamente nei casi in cui si ravvisino potenziali rischi per l’incolumità personale dell’operatore o di terzi. Una volta attivate, le bodycam consentiranno anche la registrazione audio.

In tempo reale, inoltre, immagini, audio e dati di geolocalizzazione saranno trasmessi alla Control Room di FS Security, deputata alla gestione dei flussi informativi in caso di criticità, a supporto delle attività di monitoraggio e di intervento.

Si tratta di un ulteriore passo in avanti rispetto alla sperimentazione condotta nel corso del 2025, che ha consentito di testare sul campo l’efficacia delle bodycam, ponendo le basi per l’estensione progressiva del dispositivo a tutto il personale.

L’obiettivo principale, dice la società, è quello di aumentare la deterrenza e la sicurezza, garantendo un ambiente più protetto per il personale e i passeggeri.

Per garantire la massima trasparenza, inoltre, le immagini registrate saranno conservate in forma criptata e non potranno essere scaricate, visualizzate o cancellate dagli operatori che effettuano le riprese, assicurando così un elevato standard di sicurezza e trasparenza.

Con la firma dell’accordo sindacale e l’estensione a tutto il personale, l’utilizzo delle bodycam entra a far parte in modo strutturale delle dotazioni di FS Security, affiancando le altre misure già in atto per la sicurezza nelle stazioni e sui principali collegamenti ferroviari.

Il Gruppo FS Italiane conferma così il proprio impegno a investire in innovazione, prevenzione e dialogo con le parti sociali, mettendo al centro la tutela delle persone: chi lavora ogni giorno sul campo e chi viaggia.

Tennis, Alcaraz: "Ho lottato fino alla fine con il cuore"

Roma, 30 gen. (askanews) – “Credere. Credere sempre. Dico sempre che bisogna credere in se stessi, a prescindere dalle difficoltà che si stanno attraversando”. Così Carlos Alcaraz dopo il successo contro Zverev che gli vale la finale degli Australian Open, la prima in carriera. “Devi continuare a credere in te stesso in ogni momento – continua – Stavo faticando a metà del terzo set. Dal punto di vista fisico è stata una delle partite più impegnative che abbia mai giocato nella mia giovane carriera. Ma mi ero già trovato in situazioni del genere, quindi sapevo cosa dovevo fare. Dovevo metterci il cuore. Penso di esserci riuscito. Ho lottato fino all’ultimo punto. Sapevo che avrei avuto le mie occasioni. Nel quinto set sono stato paziente. Sono estremamente orgoglioso del mio servizio e di come sono riuscito a rientrare nel match nel quinto set”

Tennis, Alcaraz si ferma e Zverev sbotta: "Proteggete sempre lui"

Roma, 30 gen. (askanews) – La semifinale degli Australian Open tra Carlos Alcaraz e Alexander Zverev si è trasformata in un caso. Nel terzo set, sul 5-4, lo spagnolo ha accusato crampi evidenti e un forte malessere, arrivando a dire al suo angolo: “Ho vomitato, non so se prendere qualcosa”. La richiesta di intervento medico ha portato alla concessione di un medical timeout.

Una decisione che ha fatto esplodere la protesta di Zverev. “Non potete curarlo per i crampi”, ha urlato il tedesco verso il giudice di sedia, aggiungendo poi al supervisor: “Proteggete sempre gli stessi giocatori” riferendosi ad Alcaraz e Sinner. Secondo Zverev, il trattamento non sarebbe stato consentito dal regolamento e avrebbe alterato l’andamento della partita.

Nonostante le difficoltà fisiche, Alcaraz è rimasto in campo e ha trascinato il set al tie-break, mentre la tensione saliva e il match assumeva una dimensione sempre più nervosa e psicologica. Un episodio che ha acceso il dibattito sull’interpretazione delle regole e che ha segnato una delle serate più controverse del torneo.

Tennis, Alcaraz in finale degli AO: Zverev battuto in cinque set

Roma, 30 gen. (askanews) – Per la prima volta in carriera Carlos Alcaraz è in finale agli Australian Open. Il murciano ha superato Sascha Zverev dopo una semifinale epica, risolta con il punteggio di 6-4, 7-6, 6-7, 6-7, 7-5 in 5 ore e 27 minuti, la terza partita più lunga di sempre nella storia del torneo. Una sfida incredibile, segnata dai crampi accusati da Alcaraz a metà del terzo set dopo due parziali vinti con qualità nei momenti chiave. Carlos giocherà l’ottava finale Slam in carriera, la prima a Melbourne Park

Camera, M5S-Avs-Pd in aula: pronti presidiare sala conferenza remigrazione

Roma, 30 gen. (askanews) – Il presidente della Camera fermi lo “scempio” della conferenza stampa sulla ‘remigrazione’ che si terrà alla Camera alle 11,30. A chiederlo Pd, M5S e Avs, ribadendo la propria posizione contro una inziativa organizzata da “neofascisti”. “Presidieremo la sala”, annnunciano. Nessuna replica da parte dei banchi della maggioranza. Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli si limita a rispondere che “la posizione del presidente della Camera è stata già chiarita ieri con una nota ufficiale (iniziativa “inopportuna”, ha detto Lorenzo Fontana) e la “questione si intende chiusa”. Non però per le opposizioni che sono sul piede di guerra.

“Abbiamo deciso di presidiare la sala conferenze per impedire che si aprano le porte a naziskin, Casapound e fascisti”, sottolinea il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi. “C’è una linea che non va superata, una linea che va tracciata. Il nazismo e il fascismo non sono un’opinione o un’idea, ma un crimine”. Quanto al merito “andiamo a vedere l’idiozia di questa ‘remigrazione’: propongono di dare soldi agli immigrati regolari per incentivarli a rientrare nella loro nazione d’origine. Saranno contenti, immagino, gli imprenditori del nord est, giusto per fare un esempio, strozzati dalle tasse, che vedono i loro soldi usati perché i lavoratori e le lavoratrici delle loro aziende, formati lavorativamente e integrati socialmente, prendano soldi per tornare nel loro Paese. Si porta avanti il classico stile delle Destre: proposte irrealizzabili che soffiano sul fuoco” come i centri in Albania, “sbarchi che aumentano, vogliono addirittura i blindati a termini, dove io non passo nemmeno con la macchina”. “Oggi tracciamo una linea rossa sotto la quale non andare: nella culla della democrazia i nazisti e i fascisti non entrano. Tutto qui”.

“Rivolgo un appello formale alla Presidenza della Camera affinché intervenga immediatamente e revochi la concessione della sala stampa di Montecitorio a gruppi che si richiamano apertamente all’ideologia nazifascista. Consentire l’ingresso di naziskin e neofascisti negli spazi della Camera dei deputati rappresenta un oltraggio gravissimo alla memoria dei nostri padri e delle nostre madri costituenti”, tuona Angelo Bonelli di Avs. Fontana, conclude, impedisca “questo sfregio alla memoria antifascista su cui si fonda la Repubblica italiana”.

All’appello si è associato il dem Andrea Casu: ” la Camera – ha detto – non può diventare tribuna di chi incita odio e violenza. L’dio e la violenza non deve avere solo contro le opposizioni, le opposizioni democratiche ci sono e ci saranno e continueranno a presidiare, ma devono avere contro la reazione di tutte le istituzioni. In questi pochi minuti che ci separano” dalla conferenza stampa sulla remigrazione, “chiediamo ci sia una azione risolutiva che impedisca questo scempio”.

Zelensky: invito Putin a Kiev, vediamo se ha il coraggio

Roma, 30 gen. (askanews) – “Naturalmente è impossibile che io incontri Putin a Mosca. Sarebbe come incontrarlo a Kiev”, ha dichiarato oggi ai giornalisti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ricambiando l’invito al presidente russo Vladimir Putin nella capitale ucraina: “allo stesso modo posso invitarlo io a Kiev: venga pure. Lo invito pubblicamente, se naturalmente avrà il coraggio”.

Zelensky ha sottolineato che l’Ucraina vuole raggiungere un’intesa costruttiva su una reale fine della guerra, organizzare un incontro che possa essere produttivo, discutere le questioni esistenti e risolverle.

“Ma se qualcuno non vuole incontrarsi e per qualche motivo non può permettersi di dirlo apertamente, allora ecco che arrivano questi inviti a Mosca. È chiaro cosa stia succedendo”, ha osservato il presidente ucraino, ribadendo che Kiev è aperta a qualsiasi tipo di formato di negoziato, purché sia produttivo.

In merito alla presenza degli europei, Zelensky si dichiara favorevole, ma nutre qualche dubbio sulle intenzioni di russi e americani.

“Certo, sosteniamo sempre la partecipazione degli europei. Ma non sono sicuro che le altre due parti sosterranno un simile formato per un incontro tra leader”, ha spiegato Zelensky.

La Cassazione: l’indipendenza delle toghe resti il caposaldo del sistema

Roma, 30 gen. (askanews) – “La preoccupazione della magistratura è volta a garantire che resti effettiva l’indipendenza e l’autonomia della giurisdizione come caposaldo del sistema costituzionale”. Lo afferma il primo presidente della Cassazione, Pasquale D’Ascola, in un passo della sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

L’alto magistrato sottolinea poi: “In una Costituzione che ha il suo perno essenziale nel principio di uguaglianza sostanziale, la magistratura, che esercita la funzione giurisdizionale affinché la legge sia uguale per tutti, sente di aver adempiuto il proprio dovere se il diritto, ogni diritto, ha effettiva tutela e non se è soltanto declamato. La sua autonomia e la sua indipendenza non sono un privilegio, ma sono presupposti perché il giudice sia sempre imparziale”.

Pil, Istat: nel 2025 crescita a +0,7%, nel IV trimestre +0,3%

Roma, 30 gen. (askanews) – Nel 2025 il Pil, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,7% rispetto al 2024. Nel 2025 vi sono state tre giornate lavorative in meno rispetto al 2024. E’ la stima preliminare dell’Istat.

Nel quarto trimestre del 2025, il Pil corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% in termini tendenziali.

La variazione acquisita per il 2026 è pari allo 0,3%.

Bce, salgono inflazione percepita (3,2%) e quella attesa a lungo termine

Roma, 30 gen. (askanews) – Dopo una lunga fase di stabilità, a dicembre l’inflazione percepita dai consumatori nell’area euro Ha registrato un leggero rialzo, portandosi al 3,2% sull’insieme dei passati 12 mesi, rispetto al 3,1% dei mesi precedenti.

Secondo l’ultima rilevazione effettuata dalla Bce, sono invece rimaste invariate le aspettative mediane per l’inflazione futura, al 2,8% sui prossimi 12 mesi, ma sono salite al 2,6% (dal 2,5%) quelle da qui a 3 anni e al 2,4%, dal precedente 2,2%, quelle sull’orizzonte dei prossimi cinque anni.

Mattarella: comunicazione orientata da interessi, fondamentale giornalismo

Roma, 30 gen. (askanews) – “Oggi, il rischio di un abbattimento del pluralismo, sostituito da una comunicazione globale uniforme e orientata da interessi, è particolarmente elevato. In questi contesti, il ruolo dei giornalisti e dei giornali, storicamente inteso come contropotere in grado di stimolare il pensiero critico, il dibattito e la libertà di scelta dei cittadini, è più che mai fondamentale”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una lettera a Il Foglio in occasione del 30esimo anniversario dalla nascita del giornale.

“I rapidi cambiamenti tecnologici, la concentrazione della proprietà dei nuovi media in poche mani, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e la diffusione delle fake news rappresentano sfide significative per le democrazie liberali”, ha aggiunto il capo dello Stato.

L’impegno pubblico dei cristiani: Mons. Paglia richiama la forza del sogno perduto

Il mio intervento parte da un auspicio molto forte: il ritorno di un sogno. Le categorie tradizionali di destra, centro e sinistra appaiono oggi svuotate, private di contenuto e incapaci di suscitare passione. Il vero problema del nostro tempo non è la collocazione politica, ma l’assenza di una visione capace di accendere energie collettive. È una crisi che non riguarda solo l’Italia, ma l’Europa e l’intero pianeta: siamo entrati nel nuovo secolo “a testa bassa”, senza sogni e senza grandi passioni.

La crisi del mondo cattolico

In questo scenario, la crisi del mondo cattolico appare particolarmente grave. Non si tratta soltanto di una crisi organizzativa – la diminuzione dei preti, il calo della partecipazione alla vita ecclesiale – ma di una crisi spirituale e culturale più profonda. La Chiesa, in Italia e in Europa, appare ripiegata su se stessa, concentrata sui propri problemi interni, perdendo la capacità di sognare un mondo diverso, più fraterno, solidale e giusto. Questa responsabilità non riguarda solo i vertici ecclesiastici, ma anche i singoli cattolici impegnati nella vita pubblica e politica.

L’assenza di sogni genera populismi. I populismi, infatti, sono il prodotto del vuoto lasciato dalla scomparsa di quelle grandi passioni che animarono le generazioni del dopoguerra. I padri costituenti, l’Europa immaginata dai suoi fondatori, la nascita delle Nazioni Unite e della Dichiarazione universale dei diritti umani furono il frutto di una visione condivisa: la volontà di costruire un mondo radicalmente diverso dopo la tragedia della guerra. La Costituzione italiana nacque non tanto come compromesso tra schieramenti diversi, ma come progetto unitario per tutti.

Umanesimo cristiano e umanesimo laico

Quella visione era alimentata da due grandi tradizioni europee: l’umanesimo laico e l’umanesimo cristiano. Il Codice di Camaldoli, come altre sollecitazioni culturali e spirituali, testimoniava un cattolicesimo capace di pensiero alto, universale, non autoreferenziale. 

Oggi questa dimensione sembra smarrita. Per questo è necessario spostare il baricentro della riflessione sull’Europa: non si può parlare seriamente dell’Italia senza parlare dell’Europa. È l’Europa, infatti, l’unico spazio politico in grado di arginare la frammentazione del mondo e la crisi dell’universalismo, messo in discussione da nuovi imperi e da politiche di potenza.

L’Europa risente della debolezza del cristianesimo

La debolezza del cristianesimo europeo è intimamente legata alla debolezza della politica europea. Il ripiegamento delle comunità cristiane su una dimensione puramente interna è una forma di irresponsabilità storica. I cattolici hanno il dovere di tornare a vivere la politica in prima persona, non necessariamente attraverso un partito d’ispirazione cristiana – ipotesi che appare oggi poco realistica – ma superando l’attuale dispersione, che è sterile e inefficace.

Un dato drammatico incombe su tutto: in Italia il 50% dei cittadini non vota. È un segno di disaffezione profonda, che non può essere ignorato. Continuare a discutere di schieramenti significa occuparsi di “questioni di cortile”, mentre metà del Paese resta fuori dalla partecipazione democratica. Qui si gioca, appunto, una responsabilità storica del mondo cattolico e laico insieme.

Infine, il discorso si carica di una forte denuncia morale: la guerra è stata nuovamente sdoganata come strumento di pace. Questo è un tradimento dello spirito della Costituente e della passione che rese grande l’Italia e l’Europa nel dopoguerra. La memoria di chi ha vissuto direttamente quell’esperienza – giovani costituenti capaci di dividersi sulle leggi ordinarie ma di unirsi nel pomeriggio per scrivere una Carta per tutti – mostra quanto sia urgente recuperare quello spirito unitario.

Una nuova alleanza

Destra, sinistra e centro non bastano più. Ciò che serve è una nuova alleanza tra cattolici, laici di matrice umanista, capace di restituire all’Europa una prospettiva universale fondata su fraternità, solidarietà e responsabilità storica. Senza questo ritorno al sogno, la politica resta amministrazione senz’anima e il futuro una terra già disegnata. Da altri.

N.B. Il testo non è stato rivisto dall’autore. Per accedere alla registrazione video del dibattito (Radio Radicale) clicca qui.

Ogni ammiccamento complice crea equivoci

Per una volta sarebbe il caso di chiedere a Giorgia Meloni il contrario di quel che le si chiede abitualmente e cioè di non tenersi in bilico, sul filo dell’equilibrio, incline al compromesso. Quindi, di non barcamenarsi, dando un colpo al cerchio e uno alla botte, ma, all’opposto, di prendere una posizione forte, risoluta, priva di ogni ambiguità e ogni incertezza.

Il nodo Trump e la politica estrema

Si tratta ovviamente di decidere il da farsi con Donald Trump e con la sua politica estrema (vedi da ultimo alla voce Minneapolis). Finora Meloni ha camminato sul filo: ha risposto a tono quando proprio non poteva farne a meno, ma ha evitato per quanto possibile di finire in fuori gioco, attestandosi su di una linea più nitidamente critica.

Il doppio registro diplomatico

Giocando diplomaticamente sui due registri, ha voluto difendere la memoria dei soldati italiani dileggiati dal tycoon, salvo dichiarare un attimo dopo di sperare che il tycoon sia insignito di quel premio Nobel che fa parte dei suoi più tenaci deliri.

Ora però questo bilanciamento comincia a non avere né un senso né una ragione.

Da parte della Casa Bianca c’è ormai una tale presa di distanza dall’antica politica atlantica che ogni concessione diplomatica, ogni ammiccamento complice, ogni gesto di apparente cortesia rischia di lasciarsi dietro una scia di equivoci da cui converrebbe invece tenersi al riparo.

Amicizia sì, equivoci no

Gli Stati Uniti restano un paese amico, certo. Ma l’interpretazione che Trump sta dando della nostra amicizia e il suo modo di interpretare la pace e la democrazia sono lontane mille miglia dal sentimento politico del nostro Paese.

Sarebbe il caso che Meloni trovasse il modo di dirglielo. Senza ambiguità.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 29 gennaio 2026 [Testo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Ripartiamo dal popolarismo sturziano declinandolo in chiave moderna

Un bipolarismo estraneo alla storia italiana

L’Italia non è un Paese da sistema politico bipolare. Non lo è mai stata nella sua cultura politica, nella sua storia istituzionale, nella sua struttura sociale. Eppure si insiste in questa direzione.

Da anni ci viene proposto – e in qualche modo inculcato – un bipolarismo forzato, quasi fosse l’unica forma possibile di democrazia moderna. Un meccanismo che pretende di ridurre la complessità della società italiana a due blocchi contrapposti, come in una versione semplificata – e spesso caricaturale – del modello americano.

Uno scimmiottamento che diventa farsa

Ma quel modello non ci appartiene. Non è nato dalla nostra storia, né dalle nostre tradizioni politiche. È uno scimmiottamento che finisce per trasformarsi in farsa: due poli che si contrappongono in modo rituale, mentre entrambi cercano di intercettare lo stesso bacino elettorale, quello centrale e moderato, dove si concentra la parte più ampia e decisiva dell’elettorato.

La parentesi tripolare e la sua normalizzazione

Non è un caso che, a un certo punto, si sia parlato di sistema tripolare, con l’entrata in scena del Movimento 5 Stelle che aveva intercettato, tra le altre cose, uno spazio politico rimasto vuoto: quello di chi non si rivede in questo schema dei due blocchi contrapposti.

Ma quella rottura è stata progressivamente riassorbita: il Movimento è stato “normalizzato”, ricondotto dentro la logica del “campo largo”, e dunque riportato all’interno del perimetro del bipolarismo, abbagliato dalla possibilità di vincere.

Accordi sì, matrimoni forzosi no

Non si criticano gli accordi elettorali in quanto tali. Si criticano i matrimoni forzosi, fondati unicamente sull’obiettivo di vincere e non su una visione condivisa.

E cosa fanno i partiti di ispirazione popolare? Si prestano a essere cavalli di Troia del sistema. Portatori d’acqua a vantaggio di raggruppamenti di destra e di sinistra con cui hanno, spesso, poco da spartire dal punto di vista delle idee e dei valori.

Offrono un contributo identitario in cambio di qualche seggio sicuro, di una candidatura protetta, della speranza di partecipare alla vittoria di uno dei due schieramenti e alla spartizione del potere.

L’anomalia italiana del centro politico

In gran parte d’Europa i partiti di centro e di ispirazione popolare esprimono percentuali significative, spesso intorno al 15–20%, quando non di più.

Solo in Italia quell’area è frammentata, dispersa, fagocitata dentro coalizioni che ne sterilizzano l’identità. Molti esponenti di cultura popolare hanno finito per trovare casa in partiti che poco o nulla hanno a che vedere con quella tradizione. Tuttavia i tempi sono maturi perché si possa tentare di costruire davvero il partito dei popolari.

Non si tratta di rifare la Democrazia Cristiana, che appartiene alla storia della Repubblica. Tentare di replicarla sarebbe un’operazione nostalgica e fuori dal tempo. Si tratta, piuttosto, di ripartire dal popolarismo sturziano e declinarlo in chiave moderna.

La lezione di Sturzo: metodo prima del simbolo

Il Partito Popolare di don Sturzo non era un partito-persona né un contenitore di potere. Nasceva da una cultura politica fondata sulla centralità della persona, sul valore dei corpi intermedi, sulla sussidiarietà, sulla responsabilità, sulla libertà unita alla solidarietà.

Era una chiamata all’impegno dei “liberi e forti”, non una costruzione artificiale di schieramenti. Ripartire da quella idea significa recuperare un metodo prima ancora che un simbolo: autonomia, identità, progettualità.

Un soggetto politico autonomo e riconoscibile

Significa costruire un soggetto politico riconoscibile, alternativo al bipolarismo forzato, capace di presentarsi agli elettori senza subalternità.

Ricostruire la casa dei popolari non sarà semplice. Occorrerà mettere da parte personalismi e calcoli di breve periodo. Non dovrà nascere per alimentare l’ego di qualche leader né per drenare voti verso destra o verso sinistra in cambio di posizioni di rendita. Diversamente, non avrebbe senso.

Dovrà nascere con ambizione: ambizione di identità prima ancora che di consenso, ambizione di progetto prima ancora che di alleanza. Un partito che, nella scia del popolarismo sturziano e della migliore tradizione democratico-cristiana, torni a elaborare soluzioni concrete sui grandi temi del Paese: lavoro, famiglia, corpi intermedi, autonomia, solidarietà, Europa.

Correre con la propria identità

Correre con la propria identità non significherà isolarsi ma identificarsi. Significherà restituire al voto la sua dimensione di scelta consapevole, liberare una parte dell’elettorato dall’obbligo di scegliere “contro” qualcuno anziché “per” qualcosa.

La chiamata all’unità dei popolari non è nostalgia. È una proposta politica. È la richiesta di rompere un equilibrio artificiale e di rimettere al centro la persona, la comunità e il bene comune.

È evidente, infine, che esistano difficoltà oggettive, legate a una legge elettorale che premia i raggruppamenti di liste. Proprio per questo è necessario avviare un processo politico serio, coerente e capace di guardare lontano.

Occorre dare vita a un Partito dei Popolari Uniti che si presenti alle prossime elezioni con una propria identità autonoma, non come appendice di uno dei poli, ma come forza autenticamente alternativa, pronta a dialogare con chi condivida l’esigenza di superare l’attuale schema.

In questa prospettiva, l’obiettivo è costruire un autentico “campo degasperiano”, dialogando con le forze di matrice liberale e riformista più vicine per cultura e visione e mantenendo una chiara distanza da impostazioni populiste, sovraniste o massimaliste di ogni segno.

Una scelta di responsabilità

Costruire il partito dei popolari non è un’utopia. È una scelta di responsabilità. «Solo se saremo uniti saremo forti, solo se saremo forti saremo liberi».

Dalla gogna mediatica al cannibalismo sociale

Il rancore come clima emotivo dominante

Da alcuni anni il Rapporto CENSIS evidenzia una deriva montante nella società italiana (ma si ha motivo di pensare che sia un fenomeno sociale planetario): quello di un sentimento diffuso e crescente di ‘rancore’ come stato d’animo persino prevalente in molte relazioni umane.

Leggendo la cronaca quotidiana si percepisce come questo fermo immagine non abbia un target di riferimento: è piuttosto una declinazione peggiorativa di un modo di essere e di pensare, un correlato della diffidenza mista a cattiveria, giustizialismo preconcetto, sfiducia nel futuro, vendetta.

Anche nei reati a sfondo sessuale, oltre alle violenze fisiche, crescono quelle occulte e simboliche, tendenti a colpire qualcuno, dare scandalo, violare la privacy, ferire nell’intimità, ne è prova il diffondersi del cd. revenge porn che – tradotto alla lettera – significa proprio porno-vendetta.

Violenza simbolica e morte civile

In questi giorni sono accaduti fatti che fanno riflettere. A cominciare dai genitori di quell’uomo che ha ucciso crudelmente la moglie a motivo di una separazione che non accettava: la gogna mediatica – ma potremmo meglio dire la ‘fogna’ dei social si è scatenata con insulti, accuse, offese per ‘aver messo al mondo un assassino’ e questo li ha portati ad un duplice suicidio, non reggendo l’onta del pubblico ludibrio.

Questo vezzo della calunnia attraverso i canali dei social è incalzante, crescente, pervasivo, crudele: un ricettacolo di pulsioni negative privo di alcun profilo morale, un’anticipazione del giudizio, il prevalere di sentimenti negativi che rimuovono ogni umana comprensione verso chi è già colpito dal dolore, la cancellazione di ogni parola di mitezza, benevolenza, condivisione, consolazione.

È solo l’ultimo anello di una catena dove si tollerano l’anonimato e la vigliaccheria di chi usa strumenti comunicativi per offendere e far del male, fino all’istigazione vera e propria a pagare il prezzo più alto – la vita – con accanimento, odio e ferocia.

Minori, insulti e fallimento educativo

Basti ricordare i casi di minori che non hanno retto gli insulti e i vituperi, persino gli inviti a farla finita inflitti da coetanei: e questo la dice lunga sul comportamento, il linguaggio e gli stili di vita che vanno diffondendosi tra i giovani e i giovanissimi.

In tutto questo viene da chiedersi quale ruolo educativo svolga la famiglia, quale prevenzione, quale controllo. Ma questo è un tema che merita un approfondimento che in questa sede viene solo accennato.

Indifferenza, sciacallaggio, disumanità

L’eco della cronaca riporta fatti sconvolgenti, c’è solo purtroppo l’imbarazzo della scelta.

Come quel ragazzo trovato morto sul ciglio della strada nel quartiere di San Salvario a Torino: caduto dalla bici non è stato soccorso in fin di vita da chi, transitandogli a fianco in auto, ha fatto finta di non vederlo o peggio si è fermato solo per frugargli nelle tasche e rubargli il portafoglio.

Qualche sciacallo che non ha provato il minimo dovere di prestare aiuto, senza alcuna pietà. Un gesto vergognoso e disumano che non ha giustificazione alcuna.

Truffe agli anziani e violenza finale

Per finire si ha notizia dell’ennesima truffa perpetrata ai danni di una anziana signora, con la solita scusa del fantomatico incidente accaduto ad un figlio e la richiesta di soldi e gioielli per tacitare rivalse, carcerazioni e condanne inesistenti.

Si presentano alla porta spesso camuffati da forze dell’ordine, senza alcun riguardo per l’età della vittima presa di mira, facendo leva sugli affetti familiari da proteggere. Criminali della peggiore specie che approfittano della minorata difesa fisica, mentale, emotiva degli anziani senza remore per le conseguenze: la signora in questione è deceduta dal dolore per un infarto, chi l’ha derubata si è reso uno spietato assassino.

Da dove ricominciare?

Viviamo in un mondo dove la violenza percepita cresce – oltre le statistiche rassicuranti – la barbarie prende il sopravvento sulla bontà e la mitezza, mentre i reati diventano sempre più crudeli e sorprendenti.

Non si sa da che parte cominciare: certamente da famiglia e scuola, partendo dai giovani tra i quali si vanno diffondendo forme di violenza senza freni inibitori. Non sono tutti così ma sta crescendo una generazione priva di regole morali, fredda, impulsiva, minimalista, irrazionale, capace di giocare la vita propria e altrui in un attimo.

Senza dimenticare che la società degli adulti è cattiva maestra di vita, sempre più cinica, indifferente, rancorosa, soggiogata dall’interesse e dal dio denaro.

Come ci ha insegnato Seneca il buon esempio è la migliore lezione possibile: l’importante è praticarlo.

Ucraina, Trump: apprezziamo molto stop a attacchi accettato da Putin

Roma, 29 gen. (askanews) – Sui tentativi per mettere fine alla guerra in Ucraina “penso che siano stati fatti molti progressi. Ho chiesto alla Russia di non lanciare attacchi per un certo periodo di tempo. Abbiamo chiesto (al presidente russo Vladimir) Putin sé può interrompere gli attacchi per una settimana, per via del freddo, che in Ucraina è terribile. E ha accettato, e lo apprezziamo molto. È una guerra molto, molto brutta”. Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca.

Ucraina, Trump: apprezziamo molto stop a attacchi accettato da Puntin

Roma, 29 gen. (askanews) – Sui tentativi per mettere fine alla guerra in Ucraina “penso che siano stati fatti molti progressi. Ho chiesto alla Russia di non lanciare attacchi per un certo periodo di tempo. Abbiamo chiesto (al presidente russo Vladimir) Putin sé può interrompere gli attacchi per una settimana, per via del freddo, che in Ucraina è terribile. E ha accettato, e lo apprezziamo molto. È una guerra molto, molto brutta”. Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca.

Usa, Tesoro accende i fari sui cambi, Bessent: "Stretto monitoraggio"

Roma, 29 gen. (askanews) – Il Tesoro degli Stati Uniti punta i riflettori sul mercato dei cambi. Washington ha avviato “uno stretto monitoraggio” sull’ipotesi che “i nostri partner commerciali stiano operando tramite interventi sui mercati dei cambi e pratiche non di mercato, per manipolare le loro valute in maniera da avere un vantaggio competitivo sleale sul commercio”. Lo ha annunciato il segretario di Stato al Tesoro Usa, Scott Bessent.

“Il Tesoro – ha detto – sta rafforzando la sua analisi sulle politiche e le pratiche valutarie dei partner commerciali”.

Questo dopo che nelle ultime sedute il dollaro è stato coinvolto da marcati movimenti, che hanno visto valute occidentali apprezzarsi sul biglietto verde, l’euro è salito sopra 1,20 dollari, ai massimi dal 2021, il franco svizzero ai massimi da 10 anni. Invece le valute di diversi giganti delle esportazioni dell’Asia hanno mostrato cali negli ultimi mesi, come quelle di Corea del Sud – su cui il presidente Usa Donald Trump ha recentemente minacciato un rilancio dei dazi – di Giappone e Taiwan.

E poi ci sta il sospettato “numero uno”, la Cina. In un rapporto semestrale al Congresso, il Tesoro Usa precisa di non aver ancora designato la Cina come “un manipolatore dei cambi”. Tuttavia, “spicca tra i nostri maggiori partner per la sua mancanza di trasparenza sui tassi di cambio. Questa mancanza di trasparenza non impedirà al Tesoro di denunciare la Cina se dovessero emergere elementi che suggeriscono un suo intervento, tramite canali formali o informali, per resistere all’apprezzamento futuro del renminbi”, la valuta cinese, chiamata anche yuan.

Secondo il Tesoro Usa la sottovalutazione dello yuan è “insostenibile”, dato il gigantesco e crescente surplus esterno della Cina. “E’ importante che le autorità cinesi consentano al renminbi di rafforzarsi in maniera ordinata e tempestiva – avverte il rapporto – in linea con le pressioni macroeconomiche e con i fondamentali”. (fonte immagine: US Treasury).

Camera, Fontana tenta stop in extremis a conferenza remigrazione. Ma Furgiuele la conferma

Roma, 29 gen. (askanews) – Il pressing per l’annullamento non è servito: si terrà domani a Montecitorio la conferenza stampa per lanciare la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare ‘Remigrazione e riconquista’ che vede tra i promotori Casapound, il Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani. Lo ha ribadito, ancora una volta, il deputato leghista Domenico Furgiuele, nonostante il presidente della Camera Lorenzo Fontana, suo collega di partito, abbia tentato in extremis di farlo desistere dopo le proteste di questi giorni da parte delle opposizioni (Pd, M5S, Avs, +E) che sono sul piede di guerra e annunciano iniziative eclatanti contro la “legittimazione” in “sedi istituzionali” di “gruppi estremisti che si richiamano al fascismo e al nazismo”.

La tensione è altissima. Nei giorni scorsi, era già caduta nel vuoto la moral suasion di Fontana alla kermesse della Lega in Abruzzo e oggi, dopo le ultime prese di posizione, il presidente della Camera ha definito “inopportuna” la conferenza auspicando che “il deputato ci ripensi”. Niente da fare.

“C’è una pressione da parte delle sinistre sempre pronte a riempirsi la bocca di democrazia, Repubblica e carta costituzionale, che evocano la partecipazione salvo poi spaventarsi di fronte alle iniziative dei cittadini”, puntualizza l’esponente ‘vannacciano’ ribadendo che la “prenotazione della sala stampa è appannaggio del singolo deputato”. Nella giornata, la capigruppo dem Chiara Braga aveva invitato il presidente dei deputati della Lega Riccardo Molinari a convincerlo a impedire “questa grave offesa alle istituzioni”. Richiesta respinta al mittente da Molinari: “con quale coraggio Braga ci fa la morale, mentre il suo partito strizza l’occhio ai terroristi?”.

Furgiuele assicura che Matteo Salvini “è al corrente, ma rispondo io di quello che accade, lui dà fiducia ai suoi parlamentari che la ripagano con grande senso di responsabilità. Non sono stato richiamato dal partito per ripensarci”, fa notare. Proprio oggi, d’altronde, il vicepremier in Senato, rispondendo ad una interrogazione sul suo incontro al ministero con il leader di estrema destra inglese Tommy Robinson, condannato per diversi reati e definito da Avs “neofascista e fondatore di movimenti razzisti”, difendeva la sua scelta seppur tentando di ridurla a una semplice “intervista”.

Fontana contro Vannacci ma per Salvini può restare: ci chiariremo

Roma, 29 gen. (askanews) – Roberto Vannacci “è un problema per i giornalisti non per gli italiani, non per la Lega. Noi abbiamo voglia di costruire, crescere, non di litigare”. Nella sala della Regina a Montecitorio, dopo aver concluso la cerimonia di presentazione del volume sui discorsi di Roberto Maroni, Matteo Salvini usa proprio la storia di uno dei fondatori della Lega per provare ad abbassare la tensione che nel partito hanno suscitato le mosse del generale: “Maroni – ricorda – cominciò in Democrazia proletaria. Nella Lega c’è spazio per la sensibilità di tutti da che è mondo è mondo”.

A sentire il vicepremier, dunque, non c’è aria di cacciata dal partito dell’europarlamentare a cui lui stesso consegnò la tessera leghista un anno fa nominandolo vicesegretario qualche mese dopo. Ma il malumore per le sortite di Vannacci – da ultimo la registrazione del simbolo ‘Futuro nazionale’ – soprattutto tra i governatori del Nord persiste. Oggi è il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a esporsi: “Mi sono fatto l’idea che ci sia qualcosa di un po’ anomalo. Che possano esserci idee diverse all’interno di uno stesso partito è una cosa normale e può essere motivo di crescita culturale; ma quando si iniziano a creare circoli organizzati, si iniziano a tenere incontri, si registra un simbolo e uno statuto e si rimane all’interno di un altro partito con la qualifica di vicesegretario, allora è una cosa un po’ anomala”. Parole che non possono lasciare Salvini indifferente. Anche perché, come osserva lo stesso Fontana, se l’ex generale vada espulso è lui a doverlo decidere.

A rimarcare la differenza con le posizioni vannacciane così distanti dalla Lega delle origini celebrata oggi a Montecitorio anche dal presidente della Camera Lorenzo Fontana (“Noi siamo quella cosa lì”) e dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è ancora una volta il capogruppo a Montecitorio Riccardo Molinari. In una nota in cui prende le distanze dalla conferenza stampa organizzata dal leghista Domenico Furgiuele insieme a sigle neofasciste come Casapound su un tema caro a Vannacci, la remigrazione, puntualizza: “La Lega storicamente non ha mai avuto nulla a che fare con Skinhead e facinorosi. Sarebbe stato molto meglio parlare dello straordinario lavoro che il Ministro Piantedosi e il sottosegretario Molteni stanno facendo sul fronte della sicurezza, invece che di una proposta di legge che non è della Lega”.

Vannacci, in una intervista al Corriere della Sera, ribadisce che quello depositato lo scorso 24 gennaio, mentre a Rivisondoli andava in scena la kermesse leghista ‘Idee in movimento’, “è solo un simbolo. Ci pensavo da un po’” e sui sondaggi che danno un suo eventuale partito come minimo al 2% commenta: “Io non mi accontento. Punto in alto. Voglio di più. Il sei, il dieci, il quindici, il venti per cento”. E all’obiezione che così sparirebbe la Lega, ribatte: “No, la Lega andrebbe al 30%…”. Quindi con lui dentro.

“Fantascienza”, come dice lui, o Psyops – operazione psicologica tanto usata in ambito militare, o, più banalmente, una “trollata”, sta di fatto che il tema sta lasciando sulle spine anche chi nel progetto del Mondo al Contrario che diventa un partito ci crede davvero. L’associazione nata per sostenere le idee del generale tuttavia scricchiola, non gode di buona salute. E oggi perde altri pezzi. I responsabili dei team di Milano, Varese, Busto Arsizio e Verona dichiarano la “rottura totale e definitiva” con un movimento che definiscono “un bluff politico e organizzativo”, “un fallimento conclamato”. In un durissimo comunicato affermano che “l’unico vero interesse dimostrato dalla dirigenza è stato quello di organizzare incontri pubblici a pagamento, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un movimento politico in una sorta di circuito commerciale”.

Tra chi ha rotto con Vannacci definendolo un bluff c’è la convinzione che l’ex generale punti a mantenere il suo seggio in Europa, a restare a Bruxelles dove ha in programma di traslocare a settembre anche tutta sua la famiglia. Il simbolo ‘Futuro nazionale’ sarebbe un’operazione di marketing per vendere gadget e nei progetti dell’europarlamentare non ci sarebbe neanche una candidatura alle politiche del 2027, figuriamoci un partito, bensì una conferma alle Europee del 2029.

Intanto, il profilo Istagram inaugurato ieri annunciando “Italia, stiamo arrivando” si svuota: i due post pubblicati ieri vengono eliminati. Un probabile passo indietro in attesa del chiarimento tra segretario e vice. Restano quasi 3mila follower e l’invito a unirsi al canale Telegram dove nel frattempo si anima il dibattito sul futuro del generale: fuori o dentro alla Lega?

Camera, Furgiuele: confermo conferenza, nessun richiamo dal partito

Roma, 29 gen. (askanews) – Il deputato della Lega, Domenico Furgiuele, conferma che la conferenza sulla remigrazione in programma domani a Montecitorio si terrà, nonostante l’invito a ripensarci del presidente della Camera.

“Il presidente Fontana – dice interepellato telefonicamente – fa il suo mestiere, è un mio amico, non mi ha mai fatto sconti, mi ha anche sospeso”, “c’è una pressione da parte delle sinistre sempre pronte a riempirsi la bocca di democrazia, Repubblica e carta costituzionale, che evocano la partecipazione salvo poi spaventarsi di fronte alle iniziative dei cittadini”.

“Si terrà questa iniziativa che è mia, la prenotazione della sala stampa è appannaggio del singolo deputato e io mai mi sognerei nella mia vita di interrompere una iniziativa della Braga di turno anche se invitasse Satana”, aggiunge Furgiuele.

“Salvini – sottolinea – è al corrente ma rispondo io di quello che accade, lui dà fiducia ai suoi parlamentari che la ripagano con grande senso di responsabilità. Non sono stato richiamato dal partito per ripensarci, ha provato a fare moral suasion il presidente della Camera che in questo caso deve avere molta pazienza con me”.

Dl Pnrr, ok Cdm a semplificazioni, Zangrillo: basta duplicazioni inutili

Roma, 29 gen. (askanews) – È stato approvato oggi in Consiglio dei ministri il decreto-legge Pnrr che prevede, tra le altre, importanti misure volte a semplificare la vita di cittadini, famiglie e a ridurre la burocrazia per le imprese. “Continua il percorso avviato per rendere le procedure più efficienti eliminando inutili duplicazioni per contribuire alla crescita del Paese”, ha dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, secondo quanto riporta un comunicato a margine dell’approvazione del provvedimento a Palazzo Chigi.

Tra le principali misure è prevista la validità illimitata della carta d’identità per gli ultrasettantenni e la possibilità di richiedere la tessera elettorale anche in formato digitale con evidenti benefici per gli utenti ma anche per i Comuni. Importanti novità anche per accedere a benefici economici e agevolazioni con le amministrazioni che potranno acquisire direttamente per via telematica la dichiarazione ISEE eliminando inutili duplicazioni e sprechi di tempo.

Eliminato l’obbligo di conservare per 10 anni le ricevute cartacee emesse dai POS per i pagamenti con bancomat, carte di credito o prepagate. Semplificazioni anche sul fronte dell’installazione di mezzi pubblicitari su strada dove basterà presentare una SCIA al Comune, prosegue il comunicato. Modificata la misura che permette di sostenere l’esame di idoneità professionale per gli autotrasportatori non solo nella provincia di residenza ma anche nell’intera Regione.

Importanti novità anche in materia di navigazione, si legge, con la possibilità di eseguire il trasbordo dell’equipaggio tra unità dello stesso armatore senza la messa in disarmo della nave stessa purché questa resti ormeggiata e non navighi. Meno burocrazia anche per le imprese con meno di 5 dipendenti che nel caso di violazione della privacy possono attivare un meccanismo di notifica proporzionato alla loro dimensione.

“Abbiamo semplificato oltre 400 procedure intervenendo in settori strategici per cittadini e imprese. In questo modo il Dipartimento della funzione pubblica è in linea con gli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta di un risultato importante che abbiamo raggiunto con un metodo di lavoro basato sull’ascolto e il confronto con tutti gli attori coinvolti a partire dalle amministrazioni, le associazioni di categoria e i nostri utenti.

Molte delle novità introdotte sono state elaborate sulla base dei contributi pervenuti da cittadini e imprese nell’ambito della consultazione pubblica “La tua voce conta” e per la prima volta, tutti gli interventi adottati sono illustrati, settore per settore, sul portale “Italia semplice”, ha sottolineato Zangrillo.

“Si tratta di un lavoro intenso che sta andando oltre le scadenze fissate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Con questo nuovo pacchetto di semplificazioni proseguiamo nel percorso di modernizzazione per costruire una Pubblica amministrazione più semplice e più vicina ai bisogni dei nostri utenti cittadini, famiglie e imprese”, ha concluso il ministro.

Dopo Trump i complimenti di Calenda, l’aspetto fisico della premier non è più tabù

Roma, 29 gen. (askanews) – Un complimento alla presidente del Consiglio. Ma non un complimento su quello che sta facendo come presidente del Consiglio, un complimento-complimento di quelli che hanno a che fare con la cosa più interpretabile, interpretata e sacra che c’è: il corpo.

Si può fare un complimento di questo tipo alla donna che guida il governo senza che diventi una mancanza di rispetto, un modo per sminuirne l’azione politica, comunque la si pensi, o per fare mostra di vecchi stereotipi? Certo, qualcuno si chiederà se un tale complimento sia mai stato rivolto a un uomo, mentre sedeva a Palazzo Chigi: erano “in forma” Berlusconi, Renzi, Gentiloni, Conte? Non lo sappiamo. Carlo Calenda, il liberale Carlo Calenda che, evidentemente, non teme la possibile alzata di scudi di una parte del movimento femminista o il commento tranchant della stessa premier, questo complimento l’ha fatto.

Il contesto, c’è da dirlo, è quello sempre goliardico di “Un giorno da Pecora”, la trasmissione su Rai Radio1 condotta da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Domanda secca: c’è una donna che ultimamente trova molto bella? Calenda risponde: “In questo momento secondo me è in forma Giorgia Meloni, la trovo una bella donna. Non sto dicendo che mi piaccia o altro, sia chiaro, è il Presidente del Consiglio, le ho fatto solo un complimento”. Chissà come la prenderà lei, a cui, a occhio, devono aver insegnato che conta più essere brava che bella, anche se poi, alla fine, il tentativo di tutte è provare a tenere insieme le due cose (e molte altre), mandando in confusione, ovviamente, l’universo maschile.

C’è anche da dire che, sull’estetica, il terreno si fa sempre scivoloso. Gira un video sui social in cui, durante un comizio in Puglia, attaccando un “intellettuale da salotto” che aveva addebitato il suo successo elettorale a un make up ben fatto, Meloni sbotta: “Al netto del fatto che io mi trucco da sola e manco così bene, vi rendete conto di quanto sono superficiali le letture di questi intellettuali da salotto?”. Ma il complimento che ha fatto più parlare è quello che le ha rivolto il presidente americano Donald Trump, al termine del vertice a Sharm el Sheikh: “Non ti offendi se ti dico che sei bella vero?”. Lei ha incassato, sorridendo, forse non senza imbarazzo e lui, che viene dal paese del “Me too”, l’ha chiusa nel suo stile: “Se negli Stati Uniti usi la parola ‘bella’ per descrivere una donna è la fine della tua carriera politica”.

Certo, non si può non osservare il tempismo del complimento di Calenda, che giunge proprio a ridosso dell’avvio di un dialogo più stretto tra Azione e Forza Italia, ma non va nemmeno dimenticato che Calenda, con le sue proposte, ha sempre avuto un’interlocuzione con il governo e con la premier. O, forse, la spiegazione è più semplice e sta in quello che, di recente, ha rivelato, sempre tra il serio e il faceto, la moglie di Calenda, Violante Guidotti Bentivoglio secondo la quale “lui ha un po’ un debole per la Meloni, non da un punto di vista… Proprio una persona con cui ha” affinità. Nel siparietto “coniugale”, andato in onda su Radio Globo e cliccatissimo sui social, la consorte, alla fine, lo bacchetta: “Ultimamente sgalletti più del solito”. Lui risponde secondo il copione del maschio medio: “Ma che sei matta?”.

IA, più è mainstream più torna valore creatività umana

Roma, 29 gen. – Per Francesco De Fazio, architetto, l’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente il lavoro nei settori creativi dell’architettura e il design, ma anche il real estate, ma sta anche producendo un effetto collaterale ormai evidente nel quotidiano professionale: mentre l’uso di strumenti digitali e output sviluppati con AI cresce e accelera processi e tempi, aumenta parallelamente la ricerca di elaborati “veri”, di creatività riconoscibilmente umana, di matericità e sensorialità. “Lo vedo tutti i giorni: da un lato gli strumenti ci aiutano nel lavoro operativo e riducono il time spending, dall’altro rischiano di rendere ciò che produciamo più generalista, più omogeneo”, spiega De Fazio. Secondo l’architetto, proprio perché le creatività generate o assistite dall’AI stanno diventando mainstream, molti brand e aziende stanno spostando l’attenzione su costruzioni più umane e naturali, un orientamento che De Fazio osserva anche nei settori affini citati nel suo intervento, come cinema, fotografia e moda. In questo scenario, sostiene, la tecnologia resta centrale se usata nel modo corretto: come leva per togliere lavoro operativo, liberare tempo e lasciare spazio alla parte che non si può “automatizzare” davvero, cioè visione, idea, gesto creativo. “Lo schizzo a mano, la possibilità di far nascere un’intuizione e riconoscerla come propria, diventano ancora più importanti: l’AI può supportare, ma non deve appiattire”, continua De Fazio. Il punto, per De Fazio, è anche culturale oltre che tecnico: con il ritorno di interesse per realtà, tatto, imperfezione e autenticità, cresce il peso della comunicazione e dello storytelling. “Analisi, strategia e capacità narrativa del brand diventano fondamentali, e possono essere coadiuvate da sistemi che velocizzano la parte operativa. È uno scenario imprescindibile per aziende, brand e professionisti che vivono di creatività e comunicazione”, conclude

A Monaco l’hotel dove la raffinatezza parte in pole position

Monaco, 29 gen. (askanews) – Porta il nome del più famoso navigatore italiano ed è la dimostrazione che il vero lusso non prevede orpelli. “Siamo un albergo lifestyle, è quello che voleva David Coulthard, il nostro fondatore, ex pilota di Formula 1. Voleva farne il primo albergo lifestyle del Principato di Monaco e dal 2001 è così”.

Nancy Ricozzi, director of Sales & Marketing di Columbus Monte-Carlo è la nostra guida per capire l’understatement. Tutto comincia nell’aprile 2001, quando Coulthard – formidabile campione McLaren e primo leader della Red Bull Racing – decide di acquistare un vecchio hotel 3 stelle. La posizione appare insolita, ma si rivelerà strategica: l’hotel, oggi parte della Curio Collection by Hilton, si trova a Fontvieille, quartiere residenziale affacciato sul mare. La sua quiete contrasta con il ritmo di Monaco, ma ne integra l’essenza.

Columbus Monte-Carlo presenta ambienti dominati dal blu-oro per evocare la raffinatezza monegasca e un dinamismo misurato. Non tutti lo conoscono fuori dal Principato, ma è apprezzato e consigliato dai locali, con le massime valutazioni nei commenti degli utenti. Il ristorante al suo interno, Tavolo, offre una raffinata cucina italiana.

Di fronte si trovano Les Perles de Monte-Carlo, punto di riferimento per gli intenditori di frutti di mare sul porto di Fontvieille.

“Questo albergo è l’unico nel quartiere di Fontvieille, il quartiere più autentico, secondo me, di Monaco, perché è il quartiere dove puoi incontrare i veri monegaschi, un luogo un po’ segreto, dove vai se lo conosci proprio. Dove vai per mangiare le ostriche che sono buonissime, e ci vai per avere un’esperienza un po’ diversa, non così turistica”, dice Ricozzi.

Non solo la brezza del roseto della Principessa Grace – proprio di fronte – o l’elevato livello di sicurezza, chimera in qualsiasi altro posto al mondo (qua è quotidianità). Tra i servizi dell’hotel spicca un motoscafo open Riva, dalle linee eleganti e alte prestazioni, emblema dell’eccellenza nautica italiana di lusso.

“Sì, abbiamo un Rivamare, della Riva, che è una marca italianissima, disponibile per i clienti a partire da aprile fino a metà ottobre, per andare a fare un giretto sul Mediterraneo e vedere la Costa Azzurra da un altro punto di vista”.

Diretto da Victoria Stevenson, il Columbus è inoltre frequentatissimo dalle star del circo, essendo a pochi passi dal Festival del Circo di Monte-Carlo, dove la vittoria del Clown d’Oro equivale praticamente a un Oscar per la categoria. Insomma il luogo ideale dove pernottare se si ha la fortuna di aver un biglietto per lo spettacolo. E anche se non la si ha.

Cavo Dragone: Ue non può avere esercito, Difesa europea delle nazioni

Roma, 29 gen. (askanews) – “Io mi distaccherei dal concetto di esercito europeo perché non perseguibile, la difesa europea va garantita dalle nazioni europee che sono sovrane per quanto riguarda le loro forze armate e contribuiscono al bene comune, questo accade già nella Nato, con un comando strutturato presente, fisso, e le nazioni per l’adempimento delle missioni che ci vengono date”: lo ha dichiarato l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, in un punto stampa a margine del panel Difesa e Sicurezza del New Year’s Forum all’Auditorium di Roma.

“L’Unione europea potrebbe ispirarsi all’Alleanza Atlantica nel coordinamento delle forze armate nazionali, ha proseguito Cavo Dragone, sottolineando che “non c’è possibilità di avere un esercito assegnato all’Unione europea, come non c’è possibilità di avere un esercito assegnato alla Nato, gli eserciti sono delle nazioni”.

Amato (Municipio VI): arte non solo svago ma lavoro e inclusione

Roma, 29 gen. – A margine della conferenza stampa di presentazione del “Festival of Opportunities – Punto 0”, tenutasi questa mattina presso l’Aula Consiliare del Municipio VI delle Torri, l’Assessore Romano Amato ha dichiarato:

“È fondamentale per noi dare un segnale di positività a tutta la città, ed è per questo che abbiamo accolto con grande favore l’iniziativa di SIAC e Circus Academy Fusion. Il Municipio oggi si fa portavoce di un nuovo approccio: attraverso le arti performative è possibile per molte persone trovare non solo l’ispirazione per un nuovo lavoro, ma anche l’affermazione delle proprie specifiche peculiarità. Sosteniamo pienamente questa causa perché come amministrazione lavoriamo costantemente sulle ‘abilità’ delle persone, in tutte le loro sfumature, e questo progetto rappresenta un momento fondamentale nel nostro percorso di inclusione.”

Crans Montana, c’è un quarto indagato: è il capo della sicurezza del Comune

Roma, 29 gen. (askanews) – Il Ministero pubblico vallesano sta indagando su una quarta persona nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Capodanno nel bar “Le Constellation” di Crans-Montana. Si tratta – riporta la Radiotelevisione svizzera in lingua italiana -, del capo del servizio di sicurezza pubblica del Comune, che sarà ascoltato il 6 febbraio dalla procura in qualità di imputato.

L’interrogatorio sarebbe legato ai mancati controlli da parte del Comune nel bar Le Constellation, che per legge andrebbero effettuati annualmente.

Secondo la Radiotelevisione svizzera inoltre, in un’ordinanza del 27 gennaio il Ministero pubblico vallesano ha respinto la richiesta del Comune di essere riconosciuto come parte nel procedimento penale. Una decisione che può essere impugnata entro 10 giorni.

Oltre ai coniugi Moretti, il ministero pubblico vallesano ha aperto – secondo quanto è trapelato ieri – un procedimento penale anche nei confronti di uno degli ex responsabili della sicurezza del Comune di Crans-Montana, che sarà ascoltato lunedì 9 febbraio.

Poste Italiane, Main Distribution Center a Milano-Cortina 2026

Roma, 29 gen. (askanews) – Il cuore della logistica delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali passa da Poste Italiane, Premium Logistics Partner dell’evento sportivo più importante dell’anno. Un hub di 25mila metri quadri dal quale sono coordinati tutti i collegamenti e i trasporti destinati ai siti olimpici. Il servizio del TG Poste.

Frana Niscemi, Conte: Meloni non vuole metterci la faccia

Roma, 29 gen. (askanews) – Il Movimento 5 stelle non chiede che sia Giorgia Meloni a riferire in parlamento su Niscemi perché è evidente che la presidente del Consiglio non intende “metterci la faccia”. Lo ha detto Giuseppe Conte parlando a margine di una iniziativa.

“Secondo voi, la presidente del Consiglio viene in aula per questa cosa? Ma se è andata a Niscemi e non ha manco parlato con la popolazione! Secondo voi viene a fare il dibattito in aula su questo e ci mette la faccia? Suvvia! Venga il ministro Musumeci, già sarebbe qualcosa”.

Maltempo, Ciriani: speculazioni politiche fuori luogo

Roma, 29 gen. (askanews) – “Il governo ha immediatamente dato la disponibilità a riferire sulle due richieste dei gruppi di maggioranza e opposizione, quindi per quanto riguarda il ministro Musumeci sugli eventi meteo in Sicilia e per quanto riguarda il ministro Piantedosi sulla presenza della polizia americana Ice in Italia”: lo afferma il ministro per i Rapporti con il parlamento, Luca Ciriani, al termine della capigruppo a Palazzo Madama, conversando con i cronisti.

“Le due informative si faranno mercoledì mattina alternativamente tra Camera e Senato. Questa è la dimostrazione che il governo è sempre pronto e disponibile, come è giusto che sia, a dare massima voce al Parlamento” ha aggiunto.

“Quando c’è una grande emergenza come questa, di solito le forze politiche si uniscono per trovare delle risposte insieme ai problemi della gente, invece assisto a speculazioni politiche che secondo me sono del tutto fuori luogo” ha detto ancora Ciriani.

Montico (Siac): il circo diventa terreno di dialogo

Roma, 29 gen. – Durante il lancio ufficiale del “Festival of Opportunities”, l’evento promosso da SIAC Europa che trasforma lo spettacolo viaggiante in infrastruttura sociale, la portavoce dell’organizzazione e direttrice artistica del progetto, Bianca Montico, ha sottolineato il valore simbolico della manifestazione:

“Sono felice che la prima edizione di questo Festival si tenga qui al Municipio VI, perché questo Municipio rappresenta l’inclusione reale: un gioco di squadra dove convergono professioni e attività diverse. In un mondo segnato dai conflitti, il dialogo è essenziale, ed è necessario anche all’interno del nostro settore, per unire le diverse anime del circo e superare le contrapposizioni. Le nostre porte sono aperte al confronto con tutti, convinti che il tempo e la conoscenza reciproca abbatteranno i pregiudizi. L’invito è per domenica 1° febbraio: mostreremo lo spettacolo partendo dal dietro le quinte, per far comprendere davvero il lavoro e la magia che rendono possibile tutto questo”

Real Estate, Giandomenico Brunetti: punto su Milano nel 2026

Roma, 29 gen. – Prezzi destinati a salire nel 2026, compravendite che si mantengono stabili e un mercato degli affitti che, nonostante una flessione nel 2025, resta su livelli elevati e punta ancora verso l’alto. È il quadro tracciato da Giandomenico Brunetti di Living Immobiliare Milano, che fa il punto sul real estate a Milano per il 2026 a partire dai numeri e dalle dinamiche che, secondo l’operatore, guideranno il mercato nei prossimi mesi. “Diciamolo subito, i prezzi nel 2026 aumenteranno. Togliamoci dalla testa il fatto che nel 2026 i prezzi scenderanno, che c’è una flessione immobiliare. Secondo la sua analisi il 2025 si è chiuso a Milano con prezzi medi “circa 5.100-5.200 euro al metro quadro” e per il 2026 “si prospetta un aumento che porterà gli immobili mediamente a 5.700-5.800 euro al metro quadro”, definendolo “un aumento importante”. Sul fronte della domanda, Brunetti prevede un andamento senza scossoni: “La domanda rimarrà stabile, quindi ci sarà sempre chi vorrà comprare una casa, chi vorrà non andare in locazione e quant’altro”. Un elemento che, nella sua lettura, può sostenere l’orientamento all’acquisto è legato al credito: “I mutui ci stanno leggermente facendo respirare, quindi stanno leggermente scendendo i tassi di mutuo, quindi questo sicuramente incentiverà l’acquisto”.

Capitolo affitti: Brunetti segnala che “la locazione nel 2025 ha avuto una forte flessione”, ma aggiunge che i livelli restano alti e la direzione per il 2026 è di nuovo in salita: “I prezzi delle locazioni sono molto alti, continueranno comunque a salire Per il 2026 si prospetta un aumento che andrà dai 20 euro al metro quadro a circa 23-24 euro al metro quadrato”.

Infine, l’indicazione operativa che Brunetti rivolge a chi sta valutando l’acquisto a Milano nel 2026 è netta: “Bisogna fare attenzione a comprare casa oggi deve essere una scelta strategica più che di cuore”. E sintetizza i tre criteri decisivi: “Attenzione alla zona, al piano e ai servizi che ti offre la città non acquistate di cuore, ma acquistate in maniera strategica, perché un buon acquisto oggi è la vostra tranquillità di domani”

Maltempo, la Caritas Italiana lancia una raccolta fondi

Città del Vaticano, 29 gen. (askanews) – La Conferenza Episcopale Italiana è “vicina alle popolazioni della Calabria, della Sicilia e della Sardegna colpite dal ciclone Harry, in particolare agli abitanti di Niscemi, messi alla prova da una frana devastante. I Vescovi si stringono nella comunione, nella vicinanza e nell’aiuto concreto a quanti sono attualmente sfollati e in difficoltà, a quanti si stanno prodigando per l’accoglienza e alle forze dell’Ordine impegnate nella zona”. Una solidarietà che si è espressa anche attraverso le parole di mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI che, si sottolinea, continua a restare in contatto con le Chiese locali.

“Esprimiamo solidarietà e prossimità, ricordando che la questione ambientale è inscindibile da quella sociale: per avere a cuore la società dobbiamo prenderci a cuore il creato, che non è un semplice scenario, ma il frutto di una interazione tra l’uomo e la natura”, ha detto oggi il presule.

Fin dalle prime fasi dell’emergenza, intanto, la Caritas Italiana, attraverso il Servizio Emergenze, ha attivato un presidio di coordinamento e monitoraggio in stretto raccordo con le Delegazioni regionali e le Caritas diocesane dei territori interessati per individuare le principali esigenze emergenti.

Se per Niscemi – informa Caritas Italiana – l’attenzione si è concentrata sulle condizioni delle famiglie rimaste senza casa o costrette a lasciare le proprie abitazioni ormai inagibili e sulle prospettive legate a un possibile prolungamento dello sfollamento, nelle altre aree interessate dal ciclone Harry in Sicilia, Calabria e Sardegna le Caritas diocesane hanno rilevato criticità diffuse, tra cui danni a abitazioni, strutture comunitarie e servizi, nonché difficoltà legate alla viabilità e alla ripresa delle attività locali.

Di fronte a una situazione complessa e in evoluzione, Caritas Italiana ha deciso di attivare una raccolta fondi nazionale per dare risposte concrete ai bisogni delle popolazioni colpite: sostegno agli sfollati e alle persone più vulnerabili, percorsi di supporto alle comunità, interventi di ripristino e accompagnamento nel tempo.

Niscemi, Metsola: "Europa al fianco" dell’Italia, pronti a "fornire aiuti"

Roma, 29 gen. (askanews) – “L’Europa è al fianco” dell’Italia per l’emergenza che ha colpito la Sicilia, con le conseguenze del ciclone Harry e le evacuazioni a Niscemi, ed “è pronta a fornire gli aiuti”. Lo ha dichiarato, ospite di ‘Cinque Minuti’ che andrà in onda questa sera su Raiuno, la presidente del parlamento europeo, Roberta Metsola.

“Voglio in primo luogo cominciare esprimendo la mia piena solidarietà ai cittadini delle regioni che sono state colpite dalle inondazioni del ciclone Harry, come nel mio Paese, in particolarmente Niscemi, in Sicilia, dove la situazione è molto difficile e preoccupante”, ha detto Metsola rispondendo a Bruno Vespa, “Volevo cominciare dicendo che l’Europa sta al fianco” dell’Italia ed “è pronta a fornire gli aiuti”.

Kallas: i Pasdaran inseriti nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche

Roma, 29 gen. (askanews) – I ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno deciso di inserire i Guardiani della rivoluzione dell’Iran nella lista delle organizzazioni terroristiche. Lo ha annunciato su X il capo della diplomazia Ue, Kaja Kallas.

“La repressione non può restare senza risposta. I ministri degli Esteri dell’Ue hanno appena compiuto il passo decisivo di designare i Guardiani della rivoluzione come organizzazione terroristica. Qualsiasi regime che uccida migliaia di persone al suo interno sta lavorando per la propria fine”, ha scritto Kallas.

Sport settore in crescita, vale l’1,5% del Pil

Roma, 29 gen. (askanews) – Lo sport italiano è sempre più un motore che muove l’Italia tra economia, lavoro e benessere sociale. È quanto emerge dal Rapporto Sport 2025, voluto dal Ministro per lo Sport e i Giovani e curato dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e Sport e Salute, giunto alla sua terza edizione, che offre un quadro aggiornato e sistemico del contributo dello Sport al Paese, analizzandone il valore economico, la domanda di pratica sportiva, lo stato delle infrastrutture e l’impatto sociale degli investimenti.

I dati del Rapporto vedono il settore sportivo generare 32 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’1,5% del PIL (in crescita rispetto all’anno precedente) e che dà occupazione a 421mila persone. Numeri che raccontano un comparto in piena espansione, trainato dai servizi e da una filiera sempre più internazionale: l’export di beni sportivi vola a 4,7 miliardi di euro, con Stati Uniti, Francia e Germania come principali mercati di riferimento.

Ma la vera rivoluzione è nella quotidianità: sono 38 milioni gli italiani attivi. Due italiani su tre inseriscono nella loro agenda settimanale l’appuntamento con lo sport o con l’attività fisica. Rispetto al 2023, sono 1 milione gli italiani che hanno abbandonato il divano scegliendo uno stile di vita attivo, abbassando così il dato dei sedentari sino al minimo storico del 33,2%. Cresce in particolare la quota di chi pratica sport in maniera continuativa, che raggiunge il 28,6% della popolazione, pari a 16,4 milioni di persone, con incrementi significativi tra bambini e over 65. Sono invece 12,3 milioni gli italiani tesserati per un organismo sportivo, che svolgono attività in uno dei 107.804 enti sportivi dilettantistici.

Ad accogliere questa domanda crescente di sport, è oggi un’offerta di oltre 78mila impianti e 114mila spazi sportivi, come emerge dal Censimento Nazionale dell’Impiantistica Sportiva. Il 70% è di proprietà pubblica, con i Comuni protagonisti assoluti. Ma emerge un nodo cruciale: oltre il 40% degli impianti risale agli anni Settanta e Ottanta, un patrimonio che chiede interventi urgenti di riqualificazione e rigenerazione.

Il Rapporto mette in luce anche il valore sociale dello sport. I progetti infrastrutturali finanziati da ICSC registrano uno SROI superiore a 4,8, mentre gli investimenti sui progetti sociali e su alcune aree arrivano a generare un ritorno di 8,42: ogni euro investito si trasforma in più di otto euro di benefici per la comunità. Un moltiplicatore di impatto che conferma lo sport come leva di coesione, salute e inclusione.

Calcio, cinque giornate a Thiaw che ritirò il Senegal

Roma, 29 gen. (askanews) – Il caos esploso nella finale di Coppa d’Africa è costato caro al Senegal e, in particolare, al suo commissario tecnico. La Confederazione africana di calcio ha inflitto a Pape Thiaw una squalifica di cinque giornate e una multa da 100mila dollari per gli incidenti che hanno segnato la sfida contro il Marocco.

Una partita surreale, vinta dal Senegal 1-0 dopo i tempi supplementari, ma macchiata da proteste furiose. Sul finale dei tempi regolamentari, la decisione dell’arbitro — confermata dal Var — di concedere un rigore al Marocco ha scatenato la reazione senegalese: su indicazione dello stesso Thiaw, alcuni giocatori hanno abbandonato il campo in segno di protesta. Nel frattempo, anche sugli spalti la tensione è salita, con tifosi che hanno tentato l’invasione di campo.

Il momento chiave arriva dal dischetto: Brahim Diaz fallisce il rigore, il Senegal rientra in campo e la gara riprende, fino alla rete decisiva nei supplementari che consegna il trofeo ai Leoni della Teranga.

La commissione disciplinare della CAF, però, non ha chiuso un occhio sul comportamento del ct, sanzionato per “condotta antisportiva, violazione dei principi di fair play e integrità e danno all’immagine del calcio”. Una vittoria storica, dunque, ma con una coda disciplinare pesantissima.

Pallanuoto, Italia-Turchia 25-11 agli Europei donne

Roma, 29 gen. (askanews) – L’Italia cala il tris ai campionati europei imponendosi per 25-11 sulla Turchia nell’ultima partita del gruppo C. Vittoria netta per le azzurre che chiudono il girone a punteggio pieno. Cinque reti di Ranalli, quattro di Cocchiere e Marletta, tre di Bettini con undici giocatrici a referto. Da migliorare la difesa che prende undici reti su trenta tentativi avversari. Archiviata la prima fase, per il Setterosa di Carlo Silipo l’impegno prosegue nel gruppo E partendo dai tre punti conquistati con l’altra squadra del girone C che si qualifica (Serbia o Croazia). Le azzurre affrontano prima e seconda del girone A, presumibilmente Grecia e Francia. Sabato alle 14:00 italiane (-1h a Funchal) la Grecia campione del mondo, che dovrà espletare la formalità Germania (ore 14:45), e domenica alle 16:30 la Francia (in vasca alle 19:45 con la Slovacchia). Al termine della seconda fase le prime due classificate accedono alle semifinali per le medaglie; le altre giocano quelle per il quinto posto.