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Al Campidoglio tributo internazionale a Emma Bonino, oggi funerali

Roma, 15 set. (askanews) – E’ proseguito in tutta la giornata di lunedì l’omaggio ad Emma Bonino nella camera ardente allestita nella sala della Protomoteca del Campidoglio. Politici, rappresentanti delle istituzioni, amici e cittadini hanno voluto salutarla, in questi due giorni. Saluto che proseguirà oggi con i funerali di Stato in forma laica cui parteciperanno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni.

Per tutta la serata si è svolta la veglia civile nella piazza, dove campeggia, su sfondo rosso, un ritratto della storica leader sindacale scomparsa venerdì a 78 anni. Ad aprire la veglia il segretario di +Europa Riccardo Magi, seguito dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri e da un video con le parole più significativedi Emma Bonino. Alla veglia anche Elly Schlein, Angelo Bonelli, Benedetto della Vedova, Enzo Marai, I radicali che hanno condiviso con lei tante battaglie a cominciare da Carla Taibi. E poi Matteo Hallissey, Rita Bernardini, Antonella Soldo, Franco Corleone, Valeria Manieri, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti, Cécile Kyenge, Luigi Manconi, Roberto Saviano, Filippo Blengino, Kasia Smutniak.

A tributarle un saluto nella camera ardente, davanti alla bara avvolta dalla bandiera dell’Europa, tra gli altri, i ministri della Difesa Guido Crosetto e degli Esteri Antonio Tajani, l’ex presidente del Consiglio, senatore a vita, Mario Monti, Luciano Violante, Anna Finochiaro, Luigi Zanda.

L’Ambasciatore di Spagna in Italia, Miguel Fernandez-Palacios, ha consegnato ai familiari di Emma Bonino una lettera dei reali di Spagna. E poi il presidente M5S Giuseppe Conte, Enrico Letta, Massimo D’Alema, una delegazione di Iv con Maria Elena Boschi e Raffaella Paita che era stata preceduta dal compagno di partito Roberto Giachetti. Matteo Richetti di Azione, i dem Filippo Sensi e Cecilia D’Elia, Bobo Craxi, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi. Marco Cappato e Filomena Gallo con una delegazione dell’associazione Luca Coscioni.

L.elettorale, Casellati: sono molto ottimista, non ci saranno incidenti

Roma, 15 set. (askanews) – “Sono molto ottimista” sulla legge elettorale, “l’incidente per un voto sull’emendamento che riguardava le donne accaduto alla Camera non si riproporrà, voteremo l’intero impianto, mi sento molto tranquilla” e credo che “entro metà ottobre” la legge elettorale sarà approvata “ma i tempi li decide il Parlamento”. Lo ha detto la ministra Fi per le Riforme Elisabetta Casellati intervistata a Start su Sky Tg24.

“Le preferenze le abbiamo introdotte noi, punto, non vedo motivo per tutto questo urlare”,ha aggiunto. Ricordando anche che l’alternanza di genere “è una scelta dei partiti”.

Bonito onora il monarchico Covelli alla presenza dell’ex giovane monarchico Tajani

C’è una sottile ironia della storia nella cerimonia che giovedì 17 settembre porterà Bonito, in provincia di Avellino, a intitolare una strada ad Alfredo Covelli, E non una strada qualsiasi: l’attuale via Roma.

Covelli merita certamente la memoria del paese che gli diede i natali. Fu uomo politico di primo piano, deputato all’Assemblea Costituente e poi a lungo parlamentare, a lungo protagonista della destra italiana. Nessuno, dunque, contesta a Bonito il diritto – e perfino il dovere – di ricordare un proprio figlio illustre.

 

Uno schiaffo al Risorgimento

Bisognava proprio cancellare via Roma? La domanda acquista un significato particolare nel 2026, anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana. Via Roma non è soltanto un indirizzo: nella generalità dei Comuni richiama simbolicamente Roma capitale e, con essa, l’unità nazionale nata con il Risorgimento. Sostituirne il nome per rendere omaggio a uno dei più coerenti e longevi rappresentanti del “monarchismo” italiano produce quindi un cortocircuito che sarebbe stato difficile immaginare più acuto.

Covelli non nascose mai la propria scelta. Alla Costituente votò contro la Costituzione repubblicana e fu per molti anni il principale dirigente del Partito Nazionale Monarchico. Una posizione politica legittima, ma in antitesi con la scelta repubblicana del popolo italiano

Il problema non è Covelli

La cerimonia avrà peraltro un parterre istituzionale di rilievo. La presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si comprende anche per il suo forte legame con l’Irpinia, sua terra d’origine. Più curiosa appare quella annunciata del ministro degli Esteri Antonio Tajani. A meno di non pensare che il segretario di Forza Italia abbia avvertito una qualche commozione nel rinverdire, per l’occasione, la propria giovanile militanza nell’Unione monarchica, di cui fu pure vice Segretario.

Non è dunque Covelli il problema, ma non si poteva dedicargli un’altra strada e soprattutto aspettare qualche mese? Negli ottant’anni dalla nascita della Repubblica, cancellare “Roma” per mettere al suo posto il nome del più noto leader monarchico sembra quasi una provocazione (sicuramente involontaria).

La storia, qualche volta, possiede un senso dell’umorismo che le amministrazioni comunali – e a maggior ragione gli uomini di governo – farebbero bene a non sottovalutare.

La casa è il luogo in cui si misura il futuro della società

 

Una frattura sociale, territoriale e generazionale

La riflessione di Francesco Provinciali in tema di casa ha il merito di indicare una ferita che non possiamo più non considerare: intorno alla casa oggi la disuguaglianza rischia di trasformarsi in vera e propria frattura sociale, territoriale, generazionale. Si decide chi può restare in una città, chi può costruire una famiglia (e in che tempi), chi può invecchiare con dignità e chi è costretto ad allontanarsi dai luoghi del lavoro e dei servizi.

Occorre aggiungere un elemento: la crisi abitativa italiana non è soltanto una questione di prezzi, né può essere spiegata soltanto con la speculazione edilizia. È anche il risultato del disallineamento tra le politiche della casa che realizziamo e la società che stiamo diventando.

La demografia ci consegna numeri eloquenti. Nel 2050, afferma l’Istat, l’Italia avrà 4 milioni di residenti in meno rispetto al 2025, ma quasi un milione di famiglie in più: da 26,7 a 27,6 milioni. Cosa significa? Che le persone sole aumenteranno di oltre un milione e mezzo (da 10 a 11,6 milioni) e le famiglie unipersonali arriveranno al 42% del totale. Le coppie con figli, invece, scenderanno da 7,5 a 5,8 milioni. Meno persone, dunque, ma non meno bisogno di case. Piuttosto, urgenza di case diverse.

Abbiamo costruito e continuiamo a pensare l’abitazione soprattutto intorno alla famiglia tradizionale, mentre crescono single, coppie senza figli, anziani soli (la coorte degli over 85 quasi raddoppierà al 2050, passando dal 4 a oltre il 7%). Le persone attraversano fasi diverse della vita e in ognuna di esse esprimono particolari necessità abitative.

Il problema, quindi, non è soltanto quanti metri quadrati abbiamo, ma quanto le abitazioni risultino adeguate a interpretare i bisogni di vita delle persone che le abitano.

 

Tante case, ma non dove e come servono

L’Italia dispone già di oltre 35,6 milioni di abitazioni. Circa 9,5 milioni non risultano occupate da residenti. Non sono solamente “case vuote” (sono incluse seconde case e abitazioni turistiche), ma il dato segnala un forte disallineamento (mismatch), soprattutto se si considera che almeno 1,5 milioni di famiglie vivono in situazioni di grave disagio abitativo.

Il punto è che abbiamo abbondanza di case laddove la domanda diminuisce e scarsità dove la domanda cresce. Il che si traduce in prezzi crescenti – via via inaccessibili – nelle aree a forte pressione abitativa, come le grandi città, e prezzi declinanti, tali da mortificare ogni possibilità di investimento, nelle aree a scarsa pressione abitativa. Insomma, nei grandi centri urbani si generano esclusione e gentrificazione; nelle città di dimensioni più contenute si rischiano il blocco degli investimenti e il deperimento del patrimonio immobiliare residenziale, fenomeni che generano ulteriore spopolamento.

Il mismatch abitativo si può sistematizzare in quattro tipi: territoriale, dimensionale, qualitativo e funzionale. Lo stock abitativo è spesso troppo grande rispetto alle nuove famiglie, energivoro, poco accessibile e difficile da adattare alle trasformazioni demografiche. Il vero passaggio culturale è perciò dalla cosiddetta housing quantity alla housing adequacy: non “quante case abbiamo?”, ma quante sono adeguate, dove servono, di quale dimensione, con quale qualità e a quale costo.

 

La casa è anche politica industriale

È anche una questione di competitività. Una città che non permette a un infermiere, a un insegnante, a un ricercatore o a un giovane professionista di vivere vicino al proprio lavoro non produce soltanto disagio abitativo: compromette il proprio “funzionamento”, oltre a cagionare un danno alle persone.

La casa, dunque, non è una voce residuale delle politiche sociali. È politica industriale, perché condiziona la disponibilità di lavoratori e talenti; politica demografica, perché condiziona le scelte di vita; politica urbana, perché determina chi può abitare nei luoghi dove si concentrano opportunità e servizi; politica intergenerazionale, perché riguarda una parte enorme della ricchezza delle famiglie italiane.

 

La provocazione della “Casa a 10 euro”

È da questa domanda che nasce la proposta-provocazione lanciata da Lombardini22, la più grande società di ingegneria e architettura del Paese: la “Casa a 10 euro”. Con un approccio di sfida, si immagina l’impegno a costruire le condizioni perché il prezzo delle case si allinei ai redditi medi disponibili, con l’obiettivo che la casa non pesi sui redditi oltre i 10 euro per persona portatrice di reddito.

Non una promessa di prezzi impossibili, ma una domanda alla filiera dell’abitare. Possiamo ripensare progettazione, costruzione, finanza e gestione per produrre più valore sociale con le risorse disponibili? Quello che chiamiamo affordable housing (abitare accessibile) non si può tradurre semplicemente nell’edilizia popolare o sociale, ma nella sfida di trovare un nuovo equilibrio tra costo, qualità, sostenibilità e impatto sociale, anche per quelle fasce sociali estranee ai tradizionali strumenti dell’edilizia pubblica.

La Fondazione B.live, ente di ricerca multidisciplinare nato dall’impegno di Lombardini22, sta lavorando proprio su questo crinale: comprendere come costruire un sistema dell’abitare che sappia adattarsi alla società che stiamo diventando, in uno sguardo capace di mettere al centro non solo i grandi centri urbani, ma anche le piccole e medie città di provincia, vera ossatura urbana del Paese.

 

Marco Marcatili

Director Lombardini22 e Presidente Fondazione B.live

Non bastano le gite ad Auschwitz per conoscere la Storia

 

C’è stato un tempo in cui, chi più chi meno, si concorreva al dileggio della materia Storia nelle scuole, accusandola di prestarsi alla sua caricatura di date e battaglie: insomma, una materia solo mnemonica, roba da idioti.

Premesso che le date esistono in sé — un compleanno, una guerra mondiale, ecc. — e che ogni data ha un prima e un dopo senza i quali la vita non è narrabile, ricordarsi le cose non è una prigione, ma libertà. Si può riflettere se c’è qualcosa che resta. Ma oggi, fuori dai social, non si sa neanche se si esiste.

 

Il trionfo del presentismo

Come benissimo sottolinea Francesco Germinario nel suo libro Un mondo senza storia? (Asterios, 2017), purtroppo «la Storia, dal terrorismo agli sbarchi di immigrati, è una fastidiosa interruzione del godimento del mondo. La vita è pensata come un percorso depoliticizzato e destoricizzato; è il trionfo neoliberale del presentismo: non è necessario interrogarsi sul Passato, perché il Passato non esiste».

Una figlia di amici, curriculum liceo e università, ha imparato pochi mesi fa che cosa è accaduto il 6 giugno 1944 vedendo un film di guerra, Salvate il soldato Ryan (1998). Naturalmente non sa comunque tutto il resto, se non sa cosa siano Marzabotto, l’8 settembre, la Guerra fredda, la Corea, Che Guevara (chi è?), Kennedy, Berlino, ecc.

 

La storia della Repubblica non rientra nell’anno scolastico

Circa il Paese: sa a malapena perché c’è la Repubblica e perché ci sono i partiti, ignora De Gasperi e Togliatti, l’Europa di Schuman, Adenauer, il terrorismo…

Quanto alla Repubblica italiana, la Storia semplicemente non viene fatta. Un tempo qualcosuccia era relegata alla materia chiamata Educazione civica, che si studiava come Musica o Religione: tanto non si arrivava ad aprire neppure il libro. Miglior sorte toccava ad Applicazioni tecniche, con il classico cartello stradale in legno pitturato.

Ragionare sulle istituzioni presenti? Come domandare cosa c’è oggi per merenda.

Indipendentemente dai programmi ufficiali, la maggior parte degli insegnanti finisce l’anno alla caduta di Mussolini, il 25 luglio, naturalmente senza sapere perché. La Costituente e poi tutta la storia della Repubblica non esistono. Guerra fredda? Muro di Berlino? Sono più conosciuti Custer e Little Bighorn.

Del come siano andati al potere fascismo e nazismo non lo sa spiegare nessuno. Solženicyn e i gulag in Siberia? Come parlare degli extraterrestri.

Generazioni intere ineducate, che sono nate con le autostrade, i frigoriferi, le macchine, le vacanze a Praga, lo shopping, i soldi, Internet, e pensano che il mondo sia stato creato così, sia sempre stato così e così sempre sarà.

 

Auschwitz in ogni tempo

Per questo, d’improvviso, ci si alza una mattina e si scopre che non è vero, che si può rifare Auschwitz, che i Bokassa, i Videla, gli Astiz, i Pol Pot, i Mladić e i loro volenterosi imitatori carnefici l’hanno già fatto. Anzi: in Medio Oriente lo sterminio è proprio adesso in atto, democraticamente, operato sistematicamente da persone che dovrebbero dimostrare una sacra memoria della Shoah.

Ho vissuto i Vopos della DDR, che sparavano a chi tentava di attraversare il Muro, e l’89 sembrò la vittoria totale. Ma dopo, che fare? Si può sostituire la Storia con l’onnipresenza del mercato?

Le date: che cosa successe, cosa fu visto, sperato, giurato nel novembre 1989? Ricordare consente di accorgersi che, nel tempo degli uomini, le cose non sono tutte uguali, che cominciano e finiscono.

 

Scioccarsi abbrevia lo studio?

Da qualche tempo è in voga puntare a scuotere i ragazzi con le gite di classe in visita agli orrori di Auschwitz: l’horror tira. L’illusione è che esperienze scioccanti possano convincere più di un confronto sui libri.

Ma chi, perché e come ha portato la Germania a fare Auschwitz? Un improvvisato manipolo di cattivoni o il discorso è un po’ più complesso e sottile? Il male va al potere regolarmente, la zizzania insieme al grano.

Chi lo sa spiegare ai ragazzi?

 

Lontani dalla Storia ci si abitua al male

Aveva ragione Primo Levi: nonostante non ci piaccia ammetterlo, Auschwitz si può rifare eccome. Come annotò tristemente tempo fa Magris, non è vero che la giustizia paga, e un potere comprensivo attira più scontenti di un satrapo dispotico.

Eppure resta il tassativo compito di insegnare ai giovani che c’è sempre un momento in cui bisogna dire: pereat mundus et fiat iustitia.

Per questo non solo i carnefici storici, ma nessuno è assolto se pensa che la Storia sia lui, il suo piccolo mondo di egoismi, rinchiuso nei social dove si impara solo a fare a meno degli altri e delle relazioni.

Il rischio delle “giornate della memoria” è proprio quello: assistervi come al cinema. Dopo, tutto ritorna normale.

Arricchirsi vuol dire disporre di nuove energie per vivere, e vivere è sempre consapevolezza del sé. La cultura personale è questo. Auschwitz, la Giornata della Memoria, le date sapute — non a caso — “a memoria” sono me, la mia Storia e i contesti in cui vivo.

Fuori da questo non c’è libertà, ma alienazione. Nonostante le gite ad Auschwitz.

Il coraggio cristiano di tornare alla politica

Dalla crisi alla corresponsabilità

Viviamo una profonda crisi etica e culturale che investe la nostra stessa identità antropologica. Una parte crescente della società, non sentendosi rappresentata dalla politica, manifesta indifferenza e sfiducia nelle istituzioni, come testimonia il crescente astensionismo elettorale. Mentre il mondo è attraversato da guerre, crisi ambientali e tensioni internazionali, nei nostri territori sperimentiamo disservizi socio-sanitari, ingiustizie, declino demografico, povertà, desertificazione e presenza pervasiva della criminalità.

Di fronte a problemi così concreti, la politica rischia di diventare un’arena, dominata dallo scontro permanente, oppure un palcoscenico sul quale si recita per conquistare consenso. Dovrebbe invece tornare ad essere un cantiere nel quale si costruisce insieme la città: il progetto è il bene comune, le fondamenta sono i valori, gli strumenti sono competenza e responsabilità, il metodo è il dialogo e la mediazione, la forza lavoro è l’intera comunità. Nessuno costruisce la città da solo e nessuno può esserne semplice spettatore.

È questa la differenza tra suddito, abitante e cittadino: il suddito delega ad altri le proprie scelte, secondo la logica della dipendenza; l’abitante vede i problemi e se ne lamenta, ma ritiene irrilevante il proprio contributo, secondo la logica della passività; il cittadino comprende invece che ciò che appartiene a tutti riguarda anche lui e si domanda: «Che cosa posso fare anch’io?». È la logica della corresponsabilità. Una popolazione diventa comunità quando passa dalla dipendenza alla libertà, dalla passività alla partecipazione, dall’individualismo alla corresponsabilità. Il futuro non si aspetta: si prepara. E cittadini non si nasce: si diventa, attraverso l’esercizio quotidiano della libertà, della responsabilità e della partecipazione.

 

Il cristiano dentro la storia

Anche nel mondo cattolico si avverte un certo smarrimento di fronte alle grandi questioni sociali e politiche. In alcune comunità emergono ripiegamento, paura e atteggiamenti difensivi. Eppure, il Magistero invita nella direzione opposta: dare un’anima alla politica, considerarla, quando orientata al bene comune, una forma alta di carità e di servizio, ed essere sale della terra e luce del mondo, capaci di rendere più umana la storia. La fede non conduce alla fuga o all’isolamento, ma chiede di entrare nella storia e condividerne le ferite.

Il cristiano è chiamato a farsi buon Samaritano per chi è ferito dai tanti “briganti” del nostro tempo e Cireneo per chi non riesce più a portare da solo il peso della vita. Occorre perciò abitare i luoghi nei quali le ferite diventano visibili: le case, con le difficoltà delle famiglie, le strade, con povertà, degrado e carenza di servizi, le piazze, dove si decide il futuro delle comunità. È lì che il cristiano deve testimoniare la propria fede, senza supponenza ma anche senza complessi di inferiorità, senza pretendere privilegi ma senza rinunciare alla propria voce.

 

Dalla carità alla buona politica

Volontariato e promozione culturale sono fondamentali, ma non sempre sufficienti. Quando povertà, marginalizzazione e ingiustizie hanno cause strutturali, non basta curarne gli effetti: occorre intervenire anche sulle condizioni sociali, economiche e istituzionali che le producono. La carità soccorre la persona ferita; la buona politica cerca anche di rendere la strada più sicura perché altri non vengano feriti. È qui che carità e politica si incontrano.

Il cristiano non entra quindi in politica per occupare uno spazio o conquistare potere, ma per assumersi una responsabilità. Questo impegno può essere vissuto nelle formazioni politiche esistenti, quando consentono di operare in coerenza con la propria visione della persona, della società e del bene comune. Quando ciò non sia pienamente possibile, è legittimo cercare strade nuove e promuovere aggregazioni politico-programmatiche autonome, non chiuse o identitarie, ma aperte a persone di culture diverse che condividano valori fondamentali di dignità, giustizia, solidarietà, libertà, responsabilità e bene comune.

Per il cristiano impegnato in politica la preghiera non è accessoria, ma necessaria: aiuta a discernere le scelte, purificare le intenzioni e verificare se l’azione sia realmente orientata al bene comune o condizionata dall’ambizione, dal consenso e dal potere. La preghiera dona quella libertà interiore necessaria per essere servitore di tutti senza diventare servo di nessuno: né del partito, né del leader, né delle clientele, degli interessi, del consenso o della carriera.

Il cristiano sceglie l’impegno politico nella libertà della propria coscienza e assumendosene personalmente la responsabilità, senza cercare dalla Chiesa investiture o legittimazioni politiche. Nell’impegno politico idealità, pragmatismo e competenza devono procedere insieme: l’idealità indica la meta, il pragmatismo trasforma i principi in scelte concretamente possibili, la competenza fornisce gli strumenti per realizzarle. L’idealità senza pragmatismo diventa utopia astratta, il pragmatismo senza idealità si riduce a gestione dell’esistente, l’idealità senza competenza rimane una generosa aspirazione incapace di diventare buon governo. La buona politica nasce dall’incontro tra la visione che indica dove andare, il realismo che individua la strada e la competenza che permette di percorrerla.

 

La mediazione e il bene comune

Il cristiano deve saper mediare, intendendo la mediazione nella sua accezione più nobile: non compromesso al ribasso o rinuncia ai valori, ma ricerca, attraverso il dialogo e la gradualità, del bene concretamente possibile. La mediazione è il luogo nel quale l’ideale, senza tradire se stesso, comincia a farsi storia. Non basta indicare la città ideale: bisogna conoscere il terreno, progettare le strade e avere la pazienza di costruirle.

Cristiani animati dagli stessi valori possono compiere scelte politiche differenti. Nessuno dovrebbe considerare la propria necessariamente migliore, né ritenere una forza politica depositaria esclusiva dei valori cristiani. Le differenze sono una ricchezza finché non degenerano in divisione, delegittimazione e inimicizia.

La politica, per il cristiano, è anzitutto servizio. Chi vi si impegna dovrebbe avere la coscienza come bussola, la persona come centro, il bene comune come meta, la competenza come strumento, il dialogo e la mediazione come metodo, il servizio come stile.

Da qui può nascere un appello che non riguarda soltanto i cristiani, ma tutti coloro che hanno a cuore il destino della propria comunità. Possiamo partire da convinzioni, culture e sensibilità diverse, ma ritrovarci nella difesa della dignità della persona, nella ricerca della giustizia, nella solidarietà e nella responsabilità verso il bene comune. Non si tratta di essere tutti uguali o di pensarla allo stesso modo, ma di riconoscere ciò che ci unisce e avere il coraggio di costruire insieme.

La domanda decisiva, allora, non è soltanto: «Che cosa dovrebbe fare la politica?», ma: «Che cosa possiamo fare noi, insieme, per rendere la nostra città più giusta, più solidale e più umana?».

 

Stefano Vitello
Segretario regionale della Consulta dei Laici – Sicilia

Elogio della complicità

Vicende personali e professionali mi spingono a riflettere sull’idea di complicità. Ancora una volta ci aiuta l’etimologia.

Per gli psicoterapeuti è da evitare la collusione con il paziente. Etimologicamente, “giocare con lui”. Vale a dire, contribuire ad alimentare sintomi, idee distorte, comportamenti patologici. E spesso a ciò viene assimilata anche la complicità. La quale, invece, stando alla radice del vocabolo, rimanda al coinvolgimento. Come dire: “mi sento partecipe della tua vicenda”, “non ne sono estraneo”, “non me ne tiro fuori”. Qualcosa di affine all’empatia, dunque.

Con una sfumatura differente, tuttavia. Il “complice” (in senso etimologico) assume un atteggiamento attivo, una posizione attiva. Non si limita a “immedesimarsi” con lo stato d’animo altrui, ma agisce di conseguenza. Non se ne ritrae. Insomma, il contrario dell’ignavia o della soluzione pilatesca: “comprendo, però non posso aiutarti”.

La complicità, ad esempio nella relazione terapeutica, chiama all’azione, all’impegno. Un po’ come l’I care del pastore battista afroamericano Martin Luther King e di don Lorenzo Milani.

Oltre il PIL: se cambia ciò che misuriamo, cambia ciò che governiamo

Per molto tempo abbiamo pensato che per capire come sta un Paese fosse sufficiente guardare alla sua crescita economica. Il PIL è diventato così il grande numero attraverso il quale raccontiamo la salute dell’economia, la capacità produttiva, la crescita o la recessione.

Il PIL è certamente uno strumento indispensabile. Misura una parte importante della realtà e consente di conoscere il valore dei beni e dei servizi prodotti. Il problema nasce quando da indicatore economico diventa sinonimo di progresso.

È qui che la questione smette di essere soltanto economica e diventa politica.

Perché una società può produrre più ricchezza e, contemporaneamente, diventare più diseguale. Può aumentare la produttività mentre cresce la precarietà. Può costruire nuove infrastrutture mentre alcuni territori continuano a spopolarsi. Può disporre di tecnologie sempre più avanzate mentre aumentano solitudine, fragilità e sfiducia. Può spendere di più per curare le conseguenze di determinati problemi senza investire abbastanza nella loro prevenzione.

Il punto, allora, non è abolire il PIL. È smettere di chiedergli di raccontare ciò che non può raccontare.

 

Se non misuriamo qualcosa, rischiamo di non governarla

Ogni società sceglie, implicitamente o esplicitamente, ciò che considera importante anche attraverso ciò che misura.

Se misuriamo quasi esclusivamente produzione, consumi, reddito e crescita, sarà naturale orientare le politiche pubbliche verso questi obiettivi. Se invece decidiamo di osservare anche salute, istruzione, qualità dell’ambiente, condizioni del lavoro, sicurezza, relazioni sociali, partecipazione e disuguaglianze, la nostra idea di sviluppo cambia.

Non si tratta di una questione tecnica riservata agli statistici.

È una scelta culturale e politica.

Misurare significa rendere visibile. E ciò che diventa visibile può entrare nell’agenda delle istituzioni, orientare gli investimenti, consentire confronti, individuare criticità e valutare gli effetti delle decisioni.

Per questo il dibattito sul “dopo PIL” è molto più importante di quanto possa sembrare.

L’Italia dispone già del BES, il Benessere Equo e Sostenibile, che rappresenta un passo significativo nella direzione di una lettura multidimensionale del progresso. Ma il punto decisivo è evitare che questi strumenti rimangano soltanto un patrimonio statistico.

La vera domanda è: quanto riescono a cambiare le decisioni?

 

Dalla misurazione alla scelta

Aggiungere nuovi indicatori al PIL non basta. Possiamo costruire sistemi sofisticati per misurare il benessere, la sostenibilità o la qualità della vita e continuare, nella pratica, a decidere sulla base del rendimento economico immediato.

Sarebbe una contraddizione.

Se sappiamo che una scuola produce capitale umano e coesione sociale, non possiamo considerarla soltanto come una voce di spesa.

Se sappiamo che la prevenzione sanitaria riduce sofferenza e costi futuri, non possiamo considerarla semplicemente come un costo da comprimere.

Se sappiamo che una rete territoriale riduce isolamento e fragilità, non possiamo valutarla esclusivamente attraverso il numero delle prestazioni erogate.

Se sappiamo che il lavoro dignitoso genera competenze, fiducia, autonomia e partecipazione, non possiamo limitarci a considerarlo una voce del costo di produzione.

Qui emerge una diversa idea di economia: non soltanto contabilizzare ciò che produciamo, ma comprendere ciò che la produzione rende possibile nella vita delle persone e delle comunità.

È la domanda che accompagna l’Economia civile quando parla di felicità pubblica e di Bene Comune: non basta sapere quanta ricchezza viene prodotta, occorre interrogarsi su come questa ricchezza contribuisca al benessere di tutti e di ciascuno.

 

Il valore che non ha prezzo

Esiste infatti una parte enorme del valore sociale che difficilmente entra nei tradizionali sistemi di contabilità.

Quanto vale il tempo dedicato alla cura di un familiare? Quanto vale il volontariato? Quanto vale una comunità capace di non lasciare sola una persona fragile? Quanto vale la fiducia tra cittadini e istituzioni? Quanto vale una scuola che riesce a recuperare un ragazzo in difficoltà?

Quanto vale un territorio nel quale le persone scelgono di restare perché trovano lavoro, servizi, relazioni e possibilità di partecipazione?

Sono domande difficili. Ma proprio perché sono difficili non possiamo smettere di porle. Il rischio, altrimenti, è confondere ciò che è facilmente misurabile con ciò che è realmente importante.

L’economia registra con grande precisione ciò che ha un prezzo. La politica dovrebbe essere capace di riconoscere anche ciò che ha valore.

 

Un nuovo modo di valutare il progresso

Da questa prospettiva assume particolare interesse anche il lavoro sull’umanizzazione.

L’obiettivo non è costruire l’ennesimo indice destinato a sostituire tutti gli altri. Sarebbe una semplificazione opposta a quella che vogliamo superare.

La sfida è piuttosto mettere in relazione informazioni diverse: dati quantitativi, evidenze qualitative, percezioni delle persone, partecipazione delle comunità e dimensioni relazionali.

La domanda diventa allora più esigente:

una determinata politica, un investimento, un’innovazione, un’organizzazione stanno realmente migliorando le condizioni nelle quali le persone vivono, lavorano, si curano, partecipano e costruiscono relazioni?

È una domanda che cambia il modo stesso di valutare una decisione.

Un’innovazione non è necessariamente positiva soltanto perché aumenta la produttività. Una politica non è necessariamente efficace soltanto perché riduce una spesa. Un investimento non è necessariamente generativo soltanto perché produce un rendimento. Dobbiamo imparare a considerare anche gli effetti nel tempo, sulle persone, sulle comunità e sulle generazioni future. È qui che la misurazione può diventare uno strumento di responsabilità.

 

Governare significa scegliere una direzione

In fondo, il problema non è avere troppi indicatori o troppo pochi. Il problema è sapere che idea di società vogliamo costruire.

Gli indicatori vengono dopo. Prima viene la visione. Se consideriamo la persona il centro dello sviluppo, allora dobbiamo essere capaci di misurare ciò che rende possibile una vita pienamente umana: salute, istruzione, lavoro dignitoso, relazioni, sicurezza, partecipazione, ambiente, accessibilità, capacità di realizzare le proprie potenzialità.

Se consideriamo il Bene Comune come responsabilità condivisa, dobbiamo anche essere capaci di verificare se le nostre scelte producono opportunità per tutti o concentrano vantaggi e svantaggi.

Se consideriamo la democrazia qualcosa di più del semplice esercizio del voto, dobbiamo misurare anche la possibilità concreta delle persone di partecipare e incidere sulle decisioni che

 

Rosapia Farese

Presidente FareRete Innovazione BeneComune 

IA, Trump: allarmismo è una truffa anche peggiore di quella sul clima

Roma, 14 set. (askanews) – “Coloro che oggi dicono che l’intelligenza artificiale distruggerà il mondo e che i data center fanno male al proprio vicinato, sono le stesse persone che solo poco tempo fa sostenevano che il mondo si sarebbe estinto a causa del ‘cambiamento climatico’. Una truffa che non si è mai verificata e ora passano a un’altra”. Lo afferma il presidente Usa, Donald Trump con una serie di messaggi sul suo social network, Truth.

Coloro che sostengono queste tesi “sono rivoluzionari, rivoluzionari per una causa malvagia. Presto scoprirete per chi lavorano e non è per gli interessi degli Stati Uniti”, prosegue.

“Io sono un distruttore di truffe. E ora distruggerò un’altra truffa: quella che l’IA ha prenderà il controllo, consumerà e distruggerà il mondo e che i robot marceranno nelle nostre città e ci stermineranno tutti! Questa è una truffa perfino peggiore di quella su RUSSIA, RUSSIA, RUSSIA – scrive in maiuscolo – o sul surriscaldamento globale. Grazie per l’attenzione su questa faccenda”. (fonte immagine: The White House).

Poste-TIM, Del Fante: mercato ha capito, ci darà ampio controllo

Roma, 14 set. (askanews) – L’Amministratore Delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante e il Direttore Generale Giuseppe Lasco hanno commentato oggi al TG Poste la chiusura della prima fase dell’OPAS lanciata su Tim.

Poste Italiane sta valorizzando TIM in un progetto ambizioso, del quale gli investitori hanno saputo cogliere portata e strategia. Lo ha sottolineato in un’intervista al TG Poste l’AD Matteo Del Fante, manifestando soddisfazione per la chiusura della prima fase di adesione sull’OPAS, conclusa con Poste Italiane al 66,6% del Gruppo di telecomunicazioni. “Se venerdì scorso siamo arrivati a questo numero – ha detto – è perché il mercato ha capito che la cosa migliore è aderire”. Un risultato raggiunto dopo un’importante accelerazione la settimana scorsa. “Gli investitori – ha detto Del Fante – hanno capito che non ha molto più senso restare azionisti di un’azienda che non paga il dividendo e che è una frazione di Poste Italiane, in un contesto in cui Poste sta valorizzando le azioni di Tim con un progetto congiunto molto ambizioso e con grande soddisfazione per tutti gli investitori. C’è stata una presa di coscienza – ha continuato Del Fante – i mercati la chiamano F.O.M.O., Fear Of Missing Out, paura di rimanere fuori dal treno di Poste che partiva e quindi si sono tutti adoperati per aderire. Crediamo che questa F.O.M.O. ci sarà anche dal 21 al 25 settembre”. Al termine dell’OPAS, ha concluso l’AD di Poste Italiane, “ci troveremo ad una percentuale che sarà ampiamente di controllo, e partiranno le attività di integrazione delle due aziende”.

L’OPAS di Poste Italiane su Tim è un’operazione storica per il Paese e per il territorio, e il suo successo aiuterà a guidarne la transizione digitale con la nascita di un grande Gruppo capace di creare occupazione e di competere con i grandi player internazionali. È quanto ha detto Giuseppe Lasco, Direttore Generale di Poste Italiane, commentando la chiusura della prima fase dell’offerta su Tim che ha visto l’azienda salire al 66,6% del gruppo di TLC. “Rimane e rimarrà una operazione storica per il nostro Paese, – ha detto Lasco – inimmaginabile solo qualche anno fa. Allargando il perimetro a Tim, porteremo ancora più valore al nostro Paese e al nostro territorio. Questa integrazione creerà futuro per la nostra gente e per tutti i colleghi di Tim. Ci dobbiamo sentire orgogliosi di appartenere a questo grande gruppo industriale del Paese, internazionale, che potrà competere con i grandi player internazionali per reggere l’urto dell’innovazione e della trasformazione digitale”. Lasco ha poi commentato le sfide future che potranno essere affrontate grazie alla costituzione del nuovo Gruppo. “Poste Italiane e Tim – ha detto – saranno un elemento di traino per il lancio e il consolidamento dell’infrastruttura dell’Intelligenza Artificiale. Anche se l’IA andrà a fare ottimizzazione sulle risorse, noi andremo in controtendenza, garantendo un’infrastruttura evoluta ma continuando ad agire sulle politiche attive del lavoro e a creare nuova occupazione come abbiamo sempre fatto in questi nove anni. Proviamo orgoglio – ha concluso Lasco – perché daremo un futuro a loro e alle nuove generazioni”.

Calcio, i risultati della Serie A. Roma in testa da sola

Roma, 14 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Como-Parma 2-1, Torino-Roma 0-2

Quarta giornata. Venezia-Fiorentina 2-4; Genoa-Frosinone 1-1, Lazio-Milan 2-2, Atalanta-Cagliari 1-2; Lecce-Monza 3-2, Napoli-Bologna 1-0, Sassuolo-Juventus 3-2; Como-Parma 2-1, Torino-Roma 0-2 ore 20.45 Inter-Udinese

Classifica: Roma 12, Lazio, Cmo 10, Cagliari, Inter 9, Milan 8, Juventus, Frosinone, Sassuolo 7, Atalanta, Lecce, Napoli 6, Udinese 4, Torino, Fiorentina 3, Parma, Monza, Bologna, Genoa 1, Venezia 0.

Quinta giornata Venerdì 18 settembre: ore 20.45 Monza-Sassuolo; Sabato 19 settembre: ore 15.00 Bologna-Torino, Udinese-Cagliari, ore 18.00 Roma-Inter, ore 20.45 Venezia-Lazio; Domenica 20 settembre: ore 12.30 Fiorentina-Napoli, ore 15.00 Frosinone-Como, Parma-Genoa, ore 18.00 Juventus-Atalanta, ore 20.45 Milan-Lecce.

Da Sissi a Sinner, storie di star e benessere all’Hotel Terme Merano

Merano, 14 set. (askanews) – “Per quello che riguarda i nostri ospiti italiani, sicuramente c’è anche Gerry Scotti, un certo Sinner, che è stato qua l’anno scorso”. Merano ha una lunga storia di nomi famosi giunti fino a qua per “passare le acque”: dall’imperatrice Sissi la località sul Passirio conquistò l’onore delle cronache. L’Hotel Terme Merano ha una storia un po’ più breve, che però con Jannik Sinner prende il volo, in virtù di come le star dei giorni nostri riescono a fare la differenza. Una storia corta e lunga allo stesso tempo, della quale Rudi Theiner, direttore (General Manager) dell’Hotel Terme Merano dal mese di ottobre del 2011, conosce tutti i segreti.

“Sinner era qua l’anno scorso, perché è stato eletto sportivo dell’anno dell’Alto Adige”, spiega.

Nella foto ricordo che ci mostra il direttore, il campionissimo è con un raggiante barman della struttura. “Lui veniva e tutti volevano fare le foto”, dice.

Va detto che i grandi nomi non sono solo tra gli ospiti. Vere star dell’architettura hanno firmato questa struttura: sospesa fra il cielo e la terra in una città celebre per le sue acque, la Sky Spa dell’Hotel, progetto dall’architetto di Bressanone Hugo Demetz, è luogo dotato di design ricercato e una vista unica: il centro wellness in vetro e legno guarda i tetti liberty di Merano, le Alpi, diversi castelli, i giardini di Castel Trauttmansdorff e il Parco delle Terme. E tra palme e le whirlpool all’aperto, c’è l’Infinity-pool scoperta e riscaldata (32-34°C), lunga 22 metri con accesso interno ed esterno in ogni stagione dell’anno

“Le Terme sono state aperte nel 2005 e l’hotel nel 2006, festeggiamo vent’anni quest’anno”, ricorda Theiner.

Il progetto architettonico dell’Hotel Terme Merano è stato firmato dagli architetti berlinesi Baumann e Zillich per la struttura esterna, mentre l’interior design e il progetto esecutivo sono di Matteo Thun.

Tra la Spa e gli “Olivi” ristorante dell’hotel si incontrano – credeteci perché ne abbiamo viste – anche bionde stelle di Hollywood in incognito che apprezzano molto la cucina dello chef Karlheinz Falk. Ma Theiner quando gli si chiede chi sono gli ospiti ovvero chi è la Sissi dei giorni nostri, si tiene sul vago: “Tanta gente giovane, sono più coppie diciamo che si fanno un bel weekend o anche due tre giornate in tranquillità”.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Linda Verzani

Immagini askanews

Bonino, al Campidoglio tributo internazionale di politici, amici e cittadini

Roma, 14 set. (askanews) – E’ proseguito anche oggi l’omaggio ad Emma Bonino nella camera ardente allestita nella sala della Protomoteca del Campidoglio. Politici, rappresentanti delle istituzioni, amici e cittadini hanno voluto salutarla, in questi due giorni. Saluto che proseguirà domani con i funerali di Stato in forma laica cui parteciperanno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni.

Per tutta la serata si svolge la veglia civile nella piazza, dove campeggia, su sfondo rosso, un ritratto della storica leader sindacale scomparsa venerdì a 78 anni. Ad aprire la veglia il segretario di +Europa Riccardo Magi, seguito dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri e da un video con le parole più significative di Emma Bonino. Alla veglia interverranno da Elly Schlein ad Angelo Bonelli, Benedetto della Vedova, Enzo Marai I radicali che hanno condiviso con lei tante battaglie a cominciare da Carla Taibi. E poi Matteo Hallissey, Rita Bernardini, Antonella Soldo, Franco Corleone, Valeria Manieri, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti, Cécile Kyenge, Luigi Manconi, Roberto Saviano, Filippo Blengino, Kasia Smutniak.

A tributarle un saluto oggi nella camera ardente, davanti alla bara avvolta dalla bandiera dell’Europa, tra gli altri, i ministri della Difesa Guido Crosetto e degli Esteri Antonio Tajani, l’ex presidente del Consiglio, senatore a vita, Mario Monti, Luciano Violante, Anna Finochiaro, Luigi Zanda. L’Ambasciatore di Spagna in Italia, Miguel Fernßndez-Palacios, ha consegnato ai familiari di Emma Bonino una lettera dei reali di Spagna. E poi il presidente M5S Giuseppe Conte, Enrico Letta, Massimo D’Alema, una delegazione di Iv con Maria Elena Boschi e Raffaella Paita che era stata preceduta dal compagno di partito Roberto Giachetti. Matteo Richetti di Azione, i dem Filippo Sensi e Cecilia D’Elia, Bobo Craxi, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi. Marco Cappato e Filomena Gallo con una delegazione dell’associazione Luca Coscioni.

Ex Ilva, sindacati convocati a Palazzo Chigi mercoledì alle 10

Roma, 14 set. (askanews) – Sulla ex Ilva il governo ha riconvocato i sindacati a Palazzo Chigi mercoledì 16 alle 10. Lo riferiscono fonti sindacali, aggiungendo che l’incontro si svolgerà nella Sala Verde.

“Il tempo delle attese, dei tavoli rinviati e delle promesse non mantenute è finito”, avevano precedentemente affermato con una nota congiunta Fim, Fiom, Uilm e Usb, dopo l’assemblea unitaria con tutte le lavoratrici e i lavoratori delle imprese dell’appalto dello stabilimento ex Ilva di Taranto e il corteo che si è snodato lungo la strada provinciale della città.

“Non c’è più tempo per non intervenire, servono risposte subito”, avvertono i sindacati che invitano il Governo a “mettere in campo subito tutti gli strumenti necessari per fermare i licenziamenti, salvaguardando tutti i lavoratori coinvolti, a partire da quelli dell’indotto”.

Petrolio, annuncio Trump frena rincari, Brent ritraccia a 106 dollari

Roma, 14 set. (askanews) – Il presidente usa Donald Trump, riuscito a impartire un freno ai rincari dei prezzi del petrolio, che in serata proseguono ma drasticamente ridimensionati rispetto alle dinamiche delle ore precedenti.

Il Barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord, che nel corso della seduta era arrivato all’ambire 110 dollari, in serata taglia consistentemente i guadagni al più 1,35% a 106,20 dollari. Nel frattempo a New York, il West Texas Intermediate segna più 1,58% a 101,63 dollari, laddove in precedenza era salito fin quasi a 105 dollari. Trump ha annunciato che Russia e Ucraina hanno accettato di impegnarsi a non attaccare più i rispettivi impianti energetici. (Fonte immagine: The White House).

UniCredit, Orcel a Berlino vede Klingbeil, primo incontro "costruttivo"

Roma, 14 set. (askanews) – Un primo incontro “costruttivo”, secondo Berino, che pianta subito i suoi paletti: Commerzbank deve restare quotata a Francoforte e deve continuare a giocare il suo forte suolo a sostegno delle Pmi. Gli ha fatto eco Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit, parlando a sua volta di incontro “costruttivo” e “proficuo”.

Il manager italiano ha incontrato per la prima volta il governo tedesco dopo il completamento dell’offerta di acquisizione sulla banca teutonica, si è recato a Berlino per un faccia a faccia con il vicepremier e ministro delle Finanze, Lars Klingbeil. “Sono grato al ministro Klingbeil per l’opportunità che mi ha offerto di illustrare le nostre priorità e di conoscere le sue per la prima volta. Abbiamo avuto un primo colloquio proficuo e costruttivo, a cui ne seguiranno presto altri”, ha detto Orcel con una nota.

Per parte sua il ministro tedesco ha fatto sapere che secondo il governo Commerzbank deve restare quotata in maniera autonoma sulla borsa di Francoforte. E che deve continuare a poter svolgere “un forte ruolo di finanziamento alle imprese medie e piccole, sia in Germania sia a livello internazionale”.

Secondo quanto riporta Handelsblatt, Klingbeil ha definito la riunione “una conversazione costruttiva”. E ha spiegato al manager italiano che a Berlino “abbiamo a cuore gli interessi degli oltre 40.000 dipendenti di Commerzbank e siamo al loro fianco – ha detto – in questi tempi incerti”.

Secondo Orcel, “spetta ora a entrambe le parti riflettere su questo primo incontro, affinché si possa trovare il modo di procedere nell’interesse di tutte le parti interessate e degli azionisti”, ha aggiunto il manager.

È ufficiale: gli Oasis saranno live in Italia con due date a Roma

Roma, 14 set. (askanews) – Gli Oasis pongono fine a mesi di febbrili speculazioni annunciando il loro ritorno sul palco nel 2027. Oasis Live 27 vedrà la band protagonista di 38 concerti tra Scozia, Inghilterra, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Italia, Stati Uniti e Irlanda. Il 29 e 30 luglio saranno allo Stadio Olimpico di Roma. Ad eccezione degli show nella loro Manchester, il tour porterà la band in una serie di location completamente nuove rispetto a Oasis Live ’25. Special guest di ogni data sarà Richard Ashcroft.

Dopo un periodo di riflessione, “la forza culturale pop più dirompente della recente storia britannica” si è dichiarata nuovamente in piena forma e pronta a tornare ancora una volta per risollevare gli animi. Venite a constatarlo di persona. Sarà uno spettacolo da non perdere.” È prevista una domanda estremamente elevata per Oasis Live ’27. Al fine di ridurre i tempi di attesa e contrastare la rivendita non autorizzata, è stato introdotto un sistema di registrazione con l’obiettivo di offrire a tutti i fan le migliori opportunità di acquistare i biglietti. Le registrazioni sono già aperte su “us.list-manage.com” oasisinet.com.

Per avere la possibilità di acquistare i biglietti, i fan dovranno registrarsi entro giovedì 17 settembre alle 17:00. Coloro che saranno selezionati riceveranno un codice univoco e non trasferibile che consentirà l’accesso a una specifica finestra di vendita. Le finestre di vendita varieranno di città in città e si svolgeranno tra venerdì 25 settembre e domenica 27 settembre. I fan riceveranno direttamente tutte le informazioni relative alla finestra di vendita cui potranno accedere e relativo orario.

La registrazione sarà l’unica modalità di accesso al pubblico per l’acquisto dei biglietti per Oasis Live ’27. Non sarà prevista alcuna vendita generale né altre prevendite pubbliche al di fuori di questa modalità. Il sistema è stato pensato per rendere il processo di acquisto più equo e fluido possibile per i fan degli Oasis.

I prezzi dei biglietti saranno fissi e varieranno da 92,29Ç a 276,86Ç commissioni incluse. Ulteriori dettagli sul processo di registrazione per l’acquisto dei biglietti sono disponibili su Libraesva ESG ha rilevato un possibile tentativo di phishing da “us.list-manage.com” oasisinet.com.

Oasis Live ’27 – Le date del tour Maggio 2027 21 Maggio Glasgow, Celtic Park 23 Maggio Glasgow, Celtic Park 25 Maggio Glasgow, Celtic Park 28 Maggio Glasgow, Celtic Park 29 Maggio Glasgow, Celtic Park

Giugno 2027 04 Giugno Manchester, Etihad Stadium 06 Giugno Manchester, Etihad Stadium 08 Giugno Manchester, Etihad Stadium 11 Giugno Manchester, Etihad Stadium 12 Giugno Manchester, Etihad Stadium 15 Giugno Manchester, Etihad Stadium 18 Giugno Manchester, Etihad Stadium 19 Giugno Manchester, Etihad Stadium 22 Giugno Manchester, Etihad Stadium 25 Giugno Manchester, Etihad Stadium 26 Giugno Manchester, Etihad Stadium

Luglio 2027

02 Luglio Munich, Allianz Arena 03 Luglio Munich, Allianz Arena 10 Luglio Barcelona, Estadi Olímpic Lluís Companys 11 Luglio Barcelona, Estadi Olímpic Lluís Companys 16 Luglio Amsterdam, Johan Cruijff ArenA 17 Luglio Amsterdam, Johan Cruijff ArenA 23 Luglio Paris, Stade de France 24 Luglio Paris, Stade de France 29 Luglio Rome, Stadio Olimpico 30 Luglio Rome, Stadio Olimpico

Agosto 2027 10 Agosto Boston, Gillette Stadium 13 Agosto Boston, Gillette Stadium 14 Agosto Boston, Gillette Stadium 20 Agosto Las Vegas, Allegiant Stadium 21 Agosto Las Vegas, Allegiant Stadium 24 Agosto Las Vegas, Allegiant Stadium

Settembre 2027

04 Settembre Slane Castle, Ireland 05 Settembre Slane Castle, Ireland 11 Settembre Knebworth, UK 12 Settembre Knebworth, UK 18 Settembre Knebworth, UK 19 Settembre Knebworth, UK

L.elettorale, Conte in piazza con Onorato: norma firme antidemocratica, la contrasteremo

Roma, 14 set. (askanews) – “Sono qui e a nome del Movimento 5 stelle , mi associo a questa protesta contro una norma antidemocratica, illiberale e incostituzionale. La barriera che hanno eretto dalla notte al mattino, per impedire a nuove formazioni politiche di entrare è addirittura oscena”. Così il leader di M5s, Giuseppe Conte, intervenendo alla manifestazione di Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato a Roma, contro la norma che prevede la raccolta di 6.000 firme in ogni collegio, inserita nella legge elettorale in discussione al Senato.

“Pensate che nel 2013 Giorgia Meloni è entrata in Parlamento e oggi siede a palazzo Chigi con una soglia di 40 mila firme”, ha sottolineato Conte. “Adesso Giorgia Meloni chiede agli altri 400 mila firme per tenerli fuori dal Palazzo. È una soglia che molti partiti che già siedono in Parlamento non riuscirebbero a raggiungere”, ha detto ancora.

“Non è così che si difendono i valori democratici. Così si difende solo la casta che già siede in Parlamento. Vogliamo una regola e con una minima soglia è corretta, ma queste oscenità antidemocratica le respingiamo con forza e faremo ogni battaglia possibile e immaginabile per permettere a tutti di esprimere una rappresentanza politica nelle istituzioni”, ha concluso.

Trump: l’Ucraina e la Russia hanno accettato di non attaccare gli obiettivi energetici

Roma, 14 set. (askanews) – “L’Ucraina ha accettato di non attaccare gli obiettivi energetici della Russia. La Russia ha accettato la stessa condizione” per quanto riguarda i suoi obiettivi in Ucraina: lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo profilo di Truth Social.

Nel weekend, Trump aveva esortato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a cessare gli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe, affermando che stanno “danneggiando il mondo”. L’Ucraina ha intensificato i suoi attacchi contro gli impianti petroliferi e le infrastrutture logistiche russe negli ultimi mesi, nel tentativo di aumentare il costo della guerra per Mosca dopo oltre quattro anni e mezzo di conflitto.

Gli attacchi hanno significativamente compromesso la capacità di raffinazione della Russia e provocato una diffusa carenza di carburante, tanto che Mosca ha recentemente esteso il divieto di esportazione di diesel fino alla fine di settembre, nell’ambito di un piano per stabilizzare le forniture interne.

Pca.Mgi/Int14

Cgil, eletta la nuova segreteria: entrano De Palma, Filetti e Sorrentino

Roma, 14 set. (askanews) – L’assemblea generale della Cgil, riunita oggi a Roma, ha eletto a voto segreto, su proposta del segretario generale Maurizio Landini, la nuova segreteria confederale, formata da dieci componenti e in pari misura da donne e uomini. Tre i nuovi ingressi Michele De Palma, segretario generale della Fiom; Stefania Filetti, segretario generale della Cgil Varese; e Serena Sorrentino, presidente della commissione del programma fondamentale.

La segreteria confederale sarà pertanto così composta: Maurizio Landini (segretario generale), Daniela Barbaresi, Michele De Palma, Christian Ferrari, Stefania Filetti, Maria Grazia Gabrielli, Pino Gesmundo, Lara Ghiglione, Luigi Giove e Serena Sorrentino. Francesca Re David ha lasciato la segreteria il 24 luglio scorso per il raggiungimento dei limiti di età. (fonte immagine: CGIL).

IA, Lagarde: canalizzare i risparmi degli europei su progetti Ue

Roma, 14 set. (askanews) – Proprio mentre i giganti Usa dell’intelligenza artificiale parlano di rallentarne lo sviluppo a causa dei rischi di qiesto segmento, la presidente della Bce, Christine Lagarde sostiene che le autorità dell’Unione europea devono accelerare sul settore e “canalizzare” i risparmi dei cittadini verso l’IA, in modo da creare investimenti di portata tale da poter competere con Stati Uniti e Cina.

“Tre anni fa ho sostenuto che i mercati dei capitali non sbocciano perché viene loro ordinato di farlo dai politici. Emergono per finanziare progetti trasformativi che vanno oltre la portata delle banche”, ha detto intervendo ad una conferenza a Vienna. “Questo è quello che è successo negli anni 60 e 70 del XIX secolo, quando le ferrovie degli Stati Uniti avevano bisogno di finanziamenti che nessuna banca era in grado di assicurare. I mercati dei capitali sono spuntati per convogliare i risparmi, molti di quali erano europei, dove erano necessari”.

“Ho detto che allora che l’Europa ha bisogno di un suo progetto per spingere in avanti i suoi mercati dei capitali. Penso che l’intelligenza artificiale sia quel progetto. Ha bisogno di fondi in misura tale che solo i mercati dei capitali possono assicurare e in ballo non potrebbe esserci una posta più alta per l’Europa. I governi in Europa lo hanno capito. Questa Commissione europea ha avanzato le sue proposte sul tavolo. Quello che resta da fare è agire – ha concluso – in modo che i risparmi degli europei possano costruire il futuro dell’Europa”.

Milano, Salvini frena Forza Italia: “La Lega avrà il suo candidato”

Milano, 14 set. (askanews) – Matteo Perego di Cremnago è il candidato sindaco di Milano indicato da Forza Italia, ma la Lega presenterà una propria proposta e Salvini rilancia il nome di Silvia Sardone. Lo ha detto il leader del Carroccio e vicepresidente del Consiglio a margine del convegno “Sovranità energetica e competitività”, che si è svolto a Milano. Il centrodestra, ha assicurato, correrà comunque compatto alle elezioni comunali.

Milano OnDance, l’omaggio al tango di Roberto Bolle in piazza Duomo

Milano, 14 set. (askanews) – Piazza Duomo trasformata in una sala da ballo per l’omaggio al tango di Roberto Bolle. Accanto a lui Virna Toppi, prima ballerina del Teatro alla Scala. “Essere qui sotto il Duomo è qualcosa di molto speciale, e abbiamo voluto farvi questo regalo”, ha detto Roberto Bolle.

L’esibizione fa parte di OnDance, la festa della danza ideata e diretta da Bolle, che porta nel centro di Milano spettacoli, incontri e lezioni aperte al pubblico. La serata dedicata al tango, organizzata con la collaborazione di Milano Tango e Culture, è stata aperta dai ballerini Andrea Bassi e Alice Gaini.

“È una serata meravigliosa – ha detto Bolle dopo l’esibizione – c’è un’energia bellissima. Sono emozionato di essere qui. Grazie Virna per avermi accompagnato in questo omaggio al tango”. “Grazie Roberto”, ha replicato Virna Toppi.

Marco Paleari e il suo Basta Arti Senza Gloria da PCM Studio

Milano, 14 set. (askanews) – Nel cortile di PCM Studio, i lavori per la posa della fibra hanno interrotto una pavimentazione segnata molti anni prima dal precedente abitante dello spazio che, secondo la memoria del luogo, avrebbe tracciato quelle geometrie dopo aver visto una mostra di Mondrian. Il tempo non le ha cancellate, ma trasformate attraverso l’uso e il calpestio, in una relazione continua e vitale con lo spazio, fino a renderle parte essenziale della sua identità. È qui che Marco Paleari interviene con un’opera: “Qui ho fatto una mostra che voleva essere inizialmente sulla geografia, sulle cartine geografiche più che sulla geografia. Il nucleo principale sono i primi due lavori che si incontrano, gli altri come se fossero abitanti di questo posto. Sicuramente un lavoro che vuole evocare una risistemazione dei confini, un discorso sulla frammentarietà degli spazi del mondo, ma riassemblati in una maniera più solidale. Il disegno percorre alla fine tutti i lavori che io ho portato, anche quando non si vede in realtà poi sottostà alla pratica: la mia attitudine è quella del disegnatore, cioè quella del dentro e fuori di una linea, una linea che traccia una demarcazione, un dentro e un fuori, un vuoto e un pieno e lì si regge tutto il lavoro”.

La seconda opera realizzata appositamente per la mostra nasce da un linguaggio già presente nella pratica di Paleari: i suoi trailer, video concepiti per accompagnare e anticipare i progetti. Per la mostra ne realizza uno coinvolgendo Giovanni Frangi come attore, insieme ad amici e complici. Ciò che nasce come strumento di comunicazione perde progressivamente la propria funzione e diventa opera: il trailer si prolunga in un film, il racconto acquista autonomia e Basta Arti senza Gloria prende forma come video-opera, fino a dare il titolo all’intero progetto, che Paleari descrive così: “Sopra c’è un altro cuore pulsante, secondo me, della mostra che è il video. È come se fosse la recita del manifesto poetico del testo critico che regge la mostra. Io ho sempre usato il video per promuovere le mostre, invece in questo caso ho deciso di farlo rientrare proprio come opera, come lavoro all’interno della mostra che fa un po’ da chiusura del percorso che si sviluppa all’interno dell’ufficio. Il titolo della mostra non parla necessariamente dei lavori, ma parla di un’attitudine. Ogni gesto nell’arte è politico in un certo senso perché è un atto d’amore se fatto in maniera sincera e la politica è la sua forma più primitiva. Il parlare del mondo non può che in un certo modo essere politico però io volevo che fosse più poetico che politico. Il video parla di questo”.

Accompagna la mostra un testo-manifesto di Ferrante Ruspoli che interroga la possibilità di un’arte poetica e intimamente impegnata, capace di scomporre e ricomporre il mondo.

Basta Arti senza Gloria è il progetto espositivo che PCM Studio presenta nei propri spazi di lavoro da sabato 12 settembre, costruito intorno a due opere realizzate appositamente per l’occasione e alla disponibilità dell’artista a spostare i confini della propria pratica, oltre a una selezione di opere pittoriche e disegni. La mostra è visitabile su prenotazione il sabato fino al 3 ottobre specificando il giorno e l’orario di visita.

Dove Cameron esce con il nuovo brano "When in Rome"

Milano, 14 set. (askanews) – Sarà in radio da venerdì 18 settembre “When in Rome” (Columbia Records), il nuovo singolo di Dove Cameron, cantautrice multiplatino e attrice vincitrice di un Emmy, già disponibile in digitale.

“When in Rome”, primo singolo estratto dal suo prossimo album di debutto, arriva dopo la serie di brani pubblicati lo scorso anno, che hanno raccontato l’evoluzione di Dove Cameron come artista e narratrice: “Too Much”, “French Girls”, “Romeo”, “Whatever You Like” e “Hello My Old Lover”. L’artista ha portato questi brani sui palchi del Regno Unito e dell’Irlanda, esibendosi in apertura del “Radical Optimism Tour” di Dua Lipa.

In “When in Rome” Dove Cameron abbraccia una dimensione surreale, cinematografica e onirica. Il brano, giocoso e gioioso, unisce la sua voce inconfondibile a una produzione pop raffinata e fuori dagli schemi.

Ad accompagnare l’uscita è un video musicale di grande impatto visivo, diretto da Hannah Devries e girato tra le strade di Capena, in provincia di Roma.

Dove Cameron ha anticipato l’uscita condividendo sui social cartoline dall’Italia e scorci delle strade di Roma, alimentando l’attesa per il nuovo brano nei giorni precedenti alla pubblicazione. “When in Rome” inaugura così un nuovo ed entusiasmante capitolo musicale per Cameron, con molte altre novità in arrivo. A novembre, l’artista si unirà a Sombr per il suo “You Are the Reason Tour”, che farà tappa in 13 città del Nord America e includerà anche due concerti al Madison Square Garden di New York.

In questi giorni si è parlato molto di Dove Cameron, perchè secondo indiscrezioni, l’artista legata sentimentalmente con Damiano David, starebbe preparando col compagno, già frontman dei Maneskin, le nozze in Italia.

La Cina accusa: le aziende Usa "alimentano paure ingiustificate" sull’IA

Roma, 14 set. (askanews) – La Cina ha accusato i vertici delle aziende tecnologiche statunitensi di voler “alimentare paure ingiustificate” dopo che la Silicon Valley ha chiesto un rallentamento nello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale per timori legati alla sicurezza.

“Alimentare paure, lo scontro e la competizione sleale non faranno altro che ostacolare il processo di governance globale dell’IA, senza servire gli interessi di nessuno”, ha affermato in una conferenza stampa Guo Jiakun, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, aggiungendo che i Paesi dovrebbero promuovere uno sviluppo dell’IA che sia “aperto, inclusivo, etico e vantaggioso per tutti”.

Pechino – scrive The Telegraph – ha mosso questa critica dopo che oggi sui mercati azionari internazionali i titoli legati all’IA hanno subito un forte calo a seguito dell’appello dei vertici di OpenAI, Anthropic, SpaceX e Google DeepMind di chiedere un freno alla crescita del settore. Sabato Dario Amodei, a capo di Anthropic (l’azienda che ha sviluppato Claude), ha pubblicato una lettera in cui invocava un rallentamento generale del settore per evitare che problemi di sicurezza potessero degenerare in situazioni critiche. Le dichiarazioni di Amodei hanno trovato il sostegno di Sam Altman (Ceo di OpenAI), Sir Demis Hassabis (presidente di Google DeepMind) ed Elon Musk.

Una Tac all’Ortolano dell’Arcimboldo per svelarne i segreti

Rozzano, 14 set. (askanews) – Un dipinto che, in un istante, cambia volto. È “L’Ortolano” di Giuseppe Arcimboldo, una delle celebri teste reversibili dell’artista milanese, conservata alla Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona. Una natura morta di ortaggi che, capovolta di 180 gradi, diventa un volto umano. Ma questa volta a essere osservato non è soltanto ciò che appare sulla tela. Gli studiosi vogliono capire cosa si nasconde sotto la superficie.

Le parole di Mario Marubbi, Conservatore Pinacoteca Ala Ponzone: “Noi sappiamo che questo dipinto, dalle riflettografie che sono già state eseguite in passato, è stato costruito e modificato. Come spesso accade, un pittore torna sulla sua composizione in corso d’opera e la modifica. La speranza è quella di poter trovare degli elementi che ci possano aiutare a comprendere come lui possa essere arrivato dalla natura morta alla testa reversibile.”

Per cercare le risposte dunque l’opera è arrivata in Humanitas a Rozzano. E qui è stata sottoposta a una tecnologia nata per la diagnostica medica: una TC a conteggio di fotoni, capace di vedere con altissima precisione attraverso i diversi strati del dipinto.

Una tecnologia resa disponibile grazie a Humanitas University e ai fondi ANTHEM, il progetto finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale Complementare al PNRR.

L’intervista ad Andrea Laghi, professore di Humanitas University e Direttore del Dipartimento di Diagnostica dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas: “Oggi abbiamo l’opportunità di scansionare con la nostra TAC Photon Counting, una tecnologia estremamente innovativa, un quadro dell’Arcimboldo. Questa TAC ha due caratteristiche fondamentali: l’altissima risoluzione, scansioniamo, infatti, questo quadro con delle fettine di 0,2 mm, quindi di un quinto di millimetro, per cercare di capire cosa c’è all’interno. La seconda è l’analisi, cosiddetta spettrale, per capire la composizione dei materiali di cui è fatto questo quadro. “

Gli studi proseguono un percorso iniziato quasi vent’anni fa, con le indagini condotte nel 2007 e nel 2008 in occasione delle mostre dedicate ad Arcimboldo a Parigi e a Vienna.

C’è un ultimo filo che lega questa ricerca alla storia di Humanitas.

Dal 2018, con “La Cura e la Bellezza”, opere e dettagli dei grandi musei italiani entrano negli ospedali per accompagnare pazienti, caregiver e professionisti durante l’esperienza di cura.

Oggi, con l’Ortolano di Arcimboldo, quel dialogo tra arte, scienza e tecnologia fa un passo ulteriore

Emis Killa esce con "Terza Stagione – 10 Anni Dopo"

Milano, 14 set. (askanews) – Il 16 ottobre esce “Terza Stagione – 10 Anni Dopo”, l’edizione celebrativa del decennale dell’iconico album di Emis Killa uscito nel 2016, per la prima volta disponibile in formato vinile per questa occasione speciale (Carosello Records). Da oggi è disponibile il pre-order del disco. Il doppio vinile rosa trasparente contiene la tracklist originale dell’album più i tre brani dell’edizione deluxe del 2016 (“Sei tu (feat. Andrea Piraz)”, “Teen Idol” e “Prima che sia lunedì (band version)”).

Un disco di puro rap senza censure, da lui stesso descritto come «un disco grezzo, da cui filtra un ritrovamento di me stesso, sia nei testi che nelle sonorità». Con un approccio volutamente privo di filtri e distante dalle logiche strettamente mainstream, il disco ha riaffermato l’attitudine street e l’identità hip hop di Emis Killa, alternando liriche crude su storie di strada, dipendenze e temi sociali a tracce di puro esercizio di stile rap.

Il 2016 è stato l’anno zero della svolta trap in Italia: in questo scenario di fortissima transizione, Terza stagione ha dimostrato che un album di puro rap hardcore, privo di strizzate d’occhio al pop e caratterizzato da incastri metrici serrati e tematiche crude, poteva ancora debuttare al primo posto in classifica e conquistare certificazioni.

L’album vede la partecipazione di diversi artisti della scena rap e non solo come Neffa, Maruego, Fabri Fibra, Jake La Furia, Coez e Giso e Jamil e tocca diversi temi: dall’abuso di alcool all’amore ossessivo, passando per la distanza sociale tra città e periferia.

Un’occasione unica per ripercorrere e riscoprire, traccia dopo traccia, una tappa fondamentale del percorso dell’artista.

Gli allarmi sull’AI e l’escalation nel Golfo pesano sulle Borse

Roma, 14 set. (askanews) – Wall Street apre in ribasso, penalizzata dai titoli dei semiconduttori dopo gli appelli di dei colossi AI a rallentare lo sviluppo della tecnologia per motivi di sicurezza, che aumenta i dubbi sulle valutazioni del settore, e il rialzo dei prezzi del petrolio. Il Brent guadagna oltre il 4% a 108,84 dollari al barile dopo la chiusura di un oleodotto saudita con l’ulteriore escalation nel Golfo, Il Wti sale del 3,63% a 103,63 dollari al barile. Pochi minuti dopo l’avvio degli scamb,i il Nasdaq perde l’1,20%, l’S&P 500 lascia lo 0,74% sul terreno, mentre il Dow Jones cede lo 0,26%.

Stamattina era toccato alle prinicapli Borse europee: ai primi scambi, a Milano il Ftse Mib ha ceduto lo 0,45%, a Parigi il Cac40 lo 0,40%, a Francoforte il Dax lo 0,25%.

AI e 3D, la formazione entra in una nuova dimensione

Napoli, 14 set. (askanews) – Unire intelligenza artificiale, contenuti tridimensionali e nuove forme di interazione in classe per trasformare la didattica, andando oltre la pagina scritta. È l’obiettivo della collaborazione tra il Centro di Competenza MedITech e L’ABCD edutainment, PMI innovativa leader nel mercato AR/VR, specializzata in soluzioni 3D per il mondo Educational.

Al centro della partnership c’è Contact AI, la prima piattaforma capace di associare in modo diretto testi e modelli tridimensionali, mettendo in relazione docenti, studenti e intelligenza artificiale per un apprendimento coinvolgente ed esperienziale.

“Il punto di forza del nostro software sta nella sua unicità: uniamo il testo al modello tridimensionale proprio per facilitare l’apprendimento. Ma l’aspetto davvero fondamentale è l’interazione. L’interattività è un motore che rende l’esperienza di studio molto più semplice e permette al docente di strutturare una lezione in cui lo studente è al centro e interagisce con i contenuti, rendendo l’assimilazione dei concetti decisamente più naturale” ha dichiarato Nicola D’Ambrosio, Amministratore Delegato di L’ABCD.

Un modello di apprendimento immersivo e su misura che punta ad aprirsi a nuove prospettive applicative per il mondo industriale e dei processi produttivi.

“Poter disporre di una piattaforma del genere, che integra intelligenza artificiale e tridimensionalità, e in futuro portare questi stessi contenuti su un visore virtuale, migliora nettamente l’approccio formativo dei dipendenti. È la soluzione ideale sia per i ruoli ripetitivi, sia per la formazione su processi critici: in questi contesti, la virtualizzazione consente di non agire direttamente su strumenti reali, risultando fondamentale per evitare danni e rischi alle persone, oltre che ai processi produttivi” ha aggiunto Angelo Giuliana, Direttore Generale Centro di competenza Meditech.

Dalla classe all’azienda, l’intenzione è guidare chi impara passo dopo passo, usando l’AI per rendere la formazione sul campo un’esperienza intuitiva, meno teorica e ritagliata sulle esigenze quotidiane di ognuno di noi.

Tennis, Sinner all’Atp di Vienna 2026: l’annuncio

Roma, 14 set. (askanews) – Jannik Sinner al torneo ATP 500 di Vienna. Lo hanno annunciato gli organizzatori. Il numero 1 del mondo guida l’entry-list insieme ad altri ‘big’ come Zverev, Medvedev, Cobolli e Musetti. “Il campione in carica è tornato: Jannik Sinner giocherà all’Erste Bank Open 2026! Dal 24 ottobre al 1° novembre, il numero 1 del mondo cercherà di ripetere il trionfo dell’anno scorso alla Wiener Stadthalle e punterà alla “tripletta” nelle sue ultime tre apparizioni a Vienna. L’italiano guida un tabellone di livello mondiale con numerosi giocatori della Top-10 e della Top-20″, si legge sul sito del torneo. L’ingresso in entry-list ovviamente non significa automaticamente la partecipazione, viste le molteplici variabili da qui a un mese.

Bonino, Tajani: grande commissaria Ue, condivisa battaglia europeista

Roma, 14 set. (askanews) – C’è una bandiera dell’Ue sul feretro di Emma Bonino: “È una cosa che mi ha colpito, che penso sia giusta. Lei ha combattuto come tanti di noi, una battaglia che continuiamo a fare perché possa esserci un’Europa federale, un’Europa che difenda meglio mezzo miliardo di donne e uomini che abitano in questo territorio. Ho condiviso con lei la battaglia europeista, ci siamo sempre ritrovati da questo punto di vista, come ci ritrovavamo con Marco Pannella”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla camera ardente di Emma Bonino in Campidoglio.

Il vicepremier ha ricordato “anche l’impegno del ’94 per imprimere una svolta liberale al nostro Paese. È un’alleanza, credo, straordinaria che organizzò Berlusconi, che portò poi Emma a essere commissaria europea. Ricordo che Berlusconi si impose a chi voleva scegliere altre persone come commissario europeo. E ha fatto bene, è stato un grande commissario europeo, come è stato un bravo ministro degli Esteri. Era una persona che andava rispettata anche per la sua umanità, per il suo modo di fare fermo ma sempre garbato, leale”.

“Sull’Europa avevamo obiettivi comuni e abbiamo lavorato, io continuo a lavorare dove è possibile. Quindi era giusto che ci fosse la bandiera con le dodici stelle sul suo feretro”, ha concluso.

Il Cagliari: "Daniel Maldini negativo a test tossicologici"

Roma, 14 set. (askanews) – Daniel Maldini, coinvolto domenica 13 settembre all’alba a Milano in un incidente stradale, è risultato negativo ai test tossicologici e oggi tornerà ad allenarsi con la sua squadra, il Cagliari. Ne ha dato notizia, in un comunicato, il club sardo: “Il Cagliari Calcio comunica che il calciatore Daniel Maldini, a seguito delle notizie emerse a mezzo stampa nelle ultime ore, è stato sottoposto a controlli tossicologici. Tutti i test effettuati hanno dato esito negativo. Il calciatore sarà regolarmente presente in gruppo oggi pomeriggio alla ripresa degli allenamenti in vista dei prossimi impegni della squadra.”

AIL lancia la campagna 2026 sul valore della nutrizione

Roma, 14 set. (askanews) – AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma) dedica la sua campagna di sensibilizzazione 2026 all’importanza dell’alimentazione per la qualità della vita dei pazienti. Nasce così “Mettiamoci a tavola: l’importanza dell’alimentazione in oncoematologia”, un video-talk approfondito disponibile sul sito dell’Associazione.

Un confronto che vede la partecipazione di esperti del settore, tra cui specialisti in nutrizione, ricercatori oncologici, ematologi e rappresentanti dei pazienti, che affrontano il ruolo della nutrizione durante le terapie, dalla valutazione nutrizionale precoce alla gestione di effetti collaterali come nausea, alterazioni del gusto, stanchezza e inappetenza. Spazio anche ai falsi miti e alle diete prive di basi scientifiche diffuse online.

Il messaggio degli esperti è chiaro: non esiste una dieta valida per tutti. Le esigenze nutrizionali devono essere valutate individualmente e accompagnate da un’équipe multidisciplinare.

L’iniziativa si inserisce in un percorso attivo da anni: oggi AIL offre assistenza nutrizionale gratuita in 19 province, aiutando circa 900 persone all’anno. Un impegno concreto che l’Associazione intende ora consolidare, estendendo la propria rete di supporto a un numero sempre maggiore di famiglie in tutta Italia.

“Vecchio a chi?”, a Mostra cinema Venezia si parla di longevità

Roma, 14 set. (askanews) – La cura lungimirante della longevità arriva a Venezia in coincidenza con il Festival del Cinema con un cortometraggio prodotto dal Gruppo The Skill, che vede protagonisti il Fondo di assistenza sanitaria integrativa (Fasi) e Sport e Salute, accanto a campioni olimpionici del calibro di Manuela Di Centa, Venanzio Ortis e Andrea Lucchetta ed esperti in longevità come l’endocrinologa Lucia Riganelli.

Con una speranza di vita che supera gli 83 anni, oggi l’Italia è uno dei Paesi più longevi in assoluto e il docufilm “Vecchio a chi? La cura della longevità in salute”, presentato il 10 settembre presso il padiglione della Veneto Film Commission alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia è un viaggio sui corretti stili di vita e i segreti per un’esistenza non soltanto lunga ma soddisfacente, fatta di prevenzione, sport, alimentazione corretta, psiche sana.

Il cortometraggio, prodotto da The Skill Group e firmato da Lorenzo Munegato e Alberto Pezzella con una performance della giovane attrice Sofia Tocci, pone al centro della narrazione i quattro pilastri della longevità: la salute fisica, quella psicologica, l’attività sportiva e l’alimentazione, raccontati attraverso le esperienze e le testimonianze di medici, psicologi, docenti universitari ed ex atleti di caratura internazionale.

“Recentemente – racconta Daniele Damele, Presidente del Fasi – abbiamo concluso un progetto pilota di ricerca in quattro regioni italiane, approvato dal Comitato Etico Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità e incentrato su salute, fragilità e autonomia della nostra popolazione assistita over 65. Nel campione analizzato, i report evidenziano che oltre la metà (circa il 57-59%) dei soggetti coinvolti convive con una o più patologie croniche diagnosticate nel corso della vita, una quota che richiede modelli di presa in carico continuativi. Su questo fronte è necessario intervenire, lavorando sulla prevenzione, per garantire una vita in salute ed autonomia a quante più persone possibile”.

“Investire nella longevità in salute – afferma Luca Del Vecchio, Vicepresidente del Fasi – significa investire nel futuro del Paese e delle sue imprese. Iniziative come questa dimostrano come sanità integrativa, sport e cultura della prevenzione possano lavorare insieme per cambiare il modo in cui affrontiamo l’invecchiamento, trasformandolo da un limite in una risorsa”.

Nel docufilm è descritto anche il progetto “Sport Illumina”, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani per il tramite del Dipartimento per lo Sport, ideato da Sport e Salute. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di trasformare gli spazi urbani in luoghi vivi e accessibili per la comunità: playground moderni, multifunzionali e colorati pensati come punti di riferimento per cittadini di tutte le età. Spazi dove bambini, ragazzi, famiglie, sportivi e anziani possono utilizzare gratuitamente le aree dedicate allo sport, in un ambiente progettato per favorire il benessere, la socialità e uno stile di vita attivo.

“Il progetto Sport Illumina nasce con l’obiettivo di portare lo sport e l’attività fisica sotto casa degli italiani. Ogni spazio rappresenta un intervento di riqualificazione di aree urbane abbandonate o degradate ma anche un’opportunità per tanti cittadini di riprogrammare e ricalibrare le proprie abitudini verso uno stile di vita sano e appagante – spiega Marco Mezzaroma, Presidente di Sport e Salute – E ciò vale per tutti, non solo per le nuove generazioni. Avere un luogo nel quale condividere momenti di sport, di attività e di allegria significa migliorare sensibilmente la qualità della propria vita e quella della comunità a cui si appartiene. Un patrimonio, a mio avviso, ancora più importante per le persone in età avanzata che spesso si trovano a fare i conti anche con l’isolamento e l’esclusione dalla vita sociale. Un tema che, insieme al Ministro per lo Sport e i Giovani abbiamo messo al centro del Progetto “Circolo 65″ e che punta a diffondere la cultura del movimento e promuovere stili di vita salutari nella terza età”.

“La longevità sta al proprio fisico come l’attività motoria sta alla voglia di poter generare non solo fatica ma anche gioco e sorrisi, soprattutto tra generazioni diverse”, sottolinea Andrea Lucchetta, ex pallavolista oro mondiale e punto di riferimento del volley italiano.

Nel cortometraggio sono poi raccontate l’iniziativa “Barca xe Casa”, lezioni di psicomotricità che si basano sulla tradizione del remo sostenute dal Comune di Venezia all’interno delle case di riposo cittadine, gli investimenti di Regione Veneto sull’impiantistica sportiva, gli studi di Anmdo (Associazione Nazionale Medici delle Direzioni Ospedaliere) e il progetto legato ai cibi epigenetici, che allungano la vita, del laboratorio Bio Aging Gisva dell’Università di Padova.

Le telecamere sono entrate anche all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, guidato da Antonia Ricci, che fa parte della Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali italiani, nel quale ogni anno vengono eseguite due milioni di analisi fondamentali sul fronte della sicurezza alimentare.

“Tra il 1990 e il 2024 la speranza di vita è cresciuta di circa 8 anni per gli uomini e di 6,5 per le donne, arrivando rispettivamente a 81,5 e 85,6 anni. Siamo partiti da questo presupposto per analizzare e raccontare quali possono essere i segreti e le best practice per arrivare a vivere in salute e nel pieno delle proprie forze la seconda parte della nostra vita”, conclude Lorenzo Munegato.

Roggero, Salvini: dispiace no a differimento pena, continua sostegno

Milano, 14 set. (askanews) – “Dispiace, penso che non sussista nè il pericolo di fuga nè di reiterazione del reato, e nel rispetto dei reciproci ruoli, conto che Mario Roggero torni ai figli e al suo negozio il prima possibile”. Lo ha detto il segretario della Lega e vice premier Matteo Salvini, a proposito del no dei giudici al differimento della pena per Mario Roggero, annunciando che a Pontida nel weekend ci sarà una iniziativa di raccolta fondi per il gioielliere cuneese condannato per duplice omicidio.

Mattarella: torna uso forza e da nuove tecnologie rischi disparità

Roma, 14 set. (askanews) – “Attraversiamo un frangente storico complesso e inquieto. La minaccia, quando non l’uso, della forza torna a prevalere, mentre spregio delle regole, crescenti iniquità e molteplici conseguenze funeste del cambiamento climatico sono causa di sofferenze per tanti innocenti. Al contempo, le nuove tecnologie dischiudono possibilità inusitate, ma rischiano anche di mettere a repentaglio la centralità dell’essere umano, allargando disparità sociali ed economiche già in essere”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a papa Leone XIV in occasione del compleanno del pontefice.

“Dinanzi a tali dilemmi e incertezze – aggiunge – donne e uomini di buona volontà in tutto il mondo guardano con speranza all’alto Magistero della Santità Vostra, che continua a sollecitare popoli e nazioni alla responsabilità, all’accettazione del limite e della fragilità umani, ‘senza considerarli un errore da correggere’, come ammonisce l’enciclica Magnifica Humanitas”.

I The Kolors annunciano il nuovo tour internazionale

Milano, 14 set. (askanews) – Dopo un’estate ricca di appuntamenti e grandi successi in Italia, i The Kolors annunciano il nuovo tour internazionale “Europe, USA & Canada Tour 2027”. La tournée, prodotta da Gianluca Tozzi per MOMY RECORDS in collaborazione con Colorsound e Platinum Sound, prenderà il via a Basilea, lunedì 5 aprile 2027. Attraverserà le principali città europee fino al debutto sui palchi di Stati Uniti e Canada, per poi concludersi a Los Angeles (CA), venerdì 19 novembre 2027.

I biglietti saranno disponibili in pre-sale a partire da martedì 15 settembre 2026 e online su www.thekolors.co a partire da mercoledì 16 settembre 2026.

“Europe, USA & Canada Tour 2027” partirà dalla Svizzera e arriverà in Austria, Germania, Regno Unito, Belgio, Lussemburgo, Spagna e Polonia. A novembre 2027 approderà poi in Nord America, con sei appuntamenti tra Stati Uniti e Canada, nelle città di Atlantic City (NJ), Boston (MA), Chicago (IL), Montreal, Toronto e Los Angeles, dove si concluderà.

Questa tournée conferma la crescente dimensione internazionale della band conquistata grazie a un lungo percorso artistico, che negli ultimi anni, ha visto i The Kolors riscuotere sempre più successo anche all’estero.

Il 27 marzo 2026 esce “Rolling Stones” (Atlantic Records/Warner Music Italy), il singolo della band che ha raggiunto il #1 nella classifica EarOne, rimanendo sul podio per diverse settimane. Nel brano, l’attitudine funk-pop si unisce al groove tropicale, segnando una nuova fase per il loro sound, che troverà in “Europe, USA & Canada Tour 2027” la sua dimensione live.

I The Kolors, insieme a Serena Brancale, sono stati inoltre feat del singolo “Partenope” di Merk & Kremont. Uscito il 5 giugno, ha conquistato la vetta della classifica EarOne risultando il brano italiano più trasmesso in radio a luglio e agosto 2026.

La band con “Europe, USA & Canada Tour 2027” porterà oltre i confini italiani una nuova identità contemporanea, attraverso hit che hanno segnato il loro percorso e nuove sonorità che ne delineano il futuro.

Vannacci: per Meloni priorità è Ucraina, per FnV priorità Italia e italiani

Roma, 14 set. (askanews) – “Tutti i cittadini che si sono stancati vedere finire i propri soldi in cessi d’oro, in ville e yacht di lusso, serate con prostitute e in corruzione oggi hanno le idee un po’ più chiare. Meloni assieme al Pd, ad Azione e Italia viva hanno chiaramente detto che la loro prima priorità è l’Ucraina. Bene, io invece dico che la mia indiscutibile priorità è l’Italia e gli italiani e vorrei che fino all’ultimo il 100% delle nostre risorse andasse a finire alle famiglie che non arrivano a fine mese”. Così Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, in un video diffuso sui social dal titolo ‘Rispondo a Meloni’.

Il Papa ha revocato le norme di Bergoglio sulle riduzioni degli stipendi

Roma, 14 set. (askanews) – Con una Lettera apostolica in forma di “Motu proprio”, Papa Leone XIV ha deciso di abrogare la disposizione di Papa Francesco del marzo 2021 che prevedeva il contenimento della spesa tramite limitazioni e riduzioni di retribuzioni e scatti di anzianità per il personale della Santa Sede, del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e di altri Enti collegati (cardinali, altri superiori e ecclesiastici-religiosi).

“Quelle misure di contenimento salariale adottate dal mio Predecessore con la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio ‘Un futuro sostenibile’, del 23 marzo 2021, che furono necessarie anche per far fronte all’eccezionale sfida della pandemia, e che vennero già parzialmente modificate, mediante l’abrogazione dell’articolo 3, con Rescriptum ex Audientia del 16 giugno 2025, possono ora essere superate, nella certezza che le Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano proseguiranno, con strumenti diversi, nell’impegno di garantire la sostenibilità economica”, si legge del “Motu proprio” di Papa Leone, datato 1 settembre 2026.

“Per tale ragione, sentito il competente parere della Segreteria per l’Economia e dopo avere esaminato con cura ogni cosa, stabilisco quanto segue: a decorrere dal 1° settembre 2026, la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio Un futuro sostenibile, del 23 marzo 2021, è abrogata, facendo tuttavia salvi, in via definitiva, gli effetti prodotti nel periodo della sua vigenza, ivi compresi gli effetti prodotti dalla sospensione della maturazione degli scatti biennali di anzianità di cui all’art. 5, che rimane definitivamente acquisita”, conclude Prevost.

Casa, Fimaa: affrontare emergenza abitativa in modo strutturale

Roma, 14 set. (askanews) – Istituire un registro nazionale degli inquilini morosi, riconoscere il contratto di locazione come un titolo esecutivo per velocizzare il rilascio dell’immobile, introdurre la cedolare secca per gli imprenditori che locano una casa ai propri dipendenti. Sono alcune delle proposte di modifica al Ddl recante misure per il rilascio degli immobili che ha illustrato Fimaa Italia-Confcommercio, intervenendo in audizione di fronte alla Commissione Giustizia del Senato.

“In Italia – ha spiegato il vicepresidente vicario di Fimaa, Maurizio Pezzetta – considerando una stima prudenziale, dei circa 9,5 milioni di immobili vuoti, tra 5,5 e 6 milioni sono lasciati sfitti per scelta dei proprietari e sarebbero recuperabili a fini abitativi. Questo perché le locazioni sono poco redditizie per la fiscalità eccessiva, hanno termini di durata eccessivamente rigidi, e soprattutto risultano troppo rischiose in caso di morosità. Con queste proposte, Fimaa intende anche di restituire fiducia ai proprietari”.

Contrariamente a quanto si creda, le locazioni brevi e turistiche “rappresentano percentuali irrisorie in confronto all’elevatissimo numero di immobili vuoti. Costituiscono infatti appena il 2% del patrimonio immobiliare nazionale – ha aggiunto Pezzetta – e al massimo il 6% in alcune grandi città turistiche come Firenze. A tal proposito, desta preoccupazione il recente Affordable Housing Act della Commissione Ue, che prevede vincoli e restrizioni irragionevoli sulle locazioni brevi e sull’acquisto di immobili, andando a ledere secondo Fimaa e non solo il diritto di proprietà e la libertà contrattuale dei cittadini”.

La Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari chiede pertanto di affrontare in modo strutturale l’emergenza abitativa, al fine di incentivare l’immissione sul mercato degli immobili sfitti e garantire maggiore tutela ai proprietari. La proposta di riconoscere il contratto di locazione come un titolo esecutivo punta proprio a questo obiettivo. Il proprietario rientrerebbe più velocemente in possesso dell’immobile senza dover intraprendere un procedimento ordinario per convalida di sfratto. E di conseguenza, si ridurrebbe il numero dei contenziosi che appesantiscono il lavoro dei Tribunali. Nella stessa direzione va anche la proposta di istituire una banca dati nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità, sul modello dei sistemi informativi utilizzati per l’accesso al credito (quali il Crif). Tale banca dati consentirebbe di valorizzare il cosiddetto merito locatizio del conduttore, incentivando i proprietari alla stipula di nuovi contratti di locazione. Per accelerare i tempi, Fimaa chiede inoltre di potenziare il numero degli ufficiali giudiziari. Diverse proposte di natura fiscale puntano invece a rendere determinati contratti di locazioni più vantaggiosi.

“L’attuale quadro normativo risulta obsoleto e frammentato. Per incentivare l’immissione degli immobili vuoti sul mercato, invece, è necessario tutelare i proprietari, rendere più convenienti le locazioni e garantire una maggiore stabilità del mercato”, ha concluso.

Destra e sinistra restano fragili. Perché Panebianco diffida comunque del centro?

La fragilità dei due schieramenti

L’editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera di ieri («Alleanze fragili») propone una diagnosi che merita attenzione. Il collante del potere può tenere insieme anche forze molto distanti, ma difficilmente resiste quando le divisioni riguardano questioni fondamentali: la collocazione internazionale dell’Italia, la sicurezza dell’Europa, la politica economica e sociale. È dunque plausibile che chiunque vinca (destra o sinistra) le elezioni del 2027 incontri poi serie difficoltà nel governare.

Panebianco, tuttavia, accompagna questa analisi con la sua tradizionale diffidenza verso ogni ipotesi centrista. Una diffidenza comprensibile quando il centro diventa semplice espediente tattico, rendita di posizione o luogo parlamentare dal quale trattare alternativamente con la destra e con la sinistra. Se il centro fosse questo, la critica sarebbe pienamente fondata.

Non un centrino”, ma una cultura politica

Il punto è capire se da tale critica debba discendere una condanna preventiva di qualsiasi iniziativa di centro. Nel mio libro, Ovunque è il centro, in uscita in questi giorni, provo a sostenere una tesi diversa. Il centro non può essere una sommatoria di “centrini”, di partiti personali e di piccoli gruppi gelosi del proprio simbolo. Deve essere anzitutto uno spazio culturale, sostenuto da valori, competenza, senso delle istituzioni e capacità di dialogo.

Non si tratta di riprodurre la competizione muscolare del bipolarismo né di preparare l’ennesima “discesa in campo”. Si tratta di riaffermare una barra dritta sui temi decisivi: la scelta occidentale ed europea, la politica estera e di difesa, il rifiuto degli avventurismi economici, la giustizia sociale, la solidarietà, la sussidiarietà, il radicamento nei territori e il contrasto a ogni radicalismo.

Un centro così concepito non insegue il potere per il potere. Cerca di contribuire alla stabilità del Paese: non quella artificiale prodotta da premi elettorali o espedienti normativi, ma quella che nasce dall’autorevolezza di una cultura politica e dalla credibilità di chi la rappresenta.

Un supplemento di riflessione

Personalmente sono fuori dalla politica attiva. Rivendico però, come cittadino e come autore di una riflessione sul centro, il diritto di interrogarmi sulla qualità della nostra democrazia e sul futuro delle nuove generazioni.

Dalla critica di Panebianco deve venire un monito severo: no al tatticismo, no alla spregiudicatezza, no alla ricerca di rendite parlamentari. Non può derivarne, però, il rifiuto pregiudiziale di un centro “armato” di valori e di visione politica.

Per questo mi permetto di chiedere a Panebianco, sempre illuminante nelle sue analisi, un supplemento di riflessione: non una censura a priori, ma un confronto su come restituire legittimità, agli occhi dell’opinione pubblica, a una politica di centro capace di servire il bene comune.

Continua ad aumentare il costo dell’energia

Milano, 14 set. (askanews) – Non si arresta la corsa dei prezzi energetici con l’escalation nel Golfo dopo che l’Arabia Saudita ha chiuso un importante oleodotto, a seguito degli attacchi con droni partiti dalle milizie filoiraniane in Iraq, e dopo che è stato rinviato un incontro programmato per oggi in Oman tra l’Iran e gli Stati del Golfo riguardante lo Stretto di Hormuz, alimentando ulteriormente così i timori relativi alle interruzioni delle forniture. Il prezzo del Brent sale a metà mattinata di oltre il 3% oltre quota 108 dollari al barile, il Wti si porta sopra i 103 dollari. Alla Borsa di Amsterdam il gas europeo supera gli 84 euro al megawattora, in aumento di quasi il 6%.

Noyo in California, porto al femminile (con leoni marini ribelli)

Fort Bragg (California), 14 set. (askanews) – Ad Anna Neumann, responsabile del porto di Noyo, a Fort Bragg, nella contea californiana di Mendocino, spetta il compito di tenere insieme imbarcazioni, pescatori, attività commerciali e una comunità affacciata sull’oceano. Un lavoro tutt’altro che tranquillo, in un luogo dove il rumore delle barche si mescola a quello, ancora più insistente, dei leoni marini della California, tra gli abitanti più chiassosi della costa. Probabilmente vorrebbero essere anche loro intervistati, ma non hanno le carte in regola come le ha invece Anna Neumann che guida un ente pubblico che gestisce porto e marina e accoglie 256 imbarcazioni.

È piuttosto insolito che una donna diriga un porto, non crede?, le chiediamo.

“A volte può sembrare così, ma le donne sono sempre state presenti nel settore della pesca, anche se spesso in modo invisibile. L’immagine tradizionale è quella dell’uomo che prende il largo, mentre si tende a dimenticare tutto il lavoro che avviene a terra quando il pescato rientra in porto. In particolare, la lavorazione del pesce è svolta soprattutto da donne. Inoltre, molte donne dirigono porti perché possiedono capacità organizzative e di gestione. Storicamente, gli uomini si sono occupati del mare e le donne di tutto ciò che accadeva sulla terraferma: basta guardare più attentamente per capire che non si tratta affatto di un settore esclusivamente maschile”, dice Neumann.

Ma Noyo non è soltanto un approdo: è un centro della pesca commerciale e una risorsa economica essenziale per la comunità locale. Lei ci ha parlato di una donna capitano. Puoi raccontarci qualcosa di lei?

“Heather Sears è proprietaria – risponde Neumann – della Princess e del Princess Seafood Market and Deli, che ha due sedi su North Harbour Drive. Fa la pescatrice professionista fin da bambina: ha imparato il mestiere dal padre e, a sua volta, ha insegnato a pescare anche a me. Il suo equipaggio è composto interamente da donne, una rarità a Noyo, ma una situazione più comune in altri porti, soprattutto in Alaska. Anche in questo caso, dietro l’immagine dell’uomo che parte per mare c’è spesso una donna: molte pescatrici accompagnano i propri compagni come seconde ufficiali o membri dell’equipaggio.”

Che avvenire immagina per il porto?

“Spero che il futuro di Noyo resti legato alla pesca commerciale. Anche un numero relativamente ridotto di imbarcazioni può produrre un impatto economico significativo per una comunità rurale. Abbiamo bisogno di questi posti di lavoro e dell’indotto che generano, oltre al fatto che la pesca rappresenta per molti di noi un ottimo stile di vita.”

La maggior parte delle imbarcazioni presenti a Noyo batte bandiera statunitense, ma il porto accoglie anche natanti in transito lungo la costa, provenienti dal Canada e dagli Stati di Washington, Oregon e California, diretti verso la Bassa California o in senso contrario. Delle 256 imbarcazioni che possono ormeggiare o attraccare nel porto, circa 100 appartengono a pescatori professionisti attivi, impegnati nella pesca del salmone, del granchio Dungeness, dello scorfano, del merluzzo nero (sablefish) e, occasionalmente, altro. Nel complesso, queste attività generano un indotto di circa 10 milioni di dollari per la città di Fort Bragg. Ed è anche per questo che Anna Neumann immagina per Noyo un futuro ancora profondamente legato alla pesca commerciale: un settore capace di sostenere posti di lavoro, alimentare l’economia locale e preservare uno stile di vita radicato nella comunità. La destinazione è consigliata da Brand Usa, Visit California e Visit Mendocino.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio Carlo Molinari

Immagini askanews

Papa Leone compie 71 anni, gli auguri della CEI

Roma, 14 set. (askanews) – Papa Leone XIV compie oggi 71 anni. Robert Francis Prevost è infatti nato a Chicago il 14 settembre 1955.

Per l’occasione la CEI ha inviato un messaggio di auguri al Pontefice: “Beatissimo Padre, nel giorno del Suo compleanno, Le porgiamo gli auguri delle Chiese in Italia, uniti alla preghiera di ringraziamento che eleviamo al Signore per il Suo ministero. Rinnoviamo la nostra gratitudine per gli incontri avuti in questi mesi. Ci ha indicato nel Vangelo la priorità della vita della Chiesa, sorgente della fede intesa come incontro con Cristo morto e risorto, e nel ‘coraggio dell’essenziale’ la via per viverla: comunità orientate all’annuncio, parrocchie capaci di accoglienza e di missione, organismi di partecipazione effettivamente operanti. Sono indicazioni che guidano il cammino delle nostre comunità. Facciamo nostre anche le parole pronunciate nell’Angelus di ieri, sul legame tra perdono e pace e sulle divisioni e i conflitti che nascono quando il primo viene a mancare: un insegnamento – si legge ancora nel messaggio della CEI – che riteniamo particolarmente attuale, alla luce delle situazioni di guerra che interessano diverse aree del mondo. Le nostre Chiese continueranno a essere vicine alle popolazioni colpite dalla sofferenza attraverso gesti concreti di solidarietà. Rinnoviamo l’augurio nella consapevolezza, da Lei stesso richiamata, che il ministero nella Chiesa è anzitutto servizio. Buon compleanno, Santo Padre!”.

Da metà settimana in arrivo piogge e temporali al centro-nord

Roma, 14 set. (askanews) – La nuova settimana meteorologica sarà caratterizzata da una netta divisione in due fasi, in un contesto termico che si manterrà complessivamente equilibrato e senza risentire dei picchi di calore intensi che avevano caratterizzato le settimane precedenti. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, illustra nel dettaglio l’evoluzione attesa per i prossimi giorni: l’avvio della settimana, nelle giornate di lunedì e martedì, vedrà condizioni atmosferiche in prevalenza stabili e soleggiate su gran parte dell’Italia. Gli unici elementi di disturbo saranno relegati a qualche residua nota instabile sul versante ionico dell’estremo Sud. Le temperature torneranno a salire leggermente sopra la media stagionale, con valori che in qualche caso potranno toccare o superare di poco i 30°C, mantenendosi comunque eccessi vissuti di recente.

La situazione è tuttavia destinata a cambiare a partire da metà settimana. Tra mercoledì e giovedì l’ingresso di una perturbazione di origine atlantica raggiungerà le regioni del Centro-Nord, portando il ritorno di piogge e temporali. Dato il periodo dell’anno e la grande quantità di energia potenziale ancora presente nei bassi strati atmosferici, i fenomeni temporaleschi potranno risultare localmente intensi. È tuttavia ancora presto per entrare nei dettagli e definire con precisione le zone maggiormente colpite dal passaggio instabile. Questo peggioramento determinerà un’ulteriore flessione delle temperature al Settentrione e sulle regioni centrali, garantendo una settimana complessivamente priva di scossoni verso l’alto sul fronte termico.

Nel contempo, l’attenzione è rivolta anche a quanto sta accadendo più a sud. I modelli matematici mostrano la formazione di un’area depressionaria nel basso Mediterraneo, posizionata a Nord della Libia. In questo settore non è esclusa la graduale evoluzione della struttura in un Tropical-Like Cyclone (o Medicane, acronimo di Mediterranean Hurricane), ovvero un ciclone dalle caratteristiche simil-tropicali dotato di un “occhio” centrale ben definito e cinto da venti fino a forza di tempesta. A favorire lo sviluppo di questi particolari sistemi è soprattutto l’elevata temperatura della superficie marina, che in quel tratto di bacino fornisce l’energia necessaria e il calore latente indispensabili per la loro alimentazione e strutturazione.

Svezia, nessuno ha vinto: l’iniziativa riparte dal centro?

Nessuno può ancora cantare vittoria

La Svezia si sveglia senza sapere con certezza chi abbia vinto. È forse questo il dato più importante di una notte elettorale che rischia di essere raccontata ancora una volta secondo il vecchio schema: destra contro sinistra, un blocco contro l’altro. A prima vista, la fotografia provvisoria del nuovo Riksdag restituisce un Paese diviso esattamente a metà.

La proiezione assegna 175 seggi al fronte che comprende Socialdemocratici, Sinistra, Verdi e Centro e 174 all’area formata da Moderati, Democratici Svedesi, Cristiano Democratici, Liberali. Un solo deputato di differenza su 349. E bisognerà attendere mercoledì, con il completamento del conteggio dei voti in ritardo e dall’estero, prima di considerare acquisito il risultato.

Dunque, prudenza. Ma dentro questo equilibrio quasi perfetto si intravede già qualcosa che il racconto bipolarista rischia di nascondere.

 

Arretrano le ali, cresce il centro

I maggiori partiti non escono rafforzati come ci si sarebbe potuti attendere da una competizione tanto polarizzata. E soprattutto arretrano, fortunatamente, i Democratici Svedesi (SD), la formazione della destra radicale che negli ultimi anni ha condizionato profondamente il centrodestra e l’esperienza di Tidö.

Contemporaneamente emerge un dato di segno opposto: crescono le due forze che, pur collocate oggi in schieramenti diversi, occupano politicamente lo spazio centrale, il Centro (C) e i Cristiani Democratici (KD).

Non sono due partiti sovrapponibili. Il Centro proviene dalla tradizione agraria e ha sviluppato un liberalismo territoriale, comunitario ed europeista; i Cristiani Democratici affondano invece le proprie radici nelle Chiese libere protestanti e nella cultura democristiana nordeuropea. Eppure proprio queste diverse genealogie possono incontrarsi nella ricerca di un’alternativa alla polarizzazione.

 

La domanda adesso è per KD

Il Centro aveva avanzato prima del voto una proposta destinata oggi ad assumere tutt’altro peso: tagliare le ali, costruendo una maggioranza che non dipenda né dalla sinistra radicale di Vänsterpartiet né dalla destra radicale dei Democratici Svedesi.

A questo punto la domanda riguarda soprattutto KD. Fino a che punto i Cristiano Democratici sono disposti a morire” politicamente per tenere in piedi il rapporto con la destra di SD? Ebba Busch, la leader del partito, nella sua dichiarazione a tarda notte ha escluso un cambio di strategia. Tuttavia, come ha chiosato Elisabeth Thand Ringqvist, leader del Centro, il lavoro “comincia domani”.

Il risultato definitivo dirà chi dispone di un seggio in più, ma il significato politico del voto potrebbe in ogni caso essere altrove. La Svezia che doveva consacrare ancora una volta la politica dei due blocchi potrebbe aver aperto, invece, uno spazio per il suo “ricentramento”.

E sarebbe il paradosso più interessante di queste elezioni: mentre tutti guardavano alle ali per sapere chi avrebbe vinto, gli elettori potrebbero aver rimesso il centro della politica…al centro della politica. Il lavoro, in effetti, comincia domani.

Donzelli: governeremo fino a novembre 2027, e faremo manovra

Milano, 14 set. (askanews) – “Vogliamo governare fino a fine legislatura, fino a novembre”. Lo dice il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, in una intervista al ‘Corriere della Sera’, smentendo la possibilità di andare a votare rapidamente prima che la Corte Costituzionale si esprima sulla nuova legge elettorale: “Questi sono i ragionamenti che fa la sinistra, i trucchetti che userebbero loro. No, non esistono manovre”.

Quanto alle problematiche connesse con il voto in autunno, a partire dalla necessità di varare la legge di bilancio, Donzelli spiega che sarà il governo Meloni ad assumersi la responsabilità anche della manovra per il 2028: “Il governo in carica non lascerebbe il Paese a rischio di esercizio provvisorio”.

Scenario Stasis, la guerra intestina che può affondare l’Occidente

Mi ritrovo appieno nel dilemma posto da Marco Follini e temo che non sia possibile trasporre certe spinte neopopuliste sul piano della liberaldemocrazia.

Il voto nel Land tedesco della Sassonia-Anhalt, con la formazione di destra estrema e illiberale AfD che supera il 43% dei consensi, e, forse ancor di più, le reazioni e i commenti suscitati nel resto del mondo lasciano intravedere, infatti, uno scenario inquietante.

Accanto al «corpo a corpo», descritto fra gli altri dal compianto Biagio De Giovanni, tra l’Occidente europeo e la Russia di Putin – sostenuta più o meno larvatamente dalla Repubblica popolare cinese –, parrebbe profilarsi la stasis, la guerra intestina all’interno dell’Occidente stesso.

Donald Trump plaude ai vincitori e al loro programma, che, guai a dimenticarlo, prevede, ad esempio, scuole separate e classi separate, rispettivamente per i disabili e per i figli dei rifugiati; una stretta cooperazione politico-economica e culturale con Mosca; il superamento dell’obbligo scolastico; la considerazione, nei programmi di studio e nel dibattito pubblico, della tragedia nazista come una nota a margine della vicenda tedesca. Oltre all’ormai celeberrima «remigrazione».

E i vincitori, russofili, vengono ovviamente elogiati da Vladimir Putin.

Non solo. Una sorta di stasis, almeno simbolica, vede contrapposte da noi, proprio rispetto al voto sassone, Forza Italia, per bocca del segretario e responsabile della Farnesina Antonio Tajani, e la Lega, con il suo leader, ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, di certo preoccupato dai sondaggi demoscopici che danno in crescita la formazione di Roberto Vannacci.

Qui la posta è altissima: non si tratta, poniamo, della tradizionale diatriba fra una destra incline a ridurre la pressione fiscale e una sinistra tendente a farvi leva per finanziare lo Stato sociale. E neppure di accenti differenti sui temi etici – dall’interruzione volontaria di gravidanza al fine vita – o sulla gestione dei flussi migratori.

No: qui sono in gioco – un gioco drammatico, ahinoi – visioni opposte della vita dei singoli e delle società, della stessa vicenda umana. Da un lato, con tutta la varietà possibile di opzioni, l’apertura, lo spirito di inclusione, la libera circolazione innanzitutto delle idee, l’anelito all’eguaglianza, la valorizzazione delle differenze; dall’altro, la chiusura, il controllo poliziesco, una sorta di «dirigismo culturale», un’idea mortifera della tradizione, ridotta a simulacro da ostentare.

Insomma: democrazia liberale, nella varietà delle sue declinazioni, versus «democratura».

Ora, torno a sottolinearlo, il dilemma coinvolge il cuore stesso dellOccidente, ciascuna delle nostre società.

Dov’è la classe dirigente che arriva dal mondo cattolico?

Le munizioni” dalle retrovie

Sandro Fontana, storico, intellettuale e dirigente politico della Prima Repubblica, amava dire, pensando alla concreta esperienza della Democrazia Cristiana, che «non si resiste a lungo in prima linea quando non arrivano le munizioni dalle retrovie».

Detto con parole ancora più semplici, il partito di ispirazione cristiana, cioè la Dc, non poteva reggere a lungo l’assalto dei suoi avversari storici se dal suo retroterra naturale, cioè il mondo cattolico, non arrivavano più né classe dirigente né, tantomeno, elaborazione politica e culturale.

Lerrore? La politica in subordine

Ora, com’è ovvio, la Dc è consegnata da tempo agli archivi storici e il mondo cattolico nel suo complesso non produce più quella classe dirigente che, invece e al contrario, ha caratterizzato altre stagioni storiche e politiche del nostro Paese.

Certo, l’assenza di partiti e di movimenti significativi di espressione o di matrice cattolica o cristiana, seppur nel rigoroso rispetto della laicità dell’azione politica, ha contribuito a rallentare, se non addirittura a indebolire del tutto, una presenza politica dei cattolici.

Ma, al contempo, non possiamo non dire che proprio dalle «retrovie dell’area cattolica», per recuperare la bella espressione di Sandro Fontana, non sono più arrivate quelle munizioni culturali, ideali, progettuali e quindi politiche che hanno saputo segnare e incidere profondamente nelle dinamiche politiche concrete del passato.

Le ragioni di questa assenza sono molteplici ed è anche inutile soffermarvisi per l’ennesima volta. Una riflessione su tutte, però, si impone. Ed è quella riconducibile al fatto che la politica, l’impegno politico, la militanza politica e la concreta presenza negli strumenti principali della politica, cioè i partiti, non sono più state le vere priorità dei cattolici che hanno maggiore dimestichezza con l’impegno pubblico.

 

Una ricca elaborazione che non diventa politica

Certo, e va pur detto, non possiamo dimenticare la predicazione e l’elaborazione della Chiesa nelle sue diverse e molteplici articolazioni nazionali e locali e dello stesso associazionismo cattolico sui temi che maggiormente caratterizzano e attraversano la nostra società.

Ma questa concreta, ricca e feconda elaborazione non riesce tuttavia a contribuire a formare quella classe dirigente che sarebbe quanto mai necessaria e indispensabile nelle dinamiche della vita pubblica contemporanea.

E questa assenza, purtroppo, genera anche una situazione che è sotto gli occhi di tutti. E cioè: non esiste oggi, nei vari partiti e nei rispettivi schieramenti, una presenza politica e culturale significativa e, soprattutto, capace di incidere nelle scelte politiche quotidiane.

Al punto che a sinistra è ritornata di moda l’esperienza dei vecchi e tradizionali «cattolici indipendenti di sinistra», eletti nelle liste del Pci negli anni ’70 e ’80. Un’esperienza certamente da rispettare, ma che ha certificato l’irrilevanza politica, l’inconsistenza culturale e la strutturale debolezza programmatica dei cattolici nella vita pubblica del nostro Paese.

E, specularmente, sul versante della destra è prevalsa la categoria delle presenze puramente «testimoniali». Una presenza, cioè, del tutto avulsa dalla possibilità di incidere nella costruzione del progetto politico complessivo dei partiti o della coalizione di riferimento.

Da qui deriva la sostanziale irrilevanza della tradizione, del pensiero e della cultura del cattolicesimo politico italiano. Nella sua versione democratica, popolare e sociale.

 

Invece urge l’impegno a formare classe dirigente

Ecco perché, nel momento in cui, seppur lentamente e con molte contraddizioni, ritornano le tradizionali culture politiche, forse è opportuno che anche l’area cattolica italiana, seppur molto plurale al suo interno, si ponga il problema di una maggiore e migliore attrezzatura politica.

E, nello specifico, che ponga anche al centro della sua azione e della sua predicazione il tema di come formare e qualificare una classe dirigente nella politica contemporanea. Facendo i conti sino in fondo anche con gli strumenti organizzativi che sono in campo, cioè i partiti e i movimenti politici.