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Iran, Netanyahu: la guerra continuerà senza sosta

Roma, 7 mar. (askanews) – La guerra contro l’Iran continuerà senza sosta e senza compromessi, e per il popolo iraniano si avvicina “il momento della verità”: lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un discorso televisivo al Paese.

“Abbiamo un piano metodico per eradicare il regime iraniano e raggiungere molti altri obiettivi: grazie ai nostri audaci piloti e ai piloti americani, abbiamo ottenuto il controllo quasi totale dello spazio aereo sopra Teheran”, ha proseguito.

Israele “non sta cercando di dividere l’Iran, sta cercando di liberare l’Iran” ma in definitiva “dipende da voi”, ha insistito Netanyahu, che ha minacciato i Guardiani della Rivoluzione: “Anche voi siete nel nostro mirino. Chiunque deponga le armi, non gli verrà fatto alcun male. Chiunque non lo faccia, il suo sangue ricadrà sulla sua testa”.

Israele “sta dalla parte” degli altri Paesi attaccati dall’Iran, ha sottolineato Netanyahu, affermando che “molte nazioni” si stanno rivolgendo allo Stato ebraico chiedendo cooperazione: “Molti paesi oggi vedono esattamente su chi possono contare. Israele è un faro di potere e speranza”.

Netanyahu ha infine lanciato un avvertimento anche al governo libanese: “È vostra responsabilità far rispettare l’accordo di cessate il fuoco [del 2024]. È vostra responsabilità disarmare Hezbollah. Se non lo farete, gli attacchi di Hezbollah porteranno il Libano al disastro. È giunto anche per voi il momento di prendere in mano il vostro destino”, ha concluso.

Iran, Schlein: Italia deve insistere per cessate il fuoco immediato

Roma, 7 mar. (askanews) – “L’Italia deve insistere per cessate un fuoco immediato e per fermare questa guerra illegale di Trump e Netanyahu, siamo tutti d’accordo che si debbano fermare anche le ritorsioni del regime iraniano però bisogna chiedere anche a trump e netanyahu di fermarsi e di tornare alla via negoziale e anche insistere per far liberare tutti i prigionieri politici del regime”. Lo ha affermato, fra l’altro, la segretaria del Pd Elly Schlein in una intervista al Tg2.

Famiglia bosco, Salvini annuncia: prossima settimana vado io da loro a riunirla

Roma, 7 mar. (askanews) – “Questa settimana ci vado: ci andrò personalmente dalla famiglia nel bosco: non da vicepremier o ministro. ma da Matteo, da papà e genitorebdisgustato dalla violenza istiutuzionalizzato. Accompaganto da avvocvati parlerò con tutti: genitori, avvocati, magistrati minorili, assistenti socuai, psicilogi, chi gestisce la casa famiglia. Con le buone maniere ma con determinazione per realizzare un solo obiettivo: riunire quella famiglia, far tornare a casa quei tre bambini. Uno Stato che porta via i bambini a mamma e papà non è lo Stato dove voglio far crescere i miei figli”.Lo annuncia con un video sui social il segretario della Lega Matteo Salvini.

“Le abbiamo provate tutte: appelli, petizioni, ispezioni. Non è servito a niente. Ora basta: non ne possiamo pi. Quei tre bimbi che hanno vissuto felici nella loro casetta con papà e gli animali mi sembra – afferma Salvini- che sono alla disperaione. Io mi vergogno aver offerto questo a quei due ragazzi che, pagando a differenbza di tanti altri, avevanoi scellto l’Italia per il loro futuro. Non resta che andarci. Ci andrò”.

Iran, Meloni: fase diffifcile, Governo Italia lavora e sostiene iniziative di pace

Roma, 7 mar. (askanews) – “E’ certamente una fase difficile. Però il governo è impegnato, impegnato a proteggere la sicurezza dell’Italia, impegnato a proteggere la sicurezza dei suoi cittadini, impegnato a sostenere ogni iniziativa volta alla ricerca della pace”. Lo ha affermato la premier Giorgia Meloni in un video sui social, sottolineando che “il governo è al lavoro senza sosta per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini, per tutelare gli interessi dell’Italia”. E “io seguo costantemente con i ministri competenti gli sviluppi della situazione in Medio Oriente”.

“In queste ore – ha specificato in particolare Meloni- abbiamo promosso un confronto stretto tra Italia, Francia, Germania e Regno Unito, avviando un coordinamento tra quattro grandi Stati europei per affrontare insieme questa crisi e per rafforzare l’azione diplomatica. Con il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Merz, il primo ministro britannico Starmer, abbiamo condiviso la necessità di lavorare insieme per evitare il più possibile un’ulteriore escalation e contribuire alla stabilità internazionale”.

Parimenti, ha evidenziato la premier, “lavoriamo e dialoghiamo con tutti i paesi della Regione”.

Calcio, risultati di A: l’Atalanta manca il sorpasso alla Juve

Roma, 7 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 28esima giornata dopo Atalanta-Udinese 2-2

28^ GIORNATA Napoli-Torino 2-1, Cagliari-Como 1-2, Atalanta-Udinese 2-2, 20.45 Juventus-Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce-Cremonese, 15.00 Bologna-Verona, 15.00 Fiorentina-Parma, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 56, Roma, Como 51, Juventus 47, Atalanta 46, Bologna 39, Sassuolo 38, Udinese 36, Lazio 34, Parma 33, Cagliari, Torino 30, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

29^ GIORNATA venerdì 13 marzo 20.45 Torino – Parma, sabato 14 marzo 15.00 Inter – Atalanta, 18.00 Napoli – Lecce, 20.45 Udinese – Juventus domenica 15 marzo 12.30 Verona – Genoa, 15.00 Pisa – Cagliari, 15.00 Sassuolo – Bologna, 18.00 Como – Roma, 20.45 Lazio – Milan lunedì 16 marzo 20.45 Cremonese – Fiorentina.

Rugby, vittoria storica dell’Italia sull’Inghilterra all’Olimpico

Roma, 7 mar. (askanews) – All’Olimpico si scrive la storia. Prima, storica vittoria dell’ItalRugby contro l’Inghilterra. Gli azzurri sfiorano il vantaggio già all’intervallo, ma subiscono un’ingenua e beffarda meta di Ruebuck oltre il 40′. All’inizio della ripresa gli ospiti allungano fino al 18-10 e Nicotera si fa ammonire. L’Italia si aggrappa al piede di Paolo Garbisi e sfrutta la doppia superiorità numerica. La meta di Marin al 72′ vale il trionfo.

L’inizio vede l’Inghilterra più aggressiva. Nei primi minuti gli ospiti spingono vicino alla linea di meta, ma l’Italia difende con ordine e riesce a liberarsi. Gli azzurri prendono fiducia con il passare dei minuti e iniziano a guadagnare campo, soprattutto sulla fascia sinistra con Monty Ioane. Al 21′ arriva il primo vantaggio italiano: Garbisi centra i pali da calcio piazzato per il 3-0.

L’Inghilterra reagisce e al 26′ trova la prima meta della partita con Tommy Freeman, lasciato libero vicino alla linea laterale dopo una rapida circolazione dell’ovale. Il calcio di trasformazione non entra e gli ospiti restano avanti solo 5-3.

L’Italia continua a costruire gioco e al 34′ arriva la prima meta azzurra. Dopo una lunga azione offensiva, Tommaso Menoncello si inserisce centralmente, rompe la linea difensiva inglese e vola indisturbato in meta. Garbisi trasforma e porta gli azzurri sul 10-5.

Quando sembra che il primo tempo possa chiudersi con l’Italia avanti, arriva però la beffa. Nei minuti di recupero una palla persa azzurra innesca il contropiede inglese: l’azione si sviluppa sulla destra e Tom Roebuck riesce a schiacciare l’ovale oltre la linea. La trasformazione di Fin Smith manda le squadre negli spogliatoi con l’Inghilterra in vantaggio 12-10.

La ripresa si apre con gli inglesi ancora in attacco. Al 45′ Smith centra i pali e allunga sul 15-10. L’Italia fatica a costruire gioco e al 53′ arriva anche il cartellino giallo per Giacomo Nicotera per un in avanti volontario: Smith trasforma il calcio di punizione e porta il punteggio sul 18-10.

Gli azzurri però non mollano. Al 57′ l’Inghilterra resta in quattordici per il giallo a Sam Underhill per un colpo alto su Danilo Fischetti. L’Italia ne approfitta subito: al 58′ Garbisi accorcia con un piazzato per il 13-18. Poco dopo, grazie a un’azione personale di Louis Lynagh che conquista un tenuto, arriva un’altra punizione: Garbisi centra i pali ancora, con l’ovale che colpisce il palo e poi entra per il 16-18.

Il momento della svolta arriva al 65′, quando l’Inghilterra resta addirittura in tredici uomini per il cartellino giallo a Maro Itoje. L’Italia spinge con la maul vicino alla linea di meta e continua a mantenere il possesso.

La pressione azzurra si concretizza al 72′. Un calcio apre lo spazio sulla sinistra per Ioane, che trova il break e serve Menoncello: il centro azzurro rompe ancora la linea difensiva inglese e libera l’ovale per Marin, che schiaccia in meta al centro dei pali. Garbisi trasforma per il 23-18.

Nel finale l’Inghilterra prova il tutto per tutto e guadagna metri negli ultimi minuti. A un minuto dalla fine però arriva il “tenuto” fischiato contro gli inglesi che consegna all’Italia il possesso decisivo. Gli azzurri gestiscono l’ovale fino allo scadere e al fischio finale dell’arbitro esplode la festa dell’Olimpico: l’Italia conquista una vittoria storica contro l’Inghilterra.

Sei Nazioni, Comandano Francia e Scozia, Italia a quota 9

Roma, 7 mar. (askanews) – Una Scozia pazzesca batte la Francia a Murrayfield e riapre la corsa al titolo del Sei Nazioni 2026. Anzi, la vittoria per 50-40 nella quarta giornata del Sei Nazioni lancia la squadra del c.t. Greg Townsend, che aggancia i Bleus al comando della classifica con 16 punti, davanti all’Irlanda, terza a quota 14. Poi l’Italia con 9 dopo la splendida vittoria sull’Inghilterra che è a 6 punti. Galles ultimo a quota 1 punto. La corsa al titolo si deciderà dunque fra una settimana con Irlanda-Scozia e Francia-Inghilterra.

Iran, Conte: rischiamo rotolare in guerra, Italia doveva fare come Sanchez

Roma, 7 mar. (askanews) – “Non siamo in guerra, ma qui rischiamo di rotolare in guerra senza una reale consapevolezza trascinati da un patto di fedeltà che è male inteso rispetto al nostro principale alleato, che sono gli Stati Uniti, che hanno deciso di rompere completamento qualsiasi principio di diritto internazionale, hanno deciso di affrontare la competizione, la sfida tecnologica ed economica con la Cina a colpi di invasioni, blitz militari”. Lo ha affermato il presidente M5s Giuseppe Conte, in un’intervista ad Accordi e disaccordi, che andrà in onda stasera sul Nove

“In Venezuela – spiega – non c’è nessuna transizione democratica e l’ha dichiarato, è interessato solo al petrolio, oggi in Venezuela c’è la numero due” di Maduro, Delcy “Rodriguez. E’ rimasto tutto integro il sistema del regime precedente. Adesso hanno attaccato l’Iran, e per una guida spirituale, Khamenei, che muore, un’altra viene incoronata ed è il figlio. Quello è un sistema per cui non basta colpire i vertici per combattere il sistema dei pasdaran, che è radicatissimo sul piano dell’esercito, dell’intelligence. Hanno rivendicato l’annessione della Groenlandia. Guarda a caso stiamo parlando di territori che sono ricchi di risorse petrolifere, di gas, di minerali critici e terre rare”.

Dall’Italia “non si poteva, ma si doveva” prendere una posizione alla Sanchez. “Ma dove sta scritto che la nostra alleanza comporti addirittura sudditanza fino ad assecondare iniziative unilaterali che sono al di fuori di qualsiasi principio di diritto internazionale?Dove sta scritto che noi dobbiamo accettare un genocidio sul presupposto che il governo Netanyahu è nostro alleato? Dove sta scritto che noi stiamo diventando complici della distruzione di un qualsiasi principio di organizzazione e di ordine mondiale?”, ha detto ancora Conte.

Piu’ in generale,”qui – ha affermnato il presidente M5s- non è che se vince la destra prevale la sudditanza agli Stati Uniti o le buffonate sovraniste che poi sono appiattimento a quello che fa Washington e se invece vince il campo progressista si rispetta la Costituzione, la Costituzione, i principi delle Nazioni unite si rispettano comunque, sempre”.

Carburanti, Schlein: bene aperture Governo a parole, Meloni passi ai fatti

Roma, 7 mar. (askanews) – “Prendo atto delle parole di apertura del ministro dell’economia rispetto alla proposta del Partito Democratico. Secondo noi davanti agli aumenti stellari causati dalla nuova guerra è necessario restituire ai cittadini l’extra gettito IVA su benzina e diesel per ridurne immediatamente i costi con l’attivazione dello strumento dell’accisa mobile, in vigore da tempo e mai attuato. Adesso Giorgia Meloni dalle parole passi ai fatti perché bisogna proteggere famiglie e imprese dalle conseguenze economiche di questa guerra”. Lo dichiara la Segretaria del Pd Elly Schlein.

All’asta due lettere manoscritte di Rosa Luxemburg e Virginia Woolf

Milano, 7 mar. (askanews) – Due lettere manoscritte della rivoluzionaria socialista Rosa Luxemburg e della grande scrittrice Virginia Woolf saranno protagoniste dell’asta di autografi e manoscritti di Catawiki, in programma fino al 15 marzo, in concomitanza con la Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo. Scritte in momenti cruciali delle loro vite, “i documenti rivelano il carattere e la personalità delle due donne impegnate a plasmare attivamente le proprie traiettorie intellettuali”.

La missiva della Luxemburg, datata 5 ottobre 1906, fu scritta all’indomani della Prima rivoluzione russa del 1905. In essa propone la traduzione francese di quello che sarebbe poi diventato uno dei suoi lavori politici più influenti, “Sciopero di massa, partito politico e sindacati”. Il testo pose le basi teoriche di ciò che oggi è noto come “luxemburghismo”, mettendo in discussione la rigida burocrazia del movimento operaio tedesco. Un dettaglio rende il documento particolarmente significativo: il timbro viola nell’angolo superiore con la dicitura “refusé le 8 OCT 1906”. L’editore francese Pierre-Victor Stock respinse la proposta, lasciandosi sfuggire quello che in seguito sarebbe diventato un caposaldo della teoria marxista del Novecento.

La lettera della celebre scrittrice, saggista e attivista britannica è invece datata 14 luglio 1930 e scritta dal 52 di Tavistock Square a Londra. Indirizzata a Mademoiselle Monteil, una critica francese che aveva pubblicato un’analisi approfondita di “Mrs Dalloway”, la lettera offre una riflessione insolitamente intima sulla propria opera. L’intellettuale ringrazia la critica per quello che definisce “uno degli studi più attenti e interessanti” che avesse letto sul suo romanzo. Riflette sul raro piacere di essere lodata proprio per le qualità che aveva sperato di raggiungere. Lettere in cui Woolf analizza Mrs Dalloway con un simile livello di sfumatura sono rare sul mercato. Al di là della storia letteraria, questo documento offre uno sguardo sulla consapevolezza di Woolf riguardo alla ricezione della sua opera oltre i confini linguistici e culturali.

Secondo Jonathan Devaux, esperto di autografi e firme di Catawiki, la corrispondenza manoscritta occupa un posto particolare nella storia culturale. “A differenza delle opere pubblicate, le lettere catturano il pensiero nel suo farsi. Rivelano ambizione, dubbio, strategia e scambio intellettuale” spiega Devaux, aggiungendo che “in entrambi i casi, questi documenti mostrano donne che negoziano pubblicazione, critica e autorità in tempo reale. Quando una lettera affronta un’opera importante o un momento decisivo nella vita intellettuale di una persona, offre ai collezionisti qualcosa di insostituibile”.

I documenti hanno stime comprese tra i 10.000 e i 20.000 euro per la lettera di Luxemburg e tra i 5.500 e i 6.500 euro per quella di Woolf, “a testimonianza sia della loro rarità sia di un crescente riconoscimento dell’eredità intellettuale delle donne”. Sono proposte insieme ad altri importanti documenti autografi nell’asta, tra cui una fotografia firmata da Anna Pavlova e lettere della riformatrice sociale Josephine Butler e della romanziera Penelope Fitzgerald.

Paralimpiadi, arrivano le medaglie di Mazzel e Bertagnolli

Roma, 7 mar. (askanews) – Prima giornata di gare alle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 e subito arrivano le prime medaglie anche per l’Italia. Dopo la cerimonia d’apertura all’Arena di Verona, i Giochi entrano nel vivo con le prime finali e con l’Ucraina che guida il medagliere provvisorio.

La delegazione azzurra inaugura il proprio bottino grazie allo sci alpino. Sulla pista Olympia delle Tofane di Cortina d’Ampezzo arriva infatti l’argento di Chiara Mazzel nella discesa libera ipovedenti, guidata da Nicola Cotti Cottini. L’azzurra chiude con un ritardo di 48 centesimi dall’austriaca Veronika Aigner, vincitrice con il tempo di 1’22″55 insieme alla guida Lilly Sammer. Terzo posto per la slovacca Alexandra Rexová con guida Sophia Polak. Quinta un’altra italiana, Martina Vozza, affiancata da Ylenia Sabidussi. Per Mazzel, atleta delle Fiamme Gialle, si tratta della prima medaglia paralimpica della carriera.

Poco dopo arriva anche il bronzo di Giacomo Bertagnolli nella discesa libera categoria vision impaired. Con la guida Andrea Ravelli, l’azzurro chiude in 1’18″64 sulla pista Olimpia delle Tofane, alle spalle dell’austriaco Johannes Aigner, oro con Nico Haberl, e del canadese Kalle Ericsson, argento con la guida Sierra Smith.

Nel medagliere generale della prima giornata guida l’Ucraina con tre ori, un argento e due bronzi, davanti a Cina e Austria. L’Italia è undicesima con un argento e un bronzo, ma il bottino azzurro è destinato ad aumentare nei prossimi giorni di gare dei Giochi, che proseguiranno fino al 15 marzo con 79 titoli in palio tra biathlon, curling, sledge hockey, sci alpino, sci di fondo e snowboard.

Calcio, Cagliari-Como 1-2: lariani al quarto posto

Roma, 7 mar. (askanews) – Continua la corsa Champions del Como che vince a Cagliari 2-1 e aggancia momentaneamente la Roma al quarto posto in classifica. Gli ospiti passano in vantaggio al 14′ con Martin Baturina, bravo a sfruttare un’azione nata da un errore in uscita dei sardi e a battere Elia Caprile con un tiro preciso dal centro dell’area. Il Cagliari reagisce nella ripresa e trova il pareggio al 56′ con Sebastiano Esposito, che segna di testa in tuffo su azione sviluppata sulla destra. Quando la partita sembra in un momento di totale equlibrio, al 77′ arriva il gol decisivo del Como con Lucas Da Cunha: il centrocampista lascia partire un sinistro da circa venti metri che si infila alle spalle di Caprile per il 2-1 finale. Nel finale i sardi restano in dieci per l’infortunio di Ilias Idrissi, costretto a uscire all’88’ dopo che erano già state effettuate tutte le sostituzioni. Il Como difende il vantaggio fino al triplice fischio e porta a casa tre punti preziosi.

Calcio, risultati di A: il Como aggancia la Roma quarta

Roma, 7 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 28esima giornata dopo Cagliari-Como 1-2

28^ GIORNATA Napoli-Torino 2-1, Cagliari-Como 1-2, 18.00 Atalanta-Udinese, 20.45 Juventus-Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce-Cremonese, 15.00 Bologna-Verona, 15.00 Fiorentina-Parma, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 56, Roma, Como 51, Juventus 47, Atalanta 45, Bologna 39, Sassuolo 38, Udinese 35, Lazio 34, Parma 33, Cagliari, Torino 30, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

29^ GIORNATA venerdì 13 marzo 20.45 Torino – Parma, sabato 14 marzo 15.00 Inter – Atalanta, 18.00 Napoli – Lecce, 20.45 Udinese – Juventus domenica 15 marzo 12.30 Verona – Genoa, 15.00 Pisa – Cagliari, 15.00 Sassuolo – Bologna, 18.00 Como – Roma, 20.45 Lazio – Milan lunedì 16 marzo 20.45 Cremonese – Fiorentina.

Ciclismo, Pogacar vince Strade Bianche, poker a Siena

Roma, 7 mar. (askanews) – Ancora una volta domina Tadej Pogacar. Il campione del mondo sloveno conquista per la quarta volta in carriera la Strade Bianche, imponendosi in solitaria sul traguardo di Piazza del Campo di Siena al termine di una corsa spettacolare sugli sterrati senesi.

La svolta decisiva arriva sul settore di Monte Sante Marie, a circa 80 chilometri dall’arrivo, quando Pogacar lancia l’attacco che spezza la corsa. A provare a resistere al ritmo dello sloveno è il giovane francese Paul Seixas, protagonista di un lungo duello prima di cedere e chiudere al secondo posto. Terza posizione per il messicano Isaac del Toro, compagno di squadra di Pogacar.

Negli ultimi chilometri lo sloveno gestisce senza problemi il vantaggio e si presenta in solitaria sulle rampe finali che portano in Piazza del Campo, accolto da una folla festante, centrando così il quarto successo nella classica toscana e diventando l’unico corridore capace di vincerla quattro volte. Alle sue spalle il francese Seixas e il messicano Isac Del Toro

Nella prova femminile successo della svizzera Elise Chabbey. Quarta l’azzurra Elisa Longo Borghini.

Refrendum, Schlein: la destra non vuole essere giudicata

Roma, 7 mar. (askanews) – “L’indipendenza della magistratura non tutela i magistrati, tutela i cittadini. E allora a cosa serve questa riforma? Ce lo stanno dicendo loro: Mantovano dice che serve a riequilibrare il rapporto tra politica e magistratura…”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando all’evento ‘L’Italia che sentiamo”. “Per loro in democrazia chi prende un voto in più ha diritto a non essere giudicato”.

E ancora: “Non è una vera riforma della giustizia. La giustizia italiana ha i suoi problemi, che questa riforma. Di certo la giustizia non migliora se metti i giudici sotto il controllo del governo”.

Carburanti, Schlein: Meloni usi extragettito Iva per ridurre accise

Roma, 7 mar. (askanews) – Il governo dovrebbe usare l’extragettito Iva per ridurre le accise sui carburanti, lo ha chiesto la segretaria Pd Elly Schlein parlando all’evento ‘L’Italia che sentiano. “Ve la ricordate Meloni che prometteva di abolire le accise? Abbiamo una proposta per il governo. Può attivare subito le cosiddette accise mobili, un meccanismo adottato molti anni fa e mai attuato”.

Perché, ha spieato la leader Pd, “non aumentano solo gli extraprofitti di chi la vende ma pure il gettito Iva che entra nelle casse dello Stato”. Dunque, “proponiamo di usare quell’extragettito Iva restituendolo ai cittadini e abbassando le accise di tutti”.

A Milano Bambole di Pezza inaugurano mostra MUPA, Museo del Patriarcato

Milano, 7 mar. (askanews) – Dal futuro arriva a Milano il MUPA, il museo che racconta la società patriarcale dei nostri giorni. Una cabina elettorale che in ricordo degli 80 anni del diritto di voto propone una scheda sull’abolizione del patriarcato, un armadietto sportivo ricoperto di insulti sessisti simbolo degli spogliatoi più tossici, diorami con scene di vita quotidiana domestica e sui mezzi pubblici che riproducono disuguaglianze di genere e asimmetrie di potere. Così raccontano la nostra società, la nostra vita relazionale fino ai media alcune delle opere del Museo del Patriarcato, aperto oggi da ActionAid insieme alle Bambole di Pezza, ambasciatrici di un percorso che rompe gli schemi, e al Comune di Milano negli spazi della Fabbrica del Vapore. A dare il via al programma di eventi è Rachele Bastreghi, cantante e voce femminile dei Baustelle, con un set musicale di sue canzoni in un’inedita veste acustica.

Le Bambole di Pezza, le cinque componenti del gruppo rock milanese al ritorno da Sanremo spiegano che “Il patriarcato non è un concetto astratto: è qualcosa che attraversa la vita quotidiana, nei commenti, negli spazi che ti fanno sentire fuori posto, nelle aspettative su come dovresti essere. L’idea di raccontarlo dentro un museo del futuro ci colpisce perché costringe a guardarlo per quello che è: un sistema di potere che ha prodotto disuguaglianze e violenza e che deve essere superato. Per noi la musica è sempre stata anche questo: uno spazio libero, dove nessuno deve chiedere il permesso di esistere, di esprimersi o di fare rumore. Se un giorno il patriarcato finirà davvero in un museo, vorrà dire che quel cambiamento culturale sarà finalmente diventato realtà”.

Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale di ActionAid Italia sottolinea che “La Giornata internazionale delle donne un giorno diventerà il lontano ricordo di un’Italia segnata dalle diseguaglianze di genere. Quella del 2026, che raccontiamo con ventisette opere in mostra tra cimeli, reperti, installazioni interattive che ci guidano alla scoperta delle “vecchie abitudini del passato”. Se ancora oggi un uomo su tre considera lo sport maschile più prestigioso e una donna su due dichiara di aver avuto paura di frequentare strutture sportive, allora solo la prevenzione primaria come politica trasversale e strutturale può finalmente trasformare le cause culturali e sociali alla base della società patriarcale”.

Sono la paura, l’auto-esclusione, l’estraneità, il sessismo a caratterizzare l’esperienza sportiva delle donne in Italia. Così fotografano le percezioni della popolazione italiana i nuovi dati della ricerca “Perché non accada”, realizzata da ActionAid con l’Osservatorio di Pavia e 2B Research, che indaga quanto discriminazioni e stereotipi di genere caratterizzino anche lo sport, un ambito capace di influenzare immaginari collettivi, rappresentazioni mediatiche e modelli di comportamento.

Elena Lattuada, Delegata del Sindaco per le Pari Opportunità di Genere Comune di Milano dichiara “Ospitare MUPA in Fabbrica del Vapore è una scelta politica importante, che segna non solo continuità nel solco della città dei diritti per tutte e tutti, ma perché ci impegna a progettare il futuro prossimo, e non lontano, a favore dell’abbattimento di tutti gli stereotipi che negano la libertà femminile. Negli ottanta anni dal diritto di voto molto è stato fatto sul piano sociale, economico, legislativo ma ancora molto resta da fare: ogni gesto, ogni luogo, ogni scelta che affermi libertà, autodeterminazione, parità per le donne nel nostro paese e nel mondo non è coraggiosa ma necessaria. Per questo è fondamentale una grande alleanza tra molte e molti e una condivisione degli obiettivi, che liberi il corpo femminile da qualsiasi forma di violenza, che riconosca dignità e rispetto, che affermi la libertà di scelta per sé e su di sé”.

Milano, 7 mar. (askanews) – ActionAid ha realizzato il progetto in collaborazione con la Fabbrica del Vapore, lo spazio del Comune di Milano, che ha sposato il progetto artistico e di sensibilizzazione del MUPA ospitando le opere e il calendario di eventi, all’interno delle sue attività volte alla promozione della creatività giovanile, di intrattenimento e aggregazione. Una scelta che l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi spiega così “Come spesso accade, e come accade in particolare con questa iniziativa alla Fabbrica del Vapore, l’arte si fa strumento di riflessione e motore del cambiamento culturale e politico di una comunità: un cambiamento necessario al quale Milano lavora ogni giorno, e non solo l’8 Marzo, per promuovere parità, diritti e libertà per tutte e tutti”.

Entrare nel MUPA significa immergersi in un viaggio spazio-temporale che conduce nel 2148 (anno in cui, secondo l’ultimo Global Gender Gap Report, sarà raggiunta in Europa l’uguaglianza di genere), in un futuro desiderabile dove il patriarcato è stato abbandonato da tutte e tutti. Un museo del futuro che mostra frammenti della nostra attuale vita quotidiana e sociale rivelandone l’assurdità, l’ingiustizia, la violenza nascosta. Dal lavoro ai media, allo spazio digitale, dallo sport alla dimensione domestica e relazionale.

Il MUPA sarà aperto dal 7 al 21 marzo, con l’unica eccezione di lunedì 9 marzo, giornata di chiusura per sostenere la partecipazione collettiva allo sciopero nazionale di Non Una di Meno. Oltre all’esposizione, il programma propone talk, workshop, laboratori, lezioni e performance, un’area Kids con eventi dedicati, tutto in collaborazione con centri antiviolenza, reti e realtà femministe.

Sci, Pirovano fa doppietta: "E’ tutto surreale"

Roma, 7 mar. (askanews) – “A metà pista ero stanchissima, dopo la giornata di ieri, che mi ha tolto le energie. Ho solo cercato di lasciare andare gli sci ma non pensavo che fosse abbastanza”. Così Lara Pirovano dopo la seconda vittoria, su due giorni, sulle piste di casa. Pirovano ha vinto anche la seconda discesa di coppa del mondo in Val di Fassa a passo San Pellegrino: “E’ ancora più incredibile di ieri, non riesco a realizzare. E’ tutto surreale. Anche il distacco di un centesimo, per due volte di fila, credo mi ripaghi di tutte le volte che i centesimi li ho avuti a sfavore. La mia regolarità ha finalmente pagato ed è meraviglioso. Quando ho visto la luce verde pensavo fosse uno scherzo, e ancora adesso non riesco a crederci. Ci sono due ragazze che hanno fatto la gara praticamente come me, perché il distacco di 1 e 5 centesimi vuol dire praticamente nulla. Io sapevo di essere vicina alle migliori, ma non pensavo a due giornate come queste. Non vedo l’ora di prendere il via nel superG di domani anche se sono stremata, ma spero in una bella gara anche domani”.

Cosa può succedere adesso in Iran, ecco cosa dice un rapporto dell’intelligence Usa

Roma, 7 mar. (askanews) – Stando a un rapporto classificato del National Intelligence Council, anche un attacco su larga scala degli Stati Uniti all’Iran difficilmente riuscirebbe a rovesciarne l’establishment militare e religioso. E’ quanto hanno riferito al Washington Post tre fonti a conoscenza del documento, redatto circa una settimana prima che Stati Uniti e Israele avviassero il conflitto, lo scorso 28 febbraio.

Il rapporto presenta gli scenari possibili in caso di una campagna mirata contro i leader iraniani o di un attacco più ampio contro la leadership e le istituzioni governative. In entrambi i casi, hanno detto le fonti, l’intelligence ha concluso che l’establishment religioso e militare iraniano avrebbe risposto all’uccisione della Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, seguendo protocolli volti a preservare la continuità del potere, definendo “improbabile” lo scenario di un’opposizione divisa capace di prendere il controllo del Paese.

Il Wp ricorda che il National Intelligence Council è composto da analisti esperti che redigono valutazioni classificate che rappresentano il sapere collettivo delle 18 agenzie di intelligence di Washington.

La Casa Bianca non ha saputo precisare al quotidiano se il presidente Donald Trump fosse al corrente di questo rapporto quando ha dato il via all’operazione militare in Iran.

Carburanti, Schlein: Meloni usi extragettito Iva per ridurre accise

Roma, 7 mar. (askanews) – Il governo dovrebbe usare l’extragettito Iva per ridurre le accise sui carburanti, lo ha chiesto la segretaria Pd Elly Schlein parlando all’evento ‘L’Italia che sentiano’. “Ve la ricordate Meloni che prometteva di abolire le accise? Abbiamo una proposta per il governo. Può attivare subito le cosiddette accise mobili, un meccanismo adottato molti anni fa e mai attuato”.

Perché, ha spieato la leader Pd, “non aumentano solo gli extraprofitti di chi la vende ma pure il gettito Iva che entra nelle casse dello Stato”. Dunque, “proponiamo di usare quell’extragettito Iva restituendolo ai cittadini e abbassando le accise di tutti”.

Sicurezza, Piantedosi: no rischio terrorismo ma massima allerta

Bologna, 7 mar. (askanews) – “Al momento no”, non c’è rischio terrorismo legato ai conflitti in Iran, ma “ogni qualvolta viviamo situazioni internazionali di questo tipo dobbiamo sempre porci il problema”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine dell’incontro “Le ragioni del Sì” promosso dalla Lega a Bologna.

“Innanzitutto abbiamo rafforzato la miriade di obiettivi sensibili sparsi sul territorio nazionale – ha spiegato il ministro – e mi auguro che il conflitto finisca al più presto, anche perché abbiamo la riprova che ogni qualvolta questi conflitti si protraggono nel tempo tendono a creare riflessi sull’opinione pubblica”.

“Si creano fenomeni di radicalizzazione, gruppi antagonistici che imbracciano l’una o l’altra causa – ha aggiunto Piantedosi – e tutto questo poi si traduce in difficoltà a gestire manifestazioni pubbliche e l’ordine pubblico”. A Bologna, secondo Piantedosi, “non ci sono” preoccupazioni per manifestazioni e proteste di gruppi: “no, a Bologna né più e né meno come in tutta Italia. Quindi noi siamo attenti grazie a Dio e siamo forti su tutto il territorio nazionale, staremo attenti, poi ripeto, è auspicabile che il conflitto si risolva al più presto”.

Abodi: bandiere di Russia e Bielorussia riammesse dal Comitato Paralimpico mortificano la tregua olimpica

Roma, 7 mar. (askanews) – “Olimpiadi e Paralimpiadi si passano il testimone nella meravigliosa Arena di Verona che ha accolto la cerimonia di apertura dei XIV Giochi Paralimpici. Le luci, la musica, le coreografie ricche di significati, oltre ad averci incantato ci hanno immerso in una dimensione umana avvolgente e coinvolgente. La gioia negli occhi dei pochi atleti e atlete che hanno sfilato ci ha emozionato, ma il pensiero non ha perso di vista chi era assente. È tornato il tempo delle competizioni, in questo meraviglioso secondo capitolo dei Giochi in Italia. Faremo un tifo appassionato per i nostri Azzurri e saremo vicini a tutti gli atleti di ogni Paese, che hanno meritato di scendere in gara, ma non alle due bandiere e ai due inni riammessi dal Comitato internazionale che ha mortificato il valore della Tregua Olimpica, mancando di rispetto a una nazione invasa e devastata, l’Ucraina, e al suo popolo sofferente. Forza ragazzi, finalmente ora tocca a voi!”, lo ha scritto in un post su “X” il ministro dello Sport, Andrea Abodi, in riferimento alla decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di riammettere le bandiere della Russia e della Bielorussia.

Referendum sulla giustizia, Schlein: la riforma della destra sfregia la Costituzione

Roma, 7 mar. (askanews) – “Siamo perfettamente consapevoli della gravità del disegno della destra sulla giustizia, un vero sfregio alla Costituzione che altera l’equilibrio dei poteri”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, parlando all’evento ‘L’Italia che sentiamo’, ultima tappa del percorso di incontri in giro per l’Italia. “Ma – ha precisato, ribadendo che il Pd continuerà a parlare anche delle questioni economiche – non potevamo permettere al governo di dettare l’agenda oscurando i temi sociali. E’ il terreno su cui il governo ha fallito, mostrando tutta la sua inadeguatezza”.

Coppa del mondo sci, Laura Pirovano vince anche la seconda discesa

Roma, 7 mar. (askanews) – Bis di Laura Pirovano che dopo il successo di venerdì, il primo in carriera, ha vinto anche la seconda discesa di coppa del mondo in Val di Fassa a passo San Pellegrino. E anche oggi – imponendosi in 1’20″91 con un finale folgorante – la trentina ha vinto per un solo centesimo di vantaggio – 28 cm – sulla austriaca Cornelia Huetter. Terza a soli cinque centesimi la svizzera Corinne Suter. Con questa eccezionale doppietta l’atleta trentina é ora al comando della classifica di disciplina con 426 punti, quando manca una gara alla fine della stagione. Dietro di lei la tedesca Emma Aicher con 408. In classifica per l’Italia in questa seconda discesa di passo San Pellegrino ci sono poi più indietro Nicol Delago (nona) e Sofia Goggia (undicesima). La bergamasca sembra ancora non riuscire a ritrovare la strada della vittoria in discesa, mentre vola in SuperG. E domenica – con Goggia che guida la classiìfica di disciplina – in Val di Fassa ci sarà il penultimo della stagione con relativa coppa a portata di sci.

Lombardia, Consorzi di Bonifica e Irrigazione in prima linea

Roma, 7 mar. – I Consorzi di bonifica e irrigazione della Lombardia confermano il proprio ruolo strategico nella tutela e gestione della risorsa idrica, nella prevenzione della siccità e nella messa in sicurezza dei territori, in un contesto segnato dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.

Questi i temi al centro della conferenza stampa promossa da ANBI Lombardia alla Biblioteca Ambrosiana di Milano scelta per il suo forte legame con l’acqua: qui, infatti, è custodito il “Codice Atlantico” di Leonardo da Vinci, il dipinto “L’allegoria dell’acqua” realizzato da Brueghel il Vecchio per il Cardinal Federico Borromeo ed ancora i resti di una canaletta romana in pietra per lo scarico delle acque meteoriche tipico esempio di bonifica idraulica.

La presentazione alla stampa moderata dal Direttore Mario Reduzzi ha visto la partecipazione del Presidente Alessandro Rota, del Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano, e del dottor Carlo Enrico Cassani in rappresentanza di Regione Lombardia.

La conferenza stampa rappresenta un momento di confronto istituzionale e tecnico per ribadire il ruolo centrale dei Consorzi di bonifica e presentare i progetti della Lombardia candidati nell’ambito del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI).

“Questa presentazione mi dà l’opportunità di ribadire la straordinaria capacità progettuale dei consorzi di bonifica e irrigazione lombardi in grado di presentare opere fondamentali per l’economia, l’ambiente e i cittadini. Il PNIISSI rappresenta un punto di svolta nelle politiche dell’acqua, un’opportunità concreta per dare continuità agli investimenti sui territori superando la logica emergenziale – dichiara Alessandro Rota, Presidente di ANBI Lombardia – Affrontare il cambiamento climatico richiede uno sforzo collettivo e integrato basato su una nuova cultura dell’acqua, che coniughi consapevolezza, innovazione e manutenzione diffusa. I consorzi di bonifica e irrigazione, grazie alla loro organizzazione capillare e alle competenze tecniche, sono pronti a fare la loro parte dando concretezza ad una visione sostenibile e lungimirante del territorio.”

“I Consorzi di bonifica della Lombardia sono un’eccellenza del sistema, di cui viene plaudita anche dalle Istituzioni la capacità di rispettare gli stringenti cronoprogrammi del PNRR; non solo: ben il 46% dei progetti inseriti nel PNIISSI afferisce alla capacità operativa e sussidiaria di tali enti, autentico front office del territorio, di cui sono rimasti gli unici uffici progettazione di area vasta. Sono centinaia le proposte che mettiamo a servizio del Paese per aumentarne la resilienza alla crisi climatica: il Piano Nazionale di Efficientamento della Rete Idraulica ed il Piano Nazionale Invasi, proposto con Coldiretti e di cui sono già pronti i primi 400 progetti per nuovi bacini – dichiara Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Abbiamo l’orgoglio di essere il tassello tra le esigenze delle comunità ed i finanziamenti, che spesso ci sono anche in Europa, ma bisogna avere una rodata professionalità per poterli acquisire.”

Il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico, il PNIISSI, è finalizzato alla programmazione di interventi nelle infrastrutture idriche primarie per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento idrico, anche ad uso plurimo.

Attraverso il Piano il sistema consortile ha l’opportunità di proporre interventi per il rafforzamento e l’ammodernamento delle infrastrutture, con l’obiettivo di aumentare la resilienza dei sistemi idrici ai cambiamenti climatici e ridurre le dispersioni.

L’importo complessivo richiesto ammonta a 495.117.883,29 euro, di cui il 67% (333.893.373,90 euro) riguarda progetti esecutivi immediatamente cantierabili. Si tratta di interventi di manutenzione straordinaria, rifacimento e ottimizzazione delle infrastrutture di prelievo, adduzione, distribuzione e smaltimento delle acque a scopo irriguo e di bonifica nei comprensori di pianura, nonché opere volte al mantenimento e al recupero della capacità di invso.

Famiglia nel bosco, Roccella: la separazione deve essere l’ultima spiaggia, non la prima

Roma, 7 mar. (askanews) – “Proprio in un momento in cui si dice che tutti dobbiamo essere inclusivi e che dobbiamo rispettare le diversità individuali, e io sono convinta che così deve essere, si interviene su un gruppo familiare che in realtà vive come quando io ero bambina. Il mio paese siciliano era esattamente così e non è qualcosa per cui siamo cresciuti tutti così male, un’intera generazione è cresciuta più o meno nello stesso modo. Oggi, certo, bisogna verificare, per esempio, le condizioni dell’apprendimento ma io credo che ci siano strumenti meno brutali di intervento e che questa della separazione dai genitori deve essere l’ultima spiaggia, non la prima”. Lo ha detto la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, intervistata a Sky Tg24, in merito alla vicenda della “famiglia nel bosco”, dopo il provvedimento del Tribunale dei minori dell’Aquila che separa la madre dai suoi tre figli.

La ministra ha sottolineato che la presa di posizione della Garante “è davvero il minimo sindacale”, condividendo il fatto che la valutazione andava fatta prima della separazione dei bambini dai genitori e non dopo.

Fond. Bambino Gesù del Cairo, Mariano ha il suo pulmino

Roma, 7 mar. (askanews) – Un nuovo capitolo di speranza si apre per Mariano, il giovane calabrese di 12 anni la cui storia ha catturato l’attenzione dell’Italia intera. La Fondazione Bambino Gesù del Cairo Ets, presieduta da Monsignor Yoannis Lazhi Gaid, già Segretario personale di Sua Santità Papa Francesco, ha reso operativo un pulmino attrezzato, pensato per offrire al bambino autonomia, mobilità e dignità quotidiana. L’annuncio è stato diffuso tramite un videomessaggio, in cui Monsignor Gaid ha espresso profonda gratitudine verso tutti i sostenitori e i donatori che hanno reso possibile questa iniziativa.

Il pulmino, progettato con criteri di sicurezza, comfort e accessibilità, rappresenta un gesto concreto di solidarietà e inclusione, traducendo i valori umanitari della Fondazione in azioni tangibili. Grazie a questo mezzo, Mariano potrà affrontare le attività quotidiane con maggiore serenità, sperimentando autonomia e libertà di movimento nonostante le complessità della sua condizione, che lo porta a superare i 200kg.

La Fondazione Bambino Gesù del Cairo ha ufficialmente adottato il caso di Mariano, assicurandogli un supporto continuativo, che include cure mediche, assistenza logistica e accompagnamento umano, confermando l’approccio multidisciplinare e di responsabilità sociale verso i bambini con esigenze speciali. La vicenda di Mariano, ampiamente raccontata dai media nazionali, costituisce un esempio concreto di come interventi mirati possano trasformare la vita dei minori affetti da patologie rare, sensibilizzando al contempo l’opinione pubblica e la comunità scientifica.

Un momento di particolare rilevanza nella storia del giovane calabrese è stato l’incontro con Papa Leone XIV, accolto insieme a Monsignor Yoannis Lazhi Gaid. L’udienza ha rappresentato un significativo incoraggiamento per Mariano e la sua famiglia, sottolineando il valore simbolico e morale di gesti di sostegno così concreti.

Con il pulmino finalmente operativo, la Fondazione Bambino Gesù del Cairo conferma la sua missione: tradurre i principi di solidarietà, responsabilità sociale e cura sanitaria in azioni concrete, capaci di incidere profondamente sulla vita dei bambini più vulnerabili e sulle famiglie che li accompagnano. Mariano potrà così vivere ogni giorno con maggiore autonomia e dignità, mentre l’iniziativa costituisce un modello esemplare di impegno umanitario e sensibilizzazione sociale, capace di coniugare attenzione medica, sostegno logistico e valore etico.

Ucraina, Zelensky: almeno 7 morti in un attacco russo a Kharkiv

Roma, 7 mar. (askanews) – Almeno sette persone sono morte e più di 10 sono rimaste ferite, tra cui bambini, in un attacco missilistico russo a Kharkiv, nell’est dell’Ucraina. Lo ha riferito su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aggiungendo che l’attacco ha colpito un edificio residenziale e “ci potrebbero essere delle persone intrappolate sotto le macerie”.”La Russia ha utilizzato 29 missili, quasi la metà dei quali balistici, e 480 droni, la maggior parte ‘shahed’, contro l’Ucraina”, ha aggiunto il leader ucraino, riferendo di attacchi a infrastrutture energetiche in diverse zone del paese.

Tennis, Paolini avanti all’esordio a Indian Wells

Roma, 7 mar. (askanews) – Soffre, rimonta e vince. È il riassunto dell’esordio di Jasmine Paolini al Wta 1000 di Indian Wells, iniziato con il successo in tre set sull’austriaca Anastasia Potapova, n. 91 Wta, con il punteggio di 6-7, 6-2, 6-3 in 2 ore e 33 minuti di gioco. Paolini centra così la sesta vittoria stagionale, in un 2026 iniziato in chiaroscuro. La n. 7 al mondo tornerà in campo domenica per il terzo turno contro l’australiana Alja Tomljanovic, n. 85 Wta, che ha eliminato la n. 30 del seeding Xinyu Wang con un netto 6-3, 6-1.

Paralimpiadi, Bertagnolli bronzo nella libera ipovedenti

Roma, 7 mar. (askanews) – Dopo Chiara Mazzel, Giacomo Bertagnolli: l’azzurro (AS3) di Cavalese, assieme alla sua guida Andrea Ravelli, ha vinto la medaglia di bronzo nella discesa libera visually impaired chiudendo la gara in 1.18.64, a 2″56 dall’austriaco Johannes Aigner (AS2), oro, e a 31 centesimi dal canadese Kalle Ericsson (AS2), argento.

Per Bertagnolli è tris, visto che era riuscito ad andare a medaglia già nei Giochi Olimpici 2018 e 2022. Ma non è finita qui la sua Paralimpiade, con quattro gare ancora da disputare.

Iran, tutte le notizie di oggi sulla guerra

Roma, 7 mar. (askanews) – Prosegue la guerra iniziata da Usa e Israele contro l’Iran. Un conflitto che ha infiammato tutto il Medio Oriente, a partire dal Libano con il coinvolgimento di Hezbollah, con attacchi di droni a missili ai Paesi del Golfo, e pesanti ripercussioni economiche con lo stretto di Hormuz bloccato. Ma oggi il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato che l’Iran ha deciso di mettere fine agli attacchi contro i Paesi vicini, a meno che non venga attaccato da quei territori.

Di seguito le notizie arrivate in redazione ad askanews

-11:30 L’Iran ha distrutto un importante sistema radar da 300 milioni di dollari, cruciale per il controllo delle batterie di difesa missilistica statunitensi nel Golfo. Lo ha detto a Bloomberg un funzionario americano, confermando la distruzione del radar AN/TPY-2 nella base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania.

-10:58 L’India ha dichiarato oggi di aver consentito a una fregata iraniana di attraccare nel porto di Kochi, nel sud del paese, pochi giorni prima che un’altra nave iraniana venisse affondata dagli Stati Uniti.

-10:35 Le sirene di allarme sono entrate in azione a Gerusalemme, in Cisgiordania e nel sud di Israele per una nuova ondata di missili lanciati dall’Iran. Lo riporta Haaretz. L’esercito ha riferito in una breve nota di “aver identificato missili lanciati dall’Iran”, precisando che “i sistemi difensivi sono operativi per intercettare la minaccia”.

-10:20 L’aeroporto di Dubai ha annunciato la “ripresa parziale” delle operazioni.

-10:06 I Guardiani della rivoluzione hanno colpito la scorsa notte “tre siti appartenenti a gruppi separatisti” nel Kurdistan iracheno. Lo ha riferito oggi un portavoce delle forze armate iraniane.

-09:50 “Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno lanciato una vasta ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran e Isfahan”: è quanto si legge nella nota diffusa dall’esercito.

-09:30 Almeno 26 persone sono rimaste uccise negli scontri scoppiati durante l’operazione israeliana nell’est del Libano. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna, riferendo di “decine di attacchi aerei ostili lanciati su quartieri, strade e spazi pubblici” nella città di Nabi Sheet durante la ritirata di “un commando israeliano arrivato con quattro elicotteri Apache”.

-09:00 Il Consiglio di leadership ad interim che guida l’Iran dopo l’uccisione della Guida suprema Ali Khamenei ha deciso di mettere fine agli attacchi contro i paesi vicini, a meno che l’Iran non venga attaccato da quei territori. Lo ha detto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in un videomessaggio rilanciato dalle agenzie di stampa iraniane.

-08:36 I Guardiani della rivoluzione hanno affermato di aver colpito oggi con un drone una petroliera con il nome “Prima” nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia di stampa Fars.

-08:07 Hezbollah: scontri con truppe israeliane nell’est del Libano. Le Idf cercavano il corpo di militare disperso nel 1986.

-00:57 Gli Stati Uniti stanno “monitorando tutto”. Così il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha risposto, in un’intervista al programma “60 Minutes” della Cbs, a una domanda su quanto scritto da alcuni organi di stampa, secondo cui la Russia sta fornendo all’Iran informazioni che potrebbero aiutarlo a colpire gli asset americani in Medio Oriente. “Il popolo americano può stare tranquillo: il suo comandante in capo sa bene chi sta parlando con chi”, ha detto Hegseth. “E tutto ciò che non dovrebbe accadere, che sia pubblico o segreto, viene affrontato e affrontato con forza”.

-00:50 Trump: l’esercito Usa “sta facendo cose fenomenali”. “Un punteggio da 0 a 10? Darei da 12 a 15”

-00:30 Israele attacca l’aeroporto Mehrabad di Teheran. Sulla zona un’enorme colonna di fumo

-00:10 Dall’inizio delle operazioni, l’esercito statunitense ha colpito più di 3.000 obiettivi in Iran. Lo ha scritto su X il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). “Obiettivi colpiti: oltre 3.000. Navi iraniane danneggiate o distrutte: 43”, ha scritto il Centcom.

-00:07 “La Forza delle Nazioni Unite in Libano svolge un ruolo chiave nella stabilizzazione del Libano meridionale”, per questo “condanno fermamente l’inaccettabile attacco che ha preso di mira oggi i membri del suo contingente. La Francia manterrà il suo impegno in questa missione”. Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron dopo che ieri sera sera due Caschi Blu sono rimasti gravemente feriti in un attacco condotto con dei razzi contro il quartier generale del contingente ghanese dell’Unifil, nel sud del Libano.

Mafie, compie 30 anni la legge sull’uso sociale dei beni confiscati

Milano, 7 mar. (askanews) – Oltre 180 piazze in tutta Italia con banchetti, animazione, raccolta firme organizzate dalla rete di Libera per festeggiare e onorare i 30 anni della legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi. Oggi 7 marzo 2026 sono 30 anni, da quando, grazie anche al milione di firme raccolte su impulso di Libera, la legge 109 fu approvata in Parlamento.

Da Trieste a Palermo, da Torino a Genova. E ancora Bologna, Pistoia, Ascoli Piceno,Napoli, Roma, Campobasso, Napoli, Palermo, Libera scende nelle piazze con la campagna “Diamo linfa al bene” per chiedere a tutte e tutti di difendere questa legge e per ribadire una richiesta chiara: una firma per chiedere che il 2% del Fondo Unico Giustizia venga destinato al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati Sono più di 100mila le cartoline firmate dall’inizio della campagna, un gesto concreto per fare uno scatto in più per diventare tempestivi ed efficaci nel prenderci in carico quei beni e renderli subito operativi. Un enorme lavoro corale, insomma, che dopo 30 anni ci chiede però uno scatto ulteriore di impegno, intelligenza e determinazione.

“I tanti beni – commenta Luigi Ciotti, presidente di Libera- restituiti alla collettività grazie ai percorsi di riutilizzo sociale “parlano”; raccontano ciò che accade quando una ricchezza sporca, talvolta addirittura macchiata del sangue di vite innocenti, viene ripulita attraverso un investimento morale e materiale che chiama in causa i territori di appartenenza Lo constatiamo ogni giorno nelle cooperative, negli spazi sociali, negli edifici che accolgono persone in difficoltà e ospitano servizi preziosi per ogni fascia della popolazione. Lo vediamo ancora più chiaramente quando concentriamo l’attenzione sulle ricadute educative di questi percorsi: la fiducia che generano nelle comunità. Certo non è tutto perfetto: ci sono ritardi, ostacoli burocratici, fatiche finanziarie, contraddizioni da superare nelle varie forme di gestione. Dobbiamo stare attenti a non fare passi indietro, ma continuare a procedere in avanti! La nostra campagna “Diamo linfa al bene” chiede di destinare il 2% del Fondo Unico Giustizia agli investimenti strutturali necessari per promuovere il riutilizzo sociale di tanti nuovi spazi. Non tutti i beni, lo sappiamo, si prestano a essere sfruttati per esigenze pubbliche. Ma in molti casi a creare sfiducia e abbandono è la mancanza di risorse iniziali. Dobbiamo- conclude Luigi Ciotti- allora fare uno scatto in più, uno sforzo più deciso per diventare tempestivi ed efficaci nel prenderci in carico quei beni e renderli subito operativi. Ogni giorno di ritardo fa il gioco delle mafie. Ogni rinuncia a intervenire le fa apparire più forti.”

Sono ben 1332 soggetti della società civile organizzata che gestiscono beni confiscati, più di 739 associazioni di diversa tipologia in 19 regioni e in 448 comuni con 35 scuole di ogni ordine e grado che usano gli spazi confiscati come strumento didattico e che incidono nel tessuto territoriale e costruiscono economia positiva. Un Paese che ha reagito alla presenza mafiosa e che con orgoglio si è riappropriato dei suoi spazi. Più della metà delle realtà sociali è costituita da associazioni di diversa tipologia (739) mentre le cooperative sociali sono 282 (di cui 5 cooperative di lavoro), alle quali si aggiungono 12 consorzi di cooperative. Tra gli altri soggetti gestori del terzo settore, ci sono 67 realtà del mondo religioso (diocesi, parrocchie e Caritas) ci sono 17 associazioni sportive dilettantistiche, 38 enti pubblici (tra cui aziende sanitarie, enti parco e consorzi di Comuni che offrono dei servizi di welfare sussidiario dati in gestione a soggetti del terzo settore), 53 tra associazioni temporanee di scopo e di impresa, 41 fondazioni private e di comunità, 17 gruppi dello scautismo e 35 istituti scolastici di diverso ordine e grado.

Milano, 7 mar. (askanews) – La regione con il maggior numero di realtà sociali che gestiscono beni confiscati alle mafie è la Sicilia con 384 soggetti gestori, segue la Campania 205, la Lombardia con 193 e la Calabria con 154. I beni confiscati sono luoghi di memoria, che stabiliscono, individualmente e collettivamente, relazioni profonde con chi ne fa esperienza. Sono ben 125 i beni confiscati intitolati alle vittime innocenti delle mafie così suddivisi 43 al Nord, 5 intitolazioni al Centro e 77 al Sud e isole.

Libera ha elaborato i dati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (al 23 febbraio 2026) dove sono 23.026 i beni immobili (particelle catastali) confiscati e destinati ai sensi del Codice antimafia mentre sono in totale 20.848 gli immobili ancora in gestione ed in attesa di essere destinati. Sono invece 1728 le aziende confiscate e destinate mentre sono 3112 quelle ancora in gestione. La Sicilia con 8.721 beni confiscati e destinati è la regione leader seguita dalla Campania con 3.841 beni confiscati e destinati, terza la Calabria con 3.450 beni. La Lombardia prima regione del nord Italia con 1995 beni. La Sicilia si conferma regione leader anche per beni immobili ancora in amministrazione con 7.986 seguita dalla Campania con 2.519 beni e Calabria con 1.722.

Olly riparte da Jesolo con il suo Tutta vita tour 2025-2026

Milano, 7 mar. (askanews) – Riparte dal Palazzo del Turismo di Jesolo il Tutta vita tour 2025-2026, che porterà Olly a esibirsi nelle principali città italiane con 13 appuntamenti tutti sold out, che si aggiungono ai 7 live sold out dello scorso autunno. A seguire, Olly si esibirà quest’estate nelle 5 date de Il gran finale con tre concerti sold out allo Stadio Luigi Ferraris di Genova, e due date evento al Rock in Roma all’Ippodromo delle Capannelle, già sold out, e alla Reggia di Caserta. Reduce da un anno straordinario e dopo il successo delle prime date nei palazzetti del 2025, Olly torna sui palchi che lo hanno accolto con entusiasmo, pronto a riabbracciare il suo pubblico con un tour – organizzato da Magellano Concerti – che ha registrato il tutto esaurito in tempi record, confermando il legame sempre più forte con la sua gente.

Dopo il grande successo dei due concerti sold out de La Grande Festa, con cui Olly si è esibito per la prima volta all’Ippodromo SNAI di Milano con due date evento lo scorso settembre, il cantautore genovese ha dato il via dalla sua città al suo primo tour nei palazzetti a ottobre 2025. Domani il Tutta vita tour 2025-2026 riparte con il doppio appuntamento al Palazzo del Turismo di Jesolo (7 e 8 marzo), per poi toccare Firenze il 10 e 11 marzo al Nelson Mandela Forum, Pesaro il 13 marzo alla Vitrifrigo Arena, Bologna il 16 marzo, Milano il 20 marzo e Torino – all’Inalpi Arena – il 18 marzo e il 22 marzo. Il tour si concluderà poi con le date del 25 e 26 marzo a Roma (Palazzo dello Sport), il 28 marzo a Eboli al Palasele, e il 30 marzo a Bari al Palaflorio.

A conclusione del tour invernale, Olly si prepara a Il gran finale con cui esordirà sul palco dello Stadio Luigi Ferraris di Genova per le tre date evento tutte sold out di Tutti a casa. I tre concerti rappresentano un nuovo appuntamento live che sa di straordinario: Federico sarà infatti il prossimo 18, 20 e 21 giugno 2026 nella sua Genova, nello stadio che riapre eccezionalmente le sue porte alla musica a 21 anni dall’ultimo concerto che si è svolto nella venue, tenuto da Vasco Rossi. Un evento che, giá dal titolo, racconta del legame stretto di Federico con la sua città e le sue radici, della voglia di condividere con Genova l’energia, la potenza e il senso di condivisione che i suoi live sprigionano. IL GRAN FINALE culminerà con le ultime due date: il 30 giugno al Rock in Roma (Ippodromo delle Capannelle, SOLD OUT) e il 3 luglio alla Reggia di Caserta (Piazza Carlo di Borbone). Per info: https://www.magellanoconcerti.it/.

I concerti di Olly sono l’occasione per portare sul palco i brani di Tutta Vita (SEMPRE) uscito lo scorso 26 settembre. Il disco – che si è aggiudicato il titolo dell’album più ascoltato del 2025 – è la nuova edizione dell’album (Epic Records/Sony Music Italy) prodotto da JULI, uno dei producer più apprezzati della scena musicale italiana con cui Olly collabora da tempo e a cui è profondamente legato. Nel corso di più di un anno di concerti – di cui Juli ha curato la direzione musicale – i due hanno rafforzato un sodalizio artistico che trova la sua massima espressione nei nuovi brani dell’album.

Tutta Vita (SEMPRE) è un progetto collettivo capace di raccontare le esperienze e i sentimenti condivisi da un’intera generazione, ma che resta al tempo stesso profondamente intimo, perché riflette il percorso di crescita che l’artista ha condiviso con la sua famiglia di amici in dodici mesi intensi di emozioni. In continuità con le dodici tracce di Tutta vita, questa nuova edizione mette al centro le parole di Olly, accompagnate da sonorità sempre più organiche e suonate, arricchite dall’uso di strumenti come sax e armonica, pensate per sprigionare tutta la loro forza nella dimensione live. Oltre ai brani Questa domenica, Depresso fortunato e Balorda nostalgia, Tutta Vita (SEMPRE) contiene cinque inediti che segnano una svolta nel percorso artistico di Olly e Juli in quanto testimoni di una maturità crescente: Così così, Il brivido della vita, Come noi non c’è nessuno, Occhi color mare e Buon Trasloco. L’album è disponibile nei formati CD, CD autografato, 2LP trasparente, 2LP trasparente autografato, 2LP muccato e 2LP muccato autografato.

Quando il nemico perde il volto: il diritto perduto al pianto

 La fabbrica del nemico assoluto

L’ultima escalation tra Israele, Iran e Stati Uniti riporta al centro una domanda radicale: quando la guerra cessa di riconoscere un avversario e comincia invece a negare l’umano? In questi giorni Donald Trump ha parlato di “resa incondizionata” dell’Iran, dopo l’avvio di un’offensiva presentata da Israele come attacco “preventivo”. È già qui, in questa sintassi della resa, che il conflitto compie un salto: il nemico non è più chi si combatte, ma chi viene spogliato di lineamenti e destino, fino a diventare un’ombra da estinguere.

 

Il limite perduto dello iustus hostis

La grande tradizione politica europea, pur tra limiti e ambiguità, aveva almeno custodito un argine: l’idea dello iustus hostis, il nemico riconosciuto. Non l’amico, certo, ma non ancora un demone da schiacciare. Finché l’altro resta un avversario, la guerra conserva un volto tragico; quando invece diventa il male assoluto, si rovescia in una macchina di annientamento. Sociologicamente, è questo il punto decisivo: ogni guerra costruisce il proprio antagonista prima sul piano simbolico che su quello militare. Lo semplifica, lo svuota di storia, lo separa dai suoi legami, lo priva perfino del diritto a essere compianto. La disumanizzazione non inizia quando cadono le bombe, ma quando le parole hanno già sepolto l’uomo.

 

Ettore e il corpo come ultima frontiera

La mitologia greca aveva compreso con lucidità spietata questo crinale dell’umano. Ettore, nell’Iliade, è il nemico di Achille, ma non è mai una figura astratta: è figlio, padre, marito, difensore della città. Proprio per questo l’oltraggio al suo cadavere grava più della sua stessa morte. Quando Achille trascina le spoglie di Ettore, non ferisce più un guerriero vinto: lacera il vincolo tra i vivi e i morti, infrange il dovere della sepoltura, intacca la misura stessa della civiltà. Non a caso l’Iliade si ricompone soltanto quando Priamo ottiene la restituzione del figlio e il poema si chiude con le esequie di Ettore.

Antigone e il lutto negato

È qui che Antigone diventa necessaria. Quando Creonte vieta la sepoltura di Polinice, non infligge soltanto una pena postuma: decide che quelle spoglie non meritanopiù alcuna appartenenza, che quel morto deve restare fuori dal cerchio di coloro cui è concesso il lutto. Antigone spezza questa logica perché comprende una verità essenziale: dare sepoltura non è un gesto privato, ma un atto politico, antropologico, civile. Ogni potere che assegna il lutto ad alcuni e lo nega ad altri ha già tracciato, con mano feroce, una partizione dell’umano. Il lutto negato è forse la forma più radicale della disumanizzazione: non basta uccidere l’altro, bisogna anche impedirgli di essere compianto.

 

Simone Weil e la forza che trasforma luomo in cosa

Simone Weil, nel suo straordinario saggio sull’Iliade, porta questa intuizione al suo vertice: la vera protagonista del poema è la forza. La forza che schiaccia, che acceca, che riduce l’uomo a cosa. E non solo il vinto: anche chi la esercita ne resta deformato. È un’intuizione decisiva per leggere le guerre contemporanee. La forza non devasta soltanto i corpi; entra negli occhi, corrompe lo sguardo, addestra il dolore al silenzio, disegna geografie del pianto. Alcuni morti diventano fisionomie, storie, nomi; altri scivolano subito nella statistica. È lì che il conflitto mostra il suo profilo più spietato: quando non semina soltanto morte, ma anche cancellazione.

Il  morente e la dignità del vinto

Per questo il Galata morente (v. immagine di copertina)  sprigiona una forza simbolica straordinaria. Nato per celebrare una vittoria, quella figura abbattuta non viene ridicolizzata né degradata: custodisce nobiltà, dolore, dignità. Il vincitore, in quella rappresentazione, mostra la propria statura non umiliando il vinto, ma riconoscendolo nella sua dignità. È una lezione severa anche per noi: una civiltà non si misura solo da come onora i propri caduti, ma da come guarda i morti dell’altro. Il corpo di Ettore, Antigone davanti a Polinice, il Galata che muore senza perdere fierezza ci consegnano la stessa verità: l’abisso della guerra non è soltanto uccidere, ma strappare all’avversario il profilo umano, il nome e perfino il diritto di essere pianto. Se all’uomo che ci sta di fronte vengono strappati il volto, il nome e il pianto, quale umanità resta in piedi tra le macerie?

Il mondo e una guerra a mani nude

Un felice scambio di armamenti

La guerra finirà, ogni guerra in corso prima o poi finirà. Anno più, anno meno si avvierà ad una conclusione e sarà durissima rimettersi addosso i vestiti della pace che con buona probabilità comporteranno una severa dieta di spirito bellico per non scoppiarci dentro. Le cronache dicono che l’Ucraina ha sviluppato, per necessità e abilità, la costruzione di droni che ora tornerebbero utili ai Paesi del Golfo per difendersi dai missili iraniani, immaginandosi uno scambio di figurine per sostenersi vicendevolmente.

 

Larte del trasformismo e di giudizi ondeggianti

E’ pari ad uno scambio di ruoli a cui occorre abituarsi. Trump, che oltraggia il diritto internazionale, è, per uno stesso spettatore, cattivo quando arresta Maduro ma santo quando libera il popolo iraniano dai suoi oppressori. E’ sempre il Trump criticato anzi appena mesi fa per non aver mosso paglia a difesa delle esecuzioni del regime contro i suoi giovani oppositori scesi in piazza per chiedere un po’ di libertà. Tornerà cattivo se non ci sarà alcun cambio di manico e la dittatura resterà ad imperare su quella terra. Manca coerenza e nettezza di giudizio perché è il fumo del sangue che fa perdere la corretta visione delle cose, un monocolore rosso che copre il pensiero.

 

Conflitti a secco di armi

Ora si discute su un approccio di sostanza che ha poco a che vedere con i sentimentalismi. Si arriverà al punto che armi e munizioni finiranno in anticipo sulla capacità di produrne per tempo altre. Siamo nel felice paradosso per cui ci sono troppe guerre per quante sono le armi a disposizione. L’uomo si è spinto troppo in là e ne sta per pagare il conto. Il sangue e non l’olio ungerà i meccanismi degli armamenti per ora rimasti in funzione. Così continuando, prima o poi, si arriverà forse a darsele di santa ragione a mani nude o con coltelli e bastoni e poi a causa di sfinimento si smetterà anche in quel modo.

Siamo sempre nel mare delle contraddizioni e dell’orrore quando sul web gira un filmato dell’ affondamento della più grande nave da guerra iraniana al largo delle acque dello Sri Lanka per mano di un siluro sparato da un sommergibile U.S.A. C’è una musichetta da colonna sonora dai toni drammatici o di suspence che fa da fondo alla ripresa dell’affondamento: il tutto mentre muoiono oltre un centinaio di giovani militari che probabilmente non avevano particolare desiderio di stare a bordo di quella fregata.

C’è chi forse applaude a quel successo militare che tinge di cadaveri quel mare e sono gli stessi che poi si intristiscono quando per danni collaterali un missile ha fatto fuori oltre 165 giovani che avevano il torto di frequentare una scuola femminile a ridosso di una base militare iraniana.

 

Lassenza di un pensiero positivo oggi di scorta

Dobbiamo dunque sperare nella fine delle scorte, posto che resterebbe l’ultima risorsa a cui affidarsi per manifesta incapacità degli uomini di scorgere soluzioni di pace affidandosi alla parola che invece non conosce rischi di esaurimento e per questo è meno attrattiva. La prudente formica fa le scorte per l’inverno da affrontare ma anch’essa impazzita oggi si troverebbe in difficoltà.

Petrarca rimava “Amor, ch’a ciò m’invoglia, Sia la mia scorta e ’nsignimi ’l camino”. Sarebbe quella la sola scorta da augurarsi, malgrado la moderna tecnologia non ne avvista la presenza, così che non se ne vede purtroppo alcuna traccia.

La democrazia non si estrae a sorte

Il sorteggio come nuova parola dordine

Passando al setaccio le tante parole che si sentono sull’argomento, il tratto distintivo del prossimo referendum sulla magistratura sembra essere il sorteggio dei magistrati chiamati a far parte del Consiglio Superiore della Magistratura. Un sorteggio narrato come il miglior antidoto per scardinare il sistema correntizio della magistratura, ma a ben vedere non se ne comprende il motivo visto che non c’è norma che possa impedire ad un magistrato di aderire ad una associazione piuttosto che ad un’altra.

Peccato, inoltre, che questa predica venga dal pulpito politico che non sembra certo avere i migliori requisiti per dare lezioni in tema di correntismo.

Un rimedio inefficace e contraddittorio

Ma questa proposta ha anche la caratteristica di essere assolutamente inefficace; quindi, inutile e perfino dannosa rispetto ad un obiettivo che vorrebbe trasformare i magistrati in una specie di alieni senza delle proprie idee, senza un proprio sistema di relazioni e senza la facoltà di avere un’associazione di riferimento; è difficile comprendere come un tale obiettivo possa essere annoverato, in un sistema democratico, tra le positività.

Vale la pena ricordare che la prima persona che parlò di sorteggio, in luogo del sistema elettivo e di rappresentanza democratica, fu un certo Beppe Grillo riferendosi ai parlamentari. La proposta fortunatamente non ebbe alcun seguito e fu addirittura accolta con qualche ilarità.

Riguardava i parlamentari, ovvero le persone cui è demandato il compito di fare le leggi, mentre oggi ci ritroviamo a parlare di sorteggio, ma per le persone che quelle leggi le devono applicare e far rispettare.

La doppia misura della politica

Quale è la differenza? La differenza sta nel fatto che la politica accetta sostanzialmente il principio della “sorte” anziché quello della rappresentatività democratica, ma lo applica integralmente solo alla magistratura e non anche a sé stessa.

Va infatti sottolineato che la cosiddetta componente laica votata dal Parlamento verrà sorteggiata all’interno di un elenco predeterminato dai partiti, mentre i membri togati saranno sorteggiati attingendo all’intera platea dei magistrati.

Con il sorteggio non si riconosce quindi la capacità di scegliere i propri rappresentanti in seno al CSM ai magistrati, ovvero alle stesse persone che sono poi chiamate a giudicare sulla possibilità di privare un cittadino della propria libertà anche per molti anni.

Il sorteggio deresponsabilizza chi si ritroverà a svolgere la funzione di componente del CSM grazie al fato, anziché in forza di un criterio di capacità, di attitudine o di capacità di rappresentare al meglio i problemi e le criticità settoriali.

Il sorteggio ha tutta l’aria di essere una vendetta “tardo-grillina” che si intende applicare alla magistratura con evidenti intenti punitivi. La sorte in luogo della democrazia, ma la democrazia non è una partita a dadi e dobbiamo fortemente sperare che nessuno abbia in mente una tale inquietante metamorfosi.

In copertina: Roma, Palazxo dei Marescialli, sede del CSM

Roma, dall’età degli Horti al Rinascimento: quasi duecento opere raccontano le ville storiche

La mostra “Ville e giardini di Roma” a Palazzo Braschi fa un punto fermo su uno degli aspetti fondamentali dell’unicità della Città Eterna e del suo patrimonio. Catalogo edito da L’Erma di Bretschneider.

La mostra espone quasi 200 opere di vario genere: dai disegni ai dipinti, dalle stampe ai manoscritti. Opere spesso poco conosciute e in molti casi inedite, esse offrono una straordinaria ricchezza documentale per la curiosità e la ricerca di chi si accosta alla materia.

Nuove indagini su complessi poco studiati

La selezione curata dagli autori permette di condurre, con una completezza assoluta della base conoscitiva, nuove indagini su complessi a volte poco studiati, svelando per la prima volta l’aspetto originario di spazi verdi oggi scomparsi o radicalmente rimaneggiati e proponendo nuove chiavi di lettura e interpretazione.

Ma soprattutto quella che esce fuori dalla presentazione delle varie opere e cimeli è una verità: le ville storiche, per la quasi totalità legate a un cognome di famiglia nobile (che spesso ha dato alla Chiesa un pontefice o un cardinale), formano un vero e proprio sistema autonomo, coeso, dotato di stabilità, che si arricchisce seguendo una sua riconoscibile dinamica lungo tre secoli – Cinquecento, Seicento, Settecento – e che poi conosce una prima distruzione nell’Ottocento.

Questo sistema, unico al mondo e irripetibile, caratterizza Roma e nessun’altra città del pianeta. Solo Roma infatti ha avuto per quattordici secoli un circuito di Mura dentro al cui perimetro il tessuto abitato ha visto contrarre la propria estensione fino a ridursi a un terzo.

Solo Roma ha una tradizione di ville all’interno o all’immediato esterno delle Mura che è stato fiorente già in età romana – gli Horti -, stabilendo un antenato concreto per il sistema che fiorisce nel Rinascimento. Oggi ne vediamo sopravvivere un campione di una certa consistenza che fatichiamo a interpretare come un sistema in vita, da pensare nel suo insieme e da conservare e tutelare.

Per fortuna, si è cominciato a intervenire con consapevolezza su questo bene collettivo: finalmente riconosciuto come tale, anche se può essere considerato la quintessenza del privato.

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Harry Styles esce con "Kiss All The Time. Disco, Occasionally."

Milano, 7 mar. (askanews) – È uscito, venerdì 6 marzo, “Kiss All The Time. Disco, Occasionally.”, il nuovo attesissimo quarto album di inediti della superstar e vincitore di Grammy awards Harry Styles.

L’album, che vede Kid Harpoon come produttore esecutivo ed è composto da 12 nuove tracce, è disponibile nelle versioni CD e LP Standard (su Sony Music Store e presso tutti i retailers), LP nero Esclusiva Discoteca Laziale (Indie Exclusive) ed LP blu Esclusiva La Feltrinelli (Blue Vinyl). Sul sito ufficiale dell’artista, sono inoltre disponibili LP in edizione limitata, merchandise esclusivo e box set. Questa la tracklist dell’album “Kiss All The Time. Disco, Occasionally.” 1. Aperture 2. American Girls 3. Ready, Steady, Go! 4. Are You Listening Yet? 5. Taste Back 6. The Waiting Game 7. Season 2 Weight Loss 8. Coming Up Roses 9. Pop 10. Dance No More 11. Paint By Numbers 12. Carla’s Song

In partnership con American Express, sono aperti i pop-up shop K “Kiss All The Time. Disco, Occasionally.”, in 16 location nel mondo tra cui anche Roma, oltre alle città di Amsterdam, Atlanta, Berlino, Chicago, Houston, Londra, Los Angeles, Miami, New York, Parigi, Phoenix, Seattle, Sydney, Tokyo e Toronto.

A Roma, il pop-up store sarà aperto al pubblico da oggi a domenica in Via Vespasiano 48, con i seguenti orari:

Sabato 7 e domenica 8 marzo: 11:00-18:00 (con accesso anticipato Amex: 10:00-11:00)

I pop-up offriranno ai fan l’opportunità di vivere e celebrare dal vivo il nuovo album di Harry, attraverso attivazioni speciali e merchandising esclusivo.

Tra i prodotti disponibili: felpe in versioni dedicate alle diverse lingue, edizioni limitate del supporto musicale, t-shirt, asciugamani, cappellini, polo, orologi da parete, calze, tazze, tote bag e molto altro. Tutto il merchandising in edizione limitata è stato creato per celebrare l’uscita del nuovo album “Kiss All The Time. Disco, Occasionally.”

Questa sera a Manchester Harry Styles terrà uno speciale concerto in cui eseguirà integralmente dal vivo il nuovo album. Lo speciale concerto “Harry Styles. One Night in Manchester” sarà poi disponibile in streaming su Netflix, a partire dall’8 marzo.

Per il video di “Aperture”, il singolo che ha anticipato l’album, Harry è tornato a collaborare con l’acclamato regista Aube Perrie (“Satellite”, “Music For A Sushi Restaraunt”).

Harry farà il suo atteso ritorno live nel 2026 con una residency in sette città. Together, Together comprenderà 50 date ad Amsterdam, Londra, San Paolo, Città del Messico, New York, Melbourne e Sydney, da maggio a dicembre. Le uniche città in cui Harry Styles si esibirà nel 2026. Tra le varie tappe, particolare risalto hanno le 30 date al Madison Square Garden di New York e i sei live al Wembley Stadium di Londra. Ospiti delle date, in specifiche location, saranno Robyn, Shania Twain, Fcukers, Jorja Smith, Jamie xx, Fousheé e Skye Newman. Qui l’elenco completo delle date: hstyles.co.uk/tour.

Ossessione di Samurai Jay in vetta alla classifica FIMI

Milano, 7 mar. (askanews) – Ossessione, il brano con cui Samurai Jay, cantautore e musicista, ha partecipato per la prima volta al Festival di Sanremo, conquista la vetta della classifica settimanale Top of The Music FIMI/NIQ, raggiungendo il primo posto e segnando un nuovo traguardo.

Samurai Jay continua a dominare le classifiche e gli streaming, confermando Ossessione come il brano più ascoltato in Italia e il più streammato tra quelli presentati al Festival. Il singolo è stabile al primo posto della Top 50 Italia e nella Top 200 Global di Spotify (#164 – posizione più alta raggiunta), superando 1,5 milioni di stream giornalieri e oltre 13 milioni di stream complessivi, su tutte le piattaforme. Un risultato che vede Samurai Jay diventare il primo artista della kermesse a oltrepassare i 10 milioni di ascolti con il proprio brano. Il successo si riflette anche sulle altre piattaforme: Ossessione è al primo posto della Apple Top 100: Italy, della Top Songs Amazon Music e della Top 200 Shazam Italia, oltre alla 91esima posizione nella Top 200 Global Shazam. Inoltre il videoclip ufficiale del brano è in tendenza su YouTube alla #4 posizione con oltre 2,6 milioni di visualizzazioni.

Il successo di Ossessione si riflette anche sui social: su TikTok il suono del brano è diventato virale superando i 40 mila di video creati dagli utenti, numeri che confermano Samurai Jay come uno degli artisti più influenti del momento anche sui social media.

Ossessione, scritta e composta da Samurai Jay, Luca Stocco e Vittorio Coppola, co-scritta da Salvatore Sellitti e prodotta da Vito Salamanca e Katoo esaspera il concetto di motivazione con cui portiamo avanti le passioni che abbiamo. Il tema centrale del brano è il rapporto con la musica, vissuta da Samurai Jay come un’ossessione positiva che è al centro della sua vita come cantautore e musicista. Il videoclip – per la regia di Fabrizio Conte, prodotto da Borotalco.tv e scritto da Federico Cirillo e Fabrizio Conte – è stato realizzato con la partecipazione di Belén Rodríguez e con gli ospiti speciali Brunori Sas, 22simba, Joshua, Naiara, Rkomi, Sayf e Young Hash. Il videoclip trae ispirazione dall’immaginario del film Dal tramonto all’alba di Robert Rodriguez per costruire uno spazio narrativo sospeso, un luogo in cui attrazione e pericolo convivono e in cui la percezione del protagonista si distacca progressivamente dalla realtà circostante.

Samurai Jay, che si è esibito per la prima volta al Festival di Sanremo, si è distinto per il suo sound sperimentale e ricco di contaminazioni, che fonde rap e sonorità elettroniche e urban, arricchite da influenze latine, riscontrando grande successo ed entusiasmo da parte del pubblico.

Paralimpiadi, Mattarella e Meloni alla cerimonia di apertura a Verona

Roma, 6 mar. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata all’Arena di Verona per partecipare alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi. Alla cerimonia partecipano il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che la premier ha salutato al suo arrivo, e i presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana.

Mattarella è stato accolto dal Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, dal Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, e dal Presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, Andrew Parsons.

La cerimonia, aperta dall’esecuzione dell’Inno Nazionale, cantato da Mimì Caruso, e dall’alzabandiera da parte dei Corazzieri in Gran gala, è proseguita con la sfilata degli atleti partecipanti.

Carburanti, governo si muove contro "speculazioni", Arera su bollette gas

Roma, 6 mar. (askanews) – Mentre è allarme rosso sui mercati globali per i prezzi dell’energia – a New York nel pomeriggio il barile di greggio Wti è arrivato a rincarare di oltre il 12%, con un picco di seduta a 92,61 dollari, vicino ai massimi dal 2022, mentre il Brent ha toccato 94,64 dollari, sui massimi dal 2023 – in Italia è alta tensione sui carburanti e sulle prospettive per le bollette energetiche. Al punto che il governo sta mettendo in campo provvedimenti per contrastare sospette manovre speculative, su sui sono già pervenuti diversi casi di segnalazioni alla Guardia di Finanza. Parallelamente l’Arera, l’autorità sull’energia, ha annunciato un taglio straordinario del 15% ad una voce chiave per le bollette del gas che andrebbe a mitigare i prezzi nel prossimo inverno.

Sui carburanti in Italia “sono stati segnalati alcuni casi” di possibili speculazioni da parte di singole stazioni di servizio, ha confermato il ministro di Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso con un punto stampa questa mattina a margine delle riunioni della Commissione allerta rapida. E’ stata convocata – in materia di energia e carburanti e del relativo impatto su inflazione e carrello della spesa – dal Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mister prezzi) del Mimit a Palazzo Piacentini. “Ovviamente il monitoraggio riguarda i singoli distributori, poi chiaramente ci sono le autorità, c’è l’Arera, altre autorità che possono monitorare anche altri fenomeni. Il governo – ha detto – ha allertato tutti coloro che hanno le competenze, sia per monitorare, sia per eventualmente reagire contrastante i fenomeni speculativi”.

I prezzi dei carburanti restano inferiori ai picchi registrati nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Ma il greggio Wti, che sta rincarando più rapidamente, è tornato a valori simili alla fase finale di quella fiammata. Ulteriori aumenti dipenderanno dall’evoluzione e dalla durata delle tensioni internazionali.

Per impedire che le tensioni in Medio Oriente diventino un pretesto per speculazioni o rincari ingiustificati, successivamente Urso ha riferito che assieme al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è stato deciso un immediato piano operativo di intervento della Guardia di Finanza. “Al momento – ha detto – sulla rete dei distributori italiani non risultano diffusi fenomeni speculativi, al netto di una ventina di casi già segnalati da Mister Prezzi e ora all’esame dei militari delle Fiamme Gialle. L’attenzione si sta quindi ora concentrando sui passaggi a monte della filiera dei benzinai. Siamo in campo con questa ‘operazione trasparenza’, insieme a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti”.

Ed è in quella direzione che puntano il dito anche alcune associazioni. Secondo la Figisc-Confcommercio il rialzo dei prezzi non è generato dalla rete distributiva nazionale ma “dai mercati finanziari globali”. Il costo finale sarebbe infatti dettato dai “premi di rischio” incassati sul mercato dei futures e dagli strumenti di copertura delle raffinerie. “Individuare i responsabili nei gestori ‘furbetti’ è fuorviante”, dice l’Associazione.

Il Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit, ha annunciato che la Commissione di allerta rapida si riunirà da oggi con cadenza settimanale, ogni venerdì, fino al superamento di questa fase di incertezza, per proseguire le attività di monitoraggio nei settori dell’energia e dei carburanti, al fine di garantire trasparenza e un’adeguata tutela dei consumatori.

Per alcuni settori dell’economia il quadro è altamente problematico. “Il governo adotti immediatamente misure efficaci per bloccare la corsa dei carburanti, a iniziare dal taglio temporaneo e proporzionale delle accise, l’unico intervento che potrebbe creare dei reali benefici per le imprese”, chiede Assotir, invocando rimborsi e sussidi. “In uno scenario come quello che si è delineato in pochi giorni, molte imprese li riceverebbero fuori tempo massimo”, commenta Claudio Donati, segretario generale dell’associazione.

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti si dice preoccupato “per l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili e dei prodotti energetici, nonché dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30% anche in seguito alle decisioni europee antecedenti il conflitto in Medio Oriente. Questo accade, tra l’altro, in una fase in cui si sta avviando la campagna di produzione”.

Rincari, rileva Giansanti, che potranno avere conseguenze in termini inflattivi sui consumi. Sul portafoglio delle famiglie i carburanti incidono per il 4%, l’energia per il 9,8%. Il carrello della spesa per il 20%.

In questo quadro, in serata l’Arera – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente – ha annunciato un intervento straordinario: un taglio del 15% alla componente tariffaria “CRVI” sul trasporto del gas per il periodo tra il primo ottobre 2026 e il 30 settembre 2027.

Il provvedimento è stato deciso “in considerazione delle persistenti tensioni geopolitiche che interessano il mercato in energetico internazionale – recita un comunicato – e del conseguente rischio dei incrementi dei prezzi all’ingrosso del gas naturale”.

La misura, definita in sede di Unità di vigilanza energetica per mitigare le bollette del prossimo inverno dei clienti domestici e non è di natura “eccezionale” e, prosegue il comunicato, porta il valore della componente destinata alla copertura dei costi per i progetti di riduzione generale dei consumi gas da 0,721 €cent/Smc a 0,613 €cent/Smc.

Saso (Eurispes): italiani sovrastimano numero dei migranti nel Paese

Roma, 6 mar. (askanews) – Il 63,6% degli italiani considera l’immigrazione un problema, pur precisando che non è il principale per il Paese.

Nonostante venga messa dietro alle prime paure sociali, come l’incompetenza politica (89,8%), la corruzione (88,4%), le organizzazioni mafiose (82,2%) o i pericoli per l’ambiente, il 57,8%, percepisce il fenomeno dell’immigrazione come un rischio. Sono alcuni dei dati che emergono dall’indagine Eurispes “Immigrazione tra opinione e realtà”.

La vicedirettrice dell’Eurispes Raffaella Saso: “I risultati della nostra indagine ci indicano che la maggioranza degli italiani ritiene che la presenza straniera nel nostro Paese sia superiore rispetto alle potenzialità ricettive del territorio. Però quello che è evidente è che c’è sicuramente una tendenza a sovrastimare la presenza straniera rispetto al totale della popolazione. Noi sappiamo essere il 9%, ma la maggioranza tende a pensare che sia di più. E soprattutto si sovrastima la presenza di stranieri islamici, di religione islamica, che è evidentemente associata anche ad elementi che suscitano un qualche timore, e ancor più la popolazione di origine africana. Addirittura l’Africa viene identificata come il principale continente di origine dei flussi migratori”.

Ma in un contesto di denatalità, mondo del lavoro difficile e necessità crescente di assistenza alle famiglie, per molti italiani gli stranieri sono sia una risorsa sia un problema, spiega ancora la vicedirettrice dell’Eurispes. Emerge quindi un quadro bivalente: “Troviamo molto spesso una solidarietà nei confronti degli stranieri, però anche atteggiamenti più di indifferenza, di diffidenza, e poi ci sono tutti quegli atteggiamenti negativi legati alla paura, al timore e, in una minoranza di casi, anche all’ostilità. Ci sono molti cittadini che riferiscono di avere rapporti di piena cordialità con i loro vicini di casa, con persone straniere con cui hanno rapporti quotidiani. Ci sono poi anche molte amicizie ormai, che in qualche modo superano le diffidenze iniziali. Poi ci sono esperienze negative, c’è un’insofferenza nei confronti per esempio di quei comportamenti considerati fastidiosi, legati anche all’accattonaggio.

Ci sono cittadini italiani che sono stati vittime di microcriminalità, di reati e in questo senso hanno avuto un’esperienza estremamente negativa con gli stranieri. Questi dati ci restituiscono una fotografia complessa che non può essere banalizzata o etichettata”. “Quello che più è importante per noi è, in qualche modo, trarne delle strategie di intervento. Per esempio un intervento nel sistema formativo, che è la prima agenzia di socializzazione per i più giovani. Quei giovani che sono poi spesso, purtroppo, sia nelle prime che nelle seconde generazioni autori di comportamenti devianti. Se si interviene, proprio in questa fascia di età, creando anche le basi poi per un futuro inserimento nel mondo del lavoro, grazie anche al percorso formativo, sicuramente si creano basi migliori per una maggiore integrazione futura e una coesistenza più pacifica” ha spiegato Saso.

Iran, Usa vogliono resa incondizionata ma senza regime change

Roma, 6 mar. (askanews) – Resa incondizionata ma nessun cambio di regime: le prospettive postbelliche iraniane dell’Amministrazione Trump sembrano iniziare ad assumere dei contorni più definiti, almeno a sentire le ultime dichiarazioni della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato.

E tuttavia “definito” non vuol dire certo facile o scontato, né le dinamiche interne del potere iraniano si prestano ad una facile analisi – in sostanza, malgrado il parallelo avanzato dallo stesso Trump, l’Iran non è il Venezuela e una transizione di quel genere appare assai meno probabile di quanto non dichiari il presidente Usa.

Ieri, nelle conversazioni con gli omologhi arabi, Rubio ha sottolineato ancora una volta che l’obbiettivo di Washington non è tanto un “regime change”, quanto un cambio di dirigenza che metta ai vertici una parte di apparato statale meglio disposto nei confronti di Washington e dei Paesi vicini; e va da sé che per mantenersi questa fazione avrà bisogno del controllo della forza, e quindi si sta parlando di una parte consistente dei Guardiani della Rivoluzione.

Nello scenario ipotizzato dalla Casa Bianca i pasdaran – o almeno un’ala sufficientemente consistente – dovrebbero quindi fare la parte dell’esercito venezuelano, rimasto peraltro ben saldo alla guida delle risorse petrolifere del Paese. Trump da parte sua ha aggiunto oggi di non avere nulla in contrario ad una leadership religiosa, purché ugualmente malleabile; e in questo senso, la scelta non ancora ufficializzata della nuova Guida Suprema rappresenterà da parte di Teheran un segnale importante.

Al momento Washington ha smentito le voci di mediazioni in corso arrivate dalla dirigenza iraniana: lo stesso Rubio ha sottolineato come in questo momento le trattative ostacolerebbero le operazioni militari, sposando quindi la tesi della resa incondizionata come precondizione per un dialogo.

Il fattore determinante sembra quindi essere la durata del conflitto: Rubio ha parlato di “diverse settimane”, a un ritmo che però gli Stati Uniti – e Israele, per non parlare dei Paesi del Golfo – difficilmente potranno sostenere nel lungo periodo; occorre vedere quanto Teheran riterrà di poter resistere per poi, se necessario, sedersi a un tavolo con una diversa e più forte posizione negoziale.

Iran, telefonata Starmer-Meloni-Macron-Merz: "Stretto coordinamento militare"

Roma, 6 mar. (askanews) – Il primo ministro britannico Keir Starmer ha parlato questa mattina con il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni della situazione in Medio Oriente. I quattro leader hanno discusso degli ultimi sviluppi della crisi nella regione.

“I leader hanno iniziato condannando i gravissimi attacchi dell’Iran, e il primo ministro ha aggiornato sulle misure difensive adottate dal Regno Unito negli ultimi giorni per proteggere e rafforzare i partner nella regione”, si legge in una nota del governo britannico.

I leader hanno “concordato che una diplomazia intensa e uno stretto coordinamento militare saranno fondamentali nelle prossime ore e nei prossimi giorni”, sottolineando “la necessità di coordinarsi da vicino sulla situazione nello Stretto di Hormuz, ribadendo la loro preoccupazione per la situazione in Libano”.

Inoltre, durante il colloquio, “si è hanno accolto con favore l’expertise di livello mondiale sull’intercettazione di droni che il presidente Volodymyr Zelensky aveva offerto ai partner della regione, evidenziando l’importanza di garantire che il sostegno all’Ucraina continui su larga scala”.

“Il primo ministro ha aggiornato sui tentativi del Regno Unito di supportare la partenza dei cittadini britannici che vogliono lasciare il Medio Oriente tramite voli commerciali e charter”, conclude la nota, specificando che i leader “hanno concordato di rimanere in stretto contatto”.

Famiglia nel bosco, Meloni: basta arbitrio magistratura, toghe hanno dimenticato i loro limiti

Roma, 6 mar. (askanews) – “Una magistratura che pretenda di sostituirsi” ai genitori “ha dimenticato i suoi limiti”. Lo scrive su facebook la premier Giorgia Meloni a proposito della decisione di allontanare i bambini della famiglia nel bosco dalla madre.

“Il compito dei Tribunali per i Minorenni – sottolinea Meloni – è quello di tutelare i bambini e gli adolescenti di fronte ai casi di maltrattamento, abuso o abbandono, agendo nel superiore interesse del minore. E dove sarebbe il superiore interesse del minore, quando dei bambini vengono allontanati dal padre, poi dalla madre, per stare mesi e mesi in una casa-famiglia, sempre più soli, perché i giudici del Tribunale dei Minorenni non condividono lo stile di vita della famiglia? Non è compito della giustizia, e dello Stato in generale, sostituirsi ai genitori, decidere come vadano educati i figli, imporre uno stile di vita fondato su standard che sono chiaramente ideologici. Perché i figli non sono dello Stato: i figli sono delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti”.

“Secondo quanto riportato dall’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza – che ha chiesto la sospensione del provvedimento di trasferimento dei bambini, con conseguente allontanamento dalla madre – le perizie indipendenti sulla salute dei minori hanno già segnalato uno stato di disagio e sofferenza. Queste decisioni del Tribunale stanno migliorando o peggiorando le condizioni di questi bambini? È lecito domandarselo”, incalza la premier.

“Il Governo era già intervenuto su questa materia, varando un disegno di legge apposito, che spero il Parlamento possa approvare nel minor tempo possibile, per restringere l’arbitrio e perseguire esclusivamente il superiore interesse dei minori”, sottolinea.

“Le ultime notizie che riguardano la famiglia Trevallion, la ‘famiglia nel bosco’ – continua Meloni – mi lasciano senza parole. Dopo aver deciso di affidare ai servizi sociali tre bambini che vivevano con i genitori nella natura e di collocarli in una casa-famiglia, il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha stabilito di allontanare la madre dalla struttura protetta dove le era concesso di stare insieme ai figli e di separare anche i minori. È una decisione che infligge ai bambini un ulteriore, pesantissimo trauma, dopo la separazione dal padre”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su facebook.

“Il mio pensiero – aggiunge – va ai bambini e ai loro genitori colpiti da una assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico”.

Famiglia nel bosco, Meloni: decisione ideologica, sono senza parole

Roma, 6 mar. (askanews) – “Le ultime notizie che riguardano la famiglia Trevallion, la ‘famiglia nel bosco’, mi lasciano senza parole. Dopo aver deciso di affidare ai servizi sociali tre bambini che vivevano con i genitori nella natura e di collocarli in una casa-famiglia, il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha stabilito di allontanare la madre dalla struttura protetta dove le era concesso di stare insieme ai figli e di separare anche i minori. È una decisione che infligge ai bambini un ulteriore, pesantissimo trauma, dopo la separazione dal padre”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su facebook.

“Il mio pensiero – aggiunge – va ai bambini e ai loro genitori colpiti da una assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico”.

Iran, BigMama replica alle accuse di Vannacci: tornata da Dubai a mie spese

Roma, 6 mar. (askanews) – “Ci tengo a chiarire prima di leggere ulteriori fake news sul mio conto che io e la mia ragazza siamo rientrate a casa da Dubai con la stessa compagnia aerea del viaggio originale” con un “biglietto che avevo pagato con i miei soldi, come il taxi che ho utilizzato per arrivare in aeroporto a Dubai”. Così, su Instagram, la rapper BigMama replica al leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci che ieri durante la conferenza alla stampa estera a Roma aveva detto: “Se BigMama è andata a passarsi le vacanze in una zona ad alta probabilità di crisi poi ne pagherà le conseguenze, verrà salvata e pagherà il conto di quanto è costato il salvataggio”.

BigMama ne approfitta per “sfatare anche un po’ di miti girati in questi giorni sul mio conto: sono una cittadina italiana con residenza a Milano e pago le tasse allo Stato. Ho anche io il diritto di chiedere aiuto se serve a prescindere dai miei ideali politici. Mi sembra grave non saperlo e non riconoscerlo. Non ho mai detto di odiare l’Italia. La amo da morire e cerco di portarla nel mondo ogni volta che posso”.

La rapper, bloccata a Dubai per lo stop ai voli causato dal lancio di missili iraniani sui paesi del Golfo in seguito all’attacco di Usa e Israele a Teheran, aveva lanciato un appello via social sabato scorso chiedendo aiuto. “Vergogna a tutte le persone che in un momento così delicato hanno deciso di attaccarci, infangare la nostra reputazione, mentire. Vergogna a chi ci ha augurato di morire lontani da casa e dalla nostra famiglia. La vostra ignoranza è disarmante ma spiega tante cose. Sono felice di non essere come voi. Fate schifo e sempre ne farete”.

BigMama ringrazia “pubblicamente l’ambasciatore Lorenzo Fanara per essere stato al fianco degli italiani che erano nel nostro hotel” e Vincenzo Nigro, il portavoce del ministro degli Esteri Tajani, “che si è attivato immediatamente per metterci in contatto con lui e averci fatto da supporto”.

Famiglia nel bosco, il Garante per l’infanzia: voglio incontrare i bambini

Milano, 6 mar. (askanews) – L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza vuole incontrare i bambini della famiglia nel bosco. Marina Terragni ha scritto a tal proposito al Tribunale per i minorenni dell’Aquila e ad altre autorità. “Mi farò accompagnare da consulenti indipendenti” annuncia la Garante in una nota. Le richieste di incontro sono state indirizzate, oltre che al presidente del Tribunale per i minorenni, anche alla Procura presso lo stesso tribunale, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dell’Aquila e alla tutrice.

Ditonellapiaga vola al 1° posto della classifica Earone Airplay

Milano, 6 mar. (askanews) – A pochi giorni dal trionfo sul podio della 76° edizione del Festival di Sanremo e dalla vittoria della serata delle cover con Tony Pitony sulle note di The Lady is a Tramp, Ditonellapiaga vola direttamente al 1° posto della classifica Earone Airplay con Che fastidio! (BMG/Dischi Belli), da subito uno dei brani più ascoltati e trasmessi in radio dal giorno della sua release, mercoledì 25 febbraio.

Brano energico, diretto e pungente (scritto e composto dalla stessa Margherita e impreziosito dal contributo di Alessandro Casagni, Edoardo Castroni e Edoardo Ruzzi) Che fastidio! regala, anche attraverso l’irriverente videoclip, uno spaccato sincero e ironico delle piccole e grandi “costrizioni” della vita quotidiana, di quella strana sensazione di sentirsi fuori posto raccontata dall’artista in modo ironico, irriverente e mai giudicante attraverso tutto ciò che, del frenetico mondo di Margherita, può essere fastidioso.

Che fastidio! apre le porte ed è brano-manifesto di Miss Italia, il nuovo progetto discografico fuori venerdì 10 aprile per BMG/Dischi Belli e da ora disponibile in preorder. Dopo un momento di smarrimento identitario musicale, Miss Italia nasce come reazione alla necessità di fermarsi e rimettere tutto in discussione per ritrovarsi, indagando il rapporto con i canoni, con la percezione degli altri e con l’idea di essere “giusti”. Interamente scritto e composto dalla stessa Margherita -insieme ad Alessandro Casagni che ne ha anche curato la produzione- nel nuovo album entra in gioco l’ironia pungente e dissacrante di Ditonellapiaga che ritrova la sua voce sbarazzina e volutamente fuori dal coro, proprio come il suo nome. Su sonorità elettroniche e sfumature pop-dance, la cantautrice esplora le crepe dello star system, punzecchia i suoi miti e le sue maschere, trasformando le contraddizioni di questo mondo in una parodia lucida, ironica e intelligente.

Ditonellapiaga tornerà live nei club in autunno con due speciali appuntamenti: il 27 novembre 2026 all’Atlantico di Roma e il 30 novembre 2026 al Fabrique di Milano. I biglietti dei live di Roma e Milano sono già disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita e prevendita abituali. Maggiori informazioni su Magellano Concerti.

Miss Italia sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e in due formati fisici: CD e vinile colorato rosa trasparente Collector’s Edition in edizione limitata.

Violenza economica e autonomia: confronto alla Camera

Roma, 6 mar. (askanews) – Educazione finanziaria e indipendenza economica come strumenti di prevenzione della violenza contro le donne. È stato questo il tema al centro del convegno “Indipendenza economica e prevenzione: il ruolo dell’educazione finanziaria nel sistema antiviolenza”, che si è svolto il 5 marzo nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati, promosso dall’associazione I Sud del Mondo ETS in sinergia con AIEF – Associazione Italiana Educatori Finanziari e Women Care ETS, nell’ambito delle iniziative legate alla Giornata internazionale della donna. Al centro del confronto un nodo sempre più riconosciuto: la violenza economica, una forma meno visibile ma spesso decisiva nel limitare la libertà delle donne e la possibilità di uscire da situazioni di abuso. “Con questo convegno abbiamo voluto fare un passo ulteriore nella lotta alla violenza sulle donne”, ha spiegato l’on. Alessia Ambrosi, promotrice dell’iniziativa. “La violenza assume molte forme: alcune sono subito visibili, altre molto meno. Tra queste c’è quella economica, quando una donna non ha libertà finanziaria ed è costretta a chiedere per poter avere. Sono squilibri che alimentano la non parità. Per questo è fondamentale lavorare sugli strumenti che oggi abbiamo per contrastarli, a partire dall’educazione finanziaria”. Il tema dell’autonomia economica come prima forma di prevenzione è stato sottolineato anche dal Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Maria Roccella, intervenuta nel corso dell’incontro. “Parlare di violenza economica oggi è fondamentale”, ha affermato. “Molto è stato fatto nella lotta alla violenza, ma garantire autonomia e indipendenza economica alle donne è la prima forma di prevenzione. Diffondere la consapevolezza degli strumenti e delle possibilità che le donne hanno per gestire il proprio reddito e le proprie risorse significa rafforzare la loro sicurezza. Essere autonome è la prima forma di protezione che una donna può dare a se stessa e ai propri figli”. Nel corso del confronto è stata sottolineata anche la dimensione culturale e sociale della dipendenza economica. Ad aprire i lavori è stato Pompeo Torchia il presidente de I SUD DEL MONDO, Cristina Rossi, coordinatrice nazionale di AIEF, ha evidenziato il ruolo dell’educazione finanziaria come strumento concreto di emancipazione, mentre Olga Cola, presidente di Women Care, ha richiamato l’importanza di rafforzare le reti di supporto e i percorsi di autonomia per le donne vittime di violenza. Tra gli interventi anche quello dell’imprenditrice Elisabetta Franchi, che ha portato la propria esperienza personale e professionale. “Sono felice di essere stata qui oggi e di aver raccontato la mia testimonianza”, ha dichiarato. “La mia è la storia di una donna che ce l’ha fatta e spero possa essere un esempio. Nella vita tutto è possibile se si hanno coraggio, determinazione, costanza e senso del sacrificio. Alle donne voglio dire questo: credete di più in voi stesse”. Il dibattito ha visto inoltre la partecipazione di esponenti delle istituzioni, del mondo giuridico, scientifico e della società civile. Sono intervenuti l’on. Mara Carfagna, l’on. Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera, l’on. Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, don Gianni Fusco, il senatore Dario Damiani e la procuratrice Luigia Spinelli. Nel corso dell’incontro è stato inoltre proiettato un videomessaggio della scienziata Amalia Ercoli Finzi. A moderare l’incontro è stata la giornalista Claudia Conte, autrice del libro “Dove nascono i silenzi”, dedicato proprio al tema dell’indipendenza economica come chiave per contrastare la violenza di genere. È stato inoltre trasmesso un messaggio istituzionale del Presidente della Camera Lorenzo Fontana. Nelle conclusioni, Giuseppe Galati, responsabile scientifico de I Sud del Mondo ETS, ha rilanciato la necessità di rafforzare strumenti normativi e culturali per contrastare la dipendenza economica. “La violenza di genere ha molte dimensioni, ma la dipendenza economica assume un valore decisivo”, ha sottolineato. “Il Parlamento ha già introdotto misure importanti come il Reddito di Libertà, ma serve un passo in più: una maggiore consapevolezza culturale sul fatto che l’autonomia economica è una condizione di libertà che le donne devono poter rivendicare. Questo confronto ha portato contributi importanti da istituzioni e stakeholder e può aiutare anche il Parlamento a promuovere ulteriori iniziative legislative per abbattere le barriere economiche che limitano la libertà delle donne”. L’iniziativa si inserisce nella più ampia attività dell’associazione I Sud del Mondo ETS, impegnata nella promozione dell’inclusione sociale e nello sviluppo di strumenti di emancipazione nei territori più fragili. Dal confronto è emerso un messaggio chiaro: senza autonomia economica non può esserci libertà reale. Rafforzare la conoscenza degli strumenti finanziari e delle opportunità professionali significa costruire condizioni strutturali di indipendenza e prevenzione, intervenendo sulle radici culturali e sociali della violenza.