Home Blog

Macron: "Una messa monumentale nel cuore di Parigi"

Roma, 26 set. (askanews) – “Concordia e Fratellanza. La Francia è fiera di accogliere il Papa Leone XIV e questa messa monumentale al cuore di Parigi”. Lo scrive su X il presidente francese, Emmanuel Macron, parlando della grande messa (a cui però lui non ha partecipato) celebrata dal Papa in Place de la Concorde.

Le autorità locali confermano che al termine della Messa erano presenti in Place de la Concorde circa 800 mila fedeli. E’ quanto riferisce la sala stampa della Santa Sede.

Vela, America’s Cup, Luna Rossa resta in testa a Napoli

Roma, 26 set. (askanews) – Luna Rossa resta al comando della classifica della Preliminary Regatta di Napoli al termine della seconda giornata di regate. Il team italiano ha ottenuto una vittoria, un secondo, un terzo e un sesto posto, consolidando la leadership con 51 punti, 8 in più rispetto a Emirates Team New Zealand e 13 su Alinghi. Due successi di giornata per La Roche-Posay, protagonista anche di un incidente con conseguente ritiro.

Luna Rossa ha iniziato la giornata con un successo netto nella terza regata della Preliminary. L’equipaggio italiano ha preso il comando al secondo lato, aumentando progressivamente il vantaggio fino a chiudere con 29 secondi su Alinghi e 37 su GB1. Quarto posto per Luna Rossa Women & Youth.

Nella quarta prova un errore prima della partenza ha costretto Luna Rossa a una difficile rimonta. Arrivato troppo presto sulla linea e chiuso da New Zealand, il team italiano ha ricevuto una penalità scivolando al settimo posto. A metà gara era già risalito al terzo, ma un altro errore prima del gate 4, con New Zealand e Alinghi in arrivo sulla stessa boa, ha costretto l’equipaggio a cambiare traiettoria e perdere terreno. Luna Rossa ha chiuso sesta, alle spalle di Luna Rossa W&Y.

Nella quinta regata è arrivata un’altra rimonta. Luna Rossa ha tentato una manovra all’interno di GB1 al primo gate, ma uno splash down ha fatto perdere molto tempo all’equipaggio italiano, precipitato in ultima posizione. La rimonta ha riportato Luna Rossa fino al terzo posto nell’ultimo lato, prima della scuffiata di La Roche-Posay, che fino a quel momento comandava la prova. Il team italiano ha così chiuso secondo alle spalle di Emirates Team New Zealand Women & Youth.

Nell’ultima regata di giornata La Roche-Posay ha conquistato il secondo successo, precedendo New Zealand. Luna Rossa, dopo aver navigato tra quarto e sesto posto, ha recuperato nell’ultimo lato chiudendo terza.

Dopo sei delle otto regate di flotta, Luna Rossa guida con 51 punti davanti a Emirates Team New Zealand (43), Alinghi (38), Luna Rossa W&Y (35), American Racing Challenger Team USA (34), Emirates Team New Zealand W&Y (32), La Roche-Posay (31), GB2 W&Y (29) e GB1 (28).

Domani sono in programma le ultime due regate di flotta. Al termine, i due migliori team della classifica si affronteranno nel match race che assegnerà il successo nella Preliminary Regatta di Napoli.

Fnv, Siracusano contro Vannacci: spogliata per propaganda, lo denuncio

Roma, 26 set. (askanews) –  “Il fatto che un ex generale, che tanto parla di onore e valori, si trovi costretto a modificare la foto di una donna con un software la dice lunga sulla persona che è. Trovo anche questa fissazione per le donne un po’ eccessiva, cosa vuole dimostrare Vannacci?”. Lo dice al Corriere della Sera la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, che si dice incredula per il post pubblicato sul profilo del leader di Futuro nazionale in cui una “foto originale è stata prelevata dal mio profilo personale Instagram e modificata”.

La sottosegretaria è intenzionata a mettere il caso in mano a un avvocato e querelare, perché “io ho le spalle larghe, ma si tratta di un reato e le donne vanno tutelate”. Sul piano politico, conclude Siracusano, “spogliare una donna come strumento di campagna elettorale, con un chiaro intento denigratorio solo perché sono la compagna del presidente della Regione, è una scelta perversa e squallida e che non ha alcun significato: mai mi sono candidata e mai mi candiderò a Reggio Calabria quindi questo attacco non ha ragion d’essere”.

Formula1, Ferrari, Leclerc: "Abbiamo massimizzato il risultato".

Roma, 26 set. (askanews) – La Ferrari lascia Baku con il quarto posto di Charles Leclerc e il sesto di Lewis Hamilton, per un totale di 20 punti che rafforzano il secondo posto della Scuderia nel Mondiale Costruttori. Le due SF-26, partite entrambe con gomme Soft, hanno faticato soprattutto nella prima parte della gara, prima di recuperare ritmo e sfruttare la Safety Car per effettuare il doppio pit stop e passare alle Medium.

“Abbiamo massimizzato il risultato: in gara oggi ci mancava un po’ di passo rispetto ai nostri principali avversari”, ha commentato Leclerc. “In alcune fasi della corsa il ritmo di chi ci precedeva è stato un po’ altalenante, mentre i miei tempi sul giro sono stati costanti per tutta la corsa, ma comunque non sufficienti a poter lottare davvero per il podio”.

Il monegasco, scattato dalla seconda posizione, è stato superato al via da Oscar Piastri e nei primi giri ha perso altre due posizioni, prima di ritrovare il ritmo. “Come abbiamo visto questo weekend, i valori in campo possono cambiare piuttosto rapidamente, quindi dobbiamo continuare tutti a spingere per tenere il passo. Non vedo l’ora di tornare in macchina a Sepang”.

Più critico Hamilton, sesto al traguardo: “Nel complesso, non è stato il weekend che volevamo e ci sono alcuni aspetti che dobbiamo approfondire”. Il britannico ha indicato nella gestione degli pneumatici uno dei problemi principali: “Abbiamo faticato a portare con costanza le gomme nella corretta finestra di funzionamento e questo ci ha reso difficile estrarre la prestazione che cercavamo. Analizzeremo i dati, in particolare per quanto riguarda la gestione dell’energia, per capire dove possiamo migliorare”.

Il Team Principal Fred Vasseur ha sottolineato il divario di prestazione sui rettilinei: “Sapevamo già prima di arrivare a Baku che questo avrebbe potuto essere un weekend difficile per noi, soprattutto per il deficit di prestazione sui lunghi rettilinei”. E sul confronto con gli avversari ha aggiunto: “Ieri sul giro secco siamo stati competitivi, mentre oggi ci mancavano un paio di decimi al giro rispetto ai nostri avversari, ed era un distacco troppo grande”.

Vasseur evidenzia comunque il vantaggio nel campionato Costruttori: “Abbiamo aumentato il vantaggio su McLaren, ma dobbiamo continuare a spingere e fare un lavoro migliore nella prossima gara”.

Linee rosse anche a sinistra, paletti riformisti a Schlein: unità non è annacquarsi

Coiano (Prato), 26 set. (askanews) – Le “linee rosse” da non valicare non stanno solo nel dibattito del centrodestra – a sventolarle tutti i giorni all’indirizzo della premier Giorgia Meloni è l’ex generale Roberto Vannacci – ma anche dentro il confronto che anima il Pd in prima battuta e il campo largo, in seconda. E a ricordarle alla segretaria Elly Schlein e alla maggioranza del partito sono i riformisti Dem, oggi riuniti alla casa del popolo di Coiano, alle porte di Prato, per lanciare “idee e proposte”, ma anche per mettere alcuni paletti.

Primo tra tutti il fatto che “il Pd deve fare il Pd”, “non deve perdere identità”, “non deve annacquare i propri valori”, non deve cedere “a estremizzazioni”. Insomma, non deve spostarsi a sinistra per inseguire Giuseppe Conte che, osserva Lia Quartapelle, “non può infliggerci tutte le politiche del M5s, lo sa anche lui che sono slogan”.

Messaggi al campo largo, ma soprattutto messaggi a chi è maggioranza tra i Dem e anche alle altre aree che, osserva la senatrice Simona Malpezzi, non devono chiedere “posti” ma portare proposte al partito, per “allargarlo”, per conquistare più elettori possibili, a cominciare da quelli “moderati”. Da Prato, insomma, si guarda a Montepulciano dove, dal 23 al 25 ottobre, si riunirà il ‘correntone’ Dem. E si guarda a Roma per rivendicare che l’area riformista non cerca nè posti nè “riconoscimenti” e certo, punge Lorenzo Guerini, chiudendo l’assise, “non accettiamo lezioni di unità da chi se ne è andato” perchè “noi siamo rimasti, questa è la nostra casa” e “vogliamo aiutare il Pd a vincere contro l’onda nera della destra”. Con chi ce l’abbia Guerini è fin troppo evidente.

La prima questione da “linee rosse” è quella dell’Ucraina, ovviamente, ma non è la sola. Si sprecano gli aggettivi sul fatto che il sostegno “incrollabile” all’Ucraina debba proseguire, aiuti militari compresi: per tutti, da Giorgio Gori a Lia Quartapelle, da Lorenzo Guerini a Graziano Delrio, si tratta di un principio “irrinunciabile”, “non negoziabile” e “non trattabile al tavolo del programma”, “fondamentale” per arrivare “alla pace e non alla resa alle pretese di Putin”. Su questo, dicono, l’unico punto di caduta possibile, a un tavolo insieme alle altre forze della coalizione, è convincerle che abbandonare ora l’Ucraina non avvicinerebbe ma allontanerebbe la pace. C’è poi, molto imminente – sarà alla Camera la prossima settimana -, la questione del ddl antisemitismo che, al di là della legge specifica, racconta le diverse anime del Pd e la preoccupazione dei “riformisti” di non avallare un altro ‘scivolamento’ verso le posizioni dell’ala più di sinistra del campo largo. Non a caso sul palco di Prato sale Lele Fiano per cui la conferma del “no” del Pd al ddl rappresenterebbe un confine “invalicabile”, rendendo forse incompatibile la sua stessa permanenza nel partito. Giorgio Gori invita il Pd a non scavalcare quella linea.

In una specie di controcanto rispetto al “testardamente unitari” della segretaria Schlein, Gori incalza che “l’unità va bene ma non a patto di rinunciare ai valori del Pd”, “l’unità va bene” ma “una gara a chi è più di sinistra lascerebbe spazi a una destra che non merita nulla”, l’unità va bene ma è necessario che il Pd “non annacqui la sua specificità”.

C’è poi la questione delle primarie e anche qui c’è un altro paletto: siano aperte, ai gazebo e non on line, e a doppio turno per “aprire” il partito. Anche perchè pensare a “norme ad personam” per “chiudere” che senso avrebbe? (si chiede Giorgio Gori). No, serve quell’apertura già vista nel 2012 – segreteria Bersani – e anche dopo con la segreteria di Enrico Letta. La candidatura dello stesso Gori alle primarie? Lui spiega che non è “il tema di oggi” ma per il partito “sarebbe una cosa buona” una candidatura riformista. L’alleanza con le altre forze del campo largo “va fatta” ma non può essere, rilancia Guerini, a forza di “prendere o lasciare” nè si possono “esasperare i nodi critici” per trarne vantaggi personali o per il proprio partito.

Sanità, il Mezzogiorno cerca risposte ai nuovi bisogni

Catanzaro, 26 set. (askanews) – Le persone vivono più a lungo, ma aumentano le malattie croniche e le fragilità. La sanità deve cambiare passo: prevenire e seguire i pazienti anche fuori dagli ospedali. È il tema di M.E.D. Salute, il confronto ospitato a Gizzeria Lido, in provincia di Catanzaro.

La questione riguarda risorse e organizzazione: servizi capaci di raggiungere i cittadini anche dove l’assistenza è più difficile da ottenere. Le aziende sanitarie del Mezzogiorno mettono a confronto le soluzioni sperimentate nei propri territori e la possibilità di applicarle altrove.

“La sfida è urgente, qui nel Meridione e in particolare in Calabria, per quello che sta avvenendo. Ci sono nuove costruzioni e nuove infrastrutture sanitarie, come i nuovi ospedali e le case di comunità che devono essere riorganizzate. Tuttavia, è fondamentale migliorare l’utilizzo dei nostri servizi, garantendo maggiore appropriatezza nei percorsi diagnostico-terapeutici e passando dal semplice concetto di lista d’attesa a una vera e propria presa in carico. Una presa in carico che non dev’essere solo sanitaria ma anche sociale, lavorando a 360 gradi su tutte le fragilità” ha dichiarato Giuseppe Quintavalle, Presidente di FIASO.

Una delle sfide comincia prima della diagnosi. Gli screening possono individuare precocemente le malattie, ma occorre che i cittadini conoscano i programmi disponibili e riescano ad accedervi.

“Credo che sia importantissimo, perché il sistema sanitario deve intervenire prima che la malattia sopraggiunga o diventi grave. Questo garantisce non solo una migliore qualità della vita al paziente, ma rappresenta anche e soprattutto un investimento sulla sostenibilità del nostro sistema sanitario. Meno persone si ammalano, minori sono le risorse da impiegare e, soprattutto, riusciamo a offrire un’assistenza di qualità superiore rispetto a quella attuale” ha aggiunto Clotilde Minasi, Senatrisce della Repubblica.

C’è poi chi entra in contatto con il sistema sanitario da un giorno all’altro. Un incidente può cambiare la vita di una persona e della sua famiglia.

“Rendere accessibili i servizi sanitari e aggiornare il nomenclatore dei LEA dovrebbe essere una priorità e sono riuscita a convincere tutti che lo sia. Quando diciamo alle persone che il diritto alla salute, alla tecnologia e a tutto ciò che la scienza mette a disposizione appartiene a tutti, allora dobbiamo garantirlo a tutti gli effetti: questo significa snellire le procedure, velocizzare le pratiche e alleggerire la burocrazia” le parole di Giusy Versace, Senatrice della Repubblica.

Affinchè prevenzione e assistenza continuativa funzionino, i servizi devono dialogare tra loro. Le nuove strutture e gli strumenti digitali possono aiutare, ma servono personale e un’organizzazione capace di seguire i pazienti nel tempo.

“Possiamo mettere in campo molte iniziative. Sul diabete, ad esempio, siamo pronti già da lunedì con l’attivazione di un tavolo di lavoro che svilupperà le politiche regionali dedicate e, soprattutto, garantirà un collegamento diretto con le aziende sanitarie. Un’interoperabilità fondamentale quando si affrontano patologie multidisciplinari come questa” ha concluso Ernesto Esposito, Direttore generale del Dipartimento Salute e Servizi sanitari della Regione Calabria.

Le proposte emerse a Gizzeria Lido hanno ora un compito preciso: diventare decisioni, servizi e percorsi di cura. È questo il passaggio che può dare un risultato concreto al confronto tra le Regioni del Mezzogiorno.

AI e futuro: come governare il cambiamento

Roma, 26 set. (askanews) – Non più una tecnologia in fase sperimentale, bensì un cambiamento strutturale da controllare e integrare. È stato questo il fulcro dell’incontro “Lo Scenario delle Professioni”, svoltosi presso la Galleria del Cardinale Colonna e promosso da TeamSystem, Euroconference e The European House – Ambrosetti. Nella fattispecie, la discussione è stata modellata sulla base dei numeri ottenuti dalla ricerca realizzata da TeamSystem in collaborazione con Kantar “PMI e Professionisti: le tendenze del presente e del futuro”, che evidenziano un aumento concreto dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi lavorativi da parte dei dottori commercialisti.

Le parole del Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto: “L’intelligenza artificiale ha un difetto di fondo che noi umani non abbiamo: non cambia idea. Noi siamo capaci di cambiare idea anche all’ultimo momento, con l’ultima intuizione, l’ultima sentenza, l’ultimo attimo in cui si discute su un penalista e questo, l’intelligenza artificiale non ce l’ha. Da questo punto di vista noi siamo migliori dell’intelligenza artificiale”.

L’intervista al Brando Benifei, Membro del Parlamento europeo; rapporteur dell’AI Act: “Abbiamo iniziato con dei divieti di utilizzi pericolosi come le telecamere biometriche senza controllo, polizia predittiva, modello Minority Report, ma anche il riconoscimento delle emozioni nei luoghi di lavoro e di studio. Abbiamo voluto vietare usi che mettevano a rischio le libertà democratiche. Adesso si sta cercando di applicare totalmente le norme sulla trasparenza, rendere riconoscibili i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, tutelare il diritto d’autore, tutelare le piccole e le medie imprese rispetto alla necessità di conoscere che cosa gli viene venduto dagli grandi sviluppatori”.

Allargando il focus, più del 70% dei professionisti utilizzano quotidianamente l’AI. Ad ogni grande rivoluzione, però, corrispondono anche misure di sicurezza da adottare.

Il commento di Giuseppe Busacca, General Manager BU Professional Solutions di TeamSystem; Amministratore Delegato di Euroconference: “L’intelligenza artificiale sta già incidendo molto negli studi professionali di commercialisti, avvocati, consulenti al lavoro. I dati evidenziano come l’adozione sia in aumento e evidenziano altrettanto come si rilevano incrementi di produttività e anche incrementi di giro d’affari, di ricavi. Il tema chiave su cui porre l’accento oggi probabilmente è la maturità dell’utilizzo, la consapevolezza e da questo punto di vista sarà sempre più importante da parte degli studi dotarsi di regole chiare e di competenze specifiche per governare l’utilizzo di questi strumenti. Oggi è una piccola frazione degli studi quella che si è già dotata di policy strutturate per l’utilizzo corretto di questi strumenti. La potenza di questi strumenti necessita di controllo”.

Stare al passo con l’avvento dell’intelligenza artificiale senza tralasciare elementi chiave quali trasparenza, etica e moralità: è questo il messaggio lanciato dal forum dedicato al futuro delle Professioni, che prova ad indicare la via per una sana coesistenza tra AI e componente umana.

Iran, Trump: respinta la proposta di accordo sullo Stretto di Hormuz

Roma, 26 set. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha detto di aver “respinto” la proposta di Teheran per riaprire lo Stretto di Hormuz. “Hanno avanzato una proposta, ma l’ho respinta. Vogliono raggiungere un accordo per la riapertura immediata dello Stretto, perchè stanno perdendo in modo così rovinoso. Noi stiamo vincendo, abbiamo il pieno controllo dello Stretto di Hormuz. Una quantità enorme di petrolio sta uscendo dallo Stretto di Hormuz”, ha detto Trump alla stampa prima di lasciara la Casa Bianca.

“Vogliono fare un accordo per riaprire subito Hormuz. Sapete perchè? Perchè stanno morendo. E stanno morendo perchè non hanno entrate, perchè i loro soldi arrivavano dallo Stretto di Hormuz”, ha aggiunto il presidente.

Centrosinistra, Guerini (Pd): alleanza non si fa con prendere o lasciare

Roma, 26 set. (askanews) – “Sappiamo che va fatta un’alleanza” e “alle parole d’ordine sentite nel Pd vogliamo aggiungere anche altre come sicurezza e cura e pretendiamo che le nostre proposte siano oggetto di discussione nel Pd”. Lo ha detto Lorenzo Guerini parlando all’assemblea dei riformisti Dem a Prato spiegando che “per noi prendere o lasciare” rispetto “ai nodi dell’alleanza” “non vale, non accettiamo prendere o lasciare sull’idea dell’Europa, sull’Ucraina, glielo spiegheremo anche coi disegnini, su questo non facciamo passi indietro, altro che battutine su aggressore e aggredito, c’è gente che muore da quattro anni”.

“Rispetto a quanto sentito anche a Nova chiedo: se non ci fosse stato il coraggio degli ucraini e gli aiuti dei paesi europei cosa ci sarebbe adesso? Nessun passo indietro sugli aiuti all’Ucraina”, ha rilanciato Guerini.

Podcast e libertà: tavola rotonda a Roma per i nuovi prodotti Askanews

Roma, 26 set. (askanews) – Askanews racconta la realtà anche attraverso i podcast: a Roma la nostra agenzia ha presentato i suoi prodotti di approfondimento e due serie di podcast dedicati alle donne, “Direttrici d’Orchestra” e “Italiane della scienza”. Una tavola rotonda nella sede centrale di Roma che prelude al Festival del Podcasting, il 2 e 3 ottobre a Milano, dove Askanews è media partner.

La nostra agenzia di stampa, che da quasi quindici anni produce un flusso cospicuo e quotidiano di videonews, ha cominciato da tempo a lavorare sporadicamente nel campo del podcasting e da un anno a questa parte ha varato diverse serie di approfondimenti audio.

“Lo strumento podcast con la sua estrema flessibilità si aggiunge all’offerta tipica della fonte primaria” ha osservato il direttore editoriale di Askanews, Paolo Mazzanti; “è importante riconoscere l’elemento di liberazione che innerva il mondo del podcasting, a cui chiunque può accostarsi producendo una estrema varietà di stimoli; d’altra parte, quello che offre una fonte giornalistica è il controllo editoriale, essenziale sugli approfondimenti in un mondo dove vivono complottismi e fake news”.

Per la caporedattrice degli approfondimenti e ideatrice delle serie “Direttrici d’orchestra” e “Italiane della scienza”, Alessandra Quattrocchi, l’idea dietro questi podcast è “offrire dei ritratti di donne particolari che hanno molto faticato per arrivare dove sono, e accedere a recinti sacri agli uomini ancora fino a pochi anni fa; allo stesso tempo, ci danno uno spaccato della società italiana in movimento, in trasformazione, perché la società si muove più in fretta sia delle leggi, che della politica. Oltre questa serie di ritratti, stiamo elaborando nuovi prodotti per esplorare tutta la ricchezza espressiva che questo strumento consente”.

Presente anche una delle protagoniste dei podcast, Annamaria Nassisi, Manager Space Economy per Osservazione e Navigazione di Thales Alenia Space Italia e member del Committee dell’associazione “Woman In Aereospace Europe Rome Regional Network” (WIA-E Rome RN). Nassisi, che per la serie “Italiane della scienza” ha parlato con askanews delle sfide della Space Economy, è impegnata in molte attività di supporto alla “gender diversity” e Presidente del festival dal nome evocativo, “Donne fra le stelle”: “un modo per dare spazio e visibilità a tutte le donne che lavorano nell’ambito aerospaziale” ha osservato, sottolineando che il festival offre anche un premio per i podcast e i video dedicati al tema.

Sono intervenuti anche il direttore della produzione Alessandro Zicca, che ha raccontato l’integrazione progressiva dei video prima e ora dei podcast nel linguaggio dell’agenzia, e Giampaolo Pioli, direttore della testata La Voce di New York, partner di Askanews, che pubblica sul sito della Voce i podcast di queste serie e sta elaborando i contenuti di Radio ICN per ampliare l’offerta informativa rivolta al pubblico italoamericano.

Askanews sarà presente come media partner al Festival del Podcasting 2026 a Milano il 2 e 3 ottobre, dove presenterà anche i suoi podcast in uno spazio dedicato (www.festivaldelpodcasting.it).

La serie “Direttrici d’Orchestra” conta ritratti alla docente di Roma Tre Milena Gammaitoni e a musiciste attive negli enti lirico-sinfonici italiani: Oksana Lyniv, Barbara Hannigan, Claire Gibault, Simone Young e Speranza Scappucci, l’unica italiana che abbia diretto – fra l’altro – alla Scala, al Metropolitan di New York, alla Sydney Opera House, al Covent Garden di Londra e all’Opéra Bastille di Parigi.

La serie “Italiane della scienza” intervista biologhe, neurologhe, matematiche, astrofisiche, fisiche, vulcanologhe, ingegnere attive in Italia e all’estero, nel pubblico e nel privato, fra cui Fabiola Gianotti, Gioia Rau, Maria Grazia Spillantini, Annamaria Nassisi, Lucilla Alfonsi, Lucia Pappalardo, Ines El Gataa, Paola Catapano…

I podcast di Askanews sono parte della rubrica di approfondimento SGUARDI che include anche interviste video long format. I podcast sono disponibili su tutte le piattaforme di distribuzione audio, sul sito di Askanews e sul canale YouTube di SGUARDI.

Formula1, Russell vince a Baku, Verstappen secondo

Roma, 26 set. (askanews) – George Russell domina il Gran Premio dell’Azerbaigian e conquista a Baku vittoria, pole position e giro più veloce. Il pilota Mercedes precede Max Verstappen, che nel finale prova ad attaccarlo dopo le due Safety Car, ma chiude secondo a meno di un decimo. Terzo posto per Isack Hadjar con la Red Bull, protagonista di una gara brillante al rientro dopo l’infortunio al polso.

Fuori dal podio le Ferrari: Charles Leclerc è quarto, mentre Lewis Hamilton chiude sesto, con Kimi Antonelli quinto. Il bolognese, partito 16° dopo l’incidente nelle qualifiche, completa una rimonta di undici posizioni e limita i danni in ottica mondiale. Russell accorcia così il distacco dal compagno di squadra, che resta leader del campionato.

La gara è stata caratterizzata da diversi incidenti e due Safety Car. La prima è entrata in pista dopo l’impatto di Alex Albon contro le barriere al 31° giro. Alla ripartenza Verstappen ha guadagnato la seconda posizione, superando Oscar Piastri. Poco dopo un incidente tra Franco Colapinto, Pierre Gasly e Lando Norris ha provocato una seconda neutralizzazione. Nel finale Verstappen ha così potuto avvicinarsi a Russell, senza però riuscire a completare il sorpasso.

Giornata da dimenticare per le McLaren: Norris si è ritirato nell’incidente provocato da Colapinto, mentre Piastri, protagonista di un bloccaggio alla seconda ripartenza, è scivolato fino al 14° posto. Ritirati anche Lance Stroll, Fernando Alonso e Valtteri Bottas.

Governo, Conte: Italia passiva in politica estera, ha provato a stare in mezzo

Roma, 26 set. (askanews) – “Quando sento dire dal governo attuale che abbiamo riacquistato credibilità a livello internazionale mi viene da sorridere: non so qual è l’iniziativa che ci abbia potuto restituire un minimo di credibilità”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo al convegno “L’Italia, l’Europa, la democrazia. 50 anni dopo la Trilateral” organizzato dal Centro per la riforma dello Stato.

“Siamo completamente spariti: se io vi chiedo – ha aggiunto – qual è la politica estera di quattro anni di governo Meloni, è difficile dirla, se non in modo acquiescente e passivo rispetto a tutto quello che è successo; e quindi il tentativo di stare nel mezzo. Non è tempo di stare nel mezzo, non è il tempo di traccheggiare, è il tempo veramente di scelte coraggiose”.

A giudizio dell’ex premier occorre “recuperare quello spirito di Helsinki, perché se ce l’hanno fatta in un momento di guerra fredda, in cui mi ricordate c’era una tensione incredibile, c’erano anche le armi atomiche. Se si è riusciti a costruire con fatica, con pazienza, col coraggio, un percorso che veramente restituisse un orizzonte di sicurezza cooperativa e non oppositiva, ce la possiamo fare”.

“Ci stanno prendendo in giro – ha sostenuto ancora Conte – perché dicono che la sicurezza è affidata al deterrente militare: no, dobbiamo dire chiaramente la sicurezza è affidata a dei progetti condivisi di disarmo. La sicurezza è affidata alla forza del diritto e al primato della politica, la dignità della politica; che infatti che cosa è sparito oggi in Europa e in Italia? La politica. L’Europa – ha concluso il leader del M5S – è completamente afona, incapace di assumere una sola iniziativa non dico a livello internazionale, ma almeno a livello europeo”.

Carburanti, Tajani: tetto prezzi Eni, ha vinto la linea di FI

Roma, 26 set. (askanews) – “Ha vinto la linea che io avevo suggerito: non tasse ma coinvolgimento, mi pare che la scelta dell’Eni di mettere un tetto a prezzo dell’energia sia la scelta più giusta e dimostra che con il dialogo con il coinvolgimento si ottiene molto di più che con una visione dirigista e statalista”. Lo ha dichiarato, parlando a margine della sua visita al Villaggio della legalità a Roma, il leader di Forza Italia, Antonio Tajani.

Il vicepremier si è detto “molto soddisfatto, perché ha vinto una linea di Forza Italia. Con il primo intervento aiutarono a coprire i costi del taglio delle accise, così oggi si dà un altro segnale e mi auguro che tutte le altre compagnie seguano l’esempio dell’Eni, perché il modo migliore per far funzionare le cose è il dialogo, così non si spaventano i mercati e così anzi si coinvolge il mondo imprenditoriale in una strategia per la crescita”.

“Quando ci sono da superare degli ostacoli, insieme il Governo e le imprese private possono dare delle risposte concrete ai cittadini”, ha concluso.

Pd, Gori: appoggio a Ucraina non trattabile, ok unità ma non annacquare Pd

Coiano (Prato), 26 set. (askanews) – “Ribadiamo il nostro incrollabile sostegno all’Ucraina e al suo presidente eletto” e “crediamo che l’Ue debba aumentare il suo sostegno militare all’Ucraina, questa è la posizione a cui il Pd si è sempre attenuto e riteniamo non trattabile”. Lo ha detto Giorgio Gori, esponente dell’area riformista del Pd all’assemblea in corso alla casa del popolo di Coiano, Prato.

“L’unità va bene ma non a patto di rinunciare ai valori del Pd” e “una gara a chi è più di sinistra regalerebbe spazi e posizioni a una destra che non merita niente” ha aggiunto. “L’unità va bene ma è necessario che Pd non annacqui la sua specificità” ha rilanciato.

Il capo dell’intelligence egiziana volò in Israele per avvertire del 7 ottobre

Roma, 26 set. (askanews) – Secondo un nuovo articolo della rivista “The Atlantic”, un avvertimento egiziano sull’imminente attacco di Hamas a Gaza del 7 ottobre 2023, fu comunicato in persona dall’allora capo dell’intelligence egiziana, Abbas Kamel, ad alti funzionari israeliani presso l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

La notizia dell’avvertimento era emersa per la prima volta due giorni dopo l’assalto del 7 ottobre, quando un funzionario dell’intelligence egiziana riferì all’Ap che Israele aveva ignorato ripetuti segnali sul fatto che Hamas stesse pianificando “qualcosa di grosso”, mentre il sito di notizie Ynet riportava che Kamel aveva personalmente avvertito il primo ministro Benjamin Netanyahu dieci giorni prima delle atrocità.Secondo The Atlantic, quando Kamel atterrò all’aeroporto Ben Gurion il 26 settembre – dove il suo aereo rimase per poco più di un’ora mentre egli incontrava funzionari non meglio specificati – non fornì dettagli precisi su quando l’attacco avrebbe avuto luogo o su come si sarebbe svolto.

L’articolo riferisce che Kamel disse ai funzionari che Israele doveva cambiare rapidamente rotta per evitare un’esplosione di violenza a Gaza, raccomandando a Gerusalemme di concedere ulteriori agevolazioni economiche ad Hamas per scongiurare tale scenario; tuttavia, la rivista osserva che non è chiaro quale seguito abbiano dato i funzionari israeliani a questo avvertimento.

The Atlantic afferma che i portavoce di Netanyahu non hanno risposto alle ripetute richieste di commento, sebbene Tzachi Hanegbi – consigliere per la sicurezza nazionale all’epoca dell’attacco del 7 ottobre – abbia negato alla rivista che Kamel si fosse recato in Israele il 26 settembre o che vi fosse stato un avvertimento egiziano. L’ufficio di Netanyahu aveva già smentito in precedenza che Kamel avesse avvertito personalmente il Primo Ministro.

Suppletive Camera, a Reggio Calabria prima sfida di Vannacci al centrodestra

Roma, 26 set. (askanews) – Dopo lo spoglio forse qualcuno azzarderà la dichiarazione di prammatica “è solo una elezione locale”, ma il voto a Reggio Calabria per eleggere il deputato che prenderà a Montecitorio il posto di Francesco Cannizzaro potrebbe avere conseguenze bel al di là dei confini della città metropolitana. Sono 71 i comuni interessati, poco meno 350mila gli elettori chiamati alle urne, anche se i precedenti nelle elezioni suppletive per un solo seggio in Parlamento lasciano prevedere una affluenza modesta; il record, secondo le statistiche pubblicate da Openpolis, spetta al collegio di Napoli: nel 2020, per eleggere senatore Sandro Ruotolo in una lista unitaria di centrosinistra si mobilitò il 9,52 per cento degli aventi diritto.

Cannizzaro è in carica come sindaco di Reggio dal 4 giugno scorso. I suoi concittadini gli hanno tributato un consenso quasi plebiscitario, oltre il 65 per cento dei voti validi. È anche sindaco della città metropolitana ed è stato recentemente riconfermato segretario regionale di Forza Italia. Con il suo sostegno e quello del presidente della Regione Roberto Occhiuto (vicesegretario nazionale di FI), il candidato del centrodestra Fabio Roscioli, avvocato romano, tesoriere nazionale del partito azzurro, è il favorito d’obbligo. Il candidato è storicamente legato alla famiglia Berlusconi ma Cannizzaro ha precisato più volte di avere scelto personalmente Roscioli, smentendo le voci di pressioni da parte di Marina Berlusconi a favore del suo uomo di fiducia.

A rimettere in discussione il risultato è stata la mossa di Roberto Vannacci, fondatore di Futuro nazionale, che invece di proporre un candidato di bandiera ha compiuto un’incursione nel campo del centrodestra: il suo candidato è Domenico Giannetta, medico e dirigente sanitario, passato direttamente da fare il capogruppo di Forza Italia alla Regione Calabria a rappresentare l’estrema destra del “generale”. Tra i due litiganti a destra il terzo che spera di godere come recita un detto popolare, è Francesco Antonio Benedetto, detto Frank. Un lontano passato di consigliere comunale della Margherita e quindi del Pd, un prestigioso curriculum come cardiologo e come ricostruttore della cardiochirurgia locale (è stato commissario e direttore generale del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli”). Con lui il campo largo, anzi “larghissimo”, dice il senatore Nicola Irto, segretario regionale dem, dai 5 stelle fino ai centristi di Casa riformista. C’è anche un quarto candidato, Francesco Toscano di Democrazia sovrana e popolare, una piccola forza anti-europeista che alle regionali non ha raggiunto l’1 per cento.

FnV è una novità assoluta nel panorama politico nazionale e anche le previsioni sul voto, in una tornata che potrebbe essere disertata dalla maggioranza degli elettori, vanno prese con le pinze, ma nei giorni scorsi la tensione è salita fra il centrodestra e Vannacci: all’accusa lanciata in piazza dal leader del neonato partito (“vi trattano come somari”, ha detto ai cittadini di Reggio) ha replicato in modo piuttosto colorito, il sindaco Cannizzaro: “Cornuto tu e chi non te lo dice”, ha tuonato in dialetto dal palco del suo comizio elettorale. Il centrosinistra sta a guardare, nel Pd ci sono due versioni: un parlamentare vicino alla segretaria nazionale giura che i sondaggi riservati proiettano il candidato di Vannacci addirittura vicino al 20 per cento e che quindi Benedetto è molto vicino alla vittoria; nel partito calabrese c’è maggiore cautela: “Questi (intesi come partiti del centrodestra e in particolare Forza Italia, ndr) controllano tutto, dalla Regione al Comune, non credo che possa accadere, sarebbe una catastrofe per loro se perdessero queste suppletive”. In quel caso, appunto, chi provasse a parlare di valore esclusivamente locale del risultato elettorale rischierebbe di essere travolto dalla lettura predominate su giornali e talk show: perché Vannacci avrebbe dimostrato di possedere una sorta di golden share sul centrodestra. Senza Fnv, condannato a perdere perfino in un feudo azzurro apparentemente inespugnabile. Un quarantotto, per la coalizione guidata da Giorgia Meloni. Per converso, un risultato deludente di Vannacci, addirittura sotto il 10 per cento nonostante Giannetta, il candidato locale forte e radicato, “scippato” a Forza Italia, rappresenterebbe per l’europarlamentare ex vicesegretario leghista la prima vera battuta d’arresto in questa stagione di crescita apparentemente inarrestabile, almeno nella notorietà, che lo ha visto protagonista nei talk show e nei sondaggi.

Si vota domenica 27 dalle 7 alle 23 e lunedì 28 settembre dalle 7 alle 15, lo spoglio inizierà immediatamente alla chiusura delle urne.

Suppletive Camera, a Reggio Calabria la prima sfida di Vannacci al centrodestra

Roma, 26 set. (askanews) – Dopo lo spoglio forse qualcuno azzarderà la dichiarazione di prammatica “è solo una elezione locale”, ma il voto a Reggio Calabria per eleggere il deputato che prenderà a Montecitorio il posto di Francesco Cannizzaro potrebbe avere conseguenze bel al di là dei confini della città metropolitana. Sono 71 i comuni interessati, poco meno 350mila gli elettori chiamati alle urne, anche se i precedenti nelle elezioni suppletive per un solo seggio in Parlamento lasciano prevedere una affluenza modesta; il record, secondo le statistiche pubblicate da Openpolis, spetta al collegio di Napoli: nel 2020, per eleggere senatore Sandro Ruotolo in una lista unitaria di centrosinistra si mobilitò il 9,52 per cento degli aventi diritto.

Cannizzaro è in carica come sindaco di Reggio dal 4 giugno scorso. I suoi concittadini gli hanno tributato un consenso quasi plebiscitario, oltre il 65 per cento dei voti validi. È anche sindaco della città metropolitana ed è stato recentemente riconfermato segretario regionale di Forza Italia. Con il suo sostegno e quello del presidente della Regione Roberto Occhiuto (vicesegretario nazionale di FI), il candidato del centrodestra Fabio Roscioli, avvocato romano, tesoriere nazionale del partito azzurro, è il favorito d’obbligo. Il candidato è storicamente legato alla famiglia Berlusconi ma Cannizzaro ha precisato più volte di avere scelto personalmente Roscioli, smentendo le voci di pressioni da parte di Marina Berlusconi a favore del suo uomo di fiducia.

A rimettere in discussione il risultato è stata la mossa di Roberto Vannacci, fondatore di Futuro nazionale, che invece di proporre un candidato di bandiera ha compiuto un’incursione nel campo del centrodestra: il suo candidato è Domenico Giannetta, medico e dirigente sanitario, passato direttamente da fare il capogruppo di Forza Italia alla Regione Calabria a rappresentare l’estrema destra del “generale”. Tra i due litiganti a destra il terzo che spera di godere come recita un detto popolare, è Francesco Antonio Benedetto, detto Frank. Un lontano passato di consigliere comunale della Margherita e quindi del Pd, un prestigioso curriculum come cardiologo e come ricostruttore della cardiochirurgia locale (è stato commissario e direttore generale del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli”). Con lui il campo largo, anzi “larghissimo”, dice il senatore Nicola Irto, segretario regionale dem, dai 5 stelle fino ai centristi di Casa riformista. C’è anche un quarto candidato, Francesco Toscano di Democrazia sovrana e popolare, una piccola forza anti-europeista che alle regionali non ha raggiunto l’1 per cento.

FnV è una novità assoluta nel panorama politico nazionale e anche le previsioni sul voto, in una tornata che potrebbe essere disertata dalla maggioranza degli elettori, vanno prese con le pinze, ma nei giorni scorsi la tensione è salita fra il centrodestra e Vannacci: all’accusa lanciata in piazza dal leader del neonato partito (“vi trattano come somari”, ha detto ai cittadini di Reggio) ha replicato in modo piuttosto colorito, il sindaco Cannizzaro: “Cornuto tu e chi non te lo dice”, ha tuonato in dialetto dal palco del suo comizio elettorale. Il centrosinistra sta a guardare, nel Pd ci sono due versioni: un parlamentare vicino alla segretaria nazionale giura che i sondaggi riservati proiettano il candidato di Vannacci addirittura vicino al 20 per cento e che quindi Benedetto è molto vicino alla vittoria; nel partito calabrese c’è maggiore cautela: “Questi (intesi come partiti del centrodestra e in particolare Forza Italia, ndr) controllano tutto, dalla Regione al Comune, non credo che possa accadere, sarebbe una catastrofe per loro se perdessero queste suppletive”. In quel caso, appunto, chi provasse a parlare di valore esclusivamente locale del risultato elettorale rischierebbe di essere travolto dalla lettura predominate su giornali e talk show: perché Vannacci avrebbe dimostrato di possedere una sorta di golden share sul centrodestra. Senza Fnv, condannato a perdere perfino in un feudo azzurro apparentemente inespugnabile. Un quarantotto, per la coalizione guidata da Giorgia Meloni. Per converso, un risultato deludente di Vannacci, addirittura sotto il 10 per cento nonostante Giannetta, il candidato locale forte e radicato, “scippato” a Forza Italia, rappresenterebbe per l’europarlamentare ex vicesegretario leghista la prima vera battuta d’arresto in questa stagione di crescita apparentemente inarrestabile, almeno nella notorietà, che lo ha visto protagonista nei talk show e nei sondaggi.

Si vota domenica 27 dalle 7 alle 23 e lunedì 28 settembre dalle 7 alle 15, lo spoglio inizierà immediatamente alla chiusura delle urne.

Wsj: Trump respinge la proposta di cessate il fuoco dell’Iran

Roma, 26 set. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto la proposta dell’Iran per un cessate il fuoco di sette giorni e ha riferito ai suoi collaboratori di prevedere la ripresa dei bombardamenti contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato di novembre: lo riporta il Wall Street Journal citando responsabili statunitensi.

Secondo il Wsj, tuttavia, Trump è riluttante a riprendere operazioni di combattimento su larga scala pur osservando che le sue posizioni potrebbero cambiare e che potrebbe lasciarsi influenzare dai risultati delle elezioni di metà mandato.

Il Papa: la storia non è scritta da chi si impone, ma da chi cerca pace

Roma, 26 set. (askanews) – “La storia della Chiesa e dell’umanità, a ben vedere, non è scritta da chi sembra vincere, imponendosi e occupando lo spazio, ma da chi ‘fa spazio’, avvia processi di pace, genera fiducia e incoraggia alla vita”. Lo ha detto il Papa nel suo discorso al Centro di integrazione “Maison Bakhita”, a Parigi.

“Non si tratta di semplici sentimenti, ma di decisioni e investimenti controcorrente, di cui comprendiamo sempre meglio rilievo pubblico e la promessa di futuro”, ha aggiunto.

Ucraina, Gori: Pd faccia il Pd, anche davanti a posizione perentoria M5s

Coiano (Prato), 26 set. (askanews) – “Siamo ormai nel tempo che precede le elezioni politiche, sappiamo che non manca molto e noi abbiamo interesse e volontà di essere partecipi con le nostre idee. Il Pd deve fare il Pd e marcare la differenza anche con gli alleati, senza rinunciare alla propria specificità”. Lo ha detto Giorgio Gori a margine dell’assemblea dei riformisti del Pd a Coiano (Prato).

I riformisti ha spiegato Gori vogliono “fare la loro parte” portando idee e proposte: “Pensiamo che rispetto anche alla proposta perentoria arrivata dal M5S il Pd debba rimarcare la propria differenza a cominciare dal sostegno pieno e anche militare all’Ucraina” ha concluso Gori.

Carburanti: scatta il taglio sconto sul diesel, il prezzo sale a 2,357 euro/litro

Roma, 26 set. (askanews) – Rialzo per i prezzi dei carburanti. Scatta oggi infatti il taglio dello sconto fiscale sul gasolio da 12,2 a 6,1 centesimi al litro spingendo verso l’alto il costo del diesel. Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna – sabato 26 settembre 2026 – il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,158 euro/l per la benzina e 2,357 euro/l per il gasolio.

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,252 e/l per la benzina e 2,439 e/l per il gasolio.

Uni Cattolica a Stanford presenta iniziative su finanza personale

Roma, 26 set. (askanews) – Dagli studenti universitari non specialisti agli insegnanti di scuole primarie e secondarie, fino a persone in condizioni di vulnerabilità e migranti. Sono loro i destinatari delle proposte di finanza personale sviluppate dall’Università Cattolica del Sacro Cuore per promuovere l’alfabetizzazione finanziaria, con l’obiettivo di diffondere maggiore consapevolezza e competenze economiche. L’insieme di attività formative, venerdì 25 settembre, è stato presentato dal Rettore Elena Beccalli all’Università di Stanford, prendendo parte alla “2026 Teaching Personal Finance Conference”.

Promossa dalla Initiative for Financial Decision-Making, la conferenza ha riunito docenti, ricercatori e specialisti del settore per condividere esperienze, metodologie didattiche e progetti di ricerca. “È stato un privilegio poter illustrare all’Università di Stanford le attività che il nostro Ateneo ha avviato nell’ambito della finanza personale. È questo un modo concreto per contribuire allo sviluppo del Paese, favorendo resilienza e inclusione sociale, in un contesto in cui il livello di educazione finanziaria rimane sotto la media europea – ha detto Beccalli – I progetti dell’Ateneo si rivolgono agli studenti universitari non specialisti, attraverso percorsi dedicati all’acquisizione delle competenze finanziarie di base; ai bambini delle scuole primarie, con programmi educativi pensati per i più piccoli; agli insegnanti, mediante iniziative di formazione che sostengono l’inserimento di conoscenze finanziarie nei percorsi di educazione civica. A queste si affianca inoltre un progetto dedicato alle persone vulnerabili, in particolare ai migranti, che integra alfabetizzazione finanziaria e apprendimento linguistico. Una varietà di iniziative nate dal dialogo tra i docenti di finanza dell’Ateneo e le altre discipline che ha generato un vero e proprio effetto di propagazione. Un numero progressivamente crescente di docenti sta mettendo le proprie competenze su questa consapevoli dell’impatto sociale che ne deriva”.

Tra le proposte dell’Università i “Laboratori di finanza personale” per studenti universitari non specialisti, promossi inizialmente su impulso delle Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere e di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative, sotto la supervisione dei professori Maria Cristina Gatti, Francesca Pampurini e Alberto Banfi. Da questa esperienza pilota, il progetto si sta ampliando ad altre Facoltà e, nell’attuale anno accademico, grazie a una collaborazione interdisciplinare, coinvolge anche Psicologia e Scienze della Formazione. Poi c’è una seconda linea di intervento, dedicata agli insegnanti delle scuole secondarie. Si tratta del corso di “Finanza personale a scuola. Formare cittadini consapevoli”, promosso dalla piattaforma Cattolicaper la Scuola e rivolto agli insegnanti delle scuole secondarie. L’attività formativa, che rappresenta un esempio concreto di apprendimento permanente (lifelong learning), persegue un duplice obiettivo: da un lato, mettere i docenti nelle condizioni di accompagnare gli studenti nelle scelte economiche e finanziarie della vita quotidiana e del futuro; dall’altro, offrire agli stessi insegnanti conoscenze e strumenti utili per compiere decisioni finanziarie più consapevoli nella propria vita personale.

A tale percorso si affianca una seconda iniziativa, intitolata “Educati per educare. Formazione finanziaria per l’educazione civica”, anch’essa promossa dalla piattaforma Cattolicaper la Scuola. Tenuta dalle docenti Federica Poli e Mariarosa Borroni, intende sensibilizzare gli insegnanti delle scuole secondarie sull’importanza dell’educazione finanziaria e di fornire strumenti e risorse utili per integrare in modRoma, 26 set. (askanews) – o sistematico questi temi nei programmi di educazione civica.

Per quanto riguarda il target dei bambini, l’Unità di ricerca di Psicologia economica del Dipartimento di Psicologia sta sviluppando un programma per le scuole primarie per insegnare a gestire il denaro “con la testa”, attraverso scelte consapevoli e critiche, e “con il cuore”, prestando attenzione agli altri e alle implicazioni sociali delle proprie decisioni, anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. In questa prospettiva si inserisce il volume Consapevoli fin da piccoli (a cura di Silvia Della Rocca, Christian Tarchi, Elisabetta Lombardi e Annalisa Valle, 2026), che propone un modello integrato di intervento per la scuola primaria.

Per il target delle persone più vulnerabili, l’Ateneo, in collaborazione con diverse realtà associative milanesi, tra cui l’Associazione Realmonte, ha avviato un programma di educazione finanziaria rivolto a persone provenienti da contesti culturali diversi e a famiglie a basso reddito. “IBAN”, il progetto sviluppato dalla professoressa Annalisa Valle, si distingue per un approccio particolarmente innovativo che integra l’alfabetizzazione finanziaria con l’apprendimento della lingua italiana. Accanto alla formazione economico-finanziaria, il percorso propone infatti un modulo linguistico finalizzato all’acquisizione del lessico necessario per comprendere concetti e strumenti della vita economica quotidiana.

Trump pubblica una mappa in cui ribattezza Hormuz "Stretto di Trump"

Roma, 26 set. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump ha pubblicato sulla piattaforma Truth Social una mappa in cui lo Stretto di Hormuz viene ribattezzato “Stretto di Trump”.

Trump aveva già ipotizzato di dare allo stretto il proprio nome in un post del 2 settembre su Truth Social, sostenendo che l’importante via navigabile fosse “sotto il controllo degli Stati Uniti”.

Il mese scorso, Trump aveva inoltre pubblicato una mappa che definiva lo stretto “nuovo territorio statunitense”, pochi giorni dopo aver dichiarato, durante un comizio, che avrebbe rilasciato una dichiarazione in tal senso.

Prima che Stati Uniti e Israele lanciassero la guerra contro l’Iran il 28 febbraio, attraverso lo stretto transitava circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio commerciale. L’Iran ha iniziato a bloccare Hormuz nelle prime fasi del conflitto, provocando un aumento globale dei prezzi dell’energia. Il traffico attraverso lo stretto rimane ben al di sotto dei livelli pre-bellici.

Ddl antisemitismo, Vannacci: non creare categorie protette come i panda

Roma, 26 set. (askanews) – “La legge è uguale per tutti e un’opinione non puo’ mai costituire un reato. Futuro Nazionale voterà contro la legge sull’antisemitismo”. Lo ribadisce il leader di FnV, Roberto Vannacci, in un post su Instagram nel quale rilancia il video di un suo recente in tervento, nel quale ricorda “non ce l’ho con gli ebrei, anzi, pensare, a me dano del sionista”.

Quella di FnV, rivendica Vannacci, “è una scelta coerente con i nostri principi: offendere un ebreo non può essere più grave che offendere un cristiano, un buddista o un islamico. Chi offende, deve essere punito perchè ha offeso una persona, a prescindere dalla sua religione, dal suo sesso, dal suo colore della pelle e dal suo orientamento sessuale. Non vogliamo creare, nel genere umano, ‘categorie’ protette come i panda”, conclude l’eurodeputato.

Lega, Salvini: da 30 anni celebrano il nostro funerale ma siamo qua

Roma, 26 set. (askanews) – “È da 30 anni che celebrano il funerale della Lega, e invece siamo ancora qua. Solo nell’ultima settimana abbiamo ottenuto vittorie importanti come l’approvazione di un nostro emendamento per l’abolizione del canone Rai, mentre in Cdm abbiamo ottenuto lo stop al blocco dei diesel Euro 5, il tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi e il divieto di burqa e niqab a scuola. Niente male, per un partito che deve sempre lottare contro tutto e contro tutti. E poi proseguono le battaglie su autonomia, sicurezza, flat tax e pensioni. Questo dimostra che se lavoriamo anziché fare polemiche sui giornali, i risultati arrivano”. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini, intervistato dal quotidiano La Verità.

Salvini glissa nella risposta alla domanda sul possibile ingresso dell’ex presidente del Veneto, Luca Zaia, nella nuova squadra di vertice che sarà varata in occasione del congresso straordinario del Carroccio: “La Lega – rivendica il vicepremier – ha una squadra di amministratori straordinaria, di cui vado orgoglioso. Il congresso serve proprio a confrontarci e decidere insieme quale Lega costruire per i prossimi anni. Mi interessa mettere insieme le persone migliori e valorizzare amministratori e territori. Come per Milano, dove abbiamo lanciato la candidatura Silvia Sardone, miglior sindaco per la città. Come ho detto a Pontida, voglio unità, non divisioni”.

Israele, investimenti diretti all’estero saliti ai massimi da 20 anni

Roma, 26 set. (askanews) – Gli investimenti diretti esteri (Ide) in uscita da Israele, in altri termini i capitali impiegati dagli investitori israeliani in imprese estere, hanno raggiunto 14,7 miliardi di dollari nel 2025, il livello più elevato da quasi 20 anni. Lo riporta il ministero delle Finanze israeliano, sottolineato che in rapporto all’economia del Paese gli Ide in uscita hanno rappresentato il 2,4% del Pil nel 2025, in aumento rispetto all’1,8% del 2024 e all’1,5% del 2023.

Un incremento significativo, con cui l’incidenza degli investimenti all’estero israeliani hanno raggiunto livelli comparabili a quelli della Corea del Sud o dell’Arabia Saudita.

In termini assoluti, prosegue il dicastero, risultano simili a quelli di grandi economie sviluppate, tra cui il Regno Unito e la Svezia. L’impennata degli investimenti in uscita riflette la maturazione, la diversificazione e la portata globale dell’ecosistema di innovazione israeliano.

Le imprese israeliane stanno impiegando capitali in misura in particolare in settori legati a tecnologia, scienze della vita, fintech e immobiliare.

La rilevanza degli investimenti diretti all’estero in uscita, sottolinea il ministero israeliano, è anche quella di essere un indicatore di maturità economica e di competitività globale. Quando aziende investitori israeliani impiegano capitali a livello internazionale, rafforzano da una parte la posizione del Paese nelle catene di valore globali, dall’altra non solo creano posti di lavoro e collaborazione internazionale, ma ampliano anche l’impronta economica del Paese e la sua integrazione nell’economia globale.

La portata di questi investimenti in uscita evidenzia anche lo spessore dei mercanti dei capitali israeliani e la disponibilità di risorse da investire a livello internazionale, con attività che al contempo generano ritorni per l’economia di Israele attraverso dividendi e utili.

Il Belgio ci dà lezione: l’Italia deve imparare a costruire talento

Il nuovo corso di Roberto Mancini comincia male. Il Belgio passa 2-0 all’Olimpico e lascia all’Italia la sensazione che la ricostruzione sarà lunga. Gli azzurri hanno reagito soprattutto all’inizio della ripresa, senza però cambiare l’inerzia della partita. Dopo il gol di Godts al 20’, gli ospiti hanno mostrato maggiore qualità, sicurezza e controllo.

La sconfitta suggerisce però una domanda più interessante del risultato: perché il Belgio è così forte?

Un piccolo Paese, una grande scuola

Con poco più di dodici milioni di abitanti, il Belgio riesce da anni a far crescere calciatori di livello internazionale. Non è soltanto fortuna. La spiegazione viene da lontano.

Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo, dopo una fase di declino, il calcio belga avviò una profonda revisione del settore giovanile. Il principio era semplice: formare il giocatore prima della squadra. Più tecnica, più pallone, più uno contro uno e maggiore capacità decisionale; meno ossessione per il risultato nelle categorie inferiori.

I giovani devono giocare

Club come Anderlecht, Genk, Standard e Bruges hanno sviluppato un’altra caratteristica decisiva: non temono di affidarsi ai giovani. Un ragazzo di diciotto o diciannove anni può giocare, sbagliare e crescere. Quando raggiunge un livello superiore, sono i grandi campionati europei a completarne la maturazione.

È un circuito virtuoso: il Belgio forma, l’Europa completa il percorso. È accaduto con la generazione di Hazard, Kompany, Lukaku, Courtois e De Bruyne. Ma il sistema è sopravvissuto a quella “generazione d’oro”. Il ventunenne Mika Godts, autore del primo gol contro l’Italia, ne è un’ulteriore dimostrazione.

Due modelli a confronto

È qui che lo 0-2 diventa qualcosa di più di una brutta serata. Il Belgio ha poco più di dodici milioni di abitanti, l’Italia quasi sessanta. Noi abbiamo quattro titoli mondiali, una tradizione calcistica incomparabilmente più ricca e un campionato economicamente assai più forte. Eppure oggi siamo noi a dover imparare.

La differenza non è nella passione per il calcio e neppure nella mancanza di ragazzi promettenti. È nel percorso che viene loro offerto. In Belgio il vivaio conduce alla prima squadra; in Italia troppo spesso diventa una sala d’attesa. A diciotto o diciannove anni il giovane belga può essere messo alla prova nel calcio vero. Da noi, alla stessa età, molti entrano nel circuito dei prestiti, delle seconde squadre o delle categorie inferiori, mentre i club preferiscono affidarsi a giocatori già pronti.

Le scelte di Mancini

Mancini ha scelto molti giovani e diversi esordienti. Fa bene a cercare strade nuove. Ma una Nazionale non può correggere da sola ciò che il sistema non riesce a fare a monte. Il commissario tecnico seleziona ciò che il campionato gli mette a disposizione.

Per questo la lezione belga riguarda soprattutto i club, i vivai e chi governa il nostro calcio. Servono allenatori preparati nelle categorie giovanili, coraggio nelle prime squadre e soprattutto tempo: quello necessario per consentire a un ragazzo di sbagliare senza essere immediatamente accantonato.

Il 2-0 dell’Olimpico dice dunque qualcosa che va oltre Mancini. Un Paese cinque volte più piccolo del nostro porta in campo i giovani e li fa crescere; l’Italia continua troppo spesso ad aspettare che siano già pronti. È questo il divario da colmare. Perché i commissari tecnici possono scegliere i giocatori. Non possono crearli.

Puntare sull’educazione civica. Una scuola per formare cittadini

Una storia lunga quasi settant’anni

L’insegnamento dell’Educazione civica (EC) in Italia ha quasi settant’anni, e la sua genesi e il suo sviluppo devono molto a pedagogisti cattolici: da Gesualdo Nosengo a Cesarina Checcacci, da Giovanni Gozzer a Luciano Corradini. È una storia che può essere articolata in tre fasi: la prima dal 1958 al 2008, la seconda dal 2008 al 2020 e la terza dal 2020 a oggi. Una storia che va tenuta presente per guardare avanti, affinché l’Educazione civica non sia più, o sia sempre meno, la cenerentola delle materie scolastiche.

L’intuizione di Aldo Moro

L’istituzione dell’Educazione civica risale ad Aldo Moro che, ministro della Pubblica Istruzione, avviò con il DPR 585 del 1958 tale insegnamento nelle scuole medie e superiori per due ore mensili, affidandolo all’insegnante di storia e senza valutazione.

Quella di Moro fu un’intuizione importante, che risentì di un duplice fatto: la formazione accademica di Moro, che era docente di Diritto penale dal 1951, e il preciso momento storico che l’Italia stava attraversando.

Riguardo al primo aspetto, si può ricordare il personalismo giuridico di Moro, rilevando che nelle Lezioni di filosofia del diritto (1944-45) Moro affermava che la «persona umana nella sua singolarità», con la sua «dignità ed autonomia», rappresentava a tutti gli effetti il principio e il fine dell’esperienza giuridica; così il diritto «rappresenta il trionfo pieno della individualità della persona umana».

Tale rivendicazione del «valore autonomo della persona» si coniugava in Moro con l’idea di «costruire uno Stato che promuova una solidarietà veramente umana, che salvi ad un tempo la persona e la società». Infine, in una conferenza del 1954 su La persona umana e l’esperienza giuridica, Moro ribadiva che «l’uomo è principio dell’esperienza giuridica nel senso stesso in cui è il suo fine» e sosteneva che «l’ordine giuridico deve essere considerato come una funzione, una estrinsecazione della persona, come una manifestazione della sua dignità».

Riguardo alla seconda questione, è da tenere presente l’istanza valoriale degli anni Cinquanta, anni della ricostruzione materiale ma anche morale dell’Italia democratica, che nel 1948 aveva inaugurato la Costituzione repubblicana, definibile personalista per il primato della dignità umana, comunitaria per la finalità del bene comune, pluralista nelle istituzioni e delle istituzioni, lavorista per la centralità del lavoro.

Dall’Educazione civica a Cittadinanza e Costituzione

Dieci anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione venne istituita l’EC. La configurazione attribuitale da Moro comportava la novità democratica dello specifico insegnamento, ma ne limitava pure la portata, privilegiando le nozioni relative alle istituzioni della Repubblica.

Prevalendo tale configurazione, l’EC finì per essere “accantonata” nel 1990 e, in pratica, scomparve dai programmi, sostituita con la riforma Moratti del 2003 dalle cosiddette “educazioni aggiunte” — cittadinanza, stradale, ambientale, salute, alimentare, affettività — sotto la denominazione di Educazione alla convivenza civile, semplificate poi dai ministri Fioroni e Berlinguer, finché con la legge del 2008 e quella successiva del 2012 della ministra Gelmini fu introdotto un insegnamento trasversale denominato Cittadinanza e Costituzione.

Dieci anni dopo, con la legge del 2019, fu introdotto l’insegnamento scolastico della nuova Educazione civica, connotata come disciplina autonoma ed estesa a tutti gli ordini di scuola per almeno 33 ore annue, a carattere trasversale e con valutazione.

Costituzione, sostenibilità e cittadinanza digitale

L’anno successivo, con la ministra Azzolina, furono indicate le Linee guida per tale insegnamento, con aggiornamenti fino al 2024 quando, con il ministro Valditara, si stabilì un insegnamento incentrato su tre aspetti: Costituzione e cittadinanza, sviluppo sostenibile e cittadinanza digitale.

Quest’anno essi hanno trovato il filo conduttore nel tema del “rispetto”, perché «la precondizione indispensabile di una scuola costruita sulla centralità della persona è la diffusione nelle aule e in tutti gli spazi scolastici di un’autentica cultura del rispetto», che comporta «educare al rispetto, educare alle relazioni corrette ed equilibrate, educare all’empatia, educare al contrasto contro ogni forma di violenza».

Una scommessa sulla democrazia

Questo cammino, piuttosto travagliato, compiuto dall’EC nell’arco di settant’anni — al 1957 risale il primo convegno sull’EC promosso dall’UCIIM — testimonia gli alti e bassi di una disciplina che solo negli ultimi anni sembra aver trovato una più precisa configurazione, ma che ancora, bisogna dirlo, rimane un’educazione marginale.

Eppure è proprio su di essa che si potrebbe scommettere per incrementare la democrazia nella scuola, a partire dai bambini, dai ragazzi e dai giovani. Ciò, però, richiederebbe che tutti gli insegnanti la sentissero come parte della propria materia e come spirito informatore della propria missione educativa.

Per quanto riguarda poi l’insegnante di Educazione civica, forse sarebbe da auspicare la costituzione di una specifica disciplina accademica nell’ambito delle scienze dell’educazione: costituirebbe un riconoscimento per la materia e consentirebbe una maggiore competenza, anche didattica, degli insegnanti.

Tasse e astensione, le crepe nel patto sociale

Pagano sempre gli stessi

I dati sull’ingiustizia fiscale italiana, espressi da Itinerari Previdenziali, rivelano che, nel 2025, 8 milioni di contribuenti con redditi sopra i 35 mila euro pagano il 65% dell’Irpef, mentre 11,3 milioni non versano nulla.

Sono passati molti anni da quel 1960, anno nel quale iniziai il mio impegno politico, sollecitato anche da un tema destinato a rimanere aperto: chi paga le tasse in Italia? Si sono succeduti molti governi, di centro, di sinistra e di destra, ma la musica non è cambiata.

Scrive il professor Leonardi (la Repubblica, 25 settembre), economista della Statale di Milano: «Una parte abnorme del gettito è concentrata sull’Irpef di dipendenti e pensionati sopra i 35 mila euro lordi. Pagano sempre gli stessi».

È la dolorosa litania ripetuta costantemente da Landini, leader della CGIL, senza che nulla cambi in un Paese in cui la presidente del Consiglio ha definito le tasse «un pizzo da pagare allo Stato» e il suo governo, anziché cambiare rotta, continua a favorire categorie di supporto con condoni su condoni. Misure che, senza raggiungere mai l’obiettivo di recuperare quanto annunciato, finiscono soltanto per incentivare il malcostume di un’ingiustizia intollerabile.

Uno Stato che richiede ai suoi cittadini onesti un carico fiscale equivalente a cinque o sei mesi di lavoro destinato alle pubbliche finanze, mentre una parte consistente del Paese vive senza controlli degni di una società dotata di tutti gli strumenti necessari, fino a quando potrà essere sopportato?

Il peso sul “terzo stato produttivo”

Soddisfatti i membri della “casta” e, in discreta percentuale, quelli dei “diversamente tutelati”, spetta al “terzo stato produttivo” l’onere della tenuta del sistema, mentre il “quarto non Stato” sguazza tra inefficienze, mancanza di controlli e connivenze con parti “sensibili” della casta, continuando a fare indisturbato i propri sporchi affari.

Sul carattere degli italiani hanno scritto pagine memorabili Guicciardini («Se tu fiderai nelli italiani, sempre aurai delusione») e Leopardi (si veda il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani), per non parlare del compianto Ennio Flaiano: «Gli italiani sono sempre pronti a salire sul carro del vincitore».

Anche il Duce non scherzava quando sosteneva, come già Giovanni Giolitti, che «governare gli italiani non è impossibile, è inutile». Ancora più caustico Giuseppe Prezzolini, che così scriveva: «In Italia il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle». E ancora: «L’italiano è un popolo che si fa guidare da imbecilli i quali hanno fama di essere machiavellici, riuscendo così ad aggiungere al danno la beffa, ossia l’insuccesso alla disistima, per il loro paese».

Il limite della sopportazione

Esiste, tuttavia, un limite alla capacità di sopportazione di un popolo, pur rappresentato con queste non commendevoli qualificazioni; un limite determinato dalla sua concreta capacità di tenuta sul piano economico e finanziario.

Se spetta soprattutto al terzo stato produttivo il maggior onere per il sostegno di un’organizzazione statale vecchia e arrugginita, con costi progressivamente più elevati ed efficienza ed efficacia pressoché nulle; e se si considera che questo stesso terzo stato è rimasto da tempo privo di qualsivoglia rappresentanza politica, vessato oltre ogni limite ragionevole da uno Stato onnivoro, esso finirà dapprima con il rifugiarsi, come già accade, nell’abbandono elettorale; oppure nella sperimentata e, in molti casi, necessitata evasione; o, ancora, in quella che ho già altre volte denominato “rivolta fiscale passiva”.

Intendo per rivolta fiscale passiva quella che può verificarsi e che, con molta probabilità, si verificherà, come scrivevo in una nota molto tempo fa: «Se il terzo stato produttivo non ce la fa più a produrre ricchezza per mantenere gli altri tre stati (casta, diversamente tutelati e quarto non Stato, nelle loro diversificate sottoclassi), nella migliore delle ipotesi avremo una rivoluzione fiscale passiva per incapacità di far fronte agli obblighi fiscali insostenibili; nella peggiore, una rivolta sociale cruenta».

La Costituzione indica la strada

Eppure, la soluzione sarebbe elementare: rispettare e far rispettare il dettato dell’articolo 53 della Costituzione, che recita: «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività».

Una strada diversa, apparentemente più facile ma dagli effetti immediatamente devastanti, sarebbe eliminare il sostituto d’imposta a carico dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, che si vedono prelevare alla fonte il dovuto fiscale fino all’ultimo euro; o, ancor più semplicemente, assistere alla decisione delle Regioni, a partire da quelle del Nord, di trattenere in sede regionale il gettito dell’IVA. In entrambi i casi il sistema non reggerebbe a lungo.

Dalla rinuncia al voto alla protesta

Si può far finta di niente, dimenticando che molte rivoluzioni politico-sociali, come ad esempio quella americana che originò la separazione dal Regno inglese, nacquero anche da motivazioni di ordine economico-finanziario. Per gli Stati Uniti valse il motto: «No taxation without representation».

Anche in un Paese nel quale, per dirla ancora con Prezzolini, «I fessi hanno dei principii. I furbi soltanto dei fini», può accadere che dalla rivolta, sin qui manifestatasi nella forma della renitenza elettorale, o da una possibile rivolta fiscale passiva, si passi direttamente a una vera e propria rivolta politica.

Augurandoci che non sia il populismo di un ex generale filofascista a raccogliere i cocci di questa indecente lacerazione del tessuto sociale del Paese.

PMI, conquistare i mercati internazionali senza perdere l’identità

Un mondo industriale profondamente cambiato

Il mondo nel quale le nostre imprese cercano nuovi mercati non è più quello di venti anni fa. Sono cambiate le tecnologie, le catene globali del valore, i costi di produzione e, soprattutto, è cresciuta la capacità industriale di Paesi che per molto tempo abbiamo considerato soltanto grandi piattaforme produttive.

La Cina è oggi una potenza manifatturiera e tecnologica. Nel fotovoltaico, nelle batterie, nell’auto elettrica, nell’elettronica e in numerose tecnologie industriali ha sviluppato competenze e capacità produttive che hanno modificato gli equilibri mondiali. Anche l’India sta aumentando il proprio peso industriale e tecnologico. Non si compete più soltanto sul costo del lavoro. Ricerca, automazione, innovazione, dimensione industriale e velocità di produzione sono diventati fattori decisivi.

Internazionalizzarsi significa cambiare organizzazione

Per le nostre piccole e medie imprese questa trasformazione non può essere affrontata cercando semplicemente nuovi clienti all’estero. Internazionalizzarsi oggi significa cambiare organizzazione, scegliere i mercati e prepararsi a competere.

Una PMI che vuole crescere fuori dai confini deve chiedersi se il proprio prodotto è davvero competitivo in quel mercato. Deve investire in qualità, certificazioni, marchio, comunicazione digitale e capacità commerciale. Deve conoscere normative e sistemi distributivi, individuare partner affidabili, proteggere i propri marchi e, quando necessario, essere presente direttamente sul territorio.

La dimensione si costruisce facendo sistema

Esiste poi un problema di dimensione. Una piccola impresa può avere un prodotto eccellente, ma non disporre delle risorse finanziarie e manageriali necessarie per affrontare più mercati. Per questo servono reti d’impresa, aggregazioni, partnership e strumenti capaci di accompagnare concretamente l’imprenditore. La dimensione, in molti casi, può essere costruita facendo sistema.

L’Italia, intanto, continua a dimostrare una forte vocazione all’export. Nel 2025 le esportazioni sono cresciute del 3,3 per cento, raggiungendo circa 643 miliardi di euro. A trainare la crescita sono stati, tra gli altri, farmaceutica, metalli, mezzi di trasporto e prodotti alimentari.

Il futuro, però, non può essere soltanto esportare di più. Deve essere esportare meglio.

La forza del Made in Italy

È qui che torna in campo il valore del Made in Italy. L’Italia non può inseguire la grande manifattura asiatica sul terreno dei volumi e dei prezzi. Può giocare una partita diversa, fondata su qualità, design, innovazione, personalizzazione, affidabilità, artigianalità e cultura del prodotto.

Pensiamo all’agroalimentare, alla meccanica specializzata, alla moda, all’arredo, alla cosmetica, alla nautica, alla farmaceutica e a tutte quelle nicchie nelle quali una PMI può diventare competitiva a livello internazionale. La forza italiana è anche nella straordinaria varietà dei territori, delle produzioni e delle competenze.

Produrre valore e portarlo nei mercati giusti

La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa ricchezza in una strategia internazionale. Non difendere semplicemente ciò che sappiamo fare, ma renderlo riconoscibile, innovativo e capace di conquistare nuovi mercati.

La nuova Italia che compete nel mondo non sarà necessariamente quella che produce di più. Sarà quella che saprà produrre valore, raccontarlo e portarlo nei mercati giusti.

 

Salvatore Guerriero
Presidente nazionale e internazionale della Confederazione delle Imprese nel Mondo – PMI International

La fiducia è un bene pubblico. E l’Italia ne sta consumando le riserve

Il costo invisibile della diffidenza

Non compare nei bilanci dello Stato, non entra nel PIL e nessuna legge finanziaria ne calcola lo stock. Eppure, quando diminuisce, tutto diventa più costoso: governare, fare impresa, curare, educare, perfino vivere insieme. È la fiducia.

Siamo abituati a considerarla un sentimento privato: mi fido di una persona, di un medico, di un collega. Ma la fiducia è anche una vera infrastruttura collettiva. Tiene insieme cittadini e istituzioni, rende possibili gli scambi economici, sostiene la cooperazione, permette alle comunità di affrontare un problema senza trasformare ogni differenza in conflitto.

Quando c’è fiducia servono meno controlli, meno procedure difensive, meno energie spese per proteggersi gli uni dagli altri. Quando manca, cresce il costo invisibile della diffidenza.

È questo uno dei problemi dell’Italia che dovremmo cominciare a misurare.

Un capitale che si consuma

Non basta domandarsi quanto cresca l’economia. Dovremmo chiederci anche quanto capitale di fiducia producano o distruggano le nostre decisioni. Una promessa pubblica non mantenuta, una procedura incomprensibile, un servizio che funziona diversamente a seconda del territorio, un concorso percepito come opaco, una lista d’attesa che costringe a cercare scorciatoie non generano soltanto inefficienza. Consumano fiducia.

E la fiducia ha una caratteristica particolare: si accumula lentamente e può essere dissipata molto rapidamente.

Lo stesso accade nella comunicazione pubblica. Se il confronto politico diventa una successione di slogan, delegittimazioni e promesse destinate a essere dimenticate, non perdiamo soltanto qualità nel dibattito. Insegniamo progressivamente ai cittadini che le parole non producono conseguenze.

La sfiducia, allora, smette di essere un atteggiamento e diventa un comportamento: ci si ritira, non si partecipa, non si vota, non si collabora, si cercano soluzioni individuali a problemi collettivi.

Il paradosso delle regole

Nasce così un paradosso: più diminuisce la fiducia, più chiediamo regole; più aumentano regole e controlli senza ricostruire relazioni affidabili, più il sistema diventa pesante e distante.

Per spezzare questo circuito non servono campagne sulla fiducia. Servono esperienze che rendano ragionevole fidarsi.

Un’amministrazione che dichiara un obiettivo, indica tempi e responsabilità e rende verificabile il risultato costruisce fiducia. Un ospedale che ascolta il paziente e gli spiega il percorso di cura costruisce fiducia. Una scuola che coinvolge realmente famiglie e territorio costruisce fiducia. Un’impresa che non considera lavoratori e comunità semplici variabili di costo costruisce fiducia. Una politica che sa dire anche «non lo abbiamo realizzato» costruisce, paradossalmente, più fiducia di una politica che rivendica sempre successi.

Misurare l’impatto relazionale

Ecco perché la fiducia dovrebbe entrare nella valutazione delle politiche pubbliche.

Accanto alla domanda «quanto abbiamo speso?», dovremmo introdurne altre: le persone hanno percepito maggiore equità? Sono state coinvolte? Il servizio è diventato più accessibile? Le istituzioni hanno mantenuto gli impegni? Sono aumentate cooperazione e partecipazione? È migliorata la capacità della comunità di affrontare insieme i propri problemi?

Significa andare oltre il PIL, ma anche oltre la semplice efficienza amministrativa. Significa riconoscere che una decisione pubblica produce sempre anche un impatto relazionale.

La fiducia, infatti, non nasce dalla richiesta di credere nelle istituzioni. Nasce quando le istituzioni diventano affidabili.

È una differenza decisiva.

Vivere di fiducia ereditata

Forse dovremmo smettere di domandarci soltanto perché gli italiani si fidano sempre meno e cominciare a rovesciare la domanda: che cosa stiamo facendo, nelle istituzioni, nell’economia e nelle nostre comunità, per meritare fiducia?

Perché una società può continuare per qualche tempo consumando le riserve accumulate dalle generazioni precedenti. Ma nessuna comunità può vivere indefinitamente di fiducia ereditata.

Il vero problema comincia quando continuiamo a prelevarla senza più depositarne.

Rosapia Farese
Presidente dell’Associazione FareRete InnovAzione BeneComune APS

Centrosinistra, Schlein: serve intesa anche su idee ancora diverse

Roma, 25 set. (askanews) – Cita ancora Daniele Silvestri, Elly Schlein, come aveva già fatto alla festa di Avs, “siamo d’accordo su 4850 cose”, la “piattaforma comune” del centrosinistra “è già ben avanzata”, assicura, ma poi – con tono pacato – manda un messaggio chiaro: “Bisogna discutere e trovare un accordo anche su quelle cose su cui ancora abbiamo idee diverse”. La leader Pd non fa nomi, ma non serve uno sforzo di fantasia per capire a chi si stia riferendo: la “cosa” su cui le idee sono ancora diverse è soprattutto una, l’Ucraina, e la Schlein non ci sta ad essere descritta come quella che vuole “mandare le armi a go-go”, come ha detto Giuseppe Conte.

La leader democratica non replica mai agli affondi dell’alleato, si limita sempre a felpatissimi richiami all’unità e quando parla di Ucraina ormai garantisce che non mancherà il “sostegno” a Kiev, facendo attenzione a non pronunciare l’aggettivo “militare”. Ma la comunicazione scelta dal leader M5s di fatto la relega nel ruolo di “bellicista”, una parte che la Schlein non ha nessuna intenzione di accettare, innanzitutto perché per lei l’elettorato pacifista è il ‘suo’ elettorato. Ma non solo.

Il lavorio per evitare le primarie e scegliere un terzo nome è ormai alla luce del sole e se nel Pd nessuno ne parla in pubblico adesso è Avs a non lasciar passare giorno senza sollevare il tema. Angelo Bonelli lo ha ripetuto anche oggi al Corriere della Sera, con una frase che sembra invitare i big del Pd ad uscire allo scoperto. “Pensavo che si potesse raggiungere una sintesi alta, per superare la contrapposizione sulla leadership”. Certo, aggiunge, “l’appello, a quanto pare, è caduto nel vuoto. Prendo atto che il Pd intende andare avanti con le primarie”. Salvo poi aggiungere: “Avevo lanciato la proposta e la rilancio oggi, ma non vedo segnali positivi”.

Segnali che, spiega un parlamentare della sinistra dem, non possono certo venire dal Pd: “Moltissimi sono convinti dei rischi delle primarie, la competizione non può che esaltare le differenze. Ma per evitare i gazebo a questo punto ci sono solo due strade: o Conte accetta il principio che il leader è il capo del partito che prende più voti alle politiche, oppure il leader M5s deve dire, in pubblico, ‘cara Elly, compiamo un atto di generosità e scegliamo insieme un terzo nome'”. Di sicuro, chiarisce, “nessuno nel Pd può dire ‘non facciamo le primarie’. Non è pensabile che siamo noi a chiedere alla segretaria di farsi da parte”.

Conte, anche nelle scorse settimane, ha più volte ricordato che lui aveva proposto anche, come alternativa, di fare “come nelle regioni”, ovvero sedersi “attorno a un tavolo e scegliere il candidato più competitivo”. Ma pochi credono che il leader M5s possa andare oltre questo.

Anche per questo, però, è importante che il clima tra i due sfidanti non superi il livello di guardia. Il richiamo della Schlein di oggi “dobbiamo discutere e trovare un accordo anche sulle cose su cui ancora abbiamo idee diverse” torna utile anche per disinnescare l’argomento delle “primarie divisive”, che è il punto di partenza di tutti i ragionamenti sul ‘terzo nome’ o ‘federatore’ che dir si voglia.

A Serravalle un nuovo polo per sviluppare l’idrogeno

Trento, 25 set. (askanews) – È stato inaugurato a Serravalle di Ala il nuovo polo industriale e tecnologico di UFI Hydrogen. È qui che prendono vita le tecnologie MEA, componente fondamentale per produrre idrogeno e trasformarlo in energia pulita. Un piano di sviluppo ambizioso, che prevede 50 milioni di euro di investimenti entro il 2029 e l’arrivo di circa 100 nuovi posti di lavoro sul territorio.

“È un passaggio importantissimo perché fa parte di un’infrastruttura nata per dare risposte al futuro energetico e garantire indipendenza. È un piccolo tassello, ma dal valore enorme: quando ci si inizia a muovere significa che c’è la possibilità di far tirare un sospiro di sollievo a un mercato energetico in forte sofferenza, come abbiamo vissuto in questi anni tra la guerra in Ucraina e i conflitti in Medio Oriente. Credo che, oggettivamente parlando, l’Italia debba tornare ad avere una piena efficienza energetica. Questo intervento, insieme alle altre norme che abbiamo messo in campo compresa quella sul nucleare , può iniziare a tracciare un vero percorso” ha dichiarato Claudio Durigon, Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Un’operazione strategica che dà un forte impulso all’economia e alla transizione energetica della Provincia Autonoma di Trento:

“Abbiamo voluto puntare soprattutto sull’innovazione e sulla ricerca, grazie a una grande collaborazione con la FBK, all’interno di un settore come quello dell’idrogeno. In un territorio come il nostro, legato al tema energetico e alla necessità di trovare alternative, questo settore garantisce importanti margini di manovra anche sul piano occupazionale. Qui oggi lavorano 40 persone di 12 nazionalità diverse: significa che siamo riusciti a creare attrazione, e che UFI ha saputo attrarre talenti. In più, abbiamo rigenerato un’area che chi conosce la zona sa essere stata a lungo complessa. Siamo quindi davvero soddisfatti per la ricerca, per l’innovazione, per la visione del futuro e per lo sviluppo che questa realtà può portare ai territori” ha aggiunto Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento.

14.000 metri quadri in cui si progetta il futuro, un hub tecnologico che unisce l’intuizione della ricerca alla concretezza della produzione industriale

“Per il territorio questo rappresenta moltissimo. Siamo partiti qui con un primo polo di innovazione che è presente ormai da dieci anni, dal quale è nata questa tecnologia. Ciò ha dato la possibilità al Trentino a Trentino Sviluppo, al Comune, alla Provincia e a tutta la comunità, che ci hanno davvero supportato di realizzare un impianto assolutamente innovativo. Siamo orgogliosi di essere la settima realtà al mondo a produrre e lavorare in questo settore” ha concluso il Cavaliere Giorgio Girondi, Presidente di UFI Hydrogen e Presidente del Gruppo UFI Filters.

Tra ricerca, lavoro e tecnologia, il nuovo polo industriale di UFI Hydrogen traccia una strada ben precisa: non aspettare il futuro, ma costruirlo.

Nave Vespucci: a Trieste si conclude la Campagna 2026

Napoli, 25 set. (askanews) – Si concluderà a Trieste il Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026, iniziativa del Ministero della Difesa e della Marina Militare, prodotta da Difesa Servizi S.p.A, che ha portato la Nave Scuola della Marina Militare italiana nei mari di tutto il mondo.

Il capitolo conclusivo del tour è stato presentato a Napoli, presso il molo Beverello, in concomitanza della 38 Louis Vuitton America’s Cup dal Comandante del Comando Logistico della Marina Militare Ammiraglio di Squadra Vincenzo Montanaro.

Le parole del Comandante del comando logistico della Marina Militare, A.S. Vincenzo Montanaro: “Il bilancio è estremamente positivo, la nave nel corso del Tour Mondiale ha avuto più di 109 mila visitatori, transitando per tantissime nazioni, ha portato all’eccellenza del Paese e ha potuto fare attività di diplomazia navale. Tutto ciò è un bene per le relazioni internazionali con i Paesi che ci hanno ospitato, e certamente continueranno a migliorare. È una condizione win-win resa possibile dal progetto effettuato con Difesa Servizi S.P.A., che ha consentito, grazie ad un’idea del Ministro della Difesa Guido Crosetto, di abbinare agli incarichi prettamente istituzionali la formazione degli allievi, l’attività di rappresentanza, ma anche la possibilità di esportare, di far conoscere, di condividere le eccellenze del nostro Paese”.

Nel dettaglio l’Amerigo Vespucci, dopo l’attracco a Napoli, concluderà il suo tour a Trieste il prossimo 8 ottobre prendendo parte alla 58 edizione della Barcolana, la regata più partecipata del mondo.

L’intervista all’ Amministratore Delegato di Difesa Servizi, Luca Andreoli: “Di concerto alla connessione con l’America’s Cup chiuderemo la campagna 2026 a Trieste in occasione di un’altra straordinaria esperienza velica che è quella della Barcolana: la regata velica più partecipata al mondo. Da un lato dunque la competizione pura dell’America’s Cup, dall’altro la partecipazione e la festa della vela. Anche in quell’occasione la Vespucci sarà presente e lo fa proprio perché la promozione del sistema Italia è una delle sue mission più importanti”.

Il commento del Presidente della Barcolana, Mitja Gialuz: “Una grande gioia e orgoglio rivedere la nave Vespucci, la nave più bella del mondo, e arrivare all’esito di un tour mondiale, focalizzato sugli Stati Uniti, proprio a Trieste, che è una città storicamente legata alla Marina. Non a caso l’ammiraglia della Marina italiana è intitolata proprio alla città di Trieste. C’è davvero tanto orgoglio e grande gioia. Ma anche un grande senso di responsabilità. Organizzare la regata più grande al mondo dinanzi alla Vespucci ci aiuta a dare il massimo affinchè tutto vada per il meglio”.

La tappa di Napoli ha dunque svelato tutti i dettagli del rush conclusivo del Tour Mondiale Amerigo Vespucci, annunciando anche il ritorno del Villaggio IN Italia che dall’8 al 12 ottobre ospiterà un palinsesto ricco di appuntamenti, tra cui il forum sulla vela e il forum sulla subacquea.

Markus Stockhausen, Danilo Rea e altri big al Venezia Jazz Festival

Roma, 25 set. (askanews) – Dal 2 ottobre all’11 dicembre torna la Fall edition di Venezia Jazz Festival, organizzata da Veneto Jazz. Fra i grandi eventi, sabato 7 novembre al Teatro Goldoni, Danilo Rea firma Sakamoto & Me, un omaggio al compositore giapponese Ryuichi Sakamoto tra pianoforte, elettronica e visuals, insieme a Martux_m e Mauro Cosenza: un concerto speciale che condensa lo spirito di questa edizione, capace di far dialogare la tradizione pianistica jazz con la ricerca sonora contemporanea.

E ancora: il nuovo album Ecm del quintetto di Enzo Favata e il concerto e il seminario sull’improvvisazione di Markus Stockhausen; grandi maestri come Saverio Tasca e Delfeayo Marsalis, emergenti come Zsigmond Gerlóczy e sonorità etniche da Stelios Petrakis a Mehmet Polat. In tutto diciannove appuntamenti che attraversano continenti e linguaggi, dal jazz europeo più raffinato alle tradizioni nordiche e orientali, dai grandi trii pianistici alle nuove generazioni di musicisti italiani.

“Questa nona edizione della Fall Edition racconta l’identità più profonda di Venezia Jazz Festival: un jazz che non conosce confini, capace di dialogare con le tradizioni musicali di ogni continente”, ha dichiarato Giuseppe Mormile, direttore artistico del festival. “Un cartellone che unisce grandi nomi internazionali e nuove generazioni di musicisti, nella convinzione che Venezia sia il luogo ideale per questo incontro tra culture, storia e contemporaneità”, ha aggiunto.

Si comincia venerdì 2 e sabato 3 ottobre, alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, con il progetto Inside Out di Markus Stockhausen, in un trio di rara intesa formato da Florian Weber al pianoforte e Patrice Héral alla batteria, che mette in dialogo i tre strumenti in un jazz cameristico e visionario. Markus Stockhausen, tra le voci più originali della tromba europea, sarà inoltre protagonista di un seminario dedicato all’improvvisazione.

Venerdì 9 ottobre, a Laguna Libre, i Masters of Irish Tradition portano in scena l’anima più autentica della musica irlandese, con Gerry O’Connor, Laurence Nugent, Paul Meehan e Richard Lyons, in una formazione arricchita dalla partecipazione di Laura Torterolo.

Sabato 17 ottobre, ancora alle Sale Apollinee, è la volta del prestigioso trio targato ECM di Marcin Wasilewski, una delle formazioni pianistiche più amate del jazz europeo contemporaneo, capace di coniugare lirismo e tensione ritmica con assoluta coerenza stilistica (doppio concerto alle 19 e alle 21).

Venerdì 23 ottobre, a Laguna Libre, il Flavio Boltro 4et presenta “NextGen”: il trombettista piemontese guida un quartetto che guarda al futuro del jazz italiano, in un doppio set che attraversa energia e introspezione.

Sabato 24 ottobre, sull’Isola di San Servolo, l’Alba Armengou Trio propone un jazz che unisce voce e tromba in un unico strumento espressivo, accompagnato dalle sonorità della chitarra e delle percussioni. La sua musica intreccia le radici catalane con le influenze latinoamericane e brasiliane, spaziando tra bolero, cançó catalana e bossa nova.

Domenica 25 ottobre, nell’ambito di Candiani Groove al Centro Culturale Candiani di Mestre, un ambasciatore cretese della lira come Stelios Petrakis incontra il maestro della zarb persiano Bijan Chemirani e il valenciano Efrén López (liuto e chitarra), in un viaggio sonoro tra Creta, Persia e Mediterraneo.

Sabato 31 ottobre, alle Sale Apollinee, Atlantico presenta Ritornare, il nuovo album pubblicato per ECM: Enzo Favata, Daniele di Bonaventura, Marcello Peghin, Salvatore Maltana e Alessandro Cau danno vita a un jazz mediterraneo di grande respiro e profondità timbrica, sulle orme dello storico quintetto (doppio concerto alle 19 e alle 21).

Domenica 1 novembre, a Laguna Libre, il Delfeayo Marsalis Quintet featuring Eric Alexander porta a Venezia la grande tradizione del jazz americano, tra swing autentico e virtuosismo strumentale.

Sabato 7 novembre, alle 17, all’Auditorium Lo Squero sull’Isola di San Giorgio Maggiore, Giulia Tamanini e José Ferreira presentano Duo In Uno, un vibrante omaggio alla musica brasiliana in un dialogo intimo tra sassofono e chitarra a sette corde.

A seguire, alle 20, al Teatro Goldoni l’evento speciale Sakamoto & Me. Danilo Rea rivive il genio di Ryuichi Sakamoto: il pianoforte diventa voce e anima intrecciata alle texture elettroniche di Martux_m e alle visioni oniriche del videoartista Mauro Cosenza. Un omaggio vibrante, arricchito da composizioni originali, alla musica del compositore giapponese capace di fondere l’eleganza di Puccini e Debussy con la tradizione nipponica e l’elettronica, in un viaggio ipnotico tra memoria e invenzione.

Domenica 8 novembre, per Candiani Groove al Centro Culturale Candiani, il Mehmet Polat Quartet fonde l’oud e le composizioni originali del musicista turco con pianoforte, contrabbasso e batteria, in un jazz che dialoga con le tradizioni del Vicino Oriente.

Venerdì 13 novembre, a Laguna Libre, Sherman Irby guida il suo quartetto nel “Thelonious Monk Project”, un omaggio al genio del bebop reinterpretato con rispetto e libertà creativa. L’evento è finanziato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia con ingresso gratuito per gli studenti.

Lunedì 16 novembre, alle Sale Apollinee, la Tomorrow’s Jazz Night mette in luce due giovani formazioni: il VMV Trio, guidato dal sassofonista Vincenzo Di Gioia, e il duo formato da Simone Baron e Federico Calcagno, tra fisarmonica e clarinetto.

Giovedì 19 novembre, a Laguna Libre, María Esteban & Daniele Gorgone Trio propongono un jazz vocale intenso, sostenuto da un trio ritmico di grande sensibilità.

Sabato 21 novembre, alle Sale Apollinee, Zsigmond Gerlóczy si esibisce in un recital di piano solo, tra lirismo e improvvisazione. Pianista, compositore e produttore ungherese, ha conquistato l’attenzione di grandi nomi del jazz mondiale, da Keith Jarrett a Jacob Collier.

Venerdì 27 novembre, a Laguna Libre, lo Scannapieco Geremia 5et propone un jazz solido e contemporaneo, con un quintetto affiatato che spazia tra tromba, sax tenore, pianoforte, contrabbasso e batteria. Anche questo evento è finanziato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Sabato 28 novembre, all’Auditorium Lo Squero, Chandana presenta “Dall’India al Maghreb sulle mude veneziane del profumo”: un progetto che intreccia voce, musica e narrazione in un viaggio tra le rotte storiche del commercio, con Namritha Nori alla voce e alla narrazione e Sarra Douik alla voce e all’oud.

Mercoledì 2 dicembre, alle Sale Apollinee, a margine del Premio Tomorrow’s Jazz, il vibrafonista Saverio Tasca, in Amos Alfredson Project, cambia il suono del consueto piano trio, sostituendo il pianoforte con il vibrafono: un nuova voce nel jazz del vecchio continente che ingloba tradizioni musicali, compositive ed espressive proprie di tanta musica occidentale, classica ed etnica.

Infine, venerdì 11 dicembre, a Laguna Libre, Lucia de Carvalho, il Tamburo nel cuore della Lusofonia, in quartetto: un concerto che celebra le percussioni e le culture di lingua portoghese, tra Angola, Brasile e Portogallo.

Venezia Jazz Festival Fall edition #9 è organizzato da Veneto Jazz con il supporto di Ministero della Cultura e Regione del Veneto, il patrocinio della Città di Venezia e in collaborazione con Fondazione Teatro La Fenice, Fondazione Giorgio Cini, San Servolo Servizi. Special partner: Splendid Venice Hotel, Laguna Libre. Media partner: Venezia News. Il concerto di Alba Armengou Trio è realizzato con il sostegno dell’Institut Ramon Llull nell’ambito di International Programming of Catalan Artistic Creations in Music and the Performing Arts.

Prevendite: Ticketone – VeneziaUnica – Vivaticket (solo per concerti Auditorium Candiani) – feverup.com (solo per concerti Laguna Libre).

Da Moritz von Oswald a Sasha Waltz, ecco gli eventi "tedeschi" a Ref41

Roma, 25 set. (askanews) – Nell’anno in cui si festeggiano i 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, il Romaeuropa Festival propone diversi appuntamenti all’insegna della cooperazione con la Germania. Accanto agli spettacoli di produzione o a partecipazione tedesca, in questa edizione sono tre le istituzioni tedesche in Italia che collaborano direttamente con il Festival: l’Ambasciata di Germania, il Goethe-Institut e l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.

Il programma spazia dalla musica al teatro, dal Novecento al presente, dall’analogico al digitale, da nomi già noti e apprezzati alle nuove scoperte.

Il primo appuntamento è il 26 settembre con “Silencio”: nella cornice del Teatro Argentina va in scena Moritz von Oswald, uno dei pionieri del dub techno tra i compositori più acclamati della scena tedesca.

Il 27 settembre, al Mattatoio, il collettivo Total Refusal, formato da Susanna Flock, Robin Klengel, Leonhard Muellner e Micheal Stumpf, nell’ambito della rassegna ULTRA CLUB, propone un incontro tra videogame e arti performative.

Doppio appuntamento il 29 settembre, sempre al Mattatoio: alle 19 va in scena “Die schoene Magelone (The beautiful Magelone)” di Sabine Scho, in lingua tedesca con sottotitoli in italiano. È un progetto che unisce musica, lettura e performance. Le quindici romanze di Johannes Brahms sono interpretate da Gideon Poppe e Anh Trung Sam, con inserti poetici contemporanei di Sabine Scho e una performance di hair art dal vivo curata da Julian Aaron Astor Paschen; alle 21 il compositore tedesco Hans Thomalla in “Nachtmusik (Night Music)” costruisce un attraversamento del buio come esperienza acustica, spaziale e percettiva esplorando il confine tra sogno e realtà.

Il 6 ottobre, infine, al Teatro Argentina è in programma la prima nazionale di “Bach Cello Dance”. Sasha Waltz torna dopo molti anni sul palco come danzatrice, e crea un dialogo straordinario con Anastasia Kobekina, tra le violoncelliste e i violoncellisti più importanti della sua generazione. Al centro di questo incontro unico le suites di Johann Sebastian Bach.

Tra le presenze tedesche alla quarantunesima edizione del Festival si segnala, infine, anche quella di Ersan Mondtag, il 30 ottobre al Mattatoio per chiudere la maratona “Heimat – Patria/Straniero” promossa dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico: cinque registi hanno guidato gli allievi del secondo anno di specializzazione dell’Accademia intorno a questo tema. Mondtag lo ha affrontato ispirandosi a Winterreise di Elfriede Jelinek.

Il 4 novembre infine all’Auditorium Parco della Musica la New European Ensemble, diretta da Carlo Boccadoro, propone le Voices di Hans Werner Henze, un intenso mosaico di testi poetici e politici che si trasformano in teatro musicale.

Nel weekend ritorna la Exclusive Padel Cup: prima tappa a Roma

Roma, 25 set. (askanews) – Roma, Trani, Bergamo e Parma. Anche quest’anno, la Exclusive Padel Cup è pronta a iniziare il suo giro d’Italia. Sabato 26 e domenica 27 settembre – si legge in una nota – scatta dalla Capitale la sesta edizione del circuito organizzato da Msp Italia, ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, leader in Italia nei tornei di padel amatoriali, e firmato da Exclusive. Confermata la formula ‘itinerante’ degli ultimi tre anni: dopo la tappa di Roma al Ponte Milvio Tennis Club, la Exclusive Padel Cup si sposterà al Dorado Padel Center di Trani (24-25 ottobre), al 27 Padel Club di Bergamo (7-8 novembre) per chiudere al Pro Green Padel di Parma (28-29 novembre). Il circuito amatoriale è riservato alla categoria ‘non classificati’ o mai classificati oltre la terza, quarta e quinta fascia ed è diviso in tre categorie: maschile, femminile e misto. E per esaltare lo spirito della competizione, nel segno del fair play, le coppie si arbitreranno da sole, con la supervisione dei direttori di gara di Msp.

Nella mattinata di sabato sono in programma anche dei match di esibizione: tra i protagonisti, l’ex pilota di Formula 1 Giancarlo Fisichella, gli ex calciatori Dario Marcolin, Guerino Gottardi e Andrea Silenzi e l’ex schermidore e ora speaker radiofonico Stefano Pantano.

Quelli dell’Exclusive Padel Cup 2025 si sono confermati numeri da record, con oltre 200 coppie che sono scese in campo nelle quattro tappe disputate. Una formula, quella della Exclusive Padel Cup, che piace anche ai vip come Jimmy Ghione e agli ex calciatori e più in generale, agli ex atleti che negli anni hanno disputato il torneo: tra questi, Beppe Bergomi, Francesco Coco, Dida, Nicola Legrottaglie, Serginho, Nicola Amoruso, Dario Marcolin, German Denis, ‘Papu’ Gomez, Stefano Fiore, Nando Orsi, Cristian Brocchi; inoltre la leggenda del tennis Adriano Panatta, l’ex mezzofondista azzurro Gennaro Di Napoli, il pallavolista Pasquale Gravina, uno dei protagonisti della ‘Generazione di fenomeni’ di Julio Velasco, fino agli ex super cestisti Stefano Mancinelli e Gianluca Basile per finire con gli ex nazionali di rugby Paul Griffen e Alessandro Zanni.

“Siamo pronti per vivere un’altra entusiasmante edizione della Exclusive Padel Cup, convinti di poter replicare il successo delle precedenti – ha sottolineato Claudio Briganti, responsabile nazionale padel di Msp Italia – Siamo felici di accogliere Trani, Bergamo e Parma tra le new entry e città che ospiteranno la manifestazione, diventata ormai un appuntamento fisso e un’eccellenza nel calendario dei tornei amatoriali più apprezzati della stagione, per lo spirito competitivo ma soprattutto per quello aggregativo. Un aspetto, questo, che nella pratica del padel è assolutamente prioritario e che rende questa disciplina sempre più popolare”.

Calcio, anticipi e posticipi serie A fino a gennaio

Roma, 25 set. (askanews) – La Lega Serie A ha definito gli anticipi e i posticipi dalla 13^ alla 19^ giornata, la terza dell’anno solare 2027, oltre ad alcune variazioni orarie alla 12^. I derby di Roma e Torino si giocheranno alle 12.30 (Lazio-Roma domenica 13 dicembre, Juventus-Torino mercoledì 6 gennaio) mentre il big match Roma-Juventus sarà in diretta su Sky sabato 19 dicembre alle 20.45. Di seguito tutte le date, gli orari

6^ GIORNATA (10-12 ottobre)

GENOA-FIORENTINA sabato 10 ottobre ore 15 INTER-PARMA sabato 10 ottobre ore 18 NAPOLI-FROSINONE sabato 10 ottobre ore 20.45 COMO-ROMA domenica 11 ottobre ore 12.30 LAZIO-MONZA domenica 11 ottobre ore 15 LECCE-BOLOGNA domenica 11 ottobre ore 15 SASSUOLO-MILAN domenica 11 ottobre ore 18 CAGLIARI-JUVENTUS domenica 11 ottobre ore 20.45 ATALANTA-VENEZIA lunedì 12 ottobre ore 18.30 TORINO-UDINESE lunedì 12 ottobre ore 20.45

7^ GIORNATA (16-19 ottobre)

FROSINONE-SASSUOLO venerdì 16 ottobre ore 20:45 VENEZIA-NAPOLI sabato 17 ottobre ore 15 BOLOGNA-INTER sabato 17 ottobre ore 18 ROMA-GENOA sabato 17 ottobre ore 20.45 UDINESE-LECCE domenica 18 ottobre ore 12.30 FIORENTINA-COMO domenica 18 ottobre ore 15 MILAN-ATALANTA domenica 18 ottobre ore 18 JUVENTUS-LAZIO domenica 18 ottobre ore 20.45 MONZA-CAGLIARI lunedì 19 ottobre ore 18:30 PARMA-TORINO lunedì 19 ottobre ore 20.45

8^ GIORNATA (23-25 ottobre)

TORINO-MONZA venerdì 23 ottobre ore 20.45 CAGLIARI-BOLOGNA sabato 24 ottobre ore 15 COMO-SASSUOLO sabato 24 ottobre ore 15 NAPOLI-ROMA sabato 24 ottobre ore 18 LAZIO-PARMA sabato 24 ottobre ore 20.45 INTER-FIORENTINA domenica 25 ottobre ore 12.30 ATALANTA-FROSINONE domenica 25 ottobre ore 15 GENOA-VENEZIA domenica 25 ottobre ore 15 LECCE-JUVENTUS domenica 25 ottobre ore 18 UDINESE-MILAN domenica 25 ottobre ore 20.45

9^ GIORNATA (27-29 ottobre)

SASSUOLO-LAZIO martedì 27 ottobre ore 18.30 ROMA-CAGLIARI martedì 27 ottobre ore 20.45 TORINO-COMO martedì 27 ottobre ore 20.45 MILAN-BOLOGNA mercoledì 28 ottobre ore 18.30 PARMA-UDINESE mercoledì 28 ottobre ore 18.30 VENEZIA-INTER mercoledì 28 ottobre ore 18.30 GENOA-JUVENTUS mercoledì 28 ottobre ore 20.45 MONZA-NAPOLI mercoledì 28 ottobre ore 20.45 FROSINONE-LECCE giovedì 29 ottobre ore 18.30 FIORENTINA-ATALANTA giovedì 29 ottobre ore 20.45

10^ GIORNATA (31 ottobre-2 novembre)

BOLOGNA-MONZA sabato 31 ottobre ore 15 UDINESE-ROMA sabato 31 ottobre ore 18 MILAN-INTER sabato 31 ottobre ore 20.45 COMO-VENEZIA domenica 1 novembre ore 12.30 FROSINONE-TORINO domenica 1 novembre ore 15 LAZIO-CAGLIARI domenica 1 novembre ore 15 LECCE-GENOA domenica 1 novembre ore 18 JUVENTUS-NAPOLI domenica 1 novembre ore 20.45 SASSUOLO-FIORENTINA lunedì 2 novembre ore 18.30 ATALANTA-PARMA lunedì 2 novembre ore 20.45

11^ GIORNATA (6-8 novembre)

VENEZIA-UDINESE venerdì 6 novembre ore 20.45 SKY CAGLIARI-FROSINONE sabato 7 novembre ore 15 TORINO-LECCE sabato 7 novembre ore 15 PARMA-BOLOGNA sabato 7 novembre ore 18 ROMA-SASSUOLO sabato 7 novembre ore 20.45 NAPOLI-LAZIO domenica 8 novembre ore 12.30 GENOA-MILAN domenica 8 novembre ore 15 MONZA-ATALANTA domenica 8 novembre ore 15 INTER-COMO domenica 8 novembre ore 18 FIORENTINA-JUVENTUS domenica 8 novembre ore 20.45

12^ GIORNATA (21-23 novembre)

COMO-CAGLIARI sabato 21 novembre ore 15 LAZIO-LECCE sabato 21 novembre ore 15 PARMA-ROMA sabato 21 novembre ore 18 NAPOLI-TORINO sabato 21 novembre ore 20.45 JUVENTUS-VENEZIA domenica 22 novembre ore 12.30 * BOLOGNA-UDINESE domenica 22 novembre ore 15 * SASSUOLO-GENOA domenica 22 novembre ore 15 * MILAN-FROSINONE domenica 22 novembre ore 18 * ATALANTA-INTER domenica 22 novembre ore 20.45 MONZA-FIORENTINA lunedì 23 novembre ore 20.45 – SKY * * variazioni rispetto alla pubblicazione precedente

13^ GIORNATA (27-30 novembre)

VENEZIA-BOLOGNA venerdì 27 novembre ore 20.45 FROSINONE-PARMA sabato 28 novembre ore 15 TORINO-LAZIO sabato 28 novembre ore 18 INTER-GENOA sabato 28 novembre ore 20.45 UDINESE-FIORENTINA domenica 29 novembre ore 12.30 SASSUOLO-NAPOLI domenica 29 novembre ore 15 ROMA-MONZA domenica 29 novembre ore 18 COMO-JUVENTUS domenica 29 novembre ore 20.45 LECCE-ATALANTA lunedì 30 novembre ore 18.30 CAGLIARI-MILAN lunedì 30 novembre ore 20.45

14^ GIORNATA (4-7 dicembre)

BOLOGNA-ROMA venerdì 4 dicembre ore 20.45 MONZA-COMO sabato 5 dicembre ore 15 FROSINONE-INTER sabato 5 dicembre ore 18 NAPOLI-LECCE sabato 5 dicembre ore 20.45 GENOA-TORINO domenica 6 dicembre ore 12.30 LAZIO-ATALANTA domenica 6 dicembre ore 15 JUVENTUS-UDINESE domenica 6 dicembre ore 18 MILAN-PARMA domenica 6 dicembre ore 20.45 VENEZIA-SASSUOLO lunedì 7 dicembre ore 18.30 FIORENTINA-CAGLIARI lunedì 7 dicembre ore 20.45

15^ GIORNATA (11-14 dicembre)

UDINESE-FROSINONE venerdì 11 dicembre ore 20.45 CAGLIARI-VENEZIA sabato 12 dicembre ore 15 LECCE-SASSUOLO sabato 12 dicembre ore 18 COMO-BOLOGNA sabato 12 dicembre ore 20.45 LAZIO-ROMA domenica 13 dicembre ore 12.30 INTER-TORINO domenica 13 dicembre ore 15 PARMA-FIORENTINA domenica 13 dicembre ore 18 NAPOLI-MILAN domenica 13 dicembre ore 20.45 ATALANTA-GENOA lunedì 14 dicembre ore 18.30 JUVENTUS-MONZA lunedì 14 dicembre ore 20.45

16^ GIORNATA (18-20 dicembre)

FROSINONE-LAZIO venerdì 18 dicembre ore 18.30 – SKY LECCE-INTER venerdì 18 dicembre ore 20.45 SASSUOLO-PARMA sabato 19 dicembre ore 15 MILAN-COMO sabato 19 dicembre ore 18 ROMA-JUVENTUS sabato 19 dicembre ore 20.45 FIORENTINA-BOLOGNA domenica 20 dicembre ore 12.30 TORINO-CAGLIARI domenica 20 dicembre ore 15 VENEZIA-MONZA domenica 20 dicembre ore 15 GENOA-UDINESE domenica 20 dicembre ore 18 ATALANTA-NAPOLI domenica 20 dicembre ore 20.45

17^ GIORNATA (2-3 gennaio)

CAGLIARI-GENOA sabato 2 gennaio ore 12.30 FIORENTINA-LAZIO sabato 2 gennaio ore 15 TORINO-VENEZIA sabato 2 gennaio ore 15 ROMA-FROSINONE sabato 2 gennaio ore 18 MONZA-MILAN sabato 2 gennaio ore 20.45 INTER-SASSUOLO domenica 3 gennaio ore 12.30 COMO-LECCE domenica 3 gennaio ore 15 UDINESE-ATALANTA domenica 3 gennaio ore 15 PARMA-NAPOLI domenica 3 gennaio ore 18 BOLOGNA-JUVENTUS domenica 3 gennaio ore 20.45

18^ GIORNATA (5-7 gennaio)

GENOA-MONZA martedì 5 gennaio ore 18.30 VENEZIA-ROMA martedì 5 gennaio ore 18.30 MILAN-FIORENTINA martedì 5 gennaio ore 20.45 JUVENTUS-TORINO mercoledì 6 gennaio ore 12.30 FROSINONE-BOLOGNA mercoledì 6 gennaio ore 15 LECCE-PARMA mercoledì 6 gennaio ore 15 ATALANTA-COMO mercoledì 6 gennaio ore 18 LAZIO-INTER mercoledì 6 gennaio ore 20.45 SASSUOLO-UDINESE giovedì 7 gennaio ore 18.30 NAPOLI-CAGLIARI giovedì 7 gennaio ore 20.45

19^ GIORNATA (9-11 gennaio)

MONZA-FROSINONE sabato 9 gennaio ore 15 MILAN-ROMA sabato 9 gennaio ore 18 BOLOGNA-GENOA sabato 9 gennaio ore 20.45 COMO-LAZIO domenica 10 gennaio ore 12.30 FIORENTINA-LECCE domenica 10 gennaio ore 15 PARMA-VENEZIA domenica 10 gennaio ore 15 TORINO-ATALANTA domenica 10 gennaio ore 18 INTER-JUVENTUS domenica 10 gennaio ore 20.45 CAGLIARI-SASSUOLO lunedì 11 gennaio ore 18.30 UDINESE-NAPOLI lunedì 11 gennaio ore 20.45

Formula1, Ferrari, Vasseur: "Modifiche hanno dato frutto"

Roma, 25 set. (askanews) – Charles Leclerc partirà dalla prima fila nel Gran Premio dell’Azerbaigian. Il pilota della Ferrari ha chiuso le qualifiche del Baku City Circuit al secondo posto, alle spalle della Mercedes di George Russell, mentre l’altro ferrarista Lewis Hamilton scatterà dalla sesta posizione. La gara, sulla distanza di 51 giri, prenderà il via domani alle 15 locali, le 13 in Italia.

“Sono riuscito a mettere insieme un buon giro nel mio ultimo tentativo, anche se il distacco da George è risultato piuttosto ampio – ha detto Leclerc -. Dopo un giovedì difficile ci aspettavamo di essere abbastanza lontani, però dopo le prove di questa mattina abbiamo visto che probabilmente c’era qualcosa in più da tirare fuori. Siamo contenti della nostra posizione sulla griglia, vedremo cosa riusciremo a fare domani in gara”.

Hamilton ha sottolineato il lavoro svolto dalla squadra per recuperare dopo le difficoltà del giovedì: “In Q1 la nostra prestazione è stata piuttosto solida e tutta la sessione ci ha offerto alcuni aspetti positivi. Detto questo, riuscire a portare le gomme alla giusta temperatura è stato complicato e ciò ha reso difficile farle lavorare costantemente nella corretta finestra di funzionamento. Per questo abbiamo faticato a trovare il grip che cercavamo, in particolare in Q3, e il fatto di non aver avuto una scia nell’ultimo tentativo ha reso più difficile sfruttare al massimo il secondo giro lanciato”.

Il team principal Fred Vasseur si è detto soddisfatto del recupero della squadra: “Abbiamo apportato alcune modifiche significative all’assetto e al nostro approccio a questa pista e credo abbiano dato i loro frutti”. Il francese ha spiegato che Hamilton ha avuto difficoltà a trovare una scia per il particolare piano di gara della Ferrari e ha ricordato come il primo tentativo in Q3 sia stato compromesso dal passaggio vicino al muro. In vista della gara, Vasseur prevede un degrado delle gomme contenuto e quindi una particolare importanza della posizione in pista, in un circuito dove “Baku è sempre imprevedibile”.

Vela, America’s Cup, Luna Rossa in testa a Napoli dopo 2 regate

Roma, 25 set. (askanews) – Giornata condizionata dal vento debole per la Preliminary Regatta di Napoli, seconda tappa di avvicinamento alla 38ma America’s Cup. Dopo quasi tre ore di ritardo rispetto all’orario iniziale, la prima fleet race è stata interrotta due volte perché gli AC40 sono rimasti senza portanza, cadendo dai foil. Al terzo tentativo è arrivato il successo di Arc Team Usa, al debutto nella competizione, davanti a Luna Rossa Senior.

La reazione della barca italiana è stata immediata nella seconda regata. Luna Rossa Senior, partita nelle prime posizioni, ha preso il comando dai primi metri e ha resistito al ritorno di Alinghi, chiudendo con circa 20 secondi di vantaggio. Terze e quarte le due imbarcazioni di Emirates Team New Zealand, mentre Luna Rossa Youth&Women ha chiuso quinta dopo essere stata penalizzata per non aver dato la precedenza a New Zealand alla prima virata.

Dopo le prime due fleet race, Luna Rossa Senior è così al comando della classifica con 19 punti, grazie a un secondo e un primo posto. A quota 14 seguono Emirates Team New Zealand Senior e Arc Team Usa. Quarta Luna Rossa Youth&Women con 13 punti.

Il programma prevedeva tre regate nella prima giornata, ma le difficili condizioni del vento hanno consentito di disputarne soltanto due. Il primo tentativo di partenza era previsto alle 14.10, ma le barche sono scese in acqua solo alle 15.30. La prima prova è stata poi sospesa quando tutti gli AC40 sono caduti dai foil. Un secondo tentativo, alle 16.05, è stato nuovamente interrotto per il vento insufficiente nella zona della boa di bolina, dove sono stati registrati anche valori intorno ai 4 nodi.

La seconda regata è invece partita alle 17.15. La Roche-Posay non ha potuto completarla dopo una caduta in acqua subito dopo la partenza, mentre Luna Rossa Senior ha mantenuto il controllo della prova fino al traguardo.

Al termine delle otto fleet race previste, le due barche con il maggior numero di punti accederanno alla finale match race di domenica. La Preliminary Regatta prosegue sabato e domenica nelle acque del golfo di Napoli.

Il Papa a Notre-Dame: "Un mondo riconciliato è possibile"

Roma, 25 set. (askanews) – “Mettete al di sopra delle vostre personali sensibilità la comunione col successore di Pietro e con la Chiesa, per coltivare l’unità del popolo di Dio. Insieme, saremo la profezia che un mondo riconciliato è possibile”. Così Papa Leone XIV nell’omelia letta nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi durante la celebrazione dei Vespri con i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i consacrati, le consacrate e i seminaristi.

“A voi che celebrate quotidianamente l’Eucaristia, chiedo di avere cura che le celebrazioni liturgiche siano sempre vissute con dignità e decoro, anche laddove si radunano comunità più piccole. Siate eredi consapevoli dei Padri e dei Santi della Chiesa – ha rimarcato il Papa – che lungo tutti i secoli ci hanno trasmesso il significato profondo e la bellezza della liturgia, testimoniando sempre una grande umiltà davanti al Mistero celebrato. Il Concilio Vaticano II, la cui ricchezza deve molto alla Francia, ha raccolto e approfondito in maniera eminente tale eredità, riconoscendone la centralità nella vita ecclesiale”.

“Vi esorto, pertanto, tutti, vescovi, presbiteri, diaconi, persone consacrate, a coltivare un autentico amore per la liturgia e ad essere testimoni e servitori della vocazione profetica, sacerdotale e regale dell’intero popolo di Dio. La liturgia – ha ricordato – rimane in questo uno specchio della vita. La gioia eucaristica si afferma e si diffonde dove l’armonia è ritrovata, dove la dignità rinasce, dove l’autorità si fa servizio, dove la libertà si rimette in cammino. È il dono più grande che possiamo condividere”, ha detto ancora Prevost.

La Festa del Cinema di Roma presenta "Pinocchio" di Paolo Borraccetti

Roma, 25 set. (askanews) – Verrà presentato il 24 ottobre alle 21.30 al MAXXI, in anteprima mondiale nella sezione Freestyle della 21esima Festa del Cinema di Roma, “Pinocchio, il bambino del mondo”, il nuovo documentario diretto da Paolo Borraccetti, con, tra gli altri, Guillermo del Toro e Francesca Comencini e con Amalia Ruocco, performer della compagnia Zaches Teatro, nel ruolo di Pinocchio.

Prodotto da Lilium Distribution, Tag Film e D-Hub Studios, in collaborazione con Rai Documentari, ARTE G.E.I.E., Multimedia San Paolo – Milano e Accademia di Belle Arti di Firenze, il film arriva nell’anno delle celebrazioni per i 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi (1826-2026), per raccontare come una storia nata quasi per caso sulle pagine di una rivista per ragazzi sia diventata uno dei racconti italiani più universali.

Da Disney all’Iran, dalla Cina all’Unione Sovietica, Pinocchio ha attraversato Paesi, culture e ideologie, cambiando volto senza perdere la propria identità. Pinocchio, il bambino del mondo ripercorre questo viaggio attraverso un ricco patrimonio di materiali d’archivio, in gran parte inediti, tra film, cartoni animati, libri illustrati, spettacoli teatrali, opere liriche, musical e danza contemporanea. Tre archive producers hanno seguito le tracce del burattino nel mondo, dalla Cina alla Spagna, dal Burkina Faso alla Francia, dagli Stati Uniti al Messico, ricomponendo le sue diverse incarnazioni in un unico racconto.

Ma questa volta a raccontare la storia è Pinocchio stesso. Il burattino prende la parola, rompe la quarta parete e diventa la guida del film, muovendosi di notte negli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Firenze tra statue, bozzetti, maschere e laboratori. E il ribaltamento è anche fisico: dietro la maschera di Pinocchio c’è una donna, Amalia Ruocco, performer di Zaches Teatro. Non più un burattino che cerca di diventare umano, dunque, ma un essere umano che dà corpo al burattino.

Una scelta nata proprio all’interno dell’Accademia, dove il lavoro degli studenti e dei docenti (scenografi, costumisti e illustratori) entra nella costruzione visiva del film.

Il viaggio tra passato e presente si costruisce anche attraverso le testimonianze di registi, artisti e studiosi di diversi Paesi: Guillermo del Toro, Francesca Comencini, Davide Iodice, Caroline Anthérieu-Yagbasan, Toby Olié, Francesca Tancini, Narjes Ghorbani, Gao Changxu, Anna Lushenkova Foscolo e Alida Baldari Calabria. Sguardi e prospettive diverse che raccontano le continue trasformazioni di un personaggio che ogni cultura ha adottato, reinterpretato e fatto proprio.

A quasi un secolo e mezzo dalla sua nascita letteraria, Pinocchio continua così a porre la stessa domanda: cosa significa essere umani? Una domanda che il film porta nel presente, facendo emergere temi come identità, diversità, vero e falso e arrivando a confrontarsi anche con le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale.

“Pinocchio, il bambino del mondo non è un tradizionale documentario d’archivio, ma piuttosto un viaggio nel tempo, nell’immaginazione e nei mille volti che il burattino ha assunto”, racconta il regista. “Perché alla fine, ognuno ritrova un pezzo di sé in Pinocchio, il legno di cui è intagliato è fatto della stessa materia di cui siamo fatti noi, esseri umani”.

Pinocchio, il bambino del mondo è prodotto da Simona Garibaldi e Alessandro Sansoni per Lilium Distribution, Enrica Capra per Tag Film e Lidia Cudemo per D-Hub Studios, in collaborazione con Rai Documentari, ARTE G.E.I.E., Multimedia San Paolo – Milano e Accademia di Belle Arti di Firenze, con il contributo e il patrocinio della Direzione generale Cinema e audiovisivo – Ministero della Cultura e con il patrocinio della Fondazione Nazionale Carlo Collodi e del Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Collodi e con Unipol come Main Partner.

La distribuzione internazionale è affidata a Rai Com.

Euro digitale, Scotti (Bankitalia): dovrà essere semplice e inclusivo

Roma, 25 set. (askanews) – “L’euro digitale dovrà essere semplice da usare, rispettoso della privacy e realmente inclusivo. Dovrà essere conveniente per cittadini ed esercenti e sostenibile per gli intermediari che lo distribuiranno. Dovrà rafforzare la resilienza senza compromettere la stabilità finanziaria. E dovrà offrire alle persone qualcosa che percepiscano come concretamente utile”. Lo ha affermato Chiara Scotti, vice direttrice generale della Banca d’Italia, nel suo intervento oggi nella capitale alla “Rome Future Week”.

“Se una parte crescente della nostra vita economica si sposta nel mondo digitale, dobbiamo chiederci quale ruolo vogliamo che continui ad avere la moneta pubblica e su quali infrastrutture vogliamo che poggino i pagamenti europei. È una domanda che riguarda certamente la comodità e la possibilità di scegliere come pagare. Ma riguarda anche qualcosa di più – ha avvertito -: la resilienza del nostro sistema e la capacità dell’Europa di mantenere un margine di azione autonomo in un settore ormai essenziale per il funzionamento dell’economia”.

“Oggi, circa i due terzi delle transazioni con carte nell’area euro dipendono da operatori e infrastrutture non europee. Di per sé, non è una ragione per rinunciare all’apertura dei nostri mercati o ai benefici che operatori internazionali hanno portato ai consumatori europei. È però evidente che un’area economica con oltre 356 milioni di persone debba poter contare su una infrastruttura pubblica, europea, sicura e resiliente per i pagamenti digitali – ha proseguito Scotti – che si affianchi alle soluzioni private, offrendo maggiore scelta”.

“Su questo punto anche il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha ricordato come ‘in un mondo sempre più competitivo e instabile, la capacità dell’Europa di agire in modo coerente e coordinato non è semplicemente una delle tante opzioni disponibili, ma il presupposto indispensabile per preservare la nostra prosperità, la nostra sicurezza e la nostra forza economica’”, ha rilevato.

“L’euro digitale è una parte di questa risposta. Ma credo sia importante non confondere l’ambizione del progetto con il suo successo. Ora – ha concluso Scotti – dobbiamo fare in modo che ciò che stiamo costruendo sia all’altezza delle aspettative”.

"177 Giorni Il rapimento di Farouk", anteprima a Festa del Cinema Roma

Roma, 25 set. (askanews) – “177 Giorni. Il rapimento di Farouk”, la serie diretta da Carlo Carlei e con protagonisti Marco Bocci e Antonia Desplat basata sulla vera storia del sequestro di Farouk Kassam, sarà presentata in anteprima alla XXI edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Freestyle.

La serie, in sei episodi da 50′ in onda da novembre in prima serata su Rai 1, è il racconto delle indagini durate sei interminabili mesi alla ricerca del piccolo Farouk: una fotografia dell’Italia degli anni Novanta, del ruolo dei media e di come tutta la comunità sarda e italiana si è stretta intorno alla famiglia Kassam e al piccolo Farouk.

Nel cast Marco Bocci, Antonia Desplat, Rosa Diletta Rossi, Domenico Diele, Mauro Addis, Andrea Tedde, Giacomo Fadda, Rose Aste, Leonardo Capuano e con Enrico Inserra.

Basata sul libro “Mio Figlio Farouk. Anatomia di un rapimento”, scritto da Fateh Kassam con la collaborazione di Marco Corrias, la serie è una coproduzione Rai Fiction – Bim Produzione, società del Gruppo Wild Bunched è prodotta da Riccardo Russo (Dedalus – A.P.O.I.) con la distribuzione internazionale di Mediawan Rights.

Il film racconta il sequestro del piccolo Farouk Kassam, avvenuto in Costa Smeralda il 15 gennaio 1992. Una famiglia straniera che vive da tempo nell’isola: un padre, una madre, due bambini. Sembrerebbe il paradiso terrestre se un giorno la violenza non irrompesse cambiando per sempre la vita di queste persone: il piccolo Farouk, 7 anni, viene rapito in casa da un gruppo di banditi sotto gli occhi sconvolti e impotenti dei suoi genitori e della sorellina. Comincia così un incubo che durerà 177 giorni e che terrà con il fiato sospeso l’Italia intera. Un evento storico che arriverà a mettere in crisi persino lo Stato. Uomini e donne, che di fronte a un fatto sconvolgente come il sequestro di un bambino, si trovano a scoprire in se stessi risorse, limiti, emozioni e istinti che non sapevano di avere. E che vedono messi alla prova i legami più stretti e le certezze più salde.

Festa Roma, in Freestyle Arts "I pesci non chiudono gli occhi"

Roma, 25 set. (askanews) – In anteprima alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Freestyle Arts, “I pesci non chiudono gli occhi” della regista francese Audrey Gordon, ispirato all’omonimo romanzo di Erri De Luca edito da Feltrinelli. Il film vede tra gli interpreti lo stesso Erri De Luca, Nine d’Urso, con gli esordienti Agostino Ceparano, nel ruolo dello scrittore bambino e Chiara D’Angelo.

Erri De Luca torna a Ischia, nei luoghi d’estate della sua infanzia, dove molti anni dopo avrebbe ambientato I pesci non chiudono gli occhi. Lì prende vita la storia di un bambino di dieci anni e dell’estate che avrebbe segnato il suo passaggio all’adolescenza con la prima, dolorosa scoperta dell’amore e quella del senso di giustizia come possibile strumento per riparare i torti. Un modo per raccontare l’uomo e il grande scrittore di oggi attraverso il bambino di allora, rintracciando in quell’infanzia le radici profonde delle sue scelte future.

Erri e il ragazzo attraversano la stessa isola, in tempi diversi: si sfiorano senza incontrarsi, mentre memoria e immagini entrano lentamente in dialogo. I luoghi reali sono gli stessi paesaggi della memoria: spiagge, cabine, moli. Tra documentario e finzione, Audrey Gordon parte dal romanzo di Erri De Luca e lo trasforma in film, facendo dialogare la parola scritta con i luoghi e il presente.

Un racconto di vita in prima persona, davanti alla macchina da presa, intimo e rivelatore sull’amore, sulla passione politica, sulla giustizia, sul ricordo degli anni passati in fabbrica, sul dolore fisico e su quel momento in cui l’infanzia finisce improvvisamente. A prendere corpo le fotografie di quando era bambino, i filmati Super 8 e il ricordo della madre, interpretata da Nine d’Urso. Intorno, la natura aspra e rovente del Sud, l’isola a lui tanto cara, il ricordo dei villeggianti e dei pescatori, che avvolge la storia e le dà forma con le musiche di Antoine Assayas.

A Festa del Cinema Roma anteprima "Klara e il Sole", con Jenna Ortega

Roma, 25 set. (askanews) – In anteprima alla ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public, “Klara e il Sole”, il nuovo film Sony Pictures scritto e diretto dal Premio Oscar Taika Waititi (Jojo Rabbit) e tratto dall’omonimo romanzo del Premio Nobel Kazuo Ishiguro.

Il cast di “Klara e il Sole” vede come protagonista Jenna Ortega (Mercoledì), affiancata da Amy Adams (Arrival), Mia Tharia (September Says), Aran Murphy al suo debutto cinematografico, con Steve Buscemi (Fargo) e Natasha Lyonne (American Pie).

“Klara e il Sole” sarà nelle sale cinematografiche italiane dal 22 ottobre prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Tratto dal romanzo bestseller del Premio Nobel Kazuo Ishiguro e scritto e diretto dal Premio Oscar Taika Waititi (Jojo Rabbit), “Klara e il Sole” racconta la storia di Klara (Jenna Ortega), un’Amica Artificiale il cui unico desiderio è trovare la casa perfetta. Quando Klara incontra Josie (Mia Tharia), le due scoprono fin da subito una forte affinità e, sebbene la ragazza viva un rapporto conflittuale con la madre (Amy Adams) segnato da un grave lutto, lo stupore innocente e l’incrollabile lealtà di Klara inizieranno a sanare le ferite della famiglia, riportando la luce nel complicato mondo di Josie.

Sanità, il Sud mette in rete soluzioni e buone pratiche

Catanzaro, 25 set. (askanews) – Dalle liste d’attesa alla medicina di prossimità, dalla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale alla trasformazione digitale: otto Regioni del Mezzogiorno si confrontano in Calabria per costruire risposte comuni alle disuguaglianze nell’accesso alle cure. È il filo conduttore di M.E.D. Salute, l’iniziativa ospitata a Gizzeria Lido, in provincia di Catanzaro, e promossa da Motore Sanità, Regione Calabria e FIASO, Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere.

Ai lavori partecipano Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Al centro non soltanto le criticità dei sistemi sanitari meridionali, ma anche le esperienze già operative che possono diventare modelli condivisi e replicabili. Ad aprire il confronto è stato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

“In realtà, persino le Regioni del Nord ritenute modelli di eccellenza sanitaria oggi mostrano il fianco: secondo i cittadini, fanno fatica a garantire servizi di qualità. È il segno che per anni questo Paese ha investito poco sulle riforme strutturali e sulla capacità organizzativa necessarie per governare davvero la sanità” ha dichiarato Roberto Occhiuto, Presidente della Regione Calabria.

In collegamento è intervenuto anche il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha indicato nell’innovazione tecnologica, nella telemedicina e nella condivisione dei dati alcuni degli strumenti indispensabili per rendere il Servizio sanitario nazionale più efficiente e accessibile. Un percorso nel quale si inserisce l’accordo sottoscritto dalla Regione Calabria con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti.

“L’Italia sta molto bene e abbiamo raggiunto risultati eccezionali: l’Europa ci ha premiato sia per la connettività che per i servizi sanitari digitali. Oggi siamo qua in Calabria per parlare a tutto il Mezzogiorno e per ricordare che l’innovazione è fondamentale per dare sostenibilità alla nuova medicina. Una medicina che ha nuove emergenze e urgenze: la cronicità e un quadro demografico che sta facendo invecchiare sensibilmente la popolazione” ha aggiunto Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica.

La sfida è superare i divari tra Regioni e costruire una sanità più integrata e collaborativa. La due giorni di Lamezia Terme punta a definire interventi concreti e modelli replicabili, dalla gestione delle cronicità alla sanità territoriale e digitale, per garantire a tutti lo stesso diritto alla salute, indipendentemente dalla Regione o dal territorio in cui si vive.

Manovra, Salvini: alzare tetto flat tax 15% da 85mila a 100mila euro

Roma, 25 set. (askanews) – Nella prossima legge di bilancio, e “questo è un impegno come vice presidente del Consiglio e come segretario della Lega”, bisogna “alzare il tetto per la flat tax, per la tassazione secca al 15 per cento, senza complicazioni, senza Iva e senza burocrazia, dall’attuale tetto degli 85.000 ai 100.000 euro”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro di Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini intervenendo in videocollegamento alle celebrazioni dei 30 anni di Confimprese Italia, in corso a Fiuggi.

“Perché più la gente lavora, più la gente fattura, più la gente si realizza e più lo Stato incassa”.

Carburanti, l’Eni fissa il limite massimo al prezzo di gasolio e benzina

Roma, 25 set. (askanews) – Eni ha fissato un limite massimo (price cap) al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive pari a 2,19 euro/l per il gasolio e a 1,99 euro/l per la benzina (circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali). Lo rende noto la società.

Il price cap è correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore e sarà applicato a partire dal 28 settembre, per una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. “La contrazione dell’offerta di prodotti raffinati sul mercato internazionale che deriva dalle crisi geopolitiche in corso associata alla carenza di capacità di raffinazione a livello europeo (quasi 30 raffinerie chiuse negli ultimi 15 anni) – spiega il gruppo – ha portato i prezzi dei carburanti a livelli estremamente onerosi per le famiglie e le aziende italiane: in questo contesto, Eni intende dare un nuovo contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela, che si unisce alle iniziative già intraprese dalla società dallo scorso marzo attraverso un ribaltamento solo in via parziale dell’aumento delle quotazioni internazionali sui prezzi consigliati presso i propri distributori, assorbendone così una parte significativa”.

Eni “è anche impegnata nella gestione delle bioraffinerie realizzate a Venezia e Gela, nonché nello sviluppo e trasformazione di Livorno e in altri siti sul territorio nazionale, salvaguardando l’occupazione e l’ambiente, investendo capitali significativi nel territorio e preservando capacità di raffinazione (per di più in prodotti sostenibili) che altrimenti sarebbe mancata al mercato”.

Il Papa: la vita spesso trattata come merce e prodotto da sfruttare

Roma, 25 set. (askanews) – “L’oblio della nostra nascita oscura l’idea di vita umana, perché la distacca dalla storia comune a tutti noi. Allora la vita non viene più concepita come dono, ma come merce. Non è più vista come un richiamo alla cura e alla responsabilità, ma un prodotto da sfruttare”. Lo ha detto il Papa nel suo storico discorso all’Unesco.

“Proprio questa drammatica alternativa – ha aggiunto il Pontefice – ci ricorda che essere umani significa essere liberi per natura. Poiché ognuno di noi è figlio, questa nostra libertà inizia rispondendo a quella di chi ci rivolge per primo la parola, con gesti di affetto o di rifiuto, di amorevole accoglienza o di abbandono e crudeltà”.