Home Blog

Calcio, Gattuso: "I ragazzi non si meritavano una batosta così"

Roma, 31 mar. (askanews) – Il ct dell’Italia Gennaro Gattuso ha parlato ai microfoni della Rai, dopo il match contro la Bosnia valido per la finale playoff per accedere ai Mondiali 2026.

“Oggi i ragazzi non si meritavano una batosta così. Siamo rimasti in 10, abbiamo avuto 3 palle gol e loro ci facevano il solletico. Dispiace, questo è calcio e sono orgoglioso dei miei ragazzi. Fa male, perché ci serviva per noi, per tutta l’Italia e per il nostro movimento. Mazzata difficile da digerire”.

Cosa si innesca adesso: “Non voglio parlare di niente, ma oggi è ingiusto. Sono da anni nel mondo del calcio, a volte ho gioito e oggi prendo mazzate. Difficile digerire questa, hanno sorpreso anche me per il cuore che ci hanno messo. Parliamo per l’ennesima volta che non andiamo al Mondiale. Chiedo scusa che non ce l’ho fatta, ma i ragazzi oggi mi hanno impressionato”.

Il suo futuro: “Oggi parlare del mio futuro non è importante, era importante andare ai Mondiali. Ci teniamo questa prestazione, ma fa male e dispiace”.

Calcio, Mondiali, le 48 squadre qualificate

Roma, 31 mar. (askanews) – Queste le 48 squadre che parteciperanno ai mondiali in Usa, Canada e Messico:

Gruppo A: Messico, Sudafrica, Corea del Sud, Repubblica ceca Gruppo B: Canada, Bosnia-Erzegovina, Qatar, Svizzera Gruppo C: Brasile, Marocco, Haiti, Scozia Gruppo D: USA, Paraguay, Australia, Turchia Gruppo E: Germania, Curaçao, Costa d’Avorio, Ecuador Gruppo F: Olanda, Giappone, Svezia, Tunisia Gruppo G: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda Gruppo H: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay Gruppo I: Francia, Senegal, Bolivia/Iraq, Norvegia Gruppo J: Argentina, Algeria, Austria, Giordania Gruppo K: Portogallo, Repubblica Democratica del Congo/Giamaica, Uzbekistan Colombia Gruppo L: Inghilterra, Croazia, Ghana, Panama

L.elettorale, per Fdi non è priorità ma non rinuncia a ok Camera entro estate

Roma, 31 mar. (askanews) – Avanti senza strappi ma anche senza rinunciare all’obiettivo di approvare la riforma elettorale in prima lettura alla Camera entro la pausa estiva. Ottenuto l’incardinamento in commissione affari costituzionali a una settimana dalla sconfitta al referendum, la maggioranza intende procedere con l’esame del proporzionale con premio di maggioranza prendendosi il tempo che serve anche per eventuali modifiche condivise con le opposizioni che però finora alzano un muro che non mostra segni di cedimento.

“Massima disponibilità, nessuna chiusura, non è la nostra priorità la nostra rimangono gli italiani. Ci saranno le audizioni, gli emendamenti, il confronto. Massima serenità”, ha detto Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi, diventato membro della commissione per seguire da vicino il dossier.

“È un’apertura che poteva arrivare prima. Non quando i giochi ormai sono fatti. La lezioncina di Donzelli sulle regole del gioco è difficilmente accettabile”, replica la capogruppo Pd in commissione Simona Bonafè.

In commissione infatti sono subito scintille. Dopo la relazione di uno dei relatori Angelo Rossi (Fdi) al termine della seduta pomeridiana dell’Aula il Pd ha chiesto che non sia abbinata la proposta del deputato di Fdi eletto all’estero Di Giuseppe, una delega al governo per superare il voto per corrispondenza previsto per gli italiani all’estero. Per i dem “non si può delegare al governo la materia elettorale”, ha osservato Toni Ricciardi.

Donzelli è intervenuto per difendere invece la pdl Di Giuseppe: “Bisogna trovare il modo per non precludere gli argomenti che interessano agli italiani. Non partiamo con un lavoro in cui ci precludiamo argomenti che invece noi politicamente siamo pronti a inserire. Non so i tecnicismi ma politicamente dico di provarci”. Se lasciare o meno l’abbinamento lo deciderà l’ufficio di presidenza della commissione domani pomeriggio.

“L’opposizione non dica no a tutto” è l’appello del portavoce di Fi Raffaele Nevi mentre il deputato vannacciano Ziello sottolinea che “nella prima seduta dedicata all’esame della legge elettorale nella Commissione spicca la quasi totale assenza dei deputati della Lega che hanno lasciato un solo deputato presente. È un chiaro messaggio politico a Meloni. Con queste assenze il Carroccio conferma le proprie contrarietà al testo proposto dai meloniani perché vuole mantenere i collegi uninominali del Nord a scapito della loro rappresentanza del Centro Sud. La Lega vuole mantenere collegi blindanti al Nord, noi invece le preferenze per restituire la sovranità rubata al popolo italiano”.

Papa: speriamo che la guerra finisca prima di Pasqua, ci sono segnali

Roma, 31 mar. (askanews) – “Magari una tregua per Pasqua, ci sono segni adesso che finisca la guerra prima di Pasqua, speriamo”. Lo ha detto Papa Leone XIV ai microfoni Rai fuori Castel Gandolfo. “Ho parlato con il presidente Trump. Recentemente ha detto che vorrebbe porre fine alla guerra” e se tutto va bene “sta cercando una via per ridurre la violenza” ha aggiunto.

“La festa della Pasqua dovrebbe essere il tempo più santo, sacro, di tutto l’anno. È un tempo di pace, di molta riflessione, ma come tutti sappiamo di nuovo nel mondo in tanti posti stiamo vedendo tanta sofferenza, tanti morti, anche bambini innocenti” ha osservato il pontefice.

“Continuamente facciamo l’appello per la pace, ma purtroppo tante persone vogliono promuovere l’odio e la violenza, la guerra e quindi posso fare anche questa sera un nuovo appello invitando soprattutto tutti i cristiani a vivere questi giorni riconoscendo che Cristo ancora è crocifisso” ha continuato.

“Oggi Cristo ancora soffre oggi, negli innocenti, in quelli che stanno soffrendo, specialmente per la violenza, l’odio e la guerra. Preghiamo per loro, per le vittime della guerra, preghiamo che ci sia davvero una pace nuova, rinnovata e che possa dare nuova vita a tutti” ha concluso il Santo Padre.

Iran, Araghchi: vogliamo la fine completa della guerra, ma con garanzie

Roma, 31 mar. (askanews) – Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ribadito oggi in un’intervista ad Al Jazeera che Teheran non accetterà un cessate il fuoco, puntando invece alla “fine completa della guerra in tutta la regione”, accompagnata da garanzie che non ci saranno nuovi attacchi e da un risarcimento per i danni.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha confermato di ricevere messaggi dall’inviato Usa, Steve Witkoff, sottolineando che questo non significa che Teheran stia negoziando con Washington. “Ricevo messaggi direttamente da Witkoff, come prima, e questo non significa che siamo in trattative”, ha detto nell’intervista ad Al Jazeera, rimarcando che “non c’è alcuna verità nell’affermazione di negoziati con qualsiasi parte in Iran”.

Araghchi ha anche affermato che Teheran “non ha inviato alcuna risposta alla proposta americana in 15 punti, e non ha presentato alcuna controproposta o condizione”.

Calcio, Italia Under 21 cala il poker: 4-0 alla Svezia

Roma, 31 mar. (askanews) – Vittoria netta e senza appello per l’Italia Under 21, che supera la Svezia 4-0 in trasferta e consolida il secondo posto nel girone di qualificazione agli Europei. La squadra guidata da Silvio Baldini domina la gara con autorità, costruendo il successo già nel primo tempo e chiudendo i conti nella ripresa.

Protagonista assoluto Koleosho, autore di una doppietta: prima trasforma con freddezza il rigore del vantaggio, poi approfitta di un errore della difesa svedese per firmare il raddoppio. L’Italia controlla il match senza soffrire, con la Svezia incapace di creare veri pericoli dalle parti di Palmisani.

Nella ripresa gli azzurrini dilagano: Koleosho ispira anche l’azione del terzo gol, finalizzata da Ndour sottoporta. Il poker arriva sugli sviluppi di calcio d’angolo con Lipani, tra i migliori in campo per qualità e visione di gioco.

Secondo tempo praticamente perfetto per l’Italia, che gestisce ritmo e possesso senza concedere nulla agli avversari. Nel finale spazio alle rotazioni, con Baldini che dà minuti a tutta la rosa mantenendo comunque il controllo della gara.

Con questo successo gli azzurrini mettono al sicuro il secondo posto nel girone e compiono un passo decisivo verso la qualificazione europea, confermando crescita e solidità nel momento chiave della stagione.

Meloni al contrattacco: il governo non ha mai smesso di lavorare. E va in Parlamento

Roma, 31 mar. (askanews) – L’avviso che intende mandare ai naviganti è che ‘la vita continua’ anche dopo la batosta del referendum. E anche se la sezione del sito di palazzo Chigi appositamente dedicata all’agenda della presidente del Consiglio resta tristemente vuota, ci sono almeno due appuntamenti in cui Giorgia Meloni sarà impegnata nei prossimi giorni. Uno è un Consiglio dei ministri, che si potrebbe tenere già venerdì o subito dopo Pasqua, per un nuovo decreto che intervenga sulle accise della benzina. Se ne era discusso durante l’ultima riunione del governo e già in quella occasione la premier si era detta favorevole a un rinnovo del taglio che scade il prossimo 7 aprile.

Il secondo appuntamento invece è alle Camere il 9 aprile (inizialmente avrebbe dovuto essere il 10 ma poi è stato anticipato su richiesta dei gruppi). Prima a Montecitorio e poi al Senato, la presidente del Consiglio terrà una informativa “per illustrare l’azione di governo”. Una risposta a una richiesta che era stata avanzata sabato scorso dai gruppi di opposizione affinché venisse fatta chiarezza sulle conseguenze che il referendum ha avuto sull’esecutivo, a cominciare dall’ondata di dimissioni ‘spintanee’ di Delmastro, Bartolozzi e Santanché.

La decisione, spiegano fonti di palazzo Chigi, sarebbe già stata presa nei giorni scorsi e non sarebbe collegata al ‘caso Sigonella’ e alla mancata autorizzazione all’uso della base agli Usa. Insomma, si sottolinea, non ci sarebbe stato il tentativo di cogliere l’occasione al balzo per provare a oscurare un episodio su cui restano inevase molte domande delle opposizioni e su cui pesa il rapporto con Donald Trump. Dopo la ‘fuga di notizie’ e la pubblicazione sui siti, palazzo Chigi è dovuto intervenire con una nota per precisare che “non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali” ma soprattutto che i rapporti con gli Stati Uniti, “sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”. Una versione che fa da contraltare a quella dell’Italia che riesce a dire di no all’alleato come ai tempi di Craxi, in quello che qualcuno giudica un cortocircuito tra ministero della Difesa e palazzo Chigi e che per altri suona come un gioco di sponda utile a mandare un messaggio all’elettore preoccupato dalle mosse del presidente americano.

Semmai, si osserva comunque, la volontà di presentarsi alle Camere rispondendo alle opposizioni con una solerzia raramente mostrata in passato, sarebbe legata alla volontà di Meloni di rovesciare la narrazione dominante dopo la sconfitta al referendum che la vede ancora stordita dalla botta, in bilico tra la promessa di portare avanti fino in fondo la legislatura o mandare tutti al voto subito. “Il governo continua a lavorare”, fanno sapere da palazzo Chigi. Ancora più esplicito il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. L’informativa, dice, “sarà un’occasione per raccontare, illustrare cosa sta facendo il governo sui dossier più importanti che interessano l’opinione pubblica e che secondo noi non sono le fantasie sul voto anticipato, sui rimpasti o altre questioni che credo interessino poco e comunque sono già alle nostre spalle”.

La scelta di effettuare una informativa e non delle comunicazioni, che avrebbero previsto poi risoluzioni e quindi voti, viene spiegata dall’esecutivo come la volontà di “non drammatizzare” il passaggio parlamentare, di non farlo somigliare troppo a qualcosa di simile a una nuova richiesta di fiducia. Al contrario, per le opposizioni, la presidente del Consiglio scappa dal giudizio del Parlamento.

Anche la decisione di aspettare più di una settimana per presentarsi alle Camere sarebbe frutto di un ragionamento pratico legato alla volontà di mostrare il governo indaffarato ad occuparsi dei problemi del Paese. Non solo giovedì 9, infatti, la presidente del Consiglio vorrebbe presentarsi con il decreto che rinnova il taglio sulle accise: la data cerchiata in rosso è infatti quella del 3 aprile, quando saranno pubblicati i dati Istat sul deficit che potrebbero aprire all’Italia le porte verso l’uscita dalla procedura di infrazione, un punto a favore che la presidente del Consiglio vorrebbe portare in dote. Così come non è escluso che Meloni voglia presentarsi avendo già sciolto il nodo della sostituzione di Daniela Santanché al ministero del Turismo: al momento l’opzione più probabile è quella comunque di puntare su un esponente di Fratelli d’Italia, mentre in calo sembra la possibilità che ci si rivolga a un tecnico.

Meloni al contrattacco: governo mai smesso lavorare. E va in Parlamento

Roma, 31 mar. (askanews) – L’avviso che intende mandare ai naviganti è che ‘la vita continua’ anche dopo la batosta del referendum. E anche se la sezione del sito di palazzo Chigi appositamente dedicata all’agenda della presidente del Consiglio resta tristemente vuota, ci sono almeno due appuntamenti in cui Giorgia Meloni sarà impegnata nei prossimi giorni. Uno è un Consiglio dei ministri, che si potrebbe tenere già venerdì o subito dopo Pasqua, per un nuovo decreto che intervenga sulle accise della benzina. Se ne era discusso durante l’ultima riunione del governo e già in quella occasione la premier si era detta favorevole a un rinnovo del taglio che scade il prossimo 7 aprile.

Il secondo appuntamento invece è alle Camere il 9 aprile (inizialmente avrebbe dovuto essere il 10 ma poi è stato anticipato su richiesta dei gruppi). Prima a Montecitorio e poi al Senato, la presidente del Consiglio terrà una informativa “per illustrare l’azione di governo”. Una risposta a una richiesta che era stata avanzata sabato scorso dai gruppi di opposizione affinché venisse fatta chiarezza sulle conseguenze che il referendum ha avuto sull’esecutivo, a cominciare dall’ondata di dimissioni ‘spintanee’ di Delmastro, Bartolozzi e Santanché.

La decisione, spiegano fonti di palazzo Chigi, sarebbe già stata presa nei giorni scorsi e non sarebbe collegata al ‘caso Sigonella’ e alla mancata autorizzazione all’uso della base agli Usa. Insomma, si sottolinea, non ci sarebbe stato il tentativo di cogliere l’occasione al balzo per provare a oscurare un episodio su cui restano inevase molte domande delle opposizioni e su cui pesa il rapporto con Donald Trump. Dopo la ‘fuga di notizie’ e la pubblicazione sui siti, palazzo Chigi è dovuto intervenire con una nota per precisare che “non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali” ma soprattutto che i rapporti con gli Stati Uniti, “sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”. Una versione che fa da contraltare a quella dell’Italia che riesce a dire di no all’alleato come ai tempi di Craxi, in quello che qualcuno giudica un cortocircuito tra ministero della Difesa e palazzo Chigi e che per altri suona come un gioco di sponda utile a mandare un messaggio all’elettore preoccupato dalle mosse del presidente americano.

Semmai, si osserva comunque, la volontà di presentarsi alle Camere rispondendo alle opposizioni con una solerzia raramente mostrata in passato, sarebbe legata alla volontà di Meloni di rovesciare la narrazione dominante dopo la sconfitta al referendum che la vede ancora stordita dalla botta, in bilico tra la promessa di portare avanti fino in fondo la legislatura o mandare tutti al voto subito. “Il governo continua a lavorare”, fanno sapere da palazzo Chigi. Ancora più esplicito il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. L’informativa, dice, “sarà un’occasione per raccontare, illustrare cosa sta facendo il governo sui dossier più importanti che interessano l’opinione pubblica e che secondo noi non sono le fantasie sul voto anticipato, sui rimpasti o altre questioni che credo interessino poco e comunque sono già alle nostre spalle”.

La scelta di effettuare una informativa e non delle comunicazioni, che avrebbero previsto poi risoluzioni e quindi voti, viene spiegata dall’esecutivo come la volontà di “non drammatizzare” il passaggio parlamentare, di non farlo somigliare troppo a qualcosa di simile a una nuova richiesta di fiducia. Al contrario, per le opposizioni, la presidente del Consiglio scappa dal giudizio del Parlamento.

Anche la decisione di aspettare più di una settimana per presentarsi alle Camere sarebbe frutto di un ragionamento pratico legato alla volontà di mostrare il governo indaffarato ad occuparsi dei problemi del Paese. Non solo giovedì 9, infatti, la presidente del Consiglio vorrebbe presentarsi con il decreto che rinnova il taglio sulle accise: la data cerchiata in rosso è infatti quella del 3 aprile, quando saranno pubblicati i dati Istat sul deficit che potrebbero aprire all’Italia le porte verso l’uscita dalla procedura di infrazione, un punto a favore che la presidente del Consiglio vorrebbe portare in dote. Così come non è escluso che Meloni voglia presentarsi avendo già sciolto il nodo della sostituzione di Daniela Santanché al ministero del Turismo: al momento l’opzione più probabile è quella comunque di puntare su un esponente di Fratelli d’Italia, mentre in calo sembra la possibilità che ci si rivolga a un tecnico.

Legge elettorale, flash mob di +Europa e Psi: “Stop al Meloncellum”

Roma, 31 mar. (askanews) – Flash mob davanti alla Camera di Più Europa e Avanti Psi contro la proposta di legge elettorale del centrodestra che inizia il suo percorso in commissione Affari Costituzionali. “Un’altra pagina buia della nostra democrazia: questa sera inizia l’esame in commissione della legge elettorale del governo Meloni, il ‘Meloncellum’ lo potremmo ribattezzare, una legge autoritaria antidemocratica plebiscitaria, una legge che noi vogliamo avversare in modo intransigente con tutte le forze dentro e fuori il Parlamento”, ha detto il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, esponendo il cartello “Meloncellum nuoce gravemente alla democrazia”.

“Non è una legge che dà più forza ai cittadini – ha detto Magi – scompaiono i collegi, non ci sono preferenze, non c’è il doppio turno. È cucita su misura su questo governo e su questa maggioranza che vuole continuare a essere maggioranza nel Paese. È una legge che vogliono imporre senza alcuna interlocuzione con le opposizioni, che non ha eguali nelle democrazie avanzate: da nessuna parte nel mondo c’è un premio di maggioranza di questo tipo. Con questa legge una minoranza piccola nel Paese diventa maggioranza consistente nel Parlamento, crediamo che sia uno scempio da evitare”.

“Tutte le motivazioni che richiamano a una necessità di stabilità per il governo – ha concluso – sono delle fesserie; se si volesse davvero ottenere stabilità si potrebbe fare un sistema maggioritario. Loro prendono invece un impianto proporzionale e ci mettono un premio che deforma la volontà dei cittadini. Faremo un’opposizione durissima e intransigente a questa schifezza”.

Calcio, Italia Under 19 pareggia con la Turchia e vola all’Europeo

Roma, 31 mar. (askanews) – L’Italia Under 19 pareggia 1-1 con la Turchia e conquista la qualificazione alla fase finale dell’Europeo di categoria. A Catanzaro, agli Azzurrini guidati da m basta un punto per chiudere al primo posto il girone, davanti agli stessi turchi grazie alla migliore differenza reti.

La competizione si disputerà in Galles dal 28 giugno all’11 luglio. Un traguardo importante per la selezione italiana, che si riscatta dopo la mancata qualificazione dello scorso anno e conferma il proprio percorso di crescita, dopo il titolo conquistato nel 2023 e la semifinale raggiunta nel 2024.

A sbloccare il match è Samuele Inacio, classe 2008 del Borussia Dortmund, al debutto con l’Under 19: l’attaccante firma un gol di grande qualità nel primo tempo. Nella ripresa arriva il pareggio della Turchia con Soylu, a segno su calcio di punizione.

Il risultato finale premia comunque l’Italia, che centra l’obiettivo qualificazione e si presenterà in Galles tra le protagoniste del torneo.

Dl Bollette, Calenda: scandalo italiano, governo intervenga

Roma, 31 mar. (askanews) – Indire gare per la distribuzione dell’energia elettrica, regolare i profitti di Enel e Terna, rinnovare le concessioni idroelettriche e geotermiche, rifinanziare il fondo transizione 5.0. Sono queste le proposte presentate dal leader di Azione, Carlo Calenda, nel corso della conferenza stampa “Bollette più care e imprese tradite”, assieme a Elena Bonetti, presidente di Azione; Fabrizio Benzoni, vicecapogruppo di Azione alla Camera e Giuseppe Zollino, responsabile energia di Azione.

“Che senso ha fare proposte al governo se poi non vengono recepite? La situazione è drammatica, c’è il rischio concreto di recessione con inflazione alta e stagflazione”, ha detto Calenda che ha parlato di uno “scandalo italiano” a causa della distribuzione elettrica concentrata con “Enel che serve l’85% delle utenze”. Per il segretario nazionale di Azione occorre “riportare i costi di Enel distribuzione e Terna a livello di quello degli altri paesi europei, perché oggi risultano essere tra le tre e le cinque volte più alti, e questo si traduce in 4 miliardi di euro in più sulle bollette degli italiani”.

“Bisogna poi mettere a gara le concessioni idroelettriche che stanno generando utili folli e invece la legge di bilancio 2025 ha prorogato queste concessioni di 20 anni”, ha aggiunto sottolineando che “le lobby delle energia si sono fatte mettere una norma che permette a Enel distribuzione di caricare sulle bollette degli italiani anche il canone concessorio richiesto dallo Stato”.

Per Calenda è necessario anche “rifinanziare il fondo Transizione 5.0 per garantire a tutte le imprese in regola di usufruire del 100% del credito d’imposta previsto inizialmente e per assicurare la certezza degli investimenti già programmati”.

Calcio, De Zerbi al Tottenham: accordo quinquennale

Roma, 31 mar. (askanews) – Roberto De Zerbi è il nuovo allenatore del Tottenham Hotspur. Dopo settimane di trattative, il tecnico italiano ha accettato l’incarico immediato con un contratto quinquennale, con l’obiettivo di salvare il club londinese dalla retrocessione e avviare un nuovo ciclo dalla prossima stagione.

L’intesa prevede un ingaggio molto elevato, intorno ai 12 milioni di sterline annui (circa 14 milioni di euro), che lo colloca tra gli allenatori più pagati della Premier League.

De Zerbi arriva in una situazione delicata: il Tottenham è a ridosso della zona retrocessione con poche giornate ancora da giocare e non vince da mesi. Il tecnico avrà quindi una doppia missione: centrare la salvezza nell’immediato e poi ricostruire la squadra.

Oltre al ruolo in panchina, il club potrebbe affidargli anche responsabilità più ampie, sul modello del manager all’inglese, con maggiore peso nelle scelte tecniche e di mercato.

L’Onu: la legge israeliana sulla pena di morte (solo per i palestinesi) è discriminatoria e da abrogare

Roma, 31 mar. (askanews) – L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Turk ha esortato Israele ad abrogare la legge che introduce la pena di morte per impiccagione come sanzione standard per i palestinesi condannati dai tribunali militari per attacchi mortali, affermando che la normativa viola il diritto internazionale umanitario, riferisce Reuters.

“La legge solleva gravi preoccupazioni per possibili violazioni del giusto processo, è profondamente discriminatoria e deve essere rapidamente abrogata”, ha dichiarato Turk in un comunicato inviato ai giornalisti. Secondo l’Alto commissario, la legge – approvata dal parlamento lunedì – è incompatibile con gli obblighi legali di Israele, citando in particolare l’assenza di possibilità di grazia e la previsione che le esecuzioni vengano effettuate entro 90 giorni.

Ieri dopo quasi dodici ore di dibattito, la Knesset ha approvato con 62 voti a favore, 48 contrari e un’astensione, la legge che sancisce la pena capitale per quanti sono condannati per terrorismo dai tribunali militari. Solo i palestinesi vengono processati dai tribunali militari, mentre gli israeliani vengono processati dai tribunali civili. Sebbene un distinto provvedimento consenta ai tribunali di imporre la pena di morte a chiunque, questo si applica solo a quanti “causano intenzionalmente la morte di una persona con l’obiettivo di negare l’esistenza dello Stato di Israele”, definizione che in pratica esclude i terroristi ebrei.

Dl sicurezza, verso modifiche chirurgiche e ‘muro’ con opposizioni

Roma, 31 mar. (askanews) – Il dl sicurezza va verso modifiche ‘chirurgiche’ e, di conseguenza, si annuncia il muro contro muro con le opposizioni. Oggi una riunione governo-maggioranza a Palazzo Madama ha fatto il punto della situazione: alcune norme devono essere riviste (a cominciare dall’articolo 1 sui coltelli che presenta evidenti criticità) ma l’impianto del provvedimento non si tocca. E’ più di una mezza blindatura, di fronte ai 1.215 emendamenti (circa mille sono quelli dei gruppi di minoranza) depositati in commissione Affari costituzionali. Con tempi che incombono e di mezzo le festività pasquali (l’approdo nell’aula del Senato il 14 aprile, un secondo passaggio alla Camera e la conversione entro il 25 aprile). Oggi già il primo slittamento di seduta in assenza dei pareri della commissione Bilancio che dovrebbero arrivare domani.

Il ministro dei rapporti con il Parlamento Luca Ciriani attacca le opposizioni definendo “ostruzionistica” la mole di proposte di modifica e riferisce il rifiuto di “ragionare su un pacchetto più limitato di emendamenti. Se servirà – sostiene – siamo disponibili a riunioni di sera, di notte”. Ma alla domanda sull’ipotesi fiducia, Ciriani risponde: “Confido in un dialogo ma se ci sarà ostruzionismo totale utilizzeremo gli strumenti che il regolamento ci consentirà”.

I gruppi di minoranza non intendono fare sconti. Peppe de Cristofaro di Avs la mette così: “Non avremo un atteggiamento di chiusura aprioristica e quello che dovesse migliorarlo lo valuteremo con attenzione ma per noi il decreto sicurezza deve solo decadere e non siamo interessati a emendamenti comuni” perché “è il senso del provvedimento che lo rende del tutto inadeguato a quanto serve al paese, non risolve il tema della sicurezza e limita in modo molto discutibile la libertà di manifestare”. Come il fermo preventivo cui invece ha applaudito domenica scorsa la premier Giorgia Meloni perché utilizzato nei confronti di 91 anarchici.

Qualche problema la maggioranza ce l’ha, come dimostra l’assalto di richieste di modifica all’articolo 1 che prevede il carcere da sei mesi a tre anni per chi porta fuori dalla propria “abitazione” strumenti da taglio (come coltelli e simili) eccedenti gli “otto centimetri” e “senza giustificato motivo” e sulla vendita di questi ai minori. Così com’è scritta, la norma rischia di colpire anche chi va a pesca o a raccogliere funghi. Tanto che Ciriani puntualizza: “Sicuramente non rinunceremo ad approvare il decreto nè ad apportare le modifiche” necessarie.

Se ci sarà il muro contro muro, come sembra, si profila l’arrivo in aula senza mandato al relatore. Con la partita da giocare in aula: o un maxiemendamento che contenga poche modifiche mirate o, qualcuno ipotizza, ponendo la fiducia sul testo dopo aver approvato le correzioni ritenute prioritarie per la maggioranza, nel caso specifico attraverso un emendamento cosiddetto predittivo che riscriverebbe ad esempio l’articolo 1 sui coltelli facendo decadere tutte le altre proposte di modifica.

Calenda: M5s integralmente proputiniano e anti-Ue, campolargo avvisato

Roma, 31 mar. (askanews) – “Il Movimento 5 Stelle ha deciso di invitare qui alla Camera a presentare un libro il professor D’Orsi, che è uno degli elementi fondamentali della propaganda putiniana. Va al Cremlino, è andato al Cremlino a quattro anni dall’inizio dell’ostilità, rilancia continuamente i messaggi di Putin”. Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, a margine di una conferenza stampa, a proposito della presentazione del libro ‘Catastrofe neoliberista’ di Angelo D’Orsi, organizzata dal M5s alla Camera oggi pomeriggio.

“Averlo invitato credo che sia la conferma del fatto che il M5s è integralmente un movimento proputiniano, anti-europeo e con questo il campolargo dovrà fare i conti. Al di là di quello che opportunisticamente dice Conte, che andava dietro a Trump scodinzolando finché gli conveniva. Che un propagandista di Putin venga invitato alla Camera dei deputati secondo me è una pessima cosa per la democrazia”, ha sottolineato.

Imprese e diritto: perché lo studio legale ha un ruolo primario

Roma, 31 mar. – Nel dibattito pubblico si parla spesso di giustizia come se fosse un concetto assoluto, ma chi lavora ogni giorno nel diritto sa che la giustizia non è una formula matematica: è un equilibrio delicato tra regole, organizzazione e responsabilità professionale. Ma il diritto non incide soltanto nelle aule di tribunale, perché per molte imprese la gestione dei rapporti con la pubblica amministrazione e delle procedure di gara rappresenta una parte strutturale dell’attività. Ne abbiamo parlato con l’Avv. Anselmo Torchia:

“Un esempio è quello del project financing, che riguarda lavori pubblici effettuati con capitali pubblici e privati, ed è molto interessante perché dà ai privati degli strumenti e potenzia quelli pubblici. Ha tuttavia delle controindicazioni importanti perché può generare problemi quantitativi, rischi di corruzione o di scarsa concorrenza. Abbiamo inoltre il caso dell’avvalimento, quando un’impresa avente tutti i requisiti previsti dal bando di gara li presta ad una impresa che invece non li ha tutti. Oppure il subappalto, che richiama direttamente la responsabilità dell’appaltatore.”

In un contesto così complesso, la scelta dello studio legale a cui affidarsi diventa un elemento che merita attenzione, perché il modo in cui viene organizzato il lavoro può incidere concretamente sulla qualità della difesa e sulla gestione delle situazioni più delicate.

“Esistono due tipologie di studi: uno artigianale e uno industriale, composto da un numero altissimo di avvocati, anche all’estero. Negli studi artigianali, tuttavia, il materiale prodotto da portare in causa è qualitativamente più elevato, grazie anche agli strumenti tecnologici che permettono di avere rapporti internazionali e di interfacciarsi ormai con il mondo intero” prosegue l’Avv. Torchia.

Quando grandi opere coinvolgono imprese internazionali, abituate a operare con studi legali strutturati su scala globale, il contesto in cui si realizza l’intervento richiede anche una conoscenza puntuale del quadro normativo, amministrativo e operativo del territorio, ed è in questo equilibrio tra grandi strutture organizzate e supporto di uno studio legale radicato localmente che può costruirsi una gestione più attenta e consapevole delle complessità.

Il caso dei voli Usa a Sigonella, stop del governo ma le opposizioni incalzano: fare chiarezza

Roma, 31 mar. (askanews) – L’Italia ha negato l’uso della base militare di Sigonella agli Stati Uniti. L’episodio risale a qualche giorno fa. E’ il capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a richiamare l’attenzione del ministro Guido Crosetto, dopo avere ricevuto un briefing dell’Aeronautica militare. Alcuni aerei statunitensi sono in volo verso la Sicilia, intendono fare scalo nella base americana, per poi proseguire verso il Medio Oriente. Non sono voli logistici o tali da essere compresi nel trattato firmato tra i due Paesi. E non è stata richiesta alcuna autorizzazione. I vertici militari italiani non sono stati consultati e il piano è stato comunicato mentre gli aerei erano già in volo. Tanto basta. Crosetto dice no. Gli aerei americani non possono atterrare.

Lo stesso ministro, giorni fa in Parlamento, aveva dichiarato che ogni operazione non compresa nei trattati e che dunque avrebbe richiesto una precisa autorizzazione, sarebbe passata dalle Camere. Insomma, Crosetto non avrebbe potuto prendere decisione diversa. Il ministro ha demandato a Portolano il compito di informare gli americani. E il capo di Stato Maggiore ha sentito il Comando Usa per riferire quanto stabilito: gli aerei Usa non potevano atterrare a Sigonella perché non erano stati autorizzati e perché non c’era stata alcuna consultazione preventiva. Vicenda chiusa e nessuna crisi diplomatica. “Non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi”, ha chiarito Crosetto in un messaggio su X.

“Qualcuno”, secondo il ministro, starebbe cercando di far passare il messaggio che “l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa”. Ma si tratta di una ricostruzione “semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato”. Crosetto ha aggiunto che “il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni”.

D’altra parte, gli accordi internazionali “disciplinano e distinguono con chiarezza” ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo, per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento, e in assenza della quale non è possibile concedere nulla, e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. “Un ministro deve solo farli rispettare. Tertium non datur”, ha concluso Crosetto.

Sullo stesso tono, oggi, è arrivata anche una nota di Palazzo Chigi. L’Italia, assicura la Presidenza del Consiglio, “agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere. La linea dell’Esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica”. Dunque, è la spiegazione, “ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato. Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”. Anche per il futuro, quindi, il governo continuerà “ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del Governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale”.

Spiegazioni, quelle di Crosetto e di Palazzo Chigi, che non convincono le opposizioni. “La decisione del governo su Sigonella conferma le preoccupazioni che, proprio sulla base siciliana, abbiamo avanzato in tutte queste settimane: gli Usa vogliono utilizzare il nostro territorio come piattaforma per la guerra in Medio Oriente. Negare l’autorizzazione da parte dell’Italia non può essere una decisione sporadica, deve diventare una linea politica espressa con chiarezza, anche in vista di future improprie richieste dal comando Usa”, afferma la segretaria del Pd Elly Schlein che chiede al governo di presentarsi in Parlamento e “raccogliere la volontà maggioritaria del popolo italiano, contrario all’utilizzo del nostro territorio per una guerra illegale che danneggia anche i nostri interessi strategici ed economici”.

Anche il Movimento 5 stelle con il deputato Questore della Camera Filippo Scerra chiede trasparenza. “Ci sono – accusa – ancora molti, troppi, nodi da chiarire. Le ultime dichiarazioni di Crosetto e Meloni impongono trasparenza. Noi pensiamo, come ha detto il presidente Conte, che il governo ora debba negare anche il supporto logistico e di intelligence, perché quello che stanno facendo Usa e Iran è sistematicamente in violazione del diritto internazionale”.

“Quella sulla posizione italiana sull’utilizzo della base militare di Sigonella sembrava una buona notizia, ma è durata pochissimo: Palazzo Chigi è arrivato subito a smentire e a chiarire che non cambia nulla nei rapporti con gli Stati Uniti. Insomma – spiega Nicola Fratoianni (Avs) – le basi americane in Italia restano in funzione, noi lo sapevamo. Continueranno ad essere complici di una guerra illegale, quella scatenata da America e Israele contro l’Iran. La verità è che ancora una volta quando si tratta di prendere nettamente le distanze dall’amico americano Donald Trump Giorgia Meloni non muove un passo”.

Cinema, al via il tour mondiale de "Il Diavolo Veste Prada 2″

Roma, 31 mar. (askanews) – Meryl Streep e Anne Hathaway hanno dato il via al tour mondiale del nuovo film 20th Century Studios “Il Diavolo Veste Prada 2” a Città del Messico, negli spazi de La Casa Azul, Museo Frida Kahlo. La sessione di Q&A è stata seguita da una proiezione di alcune scene del film al Museo Anahuacalli dove sono stati presentati, con una sfilata ispirata al film, capi d’archivio di rinomati stilisti messicani. Città del Messico è stata la prima tappa di un tour che proseguirà nelle sole città di Tokyo, Seul e Shanghai, per poi proseguire con la prima mondiale del film a New York e per concludersi con la premiere europea a Londra.

Dopo ogni evento sarà disponibile il lookbook con la raccolta di tutti gli outfit indossati dal cast nel corso del tour. A quasi vent’anni dalle loro celebri interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nel tanto atteso sequel del fenomeno del 2006 che ha segnato una generazione. Il film riunisce il cast originale con il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna, e introduce una serie di personaggi nuovi, tra cui Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen e B.J. Novak. Tracie Thoms e Tibor Feldman riprendono i loro ruoli di “Lily” e “Irv” dal primo film.

“Il Diavolo Veste Prada 2” è prodotto da Wendy Finerman, con Michael Bederman, Karen Rosenfelt e Aline Brosh McKenna come executive producer. Il film arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 29 aprile. (è già possibile prenotare i biglietti online sul sito thedevilwearsprada.it).

Conte: governo immobile, impegnato negli scandali dimentica italiani

Roma, 31 mar. (askanews) – “Il Governo Meloni è immobile, sono così impegnati con gli scandali esplosi nel partito della premier che si son dimenticati delle emergenze degli italiani”. Lo scrive sui social network il leader M5s Giuseppe Conte.

“La bolletta elettrica – sottolinea – aumenta anche per gli utenti più vulnerabili, crolla la produzione industriale, il Governo taglia gli incentivi alle aziende tradendo imprenditori che avevano già investito, il decretino elettorale del governo è stato già bruciato dagli aumenti del carburante”.

Continua il leader M5s: “Quel che sta succedendo sulla sanità, poi, suscita sinceramente rabbia. Abbiamo lottato come leoni per i 209 miliardi in Europa ma non riescono nemmeno a spenderli: secondo Gimbe a fine 2025 funzionavano solo il 4% delle Case di comunità e meno del 30% degli Ospedali di comunità hanno avviato almeno un servizio”.

Conclude Conte: “Hanno ignorato tante nostre proposte per fare diminuire il costo delle bollette, per Transizione 4.0, per investimenti in sanità. Si corre a gonfie vele solo su spesa militare e difesa: aumenti da 1 miliardo al mese mentre questo Governo firma in Europa i tagli a spese e investimenti vitali per la nostra Italia”.

Bending Spoons, Ceo: 1,3mld di ricavi in 2025, ora nuove acquisizioni

Milano, 31 mar. (askanews) – Il 2025 di Bending Spoons si è chiuso “bene, con 1,3 miliardi di fatturato. L’uile lo vedrete quando sarà pubblicato il bilancio”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Bending Spoons, Luca Ferrari, a margine dell’evento per celebrare i 100 anni di McKinsey a Milano. Nessun commento, invece, sull’ipotesi di quotazione a New York: “Non abbiamo mai detto che faremo una Ipo e non abbiamo mai commentato indiscrezioni di stampa”, ha aggiunto.

Parlando delle nuove possibili acquisizioni, dopo un anno ricco di deal, Ferrari ha detto: “Abbiamo in pipeline delle cose, sono positivo che si faranno altre acquisizioni quest’anno. Guardiamo a tutto il mondo, soprattutto per società digitali. Tenendo conto che le più grosse sono in Usa statisticamente è piu probabile che le faremo lì. Se dovessimo trovare qualcosa di interessante in Italia ci andrebbe benissimo”, ha aggiunto il top manager che ha in ogni caso escluso l’intreresse per altri settori. Per questo, Ferrari ha spiegato di non avere interesse per Telepass, come invece prospettato da alcuni quotidiani: “Non so neanche da dove sia arrivata” questa indiscrezione, “ci menzionano su un sacco di cose”, ha tagliato corto Ferrari.

Apple compie 50 anni: dai computer agli orologi, ha rivoluzionato il tech

New York, 31 mar. (askanews) – Apple festeggia 50 anni domani primo aprile, “50 anni di pensare differentemente”, come recita lo slogan creato dal gruppo di Cupertino per l’occasione. Mezzo secolo fa Apple Computer veniva creata. A lanciarla il prodigio dell’ingegneria Steve Wozniak, lo studente ribelle Steve Jobs e Ronald Wayne, passato alla storia come un co-fondatore dimenticato.

L’azienda ha influenzato lo sviluppo di molteplici settori, rivoluzionandoli: dai computer con il Macintosh (1984) allla musica con l’iPod (2001) e il negozio online iTunes (2003) passando per i telefonini con l’iPhone (2007) e arrivando agli iPad (2010), agli orologi smart con l’Apple Watch (2015) e agli auricolari con gli AirPods (2016) ora capaci anche di fare traduzioni in tempo reale.

Finita sull’orlo della bancarotta negli Anni ’90 e rimasta per 11 anni senza Jobs, tornato nel gruppo nel 1997, la società è arrivata ad avere i suoi prodotti al Museum of Modern Art (MoMA) a New York. Perche’ con il suo design ha fatto la storia grazie al contributo di Jony Ive, passato l’anno scorso in OpenAI per creare insieme a Sam Altman un prodotto ancora non definito alimentato dall’intelligenza artificiale.

“Mentre altre aziende si concentravano sul lancio di prodotti hardware”, spiega Dan Ives, analista di WedBush in una nota ai clienti, “Apple ha spostato la propria attenzione sul controllo dell’intero stack tecnologico, inclusi chip, software, vendita al dettaglio e servizi” come Apple Music, Apple TV, i Cloud, App Store e Apple Pay, “il che ha fornito un solido profilo di crescita dei ricavi creando una posizione competitiva in ciascuna delle rispettive aree con 1,5 miliardi di iPhone e 2,5 miliardi di dispositivi iOS a livello globale”.

Apple in una nota spiega di avere “trascorso cinque decenni a ripensare a ciò che è possibile e a mettere strumenti potenti nelle mani delle persone. In ogni scoperta, un’idea ci ha guidato: il mondo viene fatto avanzare dalle persone che pensano in modo diverso. Questo perché il progresso inizia sempre con qualcuno — un inventore o uno scienziato, uno studente o un narratore — che immagina un modo migliore, una nuova idea, un percorso diverso. Questo spirito ha guidato Apple fin dall’inizio”.

Per gli investitori, i 50 anni di Apple arrivano in un momento chiave fatto di una competizione crescente nell’AI, una dipendenza in aumento dalla divisione ad alti margini dei servizi e con un ciclo di upgrade piu’ lento del suo hardware. A livello di prodotto, cresce l’attesa per un iPhone piegevole che potrebbe essere lanciato il prossimo settembre insieme ai modelli 18. Potrebbe arrivare anche un MacBook touchscreen.

Il prossimo catalizzatore sarà la conferenza annuale degli sviluppatori di giugno. Dopo la WWDC dello scorso anno senza fuochi d’artificio, quest’anno e’ atteso il lancio dell’assistente Siri piu’ personalizzata con funzioni AI. Dal CEO Tim Cook, attese spiegazioni sull’integrazione di Gemini (Google).

Quanto allo stesso Cook – che da direttore operativo divenne amministratore delegato nell’agosto del 2011 al posto di Jobs, che mori’ di cancro pancreatico due mesi dopo a 56 anni – l’intenzione e’ quella di continuare a traghettare il gruppo ancora per un po’. Il 65enne ha recentemente smentito i rumor di una sua uscita durante la trasmissione “Good Morning America” su ABC. E’ pero’ gia’ partito il toto nomina: il candidato in pole position per prendere le redini di Apple dopo di lui sembra John Ternus, tra le figure piu’ influenti nel gruppo e attualmente vicepresidente senior per l’ingegneria hardware.

Apple intanto continua a piacere a Warren Buffett. Il cosiddetto Oracolo di Omaha ha espresso soddisfazione nel fatto che quella nel gruppo di Cupertino rappresenti la piu’ grande partecipazione di Berkshire Hathaway, la sua conglomerata. Durante un’intervista a CNBC, il famoso investitore 95enne rimpiange di avere ridotto quella quota “troppo presto” ma a segnalato che se scende a un determinato prezzo “potremmo comprare molti titoli ma non in questo mercato”. Quanto a Cook, Buffett lo ha definito “un manager fantastico che va d’accordo con tutti nel mondo, una tecnica che io non avrei e che per esempio il mio partener Charlie Munger (morto a fine 2023, ndr) non avrebbe”.

Il caso dei voli Usa a Sigonella, stop governo ma opposizioni incalzano: fare chiarezza

Roma, 31 mar. (askanews) – L’Italia ha negato l’uso della base militare di Sigonella agli Stati Uniti. L’episodio risale a qualche giorno fa. E’ il capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a richiamare l’attenzione del ministro Guido Crosetto, dopo avere ricevuto un briefing dell’Aeronautica militare. Alcuni aerei statunitensi sono in volo verso la Sicilia, intendono fare scalo nella base americana, per poi proseguire verso il Medio Oriente. Non sono voli logistici o tali da essere compresi nel trattato firmato tra i due Paesi. E non è stata richiesta alcuna autorizzazione. I vertici militari italiani non sono stati consultati e il piano è stato comunicato mentre gli aerei erano già in volo. Tanto basta. Crosetto dice no. Gli aerei americani non possono atterrare.

Lo stesso ministro, giorni fa in Parlamento, aveva dichiarato che ogni operazione non compresa nei trattati e che dunque avrebbe richiesto una precisa autorizzazione, sarebbe passata dalle Camere. Insomma, Crosetto non avrebbe potuto prendere decisione diversa. Il ministro ha demandato a Portolano il compito di informare gli americani. E il capo di Stato Maggiore ha sentito il Comando Usa per riferire quanto stabilito: gli aerei Usa non potevano atterrare a Sigonella perché non erano stati autorizzati e perché non c’era stata alcuna consultazione preventiva. Vicenda chiusa e nessuna crisi diplomatica. “Non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi”, ha chiarito Crosetto in un messaggio su X.

“Qualcuno”, secondo il ministro, starebbe cercando di far passare il messaggio che “l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa”. Ma si tratta di una ricostruzione “semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato”. Crosetto ha aggiunto che “il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni”.

D’altra parte, gli accordi internazionali “disciplinano e distinguono con chiarezza” ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo, per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento, e in assenza della quale non è possibile concedere nulla, e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. “Un ministro deve solo farli rispettare. Tertium non datur”, ha concluso Crosetto.

Sullo stesso tono, oggi, è arrivata anche una nota di Palazzo Chigi. L’Italia, assicura la Presidenza del Consiglio, “agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere. La linea dell’Esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica”. Dunque, è la spiegazione, “ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato. Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”. Anche per il futuro, quindi, il governo continuerà “ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del Governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale”.

Spiegazioni, quelle di Crosetto e di Palazzo Chigi, che non convincono le opposizioni. “La decisione del governo su Sigonella conferma le preoccupazioni che, proprio sulla base siciliana, abbiamo avanzato in tutte queste settimane: gli Usa vogliono utilizzare il nostro territorio come piattaforma per la guerra in Medio Oriente. Negare l’autorizzazione da parte dell’Italia non può essere una decisione sporadica, deve diventare una linea politica espressa con chiarezza, anche in vista di future improprie richieste dal comando Usa”, afferma la segretaria del Pd Elly Schlein che chiede al governo di presentarsi in Parlamento e “raccogliere la volontà maggioritaria del popolo italiano, contrario all’utilizzo del nostro territorio per una guerra illegale che danneggia anche i nostri interessi strategici ed economici”.

Anche il Movimento 5 stelle con il deputato Questore della Camera Filippo Scerra chiede trasparenza. “Ci sono – accusa – ancora molti, troppi, nodi da chiarire. Le ultime dichiarazioni di Crosetto e Meloni impongono trasparenza. Noi pensiamo, come ha detto il presidente Conte, che il governo ora debba negare anche il supporto logistico e di intelligence, perché quello che stanno facendo Usa e Iran è sistematicamente in violazione del diritto internazionale”.

“Quella sulla posizione italiana sull’utilizzo della base militare di Sigonella sembrava una buona notizia, ma è durata pochissimo: Palazzo Chigi è arrivato subito a smentire e a chiarire che non cambia nulla nei rapporti con gli Stati Uniti. Insomma – spiega Nicola Fratoianni (Avs) – le basi americane in Italia restano in funzione, noi lo sapevamo. Continueranno ad essere complici di una guerra illegale, quella scatenata da America e Israele contro l’Iran. La verità è che ancora una volta quando si tratta di prendere nettamente le distanze dall’amico americano Donald Trump Giorgia Meloni non muove un passo”.

L.elettorale, muro opposizioni: non abbinare nostre pdl a testo maggioranza

Roma, 31 mar. (askanews) – Nessuna apertura per ora da parte dell’opposizione sulla riforma elettorale. In vista dell’incardinamento previsto in commissione Affari Costituzionali alla Camera questa sera al termine della seduta pomeridiana dell’aula, il Pd ha ritirato le sue due proposte di legge, una firmata da Piero De Luca – un proporzionale puro – l’altra da Marco Furfaro per il voto in via telematica per le persone con disabilità, proposte che erano state abbinate a quella presentata dal centrodestra. Idem M5s che ha chiesto fossero disabbinati i tre testi pentastellati. L’abbinamento tra le varie proposte presentate da inizio legislatura in materia elettorale era avvenuto d’ufficio, come previsto, da parte del presidente della Commissione Nazario Pagano (Fi).

“In questa fase i problemi del Paese, dei cittadini, sono ben altri che la discussione su una legge elettorale proposta ‘di prepotenza’ dalla maggioranza, una legge truffa con la quale Meloni, che sente ormai il terreno franarle sotto i piedi, vorrebbe assicurarsi una prospettiva di governo nella prossima legislatura. Pensavamo, dopo la batosta referendaria, che la maggioranza abbandonasse la propria arroganza ma avevamo sbagliato”, spiega Alfonso Colucci, capogruppo M5s in Commissione.

Non vuole sedersi al tavolo per ora neanche il Pd che con Simona Bonafè ribadisce: “Le regole del gioco non si cambiano a strappi. L’apertura alle opposizioni che sentiamo tanto evocare in queste ore è solo di facciata e lo confermano il testo presentato con il solo accordo tra i partiti di governo prima del referendum e i quattro relatori di maggioranza, che sembrano più interessati a controllarsi tra loro che al merito della proposta”.

Ha ritirato la sua proposta anche Paolo Emilio Russo (Fi) che chiedeva la soppressione della distinzione per sesso e dell’indicazione del cognome del coniuge per le donne coniugate o vedove nella compilazione delle liste elettorali. Norme nel frattempo entrate in vigore. Abbinate alla pdl della maggioranza dunque restano la proposta Magi sulla raccolta digitale delle firme per la presentazione delle liste e delle candidature e quella del deputato Fdi eletto all’estero Di Giuseppe che delega il governo per la revisione del voto dei cittadini italiani residenti all’estero.

Quattro i relatori: Angelo Russo (Fdi), Igor Iezzi (Lega), Nazario Pagano (Fi), Alessandro Colucci (Noi moderati).

Iran, Ue: ridurre consumi, specialmente diesel e carburanti aerei

Roma, 31 mar. (askanews) – Sull’energia “meglio prepararsi prima che dispiacersi dopo” e alla Commissione europea “stiamo lavorando a un pacchetto di misure su cui presto presenteremo una proposta ai Paesi membri”. Lo ha affermato il Commissario europeo all’Energia, Dan Joergensen, nella conferenza stampa al termine della riunione in teleconferenza dei ministri Ue dell’Energia.

Quanto alla raccomandazione di iniziare a valutare misure per ridurre consumi e domanda, “sappiamo che ci sono diverse situazioni nazionali e che non c’è una soluzione buona per tutti. Ma è chiaro che più si può fare per risparmiare sui consumi, specialmente su diesel e carburanti per l’aviazione”, meglio è, ha detto.

“Nessuno sa quanto durerà la crisi, ma penso che sia molto importante sottolineare che non sarà breve – ha avvertito – perché anche se ci fosse una pace domani ci sarebbero ancora ricadute: le infrastrutture dell’energia della regione sono state danneggiate e vengono continuamente danneggiate”.

L’eurocommissario ha citato le raccomandazioni dell’Agenzia internazionale per l’energia, rilevando che le proposte Ue si ispireranno alle stesse: smart work (telelavoro, lavoro da casa/da remoto), ridurre i limiti di velocità di 10 kmh, incoraggiare il trasporto pubblico, aumentare il car sharing, veicoli più efficienti e simili.

Tommaso Paradiso annuncia nuovi appuntamenti estivi

Milano, 31 mar. (askanews) – Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “I romantici”, tra le canzoni più suonate in radio sin dall’uscita, e a pochi giorni dal via del tour nei Palasport, Tommaso Paradiso annuncia nuovi appuntamenti estivi che proseguono il percorso iniziato dal tour indoor imminente. Il ritorno alla dimensione live, quella che da sempre sente più sua, rimette al centro il rapporto diretto con il pubblico e riaccende la solidissima band che da anni lo accompagna, parte integrante della sua identità dal vivo. Prima nei palazzetti e poi all’aperto, le canzoni del nuovo album “Casa Paradiso” e i grandi successi del cantautore romano danno forma a una potente scaletta che unisce presente e passato, con un suono pieno e diretto e un’emotività da cantare che è la sua cifra.

Il tour estivo farà tappa il 14 luglio al Bassano Music Park di Bassano del Grappa presso il Parco Ragazzi del ’99, il 16 luglio allo Stadio del Mare di Pescara, il 18 luglio a Villa Bellini di Catania per il Sotto il Vulcano Fest, il 21 luglio all’Arena Del Levante di Bari per l’Oversound Music Festival, il 23 luglio al SalernoSounds di Salerno e il 25 luglio all’Alguer Summer Festival di Alghero.

Tra poco più di due settimane prende il via il tour nei Palasport: dopo la data zero del 15 aprile al Palabigot di Gorizia, Tommaso Paradiso sarà il 18 e 19 aprile al Palazzo dello Sport di Roma, il 22 aprile all’Unipol Forum di Milano, il 23 aprile all’Inalpi Arena di Torino, il 25 aprile all’Unipol Arena di Bologna, il 26 aprile alla Kioene Arena di Padova, il 28 aprile al Mandela Forum di Firenze e il 30 aprile al Palapartenope di Napoli.

Sul palco con Tommaso, Matteo Cantaluppi alla direzione musicale e alle tastiere, Silvia Ottanà al basso, Angelo Trabace al pianoforte, Gianmarco Dottori alla chitarra acustica, Nicola Pomponi e Marco Antonio Musella alle chitarre elettriche, Daniel Fasano alla batteria, Roberta Montanari e Alice Barbara Tombola ai cori.

I tour di Tommaso Paradiso sono prodotti da Live Nation. I biglietti per le date nei Palasport sono disponibili su livenation.it/tommasoparadiso. Sullo stesso sito, dalle ore 14:00 di domani martedì 31 marzo, aprono le vendite per il tour estivo.

Meloni il 9 aprile in Parlamento. Ciriani: riferisce su attività di governo non su rimpasti o fantasie di voto

Roma, 31 mar. (askanews) – L’informativa al Parlamento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sulla situazione politica e l’attività del Governo è in programma giovedì 9 aprile, “probabilmente alle 9 alla Camera e alle 12 al Senato”. Lo ha detto ai cronisti il ministro per i rapporti cl Parlamento Luca Ciriani, al termine della conferenza dei capigruppo del Senato.

“L’informativa della presidente – ha affermato – è un’opportunità che la presidente coglie al volo, offerta dalle richieste del Parlamento, di riferire sull’attività di governo, attività di governo che non si è mai interrotta, che è continuata con lo stesso impegno e determinazione di prima e di sempre. Quindi sarà un’occasione per raccontare, illustrare cosa sta facendo il governo sui dossier più importanti che interessano l’opinione pubblica e che secondo noi non sono le fantasie sul voto anticipato, sui rimpasti o altre questioni che credo interessino poco e comunque sono già alle nostre spalle”.

Governo, Ciriani: Meloni 9 aprile in Parlamento, non su rimpasti o fantasie

Roma, 31 mar. (askanews) – L’informativa al Parlamento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sulla situazione politica e l’attività del Governo è in programma giovedì 9 aprile, “probabilmente alle 9 alla Camera e alle 12 al Senato”. Lo ha detto ai cronisti il ministro per i rapporti cl Parlamento Luca Ciriani, al termine della conferenza dei capigruppo del Senato.

“L’informativa della presidente – ha affermato – è un’opportunità che la presidente coglie al volo, offerta dalle richieste del Parlamento, di riferire sull’attività di governo, attività di governo che non si è mai interrotta, che è continuata con lo stesso impegno e determinazione di prima e di sempre. Quindi sarà un’occasione per raccontare, illustrare cosa sta facendo il governo sui dossier più importanti che interessano l’opinione pubblica e che secondo noi non sono le fantasie sul voto anticipato, sui rimpasti o altre questioni che credo interessino poco e comunque sono già alle nostre spalle”.

Calcio, Mondiali 2026, Infantino: Iran giocherà negli Usa

Roma, 31 mar. (askanews) – Gianni Infantino conferma la partecipazione dell’Iran ai Mondiali 2026 e ribadisce che le partite si disputeranno negli Stati Uniti come previsto dal sorteggio. Il numero uno della FIFA, presente ad Antalya per l’amichevole Iran-Costa Rica, ha chiarito che “l’Iran sarà al Mondiale e le partite si svolgeranno dove previsto”.

La posizione arriva dopo settimane di incertezza legate al conflitto in Medio Oriente e alle tensioni con gli Stati Uniti, che avevano spinto la federazione iraniana a valutare lo spostamento delle gare in Messico.

Infantino ha spiegato di aver incontrato squadra e staff, rassicurando sulle condizioni generali e confermando che non esistono piani alternativi rispetto al calendario ufficiale, che prevede gare tra Los Angeles e Seattle.

Venti forti su tutta Italia. Temporali e neve a quote collinari al Centro-Sud. Allerta rossa in Abruzzo

Roma, 31 mar. (askanews) – Il centro di bassa pressione, attualmente sul Tirreno e in movimento verso i settori ionici, continua a richiamare correnti fredde dai Balcani, con fenomeni diffusi e persistenti, specie sui settori adriatici, nevosi fino a quote di alta collina. La perturbazione è accompagnata da intensa ventilazione, con venti di burrasca dai quadranti settentrionali, specie sulle regioni centro-meridionali.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quello emesso nella giornata di ieri e che prevede dal pomeriggio di oggi, martedì 31 marzo, venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali su Toscana e Campania; precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, in estensione alla Sicilia settentrionale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate ed attività elettrica. Previste inoltre nevicate sparse al di sopra dei 700-900 metri su Marche meridionali, settori sud-orientali dell’Umbria e nord-orientali del Lazio, con apporti al suolo da moderati ad abbondanti.

In avviso, dal primo pomeriggio di domani, mercoledì 1° aprile, il persistere di venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali su Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise, in estensione a Puglia e Basilicata; mareggiate lungo le coste esposte; nevicate diffuse al di sopra dei 700-900 mt. su Abruzzo e Molise, con apporti al suolo abbondanti, specie sui settori orientali.

Sulla base dei fenomeni in atto e previsti, è stata valutata per la giornata di domani, mercoledì 1° aprile, allerta rossa per rischio idraulico e rischio idrogeologico su settori dell’Abruzzo. Valutata inoltre allerta arancione in Abruzzo e su tutto il territorio di Molise e Puglia. Allerta gialla su parte di Umbria, Marche, Lazio e sull’intero territorio di Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Cinema, finite le riprese di "L’eterna luce del giorno" di Giovenga

Roma, 31 mar. (askanews) – Si sono appena concluse a Sabaudia (Latina) e Anguillara (Roma) le riprese di “L’eterna luce del giorno”, film drammatico/post-apocalittico diretto da Lorenzo Giovenga (Daitona) con Claudio Amendola, Anna Mangiocavallo, Dagmara Brodziak, Edmond Budina e Viktorie Ignoto.

Ispirato a una storia vera, sceneggiato dal regista insieme a Giuliano Giacomelli, con Heidrun Schleef come script editor, il film è una co produzione Italia – Albania – Polonia, prodotto per l’Italia da Pier Francesco Aiello per PFA Films e da Lorenzo Lazzarini, Lorenzo Giovenga e Valentina Signorelli per Daitona, mentre per l’Albania è prodotto da AB Film e per la Polonia da Wonder Woman Production.

L’eterna luce del giorno racconta di Luce (Anna Mangiocavallo), una bambina di 8 anni, curiosa come tutti i bambini della sua età. Sin da quando è nata, è affetta da SCID, una rarissima malattia delle difese immunitarie. Basterebbe un raffreddore per ucciderla. Proprio per questo motivo, la piccola è costretta a vivere all’interno di una camera di vetro asettica. A prendersi cura di lei c’è suo padre, Renato (Claudio Amendola), disposto a ogni cosa pur di veder crescere sua figlia. Una storia come tante, se non fosse che questa storia comincia lì dove le altre terminano: con la fine di quel mondo che tutti noi conosciamo. Quando Luce era appena nata un misterioso evento ha decimato la popolazione mondiale e ora si ritrova a essere tra i pochi superstiti. I due conducono una umile esistenza tra cibo in scatola e qualche anguilla pescata nello stagno vicino alla dimora in cui risiedono, un vecchio casale sperduto nell’Agro Pontino. Lei non ha mai conosciuto il mondo esterno e, a causa di quella misteriosa Apocalisse, non potrà più conoscerlo. Tutto quello che sa del mondo, lo sa soltanto dai racconti del padre, che vive solo e tormentato dal fantasma dell’ex moglie Helena (Dagmara Brodziak) … Poi, un giorno, un misterioso biglietto alla loro porta: “Finisce qui, non siete più al sicuro” …

Il film ha ottenuto il contributo del MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – nell’ambito del bando dedicato alle opere di autori under 35 ed è beneficiario del fondo Lazio Cinema International. Sul versante tecnico, la direzione della fotografia è affidata a Marina Kissopoulos, la scenografia a Silvia Struglia, i costumi sono firmati da Andrea Sorrentino, le musiche da Bartosz Chajdecki e il montaggio sarà firmato da Emma Viali. (Foto Vittorio Penna)

#UniversitàperGiulio, ciclo di eventi a 10 anni da scomparsa Regeni

Roma, 31 mar. (askanews) – Ben 76 università e 15mila persone coinvolte per due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca: è l’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni. A dieci anni dalla scomparsa, un’iniziativa per la libertà di ricerca”, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni, presentata nella sala Caduti di Nassirya del Senato dalla senatrice a vita e docente dell’Università Statale di Milano Elena Cattaneo.

L’iniziativa consiste in un ciclo di eventi che, fra aprile e maggio 2026, vede ben 76 Università in tutta Italia organizzare ciascuna una giornata dedicata ai temi della libertà di studio e di ricerca e alla riflessione sulle conseguenze della compressione dei diritti fondamentali, in ambito accademico e sociale, a partire dalla proiezione del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh. Prima della conferenza, il documentario è stato proiettato nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati.

Alla conferenza stampa in Senato hanno preso parte Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio; Alessandra Ballerini, avvocata della famiglia Regeni; Riccardo Ricciardi, presidente del gruppo M5S alla Camera dei Deputati; Simone Manetti, regista del documentario; Emanuele Cava e Matteo Billi, autori del documentario; il produttore Domenico Procacci per Fandango e il produttore Mario Mazzarotto per Ganesh Produzioni; Gianluigi Greco, Rettore dell’Università della Calabria, e Menico Rizzi, Rettore dell’Università del Piemonte orientale.

Il ciclo di eventi universitari, che conta di raggiungere un pubblico di oltre 15 mila persone, tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini, si aprirà all’Università Statale di Milano, il 13 aprile. L’hashtag scelto per i social è #UniversitàperGiulio.

“La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia – ricorda la Senatrice Cattaneo – non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a ‘fare cose’ attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso”.

“Siamo onorati e grati per questa iniziativa – hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni – che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui”.

L’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni” è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni.

Locker in Italia: così si semplifica la vita delle persone

Cremona, 31 mar. (askanews) – InPost continua la sua crescita in Italia e raggiunge un traguardo significativo: 10.000 punti di ritiro fuori casa tra locker e InPost Point, rafforzando la propria presenza su tutto il territorio nazionale. Un risultato simbolico segnato dall’installazione del locker numero 5.000, a Cremona, all’esterno di un punto vendita MediaWorld.

“InPost non è solo un’azienda di logistica, noi cerchiamo di semplificare la vita delle persone. Avere un locker vicino casa, vicino il tragitto di lavoro, permette di poter ritirare i propri acquisti con maggiore flessibilità e questo è un risultato importante per noi. Abbiamo raggiunto 10.000 punti in Italia, sono 5.000 locker e 5.000 punti di ritiro. Quest’anno puntiamo ad essere la prima rete di locker in Italia e questo è possibile anche grazie alla collaborazione di partner come Mediaworld, che ci offrono i loro spazi per installare i nostri locker e ci affidano i loro prodotti per le spedizioni ai loro clienti” ha dichiarato Nicola D’Elia, Managing Director InPost Italia.

Il successo italiano si inserisce in un 2025 molto positivo per il gruppo, con ricavi in forte crescita e oltre 1,4 miliardi di pacchi gestiti a livello globale. In espansione anche la rete Out Of Home, che supera i 94 mila punti in Europa.

“Il gruppo InPost è nato in Polonia. Adesso operiamo in 9 paesi e l’Italia è uno dei mercati più strategici e che cresce più rapidamente, proprio perché stiamo rispondendo alle esigenze dei consumatori finali. Avere un locker vicino casa, permette di poter gestire il proprio tempo con maggiore flessibilità e andare a ritrovare i propri acquisti senza dover aspettare il corriere a casa. I vantaggi dei locker sono quindi legati a dare più tempo, più libertà, flessibilità e le consegne ai locker sono anche le più sostenibili” ha aggiunto D’Elia.

In Italia, dove i volumi crescono del 40%, InPost punta su capillarità, prossimità e partnership strategiche. I locker diventano così parte integrante dell’esperienza d’acquisto, offrendo soluzioni sempre più flessibili e sostenibili per consumatori e retailer.

“Il locker 5000 installato a Cremona oggi è per noi un punto di partenza, per continuare a crescere la nostra rete. Noi ci aspettiamo che, entro 4 anni, un pacco su 3 verrà gestito nei locker. E’ per questo che stiamo creando la rete e l’infrastruttura logistica, per rispondere alle esigenze e ai desideri dei clienti finali” ha concluso D’Elia.

Un modello che guarda al futuro della logistica e che conferma il ruolo sempre più centrale dell’out-of-home nell’e-commerce.

Cultura, tecnologia e impresa per nuovo modello sviluppo Calabria

Roma, 31 mar. (askanews) – Valorizzare ciò che esiste e lavorare in maniera sinergica tra pubblico e privato per trasformare le potenzialità di una regione come la Calabria – in possesso di istituzioni impegnate, università in fermento, imprese presenti e collaborative, percorsi di innovazione attivati – in un sistema capace di generare sviluppo. Un lavoro che non è automatico ma, al contrario, necessita di visione, strumenti, capacità di coordinamento e, soprattutto, responsabilità condivise. E’ il messaggio che arriva dall’evento “Fondare il futuro: cultura, tecnologia e impresa per un nuovo modello di sviluppo in Calabria”, organizzato da Associazione Civita, realtà che opera da oltre 35 anni nel mondo della cultura e si propone come laboratorio e incubatore di progetti per valorizzare il patrimonio culturale italiano, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, espressione del ruolo che i grandi attrattori culturali possono assumere nei processi di sviluppo territoriale, e con Philip Morris Italia.

L’incontro è stato dedicato al rapporto tra trasformazione digitale, formazione delle competenze e sviluppo dei territori ed è stato introdotto e moderato da Simonetta Giordani, Segretario Generale Associazione Civita. Sono intervenuti Roberto Occhiuto Presidente Regione Calabria, Fabrizio Sudano, Direttore Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria e Direttore Regionale Musei Nazionali, Mario Nobile, Direttore Generale dell’ AgID -Agenzia per l’Italia Digitale, Giuseppe Zimbalatti, Rettore Università Mediterranea, Elvira Brunelli, Prorettrice per il Centro Residenziale con delega per le pari Opportunità e il Benessere, Aldo Ferrara, Presidente Unindustria Calabria, Andrea Guglielmo Direttore delle Relazioni Esterne e della Comunicazione di Philip Morris Italia.

Sullo sfondo anche il ruolo del PNRR che rappresenta per la Calabria un’opportunità molto importante. Infatti, per la missione 1 dedicata a “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo” sono destinati alla regione 3,277 Mld € di progetti totali di cui 692 quelli specificamente destinati alla cultura in un territorio che vanta un patrimonio storico-culturale di grande pregio e oggetto negli ultimi anni di importanti investimenti.

Tra gli argomenti affrontati nel corso dell’evento, la transizione digitale e tecnologica che sta ridefinendo i modelli di sviluppo dei territori, incidendo sui processi produttivi, sulla formazione delle competenze e sulle modalità di valorizzazione del patrimonio culturale. In questo scenario, si è sottolineato che la sfida per il Mezzogiorno non è soltanto accompagnare il cambiamento, ma la costruzione di un ecosistema capace di tenere insieme istituzioni, università, ricerca, patrimonio artistico e sistema produttivo rafforzando le infrastrutture digitali e rendendo più efficace l’azione pubblica, a livello nazionale e regionale. Una sfida che non riguarda solo l’attrazione di investimenti, ma la capacità di creare connessioni durature e di trattenere competenze e talenti.

“Stiamo lavorando perché la Regione sviluppi un rapporto sempre più intenso con fondi di investimento e investitori che, insieme al sistema territoriale calabrese, possano potenziare per esempio l’offerta turistica. Stiamo crescendo molto sul numero di turisti, ma l’offerta ha ancora molto potenziale da esprimere”, ha dichiarato Roberto Occhiuto, Presidente Regione Calabria: “I giacimenti culturali della Calabria sono un motore straordinario di sviluppo, purtroppo spesso sottoutilizzato e poco conosciuto. Stiamo lavorando ad una operazione di rebranding della Calabria anche dal punto di vista turistico. Molti calabresi sono convinti che questa regione non si possa sviluppare, dobbiamo invece raccontarla per quello che è: una regione con i suoi problemi, sì, ma con persone impegnate ad affrontarli e soprattutto con risorse straordinarie. Vorrei che i calabresi fossero più orgogliosi di raccontare questa regione bellissima”.

“L’Associazione Civita crede da sempre nella contaminazione, nella collaborazione tra pubblico e privato, tra mondo delle imprese, cultura, istituzioni, territori, enti del terzo settore e l’evento che abbiamo promosso oggi ne è una dimostrazione concreta”, ha affermato Simonetta Giordani, Segretario Generale di Associazione Civita: “In Calabria abbiamo avvertito un nuovo dinamismo, una nuova vitalità e siamo convinti che solo utilizzando il nostro passato senza nostalgia potremo parlare di innovazione in un momento storico in cui questa è fondamentale per ridurre i divari esistenti fra i territori. Le grandi aziende italiane che operano in Calabria hanno fatto dell’innovazione legata alla responsabilità culturale una mission strategica, perché hanno capito che investire nei territori, anche con iniziative culturali o di inclusione sociale, può essere un modo per avvicinarsi a quegli interlocutori fondamentali per lo svolgimento della propria attività e per il raggiungimento dei risultati aziendali”.

Per Fabrizio Sudano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, “il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria si conferma oggi non solo come luogo di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico, ma anche come piattaforma attiva di confronto tra cultura, innovazione e sviluppo territoriale. La Calabria dispone di un patrimonio culturale straordinario; la sfida che abbiamo davanti è compiere un ulteriore salto di qualità, trasformandolo in un autentico motore di sviluppo sostenibile, capace di generare valore economico, sociale e occupazionale. In questo contesto, iniziative come questa rappresentano un contributo significativo per alimentare una riflessione concreta e operativa sulle traiettorie di crescita del Mezzogiorno. Solo attraverso una visione condivisa e una responsabilità diffusa sarà possibile valorizzare appieno le potenzialità della Calabria, rendendola protagonista di un modello di sviluppo fondato sull’integrazione tra cultura, tecnologia e impresa”.

Genova, Salis: cabinovia? È solo uno studio, abbassiamo i toni

Genova, 31 mar. (askanews) – “Sono davvero molto stupita dai toni perché questa era la presentazione di uno studio, non un progetto, non un’imposizione a una valle. È chiaro che il Politecnico in uno studio preliminare non può coinvolgere il territorio. Il territorio verrà coinvolto ora che abbiamo lo studio nella valutazione di questa come alternativa, ma non c’è niente di definito”.

Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis commentando le critiche dei comitati di cittadini sullo studio del Politecnico di Milano che ha individuato la cabinovia come soluzione ottimale per la mobilità in Valbisagno.

“I toni – ha aggiunto Salis – mi hanno molto stupito perché abbiamo portato un ingegnere qualificatissimo del Politecnico a spiegare uno studio che ha fatto in questi mesi una delle realtà europee più importanti di ingegneristica dei trasporti. È uno studio che, oltre a proporre un’alternativa, ne boccia delle altre. Anche questo va tenuto in considerazione perché lo studio è servito anche a dimostrare quanto lo Skymetro fosse inutile e sovradimensionato, e quante criticità avrebbe il tram. Il Politecnico è un soggetto terzo, non ha nessun interesse politico o economico nel sostenere una variante rispetto a un’altra”.

“Lo studio – ha ribadito la sindaca – non è un progetto, non è un cantiere che parte domani. La condivisione avviene con lo studio in mano, non può avvenire prima che ci sia lo studio. Non è che il Politecnico abbia detto che non si può fare lo Skymetro o non si può fare il tram, ha detto quali sono le ricadute strutturali e finanziarie, gli impatti sulla mobilità di tutti i progetti”.

Dl bollette, il governo incassa la fiducia alla Camera. Ecco cosa prevede

Roma, 31 mar. (askanews) – Il governo incassa la fiducia alla Camera sul decreto bollette, la prima dopo la consultazione referendaria, con 203 voti favorevoli e 117 contrari. Il provvedimento, da circa 5 miliardi di euro, contiene una serie di interventi a sostegno di famiglie e imprese contro il caro energia, definiti già prima del conflitto in Iran.

Tra le principali misure contenute nel decreto il contributo da 115 euro sulla bolletta elettrica a favore dei titolari del bonus sociale (315 milioni la dotazione finanziaria). Previsto anche un bonus volontario da parte delle aziende venditrici di elettricità chi non rientra nel bonus sociale ma ha un’Isee inferiroe ai 25mila euro.

Nel corso dell’esame in commissione è stato introdotto per le famiglie titolari del bonus elettrico anche il diritto alla compensazione per la fornitura del teleriscaldamento. Arrivato anche il divieto di sollecitazioni commerciali telefoniche verso i consumatori che riguarda non solo le chiamate ma anche l’invio di messaggi. Introdotte dal decreto anche una serie di misure per aumentare la trasparenza nelle forniture di energia e gas ai consumatori, tra cui l’obbligo per le aziende venditrici di comunicare periodicamente all’Arera i dati relativi ai propri margini di profitto e la definizione di un accordo quadro sulel modalità di cambio del fornitore.

Cambiano anche i meccanismi di incentivazione degli impianti fotovoltaici con potenza superiore a 20 kW. I titolari che beneficiano di incentivi dei quattro meccanismi del Conto energia con scadenza dal 2029, possono scegliere volontariamente di ridurre del 15% o 30% i premi tariffari previsti tra il 2026 e il 2027, in cambio di un’estensione della convenzione rispettivamente di 3 o 6 mesi.

Arrivano poi una serie di misure per incentivare, soprattutto da parte delle le PMI, la stipula di contratti di compravendita di energia elettrica da fonti rinnovabili a lungo termine (i cosiddetti Power Purchase Agreements) e per sostenere gli impianti a bioliquidi sostenibili, biogas e biomasse.

Nel corso dell’esame del decreto in commissione è stato aggiunta una norma che proroga al 2038 la graduale dismissione delle centrali a carbone utilizzate per la produzione di energia elettrica. Il Piano nazionale per l’energia revede la cessazione della produzione elettrica da carbone entro il 2025 per le centrali del continente ed entro il 2028 per quelle ubicate in Sardegna.

Col decreto viene introdotto un rimborso di alcuni oneri sul gas naturale utilizzato per la produzione di energia elettrica. Tra questi il costo per l’acquisto dei permessi di emissione secondo l’Emissions Trading Scheme europeo che viene ridistribuito negli oneri sui prelievi di energia elettrica.

Per ridurre il costo del gas viene previsto che che GSE e Snam vendano il gas stoccato nel 2022 nell’ambito del servizio di riempimento di ultima istanza, versando il ricavato alla Cassa per i servizi energetici e ambientali. Questo verrà usato per ridurre gli oneri e le componenti tariffarie di trasporto e distribuzione del gas naturale per gli ‘energivori’.

Previsto nel dl anche un procedimento unico per autorizzare centri dati e relative connessioni elettriche. Il via libera dura fino a 10 mesi prorogabili e comprende tutte le autorizzazioni necessarie.

Tra le misure per il finanziamento del provvedimento arriva un incremento di 2 punti percentuali (dal 3,9 per cento al 5,9 per cento) dell’aliquota IRAP applicabile ai soggetti operanti nel comparto energetico per i periodi d’imposta 2026 e 2027.

M5s, Beppe Grillo avvia la causa per riprendere simbolo

Roma, 31 mar. (askanews) – “Simbolo M5s: Beppe Grillo ha avviato la causa per riprenderselo”. Lo scrive su Facebook Marco Bella, già parlamentare pentastellato e vicino al fondatore.

“In un mondo normale – afferma Bella – se io Beppe Grillo ti concedo a te Giuseppe Conte, di usare qualcosa che mi appartiene, non servirebbe alcuna azione legale affinché tu, Giuseppe Conte mi restituisca ciò che non è affatto tuo. In un mondo normale, se io Beppe Grillo ho messo tanto lavoro, tanti soldi miei e mi sono beccato una serie infinita di querele per permettere a te, Giuseppe Conte, di diventare da signor nessuno Presidente del Consiglio e di avere uno staff di decine di persone che si occupano della tua comunicazione, tu, Giuseppe Conte, dovresti essere almeno grato a me Beppe Grillo. In un mondo normale, se tu, parlamentare M5S, hai firmato un impegno e ti sei presentato agli elettori dicendo che avresti fatto solo due mandati, non ti dovrebbe nemmeno passare per l’anticamera del cervello che puoi cacciare chi ti ha permesso di sedere su quelle comode poltrone perché semplicemente ti dice che gli impegni si rispettano. In un mondo normale, nessuna forza politica cancella 70.000 iscritti (mai fatto prima) solo per cacciare chi la ha fondata. Purtroppo, non viviamo in un mondo normale. Viviamo in un mondo ove il lavoro per i cittadini, la parola data, gli impegni presi…. purtroppo per qualcuno, non contano nulla. Volete vedere il Simbolo e il Nome del MoVimento associati a persone che li useranno esclusivamente per proprio tornaconto personale? Ovviamente no. Volete vedere il Simbolo e il Nome del MoVimento in una coalizione dove c’è Matteo Renzi, uno che in piena pandemia ha fatto cadere il governo Conte II sostenuto da PD e M5S, e lo rivendica pure? Ovviamente no. Volete vedere il Simbolo e il Nome del MoVimento associati a persone che hanno rinnegato la propria storia per una poltrona? Ovviamente no, perché nemmeno Salvini con Bossi è arrivato a tanto. La battaglia legale sarà difficile, lunga e complessa. E chi sarà in prima fila sarà purtroppo Beppe. Proprio la persona che il MoVimento la ha fondato, costretto ancora una volta a metterci soldi suoi. Contro qualcuno che, invece, si è assicurato milioni di finanziamenti pubblici. La dignità, però, non ha prezzo. É una battaglia giusta e per quanto difficile va fatta. Se vi rimane ancora un po’ di dignità, ridate il simbolo e il nome del MoVimento a Beppe. E andate per la vostra strada. Fatevi il vostro simbolo. Loro, purtroppo, non credo molleranno. Noi nemmeno. Forza Beppe!”, conclude.

Cinema, Cinecittà torna in utile con +1,1 milioni, nuovi set in arrivo

Roma, 31 mar. (askanews) – Bilanci, nuove produzioni, set in arrivo e prospettive per il futuro. Con l’evento dal titolo “Cinecittà Interno Giorno”, Cinecittà si è raccontata a una platea di rappresentanti dell’industria audiovisiva insieme ai lavoratori dell’azienda. L’amministratrice delegata Manuela Cacciamani ha illustrato i dati di bilancio e i risultati del 2025, caratterizzati da segno positivo. Il bilancio dell’esercizio di Cinecittà chiuso al 31 dicembre 2025 vede un ritorno di profittabilità per l’azienda. L’utile netto si attesta a 1,1 milioni dopo le imposte, rispetto alla perdita di oltre 11 milioni del 2024 (pari a circa 7 milioni al netto di svalutazioni straordinarie). L’ebitda risulta positivo per 5 milioni rispetto al dato negativo del 2024 di -3 milioni, registrando un + 250%.

L’azienda torna a registrare utili, dopo le rettifiche dei bilanci degli anni 2022 e 2023. Questi risultati – spiega l’azienda – sono frutto principalmente di due fattori: l’aumento dei ricavi dell’attività caratteristica (passati da 21.5 milioni del 2024 a 30.5 milioni del 2025 con un +43%) e la riduzione dei costi di produzione di oltre 10 milioni (con un significativo -5 milioni di costi di gestione).

Il consuntivo 2025 segna un andamento positivo anche rispetto al budget previsionale: rispetto a una perdita prevista di 3,3 milioni, l’utile netto di 1,1 milioni evidenzia un miglioramento complessivo di quasi 4,5 milioni. Anche in questo caso ascrivibile a un superamento del target dei ricavi commerciali (29 milioni rispetto ai 25,5 stimati) e una riduzione dei costi operativi (-0,5 milioni). Sono stati superati i risultati del 2024 e superate le previsioni rispetto al piano industriale. Il piano industriale ipotizzava ricavi dell’area commerciale per 25 milioni, arrivati invece a oltre 30,4milioni di euro. Il fatturato commerciale è cresciuto di 8,9 milioni di euro rispetto al 2024.

È stato accresciuto il patrimonio netto. A metà 2024 (quando si è insediata la nuova governance) le previsioni portavano a perdite di 24 milioni di euro, poi limitati a una perdita di 11 milioni. Partendo da questi dati, era stata prevista prudenzialmente una perdita di periodo 2025 di circa 3,2 milioni. Cinecittà chiude il bilancio 2025 a 1,1 milioni di utile netto.

Ed è un’impresa portata a termine con successo quella del PNRR di Cinecittà, che si chiude a giugno 2026 e che ha visto l’azienda raggiungere, in molti casi in anticipo sulle scadenze assegnate dall’Europa, i punti programmati: l’edificazione di 5 nuovi teatri di posa (tra cui i 2 nuovi più grandi teatri di Cinecittà), la ristrutturazione di 4 teatri, 21.000 metri quadri di spazi dedicati alle produzioni, 10 ettari di backlot per riprese esterne, l’acquisizione di una porzione del quadrante di Cinecittà, il ripristino della piscina di 2000 mq. La riqualificazione completa del sito a livello di infrastrutture, backlot, tecnologie, connettività, servizi. Il risultato complessivo di una aumentata capacità produttiva del 60% e la spesa dei 232 milioni di euro investiti nel Piano, completata nei tempi previsti. Il piano ha investito fortemente nella valorizzazione dell’Archivio Luce, filmico e fotografico, un patrimonio culturale inestimabile gestito da Cinecittà.

Per le produzioni in arrivo, sono stati appena annunciati il ritorno del sodalizio di Denzel Washington con Antoine Fuqua per il nuovo spettacolare racconto di Annibale, che gli Studi di via Tuscolana accoglieranno prossimamente, e Assassin’s Creed, la nuova serie Netflix tratta dal videogame bestseller da 230 milioni di copie, una produzione che sta già occupando i teatri e le maestranze artigiane di Cinecittà. Produzioni ad alto livello artistico e spettacolare che seguono quella di Mel Gibson per il sequel di The Passion, The Resurrection of the Christ, e vedono Cinecittà impegnata con tutte le sue professionalità.

Il 2025 ha portato anche importanti produzioni nazionali, come l’acclamata serie Portobello di HBO, diretta da Marco Bellocchio, e Sicilia Express di Ficarra e Picone. E ancora una coproduzione come Roma elastica di un talento visionario come Bertrand Mandico con Marion Cotillard. I laboratori di post-produzione audio e video di Cinecittà hanno visto sfilare nei mesi lavori firmati da Tim Burton, Luca Guadagnino, Ridley Scott, Giuseppe Tornatore, Luc Besson, Park Chan-wook, Abdellatif Kechiche, e serie di successo come The Beauty, e Nord Sud Ovest Est.

È stato un anno importante anche per l’Archivio Luce, l’immenso patrimonio cinematografico e fotografico di memorie conservato e curato da Cinecittà. Sono continuate le celebrazioni del lungo centenario della fondazione dell’Istituto Luce con progetti espositivi e editoriali. Soprattutto l’Archivio ha continuato l’opera di digitalizzazione prevista dal PNRR, che sta portando il patrimonio alla più ampia fruizione per il pubblico. Sono stati digitalizzati oltre 2500 rulli cinematografici, 429 ore di contenuti cinematografici, e quasi 3.400 colonne audio per 600 ore di contenuti cinematografici.

Nel 2025 il Dipartimento di Promozione del Cinema Contemporaneo ha accompagnato in selezioni festivaliere 75 titoli; 90 sono i film italiani presentati nei Festival di Cinema italiano organizzati nel mondo da Cinecittà. Gli Italian Screenings hanno radunato 100 buyers da 25 Paesi, 30 sales agent, e fatto siglare 230 contratti di distribuzione all’estero. Importante per la conoscenza del nostro cinema l’attività del Dipartimento di Cinema classico, che raccoglie oltre 4.000 titoli nella propria cineteca, in pellicola e digitale, e ha visto organizzare 55 rassegne in 24 paesi esteri e 47 città, con una fondamentale attività di restauro del nostro patrimonio filmico: 6 quest’anno i restauri presentati in anteprima mondiale.

L’area di Internazionalizzazione infine, che coordina gli Italian Pavilion nei festival di Venezia, Cannes e Berlino e organizza gli Italian Screens, ha promosso 40 eventi in paesi come Brasile, Canada, Cina, Corea, Francia, Germania, Giappone, India, Messico, promuovendo il nostro tax credit internazionale, i fondi per distribuzione, sviluppo e produzione e le possibilità offerte da Film commission italiane e dall’ecosistema delle nostre location.

Luce-Cinecittà è da sempre un marchio storico del cinema di qualità, lanciando opere prime di talenti che si affermano nel tempo, e con una produzione documentaristica di massimo livello, spesso fondata sull’utilizzo del grande Archivio Luce, alimentando la programmazione di festival, sale, tv e piattaforme. Il 2025 ha visto la coproduzione di 31 documentari, di cui 7 distribuiti nelle sale, e tra questi ben 5 film hanno ottenuto il Nastro d’argento, e un Globo d’oro. Un marchio di qualità che per festeggiare i 100 anni del Luce ha portato, col progetto ’10 e Luce’ dieci capolavori della propria library nei cinema in versione restaurata. Nel 2025, con la sua esposizione permanente ‘Cinecittà si Mostra’ e con il MIAC – Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, Cinecittà ha portato 65.000 visitatori dentro le sue mura, coinvolgendo 30.000 studenti, di cui moltissimi stranieri.

Raiz, annunciate le prime date del nuovo spettacolo "Montecalvario"

Roma, 31 mar. (askanews) – “Montecalvario” è il nome del nuovo spettacolo di Raiz, che partirà da Bari (Teatro Comunale Piccinni) con una doppia data, il 16 e 17 aprile. Accompagnato sul palco dai Radicanto, unisce musica suonata e reading; un viaggio fra le canzoni che hanno segnato la carriera di Raiz, dai grandi cantanti della tradizione napoletana, Sergio Bruni in testa – cui l’artista ha dedicato un bellissimo album, “Si ll’ammore è ‘o ccuntrario d”a morte” (Visage Music 2023) – ad alcuni dei grandi successi degli Almamegretta.

Raiz farà poi tappa a Napoli (Teatro Trianon) il 25 e 26 aprile, il 31 maggio a Castelnuovo Bocca d’Adda (LO) per il Borghilenti Festival (in Duo); il 5 luglio sarà a Udine (Piazzale Castello), il 20 luglio a Civitella in Val di Chiana (AR) in Piazza Don Alcide Lazzeri; il 24 luglio Sanremo (Auditorium Franco Alfano) e il 10 dicembre Lecce (Teatro Apollo).

Fra le pieghe di Montecalvario (nome ufficiale di quelli che sono universalmente conosciuti come i “Quartieri Spagnoli”), scorre una narrazione fatta di storie, reali e inventate, che traggono ispirazione dalla vita e dall’arte di Raiz ma anche di Gennaro Della Volpe (il suo vero nome) dove salite e discese, vittorie e sconfitte, dolore e rinascita camminano e si alimentano a vicenda.

Fra i brani presenti nel repertorio di Montecalvario anche “Rosa”, brano scritto da Raiz nel 2024 per la quarta stagione di Mare Fuori, la fortunata serie tv nel quale ha interpretato il ruolo di Don Salvatore Ricci; nella trasposizione fatta dalla regista e coreografa Alessandra Sorrentino per il videoclip inedito della canzone uscito lo scorso 20 marzo, il cantante asseconda i passi di sua figlia Lea, muovendosi fra i saloni del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Sayf ha annunciato l’uscita del suo primo album "Santissimo"

Milano, 31 mar. (askanews) – Dopo tanta attesa, oggi Sayf ha finalmente annunciato che il suo primo album ufficiale, “Santissimo”, sarà disponibile da venerdì 8 maggio in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali per La Santa Srl/Atlantic Records Italy/Warner Music Italy.

“Santissimo” è il progetto che l’artista ha iniziato a raccontare già da qualche tempo, condividendone il nome in molte occasioni e regalando ai suoi fan diversi indizi a riguardo, sia attraverso i social, sia sul palco del Festival di Sanremo 2026, dove durante la serata delle cover ha lasciato trapelare ciò che oggi si prepara a diventare realtà. Anche durante i suoi live, Sayf non ha mai nascosto l’arrivo di questo album (Che bomba, randa baraonda: il disco “Santissimo” è fuori prestissimo!): ora quel momento è finalmente arrivato, anticipato da qualche curioso spoiler.

Infatti, sabato Sayf ha sorpreso i suoi fan con un freestyle su Instagram ironico e dissacrante, in cui ha ricordato l’arrivo del disco, in uscita nei pressi del giorno che cantava Liberato, aggiungendo un altro dettaglio importante: la data del 2 aprile e un titolo “Buona domenica”, accompagnato da uno spoiler pubblicato su TikTok nei giorni successivi, la cui caption è proprio “Buona domenica ??”.

“Santissimo” si preannuncia come il capitolo più completo e rappresentativo della musica di Sayf fino ad ora, un primo lavoro che raccoglie e amplifica tutte le sfumature della sua identità artistica: il racconto personale, l’energia dei live, la contaminazione tra generi e culture, e quella capacità naturale di passare da barre dirette a melodie apertissime con autenticità e leggerezza.

L’annuncio dell’album arriva in un momento particolarmente significativo: “Tu mi piaci tanto”, il brano con cui Sayf ha partecipato alla 76ª edizione del Festival di Sanremo classificandosi al secondo posto, ha ottenuto la certificazione oro e continua la sua corsa grazie alla conquista della 1ª posizione della classifica EarOne Airplay nella settimana #13 (dal 20/03/2026 al 26/03/2026), confermandosi tra i brani più trasmessi del momento. Il singolo si mantiene, inoltre, stabile ai vertici della Top50 di Spotify, dove ha già superato i 20 MLN di stream. A questo si affianca l’attività live, con il “Santissimo Tour Estivo”, che lo vedrà protagonista sui palchi dei principali festival italiani. Oltre alla Santissima Fest 2026, che il 18 luglio lo porterà per la prima volta sul palco dell’Arena del Mare di Genova, dopo le tre date sold out del 2025, la tournée estiva vedrà Sayf esibirsi il 20 giugno a Bologna (Oltre Festival), il 16 luglio ad Assisi (Assisi Summer Festival), il 31 luglio a Bari (Sottosopra Festival), il 6 agosto a Lignano Sabbiadoro (Arena Alpe Adria), il 15 agosto a Olbia (Red Valley Festival), il 28 agosto a Montesilvano (Marea Festival), il 4 settembre a Empoli (Beat Festival) e il 5 settembre a Trento (Trento Live Fest).

I concerti continueranno in autunno, con il “Santissimo Tour” nei principali club italiani: il 14 ottobre al Concordia di Torino, il 17 ottobre al Teatro Geox di Padova, il 21 ottobre all’Alcatraz di Milano già sold out, a cui si aggiunge un secondo appuntamento il 22 ottobre, e il 27 ottobre all’Atlantico di Roma.

Sayf, artista italo-tunisino classe 1999, porta nella sua musica il racconto della sua identità, delle sue radici e delle sfide vissute tra due culture, trasformandole in una narrazione autentica e contemporanea.

Astro nascente della nuova scena genovese, è l’unico artista italiano selezionato da VEVO per l’esclusivo e prestigioso programma “DSCVR Artists to Watch 2026”, che quest’anno ha riunito 19 talenti del panorama mondiale, tra cui spicca il suo nome (Video Egoista Live Acoustic | Video UNA CAN Live Acoustic). Inoltre, è stato scelto da Spotify Italia per “RADAR 2025”, il programma dedicato agli artisti emergenti da tenere d’occhio.

Sayf ha un talento cristallino e mixa sapientemente rap e melodie, strofe serrate e ritornelli apertissimi, momenti d’amore, situazioni leggere e racconti introspettivi e impegnati, caratterizzati da una profondità fuori dal comune.

Biennale Arte, artisti partecipanti: no a Russia, Israele e USA

Milano, 31 mar. (askanews) – Settantatre tra artisti e curatori invitati a partecipare alla 61esima Biennale d’Arte di Venezia hanno scritto una lettera nella quale chiedono all’istituzione veneziana, sulla base anche di precedenti storici dettagliati, di ritirare l’invito a Paesi che si sono resi responsabili di “crimini di guerra”. I firmatari della lettera indicano Russia, Israele e Stati Uniti come gli Stati ai quali andrebbe ritirato l’invito. “C’è una soglia – si legge – oltrepassata la quale la partecipazione alla Biennale non deve essere normalizzata”.

Crosetto ha spiegato che sulle basi Usa sono stati rispettati gli accordi

Roma, 31 mar. (askanews) – Iran/ *Iran, Crosetto: non abbiamo sospeso uso basi a Stati uniti Dopo notizia Corsera su stop a Sigonella per alcuni aerei Usa

Roma, 31 mar. (askanews) – Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha affermato che l’Italia non ha deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti statunitensi, dopo le polemiche seguite alla notizia sul mancato via libera all’atterraggio a Sigonella per alcuni velivoli poi diretti verso il Medio Oriente di cui ha dato notizia oggi il Corriere della Sera.

In un messaggio pubblicato su X, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha scritto che “qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa”, ma che si tratta di una ricostruzione “semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato”.

Crosetto ha aggiunto che “il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni”.

Secondo il ministro della Difesa Guido Crosetto, “gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo, per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento, in assenza della quale non è possibile concedere nulla, e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Tertium non datur”, ha aggiunto.

Il ministro ha infine escluso attriti con Washington. “Non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi”, ha scritto.

Secondo quanto riferito oggi dal Corriere della Sera, l’Italia avrebbe negato agli Stati uniti l’uso della base di Sigonella per alcuni bombardieri diretti in Medio Oriente perché il piano di volo era stato comunicato quando gli aerei erano già in volo e senza la consultazione preventiva prevista dagli accordi.

Il quotidiano scrive che la decisione sarebbe stata presa da Crosetto dopo essere stato informato dal capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano. Le verifiche avrebbero inoltre accertato che non si trattava di voli ordinari o logistici e che quindi l’operazione non rientrava in quanto stabilito nei trattati.

Sempre secondo il Corriere, Portolano, su mandato di Crosetto, avrebbe quindi informato il comando Usa che i velivoli non potevano atterrare a Sigonella perché privi di autorizzazione.

Italia, Gattuso: "Abbiamo un Paese sulle spalle"

Roma, 31 mar. (askanews) – Il commissario tecnico della Nazionale, Gennaro Gattuso, carica l’Italia alla vigilia della sfida decisiva contro la Bosnia per l’accesso ai Mondiali. “Gli occhi dei ragazzi che ho incrociato sono buoni, l’ambiente è positivo. Ci giochiamo una partita importante e l’abbiamo preparata bene”, ha detto alla Rai.

Gattuso ha sottolineato la difficoltà dell’avversario: “La Bosnia è forte, ha tecnica e fisicità. Dovremo tenere botta nei primi 10-15 minuti e ribattere colpo su colpo. Bisognerà saper soffrire”. Il ct ha poi richiamato l’attenzione anche sull’aspetto disciplinare, invitando i suoi a non reagire alle provocazioni e a mantenere lucidità.

Non manca la componente emotiva: “I ragazzi vogliono andare al Mondiale e, quando i risultati non arrivano, soffrono in silenzio. Ti posso assicurare che faranno di tutto: c’è gente che darebbe la vita e l’anima per questo obiettivo”.

Infine il peso della responsabilità: “Ti senti un Paese sulle spalle, è diverso rispetto a quando ero calciatore. Anche la mia famiglia vive queste emozioni: mi sono sempre vicini”.

Vannacci inaugura la sede FnV a Roma: “Piccolo ufficio a Caput Mundi”

Roma, 31 mar. (askanews) – Dopo la sede provinciale di Firenze, l’europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, ha inaugurato la sede nazionale del partito a Roma in via in Lucina 17. Al suo arrivo qualcuno gli fa notare che l’appartamento preso in comodato d’uso è centrale, ma piccolo e si trova nello stesso palazzo romano (e allo stesso piano) dove ha sede Forza Italia: “Ho sempre avuto ottimi rapporti con i miei vicini di casa e coinquilini, non vedo perché non dovrei averli anche con Forza Italia”, ironizza il generale.

Magari un caffé per parlare della legge elettorale? “Perché no, un caffé, un prosecco”, risponde ai giornalisti.

“Come dice il vecchio proverbio? Il buon vino sta nella botte piccola e questo è un ufficio piccolo a Roma, Caput Mundi”, ha aggiunto.

“Se il premier è uno credo che sia Vannacci e basta, non c’è dubbio”, afferma il leader di Futuro nazionale rispondendo alla domanda di una cronista sul possibile candidato premier di FnV.

“Qualora si dovesse decidere di andare a elezioni anticipate Futuro Nazionale è pronto ad esprimere le proprie posizioni in maniera chiara, chiarissima come ha fatto sino ad adesso”, ha concluso.

Pirateria, I-Com: truffe digitali costano in media 1.200 euro a vittima

Roma, 31 mar. (askanews) – In Italia, coloro che utilizzando servizi “pirata” si ritrovano vittime di furti di dati personali e truffe digitali subiscono, in media, una perdita economica di circa 1.200 euro a persona, che supera i 1.500 euro nella fascia di età compresa tra i 45 e i 64 anni. Il danno economico complessivo è passato da 1,24 miliardi di euro nel 2022 a 1,32 miliardi nel 2023, fino a superare 1,42 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 14,5% nell’arco di tre anni. Sono le cifre chiave dalla ricerca I-Com “Il prezzo nascosto della pirateria”, presentata oggi alla Camera dei deputati.

Secondo l’analisi, che parte dalle evidenze dei principali studi italiani e internazionali sul tema, chi accede a contenuti pirata spesso si espone inconsapevolmente a gravi rischi. Dati coerenti con quanto rilevato anche nel Regno Unito, dove una ricerca di BeStreamWise del 2025 ha evidenziato che il 40% degli utenti di servizi pirata ha subito una perdita media pari a 1.680 sterline. A presentare lo studio il presidente I-Com Stefano da Empoli, alla presenza Ylenja Lucaselli, membro della Commissione Bilancio della Camera, di Alberto Barachini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, del Commissario AGCOM Massimiliano Capitanio e di Ivano Gabrielli, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Il fenomeno, riporta un comunicato, assume dimensioni particolarmente rilevanti, se si pensa che secondo i dati FAPAV/Ipsos, la pirateria interessa il 40% della popolazione adulta italiana. Soggetti che, oltre a possibili sanzioni amministrative, si espongono inconsapevolmente a numerose minacce informatiche. Questi rischi sono evidenziati anche a livello internazionale da uno studio condotto nel Regno Unito da Corsearch e The Industry Trust for IP Awareness che mostra come il 76% dei siti pirata più visitati esponga gli utenti a frodi economiche.

“Con questo studio vogliamo offrire un contributo concreto al dibattito sulla pirateria, portando l’attenzione su un ambito ancora poco esplorato: i rischi per la sicurezza digitale degli utenti che accedono a contenuti illegali”, commenta da Empoli, presidente di I-Com. “Si tratta di un fenomeno allarmante, anche perché le piattaforme illegali sono uno dei principali veicoli di diffusione di malware, attacchi di phishing e di sottrazione dei dati personali sensibili degli utenti, poi rivenduti sul dark web. È quindi fondamentale aumentare la consapevolezza sui pericoli della pirateria, in particolare tra i giovani che, oltre a essere tra i soggetti più esposti ai rischi digitali, sono anche i più penalizzati dagli effetti sempre più rilevanti in termini di perdita di posti di lavoro”.

Lo studio I-Com, infatti, stima che entro il 2030 la pirateria potrebbe costare all’Italia oltre 34 mila posti di lavoro nell’industria creativa, di cui circa 27.000 concentrati nella produzione cinematografica, televisiva e audiovisiva. Secondo la ricerca, nel solo 2025 la pirateria sarebbe già costata 3.400 posti di lavoro in questo comparto industriale, con un trend in crescita del +47% rispetto all’anno precedente.

Vannacci: non mi voglio svegliare con preghiera Allah in Piazza Duomo

Roma, 31 mar. (askanews) – “Io non mi voglio svegliare domani con una moltitudine di persone che pregano Allah in piazza del Duomo, non mi voglio svegliare domani con le scuole italiane che chiudono in occasione del Ramadan o con le moschee ricavate dentro le aule delle scuole”. Lo ha affermato il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, a margine di una conferenza stampa, a proposito delle linee rosse del suo partito rispetto alle quali “non si può transigere”.

“Non mi voglio svegliare domani con una legge che non è uguale per tutti, perché un reato è più o meno grave in base al colore della pelle, alla religione o all’orientamento sessuale di chi lo commette o di chi lo subisce. Queste sono delle linee rosse che non sono travalicabili, per quanto ci riguarda”, ha sottolineato il generale

Futuro Nazionale si allarga, entra Indipendenza di Gianni Alemanno

Roma, 31 mar. (askanews) – “A lui va la mia stretta di mano, va il ringraziamento, e per quanto non fosse qui con noi in persona, lo era con il cuore, la passione e il pensiero. Grazie a Gianni Alemanno. Sono già stato in carcere a trovarlo e probabilmente tornerò a trovarlo”: lo ha affermato il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, a margine di una conferenza stampa a Roma, in merito all’adesione del movimento Indipendenza di Gianni Alemanno in FnV.

Vannacci: voto fiducia? è il credito alla moglie che cucina la trippa

Roma, 31 mar. (askanews) – “Non siamo d’accordo su questo decreto. Abbiamo già presentato degli emendamenti che si sono trasformati in ordine del giorno. Sul voto di fiducia lo scopriremo domani (oggi 31 marzo, ndr)”. Lo ha affermato lunedì 30 marzo il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, a proposito della posizione di FnV sul decreto bollette e sulla fiducia chiesta dal governo.

“Volevo anche per chiarezza spiegare che cosa vuol dire votare la fiducia e che cosa vuol dire esprimersi invece nel merito del provvedimento: la fiducia, non so se lei sia sposato, è come il credito che lei dà a sua moglie anche se le cucina un piatto che a lei non piace, per esempio la trippa: non è che se sua moglie le cucina la trippa lei divorzia da sua moglie, le dà comunque credito e fiducia. Poi si esprime in merito quando la trippa non la mangia e dice a sua moglie ‘la trippa non farmela più’. Non votare la fiducia al governo o votarla, non vuole dire esprimersi specificatamente su quel provvedimento, poi è la votazione sul provvedimento che chiarisce qual è la posizione di Futuro nazionale”, ha spiegato Vannacci.

“Si ricordi, la moglie e la trippa, così sicuramente non confonde con la fiducia e con l’entare in merito con il provvedimento del governo”, ha aggiunto.

Spazio, Urso firma accordo con Nasa sul modulo abitativo lunare italiano

Roma, 31 mar. (askanews) – L’Italia rafforza il proprio ruolo nella nuova corsa alla Luna. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, con delega alle politiche spaziali e aerospaziali del governo italiano, Adolfo Urso, ha firmato a Washington con l’amministratore della Nasa, Jared Isaacman, uno Statement of Intent sulla cooperazione per la superficie lunare. Presente alla cerimonia di firma, secondo quanto riporta un comunicato, anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente.

“È un riconoscimento importante per l’Italia e per le nostre imprese, che saranno chiamate a realizzare i moduli abitativi destinati a consentire una presenza sicura e prolungata degli astronauti sulla Luna. La ‘casa’ degli astronauti sarà ‘Made in Italy’, realizzata con tecnologie italiane e da imprese italiane”, ha dichiarato Urso in una cerimonia in residenza dedicata al centenario della nascita di Petrone. “Partecipiamo da protagonisti anche a questa nuova fase dell’esplorazione lunare, nel solco di una tradizione di cooperazione spaziale che lega Italia e Stati Uniti fin dai tempi di Rocco Petrone, direttore del programma Apollo, grande protagonista della prima conquista della Luna”.

Lo Statement firmato da Urso e Isaacman prevede la collaborazione tra Italia e Stati Uniti su moduli abitativi, sistemi di comunicazione e attività scientifiche sulla superficie lunare, con l’obiettivo di una presenza umana stabile e duratura sulla Luna. L’intesa, si legge, si inserisce nel perimetro del programma spaziale Artemis e punta allo sviluppo di una base lunare sostenibile a guida statunitense, con un contributo centrale dell’Italia quale partner tecnologico.

“Torneremo sulla Luna, e questa volta per restarci. Lo faremo grazie alla tecnologia italiana e con un astronauta italiano in una delle prossime missioni del programma Artemis. Le imprese dei nostri distretti aerospaziali, a partire da quello di Torino, hanno le capacità per consentire il successo di queste prossime missioni di lungo periodo”, ha aggiunto il ministro.

L’intesa rafforza una cooperazione storica tra Italia e Stati Uniti nel settore spaziale, avviata con il programma “San Marco”, che portò l’Italia a essere il terzo Paese al mondo ad accedere allo spazio con un proprio vettore, consolidandone il ruolo nelle tecnologie strategiche del futuro e confermando la presenza di almeno un astronauta italiano nelle future missioni lunari del programma Artemis, opportunità di volo che si aggiungeranno a quelle maturabili nell’ambito dei rapporti NASA-ESA, come annunciato dal Direttore dell’Agenzia Spaziale Europea, Josef Aschbacher, durante l’ultima Ministeriale di Brema, presieduta lo scorso novembre dal Ministro Urso.

La Ue commemora l’eccidio a Bucha in Ucraina, "i responsabili pagheranno"

Roma, 31 mar. (askanews) – I ministri degli Esteri dell’Unione Europea e dell’Ucraina hanno visitato Bucha per commemorare le vittime dei crimini di massa commessi durante l’occupazione russa di alcune zone della regione di Kiev nel 2022 e per riaffermare il loro incrollabile impegno a garantire la piena responsabilità della Federazione Russa per qualsiasi violazione del diritto internazionale in Ucraina o contro l’Ucraina, comprese le aggressioni in violazione della Carta delle Nazioni Unite, esprimendo la propria vicinanza a Kiev attraverso un comunicato stampa congiunto dell’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, con Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ucraina.

“Oggi ci siamo riuniti a Kiev e a Bucha per commemorare le vittime delle atrocità di massa commesse a Bucha durante l’occupazione temporanea russa di alcune zone della regione di Kiev nel 2022, e per riaffermare il nostro incrollabile impegno a garantire la piena responsabilità della Federazione Russa per qualsiasi violazione del diritto internazionale in Ucraina o contro l’Ucraina, comprese le aggressioni in violazione della Carta delle Nazioni Unite”, si legge nella nota.

“Onoriamo la memoria di tutte le vittime del massacro di Bucha e di altre città, paesi e villaggi in tutta l’Ucraina, dove i civili sono stati sottoposti a uccisioni di massa, torture, violenze sessuali, deportazioni forzate e altre gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. Le prove raccolte dopo il ritiro delle forze russe sottolineano l’imperativo di garantire una piena e completa assunzione di responsabilità”, osserva il comunicato congiunto.

“Riaffermiamo il nostro impegno a garantire la piena responsabilità per i crimini di guerra e gli altri crimini gravissimi commessi in relazione alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. In questo contesto, accogliamo con favore i recenti progressi compiuti nell’ambito del Consiglio d’Europa, con il sostegno dell’Unione europea, per la messa in funzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e per l’istituzione della Commissione internazionale per i reclami relativi all’Ucraina. Esprimiamo inoltre il nostro sostegno alle indagini della Corte penale internazionale sulla situazione in Ucraina e sollecitiamo la piena cooperazione di tutti gli Stati parte”, continua la nota.

“Sottolineiamo che la responsabilizzazione è un elemento indispensabile per una pace globale, giusta e duratura, nonché per il rispetto del diritto internazionale. In questo quinto anno della guerra di aggressione della Russia, ribadiamo il nostro continuo e incrollabile sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti, in conformità con i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”, conclude il comunicato congiunto.

Il Pd: dopo l’ok alla pena di morte la Ue sospenda l’accordo con Israele

Milano, 31 mar. (askanews) – “La decisione della Knesset di estendere la pena di morte ai palestinesi accusati di terrorismo rappresenta una scelta gravissima, che segna un punto di rottura definitivo rispetto ai principi fondamentali del diritto internazionale e dei diritti umani”. Lo dichiara in una nota Sandro Ruotolo, europarlamentare e membro della segreteria del Partito Democratico.

“Non si tratta di una misura qualsiasi – prosegue Ruotolo – ma di un provvedimento che introduce una discriminazione evidente, colpendo una parte specifica della popolazione e configurando, di fatto, una giustizia differenziata su base etnica o nazionale. È una deriva pericolosa che mina lo stato di diritto e i valori su cui si fonda la convivenza civile”. Secondo l’esponente dem, “di fronte a questo, l’Europa non può restare in silenzio. Non possiamo continuare a mantenere rapporti politici e commerciali ordinari con il governo di Benjamin Netanyahu mentre si consumano violazioni dei diritti fondamentali. Il Consiglio europeo deve agire subito, valutando la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione europea e Israele, come previsto dalle clausole sul rispetto dei diritti umani”.