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Tra hot dog e hamburger, a Villa Taverna la "pace" Italia-Usa

Roma, 2 lug. (askanews) – La Festa dell’Indipendenza diventa la Festa della ricomposizione tra Italia e Usa. O almeno della distensione. Dopo lo scontro a distanza tra Donald Trump e Giorgia Meloni delle scorse settimane, il tradizionale ricevimento a Villa Taverna, residenza ufficiale dell’ambasciatore americano a Roma, diventa l’occasione per riavvicinare le due sponde dell’Atlantico tra hot dog, hamburger e birra.

La premier è assente – oggi pomeriggio era a Padova per il congresso della Uil – ma ha inviato una nutritissima delegazione del Governo e del centrodestra, compresa la sorella Arianna, capo della segreteria politica di FdI. Presente anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che dal palco assicura che l’amicizia tra i due Paesi “non è mai messa in discussione” nella “pari dignità”.

Per il Governo ci sono i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini (che parlano dal palco), i ministri Francesco Lollobrigida, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Giuseppe Valditara, Gilberto Pichetto Fratin, Guido Crosetto, il sottosegretario Alfredo Mantovano. “Il 4 luglio – dice Tajani nel saluto agli invitati (circa 2000) – celebriamo la nascita di una grande nazione libera. Ma per noi italiani è anche un modo per ricordare che i valori della democrazia e della libertà, ottant’anni fa, attraversarono l’Atlantico. Un modo per ribadire la nostra gratitudine agli Stati Uniti per aver dato un contributo decisivo a restituire libertà e sovranità all’Italia e all’Europa, e poi a preservarla nei decenni successivi grazie a una solida alleanza, fondata su valori comuni. L’Italia non dimentica i giovani americani che vennero a combattere lontano da casa”.

Dopo Tajani prende la parola anche Salvini, il più ‘Maga’ del Governo, che parla di una “scelta di campo”. “Nessuno – afferma – potrà mai mettere in discussione l’amicizia e i buoni rapporti tra Italia e Stati Uniti. La vostra presenza testimonia che libertà e democrazia non sono beni negoziabili. Nella costituzione americana i diritti alla vita, alla libertà, alla felicità sono intangibili”.

Molto meno rappresentate le opposizioni. Nessuno del Movimento 5 stelle, la delegazione del Pd è composta dal capogruppo in Senato Francesco Boccia, dal responsabile economico Antonio Misiani, dal presidente del Copasir Lorenzo Guerini, da Beatrice Lorenzin. Matteo Renzi (Iv) è certo che “250 anni di storia sono ben più grandi degli ultimi due anni di presidenza Trump”, anche se Meloni ha “posizionato l’Italia dalla parte sbagliata, ha ‘ciccato’ la politica estera e lo sa”. Per il centrosinistra anche Benedetto Della Vedova (+Europa) mentre non si vedono esponenti di Avs né Carlo Calenda, che aveva annunciato di non essere stato invitato.

Quindi pace fatta? Secondo l’ambasciatore Tilman Fertitta sì, anzi non c’era proprio da fare pace. “Il rapporto tra Italia e Stati Uniti oggi è al livello più alto che abbia mai visto. Io sono qui ogni giorno, parlo con tutti, dal primo ministro in giù, e lavoriamo insieme su difesa, politica e commercio e molte altre tematiche – assicura -. So che c’è un rapporto di lunga data tra Trump e la premier. Tra leader capitano dei disaccordi ogni tanto. Ma per quanto mi riguarda, con il governo italiano è tutto normale, ogni singolo giorno. Non vedo alcuna conseguenza nel modo in cui collaboriamo su tutti i dossier”.

Portavoce Flotilla: In prossima missione non vorremmo farci ammazzare

Roma, 2 lug. (askanews) – “Ci aspettiamo, vorremmo non dover arrivare a ripartire e farci ammazzare, perché questo sarà il prossimo passo e lo sappiamo tutti, per ottenere dal nostro governo, ma anche dall’Unione Europea e da tutte le istituzioni, delle prese di posizione forti, delle sanzioni a Israele, la rottura di tutti gli accordi commerciali con Israele”: così Maria Elena Delia, portavoce in Italia della Global Sumud Flotilla, presentando nella sala stampa della Camera – su invito della deputata del M5S Stefania Ascari – il suo libro “Global Sumud Flotilla, La storia siete voi”, edito da Ponte alle Grazie, con prefazione di Ilan Pappé.

“Io penso che le missioni della Global Sumud Flotilla, delle flotille, o anche con altri strumenti, non soltanto dovranno continuare, ma continueranno, e dovranno essere sistematiche e dovrà essere sistematico, perpetuo, la mobilitazione di tutti noi, che non necessariamente deve concretizzarsi salendo su una barca nel Mediterraneo”, ha aggiunto Delia.

L’incontro è stato moderato dal direttore di Fanpage Francesco Cancellato; sono intervenuti inoltre l’attivista Saif Abukeshek e Fabrizio Cassinelli delegato Fnsi.

Tra hot dog e hamburger, a Villa Taverna la "pace" Italia-Usa

Roma, 2 lug. (askanews) – La Festa dell’Indipendenza diventa la Festa della ricomposizione tra Italia e Usa. O almeno della distensione. Dopo lo scontro a distanza tra Donald Trump e Giorgia Meloni delle scorse settimane, il tradizionale ricevimento a Villa Taverna, residenza ufficiale dell’ambasciatore americano a Roma, diventa l’occasione per riavvicinare le due sponde dell’Atlantico tra hot dog, hamburger e birra.

La premier è assente – oggi pomeriggio era a Padova per il congresso della Uil – ma ha inviato una nutritissima delegazione del Governo e del centrodestra, compresa la sorella Arianna, capo della segreteria politica di FdI. Presente anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che dal palco assicura che l’amicizia tra i due Paesi “non è mai messa in discussione” nella “pari dignità”.

Per il Governo ci sono i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini (che parlano dal palco), i ministri Francesco Lollobrigida, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Giuseppe Valditara, Gilberto Pichetto Fratin, Guido Crosetto, il sottosegretario Alfredo Mantovano. “Il 4 luglio – dice Tajani nel saluto agli invitati (circa 2000) – celebriamo la nascita di una grande nazione libera. Ma per noi italiani è anche un modo per ricordare che i valori della democrazia e della libertà, ottant’anni fa, attraversarono l’Atlantico. Un modo per ribadire la nostra gratitudine agli Stati Uniti per aver dato un contributo decisivo a restituire libertà e sovranità all’Italia e all’Europa, e poi a preservarla nei decenni successivi grazie a una solida alleanza, fondata su valori comuni. L’Italia non dimentica i giovani americani che vennero a combattere lontano da casa”.

Dopo Tajani prende la parola anche Salvini, il più ‘Maga’ del Governo, che parla di una “scelta di campo”. “Nessuno – afferma – potrà mai mettere in discussione l’amicizia e i buoni rapporti tra Italia e Stati Uniti. La vostra presenza testimonia che libertà e democrazia non sono beni negoziabili. Nella costituzione americana i diritti alla vita, alla libertà, alla felicità sono intangibili”.

Molto meno rappresentate le opposizioni. Nessuno del Movimento 5 stelle, la delegazione del Pd è composta dal capogruppo in Senato Francesco Boccia, dal responsabile economico Antonio Misiani, dal presidente del Copasir Lorenzo Guerini, da Beatrice Lorenzin.

Matteo Renzi (Iv) è certo che “250 anni di storia sono ben più grandi degli ultimi due anni di presidenza Trump”, anche se Meloni ha “posizionato l’Italia dalla parte sbagliata, ha ‘ciccato’ la politica estera e lo sa”. Per il centrosinistra anche Benedetto Della Vedova (+Europa) mentre non si vedono esponenti di Avs né Carlo Calenda, che aveva annunciato di non essere stato invitato.

Quindi pace fatta? Secondo l’ambasciatore Tilman Fertitta sì, anzi non c’era proprio da fare pace. “Il rapporto tra Italia e Stati Uniti oggi è al livello più alto che abbia mai visto. Io sono qui ogni giorno, parlo con tutti, dal primo ministro in giù, e lavoriamo insieme su difesa, politica e commercio e molte altre tematiche – assicura -. So che c’è un rapporto di lunga data tra Trump e la premier. Tra leader capitano dei disaccordi ogni tanto. Ma per quanto mi riguarda, con il governo italiano è tutto normale, ogni singolo giorno. Non vedo alcuna conseguenza nel modo in cui collaboriamo su tutti i dossier”.

Ascari (M5S): “Palestina siamo noi, Flotilla è una luce fortissima”

Roma, 2 lug. (askanews) – “La Palestina siamo noi, siamo tutti noi e dobbiamo continuare a tenere la luce accesa, dal momento che questo governo continua ad essere complice del governo terrorista e genocida di Netanyahu, continua a sostenere il genocidio, oltre 70.000 esseri umani massacrati, di cui 20.000 sono bambini”: così la deputata M5S Stefania Ascari, a margine della presentazione – da lei promossa – nella sala stampa della Camera del libro della portavoce in Italia di GSF Maria Elena Delia “Global Sumud Flotilla, La storia siete voi”, edito da Ponte alle Grazie, con prefazione di Ilan Pappé.

“In questo buio c’è una luce fortissima che la Global Sumud Flotilla, attivisti pacifisti inermi che hanno fatto quello che avrebbe dovuto fare il governo, aiutare una popolazione deumanizzata, portando aiuti, ma soprattutto aiutandola ad avere la propria autodeterminazione e riconoscimento di dignità come tutti gli altri popoli. Noi siamo al fianco della Global Sumud Flotilla e continueremo a essere al fianco della Palestina”, ha sottolineato la deputata cinquestelle.

L’incontro è stato moderato dal direttore di Fanpage Francesco Cancellato; sono intervenuti inoltre l’attivista Saif Abukeshek e Fabrizio Cassinelli delegato Fnsi.

Rai, La Russa: avevo proposto mediazione, non ho avuto risposta

Roma, 2 lug. (askanews) – “Come si risolverà il caso della vigilanza Rai? Si sono dimessi tutti i commissari, che credo peraltro restino in carica fino alle nuove nomine, ma questo è solo un fatto formale e quindi aspetterò che, naturalmente insieme al presidente della Camera, si invitino i gruppi a darci i nomi per i nuovi componenti e dopodiché si procederà con quanto è previsto dal regolamento, cioè alla nomina di un nuovo presidente e quant’altro”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa al suo arrivo al tradizionale ricevimento a Villa Taverna, a Roma.

“Se c’è un vulnus politico da risolvere? Sì, io per la verità ho tentato una mediazione già qualche mese fa ma sto ancora aspettando una risposta, soprattutto da parte dell’opposizione – ricorda – perché la mia proposta di mediazione, per carità può non essere gradita, era abbastanza semplice. Il problema è la presidenza della Rai e l’opposizione ha chiesto che ci fosse un presidente di garanzia? Io ho detto all’opposizione di predisporre tutta una serie di nomi di garanzia da sottoporre alla maggioranza, perché se è di garanzia devono mettersi d’accordo sul nome, e se lo trovano – e secondo me è facile con la maggioranza che ha detto che era disponibile – a quel punto lo si nomina nel Consiglio di amministrazione, lo si elegge presidente se c’è l’accordo. Al posto di chi? Di uno della parte che l’ha proposto, cioè dell’opposizione. Ce ne sono due dell’opposizione in Cda, se vogliono un presidente di garanzia visto che non hanno trovato un accordo la mia proposta era scegliete insieme uno di garanzia proposto dall’opposizione al posto di uno dell’opposizione”.

“È chiaro che così si otterrebbe un presidente di garanzia e all’interno del consiglio d’amministrazione gli equilibri non sarebbero spostati numericamente – sottolinea La Russa – Però non lo so, sembra che oggi come oggi le mediazioni siano difficili. Non ho mai avuto una risposta per cui sono rimasto abbastanza sorpreso della impossibilità tra maggioranza e opposizione di trovare un’intesa e ancora più sorpreso di pensare che la soluzione possa venire ‘sic et simpliciter’ con le dimissioni generalizzate se tutti non ci mettono la buona volontà”.

Rai, Schlein: dimissioni inevitabili, no a deriva TeleMeloni

Milano, 2 lug. (askanews) – “Le dimissioni dei componenti delle forze di opposizione dalla Commissione di Vigilanza RAI sono state un atto inevitabile. È la prima volta nella storia della Repubblica che si arriva a una scelta così drastica, resa necessaria dalla paralisi di un organismo di garanzia che la destra ha scientificamente svuotato di senso e delle proprie funzioni, tenuto ostaggio anche dai loro litigi sui posti”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein, che denuncia: “In questi anni il governo ha impoverito il servizio pubblico, trattandolo come una proprietà e trasformandolo in un megafono della maggioranza, mortificando anche l’impegno e la passione dei tanti professionisti e delle maestranze che ogni giorno lavorano in RAI. Senza alcuna logica aziendale, e lo dimostra il calo degli ascolti, la destra ha proceduto ad una occupazione quasi totale della Rai”.

Per questo, promette Schlein, “noi insistiamo da tre anni: Meloni sarà l’ultima Presidente del Consiglio a lottizzare la RAI, e con le altre opposizioni continueremo a batterci per attuare il Media Freedom Act e per una riforma della governance che renda finalmente la RAI indipendente da politica e partiti. Per mesi la Commissione di Vigilanza è rimasta ostaggio delle divisioni interne alla maggioranza, nell’impossibilità di svolgere la funzione di controllo e garanzia che il Parlamento, e quindi i cittadini, le hanno affidato. È intollerabile che il governo sia rimasto sordo perfino al richiamo del Presidente della Repubblica. E, a quasi un anno dall’entrata in vigore del Media Freedom Act, la destra continua ad andare nella direzione opposta: anziché rafforzarne autonomia e pluralismo, accentua l’asservimento del servizio pubblico alla politica, comprimendo di fatto la libertà di informazione. Le dimissioni di tutti i commissari delle opposizioni, che ringraziamo, sono un atto di responsabilità e un segnale di non complicità rispetto a questa deriva. TeleMeloni deve tornare a essere la RAI di tutti i cittadini italiani”, conclude Schlein.

Rai, terremoto in Vigilanza, Floridia e opposizioni si dimettono. Centrodestra li segue

Roma, 2 lug. (askanews) – Terremoto in Vigilanza Rai. Dopo mesi di proteste e di appelli, la presidente Barbara Floridia (M5S) e gli altri 15 membri delle opposizioni (Pd-M5S-Avs-Iv), hanno rotto gli indugi, preso carta e penna e rassegnato in massa le dimissioni contro lo ‘stallo’ della commissione. Sotto accusa “l’arroganza” del centrodestra che ha continuato a disertare le sedute con l’obiettivo di imporre come presidente Simona Agnes, a dispetto di una maggioranza dei due terzi imposta dalla legge. Ne è seguito, dopo poche ore, un ‘coup de theatre’ dei partiti di governo, i cui membri della Vigilanza si sono dimessi a loro volta. Uno scenario totalmente inedito.

“È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Il boicottaggio sistematico della commissione di vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre”, ha spiegato Floridia.

Sullo ‘stallo’ si era espresso anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, richiamando al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento. La presidente Floridia e le opposizioni in questi mesi avevano denunciato a più riprese la “paralisi” dei lavori della commissione di Vigilanza, fino all’iniziativa eclatante del deputato di Iv Roberto Giachetti che aveva messo in atto uno sciopero della fame e si era incatenato in aula. Ma la situazione non si è sbloccata.

Nella lettera di dimissioni “irrevocabili” inviata ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la scelta è stata definita “molto sofferta” ma dettata da un “punto di non ritorno” a causa di “ragioni tutte interne” alla maggioranza che ha “inferto un ulteriore durissimo colpo all’azienda Rai”, sempre più, è l’accusa, ‘Tele-Meloni’.”Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista”. In uno scorcio di legislatura cruciale, a un anno dalle elezioni politiche.

Speculare la reazione del centrodestra, i cui partiti hanno fatto dimettere a loro volta i propri componenti. In una nota hanno respinto alle accuse, attaccando: la “commissione di Vigilanza Rai è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra” poiché “ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il presidente” mentre “perfino per la carica di presidente della Repubblica” dopo alcune votazioni andate a vuoto il capo dello Stato “può essere eletto a maggioranza” semplice. Peraltro ammettendo così di aver ‘forzato’ nei fatti la situazione, disertando le sedute.

Netta la replica delle opposizioni. Per il Pd il centrodestra ha “umiliato l’azienda e mortificato il Parlamento. A forza di nominare gli amici, sono rimasti solo loro. Chi se n’è andato, invece, sono stati i telespettatori”. Un “comportamento grave e irresponsabile che la dice lunga sul rispetto della cosa pubblica in tutte le sue articolazioni”. “A Floridia – è il commento del capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini – va sostegno pieno per una scelta difficile ma necessaria. Ricostruire la Rai dopo questa stagione sarà un’impresa enorme. Ma deve essere una delle priorità del futuro governo progressista. TeleMeloni dovrà essere soltanto un brutto ricordo”.

“La destra non ha più senso del ridicolo – ha osservato il segretario di +Europa Riccardo Magi – visto che questa situazione di stallo è esclusivamente responsabilità loro, e non ha nemmeno il senso dei limiti del potere, dato che vorrebbero mettere le mani sul servizio pubblico senza avere alcun organo di controllo che li disturbi nelle loro manovre”. Lo stesso approccio, ha concluso, “alla base della nuova legge elettorale che stanno provando ad imporre al Paese”. “La destra – hanno affermato Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs – è il mandante della guerra di occupazione della Rai per controllare l’informazione, veicolare la propaganda del governo e attaccare l’opposizione” con un “problema urgente” da risolvere “che riguarda il rapporto tra informazione e democrazia, oggi totalmente mortificato dall’azione senza scrupoli del governo”.

A terremoto avvenuto, con lo svuotamento dei componenti di una commissione già privata da due anni della sua possibilità di agire, tocca ora, in prima battuta, ai presidenti di Senato e Camera prenderne atto e riavviare le macchine delle ‘procedure’ regolamentari. Ma per la soluzione del rebus, la strada è in salita, affidata ad un confronto politico, al momento ai minimi termini, tra maggioranza e opposizione. Intanto, domani ci sarà la presentazione dei palinsesti Rai del 2026/2027, un evento che sembra aver pesato nella scelta della tempistica.

Rai, Conte: Vigilanza boicottata, dimissioni Floridia raccontano quanto accaduto

Roma, 2 lug. (askanews) – “Barbara Floridia e i consiglieri di opposizione si sono dimessi dalla commissione di Vigilanza Rai. Il loro è un gesto di grande dignità che racconta meglio di qualsiasi discorso quello che è accaduto negli ultimi due anni”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del M5S, Giuseppe Conte.

“Due anni – ha spiegato – in cui abbiamo denunciato con tutte le nostre forze il vilipendio delle istituzioni da parte del centrodestra: un organo di garanzia del Parlamento è stato di fatto messo nelle condizioni di non poter svolgere il proprio ruolo, boicottato dalla maggioranza di governo che gli ha impedito di poter svolgere le sue funzioni e finanche di riunirsi. Non solo. Chi oggi siede a Chigi ne ha approfittato per portare avanti un’occupazione sistematica della Rai, mettendo persone di stretta fiducia in ogni snodo strategico e trasformando il servizio pubblico in un terreno di conquista politica. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: ascolti deludenti, una credibilità sempre più compromessa e un danno al servizio pubblico che sarà difficile riparare”.

A giudizio dell’ex premier “mai si era vista un’occupazione così capillare, così pervasiva, così spregiudicata come quella inauguratasi con l’insediamento di questo governo. La responsabilità politica di questo sfacelo ha un nome e un cognome: Giorgia Meloni, non ci giriamo intorno”.

“In questi anni di continua battaglia – ha proseguito Conte – Barbara Floridia è stata in prima linea, guidando la Commissione con la schiena dritta, difendendo le prerogative del Parlamento, il pluralismo e la dignità delle istituzioni con equilibrio, correttezza e profonda consapevolezza del proprio ruolo. Per questo voglio ringraziare pubblicamente lei, i parlamentari M5S e quelli delle altre opposizioni presenti in commissione di Vigilanza Rai. Con le loro scelte hanno restituito dignità a un’istituzione che altri hanno tentato di svuotare e umiliare. Noi continueremo a denunciare ogni abuso. Perché la Rai non appartiene al governo di turno. Appartiene ai cittadini italiani”, ha concluso il leader stellato.

Italia-Usa, Fertitta: essere italo-americano il più grande onore

Roma, 2 lug. (askanews) – “Essere a Roma per i 250 anni dell’America ed essere anche italo-americano è per me il più grande onore del mondo. Sono uno dei 17 milioni di americani di origine italiana, e tornare qui a celebrare questa data è qualcosa di straordinario”. Così l’ambasciatore Tilman Fertitta aprendo il 4 luglio a Villa Taverna.

L’ambasciatore ha raccontato i suoi viaggi in Italia: “sto facendo un tour di diplomazia nei territori. Vado in paesi dove nessun ambasciatore è mai stato. Guardo la mappa e decido dove fermarmi, passando serate meravigliose con i sindaci e le comunità”.

“Serve a conoscere davvero i sindaci, i prefetti, i leader militari di questi territori. È un’esperienza fantastica”, ha concluso.

Museo del Novecento: Vedere le cose secondo Joseph Kosuth

Milano, 2 lug. (askanews) – Il 1 luglio 2026 presso la Sala Fontana del Museo del Novecento di Milano è stata inaugura alla presenza dell’artista Vedere le cose (per A.S.), la nuova installazione site-specific di Joseph Kosuth: una scrittura di luce che si allunga per ventotto metri sul lato di via Marconi e trasforma il muro esterno del museo in un luogo di riflessione in dialogo con la città.

Il Direttore die Museo del Novecento, Gianfranco Maranello: “Il lavoro di Joseph Kosuth al Museo del Novecento segna un passaggio di livello ulteriore rispetto a una strategia che già ha visto in questi anni aprire il Museo del Novecento alla sua osmosi con la città: le finestre aperte per poter consentire alle opere di essere viste in alcuni casi già dall’esterno, dalla strada, e un museo che continuamente ha un felice strabismo tra quello che si vede dentro al museo e la città. Del resto il Museo in Piazza Duomo non poteva che concepirsi in questo modo”.

L’installazione arriva in un momento particolarmente significativo per il Museo del Novecento, che con l’avvio del cantiere per l’ampliamento nella seconda torre dell’Arengario apre una nuova stagione di trasformazione dei propri spazi e della propria identità come ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi: ” L’opera di Kosuth ha un carattere veramente simbolico, oltre ad essere una pera straordinaria, di fatto crea una relazione e anticipa quello che sarà il ponte vero proprio, anche nel vero senso del termine, che legherà i due arengari. Restituiremo alla città il secondo Arengario, collegato al primo del Museo del Novecento, come museo pubblico a disposizione dei cittadini e degli ospiti della nostra Milano. Questa opera è una sorta di prima pietra di questo percorso che ci porterà al completamento di uno dei grandi musei di arte moderne e contemporanea del nostro Paese”.

“Il presente, che è nel tempo quello che la facciata è nello spazio, impedisce di vedere le cose in profondità” è la frase, tratta dagli Scritti dispersi (1943-1952) di Alberto Savinio, che Joseph Kosuth ha scelto di realizzare in neon per la facciata del Museo. La riflessione metafisica evocata da Savinio incontra così il linguaggio concettuale di Kosuth, proponendo una riflessione che invita a superare l’immediatezza del presente per cercare, nella profondità delle cose, nuove possibilità di senso, com ha evidenziato durante la conferenza stampa anche Vincenzo Trione Presidente di Triennale Milano e curatore della mostra diffusa Metafisica/Metafisiche, della quale l’opera di Kosuth è ideale conclusione. Gianfranco Maranello inserisce questa riflessione nella più ampia funzione del museo: “Il presente e la facciata, qualcosa che nello spazio e nel tempo impediscono di vedere le cose in profondità, tutto questo è anche la responsabilità che un museo deve avere verso il proprio tempo, ma anche nella conoscenza storica. La nostra è un’attività che guarda alla storia dell’arte, ma cerca di contribuire al suo farsi. Nel caso di Joseph Kosuth, l’architettura non è soltanto un contenitore, è il contenuto assunto, è il materiale della sua opera. In questo senso, Joseph Kosuth fa del Museo del Novecento l’occasione del farsi dell’arte”.

L’opera è stata acquisita dal Comune di Milano ed entra a far parte della Collezione permanente del Museo.

Spazio, Urso incontra Lloyd: favorire nuove opportunità industriali

Milano, 2 lug. (askanews) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato in videocollegamento il sottosegretario di Stato al Dipartimento per la Scienza, l’Innovazione e la Tecnologia del Regno Unito, Liz Lloyd. L’incontro segue quello avuto al Mimit poche ore fa con il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Josef Aschbacher.

“Dopo la Dichiarazione congiunta sottoscritta a Brema in occasione della Ministeriale dell’ESA, Roma e Londra devono ora tradurre quell’intesa in un partenariato rafforzato, capace di generare ulteriori opportunità industriali, tecnologiche e scientifiche per le nostre imprese e i nostri centri di ricerca”, ha dichiarato il ministro Urso. “Dobbiamo sviluppare un percorso che favorisca sempre più la nascita e il consolidamento di campioni industriali di livello globale, come avvenuto per Bromo, in grado di rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa e di consolidarne la capacità di innovazione e la leadership tecnologica”, ha concluso.

Nel dettaglio Urso e Lloyd hanno condiviso l’esigenza di proseguire il confronto sul negoziato relativo allo EU Space Act, affinché il futuro quadro normativo europeo tenga conto delle esigenze dell’industria, salvaguardi le prerogative nazionali in materia di difesa e sicurezza, non introduca oneri eccessivi per PMI e start up e definisca un regime di equivalenza con i Paesi terzi che sia chiaro, efficace e concretamente applicabile.

Al centro del confronto anche i principali dossier strategici europei nel settore spaziale e la preparazione della riunione dei ministri degli Stati membri e associati dell’ESA, in programma l’8 luglio, organizzata dal ministro Urso e dalla ministra federale della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio della Germania, Dorothee Bär. Incontro che rappresenta un passaggio fondamentale per la Conferenza Ministeriale Intermedia (IMM26) che si terrà a Roma a dicembre, con particolare attenzione al futuro ruolo dell’ESA nell’esplorazione spaziale.

Tennis, Sonego al terzo turno a Wimbledon

Roma, 2 lug. (askanews) – Una vittoria alla Sonego. Il tennista italiano è al terzo turno di Wimbledon a seguito del successo contro il canadese Gabriel Diallo per 7-6, 4-6, 7-6, 6-7, 6-2 dopo oltre quattro ore di gioco. Una partita molto combattuta, in cui si sono giocati ben tre tiebreak. Alla fine, il torinese ha preso il largo nel quinto set, che gli permette di confermarsi imbattuto in questo parziale in quel di Wimbledon (3 vittorie su 3). Al terzo turno, per Sonego c’è l’americano e numero 6 del seeding Taylor Fritz.

Meloni: morti lavoro sconfitta di tutti. E ricorda Luana D’Orazio

Roma, 2 lug. (askanews) – “Oltre 1.000 l’anno sono le volte in cui noi siamo stati tutti sconfitti: persone, famiglie, storie interrotte che non devono e non possono essere dimenticate e anche io voglio qui rivolgere un pensiero di riconoscenza commossa” per “chi ha trasformato un dolore inimmaginabile come la perdita di una figlia in un impegno per la vita e quindi anche io voglio dire a Emma, la mamma di Luana D’orazio, che tutti noi la consideriamo una mamma straordinaria, una persona straordinaria”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento al congresso della Uil.

Lavoro, Meloni: detassazione rinnovi contratti sarà confermata in 2027

Milano, 2 lug. (askanews) – La detassazione al 5% degli aumenti contrattuali sarà confermata anche nella prossima legge di bilancio. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al congresso della Uil.

Il governo “ha sostenuto i rinnovi nei contratti del settore privato con la detassazione al 5% degli aumenti contrattuali. provvedimento che era anch’esso richiesto dalla Uil, che era richiesto dalle parti sociali, perché rafforza il legame tra produttività e salario e contribuisce a dare ancora centralità alla contrattazione collettiva. È un provvedimento efficace, è un provvedimento al quale vogliamo dare continuità e stabilità e allora io ne ho già parlato con il ministro Calderone, ne ho anche parlato con chi detiene i cordoni della borsa che è il ministro Giorgetti, e voglio dire al segretario Bombardieri che il governo raccoglie un’istanza che è vostra e non solamente vostra, di garantire che questa misura possa essere confermata anche nella prossima legge di bilancio”, ha detto Meloni.

Meloni: su salario giusta vittoria per tutti lavoratori e nazione

Roma, 2 lug. (askanews) – “Il segretario Bombardieri ha definito una vittoria della Ui la scelta di far corrispondere il salario giusto al trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative. Sicuramente era una rivendicazione della Uil, sicuramente è stata una vittoria. Io credo che sia stata una vittoria di tutti i lavoratori italiani. Io credo che sia stata una vittoria della nazione nel suo complesso”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento al congresso della Uil.

Difesa, fonti: Italia attiverà Safe solo se Camere chiedono clausola salvaguardia deroga Patto stabilità

Roma, 2 lug. (askanews) – L’Italia attiverà il Safe, ossia lo strumento Ue che fornisce prestiti a tassi molto agevolati per aumentare gli investimenti nella difesa, solo quando il Parlamento delibererà la clausola di salvaguardia nazionale per derogare al Patto di stabilità. E’ quanto si apprende da fonti di governo.

Ancora oggi da Bruxelles si sottolineava che il governo ha pochi mesi per decidere se procedere alla firma dell’accordo di prestito con la Commissione europea al fine di ottenere i prestiti dal programma: entro la fine dell’anno, la Commissione dovrà riallocare ad altri Stati membri la parte dei fondi del programma (che in totale sono 150 miliardi di euro) che non sarà stata ancora assegnata ai paesi che ne avevano fatto inizialmente richiesta, ma senza poi confermarla formalmente.

Zelensky: risponderemo ad attacco contro Kiev. Se i partner avessero mantenuto le promesse, più vite salvate

Roma, 2 lug. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelenksy ha dichiarato, visitando i luoghi dell’attacco russo contro Kiev, che l’Ucraina è pronta a rispondere.

“Noi siamo per una pace giusta, per una conclusione giusta della guerra. Finché non ci sarà, siamo quindi per risposte giuste”, ha osservato Zelensky, secondo quanto riferisce l’agenzia ucraina Interfax.

L’Ucraina è aperta e pronta ai negoziati, mentre il presidente russo Vladimir Putin ha paura, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“Siamo aperti, siamo pronti a incontrarci. Lui (Putin, ndr) ha fisicamente paura di incontrarci”, ha detto Zelensky ai giornalisti sul luogo dell’attacco russo nel quartiere di Darnytskyi a Kiev, come riferito dall’agenzia ucraina Interfax.

“Se i nostri partner avessero rispettato le promesse fatte, oggi avremmo potuto salvare più vite. Questo è un grosso problema legato ai nostri partner. Da un lato, c’è un grande sostegno, e siamo grati a loro. Ma, dall’altro, abbiamo bisogno che facciano semplicemente ciò che è stato concordato, firmato o promesso”, ha poi sottolineato il presidente ucraino.

“Abbiamo bisogno di un pacchetto di protezione adeguato. Abbiamo bisogno di questi missili. Stiamo esercitando la massima pressione, negoziando. Ci sono Paesi con cui abbiamo raggiunto accordi, ai quali saremmo ancora disposti a dare denaro. Dove il PURL ha funzionato, separatamente senza il PURL. Ad esempio, con la Norvegia, non dirò dove, c’era la volontà di pagare per 200 missili, ma di tutti questi 200 missili non ne è arrivato nemmeno uno”, ha detto Zelensky, secondo quanto riferisce l’agenzia ucraina Interfax.

Zelensky ha osservato che l’Ucraina sta attualmente registrando un rallentamento nelle forniture e continuerà a collaborare con i partner per ottenere missili antibalistici.

Amplifon taglia il traguardo dei 25 anni in borsa

Milano, 2 lug. (askanews) – Amplifon ha tagliato il traguardo dei 25 anni dalla quotazione in Borsa, avvenuta il 27 giugno del 2001. Per l’occasione, la società leader mondiale nei servizi e nelle soluzioni per la cura dell’udito ha organizzato insieme a Borsa Italiana un evento per gli organi sociali e i dipendenti a Palazzo Mezzanotte a Milano, alla presenza della presidente Susan Holland, del CEO Enrico Vita e del CEO di Borsa Italiana Fabrizio Testa.

Amplifon, fondata a Milano nel 1950, è presente oggi in 25 paesi di cinque continenti del mondo con circa 20.000 dipendenti e 10.000 centri specializzati. I ricavi annui ammontano a 2,4 miliardi di euro.

Come è stato ricordato durante l’evento, nel corso degli ultimi venticinque anni Amplifon ha aumentato di oltre sette volte la capitalizzazione di mercato, di oltre sei volte i ricavi, di oltre 13 volte l’EBITDA e di oltre otto volte il numero dei dipendenti.

Nel mese di marzo di quest’anno, Amplifon ha annunciato l’acquisizione della società danese GN Hearing, il cui completamento è previsto entro la fine del 2026, che la porterà a diventare produttore di dispositivi acustici con una presenza in oltre 100 paesi del mondo.

Iran, Mojtaba Khamenei non parteciperà a funerali del padre: motivi di sicurezza

Roma, 2 lug. (askanews) – La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei non parteciperà ai funerali del padre, l’ayatollah Ali Khamenei, per motivi di sicurezza. Lo ha detto il rappresentante della Guida suprema in India, Ayatollah Hakim Elahi, in un’intervista a India Today.

“La settimana scorsa ero in Iran e ho incontrato alcuni miei amici che lo hanno incontrato e mi hanno detto che vorrebbe partecipare. Vorrebbe guidare la preghiera sulla salma, ma la sicurezza non glielo permette – ha detto Elahi – hanno detto che è molto pericoloso e che non possiamo garantirgli la sicurezza. Credo che non parteciperà”.

Ieri, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che Mojtaba Khamenei è “segnato per la morte”.

(foto di archivio)

Caldo, riunione al ministero della Salute: temperature 7-9 gradi sopra media, aumento morti (solo) a Torino

Roma, 2 lug. (askanews) – Si è svolta oggi, al Ministero della Salute, una nuova riunione della Cabina di regia interistituzionale prevista nell’ambito del Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo. I lavori sono stati aperti dal Ministro Orazio Schillaci. “Abbiamo sempre dato la massima attenzione a questa tematica e continueremo a farlo”, ha ribadito il Ministro. “Monitoriamo costantemente il quadro in collaborazione con le autorità sanitarie territoriali, avendo come punto di riferimento i dati che raccogliamo e che vanno analizzati in maniera concreta per poter poi agire sul piano operativo ed epidemiologico”.

Alla riunione odierna, oltre ai rappresentanti del Ministero della Salute, della Protezione civile, dell’Inail e del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP), che fanno parte stabilmente della Cabina, hanno partecipato anche i rappresentanti di Federsanità, Società italiana della Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu), Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere (FIASO) e Società Italiana di Medicina Generale (SIMG).

I dati preliminari e in corso di consolidamento raccolti in tempo reale dal Dep Lazio sull’ultima ondata di calore hanno evidenziato che in Italia, nel mese di giugno 2026, le temperature massime osservate hanno fatto registrare incrementi di oltre 7 gradi rispetto al periodo di riferimento in diverse città. Picchi di oltre 9 gradi sono stati osservati a Torino. I dati preliminari e in corso di consolidamento del Dep Lazio relativi alla sorveglianza della mortalità giornaliera fra gli over 65 mostrano, poi, un incremento significativo, con riferimento sia al periodo 20 maggio-29 giugno che al picco di giugno, nella sola città di Torino. I risultati complessivi evidenziano, nelle altre città sorvegliate, un impatto contenuto, rispetto alla significatività statistica – con mortalità uguale o inferiore all’atteso -, nell’intero periodo di osservazione e durante l’ondata di giugno. Questo grazie alla risposta del sistema sanitario e all’attuazione di comportamenti corretti da parte dei cittadini. I dati della sorveglianza degli accessi in pronto soccorso non fanno registrare alcun incremento nelle 8 città (49 strutture di PS cosiddette ‘sentinella’) monitorate.

Quanto agli aspetti informativi, dal 22 giugno il Ministero della Salute ha attivato il 1500, numero di pubblica utilita a cui i cittadini possono rivolgersi per informazioni e consigli. Al 1° luglio sono oltre 400 le chiamate pervenute. Lazio, Lombardia, Puglia sono le Regioni con il maggior numero di richieste di supporto. Le chiamate di I livello, quelle con le richieste più generiche, hanno riguardato nel 28,7% rischi per la salute connessi al caldo, nel 27,7% dei casi i bollettini sulle ondate di calore. Quanto alle chiamate di II livello, nel 58,3% dei casi hanno riguardato disturbi cardiocircolatori, nel 16,7% problemi psico-sociali.

Tennis, Tyra Grant esce (a testa alta) da Wimbledon

Roma, 2 lug. (askanews) – La corsa di Tyra Grant, partita dalle qualificazioni, si ferma al secondo turno a Wimbledon 2026. L’azzurra perde in due set, lottando, contro Marie Bouzkova. 7-5 6-3 il punteggio che premia la 21esima forza del tabellone, più difficile di quanto non si evinca dal punteggio. Alla lunga la preparazione tattica e l’abitudine a giocare sull’erba, superficie mai affrontata dalla classe 2008 prima di Wimbledon, finisce per fare la differenza. Grant esce in ogni caso a testa altissima dai Championships, forte della prima vittoria in uno Slam e della consapevolezza di appartenere a questo livello. Dovrà migliorare alcuni aspetti ma i margini, a 18 anni, sono davvero ampi.

Florence + The Machine torna in Italia, live a Milano

Milano, 2 lug. (askanews) – L’attesa è finita: domani, venerdì 3 luglio, Florence + The Machine torna in Italia per uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale, protagonista della nuova giornata degli I-DAYS Milano Coca-Cola 2026 all’Ippodromo SNAI San Siro. Ad aprire la serata saranno i Cliffords, seguiti dagli storici Manic Street Preachers, attesi in Italia da 12 anni, che completeranno una line up capace di unire nuove promesse e grandi protagonisti della scena rock internazionale. I biglietti sono già disponibili su Ticketmaster, TicketOne e Vivaticket.

Dopo lo straordinario concerto dei Maroon 5, che hanno inaugurato l’edizione 2026 degli I-Days Milano Coca-Cola davanti a 18mila spettatori, il festival entra ora nel vivo con l’attesissimo ritorno di Florence + The Machine, insieme a Cliffords e Manic street preachers. Seguiranno Foo Fighters, Idles e Fat Dog (domenica 5 luglio, Ippodromo Snai La Maura), System of a down, Queens of the stone age e Acid bath (lunedì 6 luglio, Ippodromo Snai La Maura), l’unico headliner italiano di questa edizione Tonypitony (4 settembre, Ippodromo Snai San Siro), David Guetta (6 settembre, Ippodromo Snai San Siro) e A$ap Rocky (10 settembre, Ippodromo Snai San Siro), un cast memorabile che anche quest’anno richiamerà a Milano pubblico da tutta Italia e dall’estero.

Per maggiori informazioni in merito a ingressi (differenti in base alla tipologia di biglietto), mobilità (è consigliato raggiungere l’Ippodromo Snai San Siro utilizzando i mezzi pubblici, che in occasione dei concerti verranno potenziati),viabilità e parcheggi è possibile fare riferimento a Libraesva ESG ha rilevato un possibile tentativo di phishing da “voodoocomm.voxmail.it” www.idays.it/info/maroon-5 All’interno dell’area del Festival sono presenti diversi punti bar e ampie aree dedicate al food. Presso tutti i punti food & beverage sarà possibile scegliere tra Orlay Pay (via smartphone), pagamento con carta e Token.

Con la sua presenza scenica magnetica e un repertorio che ha segnato oltre un decennio di musica contemporanea, i Florence + The Machine (la band britannica guidata dalla magnetica Florence Welch) tornano agli I-Days dopo l’indimenticabile serata che hanno regalato al pubblico milanese nel 2023 e sono ora pronti per un altro spettacolo intenso ed emozionante, uno show che attraverserà i grandi classici della loro carriera insieme ai brani più recenti. Con cinque album acclamati dalla critica e ai vertici delle classifiche, da Lungs (2009) a Dance Fever (2022), Florence + The Machine si è affermata come uno dei gruppi musicali più influenti della musica contemporanea. Celebre per la voce inconfondibile di Florence Welch e per l’intensità dei suoi concerti, la band è stata headliner dei principali festival internazionali, I-Days compresi, collezionando sold out e consensi. Dopo aver collaborato con artisti come Rolling Stones, Lady Gaga e Taylor Swift, Florence è tornata nel 2026 con il nuovo album Everybody Scream, un lavoro intenso e personale che affronta temi come femminilità, guarigione, spiritualità e mortalità.

Ad aprire la giornata saranno i Cliffords, tra le realtà emergenti più interessanti del panorama internazionale. Originaria di Cork, la band si è fatta notare grazie all’EP Salt of the Lee e al recente singolo Marsh, conquistando il pubblico dei principali festival internazionali, tra cui Glastonbury 2025. Inseriti da Billboard tra gli Artists to Watch UK & Ireland 2025, rappresentano una delle nuove promesse più interessanti della scena britannica e irlandese.

Dopo 12 anni di attesa tornano live in Italia i Manic Street Preachers, autentiche icone del rock alternativo inglese. Con oltre trent’anni di carriera, album entrati nella storia del genere e il recente Critical Thinking (2025), la band continua a essere uno dei riferimenti della scena internazionale, portando sul palco tutta la forza di un repertorio che spazia da Motorcycle Emptiness e If You Tolerate This Your Children Will Be Next fino ai brani dell’ultimo lavoro.

Questi gli orari previsti per l’evento (Si invita gentilmente tutto il pubblico a presentarsi con adeguato anticipo rispetto agli orari di inizio, al fine di agevolare le procedure d’ingresso necessarie per l’accesso in area):

15:30 – Early Entry 16:00 – Apertura Porte 17:30 – Cliffords 18:20 – Virgin Radio Dj Set 19:00 – Manic Street Preachers 21:00 – Florence + The Machine

Palio di Siena rinviato a domani causa avverse condizioni meteo

Roma, 2 lug. (askanews) – Una bandiera verde alle trifore di Palazzo Pubblico, a Siena, annuncia il rinvio a causa delle avverse condizioni meteo del Palio della Madonna di Provenzano in programma questa sera nella storica città toscana.

Il livello di pioggia registrato da ieri sera, fino a buona parte della mattinata di oggi, “rende impossibile lo svolgimento del Corteo Storico e della Carriera, che si terranno, meteo permettendo, con i medesimi orari, nella giornata di domani, venerdì 3 luglio”, spiega il Comune con una nota.

Rai, presidente Floridia e opposizioni si dimettono da Vigilanza

Roma, 2 lug. (askanews) – La presidente Barbara Floridia e i membri delle opposizioni si sono dimessi dalla Commissione di Vigilanza sulla Rai.

“Oggi ho consegnato ai Presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni da Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari”, ha annunciato Floridia in un lungo post su Facebook.

“Sento vivo dentro di me – spiega – l’onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente. Finché ho potuto ho cercato in tutti i modi di permettere alla Commissione di funzionare, ho cercato il dialogo, ho resistito alle provocazioni, agli ostacoli. Ho lottato con tutte le mie forze per consentire a un organo di garanzia del Parlamento di svolgere le proprie funzioni. Ho tentato in ogni modo di difendere il diritto dei cittadini ad avere una Commissione che si occupasse davvero del servizio pubblico. Ho denunciato anche pubblicamente con molto ardore. Ma è ormai evidente che a questa maggioranza mancano alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni più in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari. Il boicottaggio sistematico della commissione di vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre. Da quasi due anni le forze che sostengono il Governo impediscono deliberatamente il normale svolgimento dei lavori ordinari della Commissione perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla Presidenza della Rai. Il blocco dunque non è reiterato ed esteso per ragioni istituzionali. Non per divergenze sul merito delle questioni. Ma solo per ricatto. Non era mai accaduto nella storia della nostra Repubblica che un organo di garanzia fosse tenuto in ostaggio di chi governa. E io con esso. Non ha più alcun senso presiedere una Commissione ormai svuotata delle proprie funzioni, tenuta artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone. Mentre incombe un’infrazione per il mancato adeguamento a un regolamento europeo vincolante per l’Italia – chiamato Media Freedom Act – che vige da ormai un anno senza che questa maggioranza senta il dovere e la responsabilità di attuarlo. Nel frattempo assistiamo a uno degli spettacoli più desolanti nella storia recente del servizio pubblico senza poter dare seguito a richieste di audizioni, di chiarimenti. Nulla. Una gestione del servizio pubblico che palesemente e senza un minimo di pudore ha premiato quasi esclusivamente l’appartenenza politica, mortificando il merito, la qualità, l’indipendenza e perfino la sostenibilità economica delle scelte editoriali. Chi ha potuto se n’è andato. Compresi i telespettatori. Ad altri è stata mostrata brutalmente l’uscita. La cosa che più mi ha colpito – prosegue in un lungo post – è stata vedere professioniste e professionisti che da anni tengono in piedi la missione del servizio pubblico con competenza, dignità e schiena dritta essere messi ai margini, isolati, umiliati, sottoposti a pressioni continue e inaccettabili. Mentre a qualcuno venivano stesi tappeti rossi e garantiti ponti d’oro per programmi che si sono trasformati, puntualmente, in clamorosi fallimenti. Scelte che nei prossimi palinsesti sono clamorosamente confermate. Perché oggi? Perché la misura è colma. Perché manca un anno alle elezioni e servirebbe una Commissione attiva e vigile sul servizio pubblico, perché manca persino il pudore di nascondere ciò che sta accadendo. Io non sono disposta a trascorrere l’ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni da parte delle opposizioni sistematicamente bocciate dalla maggioranza per impedire di fare domande, di pretendere risposte, di chiedere conto a chi sta gestendo la Rai. Non considerate queste dimissioni una resa. Non lo sono. Io le considero un atto di libertà e di denuncia. Di libertà, perché le considero il monito per difendere un diritto importante: quello dei cittadini di essere liberamente informati e non manipolati. Di denuncia, perché considero ciò che è accaduto alla Commissione di Vigilanza un pericoloso precedente che non possiamo sottovalutare. Una ferita istituzionale che colpisce la democrazia e le istituzioni, ma che avremo il dovere e la responsabilità di rimarginare”, conclude Floridia.

Italia al trentesimo posto nel rapporto GEM

Roma, 2 lug. (askanews) – Università Mercatorum ha presentato, presso gli Horti Sallustiani, il Rapporto GEM 2025 – 2026. Cattive notizie per l’imprenditoria italiana, che si classifica al 30esimo posto, sui 48 Stati esaminati, per attivazione imprenditoriale. Il rapporto, analizza i fattori che favoriscono o ostacolano la nascita di nuove imprese e le ragioni del divario tra intenzione imprenditoriale e avvio effettivo di un’attività.

Le parole di Alessandra Micozzi, Coordinatrice scientifica del GEM Italia: “Il principale indicatore che il GEM, Global Entrepreneurship Monitor, mette a disposizione è il TEA, Total Early Stage Entrepreneurial Activities, che va a registrare quello che è la quota della popolazione adulta che ha intenzione di attivare un’impresa o l’ha fatto negli ultimi 42 mesi. L’Italia purtroppo registra, malgrado la ripresa post pandemica, dei tassi di attivazione imprenditoriale ancora deboli rispetto al confronto europeo”

L’edizione 2025 ha coinvolto 48 Paesi, con oltre 100.000 interviste a cittadini e circa 2.000 a testimoni privilegiati.

L’intervista a Giuseppe Tripoli, Segretario generale di Unioncamere: “C’è un contesto complessivo che induce ad una prudenza. Ci sono tante incertezze in giro per cui chi vuol mettere su un’impresa deve essere molto più attento nell’avviarla. Certamente è un tema relegato alla finanza per l’avvio delle risorse finanziarie, per l’avvio della propria attività. Noi abbiamo visto che nel tempo, negli ultimi anni in particolare, soprattutto il finanziamento bancario destinato alle aziende più piccole di quelle che normalmente abbiamo, quelle soprattutto nella prima fase della loro vita, è un finanziamento che si è ridotto modo significativo”.

Il commento di Giovanni Cannata, Magnifico Rettore Universitas Mercatorum: “La professoressa Micozzi ha ricordato che si parla di ecosistema e impresa. L’impresa non esiste in quanto tale, ma esiste in quanto tessuto relazionale. Un tessuto relazionale che è fatto dagli operatori, dai clienti, dai fornitori, dal sistema finanziario, dal sistema fiscale che è stato ricordato e dal sistema burocratico. Detto così potrebbe sembrare quasi di muoversi in una sorta di giungla. E allora se ci si muove nella giungla bisogna stare attenti ai serpenti e capire come si va verso un certo tipo di risultato finale”.

Favorire il dialogo tra istituzioni e imprenditorialità riducendo burocrazia e complessità nei processi. Sono queste le priorità evidenziate dalla ricerca, che di concerto ad un miglior accesso al credito, prova a dare delle indicazioni per ridare vitalità al movimento imprenditoriale italiano

Debiti, Giorgianni (FdI): con pdl “Ripartenza” ripresa

Roma, 2 lug. (askanews) – “Ho presentato la proposta di legge ‘Ripartenza’ sulla spinta delle richieste di aiuto di famiglie, pensionati, piccoli imprenditori, che si sono trovati sommersi dai debiti e da rate che non riuscivano a gestire. L’obiettivo è quello di trasformare una criticità reale in proposta tecnica concreta sostenibile capace di alleggerire le procedure e renderle più snelle e funzionali. La proposta di sospensione delle procedure esecutive, contemplata dal testo della norma, va nel senso di cambiare l’approccio alla materia specie quando ci si trova di fronte a situazioni eccezionali come la perdita di lavoro, la malattia o eventi imprevisti che colpiscono la capacità lavorativa del singolo o dell’azienda. Occorre dare una possibilità di ripartire a famiglie e imprese. Con questa proposta non si sospendono i diritti dei creditori, non si cancellano i debiti ma si trova una strada per salvaguardare gli interessi di tutti”. Lo ha dichiarato Carmen Letizia Giorgianni, deputata di Fratelli d’Italia e promotrice della proposta di legge ‘Ripartenza’ intervenuta nel corso della trasmissione “A conti fatti Il credito spiegato in modo chiaro”. Le diverse strategie di ‘Ripartenza’ sono state illustrate da Francesco Cacciola, presidente dell’Osservatorio nazionale sul debito con banche e finanziarie: “Esistono vari strumenti per alleggerire la situazione debitoria. È possibile trovare accordi con le finanziarie, qualora ci siano vizi nei contratti è possibile agire per via giudiziaria. Nei casi più gravi è necessario aderire alle procedure di sovraindebitamento che, con questa proposta di legge potrebbero essere superate. Dai debiti si può uscire, basta sapere come fare ma serve il tempo necessario a pianificare una exit strategy possibile ed efficace senza intaccare tutti quei beni che sono necessari dal punto di vista lavorativo e sociale. Ad esempio, in caso delle automobili che sono beni di necessità primaria”. Secondo Elvira Carpentieri, presidente del Centro studi sulla crisi economica delle famiglie italiane: “La proposta di legge finalmente affronta i problemi veri delle famiglie che provano a ripartire. I debitori spesso vogliono tornare a vivere dignitosamente e questo deve essere il nostro obiettivo garantendo loro una protezione dall’aggressione degli stipendi e delle pensioni. Prevedere una sospensione automatica al momento della presentazione della istanza di accesso alle procedure esecutive, con il giudice che entro 30 giorni può confermarla o meno, significa dare tempo alle persone di pianificare con più serenità il rientro in bonis”.

Bonifiche, Pecoraro (Reg. Campania): nuova vita ai territori

Roma, 2 lug. (askanews) – Nel quadro della tappa campana del Master universitario di II livello M-TERACS, dedicato alla transizione ecologica e alla rigenerazione ambientale, il confronto di Villa Doria d’Angri ha messo al centro il rapporto tra formazione, istituzioni, imprese e riuso dei territori bonificati. Un tema decisivo per la Campania, chiamata a trasformare gli interventi ambientali in occasioni concrete di rigenerazione urbana, sociale e produttiva, ha dichiarato Claudia Pecoraro, Assessore all’Ambiente della Regione Campania:

“Essere qui rappresenta una grande opportunità per la Regione Campania, per le istituzioni coinvolte e soprattutto per i discenti che hanno scelto di partecipare a un Master capace di andare oltre l’ordinario, mettendo a sistema università, imprese ed enti locali. Come Regione abbiamo voluto dare subito un forte imprinting alla nostra azione in tema di bonifiche ambientali, anche attraverso la collaborazione con il Gen. Vadalà. L’obiettivo non è solo bonificare, ma immaginare il riutilizzo di questi luoghi: troppo spesso, dopo l’impiego di risorse pubbliche, le aree restituite alla collettività rischiano di rimanere vuote o di tornare a essere luoghi di abbandono. Dobbiamo invece trasformarle in simboli reali di rigenerazione ambientale e urbana, progettando insieme a università, laboratori e imprese interventi collettivi e sociali, dai parchi urbani agli spazi aperti per la comunità”.

Bonifiche, Paparella: imparare transizione in luoghi intervento

Roma, 2 lug. (askanews) – All’interno della due giorni napoletana del Master universitario di II livello M-TERACS, percorso formativo d’eccellenza dedicato alla transizione ecologica e alla rigenerazione ambientale, promosso da CASD, Commissario Unico per le bonifiche e RemTech Expo Hub con il coinvolgimento di sei università italiane, studenti e partecipanti hanno preso parte ad attività sul campo, visite tecniche e momenti di confronto nei luoghi della rigenerazione, da Bagnoli-Coroglio a Napoli Orientale. In questo contesto, Silvia Paparella, General Manager di RemTech Expo, hub tecnologico ambientale di Ferrara Expo, ha dichiarato:

“Sono giornate particolarmente importanti per il percorso formativo del Master, che si conferma un vero laboratorio di conoscenza e applicazione sul campo. Sono presenti sei università, i tre promotori principali, CASD, Commissario Unico per le bonifiche e RemTech e numerosi discenti impegnati in attività che permettono di toccare con mano la complessità della transizione ecologica. Abbiamo visitato un centro di ricerca di grande rilievo, che sarà inaugurato a fine anno, e il sito in bonifica di Bagnoli, dove sono già a sistema tecnologie innovative che gli allievi hanno potuto osservare direttamente. È una grande esperienza formativa e operativa. Il prossimo appuntamento sarà a settembre, a Ferrara, con RemTech Expo”.

Italia-Usa, Mattarella: la pace si consolida con rispetto non imposizione

Roma, 2 lug. (askanews) – “Fulbright aveva intuito che la pace si consolida attraverso la conoscenza vicendevole che genera reciproco rispetto, ammirazione, salda i rapporti e agevola la cooperazione internazionale ed è la strada per la pace. Accanto a questo obiettivo credo ne avesse un altro strettamente connesso: quello di realizzare una diffusa influenza che determina anche preminenza nella vita internazionale e che nasce non dallo scontro o dall’imposizione ma dal coinvolgimento anzitutto culturale e scientifico”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ricevendo al Quirinale la commissione Fulbright.

“Il senatore Fulbright è stato una figura di straordinaria importanza nei rapporti internazionali – ha ricordato il capo dello Stato – ha posto al centro della sua azione la pace, era un grande stratega di politica estera, è stato per molti anni presidente della commissione esteri del Senato Usa. Immaginare, ideare, progettare e far realizzare un programma come questo è stata un’opera straordinaria anche di visione di politica estera perchè guardava all’equilibrio della vita internazionale attraverso un tessuto di conoscenze, impegni comuni di ricerca, di studi fra migliaia e migliaia di giovani. E’ stato un elemento di straordinaria importanza anche nelle relazioni bilaterali tra Usa e Italia e anche nell’equilibio mondiale e nel ruolo dell’Occidente, dimostra quanto fosse lungimirante la visione di Fulbright nella concezione delle relazioni”.

“Questo ha influenzato positivamente anche l’Italia dal 1948 quando ha iniziato a prender parte al programma con una quantità numerosa di giovani italiani e di questi un numero altissimo ha ricoperto ruoli decisivi nella vita politica, istituzionale, nella cultura, nell’economia italiana, un elemento ulteriore di condivisione di valori comuni con gli Usa che si sono espressi nei rapporti internazionali”, ha concluso Mattarella.

Il programma ideato nel 1946 dal Senatore J. William Fulbright vuole favorire il processo di pace attraverso lo scambio di idee e di cultura tra gli Stati Uniti e le altre nazioni. Rappresenta ad oggi il più antico e più vasto programma governativo di scambi culturali nel mondo. Opera in più di 155 paesi; contando circa 294.000 partecipanti dal 1946 ad oggi. Assegna circa 7.500 borse di studio Fulbright ogni anno.

Console Usa a Napoli: nostri popoli uniti da una solida alleanza

Napoli, 2 lug. (askanews) – “I nostri popoli sono uniti da una solida alleanza, da partnership economiche e culturali e soprattutto da profondi legami personali”. Con queste parole, in un discorso pronunciato interamente in italiano, il console generale degli Stati Uniti d’America a Napoli Terrence Flynn ha celebrato i 250 anni dell’Indipendenza americana durante la festa organizzata presso la rappresentanza consolare, alla doppia presenza del governatore della Campania Roberto Fico e del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi in un momento molto particolare per le relazioni.

Parlando davanti a numerosi invitati, Flynn ha messo in luce i legami familiari che collegano Italia e Stati Uniti d’America: “Quasi 20 milioni di americani, incluso me, sono orgogliosi delle loro origini italiane. Sono proprio questi legami familiari e personali a rendere ancora più forte il rapporto tra i nostri due paesi”.

Il console si è soffermato sulle proprie radici pugliesi – la visita a Modugno, la città dei suoi bisnonni – e sull’emozione provata alla recente inaugurazione di un murale al porto di Napoli dedicato agli emigranti: tra i volti figura anche quello del suo bisnonno, partito “con soltanto la sua speranza e il desiderio di costruire una nuova vita”, ha detto, chiedendosi “chissà cosa penserebbe oggi nel vedere un suo discendente che ha l’onore grande di rappresentare gli Stati Uniti qui a Napoli”. Flynn celebra insomma i 250 anni dell’Indipendenza con un omaggio al sogno americano. La sua storia personale si è presentata come elemento che rafforza, presentando la relazione umana alla base dei rapporti istituzionali.

L’atmosfera della serata ha alternato toni solenni e momenti di festa, allietati dalla banda della U.S. Navy di stanza a Capodichino. Manfredi nel suo intervento ha ricordato il sacrificio dei “figli” americani che contribuirono alla Liberazione italiana, osservando che “Napoli e gli Usa hanno un legame indissolubile”. Anche il governatore Fico ha insistito sul tema dell’immigrazione come risorsa per il futuro e sulla necessità di difendere e promuovere le costituzioni, la democrazia e i diritti. Più volte nel corso della serata è emerso il tema dell’emigrazione e il richiamo al contributo intellettuale di Gaetano Filangieri, ricordando il fitto scambio epistolare tra il filosofo napoletano e Benjamin Franklin e l’influsso delle idee filangeriane sulla stesura della Costituzione americana.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandro Violante

Immagini askanews, archivio

Assicurazioni, Angelini (Ivass): su preventivatore serve collaborazione

Roma, 2 lug. (askanews) – Il presidente dell’Ivass, Paolo Angelini ha replicato “in diretta” al richiamo lanciato poco prima del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha chiesto di rendere operativo il prima possibile il nuovo preventivatore sulle polizze catastrofali. Angelini ha a sua volta sollecitato le compagnie di assicurazioni alla collaborazione, per riuscire a giungere al traguardo entro la fine dell’anno.

Questo preventivarore “consentirà alle imprese interessate al rischio di catafroti di confrontare le offerte di mercato”, ha spiegato Angelini all’assemblea annuale Ania. Ma “per questo lavoro occorre cooperazione”, perché riguarda “una procedura informatica non banale, che deve poter gestire i dati che producono i preventivi”.

Non si tratta quindi solo di allestire una struttura tecnica: “permettetemi di rivolgervi un accorrato appello alla collaborazione fattiva – ha detto il numero uno dell’Ivass agli assicuratori – per riuscire mettere in campo il perventivatore entro la fine dell’anno”.

“Il ministro Urso lo sa bene: è un obiettivo sfidante che richiede collaborazione”, ha concluso.

Tajani: Meloni al Quirinale? C’è ancora molto tempo, la fantapolitica serve poco

Roma, 2 lug. (askanews) – “C’è molto tempo prima di eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, per adesso abbiamo questo. La fantapolitica serve a poco”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonoo Tajani, a margine dell’assemblea dell’Ania, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano sull’ipotesi di candidare Giorgia Meloni, a prossimo presidente della Repubblica.

“Il Presidente della Repubblica fa bene il suo lavoro – ha aggiunto – nel quale tutti ci riconosciamo”.

Ivass, Angelini: risparmio europei fatica ad affluire su investimenti

Roma, 2 lug. (askanews) – “Il risparmio privato europeo, pur abbondante, fatica ad affluire a sostegno degli investimenti produttivi; ne consegue che i risparmiatori non beneficiano del maggiore rendimento degli strumenti dei mercati dei capitali, anche quando essi sarebbero coerenti con le finalità sottostanti l’investimento”. E su questo una delle iniziative in campo è “la Retail Investment Strategy (Ris) è particolarmente importante per il settore assicurativo. L’iter di adozione delle nuove norme è alle battute finali”, e presto avranno inizio i lavori di attuazione a livello europeo”. Lo ha rilevato Paolo Angelini, presidente dell’Ivass e direttore generale della Banca d’Italia nel suo intervento oggi all’assemblea annuale dell’Ania.

“Per raggiungere l’obiettivo, la Ris prevede una revisione delle regole sulla distribuzione dei prodotti finanziari e assicurativi, soprattutto attraverso l’introduzione del principio dell’adeguato rapporto qualità-prezzo (value for money), che impone a produttori e distributori di assicurare che i prodotti offrano un adeguato rapporto tra costi e benefici. La Ris – ha spiegato – determinerà la rivisitazione della disciplina degli incentivi per i distributori; il miglioramento dell’informativa precontrattuale; la promozione di modelli di consulenza più trasparenti e orientati al cliente; un rafforzamento della supervisione; un maggior ricorso ai confronti per la valutazione dei costi e dei risultati dei prodotti”.

Secondo il numero uno dell’Ivass, l’autorità di vivilanza sulle assicurazioni “il mercato assicurativo italiano non arriva impreparato a queste misure. Già nel 2024 l’IVASS, dando seguito ai lavori avviati dall’EIOPA, pubblicò una lettera al mercato con la quale furono chiarite le aspettative dell’Istituto in merito al concetto di value for money dei prodotti assicurativi d’investimento”.

“Dopo due anni, sappiamo che le compagnie hanno dedicato attenzione e risorse a questi temi, rafforzando la coerenza tra caratteristiche del prodotto e bisogni della clientela. In diversi casi – ha detto ancora Angelini – hanno riconosciuto la presenza di margini di miglioramento nel rapporto qualità-prezzo di alcuni prodotti, modificandoli in alcuni casi, togliendoli dal mercato in altri. In via generale, abbiamo registrato una maggiore attenzione al livello e alla struttura dei costi lungo l’intera durata del contratto”.

“Occorre quindi proseguire in questa direzione. Prodotti più semplici e più facili da comprendere, accompagnati da una valida consulenza a cittadini e imprese da parte dei distributori – ha detto – potranno contribuire ad ampliare il mercato assicurativo nazionale, con beneficio dell’industria e della clientela”.

La Corte Giustizia Ue conferma l’ammenda Antitrust: Google e Alphabet devono pagare 4,1 mld per Android

Roma, 2 lug. (askanews) – La Corte di giustizia dell’Unione europea conferma l’ammenda di circa 4,1 miliardi dell’Antitrust Ue a carico di Google. Lo riporta una nota dei giudici Ue, secondo cui la Corte “respinge l’impugnazione presentata da Google e dalla Alphabet contro tale sentenza del Tribunale, confermando quindi la sanzione inflitta alle due società per le loro pratiche anticoncorrenziali relative al sistema operativo Android, quale rivista dal Tribunale”.

Questo conferma la sanzione inflitta per abuso di posizione dominante del motore di ricerca Google Search nell’ambito del sistema operativo Android.

Assicurazioni, Urso: Ivass renda comparatore operativo prima possibile

Roma, 2 lug. (askanews) – “Voglio lanciare un richiamo all’Ivass affinché possa rendere pienamente attuale la capacità dei cittadini di comparare al meglio quello che viene loro sottoposto” in termini di polizze di assicurazioni, con il cosiddetto ‘Preventivass’. “Ricordo che la Legge di Bilancio 2024 prevedeva un portale informatico gestito da Ivass, credo sia il momento di renderlo attuale e operativo il prima possibile”. Lo ha affermato il ministro di Imprese e Made in Italy, Adolfo Orso nel suo intervento all’assemblea annuale dell’Ania.

“Così che – ha spiegato – ci sia piena consapevolezza da parte di coloro che devono assicurarsi, per mettere in sicurezza il loro patrimonilo, la loro attività, la loro imprese contro il rischio catastrofale. Si può fare e si deve fare di più”.

La relazione del Garante per la protezione dei dati personali: l’IA è la nuova infrastruttura del potere

Roma, 2 lug. (askanews) – L’intelligenza artificiale è la “nuova infrastruttura del potere”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, nella sua relazione annuale al Parlamento sull’attività del 2025. L’IA “è divenuta il terreno primario di competizione geopolitica, con una corsa all’indipendenza e alla supremazia tecnologica che riflette una nuova idea di sovranità. L’autonomia strategica, tutt’altro che protezionista, perseguita dall’Europa con il Chips Act e il Cloud and AI Development Act, esprime un’esigenza di sottrazione delle infrastrutture tecnologiche europee al potere di veto di attori esteri” ha osservato. E “l’applicazione, ormai sempre meno futuribile, dell’IA alle neuroscienze, con sistemi oggi anche capaci di prescindere dall’innesto di chip, per instaurare una relazione diretta tra reti neurali e algoritmo” è “un traguardo importantissimo per la cura di patologie neurologiche, come dimostra il caso dell’uomo affetto da SLA che ha potuto riacquistare la parola grazie a un chip impiantato nel cervello. Va, tuttavia, evitato – rispetto a forme avanzate di decodificazione dell’attività neurologica – il rischio di una ‘colonizzazione del pensiero’, proteggendo la privacy mentale: presupposto ineludibile di libertà, non solo cognitiva”.

Delitto di scisma, il Vaticano scomunica i Lefebvriani, sacerdoti e fedeli

Roma, 2 lug. (askanews) – Arrivata la scomunica del Vaticano per i Lefebvriani, sia sacerdoti che fedeli, per il delitto di scisma commesso dopo l’ordinazione dei vescovi ad Econe senza autorizzazione della Santa Sede.

La scomunica stabilita dal Dicastero per la Dottrina della Fede per la comunità dei Lefebvriani chiama in causa direttamente i vescovi della Fraternità sacerdotale San Pio X Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay, e i quattro vescovi neo-consacrati Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Perché incorsi “ipso facto” nella scomunica “latae sententiae” riservata alla Sede Apostolica.

Nel documento firmato dal cardinale Victor Manuel Fernandez, e controfirmato dai due segretari del Dicastero (monsignor Armando Matteo, segretario per la Sezione Dottrinale e l’arcivescovo John J. Kennedy, segretario per la Sezione Disciplinare) ci si riferisce chiaramente alla consacrazione celebrata il primo luglio a Econe, in Svizzera, senza mandato pontificio e contro la volontà del Santo Padre.

Quel rito è stato – si sottolinea – “un atto di natura scismatica” ed ha sancito che sia i consacranti sia i consacrati sono incorsi nella scomunica prevista dal diritto canonico. D’ora in poi, quindi, i ministri sacri appartenenti alla Fraternità sacerdotale San Pio X “sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici”, risultando soggetti alla scomunica prevista dal diritto.

Per quanto riguarda i fedeli laici, sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità alle condizioni stabilite dalla nota del Pontificio Consiglio per i testi legislativi del 1996, che il Dicastero fa propria.

Il documento avverte inoltre il Popolo di Dio che i ministri sacri della Fraternità sacerdotale San Pio X amministrano illecitamente i sacramenti e che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi.

La nota aggiunge che la Chiesa “accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine” quanti desiderano tornare alla piena comunione e precisa che i nunzi apostolici disporranno le procedure che gli ordinari potranno utilizzare nei diversi casi.

“Dai tempi di San Paolo VI fino agli ultimi colloqui, svoltisi recentemente presso questo Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da monsignor Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani. Tale situazione si è ulteriormente aggravata a causa delle recenti consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre, in aperta violazione del diritto canonico”. Così spiega il Dicastero per la Dottrina della Fede nel documento esplicativo riguardo la scomunica dei Lefebvriani.

Il Dicastero – si aggiunge – “nel fedele esercizio delle funzioni ad esso affidate, ritiene necessario rilevare che tale atto ha configurato il delitto di scisma, con le conseguenze canoniche per i ministri sacri e per i fedeli laici coinvolti. Infatti, come già dichiarato nel 1988, ‘tale disobbedienza – che porta con sé un rifiuto pratico del Primato romano – costituisce un atto scismatico’ (come scrisse Giovanni Paolo II)”.

“Nonostante le ammonizioni rivolte al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Vescovo Alfonso de Galarreta, avendo compiuto un atto di natura scismatica mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, è incorso ipso facto nelle pene previste”, si informa nel Decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede firmato dal prefetto il cardinale Victor Fernandez. Nel Decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede si dichiara “a tutti gli effetti giuridici che sia il vescovo Alfonso de Galarreta sia Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica”.

Il prefetto “inoltre che il vescovo Bernard Fellay, avendo partecipato direttamente alla celebrazione liturgica come conconsacrante, avendo così aderito pubblicamente all’atto scismatico, è incorso nella scomunica latae sententiae prevista” dal codice canonico.

Nel documento poi “si ammoniscono i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae”.

Alla scoperta dell’impresa del futuro

Roma, 2 lug. (askanews) – Presentata a Palazzo Rondinini la quinta edizione di Futures. Promotore dell’evento Flutter SEA, ecosistema multi-brand e multi-mercato che guida la crescita dei brand Sisal, Snai e PokerStars nei mercati del Sud Europa e dell’Africa. L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto su come sostenibilità e innovazione ridisegnano il futuro dell’impresa, in uno scenario caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche, nuove dinamiche geopolitiche e crescenti aspettative da parte di istituzioni, cittadini e stakeholder.

L’intervista a Roberto Di Fonzo, CEO di Flutter SEA: “Abbiamo integrato sostenibilità, innovazione e responsabilità nella nostra strategia aziendale. Si tratta di un elemento fondamentale, perché il nostro modo di fare impresa e il ruolo che ricopriamo vanno oltre quello di semplici operatori economici. Il nostro obiettivo è operare all’interno di un ecosistema più ampio, in cui crescita, responsabilità e sostenibilità possano convivere, generando valore nel lungo periodo.”

Le parole di Paolo Taticchi, Professore di Strategy & Sustainability presso la University College London School of Management: “Si stima che oggi ci siano nel mondo oltre un miliardo di agenti che già stanno prendendo decisioni: i processi tradizionali non sono più gestiti solo da umani, bensì da umani coadiuvati da agenti AI e robot potenziati da agenti AI. Questo vuol dire che le aziende oggi devono ragionare sul tema delle AI non solo come un tema tecnologico ma anche come un tema di governance e un tema organizzativo.”

Presentato, nel corso dell’evento, anche il primo bilancio di sostenibilità di Flutter SEA, il Positive Impact Report 2025, che spiega al pubblico il modus operandi adottato dalla regione per coniugare al meglio sostenibilità, impatto sociale e risultato economico.

Attacco a Kiev, missili e droni: palazzi distrutti, morti e feriti .Mosca: rappresaglia per attacchi ucraini

Roma, 2 lug. (askanews) – Missili balistici e droni hanno colpito nella notte il centro e la zona est della capitale ucraina, provocando almeno 13 morti, secondo le autorità di Kiev.

“Kiev è sotto il fuoco di missili balistici e droni. Si sentono esplosioni in tutta la città”, ha scritto il sindaco Vitali Klitschko su Telegram mentre erano in corso gli attacchi.

Un incendio è scoppiato sul tetto di un edificio non residenziale nel centro di Kiev, mentre un secondo rogo è divampato nello stesso quartiere di Shevchenkivsky, sul tetto di un hotel, secondo quanto dichiarato sempre da Klitschko su Telegram. Interi piani di edifici residenziali sono stati distrutti da questi attacchi missilistici e con droni. Il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko, aveva annunciato: “Il nemico sta nuovamente prendendo di mira le aree residenziali e uccidendo i civili. I danni sono considerevoli e il numero delle vittime, compresi i bambini, è significativo”, ha scritto.

Il ministero della Difesa di Mosca ha confermato di aver effettuato un “attacco massiccio” contro la capitale ucraina, “in risposta agli attacchi terroristici del regime di Kiev contro infrastrutture civili”, sostenendo al contempo di aver preso di mira “imprese dell’industria militare e siti energetici”.

Alle 13 persone uccise a Kiev si aggiungono, sul fronte russo, la morte di un uomo nella regione di Belgorod, al confine con l’Ucraina, e di un altro nella regione di Niznij Novgorod, circa 400 chilometri a est di Mosca, entrambi rimasti uccisi in attacchi con droni ucraini. Lo hanno riferito le rispettive autorità locali.

RC Auto, Liverani (Ania): premiare guidatori bravi, isolare chi ne abusa

Roma, 2 lug. (askanews) – “Distinguere e premiare i guidatori bravi, identificare ed isolare i guidatori che abusano dell’assicurazione. Dimostriamo con dati alla mano che se un assicurato guida bene, in maniera avveduta e prudente, merita già oggi di pagare un premio inferiore indipendentemente dalla regione di propria residenza”. Lo ha affermato il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani, in riferimento al compato delle polizze RC Auto nella sua relazione in occasione dell’assemblea annuale.

“Faccio un esempio su tutti: la tecnologia consente oggi di monitorare molto attentamente il comportamento alla guida dei nostri assicurati, nel comparto RC Auto. Entro certi limiti e nel rispetto del principio di mutualità – ha detto – questo ci permette di distinguere, e quindi di premiare, i guidatori bravi da quelli meno bravi o, meglio ancora, di identificare ed isolare i guidatori che abusano dell’assicurazione”.

“Noi regolarmente usiamo già questa opportunità: e allora facciamola conoscere! Dimostriamo con dati alla mano che se un assicurato guida bene, in maniera avveduta e prudente, merita già oggi di pagare un premio inferiore indipendentemente dalla regione di propria residenza. Portiamo avanti il più possibile il principio che, utilizzando tutte le informazioni possibili, sia il comportamento a incidere sul premio e non principalmente l’area geografica di circolazione”.

Ania, Liverani: assicurazioni solide, in crescita e profittevoli

Roma, 2 lug. (askanews) – Raccolta premi complessiva sopra a 182 miliardi di euro lo scorso anno, solidità patrimoniale ai vertici europei, primo investitore istituzionale e “roccia di stabilità” per l’Italia: il settore delle assicurazionin “è solido, in crescita e profittevole” e “a chi ci guarda ancora con diffidenza o con una certa sufficienza, rispondiamo con la forza inoppugnabile dei dati e dei fatti”. Lo ha affermato il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani, nella sua relazione in occasione dell’assemblea annuale, oggi a Roma.

“I dati consolidati evidenziano numeri di assoluto rilievo. La raccolta premi complessiva – ha riferito – ha raggiunto i 182 miliardi di euro, segnando una crescita solida del 7,8%. Un incremento simmetrico che vede il comparto Danni crescere del 6,5% e il comparto Vita confermare la sua traiettoria di sviluppo oltre l’8%”.

“La nostra solidità patrimoniale complessiva, misurata da un Solvency Ratio medio settoriale saldamente al 274%, si posiziona ai vertici europei, confermando le nostre compagnie come una roccia di stabilità per l’intero sistema macroeconomico italiano”.

E come assicurazioni “siamo il primo investitore istituzionale privato dell’Italia – ha proseguito -: con oltre 1.000 miliardi di euro di investimenti attivi, dei quali circa un quarto allocati nel nostro debito sovrano, finanziamo direttamente lo sviluppo della nazione, le sue infrastrutture e la sua economia reale. Contribuiamo, e lo dico con un certo orgoglio, con circa 14 miliardi di euro alle entrate fiscali dello Stato, tra imposte diret te ed indirette, e offriamo a circa 300 mila famiglie che operano nella nostra filiera, posti di lavoro caratterizzati da qualità e stabilità seconde a nessun altro comparto produttivo”.

Liverano ha voluto esprimere “profonda soddisfazione per il lavoro svolto dalle nostre imprese associate: dalle grandi compagnie naturalmente ma anche dalle realtà più piccole, ma non per questo di minore importanza”.

Quirinale, Renzi: mossa Meloni non eversiva ma faremo di tutto per evitarlo

Roma, 2 lug. (askanews) – “Inizia il rush finale verso le Politiche. Giorgia Meloni rompe gli indugi e spiega che il disegno politico per il prossimo anno è chiaro: andare al Quirinale. A Giorgia non basta Palazzo Chigi, lei vuole il Colle più alto”, mossa che qualcuno ha bollato come “eversiva”. “Io non sono d’accordo. Si tratta infatti di una mossa politicamente del tutto legittima. Ma è altrettanto legittimo (e nostro dovere) contrastare questo disegno”. E’ quanto afferma il leader di Italia Viva Matteo Renzi nella sua Enews.

“Nella testa di Giorgia il gioco è semplice: non riuscendo a fare nessuna riforma, e sicuramente non il presidenzialismo, Meloni vuole farsi eleggere Presidente dal Parlamento per governare dal Colle”, ragiona Renzi. “Non credo che gli italiani si meritino altri cinque anni di questa destra a Palazzo Chigi, ma sicuramente non si meritano sette anni di questa destra al Quirinale. Quel Palazzo richiede equilibrio, rispetto delle Istituzioni, capacità di unire. Per questo siamo stati orgogliosi di aver eletto Sergio Mattarella, per questo faremo di tutto per evitare una Giorgia Meloni (o un Vannacci) al Colle”, conclude.

Quirinale, Vannacci: Meloni? La voterei, ma serve correzione di rotta

Roma, 2 lug. (askanews) – “Sento la responsabilità ed è un fardello pesante, perché i numeri stanno diventando sempre più importanti. Ogni volta che un simpatizzante mi fa una richiesta gli dico che è un ulteriore mattone che si aggiunge al fardello che mi porto sulle spalle. La politica vera è quella al servizio dell’elettorato e non quella delle stanze del potere. Il politico che si mette in gioco deve poi saper dare delle risposte, o almeno provarci. Penso che sia il principale compito di una persona che si mette al servizio del Paese. Non tutto quello per cui ci si impegna può essere perseguito, ma bisogna essere chiari proprio per questo con i cittadini, smetterla di fare promesse e dire che ci sono obiettivi con una certa possibilità di successo ed altri da vedere con ampio raggio, come la remigrazione che è un processo lento e si può realizzare come quando si mangia un elefante un boccone alla volta. Dobbiamo smetterla di vendere fumo”. Così Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”.

“Non esiste il tabù da parte dei cittadini, ma esiste il tabù da parte di molte forze politiche per un Presidente della Repubblica di destra. Sentivo un esponente della nostra sinistra inalberato che richiedeva un patentino di antifascismo per i candidati presi in considerazione per il Colle. Questo rivela un atteggiamento antidemocratico, senza prendere in considerazione che chi assume cariche di quel livello giura fedeltà alla Costituzione e non all’antifascismo. Direi che bisogna superare altri tabù, quando si parla del Presidente della Repubblica in genere l’attenzione viene rivolta a chi ha rivestito cariche ministeriali o politiche, mentre la Costituzione dice che può essere anche un normale cittadino e può essere scelto anche tra cittadini che si sono distinti. Io rilancio proprio questo, perché anziché pensare ai soliti nomi non pensiamo ad altre figure? Non ho un nome, ma mi riservo di farne qualcuno”, ha proseguito Vannacci. “Meloni al Quirinale? Perché no, è una persona capace. Per noi, come Futuro Nazionale e come Roberto Vannacci, potrebbe essere un’opzione purché riveda alcune posizioni. Non so quanto potrei essere invogliato a votarla se non si impone per portare le preferenze nella legge elettorale, o se continua a seguire l’agenda Draghi, o se supporta questa Commissione Europea e il Green Deal. Meloni mi piace, mi piacciono i suoi propositi di inizio legislatura, ma ritengo sia necessaria una correzione di rotta. Questo parlare del Quirinale è la dimostrazione della vecchia politica che pensa al potere e alle poltrone. Invece di proporre un sogno di un Paese diverso, che ritorni a brillare per le proprie eccellenze, si pensa ad occupare le poltrone del Quirinale, della prossima legislatura, delle partecipate. Questa politica non ci piace, pensiamo a cambiare questo Paese, a metterci al servizio dei cittadini, a riportarlo al suo splendore, sembra quasi che l’ordine delle priorità si sia invertito. Le poltrone e il potere verranno poi di conseguenza”.

“Certamente andrà fatta chiarezza sull’alleanza. Da quando Futuro Nazionale è nato ho sempre detto di essere il naturale interlocutore di questo centrodestra, peccato che dall’altra parte si continuano ad erigere muri, a trovare cause e motivi di incompatibilità, a fare ipotesi di non realizzare questa alleanza. Non sono io invece che supporto queste deduzioni, queste conclusioni. Anzi, io ho detto solo che come referente di un partito che rappresenta la destra autentica voglio che determinati ideali e valori non vengano traditi. Ma sono disposto a parlare con chiunque si ponga in maniera convergente con questi ideali. Abbiamo tracciato delle linee rosse che non sono diverse da quelle che il governo si era dato a inizio legislatura. Evidentemente qualcuno ha paura di perdere voti, influenza o quella poltrona agognata. Lo vediamo anche nella discussione di questa legge elettorale, addirittura Lupi mi sembra si sia schierato a favore delle preferenze, lui che le ha sempre aborrite”, ha concluso Vannacci. “È strano pensare che in questa coalizione di centrodestra ci sia Forza Italia, parte integrante del PPE in Europa, e quindi alleato del PD, che in Europa vota molte volte come vota il PD, mentre poi ci sono altri due partiti che votano come votano le destre europee. Anche questa è una cosa anomala della nostra alleanza di centrodestra. Non dimentichiamo che Forza Italia voleva lo ius scholae, diminuire i requisiti per ottenere la cittadinanza. Ci sono sicuramente delle contraddizioni. Futuro Nazionale esiste anche per risolvere queste contraddizioni e riportare questa imbarcazione di destra sulla giusta rotta”.

E in conclusione su una ipotizzata “censura” per Futuro Nazionale: “Non voglio portare avanti la teoria del complotto o della censura, ma i dati forniti dall’osservazione sono oggettivi. Nel mese in considerazione, Futuro Nazionale non è apparso quasi mai sui canali Rai e Mediaset. Probabilmente c’è anche una manovra per minimizzare l’impatto di Futuro Nazionale nel panorama politico: forse la crescita di questo partito giovanissimo ha iniziato a preoccupare qualcuno. Mi auguro sia una casualità, che non ci siano delle forze che spingano per cercare di non fare apparire Futuro Nazionale. I parlamentari di Futuro Nazionale hanno fatto anche un flash mob davanti alla Rai, speriamo che la dirigenza Rai si accorga di questa situazione e ponga rimedio. Noi non chiediamo né più né meno di quello che viene fatto fare agli altri partiti. Abbiamo partiti come Noi Moderati che rappresentano l’1% dell’elettorato, Calenda e Renzi sono un giorno sì e l’altro pure nelle trasmissioni. Cerchiamo che venga garantita una par condicio. Il Direttore Vespa mi aveva invitato ad una puntata di Porta a Porta circa 20 giorni fa ma io non ero disponibile e ho dovuto declinare l’invito”.

Il corpo che cerca terra

Una mutazione dell’esperienza

Il nostro tempo ha assunto una fisionomia nuova. La complessità non è più soltanto lo sfondo entro cui si muovono le società contemporanee: è diventata la forma ordinaria dell’esperienza quotidiana. Attraversa le famiglie, la scuola, il lavoro, i linguaggi, i corpi, le paure. Ogni epoca porta con sé inquietudini e fratture, ma oggi sembra accadere qualcosa di più profondo. Non stanno cambiando solo gli strumenti, le abitudini o la velocità della comunicazione. Sta cambiando il modo in cui l’uomo percepisce se stesso.

Per questo la domanda non può essere soltanto economica, istituzionale o organizzativa. È più radicale: che cosa sta accadendo all’uomo? Che cosa sta accadendo al suo modo di stare nello spazio, nel tempo, nella relazione, nel corpo?

Quando la fatica passa dal corpo

Uno dei segnali più evidenti riguarda i giovani. La loro inquietudine, spesso, non nasce come parola. Non riesce subito a diventare racconto. Prima ancora di trovare un linguaggio, appare come esperienza somatica. Si manifesta nell’insonnia, nell’agitazione, nel ritiro, nella chiusura, nell’aggressività, nella ricerca spasmodica di contatto o, al contrario, nel rifiuto della prossimità. È un corpo che non trova misura.

C’è qualcosa di molto serio in questa immagine: un giovane che non sa dove stare. Non solo dove abitare materialmente, ma dove collocarsi simbolicamente. Dove sentirsi parte di una trama e fare esperienza di sé senza doversi continuamente esibire, difendere o nascondere.

È come se si fosse indebolita la semantica elementare delle coordinate primordiali: stare in piedi, abitare una stanza, sostenere uno sguardo, condividere un silenzio. Quando queste coordinate si spezzano, la fatica di vivere non resta un fatto interiore. Si manifesta nella postura, nel respiro, nell’uso dello spazio, nella difficoltà di reggere la relazione.

La lezione di Guardini

Qui può aiutarci Romano Guardini, quando legge la modernità non semplicemente come progresso, ma come mutamento della posizione dell’uomo nel mondo. L’uomo moderno dispone di più mezzi, di più tecnica, di una maggiore capacità di intervento sulla realtà; tuttavia questa crescita di potenza può produrre smarrimento, se non è accompagnata da una crescita proporzionata di coscienza, responsabilità e interiorità.

Il nodo, per Guardini, non è la tecnica in sé. È il rapporto tra potenza e misura. Quando l’uomo accresce indefinitamente la propria capacità di fare, ma perde il senso del limite, rischia di trasformare il mondo in materiale disponibile e se stesso in funzione dei propri strumenti. Qui la questione diventa anche corporea: chi perde la misura del mondo fatica, prima o poi, a trovare misura dentro di sé. Crede di dominare la realtà, ma non riesce più ad abitare la propria vita.

Da qui discende una conseguenza decisiva anche per le nostre comunità. Non basta moltiplicare servizi, prestazioni, bonus o dispositivi di sostegno. Occorre ricostruire ambienti umani capaci di dare forma alla vita. Una comunità non è soltanto una rete funzionale di risposte: è il luogo in cui la persona può ritrovare posizione, parola e responsabilità.

I beni che tengono insieme una società

Anche le istituzioni pubbliche, di fronte a questa crisi, mostrano spesso un limite di lettura. Non perché manchino interventi, ma perché molte risposte restano settoriali: agiscono su un segmento, senza ricomporre l’intero. Il sostegno economico può essere necessario, talvolta indispensabile, ma non può diventare il criterio prevalente con cui una società interpreta ogni fragilità.

Vi sono beni sociali che non entrano facilmente nei bilanci, ma determinano la tenuta di una comunità: continuità dei legami, presenza adulta, qualità dei contesti educativi, possibilità concreta di avere un ruolo. In termini sociologici, una società non vive soltanto di risorse distribuite, ma di capitale relazionale, fiducia istituzionale, corpi intermedi, luoghi in cui le persone non siano ridotte a utenti, beneficiari o casi da gestire.

Senza questa trama, anche le politiche più utili restano riparative: intervengono dopo, ma non generano orientamento.

Tornare alle grandi domande

Forse abbiamo bisogno di innervare le nostre comunità di un nuovo senso religioso. Bisogna però intendersi: non necessariamente in un’accezione confessionale, ma come capacità di non censurare le grandi domande dell’uomo. Chi sono? Perché vivo? Per chi vale la pena faticare? Che cosa rende buona una vita? Che cosa significa amare, educare, perdere, ricominciare?

Quando queste domande vengono rimosse, non scompaiono. Tornano sotto altre forme: ansia, vuoto, dipendenza, rabbia, ritiro, indifferenza. Il cambiamento è già in atto. La questione è se continueremo ad amministrarne gli effetti o se avremo il coraggio di interrogarne le cause.

Una società che non sa più generare luoghi, legami e adulti credibili finisce per consegnare i giovani alla solitudine delle prestazioni e delle connessioni. Non servono soltanto nuovi progetti. Servono presenze capaci di durare. Servirà tornare a prendere sul serio l’uomo intero: non come utente da assistere, né come prestazione da misurare, ma come vita concreta che chiede corpo, legame, orientamento e senso.

Ai liberi e forti, di nuovo

Per contrastare le spinte populiste e ridestare dal sonno la grande politica occorrerebbe un riformismo di popolo, sia di matrice cattolico-democratica e cattolico-liberale sia di matrice liberalsocialista e socialista democratica.
E per un riformismo di popolo bisogna far leva sui ceti medi.

La società è complessa, segmentata, troppe volte impoverita. Eppure intorno ad alcune idee guida e a un progetto di società aperta, inclusiva, rispettosa delle differenze, in grado di sostenere i “pazienti morali” – vale a dire ciascuno/a di noi nei momenti difficili – e di valorizzare le capacità degli “agenti morali”, occorrerebbe costruire alleanze, mobilitare, tessere la trama del consenso, delle intelligenze, degli interessi.

Un riformismo elitario partirebbe sconfitto. Ecco, piuttosto un nuovo appello “ai liberi e forti” in nome della solidarietà. Stringersi “in mutuo patto”, per dirla con Filippo Turati, come sottolineava con acume Luigi Covatta in un capitolo di un volumetto promosso dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. Un patto che comprenda l’ambiente e le risorse naturali.

Il singolo non va mortificato, e tuttavia andrebbe rafforzata quella rete di interlocuzione che rende tali una comunità e, in fondo, una civiltà.

Il 41-bis alla prova dello Stato di diritto

La riorganizzazione del circuito speciale

Negli ultimi giorni di giugno, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha avviato una vasta riorganizzazione del circuito speciale del 41-bis. L’operazione, indicata come “Argus”, si inserisce nel più ampio progetto strategico “Kairos”, destinato a ridisegnare la geografia dei reparti differenziati.

Secondo le informazioni disponibili, tra il 27 e il 28 giugno, 128 detenuti sottoposti al regime speciale sono stati trasferiti simultaneamente nella casa circondariale di Vigevano, provenienti dagli istituti di Milano, Cuneo, Novara e Tolmezzo. Questa prima fase ha consentito di liberare 338 posti ordinari nelle strutture piemontesi. Il piano prevederebbe, inoltre, ulteriori spostamenti verso Alessandria, con destinazione finale nei tre poli sardi di Uta, Bancali e Badu ’e Carros, pilastri del nuovo assetto insulare della massima sicurezza.

È una notizia rilevante. Non solo per le sue dimensioni logistiche, ma perché riporta al centro una questione che il dibattito pubblico tende spesso a semplificare: il 41-bis non è soltanto un regime detentivo speciale. È il punto più sensibile del rapporto tra sicurezza dello Stato, lotta alla criminalità organizzata e limite costituzionale della pena.

 

La funzione del 41-bis e il problema del limite

La sua finalità è nota: interrompere i collegamenti tra il detenuto e l’organizzazione criminale di appartenenza; impedire che il carcere bio-politico diventi luogo di comando, comunicazione e trasmissione di ordini. Il problema è reale e sarebbe ingenuo negarlo. La mafia ha dimostrato storicamente una capacità profonda di mantenere relazioni e condizionare territori anche attraverso soggetti reclusi. Uno Stato che ignorasse questa realtà tradirebbe il proprio dovere di difesa.

Il punto, dunque, non è negare in astratto la legittimità di un regime differenziato. Il punto è interrogare il limite della differenziazione.

Ogni misura speciale nasce in nome di una necessità. Ma proprio perché eccezionale, e proprio quando tende a stabilizzarsi, deve essere controllata con severità ancora maggiore. La domanda non può essere soltanto se il fine sia legittimo. Deve essere anche se i mezzi restino proporzionati, individualizzati, non degradanti e compatibili con un nucleo residuo di relazione umana.

 

Sicurezza, logistica e centralità della persona

La riorganizzazione del circuito speciale pone un tema ulteriore: la sicurezza amministrata su larga scala rischia di diventare pura logistica del contenimento. I trasferimenti, le concentrazioni e la scelta di confinare in Sardegna un terzo dell’intero circuito nazionale del 41-bis rispondono a esigenze concrete di ordine pubblico. Tuttavia, ogni scelta organizzativa deve continuare a misurarsi con la persona, con la sua storia sanitaria, familiare e psicologica, e con la sua effettiva pericolosità attuale.

Nel 41-bis il rischio maggiore non è la severità. La severità può essere necessaria. Il rischio è l’automatismo.

 

La dignità non è revocabile

Quando l’individuo viene interamente assorbita dalla categoria del pericolo, il diritto arretra. Non vede più un uomo sottoposto a restrizione, ma soltanto un vettore permanente di rischio da neutralizzare. È qui che lo Stato deve temere sé stesso. La gravità dei reati non autorizza una sospensione dell’antropologia costituzionale. Il detenuto può essere pericoloso, può aver ricoperto ruoli criminali apicali, ma non diventa per questo un essere collocato fuori dal perimetro dell’umano.

La Carta non protegge soltanto il cittadino mite. Protegge anche il colpevole più temuto dal rischio che lo Stato, nel difendersi, assuma la logica della vendetta. I colloqui, la corrispondenza, la lettura e la salute non sono privilegi: sono frammenti di umanità residua che possono essere vigilati, ma mai cancellati. Quando ciascuna restrizione viene giustificata singolarmente, l’insieme può comunque produrre un effetto distorsivo: non più impedire la comunicazione criminale, ma consumare la relazione antropologica come tale.

Questa è la soglia da non oltrepassare.

Il 41-bis, se ancorato alla sua funzione d’ordine, è uno strumento di difesa. Quando si emancipa dal controllo del limite, diventa degradazione dell’uomo. Il tema, allora, non riguarda soltanto l’operazione Argus o il destino sardo di una parte del circuito speciale. Riguarda il modo in cui una democrazia organizza la propria forza.

 

Il carcere come banco di prova dello Stato di diritto

Una democrazia può e deve difendersi con durezza, ma la fermezza non coincide con la distruzione dei legami elementari della persona. Il carcere speciale deve restare sottoposto a un quesito costante: questa restrizione serve ancora a impedire comunicazioni criminali, o è diventata pura afflizione aggiuntiva? Se la risposta scivola verso la seconda ipotesi, il regime cessa di essere severo. Diventa vendicativo. E la vendetta, anche se amministrata dalle istituzioni, resta il contrario della pena costituzionale.

Per giudicare il carcere, d’altronde, non basta studiarlo. Bisogna vederlo. Occorre varcare la soglia, ascoltare il rumore dei cancelli, osservare la qualità della luce e misurare la distanza tra il linguaggio della rieducazione e la realtà dei corridoi. Solo allora la detenzione smette di essere un tema astratto e diventa responsabilità pubblica.

La questione penitenziaria non riguarda una minoranza separata, ma il fondamento stesso dello Stato di diritto. Il modo in cui trattiamo chi è interamente nelle mani del potere pubblico dice che cosa pensiamo davvero della dignità quando non ci conviene più difenderla. E questa, nel tempo del 41-bis riorganizzato, resta la domanda essenziale: la dignità è un principio universale o un riconoscimento revocabile?

Il ritorno del “puro più puro che ti epura”

Il monito di Nenni e la politica dellortodossia

C’è poco da fare. I vecchi detti, a volte, riaffiorano con una freschezza straordinaria. Tra questi spicca quello dell’indimenticabile slogan pronunciato da uno dei più grandi leader socialisti del nostro Paese, Pietro Nenni, quando disse, in tempi non sospetti, che nella politica «c’è sempre un puro più puro che ti epura».

Certo, si tratta di uno slogan, ma conserva una straordinaria attualità e modernità. Soprattutto nel mondo dell’estremismo, del radicalismo, del massimalismo e del moralismo di natura politica. Perché «il più puro che ti epura» coltiva sempre l’obiettivo di rappresentare l’ortodossia di quella determinata area culturale e politica.

Dal mondo cattolico al caso Vannacci

Certo, questa tendenza prospera e si rafforza in tutte le aree politiche. Anche nel mondo cattolico, per intenderci. Basti pensare a chi, nell’area cattolica, ritiene da sempre di rappresentare la parte migliore di quell’universo culturale e ideale in virtù di una presunta «superiorità morale», di una più raffinata coerenza di fondo o, peggio ancora, accampando una misteriosa titolarità politica rispetto ad altre esperienze presenti in quel mondo.

Tendenze presenti già nella Democrazia Cristiana — è sufficiente citare Oscar Luigi Scalfaro per rendersene conto — o nei cosiddetti «cattolici adulti» di prodiana memoria.

Ma, per essere più precisi, il detto del vecchio Nenni trova una straordinaria attualità nell’attuale campo della destra e della sinistra italiana, da sempre luoghi dove l’incrocio tra estremismo, radicalismo, massimalismo e moralismo è più efficace e rassicurante.

Per fermarsi alla destra, ormai da mesi assistiamo al «fenomeno Vannacci». Un fenomeno tuttora ancora alquanto misterioso sotto il profilo di chi l’ha sponsorizzato sin dall’inizio e di chi lo spinge adesso nella cittadella politica italiana. Un alone di mistero al quale non si riesce ancora a dare una spiegazione razionale e credibile, anche se non mancano molti sospetti al riguardo.

Comunque sia, il tema di fondo di Vannacci si gioca su chi è «più di destra» in questo Paese. Appunto, «il puro più puro che ti epura».

La rincorsa alla purezza anche nel campo largo

Specularmente, almeno stando al racconto di alcuni organi di informazione, anche a sinistra cresce la voglia di essere sempre più puri di altri che appartengono allo stesso campo politico.

L’ultima iniziativa, in attesa di prendere forma e sostanza, dovrebbe essere il progetto di molti ex Cinque Stelle come Di Battista o dello stesso Grillo.

E parlo di un campo, quello della sinistra contemporanea, dove il massimalismo, l’estremismo, il populismo e il moralismo sono di casa per il semplice motivo che rappresentano il perno centrale, nonché decisivo, del progetto politico dello stesso campo largo.

Ma anche in questo campo, ormai così estremista e radicale, cresce la spinta a trovare qualcuno che sia sempre «più puro» degli altri.

Il Centro e il rifiuto della logica dellepurazione

Ecco perché, preso atto di questa prassi che ormai caratterizza tanto la destra quanto la sinistra nel nostro Paese, forse possiamo ragionevolmente sostenere che esiste una sola area che, per fortuna, resta sostanzialmente immune da questi profondi disvalori. Ed è proprio l’area del Centro.

Certo, ancora drammaticamente diviso e polemico al suo interno e caratterizzato, purtroppo, da troppi personalismi in competizione tra loro. Ma, se non altro, da quelle parti la necessità e la voglia di essere «più puri» degli altri rispettivi contendenti non esiste. O, se esiste, non si manifesta con quella violenza e con quella virulenza che, invece, spadroneggiano tanto nella destra quanto nella sinistra.

Per queste ragioni, semplici ma essenziali, ricordare oggi il detto del vecchio Nenni ci aiuta, ancora una volta, a comprendere concretamente le dinamiche della politica italiana nella stagione con cui dobbiamo fare i conti.

Console Usa a Napoli: nostri popoli uniti da una solida alleanza

Napoli, 1 lug. (askanews) – “I nostri popoli sono uniti da una solida alleanza, da partnership economiche e culturali e soprattutto da profondi legami personali”. Con queste parole, pronunciate interamente in italiano come tutto il suo discorso, il console generale degli Stati Uniti d’America a Napoli Terrence Flynn ha celebrato i 250 anni dell’Indipendenza americana durante la festa organizzata presso la rappresentanza consolare, alla doppia presenza del governatore della Campania Roberto Fico e del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Parlando davanti a numerosi invitati, Flynn ha messo in luce i legami familiari che collegano Italia e Stati Uniti d’America: “Quasi 20 milioni di americani, incluso me, sono orgogliosi delle loro origini italiane”. Il console si è soffermato sulle proprie radici pugliesi – la visita a Modugno, la città dei suoi bisnonni – e sull’emozione provata alla recente inaugurazione di un murale al porto di Napoli dedicato agli emigranti: tra i volti figura anche quello del suo bisnonno, partito “con soltanto la sua speranza e il desiderio di costruire una nuova vita”.

Flynn celebra insomma i 250 anni dell’Indipendenza con un omaggio al sogno americano. La sua storia personale si è presentata come elemento che rafforza, presentando la relazione umana alla base dei rapporti istituzionali. “Tra i volti raffigurati in quel murale c’è anche quello del mio bisnonno, che partì proprio da questo porto con pochissimo. Portando con sé soltanto la sua speranza e il desiderio di costruire una nuova vita negli Stati Uniti. Chissà cosa penserebbe oggi nel vedere un suo discendente che ha l’onore grande di rappresentare gli Stati Uniti qui a Napoli” ha aggiunto.

L’atmosfera della serata ha alternato toni solenni e momenti di festa: la banda della U.S. Navy di stanza a Capodichino ha scandito la celebrazione con brani che hanno accompagnato gli interventi ufficiali, contribuendo a creare un clima condiviso e suggestivo. Numerosi gli ospiti e la partecipazione civile, con un protocollo che ha lasciato spazio anche all’emozione individuale del console.

Il sindaco Manfredi ha richiamato il contributo intellettuale di Gaetano Filangieri, ricordando il fitto scambio epistolare tra il filosofo napoletano e Benjamin Franklin e l’influsso delle idee filangeriane sulla stesura della Costituzione americana. “250 anni fa già nell’America che stava nascendo, Napoli c’era”, ha osservato Manfredi, sottolineando come il legame abbia radici culturali e politiche profonde, oltre che umane. Anche il governatore Roberto Fico ha insistito sul tema dell’immigrazione come risorsa per il futuro e sulla necessità di difendere e promuovere le costituzioni, la democrazia e i diritti. “Le Costituzioni, le democrazie, i diritti, le libertà non sono mai scontate per nessuno”, ha detto Fico, ricordando che la democrazia richiede costante impegno.

Più volte nel corso della serata è emerso il tema dell’emigrazione: il richiamo ai tanti napoletani e meridionali che partirono dal porto di Napoli per cercare fortuna in America è stato collegato sia alla memoria collettiva, sia al racconto autobiografico del console, che ha trovato riscontro nell’inaugurazione del murale dedicato ai partenti. Manfredi ha inoltre ricordato il sacrificio dei “figli” americani che contribuirono alla liberazione, osservando che “ogni americano a Napoli si sente napoletano” e viceversa, e ribadendo che “Napoli e gli Usa hanno un legame indissolubile”.

La coincidenza della presenza del sindaco e del governatore a un evento diplomatico non è una circostanza abituale: la partecipazione di entrambi ha sottolineato l’importanza strategica di Napoli come punto di incontro tra le due nazioni. Il Consolato generale degli Stati Uniti a Napoli, peraltro, festeggerà i suoi 230 anni il prossimo 16 dicembre, a testimonianza della lunga presenza e della rilevanza storica dell’istituzione sul territorio.

L.elettorale, slitta esame aula. Continuano tattative maggioranza su preferenze

Roma, 1 lug. (askanews) – Una settimana in più, per continuare a trattare. L’avvio dell’esame della legge elettorale nell’aula della Camera slitta infatti al 14 luglio. Se questo extratime basterà a Fratelli d’Italia per superare le resistenze di Lega e Forza Italia sulle preferenze è presto per dirlo. Anche perchè dopo la riunione di ieri sera degli sherpa a via della Scrofa, oggi non ce ne sono state altre. E non è detto che si tengano a brevissimo.

Ma, appunto, si fa affidamento sul fattore tempo. A stabilire il rinvio delle votazioni è stata la conferenza dei capigruppo. Una decisione che sarebbe collegata ai problemi nei trasporti previsti per la prossima settimana, tra scioperi e lavori nella zona di Firenze. “Su questo io non so dirvi, citofonate a Salvini…”, ha commentato ironicamente la presidente dei deputati del Pd Chiara Braga. Il ministro delle Infrastrutture però nega che ci possano essere difficoltà per i parlamentari a raggiungere Roma. “Ci sono dei ritardi imputabili anche ai cantieri, sì, e ce ne dispiacciamo, però l’alternativa è non fare questi lavori e fermarci tutti quanti. Ma son convinto che deputati e senatori riusciranno a raggiungere il loro luogo di lavoro”, ha chiosato il leader della Lega.

Ma per le opposizioni le ragioni vere dello slittamento vanno cercate altrove. “A me sembra che il disagio sia in maggioranza più che altro. Un disagio tutto politico e non infrastrutturale”, commenta il leader di +Europa, Riccardo Magi.

Ovvero, nel nodo delle preferenze. La riunione di ieri sera degli sherpa non ha consentito di trovare una soluzione, tanto che ci si è affrettati a parlare di un “incontro come tanti altri”, anche considerando che il rinvio di una settimana, e dunque il tempo supplementare per trattare, era già messo in conto.

Da Fratelli d’Italia continuano a spiegare che per Giorgia Meloni introdurle è un punto dirimente, per mostrare coerenza rispetto a quanto ha sempre dichiarato contro i listini bloccati. L’input è quello di andare avanti a cercare una soluzione condivisa, il fatto stesso che si parli di modello toscano, belga o altre variabili – si sottolinea – dimostra che la discussione è seria. Di più, si ostenta quasi un certo ottimismo sulla possibilità che alla fine la quadra venga trovata. Ci sarebbe anche una nuova versione del possibile emendamento e il tempo in più, sostiene qualcuno da via della Scrofa, servirebbe ai vari partiti per fare le loro riflessioni interne. Ma a sentire gli alleati, l’umore è molto diverso. Si insinua persino l’idea che sia tutto fatto con l’obiettivo di mostrare di averci provato fino all’ultimo, nella consapevolezza che alla fine ci si dovrà arrendere alla realtà, ossia al muro di Lega e Forza Italia. “Questo testo nasce già da un compromesso, fare sempre il più uno crea delle difficoltà”, dice per esempio il capogruppo del Carroccio alla Camera, Riccardo Molinari.

Da più parti, tuttavia, si sottolinea che la parola fine può essere messa soltanto da un incontro tra i leader. Anche se tutti al momento fanno mostra di non occuparsene. “Stanno lavorando i tecnici”, spiega il segretario di Fi, Antonio Tajani. “Non ho tempo di occuparmene, mi fido di chi ci sta lavorando”, la risposta di Salvini.

Le opposizioni non mollano e lamentano la compressione dei tempi di discussione, che sono contingentati: in tutto sono state previste 22 ore, martedì 14 si discuteranno e voteranno prima le pregiudiziali che le opposizioni dovrebbero presentare e a seguire si inizieranno a votare gli emendamenti. “A destra passano le notti a incontrarsi nei palazzi e le giornate a rispondersi a colpi di agenzia, sempre sullo stesso tema: come garantire sé stessi. La domanda è semplice: il tempo di occuparsi dell’Italia quando pensano di trovarlo? Questo spettacolo è durato anche troppo. È ora che si occupino dei problemi reali del Paese”, attacca la segretaria del Pd Elly Schlein.

Italia-Usa, "welcome" a Villa Taverna tra caldo e hotdog: governo c’è, opposizione senza big

Roma, 1 lug. (askanews) – “Welcome to villa Taverna”: si apre così, di solito, il ricevimento nei giardini della residenza dell’ambasciatore americano a Roma per l’Independence day celebration, un appuntamento di quelli dove “c’è il mondo”. E anche “un caldo terrificante”, sibila il leader di Azione Carlo Calenda, che non c’è mai andato e che quest’anno non è stato nemmeno invitato (“li capisco, dico su Trump cose orrende”). Chi, invece, c’è sempre andato, da premier e da semplice senatore, è Matteo Renzi e, con ogni probabilità, ci sarà anche domani, quando sarà presente a ranghi quasi compatti il governo e, molto meno, mimetizzata nelle delegazioni senza leader, l’opposizione.

Il ricevimento, nel giardino della villa con ampio buffet di specialità a stelle e strisce e fuochi d’artificio finali, è, in Italia, l’appuntamento dell’anno sul fronte dei rapporti con gli Stati Uniti, funzionando da termometro delle relazioni tra i due paesi, anche al di là degli scontri tra leader. Quindi esserci o non esserci, avere o meno l’invito – pare ne siano stati inviati circa duemila -, è questione di sostanza.

Il governo ci sarà. Sono passate due settimane dal durissimo scontro tra il presidente americano Donald Trump e la premier Giorgia Meloni e domani, ospiti dell’ambasciatore Tilman J.Fertitta, saranno presenti i due vice premier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, ma anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e la responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia e sorella della premier, Arianna Meloni. Il ministro degli Esteri ha ribadito pochi giorni fa la linea: “Andremo a Villa Taverna a testa alta e a schiena dritta” perché “le relazioni transatlantiche sono un punto fondamentale della nostra politica estera, indipendentemente da frasi così sconvenienti pronunciate dal presidente Trump”.

Per quanto riguarda la premier, la sua agenda vede per domani pomeriggio, con inizio alle ore 16, la partecipazione, alla fiera di Padova, al XIX congresso della Uil. A Villa Taverna ci sarà però, e, precisa lui, “non è una notizia”, il ministro della Difesa Guido Crosetto, grande estimatore degli hamburger “sempre buonissimi” che, con hot dog, fette di tacchino arrosto e altre specialità da barbecue Usa, sono le prelibatezze del buffet. Ci sarà anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, sempre presente all’appuntamento dai tempi in cui era ministro, insieme a vari altri ministri – Giorgetti, Lollobrigida, Nordio, Pichetto Fratin, Valditara, Casellati – ed esponenti della maggioranza di centrodestra. Per Futuro nazionale risultano tra gli invitati sia il leader Roberto Vannacci, che però domani sarà impegnato a Bruxelles, sia la deputata, ex Lega, Laura Ravetto che invece prenderà parte all’appuntamento, come l’anno scorso.

Più complessa la lista delle presenze e delle assenze nelle fila delle opposizioni che quest’anno non vedrà segretari di partito all’appuntamento. Ci sarà una delegazione Dem, tra cui l’ex ministro della Difesa e presidente del Copasir Lorenzo Guerini, ma non la segretaria Elly Schlein, assente anche l’anno scorso.

Il leader Cinque stelle Giuseppe Conte, che nel 2025 era presente, domani sarà, invece, al circolo canottieri di Napoli, insieme al sindaco Gaetano Manfredi e al presidente della Regione Roberto Fico, per un incontro legato alla presentazione del suo libro.

Il leader di Sinistra Italia Nicola Fratoianni sarà a Padova, sempre per il congresso della Uil, e non ci saranno nemmeno il verde Angelo Bonelli e il segretario di +Europa Riccardo Magi.Calenda, da non invitato, definisce l’appuntamento “una gran rottura di scatole” e anche una cosa “che sa un po di vassallaggio”. Di tutt’altra opinione Matteo Renzi, secondo il quale il rapporto con gli Usa è fondamentale e va tutelato, a prescindere dal presidente del momento. Non ci sarà per un impegno familiare Pierferdinando Casini, ex presidente della Camera, che però nei giorni scorsi ha inviato una lettera all’ambasciatore Fertitta, ribadendo l’importanza delle relazioni transatlantiche e la convinzione che “diverse occasionali valutazioni appartengono alla fisiologia delle nostre democrazie, ma certamente non attenuano la nostra reciproca solidarietà e amicizia”.

Nel parterre di giornalisti e direttori ci sarà, infine, con il compagno, Rocco Casalino, ex portavoce di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi e ora direttore del giornale on line “La sintesi”.