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TIM racconta il Made in Italy tra storia e innovazione

Torino, 15 apr. (askanews) – C’è un filo che attraversa oltre un secolo di storia industriale italiana e arriva fino all’intelligenza artificiale. È della ricerca, della capacità di trasformare innovazione tecnologica e visione industriale in infrastrutture, servizi e conoscenza condivisa. È lungo questo percorso che TIM partecipa alla ‘Giornata Nazionale del Made in Italy’, raccontando il proprio ruolo nella storia e nell’evoluzione delle telecomunicazioni italiane, che unisce passato e futuro, tra memoria industriale e innovazione tecnologica, che si sviluppa tra Torino e Ivrea, luoghi simbolo dell’ingegno e della cultura produttiva del Paese.

A Torino, l’Archivio Storico TIM diventa il punto di partenza del viaggio che attraversa l’evoluzione delle comunicazioni in Italia. Un luogo che custodisce documenti, immagini e dispositivi iconici capaci di raccontare oltre un secolo di evoluzione delle comunicazioni. Dalle prime reti telefoniche alle innovazioni dello CSELT, fino alle tecnologie che hanno segnato la rivoluzione digitale, come la fibra ottica, la sintesi vocale e gli standard MPEG.

Un racconto che attraversa anche la dimensione sociale della tecnologia: dalla diffusione della SIM ricaricabile negli anni ’90, che ha reso il telefonino accessibile a milioni di persone, fino al ruolo delle centraliniste, tra le prime figure professionali femminili qualificate nel settore. Senza dimenticare il design industriale, rappresentato da oggetti simbolo come il telefono Grillo, icona del Made in Italy.

Dalla memoria si passa poi all’innovazione con gli Innovation Lab di TIM, dove vengono sviluppate tecnologie come intelligenza artificiale, 5G, cloud, cybersecurity e Internet of Things. Qui la ricerca diventa applicazione concreta, con soluzioni pensate per città intelligenti, servizi pubblici e sistemi industriali sempre più connessi e sostenibili.

Tra queste, piattaforme come TIM Urban Genius, capace di interpretare grandi flussi informativi per l’ottimizzazione e la pianificazione di servizi, mobilità e risorse e TIM Multi Robot Orchestrator, che coordina robot terrestri e droni, mostrano come l’integrazione tra AI, dati e infrastrutture possa migliorare la gestione dei territori e dei processi industriali, mentre le esperienze immersive aprono nuove prospettive per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Il percorso si completa con il legame con Olivetti, altro simbolo dell’industria italiana, tra archivi storici, mostre e applicazioni innovative; con la mostra , ‘Dati Sensibili’, ospitata presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano il patrimonio documentale diventa chiave per leggere il presente attraverso ‘OLO’, un agente conversazionale basato su AI come interlocutore ‘non umano’ capace di dialogare con i visitatori attingendo al patrimonio storico imprenditoriale mentre ad Ivrea, lo sguardo si sposta sul rapporto tra innovazione e sport con la mostra ‘Olivetti e lo sport’, dove i visitatori possono ripercorrere attraverso immagini d’epoca, il contributo tecnologico dell’azienda nell’organizzazione dei grandi eventi sportivi internazionali.

Un racconto che dimostra come il Made in Italy continui a evolversi, unendo tradizione e tecnologia, con uno sguardo sempre rivolto al futuro.

Dante Ferretti: “Così ho convinto Scorsese a girare a Cinecittà”

Roma, 15 apr. (askanews) – Così Martin Scorsese decise di girare “Gangs of New York” interamente negli studi di Cinecittà a Roma (tranne una scena girata a New York). Lo ha raccontato lo scenografo Dante Ferretti, che con il regista ha lavorato in nove film, in occasione della sua mostra “Dante Ferretti, Con i miei occhi. I segreti del maestro della scenografia tra arte e cinema”, fino al 19 luglio ai Musei di San Salvatore in Lauro, a Roma. Una volta di ritorno da Venezia, ha detto Ferretti, Martin Scorsese gli diede un passaggio a Roma con il suo aereo privato e lui lo convinse a fermarsi per pranzo davanti a Cinecittà.

“Gli dico ‘Andiamo al ristorante, dai, forse è meglio che mangiate, che sull’aereo che vi mangiate?’. A un certo punto lui mi racconta che il prossimo progetto era ‘Gangs of New York’, allora gli dico: ma quello è nei primi del Novecento, fine Ottocento… Ma a New York dove lo facciamo? È tutto moderno. Perché non lo facciamo a Cinecittà?. Allora lui mi fa: ‘Ma tu sei proprio pazzo, ma come a Cinecittà?’..

E gli dico; ‘Sì, perché lì possiamo costruire tutto’…. Lui c’era venuto una volta a Cinecittà perché voleva conoscere Fellini ma conosceva solamente il Teatro Cinque.

“Ho detto: ‘Martin, è domenica, non c’è nessuno, dopo mangiato fai un salto, così digerisci prima di rimetterti sull’aereo e fare il viaggio e andare a New York…’. Io avevo chiamato Cinecittà, raccomandandomi che non ci fosse nessuno. Allora siamo andati a piedi e lo porto dentro Cinecittà… lui ha cominciato a camminare, a guardarsi intorno, a dire: ‘Però non è male qui, ma tu sei sicuro che si può fare? Comincia a fare qualche bozzetto e poi dopo vediamo”.

“Io ho lavorato, ho fatto i bozzetti, i modellini, li ho messi in due cassoni e ho portato tutto a New York…, alla fine mi ha detto: ‘Ma è bello, questo si può fare’. Dico: ‘Martin, dammi retta, si può fare tutto’. E noi, abbiamo fatto tutto completamente a Cinecittà” ha raccontato lo scenografo premio Oscar.

Roma, in mostra le intuizioni di Dante Ferretti: qui c’è la mia vita

Roma, 15 apr. (askanews) – “C’è la mia vita qui”, dice Dante Ferretti, tre Premi Oscar per la scenografia, nove nomination, quattro Bafta, cinque David di Donatello, solo per citare alcuni dei successi di una carriera internazionale, con oltre 90 film.

In mostra a Roma, dal 17 aprile al 19 luglio 2026, ai Musei di San Salvatore in Lauro, “Dante Ferretti, con i miei occhi. I segreti del maestro della scenografia” (curata da Raffaele Curi e organizzata da Il Cigno Arte), oltre quaranta opere tra bozzetti, studi pittorici e materiali originali che raccontano 60 anni di creazioni. Non solo bozzetti. È il cinema che si fa tale e che prende vita, rispondendo alla fantasia dei registi che lo hanno scelto, i più grandi.

“Io ho cominciato il primo film che avevo 18 anni, era ‘Il Vangelo secondo Matteo’ di Pierpaolo Pasolini. È stato il primo film, facevo l’assistente però il mio capo non veniva mai. Allora Pasolini si rivolgeva sempre a me, infatti poi ho fatto tutti quanti i suoi film, fino a Salò, alla sua morte”, dice Ferretti.

Disegni preparatori, ambienti, atmosfere, intuizioni: dalle scenografie felliniane come quelle per “E la nave va”, “Ginger e Fred”, “La voce della luna”, ai lavori americani: “L’età dell’Innocenza”, “Gangs of New York”, “Ritorno a Cold Mountain”, “Shutter Island”, “Intervista col vampiro”, “Casinò”; ai lavori da Oscar per “The Aviator”, “Sweeney Todd” e “Hugo Cabret”.

“I bozzetti sono le costruzioni che poi ho fatto per la storia che si raccontava, per il film che si raccontava. Siccome ho lavorato, diciamo, con dei registi che non erano male, ho fatto nove film con Scorsese, sei con Fellini, otto con Pasolini, Petri, Ferreri, Cavani, Brian De Palma… Certo mi emoziona vedere questo, anche perché guardando intorno, ritorno indietro con la memoria”.

E su Martin Scorsese, racconta: “Per me era un dramma lavorare con lui, io gli dicevo sempre, ‘Martin, per favore, vieni a vedere le scene….’ E lui mi rispondeva: ‘Dante ho girato fino adesso, sono stanco… Arrivava e diceva: ‘Great, great, thank you Dante, Insomma, con lui io facevo quello che volevo io e lui mi ringraziava sempre perché non se l’aspettava”.

In mostra anche l’invito per una cerimonia degli Oscar. L’Academy ama lo scenografo italiano nato ad Ancona ma formatosi a Roma, così come sua moglie Francesca Lo Schiavo, che lavora con lui. “Prima faceva l’arredatrice di interni, un giorno mi ha detto: ma perché chiami gli altri? Non posso lavorare io con te? Dico, ma io posso lavorare con mia moglie?. Poi mi comanda lei…”! scherza il maestro.

Conte chiede programma e regole per primarie: "Così saranno unitarie"

Roma, 15 apr. (askanews) – C’è un bel pezzo di ‘campo largo’ alla presentazione del libro di Giuseppe Conte, tutto il ‘patto di sindacato’ della coalizione che ormai l’ex premier non mette più in discussione. Davanti Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni il leader del Movimento usa toni da ‘federatore’, ribadisce che le primarie vanno fatte per “rispondere alla domanda di partecipazione” e che proprio per evitare che diventino laceranti è necessario partire dal “programma” e dalle “regole”, per far sì che gli elettori delle varie forze del centrosinistra si riconoscano nel vincitore, chiunque egli – o ella – sia.

Ad ascoltarlo ci sono diversi suoi ex ministri e esponenti di governo: Roberto Speranza, Roberto Gualtieri, Dario Franceschini, Carlo Fraccaro, Francesco Boccia, Alfonso Bonafede, Stefano Buffagni, Lorenzo Guerini. Ci sono anche, ovviamente, tanti esponenti M5s, da Roberto Fico a Pasquale Tridico, passando per Vittoria Baldino e Mariolina Castellone.In prima fila è seduto anche Alessandro Onorato, uno dei tanti ‘operai’ del ‘cantiere’ moderato. Assenti, invece, Iv e Più Europa.

Conte, anche oggi, non segue la Schlein che ha offerto solidarietà a Giorgia Meloni per gli attacchi di Donald Trump. Il leader M5s affonda il colpo, “Giorgia Meloni ha dovuto constatare il fallimento della sua politica estera”, accusa la premier di praticare un “sovranismo domenicale”, perché a suo giudizio per la premier “l’affinità ideologica (con Donald Trump, ndr) viene prima dell’interesse nazionale”. Nega di essere stato a sua volta “tiepido” nei confronti del presidente Usa (“Sono tre anni e mezzo che denuncio tutte le violazioni del diritto internazionale”) e assicura: “La filosofia Maga non mi è mai appartenuta, semmai l’ho declinata come ‘Miga’, Make Italy great again”.

Poi, inevitabili, arrivano le domande sul centrosinistra e sulle primarie. Prima sembra minimizzare: “Non l’avessi mai detto, da quando l’ho detto ogni giorno mi chiedete delle primarie. E’una tradizione più del Pd, noi del Movimento 5 stelle non le facciamo in questi termini”. Ma poi ribadisce che possono “essere una possibilità per dare uno sfogo a questa grande voglia di partecipazione dei giovani”.

Però “dobbiamo costruire un progetto condiviso. E non stiamo partendo da zero”. Il lavoro è già avviato, ricorda “tutti i punti condiviso giorno dopo giorno. Non è che abbiamo pettinato le bambole in questa legislatura. C’è già una base di programma, che adesso dobbiamo completare e definire in modo più compiuto”. Il rischio di una divisione andando alla conta delle primarie esiste, per questo “dobbiamo costruire delle regole per consentire ai nostri rispettivi elettorati di potersi sentire pienamente protagonisti di questo progetto”.

Le primarie, ammette, possono essere un momento di divisione e proprio per questo è fondamentale partire da “regole” e “programma” per fare in modo che al termine della competizione non ci siano “più personalismi divisivi. Il percorso per arrivarci ci consentirà di poter definire un progetto che rimarrà unitario, a dispetto di qualsiasi interprete che possa prevalere nelle primarie”. Non ha senso, ha poi aggiunto, la discussione sulle “primarie aperte” perché “le primarie chiuse sono una contraddizione in termini”.

Del resto, ha aggiunto, “il fatto che oggi si parli di forze progressiste significa già qualcosa, è un dato politico. Significa che c’è ad esempio una grande sensibilità sulla giustizia sociale”, così come sulle “politiche del lavoro” e via dicendo.

Nega di avere l'”ossessione” di tornare a palazzo Chigi, racconta che fare il presidente del Consiglio è “una vita stressantissima, un logoramento continuo”. Ma, aggiunge, lui è il leader di un Movimento, “se scegli questa strada di impegno che trascende l’interesse personale, ti metti a disposizione della comunità”, una “comunità” che va rappresentata anche alle primarie: “Potrei essere io, potrebbe essere un altro a rappresentare il Movimento… Io sono a disposizione di questa comunità. Ovviamente con gli altri leader del centrosinistra ci metteremo a lavorare tutti per il progetto che non può che essere unitario”.

Mps: vince Lovaglio, in assemblea determinanti Delfin e Bpm

Siena, 15 apr. (askanews) – Colpo di scena a Siena. Con il sostegno determinante del primo socio Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, la lista del socio Tortora (Plt), che ricandida Luigi Lovaglio alla guida di Mps, è risultata la più votata all’assemblea chiamata a rinnovare il cda della banca per il prossimo triennio. Sconfitta così la lista proposta dal board uscente, appoggiata da Francesco Caltagirone, che proponeva il ticket Maione-Palermo e che alla vigilia era accreditata per favorita.

Nel dettaglio, la lista di Plt – presentata a sorpresa lo scorso 21 marzo dall’azionista Tortora, titolare dell’1,2% del capitale del Monte – ha ottenuto l’approvazione da parte del 49,9% dei presenti, quella del cda dal 38,79%, quella (di minoranza) del gestori e dei fondi dal 6,94%. Con il 64,9% del capitale della banca presente in assemblea, la lista Plt è stata così votata dal 32,4% del capitale, grazie appunto al sostegno di Delfin, che, con una partecipazione del 17,5%, era l’ago della bilancia, e all’appoggio di Banco Bpm, che detiene una quota del 3,7%. A favore anche big del calibro di BlackRock e del fondo norvegese Norges Bank. La lista del cda uscente ha convogliato, invece, su di sè il 25% del capitale totale. Astenuta la famiglia Benetton (1,4%). Tuttavia a pesare sull’orientamento degli azionisti potrebbero essere stati anche i dubbi della Bce sulla scelta dell’AD di Acea, Fabrizio Palermo, alla guida del Monte.

Lovaglio, che ha risanato la banca e ha portato al successo, lo scorso anno, la scalata su Mediobanca, resta così in sella ai vertici di Rocca Salimbeni, dopo essere stato escluso a inizio marzo dalla lista del cda che gli ha poi ritirato le deleghe da amministratore delegato e in seguito lo ha licenziato per giusta causa in qualità di direttore generale. Subito dopo l’annuncio dell’esito del voto è scattato dalla platea un coro “Lovaglio, Lovaglio” e successivamente l’AD è stato applaudito anche dai dipendenti dell’istituto presenti nella sede direzionale di via Mazzini.

“Sento un grande senso di riconoscenza verso Pierluigi Tortora e la sua famiglia per la sua iniziativa e un grande senso di riconoscenza verso tutti i nostri azionisti che ancora una volta mi hanno confermato fiducia. Questo incoraggiamento aggiunge ancora più determinazione a quello che abbiamo in mentre di fare e non vedo l’ora di ricominciare”, queste le prime parole di Lovaglio al termine dell’assemblea. “Nessun desiderio di rivincita, assolutamente no – ha sottolineato il manager -, io avevo e ho un solo grande desiderio: implementare un progetto che è innovativo e che crea molto valore per tutti gli stakeholder. Volevo mantenere le promesse e mi sentivo il dover di portare a termine il progetto su Mediobanca, che è estremamente importante non solo per il sistema finanziario, ma anche per il Paese”. Soddisfatto Pierluigi Tortora, numero uno di Plt: “Tanti soci ci hanno dato fiducia, il mercato ci ha dato fiducia, ma oggi ritengo che sia punto di partenza e non di arrivo. Il progetto su Mediobanca porterà grandi risultati per il futuro”.

Il nuovo cda di Mps – con l’assemblea odierna che ha visto per prima applicate le nuove disposizioni della Legge Capitali – risulta ora composto da otto componenti tratti dalla lista di Plt, sei dalla lista del cda uscente e un nominativo tratto dalla lista dei gestori. Nessun timore per Lovaglio. Si attende un lavoro facile con il nuovo cda? “Assolutamente sì – ha risposto -, perchè è un cda molto qualificato e credo che sarà molto utile e interessante, e potrò imparare anche cose nuove lavorando insieme a loro”.

Nel dettaglio, i 15 componenti eletti sono: Cesare Bisoni (lista Plt), Nicola Maione (lista cda), Luigi Lovaglio (lista Plt), Fabrizio Palermo (lista cda), Flavia Mazzarella (lista Plt), Corrado Passera (lista cda), Livia Amidani Aliberti (lista Plt), Massimo Di Carlo (lista Plt), Carlo Vivaldi (lista cda), Patrizia Albano (lista Plt), Paolo Boccardelli (lista cda), Carlo Corradini (lista Plt), Paola Leoni Borali (lista Plt), Antonella Centra (lista cda), Paola De Martini (lista fondi). Sarà un successivo cda, che probabilmente si terrà all’inizio della prossima settimana, a nominare il presidente, dopo la rinuncia di Maione, e formalmente Lovaglio AD.

"Girl" di Shu Qi vince come miglior film all’Asian Film Festival 2026

Roma, 15 apr. (askanews) – Si è concluso con una cerimonia di premiazione al Cinema Farnese di Roma la 23esima edizione di Asian Film Festival diretto da Antonio Termenini, appuntamento storico che da oltre vent’anni porta nella Capitale il meglio del cinema asiatico contemporaneo.

Gran finale mercoledì con la premiazione dei vincitori e le proiezioni di due titoli di grande richiamo: “She Has No Name” (2024) del maestro hongkonghese Peter Chan — autore a cui il Festival aveva dedicato una retrospettiva nel 2011 — e “The Ugly” (2025) di Yeon Sang-ho, thriller coreano che suggella un’edizione all’insegna della varietà e della ricerca.

Questi i vincitori dell’Asian Film Festival 2026: nella sezione Newcomers vince “Falling into silence” di Yuto Shimizu, Menzione speciale per “Unint – Love on Trial” di Koji Fujada; il premio Film più originale è andato ex aequo a “Two Voices into an eco” di Kim Kyung-rae e a “Siapa Dia” di Garin Nugroho. Vince il premio come Miglior Attrice la tailandese Prapamonton Eiamchan per “Human Resource” di Nawapol Thamrongrattanarit, premio Miglior attore va al cambogiano Piseth Chhun per “Becoming Human” di Polen Ly; la miglior regia è andata al regista filippino Ryan Machado per “Raging” e il premio Miglior Film a “Girl” della taiwanese Shu Qi, al suo esordio alla regia, presentato in concorso a Venezia 82.

L’edizione 2026 di AFF ha presentato 36 lungometraggi – 18 in concorso, 9 nella sezione Newcomers, 9 fuori concorso – oltre a 10 cortometraggi, offrendo una panoramica cinematografica che attraversa Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Filippine, Malesia, Cina, Vietnam, Singapore, Cambogia, Hong Kong e Taiwan.

Asian Film Festival ha confermato anche questa volta il suo ruolo di ponte culturale tra Roma e l’Asia, con una programmazione che ha unito il grande cinema d’autore a opere capaci di intercettare un pubblico più ampio.

Tra gli ospiti internazionali che hanno partecipato: Koji Fukada, tra i nomi più prestigiosi del cinema giapponese contemporaneo; Isabel Sandoval, tra le voci più interessanti del nuovo cinema filippino; e Lee Kwang-kuk, tra i talenti più raffinati della scena coreana contemporanea.

Quest’anno la giuria è stata composta da Gianluca Arcopinto, produttore cinematografico, Francesco Maesano, giornalista del TG1, e Martina Barone, selezionatrice del Torino Film Festival e critica cinematografica. La giuria ha assegnato cinque premi: miglior film, miglior regia, miglior attore, miglior attrice e film più originale. Accanto alla giuria ufficiale, saranno presenti anche tre giurie studentesche: quella dell’Università LUMSA attribuirà il premio al miglior film della sezione Newcomers, la giuria della RUFA – Rome University of Fine Arts, assegnerà il premio al miglior cortometraggio in concorso e quella degli studenti UNINT si occuperà del premio menzione speciale.

Asian Film Festival è realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata delle Filippine, con il sostegno dell’Ambasciata della Malesia, dell’Ambasciata dell’Indonesia, dell’Ambasciata della Thailandia, dell’Istituto Culturale Coreano e dell’Istituto Giapponese di Cultura. Partner istituzionali sono il MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e la Regione Lazio. Con il sostegno di Credem Euromobiliare PB.

Da Trump nuovo attacco. Meloni vede Zelensky: non divedere Occidente

Roma, 15 apr. (askanews) – La frase somiglia a quella pronunciata tante volte, ma è il contesto degli ultimi giorni a conferirle un peso diverso. Giorgia Meloni riceve a palazzo Chigi il leader ucraino Volodymyr Zelensky e ribadisce che “un’Occidente diviso e un’Europa spaccata sarebbero un regalo”, nello specifico a Mosca. Ma per la premier il concetto ha un significato più generale. A maggior ragione in questi giorni in cui Donald Trump l’ha attaccata per aver definito “inaccettabili” le parole da lui pronunciate nei confronti di Papa Leone. Critiche che il numero uno della Casa Bianca ribadisce ancora oggi: “È stata negativa. Chiunque ci abbia rifiutato supporto su questa questione iraniana, non avrà più lo stesso tipo di rapporto con noi”, ha detto.

La presidente del Consiglio, esattamente come ieri, non replica direttamente. Ma rilancia, appunto, la sua convinzione per cui l’unità del mondo occidentale, e dunque delle due sponde dell’Atlantico, sia una scelta inevitabile. Il senso del ragionamento fatto ai piani alti del governo viene però ribadito dai vari ministri. Nei rapporti tra Italia e Stati uniti devono prevalere “lealtà e rispetto” e l’amicizia non esclude la possibilità di dire con chiarezza ciò che si pensa anche quando non si è d’accordo, spiega il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando a Berlino per la conferenza umanitaria sul Sudan. Il responsabile delle Politiche agricole, Francesco Lollobrigida, ribadisce che Meloni come sempre difende l’interesse del Paese ma si dice anche sicuro che i rapporti con gli Stati Uniti resteranno buoni perché “è interesse europeo, italiano e anche statunitense difendere la democrazia e le economie democratiche”.

Di certo a palazzo Chigi sono ben consapevoli di quanto il giudizio negativo serpeggiante nell’opinione pubblica nei confronti di Donald Trump e delle sue scelte stia pesando in termini di consenso su chi, come Meloni, sin dall’inizio si è ritagliato un ruolo di interlocutore privilegiato. Ma se le recenti prese di distanza possono portare vantaggio sotto questo aspetto, resta la necessità di mantenere un approccio pragmatico. “L’instabilità sta diventando pian piano la nostra nuova normalità” ma “è soprattutto in momenti come questi che l’amicizia fra popoli fratelli, che si sono dati una mano nei momenti più difficili della propria storia, fa la differenza”, spiega la presidente del Consiglio durante le dichiarazioni congiunte con Zelensky.

Nell’incontro a palazzo Chigi la premier ribadisce ancora una volta il sostegno all’Ucraina che, sottolinea, non è “solamente un dovere morale, ma anche una necessità strategica, perché in gioco non sono solamente la dignità, la libertà e l’indipendenza di Kiev, ma anche la sicurezza dell’Europa nel senso chiaramente più ampio del termine”. Così come rilancia l’appoggio a un ingresso nell’Unione europea “al pari delle altre nazioni europee che hanno da tempo avviato questo cammino”: una precisazione che tiene conto anche delle obiezioni della Lega su un percorso di accesso rapido per l’Ucraina. Ma la vera novità fattuale dei rapporti tra Roma e Kiev, sta nell’annuncio di un rafforzamento della cooperazione in materia di difesa. “L’Italia in particolare – dice Meloni – è molto interessata a sviluppare una produzione congiunta soprattutto sulla materia dei droni, settore nel quale sappiamo bene che l’Ucraina in questi anni è diventata una nazione guida”.

Procura indaga per tortura, il racconto di un attivista di Sumud Flotilla

Milano, 15 apr. (askanews) – “Le forme di violenza sono state diverse, quella probabilmente più emblematica e che mi è rimasta più impressa era la musica: nelle carceri per circa 24 ore è stata sparata questa musica insistente, costante, questo ha creato un po’ di disturbi nelle persone perché chiaramente è una forma di violenza psicofisica che in qualche modo manifesta chiaramente qual è l’atteggiamento e le intenzioni del governo israeliano”. A parlare è Adriano Veneziani, uno degli attivisti partiti per portare aiuti a Gaza con la Global Sumud Flotilla nel settembre 2025, che racconta ad askanews la sua testimonianza di quanto accaduto.

La sua imbarcazione è una di quelle sequestrate dalle autorità israeliane, che poi hanno fermato e arrestato l’equipaggio. Il suo è uno dei racconti raccolti dal team legale della Flotilla in una denuncia che ha portato la Procura di Roma ad aprire una indagine contro ignoti, anche per il reato di tortura.

“La mia imbarcazione è stata sequestrata in acque internazionali. I membri dell’esercito israeliano sono saliti, hanno preso il controllo della barca – racconta – ci hanno portato in territorio israeliano, ci hanno lasciato lì in banchina sul porto per più di 15 ore circa, ci hanno fatto inginocchiare, all’interno di quella situazione non potevamo naturalmente andare al bagno, parlare, eravamo sostanzialmente dei prigionieri, molte persone sono state anche derise o fotografate, hanno fatto diversi video”.

“A seguito di ciò – aggiunge – siamo stati trasportati in delle camionette nel carcere nel quale io sono rimasto personalmente circa cinque giorni, in una cella condivisa con diversi compagni, la stragrande maggioranza della regione del Maghreb. Nel carcere non abbiamo avuto la possibilità di avere un colloquio con i nostri legali, non abbiamo avuto un supporto dal punto di vista legale, medico”.

“Se queste cose vengono fatte su di noi, che comunque siamo cittadini e cittadine europei – sottolinea – possiamo solo immaginare cosa succede invece ai palestinesi che stanno lì senza copertura legale, senza supporto diplomatico”.

L’attivista ripartirà con la prossima missione, che salperà dalla Sicilia il 23 aprile.

Lavoro, riunione con Meloni a P.Chigi per preparare dl in vista del 1 maggio

Roma, 15 apr. (askanews) – Proseguono a Palazzo Chigi le riunioni preparatorie per la definizione del decreto lavoro, in vista della festa del Primo Maggio. Il provvedimento, “attualmente in fase di messa a punto, si inserisce nel quadro delle iniziative del Governo volte a rafforzare le politiche attive del lavoro”, spiegano dall’esecutivo.

Nella serata di oggi – si rende noto – si è svolto un incontro presieduto dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al quale hanno preso parte i vicepresidenti del Consiglio, Antonio Tajani e Matteo Salvini (entrambi in videocollegamento) i ministri Marina Calderone e Tommaso Foti, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, il sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra, il consigliere per i Rapporti con le parti sociali Stefano Caldoro e rappresentanti tecnici del Mef.

In particolare, l’incontro è stato dedicato a fare il punto sulle misure in fase di elaborazione, “con l’obiettivo di rafforzare le politiche per l’occupazione e contrastare il fenomeno del lavoro povero”.

Dl sicurezza si ‘incarta’. Ma maggioranza: da domani avanti ad oltranza

Roma, 15 apr. (askanews) – Il dl sicurezza si ‘incarta’ in commissione Bilancio del Senato. La ‘mole’ di emendamenti presentati in aula, oltre mille quelli delle opposizioni che contestano in toto il provvedimento, ha ingolfato il lavoro sui pareri alle proposte di modifica. A pomeriggio inoltrato la commissione Bilancio non è arrivata ad esaminarne neanche la metà.

Dopo un tentativo andato a vuoto di ‘moral suasion’ da parte del presidente del Senato Ignazio La Russa, nella ricerca di un accordo con i gruppi di minoranza sulla data del voto finale, la maggioranza ha dovuto prendere atto: conclusa la discussione generale dell’assemblea di Palazzo Madama si è rinviato a domani mattina, alle ore 10, il prosieguo dell’esame. In attesa che la Bilancio termini il suo lavoro. I tempi sono ormai strettissimi: il decreto legge deve essere convertito in legge il 25 aprile e deve ancora fare il secondo passaggio alla Camera.

Il centrodestra avrebbe voluto porre la questione di fiducia, come fatto sugli altri due interventi in tema di sicurezza, ma ha la necessità di intervenire su alcune parti problematiche, a cominciare dall’articolo 1 sui coltelli, e ha presentato 37 proposte di modifica. Votare emendamento dopo emendamento resta quindi una strada obbligata. Dalla loro parte tuttavia ci sono i tempi contingentati.

Le opposizioni in ogni caso non sembrano intenzionate a fare sconti a governo e centrodestra e annunciano il muro contro muro non desistendo dal mettere in atto l’ostruzionismo. D’altronde, sostengono, se il “decreto-reatificio” dovesse decadere sarà meglio così. “Vedessero loro come pensano di poter risolvere questa condizione di difficoltà nella quale si sono messi con le loro mani”, sottolinea il capogruppo del Misto Peppe de Cristofaro (Avs), mentre il presidente dei senatori dem Francesco Boccia evidenzia: “la maggioranza è allo sbando. Noi – dice – non possiamo fare altro che difendere la dignità del Parlamento e la nostra forte volontà di fare di tutto per non far convertire questo decreto legge che farà solo danni”.

Per quanto ci riguarda in aula si lavorerà emendamento per emendamento e si arriverà in fondo quando si arriverà in fondo”, è il commento del capogruppo dei Cinque Stelle Luca Pirondini. E De Cristofaro aggiunge: “le norme penali si decidono con i ddl, senza un orologio che sta scadendo, perché siccome si parla di cose come la libertà delle persone o di manifestare non si fa con la scadenza che arriva da un giorno all’altro”.

Ma al termine della capigruppo informale che ha stabilito il rinvio a domani, Lucio Malan (Fdi) puntualizza che “verosimilmente” il decreto legge sarà approvato entro “venerdì” e annuncia che da domani “si andrà avanti a oltranza”. Sul tema della sicurezza, con norme bandiera per l’esecutivo Meloni non è previsto alcun passo indietro.

Ref41: 100 spettacoli, da The Koeln Concert a Philip Glass e Capossela

Roma, 15 apr. (askanews) – É stato presentato a Villa Almone, residenza dell’Ambasciatore tedesco in Italia, il programma del 41esimo Romaeuropa Festival (Ref41), che torna dall’8 settembre al 15 novembre 2026 con un programma di circa 100 spettacoli per 240 repliche e circa 1000 artisti da Italia, Europa e dal mondo, metà dei quali, ha precisato il direttore artistico Fabrizio Grifasi pensando al caro-carburante, arriverà in aereo. Al via con un doppio opening all’Auditorium Conciliazione, tra le numerose venue della kermesse:

“Quest’anno ne facciamo due di inaugurazioni, sotto il segno della creazione artistica italiana e femmininile, Sofia Nappi con la sua compagnia Komoco, commissione di Romaeuropa, l’8 settembre presenterà Chora (Il vuoto dell’origie), e Caterina Barbieri insieme con l’Orchestra di nuova creazione e improvvisazione (ONCEIM) presenterà la sua prima creazione per orchestra (il 9 settembre) e il suo nuovo solo”, ha spiegato Grifasi ad Askanews.

Tanti i graditi ritorni italiani, europei e internazionali, come Roberto Castellucci, Fatoumata Diawara, Benjamin Millepied e Sasha Waltz (che torna a danzare), e assolute anteprime italiane come l’esecuzione di “The Koeln Concert” dei pianisti Maki Namekawa e Thomas Enhco – con l’autorizzazione ufficiale di Keith Jarret – e il teatro musicale di Vinicio Capossela (E Morte non avrà dominio, ballad opera tratta dalla vita di Renato Striglia e dall’opera di Dylan Thomas) o ancora il cine-concerto di Blade Runner con The Avex Ensemble, il compositore statunitense Philip Glass che nel 2027 compirà 90 anni con il suo Ensemble, la presenza della violoncellista e compositrice islandese Hildur Gu nadòttir (Premio Emmy per le musiche del film Joker) fino a The Classical Rave Party di Enrico Melozzi e l’immancabile spazio all’elettonica, quest’anno con Jeff Mills e tanto tanto altro, tra musica, teatro, danza e creazioni digitali.

Tra i progetti speciali dell’edizione 2026, focus sulla scena tedesca (nell’ambito delle celebrazioni dei 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche Italia-Germania) realizzato con Ambasciata di Germania, Accademia tedesca Villa Massimo e Goethe Institut. L’Ambasciatore tedesco Thomas Bagger:

“Siamo molto contenti e onorari di ospitare la conferenza stampa di presentazione del Romaeuropa festival qui a Villa Almone. Il 2026 è un anno molto speciale per Germania e Italia, festeggiamo i 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche, ma ovviamente anche 75 anni dagli inizi italo-tedeschi per l’unificazione dell’Europa, come mostra questo meraviglioso festival culturale”, ha commentato ad askanews.

Alla presentazione sono intervenuti il presidente della Fondazione Romaeuropa Guido Fabbiani, l’assessora alla Cultura della Regione Lazio Simona Renata Baldassarre e il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, che ha ironizzato:

“In realtà nel programma manca un evento, perché la presentazione del programma da parte del direttore Grifasi è già una performance, è il primo evento del Festival”, ha ironizzato il sindaco di Roma.

L’ideazione dell’intero programma della quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival, prodotto dalla Fondazione Romaeuropa, presieduta da Guido Fabiani, con la vicepresidenza di Monique Veaute e la direzione generale e artistica di Fabrizio Grifasi, è stata possibile grazie al contributo del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Camera di Commercio di Roma e della Fondazione Roma.

Si rinnova inoltre la partnership con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels per la danza contemporanea e con Banca Ifis per i due progetti inaugurali del Festival. I percorsi dedicati alla scena fiamminga sono realizzati grazie alla rinnovata collaborazione con Flanders State of the Art; gli appuntamenti con la scena tedesca, nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, sono resi possibili grazie alla collaborazione con l’Ambasciata di Germania a Roma, l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo e il Goethe-Institut; mentre la presentazione dello spettacolo di Benjamin Millepied si inserisce nel quadro del 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi.

Il Festival è inoltre realizzato in collaborazione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Fondazione Mattatoio e Azienda Speciale Palaexpo, Auditorium Conciliazione, Villa Medici – Accademia di Francia a Roma, American Academy in Rome, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Teatro Olimpico, Teatro Brancaccio, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo e Short Theatre.

Sostengono e patrocinano il Festival l’Institut Ramon Llull e il Governo della Catalogna, l’Ambasciata di Norvegia, l’Istituto Culturale Coreano in Italia, l’Institut français – Fondazione Nuovi Mecenati – Ambasciata di Francia in Italia, il Fonds Podiumkunsten – Performing Arts Fund NL e l’Ambasciata dei Paesi Bassi, l’Istituto Cervantes, l’Ambasciata di Svizzera in Italia, oltre alla rete Aerowaves, cofinanziata dall’Unione europea, ed ExcentriC, l’innovativo progetto del programma Horizon Europe dell’Unione europea di cui Romaeuropa è l’unica organizzazione italiana partner insieme ad altre istituzioni internazionali.

Partecipano inoltre al programma l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, le collaborazioni nazionali con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa il Teatro Nazionale di Genova, e la rete MoveOn per la danza, costruita con Associazione Spellbound, Teatro Comunale Città di Vicenza, MilanOltre, Fondazione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e AMAT.

Anche quest’anno RAI torna come Main Media Partner del Romaeuropa Festival. Il servizio pubblico racconterà il teatro, la danza, la musica e le arti attraverso interviste, programmi e approfondimenti sui suoi canali dedicati alla cultura e allo spettacolo: un’offerta che sarà rilanciata anche sul web e sui social e valorizzata dallo spot creato appositamente dalla Direzione Comunicazione Rai.

Tutto il programma del Romaeuropa Festival 2026 su romaeuropa.net

Giorgetti: l’Italia è resiliente e responsabile sui conti pubblici

Washington DC, 15 apr. (askanews) – L’Italia può vantare un’economia resiliente a fronte di un quadro mondiale complesso e una prudenza in tema di conti pubblici che è stata premiata dai mercati. Questo il messaggio lanciato dalla capitale americana da Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’Economia e delle finanze.

Parlando a un evento sulla relazione tra Usa e Italia al Wilson Center di Washington DC, Giorgetti ha spiegato che “l’economia italiana ha dimostrato un forte grado di resilienza nonostante il difficile contesto internazionale segnato da condizioni finanziarie più restrittive e dal rallentamento del commercio globale”.

Dalla citta’ statunitense dove si trova per partecipare ai lavori primaverili del Fondo monetario internazionale, il ministro ha aggiunto che “l’Italia ha continuato a perseguire un percorso di responsabilità fiscale. Un approccio prudente alle finanze pubbliche non è un’opzione, ma una necessità, in particolare in un contesto segnato da incertezza e volatilità. È essenziale mantenere la fiducia dei mercati e rafforzare la nostra capacità di rispondere rapidamente agli shock esterni. La crescente fiducia recentemente mostrata dai mercati negli asset sovrani italiani riflette questa traiettoria, premiando la determinazione e la coerenza del governo nel perseguire questi obiettivi”.

Sulla relazione tra Stati Uniti e Italia, poi: è “profondamente integrata” e l’America è per il nostro paese “tra i partner più importanti per commercio e investimenti”, ha detto ancora Giorgetti. “Il commercio bilaterale ha raggiunto livelli senza precedenti, superando i 100 miliardi di dollari l’anno scorso, con gli Stati Uniti come principale destinazione extra-UE per le esportazioni italiane, a riflettere profonde interconnessioni tra i nostri sistemi produttivi”.

Per Giorgetti “gli investimenti italiani negli Stati Uniti continuano a sostenere decine di migliaia di posti di lavoro di qualità in tutto il paese, mentre gli Stati Uniti rimangono uno dei maggiori investitori stranieri in Italia, in particolare nei settori ad alto valore aggiunto”. Il ministro ha parlato di un’Italia con un “ambiente industriale altamente avanzato, una base manifatturiera di livello mondiale, forti competenze tecniche e una crescente apertura all’innovazione. Allo stesso tempo, le aziende italiane negli Stati Uniti trovano un mercato dinamico, un ecosistema tecnologico leader e un partner chiave per la crescita internazionale. Di conseguenza, tutte queste aziende lavorano a stretto contatto nei principali settori strategici, tra cui manifattura, difesa e aerospazio, salute e innovazione”.

Ucraina, Mattarella-Zelensky discutono di situazione in M.O. e aiuti Ue

Roma, 15 apr. (askanews) – La situazione in Medioriente e il possibile sblocco degli aiuti da parte dell’Ue all’Ucraina sono stati alcuni dei temi al centro del colloquio al Quirinale tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Mattarella ha ribadito, fanno sapere, il fermo e costante impegno e sostegno all’Ucraina da parte dell’Italia. L’Italia è per la pace, che deve essere sempre fondata sul rispetto del diritto internazionale e della sovranità territoriale, è il ragionamento del capo dello Stato. Ribadito anche l’appoggio per l’Ucraina nella Ue come ha detto anche la la presidente del consiglio Giorgia Meloni al termine dell’incontro a palazzo Chigi con Zelensky.

Severo il giudizio del capo dello Stato sulla difficile situazione affrontata dal popolo ucraino durante l’inverno in quanto bombardare strutture civili durante il freddo inverno è stato particolarmente crudele da parte della Russia. Zelensky dal canto suo ha sottolineato che ritiene di particolare importanza il nuovo pacchetto aiuti atteso da Bruxelles.

Milano Design Week, il Museo del Design Italiano in Triennale

Milano, 15 apr (askanews) – Durante la Milano Design Week sarà visitabile in Triennale Milano il nuovo percorso espositivo del Museo del Design Italiano, riallestito a febbraio 2026, a cura di Marco Sammicheli e di Marilia Pederbelli, con progetto di allestimento di Roberto Giusti. L’itinerario presenta gli oggetti più significativi della collezione permanente dell’istituzione, comprese le acquisizioni più recenti, messi in dialogo con il contesto culturale, industriale e sociale in cui sono stati progettati e prodotti.

Ne ha parlato ad askanews in occasione dell’inaugurazione Marco Sammicheli, Direttore delMuseo del Design Italiano: “È una passeggiata nella Storia: dalla seconda metà degli anni venti del Novecento traguardiamo il millennio fino al 2005, 400 oggetti che raccontano la storia, la gloria e il presente del design italiano. Il progetto si sviluppa con al centro la carrellata degli oggetti, ne abbiamo scelti 400, tutti parte della nostra collezione, nessun prestito, né nella storia, né nel contemporaneo e poi ai lati una timeline con la storia dell’industria, della cultura materiale del nostro Paese, mentre nella parete dall’altra parte le costanti, quello che il design italiano continua a elaborare e sviluppare: la decorazione, la grafica e la comunicazione, l’attenzione per la persona, il brivido dell’autoprogettazione e la leggerezza intesa come cultura dei materiali e studio della ricerca applicata agli oggetti.

Dobbiamo parlare di poesia degli oggetti perché gli oggetti ci consolano, perché gli oggetti partecipano della nostra vita quotidiana e spesso nei loro confronti si scatena un meccanismo di affezione. Per esempio la sezione dedicata alla persona ha degli occhiali, dei bottoni, un sanitario, un lavandino, proprio perché tutto quello che punteggia i momenti della nostra vita non risponde solo di una funzione, ci dà l’occasione di pensare che intorno a noi quello che facciamo serve a noi e aiuta gli altri.

Abbiamo immaginato un percorso che potesse essere ospitale, che è la nostra idea di accessibilità per corpi standard, per persone con disabilità, per chi ha difficoltà a vedere, a leggere o ha deficit di attenzione. Questo museo è per tutti, perché tutti possano ritrovare nei progetti di design occasioni per riflettere sulla vita quotidiana, sui comportamenti che sono cambiati grazie al genio dell’uomo”.

Grazie anche alla consulenza di Associazione Culturale Fedora, Associazione L’abilità, Laboratorio COmeta del Politecnico di Milano – realtà specializzate in accessibilità – sono a disposizione dei visitatori diversi strumenti per facilitare e supportare la fruizione e la visita al museo, tra cui materiali in Easy to Read (linguaggio facile da leggere), CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), Braille, caratteri ingranditi, contenuti video tradotti in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e IS (International Sign), audiodescrizioni, mappe tattili, kit e zaini sensoriali per adulti e bambini, solo per citarne alcuni.

Fnsi: giovedì sciopero dei giornalisti, il futuro passa per rinnovo del contratto

Roma, 15 apr. (askanews) – “Le giornaliste e i giornalisti italiani scioperano, domani, per la terza volta. Non lo facciamo a cuor leggero, ma riteniamo che sia necessario informare i lettori, la società e la politica di ciò che sta accadendo nel nostro settore, tanto fondamentale per la democrazia quanto fragile”. Così Fnsi in una nota.

“Il contratto stipulato con gli editori della Fieg per regolare il lavoro dei giornalisti dipendenti è scaduto da 10 anni, anni in cui gli editori hanno goduto di aiuti pubblici, mentre i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione. Non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale e per il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top. E va anche peggio alle migliaia di colleghe e colleghi collaboratori e a partita Iva che da anni attendono la determinazione dell’equo compenso e che per questo motivo hanno redditi che sono sotto la soglia di povertà”, sottolinea il sindacato dei giornalisti.

“Gli editori si sono garantiti tagli del costo del lavoro ricorrendo a pratiche di dumping contrattuale attraverso l’uso smodato del lavoro precario. Con il nostro lavoro e i nostri sacrifici quotidiani, siamo gli azionisti di maggioranza di molte aziende editoriali”, prosegue Fnsi.

Per la Federazione nazionale della Stampa italiana “dignità e futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale, il recupero salariale e la difesa dei diritti che non sono privilegi, ma il modo con cui possiamo resistere alle minacce, dentro e fuori dalle redazioni. La dignità del nostro lavoro incide pesantemente sulla qualità dell’informazione che arriva a voi cittadini. Per questo riteniamo anche che il settore debba essere finanziato di più e meglio, che i finanziamenti non possano produrre la distruzione e l’appiattimento dell’informazione, ma riportare ricavi alle testate. Noi giornalisti siamo pronti a parlarne e a confrontarci. Ma gli editori?”.

Ucraina, Zelensky a Mattarella: grazie per sostegno, priorità pace giusta

Roma, 15 apr. (askanews) – Un rigraziamento sentito per il sostegno dell’Italia e il richiamo alla pace giusta. Così Volodymyr Zelensky nel colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Siamo davvero grati all’Italia per il vostro sostegno e per la sua personale fermezza, Signor Presidente, riguardo alla condanna dell’aggressione russa, al sostegno della nostra sovranità e, certamente, al sostegno del nostro popolo – ha detto il presidente ucraino -. Il fatto che la guerra debba finire con una pace giusta è fondamentale; per noi non è sufficiente che la guerra semplicemente finisca. Certamente, questa è una priorità”.

Per Zelensky inoltre “è molto importante che la Russia paghi per tutto quello che ha fatto contro il popolo ucraino. Per noi la questione della giustizia è una delle priorità. Siamo grati all’Italia per l’aiuto umanitario, anche per l’aiuto durante questo inverno. L’inverno è stato molto difficile. Abbiamo lottato, le persone hanno lottato, sono sopravvissute. Ciononostante ne siamo usciti e abbiamo solo rafforzato, la nostra nazione e il nostro Stato. Siamo grati di non essere soli in questo cammino”, ha aggiunto auspicando di poter “sviluppare le relazioni tra i nostri Stati. Oggi c’è stata un’importante conversazione con il Primo Ministro Giorgia Meloni; lei ci sostiene sempre. Parliamo della sicurezza non solo dell’Ucraina. Oggi parliamo della sicurezza dell’Italia, della sicurezza dell’Europa e svilupperemo queste relazioni”.

Calcio, Conte a Poggioreale, lezione di lavoro e merito

Roma, 15 apr. (askanews) – Il valore del lavoro, della disciplina e della responsabilità personale come strumenti di riscatto. Antonio Conte è stato protagonista nel carcere di Napoli Poggioreale nell’ambito della rassegna “Pensieri di libertà”, promossa dall’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, in un incontro con i detenuti all’insegna del confronto e della riflessione. A introdurre l’appuntamento è stato Raffaele Picaro, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, che ha indicato nel tecnico azzurro “un esempio straordinariamente positivo”, capace di trasmettere un modello in cui il talento si fonde con sacrificio, impegno e organizzazione. Un messaggio sintetizzato nel celebre “ammà faticà”, diventato simbolo di un percorso vincente dentro e fuori dal campo. Nel corso dell’incontro, Conte ha richiamato la propria esperienza personale, ricordando l’infanzia e i primi passi nel calcio, quando il confine tra opportunità e deviazione poteva essere sottile. Un racconto che ha trovato eco nelle storie dei detenuti, molti dei quali hanno riconosciuto in quelle parole un vissuto simile, segnato da scelte difficili e occasioni mancate. Il confronto si è sviluppato attorno al significato del “non mollare mai”, inteso non come semplice resistenza ma come capacità concreta di affrontare gli errori. “Sbagliare è umano, ma la differenza sta in come si reagisce”, ha sottolineato l’allenatore, evidenziando l’importanza di riconoscere le proprie responsabilità e trasformarle in crescita. Centrale anche il tema della disciplina, descritta non come rigidità ma come forza nei momenti più complessi, quando viene meno la motivazione. È in quei passaggi che si costruisce la continuità, quella che consente di raggiungere risultati nel tempo e che spesso distingue chi riesce da chi si ferma. Non è mancato un passaggio sul concetto di vittoria, interpretato lontano dalla retorica del risultato immediato: vincere significa costruire giorno dopo giorno, attraverso il lavoro quotidiano, accettando anche il peso delle sconfitte. Alla domanda su come ripartire, Conte ha invitato a non cancellare il passato ma a comprenderlo, perché solo attraverso la consapevolezza degli errori è possibile cambiare direzione. Un messaggio rivolto anche ai più giovani, spesso protetti dalle difficoltà: evitare gli ostacoli non aiuta a crescere, mentre affrontarli costruisce responsabilità e forza. Parole che, in un contesto come quello del carcere, assumono un valore ancora più concreto, offrendo uno spunto di riflessione a chi è chiamato a ricostruire il proprio percorso.

Mps, in assemblea vince la lista di Plt che ricandida Lovaglio

Siena, 15 apr. (askanews) – Colpo di scena a Siena: la lista del socio Tortora (Plt), che ricandida Luigi Lovaglio alla carica di amministratore delegato, è risultata du gran lunga la più votata all’assemblea di Mps chiamata a rinnovare il board della banca per il prossimo triennio, battendo così la lista proposta dal cda uscente, che alla vigilia era accreditata per favorita.

La lista di Plt ha ottenuto l’approvazione dal 49,9% circa dei presenti, quella del cda che indicava il ticket Maione-Palermo il 38,79%, quella (di minoranza) del gestori e dei fondi il 6,94%.

Tennis, Cobolli vola ai quarti a Monaco

Roma, 15 apr. (askanews) – Flavio Cobolli conquista i quarti di finale all’Atp 500 di Monaco di Baviera grazie a una prestazione solida e convincente. Il romano supera al secondo turno il belga Zizou Bergs, numero 40 del mondo, con un netto 6-2, 6-3 in un’ora e 13 minuti di gioco.

Una prova di grande maturità per l’azzurro, che ritrova Bergs a distanza di sei mesi dalla sfida epica di Coppa Davis, vinta dopo oltre tre ore e sette match point annullati. Stavolta, però, il copione è completamente diverso: Cobolli gestisce il match con autorità, approfittando anche di una giornata difficile dell’avversario, autore di 28 errori gratuiti, di cui 18 con il dritto.

Determinante il rendimento al servizio del tennista romano, capace di vincere l’88% dei punti con la prima, oltre a una gestione lucida degli scambi nei momenti chiave. Un successo che gli vale il 15° quarto di finale in carriera nel circuito maggiore.

Ai quarti potrebbe esserci un derby tutto italiano contro Luciano Darderi, impegnato contro il ceco Vit Kopriva.

“Quando vinci il primo turno senza giocare bene, hai l’occasione di fare meglio il giorno dopo”, ha spiegato Cobolli. “Non è stata una partita semplice, ma era importante restare uniti. Ho alzato il livello rispetto a ieri e dobbiamo continuare su questa strada. Ora penso ai quarti: è un buon risultato e mi piace giocare qui, anche se le condizioni non sono facili”.

Il percorso del romano prosegue dunque con fiducia e ambizione, in un torneo che potrebbe regalargli un nuovo passo avanti nella stagione.

ASSOPAT: allarme su mercato prodotti accessori a tabacchi da fumo

Roma, 15 apr. (askanews) – Presso la CEO for Life Clubhouse a Roma, il Policy Observatory della Luiss School of Government, ha presentato i risultati della ricerca ‘Rafforzare la legalità nei mercati regolati. Analisi delle criticità e proposte di intervento a tutela del gettito e della concorrenza’, analizzando le dinamiche della filiera dei prodotti accessori ai tabacchi (PAT). Lo studio rivela un dato preoccupante: oltre un consumatore su tre si rivolge oggi a canali d’acquisto paralleli.

Lo studio individua tre direttrici di intervento, per ristabilire coerenza tra regolazione e funzionamento del mercato: la Revisione dell’imposta di consumo, il Rafforzamento dei presidi lungo la filiera attraverso depositi fiscali o sistemi equivalenti e l’introduzione di sistemi di tracciabilità, attraverso codici identificativi univoci per i prodotti. Ne ha parlato Domenico Lombardi, Direttore Policy Observatory Luiss School of Government: “Abbiamo strutturato il mercato con un’analisi innovativa, abbiamo generato questo dataset che ci ha consentito di mappare una serie di fenomeni e da questo derivare una serie di implicazioni per rafforzare la compliance fiscale e quindi, in una parola, la legalità. Analizzeremo i commenti e su questa base condivideremo le proposte con i policymaker e con i legislatori”.

Il rapporto analizza l’impatto della normativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2020, che prevede, per i prodotti accessori, un’imposta di consumo di 0,0036 euro per pezzo, riservandone la vendita in esclusiva alle rivendite di generi di monopolio e vietando contestualmente il commercio online. Ha così parlato Luigi Liberatore, Direttore Centrale Direzione Accise dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: “Dallo studio della Luiss emergono alcune criticità. Di fatto, sono previste delle misure di policy che secondo me vanno valutate in modo approfondito. Come direzione accise abbiamo già fatto un’ulteriore proposta per introdurre la figura di depositi, anche per quanto riguarda i prodotti accessori del tabacco. Ritengo che sia fondamentale creare una soglia all’ingresso relativamente ai soggetti che andranno a commercializzare questi prodotti”.

Dati che confermano l’allarme lanciato da ASSOPAT (Associazione Nazionale Operatori Prodotti Accessori ai Tabacchi), associazione che rappresenta un comparto da 1 miliardo di euro di fatturato e 100.000 addetti, che denuncia da tempo come l’attuale tassazione italiana superiore al 100% del prezzo all’ingrosso rappresenti un’anomalia europea capace di favorire il mercato sommerso e danneggiare il gettito erariale. In merito, si è così espresso il presidente di ASSOPAT Marco Fabbrini: “Praticamente, in 4 anni l’evasione è passata dal 20 al 40%. Questo è facilmente verificabile grazie al combinato disposto delle vendite di tabacco trinciato e gli incassi da imposte di consumo dello Stato. Si può intervenire su tre fronti: la fiscalità, la tracciabilità e i controlli”.

L’obiettivo di ASSOPAT è quindi quello di promuovere un dialogo trasparente e responsabile con le Istituzioni e le Autorità competenti, così da favorire un quadro regolatorio chiaro, coerente e proporzionato.

Madonna torna sulla pista da ballo con "Confessions II"

Milano, 15 apr. (askanews) – Madonna ha annunciato oggi che il suo attesissimo nuovo album, “Confessions II”, uscirà il 3 luglio su etichetta Warner Records. Il nuovo album è il seguito dell’iconico “Confessions on a Dance Floor”. In attesa del primo singolo, Madonna svela un primo assaggio musicale con un teaser visivo dalle atmosfere trance. Guardalo QUI. I fan possono già preordinare l’album nei formati vinile, CD e cassetta.

Madonna riassume il suo nuovo album citando le prime righe della sua canzone «One Step Away»: «La gente pensa che la musica dance sia superficiale, ma si sbaglia di grosso. La pista da ballo non è solo un luogo, è una soglia: uno spazio rituale dove il movimento sostituisce il linguaggio». Aggiunge Madonna : «Quando io e Stuart Price abbiamo iniziato a lavorare a questo album, questo era il nostro manifesto»:

We must dance, celebrate, and pray with our bodies. These are things that we’ve been doing for thousands of years — they really are spiritual practices. After all, the dance floor is a ritualistic space. It’s a place where you connect

—with your wounds, with your fragility. To rave is an art. It’s about pushing your limits and connecting to a community of like-minded people.

Sound, light, and vibration Reshape our perceptions Pulling us into a trance-like state. The repetition of the bass, we don’t just hear it but we feel it.

Altering our consciousness and dissolving ego and time.

Dobbiamo ballare, festeggiare e pregare con il nostro corpo. Sono cose che facciamo da migliaia di anni: sono vere e proprie pratiche spirituali. Dopotutto, la pista da ballo e’ uno spazio rituale. E’ un luogo in cui ci si connette

— con le proprie ferite, con la propria fragilita’. Il rave e’ un’arte. Si tratta di spingersi oltre i propri limiti e entrare in contatto con una comunita’ di persone che la pensano allo stesso modo.

Suono, luce e vibrazioni rimodellano le nostre percezioni trascinandoci in uno stato simile alla trance. La ripetizione del basso non la sentiamo solo, ma la percepiamo.

Alterando la nostra coscienza e dissolvendo l’ego e il tempo

Zelensky: grazie Meloni per tua leadership

Roma, 15 apr. (askanews) – “Ringrazio Meloni per la sua leadership”, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, durante la conferenza stampa congiunta oggi a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Ti ringrazio, Giorgia, per le nostre relazioni, perché abbiamo costruito insieme queste relazioni tra di noi e tra i nostri popoli, insieme all’Italia, insieme ai nostri Paesi, e noi lavoriamo per garantire la sicurezza in tutti i sensi di questa parola, e affinché le relazioni tra noi siano sempre amichevoli e ricche di contenuto”, ha affermato Zelensky.

“L’Italia, fin dai primi giorni dell’invasione russa dell’Ucraina, ha compiuto una scelta di valori netta, a favore della vita e a favore della nostra protezione”, ha sottolineato il leader ucraino.

Tv, "The White Lotus" in Costa Azzurra: si gira la quarta stagione

Roma, 15 apr. (askanews) – Lasciate alle spalle le atmosfere zen della Thailandia, “The White Lotus” per la nuova stagione fa rotta verso la Costa Azzurra: sono iniziate le riprese dei nuovi episodi e si sposteranno tra Cannes, St. Tropez, il Principato di Monaco e Parigi, sebbene la storia rimarrà ambientata principalmente in Costa Azzurra, durante il Festival di Cannes. La quarta stagione dell’amatissima serie creata e prodotta da Mike White arriverà prossimamente su Sky e in streaming su Now.

Nuova destinazione quindi – la Riviera Francese, nuovo, nutritissimo gruppo di ospiti della ormai celebre catena che dà il titolo alla serie Hbo, pronti a lasciarsi alle spalle per una settimana lo stress di tutti i giorni… e nuovo mistero da risolvere, per dei nuovi episodi che saranno ambientati in due distinti resort, il White Lotus du Cap (ricreato nell’ Airelles Château de la Messardière) e White Lotus Cannes, per il quale verrà utilizzato il celeberrimo Hôtel Martinez.

Nel cast della quarta stagione, a interpretare gli ospiti e i dipendenti dei nuovi resort: Helena Bonham Carter, Vincent Cassel, Steve Coogan, Caleb Jonte Edwards, Dylan Ennis, Corentin Fila, Ari Graynor, Marissa Long, Alexander Ludwig, Chris Messina, AJ Michalka, Kumail Nanjiani e Nadia Tereszkiewicz. Altri interpreti: Chloe Bennet, Sandra Bernhard, Heather Graham, Max Greenfield, Frida Gustavsson, Charlie Hall, Jarrad Paul, Rosie Perez, Ben Schnetzer e Laura Smet.

“The White Lotus” è creata, scritta e diretta da Mike White; produttori esecutivi sono Mike White, David Bernad e Mark Kamine.

Lega, Salvini prepara piazza Duomo: pro-pace e anti-Ue per far dimenticare Trump

Milano, 15 apr. (askanews) – Donald Trump che attacca il papa e Giorgia Meloni, Viktor Orban che esce di scena in Ungheria sotto una valanga di voti, la guerra in Iran scatenata dal presidente Usa che fa impennare le bollette e il pieno degli italiani: è in questo contesto che Matteo Salvini si trova a scendere in piazza con i sovranisti europei, sabato a Milano. E la criticità del momento si mostra chiaramente nella conferenza stampa convocata dal leader della Lega nella sede di via Bellerio: incalzato dai giornalisti, il vice premier e segretario prova a gestire non senza difficoltà le domande sugli attacchi di Trump alla premier – su cui ieri non aveva ritenuto di esprimersi – e incorre anche in qualche gaffe, come quando ad una domanda su Silvia Salis risponde facendo invece riferimento a Ilaria.

Già al Federale di lunedì Salvini aveva provato a riscrivere la narrazione dell’appuntamento: meno enfasi sulla “remigrazione”, più attenzione alle preoccupazioni legate all’impennata dei costi dell’energia. Il bersaglio – lunedì come oggi – sono i vincoli “insensati e insostenibili” dell’Unione Europea, che “impediscono al governo italiano di usare i soldi degli italiani per aiutare gli italiani in difficoltà”. A partire dagli agricoltori, “prime vittime del caro energia”, che sfileranno con 20 trattori ad aprire il corteo da Porta Venezia a piazza del Duomo.

Ma ovviamente la prima causa è la guerra “maledetta e disgraziata” scatenata – nel cortocircuito sovranista che sta agitando la maggioranza – da quel Donald Trump per il quale Salvini proponeva il Nobel per la Pace e che ora attacca oltre al papa anche la premier italiana, colpevole di non voler intervenire nello Stretto di Hormuz e accusata di aver fallito su sicurezza e controllo dell’immigrazione. Un attacco cui ieri ha reagito tutto l’arco parlamentare, tranne lo stesso Salvini.

È questa la prima domanda che i giornalisti rivolgono al vicepremier, che nel “preambolo” della conferenza stampa era tornato a difendere papa Leone senza però mai citare la premier. Salvini prima torna ancora sul papa, poi – incalzato dai giornalisti – dice: “Ho dato la mia solidarietà a Verona alla premier Meloni”. Il riferimento è alla visita al Vinitaly, ma la ricostruzione del vice premier vacilla, fanno notare i cronisti: l’incontro tra i due è avvenuto nella tarda mattinata, l’intervista di Trump al Corriere è stata diffusa poco prima delle 15, quando Meloni aveva già lasciato la Fiera di Verona. “C’è totale sostegno al governo e alla presidente del Consiglio, da tutti i punti di vista”, prova a tagliare corto Salvini. “È sbagliato attaccare il papa, è sbagliato attaccare Meloni”, aggiunge, assicurando però che “la vicinanza con gli Usa c’era e rimane, siamo saldamente ancorati all’alleanza dei paesi liberi democratici e occidentali. Non è qualche caduta di stile di queste ore a mettere in discussione i rapporti con gli Stati Uniti”.

Di sicuro resta il problema del rapporto con Trump, della vicinanza rivendicata e ostentata fino a poco tempo fa e che ora invece manda in crisi la comunicazione leghista. Con un pezzo del partito che da tempo chiede di voltare pagina, di abbandonare il sovranismo nazionalista e l’estrema destra per tornare a parlare ai territori. Un ragionamento che anche ieri Luca Zaia faceva nelle sue conversazioni al Vinitaly, osservando il cambio di tono nella manifestazione di domani e anche il fatto che negli interventi parlamentari dei capigruppo leghisti si sia tornati a parlare di “questione settentrionale”: “Meglio così – è stato il commento di Zaia – altrimenti si finisce male”.

Ucraina, Meloni: sempre a fianco Kiev, in gioco sicurezza Europa

Roma, 15 apr. (askanews) – “In questi quattro anni la posizione dell’Europa dell’Italia è rimasta sempre la stessa al fianco di Kiev, del suo popolo, delle sue istituzioni. Crediamo che sostenere l’Ucraina non sia solamente un dovere morale, ma anche una necessità strategica, perché in gioco non sono solamente la dignità, la libertà e l’indipendenza di Kiev, ma anche la sicurezza dell’Europa nel senso chiaramente più ampio del termine”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni al termine dell’incontro con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky.

È tutto pronto per il Ref41, il programma presentato a Villa Almone

Roma, 15 apr. (askanews) – A Villa Almone, residenza dell’Ambasciatore della Repubblica federale di Germania Thomas Bagger – nell’ambito delle celebrazioni dei 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche Italia-Germania – è stata presentata la 41esima edizione del Romaeuropa Festival, in programma a Roma dall’8 settembre al 15 novembre 2026.

Sono intervenuti l’Ambasciatore tedesco Bagger, il presidente di Fondazione Romaeuropa Guido Fabiani, il direttore generale e artistico di Fondazione Romaeuropa Fabrizio Grifasi, il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri e l’assessora alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche Giovanili della Famiglia, Servizio Civile della Regione Lazio, Simona Renata Baldassarre.

“Il 2026 per noi tedeschi e italiani è un anno molto speciale. Celebriamo insieme i 75 anni dalla ripresa delle nostre relazioni diplomatiche – ha dichiarato nel suo saluto iniziale l’Ambasciatore Bagger – Dalla fine della Seconda guerra mondiale i nostri due Paesi hanno compiuto insieme un cammino lungo e proficuo – un ‘percorso straordinario’, come l’ha definito il Presidente Mattarella lo scorso novembre nel suo discorso dinanzi al Bundestag tedesco. Un percorso che al tempo stesso ha reso un contributo fondamentale all’unificazione dell’Europa. L’Europa è un luogo che non si può percorrere né comprendere senza ponti: ponti tra Stati e tra persone. Ponti tra culture, lingue e modi di vivere. Come unione democratica, l’Europa è un luogo come pochi altri al mondo. Qui ognuno può realizzarsi liberamente seguendo i propri talenti e le proprie inclinazioni’.

Il Romaeuropa Festival, diretto da Fabrizio Grifasi, torna con la sua 41esima edizione, rinnovando la propria vocazione a fare delle arti contemporanee un luogo di relazione, ascolto e attraversamento del presente. Fin dalla sua fondazione, il Festival si configura come un grande laboratorio in cui musica, danza, teatro, creazione digitale, progettualità trasversali e percorsi dedicati all’infanzia si intrecciano dando forma a un’esperienza collettiva.

“Fin dalla sua nascita, Romaeuropa ha fatto dell’Europa non soltanto un orizzonte culturale, ma una pratica concreta di relazione: una rete di alleanze artistiche e istituzionali, un esercizio costante di attraversamento delle differenze. Oggi, in un contesto internazionale segnato da instabilità, tensioni e profonde trasformazioni, questa vocazione si fa ancora più necessaria”, ha affermato Fabiani. Per il direttore artistico Grifasi “essere oggi un festival europeo e internazionale a Roma significa assumersi rischi e responsabilità: custodire la complessità, aprire spazi di confronto tra linguaggi, geografie e sensibilità diverse. Da questa urgenza riparte la quarantunesima edizione: un invito a mettersi in ascolto e a guardare la creazione artistica come un’esperienza ancora viva e necessaria”.

Tra grandi protagonisti della scena internazionale e nuove voci della creazione contemporanea, il programma del Romaeuropa Festival 2026 accoglie, per la sua inaugurazione, Sofia Nappi con la compagnia KOMOCO e poi Caterina Barbieri con ONCEIM e la presentazione di nuove composizioni co-commissionate dal Festival insieme alla Philharmonie de Paris. Torna al Festival Romeo Castellucci, in prima nazionale con il nuovo spettacolo Faust. Fatto, non detto, coprodotto da Romaeuropa e co-realizzato con il Teatro di Roma: un atteso ritorno che rinnova la lunga storia di complicità tra il Festival e la SOCIETAS, iniziata nel 1999 e proseguita per oltre vent’anni. Romaeuropa torna così a riunire grandi protagonisti della creazione contemporanea come Sasha Waltz, Benjamin Millepied con November Ultra, Wim Vandekeybus, Boris Charmatz e Rachid Ouramdane. Accanto a loro, si rinnova il dialogo con alcune tra le più significative formazioni della danza internazionale, come Opera Ballet Vlaanderen, con lavori di Jan Martens, Anne Teresa De Keersmaeker e Christos Papadopoulos, e l’attesissimo ritorno del Ballet national de Marseille diretto da (LA)HORDE, tra le presenze più emblematiche della scena coreografica europea contemporanea. Si inseriscono in questo orizzonte anche Collectif XY (ospite del Festival dopo le quattro date nella Corte d’Onore del Festival di Avignone), il ritorno del Groupe Acrobatique de Tanger, con la regia di Raphaëlle Boitel e four seasons changed, in cui il coreografo Michael Vandevelde rilegge la celebre reinvenzione delle Quattro Stagioni di Vivaldi firmata da Max Richter. Gli sguardi internazionali attraversano il lavoro di Tiago Rodrigues, Nacera Belaza, Jaha Koo, Eun-Me Ahn, Pankaj Tiwari, Katerina Andreou con Carte Blanche e Ben Duke; il teatro musicale di Vinicio Capossela; e la presenza della musica internazionale con Hildur Guðnadóttir in Osmium, Moritz von Oswald, Jlin, Jeff Mills, Maki Namekawa e Thomas Enhco per The Koeln Concert di Keith Jarrett, Fatoumata Diawara e il producer Kangding Ray, accanto ai progetti dedicati a Hans Werner Henze con New European Ensemble e Carlo Boccadoro, Steve Reich con Blow Up Percussion, Fluxus con Tempo Reale e Philip Glass con Philip Glass Ensemble, Vanessa Wagner e Third Coast Percussion, al cine-concerto di Blade Runner con The Avex Ensemble, fino a The Classical Rave Party di Enrico Melozzi, con 100 Cellos, Orchestra Notturna Clandestina, Giovanni Sollima, Alessandro Baricco e tante star dal mondo della musica italiana.

Centrale l’attenzione alla creazione nazionale con Giorgina Pi, Marta Cuscunà, Pietro Giannini, Silvia Costa, Giacomo Bisordi insieme a Fabrizio Sinisi e Marco D’Agostin con Marta Ciappina, il progetto HEIMAT dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” con Thom Luz, Ersan Mondtag, Fabiana Iacozzilli, Leonardo Lidi e Leonardo Manzan, oltre al rinnovato programma di ULTRA REF al Mattatoio, che rafforza la vocazione del Festival all’innovazione e al rischio, fino all’apertura alle più giovani generazioni e alle famiglie con il programma di REF Kids & Family.

Questo percorso è reso possibile grazie al contributo del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Camera di Commercio di Roma e della Fondazione Roma, cui si affiancano reti costruite con alcune tra le più prestigiose realtà nazionali e internazionali, a partire dalla partnership con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels (rafforzata anche grazie all’ingresso del suo Direttore della Programmazione Danza e Cultura Serge Laurent nel Consiglio d’Amministrazione della Fondazione) e dal sostegno di Banca Ifis ai due spettacoli inaugurali.

Tra i progetti speciali, il focus sulla scena tedesca, promosso nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, realizzato con Ambasciata di Germania, Accademia Tedesca Roma – Villa Massimo e Goethe-Institut; quello dedicato alla scena fiamminga, nell’ambito della rinnovata partnership triennale per il 2026-2028 con Flanders State of the Art; e le celebrazioni per i Settant’anni di gemellaggio esclusivo Roma-Parigi, accanto alle collaborazioni con Istituto di Cultura Sud Coreana, Ambasciata di Norvegia, Institut français, Institut Ramon Llull, Instituto Cervantes. Si rafforzano inoltre le partnership con Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Fondazione Teatro di Roma accanto alle collaborazioni con Teatro dell’Opera di Roma, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio, Villa Medici – Accademia di Francia a Roma, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Musica per Roma, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Short Theatre, Auditorium Conciliazione, Teatro Brancaccio e Teatro Olimpico.

Con i suoi programmi di divulgazione e approfondimento RAI si conferma main media partner del Festival accompagnando visioni e ascolti. Tornano in quest’ambito gli incontri tra artisti e pubblico in collaborazione con RAI Radio 3 a cura di Lorenzo Pavolini. Un’occasione per approfondire poetiche, processi creativi e visioni.

Il calendario completo su romaeuropa.net.

Ucraina, Meloni: Occidente ed Europa spaccati sarebbe regalo a Mosca

Roma, 15 apr. (askanews) – Per l’Ucraina “l’Italia intende continuare a fare la sua parte, perché un occidente diviso e un’Europa spaccata sarebbero l’unico regalo che potremmo fare a Mosca”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni al termine dell’incontro con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. “In questi quattro anni la posizione dell’Europa dell’Italia è rimasta sempre la stessa al fianco di Kiev, del suo popolo, delle sue istituzioni. Crediamo che sostenere l’Ucraina non sia solamente un dovere morale, ma anche una necessità strategica, perché in gioco non sono solamente la dignità, la libertà e l’indipendenza di Kiev, ma anche la sicurezza dell’Europa nel senso chiaramente più ampio del termine”.

“L’Italia continuerà a promuovere in sede G7 e in sede di Unione europea la pressione economica sulla federazione russa. Che continua a non mostrare segnali concreti nel percorso negoziale, insiste negli attacchi contro i civili, persevera nel colpire le infrastrutture indispensabili per la popolazione. Il ventesimo pacchetto di sanzioni che l’Europa si appresta ad adottare rappresenta da questo punto di vista un passaggio importante per ridurre ancora le entrate che alimentano la macchina bellica russa”, ha aggiunto la presidente del
Consiglio, Giorgia Meloni.

“Allo stesso modo – ha proseguito  – continueremo a lavorare anche per garantire l’erogazione del sostegno finanziario che è stato deciso dal Consiglio europeo, che è uno strumento ovviamente fondamentale per garantire la sopravvivenza dell’Ucraina, perché chiaramente un’eventuale crisi finanziaria di Kiev produrrebbe danni incalcolabili anche per l’intera stabilità europea”.

“Chiaramente continuiamo il sostegno a 360° nei confronti dell’Ucraina, ci siamo oggi confrontati molto anche di come rafforzare la nostra cooperazione in materia di difesa. L’Italia in particolare è molto interessata a sviluppare una produzione congiunta soprattutto sulla materia dei droni, settore nel quale sappiamo bene che l’Ucraina in questi anni è diventata una nazione guida” ha detto Meloni.

Mattarella: Italia vuol contribuire a ripristino legalità internazionale

Roma, 15 apr. (askanews) – “In questo momento così travagliato appare più che mai necessaria la difesa, con rinnovata fermezza, dei valori sanciti dalla nostra Costituzione e l’Aeronautica militare è preziosa per il contributo che l’Italia intende fornire al ripristino della legalità internazionale nel rispetto reciproco tra le nazioni e sulla loro ritrovata coesione”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Antonio Conserva e una rappresentanza dell’Aeronautica in occasione del 103° anniversario di fondazione.

Libri, A spasso con Lucy: contributo carne a evoluzione umana

Roma, 15 apr. (askanews) – Il ruolo delle proteine animali nell’evoluzione umana, il loro valore nutrizionale, ma anche sociale e l’importanza che esse rivestono nella tutela di quel rapporto sempre più fragile fra uomo, nutrimento e ambiente: questi i temi discussi durante l’incontro che si è tenuto al Parlamento europeo organizzato dal think tank Competere in partnership con l’associazione Carni Sostenibili. Al centro dell’evento il volume ‘A spasso con Lucy. Perché mangiamo come parliamo. Virtù e valore delle proteine animali’ (Guerini e Associati) scritto da Pietro Paganini con la collaborazione di Carola Macagno. Un viaggio lungo l’evoluzione umana per scoprire l’importanza delle proteine animali nella storia dell’uomo e per dimostrare che se l’uomo è diventato ciò che è, questo è accaduto anche grazie alla carne. Compagna d’eccezione, come spiega l’autore del volume Pietro Paganini, in questo percorso è Lucy, la nostra paleo-antenata vissuta più di 3 milioni di anni fa.

All’evento ha partecipato la dottoressa Elisabetta Bernardi, biologa nutrizionista, specialista in scienze dell’alimentazione e docente di Biologia della nutrizione presso l’Università degli studi di Bari, evidenziando il valore della carne nella alimentazione umana.

Durante la tavola rotonda sui temi del volume sono intervenuti anche diversi eurodeputati, sul tema della carne come elemento che collega nutrizione e natura. Come sottolineato dall’On. Stefano Cavedagna.

In sintesi ridurre il cibo a ‘buono’ o ‘cattivo’ non è scienza, è semplificazione. ‘Lucy’ riporta il dibattito su evidenze, evoluzione e libertà di scelta.

Papa Leone XIV è arrivato in Camerun

Roma, 15 apr. (askanews) – In leggero anticipo sui tempi previsti, l’aereo ITA A330-900neo con a bordo Papa Leone XIV è atterrato all’aeroporto internazionale di Yaoundé-Nsimalen, in Camerun. Inizia così la seconda tappa del viaggio di Prevost in Africa, dopo la visita in Algeria.

Il Nunzio Apostolico, monsignor José Avelino Bettencourt, e il Capo del Protocollo sono saliti a bordo dell’aereo per salutare il Papa.

Il Papa è stato accolto ai piedi della scala anteriore dell’aereo dal primo ministro del Camerun Joseph Dion Ngute, mentre due bambini in abito tradizionale offrivano dei fiori.

Dopo gli Inni, l’Onore alle bandiere, la Guardia d’Onore e la presentazione delle Delegazioni, Prevost si dirigerà in auto al Palazzo Presidenziale (il Palazzo dell’Unità, conosciuto anche come Palazzo Etoudi, residenza ufficiale del Presidente del Camerun, nei quartieri settentrionali della capitale Yaoundé) per la visita di cortesia al Presidente della Repubblica Paul Biya.

Qui Prevost sarà ricevuto dal Direttore del Gabinetto/ Ministro Segretario Generale della Presidenza, che lo accompagnerà al Bureau du Président, dove lo attendono Biya e la consorte Chantal. L’atterraggio all’aeroporto internazionale di Yaoundé-Nsimalen è avvenuto alle ore 14,57 locali (15,57 in Italia).

Durante il volo verso Yaoundé nel sorvolare il Niger, il Chad, la Nigeria, il Papa ha fatto pervenire ai Capi di Stato i seguenti telegrammi: “Sua Eccellenza Abdourahamane Tchiani, Presidente della Repubblica del Niger, Niamey: Mentre sorvolo il Suo Paese durante il mio viaggio apostolico in Repubblica del Camerun, invio cordiali saluti a Sua Eccellenza e al popolo del Niger, con la certezza delle mie preghiere affinché l’Onnipotente vi benedica tutti con forza e concordia”.

“Sua Eccellenza Mahamat Idriss Déby Itno, Presidente della Repubblica del Ciad, N’Djamena: Entrando nello spazio aereo ciadiano nel corso del mio viaggio apostolico nella Repubblica del Camerun, porgo i miei migliori auguri, accompagnati da una preghiera, a Vostra Eccellenza e ai suoi concittadini, e invoco sulla Nazione le benedizioni divine della riconciliazione e dell’unità”.

“Sua Eccellenza Bola Ahmed Tinubu, Presidente della Repubblica Federale della Nigeria, Abuja: Porgo i miei saluti a Vostra Eccellenza e al popolo nigeriano mentre sorvolo il vostro Paese nel corso del mio viaggio apostolico verso la Repubblica del Camerun. Assicurandovi di tenervi presenti nelle mie preghiere, invoco con gioia sulle vostre Nazioni le benedizioni di Dio Onnipotente, affinché vi doni saggezza e unità”.

Fi, Marina Berlusconi: fantomatica idea di una mia discesa in campo

Roma, 15 apr. (askanews) – “Dietro le tante fantasie che Pino Corrias scrive su di me – i miei testi attribuiti a Ciao Darwin, un presunto ‘dialogue coach’ per la mia voce, la solita fantomatica idea di una mia discesa in campo – si nascondono i peggiori tratti di un disprezzo per il genere femminile che, se vogliamo restare in campo evoluzionistico, definirei ‘cavernicolo’. Per non parlare di una spiccata attitudine a quello che i suoi colleghi progressisti chiamerebbero ‘body shaming'”. Lo scrive Marina Berlusconi, presidente di Mondadori e del gruppo Fininvest, in una lettera a Dagospia.

“Non so se Corrias abbia una moglie, una figlia, una sorella, ma nel dubbio esprimo loro tutta la mia solidarietà: condividere la vita con un uomo prigioniero di idee tanto retrograde, misogine e profondamente ‘patriarcali’ – sempre per citare i progressisti, quelli veri – deve essere di certo un faticoso esercizio di resistenza”, aggiunge la figlia del Cavaliere.

“Tutto questo premesso, devo dire che gli attacchi del Fatto Quotidiano per me sono medaglie al valore, che mi appunto con grande soddisfazione sulla giacca”, rileva.

“Certo, spiace vedere che in tanti anni di onorato servizio e nonostante un talento giornalistico davvero spiccato, Travaglio, Corrias e la loro banda non si siano mai trovati un’altra ragion d’essere, editoriale ed esistenziale, al di fuori dell’ossessione antiberlusconiana. Poverini, deve essere davvero frustrante”.

Nucleare, accordo Sogin-Japc su smantellamento reattori a grafite

Roma, 15 apr. (askanews) – Sogin, la società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, e Japc (Japan atomic power company) hanno firmato un Memorandum of Understanding per avviare uno studio congiunto sulle modalità di smantellamento dei reattori nucleari moderati a grafite.

Il MoU, si legge in una nota, nasce dalla volontà della società giapponese di integrare le esperienze maturate presso il reattore Tokai-1 con le competenze di Sogin che fin dalla sua costituzione ha affrontato il tema del decommissioning del reattore della centrale nucleare di Latina moderato a grafite. Quest’ultimo è infatti riconosciuto a livello internazionale come un progetto di smantellamento di riferimento per questa specifica tipologia di impianti.

Comunali, a Prato la sfida Biffoni-Banchelli dopo il commissariamento

Roma, 15 apr. (askanews) – A una manciata di giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste e ad appena una quarantina dal voto, centrodestra e centrosinistra pratesi trovano la quadra, nei rispettivi campi, dopo mesi di voci e trattative. I due principali competitors per la corsa a sindaco di Prato, la città più popolosa di quelle al voto in Toscana nelle prossime settimane, saranno Matteo Biffoni per il campo largo e Gianluca Banchelli per il centrodestra. Sfida significativa in una città dove la sindaca Dem eletta nel 2024, Ilaria Bugetti, si è dimessa il 20 giugno dell’anno scorso perchè coinvolta in un’inchiesta giudiziaria per corruzione. Da allora il Comune è stato commissariato.

Matteo Biffoni, consigliere regionale e, sei mesi fa, campione di preferenze con oltre 22mila consensi alle Regionali, è un ritorno: è già stato sindaco della città toscana per due mandati, dal 2014 al 2024. La direzione provinciale del Pd ha approvato ieri sera all’unanimità la sua candidatura per le elezioni del 24 e 25 maggio e, a sentire il segretario regionale Dem, Emiliano Fossi, si tratta di “una scelta solida e di qualità per il Partito democratico e per tutta la comunità pratese”. “Biffoni ha già dimostrato, nei suoi anni di amministrazione, competenza, capacità di ascolto e una visione concreta per lo sviluppo della città. Dopo il periodo difficile che Prato ha vissuto, si apre oggi una nuova fase che richiede responsabilità, serietà e uno sguardo lungo sul futuro”. Il Pd, insomma, punta su “una guida esperta, “capace di tenere insieme crescita economica, coesione sociale e sicurezza” con una “candidatura che saprà parlare a tutta la città”.

Anche nel centrodestra la scelta è caduta, dopo un toto-nomi tra profili politici e civici – con Forza Italia e Lega che avevano proposto, rispettivamente, Rita Pieri e Claudiu Stanasel -, su un candidato di esperienza come Gianluca Banchelli, la cui candidatura sarà ufficializzata nelle prossime ore dalla sua coalizione. Banchelli, ex militante di An e ora esponente di Fratelli d’Italia, è stato consigliere comunale per tre legislature.

Pil, UPB: impatto conflitto Medio Oriente di 0,2 punti nel 2026-27

Roma, 15 apr. (askanews) – In uno scenario “relativamente favorevole” che “ipotizza il consolidamento della tregua e una progressiva riapertura dello Stretto di Hormuz” l’impatto del conflitto in Medio Oriente sul Pil italiano sarebbe di 0,2 punti nel 2026 e nel 2027. E’ quanto stima l’Ufficio Parlamentare di Bilancio nella sua Nota sulla congiuntura di aprile 2026.

“In uno scenario relativamente favorevole, che ipotizza il consolidamento della tregua e una progressiva riapertura dello Stretto di Hormuz, si determinerebbe una graduale normalizzazione delle forniture e dei prezzi delle materie prime energetiche, con un rientro entro la fine del 2027 verso i livelli medi di fine 2025” si legge nella Nota.

“In tale contesto – prosegue l’UPB – la crescita del PIL italiano registrerebbe un peggioramento rispetto allo scenario previsivo pre-conflitto di 0,2 punti percentuali sia nel 2026 sia nel 2027, mentre l’inflazione registrerebbe un aumento significativo quest’anno, pari a 1,3 punti percentuali, ma più contenuto (0,5 punti) nel 2027”.

L’UPB segnala poi che “in uno scenario meno favorevole, di tensioni più persistenti nel tempo ma senza escalation militare, gli effetti macroeconomici risulterebbero più intensi”.

In questo caso la riduzione della crescita del PIL “sarebbe di poco meno di mezzo punto percentuale in ciascun anno del biennio 2026-2027 mentre le pressioni inflazionistiche si manterrebbero sostenute più a lungo, con un incremento analogo al primo scenario per il 2026 e di 1,1 punti percentuali nel 2027”.

L’Ufficio Parlamentare di Bilancio sottolinea comunque che le simulazioni “soggette a elevata incertezza e puramente indicative di alcuni scenari, andranno via via aggiornate con l’evoluzione del contesto internazionale e i prossimi sviluppi del conflitto”.

Ucraina, M5s: Meloni sia coerente con Zelensky: stop armi e no bando gas se Putin ferma guerra

Roma, 15 apr. (askanews) – “Meloni, pressata dalla crisi energetica, sembra abbandonare definitivamente la linea della scommessa sulla vittoria militare di Kiev e abbracciare le nostre posizioni auspicando che la pace in Ucraina arrivi prima che scatti il bando al gas russo a inizio 2027. Se questo ravvedimento è sincero sia coerente e oggi a Zelensky in visita a Roma non prometta altre armi come ha sempre fatto: la smetta di alimentare la guerra seguendo la logora strategia Nato/Ue di invio armi e riarmo anti-russo e si batta in Ue per quell’iniziativa negoziale europea che noi chiediamo da anni, togliendo a Trump l’esclusiva negoziale con Putin e mandando a Mosca un inviato di pace europeo che proponga una cosa molto semplice: stop armi a Kiev e no bando gas russo se Putin accetta di porre fine alla guerra. Così prenderebbe due piccioni con una fava: pace per gli ucraini ed energia a basso costo per gli italiani”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta i parlamentari M5S delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Media, Agcom: Internet prima per accesso a informazione per 55,8% italiani

Roma, 15 apr. (askanews) – Dopo il sorpasso sulla televisione del 2023, Internet rafforza la sua posizione rappresentando nel primo semestre del 2025 la prima porta d’accesso all’informazione per il 55,8% degli italiani, ampliando ancora il divario con la TV, che scende al 43,2%.

Il consumo di informazione è sempre più polarizzato tra le generazioni: il 40,7% dei giovani tra i 14 e i 24 anni si informa esclusivamente online, mentre tra gli over 65 la televisione resta il punto di riferimento principale, anche se l’utilizzo degli strumenti digitali cresce molto velocemente. Solo gli over 65 continuano (59,8%) a preferire la televisione. Il 34,1% della popolazione tende a informarsi utilizzando un solo mezzo, ma cresce la fascia degli “onnivori”: circa il 26% utilizza almeno quattro mezzi diversi, e quasi il 10% ne impiega sei o più (+4,3 punti percentuali rispetto al 2024). È il bilancio che emerge dall seconda edizione dell'”Osservatorio Agcom sul sistema dell’informazione”.

I social network anticipano gli altri media: la ricerca di notizie è la seconda attività più diffusa tra gli utenti e oltre la metà degli iscritti a una piattaforma dichiara di venire a conoscenza delle notizie prima sui social che dagli altri canali. Si allenta la fiducia complessiva nel sistema dell’informazione, con i media tradizionali – radio, televisione e stampa – che godono di un livello di fiducia alto da parte dei cittadini in misura quasi doppia rispetto alle fonti online (35,9% contro 20%). Circa un italiano su cinque dichiara di informarsi raramente o per nulla, principalmente a causa della ripetitività dei contenuti (22,3%), della loro negatività (18,1%), dell’impatto emotivo (15,2%), della sfiducia nei giornalisti (14,6%) e dell’eccesso di informazioni (14,4%).

Il paywall resta marginale: solo il 6,1% dei cittadini ha un abbonamento alla versione online di quotidiani, gli altri utilizzano strategie alternative di reperimento gratuito delle notizie.

Nel frattempo, sta cambiando anche l’offerta informativa in tv: nel 2025 la televisione generalista riduce le ore dedicate ai programmi di approfondimento (con un calo dell’11,3% delle ore nei programmi extra tg rispetto al 2024).

Fmi stima calo deficit-Pil Italia a 2,8% in 2026, debito-Pil sale a 138,4%

Roma, 15 apr. (askanews) – Dal 3,1% del Pil dello scorso anno, il deficit di bilancio del dell’Italia dovrebbe calare al 2,8% quest’anno – sotto la soglia del 3% fissata dal Patto di stabilità e di crescita – al 2,6% il prossimo al 2,4% nel 2028 per poi stabilizzarsi al 2,5% dal 2029 al 2023 e risalire al 2,7% nel 2031. Sono le previsioni del Fondo monetario internazionale contenute nel Fiscal Monitor, l’analisi sulle finanze pubbliche pubblicata in occasione delle assemblee primaverili a Washington.

Per il debito pubblico è invece prevista una lieve crescita in termini di incidenza sul Pil che proseguirà fino al 2027: dal 137,1% del Pil di quest’anno, il debito dovrebbe raggiungere il 138,4% il prossimo, il 138,8% nel 2027 e poi limarsi al 137,6% nel 2028, al 137,1% nel 2029, al 136,5% nel 2030 e al 136,1% nel 2031.

L’Italia puntava a ricondurre il rapporto deficit/Pil sotto il 3% da già da quest’anno, cosa che avrebbe consentito l’uscita dalla procedura Ue per deficit eccessivo con un anno di anticipo. I dati più recenti lo hanno confermato al 3,1%, anche se l’ultima parola sarà nei dati certificati da Eurostat attesi il 22 aprile.

Ombre cinesi sugli attacchi iraniani ad obiettivi Usa

Roma, 15 apr. (askanews) – Documenti militari iraniani mostrerebbero che il corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, i Pasdaran, ha acquisito alla fine del 2024 un satellite costruito e lanciato dalla Cina e lo ha poi utilizzato per sorvegliare basi militari statunitensi e infrastrutture sensibili nel Golfo e in Medio Oriente, secondo quanto riferito oggi dal Financial Times, che ha visionato questi documenti.

Il satellite, identificato come TEE-01B, sarebbe stato acquistato dalla forza aerospaziale dei Pasdaran dopo essere stato messo in orbita dalla Cina e sarebbe stato impiegato per monitorare siti chiave americani. Secondo il giornale, elenchi di coordinate con indicazione temporale, immagini satellitari e analisi orbitali mostrano che i comandanti militari iraniani ne hanno disposto l’utilizzo per osservare diversi obiettivi prima e dopo attacchi con droni e missili condotti in marzo.

Il TEE-01B è stato costruito e lanciato dalla società cinese Earth Eye Co., che sul proprio sito presenta il modello dell'”in-orbit delivery”, cioè il trasferimento del veicolo spaziale a clienti stranieri dopo il raggiungimento dell’orbita. Nell’ambito dell’accordo, ai Pasdaran sarebbe stato concesso anche l’accesso alle stazioni di terra commerciali gestite da Emposat, società con sede a Pechino che fornisce servizi di controllo satellitare e dati attraverso una rete globale.

Dai registri citati dal Financial Times emerge che il satellite ha ripreso la base aerea Prince Sultan in Arabia saudita il 13, 14 e 15 marzo. Il 14 marzo il presidente Usa Donald Trump aveva confermato che aerei statunitensi presenti nella base erano stati colpiti e che cinque velivoli da rifornimento dell’aeronautica Usa avevano subito danni. Il satellite avrebbe inoltre effettuato attività di sorveglianza sulla base aerea Muwaffaq Salti in Giordania e su aree vicine alla base navale della Quinta flotta Usa a Manama, in Bahrein, nonché sull’aeroporto di Erbil, in Iraq, intorno al periodo di attacchi rivendicati dai Pasdaran contro installazioni in quelle aree.Tra gli altri siti monitorati figurerebbero Camp Buehring e la base aerea Ali Al Salem in Kuwait, la base americana di Camp Lemonnier a Gibuti e l’aeroporto internazionale di Duqm in Oman. Fra le infrastrutture civili del Golfo finite sotto osservazione vi sarebbero inoltre l’area del porto container di Khor Fakkan e l’impianto di energia e desalinizzazione di Qidfa negli Emirati arabi uniti, oltre all’impianto Alba in Bahrein, uno dei maggiori complessi di fusione dell’alluminio al mondo.

“Questo satellite viene chiaramente utilizzato per scopi militari, perché è gestito dalla forza aerospaziale dei Pasdaran e non dal programma spaziale civile iraniano”, ha dichiarato al Financial Times Nicole Grajewski, esperta di Iran di Sciences Po. “L’Iran ha bisogno di questa capacità fornita dall’estero durante questa guerra, perché consente ai Pasdaran di identificare in anticipo i bersagli e verificare il successo dei loro attacchi”, ha aggiunto.

Secondo il quotidiano, il TEE-01B è in grado di acquisire immagini con una risoluzione di circa mezzo metro, cioè paragonabile a quella dei sistemi commerciali occidentali ad alta definizione. Si tratterebbe di un netto salto di qualità rispetto alle capacità interne iraniane. Il precedente satellite militare più avanzato della forza aerospaziale dei Pasdaran, il Noor-3, sarebbe stato infatti accreditato di immagini attorno ai 5 metri di risoluzione, un livello molto inferiore e non sufficiente a identificare velivoli o a monitorare con precisione l’attività nelle basi militari.

Nel settembre 2024 la forza aerospaziale dei Pasdaran, che controlla i programmi missilistico balistico, dei droni e spaziale dell’Iran, avrebbe accettato di pagare circa 250 milioni di renminbi, pari a 36,6 milioni di dollari, per acquisire il controllo del sistema satellitare. L’accordo, firmato da un generale di brigata dei Pasdaran e denominato in valuta cinese, scompone i costi fra satellite, lanciatore, supporto tecnico, infrastruttura dati e servizi forniti da una “controparte straniera”.

In base all’intesa, sarebbe Emposat a fornire ai Pasdaran il software e la rete di terra necessari a gestire il satellite per tutta la sua vita operativa, inviando comandi, ricevendo telemetria e immagini e permettendo agli iraniani di dirigerne le operazioni “da qualunque parte del mondo”. ” Emposat, pur operando formalmente come società commerciale, è stata indicata in un rapporto della commissione Cina della Camera dei rappresentanti Usa come gruppo con stretti legami con la forza aerospaziale dell’Esercito popolare di liberazione. Earth Eye e la stessa Emposat, scrive il quotidiano, presentano inoltre connessioni con ambienti accademici e industriali vicini alla difesa cinese.

Pechino respinge le accuse. Interpellata sulla relazione tra Emposat e i Pasdaran, l’ambasciata cinese a Washington ha dichiarato: “Ci opponiamo fermamente al fatto che parti interessate diffondano disinformazione speculativa e allusiva contro la Cina”. Il portavoce Liu Pengyu ha aggiunto: “Manteniamo una posizione obiettiva e imparziale e abbiamo compiuto sforzi per promuovere colloqui di pace. Non intraprendiamo mai azioni che aggravino i conflitti”.

Tennis, Alcaraz, problema al polso, non si allena a Barcellona

Roma, 15 apr. (askanews) – Nuovo campanello d’allarme per Carlos Alcaraz, che ha deciso di non allenarsi oggi al Barcelona Open Banc Sabadell per non aggravare il fastidio al polso destro accusato nel match di primo turno contro Otto Virtanen.

Secondo quanto riportato da “Marca”, il numero 2 del mondo aveva in programma una sessione dalle 12 alle 14 al RCT Barcelona, ma ha scelto di fermarsi e sottoporsi a cure specifiche in hotel con il suo fisioterapista. Il problema era già emerso durante la sfida d’esordio, quando lo spagnolo aveva richiesto un medical time-out.

Alcaraz, atteso giovedì dall’ottavo di finale contro il ceco TomᚠMachác, vuole evitare rischi in una fase delicata della stagione sulla terra battuta, superficie su cui punta a consolidare risultati e ranking.

Non è la prima volta che il polso destro crea problemi al campione spagnolo: già in passato, tra Montecarlo e la primavera europea, alcuni fastidi lo avevano costretto a stop e rinunce a diversi tornei. Una situazione che impone prudenza, in vista dei prossimi appuntamenti chiave come Madrid, Roma e il Roland Garros.

Ance, Brancaccio: momento drammatico, ma l’emergenza ormai è cronica

Roma, 15 apr. (askanews) – “Siamo in un momento drammatico, emergenziale, con problemi di energia, di caro materiali”. Il governo è alle prese “con tutta una serie di misure per cercare di far reggere la nostra economia, il nostro comparto, in particolare in questa bufera, ha detto che farà di tutto per intervenire. Quindi sto un po’ ringraziando anticipatamente e mi collego al tema di oggi. Siamo tutti così preoccupati di questo momento drammatico, che è un’emergenza che noi speriamo si concluda prestissimo ed è un’emergenza contingente dovuta a una serie di situazioni, ma il tema di oggi, si può dire, che è un’emergenza cronica ormai”. Lo ha affermato la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio nel suo intervento in apertura della conferenza “Un piano per l’Italia”, organizzata oggi a Roma dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili.

“Ogni giorno purtroppo assistiamo a un disastro. Parleremo dei costi dell’intervenire dopo o della prevenzione – ha detto – ma ci sono costi incalcolabili, che sono quelli anche di di perdita di territorio, di perdita di memoria, di perdita di case in alcune situazioni, quelli sono danni incalcolabili. In un paese fragile, non è qualcosa che tra un anno o due avremo risolto, quindi ci vuole un grande piano strutturale”.

“L’Ance sono veramente decenni che ne parla – ha rilevato Brancaccio – abbiamo anche ottenuto qualcosa nel corso dei decenni, qualche Italia Sicura, poi cancellata. Poi Progetti Italia, poi qualcos’altro, ma tutto superato senza un reale piano strutturale e una continuità. Per cui in questo lavoro fatto con Francesco Rutelli e tanti altri amici e colleghi che ascolteremo anche oggi, abbiamo deciso proprio di provare almeno a dare cinque priorità fondamentali per portare avanti un piano strutturale. I cinque punti fondamentali sono un cambio di approccio, un cambio di approccio che significa basta contrapposizione”.

Sul “green” “non è una contrapposizione ideologica, è un dato di fatto. Questi cambiamenti climatici, se ci sono perché naturali, se ci sono perché è l’antropizzazione selvaggia del territorio, ma sono una realtà. Noi abbiamo quindi, dobbiamo puntare su adattamento e mitigazione. L’adattamento e la mitigazione significa anche competenze che in questo paese ci sono. Adattarci significa anche sviluppare un’economia sull’adattamento, quindi non è solo ovviamente prevenire e intervenire, ma significa anche lavoro, competenze, tecnologia”.

“Quindi la prima cosa è un cambio di approccio – ha detto la presidente Ance – che significa anche, ovviamente, siccome i centri urbani sono quelli più impattati da questi cambiamenti climatici, significa anche adeguare quelle che sono le normative urbanistiche ed edilizie per poter dare delle risposte. Il secondo punto è la governance – ha proseguito -. Troppe frammentazioni. Anche qui una cabina di regia, che non può essere che a Chigi, ma anche una struttura operativa, come è stato in alcune esperienze anche virtuose, una struttura dedicata che faccia da coordinamento e che ovviamente lasci presidenti delle regioni come commissari, perché chi vive sul territorio ha il polso e anche forse quelle informazioni, quella capacità di dare risposte e di seguire in maniera più puntuale quello che si deve fare”.

“Terzo è il modello, il modello da gestire. Noi diciamo ci vuole un modello Pnrr con maggiore concorrenza in mercato. Qui inserisco anche altri temi che sono cari a noi, forse la soglia dei 5 milioni di euro per delle procedure negoziate senza abbandono, forse è una soglia troppo alta, quindi un modello Pnrr con uno sguardo più attento al mercato e alla concorrenza, perché il Pnrr ci ha insegnato e ci ha allenato ad avere target, milestone, tempistiche e quindi anche un controllo della spesa e degli obiettivi da raggiungere”, ha rilevato.

“Poi raccogliere dati, mappatura. I dati ci sono, ma sono tutti disaggregati, non si riesce ad avere una visione unitaria – ha detto Brancaccio -. Ci siamo confrontati anche tra di noi, tra il nostro centro studi e i nostri amici di questa avventura per rendere i dati omogenei, perché i dati si interpretano, si leggono, eccetera. C’è bisogno veramente anche di metterci d’accordo di come raccogliere i dati e di usare quella che oggi abbiamo, che è l’intelligenza artificiale, per sperimentare dei modelli, capire alcuni interventi, come possono impattare sul territorio”.

“L’altro punto, ovviamente, è una programmazione, una stabilità dei finanziamenti e anche qui un coordinamento dei fondi. Ci sono fondi, ci sono fondi non spesi e molto spesso vediamo che un disastro, una catastrofe che è accaduta, magari lì già c’era un progetto, c’erano già dei fondi, c’era già un appalto, ma questo lavoro non era cominciato, si era interrotto o non era finito. Quindi una stabilità dei finanziamenti, ovviamente con una governance che segue il tutto”.

“Sentiremo poi appunto anche i nostri decisori e crediamo che anche la maturità che si è raggiunta in Europa sul tema comunque del dissesto insieme alla casa, alla rigenerazione urbana, sono tutte cose che non possono viaggiare separate, sono tutte in qualche modo collegate. Noi siamo ottimisti”, ha concluso Brancaccio.

Tenere sotto controllo i parametri vitali con Corsano

Roma, 15 apr. (askanews) – Tenere sotto controllo i parametri vitali del paziente in tempo reale è adesso possibile grazie a Corsano di Medtronic. Un semplice bracciale che, grazie alle tecnologie di ultimissima generazione al suo interno, consente di diagnosticare tempestivamente qualsiasi segnale di peggioramento della salute del paziente. Apripista il Policlinico Umberto I di Roma, primo in Italia ad adottare il sistema Corsano. Ne ha parlato Francesco Pugliese, Capo Dipartimento Emergenza Urgenza del Policlinico Umberto I: “Nasce da qui l’idea di qualcosa di semplice, di facilmente fruibile, che garantisca questo tipo di monitoraggio. L’idea che ha sviluppato Corsano, di un braccialetto da collegare all’interno di una rete wifi, ci permette, all’interno di un’area molto dedicata e particolare come quella del pronto soccorso, di tenere sotto controllo con un sistema di monitoraggio tutti i pazienti che accedono, pur non avendo la possibilità di essere logicamente vicini fisicamente al paziente”.

Monitoraggio continuo e miglior assistenza. Corsano si candida ad essere un’alternativa valida agli strumenti tradizionali di monitoraggio del paziente.

“L’accorciamento drastico di questi tempi, da quando comincia a insorgere l’evento di criticità a quando si interviene, tutto quello che è tempodipendente è un giovamento, più si accorcia il tempo e più è un giovamento per il paziente. La risposta che abbiamo verificato, nel corso di questo primo avvio sperimentale da parte dei pazienti, è un incremento del loro senso di sicurezza, perché pensano che attraverso questo braccialetto qualcuno li controlla, qualcuno gli sta vicino, quindi migliora anche il rapporto tra gli operatori e i pazienti all’interno dell’area pronto soccorso” ha concluso Pugliese.

In un ambiente in rapido sviluppo come quello sanitario, l’assistenza e la prevenzione devono camminare di pari passo con le tecnologie di nuova generazione, con l’obiettivo di ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere e risolvere la problematica della carenza di personale.

Calcio, Serie A, arbitri: Marcenaro per Roma-Atalanta

Roma, 15 apr. (askanews) – Ufficializzate le designazioni arbitrali per la 33^ giornata di Serie A, con gare distribuite tra venerdì e lunedì. Spiccano le scelte per i big match, con Maurizio Mariani designato per Juventus-Bologna e Luca Zufferli chiamato a dirigere Napoli-Lazio. Roma-Atalanta sarà diretta da Matteo Marcenaro. Si parte venerdì con Sassuolo-Como affidata a Francesco Fourneau e, in serata, Inter-Cagliari sotto la direzione di Matteo Marchetti. Sabato pomeriggio Udinese-Parma con Alessandro Di Marco, mentre alle 18 spazio a Napoli-Lazio. Domenica si apre con Cremonese-Torino affidata a Michael Fabbri, seguita da Verona-Milan con Daniele Chiffi e Pisa-Genoa diretta da Gabriele Crezzini. In serata Juventus-Bologna.

Chiude il programma lunedì Lecce-Fiorentina, affidata a Fabio Maresca.

Ecco nel dettaglio:

Sassuolo-Como (venerdì 17/04, h. 18.30): Fourneau di Roma 1 Inter-Cagliari (venerdì 17/04, h. 20.45): Marchetti di Ostia Lido Udinese-Parma (sabato 18/04, h. 15.00): Di Marco di Ciampino Napoli-Lazio (sabato 18/04, h. 18.00): Zufferli di Udine Roma-Atalanta (sabato 18/04, h. 20.45): Marcenaro di Genova Cremonese-Torino (domenica, h. 12.30): Fabbri di Ravenna Verona-Milan (domenica, h. 15.00): Chiffi di Padova Pisa-Genoa (domenica, h. 18.00): Crezzini di Siena Juventus-Bologna (domenica, h. 20.45): Mariani di Aprilia Lecce-Fiorentina (lunedì 20/04, h. 20.45): Maresca di Napoli

Calcio, Conference, Fiorentina sogna la rimonta col Palace

Roma, 15 apr. (askanews) – Serve un’impresa alla Fiorentina per ribaltare al Franchi lo 0-3 subito in Inghilterra contro il Crystal Palace nell’andata dei quarti di UEFA Europa Conference League. Una missione complicata ma non impossibile secondo Paolo Vanoli, che si aggrappa allo spirito del gruppo e alla fiducia ritrovata dopo il successo in campionato contro la SS Lazio.

“Sappiamo che dobbiamo fare la partita perfetta, ma sappiamo anche che il calcio può regalare questi sogni e domani ci dobbiamo provare con le forze che abbiamo a disposizione e la mente libera”, spiega il tecnico viola. “Il bello del calcio è arrivare a queste partite per tentare qualcosa che sembrava impossibile. Ho detto ai ragazzi che dobbiamo provarci”.

La vittoria contro la Lazio ha rappresentato uno snodo cruciale nella stagione della Fiorentina, permettendo alla squadra di blindare di fatto la salvezza e affrontare con maggiore serenità il finale. “E’ stata la vittoria più importante del campionato, per il gruppo e per come l’abbiamo affrontata, considerando anche le tante assenze. Sono tre punti che ci avvicinano a qualcosa di straordinario, numeri alla mano. Ma ora testa e piedi per terra”.

Vanoli non si sottrae nemmeno alle domande sul futuro, tra voci e possibili scenari: “Sono giochi mediatici a cui siamo abituati. Io sono nel calcio da tanti anni e so come funziona. Devo guardare solo al presente e a quello che stiamo facendo”.

E sulla permanenza a Firenze: “Assolutamente sì, quando inizio qualcosa voglio portarla avanti. La società mi ha sempre dato fiducia e io devo finire il lavoro iniziato”.

Infine, un aggiornamento sulle condizioni di Moise Kean: “Stiamo tentando di recuperarlo, con doppie sedute e massimo impegno anche da parte sua. Vuole esserci in questo finale di stagione. Ha avuto un fastidio che ha interrotto il suo percorso, ma il gruppo ha sopperito alla sua assenza”.

Calcio, Juve, Milik ko: stagione finita

Roma, 15 apr. (askanews) – Non c’è pace per la Juventus e per Arkadiusz Milik, costretto all’ennesimo stop di una stagione segnata dagli infortuni. Gli esami strumentali sostenuti nelle ultime ore presso il JMedical evidenziano una lesione di medio grado del bicipite femorale della coscia destra. Uno stop che, alla luce delle condizioni fisiche precarie degli ultimi due anni, porta a considerare la stagione dell’attaccante polacco virtualmente conclusa.

“In seguito a un problema muscolare accusato durante l’allenamento di ieri, martedì 14 aprile, questa mattina Milik è stato sottoposto ad accertamenti radiologici presso il JMedical”, comunica il club bianconero. “Gli esami hanno evidenziato una lesione di medio grado del bicipite femorale della coscia destra. Tra circa 10 giorni saranno ripetuti nuovi controlli per definire con esattezza i tempi di recupero”.

Rai, dopo parole Mattarella opposizioni attaccano governo. Bagarre in Senato

Roma, 15 apr. (askanews) – Dopo le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla Rai, è bagarre in Senato dove ci si stava apprestando a esaminare il dl sicurezza, in un’aula che si annuncia già infuocata a causa del contingentamento dei tempi sul provvedimento. Ad aprire la questione la presidente della Vigilanza Rai Barbara Floridia, la quale ha preso la parola: “Rispetto al Parlamento che spesso viene umiliato volevo riportare le parole del presidente della Repubblica che ci richiama ai nostri doveri istituzionali” definendo “inaccettabile” la questione Rai.

Quando la vicepresidente di turno Licia Ronzulli (Fi) reagisce invitando Floridia a interrompere il suo intervento perché, sostiene, essere fuori dall’ordine dei lavori e le intima: “si calmi. Non si può vedere una sceneggiata in cui lei mi viene addosso. Toglietele il microfono”, inizia un botta e risposta: “non mi urli lei”. La tensione si accende tra le proteste: “La questione che pone la presidente Floridia riguarda i lavori dell’aula, il Media Freedom Act da un anno e mezzo è oggetto di richiesta unitaria delle opposizioni, preso in ostaggio dal governo”, ha sottolineato il capogruppo dem Francesco Boccia. E Ronzulli: “non provocate perché tanto vado avanti”. Il presidente del Misto, Peppe de Cristofaro (Avs) ha osservato: “Quanto affermato dai colleghi non è fuori tema visto che questa settimana avremmo dovuto parlare di questo, peraltro in buona compagnia: il Quirinale”. La Cinque stelle Ada Lo Preiato chiede una sospensione, che dopo diverse discussioni viene concessa per cinque minuti.

In un punto stampa in sala stampa, le opposizioni hanno rincarato la dose. Se l’avessero fatta parlare, ha spiegato Floridia, avrebbe detto che avrebbe “convocato nuovamente l’ufficio di presidenza per audire Giorgetti che non si pronuncia e tiene bloccata la riforma della Rai. C’è stato un atto di palese violenza istituzionale. Mi è stato impedito di parlare in aula a nome di una commissione”.

Così Boccia: “quanto avvenuto in aula è l’ennesima dimostrazione dell’insofferenza della maggioranza alle regole. La discussione del Mfa era in calendario e quindi il tema sollevato dalla presidente Floridia è assolutamente coerente con i nostri lavori ma nonostante questo non arriva mai all’attenzione dell’aula perché il ministro dell’economia Giorgetti non vuole prendere atto che la Rai non è di proprietà né sua né del governo” e l’Italia “è già in procedura di infrazione e questo è grave. Le opposizioni ci sono, la risposta da parte della destra e da parte del governo non arriva”. Ha attaccato anche il presidente dei senatori M5S Luca Pirondini (“Ronzulli ha censurato il presidente della Repubblica”, “denota non solo l’arroganza ma anche la palese inadeguatezza di chi stamattina presiedeva l’aula”). Ha ironizzato la capogruppo Iv Raffaella Paita prendendosela con la conduzione dell’aula da parte di Ronzulli (“Ronzulli è un La Russa che non ce l’ha fatta”). De Cristofaro: “potrei cavarmela con una battuta: pochi minuti fa la senatrice Ronzulli, togliendo la parola alla senatrice Floridia, l’ha tolta a Mattarella. Ci troviamo di fronte a un ostruzionismo di maggioranza, fatto apposta per legittimare tele-Meloni”.

Trump: la guerra con l’Iran è "molto vicina" alla conclusione

Roma, 15 apr. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che la guerra tra Stati uniti e Iran è “molto vicina” alla conclusione, mentre resta in vigore il cessate il fuoco di due settimane e si guarda a una possibile ripresa dei negoziati nei prossimi giorni. In un’intervista a Fox Business che andrà in onda oggi nel programma “Mornings with Maria”, Trump ha affermato: “Penso che sia vicina alla fine, sì. La considero molto vicina alla fine”.

Le parole del presidente arrivano mentre i colloqui tra funzionari americani e negoziatori iraniani potrebbero riprendere domani, dopo lo stallo registrato nel fine settimana nei negoziati in Pakistan. Lunedì Trump ha però disposto il blocco navale di tutti i porti iraniani, segnando una nuova intensificazione del conflitto dopo che la scorsa settimana Washington aveva accettato di interrompere i bombardamenti sull’Iran.Pur dicendosi convinto che la guerra sia prossima alla fine, Trump ha aggiunto che gli Stati uniti non considerano ancora chiusa la partita. “Se mi ritirassi proprio ora, ci vorrebbero 20 anni per ricostruire quel Paese. E non abbiamo finito”, ha detto. “Vedremo cosa succederà. Penso che vogliano davvero molto fare un accordo”.

Trump ha inoltre rivendicato la scelta di intervenire militarmente nel conflitto, sostenendo che fosse necessaria per impedire all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare. “Ho dovuto deviare in quella direzione perché, se non l’avessi fatto, in questo momento l’Iran avrebbe un’arma nucleare”, ha affermato. “E se avessero un’arma nucleare, chiamereste tutti quello laggiù ‘signore’, e questo non volete farlo”.

Pichetto: l’Italia ha un problema sui fabbricati in cemento armato anni ’50

Roma, 15 apr. (askanews) – In Italia “un certo problema ce l’abbiamo sugli edifici. Da noi sono ‘storici’ i fabbricati a 70 anni. Però il problema che adesso hanno 70 anni i fabbricati in pessimo cemento armato degli anni 50, vogliamo dircelo? Questo significa fare una valutazione rispetto al concetto dell’adattamento. Vanno quindi ripensati i territori, la modalità di affrontare le questioni sui territori, il rapporto con l’ambiente, gli interventi vari, e da questo emerge la necessità di quella che è la pianificazione, la programmazione a livello nazionale”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel suo intervento oggi alla conferenza “Un piano per l’Italia”, organizzata a Roma dall’Ance su rischi, costi e messa in sicurezza si città e territori.

Tutti “grandi temi – ha detto Pichetto – sono talmente tanti quelli che sul titolo che avete dato al convegno che è difficile affrontarli”. Come quello dell’assetto idrogeologico e dell’uso sullo stesso dei fondi di coesione Ue. “Continuiamo a essere un paese in cui governano i bianchi, i verdi o i rossi, o i neri, tutto quello che vuoi, e che non è capace di spendere”.

“Quindi c’è una questione di governance – ha proseguito il ministro -. C’è ed è forte, d’altra parte a livello nazionale stiamo andando avanti nel creare le condizioni per avere tutte le informazioni”.

Serve poi un approfondito controllo “di quelli che sono i fenomeni territoriali. E’ chiaro che questi elementi devono essere la base per quelle che sono le azioni, altrimenti diventano solo elementi per il dibattito culturale, per i convegni o per qualche lungo articolo sulla stampa specializzata”.

“E poi, naturalmente, stiamo vicino alle città, l’iniziativa sulle 100 città sta andando avanti, è un segnale più che di intervento finanziario, in questo caso è di sensibilizzazione partendo dal basso. E nel contempo andiamo avanti con quelle che sono le altre azioni. Dobbiamo recepire la direttiva di efficientamento energetico, e dobbiamo entro il 31 maggio recepire il case Green”.

Questo “in un paese suddiviso in 200 mila borghi, non è un’operazione facile se vogliamo dare un percorso realistico, se vogliamo fare il libro dei sogni, prevediamo a questo punto di metterci 100 miliardi e così via, accontentiamo tutti, facciamo la conferenza stampa e la chiudiamo. Ma è un percorso che diventa fondamentale per un paese se vuole essere un paese moderno, perché se noi riusciamo a metterci un pizzico in più di autonomia energetica che ci permette di avere dei costi più contenibili, un po’ di più, quando dico un po’ di più ci metto il nucleare per capirci nel prossimo decennio, perché altrimenti non andiamo a nessuna parte”.

Infine, “quando parliamo di pianificazione, noi abbiamo un piano che riguarda principalmente un filone di mitigazione che ha il percorso energetico man mano da adattare, e che riguarda l’abbattimento delle emissioni carboniche, che riguarda una serie di percorsi, una serie di step, che naturalmente dobbiamo anche tentare di adattare con realismo, uscendo un po’ dagli schemi un po’ ideologici, dell’ondata ideologica che ha caratterizzato almeno l’altra legislatura della Commissione europea”, ha concluso.

Dl Pnrr, ok Senato a fiducia con 101 sì. Diventa legge

Roma, 15 apr. (askanews) – Via libera del Senato alla fiducia posta dal governo sulla conversione in legge del decreto Pnrr, senza modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera in prima lettura, con 101 voti favorevoli, 63 voti contrari e 2 astenuti.

Il decreto era in scadenza il prossimo 20 aprile ed è giunto ieri in Aula a Palazzo Madama dalla commissione Bilancio senza mandato al relatore. Col voto di fiducia del Senato, il provvedimento, di 40 articoli, diventa legge.

Nel dl sono contenute una serie di misure che puntano alla semplificazione e all’accelerazione delle procedure per la realizzazione degli obiettivi del piano, oltre che interventi sulla governance.

Arriva anche l’obbligo di registrare entro il 10 del mese sulla piattaforma ReGiSi dati sull’avanzamento della realizzazione dei lavori e la fissazione del termine del 30 giugno anche per gli interventi del Piano che avevano una scadenza antecedente. Tra le misure introdotte durante l’esame in Commissione il ripristino dei finanziamenti per Radio Radicale.

Frana di Niscemi, 13 indagati: ci sono anche gli ultimi 4 governatori

Milano, 15 apr. (askanews) – Sono 13 gli indagati dalla Procura di Gela (Caltanissetta) nell’ambito della inchiesta sulla frana di Niscemi dello scorso gennaio per disastro colposo. Lo ha confermato il Procuratore capo Salvatore Vella nel corso di una conferenza stampa in Tribunale. Tra gli indagati figurano gli ultimi quattro presidenti della Regione Siciliana: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e il governatore in carica Renato Schifani.(Fonte: Quotidiano di Sicilia)

Tajani alla terza conferenza umanitaria sul Sudan, cosa sapere

Roma, 15 apr. (askanews) – Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani si reca oggi a Berlino per partecipare alla Terza Conferenza Internazionale sul Sudan e promuovere una mediazione per arrivare alla fine della guerra civile, anche tramite pressione sugli Stati arabi che continuano a finanziare le due fazioni.

La Conferenza si tiene nel terzo anniversario dello scoppio del conflitto, confermando l’impostazione delle precedenti edizioni di Parigi (2024) e Londra (2025). È co-presieduta da Germania, Francia, Regno Unito, Unione Europea, Unione Africana e, per la prima volta, dagli Stati Uniti. La partecipazione è a livello ministeriale e include Germania, Francia, Norvegia, Irlanda ed Egitto. L’Ue sarà rappresentata dall’Alto Rappresentante Kallas e dalla Commissaria Lahbib, gli Usa dal consigliere di Trump Massad Boulos, l’Unione Africana dal presidente della Commissione Mahmoud Ali Youssouf. L’obiettivo principale è mobilitare fondi a sostegno della risposta umanitaria: Ue e Stati membri hanno annunciato stanziamenti per un totale di 681,4 milioni di euro.

Sul fronte italiano, il Governo ha lanciato l’iniziativa “Italy for Sudan”, coordinata dal ministero degli Esteri e dalla Cooperazione italiana, con l’obiettivo di fornire una risposta concreta alla crisi umanitaria con particolare attenzione a bambini, studenti e famiglie sfollate. Le operazioni sono partite il 25 dicembre 2025 con un primo volo umanitario a Port Sudan recante circa 25 tonnellate di aiuti destinati a 2.500 studenti. A inizio aprile 2026 è seguita una seconda tranche con beni alimentari di prima necessità. Entro fine aprile sono previste forniture fino a 107 tonnellate complessive, destinate a 4.245 famiglie sfollate in 31 campi nello Stato del Mar Rosso. Nel marzo scorso sono stati inoltre stanziati 5 milioni di euro alla FAO per l’assistenza agricola di emergenza e 1 milione di euro alla Ficross per l’accesso all’acqua potabile e all’assistenza medica nelle aree del Darfur. Il portafoglio complessivo della Cooperazione italiana per la crisi sudanese ammonta a circa 142 milioni di euro a dono, cui si aggiungono oltre 33 milioni di euro mobilitati per interventi di emergenza dal 2023.Sul terreno, il conflitto tra le Sudanese Armed Forces (SAF) e le Rapid Support Forces (RSF) – scoppiato il 15 aprile 2023 – ha generato la più grave crisi umanitaria al mondo. Si contano circa 15 milioni di sfollati, di cui quasi 5 milioni rifugiati nei Paesi limitrofi, principalmente Etiopia, Ciad, Sud Sudan ed Egitto. Oltre 33 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria, di cui circa 17 milioni sono minori. I casi di malnutrizione superano i 4 milioni, concentrati soprattutto in Darfur e Kordofan, mentre il collasso del sistema sanitario favorisce la diffusione transfrontaliera di colera, morbillo ed epatite E.

Il rischio di frammentazione del Paese in due distinte entità territoriali si è acuito dopo la conquista di El-Fasher da parte delle RSF nell’ottobre 2025, che ha suscitato allarme internazionale per la portata delle atrocità commesse: una missione ONU indipendente ha ravvisato i tratti distintivi di un genocidio ai danni delle comunità non arabe. Le SAF controllano Khartoum, Port Sudan e le regioni settentrionali e orientali; le RSF dominano le regioni occidentali e meridionali. Una proposta di tregua umanitaria di tre mesi è stata respinta dalle SAF a fine novembre 2025, ritenuta eccessivamente favorevole all’avversario.

I tentativi negoziali non hanno finora prodotto risultati concreti. Il formato QUAD – che riunisce UAE, Arabia Saudita, Egitto e Stati Uniti – non è riuscito a imporre un cessate il fuoco, anche perché tre dei suoi quattro membri sono ora direttamente coinvolti nel conflitto in Medio Oriente. Nel medio periodo, tuttavia, la guerra tra USA, Israele e Iran potrebbe spingere i Paesi del Golfo a ridurre i finanziamenti alle fazioni sudanesi, con possibili effetti positivi sull’andamento del conflitto.