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Altan inaugura mostra Mafalda e La Pimpa: entrambe occupate col mondo

Roma, 15 mag. (askanews) – Lunghe file di fan assiepati fuori dalla Sala Dalì dell’Istituto Cervantes in Piazza Navona a Roma per incontrare il Maestro Altan, venuto a inaugurare la mostra “Mafalda e La Pimpa”, che fino all’11 luglio 2026 espone le riproduzioni (in stile Artist’s Edition) delle strip della bambina ribelle dai capelli corvini creata dal fumettista argentino Quino e le tavole originali della Pimpa, per la prima volta insieme.

“È una sorpresa anche per me, non credo che si siano mai incontrate nella vita. Però forse hanno in comune di occuparsi con passione del mondo che hanno intorno. I due mondi sono completamente diversi, però c’è qualcosa che li unisce in questo”, ha raccontato il Maestro ad askanews.

La mostra, realizzata da Arf! Festival del Fumetto della Capitale, giunto alla XII edizione, e Istituto Cervantes di Roma (in collaborazione con Franco Cosimo Panini, Quipos Srl, Caminito Sas agenzia letteraria), è stata aperta con un talk che ha visto protagonista Francesco Tullio-Altan, 83 anni: come lui, le sue vignette non invecchiano, ‘perché il mondo non cambia’, ha detto l’autore satirico, mentre “il potere distruttivo della satira oggi scivola addosso” ai leader del mondo, ha aggiunto tagliente. La sua Pimpa invece rimane sempre dolcissima:

“La Pimpa non l’ho pensata come un personaggio da pubblicare. È nata per gioco con mia figlia piccola. So che la Pimpa è molto curiosa e le persone curiose secondo me sono anche generose, perché vogliono conoscere gli altri, sapere come vanno le cose degli altri e questo la Pimpa lo è, molto generosa”, ha aggiunto.

Sul rapporto con il collega argentino ha ricordato: “So che Quino era una persona molto spiritosa, molto attenta agli altri. Siamo stati abbastanza amici tanti anni fa”.

La mostra è curata da Stefano Piccoli, in arte S3Keno, e Daniele Bonomo, alias Gud, entrambi fondatori dell’Arf! Festival. Quest’ultimo ci ha raccontato:

“È stato un allestimento e una curatela molto emozionante, perché Quino con Mafalda e Altan con la Pimpa hanno rappresentato per molti di noi, in particolare per me e Stefano Piccolo che siamo i curatori, hanno rappresentato una crescita anche personale all’interno del mondo del fumetto. Io mi ricordo da piccolo che leggevo il Corriere dei Piccoli e dentro ci trovato le storie della Pimpa e cercavo i giornali e le riviste dove c’era mafalda e altre strip dedicate ai più piccoli. Ritrovarmi ora a maneggiare le tavole originali di questi artisti è stata una bellissima sensazione”.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Carla Brandolini

Immagini askanews (foto d’archivio Quino, Altan e Coco, 1977, di Luciano Brambilla)

Usa, ecosistemi a tavola: le ostriche contro la ‘tempesta perfetta’

Gulf Shores (Alabama), 15 mag. (askanews) – In Alabama, lungo la costa del Golfo, l’allevamento di ostriche è una realtà ancora giovane ma già centrale nel futuro della pesca sostenibile contro quella “tempesta perfetta” descritta da Joe Ingraham, allevatore e titolare di Admiral Shellfish, che ci racconta tutto della sua attività e inquadra il contesto geografico e ambientale della baia di Mobile: un ecosistema estuario alimentato da grandi sistemi fluviali che drenano buona parte del sud-est americano e riversano ogni giorno enormi quantità di acqua dolce nel Golfo del Messico.

Questa dinamica rende la salinità della baia un fattore decisivo per la crescita delle ostriche. Nella Mobile Bay la salinità media si aggira intorno a 10 parti per mille, un livello salmastro tipico degli estuari, ma l’allevamento di Ingraham si trova in un’area più esposta all’acqua oceanica, con una salinità media di circa 20 parti per mille. È proprio questa caratteristica a favorire una crescita più rapida e, soprattutto, un sapore più marcato.

“Più l’acqua è salata, più velocemente crescono e, cosa più importante per noi, migliore è il loro sapore”, spiega Ingraham. E aggiunge con tono pratico e diretto: “Le nostre ostriche sono regolarmente le più salate dello stato”.

Ristoranti molto eleganti della zona come Voyagers del Perdido Beach Resort, Big Fish o altri dalla incredibile vista sui fuochi d’artificio come CoastAL di Orange Beach, tutti consigliati da Sweet Home Alabama e Travel South Usa, servono ostriche quotidianamente ai loro clienti.

Il quadro però non è solo produttivo o turistico, ma anche ambientale. In Alabama e lungo la costa del Golfo la popolazione di ostriche selvatiche ha subito un crollo superiore al 75%. Le cause sono molteplici: dragaggi, sviluppo costiero, aumento del deflusso di sedimenti e trasformazione degli habitat storici. Le barriere naturali, se sepolte dal fango per troppo tempo, non riescono più a sostenersi: le ostriche finiscono per morire di fame.

Secondo Ingraham, questa situazione rende l’acquacoltura una risposta necessaria oltre che economica: “L’acquacoltura in generale, in particolare l’allevamento di ostriche, è davvero l’unico modo sostenibile per continuare a pescare frutti di mare”. Un modello che, nella sua visione, non riguarda solo le ostriche ma più in generale il futuro della produzione ittica sulla costa del Golfo.

A rafforzare questa lettura arriva anche il parere del paleontologo e biologo Andrew Gentry, che sottolinea il ruolo delle ostriche come specie chiave negli ecosistemi marini. Le ostriche, spiega, costituiscono la base delle barriere coralline: “Si fissano al fondale, si aggregano tra loro e costruiscono strutture che funzionano come veri e propri habitat complessi. In pratica, le loro conchiglie formano l’ossatura della barriera, offrendo rifugio a alghe, piccoli crostacei e granchi. Da lì si sviluppa una catena ecologica più ampia, capace di attrarre pesci, predatori più grandi, mammiferi marini, squali e tartarughe. Le ostriche, in questo senso, non sono solo una risorsa alimentare, ma la base stessa della biodiversità locale”.

L’ostricoltura in Alabama – spiega Ingraham – è iniziata solo intorno al 2000, ma oggi conta già 24 allevamenti, di cui tre nella contea di Baldwin. È ancora un settore piccolo, concentrato in poche aree, ma con un potenziale significativo. In un contesto segnato dalla perdita degli stock selvatici e dalla pressione crescente sugli ecosistemi costieri, l’allevamento di ostriche appare sempre più come una delle poche strade compatibili con la tutela dell’ambiente e la continuità economica della pesca.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

L’autonomia siciliana a 80 anni dal riconoscimento dello Statuto speciale

A ottant’anni dall’approvazione dello Statuto speciale credo che, finalmente, si debba riconoscere che l’autonomia della Sicilia nell’attuale contesto globale, a differenza degli anni a partire dal 1943 nei quali indubbiamente ha costituito anche per noi Siciliani un problema, può diventare una risorsa strategica sia per l’Italia che per l’Europa.

Naturalmente, tutto dipenderà dalla capacità che gli attori, che saranno chiamati ad interpretarla, sapranno dimostrare nel declinarla in maniera efficace. In modo tale, cioè, che diventi il motore per valorizzare la posizione geopolitica della Sicilia, per gestire al meglio le relazioni euro-mediterranee, per mostrare una inedita attitudine nel governare con spirito comunitario aperto alla cooperazione e all’integrazione, per promuovere l’innovazione economico-sociale non solo dell’Isola.

 

Il ritorno strategico del Mediterraneo

In questa prospettiva, la riconquistata centralità del Mediterraneo per una serie di fattori che vanno dalla crisi energetica alle migrazioni, dalle tensioni geopolitiche alla sicurezza militare, per non dire del commercio internazionale, costituisce una opportunità inedita e irrinunciabile per trasformare la Sicilia nella piattaforma logistica tra l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente, per farla diventare un hub energetico mediterraneo, per rafforzarla nel suo ruolo di centro interplanetario delle telecomunicazioni.

Come è intuitivo, però, tutto ciò implica un cambiamento radicale dell’attuale configurazione della Regione. Non tanto sotto il profilo della sua forma di governo e, in generale, della governance — che pure è necessario rivedere — quanto piuttosto e principalmente per la mancanza di forme e istituti di raccordo e collegamento istituzionale sia con gli enti interni alla propria dimensione territoriale (comuni, città metropolitane, liberi consorzi) sia con le altre regioni e lo stato nell’ambito della Repubblica.

Ai quali bisogna, inoltre, aggiungere la completa assenza di relazioni con le istituzioni regionali dell’Unione Europea e anche con le città e gli enti locali degli stati della sponda sud del Mediterraneo.

 

Dal regionalismo autoreferenziale al regionalismo comunitario

Le “linee-guida” per operare questa che sarebbe, a mio giudizio, l’unica vera riforma innovativa dello Statuto non mancano. Sia a livello costituzionale della Repubblica, che ordinamentale dell’Unione Europea.

Sulla base dell’indicazione derivante dall’ottavo comma dell’articolo 117 della Costituzione, si tratterebbe di mettere al lavoro il principio che “per il migliore esercizio delle proprie funzioni” le Regioni possono stipulare fra di loro intese e financo individuare “organi comuni”.

Sarebbe il passaggio da un regionalismo autoreferenziale ad un regionalismo comunitario che si collega con la disposizione dell’art. 132 Cost. circa la fusione e la creazione di nuove regioni.

Con una ulteriore novità, però: il passaggio da un impianto di tipo strutturale ad una impostazione funzionale. Che implica il superamento dell’approccio, all’organizzazione della nuova regione, esclusivamente politico, culturale, identitario e ne fa emergere, invece, arricchendosi della prospettiva geopolitica e socio-economica, una particolare attenzione per la dimensione ottimale del territorio alla quale commisurare l’efficienza, l’efficacia e l’economicità delle politiche.

In estrema sintesi, facendo transitare il nuovo profilo della regione siciliana da una organizzazione di potere, ancorché decentrato rispetto a quello dello stato fondato sull’idea di sovranità, ad un impianto di servizio cui pilastro fondamentale diventa il principio di sussidiarietà.

 

La prospettiva macroregionale europea

Un cambiamento del profilo della regione non di poco conto! Che, in sostanza, significa che l’organizzazione dell’inedita macroregione non segue tanto la logica dell’accorpamento istituzionale, sulla base della dimensione territoriale o demografica tra varie regioni, quanto quella della ricerca di una nuova identità storico-politica all’altezza dei processi di integrazione europea e di globalizzazione e, soprattutto, quella della definizione di un’area ottimale per esercitare le competenze riconosciute alla Sicilia e, più in generale, per l’espletamento di una sua azione di governo efficiente, efficace ed economicamente decisiva per i processi di sviluppo.

Per quanto riguarda l’indirizzo che possiamo ricavare dall’ordinamento europeo, invece, si tratterebbe di fare tesoro della sopra cennata strategia macroregionale per profilare una nuova Comunità siciliana di portata europea.

Che, per operare efficacemente una riforma del sistema di governance nella gestione delle politiche pubbliche e metterle a servizio delle esigenze dello sviluppo delle comunità e dei bisogni dei cittadini, necessita di essere ridisegnata superando l’attuale dimensionamento delle funzioni e delle competenze che rispecchia i cristallizzati interessi dei gruppi di potere che mantengono pietrificata la Sicilia e le impediscono di esercitare un ruolo propulsivo sia nel Mezzogiorno e nel Paese che nel Mediterraneo e in Europa.

 

UnEuropa dei Popoli e delle Comunità

Ma come? Attraverso l’adozione di una strategia aggregativa di aree regionali — omogenee per eco-sistemi, storia, cultura, sensibilità politiche e interessi socio-economici — che superino il limite delle diverse appartenenze di ordine nazionale e si collochino nella prospettiva della costruzione politica di un’Europa che non può che essere dei Popoli e delle Comunità, appunto, macroregionali. Non più, certo, degli Stati nazionali!

Si farebbe così un importante passo “in avanti” non solo per uscire dalla crisi che attanaglia l’Unione Europea ma anche per scuotere dalla catalessi, in cui è caduto, il regionalismo storico della Sicilia, oggi, diventato paravento di privilegi e oggetto di un ritorno centralistico dello stato.

La prospettiva di una riforma macroregionale della Sicilia, insomma, all’interno del “Patto per il Mediterraneo” e con il supporto dell’Assemblea Regionale e Locale Euro-Mediterranea (ARLEM), potrebbe diventare la piattaforma di uno spazio comune mediterraneo, basato sul rispetto della democrazia, dei diritti umani e dello stato di diritto nel quale consolidare la collaborazione, la cooperazione e l’integrazione tra tutte le istituzioni del bacino mediterraneo per affrontare i passaggi sempre più delicati del cambiamento climatico, delle sfide connesse alla transizione digitale ed alla sicurezza e dello svilup

Maldive, sub italiani morti: le ricerche dei corpi riprendono sabato

Roma, 15 mag. (askanews) – Dovrebbero riprendere domani le ricerche, alle Maldive, dei corpi di quattro italiani morti ieri durante un’immersione subacquea. Le condizioni meteorologiche avverse consigliano una pausa, dopo il recupero di un quinto corpo, che secondo iniziali notizie di stampa locale sarebbe di Monica Montefalcone, la ricercatrice dell’Università di Genova che guidava la spedizione. Un’identificazione non ancora ufficialmente confermata dalle autorità italiane. “Il corpo”, ha detto in un intervento a Sky Tg24 l’ambasciatore italiano a Colombo (competente per le Maldive), Damiano Francovigh, “è stato recuperato ieri ed è stato già portato a Malè. Gli altri quattro non sono ancora stati individuati: secondo le informazioni della Guardia Costiera maldiviana, con la seconda immersione di domani saranno avvistati. Ma tutto dipende un po’ anche da come si mettono le condizioni climatiche”.

Le altre vittime, oltre Montefalcone, sarebbero Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri. A bordo dell’imbarcazione “Duke of York”, che trasportava i connazionali, c’erano anche altri 20 italiani, che hanno partecipato alla spedizione e stanno bene. L’Ambasciata ha preso contatto con la Mezzaluna Rossa, che si è offerta di inviare volontari addestrati a offrire Primo Soccorso Psicologico. Non è chiaro se potranno raggiungere le persone bisognose: la loro imbarcazione infatti si è spostata in cerca di un approdo sicuro e attende il miglioramento delle condizioni meteo per poter fare rientro a Malé.

In mattinata la guardia costiera maldiviana ha effettuato un’immersione nelle acque interessate dagli eventi. La grotta in cui è avvenuto l’incidente si stima essere a 62 metri di profondità. “Pare trattarsi di un’immersione particolarmente complessa”, ha spiegato l’ambasciatore. “La grotta si divide in tre diversi segmenti comunicanti fra loro”. I subacquei maldiviani in questa occasione “sono riusciti a entrare solamente nei primi due, poi sono dovuti risalire per poter rispettare i tempi di decompressione” e non sono ancora riusciti ad avvistare i corpi degli altri subacquei italiani. Le autorità prevedono di “effettuare un’ulteriore immersione, però solamente domani”.

Le condizioni climatiche al momento, alle Maldive, non sono favorevoli. Ci sono forti raffiche di vento e forti piogge. Si segnalano anche forti correnti. Tutte condizioni che rendono più difficili le operazioni di recupero. Sulla tragedia indaga la Procura di Roma. Il presidente della repubblica delle Maldive Mohamed Muizzu ha espresso “le più sentite condoglianze al presidente Sergio Mattarella e al popolo italiano”. “Siamo profondamente addolorati da questa tragedia”, ha scritto su X, “e i nostri pensieri e le nostre preghiere sono con le famiglie del defunto italiano, dei quattro italiani dispersi e di tutti coloro che sono stati colpiti”. Muizzu ha quindi confermato che la ricerca dei quattro dispersi in mare rimane la “massima priorità” del Paese.

Rai, Fontana incontra Giachetti: si trovi soluzione per Vigilanza

Roma, 15 mag. (askanews) – Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha incontrato il deputato di Iv Roberto Giachetti in Aula esprimendo “la sua apprensione e sincera preoccupazione per il protrarsi dello sciopero della fame e della sete e l’ auspicio che si possa quanto prima trovare una soluzione”. Lo rende noto il portavoce di Fontana.

“Per quanto riguarda il merito della protesta, come ribadito diverse volte, il Presidente Fontana torna a sollecitare una soluzione per la Vigilanza Rai, ricordando il monito del presidente della Repubblica affinché la Commissione possa esercitare appieno i suoi compiti”.

E’ attivo alla Camera il presidio medico, con ambulanza. Sono state da subito accertate le condizioni di salute di Giachetti e il personale sanitario è a disposizione.

È Sorry Scusa Lo Siento il nuovo singolo dei Pinguini Tattici Nucleari

Milano, 15 mag. (askanews) – È Sorry Scusa Lo Siento il nuovo singolo inedito dei Pinguini Tattici Nucleari, fuori da oggi per Epic/Sony Music Italy ed è online da ora anche il videoclip ufficiale del brano, disponibile al seguente. Sorry Scusa Lo Siento è una canzone estiva anomala, una favola gotica che si muove tra amore, fantasmi e xenoglossia. Più in generale, affronta il tema dell’incomunicabilità nei rapporti.

Il videoclip ufficiale, diretto da Lorenzo Silvestri e prodotto da Manifesto, vede protagonista l’attrice Fotinì Peluso e si sviluppa come un racconto sospeso tra realtà e soprannaturale. Il video segue il viaggio di una ragazza che esplora una serie di luoghi abbandonati e decadenti, tra ambientazioni urbex immerse in un’atmosfera inquieta e cinematografica, gli stessi scenari evocati e attraversati anche dal brano. Durante questo percorso avviene l’incontro con un fantasma che sembra infestare uno di questi luoghi: da questa interazione nasce però un rapporto inaspettato, che trasformerà la paura iniziale in una connessione profonda e surreale.

Racconta Riccardo Zanotti: “Sorry Scusa Lo Siento è una canzone con due ambizioni. La prima è di raccontare una storia, più precisamente una storia di fantasmi. La seconda, quella un po’ più complessa, è destrutturare i classici temi delle canzoni estive. Anche il suo videoclip è piuttosto atipico per un videoclip estivo: innanzitutto nel video piove, è ambientato in un ospedale abbandonato e ci sono momenti in cui la fotografia è molto scura. Ad ogni modo è comunque una canzone che arriva leggera, e penso che anche il video trasmetta quest’idea: può essere tutto, persino una canzone d’amore, se uno ci crede abbastanza. D’altronde, come diceva David Foster Wallace, “every love story is a ghost story”.

Sorry Scusa Lo Siento rappresenta il primo tassello del nuovo percorso di quella che è a tutti gli effetti la band più importante del panorama musicale italiano — reduce dal successo di “Hello World”, l’album certificato Triplo Platino, entrato nella Top 10 degli album più venduti del 2025, con tutti i singoli arrivati al primo posto dell’airplay radiofonico e un totale di 86 dischi di Platino e 11 Oro —, un cammino che avrà tra le sue tappe principali il già annunciato TOUR STADI 2027, con cui la band tornerà a calcare i palchi dei principali stadi italiani la prossima estate per la terza volta.

I biglietti sono già disponibili su Ticketone.it e nei punti vendita abituali.

Queste le date del tour, prodotto e organizzato da Magellano Concerti, che lascerà il segno nell’estate 2027. Per quanto riguarda la data e la venue di Napoli verranno comunicate informazioni a breve. Altre sorprese verranno ancora annunciate nei prossimi mesi.

Pinguini Tattici Nucleari – Tour stadi 2027

04 giugno 2027 – Bibione 08 giugno 2027 – Bologna 12 giugno 2027 – Torino 17 giugno 2027 – Milano 21 giugno 2027 – Padova 24 giugno 2027 – Bari TBC – Napoli 03 luglio 2027 – Messina 08 luglio 2027 – Roma

Frontex: gli attraversamenti irregolari delle frontiere Ue sono diminuiti del 40%

Roma, 15 mag. (askanews) – Il numero di attraversamenti irregolari delle frontiere verso l’Unione Europea ha continuato a diminuire nei primi quattro mesi del 2026, con un calo del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo i dati preliminari raccolti da Frontex, sono stati registrati poco più di 28.500 attraversamenti. Il calo riflette una combinazione di fattori, tra cui la costante cooperazione con i Paesi partner, le misure preventive adottate nei principali paesi di partenza e le difficili condizioni meteorologiche all’inizio dell’anno.

Il numero complessivo di arrivi irregolari continua a diminuire, ma il costo umano rimane devastante. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, oltre 1200 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno. Le reti criminali di trafficanti continuano a inviare persone in traversate pericolose su imbarcazioni sovraffollate e non idonee alla navigazione, indipendentemente dalle condizioni.

La volatile situazione della sicurezza in Medio Oriente continua a rappresentare un rischio per il panorama migratorio dell’Ue. Il conflitto ha causato lo sfollamento di un gran numero di persone in tutta la regione e la persistente instabilità in Libano desta particolare preoccupazione, così come il rischio di partenze via mare verso Cipro e altre destinazioni del Mediterraneo. Frontex continua a monitorare attentamente gli sviluppi.

Con oltre 3800 agenti presenti alle frontiere esterne dell’UE, Frontex continua a supportare le autorità nazionali nella salvaguardia delle frontiere europee e nel salvataggio di vite in mare.

Nei primi quattro mesi dell’anno, la rotta del Mediterraneo centrale è stata la più trafficata, con circa 8.500 arrivi registrati, in calo del 46% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Libia è rimasta il principale punto di partenza, rappresentando la stragrande maggioranza degli attraversamenti su questa rotta. Le dinamiche politiche nei paesi di partenza e di origine, così come le misure preventive adottate dalle autorità libiche, hanno continuato a influenzare i flussi. Le principali nazionalità individuate sono state bengalesi, somale e sudanesi.

Il Mediterraneo orientale ha registrato circa 8.400 attraversamenti, con un calo del 32%. Mentre alcuni corridoi hanno visto diminuzioni significative, il corridoio Libia-Creta è rimasto attivo.

Il Mediterraneo occidentale è stata l’unica rotta principale a registrare un aumento, con circa 5.200 rilevamenti, in crescita del 50% su base annua. L’Algeria è rimasta il principale paese di partenza. L’aumento riflette uno spostamento delle rotte del traffico di esseri umani, poiché i controlli più severi in Marocco e sulle vicine rotte dell’Africa occidentale e del Mediterraneo centrale hanno spinto un maggior numero di partenze verso le coste algerine.

La rotta dei Balcani occidentali ha registrato circa 2.800 intercettazioni, con un calo del 19%. Il confine croato con la Bosnia-Erzegovina è rimasto il principale punto di uscita dalla regione. Con il miglioramento delle condizioni meteorologiche e l’aumento della mobilità dei migranti, si prevede che questa rotta sarà soggetta a una crescente pressione da parte dei flussi migratori secondari legati al Mediterraneo orientale.

La rotta dell’Africa occidentale ha registrato circa 2.300 intercettazioni, il calo più marcato tra tutte le rotte, pari al 78%. Le misure preventive implementate dalla Mauritania dalla primavera del 2025, e più recentemente dal Senegal e dal Gambia in collaborazione con la Spagna e l’UE, hanno ridotto significativamente le partenze. Tuttavia, le reti di trafficanti rimangono adattabili e l’attività su questa rotta è volatile e può cambiare rapidamente al variare delle condizioni.

Il confine terrestre orientale ha registrato circa 1.100 intercettazioni, con un calo del 49%. Tuttavia, la pressione dalla Bielorussia è ripresa bruscamente a marzo, dopo un inizio d’anno più tranquillo, dovuto al miglioramento delle condizioni meteorologiche e alle recenti modifiche legislative che hanno facilitato l’accesso alla zona di confine. Al confine tra UE e Ucraina, gli attraversamenti hanno riguardato principalmente uomini ucraini che cercavano di evitare la coscrizione militare.

I tentativi di fuga verso il Regno Unito attraverso la Manica, che includono sia coloro che sono riusciti a raggiungere il Regno Unito sia coloro a cui è stato impedito di partire, si sono quasi dimezzati, attestandosi a circa 9900.

Rai, Giachetti: spero che non mi porteranno fuori dall’Aula con la forza

Roma, 15 mag. (askanews) – “Spero che non mi porteranno fuori dall’Aula con la forza”. Così il deputato di Italia viva, Roberto Giachetti, a Un giorno da pecora, su Radio 1 Rai, parlando in diretta dall’Aula di Montecitorio dove questa mattina si è ammanettato al proprio banco parlamentare per protesta contro lo stallo in Commissione Vigilanza Rai.

“Spero che questo non avvenga. Preferisco sperare che magari da qui a un po’ di tempo arrivi una risposta politica, perché io non ho bisogno di fare show, ma ho bisogno che la richiesta che faccio non per me ripeto, ma per il Paese sia rispettata”, ha aggiunto Giachetti.

“La maggioranza sta sequestrando la Commissione parlamentare di Vigilanza – organo di garanzia che deve vigilare sulla corretta informazione della RAI – ed è diventata una cosa per me inconcepibile”, ha spiegato. “Ho ritenuto che se loro sequestrano la Commissione parlamentare di Vigilanza io mi autosequestro in Aula e quindi stamattina dopo la fine della seduta ho annunciato che non mi muovo da qui finché non avrò una risposta”, ha detto ancora Giachetti in sciopero della fame e della seta.

Alla domanda su come farà se deve andare al bagno, il deputato Iv ha risposto: “Ho messo un pannolone, ho pensato a tutto. Non mi muovo da qui”.

Maldive, l’ambasciatore: altri 4 corpi di italiani ancora da individuare

Roma, 15 mag. (askanews) – Dei cinque italiani deceduti in un’immersione nelle Maldive, al momento un solo corpo è stato recuperato, mentre gli altri quattro devono ancora essere localizzati. Lo ha detto, in un intervento a Sky Tg24, l’ambasciatore italiano a Colombo (competente per le Maldive), Damiano Francovigh. “Il corpo – ha detto – è stato recuperato ieri ed è stato già portato a Malè. Gli altri quattro non sono ancora stati individuati: secondo le informazioni della Guardia Costiera maldiviana, con la seconda immersione di domani saranno avvistati. Ma tutto dipende un po’ anche da come si mettono le condizioni climatiche”.

“In mattinata la guardia costiera maldiviana ha effettuato un’immersione nelle acque interessate dagli eventi di ieri, dove è stato recuperato il corpo del primo subacqueo italiano. Sono entrati in questa grotta, che si stima essere a 62 metri di profondità”, si tratta di “un team di subacquei maldiviani”, ha spiegato il diplomatico, “Pare trattarsi di un’immersione particolarmente complessa. La grotta si divide in tre diversi segmenti comunicanti fra loro. I subacquei maldiviani in questa occasione sono riusciti a entrare solamente nei primi due, poi sono dovuti risalire per poter rispettare i tempi di decompressione e non sono ancora riusciti ad avvistare i corpi degli altri subacquei italiani. Prevedono di effettuare un’ulteriore immersione, però solamente domani”.

“Le condizioni climatiche in questo momento alle Maldive sono molto brutte”, ha ricordato l’ambasciatore, “ci sono forti raffiche di vento e forti piogge e mi segnalavano anche forti correnti. Tutte condizioni che rendono purtroppo più difficili le operazioni di recupero”.

“L’imbarcazione da cui è partito questo gruppo, aveva un altro gruppo di italiani che attualmente sono ancora sull’imbarcazione…”, ha confermato Francovigh, “La tragedia è successa ieri e ci sono anche delle procedure di polizia attivate dalle autorità locali. Il tempo è brutto, la barca è in un atollo a sud di Malè e deve risalire e venire a Malè: prima che i connazionali possano raggiungere la capitale, passeranno ancora parecchie ore”.

Troppo prematuro, secondo il diplomatico, addentrarsi nella cause della tragedia accaduta. “Al momento, avendo anche sollevato questo punto con la Guardia costiera locale, si tratta solo di speculazioni ed è difficile fare ipotesi”, ha detto in conclusione dell’intervista a Sky Tg24, “Una volta recuperati i corpi e le attrezzature, avendo questi dati sarà possibile fare delle ipotesi con qualche indizio concreto in più”.

Malattie neuromuscolari, 700 esperti si confrontano a Bologna

Bologna, 15 mag. (askanews) – A Bologna oltre 700 specialisti per il primo congresso congiunto dell’Associazione Italiana di Miologia e l’Associazione Italiana per lo Studio del Sistema Nervoso Periferico. Un confronto aperto sulle malattie neuromuscolari e, in particolare, la distrofia muscolare di Duchenne.

“I glucocorticoidi – spiega Elena Pegoraro, Professore di Neurologia Università di Padova – hanno dimostrato di prolungare la deambulazione in questi pazienti, di rallentare la comparsa di insufficienza respiratoria e di cardiomiopatia, però sono gravati da numerosi effetti collaterali, in primis bloccano la crescita, causano una una rarefazione ossea, possono portare a cataratta, ad intolleranza gastrica e ad irritabilità”. Da qui la necessità di sviluppare molecole alternative per minimizzare gli effetti collaterali. “Oggi – prosegue Pegoraro – abbiamo a disposizione una di queste molecole, l’unica molecola di questo tipo che si chiama vamorolone è un glucocorticoide dissociato e dissociato significa che mantiene gli effetti benefici antinfiammatori protettivi sulla membrana delle fibre muscolari, ma riduce gli effetti collaterali”.

La molecola non è l’unica linea di ricerca per la Duchenne. Un secondo filone, sviluppato anche in laboratori italiani, lavora sui meccanismi della rigenerazione muscolare. “Esistono due approcci paralleli”, come ricorda Pier Lorenzo Puri, Professore di Pediatria Sanford Burnham Prebys Medical Institute: “Uno è quello degli inibitori delle deacetilasi e l’altro è quello di queste forme modificate degli steroidi, il vamorolone: sono dei farmaci che attaccano due tipi cellulari diversi. La cosa che dobbiamo imparare a fare è integrare l’azione in modo che lavorino in maniera sinergica”.

Il quadro che riguarda la Duchenne riflette un movimento più ampio. Diverse malattie neuromuscolari rare, fino a pochi anni fa senza opzioni terapeutiche, vedono oggi farmaci disponibili o in studio. “Ci sono terapie che sono antinfiammatori di nuova generazione, però si parla anche di terapia genica, di terapia cellulare, di terapia molecolare – spiega Vincenzo Nigro, Presidente Aim e Professore di Genetica Università della Campania Luigi Vanvitelli -. Siamo a uno stadio in cui si aprono tante strade possibili e la conoscenza della malattia e dei suoi meccanismi è l’elemento di partenza per poter capire quale strada intraprendere”.

Studi indipendenti dovranno valutare l’efficacia a lungo termine di queste opzioni. Da quelle evidenze dipenderà l’aggiornamento dei protocolli di cura.

Giorgetti: fase complessa, ma economia Italia è resiliente e solida

Milano, 15 mag. (askanews) – “Per quanto riguarda l’Italia, stiamo attraversando una fase molto complessa. Il contesto globale è difficile, le condizioni finanziarie sono più restrittive e i flussi commerciali stanno rallentando. Ciononostante, l’economia italiana ha dimostrato di essere sufficientemente resiliente e solida per far fronte all’attuale incertezza”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenuto a Investopia, il forum in corso a Piazza Affari per avvicinare Italia ed Emirati Arabi Uniti.

In Italia ci sono sempre meno giovani

Roma, 15 mag. (askanews) – “Tra il 1994 e il 2024 il numero di giovani italiani si è ridotto da 15,4 a 10,4 milioni. Se togliessimo gli immigrati da altri paesi, arriveremmo a 8,8 milioni”. È il dato centrale emerso dall’analisi presentata dal Coordinatore Gruppo di lavoro CNEL sull’attività dell’Italia per i giovani cittadini di Paesi avanzati, Luca Paolazzi, ai consiglieri del Cgie, ospiti del Cnel per la giornata di chiusura dell’assemblea plenaria 2026, nell’ambito dell’iniziativa “Giovani Expat”.

“Noi guardiamo ai giovani come persone che devono ancora imparare, anche a 30 anni. Altrove sono visti come energia e innovazione. L’Italia ha bisogno di accelerare una trasformazione che è anzitutto culturale”, ha sottolineato Paolazzi, spiegando come il calo demografico imponga una riflessione sul modello culturale italiano.

Un altro elemento emerso dalle parole del prosessor Paolazzi riguarda il profilo di chi parte: “L’analisi mostra con chiarezza che a essere coinvolti sono soprattutto le persone maggiormente istruite. Ma sarebbe importante sentire anche la voce di chi parte senza aver finito gli studi superiori”.

In tal senso, l’obiettivo dovrebbe essere “costruire un canale di ascolto stabile per capire le carenze del paese e le condizioni che potrebbero favorire un ritorno”.

Calcio, arbitri, Roma-Lazio a Maresca

Roma, 15 mag. (askanews) – La Lega Serie A ha ufficializzato le designazioni arbitrali del prossimo turno di campionato, il penultimo in serie in programma domenica 18 maggio:

Como-Parma (18/05 ore 12): Zufferli di Udine Genoa-Milan (18/05 ore 12): Sozza di Seregno Juventus-Fiorentina (18/05 ore 12): Massa di Imperia Pisa-Napoli (18/05 ore 12): Fourneau di Roma 1 Roma-Lazio (18/05 ore 12): Maresca di Napoli Inter-Verona (18/05 ore 15): Calzavara di Varese Atalanta-Bologna (18/05 ore 18): Perenzoni di Rovereto Cagliari-Torino (18/05 ore 20.45): Arena di Torre del Greco Sassuolo-Lecce (18/05 ore 20.45): La Penna di Roma 1 Udinese-Cremonese (18/05 ore 20.45): Manganiello di Pinerolo

MotoGP Barcellona, Alex Marquez vola nelle Libere 1

Roma, 15 mag. (askanews) – Alex Marquez domina la prima sessione di prove libere del GP di Catalogna a Barcellona, chiudendo in testa con il tempo di 1:39.950 e precedendo Jorge Martin e Fabio Di Giannantonio. Lo spagnolo del team Gresini è il primo a scendere sotto il muro dell’1:40 e conferma un ottimo passo sul tracciato del Montmelò.

La sessione è stata segnata dalla caduta di Jorge Martin in curva 12: il pilota Aprilia scivola e finisce contro la propria moto dopo l’impatto con le barriere, rientrando poi ai box visibilmente dolorante ma senza conseguenze gravi. Il Race Manager Aprilia Paolo Bonora spiega che Martin ha riportato solo un lieve dolore al braccio sinistro e che gli accertamenti medici non evidenziano problemi rilevanti.

Condizioni complicate in pista per le basse temperature, attorno ai 16 gradi, che rallentano il riscaldamento delle gomme e incidono sulla prestazione complessiva dei piloti. Nel finale Marquez migliora ulteriormente il riferimento grazie a due settori record.

Sessione positiva anche per Enea Bastianini e Marco Bezzecchi, costantemente nelle prime posizioni, mentre Francesco Bagnaia fatica a trovare feeling con la moto e chiude nelle retrovie dopo diversi tentativi di modifica del setup. Le pre-qualifiche sono in programma alle 15, in diretta su Sky Sport MotoGP e in streaming su NOW.

Iran, il ministro degli Esteri ammette che ci sono mine nello Stretto di Hormuz

Roma, 15 mag. (askanews) – Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha riconosciuto la presenza di mine nello Stretto di Hormuz, affermando che, per questo motivo, le navi che desiderano attraversarlo dovrebbero coordinare le proprie azioni con Teheran.

“Le navi che desiderano attraversare lo Stretto di Hormuz devono ovviamente coordinarsi con le nostre forze armate a causa delle mine e degli ostacoli che esistono. Le guideremo, come abbiamo fatto con alcune navi indiane. La sicurezza della navigazione è la nostra politica”, ha dichiarato Araghchi durante una conferenza stampa.

Teheran, comunque, ritiene che la tregua con Washington, sebbene instabile, resti in vigore e che sia necessario dare una possibilità a una soluzione diplomatica. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

“Come sapete, abbiamo attualmente una tregua (con gli Stati Uniti). Anche se è instabile, stiamo cercando di mantenerla per dare alla diplomazia la possibilità di trovare una soluzione diplomatica e negoziata (al conflitto)”, ha dichiarato Araghchi durante la conferenza stampa a Nuova Delhi.

Il ministro ha affermato che non esiste una soluzione militare alle questioni relative all’Iran, aggiungendo che Teheran è interessata ai negoziati se Washington adotterà un approccio serio su questo tema.

Filosofia e narrativa contro il vuoto culturale

Roma, 15 mag. – Il mercato editoriale italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione che riflette le contraddizioni culturali del nostro tempo. Mentre oltre 15 milioni di italiani non hanno letto neanche un libro nel 2025 e il settore registra un calo del 3,6% a valore nei primi quattro mesi dell’anno, emerge paradossalmente una rinnovata ricerca di contenuti che possano rispondere alle inquietudini contemporanee. È in questo contesto che si inserisce il ritorno alla scrittura di Daniele Vignali, che dopo lunghi anni di silenzio creativo ha deciso di riprendere la penna per affrontare attraverso la narrativa filosofica le contraddizioni dell’uomo contemporaneo.

La decisione di Vignali di tornare a scrivere nasce da quello che lui stesso definisce ‘un vuoto esistenziale’. ‘A 50 anni sono ritornato a me stesso attraverso un lavoro di introspezione e autoanalisi’, spiega Vignali, ‘e ho capito che ciò che maggiormente mi mancava era la possibilità di scrivere non per altri, ma per me stesso, senza mediazioni o compromessi’. Questa urgenza creativa si è concretizzata prima in ‘Ontologia dell’istruzione’, un saggio pubblicato con Armando Editore che propone una critica radicale e corrosiva del sistema formativo italiano, e ora in ‘Racconti Insensati’, un’opera di narrativa filosofica in uscita a maggio che rappresenta un esperimento letterario praticamente inedito nel panorama italiano.

La nuova opera di Vignali, ‘Racconti Insensati’, rappresenta un tentativo ambizioso di portare la riflessione filosofica a un pubblico più ampio attraverso la narrativa, mettendo in scena la condizione umana nella sua disillusione più autentica. ‘Il racconto serve a mascherare, a vestire la speculazione filosofica’, afferma l’autore, descrivendo un’opera che si muove in quello che definisce ‘neo-esistenzialismo scettico’. I cinque racconti che compongono il libro affrontano temi universali come l’identità, il senso dell’esistenza e il rapporto con l’alterità attraverso atmosfere surreali e personaggi simbolici.

Dal pagliaccio che non sa più ridere al filosofo accompagnato da una prostituta, il viaggio metaforico alla ricerca di senso tra narrazioni provocatorie, visionarie e volutamente destabilizzanti, rifiuta ogni senso imposto o presupposto e invita il lettore a smarrirsi. In questo percorso onirico, il lettore è chiamato a camminare accanto ai personaggi, scoprendo che, se un senso esiste, non è una meta, ma il viaggio stesso: una ricerca dolorosa e, se onesta, mai definitiva.

‘Ho vissuto troppi anni schiacciato da un soffocante principio di realtà, assorbito da incarichi istituzionali e di natura burocratica’, ammette l’autore, ‘ma il lungo silenzio in cui mi sono trincerato non era una fuga, bensì una gestazione’.

Il percorso creativo di Vignali, che ha richiesto oltre due anni di lavoro intenso condotto principalmente nelle ore notturne e alle prime luci dell’alba per non interferire con gli impegni professionali, testimonia la determinazione di chi sente l’urgenza di contribuire al dibattito culturale e filosofico contemporaneo.

I suoi racconti, popolati da personaggi come il ‘malato ontologico’ internato in manicomio con la diagnosi di follia morale o lo scrittore circondato da ‘un’umanità volgare e indifferente’, offrono una lettura critica e disturbante della condizione umana contemporanea.

In un momento in cui il sistema educativo è in crisi e la lettura perde terreno, la proposta di una narrativa che unisce riflessione filosofica e racconto potrebbe rappresentare una via per riconnettere il pensiero critico con un pubblico più ampio. ‘Racconti Insensati’ si propone come un’opera che non offre consolazioni facili ma invita a confrontarsi con le contraddizioni del nostro tempo, proponendo quella che l’autore definisce una visione ‘profondamente disturbante’ ma necessaria per comprendere la complessità del reale.

"DAI DAI" di Shakira e Burna Boy è la canzone di FIFA WORLD CUP 2026

Milano, 15 mag. (askanews) – I Mondiali di calcio parlano un po’ italiano anche se gli azzurri, non sono qualificati. È disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 22 maggio “DAI DAI”, il nuovo singolo di Shakira e Burna Boy, l’inno ufficiale del Fondo FIFA Global Citizen per l’Istruzione, che mira a raccogliere 100 milioni di dollari entro la fine dei Mondiali FIFA 2026™ per garantire ai bambini di tutto il mondo l’accesso a un’istruzione e a attività sportive di qualità.

Shakira collaborerà con Global Citizen e FIFA per favorire l’accesso all’istruzione nelle comunità svantaggiate, donando al fondo i proventi derivanti dalle sue royalty di “Dai Dai” e 1 dollaro per ogni biglietto venduto del suo prossimo tour “Las Mujeres Ya No Lloran” al fondo educativo.

Shakira sarà co-headliner dell’Halftime Show della finale della FIFA World Cup 2026™, in programma domenica 19 luglio, insieme a Madonna e BTS. Per la prima volta nella storia della FIFA World Cup™, la finale includerà uno spettacolo di metà partita che unirà artisti internazionali in un momento unico, unendo sport, cultura e impegno sociale, a sostegno del FIFA Global Citizen Education Fund.

L’annuncio dell’uscita di “DAI DAI” è stato diffuso attraverso un video teaser dell’artista colombiana girato allo Stadio Maracanã di Rio de Janeiro, dopo il clamoroso concerto “Todo Mundo No Rio” sulla spiaggia di Copacabana, che ha attirato oltre 2 milioni di spettatori. Lo show ha inoltre reso omaggio al Brasile con la partecipazione di ospiti speciali, tra cui Anitta, Caetano Veloso, Maria Bethânia e Ivete Sangalo.

Quest’estate, Shakira partirà per una speciale serie limitata di date negli Stati Uniti del suo tour da record “Las Mujeres Ya No Lloran World Tour”, ad ottobre invece sarà protagonista di una residency europea di 11 date negli stadi con base a Madrid, dove verrà costruito appositamente per lei uno stadio chiamato “Shakira Stadium”, che ha già venduto oltre mezzo milione di biglietti.

Inoltre, quest’anno Billboard ha incoronato Shakira come artista con il “tour latino di maggior incasso di tutti i tempi”, grazie al suo recente “Las Mujeres Ya No Lloran World Tour”, che ha generato 421,6 milioni di dollari con 82 show negli stadi tra Stati Uniti e America Latina e oltre 3,3 milioni di spettatori.

Per Burna Boy, questa collaborazione rappresenta un altro momento fondamentale di una carriera che unisce su scala globale musica, sport e cultura. Considerato uno degli artisti africani più influenti della sua generazione, Burna Boy è diventato sinonimo di performance da stadio e dell’ascesa globale della musica e cultura africana. Dalle tournée negli stadi di tutto il mondo alle performance all’NBA All-Star Game, Burna Boy continua a ridefinire il concetto di arte africana ai massimi livelli in tutto il mondo.

“La Coppa del Mondo è una delle poche cose che il mondo intero vive insieme – ha dichiarato Burna Boy – Il calcio e la musica parlano la stessa lingua. Uniscono le persone indipendentemente dalla loro provenienza e far parte di questo momento attraverso la musica significa molto per me”.

Lgbtqi+,Schlein: alleanza progressista farà legge contro omobilesbotransfobia

Roma, 15 mag. (askanews) – “Il Pd è consapevole” di avere “tanto da farsi perdonare” come la “mancanza di coraggio” sulle tematiche lgbtqi+ in questi anni ma quando “con le altre” forze della “alleanza progressista” tradurremo i “valori” in “proposte concrete non ci troveremo a firmare l’ennesimo appello perché quell’appello un appello sarà già presente nel programma delle prossime elezioni”. È quanto ha affermato la segretaria dem Elly Schlein, in occasione della giornata mondiale contro l’omolesbobitransfobia’ ad una iniziativa organizzata dalle associazioni.Per Schlein è “il momento che la politica si assuma le sue responsabilità” smettendo di affidare un ruolo di “supplenza ai tribunali”.

Gigi D’Alessio racconta il caffè napoletano allo stand Toraldo

Roma, 15 mag. – Una sorpresa inaspettata a TuttoFood 2026, l’appuntamento di Fiera Milano Rho in programma dall’11 al 14 maggio. L’icona pop Gigi D’Alessio ha partecipato alla masterclass di Caffè Toraldo per raccontare il piacere di un buon caffè sia a casa che al bar. Tra applausi e foto insieme ai fan, ha raccontato agli operatori del settore e media, il suo legame con il caffè e con il brand di cui è testimonial: “O’ cafè rappresenta Napoli, fa parte del nostro Dna, e aggiunge, “La collaborazione con Caffè Toraldo fa parte di un percorso di profonda conoscenza. Sono onorato di rappresentare questa azienda napoletana, conosco la famiglia e sono persone meravigliose, è un’azienda nata dal nulla e costruita da zero, oggi diventata un’eccellenza importante non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo. Per un artista, associare il proprio nome a un prodotto significa conoscerne bene la storia e le origini, altrimenti si rischia di ingannare anche chi ascolta la tua musica.”

Dopo il suo arrivo, Gigi D’Alessio si è cimentato, insieme al maestro del caffè Gianni Cocco, in una masterclass dedicata al pubblico, preparando un espresso con la macchina a leva. Successivamente, Gianni Cocco ha dedicato al cantante e all’azienda una bevanda azzurra, a base di cocco, alga spirulina, cardamomo, anice stellato, fava tonka ed espresso estratto con la miscela Arancio.

A tal proposito commenta Marco Simonetti, AD di Caffè Toraldo: “La presenza di Gigi in questa esperienza si inserisce nella visione più ampia di raccontare il caffè nel modo più diretto e autentico possibile. Affidare questo racconto a una figura riconoscibile e rassicurante, che vive il caffè come gesto quotidiano e reale, proprio come la maggior parte dei consumatori, rende ancora più immediato il dialogo con il pubblico”.

La storica torrefazione, che punta a rilanciare il consumo domestico del caffè come gesto centrale della vita quotidiana, consapevole e di qualità, attraverso un racconto diretto, spontaneo e fortemente legato alla tradizione. Allo stesso tempo, l’azienda continua a valorizzare la centralità della “tazzina al bancone del bar”, simbolo di un rito quotidiano che richiede formazione, tecnica, preparazione e miscele eccellenti. Presente allo stand anche l’altro volto di Caffè Toraldo, Gianpiero D’Alessandro, in arte “Gianpiero”, artista e direttore creativo di fama internazionale, che cura il nuovo concept aziendale. In occasione della presentazione di due nuove referenze del mondo cialde, l’artista ha realizzato una performance creativa dal vivo e commentato così i nuovi packaging: “È un progetto che va oltre il caffè: rappresenta un pezzo di immaginario da portare a casa, il gusto della tradizione reinterpretato attraverso un nuovo linguaggio visivo”.

Si tratta due nuove miscele che raccontano una Napoli contemporanea e in continua evoluzione: la miscela “Bello & Buono”: che richiama l’espressione napoletana “bell’ e buon”, che descrive qualcosa che accade all’improvviso. È proprio questo il concept alla base della miscela: un’idea che prende forma in modo immediato, trasformandosi in un prodotto coerente e riconoscibile sin dal primo impatto. L’altra novità la Limited Edition di “Crema di Napoli”, una delle miscele storiche del brand e tra quelle che meglio interpretano l’idea di espresso napoletano secondo l’azienda, con un packaging completamente rinnovato.

(Servizio Pubbliredazionale)

Tre ballerini e due cantanti per la finale della 25° edizione di Amici

Milano, 15 mag. (askanews) – Domenica 17 maggio in diretta in prima serata su Canale 5 Maria De Filippi conduce la Finale della 25° edizione di Amici. Sono 5 i finalisti che si contendono la vittoria tre ballerini: Nicola, Emiliano e Alessio, due cantanti: Elena e uno tra Angie e Lorenzo A decretare il vincitore il pubblico da casa che vota attraverso il televoto, tramite SMS ai numeri 477.000.1e 477.000.0 In palio c’è molto. Premio per la vittoria assoluta del valore150 mila euro in gettoni d’oro. Premio al vincitore/vincitrice di categoria del valore di 50 mila euro in gettoni d’oro Premio della Critica offerto da Enel del valore di 50 mila euro in gettoni d’oro decretato da una giuria composta dalle principali testate tra giornali quotidiani: Corriere della Sera, La Stampa, Il Giornale, Il Messaggero, Libero, QN, Il Tempo, Il Secolo XIX, Il Mattino e Leggo; agenzie di stampa: Ansa, Adnkronos, LaPresse, e Askanews; siti web: Fanpage, Tgcom24, Open, Billboard Italia, Superguidatv, Ilfattoquotidiano, Allmusicitalia, Vanityfair e Tv Sorrisi e Canzoni Trofeo Premio Radio decretato dai seguenti network radiofonici: RTL102.5 e Radio Zeta, Radio 105, R101, RDS, Radio Norba, Virgin Radio, Radio Kiss Kiss, Radio Subasio e Radio Montecarlo Premio Unicità offerto da Oreo del valore di 30 mila euro in gettoni d’oro Premio Keep Dreaming offerto da Marlù del valore di 7 mila euro in gettoni d’oro ai finalisti Nel parterre in studio i giudici che hanno valutato i ragazzi durante il loro percorso Gigi D’Alessio, Amadeus ed Elena D’Amario con Cristiano Malgioglio e i sei Prof che li hanno supportati in questi lunghi mesi di preparazione e studio: Alessandra Celentano, Rudy Zerbi, Lorella Cuccarini, Veronica Peparini, Anna Pettinelli ed Emanuel Lo Programma prodotto da Fascino P.g.t. per Mediaset Direttore Artistico Stephane Jarny Produttore esecutivo Paola Di Gesu Regia Andrea Vicario Con quest’ultima puntata del talent si chiude un altro intenso anno di lavoro per Amici guidato dall’ideatrice e conduttrice del format Maria De Filippi.

Anche quest’anno come sempre la scuola di “Amici” ha offerto ai ragazzi l’opportunità di effettuare un percorso di studio, di lezioni, di impegno, di disciplina, una vera e propria accademia dello spettacolo. I provini cominciati a giugno 2025 hanno dato il via a questa 25° edizione domenica 28 settembre a quella che è un’occasione unica nel panorama artistico e televisivo italiano.

Ogni giorno gli allievi hanno condiviso ore di lezione, speranze e pensieri su questo percorso emozionante e formativo sia professionalmente sia umanamente. Nello speciale in onda ogni domenica pomeriggio i talenti sono stati giudicati artisticamente da grandi esperti della musica e della danza che, oltre a stilare delle vere e proprie classifiche, danno loro preziosi consigli per il loro futuro professionale. A queste classifiche si sono aggiunte quelle dei grandi network radiofonici.

razie a talento, studio, impegno e dedizione, sono 17 gli allievi che, sono riusciti a proseguire il proprio percorso all’interno della scuola ed arrivare a conquistare l’ambita maglia oro per il serale che ha preso il via sabato 21 marzo in prima serata su Canale 5. I 17 talenti sono stati divisi in tre squadre capitanate dai Prof che li hanno seguiti in questi mesi: Alessandra Celentano con Rudy Zerbi; Lorella Cuccarini con Veronica Peparini e Anna Pettinelli insieme ad Emanuel Lo. A valutare le performances dei talenti in gara e a decretare i finalisti di questa edizione una straordinaria giuria composta dall’amatissimo cantautore, musicista e produttore discografico Gigi D’Alessio, dal grande professionista e conoscitore del mondo musicale Amadeus e da Elena D’Amario, ballerina di fama internazionale e coreografa, con loro, nel ruolo di giudice speciale, Cristiano Malgioglio, personaggio eclettico e storico paroliere musicale.

Alcuni dei ballerini di questa edizione hanno avuto dei riconoscimenti speciali: l’opportunità di cogliere occasioni speciali per il loro futuro professionale. Alex ha ricevuto l’ingaggio per l’anno 2026 – 2027 con Burn The Floor, spettacolo di danza dal vivo, andato in scena nei più importanti teatri di tutto il mondo tra cui Broadway a New York e il West End di Londra; Kiara ha ottenuto 3 mesi di contratto in Canada a partire da settembre 2026 con la prestigiosa compagnia di danza contemporanea ProArteDanza; Nicola ha vinto una borsa di studio per il Summer Intensive 2026 presso la Alvin Ailey School di New York. I cantanti hanno avuto la possibilita’ di incontrare tanti personaggi del panorama musicale e fondamentale per loro, l’opportunità di produrre e pubblicare i loro primi Ep con importanti etichette discografiche: Angie con “Sogni di vetro” (etichetta EMI/Universal Music Group) in uscita il 22 maggio; Lorenzo che durante la semifinale si e’ aggiudicato il Premio Spotify Singles pubblica “Stupida vita” (major Warner Music Italy) in uscita il 22 maggio; Plasma con “Perdigiorno” (major Columbia Records/Sony Music Italy) uscito l’8 maggio; Cate Lumina con “Catalina” (etichetta La Tarma Records) uscito il 15 maggio, Gard con “Lividi” (major Columbia Records/Sony Music Italy) in uscita il 22 maggio ed Elena che pubblica “Non è mica fantasia” in uscita venerdì 12 giugno (etichetta Warner Music Italy), EP anticipato dal singolo “A parte me -Radio Edit” in uscita il 22 maggio. Dopo un Serale ricco di straordinarie performance, sfide e forti emozioni…per i ragazzi ancora in gara arriva l’attesissima finale di questa 25esima edizione di successo che si disputa in diretta domenica 17 maggio.

Nicola, Emiliano, Alessio, ballerini ed Elena cantante sono in finale, si sono distinti per l’innegabile talento, ma anche per la capacità di apprendere e continuare a migliorarsi Con loro anche i cantanti Lorenzo e Angie che si giocano il quinto posto in finale ad inizio puntata.

Solo uno di loro sarà il vincitore assoluto, decretato dal pubblico da casa attraverso il televoto. Il programma “Amici” ha conquistato per otto settimane la leadership del sabato sera con una media del 22,87%% di share con oltre 3 milioni di telespettatori nonostante il nuovo assetto televisivo che vede la prima serata italiana quasi mai superare i 2,5 milioni di telespettatori. Il successo di questa venticinquesima edizione di Amici è certificato anche dagli ottimi dati social: il talent è stato sempre primo in TT Italia durante la messa in onda del programma con oltre 2,5 miliardi di views sui social (Instagram, TikTok, Facebook, X, Youtube), più di 4 milioni di followers su Instagram e 406 milioni di impression su YouTube. (Fonte dati: Social Insights).

Sono gia’ aperti i casting per la nuova edizione del talent basta iscriversi su wittytv.it

Ass. Reg. Bonavitacola: WMD vetrina tecnologica della Campania

Roma, 15 mag. (askanews) – “Il WMD Event è una manifestazione alla quale guardiamo con grande attenzione perché rappresenta un’importante occasione per valorizzare le eccellenze del sistema produttivo campano, spesso poco conosciute nonostante meritino visibilità nazionale e internazionale. La Campania può contare su competenze, innovazione e know-how che le consentono di essere protagonista nelle sfide tecnologiche e competitive del mercato globale. Il WMD ha il merito di mettere in evidenza un tessuto produttivo fondato su innovazione, ricerca e formazione qualificata, elementi che permettono alla nostra regione di occupare una posizione di rilievo nel panorama industriale e tecnologico”. Lo ha dichiarato Fulvio Bonavitacola, assessore alle Attività produttive e allo Sviluppo economico della Regione Campania, intervenuto al taglio del nastro per la giornata inaugurale del WMD Event, in corso di svolgimento alla Mostra d’Oltremare di Napoli. A fare gli onori di casa Alfonso D’Aria, presidente del WMD Event: “La sfida che lanciamo da Napoli è quella di essere non solo la locomotiva del Sud ma di tutto il Paese. Proprio per questo abbiamo deciso di lanciare quest’anno il WMD Lab dedicato alla diffusione dell’innovazione tecnologica sul territorio con un tavolo permanente insieme al Distretto Aerospaziale Campano che coinvolga multinazionali, pmi e istituzioni perché il Wmd non deve essere solo un appuntamento fieristico ma deve essere accompagnato nel tempo. Le aziende della meccanica di precisione che partecipano all’evento avranno la possibilità di venire nel nostro stabilimento durante tutto l’anno per ammirare le nuove tecnologie in maniera gratuita. Un modo per creare sinergie tra aziende dalle quali far nascere nuovi progetti. Abbiamo ampliato ulteriormente gli spazi dedicati alle tecnologie emergenti, con focus specifici su intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi, manifattura avanzata, digital twin, cybersicurezza industriale e sostenibilità energetica. La fiera è l’apice di un progetto quotidiano attraverso il quale cerchiamo di unire le multinazionali alle piccole e medie imprese che hanno bisogno di nuove tecnologie. Le altre sfide riguardano la parità di genere e la sostenibilità, parole chiave per lo sviluppo del futuro. Per quanto riguarda, infine, la robotica e l’intelligenza artificiale siamo all’avanguardia nel mondo e la presenza delle diverse multinazionali, giunte fin qui per presentare i loro prodotti, lo testimonia ancora una volta”. Secondo Luigi Carrino, presidente del Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania: “Una delle principali sfide che oggi interessa il comparto manifatturiero riguarda la transizione verso un’industria digitale sempre più integrata in ogni fase del processo produttivo. Questo cambiamento richiede non solo tecnologie e sistemi di lavorazione innovativi, ma anche nuove competenze professionali. Non può esserci sviluppo tecnologico senza talenti e senza territori capaci di formarli, attrarli e valorizzarli. Il WMD Event rappresenta un’opportunità importante per l’intero sistema manifatturiero. La nostra presenza a questa manifestazione è costante nel tempo, anche perché siamo consapevoli del ruolo strategico che ricopriamo come filiera produttiva tecnologicamente più avanzata della Campania e tra le più rilevanti a livello nazionale. Una responsabilità significativa che affrontiamo con impegno e senso del dovere”. Numeri in continua crescita per la Fiera partenopea, come sottolinea Erika Capasso, event manager del WMD: “Siamo giunti alla settima edizione del WMD e quest’anno abbiamo ampliato significativamente gli spazi espositivi, raddoppiando l’area della manifestazione con due padiglioni, uno dei quali interamente dedicato alle macchine utensili e alle lavorazioni meccaniche. Abbiamo voluto rispondere a un’esigenza concreta espressa dalle imprese del territorio: avere un luogo di riferimento dove creare relazioni, sviluppare collaborazioni e confrontarsi sulle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica. Un aspetto centrale dell’evento è proprio la possibilità, per le aziende, di accedere gratuitamente a tecnologie avanzate e soluzioni che possono essere integrate nei processi produttivi e organizzativi. I numeri confermano la crescita della manifestazione: oltre 250 espositori presenti già al taglio del nastro e più di 6.500 badge emessi per i visitatori. Risultati che ci rendono particolarmente soddisfatti del percorso compiuto fino a oggi”.

I Paesi Brics: porre fine alle misure contro Cuba

Roma, 15 mag. (askanews) – I ministri degli Esteri dei Paesi Brics (ovvero Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica a cui poi si sono aggiunti Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Iran e Indonesia) hanno ribadito la necessità di porre fine alle misure economiche, commerciali e finanziarie contro Cuba, secondo il documento finale della riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS pubblicato oggi.

“Sottolineando il carattere dell’America Latina e dei Caraibi come zona di pace, fondata sul rispetto reciproco, sulla risoluzione pacifica delle controversie e sul non intervento, i Ministri hanno espresso preoccupazione per l’evolversi della situazione relativa a Cuba. A tale riguardo, hanno ribadito la necessità di porre fine alle misure economiche, commerciali e finanziarie contro Cuba in conformità con la Risoluzione A/79/80 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite”, si legge nella dichiarazione.

A Triennale le Temporary Rooms di Davide Stucchi

Milano, 15 mag. (askanews) – Dal 14 maggio al 4 ottobre 2026 Triennale Milano presenta negli spazi dell’Impluvium al primo piano la mostra Davide Stucchi. Temporary Rooms, a cura di Damiano Gullì che ha introdotto ad askanews il progetto: “La mostra Temporary Rooms di David Stucchi si inserisce molto bene nella programmazione e nella mission di Triennale perché interseca e attraversa le discipline. Questa idea del mettere in scena gli oggetti è molto forte ed evidente nel contesto espositivo”. Davide Stucchi ha poi spiegato: “La mia pratica artistica è sicuramente molto influenzata anche dall’essere uno scenografo per professione e di conseguenza credo che l’idea di palco o comunque di scena che troviamo al centro della stanza sia strettamente connessa a quelle che sono le opere che entreranno in scena in una successiva configurazione delle stanze temporanee”. Prosegue poi il curatore: “Un altro elemento che emerge è quello della transitorietà, della precarietà, della fragilità di questi interni domestici che vengono di volta in volta messi in questione, trasformati e riattivati”.

Questa idea di temporalità precaria si traduce in una successione di quattro riconfigurazioni, che generano di volta in volta nuove stanze. Dall’apertura fino al 4 ottobre in momenti specifici, gli oggetti presenti nello spazio vengono progressivamente smontati e sostituiti, dando forma a una casa che si costruisce, si modifica e si ridefinisce lungo l’intera durata della mostra. Quattro riconfigurazioni successive – bagno, salotto, camera da letto e cucina – si susseguono nel corso dei mesi: al bagno attualmente in mostra seguirà il salotto dal 23 giugno, poi la camera da letto a partire dal 21 luglio, e per finire la cucina dal 15 settembre. Le opere imballate e non ancora esposte vanno a comporre inoltre una sorta di sfondo destinato a mutare insieme al progressivo ricambio dei lavori presenti nello spazio. Stucchi descrive la struttura dell’esposizione: “Al suo centro quello che è un’ipotesi di modulo abitativo assolutamente precario, una rete che di solito è utilizzata per dividere gli spazi di cantiere, quindi spazi di costruzione: è un pretesto per parlare di quello che è la dinamica di vivere, di abitare, del domestico, di quello che è privato e pubblico. Nella mossa è presente uno skyline sul fondo di questa stanza che mima quella che è una sorta di paesaggio di una città, quasi come se fosse lì ad aspettarci a costruirsi e a decostruirsi con lo stesso ritmo con cui abitiamo lo spazio espositivo”.

“Questa idea della trasformazione dell’oggetto – prosegue Gullì – genera un cortocircuito percettivo nell’osservatore, nel visitatore, perché forme apparentemente familiari quando ci si avvicina si rivelano altro da sé. È un portare l’attenzione sull’anima degli oggetti che ci fa riportare all’attenzione quelle che sono le dinamiche che si creano fra opera d’arte, oggetto d’arte, oggetto di design e l’ambiguità e proprio su questa soglia di ambiguità si muove il lavoro di Stucchi”. La scelta del luogo espositivo di fronte a Casa Lana genera un ulteriore cortocircuito di assonanza e dissonanza con l’installazione di

Sottsass.

Stucchi ha parlato anche delle forme temporali e spaziali dell’esposizione: “L’idea di realizzare una mossa che ha quattro opening e si dilata nel tempo che come potete vedere può anche essere girata tutt’attorno, fa vedere il retro delle opere, sono state delle grosse scommesse anche nei confronti di me stesso perché non sono il canone solito con cui siamo abituati a mostrare, ma anche come come visitatori a approcciarci al formato di una mostra”.

Damiano Gullì ha concluso: “Un altro elemento che emerge è quello di una presenza umana in realtà in assenza. Le assenze, le mancanze, i vuoti sono altri elementi che connotano la pratica di Davide Stucchi perché ci parlano di qualcosa che è potenzialmente presente ma non è, poeticamente evocato ma anche ironicamente evocato perché anche la cifra dell’ironia e della leggerezza appartengono al lessico di Stucchi”.

I Partner Istituzionali Deloitte e Fondazione Deloitte, Lavazza Group e Salone del Mobile Milano sostengono Triennale Milano anche per questa mostra.

Il Papa: informazioni errate banalizzano i rischi delle droghe

Roma, 15 mag. (askanews) – “L’educazione è fondamentale per la prevenzione” sull’uso di stupefacenti e “costituisce il fondamento dello sviluppo umano integrale e fornisce a bambini e giovani gli strumenti per riconoscere la profonda devastazione causata dalle droghe. Nel nostro tempo, in cui i social media diffondono così spesso pericolose informazioni errate che banalizzano questi rischi, l’educazione deve iniziare in famiglia ed essere rafforzata a scuola, trasmettendo una conoscenza scientifica accurata degli effetti devastanti delle droghe sul cervello, sul corpo, sulla condotta personale e sul bene comune della comunità”. Così Papa Leone XIV ricevendo in udienza in Vaticano i partecipanti alla Conferenza Interparlamentare sulla lotta alla Criminalità Organizzata nella Regione Osce.

Xi-Trump, tra reticenze parallele un summit "storico" a metà

Roma, 15 mag. (askanews) – Un bilancio dell’attesa visita del presidente Usa Donald Trump a Pechino, al di là delle dichiarazioni altisonanti e della retorica, andrà ricercato nelle intercapedini del detto e del non detto: Xi Jinping ha parlato di Taiwan, Trump no; Trump ha parlato dell’Iran, Xi no. Questo almeno a quanto emerge dai resoconti pubblici; i contenuti dei colloqui privati, invece, li conoscono solo i due leader.

Pubblicamente, la visita – durata tre giorni, due di colloqui intensi – è stata definita “una pietra miliare” dal presidente cinese, mentre Trump si è detto “impressionato” dalla Cina e ha definito “fantastici” gli accordi commerciali raggiunti durante il summit. Un grande successo, si direbbe, con Trump che ha lodato senza risparmiarsi Xi, definendolo a più riprese “amico” e invitandolo per una visita alla Casa bianca per il 24 settembre, con la formula: “Come il commercio è reciproco, così le nostre visite saranno reciproche”.

Ma più che reciprocità, sembra esserci stata una simmetria delle reticenze tra i due leader.

Ieri, nei colloqui durati oltre due ore e dieci minuti, Xi ha parlato della necessità di evitare la “Trappola di Tucidide”, cioè l’inevitabilità di un conflitto tra la potenza consolidata (gli Usa) e quella emergente (la Cina), ma ha avvertito Trump che la questione di Taiwan – che Pechino rivendica come parte integrante del proprio territorio – può portare a un conflitto tra le due potenze, se mal gestita. Su questo punto, non sono arrivate dichiarazioni dell’altrimenti loquace Trump. Obiettivo del presidente cinese è, probabilmente, quello di bloccare le forniture di armi americane a Taipei, con gli Usa che hanno promesso 13 miliardi di dollari di sistemi d’arma per l’isola autonoma (per ora messi in stand-by).

Dal canto suo, Trump ha sentito l’esigenza di sottolineare una comunanza di vedute con Xi sulla questione dell’Iran. “Credo che abbiamo discusso dell’Iran. La pensiamo in modo molto simile, giusto? Vogliamo che finisca. Non vogliamo che abbiano un’arma nucleare. Vogliamo lo stretto aperto”, ha detto Trump oggi arrivando al quartiere della leadership cinese, lo Zhongnanhai, dove vivono i capi del Partito comunista, tra i quali lo stesso Xi. Su Teheran, però, Xi ha taciuto e l’unica presa di posizione è arrivata da una fredda nota del ministero degli Esteri cinese, nella quale si è ribadito che il dialogo e il negoziato sono “la strada giusta”, mentre le soluzioni militari “non portano da nessuna parte”.

Qualcosa di più sembra essere arrivato sul fronte economico-commerciale, ma nulla di decisivo, per quanto Trump abbia parlato di “fantastici accordi” e Xi abbia affermato che si è “raggiunto un consenso per mantenere relazioni economiche e commerciali stabili e ampliare la cooperazione in vari ambiti, nonché per dare una soluzione adeguata alle questioni oggetto di controversie bilaterali”.

Dopo il bilaterale di ieri, Trump ha detto a Fox News che la Cina ha accettato di acquistare 200 aerei Boeing. Il numero sarebbe inferiore ai 600 velivoli ipotizzati prima del viaggio e ai 300 acquisti annunciati durante la precedente visita di Trump in Cina nel 2017. Ieri la Boeing ha perso in borsa.

Al contrario, le azioni Nvidia – il cui numero uno Jensen Huang era parte della ricca delegazione di leader d’impresa che ha accompagnato Trump a Pechino – hanno toccato un massimo storico dopo la notizia secondo cui gli Stati uniti sarebbero pronti ad autorizzare la vendita ad aziende cinesi di alcuni chip avanzati H200. Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha tuttavia detto a Cnbc che la notizia sui chip è “una novità” per lui e che “bisognerà vedere”.

Jamieson Greer, il rappresentante Usa per il Commercio, in un’intervista a Bloomberg ha dichiarato che Usa e Cina hanno concordato di costituire un Board of Trade per supervisionare la riduzione tariffaria su circa 30 miliardi di dollari di beni. Washington, ha spiegato, cerca di indirizzare il commercio con la Cina verso “il tipo di merci che vogliamo vendere”, tra cui aerei, soia, dispositivi medici ed energia. Inoltre, la Cina – ha detto ancora Greer – dovrebbe accettare di acquistare oltre 10 miliardi di dollari di prodotti agricoli statunitensi, mentre ha già rinnovato le licenze di esportazione per alcuni macelli statunitensi, consentendo la vendita di carne bovina americana in Cina.

Greer non ha precisato quali concessioni, se ve ne siano, gli Stati uniti abbiano offerto in cambio degli acquisti promessi. Interpellato sulla possibilità che l’amministrazione Trump aumenti in futuro i dazi sulla Cina, ha detto che le due parti hanno concordato che “ci sarà un certo livello di dazi”, senza indicare quale.

Per sostituire i dazi globali bocciati dalla Corte suprema a febbraio, l’amministrazione Trump ha avviato due indagini commerciali, che dovrebbero portare a nuovi dazi sulla Cina e su decine di altri paesi questa estate.

Greer ha detto che i cinesi valuteranno queste mosse alla luce degli accordi precedenti su determinati livelli tariffari e che le due parti dovranno “cercare di gestire” la questione.

Il rappresentante Usa per il Commercio ha inoltre affermato che c’è “disponibilità” da entrambe le parti a estendere l’accordo che garantisce la continuità delle esportazioni cinesi di terre rare oltre la scadenza di ottobre.

Greer ha infine definito una “forte preoccupazione” le recenti norme cinesi che consentono al governo di penalizzare le aziende straniere che spostano fuori dalla Cina le proprie catene di approvvigionamento. “Stiamo cercando di gestire le differenze invece di farle degenerare”, ha detto ancora.

Bessent, dal canto suo, ha affermato che Stati uniti e Cina discuteranno di regole di sicurezza sull’intelligenza artificiale, inclusa la definizione di un protocollo per impedire che potenti modelli di Ia finiscano nelle mani di attori pericolosi non statali.

La Bce: i rischi sull’inflazione e sulla crescita si sono intensificati

Roma, 15 mag. (askanews) – Nell’area euro “i rischi al rialzo per l’inflazione e quelli al ribasso per la crescita si sono intensificati” e la Banca centrale europea riafferma che intende “assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine”.

Secondo l’analisi dell’istituzione monetaria sull’ultimo Bollettino economico, “più a lungo continuerà la guerra e più a lungo i prezzi dell’energia resteranno elevati, maggiore sarà il probabile impatto sulle misure più ampie dell’inflazione e sull’economia”.

Al momento le generali aspettative di inflazione a più lungo termine “rimangono saldamente ancorate”. Tuttavia quelle “sugli orizzonti temporali più brevi siano aumentate in misura significativa”, osserva la Bce, che nella riunione monetaria del Consiglio direttivo del 30 aprile ha confermato al 2% il tasso di interesse chiave sull’area valutaria, quello sui depositi. Ma al tempo stesso ha lanciato chiari segnali su un possibile rialzo a giugno (il Consiglio si svolgerà il 10 e 11).

Per stabilire il da farsi, la Bce “seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati, in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Bce: i rischi sull’inflazione e sulla crescita si sono intensificati

Roma, 15 mag. (askanews) – Nell’area euro “i rischi al rialzo per l’inflazione e quelli al ribasso per la crescita si sono intensificati” e la Banca centrale europea riafferma che intende “assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine”.

Secondo l’analisi dell’istituzione monetaria sull’ultimo Bollettino economico, “più a lungo continuerà la guerra e più a lungo i prezzi dell’energia resteranno elevati, maggiore sarà il probabile impatto sulle misure più ampie dell’inflazione e sull’economia”.

Al momento le generali aspettative di inflazione a più lungo termine “rimangono saldamente ancorate”. Tuttavia quelle “sugli orizzonti temporali più brevi siano aumentate in misura significativa”, osserva la Bce, che nella riunione monetaria del Consiglio direttivo del 30 aprile ha confermato al 2% il tasso di interesse chiave sull’area valutaria, quello sui depositi. Ma al tempo stesso ha lanciato chiari segnali su un possibile rialzo a giugno (il Consiglio si svolgerà il 10 e 11).

Per stabilire il da farsi, la Bce “seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati, in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Consegnato alla Fifa lo stadio Azteca di Città del Messico

Roma, 15 mag. (askanews) – Città del Messico ha ufficialmente consegnato alla FIFA lo Stadio Azteca, che ospiterà alcune gare dei Mondiali di calcio 2026. La cerimonia si è svolta il 15 maggio 2026 alla presenza delle autorità locali e dei rappresentanti della FIFA, segnando il completamento della fase di ristrutturazione e ammodernamento dell’impianto durato 18 mesi.

Considerato uno degli stadi più iconici del calcio mondiale, l’Azteca è stato sottoposto a lavori di adeguamento agli standard richiesti per la Coppa del Mondo, con interventi su sicurezza, accessibilità, comfort degli spettatori e potenziamento dei servizi interni. L’impianto supera gli 80mila posti ed è ora pronto ad accogliere tifosi e squadre da tutto il mondo.

Durante la cerimonia è stato sottolineato il valore simbolico dello stadio per il Messico e per la storia del calcio internazionale, ricordando le finali dei Mondiali del 1970 e del 1986 disputate proprio nell’impianto.

Lo Stadio Azteca, inaugurato nel 1966, sarà uno dei tre impianti messicani coinvolti nel torneo organizzato insieme a Stati Uniti e Canada, confermandosi una delle sedi più rappresentative dell’intero Mondiale 2026.

Internazionali, Svitolina-Gauff la finale femminile a Roma

Roma, 15 mag. (askanews) – Saranno Elina Svitolina e Coco Gauff a contendersi sabato il titolo del torneo WTA 1000 di Roma al Foro Italico. Nella seconda semifinale di un match terminato dopo la mezzanotte, l’ucraina Svitolina, numero 10 del mondo, ha battuto la polacca Iga Swiatek, numero 3 del ranking e tre volte campionessa a Roma, con il punteggio di 6-4, 2-6, 6-3. Per la 31enne ucraina, già vincitrice nella capitale nel 2017 e 2018, si tratta della finale numero venti in carriera sulla terra battuta romana.

In precedenza l’americana Coco Gauff, numero 4 del mondo, ha superato in due set la rumena Sorana Cirstea con il punteggio di 6-4, 6-3. Per la 22enne statunitense è la seconda finale consecutiva a Roma, dove cerca il primo titolo stagionale e il dodicesimo in carriera.

Si ferma invece la corsa della 36enne Cirstea, numero 27 del ranking, che ha annunciato il ritiro a fine stagione.

Londra, Andy Burnham scende in campo: sfida Starmer per guidare Labour e governo

Roma, 15 mag. (askanews) – Andy Burnham ha lanciato il suo guanto di sfida a Keir Starmer. Il sindaco della Greater Manchester ha fatto la sua prima mossa per sostituire il premier entro poche settimane alla guida del partito laburista e, poi, a capo del governo di Londra. Burnham ha annunciato ieri la sua intenzione di candidarsi alle elezioni suppletive per il seggio di Makerfield, dopo che Josh Simons, deputato laburista coinvolto in uno scandalo, ha dichiarato che si dimetterà lasciando il posto vacante. Occuparlo, tornando a Westminster, è la condizione necessaria per sfidare ufficialmente il primo ministro.

La mossa di Burnham è arrivata poche ore dopo le dimissioni di Wes Streeting da ministro della Salute. Streeting, sostituito in serata da Starmer con James Murray, già segretario capo del Tesoro, aveva denunciato il “vuoto” e la mancanza di “visione” della leadership del premier e ha chiesto al primo ministro di fissare una data per la sua uscita di scena. Un epilogo che potrebbe realizzarsi proprio grazie a Burnham che, secondo quanto riportato dal Telegraph, non incontrerà ostacoli nella sua candidatura laburista da parte del Comitato Esecutivo Nazionale (NEC) del partito, come invece accadde a gennaio quando tentò di tornare in Parlamento nelle elezioni suppletive di Gorton e Denton. Unico rischio, per il sindaco di Manchester potrebbe essere l’impennata di popolarità a Makerfield di Reform UK, con Nigel Farage che ha promesso di “dare il massimo” nella corsa elettorale.

Resta il fatto che, annunciando che avrebbe chiesto il permesso al Comitato Esecutivo Nazionale (NEC) di candidarsi alle elezioni suppletive, Burnham ha fatto un riferimento velato alle sue ambizioni di leadership, affermando di sperare di “cambiare il Partito Laburista in meglio” e di “renderlo di nuovo un partito in cui credere”. Il sindaco si è impegnato anche a diffondere a livello nazionale la sua personale visione politica laburista, soprannominata “Manchesterismo”. “Da Greater Manchester si può fare solo fino a un certo punto. È necessario un cambiamento molto più radicale a livello nazionale se vogliamo che la vita di tutti i giorni torni ad essere più accessibile. Per questo motivo chiedo il sostegno dei cittadini per tornare in Parlamento: per portare il cambiamento che abbiamo portato a Greater Manchester in tutto il Regno Unito e far sì che la politica funzioni davvero per le persone”.

Secondo i sondaggi interni al Labour, Burnham sarebbe il chiaro favorito in una contesa per la leadership con Starmer: in un ipotetico testa a testa con l’attuale premier otterrebbe il 61% delle preferenze contro il 28% dell’attuale premier. Gli alleati del sindaco della Greater Manchester hanno insinuato che abbia scelto deliberatamente un seggio minacciato da Reform UK nella speranza di dimostrare di poter battere Farage alle elezioni. Non lo preoccuperebbe invece, almeno per il momento, l’eventuale concorrenza interna ai Labour di Streeting, da molti indicato come un possibile candidato alla successione del primo ministro. Dopo le dimissioni, Streeting ha sorpreso i parlamentari non lanciando immediatamente una sfida alla leadership. Una scelta probabilmente motivata dal fatto di avere il sostegno di soli 44 deputati, ben al di sotto della soglia necessaria per una competizione.

Gli alleati di Streeting hanno motivato la decisione dell’ex ministro spiegando che voleva creare un “dibattito” interno al partito. E fonti laburiste hanno suggerito che Streeting intenda ora stringere un patto per la leadership con Burnham, che potrebbe unire l’ala moderata di sinistra e quella blairiana del partito sotto un’unica lista. Un’idea che non convince i sostenitori di Starmer, secondo i quali i due “si odiano”.

Di certo, la decisione di entrambi di lanciare campagne contro Starmer destabilizza il governo, mentre Downing Street cerca di “riorganizzare” il suo mandato dopo il Discorso del Re di questa settimana. Angela Rayner, ex vice primo ministro, ha lasciato intendere di essere disponibile a candidarsi alla leadership del partito, dopo aver rivelato di aver raggiunto un accordo con l’HMRC (l’agenzia delle entrate britannica) in merito al mancato pagamento dell’imposta di bollo. Rayner aveva pagato 40.000 sterline in meno del dovuto per un appartamento acquistato a Hove. Le autorità fiscali avrebbero concluso che non ha deliberatamente evitato di pagare le tasse. Rayner è amica di Burnham e ha avuto diversi incontri con lui nelle ultime settimane, anche nella sua residenza elettorale nella Greater Manchester. Potrebbe essere richiamata nel governo se Burnham diventasse primo ministro. Al Guardian ha dichiarato che avrebbe “fatto la sua parte” in qualsiasi discussione sulla leadership di Starmer e che quest’ultimo dovrebbe “riflettere” sull’opportunità di farsi da parte.

Se dovesse vincere, Burnham probabilmente si avvarrebbe anche del sostegno di Ed Miliband, che, secondo alcune fonti laburiste, sta agendo da “ago della bilancia” nella crisi di leadership del premier. Burnham ha precedentemente fatto parte del governo ombra di Miliband e potrebbe ricompensarlo con il ruolo di Cancelliere dello Scacchiere nel suo stesso governo. Tutte ipotesi al momento, finché Burnham non sfiderà davvero Starmer e non riuscirà a batterlo. Il premier è pronto a vendere cara la pelle, lottando anche contro i quasi 100 parlamentari, quattro ex ministri e gli 11 sindacati affiliati al Partito Laburista che hanno chiesto le sue dimissioni.

Xi-Trump, tra reticenze parallele un summit "storico" a metà

Roma, 15 mag. (askanews) – Un bilancio dell’attesa visita del presidente Usa Donald Trump a Pechino, al di là delle dichiarazioni altisonanti e della retorica, andrà ricercato nelle intercapedini del detto e del non detto: Xi Jinping ha parlato di Taiwan, Trump no; Trump ha parlato dell’Iran, Xi no. Questo almeno a quanto emerge dai resoconti pubblici; i contenuti dei colloqui privati, invece, li conoscono solo i due leader.

Pubblicamente, la visita – durata tre giorni, due di colloqui intensi – è stata definita “una pietra miliare” dal presidente cinese, mentre Trump si è detto “impressionato” dalla Cina e ha definito “fantastici” gli accordi commerciali raggiunti durante il summit. Un grande successo, si direbbe, con Trump che ha lodato senza risparmiarsi Xi, definendolo a più riprese “amico” e invitandolo per una visita alla Casa Bianca per il 24 settembre, con la formula: “Come il commercio è reciproco, così le nostre visite saranno reciproche”.

Ma più che reciprocità, sembra esserci stata una simmetria delle reticenze tra i due leader.

Ieri, nei colloqui durati oltre due ore e dieci minuti, Xi ha parlato della necessità di evitare la “Trappola di Tucidide”, cioè l’inevitabilità di un conflitto tra la potenza consolidata (gli Usa) e quella emergente (la Cina), ma ha avvertito Trump che la questione di Taiwan – che Pechino rivendica come parte integrante del proprio territorio – può portare a un conflitto tra le due potenze, se mal gestita. Su questo punto, non sono arrivate dichiarazioni dell’altrimenti loquace Trump. Obiettivo del presidente cinese è, probabilmente, quello di bloccare le forniture di armi americane a Taipei, con gli Usa che hanno promesso 13 miliardi di dollari di sistemi d’arma per l’isola autonoma (per ora messi in stand-by).

Dal canto suo, Trump ha sentito l’esigenza di sottolineare una comunanza di vedute con Xi sulla questione dell’Iran. “Credo che abbiamo discusso dell’Iran. La pensiamo in modo molto simile, giusto? Vogliamo che finisca. Non vogliamo che abbiano un’arma nucleare. Vogliamo lo stretto aperto”, ha detto Trump oggi arrivando al quartiere della leadership cinese, lo Zhongnanhai, dove vivono i capi del Partito comunista, tra i quali lo stesso Xi. Su Teheran, però, Xi ha taciuto e l’unica presa di posizione è arrivata da una fredda nota del ministero degli Esteri cinese, nella quale si è ribadito che il dialogo e il negoziato sono “la strada giusta”, mentre le soluzioni militari “non portano da nessuna parte”.

Qualcosa di più sembra essere arrivato sul fronte economico-commerciale, ma nulla di decisivo, per quanto Trump abbia parlato di “fantastici accordi” e Xi abbia affermato che si è “raggiunto un consenso per mantenere relazioni economiche e commerciali stabili e ampliare la cooperazione in vari ambiti, nonché per dare una soluzione adeguata alle questioni oggetto di controversie bilaterali”.

Dopo il bilaterale di ieri, Trump ha detto a Fox News che la Cina ha accettato di acquistare 200 aerei Boeing. Il numero sarebbe inferiore ai 600 velivoli ipotizzati prima del viaggio e ai 300 acquisti annunciati durante la precedente visita di Trump in Cina nel 2017. Ieri la Boeing ha perso in borsa.

Al contrario, le azioni Nvidia – il cui numero uno Jensen Huang era parte della ricca delegazione di leader d’impresa che ha accompagnato Trump a Pechino – hanno toccato un massimo storico dopo la notizia secondo cui gli Stati uniti sarebbero pronti ad autorizzare la vendita ad aziende cinesi di alcuni chip avanzati H200. Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha tuttavia detto a Cnbc che la notizia sui chip è “una novità” per lui e che “bisognerà vedere”.

Jamieson Greer, il rappresentante Usa per il Commercio, in un’intervista a Bloomberg ha dichiarato che Usa e Cina hanno concordato di costituire un Board of Trade per supervisionare la riduzione tariffaria su circa 30 miliardi di dollari di beni. Washington, ha spiegato, cerca di indirizzare il commercio con la Cina verso “il tipo di merci che vogliamo vendere”, tra cui aerei, soia, dispositivi medici ed energia. Inoltre, la Cina – ha detto ancora Greer – dovrebbe accettare di acquistare oltre 10 miliardi di dollari di prodotti agricoli statunitensi, mentre ha già rinnovato le licenze di esportazione per alcuni macelli statunitensi, consentendo la vendita di carne bovina americana in Cina.

Greer non ha precisato quali concessioni, se ve ne siano, gli Stati uniti abbiano offerto in cambio degli acquisti promessi. Interpellato sulla possibilità che l’amministrazione Trump aumenti in futuro i dazi sulla Cina, ha detto che le due parti hanno concordato che “ci sarà un certo livello di dazi”, senza indicare quale.

Per sostituire i dazi globali bocciati dalla Corte suprema a febbraio, l’amministrazione Trump ha avviato due indagini commerciali, che dovrebbero portare a nuovi dazi sulla Cina e su decine di altri paesi questa estate.

Greer ha detto che i cinesi valuteranno queste mosse alla luce degli accordi precedenti su determinati livelli tariffari e che le due parti dovranno “cercare di gestire” la questione.

Il rappresentante Usa per il Commercio ha inoltre affermato che c’è “disponibilità” da entrambe le parti a estendere l’accordo che garantisce la continuità delle esportazioni cinesi di terre rare oltre la scadenza di ottobre.

Greer ha infine definito una “forte preoccupazione” le recenti norme cinesi che consentono al governo di penalizzare le aziende straniere che spostano fuori dalla Cina le proprie catene di approvvigionamento. “Stiamo cercando di gestire le differenze invece di farle degenerare”, ha detto ancora.

Bessent, dal canto suo, ha affermato che Stati uniti e Cina discuteranno di regole di sicurezza sull’intelligenza artificiale, inclusa la definizione di un protocollo per impedire che potenti modelli di Ia finiscano nelle mani di attori pericolosi non statali.

Stellantis, accordo con Dongfeng sulla produzione di Peugeot e Jeep in Cina

Roma, 15 mag. (askanews) – Stellantis e la cinese Dongfeng Group hanno annunciato la firma di un accordo di cooperazione strategica con l’obiettivo di espandere la loro partnership, che dura da 34 anni, attraverso la produzione congiunta di veicoli Peugeot e Jeep in Cina per il mercato cinese e per l’esportazione in altri mercati. Beneficiando delle favorevoli politiche industriali del settore automotive della provincia di Hubei e della municipalità di Wuhan, il progetto comporta un investimento complessivo superiore a 8 miliardi di yuan cinesi (circa 1 miliardo di euro), di cui Stellantis prevede un contributo di circa 130 milioni di euro.

Stellantis e Dongfeng hanno inoltre sottoscritto un MoU strategico non vincolante per rafforzare ulteriormente la loro cooperazione, facendo leva sulle rispettive dimensioni di scala, competenze e capacità di ricerca e sviluppo nel settore.

“Forte di oltre 30 anni di storica collaborazione e di competenze automobilistiche condivise, Stellantis e Dongfeng sono pronte a valorizzare ulteriormente i rispettivi punti di forza e a introdurre veicoli completamente nuovi, dotati di tecnologie all’avanguardia sull’elettrico, attraverso i brand che i clienti in tutto il mondo amano e di cui si fidano. Guardiamo con fiducia a questo progetto e a una collaborazione destinata a rafforzarsi ulteriormente nel tempo”. Lo ha dichiarato Antonio Filosa, ceo di Stellantis, commentando l’accordo di cooperazione strategica tra i due gruppi.

“Dongfeng Motor ha sempre considerato la trasformazione e il rilancio di Dongfeng Peugeot Citroën Automobile una priorità strategica fondamentale, sostenendone e promuovendone pienamente lo sviluppo sostenibile. Con la firma di questa cooperazione strategica, grazie all’integrazione dei punti di forza industriali della provincia di Hubei, dei vantaggi derivanti dalla presenza globale di Stellantis e delle tecnologie avanzate di Dongfeng nel campo dei veicoli elettrici intelligenti, si apre un nuovo percorso basato su sinergie complementari e vantaggi condivisi per tutte le parti. Questo darà senza dubbio un forte impulso al processo di trasformazione di DPCA”, ha affermato Qing Yang, presidente di Dongfeng Group.

In base all’accordo, subordinatamente alle necessarie approvazioni e alla finalizzazione dei relativi accordi di attuazione, a partire dal 2027 la joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobile dovrebbe produrre nel suo stabilimento di Wuhan inizialmente due nuovi veicoli a nuova energia (Nev) a marchio Peugeot. I modelli proporranno la nuova identità di design ispirata alle concept car svelate al salone dell’Auto di Pechino 2026. Questi modelli sono destinati al mercato cinese e all’esportazione verso i mercati globali e rientrano nel piano di crescita internazionale di Peugeot.

Inoltre, a partire dal 2027 il piano prevede l’avvio della produzione, nello stabilimento DPCA di Wuhan, di due fuoristrada Nev a marchio Jeep destinati ai mercati globali. L’implementazione del progetto è subordinata alla sottoscrizione dei relativi accordi di attuazione, inclusi i principi economici e operativi, nonché al soddisfacimento delle consuete condizioni e all’ottenimento delle necessarie approvazioni. (fonte immagine: Stellantis)

Xi a Trump: visita a Pechino è pietra miliare. Il presidente Usa: fantastici accordi commerciali con la Cina

Roma, 15 mag. (askanews) – La visita del presidente Usa Donald Trump in Cina “può essere considerata una pietra miliare”. Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping durante l’incontro a Zhongnanhai, il complesso riservato della leadership cinese a Pechino, con Trump nel secondo giorno di colloqui.

Xi ha affermato che le due parti hanno raggiunto molti accordi di cooperazione e consenso su questioni internazionali. Il presidente cinese ha anche spiegato a Trump di avere scelto Zhongnanhai come sede dell’incontro per ricambiare l’ospitalità ricevuta nel 2017 nella residenza di Mar-a-Lago, in Florida.

Trump, da parte sua, ha definito “molto forte” il rapporto con Xi e ha detto che insieme hanno risolto molti problemi che altri non sarebbero stati in grado di risolvere.

Il presidente americano ha descritto il viaggio in Cina come “storico e fondamentale”, richiamando la nuova “relazione costruttiva e strategica” concordata tra i due paesi. Trump ha ribadito l’invito al presidente cinese per il 24 settembre a Washington.

Il presidente Usa Donald Trump si è detto entusiasta degli accordi commerciali raggiunti durante la sua visita in Cina. Il commento è arrivato dopo un secondo incontro con il presidente cinese Xi Jinping, questa mattina a Pechino, secondo quanto riferito dal pool di giornalisti della Casa Bianca. Trump ha affermato che le due parti hanno concluso “fantastici accordi commerciali”.

Durante un’intervista a Fox News, il presidente Usa ha poi detto che la Cina è pronta a investire centinaia di miliardi di dollari in aziende statunitensi e ad acquistare molti prodotti agricoli americani. Inoltre vuole acquistare petrolio dagli Stati Uniti. “Hanno deciso che vogliono comprare petrolio dagli Stati uniti”, ha dichiarato Trump.

Secondo giorno summit Xi-Trump, leader riuniti al Zhongnanhai

Roma, 15 mag. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping si sono incontrati oggi per la seconda giornata del vertice di Pechino, con l’obiettivo di consolidare i risultati della visita di stato del leader americano in Cina.

In mattinata Xi ha accompagnato Trump a Zhongnanhai, il complesso riservato della leadership del Partito comunista cinese, dove il presidente cinese vive e lavora. I due leader hanno poi preso il tè e sono messi a pranzo prima della partenza di Trump dalla Cina.

Accogliendo l’ospite, Xi ha definito la visita di Trump un evento “storico e fondamentale”, una “pietra miliare” nelle relazioni sino-americane. Il presidente cinese ha parlato di una nuova fase nei rapporti bilaterali, descritta come una relazione “costruttiva di stabilità strategica”, riprendendo il linguaggio usato da Pechino nel resoconto dei colloqui del giorno precedente.

Xi ha spiegato di avere scelto Zhongnanhai come sede dell’incontro di oggi “per ricambiare l’ospitalità” ricevuta nel 2017, quando fu accolto da Trump nella residenza di Mar-a-Lago, in Florida.

Trump ha affermato che dal viaggio è venuto fuori “molto di buono”. “Abbiamo fatto fantastici accordi commerciali”, ha detto, senza fornire dettagli. Il presidente americano ha aggiunto che con Xi è stata discussa anche la guerra in Iran e che entrambi vogliono lo Stretto di Hormuz “aperto”, la fine della guerra in Iran e che Teheran non abbia armi nucleari.

Trump ha poi richiamato l’invito rivolto a Xi a visitare la Casa bianca il 24 settembre. “Come il commercio è reciproco, anche la visita sarà reciproca”, ha detto.

Durante i colloqui di ieri, Xi aveva avvertito gli Stati uniti del rischio di uno scontro su Taiwan se la questione non sarà gestita correttamente. Richiamando la “trappola di Tucidide”, cioè il rischio di conflitto tra una potenza emergente e una potenza consolidata, il presidente cinese aveva detto che Cina e Stati uniti dovrebbero essere “partner, non avversari”.

Sul dossier iraniano, mentre i negoziati restano in stallo e il traffico marittimo in Medio Oriente continua a essere ostacolato, la Casa bianca ha affermato che Stati uniti e Cina hanno concordato sulla necessità che lo Stretto di Hormuz “resti aperto per sostenere il libero flusso dell’energia”. Secondo il resoconto americano, Xi si è opposto alla militarizzazione della via d’acqua e a qualsiasi tentativo di imporre pedaggi per il suo utilizzo.

Trump, in un’intervista a Fox News, ha inoltre indicato che la Cina ha espresso interesse ad acquistare più petrolio americano.

Finora non sono stati annunciati accordi commerciali ufficiali dal vertice. Tuttavia, dopo il bilaterale di ieri, Trump ha detto a Fox News che la Cina ha accettato di acquistare 200 aerei Boeing. Il numero sarebbe inferiore ai 600 velivoli ipotizzati prima del viaggio e ai 300 acquisti annunciati durante la precedente visita di Trump in Cina nel 2017. Ieri la Boeing ha perso in borsa.

Al contrario, le azioni Nvidia hanno toccato un massimo storico dopo la notizia secondo cui gli Stati uniti sarebbero pronti ad autorizzare la vendita ad aziende cinesi di alcuni chip avanzati H200. Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha detto a Cnbc che la notizia sui chip è “una novità” per lui e che “bisognerà vedere”, ma ha confermato che la definizione di regole di sicurezza sull’intelligenza artificiale per proteggere i modelli più potenti è nell’agenda del vertice.

Trump accolto da Xi per una cerimonia del tè nell’esclusivo quartiere dei leader Zhongnanhai

Roma, 15 mag. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha incontrato oggi il presidente cinese Xi Jinping per una cerimonia del tè a Zhongnanhai, il complesso riservato della leadership cinese a Pechino, in cui pochi stranieri hanno accesso e dove raramente viene accolto un leader estero. Xi è noto per la sua passione per il tè e in passato ha ospitato cerimonie elaborate per diversi leader stranieri in visita in Cina. Per la diplomazia cinese, il tè richiama una tradizione millenaria e rappresenta cultura, rispetto, sincerità e accoglienza. La Cina rivendica migliaia di anni di coltivazione del tè e centinaia di varietà.

Trump, invece, è noto per la sua passione per la Diet Coke. Ma, al di là di ciò che sarà effettivamente bevuto, il valore simbolico della cerimonia, mentre i due leader cercano di migliorare le relazioni tra Stati Uniti e Cina, è significativo. Zhongnanhai è il luogo in cui vivono e lavorano i vertici del partito e del governo cinese. La scelta di accogliervi Trump sottolinea il carattere personale e politico dell’incontro con Xi.

Zhongnanhai è la sede circondata da mura del potere cinese, dove i massimi funzionari del Partito comunista vivono e lavorano dagli anni Cinquanta. Qui vengono prese le decisioni più importanti, che restano riservate fino a quando i leader non scelgono di renderle pubbliche. Trump non aveva visitato Zhongnanhai durante il suo viaggio a Pechino del 2017. L’incontro all’interno di questo complesso punta così a sottolineare la natura personale del rapporto tra Trump e Xi.

A differenza della Casa Bianca, Zhongnanhai non è accessibile al pubblico. I residenti, tra cui Xi, godono di privilegi esclusivi, che hanno all’interno servizi medici di alto livello e abitazioni di lusso. In passato, Zhongnanhai era un giardino imperiale chiuso, con uno dei suoi laghi risalente al XII secolo. Nel 1898, l’imperatrice vedova Cixi vi organizzò un colpo di stato contro il nipote, l’imperatore Guangxu, facendolo imprigionare a Yingtai, un’isola artificiale all’interno del complesso. Il golpe pose fine ai suoi tentativi di trasformare la dinastia Qing in una monarchia costituzionale e ne accelerò il crollo.

La posizione appartata del giardino e il suo legame simbolico con il potere centralizzato lo resero un luogo strategico per Mao Zedong e per gli altri leader comunisti, che lo scelsero come residenza e sede principale dopo la fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949. Nel 1972, Mao invitò il presidente Usa Richard Nixon nella sua residenza all’interno del complesso. Quella visita pose fine a un gelo diplomatico durato un quarto di secolo e aprì la strada all’instaurazione delle relazioni formali tra i due paesi nel 1979.

Xi ha ricevuto a Zhongnanhai solo pochi leader stranieri, tra cui il presidente russo Vladimir Putin e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko. Nel 2002, il presidente Usa George W. Bush fece una passeggiata lungo il lago con il presidente cinese Jiang Zemin. Nel 2014, la visita del presidente Usa Barack Obama incluse una passeggiata con Xi sull’isola di Yingtai, descritta dall’agenzia ufficiale Xinhua come uno dei “momenti decisivi” delle relazioni bilaterali.

I leader cinesi hanno ricevuto a Zhongnanhai anche dirigenti d’impresa americani, tra cui l’amministratore delegato di Apple Tim Cook e l’amministratore delegato di Tesla Elon Musk, che vi sono stati più volte.

Gabinetto meloniano: il crollo delle seconde file

Lo sbriciolarsi delle criticità ministeriali ha invaso ormai l’intera agenda politica del governo Meloni. Si può spaziare dalla giustizia alla cultura, dall’ordine pubblico al sistema industriale. Non c’è quasi più un solo settore di questo esecutivo che non sia attraversato da problemi, difficoltà, conflitti e chiacchiere varie.

Ora, non si può ovviamente mettere tutte le cose insieme. Non sarebbe giusto e ogni ministro e ramo di attività del potere esecutivo ha diritto a non finire nel calderone dei sospetti e delle maldicenze.

Tuttavia, quello che un po’ balza all’occhio è il fatto che le seconde e le terze file del gabinetto meloniano sembrano ormai crollare quasi tutte sotto il peso delle loro stesse criticità. Aspetto che forse dovrebbe indurci a riflettere sul punto più intimo a cui ci stiamo pian piano avvicinando.

Il fatto è che la vera forza di un sistema politico non sta nel punto alto della leadership, ma piuttosto nei suoi gradi intermedi, nelle sue seconde file e negli ufficiali meno in vista.

È lì che si rivela la forza di un esperimento politico. Il singolo leader può essere una maestosa aquila di montagna, ma poi è il prato basso dei suoi collaboratori che provvede alle sue fortune o magari, invece, alla sua caduta.

Discorso che ovviamente non riguarda solo questo governo, poiché l’impressione è che, dall’altra parte, le cose non siano poi così diverse.

È il male oscuro della Seconda Repubblica, semmai. Laddove si è pensato solo alla prima fila e non si sono mai curate a dovere le retrovie, cioè quel tessuto di competenze e laboriosità che, a lungo andare, fanno la differenza tra un successo e una caduta.

Fonte: La Voce del Popolo – 14 maggio 205

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia)

Vertice Usa-Cina: per Taiwan “nessuna sorpresa nei rapporti con Washington”

Taipei raffredda le interpretazioni allarmistiche

La reazione taiwanese al vertice di Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping è stata molto più sobria di quanto alcuni osservatori si aspettassero. Nessun allarme diplomatico, nessuna denuncia di accordi segreti tra Washington e Pechino, né tantomeno segnali di rottura nei rapporti con gli Stati Uniti.

Il vice capo del Consiglio per gli Affari con la Cina continentale, Liang Wen-chieh, ha anzi cercato di disinnescare l’idea che dal colloquio tra i due leader possano emergere novità clamorose sulla questione taiwanese. “Finora non ci sono state informazioni sorprendenti”, ha dichiarato, aggiungendo che Taipei continuerà a mantenere “strette comunicazioni” con la parte americana.

È un passaggio importante, perché rivela la volontà dell’isola di non alimentare letture drammatiche del confronto sino-americano. Taipei sa bene che Taiwan è inevitabilmente presente nei colloqui tra Washington e Pechino, ma proprio per questo evita accuratamente di presentare ogni summit come un possibile spartiacque geopolitico.

 

La continuità della linea americana

Dietro la prudenza diplomatica taiwanese si intravede anche un altro elemento: la convinzione che, almeno per ora, la postura strategica americana non stia cambiando.

Gli Stati Uniti continuano infatti a rappresentare il principale garante della sicurezza dell’isola, sia sul piano politico sia sul terreno militare. Le forniture di armamenti proseguono, così come il sostegno implicito alla capacità di autodifesa di Taipei. Nelle ultime settimane Washington ha persino espresso preoccupazione per alcuni ritardi interni taiwanesi nell’approvazione di programmi di riarmo considerati essenziali. (reuters.com)

Per questo motivo il governo taiwanese sembra intenzionato a evitare reazioni emotive o dichiarazioni che possano apparire come segni di nervosismo. Il messaggio politico è chiaro: i rapporti con Washington restano solidi e non risultano “scosse” derivanti dal dialogo tra Trump e Xi.

 

La vera preoccupazione resta la pressione cinese

Se Taipei minimizza le possibili novità diplomatiche del summit, non rinuncia però a ribadire quale sia, a suo giudizio, il problema reale: la crescente pressione militare esercitata dalla Cina nello Stretto di Taiwan.

Liang Wen-chieh ha osservato che, se davvero Stati Uniti e Cina intendono preservare pace e stabilità nella regione, allora Pechino dovrebbe ridurre le attività intimidatorie contro l’isola. Il riferimento è alle continue esercitazioni navali e aeree cinesi attorno a Taiwan, aumentate negli ultimi mesi insieme alla durezza della retorica ufficiale di Pechino. (reuters.com).

La posizione taiwanese, dunque, appare piuttosto lineare: nessuna enfasi sulle dinamiche diplomatiche del vertice Trump-Xi, nessuna lettura catastrofica dei rapporti con Washington, ma nemmeno alcuna sottovalutazione del quadro strategico generale.

Dietro la calma ostentata da Taipei resta infatti la consapevolezza che Taiwan continui a essere il punto più delicato dell’equilibrio nel Pacifico. Ed è probabilmente proprio per questo che il governo dell’isola preferisce oggi evitare toni drammatici: mostrare stabilità politica è diventato parte integrante della sua strategia internazionale.

Il Colle e il rischio dei candidati divisivi

Mancano ancora oltre 2 anni dalla fine del mandato di Sergio Mattarella e quasi tutti gli organi di informazione inondano le rispettive pagine sul cosiddetto “toto Quirinale” previsto per il gennaio 2029. Un aspetto, questo, che appassiona storicamente i molteplici retroscenisti che affollano le redazioni giornalistiche del nostro paese.

La regola non scritta della Repubblica

Ora, e al di là del pettegolezzo e dei moltissimi auto candidati e relativi sponsor, c’è una semplice regola che è sempre bene non dimenticare quando si parla di Quirinale e di candidature al Colle più alto. A prescindere che siamo nella prima, nella seconda o forse già addirittura nella terza repubblica. E la regola è che quello scranno non può essere occupato da una figura politica “divisiva”. Politicamente divisiva.

Lo dice la storia democratica del nostro paese. E lo dicono, soprattutto, le concrete vicende che si sono succedute dal secondo dopoguerra in poi. Presidenti molto diversi tra di loro, come ovvio e scontato, ma pur sempre accomunati da un criterio che rappresenta un filo rosso che ha segnato e caratterizzato la salita al Colle da parte dei vari inquilini.

E il filo rosso, appunto, è rappresentato dall’indole, dalla prassi e dal metodo non divisivo che deve caratterizzare il candidato alla Presidenza della Repubblica. Anche al di fuori della sua proverbiale appartenenza politica e culturale. Una cifra, questa, che conta ancora di più in un contesto sociale caratterizzato da una profonda e persino strutturale radicalizzazione del conflitto politico e da una altrettanto maldestra polarizzazione ideologica.

 

Il pericolo della politica trasformata in guerra permanente

Certo, e per uscire dalla metafora, sarebbe curioso vedere al Colle nel futuro una figura che nei vari talk televisivi in questi ultimi anni si è specializzato nella demolizione e nella criminalizzazione del nemico politico giurato. Sarebbe una scelta che spingerebbe la politica italiana ad una sorta di “guerra civile” permanente.

Ovvero, l’ultimo dei candidati utili per ricoprire un ruolo così delicato ed importante per conservare e consolidare la democrazia nel nostro paese sarebbe proprio un militante politico che ha fatto del sistematico attacco violento al suo “nemico” la sua cifra normale di comportamento.

Una caratteristica, questa, che coinvolge molti esponenti della sinistra politica italiana, essendo i talk politici televisivi prevalentemente, se non quasi esclusivamente, riconducibili ad una impronta legata alla sinistra.

 

Un Presidente deve unire il paese

Insomma, e senza entrare nei singoli dettagli, è abbastanza evidente che la cifra politica, culturale e di metodo “divisiva” esclude, di fatto, tutte quelle candidature che hanno fatto per anni della polemica pretestuosa, della pregiudiziale ideologica, della sistematica criminalizzazione politica del “nemico” giurato e della sua delegittimazione morale la stella polare della loro concreta azione politica.

Perché, e molto semplicemente, le candidature che rispondono a questi criteri non solo sono politicamente sconsigliate ma lo sono anche sul versante etico e morale. Perché un politico che ha distrutto per anni sistematicamente, organicamente e scientificamente il suo “nemico” politico non può diventare, misteriosamente e quasi d’incanto, una figura che unisce e rappresenta in modo armonioso e convincente l’intero paese e tutti gli italiani.

Ecco perché, al di là dei sotterfugi, delle furbizie e dei colpi bassi e senza esclusione che da sempre accompagnano la scelta del Presidente della Repubblica, il criterio di avere una figura il più possibile inclusiva, non settaria e faziosa e, soprattutto, realmente al di sopra delle parti, continua ad essere l’unico elemento in grado di fare la differenza tra i vari candidati in campo.

Quando sarà il tempo opportuno, come ovvio.

Una bella pellicola ricorda Valarioti, partigiano della lotta alla ‘ndrangheta.

Ho assistito, presso il Cinema Italia di Cosenza, alla proiezione del film documentario “Medma non si piega” del regista cosentino Gianluca Palma, prodotto dalla casa cinematografica Ugly Films.

Si tratta di un’opera bellissima e ben realizzata, capace di ricostruire in modo preciso ed emotivamente coinvolgente la vita, l’impegno e la tragica morte di Giuseppe “Peppe” Valarioti, ucciso a soli trent’anni nel giugno del 1980.

 

Un intellettuale organico contro la ndrangheta

Peppe Valarioti è stato un giovane professore, oltre che un valido dirigente della CGIL e del PCI nella Piana di Gioia Tauro e Rosarno. Con i suoi studenti coltivava un rapporto aperto e non formale, caratterizzato dalla stessa stima e apprezzamento che lo univano ai compagni di partito e del sindacato.

Come è stato giustamente notato, citando Gramsci, Valarioti può essere considerato un intellettuale organico, capace di unire cultura e lotta politica e sindacale nella difesa appassionata dei braccianti e degli operai di Rosarno e della Piana di Gioia Tauro. Valarioti seppe impegnarsi con coraggio e passione contro la criminalità organizzata, alimentando sempre la partecipazione politica e sindacale, applicando la sinergia tra “Teoria e Prassi”.

Valarioti ha testimoniato nel concreto quotidiano, partendo da solide premesse culturali, il celebre pensiero gramsciano: “Vivo, sono partigiano”. Ha lottato per l’affermazione della giustizia sociale e per contrastare l’indifferenza e l’abulia, anticipando il concetto attuale di cittadinanza attiva e stimolando la comunità a prendere posizioni politiche nette per contrastare seriamente la criminalità organizzata.

È stato osservato, subito dopo l’uscita del film a Roma e prima della proiezione cosentina, che Peppe Valarioti rappresenta un partigiano moderno per la sua lotta contro la ’ndrangheta, le ingiustizie e le diseguaglianze, e anche contro l’apatia e l’indifferenza.

 

Il valore civile della memoria

L’opera cinematografica di Gianluca Palma costituisce un forte richiamo alla memoria, essenziale per indicare — soprattutto ai giovani, e non solo calabresi — l’itinerario civile da seguire, anche per rendere giustizia, sebbene purtroppo “a posteriori”, a persone come Valarioti che hanno lottato per la giustizia, lo sviluppo e la solidarietà.

Spesso è stato rilevato, anche per il film di Gianluca Palma, che attraverso le “indagini, i processi, le inchieste, possiamo conoscere tutto o quasi tutto dei killer sanguinari e delle trame criminali, ma poco o nulla si conosce delle vittime”.

Anche per questo motivo il film “Medma non si piega” assume maggiore valenza, per non relegare nell’oblio una storia di impegno civile forte e nobile, testimoniato coerentemente e, purtroppo, pagato col tributo della vita.

La storia di Valarioti era una storia “quasi sommersa”, prima di “Medma non si piega”. Il film di Palma ha quindi il merito, tra l’altro, di riproporla con forza e a ragione alla pubblica attenzione, come esempio di impegno civile.

 

Cultura, scuola e riscatto sociale

Nel film, Valarioti viene descritto e raccontato per come effettivamente è stato: docente appassionato di archeologia e della storia della Magna Grecia, che da Locri a Rosarno, l’antica Medma, contribuì allo sviluppo di una grande civiltà diffusasi in tutte le regioni dell’Italia Meridionale.

Valarioti era infatti convinto che la cultura, il sapere e l’insegnamento fossero elementi fondamentali per contrastare la criminalità organizzata, per fare affermare una cultura civile basata sulla solidarietà e sul criterio della mutualità come regola cooperativa, non lasciando spazio alle violenze, ai soprusi e alle ingiustizie, quasi immaginando “l’istruzione come strumento di riscatto sociale” sia a livello individuale che di comunità-collettività.

Diverse le testimonianze presenti nel film: dalle sorelle agli alunni, dagli amici ai dirigenti politici e sindacali del PCI e della CGIL. Particolarmente incisiva sul piano emotivo la testimonianza della fidanzata e del parroco, quest’ultima importante anche per quanto concerne il rapporto tra Fede, Ideologia e Chiesa.

 

Un cinema di testimonianza autentica

In conclusione, “Medma non si piega”, oltre a essere leggibile come atto di giustizia verso la memoria di Peppe Valarioti, è anche un’operazione cinematografica di alto livello e di grande spessore storico.

La regia di Palma dimostra come il cinema di realtà possa essere al tempo stesso impegno civile e ricerca artistica, consegnandoci un’opera che brilla per equilibrio, sensibilità visiva e per la rara capacità di far parlare fatti, luoghi e persone.

Un esempio sincero di cinema di testimonianza che sarà ulteriormente sviluppato con il film con “attori veri”, prossimo obiettivo del regista Gianluca Palma, al quale auguro che possa essere raggiunto presto.

Francesco Capocasale ha iniziato a fare politica nel Movimento giovanile della Dc. È stato sindaco di Dipignano (Cs). Nel 2025 ha pubblicato “Pagine d’impegno meridionalistico” (Editoriale Progetto 2000).

Iran, Trump: ora sono finiti, possono fare un accordo o essere annientati

Roma, 15 mag. (askanews) – L’Iran può raggiungere un accordo con gli Stati uniti oppure essere “annientato”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in un’intervista a Fox News durante la sua visita a Pechino.

“Ora sono finiti, possono fare un accordo o essere annientati. Non voglio farlo”, ha dichiarato Trump. Il presidente Usa, inoltre, ha minacciato di bombardare nuovamente le installazioni nucleari civili dell’Iran se Teheran tenterà di recuperare l’uranio.

“Gli ho detto che se mandano i loro militari a cercare di fare qualcosa, recuperare l’uranio, o se vediamo che qualcuno cerca di farlo, lanceremo semplicemente un paio di bombe e tutto finirà lì”, ha detto Trump a Fox News.

Nel giugno 2025, gli Stati uniti hanno bombardato installazioni nucleari civili iraniane poste sotto la protezione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Aiea.

Washington chiede che l’Iran consegni i propri materiali nucleari e rinunci al presunto sviluppo di armi atomiche, piani che Teheran ha sempre negato. Trump ha affermato che le forze statunitensi sorvegliano 24 ore su 24 le installazioni nucleari iraniane bombardate.

Il derby Roma-Lazio anticipato: si gioca domenica alle 12

Roma, 14 mag. (askanews) – In seguito all’invito formulato in data odierna dal presidente del Tar del Lazio a sviluppare un confronto finalizzato all’individuazione di una soluzione condivisa in ordine alla programmazione dell’incontro calcistico Roma-Lazio, si è riunito presso la prefettura di Roma il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza del sindaco di Roma Capitale, del questore di Roma, dei comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della guardia di finanza, del presidente della Lega Calcio Serie A e di altri funzionari della stessa, dei rappresentanti dell’organizzazione degli Internazionali di tennis e dell’amministratore delegato di Sport e Salute.

Nel corso della riunione, alla luce di un aggiornato quadro di situazione e dell’acquisito impegno della Lega Calcio – Serie A, dell’Organizzazione degli Internazionali di Tennis, con Sport e Salute, ad una implementazione straordinaria delle misure di safety previste, nonché ad un rafforzamento delle relative modalità attuative e di coordinamento operativo – in considerazione della concomitante presenza di eventi sportivi caratterizzati da eccezionale afflusso di pubblico e rilevanza internazionale – è stata disposta l’anticipazione dell’orario di inizio dell’incontro Roma-Lazio alle ore 12.00 di domenica 17 maggio.

Resta confermato il programma degli Internazionali di tennis, con la finale del singolare maschile prevista per le ore 17.00. I complessi servizi connessi all’attuazione del piano safety nonché i dispositivi di sicurezza verranno rafforzati previa valutazione in sede di tavolo tecnico presso la Questura, già convocato alle 17.30 di domani.

Da Firenze al via Giro d’Italia Cure palliative pediatriche

Firenze, 14 mag. (askanews) – È partito dal Meyer Health Campus di Firenze il Giro d’Italia delle Cure Palliative Pediatriche. La manifestazione, promossa dalla Fondazione Maruzza, ha messo al centro in questa quinta edizione il tema della “Comunità Curante”. In Italia solo un minore su quattro, dei 30 mila che ne avrebbero bisogno, riesce ad accedere alle cure palliative.

“Secondo noi -osserva Elena Castelli, segretario generale della Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio ETS- è estremamente importante che la scuola, il mondo dello sport, la comunità tutta, le istituzioni che devono permettere una presa in carico globale del bambino, del ragazzo, della famiglia, si mettano insieme per cercare di dare loro la migliore vita possibile”. Ma su questo fronte è arrivato un annuncio importante: il direttore sanitario del Meyer, Emanuele Gori, ha assicurato che i lavori per Casa Marta – il primo centro di cure palliative pediatriche della Toscana, si concluderanno entro il 2026, con l’obiettivo di rendere la struttura operativa all’inizio del 2027.

“Il nostro slogan -spiega Benedetta Fantugini, presidente della Fondazione Casa Marta- è sempre stato una ‘casa come a casa’. Per noi è importantissimo che il bambino che arriva qua si senta a casa. Questa è una struttura altamente specializzata dove il sapere sanitario dell’ospedale Meyer incontra il saper fare della Fondazione Casa Marta”

Secondo la Fondazione, in Toscana sono almeno 660 le famiglie che in questo momento affrontano il percorso di una malattia inguaribile per i propri figli.

La giornata ha visto il confronto tra professionisti e istituzioni, con un contributo video del Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli. Il Giro d’Italia delle Cure Palliative Pediatriche continuerà lungo la penisola fino al 14 giugno, con eventi di vario genere pensati per sensibilizzare l’opinione pubblica.

La plastica nasce per aiutare il pianeta, è un dovere usarla bene

Roma, 14 mag. – “La plastica non è da buttare”, partiamo dal motivo per cui è nato questo materiale: rendere più sostenibile il mondo, non di certo peggiorarlo. A spiegarci con semplicità il motivo per cui la plastica è non solo molto importante ma anche nata per aiutare il pianeta, è Rossella Baiocchi, responsabile della comunicazione per Bama, azienda toscana che produce progetta e produce articoli in plastica 100% riciclabili alla fine del loro ciclo di utilizzo.

Un tema saliente al punto che occorre costruire e diffondere cultura e consapevolezza.

“Il problema è la differenza tra plastica durevole e plastica usa e getta. – spiega Baiocchi – La plastica usa e getta è igienica, è economica ma diventa un problema per l’inquinamento se non viene riciclata correttamente, la plastica durevole invece nasce per durare nel tempo: è resistente alle temperature e agli agenti atmosferici. Pensiamo anche all’emissione di Co2: quanto risparmiamo con il trasporto della plastica? La plastica è leggera rispetto a altri materiali che hanno un peso molto più importante e di conseguenza inquinano di più”. Nel dibattito pubblico la plastica viene spesso associata all’inquinamento e alle sue conseguenze sull’ambiente. Più raramente ci si sofferma sull’origine di questo materiale e sulle ragioni per cui è stato introdotto che affondano in una esigenza precisa: trovare alternative più sostenibili rispetto all’utilizzo diretto di risorse naturali. “Quando si parla di plastica si associa soprattutto al problema dell’inquinamento, – continua Baiocchi – ma dobbiamo anche ricordarci perché è nata: la plastica è stata creata dall’uomo per salvare la natura quindi gli alberi e gli animali, in passato c’erano degli oggetti che venivano realizzati con l’avorio, facciamo degli esempi: i tasti per il pianoforte o le palle da biliardo”.

Nel dibattito sull’inquinamento da plastica l’attenzione si concentra su immagini molto forti come rifiuti nei mari e nei fiumi, che finiscono per oscurare la funzione e il valore per cui questo materiale è stato introdotto. Nelle applicazioni concrete si vede chiaramente come ogni materiale alternativo alla plastica, abbia spesso limiti specifici e come in molti casi la plastica riesca a garantire caratteristiche difficilmente replicabili.

“Non esiste un sostituto perfetto della plastica, perché la plastica ha molte caratteristiche che altri materiali non hanno, è leggera ma è robusta. È flessibile, è economica può essere riciclata. Un valido sostituto potrebbe essere il vetro. Il vetro per esempio è impermeabile però è fragile ed è pesante. – conclude Baiocchi – Il metallo stessa cosa: ha altre caratteristiche però è molto pesante, e quando viene riciclato comporta un grande dispendio di Co2. La carta è biodegradabile, però non resiste all’acqua, a meno che non venga trattata con agenti chimici. Ecco perché la plastica è il sostituto più valido a questi materiali è stata creata proprio per sostituire questi materiali. Un’altra caratteristica della plastica è che è completamente riciclabile, ma qui la differenza la fa ognuno di noi nel suo piccolo facendo una corretta raccolta differenziata. In questo modo è possibile trasformare la plastica in nuovi oggetti. Pensiamo alle fibre per l’abbigliamento, pensiamo ai carrelli per il supermercato, oppure ai pannelli isolanti utilizzati nell’edilizia che consentono di avere minore dispersione di energia e calore. Ancora una volta lo ricordiamo: la differenza la facciamo tutti noi, nel nostro piccolo. Giorno dopo giorno”.

(Servizio Pubbliredazionale)

Pressing Crosetto su Giorgetti per fondi Safe. Meloni riunisce vice

Roma, 14 mag. (askanews) – Al piano nobile di palazzo Chigi lo derubricano a “due chiacchiere”, negando che vi sia stato alcun vertice con tutto ciò che l’uso di questa parola comporta nel politichese. Il dato di fatto, però, è che prima dell’inizio del Consiglio dei ministri – cominciato notevolmente in ritardo proprio per questo – la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha a riunito i suoi due vice, Matteo Salvini e Antonio Tajani. D’altra parte, ci sono due nodi che i partiti di maggioranza devono affrontare a breve: le nomine ai vertici di Consob e Antitrust e il grande tema delle spese per la difesa.

La prima partita si è ufficialmente riaperta ieri dopo che il sottosegretario leghista all’Economia Federico Freni – candidato unico del suo partito alla guida dell’Autorità che vigila sulla Borsa ma su cui pesava il veto di Forza Italia – si è chiamato fuori dalla corsa annunciando il suo “passo indietro”. La poltrona è nella sostanza vacante ormai da inizio marzo, quando è scaduto il mandato di Paolo Savona, e la stessa premier un paio di settimane fa aveva annunciato una imminente soluzione che però, al momento, non è stata ancora indicata. In parallelo c’è la nomina del nuovo presidente dell’Antitrust, su cui ci sarebbero proprio le mire degli azzurri. Formalmente l’indicazione del garante per il mercato e la concorrenza è nelle mani dei presidenti di Camera e Senato che – fanno sapere fonti vicine al dossier – potrebbero incontrarsi la settimana prossima.

Altra scadenza che preme sull’esecutivo è però anche quella relativa all’accesso ai fondi Safe (Support for ammunition and armaments production framework), lo strumento finanziario dell’Unione europea per gli investimenti nel settore della difesa. E’ lo stesso ministro Guido Crosetto a rilanciare la questione, ricordando che una decisione va presa entro la fine del mese. “Ho scritto due lettere a Giorgetti, attendo la risposta”, fa sapere. Il tema è tecnico e la competenza è appunto in capo al ministero dell’Economia. Ma la sostanza è tutta politica, perché il sentiero stretto in questo momento è quello che mette in competizione i soldi utilizzati appunto per rinforzarsi sul fronte della difesa con quelli che servono per affrontare la crisi energetica determinata dalla nuova guerra in Medio Oriente: gli uni decisamente meno spendibili degli altri a cospetto dell’opinione pubblica. “Non considero caro energia e difesa priorità alternative”, afferma Crosetto. Dal lato del ministero di via XX settembre si rimanda a quanto dichiarato da Giorgetti al question time, ossia che “Safe è e resta un sistema di finanziamento non certo a costo zero”, perché poi bisognerà restituire questo eventuale prestito. I due ministri, racconta più di un testimone, sono stati visti a lungo parlottare nell’attesa che cominciasse il Consiglio dei ministri. Ma il rapporto, viene anche sottolineato, è di “dialogo” e non di “scontro”.

Una ulteriore coda dedicata al tentativo di sciogliere questo grande nodo ci sarebbe stata al termine della riunione del governo, un confronto al quale oltre ai due vice premier avrebbe partecipato proprio il ministro della Difesa.

Forza Italia apre su liberalizzazione Ncc, stop da Lega e Fdi

Roma, 14 mag. (askanews) – La possibile “liberalizzazione” degli Ncc crea tensioni nella maggioranza di centrodestra. Forza Italia, in commissione Trasporti alla Camera, ha chiesto di discutere una sua proposta di legge a prima firma Andrea Caroppo.

“Forza Italia ha presentato una proposta di legge per modificare la disciplina del servizio NCC, con l’obiettivo di migliorare un servizio che i cittadini richiedono con sempre maggiore insistenza. La nostra proposta si muove in un’ottica liberale che, per quanto ci riguarda, deve valere in tutti i settori: semplificare le regole, ridurre gli ostacoli burocratici e rendere il servizio più moderno, efficiente e rispondente alle esigenze degli utenti”, ha spiegato Caroppo, che è anche vicepresidente della Commissione Trasporti.

I punti chiave della proposta di legge di Forza Italia, ha precisato, prevedono il trasferimento delle competenze dai Comuni alle Regioni, così da avere un quadro effettivo delle licenze; la riduzione della burocrazia, attraverso l’eliminazione dell’obbligo di rientro in rimessa e del foglio elettronico; l’incentivazione tecnologica; e l’adeguamento del servizio alle moderne esigenze di mobilità. “L’obiettivo – ha concluso Caroppo – è modernizzare e migliorare il servizio per i cittadini nel settore del trasporto pubblico non di linea, aumentandone l’efficienza. Riteniamo giusto, dunque, affrontare questo tema senza pregiudizi e senza logiche corporative, mettendo al centro l’interesse generale: servizi migliori, più efficienti e più accessibili per cittadini e utenti”.

Parole per niente gradite agli alleati. “Su taxi e NCC – ha sottolineato Elena Maccanti, capogruppo della Lega in Commissione Trasporti – la linea della Lega è chiara e coerente da sempre: no a liberalizzazioni selvagge che consegnerebbero il settore nelle mani delle multinazionali e degli algoritmi, penalizzando operatori e utenti, e avanti invece con il percorso dei decreti attuativi previsti dalla legge 12 del 2019, finalmente sbloccati con coraggio e determinazione dal Ministro Matteo Salvini”.

Per trovare la quadra servirà l’intervento del governo, come ha spiegato Fabio Raimondo, deputato e capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Trasporti, ribadendo la contrarietà del suo partito a una riforma come quella proposta dagli azzurri. “Forza Italia – ha detto – ha ribadito la volontà di portare avanti la propria proposta di legge su taxi e NCC, ma in Ufficio di Presidenza il presidente Deidda è stato chiaro: per condividere gli esiti dell’indagine conoscitiva svolta dalla Commissione e arrivare a una sintesi comune è necessario un incontro tra maggioranza e Governo. L’indagine, grazie alle audizioni svolte, è stata molto utile e ha confermato che l’attuale normativa resta un caposaldo, può certamente essere migliorata, ma non stravolta. Siamo inoltre in attesa che il MIT emani i decreti attuativi sulle piattaforme e sul foglio di servizio, naturale completamento del quadro normativo che disciplina il servizio pubblico non di linea. Del resto Fratelli d’Italia ha sempre espresso con chiarezza la propria contrarietà a queste proposte di legge, evidenziando fin dall’inizio l’assenza di un accordo di maggioranza”.

Estate in arrivo, la Versilia pronta con Forte dei Marmi

Roma, 14 mag. – Sotto il cielo terso della Versilia, tra le Alpi Apuane e il mare, si apre Forte dei Marmi: un borgo che racconta storie di pietra, mare e mondanità. Il suo nome nasce dal fortino costruito dal Granduca Leopoldo, che un tempo controllava l’imbarco dei blocchi di marmo destinati al mondo. Oggi quel fortino osserva una piazza elegante, custode della memoria e della vita moderna di questa perla della costa toscana.

Da meta per pochi aristocratici e industriali all’inizio del ‘900, a rifugio esclusivo per chi cerca privacy e lusso, Forte dei Marmi ha sempre saputo coniugare fascino discreto e bellezza naturale. Tra ville nascoste nella pineta, spiagge silenziose e locali iconici, qui il tempo sembra scorrere con un ritmo proprio, lontano dalla frenesia della mondanità. A ricordare la storia di Forte dei Marmi è l’ex sindaco Umberto Buratti: “da luogo di imbarco e carico dei marmi che venivano dalle Apuane a località turistica per chi cercava un luogo che rispettasse anche l’ambiente e anche la loro privacy”.

Con gli anni ’60, l’eleganza diventa glamour: boutique di lusso, grandi firme e ristoranti esclusivi attraggono il jet-set internazionale. Ma Forte dei Marmi non è solo lusso ostentato: è un luogo dove il tempo rallenta, dove l’ospitalità incontra la discrezione.

Il turismo qui non è mai di massa, ma di qualità. Ogni struttura racconta una storia, ogni esperienza è pensata per sorprendere e far sentire gli ospiti a casa. Come confermano Laura Cordella e Gian Luca Conti, imprenditori che hanno deciso di investire proprio in strutture di alta qualità, dal progetto architettonico all’esperienza enogastronomica.

Tra passeggiate sulla sabbia, cene al tramonto e serate nei locali storici, Forte dei Marmi continua a rinnovarsi senza mai perdere la sua anima: un equilibrio perfetto tra eleganza, natura e storia, destinazione esclusiva e sempre attuale.

Forte dei Marmi, dove passato e presente vengono raccontati su una tela blu come il mare, il verde della pineta con sfumature di un0 lusso discreto. Un luogo che non smette mai di sorprendere, perfetto per chi cerca esperienze uniche e autentiche sulla costa toscana.

Forza Italia apre sulla liberalizzazione degli Ncc, stop da Lega e Fdi

Roma, 14 mag. (askanews) – La possibile “liberalizzazione” degli Ncc crea tensioni nella maggioranza di centrodestra. Forza Italia, in commissione Trasporti alla Camera, ha chiesto di discutere una sua proposta di legge a prima firma Andrea Caroppo.

“Forza Italia ha presentato una proposta di legge per modificare la disciplina del servizio NCC, con l’obiettivo di migliorare un servizio che i cittadini richiedono con sempre maggiore insistenza. La nostra proposta si muove in un’ottica liberale che, per quanto ci riguarda, deve valere in tutti i settori: semplificare le regole, ridurre gli ostacoli burocratici e rendere il servizio più moderno, efficiente e rispondente alle esigenze degli utenti”, ha spiegato Caroppo, che è anche vicepresidente della Commissione Trasporti.

I punti chiave della proposta di legge di Forza Italia, ha precisato, prevedono il trasferimento delle competenze dai Comuni alle Regioni, così da avere un quadro effettivo delle licenze; la riduzione della burocrazia, attraverso l’eliminazione dell’obbligo di rientro in rimessa e del foglio elettronico; l’incentivazione tecnologica; e l’adeguamento del servizio alle moderne esigenze di mobilità. “L’obiettivo – ha concluso Caroppo – è modernizzare e migliorare il servizio per i cittadini nel settore del trasporto pubblico non di linea, aumentandone l’efficienza. Riteniamo giusto, dunque, affrontare questo tema senza pregiudizi e senza logiche corporative, mettendo al centro l’interesse generale: servizi migliori, più efficienti e più accessibili per cittadini e utenti”.

Parole per niente gradite agli alleati. “Su taxi e NCC – ha sottolineato Elena Maccanti, capogruppo della Lega in Commissione Trasporti – la linea della Lega è chiara e coerente da sempre: no a liberalizzazioni selvagge che consegnerebbero il settore nelle mani delle multinazionali e degli algoritmi, penalizzando operatori e utenti, e avanti invece con il percorso dei decreti attuativi previsti dalla legge 12 del 2019, finalmente sbloccati con coraggio e determinazione dal Ministro Matteo Salvini”.

Per trovare la quadra servirà l’intervento del governo, come ha spiegato Fabio Raimondo, deputato e capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Trasporti, ribadendo la contrarietà del suo partito a una riforma come quella proposta dagli azzurri. “Forza Italia – ha detto – ha ribadito la volontà di portare avanti la propria proposta di legge su taxi e NCC, ma in Ufficio di Presidenza il presidente Deidda è stato chiaro: per condividere gli esiti dell’indagine conoscitiva svolta dalla Commissione e arrivare a una sintesi comune è necessario un incontro tra maggioranza e Governo. L’indagine, grazie alle audizioni svolte, è stata molto utile e ha confermato che l’attuale normativa resta un caposaldo, può certamente essere migliorata, ma non stravolta. Siamo inoltre in attesa che il MIT emani i decreti attuativi sulle piattaforme e sul foglio di servizio, naturale completamento del quadro normativo che disciplina il servizio pubblico non di linea. Del resto Fratelli d’Italia ha sempre espresso con chiarezza la propria contrarietà a queste proposte di legge, evidenziando fin dall’inizio l’assenza di un accordo di maggioranza”.

Il futuro guarda alla nutrizione consapevole

Milano, 14 mag. (askanews) – A TUTTOFOOD 2026 il futuro della nutrizione consapevole allo stand di Healtion. Il Gruppo ha concepito uno spazio espositivo come punto d’incontro tra buyer, operatori della grande distribuzione e professionisti del settore food, con al centro l’alimentazione salutistica. Ha parlato così Renato Calabrese, Amministratore Delegato Healtion: “Fare alimentazione salutare significa essersi costruiti una credibilità nel corso degli anni. I nostri marchi sono sul mercato da 50 anni e, da 50 anni, utilizziamo esclusivamente le migliori materie prime disponibili sul mercato. In larghissima parte queste materie prime sono biologiche. Tutti i nostri prodotti, nel corso degli anni, si sono fatti apprezzare dai consumatori e lo sono sempre più”.

L’obiettivo è quello di contribuire alla diffusione di una cultura in cui l’alimentazione diventi veicolo di benessere per le persone e per il pianeta, con ricette clean label (etichette pulite), soluzioni plant-based e innovazioni rich-in e free-from, sviluppate per rispondere alle esigenze di consumatori sempre più consapevoli che, una sana alimentazione, è alla base del proprio benessere. “È una dieta, quella a basso contenuto di carboidrati, sempre più attenzionata dai consumatori. Nel corso degli anni, abbiamo lanciato linee senza zuccheri, senza zuccheri aggiunti, ricca in proteine e abbiamo sviluppato un’ampia gamma di prodotti senza glutine, gustosi anche per coloro che non hanno strettamente la necessità di dover consumare prodotti senza glutine, ma che, nel corso del tempo, hanno capito che un certo tipo di consumo consapevole aiuta il proprio benessere” ha concluso Calabrese.

Un hub che valorizza il know-how produttivo e lo sviluppo di soluzioni tailor-made per la GDO. Un momento chiave per consolidare il dialogo con gli operatori di settore, condividendo con il mercato una visione di alimentazione sana e sostenibile.

Giovani e imprenditoria. Torna la “Fiera delle Competenze”

Roma, 14 mag. (askanews) – Ci pensa Simest ad insegnare l’export alle nuove generazioni. La mattina del 13 maggio oltre 100 studenti delle classi quarte e quinte di quattro scuole romane, tutti istituti tecnici, sono stati i protagonisti della “Fiera delle Competenze”, l’iniziativa con cui SIMEST vuole dare il suo contributo per avvicinare i giovani ai temi dell’internazionalizzazione, dell’export e del ruolo delle PMI nel sistema economico italiano.

L’obiettivo? Creare connessioni tra scuola, giovani e mondo dell’imprenditoria, attraverso la promozione di una maggiore cultura economica e internazionale tra le nuove generazioni. L’iniziativa si è svolta a Cinecittà, in un’area in cui gli studenti, con età compresa fra 16 e 19 anni, hanno potuto visitare spazi dedicati a varie attività e ambiti E sono stati coinvolti in attività di laboratorio avendo un occasione di confronto con i professionisti SIMEST sulle dinamiche dell’export e dell’ingresso delle PMI nei mercati internazionali.

Una giornata ben riassunta dal presidente Simest Vittorio de Pedys: “La nostra azienda, la Simest, che si occupa dell’internazionalizzazione delle imprese nel gruppo CDP, ha deciso, con questa bellissima iniziativa, di aprirsi a tantissimi giovani. Abbiamo un centinaio di ragazzi che stanno qui con noi. Tutti i nostri dipendenti fanno un po’ da guida, da mentore, per parlare non solo dei mercati internazionali, che è la cosa che ci caratterizza, ma anche ponendo al centro il futuro di questi ragazzi, di questi giovani, che stanno uscendo dalla scuola e si stanno affacciando sul mondo del lavoro”.

Numerosi ospiti nel talk inaugurale della giornata dove agli studenti si sono affiancati professionisti di diversi settori che hanno introdotto i ragazzi nel mondo del lavoro. L’evento è stato la tappa conclusiva di “Made4Export”, il progetto nazionale sviluppato da SIMEST – in coordinamento con Cassa Depositi e Prestiti – nella sua prima edizione ha coinvolto 16 scuole italiane, oltre 20 classi e più di 340 studenti, grazie anche al contributo diretto di 88 esperti SIMEST impegnati direttamente nelle attività formative e di mentoring.

Uno studente romano ha riassunto così la giornata: “Sono a Roma, sono al quarto anno e mi trovo molto bene. Abbiamo avuto l’opportunità di venire a questo evento, penso sia un evento molto importante, anche a livello di formazione, perché i ragazzi della nostra età possano capire quante opportunità ci sono anche a livello lavorativo”.

La giornata si è chiusa con un’apertura verso il mondo e le opportunità lavorative che l’estero offre. Tra discorsi generazionali e digitale, Simest si conferma un punto di riferimento in Italia.

120 anni di storia e nuove eccellenze di maestri acciugai

Milano, 14 mag. – Rizzoli Emanuelli porta la sua storia, lunga 120 anni, a TUTTOFOOD 2026, la più importante manifestazione internazionale dedicata al settore agroalimentare, in programma dall’11 al 14 maggio a Fiera Milano Rho. Uno stand pensato come un viaggio nel marchio, tra esperienze di degustazione e momenti di incontro. Ha parlato così Enrico Vismara, Direttore Vendite Rizzoli Emanuelli: “Sì, sicuramente è un anniversario molto importante perché 120 anni che contraddistinguono. 120 anni in mano a un’unica famiglia, è la quinta generazione e andiamo verso la sesta generazione. Chiaramente questo vuol dire continuità, questo vuol dire comunque qualità anche all’interno di quello che è il nostro mondo in 120 anni di storia”.

Un percorso che attraversa cinque generazioni di maestri acciugai, cambi generazionali che hanno dimostrato una profonda capacità di evolvere senza perdere le proprie radici. “Qui a Tuttofood abbiamo portato una nuova referenza di alici e banco frigo. Le grandi alici 120 anni del mar Cantabrico. E’ un regalo che abbiamo fatto a noi, oltre che ai nostri consumatori affezionati, perché abbiamo selezionato le migliori alici del Cantabrico con una pezzatura particolarmente grande, pescate solo in primavera, che subiscono una tripla pulizia manuale e con una percentuale di sale ridotta rispetto a quelle tradizionali. Quindi diciamo che è un prodotto top di gamma, veramente la qualità assoluta che si trova a banco frigo” ha dichiarato Federica Siri, Responsabile Marketing di Rizzoli Emanuelli.

Lo stand è stato concepito come un percorso narrativo: non una semplice visita commerciale, ma un’immersione nel DNA della marca. A completare la proposta, il pack celebrativo, espressione di una memoria e di un’eccellenza che continua a rinnovarsi nel tempo.

(Servizio Pubbliredazionale)