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Russia, Meloni: guerra ibrida ormai è ‘nuovo normale’, serve risposta europea

Roma, 14 ott. (askanews) – “Quello che accade in Ucraina non resta in Ucraina. Il Consiglio Europeo discuterà, in modo specifico, dell’escalation degli attacchi ibridi russi. Ed è giusto così, perché la minaccia ibrida è ormai diventata l’ennesimo ‘nuovo normale’ di questa epoca travagliata. Il punto è che la guerra ibrida non si dichiara e non ha un fronte. Sono i droni che violano lo spazio aereo dei nostri partner, e che sorvolano aeroporti e basi in diverse nazioni europee. Sono i cavi sottomarini danneggiati nel Baltico, sono gli attacchi informatici a ospedali, porti e amministrazioni pubbliche, il sabotaggio delle reti ferroviarie. Sono le campagne di disinformazione costruite per dividere le nostre opinioni pubbliche, per screditare esponenti politici considerati nemici e per condizionare le elezioni, fino a vere e proprie forme di manipolazione dello spazio cognitivo. E la strumentalizzazione dei migranti, spinti alle frontiere come armi di pressione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre.

“Un quadro di questo tipo – ha aggiunto – richiede una risposta europea, e l’Italia porterà a Bruxelles alcune priorità che considera fondamentali. Proteggere le nostre infrastrutture critiche: e qui penso a reti energetiche, cavi sottomarini, porti, aeroporti, e al dominio subacqueo, nel quale l’Italia ha competenze di eccellenza; sostenere l’industria italiana nel dare un contributo decisivo ai sistemi anti-drone e antimissile; ribadire che la sicurezza dei confini dell’Unione è indivisibile, e questo significa che mentre contribuiamo a sostenere il fianco Est non possiamo accettare il rischio che si perda di vista il fianco Sud”.

“Perché difendersi oggi non significa soltanto avere carri armati. Difendersi significa un ospedale che continua a curare anche sotto un attacco informatico, una centrale che non si spegne, un aeroporto che non si ferma per un drone. Difendersi non è proteggere un’idea astratta di potenza. È proteggere la vita quotidiana dei cittadini”, ha sottolineato la premier.

Energia, Meloni: negoziato con Ue su Dl Bollette verso esito positivo

Milano, 14 ott. (askanews) – “Al Consiglio Europeo dello scorso marzo eravamo riusciti a inserire nelle conclusioni la possibilità di adottare misure nazionali, temporanee e mirate, per attenuare le diverse componenti di costo della produzione elettrica. Su quella base la Commissione si è impegnata a lavorare con noi sul Decreto Bollette. Il confronto tecnico è stato intenso e costruttivo e ci sta portando verso una soluzione compatibile con le regole europee, che ci consentirebbe di rendere operativa la nostra misura, riducendo il peso del costo della generazione a gas sul prezzo complessivo dell’elettricità. Ecco, il risultato che ci interessa e per cui lavoriamo. Non una riga in più nelle conclusioni di un vertice, ma una bolletta più leggera per una famiglia, un costo in meno per un’impresa”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio Europeip

Meloni ha poi ricordato la proposta sugli ETS “perché il prezzo della CO2 rifletta l’economia reale e non le logiche della finanza. E abbiamo chiesto di rinviare ancora l’ETS2, che dal 2028 scaricherebbe nuovi costi su famiglie e imprese”. C’è poi il problema del prezzo marginale, e cioè il fatto che “l’intero prezzo lo fissa l’ultima centrale chiamata a produrre, quella col prezzo più alto, che molto spesso è una centrale a gas, che paga gli ETS. Così il costo della CO2 pagato da quella centrale si trasferisce sul prezzo di tutta l’elettricità, anche di quella prodotta da fonti rinnovabili. È un problema che riguarda l’Italia in modo particolare, perché sapete bene che il nostro mix energetico ha ancora una quota significativa di gas. Una vulnerabilità che viene da lontano e sulla quale stiamo lavorando, tra le altre cose aumentando le rinnovabili come nessun Governo aveva fatto prima di noi, e riaprendo la strada al nucleare di nuova generazione, per costruire un sistema più sicuro e meno dipendente dall’esterno. Ma questi investimenti hanno bisogno di tempo, e le soluzioni servono ora. Per questo considero molto importante poter indicare una prospettiva concreta che porterà benefici in tempi rapidi”.

Ue, Meloni: l’Europa è chiamata a scelte sempre più complesse

Roma, 14 ott. (askanews) – “Sono sempre più numerose, e più complesse, le scelte che l’Europa è chiamata a compiere per difendere la propria capacità di restare competitiva, sicura e protagonista nel mondo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in aula al Senato nel corso delle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.

“La guerra in Ucraina – ha osservato – continua, con un crescente coinvolgimento di obiettivi civili. L’instabilità in Medio Oriente produce conseguenze che vanno ben oltre i confini della regione. La competizione economica globale è sempre più serrata. Le tensioni geopolitiche incidono sulla sicurezza delle nostre catene di approvvigionamento, sul costo del carburante e su quello della vita, sulla capacità delle nostre imprese di competere. E poi le minacce ibride, le pressioni migratorie, una instabilità crescente e la conseguente necessità di rafforzare la sicurezza e la difesa europea”.

“Sono dossier diversi, naturalmente. Ma hanno una cosa in comune – ha sottolineato – ci ricordano quanto quello che accade fuori dai nostri confini incida sempre più sulla nostra vita quotidiana e metta alla prova la capacità della nostra Nazione di difendere la propria prosperità e la propria sicurezza. Per questo, in questi anni, il Governo ha scelto di essere presente e attivo sulla scena internazionale, con continuità e con una linea chiara. Perché l’interesse nazionale si difende contribuendo a orientare le scelte che ci riguardano, non limitandosi a subirne le conseguenze”.

“Vale in modo particolare in Europa. Ed è con questo spirito che l’Italia ha lavorato anche in vista del prossimo Consiglio Europeo, e che affronterà i principali temi all’ordine del giorno”, ha sottolineato.

Il Papa in ospedale ha trascorso una notte tranquilla, dopo la rimozione di un tumore al polmone

Roma, 14 ott. (askanews) – “La notte per il Papa è trascorsa tranquilla”. Lo afferma una nota della Sala stampa della Santa Sede, dopo l’operazione per la rimozione di un nodulo al polmone, rivelatosi un tumore, subita ieri dal Pontefice al Gemelli.

Ieri il Papa è stato sottoposto ad un intervento di chirurgia toracica per asportare un nodulo al polmone, scoperto durante controlli di routine. Per rendere l’intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita e l’esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori, ha reso noto il Vaticano dopo l’operazione, spiegando che il Papa “è stato in sala operatoria per circa 3 ore, la durata dell’intervento è stata di circa 90 minuti. L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze”. Dopo l’intervento il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato dopo un breve periodo di osservazione nella sua stanza al 10 piano, dove ha trascorso una notte tranquilla.

Ucraina, massicci attacchi missilistici russi: colpite infrastrutture energetiche a Kiev

Roma, 14 ott. (askanews) – Diversi oblast dell’Ucraina sono stati presi di mira da attacchi missilistici russi nelle ultime ore, secondo le autorità ucraine; in particolare a Kiev sono state colpite di nuovo delle infrastrutture energetiche.

“Infrastrutture energetiche di Kiev e della sua regione sono state bersaglio di un massiccio attacco con missili balistici. La capitale sta subendo interruzioni di corrente. La minaccia balistica persiste”, ha dichiarato il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, in un messaggio pubblicato su Telegram.

Il sindaco ha inoltre reso noto che, secondo informazioni preliminari, una persona è rimasta uccisa nel distretto di Holosiivskyi. Lo stesso attacco ha colpito anche un edificio residenziale nel distretto di Desnianskyi, causando due morti e una ventina di feriti, secondo quanto riferito da Klitschko.

L’Ucraina non ha ricevuto di nuovo informazioni di intelligence dei partner occidentali sui lanci di missili russi: lo hanno riferito i media ucraini, citando Dmytro Lytvyn, consigliere per la comunicazione del presidente Volodymyr Zelensky.

L’ufficio di Zelensky ha successivamente confermato la notizia, aggiungendo che le autorità militari stanno indagando sulle circostanze dell’accaduto.

Secondo quanto riportato ieri da Politico gli Stati Uniti hanno comunicato all’Ucraina la mancata emissione di avvisi sui lanci di missili diretti verso Kiev a causa delle avverse condizioni meteorologiche.

Già nella serata di martedì, una centrale elettrica di Kiev era stata colpita da un missile russo senza che l’Ucraina avesse ricevuto alcun preavviso da parte degli alleati occidentali riguardo all’attacco, ha affermato il presidente Volodymyr Zelensky: “I nostri sistemi hanno rilevato questi missili solo quando erano ormai praticamente in prossimità di Kiev”, ha scritto, definendo la centrale colpita un’infrastruttura energetica chiave” per la capitale ucraina.

De Gasperi e la sovranità europea nell’era digitale

Parlare oggi di Alcide De Gasperi significa inevitabilmente parlare di Europa. Ma credo che il modo migliore per ricordarne il pensiero non sia soltanto guardare all’Europa che De Gasperi contribuì a costruire settant’anni fa. È provare a domandarci che cosa significherebbe, oggi, applicare lo stesso principio politico alle grandi sfide del nostro tempo.

E vorrei farlo partendo da tre momenti molto diversi della storia europea: Ventotene, nel 1941; De Gasperi, negli anni Cinquanta; Mario Draghi, con il rapporto sulla competitività europea del 2024. Tre momenti lontani tra loro, ma attraversati, a mio avviso, da una stessa domanda: «Quale sovranità serve agli europei per poter essere realmente padroni del proprio destino?».

 

Da Ventotene a De Gasperi: la sovranità condivisa

Nel 1941 Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi scrivono, durante il confino fascista, quello che diventerà il Manifesto di Ventotene. Il titolo originale è già una dichiarazione politica: «Per un’Europa libera e unita». La guerra è in corso, gli Stati europei si combattono e proprio mentre il nazionalismo sembra aver raggiunto la sua massima espressione, Spinelli e Rossi arrivano a una conclusione radicale: il ritorno puro e semplice alla sovranità nazionale non sarebbe sufficiente. Bisogna costruire qualcosa di diverso. Nel Manifesto leggiamo: «Un’Europa libera e unita è premessa necessaria del potenziamento della civiltà moderna».

È una visione fortemente federalista, ma tra immaginare l’Europa e costruirla c’è una distanza enorme. Ed è qui che entra in scena De Gasperi. De Gasperi non è Spinelli. Le loro culture politiche e i loro percorsi sono diversi. Ma condividono una convinzione fondamentale: dopo la tragedia della prima metà del Novecento, gli Stati europei non possono semplicemente tornare a essere ciò che erano prima. Una parte della loro sovranità deve essere esercitata insieme.

De Gasperi diventa uno degli uomini che trasformano questa intuizione in istituzioni. La Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio ne è forse l’esempio più straordinario. Carbone e acciaio non erano semplicemente due settori industriali. Erano le materie prime della potenza industriale e militare. Metterle in comune significava accettare che una parte essenziale della potenza nazionale fosse sottoposta a istituzioni comuni.

Non significava cancellare Francia, Germania o Italia, ma riconoscere che, in alcuni ambiti, la sovranità nazionale poteva diventare più forte se esercitata insieme. Questo, secondo me, è il punto che rende il pensiero di De Gasperi straordinariamente contemporaneo. Perché settant’anni dopo non discutiamo più soltanto di carbone e acciaio, discutiamo di semiconduttori, di cloud, di intelligenza artificiale, di reti di telecomunicazioni. E la domanda, in fondo, è sorprendentemente simile.

La sovranità digitale non è autarchia tecnologica

Oggi utilizziamo spesso l’espressione sovranità digitale, ma è un’espressione che rischia qualche volta di essere fraintesa. Sovranità digitale non significa necessariamente produrre in Europa ogni microchip, ogni software, ogni server. Non significa autarchia tecnologica. Un’economia avanzata vive inevitabilmente di interdipendenze.

La sovranità è piuttosto la capacità di scegliere. Significa evitare che una dipendenza tecnologica diventi una vulnerabilità strategica, poter decidere dove risiedono i nostri dati, sotto quale giurisdizione vengono trattati, su quali infrastrutture funzionano i servizi essenziali. Significa anche avere competenze, infrastrutture e tecnologie sufficienti per non trovarsi nella condizione in cui qualcun altro possa decidere per noi.

E vista in questa prospettiva, credo che la sovranità digitale sia profondamente coerente con l’intuizione degasperiana. Non occorre recuperare ventisette sovranità tecnologiche nazionali, ma costruire una capacità europea. Perché nessun Paese europeo, preso singolarmente, possiede oggi la scala degli Stati Uniti o della Cina, ma l’Unione Europea, con il suo mercato, le sue imprese, le sue università, le sue infrastrutture e oltre 400 milioni di cittadini, ha una scala completamente diversa. Il problema è trasformare quella dimensione potenziale in capacità effettiva.

 

Il rapporto Draghi e la libertà di scegliere il proprio futuro

Ed è precisamente qui che arriviamo al terzo passaggio. Il rapporto presentato da Mario Draghi nel settembre del 2024 sul futuro della competitività europea non è formalmente un manifesto politico. Ma possiamo leggerlo come un nuovo appello alla capacità europea di agire.

Draghi individua tre grandi necessità: colmare il divario di innovazione, decarbonizzare l’economia e ridurre le dipendenze strategiche. E nella presentazione del rapporto utilizza parole che meritano attenzione. Il rischio per l’Europa, sostiene, non è semplicemente diventare meno ricca. È diventare progressivamente meno prospera, meno sicura e quindi meno libera di scegliere il proprio destino.

Ecco il collegamento con De Gasperi: la questione della sovranità europea non riguarda il prestigio delle istituzioni europee, riguarda la libertà concreta degli europei. Nel 1950 significava poter garantire pace, sicurezza, ricostruzione industriale. Nel 2026 significa anche poter disporre delle infrastrutture tecnologiche dalle quali dipenderanno economia, pubblica amministrazione, difesa, industria e perfino funzionamento delle nostre democrazie.

Draghi quantifica inoltre in 750-800 miliardi di euro l’anno gli investimenti aggiuntivi necessari per conseguire gli obiettivi che l’Europa si è già data nei diversi settori. È uno sforzo enorme, paragonabile per intensità agli investimenti europei degli anni Sessanta e Settanta. E una parte decisiva di questa sfida riguarda proprio il digitale.

 

La bussola digitale europea: obiettivi e ritardi

L’Europa, in realtà, una strategia digitale l’ha già definita. Nel 2021 nasce il Digital Compass, poi tradotto nel programma strategico per il Digital Decade 2030. La scelta del termine «bussola» è interessante, perché una bussola non descrive semplicemente dove siamo, indica dove vogliamo andare.

L’Europa individua quattro punti cardinali: competenze digitali, infrastrutture digitali sicure e sostenibili, digitalizzazione delle imprese e digitalizzazione dei servizi pubblici. E stabilisce obiettivi ambiziosi.

Entro il 2030, almeno l’80% della popolazione dovrebbe possedere competenze digitali di base; dovremmo raggiungere 20 milioni di specialisti ICT; il 75% delle imprese dovrebbe utilizzare tecnologie come cloud, intelligenza artificiale o big data; tutte le famiglie dovrebbero avere accesso a connettività Gigabit; e l’Europa dovrebbe arrivare al 20% della produzione mondiale di semiconduttori.

La direzione quindi è stata individuata, la questione è la velocità con cui stiamo percorrendo quella strada. E i dati del 2026 restituiscono un’immagine con luci e ombre. La copertura 5G di base ha raggiunto il 96,8% delle famiglie europee. Più del 60% degli europei possiede ormai almeno competenze digitali di base. Ma persistono importanti ritardi.

Solo il 46,7% delle imprese utilizza il cloud. L’intelligenza artificiale è utilizzata da circa un’impresa su cinque. Gli specialisti ICT rappresentano circa il 5% dell’occupazione, mentre il traguardo europeo per il 2030 equivale al 10%. E soprattutto l’Europa detiene soltanto circa il 9% del mercato globale dei semiconduttori, rispetto all’obiettivo del 20%.

La stessa Commissione riconosce inoltre dipendenze significative da fornitori extraeuropei nel cloud, nella cybersecurity e in altre tecnologie strategiche. E allora possiamo dire che la bussola indica la direzione giusta, ma la distanza dalla meta rimane significativa.

 

San Marino, laboratorio europeo di sovranità digitale

In questo quadro, San Marino può diventare un vero laboratorio europeo di sovranità digitale: un Paese con copertura FTTH completa e 5G al 100%, che sta pianificando un proprio data center e lo spegnimento integrale della rete in rame, con il passaggio delle otto centrali dei nove Castelli alla fibra. Un ecosistema nel quale infrastrutture digitali, smart city e piattaforme pubbliche possono convergere in una transizione che sia insieme digitale, sovrana e green.

Qui emerge, a mio avviso, la lezione più interessante di De Gasperi. L’Europa non nasce aspettando che tutti i problemi siano risolti. Nasce scegliendo alcuni problemi concreti che gli Stati non riescono più a risolvere efficacemente da soli e costruendo intorno a essi istituzioni comuni. Prima carbone e acciaio, poi il mercato unico, poi la moneta. Oggi dobbiamo domandarci se lo stesso principio non debba valere per alcune infrastrutture digitali strategiche.

Pensiamo alla capacità europea di calcolo per l’intelligenza artificiale, ai grandi data center, al cloud, ai semiconduttori, alle infrastrutture quantistiche. Non necessariamente per sostituire tutto ciò che viene dal resto del mondo, ma per garantire che l’Europa disponga di una capacità autonoma minima credibile. Una capacità che consenta di cooperare con gli altri da una posizione di forza e non di dipendenza.

Perché autonomia e apertura non sono concetti contraddittori, anzi. Solo chi possiede una propria capacità di scelta può costruire interdipendenze realmente equilibrate.

 

La centralità della persona nel progetto europeo

C’è poi un altro elemento che considero profondamente degasperiano. La tecnologia non può essere il fine ultimo del progetto europeo. De Gasperi aveva un’idea dell’Europa che non era semplicemente economica. Nel suo celebre discorso del 21 aprile 1954, quello che verrà ricordato come «La nostra patria Europa», parla di un patrimonio europeo comune fondato sulla centralità della persona, sul diritto, sulla ricerca della giustizia e sulla libertà democratica.

Questo punto è fondamentale anche quando parliamo di intelligenza artificiale. L’Europa non deve perseguire sovranità digitale soltanto per avere più data center o più GPU. Deve farlo perché le tecnologie stanno diventando una parte dell’infrastruttura attraverso la quale esercitiamo diritti, libertà e democrazia.

Chi controlla queste infrastrutture esercita inevitabilmente una forma di potere. E quindi costruire una capacità tecnologica europea significa anche poter decidere quali valori incorporare nella tecnologia che utilizziamo.

Da questo punto di vista esiste una continuità sorprendente. Ventotene ci dice che la libertà europea richiede il superamento delle insufficienze dello Stato nazionale. De Gasperi ci insegna che questa aspirazione deve diventare istituzioni concrete. Draghi ci ricorda che, se non disponiamo di capacità economica, industriale e tecnologica, rischiamo di perdere la libertà di determinare il nostro futuro.

Il Digital Compass prova a trasformare questa esigenza in obiettivi misurabili. E la sovranità digitale rappresenta forse uno dei grandi terreni sui quali questa generazione dovrà completare il progetto europeo.

 

Continuare a costruire la casa comune europea

Vorrei allora concludere tornando a De Gasperi. Nel 1954, pochi mesi prima della sua morte, davanti alla Conferenza Parlamentare Europea di Parigi, parlò della necessità di trovare una sintesi «in base alla quale gli Stati sovrani possano decidere di edificare la casa comune».

Mi sembra un’immagine straordinariamente moderna. Gli Stati rimangono sovrani, ma decidono di costruire insieme una casa. Settant’anni fa le fondamenta di quella casa erano la pace, il carbone, l’acciaio, la ricostruzione economica. Oggi una parte di quelle fondamenta è inevitabilmente digitale.

Costruire una sovranità digitale europea non significa quindi allontanarsi dall’idea di De Gasperi. Potrebbe significare, al contrario, continuare a costruire quella casa comune con i materiali del XXI secolo.

E forse proprio per questo possiamo ancora riconoscerci nelle parole con cui De Gasperi definì, in quel discorso, il bene comune verso cui orientare il lavoro degli europei: «La nostra Patria Europa».

La meritocrazia come problema: il valore della persona oltre la logica della competizione

Dal merito alla meritevolezza

È iniziato il nuovo anno scolastico e in pedagogia non meno che in politica si torna a parlare di meritocrazia. Forse sarà opportuno appellarsi a un termine desueto – quello di “meritevolezza” – per non rinunciare al riconoscimento del “merito” senza cedere alla “meritocrazia”.

Un’espressione, questa, che è stata coniata nel 1958 dal sociologo Michael Young nel libro pubblicato in italiano da Comunità (L’avvento della meritocrazia), dove aveva valenza negativa, indicando una distopia. Il termine ha poi assunto una valenza positiva: e non solo nel contesto del “liberismo”, ma anche della “democrazia”, pur con intenti diversi. Così ha circolato l’idea di una indiscussa validità della “meritocrazia”.

Ritengo, invece, che occorra distinguerne un uso ideologico e un uso personologico: mentre il primo rischia di rinnovare un sistema che (sotto mentite spoglie) giustifica ideologicamente le diseguaglianze, il secondo insiste sulle diversità secondo una logica che non le trasforma in disparità, bensì tende a valorizzarle.

A fare la differenza tra queste due impostazioni è l’idea di merito, che può essere letto come un patrimonio personale da incrementare in modo “concorrenziale” oppure come un dono da apprezzare in termini di “gratuità”. Nel primo caso prevale l’istanza del “riconoscimento” del merito, e ciò porta a insistere sulla “competenza”; nel secondo caso, invece, prevale un sentimento di “riconoscenza” per ciò di cui si dispone, e che acuisce la “responsabilità”, intesa come risposta alla “fiducia” che a quel dono si accompagna.

 

La parabola dei talenti e il senso del dono

Queste due concezioni del “merito” potrebbero essere ricondotte a due diverse visioni della vita: quella che trova espressione nelle molteplici forme dello “spirito individualistico” (vecchio e nuovo), e quella che, invece, può essere ricondotta nella sua radice allo spirito evangelico.

Sotto questo profilo, la “parabola dei talenti” può, se letta in modo cristiano e non ragionieristico, essere emblematica, in quanto a fare la differenza non è la quantità dei talenti, bensì la modalità in cui li si mette a frutto. Perciò conta non tanto essere in concorrenza con gli altri per vincere, bensì operare per la valorizzazione di se stessi.

Questo per dire che la concezione “donativa” del merito, diversamente da quella “patrimoniale”, configura la persona come essere in relazione: non solo “a valle” ma anche e, prima ancora, “a monte”, per cui la persona è ontologicamente “relazione”: è in relazione ed entra in relazione.

Così i talenti non devono essere ridotti a “investimenti”, ma colti nella loro dimensione più originaria di “vestimenti”, propri dell’essere persona. Quindi il rapporto con i talenti non può ridursi a un loro uso meramente “strumentale”: ne va, invece, della nostra esistenza, in quanto comportano una “scelta di vita”.

 

La dignità della persona come misura del merito

Ecco perché (a me pare) si rende necessario fuoriuscire da un’impostazione funzionale e collocarsi in un’ottica valoriale del merito. E in tale ottica quella evangelica (con la parabola dei talenti) risulta veramente la “buona novella”, in quanto ricorda che tutti sono affidabili (a tutti viene dato un qualche talento). Quindi è la diversità di condotta che rende alcuni affidabili e altri inaffidabili, cioè rispettivamente degni o indegni della fiducia del dono avuto.

Allora, il rischio della “meritocrazia” è quello di portare l’attenzione sul numero di talenti di cui uno dispone, mentre occorre prestare attenzione alla modalità con cui ciascuno si rapporta ai propri talenti.

Chiamerei questa modalità “meritevolezza” (evocando i “meritevoli” di cui parla la Costituzione italiana). Mentre la prima finisce per inclinare verso l’“avarizia” (nel senso deprecato da don Milani), la seconda è all’insegna della “generosità”, nel senso di capacità di “condividere”, per cui il concorrere riacquista il suo significato originario: non individualistico bensì comunitario (cum-petere).

 

Le ambiguità della meritocrazia nella democrazia

Senza dimenticare che la “meritocrazia” può costituire la condizione per il superamento di una serie di atteggiamenti incompatibili con la democrazia, quali il familismo, il clientelismo, il lobbismo o, addirittura, il sessismo e il razzismo, tuttavia occorre fare attenzione che questo non finisca per farne perdere di vista l’equivocità.

Pertanto, il criterio cui fare riferimento deve pur sempre essere la persona: la dignità della persona (sempre fine, mai puro mezzo) e i suoi meriti (prima ancora che il merito).

Dunque, non si può dare per scontato il significato della meritocrazia. Invece dobbiamo avere contezza che siamo di fronte a una “parola ombrello” che ripara diverse impostazioni, ovvero a una “parola ambigua”, tant’è che alcuni esaltano il paradigma della meritocrazia, mentre altri si pongono contro la meritocrazia, contro le trappole della meritocrazia (per usare due titoli di libri).

A me pare necessario che il merito non debba essere sacrificato, ma al merito si debba fare posto: epperò non in termini di meritocrazia, intesa (come è stata definita nei titoli di altri libri) quale “ideologia”, “feticcio”, “imbroglio”, bensì in termini di meritevolezza, nel senso che l’apprezzamento del merito deve avere come sua unità di misura sempre e solo la persona: la sua dignità speciale e il suo orientamento pluralistico e comunitario.

Gigi Meroni, un ricordo che è storia

Due date scolpite nella storia granata

Ci sono delle date che sono destinate a restare nella storia. Quando parliamo di calcio, e nello specifico del Torino calcio e dei colori granata, ci sono due date scolpite nella memoria non solo di quel club, ma dell’intero calcio nazionale e mondiale. La drammatica tragedia di Superga del 4 maggio 1949, dove perì il Grande Torino, e il 15 ottobre 1967, la scomparsa in un incredibile incidente automobilistico in pieno centro a Torino di Gigi Meroni, l’ormai storica “farfalla granata”.

Due date che segneranno per sempre la storia del club granata e che, soprattutto, sono entrate a pieno titolo nella storia del calcio nazionale e internazionale.

 

Quando la tragedia diventa leggenda

Ora, è indubbio che le tragedie si trasformino sin da subito in leggende. E la fine del Grande Torino, come quella di Gigi Meroni, non sono solo ricordi, per la semplice ragione che proprio la rilettura di quelle date innesca sempre un meccanismo attuale e contemporaneo. Perché la tragedia non cancella il mito e il mito continua a vivere e ad accompagnare le persone. Sempre e in ogni luogo.

Certo, quando parliamo di calcio e, soprattutto, di calciatori, parliamo di persone che sono quotidianamente sotto i riflettori e, di conseguenza, sono destinate a diventare rapidamente punti di riferimento. E anche dei beniamini. Non solo della propria squadra e della rispettiva comunità di riferimento.

 

Il romanticismo di un calcio che non c’è più

Ma il ricordo, a distanza di molti anni, di Gigi Meroni coincide anche con quello di un calcio romantico, dove il calciatore più carismatico era anche una bandiera della squadra, un punto di riferimento culturale e sociale, una persona le cui gesta atletiche erano destinate a condizionare il comportamento e il giudizio di un’intera tifoseria, e non solo.

È proprio il caso di Gigi Meroni, scomparso a soli 24 anni, a Torino, in un rocambolesco incidente stradale, dove venne travolto involontariamente da un giovane tifoso granata che si identificava in tutto e per tutto nella funambolica ala destra granata e che divenne poi, dopo molti anni, presidente dello stesso club. Una circostanza che aggiunge un tocco di mistero a un dramma che resta paradossalmente contemporaneo.

E questo anche perché la vita personale, l’estro e la fantasia calcistica e il suo modo d’essere nella società avevano già trasformato Gigi Meroni in un leader indiscusso nell’opinione pubblica dell’epoca e in un punto di riferimento incancellabile nella galassia del calcio italiano.

 

Gli eroi sono sempre immortali

E proprio la scomparsa, tragica e inspiegabile, di Gigi Meroni in una fredda sera d’autunno lungo un corso centrale del capoluogo subalpino, corso Re Umberto, lo ha trasformato subito in un mito. Sempre presente e sempre in mezzo a noi.

E per Gigi Meroni, quindi, non può non valere quella storica frase scritta da Indro Montanelli il 6 maggio 1949 sulla terza pagina del Corriere della Sera, dopo la tragedia di Superga:

«Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta».

Parole storiche e commoventi, che valevano per il Grande Torino ma che si possono tranquillamente estendere a Gigi Meroni, la “farfalla granata” che è volata in cielo il 15 ottobre 1967, ma che continua ad alimentare i sogni e la fantasia del popolo granata e del calcio italiano.

Premio Toniolo 2026, a Preziosi il riconoscimento per il pensiero e la pace

La pace come responsabilità della politica e dell’informazione

È Antonio Preziosi, direttore del TG2 Rai, il vincitore del Premio Giuseppe Toniolo 2026 per la sezione nazionale “Pensiero”. Il riconoscimento è stato consegnato il 7 ottobre a Pieve di Soligo, città del beato economista e sociologo cattolico, durante una cerimonia molto partecipata nell’auditorium Battistella Moccia.

Al centro della premiazione il volume Pasqua di Pace. Da Giovanni XXIII a Leone XIV verso il Giubileo del 2033 (San Paolo), dedicato alla continuità del magistero pontificio nella promozione della pace, dell’ecumenismo e della cooperazione internazionale. Preziosi ha richiamato la responsabilità etica dell’informazione, chiamata a contrastare le fake news e a servire la verità e il bene comune.

 

Una finanza al servizio della persona

Il Premio “Azione & Testimoni” è andato ai docenti Oreste Bazzichi e Fabio Reali, autori di La ricchezza delle comunità (L’ALTRO Editore), dedicato ad Amadeo Peter Giannini, fondatore della Bank of Italy, poi Bank of America. La sua esperienza testimonia la possibilità di una finanza ispirata al solidarismo, nella quale l’etica prevale sulla ricerca esclusiva del profitto.

Per la sezione “Giovani” è stato premiato Silvio Pasqualetto, attore e regista del Centro Teatrale Da Ponte, distintosi nell’attività culturale e formativa.

 

Da Pieve di Soligo a Roma, nel segno di Toniolo

La manifestazione ha offerto anche l’occasione per rilanciare l’attualità del pensiero sociale cristiano. Giuseppe Fioroni, vicepresidente dell’Istituto Toniolo dell’Università Cattolica, monsignor Nicola Longobardo e Marco Zabotti hanno discusso dell’eredità del beato e del percorso verso il quindicesimo anniversario della beatificazione, con appuntamenti a Verona il 14 novembre, Napoli l’11 dicembre e Roma nella primavera 2027.

Il vescovo di Vittorio Veneto, Riccardo Battocchio, ha concluso la serata, organizzata dall’Istituto diocesano Beato Toniolo con la collaborazione delle realtà ecclesiali e civili del territorio.

Già annunciato il tema dell’edizione 2027: Dottrina sociale della Chiesa e ottant’anni della Costituzione, nel centoventesimo anniversario delle Settimane Sociali avviate da Toniolo nel 1907. Un richiamo alle radici cristiano-sociali dell’impegno per il bene comune, tutt’altro che esaurito nella memoria storica.

Festa di Roma, primo red carpet tra cinema, musica e politica

Roma, 13 ott. (askanews) – Da Ferzan Ozpetek a Manuel Agnelli, da Luisa Ranieri ad Anna Pepe e Tommaso Paradiso, da Carlo Verdone a Christian De Sica, passando per Maria Elena Boschi, Elly Schlein, Maurizio Gasparri e Pier Ferdinando Casini. Mondo del cinema, della musica e della politica sul red carpet della serata d’apertura della 21esima Festa del Cinema di Roma all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Sul tappeto rosso tra gli altri Ema Stokholma, dj e conduttrice televisiva e radiofonica, presentatrice della serata inaugurale e il cast del film d’apertura, “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, presentato nella sezione Grand Public: Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce, Claudia Pandolfi, Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Claudio Santamaria. Sul tappeto rosso anche Nicola Piovani, premiato con il Banca Ifis Music Award consegnatogli dal regista Marco Bellocchio.

Festa di Roma, Emanuela Fanelli sul red carpet: bellissimo tornare qui

Roma, 13 ott. (askanews) – “È sempre bellissimo essere qui all’apertura, in questa festa, poi io sono legatissima a questo posto perché ero qui con ‘C’è ancora domani’ con Paola Cortellesi, il mio film del cuore e il film d’esordio di una persona che amo artisticamente da sempre e nella mia vita e tornare è bello”. Così Emanuela Fanelli sul primo red carpet della Festa del Cinema di Roma insieme al cast del film d’apertura di questa edizione, “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, presentato nella sezione Grand Public.

“Lì provavo a guardare la mia amica con amore e speravo che potesse guardarsi come la vedevo io, qui è il mio personaggio che deve ricordarsi come deve guardare se stessa”.

Festa di Roma, Mollicone: edizione speciale, celebriamo nostro cinema

Roma, 13 ott. (askanews) – “Una festa che si apre con la nuova commedia all’italiana, a dimostrazione che il film di genere vince. Poi siamo alla vigilia dell’approvazione definitiva della legge cinema, una riforma storica dopo dieci anni che sarà tra qualche giorno al Senato, in seconda lettura, approvata come speriamo alla Camera all’unanimità o quasi. Quindi è un’edizione speciale del Roma Film Fest, e siamo qui per celebrare il cinema italiano in tutte le sue forme.

Così Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera sul primo red carpet della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Almanacco Barbanera 2027, dal 17 ottobre in edicole e librerie

Roma, 13 ott. (askanews) – Ogni mese ha uno spirito che lo anima. Lo raccontano i santi e i personaggi del folclore italiano che scandiscono il ritmo dell’anno e delle stagioni ispirando feste, proverbi, riti, cibi e leggende. È a questo patrimonio di storie e immaginari che guarda il Barbanera 2027, l’Almanacco più celebre e longevo d’Italia e dal 2015 “Memoria del mondo” UNESCO, che dal 17 ottobre torna in tutte le edicole e nelle librerie italiane e in rete, portando al centro della sua narrazione “Gli spiriti dei mesi”: una selezione di dodici figure della cultura popolare italiana, che incarnano il carattere di ciascun mese, ne segnano le festività e ne tramandano i significati.

A dare visivamente un volto a questi personaggi, veri e propri archetipi del calendario tradizionale, è Lucamaleonte, pseudonimo dell’artista romano Luca Vollono, tra i protagonisti indiscussi della scena italiana dell’arte urbana, che ha sviluppato negli anni un linguaggio originale e immediatamente riconoscibile nei tanti murales che portano la sua firma presenti in tante città italiane. Il suo segno, vivace e figurativo, capace di intrecciare simboli della cultura metropolitana, animali e soggetti ispirati alla natura, interpreta per il nuovo Almanacco le dodici figure che accompagnano il 2027, e restituisce in chiave contemporanea storie, miti e tradizioni ancora molto sentite nella cultura popolare.

IL TEMA DELL’ANNO

Il tema dell’anno si sviluppa lungo un percorso che attraversa epoche e territori. Le dodici figure scelte per l’Almanacco 2027 non hanno un’origine comune: alcune sono santi della tradizione cristiana, altre sono legate a culti agrari, ricorrenze stagionali o leggende locali. Ci sono personaggi benevoli e presenze più ambigue, figure familiari e concilianti e spiriti misteriosi e persino inquietanti. Insieme compongono un pantheon variegato nel quale convivono sacro e profano, cultura alta e cultura popolare, grandi tradizioni e microstorie locali. A unirli sotto il segno del Barbanera è il rapporto con il tempo: il desiderio di interpretare il succedersi delle stagioni, di scandirlo attraverso riti e feste, di esorcizzare le paure più ancestrali e celebrare il ritorno ciclico della vita. Così, la semplice successione dei mesi si trasforma in un racconto lungo un anno, fatto di tradizioni, gesti rituali e saperi tramandati. Dalle pagine, emerge un passato che non è soltanto memoria, ma anche elemento identitario e chiave per comprendere il presente e guardare al futuro con rinnovato ottimismo.

I VOLTI DEI DODICI MESI DELL’ANNO

Gennaio La Befana. Lo spirito più familiare del Barbanera 2027. Vola nei cieli invernali e fa da ponte tra il vecchio e il nuovo anno, portando doni e felicità a tutti.

Febbraio L’Uomo Cervo. La maschera animalesca delle celebrazioni carnascialesche molisane, in dialogo con le maschere zoomorfe sarde e con i riti di rovesciamento propri del Carnevale.

Marzo La Vecchia Pastora. Figura legata alla leggenda dei Giorni imprestati, i giorni nei quali il freddo torna improvvisamente a interrompere l’avanzare della primavera, in una tradizione diffusa dal Veneto all’Emilia e alla Campania.

Aprile San Giorgio. Il santo cavaliere e agricoltore, protagonista della lotta contro il drago e simbolo della difesa del raccolto e della fertilità della terra.

Maggio Il Re e la Regina di Maggio. Le figure dell’esplosione primaverile, legate ai riti della fertilità e alle celebrazioni della rinascita della natura, dal Calendimaggio di Assisi alle Nozze degli alberi di Accettura.

Giugno San Giovanni Battista. Il santo delle tradizioni del solstizio d’estate, tra acqua, fuochi, erbe e ritualità legate alla notte più luminosa dell’anno.

Luglio Solleone e Canicola. Le personificazioni del caldo torrido, tra antiche credenze, osservazioni del cielo e consigli per affrontare la stagione estiva.

Agosto San Lorenzo. Il santo associato alla notte delle stelle cadenti e ai desideri da esprimere, in uno dei momenti più suggestivi dell’estate.

Settembre Pantasema. L’enorme pupazza che anima una danza rituale delle stagioni in diverse località del Lazio, dell’Abruzzo e della Campania e che viene arsa in piazza alla fine dell’estate.

Ottobre San Francesco. Il santo che più di ogni altro incarna lo spirito dell’autunno, il ritorno all’essenzialità e il rapporto con la natura che si spoglia del superfluo.

Novembre Il Capo con gli occhi. Dalle tradizioni umbre alle Animeddas sarde e alle Lumere friulane, il mese degli antenati che tornano a visitare i propri cari nel periodo più buio dell’anno, attraverso riti che richiamano le radici italiane delle celebrazioni oggi associate ad Halloween.

Dicembre Santa Lucia. La santa legata ai riti del fuoco e all’attesa del ritorno della luce, nel passaggio dall’autunno all’inverno sancito dal solstizio.

LE RUBRICHE DELL’ALMANACCO

Intorno agli spiriti dei mesi si sviluppano le tanto amate rubriche che accompagnano la lettura del Barbanera: il simpatico dialogo tra Barbanera e l’amico Silvano sul senso di ogni mese, le curiosità narrative, le effemeridi, cioè i fenomeni astronomici e le giornate della tradizione, il meteo, gli approfondimenti sui personaggi e sui riti, le previsioni astrologiche e l’interpretazione dei sogni. Non mancano i contenuti dedicati alla vita quotidiana e al rapporto con i ritmi della natura: le lune per l’orto, il giardino e il balcone, la cantina, il raccolto del mese e quest’anno anche i lavori per l’apicoltura. E poi le ricette stagionali e gli approfondimenti sull’ingrediente del mese, il fai da te per recuperare il piacere di fare e creare con le mani, mentre a chiudere il mese è il calendario lunare, ancora più ricco di consigli per la casa, il benessere e la cura del verde.

LUCAMALEONTE ILLUSTRATORE DELL’ANNO

Lucamaleonte, pseudonimo di Luca Vollono, è un artista e illustratore romano, nato nel 1983. Formatosi all’Istituto Centrale per il Restauro, si avvicina giovanissimo ai graffiti e alla street art, sviluppando un linguaggio personale che dagli stencil si evolve nella pittura murale. Nel 2008 partecipa a Londra al Cans Festival, promosso da Banksy, e si afferma tra i principali interpreti della scena italiana dell’arte urbana. Tra le sue opere pubbliche figurano il murale dedicato ad Alberto Sordi alla Garbatella, e i ritratti a Roma di Francesco Totti, nel quartiere Appio-Latino, e di Gigi Proietti, al Tufello. La sua ricerca si confronta con la natura, i bestiari e le tecniche grafiche tradizionali. La sua ricerca si confronta con la natura, i bestiari e le tecniche grafiche tradizionali, come dimostrato nel suo recente lavoro ‘Mucchio migratorio’ per il Porto Turistico di Roma. Per il Barbanera 2027 ha realizzato le illustrazioni che accompagnano i dodici mesi dell’Almanacco, reinterpretando in chiave contemporanea figure, miti e tradizioni del folclore italiano.

LE EDIZIONI DEL BARBANERA PER IL 2027

L’Almanacco Barbanera 2027, insieme al calendario e all’oroscopo saranno disponibili dal 17 ottobre in tutte le edicole italiane e nelle librerie, singolarmente o abbinati nel tradizionale paccotto. In libreria e in rete, oltre al calendario da parete e da scrivania, l’Almanacco sarà disponibile anche con sovracoperta/poster illustrato da Lucamaleonte. Inoltre, anche quest’anno, dall’8 dicembre il famoso Almanacco Barbanera, con il calendario e l’oroscopo per il 2027, torna in edicola in una curata confezione natalizia pronta da mettere sotto l’albero.

Festa del Cinema Roma, Stokholma: mi preoccupa la erre moscia

Milano, 13 ott. (askanews) – “Cosa mi preoccupa di più sul palco? La Erre moscia, perché a volte dico delle cose e nessuno le capisce”. Così Stokholma, sul palco della Festa dekl Cinema di Roma, dove presenterà la serata inaugurale.

“Mi sento come qualcuno che è stato riconfermato. E’ bello, c’è meno agitazione rispetto all’anno scorso, ma c’è”, aggiunge.

Festa del Cinema Roma, Mazzi: grandi eventi fondamentali per il turismo

Roma, 13 ott. (askanews) – “Oggi è fondamentale per il turismo essere qui presenti perché questi sono eventi importantissimi. fanno parte sia del turismo culturale che del turismo dei grandi eventi. Quest’anno è un’edizione, la ventunesima ricchissima: ci sono 150 film, 55 nazioni rappresentate, io aggiungo che ci saranno 116.500 partecipanti, una partecipazione del 63 % straniera. E c’è un dato che nel turismo è importantissimo che si chiama il tasso di saturazione tasso di occupazione che significa la percentuale di camere e di alloggi disponibili sulle più grandi piattaforme del turismo a livello internazionale. E qui quest’anno c’è un tasso di saturazione del 68 % a Roma e provincia che è 2,5 punti in più in più rispetto al 2025. E’ una manifestazione di grandissimo successo, turismo di qualità e provenienza dagli Stati Uniti d’America, dalla Gran Bretagna, dalla Germania e dalla Francia. Il 63 % di stranieri e quindi meglio di così non si potrebbe”. Lo ha detto il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, parlando sul red carpet della serata d’apertura della 21esima Festa del Cinema di Roma, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Ad aprire questa edizione “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, presentato nella sezione Grand Public, con Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce, Claudia Pandolfi, Lino Musella, Stefano Accorsi, Vittoria Puccini e Claudio Santamaria.

L’ultimo sì del governo all’Autonomia differenziata, sottoscritte le intese definitive

Roma, 13 ott. (askanews) – “Quest’oggi in Consiglio dei ministri l’Autonomia compie un passo avanti decisivo: abbiamo sottoscritto le intese definitive con le quattro Regioni che hanno avviato questo percorso, approvando gli schemi di intesa definitiva, e deliberato i rispettivi disegni di legge per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Un passaggio istituzionale importante e soprattutto decisivo per la riforma, che ora è pronta per iniziare il suo percorso in Parlamento”. Lo afferma in una nota il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, commentando il passaggio delle intese definitive in Cdm.

“Garantire ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai territori – aggiunge – non è solo uno dei capisaldi del programma con cui il centrodestra ha vinto le elezioni, ma anche e soprattutto una storica battaglia della Lega che non è mai stata così vicina alla sua realizzazione. Ci abbiamo lavorato tanto, con convinzione e senza sosta, e ora il risultato è più vicino che mai. Resta un ultimo miglio da percorrere in Parlamento e io non vedo l’ora di cominciare”.

Milan, per Saelemaekers stop di 4-5 mesi

Roma, 13 ott. (askanews) – Alexis Saelemaekers è stato sottoposto a un intervento chirurgico alla caviglia destra già operata nel 2024. Come comunicato dal Milan, l’intervento di pulizia artroscopica e stabilizzazione, eseguito dal Dr. Gino Kerkhoffs alla presenza del Dr. Andrea Bulgheroni e di Mantovani dello staff medico del Milan, è perfettamente riuscito. La decisione di tornare sotto i ferri è arrivata dopo un’altra valutazione specialistica effettuata lunedì ad Amsterdam: il belga era infatti alle prese con un dolore persistente alla caviglia e gli ultimi esami avevano evidenziato una perdita di stabilità. Il suo stop sarà di circa 4-5 mesi.

Tennis, Zverev avanzaa Shanghai: battuto Sascha Bublik

Roma, 13 ott. (askanews) – Alexander Zverev soffre oltre due ore e mezza, supera anche un problema alla caviglia ma si qualifica ai quarti di finale del Masters di Shanghai. Il tedesco, n.1 del seeding, vince 7-6, 4-6, 7-6 contro Sascha Bublik, che come al solito regala perle e follie, riuscendo a stare in campo alla pari con il futuro numero 1 del mondo. A decidere il match un tie-break completamente sbilanciato in favore di Zverev, che mercoledì affronterà Alex De Minaur. Il campione del Roland Garros ha dovuto fare i conti con un problema alla caviglia, come confermato nell’intervista di fine match: “Ho giocato tanto quest’anno e il corpo sta presentando il conto”, ha spiegato. Quello che conta, per Sascha, era vincere per inseguire uno dei 1000 che ancora manca alla sua bacheca: per lui sono 40 quarti di finale a livello Masters, il 12° della stagione.

Polimi Innovators, università e cultura d’impresa

Milano, 13 ott. (askanews) – Parola d’ordine: cultura d’impresa. Al Politecnico di Milano nasce Polimi Innovators, una piattaforma che mette insieme orientamento, formazione e accompagnamento imprenditoriale per studenti, dottorandi e ricercatori. L’Innovators Day ha riunito la comunità politecnica per condividere esperienze, idee e progetti.

“Abbiamo fatto emergere un bisogno latente che c’era già: soltanto cinque anni fa nessuno avrebbe immaginato che avremmo avuto qui oggi, a lavorare insieme, così tanti giovani e ricercatori, dai 19 ai 40 anni. Sono tutti qui per condividere la propria esperienza, informarsi, mettere in campo la propria curiosità e capire davvero cosa si possa fare” ha dichiarato Donatella Sciuto, Rettrice di Polimi.

Tre le aree del percorso: Inspiration & Discovery, Education & Development e Innovation Studio, dall’orientamento allo sviluppo delle competenze fino alla valorizzazione dei progetto: “Oggi è una bella giornata, ma è solo il primo evento di questo tipo: l’obiettivo è farlo diventare un appuntamento ricorsivo, ogni anno. Vogliamo riunire l’intera comunità di studenti, ricercatori e gruppi di lavoro per condividere insieme ogni esperienza, sia quelle andate a buon fine che quelle meno fortunate; d’altronde, nel mondo dell’imprenditorialità non tutte le storie sono di successo” ha aggiunto Daniele Rocchi, Vicerettore per il Trasferimento tecnologico e i rapporti con le imprese di Polimi.

Una giornata di confronto e ispirazione per diffondere la cultura d’impresa e mettere in connessione studenti, ricercatori, competenze e idee.

Papa, l’affetto al Gemelli: “Una pronta guarigione, preghiamo per lui”

Roma, 13 ott. (askanews) – Papa Leone è arrivato poco dopo le 13 al policlinico Gemelli di Roma per essere ricoverato e poi sottoporsi ad un intervento chirurgico per un nodulo circoscritto al polmone.

L’ingresso principale della struttura, dove spicca la statua dedicata a Papa Giovanni II e intitolata “Non abbiate paura!”, era gremito di curiosi, pazienti, cameramen e giornalisti, molti di testate internazionali. Il pontefice è arrivato a bordo di un suv Ford nero ed è stato accolto dagli applausi dei presenti.

Papa Prevost ha salutato le autorità e la dirigenza del nosocomio e si è subito diretto all’interno. Le persone presenti hanno augurato al pontefice una “pronta guarigione”, detto di “pregare per lui” e qualcuno ha chiesto anche “la fine delle guerre”.

Ristorazione collettiva, nasce EmerGente Collettiva

Milano, 13 ott. (askanews) – Ogni anno in Italia la ristorazione collettiva garantisce oltre 800 milioni di pasti. Un settore che vale 4,5 miliardi di euro e conta circa 100mila addetti. Per raccontare questo mondo, Dussmann Service presenta EmerGente Collettiva, una competizione tra i propri cuochi della ristorazione scolastica, sanitaria e aziendale. La prima edizione si svolgerà il 7 novembre nella sede Eni di San Donato Milanese, con 27 professionisti suddivisi in tre squadre.

Ne ha parlato Renato Spotti, amministratore delegato di Dussmann Service, specificando quale sia il peso della ristorazione collettiva per il Paese e cosa significhi garantire tutti i giorni un servizio così: “È un settore industriale che deve coniugare due esigenze: da un lato produrre pasti in grandi volumi, dall’altro rispondere ai bisogni di ogni singolo consumatore. Per questo richiede l’impiego di professionisti preparati, capaci di gestire le derrate alimentari e tutte le fasi di produzione, distribuzione e controllo, garantendo sempre il rispetto di rigorosi standard qualitativi”.

La gara riprodurrà le sfide quotidiane nelle cucine collettive. Accanto alla giuria tecnica, con tra gli altri Andrea Berton, ci sarà anche una giuria popolare di 50 persone. Simona Pozzi, direttrice Marketing & Sales di Dussmann Service, ne ha parlato così: “Emergente Collettiva nasce con lo scopo di far conoscere al grande pubblico tutto ciò che sta dietro alla ristorazione collettiva: i nostri chef che preparano e distribuiscono i pasti, ma soprattutto il rispetto delle procedure, delle regole e un’attenzione costante alla riduzione degli sprechi e alla sostenibilità, sempre valorizzando la materia prima e gli aspetti nutrizionali”.

Per l’occasione, anche il pubblico sarà protagonista, potendo entrare a far parte dei componenti della giuria popolare.

Arte: ‘Italian Paintings’ di Di Stefano per Frieze a IIC Londra

Roma, 13 ott. (askanews) – L’Italia, attraverso alcuni suoi luoghi significativi, visti oggi con gli occhi di un artista inglese, figlio di emigrati italiani. E’ la mostra ‘Italian paintings’ del pittore Arturo Di Stefano, che l’Istituto Italiano di Cultura di Londra inaugura in contemporanea con Frieze, uno degli appuntamenti d’arte contemporanea più importanti a livello globale, che si tiene questa settimana nella capitale britannica.

La mostra è stata inaugurata a Casa Italia, alla presenza dell’ambasciatore Fabio Cassese, dal Direttore della National Gallery, Sir Gabriele Finaldi, che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza dell’Italia e di Torino nella formazione di Di Stefano, grazie ad una borsa di studio assegnatagli proprio dall’Istituto di Cultura.

“Le immagini di Di Stefano – ha spiegato Sir Finaldi – hanno una poesia che è un portato della storia sospesa tra due culture di questo artista. Il dipinto di Villa San Giovanni (2003) è l’immagine del porto da cui il padre di Arturo si sarebbe imbarcato nel dopoguerra per il lungo viaggio verso una nuova vita nel nord dell’Inghilterra. Alcuni soggetti sembrano scelti per la sfida che rappresentano per il pittore, come le sedie di plastica bianche in Open air cinema, Orvieto (2016-17)”. Un percorso, ha sottolineato il direttore Francesco Bongarrà, “che rappresenta il nostro Paese con amore, restituendo immagini fresche e reali del nostro Paese”.

“Questa mostra – ha sottolineato Di Stefano – è il mio modo per ringraziare l’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura di Londra per l’aiuto decisivo ricevuto all’inizio della mia carriera”.

Le tende degli studenti davanti a Montecitorio contro il caro affitti

Roma, 13 ott. (askanews) – La protesta degli studenti contro il caro affitti, esplosa in Spagna e seguita da massicce proteste in Francia sulla mala gestione del sistema educativo, è arrivata in Italia davanti a Montecitorio, sede della Camera, dove alcuni esponenti dell’Unione degli Universitari hanno piantato quattro tende per lanciare la mobilitazione nazionale dal titolo “Cara Italia, quanto ci costi?”.

A sostenere l’iniziativa è arrivato anche il segretario della Cgil Maurizio Landini, che ha incontrato i giovani dimostranti. “È una battaglia di civiltà, qui non si sta rappresentando una parte, ma un’idea di Paese che chiede a tutte le forze politiche, di governo e di opposizione, di cambiare le leggi sbagliate che in questi anni sono state fatte. È proprio un problema di cambiamento del modello sociale ed economico per noi stiamo ponendo e credo questi giovani stiano ponendo”, ha detto.

“È una lotta che riguarda tutti noi – ha aggiunto Landini – perché stanno rivendicando il diritto ad avere un futuro, ad avere una scuola che funzioni e la possibilità di garantire a tutti il diritto di poter studiare”.

Trump: continuiamo ad aiutare Kiev. Accordo sul diesel con la Russia a beneficio di tutto il mondo

Roma, 13 ott. (askanews) – Gli Stati Uniti continuano a condividere informazioni di intelligence con l’Ucraina e a lavorare per porre fine al conflitto con la Russia: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “No, non abbiamo smesso. Li aiutiamo, ma in realtà li stiamo aiutando ad arrivare a una soluzione definitiva. Vogliamo che la guerra finisca”, ha spiegato Trump in una conferenza stampa alla Casa Bianca. “Vogliamo che la guerra finisca, quindi stiamo lavorando con loro e con la Russia per porre fine al conflitto”, ha aggiunto. Trump ha inoltre difeso l’accordo sul diesel tra Stati Uniti e Russia, sostenendo che non va a esclusivo vantaggio di Washington, ma mira piuttosto a beneficiare il mercato globale.

“Quell’accordo sul diesel non è per noi. Il prodotto è destinato al mercato globale, non a noi. Si tratta di un accordo che immetterà diesel sul mercato mondiale, dato che quest’ultimo ha sofferto a causa dei prezzi elevati… loro [la Russia] non lo stanno fornendo a noi, lo stanno destinando al mondo intero”, ha concluso Trump.

Il presidente degli Stati Uniti aveva annunciato venerdì il raggiungimento di un accordo per la fornitura di diesel dalla Russia, al termine di un colloquio telefonico con l’omologo russo Vladimir Putin.

Infine, sul fronte mediorientale, il presidente americano, senza fornire ulteriori dettagli, ha detto che gli Stati Uniti decideranno le prossime mosse nei confronti dell’Iran “molto presto”.

Civita Bagnoregio, Baldassarre: orgoglio per Lazio e Tuscia

Roma, 13 ott. (askanews) – La Tuscia conquista la scena nazionale con la sua bellezza e la capacità di guardare al futuro. La designazione di Civita di Bagnoregio, insieme a Bolsena, a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 è una splendida notizia per tutto il Lazio . Lo dichiara Simona Renata Baldassarre, assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio civile della Regione Lazio. Rivolgo le mie congratulazioni alle amministrazioni e a tutti coloro che hanno lavorato alla candidatura. Questo risultato dimostra quanto possano essere ambiziosi i nostri territori quando uniscono energie, idee e competenze , continua l’Assessore. È particolarmente significativo che il progetto punti sulla formazione dei giovani e su un rapporto vivo tra arte, paesaggio e comunità. È questa la cultura che vuole sostenere la Regione Lazio: capace di coinvolgere le persone, dare spazio al talento e lasciare opportunità che durino nel tempo. Per la Tuscia e per il Lazio si apre una grande occasione di crescita e partecipazione , conclude Baldassarre.

Centrosinistra, Conte: ricetta usata in Ucraina non ha funzionato

Roma, 13 ott. (askanews) – La “ricetta” usata in questi anni per affrontare la guerra in Ucraina “non ha funzionato” e Giuseppe Conte ora si augura che domani tutte le opposizioni si possano ritrovare su una risoluzione unitaria. Il leader M5s lo ha detto a margine della manifestazione degli studenti dell’Udu davanti alla Camera. “In Ucraina abbiamo sperimentato – ormai sono quattro anni e mezzo – la ricetta che ci è stata proposta dagli Stati uniti dalla Gran Bretagna. Quella ricetta non ha funzionato perché abbiamo avuto solo morti, distruzioni e una prospettiva di una ricostruzione del paese che è in grandissima sofferenza”.

“Peraltro – ha aggiunto Conte – adesso gli Stati uniti hanno completamente ci hanno completamente spiazzato perché in modo irresponsabile Trump ha fatto un accordo con Putin. Questo evidentemente è irresponsabile, perché Putin è l’aggressore, lo abbiamo sempre detto. Noi siamo per le stazioni economiche, finanziarie, siamo per sostenere l’Ucraina. Però riteniamo che il modo migliore per sostenerla è impegnarsi in un negoziato che qui nessuno vuol fare”.

Invece “l’Europa deve essere coraggiosa deve ridare centralità alla politica e quindi al dialogo alla diplomazia anche in un contesto così difficile per difendere con le unghie e coi denti la popolazione ucraina.

Ha concluso Conte: “In queste ore stiamo lavorando anche per la risoluzione per domani, confido che questo tentativo anche sul passaggio del conflitto in Ucraina possa compattare tutte le opposizioni”.

Dpfp, Conte: orgogliosi di risoluzione che dice no al riarmo

Roma, 13 ott. (askanews) – Le spese sulle armi non producono crescita come ha detto Banca d’Italia. L’Istat certifica che i salari sono crollati – meno 9% – e Meloni cosa fa? Prevede 14 miliardi e mezzo per le armi. Attenzione, noi siamo veramente orgogliosi di aver compattato le opposizioni sul nostro no al riarmo. Perché con le armi gli italiani non mangiano, non si curano”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte a margine della manifestazione degli studenti dell’Udu davanti alla Camera.

“La ricetta è chiara – ha aggiunto – dobbiamo recuperare i soldi dal riarmo, dagli extra profitti di banche e colossi energetici per investire nella sanità, nell’istruzione per abbassare i salari reali, venire incontro a famiglie e imprese che sono in difficoltà per il caro vita e il caro bollette. Questo governo deve andare a casa”.

Gaia annuncia il nuovo singolo "Senz’allegria"

Milano, 13 ott. (askanews) – Dopo il grande successo di “Bossa Nostra”, Gaia annuncia il nuovo singolo “Senz’allegria” in uscita venerdì 16 ottobre su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica per Columbia Records/Sony Music Italy.

Un titolo che gioca con il suo stesso significato, “Senz’allegria” è un manifesto dell’allegria intesa come scelta consapevole e atto rivoluzionario in un presente segnato da divisioni, paure e incertezze. Un invito a riscoprire la forza dell’amore e della connessione, ad abbandonare le proprie resistenze e a lasciarsi attraversare dalla vita, accogliendone anche la malinconia e le trasformazioni.

Il brano – scritto da Gaia, Riccardo Zanotti e PAGA e prodotto da PAGA e Madfingerz – affonda le radici nella doppia anima culturale dell’artista, evocando la spiritualità brasiliana e i rituali del Candomblé: il mare diventa simbolo di rinascita e trasformazione, luogo a cui affidare desideri e speranze, in un richiamo a Iemanjá, divinità delle acque e figura centrale della tradizione afrobrasiliana. A rendere “Senz’allegria” ancora più personale è la partecipazione della famiglia di Gaia nei cori, un incontro di voci carico di emozioni che celebra il legame con le proprie radici e il valore della condivisione.

Tra nostalgia e speranza, “Senz’allegria” si lascia guidare dal flusso naturale della vita, celebrando la bellezza di accogliere ciò che verrà.

Trapianto del midollo: inaugurato il nuovo reparto a Brescia

Brescia, 13 ott. (askanews) – Solo un anno fa era un progetto, oggi è una realtà. È stato inaugurato il nuovo Reparto di Trapianto di Midollo Osseo Pediatrico “Monica e Luca Folonari” dell’Ospedale dei Bambini degli Spedali Civili di Brescia.

Un intervento da un milione e mezzo di euro, reso possibile dall’impegno di AIL Brescia, dalla Fondazione della Comunità Bresciana e dalla straordinaria solidarietà del territorio. Una grande raccolta fondi che ha coinvolto associazioni, imprese, fondazioni e cittadini, trasformando un obiettivo comune in un progetto concreto.

Le parole del Presidente di Ail Brescia, Giuseppe Navoni: “Grazie anche alle terapie innovative, si riesce ad arrivare al trapianto quando non ci sono altre possibilità terapeutiche. E questo è molto, molto importante. Bisogna tenere presente che un bambino che entra in reparto per il trapianto, sia per patologie ematologiche sia per immunodeficienze, può rimanervi per più di un mese. E non esistono altri reparti come questo, qui nella provincia di Brescia, ma nemmeno nella Lombardia orientale”.

Oggi il reparto si presenta completamente rinnovato: cinque stanze di degenza a pressione positiva, tecnologie avanzate e spazi progettati per garantire sicurezza, funzionalità e accoglienza. Un luogo pensato non soltanto per curare, ma anche per accompagnare i bambini e le loro famiglie in uno dei momenti più delicati della loro vita.

Il commento del Presidente “Fondazione della Comunità Bresciana, Mario Mistretta: “La Fondazione della Comunità Bresciana ha contribuito con risorse significative a questo progetto, per realizzare ciò che aveva in mente la nostra donatrice, Lavida Vaffolonari, il cui contributo è stato estremamente rilevante in termini economici. Si tratta poi di un progetto di grande interesse, perché riguarda la salute dei bambini che hanno bisogno di cure”.

Il nuovo reparto raccoglie una storia di eccellenza che, dal 1990, ha permesso di trattare oltre 700 bambini provenienti dall’Italia e dall’estero.Una realtà clinica di riferimento, che oggi può contare su ambienti adeguati alla qualità delle cure e alle esigenze dei piccoli pazienti.

L’intervista al Dott. Fulvio Porta, Direttore UO Oncoematologia Pediatrica, Ospedale dei Bambini (ASST Spedali Civili): “Ad oggi il trapianto di cellule staminali è abbastanza comune, mentre un tempo era l’ultima spiaggia. Ciò porta le persone a stare tranquille anche durante le terapie, sapendo che il trapianto è previsto in base alla patologia da sconfiggere”.

Il reparto continuerà a portare il nome di Monica e Luca Folonari, custodendo una memoria che si traduce in un gesto concreto di solidarietà e attenzione verso il futuro.

In arrivo "La tavola dell’umore" di Chris Nolan

Milano, 13 ott. (askanews) – Chris Nolan ha svelato, attraverso un trailer pubblicato sui social, la tracklist di “La tavola dell’umore”, il suo primo album ufficiale, che sarà disponibile da venerdì 23 ottobre 2026 su tutte le piattaforme digitali e in fisico in formato CD e LP. Per anni Chris Nolan è stato uno dei nomi più riconoscibili dietro le quinte della nuova musica italiana: ha dato vita a beat, atmosfere e mondi sonori per alcuni degli artisti che hanno ridisegnato il rap e l’urban italiani dell’ultimo decennio.

Il progetto riunisce artisti appartenenti a generazioni, percorsi e mondi musicali differenti: da Tedua, presenza centrale nel percorso artistico di Nolan, che nei giorni scorsi ha spoilerato su TikTok la nuova collaborazione pubblicando un pezzo della nuova traccia, a Jake La Furia, Sayf, Neima Ezza, Massimo Pericolo, Carl Brave, Sarah Toscano e Gaia, fino a Giuse The Lizia, 18k e prima stanza a destra. A loro si aggiungono Latrelle, Joshua, Harmann, Alkhazar e Cate Lumina, in un dialogo tra rap, urban, pop e nuove contaminazioni. Una varietà di artisti e linguaggi che riflette la capacità di Chris Nolan di mettere in relazione sensibilità diverse, costruendo attraverso il suono un filo conduttore che attraversa tutto il progetto. Tracklist “La tavola dell’umore”

1 Origine (Intro) 2 La ballata del ragno feat. Tedua 3 Stare bene feat. Latrelle, Joshua 4 Fight back feat. Harmann, Alkhazar 5 Secondi di rabbia feat. Neima Ezza, Massimo Pericolo, Tedua 6 Fiori e cemento feat. Jake la furia, Cate Lumina 7 Lacie feat. Sayf, Gaia 8 Løng life 9 Ombre feat. Carl Brave, Sarah Toscano, Giuse The Lizia 10 Il bagliore feat. 18k, prima stanza a destra

“La tavola dell’umore” è stato annunciato sui social attraverso un trailer, ma la prima anticipazione dell’album era arrivata a sorpresa già a giugno durante il concerto di Tedua a San Siro, quando sul ledwall è comparso il titolo del progetto, una frase che suggerisce fin da subito la direzione del lavoro, restituendo l’idea della sua cifra stilistica: un suono capace di lavorare sugli stati d’animo prima ancora che sulle strofe.

Il percorso di Chris Nolan parte dalle collaborazioni con una generazione di artisti che, dalla metà degli anni Dieci del Duemila, ha cambiato il linguaggio della musica italiana.

Yemen, escalation Houti-Arabia Saudita: esplosioni nella capitale Sana’a

Roma, 13 ott. (askanews) – Diverse esplosioni sono state udite a Sana’a, la capitale dello Yemen controllata dagli Houthi, mentre fonti vicine al movimento riferiscono di raid aerei contro un impianto petrolifero alla periferia della città. Lo riporta Al Jazeera, citando i propri corrispondenti sul posto.

Secondo i media affiliati agli Houthi, gli attacchi sarebbero stati condotti da forze sostenute dall’Arabia saudita e fedeli al governo yemenita riconosciuto a livello internazionale. L’obiettivo sarebbe una struttura petrolifera situata nella zona di al-Sabaha, a Sana’a.

I raid segnalati arrivano in una fase di crescente escalation tra gli Houthi e l’Arabia saudita, dopo gli attacchi missilistici condotti nel fine settimana contro l’aeroporto internazionale di Riad, che hanno provocato numerose vittime e feriti.

Il portavoce Houthi, Yahya Saree, ha confermato dal canto suo che combattenti del movimento sciita stanno combattendo con forze sostenute dai sauditi a Sana’a.

Inoltre, i media legati agli Houthi hanno segnalato che forze yemenite regolari, sostenute dalle forze saudite, hanno condotto almeno due attacchi a Bani Muin e Bakil, nell’area di confine di Razih.

La nuova composizione di Allevi Lost Time Symphony debutta in Italia

Milano, 13 ott. (askanews) – Dopo il debutto mondiale in Germania, “Lost Time Symphony”, nuova composizione per orchestra sinfonica del M° Giovanni Allevi, arriva in Italia domani, 14 ottobre, alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano, nell’ambito della stagione concertistica della Fondazione La Società dei Concerti di Milano, che ha commissionato l’opera. A eseguirla sarà la Nordwestdeutsche Philharmonie, diretta dal Maestro Jonathan Bloxham.

La nuova sinfonia segna un ulteriore capitolo nel percorso creativo di Giovanni Allevi, compositore e filosofo, protagonista da oltre trent’anni della scena musicale internazionale. Un’opera che si confronta con il tempo, la memoria e la perdita, traducendo in linguaggio sinfonico un’esperienza personale che si apre a una riflessione universale sulla fragilità dell’esistenza e sulla capacità della musica di dare nuova forma alle emozioni.

Commissionata dalla Fondazione La Società dei Concerti di Milano, che ha aderito all’Obiettivo 3 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, la “Lost Time Symphony” – «Sinfonia del Tempo Perduto» – costruisce un itinerario musicale nel quale il ricordo diventa materia sonora e il dolore si trasforma progressivamente in possibilità di rinascita.

La composizione prende avvio da una melodia intensa e dolente affidata agli archi, per svilupparsi attraverso paesaggi sonori che evocano la luminosità dell’infanzia, la vitalità dei ricordi e la dimensione più intima degli affetti. A queste atmosfere si contrappongono dissonanze e tensioni orchestrali, espressione della paura, della sofferenza e del conflitto interiore. Il percorso approda così a una progressiva riconquista della luce, in un dialogo tra inquietudine e speranza che attraversa l’intera opera. La sinfonia è dedicata alla sorella Stella, musicista, pedagogista e filosofa esperta di bioetica, scomparsa nel 2022. Da questa esperienza personale Allevi sviluppa una meditazione musicale sul significato del tempo perduto e sulla persistenza dei legami attraverso la memoria.

«Il percorso emotivo dell’opera Lost Time Symphony approda a un pensiero profondamente universale», afferma Giovanni Allevi. «Il tempo perduto non è mai veramente perso, perché continua a vivere dentro di noi. E nessuna persona è perduta per sempre, finché rimane custodita nei nostri ricordi più luminosi».

Con questa nuova partitura, il M° Giovanni Allevi rinnova la propria ricerca compositiva, affidando all’orchestra la capacità di esplorare le contraddizioni dell’animo umano e di trasformare un’esperienza individuale in un racconto musicale condivisibile. La “Lost Time Symphony” si inserisce così nel percorso di un autore che ha fatto della musica uno strumento di indagine esistenziale, capace di mettere in relazione dimensione intima e riflessione filosofica.

Da Hayez a Caravaggio: Pinacoteca di Brera più accessibile con gli AI glasses

Milano, 13 ott. (askanews) – La Pinacoteca di Brera è tra i primi musei al mondo a offrire la possibilità a persone ipovedenti o cieche di godere di capolavori come Il bacio di Hayez o la Cena in Emmaus di Caravaggio indossando degli AI glasses che rendono accessibile in maniera più autonoma il nostro patrimonio culturale.

Sensing Art – Capolavori oltre lo sguardo, è una sperimentazione ideata e promossa da Meta ed EssilorLuxottica insieme alla Pinacoteca di Brera che consente a chi ha una disabilità visiva di fruire, da oggi, di otto opere della collezione (dal Cristo morto di Andrea Mantegna, al Ritrovamento del corpo di San Marco di Tintoretto, alla Madonna col bambino e santi, angeli e Federico da Montefeltro di Piero della Francesca, allo Sposalizio della Vergine di Raffello Sanzio, la Cena in Emmaus di Caravaggio, Cristo e la samaritana al pozzo di Annibale Carracci, il Portarolo seduto con cesta a tracolla uova e pollame di Giacomo Ceruti (Pitocchetto) e infine Il bacio di Francesco Hayez)attraverso gli occhiali smart sviluppati da Meta ed EssilorLuxottica.

In sostanza, una volta di fronte a una delle otto opere, il visitatore può attivare, con gli AI glasses, il riconoscimento del dipinto e ascoltare direttamente le audiodescrizioni dagli speaker integrati nelle aste, riducendo al minimo l’interazione con lo smartphone e consentendo, grazie all’audio open-ear, di percepire l’ambiente circostante. Il percorso è completato da brevi tracce di orientamento tra un’opera e l’altra e dalla possibilità di personalizzare la fruizione dei contenuti. Il progetto sviluppato in collaborazione con l’Associazione nazionale subvedenti, l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e la Fondazione istituto dei ciechi di Milano, si integra con l’app Grande Brera che da 10 anni consente la scoperta di alcune delle opere più significative del museo attraverso il percorso DescriVedendo. Durante la visita, i visitatori, attraverso l’assistente vocale Meta AI, potranno anche porre domande sul contesto e sull’ambiente circostante, mentre, grazie all’integrazione con Be My Eyes, è possibile entrare in contatto con volontari vedenti e operatori per ricevere supporto in tempo reale sia durante la visita sia nel raggiungimento del museo.

La sperimentazione è nata circa otto mesi fa, come ha raccontato il direttore Grande Brera e Cenacolo Vinciano, Angelo Crespi, in occasione di una visita privata alla Pinacoteca del fondatore e Ceo di Meta, Mark Zuckenberg. “Accessibilità per noi significa superamento delle barriere fisiche, e pensate cosa vuol dire in un palazzo con 500 anni di storia, ma anche cognitive – ha detto Crespi – Questo è un luogo di arte antica e abbiamo contenuto l’uso della tecnologia. Noi la tecnologia la usiamo per migliorare il racconto intorno all’opera d’arte”.

“Il progetto mostra come le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale possano essere messe al servizio delle persone e dell’inclusione. Uno strumento – ha detto in un videomessaggio il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli – che può davvero migliorare la qualità della vita delle persone cieche e ipovedenti, coniugando autonomia e indipendenza nel movimento con il tema della cultura, che deve essere fruibile e aperta a tutti. Questa è la svolta: ridurre quelle barriere che a volte sono fisiche, a volte sensoriali, a volte culturali, e dare a tutti la possibilità di seguire le proprie passioni”.

“La tecnologia esprime il suo massimo potenziale quando riesce a rendere le informazioni e le esperienze quotidiane più accessibili, naturali e immediate – ha detto Maxine Williams, VP accessibility di Meta – come nel caso dei nostri AI glasses. È attraverso iniziative come questa, nate da un dialogo continuo con le persone con disabilità, che lavoriamo verso un futuro con più opportunità per tutti”. “Per noi, che ogni giorno li vediamo nascere nei nostri laboratori e nelle fabbriche, è motivo di grande orgoglio vedere come gli smart glasses possano contribuire ad arricchire il modo in cui le persone vivono il mondo che le circonda. Grazie a questa iniziativa, potremo offrire modi nuovi di esplorare e vivere il patrimonio artistico e culturale, contribuendo a renderlo più accessibile anche alle persone con disabilità visive”, ha affermato Davide Schinetti, chief operating and Group R&D officer di EssilorLuxottica, rimarcando come “l’applicazione di questi occhiali può spaziare in tutti i campi possibili. Noi abbiamo tra l’altro un centro di ricerca condiviso con il Politecnico di Milano in cui stiamo sperimentando, anche tramite corsi per gli studenti stessi, quelle che possono essere le applicazioni sia integrando maggiormente sensoristica in ambito medico o di prescrizione o anche percorsi per il supporto alla vita professionale”.

Per ora sono una decina gli smart glasses messi a disposizione, utilizzabili durante le visite organizzate su appuntamento.

Tumore al seno, un corto accende i riflettori sui caregiver

Milano, 13 ott. (Askanews) – Chi si prende cura di una persona malata spesso lo fa mettendo al secondo posto sé stesso e merita una voce. È questo l’obiettivo de “La luce nella crepa”, un cortometraggio nato da un’idea di Anna Maria Mancuso, diretto da Anselma Dell’Olio e ispirato a una storia vera. È stato proiettato nell’Aula consiliare di Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, in occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico.

Racconta la storia di due sorelle, Luisa e Carla: la prima si dedica da tempo all’assistenza della seconda, che convive con un tumore al seno. Un viaggio alle terme, pensato per concedersi una pausa dalle difficoltà quotidiane, diventa un percorso che mette alla prova il loro rapporto e porta a una svolta.

Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna ODV e promotrice del progetto, ha così parlato del perché sia importante accendere i riflettori sui caregiver e sul riconoscere il loro ruolo: “Riteniamo che un film possa arrivare direttamente al cuore di chi fa le leggi. La vita dei caregiver è molto difficile e poco riconosciuta; oggi, finalmente, c’è una legge che dà un riconoscimento formale a questa figura, anche se c’è ancora molto da lavorare. Ma un film può arrivare dritto al punto: raccontare, attraverso le immagini, ciò che un caregiver vive ogni giorno, soprattutto nella fase più complicata della vita del paziente”.

Al momento in Italia sono 12,3 milioni le persone che svolgono assistenza. Un impegno silenzioso, che può portare a solitudine e tristezza, ma bisogna chiedere aiuto e ritagliarsi spazi per sé.

Federico Romani, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, ha così risposto sul come aiutare i caregiver: “Sicuramente è fondamentale concedere il tempo, perché è ciò che conta davvero quando si ricoprono ruoli come questo: garantire sostegno e supporto a chi è malato. Serve la possibilità di svolgere questo ruolo a pieno e, sicuramente, anche qualche risorsa in più non guasterebbe”.

“La luce nella crepa” vuole ricordare che, dietro ogni percorso, ci sono anche le persone che aiutano quotidianamente i pazienti. L’obiettivo è riconoscere il loro ruolo.

Cinema, l’arrampicata in sala con "Reel Rock 20 World Tour Italia"

Roma, 13 ott. (askanews) – Arriva nelle sale cinematografiche italiane “Reel Rock 20 World Tour Italia”, la rassegna che porta sul grande schermo di 15 città italiane il mondo dell’arrampicata e dell’avventura, dal 19 novembre al 10 dicembre.

Non serve essere climber per lasciarsi conquistare: ogni serata è un viaggio sul grande schermo tra paesaggi spettacolari, sfide estreme e grandi storie umane. Storie che vanno oltre la roccia, racconti di resilienza, crescita personale e impatto sociale. Circa due ore e mezza di cinema, con una selezione di opere che raccontano le imprese di atleti e visionari alla ricerca di nuove strade, nuove sfide e nuovi territori da esplorare.

Per la 20esima edizione, il programma presenta quattro mediometraggi, diversi per genere e ambientazione, tutti dedicati all’arrampicata outdoor. Protagonisti alcuni dei più grandi climber del mondo: la campionessa olimpica Janja Garnbret; Colin Haley, impegnato nel tentativo di scalare in solitaria il Cerro Torre in inverno (Patagonia, Argentina-Cile); Ben Mayforth, che apre nuove prospettive nell’arrampicata adattiva; e Michaela Kiersch, alla ricerca di nuove vie in giro per il mondo.

Un appuntamento per chi ama il cinema, l’avventura e le storie capaci di ispirare. “Da anni, Reel Rock non è solo sinonimo di scalate spettacolari, ma anche di storie che trascendono l’arrampicata: racconti umani che vanno oltre la roccia, affrontando temi di resilienza, crescita personale e impatto sociale. Due anni fa, il film ‘Resistance Climbing’ sulla Cisgiordania ha offerto uno sguardo profondo sulle sfide dell’arrampicata in quella regione, mentre l’anno scorso il film ‘Climbing Never Die’ sull’Ucraina ha messo in luce le storie della comunità climber in un contesto di conflitto” – ha sottolineato Alessandro Raggio, ceo Itaca the Outdoor Community – uest’anno, Ben Mayforth esplora la lotta per riscattarsi dalle proprie paure e dai propri limiti e ritrovare fiducia in sé stessi. Un film che parla di crescita, speranza che apre nuove prospettive nell’arrampicata adattiva”.

Reel Rock continua ad impegnarsi nel promuovere una comunità di climber inclusiva e rispettosa, in cui le sfide affrontate dagli atleti nel loro percorso e nella loro vita diventano storie per migliorare e rendere l’inclusione davvero integrata nello sport.

Papa Leone è giunto al Policlinico Gemelli di Roma

Città del Vaticano, 13 ott. (askanews) – Papa Leone, lasciato il Vaticano in auto, è giunto al Policlinico Gemelli di Roma, dove si ricovererà per poi sottoporsi ad un intervento chirurgico al polmone.

Scendendo dall’auto ed entrando dall’ingresso principale del nosocomio romano, il Papa ha salutato le tante persone che lo hanno accolto nel grande piazzale antistante.

BRIDGE, il 70% dei giovani migranti trova lavoro

Milano, 13 ott. (askanews) – Formazione professionale e inserimento lavorativo come strumenti di integrazione. È la strada del progetto BRIDGE, promosso da ASLAM per i giovani migranti tra i 18 e i 35 anni. Dopo il primo anno, il bilancio è positivo: Il 70% degli studenti che hanno concluso il percorso formativo ha trovato un’occupazione in soli due mesi, mentre il restante 20% ha deciso di puntare sull’istruzione e proseguire il percorso.

Un percorso che punta a rispondere anche alle esigenze delle imprese lombarde, alle prese con la difficoltà di reperire personale qualificato. I corsi gratuiti, costruiti in collaborazione con le aziende, offrono competenze spendibili direttamente nel mondo del lavoro.

“La sorpresa è che molti di questi ragazzi, nei loro paesi d’origine, hanno fatto percorsi di studio virtuosi. Senza il riconoscimento del titolo in Italia non valgono, ma con un semplice corso come questo si sono rilanciati. L’alto livello della proposta ha fatto sentire su di loro uno sguardo di fiducia e di prospettiva, e non un atteggiamento di pregiudizio” ha dichiarato Angelo Candiani, Presidente di ASLAM.

Un modello che coinvolge enti di formazione, imprese e istituzioni. La Lombardia guarda a percorsi capaci di favorire l’autonomia economica dei giovani e un’integrazione sociale duratura, valorizzando al tempo stesso i bisogni del tessuto produttivo.

“In un mercato del lavoro in continua e rapida evoluzione, abbiamo la necessità di adottare strumenti sempre più innovativi. Un esempio è questo progetto di accoglienza rivolto a chi proviene da altri paesi e desidera integrarsi nella nostra regione, sviluppando competenze specifiche grazie a percorsi formativi modellati sulle loro esigenze” ha aggiunto Simona Tironi, Assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia.

Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Villum, guarda oltre i confini regionali. L’obiettivo è consolidare un’esperienza replicabile anche in altri territori, trasformando la formazione in un’opportunità di crescita per le persone e per le comunità.

“Una delle migliori cose riguardo al Bridge Project riguarda la crescita economica e individuale: esso infatti risolve il problema dell’integrazione sociale e delle knowledge skill. Ciò che abbiamo notato è che ci sono gli stessi problemi in tutti i Paesi Europei, ma specialmente in Italia. Speriamo che questo progetto possa contribuire a diffondere nuove conoscenze ad altri progetti simili in altri Paesi dove noi lavoriamo come Villum Foundation” ha concluso Nicolas Schunck, Grant Area Director di Villum Fonden.

Per il 2026-2027 sono previsti otto percorsi gratuiti in diversi settori professionali. BRIDGE punta a formare oltre 300 lavoratori in quattro anni, rafforzando il legame tra formazione, occupazione e inclusione.

Delmastro, tensione in Giunta: maggioranza attacca Dori per ricorso vs Fontana

Roma, 13 ott. (askanews) – Tensione durante la seduta della Giunta per le autorizzazioni. Il centrodestra è andato all’attacco del presidente della Giunta, Devis Dori (Avs), il quale ha rivendicato la decisione di depositare un ricorso contro il presidente ddella Camera Lorenzo Fontana presso la Consulta per conflitto di attribuzioni sul caso delle chat di Delmastro. “Sono pronto a fornire ai colleghi le carte del ricorso e a discuterne in seguito in Giunta”, ha puntualizzato Dori.

A prendere la parola sono stati all’avvio della seduta Cavandoli e Bisa della Lega, Iaia di Fdi e Pittalis di Fi. Secondo quanto viene riferito, i componenti della maggioranza hanno accusato il presidente della Giunta di aver depositato un ricorso alla Consulta senza che ci fosse stata una valutazione interna della Giunta stessa.

“La mia scelta – ha detto Dori – è stata funzionale a tutelare le prerogative della Giunta stessa che non può dipendere dalla maggioranza di turno. I colleghi del centrodestra hanno messo in discussione la leggittimità di procedere, cosa che contesto poiché valutare la legittimità di procedere attiene alla Corte Costiuzionale, a cui non ci si può sostituire”.

“Ben venga la richiesta di condividere il testo del ricorso, sono contento che argomentazioni fondate possano girare”, ha concluso.

Il Premio Internazionale ValoreCoraggio celebra la III edizione

Roma, 13 ott. (askanews) – Si è svolta con straordinario successo oggi nella prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma la III^ Edizione del Premio Internazionale “ValoreCoraggio”, ideato da Anna Rita Cammerata. L’evento, promosso in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Capitolina del Comune di Roma e con il patrocinio di Senato della Repubblica, Regione Lazio, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Rai Radiotelevisione Italiana, Unesco Roma, Fondazione Italia Sostenibile, Flaminio Film Festival e Media Partner Ciao Usa e Radio ICN New York del Gruppo VNY Media, che include anche il primo quotidiano digitale in inglese e italiano negli Usa, La Voce di New York, l’agenzia di stampa America Oggi News Agency e America Oggi TV, gla partecipazione di un pubblico eterogeneo ed entusiasta, confermando il valore e la risonanza nazionale e internazionale del Premio.

Il “ValoreCoraggio” celebra chi, con passione, dedizione e senza clamore, opera con coraggio e apporta contributi concreti e profondi a favore della società e dell’umanità, “dando voce a chi spesso resta nell’ombra e portando luce dove c’è silenzio”. L’evento ha saputo unire con efficacia il riconoscimento di personalità di rilievo nazionale e internazionale alla valorizzazione di figure meno note ma meritevoli, capaci di tracciare “solchi di semina per meriti secolari” utili al progresso della società.

Tra i momenti più emozionanti, la presenza e la testimonianza di personalità di spicco quali la giornalista RaiNews24 e volto di Rai Italia Roberta Ammendola, che ha presentato la serata insieme al Maestro Agostino Penna, e la straordinaria partecipazione del celebre artista Tony Renis, che ha impreziosito ulteriormente l’evento conferendogli prestigio e fascino.

Sono stati insigniti tanti e prestigiosi Premi,: Liliana Cavani, per il suo contributo in ambito artistico, culturale e sociale; Lucia Goracci, per il suo incessante lavoro di cronista nei territori di guerra; Luca Barbarossa, per l’impegno solidale unito alla carriera artistica; Gli attori Fioretta Mari, Giorgia Trasselli, Marcello Cirillo, Fabrizio Sabatucci e Massimiliano Buzzanca, simboli della resistenza culturale italiana; Monsignor Paglia, per il progetto di welfare sanitario a favore degli anziani; Il Reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Gemelli, per la cura e il sostegno alle famiglie; SOS Villaggi dei Bambini, per l’immediato intervento in seguito al terremoto in Venezuela, collegata in diretta dalla Direttrice; Race for the Cure, per la fondamentale opera di sensibilizzazione e prevenzione oncologica; Amref, per l’incessante impegno di supporto alle popolazioni africane, per il sostegno al diritto della salute di adulti e bambini, Domiziana Mecenate, per aver dimostrato che la vita ha sempre il sopravvento sulle condizioni in cui incappiamo; per i suoi successi mondiali che ci hanno onorato come italiani e come sportivi; Fondazione Severino, per la promozione di percorsi di formazione, cultura e assistenza delle persone detenute ed ex detenute; Progetto Rwanda, per il costante impegno e sostegno ai bambini del Rwanda, con progetti utili alla risoluzione della criticita’ in cui vertono; per la concretezza dei gesti che hanno portato alla costruzione di scuole, mense e ospedali Associazione “Cuori Blu”, per la costante attenzione ai temi sociali legati all’autismo; Associazione “Anima di Roma” per l’opera di salvaguardia della città eterna; Giulio Picolli, per aver testimoniato, attraverso un’incessante attività di ricerca, i nomi di tutte le vittime della storica tragedia dell’11 settembre.

Premiato anche Tony Renis, presente in sala, tra gli applausi.

La serata è stata arricchita da momenti di spettacolo e testimonianze che hanno sottolineato il significato profondo del Premio, un’occasione di incontro di passioni, sinergie e impegno verso il cambiamento sociale, celebrando uno stile di vita che guarda oltre l’apparenza per riconoscere ogni azione “degna di nota”.

Manovra, Tajani: bisogna assolutamente procedere per nuova taglio Irpef

Roma, 13 ott. (askanews) – “Noi riteniamo che si debba assolutamente a procedere per il taglio dell’Irpef ancora, come riteniamo che si debbano fare degli interventi per i giovani. Si può cercare di estendere anche l’esenzione bollo dell’auto a tutte le prime auto”. Lo afferma il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, rispondendo alle domande dei giornalisti in Transatlantico.

“Bisogna aspettare la decisione della Commissione europea per fare questo”, un intervento sulle bollette? “Bisogna vedere le proposte che verranno accettate dalla Commissione europea”, aggiunge.

Il Parlamento ha approvato lo scostamento bilancio e il Dpfp. Giorgetti: bene

Roma, 13 ott. (askanews) – La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza che consente al Governo lo scostamento di bilancio, con 219 sì e 110 contrari, raggiungendo così la maggioranza assoluta. Approvata anche la risoluzione di maggioranza sul Dpfp, con 216 e 116 contrari. Anche l’Aula del Senato ha approvato a maggioranza assoluta – come richiesto da regolamento – con 109 voti favorevoli, 61 contrari, 2 astenuti, la risoluzione della maggioranza che autorizza lo scostamento di bilancio legato al documento programmatico di finanza pubblica 2026. L’Aula di Palazzo Madama ha anche approvato a maggioranza con 108 voti favorevoli, 61 contrari, 2 astenuti, la risoluzione di maggioranza per il Documento programmatico di finanza pubblica 2026.

“Bene, bene. Abbiamo vinto”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, lasciando l’aula di Montecitorio dopo il via libera del Parlamento.

Dpfp, da Senato ok a scostamento bilancio e documento programmatico

Roma, 13 ott. (askanews) – L’Aula del Senato ha approvato a maggioranza assoluta – come richiesto da regolamento – con 109 voti favorevoli, 61 contrari, 2 astenuti, la risoluzione della maggioranza che autorizza lo scostamento di bilancio legato al documento programmatico di finanza pubblica 2026.

L’Aula di Palazzo Madama ha anche approvato a maggioranza con 108 voti favorevoli, 61 contrari, 2 astenuti, la risoluzione di maggioranza per il Documento programmatico di finanza pubblica 2026.

Il Papa operato nel pomeriggio al Gemelli da Stefano Margaritora

Città del Vaticano, 13 ott. (askanews) – Papa Leone è al Policlinico Gemelli di Roma per sottoporsi ad un intervento chirurgico al polmone.

Scendendo dall’auto ed entrando dall’ingresso principale del nosocomio romano, il Papa ha salutato le tante persone che lo hanno accolto nel grande piazzale antistante.

Il Papa sarà sottoposto ad un intervento per asportare il nodulo al polmone e l’operazione sarà effettuata “dall’équipe medica di chirurgia toracica del nosocomio romano guidata dal Professor Stefano Margaritora”.

Attesa davanti all’ospedale Gemelli per l’arrivo del Papa

Roma, 13 ott. (askanews) – Attesa davanti all’ospedale Gemelli di Roma, dove Papa Leone XIV sarà ricoverato per un intervento chirurgico volto a rimuovere un nodulo al polmone, un’operazione che, secondo gli esperti, presenta generalmente un basso rischio. Davanti all’ospedale media da tutto il mondo, curiosi, abitanti del quartiere e fedeli che vogliono dare un segno di vicinanza al Pontefice. “Speriamo vada tutto bene”, dice uno di loro, mentre anche chi è arrivato da lontano per una visita rimanda la partenza nella speranza di vedere passare il Papa.

Mozzanica investe nelle assunzioni di giovani talenti

Bergamo, 13 ott. (askanews) – Investire sui giovani non è solo una questione di responsabilità sociale, ma una necessità per garantire la continuità aziendale. E’ la filosofia di Mozzanica, una delle aziende leader in Italia nel settore antincendio e prima nel nostro Paese per le assunzioni di giovani talenti. Una risposta che ha tra le motivazioni anche una che affonda le radici nel passato personale di uno dei figli del fondatore Natale Mozzanica, ossia Jordan A. Mozzanica, Sales & Marketing Manager di Mozzanica Srl: “Mozzanica è un’azienda che investe sui giovani, ma la domanda importante è: perché investire su di loro? Io parto da una promessa che ho fatto a me stesso quando avevo 20 anni e non ero preso in considerazione per la mia giovane età. Quando ne avevo 25/26 me ne davano 20 ed era veramente frustrante vedere che, quando io parlavo, era come se stessi dicendo delle scemenze, mentre quando parlava qualcuno che aveva 40 o 50 anni era il vangelo. Quindi ho fatto una promessa a me stesso: non avrei replicato lo stesso atteggiamento, ma avrei accolto i giovani, li avrei ascoltati e avrei dato loro delle opportunità”.

E’ da questi presupposti che nasce la volontà di dare opportunità alle nuove leve del domani, come spiegato da Stacey Mozzanica, HR Manager e sorella di Jordan:

“Per un giovane professionista, scegliere un’azienda strutturata come Mozzanica significa entrare a far parte di un’azienda storica e professionale del mercato dell’antincendio, che ha sempre investito sulla formazione e sulla crescita dei giovani. È un’azienda competente, riconosciuta e presente su tutto il mercato mondiale. La sinergia tra il personale storico, cresciuto nell’antincendio, con altissima competenza tecnica e i giovani, che apportano le loro conoscenze digitali e tecnologiche, permette a Mozzanica di essere sempre all’avanguardia e di rispondere in maniera soddisfacente alle richieste dei clienti”.

In conclusione, il fondatore Natale Mozzanica, si esprime con una riflessione sui giovani e sul futuro: “I giovani d’oggi parlano di aspettative, difficoltà di vita e scelte di vita. Parlano anche di dare priorità a tutto quello che sta nella loro vita. Il vero problema è, che se tu vuoi stare nel benessere e continuare a godere dei benefici che hai, devi porti degli obiettivi”.

Una successione che deve avvenire in tutti i reparti dell’azienda, tra un dirigente e chi lo seguirà, tra una persona esperta e chi prenderà il suo posto, tra il tecnico esperto e il giovanissimo che arriva con lui in cantiere. Filosofia che ha portato Mozzanica a diventare un punto di riferimento nel settore antincendio per la volontà di investire sul domani.

Ex Ilva, Salis: per stabilimento Genova spiragli positivi

Genova , 13 ott. (askanews) – “Non possiamo dare i dettagli, però la notizia è che la struttura commissariale insieme al governo sta lavorando proprio sulla richiesta di Genova”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis parlando con i giornalisti davanti alla Prefettura in attesa dell’arrivo del ministro degli Interni Matteo Piantedosi.

“È una richiesta – ha sottolineato Salis – molto pratica: è una richiesta di materia prima che serve al nostro stabilimento, che è perfettamente funzionante e soprattutto produce qualcosa che è richiesto sul mercato, per cui vogliamo semplicemente che il nostro stabilimento lavori. E questa richiesta è stata accolta dalla struttura commissariale e dal Governo”.

“Bisogna cercare la materia prima – ha concluso la sindaca di Genova – sul mercato nazionale e internazionale. Questo è quello che dobbiamo fare ed è quello che stanno facendo, per cui gli spiragli sono positivi”.

Tentata estorsione a Berlusconi, chiesti 3 anni e 6 mesi per Giovanna Rigato

Milano, 13 ott. (askanews) – La Procura di Monza ha chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi di carcere per Giovanna Rigato, ex concorrente del Grande Fratello, imputata per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. La vicenda risale al 2016, quando l’ex presidente del Consiglio presentò una denuncia nei confronti della showgirl.

Secondo l’accusa, Rigato avrebbe chiesto inizialmente 500mila euro, per poi arrivare a un milione, durante un incontro a Villa San Martino, ad Arcore. In cambio, avrebbe promesso di non rivelare a giornalisti e magistrati informazioni dettagliate sulle serate del “bunga bunga” organizzate nella residenza dell’ex premier a Villa San Martino.

Per la difesa, invece, quella richiesta di denaro era legata alla volontà di ottenere un risarcimento per i danni d’immagine subiti dal ciclo di processi relativi al cosiddetto “caso Ruby” che avrebbero compromesso le opportunità professionali della donna nel mondo televisivo. I figli dell’ex premier sono parti civili nel procedimento.

L’Istat: tra il 2000 e il 2025 i prezzi sono cresciuti del 63%

Roma, 13 ott. (askanews) – La crescita generale dell’indice dei prezzi al consumo, pari al 63% tra il 2000 e il 2025, è la sintesi di incrementi superiori al 100% per l’aggregato di abitazione e utenze (trainato dalle spese per elettricità e combustibili), per gli alcolici e i tabacchi e per i servizi finanziari e assicurativi, e inferiori al 30% per i servizi d’istruzione e sanità, e di una diminuzione prossima al 60% del costo dei beni e dei servizi di informazione e comunicazione; per i beni industriali non energetici nel loro complesso, l’incremento dei prezzi tra il 2000 e il 2025 è stato di poco superiore al 25%. E’ quanto emerge da ‘Storie di dati’, il report sull’inflazione diffuso dall’Istat in occasione del centenario.

Misurare il fenomeno dell’inflazione in una prospettiva di lunghissimo periodo consente di evidenziare l’evoluzione della struttura dei prezzi relativi. Ad esempio, se si considerano i prodotti alimentari, per i quali si dispone dell’informazione statistica a partire dal 1926, possono essere confrontate le quantità acquistabili con una somma corrispondente a cinque euro del 2025.

Con questo importo, nel 1926 si potevano acquistare 5,5 kg di patate, mentre nel 2025 la quantità scende a circa 3 kg; fenomeni analoghi interessano anche altri prodotti – come il pane o il latte e, in misura minore, la carne bovina – caratterizzati da una forte componente di lavoro o da costi produttivi più difficili da comprimere. Al contrario, per alcuni beni trasformati industrialmente o le cui materie prime sono divenute meno care – quali la pasta, lo zucchero, il caffè – le quantità acquistabili sono aumentate sensibilmente: si passa da 1,3 kg di pasta secca di grano duro nel 1926 ai quasi 3 kg nel 2025, e per lo zucchero da 700 grammi a poco meno di 4 kg. Nell’arco degli ultimi 100 anni, le diverse dinamiche di prezzo dei singoli prodotti hanno alterato, anche in modo sostanziale, la struttura dei prezzi relativi. Il caso pane-zucchero è esemplare: nel 1926 il prezzo dello zucchero era quasi 2,5 volte quello del pane, nel 2025 è meno di un terzo.

Dpfp, Giorgetti: con i nuvoloni all’orizzonte confermiamo la rotta

Roma, 13 ott. (askanews) – “Quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione. Questa rotta riteniamo di doverla confermare in un momento come questo in cui si annunciano nuovoloni all’orizzione e il documento mira a questa impostazione”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in aula alla Camera mentre si stanno svolgendo le dichiarazioni di voto sul Dpfp. Il ministro ha anche evocato “uno scostamento non indiscriminato nè in quantità nè in numero, ma totalmente e consapevolmente richiesto e che garantisce la sostenibilità della finanza pubblica e del debito senza mettere a rischio quello che abbiamo costruito in questi quattro anni”.

“Lo scostamento – così ancora il ministro – di bilancio per la parte relativa all’energia sarà indirizzato a garantire la sicurezza energetica ma “noi riteniamo che debba in qualche modo, specialmente nella fase iniziale acuta, dare sostegno in modo temporaneo e selettivo a famiglie e imprese che si trovano in difficoltà in questo momento di rialzo dei prezzi”.

Giorgetti ha anche scandito: “Questo Governo non ha creato nuovo debito lo ha semplicemnte ereditato e lo ha gestito al meglio. Il nuovo debito deriva dagli interessi del vecchio debito ereditato”.

La Formula1 torna in Africa, ufficiale dal 2030 in Ruanda

Roma, 13 ott. (askanews) – La Formula 1 ha ufficializzato una svolta storica per la categoria: il ritorno del Circus sul continente africano dopo oltre trent’anni di assenza (l’ultimo GP si disputò a Kyalami, in Sudafrica, nel 1993). L’accordo, della durata di dieci anni, vedrà il Ruanda protagonista come nuovo Paese ospitante, con l’inserimento del Gran Premio d’Africa nel calendario della Formula 1 a partire dall’inizio degli anni 2030, grazie alla realizzazione di un nuovo circuito permanente progettato nell’area di Kigali. Una lacuna geopolitica e sportiva che Liberty Media e la FIA hanno deciso di colmare con un colpo a effetto destinato a scrivere la storia recente del motorsport: la Formula 1 torna in Africa, e lo fa scegliendo il Ruanda.

Non si tratta di una toccata e fuga, ma di un impegno a lungo termine che certifica la crescita economica, infrastrutturale e l’ambizione strategica del Paese guidato dal presidente Paul Kagame, da anni in prima linea per portare grandi eventi internazionali sulla terraferma africana. Il piano prevede la costruzione di un nuovissimo circuito permanente situato a circa 40 chilometri dalla capitale Kigali, vicino al nuovo aeroporto internazionale di Bugesera. Una struttura all’avanguardia pensata per rispondere ai rigidi standard della FIA e per integrarsi con i moderni obiettivi di sostenibilità ed espansione globale della Formula 1.

La F1 diventa così, a tutti gli effetti, un campionato davvero “globale”, capace di toccare ogni angolo del pianeta. Restano ora da definire i dettagli tecnici della pista e i passaggi intermedi da qui al 2030, ma una cosa è certa: la Formula 1 ha aperto una nuova, affascinante era. L’Africa è pronta a spegnere i semafori rossi.

“Oggi è un momento storico per la Formula 1 – ha commentato il Ceo e presidente Stefano Domenicali – Con l’ingresso del Ruanda nel calendario a partire dal prossimo decennio, il nostro sport correrà in ogni continente abitato, avvicinando il Campionato del Mondo come mai prima d’ora ai fan di tutto il pianeta. L’Africa ha sempre fatto parte del futuro della Formula 1 e fin dall’inizio eravamo determinati a tornare nel modo giusto, con il partner giusto, un impegno a lungo termine e una visione chiara per creare un impatto significativo. Vorrei ringraziare Sua Eccellenza Paul Kagame, Presidente della Repubblica del Ruanda, il Governo del Ruanda, il Rwanda Development Board, il Presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem e tutti coloro la cui dedizione e collaborazione hanno reso possibile tutto questo.

“Si tratta di molto più che ospitare un Gran Premio. Insieme, possiamo creare benefici economici e sociali duraturi attraverso il turismo, gli investimenti, lo sviluppo delle competenze e la crescita delle imprese locali, garantendo che l’impatto positivo di questo evento si faccia sentire per generazioni. Per i nostri fan, questo è un momento particolarmente emozionante. L’Africa ospita oltre 100 milioni di appassionati di Formula 1 e questo numero continua a crescere rapidamente. Stiamo portando l’emozione, l’energia e il pathos della Formula 1 più vicino a milioni di persone che hanno atteso a lungo il ritorno del nostro sport nel continente, e non vediamo l’ora di scrivere insieme un nuovo entusiasmante capitolo”, ha aggiunto Domenicali.