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Modena, auto piomba sulla folla: indagano inquirenti terrorismo

Roma, 16 mag. (askanews) – Salim El Koudri, 31 anni, una laurea in economia e nessuna occupazione stabile, poco dopo le 4 di pomeriggio di sabato 16 maggio 2026 ha compiuto il più grave fatto che Modena ricordi. La città della lirica, del cibo di qualità, della bella letteratura e patria del Tricolore, è stata sconvolta dall’azione inspiegabile della Citroen C3, grigio metallizzato, guidata da El Koudri. All’altezza di Porta Bologna, in mezzo ad un incrocio tra via Garibaldi e la via Emilia la macchina ha speronato a tutta velocità le persone che aveva di fronte. Puntando il marciapiede, passando dentro ad un’area pedonale con tanti in bicicletta, alcuni a passaggio con il cane, ed altri con le buste della spesa, turisti.

Almeno 7 persone sono state colpite così, falciate come fili di grano. Scorrere le immagini delle telecamere a circuito chiuso, che rimbalzano sui social network, è terribile. Perché si immagina il dolore e lo sgomento provato da chi tranquillo stava solo camminando. Se l’auto che piomba tra la folla potrebbe lasciar spazio ancora al dubbio, i gesti successivi compiuti da El Koudri indicano agli inquirenti quale strada percorrere per offrire un perché alla giustizia che dovrà essere compiuta. Il ragazzo, un passato ricovero al centro di igiene mentale, dopo l’urto e lo stop definitivo della macchina, ha provato a scappare. A chi gli gridava ‘cosa hai fatto? Cosa hai fatto?’ ha risposto tirando fuori un coltello e colpendo a caso. L’ottava persona è stata ferita, così, alle braccia.

La corsa a piedi di El Koudri è durata non oltre 100 metri. Lo hanno preso alcuni cittadini e gli agenti di una volante della Polizia. Non è arrivata nessuna imprecazione. E’ una scena silenziosa quella che si osserva. La stessa auto che portano via il ragazzo non accende subito le sirene. La confusione e la tragedia restano dietro l’angolo. Gli interrogativi arrivano tutti in questura dove El Koudri viene portato. Grazie alle verifiche dei documenti si ricostruisce il luogo di nascita, la nazionalità, l’abitazione, il passato. Si accerta così la residenza a Ravarino, un piccolissimo centro fuori Modena, sulla strada per Finale Emilia, un solo bar aperto al sabato pomeriggio. “La maggior parte qui lavorano nelle aziende per la lavorazione dei salumi o dei formaggi”, si spiega.

El Koudri era nato a Bergamo. Il suo cognome è di origine marocchina. Dalle indagini che verranno compiute sul telefono e su altri possibili supporti, trovati nell’abitazione si riuscirà ad avere un quadro più chiaro. Al momento c’è solo la nebulosa del può essere, delle verifiche che procedono a largo raggio. Gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia ed antiterrorismo di Bologna che coordineranno il lavoro degli investigatori della Polizia, della Digos, ma anche dei carabinieri, ripetono adesso che bisogno attendere.

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, è chiaro: “Un gesto di una gravità inaudita. In queste ore di profondo dolore voglio esprimere, anche a nome della giunta e dell’intera comunità dell’Emilia-Romagna, la mia vicinanza alle persone ferite, alle loro famiglie e a tutte le persone coinvolte. Ringrazio i soccorritori, il personale sanitario, le Forze dell’ordine e i cittadini che, con coraggio e prontezza, hanno inseguito e fermato l’uomo, per l’intervento immediato e il lavoro delicatissimo che stanno svolgendo in queste ore. Siamo al fianco del sindaco Massimo Mezzetti e della comunità modenese”.

Il primo cittadino sottolinea che rappresenta una città che non si piega e che “dei quattro cittadini che sono intervenuti e hanno assicurato immediatamente l’uomo alla Polizia, due sono stranieri. Poi nei secondi successivi sono intervenuti altri cittadini, anch’essi stranieri, che operano commercialmente proprio in quell’area”. Insomma tutti “hanno dimostrato una lucidità, una prontezza di riflessi e un coraggio che vanno assolutamente riconosciuti”, ha proseguito il sindaco. “Sono anche il simbolo di una comunità che sa, anche in un momento così drammatico, reagire e unirsi”.

Le telefonate del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e della presidente del consiglio, Giorgia Meloni, hanno scandito il pomeriggio di Mezzetti. Il vertice in Prefettura, il contatto continuo con gli ospedali dove sono stati ricoverati i feriti, ogni cosa è stata controllata dal sindaco. Le dichiarazioni ai media appaiono quelle di una persona normale, sconvolta da un evento simile ad un terremoto. Lo stesso che ha colpito Modena oggi pomeriggio intorno alle 16.

LEGO Italia inaugura il Lego Stadium a Milano

Milano, 15 mag. (askanews) – La Lego e i suoi storici mattoncini colorati si tu ano nel mondo del calcio. A poche settimane dall’inizio della Coppa del Mondo FIFA 2026,LEGO Italia ha inaugurato a Piazza Gae Aulenti a Milano il LEGO Stadium:uno spazio unico, immersivo e coinvolgente dedicato alla magia del pallone, al gioco e alla creatività, come raccontato da Davide Cajani, Marketing Director di LEGO ITALIA: “Assolutamente sì, siamo qua in Piazza Gaia Aulenti, vicino al nostro Lego Store, con un’installazione di 150 metri quadrati, dove la costruzione Lego e il calcio saranno al centro di varie esperienze. Ci sarà la possibilità di costruire un kit in esclusiva, quindi una scarpa da calcio fatta in Lego, e poi dentro tante varie esperienze, come la possibilità di fare dribbling e di tirare un calcio di rigore, e poi di vedere quelli che sono i set Lego”.

Il LEGO Stadium sarà aperto dal 15 al 17 maggio e gli ospiti d’onore delprimo giorno sono stati Alessandro Del Piero, Campione del Mondo 2006 e icona del calcio italiano, e Sara Gama, ex capitana della Nazionale femminile.

L’iniziativa prende ispirazione dalla partnership tra il brand LEGO e la Coppa del Mondo FIFA 2026, come sottolineato ancora da Davide Cajani: “Come Lego ci mancava questo punto di passione che è veramente forte. In Italia il calcio è una delle passioni più forti dal punto di vista quantitativo. Pensate che una persona su due si dichiara un appassionato di calcio, ma anche da un punto di vista qualitativo, perché il calcio è un motore di ricordi e di emozioni positive. E quindi come Lego ci volevamo unire a questi valori del calcio nobile, come la creatività e l’immaginazione, e come Lego anche il calcio riesce ad unire generazioni diverse”.

L’esperienza vuole essere un’occasione per riaccendere l’entusiasmo attorno a questo sport che unisce intere generazioni e celebrarlo come ‘casa’ della creatività, capace di dare vita a nuovi progetti e far sognare, proprio come i mattoncini.

E a proposito di sogni, ha avuto grande centralità la set LEGO Editions Trofeo ufficiale Coppa del Mondo FIFA, disegnata dal designer Christophe Vietti: “L’idea è stata di team, e l’obiettivo era quello di capire quali fossero le più grandi icone del calcio, per riuscire a trasmettere, a unire la passione per il calcio che molti bambini hanno all’identità di Lego, di offrire questa esperienza ai bambini”.

LEGO Italia, dunque, abbraccia il mondo del calcio e la ventura Coppa del Mondo FIFA 2026, costruendo, anche attraverso i suoi iconici mattoncini, delle esperienze straordinarie

Alla Villa di Fondazione Elpis la mostra Di pietra e di cielo

Milano, 16 mag. (askanews) – Fino al 14 giugno 2026, Fondazione Elpis presenta Di pietra e di cielo. La curatrice Sofia Schubert introduce l’esibizione: “Di pietra e di cielo è la mostra di Gabriele Ermini e Caterina Morigi, attualmente negli spazi della Villa di Fondazione Elpis, che restituisce i lavori sviluppati nel corso della residenza Atelier Elpis. Gli artisti si sono concentrati sull’aspetto archeologico della città di Milano, interrogando le tracce del passato non come elementi statici, ma come presenze vive che possono essere riattivate anche attraverso il dialogo con il contemporaneo. Gli artisti si sono quindi messi in dialogo e in relazione con il contesto archeologico e antico della città di Milano, non con un approccio di studio scientifico o accademico, ma cercando di interpretare tutte quelle forme e quei simboli che la città di Milano conserva, non solo nei siti archeologici, ma anche nei contesti museali, e prenderli come spunti di partenza per creare nuove narrazioni”. Rispetto ad altre grandi città, la persistenza dell’antico appare meno visibile nella città di Milano. Il passato archeologico giace spesso nascosto, riaffiorando solo a tratti nella quotidianità urbana: sotto il centro storico, nelle stratificazioni del suolo e nelle collezioni dei musei della città.

Il lavoro di Gabriele Ermini si articola in un corpus di opere distribuite tra lo spazio interno ed esterno della Fondazione: opere pittoriche e ceramiche. La vista alla Fondazione Rovati ha suggerito a Ermini alcune idee. Il quadro Gli illesi, introduce un’ambientazione notturna in cui figure enigmatiche si mimetizzano tra gli alberi di un bosco fitto. Al centro dello spazio, Il devoto, dipinto su carta giapponese, sfrutta la trasparenza del materiale: una composizione di parti del corpo simili a ex voto anatomici, che evocano tanto il gesto di un amante quanto frammenti di una statua desiderata. Due tavolette in ceramica introducono infine l’esito del percorso nel giardino: il tombarolo – archeologo – collezionista ha finalmente trovato l’oggetto del suo desiderio e, esausto, giace

accanto ai resti emersi. L’artista spiega: “Tutti i lavori sono ispirati dalle figure dei tombaroli, dal loro tipo di ricerca e di ossessione verso gli oggetti che cercano dentro le tombe. C’è un qualcosa secondo me di molto affine fra il loro tipo di ricerca e il mio tipo di ricerca pittorica. Sondano, lavorano in superficie per cercare un qualcosa che in profondità può portare loro della ricchezza. Allo stesso modo io lavoro su una superficie, ma cerco di andare in profondità con velature, livelli, sovrapposizioni. Tramite quello che faccio cerco appunto di trovare, spero di trovare un qualcosa che abbia un valore per me e ovviamente per la pittura”.

Elektron, il lavoro di Caterina Morigi trae ispirazione dall’osservazione di una coroncina per capelli rinvenuta in una sepoltura femminile romana nell’area di Sant’Ambrogio a Milano, composta da perle a forma di foglie d’edera ma realizzata in ambra. Da questa Morigi ha creato una raccolta di oggetti verosimili: manufatti quotidiani – boccette, specchi, bracciali, collane, dadi e

forme più enigmatiche – che richiamano i corredi funerari femminili diffusi nell’antichità. Se un tempo erano realizzati in materiali preziosi, qui sono presenze evanescenti, ombre di ciò che sono stati. Ognuno diventa così rappresentazione della propria mancanza, frammento di un insieme più ampio. L’artista ne illustra il senso: “Il tema alla base dell’opera è la maggioranza assente, ovvero tutta quella parte della cultura materiale che era maggiormente diffusa nel passato, ma che non si è conservata. La maggioranza della sostanza,degli oggetti lavorati del passato non ci sono pervenuti e così ho realizzato una sorta di corredo: gli elementi quotidiani, come gli unguentari, gli elementi per filare, per tessere, si trasformano in sculture quasi evanescenti, perché sono realizzate in cera e in ambra. Io mi concentro sugli elementi organici, gli elementi più morbidi, che possono essere vegetali, e mostro come sono svaniti. E al loro posto inserisco l’ambra. Queste gocce di ambra vanno ad attivare, a riattivare questi oggetti verosimili con queste colature sulla cera, che è l’altro materiale che compone le sculture. Anche la cera è un materiale molto evanescente, come se fosse un po’ in qualche modo l’ombra bianca di quello che non c’è rimasto”.

Il progetto alla base della mostra Di pietra e di cielo nasce nell’ambito della seconda edizione del ciclo di residenze di Atelier Elpis, che offre agli artisti un periodo di soggiorno in cui sviluppare la propria ricerca in relazione al contesto urbano della città di Milano e alle sue dimensioni sociali, culturali e simboliche.

Meloni: Iran dotato di arma nucleare rischio che non possiamo permetterci

Roma, 16 mag. (askanews) – “Dobbiamo assicurarci che l’Iran non possa dotarsi dell’arma nucleare e cessi di essere una minaccia nei confronti delle Nazioni vicine, e non solo”. Lo ha detto, a quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un passaggio del suo intervento allo Europe Gulf forum, a Navarino, in Grecia.

“Gli attacchi del regime iraniano, che sono arrivati a colpire persino Cipro e quindi l’Europa, dimostrano che un Iran dotato dell’arma nucleare, associato ad una capacità missilistica ad ampio raggio, è un rischio che nessuno di noi può permettersi di correre” ha concluso.

Meloni: è il tempo della policrisi, serve cooperazione strategica

Roma, 16 mag. (askanews) – “Noi europei non siamo stati gli unici a prendere coscienza delle nostre vulnerabilità quando gli shock hanno colpito il sistema internazionale. Se la guerra in Ucraina ha scosso anzitutto l’Europa, le tensioni che attraversano il Medio Oriente e le minacce alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz hanno posto anche le Nazioni del Golfo davanti alla necessità di confrontarsi con nuove fragilità e nuove incertezze”. Lo ha detto, a quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel suo intervento allo Europe Gulf forum, a Navarino, in Grecia.

“È quello che molti definiscono il tempo della “policrisi”: uno scenario nel quale crisi differenti, anche lontane tra loro per origine e natura, finiscono per sommarsi, amplificarsi reciprocamente e produrre effetti sempre più profondi sugli equilibri globali. Ed è proprio per questo che serve una capacità nuova di cooperazione strategica, fondata non soltanto sulla gestione delle emergenze, ma sulla condivisione di una visione di lungo periodo”, ha sottolineato.

Centrosinistra, da Delrio e Ciani i catto-dem che chiedono spazio

Roma, 16 mag. (askanews) – L’obiettivo non è “rifare la Dc”, questo lo assicurano tutti, ma certo la voglia di una lista cattolico-democratica era tanta questa mattina a Roma all’evento organizzato da Graziano Delrio, Paolo Ciani e diverse associazioni di ‘area’. “Costruire comunità” recitava lo slogan dell’iniziativa e la “comunità” si è fatta vedere, la sala dell’auditorium Antonianum era piena e tanti, tra gli intervenuti, hanno evocato più o meno esplicitamente un “contenitore” che dia rappresentanza al mondo catto-dem sempre meno a proprio agio nel “nuovo Pd”. Non sembra un caso che l’ospite d’onore sia stato Romano Prodi, collegato da Bologna, che ha parlato solo di Europa e politica estera ma che nei colloqui privati da tempo si dice convinto che la tradizione cattolico-progressista finirà per trovare un suo spazio autonomo.

In sala c’erano ex parlamentari Pd come Silvia Costa e Stefano Lepore, Marianna Madia – da poco uscita dal Pd per aderire al gruppo di Iv alla Camera – il sindaco di Udine Alberto Felice de Toni, Angelo Chiorazzo, candidato del centrosinistra alle regionali in Basilicata, Marco Tarquinio – europarlamentare Pd ma eletto da “indipendente”.

C’era anche Vincenzo Spadafora, uomo vicino a Francesco Rutelli ai tempi della Margherita, poi al governo con M5s e Giuseppe Conte, ora animatore di ‘Primavera’, un altro soggetto che si propone di parlare all’elettorato moderato. “Dobbiamo organizzare cose insieme d’ora in poi”, gli dice Ciani al termine, salutandolo.

Ha preso la parola anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che smentisce di essere un possibile “federatore” del centrosinistra ma che è sempre più presente alle iniziative delle forze del “campo largo”. Non si è fatto vedere invece Ernesto Ruffini, promotore dei comitati ‘Più uno’.

Delrio nega che al momento l’idea sia quella di creare una forza esterna al Pd, “c’è un lavoro da fare per mobilitare la società civile, raccogliere idee, proposte anche di chi non si riconosce nel Partito democratico. Ci siamo riuniti qui perché crediamo ci sia bisogno di uno sforzo nuovo, di progettualità, di pensiero, non legato alle contingenze elettorali. E’ tempo di seminare nuove idee per i nuovi tempi”.

Ciani, concludendo i lavori, va un po’ più in là, invoca una “politica nuova” per “dare rappresentanza a quei tanti cittadini che non si sentono rappresentati”. Un’operazione che va realizzata “un passo alla volta, oggi abbiamo iniziato insieme e non è poco”. Quali debbano essere i prossimi passi, però, non lo precisa.

Ci pensano diversi di coloro che prendono la parola dal palco ad andare oltre. Giuseppe Irace, dell’associazione ‘Per’, uno dei promotori dell’incontro, spiega: “Siamo profondamente di centrosinistra, ma i partiti di centrosinistra non ci rappresentano appieno. Forse è necessario che nasca una forza all’interno del centrosinistra che ci rappresenti appieno, che abbia un’identità chiara”. Concorda con Delrio, “non si tratta di rifare la Dc”, ma, aggiunge, non ci si può accontentare del “quarto posto in qualche listino di questo o quel partito di centrosinistra. Non abbiamo bisogno di elemosinare uno o due posti come in una riserva indiana”.

Quindi, il sindaco di Udine Alberto Felice de Toni: “Il tempo per riorganizzare la famosa quarta gamba è adesso. È fondamentale perché la varietà della domanda politica richiede una varietà dell’offerta politica. Non ci basta un campo largo, abbiamo bisogno di un campo alto, che si dia una visione”.

Più diplomatico Chiorazzo: “Dobbiamo parlare di contenuti, non di contenitori”. Certo, ammette, c’è nell’aria la richesta di una lista “ma l’orizzonte deve essere non mettere insieme vari leader. Se la politica non si rioccupa delle cose reali della gente che politica è!”.

Ciani, al termine dell’evento, insiste: “Noi siamo preoccupati della disaffezione della politica. Il problema non è rifare la Dc ma riuscire a ridare un luogo di partecipazione a tutto questo mondo. Sarà nel Pd? Sarà una cosa nuova che nasce? Non lo so. Graziano è totalmente Pd, io sono di Demos ma mi hanno eletto vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, un segno di apertura… L’importante è non perderci questa gente”. Ed è fondamentale che la cultura cattolico-democratica “abbia un visibilità chiara all’interno del centrosinistra”.

Peraltro c’è anche da capire come collocarsi rispetto altre forze che si muovono al centro, la ‘Casa riformista’ con Matteo Renzi, Più Europa, il movimento di Alessandro Onorato. “Ma quella non è casa mia”, dice uno dei promotori dell’iniziativa. Difficile però pensare addirittura a due diverse liste di area moderata, senza contare Azione che al momento resta fuori dai due poli. Sarebbe auspicabile un unico soggetto, almeno sulla scheda elettorale: “Eh sì – dice Chiorazzo – Lo capiremo nel tempo, capiremo quello che accadrà nel cammino. Se ci ritroveremo sarà sui contenuti, fare solo un contenitore non ci interessa”.

Delrio conversando a margine alla fine, ripete: “E’ presto per parlare di questo. Ognuno farà le sue scelte dal punto di vista del contenitore. Noi stiamo nel Pd”. Anche se, sottolinea, è importante che la cultura cattolico democratica abbia il giusto riconoscimento nel Pd: “Vediamo: è chiaro che se questa cultura, questa sensibilità non trovano spazio… Se in una casa ti mettono in uno sgabuzzino anziché… non dico al piano nobile ma almeno al piano terra…”.

Tennis, Sinner: "Ieri ho faticato a dormire, oggi una sfida diversa"

Roma, 16 mag. (askanews) – “Giocare tutto in così poco tempo è una sfida diversa. Di notte solitamente non faccio fatica a dormire, mentre ieri sì”. Così Jannik Sinner dopo aver conquistato la seconda finale consecutiva agli Internazionali di Roma. “Il terzo set era quasi finito – continua – ma non sai mai cosa può accadere. È quasi un nuovo inizio. Alla fine sono contento per come sono riuscito a gestire. Ruud sta giocando un tennis di gran lunga migliore: ogni partita è diversa. Sono felice di giocarmi la finale perché è un torneo speciale. Se andrà bene, sarò molto contento”.

Migranti, neonata muore per ipotermia dopo lo sbarco a Lampedusa. Save the Children: politiche

Roma, 16 mag. (askanews) – Una neonata di circa un mese è morta per ipotermia poco dopo essere sbarcata a Lampedusa con la mamma, la sorellina e altre 52 persone, provenienti dall’Africa sub-sahariana. La bambina era in condizioni critiche quando, intorno alle 4.30, è sbarcata al molo Favarolo con gli altri migranti soccorsi da una motovedetta, ed è morta durante il trasferimento al punto di primo soccorso.

“E’ l’ultima giovane vita spezzata nel tentativo di trovare un futuro migliore, fuggendo da guerre, crisi umanitarie, povertà estrema. Ancora una volta, uomini, donne e bambini hanno affrontato un viaggio disperato verso l’Europa, e ancora una volta il Mediterraneo si è trasformato in un confine di morte, aggravato da politiche restrittive volte alla difesa dei confini e non alla tutela delle persone”, commenta Save The Children.

“Non è inevitabile: è una scelta. Quando muore una neonata, non è una fatalità, è il fallimento di politiche che continuano a mettere i confini davanti alla vita. Il diritto a vivere e a cercare protezione non può essere negoziabile. Il rispetto del diritto internazionale deve essere pieno e sostanziale, mettendo il Superiore Interesse del Minore al primo posto” ha dichiarato Giorgia D’Errico, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children.

Dal 2014 sono più di 34.800 le persone morte o disperse nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere un futuro possibile. Solo quest’anno le vittime sono già più di 1.200, di cui oltre 800 nel Mediterraneo Centrale, e tra loro ci sono anche molti bambini: più di 100 ogni anno negli ultimi tre anni.

Internazionali, Sinner batte Medvedev e vola in finale a Roma

Roma, 16 mag. (askanews) – Jannik Sinner è di nuovo in finale agli Internazionali d’Italia. Primo italiano dell’Era Open a raggiungere due finali consecutive al Foro Italico, il n. 1 al mondo ha battuto Daniil Medvedev con il punteggio di 6-2, 5-7, 6-4. Dopo la sospensione per pioggia venerdì sera sul 4-2 nel terzo set e una lunga notte di attesa, Sinner è stato impeccabile nella ripartenza, chiudendo il match con due turni di servizio dominati con grande autorità. Sinner diventa il secondo giocatore di sempre, dopo Rafael Nadal, a raggiungere nello stesso anno la finale di tutti i Masters 1000 sulla terra rossa. Jannik tornerà in campo domenica alle 17 per affrontare Casper Ruud nell’atto conclusivo del torneo. Un appuntamento con la storia: l’altoatesino può riportare il titolo maschile in Italia 50 anni dopo Adriano Panatta.

Balla artista totale: al Mart la collezione di Laura Biagiotti

Rovereto, 16 mag. (askanews) – Una delle maggiori collezioni private monografiche al mondo, quella che la stilista Laura Biagiotti e il marito Gianni Cigna hanno costruito negli anni, dedicata a Giacomo Balla, viene esposta per la prima volta in Italia al Mart di Rovereto, luogo che da sempre ospita le opere e le storie del Futurismo. E oggi la mostra – “Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia” – aggiunge un altro capitolo a questo racconto. “Documenta la grande genialità del Futurismo – ha detto ad askanews la direttrice del Mart, Micol Forti – cioè che l’arte può penetrare ogni singolo oggetto e ogni gesto della nostra vita quotidiana”.

La collezione Biagiotti Cigna copre tutto l’arco della carriera di Balla, dal periodo divisionista, alle opere astratte, passando per i disegni, le grandi tele, ma anche le arti applicate e la moda. “C’è un’analisi di tutto il complesso processo di ideazione dell’opera che viene messo a fuoco nella collezione – ci ha spiegato Fabio Benzi, curatore della Collezione Biagiotti e co-curatore della mostra insieme a Beatrice Avanzi -. È molto interessante vedere come si sviluppano proprio queste linee di ricerca di Balla. Quindi non sono solo opere, diciamo, una raccolta di opere pittoriche: Balla si è dedicato moltissimo anzi proprio a far uscire l’estetica dalla dimensione ridotta e borghese del quadro per diffonderlo nel mondo”.

E questa dimensione di uscita dallo spazio solo dell’arte è forse l’elemento trainante del progetto, che vede Balla pensare a mobili, alla cultura di massa, a un’idea di arte più ampia, con anche alcune relazioni particolari con altri grandi artisti del suo tempo. “La collezione Biagiotti – ha aggiunto la direttrice – dialoga magnificamente con le opere conservate all’interno del Mart, ma soprattutto ricostruisce un’amicizia, quella tra Giacomo Balla e Fortunato Depero. Il giovane Depero è stato un ispiratore e anche uno spronatore dell’attività di Balla attraverso la sua capacità imprenditoriale. I due hanno lavorato moltissimo insieme e quindi molte opere provenienti della collezione Depero sono oggi presenti all’interno della mostra”.

Esposta anche la più grande opera mai realizzata da Balla: “Genio futurista”, un olio su tela d’arazzo di quattro metri per tre, presentato per la prima volta a Parigi nel 1925. E da allora l’arte di Balla ha attraversato la scena, aprendo strade che poi altri avrebbero ampliato. “Più di un secolo di arte fino ad oggi – ha concluso il professor Benzi – si basa sulle libertà estetiche perseguite da Balla”.

La mostra al Mart è aperta al pubblico fino al 18 ottobre.

MotoGp, Sprint Barcellona: trionfa Alex Marquez

Roma, 16 mag. (askanews) – Gran Premio di Catalogna 2026 parla spagnolo nella Sprint Race di Barcellona: a vincere è Alex Marquez, protagonista davanti al pubblico di casa al Montmeló. Il pilota Ducati conquista il successo davanti a Pedro Acosta e a Fabio Di Giannantonio, autore di una grande rimonta nel finale.

Ai piedi del podio chiude Raul Fernandez, seguito da Johann Zarco e Francesco Bagnaia. Settimo Franco Morbidelli, ottavo Ai Ogura e nono Marco Bezzecchi, che riesce comunque a mantenere la leadership del Mondiale approfittando della caduta del compagno di squadra Jorge Martin. Nella classifica iridata Bezzecchi allunga infatti di un solo punto ed è ora a +2 sullo spagnolo.

La Sprint catalana si decide nella seconda metà di gara. Dopo una buona partenza di Acosta dalla pole position, Alex Marquez aumenta il ritmo e prende il comando a nove giri dalla fine. Alle sue spalle si infiamma la lotta per il podio: Raul Fernandez supera momentaneamente Acosta, ma il pilota KTM reagisce nel finale riprendendosi la seconda posizione. Di Giannantonio approfitta del calo degli avversari e completa il podio con un sorpasso decisivo nelle ultime tornate.

Gara invece complicata per Jorge Martin. Dopo essere risalito fino alle posizioni di vertice, il campione del mondo scivola nella ghiaia a quattro giri dal termine ed è costretto al ritiro. Out anche Brad Binder e Joan Mir, coinvolti in un incidente alla prima curva, oltre a Maverick Vinales fermato da un problema tecnico.

Per Alex Marquez si tratta della sesta vittoria in una Sprint Race in carriera, la prima da Valencia 2025. Ducati festeggia così il 55° successo nelle Sprint della MotoGP. Domenica alle 14 la gara lunga sul circuito di Barcellona.

Calcio, Gasperini: "Gara difficile, noi motivati"

Roma, 16 mag. (askanews) – Il derby della Capitale “è tra i più affascinanti d’Italia”. Ne è convinto Gian Piero Gasperini, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Lazio. “Indubbiamente – spiega il tecnico giallorosso – io ho vissuto il derby di Genova, marginalmente quello di Milano e visti tanti di Torino. Per come li vedo dovrebbe essere una festa della città, qualche volta vengono rovinati da episodi di violenza. L’obiettivo è cercare di togliere quest’aspetto”.

Per Gasperini il derby resta “qualcosa di emozionante, non uguale alle altre partite”, anche per la cultura popolare che lo accompagna: “Quello che mi piace del derby è la capacità di fare battute e sfottò che sono unici per simpatia. Se si riesce a tornare a questo sarebbe straordinario. So che è utopia, ma è quello che dovremo raggiungere tutti quanti”.

L’allenatore della Roma ha poi sottolineato il valore della corsa Champions: “Eravamo fuori e ci siamo ritrovati dentro, questa è una bella spinta”. Gasperini evidenzia la crescita mentale della squadra, capace negli ultimi mesi di ribaltare situazioni complicate: “All’andata non riuscivamo a recuperare le partite dopo lo svantaggio, poi c’è stata un’inversione di tendenza dovuta anche alla fiducia acquisita”.

Sul fronte infermeria arrivano segnali positivi per Artem Dovbyk: “Finalmente è tornato in squadra ed è un piacere rivederlo in campo. Non è facile pensare che domani possa giocare, perché i mesi fuori sono stati tanti, però il fatto che abbia recuperato è molto positivo”. Buone notizie anche per Paulo Dybala: “Ha giocato 90 minuti e non ha problemi di tenuta”.

Guardando alla sfida contro la Lazio, Gasperini non si fida del momento biancoceleste: “Mi aspetto una partita vera. La Lazio non avrà un morale straordinario ma questo non significa che non faranno di tutto per rovinarci il derby”. E sul clima ambientale ribadisce: “Noi giochiamo contro noi stessi, abbiamo un traguardo da raggiungere. Vincere domani significherebbe mettere quasi il tetto sulla casa”.

Sal Da Vinci conquista l’Europa con numeri record

Roma, 16 mag. (askanews) – Mentre cresce l’entusiasmo a Vienna per la partecipazione di Sal Da Vinci all’Eurovision Song Contest, i numeri certificano già un successo internazionale senza precedenti. Al di là del risultato finale della competizione, l’artista italiano sta vivendo uno dei momenti più importanti della sua carriera, imponendosi come uno dei fenomeni musicali europei del momento.

Con oltre 60 milioni di streaming complessivi sulle principali piattaforme digitali, Sal Da Vinci sta conquistando pubblico e classifiche ben oltre i confini italiani, diventando uno degli artisti italiani più ascoltati e condivisi di queste settimane.

In Italia il brano domina le classifiche digitali, raggiungendo il primo posto nella Spotify Chart Italia, nella YouTube Chart Italia e nella Apple Music Chart Italia, oltre a ottenere la certificazione Oro.

Ma è soprattutto all’estero che il fenomeno sta attirando l’attenzione di osservatori e addetti ai lavori. Su Spotify il brano entra nella Top 10 in Lituania, raggiungendo il sesto posto, e compare anche nelle classifiche di Finlandia e Austria. Su Apple Music arrivano risultati ancora più significativi, con il secondo posto a Malta e la Top 10 in Grecia, oltre alla presenza stabile nelle classifiche di Austria, Cipro, Svizzera, Svezia, Belgio e Paesi Baltici.

La crescita continua anche su iTunes, dove il singolo entra nella Top 10 in Austria, Lussemburgo e Svizzera, comparendo inoltre nelle classifiche di Germania, Australia, Paesi Bassi e Argentina. Anche Shazam conferma il forte interesse internazionale, con piazzamenti rilevanti in Croazia, Austria, Svizzera, Grecia, Belgio, Israele e nei Paesi scandinavi.

A Vienna, intanto, il clima intorno all’artista è quello delle grandi occasioni. Sal Da Vinci sta ricevendo un’accoglienza calorosa non soltanto dal pubblico italiano presente all’Eurovision, ma anche dai fan internazionali e dagli stessi artisti in gara, molti dei quali stanno mostrando apprezzamento per il suo stile e per una cifra artistica riconoscibile che unisce tradizione e contemporaneità.

Un risultato che va oltre la competizione e che conferma la capacità dell’artista di parlare a pubblici differenti, trasformando la partecipazione all’Eurovision in un successo europeo concreto, sostenuto da streaming, classifiche e consenso popolare.

Circolare del ministero della Salute ai sanitari: nessun caso di hantavirus, ma è neccessario essere pronti

Nessun caso, ma necessarie misure di “preparedness e coordinamento” Milano, 16 mag. (askanews) – Il Ministero della Salute ha diffuso una nuova circolare con indicazioni operative per la gestione di eventuali casi sospetti, probabili o confermati di infezione da virus Andes (Andv), l’hantavirus collegato al focolaio registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius. Nel documento si precisa che, allo stato attuale, non risultano casi registrati sul territorio nazionale, ma si ritiene necessario predisporre misure di “preparedness e coordinamento” per affrontare un’eventuale insorgenza di infezioni.

La circolare stabilisce che i casi sospetti debbano essere immediatamente isolati e sottoposti a valutazione anamnestica, con particolare attenzione ai collegamenti epidemiologici con passeggeri o membri dell’equipaggio della MV Hondius dal 5 aprile in poi. Tra i sintomi indicati figurano febbre, dolori muscolari, astenia, disturbi gastrointestinali e sintomi respiratori.

Il ministero raccomanda ai sanitari l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, compresi facciali filtranti FFP2 o FFP3, guanti, visiere e indumenti protettivi, considerando il patogeno classificato tra gli agenti biologici del gruppo 3. In caso di conferma diagnostica, i pazienti dovranno essere ricoverati in strutture dotate di adeguate misure di contenimento oppure, in assenza di centri regionali idonei, trasferiti all’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma.

La circolare dispone inoltre che le Regioni e le Province autonome trasmettano entro due giorni l’elenco delle strutture sanitarie abilitate alla gestione di agenti biologici di gruppo 3. Rafforzate anche le misure di tracciamento dei contatti e di formazione del personale sanitario sulle procedure di vestizione e svestizione dei Dpi.

Iran, anche i Paesi europei trattano con Teheran per passare lo Stretto di Hormuz

Roma, 16 mag. (askanews) – Secondo la tv di Stato iraniana, diversi Paesi europei hanno avviato colloqui con Teheran per ottenere il via libera al transito delle loro navi nello Stretto di Hormuz.

“Dopo che navi di Cina, Giappone e Pakistan hanno attraversato in sicurezza lo Stretto di Hormuz con il permesso della marina iraniana, diversi paesi europei stanno ora chiedendo l’approvazione dell’Iran per consentire alle proprie navi di transitare nello stretto”, ha riferito Irib.

Il caso Garlasco, l’Associazione nazionale magistrati: rifuggire lo show, il processo è una cosa seria

Roma, 16 mag. (askanews) – “La prima vittima del processo mediatico è il principio di non colpevolezza. L’indagato diventa un presunto colpevole in attesa di giudizio”. Lo ha detto il segretario dell’Anm, Rocco Maruotti, a margine dell’assemblea generale dell’associazione.

“Va bene la cronaca giornalistica, i cittadini hanno diritto di essere informati, ma bisogna rifugire dallo show – ha spiegato Maruotti – perché il processo è una cosa molto seria misurano e si consumano diritti e sofferenze per cui bisogna trattare queste cose con grande delicatezza in questo caso specifico non entro nel merito alle vicenda dico peraltro che a mio giudizio i magistrati stanno facendo il loro lavoro, aspettiamo di conoscere gli esiti e poi valuteremo alla fine il lavoro che è stato svolto”.

Il presidente Anm, Giuseppe Tango ha spiegato, rispondendo ai cronisti: “L’Associazione nazionale magistrati non è un quarto grado giudizio e non esprimerà mai una valutazione sul singolo caso concreto. Per il grande rispetto che si deve al lavoro di tutti coloro che si occupano di queste vicende”.

Questo modo di procedere è anche rispetto “alle aspettative della persona condannata, all’ansia di una persona attualmente indagata. L’Anm farà le sue valutazioni, ma non certo potrà trarre spunto dal singolo caso concreto, per affrontare alcune tematiche a livello più generale.

Quanto alla “spettacolarizzazione” del processo – ha continuato il presidente Tango – “dovremmo chiederci tutti, se è un bene per qualcuno, e se soprattutto tutela davvero coloro che sono coinvolti in questa vicenda, soprattutto le vittime”.

Atletica, Furlani vola a 8,43 in Cina: a 4 cm dal record italiano

Roma, 16 mag. (askanews) – Subito un Mattia Furlani in formato mondiale, 8,43 (vento 0.4 m/s) per il record personale migliorato di quattro centimetri al secondo salto nella prova di apertura della Wanda Diamond League a Keqiao, in Cina. Si tratta della seconda miglior prestazione italiana di tutti i tempi, a soli quattro centimetri dal primato italiano di Andrew Howe (8,47, Osaka 30 agosto 2007). Dopo un salto nullo al primo turno, l’azzurro campione del mondo del lungo è passato al comando della gara con la miglior prestazione stagionale mondiale all’aperto, pareggiando la seconda prestazione italiana di Giovanni Evangelisti (8,43 a S.Giovanni Valdarno il 16 maggio 1987). Un grandissimo inizio di stagione all’aperto per il reatino delle Fiamme Oro, che vince per la prima volta in carriera nel contesto di un meeting della Diamond League, e alza l’asticella in vista del Golden Gala Pietro Mennea in programma allo stadio Olimpico di Roma il prossimo 4 giugno.

“È solo l’inizio – esulta Mattia – ed è il miglior modo per cominciare la stagione all’aperto. Sono davvero felice per la misura, anche perché oggi non mi sentivo al meglio della forma fisica dopo il lungo viaggio verso la Cina. Mi sono concentrato sui dettagli tecnici e credo di poter fare ancora meglio nelle gare che mi aspettano: sabato prossimo ancora in Cina a Xiamen e soprattutto il 4 giugno al Golden Gala con tutto il pubblico dello stadio Olimpico che farà il tifo per me. Vengo da due anni splendidi, medaglie alle Olimpiadi, ai Mondiali, agli Europei: ho ancora voglia di prendermi soddisfazioni”.

Motogp, Acosta in pole a Barcellona, Morbidelli secondo

Roma, 16 mag. (askanews) – Pedro Acosta conquista la pole position nel Gran Premio di Barcellona, firmando il miglior tempo nelle qualifiche della classe MotoGP sul circuito di Montmeló. Il pilota spagnolo chiude il suo giro decisivo in 1:38.068, confermando un ottimo stato di forma e mettendosi alle spalle un gruppo molto competitivo che vede Franco Morbidelli secondo e Alex Marquez terzo in griglia di partenza.

Nel contesto del Gran Premio di Barcellona, prova valida per il mondiale della MotoGP, la sessione decisiva si apre con un Q1 molto intenso che ribalta alcune gerarchie attese. Proprio Morbidelli, proveniente dalla prima fase di qualifiche, riesce a conquistare l’accesso al Q2 e poi a piazzarsi in prima fila provvisoria fino al secondo posto finale, confermando il buon rendimento della sua Ducati VR46. Alex Marquez completa la prima fila con una prestazione solida e costante, restando sempre nelle posizioni di vertice durante l’intero Q2.

Alle spalle dei primi tre si piazzano Raul Fernandez in quarta posizione, Johann Zarco quinto e Fabio Di Giannantonio sesto, a conferma di una griglia estremamente compatta nei tempi sul giro secco. La seconda fila rispecchia un equilibrio tra Aprilia, KTM e Honda, con distacchi ridotti e una lotta serrata che lascia aperti scenari interessanti in vista della Sprint Race.

Giornata più complicata invece per alcuni protagonisti attesi. Jorge Martin chiude in nona posizione dopo una sessione condizionata da una caduta nel Q1 e da un passaggio non del tutto lineare al Q2. Marco Bezzecchi termina in dodicesima posizione dopo una scivolata nel finale del Q2 che compromette il suo giro decisivo, relegandolo nelle retrovie rispetto alle aspettative della vigilia.

Ancora più difficile la situazione per Francesco Bagnaia, eliminato nel Q1 per appena 51 millesimi e costretto a partire dalla tredicesima posizione. Il pilota italiano non riesce a trovare il giro utile per accedere alla fase decisiva delle qualifiche e paga una sessione complessa, segnata da traffico e piccoli errori nel momento cruciale.

La griglia di partenza del GP di Barcellona conferma quindi un grande equilibrio tra i costruttori e una forte presenza spagnola nelle prime posizioni, con Acosta leader della sessione e Morbidelli capace di inserirsi tra i protagonisti dopo il passaggio dal Q1.

Nel pomeriggio è in programma la Sprint Race alle ore 15, primo appuntamento che assegna punti mondiali del weekend e che potrebbe già ridefinire gli equilibri del fine settimana catalano all’interno del mondiale MotoGP.

Milano, The Red View: tre giorni nel segno del rosso Campari

Milano, 16 mag. (askanews) – Un luogo simbolo della memoria collettiva cittadina: Campari è tornata a colorare di rosso Milano e ha scelto la Cittadella degli Archivi del Comune, uno spazio che rappresenta sia la conservazione del passato sia la sua reinterpretazione. Per il secondo anno nel capoluogo lombardo va in scena “The Red View – Beyond The Surface”, iniziativa che vuole essere un invito a guardare oltre ciò che è visibile, per scoprire le storie che definiscono l’identità di una città.

Partendo dal legame storico con Milano, dove Campari è nata nel 1867, alla Cittadella degli Archivi sono arrivati cultura, intrattenimento e narrazione e, nelle specifico, un palinsesto di podcast live realizzati con Chora e Will Media, pensati per raccontare Milano attraverso storie, prospettive e linguaggi diversi, in linea con lo spirito di “Beyond The Surface”, tra i protagonisti Matilde Gioli e Pietro Colaprico, ma soprattutto la stessa città di Milano. Parte integrante di The Red View è poi una mostra curata da Galleria Campari che raconta la relazione tra il brand e la città attraverso la mappa di una presenza.

Il progetto inoltre prosegue oltre la tre giorni di eventi: sempre nel contesto della Cittadella, Campari sostiene la realizzazione di un murales site-specific di Gio Pastori, pensato per dialogare con l’architettura e l’identità del marchio.

Papa a dipendenti delle banche: dietro i numeri ci sono persone, non siano abbandonate agli algoritmi

Roma, 16 mag. (askanews) – “Lo spirito delle vostre fondazioni ricorda a tutti, in particolare, che in banca non entrano in prima analisi capitali, ma persone, e che dietro i numeri ci sono donne e uomini, famiglie che hanno bisogno di aiuto. Per questo, in un contesto in cui l’alta informatizzazione degli strumenti impone mediazioni sempre più elaborate e artificiali nelle relazioni interpersonali voi, eredi di una grande tradizione di attenzione umana, siete chiamati a fare in modo che chi accede ai vostri servizi non si senta abbandonato alla freddezza di sistemi algoritmici – per quanto efficienti e matematicamente precisi – ma che dietro gli strumenti tecnici percepisca, oggi come in passato, la presenza di persone pronte all’ascolto e desiderose di bene”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo in udienza in Vaticano dirigenti e dipendenti di diversi istituti bancari italiani.

“Le banche possono influenzare molto l’evoluzione strutturale di una società e anche il suo sviluppo culturale. Per questo la vostra presenza è preziosa: per ricordare a chi troppo facilmente si ripiega su valori puramente materiali, confondendo nell’esistenza fini e mezzi, che anche a livello finanziario al centro bisogna sempre mettere la persona”, ha detto Papa Leone XIV.

“Il vostro impegno in questo senso è vivo e attuale, come testimoniano i numerosi progetti umanitari e culturali di cui siete promotori. Vi incoraggio a continuare ad operare in questo modo, tenendo viva la vostra vocazione di enti di mutuo sostegno e orientando sempre il vostro impegno verso un’etica della solidarietà. È il seme da cui siete nati e la radice solida e profonda, per quanto spesso nascosta, grazie alla quale l’albero delle vostre realtà continua a crescere e a svilupparsi” ha aggiunto il Santo Padre.

Migranti, Meloni: Consiglio Europa riconosce legittimità modello Albania

Milano, 16 mag. (askanews) – “La Dichiarazione di Chisinau, adottata dai 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, riconosce la legittimità per le Nazioni di soluzioni innovative nella gestione dei flussi migratori, come gli hub di rimpatrio in Paesi terzi, sul modello avviato dall’Italia in Albania. È un risultato importante, frutto di un percorso che l’Italia ha contribuito ad aprire con coraggio e determinazione insieme al Primo Ministro danese Frederiksen”. Lo rivendica la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un post sui social a commento della dichiarazione adottata ieri dagli Stati del Consiglio d’Europa.

“Quello che solo un anno fa faceva discutere – aggiunge Meloni – oggi è diventato un principio condiviso tra i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa e dimostra, ancora una volta, che l’approccio italiano ad una gestione ordinata dei flussi migratori, portato avanti con serietà e coerenza dal nostro Governo, è ormai diventato anche l’approccio dell’Europa”.

Le Bambole di Pezza annunciano il "Summer tour 2026″

Milano, 16 mag. (askanews) – Le Bambole di Pezza annunciano il “Summer Tour 2026”: dopo il Concertone del Concerto del Primo Maggio 2026 e il recente tour nei club, la band porterà la propria carica rock nei grandi spazi all’aperto dell’estate italiana. Un nuovo capitolo live che arriva nel momento più intenso e significativo della carriera del gruppo, reduce da mesi che ne hanno consolidato il ruolo tra le realtà più riconoscibili e identitarie della scena rock contemporanea.

Il tour arriva a poche settimane dall’uscita di “Porno”, il nuovo singolo pubblicato l’8 maggio per EMI Records/Universal Music: un brano diretto e senza filtri che affronta i temi della libertà femminile e dell’autodeterminazione, confermando l’attitudine della band a decostruire stereotipi e convenzioni attraverso una scrittura esplicita e contemporanea. Dopo aver incendiato Piazza San Giovanni al Primo Maggio, le Bambole di Pezza tornano così on the road con una serie di appuntamenti estivi che promettono tutta la forza di uno show costruito sul contatto diretto con il pubblico.

Le date del “Summer Tour 2026”, prodotto e organizzato da Friends and Partners e Color Sound.

10 luglio – Sant’Angelo di Gatteo (FC) – Barrocci Summer Festival / Area Campo Sportivo 16 luglio – Bellinzona – Nevermind Music Fest / RSI Night – Parco Urbano 22 luglio – Lignano Pineta (UD) – Piazza Marcello D’Olivo 20 agosto – Marina di Pisa (PI) – Marenia / Piazza Giuseppe Viviani 21 agosto – Veroli (FR) – Tarantelliri Festival / Area Esterna Palacoccia 12 settembre – Argenta (FE) – Fiera / Piazza Garibaldi 13 settembre – Melilli (SR) – Piazza Umberto

I Dormienti di Mimmo Paladino a Palazzo Citterio in Sala Stirling

Milano, 16 mag. (askanews) – Palazzo Citterio nella Sala Stirling fino al 26 luglio 2026 ospita i Dormienti di Mimmo Paladino. La mostra curata da Lorenzo Madaro e realizzata da La Grande Brera in stretta collaborazione con l’Archivio Paladino, presenta l’intera serie dei Dormienti: trentadue sculture realizzate in terracotta, tutte provenienti dalla stessa matrice, riallestite in stretto dialogo con l’architettura che le ospita, il piano ipogeo di Palazzo Citterio. Concepiti alla fine degli anni Novanta, quando l’artista li presenta per la prima volta a Poggibonsi nel 1998, i Dormienti sono stati esposti in numerosi contesti, anche internazionali, a partire dalla Roundhouse di Londra nel 1999, per una mostra realizzata con il musicista, autore e produttore Brian Eno che per quella occasione, compose una traccia sonora che accompagnava la visita del pubblico, riproposta anche per l’appuntamento milanese. I corpi dei Dormienti, che ricordano i resti degli abitanti di Pompei e Ercolano sorpresi dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., in realtà traggono ispirazione dai disegni che lo scultore britannico Henry Moore realizzò alle persone rannicchiate nei ricoveri di guerra inglesi durante la seconda guerra mondiale, che nonostante la situazione sembravano dormire sognando.

Il pubblico è invitato a muoversi liberamente in Sala Stirling fra le figure in posizione fetale illuminate perfettamente fra soste e meditazioni, fra silenzi e spazi sonori intensi, fortemente in dialogo con l’energia interna dell’architettura. Il curatore ha definito l’installazione “un cielo capovolto con le figure illuminate come delle stelle dalle luci di Cesare Accetta”.

Il direttore generale della Pinacoteca di Brera Angelo Crespi durante la presentazione nel Tempietto di Palazzo Citterio: “È una grande mostra quella di Mimmo Paladino con questa installazione storica dei Dormienti che però trova nello spazio algido tardo brutalista della sala Stirling una nuova collocazione davvero evocativa per cui siamo davvero felici perché l’idea del museo è comunque di dare credito a quella Grande Arte del Secondo Novecento e Contemporanea che trova poi in Mimmo Paladino uno dei grandi maestri”. Entusiasta anche Mimmo Paladino: “Funziona tutto perfettamente al di là della maestria anche delle collaborazioni ovviamente, le luci, il sound, ma poi c’è da dire che questo spazio al primo incontro che feci già qualche anno fa mi è sempre sembrato un spazio assolutamente adatto a un mio lavoro – non ho pensato subito ai Dormienti – perché poi mi piace molto lavorare con lo spazio. E poi è venuta questa opportunità e ovviamente l’ho accolta con grande piacere”.

Il percorso espositivo parte idealmente da una sala nascosta, quasi uno scrigno segreto adiacente alla Sala Stirling, che accoglie una serie di quindici grandi disegni inediti, concepita da Paladino venticinquenne nel 1973, da sempre conservata nel suo studio a Paduli e chiamati in questa occasione Dal Sogno di Icaro. L’artista ne parla così: “Inedita, mai esposta, perché erano un gruppo di

disegni giovanili e che fino a un certo punto poi ho sempre tenuto per me, non ho mai esposta; però mi sembravano molto adatti non solo alla saletta perché stranamente anche quella ha una qualità architettonica bella. E poi era bello farli vedere: c’è l’opera germinale e poi anche lì c’è questo tema del sogno di Icaro, quindi c’è comunque un tema totale”.

L’Associazione nazionale magistrati: dal referendum sulla giustizia una lettera d’amore alla Costituzione

Roma, 16 mag. (askanews) – “Abbiamo scritto tutti insieme, incontro dopo incontro, un’appassionata lettera di amore alla Costituzione, l’abbiamo condivisa con i cittadini e loro ci hanno ascoltato. Ma in questo percorso non siamo stati soli. Un ringraziamento particolare va a chi ad un certo punto ha scelto di condividere con noi la difesa della Costituzione: esponenti della società civile e del mondo cattolico, associazioni che hanno avvertito l’esigenza di costituirsi finanche in comitati, così come tanti coraggiosi avvocati e accademici, che hanno portato avanti un percorso assai irto di ostacoli, che, a tratti, parevano insormontabili. Non a caso i rappresententanti dei diversi comitati saranno oggi nostri graditi ospiti”. Lo ha detto il presidente dell’Anm, Giuseppe Tango, aprendo la sua relazione all’assemblea straordinaria generale dell’associazione, rispetto al risultato del referendum sulla giustizia.

“Proprio quando il timore sembrava avere più argomenti, noi abbiamo scelto la speranza – ha detto ancora Tango – E la speranza non ha deluso, perché finalmente abbiamo avuto la forza di uscire dai nostri uffici e presentare il nostro volto umano alla gente, ben lontano da come una certa politica ed una certa stampa ama dipingerci, parlando con loro, in mezzo a loro, con sobrietà e competenza con la sola forza delle nostre argomentazioni, risultate poi credibili ai loro occhiàmolti di noi hanno sacrificato tempo, famiglia, la cura di interessi personali, riposo, consapevoli che le eventuali conseguenze sarebbero state irreversibili, consapevoli che era l’unico modo per contribuire a salvaguardare quell’impianto istituzionale magnificamente disegnato dall’assemblea costituente, che ha consentito per quasi ottant’anni di tutelare il principio di autonomia ed indipendenza della magistratura dalla politica”.

“Dimostriamo di essere degni del dono che le nostre madri e padri Costituenti ci hanno consegnato, del dono del governo autonomo: avviamo quell’opera di serio rinnovamento per eliminare del tutto i frutti avvelenati delle degenerazioni correntizie. Ce lo chiedono tanti colleghi, soprattutto i più giovani, gli stessi che si sono spesi oltremodo per questa campagna” referendaria”, ha sottolineato il presidente dell’Anm, Giuseppe Tango, nel corso del suo intervento all’assemblea generale straordinaria dell’associazione che si tiene nell’aula magna della Cassazione.

La risposta al passaggio del presidente è stata contrappuntata da tre applausi convinti dell’aula, che è piena in ogni posto. “Si tratta di scrivere insieme una nuova pagina, facciamolo immaginando quale tipo di magistratura diventare, traendo forza dalla loro grandezza e dal loro insegnamento. Facciamolo osando, se del caso, senza però al contempo lasciarci irretire da soluzioni che possono avere anche un immediato appeal, ma che, a ben vedere, si rivelano irrazionali e per di più non aiutano a risolvere il problema. Dobbiano scegliere che tipo di magistratura vogliamo essere e quale immagine di magistratura vogliamo dare. Non sprechiamo questa occasione propizia: se possiamo camminare, non stiamo fermi; se possiamo correre, non camminiamo; se possiamo volare, non corriamo”, ha detto ancora Tango.

Iran, la lettera di Pezeshkian al Papa: la comunità internazionale contrasti le politiche illegittime Usa

Roma, 16 mag. (askanews) – “Rivolgo a Sua Santità i miei più calorosi e sinceri saluti ed esprimo la mia gratitudine per le Sue posizioni morali, razionali ed eque riguardo all’attacco perpetrato il 28 febbraio 2026 dall’amministrazione degli Stati Uniti d’America, che, per la seconda volta e nel bel mezzo dei negoziati tra quel Paese e la Repubblica Islamica dell’Iran, è stato condotto con pretesti infondati e in chiara violazione del diritto internazionale, con la cooperazione del regime israeliano”. Lo scrive in una lettera inviata a Papa Leone XIV il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. La lettera è stata pubblicata sul sito ufficiale del presidente iraniano.

“A seguito dell’illegittima aggressione perpetrata dagli Stati Uniti e dal regime israeliano, Sua Eminenza il Grande Ayatollah Imam Seyyed Ali Khamenei, Guida Suprema del mondo sciita, insieme a un considerevole numero di alti funzionari politici e militari della Repubblica Islamica dell’Iran, sono stati assassinati e martirizzati – scrive Pezeshkian -. Inoltre, 3.468 cittadini iraniani, tra cui innocenti bambini della scuola Shajareh Tayyebeh nella città di Minab, sono stati martirizzati. Sono stati inoltre inflitti ingenti danni alle nostre infrastrutture, tra cui scuole, università, patrimonio culturale e monumenti storici, centri educativi, luoghi di culto come moschee e chiese, centri medici, impianti sportivi, ospedali, ponti, strade, linee ferroviarie, centrali elettriche, raffinerie e impianti petrolchimici, chiari esempi di crimini di guerra”.

“Il presidente degli Stati Uniti – ricorda il presidente iraniano nella lettera indirizzata a papa Leone XVI – aveva precedentemente rilasciato una dichiarazione pericolosa e vergognosa, affermando di voler distruggere la civiltà storica dell’Iran e riportarla all’età della pietra. Come Sua Santità ha osservato, tali affermazioni derivano dall’illusione del potere assoluto e affondano le loro radici nell’arroganza, nella prepotenza, nell’ambizione smodata e nel tentativo di risolvere le controversie con una violenza incontrollata, una condotta che la coscienza umana non può comprendere né tollerare”.

“L’approccio distruttivo degli Stati Uniti e del regime israeliano e i loro attacchi illegittimi non sono diretti unicamente contro l’Iran, ma piuttosto contro lo stato di diritto a livello globale, il diritto internazionale, i valori umani e gli insegnamenti delle religioni divine. È evidente che il costo di un approccio così pericoloso ricadrà sull’intera comunità internazionale”, sottolinea Pezeshkian.

“Santità, La nazione iraniana, compresi musulmani, cristiani, ebrei e zoroastriani, ha vissuto fianco a fianco per secoli nella sua antica patria in pace e tranquillità e ha mantenuto una pacifica coesistenza e tolleranza con i suoi vicini, compresi quelli delle coste meridionali del Golfo Persico, sulla base di legami storici, culturali e religiosi. Tuttavia – si legge ancora nella lettera – , la presenza di basi militari statunitensi nei territori dei paesi del Golfo Persico, purtroppo utilizzate nella recente guerra per condurre aggressioni e attacchi contro la Repubblica Islamica dell’Iran, ha costretto le Forze Armate del mio paese, nell’ambito della legittima difesa e in risposta all’aggressione, a colpire gli obiettivi e gli interessi degli aggressori nei territori di tali paesi. Ciò nonostante, come testimonia la storia, non abbiamo mai minacciato né violato la sovranità e l’integrità territoriale dei nostri vicini e continuiamo a perseguire le migliori relazioni con tutti i nostri vicini e a vivere in pace, stabilità e prosperità nella regione”.

“L’attuale situazione nello Stretto di Hormuz è anche il risultato degli attacchi illegali degli aggressori e del loro utilizzo del territorio e dello spazio aereo degli stati costieri del Golfo Persico per condurre attacchi contro l’Iran, nonché del blocco navale imposto all’Iran dagli Stati Uniti. È evidente che una volta risolta l’attuale situazione di insicurezza, le condizioni di navigazione nello Stretto di Hormuz torneranno alla normalità”. E’ quanto si legge in una altro passaggio della lettera che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha inviato a Papa Leone XIV.

“È inoltre necessario – prosegue Pezeshkian – implementare meccanismi di monitoraggio e controllo efficaci e professionali, nel quadro del diritto internazionale, al fine di rafforzare le misure di sicurezza per il transito attraverso questa via navigabile strategica”.

“La Repubblica Islamica dell’Iran ha sempre dimostrato il suo impegno per la diplomazia e le soluzioni pacifiche per la risoluzione delle controversie, anche nei confronti dell’amministrazione degli Stati Uniti. A tal fine, nonostante i ripetuti tradimenti di tale amministrazione nei confronti del negoziato e della diplomazia, l’Iran ha accolto con favore la mediazione del Pakistan e ha partecipato ai negoziati di Islamabad con sincerità e professionalità. La fermezza dell’Iran di fronte alle richieste illegittime dell’amministrazione statunitense rappresenta, di fatto, una difesa del diritto internazionale e degli alti valori dell’umanità”. E’ quanto si legge in un altro passaggio della lettera che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha inviato a Papa Leone XIV.

“Pertanto – prosegue Pezeshkian – ci si aspetta che la comunità internazionale adotti un approccio realistico ed equo e contrasti le richieste illegittime e le politiche avventuristiche e pericolose degli Stati Uniti”.

Maldive, iniziate le immersioni per il recupero dei corpi dei sub dispersi nelle grotte

Roma, 16 mag. (askanews) – La guardia costiera delle Maldive ha iniziato le immersioni per recuperare i corpi dei subacquei italiani dispersi nell’incidente di giovedì scorso. Lo rende noto la Farnesina. Dopo il recupero del primo corpo, le operazioni di si erano interrotte per il maltempo e sono riprese oggi per cercare di riportare indietro i corpi degli altri quattro sub dispersi nelle grotte dell’atollo di Vaavu.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è in contatto con l’ambasciatore d’Italia a Colombo Damiano Francovigh (competente per le Maldive) e la console onoraria a Malè Giorgia Marazzi che sono imbarcati sulla unità di appoggio “Ghazee” della guardia costiera per seguire le operazioni di recupero.

In mare al momento otto sommozzatori maldiviani si alternano nelle operazioni. I due primi operatori si sono già immersi per individuare e segnalare con precisione il punto di ingresso della serie di caverne in cui sono scomparsi i sub italiani. Altri 6 sommozzatori si immergeranno successivamente, in vari turni, per provare a individuare i corpi e riportarli in superficie.

Tajani ha dato disposizioni alla Farnesina di seguire il recupero dei corpi ma anche di offrire assistenza alle famiglie degli scomparsi e ai connazionali che adesso dovranno rientrare in Italia. Su sua richiesta, la polizia maldiviana metterà a disposizione un team predisposto per il supporto psicologico per i connazionali coinvolti.

Il “Duke of York”, lo yacht su cui erano ospitati i 25 turisti italiani fra i quali i 5 sub scomparsi, ha appena raggiunto la capitale Malé.

Trump: ucciso in Nigeria il numero due dell’Isis Abu-Bilal al-Minuki

Roma, 16 mag. (askanews) – Questa notte le forze armate Usa e quelle nigeriane hanno ucciso in un raid Abu-Bilal al-Minuki, numero due dell’Isis a livello globale. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth.

“Questa sera, su mio ordine, le coraggiose forze americane e le Forze Armate nigeriane hanno eseguito in modo impeccabile una missione meticolosamente pianificata e molto complessa per eliminare dal campo di battaglia il terrorista più attivo al mondo”, ha scritto su Truth il presidente Usa.

“Abu-Bilal al-Minuki, numero due dell’Isis a livello globale – ha spiegato Trump -, pensava di potersi nascondere in Africa, ma non sapeva che avevamo fonti che ci tenevano informati sulle sue attività. Non potrà più terrorizzare la popolazione africana né contribuire a pianificare operazioni contro gli americani. Con la sua eliminazione, la proiezione dell’Isis viene notevolmente ridimensionata”.

“Grazie al Governo della Nigeria per la collaborazione in questa operazione”, ha concluso il presidente statunitense.

Italiane della scienza, Annamaria Nassisi: vi spiego la Space Economy

Roma, 16 mag. (askanews) -“La ‘space economy’ ormai è l’argomento più dibattuto negli ultimi anni; una grande crescita nello spazio che nei prossimi dieci anni deve raggiungere i trilioni di dollari, e quindi ormai anche la corsa alla luna è diventato un punto di riferimento”. A parlare di Space Economy, economia dello spazio, e di leggi dello spazio, pochi giorni dopo il rientro della missione Artemis II dalla Luna, è la fisica Annamaria Nassisi, manager Space Economy Observation And Navigation a Thales Alenia Space.

Nassisi racconta anche come la scienza le ha “attraversato la vita” tre volte, come entrò a Thales Alenia Space nel 1989 (allora Selenia Spazio); gli investimenti di Thales nel sistema satellitare europeo Copernico e per la Lunar Gateway, la stazione spaziale che orbiterà intorno alla Luna nel quadro delle missioni Artemis. Ma anche il suo impegno personale nel festival “Donne fra le stelle” per dare spazio a tutte le professioniste impegnate nei molti settori che ai nostri giorni si intersecano nello spazio, dall’agronomia alla giurisprudenza, per cercare “soluzioni che poi hanno ricadute anche sulla Terra. Perché se noi riusciamo a coltivare le patate su Marte riusciremo a coltivarle anche sulla Terra, con la desertificazione incalzante che abbiamo.”

Ma a proposito di “space economy”, Nassisi analizza anche com’è cambiata l’esplorazione spaziale anche solo negli ultimi anni con l’arrivo massiccio dei capitali privati (da Elon Musk e Jeff Bezos); gli effetti dei tagli al budget della Nasa operati dall’amministrazione Trump; le leggi dello spazio, patrimonio dell’umanità, e come possano, o no, difendere l’interesse collettivo non solo di fronte ai miliardari che investono ma alle sfide geopolitiche dei nostri tempi: “La Luna è ancora patrimonio dell’umanità, ma gli insediamenti sono proprietà di chi li mette. Ma l’area in cui sorgeranno gli insediamenti di chi sarà? Oggi l’antagonismo di questa corsa alla Luna ha cambiato attori, il secondo attore non è più la Russia, ma la Cina, e poi ci saranno gli Emirati Arabi, l’India, l’Europa… mettere d’accordo tanti paesi non sarà cosa facile”.

“Italiane della scienza” è un podcast della rubrica “Sguardi” prodotto da Askanews e ideato da Alessandra Quattrocchi, disponibile sul sito di askanews, sul canale YouTube di Sguardi e su tutte le piattaforme.

Rerum Novarum, la Chiesa davanti alle “cose nuove” della modernità

Il cardinal Pecci e la sfida della modernità

Le lettere pastorali dell’arcivescovo di Perugia del 1877 e del 1878 vennero dedicate al tema del rapporto fra Chiesa e civiltà. In quei testi il cardinal Pecci si misurava con il problema di cogliere in tutta la sua portata il mutamento profondo che in quegli anni si verificava nella società. La coscienza della contingenza storica che anima quei testi è un tratto caratteristico dell’atteggiamento di Pecci, che permea anche i maggiori documenti del suo magistero una volta eletto pontefice con il nome di Leone XIII. Il bisogno di non chiudersi in una semplice censura dell’esistente ma misurarsi con i tempi e le vicende degli uomini è anche alla radice della Rerum Novarum. Quel testo veniva firmata il 15 maggio 1891 e affrontava direttamente la “questione operaia” cogliendola in tutta la sua attualità come anche in tutte le sue molteplici implicazioni.

L’enciclica si poneva di fronte a quella che era, in quel momento, una linea di frattura e di tensione che si veniva delineando sul terreno politico, a motivo delle istanze portate avanti dal Socialismo e che era però l’epifenomeno di cesure che si producevano più in profondità. E Rerum Novarum rappresenta lo sforzo di cogliere tutta la portata e le potenziali implicazioni di questo mutamento, di cui si mette in luce la radice sociale e antropologica, legata alla questione del modo di concepire il lavoro dentro una società che è segnata, in modo irreversibile, dai processi di industrializzazione. Non si tratta di questioni che si collocano sul terreno della pura riflessione e della teoria sociale e politica, ma che attenevano all’attualità di quegli anni, segnati da una lotta crescente giocata proprio su questi temi.

La dignità del lavoro e la “giusta mercede”

L’iniziativa di Papa Pecci va collocata su questo sfondo e pone la Chiesa non sul terreno della sola ripetizione di schemi apologetici. Permane certamente una valutazione che vede in questo lacerarsi del tessuto sociale l’esito di una modernità che culturalmente e spiritualmente ha messo in questione il ruolo del piano religioso. A questo si lega però l’esigenza di capire “le cose nuove” di questo tempo, nella consapevolezza che occorre dare risposte capaci di esprimere una visione complessiva e articolata del mondo.

L’assunzione di questo punto di vista spiega i nodi tematici attorno a cui Leone XIII sviluppa la propria riflessione. La difesa della proprietà privata, che viene sviluppata nell’enciclica, richiama all’esigenza di preservare e prendersi cura di quello che è l’ordine sociale. E tuttavia, il nodo storico di civiltà che si impone è rappresentato dalla questione del lavoro e della “giusta mercede”, cioè di quella equa retribuzione che non viene declinata sul piano puramente economico e nemmeno su quello esclusivamente morale.

Il richiamo alla giustizia naturale, che viene a Pecci dalla sua frequentazione della tradizione tomista, ricollega il lavoro alla sua radice antropologica che è quella della dignità dell’essere umano.

Sul piano più operativo Rerum Novarum suggeriva l’adozione di un modello di organizzazione delle dinamiche sociali connesse al lavoro che era quello corporativo, ispirato a matrici medievali. Si coglie qui il “medievalismo” che appartiene alla cultura di Leone XIII e che però non va confuso con la semplicistica idea di ritornare alla christianitas medievale. Piuttosto, proprio a motivo di una lucida consapevolezza della contingenza storica, Rerum Novarum recuperava l’idea che, nella storia lunga del cristianesimo, vi sono state esperienza anche di organizzazione sociale ed economica emerse all’interno di contesti permeati da una cultura religiosa e da un’ispirazione evangelica.

Dal cattolicesimo sociale all’era dell’intelligenza artificiale

Del resto, quel richiamo alle corporazioni venne poi declinato, nei decenni successivi, in un fiorire di realtà sociali ed economiche, dalle leghe bianche alle cooperative alle casse rurali, che rappresentarono la traduzione storica di un cattolicesimo sociale animato dalla volontà di abitare una società che il tornante dell’industrializzazione stava trasformando rapidamente in società di massa.

Sulla semina di opere e di idee rappresentata dall’enciclica di Leone XIII restano quasi iconiche le parole che Georges Bernanos affida al curato Torcy in una celebre pagina del suo Diario di un curato di campagna. Quel testo, pubblicato nel 1936 — dunque a distanza di 45 anni da Rerum Novarum — metteva in evidenza la percezione del valore del testo papale alla cui lettura «ci è parso di sentirci tremare la terra sotto i piedi». E questo perché l’enciclica, di fronte alla “novità” del lavoro declinato come “merce”, reagiva insistendo sul suo valore spirituale.

In questo senso si coglie come Rerum Novarum abbia potuto operare come punto di riferimento non solo per gli sviluppi successivi del magistero. L’enciclica ha alimentato fra i cattolici un pensiero sulle relazioni e i processi sociali, economici e politici e ha posto l’esigenza di stare all’interno di queste questioni edificando un’azione fatta di opere e radicata in un sapere che attingeva agli strumenti dell’economia, della sociologia, del diritto, della storia.

Emerge una linea di elaborazione che include figure come Toniolo e Sturzo, Fanfani e Paronetto, che si distende su un arco cronologico ampio nel quale si gioca l’azione sociale prima e politica poi dei cattolici, in Italia e non solo. I contenuti di Rerum Novarum si ritrovano infatti nella sensibilità del cattolicesimo sociale del Zentrum tedesco, oltre che nell’Opera dei Congressi e nel Ppi italiani, arrivando fino ai movimenti cattolici francesi dei decenni centrali del Novecento.

L’attenzione alle “cose nuove”, che in quel 1891 erano costituite dalle questioni relative al lavoro, vera e propria cartina di tornasole di un mutamento profondo della società, è una disposizione che la Chiesa ha esercitato rispetto molte contingenze storiche. Ed è del resto nel richiamo a questo voler stare nella storia che si coglie uno dei motivi della scelta del nome “Leone” da parte dell’attuale vescovo di Roma. Là dove le res novae sono oggi l’intelligenza artificiale e i frutti di un’innovazione tecnologica che rimette al centro domande profonde sull’essere umano e sulle relazioni sociali che questi costruisce e abita.

 

Fonte. L’Osservatore Romano – 15 maggio 2026

Titolo: Le cose nuove della storia

[Sottotitolo e titoletti sono della redazione de “Il Domani d’Italia”]

Senza il Sud non c’è futuro nazionale

Una frattura che riguarda tutta l’Italia

Il dibattito sviluppatosi negli ultimi giorni nel gruppo “Rete Civica Meridionale” ha riportato al centro una verità che troppo spesso la politica nazionale tenta di aggirare: il Mezzogiorno continua a vivere una condizione di profonda disparità rispetto al Nord del Paese. Non si tratta soltanto di differenze economiche, ma di una vera frattura sociale, infrastrutturale, sanitaria, educativa e culturale che rischia di compromettere la coesione nazionale.

I dati ISTAT sui servizi per l’infanzia, la difficoltà di accesso alle cure, la carenza infrastrutturale, la fuga dei giovani e delle competenze, la desertificazione industriale e il progressivo impoverimento di interi territori raccontano una realtà che non può più essere letta come una semplice “questione meridionale”. Oggi siamo di fronte ad una questione nazionale che riguarda l’intero equilibrio democratico e sociale dell’Italia.

Il Sud, troppo spesso, viene evocato solo in campagna elettorale oppure descritto attraverso stereotipi che oscillano tra vittimismo e colpevolizzazione. Eppure, il Mezzogiorno continua a rappresentare una straordinaria risorsa strategica: posizione geopolitica nel Mediterraneo, patrimonio culturale, capacità relazionale, energie giovanili, capitale umano diffuso, economie territoriali ancora legate alla dimensione comunitaria.

Lo squilibrio storico dello sviluppo italiano

Il vero problema è che per decenni il modello di sviluppo italiano ha concentrato investimenti, infrastrutture e politiche industriali prevalentemente nelle aree già forti del Paese, lasciando il Sud in una condizione di dipendenza e fragilità strutturale. Questo squilibrio ha generato un doppio danno: al Mezzogiorno, privato di opportunità, e all’Italia intera, privata di una crescita realmente equilibrata.

Nel confronto emerso nel gruppo “Rete Civica Meridionale” è apparso chiaro un punto fondamentale: non basta più denunciare le ingiustizie. Serve costruire una nuova visione territoriale fondata sulla corresponsabilità, sulla partecipazione civica e sulla valorizzazione delle comunità locali.

Occorre superare sia il centralismo sterile sia il populismo territoriale. Non serve alimentare una guerra permanente tra Nord e Sud, ma costruire un nuovo patto nazionale capace di riconoscere che senza il rilancio del Mezzogiorno non esiste futuro sostenibile per l’Italia.

Le priorità per una nuova stagione di sviluppo

Le priorità sono ormai evidenti:

  • infrastrutture materiali e digitali realmente moderne;
    • sanità territoriale accessibile e uniforme;
    • sostegno concreto alla natalità e alle famiglie;
    • politiche per il lavoro giovanile;
    • investimenti su scuola, università e formazione tecnica;
    • sviluppo dell’economia sociale e delle imprese di comunità;
    • valorizzazione dei piccoli comuni e delle aree interne;
    • innovazione tecnologica orientata all’inclusione e non alla marginalizzazione.

Ma soprattutto serve una nuova cultura politica. Una cultura che rimetta al centro la persona e il bene comune, non il semplice consenso immediato.

In questo senso, il tema del Mezzogiorno si intreccia profondamente con il dibattito sull’umanizzazione della società e con la necessità di costruire modelli di sviluppo più equi e partecipativi. L’idea di Bene Comune, infatti, non può essere ridotta ad uno slogan: significa costruire condizioni che permettano a tutti i territori di esprimere dignità, opportunità e futuro.

Reti civiche, partecipazione e speranza collettiva

Anche l’esperienza di FareRete InnovAzione BeneComune APS nasce dalla convinzione che il cambiamento reale si costruisca attraverso reti territoriali, partecipazione civica e cooperazione tra cittadini, istituzioni, imprese e terzo settore. La rete non è soltanto uno strumento organizzativo, ma una modalità concreta per contrastare frammentazione sociale e solitudine istituzionale.

Il Sud non ha bisogno di assistenzialismo permanente. Ha bisogno di fiducia, progettualità, infrastrutture, credibilità istituzionale e continuità politica. Ha bisogno di una classe dirigente capace di costruire visioni di lungo periodo e non solo gestione dell’emergenza.

La vera sfida dei prossimi anni sarà capire se l’Italia vorrà finalmente considerare il Mezzogiorno una periferia da sostenere o una leva strategica per ripensare il proprio modello di sviluppo economico, umano e sociale.

Perché oggi il rischio più grande non è soltanto la povertà economica. È la perdita di speranza collettiva. E quando un territorio perde fiducia nel futuro, si indebolisce la democrazia stessa.

Il Mezzogiorno può ancora diventare laboratorio di innovazione sociale, sostenibilità, comunità e umanesimo civile. Ma questo richiede coraggio politico, visione nazionale e partecipazione dal basso.

La vera domanda, ormai, non è più cosa il Sud possa chiedere all’Italia.

Ma se l’Italia abbia davvero compreso quanto abbia bisogno del Sud.

Rosapia Farese
Ideatrice, promotrice e co-fondatrice, presidente dell’Associazione FareRete Innovazione il Bene Comune – il benessere e la salute in un mondo aperto a tutti – Michele Corsaro. 

Nata a Roma nel 1947, autrice e saggista, con un percorso che intreccia impresa, ricerca sociale e impegno civile, promuove progetti nazionali su salute, ambiente, educazione e lavoro. 

Autrice di numerosi articoli e contributi culturali, porta avanti una visione di umanesimo civile che unisce etica, responsabilità e innovazione sociale per costruire una società più giusta e sostenibile.

Democrazia, elezioni e partecipazione

La stabilità non è un valore assoluto

Nelle giornate nelle quali si celebra il secondo posto del governo Meloni nella classifica dei governi più stabili della storia repubblicana ricorre con una prevedibile frequenza il tema della stabilità degli esecutivi, unitamente ad una giusta riflessione sui risultati che non sono necessariamente connessi alla durata di un esecutivo, ma piuttosto all’efficacia della sua azione governativa e della bontà delle scelte strategiche fatte.

La stabilità governativa, lungi dall’essere un record da podio olimpionico, può infatti diventare per un esecutivo addirittura un boomerang se si considera che la durata toglie ogni alibi rispetto agli obiettivi non raggiunti.

La legge elettorale e il sospetto della convenienza

Su questa riflessione si innesta inevitabilmente anche il dibattito sull’annunciata revisione della legge elettorale spiegata con la necessità di dare stabilità alle prossime maggioranze di governo.

Una motivazione risibile nel momento in cui si celebra il record di durata di un governo nato proprio con l’attuale sistema elettorale; una motivazione che ha tutta l’aria di voler coprire altre ragioni molto meno nobili, legate probabilmente alle crescenti difficoltà che l’attuale governo immagina di incontrare in occasione del prossimo appuntamento elettorale per giustificare i propri insuccessi.

In altre parole, si cambiano le regole del voto per tentare di restare in partita e non perdere le prossime elezioni politiche. Ma storicamente chi ha tentato queste operazioni a ridosso degli appuntamenti elettorali non è mai stato premiato dagli elettori, che hanno mostrato di non gradire cambiamenti di regole che trasudano furbizia e spregiudicatezza.

Il premierato e il caso americano

Archiviata — ma probabilmente non abbandonata per sempre — sembra invece essere l’idea del cosiddetto premierato, ovvero di un sistema di elezione diretta del premier.

Ma anche in questo caso sarebbe opportuno far tesoro di quanto sta accadendo intorno a noi. In particolare, le gesta di Trump generano molti dubbi e perplessità sui sistemi costituzionali che vedono i capi degli esecutivi sostanzialmente svincolati dal rapporto fiduciario con le assemblee parlamentari.

È abbastanza evidente come in un sistema che subordinasse la sopravvivenza dell’esecutivo all’esistenza di un costante rapporto di fiducia con le assemblee parlamentari la strampalata vicenda politica del presidente USA si sarebbe sviluppata in modo diverso o addirittura conclusa con largo anticipo rispetto al quadriennio previsto.

E invece, nonostante il crollo di consensi e i tanti imbarazzi e dissensi presenti anche in casa repubblicana, l’elezione diretta del presidente crea un vincolo di inamovibilità che sta generando gravi danni agli Stati Uniti, ai loro alleati e a tante organizzazioni internazionali.

Il vero problema: riportare i cittadini alle urne

Il valore aggiunto della politica non è determinato dalla durata di un gabinetto ministeriale, ma dalla sua capacità di migliorare concretamente la vita di una comunità; solo una buona politica può infatti creare dello sviluppo economico diffuso e una crescita sociale e culturale condivisa.

Ma per il presente assistiamo a rivendicazioni più sui tempi che sui temi, mentre per il futuro la preoccupazione prevalente sembra essere quella di consegnare “i pieni poteri” a chi prende un voto in più rispetto all’avversario.

Questo approccio con le istituzioni democratiche è inopportuno in termini generali e diventa addirittura inaccettabile quando la metà degli elettori non si reca più a votare.

La buona politica dovrebbe puntare a riportare alle urne l’altra metà degli elettori, anziché dividere — e dividersi — i pochi che ancora votano.

San Francisco, il ritorno del pragmatismo contro l’ideologismo progressista

Per anni San Francisco è stata considerata la capitale simbolica del progressismo americano. La città della Silicon Valley, dei diritti civili, delle battaglie identitarie e dell’innovazione culturale sembrava incarnare il laboratorio politico del futuro. Poi, però, qualcosa si è incrinato. L’esplosione del fentanyl, il degrado urbano, la crisi del downtown dopo il Covid, l’aumento della microcriminalità e il senso diffuso di disordine hanno lentamente trasformato il “modello San Francisco” in un caso internazionale di declino urbano.

È in questo contesto che si afferma Daniel Lurie, erede della famiglia Levi Strauss ma soprattutto outsider politico, filantropo e amministratore pragmatico. La sua parabola merita attenzione perché segnala una tendenza che attraversa ormai molte democrazie occidentali: la rivincita del pragmatismo sull’ideologismo.

La stanchezza verso il progressismo performativo

Lurie non è un conservatore trumpiano. È un democratico moderato. Ed è proprio questo il dato interessante. La sua vittoria non nasce da una svolta a destra della città, ma dalla crisi di credibilità di una parte del progressismo urbano americano.

Per anni, soprattutto nelle grandi metropoli democratiche, si è diffusa una cultura politica fortemente moralistica e simbolica, molto attenta al linguaggio, alle identità e alla rappresentazione ideologica dei problemi. Ma quando i cittadini hanno iniziato a vedere negozi chiusi, strade degradate, overdose quotidiane e quartieri svuotati, il bisogno di “narrazione” ha lasciato spazio alla richiesta di ordine e normalità.

Lurie ha capito questo passaggio culturale. Il suo messaggio è stato semplice: meno ideologia, più risultati. Meno retorica sulla città ideale, più governo della città reale.

In un’intervista ad ABC News, il sindaco ha dichiarato apertamente che “i valori progressisti avevano superato il buon senso”.   Una frase che, pronunciata nella San Francisco democratica, sarebbe stata impensabile pochi anni fa.

Sicurezza, decoro, amministrazione

Il punto centrale non è tanto la “destra” o la “sinistra”, ma il ritorno dell’idea elementare di amministrazione. Lurie insiste su sicurezza, pulizia urbana, recupero del centro cittadino, lotta ai mercati della droga all’aperto, funzionamento dei servizi.

Secondo un recente sondaggio del San Francisco Chronicle, il suo indice di approvazione ha raggiunto il 74%, un dato straordinario per una città tradizionalmente difficile verso i propri sindaci.  

Colpisce soprattutto un dato: il consenso cresce proprio sui temi concreti. Gli elettori premiano il recupero del downtown, il miglioramento del decoro urbano e la percezione di una città più governata.  

Naturalmente i problemi restano enormi. La questione abitativa continua a essere drammatica e sul tema dei senzatetto le critiche non mancano. Ma il punto politico è un altro: dopo anni di polarizzazione ideologica, una parte dell’elettorato urbano occidentale sembra tornare a valutare la politica sulla base dell’efficacia amministrativa.

Il post-wokismo americano

Forse siamo davanti a una fase “post-woke” della politica americana. Non nel senso di un ritorno al conservatorismo classico, ma nel rifiuto di un progressismo percepito come autoreferenziale, moralistico e incapace di garantire ordine civile.

San Francisco è simbolicamente importante proprio perché rappresentava il laboratorio più avanzato della cultura progressista americana. Se perfino lì emerge una domanda di pragmatismo amministrativo, significa che qualcosa sta cambiando più in profondità.

La stessa stampa americana parla ormai apertamente della frattura tra “moderates” e “progressives” come asse centrale della politica cittadina.  

E il caso Lurie mostra anche un altro elemento interessante: il pragmatismo contemporaneo tende a presentarsi non come tecnocrazia fredda, ma come linguaggio morale della responsabilità. Non più l’utopia della trasformazione totale, ma l’idea che la politica debba anzitutto far funzionare la convivenza civile.

Una lezione anche per l’Europa

Questa vicenda parla indirettamente anche all’Europa. Da anni il continente vive una doppia crisi: da un lato l’avanzata dei populismi sovranisti, dall’altro l’indebolimento culturale del progressismo tradizionale.

In mezzo emerge uno spazio nuovo: quello di un riformismo pragmatico, meno ideologico e più orientato alla capacità di governo. Una politica che non rinuncia ai valori liberali e sociali, ma rifiuta la trasformazione della politica in pura pedagogia identitaria.

In questo senso, il “caso San Francisco” potrebbe anticipare qualcosa di più grande: il ritorno della domanda di amministrazione contro la politica-spettacolo delle appartenenze morali.

E forse è proprio qui il punto decisivo. Le società occidentali non sembrano chiedere meno politica. Sembrano chiedere una politica meno ideologica e più credibile.

Investopia, Biffi: 5,3 mld valore interscambio con Paesi del Golfo

Milano, 15 mag. (askanews) – “Abbiamo un grande potenziale, ad esempio nell’area del Golfo, solo Assolombarda, quindi Milano, Monza, Brianza, Lodi e Pavia ha un interscambio commerciale di 5.3 miliardi ed è un potenziale anche crocevia gateway per l’Asia e l’Africa. Oggi noi abbiamo sulle nostre Pmi una bassa adoption di intelligenza artificiale: solo l’8%, a differenza del 70% delle grandi imprese, ha inserito stabilmente questa rivoluzione industriale all’interno dei processi, un cambio che vale moltissimo”. Così il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi a margine di Investopia.

Noi con Assolombarda abbiamo calcolato che se le PMI con l’intelligenza artificiale sul nostro territorio incrementano di un 10% la produttività significa 2.4 miliardi di maggior valore aggiunto. Per accelerare l’adoption abbiamo messo in campo ForgIA for Generative IA. ForgIA è uno strumento, un ecosistema di condivisione dati per aiutare le Pmi a fare sinergia e utilizzare questa nuova tecnologia in modo da attrarre gli investimenti internazionali, perché questo salto di valore è molto attrattivo per tutti gli investor internazionali, come ci hanno anche appena detto gli amici emiratini nel contesto di Investopia”, ha concluso Biffi.

Rai, Giachetti interrompe protesta in aula e sciopero della fame

Roma, 15 mag. (askanews) – Roberto Giachetti ha interrotto la protesta nell’Aula di Montecitorio, dopo che la maggioranza di centrodestra nella Commissione Vigilanza Rai si è detta disponibile a garantire il numero legale.

Il deputato di Italia Viva si era ammanettato al proprio banco parlamentare per protesta contro lo stallo, annunciando anche lo sciopero della sete oltre a quello della fame. Ora li ha sospesi entrambi, spiegando: “Dopo 12 giorni di sciopero della fame oggi mi sono incatenato in aula perché non avendo avuto risposte, chiedevo e ho chiesto esplicitamente che la maggioranza acconsentisse che vi fosse il numero legale in Commissione parlamentare di Vigilanza, cosa che viene fatta mancare da venti mesi, qualunque fosse l’oggetto in discussione in Commissione parlamentare di Vigilanza. Il comunicato che ho visto della maggioranza risponde perfettamente a questa iniziativa che ho messo i piedi oggi in aula. Vorrei ringraziare innanzitutto il presidente della Camera che, non solo è stato paziente e tollerante rispetto all’iniziativa, che ha creato un po’ di problemi a tutto l’ambiente, ma che è venuto a trovarmi”.

Giachetti ha ringraziato anche la premier Giorgia Meloni, che lo ha chiamato, ha detto, preoccupata per la sua salute: “Alla quale ho spiegato le mie ragioni che credo abbia compreso e che abbia in qualche modo facilitato una presa di posizione della maggioranza che, vorrei essere molto chiaro, risponde a quello che io oggi volevo, cioè che si interrompesse la paralisi della vigilanza, con la maggioranza che desse e garantisse che avrebbe dato il numero legale”. “Era preoccupata della mia salute – ha aggiunto – ho risposto a lei quello che ho detto a tutti gli altri: prima di occuparci della mia salute bisogna preoccuparci della salute della democrazia”.

Poi ha aggiunto: “C’è una parte degli obiettivi che mi ero dato che non sono stati ancora raggiunti, però non posso non prendere atto di una disponibilità, di una decisione da parte della maggioranza che sicuramente va totalmente in controtendenza con quello che hanno fatto fino ad oggi”.

L’eccellenza dello Speck Alto Adige IGP al TUTTOFOOD

Milano, 15 mag. – Al TUTTOFOOD di Milano spazio per la qualità altoatesina, insieme al sapore speziato e leggermente affumicato del suo Speck Alto Adige IGP. L’azienda Moser, produttrice di Speck da oltre 50 anni, ha raccontato così l’eccellenza della sua produzione, connubio tra cultura italiana e tradizione nordica, in condivisione con il Consorzio Tutela Speck Alto Adige IGP. Ha parlato così Matthias Philipp Moser, direttore vendite di Moser: “Il nostro focus è proprio sullo speck. Noi sviluppiamo l’85% del nostro fatturato così, quindi noi possiamo proporre ai nostri clienti la gamma intera nel mondo dello speck. Quindi dall’altissima gamma, il nostro Gran Riserva, di cui abbiamo anche un light con il 50% in meno di grasso, fino ai formati di tagli diversi, quindi dal classico affettato fino ai cubetti e agli sticks”.

A primeggiare è sicuramente lo Speck Gran Riserva, top di gamma ed espressione di maestria dell’azienda.

“Quest’anno noi cerchiamo di puntare sul Gran Riserva, che è un prodotto 100% nazionale. Quindi i maiali sono allevati e nati in Italia. Oltre a questo, vogliamo puntare anche sui prodotti convenience, quindi sui prodotti ready-to-use. Li possiamo utilizzare sia per lo snack che per la cucina” ha aggiunto Moser.

A rendere ancora più speciale la partecipazione del Gruppo al TUTTOFOOD, è la presenza di Reinhold Messner, icona internazionale dell’alpinismo e testimonial d’eccezione, che ha parlato così: “Lo speck era ed è la base della mia nutrizione se vado in montagna. Come rocciatore porto nello zaino un pezzetto di speck e un pezzetto di pane duro e sopravvivo per giorni. In alta quota, la digestione è difficile perché manca l’ossigeno. Nonostante lo speck sia molto condensato, ne porto poco per avere tanta energia”.

Un modo per celebrare la tappa importante dei trent’anni dal riconoscimento europeo IGP, che ha contribuito all’evoluzione di un prodotto riconosciuto e apprezzato in Italia e nel Mondo.

(Servizio Pubbliredazionale)

Il wafer senza zuccheri senza rinunciare a gusto e benessere

Milano, 15 mag. – Lago Group, realtà dolciaria italiana di proprietà del gruppo Bouvard Biscuits, si è presentata a Tuttofood con un approccio internazionale e numeri importanti, con oltre 100 paesi al mondo, 92% di tecnologie produttive coperte nello sweet bakery food shelf e 23mila tonnellate di wafer prodotti all’anno. Ha parlato così Pasquale Zumbo, Ceo di Bouvard Italia e Lago Group: “Abbiamo lavorato tantissimo nel corso degli ultimi anni, costruendo un’architettura di marca che si orienta verso la soddisfazione dei bisogni del consumatore. Abbiamo realizzato una linea piacere, quindi sono i prodotti prevalentemente base cioccolato. Una linea più standard che soddisfa esigenze molto più ampie e, infine, una linea più salutistica, quindi be goody, che per noi è una linea innovativa che vogliamo continuare a lanciare e spingere nel corso degli anni successivi. Ad oggi c’è una referenza all’interno di questa categoria, che è appunto lo sugar-free, ma in prospettiva stiamo lavorando per inserire nuovi prodotti e nuova categoria sempre su base salutistica”.

Grande attenzione alla linea a sugar-free. Si tratta di wafer senza zuccheri, pensati per un target trasversale che cerca un piacere funzionale, senza rinunciare al gusto. Con questo lancio, l’azienda vuole trovare la propria distintività a scaffale, e guarda al futuro con un occhio rivolto alle tendenze più consolidate sui mercati internazionali.

“In generale, posso dire che la situazione, dal 2020, è in continua evoluzione. Ci sono molte sfide e quest’anno la sfida più grande riguarda soprattutto il medio oriente, per cui tutta quella problematica legata ai trasporti marittimi nella consegna della merce, e soprattutto a dare continuità al business. Noi la stiamo affrontando assieme ai clienti. Devo dire che, per adesso, la stiamo gestendo però è una situazione estremamente complessa” ha dichiarato Francesco De Marco, Chief Commercial Officer Lago Group.

La volontà è quindi quella di sviluppare, sempre di più, proposte capaci di coniugare contenuto salutistico ed edonistico, senza mai rinunciare al gusto.

(Servizio Pubbliredazionale)

Anche l’aperitivo protagonista agli Internazionali di tennis

Roma, 15 mag. – St-Germain rinnova la partnership con gli Internazionali d’Italia di tennis anche quest’anno. Il liquore super-premium, si conferma infatti Official Spritz di uno degli appuntamenti sportivi più rilevanti della Capitale. Ad inaugurare la stagione dell’aperitivo romano è Il St-Germain Spritz, sia all’interno che all’esterno del Foro Italico, tornando dal 28 aprile al 17 maggio all’interno delle principali aree hospitality e del Fan Village, con spazi dedicati al pubblico.

“ST-Germain Riviera Club, è il terzo anno che collaboriamo con gli internazionali di tennis a Roma ed è un luogo dove le persone vengono a rilassarsi tra una partita e l’altra, o al termine delle partite. Vengono a gustare il St-Germain Spritz: è un drink floreale con una base di prosecco, soda e St-Germain, che è un liquore premium francese ai fiori di sambuco, un ciuffetto di menta e un po’ di lime” ha dichiarato Luigi Maria Pignatelli, Beverage Curator.

Al centro del Fan Village c’è il St-Germain Riviera Club, oasi di stile in cui vivere il torneo in modo immersivo, seguendo le partite in diretta streaming dai campi centrali, concedendosi allo stesso tempo una pausa con l’iconico spritz.

Ma l’aperitivo firmato St-Germain non si ferma al solo Foro Italico. Attivati, infatti, diversi flagship in location strategiche, che diventano punti di riferimento anche nel resto della Capitale. Un modo per offrire al pubblico un’estensione dell’esperienza per tutta la durata del torneo. Al centro sempre la convivialità: il piacere di stare insieme, condividere un drink e godersi l’atmosfera di Roma e del tennis.

Baarìa Film Festival 2026, Claudia Gerini presidente di giuria

Roma, 15 mag. (askanews) – Dal 22 al 27 giugno 2026, torna il Baarìa Film Festival (BAAFF), il primo festival italiano interamente dedicato al “cinema insulare”, giunto alla sua seconda edizione. BAAFF prosegue il suo viaggio alla scoperta di storie che hanno le isole come orizzonte narrativo: film girati o ambientati su un’isola, a partire dalla Sicilia che ospita la manifestazione. Il festival propone due Sezioni competitive internazionali, dedicate rispettivamente a lungometraggi “Maree” e a cortometraggi “Approdi”, oltre a proiezioni speciali, incontri con gli autori e masterclass.

Bagheria, terra natale di figure di spicco della cultura italiana come il regista Giuseppe Tornatore, il pittore Renato Guttuso, il fotografo Ferdinando Scianna e il poeta Ignazio Buttitta, diviene luogo d’incontro per opere, autori, interpreti, registi emergenti e cineasti affermati, chiamati a confrontarsi con l’immaginario insulare. Il BAAFF è anche l’occasione per un viaggio di riscoperta del patrimonio artistico e paesaggistico siciliano e luogo di dialogo tra culture, stimolando riflessioni su temi come ambiente, memoria e sostenibilità. La direzione artistica della manifestazione, prodotta dall’Associazione Culturale Kinema, con il patrocinio del Comune di Bagheria, è affidata a Vanessa Tonnini e Andrea di Quarto, fondatore e ideatore del progetto.

I premi, riproduzioni artistiche di uno dei “mostri” a guardia della celebre Villa Palagonia, simbolo di Bagheria, sono assegnati da una giuria composta da personalità di primo piano del mondo del cinema e della cultura italiana. A presiedere la Giuria del Concorso internazionale lungometraggi sarà Claudia Gerini, con lei giudicheranno i lungometraggi in competizione: Mimmo Calopresti, Dino Abbrescia e Maria Vera Ratti.

Accanto a loro, la Giuria del Concorso internazionale cortometraggi vede la presenza di Susy Laude, il Prof. Francesco Lo Piparo, Orio Scaduto (protagonista del film vincitore della sezione corti della prima edizione del Festival) e Francesca La Mantia.

In Maree – Concorso Internazionale Lungometraggi due le anteprime nazionali: Blue Heron di Sophy Romvari, presentato al Toronto International Film Festival 2025, Premio per il Miglior Primo Film alla 78ª edizione del Festival di Locarno e “Kidnapping inc.” di Bruno Mourral, opera prima del regista haitiano, presentata in anteprima al Sundance, è un scoppiettante crime-comedy thriller, interamente girata ad Haiti.

Il Baarìa Film Festival è prodotto dall’Associazione Culturale Kinema con il sostegno del Comune di Bagheria. Rai Cultura e Rai Radio 3 sono Media Partner del Festival con Tele One, Radio IN e CinéMoi. Main sponsor: Almaviva Blubit, Enel, Villa Ramacca.

Torna il One Night Summer Hits Sanremo: 6 serate di musica

Genova, 15 mag. (askanews) – A Sanremo è stata presentata la seconda edizione del One Night Summer Hits Sanremo, il format musicale della Città dei Fiori che torna dopo il successo dello scorso anno con un progetto ancora più ampio e strutturato, confermando un percorso di crescita che punta a unire musica, spettacolo e valorizzazione del territorio, con una programmazione capace di coinvolgere un pubblico trasversale.

L’edizione 2026 proporrà sei serate, cinque a Sanremo nel Piazzale Pian di Nave e un evento finale a Cento, in provincia di Ferrara, con un cartellone che riunirà artisti già affermati e giovani protagonisti del panorama musicale italiano.

Il primo appuntamento è in programma il 18 luglio con, tra gli altri, LDA e Aka7even. Si proseguirà l’1 agosto con Baby K, l’8 agosto con Bianca Atzei, il 15 agosto con Clara e Vegas Jones e il 22 agosto con Ditonellapiaga. L’atto conclusivo sarà il 12 settembre a Cento, con la presenza di Sarah Toscano, già protagonista della passata edizione della kermesse estiva.

“E’ un’edizione – ha spiegato il direttore artistico Giuseppe Grande – che cresce. Avremo grandi ospiti, grande musica per degli spettacoli che avranno la durata di circa 3 ore ognuno. Novità di quest’anno, oltre alle cinque tappe a Sanremo, la tappa conclusiva che si terrà a Cento, in provincia di Ferrara, e vedrà protagonista Sarah Toscano. Portiamo il brand Sanremo fuori dai confini regionali affinché, nel nostro piccolo, possiamo dare un contributo per la promozione del territorio”.

Tra le artiste più attese di questa seconda edizione, Bianca Atzei, che ha inviato il suo saluto al pubblico in videocollegamento durante la conferenza stampa di presentazione. “E’ una bellissima iniziativa – ha sottolineato la cantautrice italiana – e sono felice di farne parte perché regalare buona musica e divertimento, soprattutto in una zona così turistica, è molto molto bello”.

Il One Night Summer Hits Sanremo rappresenta anche un valore aggiunto per il turismo nella Città dei Fiori, unendo artisti di richiamo, intrattenimento e promozione territoriale. “Il calibro dei cantanti – ricorda l’assessore al Turismo del Comune di Sanremo Alessandro Sindoni – è di altissimo livello. Artisti come LDA, Aka7even e Ditonellapiaga appena usciti dal Festival, o Bianca Atzei o Clara, ovviamente protagoniste dei festival scorsi e magari di quelli futuri, diciamo che danno un valore aggiunto. Poi Baby K, che è una protagonista per i più giovani, penso anche alle mie figlie che sono pronte e non devono l’ora di andare sotto il palco da questi beniamini. Quindi siamo molto contenti”.

Rai, Giachetti si "autosequestra" in Aula e così sblocca lavori Vigilanza

Roma, 15 mag. (askanews) – E’ stato un autosequestro lampo quello messo in piedi da Roberto Giachetti che questa mattina si è ammanettato in Aula alla Camera per protestare contro lo stallo della Commissione Vigilanza Rai. Nel tardo pomeriggio il deputato di Italia viva, da dodici giorni in sciopero della fame e da stamani, anche della sete, ha interrotto la protesta non violenta, dopo che la maggioranza di centrodestra in Vigilanza, in un comunicato, ha annunciato di garantire il numero legale alla prossima convocazione della Commissione.

“Contro il sequestro della Commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza, mi autosequestro nella casa della democrazia e passo da questo momento allo sciopero della fame e della sete”, ha annunciato Giachetti, in un intervento nell’Aula della Camera. Subito dopo il deputato Iv, ha tirato fuori un paio di manette – che ha rivelato a ‘Un giorno da pecora’ di aver acquistato in un sexy shop – e si è incatenato al proprio banco parlamentare.

A sostegno dell’iniziativa del parlamentare radicale sono arrivate le dichiarazioni di tutta l’opposizione a partire dalla segretaria del Pd, Schlein, del leader di Azione, Calenda, di Più Europa, della presidente della Vigilanza, Floridia (M5s).

Nel corso della giornata Giachetti, rimasto solo nell’emiciclo, ma guardato a vista dai commessi e dai medici di Montecitorio, ha ricevuto la visita del presidente della Camera, Lorenzo Fontana che ha espresso “l’auspicio che si possa quanto prima trovare una soluzione”.

Verso le 17, in sala stampa alla Camera è arrivata la nota che annunciava la nuova presa di posizione del centrodestra in Vigilanza, pronto a garantire il numero legale alla prossima convocazione della Commissione. Era il segnale che Giachetti attendeva.

Incontrando poi i cronisti, il deputato di Italia viva ha rivelato di aver ricevuto anche una telefonata dalla premier. “Mi ha chiamato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla quale ho spiegato le mie ragioni. Credo che abbia compreso il senso della mia protesta e abbia in qualche modo facilitato la presa di posizione della maggioranza in Vigilanza per garantire il numero legale”, ha spiegato Giachetti.

Intanto, la presidente Floridia ha convocato la Commissione per il prossimo mercoledì 27 Maggio.

Il principale scontro politico in Vigilanza è la nomina del presidente della Rai: il centrodestra ha indicato Simona Agnes, ma non dispone dei numeri necessari per la maggioranza richiesta in Commissione. Le opposizioni invece sono contrarie a questa nomina e da mesi l’attività è bloccata.

Maiorino: intollerabile Italia così bassa in classifica diritti Lgbtq

Roma, 15 mag. (askanews) – “Questi temi sono presenti già in tutti i programmi dei partiti del campo progressista. Spero abbiano uno spazio avanzato e piuttosto ampio, perché è intollerabile che l’Italia sia ancora così in basso nelle classifiche che rilevano i diritti delle persone Lgbtq in particolare. È ora di dare uno slancio a questo Paese e farlo entrare con onore nel consesso dei paesi occidentali: lo ha affermato la senatrice Alessandra Maiorino (M5S), a margine del convegno “Verso il 17 maggio: dati, urgenze e prospettive politiche sui temi Lgbtqia+”, sulla Giornata internazionale contro l’Omolesbobitransfobia, al Centro Congressi Frentani.

I tribunali hanno supplito a quello che la politica non ha fatto, dicono le associazioni.

“La politica ha perso la capacità di spingere e adeguarsi alle novità della società, sembra arrancare sempre un po’, è un trend che andrebbe invertito, nel campo dei diritti succede con particolare frequenza, il nostro impegno su questo deve essere molto forte”, ha aggiunto.

Giornata contro Omolesbobitransfobia, Colamarino: violenze quotidiane

Roma, 15 mag. (askanews) – “In occasione della Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia vogliamo riportare al centro del dibattito pubblico una realtà che troppo spesso viene minimizzata, invisibilizzata o raccontata come marginale. I dati, invece, ci dicono con chiarezza che la violenza, la discriminazione e la paura fanno ancora parte della vita quotidiana di moltissime persone LGBTQIA+ in Italia e in Europa”: lo ha dichiarato Mario Colamarino, portavoce dello storico Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli a Roma.

“Secondo l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA), una persona LGBTQIA+ su due ha subito molestie nell’ultimo anno. È un dato enorme, che racconta un clima sociale ancora profondamente ostile. Non parliamo solo di aggressioni fisiche, ma di insulti, intimidazioni, esclusione sociale, hate speech online, discriminazioni nei luoghi di lavoro, nelle scuole e perfino all’interno delle famiglie”.

“In Italia la situazione non è diversa. I dati ISTAT ci dicono che oltre una persona LGBTQIA+ su due limita la propria espressione affettiva in pubblico per paura di molestie o violenza. Questo significa che ancora oggi migliaia di persone rinunciano alla libertà di vivere apertamente la propria identità o i propri affetti. Significa evitare un gesto semplice come tenersi per mano, abbassare la voce quando si parla del proprio compagno o della propria compagna, modificare il proprio modo di vestirsi o di comportarsi per paura di essere insultati o aggrediti”, ha aggiunto.

“È importante comprendere che questa paura non nasce dal nulla. Nasce da un contesto culturale e politico che troppo spesso legittima odio e discriminazione. Ogni parola pubblica che alimenta stigma, ogni attacco ai diritti, ogni campagna contro le persone transgender o contro l’educazione alle differenze contribuisce a creare un clima in cui la violenza diventa possibile e, in molti casi, tollerata”, ha sottolineato.

“Sul territorio italiano le richieste di aiuto continuano a crescere costantemente. La nostra associazione, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ha registrato 480 contatti nell’ultimo anno e 2.478 contatti complessivi da agosto 2022 attraverso i servizi di supporto e ascolto. Dietro questi numeri ci sono storie concrete di discriminazione sul lavoro, giovani cacciati di casa, episodi di bullismo scolastico, ricatti familiari, isolamento sociale, difficoltà economiche e sofferenza psicologica”, ha denunciato.

“Crescono anche le richieste di supporto da parte di persone molto giovani, spesso prive di reti familiari o scolastiche capaci di proteggerle. È un segnale che non possiamo ignorare. La scuola dovrebbe essere uno spazio sicuro e inclusivo, ma troppo spesso diventa il luogo in cui si sperimentano violenza verbale, esclusione e solitudine”.

“La violenza contro le persone LGBTQIA+ non è soltanto episodica: è sistemica, quotidiana e spesso invisibile. Invisibile perché molte persone non denunciano. Invisibile perché troppe vittime hanno paura di esporsi ulteriormente o non si fidano delle istituzioni. Invisibile perché manca ancora nel nostro Paese una legge nazionale efficace contro l’omolesbobitransfobia”.

“In questa giornata non chiediamo solo solidarietà simbolica. Chiediamo responsabilità politica e culturale. Chiediamo investimenti nei centri antidiscriminazione, sostegno alle associazioni che operano sul territorio, formazione nelle scuole, campagne pubbliche contro l’hate speech e strumenti concreti di tutela per chi subisce violenza o discriminazione”, ha concluso, ricordando che “difendere i diritti delle persone LGBTQIA+ significa difendere la qualità democratica del nostro Paese. Nessuna società può definirsi davvero libera se milioni di persone continuano a vivere nella paura di essere sé stesse. La libertà non può essere un privilegio concesso ad alcuni, ma deve essere un diritto garantito a tutte e tutti”.

Lgbt, Piccolotti (Avs): “Preso impegno comune del campo progressista”

Roma, 15 mag. (askanews) – Nel programma dell’alleanza progressista “si riprenderà il percorso della legge contro i crimini di odio e contro quelli legati alla omolesbobitrasfobia. Lo faremo perché sono tantissimi gli episodi di violenza contro le persone della comunità Lgbtqia+, come tantissimi gli episodi di violenza contro le persone migranti. Per le persone migranti esiste l’aggravante del razzismo, mentre per le discriminazioni contro le persone Lgbtqia+ non esiste alcuna aggravante. È evidente che dobbiamo modificare le norme”. Così Elisabetta Piccolotti di Avs intervenendo al convegno “Verso il 17 maggio: dati, urgenze e prospettive politiche sui temi Lgbtqia+” al Centro Congressi Frentani.

“Questo è un impegno che abbiamo preso oggi tutti insieme, tutta la coalizione del campo progressista che, come si vede, al di là della vulgata che ci dipinge divisi, ha tanti punti e temi su cui lavorare insieme già oggi”, ha aggiunto ritenendo che questo tema sarà comune.

“Naturalmente ci sono le elezioni di mezzo – ha puntualizzato – bisognerà fare le liste in modo da garantire che nella compagine del campo progressista ci siano persone che condividono un principio: questo è un paese laico e dobbiamo legiferare pensando alla laicità dello stato”.

A Desiati, Sinisi e Starnone il premio Intersezioni Italia-Grecia

Roma, 15 mag. (askanews) – Tre libri che raccontano, ciascuno a modo proprio, la vitalità della narrativa italiana contemporanea e la sua capacità di parlare oltre i confini nazionali: “Malbianco” di Mario Desiati (Einaudi), “Il prodigio” di Fabrizio Sinisi (Mondadori) e “Destinazione errata” di Domenico Starnone (Einaudi) sono i vincitori dell’edizione Italia-Grecia del Premio Intersezioni, annunciati oggi al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Promosso dal Centro per il libro e la lettura in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Atene, che si avvale dell’associazione Giri di parole, il Premio individua ogni anno tre opere pubblicate in Italia nell’anno precedente, selezionate per essere tradotte e pubblicate in un Paese diverso, per questa edizione la Grecia.

A ciascun titolo è assegnato un contributo di 5.000 euro, destinato agli editori greci che acquisiranno i diritti e ne cureranno la traduzione e la pubblicazione. Un meccanismo che non si limita al riconoscimento simbolico, ma interviene direttamente nel processo editoriale, accompagnando i libri nel loro passaggio verso un’altra lingua, spiegano gli organizzatori.

I vincitori sono stati scelti a partire da una candidatura di quindici titoli individuati dalla giuria italiana, composta da Maria Panetta, Alberto Rollo e Gianluigi Simonetti, e successivamente votati dalla giuria greca, formata da Periklís Dimitrolopoulos, Ersi Sotiropoulos e Ioannis Tsolkas, insieme ai componenti di diritto Giuseppe Iannaccone (Presidente del Centro per il libro e la lettura) e Francesco Neri (Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene).

L’annuncio è avvenuto presso lo Spazio Grecia, Paese Ospite d’Onore, alla presenza di Nikos Bakounakis, Presidente della Fondazione Ellenica per Libro e la Cultura, Giuseppe Iannaccone, Francesco Neri, Gianluigi Simonetti, Ersi Sotiropoulos e Ioannis Tsolkas, in un incontro, presentato da Alberto Rollo, che ha messo in evidenza il senso più concreto del Premio: costruire occasioni reali di circolazione per i libri italiani.

La cerimonia di premiazione si terrà il 18 giugno al Megaron di Atene, dove i tre autori incontreranno il pubblico greco.

Con questa prima edizione, il Premio Intersezioni si presenta come uno strumento operativo, pensato per rafforzare la presenza della narrativa italiana nei mercati internazionali e per dare continuità a un dialogo culturale che passa, prima di tutto, dai libri.

Rai, Giachetti: sentita Meloni, credo abbia contribuito a sblocco Vigilanza

Roma, 15 mag. (askanews) – “Oggi mi ha chiamato anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, preoccupata della mia salute. Ho risposto a lei quello che ho detto a tutti gli altri: prima di occuparci della mia salute bisogna preoccuparci della salute della democrazia e credo che in qualche modo abbia il contributo”. Lo ha detto il deputato di Italia viva, Roberto Giachetti, che ha interrotto la protesta in Aula alla Camera, dove si era incatenato al banco, e ha sospeso lo sciopero della fame e della sete.

La decisione di Giachetti è arrivata dopo che la maggioranza di centrodestra nella Commissione Vigilanza Rai si è detta disponibile a garantire il numero legale.

Alla domanda se si fida della parola del centrodestra l’esponente di Iv ha risposto di “fidarsi della parola di tutti quelli che di fronte a un’iniziativa non violenta si espongono e prendono la posizione. Poi al momento opportuno vedremo che cosa accadrà”, ha aggiunto.

Vela, America’s Cup: Cagliari pronta alla regata preliminare

Roma, 15 mag. (askanews) – Cagliari si prepara ad accogliere la Louis Vuitton 38ª America’s Cup Preliminary Regatta Sardinia, primo grande appuntamento verso la 38ª America’s Cup del 2027 a Napoli. Presentato il programma dettagliato della manifestazione in calendario dal 21 al 24 maggio nelle acque del Golfo degli Angeli, davanti al porto del capoluogo sardo, con regate, eventi collaterali, concerti e iniziative dedicate al pubblico.

Alla conferenza di presentazione hanno partecipato l’assessore regionale del Turismo della Sardegna Franco Cuccureddu, l’Event director di ACE Leslie Ryan, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda e i rappresentanti dei team Emirates Team New Zealand, Tudor Team Alinghi, La Roche-Posay Racing Team e Luna Rossa. Presente anche il Capitano di Vascello Andrea Fioravanti della Capitaneria di Porto di Cagliari, che ha annunciato l’apertura di un villaggio dedicato agli spettatori.

“Ci tenevamo molto che questa 38ª America’s Cup partisse proprio dalla Sardegna”, ha spiegato Cuccureddu, ricordando il legame storico dell’isola con Azzurra e con lo Yacht Club Costa Smeralda, protagonisti della prima sfida italiana alla Coppa America. “Per noi questo è anche un test perché, qualora questa esperienza si rivelasse particolarmente positiva, la Sardegna potrebbe ospitare in futuro anche le fasi finali”, ha aggiunto l’assessore regionale, facendo anche un “grande in bocca al lupo a Luna Rossa”.

Le aree di regata saranno allestite davanti al waterfront cittadino, tra il Molo di Levante e Capo Sant’Elia, in una posizione ravvicinata alla costa per consentire agli spettatori di seguire le sfide direttamente da terra. Attese migliaia di persone, con tre navi da crociera ormeggiate a Cagliari durante i giorni della manifestazione.

Il Race Village resterà aperto ogni giorno dalle 10 alle 20 con spettacoli, musica ed eventi sportivi. Il programma prenderà il via giovedì 21 maggio con la cerimonia inaugurale sulla Terrazza del Bastione Saint Remy. Dopo i saluti istituzionali del ministro per lo Sport Andrea Abodi, dei sindaci di Napoli e Cagliari Gaetano Manfredi e Massimo Zedda, del presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma, del presidente della Regione Campania Roberto Fico, dell’ad di America’s Cup Events Italia Marzio Perrelli e della presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, spazio al concerto dell’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari diretta dal maestro Cristiano Del Monte con la partecipazione del tenore Francesco Demuro.

Il programma musicale comprenderà brani di Rossini, Beethoven, Bizet, Verdi e Puccini, con l’esecuzione del “Nessun dorma” dalla Turandot e dell’Inno d’Italia. Al termine del concerto partirà un corteo delle tradizioni popolari sarde che attraverserà il centro cittadino fino all’area portuale, con la partecipazione di gruppi folkloristici, maschere tradizionali barbaricine, suonatori di launeddas e i Tamburini e Trombettieri di Oristano.

Alle 19 è previsto il taglio del nastro del Race Village con la presentazione ufficiale dei team: La Roche-Posay Racing Team, Tudor Team Alinghi, Luna Rossa, GB1 ed Emirates Team New Zealand. Seguiranno esibizioni folkloristiche, canto a tenore e musiche tradizionali sarde.

Nei giorni successivi il cartellone proporrà altri appuntamenti musicali e artistici. Venerdì 22 maggio spazio alle sonorità dei balli sardi con “Fantasias de ballos” e allo spettacolo “L’Arte dei Giganti” di Gavino Murgia. Sabato 23 si esibiranno Moses Concas e, in serata, Piero Marras con la sua band. Domenica 24 chiusura con la Royal Circus Light Orchestra e il duo Famiglia Tamuritta, protagonista di un repertorio dedicato alle colonne sonore cinematografiche.

Rai, Floridia: Vigilanza convocata mercoledì 27 maggio

Roma, 15 mag. (askanews) – “Prendo atto della disponibilità della maggioranza a garantire il numero legale della vigilanza Rai e convoco la commissione per il prossimo mercoledì 27 Maggio. L’auspicio è che l’apertura della maggioranza a riaprire i lavori non sia limitato solo alla prossima seduta, ma che si possa ripartire con le attività ordinarie. È opportuno evidenziare che l’ordine del giorno non lo decide di certo Antonio Tajani. Dispiace molto che si sia dovuti arrivare al gesto estremo di Giachetti per avere una cosa normale come una seduta della commissione”. Così la presidente della commissione di vigilanza Rai Barbara Floridia.

Industria Felix, Cerved: in Campania imprese puntuali nei pagamenti

Napoli, 15 mag. (askanews) -Le imprese campane sono puntuali nei pagamenti commerciali, il 52,4% rispetta le scadenze: un dato superiore alla media del Sud e delle Isole (48,9%) ma inferiore al dato nazionale, che si attesta al 57%. È quanto emerge dall’analisi Cerved presentata al 71esimo evento Industria Felix, nona edizione de “La Campania che compete”, a Napoli, a Città della Scienza, in cui sono state premiate le 86 imprese più competitive dell’anno con sede legale in Campania.

Sono stati analizzati i comportamenti di pagamento delle imprese, su un campione di 3.000 aziende, 60mila esperienze di pagamento e un’esposizione annua monitorata di 100 miliardi di euro. All’evento, organizzato da Industria Felix Magazine con Regione Campania, in collaborazione con Cerved, (il patrocinio di Confindustria Campania, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, del Tecnopolo del Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile) e moderato dai giornalisti Maria Soave e Gianmarco Sansolino, hanno partecipato esponenti del mondo economico, finanziario e istituzionale.

Fulvio Bonavitacola, assessore alle Attività produttive e allo Sviluppo economico della Regione Campania, ha dichiarato: “L’evento Industria Felix è un appuntamento consolidato e riconosciuto, ci fa piacere come Regione Campania partecipare e sostenerlo perché vogliamo far conoscere la verità sul nostro apparato produttivo, ci sono tante realtà che uniscono la creatività tipica campana e le nuove tecnologie, le nuove frontiere della ricerca di un mondo sempre più globale e competitivo, dobbiamo sostenere queste aziende; come Regione dobbiamo semplificare le procedure autorizzative che sono una palude burocratica di cui spesso le aziende sono vittime e apprestare strumenti di sostegno finanziario idonei”.

La Regione ha anche presentato un dossier di attrazione degli investimenti. Le aziende premiate sono state individuate attraverso un’inchiesta giornalistica realizzata tramite un nuovo algoritmo proprietario di analisi dei bilanci, che ha selezionato le realtà più performanti del sistema imprenditoriale a livello gestionale, affidabili finanziariamente secondo il Cerved Group Score e in seguito validate da un Comitato scientifico.

Veronica La Gattuta, Consultant di M&L Consulting Group ha detto: “Siamo qui per congratularci con le imprese premiate che rappresentano un’eccellenza della imprenditorialità italiana, sono onorata di essere qui e spero che il nostro intervento in ambito di operazioni di M&A possa aiutare coloro che abbiano intenzione di compiere una di queste operazioni strategiche e che lo sappiano fare con una strategia migliore dopo il nostro intervento e consiglio”.

Queste le 86 società premiate: Avellino (12): Azienda Agricola De Maio S.r.l. Società Agricola, Bruno Agricoltura S.r.l., Bruno S.r.l., Creazioni F.A.S.S. S.r.l., E.B.I. Elettromeccanica Bocchino Irpina S.r.l., E.P.F. S.r.l., Elettrocanali S.r.l., Halley Campania S.r.l., Peluso C.G. S.r.l., Pignatiello Costruzioni S.r.l., Tecno Meccaniche Moderne S.r.l., Zenone Elettronica S.r.l.. Benevento (10): Alca S.r.l. Facility Support Services, Cooperativa Sociale Benessere A r.l., Coppola S.r.l., Eubios S.r.l., Matera Agn S.r.l., Nuova Era S.r.l., Plastik Fortore S.r.l., Servizi Sanitari Integrati S.r.l., Società Industriale Prefabbricati Armati-Sipa S.p.a., Ten Project S.r.l.. Caserta (7): Bcm Service S.r.l., Elettrocampania S.p.a., Gmc Lavori S.r.l., Luserta Luigi S.r.l., Saima S.p.a., Società Agricola Del Ponte S.r.l., T.M.W. S.r.l.. Napoli (37): Acqua Campania S.p.a., Antimo Caputo S.r.l., Arterrabio S.p.a., B.M. Service S.r.l., Bc Soft S.r.l., Comcreta S.r.l., Dresser Italia S.r.l., Futura S.r.l., Gatur S.p.a., Ge.S.A.C. S.p.a., Geroma S.p.a., Gestione Alberghi Sorrentini S.r.l., Geven S.p.a., I.Gi. S.p.a., Maca Impianti S.r.l., Mar.An. Transervice S.r.l., Marina Di Procida S.p.a., Materias S.r.l., Museo Cappella Sansevero S.r.l., Okolab S.r.l., Pagano S.r.l., Partenope International S.r.l., Quadronica S.r.l., Ravenna & Partners S.r.l., Rdb Impianti S.r.l., S.I.G.R.A.T. Soc.Italiana Gestione Ristoranti e Alberghi Tirreni S.p.a., S.I.S.A. Soc. Ischitana Sviluppo Alberghi S.r.l., Situr S.p.a., Sky Tecno S.r.l., Sorifer S.r.l., Sorrentino Vini S.r.l. Società Agricola, Staiano Autotrasporti S.r.l., Synlab Sdn S.r.l., Tecno S.p.a. Società Benefit, Terminal Napoli S.p.a., The Ar S.r.l., Zucchetti Ambiente S.r.l.. Salerno (20): Alca Eco Ambiente S.r.l., Area+ S.r.l., Covo dei Saraceni dei F.lli Savino S.r.l., Dari Ecomeccanica S.r.l., De Iuliis Macchine S.p.a., Fisiopharma S.r.l., Gd Consulting S.r.l., Genetic S.p.a., Hotel Onda Verde S.r.l., I.T. Svil S.r.l., Istemi INDUSTRIA FELIX MAGAZINE – Ufficio stampa w: industriafelix.it Centro Studi Industria Felix srl Redazione: Milano, via Turati 7, cap 20121 e: ufficiostampa@industriafelix.it, pr@industriafelix.it t: 02 37920905 L: industria-felix-magazine X: @felixIndustria F: @IndustriaFelix I: @industriafelix_magazine S.r.l., Italpress F.lli Picarone S.r.l., Metitalia S.r.l., New Edil S.r.l., Percorso Terreno S.r.l., Prog.Res S.r.l., San Giorgio S.p.a., Santa Caterina S.p.a., Unires-Lab S.r.l., Villa Cimbrone S.r.l..

Ciclismo, Vingegaard domina sul Blockhaus. Eulalio resta in rosa

Roma, 15 mag. (askanews) – Arriva la grande montagna e arriva anche Jonas Vingegaard. Il capitano della Visma firma il primo vero capolavoro del Giro d’Italia 2026 conquistando in solitaria la settima tappa con arrivo sul Blockhaus, primo arrivo in salita di questa edizione della corsa rosa. Il danese, grande favorito per la vittoria finale, rompe gli indugi a 5,5 chilometri dal traguardo e con una serie di accelerazioni mette in fila tutti gli avversari.

L’unico a provare inizialmente a resistere è Giulio Pellizzari, applaudito protagonista di giornata. L’azzurro della Red Bull Bora Hansgrohe risponde ai primi scatti del danese lungo i tornanti del Blockhaus, ma alla lunga deve arrendersi al ritmo devastante del due volte vincitore del Tour de France. Alle spalle di Vingegaard emerge allora Felix Gall, autore di una scalata regolare e potente che gli consente di chiudere al secondo posto a soli 13 secondi dal vincitore.

Più indietro arrivano Jai Hindley, Pellizzari e Ben O’Connor, tutti oltre il minuto di ritardo. Buona prova anche per Giulio Ciccone, settimo al traguardo, mentre cedono terreno diversi uomini di classifica già sulle prime rampe della salita abruzzese.

La maglia rosa Afonso Eulalio va in difficoltà nel finale ma limita i danni grazie anche all’aiuto del compagno di squadra Damiano Caruso. Il portoghese conclude con oltre tre minuti di ritardo da Vingegaard ma conserva comunque il simbolo del primato, forte del vantaggio accumulato nelle tappe precedenti.

La Visma aveva preparato il terreno già ai piedi del Blockhaus facendo lavorare duramente uomini come Sepp Kuss e Piganzoli per selezionare il gruppo dei migliori. La salita finale, lunga 13,6 chilometri con pendenza media dell’8,4% e punte del 14%, ha poi fatto il resto, consacrando la superiorità del danese nel primo vero test d’alta quota di questo Giro.

Nuoto, Parata di stelle a Roma per il Settecolli

Roma, 15 mag. (askanews) – Lo Stadio del Nuoto del Foro Italico di Roma accoglie la sessantaduesima edizione del Trofeo Settecolli IP – Internazionali di Nuoto da venerdì 26 a domenica 28 giugno. Una tappa iconica nel calendario mondiale del nuoto. Una vera e propria star parade attenderà la tre giorni natatoria romana con tanti campioni del nuoto internazionale. Accanto ai big italiani, sono attesi alcuni tra i principali esponenti del nuoto mondiale come la svedese Sarah Sjöström, la statunitense Gretchen Walshe, il britannico Adam Peaty, il rumeno David Popovici, lo svizzero Noè Ponti, l’irlandese Daniel Wiffen, il russo Kliment Kolesnikov, l’olandese Marrit Steenbergen e l’hongkonghese Siobhán Haughey oltre ai tanti medagliati olimpici e mondiali. L’Italia schiererà tutte le sue stelle: insieme agli ori olimpici Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi e al campione di tutto Gregorio Paltrinieri, saranno presenti la regina del mezzofondo e padrona di casa Simona Quadarella, il campione iridato Simone Cerasuolo, i giovani Carlos D’Ambrosio e Sara Curtis, i plurimedagliati internazionali Benedetta Pilato e Alberto Razzetti, i capitani Silvia Di Pietro e Lorenzo Zazzeri e tanti altri azzurri a caccia del pass per gli Europei di Parigi. L’edizione 2026 si inserisce in una stagione che vedrà l’Italnuoto impegnata in altri due eventi internazionali prima di concludere l’anno solare con i campionati mondiali in vasca corta a Pechino dall’1 al 6 dicembre. In primis i campionati europei delle discipline acquatiche a Parigi con il programma del nuoto che si sviluppa tra il 10 e il 16 agosto. Gli azzurri tornano in Francia due anni dopo i Giochi Olimpici con le sei memorabili medaglie, cinque conquistate alla Défense Arena e una nelle acque della Senna: gli ori di Thomas Ceccon nei 100 dorso e di Nicolò Martinenghi nei 100 rana, l’argento di Gregorio Paltrinieri nei 1500 stile libero, i bronzi della 4×100 stile libero maschile con Miressi, Ceccon, Conte Bonin e Frigo, ancora di Paltrinieri negli 800 stile libero e di Ginevra Taddeucci nella dieci chilometri sulla Senna. L’altro evento cui prenderà parte l’Italnuoto, insieme al Setterosa guidato da Maurizio Mirarchi e al Settebello allenato da Alessandro Campagna, sono i Giochi del Mediterraneo a Taranto dal 21 al 25 agosto. Una manifestazione che torna a disputarsi in Italia diciassette anni dopo l’edizione di Pescara 2009. Il Settecolli IP rappresenta pertanto un prestigioso ultimo check per il direttore tecnico della Nazionale di nuoto Cesare Butini nella definizione dei convocati per i prossimi impegni internazionali. Nel calendario degli eventi rientrano anche i campionati europei juniores previsti a Monaco di Baviera dal 7 al 12 luglio con la meglio gioventù azzurra guidata dal responsabile delle squadre nazionali giovanili Marco Menchinelli. Tre giorni di gare nella storica piscina del Foro Italico, teatro delle Olimpiadi del 1960, dei Mondiali del 1994 e 2009 e degli Europei del 1983 e 2022, con oltre 700 atleti attesi da tutto il mondo. Le batterie prenderanno il via ogni mattina alle 10:00 e saranno trasmesse in diretta sul canale YouTube della Federazione Italiana Nuoto. Le finali “A”, invece, scatteranno dalle 19:00 con la copertura televisiva di Rai Sport. Prima delle finali spazio alle attività di intrattenimento con i talent Massimiliano Rosolino e Filippo Magnini che coinvolgeranno il pubblico presente sugli spalti del Foro Italico. Evento esclusivo e inclusivo, il Trofeo Settecolli IP riserva il consueto spazio alla FINP con le gare di atleti paralimpici italiani e internazionali. Sarà disponibile presto su Spotify la playlist “Settecolli Vol. 3” che include i brani scelti dai vincitori dell’ultima edizione. Il Trofeo Settecolli IP 2026 è organizzato dalla Federazione Italiana Nuoto in collaborazione con Sport e Salute e patrocinato dalla Regione Lazio e da Roma Capitale, col supporto dei ministeri per lo Sport e i Giovani e degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Un evento che coniuga sport, spettacolo, promozione internazionale e valorizzazione del Made in Italy in uno degli impianti più suggestivi del panorama sportivo.