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Musica, "Turandot delle stelle" debutta a Pietrasanta poi in tour

Roma, 21 lug. (askanews) – In occasione del centenario della celebre opera di Giacomo Puccini, lo scorso 19 luglio in piazza Statuto a Pietrasanta (Lucca) è andata in scena la prima assoluta di “Turandot delle stelle”, l’innovativo progetto per videomapping e musica dal vivo firmato dallo studio artistico toscano Imaginarium (Francesca Pasquinucci e Davide Giannoni). Per la data inaugurale in Versilia, vicino ai luoghi cari al Maestro, Davide Giannoni al piano e strumenti elettronici ha condiviso per l’occasione il palco con la giovane musicista cinese Zhao Xiaoyu, suonatrice di guzheng, parte dell’Ensemble Dongxun, formazione dedita al dialogo tra la musica tradizionale cinese e quella occidentale. In questa prima tappa le proiezioni visive dello spettacolo si sono integrate con il marmo e con la scultura, dialogando direttamente con la celebre fontana di Girolamo Ciullia, “L’acqua di Afrodite”, situata nella piazza.

L’idea che muove l’intero impianto drammaturgico e musicale di “Turandot delle Stelle” è il racconto poetico di un Giacomo Puccini viaggiatore. Nella genesi storica della sua ultima opera, la Cina e le sue melodie orientali arrivarono al Maestro da lontano, filtrate da carillon, racconti e spartiti spediti a Torre del Lago. Il tour internazionale dello spettacolo tra l’autunno del 2026 e tutto il 2027 toccherà città come Tokyo, Seul e San Francisco. In ogni Paese, ci sarà un incontro tra Davide Giannoni e un ensemble di musica tradizionale locale, ogni volta diverso. Protagonisti assoluti di queste contaminazioni saranno giovani musicisti di terre lontane, talenti che per la prima volta accosteranno e incroceranno la propria tradizione con la musica di Puccini proprio sul palco di questo spettacolo.

Tutti i contenuti delle grandi proiezioni e del videomapping sono interamente realizzati con la tecnica del disegno a mano su carta e successivamente animati digitalmente. Questa scelta stilistica risponde a un preciso intento poetico: perseguire e valorizzare quell’idea di autentica artigianalità italiana e di teatralità antica di cui Imaginarium vuole farsi ambasciatore nel mondo. La tecnologia immersiva del videomapping si mette così al servizio della traccia umana, del tratto grafico d’autore e della tradizione scenografica classica, creando un cortocircuito visivo di straordinaria suggestione emotiva.

Co-fondato da Francesca Pasquinucci (illustratrice e storica del teatro) e Davide Giannoni (compositore e contrabbassista), Imaginarium è un collettivo creativo e multidisciplinare attivo a livello internazionale che fonde arte visiva, musica e scenografia digitale in esperienze immersive. Dal 2011 esplorano l’intersezione tra il disegno a mano e l’animazione 3D, collaborando attivamente con teatri e festival di opera lirica, ambasciate, istituti di cultura, università e istituti scientifici.

Otranto, volontari in campo per l’ambiente con Look Up Clean Up

Otranto, 21 lug. (askanews) – Otranto ha ospitato la nuova tappa di “Look Up Clean Up”, l’iniziativa itinerante promossa dall’ente no profit Save the Planet con il sostegno di Enegan e Neogreen, nata per sensibilizzare cittadini e turisti sui temi della sostenibilità attraverso attività di raccolta dei rifiuti in spiagge, centri urbani e aree di interesse naturalistico.

Guanti, pinze e bustoni alla mano: decine di volontari si sono messi all’opera per ripulire il porto, il lungomare e le spiagge della città salentina, premiata tra le località balneari più belle d’Italia secondo la classifica delle Cinque Vele di Legambiente e Touring Club Italiano.

“Questo progetto nasce con l’idea di coinvolgere tutto il territorio nazionale in un percorso di sensibilizzazione sul rispetto dell’ambiente. È un peccato vedere, ad esempio, un cassonetto per la raccolta dei rifiuti sul lungomare di Otranto e, a un metro di distanza, trovare ancora carte abbandonate per terra. È un segnale di mancanza di civiltà, purtroppo, da parte di noi adulti. Noi crediamo invece che i materiali debbano essere raccolti e possano essere riutilizzati” ha dichiarato Davide Torsello, Coordinatore dei Volontari di Save the Planet.

La giornata ha coinvolto anche altre aree del territorio: in mattinata un gruppo di canoisti dell’associazione Marina di San Cataldo è intervenuto nei Laghi Alimini per la raccolta dei rifiuti, mentre alla Baia dei Turchi volontari e bagnanti hanno partecipato alla pulizia dell’arenile. Nel pomeriggio il clean-up aperto alla cittadinanza è stato inaugurato dall’esibizione degli allievi del Gruppo dei Tamburellisti di Otranto e ha visto la partecipazione del sindaco Francesco Bruni.

“Oggi non parliamo nello specifico di cambiamenti climatici, ma più in generale della cura e dell’attenzione verso il nostro pianeta, con un focus particolare su questa città, per renderla ancora più bella. Che questo percorso venga portato avanti da un’associazione di volontariato, in modo così concreto e al di fuori dei circuiti tradizionali, è un valore aggiunto. La mia presenza qui vuole essere innanzitutto un ringraziamento per quello che si sta facendo e, allo stesso tempo, l’occasione per avviare un percorso virtuoso anche per il futuro” ha aggiunto Francesco Bruni, Sindaco di Otranto.

La tappa di Otranto rientra nel percorso nazionale dell’iniziativa, che proseguirà il 1° agosto a Bardonecchia e si concluderà il 19 settembre a Firenze. Un viaggio attraverso territori diversi per promuovere azioni concrete di tutela ambientale e coinvolgere sempre più persone nella cura degli spazi condivisi. Tutti i dettagli sull’iniziativa e sulle prossime tappe sono disponibili sul sito ufficiale di Save the Planet.

Roggero, Fdi rilancia la pdl ‘Mai più delinquenti risarciti da vittime’

Roma, 21 lug. (askanews) – “Mai più delinquenti risarciti dalle vittime”. Dopo il caso Roggero, Fdi rilancia con una conferenza stampa la proposta di legge, a prima firma Speranzon, che era stata comunicata alla presidenza del Senato nel giugno del 2025, un anno fa, e che punta a modificare l’articolo 2044 del codice civile e l’articolo 185 del codice penale in materia di responsabilità civile nei casi di eccesso di legittima difesa.

Una proposta che, ha ricordato il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, è stata “recepita la scorsa settimana dall’ultimo ddl Sicurezza varato dal governo” e che “esclude che se un criminale subisce dei danni per l’attività illecita possa poi invocare risarcimenti. Lo Stato deve stare dalla parte delle persone perbene e non dei criminali”, ha puntualizzato. “Con il nuovo decreto Sicurezza abbiamo reso questa proposta una battaglia di governo”, ha rivendicato il responsabile organizzazione del partito Giovanni Donzelli. Per Lucio Malan si tratta di una norma di “buonsenso: chi subisce una violenza grave con minaccia di armi, cosa che può spingere a reazioni molto forti dalla quale deriva un danno al delinquente, non può essere vittima ulteriore anche da parte di una richiesta di risarcimento”.

Bignami ha precisato che si tratta di introdurre un principio di “automatismo” attraverso cui si preveda che “il risarcimento non è dovuto se il danneggiato ha posto in essere la condotta, consapevole e volontaria, con violenza non lieve alla persona o al patrimonio o con minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica. Nè al terzo né alla sua famiglia”.

Secondo quanto ha spiegato il presidente dei senatori del partito, Lucio Malan, ci sarà in prima battuta il tentativo di inserire la novità come emendamento nel decreto legge su Giustizia e immigrazione, attualmente all’esame della commissione Affari costituzionali del Senato: se così fosse “diventerebbe efficace in poche settimane”, ha osservato.

“Ci proveremo – ha detto il relatore del decreto legge all’esame di Palazzo Madama Marco Lisei – ma non sappiamo ancora se il decreto andrà in aula con relatore, senza relatore, con la fiducia o no. E’ un tentativo che vogliamo provare a esperire perché rappresenta una priorità per noi. Qualora non si riuscisse comunque noi abbiamo presentato il disegno di legge, c’è il ddl governativo” che seguiranno il consueto iter parlamentare. “Quando arriverà il ddl del governo immagino verranno accorpati con trattazione congiunta”, ha aggiunto.

Ucraina, grano e idrocarburi: la ‘guerra parallela’ nel Mare Nero

Roma, 21 lug. (askanews) – Lo scontro navale nel Mar d’Azov e nel Mar Nero tra Kiev e Mosca alimenta lo spettro di una crisi alimentare che, unita alla ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran e la conseguente strozzatura dello Stretto di Hormuz, potrebbe incidere sull’approvvigionamento internazionale di cereali, mais e colza.

Il Mar Nero è uno dei corridoi più importanti al mondo per le esportazioni agricole e, ormai dal 2022, qui non è più garantito un passaggio sicuro per le navi mercantili. Negli ultimi mesi Mosca e Kiev hanno intensificato le operazioni militari in questo quadrante, snodo tra Eurasia e Mediterraneo orientale e di grande rilievo strategico per entrambi i Paesi. Attraverso questo bacino transita una quota significativa del commercio internazionale di grano, mais e olio di girasole, con i porti ucraini che rappresentano punti di accesso cruciali per l’approvvigionamento di cereali verso l’Africa, il Medio Oriente e l’Asia.

Le interruzioni non sono per ora della portata del 2022, quando l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia sospese di fatto le operazioni di carico nei porti ucraini, spingendo i prezzi dei cereali a livelli record, evidenzia Bloomberg. Tuttavia, la nuova escalation arriva in un momento particolarmente difficile per il settore agroalimentare. I rallentamenti del traffico nello Stretto di Hormuz, dovuti alla guerra con l’Iran, hanno messo a rischio i flussi di fertilizzanti e di altri fattori produttivi essenziali per l’agricoltura.

Nell’ultimo mese, sia Kiev che Mosca hanno incrementato le incursioni in questa zona, con l’esercito del presidente ucraino Volodymyr Zelensky che sta procedendo con sanzioni sempre più puntuali contro la “flotta ombra” russa, sia che si tratti di quella relativa al trasporto di petrolio, sia se si tratti del grano sottratto dai territori. Ieri, il leader ucraino ha annunciato una serie di attacchi contro tre petroliere della flotta ombra russa nel Mar Nero e quattro depositi di petrolio nel Territorio di Stavropol. Secondo quanto sostenuto dal comandante delle forze ucraine per i sistemi senza pilota, il maggiore Robert “Magyar” Brovdi, le forze ucraine hanno colpito 119 petroliere nel Mar d’Azov e 64 petroliere nel Mar Nero dal 1° al 20 luglio.

Nel quadro della campagna nel Mar Nero, i vertici militari e politici ucraini inseriscono anche il tentativo di isolare la Crimea dal territorio russo, con continui raid contro i terminali petroliferi ed elettrici della penisola. Attacchi che hanno compromesso la distribuzione di energia e carburante nella penisola, aggravando le condizioni della popolazione civile. Dall’altra parte del fronte, Mosca, da mesi, conduce attacchi aerei e missilistici contro le infrastrutture ucraine utilizzate per l’esportazione di cereali.

Nelle ultime settimane, la Russia ha intensificato questa campagna. Le forze russe hanno iniziato ad attaccare con maggiore frequenza le navi mercantili, nonché i principali terminal cerealicoli ucraini di Chornomorsk, Odessa e Yuzhne. Gli intensi attacchi hanno causato all’Ucraina una perdita di circa un terzo della sua capacità di esportare grano attraverso il Mar Nero. Come sostenuto da l’Institute for the Study of War (ISW) nel suo ultimo report, le forze russe stanno intensificando la loro campagna di attacchi contro navi mercantili civili battenti bandiera ucraina e straniera vicino ai porti dell’oblast di Odessa. La Marina ucraina e le autorità dell’oblast di Odessa hanno riferito il 19 luglio che le forze russe hanno colpito la nave mercantile Golden Leo, di proprietà turca e battente bandiera della Guinea-Bissau, con tre missili da crociera Kh-59/69, uccidendo almeno 10 marinai. Sempre secondo quanto riferito dall’ISW, un importante blogger militare russo specializzato in aviazione ha affermato il 20 luglio che le forze russe hanno iniziato a impiegare missili antinave pesanti contro navi ucraine e straniere nel Mar Nero per infliggere maggiori danni, segnando una significativa escalation dall’uso di droni o persino missili da crociera Kh-31A o Kh-35 per condurre attacchi marittimi.

In questo contesto, oggi il presidente romeno Nicos Dan ha riferito che la petroliera Gas Lisbon, battente bandiera liberiana, è stata colpita la scorsa notte a circa 20 miglia nautiche dalla costa rumena, non specificando chi fosse l’esecutore dell’attacco, ma osservando che esso “con ogni probabilità si inserisce nella guerra di aggressione illegale condotta dalla Federazione Russa contro l’Ucraina”.

La “battaglia del grano” e del trasporto energetico rappresentano oggi un cruciale fronte della guerra tra Russia e Ucraina. Le conseguenze, tuttavia, si estendono ben oltre il teatro del Mar Nero, incidendo sulla sicurezza alimentare globale, sulle catene logistiche e sulla stabilità dei mercati internazionali delle materie prime agricole. (di Lorenzo della Corte)

Standing ovation e tour 80 anni, magia Cocciante a Este Music Festival

Este (Padova), 21 lug. (askanews) – Oltre due ore e mezza di grande musica con ripetute standing ovation del pubblico – almeno 4mila persone – al Castello Carrarese di Este per Riccardo Cocciante, che lunedì 20 luglio ha fatto tappa all’Este Music Festival, in provincia di Padova, con il suo tour “Io… Riccardo Cocciante nel 2026”.

Nell’anno in cui celebra gli 80 anni, il Maestro nato il 20 febbraio 1946 in Vietnam (allora “Indocina”, a cui ha dedicato il brano omonimo del 1987 scritto con Enrico Ruggeri) ha offerto ai suoi fan una serata di emozioni intense con una scaletta che ha attraversato decenni del suo grande repertorio (oltre 40 album pubblicati in tre lingue) da “Margherita” (1976) a “Il Tempo delle Cattedrali” per il musical “Notre Dame de Paris” (2002), fino ai brani del nuovo album “Ho vent’anni con te”.

Il live si è aperto con “La Grande Avventura” (1987), “Ora che io sono luce” e “Uomo” (entrambi dal primo album in studio Mu del 1972). Pubblico calorosissimo fin dall’inizio, il Maestro vestito di bianco ha proseguito con “Ammassati e Distanti” (1993), “Il mio nome è Riccardo” (1987) “Uniti no, divisi no”, brano del 1982, scritto da Mogol, e ancora, tutti i presenti a cantare con “Cervo a Primavera” (1980) ed “Era già tutto previsto” (1975). Un inno alla natura (con l’invito a trattarla meglio) in “Vai Lupo, Corri!” (2026) dal nuovo album “Ho vent’anni con te”, e il brano dedicato al figlio David “Vivi la tua vita” (1991). E poi “Hai un amico in me” (Toy Story, 2019) e l’omaggio a Rino Gaetano con “A mano a mano” e il nuovo brano “Le Polaroid” (2026).

Gran finale ancora con canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana: “Un nuovo amico” (1982), “Jimi Suona” , dedicata a Jimi Hendrix, “Sincerità” (1983), “Celeste Nostalgia” (1982), “Bella senz’anima” (1974), “Se stiamo insieme” (1981), “Margherità” e per il bis “Io canto” (1979), “Questione di feeling” (1985) e “In bicicletta” (1982).

Con Cocciante sul palco una super band: alle chitarre Ruggero Brunetti e Davide Gobello, tastiere e piano Luciano Zanoni e Lorenzo Nanni, alla batteria Alfredo Golino, alle percussioni Daniele Leucci, al basso Roberto Gallinelli. I cori: Stefania Martin, Claudia D’Ulisse e Marco Vito, che è anche direttore musicale. Il Maestro durante la serata ha più volte elogiato i suoi musicisti, definendoli “parte di me” e “famiglia” (perché il concerto non si fa da solo!), oltre a ringraziare il pubblico di Este per la partecipazione e il grande affetto.

La terza edizione di Este Music Festival – organizzata da DuePunti Eventi in collaborazione con il Comune di Este e con il patrocinio della Provincia di Padova – prosegue stasera 21 luglio con Giorgia, sempre per la scena italiana il 23 luglio con Marco Masini, il 25 con Il Volo, il 27 luglio con Sal Da Vinci, il 31 agosto con Gianni Morandi e, per la scena rap, con Shiva il 29 luglio; sul fronte del rock internazionale attesi il 28 luglio Savatage il 2 settembre Hollywood Vampires. Completano il programma lo spettacolo K-Pop is coming (22 luglio) e Din Don Down, con Paolo Ruffini e la Compagnia Mayor Von Frinzius (24 luglio).

(Credits photo: DuePunti Eventi – Marco Pettenuzzo)

Calcio, Modric prossimo al rinnovo con il Milan

Roma, 21 lug. (askanews) – Luka Modric è sempre più vicino a rimanere al Milan. Il club rossonero è ai dettagli finali per il rinnovo del centrocampista croato, che si prepara a firmare fino al 30 giugno 2027. 34 presenze, 2 gol e 3 assist con la maglia del Milan in Serie A: a 40 anni Luka Modric ha dimostrato di essere ancora un giocatore di altissimo livello e per questo il club rossonero ha deciso di rinnovargli il contratto. Dopo settimane di trattative con il centrocampista croato, la fumata bianca è sempre più vicina: mancano solo i dettagli finali. Il classe 1985 si prepara a firmare per un’altra stagione, fino al 30 giugno 2027.

Calcio, Tebas attacca la Fifa, "Bugie che distruggono il calcio"

Roma, 21 lug. (askanews) – Duro attacco del presidente della Liga Javier Tebas alla Fifa e al suo presidente Gianni Infantino all’indomani della conclusione del Mondiale 2026. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, il numero uno del campionato spagnolo ha accusato la federazione internazionale di prendere decisioni nell’esclusivo interesse della competizione iridata, a discapito dell’intero sistema calcistico.

Secondo Tebas, il successo della Spagna campione del mondo è il risultato di un modello fondato sul lavoro condiviso tra club, Liga e federazione, con una particolare attenzione alla formazione dei giovani e alla sostenibilità economica. “Dal 2013 la Liga impone limiti salariali rigorosi ai club. Questo li spinge a investire nei vivai e a valorizzare il talento nazionale. Non si vincono Mondiali, Europei e titoli giovanili per caso”, ha spiegato.

Nel mirino del dirigente spagnolo sono finite anche alcune delle novità introdotte durante il Mondiale. Tebas ha definito “una menzogna” le pause per l’idratazione, sostenendo che in molti stadi statunitensi le condizioni climatiche non le rendessero necessarie e che fossero invece funzionali agli spazi pubblicitari. Critiche anche all’intervallo della finale, prolungato fino a oltre 27 minuti per lo spettacolo dell’halftime show.

Il presidente della Liga ha poi contestato la gestione del caso Balogun, definendolo l’esempio di una Fifa che “fa e decide ciò che vuole quando vuole”, senza confrontarsi con gli altri protagonisti del calcio. “La sospensione della squalifica del giocatore americano è stata di una gravità assoluta”, ha affermato, sostenendo che solo l’eliminazione degli Stati Uniti abbia evitato conseguenze ancora più pesanti.

Tebas ha inoltre ribadito la propria opposizione all’ipotesi di un Mondiale a 64 squadre. “L’industria del calcio non è solo la Coppa del Mondo. Sono i campionati nazionali a sostenere questo sport e a creare decine di migliaia di posti di lavoro. Continuando ad allargare il torneo si finisce per danneggiare il calcio di tutti i giorni”, ha dichiarato.

Infine l’affondo nei confronti di Infantino: “Secondo me ha fatto il suo tempo e dovrebbe andarsene. Ma ha l’appoggio del sistema e delle federazioni. Molti lo criticano in privato, però poi nessuno fa nulla. È un sistema malato alla fonte”.

Reggio Emilia, Electronic BBQ Festival 2026: musica, food e sport

Roma, 21 lug. (askanews) – Dopo il successo dell’edizione 2025, torna Electronic BBQ Festival, l’evento gratuito che unisce musica elettronica, food e sport nel cuore dell’Emilia-Romagna. Sabato 25 e domenica 26 luglio 2026 il Parco dei Popoli di Castellarano, in provincia di Reggio Emilia, ospiterà la quarta edizione del festival ideato da Benny Benassi insieme a Giorgio Zanni, Sindaco di Castellarano e Presidente della Provincia di Reggio Emilia.

Electronic BBQ continua a crescere mantenendo intatta la propria identità: un appuntamento gratuito, inclusivo e aperto a tutte le generazioni, nato da un forte legame con il territorio e capace di guardare ai grandi festival internazionali senza perdere la propria dimensione più autentica.

La scorsa edizione ha registrato numeri straordinari, portando al Parco dei Popoli oltre 28.000 presenze e confermando Electronic BBQ come uno degli appuntamenti estivi più originali e partecipati del panorama italiano. Anche nel 2026 la direzione artistica è affidata a Benny Benassi, che ha costruito una line up capace di mettere insieme protagonisti della scena elettronica internazionale, talenti emergenti e progetti in forte crescita.

Nel cast, oltre a Benny Benassi, anche Tiga, Felix Da Housecat, Parisi, Camoufly, Sam Ruffillo, Picchio Rosso, Marabù ed Euro Nettuno, realtà sempre più riconoscibile anche oltre il territorio grazie alla visibilità ottenuta con l’m2o Morning Club.

Ad accogliere il pubblico sarà ancora una volta il Parco dei Popoli, uno dei più grandi parchi urbani dell’Emilia-Romagna: un’oasi verde immersa tra il fiume Secchia, il centro storico e le colline, che rende il festival un’esperienza unica per atmosfera e accessibilità.

Accanto alla musica, il food rappresenta uno degli elementi distintivi di Electronic BBQ. I food truck selezionati tra i migliori d’Italia offriranno proposte gastronomiche di qualità, mentre lo street food emiliano curato dai volontari del territorio porterà in tavola tradizione, convivialità e spirito di comunità.

Grande spazio anche allo sport, con campi e attività dedicate a basket, beach volley e padel. Tra le novità dell’edizione 2026 spicca l’introduzione di un torneo ufficiale di basket, che si aggiunge alle iniziative sportive già presenti e contribuisce a rendere il festival un’esperienza sempre più completa e partecipativa.

Il weekend di Castellarano si aprirà venerdì 24 luglio con “La Notte delle Discoteche”, appuntamento distinto da Electronic BBQ Festival e raccontato attraverso una comunicazione dedicata.

Electronic BBQ si conferma così un progetto capace di unire musica, cultura, sport, food e territorio, trasformando per due giorni Castellarano in un punto d’incontro tra pubblico, artisti, comunità locale e scena elettronica internazionale.

Roma, l’Arena di Tor Marancia: apre con "Mr. Nobody Against Putin"

Roma, 21 lug. (askanews) – Da domani a venerdì 31 luglio, la Fondazione Cinema per Roma realizzerà la prima edizione dell’Arena di Tor Marancia (VIII Municipio), che sarà allestita presso la Tenuta di Tor Marancia A.F.A. 3. In arrivo dieci giorni di proiezioni a ingresso gratuito che si svolgeranno ogni sera a partire dalle ore 21.15.

L’arena rientra nel programma dell’iniziativa “Vivi il Cinema!” che comprende anche la quinta edizione di Roma Cinema Arena al Parco degli Acquedotti (1- 22 luglio) e la quarta edizione delle arene di Corviale (8-21 luglio) e Santa Maria della Pietà (15-28 luglio). “Vivi il Cinema!” è organizzata nell’ambito dell’Estate Romana 2026, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali.

“L’arena di Tor Marancia, che inaugura domani 22 luglio, è uno spazio di partecipazione e dall’alto valore politico per la città, perché nasce in un parco nell’VIII Municipio sottratto alla cementificazione: restituire a Roma un ampio spazio verde in veste pubblica e fruibile che era il sogno di Antonio Cederna”, ha dichiarato Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale. “In questo parco fortemente voluto dai cittadini, l’arena apre con un film capolavoro contro la guerra, “Mr. Nobody Against Putin”, che in Russia è stato bandito da ogni proiezione. Lo facciamo per riflettere sul restringimento degli spazi di libertà quando si instaura la retorica nazionalista”.

L’identità visiva della campagna di comunicazione dell’iniziativa “Vivi il Cinema!” per le arene di Corviale, Santa Maria della Pietà e Tor Marancia nasce dalla collaborazione fra Fondazione Cinema per Roma e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, Campus di Roma. Il progetto è stato realizzato da Dina Shilikbayeva, studentessa del Triennio di Graphic Design e Art Direction, ed è stato selezionato tra tutti i lavori proposti nell’ambito di un progetto didattico che coinvolge studenti del terzo anno italiani e internazionali, coordinato dai docenti NABA Andrea Fragasso, Assunta Squitieri, Alessio Ferri e Dionigi Mattia Gagliardi.

L’arena di Tor Marancia sarà inaugurata domani, mercoledì 22 luglio, dalla proiezione di “Mr. Nobody Against Putin” – Il film contro tutte le guerre di David Borenstein e Pavel Talankin: il titolo – premiato con l’Oscar 2026 al Miglior documentario – sarà preceduto da un incontro con il regista Andrea Segre, che ha curato la distribuzione in Italia attraverso la sua ZaLab. Due i compleanni festeggiati all’Arena: i cento anni di Mel Brooks con film di culto come “Mezzogiorno e mezzo di fuoco” (23 luglio) e “Frankenstein Junior” (31 luglio), e i settanta di Tom Hanks con successi del calibro di “Cast Away” di Robert Zemeckis (26 luglio) e “C’è post@ per te” di Nora Ephron (27 luglio). A trentacinque anni dall’uscita in sala sarà proiettato “Thelma & Louise”, pietra miliare della filmografia di Ridley Scott (29 luglio), mentre a dieci anni dalla scomparsa di Ettore Scola sarà la volta di uno dei grandi film del maestro, “C’eravamo tanto amati” (30 luglio).

Nel programma ci sarà inoltre spazio per due serate dedicate al mondo dell’animazione con titoli indimenticabili come “Il libro della giungla” (24 luglio) di Wolfgang Reitherman e “Aladdin” di John Musker (25 luglio). Infine, martedì 28 luglio, si svolgerà The Best of “24 Frame Al Secondo”, evento che ospiterà le proiezioni dei cortometraggi dei registi under 25 premiati al concorso dedicato alla memoria di Francesco Valdiserri. La serata sarà presentata da Marcello Ribustini.

Nordio: non c’è uno scudo penale per gli agenti, al massimo processuale

Roma, 21 lug. (askanews) – “L’espressione ‘scudo penale’ è assolutamente impropria perché lascia intendere una sorta di immunità, che in realtà non esiste. Al massimo si potrebbe parlare di scudo processuale”. Lo ha detto il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine dell’evento di intitolazione dell’aula magna della scuola di formazione Giovanni Falcone a Nicolò Amato a Roma.

Il guardasigilli ha risposto in merito alla vicenda di Bologna. “La riforma è molto semplice ù ha spiegato ù elimina l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati per chi agisce in presenza di una causa di giustificazione, come la legittima difesa, l’uso legittimo delle armi, l’adempimento di un dovere o l’esercizio di un diritto. Finora, infatti, l’iscrizione era obbligatoria anche solo per consentire alla persona di partecipare alle indagini tramite un proprio consulente, ma si convertiva di fatto in una condanna anticipata”.

Nordio ha aggiunto a che il provvedimento non riguarda solo le forze dell’ordine: “Auspico che finiscano le incomprensioni: questa norma riguarda anche i medici. Anzi, dal mio punto di vista, è ancora più importante nei casi di presunta malpractice. Fino a ieri il medico poteva nominare propri consulenti nelle perizie solo se iscritto nel registro degli indagati, con una macchia ingiusta sul proprio onore e sulla propria professione. Ora potrà farlo senza essere iscritto. Non c’è alcuna immunità ù ha detto Nordio ù ma solo il superamento di un automatismo lesivo”.

Meloni oggi incontra leader della coalizione per fare punto su priorità

Roma, 21 lug. (askanews) – Giorgia Meloni vedrà oggi i leader della coalizione per il consueto confronto di governo. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi.

Nel corso dell’incontro – si sottolinea – sarà fatto il punto sulla situazione interna e internazionale, al fine di definire le priorità dell’azione di governo in vista dell’autunno, con particolare riferimento all’utilizzo della flessibilità ottenuta in sede europea in materia di energia, anche alla luce delle più recenti proposte della Commissione europea in materia di ETS.

Bologna, in piazza per la verità su Fakir: poi tensione e scontri

Bologna, 21 lug. (askanews) – Dalle finestre di Palazzo d’Accursio una donna e un uomo guardano la piazza che si riempie: sono i fratelli di Abderrahim Fakir, appena ricevuti dal sindaco. Sotto di loro, piazza Nettuno raccoglie migliaia di persone: la comunità islamica e quella marocchina, i cittadini arrivati all’appello di Matteo Lepore per il 42enne morto domenica al Pilastro, mentre due agenti lo tenevano bloccato a terra, a faccia in giù, in un’agonia filmata dai balconi. Nessun palco e nessun comizio, solo la voce della nipote Yossra, dopo i momenti di paura per il malore della zia, svenuta per l’emozione.

“Non siamo qui per chiedere odio, non siamo qui per chiedere vendetta. Siamo qui per chiedere verità, giustizia, rispetto e umanit. Si chiamava Abderrahim Fakir ed era mio zio: non era un numero, non era una notizia, era una vita, era una persona amata e qualcuno ieri ha deciso di portarmelo via”.

Sulla morte di Fakir indaga la procura, che ha acquisito video e bodycam e attende l’autopsia. In mattinata il procuratore capo Paolo Guido ha annunciato l’iscrizione di chi ha preso parte all’intervento nel nuovo registro delle annotazioni preliminari, precisando che i fatti sono “di più ampia estensione temporale” rispetto al video circolato in rete e che gli accertamenti riguarderanno anche l’operato dei sanitari. Accanto a Lepore, in piazza, il presidente della Regione Michele de Pascale.

“La perdita di una vita è sempre un dramma – spiega il governatore dell’Emilia-Romagna -. Quando una persona perde la vita mentre è sottoposta a un provvedimento di polizia è un elemento che desta grandissimo clamore e grande preoccupazione. Sono state molto importanti le parole del procuratore: l’autorità giudiziaria è in prima fila per la verifica di quanto è avvenuto”.

Ma quando la piazza si svuota, la serata cambia volto. Collettivi e antagonisti, al grido di cori contro polizia, governo e sindaco, puntano sulla vicina piazza Roosevelt, sede di prefettura e questura: un fortino presidiato dagli agenti in tenuta antisommossa e dalle camionette, con un elicottero a sorvegliare tutto dall’alto. Le provocazioni salgono di tono, volano bottiglie e oggetti contro gli agenti, che rispondono con lacrimogeni e idranti per disperdere i manifestanti. La notte di Bologna si chiude così, tra i fumi dei lacrimogeni: le risposte che la città chiede sono ora affidate all’autopsia e al lavoro della procura.

Bologna, Meloni: accertare verità senza sconti, ma no violenza contro polizia

Roma, 21 lug. (askanews) – “Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile. Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post sui social.

“Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro”.

“Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio”, ha aggiunto.

Il Papa cita Bob Dylan: non è l’atomica a generare pace, ma il disarmo

Roma, 21 lug. (askanews) – “Non sono le armi atomiche che generano la pace, ma il disarmo. Tale verità, che sembrava acclarata nei decenni scorsi, durante i quali abbiamo assistito ad una de-escalation nucleare, è stata offuscata da una corsa agli armamenti che oggi spaventa e atterrisce”. Lo scrive Papa Leone nell’introduzione inedita scritta al volume “Disarmata e disarmante (Libreria Editrice Vaticana, a cura di Alessandro Banfi, pp. 192, euro 16), che raccoglie in forma antologica le riflessioni del Papa sulla pace.

“La pace – scrive il Papa nell’introduzione pubblicata dal Corriere della Sera – è il grande desiderio che agita molti cuori, ma è anche spesso minacciata, calpestata, irrisa. Oggi ben 103 Stati sono coinvolti in qualche maniera in una guerra sulla Terra. Le armi rimbombano e uccidono in Ucraina, in Medio Oriente, in Sudan, in Myanmar, nello Yemen, in Congo e in tante altre situazioni”.

Per Leone, “innanzitutto, la pace è una responsabilità. Se il primo istinto di fronte a un problema che incontriamo, a una tensione che viviamo, a un’offesa che subiamo è quello di giudicare gli altri, di accusarli e perfino condannarli, sarà fatale che prima l’indifferenza e poi l’odio si sviluppino intorno a noi. Esiste un modo di vedere la realtà che distrugge e non costruisce. Invece la pace inizia da me. Inizia da noi”.

“Come scrisse il cantautore e poeta Bob Dylan rivolgendosi figurativamente alla Bomba atomica, in una sua composizione poetica: ‘Ti odio perché ti ha fatto l’uomo e l’uomo ti possiede e l’uomo ti maneggia’”, ribadisce il Pontefice, secondo cui “un mondo in cui siano le macchine, per quanto sofisticate e più veloci di noi, a decidere un bombardamento su persone inermi sarebbe davvero spaventoso. La coscienza di un singolo uomo può valere il mondo intero”.

Startup, ORiS chiude un round pre-seed ‘record’ da 5 milioni

Milano, 21 lug. (askanews) – Cinque milioni di raccolta per ORiS (Orbital Recharge in Space), startup deep-tech con sede a Torino che sviluppa sistemi di trasmissione wireless di energia via laser per applicazioni spaziali e dual-use. La società ha chiuso un round pre-seed da 4,5 milioni guidato da Earlybird e co-guidato da Pitchdrive, con la partecipazione di Galaxia, Vento e Fondo Piemonte Next. A questo si aggiunge un grant da 0,5 milioni attraverso il programma “Consolidamento patrimoniale e crescita delle start up innovative” della Regione Piemonte.

La startup è incubata presso l’Incubatore del Politecnico di Torino (I3P) ed è parte del programma ESA BIC Turin, gestito da I3P in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il Politecnico di Torino e la Fondazione LINKS.

Fondata da quattro ingegneri del Politecnico di Torino, Andrea Villa (CEO), Anna Mauro (CTO), Domenico Edoardo Sfasciamuro (CCO) e Francesco Lopez (COO), ORiS nasce all’interno dell’ecosistema di CDP Venture Capital attraverso Galaxia e sta costruendo una rete di distribuzione energetica in orbita. La sua tecnologia di trasmissione wireless di energia via laser è progettata per dare ai satelliti accesso a energia aggiuntiva direttamente in orbita, rispondendo alla crescente domanda di potenza di una nuova generazione di satelliti sempre più capaci ed energivori.

“La visione di ORiS è sostenere la crescita dirompente della space economy, ridisegnando lo standard con cui i satelliti sono progettati e operati,” ha dichiarato Andrea Villa, CEO e Co-Founder di ORiS. “Vogliamo ottimizzarli per alte prestazioni e profitti. Il nostro primo passo è rendere l’energia in orbita una commodity, disponibile in qualunque momento, come siamo abituati qui sulla Terra.”

Per i satelliti già in orbita, questa tecnologia potrebbe consentire agli operatori di utilizzare i payload più spesso, operare durante i periodi di eclissi ed estendere la vita operativa delle missioni man mano che i pannelli solari si degradano. Per i satelliti futuri, la disponibilità di energia on demand in orbita potrebbe cambiare il modo in cui le missioni vengono progettate, aprendo nuove possibilità per dimensionare il sistema elettrico di potenza, gestire le operazioni dei payload e pianificare missioni più ambiziose.

Il finanziamento pre-seed sarà utilizzato per espandere il team tecnico di ORiS, accelerare l’R&D su sottosistemi critici, trasferirsi in nuovi uffici dotati di laboratori e clean room, sviluppare il flight model per una missione di Wireless Power Transmission tra due satelliti e far avanzare LOONA da piattaforma prototipale a prodotto dual-use. Entro la fine del mese, ORiS prevede di consegnare il flight model per la sua prima missione in orbita con DCUBED, prevista per il 2027 e progettata per dimostrare la trasmissione wireless di energia su una distanza di 10 metri.

Guardia costiera, Mattarella: prezioso punto garanzia e riferimento per la comunità

Roma, 21 lug. (askanews) – “Le Capitanerie di Porto svolgono una molteplicità di funzioni di primaria rilevanza al servizio del Paese. Dalla salvaguardia della vita umana in mare alla sicurezza della navigazione, dalla tutela dell’ambiente marino alla vigilanza sulle attività marittime e portuali, il Corpo rappresenta un prezioso punto di garanzia e riferimento per la comunità”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato al Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Sergio Liardo.

“In occasione del 161° Anniversario di istituzione del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, desidero rivolgere a tutto il personale, in servizio e in congedo, l’espressione della gratitudine del popolo italiano per il loro operato reso con elevata professionalità e spirito di sacrificio. In questo ottantesimo anno dalla fondazione della Repubblica Italiana – sottolinea Mattarella – rendo omaggio alla memoria di quanti hanno perso la vita nell’adempimento del dovere mentre rivolgo un deferente saluto alla Bandiera di Guerra della Marina Militare e delle Forze Navali, nonché allo Stendardo delle Unità Navali della Guardia Costiera”.

Mattarella sottolinea che “le più recenti attività operative, svolte a tutela della sicurezza in mare, delle coste e delle acque interne, così come il determinante contributo assicurato nelle situazioni di emergenza, testimoniano la capacità del Corpo di affrontare con efficacia le sfide contemporanee, in sinergia con le Forze Armate e le Forze di Polizia. In questo giorno di festa – conclude il presidente – mi è grato inviare a tutti gli appartenenti al Corpo e alle loro famiglie il più fervido augurio. Viva il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera! Viva la Repubblica!”.

Dramma del Pilastro: la democrazia si difende con la fiducia nelle istituzioni

Il tempo della giustizia, non delle sentenze preventive

Ieri, nell’edizione del Tg1 delle 20:00, è andata in onda la registrazione della telefonata in cui si segnalava la presenza di un uomo in stato di agitazione. Sempre in serata alcuni manifestanti sono venuti a contatto con la polizia al grido di “assassini!”, fortunatamente senza gravi conseguenze. Ora più che mai serve sangue freddo. Serve astenersi da qualsiasi giudizio affrettato, tanto più se gridato sui social, e attendere che la magistratura accerti ciò che le compete: se l’intervento sia stato conforme ai protocolli, se vi siano stati fattori concomitanti, se emergono colpe o negligenze di qualcuno. Non è prudenza di comodo. È la sola postura compatibile con uno Stato di diritto.

E invece, nel giro di poche ore, il caso della morte di Fakir è stato “chiuso” già due volte. Chiuso da chi, in piazza, ha già scritto “omicidio di Stato” su uno striscione, prima ancora che l’autopsia sia eseguita. E chiuso, specularmente, da chi, con primarie responsabilità istituzionali, ha già certificato la “professionalità” dell’intervento, prima ancora che le verifiche siano concluse.

È lo stesso riflesso che certi leader di centrodestra esibiscono, ad esempio, sul caso del gioielliere: la tragedia come materia prima del consenso. Due sentenze uguali e contrarie, pronunciate entrambe senza indagini, figuriamoci processo. La si smetta di capitalizzare politicamente il dolore. Da qualunque parte lo si faccia.

La forza di un’istituzione democratica

C’è poi un secondo aspetto, che va detto con la stessa nettezza: la polizia italiana oggi non è la polizia americana, né tantomeno l’ICE. Fortunatamente.

Opera dentro un ordinamento che la sottopone al controllo della magistratura, e proprio questo caso lo dimostra: bodycam consegnate ai pm, autopsia disposta, indagine avviata nelle ore immediatamente successive ai fatti. Non è un dettaglio tecnico: è la differenza tra un apparato di forza e un’istituzione democratica.

A qualcuno, in Italia, piacerebbe che questa differenza diventasse molto più labile. Il modo migliore per impedirlo non è la sfiducia preventiva verso chi indossa una divisa, ma la fiducia nella corretta collaborazione tra magistratura e organi di polizia. Una fiducia attiva, vigile, mai cieca: che pretende gli accertamenti, li segue, e ne trae le conseguenze.

Perché chi grida “sono tutti assassini” e chi giura “non possono aver sbagliato” commettono, in fondo, lo stesso errore: sottraggono le istituzioni alla verifica, gli uni per condannarle in blocco, gli altri per assolverle in blocco. E un’istituzione sottratta alla verifica smette, per tale stesso motivo, di essere democratica.

L’equilibrio come presidio della democrazia

In fasi storiche come questa, attraversate da polarizzazioni che trasformano ogni fatto di cronaca in un referendum identitario, l’equilibrio non è un rifugio di lusso: è, al contrario, quanto di più necessario ci possa essere. Lo ha ricordato, con parole sue, lo stesso card. Zuppi.

L’equilibrio serve a garantire che il giudizio, anche netto, arrivi quando le cose sono state adeguatamente chiarite; non a garantire che il giudizio non arrivi mai.

Quando le indagini avranno parlato bisognerà dire le cose come stanno: se emergeranno negligenze, violazioni dei protocolli, un uso sproporzionato della forza, andrà detto senza giri di parole, e le responsabilità andranno perseguite fino in fondo, chiunque riguardino. Se invece gli accertamenti escluderanno colpe, andrà detto con altrettanta chiarezza, e chi ha parlato di omicidio di Stato dovrà avere l’onestà di prenderne atto.

Agli eccessi provenienti da entrambe le tifoserie occorre rispondere in un solo modo: con una fiducia autentica, matura e responsabile in quelle istituzioni democratiche che diciamo di voler difendere. Una fiducia che non anticipa le sentenze né le teme.

Perché la difesa delle istituzioni non si fa nei convegni, né negli anniversari, ma comincia da casi come questo.

Chi scrive le regole del gioco?

“Aiuto, basta.” Due parole, gridate da un uomo a terra, con le mani bloccate dietro la schiena. Non erano una minaccia. Non erano una colluttazione. Erano una richiesta. È bastato non ascoltarle per trasformarle nell’ultima cosa che Abderrahim Fakir ha detto in vita sua, in un garage del Pilastro, a Bologna. Forse, prima delle fascette ai polsi, sarebbe servito qualcuno capace di fermarsi un secondo e chiedersi: e se avesse davvero bisogno di aiuto?

Troppo complicato, evidentemente. Molto più semplice immobilizzare, sperare che passi, e scoprire poi che non è passata.

La grammatica del sospetto
Viviamo in un Paese in cui l’urlo di un uomo agitato viene tradotto automaticamente in pericolo da neutralizzare, mai in disagio da comprendere. Non è un problema di singoli agenti: è una questione strutturale, radicata nelle norme che regolano i comportamenti.

Chi urla per strada, soprattutto se marocchino, soprattutto se nel quartiere “giusto” per fare notizia, smette di essere una persona in difficoltà e diventa un’emergenza da contenere. La diagnosi arriva dopo, con calma, in autopsia.

Il gioielliere e il tribunale del popolo
Sul fronte opposto, altrettanto istruttivo, il caso Roggero: un uomo che insegue due rapinatori già in fuga, li raggiunge, spara, uccide, e finisce eletto — metaforicamente e no — a paladino della giustizia vera, quella “fatta bene”, non come quella “imbelle” dei tribunali. Applausi, richieste di grazia, ministri pronti a schierarsi contro i giudici. La logica è sempre la stessa: se lo Stato non punisce abbastanza in fretta, ci pensiamo noi. Con lo spray al peperoncino o con la pistola, cambia il mezzo, non il principio.

Due Italie, stessa scorciatoia
Non c’è bisogno di scomodare il fascismo per notare che qualcosa scricchiola. Basta guardare quanto, da destra e da sinistra, sia diventato normale saltare il passaggio più scomodo — ascoltare, indagare, aspettare — per arrivare dritti alla sentenza emotiva. Bologna e Grinzane Cavour non sono la stessa storia, ma raccontano un’identica impazienza: quella di un Paese convinto di sapere già come va a finire, prima ancora di aver ascoltato fino in fondo.

Un po’ di decenza, per favore
Non chiedo giustizialismo né buonismo. Chiedo la fatica, oggi fuori moda, di aspettare i fatti prima di issare bandiere. E chiedo che, almeno per un giorno, si smetta di usare la morte di un uomo — qualunque uomo — come materiale da campagna elettorale. Lo dobbiamo alla memoria di Abderrahim Fakir e ai suoi familiari, che un vero “aiuto” non hanno più fatto in tempo a ricevere.

Mondiale 2026, finalmente è calato il sipario

I numeri non sempre dicono di un successo

Raramente si è assistito ad un Mondial così dimesso. Ora che è finito si può trarre qualche conclusione che è perfettamente in linea con il suo intero svolgimento. Una manifestazione sportiva estesa per l’intero Nord America fino al Canada e Messico suona già di dispersivo, come fossero tanti tornei disgiunti l’uno dall’altro. E’ venuto meno il coinvolgimento emotivo di quando si sta tutti nello stesso agone a misurarsi. Si sono misurate 48 squadre per un numero complessivo di 104 partite. Tutto un po’ troppo perché un appassionato possa aver mantenuto la stessa tensione per l’intero torneo. Non sono mancate alcune delusioni per il fine corsa troppo anticipato di squadre di fama con il Brasile e la Germania, smentendo la celebre affermazione del grande calciatore inglese Gary Lineker quando sosteneva che “Il calcio è un gioco semplice: ventidue uomini rincorrono un pallone per novanta minuti, e alla fine vince sempre la Germania”.

La noia ha infestato il campo di gioco

Rarissime le partite che è valsa la pena vedere. Si è assistito a performance assai modeste, l’attenzione a non perdere è prevalsa sull’ambizione di vincere e ci si è divertiti nell’incontro tra Francia e Inghilterra solo quando non c’era più nulla da difendere finendo il match con un risultato da punteggio tennistico. Anche la finale è stata a dir poco deludente, si è fatta fatica a trattenere lo sbadiglio. Ogni cosa in linea con la teoria degli opposti

Impara l’arte e mettila da parte

Non sono bastati le celebrità, attori e cantanti che con la loro presenza hanno cercato di rianimare la situazione sperando di raddrizzare la sorte di un evento da dimenticare. Ultimo oltraggio alla decenza, ci si è messa di mezzo anche l’esibizione di artisti tra il primo ed il secondo tempo della finalissima, un half-time show assolutamente da non riproporre per il futuro. Si saranno fatti incassi da capogiro ma il pallone è stato relegato in buca d’angolo a fare da misero contorno a tutt’altro che il “soccer”.

Unico guizzo, menare le mani

Al termine della partita l’Argentina ha preso la medaglia d’argento e la Spagna si è tolta lo sfizio di una foto di gruppo per celebrare la vittoria facendo fuori Trump e l’imbarazzato Infantino che tentava una via diplomatica per dire a The Donald di mettersi fuori obiettivo. E’ stato un Mondial pacchiano dove lo sport più amato del mondo ha fatto dei passi indietro in tutti i sensi. La rissa subito il fischio di termine dell’incontro della finalissima racconta una tristezza conforme all’evento che è mancato. Finalmente un po’ di animazione dopo tanta sonnolenza, direbbe qualche cattivello. Infantino potrà fieramente sollevare la coppa per la conquista di un suo personale fallimento.

Infantino punto e a capo

Questa volta, per tirarci su il morale, potremo dire di poter lecitamente scherzare con i Santi ma non lasciar stare i fanti e le loro responsabilità. Gli infanti erano coloro che ancora dovevano acquistare la capacità di parola e che quindi non potevano esprimersi. Poi, nel tempo, il fante è diventato il servitore del nobile, un garzone di bottega.

Al Presidente della FIFA, dal sorriso stampato che richiama quello del Jocker di Batman, è riuscito parlare e dire la sua, anche agli arbitri di turno, senza tradire il suo ruolo di appendice vero il padrone di turno. Gli andrebbe rammentato che lo sport, che è pure ma non pura divagazione, non è snaturatamente assimilabile allo spettacolo e di questo avrebbe dovuto farsene carico e memoria. Il questo Mondial si è giocato con un pallone sgonfiato all’opposto della boria di chi lo ha trafitto. Mondial 2026, nulla da ricordare.

La finale dei tre mondi: il calcio come metafora dell’Occidente

Le radici dell’Occidente

Già sui banchi di scuola mi sembrava che l’espressione “eroe dei due mondi”, riferita a Giuseppe Garibaldi, venisse pronunciata in maniera superficiale, quasi come una nota colorita e di folclore. Invece – lo dico da “garibaldino” appassionato – l’esperienza americana del patriota è costitutiva della sua azione e del suo pensiero. Senza, Garibaldi non sarebbe stato… Garibaldi.

Ecco, i due mondi, europeo e americano. Le articolazioni fondamentali dell’Occidente.

Quali, però, le sue radici? In un volumetto del 2020 scrissi, nel solco di una solida tradizione: Atene e Gerusalemme, la Grecia classica e l’universo biblico. In occasione di uno scambio epistolare, tuttavia, lo storico dell’antichità Luciano Canfora mi suggerì di considerare un terzo polo: Roma, la culla del diritto. E, in seguito, colsi l’opportunità di aggiungere una quarta gamba, Alessandria d’Egitto: lo spirito cosmopolita della koinè, il Museo, la Biblioteca.

Una finale che racconta tre mondi

E oggi? La finale dei mondiali di calcio, così a me pare, è eloquente. Di nuovo l’Occidente, con tre dei suoi mondi: quello iberico, la Spagna, quasi il “nuovo mondo” del Vecchio continente; l’America latina e ispanica dell’Argentina, nello stesso tempo Sud, Ovest e “periferia” del globo; il New Jersey, in quella East Coast nord-americana che è, almeno dal secondo dopoguerra, una sorta di caput mundi, cuore e “centro” dell’Occidente.

Insomma, come direbbe Leonardo Sciascia, il calcio è (anche) una metafora. E forse è una metafora anche la vittoria per 1 a 0 della Spagna, da sempre grande potenza calcistica, certo, e, insieme, a suo modo, realtà di frontiera.

Un occhio al cambiamento climatico, ma non solo in estate

Il dovere di guardare oltre l’emergenza estiva

Ogni anno, quando entriamo nell’incubo dell’insopportabile caldo estivo, si riaccende puntualmente il dibattito sul cambiamento climatico. E ciclicamente si torna a parlare di come stia diventando sempre più difficile vivere con un clima che non promette nulla di buono per il futuro. Nulla di buono non tanto per noi, ma soprattutto per chi verrà dopo di noi ovvero figli, nipoti e il resto dell’umanità. Un concetto già ben espresso da Papa Francesco nell’esortazione apostolica Laudato sì; lasciare il pianeta alle future generazioni nelle condizioni almeno uguali a quelle nelle quali lo abbiamo ricevuto in dono per il nostro passaggio terreno.

Ma a tanta preoccupazione dell’opinione pubblica non corrisponde altrettanta attenzione da parte delle istituzioni internazionali e dei singoli stati nazionali, che fanno ancora oggi delle scelte a favore di energia prodotta bruciando combustibili fossili ad alta intensità carbonica aggravando gli equilibri del pianeta già fortemente compromessi dai gas serra.

Queste scelte dissennate e antistoriche sono generate prevalentemente da valutazioni di carattere economico, ma anche da una notevole mancanza di cultura ambientale e di rispetto per l’umanità del nostro tempo e di quella che verrà.

I dati del clima e le conseguenze sul pianeta

È in questa cornice che vanno lette le tesi di chi ancora tenta di negare l’evidenza di un cambiamento climatico; un’evidenza che è confermata dalla serie storica delle temperature medie registrate nel corso degli anni e che segnalano un continuo aumento medio di oltre due gradi negli ultimi cinquant’anni. Si tratta di un aumento importante che si traduce in scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari, erosione delle nostre coste e fenomeni atmosferici sempre più violenti. Sono mutazioni climatiche che incidono in modo significativo anche sulle attività collegate alle condizioni di vita del genere umano e che generano dei crescenti flussi migratori in cerca di aree vivibili. Quella umana non è infatti l’unica migrazione in atto, ma si accompagna a quella della flora e della fauna determinando nel pianeta la formazione di vaste aree difficilmente abitabili.

Le responsabilità della politica internazionale

Per rendere più praticabili anche in termini economici le soluzioni innovative per la produzione di energia la Banca mondiale dal 2021 aveva iniziato a dare sostegno ai paesi che volevano investire sulle energie rinnovabili arrivando a stanziare per il 2025 più di 50 miliardi di dollari. Purtroppo, la pressione politica fatta dagli Stati Uniti (azionista di maggioranza della Banca mondiale) ha portato alla rimozione degli interventi tesi a contrastare i cambiamenti climatici tra gli obiettivi degli interventi della Banca mondiale. È l’ennesima forma di insensibilità e di mancanza di rispetto per il prossimo che caratterizza l’attuale fase politica della Casa Bianca a conduzione trumpiana che – tra le altre cose – ha anche deciso unilateralmente di uscire dall’Accordo di Parigi del 2015 con il quale gli stati partecipanti si sono impegnati a realizzare interventi per contenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei due gradi rispetto ai livelli preindustriali. In questo momento di confusione e strisciante negazionismo giova ricordare che il cambiamento climatico è un processo che è in atto in modo continuo ed inarrestabile e non solo quando ce ne accorgiamo noi a causa dei disagi creati dalle temperature insopportabili.

La politica-spettacolo e l’urgenza di “disarmare le parole e le immagini”

Le origini della politica-spettacolo

È stato Aldo Grasso, con la sua settimanale rubrica sul Corriere della Sera, “Padiglione Italia”, a ricordarmi la nascita dell’utile e veritiero paradigma di “politica-spettacolo”. Da decenni compagno di viaggio e struttura portante del dibattito pubblico e della democrazia dei nostri giorni.

Il titolo della sua rubrica di questa settimana era molto chiaro: “La cronaca in tv che diventa casting”. La cronaca televisiva che diventa cioè un provino per selezionare attori. In questo caso attori politici. Aldo Grasso ce l’aveva con Giuseppe Barboni, il caro amico imprenditore del ‘generale’ Vannacci tra i primi iscritti a Futuro Nazionale, che ha picchiato un povero migrante lungo una strada, poi intervistato in tv per il suo coraggio.

Ne parlò molto tempo dopo anche il politologo Giovanni Sartori col suo Homo Videns, ma in Italia il primo studioso che ha proposto e introdotto il termine “politica-spettacolo” è stato il sociologo Gianni Statera nel lontano 1986.

Dal leader politico all’attore della scena pubblica

Era ancora distante l’universo digitale, ma secondo Sartori l’“Homo Sapiens”, con il suo modo di ragionare, di leggere e scrivere, era stato sostituito da questo nuovo uomo postmoderno che misura e valuta tutte le sue conoscenze e le sue credenze sull’immagine televisiva.

Statera tuttavia, e in precedenza, dopo aver verificato la diffusione capillare della televisione era andato oltre. Aveva con lungimiranza fiutato il futuro, e quello che stava accadendo alla democrazia e ai partiti con le loro sceneggiate quotidiane.

Dopo un poco di anni scendeva infatti sulla scena della politica Silvio Berlusconi subito dopo un suo personale messaggio televisivo di 9 minuti, trasmesso su tutte le sue reti private Fininvest, e su quelle pubbliche della Rai. E, continuando a presidiare e intervenire su queste reti, nel 1994 viene eletto col suo personale e privato partito FI, e diventa Primo ministro.

Il pronostico azzeccato di Statera riguardava il modo di interpretare e decifrare la politica. Il mutamento del leader in un attore di spettacolo, e la trasformazione delle sue idee, del suo programma, e della sua etica, in un copione da ripetere ad ogni recita su qualsiasi palcoscenico. Anche nei suoi risvolti di menzogne e inganni.

Il leader, insomma, trasformato in un istrione con tutte le sue false parole. Con il suo modo di vestire, con la sua postura, ecc.

Dalla televisione all’IA: la sfida di disarmare parole e immagini

Da molto tempo, come sappiamo, una politica spettacolarizzata è ormai parte della nostra storia, ahimé, democratica, e con Donald Trump che fa quotidiane lezioni. Arrivata ai nostri giorni sui siti dei partiti-social “da remoto” e senza più le storiche sezioni territoriali, con i profili personali e privati del leader su diffuse piattaforme, e con il dilagare di consensi, insulti, e quant’altro.

Il tutto irreversibilmente trasformato in un quotidiano spettacolo teatrale, grazie alla moltiplicazione inverosimile dei canali televisivi, ai giornalisti alla ricerca di scoop e di ascolti, a un inedito narcisismo esibizionista dei leaders dei nostri giorni, che non si fanno più scrupolo se capovolgono la verità in falsità.

Basta parlarne e farsi vedere. Uno show quotidiano aggravato dall’uso della IA che trasforma il vero in falso, e la verità in menzogna. Sui cui drammatici esiti ci ha messo in guardia e avvertiti, strano a dirsi, papa Leone XIV nella sua Enciclica Magnifica Humanitas, quando nel paragrafo 214 del cap. 5, ripetendo un suo precedente “Discorso agli operatori della comunicazione”, ha sottolineato l’esigenza e l’urgenza di “disarmare le parole”, e le immagini: “…dobbiamo dire no alla guerra delle parole e delle immagini”.

Nuova serie di attacchi Usa conto l’Iran. Teheran risponde con missili e droni contro basi Usa nel Golfo

Roma, 20 lug. (askanews) – Gli Usa hanno lanciato una nuova serie di attacchi contro l’Iran.

Un comunicato del CentCom, il Comando centrale degli Stati Uniti ha annunciato che “le forze armate degli Stati Uniti hanno avviato una nuova serie di attacchi contro l’Iran” e “gli attacchi sono concepiti per degradare ulteriormente le capacità militari iraniane utilizzate per attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz”. Il presidente americano, Donald Trump, in un post su Truth Social poche ore prima aveva scritto: “Ogni volta che l’Iran uccide un soldato americano, pagheranno per quell’omicidio molte volte. Questa direttiva è stata trasmessa al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Presidente del Comando Congiunto, Daniel Caine, e a tutti i leader delle forze militari”. Venerdì, due militari statunitensi sono rimasti uccisi in Giordania in attacchi iraniani contro il Paese.

Dopo che gli Stati Uniti hanno affermato di aver lanciato altri attacchi contro l’Iran, i media ufficiali iraniani hanno riferito di aver udito esplosioni a Bandar Abbas, Qeshm e nel distretto di Bemani, nella provincia meridionale iraniana di Hormozgan, lungo il Golfo dell’Oman, vicino allo Stretto di Hormuz.

La risposta di Teheran è stata il lancio di missili e droni verso Kuwait, Giordania e Bahrein, i tre Paesi che ospitano una base militare statunitense e che hanno attivato i sistemi di difesa aerea. Secondo la televisione di Stato iraniana, l’esercito iraniano avrebbe preso di mira i sistemi missilistici statunitensi, in particolare la base di Arifjan in Kuwait, con missili terra-aria.

Inoltre, l’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha segnalato che anche una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato nello stretto di Hormuz.

Trovato morto in casa a Washington il corrispondente italiano dalla Casa Bianca Daniele Compatangelo

Roma, 20 lug. (askanews) – E’ stato rinvenuto morto nella sua abitazione di Washington il corrispondente italiano dalla Casa Bianca Daniele Compatangelo, autore poche settimane fa dello scoop dell’intervista a Donald Trump post G7 che ha segnato la rottura con la premier Giorgia Meloni. Compatangelo, nato il 15 novembre 1975 a Savona e corrispondente dalla Casa Bianca per La7 e altre testate italiane, lo scorso novembre 2025 è stato eletto presidente dell’associazione dei corrisponenti stranieri della Casa Bianca “White House Foreign Media Group” da lui fondato. La notizia del ritrovamento del corpo senza vita del giornalista italiano è stato comunicato alla famiglia dall’ambasciata italiana a Washington, informata dalla Polizia locale. I primi accertamenti avrebbero escluso segni di violenza sul corpo del giornalista.

A Bologna la manifestazione per Fakir: “Verità e giustizia”

Bologna, 20 lug. (askanews) – A Bologna si è svolta la manifestazione promossa dal sindaco Matteo Lepore per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto ieri al Pilastro al culmine di un intervento di polizia. Presenti, tra gli altri, lo stesso Lepore e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. Prima dell’iniziativa il fratello e la sorella della vittima avevano incontrato il sindaco in municipio. Momenti di apprensione in apertura: proprio quando avrebbe dovuto prendere la parola la nipote di Fakir, Yossra Fakir, la sorella della vittima è svenuta. Per soccorrerla è intervenuta un’ambulanza.

“Non siamo qui per chiedere odio, non siamo qui per chiedere vendetta. Siamo qui per chiedere verità, giustizia”, ha detto poi la nipote quando, fra le lacrime di commozione, ha preso la parola.

Bologna, de Pascale: importanti parole del procuratore su Fakir

Bologna, 20 lug. (askanews) – “Credo che il sindaco abbia fatto molto bene a riunire la città, prima di tutto per un tratto di umanità. La perdita di una vita è sempre un dramma. Quando una persona perde la vita mentre è sottoposta a un provvedimento di polizia è chiaramente un elemento che desta grandissimo clamore, grandissima attenzione, grande preoccupazione”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, a margine della manifestazione in piazza Nettuno a Bologna per la morte di Abderrahim Fakir. “Sono state molto importanti le parole di oggi del procuratore della Repubblica – ha aggiunto – la garanzia che l’autorità giudiziaria, come immaginavamo e come accade sempre nelle nostre comunità, è in prima fila per la verifica di quanto è avvenuto e perché giustizia sia sempre fatta”.

“E’ chiaro che le immagini colpiscono, per l’esito che si verifica e anche perché sono immagini molto forti. La procura ha scritto che sta analizzando le immagini nel loro completo e credo che sia doveroso attenersi a questo. Nessuno più del procuratore in questo momento è nelle condizioni di poter parlare”, ha proseguito de Pascale, secondo cui “dalle indagini medico-legali avremo altre informazioni molto importanti: tutti attendiamo dall’autopsia degli altri elementi per poter comprendere fino in fondo quanto è avvenuto”.

Bologna in piazza per Fakir, la nipote: non odio, ma verità e giustizia

Bologna, 20 lug. (askanews) – “Non siamo qui per chiedere odio, non siamo qui per chiedere vendetta. Siamo qui per chiedere verità, giustizia, rispetto e umanità”. Così Yossra Fakir, nipote di Abderrahim Fakir, il 42enne morto ieri al Pilastro di Bologna al culmine di un intervento di polizia, parlando a nome della famiglia alla manifestazione promossa dal sindaco Matteo Lepore in piazza Nettuno. Il suo intervento, accolto dagli applausi e scandito dai cori “giustizia, giustizia” e “via lo scudo penale” della piazza, è arrivato poco dopo i momenti di apprensione per il malore della sorella della vittima, soccorsa da un’ambulanza.

“Abderrahim non era un caso di cronaca: era mio zio, un uomo con una storia, con dei sentimenti e con delle persone che lo amavano profondamente. Era una persona che meritava aiuto, ascolto, rispetto e dignità. La cosa più difficile da accettare è pensare che in un momento di sofferenza e fragilità, quando una persona chiede aiuto, qualcuno possa non essere riuscito a proteggerla. E oggi noi chiediamo risposte”, ha detto la giovane. “Chi indossa una divisa ha una responsabilità enorme: quella di proteggere le persone, soprattutto quelle più vulnerabili”.

Calcio, Madrid accoglie la Spagna Campione del mondo

Roma, 20 lug. (askanews) – Una capitale vestita di rosso e giallo ha accolto la nazionale spagnola rientrata in patria dopo il trionfo ai Mondiali 2026, conquistati con la vittoria in finale sull’Argentina. È stata una giornata scandita da appuntamenti istituzionali e da un bagno di folla culminato a Plaza de Cibeles, tradizionale teatro delle grandi celebrazioni sportive della Spagna.

Atterrata nel primo pomeriggio all’aeroporto di Madrid, la squadra del ct Luis de la Fuente ha fatto una breve sosta in hotel prima di iniziare il programma ufficiale. La prima tappa è stata il Palazzo della Zarzuela, dove i campioni del mondo sono stati ricevuti da Re Felipe VI insieme alla famiglia reale. Dopo le foto di rito, il sovrano ha reso omaggio ai protagonisti del successo: “È stato un trionfo epico. Avete dimostrato grinta, resilienza e audacia, coniugando testa e cuore. Ora portate con voi quelle due stelle che brillano così intensamente per tutta la Spagna. Siete un gruppo stellare e leggendario per la storia del calcio e dello sport spagnolo”.

Successivamente la delegazione si è trasferita al Palazzo della Moncloa per l’incontro con il premier Pedro Sánchez, che ha elogiato il lavoro del gruppo e ha già lanciato lo sguardo verso il prossimo obiettivo mondiale. “Voglio ringraziare immensamente lo staff tecnico e i giocatori. Ci siamo divertiti moltissimo. Come diceva Luis Aragonés, le finali non si giocano, si vincono. Due su due, e perché non sognare il tre su tre nel 2030, con la Spagna paese ospitante?”.

Mentre la nazionale era impegnata nelle visite istituzionali, migliaia di tifosi avevano già invaso Plaza de Cibeles, trasformata in un mare di bandiere, cori e fumogeni in attesa dell’arrivo dei nuovi campioni del mondo.

Nel tardo pomeriggio è quindi iniziata la parata per le vie della capitale. I giocatori hanno indossato una maglia celebrativa e sono saliti a bordo di due autobus scoperti che hanno attraversato Madrid fino alla piazza simbolo dei festeggiamenti. Tra canti, musica e applausi, non sono mancati momenti di spettacolo, con l’attaccante Borja Iglesias improvvisatosi dj alla consolle, alternandosi al microfono con Pedro Porro per animare la festa durante il corteo.

L’arrivo a Plaza de Cibeles ha segnato il momento culminante della giornata, con decine di migliaia di persone ad accogliere la squadra che ha riportato la Coppa del Mondo in Spagna e conquistato la seconda stella della sua storia.

Calcio, Messi: "Dolore immenso, essere argentini un orgoglio"

Roma, 20 lug. (askanews) – Dopo quasi 24 ore dalla sconfitta nella finale dei Mondiali contro la Spagna, Lionel Messi ha espresso tutta la sua delusione per non essere riuscito a portare la Coppa del Mondo nuovamente in Argentina. Il numero 10 dell’Albiceleste, in una lunga lettera postata su Instagram, ha detto: “Il dolore è immenso e questa ferita impiegherà tempo a guarire. Ma mi aggrappo anche a tutti i bei ricordi…”. Messi ha voluto anche ringraziare i suoi compagni e il popolo argentino per il supporto mostrato durante tutto il torneo: “Le partite che abbiamo ribaltato dando il massimo sono momenti che rimarranno per sempre nella nostra memoria, come il sostegno di un intero Paese che, unito al duro lavoro e all’impegno di questo gruppo, ci ha riportato ancora una volta nell’élite mondiale. È difficile apprezzare appieno il nostro traguardo in questo momento, ma questo gruppo ha raggiunto due finali consecutive di Coppa del Mondo. Grazie di cuore per ogni saluto e messaggio. Ancora una volta, siamo riusciti a unirci come Paese e a restare uniti, condividendo l’immenso orgoglio di essere argentini”. Non sono mancati, infine, i complimenti alla Spagna Campione del Mondo: “Voglio anche congratularmi con la Spagna per la vittoria del Mondiale”

Il caso Roggero, Piantedosi: sulla grazia non bisogna tirare Mattarella per la giacchetta

Roma, 20 lug. (askanews) – “I fatti che sono stati accertati in tre gradi di giudizio restituiscono sicuramente un’applicazione della legge per quella che è da parte della magistratura. Credo che non vada tirato per la giacchetta il capo dello Stato per quello che riguarda la concessione della grazia”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al Tg1, sul caso del gioielliere Roggero.

“C’è ampio dibattito creato dal fatto dell’enormità del caso di una persona che ha difeso il proprio lavoro e la propria famiglia anche sulla base di quanto gli era accaduto in precedenza – ha aggiunto – e che adesso si trova ad essere condannato in maniera apparentemente abnorme da una condanna penale molto importante, ma soprattutto anche da una condanna civile molto importante”.

Trump su Truth risponde a Mamdani: Netanyahu non sarà mai arrestato negli Usa

Roma, 20 lug. (askanews) – Il presidente americano, Donald Trump, garantisce che il premier israeliano Benjamin Netanyahu “non sarà arrestato, in nessun modo, forma o maniera, mentre si trova negli Stati Uniti d’America”. In un post su Truth Social, l’inquilino della Casa Bianca si inserisce in un dibattito che ha travolto il partito democratico dopo le parole del sindaco di New York City, Zohran Mamdani, che nel podcast “The Interview” del New York Times un paio di giorni fa aveva dichiarato che con il suo staff sta avendo una “conversazione attiva” per decidere se il leader israeliano sarà arrestato o no quando arriverà a settembre in città per partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Le parole del sindaco sono state pronunciate dopo che 103 deputati democratici mercoledì scorso avevano votato per tagliare gli aiuti militari a Israele per il prossimo anno fiscale.

Stando a Trump, il premier israeliano “sta combattendo contro la Repubblica Islamica dell’Iran, che recentemente ha ucciso 52.000 manifestanti innocenti, e ha passato gli ultimi 47 anni a uccidere soldati americani e altri. Gli unici che dovrebbero essere arrestati sono le persone che hanno portato l’Iran in questa spirale di morte e distruzione senza precedenti, qualcosa che sarebbe dovuto essere affrontato anni fa dai presidenti precedenti”.

A Bologna, in piazza Nettuno la manifestazione per Fakir

Bologna, 20 lug. (askanews) – In piazza Nettuno a Bologna la manifestazione promossa dal sindaco Matteo Lepore per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto ieri al Pilastro mentre gli agenti durante un intervento di polizia lo stavano ammanettando. Presenti, tra gli altri, lo stesso Lepore e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. Prima dell’iniziativa il fratello e la sorella della vittima avevano incontrato il sindaco in municipio. Momenti di apprensione in apertura: proprio quando avrebbe dovuto prendere la parola la nipote di Fakir, Yossra Fakir, la sorella della vittima è svenuta. Per soccorrerla è intervenuta un’ambulanza.

Italia-Russia, Mosca ammette: espulsione addetto militare italiano è stata una "ritorsione"

Roma, 20 lug. (askanews) – L’espulsione dell’addetto militare italiano e del suo collega dalla Russia è una misura di ritorsione contro Roma, ha dichiarato oggi la portavoce del ministro degli Esteri russo Maria Zakharova. “Si tratta di una misura di ritorsione”, ha affermato Zakharova, commentando la situazione, come riportato dai media russi.

Mosca conferma così quanto affermato dal ministro degli esteri Antonio Tajani, che dopo l’espulsione ha commentato su X: “La Federazione Russa ha espulso, senza motivo, l’addetto militare italiano a Mosca insieme a uno dei suoi collaboratori. Si tratta di un atto di palese ritorsione per l’espulsione dall’Italia di due addetti militari russi, che erano invece stati colti in flagranza mentre svolgevano attività di spionaggio ai danni della nostra sicurezza nazionale”. Tajani sottolineava una differenza sostanziale tra i due casi: l’espulsione dei rappresentanti russi èstata motivata da attività di intelligence ostili, mentre quella decisa dalla Russia non avrebbe una giustificazione analoga.

Dopo l’espulsione dall’Italia di due addetti militari dell’ambasciata della Federazione Russa, il ministero russo degli Esteri aveva convocato stamattina l’incaricato d’affari italiano a Mosca, Giovanni Scopa. La Russia aveva già annunciato nei giorni scorsi una “risposta adeguata”, all’espulsione dei suoi addetti militari, sorvolando sulla motivazione, ovvero l’attovità di spionaggio.

La fibra di Open Fiber ripopola Borgorose

Roma, 20 lug. (askanews) – Le infrastrutture digitali possono generare sviluppo economico, occupazione e valore sociale. È quanto accaduto a Borgorose, piccolo comune della provincia di Rieti, dove la rete in fibra ottica FTTH (Fiber To The Home) realizzata da Open Fiber nell’ambito del Piano Banda Ultra Larga ha creato le condizioni necessarie per attrarre un importante investimento privato e favorire la nascita di nuove opportunità di lavoro sul territorio.

La storia è quella di Fleet Support, azienda italiana leader nel settore dei servizi per l’automotive, cresciuta negli anni che gestisce ogni giorno grandi volumi di dati e un elevato numero di transazioni digitali. Dunque con una condizione imprescindibile: la disponibilità di una connettività affidabile ad alte prestazioni. Aprire una nuova sede operativa a Borgorose, paese natale del presidente e fondatore dell’azienda, Gioacchino Costantini, ha così significato trasformare un piccolo centro della Valle del Salto in un polo occupazionale capace di competere con le grandi città. 90 persone impiegate nella sede, di cui oltre due terzi donne. Un contributo importante per contrastare lo spopolamento delle aree interne . Molte sono giovani professioniste che hanno potuto costruire un percorso lavorativo qualificato senza lasciare il proprio territorio, conciliando occupazione, famiglia e qualità della vita. Una realtà che contribuisce a contrastare lo spopolamento delle aree interne e a creare le condizioni affinché le giovani mamme possano scegliere di restare, lavorare e crescere i propri figli nel luogo in cui sono nate.

Per il Comune di Borgorose, l’arrivo della fibra ha rappresentato un’infrastruttura strategica non solo per la capacità di attrarre investimenti e creare occupazione, ma anche per cittadini, scuole e pubblica amministrazione.

Calcio, Viery: "Il mio nome? Mio padre fan di Christian Vieri"

Roma, 20 lug. (askanews) – “Ringrazio il presidente, i dirigenti e il Grêmio che mi ha formato come persona e come calciatore. Sono molto felice di essere qui”. Si è presentato così il nuovo difensore della Fiorentina, il brasiliano Viery, illustrando le sue caratteristiche e gli obiettivi della nuova avventura in viola.

“Crescendo ho giocato da terzino fino ai 17 anni, poi mi sono spostato al centro della difesa. Posso ricoprire entrambi i ruoli: da terzino sono più difensivo, mentre da centrale mi piace accompagnare maggiormente l’azione. Per me conta giocare e lo farò ovunque il mister riterrà opportuno impiegarmi”, ha spiegato.

Curioso l’aneddoto sul suo nome: “Il cognome si pronuncia come quello dell’attaccante Christian Vieri. Mio padre era un suo grande tifoso e per questo mi ha dato quel nome”.

Il difensore ha raccontato anche i motivi che lo hanno convinto a scegliere Firenze: “Ho capito subito che la Fiorentina aveva un progetto importante, che punta molto sui giovani. Dodô mi sta aiutando tantissimo fin dal mio arrivo”. Sul futuro del connazionale, però, preferisce non sbilanciarsi: “Non ne parliamo. Con lui parlo del Brasile e dei consigli che può darmi”.

Tra gli obiettivi c’è anche la maglia della Seleção: “Tutti sognano di giocare con il Brasile. Darò il massimo in Europa per conquistare la convocazione. Giocherò con il numero 33”.

Come modello indica Sergio Ramos: “Mi ispiro a lui. Mi piace difendere nell’uno contro uno e in campo do sempre tutto”. Parole di stima anche per l’allenatore Grosso: “Mi ha già spiegato cosa vuole da me. Capisce tantissimo di calcio e sono convinto che con lui imparerò molto”. Tra i compagni che lo stanno mettendo maggiormente alla prova cita Moise Kean: “È molto difficile da marcare in allenamento, ha grande forza fisica e affrontare giocatori come lui mi aiuta a migliorare ogni giorno”.

Ripensando ai brasiliani che hanno lasciato il segno nella storia della Fiorentina, Viery ha indicato Dunga: “Per quello che ha fatto da giocatore e da allenatore del Brasile”. Infine un ringraziamento al presidente: “L’ho ringraziato per aver creduto in me. Ho grande rispetto per lui e darò tutto in campo per ripagare la fiducia”. E sul compagno Dragusin: “È un grande giocatore, mi aiuta molto anche perché parla il portoghese. Non importa con chi giocherò: l’importante è essere pronto quando l’allenatore mi chiamerà”. Chiude con un elogio alla Serie A: “Dal Brasile l’ho sempre vista come il campionato ideale per un difensore centrale. È un torneo molto impegnativo e qui posso soltanto migliorare”.

Virgilio Sieni: la danza è abituarsi alle cose e condividerlo

Venezia, 20 lug. (askanews) – “Cosa fa il danzatore, cos’è questo individuo? In fondo l’unica domanda che mi pongo continuamente è una domanda estremamente banale e ridicola: cos’è la danza. È talmente ridicola da continuare a essere una domanda necessaria. E per questo mi viene in mente che per come è costruito l’individuo, per come siamo costruiti noi, per come siamo fatti abbiamo bisogno di abituarci alle cose, abbiamo bisogno di schematizzarci, abbiamo bisogno di condividere questa nostra schematizzazione con gli altri”. Lo ha detto il coreografo Virgilio Sieni durante un incontro dedicato alle venti edizioni della Biennale Danza, organizzato in occasione del festival 2026.

Maltempo, allerta arancione nelle Marche. Gialla in 7 regioni

Roma, 20 lug. (askanews) – Nelle prossime ore il cedimento del campo di alta pressione sul Nord Italia determinerà infiltrazioni di aria più fresca in quota, favorendo, nella giornata di domani, l’innesco di temporali, anche di forte intensità, sulle regioni settentrionali e adriatiche.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso prevede dalle prime ore di domani, martedì 21 luglio, temporali, anche di forte intensità, su Lombardia, Emilia-Romagna, Provincia Autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Toscana, in estensione a Marche e Abruzzo. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica.

Sulla base dei fenomeni previsti, per la giornata di martedì 21 luglio è stata valutata allerta arancione sui settori costieri delle Marche; allerta gialla su Lombardia, Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano, Emilia-Romagna, Marche e settori di Toscana e Abruzzo.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

Calcio, la Spagna prepara la festa per i campioni del mondo

Roma, 20 lug. (askanews) – La Spagna si prepara ad accogliere la nazionale campione del mondo dopo il successo per 1-0 sull’Argentina nella finale del Mondiale 2026 disputata al MetLife Stadium. La squadra di Luis de la Fuente rientra oggi a Madrid dopo il volo dagli Stati Uniti e sarà protagonista di una giornata interamente dedicata ai festeggiamenti istituzionali e all’abbraccio con i tifosi.

Il programma prenderà il via nel pomeriggio con il ricevimento ufficiale al Palazzo della Zarzuela. Alle 16.30 la delegazione sarà accolta dai sovrani Felipe VI e Letizia, alla presenza della principessa Leonor e dell’infanta Sofía. Successivamente la Roja sarà ricevuta al Palazzo della Moncloa dal presidente del Governo Pedro Sánchez, che renderà omaggio alla squadra per la conquista del secondo titolo mondiale della sua storia.

Terminati gli appuntamenti istituzionali, spazio alla grande festa popolare. Intorno alle 19 prenderà il via la sfilata su autobus scoperto organizzata dalla Federcalcio spagnola (RFEF), con partenza dalla Moncloa e un lungo percorso attraverso il centro della capitale. Il corteo attraverserà Princesa, Alberto Aguilera, Carranza, Sagasta, Génova, Jorge Juan, Goya, Serrano, Plaza de la Independencia, Puerta de Alcalá, Alfonso XII e Montalbán, per concludersi nell’area di Plaza de Cibeles, tradizionale teatro delle celebrazioni del calcio spagnolo.

Già dalle 18, nell’area del Palacio de Comunicaciones, sarà attivo un grande palco con concerti, dj set e spettacoli per intrattenere le migliaia di tifosi attesi nel centro di Madrid. L’arrivo della nazionale è previsto intorno alle 21, quando inizierà il momento clou della serata con la presentazione dei campioni del mondo e la celebrazione della seconda stella conquistata dalla Roja.

AI, economia e geopolitica al centro del dibattito a Maratea

Maratea, 20 lug. (askanews) – Per la prima volta in Basilicata, a Maratea, dal 17 al 19 luglio si è svolta l’undicesima edizione de “La Ripartenza, liberi di pensare”, la manifestazione ideata da Nicola Porro. Tre giorni di dibattiti, masterclass e confronti in riva al mare, all’Hotel Santavenere, con al centro i grandi temi dello sviluppo economico, dell’intelligenza artificiale, delle infrastrutture, dell’energia e del rilancio del Sud.

Sul palco si sono alternati i vertici delle maggiori realtà industriali e finanziarie del Paese: dagli amministratori delegati di Snam, Terna, McDonald’s Italia, Leonardo, Eni, fino ai protagonisti della finanza e dell’innovazione tecnologica.

In serata, i riflettori si sono accesi sul Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervistato da Nicola Porro.

“L’Italia è diventata di nuovo quello che è sempre stata: all’avanguardia nella promozione dei suoi prodotti, ma anche nella capacità di garantire il suo sistema produttivo, dando all’agricoltore nel ruolo che merita, ossia quello di produttore della qualità che il nostro patrimonio detiene, e custode del territorio italiano attraverso il duro lavoro.”

Tra gli ospiti più attesi, il Presidente Esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, intervenuto nel dibattito “Capitali e Privati”, dedicato al ruolo dell’impresa privata nella crescita del Paese.

“Il Paese ha dimostrato di resistere bene in una situazione complessa, grazie alle sue imprese, ai suoi imprenditori e al lavoro di tutte le persone, perché l’Italia è un Paese di lavoratori. Per liberare i capitali privati è necessario agevolarli”, ha dichiarato Tronchetti Provera.

È stata poi la volta della tavola rotonda “Governo e Stabilità”, che ha visto confrontarsi sul palco insieme a Nicola Porro, i giornalisti: Hoara Borselli, Alessandro Sallusti, Giuseppe Cruciani, Andrea Ruggieri e Mario Giordano: un dibattito serrato sull’attualità politica e sulla tenuta del quadro istituzionale.

L’intervista al giornalista e ideatore de “La Ripartenza, liberi di pensare” Nicola Porro: “Gli imprenditori hanno dato qualcosa di più, hanno parlato fuori dagli schemi e dalle formalità, spiegando cosa voglia dire fare impresa in Italia. Il tutto condito dallo scenario, per me inedito, dello straordinario anfiteatro naturale sul mare di Maratea, unico nel suo genere.”

Un’edizione che ha portato in Basilicata il confronto tra istituzioni, impresa e cultura, confermando “La Ripartenza” come uno degli appuntamenti di riferimento del dibattito pubblico italiano.

Calcio, addio a Kevin Keegan, "Re" del calcio inglese

Roma, 20 lug. (askanews) – Addio a Kevin Keegan, uno dei più grandi interpreti della storia del calcio inglese. Aveva 75 anni A darne notizia è stata la famiglia, con un comunicato diffuso attraverso il sito ufficiale del Newcastle United, club a cui Keegan è rimasto legato per tutta la vita, prima da giocatore poi da allenatore.

Keegan combatteva da mesi contro un tumore in stadio avanzato, diagnosticato lo scorso gennaio dopo un ricovero per persistenti dolori addominali. Nella nota diffusa dalla famiglia si legge che si è spento circondato dalla moglie e dalle figlie, ed è stato ricordato come marito, padre e nonno amatissimo, oltre che leggenda del calcio.

Nato il 14 febbraio 1951 ad Armthorpe, vicino Doncaster, Joseph Kevin Keegan esordì tra i professionisti allo Scunthorpe United nel 1968, prima di essere notato da Bill Shankly, che nel 1971 lo portò al Liverpool. Fu lì che Keegan costruì la sua leggenda: tre titoli di First Division, due Coppe UEFA, una FA Cup e, nell’ultima stagione in rossonero, nel 1977, la Coppa dei Campioni. Proprio dopo quel trionfo si trasferì all’Amburgo, in Germania, dove si consacrò definitivamente a livello internazionale vincendo due Palloni d’Oro consecutivi, nel 1978 e nel 1979 – un traguardo che nessun altro calciatore britannico avrebbe più eguagliato per decenni.

Tornato in patria, vestì le maglie di Southampton e Newcastle United, chiudendo la carriera da giocatore nel 1984 con quasi 750 presenze complessive tra club e nazionale e circa 300 reti segnate. Con la nazionale inglese, di cui fu anche capitano, collezionò 63 presenze tra il 1972 e il 1982.

Dopo otto anni lontano dal campo, Keegan tornò sulla scena nel 1992 sulla panchina del Newcastle United, dove costruì una delle squadre più spettacolari della storia della Premier League, sfiorando per due volte il titolo nazionale e conquistando il soprannome di “King Kev”. Guidò poi il Fulham, la nazionale inglese – dal 1999 al 2000 – e il Manchester City, prima di un breve e travagliato ritorno a Newcastle nel 2008, terminato dopo appena otto mesi per le tensioni con la proprietà del club, allora guidata da Mike Ashley.

Soprannominato anche “Mighty Mouse” per la sua corporatura non imponente (1,73 m) unita a una straordinaria intensità in campo, Keegan resta una delle figure più identificate con la storia recente del calcio inglese, capace di lasciare un segno indelebile sia da giocatore sia da allenatore, nonostante non abbia mai conquistato un trofeo nazionale alla guida di un club.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato immediata commozione nel mondo del calcio, con il Newcastle United e numerosi ex compagni e avversari attesi a rendere omaggio nelle prossime ore a una delle icone più riconoscibili del football britannico.

Calcio, Argentina, Milei, festa nazionale per l’albiceleste

Roma, 20 lug. (askanews) – L’Argentina avrà una giornata di festa nazionale per celebrare il percorso dell’Albiceleste ai Mondiali 2026, ma la data sarà decisa direttamente dai giocatori e dallo staff tecnico in base al programma delle celebrazioni con i tifosi. Lo ha annunciato il presidente Javier Milei poche ore dopo la sconfitta per 1-0 contro la Spagna nella finale disputata al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey.

“Visto l’interesse del popolo argentino nel celebrare la nazionale, il Governo dichiarerà festa nazionale nel giorno scelto dai giocatori e dallo staff tecnico per incontrare i tifosi”, ha scritto Milei sul proprio account ufficiale di X.

L’esecutivo attende infatti che la federazione e la squadra comunichino il programma del rientro e delle eventuali celebrazioni prima di fissare la data del provvedimento. Secondo i media argentini, l’Albiceleste dovrebbe lasciare gli Stati Uniti nelle prime ore del 20 luglio e atterrare all’aeroporto internazionale di Ezeiza tra le 13 e le 15 ora locale. Resta da stabilire se la parata con i tifosi si svolgerà nello stesso giorno oppure il 21 luglio.

Fonti governative indicano che le due date sono entrambe al vaglio e che il decreto sarà firmato soltanto dopo la decisione della squadra. “La festa nazionale ci sarà, ma la data dipenderà dai giocatori e dallo staff”, ha spiegato un funzionario dell’esecutivo.

Subito dopo la finale, Milei aveva già ringraziato pubblicamente la nazionale per il cammino nel torneo: “Grazie, giocatori. Avete lottato fino all’ultimo istante. L’Argentina punterà sempre al vertice”, il messaggio del presidente, che ha elogiato lo spirito e la dedizione mostrati dalla squadra di Lionel Scaloni nonostante la mancata difesa del titolo mondiale conquistato nel 2022.

Italia-Russia, Tajani: espulso nostro addetto militare, palese ritorsione

Roma, 20 lug. (askanews) – La Federazione Russa ha espulso l’addetto militare italiano a Mosca e uno dei suoi collaboratori, una “palese ritorsione” per l’allontanamento dall’Italia di due addetti militari russi colti in attività di spionaggio. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

La Federazione Russa ha espulso, senza motivo, l’addetto militare italiano a Mosca insieme a uno dei suoi collaboratori. Si tratta di un atto di palese ritorsione per l’espulsione dall’Italia di due addetti militari russi, che erano invece stati colti in flagranza mentre svolgevano attività di spionaggio ai danni della nostra sicurezza nazionale”, si legge nel post di Tajani, che sottolinea una differenza sostanziale tra i due casi: l’espulsione dei rappresentanti russi èstata motivata da attività di intelligence ostili, mentre quella decisa dalla Russia non avrebbe una giustificazione analoga.

Calcio, Rudi Garcia non è più il ct del Belgio

Roma, 20 lug. (askanews) – Si esaurisce l’avventura da ct del Belgio per Rudi Garcia. La notizia è ufficiale e arriva direttamente dai canali di comunicazione della Nazionale belga, che ha fatto sapere come il contratto dell’allenatore, in scadenza tra undici giorni – il 31 luglio 2026 – non sarà rinnovato.

“Rudi Garcia e la RBFA non rinnoveranno il contratto in scadenza il 31 luglio 2026 – la nota della Royal Belgian Football Association – Rudi Garcia ha assunto l’incarico il 1° febbraio 2025, succedendo a Domenico Tedesco. Sotto la sua guida tecnica, i Diavoli Rossi belgi si sono assicurati un posto nella Lega A della UEFA Nations League e si sono qualificati per la Coppa del Mondo FIFA 2026. Ai Mondiali, i Diavoli Rossi belgi sono stati eliminati ai quarti di finale dalla Spagna, che poi si è laureata campione del mondo.

Lo stesso Rudi Garcia saluta con alcune dichiarazioni consegnate ai canali federali: “Dopo aver discusso con la RBFA, abbiamo deciso di non prolungare l’eccellente percorso che abbiamo condiviso negli ultimi 18 mesi. Lascio il Belgio in Lega A della UEFA Nations League e tra le prime otto squadre al mondo. Vorrei ringraziare il mio straordinario gruppo di giocatori, il direttore sportivo Vincent Mannaert e i tifosi che ci hanno sostenuto durante questo Mondiale. Auguro al Belgio ogni successo nel proseguire la transizione generazionale che sono stato orgoglioso di contribuire ad avviare”.

Calcio, Maldini e Leonardo in Spagna per convincere Guardiola ct

Roma, 20 lug. (askanews) – Paolo Maldini e Leonardo nel weekend scorso hanno incontrato a Barcellona Pep Guardiola. Secondo Sky Un tentativo concreto per farlo diventare il prossimo ct della Nazionale. Nell’incontro avvenuto nel weekend in Spagna Maldini e Leonardo hanno presentato il progetto Nazionale a Pep Guardiola. Un piano non di due anni, ma di quattro: competere in Nations League in primis, poi formare un gruppo per l’Europeo del 2028 e quindi, finalmente, tornare a giocare un Mondiale. Una risposta non c’è ancora, e resta vivo anche il nome di Pirlo come la candidatura di Mancini. Per Guardiola — a quanto risulta a Sky — non sarebbe comunque un problema di ingaggio, ma un discorso generale, di attualità e di prospettiva del progetto, unito al tema del movimento del calcio italiano e delle riforme per far nascere una nuova Nazionale.

Roggero, Bonelli(Avs): la destra vuole modello di giustizia fai da te

Roma, 20 lug. (askanews) – “Ci troviamo di fronte a una vicenda che ha dell’incredibile: la destra vuole costruire in Italia un modello della giustizia fai da te. Roggero ha ucciso due persone alle spalle, ha preso a calci una persona morente. Chiedere la grazia significa non solo non rispettare le sentenze, ma trasformare questa vicenda in una campagna politica di propaganda veramente vergognosa”.

Così Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde, a margine di una conferenza stampa alla Camera, parlando del caso Roggero.

E sul post di Elon Musk che ha scritto che ‘giudice e pm meriterebbero una condanna’, Bonelli ha aggiunto: “Non mi aspetto niente di diverso da gente come Musk o Trump che pensano di essere la legge e di decidere chi è buono e chi che è cattivo”. “La legge è molto chiara: quella legittima difesa che ha voluto e fatto approvare Matteo Salvini affermando che avrebbe salvato casi come quelli di Roggero, in realtà non è così. In Italia esiste lo stato di diritto, e se scappi e ti sparo alle spalle, quello non è più legittima difesa anche perché in quella circostanza qualche passante, qualche persona innocente poteva essere colpito dalle pallottole vaganti di Rggero”, ha aggiunto Bonelli.

Bologna, Bonelli (Avs): immagini angoscianti, accertare la verità

Roma, 20 lug. (askanews) – “Le immagini che abbiamo visto a Bologna sono angoscianti: vedere un uomo inerme, che non rappresentava una minaccia di alcun tipo, essere gettato a terra, mentre chiedeva aiuto, e poi vederlo morire di fronte agli occhi non solo dei sanitari, ma all’insistenza di quei due agenti di polizia è un fatto che deve essere assolutamente accertato. Queste immagini in Italia non le vogliamo più vedere”.

Così Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde, ha commentato la morte di Abderrahim Fakir, 43enne di origine marocchina, che ha perso la vita a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine.

Vannacci posta video Ia: lui al Colosseo fa pollice verso per Schlein, Conte

Roma, 20 lug. (askanews) – Roberto Vannacci vestito da generale romano che dalla tribuna del Colosseo fa il pollice verso nei confronti di Elly Schlein, Giuseppe Conte, Romano Prodi, Laura Boldrini legati al centro dell’arena. E’ il video realizzato con l’Ia dall’utente ‘Robertus Vannaccius’ e rilanciato dal leader di Futuro nazionale sul proprio profilo Instagram.

Nel filmato Vannacci siede accanto ad una Giorgia Meloni imperatrice e a Ignazio La Russa, anche lui in divisa da generale romano. Al centro del’arena, appunto, i leader di Pd e M5s, l’ex presidente della Camera e l’ex premier e leader dell’Ulivo. Davanti a loro un gladiatore che impugna una falce in una mano e un martello in un altra.

Vannacci si alza e urla: “Con la falce e il martello. La stessa falce e il martello che non hanno mai usato”. Quindi il gesto del pollice verso e il gladiatore che si avvia verso il quartetto di prigionieri. Poi lo ‘stacco’ sul pubblico, dove si riconoscono Mario Draghi e Roberto Speranza che inorridisono di fronte all’esecuzione di Schlein, Conte, Boldrini e Prodi.

Vannacci, Conte: ordina la morte mia e altri "nemici" ma sappia che non ci fa paura

Roma, 20 lug. (askanews) – “Ci dobbiamo preparare al ritorno della mitologia della violenza, alla rigida gerarchia sociale, come nell’esercito? In Italia ci siamo già passati. Se pensate di intimorirci, sappiate che non ci fate paura”. Lo scrive Giuseppe Conte sui social network, commentando il video Ia pubblicato da Roberto Vannacci in cui il leadre di Futuro nazionale nelle vesti di un generale romano ordina il ‘pollice verso’ nei confronti di Elly Schlein, Giuseppe Conte, Romano Prodi e Laura Boldrini.

Conte commenta: “Vannacci che ordina la mia morte e di altri ‘nemici’ politici. Questo è il contenuto di un video realizzato con l’Ai nello scenario dell’antica Roma e condiviso dal cosiddetto ‘generale’, con la g molto minuscola. Un messaggio che incita alla violenza e rischia di incitare i più fanatici”.

Conclude il leader M5s: “Anni di servizio nelle istituzioni, nell’esercito, e questo è il suo senso dell’onore, la sua sensibilità istituzionale. Questa è la campagna elettorale che ci aspetta? Proprio oggi Vannacci si è dichiarato disponibile a fare un accordo scritto con Meloni. È con questi qui che Meloni, La Russa (anche loro evocati nel video), Tajani e Salvini faranno un accordo? Meloni anche in questo caso “non condanni e non condividi”?

Bologna, Salvini: serve prudenza, non gettare fango sugli agenti

Roma, 20 lug. (askanews) – “Sono vicino ai due agenti di Bologna e agli operatori del 118 e ai familiari della vittima che invito a non parlare di vendetta. Conto che la magistratura faccia chiarezza il prima possibile. Bisogna evitare venga gettato fango sulla polizia e 118 e verso chi rischia la sua vita per proteggere le nostre”. Lo ha detto a Radio Radio il vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega, sulla tragedia di Bologna.

“Invitiamo tutti – ha esortato ancora Salvinio- alla prudenza. A partire dal sindaco di Bologna. Perchè un sindaco che convoca una manifestazione di piazza sicuramente non aiuta a svelenire il clima: contro chi è – domanda Salvini- la manifestazione? Contro i poliziotti? A favore di chi? Il sindaco prima di invocare la piazza ricordi di rappresenta tutta la città prima di essere un militante del Pd …”

Endurance equestre, team di Gianluca Laliscia diventa Fuxiateam Orofiock

Roma, 20 lug. (askanews) – Da oggi il Fuxiateam diventa ufficialmente Fuxiateam Orofiock. Il team guidato da Gianluca Laliscia inaugura una nuova fase della propria storia attraverso un importante progetto di rebranding e una partnership strategica con Orofiock, storico marchio del Gruppo Grigi, da oltre 70 anni protagonista nel settore della nutrizione animale. La presentazione si è svolta il 17 luglio presso Italia Endurance Stables & Academy, ad Agello di Magione (Pg), nel corso di una serata che ha riunito istituzioni, partner, sponsor, aziende e rappresentanti del mondo equestre.

Non è un cambio di nome. Non è un nuovo logo. È la nascita di un’identità che rappresenta ciò che il Fuxiateam è diventato in quasi trent’anni di attività e, allo stesso tempo, la volontà di costruire il proprio futuro insieme a un partner che condivide la stessa idea di eccellenza. Il Fuxiateam nasce nel 1998 e negli anni ha conquistato oltre cinquecento podi internazionali, titoli mondiali, europei e italiani, diventando una delle realtà di riferimento dell’endurance mondiale. Ma i risultati raccontano soltanto una parte della storia. L’altra è fatta di persone che ogni giorno lavorano condividendo un principio rimasto immutato nel tempo: il cavallo viene prima di tutto.

È proprio questa filosofia ad aver dato vita all’incontro con il Gruppo Grigi. L’ingresso di Orofiock nel nome e dell’identità del team rappresenta molto più di una partnership. È una scelta strategica che unisce due realtà italiane, radicate nel territorio umbro, accomunate dagli stessi valori: ricerca, innovazione, qualità, cultura del lavoro e benessere del cavallo. Un progetto nel quale la preparazione sportiva incontra la nutrizione scientifica, la competenza tecnica incontra la ricerca e l’esperienza di due eccellenze italiane si mette al servizio di una visione comune: contribuire alla crescita dell’endurance attraverso un approccio sempre più evoluto, sostenibile e orientato al benessere del cavallo.

Il rebranding diventa così la rappresentazione concreta di questa evoluzione. Il nuovo logo e il claim “Feel the FX”, ideato dall’art Director Daniele Pampanelli, sintetizzano ciò che il team è diventato: non soltanto un simbolo grafico, ma un invito a vivere l’endurance come emozione, relazione e cultura.

La serata di presentazione, ospitata da Italia Endurance Stables & Academy, ha accompagnato gli ospiti in un viaggio attraverso la storia del Fuxiateam e le ragioni della sua evoluzione.

Nel suo intervento, Gianluca Laliscia ha sottolineato il significato più profondo del nuovo progetto: “Questo rebranding nasce da un’esigenza precisa: rappresentare con autenticità ciò che siamo diventati. Con Orofiock nasce non soltanto una collaborazione, ma un progetto comune destinato a crescere nel tempo. Ringrazio la famiglia Grigi per aver creduto in noi. Per noi è motivo di grande orgoglio intraprendere questo percorso insieme”.

Luigi Frenguellotti, direttore commerciale del Gruppo Grigi, ha illustrato il significato della partnership con il Fuxiateam e le ragioni che hanno portato il Gruppo a legare il marchio Orofiock al nome della squadra: “Abbiamo scelto di legare il nome Orofiock al Fuxiateam perché abbiamo riconosciuto una realtà che interpreta gli stessi principi in cui crediamo da sempre. Non vogliamo essere semplicemente uno sponsor, ma un partner strategico che contribuisce alla crescita di un progetto che rappresenta un’eccellenza italiana nel panorama internazionale”.

Con Fuxiateam Orofiock prende forma un progetto che guarda oltre le competizioni sportive. Un’identità costruita su quasi trent’anni di esperienza che oggi si rinnova grazie all’incontro tra due eccellenze umbre, che portano il loro nome in Italia e nel mondo.