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Sanremo, Gianluca Gazzoli con i “Giovani”: Un sogno che si realizza

Sanremo, 27 feb. (askanews) – Da Sanremo Giovani a Sarà Sanremo fino a Sanremo 2026, Carlo Conti l’aveva detto ed aveva ragione. Gianluca Gazzoli convince il pubblico come “accompagnatore” dei talenti delle nuove proposte in gara. Il conduttore che tra radio, podcast ed ora televisione ha dato il via ad un nuovo percorso, nella sua vera prima grande esperienza televisiva ai microfoni di askanews ospite del Villaggio del Festival a Villa Ormond ha raccontato cose significa essere salito su quel palco.

“Devo dire che è stata un’emozione grandissima soprattutto quando poi a un certo punto Carlo mi ha lasciato da solo a gestire la situazione però è stato bello vedere anche come in realtà tutte le cose fatte in precedenza, le tante situazioni in mi sono trovato, la cosiddetta gavetta, poi ti permette anche di gestire queste situazioni. Mi ha fatto piacere anche scoprire di sentirmi a mio agio lì, di essermela goduta e di essermi divertito. È un sogno che si realizza”.

Anche lui emozionato ha accompagno le nuove proposte da fratello maggiore.

“Io gli ho dato un grande consiglio, che quello che ho dato anche me stesso ieri sera, la cosa più difficile era arrivare qui su questo palco, quindi siamo qui, adesso godiamocela e allo stesso tempo di avere pazienza perché per le cose belle ci vuole tempo, spero che anche un po’ quello che è accaduto anche a me possa in qualche modo essere un messaggio anche per loro. Di buon auspicio e chissà che il futuro non ti porti da altre parti. Ma chi lo sa, speriamo. L’importante è farsi trovare pronti”.

La sua partecipazione fresca e diretta al Festival fa volare i numeri del suo podcast il BSMT, i dati di Google Trends parlano chiaro: la curiosità attorno alla sua figura è letteralmente esplosa, con la query “Gianluca Gazzoli Sanremo” che segna un impressionante +400%.

Epstein files, Bill Clinton: "Non ho fatto nulla di sbagliato"

New York, 27 feb. (askanews) – Dopo aver difeso la moglie, Bill Clinton difende sé stesso sul caso Jeffrey Epstein, l’ex finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019 in attesa di processo. Nel testo delle sue dichiarazioni con cui è cominciata la deposizione presso la commissione Oversight della Camera, l’ex presidente democratico ha spiegato: “Non ho visto nulla e non ho fatto nulla di sbagliato”.

Nel documento da lui diffuso su X, l’ex leader Usa afferma: “Non avevo idea dei crimini che Epstein stava commettendo. Non importa quante foto mi mostriate, ho due cose che alla fine della giornata contano più della vostra interpretazione di quelle foto di 20 anni fa. So quello che ho visto e, cosa più importante, quello che non ho visto. So quello che ho fatto e, cosa più importante, quello che non ho fatto”.

Altissima tensione sull’Iran dopo gli avvisi di evacuazione delle ambasciate

Roma, 27 feb. (askanews) – Sale ulteriormente la tensione riguardo una possibile azione militare contro l’Iran, sulla scia di ulteriori avvisi di sicurezza ed evacuazioni di personale diplomatico dalla regione. Lunedì, il segretario di Stato americano Marco Rubio è atteso in Israele, e la conferma da parte del Dipartimento di Stato lascia aperte ipotesi di una possibile soluzione negoziata, o di un rinvio.

Oggi il Dipartimento di Stato Usa ha autorizzato la partenza del personale governativo non essenziale e dei familiari dell’ambasciata americana in Israele a causa dei rischi per la sicurezza, con ulteriori restrizioni previste in alcune aree di Israele, Gerusalemme e Cisgiordania L’ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, ha inviato una email al personale della missione diplomatica per informarlo della decisione del dipartimento di Stato di autorizzarne la partenza “a causa di rischi per la sicurezza”, sottolinendo che chi desidera partire “dovrebbe farlo OGGI”.

Da parte sua, il ministero degli Esteri cinese ha invitato i connazionali a evitare viaggi in Iran e quelli già presenti a rafforzare le misure di sicurezza o lasciare il Paese. Anche il governo britannico ha annunciato un’evacuazione temporanea del proprio personale dall’Iran.

In un clima di crescente allerta, nel corso del terzo round di colloqui sul nucleare tenuti ieri a Ginevra, Stati Uniti e Iran non sono riusciti a trovare un accordo comune, nonostante le affermazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi su un clima distensivo. I colloqui, mediati dal ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, hanno registrato “progressi importanti”, secondo lo stesso diplomatico omanita, che ha annunciato nuovi incontri tecnici la prossima settimana. Parallelamente, gli Stati Uniti continuano a rafforzare la loro presenza militare nella regione. In un’intervista al Washington Post, il vicepresidente JD Vance ha dichiarato: “L’idea che saremo coinvolti in una guerra in Medio Oriente per anni senza alcuna prospettiva di fine non ha alcuna possibilità di accadere”, precisando che sul tavolo restano sia opzioni militari “per garantire che l’Iran non ottenga un’arma nucleare” che una soluzione negoziale. Pur sottolineando che la scelta finale dipende dal presidente Donald Trump, il quale ha confermato pubblicamente il suo interesse per un cambio di regime a Teheran, definendolo “la cosa migliore che potrebbe accadere”, Vance ha ribadito che un eventuale intervento militare non si trasformerebbe in un conflitto prolungato come quelli del passato, e ha aggiunto: “Penso che tutti preferiremmo l’opzione diplomatica, ma dipende davvero da ciò che gli iraniani fanno e dicono”.

Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, è atteso oggi a Washington per incontrare il vice presidente americano, e altri funzionari Usa.

La visita arriva all’indomani del terzo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran sul nucleare iraniano, mediati da Albusaidi che ieri ha parlato di “progressi importanti” registrati nel corso delle trattative, annunciando per la prossima settimana nuovi colloqui tecnici.

Un tram deraglia a Milano e si schianta su un negozio: 1 morto e 39 feriti

Roma, 27 feb. (askanews) – E’ di un morto, 1 ferito in codice rosso, 6 feriti in codice giallo e 32 codici verdi il bilancio di un deragliamento di un tram a Milano, in via Vittorio Veneto, il n. 9 diretto a Porta Genova.

Dalle prime ricostruzioni, il mezzo dopo essersi sganciato dalla linea ferrata per cause ancora in corso di accertamento è andato a schiantarsi sulla vetrina di un negozio.

Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco (5 mezzi inviati dalla sede centrale di via Messina per un totale di 25 uomini) per le attività di estricazione e bonifica.

Sotto il tram non si registra la presenza di persone.

A quanto si apprende la vittima dell’incidente al tram a Milano è un uomo.

L’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza ha inviato sul posto per l’intervento di soccorso sanitario 3 automediche, 1 auto infermieristica, 10 ambulanze e 2 mezzi di coordinamento  maxiemergenze.

Il veicolo coinvolto è uno dei nuovi tram Tramlink bidirezionali di Atm, entrati in servizio nelle ultime settimane.

Fentanyl e dolore oncologico, nuovo dispositivo più sicuro

Milano, 27 feb. (askanews) – La cura del dolore come priorità clinica ed etica, soprattutto per chi è affetto da un tumore: se ne è parlato ieri a Milano, per richiamare l’attenzione sul ruolo indispensabile dei farmaci oppiacei nel trattamento del dolore oncologico, da utilizzare con fiducia sotto controllo medico. Un’occasione in cui gli esperti hanno ribadito un messaggio chiaro: proteggere il valore terapeutico del Fentanyl e garantire l’accesso alla terapia quando è clinicamente indicata significa assicurare qualità di vita, continuità delle cure oncologiche e diritto a non soffrire, come spiegato dal professor Arturo Cuomo, Direttore S.C. Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica, Istituto Nazionale Tumori – IRCCS Fondazione Pascale di Napoli: “Il dolore è, per prevalenza, il terzo sintomo nei pazienti oncologici, ed è un sintomo estremamente debilitante e invalidante, perché il dolore limita la qualità della vita in una maniera estremamente elevata”.

Oggi è disponibile un nuovo dispositivo di somministrazione del Fentanyl spray nasale che integra un sistema elettronico di sicurezza e controllo delle dosi per ridurre il rischio di sovradosaggio accidentale, abuso o uso improprio. Il suo funzionamento è stato illustrato dal professor Vittorio Guardamagna, Direttore della Divisione Cure Palliative e Terapia del Dolore dello IEO: “Il Fentanyl è una molecola fondamentale nel trattamento di alcune forme di dolore, in particolare oncologico, particolarmente severo e particolarmente difficile da trattare con altri farmaci. Esistono formulazioni di Fentanyl molto rapide, che arrivano in circolo immediatamente, superano le varie barriere, quindi le mucose e la barriera ematoencefalica, arrivando nei centri di controllo del dolore rapidamente”.

In un dibattito spesso segnato da timori e semplificazioni, gli esperti hanno evidenziato l’importanza di distinguere tra uso terapeutico e abuso degli oppiacei, come sottolineato da Diego Fornasari, Professore ordinario di Farmacologia all’Università di Milano e Presidente AISD: “Gli oppiacei sono farmaci fondamentali nel trattamento del dolore oncologico. Sono farmaci di riferimento, che possono restituire, se utilizzati in maniera corretta, qualità della vita al paziente. Il Fentanyl è uno di questi farmaci oppiacei che noi possiamo utilizzare”.

L’evento, promosso da Istituto Gentili, ha ribadito il valore clinico dell’impiego appropriato del Fentanyl nei malati oncologici e l’importanza di favorire conoscenza e accesso alla terapia del dolore come parte integrante del percorso di cura.

Calcio, l’Inter in visita ai feriti di Crans Montana

Roma, 27 feb. (askanews) – Un delegazione dell’Inter è andata in visita all’ospedale Niguarda ai feriti dell’incendio di Crans-Montana. Il Presidente e CEO Giuseppe Marotta, Federico Dimarco, Nicolò Barella, le leggende Francesco Toldo e Giuseppe Bergomi e il responsabile dell’area medica Piero Volpi hanno visitato il Centro Grandi Ustioni dell’ospedale milanese, portando ai ragazzi in cura un messaggio di sostegno da parte della squadra e al personale sanitario un ringraziamento per il lavoro svolto quotidianamente. (Foto sito Inter) “La delegazione nerazzurra – scrive il club – ha incontrato i ragazzi in cura nel reparto, portando loro un messaggio di vicinanza, sostegno e incoraggiamento da parte di tutto il Club. Un momento semplice ma profondamente significativo, vissuto nel pieno rispetto della delicatezza della situazione, per testimoniare la partecipazione dell’Inter e della sua famiglia a un percorso di recupero complesso e impegnativo. L’occasione è stata anche un’opportunità per salutare e ringraziare il personale sanitario del Centro Grandi Ustioni e della Terapia Intensiva – medici, infermieri e operatori che ogni giorno lavorano con competenza, dedizione e straordinaria umanità al servizio dei pazienti. FC Internazionale Milano esprime ancora una volta la propria vicinanza alle persone coinvolte e alle loro famiglie, augurando a tutti una pronta e completa guarigione”.

Scherma, Europei Giovani, oro e argento per le squadre azzurre

Roma, 27 feb. (askanews) – Si chiudono con l’Inno di Mameli i Campionati Europei Giovani di Tbilisi 2026. Nell’ultima giornata in Georgia l’Italia conquista l’oro nel fioretto maschile a squadre e l’argento nella sciabola maschile, chiudendo al secondo posto nel medagliere Under 20 alle spalle della Russia.

Protagonisti i fiorettisti Mattia De Cristofaro, Emanuele Iaquinta, Mattia Conticini e Fernando Scalora, campioni d’Europa al termine di un percorso netto. Dopo aver superato Belgio (45-23) e Israele (45-25), gli azzurrini hanno dominato anche l’Ungheria in semifinale (45-26). In finale contro la Francia, il quartetto italiano è partito forte, ha resistito al tentativo di rimonta dei transalpini e ha chiuso sul 45-36, salendo sul gradino più alto del podio.

Argento per la sciabola maschile con Edoardo, Leonardo e Valerio Reale insieme ad Antonio Aruta. Gli azzurri hanno battuto Israele (45-37) e Spagna (45-30), prima di imporsi in rimonta sulla Francia in semifinale (45-36). In finale contro la Russia, assalto combattuto fino all’ultima stoccata, con i russi vittoriosi 45-42. Per la famiglia Reale un’edizione da ricordare: dopo l’oro della sorella Matilde nella sciabola femminile Cadette, arrivano anche le medaglie dei tre fratelli.

Sesto posto per la spada femminile. Giulia Paulis, Ludovica Costantini, Mariachiara Testa e Maria Roberta Casale hanno superato la Svezia agli ottavi (44-43), prima di cedere all’Ungheria nei quarti (45-37). Nel tabellone dei piazzamenti le azzurre hanno battuto Israele (45-32) e perso con la Polonia (45-39).

Dopo i 10 podi conquistati dai Cadetti nella prima parte della rassegna, l’Italia chiude gli Europei Giovani di Tbilisi 2026 con altre cinque medaglie (due ori e tre argenti), confermandosi tra le protagoniste della scherma continentale.

Calcio, Atalanta-Bayern. Marino "Servirà la partita della vita"



Roma, 27 feb. (askanews) – Sarà il Bayern Monaco l’avversario dell’Atalanta negli ottavi di finale di Champions League. Il sorteggio ha messo la squadra di Raffaele Palladino di fronte ai tedeschi, capolista della Bundesliga, in un incrocio inedito per il club nerazzurro.

“Cercheremo di essere l’Atalanta anche contro il Bayern – ha dichiarato a Sky il direttore generale Umberto Marino -. È una squadra costruita per arrivare fino in fondo, ma li affronteremo con voglia, coraggio e con la spinta dei nostri tifosi. Dovremo fare la partita della vita. Se poi vinceranno loro, gli stringeremo la mano”.

Il dirigente ha sottolineato l’orgoglio del club bergamasco: “Non ci tireremo indietro e daremo il 120% delle nostre energie, con l’orgoglio di rappresentare l’Italia”. L’andata si giocherà a Bergamo.

Marino ha poi guardato al calendario fitto di impegni: “Ci aspetta un marzo discretamente intenso, ma è bello essere ancora in corsa su tre obiettivi: campionato, Coppa Italia e Champions League. Continuiamo con la nostra cultura del lavoro, poi accetteremo i verdetti del campo”.

Parole anche per l’allenatore: “Palladino ha grande voglia di lavorare e di dare tutto. Colpisce l’entusiasmo con cui affronta ogni allenamento e ogni partita”.

Per l’Atalanta, reduce dall’eliminazione del Borussia Dortmund nel turno precedente, si profila dunque una doppia sfida di alto livello contro una delle favorite per la vittoria finale.

Sanremo, serata duetti: le preferenze del pubblico fuori dall’Ariston

Sanremo, 27 feb. (askanews) – Serata di duetti a Sanremo, una delle più attese, anche in questa 76esima edizione del Festival.

E fuori dall’Ariston, nei dintorni del blu carpet e di piazza Colombo, cresce l’attesa, si spera di incontrare qualche artista intento in queste ore nelle prove generali e si esprimono preferenze.

“Ermal Meta” afferma una donna. “Io Marco Masini e Fedez, voglio vedere cosa fanno”, dice un’altra.

“Fedez e Masini”, anche per un ragazzo. “Sal Da Vinci, Arisa, Serena Brancale, questo sarà il podio”, dice una ragazza. Fedez-Masini? No….quelli no”. “Io tifo LDA” dice un’altra.

“Non vedo l’ora di vedere Sayf, secondo me farà un bellissimo spettacolo”, dichiara un’altra.

Treni, Fs: disagi per viaggiatori, sciopero nazionale dalle 21 di stasera

Roma, 27 feb. (askanews) – Disagi per chi viaggia in treno tra stasera e domani. Scatterà infatti dalle 21 di oggi lo sciopero nazionale di 24 ore del personale del gruppo Fs, proclamato da alcune sigle sindacali autonome. Lo stop terminerà alle 21 di domani, sabato 28 febbraio. “Gli effetti, in termini di cancellazioni e ritardi, potranno verificarsi anche prima e protrarsi oltre l’orario di termine dell’agitazione sindacale”, avverte Fs.

Per il trasporto Regionale sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali: dalle ore 6 alle 9, e dalle ore 18 alle 21 di sabato 28 febbraio. Trenitalia, tenuto conto delle possibili ripercussioni sul servizio, invita i passeggeri a informarsi prima di recarsi in stazione.

Informazioni su collegamenti e servizi attivi sono disponibili consultando l’App di Trenitalia, la sezione Infomobilità di trenitalia.com, i canali social e web del Gruppo FS, il numero verde gratuito 800892021, oltre che nelle biglietterie e negli uffici assistenza delle stazioni, attraverso le self-service e le agenzie di viaggio.

L’Aiea: l’Iran ha immagazzinato uranio arricchito al 60% sotto Isfahan

Roma, 27 feb. (askanews) – L’Iran ha immagazzinato parte del suo uranio più arricchito, prossimo al livello di grado militare, in un’area sotterranea del sito nucleare di Isfahan. Lo sostiene un rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), inviato agli Stati membri delle Nazioni Unite e che Reuters ha potuto visionare.

Secondo il rapporto, l’uranio è stato arricchito a un livello di circa il 60%. Secondo i diplomatici citati dall’agenzia di stampa “l’ingresso del tunnel è stato danneggiato dagli attacchi americani e israeliani di giugno, ma la struttura stessa sembra essere rimasta sostanzialmente intatta”.

L’Afghanistan lancia nuovi attacchi lungo la frontiera con il Pakistan

Roma, 27 feb. (askanews) – Le forze afgane hanno lanciato una serie di nuovi attacchi lungo la frontiera con il Pakistan: è quanto riporta l’emittente afgana Ariana News citando fonti governative di Kabul. L’offensiva aveva come obbiettivo le forze pachistane schierate lungo la Linea Durand – confine che Kabul non ha mai ufficialmente riconosciuto – come rappresaglia per delle incursioni aeree dell’aviazione di Islamabad in territorio afgano.

Fonti pachistane hanno reso noto che i militari hanno risposto al fuoco, infliggendo pesanti perdite alle truppe afgane; scontri a fuoco sarebbero in corso in diverse zone della provincia afgana di Khost.

Sanremo, ciclone Sal Da Vinci: da outsider a favorito

Sanremo, 27 feb. (askanews) – Finora il volto di questo Festival di Sanremo 2026 ha un nome preciso: Sal Da Vinci. Il ritorno del cantante napoletano all’Ariston è diventato un vero e proprio terremoto. Partito in sordina, considerato poco più di una comparsa, con la sua vittoria scelta da appena il 3% degli utenti su Snai e Goldbet, il cantautore napoletano ha messo in atto una scalata formidabile. Esibizione dopo esibizione, lo scetticismo iniziale si è trasformato in un plebiscito. La standing ovation di giovedì sera per il brano “Per sempre sì” – già diventato un inno virale – ha ribaltato i pronostici dei bookmaker: la sua quota per la vittoria finale è crollata da 10,00 a 4,00 in poche ore. Un dato impressionante, se si pensa che all’annuncio dei Big la sua vittoria era quotata addirittura a 30,00. ll “ciclone Sal” sta travolgendo anche la serata delle Cover. Il duetto con Michele Zarrillo sulle note di “Cinque Giorni” è balzato improvvisamente in testa alla lavagna a 4,00, diventando l’esibizione da non perdere. Per completare il capolavoro, Da Vinci dovrà “stanare” i giganti che occupano il podio fin dalla prima serata: la coppia Fedez-Masini, ancora in pole a 2,75, e Serena Brancale offerta a 3,50. I due favoriti raccolgono ancora il 50% delle preferenze degli scommettitori, ma la sensazione è che il vento stia cambiando. Riuscirà Sal Da Vinci a ribaltare il pronostico più importante? La risposta è nel boato dell’Ariston e in un Italia che, tra radio e web, ha già scelto il suo vincitore morale, intonando all’unisono quel “Sarà per sempre sì”.

Anche su YouTube spopola Sal Da Vinci seguito da Arisa e Serena Brancale punta al milione di visualizzazioni.

Sanremo, Bianca Balti: “Sul palco per chi combatte e chi non c’è più”

Sanremo, 27 feb. (askanews) – Bianca Balti si commuove: “Ho stretto amicizie con donne che sono venute a mancare nell’ultimo anno, la recidiva per noi che siamo state malate di tumore è sempre all’angolo ad aspettarci, con questo spirito salgo sul palco, anche solo per me stessa, ricordando chi è venuto a mancare e onorando chi come me tutti i giorni cerca di andare avanti, vivendo alla giornata senza venir sormontato dalla paura di questa recidiva”.

Così Bianca Balti, a margine della conferenza stampa al Festival di Sanremo prima di salire sul palco come co-conduttrice al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini. Già lo scorso anno era stata ospite all’Ariston e aveva parlato della sua malattia.

Sanremo, Bianca Balti: posso cantare, faccio tutto se mi richiamate

Sanremo, 27 feb. (askanews) – “Io ci conto, ho detto, piuttosto inizio ad allenare la voce, se non mi vogliono come co-conduttrice dovrò cantare, al limite nei duetti, come la mia amica Fagnani che ci sarà stasera”.

E fa un appello al prossimo conduttore: “Io sono disponibile a fare tutto, basta che mi richiamate perché mi diverto tantissimo”.

Così Bianca Balti, a margine della conferenza stampa al Festival di Sanremo prima di salire sul palco come co-conduttrice al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini. Già lo scorso anno era stata ospite all’Ariston e aveva parlato della sua malattia.

Mps, Meloni: ruolo governo terminato, dossier gestito con successo

Roma, 27 feb. (askanews) – Per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il ruolo del governo nella Banca Monte dei Paschi di Siena è terminato. Lo afferma in un’intervista rilasciata a Bloomberg, in cui ha spiegato che il suo esecutivo non sarà coinvolto nella futura governance e nelle decisioni strategiche dell’istituto di credito.

Per la premier si è trattato di uno di quei dossier “complessi” ma gestiti con successo mentre il piano di salvataggio e di risanamento viene definito “molto ambizioso”. Oggi, ha sottolineato, l’istituto è “una realtà solida”.

Lo Stato detiene circa il 4,9% del capitale, una quota che “non ci dà la possibilità di esercitare influenza sulla governance”, secondo Meloni. “Il ruolo del governo è terminato”, ha detto Meloni aggiungendo che “non parteciperemo alle nomine dei nuovi organismi di amministrazione e di controllo”.

Calcio, Euro 2032, l’Italia accelera sui progetti

Roma, 27 feb. (askanews) – Prosegue senza sosta il percorso di avvicinamento ad ottobre 2026, data in cui il Comitato Esecutivo della UEFA deciderà le dieci venue che ospiteranno Euro 2032. Prima di quella data, l’Italia e la Turchia dovranno sottoporre all’attenzione degli uffici del massimo organismo calcistico continentale una lista di cinque città ciascuna, che rispondano ai diversi requisiti per quanto riguarda l’accoglienza, la fruibilità e la capacità infrastrutturale, la sicurezza e la sostenibilità dell’evento nel suo complesso.

La scorsa settimana, una delegazione UEFA composta da Martin Kallen, CEO di UEFA Events SA, Michele Uva, direttore esecutivo e delegato per EURO 2032, e Andreas Schaer, direttore di UEFA Events, ha svolto una visita in Italia ed ha incontrato presso la sede della FIGC a Roma il presidente Gabriele Gravina e l’intero staff federale che segue il progetto di candidatura, guidato dal segretario generale Marco Brunelli. Con l’occasione, la delegazione UEFA ha potuto anche constatare lo stato d’avanzamento delle nove sedi ad oggi in linea con i criteri di candidatura ed effettuato un sopralluogo a Firenze presso lo Stadio Franchi, allo Stadio Olimpico di Roma con il supporto di Sport e Salute e incontrato nella sede di via Allegri l’amministrazione comunale e il Cagliari Calcio per il progetto dell’impianto che sarà intitolato a Gigi Riva. Successivamente ha approfondito con l’AS Roma il programma di realizzazione del nuovo stadio giallorosso a Pietralata. Seguiranno nel mese di marzo anche gli aggiornamenti con Milano, Palermo, Salerno e Genova. La FIGC, in stretto coordinamento con la UEFA, è a lavoro con tutte le città e le società coinvolte dalla candidatura, con le quali è stato congiuntamente predisposto un preciso cronoprogramma.

“Ringrazio la UEFA per la disponibilità e il confronto proficuo – afferma il presidente della Figc, Gabriele Gravina – siamo consapevoli del ritardo con cui l’Italia sia partita rispetto al resto d’Europa sul tema degli impianti sportivi, ma l’interesse e gli investimenti che si stanno susseguendo dopo l’assegnazione della candidatura, insieme alla collaborazione con i Ministeri coinvolti e con tutti gli enti locali, ci fanno ben sperare. La FIGC vuole fortemente questo Europeo, vogliamo regalare all’Italia un altro grande evento per poter far vedere al mondo intero l’immagine più bella della nostra nazione”.

Calcio, Conference, Fiorentina-Rakow agli ottavi

Roma, 27 feb. (askanews) – La Fiorentina sfiderà i polacchi del Rakow negli ottavi di Conference League. Andata in Italia il 12 marzo al Franchi, ritorno in Polonia il 19 marzo. Chi passerà il turno sfiderà la vincente di Aek Larnaca-Crystal Palace.

Questo il quadro degli ottavi Lech Poznan (POL)-Shakhtar Donetsk (UCR) Az Alkmaar (OLA)-Sparta Praga (CEC) Crystal Palace (ING)-Aek Larnaca (CIP) FIORENTINA (ITA)-Rakow (POL) Samsunspor (TUR),-Rayo Vallecano (SPA) Celje (SLO)-AEK Atene (GRE) Sigma Olomouc (CEC)-Mainz (GER) Rijeka (CRO)-Strasburgo (FRA)

Calcio, Di Vaio: "Roma? L’avremmo evitata volentieri"

Roma, 27 feb. (askanews) – Il direttore sportivo del Bologna Marco Di Vaio ha commentato a Sky Sport il sorteggio di Europa League contro la Roma, nel derby tutto italiano agli ottavi di finale:

Ce la godremo questa doppia sfida: “Noi un po’ meno. La Roma è una grandissima squadra e poi c’è un po’ meno di sapore europeo. Da calciatore io ho fatto una finale con la Juventus, avremmo preferito evitarla per tanti motivi, anche quello emotivo. La prepareremo bene, sarebbe stata una grande sfida anche col Friburgo. Vedremo cosa succederà”.

Il Bologna è in crescita: “Ci stiamo riprendendo dopo un periodo complicato soprattutto dal punto di vista dei risultati. Teniamo all’Europa League, sappiamo che ci può dare una spinta, fino a quei abbiamo fatto una buonissima competizione, con le ultime contro il Brann interpretate molto bene. Ora affronteremo una delle migliori in Italia, che ha entusiasmo e che ha trovato l’attaccante che mancava. Detto questo sappiamo che siamo una squadra difficile da affrontare anche noi”.

Calcio, Europa League, derby italiano Bologna-Roma

Roma, 27 feb. (askanews) – Sarà derby italiano tra Bologna e Roma agli ottavi di Europa League. Andata il 12 marzo al Dall’ara. Il 19 all’OLimpico. I giallorossi si sono qualificati direttamente grazie all’ottavo posto in league phase, mentre i rossoblù sono dovuti passare dai playoff dove hanno eliminato il Brann. La vincente del derby trova nei quarti una tra Lilla e Aston Villa.

Il tabellone degli ottavi di finale Genk-Friburgo Bologna-Roma Ferencvaros-Braga Stoccarda-Porto Nottingham Forest-Midtjylland Panathinaikos-Betis Siviglia Celta Vigo-Lione Lilla-Aston Villa Gli ottavi di finale sono in programma il 12 e 19 marzo; i Quarti di finale il 9 e 16 aprile; le Semifinali il 30 aprile e 7 maggio. La finale: 20 maggio 2026 (Istanbul)

Brancale: quando canto guardo su e c’è mia madre. Poi si commuove

Sanremo, 27 feb. (askanews) – Serena Brancale si commuove in conferenza stampa. Il brano che porta in gara a Sanremo, “Qui con me”, è molto personale, perché è dedicato a sua madre scomparsa pochi anni fa.

“Quando canto guardo su e lei è lì con me, alzando il braccio la indico e questa cosa mi aiuta tantissimo”, ha raccontato. Un brano, ha detto, che per quello che significa “ora è di tutti; mi sono in qualche modo liberata, è come una liberazione. La musica non è solo accordi, ballare, quello che mi piace fare, la musica è anche una riflessione e quest’anno sul palco porto proprio una carezza e una lettera a mia madre”.

Macron: da Von der Leyen "una brutta sorpresa" sul Mercosur

Roma, 27 feb. (askanews) – La decisione della Commissione europea di applicare provvisoriamente l’accordo commerciale con il Mercosur è “una brutta sorpresa” e “un pessimo modo” di trattare il Parlamento europeo. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuiel Macron in una dichiarazione rilasciata a Parigi insieme al primo ministro sloveno Robert Golob.

“Si tratta di una grande responsabilità nei confronti degli agricoltori che hanno espresso le loro preoccupazioni” ed “è anche una grande responsabilità nei confronti dei cittadini europei e dei loro rappresentanti che non sono stati adeguatamente rispettati”, ha protestato il presidente francese, così come riporta Le Figaro.

La Francia si era detta contraria all’accordo di libero scambio Ue-Mercosur e il Parlamento europeo, lo scorso gennaio, aveva approvato una risoluzione per chiedere un parere giuridico alla Corte di giustizia sull’intesa, di fatto bloccandone l’applicazione. Per questo oggi la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha annunciato che la Commissione procederà con l’applicazione provvisoria.

Huawei presenta a Madrid la nuova linea wearable tra sport e fitness

Madrid, 27 feb. (askanews) – “Now is your run”. Da Madrid, Huawei rimette al centro movimento, benessere e tecnologia personale e rilancia nel mondo dei dispositivi indossabili puntando sulla corsa, sul fitness e sull’audio di alta gamma.

All’evento globale di lancio nella capitale spagnola, l’azienda tech ha presentato una nuova generazione di prodotti che arriveranno anche in Italia. Al centro c’è Watch GT Runner 2, il primo smartwatch professionale per la corsa sviluppato dopo cinque anni di ricerca e riprogettato pensando sia ai runner amatoriali sia agli atleti evoluti.

“GT Runner 2 è stato completamente riprogettato per i runner – ha spiegato Andreas Zimmer, Head of Product di Huawei – maggiore precisione del ritmo e del GPS. L’orologio è in titanio e stiamo utilizzando la cassa stessa come una sorta di antenna per prestazioni migliori. C’è poi il monitoraggio della frequenza cardiaca tramite Trusense integrato. E abbiamo una modalità maratona intelligente creata insieme al campione Eliud Kipchoge che ci ha spiegato cosa cercano i maratoneti professionisti in un orologio da corsa. Quindi tutto il software è stato progettato attorno alla loro esperienza”.

A Madrid è stato presentato anche Watch Ultimate 2 Verde, versione pensata per attività outdoor avanzate, che affianca alle funzioni per immersioni e sport estremi anche strumenti dedicati al golf. L’orologio integra modalità specifiche per il campo e per il gioco sul green, con supporto alla gestione dei colpi e alla lettura del percorso, offrendo un’esperienza sportiva più precisa e strutturata anche per i golfisti.

Accanto agli smartwatch, Huawei rinnova anche l’offerta audio con gli auricolari true wireless FreeBuds Pro 5. “Le cuffie TWS sono state riprogettate in modo che i FreeBuds siano ora più comodi da indossare modificandone la forma e le dimensioni. Abbiamo ancora due altoparlanti, uno per i bassi e uno per gli acuti, in modo da poter rendere il suono molto più chiaro e, naturalmente, abbiamo migliorato notevolmente la cancellazione attiva del rumore che ora copre più profondità e più ampiezza rispetto alla generazione precedente”, ha sottolineato Zimmer.

Completa la gamma Band 11, dispositivo compatto per il monitoraggio quotidiano di attività e parametri di salute. Huawei Watch GT Runner 2 sarà disponibile a partire dal 18 marzo, Huawei Watch Ultimate 2 Verde sarà disponibile a partire dall’11 marzo.

Jalisse a Casa Sanremo per campagna Sheba “Preparati a farti amare”

Sanremo, 27 feb. (askanews) – Il brand Sheba, parte del Gruppo Mars, ha lanciato il programma “Preparati a farti amare”, campagna globale per raccontare la connessione tra i gatti – di solito un po’ diffidenti, all’apparenza poco affettuosi e difficili da conquistare – e i loro padroni, trasformando il momento del pasto e le interazioni quotidiane in un’opportunità per alimentare fiducia.

La campagna è stata presentata in occasione del Festival a Casa Sanremo, dove sono arrivati anche i Jalisse – il duo formato da Fabio Ricci e Alessandra Drusia – che vinsero il Festival con “Fiumi di parole”, insieme al loro gatto Piggy, che hanno collaborato al progetto.

Aldo Mastellone, Corporate Affairs Senior Manager Italy di Mars: “Uno studio condotto da Mars in moltissimi paesi ha dimostrato proprio che uno dei grandi pain point dei pet parent è non sapere se i propri gatti provano affezione verso di loro. Per questo motivo Sheba è sicura che attraverso i propri prodotti è in grado di conquistare anche i gatti dal carattere più difficile. E in questo caso abbiamo deciso proprio di raccontare questa storia grazie a una partnership con i Jalisse, che con un pizzico di autoironia hanno voluto raccontare la frustrazione di essere ignorati dal loro pubblico più importante, ovvero la loro gattina Piggy”.

E i Jalisse hanno detto: “Noi amiamo gli animali, siamo circondati da cani, da gatti, poi io sono appassionata di gatti, io nasco veramente ‘gattara’, quindi ci hanno trovato in un momento giusto per poter fare questa campagna.’ Preparati a farti amare’, perché comunque ci deve essere un rapporto proprio di amore tra il padrone e l’animale, ci deve essere questa unione. Che poi noi ci definiamo genitori, più che padroncini, ormai è di casa Piggy, è come una figlia”.

Mercato yogurterie tra stagionalità e nuovi modelli di consumo

Roma, 27 feb. – Il settore delle yogurterie continua a mantenere una presenza stabile nel panorama del food retail, intercettando un pubblico trasversale e adattandosi a consumi che non si limitano più alla sola stagione estiva. “Il mondo della yogurteria è un settore davvero fiorente, perché è ideale per tutte le stagioni- ci spiega Giuseppe Picerno, fondatore di Yogurtissimo – c’è sia la parte fredda con lo yogurt gelato, sia la parte calda delle cr pes, dei pancakes, dei waffle. È uno dei punti di forza della yogurteria”. Per chi si avvicina a questo settore e sta valutando come muovere i primi passi, una delle opzioni più concrete è quella del franchising: “La soluzione del franchising è conveniente perché parte già da un modello collaudato: si inizia già con l’esperienza di un’azienda consolidata. – prosegue Picerno – Ma dietro ogni modello di franchising c’è sempre una storia concreta, fatta di persone, di scelte quotidiane e di un percorso costruito nel tempo. Il brand Yogurtissimo nasce qui ad Altamura, dove sono nato e cresciuto; ho sempre voluto dare il massimo per la mia città. Dopo diciotto anni, questo punto vendita crea dei risultati fantastici e ciò mi rende orgoglioso. Gli adolescenti che venivano qua una volta, ora accompagnano i loro figli”.

Da questa esperienza nasce anche una scelta precisa, che riguarda il modo di costruire il prodotto e l’identità del brand, partendo non dalla comunicazione ma da ciò che viene messo ogni giorno davanti al cliente.

“Noi non ambiamo a diventare famosi grazie al marketing, ma per la scelta delle materie prime, per la qualità del prodotto e il nostro modo di essere” afferma con orgoglio Giuseppe Picerno.

In Yogurtissimo l’esperienza non è mai standardizzata: il prodotto viene studiato e testato partendo dal punto vendita di Altamura, per poi essere replicato mantenendo qualità e coerenza, ma sempre con l’idea di creare un luogo accogliente, capace di ascoltare chi entra e di far sentire ogni persona al centro dell’esperienza. È la stessa visione che guida anche il rapporto con chi sceglie di entrare nel progetto, perché prima ancora del format conta il modo di stare con le persone.

“Chi vuole entrare a far parte della nostra squadra deve avere due caratteristiche fondamentali: essere se stessa ed essere umile. Come nostro affiliato, da noi riceverà supporto costante, saremo sempre al suo fianco perché comprendiamo benissimo il lavoro che c’è dietro” conclude il fondatore di Yogurtissimo.

Arctic Connections, lunedì a Roma conferenza internazionale

Roma, 27 feb. (askanews) – Lunedì 2 marzo alle ore 9.30, presso la suggestiva sede del Circolo degli Esteri a Roma, si terrà la settima edizione di Arctic Connections, la conferenza internazionale che quest’anno sarà dedicata alla Sicurezza dei Domini Strategici. L’iniziativa, promossa dalla Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, dalla Ambasciata Reale di Norvegia in Italia e dall’High North Center for Business and Governance, riunirà rappresentanti istituzionali, accademici e industriali italiani e internazionali.

La conferenza mira a delineare le priorità operative per tutelare la libertà di navigazione e garantire la sostenibilità delle rotte artiche, promuovendo la cooperazione tra pubblico e privato.

Gli appuntamenti previsti saranno incentrati su quattro ambiti principali: l’evoluzione delle relazioni internazionali ed il ruolo dell’Artico nei nuovi sviluppi geopolitici; lo sviluppo delle infrastrutture e delle reti di connessione; la dimensione sottomarina e la salvaguardia della libertà di navigazione; le sfide geoeconomiche legate all’energia ed alle materie prime critiche.

“Roma crocevia tra Mediterraneo e Artico”. A presentare la settima edizione della conferenza, sarà il presidente della SIOI l’ambasciatore Riccardo Sessa, che ha definito questo evento “un passaggio strategico per il ruolo italiano nel Grande Nord”, sottolineando che: “L’Artico non è una periferia distante, ma un ‘Vicino Nord’ strategico”. Un concetto che sintetizza la visione italiana maturata dal 2013, anno dell’ingresso come Paese Osservatore nel Consiglio Artico, e rafforzata dalla recente pubblicazione del documento strategico nazionale.

Seguiranno gli interventi di apertura di Tord Tukun, ambasciatore di Norvegia in Italia, ed Andreas Raspotnik, esperto delle politiche artiche e della blu economy. Poi i saluti istituzionali di Edmondo Cirielli e di Agostino Pinna, inviato speciale dell’Artico, che introdurrà le linee di lavoro sulle priorità diplomatiche e scientifiche. Tra i relatori confermati ci saranno il vice ministro degli Affari Esteri della Norvegia Eivind Vad Petersson, il sottosegretario per il Commercio Internazionale della Finlandia Jarno Syrjala, insieme a dirigenti industriali come Kjell Morten Urke, General Manager, VARD Design AS (Gruppo Fincantieri), Massimo Claudio Comparini , Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo, e Fabio Panunzi Capuano , Vice President Business Development and Corporate Diplomacy di Sparkle nonché esperti della difesa e della sicurezza.

Riconosciuta come pre-evento ufficiale dell’Arctic Circle Forum, la conferenza consoliderà il posizionamento di Roma quale piattaforma di dialogo tra Nord e Sud, in un contesto segnato da profonde trasformazioni geopolitiche e crescenti esigenze di cooperazione multilaterale.

Bruno Mars, presentato nella notte il nuovo album "The Romantic"

Roma, 27 feb. (askanews) – A distanza di un decennio dal suo ultimo progetto solista, Bruno Mars torna ufficialmente oggi con il suo atteso quarto album solista, “The Romantic”, disponibile ovunque tramite Atlantic Records. Il progetto include brani come l’esplosiva “I Just Might”, che è diventata il suo primo debutto al n. 1 della Billboard Hot 100, e “Risk It All”, accompagnata da un videoclip ufficiale diretto da Bruno e Daniel Ramos, ora su YouTube. Bruno ha presentato l’album stanotte su tutte le stazioni iHeartRadio in live streaming su TikTok Live.

Una specialissima iniziativa per tutti i fan italiani accompagna l’uscita dell’album: tutti coloro che acquisteranno l’album sullo store di Warner Music Italy avranno la possibilità di vincere un “Romantic Weekend” presso un Grand Hotel sul lago di Como e 2 biglietti “gold circle” per il Romantic Tour a Milano il 14 luglio. Il concorso termina il 5 marzo.

The Romantic arriva sulla scia del continuo successo in classifica di Bruno, con singoli di enorme successo come “Die With A Smile” con Lady Gaga, che è diventata la canzone più veloce nella storia di Spotify a raggiungere 1 miliardo di stream e ha raggiunto la vetta della Billboard Global 200 Chart per un record di 18 settimane, così come “APT” con ROSÉ — quest’ultima è stata recentemente nominata il singolo globale più venduto del 2025 da IFPI, incoronata la canzone più trasmessa in streaming a livello globale del 2025 da Apple Music, e ha registrato 19 settimane al numero uno della Billboard Global Excl. U.S. Chart e 12 settimane al numero uno della Billboard Global 200 Chart. Oltre ai suoi massicci successi in classifica a livello globale, “APT” ha anche vinto “Song of the Year” agli MTV Video Music Awards 2025 e ha ottenuto tre nomination ai 68esimo Annual GRAMMY Awards di quest’anno per “Song of the Year” “Record of the Year” e “Best Pop Duo/Group Performance”.

Bruno continua a dimostrarsi una delle forze più influenti nel settore musicale. Nel gennaio 2025, è diventato il primo artista nella storia di Spotify a superare i 150 milioni di ascoltatori mensili, classificandosi tra i migliori artisti globali della piattaforma. Nell’ottobre 2022, è diventato il primo artista nella storia della RIAA a guadagnare sei singoli certificati Diamante. A partire dal 2026, ha raggiunto almeno sette certificazioni RIAA Diamante per canzoni tra cui “Just the Way You Are”, che è ora la canzone più certificata nella storia con 21x RIAA Platino, “Uptown Funk” (con Mark Ronson), “Grenade” “That’s What I Like” “When I Was Your Man” “Locked Out of Heaven” e “The Lazy Song”. Il suo album di debutto, Doo-Wops & Hooligans, è l’album in studio di un artista solista maschile con la più lunga permanenza nella Billboard 200, con oltre 345 settimane in classifica. Si è assicurato dieci singoli al numero uno della Billboard Hot 100 e ha trascorso un totale di 30 settimane in cima alla Global 200 con i suoi successi del 2024-2025.

Quando la lavanderia industriale diventa sostenibile

Roma, 27 feb. – Negli ultimi anni la sostenibilità è entrata sempre più spesso nel contesto delle aziende, soprattutto in settori ad alto impatto come quello delle lavanderie industriali dove il consumo di acqua, energia e prodotti chimici incide in modo diretto sull’ambiente. “In realtà si potrebbe fare molto investendo in tecnologie avanzate utilizzando prodotti a basso impatto ambientale, controllando i processi produttivi” – spiega Dino Stella, CEO della Lavanderia Stella precursore, di almeno due decenni, del tema sostenibilità applicato al settore della lavanderia professionale.

Ma cosa significa in concreto rendere più sostenibile il lavoro di una lavanderia industriale? “Noi della lavanderia Stella, – continua il CEO – per ridurre i consumi idrici utilizziamo sistemi di recupero e del riutilizzo dell’acqua sino all’80% siamo una realtà molto energivora per questo investiamo tantissimo in macchinari tecnologicamente avanzati che ci permettono un risparmio energetico notevole. Avendo poi delle superfici importanti utilizziamo pannelli per recuperare energia rinnovabile. Un altro elemento necessario all’interno di una lavanderia industriale sono i prodotti chimici. Oggi c’è la possibilità di utilizzare prodotti meno impattanti, sono prodotti certificati che garantiscono igiene e sicurezza e quindi sono prodotti che rispettano l’abiente”.

Questo impegno verso processi di qualità e investimenti tecnologici è una strada che Lavanderia Stella ha intrapreso molti anni fa. “è stata molto difficile – continua Stella – perché parliamo di oltre 25 anni fa. Il mercato era poco sensibile, forse non lo era affatto perché era molto più attento ai costi. Ho avuto sempre una idea del cambiamento che avremmo vissuto e quindi degli investimenti e del percorso che dovevo intraprendere. Posso affermare adesso finalmente che il mercato è diventato più attento al percorso che io ho intrapreso”. Un percorso che per Lavanderia Stella non ha mai significato rinunciare alla qualità, “la qualità del servizio – spiega – parte innanzitutto dalla qualità del lavaggio poi ovviamente subito dopo c’è la fase di stiratura di piegatura, e poi anche le fasi di consegna dei prodotti. La qualità passa anche dalla personalizzazione del servizio a ogni singolo cliente, anche nei termini di piegatura di un capo particolare. Abbiamo attrezzature piegatrici che fanno anche delle pieghe speciali per garantire prodotti ben stirati e ben piegati”.

(Servizio Pubbliredazionale)

Piantedosi: polemiche strumentali su Mogol, è un monumento nazionale

Roma, 27 feb. (askanews) – “Noi siamo contentissimi di aver avuto qui” Mogol “e lo ringraziamo per quello che ci ha dato, quindi il resto sono le solite polemiche strumentali, ma noi siamo molto contenti di aver avuto un grandissimo artista, un monumento nazionale che ripeto ha regalato anche parte della sua capacità artistica, ha scritto una canzone regalandola come inno ai Vigili del fuoco, quindi gli siamo profondamente grati”. Lo ha detto il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, a margine della festa dei Vigili del fuoco al Teatro Argentina di Roma per l’87esimo anniversario di istituzione del corpo.

Il responsabile del Viminale ha risposto alle domande dei cronisti in merito al trasferimento ieri da Sanremo a Roma del maestro Mogol con un elicottero dei Vigili del fuoco.

I Jalisse: tornare a Sanremo per noi una missione ma c’è anche altro

Roma, 27 feb. (askanews) – “Io sono tranquilla, nel senso che non ho l’ansia da prestazione per salire sopra quel palco. Quindi non c’è nervosismo, preoccupazione, adrenalina che va, che scende. Me la vivo in maniera molto tranquilla, serenamente, ecco. Siamo sereni, vero?”. “Sì, tornare a Sanremo, su quel palco soprattutto, per noi è una missione, è quello che noi vogliamo, perché è il nostro lavoro. Siamo un’etichetta indipendente, quindi per noi presentare un progetto nuovo e ripartire da Sanremo che ci ha permesso non solo di arrivare al pubblico con la vittoria, ma anche all’Eurovision Song Contest a un quarto posto, sarebbe bellissimo, ma non c’è solo Sanremo, ci sono tanti progetti. Quindi siamo già pronti per partire con il tour e con la nostra band. Il nostro lavoro lo portiamo sempre avanti”.

Così i Jalisse, il duo musicale italiano formato da Fabio Ricci e Alessandra Drusian, parlando a Casa Sanremo dove hanno presentato un progetto a cui hanno collaborato per Sheba.

Michele Bravi svela nome chat di famiglia: Bravi col cu… degli altri

Sanremo, 27 feb. (askanews) – Michele Bravi, in gara tra i 30 big del Festival di Sanremo, ha svelato in conferenza stampa, il nome della sua chat di famiglia: “Posso dirlo? Giochiamo con il nome Bravi e si chiama ‘Bravi col cu… degli altri”.

L’Alta corte israeliana sospende temporaneamente il blocco delle 37 Ong

Roma, 27 feb. (askanews) – L’Alta corte israeliana ha emesso un’ingiunzione provvisoria che impedisce di espellere 37 organizzazioni umanitarie internazionali che operano nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Lo riporta Haaretz.

Nei giorni scorsi 17 ong, tra cui Oxfam, Norwegian Refugee Council (Nrc) e Medici senza frontiere, avevano presentato ricorso alla Corte suprema israeliana per bloccare la decisione del governo israeliano di espellerle entro la fine del mese, ammonendo sulle conseguenze “catastrofiche” per i civili.

La Cina ai suoi cittadini: non recatevi in Iran

Roma, 27 feb. (askanews) – Il ministero degli Esteri cinese e le missioni diplomatiche in Iran hanno invitato i cittadini cinesi a non recarsi nel Paese e quelli già presenti a rafforzare le misure di sicurezza e a lasciare il territorio il prima possibile, alla luce del significativo aumento dei rischi per la sicurezza.

Secondo l’avviso, recentemente diversi Paesi hanno raccomandato ai propri cittadini di evacuare dall’Iran per il deterioramento della situazione. Pechino ha quindi esortato i connazionali a evitare viaggi verso l’Iran e ha chiesto a quelli sul posto di adottare precauzioni rafforzate e organizzare quanto prima la partenza.

Le ambasciate e i consolati cinesi in Iran e nei Paesi limitrofi forniranno l’assistenza necessaria ai cittadini cinesi che intendano lasciare il Paese tramite voli commerciali o trasferimenti via terra, ha aggiunto la diplomazia cinese.

Sci, Suter vince la libera di Andorra, Goggia terza

Roma, 27 feb. (askanews) – La Coppa del Mondo torna dopo l’Olimpiade e l’Italia non perde il vizio di salire sul podio. Nella discesa libera di Soldeu (Andorra) ci pensa Sofia Goggia, che chiude al terzo posto dietro alla svizzera Corinne Suter e all’austriaca Nina Ortlieb. La bergamasca, che aveva conquistato il bronzo nella prova di velocità anche sull’Olympia delle Tofane, ha pagato un inizio non perfetto sulla pista andorrana, con temperature molto alte (5°C in partenza) e neve primaverili. Scattata con il pettorale numero 6, Goggia ha poi rimontato alla grande nella parte bassa, pagando un ritardo di 24 centesimi dalla vincitrice. Punti importanti per la classifica di specialità, dove la leader Lindsey Vonn (400 punti) non potrà ovviamente difendere la sua prima piazza. In Top-10 anche Laura Pirovano, nona, mentre non ha partecipato Federica Brignone, che dovrebbe rientrare nel SuperG in programma sabato.

Per l’omicidio del finanziere a Milano arrestato in Spagna il figlio

Milano, 27 feb. (askanews) – E’ stato eseguito in Spagna un mandato di arresto europeo nei confronti del figlio 34enne di Alexandru Adarici, il 54 anni uomo d’affari con doppia nazionalità ucraina e romena il cui cadavere era stato rinvenuto il 23 gennaio scorso sull’asfalto sotto la finestra di un bed&breakfast di via Nerino, nel pieno centro di Milano. L’arresto, spiega un comunicato della Questura di Milano, è stato disposto per l’ipotesi di reato di sequestro di persona aggravato dalla morte della persona offesa, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura del capoluogo lombardo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’indagato avrebbe convinto il padre, un ex banchiere attivo, insieme con il figlio, nel settore della finanza e degli investimenti, a recarsi a Milano per partecipare a un “meeting” di lavoro in uno stabile di via Nerino. In quel contesto, sempre secondo gli investigatori, avrebbe concorso al sequestro del padre per costringerlo a trasferire 250mila euro in criptovalute. Al 34enne viene addebitata anche la caduta del padre dalla finestra dell’appartamento, perché sarebbe stata l’unica persona presente nella stanza in quel momento.

Le indagini, svolte dal Servizio centrale operativo e dalla Squadra mobile di Milano con l’ausilio del Servizio di cooperazione internazionale di polizia e in raccordo informativo con Europol e Eurojust, hanno ricostruito un grave quadro indiziario a carico del giovane, che ha permesso ai Mossos d’Esquadra di Barcellona a eseguire l’arresto, a cui hanno preso parte anche due investigatori della Polizia di Stato.

Von der Leyen: procediamo con l’applicazione provvisoria dell’accordo Ue-Mercosur

Roma, 27 feb. (askanews) – La Commissione procederà ora all’applicazione provvisoria dell’accordo UE-Mercosur, ha dichiarato oggi in conferenza stampa la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

“Uruguay e Argentina sono diventati i primi paesi a ratificare l’accordo UE-Mercosur. Si prevede che Brasile e Paraguay seguiranno presto. Ed è una notizia davvero positiva”, ha affermato von der Leyen.

Secondo la presidente, questo accordo conferisce “all’Europa un vantaggio strategico di primo arrivato in un mondo di forte concorrenza e orizzonti brevi”, “ma questo vantaggio di primo arrivato deve concretizzarsi”. Infatti, von der Leyen ha sottolineato come la Commissione abbia in questo momento adottato una “approvazione provvisoria”, ma è necessario che il Parlamento europeo approvi in via definitiva l’accordo.

Ceccanti (Sinistra per il Sì): “Una riforma di sistema, non di schieramento”

Professore, partiamo dal dato politico. La separazione delle carriere è mai stata nel patrimonio culturale e programmatico del centrosinistra?

Bisogna ricostruire il percorso storico. Prima della Costituzione avevamo un modello di processo di tipo inquisitorio, fondato sul primato delle istituzioni sulla persona e sulle esigenze di sicurezza. In quel modello accusatore e giudice erano sostanzialmente interni allo stesso blocco, mentre l’imputato era la parte debole.

La Costituzione compie una prima grande operazione: recide il cordone ombelicale tra magistratura e politica, costruendo un sistema autonomo. Però non poteva trasformare immediatamente il processo in senso accusatorio: infatti, nelle disposizioni transitorie, si rinvia a una futura riforma dell’ordinamento giudiziario.

Il vero passaggio arriva nel 1989 con il nuovo codice di procedura penale. Ma per anni si continua a ragionare con mentalità inquisitoria. E allora, per reazione, si decide di costituzionalizzare i principi del giusto processo in modo da renderli effettivamente vincolanti

Arriviamo così alla riforma dell’articolo 111 della Costituzione.

Esattamente. Durante la Bicamerale D’Alema – alla quale partecipavo come consulente dei parlamentare del centrosinistra – si afferma il principio cardine del processo accusatorio: le prove si formano nel contraddittorio tra le parti e il giudice deve essere terzo rispetto a due parti, accusa e difesa.

Questo principio viene poi inserito nell’articolo 111 nel 1999 con un voto largamente bipartisan, guidato per il centrosinistra da Cesare Salvi. Il testo è chiarissimo: il giudice è terzo e le altre due sono parti.

Se il pubblico ministero è parte, ne discende una conseguenza logica: non può condividere lo stesso organo di governo del giudice. Il CSM unico nasce in un’altra stagione storica, coerente con un modello diverso.

Dunque la separazione delle carriere è coerente con l’impianto del giusto processo votato anche dal centrosinistra?

È una conseguenza ordinamentale di quel principio. Dopo il 1999, in un clima politico meno conflittuale, sarebbe stato naturale completare il disegno: superare il CSM unico e creare un sistema coerente con la terzietà del giudice.

Purtroppo il conflitto politico degli anni successivi – soprattutto quello tra Berlusconi e la magistratura milanese – ha impedito di affrontare serenamente questo passaggio. Ma sul piano logico e sistematico la direzione era tracciata.

Perché allora oggi l’ANM reagisce con tanta durezza?

Perché non accetta fino in fondo l’idea che il pubblico ministero sia una parte. Si sostiene talvolta che sia “parte imparziale”, ma è una contraddizione: una parte non può essere imparziale, per definizione.

Se si accetta che il PM è parte, allora è coerente separare i Consigli superiori e prevedere un organo disciplinare distinto da quello che gestisce nomine e trasferimenti. Anche questa, peraltro, è un’esigenza avvertita da tempo: già la Commissione Paladin nel 1991 segnalava il rischio di concentrare funzioni amministrative e disciplinari nello stesso organo.

Altro punto controverso è il sorteggio per il CSM.

Il problema vero è il correntismo. I sistemi elettorali del CSM hanno finito per rafforzare il peso delle correnti. Io stesso ho proposto per due legislature un sistema a collegi uninominali, per valorizzare le persone e ridurre la dipendenza dalle correnti.

Oggi il sistema è fortemente correntizio. Non considero il sorteggio la soluzione ideale, ma tra un sistema dominato dalle correnti, che sono in realtà diventate delle cordate, e un sistema che attenui quel potere, ritengo il secondo preferibile.

C’è chi sostiene che la riforma metta il pubblico ministero sotto il controllo dell’esecutivo.

Non c’è nulla nel testo che vada in quella direzione. Nei nuovi CSM i magistrati restano due terzi. Le componenti laiche sono elette dal Parlamento con maggioranze qualificate, quindi coinvolgendo maggioranza e opposizione.

Anche nella Corte disciplinare i numeri garantiscono equilibrio: tre quinti togati, un quinto di nomina parlamentare e un quinto del Presidente della Repubblica. Non c’è alcuna subordinazione al governo.

 

In Europa qual è il quadro?

Le democrazie mature si fondano sul primato della persona e su un pluralismo dei poteri, anche interno ai poteri stessi. Il modello accusatorio, di matrice anglosassone, è stato progressivamente adottato perché più coerente con la tutela dei diritti individuali.

Un esempio significativo è il Portogallo, che ha previsto due distinti Consigli superiori. Non è una scelta “di destra”: è una scelta coerente con il pluralismo democratico.

Dal punto di vista del cittadino, cosa cambierebbe?

Soprattutto nella fase delle indagini preliminari, oggi il giudice può non sentirsi pienamente libero rispetto al pubblico ministero, anche per via del CSM unico.

Abbiamo un dato significativo: oltre il 40% dei processi si conclude con assoluzioni. Questo significa che molte persone affrontano un processo che forse poteva essere evitato. Il processo è già una pena, sotto il profilo umano, sociale ed economico.

Rafforzare l’equilibrio tra accusa e giudice significa evitare che cittadini chiaramente innocenti finiscano nel “tritacarne” giudiziario.

Ultima domanda: questo referendum rischia di essere letto in chiave politica?

È un referendum istituzionale, non un’elezione politica. Le riforme delle regole del gioco dovrebbero essere condivise il più possibile. In un clima diverso si sarebbe potuto trovare un accordo ampio.

Oggi si vota. E si vota su un principio semplice: dare piena coerenza al modello del giusto processo che il Parlamento ha già scelto nel 1999.

Giustizia, riforma fuori tempo e fuori bersaglio

Un quesito referendario vecchio e superato

Uno dei limiti del quesito referendario sulla magistratura (e non sulla giustizia, come viene invece impropriamente presentato!) è quello di essere vecchio e superato da una serie di interventi normativi succedutisi negli anni a partire dalla “Riforma Cartabia”, interventi che hanno modificato in modo sostanziale la possibilità di transitare nei ruoli della magistratura da una funzione all’altra, rendendo tale passaggio un’operazione molto più rara e difficile da realizzare a seguito dell’introduzione di limiti e paletti specifici. La narrazione del magistrato che gioca due ruoli diversi nella stessa partita è una semplificazione che non ha alcun riscontro concreto.

Le radici negli anni Novanta: il conflitto politica-magistratura

Il quesito referendario affonda infatti le radici nel conflitto che esplose negli anni Novanta tra politica e magistratura, a seguito della cosiddetta vicenda “Mani pulite”, un conflitto successivamente acuitosi con le inchieste che interessarono Berlusconi su diversi fronti. Non è necessario tornare sul merito specifico di quelle vicende, ma giova ricordare che proprio da quel momento inizia una dura contrapposizione tra politica e magistratura che si è trascinata fino ad oggi con una serie infinita di reciproci attacchi e delegittimazioni di ogni genere. Oggi, seppure ancora in una fase di insufficiente storicizzazione di quegli accadimenti, c’è la diffusa convinzione che quella vicenda doveva essere gestita con molto più equilibrio dalla politica da un lato e dalla magistratura dall’altro.

Difendersi “dai processi” o “nei processi”

La politica, pur in presenza di un sistema attraversato da alcune evidenti distorsioni, ha spesso cercato di bypassare il momento dell’accertamento della verità, difendendosi “dai processi” anziché “nei processi”. Sull’altro fronte la magistratura ha avuto atteggiamenti aggressivi e spesso improntati ad un principio di presunzione di colpevolezza, teso ad anticipare il giudizio prescindendo da quella che sarebbe poi stata la sentenza e quindi la “verità processuale” della specifica questione. In questo tipo di comportamenti si distinsero in modo particolare i magistrati di alcune procure, come pubblici ministeri incaricati per le indagini e per i processi che seguirono.

Il ruolo del pubblico ministero e la ricerca della verità

Ed è proprio sul ruolo dei pubblici ministeri che va fatta un’attenta riflessione, ovvero sulla loro funzione di accertamento della verità nella sua complessità e soprattutto nella sua completezza; pubblici ministeri che sono tenuti a valutare non solo le prove a carico della persona indagata e utili a provarne la colpevolezza, ma anche gli elementi altrettanto utili a provarne l’innocenza o l’estraneità ai fatti contestati.

Se oggi in alcuni casi si può ingenerare qualche legittimo dubbio sulla effettiva terzietà del pubblico ministero nel condurre le indagini che esitano poi in una decisione di archiviazione o di rinvio a giudizio, con il nuovo assetto post-riforma e con la separazione dei ruoli si avrà una divisione funzionale (fin dalla fase formativa e concorsuale) che toglierà ogni residuo dubbio sulla parzialità del PM, ovvero di quel pubblico ministero che sarà altra cosa rispetto ai magistrati chiamati a giudicare.

A quel punto la posizione di terzietà resterà infatti un dovere solo per la magistratura giudicante, a fronte delle altre due parti chiamate a confrontarsi nel processo, con un pubblico ministero sottratto alla sua funzione di “ricerca della verità” e intento a sostenere le ragioni dell’accusa in contrapposizione a quelle della difesa. Sarà così istituita per eterogenesi dei fini la figura del PM come “poliziotto con la toga”. Una frittata giuridica con un effetto boomerang per chi, votando legittimamente “Sì”, penserà di compiere un atto che va nella direzione di un maggiore garantismo. Purtroppo, non sarà così, anzi…!

Una riforma garantista dovrebbe rafforzare la difesa

Una riforma della giustizia vera, incisiva e maggiormente garantista dovrebbe invece puntare a rafforzare la posizione dell’indagato e della sua difesa fin dal momento del contraddittorio che precede la decisione del GUP in relazione all’archiviazione o al rinvio a giudizio, rendendo quel passaggio meno sommario e sbrigativo, non limitandosi ad archiviare i soli casi di manifesta e palese infondatezza delle accuse, ma anche quei casi per i quali emergano fin da subito le prove a discarico dell’indagato.

L’obbligatorietà dell’azione penale non deve tradursi in “obbligatorietà del rinvio a giudizio”. Evitare dei rinvii a giudizio non strettamente necessari significherebbe avere qualche fascicolo in meno in giro per i tribunali, ma soprattutto per molte persone un risparmio di soldi e di ansia, in particolar modo per l’innocente che nel processo è sempre la parte più debole (Giuseppe Chiovenda docet) dovendo subire ipso facto l’ingiustizia dell’onere di una prova a suo discarico, per un reato che non ha commesso. Ma di tutto questo non v’è traccia nella Riforma Nordio!

Sanzionare l’errore non restituisce giustizia al cittadino

È del tutto insufficiente osservare che il magistrato che sbaglia dovrà poi risponderne alla costituenda corte disciplinare. Questo approccio spiega infatti come al centro della “Riforma Nordio” non ci sia il cittadino, ma i magistrati ed una malcelata voglia di “farli pagare” per i loro errori; un principio che, pur avendo una sua ratio, non restituisce al malcapitato cittadino neanche un minuto del tempo che ha perso nel procedimento che lo ha visto ingiustamente accusato.

Se invece al centro della riforma ci fosse stato davvero il cittadino, la norma avrebbe dovuto prevedere dei meccanismi utili per prevenire ed evitare l’errore, anziché accontentarsi di sanzionarlo; la sanzione al magistrato, per quanto dura possa essere, non restituirà mai al cittadino la serenità e la reputazione ingiustamente violate. Ma neanche di questo v’è traccia nella Riforma Nordio!

L’assenza dell’esclusività di funzione

Una riforma con una qualche utilità per i cittadini avrebbe dovuto prevedere una “esclusività di funzione” che impedisse ai magistrati di assumere ruoli al di fuori dei tribunali, ovvero dei luoghi naturalmente deputati all’amministrazione della giustizia, soprattutto nell’attuale condizione di carenza di organici nella magistratura. Oggi tanti magistrati sono sottratti alla loro funzione naturale per essere impegnati in ruoli dirigenziali o consulenziali nei ministeri, nelle authority, negli enti locali e perfino negli organismi di giustizia sportiva. Ma neanche di questo v’è traccia nella Riforma Nordio!

Non una riforma della giustizia, ma un possibile peggioramento

Ecco perché è improprio parlare di “riforma della giustizia” quando il funzionamento della macchina giudiziaria non sarà modificato dalla riforma sottoposta a referendum, ma potrebbe addirittura peggiorare la posizione del cittadino che si dovrà rapportare con un PM ulteriormente rafforzato nel confronto tra le parti in causa.

IA, Meloni: rivoluzione dirompente, governarla con uomo al centro

Roma, 27 feb. (askanews) – L’intelligenza artificiale è la “più dirompente rivoluzione della nostra epoca” e “l’impatto” che questa ha “sul mondo del lavoro” deve essere governato ponendo l’uomo “al centro” di un perimetro di “regole etiche”. Così la premier Giorgia Meloni in un messaggio all’evento ‘Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze’.

“Eravamo abituati ad un progresso che aveva come obiettivo quello di ottimizzare le capacità umane e che si concentrava essenzialmente sulla sostituzione del lavoro fisico, in un mondo nel quale l’uomo rimaneva al centro. L’intelligenza artificiale ha ribaltato questo paradigma, perché ad essere soppiantato non è più il lavoro fisico dell’uomo, ma il suo intelletto, ovvero ciò che da sempre ha reso l’uomo insostituibile da una macchina”, aggiunge la premier.

“Se questo processo non viene governato, sempre più lavoratori rischiano di diventare inutili e lo scenario che abbiamo davanti è quello di un progressivo impoverimento della classe media. Ecco perché noi siamo convinti che l’IA sia una tecnologia che può sprigionare tutto il suo potenziale positivo solo se il suo sviluppo si muoverà in un perimetro di regole etiche che mettano al centro la persona, i suoi diritti e i suoi bisogni. Questa è la bussola – afferma – che ha orientato e continuerà ad orientare il lavoro del Governo, ad ogni livello”.

Meloni rivendica che l’Italia è “tra le prime nazioni ad essersi dotate di una legge nazionale sull’intelligenza artificiale, all’interno del quale è previsto l’Osservatorio sull’adozione dell’IA nel mondo del lavoro. Organismo che è stato incardinato nell’alveo del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e a cui abbiamo attribuito importanti funzioni di monitoraggio, analisi e indirizzo. La nascita dell’Osservatorio è una delle azioni connesse all’impegno più ampio che l’Italia sta portando avanti in ambito internazionale, e che ha trovato declinazione concreta nella decisione assunta nel corso della Presidenza italiana del G7 di dare vita ad un Piano d’Azione sull’uso dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro”.

In coerenza con questa impostazione, prosegue Meloni, “il Governo sta lavorando seguendo tre direttrici fondamentali che guardano alla formazione delle competenze, alla qualità del lavoro e dei servizi offerti, alla governance dei sistemi che utilizzano l’intelligenza artificiale. Come ci ricorda la Banca Mondiale, la competenza è la chiave per fare la differenza in quest’epoca. Per questo il Governo è impegnato, anche in collaborazione con le grandi aziende leader in questo settore, per colmare il mismatch esistente tra esigenze delle imprese e professionalità disponibili, favorire lo sviluppo e il riconoscimento di nuove competenze e promuovere attività di reskilling e upskilling per tutti, giovani e adulti, lungo tutto l’arco della vita e nei luoghi di lavoro e nelle società”.

La seconda direttrice, prosegue, riguarda la qualità del lavoro. “L’intelligenza artificiale ci offre l’opportunità di migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro, ottimizzare l’organizzazione, liberare tempo da attività ripetitive e a basso valore aggiunto”, dice per passare poi alla terza direttrice che “tocca le regole, perché è essenziale garantire trasparenza degli algoritmi, tutela dei dati personali, non discriminazione e pieno rispetto dei diritti fondamentali. L’Italia ha già dimostrato di voler essere all’avanguardia, definendo regole chiare contro gli abusi e difendendo con forza la creatività umana e il diritto d’autore”.

“Accanto a tutto questo, stiamo lavorando per attrarre investimenti, rafforzare le infrastrutture digitali, sostenere la ricerca e la sperimentazione, costruire un ecosistema dell’innovazione che generi valore e occupazione in Italia e faccia crescere quelle realtà produttive che già oggi lavorano in quest’ambito. Perché siamo convinti che possa e debba esistere una via italiana all’intelligenza artificiale: la nostra Nazione ha le eccellenze, la visione e la determinazione per giocare un ruolo di primo piano in questo scenario. Governare l’impatto dell’IA sul lavoro è una responsabilità condivisa: Istituzioni, imprese, parti sociali, comunità scientifica. L’iniziativa di oggi va esattamente in questa direzione: creare uno spazio di analisi e dialogo per tentare di anticipare i cambiamenti e fare scelte coraggiose per il futuro. Faremo tesoro delle riflessioni che emergeranno nel corso del dibattito, perché quella che abbiamo davanti è una sfida epocale che possiamo vincere solo se siamo capaci di unire le forze e di mettere a sistema le migliori energie che abbiamo a disposizione”, conclude la premier.

Share più alto dal 1990 nella terza serata di Sanremo

Sanremo, 27 feb. (askanews) – Con il 60,6% di share, la terza serata del Festival di Sanremo 2026 registra il dato più alto dal 1990 (per la stessa serata), condotto da Johnny Dorelli e Gabriella Carlucci.

Nel 1990, quando il Festival era ancora a quattro serate, lo share fu di 64,59%.

Nella prima parte della terza serata del Festival di Sanremo (dalle 21.45 alle 23.33) i telespettatori sono stati 12 milioni e 585 mila, pari al 60,4% di share.

Nella seconda parte della serata (dalle 23.37 all’1.13), i telespettatori sono stati 5 milioni e 941mila, ovvero il 61,3% di share.

Anthropic non cede al Pentagono: niente accesso illimitato al modello

Roma, 27 feb. (askanews) – La società statunitense di intelligenza artificiale Anthropic ha ribadito il rifiuto di concedere al Pentagono accesso illimitato ai propri modelli, pur rivendicando un ampio impegno a sostegno della sicurezza nazionale degli Stati uniti. Lo scontro con l’amministrazione del presidente Donald Trump potrebbe sfociare in contenzioso legale.

Il Dipartimento della Difesa aveva presentato alla società una “offerta finale”, chiedendo di firmare entro oggi un documento che concederebbe pieno accesso al modello di Ia Claude. “Non possiamo in coscienza accedere alla loro richiesta”, ha affermato in una nota l’amministratore delegato Dario Amodei.

Nel testo, Amodei ha sottolineato che Anthropic considera “esistenzialmente importante usare l’Ia per difendere gli Stati uniti e le democrazie”, ricordando che l’azienda è stata la prima a distribuire modelli di frontiera nelle reti classificate del governo Usa, nei laboratori nazionali e presso clienti della sicurezza nazionale. “Claude è ampiamente distribuito nel Dipartimento della Difesa e in altre agenzie di sicurezza per applicazioni critiche come analisi d’intelligence, simulazione, pianificazione operativa e operazioni cyber”, ha affermato.

Il ceo ha inoltre rivendicato decisioni a tutela del primato tecnologico statunitense, come il blocco dell’uso di Claude da parte di entità legate al Partito comunista cinese e il sostegno a controlli severi sull’export di chip. Anthropic, ha aggiunto, non ha mai contestato operazioni militari specifiche né cercato di limitare l’uso della propria tecnologia caso per caso.

Il rifiuto riguarda tuttavia due ambiti che l’azienda considera incompatibili con valori democratici o con l’affidabilità tecnologica attuale: la sorveglianza di massa interna e le armi completamente autonome. “L’uso di sistemi di Ia per sorveglianza domestica di massa è incompatibile con i valori democratici”, ha scritto Amodei, mentre le armi pienamente autonome, che escludono l’uomo dal processo decisionale letale, “non sono oggi abbastanza affidabili” e potrebbero mettere a rischio militari e civili.

Secondo la società, il Pentagono ha chiesto ai fornitori di Ia di accettare “qualsiasi uso legale” rimuovendo tali salvaguardie, minacciando in caso contrario di escludere Anthropic dai propri sistemi, designarla come rischio per la catena di approvvigionamento o invocare il Defense Production Act per imporre la rimozione delle restrizioni. “Queste minacce non cambiano la nostra posizione”, ha affermato Amodei.

Anthropic ha dichiarato di preferire continuare a collaborare con il Dipartimento della Difesa mantenendo le due salvaguardie, ma si è detta pronta a facilitare una transizione verso altri fornitori senza interruzioni delle operazioni militari qualora Washington decidesse di interrompere la collaborazione. “Restiamo pronti a continuare il nostro lavoro a sostegno della sicurezza nazionale degli Stati uniti”, ha concluso il ceo.

La famiglia di Bud Spencer omaggia l’attore Da Michele

Roma, 27 feb. – La famiglia del grande Bud Spencer rende omaggio al “gigante buono” del cinema arricchendo con i fagioli una pizza, simbolo di Napoli nel mondo, a l’Antica Pizzeria Da Michele. Due famiglie che si incontrano per celebrare un’iniziativa speciale per i mesi di febbraio e marzo, attiva nelle sedi de l’Antica Pizzeria Da Michele Aversa, Pompei, Salerno e Caserta, dedicata a Bud Spencer. Un omaggio che unisce il piatto simbolo di Napoli al “gigante buono” più amato del cinema. Per i mesi di febbraio e marzo, i clienti delle sedi campane del brand si stanno immergendo in un’esperienza culinaria ispirata ai celebri film di Carlo Pedersoli. Il centro di questa esperienza è il Pizzone alla Bud Spencer, con i fagioli Bud Power preparati secondo la ricetta originale, salsiccia e fior di latte di Agerola, anche in versione senza gluitine a Salerno, Aversa, Pompei e Caserta. Ancora, Fagioli e Salsiccia in terrina, un classico intramontabile accompagnato da pizza bianca e la Birra di Bud Spencer per brindare con lo spirito del leggendario attore.

La scelta di dedicare un menù a Bud Spencer rappresenta un vero e proprio riconoscimento identitario che si è ulteriormente concretizzato in una visita della famiglia Pedersoli nella sede storica della pizzeria a Napoli, in via Sersale, e in una festa dal titolo “Futtetenne” a l’Antica Pizzeria Da Michele Pompei, in via Lepanto 213, che ha visto la presenza del figlio di Bud Spencer, Giuseppe, e dei nipoti, Alessandro e Carlo. Gli amministratori de L’Antica Pizzeria Da Michele in the World, Alessandro Condurro e Francesco De Luca, dichiarano: “Bud Spencer non è stato solo un attore, ma un ambasciatore globale della napoletanità. Rappresenta quella forza generosa, quel carisma autentico e quella gioia di vivere che cerchiamo di trasmettere ogni giorno con la nostra pizza nel mondo. Per un brand storico come il nostro, celebrare Bud Spencer significa onorare un simbolo culturale che, proprio come la nostra margherita, è diventato un’icona pop capace di unire generazioni diverse sotto il segno dell’autenticità e del sorriso”. Giuseppe Pedersoli, figlio di Bud Spencer, aggiunge: “‘Futtetenne’ per mio padre non era un messaggio di superficialità ma un invito a vivere la vita con uno spirito positivo, cercando di valorizzare al massimo i lati buoni dell’esistenza, senza rancori, gelosie o inutili cattiverie neppure verso chi ti ha fatto un torto. In questo senso sposava a pieno le qualità dei veri napoletani capaci di godere al massimo delle cose semplici: il buon cibo, l’amicizia, una bella canzone e la convivialità famigliare”. Il menù dedicato a Bud Spencer è disponibile fino a fine marzo. Ogni martedì di marzo, nelle sedi de l’Antica Pizzeria Da Michele Caserta, Aversa, Salerno e Pompei si celebra la ‘serata Bud Spencer’, con una terrina di fagioli e salsicce offerta per ogni tavolo, giochi a tema e quiz dedicati all’attore.

(Comunicato stampa)

Sanremo Cristian Music, Fabrizio Venturi: edizione innovativa

Roma, 27 feb. – Nel solco del pensiero di Sant’Agostino – Chi canta prega due volte , espressione divenuta motto ufficiale della manifestazione – si è svolta questa mattina, nella cappella di Villa Garnier a Bordighera, intimo luogo di preghiera affrescato nel XIX secolo e situato al pianterreno della dimora storica dell’architetto Charles Garnier, oggi gestita dalle Suore di San Giuseppe di Aosta per la meditazione e il raccoglimento, la conferenza stampa di presentazione della quinta edizione del Sanremo Cristian Music Festival – Festival della Canzone Cristiana Sanremo 2026 www.sanremofestivaldellacanzonecristiana.it

La conferenza è stata preceduta da un momento di preghiera, intenso e partecipato, vissuto in un clima di raccoglimento e profonda spiritualità. I presenti si sono uniti in silenzio e meditazione, affidando al Signore il cammino del Festival, i suoi artisti, gli organizzatori e quanti, a vario titolo, saranno coinvolti nell’iniziativa, invocando luce, ispirazione e benedizione per un evento che si propone come occasione di evangelizzazione, testimonianza e speranza.

L’evento, ormai punto di riferimento nel panorama della Christian music italiana, è patrocinato dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei Deputati, dalla Regione Liguria e dalla Provincia di Imperia.

La quinta edizione è dedicata agli operatori di pace e alle Forze dell’Ordine che operano quotidianamente nelle aree di conflitto per garantire protezione, così come a coloro che, con responsabilità e dedizione, assicurano la sicurezza dei cittadini nelle nostre città, riaffermando la vocazione etica e civile che caratterizza il Festival sin dalla sua fondazione. Il Sanremo Cristian Music si svolge ogni anno in concomitanza con il Festival della Canzone Italiana, divenendo per la città di Sanremo un duplice appuntamento musicale e culturale di rilevanza nazionale. Questa concomitanza temporale rafforza il dialogo tra tradizione e innovazione, tra musica mainstream e produzione valoriale, contribuendo a generare un indotto culturale, mediatico e turistico di significativo impatto. L’incontro con la stampa, moderato dal giornalista Biagio Maimone, si è svolto alla presenza di giornalisti, operatori del settore musicale e addetti ai lavori. Protagonista dell’incontro il cantautore Fabrizio Venturi, ideatore e direttore artistico, nonché conduttore della manifestazione, che ha illustrato visione, obiettivi e linee programmatiche dell’edizione 2026. La finale del Festival si terrà in una nuova location e sarà trasmessa da Sanremo sabato 28 febbraio 2026 alle ore 12: in televisione su Bom Channel (digitale terrestre) e su SKY canale 5068, in streaming sulla pagina Facebook di La Luce di Maria, che conta oltre 1.300.000 follower, oltre che su tutti i canali social ufficiali e sul canale YouTube del Festival, assicurando così una diffusione capillare e trasversale su più piattaforme.

Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati anche i premi della quinta edizione, realizzati dal Maestro orafo Michele Affidato, già autore dei prestigiosi riconoscimenti del Festival della Canzone Italiana. Opere di elevato valore artistico e simbolico che, fin dalla prima edizione, rappresentano l’identità estetica e culturale del Festival e che saranno conferite ai vincitori dell’edizione 2026.

“Si tratta di autentiche opere d’arte – ha dichiarato Fabrizio Venturi – che impreziosiscono il percorso del nostro Festival fin dal suo esordio. Con questa quinta edizione intendiamo segnare un’evoluzione significativa: il nostro obiettivo è valorizzare interpreti che abbiano scelto la musica come professione, coinvolgendo editori e produttori discografici e favorendo un dialogo strutturato con il mercato musicale nazionale. Sarà una finalissima innovativa, con dieci artisti rimasti in gara provenienti dal DDT Music Festival, preselezione ufficiale del Sanremo Cristian Music Festival svoltasi nel novembre 2025 a Firenze. Ho voluto artisti preparati, consapevoli e determinati, pronti a investire sul proprio percorso artistico e a fare della musica una autentica ragione di vita, come accade nei generi pop, rock e rap. Finché la Christian music italiana non potrà contare su grandi voci e su un repertorio di alto profilo, le major non avranno molto interesse ad occuparsi di questo settore”.

La visione espressa dal direttore artistico delinea un progetto orientato alla crescita qualitativa e alla piena professionalizzazione del comparto. Tra i finalisti figurano anche due artisti segnalati dal produttore discografico Massimo Galfano, noto talent scout e giurato di Area Sanremo, Sanremo Giovani e The Voice Senior, ulteriore elemento che testimonia l’attenzione verso percorsi artistici di comprovata qualità. Il Sanremo Cristian Music Festival – Festival della Canzone Cristiana – si rivela un importante trampolino di lancio per i nuovi artisti.

Vigili fuoco, Mattarella: instancabile dedizione al bene comune

Roma, 27 feb. (askanews) – “La celebrazione dell’istituzione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco – per la prima volta il 27 febbraio – costituisce l’occasione per rinnovare la riconoscenza e la gratitudine della Repubblica a quanti ogni giorno dedicano il proprio impegno alla difesa dell’incolumità delle persone, alla salvaguardia dei beni e all’affermazione di una sempre più diffusa cultura della sicurezza e della prevenzione dei rischi”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, Attilio Visconti.

“Ottantasette anni fa – ricorda – la fondazione del Corpo Nazionale segnò una tappa fondamentale nel processo di organizzazione di una struttura unitaria, chiamata ad assicurare a tutti i cittadini soccorso e prevenzione antincendio, rafforzando i Vigili del Fuoco come punto di riferimento essenziale nel sistema del soccorso pubblico e della protezione civile, protagonisti in occasione di eventi calamitosi e altre drammatiche circostanze che hanno segnato la storia del Paese. Ricordiamo quest’anno, tra gli altri, il sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze, il cinquantennale del terremoto del Friuli Venezia Giulia e del disastro di Seveso, il decennale del sisma del Centro Italia. Anche nelle ultime settimane, nel Sud del Paese e nelle Isole interessate da situazioni di eccezionale maltempo, le squadre dei Vigili del Fuoco hanno operato senza sosta, dando prova di instancabile dedizione al bene comune. In occasione dell’odierna ricorrenza, nel rendere un commosso omaggio a quanti hanno perso la vita nell’assolvimento della loro missione, rinnovo alle loro famiglie le espressioni della più intensa vicinanza”.

Referendum: eccesso di radicalizzazione

La militarizzazione dei due fronti sul referendum non è una buona notizia perché, al netto della lamentela quotidiana per l’eccesso di reciproca radicalizzazione, avviene poi che ogni questione diventi l’occasione buona per cementare due coalizioni che non stanno in piedi. Né l’una né l’altra. 

S’intende che sui temi della giustizia ognuno può, e forse deve, dire la sua. Il problema nasce quando una sfida tra i due blocchi viene intesa alla stregua di una sorta di giudizio di Dio come avviene, con qualche limitata eccezione, da tutte e due le parti. Occorrerebbe piuttosto considerare che esiste anche il giorno dopo ed questo, per l’appunto, lascerà gli uni e gli altri alle prese con le stesse questioni di equilibrio politico (e geopolitico) che sono state messe da parte per buttarsi a capofitto nella battaglia referendaria.

Tanta ansia e tanta acredine non s’erano viste quando a suo tempo il centrosinistra si intestò la revisione del titolo quinto, dando alle Regioni poteri che esse non erano in grado di gestire; né quando il centrodestra si batté per la cosiddetta “devolution”, aggiungendo al pacco regalo confezionato allora anche il fiocchetto colorato di quella improvvida legge elettorale, il “Porcellum”.

Ma si sa, col tempo, certi difetti tendono a peggiorare e la piega che ha preso la vicenda referendaria ci ricorda che questa classe dirigente, nel suo insieme, sa trarre forza e convinzione solo alla vista del nemico. Peccato che il nemico più insidioso sia proprio nascosto in questo modo di vedere le cose, tagliandole sempre col coltello più affilato.

 

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 26 febbraio 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

L’ora della sfida europea

Il veto che paralizza l’Unione

Il blocco del prestito di 90 miliardi di euro destinati all’Ucraina, definito dal Consiglio Europeo dello scorso dicembre, dimostra plasticamente la condizione di impotenza nella quale si trova l’UE. È sufficiente l’opposizione di un piccolo paese – l’Ungheria ha 9,6 milioni di abitanti – e magari di un secondo – la Slovacchia ne ha 5,5 milioni – per impedire l’attuazione di una importante e soprattutto significativa decisione adottata da altre 25 nazioni che insieme cubano 435 milioni di cittadini.

La Presidente Von der Leyen ha assicurato che quei soldi arriveranno in ogni caso a Kyiv. Si troverà il modo. Probabilmente già individuato e, se vogliamo, di fatto indicato dallo stesso premier ungherese quando ha motivato il suo voto contrario con i ritardi ucraini nella riparazione dell’oleodotto Druzhba, vitale per l’approvvigionamento di greggio e bombardato dai russi lo scorso gennaio.

Il rischio bancarotta e il vantaggio per Putin

Senza quel contributo finanziario l’Ucraina potrebbe andare in bancarotta già il prossimo mese. Sarebbe un assist a Putin – e al suo sodale Trump, sempre meno interessato a sostenere Zelenskyi, che non ha mai amato – che l’Europa non può assolutamente consentire.

Il caso è comunque utile per fare chiarezza: gli elementi di base per non continuare a parlarsi addosso ci sono tutti e sono evidenti. Quella che manca è la volontà politica per metterli insieme e tradurli in una operatività capace di trasformare l’Unione, di rafforzarla.

Superare il diritto di veto

Come ormai è noto a chiunque, la prima decisione da prendere è l’eliminazione del diritto di veto. Almeno per quanto riguarda le materie principali, quelle che definiscono la politica di una istituzione. Almeno prevedendo una maggioranza qualificata che consideri il peso demografico delle diverse nazioni appartenenti all’Unione.

Allargando, insomma, il concetto e la prassi delle “cooperazioni rafforzate” a tutte le questioni più rilevanti, a cominciare dalla politica estera e di difesa.

Debito comune e sovranità condivisa

La seconda decisione dovrebbe essere l’utilizzo di debito comune europeo – come già fatto in poche circostanze eccezionali – per implementare almeno le più importanti decisioni nelle più importanti materie, come sopra accennato.

“Vasto programma”, dirà qualcuno. Ma indispensabile, a questo punto. A meno che non si voglia affossare l’Unione, per la gioia di Trump, di Putin, di Xi.

L’Europa può essere una grande potenza

L’attuale irrilevanza politica, dovuta ai veti reciproci sempre presenti nel Consiglio Europeo a trazione intergovernativa, può e deve essere superata se prevarrà uno spirito positivo capace di guardare al mondo per quello che è diventato.

Se si saprà comprendere che – come ha detto nel suo splendido intervento a Davos il premier canadese Mark Carney – se le grandi potenze possono fare anche da sole, le medie no. Con una integrazione, che Carney ha sottaciuto: l’Europa, unita, sarebbe una grande potenza, non certo una media.

Il populismo antieuropeista di bassa lega – quello alla Salvini, per intenderci – si sconfigge alzando la posta, proponendo una visione, dimostrando di avere idee e forza intellettuale per affrontare e vincere le nuove sfide che un mondo tanto cambiato impone

Alcide De Gasperi e il Piano Marshall

Dopo il viaggio di Alcide De Gasperi nel gennaio 1947, l’industriale statunitense Lewis H. Brown redige, su richiesta del Presidente Harry Truman, un dettagliato rapporto sulla situazione socio-economica in Europa occidentale (con particolare attenzione al “caso Italia”). Rapporto che servì come base, in particolare, per l’elaborazione del Piano Marshall. 

L’iniziativa americana prende il nome dal Segretario di Stato di allora, George Marshall. Il Piano godeva di un raro sostegno bipartisan, a Washington, dove i Repubblicani controllavano il Congresso e quindi “contenevano” l’azione della Casa Bianca (dove siedeva Truman). In realtà alcuni “opinion makers” locali temevano il Piano Marshall, incerti se la ricostruzione postbellica europea e l’incoraggiamento della libera concorrenza rispondessero agli interessi degli Stati Uniti. Alla fine prevalse la linea “aperturista”, caldeggiata in particolare dal Presidente e dal Segretario di Stato. 

Il Piano Marshall fu in gran parte elaborato dal Dipartimento del Tesoro, in collaborazione con la Brookings Institution (un think-tank molto influente) su impulso del presidente della Commissione Esteri del Senato USA.

In un celebre discorso all’Università di Harvard nel giugno 1947, George Marshall parlò di una “urgente necessità di sostenere la ripresa europea”. Gli obiettivi degli Stati Uniti consistevano nella ricostruzione delle regioni devastate dalla guerra, la rimozione delle barriere commerciali, la modernizzazione dell’industria, il miglioramento della prosperità economica europea e la prevenzione della diffusione del comunismo. Il Piano Marshall proponeva la riduzione delle barriere interstatali e l’integrazione economica del continente europeo, incoraggiando al contempo un aumento della produttività e l’adozione di moderne procedure aziendali.

Gli aiuti furono ripartiti tra gli Stati partecipanti su base pro capite. Un importo maggiore fu destinato alle principali potenze industriali, poiché l’opinione prevalente era che la loro rinascita fosse essenziale per la ripresa generale dell’Europa. 

Il primo beneficiario dei fondi fu il Regno Unito (circa il 26% del totale). A seguire, i contributi più elevati andarono alla Francia (18%) e alla Germania Ovest (11%). In tutto furono circa diciotto i Paesi europei beneficiari. Sebbene invitata a partecipare, l’Unione Sovietica rifiutò il Piano e bloccò anche i benefici ai Paesi del blocco orientale, in particolare Romania e Polonia. 

In Italia, il dibattito fu particolarmente acceso. L’ambasciatore statunitense a Roma aveva fatto filtrare la notizia che, nel caso di una vittoria del “Fronte Popolare” (socialisti e comunisti) alle elezioni politiche del 18 aprile 1948, l’erogazione dei fondi del Piano Marshall sarebbe stata di fatto sospesa. 

Gli Alleati, inoltre, offrirono a De Gasperi la promessa del futuro ritorno di Trieste all’Italia (ne parleremo in una prossima puntata). Al contempo, arrivarono dagli Stati Uniti molte lettere di italo-americani che esortavano i propri connazionali a non votare per il “Fronte Popolare”, esaltando al contempo i benefici che sarebbero derivati al Belpaese da una vittoria elettorale della Dc.

Roberta Gisotti sulla violenza di genere: uno sguardo oltre l’emergenza

Il libro di Roberta Gisotti dedicato al tema della violenza sulle donne si distingue innanzitutto per il rigore documentale e per l’ampiezza dello sguardo con cui affronta un fenomeno tanto drammatico quanto strutturale nella nostra società. L’autrice offre agli operatori del settore — avvocati, magistrati, forze dell’ordine, assistenti sociali, psicologi — un solido apparato statistico che restituisce al problema la sua dimensione reale, sottraendolo tanto alla superficialità quanto alla retorica. I dati non si limitano a fotografare la violenza nella sua manifestazione più evidente, ma ne esplorano l’esito estremo e irreversibile: il femminicidio, tragico epilogo di un percorso spesso segnato da segnali ignorati o sottovalutati. 

Dati, diritto e rete di protezione

Oltre la fredda oggettività dei numeri, il volume accompagna il lettore attraverso l’evoluzione della legislazione italiana in materia e propone un’attenta ricognizione degli organismi istituzionali e delle realtà territoriali impegnate nel contrasto al fenomeno, come i centri antiviolenza. Ne emerge una rete complessa, fatta di interventi, prevenzione e tutela, che tuttavia si confronta con un dato allarmante: l’abbassamento progressivo dell’età in cui la violenza si manifesta, con una diffusione preoccupante anche tra gli adolescenti. È qui che il libro assume una dimensione ancora più urgente, intercettando un disagio generazionale che chiama in causa modelli educativi, culturali e relazionali.

Lo sguardo sull’autore della violenza

L’aspetto più originale dell’opera risiede nel cambio di prospettiva. Il focus non resta confinato alla vittima, ma si sposta anche sull’autore della violenza: l’uomo. Figura spesso ridotta a emblema mediatico, esposta a una rapida e talvolta sommaria condanna pubblica, egli viene invece analizzato dall’autrice nella sua complessità psicologica e sociale. Senza indulgere in giustificazioni, il libro suggerisce che una parte della soluzione passi anche attraverso il recupero, la rieducazione e l’assunzione di responsabilità da parte degli uomini che hanno commesso tali reati.

Responsabilità condivisa e prevenzione

Attraverso interviste a psicologi impegnati in percorsi di trattamento per uomini maltrattanti e testimonianze dirette di alcuni autori di violenza, il testo apre uno spazio di riflessione non scontato. Si comprende come la spirale violenta non sia un destino ineluttabile, ma un circuito che può essere interrotto solo mediante un lavoro parallelo e integrato su entrambi i poli della relazione: uomo e donna. Non una contrapposizione, dunque, ma un percorso di consapevolezza condivisa.

In sintesi, il libro propone una visione innovativa e coraggiosa, capace di superare la narrazione emergenziale che troppo spesso domina le prime pagine dei media, talvolta in modo parziale o sensazionalistico. È un’opera che invita a spostare lo sguardo dalla reazione emotiva alla comprensione strutturale, dalla denuncia alla responsabilità collettiva. Una lettura necessaria per chi desidera affrontare il tema con maturità, lucidità e autentica volontà di cambiamento.

Sanremo, Paolo vittima di aggressione: "Stop violenza su giovani"

Sanremo, 26 feb. (askanews) – Accerchiato, aggredito e ridotto sulla sedia a rotelle. Paolo Sarullo, un ragazzo di La Spezia, porta la sua testimonianza sul palco dell’Ariston per dire “Stop alla violenza sui giovani”.

Il suo messaggio è chiaro: “Non deve più accadere a nessuno”. Tra il pubblico spunta il cartello “Uniti per Paolo”. E poi l’invito di Carlo Conti: “Paolo, non mollare”. E lui risponde: “Non si molla un ca….”

L’episodio risale al maggio 2024, quando Paolo – di rientro da una serata in discoteca nel savonese – viene accerchiato da un gruppo di ragazzi che vogliono sottrargli il monopattino. Pugni sul volto e la testa che sbatte, provocano una emorragia cerebrale.

I medici gli salvano la vita ma Paolo oggi ha una tetraplegia con funzioni cognitive gravemente compromesse.

Sanremo 2026, il grido di Laura Pausini: "Basta con tutte le guerre"

Sanremo, 26 feb. (askanews) – “Make Music Not War”: è lo slogan che è apparso alle spalle di Laura Pausini durante l’interpretazione del brano Heal the World, brano di Michael Jackson. Un inno alla pace. Sul palco, insieme alla co-conduttrice, il Piccolo Coro dell’Antoniano.

“Vogliamo tutti un mondo senza guerre, e lo vogliamo per loro”, ha detto Pausini indicando i bambini che l’hanno accompagnata. Una esibizione “per gridare al mondo basta con le guerre, tutte”, ha detto la cantante, insieme a Carlo Conti.

Il brano “Heal the world”, scritto e composto del 1992 da Michael Jackson, rappresenta un inno alla pace e alla speranza e all’esigenza di prendersi cura del mondo e costruire un futuro migliore per tutta l’umanità, soprattutto per i bambini, che rappresentano il nostro domani.

Tra le 59 voci dirette da Margherita Gamberini che compongono la formazione corale presente a Sanremo, anche una rappresentanza del Piccolo Coro di Caivano, progetto promosso dal Ministero della Cultura in collaborazione con Antoniano-Opere Francescane.