Roma, 22 giu. (askanews) – Si è chiusa la selezione dei titoli in concorso di #Giffoni56, il celebre festival di cinema per ragazzi in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno) dal 17 al 25 luglio. Saranno 104 le opere in concorso, 42 lungometraggi e 62 cortometraggi, provenienti da tutto il mondo e scelti tra migliaia di candidature internazionali, a raccontare il presente e il futuro delle nuove generazioni, attraverso lo sguardo universale del cinema.
Il percorso di crescita, la costruzione dell’identità personale, il rapporto tra genitori e figli, il bisogno di appartenenza, la memoria storica, l’inclusione, la salute mentale, la sostenibilità ambientale e il superamento delle disuguaglianze sociali, sono alcuni dei grandi temi che attraverseranno questa edizione attraverso i titoli in concorso. Un mosaico di storie che mette al centro le fragilità, i desideri, le paure e le speranze di bambini, adolescenti e giovani adulti, restituendo un ritratto autentico e profondamente contemporaneo delle trasformazioni che interessano le nuove generazioni.
‘Le cose impossibili’, Il tema dell’edizione 2026, attraversa idealmente l’intera selezione. I film invitano a superare confini geografici, culturali e personali, dimostrando come ciò che appare irraggiungibile possa, al contrario, trasformarsi in una concreta possibilità di cambiamento attraverso il coraggio, la solidarietà, l’ascolto e la capacità di immaginare nuovi orizzonti.
I film di Elements +3 accompagnano i più piccoli in un viaggio fatto di scoperta, meraviglia e prime grandi conquiste personali. Attraverso racconti poetici e avventure animate, la selezione di quest’anno esplora temi universali come la scoperta di sé, il valore dell’amicizia, il rispetto per la natura e la capacità di osservare il mondo con curiosità e immaginazione. La ricerca del proprio posto nel mondo e l’accettazione delle proprie unicità attraversano molte delle storie in programma. Personaggi timidi, fragili o insicuri imparano a trasformare le difficoltà in occasioni di crescita, come accade in ‘Bug’s Story’ (Norvegia, regia di Natalia Malykhina Bratli), ‘Dancing Friend’ (Croazia, Germania, regia di Elena Walf), ‘Grounded’ (Nuova Zelanda, regia di Chris Callus), ‘Little Dandelion’ (Repubblica Ceca, regia di Adéla Honová), ‘Cloud Fish’ (Belgio, Francia, regia di Noé Garcia), ‘Rub’ (Portogallo, Spagna, regia di Júlia Francino) e ‘The Little Train’ (USA, regia di Angel Wang), dove i protagonisti imparano a riconoscere il proprio valore e a guardare il mondo da una nuova prospettiva. Il potere delle relazioni e della collaborazione è un altro grande protagonista della selezione. La nascita di amicizie inaspettate, la gestione dei piccoli conflitti e la scoperta dell’aiuto reciproco emergono in ‘A Very Special Meal’ (Croazia, Germania, regia di Elena Walf), ‘Backstreet Birds’ (Lituania, regia di Gertruda Nemcauskaite), ‘Found!’ (Belgio, Francia, regia di Juliette Baily), ‘In a Faraway Forest: Apple of Discord’ (Croazia, Slovenia, regia di Timon Leder), ‘Jam and Wood’ (Croazia, Germania, regia di Elena Walf), ‘Once Upon a Starry Night’ (Portogallo, Russia, regia di Masha Rumyantseva), ‘Something Greater Than You’ (USA, regia di Gordon LePage) e ‘Battery Grandma’ (Corea del Sud, regia di Jeon Seungbae), dove il sostegno reciproco diventa lo strumento più prezioso per affrontare le sfide quotidiane.
La natura è un’altra grande protagonista di Elements +3 e si trasforma in uno spazio di scoperta, equilibrio e meraviglia. Foreste, paludi, cieli, neve e piccoli ecosistemi invitano i bambini a riscoprire il legame con il mondo che li circonda e il rispetto per ogni forma di vita, come accade in ‘Aller and Retour’ (Italia, regia di Lucia Bulgheroni e Michele Greco), ‘An Incident in the Bunny Village’ (Lettonia, regia di Evalds Lacis), ‘Bats and Bugs’ (Svizzera, regia di Lena von Döhren), ‘In the Shadow of the Heron’ (Francia, regia di Nicolas Bianco-Levrin), ‘Sketches on Ice’ (Belgio, Francia, regia di Marion Auvin), ‘The Stick’ (Svezia, regia di Pernilla Olsson) e ‘Rimsky-Korsakov. Flight of the Bumblebee’ (Bielorussia, Russia, regia di Natalia Chernysheva).
La curiosità e l’immaginazione diventano infine strumenti privilegiati per conoscere il mondo. Attraverso viaggi fantastici, piccole esplorazioni quotidiane e avventure sorprendenti, i protagonisti invitano i più piccoli a lasciarsi guidare dalla meraviglia. Lo raccontano ‘Galileo and the Fable of Sounds’ (Italia, regia di Luca Di Cecca), ‘Konigiri-kun – Let’s Eat!’ (Giappone, regia di Mari Miyazawa), ‘Piccolo Piccolo’ (Francia, Svizzera, regia di Marta Gennari), ‘The Winter Cat’ (Italia, regia di Aurora Cesarini, Silvia Sabbatini e Marta Zanoni), ‘Derring-Do’ (Croazia, Germania, regia di Elena Walf), ‘Mouse in the House’ (Germania, regia di Rebecca Van Houten), ‘Ideal’ (Russia, regia di Alexander Eifman), ‘Snorri, Catch Me If You Candy!’ (Germania, regia di Thierry Marchand) e ‘Till the Sun Sets’ (Regno Unito, regia di Charlotte White), che accompagna i bambini nell’ultimo giorno di vita dei dinosauri sulla Terra.
Tra animali parlanti, piccoli eroi del quotidiano, mondi fantastici e avventure in miniatura, Elements +3 conferma la propria vocazione a raccontare l’infanzia come uno spazio di scoperta continua, dove ogni esperienza diventa un’occasione per imparare a conoscere sé stessi, gli altri e il mondo che ci circonda.
Storie di crescita, coraggio e scoperta di sé accompagnano i giovani protagonisti della selezione Elements +6. Attraverso avventure straordinarie, misteri da risolvere e prime sfide personali, i film in concorso invitano i giurati a riflettere sul valore dell’amicizia, della responsabilità, della tutela dell’ambiente e dell’importanza di trovare il proprio posto nel mondo. I lungometraggi in concorso: ‘Born in the Jungle’ (Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, regia di Edmunds Jansons, che ha già partecipato a Giffoni nel 2019 con il film ‘Jacob, Mimmi and the Talking Dogs’), dove una bambina affronta la giungla venezuelana per ritrovare il fratello scomparso; ‘Children of Liberty’ (Francia, Lussemburgo, Belgio regia di Rémy Schaepman e Léahn Vivier-Chapas, opera prima), ambientato nella New York del 1941; ‘Curly Burly’ (Danimarca, regia di Jan Rahbek), storia di un piccolo troll curioso e insofferente alle regole; ‘Garuda: Dare to Dream’ (Indonesia, Taiwan, Corea del Sud regia di Ronny Gani, opera prima. Il regista ha grande esperienza come digital artist e animatore in film come ‘The Avengers’, ‘Eternals’, ‘Aquaman’, solo per citarne alcuni), che racconta il sogno di un ragazzo di entrare nella nazionale di calcio; ‘Smartie and Me’ (Polonia, Slovacchia, regia di Kacper Lisowski, opera prima), dove il legame con un cane randagio si trasforma in un’avventura contro le ingiustizie; ‘Splish Splash Forever!’ (Svizzera, regia di Natascha Beller), che mette al centro il valore dell’impegno civico e dell’amicizia; e ‘Super Furball and the Lying Squirrel’ (Finlandia, regia di Joona Tena), una nuova avventura ecologista della piccola supereroina impegnata a proteggere la foresta e i suoi animali. Anche i cortometraggi di Elements +6 affrontano con sensibilità temi universali come il rapporto con la natura e la salvaguardia del pianeta: ‘Alby – The Last Tree’ (Italia, regia di Alessandro Parrello) e ‘Nora’s Ark’ (Croazia, Norvegia, regia di Endre Lund Eriksen e Isak Gjertsen). La scoperta di sé e il superamento delle proprie insicurezze emergono in ‘Jeans’ (Italia, regia di Gaia Marotta), mentre la fantasia, la curiosità e il desiderio di esplorare il mondo animano ‘Cosmonaut’ (Svizzera, regia di Zoltán Horváth) e ‘The Little Hotel Detective’ (Paesi Bassi, regia di Julia van Braak). I legami affettivi, l’empatia e il valore dell’incontro con l’altro sono invece al centro di ‘Chica’ (Brasile, regia di Matheus Malburg e João Victor Silva), ‘Saba’ (Stati Uniti, regia di Liron Topaz) e ‘Sahbi’ (Italia, regia di Ivana Esposito).
I film di Elements +10 accompagnano il pubblico nel delicato passaggio dall’infanzia alla preadolescenza, affrontando temi profondi e universali come la costruzione della propria identità, il valore delle relazioni familiari e amicali, la fragilità umana, il coraggio di affrontare il cambiamento e la capacità di guardare al mondo con consapevolezza e speranza.
Tra i lungometraggi in concorso, ‘Back to Tottori’ (Norvegia, regia di Arild Ostin Ommundsen e Silje Salomonsen), un intenso racconto sul legame tra due sorelle alla ricerca di una nuova forza comune; ‘Barry and Me’ (Germania, Svizzera, regia di Markus Welter), una grande avventura ambientata sulle Alpi che racconta la nascita del leggendario cane San Bernardo attraverso una storia di amicizia e solidarietà, sarà distribuito in Italia da Bim Distribuzione; ‘Children of the Resistance’ (Francia, regia di Christophe Barratier, film candidato anche agli Oscar), che porta sullo schermo il coraggio di tre ragazzi impegnati nella Resistenza francese durante l’occupazione nazista.
Affrontano invece il tema della fragilità personale e della crescita ‘Just Call Me Frida’ (Germania, regia di Katja Benrath), un racconto delicato sull’ansia, la malattia e la scoperta della vita, e ‘King of the Wanderers’ (Paesi Bassi, regia di Janne Schmidt), che esplora il rapporto tra una figlia e un padre affetto da schizofrenia. Al centro del passaggio dall’infanzia all’adolescenza troviamo inoltre ‘Mira’ (Danimarca, regia di Marie Limkilde, opera prima), dedicato alle amicizie, alle prime insicurezze e alla ricerca della propria identità, e ‘Olivia and the Invisible Earthquake’ (Spagna, Belgio, Svizzera, Cile, Francia, regia di Irene Iborra, opera prima), una storia di resilienza che affronta con fantasia e tenerezza il tema delle difficoltà economiche e della solidarietà.
Anche la selezione dei cortometraggi affronta questioni di grande attualità e vicine alla sensibilità dei preadolescenti. L’inclusione, l’accettazione delle diversità e il valore dell’amicizia sono al centro di ‘9 Million Colors’ (Norvegia, Germania, regia di Bára Anna Stejskalová), mentre ‘América’ (Perù, regia di Javier Arias-Stella) racconta la determinazione di una bambina nel perseguire i propri sogni nonostante le difficoltà quotidiane.
Il coraggio di affrontare la malattia e la capacità di trasformare la fragilità in forza sono protagonisti di ‘Baldies – What About My Hair?’ (Repubblica Ceca, regia di Elika Soffer Podzimek), mentre ‘Captain No 10’ (Iran, regia di Masoud Mansoori) denuncia il fenomeno del lavoro minorile, mostrando il calcio come spazio di libertà e riscatto.
Lo sport, il cinema e la cultura diventano invece strumenti di cambiamento sociale in ‘The Champion’s Mural’ (Italia, regia di Massimiliano Pacifico), ambientato nella Napoli dei murales dedicati a Diego Armando Maradona.
Le relazioni tra fratelli, la pressione sociale e le sfide della crescita emergono in ‘Dream Team’ (Norvegia, regia di Tone Andersen) e ‘Rabbit Heart’ (Germania, regia di Stella Fachinger), mentre ‘The Flowers of Malva’ (Francia, regia di Anna Lys, Rémy Berlemont, Alice Hamel, Chen-Yun Hu, Ludivine Lebourg, Estelle Martin e Agathe Ribout) affronta con delicatezza il dramma della guerra attraverso lo sguardo protettivo di una nonna verso la propria nipote.
I film di Generator +13 raccontano il delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza, esplorando il bisogno dei ragazzi di trovare il proprio posto nel mondo e di costruire la propria identità di fronte a relazioni familiari complesse, disuguaglianze sociali e profonde fragilità emotive.
Il rapporto con gli adulti e la ricerca di figure di riferimento attraversano molte delle opere selezionate: ‘The Altar Boys’ (Polonia, regia di Piotr Domalewski), vincitore del Gran Premio al Festival del Cinema Polacco di Gdynia, segue un gruppo di adolescenti che, delusi dall’inerzia della comunità adulta, decide di combattere le ingiustizie sociali con metodi tanto idealistici quanto pericolosi; ‘Hold Onto Me’ (Cipro, Danimarca, Grecia, Stati Uniti, opera prima), opera prima della regista cipriota Myrsini Aristidou, racconta il tentativo di una ragazzina di ricostruire il rapporto con un padre assente; mentre ‘Risa and the Wind Phone’ (Argentina, regia di Juan Cabral) affronta il tema dell’elaborazione del lutto attraverso un racconto sospeso tra realismo e dimensione fantastica.
La selezione si sofferma anche sulle disuguaglianze sociali e sul desiderio di emancipazione. ‘Bros’ (Spagna, Messico, Belgio, regia di Carol Rodríguez Colás e Marina Rodríguez Colás) segue tre adolescenti della periferia di Barcellona alle prese con i confini invisibili imposti dalle differenze economiche e culturali, mentre ‘Everyone’s Sorry Nowadays’ (Belgio, Germania, Paesi Bassi, regia di Frederike Migom), tratto dal romanzo di Bart Moeyaert, racconta il difficile equilibrio di una tredicenne che cerca il proprio spazio all’interno di una famiglia frammentata.
I legami familiari, la memoria e il senso di appartenenza sono al centro di ‘Gugu’s World’ (Brasile, regia di Allan Deberton), che esplora il rapporto tra un ragazzo e la nonna sullo sfondo di un territorio in trasformazione, e di ‘Trad’ (Irlanda, regia di Lance Daly), un viaggio attraverso il Paese che celebra la musica tradizionale irlandese come strumento di identità, condivisione e trasmissione culturale tra le generazioni. Nel cast anche Aidan Gillen, il Petyr ‘Littlefinger’ Baelish della serie TV ‘Game of Thrones’.
Un filo conduttore particolarmente evidente attraversa i film di della sezione Generator +15: il delicato passaggio verso l’età adulta, raccontato attraverso adolescenti chiamati a confrontarsi con il peso delle responsabilità, la costruzione della propria identità e la complessità delle relazioni familiari, affettive e sociali. I protagonisti si trovano spesso ad affrontare situazioni che li costringono a ridefinire il proprio posto nel mondo, tra desiderio di appartenenza, bisogno di emancipazione e ricerca di una nuova consapevolezza di sé.
Le dinamiche familiari occupano un ruolo centrale in ’22 Lengths’ (Germania, regia di Mia Maariel Meyer), ‘A Family’ (Paesi Bassi, Belgio, regia di Mees Peijnenburg. Il film sarà distribuito in Italia da Wanted Cinema) e ‘Morten’ (Estonia, Lituania, regia di Ivan Pavljutkov, opera prima), dove i giovani protagonisti si confrontano con fragilità domestiche, assenze genitoriali e la difficile ricerca di un equilibrio emotivo. La scoperta della propria identità sentimentale e sessuale è invece al centro di ‘Lemonade Blessing’ (Stati Uniti, opera prima del regista Chris Merola) e ‘Skiff’ (Belgio, Paesi Bassi, Svezia, regia di Cecilia Verheyden), due racconti che affrontano il tema della crescita attraverso relazioni capaci di mettere in discussione convinzioni, desideri e legami familiari. Uno sguardo fortemente contemporaneo caratterizza ‘Nipster’ (Svezia, regia di Sunniva Eir Tangvik Kveum, opera prima), che riflette sui meccanismi di radicalizzazione e sul bisogno di appartenenza che può rendere gli adolescenti particolarmente vulnerabili ai movimenti estremisti. Infine, ‘Sad Girlz’ (Messico, Spagna, Francia, opera prima della regista Fernanda Tovar) affronta con grande sensibilità temi urgenti come il consenso, la violenza di genere e il valore profondo dell’amicizia femminile, raccontando il difficile percorso di costruzione dell’identità durante l’adolescenza.
La sezione Generator +18 propone un viaggio intenso e profondamente contemporaneo attraverso le fragilità, le inquietudini e le sfide che accompagnano il delicato passaggio all’età adulta. I protagonisti dei film selezionati sono giovani e adulti alle prese con il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo, chiamati ad affrontare temi urgenti e universali come la salute mentale, il bullismo, la violenza, il senso di colpa, il reinserimento sociale, il bisogno di appartenenza e la costruzione della propria identità. Le opere in concorso, provenienti da diversi Paesi e culture, condividono uno sguardo sensibile e realistico sulle conseguenze che le scelte individuali e collettive possono avere sulla vita delle persone, raccontando percorsi di fragilità ma anche di resilienza, in cui il desiderio di rinascita si confronta costantemente con il peso del passato e con le difficoltà del presente. Molte delle storie mettono al centro personaggi che cercano una seconda possibilità: adolescenti costretti a fare i conti con il senso di responsabilità verso gli altri, giovani donne impegnate a ricostruire nuovi legami affettivi, ragazzi alla ricerca della propria identità e persone che tentano di riconquistare fiducia in sé stesse e nel futuro. I sette film selezionati sono ‘3 Weeks After’ (Serbia, Italia, Lussemburgo, Bulgaria, Croazia, regia di Miroslav Terzic. Distribuzione italiana a cura di Nightswim), ‘The Girls from Above’ (Francia, Belgio, opera prima di Bérangère McNeese), ‘Hearts on Fire’ (Francia, regia di Aurélien Peyre, opera prima), ‘Rain Fell on the Nothing New’ (Germania, opera prima di Steffen Goldkamp), ‘Rosemead’ (Stati Uniti, opera prima di Eric Lin, con Lucy Liu nel cast), ‘Weightless’ (Danimarca, opera prima di Emilie Thalund) e ‘You Believe in Angels, Mr. Drowak?’ (Germania, Svizzera, opera prima di Nicolas Steiner). In questa edizione, sei dei sette titoli sono opere prime.
I documentari della sezione Gex Doc offrono uno sguardo profondo e contemporaneo sulle nuove generazioni, raccontando il delicato percorso di costruzione dell’identità personale e del senso di appartenenza attraverso esperienze di crescita, trasformazione e cambiamento. Le opere in programma accompagnano i protagonisti in momenti decisivi della loro vita, mettendo in luce il ruolo fondamentale delle relazioni familiari, dell’amicizia e delle comunità di riferimento nella definizione di sé. Molti film affrontano il tema dell’affermazione della propria identità e della ricerca di un equilibrio tra autonomia individuale e bisogno di essere accolti. ‘Adam’s Apple’ (Stati Uniti, regia di Amy K. Jenkins) racconta il percorso di crescita di un adolescente transgender e il valore del sostegno familiare nell’affrontare il cambiamento; ‘Almost Forever’ (Svezia, Finlandia, regia di Lia Hietala e Hannah Reinikainen) osserva cinque anni di vita di un gruppo di adolescenti alle prese con amicizia, amore e costruzione della propria identità in una società sempre più influenzata dai social media; ‘One in a Million’ (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, regia di Itab Azzam e Jack MacInnes) segue il lungo percorso di una giovane rifugiata siriana tra esilio, integrazione e ricerca delle proprie radici. Il rapporto con la famiglia e il significato dell’appartenenza emergono con particolare intensità in ‘The Beauty of Errors’ (Finlandia, Norvegia, Svezia, regia di Jukka Kärkkäinen), una riflessione delicata sul legame tra un padre e un figlio di fronte alla necessità di imparare a lasciarsi andare, e in ‘On My Own Terms’ (Polonia, regia di Tadeusz Chudy, opera prima), che racconta il percorso verso l’indipendenza di due fratellastri cresciuti in un orfanotrofio e il loro confronto con le responsabilità della vita adulta. Altri documentari esplorano il rapporto tra fragilità personali, resilienza e capacità di immaginare nuovi orizzonti. ‘Bugboy’ (Grecia, Francia, Danimarca, regia di Lucas Paleocrassas) trasforma la passione di un adolescente per il mondo degli insetti in un racconto poetico sull’accettazione di sé, mentre ‘The Fabulous Time Machine’ (Brasile, regia di Eliza Capai) segue un gruppo di bambine del sertão brasiliano che, attraverso il gioco e l’immaginazione, affrontano temi universali come le differenze di genere, le disuguaglianze sociali e la costruzione del proprio futuro.
La selezione dei cortometraggi di Parental Experience propone un intenso viaggio attraverso le relazioni familiari, la costruzione dell’identità e le fragilità che accompagnano il passaggio dall’infanzia all’età adulta. I film invitano genitori e figli a confrontarsi su temi di grande attualità, offrendo uno sguardo profondo sulle difficoltà della crescita, sul bisogno di appartenenza e sulla ricerca di un equilibrio tra protezione e autonomia. Le dinamiche familiari e la complessità dei rapporti tra genitori e figli attraversano ‘Bowl Cut’ (Francia, regia di Tamara Vittoz), ‘The Stranger’ (Italia, regia di Federica Corti), ‘Rage’ (Spagna, regia di Fran Moreno Blanco e Santi Pujol Amat), ‘One, Two, One Hundred’ (Italia, regia di Emanuele Gallo), ‘The Streak’ (Italia, Gian Piero Rotoli) e ‘Where We Sit Together’ (Taiwan, regia di Joshua Yang), opere che riflettono sulle distanze emotive, sulle assenze, sulle incomprensioni e sul bisogno universale di sentirsi accolti all’interno della propria famiglia. La costruzione dell’identità personale e il delicato passaggio verso l’età adulta sono invece al centro di ‘Sister of Mine’ (Svezia, regia di André Vaara), ‘Two Minutes’ (Germania, regia di Yael van Altena), ‘Ultra Strong’ (Canada, regia di Catherine Lepage) e ‘Strong as a Lion’ (Francia, regia di Nathan Villanneau), che affrontano temi come la rivalità tra fratelli, il bullismo, l’autostima, il giudizio degli altri e la difficile ricerca del proprio posto nel mondo. La memoria storica, la tutela dell’identità culturale e le conseguenze della discriminazione emergono con forza in ‘Julka’ (Bulgaria, Croazia, Italia e Slovenia, regia di Valeria Cozzarini) e ‘Rukeli’ (Italia, regia di Alessandro Rak), due opere che riportano alla luce pagine dolorose della storia europea e invitano a riflettere sul valore della libertà, sulla difesa delle minoranze e sulla necessità di preservare la memoria collettiva. Le ferite lasciate dai conflitti, il tema dello sradicamento e la capacità di resistere alle avversità trovano spazio in ‘It’s Quiet Now’ (Kosovo, regia di Flaka Kokolli), mentre ‘A Sparrow’s Song’ (Germania, regia di Tobias Eckerlin) affronta il tema del lutto e del potere rigenerante dell’empatia, mostrando come anche il più piccolo gesto di cura possa diventare un simbolo di rinascita. I
Infine, ‘Summer Delivery’ (Cina, regia di Lam Can-zhao) celebra il valore delle tradizioni e la forza dei piccoli gesti quotidiani, ricordando come siano spesso le esperienze più semplici a custodire il significato più profondo dei legami affettivi e della condivisione.