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Il primo “pranzo sociale” per Alemanno da cittadino libero

Roma, 24 giu. (askanews) – “Gianni, Gianni, Gianni”. Viene accolto così al ristorante ‘Il mozzico’ su via Tiburtina, a Roma, a poche centinaia di metri dal carcere di Rebibbia, all’interno di un centro sportivo. Appena uscito dal penitenziario l’ex sindaco è stato invitato da supporter e amici nel locale per un “pranzo sociale”.

Sono tanti i selfie, gli abbracci, i saluti che vengono fatti ad Alemanno. Ci sono ragazzi e signore in abito lungo, spicca Sylvie Lubamba sorridente e contenta. “Festeggiamo l’onomastico del nostro leader”, spiega la showgirl in completo bianco. Tra i tanti che sono intorno ad Alemanno si notano i volti più o meno noti del movimento Indipendenza! al quale aveva dato vita proprio l’ex primo cittadino della Capitale prima di tornare in carcere il 31 dicembre 2024.

Tra i tanti che aspettano il menù fisso previsto in programma vedi ex esponenti della destra romana, ma anche giovani attivisti del nuovo partito di Vannacci. “A noi lo spaghetto”, ride qualcuno vicino all’area giochi, mentre i bambini fanno lezione di nuoto. “Qui non c’era nulla – si racconta – con Alemanno sindaco venne recuperato questo spazio. E’ uno dei ‘Punti verde qualità’. Il suo programma è stato interrotto. Ma siamo tornati, torniamo”.

CER, risparmio per le famiglie e rilancio dell’economia locale

Roma, 24 giu. (askanews) – L’Italia rischia di mancare clamorosamente l’obiettivo di 15.000 comunità energetiche attive entro giugno 2026, con soli 421 progetti operativi al maggio 2025 e una potenza installata di appena 43 MW rispetto ai 2.000 MW previsti dal PNRR. Un ritardo che preoccupa gli esperti del settore, considerando che le comunità energetiche rinnovabili rappresentano non solo una soluzione alla crisi energetica ma un vero e proprio modello di sviluppo economico locale capace di ridurre i costi energetici delle famiglie fino al 40%.

Giuseppe Russo Lacerna, fondatore di MondoEnergea – La comunità di energia rinnovabile, con oltre trent’anni di esperienza nel settore energetico e doppia laurea in Scienze della Mediazione e Psicologia, ha sviluppato un modello innovativo che va oltre la semplice condivisione dell’energia. ‘Le comunità energetiche non sono solo un modo per produrre e condividere energia rinnovabile, ma rappresentano un’opportunità per ricostruire l’economia locale dal basso’, spiega Russo Lacerna, che ha recentemente fondato una nuova azienda dedicata esclusivamente a questo settore.

Il meccanismo è semplice ma innovativo: i membri della comunità che producono energia in eccesso la condividono con chi ne ha bisogno, generando incentivi statali che la legge destina in parte a progetti sociali e in parte ai produttori. La novità introdotta da Russo Lacerna consiste nella possibilità di convertire i guadagni in una moneta virtuale, l'”elettrone”, utilizzabile su una piattaforma e-commerce dedicata all’acquisto di prodotti locali di qualità. Abbiamo creato un circuito economico che valorizza le eccellenze del territorio e sostiene associazioni impegnate su temi sociali come l’integrazione dei ragazzi autistici , afferma Russo Lacerna. Un litro d’olio extravergine che normalmente costerebbe 15-20 euro diventa accessibile a tutte le famiglie grazie agli incentivi energetici. È un modo per contrastare sia la povertà energetica sia quella alimentare .

Per promuovere il modello, Russo Lacerna ha organizzato incontri sul territorio: Abbiamo riunito associazioni che si occupano di autismo, medici nutrizionisti, esperti di pet therapy, agricoltura biologica e allevatori grass fed, concludendo la giornata con una degustazione di prodotti biologici . L’imprenditore punta a replicare l’iniziativa in tutta Italia, partendo dalla numerosa comunità di Benevento.L’approccio condiviso affronta uno dei principali problemi del settore: la difficoltà dei piccoli produttori a competere con la grande distribuzione, fenomeno che negli ultimi dieci anni ha contribuito alla chiusura del 35% delle piccole aziende agricole italiane. I dati mostrano tuttavia un quadro ancora insufficiente. A marzo 2025 le CER attive erano 212, con 326 impianti collegati e 18 MW di potenza installata, lontani dagli obiettivi del PNRR. Pur essendo salite a 421 in pochi mesi, la crescita resta limitata.

Secondo gli esperti, il problema è soprattutto organizzativo e culturale. Molti Comuni hanno costituito comunità energetiche senza riuscire a svilupparle davvero , osserva Russo Lacerna. Mancano competenze e capacità di coinvolgere i cittadini. Noi partiamo dalle famiglie, mostrando che l’investimento nel fotovoltaico garantisce un risparmio annuo paragonabile al rendimento di strumenti finanziari tradizionali . L’impatto sociale del modello va oltre il risparmio energetico. Comunità energetiche come MondoEnergea possono favorire una trasformazione economica dei territori, creando occupazione e riducendo la dipendenza dalle importazioni energetiche. Russo Lacerna coordina una rete di 40 collaboratori diretti e un indotto che coinvolge circa 300-350 famiglie, dimostrando la scalabilità e la replicabilità del modello.

La difficoltà è duplice: da un lato accelerare drasticamente il ritmo di installazione per raggiungere gli obiettivi del PNRR, dall’altro superare le resistenze culturali e burocratiche che ancora frenano lo sviluppo del settore. ‘Dobbiamo passare da una logica di consumo passivo a una di produzione attiva e condivisa’, conclude Russo Lacerna. ‘È l’unico modo per garantire un futuro energetico sostenibile e democratico, dove l’energia non è più un costo ma diventa una risorsa per lo sviluppo locale’.

Con il prezzo dell’energia che continua a rappresentare una delle voci di spesa più pesanti per le famiglie italiane – in media 1.500 euro l’anno secondo le ultime rilevazioni ARERA – e la necessità di ridurre le emissioni del 55% entro il 2030, le comunità energetiche rappresentano una soluzione concreta e immediata. Il modello sviluppato da imprenditori come Russo Lacerna dimostra che è possibile coniugare sostenibilità ambientale, risparmio economico e sviluppo territoriale, trasformando i cittadini da semplici consumatori a protagonisti attivi della transizione energetica.

Il ministero della Difesa smentisce Rutte sui voli Usa dall’Italia per l’Iran

Roma, 24 giu. (askanews) – Il ministero della Difesa italiano respinge la ricostruzione del segretario generale della Nato Mark Rutte sull’uso delle basi italiane nell’ambito dell’operazione statunitense Epic Fury e ribadisce che l’Italia ha autorizzato esclusivamente attività “tecniche e logistiche, non cinetiche”. La precisazione arriva dopo le dichiarazioni rilasciate da Rutte a Fox News, secondo cui 500 aerei statunitensi sarebbero partiti da basi Usa in Italia a sostegno dell’operazione Epic Fury.

“Al fine di evitare inutili e pretestuose polemiche”, la Difesa ha ribadito “senza tema di smentita” che l’Italia e il ministero della Difesa hanno “sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti”.

Il ministero ricorda quanto già chiarito dal ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso dell’informativa al Parlamento: il governo “ha fatto esattamente quanto dichiarato alle Camere” e ha autorizzato “esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti”.

La Difesa sottolinea inoltre che, nei casi in cui si è prospettata una richiesta al di fuori di questo perimetro, “l’Italia non ha concesso l’autorizzazione”. “Per questo sorprende che il segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l’operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati”, afferma ancora la Difesa.

Secondo il ministero, “sarebbe bastato un approfondimento alla fonte” per avere “la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto e avviene ogni giorno”: l’Italia autorizza “esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche”. Una linea che, conclude la Difesa, Roma ha sempre seguito e continuerà a seguire “in vigenza degli attuali accordi”.

Alemanno fuori dal carcere: “È una realtà terribile”

Roma, 24 giu. (askanews) – Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia. Camicia blu, pantaloni neri, è stato accolto da circa 100 sostenitori, che scandivano il coro “Gianni, Gianni” e “gianni, uno di noi”.

Alemanno era detenuto nel penitenziario dalla sera del 31 dicembre del 2024: ha scontato la pena di 1 anno, 5 mesi e 24 giorni per le accuse di traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio, nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”.

“Ho visto e conosciuto una realtà terribile. Il carcere è una vergogna nella nostra Repubblica”. Queste le prime parole di Alemanno.

Ad attendere l’uscita dell’ex primo cittadino della Capitale, decine di giornalisti, cameramen e diversi esponenti dell’area politica di riferimento. Come Massimo Arlechino, presidente del movimento politico Indipendenza – fondato proprio da Alemanno: “Oggi per Gianni finisce la rieducazione. È stato lui ad aver rieducato la casa circondariale e non il contrario. Speriamo che quest’anno e mezzo abbia fatto bene al sistema carcerario che ha bisogno di guarire”.

Appena uscito dal carcere Alemanno ha confermato l’adesione al progetto politico di Vannacci con il quale è previsto un incontro già in giornata: “Il mio compito è di portare la mia esperienza e la mia capacità di analisi e di proposta ideologica”, ha sottolineato l’ex sindaco di Roma.

L’Oms dice che il caldo in Europa aumenta il doppio della media globale

Roma, 24 giu. (askanews) – “L’ondata di caldo in Europa sta causando la chiusura delle scuole e mettendo a rischio la salute delle persone. I dati sono chiari: le temperature in tutta Europa stanno aumentando a un ritmo circa doppio rispetto alla media globale, incrementando la probabilità e la gravità di ondate di calore estreme in futuro”. Lo ha scritto su X il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Non possiamo permetterci ulteriori ritardi – ha sottolineato Ghebreyesus -. I leader devono dare priorità agli investimenti in sistemi sanitari resilienti ai cambiamenti climatici, accelerando al contempo l’azione per il clima e mitigando le cause della crisi climatica”.

Mattarella a giovani: ignorate seminatori discordia, prevalga spirito critico

Roma, 24 giu. (askanews) – “Quando si entra in una piattaforma social si ha spesso l’impressione di trovarsi di fronte a schieramenti contrapposti, ciascuno dei quali porta una sua verità assoluta e inscalfibile. In questo modo diventa difficile, se non addirittura escluso, il dialogo. Lo spirito critico significa invece la capacità di discutere e di porre in discussione anche le proprie convinzioni, di valutare in modo aperto anche le idee degli altri, tendere a fare e a porsi domande anzichè presentare soltanto risposte pre-confezionate”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, conversando con il giornalista e news creator Francesco Oggiano in un video su Instagram in una iniziativa in occasione degli 80 anni dalla nascita della Repubblica.

Per questo, ha aggiunto il capo dello Stato nel colloquio, “i giovani hanno una facoltà decisiva, quella di rifiutare la ricerca dello scontro, di ignorare i seminatori di discordia, di odio e di dare vita a incontri digitali in cui lo spirito critico prevalga. In questo modo svilupperebbero anche un’importante, sana azione di bonifica dell’ambiente”.

L’impatto dell’ambiente sul rischio onco-ematologico

Lecce, 24 giu. (askanews) – Si è svolta all’Università del Salento, nella Sala Chirico del Monastero degli Olivetani di Lecce, la presentazione del volume che raccoglie gli atti del Convegno nazionale AIL 2024 dedicato al tema dell’impatto dell’ambiente e degli stili di vita sul rischio onco-ematologico. Il libro, ha raccolto i contributi scientifici, istituzionali e sociali emersi durante la quarta edizione del convegno “Curare è prendersi cura”, che aveva messo a confronto esperti di medicina, epidemiologia, scienze ambientali e rappresentanti del mondo associativo.

L’intervista a Specialista Ematologo, Responsabile Scientifico UOC Ematologia: “Parla soprattutto dei rischi che quotidianamente corriamo di sviluppare patologie neoplastiche del sistema emolinfopoietico. Purtroppo siamo circondati da un ambiente malsano che l’uomo non protegge. Anche gli stili di vita incidono: ad esempio sedentarietà, consumo di alimentazione non corretta, fumo e altre abitudini, che non sono speciali nell’età giovanile, ci espongono a sviluppare patologie di questo tipo”.

Al centro del dibattito il legame tra salute e ambiente, con particolare attenzione ai fattori di rischio modificabili, come l’inquinamento dell’aria, del suolo e delle acque, ma anche agli stili di vita e alla prevenzione.

Le parole di Mario Tarricone-Presidente AIL Lecce: “Il Dipartamento dell’ AIL è impegnato nella cura dei pazienti e nella lotta alle leucemie, ai linfomi, ai melomi, con un impegno che persegue un approccio olistico alle cure. A livello nazionale abbiamo finanziato circa 200 progetti di ricerca scientifica in tutta Italia.”

Matteo Jacopo Zaterini-Ricercatore Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Università del Salento: “Il Dipartimento è felice di farsi carico della divulgazione di questi importanti e delicatissimi temi, che purtroppo sono di un’attualità dolorosa. Gli autori hanno creato questa curatela che intende promuovere e sensibilizzare l’opinione pubblica su molti aspetti dei rischi ambientali e degli stili di vita che vengono riprodotti, rappresentati e presentati in maniera estremamente agile e snella, e soprattutto competente, visti i nomi coinvolti.”

L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto per ribadire come la tutela della salute passi anche dalla riduzione dei rischi ambientali e dalla diffusione di una maggiore consapevolezza collettiva. Con questa pubblicazione, l’Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma ha confermato il proprio impegno non solo nel sostegno alla ricerca scientifica e ai pazienti ematologici, ma anche nella promozione di una cultura della prevenzione e del benessere.

Alemanno: situazione immigrati in carcere è intollerabile

Milano, 24 giu. (askanews) – “Il problema dell’immigrazione si vede con chiarezza anche nelle carceri. In carcere si formano clan etnici e c’è un razzismo degli immigrati contro gli italiani. Gli italiani pagano agli immigrati il pizzo per fare la doccia. La situazione degli immigrati è nei numeri intollerabile. La soluzione è una immigrazione finalizzata a far lavorare le persone e poi a tornare a casa, non alla cittadinanza. Quando si lascia l’illusione della cittadinanza si lasciano persone intrappolate in Italia”. Lo ha detto Gianni Alemanno ai cronisti, uscendo dal carcere.

Iran, Conte: aerei dall’Italia? Meloni chiarisca al Parlamento

Roma, 24 giu. (askanews) – “Crollano le favolette del Governo e dei suoi trombettieri. Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto. Quello di Trump è solo un richiamo all’ordine per un governo che ha sempre detto sì: 500 aerei partiti dall’Italia per una guerra illegittima in Iran in cui Netanyahu ha trascinato Trump e che ha danneggiato pesantemente l’economia italiana. E meno male che Meloni ha dichiarato ‘non condanno né condivido’: se avesse condiviso ne sarebbero partiti 5000?” Così Giuseppe Conte, leader del M5S, ha commentato sui suoi canali social le parole del segretario generale della Nato a proposito del coinvolgimento nella guerra all’Iran delle basi militari sul territorio italiano.

“La lista dei ‘sì’ – ha aggiunto l’ex premier – è infinita: firma sulle spese militari al 5 per cento del Pil, accordo sui dazi alle nostre imprese giudicato ‘positivo’ e ‘sostenibile’; cappello Maga tra le mani dopo il genocidio di Gaza; acquisti garantiti di gas americano e zero tasse ai giganti del web. Tocca a noi far rialzare il Paese: l’orgoglio nazionale va difeso con le scelte non con le chiacchiere. È doveroso – ha concluso Conte – che la presidente Meloni venga a fornire necessari chiarimenti al Parlamento e al Paese”.

Bending Spoons blindata dai fondatori post Ipo, al ceo il 21,9% dei voti

Milano, 24 giu. (askanews) – Bending Spoons resterà blindata dai fondatori anche dopo la quotazione sul Nasdaq. Nessuno venderà le proprie azioni ordinarie e tutti e quattro gli italiani che nel 2013 hanno avviato l’avventura manterranno i diritti riservati alle azioni privilegiate di classe A che garantiscono il voto maggiorato. A conti fatti, dopo la quotazione a New York che porterà la capitalizzazione della società in area 17 miliardi di dollari, Luca Ferrari avrà il 21,9% dei diritti di voto, seguito a breve distanza da Matteo Danieli al 20,6%, Luca Querella al 20,2% e Francesco Patarnello al 19,9%. Rispetto allo scenario pre-quotazioni, ciascun fondatore ‘perderà’ solo lo 0,4% dei diritti di voto complessivi. E’ quanto emerge dai documenti consegnati alla Sec.

Il range di prezzo per la quotazione varia tra i 26 e i 28 dollari per azione. Le sole quote che verranno portate sul mercato sono quelle ordinarie e ai fondatori non ne sono rimaste molte: solo Ferrari ne possiede 644mila, dal valore teorico di circa 17 milioni di dollari. Gli altri tre founder le hanno vendute tutte nei precedenti round.

Diverso per i top manager che continueranno ad avere qualche azione nel salvadanaio. Il Cfo Davide Scarpazza ha oltre 3,8 milioni di azioni e non ne venderà nessuna, per un valore teorico di oltre 100 milioni di dollari. Il Cto Francesco Mancone possiede 1,9 milioni di titoli mentre il co-Cfo Enrico Martinelli ne conta 1,55 milioni. Valore teorico che per loro varia da 40 ai 50 milioni di dollari.

Tra gli azionisti che vendono figurano, invece, i fondi e finanziarie che nel tempo hanno sostenuto Bending Spoons. La lussemburghese Galileo Quattordici venderà almeno 11,3 milioni di titoli per un incasso di 300 milioni di dollari e manterrà una partecipazione pari all’1,2% dei diritti di voto. Baillie Gifford Overseas cederà almeno 7 milioni di titoli (circa 190 milioni di incasso), tenendo l’1,9% dei diritti. L’italiana Tip di Giovanni Tamburi consegnerà 2 milioni di azioni per 50 milioni di dollari e manterrà oltre 15 milioni di titoli, per quasi 400 milioni di valore teorico. Usciranno dal capitale He holdco e Tiger Iron che venderanno i loro interi pacchetti azionari da 2,6 e 561mila azioni.

Fn, Alemanno: Vannacci? Il mio ruolo è dare esperienza

Roma, 24 giu. (askanews) – “Il mio ruolo in Futuro Nazionale? Il mio ruolo è solo quello di dare l’esperienza, la mia esperienza, la mia capacità di fare analisi politica, di dare prospettive. Io vengo soltanto a servire, non ho nessuna pretesa, nessuna speranza strana”. Così Gianni Alemanno, appena fuori dal carcere di Rebibbia, rispondendo ai cronisti rispetto ad una adesione al partito del generale Roberto Vannacci.

Sessanta milioni di stelle catturate in una foto, ecco il centro della Via Lattea

Roma, 24 giu. (askanews) – Tra il 23 e il 24 marzo 2025, in circa 26 ore, il telescopio spaziale Euclid ha catturato una grande e dettagliatissima mappa del centro della nostra galassia. Si tratta di un mosaico di nove ‘puntamenti’ della sua fotocamera a luce visibile, ognuno dei quali copre una porzione di cielo più grande della Luna piena. Per un solo giorno, il nostro detective dell’Universo oscuro, Euclid, ha quindi distolto lo sguardo dalle galassie lontane che studia abitualmente, rivolgendolo verso la regione centrale, estremamente brillante della Via Lattea, nota come bulge (o rigonfiamento) galattico, riuscendo a distinguere le singole stelle senza che i suoi rivelatori venissero saturati. Questa richiesta speciale è arrivata dagli astronomi che desideravano ciò che Euclid sa fare meglio: catturare enormi porzioni di cielo con dettagli nitidissimi con lo scopo, in questo caso, di studiare gli esopianeti, pianeti in orbita attorno a stelle diverse dal Sole, utilizzando una tecnica speciale chiamata microlensing.

Catturare enormi porzioni di cielo con dettagli nitidissimi è proprio una delle caratteristiche della sonda europea Euclid. Per fare un confronto, la nitidezza e la sensibilità di Euclid nella luce visibile sono simili a quelle della fotocamera a campo largo del telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA, ma ogni puntamento che Euclid cattura in poche ore copre un’area 270 volte più grande del campo visivo di Hubble. Per osservare lo stesso mosaico di Euclid, un grande osservatorio a terra come il Keck, alle Hawaii, avrebbe bisogno di circa 2000 ore. Euclid è più veloce ed è in grado di catturare dettagli di stelle più deboli che altrimenti andrebbero persi osservando da terra. La porzione di cielo osservata è stata scelta perché comprende anche l’intera regione che il futuro telescopio spaziale Roman monitorerà per la ricerca di pianeti extrasolari.

Per fare questo Euclid utilizza la fotocamera VIS (VISible Instrument), uno dei due strumenti scientifici a bordo, progettata per osservare miliardi di galassie lontane e realizzata sotto la guida inglese, ma con un importante contributo dall’Italia. L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’industria nazionale, con il finanziamento e il coordinamento dell’ASI, hanno infatti avuto la responsabilità della progettazione e realizzazione dell’hardware e del software dell’elettronica di controllo di VIS: si tratta del cuore dello strumento che permette l’invio e la ricezione dei comandi e raccoglie i dati preparandoli per l’invio a terra.

‘L’osservazione del bulge galattico è stata un’operazione complessa’, riporta Andrea Zacchei, dirigente di ricerca INAF e responsabile del segmento di terra di Euclid: ‘Euclid ha a bordo due strumenti sensibilissimi realizzati per sondare gli oggetti più deboli dell’universo; per osservare il bulge abbiamo dovuto oscurare la camera infrarossa poiché i suoi sensori sarebbero stati sovraesposti causando un effetto di persistenza che avrebbe inficiato le osservazioni successive per diversi giorni. Un team di esperti ha inoltre sviluppato una pipeline di analisi dedicata, vista la peculiarità dell’osservazione’. Il lavoro svolto ha coinvolto molti ricercatori italiani che hanno con successo contribuito sia alla pianificazione delle misure, dimostrandone la fattibilità, che alla riduzione dei dati e infine alla loro importante analisi scientifica.

In queste immagini Euclid ha catturato più di 60 milioni di stelle, insieme a nebulose e ammassi stellari. Questa regione densamente popolata della nostra galassia è il luogo perfetto per gli astronomi per cercare esopianeti con il microlensing, una particolare forma di lente gravitazionale. Mentre Euclid utilizza principalmente l’effetto di lente gravitazionale, descritto dalla teoria della relatività generale di Einstein, per esplorare oggetti massicci e lontani, come gli ammassi di galassie, o la distribuzione di materia oscura, questa nuova immagine del centro galattico aiuta gli scienziati e le scienziate a studiare su scala infinitesimale le lenti prodotte da stelle ed esopianeti nella nostra galassia.

Il microlensing si basa sull’allineamento casuale di due stelle con un osservatore. Quando due stelle si trovano lungo la stessa linea di vista, la stella più vicina agisce come una lente d’ingrandimento cosmica, deviando e intensificando la luce della stella di sfondo. Se un pianeta orbita attorno alla stella più vicina, quella che funge da lente, anche la gravità del pianeta contribuisce alla deviazione di questa luce, producendo una piccola anomalia. Questa minuscola variazione di luminosità è ciò che rivela la presenza di un pianeta. Per osservare un evento di microlensing, un telescopio dovrebbe studiare una stella per oltre venti giorni, ossia per il tempo necessario a caratterizzare le anomalie nella luce deviata causate dal pianeta che nel frattempo orbita intorno alla sua stella. Pertanto, nelle osservazioni di Euclid, durate un solo giorno, non è possibile individuare nuovi eventi, ma ciò che rende questa immagine così speciale è che permette agli scienziati e alle scienziate di misurare la massa di pianeti già noti che si trovano in questa regione, così come quella di pianeti ancora da scoprire.

Negli ultimi vent’anni, quasi 300 esopianeti sono stati scoperti utilizzando questa tecnica, tutti con telescopi terrestri e tutti situati verso il centro della nostra galassia. Uno studio guidato da Valerio Bozza dell’Università di Salerno all’interno del Consorzio Euclid ha individuato in questa immagine di Euclid 51 sistemi planetari già noti; i dati resi pubblici oggi saranno estremamente utili per studiare i molti altri esopianeti che verranno scoperti.

‘Il microlensing è uno degli effetti più eleganti della relatività generale di Einstein: la massa curva lo spaziotempo e devia la luce, trasformando stelle e pianeti in lenti cosmiche. Euclid riesce a osservare con una precisione senza precedenti questo fenomeno, facendone uno strumento estremamente potente per studiare anche la nostra galassia’ sottolinea Stefano Dusini, ricercatore dell’INFN.

Euclid è uno dei progetti più ambiziosi del Programma Scientifico dell’ESA nel quale l’Italia, attraverso ASI, INAF e INFN, gioca un ruolo da protagonista coinvolgendo oltre duecento scienziate e scienziati italiani, appartenenti anche a numerose università, tra cui Università di Bologna, Università Statale di Milano, Università di Genova, Università di Trieste, SISSA, Università di Ferrara, Università di Torino, CISAS dell’Università di Padova.

Oltre alla fotocamera VIS, anche l’altro occhio di Euclid, il Near Infrared Spectrometer Photometer (NISP), è stato realizzato dal consorzio di enti europei finanziati dalle agenzie spaziali nazionali con un forte contributo italiano. L’ASI, in collaborazione con l’INAF e con l’INFN, ha guidato il team industriale che ha progettato e realizzato i contributi ai due strumenti, formato da un’Associazione Temporanea d’Imprese con OHB Italia mandataria, SAB Aerospace e Temis mandanti mentre la realizzazione del satellite è stata affidata da ESA a Thales Alenia Space Italia del gruppo Leonardo. L’ASI sta inoltre finanziando le attività industriali, affidate ad ALTEC di Torino, di supporto al Science Data Center italiano della missione, che si trova presso la sede INAF di Trieste. Infine, l’Italia ha avuto il ruolo fondamentale di progettare la strategia osservativa della missione e ha oggi quello di coordinare tutte le attività per il processamento dei dati a terra.

Prossimo appuntamento con Euclid è la nuova release di dati prevista a novembre 2026, che prevede di rendere disponibili a tutta la comunità scientifica le osservazioni di una regione di cielo extragalattico molto più ampia (circa 2000 gradi quadri), fornendo dati pronti per essere oggetto di studi di dettaglio in diverse branche dell’astronomia e della cosmologia. Elisabetta Tommasi, responsabile per ASI delle attività per Euclid ricorda che ‘il rilascio dei dati alla comunità scientifica è possibile grazie all’immenso lavoro di quella parte del segmento di terra della missione, guidato dall’Italia, che, realizzando appositamente software per l’analisi dei dati di Euclid e gestendo nove Data Center in tutta Europa, è in grado di processare e distribuire dati fruibili per le analisi scientifiche’.

Nel frattempo, la comunità scientifica di Euclid sta lavorando senza sosta per trarre dalle osservazioni le informazioni sul ruolo di materia ed energia oscura nell’evoluzione dell’Universo, che sono lo scopo principale della missione; la pubblicazione dei primi risultati cosmologici di Euclid, insieme alla prima release di dati completa, è prevista a metà del 2027.

Giffoni, "Sunny Dancer" è il film d’apertura e arriva Bella Ramsey

Roma, 24 giu. (askanews) – Sarà “Sunny Dancer” il film d’apertura della 56esima edizione del Giffoni Film Festival. Il film, con tono ironico e irriverente, affronta il tema della crescita e della resilienza con leggerezza, energia e una sensibilità contemporanea. Il 17 luglio saranno presenti al festival il regista George Jaques e la protagonista Bella Ramsey.

Bella Ramsey (The Last of Us, Game of Thrones) è tra le interpreti più affermate della sua generazione e protagonista di alcune delle più rilevanti produzioni degli ultimi anni, grazie a interpretazioni di grande forza espressiva e a una notevole versatilità.

Nel film la diciassettenne Ivy è determinata a lasciarsi alle spalle etichette, compassione e discorsi motivazionali. Per questo l’ultima cosa che desidera è trascorrere l’estate in un camp per ragazzi sopravvissuti al cancro, dove viene mandata controvoglia dai genitori. Ma tra fughe notturne, primi amori, amicizie improbabili e regole da infrangere, quello che sembra il peggior incubo si trasforma nell’estate che le cambierà la vita.

“Sunny Dancer” è un coming-of-age irriverente e pieno di cuore, un inno alla giovinezza, all’amicizia e alla voglia di vivere ogni momento senza rimpianti. È un film Leone Film Group e uscirà nelle sale il 2 settembre con 01 Distribution.

Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia tra applausi e abbracci

Milano, 24 giu. (askanews) – Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia. Camicia blu, pantaloni neri, è stato accolto da circa 100 sostenitori, che scandivano il coro “Gianni, Gianni”. L’ex sindaco di Roma è stato accolto da tanti amici che lo hanno abbracciato.

Alemanno: Meloni non ha fatto nulla sulle carceri

Roma, 24 giu. (askanews) – “Giorgia Meloni non ha fatto nulla sulla situazione delle carceri. Ci parleremo”. Così l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, appena fuori da Rebibbia, rispondendo alla folla di cronisti e telecamere. “Uno dei motivi per cui io ho rotto con il centrodestra è questo”, ha detto.

Arbitro Bancario Finanziario: nel 2025 -3% ricorsi ma ripresa in II sem

Roma, 24 giu. (askanews) – Lo scorso anno l’Arbitro Bancario Finanziario (Abf) ha ricevuto oltre 13.500 ricorsi, in leggero calo rispetto all’anno precedente (-3 per cento), tuttavia il contenzioso è in ripresa nella seconda parte dell’anno e nei primi mesi del 2026. Lo riporta la Relazione sull’attività dell’Abf e il Rapporto sull’attività di gestione degli esposti dei clienti delle banche e delle finanziarie sul 2025, presentati oggi a Roma.

Continuano a crescere i ricorsi legati a utilizzi fraudolenti, riporta un comunicato, che rappresentano oltre un terzo del totale, sebbene restino molto contenuti rispetto al totale delle transazioni. Si conferma il calo del contenzioso relativo alle estinzioni anticipate dei finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio (CQS).

Nel 2025 i Collegi hanno deciso oltre 12.500 ricorsi: il 56 per cento si è concluso con un esito sostanzialmente favorevole ai clienti, tra accoglimenti (totali o parziali) e accordi raggiunti tra le parti prima della decisione. Resta elevato il tasso di adesione degli intermediari alle decisioni dell’Arbitro, spiega la Relazione: anche nel 2025, escludendo la materia CQS, si è attestato al 94 per cento, in linea con l’anno precedente.

Elevati gli importi riconosciuti ai clienti: nel 2025 sono stati restituiti ai clienti quasi 8 milioni di euro.

Per quanto riguarda il Rapporto sugli esposti, nel 2025 la Banca d’Italia ha ricevuto oltre 12.800 esposti da parte dei clienti di banche e finanziarie, l’8 per cento in più rispetto al 2024. L’aumento, si legge, è riconducibile soprattutto a blocchi dell’operatività del conto corrente e a problemi legati a vicende successorie.

Le segnalazioni legate alle richieste di rinegoziazione dei mutui sono diminuite del 30 per cento. In flessione (-11 per cento) anche gli esposti riguardanti servizi e strumenti di pagamento, sebbene siano cresciuti quelli relativi a truffe, tra cui quelle che utilizzano indebitamente il nome e il logo della Banca d’Italia. In crescita anche le segnalazioni riguardanti operazioni di credito al consumo (+ 11 per cento circa), mentre sono in calo gli esposti riguardanti strumenti e servizi di investimento.

Se si escludono le lamentele relative a materie estranee alla competenza della Banca d’Italia (18 per cento), in circa la metà dei casi i clienti hanno ottenuto l’accoglimento totale o parziale delle proprie richieste dalle banche e finanziarie, anche grazie all’intervento della Banca d’Italia. Poco più di 3.200 sono stati gli esposti gestiti dalla Banca d’Italia, conclude il comunicato, riguardanti contestazioni su segnalazioni alla Centrale dei rischi (circa il 14 per cento in più rispetto al 2024).

Accertato il primo caso di Ebola in Francia: positivo un medico

Roma, 24 giu. (askanews) – Un medico rientrato in Francia da una missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo è risultato positivo al virus Ebola. Si tratta del primo caso di questo virus registrato nel Paese dall’inizio dell’attuale epidemia: lo ha annunciato il Ministero della Salute di Parigi.

Il paziente è attualmente in isolamento e le autorità stanno procedendo al tracciamento dei contatti, ha precisato il ministero in un comunicato, aggiungendo che il rischio per la popolazione europea nel suo complesso è considerato basso.

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, che ha contagiato oltre 1.000 persone e causato 267 decessi, ha registrato il maggior numero di casi confermati nel primo mese rispetto a qualsiasi altra epidemia di questa malattia, ha dichiarato l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità).Interpellato dall’agenzia di stampa France Presse, il ministero ha precisato che il caso è stato identificato nella Francia metropolitana. La situazione è seguita “molto da vicino” dal primo ministro, secondo quanto riferito dal suo entourage.

Videogame, cyberbullismo, hikikomori: cresce l’allarme dipendenze tra i più giovani

Roma, 24 giu. (askanews) – Preoccupano le nuove “dipendenze digitali” tra gli studenti di 15-19 anni. Secondo la Relazione del 2026 al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia, presentata oggi dal sottosegretario con delega alle politiche contro la droga e le altre dipendenze Alfredo Mantovano, il 64% (1 milione e 600mila) riferisce di aver giocato d’azzardo (il dato più alto di sempre); il 15% (380mila) ha mostrato un uso problematico dei videogame; il 14% (340mila) riferisce di aver giocato d’azzardo su Internet; il 13% (370mila) ha avuto un utilizzo del Web a rischio.

In aumento, riferisce il dossier, anche i “comportamenti a rischio” tra gli studenti di 15-19 anni: il 45% (1 milione e 120mila) è stato vittima di cyberbullismo; il 30% (740mila) è stato autore di comportamenenti violenti on-line; il 29% (710mila) ha fatto “ghosting” (interruzione improvvisa di contatti); il 2,1% (50mila, di cui 26mila minorenni) riferisce di essersi auto isolato per più di sei mesi (rientrando nella sindrome “hikikomori”); il 3,8% ha ricevuto inviti per partecipare a una challenge e l’1,1% ha effettivamente preso parte alle sfide.

Sicurezza, Salvini: al lavoro per militarizzare stazioni italiane

Milano, 24 giu. (askanews) – “Meno 47% di aggressioni al personale FS, meno 46% di furti nelle stazioni italiane, nel 2026 rispetto al 2025, anche grazie alle 1.348 unità di FS Security, strumento fortemente voluto dal ministro Salvini. Numeri incoraggianti, emersi dalla riunione con i vertici di FS tenutasi ieri, ma che possono e devono ancora migliorare secondo Salvini, che è al lavoro per militarizzare e liberare le principali stazioni italiane, portando l’organico di FS Security a 1.700 unità e aumentando sensibilmente il numero di donne e uomini in divisa a presidio degli scali”. Lo riferisce una nota della Lega.

“C’è ancora troppa gentaglia in giro, serve controllare metro per metro le stazioni”, afferma il ministro e segretario della Lega Matteo Salvini.

Il caldo estremo in Francia abbatte anche il tabù politico sull’aria condizionata

Roma, 24 giu. (askanews) – L’eccezionale ondata di calore che investe la Francia ha aperto un dibattito politico inatteso sulla climatizzazione, a lungo guardata con sospetto nel quadro della sobrietà imposta dalla lotta al riscaldamento globale. Il fronte dei ventilatori cede a quello dell’aria condizionata. Con oltre metà del Paese in allerta rossa, e la giornata di ieri registrata come la più calda dal 1947, il primo ministro Sebastien Lecornu cha annunciato un rafforzamento della mobilitazione sanitaria con il piano Orsan e diversi leader politici si sono rassegnati ad accettare la climatizzazione come risposta all’afa estrema.

A sorprendere prima di tutti è la posizione della segretaria nazionale degli Ecologisti. Marine Tondelier ha dichiarato di voler superare un “tabù” sulla climatizzazione – pur precisando che non deve diventare “una soluzione a tutto”.

“La realtà è che bisogna dotare di aria condizionata i servizi come scuole e ospedali, ci sono luoghi dove ormai non se ne può più fare a meno”, ha affermato alcuni giorni fa durante una intervista televisiva. “Niente dogmatismo e niente anti-climatizzazione”, confermano dal suo entourage, sottolinea Le Figaro. Gli ecologisti evidenziano che si parla di “soluzione d’emergenza, perché i governi che si sono succeduti in tutti questi anni non hanno preso le misure necessarie per adattarsi al cambiamento climatico”.

Sul fronte opposto, il Rassemblement National ha fatto della climatizzazione una bandiera. “Se sarò eletta alle presidenziali, varerò un piano massiccio di climatizzazione”, ha ribadito Marine Le Pen, puntando in via prioritaria agli “spazi dove ci sono le persone più vulnerabili, ospedali, case di riposo, scuole. È una questione di salute pubblica”. Il partito di estrema destra si presenta come difensore del “buon senso” contro il “dogmatismo” degli avversari. “So bene che questo non piace agli ecologisti, che preferiscono installare mulini a vento”, ha ironizzato il portavoce RN Laurent Jacobelli, che rivendica il ricorso al nucleare per alimentare i condizionatori. La proposta è stata quantificata dal deputato Jean-Philippe Tanguy: tra i 30 e i 40 milioni di condizionatori necessari, per un piano da circa 20 miliardi di euro. ”

Droga, Meloni: lavoriamo senza sosta per società libera da dipendenze

Milano, 24 giu. (askanews) – “Continueremo a lavorare senza sosta per costruire una società libera dalle droghe e da ogni dipendenza, perché sono sfide come queste che animano il nostro impegno e che definiscono ciò che siamo e intendiamo essere per i nostri figli e per chi verrà dopo di noi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video messaggio inviato in occasione della presentazione della Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia.

“La relazione annuale al parlamento sulle dipendenze descrive un fenomeno in evoluzione: cambiano i consumi, le vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove, emergono fragilità e problemi sconosciuti in passato, non solo tra i più giovani. E’ una realtà molto complessa che richiede un approccio a 360 gradi e il coraggio di risposte lungimiranti. Risposte che abbiamo tentato di dare in questi anni partendo dalle priorità. La questione delle risorse, ad esempio: con questo governo il sistema nazionale contro le dipendenze può contare sulla dotazione economica più robusta di sempre, oltre 160 milioni di euro solo nel 2025 risorse fondamentali per sbloccare le assunzioni nei SERT, sostenere il lavoro delle comunità di recupero, investire nei programmi di prevenzione e garantire la libertà di cura su tutto il territorio. Ma in questi anni non ci siamo limitati a stanziare più risorse pur fondamentali. Abbiamo costruito un nuovo metodo di lavoro basato sul confronto e sulla condivisione delle responsabilità. Lo abbiamo fatto con tutti coloro che sono impegnati ogni giorno in questo mondo: famiglie, scuole, servizi pubblici, comunità, università, forze di polizia, magistrati, media. Un gioco di squadra che ci ha permesso di sciogliere nodi irrisolti per anni e costruire risposte efficaci, ma ovviamente il lavoro non è finito a partire dal nuovo piano nazionale sulle dipendenze che stiamo definendo e individuerà gli obiettivi dei prossimi anni”.

Granaio apre a Roma Termini tra tradizione e gusto italiano

Roma, 24 giu. (askanews) – La stazione di Roma Termini, simbolo della mobilità nazionale e internazionale, è attraversata ogni giorno da migliaia di viaggiatori, pendolari, turisti e professionisti. Con l’obiettivo di presidiare questi spazi con un’offerta che coniughi rapidità di servizio, qualità costante e tradizione italiana, è stato inaugurato il nuovo punto vendita de Il Granaio.

Il format propone un’idea di cucina ispirata ai sapori di casa, accessibile, riconoscibile e pensata per accompagnare i diversi momenti della giornata, dalla colazione alla cena.

“Siamo presenti a Roma Termini da circa un mese e siamo molto contenti, sebbene tutto sia migliorabile. Il travel, per noi, rappresenta un mercato su cui focalizzare l’attenzione, sia negli aeroporti che nelle stazioni italiani ed esteri. Il nostro modello offre un servizio ristorativo che non si è soliti trovare all’interno delle stazioni ed è molto interessante, perchè fa evolvere l’esperienza del viaggiatore, come pausa pranzo o come spuntino giusto prima della partenza” ha dichiarato Sebastian Luca Gatto, Amministratore Delegato di Savini Group.

Dopo le aperture di Milano e Monza, l’arrivo nella Capitale rappresenta un passo strategico che assume anche un significato urbano. Negli ultimi anni, infatti, le stazioni ferroviarie si sono progressivamente trasformate da semplici luoghi di transito a spazi di incontro, servizi e socialità, capaci di rispondere all’evoluzione degli stili di vita e delle esigenze dei viaggiatori.

“Per noi sono anni di grande crescita. Nell’ultimo anno i locali de Il Granaio, nel complesso, hanno sviluppato una crescita double digit, quindi superiore al 10%, che si assesta sull’11%. Per questo abbiamo pensato, e siamo convinti, che possa esserci spazio anche in altre città. Roma è il primo punto, ma nei prossimi mesi ci saranno altre aperture” ha aggiunto Marco Tridente, Managing Director di Savini Group.

Con l’apertura a Roma Termini, Il Granaio punta a valorizzare l’identità gastronomica italiana attraverso un linguaggio semplice e immediato, in grado di rendere familiare anche un luogo dinamico e frequentato ogni giorno da migliaia di persone come una grande stazione ferroviaria.

Il segretario Nato Rutte: dalle basi italiane decollati 500 aerei Usa, massiccio sostegno per guerra in Iran

Roma, 24 giu. (askanews) – Le basi in Italia hanno svolto un ruolo “massiccio” a sostegno dell’operazione Epic Fury in Iran, con 500 aerei Usa decollati dal territorio italiano, in un quadro europeo che ha visto tra le 4.000 e le 5.000 missioni di volo. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte, intervenendo oggi a Fox News.

Rutte ha detto di comprendere la “delusione” del presidente Usa Donald Trump per alcuni casi isolati, ma ha sottolineato che il quadro complessivo mostra un contributo molto più ampio degli alleati europei. “Paese dopo paese, alleato dopo alleato hanno messo a disposizione le loro basi per Epic Fury”, ha affermato.

Secondo il segretario generale della Nato, l’Europa si è trasformata in una “piattaforma di proiezione della potenza” per gli Stati Uniti. “Quando si prende, per esempio, l’Italia, 500 aerei americani sono decollati dalle basi Usa in Italia per sostenere Epic Fury, quindi è una cosa enorme”, ha detto Rutte.

Il capo dell’Alleanza ha citato anche il caso della Romania, dove la capitale Bucarest ha dovuto ridurre i voli commerciali per consentire l’uso degli aeroporti come strutture per i velivoli cisterna. “Tutto questo sta accadendo”, ha osservato Rutte, invitando a non concentrare la discussione solo sui casi di frizione tra Washington e alcuni alleati. Rutte ha spiegato che nel colloquio previsto domani con Trump intende allargare il ragionamento al quadro generale del contributo del presidente Usa alla Nato, in particolare sul fronte degli investimenti per la difesa. “Quando si guardano i numeri degli investimenti che i paesi Nato stanno facendo ora nella propria difesa, sono impressionanti”, ha detto.

Il segretario generale ha aggiunto di non poter anticipare tutti i dati prima dell’incontro con Trump e con i media, ma ha parlato di cifre “enormi”, superiori alle sue stesse aspettative durante la preparazione del viaggio.

Secondo Rutte, la pressione esercitata da Trump sugli alleati ha reso l’intera Alleanza più forte e ha contribuito a rendere più sicuri gli Stati uniti, spingendo Europa e Canada ad aumentare gli investimenti nella difesa. Il segretario generale ha sottolineato anche il ritorno industriale di questa dinamica, con un “dividendo della difesa” in termini di posti di lavoro ed economia su entrambe le sponde dell’Atlantico.

“Tutto grazie alla sua leadership”, ha detto Rutte, riferendosi a Trump.

– Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha definito il presidente Usa Donald Trump “il leader del mondo libero”, sostenendo che gli alleati europei e canadesi sono pronti a seguirne la linea su Iran, libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, aumento della spesa militare e guerra in Ucraina.

Nell’intervista a Fox News, Rutte ha affermato che il presidente “ha fatto esattamente quello che doveva fare” sul dossier iraniano e ha difeso l’intesa che, a suo giudizio, impedirà a Teheran di sviluppare una capacità nucleare militare e di rappresentare una minaccia per la regione e per il resto del mondo.

Il segretario generale ha poi collegato il dossier iraniano al principio della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, ricordando il sostegno espresso dai leader del G7 al presidente Usa. “Tutti i leader lo hanno sostenuto sull’Iran e tutti lo hanno sostenuto sul principio della libertà di navigazione”, ha detto Rutte, aggiungendo che gli alleati europei stanno preposizionando “in modo massiccio” mezzi vicino allo Stretto per poter contribuire, per esempio, alle operazioni di sminamento.

Rutte ha quindi presentato il prossimo vertice di Ankara come un momento di consolidamento della leadership americana. All’incontro, ha spiegato, parteciperanno i 32 alleati della Nato e altri 10 paesi, per un totale di 42 nazioni che rappresentano un’economia complessiva da 70mila miliardi di dollari, “due volte e mezzo” quella americana. “Vogliono seguirlo”, ha detto Rutte riferendosi a Trump. “Sono assolutamente sicuro che, come il G7 è stato un grande successo, anche ad Ankara vedremo questi 42 paesi arrivare a conclusioni comuni”.

Commercio digitale: 993 miliardi di euro per il sistema Italia

Roma, 24 giu. (askanews) – L’e-commerce e il retail digitale sono il motore di una filiera complessa che unisce processi B2B e B2C e si conferma una leva centrale per la crescita economica e la competitività dell’Italia. Il valore economico complessivo generato è di 993 miliardi di euro. È questo il quadro emerso a Roma in occasione di “Digital Value Chain Impact”, l’evento organizzato da Netcomm presso lo Spazio Esperienza Europa

Le parole di Roberto Liscia, Presidente di Netcomm:” Per far crescere questo settore, che di fatto favorisce l’innovazione e la competitività e l’export del Paese, bisogna riconoscere da parte di tutti che l’e-commerce è diventata una struttura industriale, una piattaforma di commercio in cui tutti gli attori sono fra di loro correlati e legati. Per far questo è necessaria una politica che da un lato faciliti l’innovazione delle imprese, quindi strutture e strategie di supporto fiscale e finanziario soprattutto alle piccole imprese, e dall’altro bisogna in qualche misura superare il gap di competenze”

In occasione dell’evento è stata presentata la nuova ricerca “Il contributo della Rete del valore digitale alla competitività del sistema Italia”, realizzata da Netcomm in collaborazione con Nomisma.

L’intervista di Andrea Bontempi, direttore generale di Nomisma: “Noi abbiamo provato a misurare l’impatto di tutta la filiera e diciamo questo, il fatturato dell’e-commerce in Italia è stato stimato in 178 miliardi. Questo fatturato è un po’ come il sasso nello stagno, genera delle onde circolari dove la prima è un’onda di effetto diretto, la seconda un effetto indiretto e la terza un effetto indotto. Primo effetto ovviamente è il beneficio per tutte le imprese, secondo effetto indiretto è il beneficio di tutti i fornitori che forniscono le imprese dell’e-commerce e il terzo è la ridistribuzione dei redditi guadagnati dalle famiglie che fanno altri investimenti”

L’e-commerce rappresenta ormai uno standard per la quasi totalità dei consumatori italiani: l’87% del campione ha acquistato online, per sé o per la propria famiglia, negli ultimi 12 mesi.

Il commento di Matteo Bassi, Head of Economic Policy & Regulation di Amazon: “I dati della ricerca confermano che il commercio digitale è un’infrastruttura abilitante per la competitività del paese e la crescita delle PMI, lo vediamo ogni giorno, su Amazon operano oltre 20.000 PMI, il 45% delle quali sono localizzate nelle aree rurali del paese, ma per tradurre questo potenziale in crescita servono norme più semplici, norme più chiare e soprattutto più armonizzate tra paesi.”

Un ruolo ormai strutturale lo giocano anche i mercati extra-UE: il 44% degli user italiani dichiara che almeno metà dei propri acquisti online proviene da Paesi fuori dall’Unione Europea.

Le dichiarazioni di Giorgia Barbati, Co-Founder di ilGustonline.it: “Noi siamo ilGustonline. Insieme al mio compagno abbiamo fondato l’azienda nel 2018 e il ruolo dell’e-commerce nella nostra impresa è stato praticamente il punto di partenza perché noi nasciamo esclusivamente online e solamente quest’anno, dopo 8 anni, abbiamo fondato un negozio fisico. Abbiamo praticamente fatto un processo inverso alle normali aziende. Diciamo che noi partiamo da un paesino dei Castelli Romani quindi grazie al digitale riusciamo a raggiungere zone dell’Italia e dell’Europa che altrimenti non potremmo servire e riusciamo anche a dare visibilità ai produttori con i quali collaboriamo.”

Una giornata in cui istituzioni e protagonisti dell’industria digitale si sono inoltre confrontati sulla necessità di accelerare verso una semplificazione regolatoria e una normativa europea armonizzata, proporzionata e coerente, capace di tutelare imprese e consumatori promuovendo al tempo stesso l’innovazione.

Ricerca Future of Workers: criticità dell’AI agentica per il lavoro

Milano, 24 giu. (askanews) – Valorizzazione del capitale umano passato all’algoritmo e trattenuto dall’azienda che lo utilizza, rischio di perdere il controllo umano sulle decisioni, assenza di confini chiari sulle responsabilità e nuove forme di carico mentale decisionale. Sono alcune delle criticità emerse da una ricerca condotta dall’Osservatorio Future of Workers della Fondazione Giacomo Brodolini per fotografare il consolidamento dell’Intelligenza Artificiale “agentica” nel mondo del lavoro, che si è evoluta da assistente operativo che fa ricerche, scrive testi o genera immagini ad un vero e proprio attore organizzativo digitale capace di decidere e agire. Secondo lo studio, questa tecnologia già matura e utilizzata in diversi settori, dà vita a nuove competenze professionali di creazione e gestione di team ibridi uomo-macchina e deve essere oggetto il prima possibile di un nuovo “patto sociale” per i lavoratori coinvolti dalla sua integrazione nei processi lavorativi. Il team che ha dato vita alla ricerca qualitativa, svolta su un campione internazionale di 474 tra manager, consulenti e figure ad alta specializzazione tecnica provenienti da Europa, Nord America e Asia, è composto da Paolo Gubitta, Professore ordinario di Organizzazione aziendale all’Università di Padova, Maria Laura Fornaci, coordinatrice di Future of Workers, e Giuseppe Forte, responsabile dell’Unità di ricerca sul capitale umano della Fondazione Giacomo Brodolini. L’elaborato sancisce il passaggio fondamentale nel mondo del lavoro da un’Intelligenza Artificiale intesa come semplice strumento di supporto a una IA “agentica”, capace di pianificare ed eseguire compiti in autonomia. Questo cambiamento porta l’algoritmo a incidere direttamente sui processi decisionali, sulle responsabilità e sulla distribuzione del valore all’interno delle aziende, soprattutto nel terziario avanzato, facendo emergere nuove criticità e la necessità di intervenire tempestivamente per ridimensionarle e normarle.

Uno dei nodi cruciali evidenziati dall’indagine è il tema del capitale umano coinvolto: l’IA per imparare e funzionare appieno ha bisogno di assorbire la conoscenza individuale dei lavoratori. Qui si gioca la partita tra capitale conferito, cioè il sapere che il lavoratore mette volontariamente a disposizione del sistema, e capitale catturato, ovvero il valore che l’azienda incamera incorporando quel sapere nell’algoritmo. Sebbene sia emersa un’alta predisposizione dei professionisti alla condivisione, questa è fortemente legata a una logica di reciprocità secondo la quale i lavoratori si aspettano benefici concreti in cambio del loro contributo cognitivo. Senza un riconoscimento chiaro e pattuito in precedenza, inoltre, l’aumento dell’autonomia dell’IA viene percepito come una “perdita” di valore personale. A fronte di questa nuova necessità, dallo studio emerge la necessità che governi, responsabili HR e sindacati intervengano in sinergia per studiare nuovi modelli di riconoscimento e valorizzazione del passaggio di conoscenza, non solo sul piano economico. Se il lavoratore sente di perdere il proprio valore professionale senza un ritorno, la collaborazione con l’IA rischia di bloccarsi e generare conflitti e resistenze.

Il campione analizzato dichiara un livello di fiducia alto nell’IA, considerata affidabile nelle sue raccomandazioni, ma con grandi riserve rispetto alla delega totale. Il timore principale, infatti, non è il malfunzionamento della macchina, ma la perdita di controllo. Quando l’IA agisce troppo liberamente, la percezione di autonomia decisionale umana scende drasticamente. Per il 63% dei manager intervistati il presidio umano (il cosiddetto human-in-command) e la responsabilità finale non sono trattabili: la tecnologia deve supportare, non esautorare i decisori.

Petrolio, il Brent sotto 76 dollari, torna a livelli pre guerra Iran

Roma, 24 giu. (askanews) – Si accentuano ulteriormente i cali dei prezzi del petrolio questa mattina, al punto che il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord ha segnato un minimo di seduta sotto quota 76 dollari, a 75,53 dollari, in flessione del 2% su valori che non si registravano dal 27 febbraio, il giorno prima dell’inizio della guerra in Iran. Negli scambi dell’afterhours il West Texas intermediate è a sua volta in ribasso, un meno 1,88% a 71,83 dollari.

Perù, ecco chi è la nuova presidente "nisei" Keiko Fujimori

Roma, 24 giu. (askanews) – Keiko Fujimori ha costruito tutta la sua carriera politica portando sulle spalle un cognome che in Perù divide come pochi altri. Figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori, leader che negli anni Novanta sconfisse la guerriglia maoista di Sendero luminoso e stabilizzò l’economia, ma poi condannato e carcerato per gravissime violazioni dei diritti umani e corruzione. La leader conservatrice di Fuerza Popular si avvia ora a diventare presidente del Perù dopo tre sconfitte consecutive e più di trent’anni passati al centro della vita pubblica del paese.

A 51 anni, Fujimori sarebbe riuscita al quarto tentativo, dopo le sconfitte del 2011 contro Ollanta Humala, del 2016 contro Pedro Pablo Kuczynski e del 2021 contro Pedro Castillo. Il risultato del ballottaggio del 7 giugno non è stato ancora proclamato ufficialmente, ma il vantaggio sulla sinistra di Roberto Sanchez è ormai incolmabile secondo i dati elettorali diffusi a Lima. Il suo rivale ha denunciato presunti brogli, senza fornire prove, e ha chiesto l’annullamento di voti espressi all’estero, in larga parte favorevoli a Fujimori. Le missioni di osservazione dell’Organizzazione degli stati americani e dell’Unione europea hanno però indicato che il voto si è svolto regolarmente.

Per Fujimori, la vittoria avrebbe un valore storico e simbolico. Sarebbe la prima donna eletta direttamente alla presidenza del Perù, in un paese che ha già avuto una presidente donna, Dina Boluarte, ma arrivata al potere per successione costituzionale dopo la destituzione di Castillo. Sarebbe anche il ritorno del fujimorismo al palazzo presidenziale, ventisei anni dopo la caduta del padre.

Keiko Sofia Fujimori Higuchi – proveniente da una famiglia “nisei”, cioè di origini giapponesi – entrò giovanissima sulla scena nazionale. Aveva 19 anni quando, nel 1994, divenne first lady al posto della madre, Susana Higuchi, dopo la rottura di quest’ultima con Alberto Fujimori e le sue accuse pubbliche di corruzione contro il governo. La sua immagine internazionale nacque in quel periodo, accanto al padre, al primo Vertice delle Americhe ospitato dal presidente Usa Bill Clinton. Da allora, la sua vita politica è rimasta inseparabile dalla storia familiare.

Dopo gli studi negli Stati uniti e una formazione in economia e amministrazione aziendale, Fujimori entrò formalmente in politica negli anni Duemila. Fu eletta al Congresso per Lima nel 2006 e divenne presto la principale erede politica del padre. Nel 2010 fondò Fuerza Popular, il partito che ha trasformato il fujimorismo in una macchina elettorale stabile, radicata, capace di sopravvivere alla prigione, alla malattia e infine alla morte di Alberto Fujimori, scomparso nel 2024.

Il suo capitale politico è sempre stato anche il suo limite. Per i sostenitori, il cognome Fujimori significa ordine, lotta al terrorismo, sicurezza, crescita e decisionismo. Per gli oppositori, richiama autoritarismo, controllo delle istituzioni, violazioni dei diritti umani e corruzione. Il padre governò dal 1990 al 2000, realizzò drastiche riforme economiche e sconfisse Sendero luminoso e il Movimento rivoluzionario Tupac Amaru, ma nel 1992 sciolse il Congresso con un autogolpe e costruì un regime fortemente personalizzato intorno al potere presidenziale e all’apparato di intelligence di Vladimiro Montesinos.

Keiko Fujimori ha cercato più volte di prendere le distanze dagli aspetti più ingombranti di quella stagione, ma senza rompere davvero con la memoria del padre. Nella campagna del 2026, anzi, ha assunto con maggiore decisione il tema dell’ordine come tratto identitario. In un Perù segnato dall’aumento della criminalità, dalle estorsioni, dalla sfiducia verso i partiti e da una crisi istituzionale permanente, ha promesso un governo forte, favorevole agli investimenti e concentrato sulla sicurezza. “Abbiamo bisogno di ordine: ordine per vivere, ordine per investire, ordine per lavorare”, ha detto nel confronto televisivo con Sanchez.

Il contesto l’ha aiutata. Il Perù ha avuto otto presidenti in dieci anni, tra destituzioni, dimissioni, scandali e governi debolissimi. Nessuno degli ultimi capi di stato è riuscito a costruire un mandato stabile. La frammentazione politica, la sfiducia verso il Congresso, la corruzione e la crescita dell’insicurezza hanno spinto una parte dell’elettorato verso candidati percepiti come più duri e prevedibili. Fujimori ha intercettato questo sentimento presentandosi non più soltanto come baluardo contro la sinistra, ma come figura capace di ripristinare autorità e governabilità.

Anche il tono della campagna è cambiato. Dopo la sconfitta del 2021 contro Castillo, seguita da accuse di irregolarità elettorali che non ribaltarono il risultato, Fujimori ha riconosciuto alcuni errori della sua storia politica. Ha ammesso di essere stata troppo conflittuale e ha cercato di proiettare un’immagine più calma, istituzionale e meno radicale. Il suo obiettivo era ridurre la pregiudiziale anti-fujimoriana, che nelle precedenti elezioni aveva compattato contro di lei settori molto diversi della società peruviana.

Quel rifiuto però non è scomparso. Anche in questa campagna, movimenti civici, studenti e organizzazioni per i diritti umani sono scesi in piazza con lo slogan “Keiko no va”, accusandola di rappresentare una minaccia per l’indipendenza delle istituzioni. I critici le imputano anche il ruolo avuto dal suo partito negli anni recenti: Fuerza Popular, forte in Congresso, è stato accusato di aver contribuito alla paralisi politica, di aver indebolito l’esecutivo e di aver favorito leggi considerate funzionali a interessi corporativi o alla protezione di settori colpiti da inchieste giudiziarie.

La stessa Fujimori ha attraversato una lunga stagione giudiziaria. E’ stata detenuta preventivamente per 13 mesi nell’ambito delle indagini sui presunti finanziamenti illeciti ricevuti per le sue campagne, anche in relazione allo scandalo Odebrecht. Ha sempre negato le accuse, sostenendo di essere stata vittima di persecuzione politica. Nel 2025 il procedimento a suo carico è stato annullato, aprendo la strada alla nuova candidatura.

Se il risultato sarà confermato, Fujimori entrerà alla presidenza con un vantaggio che i suoi avversari non hanno avuto: un partito organizzato e il blocco più forte in Congresso. Questo potrebbe offrirle una base parlamentare per governare in un paese abituato a presidenti deboli e legislature ostili. Ma proprio questa forza alimenta il timore opposto: che il ritorno del fujimorismo al potere possa concentrare troppo controllo politico nelle mani di una leader già accusata dai rivali di voler piegare le istituzioni.

La nuova presidente si troverebbe davanti un paese spaccato tra Lima e le regioni rurali, tra il voto urbano e quello andino, tra richiesta di sicurezza e paura dell’autoritarismo. Dovrà affrontare criminalità, disuguaglianze, sfiducia democratica e un’economia che resta importante per l’America latina, soprattutto per il rame e le materie prime critiche, ma è frenata dalla fragilità istituzionale.

Lega, slitta il raduno di Treviso: sarà dopo il Tavolo dei Territori

Milano, 24 giu. (askanews) – Slitta il raduno di Treviso della Lega, che si sarebbe dovuto tenere il 4 e 5 luglio: la convocazione definitiva sarà diramata solo “al termine dei lavori del Tavolo dei Territori”, che però ha altre tre riunioni già programmate. Lo fa sapere in una nota il responsabile Enti Locali della Lega Stefano Locatelli.

“A metà della prossima settimana – spiega – si terrà una nuova riunione del Tavolo dei Territori della Lega, per proseguire il lavoro avviato nella seduta di lunedì. Seguiranno altre due riunioni già programmate, anche con la partecipazione di ospiti esterni chiamati a fornire contributi e approfondimenti su specifiche tematiche: attuazione dell’autonomia in tutte le regioni, sicurezza urbana, sanità e abbattimento delle liste d’attesa, attuazione del Piano Casa, accelerazione delle ZES, ambiente, rigenerazione urbana e sostegno alle aree ad alto tasso di inquinamento. Nelle prossime settimane i componenti del Tavolo svilupperanno proposte operative sui singoli temi, valorizzando le esperienze e le esigenze provenienti dai territori. Al termine di questo percorso di approfondimento e una volta definito il quadro delle proposte elaborate dal Tavolo, sarà convocata la due giorni programmatica con il Segretario Federale e tutti i parlamentari della Lega, finalizzata a definire le priorità e le battaglie politiche da portare avanti in vista del 2027”.

Roma, Alemanno esce da Rebibbia dopo un anno e mezzo di reclusione: "Il carcere realtà terribile"

Roma, 24 giu. (askanews) – Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia. Camicia blu, pantaloni neri, è stato accolto da circa 100 sostenitori, che scandivano il coro “Gianni, Gianni”.

Alemanno era detenuto nel penitenziario dalla sera del 31 dicembre del 2024: ha scontato la pena di 1 anno, 5 mesi e 24 giorni per le accuse di traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio, nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”.

“Ho visto e conosciuto una realtà terribile. Il carcere è una vergogna nella nostra Repubblica”. Queste le prime parole di Gianni Alemanno, parlando alla folla di cronisti e telecamere, appena fuori dal carcere di Rebibbia. “Aridatecelo”, grida uno dal mucchio di sostenitori che suda sotto al sole. “Ci sono, ci sono – risponde lui -. Il carcere in Italia è una offesa per come tratta la gente, ma soprattutto perché non dà a chi se lo merita una possibilità di cambiamento”. “Io esco da questo carcere da innocente. Io ho fatto un anno e mezzo da innocente e non dovevo stare qua. Ho rivisto e ho conosciuto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica”. “Giorgia Meloni – ha aggiunto – non ha fatto nulla sulla situazione delle carceri. Ci parleremo”. Intanto il leader di Fn ha annunciato che lui e Alemanno si vedranno già stasera a cena. “Vannacci? Lo incontrerò, ma non
chiedo candidature”.

Ad attendere l’uscita dell’ex primo cittadino della Capitale, decine di giornalisti, cameramen e diversi esponenti dell’area politica di riferimento. Massimo Arlechino, presidente del movimento politico Indipendenza – fondato proprio da Alemanno – spiega ai cronisti: “Oggi per Gianni finisce il periodo di carcerazione. E’ stato lui ad aver rieducato la casa circondariale e non il contrario”. In carcere Alemanno si è impegnato sui temi dello stato del sistema penitenziario e delle difficoltà nella vita di tutti i giorni dei detenuti qualunque. “Lui ha trovato la forza di affrontare questo percorso. Non dimenticherà”.

“Fatelo passare, fatelo passare. Giornalisti infami”, urla qualcuno. Poi quella voce viene subito sommersa dal coro: “Uno di noi, uno di noi”.

Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia

Roma, 24 giu. (askanews) – Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia. Camicia blu, pantaloni neri, è stato accolto da circa 100 sostenitori, che scandivano il coro “Gianni, Gianni”.

Alemanno era detenuto nel penitenziario dalla sera del 31 dicembre del 2024: ha scontato la pena di 1 anno, 5 mesi e 24 giorni per le accuse di traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio, nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”.

Ad attendere l’uscita dell’ex primo cittadino della Capitale, decine di giornalisti, cameramen e diversi esponenti dell’area politica di riferimento. Massimo Arlechino, presidente del movimento politico Indipendenza – fondato proprio da Alemanno – spiega ai cronisti: “Oggi per Gianni finisce il periodo di carcerazione. E’ stato lui ad aver rieducato la casa circondariale e non il contrario”. In carcere Alemanno si è impegnato sui temi dello stato del sistema penitenziario e delle difficoltà nella vita di tutti i giorni dei detenuti qualunque. “Lui ha trovato la forza di affrontare questo percorso. Non dimenticherà”.

“Fatelo passare, fatelo passare. Giornalisti infami”, urla qualcuno. Poi quella voce viene subito sommersa dal coro: “Uno di noi, uno di noi”.

Crisi del petrolio in Russia, almeno 15 regioni impongono restrizioni alla vendita di carburante

Roma, 24 giu. (askanews) – Almeno 15 regioni della Russia hanno imposto restrizioni alla vendita di carburante a causa della crisi petrolifera provocata dalla carenza di benzina e gasolio.

Secondo quanto riferiscono i media ucraini, le restrizioni sulla vendita di carburante hanno già colpito il distretto autonomo di Khanty-Mansi, la principale regione produttrice di petrolio della Federazione Russa, da cui viene estratto circa il 40% di tutto il petrolio russo. In quest’area, le stazioni di servizio Gazpromneft e Lukoil erogano carburante nei serbatoi delle auto solo con un limite massimo di 40 litri di benzina e 80 litri di gasolio a persona.

Limiti simili e il divieto di rifornimento in taniche sono stati introdotti anche nelle regioni di Belgorod, Bryansk, Kursk, Tyumen, Novosibirsk, Saratov, Penza, Omsk, Voronezh e Murmansk, nonché nel Territorio di Krasnoyarsk. Le autorità regionali giustificano tali misure con la necessità di “prevenire carenze artificiali” e “una domanda eccessiva”.

Il media ucraino Ukraniska Pravda, riferisce che nella regione di Irkutsk, sono state imposte restrizioni ad alcune stazioni di servizio, e alcune di esse hanno cessato completamente l’attività. Il governatore della regione, Igor Kobzev, inizialmente ha ammesso sul suo canale Telegram che la carenza era stata causata da attacchi di droni delle forze armate ucraine contro impianti di raffinazione petrolifera russi, ma in seguito ha modificato il post rimuovendo tale riferimento.

Nella regione di Vladimir, i residenti sono stati esortati a ridurre gli spostamenti in auto, mentre in Ossezia del Nord è stato loro ordinato di costituire una riserva di carburante inviolabile. Allo stesso tempo, il vice primo ministro russo Alexander Novak, durante un incontro di governo con Vladimir Putin, ha definito la situazione del carburante “difficile, ma controllabile”.

La situazione più difficile si riscontra in Crimea, dove la vendita di benzina per il trasporto privato è stata di fatto interrotta in seguito all’attacco a un centro logistico nello stretto di Kerch.

Sondaggio: nell’era Trump credibilità Usa ai minimi termini

Roma, 24 giu. (askanews) – L’immagine degli Stati Uniti nel mondo si è deteriorata nel secondo anno della seconda amministrazione del presidente Usa Donald Trump, con un calo della fiducia nella leadership americana, nella sua affidabilità come partner e nella capacità di Washington di tenere conto degli interessi degli altri paesi. E’ quanto emerge da un nuovo rapporto del Pew Research Center, basato su un sondaggio condotto tra l’8 febbraio e il 13 maggio 2026 su 42.151 persone in 36 paesi.

Secondo la rilevazione, solo il 23 per cento degli intervistati, in valore mediano tra i 36 paesi, dichiara di avere fiducia in Trump “per fare la cosa giusta” negli affari mondiali. Il 76 per cento afferma invece di non averne. Anche l’opinione complessiva sugli Stati Uniti è in larga misura negativa: il 37 per cento esprime un giudizio favorevole, contro il 57 per cento che ha un’opinione sfavorevole.

Il dato più significativo riguarda però l’affidabilità americana. La quota di chi considera gli Stati Uniti un partner affidabile è scesa nettamente rispetto al 2022, quando alla Casa Bianca c’era Joe Biden. In Canada, per esempio, si è passati dall’83 per cento al 35 per cento. Il calo è marcato anche in diversi alleati europei e dell’Asia-Pacifico: in Germania dal 83 al 39 per cento, in Italia dal 73 al 34 per cento, in Francia dal 62 al 27 per cento, in Giappone dal 76 al 59 per cento e in Corea del sud dal 83 al 57 per cento.

Il sondaggio fotografa una crisi di fiducia che riguarda non solo Trump, ma più in generale il ruolo degli Stati Uniti nel mondo. Solo il 35 per cento degli intervistati, in valore mediano, ritiene che Washington contribuisca alla pace e alla stabilità internazionale. Il 32 per cento pensa che gli Stati uniti tengano conto degli interessi di paesi come il proprio quando prendono decisioni di politica estera. In molti paesi, queste percentuali sono scese rispetto al 2023.

L’Europa appare l’area più critica. In tutti i dieci paesi europei inclusi nella ricerca, la maggioranza degli intervistati afferma di non avere fiducia in Trump. In Italia solo il 17 per cento esprime fiducia nel presidente Usa, contro l’83 per cento che non ne ha. In Germania la fiducia è al 16 per cento, in Francia al 15 per cento, nei Paesi bassi al 15 per cento e in Svezia all’11 per cento. Anche tra gli elettori europei favorevoli ai partiti populisti di destra, tradizionalmente più vicini a Trump, il sostegno è diminuito in diversi paesi.

Le politiche internazionali dell’amministrazione Trump raccolgono giudizi negativi su quasi tutti i dossier principali. A livello mediano, il 77 per cento disapprova la gestione dei dazi, il 76 per cento quella del conflitto a Gaza, il 74 per cento quella dell’Iran e il 72 per cento quella della guerra tra Russia e Ucraina. In Europa, le critiche sono particolarmente forti sui dazi e sulla Groenlandia, con una disapprovazione mediana dell’85 per cento.

La ricerca segnala anche una crescente sfiducia nella qualità della democrazia americana. Solo il 39 per cento degli intervistati ritiene che il governo degli Stati uniti rispetti le libertà personali dei propri cittadini, mentre il 56 per cento sostiene il contrario. Nel 2013, durante la presidenza di Barack Obama, in molti paesi alleati almeno tre quarti degli intervistati ritenevano che gli Stati uniti rispettassero le libertà individuali.

Restano alcune eccezioni. Israele è il paese dove gli Stati Uniti ottengono il giudizio più favorevole, con l’81 per cento di opinioni positive, e dove il 66 per cento dichiara fiducia in Trump. Valutazioni relativamente più favorevoli si registrano anche nelle Filippine, in Kenya, Ghana e Nigeria. Ma il quadro complessivo delineato dal Pew Research Center mostra una perdita di centralità reputazionale degli Stati Uniti e un indebolimento della fiducia nella leadership americana proprio tra molti dei suoi partner storici.

Caldo estremo: picchi di oltre 40 gradi sull’Italia, l’apice tra domenica e lunedì. Aria più fresca da luglio

Roma, 24 giu. (askanews) – Caldo estremo, umidità alle stelle e le ormai famigerate notti “super tropicali”, con temperature minime che faticano a scendere sotto i 25°C perfino in città come Milano. In un quadro sinottico dominato dall’anticiclone africano Caronte, sembra mancare all’appello un solo elemento: i forti temporali rinfrescanti. Se è vero che l’immensa energia termica accumulata in questi giorni favorisce lo sviluppo di improvvisi focolai temporaleschi, come abbiamo osservato nelle ultime ore, è altrettanto vero che non stiamo assistendo a un reale cambio di circolazione.

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che i temporali di questi giorni non portano alcun vero sollievo. Il motivo è prettamente fisico: non sono associati al transito di una perturbazione atlantica accompagnata da aria fresca in quota (che durante le precipitazioni si riverserebbe verso il suolo), ma sono generati esclusivamente dall’eccesso di calore e dalla rapida saturazione del vapore acqueo nell’atmosfera.

Si tratta, all’atto pratico, di vere e proprie “docce calde”. Durante questi rovesci le temperature registrano cali irrisori (appena 1-2°C), mentre il contenuto di umidità nell’aria subisce un’ulteriore impennata. Il risultato per il nostro organismo è nullo: la temperatura percepita rimane identica, mantenendo inalterato il senso di oppressione e disagio fisico.

Avremo a che fare con questa instabilità pomeridiana fino alla giornata di giovedì. Successivamente, l’anticiclone Caronte si rafforzerà ulteriormente, inibendo i temporali e rendendo l’atmosfera ancora più stabile e rovente.

L’apice di questa lunghissima e logorante ondata di calore è atteso tra domenica e lunedì. I modelli confermano uno scenario biometeorologico difficilissimo, specialmente per il Centro-Nord: si toccheranno picchi reali di 41°C tra Toscana ed Emilia, mentre lungo la costa ligure la combinazione di alte temperature e umidità estrema farà schizzare le temperature percepite fino a 45°C.

Di fronte a condizioni così estreme, i “bollini rossi” emessi dal Ministero della Salute impongono la massima cautela. È fondamentale restare in ambienti freschi nelle ore centrali, curare l’idratazione e limitare gli sforzi fisici.

Per avere un po’ di sollievo da questo tunnel sahariano, bisognerà attendere l’inizio del prossimo mese. I primi giorni di luglio potrebbero infatti coincidere con uno slittamento dell’anticiclone Caronte verso sud-est, un movimento in grado di sbloccare la circolazione e favorire finalmente l’ingresso di correnti più fresche e instabili dal Nord Europa. Sembra un paradosso vista la stagione, ma a luglio, molto probabilmente, si starà meglio di adesso.

Sondaggio: nell’era Trump credibilità Usa ai minimi termini

Roma, 24 giu. (askanews) – L’immagine degli Stati uniti nel mondo si è deteriorata nel secondo anno della seconda amministrazione del presidente Usa Donald Trump, con un calo della fiducia nella leadership americana, nella sua affidabilità come partner e nella capacità di Washington di tenere conto degli interessi degli altri paesi. E’ quanto emerge da un nuovo rapporto del Pew Research Center, basato su un sondaggio condotto tra l’8 febbraio e il 13 maggio 2026 su 42.151 persone in 36 paesi.

Secondo la rilevazione, solo il 23 per cento degli intervistati, in valore mediano tra i 36 paesi, dichiara di avere fiducia in Trump “per fare la cosa giusta” negli affari mondiali. Il 76 per cento afferma invece di non averne. Anche l’opinione complessiva sugli Stati uniti è in larga misura negativa: il 37 per cento esprime un giudizio favorevole, contro il 57 per cento che ha un’opinione sfavorevole.

Il dato più significativo riguarda però l’affidabilità americana. La quota di chi considera gli Stati uniti un partner affidabile è scesa nettamente rispetto al 2022, quando alla Casa bianca c’era Joe Biden. In Canada, per esempio, si è passati dall’83 per cento al 35 per cento. Il calo è marcato anche in diversi alleati europei e dell’Asia-Pacifico: in Germania dal 83 al 39 per cento, in Italia dal 73 al 34 per cento, in Francia dal 62 al 27 per cento, in Giappone dal 76 al 59 per cento e in Corea del sud dal 83 al 57 per cento.

Il sondaggio fotografa una crisi di fiducia che riguarda non solo Trump, ma più in generale il ruolo degli Stati uniti nel mondo. Solo il 35 per cento degli intervistati, in valore mediano, ritiene che Washington contribuisca alla pace e alla stabilità internazionale. Il 32 per cento pensa che gli Stati uniti tengano conto degli interessi di paesi come il proprio quando prendono decisioni di politica estera. In molti paesi, queste percentuali sono scese rispetto al 2023.

L’Europa appare l’area più critica. In tutti i dieci paesi europei inclusi nella ricerca, la maggioranza degli intervistati afferma di non avere fiducia in Trump. In Italia solo il 17 per cento esprime fiducia nel presidente Usa, contro l’83 per cento che non ne ha. In Germania la fiducia è al 16 per cento, in Francia al 15 per cento, nei Paesi bassi al 15 per cento e in Svezia all’11 per cento. Anche tra gli elettori europei favorevoli ai partiti populisti di destra, tradizionalmente più vicini a Trump, il sostegno è diminuito in diversi paesi.

Le politiche internazionali dell’amministrazione Trump raccolgono giudizi negativi su quasi tutti i dossier principali. A livello mediano, il 77 per cento disapprova la gestione dei dazi, il 76 per cento quella del conflitto a Gaza, il 74 per cento quella dell’Iran e il 72 per cento quella della guerra tra Russia e Ucraina. In Europa, le critiche sono particolarmente forti sui dazi e sulla Groenlandia, con una disapprovazione mediana dell’85 per cento.

La ricerca segnala anche una crescente sfiducia nella qualità della democrazia americana. Solo il 39 per cento degli intervistati ritiene che il governo degli Stati uniti rispetti le libertà personali dei propri cittadini, mentre il 56 per cento sostiene il contrario. Nel 2013, durante la presidenza di Barack Obama, in molti paesi alleati almeno tre quarti degli intervistati ritenevano che gli Stati uniti rispettassero le libertà individuali.

Restano alcune eccezioni. Israele è il paese dove gli Stati uniti ottengono il giudizio più favorevole, con l’81 per cento di opinioni positive, e dove il 66 per cento dichiara fiducia in Trump. Valutazioni relativamente più favorevoli si registrano anche nelle Filippine, in Kenya, Ghana e Nigeria. Ma il quadro complessivo delineato dal Pew Research Center mostra una perdita di centralità reputazionale degli Stati uniti e un indebolimento della fiducia nella leadership americana proprio tra molti dei suoi partner storici.

Solo elettrizzando parte della società può esserci un futuro per il Centro

La geografia classica della politica

Il classico modo di separare l’emiciclo parlamentare consiste nell’individuare due blocchi antitetici, chiamati sin dall’Ottocento sinistra e destra e poi, a separarli, un arco più o meno esteso denominato centro. Insomma un cuscinetto che tenga ben distanti quelli che mai e poi mai la natura li vedrebbe uniti.

Il centro, a sua volta, per naturale condizione, ammiccava un po’ con gli uni e un po’ con gli altri. Infatti, i grandi partiti di centro presentavano delle correnti di pensiero che potevano prediligere un legame con il settore di destra e altri con il settore di sinistra. Se pensiamo alla Democrazia Cristiana, il quadro ci sembrerà chiaro. Era un partito enorme, con all’interno tendenze non sempre totalmente armonizzanti le une con le altre: i morotei non simpatizzavano certo con i dorotei; e i fanfaniani avevano poco da spartire con Forze Nuove, etc. etc.

Ma erano tempi grassi.

I tempi della Democrazia Cristiana

La Democrazia Cristiana si prendeva più del 40% dei consensi. Fungeva da grande bilancia. E i partiti di destra e di sinistra erano alcuni filiformi, per esempio il Partito Liberale e il MSI; altri più robusti, ma oscillavano intorno al 20% – escluso l’ultimo lustro degli anni ’70, in cui il PCI aveva anche superato il 30%.

La svolta del bipolarismo

Dal ’93-’94, quindi da più di un trentennio, la struttura politica ha subito un profondo cambio di rotta: si sono presentati due schieramenti, uno di centro-destra e uno di centro-sinistra. Il centro ormai era a tutti gli effetti un connotato della porzione di una sponda o della porzione dell’altra sponda.

Dai tempi grassi siamo pertanto precipitati nei tempi magri.

Cercare quest’oggi uno spazio equidistante dalle due forme di pensiero è un’impresa disperata. Ci vorrebbero due condizioni fondamentali per tracciare questo percorso: un nuovo De Gasperi e un cambio di rotta culturale nel Paese. Cose che non appaiono quest’oggi ai nostri occhi. Nessuno ha la statura dell’uomo trentino e la cultura politica nazionale lascia spazio solo a chi sta da una parte o dall’altra delle due barricate.

Un progetto possibile?

Poi si può fare tutto quello che si vuole; qualcuno potrebbe incamminarsi a imbastire un progetto dai risvolti fragilissimi, con l’aggravante di mettere in piedi un’impresa (amaramente) destinata al naufragio. In altri termini, prendere pure il 2-3-4% e vedersi schiantato fuori dal Parlamento. Non sarebbero da biasimare sotto il profilo della volontà; anzi, chi si rimbocca le maniche va sempre apprezzato. Resta il fatto che compiere uno sforzo simile per restare al punto di partenza non può essere catalogato come un gesto politicamente intelligente.

Comunque, se dovessero cambiare le condizioni, se si presentasse uno dal profilo culturale all’Aldo Moro, o anche alla Giulio Andreotti, ci sarebbe quanto meno l’abbrivio per elettrizzare un segmento della società oggi ancora troppo dormiente.

Seguo con molta attenzione l’evolversi della situazione, ma a conti fatti per adesso mi sembra tutto troppo acerbo per aprire speranze da troppo tempo scordate.

E se iniziassimo dalla scuola?

Una lezione che viene da lontano

Le liste d’attesa per le prestazioni sanitarie pubbliche sono una vergogna nazionale ed è doveroso rilevare il problema e provare a offrire soluzioni. E tuttavia non andrebbe trascurato un altro ambito decisivo: quello della scuola e, in senso lato, della cultura.

Anno scolastico 1977-78, era per me l’inizio del percorso formativo: il compianto Domenico Civitella, un maestro vecchio stampo, portava il quotidiano in classe e ci insegnò, nei cinque anni delle elementari, oltre che a leggere, scrivere e far di conto, a iniziare a guardare il mondo.

Gramsci contro il nozionismo

Da tempo, e in modo particolare con le destre e con il ministro Giuseppe Valditara, vi è una sorta di revival del nozionismo. Ecco, al riguardo Antonio Gramsci, appena venticinquenne, prima di mettere a fuoco “quistioni” e costrutti quali l’egemonia, il novello principe, il Sud Italia, scriveva un articolo su “Il Grido del popolo” del 29 gennaio 1916. Titolo: “Socialismo e cultura”.

Poniamoci in ascolto dell’incipit:

«Bisogna disabituarsi e smettere di concepire la cultura come sapere enciclopedico, in cui l’uomo non è visto se non sotto forma di recipiente da empire e stivare di dati empirici; di fatti bruti e sconnessi che egli poi dovrà casellare nel suo cervello come nelle colonne di un dizionario per poter poi in ogni occasione rispondere ai vari stimoli del mondo esterno. 

Questa forma di cultura è veramente dannosa specialmente per il proletariato. Serve solo a creare degli spostati, della gente che crede di essere superiore al resto dell’umanità perché ha ammassato nella memoria una certa quantità di dati e di date, che snocciola ad ogni occasione per farne quasi una barriera fra sé e gli altri».

E poco dopo:

«La cultura è una cosa ben diversa. È organizzazione, disciplina del proprio io interiore, è presa di possesso della propria personalità, è conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti e i propri doveri».

Comprendere il mondo, non accumulare date

Da qui dovremmo ripartire. Il mondo è divenuto un villaggio, le guerre si combattono ormai con il fuoco e con la pirateria informatica, il neo-patriarcato di Donald Trump pretende di orientare le scelte dell’intero Occidente e di signoreggiare sul globo e oltre.

E proprio a motivo di ciò, ora più che mai, dovremmo prepararci, sulla base di una pluralità di prospettive, di sguardi e di orizzonti, a comprendere e a comprenderci. L’orientamento prevalente a destra, invece, quello che si prova a imporre alle scuole, è di ammassare «nella memoria una certa quantità di dati e di date», capendo poco o nulla.

La massoneria italiana, tra storia, mito e modernità

Un’opera destinata a fare riferimento

Eravamo fermi al 1992, al volume di Aldo Mola sulla Massoneria in Italia: mille pagine edite da Bompiani e concentrate sull’unità nazionale, fino agli anni Ottanta del secolo XX. A colmare le lacune di un più lungo periodo, compresi i fatti che quasi giungono fino a noi, è appena uscito il libro “La Libera Muratoria” di Natale Mario Di Luca (Atanor editrice, 2025, pp. 942).

L’autore – già ordinario di medicina legale, consulente dei principali tribunali italiani in molti dei casi più spinosi della cronaca, e che non fa mistero della sua frequentazione ed appartenenza – propone un enorme affresco di lungo periodo. Una ricerca densa di documenti e di nomi, di fatti concreti e di attente spiegazioni, indispensabili per addentarsi in territori per lungo tempo “segreti” e, solo più di recente, tenuti “riservati”, in nome dei nuovi principi di maggiore trasparenza democratica e civile dell’associazionismo.

L’interesse culturale per un fenomeno associativo di un certo rilievo nella storia moderna e contemporanea occidentale, si unisce ad una certa curiosità per l’esplorazione di una galassia complessa e misteriosa, non facilmente comprensibile con superficiali inchieste giornalistiche.

Dalle corporazioni medievali alla Gran Loggia di Londra

All’inizio del Settecento, la nascita della Gran Loggia di Londra riunisce e rinnova molteplici aggregazioni precedenti che affondavano la loro origine nelle libere corporazioni di muratori e mastri muratori, artigiani esperti di costruzione, di lavorazioni delle pietre e, soprattutto capaci di “padroneggiare la geometria”, e la relativa armonia, ovvero secondo Platone “la scienza di ciò che sempre è, e non di ciò che in certo momento si genera e in un altro momento perisce”.

I secoli d’oro di queste organizzazioni erano stati il XIII e il XV quando, sotto la spinta civile e religiosa era ripresa la costruzione di edifici e monumenti nelle città e dei grandi complessi monastici. Questi gruppi professionali custodivano segreti e saperi sofisticati, competenze rare, appartenenze specifiche. Cultura cristiana antica, sapienza cabalistica di rabbini ebrei, filosofie che si nutrivano delle affermazioni scientifiche di Pitagora e di Euclide, ma anche dei grandi architetti moderni (da Alberti a Vitruvio), conoscenze professionali derivanti dallo studio e dall’esperienza: tutto si fondeva in codificazioni nuove, strutture insieme di pensiero e di azione concreta che prendevano corpo in epoche di maturazione non facile per la scienza, tra Riforma e Controriforma, fino alla straordinaria stagione dell’Illuminismo.

L’ambiente civile inglese e poi quello scozzese, più aperti di quelli continentali alla libertà di associazione e di pensiero, furono in un primo tempo il luogo elettivo della crescita della libera muratoria, che influenzava culturalmente tanto il ceto nobiliare, quanto quello militare e quello borghese.

Il significato dell’iniziazione e del segreto

L’autore si sofferma anche sul significato del “segreto” massonico, precisando che la libera muratoria è stata per secoli una società iniziatica e non una società segreta. Ora, essendo l’iniziazione un processo, un percorso di conoscenza progressiva, ciascun aderente seguiva un cammino interiore, attraverso riti e simboli che, soggettivamente, lo “iniziavano” individualmente fino a renderlo depositario ciascuno di segreti “inaccessibili”, in larga misura soggettivamente appresi e perciò anche non propriamente “accessibili” nella loro totalità, perché risultanti di percezioni e acquisizioni spirituali personali.

Rivoluzioni, riforme e costruzione degli Stati moderni

L’esperienza massonica dalle isole britanniche si trasferì agevolmente nel nord America e in Francia, anche se – a parere dell’autore – è priva di fondamento la tesi di una cospirazione massonica all’origine della rivoluzione francese. E’ piuttosto ragionevole considerare, in sintonia con Francois Furet il più autorevole storico francese sulla rivoluzione, che la massoneria “non ha alcuna unità ideologica, e tanto meno una volontà rivoluzionaria”.

Piuttosto “col suo rituale religioso sacralizza i valori morali della filosofia illuminista, la tolleranza, la filantropia, e la fraternità umana, spianando la strada più al riformismo dell’élites che alla rivoluzione di massa”.

Le complesse vicende della massoneria si intrecciarono per secoli con quelle dell’élites dirigenti e politiche, con la formazione degli Stati nazionali e con la nascita di molte istituzioni moderne nel campo dell’economia e della società. Lo stesso Risorgimento italiano, maturato dopo la restaurazione del 1815 attraverso le iniziative della carboneria e di altre società segrete, si giovò non poco dell’apporto ideale della massoneria che lungamente coltivò il sogno di affidare a Cavour la carica di gran maestro.

Mentre è certa l’adesione di Garibaldi, non altrettanto si può dire per il conte di Cavour e per Mazzini. Questi utilizzarono molto il contributo delle logge per la maturazione e la diffusione del loro disegno unitario.

La persecuzione fascista e il tramonto delle élite

Il Fascismo, e tutti i totalitarismi del Novecento, furono feroci persecutori della libera muratoria. “La Massoneria, per il suo programma internazionale, pacifista, umanitario, è nefasta alle idealità e all’educazione nazionale e tanto più pericolosa quanto più si ammanta di patriottismo”: con queste indicazioni alle Federazioni locali si esprimeva nel 1924 il Partito Nazionale Fascista.

Il gran maestro del Grande Oriente d’Italia, in uno slancio di autonomia e di lotta aveva aderito anche al Manifesto degli intellettuali antifascisti promosso da Benedetto Croce. Ci furono numerose aggressioni e devastazioni di sedi, fino alla legge del 1925 che decretava lo scioglimento del G.O.I.. Palazzo Giustiniani, che ne era stato la storica sede, nel 1926 veniva acquisito dal pubblico demanio e destinato ad uso del Senato del Regno.

Intervenendo nel dibattito al Senato Mussolini ebbe a dire che “la Massoneria è una vescica che bisogna ad un certo momento bucare”.

Dalla P2 alla crisi di identità

L’avvento della società di massa, che i totalitarismi in parte cavalcarono, travolse vecchie élites e gruppi dirigenti, privando l’esperienza massonica della sua naturale influenza. Nel primo dopoguerra la massoneria tentò una rinascita, aprendo la porta ad adesioni di persone in cerca di protezioni, di raccomandazioni, di affari piccoli e grandi. L’autore parla di “entrismo”. Forse non per tutti, ma per molti.

Fino ai loschi e pericolosi progetti della loggia Propaganda 2 di Licio Gelli, con le sue ramificazioni nei vertici degli apparati di polizia e di sicurezza. Nel 1981, con il ritrovamento della lista degli iscritti alla P2 presso l’abitazione di Gelli in Toscana, scoppiò lo scandalo, cadde il governo Forlani (3 ministri risultavano iscritti) sostituito da Spadolini, fu istituita la Commissione parlamentare speciale d’inchiesta presieduta da Tina Anselmi con il compito di portare alla luce trame, affari e cospirazioni.

La libera muratoria aveva ormai perduto la sua forte suggestione spirituale e culturale, da un cenacolo di pochi diveniva una aggregazione di ben più esteso proselitismo. Tornare allo studio delle scienze esoteriche, matematiche e filosofiche, alle radici culturali più originali e autentiche: avrebbe potuto essere una via d’uscita, anche per salvare almeno un po’ del patrimonio di conoscenze che per secoli ha concorso alla vita sociale e civile dell’Occidente.

Una domanda aperta sul futuro

Di Luca – che nella sua vicenda associativa tentò anche un rinnovamento rivolto allo spirito più autentico delle origini – oltreché uno studioso delle scienze mediche è anche un umanista, appassionato di storia e letteratura storica. La sua ricerca è perciò molto aperta, curiosa, disponibile al confronto di idee e ideali, di fatti e di interpretazioni.

“Il quesito di fondo concerne se e quale funzione la libera muratoria possa continuare ad assolvere in un mondo nel complesso esso stesso totalmente , in balia di dinamiche indecifrabili e spesso caotiche”, per molti versi annunciatrici o confermative di una escatologica fine dei tempi”.

Così conclude, con molta onesta intellettuale l’autore. Una onestà che contribuisce a rendere la sua ricerca di un certo interesse.

Munari, l’editore del bello che ha dato forma al design contemporaneo

Un protagonista silenzioso delle arti applicate

Cleto Munari è morto quando mancavano pochi giorni dalla celebrazione del suo 96° compleanno già programmata con una grande festa. 

I quasi 100 anni vissuti così intensamente in un settore particolare come quello delle arti applicate e del design a livello internazionale lo hanno visto interprete sensibile e alfiere della civiltà contemporanea non solo come artista e designer in proprio, ma soprattutto come ‘editore’ dell’opera degli artisti amici, un vero almanacco di Gotha di coloro che hanno portato l’Arte con la a maiuscola nella configurazione originale di oggetti d’uso quotidiano. 

Questa particolarità ha fatto sì che egli possa occupare un posto di prima grandezza nelle arti applicate. Esistono naturalmente industrie – pensiamo alla Alessi o a iGuzzini – che svolgono un ruolo assimilabile presso il grande pubblico. I loro prodotti pur validi non testimoniano tuttavia un moto dell’anima e una interpretazione linguistica incisiva.

Un innovatore sempre in anticipo sui tempi

A differenza di Alessi e iGuzzini, Cleto Munari stava sempre avanti, profetico.

Cleto Munari è forse più conosciuto, ricordato e celebrato all’estero che da noi. Eppure possiamo definirlo un grande italiano: l’Italia ha motivi di riconoscenza con lui che ha portato dappertutto la capacità di iniziativa per popolare con il bello artistico – non solo con il bello artigianale – i tanti settori che si compongono, in maniera robusta quanto innovativa, nei panorami della vita quotidiana. Cleto Munari è stato un conferitore di civiltà. Per fare un esempio, nessuno come Cleto Munari ha generato una innovazione formale così decisa e rivoluzionaria nel settore dei tappeti, aprendoli a una figuratività del tutto nuova. Si pensi a che emozioni può suscitare avere in caso un tappeto concepito da un artista come Mimmo Paladino. 

Si badi, non è come mettere un dipinto per terra: è avere a che fare con un’esperienza emozionale inedita, priva di precedenti, nella quale il tappeto resta un tappeto: ma con una capacità di trasmissione del tutto nuova. 

E che dire dei grandi tavoli principali di una abitazione, quelli destinati agli ambienti dove raccogliere più ospiti che vi si siedono attorno: per quelli, Cleto Munari ha concepito di ispirarsi ai bellicosi cavalieri armati di lancia visibili nel dipinto La Battaglia di San Romano di Paolo Uccello: componente fissa dei monumentali tavoli sono degli alti pali cilindrici, elementi davvero emotivi incorporati nell’oggetto, inattesi convitati arrivati per primi, presenze silenziose dominanti.

L’incontro decisivo con Carlo Scarpa

Cleto Munari aveva cominciato negli anni Sessanta con uno dei più grandi maestri dell’architettura moderna, il veneziano Carlo Scarpa, occupandosi di tradurre in realtà – prima in prototipi in balsa e poi in oggetti destinati alla vendita per pochi eletti fortunati – le straordinarie intuizioni formali scarpiane. 

Le celebri posate d’oro disegnate dal maestro e realizzate da Cleto Munari costituivano una presenza fissa nel taschino della sua giacca, anche quando andava all’estero, seminascoste nel grande proverbiale fazzoletto, pronte a essere tirate fuori e mostrate con orgoglio in ogni possibile occasione. 

Con l’esperienza unica fatta con Scarpa come traduttore in realtà e in beni commerciabili delle magistrali visioni del sommo architetto, Cleto Munari entra nel vivo del mondo dell’architettura e del design, cui si vota quasi religiosamente.

La rete dei grandi maestri del Novecento

Tutti i grandi diventano suoi amici fraterni: Ettore Sottsass jr, Alessandro Mendini, Mario Bellini, Hans Hollein, Emilio Ambasz, Massimo e Lella Vignelli, Michele De Lucchi, Matteo Thun, per dirne solo alcuni molto noti; in diversi casi Cleto Munari realizza quelle che potremmo chiamare conversioni: così avviene con Mimmo Paladino e con Luigi Serafini. 

E poi gli architetti statunitensi più illustri: Richard Meier, Michael Graves, Cesar Pelli, Robert Venturi. Non tutti gli inizi concettuali si sono successivamente tradotti in oggetti memorabili e di successo: diverse cose sono rimaste a livello di prototipo (e sono cose sovente sensazionali).

Le collezioni che hanno cambiato il gusto

Con tutti costoro Cleto Munari avvia la sua opera di editore e di commercializzatore degli oggetti prodotti. Quando su un medesimo tema si allineano più realizzazioni firmate dai grandi, si hanno le celebri ‘collezioni’. 

La prima storicamente è quella degli argenti. (A richiesta, gli stessi oggetti possono essere realizzati in oro, come nel caso delle posate di Carlo Scarpa). 

Cleto Munari è protagonista nel rilancio di oggetti divenuti desueti nella modernità del razionalismo e nel linguaggio artistico: un esempio è un oggetto che, dopo i trionfi nelle stagioni dell’Art Nouveau e dell’Art Déco, in cui erano stati i migliori artisti a renderli capolavori facendoli diventare oggetti ricercatissimi, erano caduti in disgrazia presso le avanguardie come eccessivamente borghesi: si tratta dei centri tavola.

Dall’argento ai vetri di Murano

Insieme ai centri tavola, le caraffe in metallo prezioso (mitica quella disegnata da Carlo Scarpa, uno dei simboli capostipite delle collezioni Cleto Munari); e quindi i servizi da tè e da caffè in argento; e i candelabri. Nulla a che fare che fare con i milioni di oggetti che in Europa e in America riempiono i negozi di antiquariato. (Le caraffe, con trucchi ingegnosi, giocano sempre sul tentativo di sbilanciare il peso del liquido in maniera da facilitare lo sforzo umano dell’atto di versare). Poi sono venuti i vetri di Murano. Qui il design si è rivelato talvolta irriverente, quasi a cancellare la tradizione e a dare il via a un linguaggio completamente diverso dal passato.

La decorazione della persona e della città

Poi l’oggettistica, particolarmente quella in metallo prezioso: è la fase della decorazione della persona (in questa ricadono ad esempio i portachiavi). Poi gli orologi da polso (il più innovativo è quello di Hans Hollein). Poi le penne stilografiche (una collezione è stata acquisita e commercializzata dalla Treccani: ciascun modello è dedicato a un grande uomo della cultura). Poi i gioielli, una fase di incredibile creatività fuori del comune. Accoppiamenti inusitati di metalli preziosi, in particolare oro giallo, e pietre preziose, mai visti prima. Ancora una volta, assenza di qualsiasi compromesso con quanto visto in precedenza per decine di secoli. I risultati? Semplicemente sbalorditivi.

Dei tappeti e dei tavoli dedicati a Paolo Uccello, si è detto. Dopo tanto dedicarsi alla decorazione della casa e alla decorazione della persona, su richiesta dell’industria, l’apertura di una nuova frontiera: la decorazione della città tramite il ricorso a una impostazione artistica originale del design. La formula è una costante conosciuta: individuato il tema, Cleto Munari chiama a raccolta gli amici designer e artisti per interpretarlo con fantasia e ricerca della novità, anche tecnologica, oltre che formale (comprendendo anche sé stesso nel gruppo dei propositori). È la reiterazione del tema.

Lampioni, cancellate e il segno lasciato nello spazio pubblico

Prendono così vita decine di disegni, che affrontano la fase delle verifiche di prodotto. La richiesta dell’industria riguarda i lampioni stradali. A questi si aggiungono le cancellate artistiche specie per spazi pubblici. Una variante riguarda la trasformazione dei cippi destinati a sostenere i pannelli di cancellata in lampioni. Abbiamo così la possibilità oggi di fare una esperienza comune, transitare veloci tra le sfilate dei lampioni della autostrada Roma-Aeroporto di Fiumicino, commissionati dall’Anas. Per i lampioni della Roma-Fiumicino il capo progetto è stato l’architetto Emilio Ambasz. Sullo stesso principio formale è stata realizzata la schiera “ufficiale” delle aste portabandiera davanti alla facciata del Ministero degli Esteri, la Farnesina.

Da ricordare inoltre la memorabile cancellata di recinzione della Villa Comunale di Napoli – il cui capo progetto è stato Alessandro Mendini -, dove i cippi che portano i pannelli di cancellata di colore blu sono lampioni in forma di fusi dorati. È una traslazione del giglio d’oro borbonico in campo blu, ricordando che prima la Villa Comunale era Villa Reale. Una coppia di lampioni siffatti è posta a fare la guardia all’entrata della villa che era l’abitazione di Cleto Munari a Brendola, nei dintorni della natia Vicenza, una villa cinqueseicentesca dalle reminiscenza palladiane.

Un’eredità destinata a durare

Cleto Munari ha fatto sì che le sue opere lasciassero una memoria particolare, quella della sua attività di editore che, con il suo impegno e le sue scelte, perpetua l’arte e il suo significato civile e costruisce una tela di opere creatrici e portatrici della civiltà del contemporaneo. Padronissimi oggi di dimenticarlo e di dimenticarne l’importanza; ma le testimonianze materiali aventi valore di civiltà continueranno a parlare di lui e per lui, rendendo evidenti le responsabilità che egli si è assunto di testimoniare anche linguisticamente il suo tempo, dandone una interpretazione chiara e potente: sia durante l’ultimo terzo del Novecento, che, distintamente, durante il primo quarto del XXI secolo. Di questi periodi, Cleto Munari è e sarà riferimento insostituibile della relativa memoria.

Voto (simbolico) del Senato Usa per limitare i poteri guerra, Trump furioso: aiuta il nemico Iran

Roma, 24 giu. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha attaccato duramente il Senato americano per il voto simbolico sulla legge sui poteri di guerra, accusando i parlamentari di avere indebolito la sua posizione nei negoziati con l’Iran.

In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha affermato di avere messo l’Iran “alle corde”, pronto “ad andare al tappeto” e disposto a concedere agli Stati Uniti “praticamente qualsiasi cosa”. Secondo il presidente, per la prima volta da decenni Teheran starebbe mostrando rispetto verso gli Stati Uniti e verso il suo presidente.

Trump ha criticato il voto del Senato War Powers Act, definendolo “mal programmato e privo di senso”. A suo giudizio, il voto avrebbe inviato al “principale sponsor del terrorismo al mondo” il messaggio che gli Stati Uniti non approvano la linea della Casa Bianca e che il presidente dovrebbe fermarsi.

Così facendo, ha sostenuto Trump, il Senato avrebbe fornito “aiuto e conforto al nemico”. Il presidente ha attaccato anche i quattro senatori repubblicani che hanno votato con i democratici, definendoli “perdenti”.

“L’Iran ha chiesto ai miei: che cosa significa tutto questo?”, ha scritto Trump, sostenendo che quei senatori hanno reso il suo lavoro più difficile. “Ma lo porterò a termine, in un modo o nell’altro, perché io porto sempre le cose a termine”, ha aggiunto.

Le dichiarazioni arrivano mentre Washington e Teheran negoziano una conclusione duratura del conflitto in Medio Oriente e l’attuazione del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran.

Calcio, Mondiali 2026: risultati, classifiche e calendario

Roma, 24 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 Scozia-Marocco 0-1 20/06 Brasile-Haiti 3-0 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Brasile, Marocco 4, Scozia 3, Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 Turchia-Paraguay 0-1 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia, Paraguay 3, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 Germania-Costa d’Avorio 2-1 21/06 Ecuador-Curaçao 0-0 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania 6, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 1

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 Olanda-Svezia 5-1 20/06 Giappone-Tunisia 4-0 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Olanda, Giappone 4, Svezia 3, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 Belgio-Iran 0-0 22/06 Nuova Zelanda-Egitto 1-3 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Egitto 4, Belgio, Iran 2, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 Spagna-Arabia Saudita 4-0 22/06 Uruguay-Capo Verde 2-2 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna 4, Capo Verde, Uruguay 2, Arabia Saudita 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 Francia-Iraq 3-0 22/06 Senegal-Norvegia 2-3 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 6, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 Argentina-Austria 2-0 22/06 Algeria-Giordania 2-1 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina 6, Austria, Algeria 3, Giordania 0.

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 Portogallo-Uzbekistan 5-0 24/06 Colombia-Congo 1-0 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Colombia 6, Portogallo 4, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 Inghilterra-Ghana 0-0 22/06 Croazia-Panama 1-0 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 4, Croazia 3, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Mondiali, Colombia ai sedicesimi: Congo ko 1-0 con Munoz

Roma, 24 giu. (askanews) – La Colombia conquista la seconda vittoria nel Gruppo K del Mondiale e stacca con un turno d’anticipo il pass per i sedicesimi di finale. A decidere la sfida contro la Repubblica Democratica del Congo è Daniel Munoz, autore del gol dell’1-0 al 76′, la sua seconda rete nella competizione.

La formazione guidata da Nestor Lorenzo fatica a trovare spazi per gran parte dell’incontro contro un Congo ordinato e sostenuto dalle parate del portiere Mpasi, protagonista assoluto della serata. Nel primo tempo i Cafeteros mantengono il controllo del possesso senza però riuscire a creare occasioni davvero pericolose.

La gara cambia nella ripresa, quando la Colombia aumenta il ritmo. Al 50′ arriva la migliore occasione: Diaz si presenta davanti a Mpasi, che respinge con i piedi, mentre sulla ribattuta Arias non trova lo specchio della porta. Il Congo prova a rispondere al 74′ con Wissa, il cui tentativo viene neutralizzato dalla difesa colombiana.

Due minuti più tardi arriva l’episodio decisivo. Munoz conclude verso la porta e una deviazione di un difensore congolese beffa Mpasi, fino a quel momento insuperabile. Nel finale la Colombia trova altre due volte la via del gol con Diaz, ma entrambe le reti vengono annullate: la prima per fallo in attacco su Mbemba, la seconda per posizione di fuorigioco.

Con il successo per 1-0 la Colombia sale in classifica e mette al sicuro la qualificazione alla fase a eliminazione diretta. Nell’ultima giornata del girone si giocherà il primo posto contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, in una sfida che promette di essere decisiva per definire le gerarchie del raggruppamento.

Mondiali, Croazia 1-0 su Panama: decide Budimir

Roma, 24 giu. (askanews) – La Croazia ritrova il sorriso ai Mondiali 2026 e, dopo la sconfitta all’esordio contro l’Inghilterra, supera 1-0 Panama nel match del Gruppo L. A decidere la sfida è Ante Budimir, autore del gol vittoria al 54′, permettendo alla squadra di Zlatko Dalic di conquistare i primi tre punti del torneo e celebrare nel migliore dei modi la 200ª presenza in nazionale di Luka Modric.

La partita si rivela più complicata del previsto per i vicecampioni del mondo del 2018. Nel primo tempo è Panama a costruire le occasioni più pericolose. Murillo e Martinez combinano bene sulla fascia creando apprensione alla difesa croata, mentre Rodriguez trova la deviazione di testa sugli sviluppi di un cross, con Livakovic attento a controllare la situazione.

La svolta arriva a inizio ripresa. Dalic inserisce Budimir al posto di Musa e la mossa si rivela decisiva. Al 54′ Pasalic avvia l’azione sulla destra servendo Stanisic, il cui cross trova puntuale l’attaccante, bravo a battere Mosquera da pochi passi per l’1-0.

Il vantaggio libera mentalmente la Croazia, che tre minuti più tardi sfiora il raddoppio. Modric lancia Marko Pasalic in campo aperto, ma il portiere panamense Mosquera si oppone con un intervento decisivo. Sulla ribattuta lo stesso Pasalic non riesce a inquadrare la porta da posizione defilata.

Nel finale Panama prova a reagire spinta dall’entusiasmo dei propri tifosi, ma paga una certa imprecisione negli ultimi metri. L’occasione più importante arriva nei minuti di recupero con un calcio piazzato di Murillo che termina alto sopra la traversa.

La Croazia porta così a casa una vittoria preziosa che la rilancia nella corsa alla qualificazione. Sabato affronterà il Ghana nell’ultima giornata del girone con la possibilità di conquistare il pass per i sedicesimi di finale. Per Panama, invece, la sconfitta sancisce di fatto l’eliminazione dalla competizione.

Calcio, Mondiali 2026: risultati, classifiche e calendario

Roma, 24 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia ed Erzegovina, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 Scozia-Marocco 0-1 20/06 Brasile-Haiti 3-0 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Brasile, Marocco 4, Scozia 3, Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 Turchia-Paraguay 0-1 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia, Paraguay 3, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 Germania-Costa d’Avorio 2-1 21/06 Ecuador-Curaçao 0-0 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania 6, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 1

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 Olanda-Svezia 5-1 20/06 Giappone-Tunisia 4-0 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Olanda, Giappone 4, Svezia 3, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 Belgio-Iran 0-0 22/06 Nuova Zelanda-Egitto 1-3 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Egitto 4, Belgio, Iran 2, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 Spagna-Arabia Saudita 4-0 22/06 Uruguay-Capo Verde 2-2 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna 4, Capo Verde, Uruguay 2, Arabia Saudita 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 Francia-Iraq 3-0 22/06 Senegal-Norvegia 2-3 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 6, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 Argentina-Austria 2-0 22/06 Algeria-Giordania 2-1 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina 6, Austria, Algeria 3, Giordania 0.

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 Portogallo-Uzbekistan 5-0 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Portogallo 4, Colombia 3, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 Inghilterra-Ghana 0-0 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 4, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Calcio, Mondiali 2026: risultati, classifiche e calendario

Roma, 23 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia ed Erzegovina, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 Scozia-Marocco 0-1 20/06 Brasile-Haiti 3-0 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Brasile, Marocco 4, Scozia 3, Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 Turchia-Paraguay 0-1 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia, Paraguay 3, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 Germania-Costa d’Avorio 2-1 21/06 Ecuador-Curaçao 0-0 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania 6, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 1

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 Olanda-Svezia 5-1 20/06 Giappone-Tunisia 4-0 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Olanda, Giappone 4, Svezia 3, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 Belgio-Iran 0-0 22/06 Nuova Zelanda-Egitto 1-3 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Egitto 4, Belgio, Iran 2, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 Spagna-Arabia Saudita 4-0 22/06 Uruguay-Capo Verde 2-2 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna 4, Capo Verde, Uruguay 2, Arabia Saudita 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 Francia-Iraq 3-0 22/06 Senegal-Norvegia 2-3 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 6, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 Argentina-Austria 2-0 22/06 Algeria-Giordania 2-1 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina 6, Austria, Algeria 3, Giordania 0.

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 Portogallo-Uzbekistan 5-0 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Portogallo 4, Colombia 3, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 3, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Ddl caccia, Conte: è incostituzionale, contrasta con l’articolo 9

Roma, 23 giu. (askanews) – “Siamo assolutamente, convintamente con voi, perché riteniamo che questo provvedimento legislativo sia contra constitutionem”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo in piazza del Pantheon a Roma alla manifestazione delle associazioni ambientaliste contro il ddl caccia in corso di approvazione al Senato.

“Perché nella Costituzione, noi – ha sottolineato l’ex premier – abbiamo lavorato per riformare l’articolo 9. L’articolo 9, lo ricordiamo, ha introdotto nella Costituzione il concetto di tutela dell’ambiente, protezione e preservazione della biodiversità e della sostenibilità ambientale anche rispetto alle generazioni future. Quindi ha introdotto una rivoluzione di cui qui a palazzo, alla Camera dei deputati e al Senato non se ne sono ancora accorti: ma quella è una rivoluzione, perché significa che ogni provvedimento di legge, ogni atto dovrà essere conformato alla Costituzione. Allora, questo provvedimento – ha ribadito Conte – non è conforme a Costituzione, perché non tutela l’ambiente, non preserva la biodiversità e non ci lascia un pianeta sostenibile, un’Italia sostenibile in un legame virtuoso anche con le generazioni future”.

“La nostra opposizione – ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio – sarà dura, intransigente, fermissima. Se a colpi di maggioranza riusciranno con arroganza a portarla alla fine in dirittura finale, ci impegniamo, quando saremo al governo a ristabilire un nuovo ordine costituzionale”.

Italgas investe 13 mld al 2032, spinta dall’intelligenza artificiale

Milano, 23 giu. (askanews) – Il gruppo Italgas accelera sugli investimenti. Nel nuovo Piano industriale 2026-2032 sono previsti 13 miliardi di euro, in crescita del +14,6% rispetto Piano al precedente. Ma il vero fulcro è nell’intelligenza artificiale. Il potenziamento del suo utilizzo a tutti i livelli di processo aziendali consentirà al gruppo di aumentare le sinergie con 2I Rete Gas a 280 milioni dai 250 mln precedenti. Il nuovo target è guidato principalmente dall’incremento di produttività dato dall’intelligenza artificiale, che per Italgas come ha sottolineato l’amministratore delegato, Paolo Gallo, si fonda su due driver, una piattaforma e una qualità dei dati su cui l’azienda ha lavorato già da anni preparando il terreno ad un utilizzo ottimale dell’Ia.

Paolo Gallo, Amministratore delegato di Italgas: “Noi – ha sottolineato Gallo – stiamo costruendo questa accelerazione su una piattaforma molto solida. Io dico sempre che l’utilizzo è delintelligenza artificiale a due prerequisiti che sono necessari ma non sufficienti evidentemente che sono una piattaforma digitale molto robusta, quindi noi l’abbiamo costruita negli anni già a partire dal 2018, e poi una quantità di dati disponibili, ma soprattutto una qualità dei dati che deve essere elevata. Noi abbiamo entrambe le cose e in più abbiamo anche una governance dei nostri sistemi informativi che si è allenata negli anni a guardare soprattutto al business allo sviluppo di applicazioni utili a migliorare le attività operative”.

Dei 13 miliardi di investimenti, 2,4 miliardi di euro sono destinati alle future gare territoriali di distribuzione del gas, in crescita del 59% rispetto al precedente Piano. Un incremento importante per il gruppo che punta alla assegnazione di 100 concessioni nell’arco di Piano. Un potenziamento anche per la rete italiana. A questa sono destianti 8,3 miliardi di euro per lo sviluppo e la digitalizzazione delle infrastrutture di gas in Italia.

“La digitalizzazione riguarda le reti che abbiamo acquisito da 2iRete gas che sono di dimensioni notevoli, in termini di chilometri erano equivalenti più o meno alle reti di Italgas, in termini di dispositivi addirittura superiori perché loro erano concentrati fuori dalle grandi città. Quindi noi abbiamo un compito importante davanti, di digitalizzare quindi sostituire questi dispositivi con dispositivi digitali sono decine di migliaia quindi sono tante. Saranno sostituite in arco piano”.

Meloni prova a chiudere "Temptation island" con Trump: ‘colpita sinceramente, tornare alla normalità’

Roma, 23 giu. (askanews) – “Tornare alla normalità”. O, per dirla con uno dei meme che hanno imperversato in questi giorni di burrasca con Donald Trump, mettere fine alla politica in versione ‘Temptation island’. Giorgia Meloni, intervistata durante un evento organizzato dal quotidiano ‘La Verità’ prova a chiudere la querelle che dopo il G7 di Evian l’ha vista al centro di uno scontro pubblico durissimo con il presidente americano. La premier ribadisce di non voler continuare oltre con il botta e risposta, a dispetto delle frecciate che il numero uno della Casa Bianca continua a riservare a lei in particolare, ma anche ad altri leader europei e alla Nato. E sostanzialmente ribadisce in chiaro ciò che aveva già detto ai suoi ministri durante il Cdm di ieri.

Meloni si definisce “sinceramente colpita” da quanto è successo e accenna alle varie ricostruzioni che sono state fatte per cercare di spiegare la violenza dell’attacco, compresa la diffusione di quel famoso video in cui – immortalata mentre punta il dito – potrebbe aver irritato il presidente Usa. O anche all’ipotesi per cui dietro ci sia un tentativo di distogliere l’attenzione dall’andamento dei negoziati in Iran. “Non so se siano veri. Penso – sottolinea – che il nostro lavoro bilaterale con gli Stati Uniti debba tornare alla sua normalità”. Ed è anche per questo che ha invitato i rappresentanti del governo a partecipare al ricevimento che verrà dato dall’ambasciatore Fertitta il 2 luglio in occasione delle celebrazioni del giorno dell’Indipendenza.

La presidente del Consiglio nega anche di temere che ci possano essere “contraccolpi” tra i due Paesi. “Mi pare che la nostra attività e i nostri rapporti – afferma – vadano bene anche nelle ultime settimane, anche negli ultimi mesi, tanto a livello istituzionale quanto a livello economico” esattamente come bisogna ricordare, prosegue, che “l’export italiano è cresciuto nonostante i dazi americani”. La premier, insomma, cerca di uscire fuori dalla questione personale, riportando tutto nell’alveo delle storiche relazioni tra le due sponde dell’Atlantico che “indipendono e non iniziano o finiscono in base a chi governa in quel momento, gli Stati Uniti piuttosto che l’Italia o un qualsiasi altro paese europeo”.

Meloni dunque ridimensiona la questione, così come prova a sminuire anche quella che a detta di molti potrebbe essere un’altra spina nel fianco in vista delle prossime elezioni Politiche: Roberto Vannacci. “Mi sono fatta l’idea che la sinistra ne parla molto, perché loro non potendo parlare della loro coalizione cercano disperatamente di dire che ha problemi la nostra”. Poi la stoccata a Renzi che, dice sarcastica, “era così occupato a lanciare la volata” al generale “che non si è accorto che non l’avevano neanche convocato alla riunione dei leader del centrosinistra”.

La presidente del Consiglio torna ribadire che sarebbe sbagliato ragionare soltanto in termini di “alchimie” o somme algebriche e ne fa una questione di scelta di fronte. “Quando si voterà, tra un anno o quando sarà, varrà solamente: al governo vuoi il centrodestra o il centrosinistra? Vuoi il campo largo o la coalizione che hai conosciuto in questi anni?”, dice. Un accenno implicito anche al voto utile che, nelle speranze di Fratelli d’Italia, alla fine potrebbe ridimensionare Futuro nazionale rispetto agli attuali sondaggi che lo vedono ormai appaiato alla Lega. Un ragionamento che, d’altra parte, fa il paio con la difesa della riforma della legge elettorale che proprio venerdì sbarcherà nell’aula della Camera. Un sistema che per Meloni può dare stabilità all’Italia. “Io non penso che questa sia una legge che serve al centrodestra. “È una legge – afferma – che serve a chi vince le elezioni per avere i numeri per governare, e quindi vinca il migliore, ma è sicuramente una legge che serve all’Italia perché secondo me sarebbe devastante tornare indietro”. E se la sinistra la avversa, sostiene, è perché tifa per un pareggio che gli consenta di governare anche se perde le elezioni. E perché è prevista una indicazione del premier e loro “hanno oggettivamente un problema di chi ci mettono”.

Infine, una annotazione personale sulla sua scelta di liberarsi del vizio delle sigarette nonostante non sia un ‘bel periodo’. “Prima o poi lo dovevo fare. Ho smesso il primo di maggio, sto tenendo, sono riuscita a non finire sulle cronache”.

Bac

Schlein ‘riallarga’ il campo e avverte: chi teme premier progressista si rassegni

Roma, 23 giu. (askanews) – Parla per un’ora e un quarto, comincia dalla politica estera, poi l’Europa che “è politica interna”, quindi il governo Meloni che ha alle spalle “quattro anni di fallimenti”, ma alla ‘politique politicienne’, per dirla alla Bertinotti, Elly Schlein dedica solo un paio di frasi. La leader democratica si presenta in direzione due settimane dopo le comunali e di quel voto non ci sono nemmeno gli echi nel dibattito, l’attenzione del resto è ormai sulla foto del ‘campo stretto’, come è stata ribattezzata dalla minoranza Pd, ma non solo.

Del resto, Giuseppe Conte ancora stamattina ha messo le mani avanti sull’ipotesi di accogliere anche Matteo Renzi in coalizione e ha anche aperto ad una possibilità alternativa a quella delle primarie per scegliere il leader della coalizione, quella del tavolo dei leader. Temi che la leader Pd non ama discutere in pubblico, convinta che gli elettori vogliano sentir parlare di questioni più vicine alla loro vita quotidiana.

Un paio di messaggi chiari, però, la Schlein ha voluto mandarli, sia sul perimetro dell’alleanza, sia sulla questione della leadership. Parlando in streaming, quindi in pubblico nella sua relazione di apertura, ha concluso dicendo che “l’alleanza progressista è già una realtà” e semmai “dobbiamo allargare ancora, non certo restringere”. Un ragionamento seguito da una postilla: “Abbiamo un’occasione storica”, perché “dopo vent’anni abbiamo finalmente una opportunità: andare insieme ad un’alleanza progressista alle prossime elezioni, vincere quelle elezioni e cambiare finalmente il paese. Facciamolo insieme”. Evitiamo autolesionismi, è il sottotesto, non sprechiamo tutto con veti o personalismi.

Ma la leader democratica sa bene che anche il tema della leadership è l’altro grande nodo da sciogliere. Le manovre di tanti – dentro e fuori l’alleanza – le vede bene. Sempre in pubblico avverte: “Ci guardano da fuori come se non fossimo in grado di gestire il paese… Ma abbiamo risanato il Pd sul piano economico, se fossimo nel privato ci avrebbero dato un bonus”.

Il passaggio più efficace, però, lo pronuncia a telecamere spente, nella replica finale. “Ovvio che c’è un pezzo di establishment che malsopporta una leadership progressista a palazzo Chigi…”, sottolinea. “Poi – aggiunge – io sconto anche il fatto di essere una donna, di stare con un’altra donna e di avere quarant’anni…”. Insomma, il profilo che tanti, un “pezzo di establishment”, considerano inadeguato. “Ma – ha assicurato – andremo avanti lo stesso, se ne facciano una ragione”.

Sul fronte interno la segretaria oggi non trova controcanti, la minoranza aveva fatto il punto ieri in una ‘conference call’, per ribadire che su alleanze, profilo del Pd e Ucraina servivano rassicurazioni. Posizione che i riformisti affidano all’intervento di Graziano Delrio: “L’adesione dell’Ucraina all’Ue non è solo una questione economica ma una questione valoriale, umanitaria e politica. Per questo dobbiamo chiedere ai nostri alleati un confronto”, questo tema “è un elemento di solidità e di cultura di governo”.

Quindi, ha aggiunto, deve essere chiaro che “questo partito appalta il riformismo ad altri partiti” e va respinta l’idea di un “Pd che fa ‘blocco’ con Avs e M5s”, come aveva detto ieri Francesco Boccia. Per quanto riguarda la coalizione, dunque, “pericolosa l’idea di alleanze aggiuntive. Riconosciamo a tutti gli alleati pari dignità”. Ma è un intervento non polemico, alla Schlein viene riconosciuto di avere offerto “spunti chiari”.

La direzione non vota documenti, finisce senza ‘conte’, ma di fatto senza particolari frizioni. C’è un po’ di dibattito sulla legge elettorale, Stefano Bonaccini e altri sollecitano una battaglia per le preferenze, ma la Schlein spiega che non si può rischiare di concentrarsi su un dettaglio finendo per approvare una legge “irricevibile” che di fatto introduce surrettiziamente il premierato. “Io sono molto laica, sono stata eletta con le preferenze”, l’importante è il rapporto elettore-eletto, vanno bene “le liste corte, i collegi uninominali, le preferenze… Ma il punto è che con questa legge vogliono inserire il premierato di fatto. Per noi è irricevibile”. Dunque “faremo muro”.

Resta il problema del centro che ha sempre più personaggi in cerca d’autore e, al momento, nessuna lista. Goffredo Bettini spiega che anche Renzi deve far parte dell’alleanza. Ma di questo si parlerà nelle prossime settimane. Come del resto della questione della leadership, perché sarà dirimente capire se la nuova legge elettorale verrà approvata oppure no. Se alla fine restasse il sistema attuale, l’idea di contarsi alle elezioni vere e proprie potrebbe riprendere forza, almeno secondo la Schlein.

La cultura azerbaigiana protagonista a Roma

Roma, 23 giu. (askanews) – Per due giorni il cuore di Roma ha parlato la lingua della cultura azerbaigiana. Il 18 e 19 giugno, musica e cinema hanno fatto da ponte tra Azerbaigian e Italia nell’ambito delle Giornate della Cultura Azerbaigiana.

Le iniziative, che hanno raccolto una grande cornice di pubblico con più di 1100 partecipanti, sono state inaugurate, il 18 giugno, alla Casa del Jazz con il concerto “Il Suono del Caspio: Jazz dell’Azerbaigian”.

All’evento ha partecipato il ministro della Cultura della Repubblica dell’Azerbaigian, in visita ufficiale in Italia, Adil Karimli, la cui partecipazione ha conferito particolare rilievo istituzionale al programma, confermando lo stato eccellente delle relazioni culturali tra i due Paesi, testimoniate anche dalla presenza di rappresentati del ministero della cultura italiano e della direttrice generale dell’ICCRO.

La serata ha reso omaggio a una delle espressioni artistiche più originali dell’Azerbaigian: il jazz nazionale, nato dall’incontro tra le sonorità del mugham, antica tradizione musicale del Paese, e l’improvvisazione del jazz occidentale. Sul palco si sono alternati alcuni tra i più prestigiosi interpreti della scena musicale azerbaigiana e internazionale, guidando il pubblico in un viaggio sonoro tra tradizione e modernità. Un dialogo musicale che ha intrecciato le melodie della memoria italiana con le voci e le suggestioni dell’Azerbaigian.

Le celebrazioni sono proseguite il 19 giugno presso la Casa del Cinema con la proiezione del film “Taghiyev: Petrolio”, dedicato alla figura di Haji Zeynalabdin Taghiyev, tra i più importanti industriali, mecenati e filantropi della storia dell’Azerbaigian. La proiezione ha offerto al pubblico italiano l’opportunità di approfondire la conoscenza di una personalità che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

A fare i saluti istituzionali in entrambe le occasioni, l’Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, Rashad Aslanov, il quale ha sottolineato l’importanza di eventi come questi per incentivare il dialogo, la comprensione reciproca e l’amicizia tra i popoli.

Le Giornate della Cultura Azerbaigiana, organizzate dal Centro Culturale della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, hanno costruito un ponte tra Oriente e Occidente, accolto con grande favore dal pubblico romano.

L’ippodromo di San Siro celebra galoppo e valore dell’ippica

Milano, 23 giu. (askanews) – L’Ippodromo Snai San Siro di Milano si conferma ancora una volta il cuore pulsante dell’ippica italiana. Una giornata di grande sport ha acceso i riflettori sulla Oaks d’Italia – Tattersalls 2026, una delle prove più prestigiose del galoppo nazionale, che quest’anno ha incoronato la netta vincitrice Piccola Piuma, protagonista di una prestazione dominante davanti al pubblico delle grandi occasioni.

Un appuntamento che rappresenta uno dei momenti più attesi dell’intera stagione e che ribadisce il prestigio internazionale dell’impianto milanese.

“Questa giornata, dal punto di vista ippico, chiude il primo semestre. Noi oggi offriamo anche esperienze diverse al nostro pubblico, che stiamo attraendo a San Siro con animazione per i bambini, battesimo della sella e combattimenti di ju jitsu. Questo perché, questo luogo meraviglioso di Milano, non deve soltanto creare eventi durante il mondo ippico, ma anche momenti continuativi per famiglie, giovani e appassionati di ippica e non” ha detto Marco Chantre Bompiani, direttore Ippodromi Snai.

L’Ippodromo Snai San Siro non è soltanto un impianto sportivo, ma un luogo simbolo per la città di Milano, capace di coniugare tradizione, spettacolo e valorizzazione del territorio.

“L’ippodromo si sta aprendo anche a manifestazioni che non sono solo nel mondo equestre ma che, come istituzione e come Sottosegretario allo Sport ai Giovani, voglio portare nelle scuole per renderne conto. Ma parliamo anche di altre discipline, perché questo spazio lo vediamo sia come metratura che come bellezza paesaggistica, che deve essere ancora più conosciuto e ancora più valorizzato. Quindi come istituzioni cerchiamo di fare la nostra parte” ha aggiunto Federica Picchi, Sottosegretario con delega allo Sport e Giovani della Regione Lombardia.

L’ippica continua inoltre a rappresentare un settore strategico, che unisce sport, cultura, allevamento e occupazione, mantenendo vivo un patrimonio di competenze e passioni che appartiene alla storia del nostro Paese.

“L’ippica è tradizione, è un qualcosa che parte da molto lontano, che è molto antico. In questo posto, come galoppatoio, ha una storia che risale a qualche anno ed è importante perché si tratta di un momento di condivisione a livello territoriale. Sicuramente vogliamo cercare di riportarlo ai fasti di un tempo” ha concluso Barbara Catizzone, Dirigente del Masaf.

Tra emozioni, tradizione e grandi protagonisti in pista, la giornata del 21 giugno conferma ancora una volta il ruolo centrale dell’Ippodromo Snai San Siro nel panorama ippico nazionale e internazionale, punto di riferimento per uno sport che continua a guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.