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Familiari dei fermati per gli scontri di Milano attendono in Questura

Milano, 19 ott. (askanews) – Aspettano davanti alla Questura di Milano o nei bar della zona in via Fatebenefratelli, sono i genitori dei giovani fermati per gli scontri scoppiati nel centro della città tra sabato e domenica. Le forze dell’ordine hanno accompagnato in Questura 271 persone, di cui ben 220 minorenni.

“Sono stanca, qui c’è mio figlio, sono preoccupata, tutti i genitori sono preoccupati, mi hanno detto dell’arresto alle 2 di notte, ma non ho sentito mio figlio, non gli hanno fatto fare la telefonata. Lui ha 14 anni e mezzo”.

Alcuni sono stati portanti nel carcere minorile Beccaria, altri già a San Vittore, altri ancora attendo ancora in Questura.

“Mio figlio è disabile al 100% e lo hanno portato a San Vittore”.

Alcuni sono usciti perchè ritenuti estranei alle violenze come dice “Marco”, nome di fantasia, che era stato stato fermato in Duomo. I suoi amici sono ancora in questura.

“Hanno deciso di fermarci perchè hanno pensato che noi potevamo avere delle armi e rompere le vetrine”

C’è comunque poca voglia di parlare con i tanti i giornalisti presenti sul luogo, tra i familiari c’è preoccupazione per quello che accadrà ma anche rabbia.

Paolo Coletta: con “Interno familiare” porto l’opera buffa al cinema

Roma, 19 ott. (askanews) – Dopo averlo portato a teatro, il compositore e drammaturgo Paolo Coletta ha esordito al cinema con “Interno familiare”, presentato alla Festa di Roma nella sezione Freestyle, tratto dal racconto omonimo di Anna Maria Ortese. Tutto si volge in poche ore, a Napoli, alla vigilia di Natale. Non teatro filmato ma un film musicale, un’opera buffa e folle, l’ha definita il regista, tra parole e canto, sogno e realtà.

“Abbiamo fatto un film pazzo nel suo linguaggio e nell’aver scelto la strada della parola cantata, non è un musical ma un film che ha raccolto la sfida del riprendere il linguaggio dell’opera buffa. E se qualcuno che non ha mai assistito all’opera andasse a scoprire anche l’ironia pazzesca di quel periodo, del ‘700, in cui Napoli era la culla dell’opera buffa io già sarei contento”.

La protagonista del racconto di Ortese qui è più giovane: Anastasia, che regge sulle sue spalle la famiglia ma viene messe in crisi dal ritorno a Napoli di un amore mai dimenticato e inizia a interrogarsi sulla sua identità, è Marianna Fontana, che ha parlato di un’esperienza totalizzante.

“Inizialmente ho avuto un po’ paura – ha detto l’attrice – perché è un libro veramente intoccabile, che racconta una Napoli con una prospettiva totalmente diversa”. Un film che spera possa arrivare ai giovani: “Anastasia è una donna che veramente cerca la sua identità”. “Può rappresentare un altro tipo di femminilità che non è una femminilità accondiscendente, non è una femminilità dolce, ma è una donna con un carattere spigoloso, che ha la sua identità e che tramite questo desiderio si scopre” ha detto l’attrice. Nel cast anche Mariangela D’Abbraccio e Giovanna Sannino.

MAF 2026: vent’anni di innovazione audiovisiva

Milano, 19 ott. (askanews) – Vent’anni di storia e una nuova identità per guardare al futuro dei media. A Milano, il MAF 2026, il Multimedia Audiovisual Forum, ha riunito i protagonisti dell’industria audiovisiva. Al centro dell’edizione, una svolta importante: HD Forum Italia cambia nome e diventa Media Innovation Forum Italia, ampliando la propria missione per rappresentare un ecosistema sempre più interconnesso. Un’evoluzione che nasce dal percorso compiuto dal 2006 a oggi. Dall’Alta Definizione a uno scenario in cui televisione, piattaforme digitali e nuove tecnologie condividono sfide e opportunità.

“Questa giornata la dedichiamo a tutti i nostri amici, partner e associati in cui ci vediamo, esponiamo gli stand, facciamo vedere le novità e raccontiamo quello che sarà il futuro. Passati i primi 20 anni ci sarà un’evoluzione e gli altri dovranno ragionare perché alcuni di noi sono a fine corsa” ha dichiarato Tonio Di Stefano, Presidente di HD Forum Italia.ù

Il cambio di nome rappresenta molto più di una nuova identità: è un’apertura verso nuove competenze e professionalità, con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra imprese, università, istituzioni e centri di ricerca.

“E’ un luogo in cui si può fare network e in cui si può conoscere questo mondo che si sta ampliando. Era un semplice lavoro tecnico, ma ora sta diventando qualcos’altro. Siamo fiduciosi del fatto che oggi vengano fuori belle idee” ha aggiunto Stefania Sagona, Vice Presidente di HD Forum Italia.

Con il nuovo Statuto, l’associazione amplia il proprio perimetro e punta a rafforzare il dialogo tra i protagonisti dell’ecosistema dei media, mantenendo il MAF come spazio di confronto e condivisione dell’innovazione.

“Sono tematiche di grande innovazione e che stiamo vedendo che impattano in questo settore, nel mondo audiovisivo, in modo rilevante perché la tecnologia è prominente e ci spinge ad essere più veloci e produttivi. HD Forum cambia nome e si chiamerà Media Innovation Forum Italia. Un cambiamento che ci porta ad ampliare il mondo verso la produzione, l’innovazione a 360 gradi e la normativa che è così importante e prende parte ad ogni evoluzione di oggi” ha concluso Benito Mari, Segretario di HD Forum Italia.

L’esperienza di vent’anni diventa così il punto di partenza per una nuova fase. Media Innovation Forum Italia raccoglie l’eredità di HD Forum Italia e guarda al futuro, mettendo in rete competenze e protagonisti dell’innovazione.

Unhate Foundation e il Gemelli insieme per il benessere mentale

Roma, 19 ott. (askanews) – Può l’arte curare la mente? È questa la domanda intorno alla quale si è svolto presso la Libreria Feltrinelli di Largo Argentina a Roma l’incontro su come i linguaggi creativi possano essere dei veri alleati nei percorsi di cura dei giovani. A supporto di questa convinzione, sono stati presentati i risultati del progetto Art4Mind promosso da Unhate Foundation, realtà del terzo settore ideata da Alessandro Benetton e sostenuta da Mundys, Edizione e Aeroporti di Roma in collaborazione con la UOC di Psichiatria Clinica e d’Urgenza della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, che dimostrano, con i fatti, come il benessere psicologico sia strettamente legato alle arti.

Le parole di Irene Boni, Consigliere Delegato di Unhate Foundation: “Il benessere psicologico è una condizione fondamentale perché un giovane possa riconoscere il proprio valore, costruire relazioni e riuscire a immaginare il proprio futuro. Oggi vediamo crescere fragilità che non possono essere affrontate solo quando diventano emergenza: abbiamo bisogno di creare più spazi, linguaggi e opportunità attraverso cui ragazze e ragazzi possano esprimersi e ritrovare risorse. È da questa convinzione che nasce Art4Mind. Con il Gemelli abbiamo scelto di non limitarci a finanziare dei laboratori artistici, ma di costruire una vera sperimentazione, mettendo insieme competenze cliniche, artistiche e culturali e misurandone gli effetti. I primi risultati, ancora preliminari, sono molto incoraggianti: ci dicono che vale la pena continuare. La nostra ambizione ora è consolidare le evidenze, ampliare il numero di giovani coinvolti e capire se questo approccio possa diventare un modello replicabile anche in altri contesti di cura e di prevenzione. È esattamente il ruolo che immaginiamo per Unhate: connettere mondi diversi per trasformare buone intuizioni in opportunità concrete e, quando funzionano, accessibili a sempre più giovani.”

La valutazione scientifica condotta dal Policlinico Gemelli evidenzia un impatto favorevole su diverse dimensioni psicologiche e riabilitative: la resilienza ha registrato un incremento significativo da 25,9 a 29,3 punti (p = 0,035) con un miglioramento nel 62,5% dei partecipanti. Anche la regolazione emotiva può constatare un miglioramento nel 75% dei giovani coinvolti, il dato individuale più elevato, mentre i sintomi depressivi sono stati ridotti in media di oltre 3 punti al BDI-II (Beck Depression Inventory) con un miglioramento nel 70,8% dei partecipanti. Per l’aderenza terapeutica, invece, aumento da 22,3 a 24,1 punti, con trend verso la significatività (p = 0,055). Stress, ansia e distress psicologico migliorati individualmente tra il 54% e il 58%. Infine, segnali positivi nelle dimensioni di alienazione e approvazione degli stereotipi.

L’intervista a Gabriele Sani, Direttore della UOC di Psichiatria della Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS: “Questo è un giorno molto importante di cui siamo veramente felici. È la fine di un primo percorso nel quale abbiamo veramente misurato i dati di un concetto che avevamo ben chiaro in mente: la bellezza ha una valenza oltre che estetica profondamente etica e veramente terapeutica e questo migliora la capacità dei ragazzi di rispondere ai problemi della vita e diminuisce la percentuale d’ ansia, diminuisce la depressione, quindi sono veramente risultati importanti”.

La cura può parlare più linguaggi, e l’arte può rappresentare uno spazio complementare di espressione, relazione e sviluppo personale. Nel concreto, lungo Art4Mind sono stati realizzati tre laboratori artistici, rivolti agli Under 30, incentrati su poesia, scrittura creativa e fotografia.

Il commento del “Poeta della Serra”, partner di Art4Mind: “È difficile spiegarlo a parole perché è una questione emotiva. Non è un lavoro come gli altri, è un lavoro che ha a che fare con i rapporti che si vengono a creare giorno per giorno quindi non è soltanto spiegare cosa sia la poesia ai ragazzi, ma è entrare tutti insieme in un mood condiviso e quindi entrare nell’essenza stessa di quella che è la poesia. La poesia nasce come qualcosa che si narrava intorno a un fuoco e che univa le persone.”

Per l’occasione è stata inoltre presentata per la prima volta in Italia il libro “L’arte che cura. Nuove evidenze scientifiche” di Daisy Fancourt, psicobiologa ed epidemiologa, che dimostra tramite evidenze scientifiche come la cultura incida profondamente sul benessere psicologico.

Nel complesso, si può dire come i primi dati scientifici su Art4Mind dimostrano come l’arte non sia soltanto una forma espressiva, ma una vera e propria risorsa terapeutica capace di restituire speranza e benessere psicologico ai più giovani.

Sanità, da AIFA ok a rimborsabilità terapia per LAL-D

Roma, 19 ott. (askanews) – Alexion, AstraZeneca Rare Disease, ha annunciato che l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di sebelipase alfa. È la prima terapia enzimatica sostitutiva disponibile in Italia per i pazienti di tutte le età affetti da deficit di lipasi acida lisosomiale (LAL-D), una patologia metabolica genetica ultra-rara e progressiva che provoca l’accumulo di lipidi nel fegato e in altri organi, fino a causare gravi danni multiorgano e morte prematura.

“Si tratta di una malattia genetica autosomica recessiva che colpisce il gene LIPA su entrambi gli alleli, riducendo quasi del tutto l’attività dell’enzima. Questo enzima ha il compito di scindere gli esteri del colesterolo e i trigliceridi a livello lisosomiale. La sua inattività comporta un accumulo di queste sostanze nei lisosomi, provocando una sofferenza d’organo, in particolare a carico del fegato e del sistema cardiovascolare. L’impossibilità di smaltire gli esteri del colesterolo nei lisosomi innesca infatti un meccanismo che ne aumenta l’esportazione: di conseguenza, i pazienti presentano un quadro di ipercolesterolemia con bassi livelli di colesterolo ‘buono’ e un accumulo di grasso al fegato, esponendosi a un elevato rischio sia epatico che cardiovascolare” ha dichiarato Umberto Vespasiani Gentilucci, Responsabile Unità Malattie Autoimmuni e Metaboliche del Fegato, Campus Bio-Medico.

Il fattore tempo è cruciale: nella forma neonatale più grave (sindrome di Wolman), senza cura l’89% dei neonati non supera il primo anno di vita. In età pediatrica e adulta la malattia evolve più lentamente ma con danni progressivi.

La terapia agisce direttamente sulla causa della malattia sostituendo l’enzima carente. Con la decisione di AIFA i pazienti italiani dispongono finalmente di una cura mirata, mentre l’iter per la rimborsabilità prosegue nel resto dell’Unione Europea.

“Il paziente si rende conto che la propria vita sta cambiando e migliorando, riacquistando così fiducia nel futuro. Si tratta di un’innovazione che deve coinvolgere l’intero sistema di cura: questo deve accompagnare il paziente, strutturando per lui un percorso assistenziale continuo, dall’infanzia fino all’età adulta e poi alla terza età” ha aggiunto Manuela Vaccarotto, Vicepresidente di AISMME (Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie).

“Da un lato, la ricerca e la raccolta di dati di real world per comprendere sempre meglio la patologia per cui oggi offriamo un’innovazione terapeutica rappresentano un impegno fondamentale; dall’altro, è ugualmente cruciale diffondere la conoscenza della malattia, non solo presso il pubblico generale, ma anche tra tutti i clinici coinvolti nel percorso diagnostico-terapeutico” ha concluso Luca Bardoscia, Medical Director Alexion, AstraZeneca Rare Disease.

Nuovo record negativo per Trump in Usa: il 66% disapprova il suo operato

New York, 19 ott. (askanews) – A due settimane dalle elezioni di metà mandato, il gradimento del presidente americano ha toccato nuovi minimi record. E’ quanto emerge da un nuovo sondaggio condotto da Washington Post-ABC, secondo cui il 33% degli adulti americani approva Donald Trump, il 4% sotto il livello di luglio e l’8% al di sotto di un anno fa. Si tratta di un livello mai così basso nel primo mandato. Il 66% disapprova.

Stando allo stesso sondaggio, il 66% degli americani pensa che Trump stia usando la presidenza per arricchirsi contro il 56% dello scorso autunno. Dallo scorso settembre i repubblicani che credono la stessa cosa sono saliti dal 12% al 34%. Per la prima volta in oltre un decennio, i democratici sono visti come migliori nel gestire l’economia. Il 31% del campione boccia la gestione dell’economia da parte di Trump e il 38% disapprova la gestione dell’inflazione.

Titolare negozio devastato a Milano: violenza insensata, quasi tribale

Milano, 19 ott. (askanews) – Vetrina in frantumi e negozio completamente depredato per ben due volte, Stefano Colombo titolare di un punto vendita di un noto brand sportivo in via Dante a Milano, racconta quello che accaduto. “Ieri è successo, in realtà in entrambe le giornate. perché già a sabato abbiamo subito un assalto al negozio, sono riusciti ad entrare dalla porta d’ingresso e sono riusciti ad arraffare un po’ di merce, spaventare il personale all’interno e prendere anche quello che c’era di soldi all’interno della cassa. Il giorno dopo siamo riusciti a sistemare la porta e abbiamo riaperto il negozio nel pomeriggio e dopo poche ore abbiamo subito un secondo assalto, questa volta molto più grave: la porta stata proprio disintegrata la come potete vedere, sono riusciti a introdursi, erano circa un centinaio. 100 persone che in pochissimi minuti sono riusciti a prendere buona parte della merce”.

Che danni avete avuto e quando pensate di riaprire? “Stiamo verificando un po’ tutta la situazione, adesso stanno cercando di capire quando riusciremo a sostituire le porte, i vetri e mettere in sicurezza. E vorrei ringraziare anche tutto il personale che ha dimostrato grandissimo coraggio e disponibilità. Però chiaramente, anche la loro situazione emotiva quindi faremo tutti i ragionamenti del caso in questo momento la priorità è che tutti si sentano sicuri nel poter tornare a operare però l’obiettivo è cercare di tornare alla normalità perché non possiamo neanche pensare che si possa fermare tutto per delle situazioni così senza senso mi rende”.

Vi aspettavate una cosa del genere dopo la situazione di sabato? “No, passato ci sono state delle situazioni, ma non in modo così violento. Una violenza senza senso fatta da ragazzi di giovanissima età colpisce ancora di più. Ed è veramente qualcosa che tocca nel profondo molto di più. Di un semplice atto di vandalismo o di rapina. È un qualcosa che fa molto molto molto più male al cuore”.

Che tipo di persone erano? Che tipo di organizzazione secondo lei? “Non c’era organizzazione. C’è un istinto quasi tribale che è fomentato dai social network e da pretesti di considerazione sociale totalmente autoreferenziale”.

E forse c’è anche un senso di impunità? “C’è totalmente un senso di impunità e mischiata un senso di invincibilità. Non so se bisogna operare su questo, non ho le soluzioni a portata di mano, però è un aspetto psicologico e sociale veramente inquietante pensare veramente che dei ragazzini di quell’età possano sentirsi all’interno di un contesto di gruppo così invincibili, intoccabili e senza alcun tipo di etica e moralità”.

Il giorno dopo le violenza a Milano, ancora segni delle devastazioni

Milano, 19 ott. (askanews) – Decine di vetrine infrante, negozi devastati e saccheggiati, il giorno dopo il weekend di violenze a Milano, nelle strade del centro ci sono ancora i segni di quello che è successo, ma si lavora per tornare alla normalità e riaprire il prima possibile. Le strade sono state ripulite, i cestini e le transenne con cui i manifestanti avevano costruito barricate e infranto i vetri dei negozi sono stati ripristinati. Anche in piazza Duomo si tappano i buchi del lastricato del sagrato che era stato in parte divelto per lanciare i sassi contro le forze dell’ordine. Pannelli di legno sostituiscono le vetrine, mentre nei negozi si fa la conta dei danni che ammontano a migliaia di euro. Sono stati presi di mira soprattutto negozi di articoli sportivi, scarpe e telefonia.

In pochi vogliono parlare, chi lo fa a microfono spento racconta di attimi di paura, di violenza brutale e di senso di impotenza. Nei due pomeriggi di scontri nel cuore della città, tra il Duomo, via Torino, via Dante e corso Garibaldi, gruppi di giovani e giovanissimi, circa 2.000, molti in nero e alcuni incappucciati, si sono di radunati per mettere a ferro e fuoco la città. La polizia è intervenuta con reparti antisommossa, idranti e blindati, ma i ragazzi hanno agito a macchia di Leopardo, non con cariche di massa ma con continui attacchi e fughe. Almeno 14 agenti sono rimasti feriti soprattutto per le sassaiole. Gli scontri sono avvenuti a margine della grande manifestazione contro il caro-vita e contro il governo. Per i saccheggi ci sono stati oltre 200 fermi, circa 160 persone sono state accompagnate in questura, 32 persone sono state arrestate per gli scontri (13 stranieri, 23 minori), mentre sono in tutto 11 le richieste di custodia cautelare in carcere formulate dalla procura di Milano.

Si teme che fatti del genere possano accadere di nuovo, sui social e nelle chat del “Movimento 17 ottobre”: l’annuncio: “Ci saremo ogni sabato”. La premier Meloni ha convocato una riunione sull’ordine pubblico, e se la condanna delle violenze è unanime, si assiste allo scambio di accuse tra il sindaco di Milano Sala e il ministro dell’Interno Piantedosi sulla gestione della situazione.

La Ue chiede la tutela del diritto di manifestare pacificamente

Roma, 19 ott. (askanews) – L’Unione europea ha invitato la Francia a “tutelare” il diritto di manifestare pacificamente, definendo al contempo “inaccettabili” i saccheggi e gli incendi avvenuti nel corso del fine settimana.

“Non bisogna assimilare le persone che manifestano pacificamente a quelle che commettono atti di violenza”, ha sottolineato il portavoce della Commissione europea, Markus Lammert.

“Gli incendi dolosi, i saccheggi e gli attacchi contro le persone o gli edifici pubblici sono inaccettabili”, ha aggiunto. La Commissione europea ha inoltre dichiarato di essere in “stretto contatto” con l’Arcom, l’autorità francese di regolamentazione del settore digitale, e di essere pronta a fornirle assistenza per garantire che i social network rispettino i propri obblighi, in particolare il divieto di diffondere messaggi che incitino alla violenza.

“Quando le piattaforme online sospettano che possano essere commessi atti criminali, sono tenute a informare proattivamente le autorità”, ha ricordato Thomas Regnier, portavoce dell’Ue per il settore digitale, precisando che per oggi era previsto un nuovo incontro con l’Arcom.

Cinema, "Je so’ Pazzo" debutta in vetta al box office

Roma, 19 ott. (askanews) – “Je so’ Pazzo” conquista il box office italiano nel suo primo weekend di programmazione nelle sale, raggiungendo 1.533.139 euro di incasso complessivo e 192.978 presenze, confermandosi al primo posto. Il film è stato presentato alla 21esima Festa del Cinema di Roma.

“Siamo entusiasti per il risultato ottenuto nel primo weekend dal bellissimo film di Nicola Prosatore. La bella sorpresa, che ha consentito al film di piazzarsi al primo posto del box office nel weekend d’uscita, è che ‘Je so’ pazzo’ ha funzionato benissimo in Campania ( 33% dell’incasso complessivo), ma è stato al primo posto per incasso anche nei cinema di tutta Italia. Ora ci prepariamo a un secondo fine settimana in cui le sale cresceranno e il passaparola positivo avrà il suo effetto” ha dichiarato Luigi Lonigro, direttore di 01 Distribution.

“Volevamo fare un film fedele alla filosofia artistica di Pino Daniele: un’opera di qualità capace di parlare al grande pubblico. Questo bellissimo risultato ci fa sperare di essere sulla strada giusta” ha commentato il produttore di Tartare Film, Filippo Valsecchi.

Diretto da Nicola Prosatore, con protagonista Massimiliano Caiazzo, il film racconta la formazione umana e artistica di Pino Daniele, restituendo sul grande schermo le radici, le emozioni e il talento di un artista che ha lasciato un segno indelebile nella cultura musicale italiana.

Cinema, il 25 ottobre a Roma la quinta edizione del Premio Bolognini

Roma, 19 ott. (askanews) – Il grande cinema italiano e la memoria storica delle sue più grandi firme tornano protagonisti domenica 25 ottobre a Roma nella quinta edizione del Premio Bolognini che si terrà presso il Radisson Blu, Grand Hotel Ritz. L’evento, con la direzione artistica di Carlotta Bolognini, nipote del regista Mauro e figlia del produttore Manolo Bolognini, porta avanti l’impegno di celebrare il talento e le maestranze del settore, creando un ideale ponte tra passato e futuro.

“Questa quinta edizione rappresenta un traguardo emozionante e un tassello fondamentale nel percorso di valorizzazione di una tradizione di famiglia che appartiene, in realtà, a tutta la storia della nostra cultura”, ha dichiarato Carlotta Bolognini. “Mio zio Mauro e mio padre Manolo hanno dedicato la vita alla ricerca della bellezza, del rigore stilistico e del coraggio produttivo. Attraverso questo Premio non vogliamo soltanto onorare la loro memoria, ma sostenere attivamente e accendere i riflettori su chi, oggi, continua a fare cinema con la stessa straordinaria passione e dedizione”.

Il Premio alla Carriera andrà a Franco Nero. Nella lista dei vincitori per la sezione regia, Matteo Garrone e Stefano Reali; Simona Cavallari (attrice); Kim Rossi Stuart (attore); Luigi Rocchetti (trucco); Fratelli Cartocci (mezzi tecnici); Elide Cortesi (segretaria di edizione); Maurizio Millenotti (costumi); Nino Celeste (autore della fotografia); Massimo Vanni (stuntman, maestro d’armi); Roberto Girometti (direttore della fotografia); Chiara Colizzi (doppiaggio). Premio Speciale (alla Carriera), infine, alla poetessa e scrittrice Annamaria Farricelli.

Novità di quest’anno, la collaborazione con la società internazionale di produzione JuJu Entertainment, attiva nella produzione e distribuzione cinematografica, teatrale ed editoriale, con cui si punta a portare attività in ricordo di Bolognini e del cinema italiano anche a Parigi e in Europa.

Durante la serata saranno assegnate anche le croci di Sad Hill – nome legato alla storia del cinema Western all’italiana – a tre pilastri del cinema di genere e degli Spaghetti Western: Manolo Bolognini, George Eastman, Franco Nero. Il cimitero di Sad Hill non è un vero cimitero, ma un leggendario set cinematografico costruito nel 1966 in Spagna (nella provincia di Burgos) dove il regista Sergio Leone ha ambientato il leggendario “triello” finale del film “Il buono, il brutto, il cattivo” con Clint Eastwood, Eli Wallach e Lee Van Cleef.

Ex Ilva, nuove proteste a Genova: gli operai occupano l’aeroporto

Genova, 19 ott. (askanews) – A Genova nuova mattinata di proteste dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano dopo l’annuncio dell’aumento della cassa integrazione per tutti gli impianti del gruppo. I lavoratori si sono riuniti in assemblea intorno alle 7 davanti alle portinerie dello stabilimento, per poi dare vita ad un corteo che ha raggiunto l’aeroporto Cristoforo Colombo, che è stato occupato al grido “Lavoro, lavoro”.

“Dichiariamo l’aeroporto occupato finché il governo non ci darà una risposta molto chiara”, ha detto al megafono Armando Palombo della Rsu Fiom Cgil dello stabilimento Acciaierie d’Italia di Cornigliano, dopo che gli operai hanno fatto irruzione nell’area delle partenze dell’aeroporto genovese. “Non vi faremo chiudere Ilva Genova”, è la scritta che campeggiava sul lungo striscione che ha aperto il corteo dei lavoratori, a cui hanno preso parte anche alcune delegazioni di studenti, sfociato poi nell’occupazione dell’aeroporto.

Lavoro, sindacati europei in piazza contro "Eu Inc"

Roma, 19 ott. (askanews) – I sindacati europei domani manifesteranno davanti al Parlamento europeo a Strasburgo per chiedere garanzie vincolanti a tutela dei diritti dei lavoratori nella proposta “EU Inc” per un regime societario europeo. Lo annuncia la Confederazione europea dei sindacati (Ces), che organizza il presidio dalle 10 alle 12 insieme alle cinque affiliate francesi CFDT, CGT, FO, CFTC e UNSA.

La mobilitazione coincide con l’esame della proposta, a volte battezzata anche “28esimo regime”, al Parlamento europeo. I sindacati chiedono agli eurodeputati di non approvare la proposta senza “salvaguardie giuridiche vincolanti per chiudere tutte le scappatoie che potrebbero essere utilizzate dalle imprese per minare i diritti dei lavoratori, indebolire il loro potere collettivo o ridurre le loro retribuzioni”.

“Così com’è, EU Inc consentirebbe alle imprese di ignorare le leggi sul lavoro del Paese in cui hanno effettivamente sede e di cercare invece un regime con minori diritti per i lavoratori”, afferma la segretaria generale della Ces, Esther Lynch.

Questura Milano: 32 arresti per disordini domenica, 23 sono minori

Milano, 19 ott. (askanews) – Sono stati 271 i giovani accompagnati in Questura nel corso dei disordini scoppiati ieri pomeriggio nel centro di Milano. Lo ha riferito la polizia del capoluogo lombardo, spiegando che di questi 60 sono stranieri e 220 i minori. Trentadue le persone arrestate di cui 13 cittadini stranieri e 23 minorenni. Ventotto, infine, i giovani denunciati di cui 15 stranieri e 23 minori. Si specifica che 174 giovani dei 271 sono stati accompagnati e trattenuti ai sensi dell’art. 11 bis del Decreto Sicurezza D.L. n. 23/2026 che ha introdotto il fermo di prevenzione di polizia.

In una nota la questura meneghina ha ricostruito che poco dopo le 14 di ieri, sono stati segnalati piccoli gruppi di giovani, alcuni dei quali a volto coperto, che, in centro città, “hanno mostrato sin da subito il chiaro intento di creare disordini”. “Il dispositivo di ordine pubblico immediatamente predisposto ha effettuato due repentini interventi in via San Paolo e in Piazza del Duomo, bloccando gruppi eterogenei di circa 50 giovani, alcuni dei quali incappucciati” prosegue la polizia, aggiungendo che “progressivamente sono stati segnalati sciami di giovani, in piazzetta Ex Reale, in via Broletto, in via della Posta, in via Mercanti, in corso Magenta e in via Meravigli, che hanno reso necessario la veloce movimentazione dei dispositivi di ordine pubblico per far fronte alle svariate segnalazioni che pervenivano di danneggiamenti a negozi e arredo urbano: all’arrivo delle forze dell’ordine, questi gruppi si spostavano ogni volta in maniera disordinata, a volte di corsa, per compiere azioni di danneggiamenti e atti di violenza, disgregandosi in gruppi più piccoli che poi si dileguavano nelle vie del centro”.   Fino 21.30 sono proseguite numerose segnalazioni di gruppi in Largo la Foppa, corso Garibaldi, via Montenapoleone, piazza Cadorna, “rendendo necessario movimentare, in ogni circostanza, i dispositivi di ordine pubblico, predisposti al fine di interrompere le azioni delittuose ai danni, soprattutto, di negozi di abbigliamento sportivo e telefonia”.   Secondo un primo dato parziale, hanno fatto ricorso alle cure mediche in ospedale, 14 operatori delle forze dell’ordine. Gli investigatori della Digos stanno infine procedendo a ulteriori accertamenti per identificare altri responsabili dei disordini e dei danni compiuti.

Tutti pazzi per l’Irlanda: turismo italiano in crescita del 47%

Rimini, 18 ott. (askanews) – Il turismo italiano in Irlanda accelera: nei primi otto mesi del 2026 il mercato è cresciuto del 47%, confermando il buon andamento registrato dopo il record del 2024. Gli italiani cercano soprattutto natura, turismo lento, cultura e occasioni per staccare dalla vita digitale.

A sostenere la crescita contribuiscono anche i collegamenti diretti. Dal 26 ottobre easyJet volerà da Roma Fiumicino a Belfast, mentre Ryanair ha annunciato una nuova rotta tra Rimini e Dublino per l’estate 2027. L’Ente del Turismo punta anche sui mesi meno frequentati, con festival, appuntamenti musicali e iniziative legate ad Halloween e al Natale.

Marcella Ercolini, direttrice Italia dell’Ente Nazionale del Turismo d’Irlanda, ne parla al Ttg di Rimini: “Nei primi otto mesi del 2026 il mercato italiano è cresciuto del 47%, quindi un buon inizio per il 2026. E tra l’altro è un trend che conferma anche la crescita rispetto al 2024, che era stato un anno record. Quindi gli italiani amano l’Irlanda”.

“Si viene in Irlanda – prosegue – soprattutto per questo rapporto autentico con la natura. Ci sono opportunità fantastiche di disconnessione digitale, ma anche di prendersi, come dire, il tempo per sé. Il turismo lento è sempre in prima fila, ma c’è anche molta cultura, molta dinamicità, musica, letteratura e tanto senso di accoglienza da parte delle persone locali”.

“Il nuovo volo Roma-Belfast, che inizierà adesso a ottobre, apre una destinazione bellissima per i romani e tutti gli italiani del Centro Italia, perché permette di scoprire una realtà sicuramente interessante. È una natura mozzafiato, ma anche la vibrante città di Belfast, che è la città del Titanic, ma anche patrimonio UNESCO della musica”, osserva Ercolini, che sottolinea: “L’Irlanda è bella tutto l’anno. Noi consigliamo vivamente di andarci fuori stagione e di non dimenticare l’inverno. L’inverno è la stagione dei festival. Ci sono a ottobre festival di opera, di jazz, ma ci sono anche le tradizionali feste di Halloween a fine ottobre e dei festival musicali che ricominciano a gennaio con il TradFest a Dublino. Le festività natalizie, i ponti invernali sono un ottimo modo per godersi la natura, fare delle attività all’aria aperta e, se il tempo non ci piace tanto, siamo all’interno di un pub, ascoltiamo musica e gustiamoci il cibo irlandese”.

“Ci sono due cose – aggiunge Ercolini – che sorprendono gli italiani quando vanno in Irlanda. La prima è il cibo. In Irlanda si mangia bene. È una cucina di ingredienti e prodotti del territorio, che vengono proposti con ricette autentiche, tradizionali, ma anche rivisitate da chef creativi. La seconda cosa che sorprende è l’accoglienza delle persone. Gli irlandesi sono simpatici, sono accoglienti e ci si sente subito a casa”. “La novità di oggi – conclude – è il volo diretto Rimini-Dublino, che inizierà ad aprile 2027. È stato annunciato oggi da Ryanair e noi ne siamo felicissimi”.

Studenti delle scuole d’arte e cultura bloccano l’ingresso del Louvre

Roma, 19 ott. (askanews) – Davanti alla piramide del Louvre, studenti delle scuole d’arte e di cultura francesi stanno manifestando e bloccando l’ingresso del museo. Lo riportano Le Figaro e altri media.

“I turisti in attesa sono aggressivi nei nostri confronti perché hanno pagato il biglietto”, ha riferito una delle manifestanti, che distribuiscono volantini in francese e in inglese. Un gruppo di studenti è sceso in piazza per esprimere il proprio “sostegno” al movimento degli studenti delle scuole superiori e denunciare la “repressione della polizia”. Lo ha appreso la France Presse dalla direzione del museo e da due organizzazioni sindacali.

“Siamo orgogliosi di annunciarvi che stiamo bloccando il museo più grande del mondo”, si legge nel volantino, visionato dalla France Presse.

Secondo la direzione, la mobilitazione, promossa dagli studenti dell’Ecole du Louvre, non è direttamente legata al museo, che viene semplicemente utilizzato “come cassa di risonanza” della protesta. Per questo motivo, il Louvre non ha potuto aprire regolarmente le proprie porte alle 9 del mattino.

Scontri a Milano, il pm chiede il carcere per 5: devastazione e saccheggio

Milano, 19 ott. (askanews) – Sono in tutto 11 le richieste di custodia cautelare in carcere formulate dalla procura di Milano per altrettanti giovani arrestati dopo gli scontri avvenuti nel fine settimana nel centro del capoluogo lombardo. Le accuse, per tutti, sono devastazione e saccheggio (reato regolamentato dall’art. 419 del codice penale e punito fino a 15 anni di carcere) e resistenza pluriaggravata.

Cinque di loro sono stati arrestati per la guerriglia che sabato pomeriggio ha messo a ferro e fuoco il centro di Milano, mentre gli altri 6 per aver preso parte agli scontri e ai saccheggi avvenuti nel pomeriggio di domenica. La procura diretta da Marcello Viola chiede per tutti la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere.

Museo del Novecento: Tommaso Trini.La terra vista dalla luna

Milano, 19 ott. (askanews) – Fino al 14 marzo 2027 il Museo del Novecento presenta Tommaso Trini. La terra vista dalla luna, mostra dedicata a Tommaso Trini, critico, giornalista, curatore e docente, tra le voci più originali e indipendenti della critica d’arte italiana della seconda metà del Novecento. Curata da Daniela Domina e Iolanda Ratti con Lodovica Cesaretti, la mostra costituisce il secondo appuntamento di Voci del Novecento, il ciclo espositivo dedicato a critici, curatori e storici dell’arte che hanno contribuito a orientare la comprensione dei linguaggi e delle correnti dell’arte contemporanea. Inaugurato nel 2025 con il progetto dedicato a Enrico Crispolti, il programma proseguirà nel 2027 con una mostra su Pierre Restany.

Iolanda Ratti ha racconta ad askanews il progetto: “La terra vista dalla luna è la mostra dedicata dal Museo del Novecento a Tommaso Trini ed è del secondo capitolo di vVci del Novecento, progetto iniziato con una mostra dedicata a Enrico Crispolti e torna invece ora occuparsi di critica con Tommaso Trini, una figura radicalmente diversa. Mentre Crispolti era un critico consolidato, accademico, Trini lui stesso si definisce un critico amateur, un’autodidatta che inizia in realtà come cronista per poi infilarsi nei meandri dell’arte e partecipare anche a tutto quello che sono statigli avvenimenti dell’arte soprattutto dagli anni Sessanta fino ad oggi. La mostra inizia dagli esorti di Tommaso Trini e abbiamo deciso di dedicarci soprattutto agli anni Settanta e in particolare a Data, la rivista fondata e diretta da Tommaso Trini che a tutti gli effetti è una sua opera e che ha contribuito veramente in maniera radicale alla lettura degli anni Settanta. Negli anni Ottanta Trini poi si dedica moltissimo a un altro capitolo fondamentale della sua vita che è l’insegnamento, a Milano in particolare all’Accademia di Belle Arti di Brera. La mostra si conclude con gli anni Ottanta lasciando aperti nuovi spiragli di ricerca. La mostra ha un andamento cronologico-tematico, quindi abbiamo una serie di vetrine laterali dove viene ricostruita la sua biografia intellettuale critica per poi passare al cuore della mostra che è appunto una lunga timeline di tutti i Data che sono anche visibili uno a uno tramite QRcode e proprio il cuore invece analizza quelli che sono i punti fondanti della ricerca di Trini che ritornano dagli anni Sessanta fino ad oggi e che sono proprio la nuova posizione del critico. Quello che abbiamo inteso fare è descrivere questa figura di intellettuale a tutto tondo con un grande apporto interdisciplinare, un approccio antropologico rispetto all’arte e con quello che è la sua visione del critico che deve esorbitare, deve girare intorno al pianeta arte come un satellite e cercare di cogliere, di mappare come un radar tutti quelli che sono questi avvenimenti che vengono poi restituiti in una sorta di grande geografia degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Questo esorbitare, questo vedere l’arte dal di fuori non è in realtà una volontà di astrazione, ma per Trini vuol dire proprio avere una mappa, un insieme in modo che sia molto chiaro, proprio una sorta di atlante visivo per poi andare a scandagliare i singoli avvenimenti”.

Il titolo La terra vista dalla luna prende spunto dalla fotografia Earthrise, realizzata dall’astronauta William Anders durante la missione Apollo 8 nel dicembre 1968. Nel febbraio 1969 Trini pubblica l’immagine sulle pagine di Domus a corredo dell’articolo L’immaginazione conquista il terrestre, dedicato alle ricerche artistiche sul paesaggio e sulla natura. Il riferimento allo spazio e al cosmo, ricorrente nei suoi scritti e legato al suo interesse per la fisica e l’astronomia, diventa la chiave evocativa dell’intero progetto espositivo. Allestita negli Archivi “Ettore e Claudia Gian Ferrari” al quarto piano del museo, la mostra è promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta dal Museo del Novecento in collaborazione con l’Archivio Tommaso Trini.

Zelensky: Kiev ha sostenuto "ogni" piano di pace

Roma, 19 ott. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, informando sull’ultimo attacco con missili balistici promosso da Mosca contro Kiev, ha sostenuto che il governo ucraino ha sempre sostenuto “ogni” piano di pace e tregua promosso per porre fine al conflitto iniziato dalla Russia.

“L’Ucraina non ha mai voluto questa guerra e ha accolto con favore ogni tentativo dei nostri partner di porre fine a questo conflitto in modo dignitoso. Abbiamo risposto positivamente a ogni proposta di cessate il fuoco. La risposta della Russia, ogni volta, è stata la stessa: missili balistici, Shahed e uccisioni”, ha sostenuto Zelensky, aggiungendo che “Putin non solo non vuole porre fine a questa guerra, ma non vuole nemmeno compiere alcun passo verso la distensione. Tutti i nostri partner lo hanno constatato direttamente, ascoltando i rifiuti della Russia”. “Un altro attacco russo con missili balistici si è verificato durante la notte, in diverse ondate, e ancora una volta non abbiamo ricevuto alcun preavviso dai nostri partner. I russi hanno nuovamente preso di mira impianti energetici e infrastrutture, ma sono stati danneggiati anche un ambulatorio medico, una scuola, una stazione della metropolitana e normali edifici residenziali”, ha informato il leader ucraino.

“In totale, i russi hanno lanciato 16 missili balistici in un attacco deliberato contro Kiev e la regione di Kiev. Hanno inoltre lanciato più di 200 droni di vario tipo, compresi gli Shahed a propulsione a reazione, colpendo aree che vanno dalle regioni di Kharkiv e Dnipro fino alle regioni di Volinia, Rivne e Odessa”, ha specificato Zelensky, aggiungendo che “purtroppo ci sono delle vittime”.

“Durante la notte e questa mattina, la Russia ha attaccato impianti energetici nelle regioni di Vinnytsia, Volinia, Kirovohrad, Kiev, Mykolaiv, Zhytomyr, Khmelnytskyi, Kharkiv, Ternopil, Odessa e Rivne. In una sola notte sono state danneggiate più di 10 infrastrutture energetiche e almeno 550.000 famiglie sono rimaste senza elettricità. Le squadre di riparazione stanno lavorando sul posto”, ha aggiunto Zelensky su X.

“È fondamentale chiamare le cose con il loro nome: definire aggressore chi aggredisce e aiutare l’Ucraina a difendere le vite umane”, ha sostenuto Zelensky.

“Quando le forniture di missili destinati alla difesa aerea ucraina vengono bloccate, mentre alla Russia vengono concesse agevolazioni o proroghe nell’applicazione delle sanzioni, purtroppo si tratta, da parte dei nostri partner, di un rifiuto di riconoscere la realtà”, ha ribadito il leader ucraino.

“La realtà è che la guerra continua, e continua esclusivamente a causa degli attacchi russi e della volontà della Russia di prolungare il conflitto”, ha concluso Zelensky.

A Chiavenna Aymonod e Mayr vincono il Vertical, Valchiese tricolore

Milano, 19 ott. (askanews) – La S.A. Valchiese conquista il titolo italiano maschile di staffetta di corsa in montagna, mentre la Recastello si conferma campione nazionale femminile. Sono i risultati principali della decima edizione del “Val Bregaglia Trail”, disputata domenica 18 ottobre tra Svizzera e Italia, a conclusione di un fine settimana agonistico iniziato sabato con il 27esimo Kilometro Verticale Chiavenna-Lagunc, vinto da Henri Aymonod e Andrea Mayr. La manifestazione ha riunito in Valchiavenna le prove individuali e i Campionati italiani Fidal di staffetta nelle categorie Assoluti, Juniores e Master.

La competizione tricolore ha riproposto un percorso in linea, anziché il circuito utilizzato negli ultimi anni, con frazioni tra Svizzera e Italia e arrivo a Chiavenna (Sondrio). Nella gara maschile la S.A. Valchiese, seconda ai Campionati italiani del 2025 a Casnigo, ha conquistato il titolo con Alberto Vender, Luca Merli e Marco Filosi, chiudendo in 1h37’14″. Dopo una prima frazione condotta in testa da Vender e alcune posizioni perse nella seconda, Filosi ha completato la rimonta nell’ultimo tratto, superando gli avversari sulla salita finale prima della discesa verso Chiavenna. La formazione trentina ha preceduto di 45 secondi la Sport Project VCO, seconda in 1h37’59″ con Thomas Floriani, Roberto Giacomotti e Simone Adamini. Terzo posto per la Gemonatletica di Tiziano Moia, Giulio Simonetti e Andrea Fadi, arrivata sette secondi dopo. La squadra campione italiana uscente non è riuscita a difendere il titolo: Luciano Rota e Isacco Costa hanno ottenuto rispettivamente il decimo e il quinto tempo nelle loro frazioni.

La gara femminile ha invece confermato il titolo della Recastello, con Beatrice Bianchi e Alice Gaggi prime in 1h15’33″. Bianchi ha affrontato la frazione iniziale da San Barnaba di Villa di Chiavenna, raggiungendo per prima il cambio. Gaggi ha mantenuto il vantaggio fino al traguardo di piazza Bertacchi, nel centro di Chiavenna. La lotta per il secondo posto si è risolta al fotofinish. Noemi Bogiatto e Noemi Bouchard, dell’Atletica Saluzzo, hanno conquistato l’argento in 1h16’14″, precedendo di appena dieci centesimi Arianna Del Pino e Sara Nait, dell’Unione Sportiva Aldo Moro. Un distacco minimo dopo oltre un’ora di gara, che ha separato le due formazioni nella classifica finale. Nelle categorie Juniores, il titolo femminile è andato alla S.A. Valchiese con Virginia Rizzon ed Emma Zanetti, prime in 1h31’23″. Tra gli uomini si è imposta l’U.S. Malonno con Matteo Bonetti e Filippo Bertazzini, che hanno concluso in 1h06’02″. La manifestazione comprendeva anche i Campionati italiani Master di staffetta.

Accanto alle prove tricolori, il Val Bregaglia Trail ha ospitato la competizione individuale di 25 chilometri. Andrea Elia, della Recastello, ha vinto in 1h55’24″, davanti a Iain Best e Stefano Radaelli, dell’A.S.D. Pegarun. Tra le donne Elisa Desco, dell’Atletica Alta Valtellina, si è imposta in 2h09’10″, precedendo la scozzese Catronia Macdonald e Nina Zoller, dell’Alpen Challenge.

Il fine settimana era cominciato sabato 17 ottobre con il Kilometro Verticale Chiavenna-Lagunc, disputato lungo la storica mulattiera che collega la città al borgo montano di Lagunc. Il percorso concentra mille metri di dislivello positivo in 3.298 metri di sviluppo, con una pendenza media superiore al 30%. La cronoscalata si è svolta in una mattinata soleggiata, con una partecipazione particolarmente numerosa e molti spettatori nella zona d’arrivo, dove è stato assegnato anche il 41esimo Trofeo Amici Madonna della Neve Lagunc. Henri Aymonod, atleta dell’U.S. Malonno, ha conquistato il sesto successo personale fermando il cronometro a 31’19″, appena tre secondi in più rispetto alla vittoria del 2025. Alle sue spalle Andrea Elia ha chiuso secondo in 31’51″, precedendo il britannico Edward Hobbs, terzo in 33’36″. Quarto Tiziano Moia, della Gemonatletica, in 34’47″, seguito da Luca Curioni, del G.P. Valchiavenna, quinto in 35′. Il primo successo di Aymonod a Lagunc risale al 2019. Sono seguite le vittorie del 2020, 2021, 2023 e 2025. Nel 2024 era stato proprio Elia a interrompere la serie, imponendosi in 31’08″ con sette secondi di vantaggio sul rivale. Il lecchese, quarto lo scorso anno, è tornato così sul podio della cronoscalata, prima di affrontare il giorno successivo il trail di 25 chilometri.

Nella gara femminile Andrea Mayr, sette volte campionessa mondiale individuale di corsa in montagna, si è imposta in 38’08″, conquistando il quinto successo a Chiavenna dopo quelli del 2017, 2018, 2021 e 2022. L’austriaca conserva anche il primato del percorso, stabilito nel 2018 con il tempo di 35’40″. Seconda la svizzera Paola Stampanoni in 39’59″, reduce dal titolo mondiale Vertical conquistato a settembre ai Campionati mondiali di skyrunning di La Gomera, nelle Canarie. Per lei è il terzo podio consecutivo a Lagunc, dopo il terzo posto del 2024 e il secondo del 2025. Terza Benedetta Broggi, della Recastello, in 42’03″, a sua volta medaglia di bronzo mondiale Vertical nella stessa rassegna iridata. Seguono Martina Brambilla, del Team Pasturo ASD, quarta in 42’39″, e la cilena Florencia Vasquez, del team DX3, quinta in 43’02″.

La classifica Combo, riservata agli atleti che hanno partecipato e concluso entrambe le competizioni individuali del fine settimana, ha premiato Andrea Elia e Nina Zoller.

Foto di Davide Ferrari

Bankitalia, Panetta: preparazione e condivisione cruciali contro rischi clima

Roma, 19 ott. (askanews) – “Il cambiamento climatico sta creando profonda incertezza, elemento che rende la preparazione sempre più importanza. La resilienza dipende dalla nostra capacità di capire i rischi, condividerli in maniera più efficiente e ridurre l’esposizione prima che lo shock colpisca”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nel suo intervento questa mattina a Manila in apertura della quinta edizione della “Green Swan Conference: navigating climate risks amid uncertainties”, organizzata dalla Banca d’Italia insieme alla Banca dei Regolamenti Internazionali (Bis), alla Banca centrale delle Filippine e al Network for Greening the Financial System (Ngfs).

“Questi elementi – ha spiegato – si rafforzano l’un l’altro: migliori informazioni migliorano il modo di valutare e allocare i rischi, condividerli meglio rafforza la capacità di riprendersi da eventi avversi. L’adattamento riduce le perdite che in definitiva bisogna assorbire”.

Secondo Panetta “nessuna singola istituzione da sola può raggiungere questi obiettivi. Governi, intermediari finanziari, assicuratori, imprese, banche di sviluppo multilaterali e banche centrali hanno responsabilità distinte ma complementari – ha detto -. La cooperazione internazionale è altrettanto in essenziale. Lo shock climatico attraversa le frontiere tramite commercio, mercati finanziari e catene di approvvigionamento, mentre spesso le conoscenze e le soluzioni necessarie per rafforzare la resilienza sono condivise tra paesi”.

La conferenza Green Swan è stata creata per dare consapevolezza di questo messaggio a policy maker, accademici e partecipanti di mercato. “Le discussioni di oggi ci possono aiutare a migliorare la nostra comprensione del rischio climatico, a condividere soluzioni efficaci e ad accelerare gli investimenti sulla resilienza. Le nostre economie e i nostri sistemi finanziari ha concluso Panetta – devono essere in grado di assorbire gli shock clima climatici, evitando che si sviluppino in crisi più ampie. Pensare al domani significa rinforzare la resilienza di oggi”.

In arrivo un’estesa perturbazione: piogge anche abbondanti e temporali

Roma, 19 ott. (askanews) – La nuova settimana segnerà un netto cambio di passo rispetto ai giorni precedenti, proponendo uno scenario decisamente più dinamico e d’impronta pienamente autunnale, in particolare nella prima metà. L’avanzamento delle correnti occidentali favorirà l’arrivo di una perturbazione ben organizzata diretta verso il bacino del Mediterraneo. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, spiega che nella giornata di lunedì si confermeranno condizioni di spiccata instabilità al Nord-Ovest, con fenomeni localmente intensi che interesseranno in primis il Ponente Ligure. Tra martedì e mercoledì l’ingresso del sistema perturbato atlantico, molto esteso, determinerà una fase di precipitazioni diffuse su gran parte del Paese.

Le regioni del Nord-Ovest, e in particolare la Liguria e il Piemonte, saranno esposte a piogge continue e abbondanti. Entro il pomeriggio di mercoledì, gli accumuli complessivi potranno superare i 100-150 mm nell’area del Savonese. Con il progressivo avanzamento del fronte, entro mercoledì pomeriggio le precipitazioni si estenderanno a quasi tutto il territorio nazionale.

Un’attenzione particolare andrà rivolta ai settori tirrenici, Toscana e Lazio in primis, tradizionalmente più esposti a questa tipologia di configurazioni atlantiche. Da mercoledì i venti andranno a disporsi dai quadranti occidentali e sud-occidentali: le intense correnti di Libeccio che soffieranno a oltre 40 km/h potranno generare delle mareggiate lungo le coste esposte di Liguria e Toscana con onde alte fino a 3-4 metri. Da giovedì, a seguito del transito della perturbazione, si assisterà a un calo delle temperature minime di circa 2-4°C.

Milano, la condanna di Landini e il dovere della responsabilità

Una condanna limpida

A Maurizio Landini bisogna dare atto di una presa di posizione limpida, inequivocabile. Il segretario generale della Cgil ha definito le violenze e i saccheggi che hanno sconvolto Milano «azioni criminali, gravi, inaccettabili e da condannare». Parole nette, senza attenuanti.

Altrettanto significativa la solidarietà espressa alle forze di polizia e all’amministrazione comunale, impegnate a garantire «il rispetto della legalità e della convivenza civile». Una dichiarazione che merita di essere valorizzata per il suo significato istituzionale.

 

I numeri della guerriglia

Il bilancio degli scontri di sabato 17 ottobre è impressionante. Circa 5.000 manifestanti, 72 persone accompagnate in Questura, 17 arresti, tra cui cinque minorenni, 22 denunciati e 104 feriti tra le forze dell’ordine. Oltre mezzo milione di euro, secondo Confcommercio, tra danni e mancati incassi.

Ma il dato forse più allarmante è l’età di molti protagonisti delle devastazioni. Persino ragazzini di dodici anni coinvolti in una violenza apparentemente anarchica, senza riconoscibili appartenenze politiche, tra assalti ai negozi, vetrine infrante, incendi e aggressioni alla polizia. Una guerriglia proseguita, con nuovi episodi, anche domenica.

 

Il senso delle istituzioni

Di fronte a manifestazioni di tale portata, la risposta della politica non può esaurirsi nella polemica quotidiana. Governo e opposizioni hanno responsabilità diverse, ma condividono il dovere di difendere la legalità, la sicurezza dei cittadini e la libertà di manifestare pacificamente.

Occorrono fermezza, equilibrio e spirito di coesione nazionale. Senza confondere il dissenso con la violenza, né trasformare l’ordine pubblico in un terreno di scontro permanente tra schieramenti.

 

Del resto, la cultura politica di centro si nutre precisamente di questa forte sensibilità istituzionale. Lo Stato democratico non appartiene alla maggioranza del momento: è la casa comune che tutte le forze costituzionali sono chiamate a difendere.

La chiarezza di Landini va riconosciuta anche per questo. Quando la convivenza civile è minacciata, il senso delle istituzioni deve prevalere sulle convenienze di parte. Non per cancellare le differenze politiche, ma per custodire le condizioni che consentono alla democrazia di esprimerle.

La violenza di piazza e la sinistra che balbetta

Un tabù che ritorna

C’è poco da fare. Ci sono temi che restano dei veri e propri tabù all’interno di alcuni settori della politica italiana. Del passato e del presente. Tra questi c’è il capitolo della violenza politica, o meglio, della protesta di piazza e della conseguente violenza di piazza. È un tema antico, purtroppo, che ha caratterizzato il comportamento di molte forze politiche ogniqualvolta si presenta l’occasione di affrontare la risorgente violenza di piazza nel nostro Paese. E non solo nel nostro Paese.

Si tratta di quel «filo rosso» che negli anni Settanta portava allo slogan «né con lo Stato né con le BR» e che negli anni più recenti, per non applicare i canoni del passato alla stagione contemporanea, porta a una sorta di permanente «comprensione» di ogni «disagio sociale» che si presenta nelle dinamiche concrete della nostra società.

 

Il richiamo all’«autunno caldo»

Ora, e per tornare all’oggi, siamo di nuovo alle prese con il solito ritornello del ritorno dell’«autunno caldo». Che questa volta, come da copione, riparte dalla Francia per poi trasferirsi in altri Paesi europei.

E, sempre per restare all’oggi, nelle settimane scorse abbiamo assistito a un continuo richiamo di molti opinionisti, conduttori TV e commentatori della carta stampata riconducibili al campo variegato e composito della sinistra italiana per trasferire anche nel nostro Paese la dura e violenta protesta francese. A prescindere dai temi che sono sul tappeto e al centro delle rivendicazioni in quel Paese. Perché quello che conta, secondo questa vulgata, è far decollare una vasta e massiccia protesta di piazza contro il nemico politico giurato del momento.

E all’interno di questo contesto non si può escludere purtroppo, come ovvio e persino scontato, il capitolo della potenziale, e del tutto possibile come abbiamo ancora una volta sperimentato, violenza di piazza. Ed è proprio su questo versante che si inserisce il tema dell’inevitabile reazione politica ai possibili fenomeni violenti. E, soprattutto, di come replicare politicamente a questa drammatica, inquietante e grave violenza politica e di piazza.

E, purtroppo, è questo il momento in cui fioriscono le contraddizioni, le zone d’ombra, i balbettamenti e gli equivoci.

 

Una condanna senza zone d’ombra

Ora, tutti sappiamo che queste manifestazioni, al di là dei settori violenti ed estremisti che le frequentano, sono attraversate da un «popolo» che è riconducibile — almeno nel nostro Paese — agli attuali partiti di sinistra dell’opposizione politica.

E, di conseguenza e alla luce di questa situazione oggettiva e nota a tutti, adesso la risposta — se vuole essere credibile e seria — non può che essere quella di fugare e chiarire qualsiasi zona d’ombra e di pronunciare parole nette, chiare, definitive e inequivoche di fronte alla violenza politica e di piazza. A prescindere dai promotori delle iniziative di protesta, da chi le frequenta, dai comportamenti concreti che si sviluppano in quelle piazze e dalle conseguenze che le caratterizzano sul versante dell’ordine pubblico.

 

Il disagio sociale non diventi un alibi

Detto con parole ancora più semplici e chiare, si tratta semplicemente di non accampare continuamente il cosiddetto «disagio sociale» di turno per poi giustificare, di fatto, la rabbia che esplode da quelle piazze.

Come, del resto, non si può continuare a ridurre — come, purtroppo, avviene da molti anni — il tutto a piccoli, insignificanti e marginali gruppi di protesta e violenti che si infilano in questi cortei. Perché è proprio in questa continua sottovalutazione del fenomeno, com’è ormai noto a tutti, che si annida anche e soprattutto la «comprensione» della violenza se non, addirittura, la sua giustificazione.

 

In gioco c’è la democrazia

In ultimo, ma non per ordine di importanza, qui non è in discussione la difesa, o meno, del governo di turno. Che piaccia o che non piaccia non ha alcuna importanza.

Quello che, al contrario, è in discussione è la credibilità della nostra democrazia, la difesa della qualità della democrazia e, soprattutto, la credibilità delle istituzioni democratiche. Insomma, non si può sacrificare questo bene supremo solo per l’odio implacabile e spietato nei confronti del nemico politico.

La neuropsicologia delle reti decisionali nelle leadership

Nella complessa architettura della società contemporanea, caratterizzata da iperconnessione, incertezza ed elevate sollecitazioni cognitive, la comprensione dei processi di guida e influenza richiede un cambio di paradigma radicale. Non è più sufficiente analizzare la leadership attraverso modelli unicamente strategici o comportamentali: occorre radicarla nella biologia dell’essere umano. Come evidenziato nelle recenti prospettive neuroscientifiche applicate alla prestazione umana, la vera sostenibilità dell’azione direttiva risiede nella capacità di integrare corpo, mente ed emozioni per generare un impatto autentico e duraturo.

 

Dall’healthspan al peakspan: l’ottimizzazione del potenziale

La riflessione scientifica sulla longevità si è evoluta dal semplice concetto di lifespan (durata della vita) a quello di healthspan (gli anni vissuti in salute fisica e cognitiva). Tuttavia, per chi esercita ruoli decisionali e guida comunità o organizzazioni, emerge un terzo orizzonte fondamentale: il peakspan.

Il peakspan definisce la finestra temporale dell’esistenza in cui la persona riesce a esprimere il proprio massimo potenziale, coniugando chiarezza mentale, stabilità emotiva, energia fisica e presenza consapevole. In un contesto sociale come quello odierno, preservare ed estendere il peakspan non è una questione di sola prestazione individuale, ma un imperativo etico.

 

La neurochimica sociale delle reti decisionali

L’atto di decidere non avviene mai in un vuoto isolato, bensì all’interno di reti umane e interpersonali mediate da precisi meccanismi neurochimici e fisiologici. La neurobiologia evidenzia come il clima emotivo di un gruppo sia modellato dalla risonanza interpersonale e dalla percezione di sicurezza, così strutturata:

  • Neurochimica della motivazione e della fiducia. Neurotrasmettitori come la dopamina sostengono la spinta verso gli obiettivi e la ricerca di senso, mentre l’ossitocina facilita la coesione, la fiducia reciproca e la riduzione dei circuiti della paura.
  • La presenza e la sintonia interpersonale. Attraverso microsegnali posturali, facciali e vocali, il cervello umano rileva lo stato di attenzione e sincerità dell’altro. La reale presenza del leader attiva nelle reti decisionali aree quali l’insula e la corteccia prefrontale, innescando circuiti di sincronizzazione sociale e creando un ambiente psicologicamente sicuro in cui il dubbio diventa risorsa e non minaccia.
  • Fisiologia del giudizio. La gestione dei processi decisionali richiede il bilanciamento tra risposte istintive (Sistema 1) e deliberazione complessa (Sistema 2). Garantire le risorse energetiche e metaboliche necessarie al Sistema 2 — sonno, gestione dello stress, nutrizione — permette di evitare decisioni reattive dettate da insicurezza o aggressività difensive, favorendo scelte ponderate ed etiche.

 

Verso un’influenza responsabile per le sfide sociali

Di fronte alle trasformazioni tecnologiche, una leadership basata sulla sola dominanza e sul controllo eudemonico appare anacronistica e disfunzionale. La forza autentica risiede nella capacità di contenere la complessità, offrendo protezione e stabilità al sistema nervoso collettivo.

Comprendere la neuro-leadership significa abbandonare la logica della prestazione a tutti i costi per abbracciare quella dell’impatto sostenibile. Riconoscere l’interdipendenza tra la biologia personale e la dinamica sociale è la chiave per guidare le reti umane sociali verso una crescita integrata, consapevole e resiliente.

«Del resto la leadership evolutivamente nasce prima del linguaggio, e quindi si manifesta al di là delle parole. Essere riferimento, non reazione. Essere stabilità, non minaccia. Essere catalizzatore, non detonatore… noi seguiamo chi ci regola, non chi ci domina. Seguiamo chi ci fa sentire più umani, non più piccoli» (Filippo Ongaro, Biologia della Leadership, ROI Edizioni, 2026).

L’Europa non può vivere di veti

Il costo dell’immobilismo

L’Europa produce regole, ma davanti alle grandi scelte torna a somigliare a una conferenza di governi. Il problema è trasformare ventisette sensibilità in decisioni prima che altri decidano per noi. L’immobilismo non è neutralità. È una scelta, spesso la più costosa.

Il 19 ottobre, a Palazzo Vecchio, il confronto su Un Codice per una Nuova Europa riaprirà una questione che non può restare culturale. Il progetto di Nuova Camaldoli, presentato a Camaldoli nel settembre 2025, è stato pubblicato da Ave nel luglio 2026. Nel ricordo di David Sassoli, la domanda è scomoda: quale potere comune siamo pronti a costruire, e chi dovrà risponderne?

 

Il paradosso dell’unanimità

L’Unione non è paralizzata ovunque dal veto: gran parte della legislazione viene approvata a maggioranza qualificata. Ma proprio su dossier strategici — politica estera e di sicurezza, risorse proprie, bilancio pluriennale — resta decisiva l’unanimità, pur con eccezioni. Così un governo può bloccare impegni che riguardano centinaia di milioni di cittadini. Difendere la sovranità è legittimo; scambiare il diritto di blocco per capacità di governo è un’illusione.

Esistono già nei Trattati «clausole passerella» per passare, in ambiti delimitati, dall’unanimità alla maggioranza qualificata. Non sono scorciatoie: richiedono accordi unanimi e garanzie istituzionali. Ecco il paradosso: per disinnescare certi veti serve prima superare un veto. Se il limite è politico, bisogna dirlo; se servono riforme dei Trattati, occorre avere il coraggio di discuterle.

 

Le risorse per l’autonomia

La seconda contraddizione riguarda il denaro. La Commissione propone quasi 2.000 miliardi per il bilancio UE 2028-2034: sono sette anni di risorse comuni, non uno stanziamento già approvato. Il rapporto Draghi stima invece in 750-800 miliardi l’anno gli investimenti aggiuntivi, pubblici e privati, necessari alla competitività europea. Grandezze diverse, che non vanno sommate né contrapposte, ma che rendono evidente una domanda: con quali strumenti finanziamo le priorità che dichiariamo indispensabili?

Autonomia strategica non è uno slogan da aggiungere a ogni comunicato. Significa collegare reti energetiche, trattenere e attrarre ricerca, far crescere imprese tecnologiche, ridurre dipendenze critiche e investire nella sicurezza. Senza strumenti comuni, ciascun Paese rischia di pagare di più per ottenere meno. Ma ogni nuovo investimento chiede una scelta trasparente: chi contribuisce, chi beneficia, quali territori rischiano di essere esclusi?

 

Il nodo democratico

C’è infine il nodo democratico. Il Parlamento europeo è colegislatore in molte materie, ma non ha un diritto generale di iniziativa legislativa: può chiedere proposte alla Commissione, che deve motivare il rifiuto. Una maggiore capacità di agire dell’Unione, senza un controllo parlamentare più leggibile, rischia di ampliare proprio quella distanza dai cittadini da colmare.

Serve una responsabilità riconoscibile: decisioni condivise dove i problemi attraversano le frontiere; sussidiarietà dove le comunità possono agire meglio; più trasparenza sui compromessi tra governi; verifica pubblica degli effetti su lavoro, coesione, ambiente e diritti. La sicurezza non può diventare l’alibi per dimenticare la diplomazia e la pace. E la competitività non può trasformarsi in una corsa che lascia indietro i territori fragili.

 

Una nuova Camaldoli europea

Il Codice di Camaldoli del 1943 immaginò il Paese da ricostruire. Una nuova Camaldoli europea dovrebbe chiedere non soltanto quali valori ci uniscono, ma quali decisioni siamo pronti ad assumere insieme. Il costo della non-Europa non compare in una singola voce di bilancio: lo paghiamo ogni volta che il futuro del continente viene deciso altrove.

 

Nota dell’autrice

Il Manifesto per l’Umanizzazione della Società e il lavoro di ricerca sull’Humanization Impact Framework (HIF), promossi da FRIBC, approfondiscono un interrogativo complementare: come osservare gli effetti concreti delle decisioni europee sulle persone e sulle comunità.

A Gaza uccisi un comandante di Hamas e altri due miliziani palestinesi

Roma, 19 ott. (askanews) – Un comandante di Hamas e altri due miliziani sono stati uccisi in distinti attacchi nella Striscia di Gaza nel fine settimana. Lo ha annunciato l’esercito israeliano.

Un attacco condotto sabato nel quartiere di Tuffah, a Gaza City, ha ucciso Abdullah Mohammed Khamis Jaber, identificato dalle Forze di difesa israeliane (Idf) come un membro di Hamas coinvolto nella produzione di armi e figura di rilievo nella divisione del movimento fondamentalista islamico palestinese responsabile della produzione di armamenti.

Un altro attacco, sempre sabato e nella zona di Tuffah, ha ucciso Majed Ahmed Mustafa Sabbag, comandante di una cellula di Hamas, secondo quanto riferito dall’esercito. Le Idf hanno inoltre dichiarato che un terzo attacco, condotto nel nord della Striscia di Gaza, a Jabalia, ha ucciso Amer Bashir Mohammed Khourani, membro di un battaglione del genio di Hamas.

Secondo l’esercito israeliano, i tre miliziani erano stati recentemente coinvolti nella preparazione di attacchi contro le truppe e i civili israeliani, oltre che in tentativi di ripristinare le capacità operative di Hamas, “in sistematica violazione del cessate il fuoco”.

Francia, il ministro della Giustizia: alle 8 di oggi 2.331 in stato di fermo

Roma, 19 ott. (askanews) – Alle 8 di questa mattina in Francia si contavano complessivamente “2.331 persone in stato di fermo”, in relazione alle violenze del fine settimana. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia francese, Gerald Darmanin, ospite negli studi di France 2.

“Il 70 per cento delle persone fermate è maggiorenne, quindi non si tratta di studenti delle scuole superiori. (…) Molto spesso sono già note alle forze di polizia e alla magistratura”, ha dichiarato.

Il Guardasigilli ha precisato che “nella stragrande maggioranza dei casi, in oltre l’80 per cento delle situazioni, il fermo viene mantenuto”, un dato che, a suo avviso, dimostra la grande “fermezza” delle procure.

Macron chiede una nuova ‘dottrina’ per la tutela dell’ordine pubblico

Roma, 19 ott. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto di introdurre una nuova dottrina per il mantenimento dell’ordine pubblico “di fronte ai teppisti”, nel tentativo di arginare la crisi politica dopo le scene di caos che sabato hanno interessato numerose città del Paese.

Il presidente ha di nuovo invocato “trasparenza”, puntando il dito contro “le carenze nella prevenzione e nell’intelligence” che hanno portato a rivolte e devastazioni. Una gestione che, secondo le autorità, ha prodotto numeri impressionanti: 2.400 fermi e quasi un migliaio di agenti delle forze dell’ordine feriti. L’operato delle autorità è stato tuttavia duramente criticato, in particolare dai sindaci di Parigi, Marsiglia e Limoges.

Soprattutto, di fronte alle devastazioni nelle strade e ai saccheggi dei negozi, la cui portata ha lasciato sbigottito il Paese nella giornata di sabato, Macron ha chiesto al ministro degli Interni di introdurre “il prima possibile sul campo nuove modalità operative (…) per contrastare i teppisti”.

Putin propone un vertice per porre fine al conflitto in Ucraina con Trump e Xi

Roma, 19 ott. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto un vertice il mese prossimo con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping per negoziare una fine del conflitto in Ucraina, in corso da quattro anni, a condizioni favorevoli a Mosca. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza dei colloqui.

Il vertice proposto arriva in un momento di progressivo riavvicinamento tra Trump e Putin, soprattutto dopo che il presidente statunitense ha annunciato un accordo per l’acquisto di gasolio russo e ha firmato venerdì un provvedimento che sospende alcune delle principali sanzioni contro Mosca.

Citando un ex agente dell’intelligence russa informato sulla questione, il quotidiano ha riferito che Putin avrebbe avanzato la proposta durante una telefonata con Trump il 9 ottobre, nel corso della quale sarebbe stato raggiunto anche l’accordo sul diesel tra i due Paesi. La Casa Bianca non ha risposto nell’immediato a una richiesta di commento da parte dell’agenzia di stampa Reuters, come il Cremlino e le ambasciate di Russia e Cina a Washington.

A Parigi effettuati 108 arresti nella giornata di domenica

Roma, 19 ott. (askanews) – A Parigi sono stati effettuati 108 arresti nella giornata di domenica, 66 dei quali in serata. Lo ha riferito la Prefettura di polizia della capitale francese, che ha segnalato almeno cinque negozi saccheggiati, tra cui un negozio di abbigliamento, un punto vendita Darty nel quartiere di Belleville e due supermercati.

“Gruppi sparsi di giovani delinquenti opportunisti cercano di saccheggiare gli esercizi commerciali. Le forze dell’ordine dimostrano prontezza d’intervento e intervengono sistematicamente per disperderli e procedere agli arresti”, ha dichiarato sui social la Prefettura di polizia di Parigi.

Calcio, la Lazio travolge la Juve 3-0, Gattuso: "Una famiglia"

Roma, 19 ott. (askanews) -La Lazio vola, la Juventus sprofonda. All’Allianz Stadium finisce 3-0 per i biancocelesti, che con le reti di Provstgaard, Isaksen e Dele-Bashiru conquistano una vittoria netta e agganciano l’Inter in vetta alla classifica. Una prova di forza per la squadra di Gattuso, capace di colpire nei momenti chiave e di sfruttare le fragilità di una Juve lenta, poco incisiva e incapace di reagire. Per i bianconeri, fischiati dal proprio pubblico, è una sconfitta che apre interrogativi pesanti anche sul rapporto tra Spalletti e la squadra.

La Lazio ha costruito il successo con ordine, coraggio e concretezza. Dopo una prima fase equilibrata, la Juventus aveva anche trovato la via del gol con Kolo Muani, ma la rete è stata annullata per fuorigioco. I padroni di casa hanno provato a prendere campo, senza però riuscire a dare continuità alla manovra. Al tra le difficoltà bianconere è emersa la maggiore lucidità degli ospiti, passati in vantaggio con Provstgaard, bravo a sfruttare di testa il cross di Zaccagni. Prima dell’intervallo, la Lazio ha sfiorato anche il raddoppio, salvata dalla traversa sulla conclusione di Tavares deviata da Bremer.

Spalletti ha provato a cambiare la partita inserendo Woltemade a inizio ripresa e passando al doppio centravanti. La Juve ha avuto una buona occasione, ma si è esposta agli spazi concessi agli avversari. Al 66′ Isaksen ha firmato il raddoppio con un sinistro preciso sul palo lontano, poi nel finale Dele-Bashiru ha chiuso i conti in contropiede, completando una serata da dimenticare per i bianconeri.

Gattuso si gode una squadra che sembra aver trovato identità e fiducia. “Si è creata una grande famiglia e lavoriamo benissimo” ha spiegato il tecnico, attribuendo il merito ai giocatori e allo staff. “Abbiamo fatto un mercato con pochi soldi cercando bravi ragazzi e di formare un bel gruppo”. Il primato, condiviso con l’Inter, non cambia però l’approccio dell’allenatore: “Ora testa al Parma, dobbiamo pensare partita dopo partita. Così forse possiamo sorprendere”. Gattuso ha sottolineato soprattutto la crescita mentale della squadra, capace di soffrire e di continuare a cercare la giocata offensiva, riconoscendo che c’è ancora margine per migliorare nella gestione dei momenti difficili.

Dall’altra parte, Spalletti non ha nascosto la delusione. “Una Juve senza ritmo, senza idee, senza corsa, senza disponibilità: ci sono molti atteggiamenti che non mi sono piaciuti”, ha detto il tecnico bianconero, costretto a seguire la partita dalla tribuna per squalifica. La stanchezza per gli impegni ravvicinati non basta a spiegare una prestazione così negativa: “Siamo stati lenti sia di gambe che di testa. Se arrivi tardi non ci sono tattiche né sistemi di gioco se non ci si mette un po’ di ritmo e un po’ di cuore”.

Il passaggio più delicato riguarda il rapporto con il gruppo. Alla domanda se i giocatori lo seguano ancora, Spalletti ha risposto: “Fino a ieri avrei detto di sì, oggi non lo so. Penso di sì, ma devo ripensare a quello che ho fatto”. Parole che raccontano tutta la difficoltà del momento juventino, mentre anche il portiere Vicario ha richiamato i compagni alle proprie responsabilità, invitandoli ad accettare i fischi della curva. La Lazio guarda in alto, la Juventus deve invece ritrovare in fretta gioco, carattere e certezze.

Serie A, classifica: Lazio in testa, oggi 2 partite

Roma, 19 ott. (askanews) – Questi i risultati e la classifica del campionato di serie A dopo Juve-Lazio 0-3.

Settima giornata Frosinone-Sassuolo 4-2; Venezia-Napoli 1-0, Bologna-Inter 1-3, Roma-Genoa 2-0; Udinese-Lecce 0-3, Fiorentina-Como 1-3,Milan-Atalanta 3-2, Juventus-Lazio 0-3; Lunedì 19 ottobre: ore 18.30 Monza-Cagliari, ore 20.45 Parma-Torino.

Classifica: Inter, Lazio 19, Roma 17, Milan 15, Como 14, Frosinone, Cagliari 13, Juventus 11, Napoli 10, Atalanta, Lecce 9, Sassuolo 8, Torino 7, Bologna 5, Udinese, Parma, Monza, Fiorentina, Genoa 4, Venezia 3

Ottava giornata Venerdì 16 ottobre: Frosinone-Sassuolo, Sabato 17 ottobre: Venezia-Napoli, Bologna-Inter (ore 18), Roma-Genoa, Domenica 18 ottobre: Udinese-Lecce, Fiorentina-Como, Milan-Atalanta, Juventus-Lazio, Lunedì 19 ottobre: Monza-Cagliari, Parma-Torino

Milano Premier Padel P1, Coello e Tapia tornano sul trono

Roma, 18 ott. (askanews) – Parigi, Rotterdam, Dusseldorf, ora Milano. Quattro titoli di fila, tre nelle ultime tre settimane: nel padel nessuno sembra in grado di fermare Arturo Coello e Agustin Tapia, campioni anche all’Allianz Cloud come accaduto nel 2024. Titolo, trofeo e Champions’ Rings’ (gli anelli in stile Nba e Nfl) per Coello e Tapia, ma anche – sottolinea una nota – per Ari Sanchez e Andrea Ustero, che degli ultimi quattro tornei ne hanno vinti tre: con il trionfo a Milano, Ari raggiunge tra l’altro Gemma Triay e Ale Salazar in testa alla classifica delle donne più titolate di sempre (58). Record per Sanchez, altro record per l’Oysho Milano Premier Padel P1, che ha fatto registrare 38.794 spettatori, +9,3 per cento rispetto all’edizione 2025.

Juan Lebron e Leo Augsburger, che l’unico titolo della stagione lo hanno conquistato a Bruxelles, avevano perso gli ultimi dieci set contro Coello e Tapia, ma grazie a un break nel quinto game del primo set erano riusciti a interrompere la serie negativa, sperando di spingersi oltre. Nel terzo game del secondo, sul 15-40, Augsburger ha però fallito uno smash che avrebbe dato ai numeri 3 del seeding un break forse decisivo: Coello e Tapia hanno annullato anche la terza palla break, tenendo il servizio e allungando nel game successivo. La partita è girata lì, con i dominatori della stagione (12esimo titolo del 2026) che hanno portato il match al terzo set, iniziato con un altro break creato da una magia di Tapia. Due punti entrambi a favore di Arturito e Agus che hanno di fatto deciso la partita, chiusa 4-6 6-3 6-2.

Se Coello e Tapia hanno centrato il quarto titolo di fila, Ari Sanchez e Andrea Ustero sono tornate a trionfare dopo Parigi e Rotterdam e una settimana dopo la sconfitta di Dusseldorf. Una finale che per le teste di serie numero 3, arrivate al quinto titolo stagionale, era iniziata nel modo peggiore: avanti 5-2 nel primo set, però, Paula Josemaria e Bea Gonzalez si sono fatte rimontare, perdendo il primo set al tiebreak. Nel secondo, invece, è stato decisivo un break nel secondo set, per Sanchez e Ustero, che ha chiuso il match (7-6 6-3), prima della festa in campo.

Il Premier Padel Tour tornerà nell’ultima settimana di ottobre con il Major in Kuwait: torneo, questo, che precederà la FIP World Cup in programma a Doha (Qatar) dal 2 al 7 novembre.

Magistrati, Anm a Meloni: non possiamo essere capri espiatori crisi

Roma, 18 ott. (askanews) – “La magistratura non può essere trasformata nel capro espiatorio delle difficoltà economiche del Paese. Nessun regalo, nessun bonus, nessun aumento: le somme di cui ha parlato in queste ore la Presidente del Consiglio sono differenze retributive previste dalla legge e non corrisposte per anni, non paragonabili a quelle ipotizzate in questi giorni”. Così la Giunta esecutiva centrale dell’ANM in una nota.

“I magistrati non negoziano la propria retribuzione con il governo di turno, a garanzia dell’indipendenza della magistratura dal potere politico. La legge prevede un adeguamento automatico triennale, agganciato agli incrementi medi già riconosciuti al resto del pubblico impiego. Il meccanismo non è un privilegio: vale anche per altre categorie di personale pubblico non contrattualizzato”.

“La giustizia non può essere un terreno di propaganda. Il problema sono i tribunali che cadono a pezzi, gli organici scoperti, la mancanza di giudici e pm. Siamo pronti a confrontarci su questo con la Presidente del Consiglio”.

Scontri Milano, Landini: condanniamo azioni criminali, solidarietà a forze ordine

Milano, 18 ott. (askanews) – “Le violenze e i saccheggi che in queste ore stanno colpendo la città di Milano sono azioni criminali, gravi, inaccettabili e da condannare”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

“Di fronte a tutto ciò – aggiunge – sento la necessità di esprimere il sostegno della Cgil alle forze di polizia dello Stato e all’amministrazione comunale che si trovano ad affrontare una situazione del tutto inedita e a dover garantire il rispetto della legalità e della convivenza civile”.

Francia, Macron: saremo intrasigenti, anche divieto assembramenti

Milano, 18 ott. (askanews) – “Saremo intransigenti, l’ascolto e il dialogo non significano debolezza”. Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron nel suo discorso alla nazione dopo i recenti violenti scontri nelle città francesi.

“I nostri prefetti arriveranno persino a vietare alcuni assembramenti – ha sottolineato -. Chiedo a tutti i partiti politici di condannare senza ambiguità ogni forma di violenza. Il Paese ha bisogno di ordine, non di un’escalation”.

Tuttavia, ha spiegato Macron, “non possiamo chiedere ai nostri giovani di credere nel loro futuro senza sederci attorno a un tavolo. I parlamentari e le amministrazioni locali lavoreranno a soluzioni concrete già a partire da questa settimana”.

Cortei, Tajani riunisce vertice Fi: rafforzare subito forze ordine a Milano

Roma, 18 ott. (askanews) – Si è tenuta questo pomeriggio una “riunione straordinaria” dei vertici di Forza Italia, presieduta dal segretario nazionale Antonio Tajani, alla luce degli episodi eccezionali di violenza a Milano e in altre città testimoniati costantemente sul posto dal Sottosegretario alla Difesa, Matteo Perego. Lo fa sapere Forza Italia, riferendo di “chiedere l’invio immediato di ulteriori unità delle forze dell’ordine e delle forze armate già dedicate al mantenimento della sicurezza, al fine di rafforzare anche i dispositivi di Strade Sicure e avere subito il controllo totale del territorio a difesa dei cittadini e degli esercizi commerciali”.

“Occorre inoltre pianificare – afferma il partito di Tajani- l’assunzione di nuovo personale delle forze di sicurezza e affrontare con la massima fermezza il tema del coinvolgimento dei minori nei disordini”. In particolare, “occorre dotare le forze dell’ordine degli strumenti regolamentari e normativi per procedere all’arresto dei minorenni, specie nei casi di devastazione e saccheggio, e accelerare l’iter legislativo delle norme che rendono più facilmente imputabili i minori tra 14 e 17 anni”.

Forza Italia “suggerisce anche la convocazione del Consiglio dei Ministri a Milano, quale segnale di presenza dello Stato e di vicinanza e solidarietà ai cittadini di Milano e agli esercenti ingiustamente danneggiati”. “Stigmatizza -infine- il comportamento e le dichiarazioni delle sinistre, che invece di condannare subito e in modo netto e inequivocabile le violenze, hanno soffiato e continuano a soffiare sul fuoco della protesta, in Italia come nel resto d’Europa, indicendo nuove manifestazioni senza riuscire ad arginare la criminalità delle frange violente. La cultura della sinistra nel segno della tolleranza e della generica “comprensione” del disagio sociale ha portato, a Milano e altrove, all’esplosione di violenza di questi giorni e degli ultimi mesi. Quindi, maggiore fermezza sul fronte del contrasto alla criminalità specie minorile, e promozione di una cultura dell’ordine e della sicurezza che cominci dalla solidarietà concreta alle donne e agli uomini in divisa che stanno svolgendo in queste ore, come sempre con coraggio e professionalità, la loro opera preziosa al servizio dei cittadini e dell’intera comunità nazionale”.

Cortei, Fratoianni (Avs): è ora opposizioni unite in piazza unite contro il Governo

Roma, 18 ott. (askanews) – “Anche il miglior programma non vive se rimane confinato nella relazione fra partiti. Il programma diventa cosa viva se suscita una speranza collettiva. Per questo è arrivato il momento di una manifestazione delle opposizioni”. Lo ha affermato il leader Avs Nicola Fratoianni nel suo intervento all’Assemblea nazionale di Avs a Roma ‘Decidiamo’.

“Ieri – ha ricordato- c’e stata una grandissima manifestazione a Roma, e nel Paese cresce la mobilitazione e lasciare le piazze vuote è un errore. Io penso che sia arrivato il momento che le opposizioni oltre che partecipare, come è doveroso alle manifestazioni che vengono indette , debbano porsi il tema della politicizzazione o meglio della ripoliticizzazione di questo Paese”.

“Oltre a fare tutto questo, penso che sia arrivato il momento per le opposizioni di porsi il problema di promuovere una grande mobilitazione nel Paese – ha sottolineato ancora il leader Avs- su cose semplici che stanno nella vita quotidiana delle persone: una grande manifestazione unitaria, popolare larga contro il governo della destra. Contro un governo che fa una manovra di bilancio dove faranno l’ennesimo gioco delle tre carte per prendere risorse dal lavoro e metterle da qualche altra parte, a partire dai 14 miliardi di euro per le armi”.

“Io penso – ha concluso Fratoianni- che sia arrivato il momento per le opposizioni – prosegue il leader rossoverde – (naturalmente costruendo il massimo della convergenza e dell’allargamento) di andare in piazza contro questo governo, contro il carovita, per stipendi dignitosi , contro la guerra e il riarmo. In piazza insieme per dire cose semplici. Lo abbiamo proposto poco fa come Avs io ed Angelo Bonelli . È una proposta aperta, nessuno vuole mettere cappelli, non indichiamo date o luoghi, discutiamo insieme, scegliamo insieme la data, costruiamo la piattaforma, decidiamo se fare una piazza statica o con un corteo . Non mi interessa, ma ci sia insieme una mobilitazione.Perché il programma, che è ora di metterlo insieme e dargli una veste perché si possa raccontare, altrimenti è un semplice collage di cose buone. Il programma – conclude Fratoianni – deve avere un’anima, indicare un’idea di alternativa . Questo deve essere un programma di cambiamento e di governo. Anche il migliore dei programmi non vive se è confinato nella dimensione chiusa della relazione fra forze politiche, che è necessaria, che va coltivata e lavorata. Ma il programma diventa cosa viva se attraversa ed entra nel Paese, se suscita una speranza, se parla alla rassegnazione , se diventa uno strumento che le persone possono impugnare per pensare e cercare di cambiare l’attuale situazione. Avs è in campo per questo , questa è la politica che ci interessa.

Nuove tensioni in centro a Milano, negozi assaltati

Milano, 18 ott. (askanews) – Nuove tensioni questo pomeriggio nel centro di Milano, dopo la giornata di guerriglia vissuta ieri. Gruppi di giovani, in prevalenza vestiti di nero, alcuni incappucciati, hanno preso d’assalto via Torino, l’arteria principale che porta in piazza Duomo, distruggendo alcune vetrine, lanciando petardi e facendo volare tavolini dei dehors. Saccheggiato il Carrefour. Le forze dell’ordine sono schierate per tentare di contenere i disordini. (Foto da social media).

Cortei, Vannacci: tolleranza zero, chi devasta è criminale e deve pagare tuttio

Roma, 18 ott. (askanews) – “I rivoltosi che rivendicano il diritto allo studio e più risorse per i ceti fragili sono quelli che mettono a ferro e a fuoco le città distruggendo, saccheggiando e deturpando il bene pubblico. Così facendo sottraggono quelle stesse poche risorse che avrebbero potuto essere destinate all’istruzione e alla lotta al carovita. Futuro Nazionale porterà avanti un provvedimento per far pagare a questi criminali tutto, sino all’ultimo centesimo, a loro e alle loro famiglie se minorenni. Se necessario decenni di decurtazioni di buste paga e di lavori sociali per ripagare quanto vandalizzato. Tolleranza zero! Nessuna giustificazione , nessuna comprensione, nessun compromesso”. Lo dichiara via social il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci.

Calcio, il Como ritrova la vittoria: Fiorentina ko 3-1 al Franchi

Roma, 18 ott. (askanews) – Il Como ritrova la vittoria dopo un mese e rilancia le proprie ambizioni, mentre per la Fiorentina si apre una nuova fase di crisi. La squadra di Cesc Fabregas espugna il Franchi per 3-1 al termine di una partita ricca di occasioni e ribaltamenti di fronte, lasciando Paolo Vanoli alle prese con una situazione sempre più complicata. Decidono le reti di Mattia Liberali, Nico Paz e Anastasios Douvikas, mentre ai viola non basta il gol di Marin Pongracic. La gara si accende fin dai primi minuti, con entrambe le squadre disposte ad attaccare e poco inclini ad abbassare il ritmo. Il Como costruisce diverse opportunità, ma De Gea tiene in piedi la Fiorentina con alcuni interventi decisivi. Al 33′ arriva il vantaggio ospite: Caqueret recupera palla e serve Liberali, che trova l’angolo con una conclusione a giro. Tre minuti più tardi è Nico Paz a raddoppiare, sfruttando il cross di Valle e colpendo di testa. La Fiorentina reagisce e accorcia le distanze al 43′ con Pongracic, pronto a ribadire in rete dopo una prima conclusione di Vieri respinta sulla linea da Ramon. Il difensore trova anche il gol del possibile pareggio nel recupero, ma la rete viene annullata per fuorigioco dopo un lungo controllo al Var. Nella ripresa la squadra di Vanoli prova a cambiare passo, ma paga ancora una volta gli errori sotto porta. Njie spreca due occasioni importanti, mentre il Como si dimostra più cinico e al 57′ chiude virtualmente la partita: Nico Paz inventa l’assist per Douvikas, che batte De Gea e firma il 3-1. Il portiere viola, nell’occasione, si lascia sorprendere da una conclusione che gli passa tra le gambe. Nel finale la Fiorentina cerca di riaprire la gara, ma senza precisione. Il Como gestisce il vantaggio e torna a conquistare tre punti dopo un mese, confermando la qualità del proprio gioco offensivo. Per i viola, invece, il momento resta delicato: la squadra non riesce a trasformare le occasioni in gol e incassa un’altra sconfitta davanti al proprio pubblico.

Pd, ok assemblea a candidatura Schlein a eventuali primarie,riformisti astenuti

Roma, 18 ott. (askanews) – Con 578 voti favorevoli, 3 contrari e 26 astenuti l’assemblea nazionale del Partito democratico in corso alla Nuvola dell’Eur (ma una parte dei delegati ha votato da remoto e non in presenza) ha approvato un ordine del giorno, illustrato dal responsabile organizzazione del Pd, Igor Taruffi, che indica la candidatura della segretaria Elly Schlein alle eventuali primarie di coalizione.

Le astensioni sono state annunciate, a nome dell’area “riformista”, da Lorenzo Guerini, che ha ricordato le norme che in passato hanno consentito la partecipazione contestuale di candidati diversi dal leader alle primarie del centrosinistra. “Le regole – ha affermato – hanno un senso e un ordine del giorno a mio parere non può derogare a una regola. Quindi io (e altri amici tra noi) prendo atto di questo ordine del giorno, credo che non sia in linea con le previsioni dello statuto. Consegno questa discussione, questa riflessione al presidente del partito (Stefano Bonaccini, ndr) e quindi non possiamo votare a favore di questo ordine del giorno, pur non mettendo in discussione il sostegno che da stasera tutti noi metteremo in campo per far vincere a Elly Schlein le primarie della coalizione. E quindi per questo ci asterremo”, ha concluso.

Pd, ok a modifica Statuto: congresso e rinnovo segreteria dopo le elezioni

Roma, 18 ott. (askanews) – L’assemblea nazionale del Partito democratico in corso alla Nuvola dell’Eur ha approvato all’unanimità (ma con un astenuto, un contrario e 602 favorevoli nel voto online di chi non è presente a Roma) la modifica dello Statuto del partito. Obiettivo è quello di posticipare la convocazione del congresso nazionale a dopo le elezioni politiche. Essendo giunto quasi a conclusione (per l’esattezza si conclude a marzo del 2027) il mandato di Elly Schlein come segretaria, la nuova norma introdotta all’articolo 8 comma 2 dello Statuto, illustrata alla platea da Igor Taruffi, responsabile dell’organizzazione nella segreteria nazionale, recita: “Quando la scadenza del mandato intervenga nell’anno delle elezioni politiche, previa deliberazione dell’Assemblea nazionale il presidente indice l’elezione a seguito delle consultazioni elettorali”.

L’assemblea ha quindi votato il conseguente ordine del giorno che conferisce appunto al presidente del partito il mandato di convocare l’elezione del segretario successivamente alle elezioni politiche.

Schlein rivendica palazzo Chigi: pronta a candidarmi ma prima il programma

Roma, 18 ott. (askanews) – “Immaginate un’Italia che…”: è in questa frase ripetuta più e più volte da Elly Schlein nella sua relazione all’assemblea nazionale del Pd, man mano che va sciorinando obiettivi politici e scelte programmatiche, che si intravede l’annuncio che si concede alla fine del suo discorso. “Io ci sono: pronta, determinata, onorata e orgogliosa di poter guidare questa straordinaria comunità che non ha pari in Italia; e di guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza primarie”, scandisce la segretaria del Pd.

L’assemblea, che deve votare la deroga statutaria per consentire a Schlein di prorogare il suo incarico alla guida del partito per scavallare l’anno delle elezioni politiche, si apre con la scelta simbolica di tardare l’inizio della relazione: parlano dal palco i rappresentanti dei manifestanti che protestano in varie mobilitazioni, studenti, agricoltori, autotrasportatori. “Su TeleMeloni non li vedrete di certo”, sottolinea la leader democratica, che rivendica l’ascolto delle proteste in corso, ma per la parte che sceglie i percorsi democratici e pacifici, che “non c’entrano con i delinquenti che hanno messo a ferro e fuoco città e ferito gli agenti delle forze dell’ordine. Come non c’entriamo niente noi, che le abbiamo sempre condannate le violenze, da qualunque parte venissero. E però è inaccettabile – avverte – che si usino i violenti per coprire la voce di migliaia e migliaia di persone che pacificamente stanno protestando in tutta Italia”.

“Che occasione storica – accusa Schlein – ha sprecato Giorgia Meloni, che con quei numeri in Parlamento poteva fare tutto, poteva fare riforme coraggiose e non è riuscita a farne una che cambiasse in meglio, in concreto la vita degli italiani, che oggi sono in piazza più poveri e più incazzati di ieri e vanno ascoltati, non criminalizzati”. Governo bocciato anche perché non partecipa alle iniziative degli alleati contro le violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania e per il no al superamento della regola dell’unanimità in sede di Unione europea. Sul tema più sensibile nella coalizione di centrosinistra, Schlein non cambia rotta, conferma il sostegno a Kiev ma chiede anche che l’Europa diventi protagonista dell’iniziativa diplomatica. E ricorda che “c’è un articolo della Costituzione che è la premessa di tutto il resto ed è l’articolo 11: l’Italia ripudia la guerra”.

Una volta inquadrata la prospettiva programmatica, però, i passaggi politici chiave del discorso sono dedicati a disegnare il perimetro della coalizione e le modalità dell’avvicinamento alle prossime elezioni politiche. “Il programma – avverte – va costruito insieme a tutta l’alleanza progressista che già governa insieme nelle regioni e con tutti coloro che vogliono contribuire. Cioè possiamo e dobbiamo allargare ancora, non restringere”. E comunque “prima il programma comune, poi ci occupiamo della guida” ma le primarie, “se le facciamo, le faremo con una grande festa di partecipazione popolare in cui la nostra gente si mescola e non saranno divisive: avremo cura che non lo siano, riusciremo a farne una grande festa. Di certo non ne abbiamo paura”, messaggio quest’ultimo rivolto apparentemente al suo sfidante, il leader del M5S Giuseppe Conte.

All’orgogliosa rivendicazione del successo della sua strategia unitaria (“avevano scommesso che saremmo divisi e che sarei durata sei mesi, siamo ancora qua…”) segue un avvertimento finale a chi manovra per federatori e “grandi vecchi”: “A chi tifa pareggio, a chi tifa magari un altro leader più disponibile alle larghe intese, dico che la nostra gente, se ha dato un mandato, è di dire ‘mai più larghe intese'”.

Pd,Schlen rivendica palazzo Chigi: pronta a candidarmi ma prima il programma

Roma, 18 ott. (askanews) – “Immaginate un’Italia che…”: è in questa frase ripetuta più e più volte da Elly Schlein nella sua relazione all’assemblea nazionale del Pd, man mano che va sciorinando obiettivi politici e scelte programmatiche, che si intravede l’annuncio che si concede alla fine del suo discorso. “Io ci sono: pronta, determinata, onorata e orgogliosa di poter guidare questa straordinaria comunità che non ha pari in Italia; e di guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza primarie”, scandisce la segretaria del Pd.

L’assemblea, che deve votare la deroga statutaria per consentire a Schlein di prorogare il suo incarico alla guida del partito per scavallare l’anno delle elezioni politiche, si apre con la scelta simbolica di tardare l’inizio della relazione: parlano dal palco i rappresentanti dei manifestanti che protestano in varie mobilitazioni, studenti, agricoltori, autotrasportatori. “Su TeleMeloni non li vedrete di certo”, sottolinea la leader democratica, che rivendica l’ascolto delle proteste in corso, ma per la parte che sceglie i percorsi democratici e pacifici, che “non c’entrano con i delinquenti che hanno messo a ferro e fuoco città e ferito gli agenti delle forze dell’ordine. Come non c’entriamo niente noi, che le abbiamo sempre condannate le violenze, da qualunque parte venissero. E però è inaccettabile – avverte – che si usino i violenti per coprire la voce di migliaia e migliaia di persone che pacificamente stanno protestando in tutta Italia”.

“Che occasione storica – accusa Schlein – ha sprecato Giorgia Meloni, che con quei numeri in Parlamento poteva fare tutto, poteva fare riforme coraggiose e non è riuscita a farne una che cambiasse in meglio, in concreto la vita degli italiani, che oggi sono in piazza più poveri e più incazzati di ieri e vanno ascoltati, non criminalizzati”. Governo bocciato anche perché non partecipa alle iniziative degli alleati contro le violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania e per il no al superamento della regola dell’unanimità in sede di Unione europea. Sul tema più sensibile nella coalizione di centrosinistra, Schlein non cambia rotta, conferma il sostegno a Kiev ma chiede anche che l’Europa diventi protagonista dell’iniziativa diplomatica. E ricorda che “c’è un articolo della Costituzione che è la premessa di tutto il resto ed è l’articolo 11: l’Italia ripudia la guerra”.

Una volta inquadrata la prospettiva programmatica, però, i passaggi politici chiave del discorso sono dedicati a disegnare il perimetro della coalizione e le modalità dell’avvicinamento alle prossime elezioni politiche. “Il programma – avverte – va costruito insieme a tutta l’alleanza progressista che già governa insieme nelle regioni e con tutti coloro che vogliono contribuire. Cioè possiamo e dobbiamo allargare ancora, non restringere”. E comunque “prima il programma comune, poi ci occupiamo della guida” ma le primarie, “se le facciamo, le faremo con una grande festa di partecipazione popolare in cui la nostra gente si mescola e non saranno divisive: avremo cura che non lo siano, riusciremo a farne una grande festa. Di certo non ne abbiamo paura”, messaggio quest’ultimo rivolto apparentemente al suo sfidante, il leader del M5S Giuseppe Conte.

All’orgogliosa rivendicazione del successo della sua strategia unitaria (“avevano scommesso che saremmo divisi e che sarei durata sei mesi, siamo ancora qua…”) segue un avvertimento finale a chi manovra per federatori e “grandi vecchi”: “A chi tifa pareggio, a chi tifa magari un altro leader più disponibile alle larghe intese, dico che la nostra gente, se ha dato un mandato, è di dire ‘mai più larghe intese'”.

Bar

Tennis, Davidovich Fokina trionfa a Shanghai

Roma, 18 ott. (askanews) – La prima volta a livello ‘1000’ di Alejandro Davidovich Fokina. Il tennista spagnolo ha battuto il connazionale Rafa Jodar per 1-6, 7-6, 6-4 in 2 ore e 26 minuti. Una partita divisa in due parti: dopo un primo set completamente gestito da Jodar, nel secondo parziale è arrivata la reazione di Davidovich, che sul 5-5 ha annullato ben due palle break che avrebbero portato il suo avversario a servire per chiudere il match. Per Fokina si tratta del 3° titolo a livello Atp. Da lunedì 19 ottobre, sarà numero 13 al mondo (suo nuovo best ranking). Con la sconfitta di Jodar, l’americano Ben Shelton è aritmeticamente qualificato per le Atp Finals di Torino.

Calcio, serie A: il Lecce cala il tris a Udine

Roma, 18 ott. (askanews) – Colpo del Lecce a Udine: i salentini vincono 3-0 al Friuli e condannano l’Udinese alla quinta sconfitta consecutiva in campionato. Una prova di forza della squadra di Eusebio Di Francesco, padrona del campo soprattutto nel primo tempo, contro i bianconeri di Kosta Runjaic, mai realmente in partita e contestati dai tifosi al fischio finale. La panchina del tecnico friulano è sempre più in bilico.

Il Lecce indirizza la gara già nella prima frazione, sfruttando due situazioni da calcio d’angolo. All’11’ Gaspar sblocca il risultato di testa, piegando la resistenza di Okoye. L’Udinese non reagisce e al 33′ incassa il raddoppio: dopo un colpo di testa di Veiga, N’Dri trova la deviazione vincente da pochi passi. I padroni di casa rischiano anche di subire il terzo gol prima dell’intervallo, ma Okoye evita il tracollo con alcuni interventi decisivi. Il Lecce perde Coulibaly per infortunio, sostituito da Kaba, ma continua a controllare la partita.

Nella ripresa Runjaic prova a cambiare volto alla squadra con tre sostituzioni, ma la musica non cambia. L’Udinese trova anche la rete con Piotrowski al 60′, annullata per fuorigioco, mentre il Lecce spreca diverse occasioni per chiudere definitivamente i conti, soprattutto con Geubbels, impreciso davanti al portiere. All’86’ arriva comunque il sigillo di Siebert, che fissa il risultato sul 3-0.

Al triplice fischio esplode la contestazione del pubblico friulano, che prende di mira sia l’allenatore sia i giocatori. Per l’Udinese, ferma a quattro punti dopo sette giornate, la crisi si fa sempre più profonda, con il Milan prossimo avversario. Il Lecce, invece, centra la terza vittoria stagionale e conquista tre punti pesanti nella corsa verso una posizione più tranquilla in classifica.

Trump ha scritto che l’immigrazione ha distrutto la Francia

Roma, 18 ott. (askanews) – “La Francia è in fiamme! L’immigrazione di persone provenienti da un mondo completamente diverso, persone che portano odio nel cuore, ha mandato in frantumi quello che un tempo era un grande Paese. Chiudete le frontiere e riprendete il controllo, prima che sia troppo tardi!”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth, il social media di sua proprità, evidentemente riferendosi ai disordini e alle violenze che si sono verificate ieri in Francia durante le manifestazioni di protesta per il carovita.

Sala ha replicato a Piantedosi sui violenti ai cortei: un po’ di decenza

Roma, 18 ott. (askanews) – “A Piantedosi che mi equipara alla ‘sinistra radical chic’ dico che un po’ di decenza non guasterebbe. Lavoro da 45 anni, anzi mi faccio un mazzo così da 45 anni, e non permetto a nessuno di dipingermi come uno snob sfaticato. Pensi a fare la sua parte e eviti gli attacchi personali. Ricordandogli che ieri ho condannato in modo fermo i violenti che hanno messo a ferro e fuoco Milano, gli dico che se lascia perdere le battute di cattivo gusto e intende lavorare insieme, io ci sono. Come sempre”. Lo dichiara in una nota il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.