Home Blog

Tennis, Internazionali Bnl, per Sinner possibile derby con Berrettini

Roma, 4 mag. (askanews) – Svelato il tabellone dell’edizione 2026 degli Internazionali d’Italia, in programma sulla terra rossa del Foro Italico dal 6 al 17 maggio. Jannik Sinner, reduce dal trionfo al Masters 1000 di Madrid, esordirà direttamente al secondo turno: il suo primo avversario sarà uno tra l’austriaco Sebastian Ofner e lo statunitense Alex Michelsen. Al terzo turno possibile derby tutto azzurro contro Matteo Berrettini, che al primo turno se la vedrà con l’australiano Alexei Popyrin. Ai quarti di finale il numero 1 al mondo potrebbe teoricamente vedersela con Ben Shelton, mentre in semifinale l’incrocio possibile sarà con Auger-Aliassime e Medvedev. Dalla parte di tabellone di Sinner c’è anche Flavio Cobolli, che usufruirà di un bye al primo turno ed esordirà contro il belga Zizou Bergs o contro il francese Terence Atmane. Lorenzo Musetti è invece nella parte bassa, la stessa di Djokovic e Zverev: il carrarino esordirà al Foro Italico al secondo turno contro il francese Mpetshi Perricard o un qualificato.

Lorenzo Musetti, testa di serie numero 8, è stato sorteggiato nella parte bassa, quella opposta rispetto a Sinner. Ha un possibile ottavo di finale con Jiri Lehecka e un eventuale quarto di finale con Novak Djokovic. Inserito nella parte bassa del tabellone, quella presidiata dalla testa di serie numero 2 Nell’ultimo quarto Darderi, testa di serie numero 20, inserito nell’ottavo di Zverev, è avviato verso un terzo turno con Paul.

Sanità, Tajani: è escluso che medici famiglia diventino dipendenti Ssn

Roma, 4 mag. (askanews) – “Va escluso pensare di far diventare i medici di famiglia, oggi insostituibili professionisti autonomi, lavoratori dipendenti del sistema sanitario nazionale, perché il rapporto fiduciario con i cittadini non va ostacolato ma bensì valorizzato, dialogando con i soggetti rappresentativi dell’area convenzionata per condividere ulteriori soluzioni da portare alle scelte governative e parlamentari”. Lo afferma il vicepremier e leader di Fi, Antonio Tajani.

“Ogni paziente – sottolinea – desidera avere un medico di famiglia di fiducia, che conosce e che è sempre disponibile. Per questo il medico di famiglia è insostituibile presidio sanitario e sociale del servizio sanitario nazionale senza il quale l’intero sistema cadrebbe in gravi difficoltà”. Tajani ricorda che “Forza Italia ha già presentato in Parlamento un disegno di legge sul tema -Disposizioni concernenti l’attività, lo stato giuridico e il trattamento dei medici di medicina generale- che valorizza ulteriormente il ruolo dei medici di medicina generale e convenzionati (medici di famiglia, pediatri e specialisti ambulatoriali) attribuendo loro anche di presidiare per alcune ore la settimana le case di comunità in coordinamento con il sistema sanitario regionale. Il rapporto di lavoro dei medici di famiglia deve comunque rimanere ‘para subordinato convenzionato’, cioè autonomo, al fine di valorizzare appieno lo stretto e confidenziale connubio medico-paziente”.

“Soluzioni pasticciate e burocratiche rischiano di mettere in difficoltà il servizio sanitario nazionale aumentando i costi pubblici e rendendo inefficiente il servizio di prima assistenza e presidio sanitario essenziale dei cittadini. Lo strumento da attivare fin da subito è l’attuazione dell’atto di indirizzo tra Governo e Regioni al fine di sottoscrivere gli accordi collettivi e le convenzioni 2025-27 che regolano i medici convenzionati (medici di famiglia, pediatri e specialisti ambulatoriali) che stabiliscono le modalità per diffondere gli studi associati, indicando obblighi, compiti e funzioni atte a garantire l’attivita delle case di comunità”, conclude.

Tennis, sorteggio IBI26 a piazza del Popolo. Onorato: le stelle a Roma

Roma, 4 mag. (askanews) – Cerimonia di sorteggio degli Internazionali Bnl d’Italia 2026 a Roma, in piazza del Popolo, location d’eccezione. Alla presenza del direttore del torneo, Paolo Lorenzi, dei giocatori Iga Swiatek (in rappresentanza della WTA) e di Felix Auger Aliassime (in rappresentanza degli ATP), è stato svelato il tabellone degli IBI 2026.

“Non sappiamo più cosa inventarci per fare in modo che il tennis sia sempre più centrale a Roma – ha detto l’assessore allo sport e ai grandi eventi, Alessandro Onorato -. Sono enormi le ricadute economiche e occupazionali di questo grande evento sportivo”.

“Stiamo lavorando affinché lo sport sia avvicinato a tutti. E il campo da tennis in piazza del Popolo permette proprio questo: la possibilità di vedere le prequalificazioni gratuitamente, vedere da vicino i grandi campioni del tennis, coinvolgere le scuole, i ragazzi. Il tennis in una delle più belle piazze del mondo”, ha concluso Onorato.

Roma, l’Orchestra Ravvicinata del Terzo Tipo in concerto l’8 maggio

Roma, 4 mag. (askanews) – L’8 maggio (alle ore 18:30), la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma ospiterà, per il terzo anno consecutivo, l’Orchestra Ravvicinata del Terzo Tipo, in un concerto dedicato al tema dei diritti, “D(i)ritto al cuore”. Tra gli ospiti sul palco, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che si esibirà alla chitarra, Daniele Silvestri – tra i più apprezzati cantautori della scena, da sempre attento ai temi sociali e civili – e Peppe Servillo, voce intensa e raffinata della Piccola Orchestra Avion Travel.

L’iniziativa, frutto di un’esperienza musicale unica nel suo genere, è realizzata grazie al contributo dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale per il progetto “Pratiche musicali permanenti per comunità accessibili”, nell’ambito di un accordo triennale con la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia, che quest’anno festeggia il cinquantesimo anniversario, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Agorà e l’Asl Rm3.

In merito al progetto, l’assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, ha dichiarato: “La cultura spesso ci offre l’opportunità di sensibilizzare la cittadinanza sul valore dell’alterità, della bellezza della diversità, e soprattutto sul diritto di ogni individuo alla bellezza, alla partecipazione paritaria alla vita culturale e a poterne essere parte attiva, producendo cultura. Per questo siamo particolarmente felici del progetto dell’Orchestra Ravvicinata del Terzo Tipo che, come assessorato, stiamo supportando. Felici di poter avere tutti insieme un’occasione importante di condivisione”.

L’Orchestra Ravvicinata del Terzo Tipo è un percorso di accessibilità universale alla pratica musicale, aperto a persone con disabilità, operatori socio-assistenziali, educatori, allievi della Scuola, musicisti professionisti, volontari e studenti liceali inseriti nei percorsi di Formazione Scuola Lavoro. Per questa edizione, oltre 100 persone calcheranno insieme il palco, tra orchestra, coro e gruppo di giovani studenti. Non solo un concerto, ma un’occasione per sensibilizzare la comunità sul valore della musica come strumento di empowerment, promuovendo il diritto di ogni individuo all’arte e alla bellezza, riconoscendo l’alterità e la diversità come risorse e spostando l’attenzione dall’inclusione alla partecipazione piena e paritaria alla vita culturale.

“D(i)ritto al cuore” è un viaggio attraverso i diritti della persona, in cui un continuum musicale di autori come Ennio Morricone, Goran Bregovic, Manu Chao, Carlo Rustichelli e Hans Zimmer si intreccia con narrazione, illustrazioni e video animazioni in stop-motion realizzate da Lorenzo Terranera insieme agli orchestrali con disabilità. La scenografia e la comunicazione visiva sono curate dallo stesso artista, rendendo l’esperienza immersiva e partecipativa.

Tennis, Mattarella ai campioni di Davis e BJK: vi vedrò a Roma ma non sono talismano

Roma, 4 mag. (askanews) – “Abbiamo visto ieri a Madrid con Sinner che continuano i successi. Adesso aspettiamo con fiducia gli Internazionali di Roma e il Roland Garros, non soltanto per Sinner, ma per tutti voi. Io mi auguro di aspettarvi e anche di vedervi. Ringrazio per l’invito del presidente della Federazione. Non vorrei sembrare un talismano, che non sono…” Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale in occasione del ricevimento delle squadre nazionali di tennis vincitrici nel 2025 della Billie Jean King Cup e della Coppa Davis.

Zanardi, Mattarella: ha rappresentato valori sportivi e valori umani

Roma, 4 mag. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato Alex Zanardi, pilota di formula 1 e campione paralimpico scomparso nei giorni scorsi. “Credo – ha detto parlando al Quirinale in occasione del ricevimento delle squadre nazionali di tennis vincitrici nel 2025 della Billie Jean King Cup e della Coppa Davis – di interpretare il pensiero di tutti voi ricordandolo non solo come una figura che ha meritato affetto e riconoscenza ma anche che richiama riconoscenza per il valore sportivo e il valore umano che ha rappresentato nello sport. Sono queste le figure che danno il senso del grande ruolo dello sport nella società”, ha aggiunto Mattarella.

Cinema, a "Buen Camino" con Checco Zalone il David dello Spettatore

Roma, 4 mag. (askanews) – “Buen Camino” di Gennaro Nunziante, protagonista Checco Zalone, si aggiudica il David dello Spettatore. Il riconoscimento premia il film italiano, uscito entro il 31 dicembre 2025, che ha totalizzato il maggior numero di spettatori e presenze al 28 febbraio 2026. Sulla base dei dati forniti da Cinetel, “Buen Camino”, scritto da Luca Medici (Checco Zalone) e Gennaro Nunziante, ha totalizzato, nel suddetto periodo, 9.537.800 spettatori.

Il David dello Spettatore sarà assegnato mercoledì 6 maggio nell’ambito della cerimonia di premiazione in diretta, in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà e trasmessa in 4K (sul canale Rai4K, numero 210 di Tivùsat). La conduzione dell’edizione 2026 è affidata a Flavio Insinna e Bianca Balti. La serata sarà trasmessa in diretta anche su Rai Radio2 e sarà disponibile sulla piattaforma di RaiPlay. Tra i riconoscimenti già annunciati della 71esima edizione dei Premi David di Donatello, il Premio alla Carriera a Gianni Amelio, il David Speciale a Bruno Bozzetto, il Premio Speciale Cinecittà David 71 a Vittorio Storaro e il David come Miglior Film Internazionale a One Battle After Another (Una battaglia dopo l’altra) di Paul Thomas Anderson.

David, "Una battaglia dopo l’altra" è il Miglior Film Internazionale

Roma, 4 mag. (askanews) – “One Battle After Another (Una battaglia dopo l’altra)” di Paul Thomas Anderson si aggiudica il David come Miglior Film Internazionale. Il film è uscito nelle sale italiane distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia. Il riconoscimento sarà assegnato mercoledì 6 maggio nell’ambito della cerimonia di premiazione in diretta, in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà e trasmessa in 4K (sul canale Rai4K, numero 210 di Tivùsat). La conduzione dell’edizione 2026 è affidata a Flavio Insinna e Bianca Balti. La serata sarà in diretta anche su Rai Radio2 e sarà disponibile sulla piattaforma di RaiPlay.

Il film vede protagonista Leonardo DiCaprio nei panni di Bob, rivoluzionario in declino che vive in uno stato di paranoia confusa, sopravvivendo ai margini della società insieme alla sua vivace e indipendente figlia Willa (Chase Infiniti). Quando, dopo sedici anni, il suo acerrimo nemico (interpretato da Sean Penn) riappare e Willa scompare, l’ex militante radicale si lancia in una disperata ricerca. Padre e figlia dovranno affrontare insieme le conseguenze del suo passato.

“One Battle After Another” (Una battaglia dopo l’altra) si è aggiudicato sei Premi Oscar su tredici candidature tra cui quello per il Miglior film. Paul Thomas Anderson è stato premiato dall’Academy come Miglior regista e per la Miglior sceneggiatura non originale; Andy Jurgensen ha vinto l’Oscar per il Miglior montaggio e Cassandra Kulukundis quello per il Miglior Casting. Infine, Sean Penn si è aggiudicato l’Oscar come Miglior attore non protagonista.

Gli altri film candidati nella cinquina per il Premio David Miglior Film Internazionale erano “Io sono ancora qui” di Walter Salles, “La voce di Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania, “The Brutalist” di Brady Corbet e “Un semplice incidente” di Jafar Panahi.

Tra i riconoscimenti già annunciati della 71esima edizione dei Premi David di Donatello, il Premio alla Carriera a Gianni Amelio, il David Speciale a Bruno Bozzetto, il Premio Speciale Cinecittà David 71 a Vittorio Storaro e il David dello Spettatore a “Buen camino” di Gennaro Nunziante.

Usa-Italia, Salvini: bene ripresa Trump mia intervista, con Giorgia lavoriamo passo dopo passo

Milano, 4 mag. (askanews) – L’Intervista a Breitbart “l’ho fatta durante le Olimpiadi invernali a febbraio, però se il presidente della più grande democrazia al mondo rilancia delle tue riflessioni e delle tue proposte, sicuramente fa piacere”. Lo ha detto il vice premier Matteo Salvini a margini di un appuntamento a Milano.

Alla domanda se sia il nuovo referente dell’amministrazione Usa al posto della premier Giorgia Meloni, Salvini ha risposto: “con Giorgia, lavoriamo passo passo e giorno dopo giorno. Ripeto, l’intervista è di febbraio siamo a maggio, non mi chieda i tempi della stampa americana non li controllo io. Però avere buoni rapporti con gli Stati Uniti, di cui siamo e saremo alleati a prescindere dai presidenti e dalle dalle situazioni contingenti, è fondamentale. Quindi se nel mio piccolo riesco a contribuire al fatto che l’Italia sia stimata e rispettata nel mondo, fa parte del mio lavoro”, ha concluso Salvini.

Mattarella: un pensiero ai soldati Unifil in Libano

Roma, 4 mag. (askanews) – “I principi cardine di libertà, uguaglianza, giustizia, rispetto della dignità umana sono enunciati teorici ma rappresentano la bussola etica, l’orientamento dell’impegno quotidiano dell’Esercito e delle forze armate. Esempi concreti ne sono le missioni in cui assolvete, da quella del personale italiano schierato in Libano a quella di strade sicure sul territorio nazionale”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale in occasione del 165mo anniversario della fondazione dell’esercito italiano.

“Il pensiero – ha aggiunto – va rivolto in questo momento alla Brigata Sassari, inquadrata nel comando della missione Unifil (in Libano, ndr) e al personale impegnato nell’ambito delle iniziative bilaterali di addestramento e supporto delle forze armate libanesi. I soldati italiani, insieme a quelli degli altri contingenti internazionali schierati sotto l’egida delle Nazioni Unite, conducono in condizioni di sicurezza difficilissime la delicata missione di pace che costituisce l’ultimo strumento sul campo di cui la comunità internazionale dispone per promuovere una risoluzione pacifica della crisi in atto. La ferma resilienza di cui danno prova è encomiabile”.

Flotilla, la Procura di Roma indaga per sequestro di persona

Roma, 4 mag. (askanews) – Sequestro di persona. Per questa ipotesi di reato gli inquirenti della Procura della Capitale hanno aperto una inchiesta in relazione all’abbordaggio da parte della marina militare israeliana della Global Sumud Flotilla. Secondo quanto si è appreso, dopo il blitz della notte del 29 aprile, sono stati depositati diversi esposti da parte di associazioni e movimenti all’attenzione dei pubblici ministeri. In una delle denunce viene riassunto anche il caso degli attivisti Thiago de Avila e Saif Abukeshek, ora in carcere in Israele, e che sono stati presi mentre erano a bordo di imbarcazioni italiane. Il procedimento che è stato avviato a Roma è contro ignoti.

I magistrati di piazzale Clodio già indagano “sugli attacchi dei droni, gli arresti illegittimi, i maltrattamenti e gli abusi subiti dagli attivisti della Global Sumud Flotilla”, come resero noto nell’autunno scorso i legali dei membri della missione umanitaria. Al vaglio anche la posizione, come parte lesa, di Antonio La Piccirella che ha accusato le autorità israeliane di una “completa violazione dei diritti umani”.

Al porto di Ashdod, dove sono stati portati i membri della Global Sumud Flotilla i “militari, armati, hanno identificato gli attivisti, poi li hanno privati di tutti gli effetti personali, dopodiché li hanno perquisiti imprimendo gratuita violenza fisica”. E poi “hanno ammanettato gli attivisti dietro la schiena con delle fascette di plastica molto strette e li hanno obbligato gli stessi a stare piegati, faccia a terra”.

Esercito, Mattarella: diritto indebolito impone resilienza istituzionale

Roma, 4 mag. (askanews) – “Il venire meno della guerra fredda a seguito del collasso dell’Impero sovietico sembrava aver aperto la strada a una lunga prospettiva di pace. Oggi lo scenario è mutato e si manifestano crisi dagli effetti globali”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale in occasione del 165mo anniversario della fondazione dell’esercito italiano.

“L’attuale indebolimento del diritto internazionale e la proliferazione dei conflitti su larga scala caratterizzati da minacce ibride e asimmetriche – ha sottolineato il capo dello Stato – hanno travolto i tradizionali paradigmi di deterrenza e impongono una resilienza istituzionale che sappia essere presidio di sicurezza in un mondo sempre più frammentato e fragile. L’Esercito è dunque chiamato anch’esso a rispondere alle scelte strategiche che Parlamento e Governo si trovano a dover definire, in un processo di necessaria trasformazione in cui ancora una volta è preziosa la vostra dedizione professionale per concorrere a difendere gli interessi vitali dell’Italia, a partire dalla libertà e dalla stabilità democratica delle sue istituzioni”.

Migranti, Meloni: flussi incontrollati influiscono su qualità democrazie

Erevan, 4 mag. (askanews) – “Sappiamo che flussi migratori incontrollati mettono sotto pressione la sicurezza dei cittadini e, quando vengono sfruttati come minaccia ibrida, anche la stabilità degli Stati. Ma non è tutto. Incidono anche sull’economia, mettendo sotto pressione le risorse pubbliche e influenzando il mercato del lavoro. Riducono la competitività, aumentano l’incertezza e alimentano le tensioni sociali. Sono collegati anche all’energia, perché dobbiamo affrontare il fatto che molti flussi provengono da regioni instabili che sono fondamentali per le nostre forniture energetiche”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla Cpe di Erevan nel corso di una discussione su ‘Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis’, moderata dal presidente cipriota Christodoulides, con i leader di Francia, Regno Unito e la presidente della commissione europea von der Leyen.

“Alla fine, tutto questo – ha sottolineato – influisce sulla qualità delle nostre democrazie. Quando i cittadini percepiscono che sfide importanti non sono governate in modo efficace, perdono fiducia nelle istituzioni. E quando la fiducia si erode, le persone diventano più vulnerabili alla manipolazione, incluso l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale. Quindi non si tratta solo di migrazione: è migrazione, è economia, è democrazia, è competitività, è energia, è sicurezza”.

eBay, scalata GameStop: maxi-offerta da 55,5 miliardi dollari

Roma, 4 mag. (askanews) – GameStop ha presentato una proposta non vincolante per acquisire il 100% di eBay a un prezzo di 125 dollari per azione, 50% in contanti e per il 50% in azioni ordinarie. Lo ha comunicato il colosso in una nota.

L’offerta rappresenta un premio del 46% rispetto al valore del titolo del 4 febbraio 2026, data in cui GameStop ha iniziato a costruire la propria partecipazione del 5% nel marketplace.

L’operazione, valutata circa 55,5 miliardi dollari, punta a una radicale ottimizzazione operativa. GameStop prevede riduzioni di costo per 2 miliardi di dollari entro il primo anno, intervenendo su marketing e sviluppo prodotto.

Il piano strategico mira a sfruttare le 1.600 sedi retail di GameStop negli Stati Uniti per offrire a eBay una rete nazionale di logistica, autenticazione e commercio live.

Ryan Cohen, che assumerà la guida della società combinata come Ceo, ha già guidato il turnaround di GameStop portandola da una perdita di 381 milioni di dollari nel 2021 a un utile netto di 418 milioni di dollari nell’esercizio 2025.

L’Inter vince il 21esimo scudetto: esplode la festa a Milano

Milano, 4 mag. (askanews) – Festa grande a Milano per la vittoria dello scudetto dell’Inter. I tifosi nerazzurri si sono riversati per le strade del centro dopo il 2 a 0 contro il Parma che ha regalato alla squadra il 21esimo titolo di campioni d’Italia, con tre giornate di anticipo. I gol decisivi di Thuram e Mkhitaryan.

Il culmine dei festeggiamenti in piazza Duomo. Bandiere, cori, strade bloccate, clacson e fuochi d’artificio a illuminare il cielo di Milano. La festa era già pronta: lo scudetto con il numero 21 è apparso subito su taxi e vessilli.

Meloni: alla Ue serve la capacità di anticipare le emergenze

Erevan, 4 mag. (askanews) – “La mia idea è che, a livello dell’Unione Europea, negli ultimi anni abbiamo dimostrato la nostra capacità di reagire alle emergenze. Lo abbiamo fatto con la pandemia e con la guerra in Ucraina. Ma ora dobbiamo alzare il livello della nostra azione. Questo significa passare dalla capacità di reagire alla capacità di anticipare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla Cpe di Erevan nel corso di una discussione su ‘Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis’, moderata dal presidente cipriota Christodoulides, con i leader di Francia, Regno Unito e la presidente della commissione europea von der Leyen.

Iran, le notizie più importanti del 4 maggio sulla guerra

Roma, 4 mag. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di lunedì 4 maggio 2026 sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con serie ripercussioni sull’economia globale.

-11:00 Hormuz, Iran: gli Usa devono coordinarsi con noi per il passaggio delle navi-

-10:45 Macron invita Washington e Teheran ad apertura condivisa di Hormuz.

-10:00 Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha detto che i Paesi europei hanno “ascoltato il messaggio” degli Stati uniti e del presidente Usa Donald Trump, dopo la “delusione” manifestata da Washington per la reazione europea alla guerra contro l’Iran, e stanno ora attuando gli accordi bilaterali sull’uso delle basi e sul sostegno logistico.

-08:00 Libano, l’Idf ordina l’evacuazione per villaggi nel Sud del Paese.

-07:30 Merz: con i dazi Trump vuole colpire tutta l’Europa.

Milano, l’edilizia pubblica di nuova generazione a Lorenteggio

Milano, 4 mag. (askanews) – Un importante intervento di rigenerazione urbana sull’edilizia pubblica a Milano: MM Spa ha progettato e sta realizzando tre grandi edifici nel quartiere Lorenteggio, con elevato standard di qualità e la tecnologia BIM – Building Information Modeling che integra in un unico modello le informazioni delle varie componenti progettuali.

“Siamo partiti dalle case minime degli anni 50 – ha spiegato ad askanews Francesco Mascolo, amministratore delitto di MM Spa – in condizioni di mantenimento ormai fatiscenti e sicuramente non più adatte ai nuclei familiari così come si sono andati componendo nel tempo, per cui è stata naturale la decisione di abbattere e ricostruire tutto da prato verde ripensando completamente le soluzioni costruttive e anche gli spazi esterni. Per quanto riguarda le soluzioni costruttive abbiamo degli edifici che sono fatti da moduli e sezioni prefabbricati con un grande contenuto di materiali riciclabili, in particolare legno e acciaio, con delle soluzioni tecnologiche per quanto riguarda riscaldamento e raffreddamento che prevedono l’allaccio al teleriscaldamento, pavimento per il riscaldamento e con delle sezioni per la parte del raffrescamento che prevedono anche dei umidificatori che rendono più confortevoli di ambienti da vivere”.

Gli edifici in via Giaggioli ospitano 175 alloggi e altri spazi comuni, oltre ad aree verdi aperte al quartiere. E per il Comune di Milano questo progetto rappresenta uno scarto importante nella creazione di un nuovo modello di edilizia residenziale pubblica. “È un intervento molto importante sotto l’aspetto della sostenibilità, dell’inclusione e dell’estetica urbana – ha detto Fabio Bottero, assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica del Comune – e quindi teniamo insieme questi valori prima di tutto a favore degli inquilini che arriveranno qui. Sono cittadini e cittadini milanesi che necessitano di una casa, una casa ad alta efficienza energetica, quindi riduzione dei consumi, comfort elevato, anche con prestazioni interne di altissimo livello e quindi siamo orgogliosi di poter consegnare queste case, il Comune di Milano insieme a MM alle cittadini e cittadini che diventeranno assegnatari”.

L’intervento di rigenerazione è stato realizzato con i fondi del PNRR e, a livello più generale, si basa non solo sulla realizzazione di edifici più efficienti, ma anche sull’impostazione di modelli gestionali capaci di garantire qualità e sostenibilità nel lungo periodo. Sfruttando le competenze consolidare di MM. “Noi abbiamo 70 anni di esperienza nel mondo dell’ingegneria – ha concluso Mascolo – MM è nota soprattutto per la progettazione e realizzazione delle metropolitane. Quello che abbiamo fatto negli ultimi anni è cercare di trasporre questa storica esperienza anche in altri settori”.

In un momento in cui il tema della casa diventa sempre più cruciale, soprattutto per le grandi città, l’operazione di Lorenteggio risulta un caso interessante.

Federica Torrenti vince Giovane Fotografia Italiana Premio Ghirri

Reggio Emilia, 4 mag. (askanews) – Federica Torrenti ha vinto la XIII edizione di Giovane Fotografia Italiana Premio Luigi Ghirri con il suo progetto La Fortezza. All’artista è stato consegnato il prestigioso premio del valore di quattromila euro, che comprende anche la possibilità di presentare il proprio lavoro in una mostra personale in Triennale Milano.

Fino al 14 giugno 2026 al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia è possibile vedere il suo portfolio insieme a quelli degli altri finalisti all’interno della mostra collettiva Voci / Voices, parte del programma del festival Fotografia Europea. L’open call, promossa dal Comune di Reggio Emilia e curata da Ilaria Campioli e Daniele De Luigi, è un punto di riferimento per la promozione dei talenti emergenti della fotografia italiana e rappresenta un’importante occasione di ricognizione sullo stato della fotografia under trentacinque. L’esposizione riunisce i sette progetti finalisti, selezionati tra oltre 300 candidature, da una giuria internazionale composta da Danit Ariel, Ilaria Campioli, Daniele De Luigi, Krzysztof Candrowicz e Femke Rotteveel.

Susanna De Vido, Karim El Maktafi, Alice Jankovic, Cinzia Laliscia, Anie Maki, Eva Rivas Bao e Federica Torrenti, gli artisti selezionati presentano opere che interpretano il tema Voci / Voices attraverso linguaggi e approcci differenti: in ciascun progetto, la fotografia emerge come strumento critico ed evocativo, capace di trasformare l’assenza in presenza e il silenzio in racconto.

La curatrice Ilaria Campioli durante le giornate inaugurali ha raccontato ad askanews il progetto: “Siamo alla tredicesima edizione del premio Luigi Ghiri di Giovane Fotografia Italiana e come ogni anno i progetti vengono selezionati attraverso una public call, questa nuova parola chiave era voci. Come è possibile anche attraverso la fotografia raccontare un po’ quello che non c’è, quello che non si vede, le voci che normalmente rimangono nascoste, meno raccontate, hanno declinato questo argomento attraversando, diciamo, diversi aspetti dal tema appunto del lutto, della perdita, quindi diciamo come ricongiungersi o comunque riattivare una relazione con chi non c’è più con alcuni tratti della storia familiare con il tema appunto dell’umano e degli elementi umani e non umani o ad esempio altre tematiche come appunto quella della presenza dell’anima o anche alcuni aspetti come ad esempio le migrazioni. Noi abbiamo ricevuto all’in circa 300 candidature, quindi moltissime, che attraverso appunto una giuria internazionale ne abbiamo selezionate appunto 7. È un progetto che lavora tutto l’anno, quindi è un progetto che vede un open call, un progetto che vede una fase di selezione e poi ovviamente un accompagnamento e una curatela degli artisti fino alla mostra e che poi prosegue durante tutto l’anno. Quindi innanzitutto è un percorso di lunga durata che cerca di andare in profondità prima di tutto. modo in cui vengono declinati ci mettono in evidenza degli aspetti sempre nuovi, in attese, sono appunto delle piccole rivelazioni, in questo devo dire che i finalisti sanno sempre stupirci.

La XIII edizione di Giovane Fotografia Italiana Premio Luigi Ghirri Voci / Voices è un progetto realizzato grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna, promosso da Comune di Reggio Emilia in partnership con Fondazione Luigi Ghirri, Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma e Triennale Milano. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani; Fotografia Europea; Fotodok, Utrecht; Fotofestiwal òdz in Polonia; Photoworks, Brighton. Con il contributo di Reire srl e Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Reggio Emilia.

Tv, in arrivo "Due Spicci", la nuova serie di Zerocalcare

Roma, 4 mag. (askanews) – In arrivo su Netflix il 27 maggio “Due Spicci”, la nuova serie d’animazione in 8 episodi, creata, scritta e diretta da Zerocalcare e prodotta da Movimenti Production (parte di Banijay Kids & Family), in collaborazione con BAO Publishing.

Diffuse nuove immagini e il trailer, accompagnato dalle note del nuovo brano inedito di Coez, “Ci vuole una laurea”, che farà parte della colonna sonora ufficiale della serie.

Immancabile, inoltre, il ritorno di Giancane per la sigla, con il brano inedito “Non ti riconosco più” (che debutterà in radio e su tutte le piattaforme il 22 maggio). Già autore delle sigle e soundtrack delle precedenti serie “Strappare lungo i bordi” e “Questo mondo non mi renderà cattivo”, il cantautore romano e collaboratore storico di Zerocalcare ha firmato anche altri brani strumentali della serie.

In “Due Spicci”, firmata dal celebre fumettista, Zero e Cinghiale gestiscono un piccolo locale, ma problemi economici, incomprensioni e vite personali che si complicano più del dovuto mettono entrambi sotto pressione. Il ritorno di una figura dal passato di Zero e responsabilità inattese fanno precipitare una situazione già fragile, costringendo tutti a confrontarsi con scelte difficili.

Accanto a Zero, sempre l’immancabile presenza della sua coscienza, l’Armadillo a cui Valerio Mastandrea torna a prestare l’inconfondibile voce.

Esercito, Mattarella: ruolo primario per salvaguardia indipendenza, pace e stabilità

Roma, 4 mag. (askanews) – “Il grave inasprimento e l’allargamento dei conflitti in atto vedono confermare all’Esercito Italiano un ruolo primario nella salvaguardia dell’indipendenza del Paese e dei valori della pace e della stabilità”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Capo di Stato maggiore dell’Esercito, Generale C.A. Carmine Masiello.

“In occasione del 165° anniversario di costituzione dell’Esercito Italiano – scrive il capo dello Stato – rivolgo a tutti i militari dell’Esercito l’apprezzamento delle istituzioni per la costante e preziosa opera svolta al servizio della Repubblica Italiana, che raggiunge in questa epoca gli ottanta anni dalla solenne decisione referendaria. Nell’indirizzare un deferente omaggio alla memoria di quanti hanno sacrificato la vita nell’adempimento del dovere, ricordo che la professionalità e la dedizione delle donne e degli uomini della Forza Armata rappresentano un pilastro fondamentale per la sicurezza della nostra comunità e l’affermazione dei valori della Costituzione, nel vasto contesto internazionale in cui si inserisce la vita del nostro Stato”. “Le Forze Armate italiane, in questo momento travagliato, costituiscono un tassello importante nello sviluppo di un adeguato strumento difensivo europeo, contribuendo a far prevalere le ragioni del diritto internazionale e del rispetto delle istituzioni multilaterali sulla pretesa della forza”, sottolinea Mattarella.

“Il grave inasprimento e l’allargamento dei conflitti in atto vedono confermare all’Esercito Italiano un ruolo primario nella salvaguardia dell’indipendenza del Paese e dei valori della pace e della stabilità. Ufficiali, sottufficiali, graduati, militari di truppa e personale civile dell’Esercito, in questa giornata di festa, giungano a voi tutti e alle vostre famiglie l’augurio più cordiale e i sentimenti di gratitudine del popolo italiano. Viva l’Esercito, viva le Forze Armate, viva la Repubblica”, conclude.

Un Papa davanti ai potenti: la linea esigente di Leone XIV

Una linea chiara davanti ai potenti

Un tratto distintivo di questo primo anno di pontificato di Papa Leone XIV è stata, senza dubbio, la determinazione nei confronti dei potenti della terra. Una linea chiara, responsabile e priva di ogni compiacenza di facciata.

Nei suoi incontri con capi di Stato, leader economici e rappresentanti delle grandi istituzioni internazionali, il Papa non si è limitato a un ruolo protocollare. Al contrario, ha manifestato la volontà di richiamare con decisione chi detiene il potere alle proprie responsabilità etiche, morali e anche politiche. Temi come la pace, la giustizia sociale, la tutela dei più vulnerabili e la gestione equa delle risorse non sono mai stati trattati come semplici formalità, ma come questioni non negoziabili.

Libertà interiore e linguaggio fermo

Si tratta di posizioni coraggiose. Parlare con chiarezza ai potenti significa, spesso, esporsi all’irritazione degli interlocutori — come dimostra la polemica aperta da Donald Trump e da alcuni suoi collaboratori nei confronti del Pontefice.

Leone XIV ha evitato sistematicamente un linguaggio accomodante. Non è mai scivolato nella provocazione fine a sé stessa, ma ha mantenuto un tono fermo, coerente con i valori del cristianesimo. La forza dei suoi interventi risiede proprio in questa libertà interiore: la capacità di dire ciò che ritiene giusto senza lasciarsi condizionare dal peso politico o economico degli interlocutori.

È una postura che restituisce al Magistero una dimensione esigente, sottraendolo sia alla retorica sia alla neutralizzazione diplomatica.

Il caso Monaco: parlare nei luoghi del potere

Anche nella discussa visita al Principato di Monaco, Papa Leone XIV ha dato prova di una determinazione che molti critici, troppo frettolosi, non hanno colto fino in fondo.

Il viaggio, interpretato superficialmente da alcuni come gesto di vicinanza ai centri del privilegio, si è rivelato invece un’occasione significativa per ribadire principi tutt’altro che accomodanti. Proprio nel contesto simbolico della ricchezza e dell’influenza, il Pontefice ha evitato ogni celebrazione di circostanza, scegliendo di richiamare con chiarezza la responsabilità dei più forti.

Le sue parole, misurate ma incisive, hanno toccato nodi centrali: l’equità nella distribuzione delle risorse, il dovere della solidarietà, il rischio di un sistema economico che amplia le distanze invece di ridurle. Una scelta di campo, più che un gesto simbolico.

Una fermezza senza alzare la voce

In questo senso, la determinazione di Leone XIV si distingue anche per lo stile: non arretrare, pur nella pacatezza dell’espressione. È una fermezza che non ha bisogno di alzare i toni per risultare efficace.

Le critiche di chi, all’inizio del pontificato, lo riteneva meno incisivo rispetto a Papa Francesco, la cui eredità resta impegnativa, appaiono oggi riduttive. Si è spesso confuso il carattere schivo con la reale efficacia del Magistero.

La sua tenacia nel ribadire la centralità della linea della Chiesa su temi come la pace, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze non si è espressa in episodi isolati, ma si è rivelata strutturale. Ne emerge una visione precisa del ruolo ecclesiale nel mondo: essere voce critica, coscienza vigile, interlocutore esigente.

Una posizione inevitabilmente scomoda — ma proprio per questo, autentica.

Vedere oltre la superficie. «Sguardi» di Giuseppina De Simone

 Una genealogia editoriale che diventa metodo

C’è una genealogia precisa dietro questo volume, e merita di essere conosciuta. Sguardi raccoglie editoriali della rivista Dialoghi, il trimestrale di attualità, fede e cultura diretto da Giuseppina De Simone dal 2017 e promosso dall’Azione Cattolica Italiana, in collaborazione con l’Istituto “Vittorio Bachelet” e altre realtà del cattolicesimo italiano.

Non si tratta di saggi accademici costruiti a freddo, ma di testi che hanno già attraversato il confronto con i lettori, nati dentro il flusso degli eventi e segnati dal tempo che li ha generati. Questa origine conferisce al libro una qualità non scontata nella saggistica religiosa: la concretezza.

De Simone non muove dall’astrazione per arrivare al reale; compie il percorso inverso. Parte dall’esperienza, dagli accadimenti, dalle domande condivise, per risalire verso il senso. Ne derivano testi agili ma densi, nei quali lo sguardo non si arresta all’evidenza, ma si spinge oltre, interrogando il significato di ciò che accade.

La presentazione è affidata a Luigi Alici, già presidente nazionale dell’Azione Cattolica e predecessore della stessa De Simone alla direzione di Dialoghi: una continuità che è insieme istituzionale e, soprattutto, intellettuale.

Filosofia della religione e responsabilità del laicato

Docente di Filosofia della religione e coordinatrice della Specializzazione in Teologia fondamentale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Luigi di Napoli, De Simone sviluppa i suoi studi nell’ambito del confronto tra filosofia e teologia, con particolare attenzione all’esperienza religiosa in chiave fenomenologica.

Questa impostazione si avverte chiaramente nel libro, senza mai tradursi in appesantimento teorico. Il metodo fenomenologico diventa qui una disposizione esistenziale: sostare davanti alle cose, sottrarsi alla fretta interpretativa, lasciarsi interrogare dal reale prima di definirlo.

Sguardi si rivolge anzitutto a un laicato cattolico adulto, non incline né alle semplificazioni consolatorie né alle letture polemiche del mondo contemporaneo. Tuttavia, la sua portata è più ampia: parla a chiunque avverta l’esigenza di uno sguardo non rassegnato sulla realtà.

Nel passaggio d’epoca che attraversiamo, il libro offre parole sobrie e insieme esigenti per abitare il cambiamento con umiltà, speranza e responsabilità.

Contemplare lungo la via

Il titolo non è ornamentale. «Sguardi» indica una postura precisa: quella di chi non attende la verità in uno spazio separato, ma la cerca nel cammino, dentro la trama ordinaria della vita.

Le riflessioni nascono lungo la via, immerse nella complessità del presente. Interrogano il nostro modo di vivere, di incontrare, di giudicare. Invitano a rintracciare i fili di senso nascosti nel quotidiano e a riconoscere una presenza che accompagna l’esperienza umana.

La struttura del volume — testi brevi, autonomi e insieme coerenti — rispecchia questa impostazione. Non propone un sistema compiuto, ma una pratica: imparare a guardare in profondità.

Come osserva l’autrice, si tratta di «andare in profondità, vedere le cose da un’altra prospettiva, così da riconoscere il bene che affiora, più grande di noi». In un tempo dominato dall’accelerazione e dall’urgenza, questa proposta assume un carattere controcorrente: non fuga dal mondo, ma correzione dello sguardo sul mondo.

Sguardi è un libro da leggere lentamente e da riprendere nel tempo. Non per accumulare tesi, ma per esercitare uno stile: quello di chi, nel mezzo della vita ordinaria, continua a cercare la densità del senso.

Giuseppina De Simone, Sguardi. Per contemplare lungo la via, Editrice Ave, pp. 128, € 14,00. Presentazione di Luigi Alici.

 

Per aquistare su Amazon

https://amzn.eu/d/0iswfIZB

Il fascino della storia granata

Maggio, tra le molte altre cose, è anche un mese “granata”. Certo, quando si parla di sport, e di calcio soprattutto, le date più o meno storiche si rincorrono rapidamente. Ma quando si parla del Torino, o del Toro per dirla con i suoi tifosi, o della maglia granata, il mese di maggio nessuno lo dimentica. Perché proprio in questo mese ci sono due date che restano scolpite nella storia di questo storico club.

Una tragedia che unisce il calcio

Innanzitutto il 4 maggio 1949. Una data tragica e sconvolgente. È la data che ricorda la scomparsa del Grande Torino. Superga, la Basilica di Superga, di ritorno da Lisbona, dopo un’amichevole contro il Benfica, la squadra del grande amico di Valentino Mazzola, capitano e guida dello squadrone granata. L’aereo, come noto, si schianta contro il muraglione posteriore della Basilica, in una giornata segnata da una tempesta di pioggia e vento gelido che nascondeva Torino e la sua collina agli occhi del pilota.

Da quel giorno il 4 maggio è diventato una data in cui il calcio si ferma e riflette. Non solo a Torino e in Piemonte, o nella vasta comunità granata, ma in tutta Italia. Anche perché la scomparsa del Grande Torino, una squadra senza rivali in quegli anni, ha segnato la storia del calcio nazionale e internazionale. Una tragedia che viene ricordata ogni anno con la marcia verso Superga e raccontata attraverso i media in tutto il mondo. Un evento che ha inciso profondamente nella cultura, nella tradizione e nel cammino del club.

Il 16 maggio: la gioia irripetuta dello scudetto
Accanto alla tragedia, maggio ricorda anche un’altra data. Questa volta una gioia immensa, purtroppo mai più ripetuta. Il 16 maggio 1976: l’ultimo scudetto conquistato dal Torino. Un successo che si aggiunge a quelli del Grande Torino degli anni Quaranta, ma che assume un significato particolare.

Quel giorno non fu importante solo per la vittoria sul campo, ma anche per il contesto storico. Il titolo arrivò al termine di una stagione difficile per il Paese e per la città di Torino. Il pareggio decisivo contro il Cesena, al Comunale, con il gol simbolico di Paolo Pulici, coincise infatti con un momento drammatico della vita nazionale. Il giorno successivo, proprio a Torino, iniziava il processo alle Brigate Rosse coordinato dal giudice Gian Carlo Caselli, tifoso granata e presente allo stadio in quella giornata memorabile.

Una storia che attraversa il tempo
Ecco perché il club granata rappresenta una storia destinata a fare epoca nel calcio mondiale. Vittima di una tragedia indelebile e, al tempo stesso, custode di gioie autentiche maturate sul campo. Non è un caso che lo scudetto del 1976, a cinquant’anni di distanza, venga celebrato con manifestazioni popolari, incontri e momenti pubblici, oltre alla presenza delle vecchie glorie allo stadio Grande Torino.

Perché, come recitava uno slogan della tifoseria nei momenti più difficili, “la fede non retrocede”. Il ricordo di un passato fatto di gioie e dolori, tragedie e vittorie, resta per il popolo granata un patrimonio culturale, sportivo e persino etico. Un’eredità viva, con cui fare i conti ogni giorno.

Insomma, non possiamo non ricordare, ancora una volta, il “maggio granata”.

Turismo di prossimità e mobilità: proposta per i borghi del Lazio

Con l’avvicinarsi della stagione estiva 2026 e l’aumento dei flussi verso eventi diffusi, sagre e iniziative culturali, nel Lazio emerge con forza un paradosso ormai strutturale: molti borghi e piccoli comuni sono vivi, attrattivi e pieni di attività, ma restano spesso difficili da raggiungere senza mezzo privato.

La forte centralità di Roma concentra la mobilità e lascia sullo sfondo una rete territoriale ricca ma non sempre accessibile. Il risultato è una distanza non solo fisica, ma anche sociale e culturale tra città e territori.

Un problema che va oltre il trasporto

La difficoltà di accesso agli eventi locali non è solo una questione logistica. Incide sulla partecipazione, sulle opportunità di incontro e sulla vitalità delle comunità locali. Chi non dispone di un’auto privata è spesso escluso, mentre i flussi si concentrano in modo inefficiente e poco sostenibile.

In questo senso, la mobilità diventa una leva decisiva non solo di spostamento, ma di inclusione e coesione territoriale.

Una proposta: mobilità su domanda nei fine settimana

Una possibile risposta non richiede nuove infrastrutture, ma un diverso modo di utilizzare quelle esistenti.

L’idea è attivare un sistema di mobilità su prenotazione nei fine settimana estivi, con collegamenti dedicati tra Roma e i principali eventi del territorio.

Il modello si basa su tre principi semplici: prenotazione e pagamento online anticipato, possibilità di rimborso fino a 48 ore prima della partenza e attivazione del servizio solo al raggiungimento di una soglia minima di partecipazione.

Questo approccio consente di adattare l’offerta alla domanda reale, riducendo sprechi e aumentando l’efficienza complessiva del sistema.

Mobilità come politica pubblica

In questa prospettiva, la mobilità non è solo un servizio infrastrutturale, ma uno strumento di politica pubblica. Un sistema di questo tipo permetterebbe di:

  • connettere in modo più efficace città e territori;
  • distribuire meglio i flussi turistici;
  • rendere accessibili eventi diffusi;
  • rafforzare la coesione sociale.

Il coinvolgimento di operatori come Cotral e il coordinamento della Regione Lazio renderebbero il modello immediatamente sperimentabile su scala pilota.

Sicurezza e qualità dellesperienza

Un aspetto rilevante riguarda la sicurezza. Un sistema di trasporto organizzato e affidato a autisti professionisti riduce la necessità di rientri autonomi nelle ore serali, aumentando il livello di sicurezza complessivo degli spostamenti.

Allo stesso tempo, migliora la qualità dell’esperienza, rendendo possibile partecipare agli eventi senza la preoccupazione della guida di ritorno.

Un modello misurabile e sperimentabile

La forza della proposta risiede anche nella sua misurabilità. Ogni attivazione può essere valutata in termini di partecipazione effettiva, sostenibilità economica e impatto sui territori.

Questo consente alla pubblica amministrazione di operare su dati reali e di testare il modello con un rischio contenuto.

Una sperimentazione iniziale su pochi weekend estivi e alcune destinazioni selezionate sarebbe sufficiente per verificarne la fattibilità.

La sfida della mobilità contemporanea non riguarda soltanto la costruzione di nuove infrastrutture, ma la capacità di rendere i territori realmente accessibili. In questa prospettiva, la mobilità su domanda rappresenta una possibile evoluzione: un modello più flessibile, efficiente e vicino ai bisogni reali delle persone.

Rendere semplice ciò che oggi è complesso — raggiungere i territori, viverli e rientrare in sicurezza — significa non solo migliorare un servizio, ma rafforzare il legame tra città e comunità.

Calcio, Thuram e Mkhitaryan regalano il 21esimo scudetto all’Inter

Roma, 3 mag. (askanews) – Sono di Thuram e Mkhitaryan i gol che regalano il 21esimo scudetto all’Inter. I nerazzurri di Christian Chivu battono 2-0 il Parma e scatenano la festa che cercheranno di replicare mercoledì 13 maggio a Roma per il double con la finale di Coppa Italia contro la Lazio.

Buon Parma in avvio con qualche chance sotto porta (e due palle gol, ma entrambe in fuorigioco), poi cresce l’Inter che attacca con convinzione. Una palla gol per Dumfries, una traversa di Barella e un miracolo di Suzuki negano ai nerazzurri il vantaggio che arriva nel recupero. Zielinski servito al limite centralmente con libertà: poi palla allargata sulla destra dell’area per Thuram che può calciare. Destro incrociato e 1-0 Inter. Al 66′ Boato di San Siro: Esce Thuram, ovazione per l’autore del gol. Lautaro si prende la fascia. Nella ripresa l’Inter va vicina al gol con Mkhitaryan e Dumfries. A segnare il 2-0 che chiude la partita è Mkhitaryan all’80’ su cross di Lautaro. Frattesi a un passo dal 3-0. Poi a San Siro è festa scudetto.

Una stagione esaltante quella dell’Inter in Italia, meno in Champions. L’avvio di stagione è altalenante: debutto travolgente 5-0 sul Torino, seguito però da sconfitte contro Udinese e Juventus. In Champions League l’Inter parte forte con successi su Ajax e Slavia Praga, mentre in campionato alterna vittorie e passi falsi, ma risale la classifica grazie a una serie di risultati positivi tra ottobre e novembre.

Il successo contro la Lazio la porta temporaneamente in vetta, poi condivisa con Roma. Tra luci e ombre arrivano anche le prime frenate pesanti: il derby perso contro il Milan, la sconfitta con l’Atlético Madrid e quella con il Liverpool in Europa, che interrompe una lunga imbattibilità casalinga. Nonostante ciò, la squadra chiude il 2025 in testa alla Serie A, confermandosi solida e competitiva. Nel 2026 l’Inter mantiene continuità in campionato, laureandosi virtualmente campione d’inverno, ma fallisce la Supercoppa italiana ai rigori contro il Bologna. In Champions, invece, il percorso si complica: dopo risultati altalenanti nella fase a gironi, l’eliminazione arriva negli spareggi contro il Bodø/Glimt.

In Italia però la squadra accelera: amplia il vantaggio in classifica su Milan e Napoli, supera il derby d’Italia contro la Juventus e conquista la finale di Coppa Italia rimontando il Como in semifinale. Nonostante le difficoltà europee, l’Inter consolida una stagione di vertice in Serie A, guidata da una forte identità di gioco e da una rosa profondamente rinnovata. Chivu come guida tecnica e Lautaro come trascinatore in campo rappresentano la spina dorsale della formazione nerazzurra nel 2026. Il primo ha lavorato per ricompattare la squadra, specialmente dopo momenti di tensione, dialogando strettamente con Lautaro per guidare il gruppo.

Il tecnico ha definito la squadra “indispensabile” nel suo complesso, con i ritorni in piena forma di Lautaro e Calhanoglu fondamentali per la tenuta del campionato. Lautaro si conferma il pilastro offensivo e il simbolo della squadra, fondamentale per la corsa scudetto. Nel 2026, è entrato nella storia dei marcatori dell’Inter, con oltre 170 gol segnati, consolidando il suo status di leader indiscusso dopo la gestione di momenti critici.

Formula1, Antonelli domina a Miami, terza vittoria di fila

Roma, 3 mag. (askanews) – Kimi Antonelli si conferma leader assoluto del Mondiale vincendo il GP di Miami, terzo successo consecutivo dopo Cina e Giappone. Sul circuito statunitense il giovane italiano firma una gara di grande maturità, gestendo pressione e strategia e allungando nella classifica piloti di Formula 1 fino a quota 100 punti.

Alle sue spalle chiudono le due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, protagoniste di un lungo inseguimento ma mai realmente in grado di mettere sotto attacco la leadership del pilota Mercedes nel finale. Quarto posto per George Russell, davanti a Max Verstappen, autore di una gara in rimonta dopo un avvio complicato.

Delusione in casa Ferrari: Charles Leclerc chiude sesto dopo aver a lungo lottato per il podio, tradito da un problema tecnico nell’ultimo giro quando era in piena bagarre con Piastri. Settima posizione per Lewis Hamilton con l’altra Rossa. Ritiri per Hadjar, Gasly, Lawson e Hulkenberg, in una gara condizionata anche da una fase iniziale caotica e dall’ingresso della safety car.

La corsa si accende fin dal via, con Leclerc abile a prendere il comando davanti ad Antonelli e Norris, mentre Verstappen perde terreno dopo un testacoda. L’italiano recupera rapidamente la testa della gara grazie a una strategia efficace e a un passo costante, resistendo nel finale al ritorno di Norris. Determinante la gestione delle gomme e dei momenti chiave, con Antonelli capace di allungare nei giri conclusivi senza errori.

I numeri certificano l’impresa: Antonelli diventa il primo pilota nella storia a ottenere le prime tre vittorie in carriera in modo consecutivo partendo dalla pole, e il secondo italiano di sempre con almeno tre successi di fila dopo Alberto Ascari. Con 100 punti dopo quattro gare e un vantaggio di 20 lunghezze su Russell, il pilota Mercedes lancia un segnale forte nella corsa al titolo mondiale.

Germania, cancelliere Merz: non rinuncio a collaborare con Trump

Roma, 3 mag. (askanews) – Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato domenica che non rinuncerà a collaborare con il presidente americano Donald Trump, nonostante il dissidio tra i due leader riguardo alla guerra in Medio Oriente. “Non ho intenzione di smettere di lavorare sulle relazioni transatlantiche. E non ho nemmeno intenzione di smettere di lavorare con Donald Trump”, ha spiegato Merz in un’intervista all’emittente pubblica Ard, commentando le tensioni fra Washington e Berlino e gli attacchi ricevuti dall’inquilino della Casa Bianca.

Francia, Mélenchon annuncia candidatura alle presidenziali del 2027

Roma, 3 mag. (askanews) – Dopo le candidature del 2012, 2017 e 2022, Jean-Luc Mélenchon si lancia nuovamente nella corsa all’Eliseo. Il leader e fondatore di La France insoumise (LFI) ha confermato le sue ambizioni in vista delle elezioni presidenziali francesi nella serata di domenica durante il telegiornale delle 20 su TF1. Lo conferma il sito del quotidiano francese Le Figaro.

Quanto all’ipotesi che si profilino altre candidature a sinistra, Mélenchon ha spiegato che “è tutto a posto, c’è una squadra, un programma e un unico candidato”. Che per diventare tale anche formalmente dovrà provvedere alla raccolta di 150mila firme di sostegno da parte dei cittadini.

Doppia missione Meloni tra Armenia e Azerbaigian. Con gli occhi agli Usa

Yerevan, 3 mag. (askanews) – Una doppia missione, tutto in un giorno, con due focus ben precisi: la crisi internazionale e quella energetica. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è attesa questa sera a Yerevan, in Armenia, dove domani parteciperà all’ottava riunione della Comunità politica europea, un format – nato nel 2022 su impulso di Emanuel Macron – che riunisce 47 nazioni con l’obiettivo di un dialogo informale tra Capi di Stato e di governo sulle priorità dell’agenda internazionale. Che in questo caso, come peraltro già accaduto dieci giorni fa a Cipro per il Consiglio europeo informale, saranno fortemente condizionate dalle mosse del presidente americano Donald Trump. Le sortite sul ritiro delle truppe statunitensi, con attacchi diretti ad alcuni Paesi, tra cui Spagna, Germania ma anche Italia, non potranno che pesare sulla discussione. Il vertice di Yerevan, afferma per esempio il primo ministro polacco Donald Tusk, “dovrebbe lanciare un segnale chiaro: i legami trnsatlantici e l’amicizia fra Europa e Stati Uniti sono una nostra responsabilità comune. E non c’è alternativa a questo. Abbiamo bisogno gli uni degli altri più che mai”.

Giorgia Meloni, d’altra parte, ha sempre sostenuto la necessità di difendere i rapporti tra le due sponde dell’Atlantico, ma la freddezza delle ultime settimane nelle relazioni con il presidente americano, dopo mesi trascorsi a giocare il ruolo di ponte tra Usa e Ue, hanno segnato un confine sottile sul quale la premier prova a muoversi tenendo conto sia dei malumori dell’opinione pubblica verso le decisioni di Trump che della necessità, appunto, di mantenere vivo un legame storico. Ed è proprio in questa ottica di disgelo che la settimana prossima Meloni potrebbe incontrare il segretario di Stato americano Marco Rubio. Il bilaterale non è formalmente in agenda ma da palazzo Chigi non viene escluso. Rubio, infatti, sarà a Roma la prossima settimana e il suo programma al momento prevede l’incontro in Vaticano giovedì prima con Papa Leone XIV e poi con il cardinale Pietro Parolin, mentre è fissato per venerdì il pranzo di lavoro con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa, Guido Crosetto. Ed è proprio venerdì mattina che ci sarebbe lo spazio per un faccia a faccia con la presidente del Consiglio, prima che lei parta per Milano dove è attesa alle 17.30 alla Triennale per partecipare a una iniziativa di Confagricoltura.

Spese di difesa, conflitto in Iran, ruolo della Nato sono certamente temi che potrebbero essere discussi nel faccia a faccia al quale si lavora. Così come sono argomenti al centro del vertice di Yerevan. Il titolo scelto per il summit è ‘Costruire il futuro, unità e stabilità in Europa’. Per le istituzioni Ue ci saranno il presidente del Consiglio Antonio Costa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e quella del Parlamento, Roberta Metsola. Ci sarà anche il leader ucraino Volodomyr Zelensky, oltre al segretario generale della Nato Marc Rutte e, per la prima volta il Canada che, con il primo ministro Marc Carney, interverrà in qualità di ospite esterno.

A margine del vertice si svolgerà la seconda riunione della Coalizione europea contro le droghe (ECAD), co-presieduta da Meloni con il presidente francese Macron, con presentazione delle iniziative 2026, con l’obiettivo – si sottolinea – di “fornire risposte operative alle sfide connesse al narcotraffico, in raccordo con le organizzazioni internazionali ed europee, rafforzando la cooperazione tra Stati membri ed extra-Ue”.

Al termine del summit di Yerevan, poi, la premier volerà in Azerbaigian con un altro obiettivo, quello di “rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia” messa a dura prova dalle conseguenze del conflitto scatenato dall’attacco di Usa e Israele all’Iran. La missione a Baku, sottolineano fonti di palazzo Chigi, si inserisce nella strategia che il Governo sta portando avanti per “proteggere le famiglie e le imprese italiane da shock esterni, particolarmente nello scenario attuale, segnato dalla crisi iraniana e dal blocco dello Stretto di Hormuz”. Una strategia che ha portato, in queste settimane, Meloni prima in Nord Africa, e in particolare in Algeria, e poi nei Paesi del Golfo. “In un contesto internazionale segnato da elevata incertezza e instabilità, che incide sulla tenuta delle catene di approvvigionamento e sulla sicurezza dei flussi energetici”, proseguono le fonti, Meloni e il presidente Ilham Aliyev “avranno modo di approfondire le modalità per consolidare la relazione che lega Roma e Baku, lavorando sulla qualità del partenariato lungo tutta la filiera”.

Nel corso dell’incontro, i due si confronteranno anche sulle modalità per sviluppare ulteriormente il partenariato bilaterale anche attraverso l’organizzazione, nella seconda metà dell’anno, di un Business Forum a Baku che è orientato a far emergere nuove opportunità di investimento. Nel corso dei colloqui saranno, inoltre, affrontate le principali questioni dell’attualità internazionale, a partire dalla guerra in Ucraina fino alla situazione in Iran e le relative dinamiche regionali, con attenzione agli sviluppi più recenti e ai possibili impatti sugli equilibri di sicurezza. I due leader potranno fare il punto, infine, sul processo di normalizzazione dei rapporti tra Azerbaigian e Armenia, con particolare riferimento ai prossimi passaggi e alle prospettive di stabilizzazione dell’area, nonché sullo stato del dialogo tra Azerbaigian e Unione Europea, nel quadro di un progressivo rafforzamento delle relazioni politiche ed economiche, cui l’Italia fornisce un fermo sostegno.

Calcio, Sassuolo-Milan 2-0: rossoneri ko in 10

Roma, 3 mag. (askanews) – Il Milan crolla al Mapei Stadium 2-0 e ora deve guardarsi alle spalle per la Champions. La squadra rossonera, ridotta in dieci uomini già a metà primo tempo per l’espulsione di Fikayo Tomori, esce sconfitta 2-0 contro un Sassuolo brillante e padrone del campo fin dalle prime battute.

La gara si indirizza subito: dopo appena cinque minuti Domenico Berardi sblocca il risultato con un sinistro preciso su assist di Laurienté, al termine di un’azione nata da un duello vinto da Thorstvedt. Il Milan fatica a reagire, lento nella manovra e vulnerabile sulle ripartenze neroverdi. La situazione peggiora al 24′, quando Tomori, già ammonito, interviene in ritardo su Laurienté e lascia i suoi in inferiorità numerica.

Nonostante qualche sporadico tentativo, tra cui una grande occasione fallita da Leao, i rossoneri non riescono mai a impensierire realmente la difesa emiliana. Il dato degli zero tiri in porta fotografa un momento estremamente negativo: appena 16 gol nel girone di ritorno e una sola rete nelle ultime cinque partite.

Nella ripresa il Sassuolo chiude i conti quasi subito. Al 47′ Armand Laurienté raddoppia con un tiro secco sul primo palo, finalizzando una combinazione ancora una volta orchestrata da Thorstvedt, tra i migliori in campo. Il Milan accusa il colpo e non riesce più a reagire, mentre i padroni di casa gestiscono con sicurezza e sfiorano più volte il tris.

Il finale è una lenta gestione del vantaggio per il Sassuolo, che sale a quota 49 punti agganciando momentaneamente il Bologna all’ottavo posto. Il Milan resta fermo a 67 punti e vede avvicinarsi pericolosamente la zona fuori dalle prime quattro: con tre giornate ancora da disputare, la corsa Champions si complica e i sei punti necessari potrebbero dover arrivare nelle ultime decisive sfide della stagione.

Tennis, Sinner trionfa a Madrid: 6-1, 6-2 a Zverev

Roma, 3 mag. (askanews) – Jannik Sinner riscrive la storia sulla terra rossa della Caja Mágica. L’azzurro conquista per la prima volta in carriera il Madrid Open, superando in finale Sascha Zverev con un netto 6-1, 6-2 in meno di un’ora di gioco. Un successo storico per il numero uno al mondo, che diventa il primo giocatore di sempre a vincere cinque Masters 1000 consecutivi, un’impresa mai raggiunto nemmeno dai Big 3. Quella di Sinner è stata una prestazione semplicemente perfetta: ha dominato la finale dall’inizio alla fine, senza lasciare alcuna chance a Zverev. Straordinaria, in particolare, la sua efficacia al servizio, con il 93% di punti vinti sulla prima e nessuna palla break concessa. Il tedesco, invece, ha pagato una partita contratta, segnata da numerosi errori, senza riuscire a opporsi a un avversario semplicemente fenomenale

Rubio incontrerà Papa Leone XIV giovedì 7 maggio

Roma, 3 mag. (askanews) – Il segretario di Stato americano Marco Rubio, che si recherà in Italia questa settimana, incontrerà Papa Leone XIV giovedì 7 maggio. Lo ha riferito a Reuters una fonte vaticana di alto livello a conoscenza dei piani del pontefice, che ha chiesto di rimanere anonima in quanto non autorizzata a parlare della questione. Si tratterebbe del primo incontro di persona tra il papa e un membro dell’amministrazione statunitense in quasi un anno.

Nelle ultime settimane papa Leone ha criticato esplicitamente la guerra guidata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, dopo aver precedentemente criticato le intransigenti politiche anti-immigrazione dell’amministrazione Trump. Come reazione, il presidente Usa ha attaccato più volte il papa sui social media, arrivando a definirlo “terribile”.

L’ultimo incontro tra Rubio e Leone XIV, il primo papa statunitense, risale a maggio 2025, insieme al vicepresidente JD Vance. I due esponenti dell’amministrazione Usa – ricorda Reuters – avevano partecipato alla messa inaugurale del nuovo papa in piazza San Pietro e avevano avuto un incontro privato con lui il giorno successivo.

Vicenza Jazz 2026, 30esima edizione nel segno di Miles

Roma, 3 mag. (askanews) – Trent’anni di grande jazz internazionale in una delle più belle città d’arte in Italia. Un traguardo importante che si lega al centenario della nascita di uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, Miles Davis. Con lo sguardo già proiettato verso un’ulteriore fondamentale ricorrenza, il centesimo compleanno di un altro artista che ha cambiato la storia della musica del XX secolo, John Coltrane. In questo triplice orizzonte si muove la XXX edizione di New Conversations – Vicenza Jazz, con la direzione artistica di Riccardo Brazzale, che si svolgerà dal 15 alla notte fra il 25 e il 26 maggio fra il Teatro Olimpico – capolavoro del Palladio e patrimonio UNESCO – il Teatro Comunale, il Cimitero Maggiore, la Basilica Palladiana, Villa Almerico Capra detta La Rotonda e una serie di altri luoghi che ospiteranno performance e progetti nella consolidata formula del festival diffuso in tutta la città. Arrivando, per la prima volta, nei dintorni segnati dall’archeologia industriale dell’ex CotoRossi.

Makaya McCraven, Barbara Hannigan con Bertrand Chamayou, Mary Halvorson, Uri Caine, Billy Cobham, Joshua Redman, Israel Galvan e Michael Leonhart, Paolo Fresu, Isaiah Collier, Lakecia Benjamin, Savina Yannatou & Primavera en Salonicco con Lamia Bedioui, Roberto Ottaviano con Robert Luft, Pietro Tonolo, Dimitri Espinoza, Neapolis Mantra, Enrico Rava e Fabrizio Bosso sono i protagonisti e i progetti che animano oltre 10 giorni di programmazione con 4 prime italiane, una produzione speciale del festival, 3 progetti multidisciplinari, un’apertura di altissimo profilo al Teatro Olimpico nel segno della musica contemporanea e un concerto di chiusura che sarà una vera e propria festa per celebrare il genio della tromba jazz. E poi ancora performance nei musei e l’Olimpico Jazz Contest, senza dimenticare, come ormai da tradizione del festival, il concerto all’alba e quello di mezzanotte al Cimitero Maggiore.

Respiro internazionale, dunque, con un forte radicamento nel territorio. Nomi altisonanti del panorama internazionale, ma anche una precisa attenzione ai più giovani.

Con il titolo Dalle trombe di Gerico al divino Miles, la XXX edizione del festival è dedicata a Miles Davis, “un artista che, forse più di ogni altro, ha saputo continuamente innovare e portare il jazz – e la musica tutta – dentro la contemporaneità. Miles ha cambiato le sorti del genere più o meno cinque volte: dalla rivoluzione del Bebop al relaxing del Cool Jazz, dalla classicità dell’Hard Bop all’innovazione del ‘modal playing’, sino all’eresia della fusion music” afferma il direttore artistico Riccardo Brazzale che aggiunge: “Non potrà dunque che trattarsi di un’edizione speciale, con una grande attenzione allo strumento di Miles, la tromba”. Fiato alle trombe, è il caso di dire, a partire dalla presenza centrale dei tre trombettisti italiani internazionalmente più noti: Fresu, Rava e Bosso.

Prodotto dal Comune di Vicenza in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, il festival è realizzato in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz, ha come sponsor tecnici Brutal Agency, Acqua Recoaro e Cantine Vitevis. Sono media partner dell’evento Il Giornale di Vicenza e TVA Vicenza.

Nel visual dell’edizione 2026, la fotografia che ritrae Hannibal Lokumbe Peterson e la figlia Eternal Lokumbe (Milano, 1995) è di Guido Harari. La mostra delle sue immagini fotografiche, con felici incursioni nel mondo della musica non solo jazz, dal titolo Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti, sarà ospitata a Vicenza, in Basilica Palladiana dal 27 marzo al 26 luglio.

L’ANTEPRIMA E L’APERTURA L’anteprima di Vicenza Jazz 2026 il 15 maggio al Teatro Comunale è affidata alle bacchette del “beat scientist” Makaya McCraven, batterista e producer di Chicago fra gli artisti più innovativi e influenti della scena contemporanea, in grado di miscelare con sapienza jazz, hip-hop, soul, elettronica e world music, tenendo insieme passato, presente e futuro. Creando così una “organic beat music”, stratificata e ricca di energia, proiettata verso le nuove frontiere e attenta ai temi dell’identità, delle migrazioni e della resistenza culturale.

Il 16 maggio il festival approda al Teatro Olimpico per una vera apertura in grande stile: il concerto del soprano e direttrice d’orchestra canadese Barbara Hannigan, con il pianista francese Bertrand Chamayou. Artista celebrata dai maggiori festival e istituzioni culturali di tutto il mondo, Barbara Hannigan è una vera e propria forza della natura: grazie alla sua unica e indiscutibile gamma espressiva è in grado di affrontare brani ritenuti tecnicamente al limite della possibilità umana. Al festival porta un programma che parte dalle complesse sonorità di Jumalattaret – ciclo di canzoni composto dal genio di John Zorn per le straordinarie capacità vocali della cantante canadese e ispirato al poema epico finlandese Kalevala – per passare poi a composizioni, fra gli altri, di Olivier Messiaen e Alexander Scrjabin.

Il giorno seguente, 17 maggio, al Teatro Olimpico il festival propone un doppio concerto, iniziando la serata con il live del quartetto della chitarrista statunitense Mary Halvorson – talento emergente ma già consacrato dalla stampa di settore – e accogliendo in seguito un altro nome altisonante della scena contemporanea: il compositore e pianista americano Uri Caine, in concerto per piano solo.

Hanningan e Caine sono soltanto i primi highlights del Festival. Un altro headliner è sicuramente un gigante come il percussionista americano di origini panamensi Billy Cobham, storicamente considerato il più importante batterista di jazz-fusion, che il 18 maggio sarà in concerto al Teatro Comunale per ripercorrere i momenti migliori di oltre 50 anni di carriera, insieme a una band composta dall’altrettanto celebre Gary Husband alle tastiere, Bjorn Arko ai fiati, Rocco Zifarelli alle chitarre e Victor Cisternas Soto al basso.

CELEBRATING MILES Nella programmazione principale di Vicenza Jazz 2026, il focus su Miles Davis si articola in alcuni imperdibili appuntamenti, a partire dalla produzione speciale del festival che incrocia il jazz con il linguaggio cinematografico, attraverso la proiezione di un film cult e la colonna sonora eseguita dal vivo: il 21 maggio al Teatro Comunale Paolo Fresu, con il suo storico quintetto italiano, suonerà Ascensore per il Patibolo, soundtrack del capolavoro noir di Louis Malle, firmata nel 1958 dal Principe delle Tenebre. “Quando ascoltai per la prima volta la colonna sonora di Ascensore per il Patibolo rimasi letteralmente folgorato” sottolinea Fresu. “Ascensore per il Patibolo e Kind of Blue sono due lavori perfettamente collegati da un pensiero creativo gravido di spazio, silenzio e interplay. A Vicenza, con il Quintetto Italiano che oggi compie 42 anni, cercheremo di mettere in musica tutto ciò con rispetto e passione. Così da abitare in musica, a cento anni dalla nascita di Miles, un inarrivabile capolavoro”. Il 25 maggio invece, sempre al Teatro Comunale, una grande soirée insieme agli altri due signori assoluti dello strumento, che non hanno bisogno di presentazioni: Enrico Rava e Fabrizio Bosso. Rava salirà sul palco con il suo progetto più recente Fearless Five (disco dell’anno e formazione dell’anno nel 2024 per Top Jazz), un quintetto “senza paura” composto da una nuova generazione di musicisti – Evita Polidoro, Matteo Paggi, Francesco Ponticelli e Francesco Diodati – che mette insieme energie giovani e creative all’enorme esperienza del band leader. “Con questo gruppo – racconta Rava – mi sento come su un’isola ideale, dove ognuno dà e ognuno ricevere quello di cui ha bisogno. C’è grandissima libertà ma rispetto reciproco, ognuno è in ascolto dell’altro, come in una democrazia perfetta che solo il jazz può rappresentare.” Subito dopo sarà la volta di Fabrizio Bosso con il suo quartetto, composto da Julian Oliver Mazzariello al piano, Jacopo Ferrazza al basso e Nicola Angelucci alla batteria, che per l’occasione presenteranno le composizioni del nuovo album. Una lunga ed entusiasmante festa jazz che toccherà la mezzanotte, giusto in tempo per soffiare le candeline per Miles, nato ad Alton, nell’Illinois, il 26 maggio 1926.

DA MILES A COLTRANE “Non ci dimenticheremo che quest’anno cade anche il centenario della nascita di John Coltrane e ne saranno protagonisti anche molti importanti sassofonisti, sia fra gli artisti principali che fra i più giovani” commenta Riccardo Brazzale a proposito di un’edizione che, pur chiudendosi qualche mese prima, guarda già all’orizzonte della ricorrenza del prossimo 23 settembre. Largo spazio quindi anche ai grandi sassofonisti. A cominciare dall’immenso Joshua Redman, in concerto il 19 maggio al Teatro Comunale. Classe 1969, californiano di Berkley, figlio del leggendario Dewey Redman, è considerato uno degli artisti jazz più carismatici degli ultimi decenni. Al festival presenterà Words Fall Short, il suo secondo album per Blue Note, uscito nel 2025: una raccolta di composizioni originali che segna il debutto discografico del suo nuovo quartetto, con Paul Cornish al pianoforte, Philip Norris al contrabbasso e Nazir Ebo alla batteria.

Il 22 maggio il Ridotto del Teatro Comunale ospita un doppio imperdibile concerto di due artisti che in modo diverso hanno guardato alla figura di Coltrane. Il primo a salire sul palco sarà Isaiah Collier, compositore, polistrumentista, docente e attivista proveniente dalla vivace scena di Chicago ed esponente di spicco del cosiddetto “spiritual jazz”. Il suo album del 2021 Cosmic Transitions fu registrato nel leggendario studio di Rudy Van Gelder in occasione del compleanno di Coltrane, utilizzando alcune delle stesse apparecchiature analogiche utilizzate per la sessione di registrazione originale di A Love Supreme. Subito dopo, il palco vibrerà grazie all’esplosiva fusione di jazz, R’N’B e funk dell’americana Lakecia Benjamin che nel 2020 pubblicò un album dal titolo Pursuance: The Coltranes, in cui reinterpretava brani iconici di John e Alice Coltrane, seguito poi da Phoenix, un grande omaggio alla sua New York risorta dalla pandemia come una Fenice ma anche alla propria “resurrezione”, dopo essere miracolosamente scampata a un incidente stradale. Una doppia metafora che vuol essere anche un auspicio rispetto ai disastri che continuano ad abbattersi sul mondo attuale. La speranza in un mondo migliore è un tema che ritorna anche nel suo nuovo album in uscita a giugno dal titolo We Dream, ovvero il sogno di un futuro luminoso da contrapporre all’oscurità del presente.

Doppio concerto di sax anche il giorno seguente 23 maggio, sempre al Ridotto del Teatro Comunale. La serata si apre con l’esibizione del sassofonista Roberto Ottaviano – figura cardine del jazz italiano che ha scritto pagine importanti della scena europea – in duo con il chitarrista Rob Luft, giovane talento britannico dalla carriera già internazionale, capace di coniugare tecnica e creatività con uno stile moderno ed elegante. A seguire, il live di Pietro Tonolo, sassofonista e compositore veneziano, tra le figure di maggior rilievo del jazz europeo, grazie a una lunga carriera costellata di collaborazioni con artisti internazionali del calibro di Lee Konitz, Dave Holland, Gil Evans, Paul Motian, Joe Chambers per citarne soltanto alcuni. Tonolo si esibirà con il nuovo quartetto comprendente Giancarlo Bianchetti alla chitarra, Gabriele Evangelista al basso e Bernardo Guerra alla batteria. L’ALBA E LA NOTTE L’ispirazione di A Love Supreme ritorna in occasione del tradizionale concerto all’alba del Festival. Al sorgere del sole del 24 maggio nei giardini di Villa Almerico Capra detta La Rotonda – edificio realizzato da Andrea Palladio e terminato nel 1605 da Vincenzo Scamozzi – il sassofonista Dimitri Grechi Espinoza, renderà omaggio con sax tenore, banda registrata ed effetti elettronici al capolavoro di Coltrane ripercorrendo i movimenti Acknowledgement, Resolution, Pursuance, Psalm, conservandone l’essenza più profonda ma esplorando allo stesso tempo paesaggi sonori radicalmente nuovi, tra improvvisazione modale, misticismo orientale e spiritualità contemporanea. Un progetto che, nella prospettiva di apertura e condivisione proprio del festival vicentino, segna un dialogo fra Vicenza Jazz e l’edizione 2026 del Festival Biblico. Il concerto verrà introdotto dal sociologo don Simone Zonato.

Nel buio della notte del 22 maggio invece, la cantante Savina Yannatou sarà la protagonista dell’ormai storico concerto al Cimitero Maggiore di Vicenza. Con la sua band Primavera en Salonicco e la partecipazione della cantante tunisina Lamia Bedioui, la Yannatou presenta al festival le canzoni del suo ultimo album Waters Songs, il quinto per la prestigiosa ECM. Un disco che ruota intorno al tema dell’acqua e delle sue molteplici manifestazioni, viaggiando attraverso le geografie e le epoche storiche, facendo incontrare il dialetto beduino con le lingue europee, con i canti natalizi greci che sfumano nei lamenti dell’Italia meridionale. Nel segno della contaminazione e della multiculturalità.

I PROGETTI MULTIDISCIPLINARI Al Festival, apertura e condivisione sono due parole d’ordine che riguardano anche l’aspetto espressivo e linguistico. Così Vicenza Jazz 2026 si apre alla contaminazione della musica eseguita dal vivo con un linguaggio come la danza contemporanea attraverso due progetti.

Il 20 maggio al Teatro Comunale il coreografo spagnolo di fama mondiale Israel Galvan, artista che ha compiuto una radicale innovazione nel flamenco trasportandolo sui territori del contemporaneo, incontra il talentuoso trombettista newyorkese Michael Leonhart con il suo settetto – ben noto per le collaborazioni con artisti come Bill Frisell, Donny McCaslin ed Elvis Costello – nel progetto New Sketches of Spain, liberamente ispirato all’album di Miles Davis e Gil Evans del 1960 Sketches of Spain. Questo progetto speciale è prodotto con le Settimane musicali al Teatro Olimpico.

La sera del 24 maggio, infine, il Teatro Comunale accoglie nell’ambito di Danza in Rete Festival Neapolis Mantra, un’opera multidisciplinare ideata dal regista e coreografo italo-africano Mvula Sungani, che vede insieme sulla scena l’étoile Emanuela Bianchini, con la forza della sua physical dance e la potente voce black di Enzo Gragnaniello. (Segue)

Iran, le notizie più importanti del 3 maggio sulla guerra

Roma, 3 mag. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di domenica 3 maggio 2026 sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con serie ripercussioni sull’economia globale. (A cura di Fabio Santolini).

-13:20 Schlein: per evitare rincari dei carburanti stop alle guerre illegali.

-13:15 Israele acquisterà altri due squadroni di caccia F-35 e F-15. La flotta di F-35i arriverà a 100 esemplari e quella di F-15IA a 50.

-13:00 I Pasdaran: Trump deve scegliere tra guerra impossibile e cattivo accordo.

-12:25 Trump: non credo che la proposta di Teheran possa essere accettata.

-11:30 Italia-Usa: Rubio giovedì e venerdì a Roma: obiettivo disgelo. In agenda incontri con Parolin, Tajani e Crosetto. Ipotesi Meloni.

-10:00 Araghchi a Tajani: da Paesi Ue clichè errati sul nucleare.

Rubio a Roma giovedì e venerdì, obiettivo disgelo

Milano, 3 mag. (askanews) – Giovedì e venerdì prossimi il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, sarà a Roma per un serie di incontri tra Santa Sede ed governo italiano. Ad anticiparlo è il Corriere della Sera, sottolineando che l’obiettivo è il “disgelo” delle relazioni bilaterali Italia-Usa. Missione non impossibile, ma complicata assai. Per Rubio è la terza visita in Italia, dopo quella dello scorso maggio a Villa Madama e la presenza all’inaugurazione delle olimpiadi invernali, con J.D. Vance, a febbraio.

L’agenda romana di Rubio è ancora in fase di definizione. Per il momento sono previsti tre incontri. Per prima cosa Rubio vedrà il Segretario di stato della Santa Sede Pietro Parolin, oin in un contesto di forte tensione dopo le parole di Donald Trump su Papa Leone XIV e la replica del Pontefice.

Il giorno successivo Rubio vedrà il ministro degli Esteri Antonio Tajani e, nello stesso giorno, è previsto un pranzo con il ministro della Difesa Guido Crosetto. Non è escluso un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre resta l’interrogativo su una possibile udienza con il Papa.

Il primo collegamento italiano a Internet partì da Pisa 40 anni fa

Milano, 3 mag. (askanews) – Il primo collegamento italiano a Internet partì da Pisa il 30 aprile 1986, dal Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico. Quarant’anni dopo, l’Università di Pisa dedica a quella storia l’incontro “Internet-40. Dalla prima connessione ai cittadini digitali. Innovazione, società e nuove sfide tra intelligenza artificiale e sicurezza”, in programma il 13 maggio.

La data del 30 aprile 1986 segna l’ingresso dell’Italia nella rete globale. Dal CNUCE partì un collegamento verso un computer negli Stati Uniti, in Pennsylvania. Oggi una targa in via Santa Maria, a poche centinaia da Piazza dei Miracoli, ricorda quell’evento. La storia che rese possibile quel passaggio, però, era cominciata più di trent’anni prima. L’origine risale infatti al 1954, a un finanziamento di 150 milioni di lire e a una lettera di Enrico Fermi al rettore dell’Università di Pisa, Luigi Avanzi. Fermi suggerì di usare quelle risorse, messe a disposizione dalle province e dai comuni di Pisa, Lucca e Livorno, per costruire una macchina calcolatrice elettronica.

Da quell’intuizione nacque la Calcolatrice Elettronica Pisana, inaugurata nel 1961 dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e oggi conservata al Museo degli Strumenti per il Calcolo dell’Ateneo. Attorno alla macchina si formò una comunità scientifica destinata a pesare nello sviluppo dell’informatica italiana. Nel 1965 nacque il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico, inaugurato alla presenza del presidente Giuseppe Saragat. “Quando fu compiuta la CEP, scoprimmo che il risultato più grande non era la macchina in sé, ma quello di aver costituito un gruppo di studiosi che voleva continuare a lavorare scientificamente in questo campo”, affermò allora Alessandro Faedo, rettore dell’Università di Pisa.

Il CNUCE, nato anche grazie alla donazione di un IBM 7090, divenne uno dei centri dello sviluppo informatico pisano. Nel 1969 fu istituito il primo corso di laurea in Ingegneria dell’Informazione in Italia e nel 1974 il Centro passò al CNR. Dodici anni più tardi, da quel percorso maturò il primo collegamento italiano a Internet.

“Il 30 aprile partì un ping verso un computer della Pennsylvania. Dopo pochi millisecondi arrivò la risposta: la connessione era stabilita. L’Italia era in rete”, ha rievocato Luciano Lenzini, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e tra i protagonisti di quella fase.

Dietro quel risultato ci furono anche i rapporti scientifici di Lenzini con Robert Kahn, tra i padri di Internet, che nel 2006 ricevette a Pisa la laurea honoris causa insieme con Vinton Cerf. “Per noi era un grande progetto di ricerca al quale, chi si occupava di reti, aspirava a partecipare. La vera svolta arrivò all’inizio degli anni Novanta, con l’invenzione del web”, ha spiegato Lenzini.

Anche la stagione del World Wide Web vide Pisa tra i luoghi coinvolti nella prima diffusione italiana. Maurizio Davini, oggi docente dell’Università di Pisa e coordinatore del Green Data Center, era studente di fisica quando al Cern incontrò Tim Berners-Lee. “Mi colpì il computer che utilizzava, un NeXT, allora rarissimo. Per curiosità mi avvicinai”, ha raccontato.

Da quell’incontro nacque il primo esperimento italiano sul web. “Mi mostrò un progetto su cui stava lavorando, il World Wide Web, e mi diede il codice per provarlo a Pisa su sistemi Unix”, ha ricordato Davini. La prima pagina web italiana nacque così all’Università di Pisa, quando la rete era ancora soprattutto uno strumento della comunità scientifica, usato per lo scambio di file e la posta elettronica.

Al Museo degli Strumenti per il Calcolo si trova anche la macchina da cui partì il primo ping italiano, un Mac del 1984. “Prima di Internet, il principale uso dei personal computer domestici erano i videogiochi”, ha osservato Giuseppe Lettieri, direttore del museo.

Dopo avere cambiato comunicazione, ricerca, economia e vita quotidiana, la rete guarda ora a una nuova frontiera: l’internet quantistico. Non è destinato, almeno secondo la prospettiva oggi prevalente nella comunità scientifica, a sostituire l’internet attuale, ma ad affiancarlo. Il campo di applicazione più immediato riguarda la trasmissione di informazioni crittografate con livelli di sicurezza legati alle proprietà della fisica quantistica.

“Il paradigma cambia radicalmente rispetto all’internet classico”, ha spiegato Lenzini. “Si parla di entanglement e teletrasporto: concetti che, dal punto di vista della ricerca, hanno ancora qualcosa di fantascientifico”.

La ricerca è già avviata, ma richiede ancora sviluppi rilevanti. “Esiste già un’infrastruttura europea sviluppata dalla Quantum Internet Alliance con alcuni funzionamenti di base, che necessitano ulteriori sviluppi soprattutto per le memorie quantistiche”, ha osservato Marilù Chiofalo, docente dell’Università di Pisa e tra le firmatarie del manifesto internazionale Women for Quantum. “Gli investimenti sono rilevanti, ma è necessario prestare attenzione al contesto geopolitico”.

Le tecnologie quantistiche possono avere applicazioni anche in ambiti sensibili, compreso quello militare. Per questo, ha concluso Chiofalo, “è essenziale che il loro sviluppo sia accompagnato da consapevolezza, trasparenza e cooperazione internazionale”.

Torna il cattivo tempo

Milano, 3 mag. (askanews) – L’anticiclone riporta la stabilità sull’Italia, garantendo tempo stabile dal sapore tardo primaverile dopo una fase di incertezza. Anche le temperature sono previste in deciso rialzo; tuttavia si tratterà solo di una pausa effimera, in attesa di una forte perturbazione atlantica.

Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che questa massa d’aria mite garantirà una fase decisamente gradevole per domenica 3 maggio, con un clima soleggiato che invoglierà alle attività all’aperto su gran parte del territorio nazionale. Le temperature massime si porteranno diffusamente tra i 22°C e i 25°C sulle pianure del Nord e su parte del Centro (settori tirrenici). Solo nella seconda parte della giornata la protezione dell’alta pressione inizierà a cedere, favorendo un aumento della nuvolosità a partire dai settori occidentali.

Questo passaggio verso un tempo più instabile invita a una riflessione su come sia cambiato il volto della primavera. In passato infatti, le perturbazioni primaverili trovavano un Mediterraneo relativamente fresco dopo l’inverno. Oggi, a causa del cambiamento climatico (derivante dall’aumento costante di CO2 antropica in atmosfera), la situazione è radicalmente cambiata: i nostri mari accumulano calore molto prima e con un’intensità maggiore, trasformandosi in una “polveriera” energetica.

Rispetto a venti o trent’anni fa, la differenza non è solo nel numero di piogge, ma nella loro quantità e intensità. Infatti, una volta innescata la scintilla (la perturbazione), l’energia viene rilasciata tutta insieme; questo trasforma temporali ordinari in fenomeni estremi, come le supercelle o i temporali autorigeneranti (come abbiamo avuto modo di vedere sempre più di frequente negli ultimi anni). Poiché l’aria più calda può trattenere molta più umidità (circa il 7% in più per ogni grado di riscaldamento), le precipitazioni che cadono in poche ore oggi sono molto più intense e abbondanti rispetto al passato. Questa dinamica si manifesterà già dalla giornata di lunedì 4 maggio quando una poderosa perturbazione atlantica si avvicinerà all’Italia dando il via ad una fase di intenso maltempo. Le prime precipitazioni sono attese sulla Sardegna e al Nord Ovest, ed in maniera più localizzata sulle coste della Toscana.

La fase clou del peggioramento è prevista tuttavia per le giornate di martedì 5 e mercoledì 6 maggio; al momento le regioni maggiormente a rischio paiono essere quelle settentrionali (Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli) e quelle tirreniche (Toscana e Lazio) dove non mancheranno piogge battenti e grandinate. Questa condizione potrebbe portare a cumuli di pioggia con punte locali fino a 150 mm, ovvero la quantità d’acqua che solitamente cade in un intero mese concentrata in poche ore.

Caso Biennale, Giuli: Buttafuoco si è auto-commissariato

Milano, 3 mag. (askanews) – “Per me il capitolo Venezia è chiuso, ora è tutto in mano a Palazzo Chigi. Pietrangelo è un fratello sbagliato, ma un fratello sbagliato rimane un fratello. È stato vittima di una fantasia pacificatoria, voleva l’Onu dell’arte, ha finito per illudersi di poter fare politica estera. Ma questa spetta al governo e al Parlamento”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, facendo il punto sulla crisi della Biennale di Venezia.

“Il danno d’immagine l’ha causato la Biennale a se stessa. Come ha detto la premier, Pietrangelo è capacissimo, sì, capacissimo di tutto”, sottolinea il ministro che evidenzia: “Il ministero ha fatto quello che andava fatto: accertare che tutto fosse regolare. In pubblico sono intervenuto solo per precisare che sul padiglione russo il governo è stato informato a cose fatte”.

L’ipotesi di commissariamento, assicura il ministro, “on è mai stata in campo. Non c’è ragione di destabilizzare la situazione. Buttafuoco non è un martire della jihad, è il mio caro Ciccio Tumeo”. Un personaggio del Gattopardo: “Pietrangelo è l’inconsolabile espressione di un ancien régime isolazionista e borbonico, che non riconosce l’unità d’Italia”. Il problema, osserva Giuli, è che la Biennale “non è uno stato sovrano, Buttafuoco dev’essersi confuso. A forza di rivendicare autonomia, si è persino auto-commissariato”. E ancora: “Prendo atto del cambio di paradigma: si passa dal giudizio di una giuria di esperti al voto dei visitatori”.

Giuli chiarisce i motivi che hanno portato all’ispezione disposta dal MiC: “Dopo la diffida dell’artista israeliano, la fondazione si è rivolta al Mic e a palazzo Chigi in cerca d’aiuto. Siamo andati lì con gli estintori, non con il lanciafiamme. Per esaminare il loro pasticcio”.

Alla fine Buttafuoco avrà il padiglione russo: “Rifiuto lo schema vincitori/vinti. Se però migliaia di visitatori ceceni mandati da Ramzan Kadyrov voteranno il padiglione russo, sapremo chi ha vinto: Vladimir Putin. Ma il mio più grande rammarico è un altro. Se Pietrangelo ci avesse coinvolto nelle interlocuzioni che portava avanti con i russi da anni, forse avremmo potuto chiedere una contropartita. Sarebbe stato un trionfo riaprire il padiglione russo in cambio di un cessate il fuoco con la liberazione di cento bambini ucraini”.

Poi una riflessione su Beatrice Venezi al Teatro la Fenice: “La fine della collaborazione era legata a vicende circostanziate, non alle proteste dell’orchestra”.

Infine, sul no al contributo per il doc su Giulio Regeni, per Giuli non c’è stata nessuna pressione politica: “No, e la commissione selettiva che ha sbagliato è evaporata”. Non avvengono troppe cose a sua insaputa? “Così dev’essere per le commissioni. Se ci fosse il mio benestare, sarebbe un illecito – conclude Giuli -. Comunque riscriveremo le regole del gioco”.

Cosa si sono detti Araghchi e Tajani secondo la tv iraniana

Roma, 3 mag. (askanews) – Nel corso della sua telefonata di ieri con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, “ha denunciato alcuni Stati europei per aver ripetuto cliché errati sulle attività nucleari pacifiche dell’Iran”. Lo riporta l’iraniana Press Tv. Araghchi avrebbe espresso rammarico per questo approccio “non costruttivo e irresponsabile”, sottolineando che il programma nucleare della Repubblica Islamica è interamente pacifico.

Secondo il ministro degli Esteri iraniano questi Paesi, invece di insistere su tale approccio, dovrebbero condannare esplicitamente l’aggressione militare non provocata di Washington e Tel Aviv contro l’Iran e ritenerli responsabili delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.

Araghchi, riporta sempre Press Tv, ha inoltre discusso con Tajani gli ultimi sviluppi relativi al cessate il fuoco e agli sforzi diplomatici per porre fine all’aggressione illegale contro l’Iran, sottolineando l’importanza di un ruolo responsabile da parte dei Paesi europei in questo processo.

The Economist: l’IA non cambia i rapporti di forza nella guerra cibernetica

Un laboratorio reale della sicurezza globale
Su The Economist del 2 maggio, un ampio servizio (“Deus ex machina”, p. 66) è dedicato alla conferenza “Black Hat”, appuntamento internazionale della cybersecurity che si svolge tra Las Vegas, Londra e Singapore. Non si tratta di un semplice incontro tra specialisti: per ogni edizione viene costruita una rete digitale autonoma, completa di firewall, sensori e sistemi di monitoraggio. Il Network Operations Centre (NOC) è chiamato a difenderla in tempo reale da migliaia di tentativi di intrusione, provenienti non solo dall’esterno ma dagli stessi partecipanti, spesso tra i migliori hacker al mondo, autorizzati a testarne la solidità.

IA: promessa e realtà
Sul fondo si staglia il tema dominante: l’intelligenza artificiale. Secondo alcune valutazioni, i nuovi modelli sviluppati dalle grandi aziende tecnologiche sarebbero già in grado di individuare vulnerabilità diffuse nei sistemi operativi e nei browser. Un potenziale che ha alimentato l’idea di una svolta imminente a favore degli attaccanti. Eppure, tra gli esperti riuniti a Singapore (21-24 aprile) prevale una lettura più cauta. L’IA appare piuttosto come un moltiplicatore di capacità già esistenti, destinato a essere compensato da analoghi progressi sul fronte difensivo.

La complessità della difesa
Difendere un’infrastruttura come quella di Black Hat è,  secondo gli stessi responsabili, assai più complesso per “ordini di grandezza” rispetto alla sicurezza aziendale tradizionale. Non si tratta di contenere pochi attori, ma di gestire migliaia di attacchi simultanei, spesso sperimentali. A ciò si aggiunge una difficoltà strutturale: distinguere tra attività legittime di test e attacchi reali. La linea di confine è sottile e impone capacità avanzate di filtraggio e monitoraggio continuo.

Vulnerabilità quotidiane
Il quadro che emerge è, per certi aspetti, disarmante. Applicazioni comuni possono esporre dati sensibili come le coordinate GPS; dispositivi domestici risultano controllabili da remoto; la navigazione online lascia tracce facilmente sfruttabili. La superficie d’attacco si è ampliata al punto da coinvolgere la vita quotidiana. Non a caso, gli stessi strumenti che consentono di individuare queste vulnerabilità possono essere utilizzati per sfruttarle.
L’articolo richiama anche episodi problematici: in passato alcuni partecipanti hanno utilizzato la rete della conferenza per colpire infrastrutture reali, sfruttando il rumore generato dall’attività legittima. Il confine tra ricerca e abuso resta dunque fragile. La risposta è affidata tanto alla vigilanza tecnica quanto alla responsabilità individuale, in un contesto dove la competenza può facilmente tradursi in potere.

Un equilibrio instabile

La conclusione che emerge dal reportage dell’Economist è chiara: non si profila, almeno per ora, alcun “deus ex machina” capace di consegnare agli attaccanti un vantaggio decisivo. L’intelligenza artificiale non rompe l’equilibrio, ma lo rende più mobile.

Il punto, tuttavia, è proprio questo. L’IA non sposta i rapporti di forza in modo unilaterale, ma aumenta la velocità e la scala dello scontro. Automatizza operazioni, riduce i costi di ingresso, consente anche ad attori meno sofisticati di accedere a capacità prima riservate a pochi. Parallelamente, rafforza gli strumenti di difesa, alimentando una dinamica di adattamento continuo.

Ne deriva un sistema più reattivo, ma anche più esposto. Non perché qualcuno vinca definitivamente, bensì perché tutti diventano più capaci — e quindi più pericolosi. In questo senso, il rischio non è l’irruzione di un fattore risolutivo, ma la normalizzazione di una competizione permanente, più rapida, più diffusa e più difficile da governare.

Erice al centro del dibattito sull’IA: chiusa la prima Scuola internazionale

Si è chiusa con un bilancio decisamente positivo la prima edizione della International School on Artificial Intelligence: Technology and Law, promossa dalla “Fondazione Ettore Majorana e Centro di Cultura Scientifica”. Il corso, ospitato nella cittadella scientifica di Erice dal 26 aprile al 1° maggio, ha riunito giovani ricercatori, studiosi ed esperti internazionali per affrontare uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra intelligenza artificiale, diritto ed etica.

Sei giorni di lezioni, workshop e confronto interdisciplinare hanno confermato la crescente necessità di formare figure capaci di interpretare e governare l’impatto dell’intelligenza artificiale sui sistemi giuridici e sulla società. Al centro dei lavori: responsabilità algoritmica, gestione dei dati, regolamentazione normativa e implicazioni geopolitiche di una tecnologia sempre più pervasiva.

A guidare la Scuola sono Axel Lehmann e Pier Paolo Maria Menchetti. «Un corretto approccio alla AI presuppone una condivisione internazionale e interdisciplinare – sottolinea Menchetti –. Identificare lintelligenza artificiale come enabling platform” per il miglioramento del benessere umano è possibile solo attraverso un rigoroso approccio scientifico, capace di analizzarne rischi e benefici. Il programma della Scuola riflette questa visione, spaziando dalla fisica alle applicazioni in ambito medico e scientifico, fino alla finanza e alla regolamentazione giuridica ed etica, utili per affrontare l’impatto geopolitico». Una visione che si inserisce nella tradizione scientifica di Erice, dove in oltre sessant’anni sono passati più di 150 Premi Nobel.

In questo quadro, la Scuola Internazionale di Tecnologia e Diritto dell’Intelligenza Artificiale si propone anche come risposta concreta alla necessità, sempre più evidente, di costruire una cultura condivisa dell’intelligenza artificiale: non solo competenze tecniche, ma anche strumenti critici e giuridici per governare una trasformazione che coinvolge istituzioni, economia e società. In chiusura dei lavori Menchetti ha segnalato“ una proposta composta da 3 punti di ricerca, da annunciare ai seminari sulle Emergenze Planetarie(giunti alla 58 edizione prevista a luglio 2026) e la cui validazione scientifica sarà perseguita già a partire dal corso di settembre, quali, AI: Elementi dirompenti,AI: Coopetition (cooperazione e competizione) nell’ambito dell’eticae AI: quale futuro ci aspetta?.

Una visione pienamente coerente con l’eredità scientifica e culturale di Antonino Zichichi, che ha sempre promosso un modello di scienza capace di dialogare con le istituzioni e orientata al bene dell’uomo. La nascita di questa Scuola internazionale sullintelligenza artificiale si inserisce proprio in questa prospettiva: creare luoghi di confronto globale in cui discipline diverse possano integrarsi per affrontare le grandi sfide contemporanee.

Non a caso, l’iniziativa rafforza il ruolo di Erice come crocevia internazionale del sapere, dove la collaborazione tra scienziati, giuristi e decisori pubblici diventa elemento centrale per accompagnare l’evoluzione tecnologica con adeguati strumenti normativi ed etici.

Questa edizione ha avuto anche un forte valore simbolico: è stata la prima dopo la scomparsa di Antonino Zichichi, promotore della Fondazione, e ne raccoglie idealmente il testimone, rilanciando una visione della scienza come motore di progresso responsabile e condiviso.

Il successo dell’iniziativa ha già portato all’annuncio di una seconda edizione, in programma dal 1° al 6 settembre 2026, sempre a Erice. L’obiettivo è consolidare un punto di riferimento internazionale per lo studio dell’impatto dell’intelligenza artificiale nei diversi ambiti del diritto, offrendo una piattaforma di confronto tra esperti legali, ricercatori, professionisti e policy maker.

L’accesso alla Scuola è su candidatura e selezione. È possibile consultare il sito ufficiale della Fondazione e inviare la propria candidatura all’indirizzo email: info@ettoremajoranafoundation.com.

Sulle spiagge dell’Alabama l’arte effimera dei castelli di sabbia

Orange Beach (Alabama, Usa), 3 mag. (askanews) – Dai razzi della Nasa agli armadilli, dai fantasmi ai draghi, dai delfini alle tartarughe, e naturalmente elaborati castelli: Janel Hawkins vive il suo sogno ogni giorno con sculture di sabbia mozzafiato. Le sue creazioni ridefiniscono i limiti dell’effimero, punteggiano le spiagge della costa del Golfo negli Stati Uniti e portano gioia a chi le incontra prima che svaniscano.

“Non volevo un lavoro vero, non volevo lavorare in ufficio, non volevo fare gli orari dalle nove alle cinque e ho fatto un apprendistato tradizionale quando ero al college, all’università, per essere apprendista scultrice di sabbia. Poi, nessuno era mai stato in Alabama come professionista prima: io sono dell’Alabama ma ero al college in Florida, quindi ho lasciato l’università e mi sono trasferita in Alabama per imparare a farne un business”, dice.

L’imprenditrice ha trasformato le candide spiagge dell’Alabama nel suo ufficio, creando la SandCastle University: una vera scuola per imparare l’arte dei castelli di sabbia sulle Alabama Beaches, le bianche spiagge del sud degli Usa, meta consigliata da Travel South Usa e Sweet Home Alabama, con una sabbia molto particolare.

Hawkins condivide conoscenze e passione con persone di tutte le età attraverso corsi e workshop: fino a sei classi al giorno in tre location diverse, sette giorni su sette, insegnando a migliaia di persone ogni anno.

Ogni sabbia è unica, e quella dell’Alabama richiede maestria.

“È molto diversa, sì. Ogni scultore di sabbia pensa di avere la sabbia migliore: quindi so come lavorare con la sabbia dell’Alabama, con la nostra sabbia di quarzo, ma quando vado in una nuova location per scolpire devo letteralmente passare un giorno intero a imparare la sabbia”, aggiunge.

Secchio, paletta, ma anche strumenti per il tocco da maestro: come insegnano i corsi, ci vogliono molta sabbia e molta acqua – l’acqua è la colla – poi si compatta per un castello solido, anche se effimero.

Fortemente legata alla comunità locale, Hawkins organizza eventi di beneficenza come il SandCastle Shindig. Per il futuro: social media e progetti estremi.

“Il modo più facile per supportarci è sui nostri social media. Abbiamo un bel seguito: pubblichiamo video su come fare le nostre sculture di sabbia, tipo consigli e trucchi; e il making of di grandi sculture, più dei nostri progetti professionali. In futuro vorrei concentrarmi su progetti più grandi ed estremi: sono diventata brava a fare cose specifiche e ho un sacco di idee per espandere tutto e puntare più in grande”, chiosa.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio di Carla Brandolini

Immagini askanews

Democrazia e gestione del potere: l’Italia tra riforme e rischio di atrofia

In un’epoca segnata da una persistente instabilità globale, l’ingegneria politica italiana sembra muoversi lungo un percorso di trasformazione progressiva. Non si tratta di un mutamento repentino, ma di una più sottile “tecnica di gestione” che tende a ridefinire gli equilibri tra i poteri dello Stato.

Mentre il dibattito pubblico si concentra su singoli provvedimenti, un’analisi più sistemica evidenzia una tendenza di fondo: il passaggio verso un modello in cui la stabilità dell’esecutivo tende a prevalere sulla dialettica parlamentare, mentre la gestione dei flussi informativi si affianca, e talvolta si sostituisce, al confronto nel merito.

 

La centralizzazione come cardine del sistema

Il fulcro di questa evoluzione è rappresentato dal combinato disposto tra la riforma del premierato e l’autonomia differenziata. Da un lato, tali interventi vengono presentati come strumenti per superare la frammentazione decisionale e garantire maggiore stabilità; dall’altro, una parte della dottrina e delle opposizioni evidenzia il rischio di una riduzione del ruolo del Presidente della Repubblica e delle assemblee parlamentari.

Questa spinta verso un rafforzamento dell’esecutivo si accompagna a una gestione del diritto sempre più orientata all’urgenza. Il ricorso frequente ai decreti-legge e il dibattito sulle riforme della giustizia, inclusa la separazione delle carriere, sono interpretati da alcuni analisti come segnali di una possibile riduzione dei meccanismi di controllo e bilanciamento. In questo contesto, la norma giuridica tende ad assumere una funzione sempre più adattiva, legata alle esigenze politiche contingenti.

 

Il rumore che attenua il dissenso

Un elemento centrale riguarda il ruolo dell’informazione. Il recente arretramento dell’Italia al 49º posto nell’indice mondiale della libertà di stampa diReporters Sans Frontières (RSF) nel 2025 ha riacceso il dibattito sul rapporto tra politica e sistema mediatico.

Non si tratta di forme esplicite di censura, quanto piuttosto di dinamiche più complesse: una crescente saturazione informativa, caratterizzata da un flusso continuo di contenuti e narrazioni polarizzate, che rischia di rendere meno incisivo il dissenso. In un contesto dominato da algoritmi e comunicazione istantanea, la rilevanza del discorso pubblico può risultare attenuata non per divieto, ma per dispersione.

A questo si affianca una retorica politica che spesso si struttura secondo la contrapposizione “amico-nemico”. La costruzione di narrazioni che oppongono l’interesse nazionale a presunte élite tecnocratiche o a minacce esterne contribuisce a rafforzare identità collettive, ma può al tempo stesso semplificare e polarizzare il confronto pubblico.

 

Il paradosso della procedura

All’interno di questo quadro emerge un elemento di possibile criticità: il cosiddetto “paradosso della procedura”. Secondo alcune letture, sistemi caratterizzati da un’elevata complessità burocratica rischiano, nel lungo periodo, di compromettere la propria capacità di garantire servizi essenziali.

Il rapporto Eurispes 2025 segnala che il 44,4% degli italiani teme un possibile fallimento economico dello Stato, dato che riflette una percezione diffusa di fragilità. In questo contesto, l’efficienza amministrativa diventa un fattore decisivo per la tenuta della legittimazione istituzionale.

Un ulteriore segnale è rappresentato dalla crescita dell’astensionismo elettorale. La riduzione della partecipazione politica può essere interpretata come indicatore di un progressivo distacco tra cittadini e istituzioni. Una democrazia con una base partecipativa ridotta risulta, per definizione, più esposta a tensioni e vulnerabilità.

 

Un sistema al bivio

Nel loro insieme, questi elementi delineano un quadro complesso, in cui lo scontro tra poteri dello Stato e la crescente frammentazione del dibattito pubblico possono generare fenomeni di incomunicabilità sistemica. In termini di teoria dei sistemi, si parla di “schismogenesi”: una dinamica in cui le parti smettono progressivamente di interagire in modo costruttivo.

Il rischio, in questa prospettiva, non è tanto quello di una rottura improvvisa, quanto di un logoramento graduale. Un sistema che privilegia la gestione del consenso rispetto al consolidamento delle istituzioni può trovarsi, nel tempo, privo degli strumenti necessari per affrontare crisi complesse.

Più che scenari di crisi immediata, il quadro attuale suggerisce la presenza di un bivio: la capacità di mantenere un equilibrio tra efficienza decisionale e garanzie democratiche resta il nodo centrale per la tenuta del sistema nel medio e lungo periodo.

Il tempo ritrovato: Lilius e la verità sul calendario gregoriano

Un autore restituito alla storia
Il volume propone una rilettura documentata della riforma del calendario gregoriano, riportando al centro la figura di Aloysius Lilius, indicato dal gesuita Cristoforo Clavio come primo autore dell’impianto teorico. L’indagine corregge incertezze biografiche sedimentate e restituisce con precisione l’origine umbra dello studioso, già segnalata da Papa Gregorio XIII. Ne emerge un profilo più definito, sottratto a letture approssimative e a indebite appropriazioni locali.

La riforma tra Chiesa e scienza
L’analisi segue il lungo processo che conduce alla riforma: dal Concilio di Nicea fino agli sviluppi medievali e rinascimentali. Vengono ricostruiti i contributi di Dionigi il Piccolo, di Beda il Venerabile e di altri protagonisti della riflessione cronologica, fino al decisivo intervento della commissione pontificia. Centrale è la definizione della data pasquale, nodo teologico e astronomico insieme, che struttura l’intero calendario liturgico.

Una verità documentale che interpella la storiografia
Il lavoro chiarisce elementi spesso trascurati: la sede di promulgazione della bolla Inter gravissimas a Frascati, la data del 24 febbraio 1581 secondo il computo fiorentino, e l’entrata in vigore del nuovo calendario nell’ottobre 1582. La ricerca non si limita a una puntualizzazione erudita, ma propone un metodo: sottrarre la storia a semplificazioni e restituirla alla sua complessità. In questo quadro, la figura di Lilius riacquista coerenza, mentre emerge il carattere corale dell’impresa che ha reso possibile una delle più durature costruzioni del sapere umano: la misura condivisa del tempo.

Scheda Amazon

ALOYSIUS LILIUS DELLUMBRIA PRIMO AUTORE DEL CALENDARIO GREGORIANO

Sulla riforma e promulgazione del Calendario

https://amzn.eu/d/0io4cGWp

Calcio, Serie A femminile: 2-0 alla Ternana, Roma campione d’Italia

Roma, 2 mag. (askanews) – La Roma batte la Ternana e conquista lo scudetto femminile, garantendosi l’aritmetica certezza del primo posto della Serie A Women Athora con due turni d’anticipo. Nella 20esima giornata, in uno Stadio Tre Fontane gremito da oltre 2.400 spettatori, le giallorosse si sono imposte 2-0 grazie a una doppietta di Manuela Giugliano, il capitano della squadra, che ha sbloccato il risultato nel primo tempo su calcio di rigore e ha raddoppiato nel secondo tempo con una splendida conclusione al volo. Una vittoria, quella delle ragazze allenate da Luca Rossettini, che rende incolmabile il distacco dalla vetta per l’Inter, attardata di 6 punti dopo la vittoria nel derby con il Milan e in svantaggio negli scontri diretti. Per la Roma è il terzo titolo femminile nelle ultime quattro stagioni: la squadra giallorossa proverà ora a centrare il “double” domenica 24 maggio, quando a Vicenza nella finale di Coppa Italia affronterà la Juventus.

“Complimenti alla Roma per la conquista dello scudetto, al termine di un campionato condotto nelle prime posizioni sin dall’inizio – le parole della presidente della Serie A Women, Federica Cappelletti -. Le mie congratulazioni vanno alla società, all’allenatore Luca Rossettini che al primo anno in una squadra femminile ha saputo centrare l’obiettivo, al suo staff e alle calciatrici, ma anche alle tifose e ai tifosi, che hanno seguito la squadra in ogni parte d’Italia e d’Europa, mostrando tutta la passione che il calcio femminile merita. Uno scudetto, quello della Roma, che arriva nella giornata in cui lo sport italiano perde un gigante come Alex Zanardi, esempio per tutte noi nell’affrontare la vita”.

ROMA-TERNANA 2-0 (1-0 p.t.) ROMA (4-1-4-1): Baldi; Thogersen ( Piekarska 87′), Antoine, Oladipo, Bergamaschi; Giugliano; Corelli (Rieke 59′), Dragoni (Galli 75′), Greggi, Haavi (Pandini 87′); Viens (Dorsin 75′). A disp.: Lukasova, Soggiu, Veje, Heatley, Csiki, Babajide, van Diemen. All.: Rossettini TERNANA (4-3-2-1): Schroffenegger; Martins, Pacioni, Massimino, Peruzzo (Vigliucci 81′); Pastrenge (Labate 86′), Breitner, Di Giammarino (Ciccotti 46′); Petrara, Lazaro (Gomes 46′); Pirone (Porcarelli 90’+9′). A disp.: Ghioc, Ciccioli, Cecchini, Corrado, Quazzico, Ripamonti. All.: Ardizzone ARBITRO: Maresca di Napoli MARCATRICI: 25′ pt rig., 71′ Giugliano AMMONITE:

CLASSIFICA SERIE A FEMMINILE: Roma 49, Inter 43, Juventus 35, Napoli 30, Milan 29, Lazio* 27, Fiorentina* 27, Como* 26, Sassuolo 17, Parma* 16, Ternana 14, Genoa 10

*una partita in meno

Nella spirale del tempo: Charrière incontra Canova al Museo Correr

Venezia, 2 mag. (askanews) – C’è sempre una profondità geologica nel lavoro di Julian Charrière, che diventa ragionamento sulle profondità umane, sul nostro essere parte di un tempo e di un luogo che hanno una intensità maestosa. E ora questa profondità torna in una veste inedita al museo Correr di Venezia, in un dialogo con le sculture di Antonio Canova, che partecipano alle sue installazioni e, letteralmente, ne risuonano.

“Io sono particolarmente interessato alla prospettiva del tempo che è contenuta in certi materiali – ha detto Charrière ad askanews – Canova invece è come se volesse fissare l’attimo nelle sue sculture, si tratta di proiettare questa effige del momento sul lungo periodo, mentre il mio lavoro in effetti guarda a come sono le dinamiche dei processi della terra e come tutto sia un flusso. Da questo credo nasca un confronto, che genera una tensione tra il mio e il suo lavoro”.

La tensione è percepibile ed è emozionante, cambia la prospettiva sulle storiche sale del museo e apre a nuove possibilità. E per il Correr è un modo di raccontare diversamente anche se stesso, come ci ha detto la direttrice scientifica della Fondazione Musei Civici di Venezia, Chiara Squarcina: “Significa soprattutto, porre l’accento su questo artista, Antonio Canova, che in qualche modo oggi riesce ancora a catturare i talenti di artisti come Julian Charrière e creare un’installazione come questa, che vuole sottolineare soprattutto che l’arte contemporanea e l’arte antica sono in dialogo”.

La mostra, intitolata “Spiral Economy”, in fondo ragiona sul tempo e i tredici orologi che Charrière ha esposto, corrosi dagli elementi, sono una metafora della nostra relazione con questa grandezza, che per i fisici come tale non esiste e per noi è in fondo incommensurabile. “Qui il tempo è deostruito attraverso i processi geologici – ha aggiunto l’artista franco-svizzero – che alla fine reinventano il modo in cui ci confrontiamo con la durata”.

Uno degli intenti del Museo Correr era anche quello di invitare a guardare al Canova con una nuova prospettiva, e la mostra effettivamente la offre. “Le sculture – ha concluso Julian Charrière – stanno facendo da testimoni ai film, da testimoni all’esposizione e quindi diventano come dei partecipanti e questo per me è molto importante, perché offre un’altra dinamica, una sorta di seconda vita all’opera”.

La mostra resta aperta al pubblico a Venezia fino al 22 novembre.

Zanardi, il ricordo di Paolo Barilla: la sua umanità motivava tutti

Milano, 2 mag. (askanews) – “Alex è stato una persona capace di raggiungere i cuori di tante persone. La sua umanità motivava tutti noi a essere più tolleranti e ad affrontare ogni difficoltà con la profonda convinzione di riuscire a migliorare ogni situazione”. Con queste parole Paolo Barilla, ex pilota di F1 e vicepresidente del gruppo alimentare di Parma, ha voluto ricordare Alex Zanardi scomparso oggi all’età di 59 anni.

Quella tra Barilla e il campione bolognese era una partnership storica, andata oltre la sponsorizzazione sportiva. L’azienda di Parma aveva scelto Zanardi come ambasciatore nel mondo, in particolare per facilitare l’ingresso del marchio nel mercato statunitense. Dopo il tragico incidente di Lausitz nel 2001, il rapporto non si era interrotto, ma il programma di sponsorizzazione era stato ristrutturato per sostenere Zanardi nel suo percorso di rinascita e nella successiva carriera paralimpica. Barilla aveva così sponsorizzato il team di handbike di Zanardi, il Barilla Blu Team,, accompagnandolo nelle sue vittorie internazionali, inclusi i successi ai Giochi Paralimpici. Quella di Zanardi è stata una figura centrale per Barilla anche nelle iniziative legate alla diversità e all’inclusione, specialmente dopo il 2013.

Fotografia Europea 2026: Ghostland, i fantasmi dell’algoritmo

Reggio Emilia, 2 mag. (askanews) – All’interno della ventunesima edizione di Fotografia Europea Fantasmi del Quotidiano, fino al 14 giungo 2026 nella sede di Palazzo Da Mosto la mostra collettiva Ghostland a cura di Arianna Catania espone opere di Zoé Aubry, Sara Bezovsek, Carolyn Drake, Alisa Martynova, Visvaldas Morkevicius, Mykola Ridnyi, Indr Serpytyt e Vaste Programme. La curatrice ha raccontato ad askanews l’esibizione: “Ghostland è una mostra collettiva che lega il lavoro di otto artisti e artiste che lavorano con le stesse tecnologie che usiamo ogni giorno: dagli algoritmi, alle intelligenze artificiali, alle telecamere di sorveglianza, alle piattaforme social. E navigano questo flusso di immagini dando un senso a questo infinito archivio digitale che si produce ogni giorno. La mostra si interroga su come è cambiata la fotografia e il mondo dell’immagine in un mondo iper-mediato dagli schermi: schermi che non sono più soltanto dispositivi, ma sono strumenti che creano nuovi ambienti cognitivi in cui si trasforma l’identità e si trasforma il nostro modo di guardare a guerre e catastrofi e il nostro modo di interagire. I fantasmi che animano questa mostra non sono presenze evanescenti, ma sono figure concrete. Si presentano attraverso profili, dati, numeri e algoritmi, ma siamo comunque noi che ci interfacciamo. Non è una mostra che vuole essere nostalgica e neanche apocalittica, vuole semplicemente constatare dove siamo e cosa sta succedendo: quello che gli artisti possono fare per decodificare il nostro mondo”.

Ghostland propone una riflessione su come osserviamo gli altri e noi stessi, su come gli algoritmi ci sorvegliano, su come costruiamo il senso del pericolo e della fiducia verso un futuro da costruire. Attraverso pratiche artistiche sperimentali, la mostra collettiva invita a riflettere non solo su ciò che vediamo ma soprattutto su ciò che resta fuori dal campo: i punti ciechi, le omissioni, gli spazi dove la realtà continua a sfuggire o a palesarsi soltanto attraverso la cornice dello schermo.

I progetti di Indr Serpytyt e Visvaldas Morkevicius fanno parte del programma Cultura Lituana in Italia 2025-2026, realizzato dall’Istituto di Cultura Lituano e dall’Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana. La ventunesima edizione di Fotografia Europea è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

Si è sciolto a Napoli il sangue di San Gennaro

Napoli, 2 mag. (askanews) – A Napoli si è ripetuto il prodigio dello scioglimento del sangue di San Gennaro. Si è rinnovato, infatti, il ‘miracolo’ nel sabato che anticipa la prima domenica di maggio.

Alle 17.04 l’annuncio che ha fatto scattare l’applauso e lo sventolio di fazzoletti bianchi dei fedeli che stanno dando vita alla processione dei cosiddetti degli ‘Infrascati’ prendendo il nome dai copricapo che indossavano i religiosi.

L’avvenuto prodigio è stato annunciato sulla soglia del sagrato della Cattedrale in via Duomo da dove la processione proseguirà fino alla Basilica di Santa Chiara.