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sabato, 31 Gennaio, 2026
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Calcio, risultati serie A: Napoli a -1 dal Milan

Roma, 31 gen. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Napoli-Fiorentina 2-1.

Ventitreesima giornata: Lazio-Genoa 3-2, Pisa-Sassuolo 1-3, Napoli-Fiorentina 2-1, ore 20.45 Cagliari-Verona, domenica 1 febbraio ore 12.30 Torino-Lecce, ore 15 Como-Atalanta, ore 18 Cremonese-Inter, ore 20.45 Parma-Juventus, lunedì 2 febbraio ore 20.45 Udinese-Roma, martedì 3 febbraio ore 20.45 Bologna-Milan.

Classifica: Inter 52, Milan 47, Napoli 46, Roma 43, Juventus 42, Como 40, Atalanta 35, Lazio 32, Bologna 30, Udinese, Sassuolo 29, Cagliari 25, Torino, Parma, Cremonese e Genoa 23, Lecce 18, Fiorentina 17, Pisa e Verona 14.

Ventiquattresima giornata: venerdì 6 febbraio ore 20.45 Verona-Pisa, sabato 7 febbraio ore 18 Genoa-Napoli, ore 20.45 Fiorentina-Torino, domenica 8 febbraio ore 12.30 Bologna-Parma, ore 15 Lecce-Udinese, ore 18 Sassuolo-Inter, ore 20.45 Juventus-Lazio, lunedì 9 febbraio ore 18.30 Atalanta-Cremonese, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Ucraina, Witkoff: siamo incoraggiati, con Dmitriev incontro costruttivo

Roma, 31 gen. (askanews) – Oggi a Miami, “nell’ambito dello sforzo di mediazione degli Stati Uniti per promuovere una risoluzione pacifica del conflitto ucraino”, l’inviato speciale russo Kirill Dmitriev “ha tenuto” con la delegazione Usa “incontri produttivi e costruttivi”. Lo ha scritto poco fa su X Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente e per le missioni di pace.

“Siamo incoraggiati da questo incontro, poiché la Russia sta lavorando per garantire la pace in Ucraina e siamo grati per la leadership fondamentale del presidente Usa Donald Trump nel perseguire una pace duratura”, ha aggiunto Witkoff.

La delegazione statunitense, ha spiegato Witkoff, era composta dallo stesso inviato speciale, dal Segretario al Tesoro Scott Bessent, da Jared Kushner, genero del presidente Trump, e dal Consigliere Senior della Casa Bianca Josh Gruenbaum.

Calcio, risultati serie A: Lazio ottava

Roma, 31 gen. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Pisa-Sassuolo 1-3

Ventitreesima giornata: Lazio-Genoa 3-2, Pisa-Sassuolo 1-3, ore 18 Napoli-Fiorentina, ore 20.45 Cagliari-Verona, domenica 1 febbraio ore 12.30 Torino-Lecce, ore 15 Como-Atalanta, ore 18 Cremonese-Inter, ore 20.45 Parma-Juventus, lunedì 2 febbraio ore 20.45 Udinese-Roma, martedì 3 febbraio ore 20.45 Bologna-Milan.

Classifica: Inter 52, Milan 47, Napoli, Roma 43, Juventus 42, Como 40, Atalanta 35, Lazio 32, Bologna 30, Udinese, Sassuolo 29, Cagliari 25, Torino, Parma, Cremonese e Genoa 23, Lecce 18, Fiorentina 17, Pisa e Verona 14.

Ventiquattresima giornata, venerdì 6 febbraio ore 20.45 Verona-Pisa, sabato 7 febbraio ore 18 Genoa-Napoli, ore 20.45 Fiorentina-Torino, domenica 8 febbraio ore 12.30 Bologna-Parma, ore 15 Lecce-Udinese, ore 18 Sassuolo-Inter, ore 20.45 Juventus-Lazio, lunedì 9 febbraio ore 18.30 Atalanta-Cremonese, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como

A Niscemi una palazzina di 3 piani crolla nel precipizio

Roma, 31 gen. (askanews) – La frana a scorrimento che ha colpito Niscemi in provincia di Caltanissetta lo scorso 25 gennaio, costringendo lo sfollamento di oltre 1.500 persone, provoca ulteriori danni. Come riferisce il Quotidiano di Sicilia, si registrano infatti nuovi crolli lungo la striscia di terra colpita dal disastro, estesa lungo un fronte di circa 5 km: una palazzina di tre piani nel quartiere Sante Croci è finita nel precipizio, che ha già inghiottito altre abitazioni. L’edificio era a pochi metri dall’immagine simbolo dell’auto rimasta sospesa sull’orlo della voragine.

Lo stato di emergenza, dunque, può definirsi ancora molto attivo. Il maltempo infatti peggiora la situazione con piogge senza sosta di 48 ore consecutive che rendono ancora instabile l’area interessata.

Sanremo, Carlo Conti ha svelato i duetti delle cover

Roma, 31 gen. (askanews) – Carlo Conti ha annunciato i duetti delle cover previsti nella prossima edizione del Festival di Sanremo, nel corso del Tg1 Rai. “Sarà una serata molto variegata con tante sorprese: ci farà ballare, ci farà riflettere e emozionare, ma anche ci stupirà perché ci sono duetti abbastanza stravolgenti e incredibili anche se improbabili. C’è un po’ di tutto quest’anno, tante sorprese. E’ bello – ha detto Carlo Conti – perchè i protagonisti sono andati a cercare dei duetti un po’ fuori dalla norma, con compagni di viaggio un po’ fuori dagli schemi. Sono contento che mi abbiano proposto delle canzoni inaspettate, soprattutto dei duetti inaspettati, sarà una serata tutta da scoprire che ci farà ballare tanto e stupire. Gli artisti sono andati a cercare un po’ qualcosa che uscisse dal consueto duetto proprio per regalarci una serata di grande varietà. Sarà emozionante e ci farà divertire. E le sorprese non finiscono qui: nelle prossime settimane avremo ancora tante belle novità”.

Questa la lista dei duetti previsti: – Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma, “Quello che le donne non dicono” – Bambole di pezza con Cristina D’Avena, “Occhi di gatto – Chiello con Morgan, Mi sono innamorato di te” – Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso, “Su di noi” – Ditonellapiaga con TonyPitony, “The lady is a tramp” – Eddie Brock con Fabrizio Moro, “Portami via” – Elettra Lamborghini con Las Ketchup, “Aserejé” – Enrico Nigiotti con Alfa, “En e Xanax” – Ermal Meta con Dardust, “Golden hour” – Fedez & Masini con Stjepan Hauser, “Meravigliosa creatura” – Francesco Renga con Giusy Ferreri, “Ragazzo solo, ragazza sola” – Fulminacci con Francesca Fagnani, “Parole parole” – J-Ax con Ligera County Fam, “E la vita, la vita” – LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo, “Andamento lento” – Leo Gassmann con Aiello, “Era già tutto previsto” – Levante con Gaia, “I maschi” – Luchè con Gianluca Grignani, “Falco a metà” – Malika Ayane con Claudio Santamaria, “Mi sei scoppiato dentro il cuore” – Mara Sattei con Mecna, “L’ultimo bacio” – Maria Antoniella & Colombre con Brunori Sas, “Il mondo” – Michele Bravi con Fiorella Mannoia, “Domani è un altro giorno” – Nayt con Joan Thiele, “La canzone dell’amore perduto” – Patty Pravo con Timofej Andrijashenko, “Ti lascio una canzone” – Raf con The Kolors, “The riddle” – Sal Da Vinci con Michele Zarrillo, “Cinque giorni” – Samurai Jay con Bélen Rodríguez e Roy Paci, “Baila morena” – Sayf con Alex Britti e Mario Biondi, “Hit the road Jack” – Serena Brancale con Gregory Porter e Delia, “Besame mucho” – Tommaso Paradiso con Stadio, “L’ultima luna” – Tedici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band, “Vita”.

INPS e AGEA: siglata la Convenzione per l’integrazione delle Banche Dati

Milano, 31 gen. (askanews) – INPS e AGEA siglano la Convenzione per l’integrazione delle Banche Dati. Una iniziativa che mira a semplificare gli adempimenti per le imprese e i loro intermediari, nonché a sviluppare un avanzato sistema di business intelligence per contrastare le frodi nei rispettivi settori di azione.

“Grazie a questa collaborazione, saremo in grado di garantire un miglioramento significativo del livello dei servizi offerti, nonché di identificare in modo più efficace le metodologie e i rischi associati agli adempimenti aziendali”, ha dichiarato Valeria Vittimberga, Direttore generale dell’INPS. “Questo è un passo fondamentale per potenziare le verifiche e assicurare la compliance delle aziende, contribuendo così a un sistema più equo e trasparente”.

Fabio Vitale, Direttore dell’AGEA, ha sottolineato che “l’integrazione delle banche dati consentirà una visione più completa delle aziende agricole, facilitando l’iscrizione e la variazione delle informazioni richieste. La possibilità di accedere al fascicolo aziendale AGEA direttamente dal portale INPS rappresenta un importante passo verso una maggiore efficienza e trasparenza nelle pratiche amministrative”.

La nuova procedura migliorerà l’accesso ai dati essenziali per le aziende agricole, inclusi l’ubicazione dei terreni, i titoli di possesso e la consistenza zootecnica, contribuendo a garantire l’efficacia delle verifiche al fine di prevenire fenomeni fraudolenti attraverso un attento monitoraggio.

“Questa iniziativa è solo l’inizio di un processo di evoluzione dei nostri sistemi informativi, finalizzato non solo al servizio dell’utenza, ma anche alla lotta contro le frodi nel settore previdenziale e nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC)”, ha aggiunto Vittimberga. “Ci aspettiamo di implementare ulteriori innovazioni nei prossimi mesi per semplificare ulteriormente gli adempimenti e migliorare la compliance”, ha concluso Vitale.

Meloni nell’affresco, Giuli manda la soprintendenza a San Lorenzo in Lucina

Roma, 31 gen. (askanews) – “Su indicazione del ministro Alessandro Giuli, il Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro, ha dato incarico ai funzionari tecnici del Mic di effettuare oggi stesso un sopralluogo per accertare la natura dell’intervento effettuato sul dipinto contemporaneo contenuto in una delle cappelle di San Lorenzo in Lucina e decidere il da farsi”. Lo rende noto il Mic in un comunicato.

Dal canto suo, il vicariato: “Sia la Sovrintendenza sia l’ente proprietario (Fec), oltre all’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato di Roma, erano al corrente dal 2023 di un’azione di restauro ‘senza nulla modificare o aggiungere’ (dalla mail condivisa) sull’affresco in questione di recente fattura (anno 2000); pertanto la modifica del volto del cherubino è stata un’iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti”. Lo precisa in una nota il Vicariato di Roma riguardo il restauro della decorazione pittorica della cappella del Crocifisso nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, a Roma, dove comparirebbe un volto con le fattezze di Giorgia Meloni. Il Vicariato “si è impegnato ad approfondire la questione con il parroco monsignor Daniele Micheletti e a valutare eventuali iniziative”.

Tennis, Rybakina: "Melbourne è davvero l'"Happy Slam"

Roma, 31 gen. (askanews) – È difficile trovare le parole” ha detto la kazaka Elena Rybakina durante la cerimonia di premiazione dopo il suo primo trionfo in carriera all’Australian Open in singolare femminile, il secondo in uno Slam. In finale ha sconfitto la numero 1 Aryna Sabalenka che qui l’aveva battuta nella sfida per il titolo nel 2023.

“Voglio fare i complimenti ad Aryna. Ha ottenuto risultati straordinari per un paio d’anni e spero che giocheremo insieme molte altre finali . ha aggiunto Rybakina – Voglio ringraziare tutti i tifosi per l’atmosfera incredibile. Il vostro sostegno ci ha aiutato ad andare avanti. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo torneo. È davvero l'”Happy Slam”, mi piace sempre venire qui e giocare davanti a voi. Naturalmente grazie anche al mio team: senza di voi non sarebbe stato possibile. Abbiamo affrontato tante situazioni, sono felice che siamo riusciti a ottenere questo risultato. Speriamo di continuare su questa strada”.

Senza parole, ma per motivi opposti, anche Sabalenka, sconfitta per il secondo anno di fila in finale all’Australian Open. “Voglio innanzitutto fare i complimenti a Elena per il suo percorso incredibile – ha esordito la numero 1 del mondo – Grazie agli organizzatori e al pubblico. Adoro giocare qui, davanti a voi. Non vedo sempre l’ora di tornare, speriamo che il prossimo anno sia migliore per me”.

Un pensiero, infine per il suo coach e tutto il suo team. “Grazie per essere sempre al mio fianco e per sopportarmi quando perdo le finali — anche se ne vinciamo alcune — quindi speriamo per il meglio. Speriamo che il trofeo del prossimo anno sia sicuramente nostro”.

Sci, Sofia Goggia seconda nel SuperG di Crans Montana

Roma, 31 gen. (askanews) – Sofia Goggia torna sul podio a pochi giorni dall’inizio dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina. L’azzurra difende il pettorale rosso di leader di specialità nel SuperG di Crans Montana con un buon 2° posto. Sofia ha chiuso a 18 centesimi di ritardo dalla soprendente svizzera Malorie Blanc, che con un super 1.17.34 conquista la sua prima vittoria in carriera in Coppa del mondo. Beffa per Roberta Melesi: a lungo in testa, si è vista soffiare il podio per appena 6 centesimi dalla statunitense Breezy Johnson, scesa con il pettorale numero 29. Più in ritardo Federica Brignone, 18^, che ha commesso un paio di errori nella sua discesa e ha chiuso con un ritardo di 1.28 dalla vincitrice. Fuori Elena Curtoni ma soprattutto Laura Pirovano, che è uscita mancando l’ultima porta a pochi metri dal traguardo quando era nettamente in testa. Non è scesa Lindsey Vonn dopo la caduta di venerdì in discesa e l’infortunio al ginoccho: per martedì è prevista una conferenza stampa in cui si saprà di più sulle sue condizioni e sulla partecipazione ai Giochi.

Nodio dice che la separazione delle carriere "enfatizza" l’indipendenza dei giudici

Milano, 31 gen. (askanews) – Con la riforma che introduce la separazione delle carriere, “lungi dal voler sottoporre la magistratura sotto il potere esecutivo, noi abbiamo enfatizzato quella che è l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo a Milano alla cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

“Consentirmi di dire che trovo veramente blasfemo e irriverente verso il Parlamento, voler attribuirgli una volontà che nessuno ha mai avuto – ha sottolineato il Guardasigilli -. Ieri davanti al presidente della Repubblica ho usato il termine blasfemo: lo ripeto e lo confermo. La blasfemia non è soltanto un’offesa verso la divinità, tecnologicamente parlando è un’offesa verso un’istituzione sacra. E poiché io ritengo il Parlamento un’istituzione sacra, aver voluto attribuire al Parlamento un’intenzione che non ha e non ha mai avuto, ma che è scritta a chiarissime lettere in termini contrari, la ritengo una blasfemia”.

Tennis, Rybakina regina di Melbourne: battuta Sabalenka

Roma, 31 gen. (askanews) – Elena Rybakina è la nuova regina di Melbourne. La 26enne kazaka vendica la sconfitta nella finale del 2023, battendo la due volte campionessa degli Australian Open, la n°1 del mondo Aryna Sabalenka. 6-4, 4-6, 6-4 i parziali per Elena, che da lunedì sarà n°3 del ranking Wta. Per Rybakina è il secondo Slam della carriera dopo il trionfo a Wimbledon 2022. Partita molto equilibrata che si è giocata davvero su pochi punti. Decisiva la rimonta nel terzo set di Rybakina, che sotto 0-3 ha recuperato il break di svantaggio e con cinque game di fila ha ribaltato l’inerzia dell’incontro. Sabalenka interrompe così la striscia che la vedeva vincente da due edizioni consecutive e da 27 partite nelle ultime 28.

Lavoro, Schlein: Meloni rivendica dati ma giovani in difficoltà

Roma, 31 gen. (askanews) – Sul lavoro “Meloni continua a rivendicare dati, lo ha fatto anche ieri, ma il problema è che non guarda dentro quei dati. Soprattutto qui al Sud sappiamo che i giovani sono in difficoltà, non trovano lavoro e molto spesso si sentono costretti a spostarsi. Noi continuiamo a sostenere la nostra battaglia per un salario minimo e contro la precarietà, perché se vogliamo contrastare la denatalità la prima cosa da fare è combattere la precarietà, che fa venire paura del futuro nei nostri giovani e questo ha conseguenze”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, a Napoli per l’iniziativa “Idee per l’Italia” promossa da Stefano Bonaccini.

Referendum, Mantovano: demonizzazione lasci spazio a confronto civile

Roma, 31 gen. (askanews) – “Auspico che, in vista del voto referendario, la demonizzazione lasci il posto al confronto civile, proprio di una vera democrazia”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano concludendo il suo intervento all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Corte d’Appello di Napoli.

“La Sacra Scrittura ammonisce a stare vigili perché non conosciamo ‘né il giorno né l’ora’; dunque, non vi è alcuna certezza che il 24 di marzo dell’Anno Domini 2026 non si scateni l’Apocalisse. Quello di cui sono certo è che se ciò si dovesse verificare, non sarà a causa della conferma referendaria della riforma della giustizia”, ha aggiunto.   “Il verdetto delle urne, qualunque sarà, andrà da tutti accolto con rispetto, e soprattutto con serenità. Perché verrà da quel popolo italiano, in nome del quale in queste aule tutti voi assicurate la giustizia”, ha concluso.

Volto di Meloni apparso in un affresco a Roma? Avs: Giuli verifichi

Roma, 31 gen. (askanews) – “Apprendiamo dalla stampa che il restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina avrebbe prodotto un’immagine del volto somigliante a Giorgia Meloni. Siamo basiti e increduli, chiediamo che il ministro della Cultura Alessandro Giuli verifichi e, nel caso, si attivi subito con le sovrintendenze per rimuoverla”. Cosi il capogruppo di AVS in commissione Affari costituzionali della Camera Filiberto Zaratti che annuncia una interrogazione e aggiunge: “Se tutto fosse confermato ci troveremmo davanti ad un gigante e inaccettabile esempio di culto della personalità come non se ne vedeva dai tempi del fascismo”.

Almeno 19 morti in raid di Israele nella Striscia di Gaza

Roma, 31 gen. (askanews) – E’ salito a 19 il numero dei palestinesi uccisi dalla scorsa notte dalle forze israeliane nella Striscia di Gaza, dopo l’ultimo attacco messo a segno questa mattina con droni contro la stazione di polizia nel quartiere di Sheikh Radwan, nel nord di Gaza City, che ha fatto sette morti. Lo riportano i media palestinesi, precisando che il raid ha causato la morte di tre agenti e quattro detenuti. Nei precendenti attacchi cinque palestinesi avevano perso la vita a Gaza City e altri sette nell’area di al-Mawasi, a Khan Younis.

Nei nuovi Epstein Files accuse a Trump, Bill Gates ed Elon Musk

Roma, 31 gen. (askanews) – Il nome del presidente americano Donald Trump compare spesso negli ultimi documenti che riguardano il predatore sessuale Jeffrey Epstein, diffusi ieri dal dipartimento della Giustizia Usa. Tre milioni di pagine che gettano nuova luce anche sui rapporti avuti dal finanziere morto in carcere nel 2019 con figure di primo piano come Elon Musk, Bill Gates e il segretario al Commercio, Howard Lutnick.

Stando a quanto riportato dal New York Times, sarebbero almeno 4.500 i documenti in cui viene citato Trump, tra cui un elenco del 2025 in cui funzionari dell’Fbi hanno raccolto le segnalazioni arrivate su Trump ed Epstein, tra cui anche accuse di abusi sessuali, ma prive di riscontri.

Trump non è mai stato accusato di illeciti legati a Epstein e ha negato di averne commessi. Interpellata dal Nyt, la Casa Bianca ha ribadito quanto dichiarato dal dipartimento di Giustizia, ossia che i documenti “potrebbero comprendere immagini, documenti o video falsi o presentati in modo non veritiero”, e che alcuni di questi contenevano false accuse mosse a Trump prima delle elezioni del 2020. Molti degli altri documenti in cui compare il nome di Trump sono articoli di giornale o mail riguardanti il presidente.

I nuovi documenti potrebbero invece creare problemi ad alcuni alleati di Trump che hanno cercato di prendere le distanze da Epstein. E’ il caso del segretario al Commercio, Howard Lutnick, che aveva affermato di aver interrotto i rapporti con il finanziere nel 2005, mentre emerge che aveva pianificato una visita nella sua isola nel 2012. Interpellato dal Nyt, il segretario ha detto di non poter commentare, non avendo ancora visionato i documenti.

Dai documenti è emersa quindi la corrispondenza avuta da Elon Musk con Epstein per organizzre un incontro in Florida o nei Caraibi tra il 2012 e il 2014, sebbene Musk abbia detto in passato di aver declinato gli inviti del finanziere. In diverse delle mail scambiate con Epstein, Musk chiede di poter visitare l’isola caraibica di Epstein, teatro degli abusi. “Quale giorno/notte ci sarà la festa più sfrenata sulla tua isola?”, si legge in una mail inviata nel novembre 2012. Non è chiaro se poi Musk sia effettivamente andato sull’isola di Epstein.

Infine ci sono note datate 2013 che Epstein avrebbe redatto per e su Bill Gates, in cui lascia intendere che avesse rapporti extraconiugali; in una mail dello stesso anno scrisse di aver aiutato Gates a procurarsi un medicinale “per affrontare le conseguenze dei rapporti sessuali con ragazze russe”. La Fondazione Gates ha definito le accuse “assolutamente assurde e completamente false”.

Mattarella ha conferito 31 onorificenze al merito

Roma, 31 gen. (askanews) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trentuno onorificenze dell’Ordine ‘Al merito della Repubblica italiana’, distribuite proporzionalmente a donne e uomini che si sono ‘distinti per il loro impegno nel sociale, manifestato attraverso l’uso etico e responsabile dei social network, l’attività sportiva come mezzo di inclusione, l’arte come strumento di integrazione sociale, l’assistenza e il supporto ai detenuti, le attività solidali e di volontariato, per aver costruito un modello di imprenditoria etica, per l’impegno elargito nella tutela del bene della salute, anche al di là dei confini nazionali, per il coraggio e l’eroismo dimostrato, oltre i propri doveri professionali, per essersi resi esempi di cittadinanza attiva’. Lo rende noto il Quirinale.

Il Presidente Mattarella ha individuato ‘esempi, tra i numerosissimi presenti nel nostro Paese, di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani’. La cerimonia di consegna delle onorificenze si svolgerà presso il Palazzo del Quirinale il 3 marzo alle ore 12.

Di seguito l’elenco delle persone con un breve profilo che illustra il loro impegno nel sociale.

Valentina Baldini, 30 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per l’impegno nella valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica’. Valentina, medico psichiatra affetta da Atrofia muscolare spinale, ha assunto la presidenza di due associazioni di rilievo nazionale, l’Associazione per lo studio dell’Atrofia Muscolare Spinale (ASAMSI) e l’Associazione del Registro italiano dei pazienti con malattie neuromuscolari (ADR), dimostrando quel coraggio e quella determinazione che la rendono uno straordinario esempio di professionalità e senso civico.

Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, 47 e 61 anni, Ufficiali dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per aver fatto dell’arte uno strumento per abbattere gli ostacoli della malattia e della disabilità’. Gianfranco e Gabriella sono i fondatori della Compagnia Teatrale Berardi-Casolari, con cui contribuiscono alle tematiche dell’accessibilità e dell’inclusione, puntando a creare spazi di partecipazione attiva in cui ognuno possa esprimersi prescindendo dalle proprie condizioni fisiche.

Cristina Bernardi, 52 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per aver reso lo sport uno strumento di inclusione’. Cristina è presidente di Amico Sport Cuneo, associazione che promuove attività ludico-sportive, favorendo la relazione di ragazzi con disabilità intellettive insieme ad altre persone.

Titina Ciccone, 65 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per la sua lotta quotidiana contro la discriminazione e l’emarginazione sociale’. Titina, con la sua Associazione Spazio Bianco, da più di trenta anni svolge attività di sostegno alle persone che convivono con l’HIV/AIDS.

Valerio Costa, 88 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per essersi prodigato per gli altri nel corso dell’intera carriera’. Valerio, già direttore del Sert di Trento ha continuato anche dopo l’attività professionale a prodigarsi per le persone più fragili, dedicando il suo tempo al recupero dalle tossicodipendenze e ad ‘uscire’ dalla problematica dei disordini alimentari.

Antonio Diodato, 44 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per essere cittadino attivo che presta particolare attenzione alle problematiche degli altri’. Antonio ha visitato associazioni impegnate in alcune periferie di grandi città documentandone mediante la realizzazione di brevi video il loro lavoro: Blitz a Palermo, il Centro Mammut a Scampia e il Centro Agriculture nel Salento, con interviste a residenti e volontari che raccontano le loro storie di inclusione e socializzazione. Un invito, quello del cantautore, da sempre impegnato nel sociale, a dare spazio a chi offre nuove possibilità alle persone in difficoltà.

Fabrizio Facchinetti, 58 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per aver reso lo sport uno strumento di inclusione’. Fabrizio presidente dell’Associazione Sci Club Sarnico 2001 Fabrizio Pedrocchi ASD, insegna lo sci includendo ragazzi disabili, convinto che lo sport sia strumento di crescita, aggregazione, amicizia e inclusione.

Giuseppe Fattore, 44 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per il coraggio dimostrato nel prestare soccorso, andando oltre il proprio dovere’. Giuseppe, poliziotto della Questura di Firenze, sull’autostrada, di rientro dalle vacanze con la famiglia, vedendo un autobus inclinato e avvolto da una nube di fumo, non ha esitato a fermarsi e a prestare i primi soccorsi alle persone intrappolate nel mezzo.

Sauro Filippeschi, 55 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per essere cittadino attivo che presta particolare attenzione alle problematiche degli altri’. Sauro, con la sua Associazione Nazionale di Volontariato Cornelia de Lange, mette in contatto numerose famiglie che affrontano quotidianamente le difficoltà dei loro familiari che soffrono di questo disturbo genetico raro.

Sonia Gerelli e Marco Damonte, 42 e 56 anni, Ufficiali dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Uniti dal comune impegno per la valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica’. Sonia e Marco, fondatori dell’Associazione il trenino di Elia, dopo aver perso il figlio a causa della Sindrome Emolitico Uremica, sono attivamente impegnati nella divulgazione dei rischi connessi alla contaminazione da Escherichia Coli dei prodotti caseari a latte crudo.

Giovanni Giugliano, 44 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per il coraggio dimostrato nel prestare soccorso, andando oltre il proprio dovere’. Giovanni, carabiniere, in una serata fuori dal servizio, non ha indugiato a tuffarsi nel porto canale di Riccione per salvare una bambina in sedia a rotelle, traendola in salvo.

Mauro Glorioso, 26 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per non essersi arreso alle avversità della vita’. Camminando con alcuni amici lungo i Murazzi di Torino è stato colpito da una bicicletta lanciata da alcune persone; Mauro, pur riportando gravi menomazioni, ha ripreso il suo percorso di studi fino a conseguire la laurea in Medicina e Chirurgia, dimostrando grande determinazione e tenacia.

Nadia Lauricella, 32 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per aver costruito una rete sociale e di supporto attraverso i social media, condividendo le proprie esperienze di vita e fornendo consigli pratici volti ad affrontare con maggior consapevolezza la vita quotidiana’. Nadia è una giovane donna affetta da focomelia, che, incontrando numerose difficoltà nel cercare un posto di lavoro, ha iniziato a condividere sui social le proprie passioni, facendone la propria occupazione e trasmettendo un messaggio di forza e speranza per affrontare la disabilità in maniera diversa.

Valentina Mastroianni, 39 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per aver costruito una rete sociale e di supporto attraverso i social media, condividendo le proprie esperienze di vita e fornendo consigli pratici volti ad affrontare con maggior consapevolezza la vita quotidiana’. Valentina ha raccontato attraverso i social la sua quotidianità con il figlio affetto da una grave malattia, divenendo un riferimento per le famiglie con persone affette da disabilità e proseguendo con la sua attività di divulgazione, anche dopo la scomparsa del figlio.

Rodolfo Matto, 64 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per l’impegno nella valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica’. Rodolfo, medico e presidente di Teniamoci Per Mano Onlus, è alla guida di un’associazione di clown dottori che dal 2010 porta sorrisi e conforto nei reparti ospedalieri di pediatria, oncologia e negli istituti di lunga degenza per bambini, adulti e disabili.

Cristina Monzali, 54 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per aver messo la sua vita al servizio degli altri’. Cristina, assieme al marito, ha creato l’Associazione Giak nuotatore volante, continuando a trasmettere i valori e le passioni del figlio, scomparso in un incidente con l’aliante, aiutando giovani talenti nello svolgimento delle attività quali l’ippoterapia e l’istituzione di borse di studio per progredire negli studi. Gianfranco Onorato, ‘Jeff’, 73 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per aver reso lo sport uno strumento di inclusione’. Gianfranco, ‘Jeff’, nonostante un tragico incidente, è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi in ambito sportivo e a trasmettere la sua passione anche a ragazzi affetti da disabilità.

Vito Primavera, 58 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per aver portato le proprie professionalità mediche al di là dei confini nazionali, divenendo fonte di speranza per i pazienti delle aree più povere e svantaggiate del mondo’. Vito, chirurgo oculista, ha preso parte alla missione Puglia-Bangui in Repubblica Centrafricana, guidando con successo l’équipe medica che ha ridato la vista a più di 240 pazienti, molti dei quali bambini.

Tiziana Roggio, 38 anni, Cavaliere dell’Ordine ‘Al merito della Repubblica italiana: ‘Per aver portato le proprie professionalità mediche al di là dei confini nazionali, divenendo fonte di speranza per i pazienti delle aree più povere e svantaggiate del mondo’. Tiziana, chirurgo plastico, è stato il primo medico volontario italiano a recarsi nella Striscia di Gaza, nell’ospedale Nasser, operando anche bambini che avevano riportato ferite gravemente invalidanti, e dando loro speranza.

Carmela Rosset, 87 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per aver messo la sua vita al servizio degli altri’. Carmela presiede l’Associazione Via di Natale, che accoglie gratuitamente i pazienti in terapia al Centro Riferimento Oncologico di Aviano e i loro familiari, fornendo loro assistenza e alloggio durante il periodo delle cure.

Chiara Ruaro e Teresa Giordano, 51 e 38 anni, Ufficiali dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per aver fatto dell’arte uno strumento per abbattere gli ostacoli della malattia e della disabilità’. Chiara e Teresa, entrambe pazienti oncologiche, sono diventate le protagoniste del docufilm Due di noi, in cui raccontano la loro storia di resilienza. I medici ritengono tale forma di comunicazione una preziosa condivisione per le persone che affrontano lo stesso percorso.

Cesina Russo e Zaira Giugliano, 53 e 56 anni, Ufficiali dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per essere cittadine attive che prestano particolare attenzione alle problematiche degli altri’. Cesina e Zaira, con l’Associazione Lucana Autismo, elaborano progetti educativi per valorizzare il talento di ciascun ragazzo, ponendosi come ‘un’ala per essere nel mondo’.

Teresa Scorza, 38 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per aver reso il lavoro uno strumento di inclusione’. Teresa è titolare di diverse attività commerciali, e più della metà dei suoi dipendenti presenta difficoltà intellettive o psichiatriche. Oggi la sua ZeroPerCento è diventata una boutique di servizi pensati per promuovere inclusione, sostenibilità e benessere nelle realtà aziendali, valorizzando talenti nascosti e trasformando le differenze in ricchezza. Andrea Albano Sciarretta e Tahereh Pisciotta, entrambi 38 anni, Cavalieri dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Uniti dal comune impegno per la valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica’. Andrea e Tahereh, genitori di Noemi, portatrice di Atrofia muscolare spinale di tipo 1, hanno fondato l’Associazione Progetto Noemi, allo scopo di sostenere la ricerca scientifica e promuovere forme di tutela a favore della famiglia e dei loro bisogni assistenziali.

Esther Sibylle von der Schulenburg, 71 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per l’impegno profuso nel migliorare le condizioni di vita e le possibilità di reinserimento dei detenuti’. Esther Sibylle è Presidente dell’Associazione Artisti Dentro Onlus, attraverso la quale promuove arte e cultura nelle carceri come strumento di rieducazione e di miglioramento personale.

Suor Emma Zordan, 84 anni, Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per l’impegno profuso nel migliorare le condizioni di vita e le possibilità di reinserimento dei detenuti’. Emma è una religiosa e volontaria che opera da anni nel polo penitenziario di Rebibbia, a Roma, dove organizza corsi di scrittura e concorsi letterari per facilitare e migliorare le capacità di espressione dei detenuti.

I meteorologi prevedono altre piogge e vento al Sud

Roma, 31 gen. (askanews) – Nuovo vortice ciclonico in transito nel weekend tra Sardegna, Sicilia e Calabria: pioggia, vento e mareggiate. Maltempo senza fine. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma il passaggio di un nuovo vortice sulle stesse zone colpite dal Ciclone Harry: va subito detto che l’intensità sarà ovviamente molto minore ma sorprende, fino alla fine, la dinamicità di questo mese di gennaio 2026.

Entro la tarda mattinata del sabato, arriverà un nuovo intenso ciclone dall’Atlantico in grado di provocare nelle ultime 24 ore addirittura temporali forti sull’oceano nel cuore dell’inverno.

Sull’Italia causerà piogge diffuse in Sardegna e poi in Sicilia, purtroppo anche nella zona della frana di Niscemi; dal pomeriggio il maltempo raggiungerà anche la Sicilia orientale e la Calabria ionica, colpendo i litorali distrutti dalle mareggiate di Harry.

Una situazione dunque da monitorare: le onde saranno alte 3-4 metri davanti alle coste meridionali della Sardegna, occidentali e meridionali della Sicilia; domenica mattina un mare molto mosso o agitato raggiungerà anche il settore ionico. Al largo, in particolare sul Canale di Sardegna, l’altezza massima dell’onda significativa sarà di 6-7 metri: come successo nelle ultime 48 ore, la situazione peggiore colpirà la Tunisia con raffiche di vento fino a 120 km/h.

Domenica il tempo migliorerà: dopo gli ultimi forti rovesci sulle regioni ioniche (tra Calabria e Sicilia) il vento gradualmente si attenuerà, le piogge diverranno sempre più isolate e dalla prossima settimana cambierà tutto.

Con l’inizio di febbraio il tempo migliorerà al Sud e peggiorerà fortemente al Nord.

Sulle regioni settentrionali e sulle centrali tirreniche sono previsti 10 giorni di piogge e 10 giorni di nevicate intense in montagna: un’ottima notizia per le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 anche se, a luoghi, forse ci sarà davvero troppa neve.

In sintesi, dunque, ci aspettiamo un weekend a tratti burrascoso sulle Isole Maggiori e in Calabria, qualche pioggia sparsa al Centro e una diffusa stabilità al Nord anche con nebbie (salvo qualche fenomeno sabato sul Basso Piemonte).

La notizia, dopo il weekend di vento e piogge del Sud, è l’arrivo di una lunga fase di maltempo a ripetizione: nei primi 10 giorni di febbraio si prevedono al Nord oltre 150-200 mm di pioggia (localmente anche sulle regioni tirreniche e in Sardegna) che, trasformati in fiocchi di neve, equivarranno a circa 150 cm di neve fresca sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali!

Un carico di neve che aiuterà a combattere l’eventuale siccità primaverile-estiva, amplificata sempre più spesso dal Riscaldamento Globale.

Milano, quattro artiste per reinterpretare le risonanze di Wagner

Milano, 31 gen. (askanews) – Dal primo marzo 2026, dopo dieci anni, il Teatro alla Scala presenta un nuovo allestimento del Ring des Nibelungen di Richard Wagner, con la direzione affidata a Simone Young e Alexander Soddy e la regia di David Mc Vicar, esattamente a 150 anni dalla prima esecuzione del 1876 e a 100 anni dalla prima produzione della Tetralogia al Teatro alla Scala nel 1926.

A corredo di questa iniziativa, il Museo Teatrale alla Scala presenta dal 30 gennaio due mostre: La rivoluzione del Ring – Visconti Ronconi Chéreau a cura di Giovanni Agosti con l’allestimento di Margherita Palli, dedicata a Pier Luigi Pizzi, scenografo de La Walkiria e Sigfrido nella regia scaligera di Luca Ronconi e Risonanze Wagner – Visioni intorno al Ring a cura di Gianluigi Colin e Mattia Palma, che esplora l’eredità del Ring des Nibelungen attraverso un progetto espositivo che vede protagoniste quattro artiste contemporanee invitate a interpretare scene significative tratte dalle quattro opere della Tetralogia: Antonella Benanzato, Flaminia Veronesi, Chiara Calore e Federica Perazzoli. I lavori, esposti sui pannelli nel Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini, offrono una rilettura attuale dei grandi temi wagneriani: il potere, il conflitto, la trasformazione, la fine.

Antonella Benanzato artista, pittrice e musicista ha raccontato la lavorazione delle sue quattro opere: “È stato bellissimo poter affrontare il tema del dramma musicale di Wagner L’oro del Reno, perché mi ha consentito di recuperare uno studio della partitura del dramma musicale wagneriano. Sono partita da questo accordo di Mi bemolle maggiore che si sviluppa per 136 battute che rappresenta il preludio al dramma musicale, cioè la nascita di questa mitologia. È un suono primordiale che accompagna la prima giornata della Tetralogia, L’oro del Reno, e l’ascolto di questo accordo prolungato e lunghissimo, una tetrade che parte da un Si bemolle e culmina con un Mi bemolle, un accordo in Mi bemolle maggiore, ha accompagnato anche il disegno e la pittura di queste quattro opere che sono qui alla Scala. È stata un’esperienza musicale immersiva per quanto mi riguarda e che ha portato poi alla realizzazione di questi quattro quadri. Il primo quadro parte da un cromatismo molto acceso: abbiamo le ondine che sono sul Reno che nuotano gioiose, Alberich le insidia, tenta di sedurre, ma loro sfuggono e disprezzano questo essere deforme, questo nano. Ecco, il cromatismo lì è molto acceso. Abbiamo un blu molto carico del Reno, abbiamo le ondine che sono diafane quasi d’avorio, quasi evanescenti, abbiamo Alberich invece che è dei colori della terra molto accesi, molto rossi, molto marroni. Man mano che ho realizzato le altre opere, che quindi siamo arrivati fino al culmine, quando gli dei arrivano sul Valhalla, i colori si sono man mano stemperati, si sono fatti sempre quasi più acquarellati, quasi disgregandosi, anche le forme sono diventate più evanescenti. L’ultimo quadro, quello che rappresenta appunto Wotan e gli dei che arrivano finalmente al Valhalla dopo aver ingannato i Giganti e lo stesso Alberich, rappresenta proprio la trasfigurazione di queste divinità che diventano quasi opalescenti, scompaiono quasi nei loro lineamenti, nelle loro forme, che preludono alla seconda giornata della Tetralogia, quando poi si svilupperà ulteriormente la storia. E ho immaginato l’arcobaleno dove gli dei arrivano per raggiungere finalmente il Valhalla, con un Valhalla che rappresenta Ca’ Vendramin Calergi a Venezia, che è la residenza dove viveva Wagner, dove poi è morto: c’è la facciata che riproduce delle caratteristiche architettoniche proprio di Ca’ Vendramin Calergi a Venezia”.

Main partners delle mostre sono La Cimbali e MUMAC, Museo della Macchina per Caffè di Cimbali Group; Samsung è partner tecnologico e Rolex è main partner del Museo Teatrale alla Scala.

Irrazionale la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura

Nell’Assemblea costituente erano presenti moltissimi avvocati, il che rendeva naturalmente più probabile un lungo dibattito analitico sui problemi della magistratura. Vi erano anche diversi giuristi, alcuni dei quali molto illustri, ma relativamente pochi i magistrati. Ciononostante, nel lungo dibattito che si svolse in Costituente sul tema della magistratura, si deve registrare un dissenso contenuto: una dialettica vivace, ma non vivacissima.

Si discusse a lungo, ma con un tono complessivamente pacato. Vi fu una concordanza abbastanza ampia, anche nella seconda Sottocommissione della Commissione dei 75. I relatori – alcuni dei quali molto illustri, come Piero Calamandrei, Giovanni Leone e Gennaro Patriarca – affrontarono il tema dell’assetto della magistratura, mentre il dibattito sulla giustizia costituzionale risultò molto più animato. Su quest’ultimo punto le contrapposizioni furono assai più vivaci rispetto a quelle registrate sul tema della magistratura, dove, in fondo, tutti concordavano su un punto essenziale: la necessità di garantire e assicurare l’indipendenza della magistratura per rendere effettivo lo Stato di diritto.

Vi era dunque un consenso non facile, ma certamente largo. D’altra parte, è bene ricordare che nel maggio del 1946 era stato appena adottato il decreto legislativo n. 511 del 1946, intitolato alle garanzie della magistratura. Ministro della Giustizia era Palmiro Togliatti, il quale aveva portato a compimento un testo importante e abbastanza condiviso, in un contesto politico molto aspro. In quel decreto compariva già il Consiglio superiore della magistratura: un organo diverso da quello attuale, ma già denominato così, e nel quale per la prima volta era prevista una rappresentanza di magistrati eletti dagli stessi magistrati.

Questo è un seme che ritroviamo svilupparsi nei mesi successivi. Si discusse anche a lungo delle giurie popolari, degli uffici del pubblico ministero, del ruolo del ministro nell’organizzazione giudiziaria. Ma ciò che accomuna l’intero dibattito è la ricerca di istituti finalizzati ad assicurare l’indipendenza dei magistrati.

A questo proposito è utile ricordare quanto Giovanni Leone scrive nella sua relazione. Egli afferma con chiarezza: «I giudici sono indipendenti e non sono soggetti che alla legge». Una frase che potrebbe ridursi a una vaga affermazione se non fosse accompagnata – osserva Leone – da “un’organizzazione del potere giudiziario capace di garantire tale indipendenza dagli altri poteri e dallo stesso fluttuare degli eventi politici”.

Su questa base si svolge il dibattito nella seconda Sottocommissione della Commissione dei 75, che contribuisce alla redazione del progetto di Costituzione e, in particolare, all’elaborazione dell’articolo 104 sull’ordinamento del Consiglio superiore della magistratura. Meuccio Ruini, illustrando il testo in quanto presidente della Commissione dei 75 e principale artefice della sintesi finale, affermò chiaramente che i componenti magistrati del CSM dovevano essere designati direttamente dai magistrati. Qui il dibattito comincia a farsi più preciso.

Scorrendo i lunghi atti della Costituente in materia di magistratura, si coglie una posizione certamente significativa del mondo democratico cristiano. Non penso soltanto alle posizioni maturate negli anni Trenta da Sturzo e da De Gasperi sullo Stato di diritto democratico – che implica necessariamente una magistratura indipendente – ma anche al contributo di Dossetti, Togliatti, Tupini, Gonella e altri ancora, che nelle progettazioni costituzionali di quegli anni si impegnarono fortemente nella ricerca di garanzie per i magistrati.

È utile, anche qui, tornare alle vecchie carte. Nel 1946, in Francia, si votò una prima Costituzione, redatta prevalentemente dai partiti e dai movimenti della sinistra. Quel testo fu respinto da un referendum popolare. Si elesse allora una nuova Assemblea costituente e si produsse una seconda Carta costituzionale, caratterizzata anche dal contributo del Mouvement Républicain Populaire, cioè della Democrazia cristiana francese. In quel testo comparve per la prima volta il Conseil supérieur de la magistrature, in modo assai analogo a quanto avverrà in Italia: un Consiglio composto in larga parte da magistrati selezionati attraverso procedure interne alla magistratura stessa.

Nel progetto finale dell’Assemblea costituente italiana, ciò che oggi qualcuno vorrebbe modificare deriva dall’adozione di un emendamento pervicacemente proposto dal giovanissimo Oscar Luigi Scalfaro, allora ventottenne. È un fatto oggi spesso dimenticato. Scalfaro fu il promotore – ealla fine vincente – dell’emendamento che aumentò la percentuale dei magistrati nel CSM da un terzo a due terzi. Non lo fece da solo: insieme a lui vi furono altri esponenti, anche del mondo giuridico, che presentarono emendamenti puntuali, rintracciabili negli atti della Costituente, chiarendo il significato dei termini usati nel dibattito: “designati”, “nominati”, “eletti”.

Non si parlò mai di “sorteggiati”. Nei testi non vi è alcun riferimento al sorteggio. Anzi, passò un ulteriore emendamento – sempre a firma Scalfaro – che specificava che le elezioni dovessero essere svolte da tutti i magistrati, fra appartenenti alle diverse categorie. Ciò significa elezione nel rispetto delle categorie. Contestualmente fu respinto un emendamento isolato di Condorelli, esponente monarchico liberale, che si dichiarava scettico verso le procedure elettorali e proponeva di rinviare semplicemente al legislatore.

Si può dunque concludere con tranquillità che nessuno ipotizzò la formazione del CSM mediante sorteggio. Ed è importante capire perché. La democrazia implica responsabilità: responsabilizzare coloro che sono chiamati a esercitare funzioni pubbliche. In particolare, coloro che scelgono i componenti del CSM devono farsi carico della valutazione della loro professionalità, dei loro programmi, della loro credibilità. Occorre valutare per poter esprimere consenso o dissenso.

È vero che in alcuni casi il sistema giudiziario prevede il sorteggio, ma si tratta di casi del tutto diversi: la composizione del collegio per i giudizi penali sul Presidente della Repubblica e sui ministri, o la selezione dei giudici popolari nelle Corti d’assise. In questi casi, però, non si sorteggia la categoria dei giudici professionali, bensì si attribuiscono responsabilità penali a soggetti volutamente eterogenei, per evitare che prevalgano apparati – anche giudiziari. I giudici, tuttavia, restano giudici scelti secondo procedure ben definite.

Proporre oggi il sorteggio dei magistrati professionali significa sottrarre a una qualificata componente sociale e professionale il potere di incidere sul proprio status. Il nostro Stato democratico non si caratterizza soltanto per la rappresentatività del Parlamento, ma anche per il fatto che chi esercita poteri lo fa in condizioni di piena indipendenza, interna ed esterna.

Se si escludesse una selezione correttamente rappresentativa – e quindi democratica – dei magistrati chiamati a comporre il CSM, si aprirebbe un problema gravissimo: quello della democraticità complessiva del sistema. Viene allora in mente la celebre sentenza n. 1146 del 1988 della Corte costituzionale, secondo cui esistono principi supremi, anche non espressamente enunciati nella Costituzione, che non possono essere modificati, neppure con revisione costituzionale, senza sovvertire l’assetto democratico.

Le conseguenze sarebbero enormi. Si impegnerebbe il Presidente della Repubblica in un compito drammatico: promulgare una legge potenzialmente in contrasto con i principi fondamentali, oppure rifiutarsi di farlo, mettendo sotto tensione l’intero sistema costituzionale. E si aprirebbero contenziosi ulteriori, con il rischio – teorico ma devastante – che una Corte costituzionale possa dichiarare illegittima una riforma costituzionale.

Quanto alle altre proposte di revisione, penso in particolare alla pretesa separazione tra requirenti e giudicanti, giova fare chiarezza. La creazione di un CSM specializzato per i requirenti non li indebolisce: al contrario, li rafforza. I requirenti eserciterebbero i loro poteri senza il confronto con i giudicanti, portatori di un approccio parzialmente diverso. Questo rischia di produrre un indebolimento complessivo del sistema, con un avvicinamento improprio tra magistratura requirente e attività di polizia – quest’ultime tipicamente governative.

Qui scattano preoccupazioni in rapporto a casi specifici, laddove si chiamano in causa le tendenze in atto in Ungheria, Polonia e ora anche Stati Uniti. Il rischio è lo scivolamento verso una politicizzazione della magistratura, non “di parte”, ma strutturale.

Mi chiedo, infine, come si possa distinguere il momento prescrittivo da quello sanzionatorio, come si stabilisce con la riforma proposta dal governo. Prevedere due organi che prescrivono comportamenti – per i giudici requirenti e quelli giudicanti –  e un altro che esercita il potere disciplinare per la violazione di quelle stesse prescrizioni appare poco ragionevole, sicuramente meno ragionevole che concentrare tali funzioni in un unico organo. A mio avviso, conservare il potere disciplinare nelle stesse mani dell’organo che esercita i poteri sostanziali è di gran lunga la soluzione più coerente.

Il testo non è stato rivisto dall’autore. Per accedere alla videoregistrazione integrale del dibattito, clicca qui.

Il problema maggiore di Giorgia? Donald Trump

Consensi che tengono, problemi che restano

I sondaggi continuano a premiare Giorgia Meloni e il suo partito a dispetto di una situazione economica complessiva del Paese non entusiasmante, soprattutto dal lato del reddito dei giovani e del ceto medio nonché ovviamente da quello degli oltre 5 milioni di individui ormai stabilmente in condizioni di povertà. E nonostante un’attività di governo che, nella sostanza dei provvedimenti, ha in questi tre anni privilegiato l’aspetto securitario senza affrontare, per il resto, nessuno dei problemi di fondo che bloccano la crescita dell’Italia.

La Presidente del Consiglio ha però costantemente mantenuto un buon livello di gradimento in virtù di un’abile condotta della sua politica estera ed europea, in ciò coadiuvata dal serafico Ministro degli Esteri e al contrario disturbata – ma nulla di più – dall’altro vice-premier, quello alla ricerca di un suo personale tocco magico che non ha più e mai più ritornerà.

La doppia faccia della leadership

A tal fine hanno giovato, indubbiamente, la sua buona conoscenza della lingua inglese e una qual certa grazia nella sua interlocuzione con i suoi colleghi esteri. Ci sa fare, insomma.

La faccia scura, l’eloquio da militante periferica, la dura polemica contro i suoi avversari li riserva allo scontro interno, a evidenti fini elettorali onde conservare il suo tratto distintivo di combattente della Destra e preservare così il suo territorio d’elezione.

Da euroscettica a europeista funzionale

Ma soprattutto il suo successo come rappresentante dell’Italia fuori dai suoi confini – rafforzato con una serie invero nutrita di viaggi e appuntamenti internazionali – deriva dalla intelligenza politica con la quale ha saputo inserirsi in un contesto europeista che aveva sempre attaccato con dure parole e populistici slogan quando occupava in Parlamento i banchi dell’opposizione.

Tramutandosi così in una europeista moderata, attenta agli interessi e ai valori della propria “nazione”, indisponibile a un’Europa ancora più unita (rimanendo ostile al superamento della regola del voto all’unanimità) ma convinta assertrice di una politica europea unitaria nella difesa di territori e confini, dimostrata col sostegno mai negato all’Ucraina.

Il rapporto con Washington

Al tempo stesso ha assicurato la tradizionale politica di buone relazioni con gli Stati Uniti, anche quando guidati da un Presidente non conservatore. Il paterno e affettuoso bacio sulla nuca che le diede Joe Biden fu il suggello di questa sua accorta conduzione politica.

Poi è arrivato Donald Trump. E sono cominciati i guai. Ha inevitabilmente gioito per quel cambiamento a Washington. Plasticamente illustrato dalla sua presenza alla cerimonia di insediamento del nuovo Presidente. E dai suoi successivi incontri col funambolico inquilino della Casa Bianca. Ma Trump è uno ingombrante. Aggressivo. Iroso. Devi stare con lui sempre, devi blandirlo, devi dargli sempre ragione.

L’equilibrio impossibile del “ponte”

Giorgia si è così dovuta acconciare ad una condizione ufficialmente felice – amica del Presidente americano, a lui vicina ideologicamente, sua ascoltata alleata in grado di esercitare una sufficiente influenza utile per occupare un ruolo in commedia, quello di “ponte” fra UE e USA – ma in realtà assai complicata.

Perché il rischio del deragliamento è sempre dietro l’angolo. E infatti, puntualmente, è arrivato.

Dazi, Groenlandia e Gaza: la sequenza critica

Pensava che la gestione dei dazi sarebbe stata la prova più dura e che in qualche modo l’avesse superata, avendo sostenuto Ursula von der Leyen nella sottoscrizione di un accordo al ribasso con Trump, e al contempo mantenendo sondaggi a lei ancora favorevoli (e per contro non entusiasmanti né per l’opposizione esterna della Sinistra né per quella interna di Matteo Salvini, sdraiato su Trump oltre che su Putin).

E invece la prova più dura doveva ancora arrivare, e si è manifestata con una incredibile serie di eventi avvenuti in pochi giorni all’avvio del nuovo anno.

Minneapolis e l’ombra dell’antiamericanismo

Schivato il Venezuela, sostenendo la liceità del raid americano a Caracas, non ha potuto evitare la Groenlandia. Troppo evidente l’azzardo antieuropeo di Trump, impossibile far finta di nulla.

E dopo è scoppiata la vicenda di Minneapolis. E qui la nostra premier ha cominciato a preoccuparsi. Perché l’indignazione per quanto sta avvenendo negli Stati Uniti travalica gli schieramenti, e pure nel suo partito riemerge, cautamente, il vecchio e mai completamente superato antiamericanismo, figlio di un’altra epoca che alcuni vecchi e nuovi nostalgici non hanno mai dimenticato.

Un rischio per la premier,  uno spiraglio per l’opposizione

Ed allora nel segreto dei suoi pensieri Giorgia starà cominciando a pensare che Donald potrebbe indebolirla, se va avanti così. Traslando su di lei l’indignazione che ormai tre italiani su quattro nutrono per il vanitoso e insopportabile Presidente USA. Una impopolarità che potrebbe realmente azzoppare Giorgia.

C’è dunque uno spiraglio che può trasformarsi in un varco per affrontare e sconfiggere la Premier. Se solo ci fosse un’opposizione senza contraddizioni. Europeista senza retaggi ideologici. Pronta a governare e non solo a scendere in piazza. È tempo di lavorarci.

La Dc, D’Alema e la sinistra italiana

Il giudizio che spiazza

Ora è arrivato anche Massimo D’Alema che, come noto, è realmente la testa più lucida – come si suol dire – della cultura comunista, ex o post comunista che sia. Verrebbe da dire, e senza alcuna forzatura od esaltazione fuori luogo, il vero leader politico e culturale della sinistra italiana in questi ultimi quarant’anni di vita democratica. Non a caso, e giustamente, da tempo e storicamente è soprannominato come “il leader maximo”.

La riabilitazione della Democrazia cristiana

Dicevo, però, all’inizio di questa breve riflessione, che alla fine è arrivato anche D’Alema. E cioè, parlando all’Istituto Sturzo del carteggio tra Francesco Cossiga e Giulio Andreotti, al di là degli aneddoti e dei ricordi personali, c’è stata la persino plateale riabilitazione politica della Dc e dei suoi principali leader e statisti. Certo, si parlava di Andreotti e di Cossiga ma il giudizio dell’ex (?) leader comunista e della sinistra italiana è stato sferzante, brillante ma anche preciso e dettagliato.

E cioè, sempre secondo l’ex leader comunista, la Dc era realmente un grande partito e la sua classe dirigente era fortemente rappresentativa e qualificata nel sapere declinare una vera ed efficace cultura di governo.

Una cultura di governo oggi assente

Una cultura di governo che era il frutto e la conseguenza di un progetto politico e di una visione di società che non hanno più trovato una credibile compiutezza negli anni a venire. Una cultura di governo, quindi, coerente, credibile e coraggiosa.

La vulgata persistente della sinistra

Ora, al di là delle parole e delle riflessioni di D’Alema, persiste tuttavia nella vulgata della sinistra italiana, seppur nelle sue multiformi espressioni, un giudizio pregiudiziale non solo severo ma quasi caricaturale del più grande “partito italiano” dal secondo dopoguerra in poi.

Un giudizio che si basa sostanzialmente su due aspetti. Da un lato viene ancora oggi giudicato come un partito che si è limitato a gestire solo ed esclusivamente il potere grazie ad un contesto nazionale ed internazionale bloccato che impediva l’alternanza democratica al governo del Paese.

Clientelismo, compromesso e stereotipi

Dall’altro, la sua classe dirigente continua ad essere dipinta sostanzialmente come un agglomerato che governava il Paese attraverso il ricorso sistematico alla gestione clientelare e anche ricorrendo addirittura a patti inconfessabili con settori della criminalità organizzata in alcune aree del Paese. E, soprattutto, con una perenne indole al compromesso al ribasso.

E quando si parla del “metodo” democristiano lo si interpreta unicamente come una modalità che veniva intrapresa per non assumere mai decisioni e scelte politiche nette e precise. Insomma, un partito che vinceva le elezioni per circostanze storiche e che, di fatto, esercitava il potere ricorrendo all’ordinaria amministrazione e ad una sistematica gestione clientelare.

Due giudizi inconciliabili

Ecco perché, e proprio alla luce delle sempre intelligenti e precise analisi e riflessioni di Massimo D’Alema, si tratta di capire se nel giudizio sulla Dc prevale la tesi del più raffinato e qualificato leader del mondo comunista ed ex comunista o se, al contrario, continua ad avere il sopravvento – stavo per dire l’egemonia – la vulgata della sinistra italiana.

Perché l’uno, cioè D’Alema, ne esalta oggi – e da tempo, per la verità – le gesta. Ma gli altri, invece, e cioè la quasi intera galassia della sinistra italiana, individuano ancora nello storico partito dei cattolici nient’altro che un gruppo di potere che ha esercitato per quasi cinquant’anni, appunto, solo e soltanto il potere. Due giudizi che confliggono e che non possono trovare, come ovvio, un punto d’intesa.

Quale sindacato? L’anima critica della Cisl a convegno

Dove va il sindacato, in Italia e nel mondo?

Perché si ha sempre più l’impressione che non sia più in grado né di rappresentare efficacemente il lavoro (o i lavori…) né di costituire un baluardo di partecipazione di fronte all’incombente declino, generale e generalizzato, della democrazia?

Come rigenerare meccanismi, processi, spazi e tempi per una necessaria e urgente inversione di rotta?

Di tutto questo si discuterà oggi a Firenze, a Villa La Stella, sulla strada che dal capoluogo toscano porta a Fiesole e a Barbiana.

Una sfida, a pochi, pochissimi passi dal Centro Studi Cisl di Fiesole, un tempo luogo di elaborazione, dibattito e formazione libera e che, in questi mesi, ha visto prima il procedimento disciplinare e poi il licenziamento voluto e firmato dalla leader Cisl Daniela Fumarola (prontamente impugnato) di Francesco Lauria, ricercatore e formatore, responsabile dei rapporti e dei progetti internazionali proprio del glorioso Centro Studi.

L’incontro è organizzato dalle Associazioni Prendere Parola (un nome che fa eco a Don Lorenzo Milani e alla sua scuola), presieduta dall’ex segretario generale Cisl Savino Pezzotta, e Sognare da Svegli (una espressione ripresa dall’indimenticato segretario generale Cisl Pierre Carniti, presieduta proprio da Lauria).

L’iniziativa è strutturata in due sezioni: la prima dedicata alla crisi della democrazia e della partecipazione, al sempre più forte “patriarcato” imperante non solo nelle relazioni tra le persone, ma nei meccanismi organizzativi, persino in quelli istituzionali; la seconda che si occuperà, più specificamente, del declino del sindacato, della contrattazione, della rappresentanza del lavoro, così evidente a partire dalle filiere del tessile e della logistica, ma anche considerando il caporalato agricolo ed edilizio.

Numerosi i relatori previsti: dal docente dell’Università di Parma Marco Deriu, all’ex leader del consiglio di fabbrica di Mirafiori Adriano Serafino, a una dirigente pubblica come la “pasionaria” Simona Laing, fino a Gaetano Sateriale, ex sindaco di Ferrara, sindacalista Cgil a livello nazionale e saggista, Simona Baldanzi, scrittrice e già sindacalista, e Mattia Scolari, leader di un sindacato di base, la Cub di Milano, che pur ispirandosi alla migliore tradizione della Fim e della Cisl degli anni ruggenti, sperimenta ogni giorno la difficoltà di rappresentare il lavoro di fronte a regole della rappresentanza inique, antidemocratiche e penalizzanti, a tutto vantaggio di un sindacalismo confederale spesso assente, talvolta complice.

Come si legge nella lettera di convocazione: “oggi, la globalizzazione, la rivoluzione tecnologica e la finanziarizzazione hanno frammentato il lavoro: produzione dispersa, subordinazione mascherata e lavoro precario sono la norma. La contrattazione collettiva tradizionale fatica a tutelare chi opera in contesti instabili o digitali. Il processo di individualizzazione e la crisi del lavoro come fatto sociale e relazionale intreccia la rivoluzione digitale con la crisi antropologica ed ecologica del nostro tempo, intreccia l’economia di guerra, alla ricerca di nuovi spazi di dialogo e interlocuzione, strumento di pace, pur senza trascendere, senza minimamente archiviare il conflitto, quando necessario.”

Continua il documento delle due associazioni promotrici:

“La diminuita partecipazione alle decisioni interne ha rafforzato le oligarchie sindacali e politiche. Assemblee poco frequentate e consultazioni rare aumentano il distacco tra base, delegati e dirigenti, generando sfiducia e delegittimazione. Oggi la legittimità e la tenuta morale del sindacato sono spesso messe in discussione più della sua utilità concreta.”

Il paradigma neoliberale ha trasformato il lavoratore, anche subordinato, in “imprenditore di sé stesso”, indebolendo la solidarietà collettiva.

Isolamento e competizione rendono difficile costruire identità plurali, oltre le solitudini. Tuttavia, le pratiche quotidiane, gesti di solidarietà informale e strategie silenziose, rappresentano micro-resistenze reali. Integrare queste dinamiche nella strategia sindacale e non solo – questo uno degli obiettivi dell’incontro – significa trasformare il lavoro dei singoli in partecipazione collettiva e rappresentanza concreta.

Negli ultimi decenni, la professionalizzazione sindacale ha trasformato il sindacato in strumento di carriera permanente per alcuni dirigenti, generando distacco dalla fatica quotidiana, percezione di privilegi e uso della posizione come trampolino politico. La soluzione richiede una riforma morale, ispirandosi ai modelli e ai “santi minori” del sindacalismo italiano: ristabilire un’etica del servizio, sobrietà e responsabilità, abolendo oligarchie e ricollegandosi alle esigenze dei lavoratori.

La decisione collettiva non può che nascere dal basso, con processi trasparenti e inclusivi.

Il sindacato deve promuovere welfare territoriale condiviso, servizi interaziendali collettivizzanti (dalla dimensione dell’io a quella dell’io fra noi), formazione e reti di assistenza, costruendo contrattazione e coesione sociale, nuovo mutualismo e senso di comunità.

Dietro queste azioni deve esserci una visione morale anche se non moralistica: il sindacato come istituzione e movimento che genera cultura, coscienza civica, responsabilità, speranza, sogno.

Il futuro del sindacalismo (ma anche della politica e dell’associazionismo) non può essere la mera sopravvivenza. Per restare rilevante, per contribuire più in generale alla rigenerazione della democrazia, il movimento dei lavoratori e delle lavoratrici deve integrare tradizione e innovazione, strutture organizzative e micro-resistenze quotidiane, strumenti digitali e reti di solidarietà concreta, reale.

Solo così il sindacato, “fare, essere giustizia insieme”, potrà riconquistare credibilità, efficacia e capacità di incidere nella costruzione di nuovi diritti e solidarietà nel lavoro contemporaneo.

Appuntamento a Firenze, partendo dal caso Lauria, ma andando anche molto oltre.

 

Tutte le informazioni e il programma sono reperibili sui siti internet:

www.prendereparola.it – www.sindacalmente.org – www.il9marzo.it – www.fiesolebarbiana.blogspot.com

Calcio, Risultati serie A, Lazio ottava

Roma, 30 gen. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Lazio-Genoa 3-2

Ventitreesima giornata: Lazio-Genoa 3-2, sabato 31 gennaio ore 15 Pisa-Sassuolo, ore 18 Napoli-Fiorentina, ore 20.45 Cagliari-Verona, domenica 1 febbraio ore 12.30 Torino-Lecce, ore 15 Como-Atalanta, ore 18 Cremonese-Inter, ore 20.45 Parma-Juventus, lunedì 2 febbraio ore 20.45 Udinese-Roma, martedì 3 febbraio ore 20.45 Bologna-Milan.

Classifica: Inter 52, Milan 47, Napoli, Roma 43, Juventus 42, Como 40, Atalanta 35, Lazio 32, Bologna 30, Udinese 29, Sassuolo, 26, Cagliari 25, Torino, Parma, Cremonese e Genoa 23, Lecce 18, Fiorentina 17, Pisa e Verona 14.

Ventiquattresima giornata, venerdì 6 febbraio ore 20.45 Verona-Pisa, sabato 7 febbraio ore 18 Genoa-Napoli, ore 20.45 Fiorentina-Torino, domenica 8 febbraio ore 12.30 Bologna-Parma, ore 15 Lecce-Udinese, ore 18 Sassuolo-Inter, ore 20.45 Juventus-Lazio, lunedì 9 febbraio ore 18.30 Atalanta-Cremonese, ore 20.45 Roma-Cagliari. 17 o 18 febbraio Milan-Como

S&P conferma il suo BBB+ sull’Italia, ma l’outlook ora è positivo

Milano, 30 gen. (askanews) – S&P conferma il suo giudizio sull’Italia, BBB+, e aumenta la fiducia sul Paese, alzando l’outlook da stabile a positivo. “La traiettoria di maggiore credibilità verso l’Italia non conosce soste. Il lavoro paga”, ha commentato il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti.

Per gli analisti di S&P, “la prospettiva positiva riflette l’aspettativa che, nonostante la persistente incertezza nel commercio internazionale, il settore privato diversificato dell’Italia continuerà a sostenere le eccedenze delle partite correnti, mentre il settore pubblico dovrebbe ridurre gradualmente il proprio indebitamento netto, portando il debito pubblico su un lento trend di declino nel 2028”.

L’economia italiana, viene ribadito nell’analisi, “è l’ottava al mondo per dimensioni e beneficia di una notevole ricchezza privata, con una posizione patrimoniale netta del solo settore delle famiglie stimata a 11,2 mila miliardi di euro, pari a 5,2 volte il PIL (per il 2023, secondo i dati Istat). Il disavanzo pubblico complessivo dell’Italia dovrebbe scendere al di sotto del 3% del PIL nel 2026 su base accrual, per poi ridursi solo marginalmente negli anni successivi”.

Stime che hanno indotto S&P ad alzare l’outlook. “Aumenteremmo i nostri rating se l’Italia continuerà a rafforzare la propria posizione finanziaria esterna e a ridurre il disavanzo di bilancio su base contabile, portando il rapporto debito pubblico/PIL su un percorso discendente”.

In ogni caso, ricordano gli analisti, serve cautela perché se le “prospettive economiche dell’Italia – sono migliorate rispetto al periodo pre-pandemia, rimangono inferiori a quelle degli altri paesi dell’area euro. La crescita economica dovrebbe aumentare fino a circa lo 0,8% nel 2026 dallo 0,5% stimato nel 2025, grazie all’accelerazione dell’attuazione dei progetti finanziati dall’UE e all’aumento dei redditi reali. Prevediamo quindi che la crescita del PIL si stabilizzerà intorno allo 0,8% nel 2027-2028, con l’attenuarsi delle pressioni commerciali, a meno di un altro shock commerciale e nonostante il rallentamento degli investimenti pubblici”.

Sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche, con “il rischio per il commercio europeo rimane elevato, poiché la frammentazione commerciale e le politiche imprevedibili degli Stati Uniti creano incertezza, distorcono la concorrenza ed espongono le vulnerabilità della catena di approvvigionamento”.

Al Teatro Sistina Vanessa Incontrada in "Ti sposo ma non troppo"

Roma, 30 gen. (askanews) – Siete pronti ad innamorarvi di nuovo? Dal prossimo mercoledì 4 a domenica 15 febbraio al Teatro Sistina a Roma va in scena lo spettacolo “Ti sposo ma non troppo”, la nuova commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta che lo vede protagonista insieme a Vanessa Incontrada.

Dopo il successo di “Scusa sono in riunione… ti posso richiamare?”, ArtistiAssociati presenta un nuovo, spettacolo che ridefinisce il concetto di commedia romantica. “Ti sposo ma non troppo” non è solo una storia d’amore: è uno specchio che illumina le relazioni contemporanee.

I protagonisti sono quattro individui che, superati i 40 anni, si trovano a navigare in acque sentimentali inquiete, in un’epoca in cui nulla è più garantito. Andrea (Vanessa Incontrada) è una donna innamorata e madre devota, sconvolta dal tradimento del marito. Luca (Gabriele Pignotta), fisioterapista divorziato, si barcamena tra l’amore per sua figlia e le illusioni delle app di incontri. Carlotta e Andrea (Siddhartha Prestinari e Fabio Avaro), sposati da 15 anni, affrontano una crisi matrimoniale che mette in discussione tutto ciò che credevano di sapere sull’amore.

Mentre tutto sembra precipitare verso una resa dei conti inevitabile, il desiderio di amare e sentirsi vivi si fa avanti con forza, anche quando tutto sembra perduto.

Fed, Warsh, veterano dell’istituzione con forti legami a Wall Street

Roma, 30 gen. (askanews) – Otto anni fa, nel 2017, durante il primo mandato di Donald Trump, Kevin Walsh era stato già un contendente per rilevare la presidenza della Federal Reserve. Ma allora, secondo ricostruzioni di stampa, il presidente Usa lo avrebbe ritenuto troppo giovane, aveva 47 anni, per guidare la più importante istituzione monetaria del mondo.

Oggi, a 55 anni è ancora relativamente giovane per la posizione, ma è ritenuto un banchiere centrale esperto, con stretti legami con gli ambienti di primo piano a Wall Street e nessuno si è messo di traverso quando, dopo una lunga fase di valutazioni – accompagnata da continui e duri attacchi contro il presidente uscente, Jerome Powell che pure sempre lo stesso Trump aveva deciso di nominare – ora la scelta è caduta su di lui.

Alcuni commentatori lo hanno inquadrato come orientato a politiche monetarie restrittive, tendenzialmente un “falco” o quasi. Ma questa catalogazione non è condivisa, c’è infatti chi lo considera più un centrista.

Di sicuro Warsh si è dimostrato favorevole in varie situazioni di necessità a operare tagli anche energici ai tassi di interesse, ma al tempo stesso ha espresso una chiara ostilità all’espansione forsennata del bilancio della Federal Reserve, tramite massicci acquisti di titoli pubblici e finanziari.

Ha avuto un ruolo di primo piano durante la difficile crisi finanziaria del 2007-2009, in particolare nel disegnare i programmi di intervento per evitare le crisi bancarie, dopo quella deflagrata su Lehman Brothers. Diversi banchieri citati dal Financial Times e da Cnbc elogiano le sue capacità, in particolare quella di mantenere la lucidità durante le fasi di alta tensione. In quel periodo difficile, la sua conoscenza diretta degli ambienti delle finanza Usa gli consentì di discernere quelle che erano semplici richieste o rivendicazioni degli operatori, da quelle che erano indicazioni e informazioni effettivamente cruciali per la gestione della crisi, riportano alcune ricostruzioni.

In attesa di vedere come si muoverà alla guida dell’istituzione -restano ancora due riunioni del direttorio, il Fomc, a marzo e ad aprile, prima che scada il mandato di Powell – la reazione iniziale dei mercati è stata piuttosto positiva. In particolare eloquente è stata la risalita del dollaro, ha segnato netti apprezzamenti e in serata l’euro cala 1,1868 sul biglietto verde, laddove pochi giorni prima aveva infranto al rialzo la soglia di 1,20, sui massimi da oltre quattro anni.

Indipendentemente dalle sue capacità di economista e esperto di diritto, di tecnico, un elemento impegnativo che Warsh si troverà di fronte sarà quello di ricucire i rapporti tra la Fed e le altre istituzioni federali, senza compromettere l’autonomia della Banca centrale, che molti osservatori reputano danneggiata dallo scontro con la Casa Bianca. (The Hoover Institution)

"Esercizi per combattere sé stessi", a teatro con Gioia Salvatori

Roma, 30 gen. (askanews) – Domenica 1° febbraio alle ore 11.30, il Teatro Villa Pamphilj di Roma ospita Gioia Salvatori, protagonista di Esercizi per combattere sé stessi, un monologo che intreccia parola, ironia e la musica dal vivo eseguita da Simone Alessandrini, in un attraversamento surreale e leggero delle nostre contraddizioni quotidiane. Una produzione Associazione Cranpi. Ingresso 10 euro.

Lo spettacolo, scritto e interpretato da Gioia Salvatori, nasce con un grande intento: quello di toglierci di mezzo, noi e i nostri fattacci. Un percorso che invita a scandagliare archetipi, viziacci, voci di dentro e di fuori, per arrivare alla conclusione che ci sono molti modi per farsi da parte e per lasciarsi stare, sempre col dovuto nervosismo. Un tentativo di alleggerirsi provando a essere surreali, uno sguardo sulle cose, sui tempi climatici e non. Il tutto è accompagnato dal lavoro musicale di Simone Alessandrini, polistrumentista capace di suonare “strumenti, mondi, pensieri e alternative ai nostri rimuginamenti sassi e carognacci. Così mentre la serata passa, noi insieme, ci dimentichiamo qualcosa e qualcosa altro lo lasciamo andare”.

Gioia Salvatori, nata a Roma, attrice e autrice. Lavora come attrice tra gli altri con Elio Germano, Lucia Calamaro, Compagnia Capotrave/Kilowatt, Gigi Dall’Aglio, Pier Lorenzo Pisano, Michela Lucenti/Balletto civile. Lavora come drammaturga per il teatro e scrive per la radio. Scrive e conduce insieme a I. Talarico, D. Parisi, C. Raimo il programma Le ripetizioni in onda da novembre 2021 su Rai Radio3. Conduce con la filosofa Ilaria Gaspari il programma Playbooks in onda su RaiPlay all’interno del quale cura la rubrica dedicata al teatro. I suoi monologhi comici sono stati ospiti del programma tv Propaganda Live, Radio Due Social Club e nell’ultimo anno ha partecipato al format comico teatrale di Serena Dandini Vieni avanti Cretina! Nel 2023 conduce il format di Romaeuropa Ghostrack. Dal 2012 ha aperto un blog Cuoro contenitore di satira di costume che dialoga col web e con i linguaggi dei nuovi media e che è anche uno spettacolo teatrale che si declina diversamente di volta in volta a seconda dei temi affrontati. Simone Alessandrini è uno dei musicisti più attivi della nuova generazione del jazz italiano. È leader di Storytellers, quintetto con il quale incide tre dischi prodotti dall’etichetta Parco della Musica Records: Storytellers (2017), Mania Hotel (2021) e Circe (2024). Nel Top Jazz 2018 e 2021 della rivista Musica Jazz, viene inserito tra i primi dieci musicisti nella categoria “miglior talento emergente italiano”. È co-fondatore del collettivo musicale MASMAS, con Simone Pappalardo e Mauro Remiddi, in seguito a una residenza al Mattatoio di Roma. Suona stabilmente con diverse formazioni tra cui il duo con Natalino Marchetti, il quintetto di Ferdinando Romano e il duo con Marcella Carboni. Ha suonato in studio e dal vivo con Mannarino, Daniele Silvestri, Francesco Bearzatti, Fabrizio Bosso, Ralph Alessi, Enrico Pieranunzi, Roberto Gatto, Martha High, Glen Velez, Mauro Refosco, Giovanni Truppi, Emma Nolde e tanti altri.

Il giorno prima, sabato 31 gennaio alle ore 11, il Teatro Villa Pamphilj ospita la presentazione del libro “L’AMORE CHE LIBERA. Storia di strada politica famiglia” di Andrea Di Giorgi e Federico Raponi, edito da Arti Grafiche Tofani. Un racconto in forma di diario che attraversa l’incontro tra due classi sociali, una storia d’amore che diventa famiglia, l’attivismo nel quartiere, la catastrofe e la forza necessaria per andare avanti. Insieme agli autori sarà presente Veronica Olmi, direttrice artistica del Teatro Villa Pamphilj. Le letture saranno affidate all’attrice Simona Zilli. L’ingresso è libero.

Il Teatro Villa Pamphilj, con la direzione artistica di Veronica Olmi, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.

Viaggio Fiamma Olimpica, a Livigno il fisico Massimo Temporelli

Roma, 30 gen. (askanews) – Il Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 ha fatto tappa a Livigno, e tra i protagonisti scelti da Coca-Cola c’è Massimo Temporelli, fisico milanese, che ha lavorato per dieci anni come curatore al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, occupandosi di laboratori educativi e mostre interattive.

Da oltre un decennio è consulente, speaker e insegnante su scienza, innovazione e tecnologia, con programmi TV, podcast e diverse pubblicazioni.

Il suo impegno nella diffusione della conoscenza, unito alla passione per il progresso e al valore della condivisione, lo rendono un modello ideale per rappresentare i valori olimpici di eccellenza, ispirazione e apertura durante il percorso della Torcia Olimpica.

“Portare la Fiamma Olimpica, grazie a Coca-Cola, è stata un’esperienza potente, che unisce emozione e responsabilità e che per me rappresenta anche il progresso che nasce dalla condivisione, dalla curiosità e dalla capacità di guardare avanti insieme. Correre come tedoforo significa celebrare un’idea di futuro aperto, inclusivo e costruito insieme, proprio come la scienza e l’innovazione insegnano ogni giorno”, ha detto.

Al via il dibattimento del processo per il naufragio di Cutro

Crotone, 30 gen. (askanews) – Al via a Crotone il dibattimento del processo penale per il naufragio di Cutro. Una coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (SAR) che si sono costituite parti civili chiede verità e giustizia per la strage avvenuta a febbraio 2023, quando un’imbarcazione è affondata provocando la morte di almeno 94 persone e un numero imprecisato di dispersi.

Nel processo sono accusati di naufragio colposo e di omicidio colposo plurimo sei ufficiali appartenenti alla Guardia di Finanza e della Guardia Costiera.

L’avvocato Liborio Cataliotti difende il comandante Alberto Lippolis della Gdf: “Siamo consapevoli che c’è stata una tragedia umana ma altrettanto consapevoli che ci siano servitori dello Stato gravati da questo peso enorme, che è il processo stesso, con un’ombra che vogliamo eliminare”.

A Crotone è arrivata una delegazione di diverse organizzazioni SAR, insieme ai propri difensori e ad Amnesty International, in qualità di osservatore internazionale.

Si è affrontato anche il tema della possibilità per i media di registrare le udienze, una richiesta per ora negata. Per Francesco Verri, legale dei familiari delle vittime, questo è un processo di interesse internazionale che andrebbe seguito da tutti.

“Le persone direttamente interessate a questo processo non vivono in Calabria, ma in Aghanistan, Iran, Iraq, Germania, Olanda, Stati uniti e allora fargli seguire a distanza il dibattimento consentirebbe di colmare un gap, tanto che molti non si sono potuti costituire parti civili perché non sono potuti venire”.

Muhammad Shariq Shah è sopravvissuto al naufragio: “E’ un brutto momento, sono nervoso, ho ancora vivo il ricordo dell’incidente”.

Si è anche trattata la questione dell’ammissione delle prove ed è stato comunicato un primo calendario delle udienze: il 10, 17, 24 febbraio e 3 marzo, in cui saranno ascoltati i primi testi del pm.

Gianfranco Crua del collettivo Carovane migranti si è fatto portavoce dei familiari delle vittime: “Le famiglie aspettano verità e giustizia da tre anni, la premier aveva promesso loro di ricongiungerli con i familiari, non è successo nulla, noi stiamo sollecitando e quest’anno, siccome hanno paura di tornare e sentirsi dire altre bugie, ci hanno chiesto di rendere pubblica una loro lettera con un appello al governo e alle opposizioni affinché si diano da fare”.

Fiere: Pescare Show a Rimini, 160 espositori e spazi raddoppiati

Bologna, 30 gen. (askanews) – Oltre 160 brand ed espositori in fiera, il 60% in più rispetto al 2025, sei padiglioni occupati e superficie espositiva raddoppiata. Sono i numeri di Pescare Show 2026, il salone della pesca sportiva e della nautica da diporto in programma dal 13 al 15 febbraio alla Fiera di Rimini, giunto alla seconda edizione nel capoluogo romagnolo della manifestazione firmata Italian Exhibition Group.

Non una semplice fiera, ma un hub esperienziale dove i visitatori troveranno una panoramica completa del settore: dalle ultime novità dell’elettronica di bordo ai materiali hi-tech per canne e mulinelli, fino alla cantieristica per la pesca in mare. Tra le anteprime di prodotto, il nuovo Tuccoli Marine T250 VMax e la gamma B-Tec di Bsc.

La manifestazione si conferma anche momento istituzionale di riferimento. Sabato 14 febbraio il convegno Fipsas “Uccelli ittiofagi e risorse ittiche” vedrà la Regione Emilia-Romagna illustrare il Piano di controllo del cormorano e le strategie per tutelare la biodiversità. Seguirà la presentazione del progetto Faar, Formazione Alieutica e Ambientale per Ragazzi, percorso educativo per under 18 che permetterà ai partecipanti di ottenere l’esenzione dal pagamento della licenza di pesca fino alla maggiore età.

Pescare Show si trasforma in un evento diffuso sul territorio: sabato al Lago Pascoli di San Mauro Pascoli si terrà la finale del Trofeo dei Laghi, gara a squadre di pesca al colpo, mentre nella zona antistante il Club Nautico di Rimini è in programma il raduno di pesca Light Rock. (fonte immagine: Pescare Show)

In arrivo in Italia farmaco biologico mirato per gestire la Bpco

Milano, 30 gen. (askanews) – Viene definita come la malattia invisibile, perché ampiamente sottovalutata e sottodiagnosticata, eppure la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) è la terza causa di morte al mondo, responsabile di 3 milioni e mezzo di decessi nel solo 2021. Una patologia spesso associata al fumo, caratterizzata da sintomi respiratori cronici come tosse, catarro e la cosiddetta “fame d’aria”, che oggi può essere gestita con risultati incoraggianti attraverso dupilumab, nuovo farmaco biologico sviluppato da Sanofi e Regeneron, da associare alla terapia tradizionale.

“Fino ad oggi – ha detto Alberto Papi, direttore Clinica pneumologica Università degli Studi di Ferrara – il massimo dell’intervento farmacologico che riuscivamo ad ottenere era l’associazione di due broncodilatatori a lunga durata d’azione e una terapia inalatoria, la cosiddetta triplice, che riduce le riacutizzazioni. C’è un gruppo importante di pazienti, il 50%, che nonostante siano in triplice continuano a riacutizzare. Fino ad oggi non avevamo nulla per questi pazienti da offrire, oggi abbiamo il primo farmaco biologico che, in aggiunta a questa terapia massimale, in una popolazione mirata, può dare un beneficio aggiuntivo del nuovo farmaco con una riduzione del 30% delle riacutizzazioni”.

È un anticorpo monoclonale, a breve rimborsabile anche in Italia dal Sistema sanitario nazionale, che rappresenta una svolta terapeutica attesa da decenni.

“Dupilumab – ha osservato Marcello Cattani, Presidente e Amministratore Delegato, Sanofi Italia e Malta – oggi ci porta in una nuova dimensione, a breve sarà approvato dall’agenzia regolatoria e darà una possibilità in più ai pazienti. Una speranza in più per cercare di portare un beneficio clinico importante, impattante, che possa migliorare la qualità della vita e soprattutto la sopravvivenza di chi combatte con una patologia estremamente pesante da tutti i punti di vista sia clinico, sia economico, sia sociale”.

Un carico portato spesso, vista l’elevata età media dei pazienti, da coniugi anch’essi in età avanzata e fargili o dai figli, che potranno così sperare di ricominciare ad avere una vita normale.

Paolo Ruffini sbarca all’Arena di Verona con il suo "Din Don Down"

Roma, 30 gen. (askanews) – “Din Don Down – Alla ricerca di (D)io”, lo spettacolo dei record di Paolo Ruffini con la Compagnia Mayor Von Frinzius di attori con disabilità, con Claudia Campolongo al pianoforte, diretto da Lamberto Giannini e prodotto da VERA Produzione, sbarca sabato 2 maggio 2026 all’Arena di Verona, che apre proprio con Din don down la sua stagione extra lirica.

Paolo Ruffini e la Compagnia Mayor von Frinzius arrivano nel tempio italiano e internazionale della musica e degli eventi, pronti ad emozionare un pubblico di 10.000 spettatori, dopo aver raccolto il tutto esaurito ovunque con numerose repliche nei teatri più importanti d’Italia. La data veronese apre la stagione estiva del tour e rappresenta, per ora, l’unica data disponibile per chi voglia vedere lo spettacolo: tutte le date da gennaio a maggio 2026 sono infatti sold out.

Dopo lo straordinario debutto nella stagione 2024/2025, dove “Din Don Down” ha raccolto fin da subito un inaspettato successo nel pubblico, oggi lo spettacolo ha raggiunto numeri impensabili, risultando uno dei più grandi successi teatrali degli ultimi anni. Più che uno spettacolo “Din Don Down – Alla ricerca di (D)io” è un’esperienza da vivere e da cui lasciarsi trasportare. Un happening comico che sovverte il senso più profondo di ciò che ci ostiniamo a definire “normale” e che, attraverso un perfetto mix di comicità, tenerezza e disobbedienza, esplora il senso della spiritualità e della vita.

Il successo di “Din don down” è arrivato anche in Vaticano, dove Paolo e i ragazzi della Compagnia hanno incontrato Papa Leone XIV, e a Montecitorio, dove Paolo Ruffini e Federico Parlanti hanno ritirato il prestigioso Premio 100 eccellenze italiane.

E intanto, a gennaio 2025 ha debuttato su Radio24 “Radio Up&Down – la trasmissione con un cromosoma in più”, condotta da Paolo Ruffini e Federico Parlanti, primo speaker radiofonico italiano con Sindrome di Down, mentre a maggio 2025 Ruffini ha lanciato l’inedito video podcast “Din don down – Alla ricerca di D(io)”, in cui intervista ragazzi e ragazze con disabilità sui grandi temi della vita.

Stellantis: nuovi modelli e assunzioni, ma serve piano per rilancio settore

Milano, 30 gen. (askanews) – Nuovi modelli, aumento della produzione con riduzione della cassa e nuove assunzioni. Il numero uno europeo di Stellantis, Emanuele Cappellano, porta diverse novità positive al Tavolo Automotive convocato dal Ministro Urso al Mimit e rassicura: “confermiamo l’impegno per l’Italia che continuerà a rappresentare un punto di riferimento nel futuro del gruppo”. Ma avanza anche delle richieste: un piano nazionale per ridare competitività al settore con al centro il tema dei costi dell’energia e del lavoro che “ci penalizzano” e creano un “contesto industriale non attrattivo per nuovi investimenti”.

Anche all’Unione europea Cappellano chiede interventi urgenti: il nuovo pacchetto per il settore è “completamente privo” delle misure necessarie per affrontare la crisi del settore che rischia di essere “irreversibile”. Cappellano chiede all’Ue di allungare i tempi per ridurre le emissioni (fixing) in particolare per il settore dei veicoli commerciali. Critiche anche alla proposta E-Car dell’Ue, la city car elettrica, chiesta anche dal presidente di Stellantis, John Elkann: così com’è formulata “potrà ridurre i costi, ma non in misura sufficiente per una riduzione significativa del prezzo”. Bene invece il “Made in Europe” se “incentivante e graduale”. “I prossimi mesi – ha detto Cappellano – saranno cruciali. Servono condizioni di competitività e regole che assicurino un futuro per il settore”. Concorde il Ministro Urso che ha definito il nuovo pacchetto Ue insufficiente: “servono cambiamenti radicali, non maquillage”. Sul fronte interno, i tecnici del Mimit hanno presentato il nuovo Dpcm che programma le risorse del fondo automotive al 2030: 1,6 miliardi di euro, il 75% destinati all’offerta, mentre sul fronte della domanda una parte rilevante delle risorse sarà destinata ai veicoli commerciali leggeri. Un orizzonte pluriennale apprezzato dall’Anfia insieme agli incentivi.

Sul fronte industriale, Cappellano ha annunciato diverse novità. Un nuovo modello a Melfi, che diventerà l’ottavo, e il riavvio del secondo turno per la nuova Jeep Compass. Ad Atessa, dove nei prossimi giorni sarà ripristinato il terzo turno, arriverà una nuova generazione di veicoli commerciali. A Cassino invece sarà prodotta la nuova Maserati Grecale, che si affiancherà alla serie speciali di Alfa Romeo Giulia e Stelvio. Novità anche per Termoli “a prescindere” dal progetto gigafactory di Acc: si faranno i motori Gse, che insieme ai cambi e-Dct garantiranno “la continuità operativa dello stabilimento” anche dopo il 2030. Grazie ai nuovi modelli, Cappellano ha annunciato che Stellantis punta ad aumentare la produzione già dal 2026, (con i primi effetti già visibili a Mirafiori con un +28% nel 2025) ridurre il ricorso a cassa e contratti di solidarietà e fare 500 assunzioni, di cui oltre 400 a Mirafiori in vista del ripristino del secondo turno per la 500 ibrida. Infine un impegno anche con la filiera: Stellantis conta di investire 7 miliardi come nel 2025.

Davanti al Mimit presenti i sindacati in presidio con i lavoratori. Critica la reazione della Fiom: “10mila lavoratori a rischio e dal tavolo nessuna proposta”, hanno detto il segretario Michele De Palma e il responsabilità mobilità Samuele Lodi. Per il leader della Fim, Ferdinando Uliano, “bisogna togliere di mezzo l’idea che modificare la regolamentazione Ue risolva tutti i problemi”: in Italia c’è il tema del costo dell’energia ed è una “emergenza che deve risolvere il governo”. Per la Uilm invece Stellantis dovrebbe presentare un nuovo piano Italia prima di presentare il piano industriale il 21 maggio a Detroit. Per Fabio Pressi presidente di Motus-E, infine, è il momento di smetterla con le ideologie e pianificare il futuro di un settore in cui, come ha certificato l’Osservatorio Tea, il 57% della filiera non prevede investimenti e che nei prossimi tre anni potrebbe perdere il 4,9% dell’occupazione.

L’Italia entra nella nuova era dei robot umanoidi

Milano, 30 gen. (askanews) – Avevano incantato il Ces di Las Vegas i robot umanoidi di Agibot, capaci di ballare, combattere e afferrare oggetti con presa sicura. Ora arrivano in Italia con Sir Robotics, system integrator modenese, che personalizzerà queste tecnologie per le imprese italiane, trasformandole in robot ‘tailor made’ pronti a lavorare accanto alle persone, e non al loro posto, come ha spiegato Giorgio Gavioli, presidente di Sir Robotics.

‘Noi faremo la distribuzione di queste macchine ma soprattutto apriremo un Data Factory a Modena dove metteremo le nuove intelligenze dentro al cervello dei robot. Quindi insegnremo a fare le cose ai nostri colleghi robot. Oggi sono come dei bambini appena nati che hanno senz’altro delle capacità motorie, una grande intelligenza ma non hanno nessuna esperienza: dobbiamo insegnargli a fare le cose e questo lo possiamo fare semplicemente ripetendo azioni che vogliamo fare’

Grazie a una piattaforma open source e a una Data Factory dedicata, i robot vengono configurati su misura: dall’assemblaggio di componenti ad alta precisione, alla sorveglianza intelligente di aree industriali, fino all’accoglienza in spazi commerciali e alberghieri.

A Milano sono stati presentati i modelli di Agibot che saranno riadattati alle singole esigenze: per l’hospitality e gli spazi commerciali, i robot umanoidi possono accogliere i visitatori, servire bevande, interagire con il pubblico e muoversi in sicurezza tra le persone (A2 Ultra, X2 Ultra). Nell’industria, soluzioni di precisione permettono operazioni come avvitamento, sollevamento e manipolazione di componenti complessi, integrandosi con le linee produttive esistenti (OmniHand 2025).

Per la sicurezza, robot quadrupedi dotati di videosorveglianza intelligente pattugliano ambienti interni ed esterni, rilevando anomalie in tempo reale anche in contesti complessi (D1 Ultra, D1 Ultra W). Infine, sistemi autonomi sono progettati per la pulizia di ambienti articolati senza bisogno di supervisione umana (Cleaner).

Ma la domanda vera è: quando questi robot potranno passare dagli ambienti industrali o di lavoro alle nostre case? La previsione di Bruno Siciliano, Professore Ordinario di Automatica e Robotica all’Università di Napoli Federico II.

‘Tutti questi sforzi e anche i grossi investimenti di capitale che si stanno realizzando porteranno a un’accelerazione tecnologica che potrebbe anche abbreviare questa scala temporale da 5 a 10 anni’.

Un tempo brevissimo per passare dai bracci meccanici ancorati a una postazione, a veri e propri collaboratori mobili, adattabili e capaci di muoversi negli stessi spazi delle persone.

Tennis, Sinner agli AO: "Una sconfitta che bisogna accettare"

Roma, 30 gen. (askanews) – Si è chiuso in semifinale a Melbourne il percorso di Jannik Sinner agli Australian Open. L’azzurro ha perso contro Novak Djokovic al termine di una partita pazzesca, finita al 5° set sul punteggio di 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4. “Ho dato tutto quello che avevo, ma non è bastato – ha spiegato Sinner a Sky -. Ho avuto le mie chance, anche nel quarto e quinto set. Sono partite che bisogna accettare. Ora serve un po’ di tempo libero, poi si ritornerà più forti di prima”. Su Djokovic: “Per me è molto bello giocare contro di lui perché imparo sempre. È bello averlo ancora qua e spero di affrontarlo ancora in futuro. Sono anche contento per lui che sta dimostrando cose incredibili, anche se ovviamente fa un po’ male”. “Per me questo era uno Slam importante. Ho avuto diverse chance, anche nel quinto set – ha continuato Sinner in conferenza stampa -. Ho provato anche a fare qualcosa di diverso ma non ha funzionato. Sono cose che succedono nel tennis. Fisicamente sto bene, non c’è niente che non va. Non sono sorpreso del livello che ha mostrato, è stato semplicemente migliore di me. Cercherò di capire che cosa migliorare. Ora è difficile parlare, ma cerchiamo di prendere le cose positive. Spero di prenderla anche come una lezione, magari per vedere cosa posso migliorare”.

Sci, Vonn: "Il mio sogno olimpico non è finito"

Roma, 30 gen. (askanews) – “Oggi ho avuto un incidente durante la gara di discesa libera in Svizzera e mi sono infortunato al ginocchio sinistro. Sto discutendo della situazione con i miei medici e il mio team: continuerò a sottopormi a ulteriori esami”. Così Lindsay Vonn dopo la caduta nella libera di Crans Montana che ne compromette la partecipazione alle Olimpiadi di Milano Cortina.

“È un risultato molto difficile da accettare a una settimana dalle Olimpiadi, ma se c’è una cosa che so fare, è tornare in pista”.

E poi prova a rassicurare in qualche modo il mondo dello sci. “Il mio sogno olimpico non è finito – aggiunge ancora – Grazie a tutti per l’affetto e il sostegno. Grazie a tutto il personale medico che mi ha aiutato oggi. Sono grato per l’incredibile aiuto che ho ricevuto”.

La sciatrice americana si è insaccata questa mattina nella parte alta del pendio elvetico, nello stesso punto in cui è caduta anche Nina Ortlieb. È finita nelle reti e ha subito sentito dolori al ginocchio sinistro.

È rimasta per qualche minuto seduta sulla pista, poi ha deciso di sciare lentamente fino al traguardo. Diverse le soste, per toccarsi il ginocchio. Via gli sci, ha zoppicato fino dentro la tenda, dove è stata subito visitata dallo staff della gara.

Da lì a poco, il volo in elicottero all’ospedale di Sion per gli accertamenti del caso. Non si conosce ancora bene l’entità dell’infortunio. La stessa americana, sempre attraverso i suoi canali social, ha subito specificato che servono ulteriori accertamenti.

Sananda Maitreya annuncia l’Ep registrato nei live in UK

Milano, 30 gen. (askanews) – Dopo l’acclamato tour nel Regno Unito del 2025, accolto con grande entusiasmo ed enfasi dalla critica, Sananda Maitreya, noto in precedenza come Terence Trent D’Arby, annuncia una serie di uscite live che immortalano il suo ritorno sui palchi UK.

I concerti sono stati celebrati dalla stampa internazionale: The Guardian ha assegnato quattro stelle definendo il ritorno un “Heroes’ welcome”, mentre The Times ha scritto che la sua voce è rimasta “Glorious… A raggedly sumptuous thing”. Registrate durante il Sananda Maitreya UK Tour 2025, in Inghilterra nell’ottobre e novembre 2025, con la partecipazione della sua live band The Sugar Plum Pharaohs, le nuove uscite discografiche di TreeHouse Publishing, prendono il via con l’EP di tre brani A Slice Of Shepherd’s Pie.

L’EP include la canzone Pretty Baby e, in esclusiva, Duchess e Losing Becomes Too Easy. Il Live album SMNUK’25 ! – Shepherd’s Pie, in uscita su tutte le piattaforme digitali di download e streaming dal 13 febbraio 2026, (disponibile in pre save https://sananda.lnk.to/SMNUK25) è composto da 29 tracce ed diviso in 3 volumi ed e’ un viaggio nell’eclettico e trascinante repertorio musicale di Sananda. Il disco comprende sia una selezione di brani del Post Millennium Rock , dall’ultimo studio album “The Pegasus Project: Pegasus & The Swan” del 2024 ai titoli precedenti fino a “Angels & Vampires” e “WildCard !”, sia i brani storici dei suoi primi 4 indimenticabili studio albums.

Il video del concerto Live di Sananda Maitreya & The Sugar Plum Pharaohs, “Shepherd’s Pie” Live in London at the O2 Shepherd’s Bush Empire, verrà trasmesso come YouTube Premiere il 13/02 sul canale ufficiale dell’artista.

Queste nuove uscite discografiche di TreeHouse Publishing, sono parallele al tanto atteso release di Sony UK, del Box-set con 6 Vinili intitolato: ‘Juvenilia: The Columbia Years’ in uscita il 13 MARZO 2026, una collaborazione di SONY UK, MOV e TREEHOUSE PUBLISHING, pre-ordinabile. Un suono senza tempo che ha emozionato intere generazioni, 4 album rivoluzionari che hanno segnato una traccia indelebile nella storia della musica. Il box-set include un artwork restaurato, materiali visivi d’archivio e nuove liner notes scritte da Sananda Maitreya a completare il progetto, per un totale di 6 vinili colorati da 180 grammi. All’uscita fisica sarà anche affiancata una uscita digitale su tutti gli store in Streaming e Download:

Neither Fish Nor Flesh (Remastered) il 6 febbraio 2026

Symphony Or Damn (Remastered) il 15 marzo 2026 (in occasione del compleanno di Sananda)

Vibrator (Remastered) il 13 aprile 2026

Le nuove uscite: l’EP, l’album live ed il film del concerto di Londra, documentano un momento chiave nella carriera di Sananda Maitreya, restituendo l’energia del suo ritorno sui palchi UK e la forza della dimensione live della sua produzione discografica, che attraversa quasi 40 anni.

Roma, apre il primo Centro Pubblico di Fotografia

Roma, 30 gen. (askanews) – Roma Capitale inaugura il primo Centro Pubblico di Fotografia, un polo culturale d’avanguardia situato negli spazi storici degli Archivi Capitolini. L’opera, realizzata dall’ATI IAB Spa/ SARFO APPALTI E COSTRUZIONI Srl aggiudicataria dell’appalto, è il frutto di una collaborazione sinergica che vede come protagonista Archeologia Industriale 2030 Scarl insieme a To Be Srl e XAL, partner d’eccellenza per la componente tecnologica e illuminotecnica.

L’intervento rappresenta un modello di gestione complessa nel settore dei beni culturali: Archeologia Industriale 2030 Scarl ha coordinato magistralmente il recupero architettonico e il restyling strutturale, mentre To Be e il partner strategico XAL hanno firmato la progettazione illuminotecnica e multimediale, integrando soluzioni digitali d’avanguardia nel suggestivo contesto di archeologia industriale.

Innovazione e conservazione: la sfida del progetto Il progetto ha trasformato uno spazio storico in un hub interattivo. Grazie alla visione di Archeologia Industriale Scarl, la struttura ha mantenuto il suo fascino originario, mentre To Be e XAL hanno implementato un sistema di luce intelligente capace di: Valorizzare i volumi industriali attraverso un design della luce minimale ma performante; Garantire la conservazione delle opere con tecnologie LED e sensori di ultima generazione; Creare un’esperienza multimediale immersiva, dove la luce guida il visitatore alla scoperta dell’archivio fotografico capitolino.

Le voci dei protagonisti “Questo nuovo Centro è la dimostrazione di come Roma sappia valorizzare il proprio passato attraverso l’innovazione,” ha commentato il Presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone. “Il lavoro svolto dall’ATI IAB/SARFO e da Archeologia Industriale 2030 Scarl, insieme a partner d’eccellenza come To Be e XAL, ha permesso di restituire alla città uno spazio pubblico dove la memoria fotografica trova una casa moderna, tecnologica e accessibile. È un orgoglio vedere aziende italiane ed europee collaborare così bene per la nostra Capitale”.

“Collaborare con Archeologia Industriale 2030 Scarl su questo progetto è stata un’esperienza di grande valore – ha dichiarato Francesco Paolo Russo, CEO di To Be Srl – Insieme a XAL, abbiamo avuto l’opportunità di integrare la nostra visione della luce e del multimedia in una gestione complessiva di altissimo livello. Non si è trattato solo di illuminare, ma di dare un’anima tecnologica a un sito di archeologia industriale, rendendo invisibile la complessità tecnica per lasciare spazio all’emozione delle immagini”.

To Be Srl è un’azienda leader nell’innovazione tecnologica, specializzata in soluzioni Li-Fi e progetti di illuminazione intelligente. Con una forte vocazione per la valorizzazione dei beni culturali, To Be progetta sistemi in cui luce e dati si incontrano per creare ambienti connessi e sostenibili.

Frana Niscemi, Conte: Meloni non vuole metterci la faccia

Roma, 29 gen. (askanews) – Il governo deve trovare le risorse per sostenere le regioni colpite dal maltempo. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte parlando a margine di una iniziativa.

“Credo – ha aggiunto – che un governo responsabile debba assolutamente prendere i fondi necessari. Ci sono 13 miliardi e mezzo buttati sul ponte, un progetto fallace e carente che è stato bocciato. Ricordiamoci che ci sono anche i fondi scippati alla regione Sicilia e alla Calabria”.

E sulla possibilità che la presidente del Consiglio riferisca in Aula ha commentato: “Secondo voi, la presidente del Consiglio viene in aula per questa cosa? Ma se è andata a Niscemi e non ha manco parlato con la popolazione! Secondo voi viene a fare il dibattito in aula su questo e ci mette la faccia? Venga il ministro Musumeci, già sarebbe qualcosa”.

“Un’altra vita”, la mostra su Battiato tra emozioni, pensiero e arte

Roma, 30 gen. (askanews) – Una sola esistenza e tante anime: poeta, filosofo, musicista, pittore, pensatore. La mostra-evento “Un’altra vita”, allo Spazio Extra del MAXXI (Museo nazionale delle arti del XXI secolo) di Roma, dal 31 gennaio al 26 aprile, racconta Franco Battiato a tutto tondo, uomo e artista, a cinque anni dalla sua scomparsa, la sua eredità culturale e spirituale.

Una percorso che vuole trasmettere emozioni ha detto Giorgio Calcara, che ha curato la mostra con la nipote di Battiato, Grazia Cristina Battiato: “Franco Battiato è da tutti conosciuto non solo per il suo straordinario percorso in musica e canzoni, anche perché è stato un pittore, è stato un regista cinematografico, si è occupato di pensiero, filosofia e spiritualità. Abbiamo cercato in un percorso espositivo, che parte dalla fine degli anni Sessanta e arriva ai giorni nostri, di raccontare questo grande monumento della cultura italiana”.

Sette sezioni che raccontano gli esordi, con il trasferimento dalla Sicilia a Milano, la fase delle sperimentazioni negli anni ’70, dall’acustica all’elettronica, gli anni del grande successo, il crescente interesse per l’Oriente e la spiritualità, il ritorno nella sua Sicilia, la pittura e il cinema. Al centro della sala, uno spazio ottagonale in cui vivere un’esperienza sensoriale con cinque videoclip e la sua musica.

Attraverso materiali inediti, documenti rari, scritti, copertine, foto e accessori, ne emerge un ritratto di uomo capace di trasformarsi e di migliorarsi nel suo percorso artistico e spirituale. Un messaggio quello di Battiato, che la nipote, attraverso la Fondazione Franco Battiato ETS vuole mantenere vivo per i giovani:

“Mi emoziona molto vedere la mostra, questo percorso anche molto intimo, perché è proprio studiato in modo tale che sia qualcosa di caldo, che avvolge, per concludere poi nella zona che è dedicata un po’ alla casa e quindi al tavolo che lui ha davanti al salotto dove si siedeva, con la finestra da cui lui meditava e si può vedere appunto la sua vista all’alba e al tramonto. Lo zio tendeva verso il verticale e quindi è importante per i giovani capire che devono abbandonare quello che è la ricerca del bene materiale che ti spinge verso il basso, invece ti devi elevare in qualche modo perché l’evoluzione umana passa attraverso l’evoluzione spirituale e non quello della materia”.

La mostra è co-prodotta dal Ministero della Cultura e dal MAXXI ed è organizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare di Alessandro Nicosia, in collaborazione con la Fondazione Franco Battiato ETS.

Usa, omicidio del Ceo di UnitedHealthcare Brian Thompson: Luigi Mangione non sarà condannato a morte

Roma, 30 gen. (askanews) – Luigi Mangione, l’uomo accusato dell’omicidio, avvenuto il 4 dicembre 2024, del Ceo di UnitedHealthcare Brian Thompson, non sarà condannato a morte. Lo ha stabilito un giudice distrettuale federale.

La decisione – spiega la Cnn – rappresenta una sconfitta per i procuratori federali, che erano stati irremovibili nel perseguire la pena di morte per l’accusato.

Il caso suscita un notevole interesse negli Usa perché è emblematico della rabbia che cova negli Stati Uniti contro il sistema sanitario del Paese il potere delle grandi aziende farmaceutiche e assicuratrici.

La giudice Margaret Garnett – spiega ancora la Cnn – ha inoltre deciso di ammettere al processo le prove recuperate dallo zaino di Mangione al momento dell’arresto. Le forze dell’ordine avevano sequestrato diversi oggetti dallo zaino, tra cui una pistola, un caricatore carico e un quaderno rosso. Prove chiare, secondo le autorità, che lo collegano all’omicidio.

Gli avvocati di Mangione avevano sostenuto che le prove fossero escluse dal processo, sostenendo che la perquisizione dello zaino del loro cliente era illegale perché non avevano ancora ottenuto un mandato e non vi era alcuna minaccia immediata che giustificasse una perquisizione senza mandato.

Conte: vigilanza Rai bloccata, referendum partita senza arbitro

Roma, 29 gen. (askanews) – La campagna referendaria rischia di essere una “partita senza arbitro”. L’ho detto il leader del Movimento cinque stelle Giuseppe Conte a margine di una iniziativa pubblica.

“È bloccata la Vigilanza Rai, non riesce a lavorare. Ne va della qualità della nostra democrazia”, ha detto ancora.

Ha aggiunto l’ex premier: “Siamo affrontando una campagna referendaria, dove c’è il governo che vuol far passare una riforma a tutela della casta dei politici o meglio dei politici che sono al governo. Non lo possiamo accettare”.

Per Conte “c’è un problema: la qualità dell’informazione. Come facciamo a fare i dibattiti pubblici se addirittura giochiamo senza la Vigilanza? Una partita senza arbitro”.

Centro della Fotografia di Roma: mostre e rigenerazione al Mattatoio

Roma, 29 gen. (askanews) – Un luogo per la fotografia che prima non c’era. Nell’ex Mattatoio di Roma apre al pubblico Il Centro della Fotografia della Capitale, che porta, in uno spazio architettonico affascinante, mostre e momenti di incontro. Si apre con tre esposizioni, organizzate da Civita Mostre e Musei, dedicate a un maestro come Irving Penn, a una fotografa italiana di primo piano come Silvia Camporesi e infine alla ricerca sulle ultime frontiere fotografiche nello spazio Campo Visivo.

“L’obiettivo principale di questo progetto che ho perseguito per tanto tempo – ha detto ad askanews Umberto Marroni, amministratore delegato del Fondazione Mattatoio di Roma – è stato quello di dare a Roma finalmente un luogo esclusivamente dedicato alla fotografia che in tutte le capitali europee ci sta e qui mancava. Oggi andiamo quindi a colmare questo ruoto, questo gap: questo è un po’ il primo obiettivo. Il secondo obiettivo è di fare un centro della fotografia che sia sostanzialmente un luogo dove si vedono le mostre, ma con una visione sia internazionale sia su Roma e sia locale. L’altra cosa è anche fare un luogo anche di studio, di ricerca, tant’è che già da oggi è aperta la biblioteca del Centro della fotografia di Roma”.

La vocazione internazionale si declina nella collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, ma anche, più sottilmente, nella natura stessa dello spazio, nel modo in cui accoglie le opere e le visioni degli artisti. E per la città di Roma è un’importante novità nell’offerta culturale, oltre che un segno di attenzione della politica verso la fotografia.

“Qui nel Mattatoio di Testaccio che ricorda una memoria dell’architettura romana e italiana di Gioacchino Ersoch, uno degli ultimi grandi architetti pubblici – ha aggiunto il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone – arriviamo con uno spazio di stile nazionale ed europeo, veramente un bellissimo spazio che può ospitare mostre internazionali ed europee come quella che ospita l’inaugurazione o italiane appunto insieme. In più, come presidente della Commissione di Cultura della Camera, oggi stiamo sostenendo la fotografia, c’è un bando nazionale di 3 milioni a decorrere, ogni anno il 2025, e 2026 per la fotografia e c’è anche una proposta di legge per il museo fotografico nazionale”.

Il Centro della Fotografia è anche figlio di un progetto di rigenerazione e di una volontà di trasformazione urbanistica che si inserisce nel filone di grandi opere culturali come l’Auditorium Parco della Musica.

Opposizioni (e Fontana) bloccano conferenza remigrazione. La Lega: "No bavagli"

Roma, 30 gen. (askanews) – Non era mai successo prima. Annullate le conferenze stampa della giornata e sospesa la possibilità per i deputati di far entrare propri ospiti a Montecitorio. Una decisione a tutela “dell’ordine pubblico”, assunta dal presidente della Camera Lorenzo Fontana dopo l’occupazione della sala stampa da parte dei deputati Pd, M5S, Avs e Azione – arrivata dopo giorni di aspre contestazioni – per impedire che si svolgesse l’iniziativa sul lancio della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione che vede tra i promotori Casapound, il Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani. ‘Ospiti’ del deputato leghista Domenico Furgiuele.

Di prima mattina, in aula, prendono la parola il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi, il leader Avs Angelo Bonelli e il dem Andrea Casu. Si appellano a Fontana, collega di partito di Furgiuele, affinché fermi lo “scempio” di “nazifascisti” accolti in una “sede istituzionale”. “Abbiamo deciso di presidiare la sala conferenze per impedire che si aprano le porte a naziskin, Casapound e fascisti – annuncia Ricciardi -. Il nazismo e il fascismo non sono un’opinione o un’idea, ma un crimine”.

Risultato: poco prima che termini la conferenza stampa precedente (la presentazione del libro ‘Il silenzio nel salotto’), folte delegazioni dei partiti riempiono la sala, sventolano copie della Costituzione alle spalle di Furgiuele, arrivato nel frattempo. Cantano ‘Bella ciao’ e ‘Fischia il vento’. Il dem Gianni Cuperlo legge la 12esima disposizione della Costituzione della Repubblica italiana che vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista. A Furgiuele che rivendica la “prerogativa” di invitare “cittadini che non sono fuorilegge”, Bonelli risponde: “questa è la casa di Matteotti, Angela Gotelli, Teresa Mattei e tu non sai nemmeno” chi sono. “Stai portando Luca Marsella, un fascista dichiarato, Ivan Sogari, nazista dichiarato”. “Lui è quello che ha fatto la decima in aula”, grida Ricciardi ricordando quando Furgiuele venne espulso per aver fatto una X con le mani, simbolo della Decima Mas, unità militare divenuta simbolo del fascismo. Riccardo Magi di +Europa, con una foto di Giacomo Matteotti e la scritta “No alla Camera dei fasci”, resta fuori dal palazzo, dove sono stati bloccati, da un cordone delle forze dell’ordine, i membri del comitato ‘Remigrazione e riconquista’, tra cui Luca Marsella di Casapound, Salvatore Ferrara della rete dei Patrioti, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti di Brescia ai bresciani. Urlano a favor di telecamere: “antifascisti mafiosi” e anche “Matteotti sta bene dove sta”.

La conferenza stampa salta (annullata da Fontana che peraltro ieri l’aveva definita “inopportuna”). Furgiuele tenta allora di far entrare i quattro relatori come ospiti, senza successo con un nuovo stop. Il deputato leghista non molla: è “una vera forzatura antidemocratica”. “Noi andiamo avanti. Senza ombra di dubbio gli offrirò di nuovo la sala stampa”.

Si schiera la Lega: no ai “bavagli” della sinistra “violenta e arrogante” che “occupa perfino le sedi istituzionali come un Askatasuna qualunque”, si legge in una nota. “I temi della sicurezza, della tutela delle forze dell’ordine e del contrasto all’immigrazione clandestina sono prioritari ed è legittimo discuterne in tutte le sedi”. L’ex generale, ora vicesegretario del partito, Roberto Vannacci, via social, chiama in causa il Capo dello Stato augurandosi “un deciso intervento” di Sergio Mattarella perché “la democrazia è morta” e invita a “riprogrammare” l’evento.

Alle parole del Carroccio non si associano, al momento, Fdi e Fi. Tanto che Magi ha buon gioco nel sottolineare: “evidentemente – ha osservato – questo pezzo di attivismo dichiaratamente neofascista se non neonazista é molto più importante per la destra di governo di quello che ci si vuole far credere”.

Le (tante) Metafisiche e l’immaginario, tra de Chirico a Vezzoli

Milano, 29 gen. (askanews) – Un’idea di Metafisica che esce dalle normali classificazioni artistiche e si trasforma a Milano in un progetto espositivo polifonico, “Metafisica/Metafisiche”, parte dalla mostra allestita a Palazzo Reale, che cerca la lezione del movimento in molti artisti diversi, per arrivare ai capitoli espositivi che coinvolgono altre tre istituzioni: Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d’Italia.

“La Metafisica – ha detto ad askanews Gianfranco Maraniello, direttore del Museo del Novecento – è una qualità dell’immaginario e quindi è qualcosa che si estende fino alla nostra attualità, fino alla nostra contemporaneità. E questo è il senso anche di una mostra che si intitola Metafisica e Metafisiche. Capire questa disseminazione, capire perché il nostro immaginario è sempre soprattutto legato a quello dell’arte nel superare la contingenza del nostro tempo storico e immaginare cose che vanno al di là delle cose fisiche”.

A Palazzo Reale l’esposizione “Modernità e malinconia” è curata da Vincenzo Trione e si presenta come un grande momento di riflessione su più livelli temporali, che coinvolge ovviamente de Chirico, per esempio con un dipinto epocale come “Le Muse inquietanti”, poi propone alcuni splendidi Savinio e arriva fino a Giulio Paolini e Francesco Vezzoli, che forse come metafisici non si erano pensati. Ma il risultato è accattivante e funziona, anche nella prospettiva dei Giochi olimpici invernali che porteranno a Milano persone da tutto il mondo. Ma alla fine, che cos’è questa Metafisica?

“È un atteggiamento, è uno stile – ha aggiunto Maraniello – non è soltanto una dimensione storicamente determinata, non è soltanto un manifesto, anzi non c’è un vero proprio manifesto degli artisti della Metafisica come avvenuto per il futurismo e questo ci può consentire di dire che forse è anche un’attitudine mai davvero esaurita nella storia dell’arte e anche nelle vicende più attuali dell’arte”.

Al Museo del Novecento, nello specifico, viene proposto un approfondimento sul rapporto tra la Metafisica e Milano: disegni, maquette, abiti, materiali d’archivio e fotografie.

Tennis, Djokovic in finale agli AO: "La serata più bella in carriera a Melbourne"

Roma, 30 gen. (askanews) – “Grazie a Jannik per avermi permesso di vincere una partita… Grazie a chi è restato qui fino alle 2 del mattino a seguirci”. Così Novak Djokovic dopo il successo su Jannik Sinner che gli ha garantito la finale degli Australian Open contro Alcaraz. “Adoro questo rapporto passionale con il pubblico – continua – questa sera è forse la più bella della mia carriera in Australia. Sinner e Alcaraz giocano a un grande livello, ma non è impossibile batterli. Anche io so giocare a quel livello. ho visto la partita di Alcaraz, che partita incredibile. Oggi il valore del biglietto è stato ripagato… E’ come se avessi vinto, ma lotterò contro il n°1 del mondo e spero di avere ancora benzina”.

Seconda edizione della Coppa Italia delle Regioni di Ciclismo

Roma, 30 gen. (askanews) – Presso la Camera dei Deputati, è stata presentata la seconda edizione della Coppa Italia delle Regioni di Ciclismo. Official Health Partner della manifestazione, anche per la stagione 2026, sarà Novo Nordisk Italia. Ne ha parlato l’Onorevole Roberto Pella, Presidente di LCP (Lega Ciclismo Professionistico): “La Coppa Italia delle Regioni ha l’obiettivo primario di arrivare in tutte le regioni, di potenziare quelli che sono i temi, dalla sicurezza, alla violenza sulle donne, oltre alle malattie emotrasmissibili e la valorizzazione dei territori, ma soprattutto, con questa partnership, attraverso Unioncamere, di portare il mondo dell’economia e delle imprese a riconoscere, nel ciclismo, quello sport che sicuramente è molto più divisivo di tanti altri sport”.

Le gare della manifestazione si svolgeranno in molte regioni italiane da febbraio a ottobre. Per l’occasione, presso i Novo Nordisk Health Village, sono in programma momenti di incontro tra esperti, istituzioni e cittadini, come sottolineato dal General Manager di Novo Nordisk Italia Jens Pii Olesen: “Questo partner è quello che ha il maggiore impatto nel tentativo di diffondere le notizie, sensibilizzare e creare concretamente prevenzione in tutta Italia. E il bello di questo progetto è che si raggiunge ogni comunità locale. Quindi siete presenti nella maggior parte delle vostre regioni e organizzate gare a livello locale, dove possiamo anche, attraverso i nostri Novo Nordisk Village, che saranno presenti in loco, interagire con gli operatori sanitari, con le associazioni di pazienti e con tutti gli altri stakeholder necessari per affrontare questi problemi”.

Previste, inoltre, anche attività di screening per la popolazione e iniziative per coinvolgere i giovani sui temi di prevenzione, continuando la tradizione di promozione della salute promossa da Novo Nordisk e dalla Lega Ciclismo Professionistico per la prevenzione delle malattie croniche.

Pavia capitale dell’innovazione: nasce la Pavia Innovation Week

Pavia, 30 gen. (askanews) – La scienziata Fabiola Gianotti sul palco teatrale insieme al violinista Alessandro Quarta e al pianista Ramin Bahrami per un dibattito su matematica e musica: è solo uno degli oltre quaranta appuntamenti che animeranno la prima edizione della Pavia Innovation Week in programma dall’8 all’11 aprile 2026.

Il progetto è stato presentato ufficialmente a Pavia nel corso di una conferenza stampa istituzionale con il sindaco di Pavia, Michele Lissia, Alberto Cazzani, Componente Giunta Camera di Commercio Cremona-Mantova-Pavia, Alessandro Reali, Rettore dell’Università degli Studi di Pavia, Tommaso Rossini, presidente di Assolombarda Pavia, Igor De Biasio, amministratore delegato di Principia Spa e l’editorialista del Corriere della Sera e direttore scientifico della Pavia Innovation Week, Massimo Sideri.

“L’idea nasce dal fatto che l’innovazione è esplosa, sta cambiando la nostra vita, sta diventando dibattito mondiale, quindi la vorremmo riportare nella culla del pensiero scientifico e tecnologico e sicuramente Pavia ha queste caratteristiche – ha spiegato Sideri – Faccio soltanto un esempio, qui ha lavorato Golgi e ha lavorato, come sappiamo tutti quanti, Alessandro Volta. Oggi si parla tantissimo di intelligenza artificiale, bene, mettiamo il neurone di Golgi con la batteria di Alessandro Volta, li uniamo insieme e otteniamo l’intelligenza artificiale”.

La Pavia Innovation Week riporterà l’innovazione al centro della vita quotidiana in un dialogo costante fra scienza, ricerca, cultura umanistica, informazione e società, valorizzando l’identità storica della città e proiettandola in una dimensione internazionale.

“La Pavia Innovation Week è un evento che sarà di portata anche sovranazionale – ha sottolineato Cazzani – perché il territorio crede che la consapevolezza che ormai sul territorio Pavia sia una capitale dell’innovazione vada trasferita anche fuori dal nostro territorio che deve diventare ancora più attrattivo. La Camera di Commercio in questo contesto ha il ruolo di motore, se vogliamo considerare l’innovazione come il principale motore di crescita economica oggi come oggi”.

La manifestazione si articola in otto sezioni tematiche, pensate come linguaggi diversi e inclusivi per raccontare l’innovazione. Dalle Signature Talks, grandi interviste dal vivo con protagonisti internazionali della scienza, della ricerca e della cultura, alle Storie di Innovazione, format che unisce giornalismo, narrazione e teatro. Accanto a queste, incontri di divulgazione scientifica, conversazioni e tavole rotonde multidisciplinari, performance teatrali dedicate alla scienza, uno spazio Bookstore per presentazioni di libri e dialoghi con gli autori, i Family Lab con installazioni esperienziali per famiglie e studenti, e visite guidate tematiche che raccontano Pavia come città della conoscenza.

Un’iniziativa che parte da Pavia, ma parla a una comunità internazionale, con l’obiettivo di rendere la scienza accessibile, condivisa e centrale nel dibattito contemporaneo.

La Pavia Innovation Week si avvale di un comitato scientifico composto da autorevoli protagonisti del mondo della ricerca e dell’innovazione, tra cui Massimo Sideri, Maria Chiara Carrozza, già ministra e presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Valentina Sumini, Space Architect e ricercatrice al MIT, Alessandro Reali, Rettore dell’Università degli Studi di Pavia, e Roberto Battiston, ex Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Tennis, Djokovic infinito: Sinner si arrende agli AO

Roma, 30 gen. (askanews) – Novak Djokovic torna in finale a Melbourne: Nole vince al 5° set 6-3, 3-6, 6-4, 4-6, 4-6 contro Sinner dopo oltre 4 ore di battaglia e conquista la 38^ finale Slam della carriera. Battuto un Sinner a cui non sono bastati i 24 ace e i 76 vincenti: l’azzurro paga il terribile 2/18 sulle palle break. Domenica contro Alcaraz, Djokovic andrà a caccia del 25° titolo Slam. Nole è infinito, Jannik è umano. L’undicesima sfida tra l’allievo e il maestro, dopo cinque vittorie consecutive del primo, se la aggiudica il 24 volte campione Slam, che a 38 anni doma un avversario di 14 anni più giovane. Dopo tre super sfide consecutive, per la prima volta non ci saranno i primi due del ranking a fronteggiarsi in una finale Slam. Merito di Djokovic, che non ha nessuna intenzione di arrendersi allo scorrere del tempo. Agevolato, certo, dal tabellone di Melbourne: negli ottavi non è nemmeno sceso in campo per il forfeit di Mensik; nei quarti, sotto due set a zero, ha approfittato del ritiro di Musetti. Al contrario, l’azzurro è apparso in netto calo fisico dopo essersi aggiudicato con disinvoltura il primo set. Jannik è spesso caduto nella ragnatela di Nole, abilissimo tatticamente e bravo a non arrendersi al termine di un terzo set in cui sembrava allo stremo (durante un cambio di campo ha avuto conati di vomito e ha assunto una pastiglia). Anzi, negli ultimi due set ha messo in mostra una maggiore brillantezza rispetto al più giovane avversario. Sinner parte fortissimo, domina il primo set con servizio e rovescio, sembra avere il controllo. Djokovic però resta lì, soffre, resiste e lentamente rientra in partita. Nel secondo set alza le percentuali al servizio e pareggia i conti. Il terzo è il momento più alto dell’azzurro, che ritrova profondità e aggressività. Ma è anche l’ultimo vero slancio. Dal quarto set in poi emerge il calo fisico di Jannik. Djokovic, nonostante i conati di vomito e una pausa medica, diventa sempre più lucido. Il serbo legge meglio gli scambi, varia, intrappola Sinner nella diagonale di dritto. Nel quinto set arriva il break decisivo sul 3-3, figlio di errori e stanchezza. Sinner lotta fino all’ultimo game, annulla match point, ma non basta. Djokovic chiude sfruttando un errore di rovescio dell’azzurro.