Home Blog

Meloni ribadisce linea dura su migranti. Schlein: "Insegue Vannacci"

Roma, 13 ago. (askanews) – La sospensione di Schengen dopo la crisi di Ceuta “non è stata una misura rivolta contro la Spagna o contro un altro partner” ma dettata dalla necessità di “evitare pericoli per la sicurezza nazionale”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha motivato così, in audizione parlamentare davanti al Comitato Schengen, la decisione del governo.

“I primi report testimoniano come l’impatto della misura sui cittadini europei sia pari a zero”, ha sottolineato, aggiungendo che l’eventuale revoca del provvedimento (previsto inizialmente per la durata di un mese) non ci sarà “prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”. Rischi, ha detto, anche di “potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori”.

Un’ipotesi, questa, subito smentita dalla Spagna. Il ministro degli Interni spagnolo Fernando Grande-Marlaska, in visita a Ceuta, ha garantito che non c’è “nessun allarme terrorismo”. Madrid invierà nell’exclave 20 agenti dell’immigrazione per accelerare l’espulsione dei migranti, che si aggiungono agli oltre 900 effettivi della Policia Nacional e ai 770 della Guardia Civil. Marlaska si è poi rivolto a coloro che tentano di entrare illegalmente a Ceuta e Melilla: “Nessuno resterà, nessuno potrà raggiungere la terraferma, a nessuno verrà concesso un permesso di soggiorno: chiunque commetta un reato verrà rimpatriato immediatamente”. Secondo il ministro a Ceuta si trovano ancora 5.000 migranti; 1.898 minori sono già stati identificati e sono state esaminate oltre 500 domande di asilo, la stragrande maggioranza delle quali è stata respinta.

Intanto nel giorno dell’audizione di Piantedosi, Giorgia Meloni torna a ribadire la linea dura del governo. “Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada”, scrive su Facebook la premier, pubblicando le immagini di alcuni migranti che salgono in aereo scortati dalle forze di polizia. Dal ripristino dei controlli, secondo quanto riferito da Piantedosi, sono stati effettuati 3 arresti e sono stati respinti in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui 6 marocchini.

Sulle parole della premier ironizza e attacca Elly Schlein. “Mentre Meloni gioca a copiare Trump e a rincorrere Vannacci – afferma la segretaria Pd – degli italiani chi se ne occupa? La Presidente del Consiglio ha visto i prezzi dei carburanti? In quattro anni non ha fatto nulla per migliorare le condizioni di vita delle persone, gli stipendi restano tra i più bassi e le bollette tra le più care d’Europa. Con la sua propaganda contro i migranti nessuno ci paga l’affitto”.

Ex Ilva, Urso auspica una proposta dalla cordata italiana "nei prossimi giorni"

Roma, 13 ago. (askanews) – “Sappiamo che c’è una cordata italiana che intende partecipare. Mi auguro che presenti una proposta nei prossimi giorni che si aggiungerà a quella del gruppo Jindal”. Lo ha detto il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, al tour estivo di FdI, Bar Italia, a Taormina, parlando dell’ex Ilva.

“Dobbiamo cercare di evitare che dalla sentenza” della Corte di appello di Milano, che impone la chiusura dell’area a caldo “si inneschi una bomba produttiva e sociale. Stiamo lavorando perché ciò non accada”, ha spiegato.

“Mi auguro che i commisasri riescano a concludere la gara – ha aggiunto il ministro – per garantire che la produzione sia almeno parzialmente salvaguardata in questa fase di transizione. E’ una grande sfida e occorre fare sistema in maniera responsabile”.

Europei pallavolo, l’Italdonne perde Loveth Omoruyi

Roma, 13 ago. (askanews) – Brutte notizie per l’Italia di Julio Velasco a pochi giorni dall’inizio degli Europei femminili di volley. Loveth Omoruyi ha riportato un grave infortunio al ginocchio sinistro durante l’amichevole disputata il 12 agosto contro l’Ucraina e sarà costretta a saltare la rassegna continentale, in programma in Turchia dal 21 agosto al 6 settembre.

Gli esami hanno evidenziato la rottura totale del legamento crociato anteriore, una lesione parziale del legamento collaterale laterale e del menisco mediale, oltre a un trauma osseo del condilo femorale. La schiacciatrice 23enne, in forza alla Megabox Vallefoglia, dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico. I tempi di recupero saranno valutati dopo l’operazione, ma la sua assenza dovrebbe prolungarsi anche nella prima parte della prossima stagione di Serie A.

È un duro colpo per Velasco, che perde una giocatrice importante proprio alla vigilia dell’Europeo. Omoruyi, protagonista di una stagione positiva con Vallefoglia, si era guadagnata la convocazione in azzurro e la possibilità di partecipare alla competizione continentale.

Alla giocatrice è arrivato anche il messaggio del presidente della Megabox, Ivano Angeli: “Siamo profondamente addolorati per l’infortunio occorso alla nostra Loveth, una ragazza d’oro che ha disputato una stagione super al suo esordio con la nostra maglia e si stava meritando sul campo la presenza con la nazionale azzurra ai campionati europei”.

“Non è il momento di pensare ad altro che al bene della nostra atleta – ha aggiunto Angeli – cui saremo vicini supportandola in ogni modo perché possa tornare prima possibile sul campo da gioco. Forza Lolly, ti abbracciamo forte e ti aspettiamo di nuovo in campo più grintosa ed entusiasta che mai”.

L’Italia dovrà dunque affrontare l’Europeo senza una delle sue schiacciatrici, mentre per Omoruyi comincia ora il lungo percorso verso il ritorno in campo.

Forti piogge in Giappone: ordinata l’evacuazione di 177mila persone

Roma, 13 ago. (askanews) – Le autorità di tre prefetture del Giappone hanno ordinato l’evacuazione di quasi 177mila persone a causa delle forti piogge. Lo ha riferito l’agenzia Kyodo, citando l’Agenzia per la gestione degli incendi e dei disastri.

“Sono stati emessi ordini di evacuazione per 176.900 persone nelle prefetture di Ibaraki, Saitama e Chiba a causa delle forti piogge”, ha comunicato l’agenzia.

Inoltre, più di 45mila abitazioni sono rimaste senza elettricità a Chiba, ha aggiunto l’agenzia citando i dati della società Tokyo Electric Power Grid.Le autorità della prefettura hanno dichiarato un’allerta speciale di livello cinque per le forti precipitazioni.

Le tre prefetture si trovano nei pressi dell’area metropolitana di Tokyo.

MotoGp, Marquez, il braccio non risponde: "Non lo controllo"

Roma, 13 ago. (askanews) – Il quarto posto nel Mondiale non racconta fino in fondo il momento di Marc Marquez. Dopo il difficile Gran Premio di Silverstone, il pilota della Ducati ha ammesso di avere ancora problemi fisici importanti, soprattutto al braccio destro. “Fisicamente non c’ero, ho rischiato di cadere, non avevo il controllo del braccio destro”, ha confessato nel nuovo episodio di Inside Ducati Lenovo Team.

Una dichiarazione pesante, arrivata dopo un fine settimana nel quale lo spagnolo ha faticato a ritrovare le sensazioni mostrate prima della pausa estiva. Al Sachsenring erano arrivate due vittorie, a Silverstone invece il campione è tornato a fare i conti con il dolore e con una condizione fisica che non gli ha permesso di guidare come avrebbe voluto. Nelle curve 1 e 9, in particolare, ha raccontato di aver perso più volte l’anteriore.

A complicare ulteriormente il quadro è stato anche il comportamento della gomma posteriore. “È calata dal terzo giro ed era inguidabile: era impossibile piegare e aprire il gas”, ha spiegato Marquez ai suoi ingegneri. Una sensazione anomala, mai provata prima con quello pneumatico, che ha reso ancora più difficile una gara già condizionata dai problemi fisici.

Il tema centrale, però, resta il braccio. Il ghiaccio, diventato quasi un compagno di viaggio attraverso le immagini pubblicate dallo stesso Marquez, non sembra più sufficiente. La gestione del dolore dovrà essere affrontata in maniera più strutturata, perché il calendario non concede tregua e la lotta per il titolo richiede un pilota al massimo delle proprie possibilità.

Dall’esterno arrivano anche indiscrezioni sulle condizioni della spalla. Nel podcast di The Race, Simon Patterson ha riferito di aver parlato con persone vicine all’entourage dello spagnolo, raccogliendo l’impressione di una situazione meno tranquilla di quanto possa apparire. Marquez, però, dovrà trovare presto una risposta.

La prossima occasione sarà il 30 agosto ad Aragon, una pista che può diventare uno spartiacque della stagione. La Ducati, attraverso Gigi Dall’Igna, ha invitato a non drammatizzare quanto accaduto in Gran Bretagna, definendo Silverstone un episodio e sottolineando la necessità di ritrovare “lo spirito” mostrato prima della pausa.

Ma per Marquez la sfida è soprattutto personale: ritrovare il controllo del proprio corpo per tornare a controllare la moto. E, con il Mondiale ancora aperto, il tempo per farlo è sempre meno.

Suppletive, la Calabria non è un test per le Politiche ma ne ha tutte le spine

Roma, 13 ago. (askanews) – Forse non sono un test nazionale nè l’antipasto di quello che accadrà l’anno prossimo, però le elezioni suppletive in Calabria, che si terranno il 27 e il 28 settembre, qualcosa in comune con la lunga, e già iniziata, campagna elettorale per le Politiche ce l’hanno: le spine. Le spine, i nodi irrisolti, la dissipazione del tempo, le paure, i dubbi, gli azzardi che scuotono e attraversano il quadro politico e i partiti si ritrovano, puntuali, in questa elezione piccola piccola. Si tratta di eleggere un deputato per il seggio rimasto vacante dopo l’addio al Parlamento, a fine luglio, di Roberto Cannizzaro, esponente di Forza Italia divenuto sindaco di Reggio Calabria.

E su questa scelta, sebbene minore e un po’ in sordina rispetto ad altri dibattiti più roboanti, si sono riversati tutti i malumori, i timori e le contraddizioni che serpeggiano nei partiti. La premessa è che Reggio Calabria è un collegio in cui il centrodestra ha sempre vinto, in tutte le elezioni, si tratta di terra “azzurra” da sempre e dove la Regione è guidata dal vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto, spesso tirato in ballo per ruoli in scenari nazionali. E difatti queste suppletive sono un banco di prova per misurare le divisioni e le competizioni all’interno del centrodestra: Forza Italia vuole conservare il proprio ruolo nella regione e nella coalizione e, esattamente come sul piano nazionale, l’outsider Roberto Vannacci da un lato invoca il dialogo – o “la telefonata” con la premier -, dall’altro attacca e insidia la forza moderata, liberale ed europeista dello schieramento.

Gli azzurri non hanno ancora ufficializzato il nome del candidato, ma salvo sorprese punteranno su Fabio Roscioli, tesoriere nazionale del partito e avvocato Fininvest. Vannacci è tentato dall’idea di presentare un proprio candidato: “Ci stiamo pensando” ha detto l’altro giorno dopo aver lanciato la candidatura di Carmelo Burgio a sindaco di Milano. Per Futuro nazionale potrebbe essere un azzardo ma anche un ottimo investimento per sfruttare il vento in poppa del partito che “corre come un treno” e supera i 140 mila iscritti. Soprattutto sarebbe un messaggio chiaro a Meloni. Rispetto a un ingresso di Vannacci in coalizione Occhiuto mette le mani avanti: “La politica – ricorda in un’intervista – non è aritmetica, quindi non è per forza detto che immettere elementi di populismo in una coalizione faccia sì che la coalizione aumenti i consensi”.

Anche nel campo largo la partita di Reggio riassume alcune delle dinamiche e delle spine della coalizione. A cominciare dalla tempistica. Così come è slittata a settembre la sintesi da costruire sul programma, mentre è già pane di tutti i giorni la competizione Schlein-Conte per la leadership – scelta duramente criticata dagli altri soggetti del campo largo, da Avs ai riformisti – a Reggio Calabria si è deciso di riunire dopo Ferragosto il tavolo con i leader e i referenti locali per scegliere un nome. Ma c’è di più. Tra i militanti e nei circoli Dem di tutto il collegio, l’uninominale 05 per la Camera, da Reggio Calabria a Roccella Ionica – dove il programma della festa dell’Unità, una delle più partecipate di tutta la Locride, è stato “congelato” – si registra una malessere generalizzato sul metodo con cui verrà scelto il candidato. “Il candidato non lo devono scegliere a Roma né deve arrivare da fuori: lo deve riconoscere il territorio”, spiegano alcune fonti locali Dem.

Il centrodestra, ragionano segretari di circolo, con ogni probabilità “chiederà ai reggini di votare un illustre sconosciuto, un professionista milanese senza alcun rapporto con questa città e con questo collegio” e il centrosinistra che fa? No ai nomi “paracadutati” dall’alto, va scelto, è il ragionamento di fonti interne al Pd metropolitano, un candidato che “sia espressione delle esperienze amministrative locali a guida Pd, riconosciuto dal territorio” un profilo che “non va inventato né importato” ma che c’è, basta volerlo. Intanto, a fine luglio, ha dato la sua disponibilità il giornalista e scrittore Carmine Fotia, reggino di nascita, mettendo un’unica condizione: “Sono disponibile – ha detto – se tutto il campo largo è d’accordo”.

Migranti, Piantedosi: revocheremo lo stop a Schengen solo a rischi azzerati

Roma, 13 ago. (askanews) – “Stiamo attentamente monitorando l’evolversi della situazione e, come già preannunciato dal governo, la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”. Lo ha detto il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua audizione davanti al Comitato parlamentare Schengen.

Il caso di Ceuta non è una “speculazione politica contro la Spagna. Non è questa la logica che muove questo governo, il cui unico obiettivo è la tutela della sicurezza nazionale”, ha detto.

Oltre 10mila firme per Nobel a bimbi Gaza. In campo la politica tra sì e distinguo

Roma, 13 ago. (askanews) – Ha superato le 10mila adesioni la mobilitazione lanciata dal professor Eugenio Mazzarella, sulle pagine di Avvenire, il 4 agosto scorso: dare ai bambini di Gaza il Nobel per la pace. Ad aderire all’appello sindaci, consiglieri comunali, suore, avvocati, “perfino un’attrice”, ambasciatori in pensione e in servizio, impiegati e professori, associazioni e organizzazioni come Neve Shalom-Wahat al Salam, riporta il quotidiano. Tanti i ‘sì’ della gente comune.

In campo pure la politica, con il sostegno di Pd, Avs e M5S. Dal centrodestra – in cui nei mesi scorsi Salvini aveva caldeggiato la proposta di conferire il premio a Trump, e Meloni aveva detto di sperare di poterglielo attribuire – il primo e finora unico a esprimersi è il cattolico Maurizio Lupi (Nm), proprio dalle colonne del quotidiano dei vescovi.

Lupi invita a dare il premio ai bambini vittime di tutti i conflitti “per evitare – dice – qualsiasi strumentalizzazione”, “pensiamo alle altrettante migliaia di bimbi vittime in Ucraina o deportati in Bielorussia e Russia. A quelli uccisi dai terroristi di Hamas il 7 ottobre. Alle vittime innocenti prese di mira nelle scuole cattoliche in Nigeria…Per questo potrebbe essere simbolico dare il Nobel non ai bimbi di una sola parte del mondo. Dall’Ucraina all’Africa, dalla Palestina a Israele, dovunque vengono uccisi è il segno del futuro che viene a mancare”, sottolinea.

Nel centrosinistra, la prima leader ad aderire qualche ora dopo Pier Luigi Bersani, è stata la segretaria dem Elly Schlein perché “nonostante la tregua” a Gaza “si continua a morire sotto le armi dell’esercito israeliano e i crimini di Netanyahu, ma pure di mancanza di cibo, acqua e medicine”. Dunque per “non far cadere il silenzio”. A stretto giro è stata seguita da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs. Il M5S fa sapere di essere in campo, anche se il presidente Giuseppe Conte non si è espresso in prima persona.

Fratoianni, che torna sul tema nell’edizione del giornale di oggi, auspica che la convergenza nella coalizione del centrosinistra “sia la più larga possibile”. E difende la scelta dei bambini di Gaza in quanto simbolo di fronte ad una tregua che dura da 300 giorni e che ha visto morire un bimbo al giorno. “Non c’è dubbio che ogni bambino, fosse anche uno solo, è una vittima insopportabile della guerra, della violenza, dello sterminio” ma, aggiunge Fratoianni, la scelta di Gaza è simbolica “perché parla di tutti i bambini vittime di guerra e con Gaza indica una punta dell’orrore che si è conficcata nella testa di chiunque abbia voluto vedere”. E poi, il Nobel ai bambini di Gaza, prosegue, “parla anche a una comunità internazionale che in questa vicenda ancora più che altrove, ha mostrato la sua debolezza, la sua ipocrisia di fronte alla violazione sistematica del diritto internazionale”.

Tanti gli amministratori locali che hanno aderito all’appello. Tra loro, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, delegata dell’Anci nazionale alla Pace, che invita “sindache e sindaci” a sostenere la candidatura dei bambini di Gaza per “trasformare un gesto simbolico in una grande voce collettiva delle città italiane”. Il Nobel ai bambini di Gaza, sostiene, “avrebbe una forza straordinaria” per il “riconoscimento del diritto di ogni bambino a vivere in pace, prima di ogni confine, appartenenza e ragione della guerra”. “Ci sono momenti nei quali i simboli servono a ricordare alla politica e alla comunità internazionale quale debba essere la prima responsabilità di tutti, proteggere la vita”, osserva.

Europei nuoto, Quadarella finale nei 1500, fuori la 4×100 sl

Roma, 13 ago. (askanews) – Mattinata tra luci e ombre per l’Italia agli Europei di Parigi caratterizzata dalla clamorosa eliminazione della 4×100 stile libero maschile: gli azzurri chiudono con l’11° tempo in 3:15.59 e restano fuori dalla finale. Qualificazioni in semifinali arrivate invece con margini ridotti per Carlos D’Ambrosio e Thomas Ceccon: D’Ambrosio entra in semifinale nei 200 stile libero nonostante il 17° tempo assoluto, beneficiando della regola dei due atleti per nazione, mentre Ceccon passa nei 50 dorso con il 14° crono. Nella stessa gara avanza anche Michele Lamberti. Semifinale conquistata inoltre da Anita Gastaldi nei 100 farfalla e da Lisa Angiolini e Anna Pirovano nei 200 rana. Bene Simona Quadarella che si qualifica in finale nei 1500 sl col migliore tempo delle batterie

Europei atletica, Eloisa Coiro in finale negli 800

Roma, 13 ago. (askanews) – Quarta giornata agli europei di atletica a Birmingham. Nei 400 metri, azzurre fuori dalla finale ma lasciano Birmingham con indicazioni incoraggianti in vista della staffetta. Alessandra Bonora, Alice Mangione e Anna Polinari sono state tutte protagoniste di semifinali di buon livello, pagando soprattutto la qualità elevatissima della concorrenza. Bonora ha chiuso quinta nella prima semifinale in 51″42. Nella seconda semifinale è stata Alice Mangione a terminare quinta in 51″47. Infine Anna Polinari ha chiuso quinta nella terza semifinale in 50″62. Le tre azzurre hanno mostrato competitività e soprattutto costituiscono una base importante per la staffetta 4×400, dove l’Italia può puntare su un gruppo giovane e di qualità.

La giornata italiana ha regalato comunque altre soddisfazioni. Eloisa Coiro ha conquistato la finale degli 800 metri, chiudendo terza nella semifinale vinta da Keely Hodgkinson davanti a Femke Bol. Nel salto in alto, Idea Pieroni e Asia Tavernini hanno centrato la qualificazione alla finale superando 1,91 Ottime notizie anche dai 3000 siepi: Osama Zoghlami, primo nella sua batteria in 8’34″52, si è qualificato alla finale insieme al fratello Ala Zoghlami e Yassin Bouih. Nei 200 metri, invece, Filippo Dezza ha impressionato vincendo la batteria in 20″59, mentre Eduardo Longobardi è passato con 20″91. Entrambi saranno in semifinale insieme a Fausto Desalu.

La Bce lancia l’allerta: in Italia frodi che usano il nome e il logo istituzionale

Roma, 13 ago. (askanews) – La Banca centrale europea ha diramato un avviso su truffe perpetrate in Italia utilizzando fraudolentemente il suo nome e il suo logo. L’istituzione mette a disposizione del pubblico un manuale di istruzioni proprio per difendersi da queste frodi.

“In Italia truffatori hanno impersonato il Sistema europeo di vigilanza finanziaria. Operano contattando le persone al telefono o via email, asserendo falsamente che devono pagare tasse o commissioni per coprire perdite sul trading online – recita un avviso della Bce -. Il sistema europeo di vigilanza finanziaria non richiede mai questi pagamenti”.

La Bce avverte: “Non rispondete a queste comunicazioni e riferitele immediatamente alle Forze dell’ordine locali”.

Contestualmente, in un manuale di istruzioni su come difendersi da queste frodi, la vigilanza bancaria della Bce spiega come “spesso dal pubblico vengono riferiti schemi di tentativi di truffe che utilizzano il nome e il logo Bce”, oppure di truffatori che “si fingono componenti del personale della stessa istituzione”. In altri casi “i criminali utilizzano numeri telefonici e indirizzi email che sembrano provenire dalla Bce”. Sulle frodi effettuate via email: “se qualcosa sembra strano da un messaggio di posta elettronica ricevuto, non cliccare su alcun link contenuto, né aprire alcuno degli allegati e non rispondere a nessun invito o campagna di adesioni”, dice la Bce.

“Se si ricevono telefonate non richieste da numeri che sembrano provenire dalla Bce (quindi che iniziano con +49 69 1344) o da indirizzi email che sembrano della Bce non fornire alcun dato personale o informazione finanziaria”, prosegue il vademecum.

Infine, “i truffatori possono tentare di effettuare frodi tramite finti profili social attribuiti a componenti del direttorio della Bce o tramite siti che sembrano dell’istituzione e che promuovono finti investimenti”. La Bce, come le altre istituzioni monetarie dell’eurosistema non effettua mai promozione di investimenti.

Sempre sul portale della Bce è disponibile un video esplicativo sulle frodi, mentre per quanto riguarda l’intelligenza artificiale l’istituzione rileva che viene attivamente utilizzata per creare siti Internet, telefonate fraudolente e video che sembrano provenire dalla Bce e che promuovono sempre finti schemi di investimento, dietro cui in realtà si nascondono frodi.

Sempre sul portale Internet della Bce è disponibile un una interfaccia di richiesta di verifica presso la stessa Bce che può essere effettuata in 24 diversi lingue utilizzate nell’Unione europea (https://form.ecb.europa.eu/services/rest/publicinformationrequest /?lang=en).

La Russia: il prossimo segretario dell’Onu dovrà soddisfare le nostre richieste

Roma, 13 ago. (askanews) – Il prossimo segretario generale dell’organizzazione delle Nazioni Unite dovrà soddisfare le richieste della Russia se non vorrà assistere al declino di tale organismo. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo, Sergej Ryabkov.

“Il nuovo segretario generale dovrà soddisfare le nostre richieste se non vorrà assistere alla scomparsa dell’Onu”, ha dichiarato Ryabkov ai giornalisti. A suo avviso, gli attuali dirigenti del Palazzo di Vetro comprendono perfettamente la natura delle richieste avanzate dalla Russia.

“In particolare, si tratta della predominanza dei cittadini dei Paesi occidentali negli organi direttivi dell’Onu, della mancanza di imparzialità e della politica dei doppi standard”, ha osservato il vice ministro.Ryabkov ha inoltre affermato di seguire le dichiarazioni di tutti i candidati alla carica di segretario generale dell’Onu e che “le promesse che fanno non sono sufficienti, servono azioni concrete”.

Tra i candidati alla carica di segretario generale dell’Onu figurano l’ex presidente cilena Michelle Bachelet; l’argentino Rafael Grossi, attuale direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea); la costaricana Rebeca Grynspan, segretaria generale della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad); l’ex presidente senegalese Macky Sall; l’ex ministra degli Esteri ecuadoriana Maria Fernanda Espinosa; l’ambasciatrice della Guyana presso l’Onu, Carolyn Rodrigues-Birkett.

L’attuale segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, concluderà il suo mandato il 31 dicembre 2026. Il nuovo segretario generale sarà eletto alla fine di quest’anno per un mandato di cinque anni, che inizierà il 1 gennaio 2027.

Migliaia di persone a Milano a Monte Stella per l’eclissi di Sole

Milano, 13 ago. (askanews) – Migliaia di persone a Milano hanno assistito allo spettacolo dell’eclissi di Sole da Monte Stella, cononosciuto anche come montagnetta di San Siro. Già dalle 18 in tanti hanno preso posto sull’altura, poi man mano che passavano i minuti tutta la “vetta” è stata presa d’assalto dai milanesi, uno spettacolo magico, rovinato all’ultimo da una nuvola che ha coperto il fenomeno. Le voci dei milanesi.

“Bella, molto bella finché è durata, poi è arrivata la nuvoletta di Fantozzi, però alla fine dai è stata ci ha graziati con un piccolo momento di anello solare, quindi bello”.

“Un’eclissi incompiuta però bella lo stesso, emozionante, un po’ surreale, come un film apocalittico, bellissimo”.

È stato super emozionante, prima perché eravamo tantissimi, tutti emozionati e abbiamo applaudito anche se non l’abbiamo vista fino in fondo perché arrivato un nuvolone. E poi c’è un momento in cui sembrava che sbucasse dalle nuvole e quindi ci è arrivata la speranza. sembravamo tanti bambini, è stato bellissimo”. “Purtroppo c’è stata la delusione di quest’ultima nuvola che ha coperto l’eclissi”.

“Eh, è successo che dopo tanta attesa… Questo è il risultato dell’eclissi. Quindi lo spettacolo rovinato… Un pochino, fino a metà ancora ancora, poi dopo in effetti è svanita tutta la magia”.

Influencer compra scimmietta a Sharm el-Sheikh: "Rischio emulazione"

Roma, 13 ago. (askanews) – C’è un “serio rischio emulazione” dopo che un cucciolo di primate acquistato a Sharm el-Sheikh è stato mostrato sui social con un biberon e con indosso un vestitino rosa da una nota influencer. La denuncia è di Unione Italiana dei Giardini Zoologici e degli Acquari UIZA, dopo che qualche giorno fa Rita de Crescenzo ha pubblicato un video raccontando di aver portato in Italia una scimmietta di pochi mesi.

“L’animale – avverte Cesare Avesani Zaborra, presidente UIZA – potrebbe essere un giovane Chlorocebus pygerythrus, cercopiteco incluso nell’Appendice II della CITES: acquisto e movimentazione sono soggetti alla normativa internazionale e la provenienza legale dell’esemplare deve poter essere documentata. A questo si aggiunge il serio rischio di emulazione legato alla diffusione sui social network, che può alimentare pratiche capaci di sottrarre esemplari di fauna selvatica ai propri ecosistemi, per destinarli all’ambiente domestico”.

Dietro il commercio illegale di un piccolo esemplare selvatico infatti, può esserci una filiera che inizia con il bracconaggio e il prelievo in natura, spiegano da UIZA.

“Un animale sottratto al proprio ambiente e separato dalla madre – prosegue Avesani Zaborra – può essere venduto a scopo di profitto, per essere poi detenuto in contesti del tutto inadeguati alle esigenze biologiche, comportamentali e sociali della specie. Nel caso che sta circolando sui social, spetta alle autorità competenti accertare la provenienza dell’esemplare e la regolarità della sua acquisizione. Ma il traffico illegale di fauna selvatica resta un fenomeno globale”.

Secondo il World Wildlife Crime Report 2024 dell’UNODC, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, tra il 2015 e il 2021 ha coinvolto circa 4.000 specie animali e vegetali, con sequestri registrati in 162 Paesi e territori. “Un fenomeno che, anziché diminuire negli ultimi decenni, ha semplicemente cambiato obiettivi. Se i grandi mammiferi, come elefanti e rinoceronti, stanno giovandosi di una maggiore protezione e di controlli sempre più serrati, altre specie, a iniziare dal pangolino, stanno subendo attenzioni particolari da parte del mercato illegale di animali vivi”.

A preoccupare UIZA è anche l’effetto moltiplicatore dei social, dove la rappresentazione di animali selvatici come animali da compagnia può favorire fenomeni di emulazione. “La diffusione sui social di immagini di fauna selvatica all’interno di appartamenti, filmata e messa online come fosse un simpatico animale da compagnia, rappresenta una sponda preoccupante. L’emozione suscitata da alcune immagini può produrre fenomeni di emulazione, propagandando un illecito e trascurando totalmente i fondamentali del benessere animale. Una piccola scimmia, un pulcino di rapace, un neonato mammifero necessitano di cure specialistiche e personale qualificato”.

Dal 1992, con l’applicazione della CITES, i giardini zoologici italiani mettono a disposizione delle autorità competenze e strutture per la gestione degli animali sequestrati e confiscati. Nel solo 2025 sono stati circa 100 gli esemplari affidati dalle autorità competenti ai giardini zoologici italiani della rete UIZA, composta da 19 strutture, a seguito di sequestri. “Lo sforzo dei moderni giardini zoologici non si limita a garantire la migliore qualità della vita possibile agli esemplari confiscati. Quando non vi sono le condizioni per poterli immediatamente rilasciare in natura, possono essere inseriti in progetti di riproduzione e, allo stesso tempo, diventare ambasciatori verso il pubblico, anche per sensibilizzare sulle conseguenze di acquisti incauti di specie rare da parte di turisti o di persone inconsapevoli delle implicazioni che questi comportano”.

Energia, Terna: a luglio record consumi elettricità per il caldo: +8,3%

Roma, 13 ago. (askanews) – A luglio la domanda di energia elettrica in Italia ha raggiunto il dato mensile più alto di sempre: 32,5 TWh, in crescita dell’8,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Il risultato è stato sostenuto da temperature eccezionalmente elevate, che hanno contribuito anche al raggiungimento del picco annuale della domanda, pari a circa 58 GW il 15 luglio (+4,5% rispetto al picco del 2025). È quanto emerge dai dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale.

Corretto dagli effetti di temperatura e calendario, il dato segna un aumento del 5,1%.

In termini congiunturali, la richiesta elettrica destagionalizzata e corretta per gli effetti di calendario e temperatura registra un incremento dell’1,6%. Il dato conferma il terzo mese consecutivo di crescita e riporta il trend, per la prima volta, sui livelli precedenti la crisi energetica del 2022.

Si conferma l’andamento positivo dei consumi industriali. Secondo le elaborazioni di Terna sull’indice Imcei, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, a luglio il dato è in aumento del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel periodo gennaio-luglio 2026 l’indice evidenzia una crescita del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Prosegue, inoltre, la crescita della produzione fotovoltaica (6,7 TWh, +20,6% rispetto a luglio 2025), principalmente guidata dall’aumento della capacità installata: +3.791 MW da gennaio a luglio 2026, +6.874 MW rispetto a luglio 2025. Complessivamente, le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,5% del fabbisogno.

Da gennaio a luglio fabbisogno in aumento del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Bce: il contante è il mezzo di pagamento più accettato nei negozi dell’eurozona

Roma, 13 ago. (askanews) – L’accettazione del contante è rimbalzata nell’area euro dopo i cali causati da lockdown e restrizioni ad attività e spostamenti, imposti dai governi negli anni della “pandemia” di Covid, e oggi resta di gran lunga il mezzo di pagamento più ammesso nei punti vendita, ma intanto ha mostrato una impennata l’accettazione di pagamenti con dispositivi mobili. È la fotografia scattata da una indagine effettuata dal Bce.

Secondo la rilevazione, il 92% delle imprese che vendono beni o servizi in esercizi commerciali fisici, tra cui anche ristoranti, caffè, hotel e attività varie di intrattenimento accettano il contante. Nel 2024 questo stesso indicatore era di 2 punti percentuali più basso, al 90% e la ripresa “suggerisce che l’accettazione dei contanti sia rimbalzata dopo il calo osservato” negli anni del Covid, dice la Bce con un comunicato.

L’accettazione di carte di pagamento è rimasta sostanzialmente stabile aall’88% tra 2024 e 2026, mentre l’accettazione di pagamenti con sistemi nobili è balzata dal 36% al 68%.

Inoltre una impresa su quattro (il 25%) riporta di aver adottato passi per promuovere i pagamenti digitali, tra cui pagamenti senza contanti e/o riducendo il numero di casse che accettano contanti. Il 13% di imprese hanno introdotto casse automatiche.

Sulle decisioni dei metodi di pagamento accettati, solitamente le imprese citano quali maggiori fattori presi in considerazione le preferenze dei consumatori, la sicurezza e la semplicità. Le aziende, poi, citano privacy e affidabilità quali maggiori vantaggi nell’accettazione del contanti rispetto ai pagamenti digitali.

L’inchiesta, precisa la Bce, ha coinvolto 8.205 imprese in tutti e 21 i paesi dell’area euro, le interviste sono state effettuate tra febbraio e aprile.

Ferragosto con il caldo, da lunedì svolta temporalesca

Roma, 13 ago. (askanews) – Il caldo intenso delle ultime settimane durerà fino a Ferragosto, dopodiché è prevista una svolta a livello emisferico che favorirà l’arrivo di una prima perturbazione temporalesca sull’Italia.

Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che le roventi masse d’aria subtropicali provenienti direttamente dal Nord Africa continueranno a dominare la scena sul bacino del Mediterraneo anche nei prossimi giorni. Tra giovedì e venerdì il sole sarà il protagonista indiscusso su gran parte del Paese, con l’unica eccezione dei classici acquazzoni pomeridiani relegati prevalentemente ai rilievi montuosi. Un copione pressoché identico caratterizzerà la giornata di Ferragosto: l’anticiclone nordafricano manterrà saldamente il controllo, garantendo tempo soleggiato e temperature elevate, con valori intorno ai 35-36°C nelle principali città del Centro-Nord e delle due Isole Maggiori.

La vera svolta atmosferica è attesa a partire da domenica 16 agosto. Un ciclone in formazione sul Nord Europa comincerà a pilotare verso il Mediterraneo una prima perturbazione. Lo scontro tra masse d’aria diametralmente opposte scatenerà lo sviluppo di rovesci temporaleschi inizialmente su Alpi e Prealpi, per poi estendersi rapidamente alle adiacenti pianure di Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna. Fenomeni intensi sono previsti anche in Liguria e lungo la fascia costiera della Toscana. Data la notevole quantità di energia potenziale in gioco, non si escludono manifestazioni di forte intensità accompagnate da improvvisi colpi di vento e locali grandinate. Il tutto sarà accompagnato da un primo calo delle temperature. Questo peggioramento segnerà l’inizio di una nuova fase atmosferica. Nel corso della settimana successiva si aprirà infatti un periodo decisamente più movimentato e dinamico, caratterizzato dal transito a più riprese di nuovi fronti temporaleschi sull’Italia. L’elemento di maggior criticità risiede proprio nell’enorme serbatoio energetico accumulato finora: la combinazione tra le elevate temperature dell’aria e un Mar Mediterraneo con temperature superficiali eccezionalmente alte, fino a 30°C, fornirà il carburante necessario per la genesi di eventi meteo potenzialmente estremi.

NEL DETTAGLIO Giovedì 13. Al Nord: sole e caldo, meno temporali sulle Alpi. Al Centro: sole e caldo, rari rovesci sui monti. Al Sud: locali temporali in Campania, Calabria e Sicilia e Sardegna interna.

Venerdì 14. Al Nord: sole e caldo, temporali sulle Alpi occidentali specie di confine. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: soleggiato, locali acquazzoni sui monti.

Sabato 15. Al Nord: sole e caldo, temporali pomeridiani sulle Alpi centro occidentali. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: temporali sui rilievi, intensi in Sardegna.

Tendenza: Domenica arriva una perturbazione al Nordovest, in estensione al resto del Paese nella prossima settimana.

Takaichi protesta per la visita di Putin nell’isola contesa delle Curili

Roma, 13 ago. (askanews) – La premier giapponese Sanae Takaichi ha presentato una “forte protesta” contro la visita del presidente russo Vladimir Putin all’isola di Iturup, rivendicata da Tokyo nell’ambito della disputa sui Territori del nord.

Takaichi ha ricordato che, dopo l’annuncio di Putin nel gennaio 2024 dell’intenzione di visitare i territori contesi, il governo giapponese aveva ripetutamente chiesto a Mosca di evitare una simile iniziativa. La visita del presidente russo, ha affermato, è “incompatibile con la posizione coerente del Giappone sui Territori del nord” ed è “assolutamente inaccettabile”.

Hamas sceglie le urne. Svolta politica o manovra tattica?

Una notizia che cambia lo scenario

Hamas parteciperà alle elezioni per il Consiglio legislativo palestinese fissate per il prossimo 28 novembre. L’annuncio di Husam Badran, membro dell’ufficio politico del movimento, introduce un elemento nuovo in uno scenario palestinese segnato da vent’anni di paralisi istituzionale e, soprattutto, dalla tragedia della guerra.

Non si tratta di un passaggio secondario. Le ultime elezioni legislative risalgono infatti al 2006 e furono vinte proprio da Hamas. Seguì lo scontro con Fatah e, nel 2007, la presa del controllo di Gaza da parte del movimento islamista. Da allora la frattura politica e territoriale palestinese non è stata più ricomposta.

 

La ricerca di una coalizione

Badran ha annunciato che Hamas intende presentarsi «nell’ambito della più ampia alleanza nazionale possibile». Il movimento starebbe già lavorando con le altre fazioni alla costruzione di un blocco elettorale capace di rappresentare diverse componenti della società palestinese.

È forse questo il dato politicamente più significativo. Hamas non annuncia semplicemente la propria candidatura: cerca una cornice unitaria e sembra voler trasferire sul terreno politico la competizione per la leadership palestinese.

Le elezioni, del resto, rappresenterebbero il primo voto legislativo palestinese dal gennaio 2006. Il decreto di Mahmoud Abbas chiama alle urne gli elettori di Gerusalemme Est, Cisgiordania e Gaza. Resta naturalmente da capire come il voto possa svolgersi concretamente, soprattutto nella Striscia devastata dalla guerra infinita.

La domanda decisiva: svolta o metamorfosi?

È qui che la notizia si materializza in un doppio significato. La prima interpretazione, quella più importante se trovasse conferma, è che Hamas abbia preso atto del fallimento della scelta militare e cerchi adesso una legittimazione attraverso le pubbliche elezioni. Sarebbe un cambiamento di enorme portata: dalla logica delle armi alla competizione politica, dalla forza al consenso.

Ma esiste anche l’interpretazione opposta. La partecipazione elettorale potrebbe essere una metamorfosi tattica: ricostruire attraverso le urne quella forza che la guerra ha duramente colpito, recuperare legittimità interna e in particolare internazionale così da ripresentarsi come soggetto politico senza aver realmente abbandonato la precedente strategia.

Il precedente del 2006 impone prudenza: Hamas partecipò alle elezioni, le vinse, ma ciò non determinò la sua trasformazione in una normale forza democratica.

La prova viene dopo il voto

Per questo l’annuncio di Badran è importante, ma, alla fine, senza alcune significato. La vera svolta arriverebbe con il riconoscimento delle regole democratiche, con la presenza del pluralismo all’interno delle istituzioni palestinesi e, soprattutto, con la rinuncia alla violenza come strumento della lotta politica.

Solo allora si potrebbe parlare di una Hamas diversa, rivoluzionata. Fino a quel momento resterà aperto l’interrogativo: le urne al posto delle armi, oppure le urne come nuova veste di una strategia che non è cambiata?

La democrazia ha ancora bisogno dei valori cristiani?

Una questione troppo trascurata

Ritorno su un tema che mi sta a cuore e sul quale ho buttato giù un mio primo appunto su questo quotidiano online solo pochi giorni fa: i riflessi e le ripercussioni dei valori cristiani sulla società civile e sulla democrazia politica.

Devo aggiungere che, su questo argomento, noto con molto dispiacere un generale disinteresse (anche se ieri sul Corriere della Sera è uscito un interessante editoriale di Galli della Loggia). Mentre ai giorni nostri andrebbe approfondito anche in vista del dialogo fra religioni che si va aprendo con le forti ondate migratorie dietro l’angolo. Ma soprattutto sarebbe da alimentare sul versante laico, storico-filosofico e politico-democratico, ai fini di una migliore convivenza civile e geopolitica, che ci spinga a eliminare le guerre, alla pace, all’incontro tra diversi e all’amicizia tra i popoli.

Registro invece che questa presenza sottotraccia, ma diffusa, dei valori cristiani viene sottovalutata con molta disinvoltura dal tardo razionalismo positivista, ancora vivo e vegeto, e da coloro che scommettono solo e soltanto sulla ragione, anche sul versante della democrazia.

Ma andiamo avanti.

 

Le tre realtà del cambiamento depoca

1) Non sono solo a credere che, nella società “postmoderna”, “liquida” e in quella “del rischio” dentro cui viviamo – clima, geopolitica sempre più determinante, debolezza europea, guerre, disuguaglianze, povertà e migrazioni, crisi demografiche, robotica e classe operaia, ecc. –, ormai nelle mani di una “IA” che, secondo Papa Prevost, costruisce solo menzogne e distrugge la verità, gli esiti di queste serissime novità siano ancora totalmente sconosciuti.

2) E non sono solo a registrare che una società ormai disintermediata, con un ceto medio in discesa libera, con i corpi intermedi sempre più deboli, con una politica-spettacolo e “del pubblico” ormai dilagante, ma tutta partecipata “da remoto”, con una post-democrazia del 50% e con i suoi partiti ridotti ad associazioni private e separate, in mano a solitari leader che si giocano tutto sulla «simpatia, fotogenia, e niente di più» – come dice Massimo Cacciari – e che comunicano solo con i social personali, abbia già profondamente compromesso la democrazia rappresentativa che abbiamo conosciuto per lunghissimi anni. E ci spinga, forse, a inventare al più presto nuove modalità partecipative e di presenza.

3) Continuo infine a supporre, con parecchia preoccupazione, che in questi strutturali “cambiamenti d’epoca”, soprattutto di natura antropologica e culturale, siano entrati in crisi i rapporti umani e sociali ispirati a quei valori cristiani che troviamo immersi sin dentro le nostre Costituzioni liberali, socialdemocratiche e cattolico-democratiche, a partire dal welfare e dalla difesa dell’uguaglianza.

Una crisi causata da un esasperato e ricercato individualismo solitario, in piena espansione, e dall’esplosione totale di quel marcusiano “Uomo a una dimensione” che noi abbiamo sempre preso sottogamba. Crisi incontrollate e forse irreversibili, dunque, in attesa di essere gestite da una serie di algoritmi centralizzati nelle mani di pochissimi e ricchi marinai che hanno già gettato le loro “Reti” per accalappiarci.

 

Un confronto che dovrebbe coinvolgere tutti

Proprio per queste preoccupanti sfide e per questi “cambiamenti d’epoca”, credenti e non credenti, cosiddette destre, sinistre e centri politici di tutte le idee e ideologie, sovranisti ottocenteschi e autonomisti padani, neorazzisti con forme nascoste di schiavismo, assieme ai paurosi delle “sostituzioni etniche”, dovrebbero, da un punto di vista secolare, valutare tutti insieme i riflessi sociali, culturali e democratici dei valori di base del cristianesimo che ci siamo trascinati dietro per duemila anni e che si stanno smarrendo.

Occorrerebbe soprattutto che il dibattito fosse alimentato da filosofi politici, politologi e teologi, studiosi di storia delle religioni, specialisti laici della Dottrina sociale della Chiesa, più che da opinionisti. E anche da quanti – ripeto – pur non credenti hanno scommesso e continuano a scommettere sul peso e sui riflessi laici, sociali, culturali e democratici dei valori portanti del cristianesimo.

 

La domanda al cuore del problema

Arrivo al nocciolo. E, da un’angolazione totalmente laica, faccio proseguire il mio precedente appunto del primo agosto scorso, ponendo tuttavia il suo titolo sotto forma di domanda: la democrazia che ci aspetta ha ancora bisogno dei valori cristiani?

Nel capitolo ottavo della Lettera enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale Fratelli tutti, firmata da Papa Francesco ad Assisi il 3 ottobre del 2020, al paragrafo 275 troviamo scritto: «Va riconosciuto come tra le più importanti cause della crisi del mondo moderno vi siano una coscienza umana anestetizzata e l’allontanamento dai valori religiosi, nonché il predominio dell’individualismo…».

E nel paragrafo 91 della più recente Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV troviamo il seguente passaggio: «Mi accompagna la convinzione che il modo concreto di vivere i rapporti sociali alla luce del Vangelo non sia stabilito una volta per sempre, ma resti un compito affidato di generazione in generazione alla comunità cristiana».

Due preoccupazioni, sotto forma di avvertimenti, che meriterebbero un sicuro seguito.

 

Da Croce e Bobbio alla crisi delluomo comunitario

Mettiamo da parte il Benedetto Croce agnostico, con il suo spassionato amore per la storia che si vive ma, nello stesso tempo e paradossalmente, con la sua alta attenzione verso i valori cristiani. Affianchiamolo a Norberto Bobbio e a quanti altri studiosi hanno valutato, da non credenti, questi valori cristiani come un patrimonio da tutelare e da tenere a fondamento della vita civile e democratica.

C’è un fatto però che accomuna questi due emeriti studiosi italiani, a uno storico, sociologo ed antropologo francese del nostri giorni: Emmanuel Todd. Si dichiara allo stesso modo  non credente, ma nel suo buon saggio di appena due anni fa ,”La sconfitta dell’Occidente” , si sofferma lungamente – anche lui come i due Papi – sui rischi  già in pieno svolgimento, dell’allontanamento della nostra società dai valori religiosi, sull’inarrestabile crisi delle diverse forme di religiosità del passato e sulla scomparsa dei sentimenti religiosi comunitari.

Al loro posto vede emergere l’individualismo appartato e solitario dei nostri giorni.

Vannacci guarda indietro, ma il vuoto politico è davanti a noi

Una proposta politica che guarda al passato

Il buongiorno si vede dal mattino. E non è un caso. Infatti, leggere solo l’incipit del programma politico di Vannacci è bastato a rovinarmi la giornata.

Non che questo signore meriti tanta attenzione, però è anche vero che sono proprio quelli più sciocchi ad avere maggior credito. E Vannacci è furbo, perché vuole costruire il suo potere politico facendo leva proprio su quella parte di popolazione italiana che non legge, non è molto istruita e non ha un pensiero critico, ma è disponibile a seguire ciecamente idoli di un passato che non esiste più e che andrebbe ricordato solo per non ripetere gli stessi tragici errori.

 

Militari, identità e tradizione romana”

Ma, cos’è che mi dà fastidio di Vannacci? Primo: è un ex militare che sta cercando di candidare altri militari. E la storia ci ha mostrato cosa significa avere militari al governo, ce lo hanno insegnato soprattutto i regimi militari in America Latina, e in Africa. Secondo: le sue idee. Il partito da lui si definisce “un movimento radicato nella tradizione romana e cristiana” che si propone come forza di “destra patriottica e identitaria”.

Faccio fatica a considerare la “tradizione romana”…: sarebbe quella descritta dal libro di De Giorgio “La tradizione romana”, appunto? Ossia qualcosa che risale all’antica Roma e poi, passando per Dante, si proietta nel periodo fascista? Ma il “fascismo” di De Giorgio non coincide affatto con il regime storico: è un fascismo spirituale, iniziatico e metafisico, e l’autore giudicava quello reale, in cui è vissuto, come un’occasione mancata, incapace di comprendere appieno la vera tradizione romana. Onestamente non credo che Vannacci arrivi ad afferrare certe “finezze” filosofiche dell’autore che conobbe il filosofo francese convertito all’Islam Rene Guénon e il filosofo italiano Julius Evola e con i quali coltivò una feconda corrispondenza.

 

Cristianesimo, donne e ritorno del patriarcato

Il suo partito parla di “tradizione cristiana”. Quale: quella che appoggiava il colonialismo e lo schiavismo e benediceva i soldati che andavano a combattere per l’impero italiano, di triste memoria? No, grazie. Fortunatamente, lefebvriani a parte, questa tradizione è stata inghiottita dal Concilio Vaticano II e dall’idea pratica di una Chiesa inclusiva, che accoglie tutti e non fa discriminazioni – anche se con la questione femminile si deve ancora lavorare un po’; e sinceramente ho i miei dubbi che questa cristianità, e parlo dei credenti autentici, voglia appoggiare simili ideologie, che non guardano al futuro, ma riportano l’Italia e il mondo indietro ai secoli bui dell’umanità.

Ma quello che più mi inquieta di quest’uomo è il suo negazionismo rispetto al reato di femminicidio, un reato che è tale, finalmente riconosciuto tale, perché chi viene uccisa è una donna in quanto donna. Non abbiamo bisogno di uno o più Vannacci che mettano ancora una volta in questione il diritto delle donne a vivere una vita in sicurezza, da persone umane, senza dover essere protette dal padre o dal marito di turno i “maschi forti, capaci di dominare emozioni e passioni, proteggere le donne” e quant’altro.

Non ne abbiamo bisogno per rilanciare un fantomatico “patriarcato mediterraneo” magari sullo stile di quello della Spagna franchista, che aveva creato il Patronado de proteccion de mujeres (Patronato per la protezione delle donne) e usufruendo, ahimè, della collaborazione della chiesa di regime, rieducò, attraverso la reclusione coatta, migliaia di donne considerate ribelli o di dubbia reputazione. Veramente abbiamo bisogno, nel XXI secolo, di ritornare all’età della pietra? Forse vogliamo realizzare ciò che Margaret Atwood descrive nel suo noto “Il racconto dell’ancella”? Altro che futuro distopico!

 

Il vero interrogativo riguarda sinistra e centro

A questo punto mi domando: cosa intende fare la sinistra italiana, o anche il centro, di fronte a questa ventata di “rinnovamento” proposta dal partito vannacciano che ha buone prospettive di raggiungere e superare persino la Lega? Dove sono le “femministe” di sinistra ormai radical scic, che si inchinano di fronte al dilagare dei burqua e agli usi e costumi islamici che mortificano la donna, nel nome di una inclusione culturale che non esiste, perchè a senso unico? Quando vogliamo prendere sul serio le necessità delle famiglie, degli operai, dei giovani, e smetterla di portare avanti battaglie ideologiche vuote e che “svuotano” l’elettorato perché non si sente più ascoltato? Cosa offre agli elettori la sinistra italiana?

Divisione, incoerenza, incapacità di dare risposte efficaci alla precarietà del lavoro, ai salari bassi, alla sicurezza, all’immigrazione di massa che non è risorsa per il paese. Facile dare sempre la colpa a chi sta al governo, quando alcune riforme, come quella del salario minimo, la stessa sinistra non l’ha realizzata. E allora guardate, pensate seriamente a quelli che come me, e siamo tanti, non hanno il coraggio di svoltare a destra, ma neppure di votare a sinistra.

Senza democrazia nei partiti a indebolirsi è la democrazia nel suo complesso

La democrazia nei partiti

Uno degli elementi decisivi e qualificanti per certificare che un partito è realmente democratico è quello di verificare come quel partito pratica la democrazia al suo interno. Era, questo, uno dei cavalli di battaglia della sinistra democristiana, in particolare della sinistra sociale di Forze Nuove che faceva capo a Carlo Donat-Cattin. Perchè si tratta di un dato quasi oggettivo. E cioè, non è sufficiente predicare e praticare, giustamente, la “democrazia dei partiti”. Di pari passo va, soprattutto, declinata quotidianamente la “democrazia nei partiti”. Perchè è su questo fronte che si gioca non solo la credibilità dei partiti ma, sopratutto, la qualità della nostra democrazia. Anche perchè è di tutta evidenza che non c’è democrazia senza la presenza attiva dei partiti politici. Partiti organizzati e radicati nella società. Ma è altrettanto indubbio che senza una vera, autentica e trasparente democrazia all’interno dei partiti la democrazia stessa è destinata a restare monca e molto, molto limitata e parziale. E questa democrazia interna la si misura in due modi fondamentali e decisivi. E cioè, come e se vengono rispettate le minoranze all’interno dei partiti e, in secondo luogo, come i partiti medesimi costruiscono concretamente il progetto politico.

 

Il limite dei partiti personali

Certo, la democrazia nei partiti non è affatto compatibile con “i partiti personali”, con “i partiti del capo” o con i “partiti proprietari”. Perchè, molto semplicemente, quando i partiti sono personali tutto è tollerato tranne un tassello: quello di mettere in discussione ciò che dice il capo stesso. È persin inutile fare l’elenco di questi partiti nel nostro paese perché si correrebbe il serio ischio di citarli quasi tutti.

 

La lezione della cultura cattolico-popolare

Ora, e al di là della concreta ed attuale organizzazione dei partiti nel nostro paese, credo che resta di una straordinaria attualità l’antica riflessione della miglior tradizione e cultura cattolico popolare e cattolico sociale quando diceva, sostanzialmente, che “per capire cosa pensa un partito della riforma delle istituzioni nel suo paese è appena sufficiente verificare come quel partito coltiva la democrazia al suo interno”. Una riflessione difficilmente contestabile per la semplice ragione che non puoi abolire quasi per decreto la democrazia nel partito e poi pensare di praticarla organicamente nella costruzione dell’assetto istituzionale. È una osservazione talmente banale che non merita neanche di essere commentata o approfondita. Ed è proprio sulla base di questa osservazione che emergono le molteplici contraddizioni di vari partiti personali quando lanciano strali contro altri partiti – anch’essi di natura personale o proprietaria o del capo – di sfregiare la Costituzione, di manomettere le istituzioni e di violare gli stessi principi e valori democratici, liberali e costituzionali. Accuse prive di qualunque senso perchè si tratta di partiti, appunto, prevalentemente accomunati dal rinnegamento sistematico delle più elementari regole democratiche.

 

Se entrano in crisi i partiti, entra in crisi la democrazia

Ecco perchè, e al di là di ogni polemica preconcetta o pregiudiziale politica ed ideologica, il rispetto dei principi democratici basilari parte quasi sempre dalla militanza o dalla partecipazione attiva negli strumenti tradizionali della organizzazione politica, cioè i partiti. Perchè se si dovesse consolidare definitivamente e, forse, irreversibilmente la deriva personale ed oligarchica dei partiti, sarebbe l’intera democrazia italiana ad entrare in crisi. E, di conseguenza, anche e soprattutto le istituzioni democratiche.

Eclissi di Sole sull’Europa, in Italia al Nord supera il 90%

Roma, 12 ago. (askanews) – Un’eclissi di Sole sta attraversando oggi l’Europa, con uno spettacolo particolarmente suggestivo al tramonto. Il fenomeno è totale lungo una stretta fascia che, dopo aver interessato la Groenlandia e l’Islanda, attraversa l’Atlantico per raggiungere la Spagna settentrionale e una piccola parte del Portogallo. Nel resto del continente, Italia compresa, l’eclissi è parziale, con percentuali di oscuramento molto diverse a seconda della latitudine.

In Italia lo spettacolo è nettamente più marcato al Nord. L’eclissi è iniziata tra le 19.24 e le 19.33 e raggiunge il massimo poco dopo le 20 nelle regioni settentrionali. A Genova il disco solare viene coperto per il 93,60%, con il massimo alle 20.22; a Torino per il 93,34% alle 20.21; a Bologna per il 92,66% alle 20.21; a Milano per il 92,32% alle 20.20 e a Venezia per il 91,27% alle 20.19. Nel capoluogo lombardo migliaia di persone si sono radunate al monte Stella, il punto più alto della città, per asssitere allo spettacolo astronomico.

Scendendo verso il Centro e il Sud la percentuale diminuisce rapidamente. A Roma l’eclissi è iniziata alle 19.32 e raggiunge il massimo alle 20.11, con il 69,12% del Sole oscurato. Sulla capitale, tuttavia, permane una cappa di nuvole. A Napoli l’inizio è alle 19.33, il massimo alle 20.02 e la copertura arriva al 45,84%. In molte località italiane il fenomeno non può essere seguito fino alla conclusione astronomica dell’eclissi perché è il tramonto a interrompere l’osservazione: il Sole scompare dall’orizzonte intorno alle 20.14 a Roma, alle 20.05 a Napoli, alle 20.35 a Milano e alle 20.40 a Torino.

Ancora più profonda l’eclissi in gran parte dell’Europa occidentale. A Parigi il massimo è previsto alle 20.17, con il 92,09% del disco solare coperto, mentre nel sud-ovest della Francia si sale al 97,55% a Bordeaux e al 97,83% a Tolosa. A Bruxelles il massimo arriva alle 20.13 con l’89,51%, ad Amsterdam alle 20.10 con l’88,22%, mentre Berlino raggiunge l’84,86% alle 20.08.

Nelle isole britanniche gli orari sono anticipati di un’ora rispetto all’Italia. Londra raggiunge il massimo alle 19.13 ora locale, con il 91,38% del Sole oscurato. In Irlanda la copertura è ancora maggiore: Dublino arriva al 93,99% alle 19.10, mentre a Cork si supera il 96%.

Il vero centro dello spettacolo è però lungo la fascia della totalità. A Reykjavik la Luna ha coperto completamente il Sole intorno alle 17.48 GMT (18.48 in Italia), con circa un minuto di buio totale. La durata massima dell’eclissi totale, sull’Atlantico a ovest dell’Islanda, supera di poco i due minuti.

La totalità raggiunge poi la Spagna in serata, con il Sole ormai molto basso sull’orizzonte. A A Corunha il massimo è alle 20.28 e la totalità dura circa un minuto e 17 secondi; a Bilbao alle 20.27, per circa 31 secondi; a Saragozza alle 20.29 per un minuto e 24 secondi; a Valencia alle 20.33 per circa un minuto e a Palma di Maiorca alle 20.31 per un minuto e 36 secondi. Madrid resta praticamente sul limite: nel centro della capitale l’oscuramento arriva al 99,97%, senza raggiungere la piena totalità.

Anche il Portogallo viene sfiorato dal cono d’ombra: nell’estremo nord-est, nell’area di Bragança, è visibile per pochi istanti l’eclissi totale intorno alle 19.30 ora locale. Lisbona resta invece fuori dalla fascia, con un’eclissi parziale di circa il 94,5% e il massimo alle 19.36.

Le percentuali indicano la porzione della superficie apparente del disco solare nascosta dalla Luna nel momento di massima eclissi. Per tutta la fase parziale è indispensabile osservare il fenomeno soltanto con occhiali specifici per eclissi o filtri solari adeguati: guardare direttamente il Sole, anche quando ne rimane visibile soltanto una piccola falce, può provocare danni agli occhi.

C.sinistra, non solo dualismo Pd-M5s, centro si muove. Ma Bettini: no a "terzo uomo"

Roma, 12 ago. (askanews) – C’è un certo fermento nel centro del centrosinistra e anche nel centro fuori dal centrosinistra. Un fermento che, in qualche modo, aspira a rompere il dualismo Pd-M5s, spostando l’attenzione dalla corsa a due per la leadership del campo largo – da un lato Elly Schlein e dall’altro Giuseppe Conte – che ha già incontrato, nei giorni scorsi, una aperta manifestazione di disagio da parte di Avs e della galassia centrista di stanza nel campo progressista.

Nell’area riformista gli attori, come è noto, sono molti e i percorsi diversi, ma tutti sono consapevoli che, fatti due conti, la partita dell’alternativa al centrodestra non si giocherà solo tra teste di serie. Non a caso, Matteo Renzi definisce il duello tra Schlein e Conte “puro posizionamento”. La partita è più grande e anche più difficile. Lo sa il leader di Italia Viva che da qualche mese va ripetendo che Pd, M5s e Avs “senza di noi perdono”, “le tre liste insieme fanno il 38%. Non basta per vincere – ha ricordato oggi sul Corriere della Sera -. Serviamo noi, anche noi: le firme e le risorse di Italia Viva sono pronte per un progetto riformista capace di prendere voti anche dall’altra parte”. Voti utili perchè Giorgia Meloni non si prenda “altri cinque anni di Palazzo Chigi e soprattutto sette anni di Quirinale”. Se il caso dovesse essere questo, aggiunge l’ex premier, “il popolo del centrosinistra non perdonerà chi avrà messo veti e fatto perdere la coalizione”.

E poi c’è la questione Silvia Salis. I riformisti contano di convincere la sindaca di Genova ad esserne la frontwoman? La risposta di Renzi è nitida: “E’ il nome più forte per guidare questa scommessa, perchè somma al nostro voto organizzato una sua forza personale rilevante”, dice. E’ un’investitura, un passo in più a quanto detto finora? Dalle parti di Italia Viva si spiega che la posizione è sempre stata questa, che quello di Salis è un nome forte ma non l’unico. Insomma, come avverte Renzi nella stessa intervista, “la sindaca Salis deve essere aiutata, non strattonata”. Quindi, calma. Ma l’idea circola e si rinforza e Vincenzo Spadafora, fondatore di Primavera, una di quelle realtà interessate a lavorare con Casa riformista, interpellato da Askanews spiega: “Credo anche io che Silvia Salis sia il nome più forte e credibile del centro sinistra e dovremmo tutti auspicare in un suo impegno per battere le destre e ridare una speranza al Paese”.

E poi c’è Carlo Calenda che disegna uno spazio ancora diverso per l’area riformista, stavolta all’interno della prospettiva del “pareggio” alle Politiche. E anche questo spezza il dualismo e, nei sogni calendiani, il bipolarismo. Azione immagina uno spazio per realizzare alcuni obiettivi come la costruzione di una difesa comune europea. Per questo, almeno sulla carta, spiega il leader di Azione in un’intervista, “i miei interlocutori naturali sono il Partito democratico, che dopo il pareggio non avrà più Schlein come segretario. E Forza Italia quando non è schiacciata sulla linea di Tajani e le stupidaggini di Meloni”. Silvia Salis? Un buon sindaco ma “al momento non mi pare ci siano le condizioni per una proiezione nazionale”, chiude Calenda che, secondo un sondaggio BiDiMedia, è al quarto posto con il 25%, a pari merito con Fratoianni e Tajani, nella classifica generale di fiducia (prima Meloni con il 36%, secondo Conte con il 30%, terza Schlein con il 28%).

E infine c’è Goffredo Bettini. Storico dirigente del Pd, estimatore di Giuseppe Conte (può “contare sempre sulla mia amicizia” ha scritto qualche giorno fa sui social in occasione del compleanno dell’ex premier) secondo il quale non serve un “terzo uomo” per mettere pace tra Schlein e Conte. “Di leader – sostiene in un’intervista al Foglio – ne abbiamo fin troppi. Legittimati dal loro lavoro. Elly Schlein, leader del mio partito; poi Conte, Salis, e i segretari di valore di tutti i partiti della coalizione”. Non c’è aria di un federatore, insomma, non ci sono le condizioni. “Non è emersa, come fu per Prodi grazie anche alla generosità e lungimiranza di D’Alema, una personalità esterna e indiscussa e naturalmente in grado di rappresentare tutti”, frena. Come non detto, si torna al dualismo.

Centrodestra ‘assedia’ Ranucci. Salvini: "Rai sospenda collaborazione"

Roma, 12 ago. (askanews) – Nel giorno della confessione di Valter Lavitola (è stato lui il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci, ma “per il suo bene”) Lega e Fratelli d’Italia vanno all’attacco del conduttore di Report. In particolare è il Carroccio a chiedere con forza la sospensione del giornalista da parte della Rai.

“Alla luce degli inquietanti dettagli che stanno emergendo in queste ore, a partire dall’arresto del suo amico Lavitola ritengo opportuno che il servizio pubblico, finanziato da tutti gli italiani, sospenda la collaborazione con chi è coinvolto in questa torbida vicenda”, scrive su X il leader e vice premier Matteo Salvini. Supportato da tutto il Carroccio. “Non è più compatibile con il servizio pubblico”, scrivono i parlamentari leghisti in Vigilanza in una nota mentre il sottosegretario e responsabile editoria del partito Alessandro Morelli chiede un intervento dell’Azienda in via “cautelativa”.

A suscitare la reazione del centrodestra, in particolare di Fdi, è anche il post che Ranucci pubblica su Facebook, dal titolo “La voce spaventa”. “Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – scrive – che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza. Muoiono tutti nello stesso identico modo, non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto, un attimo prima degli altri, il disegno intero di cui erano parte, e per aver tentato, con l’ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta”.

“Un delirio egomane”, accusa il presidente Fdi della Commissione cultura della Camera Federico Mollicone; “assurdo paragonarsi a Falcone e Borsellino, a Moro. Non faccia paragoni blasfemi”, aggiunge il vice-capogruppo alla Camera Alfredo Antoniozzi. Ma è Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione del partito, ad adombrare un’ipotesi: “Ranucci ha utilizzato il servizio pubblico per preparare la sua discesa in campo in politica?” Perchè questo, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, potrebbe spiegare l'”accanimento nei confronti di Giorgia (Meloni, ndr) e della sua famiglia” da parte di Report, che dal maggio 2022 fino a maggio 2026 “ha dedicato inchieste su Giorgia Meloni, Arianna, la mamma Anna in ben 70 puntate, in alcune puntate anche più servizi, una vera e propria fissazione”.

Nel centrosinistra Angelo Bonelli (Avs) difende Ranucci: “Il quadro accusatorio – sottolinea – dimostra un fatto inequivocabile: Sigfrido Ranucci è vittima di un attentato. Non esiste alcun elemento che dimostri un suo coinvolgimento. La destra interrompa la vergognosa campagna di fango e la Rai ripristini immediatamente le repliche di Report. La libertà d’informazione non può essere oggetto di ritorsioni politiche”. Schierata con Report anche Chiara Appendino (M5s) che difende “un programma che ha fatto inchiesta sui poteri forti, sulla destra, sulla sinistra, e sì, anche su me quando ero sindaca”, non “un programma di parte” ma “un programma libero. E il giornalismo libero si difende soprattutto quando dà fastidio”.

Altro che telefonata, tra Meloni e Vannacci sono scintille

Roma, 12 ago. (askanews) – Altro che la telefonata attesa (o sollecitata) da Roberto Vannacci: tra l’ex generale e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono scintille.

Due giorni fa Vannacci aveva detto di attendersi (“assolutamente sì”) una telefonata dalla premier “qualora ne abbia voglia” e ieri aveva pubblicato la prima parte del suo programma. Oggi però è stata pubblicata un’intervista di “Chi” alla premier – in parte già anticipata ieri – che non dà certo un giudizio lusinghiero sulla nascita di Futuro nazionale. Vannacci, per lei, “non è né un problema, né una risorsa. Non un problema perché la democrazia per me non lo è mai. Non una risorsa, perchè tutto quello che ho visto finora racconta, purtroppo, un’operazione costruita per favorire la sinistra”.

La risposta dell’europarlamentare, via social, arriva dopo qualche ora. “La paura fa 90. Prima – scrive – eravamo marginali. Poi siamo diventati una meteora… Adesso improvvisamente la presidente del Consiglio sente il bisogno di spiegare agli italiani che Futuro nazionale sarebbe addirittura un’operazione costruita per favorire la sinistra. Ci hanno deriso. Ci hanno insultato. Hanno provato a ignorarci. Adesso cercano di fermarci. E’ la normale sequenza delle cose e quando le idee iniziano a camminare, qualcuno comincia ad avere paura”.

Da FnV, però, negli stessi minuti, Rossano Sasso veste i panni del ‘poliziotto buono’ e reitera l’invito alla leader di Fdi. “Presidente Meloni – scrive sui social – anzichè attaccare il Generale Vannacci dicendo che Futuro Nazionale sarebbe un’operazione nata per fare vincere la sinistra, prenda il telefono e lo chiami. Senza la destra vera del Generale Vannacci si perde. Non vorrà mica fare vincere Fratoianni, Conte e la Schlein? Non abbia paura e si faccia coraggio, anzichè attaccare la destra chiami il Generale”.

Se telefonata doveva essere, non c’è linea. Almeno per ora. Perché in politica – per la verità – non si sa mai quando è vero scontro o gioco delle parti.

Sant’Anna di Stazzema, Tajani: “Fascisti furono complici dei nazisti”

Stazzema, 12 ago. (askanews) – “Questa tragedia deve insegnarci qualcosa di importante. Non è soltanto commemorare una strage compiuta dai nazisti con la complicità dei fascisti italiani, ma deve essere un monito anche per il futuro perché il sacrificio di queste persone, compresi i bambini e i neonati, non può essere vano”. Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani, al suo arrivo a Sant’Anna di Stazzema, dove ha partecipato alla commemorazione dell’eccidio nazifascista del 12 agosto 1944.

“Bisogna costruire la pace. Cancellare l’odio significa lavorare per il rispetto delle persone. Quello che è successo qui non dovrebbe accadere mai più, ma purtroppo minacce di violenza nel mondo e tragedie ce ne sono ancora molte. Basta pensare al Medio Oriente o all’Ucraina”, ha aggiunto Tajani.

Attentato a Ranucci, Lavitola ammette: il mandante sono stato io

Roma, 12 ago. (askanews) – Valter Lavitola ha ammesso di essere stato il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale di Roma, nel corso di quasi 5 ore di interrogatorio, “ha confermato l’ipotesi accusatoria della procura della Repubblica ammettendo di essere stato il mandante dell’attentato”. Il dato fattuale è stato spiegato dal difensore dell’imprenditore, l’avvocato Sergio Cola, parlando con i numerosi cronisti fuori dal carcere di Rebibbia.

Lavitola – sempre secondo il legale – avrebbe agito “per tutelare la incolumità di Ranucci, che era oggetto di parecchi e pericolosi tentativi di aggredirlo. Anche perché Ranucci, non aveva, all’epoca, una protezione, ma aveva solamente due uomini di scorta. Siccome gli attentatori, a modo di vedere di Lavitola, erano pericolosissimi lui l’ha fatto perché poi in effetti, dopo l’attentato la scorta è stata più che raddoppiata si è passata da due a otto agenti, che hanno fatto protezione a a ferro di cavallo”.

Annullato il concerto di Jovanotti a Barletta il 17 agosto

Milano, 12 ago. (askanews) – La notizia circolava da ore e aveva messo in allerta i fan, ma ora c’è la conferma: salta la data pugliese del “Jova Summer Party”. Il concerto di Jovanotti previsto per il prossimo 17 agosto nell’area dell’ex cartiera a Barletta è stato annullato a causa della non idoneità del sito che è emersa dopo gli esiti dei campionamenti effettuati dall’Arpa Puglia. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, è stata rilevata la presenza di amianto in alcuni punti dell’area che ospita una fabbrica dismessa e che era stata scelta per l’evento. Sulla questione è intervenuta anche l’Asl che ha chiesto ulteriori verifiche sotto il profilo sanitario prima di consentire l’accesso al sito non soltanto agli spettatori, ma anche ai lavoratori, alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco e al personale sanitario impegnato nell’evento.

La commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ha dovuto prendere atto dei rilievi e il Comune ha avviato il procedimento previsto dalla normativa ambientale per la presenza di materiali contenenti amianto. E’ stato infatti ritrovato un pezzetto di amianto di circa 6-8 centimetri nei pressi dell’ingresso dell’ex sito industriale con il rischio che i 33mila partecipanti al concerto potessero calpestare altri pezzi di amianto nascosti nell’area, liberando pericolose fibre nell’aria.

Una complessa vicenda che ha visto diversi rimpalli di responsabilità e che alla fine ha portato alla cancellazione dell’evento perchè non ci sono stati i tempi tecnici per mettere in sicurezza l’area. E’ al vaglio delle autorità e degli organizzatori la possibilità di recuperare la data barlettana dello show di Jovanotti che potrebbe tenersi a Bari ma in un giorno diverso. “Stiamo verificando se esiste uno spazio a Bari che possa ospitare il Jova Summer il 19 settembre. Avremmo bisogno di qualche giorno per le verifiche. Se ci sarà una risposta positiva, i biglietti saranno validi per chi vorrà venire, mentre chi vorrà il rimborso potrà ottenerlo”, ha spiegato Maurizio Salvadori, amministratore delegato della Trident Concert, la società organizzatrice del maxi-evento. Stasera Lorenzo Jovanotti, sarà sul palco a Montesilvano per il “Jova Summer Party”, dove avrà ospite anche Gianni Morandi, c’è da aspettarsi che dirà la sua su questa intricata vicenda.

John Fante Festival XXI, tra gli ospiti Pierantozzi e Di Pietrantonio

Roma, 12 ago. (askanews) – Dal 20 al 23 agosto (con un’anteprima il 19) è in programma a Torricella Peligna (Chieti) il John fante festival, ‘Il dio di mio padre’, diretto da Giovanna Di Lello, per la sua XXI edizione. Il Festival è organizzato dal Comune di Torricella Peligna per ricordare e rendere omaggio allo scrittore americano John Fante (1909-1983), il cui padre Nicola era un muratore originario proprio di questo piccolo paese abruzzese.

La vulnerabilità è al centro di questa edizione, tema profondamente radicato nell’opera di John Fante. Anche i suoi personaggi più inaspettati rivelano la loro fragilità attraverso atti simbolici come il pianto, diventando così un gesto che esprime la complessità dell’animo umano. In un’epoca come quella attuale segnata da incertezze e sfide, la vulnerabilità emerge come un filo conduttore che intreccia le esperienze umane, promuovendo una riflessione profonda sulla condizione collettiva e sulla necessità di una nuova percezione del mondo.

Tra gli ospiti attesi: il figlio del grande scrittore Jim Fante e suo nipote Damian Fante, che apriranno il Festival, lo scrittore finalista al Premio Strega 2026 Alcide Pierantozzi, la scrittrice Elena Varvello, l’autrice e attivista Pegah Moshir Pour, la giornalista Serena Bortone, il poeta canadese George Elliott Clarke, la scrittrice Premio Strega 2024 Donatella Di Pietrantonio, il giornalista Francesco Repice, lo psichiatra Leonardo Mendolicchio, la giornalista Emanuela Pala, la scrittrice Nadeesha Uyangoda.

La prima giornata, giovedì 20 agosto, sarà inaugurata a Fallascoso (frazione di Torricella Peligna) presso il Belvedere Brigata Maiella alle 11 con i saluti inaugurali, alla presenza del Comitato Organizzatore e della famiglia Fante, con Jim e Damian Fante. Intervengono anche i curatori del corso di scrittura Scrivere una grande storia. A seguire la presentazione della raccolta di saggi L’Abruzzo identitario. L’arrosticino tra rito ancestrale ed economia globale (Meta Edizioni, 2026) con Aurelio Manzi, Silvia Scorrano, Raffaele Spadano, modera l’editore Lino Olivastri.

Alle 16 a Torricella Peligna presso la Pineta Comunale in presenza di Jim Fante, Damian Fante e Victoria Fante (in collegamento video), l’annuncio dei finalisti della seconda edizione del Premio Italia Radici nel Mondo-Toto Holding 2026, tema di quest’anno ‘Donne in emigrazione’. A seguire la presentazione dell’antologia Sconfinamenti (Ianieri, 2024) a cura di Giovanna Di Lello e Giuseppe Sommario. Partecipano i curatori e la scrittrice argentina Vanesa Di Stefano.

Alle 17 la presentazione del romanzo ‘Tenebre su Stoccolma. Il caso Olof Palme’ di Daniele Astolfi (Carabba, 2025), in dialogo con Giovanna Di Lello, direttrice artistica del Festival. Alle 17.40 incontro con George Elliott Clarke, poeta canadese tra i più importanti della sua generazione che nella sua opera racconta l’esperienza e la storia della comunità di neri canadesi della Nuova Scozia e del New Brunswick, creando una geografia culturale definita “Africadia”, e la poetessa italocanadese Giovanna Riccio. Con letture tratte dalle loro opere poetiche più significative. Introducono Giovanna Di Lello, Matteo Cacco e Alessio Romano.

Alle 18.30 presentazione del libro ‘Ostinata umanità. A bordo della Global Sumud Flotilla’ (Tlon, 2026) della giornalista Emanuela Pala, che dialogherà con Rocco Ciciretti, professore di Finanza, Università Roma Tor Vergata.

Alle 21 in Piazza Unità d’Italia presentazione del booktrailer “Aspetta Primavera, Bandini” realizzato dagli studenti della classe IV M (a.s. 2025/26) del Liceo Scientifico Algeri Marino di Casoli (CH) con la supervisione delle prof.sse Amalia Cocco Pinelli e Agnese Verdecchia e la voce narrante dell’attore Icks Borea. Partecipano le docenti, le ragazze e i ragazzi coinvolti.

Alle 21.30 presentazione ufficiale in anteprima internazionale della graphic novel ‘L’inferno di Fante’ (SAE, settembre 2026), romanzo biografico a fumetti dedicato a John Fante e a sua moglie Joyce Smart Fante di Frank Spotnitz, pluripremiato sceneggiatore e produttore esecutivo di X-Files, e José Hernàndez, acclamato artista messicano. Intervengono il figlio e il nipote di John Fante, Jim e Damian Fante, Nicola Mattoscio, presidente Fondazione Pescarabruzzo e Presidente di SAE Comics, Dario Gulli, direttore editoriale SAE Comics, Antony Shugaar, vicepresidente di Metaphor Books, packager del libro, Lisa Lytton Shugaar, direttrice della Storytellers Collective di National Geographic, Giovanna Di Lello e Frank Spotnitz (in collegamento video).

A seguire proiezione del documentario ‘John Fante. Profilo di scrittore’ (2006) di Giovanna Di Lello, in occasione dell’uscita sulla piattaforma cinematografica Streeen, racconto della vita e dell’opera di John Fante attraverso Domenico Turchi, un abitante di Torricella Peligna che diventa protagonista del film al fianco di Joyce Smart Fante, Victoria Fante Cohen, Dan Fante, Tom Fante e John V. Fante, lo scrittore americano A.I. Bezzerides, gli sceneggiatori Furio Scarpelli e Luciano Vincenzoni, il biografo Stephen Cooper, gli americanisti Guido Fink e Francesco Durante, anche curatore e traduttore della sua opera, lo studioso italoamericano Fred Gardaphe e gli artisti e scrittori Piero Pelù, Vinicio Capossela, Sandro Veronesi, Simone Caltabellota e Marco Vichi.

La seconda giornata, venerdì 21 agosto, si apre a Torricella Peligna presso la Mediateca John Fante alle 11 con la presentazione del romanzo ‘Fuori campo’ (Catartica edizioni, 2026) di Luisa Morfini. L’autrice dialoga con il giornalista sportivo di Radio Rai Francesco Repice. A seguire Francesco Repice sarà in dialogo con Matteo Cacco per raccontare il calcio come luogo di memoria, identità e appartenenza.

Alle 15.30 presso la Pineta Comunale presentazione della seconda edizione del bando regionale “Narrare la Resistenza”, indirizzato alle classi V delle scuole primarie abruzzesi e alle secondarie di I e II grado. Ideato e promosso dal gruppo di lavoro informale Brigata Maiella, Luca Troilo, Claudio Antrilli, Angela Antrilli e Valentina Carapella. Oltre agli organizzatori, saranno presenti Irene Vizzari (dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Palena-Torricella Peligna), Luciano D’Amico (presidente dell’APS Osservatorio Antifascista 25 settembre 1945) e Gianni Melilla (presidente della fondazione Brigata Maiella).

A seguire alle 16.30 presentazione del saggio ‘Diventerai uomo. Crescere un figlio oltre il mito della virilità’ (Mondadori, 2026) dello psichiatra Leonardo Mendolicchio, in dialogo con Rocco Ciciretti, professore di Finanza, Università Roma Tor Vergata e Giovanna Di Lello. Alle 17.45 presentazione del romanzo ‘La casa dimenticata’ (Garzanti, 2026) di Pegah Moshir Pour, autrice e attivista di origini iraniane, in dialogo con il giornalista direttore di Pagina21 Oscar Buonamano. A seguire presentazione del romanzo finalista al Premio Strega 2026 ‘Lo sbilico’ (Einaudi, 2025) di Alcide Pierantozzi. L’autore dialoga con Alessio Romano.

Alle 21.30 in Piazza Unità d’Italia la cerimonia di premiazione del Premio alla Carriera John Fante-Vini Contesa 2026 assegnato quest’anno alla scrittrice Donatella Di Pietrantonio, vincitrice del Premio Strega 2024 con il romanzo ‘L’età fragile’ (Einaudi 2023), autrice di ‘Mia madre è un fiume’ (prima edizione Elliot 2011, Einaudi 2022), ‘Bella mia’ (prima edizione Elliot 2014, Einaudi 2018), L”Arminuta’ (Einaudi 2017), ‘Borgo Sud’ (Einaudi 2020), ‘Lucciole, squaletti e un po’ di pastina’ (Salani 2025). L’autrice dialoga con il critico letterario Marino Sinibaldi, introduce Giovanna Di Lello, conclude il sindaco di Torricella Peligna Carmine Ficca, e Rocco Pasetti, titolare azienda “Vini Contesa”. Partecipano anche Jim e Damian Fante, figlio e nipote di John Fante.

La terza giornata di sabato 22 agosto si apre presso la Mediateca John Fante alle 11 con la presentazione del romanzo storico ‘Per Francesco che illumina la notte’ (Il Viandante, 2026) di Elsa Flacco, in dialogo con Mario Cimini, docente di Lettere, Università G. d’Annunzio Chieti Pescara. A seguire la presentazione del progetto editoriale su John Fante ‘The Boys in The Backroom’ a cura di Giovanna Di Lello, in dialogo con Matteo Cacco e Alessio Romano, partecipano Jim e Damian Fante, figlio e nipote di John Fante. A seguire la presentazione del saggio ‘John Fante Tapes’ (Radici Edizioni, 2026) di Alessio De Stefano. L’autore e la traduttrice Sara Savina dialogano con Giovanna Di Lello, Matteo Cacco e Alessio Romano.

Alle 16 presso la Pineta Comunale presentazione dell’opera vincitrice del Premio John Fante Opera Prima Abruzzo 2026 ‘L’amore malfatto’ (Fazi Editore, 2026) di Giusy Sardella. L’autrice dialogherà con i giurati del Premio Mario Cimini, Roberta Sibona, Elsa Flacco e Antimo Amore. Il libro ‘Libera nos a Roio’ di Alessio Coletta (Bookabook) ha ricevuto una menzione speciale da parte della giuria.

Alle 16.30 presentazione delle tre opere finaliste del Premio John Fante Opera Prima 2026, selezionate dalla giuria degli Esperti del Premio presieduta da Marino Sinibaldi e composta da Carola Carulli, Remo Rapino e Marta Aidala, vincitrice dello scorso anno: ‘Piombo e latte’ (Bompiani, 2025) di Luca Mastrantonio, ‘Guance bianche e rosse ‘(Einaudi, 2025) di Elisa Menon, ‘Latte’ (Rizzoli, 2026) di Marina Zucchelli. I finalisti dialogano con Marino Sinibaldi e Remo Rapino.

Alle 17.30 presentazione dell’opera vincitrice del Premio Arturo Bandini. Voci oltre i confini 2026 Acqua sporca (Einaudi, 2025) di Nadeesha Uyangoda, nella Dozzina del Premio Strega 2026, in dialogo con Marino Sinibaldi.

Alle 18.30 presentazione del romanzo ‘La Scortanza’ (Minimum Fax, 2025) di Remo Rapino. L’autore dialoga con il giornalista Rai Antimo Amore.

Alle 21.30 in Piazza Unità d’Italia la serata di premiazione condotta dal giornalista Carlo Paris: per il Premio Arturo Bandini. Voci oltre i confini 2026 sarà premiata Nadeesha Uyangoda con il romanzo ‘Acqua sporca’ (Einaudi, 2025), interviene il comitato organizzativo del Festival e Marino Sinibaldi; per il Premio John Fante Opera Prima-Sezione Abruzzo 2026 sarà premiata Giusy Sardella con il romanzo ‘L’amore malfatto’ (Fazi Editore, 2026), menzione speciale ad Alessio Coletta con il romanzo ‘Libera nos a Roio’ (Bookabook, 2025), intervengono Mario Cimini (presidente della Giuria), Roberta Sibona, Elsa Flacco e Antimo Amore. Per il Premio John Fante Opera Prima 2026 sarà premiato uno degli autori finalisti tra Luca Mastrantonio con il romanzo ‘Piombo e latte’ (Bompiani, 2025), Elisa Menon con il romanzo ‘Guance bianche e rosse’ (Einaudi, 2025), Marina Zucchelli con il romanzo ‘Latte’ (Rizzoli, 2026), interviene la Giuria degli esperti: Marino Sinibaldi (presidente) e Remo Rapino. La Giuria universitaria del Premio è composta da: il gruppo del Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” Chieti/Pescara; il gruppo del Dipartimento di Lingue, letteratura e culture moderne dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” Chieti/Pescara; il gruppo della Biblioteca Vilfredo Pareto della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; il gruppo della Biblioteca dell’area di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; il gruppo dell’Università degli Studi di Teramo. La Giuria popolare è composta da: lettori e lettrici del territorio abruzzese e i membri del gruppo di lettura di Pineto Legge. Partecipano alla serata Jim e Damian Fante, figlio e nipote di John Fante, e il poeta canadese George Elliott Clarke.

A conclusione della serata sarà ascoltato un audio inedito di John Fante sul padre Nick, per gentile concessione della famiglia.

La quarta e ultima giornata del Festival di domenica 23 agosto si apre alle 9 (e fino alle 11) con la tradizionale “Passeggiata fantiana”: l’appuntamento è a Viale Raffaele Paolucci, sulle tracce di Nick e John, in compagnia di Alessio Romano e Christian Carano. Alle 11.30 presso la Mediateca John Fante presentazione del volume Padre Simone, l’abruzzese che difese i Guaranì. L’incredibile storia dell’uomo che ispirò il film ‘The Mission’ (Hatria Edizioni, 2024) di Antonio Di Donato, che sarà in dialogo con Giovanna Di Lello e Matteo Cacco. A seguire, presentazione del saggio Pietro Di Donato. Radici e resistenza identitaria nei romanzi e nelle storie brevi dello scrittore italoamericano (Radici Edizioni, 2026) di Matteo Cacco, in dialogo con Giovanna Di Lello.

Alle 16 presso la Pineta Comunale presentazione del romanzo ‘La fine del nulla’ (Chiaredizioni, 2024) di Modesto Lanci. L’autore dialoga con Paola Bucci, editor e curatrice culturale.

Alle 16.30 presentazione del romanzo ‘Scontrosa grazia’ (Red Star Press, 2025) di Nicolò Mazza de’ Piccioli. L’autore dialoga con lo scrittore Giaime Maccioni.

Alle 17.30 presentazione del romanzo ‘La vita di sempre’ (Guanda, 2026) di Elena Varvello. L’autrice dialoga con Alessio Romano.

Alle 18.30 incontro con Lucia Goracci, inviata di guerra, già corrispondente e responsabile della sede Rai di Istanbul. La giornalista dialoga con Luciano D’Amico, Ordinario di Economia, Università di Teramo, sui fragili equilibri nel mondo messi a dura prova da conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, eventi che non solo destabilizzano le regioni colpite, ma influenzano anche l’intero sistema globale creando incertezze economiche e politiche.

Alle 21 in Piazza Unità d’Italia presentazione del romanzo ‘Le Dirimpettaie’ (Rizzoli, 2026) di Serena Bortone. L’autrice dialoga con la giornalista Eleonora Molisani.

A conclusione della serata e del Festival lo spettacolo musicale Blue Bolero con Giulia Meci (voce e pianoforte), Lorenzo Lucci (chitarra), Pippi Dimonte (contrabbasso).

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti.

Meloni in vacanza con uno sguardo alla manovra. E chiude su Salvini al Viminale

Roma, 12 ago. (askanews) – Riduzione delle tasse, incremento del potere d’acquisto, attenzione al lavoro, sicurezza. Sono queste le priorità per la ripresa dell’attività a settembre di Giorgia Meloni, che chiude anche il discorso su un possibile rimpasto di governo: il passaggio di Matteo Salvini al Viminale non ci sarà.

La presidente del Consiglio è in vacanza con la figlia Ginevra, prima in Sardegna, a La Maddalena, poi nell’amata Puglia, dove farà anche una “tappa” istituzionale il 21 a Taranto per l’apertura dei Giochi del Mediterraneo. Poi ancora qualche giorno di riposo e l’appuntamento a Bari il 4 settembre per la festa per il governo più longevo della Repubblica.

Meloni parla al settimanale “Chi” in un’intervista in cui alterna dettagli “privati”, in particolare proprio sul rapporto con la figlia, a temi politici. E lo sguardo è al cantiere della manovra che si aprirà a settembre per l’ultima legge di bilancio della legislatura, particolarmente complessa per la fase internazionale e gli impatti sulle risorse da poter spendere. Proprio a settembre ci sarà l’attesa revisione dei conti da parte di Eurostat e la speranza – per la premier – è quella di uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo.

Quanto alle priorità, Meloni ne indica quattro su cui “fare ancora meglio”. Innanzitutto “alleggerire le tasse e lavorare sul potere d’acquisto degli italiani. E’ quello a cui, in questi anni, abbiamo dedicato la maggior parte delle risorse che avevamo” e “intendiamo continuare su questa strada”. Poi “il lavoro, perché l’occupazione è ai massimi storici e non bisogna tornare indietro, favorendo un’occupazione sempre più stabile e rafforzando la crescita dei salari”. E “infine la sicurezza, perché stiamo facendo un gran lavoro ma sono certa che possiamo fare ancora meglio, anche grazie alle nuove norme europee sull’immigrazione che abbiamo contribuito a determinare”.

A proposito di economia, Meloni dice di comprendere “la preoccupazione” degli italiani “che è anche la mia” per eventuali nuove fiammate dell’inflazione (oggi l’Istat ha comunicato un lieve rallentamento a luglio, +0,3%) e per il costo dei carburanti. “Ma finora il governo è sempre intervenuto tempestivamente per dare una mano” come “nessun altro governo”, rivendica. Poi, assicura, “certo se durasse o peggiorasse ancora dovremmo immaginare soluzioni nuove. Ma il punto è che non siamo restati e non resteremo a guardare”.

Da settembre è prevedibile che entrerà anche nel vivo una lunga campagna elettorale verso le politiche (per la verità già iniziata), con una competizione a destra innescata dalla nascita di Futuro nazionale. Anche ieri Roberto Vannacci le ha teso una mano, auspicando una telefonata. Che però lei non sembra intenzionata a fare. L’ex generale, dice, “non è né un problema, né una risorsa. Non un problema perché la democrazia per me non lo è mai. Non una risorsa, perché tutto quello che ho visto finora racconta, purtroppo, un’operazione costruita per favorire la sinistra”.

Quanto a Matteo Salvini, sotto pressione all’interno del partito, in particolare da parte dei lombardi, la premier non sembra intenzionata ad accontentarlo nella sua ambizione di tornare al Viminale per gli ultimi mesi di governo. “Matteo sarebbe un ottimo ministro dell’Interno, lo ha già dimostrato. Ma si sta spendendo in una competenza molto complessa che è quella delle Infrastrutture e dei Trasporti, che richiede un impegno enorme e lo sta facendo con una dedizione incredibile”, chiude la questione con eleganza. E comunque, aggiunge, “anche il ministro Piantedosi sta dando il massimo nel suo ambito – quello della sicurezza e dell’immigrazione – nel quale non c’è un giorno in cui si possa abbassare la guardia, come dimostra anche la recente crisi di Ceuta”.

Quanto al centrosinistra, attacca, “mi pare diviso su tutto”. E lei, comunque, va al voto tranquilla perchè “avrei potuto fare meglio? Certo. Avrei potuto fare di più? No. Non avrei potuto metterci più dedizione”.

Meloni in vacanza con sguardo a manovra. E chiude su Salvini al Viminale

Roma, 12 ago. (askanews) – Riduzione delle tasse, incremento del potere d’acquisto, attenzione al lavoro, sicurezza. Sono queste le priorità per la ripresa dell’attività a settembre di Giorgia Meloni, che chiude anche il discorso su un possibile rimpasto di governo: il passaggio di Matteo Salvini al Viminale non ci sarà.

La presidente del Consiglio è in vacanza con la figlia Ginevra, prima in Sardegna, a La Maddalena, poi nell’amata Puglia, dove farà anche una “tappa” istituzionale il 21 a Taranto per l’apertura dei Giochi del Mediterraneo. Poi ancora qualche giorno di riposo e l’appuntamento a Bari il 4 settembre per la festa per il governo più longevo della Repubblica.

Meloni parla al settimanale “Chi” in un’intervista in cui alterna dettagli “privati”, in particolare proprio sul rapporto con la figlia, a temi politici. E lo sguardo è al cantiere della manovra che si aprirà a settembre per l’ultima legge di bilancio della legislatura, particolarmente complessa per la fase internazionale e gli impatti sulle risorse da poter spendere. Proprio a settembre ci sarà l’attesa revisione dei conti da parte di Eurostat e la speranza – per la premier – è quella di uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo.

Quanto alle priorità, Meloni ne indica quattro su cui “fare ancora meglio”. Innanzitutto “alleggerire le tasse e lavorare sul potere d’acquisto degli italiani. E’ quello a cui, in questi anni, abbiamo dedicato la maggior parte delle risorse che avevamo” e “intendiamo continuare su questa strada”. Poi “il lavoro, perché l’occupazione è ai massimi storici e non bisogna tornare indietro, favorendo un’occupazione sempre più stabile e rafforzando la crescita dei salari”. E “infine la sicurezza, perché stiamo facendo un gran lavoro ma sono certa che possiamo fare ancora meglio, anche grazie alle nuove norme europee sull’immigrazione che abbiamo contribuito a determinare”.

A proposito di economia, Meloni dice di comprendere “la preoccupazione” degli italiani “che è anche la mia” per eventuali nuove fiammate dell’inflazione (oggi l’Istat ha comunicato un lieve rallentamento a luglio, +0,3%) e per il costo dei carburanti. “Ma finora il governo è sempre intervenuto tempestivamente per dare una mano” come “nessun altro governo”, rivendica. Poi, assicura, “certo se durasse o peggiorasse ancora dovremmo immaginare soluzioni nuove. Ma il punto è che non siamo restati e non resteremo a guardare”.

Da settembre è prevedibile che entrerà anche nel vivo una lunga campagna elettorale verso le politiche (per la verità già iniziata), con una competizione a destra innescata dalla nascita di Futuro nazionale. Anche ieri Roberto Vannacci le ha teso una mano, auspicando una telefonata. Che però lei non sembra intenzionata a fare. L’ex generale, dice, “non è né un problema, né una risorsa. Non un problema perché la democrazia per me non lo è mai. Non una risorsa, perché tutto quello che ho visto finora racconta, purtroppo, un’operazione costruita per favorire la sinistra”.

Quanto a Matteo Salvini, sotto pressione all’interno del partito, in particolare da parte dei lombardi, la premier non sembra intenzionata ad accontentarlo nella sua ambizione di tornare al Viminale per gli ultimi mesi di governo. “Matteo sarebbe un ottimo ministro dell’Interno, lo ha già dimostrato. Ma si sta spendendo in una competenza molto complessa che è quella delle Infrastrutture e dei Trasporti, che richiede un impegno enorme e lo sta facendo con una dedizione incredibile”, chiude la questione con eleganza. E comunque, aggiunge, “anche il ministro Piantedosi sta dando il massimo nel suo ambito – quello della sicurezza e dell’immigrazione – nel quale non c’è un giorno in cui si possa abbassare la guardia, come dimostra anche la recente crisi di Ceuta”.

Quanto al centrosinistra, attacca, “mi pare diviso su tutto”. E lei, comunque, va al voto tranquilla perchè “avrei potuto fare meglio? Certo. Avrei potuto fare di più? No. Non avrei potuto metterci più dedizione”.

Poste Italiane: “Camera con Vista”

Roma, 12 ago. (askanews) – Cresce il welfare di Poste Italiane con “Camera con Vista”, l’iniziativa che offre ai dipendenti e ai loro familiari soggiorni gratuiti di una settimana in 21 alloggi situati in alcune delle più belle località d’Italia, tra cui Capri, Forte dei Marmi, Lipari, Favignana, Chianciano Terme, Soverato e Cernobbio. Dal suo avvio, nel 2019, il progetto ha già coinvolto quasi 4.500 persone, offrendo l’opportunità di trascorrere una vacanza accessibile e di qualità in ex alloggi di servizio dell’azienda, recuperati, riqualificati e trasformati in case-vacanza dotate di ogni comfort. Il servizio del TG Poste.

Ranucci: la storia italiana uccide i suoi uomini migliori

Roma, 12 ago. (askanews) – “Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza”. Così scrive il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, in un post su Facebook con titolo “La voce spaventa”.

“Muoiono tutti nello stesso identico modo, non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto, un attimo prima degli altri, il disegno intero di cui erano parte, e per aver tentato, con l’ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta”, continua Ranucci.

Calcio, Inter, trenta milioni per Djed Spence

Roma, 12 ago. (askanews) – L’Inter ha offerto trenta milioni di euro al Tottenham per acquistare Djed Spence. Nel corso di una call avvenuta in questa mattinata, il club nerazzurro ha proposto agli Spurs la cifra per riportare in Serie A l’esterno classe 2000 della nazionale inglese. Il club londinese per lasciarlo andare chiede 35 milioni più bonus. I contatti proseguiranno nelle prossime ore, c’è fiducia di poter arrivare alla chiusura.

Non sarebbe la prima esperienza in Italia per Spence, che già ha assaggiato la Serie A nel 2024 con la maglia del Genoa. Sei mesi in rossoblù, in prestito dal Tottenham nell’ambito dell’affare Dragusin (passato dal Grifone agli Spurs). Con Gilardino in panchina, Spence giocò 16 partite, di cui solo la metà da titolare. Non riscattato dal Genoa, è tornato al Tottenham e le presenze sono aumentate: 25 al primo anno nel Tottenham di Postecoglou, e vittoria dell’Europa League. 30 partite di cui 23 da titolare nell’ultima Premier, più 10 in Champions. Numeri che gli hanno aperto le porte anche della nazionale e del Mondiale: Spence ha giocato in tutte e 8 le partite dell’Inghilterra, e Tuchel lo ha schierato 4 volte dal primo minuto. Una in più di Stones, suo possibile prossimo compagno all’Inter.

Calcio, Messi, la lettera al padre: "Non so come andare avanti"

Roma, 12 ago. (askanews) – “Papà, non riesco ancora a credere che te ne sia andato. Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti”. È il dolore di Lionel Messi per la scomparsa del padre Jorge, morto quattro giorni fa all’età di 68 anni, affidato a una lunga e toccante lettera pubblicata dal fuoriclasse argentino.

Nel suo messaggio Messi ripercorre il rapporto con il padre e racconta quanto la sua malattia abbia condizionato anche il suo ultimo Mondiale. “Mi hai chiesto così tanto di giocare l’ultimo Mondiale”, scrive il campione argentino, spiegando che proprio nei giorni precedenti all’inizio della competizione le condizioni di Jorge erano peggiorate.

Messi racconta di aver continuato a giocare pensando al padre e alla possibilità che potesse raggiungerlo. “Ti dicevo che saremmo arrivati in finale, così avresti potuto venire”. Dopo ogni partita, però, aspettava invano il messaggio del padre. “È stato allora che ho capito che la situazione era davvero grave”.

L’Argentina arrivò comunque in finale, ma Jorge non poté esserci. “Volevo vincerla per portartela e mostrarti una nuova Coppa. Non ci sono riuscito; le mie gambe non ce la facevano più”. Un riferimento alla finale persa e alle difficoltà fisiche accusate durante il torneo.

Particolarmente doloroso il ricordo dell’ultima visita al padre. “Quando sono arrivato, pensavi che avessimo perso la finale ai rigori. Non abbiamo potuto parlare di tutto quello che era successo”. Messi sottolinea però che, nonostante la sconfitta, padre e figlio avevano vissuto insieme ogni partita, anche a distanza.

Poi il pensiero al futuro, con parole che sembrano mettere in discussione la sua permanenza nel calcio. “Ho giocato solo a calcio e ora ho molti dubbi sul fatto che continuerò a farlo ancora per molto”. Jorge, ricorda Messi, “è stato al mio fianco fin dall’inizio” e “mancava così poco alla fine”.

Nella lettera il fuoriclasse argentino ripercorre anche gli anni dell’infanzia, quando il padre lo accompagnava agli allenamenti appena rientrava dal lavoro. “Non hai mai perso una sola partita”, scrive. Jorge è stato per lui “papà, amico e procuratore”, la persona “di cui avevo bisogno in ogni momento”.

Messi conclude ricordando l’eredità più importante lasciata dal padre: il modo di essere genitore. “Sarò sempre presente, soprattutto nel modo in cui crescerò i miei figli, perché insegno loro e li educo come avete fatto voi due con me”. Poi l’ultimo saluto: “Riposa in pace e prenditi cura di noi da lassù, come hai fatto quaggiù. Grazie di tutto. Ti amo, papà”.

Zelensky: maxi attacco alla base navale russa di Novorossijsk

Roma, 12 ago. (askanews) – Missili antinave, droni aerei a propulsione a reazione e droni navali ucraini hanno colpito nella notte la base russa di Novorossijsk, sul Mar Nero, “operazione unica”, ha detto il presidente Volodymyr Zelensky contro “l’ultima grande roccaforte della flotta russa nel Mar Nero”. Le autorità russe riferiscono di due morti, tra cui un bambino di otto anni, e 12 feriti, negli attacchi che hanno interessato diverse località della regione di Krasnodar.

Secondo Zelensky, l’operazione ha preso di mira la base navale di Novorossijsk colpendo sistemi di difesa aerea, moli e altre infrastrutture portuali. Kiev non ha per ora fornito un bilancio dettagliato dei danni né indicazioni su eventuali unità navali russe colpite.

Novorossijsk ha assunto un’importanza crescente per la Marina russa nel corso della guerra. I ripetuti attacchi ucraini contro le installazioni e le unità della Flotta del Mar Nero hanno infatti limitato, secondo Kiev, la libertà di movimento della forza navale russa, costringendo Mosca a trasferire parte delle proprie attività lontano dalle basi della Crimea, verso la costa russa del Mar Nero.

Dall’inizio dell’invasione russa, oltre quattro anni fa, l’Ucraina ha sviluppato una flotta di droni navali e nuovi sistemi senza pilota impiegati a più riprese contro navi da guerra, installazioni portuali e petroliere russe nel Mar Nero.

Il governatore della regione di Krasnodar, Veniamin Kondratyev, ha riferito che nella notte “centinaia” di droni ucraini hanno attaccato Novorossijsk, Anapa, Gelendzhik e il distretto di Temryuk. Il ministero della Difesa russo sostiene che le proprie difese aeree hanno abbattuto oltre 500 droni ucraini.

A Novorossijsk un bambino di otto anni è rimasto ucciso. Un’altra persona, ferita nella sua abitazione nel distretto di Temryuk, è successivamente morta in ospedale, ha riferito il governatore. Altre 12 persone sono rimaste ferite nella regione.

Kondratyev ha detto che frammenti dei droni abbattuti sono caduti su 21 edifici residenziali e nelle aree di quattro impianti industriali. Le autorità russe non hanno fornito dettagli sull’entità dei danni agli impianti industriali.

La città rappresenta non soltanto un importante centro militare, ma anche uno snodo strategico per le esportazioni energetiche russe. A Novorossijsk si trova infatti un importante terminal petrolifero internazionale, mentre il complesso di trasbordo di Grushovaya, nei pressi della città, è uno dei maggiori hub della Russia meridionale per il trasferimento di petrolio e prodotti petroliferi.

L’attacco arriva mentre entrambe le parti sono impegnate a potenziare la produzione di droni e missili. Zelensky ha affermato, citando informazioni dell’intelligence ucraina, che Mosca starebbe ampliando la produzione di missili balistici e droni a reazione, sistemi particolarmente difficili da intercettare per le difese aeree ucraine. Indiscrezioni di stampa hanno sostenuto che gli Stati Uniti intendono proporre alla Russia e all’Ucraina un cessate il fuoco aereo.

La scorsa notte sono proseguiti anche gli attacchi russi contro l’Ucraina. Secondo l’Aeronautica militare ucraina, Mosca ha lanciato 138 droni d’attacco a lungo raggio. Due persone sono rimaste uccise nella regione di Kherson, e a Zaporizhzhia è stato distrutto un centro commerciale.

Sant’Anna Stazzema, Conte visita il borgo della strage nazifascista

Stazzema (Lucca), 12 ago. (askanews) – Il leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte ha partecipato, con un’orazione, alle commemorazioni della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema, in provincia di Lucca, dove, il 12 agosto 1944, furono trucidate 560 persone, in gran parte donne, anziani e bambini.

Conte, al suo arrivo, è stato accolto con entusiasmo – tanto che una signora ha ironizzato ‘per noi è come se lei fosse ancora premier’, e un’altra ha aggiunto ‘magari’ – e si è fermato a lungo con i familiari delle vittime e le tante persone che, come ogni anno, assistono alla cerimonia. L’ex premier ha camminato per le strade del paesino, con vari scambi di battute, in cui ha toccato anche il tema della proposta di legge, partita proprio da Stazzema, contro la propaganda neofascista e nazista.

Europei atletica, Pernici e Sibilio in finale

Roma, 12 ago. (askanews) – Francesco Pernici non si ferma più. Il neo-primatista italiano degli 800 metri centra la finale agli Europei con un altro crono di valore, sotto l’1:44: questo 1:43.84 di Birmingham è la sua seconda prestazione in carriera dopo il record di 1:43.60 di poco più di un mese fa, ed è lo stesso tempo del decimo posto mondiale di Tokyo dello scorso anno. In una specialità che è letteralmente esplosa nell’ultimo periodo, i rivali non mancano: salta in semifinale il record dei Campionati Europei che resisteva dal 1978, per effetto dell’1:43.49 dell’irlandese Mark English. Domani sera la finale.

Nella terza mattinata della rassegna in Gran Bretagna va a bersaglio anche Alessandro Sibilio, autore dello stagionale di 48.44 nei 400 ostacoli per approdare nella finale di venerdì sera. Nei 400 metri passano il turno due azzurre su due, in particolare Alessandra Bonora con il personale di 51.27, insieme ad Alice Mangione (51.96): raggiungono in semifinale Anna Polinari che era esentata dal primo turno. Tre su tre nelle batterie dei 200: Dalia Kaddari vince la sua in 23.14 (-0.6), promosse anche Vittoria Fontana (23.23/-0.9) e la debuttante Elena Cambiolo (23.35/-0.4). Niente finale per Daisy Osakue nel disco, appena 57,41. In serata, fari sulle finali del martello (Sara Fantini) e dei 400 ostacoli (Ayomide Folorunso) e sulle qualificazioni del triplo con Andy Diaz, Andrea Dallavalle e Simone Biasutti: richiesto 16,60 o un posto tra i primi dodici. (Foto Grana/Fidal)

Cinema, aperte prevendite di "The Dog Stars-Le stelle dopo la fine"

Roma, 12 ago. (askanews) – Sono aperte le prevendite di “The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine” di Ridley Scott. Il thriller epico e avvincente ambientato in un mondo in cui la sopravvivenza è un istinto, ma l’umanità è una scelta, arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 26 agosto.

Per acquistare i biglietti del film è possibile accedere al sito www.thedogstarsmovie.it, in continuo aggiornamento.

Tratto dall’avvincente bestseller di Peter Heller, “The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine” è interpretato da un cast acclamato dalla critica che include Jacob Elordi, Josh Brolin, Margaret Qualley, Allison Janney, Benedict Wong e Guy Pearce. Il film è scritto da Mark L. Smith, sulla base del romanzo di Peter Heller, ed è prodotto da Ridley Scott, p.g.a., Michael Pruss, p.g.a., Mark L. Smith e Cliff Roberts, p.g.a., con Lily Brooks-Dalton, Brandon Scott Smith, Peter Heller e Aidan Elliott come executive producer.

Il film narra la storia di Hig (Jacob Elordi), un giovane pilota che, insieme a Bangley (Josh Brolin), un militare esperto di sopravvivenza, si è costruito una dimora efficiente ma isolata in un brutale mondo post-apocalittico, finché una misteriosa trasmissione radio non spinge Hig ad avventurarsi nell’ignoto alla ricerca della speranza e dell’umanità in cui crede ancora.

Le stelle del cane è il titolo italiano del bestseller di Peter Heller, in uscita in Italia per Bompiani il 29 luglio, nella collana Narratori stranieri. Heller è giornalista e saggista specializzato in natura ed esplorazioni e collaboratore di National Geographic Adventure. Vive a Denver, in Colorado.

Guido Stazi si è insediato alla presidenza della Consob

Roma, 12 ago. (askanews) – Guido Stazi si è insediato oggi alla presidenza della Consob. Lo rende noto la stessa Authority.

Il passaggio delle consegne tra il presidente vicario, Chiara Mosca, e il presidente entrante è avvenuto nel corso di una riunione di Commissione, tenutasi stamattina a Roma.

La Commissione torna così ad operare nella sua composizione completa di cinque membri: oltre al neo-Presidente Stazi, ne fanno parte i Commissari Chiara Mosca, che in quanto componente del Collegio con la maggiore anzianità di Istituto ha svolto dal 9 marzo scorso le funzioni di Presidente vicario, Carlo Comporti, Gabriella Alemanno e Federico Cornelli

Musumeci: fuori posto è l’aeroporto, non l’Etna. Serve un nuovo scalo

Roma, 12 ago. (askanews) – “Fuori posto non è il vulcano ma l’aeroporto”, a dirlo è il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci. “Quanto sta accadendo in questi giorni negli aeroporti di Catania e Comiso, con cancellazioni, ritardi e pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva – sottolinea in una nota – ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo. Non lo ricordo per rivendicare primogeniture né per alimentare polemiche, ma solo per un invito alla riflessione di tutti. Già nel 1999, da presidente della Provincia di Catania, avevo evidenziato i limiti dello scalo di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l’Etna. Non ci limitammo a sollevare il problema: inserimmo nel Piano territoriale provinciale la proposta di una delocalizzazione dello scalo; facemmo inoltre elaborare uno studio preliminare per un nuovo aeroporto nella Piana tra Catania ed Enna, pensato al servizio di sette province su nove”.

Inflazione, Unc: Ferrara la città più cara d’Italia, Roma quarta

Roma, 12 ago. (askanews) – Ferrara si riconferma al primo posto tra le città più care d’Italia. A stilare la tradizionale classifica è l’Unione nazionale consumatori sulla base dei dati territoriali dell’inflazione di luglio, resi noti dall’Istat.

Dopo aver visto la medaglia d’oro a giugno, a luglio consegue una seconda vittoria: con l’inflazione tendenziale al 3,6%, pur essendo solo la quarta più alta d’Italia, ha la maggior spesa aggiuntiva su base annua, pari a 1.042 euro per una famiglia media. Medaglia d’argento per Mantova, che con un’inflazione del 3,4% rispetto a luglio 2025, ha un incremento di spesa pari a 967 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Como che con +3,2% ha una spesa supplementare pari a 959 euro per una famiglia tipo.

Appena fuori dal podio Roma che con +3,2% registra una batosta pari a 915 euro.

A influire su questa classifica hanno sicuramente contribuito anche le speculazioni sulle vacanze, spiega l’Unc. Infatti, osservando la classifica dei Servizi di alloggio (ossia alberghi e motel, pensioni, villaggi vacanze, campeggi e ostelli della gioventù) più rincarati, vince sempre Ferrara con un balzo astronomico del 23,5% sulla scorsa estate. Al secondo posto si colloca Mantova, dove i prezzi di alberghi e pensioni decollano del 15,6% su luglio 2025. Medaglia di bronzo per Modena con +11,6%, mentre Como è al sesto posto con +10,9%.

Tornando alla classifica generale, relativa alla spesa complessiva, in quinta posizione Siracusa che, con la seconda inflazione più elevata del Paese, +3,9%, ha una maggior spesa annua di 901 euro. Seguono Verona (+3,2%, +899 euro), Pistoia (+3,1%, +872 euro), all’ottavo posto Pavia (+2,9%, +869 euro), poi Udine (+3,1%, +868 euro). Chiude la top ten, Bolzano, insolitamente ultima (+2,8% e +851 euro).

L’inflazione più alta d’Italia, pari a +4%, a Reggio Calabria, in sedicesima posizione in termini di spesa aggiuntiva con +820 euro.

Sull’altro fronte della classifica, la Medaglia d’oro come città più risparmiosa va ancora una volta a Brindisi, dove con +2,2% si ha un aggravio annuo di “appena” 421 euro. Al secondo posto Benevento (+2,1%, +460 euro). Medaglia di bronzo per Lucca che, grazie all’inflazione più bassa d’Italia, +1,8%, resa possibile anche dal record del crollo dei prezzi dei Servizi alberghieri, -15,3% rispetto alla scorsa estate, registra un incremento di spesa di 506 euro. Seguono Trapani (+2,3%, +531 euro), Potenza (+2,3%, +532 euro), Grosseto (+1,9%, seconda inflazione più bassa, +535 euro), al settimo posto Olbia-Tempio (+2,7%, 536 euro), poi Ancona (+2,3%, +537 euro) e Cagliari (+2,7%, +550 euro). Chiude la top ten delle virtuose, Novara: +2,2%, +559 euro.

L’allarme del Wwf: sempre più incendi minacciano i territori in Italia

Roma, 12 ago. (askanews) – Dall’Ontario canadese alla Francia, dal Galles alla Sicilia, l’estate 2026 conferma la crescente intensità degli incendi. In Italia gli ettari percorsi dal fuoco sono circa 70.000, con un aumento del 133% rispetto alla media degli ultimi venti anni; quasi un terzo dei roghi ha interessato aree protette.

Anche l’Abruzzo è duramente colpito. Dopo gli anni drammatici del 2017, con oltre 8.200 ettari percorsi dal fuoco, e del 2021, con più di 3.000 ettari, il 2026 registra nuovi incendi di grandi dimensioni. Il rogo partito da Lucoli il 22 luglio e propagatosi verso Roio e Bagno ha interessato un’area stimata in circa 1.200 ettari. Altri incendi hanno colpito nelle stesse settimane Rocca di Mezzo, Pescina, Collarmele, il Pescarese, la periferia di Chieti e diverse altre aree della regione.

In Europa sono già andati in fumo circa 435.000 ettari, 100.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, che con oltre un milione di ettari bruciati è stato il peggiore degli ultimi venti anni.

Il cambiamento climatico rende gli incendi più frequenti e intensi, mentre i territori sono spesso ancora insufficientemente preparati. L’ultimo bollettino climatico di Copernicus, il programma UE di osservazione della Terra dallo spazio, rivela che l’Europa ha appena vissuto il bimestre giugno-luglio più caldo mai registrato, e che luglio 2026 è stato il più caldo di sempre a livello globale, al pari di luglio 2024.

In questo scenario, non basta più concentrarsi sull’emergenza: la prevenzione deve diventare il principale investimento, attraverso gestione forestale sostenibile, pianificazione territoriale, tutela degli ecosistemi, monitoraggio e piena operatività dei Piani Antincendio Boschivo. È quanto evidenzia il nuovo report del WWF Italia “È stata la mano dell’uomo. Cambiare strategia per prevenire gli incendi estremi”, che individua dieci priorità per le istituzioni, tra cui aumentare gli investimenti nella prevenzione, rafforzare il coordinamento tra enti, migliorare il monitoraggio del rischio, aumentare divieti e sorveglianza del territorio, sensibilizzare e coinvolgere maggiormente le comunità locali e integrare la prevenzione nelle politiche di adattamento al cambiamento climatico.

Il WWF chiede inoltre alle Regioni di sospendere o limitare l’attività venatoria nel mese di settembre, alla luce delle eccezionali condizioni climatiche che stanno interessando gran parte del Paese. Temperature record, siccità, deficit idrico e incendi diffusi stanno mettendo ulteriormente sotto pressione gli ecosistemi e la fauna selvatica.

“La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è oggi espressamente tutelata, con la biodiversità tutta, dall’articolo 9 della Costituzione. In una fase caratterizzata da ondate di calore durature e intense, che provocano siccità persistente e incendi diffusi, consentire il regolare svolgimento dell’attività venatoria a partire da settembre rischia di aggravare ulteriormente una situazione già estremamente critica per molte specie”, dichiara Francesco Cerasoli, presidente del WWF Abruzzo.

L’articolo 19 della legge 157/1992 attribuisce alle Regioni il potere di vietare o ridurre la caccia in presenza di particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche. Il WWF chiede quindi alla Regione Abruzzo, come già fatto con altre Regioni, l’apertura di istruttorie tecnico-scientifiche sugli effetti della crisi climatica sulla fauna e, nelle more, provvedimenti cautelativi per la sospensione della caccia a settembre.

“La crisi climatica sta cambiando profondamente le condizioni di vita della fauna. Le istituzioni devono prenderne atto e adeguare le proprie decisioni: non è più possibile gestire l’attività venatoria come se ci trovassimo in condizioni ambientali ordinarie”, conclude Cerasoli.

L’Unicef: in Cisgiordania c’è una escalation di violenze dei coloni

Roma, 12 ago. (askanews) – “La situazione nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, continua a deteriorarsi… negli ultimi tre anni, la violenza dei coloni e le operazioni sempre più militarizzate hanno subito una forte escalation in tutta la Cisgiordania”. Lo ha dichiarato Hannan Sulieman, vice direttrice generale Unicef, in occasione della riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull’escalation di violenza in Cisgiordania.

“Tra gennaio 2024 e la fine di luglio di quest’anno, l’Onu ha verificato che 174 bambini palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est: si tratta di più di un bambino alla settimana”, ha denunciato, “Più di 1.500 sono rimasti feriti. Quasi la metà dei feriti è stata colpita da proiettili veri. Nello stesso periodo, tre bambini israeliani sono stati uccisi e 15 feriti. I ragazzi, in particolare gli adolescenti, costituiscono la maggior parte dei bambini uccisi e feriti. L’Onu continua a monitorare e verificare gravi violazioni ai danni dei bambini in Cisgiordania”.

“Allo stesso tempo, stanno aumentando gli episodi di violenza da parte dei coloni…”, ha indicato Sulieman, “Tra gli episodi documentati figurano bambini colpiti da arma da fuoco, picchiati, accoltellati e spruzzati con spray al peperoncino… abitazioni e mezzi di sussistenza attaccati…e infrastrutture idriche danneggiate o distrutte. E come indicato nell’ultima relazione annuale del Segretario Generale sui bambini e i conflitti armati, l’assunzione di responsabilità per le gravi violazioni commesse contro i bambini rimane estremamente rara. Questi episodi lasciano ben più che ferite fisiche. I bambini che sopravvivono a gravi lesioni potrebbero convivere con disabilità per il resto della loro vita. Alcuni rischiano l’arresto. Altri faticano a tornare a scuola. Esporre un bambino alla violenza, alle incursioni, alle intimidazioni e allo sfollamento comporta un profondo impatto psicologico…Secondo il cluster sull’istruzione, oltre 800mila bambini in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, incontrano ostacoli all’accesso a un’istruzione sicura e continuativa a causa della chiusura delle scuole, dell’insicurezza, delle restrizioni alla circolazione e dei danni alle infrastrutture. Solo nel 2026 sono stati documentati 99 episodi legati all’istruzione, tra cui bambini uccisi, feriti o arrestati all’interno delle scuole o mentre si recavano a scuola; scuole demolite; edifici scolastici utilizzati dalle forze armate; e bambini a cui è stato negato l’accesso all’istruzione”. “…Secondo l’Ocha, in tutta la Cisgiordania, negli ultimi due anni e mezzo sono state imposte oltre 900 ulteriori barriere e restrizioni alla circolazione. Molti varchi vengono chiusi frequentemente, il che comporta forti limitazioni alla libertà di movimento e all’accesso ai servizi essenziali, compresi i servizi sanitari e le fonti idriche”, ha sottolineato la vice direttrice generale Unicef, “Secondo il Servizio penitenziario israeliano, almeno 355 bambini palestinesi della Cisgiordania sono attualmente detenuti nelle strutture militari israeliane: si tratta del numero più alto degli ultimi otto anni”, ha proseguito, “Quasi la metà – 164 bambini – è sottoposta a detenzione amministrativa senza alcuna accusa né processo.I bambini detenuti continuano a denunciare violenze, maltrattamenti, trattamenti umilianti e degradanti, nonché condizioni di vita difficili. Con una situazione di alimentazione e igiene inadeguate che provoca un’estrema perdita di peso e una diffusione dilagante della scabbia tra i minori detenuti…”.

“Nonostante queste difficoltà, l’Unicef e i suoi partner rimangono sul campo”, ha sottolineato Sulieman, “Quando le famiglie sono costrette ad abbandonare le proprie case, l’Unicef e i suoi partner forniscono assistenza di emergenza, servizi di salute mentale e di sostegno psicosociale, denaro contante, acqua potabile e prodotti per l’igiene, oltre a sostegno per garantire la continuità dell’istruzione. Ma l’assistenza umanitaria può solo mitigare le conseguenze. Non può eliminare le cause. Questo richiede un’azione politica”.

Meloni: Salvini a Interni? Sarebbe ottimo ma ha già impegno complesso

Roma, 12 ago. (askanews) – “Matteo (Salvini, ndr) sarebbe un ottimo ministro dell’Interno, lo ha già dimostrato. Ma si sta spendendo in una competenza molto complessa che è quella delle Infrastrutture e dei Trasporti, che richiede un impegno enorme e lo sta facendo con una dedizione incredibile. Dall’altro lato anche il ministro Piantedosi sta dando il massimo nel suo ambito – quello della sicurezza e dell’immigrazione – nel quale non c’è un giorno in cui si possa abbassare la guardia, come dimostra anche la recente crisi di Ceuta”. Lo afferma in un’intervista a “Chi” la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sull’ipotesi di un ritorno di Matteo Salvini al Viminale.

“So – ammette – che la gente si aspetta di più su questo ma con pazienza e costanza stiamo costruendo e consolidando risultati importanti e strutturali anche su questi fronti. Dal crollo degli sbarchi alla diminuzione degli omicidi, dei furti, delle rapine e dei femminicidi. Fino al rafforzamento dei presidi sul territorio, a partire da quelli nelle stazioni, e alle misure a sostegno delle forze dell’ordine. Non si è realmente liberi se non si è sicuri a casa propria o nella propria città”.

Inflazione, a luglio solo una limatura al 2,9%, salgono luce e gas

Roma, 12 ago. (askanews) – A luglio l’indice dei prezzi al consumo ha registrato un aumento dello 0,3% su base mensile, trainato in particolare dalle tariffe di elettricità e gas sul mercato tutelato (Energetici regolamentati, +6,5%) e dai Servizi relativi ai trasporti (+1,4%), solo in parte compensati dal calo degli alimentari non lavorati (-1,3%). Su base annua l’inflazione si è flebilmente smorzata, al 2,9%, secondo i dati definitivi diffusi dall’Istat, dal più 3% di giugno ma sopra la stima preliminare, che l’aveva indicata al 2,8%.

Diverso il quadro per i carburanti, per cui l’Istat segnala un rallentamento della crescita tendenziale. La benzina passa dal 10,3% all’8%, il gasolio dal 21,6% al 18,8%. Su base mensile, invece, il quadro si inverte, rispetto a giugno la benzina cala dello 0,8%, mentre il gasolio sale dello 0,7%. Un’oscillazione che l’Istat spiega in nota: l’indice riflette la media mensile dei prezzi rilevati dall’Osservatorio Carburanti del Mimit, e il dato di luglio incorpora una decelerazione nella prima parte del mese e un’accelerazione nella seconda, in concomitanza con l’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

“Dato pessimo e allarmante. L’inflazione sale e più di quanto era stato annunciato con la stima preliminare”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), secondo cui il calo tendenziale è “insignificante e fuorviante” perché legato al confronto con il balzo di luglio 2025, non a un rallentamento dei prezzi in corso. L’associazione giudica inoltre “inattendibile” il dato Istat sui carburanti, ritenuto nettamente inferiore alla variazione mensile calcolata dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase). Su base tendenziale, calcola infine l’Unc, una coppia con due figli spende fino a 1.020 euro in più per le vacanze rispetto all’estate scorsa, contro i 746 euro di una famiglia media.

Secondo il Codacons, poi, giungono “cattive notizie anche sul fronte delle vacanze estive: le tariffe dei voli nazionali registrano infatti un incremento su base annua del 6,2%. Di contro i prezzi dei voli internazionali, anche a causa della crisi in Medio Oriente, crollano del -7,6%. I traghetti invece rincarano del 2,5% – rileva l’associazione – le auto a noleggio del 3,4%, gli alberghi del 3% e i villaggi vacanza del 2,9%”.

Europei nuoto, bene gli azzurri nelle batterie del mattino

Roma, 12 ago. (askanews) – Buona mattinata per l’Italia agli Europei di Parigi. Bianca Nannucci e Anna Chiara Mascolo si qualificano per le semifinali dei 200 stile libero, mentre nei 100 farfalla passano il turno Alberto Razzetti e Michele Busa. Nei 50 dorso donne Sara Curtis firma il miglior tempo assoluto delle batterie e avanza insieme a Costanza Cocconcelli. Semifinale conquistata anche per Christian Mantegazza nei 200 rana. Doppia presenza azzurra nella finale dei 400 misti con Giada Alzetta e Anna Pirovano, mentre l’Italia conquista anche l’accesso alla finale della 4×100 stile libero donne. Thomas Ceccon, invece, non ha preso parte alle batterie dei 100 farfalla per preservarsi in vista della finale dei 200 dorso di questa sera.

Atletica, Jacobs dopo l’infortunio: "La sfortuna ci vede bene"

Roma, 12 ago. (askanews) – È durata poco più di 40 metri la finale dei 100 di Marcell Jacobs agli Europei. Dopo 6-7 appoggi, la smorfia di dolore per un problema all’adduttore che lo fa chiudere al settimo posto la finalissima della gara regina della competizione: “A volte la sfortuna ci vede fin troppo bene — ha scritto l’oro olimpico 2021 su Instagram raccontando tutto il suo rammarico —. Dopo una semifinale dominata, con un tempo che sarebbe bastato per vincere la finale, ero pronto a giocarmi ancora una volta il titolo europeo. Ma quella finale, purtroppo, non sono nemmeno riuscito a correrla. Un infortunio prima della partenza mi ha fermato, ancora una volta”.

Calano le compravendite di case in Italia, prezzi in frenata

Roma, 12 ago. (askanews) – Nel secondo trimestre del 2026 gli agenti immobiliari hanno indicato un rallentamento dei prezzi di vendita delle abitazioni sul territorio della Penisola. I margini di sconto sui prezzi richiesti e i tempi di vendita restano sostanzialmente stabili, sui livelli minimi dall’inizio della rilevazione. Le compravendite intermediate dalle agenzie si sono ridotte lievemente nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente. Questa la fotografia scattata dall’ultimo “Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia”, elaborato dalla Banca d’Italia.

La domanda di abitazioni resta contenuta e l’offerta di abitazioni continua a ridursi, si legge. Nonostante il rialzo dei tassi operato dalla Bce a giugno, secondo il monitoraggio le condizioni di accesso al credito rimangono distese e continuano a incidere in misura modesta sulle cessazioni degli incarichi a vendere.

I canoni di locazione hanno accelerato rispetto al trimestre precedente nella maggior parte del territorio nazionale, riporta Bankitalia, salvo nel Nord-Ovest; hanno decelerato tuttavia nel confronto con lo stesso trimestre del 2025. I giudizi degli operatori sulle prospettive del mercato immobiliare nazionale segnalano un cauto miglioramento, soprattutto su un orizzonte biennale.