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Commercialisti, Ordine Napoli lancia il Wallet di Identità

Roma, 1 ott. (askanews) – L’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli è il primo ordine professionale in Italia a dotarsi di un Wallet di identità digitale dedicato ai propri iscritti. L’iniziativa, realizzata sulla Wallet Platform di Namirial, fornitore di servizi fiduciari paneuropeo, segna un passaggio strategico dal tradizionale tesserino fisico a una credenziale elettronica certificata, sviluppata in piena conformità con le linee guida tecniche IT-Wallet.

L’applicazione non si limita a digitalizzare il tesserino professionale: consente infatti la verifica in tempo reale dell’effettiva iscrizione all’albo e della validità della credenziale, semplificando i controlli per tutti i soggetti coinvolti nella vita professionale del commercialista. Il Wallet integra inoltre la gestione dei crediti formativi e dei relativi esoneri, il pagamento delle quote associative, il badge di accesso fisico ai tribunali e alle sedi istituzionali, l’accesso ai servizi fiduciari Namirial quali la PEC e firma elettronica qualificata.

“Questa iniziativa nasce dall’ascolto delle esigenze quotidiane dei colleghi e dalla volontà di costruire un Ordine sempre più vicino, moderno ed efficiente. La trasformazione digitale – sottolinea Matteo De Lise, presidente dell’Odcec di Napoli – ha valore soltanto quando produce benefici concreti, riduce gli ostacoli burocratici e rende più semplice il rapporto tra professionisti e istituzioni. Il primato raggiunto dall’Ordine di Napoli rappresenta motivo di orgoglio, ma soprattutto una responsabilità: continuare a innovare, anticipando le esigenze della categoria e migliorando costantemente la qualità dei servizi offerti agli iscritti. Ci poniamo all’avanguardia nel percorso di trasformazione digitale degli enti professionali italiani, offrendo ai nostri iscritti uno strumento unico, sicuro e interoperabile, capace di semplificare la gestione quotidiana dell’attività professionale e di anticipare gli standard nazionali ed europei in materia di identità digitale”.

“Il progetto con l’Ordine di Napoli dimostra che il Wallet di identità digitale non è un traguardo del futuro ma uno strumento già operativo. Abbiamo costruito la nostra Wallet Platform – evidenzia Massimiliano Pellegrini, amministratore delegato di Namirial – perché fosse da subito allineata a IT-Wallet e all’EUDI Wallet: chi la adotta oggi non dovrà rifare nulla domani, quando il quadro nazionale ed europeo sarà pienamente operativo. Gli Ordini professionali, con le loro credenziali qualificate e la loro relazione di fiducia con gli iscritti, sono il punto di partenza naturale di questo percorso”.

Namirial ha messo a disposizione dell’Ordine la propria Wallet Platform, la tecnologia che permette di emettere e verificare in tempo reale le credenziali digitali degli iscritti e di gestirne in modo completo l’intero ciclo di vita. L’integrazione con il sistema informatico dell’Albo, gestito su GUILD del gruppo Namirial, consente inoltre di gestire avvisi, convocazioni e comunicazioni ufficiali, oltre a fungere da sistema di autenticazione unico per l’accesso a tutte le piattaforme online riservate agli iscritti: basterà la scansione di un QR-Code per condividere le proprie credenziali digitali, con un significativo innalzamento dei livelli di sicurezza rispetto ai sistemi tradizionali.

Con questa iniziativa l’Ordine di Napoli e Namirial si fanno promotori, su base nazionale, di un progetto già allineato alla direzione tracciata dal futuro European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet) e dal Regolamento eIDAS 2, che punta al riconoscimento reciproco delle credenziali digitali in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Una visione strategica che guarda oltre il contesto nazionale, aprendo scenari di riconoscimento della credenziale professionale anche a livello europeo e offrendo ai professionisti uno strumento unico, sicuro e interoperabile, capace di semplificare la gestione quotidiana dell’attività professionale e di anticipare gli standard nazionali ed europei in materia di identità digitale.

Inaugurato il nuovo Polo Angiografico dell’Ospedale Miulli

Bari, 1 ott. (askanews) – L’Ospedale “F. Miulli” festeggia i vent’anni del nuovo monoblocco con l’inaugurazione del nuovo Polo Angiografico, realizzato in collaborazione con Philips. La struttura comprende quattro sale ad alta tecnologia dedicate a emodinamica, elettrofisiologia e radiologia interventistica, pensate per migliorare la precisione delle cure e ridurre fino all’83% la dose di radiazioni.

“Miulli è una grande realtà. Oggi siamo qui per inaugurare un altro importantissimo pezzo del Sistema Sanitario Regionale, perché ricordiamo che il Miulli come ente ecclesiastico fa parte della rete degli ospedali pubblici della Regione Puglia. E’ un ospedale sul quale il sistema sta investendo tantissimo, l’attività sta incrementandosi e sta migliorando sotto il profilo degli esiti, quindi non solo della quantità ma anche della qualità” ha dichiarato Vito Montanaro, Direttore del Dipartimento Promozione della Salute e del Benessere Animale della Regione Puglia.

Il nuovo Polo ha inoltre la possibilità di integrare, direttamente in sala, informazioni provenienti da diversi fonti, come angiografia, ecocardiografia avanzata e mappaggio elettrofisiologico. L’équipe può così disporre in tempo reale di un quadro clinico più completo, nel quale dati anatomici e funzionali, insieme alle immagini tridimensionali, supportano il processo decisionale e l’esecuzione delle procedure.

“Per Philips è un onore essere parte di questo progetto, in cui abbiamo voluto dotare l’Ospedale Miulli della più avanzata tecnologia in ambito angiografico. Una tecnologia che permette di ottenere una qualità di immagini eccellente per il medico che opera, con una riduzione anche della dose di radiazione, che è nociva per il paziente. In queste tecnologie il “danno” biologico per il paziente è ridotto al minimo possibile grazie appunto alla tecnologia” ha aggiunto Alessandro Albonico, Business Leader di Philips per l’Italia.

“L’innovazione non si può fermare, la tecnologia non si può arrestare e quindi deve essere promossa. Questa è una struttura che, con il contributo e l’impegno di tutti sta crescendo. Ha una buona condizione generale di tenuta. Bisogna però sempre monitorare, perché gli equilibri sono delicatissimi. Quindi sì alla tecnologia e all’innovazione, ma il tutto va commisurato in maniera relativa alla centralità della persona” Giuseppe Russo, Vescovo e Governatore Ospedale F. Miulli

Un potenziamento che rafforza i percorsi multidisciplinari dell’ospedale e consolida la sinergia tra innovazione tecnologica e centralità del paziente, a servizio di tutto il territorio.

Rifiuti industriali: la nuova svolta verde

Cadoneghe, 1 ott. (askanews) – La gestione dei rifiuti industriali cambia pelle. Non più una semplice pratica burocratica, ma una vera strategia per misurare l’impatto sull’ambiente e far crescere l’azienda in chiave sostenibile

È per questo motivo che Chimar, azienda leader nella produzione di colori e additivi per materie plastiche, ha scelto di affidare ad Omnisyst la gestione dei propri rifiuti industriali. Abbiamo parlato con Andrea Millimaggi, Hse Officer E Rspp Di Chimar:

“Le informazioni che oggi abbiamo e che prima ci mancavano riguardano sicuramente la gestione del rifiuto, dal trasporto all’effettivo smaltimento, comprese anche le emissioni equivalenti prodotte dal trasporto e dalla stessa gestione dello smaltimento. Ci sono anche tutte quelle informazioni che riguardano la pura gestione, quindi il formulario e la questione legata al REentri. Grazie a Omnisyst non dobbiamo gestire direttamente ma passiamo attraverso il portale che semplifica tutto il processo di gestione del rifiuto”.

Oltre 760 mila chili di scarti analizzati in un solo anno: è così che Omnisyst fornisce dati e strumenti per tenere sotto controllo l’impatto ambientale e prendere decisioni strategiche. È poi intervenuto Marco Faggian, District Manager Di Omnisyst:

“Significa analizzare ogni singolo dato, dargli un contesto normativo e poi insieme al cliente andare a definire quelli che sono gli obiettivi chiari, e quindi i KPI. A livello di partnership, si tratta di un’unione, un aiuto tra due società sulla base di quelli che sono i loro obiettivi di 10, 20, 30 anni sulla base di quelle che sono le richieste di mercato e con i nuovi partner noi fornitori possiamo essere di supporto per fargli prendere le scelte strategiche migliori”

Il tutto con uno sguardo al futuro e con degli obiettivi ben chiari. Ha così concluso Andrea Millimaggi, Hse Officer E Rspp Di Chimar:

“I prossimi passi saranno miglioramenti che riguardano la sostenibilità come ci chiede mercato e normativa. Riguarderanno il miglioramento dei dati che riusciamo a raccogliere grazie al portale Omnisyst riguardo al trasporto e smaltimento dei nostri rifiuti che andranno ad unirsi insieme agli altri dati per l’analisi della nostra carbon footprint nei prossimi anni. Questi dati ci porteranno a un continuo miglioramento della gestione interna dei rifiuti, a una migliore separazione degli stessi. Ma anche a investimenti vari riguardanti l’ambiente, piuttosto che i rifiuti stessi e alle modalità di smaltimento”.

Un percorso fatto di dati e scelte consapevoli, per trasformare ogni scarto in una nuova opportunità ambientale, economica e industriale.

Laika dedica opera a Maja T. nei pressi ambasciata Ungheria a Roma

Roma, 1 ott. (askanews) – Nella notte tra il 30 settembre e il primo ottobre una nuova opera della street artist Laika dedicata a Maja T. è comparsa a Roma, in via Marcello Malpighi, nel quartiere Nomentano, a poche decine di metri dall’Ambasciata ungherese, dove l’artista aveva già affisso un’opera per chiedere la libertà di Ilaria Salis.

Questa volta ad essere rappresentata è Maja T., persona queer di nazionalità tedesca detenuta in Ungheria, Paese che perseguita gli antifascisti e non riconosce i diritti dei cittadini LGBTQ+.

Maja T. è stata condannata il 30 settembre in via definitiva a sette anni di carcere in uno dei filoni processuali legati alla contestazione della Marcia dell’Onore del 2023, quando migliaia di neonazisti hanno marciato nella capitale ungherese tra croci uncinate e simboli delle SS.

L’opera rappresenta Maja T. con il pugno alzato e le scritte “Freiheit fuer Maja” e “Free them all”, ricordando tutti gli antifascisti oggi perseguitati in Europa.

“Oggi Ungheria e Stati Uniti considerano il movimento antifascista un’organizzazione terroristica: sembra di essere tornati indietro di quasi un secolo”, ha dichiarato Laika. “Un’onda nera vuole travolgere di nuovo l’Europa e il mondo, ma noi dobbiamo resistere e non smettere di difendere le nostre libertà. Maja T. è quella che ha pagato di più fino a oggi, costretta a condizioni detentive inumane, che negano la sua identità di genere, e a lunghi periodi di isolamento. Oggi in tanti e tante chiediamo, come primo passo, che possa essere trasferita in Germania, vicino alla sua famiglia, per scontare lì il resto della sua sproporzionata pena”, ha aggiunto.

“In tanti chiediamo la libertà di Maja, come quella di Gino e di tutte e tutti coloro che lottano contro il fascismo e il nazismo”, ha concluso Laika.

L’opera è stata donata alla campagna di sostegno a Maja T., promossa da una coalizione di associazioni LGBTQ+ e dall’eurodeputata Ilaria Salis.

Nasce ATuPU, sindacato dei poli delle università telematiche

Roma, 1 ott. (askanews) – Centinaia di imprese, migliaia di lavoratori e oltre 300 mila studenti. Sono i numeri della nuova rappresentanza nazionale nata per tutelare il ruolo dei Poli di orientamento e costruire regole uniformi ed equilibrate nel mercato dell’università digitale in Italia. L’obiettivo è quello di trasformare una rete sino ad oggi frammentata in un interlocutore collettivo nazionale, capace di dialogare con Università, gruppi industriali e Istituzioni e di contribuire alla definizione delle regole del futuro dell’università digitale italiana.

ATuPU – Associazione per la Tutela dei Poli Universitari, è l’acronimo scelto per la nuova associazione di categoria costituita per rappresentare, coordinare e tutelare i Poli di orientamento, gli E-Learning Center Point e le imprese che operano nella rete territoriale delle Università Telematiche italiane.

ATuPU, spiegano i promotori in una nota ‘nasce dall’esigenza di dare una voce unitaria a una componente del sistema universitario che negli ultimi anni ha assunto un peso economico, occupazionale e sociale sempre maggiore, contribuendo in maniera determinante alla crescita della formazione universitaria digitale in Italia’.

I numeri descrivono ormai un vero e proprio comparto industriale: secondo il Rapporto ANVUR 2026, le 11 Università Telematiche riconosciute in Italia hanno raggiunto nell’anno accademico 2024/2025 307.861 studenti iscritti, contro i circa 119 mila del 2018/2019: una crescita di circa il 159% in appena sei anni. Gli studenti delle telematiche rappresentano ormai circa il 15% dell’intera popolazione universitaria italiana. Anche sotto il profilo economico le dimensioni raggiunte sono rilevanti. Le elaborazioni dell’Area Studi Mediobanca – rileva ancora ATuPU – sui dati 2024 collocano i proventi complessivi delle Università Telematiche nell’ordine di oltre un miliardo di euro l’anno. Il comparto genera circa il 5,2% dei proventi dell’intero sistema universitario italiano, ma il 21,6% dei suoi utili, con una marginalità operativa media significativamente superiore a quella degli altri segmenti universitari.

È, inoltre, un mercato caratterizzato da una crescente concentrazione: ‘nel 2024 – prosegue il comunicato – il principale gruppo operante nel settore rappresentava da solo circa il 50,8% dei proventi complessivi delle Università Telematiche, con oltre 197 mila studenti e più di 511 milioni di euro di proventi riferibili ai propri Atenei. Accanto agli Atenei si è però sviluppata, in tutta Italia, una rete capillare di centinaia di imprese, società, centri di formazione e operatori territoriali. La sola rete Pegaso ha dichiarato negli anni una presenza superiore a 500 E-Learning Center Point sul territorio nazionale. I Poli svolgono attività di orientamento, informazione, assistenza alle immatricolazioni, tutoraggio, sviluppo commerciale, supporto amministrativo e presidio territoriale, investendo direttamente in strutture, personale, comunicazione e acquisizione degli studenti. Intorno a questa rete opera un indotto composto da migliaia di lavoratori tra orientatori, tutor, personale amministrativo, addetti commerciali, consulenti, professionisti e collaboratori. Non esiste ancora una rilevazione pubblica nazionale capace di quantificare con precisione il numero delle società e degli occupati riconducibili ai Poli: per questa ragione, tra le prime iniziative di ATuPU vi sarà la realizzazione di un censimento nazionale dei Poli universitari, delle imprese coinvolte, degli addetti e del valore economico generato dalla rete territoriale. La straordinaria espansione delle Università Telematiche ha modificato profondamente gli equilibri del comparto’.

Alla crescente dimensione economica e organizzativa dei gruppi universitari, evidenzia ATuPU, ‘non è sempre corrisposta una parallela evoluzione delle tutele riconosciute alla rete di imprese territoriali che hanno contribuito alla costruzione e allo sviluppo delle rispettive reti, in rapporto di dipendenza rispetto agli Atenei o holding proprietarie committenti, verso le quali vigono spesso anche clausole di esclusività, di non concorrenza, nonché di sostanziale impedimento al contenzioso. ATuPU nasce proprio dalla necessità di superare una situazione nella quale centinaia di operatori economici, spesso piccole e medie imprese profondamente radicate nei territori, si trovano a negoziare individualmente con soggetti di dimensioni e forza contrattuale enormemente superiori, le quali infatti impongono modelli contrattuali dall’alto, non trattabili e che nel complesso compongono un quadro regolatorio interno che si appalesa come estremamente ingiusto e sfavorevole alle piccole imprese che compongono la rete’.

Negli ultimi anni sono emerse poi nel comparto ‘esigenze sempre più diffuse di maggiore equità, stabilità e trasparenza, relativamente, tra le altre cose alle condizioni economiche applicate ai Poli dalle Committenti; alle improvvise modifiche dei rapporti contrattuali; ai sistemi provvigionali; all’attribuzione degli studenti; all’ingerenza sulla forma societaria del piccolo fornitore; alla gestione dei contatti commerciali e dei database; ai criteri territoriali; all’uso di marchi e segni distintivi per svolgere l’attività commissionata; agli obiettivi minimi; alla remunerazione dei servizi accessori; alla continuità degli investimenti effettuati dagli operatori; alla regolamentazione delle modalità di tutela giurisdizionale’.

La crescita del settore, concludono i rappresentanti dell’associazione, ‘non può tradursi in una progressiva esternalizzazione del rischio d’impresa verso la rete territoriale, né nella possibilità che investimenti, organizzazione, personale e avviamento costruiti nel corso degli anni dai fornitori vengano messi in discussione da variazioni unilaterali e repentine delle condizioni economiche o organizzative, le quali sono rese possibili proprio dalla mancanza di alternative sul mercato imposta dai patti di esclusività e di monocommittenza’.

‘I Poli sono una realtà enorme in Italia – continua la nota -, sebbene finora disaggregata e vulnerabile. Un bacino di imprenditori e lavoratori che rappresentano un vanto per l’Italia per la capacità di sviluppo sfoderata in meno di un decennio. Pochi settori, infatti, possono vantare una crescita come quella che si è vista nel mercato delle università telematiche, ed il merito è soprattutto dei Poli, del loro intuito e del loro impegno imprenditoriale quotidiano. ATuPU non nasce contro le Università Telematiche. Nasce per costruire con esse un rapporto più maturo, equilibrato e trasparente’.

Il presupposto è semplice: ‘la rete territoriale non costituisce un elemento marginale del modello universitario digitale, ma rappresenta una delle infrastrutture che ne hanno consentito lo sviluppo. Alcune Università telematiche definiscono pubblicamente i Poli di Orientamento come il proprio network territoriale e come il ‘reale centro di sviluppo e crescita dell’Università’, sottolineandone la funzione di collegamento tra studenti, mondo del lavoro e territorio’.

L’Associazione opererà, in particolare, per rappresentare unitariamente i Poli nei confronti degli Atenei, dei gruppi universitari e delle Istituzioni; promuovere contratti uniformi a livello nazionale che siano equilibrati, trasparenti e sufficientemente stabili, tutelando gli investimenti e l’avviamento sviluppati dalle imprese territoriali; contrastare modifiche unilaterali, retroattive o economicamente sproporzionate dei rapporti commerciali e promuovere procedure di confronto preventivo con la rete; assicurare criteri chiari nell’attribuzione degli studenti, delle provvigioni, dei territori, delle sedi e delle attività commerciali; tutelare la corretta remunerazione delle attività effettivamente svolte dai Poli e impedire che nuovi servizi o nuovi obblighi vengano trasferiti sulla rete senza un adeguato equilibrio economico; promuovere regole trasparenti sulla gestione dei lead, dei CRM, dei dati commerciali e del patrimonio informativo generato autonomamente dai Poli; vigilare sul rispetto dei principi di buona fede, correttezza commerciale, concorrenza e divieto di abuso di dipendenza economica; fornire assistenza tecnica, legale e istituzionale agli associati a prezzi calmierati; aprire un’interlocuzione stabile con il Ministero dell’Università e della Ricerca, AGCM e le altre Autorità competenti; realizzare il primo osservatorio permanente sui numeri, sull’occupazione, sui contratti e sull’andamento economico dei Poli delle Università Telematiche.

‘Il successo delle Università Telematiche è anche il successo delle centinaia di imprenditori e delle migliaia di persone che, per anni, hanno costruito sul territorio relazioni, strutture, competenze e fiducia – dichiara Matteo Fortunati, Segretario di ATuPU -. Oggi questo mondo ha raggiunto una dimensione tale da non poter più essere considerato una sommatoria di singoli partner commerciali. È un settore economico vero e proprio e come tale ha bisogno di rappresentanza, regole uniformi a livello nazionale e tutele. Non vogliamo contrapporre i Poli agli Atenei. Al contrario, vogliamo rendere questo rapporto più solido e sostenibile. Ma crescita e concentrazione del mercato devono accompagnarsi a trasparenza, proporzionalità e certezza dei rapporti contrattuali. Chi investe per anni nello sviluppo di un brand altrui deve poter programmare con serenità il proprio futuro e quello dei propri lavoratori’.

Il 10 ottobre la 22esima Giornata del contemporaneo

Milano, 5 ott. (askanews) – Lorenzo Balbi, Presidente AMACI introduce la Ventiduesima giornata del Contemporaneo: “Il 10 ottobre 2026 è la Giornata del Contemporaneo. Come tutti gli anni, la Giornata del Contemporaneo promossa da Amaci, l’Associazione dei Musei di Arte Contemporanea italiane, insieme con la Direzione Generale e Creatività Contemporanea del Ministro della Cultura e la Rete Estera MAECI del Ministro degli Affari Esteri. E’ una grande festa del contemporaneo che ribadisce ancora con forza quanto diffuso territorialmente sia il sistema dell’arte contemporanea, quanti sono professionisti e professioniste che ci lavorano, gli artisti. L’invito, come sempre, è quello di lasciarsi stupire, colpire da quei luoghi di produzione che non sono solo i musei, le fondazioni pubbliche e private, le gallerie, ma sono anche gli studi di artisti, le accademie, quelle piccole realtà che in questa giornata orgogliosamente aprono gratuitamente le loro porte al pubblico per farsi scoprire, per far capire come il sistema dell’arte contemporanea sia vivo e vitale in Italia”.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è Geografie della contemporaneità, una riflessione sul presente come spazio attraversato da trasformazioni continue, nel quale territori, comunità e identità si definiscono attraverso relazioni, conflitti, scambi e processi. Un invito a leggere il mondo contemporaneo come una geografia in movimento, nella quale l’arte può offrire strumenti di interpretazione critica e nuove prospettive di lettura.

Per la Ventiduesima Giornata del Contemporaneo, AMACI ha scelto un’immagine tratta dalla serie Working for a World Free of Poverty, 2014 – 2026 di Adelita Husni Bey, un progetto che prende avvio da dati statistici elaborati da organismi internazionali per riflettere criticamente sulle modalità con cui vengono costruite e rappresentate le dinamiche economiche, sociali e geopolitiche del presente. Attraverso una traduzione visiva essenziale e al tempo stesso fortemente evocativa, l’artista rende percepibili i meccanismi che regolano la distribuzione delle risorse, la produzione dei dati e le rappresentazioni attraverso cui interpretiamo le geografie contemporanee: nell’immagine selezionata, il gesto di un uomo in giacca e cravatta, che suddivide in modo diseguale confetti colorati, richiama simbolicamente le logiche di classificazione, ripartizione e attribuzione di valore che accompagnano la costruzione delle narrazioni economiche globali. La semplicità degli elementi utilizzati rende immediatamente percepibile il rapporto tra dati, risorse e disuguaglianze, suggerendo come i confini che definiscono il nostro tempo non siano soltanto geografici, ma anche economici e culturali.

L’iniziativa si avvale del sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea, nell’ambito del Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura, della collaborazione della Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del patrocinio di Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Camera dei deputati, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani e ICOM Italia.

I genitori di Giulio Regeni: il governo ora non si pieghi all’Egitto

Roma, 1 ott. (askanews) – Paola e Claudio Regeni chiedono al governo italiano di non piegarsi alle pressioni dell’Egitto dopo la sentenza sul sequestro, le torture e l’uccisione del figlio Giulio. In un’intervista a Repubblica, i genitori del ricercatore sottolineano che, dopo il pronunciamento dei giudici, spetta ora all’esecutivo difendere “la dignità di un Paese”, che “non è negoziabile”.

“Abbiamo avuto finalmente verità e giustizia”, affermano, ricordando però che “in tutti questi anni non si può certo dire che il governo del nostro Paese ci abbia sostenuto nell’ottenere collaborazione dal regime egiziano”. Una collaborazione che, aggiungono, “in effetti non è mai esistita”, mentre dal Cairo sono arrivati depistaggi destinati, secondo i Regeni, a coprire “le proprie responsabilità e quelle dei propri apparati”.

Il governo, sostengono Paola e Claudio Regeni, ha adesso “l’occasione di riscattarsi” e deve mostrarsi “intransigente nel rivendicare la propria dignità nazionale”, pretendendo che venga dato seguito a quanto stabilito dalla sentenza. “Finché la cosiddetta real politik prevarrà sulla tutela dei diritti e della dignità, nessun cittadino sarà sicuro nel mondo. Un governo che si mostri debole nei confronti di un regime è già perdente”.

I Regeni chiedono inoltre che restino esposti gli striscioni gialli dedicati a Giulio. Dopo la sentenza, spiegano, avevano pensato che fosse arrivato il momento di riporli, ma “proprio ora, più che mai, l’onda gialla deve farsi presidio dei diritti in un mondo e in un Paese che tende ad accantonarli in virtù di interessi ‘altri'”. “La giustizia, in una sentenza emessa in nome del popolo italiano, è stata scritta. Ma ora deve essere agita”.

Condannata a morte in Tennessee, Christa Pike sopravvive all’iniezione letale

Roma, 1 ott. (askanews) – Una donna condannata a morte in Tennessee è sopravvissuta alla somministrazione del pentobarbital durante un’esecuzione con iniezione letale, interrotta dopo che continuava a respirare nonostante le fossero state iniettate le due siringhe del farmaco previste dal primo ciclo del protocollo. Christa Pike, 50 anni, è stata successivamente trasferita in ospedale. Il governatore Bill Lee ha ordinato un’indagine indipendente e sospeso le altre esecuzioni previste nello Stato per il resto dell’anno.

La vicenda si è sviluppata nell’arco di un’intera giornata, con un incredibile saliscendi di emozioni per la condannata. L’esecuzione, inizialmente prevista alle 10 del mattino (ora locale), era stata sospesa poco prima da una corte federale d’appello, che aveva chiesto tempo per esaminare un nuovo ricorso della difesa. Il Tennessee si è però rivolto alla Corte suprema degli Stati uniti, che alcune ore dopo ha annullato lo stop e autorizzato lo Stato a procedere.

La procedura è quindi iniziata in serata nel carcere di massima sicurezza Riverbend di Nashville. Secondo i giornalisti ammessi come testimoni, alle 19.27 Pike era legata al lettino ma ancora cosciente. A un certo punto ha sollevato la testa e ha chiesto agli agenti se fosse normale ciò che sentiva a un braccio.

Entro le 20.26 erano state somministrate le due siringhe di pentobarbital previste dal primo ciclo. Pike non ha però perso definitivamente conoscenza e ha continuato a respirare. I testimoni hanno riferito di averla sentita russare regolarmente anche dopo la chiusura delle tende che separavano la camera delle esecuzioni dalla sala di osservazione.

Alle 20.53 il collegamento audio è stato interrotto e i giornalisti sono stati fatti uscire. Poco dopo sono arrivati mezzi di soccorso e Pike è stata trasferita in un ospedale.

Il Dipartimento penitenziario del Tennessee ha affermato di aver “seguito ogni fase del protocollo legale e stabilito per le esecuzioni, approvato dall’ufficio del procuratore generale”, aggiungendo che il farmaco utilizzato “si è dimostrato costantemente efficace”.

Il protocollo del Tennessee utilizza esclusivamente pentobarbital. Il primo ciclo prevede due siringhe contenenti complessivamente 5 grammi del farmaco, precedute e seguite da soluzione salina. Se il condannato è ancora vivo dopo il periodo di attesa e il controllo medico, è previsto un secondo set di siringhe. Non è stato finora chiarito ufficialmente se questo secondo ciclo sia stato somministrato a Pike.

I suoi avvocati avevano avvertito prima dell’esecuzione delle difficoltà legate all’accesso venoso della donna e avevano contestato il protocollo. Dopo il fallimento della procedura hanno presentato nuovi ricorsi d’emergenza, sostenendo che la loro assistita era stata sottoposta a sofferenze inutili.

E’ il secondo tentativo di esecuzione fallito quest’anno in Tennessee. A maggio un’altra procedura era stata interrotta perché il personale sanitario non era riuscito a stabilire una seconda linea endovenosa e successivamente una linea venosa centrale. In quel caso, tuttavia, il farmaco letale non era stato somministrato.

Pike, condannata per l’uccisione della diciannovenne Colleen Slemmer nel 1995, avrebbe dovuto essere la prima donna giustiziata in Tennessee da oltre due secoli. La donna venne condannata di omicidio di primo grado 30 anni fa; Pike aveva 18 anni quando lei e il suo fidanzato (allora 17enne) uccisero una loro compagna di scuola 18enne (Colleen Slemmer, sul cui corpo fu inciso un simbolo satanico). La condanna arrivò un anno dopo facendo di Pike la donna più giovane a finire nel braccio della morte nella storia moderna degli Stati Uniti. Da allora, è venuta alla luce la sua storia di vittima di abusi sessuali subiti da quando era bambina e problemi di salute mentale (disturbo bipolare e disturbo post-traumatico da stress). Per questo organizzazioni in difesa dei diritti civili come Aclu e Amnesty International avevano fatto leva sull’opinione pubblica affinché il governatore del Tennessee optasse per annullare la pena di morte.

Cinema, Mia 2026: presentato il programma della XII edizione

Roma, 1 ott. (askanews) – Presentata a Roma, a Palazzo Barberini, la 12esima edizione del Mia – Mercato Internazionale Audiovisivo, promosso da Anica(Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali), presieduta da Alessandro Usai, e da Apa (Associazione Produttori Audiovisivi), presieduta da Chiara Sbarigia, e con la direzione di Gaia Tridente.

La manifestazione torna a Roma dal 19 al 23 ottobre presentando una nuova configurazione del mercato, che trasforma via Veneto e Piazza Barberini in un distretto dedicato all’industria del cinema e dell’audiovisivo internazionali per favorire l’incontro tra creatività, industria, finanza e innovazione.

Sono 630 i progetti iscritti (+26% rispetto al dato del 2025), provenienti da 83 paesi, che hanno risposto alle call del mercato. Al termine di un processo di selezione, 104 progetti da 43 paesi (Armenia, Australia, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Colombia, Croazia, Danimarca, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, India, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Moldavia, Montenegro, Nigeria, Norvegia, Paesi Bassi, Panama, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Slovacca, Romania, Serbia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sudan, Svezia, Turchia, Ucraina, Ungheria) sono stati scelti per partecipare ai diversi programmi industriali del Mia (Co-Production and Gap Financing Market e nelle sessioni di Work-In-Progress), restituendo una geografia ampia e diversificata della produzione audiovisiva contemporanea.

A questo si affianca un articolato programma editoriale, con oltre 40 conferenze, talk e incontri che si svolgeranno nelle 7 location ufficiali del Mia, con 85 speaker internazionali, con una presenza femminile superiore al 40%. Tra gli eventi di maggior rilievo, il 21 ottobre alle ore 11, presso la sala Pietro da Cortona di Palazzo Barberini, la presidente di Apa, Chiara Sbarigia, presenta l’ottavo Rapporto sulla produzione audiovisiva nazionale, che restituisce una fotografia dei valori economici e occupazionali e delle tendenze in atto del 2025-2026. A seguire, un incontro con i protagonisti principali del settore, per confrontarsi sul tema della qualità delle produzioni. Al panel prenderanno parte Maria Pia Ammirati (direttore di Rai Fiction), Tinny Andreatta (vicepresidente per i contenuti italiani di Netflix), Giampaolo Letta (vicepresidente e amministratore delegato di Medusa Film), Emanuele Marchesi (director di Sky Studios Italia), Nicole Morganti (Head of Local Originals Southern Europe di Amazon Studios) e Laura Carafoli (SVP Head of Content Southern Europe, Warner Bros. Discovery). Il 22 ottobre dalle 10.30 alle 13.00 a Palazzo Barberini, nel contesto della ricerca continuativa Sala e Salotto, Anica presenta un approfondimento sul consumo dei film nei passaggi successivi alla sala, analizzando la fruizione attraverso servizi pay, lineari e streaming. A seguire, un confronto tra i rappresentanti dell’industry sui risultati della ricerca.

Alessandro Usai, presidente di Anica ha dichiarato: “Il valore del Mia si misura nella sua capacità di trasformare gli incontri in collaborazioni, le idee in opere e il talento in crescita industriale. In una fase di profonda trasformazione dell’audiovisivo, il Mercato rafforza la propria dimensione internazionale e la propria funzione di piattaforma capace di accompagnare i progetti dall’idea alla realizzazione, mettendo in relazione creatività, imprese, capitali e opportunità. In questo scenario, sempre più internazionale, la disponibilità di strumenti finanziari innovativi e di soluzioni che aiutino le imprese a reperire fonti finanziarie per la realizzazione dei progetti ed anche per sostenere la crescita aziendale è diventato un fattore critico di sostenibilità e sviluppo dell’industria cine audiovisiva”.

Chiara Sbarigia, presidente Apa ha aggiunto: “Dopo dodici anni, ripensare il Mia era necessario per rispondere alle nuove sfide che i produttori italiani sono chiamati ad affrontare. La nuova attenzione ai microdrama e alle forme emergenti di serialità, un nuovo programma dedicato alla serialità animata e una piattaforma sugli strumenti finanziari europei e internazionali rafforzano la capacità del Mia di accompagnare l’intera filiera in modo sempre più integrato. È la stessa direzione in cui si sono mosse quest’anno le attività di Apa, che ha commissionato una ricerca sulle piattaforme digitali e avviato un progetto per costituire un Fondo pubblico-privato per i produttori indipendenti. La missione resta la stessa: mantenere il mercato aderente a un contesto globale in rapida trasformazione, intercettando nuovi linguaggi, modelli produttivi e opportunità di finanziamento, perché le nostre imprese trovino lo spazio che meritano nel panorama nazionale e internazionale”.

Gaia Tridente, direttrice del Mia, ha dichiarato: “Questa edizione nasce da un’ambizione precisa: leggere le trasformazioni del mercato mentre accadono e tradurle in opportunità concrete per l’industria. Il programma riunisce progetti, voci e protagonisti di primo piano dell’industria internazionale, in una costellazione di temi, esperienze e prospettive diverse, che crea nuove connessioni e restituisce la complessità e le trasformazioni del mercato contemporaneo, mettendo in relazione creatività, industria, finanza e innovazione e rendendo il programma più fluido, trasversale e internazionale. È in questa capacità di connettere idee, capitale, talenti e imprese che si definisce sempre più il ruolo del Mia: un’infrastruttura di sistema al servizio dell’audiovisivo e un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni dell’industria globale, capace non solo di interpretare il cambiamento, ma di generare opportunità, attrarre investimenti, aprire nuovi mercati e rafforzare la competitività dell’industria nazionale e internazionale”.

La dodicesima edizione è realizzata con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Lavoro, Istat: ad agosto disoccupazione sale al 6,2%, per giovani al 20,3%

Roma, 1 ott. (askanews) – Ad agosto il tasso di disoccupazione sale al 6,2% (+0,2 punti) e quello giovanile al 20,3% (+0,6 punti). La crescita delle persone in cerca di lavoro (+3,1%, pari a +48mila unità) coinvolge gli uomini, le donne e tutte le classi d’età. E’ la stima preliminare diffusa dall’Istat.

La diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,2%, pari a -21mila unità) riguarda gli uomini e tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni tra i quali è in crescita; tra le donne invece l’inattività è sostanzialmente stabile. Il tasso di inattività cala al 32,7% (-0,1 punti).

Tassi sui titoli decennali Usa salgono ai massimi dal 2002

Roma, 1 ott. (askanews) – Continuano a salire i tassi sui titoli di Stato delle economie avanzate e in particolare sui titoli del Tesoro statunitensi. Nelle contrattazioni mattutine sul mercato di Londra, i rendimenti dei Treasuries decennali hanno raggiunto il 5,33%, secondo il Financial Times toccando il livello più elevato dal 2022.

I tassi sui titoli a 30 anni del Tesoro della Gran Bretagna hanno raggiunto il 6%, il massimo del 1998. I tassi sul decennale del Giappone al 3,1% sono ai massimi dal 2007.

La dinamica rialzista è collegata anche ai rincari del petrolio e ale prospettive di nuovi aumenti dei tassi delle banche centrali e non risparmia i titoli di tutta l’area euro e dell’Italia.

Al 4,71%, il tasso dei Btp a 10 anni, che sale di 13 punti base rispetto a ieri, si attesta ora ai massimi dall’ottobre del 2023, con un differenziale rispetto ai tassi dei Bund tedeschi a 108 punti base. Lo spread tra Francia e Germania ha raggiunto 132 punti Base.

Carburanti, proseguono i cali, benzina sotto 2,1 euro al litro

Roma, 1 ott. (askanews) – In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service, lungo la rete stradale nazionale, continua a scendere, attestandosi a 2,084 euro-litro per la benzina e 2,285 euro-litro per il gasolio. Cali anche sulla rete autostradale: il prezzo medio self è di 2,122 euro-litro per la benzina e 2,328 euro-litro per il gasolio.

“La progressiva diminuzione dei prezzi dei carburanti che si sta registrando da lunedì fa seguito alla decisione delle compagnie Eni, Ip e Q8 di accogliere l’appello del governo e di applicare un ‘price cap’ a benzina e diesel alla pompa. Il taglio sta determinando un ampliamento del divario dei prezzi rispetto a quelli delle compagnie che ancora non hanno introdotto la misura”, si legge nella nota diffusa dal Mimit.

Borse Europa aprono in calo, Londra -1,61% la peggiore, Milano -0,98%

Roma, 1 ott. (askanews) – Avvio di seduta al ribasso per le borse in Europa. Londra segna il calo più marcato con un meno 1,61%, pesanti anche Parigi con il meno 1,10% e Francoforte al meno 1,11%. Madrid è in calo dell’1,40%. A Piazza Affari, dopo circa 20 minuti di contrattazioni, l’indice Ftse-Mib accentua il calo al meno 0,98%, con le flessioni più forti su Tim (-4%), Poste Italiane (-2,76%), Moncler (-2%), e Finecobank (-1,94%).

In rialzo invece Prysmian (+2,82%), Technoprobe (+1,82%), Campari (+1,63%) e Fincantieri (+1,54%).

Il dollaro continua a salire e a 1,1308 sul biglietto verde l’euro cala ai minimi dal maggio dello scorso anno, complicando il problema delle pressioni inflazionistiche.

A sostenere la forza del dollaro la prospettiva di tassi di interesse più elevati, collegata ai rialzi di petrolio e energia che oggi pesa anche sui titoli di Stato di tutta l’eurozona. Il rendimento del Btp decennale Italiano sale al 4,67%, il differenziale rispetto ai tassi dei Bund tedeschi equivalenti tocca 105 punti base; lo spread Francia-Germania ha raggiunto 130 punti Base.

Btp, tasso 10 anni sale al 4,66%, spread a 104 punti base

Roma, 1 ott. (askanews) – Avvio di giornata con nuovi rialzi dei tassi sui titoli di Stato italiani e di tutta l’area euro. Alle prime battute i rendimenti dei Btp decennali salgono di circa 8 punti base al 4,66%, secondo Mts il differenziale rispetto ai tassi dei Bund tedeschi equivalenti – lo “spread” – segna 104 punti base.

Rialzi analoghi coinvolgono i titoli degli altri paesi dell’area valutaria e lo spread Francia-Germania si allarga a 129 punti Base.

A spingere al rialzo i tassi dell’obbligazionario pubblico, ma anche del settore privato, contribuiscono gli elevati prezzi del petrolio, che in prospettiva potrebbero comportare tassi di interesse di riferimento più elevati da parte delle banche centrali, con conseguenze frenanti sulla crescita economica.

Texas, arrivano i coreani: la mossa di Trump per battere Talarico

Donald Trump prova il colpo ad effetto. E sceglie il Texas, dove la partita per il Senato sta diventando una delle più delicate delle elezioni di novembre. La Corea del Sud investirà 22,3 miliardi di dollari per realizzare a Encinal una gigantesca centrale elettrica a gas da oltre 6 gigawatt, destinata soprattutto ad alimentare data center dell’intelligenza artificiale e impianti per semiconduttori. L’avvio delle attività è previsto dal 2029.

 

Dai dazi agli investimenti

L’operazione viene da lontano. Nel 2025 Washington e Seoul raggiunsero un accordo commerciale: gli Stati Uniti ridussero al 15 per cento i dazi su importanti prodotti sudcoreani e Seoul assunse un impegno complessivo per 350 miliardi di dollari di investimenti negli Stati Uniti.

Di questi, 150 miliardi sono destinati alla cantieristica navale e 200 miliardi agli investimenti strategici. La centrale texana è il primo progetto concretamente individuato all’interno di quest’ultima quota. Seguono, ancora in differenti fasi di definizione, otto grandi centrali nucleari e il gigantesco progetto Alaska LNG, al quale vengono associati investimenti per circa 54 miliardi.

Non è dunque vero, come potrebbe far pensare una lettura frettolosa dell’annuncio di Trump, che i coreani mettano 200 miliardi nella sola centrale texana. È però significativo che il primo investimento sia proprio in Texas.

 

La carta dell’energia

Trump può così trasformare un accordo internazionale in uno spot domestico: dazi, capitali stranieri, energia americana, intelligenza artificiale, posti di lavoro. Tutto concentrato nello Stato dove il repubblicano Ken Paxton deve recuperare terreno sul democratico James Talarico.

Il presidente cerca quindi di imprimere il proprio marchio sulla campagna: mostrare che la sua politica dei dazi produce investimenti e che l’America di Trump dispone dell’energia necessaria alla nuova economia digitale. Il progetto di Encinal, per dimensioni e valore simbolico, si presta perfettamente alla rappresentazione.

La coincidenza con la battaglia elettorale è evidente, anche se non autorizza a sostenere che la centrale sia stata localizzata in Texas per aiutare Paxton. Reuters osserva che Trump sta utilizzando proprio questi grandi annunci economici per rafforzare il messaggio repubblicano alla vigilia delle midterm.

 

Talarico resta davanti

Il problema per Trump è che, almeno finora, Talarico continua a precedere Paxton nei principali sondaggi pubblici. La media RealClearPolling del 26 settembre registra il democratico al 47,6 per cento e il repubblicano al 44,7, con un vantaggio di 2,9 punti; le rilevazioni più recenti oscillano però da margini minimi fino a sei punti.

E qui arriva la beffa. Trump era già sceso in campo personalmente organizzando a Dallas la grande convention repubblicana. Doveva essere la scossa capace di rilanciare Paxton. Secondo lo stesso candidato repubblicano, invece, avrebbe prodotto l’effetto contrario.

In una registrazione di un incontro privato con finanziatori, Paxton ha ammesso: «quando abbiamo fatto quella convention, i nostri numeri sono scesi». La sua campagna contesta l’interpretazione della registrazione e sostiene che i dati siano successivamente migliorati.

Ora Trump ci riprova. Non più soltanto con il comizio, ma con 22 miliardi di dollari e sei gigawatt di potenza. I coreani arrivano in Texas. Resta da vedere se basteranno a cambiare l’andamento della corsa al Senato.

Si vota per rinnovare i Comites. Maria Chiara Prodi: «Informiamo i connazionali»

Non sono organismi molto conosciuti in Italia, ma per milioni di connazionali che vivono fuori dai confini nazionali i Comites – Comitati degli Italiani all’Estero – rappresentano il livello più vicino di rappresentanza delle comunità italiane. Eletti direttamente dai cittadini residenti nelle diverse circoscrizioni consolari, dialogano con consolati, ambasciate e istituzioni e fanno emergere esigenze e problemi dei territori.

Il loro rinnovo (il 4 dicembre) entra adesso nella fase decisiva. Il 4 dicembre si voterà per scegliere i nuovi componenti e, in queste settimane, si stanno formando e presentando le liste.

«È il momento più delicato»

A richiamare l’attenzione sull’appuntamento è Maria Chiara Prodi, segretaria generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie), al termine del Comitato di presidenza riunito dal 28 al 30 settembre alla Farnesina, in preparazione della plenaria di novembre.

Prodi ha ringraziato quanti, nelle diverse comunità, stanno lavorando alla costruzione delle candidature. È questa, ha sottolineato, «la fase più delicata, quella della presentazione delle liste».

Un passaggio non soltanto organizzativo. La capacità di presentare liste rappresentative e partecipate determina infatti la possibilità dei Comites di mantenere un rapporto effettivo con comunità italiane all’estero profondamente cambiate negli ultimi anni.

Meno burocrazia, più servizi digitali

Proprio per favorire la partecipazione, il Cgie ha chiesto alla Farnesina di individuare modalità che consentano di alleggerire gli adempimenti più gravosi previsti dalle procedure.

Parallelamente è aperto il confronto con la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero sulla digitalizzazione dei servizi consolari, tema particolarmente importante per chi vive a grande distanza dalle sedi consolari e di rappresentanza.

La questione riguarda ormai direttamente la qualità del rapporto fra lo Stato e una comunità italiana nel mondo numerosa, diffusa e molto diversa da quella dell’emigrazione tradizionale.

 

Per votare bisogna iscriversi entro il 4 novembre

C’è infine un passaggio che rischia di sfuggire proprio a chi non segue abitualmente le vicende degli organismi di rappresentanza.

Per questa tornata è prevista infatti l’inversione dell’opzione: il cittadino non riceverà automaticamente il materiale elettorale. Chi vuole votare il 4 dicembre deve chiedere di essere inserito nell’elenco elettorale entro il 4 novembre.

Da qui l’appello di Prodi: «È necessario far arrivare un messaggio chiaro per favorire la massima partecipazione». Ed è probabilmente questa la vera sfida delle prossime settimane: fare in modo che il rinnovo dei Comites non rimanga una vicenda per addetti ai lavori, ma diventi un appuntamento riconoscibile per gli italiani che vivono, lavorano e studiano nel mondo.

La Calabria secondo Vannacci: l’antica frattura tra città e campagna

“Ma sedendo e mirando” è nato un confronto con Lucio D’Ubaldo, il Direttore de Il Domani d’Italia, che ha ragionato sul fatto che il recentissimo voto in Calabria merita un’attenzione che debba sapersi guardare da commenti a caldo e saper andare a saldo dopo una accorta lettura dei dati.

Ne è emerso che quella Circoscrizione elettorale è composta da 71 Comuni, dove il più conosciuto è ovviamente Reggio di Calabria. Non è solo, quindi, quella città ad essere stata coinvolta nella chiamata al voto per le elezioni suppletive, dove si è affermato il rappresentante espressione dei partiti della compagine di governo.

 

Vecchio e nuovo in opposte trincee

Il dato su cui riflettere è come Vannacci abbia preso il 7% dei consensi in città e il 14% nel resto del collegio (70 comuni e una popolazione di circa il 44% sul totale). È possibile ipotizzare che la cultura woke abbia intimorito realtà territoriali più legate a valori di stampo tradizionale o, per dirla in altro modo, meno spregiudicate.

L’adozione di minori, ad esempio, per mano di coppie omosessuali e quant’altro nel bagaglio di questa attuale corrente di pensiero non ha dato luogo a reazioni soltanto nella periferia americana ma anche dalle nostre parti. I progressisti o quelli più alla moda potrebbero essere indotti a pensare che si tratta di una incapacità di emancipazione, di non saper leggere il nuovo che si fa strada e pretende spazio se non addirittura corsie preferenziali. I 12 Comuni che in quella Circoscrizione portano i nomi di Santi sono stati indotti probabilmente ad alzare le barricate contro un vento che non li persuade affatto.

Emancipare indica la possibilità di uscire da una certa condizione e prendere per mano il proprio destino. Eppure è da poter credere che le più agresti realtà di periferia preferiscano starsene nel loro e non andare troppo sotto braccio al centro metropolitano, città di Reggio che la fa un po’ da padrona.

 

La lezione di Esopo

Messe così le cose, la tentazione è quella di ricondursi alla favola di Esopo in cui si racconta di due cugini, un topo di città ed uno di campagna. Il primo, dopo un periodo passato come ospite del secondo, si è dovuto adattare a cibarie semplici che rasentano la miseria. Quindi inviterà a sua volta il modesto topo avvezzo al mondo contadino a sperimentare il lusso e lo sfarzo di una città.

Nell’occasione, a fronte di ogni grazia di Dio da gustare, vengono a galla i pericoli costanti da fronteggiare in un ambiente di tal genere. Saranno costretti a guardarsi da cani feroci e padroni di casa per nulla accoglienti. Al termine, il topo di campagna emetterà una massima lapidaria: “Meglio lardo e fagioli in pace che dolci e marmellata nell’angoscia”.

 

Voglio andare a vivere in campagna

Potrebbe essere questo il punto di forza di Vannacci che, in buona misura, trova voti al sapore di lardo, sapendo intercettare i sentimenti della gente che abita in zone rurali, facendo appello alla tradizione solo per la parte che gli torna utile.

Stando alle ultime espressioni del Santo Padre non si ha l’impressione che Italia Futura abbracci infatti il Vangelo per ogni sua pagina, compresi i doveri di comprensione e compassione.

In ogni caso si consiglia di essere prudenti perché “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”.

Mounier: l’eroismo della pace. Oltre bellicisti e pacifisti

Né bellicisti né pacifisti

All’interrogativo Pacifisti o bellicisti? Emmanuel Mounier, il padre del “personalismo comunitario”, rispose risolutamente — era il 1939 — «né bellicisti né pacifisti», e portò le sue ragioni nell’omonimo saggio pubblicato quell’anno sulla sua rivista Esprit, dove esprimeva l’esigenza di operare per la pace ispirandosi non all’arrendevolezza né alla violenza, bensì alla fortezza, che permette di evitare tanto l’aggressività dei cosiddetti guerrafondai, quanto la debolezza di sedicenti pacifisti.

Così la posizione mounieriana è alternativa sia alla guerra e alla violenza che veicola, sia a una pace frutto di inettitudine, seppure nascosta; per Mounier bisogna appellarsi alla virtù della fortezza, la quale si coniuga con la mitezza non meno che con l’arditezza: sono, queste, le qualità che gli operatori di autentica pace devono avere.

È in questo contesto che Mounier richiama la responsabilità dei cristiani, i quali sono chiamati a dare un loro specifico contributo alla ricerca e alla realizzazione della pace secondo questo spirito di impegno attivo, che è insieme reattivo e creativo. Da qui il successivo titolo dato al saggio: I cristiani e la pace, che in italiano è stato più volte proposto: prima dall’editrice Ecumenica di Bari, a cura di Ada Lamacchia, nel 1978, poi da Città Aperta di Troina nel 2008 e infine da Castelvecchi di Roma nel 2022, in entrambi i casi a mia cura.

 

La pace come costruzione

Ed è invito che vale anche per il nostro tempo, nel quale le due posizioni — bellicisti e pacifisti — si contrappongono in un’alternativa che non risolve i problemi, mentre l’alternativa indicata da Mounier potrebbe aprire a un’altra logica, nella quale la categoria della responsabilità porta a concepire la pace non in termini astratti e statici, bensì concreti e dinamici, cioè come una costruzione eroica, a cui tutti possono dare un apporto.

Così la pace si configura (direi) come “pacificazione”, analogamente ad altri principi moderni indicati dall’Illuminismo e radicati nel Vangelo, come libertà, eguaglianza e fratellanza che, per evitare l’ideologia o l’utopia, hanno bisogno di essere concepiti in termini processuali e di configurarsi rispettivamente come liberazione, eguagliamento e affratellamento.

In tal modo la concezione costruzionista della pace la configura non solo come assenza di conflitti, ma come capacità di risolverli in modo non violento, dunque altro che acquiescenza alla prepotenza, bensì capacità di assunzione di responsabilità delle scelte e delle loro conseguenze.

 

Forte ma non violenta, mite ma non debole

Di questa pace che è uno stile di vita — forte ma non violento, mite ma non debole — il saggio di Mounier è espressione emblematica, in quanto offre più di un motivo di riflessione per un valido approccio alla pace: valido in quanto sa andare oltre la sua riduzione a utopia da parte dei bellicisti e a ideologia da parte dei pacifisti, e in quanto sa assumere una posizione che, senza nulla concedere alla retorica e alla strumentalizzazione della pace, mostra l’efficacia di un impegno concreto e feriale per una convivenza civile autenticamente umana.

Per questo è importante ascoltare voci come quella di Mounier, il quale denunciava non solo la guerra effettiva, ma anche la pace apparente, la quale «può essere a certe condizioni un male spirituale equivalente al male della guerra». Pertanto «un giudizio cristiano può dover mettere su un piano di stretta equivalenza morale una guerra fondata sull’odio e la menzogna e una pace nutrita di egoismo, di viltà e di spergiuro».

Su questa base Mounier fissa in alcune tesi la sua concezione cristiana della pace. Primo: «la guerra è un flagello in qualsiasi epoca. La guerra moderna è insieme un cataclisma sproporzionato a qualunque possibile causa ed è una catastrofe spirituale totale».

Secondo: «per il cristiano la guerra non è la sola dimissione possibile»; ce ne sono altre due: quella di «acquistare la pace a prezzo di un accrescimento di bassezza, di un nuovo regresso dello spirito cristiano dinanzi alle forze anticristiane» («il cristiano non ha diritto di fare questa scelta»); e quella di «rifiutarsi a qualsiasi azione potendo correrne il rischio»: in quanto «significa rifiutarsi a qualsiasi resistenza, poiché tale rischio si trova ovunque, salvo che nell’avvilimento o nel suicidio deliberato. Si deve correre questo rischio, mentre si deve fare uno sforzo tanto più eroico per scongiurarlo. Dio deciderà il risultato».

 

La responsabilità della scelta

Parole forti, che possono essere condivise o meno, ma che aiutano a riflettere, evitando di banalizzare la questione con il dilemma “bellicisti o pacifisti?” e ricordando che il sistema della guerra per forza e il sistema della pace ad ogni costo sono in modo diverso contro la persona: uno perché insolente, l’altro perché avvilente.

Detto ciò, penso che queste parole possano aiutare a leggere la Costituzione italiana, che all’art. 11 sancisce, tra l’altro, il «ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali», e all’art. 52 afferma che «la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino».

Nel concreto delle situazioni questi principi chiamano in causa la responsabilità di ciascuno, ed è necessario prendere posizione. Mounier può aiutarci ad affrontare criticamente la questione.

Perché Donat-Cattin era il leader Dc più odiato dai comunisti

Il bersaglio della sinistra Dc

Nella storia cinquantennale della Democrazia Cristiana molti leader politici e statisti di quel partito sono stati insultati, attaccati, umiliati, derisi e politicamente criminalizzati dai comunisti attraverso gli esponenti più autorevoli e significativi di quella formazione politica. Tra i più insultati e pubblicamente delegittimati non c’è alcun dubbio che spicca il leader della sinistra sociale interna alla Dc, Carlo Donat-Cattin.

Ancora di più dei molti leader dorotei, andreottiani o conservatori che erano, comunque sia, riconducibili in quel periodo alla destra del partito. A partire, per fare un solo esempio, da Oscar Luigi Scalfaro.

Un fatto apparentemente contraddittorio perché è strano, se non addirittura singolare e del tutto anacronistico, che il principale leader della sinistra sociale, legato organicamente al mondo sindacale della Cisl, difensore per eccellenza dei lavoratori e dei ceti popolari, fosse il più odiato dal Pci.

Non per un periodo limitato nel tempo. Perché, in effetti, è sempre stato il bersaglio principale di quasi tutta la nomenclatura comunista, salvo la piccola componente “migliorista”. Quella, per intenderci, che partecipava ai convegni settembrini di Saint-Vincent della corrente di Forze Nuove.

 

La contesa per il mondo del lavoro

Ora, c’è un unico elemento che spiega questo ostracismo, più ideologico che personale, del vecchio Pci nei confronti del leader più carismatico e più autorevole della sinistra sociale di ispirazione cristiana.

E la ragione di fondo è che, ieri come oggi, la sinistra italiana non tollera che ci siano altre forze politiche, altri partiti e altri movimenti che contendono la rappresentanza dei ceti popolari. Ceti che un tempo si chiamavano ancora operai. Quando, cioè, esistevano le grandi fabbriche, oltre alle piccole e medie aziende dell’indotto.

E, per tornare a Donat-Cattin, tutto si poteva tollerare tranne avere un “competitor” politico, culturale e sociale del partito alternativo e da battere, cioè la Dc, che rappresentasse con la sua corrente, il suo partito e, soprattutto, con la sua proposta politica quei mondi vitali.

Da qui la delegittimazione, a volte anche violenta almeno sul versante verbale, nei confronti del leader di Forze Nuove.

 

L’anima sociale e popolare della Dc

Questa, in sintesi, è la vera ragione politica che spiega l’attacco ripetuto e quasi ossessivo nei confronti di chi, all’interno della Dc, rappresentava l’anima sociale e popolare.

Un’anima che lo stesso Aldo Moro in più riprese e in più occasioni ha sempre sottolineato come necessaria ed indispensabile per «mantenere e garantire il profilo popolare e sociale della Democrazia Cristiana».

Ecco perché comprendere le ragioni, squisitamente politiche e culturali, della rigorosa e plateale ostilità della gloriosa storia comunista nei confronti di chi contendeva la rappresentanza politica di ceti e mondi che si pensava appartenessero quasi per diritto divino all’antico Pci, è un esercizio che può essere utile ancora oggi per capire le costanti che caratterizzano il dibattito politico contemporaneo.

Una lezione che riguarda anche il presente

Perché la tesi, politica ed ideologica, che determinati ceti sociali non possono votare o riconoscersi in altri partiti al di fuori del proprio – bollando, di conseguenza, queste scelte come traditrici o blasfeme o, per usare un linguaggio più corretto, incoerenti – è anche la ragione per cui, a volte, non ci si rende più conto che il proprio progetto politico non riesce più ad intercettare la richiesta e le esigenze di determinati segmenti sociali che uno pensa, sbagliando, di rappresentare per sempre e in modo quasi dogmatico.

Clima, ghiacciai svizzeri hanno perso 20% del loro volume in 5 anni

Roma, 1 ott. (askanews) – I ghiacciai svizzeri hanno perso quasi un quinto del loro volume in appena cinque anni, in quella che gli scienziati descrivono come un’accelerazione senza precedenti della fusione alpina. Nel solo 2026 la massa di ghiaccio si è ridotta del 5,5%, la seconda perdita annuale più elevata mai registrata dopo il record del 2022. E’ quanto emerge dal rapporto annuale della rete Glacier Monitoring Switzerland (Glamos), realizzato in collaborazione con la Commissione svizzera per l’osservazione della criosfera.

Le misurazioni, condotte su 23 ghiacciai distribuiti sull’intero arco alpino svizzero, indicano per l’anno idrologico 2025-2026 una perdita media di 2,86 metri equivalenti d’acqua. Estendendo i dati all’insieme dei circa 1.300 ghiacciai del Paese, gli studiosi stimano una riduzione complessiva del volume del 5,5%. Dal 2021 è così scomparso il 19,4% del ghiaccio allora presente.

Secondo Glamos, nessun altro periodo di cinque anni dell’ultimo secolo ha registrato ritmi di perdita anche solo comparabili a quelli osservati dal 2022. Quattro degli ultimi cinque anni – 2022, 2023, 2024 e 2026 – figurano fra quelli con la maggiore fusione mai documentata.

Alla base del fenomeno c’è stata nel 2026 una combinazione particolarmente sfavorevole di scarse nevicate invernali e temperature estive eccezionalmente elevate. Alla fine dell’inverno i ghiacciai presentavano un deficit medio di neve del 25%. Tra giugno e agosto la Svizzera ha poi attraversato una delle estati più calde dall’inizio delle misurazioni meteorologiche, mentre tra maggio e settembre la fusione è risultata del 58% superiore alla media del periodo 2010-2020.

Il cosiddetto “Glacier loss day”, il giorno in cui tutta la neve accumulata durante l’inverno è ormai fusa e ogni ulteriore perdita intacca direttamente il ghiaccio del ghiacciaio, è caduto in media il 2 luglio, la seconda data più precoce mai osservata dopo il 2022. Tra maggio e settembre lo zero termico è inoltre rimasto sopra i 4.000 metri per 76 giorni, più del doppio della media.

In alcune aree le perdite sono state ancora più consistenti. Sulle lingue glaciali situate alle quote più basse sono scomparsi quasi dieci metri di ghiaccio, mentre sul Grande ghiacciaio dell’Aletsch, a circa 1.980 metri di quota, una stazione di misurazione ha registrato una riduzione vicina ai 13 metri. Per quattro grandi ghiacciai – Allalin, Clariden, Grande Aletsch e Rodano – il 2026 è stato persino peggiore del 2022.

Nel complesso, la Svizzera ha perso quest’anno circa 2,5 chilometri cubi di ghiaccio e ne conserva ormai soltanto 42,6 chilometri cubi, oltre 30 in meno rispetto al 2000. La superficie coperta dai ghiacciai è scesa a circa 714 chilometri quadrati, un terzo in meno rispetto all’inizio del secolo.

Il fenomeno sta inoltre modificando il modo stesso in cui i ghiacciai scompaiono. Matthias Huss, glaciologo del Politecnico federale di Zurigo e principale autore del rapporto, ha spiegato che gli scienziati osservano sempre più frequentemente una disgregazione del ghiaccio dall’interno. L’acqua di fusione scava grandi cavità sotto la superficie, che possono ampliarsi fino al collasso del tetto, accelerando la frammentazione delle lingue glaciali.

“Si formano enormi buchi, quasi come in un formaggio, nel mezzo del ghiaccio, con tetti che poi crollano”, ha spiegato Huss. “Sono processi che fanno letteralmente a pezzi i ghiacciai e ne accelerano ulteriormente il ritiro”.

La trasformazione è particolarmente evidente nei ghiacciai più piccoli. Tra il 1973 e il 2016 ne sono scomparsi completamente più di mille e un altro centinaio circa è svanito tra il 2016 e il 2023. Non esiste ancora un conteggio definitivo per il 2026, ma le osservazioni fotografiche hanno già documentato la completa scomparsa di alcuni piccoli ghiacciai, tra cui il Bella Tola, nel Vallese, e il Griessfirn-Plattalvafirn, nel canton Glarona.

Huss ha raccontato di aver visitato a settembre l’area dell’ex Griessfirn, un ghiacciaio che in vent’anni ha perso il 99% della propria superficie. “E’ impressionante trovarsi in un paesaggio quasi lunare dove soltanto pochi anni fa c’era un’estesa massa di ghiaccio”, ha detto. “Ora è un deserto di rocce, con alcuni blocchi di vecchio ghiaccio sparsi qua e là che continuano a sciogliersi sulle pietre calde”.

Il rapporto segnala anche un paradosso destinato ad avere conseguenze sulle risorse idriche: nonostante la fusione sia sempre più rapida, la quantità assoluta di acqua prodotta dai ghiacciai tende progressivamente a diminuire perché resta sempre meno ghiaccio da sciogliere. Secondo gli studiosi, il picco del contributo glaciale alle risorse idriche potrebbe essere già stato superato, con possibili ripercussioni future sull’irrigazione, la produzione idroelettrica e gli ecosistemi nei periodi di siccità.

Il 2026 non ha superato il record negativo del 2022 soltanto per un margine ristretto. A limitare parzialmente la perdita hanno contribuito una minore quantità di polvere sahariana depositata sulla neve, un deficit nevoso leggermente meno grave rispetto a quattro anni fa e una radiazione solare estiva un po’ inferiore. La tendenza di fondo resta tuttavia netta: negli ultimi cinque anni, secondo Glamos, il ritmo di fusione dei ghiacciai svizzeri è stato più che doppio rispetto a qualsiasi altro quinquennio finora osservato.

Borsa Tokyo in rally +3,24%, piazze Asia prevalentemente positive

Roma, 1 ott. (askanews) – Borse dell’Asia in ordine sparso, mentre i mercati continuano a risentire dei recenti rialzi dei tassi su obbligazionario pubblico e privato collegati agli aumenti dei prezzi del petrolio, che oggi tuttavia è di nuovo in netto calo. A tarda seduta Tokyo è in rally, con un guadagno del 3,24% spinto in particolare dai produttori di microprocessori. L’indice Pmi sul manifatturiero ha mostrato un rafforzamento della dinamica espansiva, in rialzo anche l’indagine Tankan. Shanghai sale con un più moderato 0,31%, Hong Kong segna più 0,37%, Shenzhen invece è negativa per lo 0,11%. La sudcoreana Seul è in rialzo dell’1,24%.

Zucchetti Centro Sistemi inaugura il Palazzo del Futuro

Terranuova Bracciolini (Ar) – A Terranuova Bracciolini, è stato inaugurato ufficialmente il Palazzo del Futuro di Zucchetti Centro Sistemi (ZCS), un polo avveniristico che unisce spazi produttivi e uffici in un complesso di oltre 5.000 metri quadrati. Una struttura pensata per crescere insieme all’azienda, caratterizzata da un’attenzione totale all’ambiente: dal parcheggio green con stalli ecologici fino al tetto interamente coperto da pannelli fotovoltaici con sistemi di accumulo, che rendono l’edificio autosufficiente al 100%. Il palazzo sarà specializzato principalmente in robotica e automazione industriale.

“Sono questi due i settori in cui verrà trasferita la produzione, e accanto c’è l’altro palazzo che è quello della logistica, dove quello che produciamo lo portiamo in logistica per la spedizione. Quindi diciamo un building completo, che rappresenta una circolarità che parte dall’idea, dallo sviluppo, dal prototipo fino ad arrivare alla produzione e alla spedizione”, osserva Fabrizio Bernini, presidente di Zucchetti Centro Sistemi.

“La nostra divisione, specializzata nella tracciabilità con tecnologia RFID, si trova al centro degli sviluppi dei mercati futuri di ZCS, e quindi della robotica collaborativa e della logistica industriale automatica. Ci troviamo al centro perché la tracciabilità RFID è essa stessa la logica essenziale di tutte le applicazioni nei magazzini automatici: tracciare significa seguire un prodotto in movimento, e questo è strettamente connesso alla movimentazione dei beni. Perciò ci troveremo a integrare le nostre tecnologie proprio con quelle legate al flusso dei materiali”, spiega Emiliano Meotti, Division Manager della divisione Automation di Zucchetti Centro Sistemi. Il Palazzo del Futuro si affianca al Palazzo delle Idee, al Palazzo della Tecnologia, al Palazzo dell’Innovazione e al Logistic Hub.

L.elettorale alla (prima) prova del voto segreto. Fdi: se non passa si va a casa

Roma, 30 set. (askanews) – Tutti precettati, anche sottosegretari e ministri eletti alla Camera, le cui agende sono state “smontate” per far sì che domani alle 13.30 in aula tutti i deputati di maggioranza siano presenti per respingere le pregiudiziali di costituzionalità presentate alla riforma elettorale voluta da Giorgia Meloni. E non correre il rischio che si ripeta quanto accaduto a luglio quando, a scrutinio segreto, a Montecitorio venne bocciato per un solo voto l’emendamento sulle preferenze.

Nonostante la sconfitta del governo, che aveva dato parere favorevole sull’emendamento affossato, la legge è andata avanti e le preferenze inserite nel passaggio al Senato dove non ci sono alternative al voto palese. Stavolta la posta in gioco è più alta: l’eventuale approvazione delle pregiudiziali metterebbe la parola fine alla legge fortemente voluta dalla presidente del Consiglio che ha legato al destino del nuovo sistema elettorale – un proporzionale con premio di maggioranza – quello del suo governo. “Mi sembra che Giorgia Meloni sia stata chiara. Se il provvedimento non passa si va a casa”, ribadisce oggi Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Per questa ragione, se si supera domani il primo e penultimo scoglio alla Camera, il governo porrà lunedì in tarda mattinata la questione di fiducia certamente su tre dei 4 articoli modificati a Palazzo Madama mentre sull’articolo 8, quello sul voto ai fuorisede, fino a oggi non si è parlato di fiducia visto che non è un punto su cui le opposizioni possono chiedere il voto segreto ma dalla maggioranza l’eventualità non viene esclusa del tutto. I voti di fiducia si svolgeranno per appello nominale da martedì. Seguirà l’esame degli ordini del giorno e il voto finale. Il timing definitivo sarà fissato domani dalla conferenza dei capigruppo. Probabile si arrivi a giovedì 8 ma non viene escluso in ambienti di maggioranza che si possa anticipare il voto finale a mercoledì 7.

Per la maggioranza il voto finale (segreto) è la vera incognita ma la mobilitazione via messaggio e l’obbligo di presenza impartito oggi su domani rivelano che anche il voto sulle pregiudiziali impensierisce il centrodestra. Sul destino della riforma voluta dalla Meloni pesa l’insoddisfazione delle donne a fronte della cancellazione della norma, prevista dal Rosatellum, sull’alternanza di genere nei capilista; il timore delle preferenze, inserite al Senato in versione quasi identica a quella già bocciata alla Camera. Non solo. In Fdi serpeggia il timore di altri deputati di maggioranza che non si sentirebbero garantiti dal nuovo sistema di voto pronti a tradire di fronte alla promessa di un posto in lista con Vannacci. Il coordinatore nazionale di Futuro Nazionale, Massimiliano Simoni, incrociato in Transatlantico alla Camera, non conferma nuovi passaggi imminenti ma promette: “Ormai mi vedrete a Roma sempre più spesso”.

In campo tutti gli stratagemmi per dimostrare, nonostante la segretezza del voto, di essere allineati: l’indicazione è di infilare nella fessura con i tre pulsanti (sì, no, astensione) solo un dito. Intanto dopo le polemiche di luglio, quando alcuni componenti dell’ufficio stampa di Fdi fotografarono il momento del voto finale segreto sulla riforma dalle tribune riservate alla stampa, a seguito della richiesta dell’Associazione stampa parlamentare (Asp), gli uffici stampa non potranno accedere alla tribuna centrale, che poi è quella esattamente sopra ai gruppi di Fi e Lega. Prenderanno posto, se ne faranno richiesta, nelle tribune riservate agli operatori e dovranno come loro firmare lo storico codice di autoregolamentazione. Non è escluso poi che si ripeta quanto avvenuto a luglio quando i deputati vannacciani filmarono il proprio voto. Fonti di Montecitorio sottolineano però che compito della Camera è salvaguardare la segretezza del voto. Se il singolo decide di riprendersi non si può intervenire.

Il Viminale: restano in vigore i controlli alle frontiere con la Spagna

Milano, 30 set. (askanews) – Restano in vigore i controlli alle frontiere con la Spagna. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha deciso di prorogare per altri 15 giorni le verifiche alle frontiere aeree e marittime, dopo aver sentito il Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere, riunitosi questa mattina. Lo comunica in una nota il Viminale, spiegando che “alla base della decisione vi sono l’attuale situazione nell’exclave spagnola di Ceuta e, in particolare, il permanere delle criticità già riscontrate”.

“L’obiettivo è rafforzare la tutela dei confini europei, anche a garanzia della sicurezza nazionale, nonché prevenire e contrastare possibili minacce terroristiche” si legge ancora nel comunicato, precisando che il provvedimento è stato comunicato alla Commissione europea e ai ministri dell’Interno degli altri Stati membri dell’Unione europea.

Gb, Burnham: potremmo "fare il passo decisivo" e rientrare nella Ue

Roma, 30 set. (askanews) – Andy Burnham supera le ‘linee rosse’ del Labour sulla Brexit e apre alla possibilità che il Regno Unito rientri a pieno titolo nella Ue. La Gran Bretagna potrebbe “fare il passo decisivo”, ha affermato oggi il premier britannico illustrando, in una serie di interviste dopo il suo appassionato discorso di ieri al congresso del partito, una delle opzioni per il futuro delle relazioni bilaterali del suo Paese con l’Unione europea.

Si tratta – ha fatto subito notare il Guardian – di un cambiamento significativo rispetto alla posizione con cui il partito laburista britannico affrontato le elezioni del 2024. Il programma elettorale del Labour, infatti, escludeva esplicitamente il ritorno nel mercato unico o nell’unione doganale dell’Ue, così come il ripristino della libera circolazione di uomini e merci.

Tra le opzioni sul tavolo per le relazioni a lungo termine con l’Ue, da illustrare in concomitanza con il vertice Regno Unito-Ue previsto a novembre, dopo che le dimissioni del suo predecessore Keir Starmer ne avevano provocato il rinvio, Burnham ha spiegato che il governo potrebbe mantenere gli accordi attuali, puntare a un’unione doganale, tornare nel mercato unico o aderire pienamente all’Ue.

“Potremmo restare come siamo. È sicuramente un’opzione, se si ritiene che questa sia la posizione giusta. Potremmo valutare quanto detto da George Osborne (l’ex ministro delle Finanze britannico, Ndr) su un’unione doganale, guardare alle proposte dei Liberal Democratici sul mercato unico emerse durante il loro congresso, oppure fare il passo decisivo”, ha affermato Burnham ammettendo che “esistono chiaramente delle opzioni da prendere in considerazione” e che “dobbiamo valutare cosa sia fattibile, nonché i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna di esse”. Di sicuro, ha proseguito, “non è soddisfacente lasciare la questione in sospeso”.

Un’unione doganale avvicinerebbe notevolmente la Gran Bretagna all’Ue per quanto riguarda il commercio di merci. Il Regno Unito e l’Ue applicherebbero le stesse tariffe alle importazioni provenienti da paesi terzi, eliminando le barriere commerciali che le imprese hanno dovuto affrontare dopo la Brexit. Tuttavia, ciò non riporterebbe di per sé la Gran Bretagna all’interno del più ampio mercato unico né eliminerebbe tutti i controlli alle frontiere, mentre un eventuale rientro nel mercato unico rappresenterebbe un passo significativo, poiché il Paese dovrebbe accettare un maggiore allineamento alle norme dell’Ue.

Durante il suo discorso di ieri al congresso del Labour a Liverpool, Burnham aveva sostenuto che l’uscita dall’Ue ha indebolito la cooperazione della Gran Bretagna con i Paesi europei in materia di migrazione e aveva affermato che il prossimo vertice servirà a valutare come le due parti possano collaborare più strettamente. “Non garantiremo alla Gran Bretagna il percorso chiaro di cui abbiamo bisogno per il resto del secolo finché non avremo definito una relazione a lungo termine con quello che rimane il nostro mercato più importante – aveva premesso Burnham -. Non posso affermare con onestà che la situazione attuale sia soddisfacente. La Brexit ha fatto più danni che benefici. Dobbiamo ripristinare livelli più elevati di crescita e prosperità. Pertanto – aveva spiegato -, coglierò l’occasione per illustrare a voi e al Paese quali ritengo siano le diverse opzioni per le relazioni a lungo termine della Gran Bretagna con i nostri partner europei. Esistono diverse opzioni e verificherò se sia possibile trovare un consenso su una di esse”, aveva aggiunto.

Burnham non si è sbilanciato su quale opzione preferisca, tuttavia oggi l’ambasciatore britannico in Italia Stephen Hickey, parlando del vertice Gb-Ue nel corso di un incontro con i giornalisti a Villa Wolkonsky, ha accennato al fatto che “oggi il Regno Unito ha un primo ministro che è istintivamente europeista”.

L’apertura di Burnham non è stata ancora commentata ufficialmente dai vertici delle Istituzioni Ue. Nel corso di un loro incontro a Madrid, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez e il presidente francese Emmanuel Macron l’hanno accolta però calorosamente. “La Brexit è stata una perdita enorme, sia per i britannici che per l’intero progetto europeo. Pertanto, se il Regno Unito dovesse prendere una decisione nella direzione” di un ritorno all’Unione europea, “allora la Spagna la accoglierebbe con favore e darebbe il bentornato a una nazione sorella con la quale la Spagna ha ottimi rapporti in tutti i settori, compreso quello umano”, ha affermato Sanchez. “Se gli inglesi vogliono fare un primo passo in questa direzione, penso che sia un’ottima notizia sia per il loro Paese sia per gli europei”, ha osservato Macron sottolineando anch’egli che il messaggio della Francia ai britannici sarebbe “bentornati”.

Nel frattempo il processo di riavvicinamento sembra già iniziato, seppure a passi impercettibili. Per il vertice di novembre la Ue ha autorizzato discussioni su una maggiore integrazione dei mercati dell’energia elettrica con il Regno Unito, mentre proseguono i negoziati sul commercio agroalimentare e sulla mobilità giovanile. Inoltre, il prossimo anno, la Gran Bretagna parteciperà nuovamente al programma Erasmus+.

Viminale: restano in vigore controlli alle frontiere con la Spagna

Milano, 30 set. (askanews) – Restano in vigore i controlli alle frontiere con la Spagna. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha deciso di prorogare per altri 15 giorni le verifiche alle frontiere aeree e marittime, dopo aver sentito il Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere, riunitosi questa mattina. Lo comunica in una nota il Viminale, spiegando che “alla base della decisione vi sono l’attuale situazione nell’exclave spagnola di Ceuta e, in particolare, il permanere delle criticità già riscontrate”.

“L’obiettivo è rafforzare la tutela dei confini europei, anche a garanzia della sicurezza nazionale, nonché prevenire e contrastare possibili minacce terroristiche” si legge ancora nel comunicato, precisando che il provvedimento è stato comunicato alla Commissione europea e ai ministri dell’Interno degli altri Stati membri dell’Unione europea.

Incubo dirottamento sul volo Dubai-Tel Aviv, per Israele è "terrorismo"

Roma, 30 set. (askanews) – Torna l’incubo terrorismo nei cieli mediorientali. Questa mattina un aereo della Flydubai diretto a Tel Aviv ha dovuto effettuare un atterraggio di emergenza in territorio saudita dopo una violenta colluttazione tra i due piloti. Al termine delle prime ricostruzioni, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sostenuto che uno dei due piloti del volo FZ1073, partito da Dubai, avrebbe tentato di far precipitare l’aereo con le persone a bordo. L’uomo si trova ora in custodia delle autorità saudite, ha riferito il premier israeliano.

La compagnia aerea emiratina ha tuttavia diffuso un comunicato nel quale ha confermato la colluttazione tra i due piloti, invitando però a non formulare speculazioni e a lasciare che siano le autorità competenti a chiarire la dinamica dell’accaduto.

Dal materiale fotografico e video condiviso dai passeggeri dopo l’atterraggio in Arabia Saudita, emergono immagini che restituiscono i momenti di terrore e violenza vissuti a bordo del volo FZ1073. Alcuni uomini mostrano ferite al volto, mentre altri hanno gli abiti macchiati di sangue. In un altro filmato il presunto attentatore, identificato come il copilota, appare immobilizzato accanto a una parete segnata dalle tracce dello scontro.

“Siamo in volo e abbiamo preso il controllo dei terroristi. Stiamo per atterrare e, chiunque mi senta, abbiamo bisogno di aiuto. Stiamo atterrando a Tabuk, in Arabia Saudita. Le persone sull’aereo sono sane e salve, tranne il pilota. Abbiamo bisogno di aiuto”, racconta nel videomessaggio uno dei passeggeri presenti sul volo Flydubai.

Mentre proseguono gli accertamenti per stabilire le responsabilità e definire i contorni di quello che il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha definito un tentativo di “terrorismo jihadista”, l’unico dato certo è che tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio sono sopravvissuti all’incidente. Ai 174 passeggeri israeliani, di cui 27 bambini, è stato organizzato un volo per il rientro.

A fornire ulteriori elementi sulla dinamica dell’incidente sono i dati relativi al volo FZ1073. Il Boeing 737 MAX 8, con circa 180 passeggeri israeliani a bordo, era decollato da Dubai alle 7.05, ora locale, le 5.05 in Italia. Alle 9.21 i sistemi di monitoraggio hanno iniziato a registrare variazioni nella quota del velivolo e, un minuto più tardi, l’aereo ha perso circa 14 mila piedi, oltre 4.200 metri, in meno di trenta secondi, con una discesa particolarmente brusca.

Alle 9.31 i radar sauditi hanno ricevuto dal Boeing un segnale di emergenza. Il velivolo ha inizialmente trasmesso il codice 7700, utilizzato per segnalare un’emergenza generica, per poi passare alle 9.38 al codice 7500, associato a un possibile dirottamento, e successivamente tornare al 7700. L’emergenza e il cambio dei codici sono stati rilevati dalle autorità saudite, giordane e israeliane. Il velivolo è stato quindi localizzato nell’area dell’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita, dove ha effettuato l’atterraggio intorno alle 10.45, le 8.45 italiane.

Numerose sono state le testimonianze dei passeggeri che hanno vissuto momenti di terrore nei cieli giordani. Tra queste una passeggera del volo ha raccontato alla televisione israeliana Channel 24 scene di caos e una colluttazione nella cabina di pilotaggio, affermando che per alcuni minuti i passeggeri hanno temuto che l’aereo potesse precipitare.

Miriam Ohayon, una delle passeggere del volo, ha raccontato che le persone a bordo hanno sentito il velivolo perdere il controllo e che alcuni passeggeri sono prontamente intervenuti. “Abbiamo sentito delle urla sull’aereo e, quando hanno aperto la cabina di pilotaggio, c’era molto sangue”, ha detto Ohayon. La madre della donna, Yasmin Ohayon, ha riferito che una passeggera seduta accanto alla figlia sarebbe stata tra le prime ad accorgersi di quanto stava accadendo. Tornando dal bagno avrebbe visto alcune persone lottare all’interno della cabina di pilotaggio e avrebbe avvertito gli altri passeggeri. “Nel giro di pochi minuti il nostro aereo ha perso completamente il controllo e abbiamo pensato che fosse finita, che stavamo per precipitare”, ha raccontato Miriam Ohayon.

La passeggera ha riferito che alcune persone a bordo sarebbero riuscite a immobilizzare l’aggressore e che un’infermiera e un medico presenti sull’aereo avrebbero prestato le prime cure al pilota.

Alla domanda su come i passeggeri fossero riusciti a fermare l’uomo, Ohayon ha risposto: “Credo a mani nude, all’interno della cabina di pilotaggio”.

Il primo ministro israeliano ha lodato il coraggio dei passeggeri a bordo, sottolineando che “questi eroi hanno dimostrato una straordinaria prontezza di spirito e un coraggio eccezionale”.

Anche il ministro della Difesa Katz ha lodato l’intervento dei passeggeri, sostenendo che “il grave incidente sull’aereo della FlyDubai è stato un tentativo di terrorismo jihadista”. Attentato che il ministro israeliano ha detto essere stato “sventato solo grazie al coraggio di alcuni passeggeri israeliani che hanno fatto irruzione nella cabina di pilotaggio, hanno sopraffatto il terrorista e, con le proprie mani, hanno restituito il controllo dell’aereo a un altro membro dell’equipaggio presente sul posto”. Katz ha aggiunto che “secondo le informazioni in nostro possesso, l’intento del terrorista era uno solo: far schiantare l’aereo con tutti i passeggeri a bordo”.

Il Times of India ha identificato il comandante che avrebbe contribuito a evitare lo schianto nel capitano Smit Machchhar, pilota indiano di stanza a Dubai. Secondo le ricostruzioni, Machchhar sarebbe intervenuto per impedire al copilota, probabilmente omanita, di assumere il controllo del velivolo e di tentare di provocarne lo schianto.

Terrore sul volo Dubai-Tel Aviv, per Israele è "terrorismo"

Roma, 30 set. (askanews) – Torna l’incubo terrorismo nei cieli mediorientali. Questa mattina un aereo della Flydubai diretto a Tel Aviv ha dovuto effettuare un atterraggio di emergenza in territorio saudita dopo una violenta colluttazione tra i due piloti. Al termine delle prime ricostruzioni, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sostenuto che uno dei due piloti del volo FZ1073, partito da Dubai, avrebbe tentato di far precipitare l’aereo con le persone a bordo. L’uomo si trova ora in custodia delle autorità saudite, ha riferito il premier israeliano.

La compagnia aerea emiratina ha tuttavia diffuso un comunicato nel quale ha confermato la colluttazione tra i due piloti, invitando però a non formulare speculazioni e a lasciare che siano le autorità competenti a chiarire la dinamica dell’accaduto.

Dal materiale fotografico e video condiviso dai passeggeri dopo l’atterraggio in Arabia Saudita, emergono immagini che restituiscono i momenti di terrore e violenza vissuti a bordo del volo FZ1073. Alcuni uomini mostrano ferite al volto, mentre altri hanno gli abiti macchiati di sangue. In un altro filmato il presunto attentatore, identificato come il copilota, appare immobilizzato accanto a una parete segnata dalle tracce dello scontro.

“Siamo in volo e abbiamo preso il controllo dei terroristi. Stiamo per atterrare e, chiunque mi senta, abbiamo bisogno di aiuto. Stiamo atterrando a Tabuk, in Arabia Saudita. Le persone sull’aereo sono sane e salve, tranne il pilota. Abbiamo bisogno di aiuto”, racconta nel videomessaggio uno dei passeggeri presenti sul volo Flydubai.

Mentre proseguono gli accertamenti per stabilire le responsabilità e definire i contorni di quello che il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha definito un tentativo di “terrorismo jihadista”, l’unico dato certo è che tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio sono sopravvissuti all’incidente. Ai 174 passeggeri israeliani, di cui 27 bambini, è stato organizzato un volo per il rientro.

A fornire ulteriori elementi sulla dinamica dell’incidente sono i dati relativi al volo FZ1073. Il Boeing 737 MAX 8, con circa 180 passeggeri israeliani a bordo, era decollato da Dubai alle 7.05, ora locale, le 5.05 in Italia. Alle 9.21 i sistemi di monitoraggio hanno iniziato a registrare variazioni nella quota del velivolo e, un minuto più tardi, l’aereo ha perso circa 14 mila piedi, oltre 4.200 metri, in meno di trenta secondi, con una discesa particolarmente brusca.

Alle 9.31 i radar sauditi hanno ricevuto dal Boeing un segnale di emergenza. Il velivolo ha inizialmente trasmesso il codice 7700, utilizzato per segnalare un’emergenza generica, per poi passare alle 9.38 al codice 7500, associato a un possibile dirottamento, e successivamente tornare al 7700. L’emergenza e il cambio dei codici sono stati rilevati dalle autorità saudite, giordane e israeliane. Il velivolo è stato quindi localizzato nell’area dell’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita, dove ha effettuato l’atterraggio intorno alle 10.45, le 8.45 italiane.Numerose sono state le testimonianze dei passeggeri che hanno vissuto momenti di terrore nei cieli giordani. Tra queste una passeggera del volo ha raccontato alla televisione israeliana Channel 24 scene di caos e una colluttazione nella cabina di pilotaggio, affermando che per alcuni minuti i passeggeri hanno temuto che l’aereo potesse precipitare.

Miriam Ohayon, una delle passeggere del volo, ha raccontato che le persone a bordo hanno sentito il velivolo perdere il controllo e che alcuni passeggeri sono prontamente intervenuti. “Abbiamo sentito delle urla sull’aereo e, quando hanno aperto la cabina di pilotaggio, c’era molto sangue”, ha detto Ohayon. La madre della donna, Yasmin Ohayon, ha riferito che una passeggera seduta accanto alla figlia sarebbe stata tra le prime ad accorgersi di quanto stava accadendo. Tornando dal bagno avrebbe visto alcune persone lottare all’interno della cabina di pilotaggio e avrebbe avvertito gli altri passeggeri. “Nel giro di pochi minuti il nostro aereo ha perso completamente il controllo e abbiamo pensato che fosse finita, che stavamo per precipitare”, ha raccontato Miriam Ohayon.

La passeggera ha riferito che alcune persone a bordo sarebbero riuscite a immobilizzare l’aggressore e che un’infermiera e un medico presenti sull’aereo avrebbero prestato le prime cure al pilota.

Alla domanda su come i passeggeri fossero riusciti a fermare l’uomo, Ohayon ha risposto: “Credo a mani nude, all’interno della cabina di pilotaggio”.

Il primo ministro israeliano ha lodato il coraggio dei passeggeri a bordo, sottolineando che “questi eroi hanno dimostrato una straordinaria prontezza di spirito e un coraggio eccezionale”.

Anche il ministro della Difesa Katz ha lodato l’intervento dei passeggeri, sostenendo che “il grave incidente sull’aereo della FlyDubai è stato un tentativo di terrorismo jihadista”. Attentato che il ministro israeliano ha detto essere stato “sventato solo grazie al coraggio di alcuni passeggeri israeliani che hanno fatto irruzione nella cabina di pilotaggio, hanno sopraffatto il terrorista e, con le proprie mani, hanno restituito il controllo dell’aereo a un altro membro dell’equipaggio presente sul posto”. Katz ha aggiunto che “secondo le informazioni in nostro possesso, l’intento del terrorista era uno solo: far schiantare l’aereo con tutti i passeggeri a bordo”.

Il Times of India ha identificato il comandante che avrebbe contribuito a evitare lo schianto nel capitano Smit Machchhar, pilota indiano di stanza a Dubai. Secondo le ricostruzioni, Machchhar sarebbe intervenuto per impedire al copilota, probabilmente omanita, di assumere il controllo del velivolo e di tentare di provocarne lo schianto.

Conflavoro a Roma: tre proposte per far crescere le PMI

Roma, 30 set. (askanews) – Spostare le risorse dai sussidi agli investimenti per rimettere le piccole e medie imprese nelle condizioni di crescere. È stato questo il focus della XVI Assemblea Nazionale di Conflavoro, dal titolo “ENERG.IA – L’Italia si accende”. A dare il via ai lavori è stato il messaggio d’apertura della premier Giorgia Meloni, che ha definito le PMI “la spina dorsale della Nazione” e l’ossatura del Made in Italy, rivendicando l’impegno del Governo per liberare il loro potenziale.

“Conflavoro rappresenta 90mila piccole e medie imprese, una comunità davvero imponente a cui guardiamo con grande attenzione. Questo governo ha fatto molto per le aziende, come dimostrano chiaramente tutti gli indicatori economici. Siamo estremamente attenti alle loro proposte e alle loro idee, ed è con questa attenzione che ho ascoltato la relazione” ha dichiarato Gianmarco Mazzi, Ministro del Turismo.

Nel corso dei lavori si è affrontato il tema della stabilità economica e dei record occupazionali, con un focus sulle misure necessarie per sostenere chi investe e accompagnare il tessuto produttivo lungo la transizione energetica e digitale.

“Come sempre, devo dire che il Presidente Capobianco ha idee innovative e la concreta volontà di dare risposte al settore aziendale che rappresenta. Delle sue tre proposte, a una stiamo già andando incontro: il tetto alle bollette e le misure energetiche inserite nel contesto attuale con Eni e altri operatori, un modello che si può certamente estendere. Sulle altre due proposte dobbiamo lavorare per quantificarle e valutarle, ma gli investimenti restano un tema centrale. Abbiamo investito molto sulla ZES e sul Piano 4.0, dando risposte importanti: dobbiamo proseguire su questo percorso perché, se il PIL è in crescita e possiamo rialzarlo verso l’1%, significa che la strada intrapresa è quella giusta” ha proseguito Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

In ottica futura, Conflavoro ha portato sul palco tre proposte concrete per la prossima Legge di Bilancio.

“È una giornata di bilancio. La nostra associazione prende atto delle iniziative messe in campo da questo Governo in questi anni per tutelare le nostre aziende dal caro energia, oltre ad altri interventi fondamentali come la detassazione degli aumenti dei contratti collettivi nazionali per un salario giusto e l’ultima riforma avviata in Parlamento sulla ricerca nucleare. Adesso dobbiamo accelerare: i nostri imprenditori hanno bisogno di un Governo che li aiuti ancora di più a investire” ha concluso Roberto Capobianco, Presidente di Conflavoro.

L’obiettivo condiviso resta quello di superare la logica dell’assistenzialismo per mettere gli imprenditori nelle condizioni reali di competere, innovare e creare valore nel lungo periodo.

Giornate Fai d’autunno: 700 aperture tra ville e botteghe artigiane

Roma, 30 set. (askanews) – Non solo edifici, chiese, collezioni d’arte, teatri, ci sono anche luoghi come la Fabbrica della Felicità-Leone 1857, il museo che racconta l’arte alla base della produzione delle celebri caramelle, le Pastiglie Leone, o come l’Attrezzeria Rancati dove si realizzano oggetti scenici anche per Hollywood, la “bottega dei sogni”, come la definiva Franco Zeffirelli.

Sono oltre 700 i luoghi che apriranno eccezionalmente le loro porte per la 15esima edizione delle Giornate Fai d’Autunno, il 10 e 11 ottobre in 350 città, invitando il pubblico a scoprire luoghi solitamente chiusi o poco conosciuti con un’attenzione particolare quest’anno all’artigianato italiano e al made in Italy, attraverso oltre 75 aperture e visite speciali. La nuova edizione è stata presentata a Palazzo Piacentini a Roma, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e tra i luoghi visitabili. Il ministro Adolfo Urso:

“Un sistema di eccellenze e di qualità che tutti ci riconoscono e che ci consente di crescere anche nei momenti di crisi globali, quindi valorizzare questo patrimonio come fa questa straordinaria iniziativa è valorizzare il nostro Paese”.

Il presidente del Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) Marco Magnifico: “I monumenti raccontano il passato, le imprese artigiane e le piccole imprese raccontano presente e futuro, perché senza quel talento, senza quel brio e quella conoscenza, l’Italia non potrà continuare a essere quella che tutti amiamo e sosteniamo anche grazie a chi si iscrive al Fai”.

Daniela Bruno direttrice culturale Fai: “Luoghi e chicche particolari, si va da Milano, ad esempio il Palazzo Dugnani chiuso da 15 anni e riaperto eccezionalmente per le giornate Fai, a Torino al Lingotto dove si sale in cima e si visita l’Auditorium straordinario panoramico progettato da Renzo Piano, la Bolla; oppure andiamo a Sud, al faro di San Vito lo Capo, alle case di Arzachena che saranno il Museo della Costa Smeralda. Insomma c’è di tutto, dalle cose più curiose alle cose più monumentali”.

Ali Asgari: “Un po’ di luce” in un Iran tra repressioni e guerra

Roma, 30 set. (askanews) – Ali Asgari, il regista di “Un po’ di luce”, presentato alla Mostra di Venezia e distribuito nei cinema dall’1 ottobre, sta girando l’Italia per accompagnare il suo film, che racconta di una piccola speranza in un Iran tra repressioni e guerra. Dopo Roma farà tappa a Milano, Bologna, Parma, Reggio Emilia, Firenze, Padova e Napoli.

Asgari ha spiegato: “Stiamo vivendo in una situazione in cui non possiamo organizzare per il futuro una cosa molto grande, perché siamo circondati di tragedie, quindi per me era importante parlare di questa speranza, anche se è piccola ancora c’è”.

Il regista di “Kafka a Teheran” e “Divine Comedy”, che ha studiato diversi anni in Italia, questa volta porta sullo schermo la storia di un medico iraniano a cui è stato chiuso l’ambulatorio. La sua colpa è stata quella di aver soccorso i manifestanti durante le violentissime repressioni dell’inizio di quest’anno, alla vigilia degli attacchi di USA e Israele contro il suo Paese. L’uomo perde ogni speranza, vuole farla finita, ma pian piano rivede, appunto, un po’ di luce. “Dopo tanti anni siamo abituati a vivere e continuare a vivere nonostante tutti questi problemi, anche guerra, tutte queste repressioni, siamo abituati a vivere in questa situazione. – ha detto il regista – Tutto quello che è successo dopo la guerra, la vita quotidiana del popolo è peggiorata. Non succede che la guerra può cambiare la vita in un modo migliore”.

Fred Dixon lancia nuova stagione Brand USA ad Amsterdam

Amsterdam, 30 set. (askanews) – Fred Dixon, presidente e CEO di Brand USA, ha aperto la Travel Week U.K. & Europe con un messaggio di ottimismo e concretezza. “Prima di iniziare, voglio riconoscere i partner importanti che aiutano la missione di Brand USA Travel Week U.K. & Europe”, ha detto Dixon, ricordando che si tratta della “primissima volta” della manifestazione ad Amsterdam, “una città così speciale”.

I numeri della partecipazione testimoniano il livello raggiunto dall’edizione 2026: oltre 450 delegati statunitensi, rappresentanti di più di 200 organizzazioni, e oltre 300 buyer e giornalisti provenienti da 17 Paesi. Il tema della settimana, “Building Tomorrow’s Demand”, riflette la strategia di Brand USA di agire come “force multiplier”, estendendo la portata e l’impatto dei partner in tutto il mondo.

“E il domani inizia oggi”, ha scandito Dixon.

Questa settimana segna anche l’ingresso nel nuovo anno fiscale di Brand USA, “con un budget approvato e un business plan già in atto”. Dixon ha invitato i partecipanti a visitare il sito corporate rinnovato, thebrandusa.com, dove sono disponibili il piano industriale e “tanti altri strumenti utili”.

Al centro della strategia c’è l’iniziativa “Get Facts, Get Going”. “La nostra iniziativa “Get Facts, Get Going” fa chiarezza distinguendo i fatti dalle voci infondate, per fornire ai viaggiatori informazioni tempestive e precise sulle procedure di ingresso e sulle politiche relative ai visti per gli Stati Uniti; in questo modo, offre sia ai viaggiatori che agli operatori del settore turistico gli strumenti necessari per prenotare vacanze negli USA con sicurezza”.

Realizzato un kit di risorse per i partner che aiuta a capire come integrare questi messaggi nei diversi canali di comunicazione. E alla Travel Week di Brand Usa erano presenti anche partner del Dipartimento di Stato e del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) degli Stati Uniti per rispondere a eventuali domande specifiche su visti o procedure di ingresso.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Carlo Molinari

Immagini askanews

Cinema, Nicolas Winding Refn in sala a Roma per "Her Private Hell"

Roma, 30 set. (askanews) – “Her Private Hell”, il nuovo film di Nicolas Winding Refn (“Drive”, “The Neon Demon”), uscirà nelle sale italiane dal 1 ottobre distribuito da Mubi. Il visionario regista e sceneggiatore danese è a Roma per presentarlo e incontrare il pubblico; domani (1 ottobre) sarà alle 19.15 al Nuovo Cinema Aquila alle 20.30 all’UCI Cinema Porte di Roma e al The Space Cinema Parco de’ Medici con Q and A al termine della proiezione; venerdì 2 ottobre, invece, l’appuntamento è alle 11.00 alla Multisala Lux, alle 19.00 al Cinema Troisi e alle 21.00 al Cinema Quattro Fontane.

Ambientato in un suggestivo mondo futuristico, “Her Private Hell” è un ipnotico thriller interpretato da Sophie Thatcher, Charles Melton, Kristine Froseth, Havana Rose Liu, Diego Calva e Dougray Scott. Presentato in anteprima al Festival di Cannes, il film è stato tra le opere più sorprendenti e dibattute del Festival, grazie alla sua visione audace e a un linguaggio cinematografico senza compromessi.

Quando una misteriosa nebbia libera un’oscurità inafferrabile, una giovane attrice (Sophie Thatcher) e un soldato americano (Charles Melton) vedono i loro destini intrecciarsi in un universo ipnotico, immerso nelle luci al neon, dove memoria, realtà e sopravvivenza si scontrano.

Urso: proseguiamo con accise mobili, iniziativa Eni lodevole

Milano, 30 set. (askanews) – “Non ci sarà più un taglio alle accise, come abbiamo predisposto nei primi mesi, proseguirà l’utilizzo delle accise mobili che tiene conto delle risorse in più dell’Iva per restituirle ai consumatori”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine della presentazione delle giornate Fai d’Autunno a Roma.

“L’accisa mobile – ha precisato – è uno strumento permanente, altra cosa è il taglio della accise che evidentemente comporta un forte esborso da parte dello Stato, cioè risorse pubbliche, che dobbiamo evitare”.

Il ministro ha poi aggiunto che “l’iniziativa lodevole dell’Eni – e, tanto più significativa l’adesione delle altre compagnie nel dimostrare che l’Italia è un Paese amato e che questo governo ha una sua importante e significativa credibilità internazionale – pensiamo che possa essere adeguata a fronteggiare l’emergenza nelle rete dei carburanti. Di fatto il prezzo sta progressivamente diminuendo man mano che i punti vendita aderiscono all’iniziativa e penso che accadrà in maniera ancora più significativa nei prossimi giorni”.

Lavoro, Schlein: basta morti, investire in sicurezza

Milano, 30 set. (askanews) – “Proprio mentre venivo qui, ho letto di altre notizie drammatiche di incidenti sul lavoro, vittime sul lavoro. C’è un passaggio che il segretario Maurizio Landini, che ringrazio per l’invito, ha fatto oggi nel suo intervento qui, che dice proprio questo: dice di lavoro si deve vivere, non morire. Noi che siamo una Repubblica fondata sul lavoro, non possiamo accettare che si continui a morire di lavoro o di stage”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, a margine della cerimonia per i 120 anni della Cgil.

Dunque, ha proseguito Schlein, bisogna “investire di più e fare di più sul tema della sicurezza sul lavoro, che passa dal responsabilizzare le aziende, passa dal formare lavoratori e lavoratrici ad usare le nuove tecnologie per rendere più sicuri i luoghi di lavoro e dal contrastare quella logica del subappalto a cascata che purtroppo alla fine della lunga catena di appalti, rende il lavoro meno sicuro e il lavoratore più ricattabile. Quindi – ha concluso – c’è moltissimo ancora da fare su questo, ma in generale sappiamo che siamo uno dei paesi con i salari più bassi d’Europa”.

Mediterraneo, Ventura (VDP): progettazione ambientale chiave

Roma, 30 set. – “Nel Mediterraneo, l’acqua rappresenta una delle sfide più urgenti del nostro tempo. La disponibilità della risorsa, la crescente scarsità idrica, la pressione sui territori e gli effetti del cambiamento climatico stanno trasformando profondamente il modo in cui dobbiamo progettare e gestire le risorse idriche”. Lo ha dichiarato l’ingegner Ventura, fondatore e amminsitratore di VDP, intervenendo a margine del Forum Euromediterraneo dell’Acqua in corso a Roma.

“Non si tratta soltanto di garantire nuova disponibilità ma di farlo proteggendo gli ecosistemi, rispettando i territori e costruendo infrastrutture efficienti, sostenibili e capaci di rispondere alle reali esigenze delle comunità. È precisamente in questo equilibrio che si inserisce il nostro lavoro: come progettisti ambientali accompagniamo ogni intervento lungo tutto il percorso, dalla progettazione alla valutazione degli impatti, fino alla gestione delle autorizzazioni e al dialogo con i territori .

Secondo l’esperto di VDP, “ogni opera idrica impatta su ambiente, paesaggio e comunità. Il nostro compito è conciliare sviluppo e tutela, ponendoci come punto di connessione tra chi progetta, chi autorizza e chi vive il territorio per prevenire le criticità. Partecipiamo al Forum per condividere soluzioni e creare sinergie: una sfida complessa come quella del Mediterraneo richiede risposte ampie, fondate su innovazione, competenze e cooperazione” ha concluso Ventura.

Concluse celebrazioni 120 anni Cgil: platea Scala intona “Bella ciao”

Milano, 30 set. (askanews) – Al termine delle celebrazioni per il 120esimo anniversario di fondazione della Cgil, la platea del Teatro alla Scala ha intonato “Bella ciao”. Al coro si sono uniti anche il segretario della Confederazione, Maurizio Landini, la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader di SI Nicola Fratoianni.

Inflazione, Urso: su aumento costo energia Europa agisca

Roma, 30 set. (askanews) – “Ci aspettiamo anche che l’Europa agisca. Siamo il Paese che per primo in maniera avveduta ha indicato la strada da percorrere, è necessario che anche le istituzioni europee facciano quello che le famiglie e le imprese europee chiedono da tempo”. Così, a margine della presentazione delle Giornate Fai d’Autunno a Roma, il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso ha commentato il dato Istat sull’inflazione, ai massimi dal 2023, su cui pesa il caro energia.

“Ci aspettavamo che dopo mesi di crescita del costo dell’energia, non solo ovviamente dei carburanti, ma del costo dell’energia per il sistema produttivo, ci fosse un impatto nella filiera, cosa che è avvenuta in Italia e in Europa proprio in queste settimane”, ha detto.

“L’iniziativa dell’Eni a cui si sono associate altre importanti compagnie internazionali come IP, cioè Socar, e Q8 avrà sicuramente un impatto importante e significativo nelle reti dei carburanti”, ha aggiunto il ministro augurandosi che “l’altra iniziativa che ha promosso sempre l’Eni, in questo caso anche con Enel, cioè quella che riguarda la scontistica importante per le bollette domestiche, elettriche, di gas, possa contribuire a fronteggiare meglio le conseguenze sul costo dell’energia dal perdurare della guerra nel Golfo”.

Anna pubblica a sopresa il videoclip di "Benihana"

Milano, 30 set. (askanews) – Anna, per ringraziare tutti i suoi fan e il suo pubblico che l’ha portata al successo ancora una volta quest’estate, ha pubblicato a sorpresa il videoclip della traccia “Benihana”.

“Benihana” racconta la trasformazione di Anna, l’essere cresciuta rispetto al proprio passato, l’aver abbracciato il successo e la fama e l’aver superato gli ostacoli grazie alla propria tenacia, ambizione e determinazione. Il testo, scritto dall’artista, è al solito ironico e scoppiettante, tra citazioni pop (“work it come Rihanna”) e barre taglienti.

Il brano è tratto dal suo ultimo progetto “Million Dollar Babe” che è rimasto per 2 settimane consecutive alla #1 della classifica degli album (FIMI/NIQ).

L’album ha venduto ad oggi oltre 25.000 copie ed ha raggiunto in breve tempo la certificazione Oro.

Il disco ha permesso ad Anna di battere due record: non solo è la prima artista femminile italiana a raggiungere la n.1 in classifica album nel 2026 (sia in quella generale, sia in quelle dei formati fisici più venduti), ma è anche la più giovane artista donna ad aver conquistato la prima posizione con entrambi i suoi primi due album nella prima settimana di vendita.

Il progetto è stato anticipato dalla hit “White girl wasted” che ha raggiunto ad oggi oltre 35 milioni di stream totali. Il singolo è rimasto per settimane nella top5 dei singoli più venduti e ha raggiunto la top10 della classifica radio (EarOne), diventando anche il brano ‘urban’ più suonato dell’estate.

L’album “Million Dollar Babe” è il racconto di una ragazza che ha imparato a riconoscere il proprio valore, senza cercare l’approvazione degli altri. Un manifesto di forza, rivalsa e autodeterminazione, che attraversa le contraddizioni del successo, partendo dai concetti di ‘status’ e ‘gloria’, fino al vuoto, alla solitudine e alle illusioni che spesso l’accompagnano. Un disco che celebra la perseveranza, la libertà di essere sé stessi e la capacità di trasformare ogni ferita in consapevolezza.

A novembre, invece, ANNA s’imbarcherà nel suo secondo tour nei palasport, prodotto da Vivo Concerti, che arriverà nelle principali città italiane: Pesaro, Padova, Firenze, Napoli, Milano, Torino, Bologna e Roma.

Cultura, per le Giornate Fai d’autunno oltre 700 luoghi aperti

Roma, 30 set. (askanews) – Non solo edifici, chiese, collezioni d’arte, teatri, ci sono anche luoghi come la Fabbrica della Felicità-Leone 1857, il museo che racconta l’arte alla base della produzione delle celebri caramelle, le Pastiglie Leone, o come l’Attrezzeria Rancati dove si realizzano oggetti scenici anche per Hollywood, la “bottega dei sogni”, come la definiva Franco Zeffirelli.

Sono oltre 700 i luoghi che apriranno eccezionalmente le loro porte per la 15esima edizione delle Giornate Fai d’Autunno, il 10 e 11 ottobre in 350 città, invitando il pubblico a scoprire luoghi solitamente chiusi o poco conosciuti con un’attenzione particolare quest’anno all’artigianato italiano e al made in Italy, attraverso oltre 75 aperture e visite speciali. La nuova edizione è stata presentata a Palazzo Piacentini a Roma, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e tra i luoghi visitabili. “Un sistema di eccellenze e di qualità che tutti ci riconoscono e che ci consente di crescere anche nei momenti di crisi globali, quindi valorizzare questo patrimonio come fa questa straordinaria iniziativa è valorizzare il nostro Paese” ha detto il ministro Adolfo Urso.

Il presidente del Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) Marco Magnifico ha spiegato: “I monumenti raccontano il passato, le imprese artigiane e le piccole imprese raccontano presente e futuro, perché senza quel talento, senza quel brio e quella conoscenza, l’Italia non potrà continuare a essere quella che tutti amiamo e sosteniamo anche grazie a chi si iscrive al Fai”. E Daniela Bruno direttrice culturale Fai, ha aggiunto ad askanews: “Luoghi e chicche particolari, si va da Milano, ad esempio il Palazzo Dugnani chiuso da 15 anni e riaperto eccezionalmente per le giornate Fai, a Torino al Lingotto dove si sale in cima e si visita l’Auditorium straordinario panoramico progettato da Renzo Piano, la Bolla; oppure andiamo a Sud, al faro di San Vito lo Capo, alle case di Arzachena che saranno il Museo della Costa Smeralda. Insomma c’è di tutto, dalle cose più curiose alle cose più monumentali”.

Il Fai vuole raccontare e far conoscere luoghi e storie del made in Italy a un pubblico sempre più ampio, anche grazie alla collaborazione con Confindustria e Museimpresa. “La risposta delle imprese è stata importante, è un progetto sperimentale ma credo che possa crescere e parlare anche ai giovani che vogliono conoscere cosa c’è dietro e dentro un’impresa”, ha detto Francesco Somma, vicepresidente Confindustria per la Cultura d’Impresa e la Certezza del Diritto.

Tra i siti aperti, saranno visitabili a Napoli il Polo delle Arti Caselli-Palizzi, una delle più significative realtà italiane che si dedicano alla formazione artistica e all’innovazione nel settore delle arti applicate e l’Istituto professionale per l’industria e l’artigianato della porcellana “Caselli”, dal 1961 custode della tradizione di Capodimonte, con sede nella Real Fabbrica settecentesca; a Lucca, l’Atelier Ricci (solo domenica), dove storia, arte e alta sartoria artigianale si intrecciano all’interno di un palazzo seicentesco; a Fiorenzuola d’Arda (PC) il MAE Museum, il primo museo dedicato alla storia e alla produzione della fibra di carbonio, tra i materiali di punta della nostra epoca; a Soveria Mannelli (CZ) il Lanificio Leo, la più antica fabbrica tessile della Calabria e il Museo d’impresa e Parco d’arte della casa editrice Rubbettino.

E ancora, tra gli altri, a Milano, il CityWave – il nuovo edificio in fase di completamento a CityLife, simbolo di innovazione architettonica e sostenibilità, a Salerno la Chiesa della Sacra Famiglia progettata da Paolo Portoghesi, uno dei più significativi esempi italiani di architettura sacra del secondo Novecento grazie alle sue innovative forme in cemento armato, Villa La Tesoriera a Torino, gioiello barocco con interni riccamente decorati e immerso nel verde, a Firenze il cinquecentesco Palazzo Gualfonda, sede di Confindustria Toscana Centro e Costa, che custodisce una celebre Sala degli Stucchi, oppure Palazzo Sclafani a Palermo, importante esempio di architettura civile trecentesca, con influenze arabo-normanne, che è stato nel corso dei secoli residenza nobiliare, ospedale e caserma ed è oggi sede del Comando Militare Esercito Sicilia (Casa. R. Pilo).

Nell’ambito dei luoghi della ricerca e della formazione, apertura eccezionale della Nave Alliance a La Spezia, nave di ricerca scientifica e idro-oceanografica operata dalla Marina Militare per conto del CMRE-Centre for Maritime Research and Experimentation della Nato, impegnata in missioni internazionali e nello studio dei cambiamenti climatici; della Stazione Sperimentale del Vetro a Venezia, centro di ricerca scientifica applicata al settore dell’industria vetraria, e di Villa Salvati a Monte Roberto (AN), sede di una storica scuola di agraria che svolge attività di ricerca, anche per il contrasto all’impatto dei cambiamenti climatici sull’agricoltura. L’educazione infantile sarà protagonista a Reggio Emilia, con le visite al Centro Internazionale “Loris Malaguzzi”, sede della Fondazione Reggio Children, che ha profondamente innovato la pedagogia dei più piccoli, visitata anche da Kate Middleton recentemente.

Non mancheranno i borghi, parte essenziale della storia insediativa italiana, con itinerari speciali tra storia, curiosità e tradizioni, come quelli proposti a Pennapiedimonte (CH), arroccato sulle pendici della Maiella e scolpito nella roccia viva, o a Rogliano (CS), detto “il paese delle dodici chiese” e noto per la scuola degli scalpellini e degli intagliatori, ma anche per il suggestivo rione di Cuti, che ospita una delle più piccole biblioteche del mondo e un panificio-museo.

Sanchez: Spagna e Francia sono la Resistenza ai nemici dell’Europa

Roma, 30 set. (askanews) – “Dobbiamo lavorare insieme non solo per i nostri Paesi ma anche per il futuro del progetto europeo. Condividiamo una visione su quale direzione dovrebbe essere e sulle misure che l’Europa dovrebbe adottare. Purtroppo, questa visione viene ora messa in discussione dall’interno, incoraggiata e finanziata anche dall’esterno da una corrente reazionaria che sta travolgendo il mondo, una corrente che vuole un’Europa divisa, frammentata, in conflitto con se stessa e dipendente da interessi stranieri, una corrente che cerca di far rinunciare agli europei ai nostri valori, ai nostri principi democratici e anche alla coesione sociale”. Lo ha affermato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez in conferenza stampa alla Moncloa con il presidente francese Emmanuel Macron.

“Credo – ha proseguito Sanchez – che questo sia il contrappunto che governi e paesi come la Francia e la Spagna stanno instaurando all’interno dell’ordine europeo. Oggi credo che la Spagna e la Francia rappresentino quella resistenza europea a quei nemici del nostro continente e del modello europeo, l’essenza del nostro progetto comune, perché sappiamo che solo uniti possiamo proteggere ciò che siamo, che è indubbiamente l’Europa”, ha sottolineato Sanchez.

Juventus: perdita sale a 66 mln, aumento capitale fino a 250 mln

Milano, 30 set. (askanews) – Juventus chiude l’esercizio 2025/2026 con una perdita consolidata di 66 milioni di euro, rispetto al rosso di 58,1 milioni dell’anno precedente, e prepara un nuovo rafforzamento patrimoniale con un aumento di capitale fino a 250 milioni, sostenuto dall’azionista di maggioranza Exor. La holding verserà immediatamente 60 milioni in conto futuro aumento di capitale. Pesante la reazione in Borsa: il titolo Juventus cede oltre l’8% a 1,7 euro, pari a una capitalizzazione di circa 720 milioni. In calo anche Exor che cede lo 0,5% a 70,4 euro.

I ricavi e proventi del club sono scesi del 10,4% a 474,7 milioni dai 529,6 milioni dell’esercizio precedente, mentre i ricavi operativi sono rimasti sostanzialmente stabili a 416,9 milioni. I costi operativi sono diminuiti del 10,4% a 363,6 milioni. Il risultato operativo è negativo per 39,4 milioni, contro -29,9 milioni.

Sul calo dei ricavi hanno pesato soprattutto i minori proventi dalla gestione dei diritti dei calciatori e la riduzione dei ricavi audiovisivi, anche per il venir meno dei 27 milioni legati al Mondiale per club. In senso opposto, le sponsorizzazioni sono aumentate di 20,3 milioni grazie agli accordi con Stellantis e Visit Detroit. L’indebitamento finanziario netto è salito a 331,1 milioni dai 280,2 milioni di un anno prima, mentre il patrimonio netto consolidato è sceso a 11,5 milioni da 13,2 milioni.

Il Cda proporrà all’assemblea del 3 novembre una delega per aumentare il capitale fino a 250 milioni, in una o più tranche. L’operazione è destinata a rafforzare la struttura patrimoniale e a sostenere competitività sportiva, investimenti sugli asset immobiliari, valorizzazione del brand e sostenibilità economico-finanziaria.

Exor, che detiene il 65,4% del capitale di Juventus e il 78,3% dei diritti di voto, si è impegnata a sottoscrivere la propria quota e si è detta disponibile a garantire anche l’eventuale inoptato. La holding verserà inoltre subito 60 milioni come anticipo sulla propria quota del futuro aumento.

Secondo azionista della Juventus è Tether Investment con circa l’11,5% del capitale e il 7% dei diritti di voto, ma non è presente nel Cda. Nel dicembre 2025 il gruppo delle stablecoin guidato da Paolo Ardoino aveva presentato un’offerta cash a Exor per rilevarne l’intera quota, valorizzando Juventus poco sopra 1 miliardo di euro, e aveva indicato la disponibilità a investire un ulteriore miliardo nel club in caso di acquisizione. Exor respinse la proposta e John Elkann ribadì che la Juventus non era in vendita.

La partecipazione Juventus ha intanto perso valore nel portafoglio Exor: al 30 giugno valeva 557 milioni di euro, contro 789 milioni a fine 2025, con una riduzione di 232 milioni. Nel semestre il total return è stato negativo del -29%.

Per il 2026/2027 Juventus prevede ancora una perdita, soprattutto per la mancata partecipazione alla Champions League e i minori ricavi legati all’Europa League. Un progressivo miglioramento è atteso nei due esercizi successivi.

Malattie cardiovascolari, serve un Piano Nazionale entro il 2027

Roma, 30 set. (askanews) – Quasi 9 milioni di italiani convivono con una patologia cardiovascolare, causa di circa 206.000 decessi l’anno (56% donne) e di un impatto economico complessivo di 42 miliardi di euro tra costi sanitari e perdita di produttività. È il quadro emerso nel Policy Brief di TEHA Group e Meridiano Cardio, promosso dalla Senatrice Elena Murelli durante gli Stati Generali della Salute Cardiovascolare. L’obiettivo è definire un Piano Nazionale entro il 2027 in linea con il Safe Hearts Plan europeo.

Il documento propone azioni concrete su prevenzione, diagnosi precoce e un programma di screening cardiometabolico gratuito di popolazione.

“Quest’evento è così importante sia perché oggi si celebra la Giornata Mondiale del Cuore, sia perché siamo qui per chiedere la definizione e l’attuazione di un Piano Nazionale per la Salute Cardiovascolare anche nel nostro Paese. Non solo perché ce lo chiede l’Europa attraverso il Safe Hearts Plan, ma perché è giunto il momento di definire una strategia organica che permetta di superare le tante disuguaglianze che caratterizzano il mondo cardiovascolare da quelle territoriali a quelle di genere per migliorare concretamente la salute dei cittadini affetti da queste patologie” ha dichiarato Rossana Bubbico, Responsabile Area Think Tank, Practice Health & Life Sciences, TEHA Group.

I fattori di rischio possono restare a lungo asintomatici: da qui la necessità di identificare precocemente i soggetti a rischio.

“Molte persone non sono ancora consapevoli dell’importanza di sottoporsi a controlli periodici per la valutazione del rischio cardioreno-metabolico. Oggi le linee guida raccomandano questi esami soprattutto per alcune categorie a rischio ad esempio le persone con obesità, ipertensione o uno stile di vita sedentario per effettuare uno screening completo che includa anche la funzione renale” ha aggiunto Pasquale Perrone Filardi, Vicepresidente di Italian Federation of Cardiology – IFC.

Accanto alla prevenzione e all’anticipazione della diagnosi, resta centrale il tema della sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale.

“Il tema legato alle malattie cardiovascolari è di fondamentale importanza, specialmente per quanto riguarda il contrasto a queste patologie e il loro forte impatto clinico, epidemiologico e sociale. È essenziale muoverci in conformità con quanto sta avvenendo a livello europeo attraverso un Piano Nazionale Cardiovascolare. All’interno del Ministero della Salute abbiamo già avviato una serie di interventi e messo in campo importanti strumenti normativi e tecnici, che ci consentono di misurare, monitorare e valutare le azioni intraprese in materia di prevenzione, screening e diagnosi precoce” ha concluso Francesco Saverio Mennini, Capo del Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche del Servizio Sanitario Nazionale del Ministero della Salute.

Il percorso tracciato a Palazzo Giustiniani punta a garantire una presa in carico integrata lungo tutto il percorso del paziente, superando le frammentazioni territoriali e valorizzando l’innovazione, la digitalizzazione e la continuità assistenziale tra ospedale e territorio.

La resilienza idrica nuova sfida per città e territori

Roma, 30 set. (askanews) – Si è tenuto nella suggestiva Nuvola dell’Eur il Festival dell’Acqua di Roma organizzato da Utilitalia, incontro che si è focalizzato sulla nuova sfida che attende i gestori dell’acqua, quella di garantire il servizio idrico in un contesto di crescente instabilità climatica, energetica e geopolitica.

Sull’argomento è intervenuto Francesco Mascolo, amministratore delegato di MM Spa, società interamente partecipata dal Comune di Milano, che gestisce il servizio idrico cittadino nonché Vicepresidente di APE-Aqua Publica Europea, l’associazione che comprende i principali gestori pubblici continentali. Mascolo ha affrontato il tema della resilienza idrica dove l’acqua rappresenta un’infrastruttura strategica al pari di energia e trasporti e che la vera sfida dei gestori è garantire la continuità del servizio anche in piena emergenza.

Le parole di Francesco Mascolo, AD MM Spa: “Oggi l’infrastruttura idrica è soggetta ad attacchi cyber, ad attacchi fisici, a sabotaggi, a tutta una serie di iniziative che un tempo non venivano valutate. Questo è stato riconosciuto nell’ambito della Water Resilience Strategy a livello europeo e quindi il ruolo del gestore è cambiato. Da colui che doveva gestire un tempo soltanto un acquedotto, la fognatura o la depurazione, è oggi un manager della risorsa acqua. La deve proteggere fin dalla fonte, dall’inquinamento, ma anche dagli attacchi precedentemente citati, per poi distribuirla in maniera efficiente”.

Milano affronta la trasformazione idrica attraverso la digitalizzazione avanzata della rete, che riduce le perdite al 10% e la gestione integrata del rischio alluvionale, con opere infrastrutturali come la vasca del Seveso, sistemi di drenaggio sostenibile e il riuso delle acque depurate per l’irrigazione agricola.

Ma come si sposa la visione di MM Spa con l’evoluzione delle politiche europee sulla sicurezza dei cittadini?”

Nuovamente, l’intervento di Francesco Mascolo, AD MM Spa: “Sicurezza e preparedness sono tra i focus della strategia europea per la gestione della risorsa idrica. M&M, società di ingegneria rinomata da 70 anni, è già stata capace di coniugare soluzioni come infrastrutture a protezione dell’ambiente, vasche di laminazione, di sistemazioni di aree fluviali, insieme ad interventi un po’ più diffusi quali i sistemi di drenaggio urbano sostenibili che rendono le nostre città impermeabili e capaci di reagire agli eventi atmosferici imprevisti e catastrofici”.

La strada tracciata al Festival dell’Acqua non è solo tecnica, ma culturale: proteggere l’acqua significa proteggere il nostro futuro. E la tecnologia, unita alla cooperazione, è la chiave per non farsi trovare impreparati di fronte alle sfide di domani.

Benji e Fede in sala prove al lavoro per prepare il tour nei teatri

Milano, 30 set. (askanews) – Benji & Fede al lavor in sala prove per preparare il tour “Sempre in Due – Live a Teatro” che parte il prossimo 3 ottobre da Modena. Per il duo si tratta del primo tour teatrale prodotto e organizzato da Vivo Concerti. Un nuovo capitolo live che porterà sui palchi italiani le canzoni del nuovo album “Quando Viaggi da Sola”, insieme ai brani che hanno segnato la storia del duo.

Per la prima volta Benji & Fede scelgono il teatro come casa del loro live. Una dimensione diversa, più raccolta, che permetterà al duo di raccontare le canzoni del loro sesto progetto discografico – il lavoro più intimo e personale del loro percorso artistico – e rileggere alcuni dei brani più significativi del proprio repertorio.

Uno spettacolo pensato per mettere al centro la musica e dare forma dal vivo al viaggio raccontato nell’album. Uno show costruito nel corso degli ultimi mesi, con arrangiamenti pensati appositamente per il teatro e la voglia di regalare al pubblico qualcosa di diverso rispetto a quanto fatto finora.

“Per questo album il teatro è la dimensione che più ci rappresenta. Si sposa perfettamente con il sound del disco e con il momento che stiamo vivendo artisticamente. “Quando Viaggi da Sola” è un progetto nato senza particolari aspettative, con la voglia di seguire il nostro istinto e raccontarci in maniera sincera. È probabilmente il lavoro più maturo che abbiamo realizzato e il teatro ci permette di presentarlo nel contesto giusto, in uno spazio dove ogni canzone può respirare e arrivare alle persone nel modo più diretto possibile. Siamo anche molto consapevoli dell’importanza dei luoghi che ci ospiteranno: salire per la prima volta sui palchi di teatri così prestigiosi è un grande onore e una responsabilità che sentiamo molto””, racconta Fede.

“Il teatro è la cornice perfetta per portare dal vivo questo disco. Lo spettacolo sarà diviso in diversi momenti: ci saranno parti più intime, con me e Fede in acustico proprio come agli inizi, ma anche una band in formazione ridotta che accompagnerà il racconto delle nuove canzoni e dei brani che hanno segnato il nostro percorso. Ci stiamo lavorando da mesi e non vediamo l’ora di condividere questo show con il pubblico. Sarà un modo diverso di stare insieme, ma sempre fedele a quello che siamo”, aggiunge Benji.

Il tour partirà da Modena il 3 ottobre @ Teatro Storchi (SOLD OUT), per poi proseguire a Torino il 5 ottobre @ Teatro Colosseo, Firenze il 7 ottobre @ Teatro Cartiere Carrara, Bologna l’8 ottobre @ Teatro Duse, Pescara l’11 ottobre @ Teatro Massimo, Roma il 13 ottobre @ Teatro Brancaccio, Milano il 16 ottobre @ Teatro Dal Verme e Napoli il 19 ottobre @ Teatro Augusteo.

Regeni, Schlein: Meloni si attivi subito per far eseguire sentenza

Milano, 30 set. (askanews) – Il governo e la premier Giorgia Meloni si attivino immediatamente per far rispettare la sentenza su Giulio Regeni. Lo chiede la segretaria del Pd Elly Schlein, parlando con i giornalisti al termine delle celebrazioni per i 120 anni della Cgil alla Scala di Milano.

“Le dichiarazioni di Tajani sono state gravissime, sono le dichiarazioni di chi non ha capito la sentenza che condanna tre membri dell’apparato di discurezza del regime egiziano. Non c’è più nessuno che può negare le responsabilità del regime egiziano. La verità la sapevamo, adesso abbiamo giustizia con una sentenza storica che dà speranza a tutti gli oppressi da tutti regimi del mondo che non ci può essere impunità”, ha sottolineato Schlein che ha poi accusato l’esecutivo: “Continuo a sentire dal governo affermazioni che non hanno contezza che quella sentenza già deve essere portata avanti dal governo italiano, a partire dal risarcimento dei danni che è stato stabilito non soltanto verso i familiari ma verso lo Stato italiano e quindi il governo si deve attivare per ottenere dall’Egitto il risarcimento e per ottenere che quella sentenza e quelle condanne possano essere eseguite. Mi sembre che non ci sia consapevolezza di questo da parte del governo. C’è una parte che è immediatamente esecutiva, sento parlare di secondi e terzi gradi, ma c’è una parte della sentenza che è immediatamente esecutiva e quindi noi chiediamo al governo e a Giorgia Meloni che cosa faranno per far rispettare una sentenza di un giudice italiano”.

Ancora: “Tajani ha parlato di sentenza limitata ma la sentenza non è limitata. Quello che è stato assente in questi anni è stata la collaborazione da parte delle autorità egiziane. Il ruolo del governo è intraprendere immediatamente ogni iniziativa diplomatica per far sì che una sentenza di un giudice italiano venga attuata e rispettata”.

Tennis, Arnaldi al secondo turno dell’Atp Tokyo

Roma, 30 set. (askanews) – Matteo Arnaldi ritrova la vittoria sul cemento di Tokyo. Reduce da tre ko consecutivi, il ligure ha battuto in tre set la wild card giapponese Rei Sakamoto, n. 137 al mondo, con il punteggio di 2-6, 6-4, 6-4 in 2 ore e 10 minuti. La prima vittoria dopo quasi due mesi di digiuno per l’azzurro, bravo a non uscire dalla partita dopo un primo set volato via velocemente in favore del 20enne di Nagoya. Arnaldi è cresciuto alla distanza e ha vinto due set in fotocopia, entrambi decisi con un break nel decimo gioco.

Il ritorno di sangiovanni con l’album Tutto bene grazie

Milano, 30 set. (askanews) – sangiovanni annuncia il nuovo album Tutto bene grazie, in uscita il 13 novembre per Sugar Music. Anticipato dal brano ti ho cercata (felicità), il nuovo disco è da oggi disponibile in pre-save e in pre-order nei formati fisici cd e vinile con poster. In esclusiva sul sito di Sugar è disponibile nelle edizioni limitate: CD con il poster autografato e vinile giallo trasparente con poster autografato. Tutto bene grazie, scritto da sangiovanni e Alessandro La Cava e prodotto da CELO e Pietro Posani è un disco che mette al centro il presente e lo racconta come un percorso di crescita. Tre parole semplici, quotidiane e quasi automatiche. Qui, però, diventano una risposta sincera e una scelta: quella di fermarsi, guardarsi per quello che si è e ripartire da lì. È questo il cuore di Tutto bene grazie, un disco che racconta il presente di sangiovanni senza cercare risposte definitive ma lasciando spazio alle domande, ai dubbi e alle contraddizioni che fanno parte del percorso di ogni persona. Le canzoni parlano di sentimenti personali che diventano universali come la paura di scegliere, la sensazione di essere in ritardo, la solitudine, ma anche il desiderio di farcela, il bisogno di condividere e il valore degli affetti. In questo racconto convivono profondità e ironia, consapevolezza e dubbio, fragilità e leggerezza. TUTTO BENE GRAZIE non è un punto d’arrivo, ma una fotografia di un momento preciso: una tappa di un percorso ancora in movimento, raccontata con la sincerità di un diario e con lo sguardo già rivolto a ciò che viene dopo. “come stai?” me l’avete chiesto in tanti e per tutto questo tempo avrei voluto rispondervi in maniera sincera, ma sentivo che una risposta sola non bastava. Ora posso dire che va tutto bene, grazie. Non perché la vita sia perfetta, ma perché anche se non lo è ho comunque tanta voglia di viverla. tante volte lo si dice superficialmente, e alla maggior parte delle persone basterà questo. per chi vuole andare in profondità, invece, ho scritto un disco. sangiovanni annuncia così il suo nuovo album TUTTO BENE GRAZIE su IG L’album è anticipato dal singolo ti ho cercata (felicità), un brano sulla consapevolezza che la felicità è qualcosa che si trova dentro di sé e che si può scegliere di vivere ogni giorno. Il videoclip ufficiale, girato tra i portici di Bologna, città natale di Lucio Dalla, restituisce uno spaccato autentico della quotidianità di sangiovanni insieme ai suoi amici. Cantautore veneto, sangiovanni fonde il pop contemporaneo con influenze urban e melodie leggere, trasformando la sua scrittura diretta in un racconto autentico delle emozioni. Con uno stile immediato e riconoscibile, riesce a unire freschezza e profondità, dando voce a una generazione in bilico tra sogni e fragilità.

L.elettorale, Magi (+Eu): inizio digiuno per ottenere modifica testo

Roma, 30 set. (askanews) – “Da oggi inizierò un digiuno per ottenere la modifica almeno delle parti peggiori di questa norma e consentire di presentare le liste con la firma digitale”. Lo ha detto il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, a margine di una conferenza stampa alla Camera, in vista dell’approdo della legge in Aula a Montecitorio, nel pomeriggio.

“Questa legge è un colpo di Stato elettorale” perché “attraverso una manipolazione delle regole elettorali, cioè della formula con cui si trasforma il voto dei cittadini in rappresentanza politica, una minoranza organizzata nel Paese vuole trasformarsi in una maggioranza schiacciante in parlamento”, ha sottolineato Magi.

Dopo San Siro, Tedua torna live nel 2027 nei palazzetti

Milano, 30 set. (askanews) – Dopo essersi preso San Siro quest’estate, Tedua si prepara a tornare live da gennaio con “Tedua Palasport 2027”, un tour nei principali palasport italiani per ripercorrere insieme al suo pubblico 10 anni di una carriera segnata da record, da “Orange County” a oggi, prima di prendersi una pausa per tornare a scrivere.

“In questi live porteremo qualche brano che non abbiamo suonato agli altri concerti ma che per me e per il mio pubblico sono importanti – dichiara Tedua durante l’intervista rilasciata al BSMT – e perché dopo questo tour scomparirò per un po’, mi fermerò come fatto prima della Divina Commedia, perché ho bisogno di viaggiare e chiudermi a fare il nerd per dare il meglio di me e poter creare qualcosa di nuovo”

Queste le date di “Tedua Palasport 2027” 21 gennaio 2027 | Jesolo @ Palazzo del Turismo (DATA ZERO) 23 gennaio 2027 | Bologna @ Unipol Arena 26 gennaio 2027 | Torino @ Inalpi Arena 28 gennaio 2027 | Roma @ Palazzo dello Sport 31 gennaio 2027 | Milano @ Unipol Forum

I biglietti del tour sono disponibili in prevendita.

Con 80 platini, 39 ori e 3 miliardi di stream globali in carriera, Tedua è ormai considerato un trendsetter della scena ed è tra i nomi più affermati del panorama italiano. Il suo ultimo progetto “La Divina Commedia”, certificato 9 volte platino, è stato uno degli album più venduti del 2023. Il suo ultimo tour tutto sold out nei palasport ha registrato oltre 100.000 biglietti venduti.

RTL 102.5 è la radio partner di “Tedua Palasport 2027”.