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Amazon, a Jesi il centro di distribuzione più grande d’Italia

Jesi, 22 ott. (askanews) – Un investimento da oltre 180 milioni di euro, 500 dipendenti già assunti a tempo indeterminato e l’obiettivo di raggiungere mille posti di lavoro entro tre anni. Amazon presenta il nuovo centro di distribuzione di Jesi, il più grande centro robotico d’Italia e il secondo in Europa, una struttura all’avanguardia in cui l’innovazione tecnologica è al servizio delle persone, migliorando sicurezza, qualità e accessibilità al lavoro: nella rete logistica di Amazon in Italia, le donne rappresentano infatti il 35% della forza lavoro, una percentuale di gran lunga superiore alla media nazionale per il settore dei trasporti e della logistica.

Le parole di Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon in Italia: “Per noi quello di Jesi è un centro di distribuzione molto importante, che impiegherà mille persone a tempo indeterminato nell’arco dei prossimi tre anni. Fa parte del nostro investimento nella regione Marche, dove siamo presenti già da diversi anni con il deposito di smistamento di Camerano. Abbiamo investito oltre 180 milioni di euro per la costruzione di questo sito e più in generale, abbiamo generato un impatto economico di 900 milioni sul territorio marchigiano. Il centro di Jesi è un insediamento destinato a generare importanti sviluppi economici e occupazionali, con nuove opportunità per l’indotto locale”.

L’intervento di Lorenzo Barbo, Amministratore Delegato di Amazon Italia Logistica: “Apriamo le porte del nostro magazzino di Jesi, un centro robotizzato ad alta tecnologia nato per servire i nostri clienti finali nelle Marche, ma non solo. Il nuovo centro, infatti, servirà anche i nostri seller e i venditori, che avranno dunque un punto di accesso agevolato al nostro network. L’obiettivo è quello di assumere mille persone a tempo indeterminato nei prossimi tre anni. Ad oggi, abbiamo raggiunto il primo traguardo che è quello di avere 500 persone a tempo indeterminato”.

Un insediamento destinato a generare importanti sviluppi economici e occupazionali, con nuove opportunità per l’indotto locale. Un investimento accolto con grande soddisfazione dall’amministrazione comunale di Jesi, che considera l’arrivo di Amazon un’occasione di crescita, ricchezza e sviluppo per l’intero territorio.

L’intervento di Lorenzo Fiordelmondo, Sindaco di Jesi: “Ci siamo fatti trovare assolutamente pronti, in un percorso ampio su scala orizzontale dal punto di vista istituzionale e anche verticale, con tante competenze e professionalità. È un punto importante del nostro presente, che però guarda al futuro e raccoglie tanta competenza, tanto valore che viene dal passato e che segna un’intersezione decisiva, sia per il bene del futuro di questo territorio, ma anche per quello dell’intera regione”.

Le parole di Francesco Acquaroli, Presidente Regione Marche: “Sicuramente un impatto importante che porta occupazione, porta sviluppo, dà centralità al territorio e recupera una visione, garantendo anche una possibilità di rilancio che noi vogliamo cogliere a pieno. In un momento in cui c’è un sistema manifatturiero che sta soffrendo una serie di condizioni internazionali quali l’impatto dell’energia e ad altri variabili che incidono profondamente, a cui speriamo che l’Europa quanto prima riesca a dare una risposta di natura e strutturale.”.

Il centro di distribuzione Amazon di Jesi guarda al futuro, dove tecnologia, lavoro e sviluppo economico si incontrano con l’obiettivo di far crescere sempre di più il tessuto sociale di un’intera comunità.

Tarvisio, una perla da scoprire durante la stagione autunnale

Tarvisio, 22 ott. (askanews) – Con l’arrivo della stagione autunnale, Tarvisio si trasforma in una destinazione ideale per riscoprire il piacere dei ritmi lenti, tra i colori caldi dei boschi e i paesaggi suggestivi delle Alpi Giulie. Il territorio della Valcanale mette a disposizione una serie di percorsi che abbinano la scoperta paesaggistica alla memoria storica e culturale del luogo, offrendo soluzioni accessibili a diverse tipologie di camminatori.

Tra i percorsi più caratteristici figura il Sentiero della Bobnia a Camporosso, un tracciato pianeggiante ideale per anziani e bambini piccoli, oltre alla camminata che conduce al Tiglio di Napoleone, albero di oltre 350 anni legato al passaggio di Bonaparte nei pressi di Rutte Piccolo. Per gli escursionisti c’è il Sentiero della Lince, una camminata di due ore nel Parco Cervi tra faggi, abeti, aceri e pini silvestri. Per i più giovani, infine, sono previsti il Sentiero degli Gnomi/Bergm nnchen lungo il Rio Bartolo e la Forest Hunt, una caccia al tesoro digitale da Piazzetta Pek guidata dal personaggio Arturo via QR code.

L’offerta autunnale della zona si configura così come un’opportunità per esplorare il patrimonio naturalistico e le radici della Valcanale in totale tranquillità.

Dl Cortei, Salvini: parà pronti a intervenire con Lince e droni

Milano, 22 ott. (askanews) – I Parà della Folgore che saranno dispiegati nelle città potranno “garantire l’ordine pubblico, insieme alle altre forze dell’ordine. E intervenire in caso di necessità, anche con mezzi, coi Lince, coi droni, con mezzi adeguati a intervenire velocemente”. Lo ha detto il vice premier Matteo Salvini, parlando con i giornalisti in Prefettura a Milano, al termine del Cdm cui ha partecipato da remoto.

Alla domanda dei giornalisti su come potrebbe intervenire un Lince (veicolo blindato militare, ndr) in ordine pubblico, Salvini ha risposto: “Saranno preparati a fare quello che un militare deve e può fare, rispettando la normativa vigente. Saranno preparati a intervenire secondo la normativa vigente: sono militari, rispetteranno la legge, non è che andranno in giro a fare cose strane. Io padre di due figli sono più tranquillo se ho 500 parà con la testa sulle spalle a osservare quello che succede”.

Dunque “Milano sarà presidiata, e anche le stazioni. E avere 500 parà della Folgore, con un’età media superiore ai 40 anni che hanno fatto esperienze all’estero in tante piazze milanesi, per me è una garanzia, già da sabato” ha aggiunto.

Mattarella invita a dare fiducia ai giovani e lancia l’allarme salari e IA

Roma, 22 ott. (askanews) – Anche oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivolge un appello ad ascoltare i giovani. Nel consegnare le “stelle al merito del Lavoro” a quei lavoratori dipendenti che si sono distinti per dedizione, professionalità e rettitudine, (quelli del 2026 erano in 38, molte le donne), il capo dello Stato ha nuovamente ricordato che il futuro sono i giovani e a loro “va data fiducia, ampiamente e concretamente” perchè “la Repubblica ha bisogno della loro passione”.

Nel pomeriggio Mattarella ha emanato il dl cortei che servirà al governo a gestire le prossime manifestazioni anche se al Quirinale fanno notare che a parte l’inasprimento di alcune pene, molte delle previsioni di legge riguardanti i minori esistevano già nel nostro ordinamento. Le sue osservazioni sul decreto, del resto, le aveva già espresse prima che venisse approvato dal Cdm. Ma il suo pensiero sulla situazione di malessere e di difficoltà dei nostri ragazzi le ha ampiamente illustrate ieri.

Oggi invece al Quirinale è stato il giorno del discorso sul lavoro con una riflessione in particolare sull’avvento delle nuove tecnologie: “Il primato della persona va ribadito nelle vorticose trasformazioni che rischiano di incoraggiare pretese egemoniche di tecnocrazie che utilizzano le stesse tecno-scienze per ottenere un potere basato non sulla democrazia bensì sul profitto economico”, ha ammonito il presidente secondo il quale è fondamentale che siano gli uomini a governare queste trasformazioni: l’IA può essere “alleata del benessere” non va temuta o osteggiata ma “la condizione irrinunciabile è che la responsabilità delle scelte strategiche, le regole del loro impatto sociale siano sempre nelle mani delle donne e degli uomini, delle loro comunità”. C’è spazio anche per una freddura dal momento che qui si premiano proprio i lavoratori: “evitiamo che il prossimo concorso lo vinca un umanoide”, dice suscitando l’ilarità anche un pò preoccupata della platea.

Il vero rischio dunque non è la tecnologia in sè ma chi la controlla, e il ragionamento torna ai “monopolisti” di cui ha accennato ieri: “Non intendiamo che possano svilupparsi, anche attraverso un uso perverso di algoritmi, nuove, insidiose forme di asservimento”, avverte Mattarella. Nelle affermazioni dei miliardari alla Elon Musk che ipotizzano la “fine del lavoro” per come lo intendiamo oggi il capo dello Stato legge una “visione che può condurre a una compressione della stessa libertà e a una organizzazione sempre più duale dei diritti nella società. Una società divisa tra pochi ricchi Epulone e tanti, tanti Lazzaro (citando la parabola del Vangelo di Luca nella quale i ricchi, “epuloni” nell’aldilà subiscono le amare conseguenze della loro indifferenza verso i poveri in vita, ndr)”.

Mattarella torna quindi a riferirsi ai valori sociali racchiusi nel progetto europeo: “l’Europa – dice – è chiamata a difendere i valori della propria civiltà e a sostenere il proprio modello sociale” ma può farlo solo se ribadisce che “un’appropriata dinamica salariale” non è un “costo da ridurre per ottenere competitività” ma serve a restituire dignità al lavoro. Il lavoro, ribadisce Mattarella, è dignità, è la base della nostra Repubblica, ma è anche “veicolo di democrazia” perchè “contribuisce alla qualità della coesione di una società civile”, perchè “costruisce relazioni e dunque comunità”. E il fondamento di ogni comunità sono il dialogo e la dialettica sociale che si organizza attraverso il lavoro.

E per Mattarella “una società coesa è una società che dà forma e sostanza alla propria sicurezza. La coesione favorisce la partecipazione, induce ad avvertire il bene comune come proprio. Aiuta la stessa economia e le istituzioni”.

World Pasta Day 2026: che vita sarebbe senza pasta?

Roma, 22 ott. (askanews) – Che ruolo ha la pasta nella nostra quotidianità? È proprio da questa domanda che si sviluppa l’incontro “Che vita sarebbe senza pasta?”, tenutosi all’Antica Pesa in vista del World Pasta Day 2026 che si celebrerà Domenica 25 ottobre. Un’occasione di confronto dove sono stati anche discussi i risultati dell’indagine condotta da AstraRicerche, che evidenzia il ruolo centrale della pasta nelle abitudini, nella cultura e nell’identità degli italiani.

L’intervista a Paolo Barilla, Presidente di Unione Italiana Food: “La pasta parte con un grandissimo punto di forza: è nella memoria delle persone e lo sarà anche in futuro. La gente vuole vivere di pasta anche nel domani perché è l’oggetto dei loro desideri e dei loro piaceri a tavola. Il compito nostro, dell’industria e dei produttori, è quello di innovare e saper servire un piatto di pasta per ogni stile di vita possibile. Si cerca rapidità in cucina, il piatto pronto, una maggiore semplicità nel preparare il piatto, con un’intera nuova generazione che è interessata ad altri aspetti, ad altri sapori, ad altre formulazioni”.

Le parole di Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste: “Ci sono mille motivi per sostenere e difendere la pasta, prodotto di eccellenza, e abbiamo lavorato in questi anni per farlo. Come Ministro dell’Agricoltura, riservo grande attenzione alla produzione di un grano di qualità, in grado di sostenere le esigenze della nostra industria”.

Ma la pasta non è solo un simbolo del nostro vivere quotidiano. Dietro ad un alimento semplice ed indispensabile, c’è un’industria che, mai come in questo periodo, deve fronteggiare sfide e difficoltà in un mondo che si trasforma.

L’intervento di Margherita Mastromauro, Presidente dei pastai di Unione Italiana Food: “La pasta è un patrimonio sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Noi quest’anno abbiamo scelto di esaminare con uno studio Ambrosetti anche quanto vale la nostra filiera. Su un valore complessivo di 80 miliardi, che è la filiera agroalimentare complessiva, la pasta vale da sola 13 miliardi e mezzo”.

Il commento di Fabio Divella, Supervisore Divisione Pasta di F. Divella S.p.A.: “L’industria pastaria deve tenere il passo alle nuove mode. Ciò avviene dando valore alle proprie competenze e al know how storico della nostra industria. La famiglia Divella, per esempio, ha oltre 130 anni di attività: siamo pastai da quattro generazioni e abbiamo sempre valorizzato il nostro know how e le nostre competenze, ma soprattutto cerchiamo di offrire prodotti sempre in linea con quelle che sono le richieste del mercato”.

La vera sfida per i pastai italiani sarà continuare ad innovare per continuare ad essere competitivi. Indispensabile fare squadra con le istituzioni, per garantire che il piatto simbolo del Made in Italy resti, nel mondo, un’eccellenza imbattibile e accessibile a tutti.

Al ballottaggio in Brasile è testa a testa fra Lula e Bolsonaro

Roma, 22 ott. (askanews) – In attesa dell’ultimo dibattito televisivo, in programma venerdì, Luiz Inacio Lula da Silva e Flavio Bolsonaro arrivano testa a testa nei sondaggi al rettilineo finale della campagna elettorale per il ballottaggio delle presidenziali di domenica. Se il candidato dell’ultradestra si è aggiudicato a sorpresa il primo turno con cinque punti di vantaggio sull’uscente Lula, stando alle ultime rilevazioni il margine si è assottigliato fin quasi ad annullarsi, dall’1% ad appena lo 0,6%.

Un altro dato importante del primo turno è quello relativo agli astenuti: il 21%, il dato più elevato dal 1998; per questo nelle ultime settimane il campo progressista ha incentrato la propria campagna su chi non è andato alle urne o chi ha votato per i candidati di altri partiti.

“Non dite agli elettori indecisi quale candidato scegliere: chiedete loro di riflettere su che tipo di Brasile desiderano. Voteranno sicuramente per noi; siamo l’unica opzione per migliorare il Brasile”, ha dichiarato pochi giorni fa Lula nel Minas Gerais, lo stato con il secondo maggior numero di elettori – e in cui, dal ritorno alla democrazia nel 1989, ogni candidato vincitore ha poi conquistato la presidenza (al primo turno Bolsonaro ha prevalso con un margine di quasi cinque punti percentuali). Bolsonaro ha invece puntato molto sul tema del cambiamento, sostenendo che, sotto una sua eventuale amministrazione, il Brasile diventerebbe una delle sette maggiori potenze mondiali; inoltre, continua a porre la figura del padre Jair – condannato a ventisette anni di carcere per il suo ruolo in un tentativo di colpo di Stato – al centro della propria campagna.

“Dicevano di aver messo fine al ‘bolsonarismo’ ma hanno dimenticato che Jair Bolsonaro ha piantato milioni e milioni di semi”, ha dichiarato di recente; il candidato dell’ultradestra ha poi rafforzato il suo messaggio incentrato sulla lotta all’insicurezza, proponendo di abbassare l’età della responsabilità penale per determinati reati gravi.

Con un virtuale pareggio (almeno stando ai sondaggi) fra i due candidati, un’ulteriore incognita è l’accettazione del risultato da parte del candidato perdente, e soprattutto la possibilità di disordini e violenze in un Paese ormai fortemente polarizzato. Lula spera di conquistare il suo quarto mandato e rimanere di fatto il punto di riferimento progressista dell’America latina (inseme alla messicana Claudia Sheinbaum) – e una spina nel fianco dell’Amministrazione Trump.

Bolsonaro da parte sua intende sfruttare la virata a destra dell’intero continente – complice il trumpismo e il suo richiamo esplicito alla dottrina Monroe come giustificazione per avere governi amici nella regione – che ha già guadagnato (o rioguadagnato) alla destra estrema Argentina, Cile, Colombia e Perù; e inoltre, ottenere la scarcerazione e la riabilitazione del padre.

Daniele Novara su aumento carceri minorili: repressione non è risposta

Roma, 22 ott. (askanews) – “Apprendo da alcuni quotidiani dell’idea del ministro Nordio di aumentare la capienza delle carceri minorili in previsione di un incremento degli arresti. Si stratta di una scelta profondamente sbagliata. Un Governo dovrebbe agire per la crescita delle nuove generazioni, non per il loro ingresso in carcere”: lo ha affermato Daniele Novara, noto pedagogista, autore di best seller e direttore del CPP, Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti di Piacenza.

“Sembra quasi si voglia chiudere i conti con una generazione che ha vissuto l’esperienza del Covid e il tragico confinamento domestico. Di fronte alle loro difficoltà, la risposta non può essere quella di aumentare i posti nelle carceri”, ha aggiunto Novara.

“Invece che 500 soldati servono 500 progetti educativi. I ragazzi hanno bisogno di essere accompagnati nella crescita, soprattutto quando le famiglie sono fragili e la scuola fatica a svolgere pienamente il proprio ruolo educativo. Sempre più spesso gli adulti rinunciano alla propria funzione e si mettono sullo stesso piano dei figli, instaurando rapporti confidenziali e amicali che non li aiutano ad assumersi responsabilità e a compiere scelte adeguate alla loro età – ha proseguito Novara – perché mandare in carcere ragazzi che hanno conosciuto carenze educative e sono cresciuti senza figure adulte capaci di svolgere fino in fondo il proprio compito? L’educazione è un diritto e una responsabilità che la società e le istituzioni non possono ignorare”.

“Mi rivolgo quindi alla magistratura e ai giudici affinché, quando possibile, scelgano percorsi alternativi alla detenzione come la ‘messa alla prova’. È attraverso progetti educativi concreti che si può aiutare un ragazzo a comprendere le conseguenze delle sue azioni, a responsabilizzarsi e a cambiare strada”, ha sottolineato il pedagogista. “Il carcere minorile rischia invece di trasformarsi in una scuola di criminalità. Il costo sociale di questa scelta sarebbe altissimo, sintomo di uno Stato che non è più in grado di garantire adeguate opportunità educative o percorsi reali di recupero”, ha messo in guardia.

“Anche davanti a fatti gravi come quelli avvenuti recentemente a Milano, non possiamo limitarci alla repressione. Dobbiamo chiederci che cosa non ha funzionato e quali interventi siano necessari per evitare che altri ragazzi arrivino allo stesso punto”, ha concluso Daniele Novara, secondo il quale “la risposta non può essere costruire più carceri per i minorenni. Deve essere investire nell’educazione, nella prevenzione e in progetti capaci di restituire ai ragazzi la possibilità di crescere e immaginare un futuro positivo. La sicurezza è necessaria. Ma non c’è sicurezza duratura senza educazione, senza adulti capaci di esercitare la propria responsabilità e senza una comunità che investa concretamente nella crescita delle nuove generazioni. È da qui che dobbiamo ripartire”.

Da domani a Museo storico Aeronautica il mito Ferrari

Roma, 22 ott. (askanews) – Dal 23 ottobre al 15 novembre 2026 il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle ospiterà l’evento “Rosso Corsa, il Mito della Velocità” e, tra gli aeroplani che hanno fatto la storia dell’Aviazione, esporrà anche la Ferrari da gara pilotata dal 7 volte campione del mondo di F1, Michael Schumacher. L’iniziativa, attraverso una serie di eventi programmati in ciascun fine settimana, porterà all’evento celebrativo del Centenario della Vittoria della Coppa Schneider con Mario De Bernardi che culminerà con una importante conferenza, il 18 novembre 2026.

Si tratta di un percorso speciale dedicato alla velocità in Aeronautica: 14 cimeli, tra volo e sport, che raccontano i percorsi tecnologici, i record, gli uomini che in oltre 120 anni hanno caratterizzato lo sviluppo della Forza Armata. Il percorso caratterizzante passa da velivoli, abbigliamento, attrezzatura di piloti militari ma anche di atleti AM; la rinnovata collaborazione con il Museo Ferrari di Maranello, inoltre, consentirà di ammirare cimeli anche dell’altra faccia del Cavallino Rampante, quella senz’ali, ma a 4 ruote. Proprio dalla collezione di Maranello, infatti, arriva a Vigna di Valle – dove rimarrà esposta fino al 15 novembre – la Ferrari F2003GA, pilotata a suo tempo da Michael Schumacher, protagonista della storica sfida con il caccia EF-2000 Eurofighter, ai comandi del pilota collaudatore e astronauta ESA Maurizio Cheli, svolta al 4° Stormo di Grosseto nel 2003.

Il programma in dettaglio: 23 ottobre – Inaugurazione del percorso a partire dalle 09.30; 23 ottobre – Laboratori (a cura del MUSAM e del Museo Ferrari di Maranello) destinati a studenti delle scuole tecniche, licei aeronautici e istituti professionali (11.00-13.00); dal 31 ottobre al primo novembre – Mostra di aeromodellismo statico, con ingresso gratuito al Magazzino 22 (10.00-18.00).

La scelta della data non è casuale, il 23 ottobre 1934, infatti, presso l’idroscalo di Desenzano del Garda (BS), sede del Reparto Alta Velocita?, il Maresciallo Francesco Agello, ai comandi di un Macchi MC.72, stabiliva il record mondiale di velocita? con 709,202 Km/h, record tutt’oggi imbattuto per idrovolanti con motore tradizionale a pistoni.

L’impresa di Agello che s’inserisce nel periodo d’oro dei record e dei primati di cui la allora Regia Aeronautica si rese protagonista in tutto il mondo, a cavallo degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, è ricordata e celebrata nel Museo Storico di Vigna di Valle che annovera la più numerosa collezione di idrocorsa al mondo, tra cui proprio quello del record, con il motore originale.

Il connubio tra l’Aeronautica Militare e la Ferrari, nasce da lontano; dal celebre Cavallino Rampante di Francesco Baracca, donato dalla mamma dell’Asso dell’Aviazione dopo la sua morte a Enzo Ferrari, come simbolo di buon auspicio per le fortune dell’allora nascente Casa Automobilistica modenese. Un legame di storia e di simboli, quindi, sotto il segno del “Rosso Corsa”, il colore che identificava i velivoli italiani nelle competizioni aeronautiche di quegli anni e che poi sarebbe diventato anche il colore caratterizzante delle moto e delle auto italiane in gara. Un intreccio costellato negli anni da eventi, collaborazioni e, appunto, sfide straordinarie tra macchine ed aerei: quella del 1981 tra Gilles Villenueve e un F-104 e, appunto, quella dell’11 dicembre 2003 sull’aeroporto militare di Grosseto, tra la Ferrari da gara guidata da Michael Schumacher e un caccia Eurofighter.

La ricorrenza del record è anche l’occasione per riproporre uno speciale percorso museale, sotto il segno del colore rosso corsa, della velocità e delle eccellenze italiane, attraverso il quale i visitatori potranno ripercorrere l’evoluzione tecnologica in ambito aeronautico – dagli albori della storia del volo fino ad oggi – e toccare con mano il legame profondo e il fervore ingegneristico e industriale che, soprattutto a cavallo delle due Guerre mondiali, hanno caratterizzato tanti ambiti del nostro Paese, primo fra tutti quello aeronautico e motoristico.

Il Comando Aeroporto Vigna di Valle – Centro Storiografico e Sportivo AM è il reparto con sede presso l’ “Aeroporto Luigi Bourlot”, il più antico idroscalo militare italiano, ubicato sulle sponde del Lago di Bracciano, in un contesto naturale di rara bellezza e ospita due singolari realtà dell’Aeronautica Militare: il MUSAM (Museo Storico dell’Aeronautica Militare) ha il compito di divulgare la cultura aeronautica, la storia e le tradizioni della Forza Armata. Nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario di costituzione dell’Aeronautica Militare è stato ampliato e completamente ristrutturato ed è oggi visitabile secondo le modalità indicate sul sito ufficiale.

Dalla riapertura avvenuta nel maggio 2023 si sono già superati abbondantemente i 100.000 visitatori. Il Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare contribuisce alla tutela del patrimonio sportivo nazionale attraverso un’attenta ricerca dei migliori talenti d’interesse nazionale e internazionale. Grazie ad uno staff di altissimo livello, assicura agli atleti l’adeguato supporto durante tutte le fasi di preparazione agonistica e contribuendo al loro sviluppo tecnico sia a livello pratico che teorico.

In Francia il Tribunale amministrativo annulla il divieto di manifestazione a Parigi

Roma, 22 ott. (askanews) – Il tribunale amministrativo di Parigi ha sospeso con una procedura d’urgenza il divieto imposto dalla prefettura di polizia a una manifestazione studentesca organizzata oggi nella capitale francese. Il corteo, promosso dall’Interfac Ile-de-France, coordinamento che riunisce studenti delle assemblee universitarie, è previsto a partire dalle 14 lungo un percorso dall’ospedale Pitie-Salpetriere a Place de la Bastille. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

“Il provvedimento è sospeso”, ha dichiarato il giudice del tribunale amministrativo al termine dell’udienza, secondo quanto constatato dall’Afp.

Il magistrato non ha fornito nell’immediato dettagli sulle motivazioni della decisione. Intanto, i partecipanti alla manifestazione stavano progressivamente raggiungendo il luogo del concentramento.

Teatro, Tine Milz a Roma riadatta "50 Minutes", la sua prima in Italia

Roma, 22 ott. (askanews) – L’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo insieme al Teatro della Cometa, annuncia la prima rappresentazione in Italia di “50 Minutes”, spettacolo della regista Tine Milz, borsista a Villa Massimo nel 2026, in programma il 23, 24 e 25 ottobre 2026.

La messinscena segna un doppio debutto: “50 Minutes” arriva per la prima volta in Italia e, con esso, anche le opere di Tine Milz vengono presentate per la prima volta al pubblico italiano. Per questa occasione, la regista e il team artistico hanno riadattato appositamente per lo spettacolo a Roma, una nuova versione pensata per questo debutto.

“Villa Massimo è onorata di sostenere la prima italiana al Teatro della Cometa di uno spettacolo nato dall’incontro e dall’ispirazione maturati durante il primo soggiorno della regista Tine Milz a Roma, nel 2024, e che ha debuttato a Zurigo nel 2025. Nel 2026, la regista è tornata a Villa Massimo come borsista di breve periodo”, ha sottolineato Julia Draganovic, direttrice di Villa Massimo.

Il testo di “50 Minutes” è di Deborah Levy, una delle voci più autorevoli della letteratura britannica contemporanea. Autrice di sette romanzi, tra cui Swimming Home, Hot Milk e August Blue, è stata candidata tre volte al Booker Prize. La sua trilogia autobiografica, composta da Things I Don’t Want to Know, The Cost of Living e Real Estate, ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali.

In “50 Minutes” una conversazione tra un coniglio e un professore diventa il punto di partenza per indagare la psiche del panico contemporaneo. Che cosa significa vivere in un mondo che sembra andare a fuoco? Da dove cominciare quando le ansie si moltiplicano? E che cosa possiamo fare di tutto ciò che proviamo?

Furioso ed erotico, politico e surreale, poetico e disperato, ironico e attraversato da un’ostinata speranza, 50 Minutes – The War War, Jaw Jaw, Bunny Play porta sulla scena un nuovo testo di Deborah Levy, scritto per il Theater Neumarkt. Un’opera che usa l’assurdo e l’immaginazione per interrogare le paure del presente e cercare, dentro il disordine, una possibile forma di relazione.

Tine Milz, nata nel 1989 a Prien am Chiemsee, è regista, drammaturga, autrice e curatrice. Ha studiato scienze politiche, economia politica e letteratura a Monaco e a Venezia. Presso l’Università delle Arti di Zurigo ha conseguito un master in drammaturgia e arti performative e ha frequentato tre semestri del corso di Belle Arti. Dal 2019 al 2025 è stata co-direttrice artistica del Theater Neumarkt di Zurigo. Attualmente è co-curatrice dell’International Forest Festival di Salonicco. Il suo lavoro si muove tra performance, letteratura e forme discorsive, intrecciando la pratica artistica con la teoria e la sfera pubblica. Ha dato vita ai festival Fleshy Interface e United in Grief. Come regista lavora, tra gli altri, con Deborah Levy, Therese Willstedt, Gosia Wdowik, Satoko Ichihara, Teresa Vittucci, Sophia Brous, Senthuran Varatharjah e Fabian Saul. I suoi lavori sono stati invitati, tra l’altro, alle Wiener Festwochen, all’Impulse, allo SPIELART München e al Theaterspektakel Zürich. Insegna all’ETH di Zurigo e alla ZHdK. Attualmente sta lavorando alla scrittura di un libro con e su Silvia Federici e alla stesura di un romanzo. Sta frequentando un programma di formazione executive presso la Harvard Kennedy School con Marshall Ganz, dedicato al Public Narrative, alla leadership e all’organizzazione.

Mattarella all’anteprima della miniserie sul giudice Livatino

Milano, 22 ott. (askanews) – Si è svolta ieri sera, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’anteprima di “Livatino – Il giudice e i suoi assassini”, la miniserie diretta da Michele Placido, presentata alla ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Freestyle Serie.

La proiezione, ospitata nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura e dell’audiovisivo nel ricordo di uno dei più alti testimoni dell’impegno per la giustizia e della lotta alla criminalità mafiosa.

La presenza del Capo dello Stato ha conferito particolare rilievo a un appuntamento dedicato all’eredità umana e civile di Rosario Livatino, il magistrato ucciso dalla Stidda il 21 settembre 1990, a trentasette anni. Il rigore nell’esercizio delle sue funzioni, l’indipendenza di giudizio e il rispetto della dignità di ogni persona ne fanno ancora oggi un riferimento per quanti operano al servizio della giustizia e della collettività.

“Siamo profondamente onorati che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, abbia voluto essere presente alla proiezione di Livatino – Il giudice e i suoi assassini, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma – ha sottolineato Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction -. La sua partecipazione conferisce ulteriore valore a un’opera che interpreta pienamente la missione della Rai. La storia del giudice Livatino richiama principi essenziali della nostra vita democratica e testimonia il ruolo che il Servizio Pubblico è chiamato a svolgere: preservare la memoria, promuovere la cultura della legalità e offrire al pubblico storie capaci di rafforzare la consapevolezza civile del Paese”.

“La presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato all’anteprima un profondo significato civile e istituzionale – ha dichiarato la produttrice Federica Luna Vincenti -. Condividere questo lavoro alla Festa del Cinema di Roma rappresenta per noi il compimento di un impegno: restituire, attraverso il linguaggio della serialità, la dimensione umana della testimonianza di Rosario Livatino. Nell’uomo, nella sua fede, nei suoi affetti abbiamo cercato le radici di un rigore morale che ha unito l’esercizio della giustizia al rispetto della dignità di ogni persona. Con questa responsabilità abbiamo raccontato la sua vita, perché la memoria del suo sacrificio diventi conoscenza e coscienza civile. La mia gratitudine va al Presidente della Repubblica per aver onorato la serata, a Maria Pia Ammirati e a tutta la Rai per la fiducia con cui hanno accompagnato il progetto, e alla Festa del Cinema di Roma per averlo accolto”.

La presentazione dell’opera ha assunto un significato ancora più profondo a pochi giorni dalla proclamazione del beato Rosario Livatino a Patrono dei Magistrati italiani, sancita con decreto del 7 ottobre 2026 dal Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il riconoscimento rinnova l’attenzione sulla sua testimonianza di fede e sull’integrità con cui interpretò la professione, fino al sacrificio della vita. La miniserie ripercorre gli ultimi due anni di vita del magistrato, interpretato da Giuseppe De Domenico, intrecciandone la vicenda con quella dei giovani stiddari destinati a diventare i suoi assassini, tra cui Tano, che ha il volto di Leonardo Maltese. Il racconto restituisce la complessità della Sicilia agrigentina di quegli anni e la determinazione di un uomo capace di colpire gli interessi economici del potere mafioso, conservando una profonda umanità verso le persone che era chiamato a giudicare.

Michele Placido si richiama alla tradizione del cinema civile di Francesco Rosi. Nell’intreccio fra dimensione spirituale e responsabilità professionale, il regista trova la chiave per raccontare Livatino: il coraggio, gli affetti, la riservatezza e il senso del dovere che ne orientò le scelte.

Accanto a Giuseppe De Domenico e Leonardo Maltese, un cast di attori straordinari tra cui Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta, Brenno Placido e Francesco Benigno. Ad arricchire il racconto, David Coco nel ruolo di Paolo Borsellino e Beniamino Marcone in quello di Giovanni Falcone, con Gaetano Aronica e con la partecipazione straordinaria di Michele Placido.

Scritta da Angelo Pasquini, Fidel Signorile e Michele Placido, Livatino – Il giudice e i suoi assassini è una coproduzione Rai Fiction – Goldenart Production – Rai Com, prodotta da Federica Luna Vincenti, realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Siciliana, Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo – Sicilia Film Commission. Composta da quattro episodi e trasmessa in due serate, la miniserie andrà in onda lunedì 9 e martedì 10 novembre in prima visione su Rai 1 e RaiPlay.

Corte europea diritti: nessuna iniquità della Cassazione sul processo a Silvio Berlusconi

Roma, 22 ott. (askanews) – La Corte di Cassazione non ha manifestato mancanza di imparzialità nel procedimento che ha portato alla condanna di Silvio Berlusconi per un meccanismo di evasione fiscale attuato tramite Mediaset sull’acquisto di diritti tv. Lo afferma la Corte europea per i Diritti dell’Uomo in una sentenza emessa oggi dalla Sezione (Chamber) della Corte.

“I giudici – si legge sul sito della Corte di Strasburgo – hanno stabilito, all’unanimità, che non vi è stata alcuna violazione dell’articolo 6 (diritto a un equo processo) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, con riferimento alla doglianza secondo cui la Corte di cassazione avrebbe difettato di imparzialità. Il caso Berlusconi contro Italia (ricorso n. 8683/14) riguardava la doglianza di Silvio Berlusconi in merito alla presunta iniquità della sua condanna penale per un meccanismo di evasione fiscale attuato tramite Mediaset S.p.A. e altre società del medesimo gruppo, in relazione all’acquisto di diritti televisivi”.

“La Corte – spiega ancora la Cedu – ha rilevato che il sig. Berlusconi non ha dimostrato che il collegio della Corte di cassazione che si è occupato del suo caso, e in particolare il presidente della sezione a cui la causa era stata assegnata, mancasse di imparzialità”. “La Corte ha dichiarato le altre doglianze del sig. Berlusconi irricevibili, in quanto manifestamente infondate o presentate fuori termine”, aggiunge la Corte di Strasburgo.

Cosa vedremo al Ces Las Vegas: IA fisica e robotica entrano nelle case

Milano, 22 ott. (askanews) – Con il Ces Unveiled Milan, l’Italia ha ospitato per la prima volta nella storia l’anteprima europea del Ces di Las Vegas, il grande evento tech che si svolgerà in Nevada dal 6 al 9 gennaio. Ma cosa dobbiamo aspettarci dalla più grande manifestazione dedicata alla tecnologia consumer? Lo ha anticipato ad askanews Kinsey Fabrizio, presidente di Cta, che organizza il Ces.

“Potete aspettarvi di vedere molta intelligenza artificiale – ha spiegato – il tema centrale sarà proprio l’infrastruttura di intelligenza artificiale che sta alla base dell’IA fisica e della robotica. Quindi la produzione per la robotica, la robotica per la casa, per i consumatori, per la mobilità e la guida autonoma”.

Un grande tema sarà anche quello della regolamentazione dell’intelligenza artificiale e del dibattito che coinvolge big tech, Stati e cittadini sui suoi rischi.

“Riteniamo che regolamentare sia importante, ma deve trattarsi di una regolamentazione intelligente – ha sottolineato – che consenta l’innovazione mantenendo al contempo la privacy, la sicurezza. Bisogna quindi trovare il giusto equilibrio e penso che il Ces rappresenterà un’occasione per discutere di questi rischi, perché esistono e dobbiamo assicurarci che l’intelligenza artificiale venga implementata in modo sicuro”.

Cinema, Salvatores gira il nuovo film: "La variante di Luneburg"

Roma, 22 ott. (askanews) – Sono iniziate a Trieste le riprese di “La variante di Luneburg”, il nuovo film scritto e diretto dal Premio Oscar Gabriele Salvatores, noir ambientato nel mondo degli scacchi tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Maurensig edito da Adelphi. Nel cast, Toni Servillo, Sebastian Koch, Damian Hardung, Eduardo Scarpetta, Thomas Prenn.

“É la storia di un duello che dura più di quarant’anni e che i due avversari combattono sul campo di battaglia di una scacchiera. Gli scacchi! Lo sport più violento che esista e, forse, il meno cinematografico. Una bella sfida che mi è piaciuto raccogliere. La dimensione violenta, magica, esoterica e misteriosa degli scacchi, quella sì che è cinematografica! Maurensig sognava un film di penombre, di buio e di fuoco, avvincente e crudele. Spero di poterlo accontentare…” ha detto Salvatores.

Prodotto da Raffaella Leone e Andrea Leone, “La variante di Luneburg” è una produzione Lotus Production società di Leone Film Group, con Rai Cinema, in associazione con Vice Pictures, in associazione con Indiana Production, una società Vuelta, in associazione con MDE. Con il sostegno della Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG.

Le riprese dureranno nove settimane tra Trieste e Roma. Le vendite internazionali sono a cura di Rai Cinema International Distribution. Il film sarà distribuito in Italia da 01 Distribution.

Il Mit: dal governo nuove misure contro il caro-gasolio

Roma, 22 ott. (askanews) – Credito d’imposta sul gasolio e possibilità di sospendere i canoni di leasing dei veicoli. Il Consiglio dei ministri ha approvato nuove misure per affrontare le difficoltà del settore dell’autotrasporto, con particolare attenzione alle piccole imprese e ai padroncini, maggiormente esposti all’aumento dei costi. Lo ha reso noto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il provvedimento – si legge nella nota – arriva al termine del lavoro portato avanti dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e dal viceministro, Edoardo Rixi, attraverso il confronto con le associazioni di categoria.

Sul fronte dei carburanti, vengono stanziati ulteriori 45,2 milioni di euro per il credito d’imposta sul gasolio, destinato alle spese sostenute da marzo ad agosto 2026. Le nuove risorse si aggiungono ai 21,2 milioni già previsti dal decreto sul bollo e sono integrate con ulteriori 60 mln per le spese dal primo settembre al 5 ottobre. È inoltre prevista la possibilità di sospendere fino al 31 marzo 2027 i canoni di leasing dei veicoli in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027, per alleggerire la pressione finanziaria sulle imprese.

Particolare attenzione è riservata ai piccoli autotrasportatori, che “rappresentano una componente essenziale della logistica italiana e dispongono spesso di margini ridotti per assorbire i rincari”. L’obiettivo “è tutelare la continuità operativa delle imprese e salvaguardare il lavoro di chi garantisce ogni giorno la movimentazione delle merci, un servizio indispensabile per le filiere produttive e commerciali del Paese”.

Con queste misure, il governo “interviene sulle difficoltà legate al caro carburanti e sulla liquidità delle imprese, confermando l’impegno del ministro Salvini e del viceministro Rixi a individuare risposte concrete per un comparto strategico dell’economia nazionale”.

Ciclismo, Tour de France al via il 2 luglio da Edimburgo

Roma, 22 ott. (askanews) – Al Palais des Congrès di Parigi è stata presentata la 114esima edizione del Tour de France. La Grande Boucle scatterà il 2 luglio da Edimburgo, prima volta assoluta in Scozia: le prime tre tappe si svolgeranno in Gran Bretagna attraversando anche Inghilterra e Galles. Il 21 luglio chiusura a Parigi.

Il Tour de France si annuncia come una corsa di 21 tappe caratterizzata da un avvio britannico inedito, due prove a cronometro e un percorso destinato a diventare sempre più selettivo con l’avvicinarsi delle montagne. La prima maglia gialla potrebbe finire sulle spalle di un velocista, grazie a una frazione inaugurale di 184 chilometri con arrivo a Carlisle, mentre la seconda tappa, da Keswick a Liverpool, offrirà maggiori opportunità ai fuggitivi. Più impegnativa la terza frazione, da Welshpool a Cardiff, con otto Gran premi della montagna e un finale ricco di strappi.

Dopo il trasferimento in Francia, la corsa attraverserà Normandia e Bretagna, prima della cronometro di 38 chilometri da Blois a Chambord, primo appuntamento importante per gli specialisti e per gli uomini di classifica. Il percorso si farà poi più duro con le tappe del massiccio del Morvan e soprattutto con l’ingresso nelle Alpi, dove le frazioni verso il Grand Colombier, Sallanches e Les Saisies promettono di ridisegnare la graduatoria. Dopo una fase più favorevole ai velocisti e agli attaccanti, la seconda cronometro, 33 chilometri a Tolosa, precederà il gran finale.

Saranno infatti i Pirenei a rappresentare uno dei passaggi decisivi del Tour, con la tappa da Pau al Col du Portet, 174 chilometri e 5.400 metri di dislivello, seguita da un’altra frazione montana verso Laruns. La corsa si concluderà con le ultime tappe verso Libourne e Parigi, dove verrà incoronato il vincitore di una Grande Boucle che promette occasioni per gli sprinter, spazio per i corridori da fuga e soprattutto grandi duelli tra gli uomini in lotta per la maglia gialla.

Barezzi Festival, dal 10 al 13 dicembre a Parma e dintorni

Roma, 22 ott. (askanews) – Torna per la sua ventesima edizione Barezzi Festival, dal 10 al 13 dicembre a Parma e dintorni. Peter Hook and The Light e Arab Strap nelle loro uniche date italiane, John Grant, Sébastien Tellier, Sleaford Mods, Gaia Banfi, Lamante e Davide Ambrogio, oltre all’evento in omaggio a Glen Handard “BEYOND ALL RETURN – A Tribute to Glen Hansard”, sono i protagonisti e le protagoniste di quattro giorni di concerti che confermano la capacità della rassegna di guardare al meglio del panorama musicale internazionale e italiano.

Una proposta musicale raffinata e ricercata che sa al tempo spesso individuare i suoni del futuro e raccogliere i migliori bagliori del passato per rifletterli nel presente, esplorandone nuovi significati e vibrazioni. Un’esperienza dal vivo di qualità, intima e comunitaria, che prende forma in teatri che sono dei veri e propri gioielli architettonici, e si integra a un percorso fatto di incontri, proiezioni, esperienze culinarie e molto altro che arricchiscono e rendono Barezzi un festival da respirare e attraversare, non solo di cui fruire.

Ideato e diretto da Giovanni Sparano, organizzato e prodotto dall’Associazione culturale Luce in coproduzione con la Fondazione Teatro Regio di Parma, Barezzi Festival mantiene le sue radici nella musica e nella città di Parma, ma distende i suoi rami in un percorso artistico ampio, raggiungendo diversi luoghi, forme e visioni.

Lo fa ad esempio con Barezzi Way, le speciali anteprime organizzate dal festival che quest’anno hanno ospitato lo straordinario concerto sold out degli Einstürzende Neubauten il 12 settembre a Reggio Emilia e che per la prima volta arrivano a Londra l’1 novembre alla Earth Hall per il live di una band iconica, gli Almamegretta, che festeggia il trentennale di un disco unico nel panorama italiano: Indubb. Il gruppo napoletano torna dove tutto è iniziato per aggiungere un nuovo capitolo a un percorso che ha sempre privilegiato la contaminazione all’appartenenza fine a se stessa. Proprio nella capitale inglese infatti è nata l’idea di parlare una nuova lingua, mescolando la tradizione musicale napoletana e le suggestioni caraibiche: il ritmo in levare del reggae, le atmosfere jungle e drum’n’bass. Pubblicato nel 1996 come raccolta di brani già editi ma rielaborati e remixati per l’occasione dal gruppo insieme ad alcuni ospiti d’eccezione, tra cui Adrian Sherwood e Bill Laswell, in Indubb le radici non segnano un confine: si ibridano per generare nuove possibilità.

Torna anche poi il format Barezzi Lab dedicato ai talenti emergenti e da quest’anno in collaborazione con il Festival Verdi di Parma: un contest in cui giovani artisti partecipano portando un inedito e la loro personale rivisitazione di un pezzo di Verdi. Il vincitore delle selezioni finali, che si svolgono il 20 ottobre al Teatro Regio di Parma (sul palco Giorgio Nieloud, Marea, Talea e Vittoria Sciacca) e il 3 dicembre al Teatro dei Filodrammatici di Milano (live Carla Fucci, Klezma, Lumen e Margherita Zerbini), e a seguire della finalissima il 10 dicembre al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto, ha la possibilità di esibirsi il giorno inaugurale del festival.

Proseguono anche le pause di ozio e gusto di Barezzi Snug, percorso musicale ed enogastronomico alla scoperta dei sapori di Parma nelle osterie del centro storico; e le esplorazioni letterarie di Fuori rotta a cura della libreria Diari di bordo, che animano il Caffé del Prato le mattinate del festival con incontri con Graziano Graziani e Giuseppina Borghese che, a partire dall’esempio di Antonio Barezzi e del suo fondamentale sostegno a un giovane Verdi all’inizio della carriera, indagano nel ruolo dei mecenati nell’arte. Torna infine la terza edizione di Quadreria, rassegna di mostre al Caffè del Prato della Casa della Musica in cui una serie di artisti, tra cui Alessandro Baronciani, Isabella Bersellini e Manuele Altieri, traslano la propria idea di musica in arte figurativa, muovendosi tra illustrazione, pittura, e disegno.

IL PROGRAMMA MUSICALE DI BAREZZI FESTIVAL 2026

L’avventura musicale di Barezzi Festival comincia giovedì 10 dicembre come da tradizione a Busseto, patria di Giuseppe Verdi a cui è dedicato il teatro in cui si inaugura la ventesima edizione. Dopo la finale di Barezzi Lab in mattinata, il vincitore sale sul palco per aprire la serata, che vede come grande protagonista internazionale John Grant. L’eclettico e tormentato cantautore di Denver dal timbro vocale inconfondibile, un impasto baritonale profondo e caldo, è uno dei rari autori capaci di unire con efficacia ironia e intimismo, inquietudine e disincanto. Un concerto intenso, in equilibrio tra songwriting folk ed elettronica, in cui l’ex frontman degli Czar attraversa la sua discografia solista, dall’acclamato esordio Queen of Denmark, uscito nel 2010 per l’iconica etichetta Bella Union, fino al sesto e ultimo lavoro, The Art of The Lie.

Venerdì 11 dicembre si torna a casa, a Parma, per un appuntamento speciale e commovente. Alle 18 infatti il palco del Teatro Regio ospita “BEYOND ALL RETURN – A Tribute to Glen Hansard”, una serata che vuole omaggiare lo straordinario cantautore irlandese, prematuramente scomparso quest’anno, e che avrebbe dovuto essere tra gli ospiti di questa edizione. Un omaggio all’Artista e all’Uomo che ha incarnato un vero e proprio modo di vivere la musica. Una produzione originale in cui canzoni, immagini, poesia, testimonianze, atmosfera si fondono in un abbraccio di vera riconoscenza nei confronti di un grande musicista e della terra che lo ha generato.

Ad anticiparlo, alle 15, la proiezione gratuita (con ingresso prioritario ai possessori di biglietto per lo spettacolo successivo) nella sala concerti della Casa della Musica di Once, il film che lo vede co-protagonista oltre che autore delle musiche e di Falling Slowly, brano vincitore del Premio Oscar come Migliore Canzone Originale.

A seguire, alle 21.30, il live degli Sleaford Mods con il loro ultimo album The Demise of Planet X. Una visione dell’Apocalisse unica che, evitando i classici cliché della fine del mondo, immagina invece (senza troppa fatica) che a distruggerci sarà un lento e costante declino: una nebbia fatta di disfacimento e monotonia ripetitiva, di apatia sociale, entropia culturale e corruzione egoistica. Il disco è uno dei lavori più completi ed espressivi del duo britannico, il cui stile idiosincratico e irresistibile, fatto di elettronica minimale e massima lucidità, è diventato un manifesto creativo per un’intera generazione di artisti.

La giornata si chiude a The Hub con il concerto del polistrumentista calabrese Davide Ambrogio, che presenta il suo secondo album, Mater Nullius, tradotto dal latino “Madre di nessuno”. Un’opera che esplora la disconnessione dell’uomo contemporaneo dalla natura e il bisogno di una rinascita umana e spirituale. Attraverso una narrazione che fonde musica e ricerca, i 14 brani – scritti quasi tutti in dialetto – raccontano una storia di trasformazione interiore, simboleggiata da un dialogo tra la razionalità dell’uomo moderno e il suo lato inconscio, primitivo, archetipico e selvaggio.

Sabato 12 dicembre il Teatro Regio apre le porte alle 18 per il concerto di una figura chiave della french touch e uno degli artisti francesi più significativi dell’ultimo decennio, Sébastien Tellier. Talentuoso polistrumentista, Tellier ha esplorato nei suoi album diversi generi musicali, dal pop al folk fino alla musica elettronica: il suo ultimo e settimo disco, Kiss The Beast, uscito a gennaio 2026, è un lavoro massimalista, al tempo stesso eclettico e coerente, che ripercorre l’intero spettro sonoro attraversato durante la sua carriera proiettandolo verso territori nuovi e inattesi.

Alle 21.30 sul palco arriva l’unica data italiana di Peter Hook and the Light, il progetto in cui il celebre bassista e cantante inglese, membro fondatore dei Joy Division – gruppo di culto che ha ridefinito il post-punk anche grazie al suo sound inquietante e profondo del suo basso – e successivamente dei New Order, ripercorre dal vivo album dopo album l’intero catalogo delle due band. Il live a Barezzi è dedicato ai venticinque anni di Get Ready, settimo album dei New Order.

Per prepararsi al meglio al concerto, alle 15 nella Sala concerti della Casa della Musica Marco Pipitone e Luca Frazzi conducono l’incontro gratuito Shadowplay: un pomeriggio dentro il mondo dei Joy Division.

Chiude la serata a The Hub Lamante, che con il suo secondo album Non dico addio si conferma una delle nuove voci e penne più preziose. Un disco profondo e viscerale, in cui la cantautrice rinuncia a ogni sovrastruttura per lasciare emergere una scrittura libera, istintiva e profondamente autobiografica. Un lavoro che non cerca di spiegare il dolore, ma di attraversarlo, trasformandolo in suono, immagine e presenza.

Domenica 13 dicembre il festival si chiude con un doppio appuntamento: si comincia alle 17 al Teatro Magnani di Fidenza con l’unica data italiana degli Arab Strap, tra le realtà più singolari emerse dalla scena indipendente scozzese degli anni ’90, che nel tempo hanno costruito un’identità inconfondibile fondendo lo-fi, post-rock ed elettronica minimale con testi profondamente personali, intrisi di romanticismo disilluso, ironia e oscurità. Il duo porta a Barezzi Half-Told Tales, il nuovo disco uscito a trent’anni esatti dalla pubblicazione del loro primo singolo: un amalgama potente e coerente di post rock, elettronica e spoken word, di chitarre fragorose e aperture melodiche.

Alle 21, invece, a Borgo Santa Brigida a Parma spazio a una delle voci e dei progetti più interessanti in circolazione: Gaia Banfi. Cantautrice, produttrice e polistrumentista, con il suo ultimo acclamato album La Maccaia ha dato forma a un linguaggio profondamente personale nel quale convivono canzone d’autore, pop e sperimentazioni in campo elettronico. Il suo lavoro sta ottenendo ottimi riscontri anche all’estero, come dimostrano i tanti concerti in tutta Europa e l’esibizione per l’iconica radio americana KEXP.

Pirelli e Ferrari in India, Tronchetti: qui l’Italia guarda al futuro

New Delhi, 22 ott. (askanews) – La Luce Ferrari e il Calendario Pirelli si incontrano a Nuova Delhi. A margine della presentazione dell’accordo strategico con BKT presentato questa mattina da Pirelli, che domani nella capitale indiana svelerà The Cal 2027, si è svolto un breve incontro tra Marco Tronchetti Provera, presidente esecutivo del gruppo della Bicocca, e Benedetto Vigna, Ceo del Cavallino, che nei giorni scorsi ha inaugurato ufficialmente a New Delhi la prima edizione indiana di Universo Ferrari. Tronchetti, arrivato a bordo della Ferrari Luce, ha donato una copia del calendario a Vigna che, simbolicamente, gli ha fornito le chiavi dell’auto.

“Portare Luce qui significa dimostrare che in Italia quando si lavora assieme si fa bene e si fanno cose belle”, ha detto Vigna.

“La cosa bella è che Ferrari e Pirelli – ha sottolineato Tronchetti – sono insieme in India, che è un continente con un miliardo e mezzo di persone che guarda al futuro, e noi siamo una bandiera italiana che si è stabilita qua e che vede il futuro dell’India e vuole esserne parte”.

Proteste Tir, Orsini: tutto il Paese deve correre alla stessa velocità

Milano, 22 ott. (askanews) – “Questo tipo di problematica sta salendo al nord, sta arrivando nel Lazio, non si sta fermando solo al Sud. Siamo in Europa, parlando di differenza tra Nord e Sud credo sia veramente miope. Il Presidente della Repubblica ha detto una cosa molto saggia, come sempre: ‘nessuno Stato può farcela da solo’. Se stiamo dicendo che nessuno Stato in Europa può farcela da solo, figuriamoci se possiamo fare differenze tra Nord e Sud”: lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine del World manufacturing forum, in corso a Milano.

“Abbiamo bisogno che tutto il Paese corra alla stessa velocità. Abbiamo bisogno che anche la Zes unica al Sud venga rifinanziata, proprio perché ha dimostrato che sta recuperando. Non si possono fare differenze tra Nord e Sud. Lo devo dire anche oggi: l’Italia è forte se tutta l’Italia è forte”.

Meloni sulle proteste dei Tir: non tolleriamo intimidazioni, risorse già in pagamento

Roma, 22 ott. (askanews) – “In alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano lì, minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi, questa non è protesta, questa è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video messaggio sui social dopo il varo del Cdm del decreto per il sostegno ad autotrasporto e agricoltura. “E non lo dico solamente io, a chiedere di rimuovere questi blocchi – ha aggiunto – sono gli stessi autotrasportatori, i commercianti, gli agricoltori, i sindaci e le istituzioni di ogni colore politico perché a pagare come sempre non è il potente di turno, è la gente comune: il camionista che deve portare a casa lo stipendio, l’impresa che non riesce a consegnare, la famiglia che si trova a pagare di più”.

“Useremo tutti gli strumenti che la legge ci offre, comprese – così Meloni -le norme del decreto sicurezza che hanno reso reato il blocco stradale. Questo governo rispetta pienamente chi vuole manifestare, ascolta chi chiede aiuto nel rispetto delle regole, però abbiamo anche il dovere di far rispettare le leggi dello Stato e di non farci ricattare da chi usa la violenza come strumento di pressione. Chi vuole lavorare deve poterlo fare e lo Stato deve garantirlo”.

“Accordo con le associazioni dell’autotrasporto, risorse già in pagamento e nuove misure per agricoltori e pescatori approvate oggi in Consiglio dei ministri. Il governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete”. Così sempre Meloni, in un post che accompagna il videomessaggio social. “Non sono promesse quelle che sono state firmate, ma risorse”, ha aggiunto la premier nel video.

Dl Cortei, Salvini: parà pronti a intervenire con Lince e droni

Milano, 22 ott. (askanews) – I Parà della Folgore che saranno dispiegati nelle città potranno “garantire l’ordine pubblico, insieme alle altre forze dell’ordine. E intervenire in caso di necessità, anche con mezzi, coi Lince, coi droni, con mezzi adeguati a intervenire velocemente”. Lo ha detto il vice premier Matteo Salvini, parlando con i giornalisti in Prefettura a Milano, al termine del Cdm cui ha partecipato da remoto.

Alla domanda dei giornalisti su come potrebbe intervenire un Lince (veicolo blindato militare, ndr) in ordine pubblico, Salvini ha risposto: “Saranno preparati a fare quello che un militare deve e può fare, rispettando la normativa vigente. Saranno preparati a intervenire secondo la normativa vigente: sono militari, rispetteranno la legge, non è che andranno in giro a fare cose strane. Io padre di due figli sono più tranquillo se ho 500 parà con la testa sulle spalle a osservare quello che succede”.

Dunque “Milano sarà presidiata, e anche le stazioni. E avere 500 parà della Folgore, con un’età media superiore ai 40 anni che hanno fatto esperienze all’estero in tante piazze milanesi, per me è una garanzia, già da sabato”.

Orsini: proteste Tir preoccupano, ma nessuno si approfitti situazione

Milano, 22 ott. (askanews) – “È ovvio che siamo preoccupati” per la situazione che si sta creando con i blocchi dei trasportatori. È necessario “che nessuno si approfitti della situazione per bloccare anche i nostri trasportatori, ai quali vogliamo dare sostegno e vicinanza. Su questo bisogna intervenire subito e il ministro Piantedosi ha ben chiara la situazione”. Lo ha detto il presidente di Confidustria, Emanuele Orsini, parlando a margine del World manufacturing forum a Milano, nel giorno del consiglio dei ministri, previsto a mezzogiorno per l’approvazione di un decreto legge sul sostegno all’autotrasporto e al comparto agricolo.

“Ieri sera c’è stata una buonissima interlocuzione con il ministro Piantedosi – ha aggiunto Orsini – che si sta adoperando per andare a capire se all’interno di questo blocco ci sia qualcuno che se ne stia approfittando”.

“Il costo della benzina mette in difficoltà, però – ha aggiunto su questo credo sia possibile ragionare con il Mit e anche con il ministero delle Imprese, con Urso”.

Chiesto il processo a Daniela Santanchè per bancarotta e truffa allo Stato

Milano, 22 ott. (askanews) – La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per la senatrice di FdI, Daniela Santanchè, e altre 14 persone accusate a vario titolo di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato nell’ambito dei dissesti delle società del polo biofood Ki Group e Bioera. La richiesta dei pubblici ministeri sarà ora esaminata da un giudice per l’udienza preliminare, che dovrà decidere se disporre o meno il processo. La data dell’udienza preliminare sarà fissata nei prossimi giorni.

Proteste tir, Meloni: minacce da pochi soggetti, non tolleriamo intimidazioni

Roma, 22 ott. (askanews) – “In alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano lì, minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi, questa non è protesta, questa è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video messaggio sui social dopo il varo del Cdm del decreto per il sostegno ad autotrasporto e agricoltura.

“E non lo dico solamente io, a chiedere di rimuovere questi blocchi – ha aggiunto – sono gli stessi autotrasportatori, i commercianti, gli agricoltori, i sindaci e le istituzioni di ogni colore politico perché a pagare come sempre non è il potente di turno, è la gente comune: il camionista che deve portare a casa lo stipendio, l’impresa che non riesce a consegnare, la famiglia che si trova a pagare di più”.

Falle PHP, allarme globale: milioni di tentativi di attacco

Roma, 22 ott. (askanews) – Milioni di tentativi di attacco informatico, siti istituzionali e servizi di aziende temporaneamente sospesi in diversi Paesi, governi e autorità di cybersicurezza mobilitati per prevenire possibili compromissioni dei sistemi. Si estende a livello mondiale l’allarme per le due gravi vulnerabilità scoperte nel linguaggio di programmazione PHP, utilizzato da una larga parte dei siti internet. Le correzioni sono disponibili da ieri, ma la diffusione del software e la necessità di verificare l’efficacia degli aggiornamenti rendono complessa la messa in sicurezza delle infrastrutture digitali.

Secondo l’amministratore delegato di Cloudflare, Matthew Prince, i tentativi di sfruttare le falle sono aumentati vertiginosamente dopo la loro divulgazione pubblica. Nelle dieci ore precedenti l’annuncio, la società aveva registrato migliaia di tentativi, saliti a decine di migliaia nei primi 45 minuti successivi, a centinaia di migliaia entro due ore e infine a milioni. Amazon ha inoltre rivelato di aver individuato un tentativo di sfruttamento già il 17 ottobre, quattro giorni prima della divulgazione pubblica delle vulnerabilità, attraverso MadPot, la propria rete di sistemi utilizzati per rilevare attività informatiche ostili. Non è tuttavia accertato che i tentativi osservati abbiano provocato compromissioni effettive.

La Commissione europea, l’Agenzia europea per la cybersicurezza (Enisa), CERT-EU, Europol e la rete dei centri nazionali di risposta agli incidenti informatici hanno diffuso una dichiarazione congiunta chiedendo alle organizzazioni di intervenire immediatamente. Le autorità raccomandano di identificare tutte le applicazioni che utilizzano PHP, installare gli aggiornamenti e dare priorità ai sistemi accessibili da internet. Qualora non sia possibile applicare subito le correzioni, viene suggerito di isolare temporaneamente i servizi vulnerabili dalle reti pubbliche.

Le due vulnerabilità, identificate come CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619 e conosciute con il nome PHP2Shell, hanno ricevuto entrambe un punteggio di gravità di 9,2 su 10. Derivano da problemi nella gestione della memoria e possono consentire, in determinate condizioni, l’esecuzione di codice da remoto senza autenticazione, permettendo potenzialmente agli aggressori di prendere il controllo dei server, sottrarre informazioni riservate o alterare i contenuti dei siti. Il problema riguarda il motore stesso di PHP e può quindi interessare anche applicazioni e piattaforme che lo utilizzano indirettamente.

Le conseguenze dell’allarme si sono manifestate soprattutto attraverso sospensioni precauzionali. In Europa sono stati temporaneamente disattivati siti governativi nei Paesi bassi, in Germania, Francia, Finlandia, Belgio e Repubblica ceca. Tra i servizi interessati figurano portali di amministrazioni pubbliche, ospedali, istituzioni e organizzazioni private. La Wikimedia Foundation, che gestisce Wikipedia, ha sospeso alcuni sistemi in attesa delle correzioni, mentre il gruppo francese delle telecomunicazioni Orange ha interrotto preventivamente l’accesso ad alcuni siti e applicazioni delle proprie controllate.

In Finlandia, il fornitore statale di servizi informatici Valtori ha avviato il progressivo ripristino dei portali dopo aver installato gli aggiornamenti durante la notte. Il direttore generale Hannu Naumanen ha tuttavia avvertito che il ritorno alla normalità potrebbe richiedere giorni o addirittura settimane, poiché i sistemi devono essere sottoposti a verifiche approfondite prima della riattivazione. Valtori ha precisato che le interruzioni non sono state provocate da attacchi informatici e che non risultano compromissioni accertate dei propri servizi.

In Asia, il Giappone ha sospeso parzialmente siti di ministeri, amministrazioni locali e servizi pubblici, mentre numerose aziende, tra cui MUFG Bank, Nomura, ANA e diversi operatori ferroviari, hanno adottato analoghe misure precauzionali. Il capo di Gabinetto Minoru Kihara ha dichiarato che finora non risultano danni ai sistemi governativi riconducibili alle vulnerabilità. La Corea del Sud ha innalzato il livello di allerta informatica per il settore privato e attivato misure di risposta d’emergenza. Il ministero cinese dell’Industria e delle Tecnologie dell’informazione ha invitato organizzazioni e utenti a verificare immediatamente i propri sistemi e installare le versioni aggiornate del software.

Anche in Italia il CERT-AGID ha diffuso un avviso urgente, sottolineando che sono già disponibili online strumenti che dichiarano di poter sfruttare le falle, sebbene la loro efficacia non sia stata ancora pienamente verificata. L’organismo raccomanda di aggiornare tempestivamente PHP, prestando particolare attenzione ai sistemi esposti su internet, e avverte che l’aggiornamento dei soli programmi che utilizzano il linguaggio, come i sistemi di gestione dei contenuti dei siti web, non è sufficiente a eliminare le vulnerabilità.

La crisi ha sollevato interrogativi anche sui tempi di individuazione e correzione dei problemi di sicurezza. La PHP Foundation, che sostiene lo sviluppo del linguaggio, ha riconosciuto che i primi segnali della vulnerabilità CVE-2026-109618 erano emersi già nel 2024, durante un controllo esterno. All’epoca non erano state individuate modalità concrete per sfruttarla e le difficoltà tecniche, insieme ai limiti delle procedure decisionali, avevano impedito di arrivare rapidamente a una soluzione. La fondazione ha ammesso le proprie carenze organizzative e annunciato modifiche ai processi di gestione delle segnalazioni.

Un ruolo importante nell’individuazione delle falle è stato svolto dall’intelligenza artificiale. OpenAI ha spiegato che una delle vulnerabilità è stata scoperta dalla società di sicurezza Calif utilizzando il modello GPT-5.6 Sol, mentre Wiz ha individuato indipendentemente entrambe le falle. Google Cloud ha riferito che anche il modello Gemini 4 Argon ha contribuito alle attività di ricerca, sviluppo degli strumenti di verifica e validazione delle correzioni. Secondo gli esperti, gli stessi progressi tecnologici che permettono di individuare più rapidamente i problemi di sicurezza possono accelerare anche la preparazione degli attacchi.

Intervenendo oggi a un evento aziendale a Colonia, l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, ha dichiarato di non aver visto una situazione simile da molto tempo, sottolineando l’importanza di costruire sistemi digitali che possano essere mantenuti e aggiornati in sicurezza.

PHP è utilizzato dal 69,3% dei siti internet per i quali è noto il linguaggio di programmazione lato server, secondo le rilevazioni di W3Techs. Gli sviluppatori hanno distribuito il 21 ottobre le versioni correttive 8.5.12, 8.4.27, 8.3.36 e 8.2.35, mentre le versioni più vecchie non più supportate richiedono interventi specifici o la migrazione verso software aggiornato. Per governi e imprese, la priorità resta ora l’applicazione delle correzioni e la verifica di eventuali intrusioni, in una situazione nella quale il numero dei tentativi di attacco documentati non consente ancora di stabilire quante compromissioni siano effettivamente avvenute.

Marco Mengoni esce con l’album "felice sì, ma tutto sbagliato"

Milano, 22 ott. (askanews) – Esce l’11 dicembre felice sì, ma tutto sbagliato (Epic Records Italy / Sony Music Italy), il nuovo album di Marco Mengoni da ora disponibile in pre-order in formato CD e LP. felice sì, ma tutto sbagliato è l’undicesimo album di Marco Mengoni e rappresenta un nuovo capitolo del suo percorso discografico.

L’album è anticipato dal singolo Giornate perse, scritto da Marco Mengoni e Jacopo Ettorre e prodotto da Giovanni Pallotti e Marco Mengoni, con la co-produzione di Vanegas. Il brano parla del silenzio dopo un periodo complesso, in attesa di un cambiamento, e della scelta di usare la propria voce con onestà.

L’annuncio di felice sì, ma tutto sbagliato arriva a poche settimane dall’inizio di Allo Sbagliato, l’off line club con la direzione creativa di Marco Mengoni che prenderà il via il 5 novembre fino al al 19 novembre: una lunga residency dell’artista da 26 serate, in cui il cantautore porterà uno show con radici nel soul e nel blues, tutto suonato dal vivo insieme a 11 musicisti.

Non ci saranno transenne né palco, il pubblico starà attorno all’area dell’esibizione e non ci sarà una scaletta prestabilita. A completare il cartellone, quando il cantautore non sarà sul palco, le serate di comedy con la coppia Nuzzo e Di Biase e ospiti internazionali come Benjamin Clementine in versione voce e piano. In programma anche la new wave italiana con Faccianuvola, Angelica Bove, Settembre, prima stanza a destra, Gioia Lucia, Il Maestrale, Mazzariello, Anna and Vulkan, Primogenito e Matsby, e le incursioni jazz di Sayf. C’è poi la stand up raffinata di Luca Ravenna, Stefano Rapone, Sandro Canori, Fill Pill e Pietro Sparacino, insieme ad alcuni nomi della scena femminile come Carlotta Spallino, Chiara Pagliaccia, Cecilia Forastieri e Giulia Cerruti. Chiudono una dj night con MACE e Clap! Clap! e un reading di Federico Buffa dedicato a Lucio Dalla, “Il futuro è tra mezz’ora”. Allo Sbagliato non ha un’identità fissa da rivendicare, ma ne attraversa molte, cambiando pelle a seconda della sera, dell’ospite, del momento. È il posto dove ogni aspettativa viene sistematicamente disattesa: chi entra pensando di sapere cosa troverà si ritrova puntualmente smentito, e proprio in questo scarto continuo tra ciò che ci si immagina e ciò che accade davvero sta il suo carattere più autentico. Lo Sbagliato è un contenitore multidisciplinare in cui musica, arte, teatro, comicità e design si incontrano, si mescolano e si contaminano; un luogo dall’identità ibrida, volutamente fuori dagli schemi, dove atmosfere underground, richiami vintage e design contemporaneo convivono senza seguire regole precise. Tutte le serate sono da vivere offline: all’ingresso il telefono viene chiuso in una custodia, perché al pubblico si chiede solo di essere presente. I biglietti sono disponibili su livenation.it/allosbagliato. Marco Mengoni è tra i protagonisti assoluti della scena musicale italiana. In 17 anni di carriera ha superato i 3 miliardi di stream audio e video, conquistato 86 dischi di platino, pubblicato 8 album in studio e portato 10 tour live in Italia e in Europa. Ha vinto due volte il Festival di Sanremo e ha rappresentato l’Italia in due occasioni all’Eurovision Song Contest, affermandosi come una delle voci più riconoscibili e influenti della musica italiana contemporanea. Nel 2025 è stato premiato come l’artista con il maggior numero di biglietti venduti, al termine di un tour che ha raccolto oltre 670mila spettatori tra stadi e palazzetti italiani e arene europee. ALLO SBAGLIATO – IL CARTELLONE Giovedì 5 novembre – Marco Mengoni, Live Music Sabato 7 novembre – Marco Mengoni, Live Music Domenica 8 novembre – Marco Mengoni, Live Music Martedì 10 novembre – Marco Mengoni, Live Music Mercoledì 11 novembre – Marco Mengoni, Live Music Giovedì 12 novembre – Nuzzo e Di Biase, Comedy Venerdì 13 novembre – Marco Mengoni, Live Music Sabato 14 novembre – Marco Mengoni, Live Music Domenica 15 novembre – Benjamin Clementine, piano e voce Martedì 17 novembre – Marco Mengoni, Live Music Mercoledì 18 novembre – Marco Mengoni, Live Music Giovedì 19 novembre – prima stanza a destra, Gioia Lucia, Angelica Bove, Il Maestrale, Live Music Venerdì 20 novembre – Marco Mengoni, Live Music Sabato 21 novembre – Federico Buffa, “Il futuro è tra mezz’ora”, Reading Domenica 22 novembre – Marco Mengoni, Live Music Martedì 24 novembre – Carlotta Spallino, Fill Pill e Cecilia Forastieri, MC Pietro Sparacino, Stand up Mercoledì 25 novembre – Marco Mengoni, Live Music Giovedì 26 novembre – Marco Mengoni, Live Music Venerdì 27 novembre – Sayf e Matsby, Live Music Sabato 28 novembre – Marco Mengoni, Live Music Domenica 29 novembre – Marco Mengoni, Live Music Martedì 1 dicembre – Marco Mengoni, Live Music Mercoledì 2 dicembre – Marco Mengoni, Live Music Giovedì 3 dicembre – Faccianuvola, Settembre, Primogenito, Mazzariello, Anna and Vulkan, Live Music Venerdì 4 dicembre – Marco Mengoni, Live Music Sabato 5 dicembre – Marco Mengoni, Live Music Domenica 6 dicembre – MACE, Clap! Clap!, DJ Night Martedì 8 dicembre – Marco Mengoni, Live Music Mercoledì 9 dicembre – Stefano Rapone, Giulia Cerruti, Sandro Canori, MC Pietro Sparacino, Stand up Giovedì 10 dicembre – Marco Mengoni, Live Music Venerdì 11 dicembre – Marco Mengoni, Live Music Domenica 13 dicembre – Marco Mengoni, Live Music Martedì 15 dicembre – Luca Ravenna e Chiara Pagliaccia, Stand up Mercoledì 16 dicembre – Marco Mengoni, Live Music Giovedì 17 dicembre – Marco Mengoni, Live Music Sabato 19 dicembre – Marco Mengoni, Live Music

Salvini sui camion: i blocchi stradali sono un reato

Milano, 22 ott. (askanews) – “Stiamo cominciando a pagare migliaia e migliaia di imprese, abbiamo ascoltato tutti e reincontrerò tutti, i grandi e anche quelli che hanno un solo camion, a Milano come a Foggia o come a Caserta. Se continueranno le segnalazioni di minacce, taglio di gomme, sequestri, aggressioni e violenze lì si passa su un altro fronte, quello non è il fronte dei trasporti e del caro gasolio: se c’è qualche infiltrazione criminale fra i tanti lavoratori per bene che giustamente protestano, che noi stiamo ascoltando e di cui stiamo risolvendo i problemi si passerà all’ordine pubblico, perché i blocchi stradali che danneggiano altri lavoratori sono un reato e quindi come tale verrà trattato”. Lo ha detto il vice premier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, parlando con i cronisti al suo arrivo in Prefettura a Milano da dove parteciperà in collegamento al Consiglio dei Ministri convocato per varare un nuovo decreto per il sostengo agli autotrasportatori.

L’Europarlamento ha assegnato il Premio Sakharov alla Corte penale internazionale

Roma, 22 ott. (askanews) – Il Premio Sakharov 2026 per la libertà di pensiero è stato assegnato alla Corte penale internazionale e ai suoi funzionari dal Parlamento europeo. Lo ha annunciato la presidente dell’Europarlamento Roberto Metsola.

“L’Unione europea si fonda sul rispetto del diritto internazionale. Con questo premio conferito alla Corte penale internazionale e ai suoi funzionari, il Parlamento europeo riconosce l’operato di coloro che rendono giustizia alle vittime, anche attraverso indagini, azioni penali e processi. Questi devono poter svolgere il proprio lavoro in modo indipendente. Continueremo a difendere questo principio”, ha rappresentanto Metsola.

La Corte penale internazionale (CPI) svolge un ruolo fondamentale nella lotta globale all’impunità: attraverso la giustizia penale internazionale, chiama i responsabili a rispondere delle loro azioni e si adopera per evitare che i crimini si ripetano. In qualità di organo giurisdizionale di ultima istanza, inoltre, integra l’operato dei tribunali nazionali. Disciplinata da un trattato internazionale noto come Statuto di Roma, la CPI è la prima corte penale internazionale permanente al mondo.

Il premio mette in risalto l’operato della Corte, che comprende indagini, azioni penali, processi e l’emissione o l’autorizzazione di mandati d’arresto in casi riguardanti, tra l’altro, l’Afghanistan, la Russia, Israele, la Repubblica democratica del Congo, l’Uganda, il Mali, la Libia e la Repubblica centrafricana, riferisce l’Europarlamento, aggiungendo che l’UE deve tutelare i meccanismi globali a difesa della giustizia e dell’assunzione di responsabilità a livello internazionale.

Nelle relazioni annuali del 2025 sull’attuazione della politica estera e di sicurezza comune e sui diritti umani e la democrazia nel mondo, i deputati hanno espresso profonda preoccupazione per le crescenti minacce e le varie ondate di sanzioni imposte alla CPI e ai suoi procuratori, giudici, membri del personale e partner a partire dal 2025, in particolare dagli Stati Uniti, denunciandole come gravi attacchi al sistema giudiziario internazionale, osserva Strasburgo.

Il Parlamento ha ripetutamente invitato la Commissione europea ad attivare il cosiddetto “regolamento di blocco” dell’UE per proteggere i funzionari della CPI da attacchi extraterritoriali e per consentire alla Corte di proseguire con le sue attività in piena indipendenza. Il regolamento di blocco tutela gli operatori europei, indipendentemente dalle loro dimensioni o dal settore in cui operano, annullando all’interno dell’UE l’efficacia di qualsiasi decisione giudiziaria straniera basata su leggi straniere. Inoltre, consente loro di chiedere in sede giudiziaria il risarcimento dei danni causati dall’applicazione extraterritoriale di leggi straniere, si apprende dalle motivazioni del premio.

L’Europarlamento rende noto che i deputati europei hanno accolto con favore la decisione di mantenere il sostegno finanziario dell’UE alla Corte, in un momento particolarmente difficile per la giustizia internazionale.

Poiché tutti gli Stati membri dell’UE sono parte dello Statuto di Roma e sono dunque tenuti ad attuare le decisioni della Corte, i deputati hanno inoltre sottolineato che la crescente inosservanza del diritto internazionale e la politicizzazione dei dibattiti riguardanti le istituzioni giudiziarie internazionali rappresentano, a loro avviso, una minaccia esistenziale per l’ordine mondiale basato sul diritto internazionale, specifica la nota.

La cerimonia di consegna del premio Sakharov per la libertà di pensiero 2026 si terrà il 16 dicembre a Strasburgo, durante la sessione plenaria del Parlamento.

Mattarella: una società coesa è più sicura

Roma, 22 ott. (askanews) – “Una società coesa è una società che dà forma e sostanza alla propria sicurezza. La coesione favorisce la partecipazione, induce ad avvertire il bene comune come proprio. Aiuta la stessa economia e le istituzioni”. Lo ha detto, tra le altre cose, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro al Quirinale.

“L’Europa è chiamata a difendere i valori della propria civiltà e a sostenere il proprio modello sociale: può farlo soltanto mediante innovazioni, e governandole, avversando atteggiamenti secondo i quali una appropriata dinamica salariale, anziché rappresentare il corrispettivo della dignità del lavoratore, sia costo da ridurre per ottenere competitività”, è uno dei temi toccati nel discorso del presidente.

Carburanti, Ue: forniture "tirate" ma niente penurie di diesel o kerosene

Roma, 22 ott. (askanews) – Nell’Unione Europea, gli approvvigionamenti di gasolio e kerosene restano “tirati”, ma secondo il gruppo di coordinamento Ue sul petrolio non si ravvisano penurie di questi carburanti chiave nei paesi dell’Unione. Con un comunicato, il Gruppo di coordinamento Ue sul petrolil, a seguito dell’ultima riunione, ribadisce che la Commissione europea continuerà a monitorare attentamente la situazione in coordinamento con i governi e con l’Agenzia internazionale per l’energia, nell’eventualità di ulteriori problemi sugli approvvigionamenti.

Telenovela Calenda-Renzi tra fake news, accuse mitomania, pillole e (oggi) Russia

Roma, 22 ott. (askanews) – Come certe telenovele che andavano in onda sulle reti commerciali negli anni Ottanta, quando “anche i ricchi” piangevano ma, in generale, piangevano tutti, ricchi, poveri e ceto medio, molto meno di oggi – con mezzo Paese bloccato, i supermercati che cominciano a svuotarsi al Sud e le pompe di benzina a secco – va in scena l’ennesima querelle tra i due ex alleati del Terzo Polo, Carlo Calenda e Matteo Renzi.

E’ una nuova puntata dell’antica, lunghissima, tenzone all’origine del naufragio del Terzo Polo e fattrice di una litigiosità tra i due, che affonda le radici non solo in diverse scelte politiche, ma anche in una “diversità” rispetto all’altro, che ciascuno dei due rivendica orgogliosamente, e che si declina, di volta in volta, in attacco polemico, battuta sarcastica, accusa, indifferenza ironica, allusione a pillole e composti farmaceutici e, ogni tanto, anche offesa. Con la capacità, comunque, di stare sempre sul tema del giorno e oggi, dopo i sospetti di “guerra ibrida” rilanciati dal ministro Crosetto e smentiti dal collega Piantedosi, dopo la richiesta di informativa avanzata dalle opposizioni e dopo quattro anni di guerra in Ucraina, il tema del giorno non poteva che essere la Russia.

Dunque, il caso deflagra dopo le parole di Calenda al “Corriere della Sera” a proposito delle presunte interferenze russe sui paesi europei e sulle loro dinamiche politiche. Giugno 2016, oltre dieci anni fa, referendum sulla Brexit. “Con Matteo Renzi eravamo insieme al governo, telefonammo a Putin per chiedergli se c’erano loro dietro la campagna dei Comitati in Gran Bretagna. Lui ci rispose: ricordatevi che la stampa è libera…”. Il tempo di leggere la rassegna stampa e Renzi fa rispondere l’ufficio stampa di Italia Viva, che smentisce tutto, quelle di Calenda sono “frasi lunari” ma non solo solo “fake news” – insomma mai chiamato insieme Putin per chiedere conto del referendum inglese – ma “costituiscono piuttosto l’ennesimo segnale di una mitomania progressiva del segretario di Azione”. E, si sa, esattamente come un’altra categoria di persone, “i mitomani non possono essere smentiti: devono essere solo aiutati”.

Arriva, ovviamente, la replica di Calenda che conferma “parola per parola quanto detto sulla telefonata con Putin, Renzi e l’allora ministro dell’Industria russo”, fatto peraltro “raccontato in mille interviste” e “scritto in un mio libro” e, a scanso di equivoci, di telefonate del genere “resta traccia” nella segreteria di Chigi. Insomma, basta verificare. Poi l’affondo: “Probabilmente Renzi, che ricordo fino all’invasione su larga scala dell’Ucraina faceva parte del Cda di una società russa, non vuole far dispiacere a vecchi e nuovi clienti ricordando questi trascorsi”.

Manco a dirlo segue nuova nota dell’ufficio stampa di Italia Viva che, mentre, oramai, indica Calenda come “il mitomane” e ribadisce che non era presente al fatto: “La telefonata in cui Renzi chiamò Putin per chiedergli conto delle interferenze russe e di Russia Today fu effettuata dal solo Renzi, che si trovava in quel momento nella sua casa di Pontassieve”. Basta (o forse no).

Pirelli e Ferrari in India, Tronchetti: qui l’Italia guarda al futuro

New Delhi, 22 ott. (askanews) – La Luce Ferrari e il Calendario Pirelli si incontrano a Nuova Delhi. A margine della presentazione dell’accordo strategico con BKT presentato questa mattina da Pirelli, che domani nella capitale indiana svelerà The Cal 2027, si è svolto un breve incontro tra Marco Tronchetti Provera, presidente esecutivo del gruppo della Bicocca, e Benedetto Vigna, Ceo del Cavallino, che nei giorni scorsi ha inaugurato ufficialmente a New Delhi la prima edizione indiana di Universo Ferrari. Tronchetti, arrivato a bordo della Ferrari Luce, ha donato una copia del calendario a Vigna che, simbolicamente, gli ha fornito le chiavi dell’auto.

“Portare Luce qui significa dimostrare che in Italia quando si lavora assieme si fa bene e si fanno cose belle”, ha detto Vigna. “La cosa bella è che Ferrari e Pirelli – ha sottolineato Tronchetti – sono insieme in India, che è un continente con un miliardo e mezzo di persone che guarda al futuro, e noi siamo una bandiera italiana che si è stabilita qua e che vede il futuro dell’India e vuole esserne parte”.

Mattarella: no a società duale con pochi ricchi e tanti poveri

Roma, 22 ott. (askanews) – “La ipotizzata fine del lavoro, proposta come superamento da chi lo considera erroneamente una forma di alienazione, è visione che può condurre a una compressione della stessa libertà e a una organizzazione sempre più duale dei diritti nella società.Una società divisa tra pochi ricchi Epulone e tanti, tanti Lazzaro. E’ un passaggio decisivo”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro al Quirinale.

Il Papa: molti studenti vivono condizioni di disagio esistenziale

Città del Vaticano, 22 ott. (askanews) – “Quanti studenti vivono anche condizioni di disagio esistenziale!”. A sottolinearlo è stato stamane Papa Leone XIV ricevendo in Vaticano i partecipanti al Congresso Internazionale sulla Pastorale Scolastica e Universitaria, che si sta tenendo in questi giorni a Roma.

Tra i motivi di questi disagi, il pontefice ha citato le “famiglie ferite, solitudini digitali, sentimento di inadeguatezza o di timore davanti a un futuro che appare incerto”.

“Molti attraversano i corridoi dei nostri istituti e delle nostre università e forse si sentono anonimi”, ha quindi proseguito, definendo “importante” che le scuole e le università “siano, prima di tutto, ‘casa’, un luogo familiare dove si è attesi”.

“In un ambiente accogliente, lo studente può manifestare il suo desiderio profondo di comprendere, di dare un senso alla realtà. Qui si tocca la vocazione propria delle scuole e delle università: la ricerca comune della verità”, ha ancora detto Papa Prevost.

Da qui l’incoraggiamento a docenti e istituzioni accademiche “a stimolare l’intelligenza dei giovani, a valorizzare le loro domande. La vostra passione – specialmente per quanti operate in istituti cattolici -, sia quella di far sperimentare ai giovani la bellezza dell’incontro con Cristo, la fecondità della sinergia tra fede e ragione, tra il sapere della fede e i diversi altri saperi”, ha concluso il Papa.

“Quanti studenti vivono anche condizioni di disagio esistenziale!”. A sottolinearlo è stato stamane Papa Leone XIV ricevendo in Vaticano i partecipanti al Congresso Internazionale sulla Pastorale Scolastica e Universitaria, che si sta tenendo in questi giorni a Roma.

Tra i motivi di questi disagi, il pontefice ha citato le “famiglie ferite, solitudini digitali, sentimento di inadeguatezza o di timore davanti a un futuro che appare incerto”.

“Molti attraversano i corridoi dei nostri istituti e delle nostre università e forse si sentono anonimi”, ha quindi proseguito, definendo “importante” che le scuole e le università “siano, prima di tutto, ‘casa’, un luogo familiare dove si è attesi”.

“In un ambiente accogliente, lo studente può manifestare il suo desiderio profondo di comprendere, di dare un senso alla realtà. Qui si tocca la vocazione propria delle scuole e delle università: la ricerca comune della verità”, ha ancora detto Papa Prevost.

Da qui l’incoraggiamento a docenti e istituzioni accademiche “a stimolare l’intelligenza dei giovani, a valorizzare le loro domande. La vostra passione – specialmente per quanti operate in istituti cattolici -, sia quella di far sperimentare ai giovani la bellezza dell’incontro con Cristo, la fecondità della sinergia tra fede e ragione, tra il sapere della fede e i diversi altri saperi”, ha concluso il Papa.

Calcio Dazn, Napoli-Roma sarà trasmessa gratuitamente in app

Roma, 22 ott. (askanews) – A due anni dalla prima partita di Serie A trasmessa gratuitamente in diretta streaming, Dazn rinnova l’appuntamento: Napoli-Roma sarà la prima sfida in chiaro scelta dalla piattaforma di intrattenimento sportivo per la nuova stagione 2026-27. Il big match dell’ottava giornata di campionato rientra tra un massimo di cinque partite di Serie A Enilive su un totale di 380 per ogni stagione, che i tifosi potranno vivere, in esclusiva su Dazn, connessi in live streaming anche senza abbonamento. In programma sabato 24 ottobre alle 18:00, il match porterà gli appassionati sul manto verde del Maradona per quello che è da sempre un gran classico del calcio italiano. La Roma di Gasperini, tornata alla vittoria anche grazie alla spinta dei giovani talenti classe 2007, è saldamente al terzo posto in classifica, a due punti da Inter e Lazio. Sabato affronterà un Napoli reduce dalla vittoria in Champions. “Con la prima partita di Serie A della stagione 2026/27 trasmessa in chiaro, Dazn rinnova il proprio impegno a offrire un grande appuntamento con il calcio italiano al maggior numero possibile di tifosi. La diretta streaming gratuita rappresenta un’occasione importante per unire e avvicinare un pubblico sempre più ampio, in particolare le generazioni più giovani. Un impegno che riflette il nostro ruolo di broadcaster principale della Serie A e si inserisce nella più ampia cornice strategica del Gruppo DAZN, che punta a portare eventi di grande prestigio aI tifosi, anche attraverso appuntamenti disponibili gratuitamente in live streaming in tutto il mondo, e a far evolvere costantemente l’esperienza sportiva con modalità di visione più dinamiche e partecipative” commenta Andrea Faelli, Ceo di Dazn Italia. “L’obiettivo per la Serie A continua a essere quello di riuscire ad aumentare sempre l’audience delle nostre partite, per questo siamo contenti che sabato, grazie all’offerta Try & Buy di Dazn, sarà possibile vedere gratuitamente il big match Napoli-Roma, semplicemente registrandosi sulla piattaforma OTT – ha dichiarato l’Amministratore Delegato della Lega Calcio Serie A, Luigi De Siervo -. Crediamo che questa iniziativa rappresenti un’ulteriore occasione per valorizzare una grande sfida del campionato e rafforzare il legame con il pubblico”.

Proteste Tir, Orsini: siamo preoccupati, bene Piantedosi

Milano, 22 ott. (askanews) – “È ovvio che siamo preoccupati” per la situazione che si sta creando con i blocchi dei trasportatori. E’ necessario “che nessuno si approfitti della situazione per bloccare anche i nostri trasportatori, ai quali vogliamo dare sostegno e vicinanza. Su questo bisogna intervenire subito e il ministro Piantedosi ha ben chiara la situazione”. Lo ha detto il presidente di Confidustria, Emanuele Orsini, parlando a margine del World manufacturing forum a Milano, nel giorno del consiglio dei ministri, previsto a mezzogiorno per l’approvazione di un decreto legge sul sostegno all’autotrasporto e al comparto agricolo.

“Ieri sera c’è stata una buonissima interlocuzione con il ministro Piantedosi – ha aggiunto Orsini – che si sta adoperando per capire se all’interno di questo blocco ci sia qualcuno che se ne stia approfittando”.

Proteste Tir, Garante scioperi valuta interventi urgenti

Roma, 22 ott. (askanews) – La Commissione di garanzia per gli scioperi esprime “viva preoccupazione” per i diffusi blocchi stradali collegati alla protesta degli autotrasportatori, “attuati in difformità dalla disciplina di settore, che stanno compromettendo seriamente gli approvvigionamenti dei beni di prima necessità”.

In una nota, la commissione di garanzia sottolinea che “il proseguimento di tali azioni, in violazione delle regole e dei limiti stabiliti dal codice di autoregolamentazione, configura un pericolo grave e imminente per i diritti costituzionali dei cittadini, minacciando la salute, la sicurezza e la libera circolazione”.

Allo scopo di prevenire un “irreparabile pregiudizio” alla collettività, la commissione segue con la “massima attenzione” l’evoluzione degli eventi per “assumere tempestivamente le determinazioni di propria competenza, volte a garantire l’immediata ripresa delle consegne e sbloccare rifornimenti e servizi vitali alle città”.

Flautissimo 2026 apre al Teatro Palladium di Roma con 6 concerti

Roma, 22 ott. (askanews) – Sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre al Teatro Palladium prende il via la 28ª edizione di Flautissimo con due giornate interamente dedicate alla musica da camera: sei concerti che riuniscono i più importanti flautisti al mondo, insieme a pianisti e arpisti, e dieci masterclass con i solisti ospiti. Tra i protagonisti Emmanuel Pahud, Silvia Careddu, Andrea Oliva, Philippe Bernold, Julien Beaudiment, Violeta Gil Garcia, Adriana Ferreira, Riccardo Cellacchi, Elizaveta Ivanova, Lorenzo Messina, Mario Bruno e Stella Ingrosso, insieme a Silvia Podrecca all’arpa e ai pianisti Maria Valverde, Marianna Tongiorgi, Francesca Carta, Marco Grisanti, Aeyoung Byun e Sophie Labandibar.

Un programma che attraversa epoche, linguaggi e repertori diversi: da Johann Sebastian Bach, Beethoven, Fauré, Brahms, Clara Schumann, Mendelssohn, Liszt e Schubert a Saint-Saëns, Poulenc e Prokofiev, fino alla musica del Novecento e contemporanea di Toru Takemitsu, Erkki-Sven Tüür, Michael Jarrell, Yuko Uebayashi, Norma Beecroft e Carmen Petra Basacopol. Accanto alle pagine per flauto e pianoforte, il programma propone brani per flauto solo, per flauto e arpa e per due flauti, costruendo nell’arco delle due giornate un ampio percorso intorno allo strumento che ha dato origine alla storia di Flautissimo.

Si comincia sabato 31 ottobre alle ore 16.30 con Adriana Ferreira al flauto e Silvia Podrecca all’arpa, seguite da Violeta Gil Garcia con Maria Valverde al pianoforte. Alle 18.30 saranno protagonisti Riccardo Cellacchi ed Elizaveta Ivanova, entrambi accompagnati al pianoforte da Francesca Carta. La prima giornata si conclude alle 21.00 con Lorenzo Messina, insieme a Marianna Tongiorgi, e Andrea Oliva con Marco Grisanti.

La musica riprende domenica 1° novembre alle ore 15.00 con Stella Ingrosso e Mario Bruno, entrambi con Marianna Tongiorgi al pianoforte. Alle 17.00 il concerto di Philippe Bernold e Julien Beaudiment, con Sophie Labandibar, mentre alle 19.00 saranno Silvia Careddu ed Emmanuel Pahud, con Aeyoung Byun al pianoforte, a chiudere le due giornate di musica da camera.

Negli stessi giorni si svolgeranno al Teatro Palladium dieci masterclass con i flautisti ospiti, mentre all’Hub culturale Moby Dick torna la mostra di strumenti musicali, che riunisce produttori e artigiani del settore e offre al pubblico la possibilità di conoscere e provare gli strumenti esposti.

“Che cosa resta di una musica quando sfuma l’ultima nota? Un’emozione, un’immagine, un ricordo – sottolinea Stefano Cioffi, direttore artistico -. Qualcosa che continua a vibrare dentro di noi anche quando il suono è finito. Un concerto è un incontro tra chi suona e chi ascolta, tra ciò che viene espresso e ciò che rimane sospeso. Voci diverse si cercano, si ascoltano, si rispondono, costruiscono insieme un racconto che vive solo nel momento in cui viene condiviso. Una magia. Tutto succede durante, né prima né dopo. Eppure qualcosa rimane e continua a brillare: una frase, una pausa, un brivido. Passa tra chi suona e chi ascolta e, proprio per questo, resta tra noi”.

Tennis, Paolini eliminata al BNB Ningbo Open in Cina

Roma, 22 ott. (askanews) – Jasmine Paolini è stata eliminati negli ottavi di finale del “BNB Ningbo Open”, Wta 500 dotato di un montepremi di 1.206.446 dollari che si sta disputando sui campi in cemento dello Yinzhou International Tennis Centre della metropoli nella provincia dello Zhejiang, in Cina. La 30enne di Bagni di Lucca, numero 35 Wta, è stata battuta per 6-3 6-3, in un’ora e 22 minuti di partita, dalla giovane statunitense Iva Jovic, numero 12 del ranking e quarta favorita del seeding.

MotoGP, Bezzecchi: "Tornare a vincere era un’ossessione"

Roma, 22 ott. (askanews) – “Sono contento di essere tornato a vincere, era diventata la mia ossessione fin dalla caduta del Sachsenring, quando mi sono fatto male. Sono soddisfatto di essere riuscito a dimostrare a me stesso di poter tornare a vincere”. Marco Bezzecchi racconta così le sensazioni dopo il successo ritrovato, alla conferenza stampa dei piloti alla vigilia del Gran Premio d’Australia, in programma sul circuito di Phillip Island. Il pilota dell’Aprilia guarda ora al nuovo appuntamento con la voglia di confermarsi, consapevole delle insidie di una pista in cui le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente.

“Dovremo adattarci il più rapidamente possibile. Una gara sul bagnato è sempre dura, ma non sarà facile nemmeno sull’asciutto. Speriamo di partire sull’asciutto”, spiega Bezzecchi, che descrive anche la particolarità di Phillip Island, tra il paesaggio naturale, la spiaggia vicina e il rapporto con i tifosi. “Le emozioni che ho provato qui sono sempre state fantastiche, in particolare con la MotoGP. È stato bello battagliare in questo splendido posto”.

Sul vento, altro elemento che può condizionare il fine settimana australiano, il pilota italiano sottolinea l’importanza di capire rapidamente direzione e intensità, adattando la posizione del corpo per compensarne gli effetti: “È come una danza”.

Raul Fernandez, compagno di marca nel team Trackhouse, riferisce di stare meglio rispetto al Gran Premio d’Indonesia di Mandalika, ma precisa di non essere ancora al cento per cento. La gestione delle condizioni fisiche sarà determinante, spiega lo spagnolo, che vuole valutare giorno dopo giorno la propria situazione.

Per Jack Miller, invece, Phillip Island ha un significato particolare: sarà la sua ultima partecipazione al Gran Premio australiano in MotoGP. “È una delle piste più iconiche del calendario, ha prodotto alcune delle gare più belle della storia. Se guardo indietro vedo tante cose belle”, afferma il pilota australiano, che spera di poter lottare per la vittoria e considera la pioggia una possibile alleata.

Il programma del Gran Premio comincia nella notte tra giovedì e venerdì, con le prove libere alle 1.45 italiane e le prequalifiche alle 6.

Roma, la bellezza nascosta: il libro di Carlo Coronati

Roma, 22 ott. (askanews) – Una guida da leggere, consultare, ma soprattutto da portare con sé, per attraversare Roma con occhi nuovi. Prosegue il viaggio di Carlo Coronati alla scoperta della Capitale meno conosciuta, con un calendario di appuntamenti che supera la formula tradizionale delle presentazioni editoriali e porta i lettori direttamente nei luoghi raccontati nel suo ultimo libro, Roma, guida errante nella bellezza nascosta, edito dalle Edizioni il Lupo.

Dal 27 ottobre al 1° novembre sono in programma quattro incontri: una presentazione al Punto Touring di Roma e tre trekking urbani che attraverseranno alcuni dei territori più sorprendenti della città, dall’EUR alla Garbatella, dal Trullo a Corviale, fino ai quartieri del quadrante nord-est, dove la street art è diventata uno straordinario linguaggio di espressione e trasformazione urbana.

Il libro non è soltanto il racconto di una Roma alternativa, ma uno strumento concreto per imparare a esplorarla in autonomia. Con 13 itinerari percorribili a piedi o in bicicletta, 13 mappe dettagliate e una mappa generale, la guida invita ad abbandonare le rotte più battute per scoprire borghetti, periferie, parchi, architetture inattese e luoghi spesso estranei ai circuiti turistici tradizionali. Un’attenzione particolare è riservata alla street art, protagonista di circa 100 pagine che ne raccontano opere, linguaggi e relazioni con i territori.

Per Coronati, al suo quarto libro dedicato al trekking urbano dopo tredici anni di esplorazioni, camminare è un modo per leggere la città, riconoscerne le trasformazioni, avvicinarsi alle sue contraddizioni e incontrare forme di bellezza che spesso sfuggono a uno sguardo frettoloso. È uno «spirito montano» applicato alla metropoli: il piacere della scoperta, la curiosità per ciò che si trova fuori rotta e la convinzione che anche una grande città possa essere attraversata con il passo e l’attenzione dell’escursionista.

I trekking in programma diventano così presentazioni itineranti del libro, occasioni per percorrerne concretamente le pagine, riconoscere i luoghi sulle mappe, approfondirne le storie e sperimentare un diverso modo di vivere Roma. Un invito a utilizzare la guida non soltanto durante gli appuntamenti accompagnati, ma anche per costruire nuove esplorazioni personali.

Energia, Avvocato Corte Ue: tassa Ue extraprofitti 2022-23 legittima

Roma, 22 ott. (askanews) – Il contributo di solidarietà temporaneo sugli utili eccedenti delle imprese del settore energetico, istituito in risposta alla crisi energetica provocata dalla guerra in Ucraina “è conforme al diritto dell’Unione”. Queste le conclusioni dell’avvocato generale alla Corte di giustizia dell’Unione europea, Athanasios Rantos, come ripoprta un comunicato.

Il caso riguardava le cause relative a Varo Energy Belgium, Vermilion Energy Ireland e Acea Produzione dopo che nel 2022, ricorda la Corte Ue, per far fronte all’aumento dei prezzi dell’energia provocato dalla guerra in Ucraina, il Consiglio dell’Unione europea ha adottato un regolamento che istituisce un contributo di solidarietà temporaneo sugli utili straordinari realizzati nel 2022 e nel 2023 dalle imprese dei settori del petrolio, del gas naturale, del carbone e della raffinazione, a condizione che tali utili superino del 20% la media degli utili imponibili dei quattro esercizi precedenti.

Le Corti costituzionali italiana e belga, nonché l’Alta Corte irlandese, hanno chiesto alla Corte di giustizia di pronunciarsi sulla validità del regolamento e di chiarirne talune disposizioni, al fine di consentire loro di valutare la compatibilità con il diritto dell’Unione delle misure nazionali contestate dinanzi ad esse.

La Corte costituzionale italiana, in particolare, ha chiesto se il contributo possa essere esteso a operatori non espressamente contemplati dal regolamento, come le imprese che commercializzano o distribuiscono energia, alcune delle quali erano già soggette a un tetto sui ricavi nel 2022.

“Nelle sue conclusioni odierne, l’avvocato generale Athanasios Rantos ritiene che il regolamento europeo, nonché le misure nazionali che ne derivano, rimangano legittimi in ragione del loro carattere eccezionale e temporaneo”, riferisce la Corte Ue.

Btp tasso 10 anni sale a 4,61%, spread 121 pb, spread Francia a 165

Roma, 22 ott. (askanews) – Nuove pressioni rialzi dei tassi sui titoli di Stato dei paesi “periferici” dell’area euro. I tassi retributivi dei Btp decennali salgono al 4,61%, circa 8 punti base in più rispetto al pomeriggio di ieri. Secondo Mts, il differenziale rispetto ai tassi dei Bund tedeschi equivalenti segna 121 punti base.

Nelle fasi di volatilità e tensione gli investitori tendono a posizionarsi sui titoli ritenuti più solidi, e i rendimenti dei Bund risultano invariati (3,40%).

I tassi sugli Oat decennali francesi salgono di 10 punti base al 5,05%, dopo che nella seduta di ieri avevano superato la soglia psicologica del 5% per la prima volta dal 2022. Il differenziale Francia-Germania tocca 165 punti base.

Pirelli, accordo in India con BKT: 800mila pneumatici premium entro il 2030

Nuova Delhi, 22 ott. (askanews) – Pirelli e la multinazionale indiana Balkrishna Industries (BKT) hanno sottoscritto un accordo strategico per la produzione in India di 800mila pneumatici premium car a marchio Pirelli entro il 2030. Obiettivo dell’intesa, spiega la società. è cogliere le opportunità offerte dal mercato indiano dei pneumatici car, uno dei più dinamici e promettenti a livello globale. L’India è, infatti, oggi uno dei mercati automotive più attrattivi al mondo, con le immatricolazioni auto stimate in aumento del 5-7% annuo nel periodo 2025-2030 e un mercato dei pneumatici premium car previsto in crescita di quasi cinque volte.

La partnership prevede una prima fase basata su un accordo di off-take, attraverso il quale BKT produrrà, in un proprio impianto di nuova realizzazione dotato delle tecnologie più avanzate, fino a 800.000 pneumatici a marchio Pirelli entro il 2030, con gli specifici standard tecnologici e qualitativi di quest’ultima.

L”India “sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’evoluzione dell’industria automobilistica globale, grazie alla crescita del mercato, allo sviluppo della mobilità e al progressivo rafforzamento delle competenze industriali e tecnologiche del Paese”, ha sottolineato Marco Tronchetti Provera, presidente esecutivo di Pirelli, commentando l’accordo strategico siglato.

“L’accordo, partner industriale di primo piano con solide radici in India e una significativa presenza internazionale, rappresenta per Pirelli una scelta strategica – ha spiegato – che ci consentirà di rafforzare la nostra posizione in uno dei mercati con le maggiori prospettive di crescita e di accompagnarne l’evoluzione facendo leva sulle nostre competenze, sull’innovazione e sul posizionamento nei segmenti a maggior valore”.

L’accordo apre anche la strada a una seconda fase che prevede, al verificarsi di determinate condizioni, la costituzione di una jv paritetica e la realizzazione di un impianto produttivo dedicato ai pneumatici car High Value, sia a marchio Pirelli sia a marchio BKT, destinati al mercato indiano e ad altri mercati internazionali.

Per Pirelli, attualmente presente in India solo da un punto di vista commerciale, l’intesa costituisce un passo significativo per rafforzare il proprio posizionamento in un Paese caratterizzato da un elevato potenziale e da una crescente domanda di pneumatici High Value, segmento sul quale è focalizzata Pirelli. Per BKT, l’accordo sostiene l’espansione dell’azienda nel segmento dei pneumatici per autovetture e si prevede che generi nuove opportunità sia sul mercato domestico sia su quelli internazionali.

Borse dell’Asia in netto calo, Tokyo -2,16%, HK -3%, Shanghai -1,31%

Roma, 22 ott. (askanews) – Borse dell’Asia in ribasso, mentre i nuovi rincari dei prezzi del petrolio combinati ai risultati di bilancio di alcune grandi società non migliorano gli animi degli investitori. A tarda seduta a Tokyo il Nikkei cala del 2,16%, mentre lo yen è in risalita con il dollaro che cala 157,60 sulla valuta nipponica. Shanghai cala dell’1,31%, Hong Kong crolla del 2,98%, Shenzhen perde il 2,64%.

In Corea del sud Seul crolla di nuovo con un meno 3,46%, già dopo che già nelle passate sedute si era mostrata particolarmente sensibile agli indebolimenti dei titoli legati all’intelligenza artificiale. La borsa di Taiwan perde l’1,5%.

Gioventù bruciata, un film appena iniziato

L’ora della riscossa

Se ne parlerà ancora a lungo, siamo appena all’inizio di una lunga turbolenza. Bande di ragazzini hanno messo a ferro e fuoco Milano e Roma. Altro ancora accadrà perché l’imbecillità non si estingue girando un interruttore. La società si interroga nell’incapacità di dare ascolto alle istanze giovanili. Alcuni di questi ragazzi chiedono un legittimo distinguo, dicendo che vogliono solo far sentire la propria voce e che non devono essere confusi con i violenti infiltrati che ne hanno rovinato l’immagine complessiva della protesta.

Non si è trattato di uno scontro di ragazzi romanticamente descritti nei protagonisti dei Ragazzi della via Pál, ma di una messa a soqquadro delle zone d’élite delle città. C’è chi dice che occorre provvedere all’insufficiente integrazione degli italiani di seconda e terza generazione, figli di immigrati ora con nazionalità italiana e che pure di questa Italia non ne vogliono sapere. C’è chi auspica misure drastiche di repressione, chi parla di un vuoto esistenziale delle nuove generazioni e chi non sa che pesci pigliare: se ipotizzare una comprensione dei fatti o una condanna netta senza appelli.

In Francia hanno disposto provvedimenti di coprifuoco per arginare il sacro fuoco di una gioventù ribelle a un sistema che non li accontenta.

Il web entra nel mondo reale senza conoscerne il vocabolario

Si ha l’impressione che la questione non sia riducibile soltanto allo sgomento per una mancanza di ideologie che ha acceso la sommossa di questi ragazzini in omaggio a una violenza per la violenza. Soprattutto per i più giovani tra loro, sfasciare e rubare tutto è la sola idea che sembra abbiano in testa: ci prendiamo quel che ci piace e altro non ce n’è. Potenzialmente i diciottenni sarebbero già dei vecchi da cui guardarsi. Altre idee sembra non riescano a infestare le menti di questi giovani ammaestrati solo dal web più che da studi utili alla loro formazione.

La fatica, qualcosa oltre il fato

Si legge che la prima traccia di teppisti possa essere riconducibile alla Compagnia della Tèpa di Milano del 1816–1817, dove gruppi di giovani si riunivano vicino ai campi erbosi per dare vita a risse di ogni genere. La “tepa” era il muschio o un terreno rado e sassoso. Forse non sarebbe male assegnare a questi imberbi virgulti qualche lavoro socialmente utile, zappare campi da bonificare o coltivare, così che possano far bella la terra, gli spazi e la città che orgogliosamente reclamano a disposizione. Sullo sporco nulla è possibile edificare e la bellezza costa, piaccia o no, sacrificio. Sarebbe questa la prima lezione da apprendere per un miglior loro futuro. Ciò che è minore ha a che fare con “parvus”, piccolo, ma ciò non lo esime dall’ascoltare la propria coscienza e dal rispetto delle regole.

La realtà costa cara

Questi ragazzi credono di aver messo nel sacco non solo il bottino depredato nei negozi di lusso della città, ma l’ordine pubblico prestabilito. Non sanno, semmai gli interessasse, che hanno saccheggiato la loro capacità di saper leggere i fatti per come talvolta la storia costringe a fare, malgrado sia composta di parole amare. Gli si dovrebbe spiegare che non è la società a non capire loro, ma sono piuttosto loro a non capire la società o che perlomeno lo sforzo deve essere reciproco e vicendevole.

Occorre talvolta prendere consapevolezza della dura realtà del momento. Ci sono momenti in cui la coperta è corta, girano pochi soldi per riqualificare le periferie, per le grandi e minime opere e quant’altro di utile al Paese; le guerre in corso impegnano le poche risorse a disposizione e via così continuando. La politica ha la sua responsabilità ma non può essere il parafulmine per ogni motivo di malumore.

Ogni potere, pur di conservarsi, vorrebbe dare tutto a tutti ma questo appartiene al mondo dei sogni. Questi ragazzi, almeno quelli buoni che non devastano, dovrebbero prendere confidenza con i tempi di crisi che non consentono se non la sopravvivenza e appena qualcosa di più. Non è la forza a cambiare lo stato dei fatti perché c’è sempre qualcuno più forte di te.

La sola via d’uscita è sudare duramente, imparare un mestiere, studiare per apprendere e dare una mano a questa società che già fa fatica a respirare. Dovrebbero imparare che, se hanno tanta forza in corpo, sta a loro cominciare a spingere il pesante carro del futuro del loro Paese. Potrebbero essere loro gli “integratori” necessari per un mondo migliore, almeno dalle nostre parti. Disintegrare il sistema non li aiuterà per il prosieguo; converrà assai più che resti integro, non toccato da distruzioni fine a se stesse.

Un sentimento da recuperare, il solo che conti

Infine un’ultima raccomandazione che resterà inascoltata. Da pochi giorni sono passati 48 anni dall’elezione a Papa del grande Karol Wojtyła. Non infiniti anni fa, due milioni di giovani si sono ritrovati con lui a Tor Vergata parlando di amore per il prossimo, con veglie e canti che hanno ristorato persino i sassi e la steppa dove erano accampati. Non sarebbe male se sul web andassero a rivedere le immagini, i suoni, il clima e le emozioni di quel raduno e ne prendessero spunto.

Lo Stato che promette non basta. Serve uno Stato che risponde

 

In Italia 5,4 milioni di persone vivono in povertà assoluta, tra cui 1 milione e 136mila minori. Lo certifica l’Istat nei dati sul 2025 pubblicati il 15 ottobre: il fenomeno è sostanzialmente stabile, ma coinvolge il 9,3% dei residenti. Anche avere un lavoro non sempre protegge: la povertà riguarda il 14,3% delle famiglie la cui persona di riferimento è operaio o assimilato. La stabilità statistica non può diventare rassegnazione politica.

 

Disagio e incertezza

Al disagio si aggiunge l’incertezza. Secondo il 59° Rapporto Censis, il 78,5% degli italiani teme servizi sanitari e assistenziali inadeguati qualora diventasse non autosufficiente. È una percezione, non la misura di un disservizio; segnala però una domanda di protezione. Nel 2024, secondo l’Istat, il 9,9% delle persone ha rinunciato a prestazioni sanitarie.

Più Stato o meno Stato? La contrapposizione serve a poco se una visita arriva troppo tardi, una famiglia non accede al sostegno previsto o un servizio esiste solo sulla carta. Lo Stato va giudicato dal tempo che intercorre tra un diritto riconosciuto e un diritto esercitato. E questo tempo non dovrebbe dipendere dal luogo di residenza.

 

Autonomia e garanzie comuni

Qui entra in gioco l’autonomia differenziata. Il 13 ottobre il Governo ha approvato gli schemi definitivi delle intese con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, insieme a quattro disegni di legge da sottoporre al Parlamento. Non si tratta di trasferire integralmente sanità o scuola: le nuove competenze riguardano protezione civile, professioni, previdenza integrativa e, in sanità, specifiche leve finanziarie e organizzative.

Il Governo afferma che restano invariati il finanziamento del Servizio sanitario nazionale e i criteri di riparto, con rispetto dei livelli essenziali di assistenza e verifiche periodiche. La prossimità delle decisioni può migliorare i servizi. Ma il punto è un altro: se tariffe aggiuntive, personale e investimenti possono dipendere anche dalle risorse proprie delle Regioni, che cosa accade dove tali risorse sono minori?

In un’audizione parlamentare del giugno 2026, la SVIMEZ ha segnalato il rischio che queste differenze alimentino concorrenza per i professionisti sanitari e nuovi divari nell’accesso alle cure. È un rischio prospettico, non un effetto già accertato. Eppure merita una valutazione preventiva che consideri anche le Regioni non firmatarie.

 

Un Paese già diseguale

I divari esistono già: secondo l’Istat, nel 2025 era in povertà assoluta il 9,6% delle famiglie del Mezzogiorno, contro il 6,3% del Centro; per i minori si arriva al 15,2% nel Mezzogiorno. Sono dati anteriori all’attuazione delle nuove intese: non dimostrano che la riforma produca povertà. Mostrano, però, quanto sia delicato modificare le regole in un Paese già diseguale.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 192/2024, ha ricordato che l’autonomia va riferita a funzioni specifiche e motivata con analisi rigorose, nel rispetto di solidarietà, livelli essenziali e perequazione. La domanda per il Parlamento non è soltanto quali competenze attribuire, ma come misurare benefici, costi ed effetti su tutti i cittadini.

 

Misurare i risultati e correggere i divari

Servono indicatori pubblici sui tempi di attesa, sulle rinunce alle cure, sulla disponibilità di personale, sulla continuità dell’assistenza e sulle differenze territoriali. Serve conoscere in anticipo quali correttivi intervengano quando gli standard non sono garantiti. Comuni, servizi e Terzo settore possono rendere più vicina la protezione, senza sostituire le responsabilità pubbliche.

Uno Stato migliore non moltiplica le promesse: rende i diritti accessibili, documenta i risultati e corregge ciò che non funziona. Perché un diritto che cambia valore attraversando un confine regionale non è ancora un diritto pienamente esigibile.

Il pane e l’idea. Disagio sociale, chi tutela i diritti deve prendere posizione

La domanda materiale oltre l’ordine pubblico

Le mobilitazioni contro il carovita riportano al centro del confronto pubblico una domanda che non può essere esaurita attraverso la gestione dell’ordine pubblico o la contrapposizione tra gli schieramenti. Riguarda le condizioni materiali dell’esistenza e la possibilità di riconoscere nelle istituzioni una risposta credibile alle proprie difficoltà.

Quando la preoccupazione riguarda le spese essenziali, l’insistenza sulla compostezza istituzionale rischia di apparire distante. Le mediazioni richiedono tempo; il bisogno impone scadenze immediate. In questo scarto si manifesta una crisi di fiducia che merita di essere compresa prima di essere giudicata.

Ma la domanda riguarda anche l’idea: una prospettiva di convivenza nella quale riconoscersi, la possibilità di comprendere verso quale società si stia lavorando e quale futuro venga offerto alle nuove generazioni. Alla difficoltà materiale può accompagnarsi la percezione che manchi un orientamento delle scelte collettive.

Il pane e l’idea esprimono esigenze diverse, entrambe necessarie alla partecipazione democratica.

 

Il bisogno è già nella Costituzione

L’articolo 3, secondo comma, affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza. L’articolo 36 collega la retribuzione alla possibilità di un’esistenza libera e dignitosa. La domanda materiale richiama dunque obblighi costituzionali precisi.

La possibilità di esercitare una libertà dipende anche dalle condizioni nelle quali si vive. Chi deve concentrare ogni risorsa sulla sopravvivenza incontra maggiori ostacoli nell’accesso alla formazione, alla tutela dei diritti e alla partecipazione pubblica.

Il rispetto delle competenze rimane necessario, ma non può essere assunto come prova sufficiente dell’adempimento dei compiti istituzionali. Occorre verificare che cosa quelle competenze permettano concretamente di garantire.

La responsabilità delle decisioni sulle risorse e sulle priorità appartiene anzitutto alla politica. Nessuna gestione dell’ordine pubblico può sostituire questa risposta. Le condotte violente richiedono accertamenti individualizzati e conseguenze proporzionate.

La loro repressione lascia interamente aperta la questione sociale.

 

La cittadinanza e la responsabilità del ruolo

Università, avvocatura e magistratura appartengono alla stessa comunità attraversata da queste difficoltà. La specificità delle funzioni non le rende estranee alla crisi di fiducia e di prospettive.

Prima di essere docenti, avvocati o magistrati, siamo cittadini. Le nostre condizioni possono proteggerci, in misura diversa, dall’urgenza del bisogno. Proprio la disponibilità di conoscenze e strumenti di intervento rende più esigente la nostra responsabilità.

Essere consapevoli del proprio ruolo significa anche domandarsi quanto si stia facendo attraverso di esso. L’autonomia acquista credibilità nell’uso che ne viene fatto; la competenza comporta la disponibilità a sottoporre il proprio contributo a una verifica pubblica.

È su questo terreno che occorre chiedere qualcosa di più alle tre comunità professionali.

 

Il contributo dell’università, dell’avvocatura e della magistratura

All’università spetta rendere il proprio sapere disponibile alla comprensione del presente. Indagare le cause del disagio, verificare le spiegazioni proposte e discutere le possibilità di intervento costituisce una responsabilità pubblica della conoscenza.

La libertà della ricerca consente di formulare domande scomode anche verso gli interessi più forti. Il pluralismo impone che le risposte rimangano aperte alla critica. Una comunità accademica capace di assumere questa responsabilità contribuisce anche a ricostruire l’«idea»: offre strumenti per comprendere e scegliere, invece di lasciare il confronto alla sola contrapposizione degli slogan.

All’avvocatura va chiesto di misurare la propria autorevolezza sull’effettività della tutela. Quando il costo o la complessità dell’accesso alla giustizia scoraggiano l’esercizio di un diritto, il problema riguarda direttamente la funzione sociale della professione.

La difesa delle garanzie richiede competenza tecnica, iniziativa pubblica e attenzione alle condizioni delle persone. L’indipendenza forense deve permettere di contestare una scelta lesiva dei diritti anche quando provenga dalla parte politica più vicina alle proprie convinzioni. È una coerenza che rende credibile la rappresentanza.

Alla magistratura occorre rivolgere una richiesta altrettanto esigente, rispettosa della diversità delle sue funzioni. Il giudice deve rimanere terzo; il pubblico ministero deve esercitare le proprie attribuzioni secondo legalità e obiettività.

Entro questi vincoli esiste uno spazio di responsabilità civile. Spiegare il significato delle garanzie, segnalare le condizioni che ne compromettono l’effettività e contribuire al confronto sulle riforme sono modi di partecipare alla vita democratica preservando l’indipendenza.

Anche l’esercizio quotidiano della funzione richiede piena consapevolezza delle conseguenze che una decisione, una misura o un ritardo producono sull’esistenza delle persone. Il rigore dell’accertamento e l’attenzione alla condizione umana devono concorrere alla qualità della giurisdizione.

È anche di questo che università, avvocatura e magistratura devono accettare di rispondere.

 

 Il dovere di prendere posizione, oggi

Il periodo drammatico che l’Italia e gli italiani stanno attraversando impone una responsabilità ulteriore a chi dispone di conoscenze, autonomia e strumenti di tutela. Università, avvocatura e magistratura sono chiamate a interrogarsi pubblicamente sulla distanza tra i principi costituzionali e le condizioni concrete dell’esistenza.

Il bisogno di pane e di un’idea di futuro ci riguarda come cittadini, prima ancora che come professionisti. Le conseguenze del disagio si distribuiscono in modo diseguale; la responsabilità di comprenderle e contrastarle investe l’intera comunità. Per questo ritengo necessario chiedere alle nostre comunità professionali una disponibilità più netta a prendere posizione.

L’università intervenga nel confronto pubblico con la forza della ricerca, renda comprensibili le cause dell’impoverimento e contribuisca a elaborare prospettive sulle quali la società possa discutere e scegliere. La responsabilità del sapere comprende il coraggio di sottoporre a verifica anche le decisioni dei poteri più forti.

L’avvocatura renda riconoscibile il rapporto tra le proprie battaglie e la vita delle persone. L’accesso alla giustizia, la protezione dalle discriminazioni e la difesa delle libertà richiedono un impegno pubblico coerente, capace di raggiungere anche chi fatica a far valere le proprie ragioni.

La magistratura faccia sentire la propria voce sulle condizioni che rendono effettiva la tutela dei diritti, con l’equilibrio necessario a preservarne l’indipendenza. L’imparzialità del giudizio esige rigore e distanza dalle parti; rimane pienamente compatibile con la consapevolezza civile di ciò che accade nel Paese.

La prudenza nell’esprimersi deve accrescere la responsabilità dell’intervento. Diventa insufficiente quando si risolve nel rinvio costante di ogni presa di posizione, mentre il disagio si aggrava e la fiducia nelle istituzioni si indebolisce.

Prendere posizione significa dichiarare quali diritti si ritengano compromessi, motivare il proprio giudizio e indicare quale contributo si è disposti a offrire. Comporta anche l’accettazione della critica e la disponibilità a rispondere del proprio operato.

In questo momento, alle nostre comunità professionali va chiesto un impegno pubblico riconoscibile. Il rispetto dei ruoli deve rendere più autorevole questo impegno. Non può diventare la ragione della nostra assenza.

Santa Caterina, la mistica che parlava alla politica

Una fortunata trasmissione televisiva (“Una giornata particolare”) ha dedicato una puntata a san Francesco, e ora ne dedica un’altra a santa Caterina da Siena. Segnalo la cosa, in quanto mi sembra che sia giusto, come fa Aldo Cazzullo, ricordare entrambi i patroni d’Italia. Essi sono festeggiati in due giorni diversi: Francesco il 4 ottobre, che da quest’anno è tornato ad essere festa nazionale, e Caterina il 29 aprile, che non è mai stato festa civile. Senza far graduatorie è evidente che la universalità di Francesco d’Assisi non si ritrova in nessun altro santo, nemmeno in santa Caterina che la Chiesa cattolica ha pure proclamato compatrona dell’Italia e compatrona dell’Europa e, proprio lei illetterata, pure Dottore della Chiesa. È quindi evidente che i riconoscimenti ottenuti evidenziano l’importanza della Santa senese, la quale di conseguenza merita di essere più conosciuta, mentre (come è stato rilevato) è ancora poco studiata. Tuttavia la sua figura ha tanto da dire anche oggi e non solo sul piano ecclesiale, ma anche su quello sociale e politico.

Sul piano religioso Caterina fu una grande mistica cristocentrica, e uno dei suoi maggiori studiosi, André Vauchez, l’ha definita “mistica trasgressiva” nell’omonimo libro pubblicato in Italia da Laterza, e il suo nome resta pure legato alla fine della cosiddetta “cattività avignonese”, avendo premuto perché Gregorio XI riportasse la sede del papato a Roma. L’esigenza di Riforma della Chiesa la impegnò lungo la sua breve esistenza (Siena 1347-Roma 1380) e con questo intento riformatore si adoperò per una Crociata, che avvicinasse cristiani e musulmani, e per la fine allo scisma d’Occidente: obiettivi che non furono raggiunti, ma ciò non fece desistere Caterina dal suo intento fino a morirne a 33 anni. Ma è sul piano socio-culturale che Caterina ha due primati: è la prima donna di cui abbiamo una cospicua raccolta di scritti in italiano: le 386 Lettere (di cui è ancora in corso l’edizione critica) e il Dialogo della Divina Provvidenza e 26 Orazioni che dettò in stato di estasi ai suoi discepoli (in Italia il Dialogo è stato curato tra gli altri dalla filosofa Maria Adelaide Raschini). Soprattutto Caterina fu animata da una mentalità che andava al di là dell’identità di genere, anticipando (a me pare) non tanto il femminismo quanto il personalismo per la sua rivendicazione di una uguaglianza fondata sullo spirito e sull’umanità, in nome della quale svolse un ruolo attivo nella Chiesa e nella società.

E nella società si è adoperata in termini politici: Giovanni Paolo II l’ha definita “mistica politica”; Caterina operò nei confronti dei politici del suo tempo con il proprio stile di donna durissima, e impegnata per la pace, adoperandosi specialmente nella pacificazione delle fazioni in Italia. Gli aspetti della personalità di Caterina qui richiamati inducono a metterla a confronto con san Francesco, per dire che alcune esigenze sono in comune: dalla riforma della chiesa alla ricerca della pace, dalla mistica alla laicità, dal genio letterario alla carità verso gli ultimi, tra cui i lebbrosi; mentre altri aspetti invece differenziano profondamente i due Santi; in particolare, mentre Francesco s’ispirava alla mitezza, Caterina puntava sulla fortezza (viriliter) nel linguaggio e nel comportamento, invitando a essere attivi nella convinzione che «a forza di tacere il mondo è guasto»; da qui l’imperativo: «Di’ la verità a un milione di voci. È il silenzio che uccide»; «Non accontentatevi delle piccole cose. Dio le vuole grandi. Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutta Italia».

Questa attualità è stata ben colta da Tommaso Montanari nella sua rassegna intitolata “Eretici”; scrive il noto studioso dell’arte, saggista e rettore dell’Università senese per stranieri: santa Caterina è «una delle figure più luminose, più moderne, più eretiche, anche se perfettamente ortodossa nella sua fede cristiana. Una donna che non accettò di entrare in convento di clausura perché non voleva obbedire al clero, costituito da soli uomini, e la cui scelta di essere una suora laica, potremmo dire oggi, una mantellata domenicana, è da intendere così, come una ricerca di libertà». Non solo: «sarebbe sbagliato considerare Caterina da Siena una femminista ante litteram, ma il suo modello femminile è stato importantissimo nel discorso politico del ‘900» per la sua tensione al bene comune e l’amore per la giustizia. Al riguardo serve ricordare che la deputata democristiana Angela Maria Guidi Cingolani nel suo discorso alla Consulta Nazionale il 25 settembre 1945 (la prima volta che una donna prendeva la parola nel parlamento italiano) si richiamò a Caterina da Siena per spingere le donne italiane ad assumersi le proprie responsabilità civili e politiche, citando le parole della Santa: «Traete fuori il capo e uscite in campo a combattere per la libertà; venite, venite e non andate ad aspettare il tempo che il tempo non aspetta».

La persona prima del potere: le radici cristiane della democrazia

Quando la politica indica regole non esprime solo “leggi”, che sovente sono simulacri solitari, ma innerva in modo positivo il tessuto della convivenza civile, perché offre alle relazioni umane regole sicure, condivise come punti di riferimento per costruire una società giusta. Qui vediamo l’evangelico articolo 3 della Costituzione, che affida allo Stato il dovere di intervenire nelle fragilità sociali per non essere classista.

Le strutture “esteriori” devono essere piegate al servizio dei valori che esprimono, all’interno della coscienza dell’uomo, le sue vere ragioni, che lo rendono persona unica, irripetibile e inviolabile. Il bagaglio culturale che anima il vissuto cristiano nella nostra Costituzione evidenziava il carisma di una formazione che il mondo cattolico aveva ricevuto già dalla Rerum novarum e che aveva dato uno spessore evangelico alla democrazia, nella vivificazione di un ideale che la rinnovasse non solo come “metodo”, ma come esperienza.

La politica si fonda su tre cardini: progetto, proposta e sintesi. Proprio quest’ultima offre alla democrazia lo strumento per far emergere non un popolo anonimo, ma una “persona” ontologicamente strutturata, portatrice di valori intrinsechi che, come diceva Antonio Rosmini, è da sempre «il diritto sussistente».

 

La Pira, la profezia e la pace

Non deve apparire strano, quindi, che la democrazia rinata dalle rovine di una guerra fratricida abbia apparentemente un atteggiamento disarmato, capace, allora come oggi, di impensierire e anche turbare le certezze dei grandi della terra.

Non posso fare a meno di citare l’esperienza politica e religiosa di un mio illustre confratello come La Pira, la cui capacità profetica non consisteva nel predire il futuro, ma nell’aver ricevuto il dono del discernimento, proprio delle grandi vocazioni come quella domenicana.

È lo Spirito Santo a suggerire al profeta il modo adatto e opportuno di trasferire i valori cristiani alle esigenze della storia vigente, ma il profeta è anche apportatore di grandi novità. Il suo sguardo di studioso era sovente rivolto al passato, ma il suo animo guardava sempre al futuro, infondendo la mai perduta speranza. Ecco perché ancor oggi diciamo che fu un “profeta”, con un carisma autentico che si adatta alla complessità semplice dello spirito evangelico dell’Ordine domenicano.

La maturazione politica del futuro sindaco di Firenze si evince anche dalla corrispondenza epistolare tra La Pira, don Primo Mazzolari e mons. Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI, oggi agli onori degli altari. Il trait d’union è il problema della pace, che tutti e tre cercano come metodologia, quasi grammatica. Mi sia consentito dire: essi avevano già presente il problema della pace in modo “scientifico”, quasi da profeti.

 

Il personalismo contro il culto del leader

Emmanuel Mounier (1905–1950) aveva anticipato quanto i cattolici democratici avrebbero realizzato nella Costituzione italiana, perché aveva caratterizzato il percorso democratico secondo alcuni punti fissi: riteneva indispensabile operare la creazione di una rappresentanza diversificata e reale dei cittadini, da realizzarsi attraverso una coscienza dell’interesse comune.

Tale coscienza, che laicamente definiamo in scienza politica come “cultura civica”, doveva concorrere al servizio della persona, che poteva così opporsi al culto indiscusso del leader a detrimento delle identità. È questo un elemento che invera le matrici del pensiero lapiriano e la rivoluzione che negli anni Trenta rappresentò il personalismo.

Il personalismo che La Pira rielabora e propone nei suoi contributi alla Costituente consiste in un’operatività rinnovata del cristianesimo, lontana dal clericalismo ottocentesco, ma anche antitetica all’agnosticismo pragmatico che porta alla dittatura del relativismo, sclerotizza il panorama politico, inaridisce la proposta politica dei partiti, senza i quali una vera democrazia non può funzionare.

Quello che colpiva La Pira nel personalismo mounieriano era l’opposizione al disordine costituito, incarnato dalla falsità della democrazia borghese, che non rende possibile radicare la giustizia sociale perché incapace di esprimere un’alternativa al valore antipersonale del capitalismo consumistico e perché inventa un “diritto” di proprietà assolutamente astratto, ingiusto e avverso alla dignità della persona.

 

La libertà e la responsabilità morale

Voglio cogliere l’occasione per dire, in un contesto così attrezzato culturalmente e spiritualmente, che la libertà è la disposizione della volontà ad attuare equilibri tra atti interni ed esterni dell’uomo ed è ciò che gli inglesi definiscono freedom, indicando la libera esperienza morale.

La dignità della persona umana nasce dal rispetto dei valori valutati dalla ragione e dal sentimento, con l’espressione delle virtù come equilibrio tra indole e atti, per cui la legge diventa ordine della convivenza, per realizzare il bene quale perfezionamento delle virtù attraverso la ragione.

La volontarietà, che implica sempre l’assenza dell’ignoranza, manifesta come ancora oggi non abbia funzionato la cosiddetta “opzione fondamentale”, perché attribuisce valore solo a ciò che si vuole, mentre sussiste già un implicito indirizzo al bene morale, attraverso la ragione pratica che conduce alle azioni.

Il personalismo di Mounier, che anima gli uomini che contribuirono a gettare le basi della Costituzione, incontra negli anni Quaranta, scopre e valorizza l’uomo come soggetto, attento al pericolo sempre latente di identificare il mezzo col fine, eliminando ogni possibile mediazione con esiti tradizionalistici estremi.

Si coglie nel personalismo l’avversione alla mediocrità, al compromesso spicciolo, ma soprattutto all’egoismo rappresentato dalla borghesia, mentre si rafforza l’idea di persona nella quale Mounier quanto La Pira avvertivano il respiro dell’eternità vittoriosa sul tempo e sulla storia.

 

La Costituzione e il legame tra le libertà

In questo senso l’attualità dei principi che animarono sia il Codice di Camaldoli sia la Costituzione rappresenta ancor oggi il lucido tentativo di recuperare e saldare, ma superandola, la tradizione individualistica dei diritti dell’uomo, senza cedere alla suggestione collettivistica ed evitando di isolare le libertà tra di loro.

Questo sforzo ha condotto, nella Costituzione italiana, al riuscito collegamento etico di tutte le libertà, non limitandosi a riconoscerle, ma unendole all’insegna dell’eminente libertà dell’uomo, perché uno Stato democratico ha il compito di ordinarsi in tal modo da agevolare il libero sviluppo interiore ed esteriore della persona.

 

Costruire la pace, formare le coscienze

Di conseguenza la comunità nazionale non è un assoluto, ma fa parte organicamente della comunità internazionale, che immunizza ogni tentativo sovranista e ogni tentazione di ricorrere alla violenza per risolvere le controversie.

L’attualità di quei principi, nati dalle congerie sanguinose e drammatiche della guerra, emerge nella costruzione della pace. Il naturale referente non è neanche più lo Stato, ma il tentativo di recuperare il senso profondo della civiltà umana e il valore etico e spirituale della comunità civile, perché soltanto dall’incontro tra civilitas e civitas si potrà pervenire a un mondo di giustizia e di pace, in nuovi rapporti di solidarietà tra gli uomini.

Costruire la pace operando sul piano della formazione delle coscienze, ma anche delle istituzioni in cui la politica si svolge, nella pratica della giustizia nata dalla fraternità.

È su questo crinale che il ricordo di come la Costituzione della Repubblica italiana renda l’emergenza della persona fondamento, guida e progetto per promuovere l’uomo si rivolge anche ai giovani del nostro non facile tempo. La lezione che se ne ricava ruota intorno al problema assai sentito, dopo le emergenze planetarie recentemente vissute, di come annunciare il Vangelo nelle coordinate della storia in cui il Signore ci ha fatto vivere.

 

L’autore insegna Istituzioni di filosofia politica alla Pontificia Università Lateranense ed è presidente dell’Istituto Emmanuel Mounier – Italia.