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Centrosinistra, Conte: primarie inevitabili. Se vince Schlein la sosterremo

Roma, 8 set. (askanews) – “Sono al servizio del progetto progressista, a prescindere da chi vincerà le primarie. Se sarà Schlein, la sosterremo. Non farlo sarebbe di una vigliaccheria inconcepibile”. Lo dice il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in un colloquio con La Stampa, realizzato a margine del suo intervento alla Festa dell’Unità di Pesaro.

Alle primarie, sottolinea l’ex capo del Governo, “per me non ci sono alternative: se accettassi di individuare il leader in un altro modo, i miei mi sputerebbero. Per noi è la prima volta in una coalizione alle Politiche, dobbiamo far sentire coinvolta la nostra base. Dite che, se perdessi le primarie, molti dei nostri poi non andrebbero a votare alle elezioni, ma vi garantisco che se mi facessi da parte per far correre Schlein o un eventuale altro candidato, sarebbe peggio”. Per evitare il rischio di spaccature, riconosce Conte, le primarie “vanno preparate bene, non è che si vota un giorno e stop, serve un percorso per creare le giuste condizioni”.

Quanto alle modalità (solo gazebo o anche voto via internet e turno singolo o ballottaggio) le preferenze del M5S per il voto secco e anche online sono note “ma non decido da solo, dovremo metterci d’accordo”, concede Conte.

Germania, Prodi: vittoria AfD fatto colossale e allarmante

Roma, 8 set. (askanews) – Il successo di AfD nelle elezioni in Sassonia-Anhalt “è un fatto di dimensioni colossali”. Lo dice Romanio Prodi in una intervista a Repubblica, spieganche “altre definizioni non mi sembrerebbero all’altezza della gravità della situazione. Per la prima volta dalla fine della guerra vince un partito di destra eversiva che evoca apertamente il nazismo. E vince col 45 per cento dei voti. Il secondo partito è staccato del 25 per cento. Serve altro per allarmarsi?”.

A giudizio dell’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione Ue “L’Europa non reagisce perché i Paesi che ne fanno parte non hanno intenzione di reagire, sia ben chiaro. Tutti sanno che il diritto di veto andrebbe superato, e quando Orbán ha perso le elezioni l’occasione per farlo era a portata di mano. Ma nessuno, Italia in primis, ha voluto prendere un’iniziativa in questo senso. Preferiscono un’Europa impotente”.

Turchia e Israele, cresce la tensione nel nuovo equilibrio mediorientale

Un nuovo fronte nel Mediterraneo orientale

Come già scritto qui a proposito del Patto della Mecca fra Arabia, Pakistan e Turchia la guerra contro l’Iran promossa da Israele e Stati Uniti sta inevitabilmente ridelineando la geografia politica mediorientale. Lasciando intravedere sullo sfondo un nuovo e preoccupante terreno di scontro, quello fra Israele e Turchia.

È soprattutto – anche se non solo – attraverso questa lente che va letto l’accordo concluso lo scorso 31 agosto fra Israele e Grecia prontamente chiamato lo “Scudo di Achille”, un complesso e sofisticato sistema di difesa aerea esteso a unità navali che Tel Aviv fornirà ad Atene e che coprirà una zona strategica del Mediterraneo orientale già oggetto di forte interesse russo e, naturalmente, israeliano.

 

Grecia e Turchia, la frattura dentro la NATO

La Grecia è membro NATO al pari della Turchia, con la quale è in storica competizione da sempre e con la quale non ha mai sanato la frattura che divide ancora oggi l’isola di Cipro, paese membro UE pesantemente infiltrato da finanze di varia natura provenienti dalla Federazione russa.

Non è difficile comprendere come questo nuovo accordo riguardante il quadrante orientale del Mare Nostrum sia un ulteriore tassello che precostituisce una alternativa, o meglio dire una integrazione al sistema di sicurezza garantito dall’Alleanza Atlantica. La cui affidabilità piena, a causa dell’atteggiamento ambiguo e anche schizofrenico assunto dagli USA da quando il Commander in Chief è Donald Trump, è stata ormai messa in dubbio e sta lentamente ma costantemente interrogando ogni suo paese membro.

 

Atene con Israele, Ankara guarda al mondo musulmano

Ponendo le premesse per l’insorgere al suo interno di possibili, enormi problemi. Grecia e Turchia, ad esempio, sono entrambi paesi membri, peraltro con capacità militari molto squilibrate in favore della seconda. Con questo accordo Atene si schiera definitivamente con Israele trascinando Cipro con sé proprio nel momento nel quale Ankara acuisce la sua ostilità nei confronti di Tel Aviv nutrendo l’evidente ambizione di guidare, almeno in parte, il mondo musulmano nella sua rinnovata ostilità verso quello ebraico.

C’è però un ulteriore elemento da considerare, ed è l’appartenenza europea. Grecia (e Cipro) sono parte dell’Unione mentre, come noto, la domanda di adesione della Turchia giace ormai semisepolta dalla polvere sin dal lontano 2005 e non pare che al punto in cui stanno le cose a Erdogan la cosa interessi granché.

 

Lo Scudo di Achille e il nodo del riarmo europeo

Questo dato – va da sé – inserisce lo Scudo di Achille nel più vasto tema del riarmo europeo, questione fondamentale ma di assai complessa soluzione operativa per motivi politici e finanziari. Eppure, se non altro per le mosse che altri attori stanno effettuando, il tema deve essere affrontato politicamente prima ancora che finanziariamente. La nuova condizione geopolitica mediterranea lo impone.

L’AfD e noi. Che fare?

Da un articolo di Mara Gergolet sul Corriere della Sera è possibile mettere a fuoco senza eccesso di difficoltà il programma dell’AfD, il movimento estremista di destra che ha conseguito un preponderante successo nella regione della Sassonia in Germania. Naturalmente si sta aprendo il dibattito sulle ragioni di questo successo. L’Est che avrebbe dovuto godere della caduta del muro di Berlino sembra che in fin dei conti preferisse restare dove una barriera impediva il contatto tra le due parti di quella terra.

“Così all’improvviso”

Tra i vari ingredienti, la difficoltà economica della classe operaia, suggestioni del nazionalismo, non ultimo quello della Russia di Putin, una immigrazione, temuta come una mina sociale piuttosto che come una risorsa, hanno maturato la situazione attuale. Non si tratta di un quadro con effetto sorpresa. “Così all’improvviso” è titolo di un film che racconta di una protagonista che scopre di essere sieropositiva. In Sassonia il colpo è stato invece più che telefonato e l’infezione politica ora in luce ha le sue responsabilità.

L’Europa del fallimento, dalle incerte ricette economiche alla pastoia della sua burocrazia, ha prodotto il disastro in cui siamo e ancor più un sentimento di avversione difficilmente arginabile. Si è occupata della misura delle vongole o della messa in cantina dei motori termoelettrici con le conseguenze occupazionali sotto gli occhi di tutti. Procede in modo confuso e balbettante anche in politica estera e della difesa.

 

Elettori in confusione e le sue conseguenze

Nella sua bisaccia ancora però i suoi valori occidentali resistono, ma asserragliati dallo scontento del popolo che confonde i piani. La crisi economica della Volkswagen con il taglio di 100.000 dipendenti dovrebbe lanciare allarme sulla necessità di perseguire politiche diverse ma non mettere in crisi il valore della democrazia, il rispetto della dignità della persona, la libertà di pensiero, di espressione, di religione con tutto il corollario dei pilastri della cultura occidentale.

 

Suggestioni o congestioni

Per l’intanto Trump e Putin godono di una Europa dove i nazionalismi la erodono ogni giorno fino a renderla a breve moribonda. Guardando ad alcuni punti del programma dell’AfD c’è da darsi una mossa per un colpo di reni che possa invertire la tendenza. L’AfD propone, secondo l’articolo della Gergolet, un pensare in tedesco, l’abolizione dell’obbligo scolastico, abolizione del programma “scuola senza razzismo”, priorità al tedesco e alla matematica e svilimento della psicologia e della sociologia, insomma nulla che possa esercitare il pensiero critico e di analisi. Non mancano le classi differenziate per disabili, l’espulsione e remigrazione degli stranieri e anche la possibile uscita dall’Europa senza considerare le effettive conseguenze economiche della faccenda.

 

Lora di un canone inverso

L’Europa è all’ultima fermata, ancora in tempo per riprendersi dal baratro, per darsi un futuro senza tornare al passato. L’AfD suona di afidi, quegli insetti che succhiano i liquidi dalle piante, non hanno forza propria ma si sostengono uccidendo la pianta su cui si posano e si sviluppano specialmente nel periodo estivo. Gli afidi sono estremamente voraci ma possono essere eliminati con una soluzione di acqua, sapone molle e potassio. Pur nella sua mollezza l’Europa potrebbe ancora farcela. Sembra che, nella cenere, di potassio ce ne sia in grande quantità. Dalle ceneri di questa Europa potrebbe esserci l’antidoto perché il nostro più antico Occidente non vada in definitiva combustione.

 

Alla domanda Che fare?”, una risposta: fare

Alla domanda “Che fare?” posta al tempo dal filosofo e scrittore russo Nikolaj Černyševskij nel suo omonimo romanzo del 1863, la risposta può essere solo ora e subito: “Fare”! Sarebbe ora.

La colpa è anche nostra

Gennaio 1969. Aldo Moro sale sul palco del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana. Sono passati pochi mesi da Valle Giulia, dalle occupazioni delle università, dai cortei che hanno riempito le strade di Roma, Torino, Milano. I ragazzi di quella generazione hanno messo in discussione tutto quello che fino a poco prima sembrava intoccabile: la scuola, l’autorità dei padri, i partiti, il modo stesso in cui si faceva politica in Italia.

 

Un paese che non si riconosce più

Per un uomo che in quel momento, scalzato dalla guida del governo, rappresenta la coscienza critica di uno dei partiti più potenti d’Europa, la strada più comoda sarebbe stata parlare di ordine pubblico, di ragazzi viziati, di una gioventù che non sa apprezzare quello che ha. È la reazione che ci si aspetterebbe, ed è quella che quasi tutta la sua classe dirigente sceglie.

Moro no. Davanti al suo stesso partito dice, parola per parola:

«Parliamo, giustamente preoccupati, di distacco tra società civile e società politica e riscontriamo una certa crisi dei partiti, una loro minore autorità, una meno spiccata attitudine a risolvere, su basi di comprensione, di consenso e di fiducia, i problemi della vita nazionale. Ma, a fondamento di questa insufficiente presenza dei partiti, non c’è forse la incapacità di utilizzare anche per noi, classe politica, la coscienza critica e la forza di volontà della base democratica?»

 

Un gesto raro per un politico

Tolta la lingua un po’ impettita dei congressi di partito, quello che Moro sta dicendo è semplice: i giovani si allontanano dalla politica, e forse non è colpa loro. È la politica che ha smesso di ascoltarli, che ha perso la voglia di rimettersi in discussione, che parla ancora una lingua vecchia a gente che ne parla un’altra.

Non è una frase da poco, detta da chi in quel momento ha in mano le leve del potere. Moro non trasforma i ragazzi delle occupazioni nel capro espiatorio comodo. Li prende sul serio anche quando lo mettono in difficoltà, anche quando gli fanno paura.

È un riflesso che oggi sembra quasi fuori moda. Di solito, quando una generazione più giovane critica come vanno le cose, chi comanda preferisce spiegarle pazientemente perché ha torto. Moro fa l’operazione opposta: si chiede se il problema non sia lui, il suo partito, il modo in cui per anni ha creduto di poter governare un paese senza davvero ascoltare chi stava crescendo fuori dal Palazzo.

 

Un dialogo pagato carissimo

Quella disponibilità a cercare un terreno comune, anche con chi la pensava all’opposto, Moro la pagherà nel modo più duro che si possa immaginare. Nel marzo del 1978 viene rapito dalle Brigate Rosse, un gruppo che nasce proprio da un pezzo di quella generazione che dieci anni prima riempiva le piazze, e che a un certo punto ha scambiato le parole con le armi. Cinquantacinque giorni dopo viene ucciso.

È una delle pagine più amare della nostra storia repubblicana: un uomo che aveva provato a tendere la mano a una gioventù inquieta, finito nelle mani della sua frangia più violenta.

 

Quello che resta

Moro non aveva tutte le risposte, e sarebbe ingiusto farne un santino. Ma quella frase del ’69 dice ancora qualcosa di vero: quando un’intera generazione si sente estranea a chi la governa, la prima domanda onesta da porsi non è «cosa hanno che non va i giovani», ma «cosa non abbiamo saputo fare noi». Facile da scrivere, difficile da mettere in pratica.

Moro almeno ci ha provato. E lo ha messo nero su bianco, davanti al suo stesso partito, quando gli conveniva molto di più tacere.

Salute mentale e diritti: il nodo del Protocollo di Oviedo

Coercizione e prevenzione

Nei prossimi due giorni, il 9 e 10 settembre, a Strasburgo torna all’attenzione del Consiglio d’Europa una questione particolarmente delicata: il progetto di Protocollo addizionale alla Convenzione di Oviedo, riguardante il ricovero e il trattamento involontari nei servizi di salute mentale.

In vista dell’appuntamento, Paolo Onorati e lavvocato Vania Cirese, esperta di diritto sanitario ed europeo, hanno promosso un’iniziativa rivolta al Governo italiano, articolata in dieci quesiti. La domanda di fondo è semplice: perché rendere giuridicamente vincolanti le regole che disciplinano il ricorso eccezionale alla coercizione senza attribuire la stessa forza agli obblighi destinati a prevenirla e ridurla?

 

Garantire i diritti, ridurre la coercizione

L’iniziativa non contesta la necessità di tutelare le persone che oggi sono sottoposte a ricoveri o trattamenti involontari. Al contrario, chiede che esse dispongano delle massime garanzie sostanziali e procedurali, affinché ogni misura restrittiva sia realmente eccezionale, necessaria, proporzionata e utilizzata come ultima risorsa.

Il problema riguarda l’architettura normativa. Il Consiglio d’Europa ha adottato il 17 giugno scorso una Raccomandazione dedicata alla salute mentale, ovvero alla prevenzione della soluzione coercitiva e allo sviluppo di alternative volontarie. Si tratta però, appunto, di una raccomandazione, mentre le norme sull’impiego delle misure “non volontarie” verrebbero inserite in uno strumento internazionale vincolante.

Da qui il timore che si finisca, al di là delle intenzioni, per consolidare giuridicamente leccezione, anziché imprimere ai sistemi sanitari una spinta altrettanto forte verso il suo progressivo superamento.

 

Le obiezioni della PACE e dellONU

La questione ha già suscitato importanti riserve. Il 28 gennaio scorso l’Assemblea parlamentare del Consiglio dEuropa (PACE) ha espresso parere negativo sul progetto, invitando a valutare uno strumento più flessibile e a verificarne la compatibilità con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Il 27 agosto anche il Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità è intervenuto in termini molto netti, giudicando il progetto fondamentalmente incompatibile con la Convenzione. Esisterebbe tuttavia un’analisi giuridica commissionata nell’ambito del Consiglio d’Europa che giungerebbe alla conclusione opposta. I promotori chiedono perciò che tale documentazione sia resa pubblica e sottoposta a un confronto trasparente.

 

Dieci domande anche allItalia

Al Governo italiano viene chiesto di chiarire quale posizione sosterrà a Strasburgo e su quali basi giuridiche e scientifiche. Tra i temi posti figurano la compatibilità con la Convenzione ONU, le alternative al Protocollo, il rischio di stabilizzare il ricorso alla coercizione e gli strumenti attraverso cui misurarne gli effetti concreti.

Il principio che ispira l’iniziativa può essere riassunto così: proteggere oggi chi subisce una misura involontaria e costruire le condizioni perché domani quella misura sia sempre meno necessaria sono due obiettivi complementari. La questione posta al Consiglio d’Europa è perché il diritto internazionale non debba perseguirli entrambi con adeguata forza normativa.

80 anni fa terminava il lungo esilio di Sturzo

Due giorni fa ricorreva l’ottantesimo anniversario del ritorno di don Luigi Sturzo dall’esilio negli Stati Uniti dove era arrivato, dopo il soggiorno londinese, sul piroscafo Samaria” il 3 ottobre 1940.

Sturzo arrivò a Napoli il 6 settembre 1946 dopo essersi imbarcato il 27 agosto 1946 a New York sul Vulcania.”  Prima di sbarcare aveva celebrato la messa nella sua cabina, per la quale aveva ottenuto il permesso dal Delegato Apostolico mons. Amleto Cicognani, ed aveva assistito ad un’altra celebrata da padre Russo delle Missioni di Cina suo compagno di cabina. Ad accoglierlo trovò gli amici siciliani Mattarella, Aldisio, Scelba, vari esponenti del disciolto Partito Popolare Italiano e della Democrazia cristiana, il socialista Lupis suo compagno d’esilio e molte persone che, pur non avendolo conosciuto,  si erano nutrite  dei suoi scritti durante il suo lungo esilio iniziato il 25 ottobre 1924.

Durante l’esilio in Inghilterra don Sturzo aveva pubblicato alcune importanti opere: LItalia e il Fascismo nel 1926,  La comunità internazionale e il diritto di guerra nel 1929, La società: sua natura e leggi nel 1935,  Politica e Morale nel 1938, Chiesa e Stato nel 1939. Nel periodo americano aveva poi pubblicato La vera vita. Sociologia del Soprannaturale nel 1943, LItalia e lordine internazionale nel 1944, Problemi spirituali del nostro tempo nel 1945, Nazionalismo e internazionalismo nel 1946.

Nel corso di quei sei anni trascorsi da esule negli Stati Uniti, egli aveva pubblicato diverse centinaia di scritti, raccolti nei due volumi della Miscellanea americana a cura di Giampaolo Malgeri, che mettono in evidenza la sua straordinaria attenzione agli eventi  storici, politici, militari, culturali e religiosi che attraversano gli anni drammatici della seconda guerra mondiale.

Nei suoi scritti il fondatore del Ppi richiama più volte i cinque punti di Pio XII contenuti nei radiomessaggi natalizi del 1939 e del 1941: il rispetto dei diritti degli Stati minori alla libertà politica e allo sviluppo economico, il rispetto della cultura e delle tradizioni delle minoranze, l’equa partecipazione di tutti i paesi alle ricchezze naturali senza monopoli intollerabili, la riduzione degli armamenti in vista di un disarmo mutuo e progressivo, la necessità di una nuova organizzazione internazionale per l’osservanza dei patti fra gli Stati.

Facendo un bilancio della sua attività politica e giornalistica, giova ricordare che in esilio don Sturzo parla di quattro battaglie perdute: il far riconoscere agli Alleati e all’opinione pubblica americana un’Italia non fascista, le affermazioni dei valori politico-morali di libertà di fronte ai sistemi totalitari, la realizzazione di un nuovo ordine internazionale basato sul diritto e la libertà dei popoli, un migliore trattato di pace  per l’Italia.

Aldilà dei risultati pratici delle sue battaglie, bisogna riconoscere a don Luigi Sturzo la straordinaria passione religiosa civile e politica, che lo ha sorretto nel corso della sua vita, nella quale come scrisse Jacques Maritain “l’attività temporale e la vita spirituale erano tanto più perfettamente distinte in quanto intimamente unite nell’amore e nel servizio di Cristo”.

Mons. Michele Pennisi

Arcivescovo emerito di Monreale, già Presidente della Commissione storica per la beatificazione del Servo di Dio  don Luigi Sturzo.

Innovazione didattica e valori dello sport, Luiss accoglie i nuovi studenti

Roma, 7 set. (askanews) – Con un’offerta formativa sempre più “di frontiera” e fortemente innovativa, caratterizzata da attività e modelli di apprendimento esperienziali all’avanguardia, l’università Luiss ha festeggiato i suoi nuovi studenti con la tradizionale Cerimonia di Benvenuto alla Matricole, momento culminante della Freshers’ Week, la settimana dedicata all’accoglienza e all’orientamento dei neoiscritti, circa 4mila quest’anno. Incremento delle domande d’ammissione, vocazione sempre più globale e sinergia con il mercato del lavoro sempre più stretta: sono i risultati che confermano la Luiss al primo posto tra le grandi università non statali nella classifica Censis 2026 e che, nel Ranking Financial Times Masters in Management 2026, hanno portato l’ateneo al 30mo posto al mondo per il corso di Laurea Magistrale in Management e al 18mo per quello in Corporate Finance, conquistando il 1° posto in Italia.

Paolo Boccardelli, Rettore Luiss: “Siamo in una fase di grandissimo cambiamento del mercato del lavoro, della formazione, degli assetti istituzionali, geopolitici, la politica stessa è in una fase di cambiamento e noi abbiamo il dovere morale di aiutare questi giovani ad affrontare queste sfide con la consapevolezza delle loro capacità, delle loro personalità e dei loro ruoli. E lo facciamo con un approccio molto innovativo, perché abbiamo deciso di abbracciare in maniera decisa l’innovazione tecnologica, le frontiere dell’intelligenza artificiale, ma in maniera positiva”.

L’evento ha riunito i vertici dell’Ateneo, tra cui il Direttore Generale Rita Carisano, i docenti dei diversi Dipartimenti e alcuni studenti-atleti, protagonisti del mondo sportivo italiano. I valori dello sport, infatti, oltre all’innovazione didattica, sono fondamentali per la crescita degli studenti, come ha sottolineato il Presidente FIGC Giovanni Malagò. La Luiss offre infatti anche il modello “Dual Career”, che consente di coniugare per gli studenti-atleti l’attività agonistica di alto livello con un percorso di laurea triennale e magistrale.

Lucrezia Ruggiero, Top Athlete Luiss, nazionale italiana nuoto artistico e sincronizzato: “Abbiamo questa grandissima opportunità: io stessa mi sono laureata in Giurisprudenza a novembre. Il progetto della Dual Career della Luiss Sport Academy ci permette di studiare e fare sport allo stesso tempo e questo farà in modo che, quando la nostra carriera sportiva terminerà, avremo qualcosa di pronto a sostituirla”.

L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei percorsi di studio, una partnership con Google for Education, moduli certificati in blockchain e due nuovi assistenti virtuali sono le novità di quest’anno, ma l’obiettivo della Luiss resta coniugare le competenze tecniche degli studenti a valori etici, responsabilità e spirito di squadra.

Giorgio Fossa, Presidente Luiss: “La Luiss deve far sì che oltre allo studio ci siano i valori che sono tipici di questa università dentro di loro e soprattutto ricordare che la Luiss può aprire le porte, ma le porte poi le devono attraversare loro”.

Venezia, arriva la Global Sumud Flotilla: portiamo bandiera Palestina

Venezia, 7 set. (askanews) – Accolta dal grido “Free free Palestine” una barca della Global Sumud Flotilla è arrivata anche alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia a Isola Edipo al Lido. A bordo la bandiera palestinese e la grande scritta, “Palestine”.

Lo sbarco è stato organizzato da Venice4Palestine, insieme alla Global Sumud Flotilla e al Morion Laboratorio Occupato, con il supporto di Isola Edipo e Artists for Palestine Italia, che hanno invitato il pubblico del festival ad accogliere l’imbarcazione, insieme a personalità del mondo cinematografico e culturale che si sono espresse a sostegno del popolo palestinese.

“La bandiera palestinese è stata issata a bordo dell’imbarcazione per onorare i registi dei film palestinesi presentati alla Mostra del Cinema di Venezia di quest’anno.

La bandiera palestinese sventola al Lido di Venezia!”, hanno detto gli attivisti dopo le polemiche per la mancanza del vessillo alla kermesse. “La Biennale può esporre soltanto le bandiere degli Stati riconosciuti dal governo italiano” ha dichiarato pochi giorni fa il direttore artistico della Mostra Alberto Barbera.

Maria Elena Delia, portavoce per l’Italia della Global Sumud Flotilla: “Per noi oggi era molto importante questa azione, ovviamente simbolica, che però è nelle nostre corde, perché le barche fanno parte della nostra identità, perché questa è una scena internazionale e soprattutto è una scena in cui c’è creatività, c’è arte, comunicazione e mai come in questo momento questa scena potrebbe veramente decidere di fare la cosa giusta e parlare di quello che succede in Palestina, che poi non è altro che lo specchio di tutta un’altra serie di ingiustizie che vediamo accadere nel mondo dove ci sono degli abusi di potere”.

Presente anche l’attrice Irene Maiorino: “Sono qui come persona, come umano, dobbiamo risvegliare un po’ le coscienze, non dobbiamo mollare questa lotta, è molto importante. I ragazzi di Venice4Palestine metteranno la bandiera che manca”.

E il regista di “Citizen Osama, di Gaza, Ahmed Hassouna, presentato alla Mostra ha detto: “Siamo qui non solo per combattere per la bandiera, siamo qui per fermare il silenzio, è molto importante. Voglio che tutti capiscano che l’occupazione israeliana non sta uccidendo solo i palestinesi a Gaza ma l’umanità a Gaza, stanno uccidendo ognuno di voi come essere umano a Gaza”.

Gli attivisti della Flotilla si preparano a intraprendere nuove missioni a ottobre e i rappresentanti del collettivo Venice4Palestine hanno organizzato, sempre a Venezia, l’8 settembre un panel sulla complicità culturale presso Casa degli Autori.

Venezia, Irene Maiorino: un’ingiustizia che manchi bandiera Palestina

Venezia, 7 set. (askanews) – “Sono qui come attrice ma in realtà sono qui veramente come persona, come essere umano, dobbiamo risvegliare un po’ le coscienze, non dobbiamo mollare questa lotta, è molto importante. I ragazzi di Venice4Palestine metteranno la bandiera che manca, qui ci sono due film che sono di origine palestinese, la terra di origine di questi film è la Palestina quindi io oggi passavo e vedevo che mancava questa bandiera, è veramente un’ingiustizia: chiediamo anche che a Israele venga comunque riservato un trattamento diverso”.

Così Irene Maiorino, la Lila della quarta stagione della serie “L’amica geniale”, presente all’arrivo di una barca della Global Sumud Flotilla alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, a Isola Edipo al Lido. A bordo la bandiera palestinese e la grande scritta: “Palestine”.

Lo sbarco è stato organizzato da Venice4Palestine, insieme alla Global Sumud Flotilla e al Morion Laboratorio Occupato, con il supporto di Isola Edipo e Artists for Palestine Italia, che hanno invitato il pubblico del festival ad accogliere l’imbarcazione, insieme a personalità del mondo cinematografico e culturale che si sono espresse a sostegno del popolo palestinese.

Venezia, Flotilla: Palestina non esiste? Alla Biennale serve coraggio

Venezia, 7 set. (askanews) – “Secondo me dovrebbero fare un atto di coraggio anche alla Biennale oppure non nascondersi dietro una frase come ‘dato che la Palestina non è riconosciuta’, allora non esiste, perché la Palestina esiste eccome, esiste nella vita, come nella morte che li riguarda tutti i giorni, morte della quale, anche molte persone di questo Paese sono complici”: lo ha dichiarato Maria Elena Delia, portavoce della Global Sumud Flotilla in Italia, arrivando al Lido, a Isola Edipo, a bordo di un’imbarcazione su cui è stata issata la bandiera palestinese per rendere omaggio ai registi dei film palestinesi presentati alla Mostra del Cinema di Venezia quest’anno.

“Hai citato Anna Foglietta, Greta Scarano con il ventaglio con l’anguria, sono cose piccole o grandi, simboliche o concrete, che però da un palcoscenico come questo hanno una risonanza che non è puramente estetica, è politica, noi li ringraziamo tanto”, ha aggiunto Delia.

Italia, Cernobbio lancia la sfida dei talenti

Cernobbio, 07 set. (askanews) – L’Italia perde talenti e competenze, mettendo a rischio competitività, innovazione e crescita economica. Nel 2024 oltre 141mila cittadini italiani hanno trasferito la propria residenza all’estero: circa 45mila erano laureati.

I dati della perdita per il nostro Paese in termini di competenze e di investimenti emergono dallo Studio “Comprendere e contrastare il fenomeno della perdita dei talenti: la Roadmap per l’Italia”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Philip Morris Italia e presentato al Forum Ambrosetti a Cernobbio.

Le parole di Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia: “La fuga dei talenti è un tema fondamentale, del quale credo non si parli abbastanza. Nel 2024, 45.000 laureati in Italia hanno lasciato questo Paese. La collettività ha impegnato 7,2 miliardi di euro per formare questi 45.000 laureati.”

Secondo lo studio, il fenomeno è ormai una priorità anche per il sistema produttivo: il 93,9% delle imprese lo considera problematico o molto problematico per l’Italia. Tra le principali cause indicate dalle aziende ci sono le retribuzioni basse rispetto al costo della vita, la scarsa fiducia nel futuro e la limitata disponibilità di opportunità professionali.

Le parole di Giovanna Iannantuoni, Professoressa Ordinaria di Economia Politica e già Rettrice, Università di Milano-Bicocca: “In questi giorni abbiamo ascoltato quanto sia prioritario per l’Europa l’autonomia e l’investimento su temi fondamentali quali l’intelligenza artificiale, la strategia per una nuova politica industriale che debba mettere al primo posto la competitività europea. Tutto questo è irrealizzabile senza le persone. L’infrastruttura più importante è quella dei giovani laureati, i quali devono trovare in Europa, nel nostro Paese, un posto dove essere felici e dove realizzare anche le proprie ambizioni professionali.”

La sfida riguarda quindi l’intero sistema Paese: dalla formazione all’ingresso nel mercato del lavoro, fino alla capacità di trattenere e richiamare competenze dall’estero. Per questo lo studio prevede anche una roadmap per invertire la rotta.

Il commento di Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group: “Abbiamo visto quello che sta facendo il resto dell’Europa. L’Italia ha sicuramente avviato il regime impatriati negli ultimi anni che stanno dando i frutti in termini di rientri dei principali talenti lavorativi anche nel mondo accademico, ma forse si può fare qualcosa di più in chiave di integrazione. Abbiamo messo a punto una roadmap di 15 interventi. Qui a Cernobbio abbiamo presentato 6 interventi che possono agire su filoni come l’aspetto fiscale, l’aspetto di supporto al rientro, la possibilità di fare lavorare e dialogare meglio ricerche, università e imprese, ma anche per esempio finanziare e sostenere start-up e innovazioni.”

Senza interventi strutturali, entro il 2035 l’Italia rischia di perdere altri 760mila laureati, con una perdita potenziale fino a 307 miliardi di euro di PIL.

La sfida, ora, è trasformare le proposte in azioni concrete, costruendo un sistema capace di valorizzare le competenze e rendere l’Italia un Paese più attrattivo per chi vuole studiare, lavorare e costruire qui il proprio futuro.

Cinema, tante star alla premiazione del Filming Italy Venice Award

Venezia, 7 set. (askanews) – Parterre di star ieri sera presso la Sala degli Stucchi dell’Hotel Excelsioral al Lido di Venezia per la cerimonia di premiazione del Filming Italy Venice Award, in cui Tiziana Rocca, direttore generale e artistico del Filming Italy Award, ha annunciato tutti i premiati di quest’anno. Il Premio è stato realizzato durante la 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e un ringraziamento speciale è stato rivolto al suo direttore artistico Alberto Barbera, da sempre vicino alla manifestazione.

“Sono molto soddisfatta di questa ottava edizione del Filming Italy Venice Award, che ancora una volta ci ha permesso di celebrare il talento, la creatività e le eccellenze del cinema italiano e internazionale nella splendida cornice della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia -ha detto Tiziana Rocca – questa edizione ha visto la partecipazione di un parterre di ospiti di altissimo prestigio, confermando la crescita e il valore raggiunti dal Filming Italy Venice Award. Dietro questo risultato c’è stato un grande sforzo produttivo e organizzativo. Sono particolarmente orgogliosa, inoltre, che il Premio continui a dedicare un’attenzione speciale alle donne che lavorano nell’industria cinematografica: attrici, registe, produttrici, sceneggiatrici, professioniste e tutte quelle figure che, con il loro talento e la loro determinazione, contribuiscono ogni giorno alla crescita del nostro cinema. Dedicare un premio a loro significa riconoscere il valore di un lavoro spesso silenzioso, ma fondamentale, e ribadire il nostro impegno a sostenere sempre di più il talento e la professionalità femminile. Il nostro obiettivo è continuare a crescere, portando a Venezia un evento capace di unire qualità, attenzione all’industria e, soprattutto, grande amore per il cinema” ha aggiunto.

La senatrice Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, ha commentato: “Ogni produzione che arriva su un territorio porta con sé una ricaduta che va oltre la firma di un film o di una serie. Oggi l’Italia può contare su una presenza capillare su tutto il territorio nazionale, ma fino a pochi anni fa le velocità erano molto diverse tra le regioni: penso alla Puglia, meno frequentata negli anni ’90 oggi meta ambita in tutto il mondo proprio grazie al cinema. Lo stesso sta accadendo con la Calabria. E questo significa occupazione stabile, non solo per le maestranze del settore. Il cinema è cultura, ma è anche lavoro, ed è per questo che il governo continua a investire”.

L’ambasciatrice di questa nuova edizione è stata Clara McGregor, attrice, produttrice e modella britannica, figlia dell’attore Ewan McGregor. Il ruolo di madrina è stato affidato alla giovanissima Letizia Arnò, protagonista femminile dell’ultimo film di Checco Zalone diretto da Gennaro Nunziante, ‘Buen Camino’. All’attrice russa – nonché una delle top model più famose al mondo e testimonial delle campagne pubblicitarie dei più celebri brand di moda – Irina Shayk è stato consegnato il Filming Italy Venice International Award. Prossimamente, Irina reciterà nel film della Universal Pictures ‘The Catch’, al fianco di Emma Stone e Chris Pine.

Ecco tutti i vincitori delle varie categorie: a Orlando Bloom il Filming Italy Venice International Award; a Lino Banfi il Filming Italy Achievement Award; a ad Alba Rohrwacher il Filming Italy Venice Award – Miglior attrice protagonista per il film Tre ciotole; ad Alessandro Preziosi il Filming Italy Venice Award – Miglior documentario per Aspettando Re Lear; ad Alessio Vassallo il Filming Italy Venice Award – Miglior attore protagonista in una serie tv per L’altro ispettore; ad Aurora Quattrocchi il Filming Italy Venice Award – Miglior attrice protagonista per il film Gioia mia; a Beatrice Arnera il Filming Italy Venice Award per Scuola di seduzione; a Eduardo Scarpetta il Filming Italy Venice Award – Miglior attore protagonista in una serie tv per Storia della mia famiglia e Storia della mia famiglia 2; a Malcom McRae il Filming Italy Venice International Award; a Francesca Archibugi il Filming Italy Venice Award Premio Speciale per il film Illusione; a Clara McGregor il Filming Italy Venice Award; a Giorgio Pasotti il Filming Italy Venice Award – Premio Sport e Cinema per il film Rosso Volante; a Greta Scarano il Filming Italy Venice Award per il suo esordio alla regia La vita da grandi; a Herbert Ballerina il Filming Italy Venice Award – Miglior attore protagonista in un film commedia per Cena di classe; a Francesca Comencini il Filming Italy Venice Women Power Award; a Leo Gassmann il Filming Italy Venice Award – Miglior attore protagonista per il film Fuori la verità; ad Akinola Davies Jr. il Filming Italy Venice International Award; a Massimiliano Gallo il Filming Italy Venice Award – Miglior esordio alla regia per il film La salita; a Matilde Gioli il Filming Italy Venice Award – Miglior attrice protagonista per il film Strike – Figli di un’era sbagliata; a Monica Guerritore il Filming Italy Venice Award – Miglior attrice protagonista per il film Anna; a Sveva Alviti il Filming Italy Venice European Award; ad Alanah Bloor il Filming Italy Venice International Award Best Character in a Tv Series per Sandokan; a Martina Colombari il Filming Italy Venice Award – Miglior attrice non protagonista per il film Buen Camino.

In collaborazione con SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, a Mario Martone il premio per la Miglior regia per il film Fuori. Tra gli altri premi speciali di questa edizione: a Pilar Fogliati il Premio Frecciarossa – Filming Italy Venice Award come Miglior attrice protagonista per il film Breve storia d’amore; a Carolina Crescentini il premio in collaborazione con Festina Filming Italy Venice Award – Miglior attrice protagonista in un film drammatico per Le cose non dette; a Claudia Tranchese il premio in collaborazione con Elena Mirò Filming Italy Venice Award – Miglior attrice non protagonista per la serie tv La Preside; a Ilenia Pastorelli il premio in collaborazione con Leo Pizzo Filming Italy Venice Award – Miglior attrice protagonista in un film commedia per Innamorarsi e altre pessime idee; a Irene Maiorino il Filming Italy Venice Award – Premio Speciale Donne del cinema italiano per il suo ultimo film Quasi grazia; a Cesare Hary il Filming Italy Venice Award Young Generation, in collaborazione con CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia; Alessandro Saba e Francesca Cualbu di Fremantle, il Filming Italy Producer Italian Award per La grazia di Paolo Sorrentino; a Paolo Del Brocco, AD di Rai Cinema, il Filming Italy Producer Italian Award per Le città di pianura di Francesco Sossai; a Giampaolo Letta, AD e Vicepresidente di Medusa Film, e a Benedetto Habib, produttore e partner di Indiana Production, il Filming Italy Producer Italian Award per Buen Camino di Gennaro Nunziante; a Marta Donzelli, fondatrice di Vivo Film, il Filming Italy Producer Italian Award per Le città di pianura di Francesco Sossai.

Il Filming Italy Venice Award, in collaborazione con Sala Grande, gode del patrocinio del Ministero del Turismo, della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del MiC, di ANEC, di ANICA, del SNCCI, di APA, di Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, del Centro Sperimentale di Cinematografia, di AGIS, di Italy for Movies, in collaborazione con Cinecittà.

La giuria di qualità è stata composta da diversi esponenti tra le eccellenze della cinematografia italiana: Alberto Barbera, direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia; Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema; Massimiliano Orfei, presidente di Piper Film; Giampaolo Letta, ad e vicepresidente di Medusa Film; Luigi Lonigro, direttore di 01 Distribution; Maria Pia Ammirati, direttrice Rai Fiction; Maria Giuseppina Troccoli, presidente della Fondazione Roma Lazio Film Commission; Guglielmo Marchetti, Chairman and ceo di Notorious Pictures; Federica Lucisano, ad di Lucisano Media Group; Flavio Natalia, direttore Sala Grande; Chiara Sbarigia, presidente APA; Simone Gialdini, direttore generale ANEC; Andrea Agostini, presidente Fondazione Marche Cultura; Manuela Cacciamani, ad di Cinecittà; Antonio Saccone, presidente di Cinecittà.

Durante la serata di premiazione è stato inoltre consegnato il premio in collaborazione con Panalight al cortometraggio Fiori cadono di Ludovica Galletta, presentato da Women in Film, Television and Media Italia all’ultima edizione del Filming Italy Sardegna Festival.

Ingegneria e architettura, nasce Liasia

Roma, 7 set. (askanews) – Rafforzare la rappresentanza delle organizzazioni di ingegneria, architettura e servizi tecnici, promuovere la centralità della progettazione nei processi di sviluppo del Paese e contribuire all’evoluzione del quadro normativo attraverso un confronto aperto e costruttivo con le istituzioni. Con questa visione nasce LIASIA – Libera e Indipendente Associazione delle Organizzazioni di Ingegneria, Architettura e altri Servizi Tecnici, una nuova realtà associativa nazionale che riunisce società e organizzazioni professionali operanti nei settori della progettazione, dell’ingegneria, dell’architettura, della consulenza specialistica e dei servizi tecnici.

Obiettivo è offrire una rappresentanza realmente indipendente, autorevole e propositiva, capace di interpretare le esigenze di un comparto strategico per la competitività del Paese e per la qualità delle infrastrutture, dell’ambiente costruito e delle opere pubbliche, e promuovere un mercato dei servizi tecnici fondato sulla qualità delle competenze, sulla trasparenza delle procedure, sulla libera concorrenza e sulla valorizzazione del merito, sostenendo al tempo stesso l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione dei processi, la sostenibilità e l’internazionalizzazione delle organizzazioni italiane.

Prima priorità la piena tutela dell’equo compenso quale garanzia della qualità delle prestazioni professionali. Ricosciuto nel

sistema ordinistico un interlocutore istituzionale fondamentale , ritenendo essenziale sviluppare un dialogo costante con tutti gli attori del settore.

Per il Presidente di LIASIA, Livio Gambacorta, l’Italia ha bisogno di restituire piena centralità alla progettazione e le grandi trasformazioni che il Paese è chiamato ad affrontare – dalla rigenerazione urbana alla transizione ecologica, dalla resilienza delle infrastrutture alla sicurezza del territorio – richiedono competenze progettuali di altissimo livello e organizzazioni in grado di operare con autonomia, responsabilità e visione.

Meloni: dal Consiglio europeo serve più coraggio sul costo dell’energia

Roma, 7 set. (askanews) – “E’ sotto gli occhi di tutti l’impatto fortissimo che la situazione internazionale, in particolare la crisi a Hormuz, sta avendo sul costo dei carburanti e fertilizzanti, sul costo delle materie prime e quanto tutto questo stia pesando su cittadini e imprese: siamo d’accordo con De Wever che il prossimo consiglio europeo debba tornare ad affrontare i temi della competitività, del costo dell’energia e debba farlo con più coraggio e maggiore concretezza”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa al termine dell’incontro con il primo ministro belga, Bart De Wever, a Palazzo Chigi.

“Lavoreremo insieme anche su questo punto, insieme animiamo il tavolo degli stati membri like minded, che hanno le stesse posizioni, insieme al cancelliere Merz: siamo d’accordo sulla necessità di convocare questo tavolo prima del consigio europeo”, ha aggiunto.

Caparezza esce col video ufficiale di A Comic Book Saved My Life

Milano, 7 set. (askanews) – Terminato il tour estivo di Orbit orbit che ha visto Caparezza esibirsi sui palchi dei principali festival, è disponibile da ora il videoclip ufficiale di A Comic Book Saved My Life.

Nel brano Caparezza ripercorre tre momenti della propria vita in cui il fumetto ha rappresentato un rifugio e un punto di riferimento. Il pezzo nasce così dal legame profondo dell’artista con il mondo dei fumetti, una passione che attraversa anche Orbit Orbit, album uscito lo scorso ottobre per BMG e certificato disco di platino, in cui musica e fumetto si incontrano.

Il videoclip è stato animato e diretto da Gianluca Maruotti, realizzato con illustrazioni dello stesso Maruotti e di Laura Camelli (La Came) e Lorenzo Mò utilizzando la tecnica stop motion cut out animation. I personaggi e gli elementi scenografici sono creati ritagliando carta e cartoncino, spostati a mano millimetro dopo millimetro, scattando una singola fotografia per ogni spostamento, per poi riprodurle rapidamente facendo prendere vita ai presonaggi e alla storia narrata.

Protagonista è un ragazzo che, dalla propria stanza, viene trasportato dalle pagine di un fumetto in un mondo fatto di avventure spaziali, supereroi, mostri e scenari surreali. Tra realtà e fantasia, il fumetto diventa uno spazio in cui rifugiarsi, ma anche un modo per capire meglio sé stessi e ciò che ci circonda.

Un anno ricco di musica per Caparezza, segnato dall’uscita di Orbit Orbit, dal tour nei principali festival italiani e dalla vittoria della Targa Tenco per il Miglior album in assoluto. Orbit Orbit rappresenta un progetto in cui musica, scrittura e immaginario si incontrano e che rappresenta una nuova tappa del percorso artistico di Caparezza.

Iran, Meloni: da Consiglio europeo serve più coraggio su costo energia

Roma, 7 set. (askanews) – “E’ sotto gli occhi di tutti l’impatto fortissimo che la situazione internazionale, in particolare la crisi a Hormuz, sta avendo sul costo dei carburanti e fertilizzanti, sul costo delle materie prime e quanto tutto questo stia pesando su cittadini e imprese: siamo d’accordo con De Wever che il prossimo consiglio europeo debba tornare ad affrontare i temi della competitività, del costo dell’energia e debba farlo con più coraggio e maggiore concretezza”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa al termine dell’incontro con il primo ministro belga, Bart De Wever, a Palazzo Chigi.

“Lavoreremo insieme anche su questo punto, insieme animiamo il tavolo degli stati membri like minded, che hanno le stesse posizioni, insieme al cancelliere Merz: siamo d’accordo sulla necessità di convocare questo tavolo prima del consigio europeo”, ha aggiunto.

Migranti, Meloni: Schengen si preserva solo difendendo confini esterni Ue

Roma, 7 set. (askanews) – Dal punto di vista dei flussi migratori “abbiamo avuto un’estate molto movimentata che chiama in causa la capacità europea di rispondere alle crisi su questa materia: rimango fermamente convinta che sia possibile preservare lo spazio Schengen nel migliore dei modi solo se si difendono i confini esterni dell’Ue, solo se tutti gli stati membri continuano a fare la loro parte nella lotta ai trafficati e all’immigrazione clandestina di massa”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa al termine dell’incontro con il primo ministro belga, Bart De Wever, a Palazzo Chigi.

Adéla è la star emergente del momento, dalla Slovacchia a Los Angeles

Milano, 7 set. (askanews) – Adéla ha ventidue anni e grinta da vendere: originaria della Slovacchia e poi trasferitasi a Los Angeles, da sconosciuta ha già conquistato i piani alti del pop, arrivando in cima alle classifiche e diventando un vero e proprio fenomeno musicale che ha attirato l’attenzione persino dell’attrice Premio Oscar Nicole Kidman, che ha deciso di inaugurare il suo profilo TikTok proprio utilizzano la hit dell’artista, “Ain’t in LA” e dichiarandosi sua fan. Proprio con “Ain’t in LA”, Adéla è volata oggi nella top10 dei brani più ascoltati al mondo su Spotify. Il suo album di debutto “PRIMA”, inoltre, ha ottenuto oltre 10 milioni di stream sempre su Spotify nelle prime 24 ore.

“Ain’t in LA”, che ha già ottenuto oltre 100 milioni di stream totali ed è diventata una delle hit mondiali del momento, ha anticipato l’album ed è arrivata accompagnata da un videoclip ufficiale diretto da Fred Gervais e girato nella città natale dell’artista a Bratislava. “Ain’t In LA” vede l’artista riflettere sul suo percorso in ascesa e travolgente con gratitudine per tutte le opportunità che le si sono presentate da quando ha lasciato la Slovacchia alla ricerca del successo nel mondo del pop. L’ispirazione le è venuta dopo una visita a casa, dove si è imbattuta in alcune foto di sua madre a 18 anni che posava davanti a una parete tappezzata di immagini appartenenti alla cultura pop. “Mio nonno aveva contrabbandato quei poster dalla Germania”, racconta, “e mi ha fatto pensare: “Ci sono così tante ragazze bellissime con dei sogni che non riusciranno mai a realizzare i propri desideri, proprio come mia madre”. Ho scritto questa canzone per lei e per gli altri miliardi di ragazze che probabilmente sono più fighe di me”. Adéla ora arriverà per la prima volta anche nelle radio italiane proprio con “Ain’t in LA” da venerdì 18 settembre. “PRIMA”, prodotto dai super producer Dylan Brady e Blake Slatkin, è uscito venerdì assieme al nuovo singolo intitolato “Nicole Kidman”. Diretto da Hannah Lux Davis, il videoclip è ricco di riferimenti ad alcuni dei ruoli più iconici dell’attrice in film come “Eyes Wide Shut”, “Moulin Rouge”, “Birth” e “Babygirl”, oltre che alla sua pubblicità per AMC Theatres. Parlando con “W Magazine” dell’ispirazione alla base della canzone, Adéla ha ricordato: “In qualche modo, sono stata invitata a un evento dei Golden Globe. Non ho mai recitato in un film, ma mi sono preparata per l’occasione, ho indossato un abito, mi sono fatta acconciare i capelli e stavo davvero bene. I miei capelli erano super vaporosi e il mio corsetto era così stretto che ho pensato: ‘In questo momento mi sento proprio come Nicole Kidman’. Ho guardato ‘Eyes Wide Shut’ e ne sono rimasta affascinata. Per me, lei è la vera star del Cinema.” L’album “Prima” è un ritratto tridimensionale dell’arte di Adéla e il suono autentico di una giovane donna che ha preso possesso del proprio potere. “Voglio che questo album suoni esattamente come una ragazza di 22 anni”, afferma Adéla. “Ho cercato di esprimere entrambi i lati. Ho mescolato il duro con il morbido, la vulnerabilità con la grinta, i ritmi energici con l’energia femminile. Ho fatto esattamente quello che volevo”. In “PRIMA”, la popstar esplora i lati più vulnerabili di sé stessa mentre affronta insicurezze, relazioni tossiche e temi classici dell’esperienza femminile come l’amore, la perdita, l’identità, l’autonomia e l’amicizia. Radicata in un sound caratteristico fatto di tacchi a spillo e piroette, tastiere intrise di sudore e testi intimi come un messaggio alle 3 del mattino, mantiene la sua musica con i piedi per terra grazie alla sua convinzione rinfrescante e senza compromessi di arrivare in cima. “PRIMA significa ‘prima’, il che è perfetto dato che questo è il mio debutto. Essere una prima ballerina significa essere la numero uno o la migliore ballerina della compagnia. È un termine affettuoso nella comunità delle ballerine. Sto cercando di diventare la prima ballerina del pop, e questo è il mio primo passo per raggiungerlo.”, ha raccontato.

Mosca chiude il Consolato tedesco a San Pietroburgo e i Goethe Institut

Roma, 7 set. (askanews) – La Russia revoca il consenso al funzionamento del Consolato Generale di Germania a San Pietroburgo, che dovrà pertanto cessare le proprie attività entro e non oltre il 18 settembre 2026. Lo ha annunciato oggi il ministero degli Esteri russo, precisando che si tratta di una misura di ritorsione in risposta alle decisioni adottate da Berlino.

Il ministero russo ha riferito che l’incaricato d’affari tedesco in Russia è stato convocato e informato delle misure adottate da Mosca. “In relazione alle azioni ostili della parte tedesca volte a chiudere il Consolato Generale russo a Bonn e la Casa della Scienza e della Cultura russa a Berlino, il 7 settembre l’incaricato d’affari tedesco in Russia è stato informato delle misure di ritorsione adottate”, si legge nella nota.

“La parte russa revoca il proprio consenso al funzionamento del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a San Pietroburgo, che dovrà cessare le proprie attività entro e non oltre il 18 settembre 2026, e tutti i suoi dipendenti dovranno lasciare la Russia entro tale data”, prosegue la dichiarazione.

Mosca accusa inoltre le autorità tedesche di aver provocato “una nuova escalation” nelle relazioni bilaterali e sostiene che Berlino sia “pienamente responsabile di tutte le conseguenze” delle proprie decisioni.

Le misure russe riguardano anche le attività culturali tedesche. “I centri culturali tedeschi del Goethe-Institut nella Federazione Russa devono cessare le loro attività”, ha affermato il ministero degli Esteri russo, aggiungendo che i dipendenti del Goethe-Institut in missione nel Paese dovranno lasciare la Russia entro e non oltre il 13 settembre 2026.

La decisione di Mosca arriva dopo l’annuncio, da parte del ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, della chiusura del Consolato Generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre e della rescissione dell’accordo relativo alle attività della Casa della Scienza e della Cultura russa a Berlino.

Venezia, Riccardo Scamarcio tra paternità e il peso delle aspettative

Venezia, 7 set. (askanews) – Riccardo Scamarcio è il padre di un bambino con una grave disabilità che nel nipote adolescente ritrova il figlio che avrebbe voluto avere. Parla di figli idealizzati, aspettative deluse e paternità, “I figli della scimmia”, opera prima di Tommaso Landucci presentata a Orizzonti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (nelle sale italiane dal 17 settembre con Medusa).

Il regista ha raccontato di aver iniziato a pensare al film nel momento in cui stava per diventare genitore e di essere partito, come suggestione, dalla fiaba di Esopo sulla scimmia che ama uno dei due figli e disprezza l’altro. “Quando aspetti un bambino cominci a immaginarti come sarà, fai delle proiezioni, anche su te stesso, su come sarai tu come padre”, racconta Landucci. Nel film quelle aspettative “vengono in qualche modo cambiate, forse deluse”, e il padre “deve farci i conti”.

“La parte interessante era stare in questo contrasto, in questa zona grigia”. La disabilità per Landucci, non è il tema principale ma la lente attraverso cui guardare qualcosa di più ampio: “Spero che parli a famiglie con persone con disabilità al loro interno, ma che parli in generale a padri e madri che hanno aspettative legate ai propri figli deluse da prospettive personali, dal vedere il proprio figlio non come un’altra persona ma come un proprio erede”.

Riccardo Scamarcio, anche tra i produttori, è rimasto subito catturato dalla sceneggiatura: “Il fatto di fotografare un uomo che non riesce a decifrare bene quello che prova, che si muove in maniera maldestra, che non è solo vittima, perché conserva un’ironia, una leggerezza nonostante il peso quotidiano di occuparsi di un figlio con una disabilità grave. E Il fatto che il copione giocasse contro il cliché, mi ha convinto che fosse una grande occasione per me da interprete”. “C’è anche una grandissima tenerezza nei confronti del fatto di essere genitori: non solo quella dell’amore dei genitori verso i figli, ma quella dello sguardo di Tommaso sui genitori stessi. Forse è una cosa di cui non si parla molto, ma in questo film c’è questa dolcezza”.

Venezia 83, la violenza dell’ICE diventa un horror in "They’re Here"

Roma, 7 set. (askanews) – Le azioni dell’ICE diventano un horror nel cortometraggio “They’re Here” presentato alla Mostra di Venezia. La regista Laura Poitras, che quattro anni fa aveva vinto il Leone d’oro con “Tutta la bellezza e il dolore” sull’abuso di oppiacei negli Usa, è arrivata al Lido con una maglietta con la scritta “Fight fascism”, “combattiamo il fascismo”. Anche questa volta ha portato a Venezia un’opera di denuncia, realizzata come un film dispotico e un horror, che racconta la vicenda di alcuni residenti di Minneapolis impegnati a sfuggire e a opporsi all’occupazione paramilitare della loro città da parte dell’ICE.

Poitras ha spiegato: “Avevamo l’urgenza di raccontare questa storia, ciò che stiamo vedendo negli Stati Uniti è terribile. Nei media c’è la normalizzazione di questa violenza noi invece volevamo sensibilizzare su questo tema, volevamo che si sentisse il senso del terrore. Questa è finzione, è realtà, è un incubo. L’intero Paese è sotto aggressione e oggi gli immigrati vivono in costante paura”.

“They’re Here” è ambientato in uno scenario invernale in cui agenti mascherati rapiscono bambini, i residenti sono costretti a viaggiare nascosti nei bagagliai, prigionieri in catene vengono caricati su aerei sotto gli occhi dei turisti, ciclisti monitorano i movimenti di una forza d’invasione. La co-regista e co-produttrice Rachel Lauren Mueller ha affermato: “La resistenza ha funzionato ma l’Ice è ancora attivo, ha un budget di 70 miliardi di dollari, solo negli ultimi due mesi sono state rapite 90mila persone, un numero impressionante. È ancora attivo anche se ha tattiche diverse”.

Poitras, in conferenza stampa, ha concluso: “Conosciamo la violenza su cui è fondato il nostro Paese ma c’è stata un’escalation enorme ed è una minaccia per la democrazia. Per questo avevamo l’urgenza di fare questo film, subito”.

In migliaia ai funerali del boia di Srebrenica Mladic in Serbia

Roma, 7 set. (askanews) – Migliaia di persone si sono riunite a Belgrado per i funerali di Ratko Mladic, il generale serbo condannato per aver orchestrato il peggior massacro in Europa dalla seconda guerra mondiale, il cui ritorno in patria, un tempo considerato un eroe, ha suscitato allarme internazionale. La cerimonia funebre è stata presieduta dal capo della chiesa ortodossa serba, il patriarca Porfirije, ma è stata disertata dalle principali autorità politiche del Paese. Il presidente serbo Aleksandar Vucic si è detto impegnato in un incontro improrogabile con il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev che si trova in visita a Belgrado.

Conosciuto come il “Macellaio della Bosnia” per il suo ruolo nel genocidio dei Balcani negli anni ’90, Mladic è morto in carcere alla fine di agosto all’età di 84 anni, mentre scontava l’ergastolo per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Mladic è rimasto una figura amata da molti serbi, compresi i politici nazionali, e la sua bara è stata trasportata in Serbia su un aereo governativo, avvolta nelle bandiere nazionali e portata fuori dall’aereo da soldati in uniforme. Mentre la bara veniva portata fuori dall’aeroporto, alcuni uomini si sono radunati lungo le strade e hanno esposto striscioni in onore del boia di Srebrenica.

Oggi, migliaia di persone si sono riunite davanti a una piccola chiesa nella capitale serba per rendere omaggio a Mladic. Le forze armate hanno assicurato la guardia al feretro, sul quale erano adagiati il suo caratteristico cappello militare e una spada. Davanti, una serie di medaglie. Fuori dalla chiesa, bandiere serbe sono state appese nelle vicinanze, mentre su un enorme striscione srotolato attraverso la strada si leggeva “Benvenuto, Generale, grazie a tua madre per aver dato alla luce un eroe”. Mladic, “cristiano ortodosso e soldato serbo”, “rimarrà profondamente impresso nella memoria della maggior parte del popolo serbo”, ha detto Porfirije durante la sua orazione funebre. “Al di là delle sentenze dei tribunali umani, il verdetto definitivo sulla figura e sulle sue azioni spetta al tempo, alla memoria storica e, soprattutto, al giudizio divino”.

Le esequie in pompa militare hanno suscitato la condanna della commissaria europea per l’allargamento, Marta Kos, che ha annullato una visita in Serbia prevista per venerdì. “Il ritorno della salma a Belgrado ricorda all’Europa le pagine più buie della nostra storia recente”, ha dichiarato sui social media.

La Serbia sta negoziando l’adesione all’Ue dal 2014, ma il processo si è bloccato negli ultimi anni sotto la presidenza populista di Aleksandar Vucic. “La glorificazione della morte di Mladic è incompatibile con i valori su cui si fonda il percorso verso l’Ue”, ha affermato Kos. “Questo percorso richiede di confrontarsi con il passato, richiede una vera riconciliazione e di rispettare le vittime dei crimini di guerra. I valori che sono alla base del nostro futuro comune non sono negoziabili”.

Un portavoce dell’Ue ha ribadito l’avvertimento questa mattina. “Qualsiasi glorificazione di criminali di guerra, negazionismo del genocidio e revisionismo contraddicono i valori europei più fondamentali e non hanno posto nell’Ue né nei paesi candidati all’adesione”, ha dichiarato in un comunicato.

Mladic è stato uno dei principali artefici della politica di pulizia etnica durante la guerra in Bosnia, che ha causato la morte di oltre 100.000 persone e lo sfollamento di oltre 2 milioni. Tra i suoi crimini più gravi spicca l’assedio di Sarajevo, capitale della Bosnia, durato 1.460 giorni, durante il quale la popolazione civile fu sottoposta quotidianamente a bombardamenti e attacchi di cecchini da parte delle forze nazionaliste serbe, causando la morte di oltre 10.000 persone.

Il conflitto, durato tre anni, culminò nel 1995 con l’uccisione di almeno 8.000 musulmani bosgnacchi nella città di Srebrenica, un crimine che sconvolse i governi europei, impegnati per decenni a prevenire gli stermini di massa dopo gli orrori della metà del secolo scorso. A Srebrenica, le forze di Mladic furono filmate mentre distribuivano dolciumi ai bambini, promettendo loro un salvacondotto, prima che migliaia di uomini e ragazzi bosniaci venissero radunati, uccisi e i loro corpi gettati in fosse comuni. “Diamo questa città in dono al popolo serbo”, dichiarò Mladic all’epoca in un video.

Le stragi sono state indicate come un fallimento internazionale, soprattutto perché Srebrenica era stata designata “zona sicura” sotto la protezione delle Nazioni Unite. Mladic fu arrestato in Serbia nel 2011, dopo 16 anni di latitanza, e condannato all’ergastolo da un tribunale delle Nazioni Unite nei Paesi Bassi nel 2017. Durante la sua detenzione, ha avuto problemi di salute a seguito di una serie di ictus. L’obiettivo della leadership serba, che Mladic era incaricato di attuare – come stabilito dal Tribunale penale internazionale delle Nazioni Unite per l’ex Jugoslavia (ICTY) – era l’espulsione forzata dei musulmani bosniaci, dei croati e di altri non serbi per liberare il territorio bosniaco e creare una “Grande Serbia”.

Musica, "Il mare sta piangendo" è il nuovo singolo di Lucia Lin

Roma, 7 set. (askanews) – “Il mare sta piangendo” è il suo primo singolo che racconta una storia di resilienza, prodotto da Milano Music Play e distribuito da The Orchard Sony Music. Da pochi giorni su tutte le piattaforme a firma di L.

Una storia di resilienza che attraversa due culture e si fa musica, racconto, canzone. La cantautrice e interprete di origine cinese e oggi residente a Trieste già protagonista di Italiani Made in China su Real Time, debutta nel panorama indipendente musicale con il suo primo singolo pubblicato il 28 agosto e si racconta in musica anche per lanciare un messaggio alle seconde generazioni.

Undici anni fa, milioni di telespettatori la videro riabbracciare i nonni cinesi dopo diciassette anni di lontananza, in una delle scene più commoventi di Italiani Made in China. Oggi Lucia Lin torna a raccontarsi – questa volta cantando, e con un messaggio ancora più diretto: quello di chi ha saputo fondere due culture invece di restarne prigioniera. “Il brano è la rottura di uno schema”

“Il mare sta piangendo” il suo singolo d’esordio, composto con la collaborazione di Claudio Banzato e prodotto dall’etichetta milanese sotto la direzione artistica di Ettore Diliberto – che nella sua carriera ha lavorato con artisti come Franco Battiato, Lucio Dalla ed Enrico Ruggeri – è distribuito da The Orchard/Sony Music. Si tratta di una ballata intima ed evocativa che unisce la sensibilità cantautoriale italiana a un background culturale e musicale multiforme che fonde due culture nella metafora del mare.

Il brano parla di una storia d’amore finita, di abbandono e di solitudine – ma per Lucia è è la rottura di uno schema; “I miei genitori -racconta- sono venuti in Italia per migliorare la loro vita. Venivamo dalle montagne, da una cultura antica e lontana, e hanno fatto tantissimi sforzi, dedicandosi completamente al lavoro per costruirci un futuro. È anche per questo che oggi sento la responsabilità di fare io quel passo in più – aprirmi, studiare, costruire ponti – che a loro non è sempre stato possibile. A volte la cultura cinese si chiude. Ho un mio parente, nato in Italia, che ancora oggi non parla italiano, e questo mi dispiace molto. Io ci sto provando invece a fare da ponte, perché l’unione tra le due culture è una grande ricchezza.”

Lucia Lin parla un italiano perfetto, canta nella lingua del paese che l’ha accolta, ed è oggi imprenditrice e artista. Un percorso che lei stessa descrive come il superamento di un muro: “Nelle due culture, oggi, vivo io. E vorrei essere in qualche modo di aiuto anche per le altre seconde generazioni. Il mio percorso è passato anche da un centro di accoglienza e da una casa famiglia, e poi dal lavoro fin da giovanissima nelle attività della mia famiglia. Ogni tappa, anche quelle più difficili, mi ha insegnato a camminare e ad andare avanti – perché come dicono in Cina: il fiume va solo avanti. Oggi voglio trasformare tutto questo in un messaggio di resilienza, per chi ne ha bisogno quanto ne avevo bisogno io.”

Un messaggio che parla anche a una comunità sempre più numerosa e radicata: secondo il Rapporto 2025 sulla comunità cinese in Italia, i cittadini cinesi regolarmente residenti nel Paese sono oltre 288.000, rendendo l’Italia il paese europeo con la maggiore presenza di cittadini della Repubblica Popolare Cinese. E sono già tantissimi i nati qui: tra gli studenti di origine cinese nelle scuole secondarie italiane, quasi 6 su 10 sono nati in Italia – una delle percentuali più alte tra tutte le comunità straniere presenti nel Paese.

“Il mare sta piangendo” nasce in un momento di pura ispirazione, davanti allo specchio della sua camera: melodia e testo fluiscono quasi da soli, in un dialogo intimo e inaspettato con se stessa. Unica testimone di quel canto nascente, la cagnolina Nana: “Nana, ora ti canto una mia canzone,” le dice Lucia, prima ancora che il brano prendesse la forma che ha oggi. Due culture, un unico suono

Anche nel brano, molto evocativo, il dialogo tra mondi diventa musica: L. canta in italiano, ma l’arrangiamento intreccia il violino a Er hu, uno strumento cinese antico – un ponte sonoro tra le due identità che convivono in lei. Non è un caso che sia proprio il mare a fare da sfondo a questa storia: Lucia vive a Trieste, città di frontiera che con il mare ha un legame identitario fortissimo, l’acqua diventa metafora di una forza capace di ferire ma anche di curare.

Nel video del brano compare anche la sorella Sara, che con lei ha condiviso le stesse difficoltà di vita e integrazione. Un’infanzia raccontata senza paura. Lucia Lin nasce in un piccolo villaggio tra le montagne dello Zhejiang, in Cina. A otto anni lascia tutto – la casa, i nonni che l’hanno cresciuta, le abitudini di una vita – per trasferirsi in Italia insieme alla famiglia. Per anni porta dentro un senso di sradicamento difficile da spiegare, in bilico tra due identità – “troppo italiana per sentirmi cinese, troppo cinese per sentirmi italiana.” Quel percorso, raccontato senza paura anche nelle sue difficoltà, è al centro del suo libro La Resilienza del Cuore. Il viaggio di una donna tra culture, sfide e traguardi, pubblicato nel 2025.

“Cantare per me è stata una cura,” racconta Lucia Lin. “Mi ha aiutata a uscire da un periodo buio. Con questo brano, e con il mio libro, vorrei mandare un messaggio semplice ma vero: la luce torna sempre. Non bisogna chiudere il cuore, nemmeno quando fa più male.” Un pensiero che Lucia porta con sé come un vero e proprio mantra: “Dove c’è cuore c’è luce e speranza.”

Oltre alla scrittura e alla musica, Lucia Lin è oggi hairstylist e imprenditrice a Trieste, nel salone Desideri Hair Stylist.

Venezia83, Strippoli: un film dalla mia paura di perdere controllo

Venezia, 7 set. (askanews) – Una storia “nata tanto tempo fa”, dalla paura più grande del regista, “quella di perdere il controllo”, da cui si è detto “ossessionato”. Lo ha raccontato Paolo Strippoli in conferenza stampa, presentando “L’estranea”, film italiano in Concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, tra thriller e mistero, dall’8 ottobre al cinema.

È la storia di Anna, interpretata da Jasmine Trinca, che si presenta all’improvviso a casa della figlia Alice, Romana Maggiora Vergano, per confessarle una verità nascosta per 20 anni: un patto stretto con una donna misteriosa, “l’estranea”-Valeria Bruni Tedeschi, per proteggere il destino della famiglia. Un segreto che adesso “reclama” il suo prezzo da pagare.

Per Strippoli il nodo del film “è lo scontro con l’impossibilità di controllare davvero la propria esistenza, perché le cose accadono ma non ci chiedono il permesso”. “Sono convinto di essere riuscito a raccontare un tema che mi sta particolarmente a cuore: il modo in cui la società entra nella vita dei più giovani attraverso i genitori, veri e propri spiragli sul mondo esterno”, ha dichiarato. “Se non filtriamo bene, possiamo fare grandi danni”, per cui “ogni genitore è narratore dei propri figli” e porta la realtà “nel salotto di casa”.

Tutti i personaggi, ha aggiunto, “sono incastrati in una spirale”, il titolo internazionale del film (The Spiral).

Al centro c’è la famiglia come “specchio della società, in particolare la piccola borghesia; solo chi è in alto può cadere” ha affermato e “il film racconta proprio il precipizio di questi genitori e gli errori che finiscono per trascinare giù anche i figli”.

Per Jasmine Trinca, “l’estranea è l’opposto del familiare, una parte di noi che forse risuona fortemente, diabolica, ma che ci aiuta a raccontare”. Nel film, ha aggiunto, convivono “tante maschere”, “tutte parti di una stessa donna”. E Valeria Bruni Tedeschi ha descritto il proprio personaggio come qualcosa di “molto familiare”, paragonabile a un’amica “molto faticosa”, che le chiede continuamente di scegliere tra il piede sinistro e il destro. Per Strippoli, infine, “L’estranea” è prima di tutto “una tragedia, in cui accadono cose bellissime mentre accadono cose orribili: dove l’euforia si scontra con il dramma, la felicità con l’orrore: quella per me è la vita”.

Geolier e Achille Lauro insieme nel nuovo singolo "Per noi"

Milano, 7 set. (askanews) – Ci sono incontri che nascono sul palco e altri che, dopo quel palco, trovano una nuova forma. È il caso di Geolier e Achille Lauro, che per la prima volta saranno ufficialmente insieme in “Per noi” (Atlantic Records Italy / Warner Music Italy), il nuovo singolo del rapper napoletano, fuori ovunque venerdì 11 settembre.

Due artisti che negli anni hanno costruito un’identità fortissima e immediatamente riconoscibile, ciascuno con un percorso unico, un immaginario preciso e un peso sempre più centrale nella scena musicale italiana. Dopo aver condiviso il palco dello Stadio Olimpico di Roma, dove Achille Lauro è stato ospite di Geolier cantando insieme a lui “Fotografia”, i due non potevano che riportare quella stessa energia anche in studio.

Geolier e Achille Lauro hanno dimostrato negli anni di essere entrambi capaci di spingersi oltre i confini dei rispettivi mondi e, proprio grazie alla loro singolare attitudine e autenticità, sono riusciti a dar vita insieme a una collaborazione che si inserisce perfettamente in questa fase discografica del rapper napoletano.

Il singolo arriva in un momento centrale del percorso dell’artista: archiviata l’estate, lo sguardo è già rivolto al 2027, quando Geolier inaugurerà “Napoli è casa tua”, il progetto speciale che porterà oltre 300.000 persone nel capoluogo campano per sei concerti già completamente sold out, trasformando la città in un’esperienza da vivere ben oltre il palco.

Il rapper riscrive la storia dei live nella sua patria, raddoppiando il suo primato e firmando un nuovo record: le sei date di “Napoli è casa tua”, in programma il 9, 10, 11, 13, 14 e 15 giugno 2027 allo Stadio Diego Armando Maradona, hanno registrato il tutto esaurito in meno di una settimana.

I fan raggiungeranno Napoli per vivere momenti indimenticabili ben oltre il concerto, assorbendo l’energia delle persone e dei luoghi che hanno ispirato il percorso artistico di Geolier. Perché per comprendere davvero ciò che il rapper racconta da anni, bisogna vivere emozioni uniche nel luogo da cui tutto ha avuto origine.

È questa la visione che ha dato vita a “NAPOLI È CASA TUA”, un progetto che trasforma sei concerti in un’esperienza diffusa, con eventi, attività e iniziative che accompagneranno chiunque arriverà in città. Perché Napoli non è soltanto il luogo da cui Geolier proviene. È casa sua. Ed è pronta a diventare la casa di tutti.

Questi tutti gli appuntamenti, prodotti e organizzati da Magellano Concerti:

9 giugno 2027 (sold out) 10 giugno 2027 (sold out) 11 giugno 2027 (sold out) 13 giugno 2027 (sold out) 14 giugno 2027 (sold out) 15 giugno 2027 (sold out)

Per permettere al pubblico di tutta Italia di raggiungere Napoli e vivere al meglio l’esperienza, saranno previste agevolazioni dedicate ai trasporti e alla permanenza in città. Le informazioni verranno comunicate su magellanoconcerti.it a partire dal 1° dicembre 2026.

Parallelamente al successo dal vivo, a livello discografico “Canzone d’amore” resta costante al primo posto della Daily Top Songs Italy di Spotify, dove dal 26 giugno non ha mai lasciato la prima posizione. Anche “Tutto è possibile” (quattro dischi di platino) si conferma tra gli album più ascoltati del Paese, restando alla #1 della Weekly Top Albums Italy di Spotify e tornando alla #1 della classifica album di FIMI/NIQ ITALIA.

Fuori il video di "Qualcosa per te" di Luciano Ligabue

Milano, 7 set. (askanews) – Da oggi, lunedì 7 settembre, è online il video di “Qualcosa per te” (Warner Music Italy), il nuovo singolo di Luciano Ligabue: https://youtu.be/CkSIKidImEs.

Prodotto da Overtake Production e diretto da Francesca Silvestri, il videoclip porta sullo schermo l’essenza stessa della nuova canzone di Luciano Ligabue, trasformandola in una presenza viva che attraversa le vite e le fragilità delle persone. Una figura che arriva nei momenti più intimi e difficili, capace di accompagnare, accogliere e offrire conforto. La regia costruisce un racconto delicato e profondamente umano, in cui la musica prende corpo e diventa presenza: qualcosa che ci raggiunge quando ne abbiamo più bisogno, ricordandoci il potere che una canzone può avere nella vita di chi la ascolta.

Il video è stato girato all’aeroporto di Roma Fiumicino, grazie alla collaborazione con Aeroporti di Roma (ADR), società del Gruppo Mundys.

“Qualcosa per te”, scritto dallo stesso Ligabue e prodotto da Federico Nardelli e Fabrizio Barbacci, è uscito a tre anni dall’ultimo album di inediti “Dedicato a noi” e accompagna i titoli di coda di “Luciano, prima di tutto”, il documentario diretto da Paolo Bonfadini, una produzione Sky realizzata da Sky Content Factory, disponibile on demand e in streaming su Now.

Cresce l’attesa per il gran finale del tour con 15 appuntamenti unici in 15 città, che non prevederanno repliche per rendere ogni “notte” speciale e irripetibile; una grande festa che partirà il 22 settembre dall’Arena di Verona e che si concluderà il 24 ottobre all’Unipol Dome, ultima data live di Ligabue per il 2026.

Ad accompagnare Luciano Ligabue ci saranno tutti i chitarristi che hanno suonato con lui nel corso della sua carriera, Fede Poggipollini (chitarra), Max Cottafavi (chitarra), Mel Previte (chitarra) e Niccolò Bossini (chitarra), insieme a Luciano Luisi (tastiere), Davide Pezzin (basso) e Lenny Ligabue (batteria).

Di seguito il calendario completo del tour, prodotto e organizzato da Friends&Partners e Zoo Aperto:

12 settembre – Jesolo (Venezia) – Palazzo del Turismo (data zero) 22 settembre – Verona – Arena di Verona 25 settembre – Padova – Kioene Arena 27 settembre – Bergamo – ChorusLife Arena 29 settembre – Genova – Pala Teknoship 1 ottobre – Livorno – Modigliani Forum 3 ottobre – Pesaro – Vitrifrigo Arena 6 ottobre – Firenze – Nelson Mandela Forum 8 ottobre – Mantova – PalaUnical 10 ottobre – Bologna – Unipol Arena 14 ottobre – Messina – Pala Rescifina 16 ottobre – Eboli – PalaSele 18 ottobre – Bari – Palaflorio 20 ottobre – Ancona – Pala Prometeo 24 ottobre – Milano – Unipol Dome

I biglietti sono disponibili su Ticketone e punti vendita abituali.

Per info: friendsandpartners.it / ligabue.com/barmario.

Attentato a Ranucci, Lavitola: Gomes disse che avrebbe fatto a modo suo

Roma, 7 set. (askanews) – “L’attentato con la bomba è un’idea di Gomes, rispetto alla quale mi assumo tutte le responsabilità del caso. Lui (Gomes, ndr) mi avvisò che avrebbe fatto a modo suo, senza dirmi che sarebbe stata utilizzata una bomba”. Così ha detto, tra le altre cose, Valter Lavitola davanti al riesame nell’udienza di stamane, nel corso di alcune dichiarazioni spontanee. Le parole dell’ex editore dell’Avanti sono state riportate nella sostanza dai suoi legali, gli avvocati Sergio ed Arturo Cola. “Io avevo dato un mandato in bianco” a Clesio Gomes Tavares – ha continuato Lavitola – specificando che comunque “non si doveva far male a nessuno”.

Il cancelliere tedesco Merz: "Ieri la sconfitta elettorale più pesante"

Roma, 7 set. (askanews) – Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, commentando oggi in conferenza stampa la vittoria in Sassonia-Anhalt del partito di estrema destra Afd, ha ammesso che è stata la “sconfitta elettorale più pesante” degli “ultimi anni, o decenni”. Il cancelliere tedesco ha esordito dicendo che “siamo tutti profondamente scioccati” dal risultato in Sassonia-Anhalt. “Non ci aspettavamo che andasse a finire così”, ha proseguito in conferenza stampa.

Merz ha sostenuto che “quando quasi il 60% degli elettori… vota per partiti politici che mettono in discussione le istituzioni democratiche del nostro Paese… si tratta di un risultato elettorale che non possiamo semplicemente ignorare come se nulla fosse accaduto”, aggiungendo che questo voto “avrà delle ripercussioni”.

Elezioni, Salvini: penso vincerà centrodestra nel 2027, senza Vannacci

Roma, 7 set. (askanews) – “Penso ci sarà una nuova vittoria del centrodestra”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini intervistato a L’aria che tira su La7. Con o senza Vannacci? “Penso all’attuale centrodestra” ha ribadito Salvini. “Si tira fuori lui, attacca il Governo ogni giorno” ha aggiunto a proposito del leader di Futuro nazionale.

“Il centrodestra con questa formazione potrà vincere ed io sarò a disposizione del presidente del Consiglio” ha detto Salvini rispondendo sulla possibilità che torni a fare il ministro dell’Interno. “Se mi chiedessero tra un anno, un anno e mezzo, di tornare a occuparmi di sicurezza, di ordine pubblico e di contrasto alla mafia e all’immigrazione clandestina l’ho fatto e saprei come farlo” ha concluso.

Germania, Conte: vento di estrema destra si contrasta con idee alternative

Roma, 7 set. (askanews) – “Mentre il Governo è concentrato sulla legge elettorale, noi invece cerchiamo di dare risposte alle persone che soffrono, in particolare alle persone con disabilità e alle loro famiglie: sopraffatti dal carovita, dal taglio alle scuole e dalla carenza di risorse, mentre questo governo continua a programmare miliardi su miliardi per il riarmo. E attenzione, siamo profondamente preoccupati, perché in Europa spira un vento di estrema destra, l’abbiamo visto in Germania, addirittura che propone di creare classi separate per le persone, gli studenti con disabilità, si chiama segregazione. E guardate che in Germania ormai ci ritroviamo con una prospettiva di una superpotenza militare, arsenali pieni di armi e una AfD che rivendica il governo del paese con la complicità di Meloni che ha contribuito indirettamente a tutto questo sottoscrivendo un piano di riarmo europeo”. Lo ha detto ai cronisti il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, al termine di un incontro presso la sede nazionale del suo partito.

A chi gli ha chiesto cosa fa il “campo largo”, ancora privo di programma e leadership comuni, per contrastare il “vento europeo” che porta a destra, l’ex premier ha replicato: “Ma perché, si vota domani mattina che dobbiamo fare le primarie oggi? Abbiam detto, stiamo lavorando al programma. Questo vento (elettorale, ndr) si contrasta con idee chiare, con proposte alternative e ascoltando i cittadini, offrendo soluzioni come abbiamo abbiamo fatto oggi ascoltando il mondo associativo in grande sofferenza per le disabilità e con misure concrete, non con declamazioni. Poi ovviamente verrà tutto il percorso che abbiamo già programmato”, ha concluso Conte.

Il Cnr ha confermato che l’estate 2026 è la più calda dal 1950

Milano, 7 set. (askanews) – Le sintesi delle analisi sui valori di temperatura registrati in Italia dal 1950 ad oggi, fornite dall’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe), confermano che l’estate 2026 è la più calda di questa serie storica, con una temperatura media su tutto il territorio nazionale di 24,3°C a due metri dal suolo. Le elaborazioni sono state implementate a partire dal dataset Era5 Land dell’Ecmwf (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts).

Il 2026 ha visto in rialzo le temperature di tutti i mesi, fino ad agosto, rispetto all’anno precedente. Proprio nello scorso mese di agosto si è registrato lo scostamento maggiore, con una temperatura media sul territorio nazionale di 25,6 gradi centigradi e un’anomalia termica di +5,2°C rispetto alla temperatura media nel mese di agosto della climatologia 1951-1980 (pari a 20.4 gradi) e di +3,5°C rispetto alla media di agosto della climatologia 1991-2020 (pari a 22,1).

“La media di 25,6 gradi Celsius registrata ad agosto 2026 supera i precedenti record di 24,6°C del 2024 e di 24°C raggiunti nell’agosto 2017”, afferma il ricercatore Cnr-Ibe Lorenzo Arcidiaco (cfr Grafico Temperature medie relative al mese di agosto). “I dati fanno presagire che il 2026 possa concludersi come l’anno più caldo dal 1950. Le Heat Map, che rappresentano una classifica mensile di temperatura media da quell’anno a oggi, mostrano per la prima volta consecutivamente il luglio e l’agosto più caldi in assoluto” aggiunge.

“Quest’anno già in primavera si era raggiunta una temperatura media record per la stagione – 12,1 gradi a due metri dal suolo – pari a quella registrata nel 2024, anno più caldo in assoluto dal 1950”, prosegue il ricercatore Cnr-Ibe.

Nel periodo gennaio-agosto, aumenta a circa il 70% anche la percentuale di territorio nazionale con anomalie di temperature superiori a un grado; e circa il 40% la percentuale di territorio nazionalecon anomalie superiori a due gradi: “Le superfici esposte ad anomalia termica sono molto significative, con una concentrazione nelle aree di pianura del nord-ovest e appenniniche”, osserva Arcidiaco. “In gran parte si tratta di superfici coltivate che, esposte a una temperatura superiore e in alcune aree a un periodo di siccità, fa sì che il settore primario sia quello più colpito”.

A conferma giungono le elaborazioni dei dati Gsod (Global Summary of the Day) e Ogimet (basato in prevalenza su dati Noaa) riguardanti Roma, Firenze e Torino, che nei mesi di giugno, luglio e agosto 2026 sono state tutte e tre colpite più volte da ondate di calore, ossia periodi in cui le temperature massime hanno superato il 90esimo percentile per almeno sei giorni consecutivi (cfr Grafici Distribuzione mensile delle ondate di calore).

Vannacci, Salvini: aveva promesso eterna fedeltà a chi lo aveva adottato

Roma, 7 set. (askanews) – “Quello che mi è dispiaciuto è che aveva promesso eterna fedeltà a chi lo aveva adottato e poi saluti arrivedersi e baci, mi tengo il posto e faccio altro…”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini intervistato a L’aria che tira, su La7.

“Mi stanno colpendo in negativo nel suo programma alcune proposte come quella di rimettere in discussione l’aborto, io penso che occorra aiutare i centri di aiuto alla vita ma guardando avanti, non tornando indietro. Un’altra proposta stramba è quella sulle famiglie con 5-6-7 figli, non sono tante le famiglie italiane così e quindi aiuterebbe quelli che arrivano in Italia con barchini, barconi e barchette”, ha concluso Salvini.

Calcio, Champions league: il calendario completo

Roma, 7 set. (askanews) – Questo il calendario completo della Champions League 2026/2027:

Prima giornata

Martedì 8 settembre, ore 18.45 Aek Atene (Gre)-Lask (Aut), Club Brugge (Bel)-Aston Villa (Ing; Martedì 8 settembre, ore 21 Borussia Dortmund (Ger)-Villarreal (Spa), Porto (Por)-Manchester City (Ing), Lille (Fra)-Real Betis (Spa), Real Madrid (Spa)-INTER (Ita)

Mercoledì 9 settembre, ore 18.45 Barcellona (Spa)-Feyenoord (Ola), Stoccarda (Ger)-Viking (Nor); Mercoledì 9 settembre, ore 21 Liverpool (Ing)-Atletico Madrid (Spa), Paris Saint-Germain (Fra)-Slovan Bratislava (Svk), Sporting (Por)-Galatasaray (Tur), NAPOLI (Ita)-Arsenal (Ing)

Giovedì 10 settembre, ore 18.45 Fenerbahce (Tur)-ROMA (Ita), Psv Eindhoven (Ola)-Shakhtar Donetsk (Ucr); Giovedì 10 settembre, ore 21 COMO (Ita)-Lipsia (Ger), Bayern Monaco (Ger)-Bodo/Glimt (Nor), Manchester United (Ing)-Sabah (Aze), Slavia Praga (Cze)-Lens (Fra)

2^ giornata

Martedì 13 ottobre, ore 18.45 Lens (Fra)-Sporting (Por), Sabah (Aze)-Slavia Praga (Cze) Martedì 13 ottobre, ore 21 Arsenal (Ing)-Lille (Fra), Atletico Madrid (Spa)-Manchester United (Ing), INTER (Ita)-Club Brugge (Bel), Galatasaray (Tur)-Barcellona (Spa), Lipsia (Ger)-Psv Eindhoven (Ola), Viking (Nor)-Bayern Monaco (Ger), Villarreal (Spa)-NAPOLI (Ita) Mercoledì 14 ottobre, ore 18.45 Feyenoord (Ola)-COMO (Ita), Lask (Aut)-Liverpool (Ing) Mercoledì 14 ottobre, ore 21 Aston Villa (Ing)-Fenerbahce (Tur), Shakhtar Donetsk (Ucr)-Aek Atene (Gre), Bodo/Glimt (Nor)-Borussia Dortmund (Ger), Manchester City (Ing)-Paris Saint-Germain (Fra), Real Betis (Spa)-Porto (Por), Slovan Bratislava (Svk)-Stoccarda (Ger)

3^ giornata

Martedì 20 ottobre, ore 18.45 Fenerbahce (Tur)-Slavia Praga (Cze), Sabah (Aze)-Borussia Dortmund (Ger) Martedì 20 ottobre, ore 21 ROMA (Ita)-Slovan Bratislava (Svk), Porto (Por)-Psv Eindhoven (Ola), Liverpool (Ing)-Villarreal (Spa), Manchester City (Ing)-Aek Atene (Gre), Paris Saint-Germain (Fra)-Barcellona (Spa), NAPOLI (Ita)-Bodo/Glimt (Nor), Stoccarda (Ger)-Atletico Madrid (Spa) Mercoledì 21 ottobre, ore 18.45 COMO (Ita)-Manchester United (Ing), Lille (Fra)-Galatasaray (Tur) Mercoledì 21 ottobre, ore 21 Aston Villa (Ing)-Viking (Nor), Club Brugge (Bel)-Lens (Fra), Bayern Monaco (Ger)-Arsenal (Ing), INTER (Ita)-Shakhtar Donetsk (Ucr), Real Madrid (Spa)-Lipsia (Ger), Real Betis (Spa)-Feyenoord (Ola), Sporting (Por)-Lask (Aut)

4^ giornata

Martedì 3 novembre, ore 18.45 Shakhtar Donetsk (Ucr)-Sporting (Por), Galatasaray (Tur)-Stoccarda (Ger) Martedì 3 novembre, ore 21 Atletico Madrid (Spa)-Bayern Monaco (Ger), Barcellona (Spa)-Aston Villa (Ing), Feyenoord (Ola)-INTER (Ita), Bodo/Glimt (Nor)-Lille (Fra), Lask (Aut)-Slovan Bratislava (Svk), Manchester United (Ing)-ROMA (Ita), Villarreal (Spa)-Paris Saint-Germain (Fra) Mercoledì 4 novembre, ore 18.45 Aek Atene (Gre)-Real Madrid (Spa), Fenerbahce (Tur)-Liverpool (Ing) Mercoledì 4 novembre, ore 21 Borussia Dortmund (Ger)-Real Betis (Spa), Porto (Por)-NAPOLI (Ita), Psv Eindhoven (Ola)-Club Brugge (Bel), Lipsia (Ger)-Manchester City (Ing), Lens (Fra)-COMO (Ita), Slavia Praga (Cze)-Arsenal (Ing), Viking (Nor)-Sabah (Aze)

5^ giornata

Martedì 24 novembre, ore 18.45 Bodo/Glimt (Nor)-Lask (Aut), Galatasaray (Tur)-Aston Villa (Ing) Martedì 24 novembre, ore 21 Arsenal (Ing)-Borussia Dortmund (Ger), COMO (Ita)-Aek Atene (Gre), Feyenoord (Ola)-Porto (Por), Manchester City (Ing)-NAPOLI (Ita), Lipsia (Ger)-Lens (Fra), Real Madrid (Spa)-Psv Eindhoven (Ola), Slovan Bratislava (Svk)-Real Betis (Spa) Mercoledì 25 novembre, ore 18.45 Sabah (Aze)-Barcellona (Spa), Slavia Praga (Cze)-Villarreal (Spa) Mercoledì 25 novembre, ore 21 Atletico Madrid (Spa)-Viking (Nor), Club Brugge (Bel)-Liverpool (Ing), INTER (Ita)-Stoccarda (Ger), Shakhtar Donetsk (Ucr)-Fenerbahce (Tur), Lille (Fra)-Bayern Monaco (Ger), Paris Saint-Germain (Fra)-ROMA (Ita), Sporting (Por)-Manchester United (Ing)

6^ giornata

Martedì 8 dicembre, ore 18.45 Viking (Nor)-Feyenoord (Ola), Villarreal (Spa)-Sabah (Aze) Martedì 8 dicembre, ore 21 Aek Atene (Gre)-Galatasaray (Tur), ROMA (Ita)-Sporting (Por), Aston Villa (Ing)-Psg (Fra), Barcellona (Spa)-Manchester City (Ing), Bayern Monaco (Ger)-Slavia Praga (Cze), Manchester United (Ing)-Lipsia (Ger), NAPOLI (Ita)-Club Brugge (Bel) Mercoledì 9 dicembre, ore 18.45 Real Betis (Spa)-COMO (Ita), Slovan Bratislava (Svk)-Shakhtar (Ucr) Mercoledì 9 dicembre, ore 21 Arsenal (Ing)-Real Madrid (Spa), Borussia Dortmund (Ger)-INTER (Ita), Lask (Aut)-Fenerbahce (Tur), Liverpool (Ing)-Porto (Por), Psv Eindhoven (Ola)-Atletico Madrid (Spa), Lens (Fra)-Bodo/Glimt (Nor), Stoccarda (Ger)-Lille (Fra)

7^ giornata

Martedì 19 gennaio, ore 18.45 Bodo/Glimt (Nor)-Atletico Madrid (Spa), Galatasaray (Tur)-Feyenoord (Ola) Martedì 19 gennaio, ore 21 Aek Atene (Gre)-ROMA (Ita), Aston Villa (Ing)-Borussia Dortmund (Ger), INTER (Ita)-Liverpool (Ing), Porto (Por)-Slavia Praga (Cze), Lille (Fra)-Slovan Bratislava (Svk), Real Madrid (Spa)-Lask (Aut), Stoccarda (Ger)-Club Brugge (Bel) Mercoledì 20 gennaio, ore 18.45 Fenerbahce (Tur)-Villarreal (Spa), Sabah (Aze)-NAPOLI (Ita) Mercoledì 20 gennaio, ore 21 COMO (Ita)-Psg (Fra), Manchester United (Ing)-Bayern Monaco (Ger), Lipsia (Ger)-Shakhtar (Ucr), Lens (Fra)-Manchester City (Ing), Real Betis (Spa)-Arsenal (Ing), Sporting (Por)-Barcellona (Spa), Viking (Nor)-Psv Eindhoven (Ola)

8^ giornata

Mercoledì 27 gennaio, ore 21 Arsenal (Ing)-Sabah (Aze), ROMA (Ita)-Lille (Fra), Atletico Madrid (Spa)-Fenerbahce (Tur), Borussia Dortmund (Ger)-Aek Atene (Gre), Club Brugge (Bel)-Bodo/Glimt (Nor), Bayern Monaco (Ger)-Real Betis (Spa), Barcellona (Spa)-COMO (Ita), Shakhtar (Ucr)-Real Madrid (Spa), Feyenoord (Ola)-Lipsia (Ger), Lask (Aut)-Porto (Por), Liverpool (Ing)-Lens (Fra), Manchester City (Ing)-Sporting (Por), Psg (Fra)-Galatasaray (Tur), Psv Eindhoven (Ola)-Stoccarda (Ger), Slavia Praga (Cze)-Aston Villa (Ing), NAPOLI (Ita)-Viking (Nor), Villarreal (Spa)-Manchester United (Ing), Slovan Bratislava (Svk)-INTER (Ita)

La prima fase di Champions League 2026/27 prenderà ufficialmente il via il prossimo 8 settembre (con la prima giornata spalmata su tre giorni) mentre si concluderà con l’ottava giornata in programma il 27 gennaio 2027. Quindi, la prima fase si svolgerà nell’arco di cinque mesi, ampliando di 30 giorni rispetto alle edizioni del passato. Ampliamento dovuto soprattutto all’introduzione di due partite in più.

Champions League calendario – Le date del torneo Queste le date delle partite della prima fase di Champions League che vedranno tutte le formazioni protagoniste:

Prima giornata: 8/10 settembre 2026 Seconda giornata: 13/14 ottobre 2026 Terza giornata: 20/21 ottobre 2026 Quarta giornata: 3/4 novembre 2026 Quinta giornata: 24/25 novembre 2026 Sesta giornata: 8/9 dicembre 2026 Settima giornata: 19/20 gennaio 2027 Ottava giornata: 27 gennaio 2027

Le date dagli ottavi alla finale Queste le date fino alla finale che si disputerà alla Puskas Arena, stadio che sorge nella città di Budapest:

Spareggi per la fase a eliminazione diretta: 16/17 e 23/24 febbraio 2027 Ottavi di finale: 9/10 e 16/17 marzo 2027 Quarti di finale: 6/7 e 13/14 aprile 2027 Semifinali: 27/28 aprile e 4/5 maggio 2027 Finale: 5 giugno 2027 (Madrid)

Calcio, Mourinho: "Inter speciale? Solo durante la partita"

Roma, 7 set. (askanews) – José Mourinho torna a parlare dell’Inter alla vigilia della sfida di Champions League contro i nerazzurri, ma prova a togliere ogni carica emotiva alla partita. “In questo momento sì, durante la partita sì, dopo la partita no. È una partita come le altre”, dice il tecnico del Real Madrid, che affronta il suo passato senza concedere spazio alla nostalgia. L’obiettivo, assicura, è uno solo: vincere.

“Voglio vincere. Posso dirvi che voglio giocare bene, ma non voglio giocare bene e perdere come successo contro il Betis”, spiega Mourinho. Il portoghese ricorda che ci sono otto partite da disputare e che il primo obiettivo è la qualificazione, ma invita la squadra a concentrarsi esclusivamente sulla sfida di domani: “Voglio pensare a questa partita come se fosse l’unica possibile per riuscirci”.

Il tecnico è soddisfatto della reazione dello spogliatoio dopo la sconfitta contro il Betis. “Li ho visti come mi piace vederli. Nell’allenamento di domenica si erano già ripresi. Eravamo convinti di aver giocato una buona partita contro il Betis, i gol che abbiamo sbagliato sono stati un’anomalia. Abbiamo problemi noti, ma niente di più. Giocheremo e daremo il massimo”.

Mourinho torna poi sulle decisioni arbitrali della gara persa contro il Betis, soffermandosi soprattutto sul rigore non ripetuto e sull’ammonizione a Vinicius. “Non voglio parlare delle decisioni dell’arbitro”, premette, salvo poi spiegare il suo punto di vista: “Non abbiamo perso per questo, perché forse avremmo sbagliato il rigore, ma vorrei sapere perché non è stato ripetuto. È perché il Var non conosce le regole o perché non voleva? Se è perché non conosceva le regole dovrebbe tornare a casa, se è perché non voleva è ancora peggio”. Poi il caso Vinicius: “Il capitano ha il diritto di rivolgersi all’arbitro e chiedere spiegazioni”.

Sulla formazione, Mourinho mantiene il massimo riserbo. Il Real dovrà fare a meno di tre giocatori squalificati, Bernardo, Camavinga e Guler. Tra le ipotesi c’è anche quella di Alexander-Arnold a centrocampo, ma il portoghese non concede indicazioni: “Abbiamo tre-quattro-cinque possibilità per sostituirli. Potrei girarci intorno, ma alla fine non ti dirò nulla”.

Il tecnico parla anche di Endrick, rientrato da poco al lavoro con la prima squadra: “Domani potrebbe essere pronto per giocare cinque minuti, al massimo dieci. Si è allenato con la prima squadra per la prima volta ieri e non gioca da Budapest”.

Il ritorno sulla panchina del Real Madrid, quindici anni dopo la prima esperienza, non cambia il suo approccio. “Ho trovato un club che è il Real Madrid. Il Real Madrid è il Real Madrid. Hanno avuto una stagione complicata. Ci sono aspetti da migliorare e vogliamo vincere ogni partita e ogni competizione. Dobbiamo progredire verso questo livello di stabilità”.

Quanto alla Champions, Mourinho non si lascia condizionare dai ricordi della semifinale persa ai rigori: “Non ci penso. Penso a essere l’allenatore del Real Madrid”. E nemmeno l’eventuale conquista del trofeo avrebbe per lui un significato legato al passato: “Ho fatto due periodi diversi, ho chiuso nel 2013 ed è un ciclo chiuso. Questo non ha nulla a che vedere con il passato, sono due momenti diversi nella storia del Real Madrid”. La voglia, però, è immutata: “Se mi chiedi se ho voglia di vincere la Champions ovviamente la risposta è sì”.

Infine, una considerazione sull’astuzia, qualità che secondo alcuni potrebbe mancare alla squadra. “È una questione culturale. Forse viene percepita negativamente, ma non è una critica”. E sulla possibile pressione derivante dal confronto con l’Inter e dalla corsa alla qualificazione, Mourinho resta pragmatico: “Credo che ci qualificheremo entrambi e ogni punto è importante: anche l’Inter verrà qui per fare punti”.

Board of Peace: così è "impossibile" la soluzione a due Stati

Roma, 7 set. (askanews) – Nikolay Mladenov, Alto Rappresentante per Gaza presso il Board of Peace, l’organismo sostenuto dagli Stati Uniti incaricato di risolvere il conflitto tra Hamas e Israele, ha affermato che l’incapacità di compiere progressi a Gaza, unita all’escalation di violenza in Cisgiordania, rende “impossibile” una soluzione a due Stati.

“Direi che se a Gaza continua così, o non si procede con l’attuazione del piano globale che abbiamo elaborato, la soluzione a due Stati diventerà praticamente impossibile”, ha affermato Mladenov intervenendo all’Hili Forum di Abu Dhabi, così come riporta il Times of Israel.

“Perché, con tutto ciò che sta accadendo in Cisgiordania, e con oltre il 50% di Gaza ora sotto il controllo dell’esercito israeliano e meno del 50% sotto il controllo di Hamas, non esiste una via credibile per una risoluzione politica del conflitto”, ha aggiunto.

Cinema, Robert Gaudette vince il Reply AI Film Festival 2026

Venezia, 7 set. (askanews) – Il regista canadese Robert Gaudette, con il cortometraggio “A Face Only A Mother Could Love”, è il vincitore del Reply AI Film Festival 2026, la competizione internazionale ideata da Reply per esplorare le nuove frontiere del linguaggio cinematografico attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Il riconoscimento è stato assegnato ieri a Venezia, nel corso della cerimonia di premiazione organizzata da Reply e Mastercard presso la Match Point Arena, allestita al Tennis Club Venezia al Lido, in concomitanza con l’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Giunto alla sua terza edizione, il Reply AI Film Festival ha raccolto quest’anno oltre 3.000 cortometraggi provenienti da 76 paesi, confermandosi come punto di osservazione internazionale sull’evoluzione del rapporto tra creatività, cinema e nuove tecnologie. Dieci le opere arrivate in finale, selezionate per originalità, qualità della produzione e capacità di integrare l’intelligenza artificiale nelle diverse fasi del processo creativo, dalla sceneggiatura alla post-produzione.

Guidata dal regista Premio Oscar Gabriele Salvatores, la giuria internazionale – composta da Rob Minkoff, Catherine Hardwicke, Giacomo Mineo, Jed Weintrob, Jacopo Reale, Christina Lee Storm, Nils Hartmann, Brian Welk, Denise Negri, Filippo Rizzante e Guillem Martinez Roura – ha premiato i cortometraggi che si sono distinti per originalità, qualità della produzione e uso consapevole dell’AI in tutte le fasi del processo creativo, dalla scrittura alla post-produzione.

“Avrei premiato quasi tutti i corti presentati. Sono rimasto molto colpito dalla capacità di giovani registi e artisti di coniugare le idee e la poesia con la tecnologia. Sono venuto con un po’ di diffidenza ed esco con una speranza in più”, ha raccontato il presidente di giuria Gabriele Salvatores.

“A Face Only A Mother Could Love”, cortometraggio AI generated, segue la storia di Marcel, un solitario ballerino parigino nato con una malformazione al viso. La sua vita appartata e solitaria cambia quando una donna decide di avvicinarlo, dando origine a un legame profondo. Attraverso l’utilizzo di Grok, Nano Banana e Seedance, l’intelligenza artificiale ha rappresentato l’unica strada possibile per tradurre visivamente la sceneggiatura, superando l’assenza di budget, cast e troupe.

“Questa vittoria significa davvero tanto per me e mi sorprende molto. Ho iniziato a lavorare a questo film per sperimentare. Avevo una storia che avevo scritto tempo fa. Quindi non avevo l’intenzione di presentare il corto ai festival cinematografici né pensavo di ottenere qualche tipo di successo. Ricevere questo riconoscimento mi sembra davvero surreale. È come se avessi cambiato linea temporale o fossi finito nella vita di qualcun altro” ha detto Robert Gaudette.

Il secondo premio è andato a “Le Drip”, degli americani Alex Naghavi ed Ezra Li, cortometraggio animato che racconta l’ultimo giorno sulla Terra di un pesce attraverso dipinti a olio viventi, animati da dense pennellate materiche in movimento. Il terzo classificato è “Centenarian Kindergarten”, del collettivo di visual artist cinese 2xLabs, che descrive un futuro distopico ambientato nel 2090, segnato dall’azzeramento delle nascite, in cui quattro centenari fuggono da una struttura asettica in cui assistenti AI impongono una felicità obbligatoria, nel tentativo di riconquistare le proprie imperfezioni umane.

Accanto ai riconoscimenti principali, due premi speciali dedicati alle opere capaci di distinguersi per sperimentazione e impatto. Il Reply AI Studios Grand Prix è stato attribuito a “Website”, dell’inglese Jiaze Li, premiato per l’eccellenza nell’impiego dell’intelligenza artificiale all’interno del processo creativo. Il cortometraggio animato “The Child of the Sea”, dello spagnolo Ibai Abad, ha inoltre ricevuto una menzione speciale per lo sperimentale uso dell’AI che, attraverso un flusso di lavoro ibrido, basato sull’utilizzo di Magnific e su un montaggio guidato dall’intervento umano, ha agito come assistente di produzione, rendendo possibile la creazione di un vasto universo tattile in stop-motion che, attraverso metodi fisici tradizionali, sarebbe risultato economicamente e tecnicamente irrealizzabile.

L’AI for Good Award, promosso in collaborazione con l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU), è stato invece assegnato al collettivo 2xLabs, che con “Centenarian Kindergarten” ha saputo interpretare con maggiore efficacia gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs). A completare i premi dell’edizione 2026, il Community Award, powered by WeShort. Il pubblico, che nelle settimane precedenti alla cerimonia ha potuto vedere e votare online i dieci cortometraggi finalisti, ha assegnato il premio a “Website” di Jiaze Li.

Tra i protagonisti della giornata veneziana anche Labyrinth Reply, la nuova company del Gruppo Reply dedicata alle produzioni cinematografiche e audiovisive AI generated, nata dall’integrazione delle competenze creative e produttive di Labyrinth Studio con l’ecosistema tecnologico di Reply.

Cgil: pensione anticipata a 64 anni e ricalcolo? Assegno -10,6%

Roma, 7 set. (askanews) – L’ipotesi avanzata dalla Lega di utilizzare il Tfr per consentire l’uscita anticipata a 64 anni con il ricalcolo contributivo per i lavoratori del sistema misto è sbagliata; non rende più flessibile il sistema previdenziale; scarica sui lavoratori il costo dell’anticipo, perché in alcuni casi sarebbe necessario utilizzare il proprio Tfr per raggiungere la soglia richiesta; l’assegno pensionistico sarebbe più basso per tutta la vita. E’ quanto rileva un’analisi della Cgil.

Con 40 anni di contribuzione e una retribuzione annua di 35mila euro, sottolinea corso d’Italia, la pensione calcolata con il sistema misto sarebbe di 1.726,15 euro mensili. Ma con il ricalcolo contributivo scenderebbe a 1.543,38 euro, quindi 182,77 euro in meno ogni mese pari a una riduzione del 10,6%. Con una retribuzione di 50mila euro la perdita salirebbe invece a circa 261 euro al mese, con 70mila euro a oltre 365 euro mensili.

Il taglio dell’assegno non sarebbe temporaneo. Secondo la Cgil, in considerazione della speranza di vita media residua a 64 anni, la perdita cumulata sarebbe di circa 52.500 euro per retribuzioni da 35mila euro; 75mila euro per retribuzioni da 50mila; 105mila euro per retribuzioni di 70mila. Per le donne, in virtù della maggiore speranza di vita, la perdita cumulata sarebbe maggiore.

Attentato Ranucci, legale: Lavitola in videocollegamento con Riesame

Roma, 7 set. (askanews) – “Il nostro assistito sarà in videocollegamento dal carcere di Rebibbia. Renderà delle dichiarazioni spontanee”. Così ha detto il difensore di Walter Lavitola, l’avvocato Sergio Cola, che assiste l’ex direttore ed editore dell’Avanti insieme con il figlio Arturo, nel procedimento sull’attentato a Sigfrido Ranucci. Stamane sarà preso in esame e discusso il ricorso dei legali al tribunale del riesame. “Presenteremo una memoria di 72 pagine e discuteremo delle diverse questioni di diritto che proponiamo all’attenzione dei giudici”, ha continuato il penalista prima di entrare nella cittadella giudiziaria di piazzale Clodio. I difensori sosterranno tra le questioni proposte quella della competenza territoriale che si ritiene non essere “radicata” a Roma.

Siegmund (AfD): in Sassonia-Anhalt tenderò la mano ad altri partiti

Roma, 7 set. (askanews) – Il leader dell’AfD in Sassonia-Anhalt, Ulrich Siegmund, afferma che il partito ha “un mandato per governare”, ma sottolinea che non intende scendere a compromessi sui suoi principi e sulle sue proposte chiave.

“Mi candiderò alla carica di ministro-presidente in Sassonia-Anhalt se risulterà evidente che abbiamo ottenuto una maggioranza stabile”, ha dichiarato Siegmund in conferenza con i due leader del partito, Alice Weidel e Tino Chrupalla.

L’AfD “tenderà la mano” a tutti gli altri partiti per avviare colloqui esplorativi sulla possibilità di raggiungere un accordo sul futuro del partito, ha proseguito Siegmund ventilando l’ipotesi che ci possano essere defezioni da altri partiti: “Avvierò discussioni… se ci saranno gruppi o parlamentari disposti a unirsi a noi nell’affrontare questo compito storico”.

Effetto AfD: divisioni a destra e sinistra, l’Italia di mezzo deve reagire

Un voto che arriva fino a Roma

Il terremoto della Sassonia-Anhalt non si ferma ai confini tedeschi. L’AfD, con il 43,8 per cento e 39 seggi su 83, ha più che doppiato i consensi del 2021 e travolto la CDU, precipitata al 17,2 per cento. Non dispone però della maggioranza assoluta: servono 42 seggi e l’ingresso del BSW, sia pure per un soffio, nel Landtag ha contribuito a impedirgliela.

Il problema diventa dunque politico prima ancora che aritmetico: chi governerà il Land? Ed è una domanda che produce effetti anche in Italia, dove le reazioni hanno fatto emergere fratture che attraversano entrambi gli schieramenti.

 

Salvini e Tajani, due destre incompatibili

Nella maggioranza di governo Matteo Salvini esulta, si congratula con «l’amica Alice Weidel» e definisce quello dell’AfD un «successo clamoroso». Antonio Tajani, al contrario, parla di «pessima notizia» e considera l’AfD antitetica ai valori liberali e occidentali di Forza Italia. Giorgia Meloni, in questo quadro, sceglie la via del silenzio.

Non è una divergenza marginale. Quando nel 2027 l’Italia tornerà alle urne, la coalizione di centrodestra dovrà spiegare quale Europa intenda costruire: quella dei popolari della CDU, che mantengono il cordone sanitario attorno all’AfD, o quella immaginata da Salvini, nella quale la vittoria della destra nazionalista tedesca rappresenta un modello di cambiamento?

 

Lambiguità di Conte

Ciò nondimeno a sinistra pesano analoghe divergenze. Giuseppe Conte individua nelle politiche europee una delle cause dell’avanzata dell’AfD: troppo riarmo, sostiene, e troppo poche risorse destinate a sanità, scuola e lotta alle disuguaglianze. È una critica legittima, ma lascia senza risposta la questione che il voto pone oggi, non domani.

Conte pensa che lAfD debba governare perché ha vinto le elezioni? Considererebbe accettabile un sostegno diretto o indiretto del BSW, la formazione di Sahra Wagenknecht che su riarmo, Russia e Ucraina presenta non poche consonanze con le posizioni del Movimento 5 Stelle? Oppure ritiene giusto e necessario preservare il Brandmauer, il muro democratico che finora ha escluso l’estrema destra dal governo?

Il problema non è astratto. Andreas Schwab, autorevole europarlamentare della CDU, ha già indicato una strada radicalmente diversa: una larghissima intesa, fino a prendere in considerazione la collaborazione con la Linke, pur di costruire una maggioranza alternativa all’AfD.

 

LItalia di mezzo deve reagire

La Sassonia-Anhalt pone dunque una domanda che presto o tardi investirà anche l’Italia. Destra e sinistra possono continuare a contenere al proprio interno posizioni incompatibili sullidea stessa di Europa come spazio di civiltà democratica? Oppure arriverà il momento in cui sarà necessario scegliere?

Quel chiarimento difficilmente maturerà finché tra i due poli, in posizione autonoma, non acquisterà consistenza adeguata uno spazio politico capace di mettere in relazione, come giustamente sostiene Calenda, liberal-democratici e liberal-popolari. Non per cancellare le differenze, né per riesumare formule centriste del passato, ma per stabilire un confine politico: si può discutere degli errori dell’Unione, dell’immigrazione, della sicurezza, del riarmo e delle disuguaglianze senza trasformare la protesta contro l’Europa in una resa agli estremismi.

Il voto tedesco dice che il tempo per costruire questa alternativa si sta accorciando.

Germania, Elon Musk si congratula con l’Afd: "Gut gemacht!"

Roma, 7 set. (askanews) – L’imprenditore e uomo più ricco del mondo, Elon Musk, che ha sostenuto il partito di estrema destra tedesco AfD, si è congratulato con il partito per la vittoria elettorale di ieri nello stato tedesco federato della Sassonia-Anhalt.

“Gut gemacht!” (Ben fatto!) ha scritto Musk sulla sua piattaforma social X in risposta a un post della co-leader dell’AfD, Alice Weidel, che si congratulava con il candidato di punta del partito, Ulrich Siegmund, per il risultato.

Siegmund ha prontamente risposto a Musk, l’uomo più ricco del mondo, ringraziandolo per il suo “sostegno”.

“Se ci assumiamo le nostre responsabilità, accoglierei con grande favore l’opportunità di una cooperazione forte e costruttiva. La Germania tornerebbe a essere un luogo in cui vale la pena investire”, ha scritto Siegmund.

Germania, Vannacci: l’Ue cambia, è un’onda popolare

Roma, 7 set. (askanews) – “E ora continuate a chiamarci estremisti. E’ un’onda popolare”, “hanno provato a fermarli con il cordone sanitario, la demonizzazione, le accuse di nazismo, le inchieste e gli allarmi quotidiani. Come cercano di fare con Futuro nazionale. Non è servito”. E’ quanto scrive il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci.

“Noi insieme a AfD nel gruppo Europa delle nazioni sovrane combattiamo per restituire l’Europa alle sue nazioni, la sovranità ai suoi popoli e il futuro ai nostri figli. L’Europa cambia. Le destre sbiadite arretrano. I popoli rialzano la testa. Nessun dorma”, conclude.

Attentato a Ranucci, Lavitola in videocollegamento con il Riesame

Roma, 7 set. (askanews) – “Il nostro assistito sarà in videocollegamento dal carcere di Rebibbia. Renderà delle dichiarazioni spontanee”. Così ha detto il difensore di Walter Lavitola, l’avvocato Sergio Cola, che assiste l’ex direttore ed editore dell’Avanti insieme con il figlio Arturo, nel procedimento sull’attentato a Sigfrido Ranucci. Stamane sarà preso in esame e discusso il ricorso dei legali al tribunale del riesame. “Presenteremo una memoria di 72 pagine e discuteremo delle diverse questioni di diritto che proponiamo all’attenzione dei giudici”, ha continuato il penalista prima di entrare nella cittadella giudiziaria di piazzale Clodio. I difensori sosterranno tra le questioni proposte quella della competenza territoriale che si ritiene non essere “radicata” a Roma.

Calcio, Fiorentina, verso il ritorno di Vanoli in panchina

Roma, 7 set. (askanews) – La Fiorentina richiama Paolo Vanoli. Dopo appena poche settimane la società viola ha deciso di interrompere il rapporto con Fabio Grosso, scelto in estate da Fabio Paratici per rilanciare una squadra reduce dalla salvezza conquistata nella stagione precedente. Una decisione maturata nella tarda serata di domenica, dopo un avvio di campionato da incubo e ufficializzata alle 23 del 6 settembre. Per Vanoli si tratta invece di un ritorno: era stato lui a prendere in mano la squadra nel novembre 2025, subentrando a Stefano Pioli, e a condurla alla salvezza senza particolari affanni, arrivando anche ai quarti di finale di Conference League.

La nuova svolta arriva dopo tre giornate che hanno fatto precipitare la situazione. Prima il pesantissimo 4-0 incassato all’Olimpico contro la Roma, poi il clamoroso 0-3 interno contro il neopromosso Frosinone, arrivato proprio nel giorno delle celebrazioni per il centenario del club. Infine la sconfitta di sabato al Franchi contro il Torino, un 2-1 che sembrava poter rappresentare il primo passo verso la reazione e che invece ha accelerato la crisi.

La scelta è caduta ancora su Vanoli, che aveva lasciato la Fiorentina in estate proprio quando sembrava destinato a proseguire il progetto. A giugno la società aveva infatti deciso di voltare pagina e affidarsi a Grosso. Una scelta durata però soltanto l’inizio della nuova stagione.

Il paradosso è che Vanoli torna sulla stessa panchina dalla quale era stato allontanato pochi mesi fa. Ma questa volta con una missione diversa: non soltanto salvare la Fiorentina, bensì dimostrare che il progetto interrotto in estate meritava una seconda possibilità. Dopo il disastroso avvio di Grosso, la società viola ha scelto di tornare al passato per provare a raddrizzare il presente.

Da mercoledì in arrivo temporali e calo termico di 6-8 gradi

Milano, 7 set. (askanews) – Dopo una lunga parentesi caratterizzata da caldo anomalo e persistente, sull’Italia è in arrivo una perturbazione atlantica più strutturata, destinata a riportare le condizioni meteorologiche su valori più consoni al mese di settembre. Il cambiamento, ampiamente previsto nei giorni scorsi, inizierà a manifestarsi già da martedì, per diventare più deciso da mercoledì al Nord e tra giovedì e venerdì anche al Centro-Sud. È la previsione di Federico Brescia, meteorologo de ilmeteo.it, secondo il quale fino a martedì le temperature resteranno ancora elevate per il periodo, con punte di 34-36 gradi su diverse regioni.

I primi segnali di cambiamento si noteranno però già martedì, con rovesci e temporali a ridosso dei rilievi e sull’estremo Nord. Da mercoledì l’ingresso del fronte perturbato al Settentrione e, successivamente, il suo spostamento verso il resto della Penisola determineranno un calo termico generalizzato nell’ordine di 6-8 gradi.

Al Nord la svolta sarà particolarmente evidente mercoledì, quando nuvole, piogge e temporali limiteranno le temperature massime a 26-27 gradi. Il contrasto tra l’aria fresca in arrivo e il caldo accumulato al suolo potrà inoltre alimentare temporali localmente intensi, con possibilità di grandinate nei nuclei più organizzati. Le aree maggiormente esposte saranno inizialmente la Liguria di Levante, il Triveneto, la Toscana e il Lazio, prima del successivo spostamento dell’instabilità verso il Sud. Un elemento che potrebbe attenuare, soprattutto lungo le coste, la portata del raffreddamento è rappresentato dalla temperatura dei mari. Le acque che circondano la Penisola presentano ancora valori superficiali superiori ai 27 gradi. Il calore accumulato durante l’estate continuerà quindi a essere rilasciato negli strati più bassi dell’atmosfera, contribuendo a mantenere condizioni relativamente miti nelle aree costiere.

Nel dettaglio oggi al Nord sarà prevalentemente soleggiato e caldo per il periodo, con qualche acquazzone sui rilievi; al Centro prevarranno sole e temperature elevate, mentre al Sud il tempo sarà stabile. Martedì al Nord sono attesi sole e caldo, ma con rovesci sulle Alpi e, in tarda serata, possibili fenomeni fino alle pianure occidentali; al Centro sarà ancora soleggiato, con rovesci sull’Appennino; al Sud continueranno sole e caldo. Mercoledì il peggioramento entrerà nel vivo al Nord, con piogge e temporali, mentre al Centro sono previsti rovesci e temporali nelle aree interne e in Toscana, con condizioni migliori altrove. Al Sud prevarrà il sole, salvo instabilità sui rilievi.

La tendenza indica il progressivo spostamento della perturbazione verso il Centro-Sud e un calo termico generalizzato, destinato a riportare le temperature su valori più vicini alla norma stagionale.

Tim, Labriola e top management aderiscono all’Opas promossa da Poste

Milano, 7 set. (askanews) – Il top management del gruppo Tim aderisce all’Opas promossa da Poste Italiane. L’amministratore delegato Pietro Labriola e i dirigenti con responsabilità strategiche della società, spiega una nota, hanno portato in adesione all’offerta le azioni detenute. Venerdì 11 settembre chiude il periodo di adesione all’offerta.

Come già comunicato al mercato lo scorso 18 luglio, il corrispettivo dell’offerta è stato ritenuto congruo dal punto di vista finanziario dal cda di Tim, che ne ha valutato positivamente il razionale e le prospettive industriali. L’adesione del top management si è chiusa nella settimana scorsa e i dettagli relativi alle singole operazioni saranno resi pubblici attraverso le comunicazioni di internal dealing, nei termini previsti dalla normativa applicabile.

Tajani: dalla Germania un segnale preoccupante ma è un voto regionale

Roma, 7 set. (askanews) – Il risultato delle elezioni di ieri in Sassonia-Anhalt è “un segnale preoccupante, certo. Ma anche un voto locale, regionale. Era largamente atteso, si sapeva che Afd avrebbe potuto avere una netta affermazione. Del resto, in Germania dell’Est raccolgono gran parte dei loro successi”, dunque è sicuramente “è un segnale negativo, ma non dobbiamo neppure drammatizzare”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un colloquio con Il Messaggero.

“Stiamo parlando di un voto importante, ma comunque locale. Ci sono tante ragioni dietro, nella Germania dell’Est per decenni sono stati sotto il comunismo della Ddr, quella regione rappresenta la parte più povera della Germania e l’estremismo arriva sempre dove ci sono maggiori difficoltà economiche”, spiega Tajani.E poi “lì – aggiunge il ministro degli Esteri – c’è ancora il malcontento per l’unificazione tra le due Germanie”.

“Certo – ammette -, bisogna reagire”, e in questo senso “l’Europa deve cambiare: basta fondamentalismi, basta green deal, meno burocrazia, sì al mercato unico. In generale” servono “scelte meno ideologiche e meno distanti dai cittadini”, sottolinea Tajani.

In Germania l’AfD stravince in Sassonia-Anhalt col 43,8%

Roma, 7 set. (askanews) – Il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha conquistato il 43,8% dei voti nelle elezioni regionali di ieri della Sassonia-Anhalt, stato federato tedesco, risultando di gran lunga il primo partito, ma senza raggiungere la maggioranza assoluta nel parlamento regionale. E’ quanto emerge dai risultati preliminari ufficiali sulle elezioni, diffusi nella notte.

Nel parlamento regionale della Sassonia-Anhalt, composto da 83 seggi, saranno rappresentati sei partiti: Alternativa per la Germania (AfD): 43,8%, 39 seggi; Unione Cristiano Democratica (Cdu): 17,2%, 15 seggi; Partito Socialdemocratico (Spd): 9,3%, 8 seggi; Partito dei Verdi: 8,9%, 8 seggi; Partito della Sinistra: 8,6%, 8 seggi; Alleanza di Sahra Wagenknecht (Bsw): 5,3%, 5 seggi. I Liberaldemocratici (Fdp) hanno ottenuto solo il 2,6% dei voti, non raggiungendo la soglia di sbarramento del 5%.

La maggioranza assoluta richiede 42 membri del parlamento. I partiti che escludono la cooperazione con l’AfD (Cdu, Spd, Verdi, Partito della Sinistra) detengono insieme 39 seggi, lo stesso numero dell’AfD. Al momento il Bsw, partito “rossobruno” che detiene 5 seggi, è diviso su un eventuale appoggio alla Afd.

Secondo i risultati preliminari, l’affluenza alle urne è stata di quasi il 78%, la più alta in Sassonia-Anhalt dalla riunificazione tedesca del 1990. Afd dovrà ora tentare di formare un governo. Il candidato capo in Sassonia-Anhalt, Ulrich Siegmund, ha affermato che il risultato del suo partito rappresenta “un chiaro mandato a governare”. Allo stesso tempo, il 35enne ha dichiarato di non vedere al momento potenziali partner di coalizione. Tuttavia, ha aggiunto di non sapere cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni. “Non so se ci saranno singoli parlamentari che diranno: ‘Basta, non ci sto più'”, ha affermato, aggiungendo: “Molto può ancora succedere”. Dopo la storica vittoria, il co-leader dell’AfD, Tino Chrupalla, ha dichiarato: “Ulrich Siegmund si candiderà sicuramente alla carica di presidente del Land in Parlamento. Questo è certo”.

Se gli sforzi per formare un governo dovessero fallire, Siegmund ha affermato che nuove elezioni potrebbero essere un’opzione. “Nel peggiore dei casi, ci sarebbero semplicemente nuove elezioni e otterremmo il 50% o il 55%”, ha concluso.

L’unica coalizione che otterrebbe la maggioranza numerica senza l’AfD sarebbe un’alleanza tra tutti gli altri partiti. Tuttavia – ricorda l’emittente Deutsche Welle -, in base a una risoluzione adottata in precedenza, la Cdu esclude non solo una coalizione con l’AfD, ma anche con “Linke”, il Partito della Sinistra, una politica nota come ‘Firewall politico’. Questo rappresenterebbe un ostacolo anche per un governo di minoranza guidato dalla Cdu. E’ dunque l’Alleanza di Sahra Wagenknecht (Bsw) a detenere l’ago della bilancia con cinque seggi ma la sua leadership ha chiaramente escluso un sostegno alla Cdu.

A seguito delle elezioni, la precedente coalizione di governo formata da Cdu, Spd e Fdp si scioglierà. Tuttavia, il presidente del Land Sven Schulze e il suo gabinetto rimarranno in carica ad interim fino all’elezione di un nuovo presidente del Land.

Giorgia e la perseveranza della Terza Repubblica

La Meloni ha parlato rivendicando la longevità del suo governo, affidabile più di altri Paesi europei. La durata del tempo è valore non trascurabile. Per traslato, in campo animale potrebbe battersela con i pappagalli e le tartarughe e nel mondo vegetale rischia di far impallidire le sequoie. Stia attenta ai Longino di turno pronti a farla fuori, sperando in seguito anche di essere santificati dalla storia. Si è dimostrata una abile maratoneta, ma stia accorta a non ritrovarsi d’un tratto fuori pista, magari in un campo di finocchi, ortaggi che proliferavano in quelle parti dell’antica città greca.

 

Lunghezza, mezza bellezza

Una celebre canzone del West recita: “Get along home, Cindy, Cindy, torna a casa Cindy, Cindy…”: è dove l’opposizione vorrebbe spedirla, proponendo sparuti punti programmatici senza mai metodicamente indicare le risorse economiche a cui far fronte. Come è noto, non tutto si può fare. Scegliere comporta un sistema di priorità che scontenterà qualcuno ed occorre il coraggio di parlar chiaro e deludere gli ultimi della lista.

 

Una coccarda da appuntarsi in petto

Quello del Presidente del Consiglio è un record, un primato che va registrato, inciso sull’albo della politica come un bel disco a 33 giri di una volta con brani di maggiore e minore rilievo. Ha detto anche che non mollerà il suo impegno in politica; anzi, se si potesse suggerire, dovrebbe essere capace di mollare alcune zavorre che ha a bordo della sua barca per andare più speditamente al punto di nuove vittorie. Può darsi, per dirla alla Boccaccio, che qualche cosa sarà costretta a mollare quando Giorgia Calandrina diventerà amica o nemica di Buffalmacco Vannacci. Il futuro riserverà a tempo debito la sua storia.

 

Una saldezza niente male

Nella lingua italiana “essere” e “stare” sono spesso usati come sinonimi, ma è un equivoco pericoloso. “Essere” si traduce più opportunamente in una identità, mentre lo “stare” è un porsi in un certo modo od anche una condizione di movimento di un certo tipo. In prima battuta “stare” fa pensare alla fermezza, ad una immobilità, ad una schiena dritta rispetto agli eventi che maturano.

Fa pensare a Takeda, il signore della guerra, protagonista del film Kagemusha di Kurosawa, chiamato dalle sue truppe “la montagna che sta”, che mai arretrava, in corso di conflitto, pur se sfiorato da dardi e lance degli avversari e per questo dava coraggio ai suoi fedelissimi impegnati in battaglia, portandoli così alla vittoria.

 

Palazzo Chigi ed una stanza in più

Il governo di Giorgia si è dimostrato stabile e forse partorirà lo “stabilicum”, una legge elettorale per garantire continuità di manovra a chi dovesse vincere le elezioni. Stabilicum potrebbe essere il nome di una nuova stanza da aggiungere nei palazzi del potere romani, oltre all’atrium, al triclinium e chi più ne ha più ne metta. Tutto questo dovrebbe garantire la possibilità di vanificare i pericoli di ribaltoni, ma al contrario di stare sempre sotto le luci della ribalta, che è anche uno sportello che nasconde lo scrigno della capacità di saper stare al comando senza esserne disarcionati, andando drammaticamente fuori dal palcoscenico della politica.

 

I risultati, è la somma che fa il totale

I giudizi però esigono che non ci sia alcuna confusione. L’onestà, così come la durata di un governo, sono solo dei prerequisiti della politica, non sono un obiettivo da cogliere. Sono delle condizioni che consentono di realizzare ciò che si deve fare, sono la spina dorsale su cui mettere sopra carne e risultati. In amore ci si può, per esempio, aggrappare al voto del “breve ma intenso”, così che la dimensione del tempo non sia decisiva per una positiva valutazione della faccenda.

La Meloni ricordi della feroce legge che corre ad Hollywood, per cui sei bravo solo se il tuo ultimo film è un capolavoro: tutto il pregresso non conta. Lo tenga bene a mente.