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Israele, Deek: Gerusalemme deve essere sicura per i cristiani

Gerusalemme, 6 lug. (askanews) – Israele punta a rafforzare il dialogo con il mondo cristiano e a riaffermare il proprio impegno nel garantire la sicurezza delle comunità cristiane presenti nel Paese. In questa prospettiva si inserisce la nomina del primo Inviato speciale per il mondo cristiano, una figura incaricata di consolidare i rapporti con le comunità cristiane non solo in Medio Oriente, ma anche a livello internazionale. È questa la missione illustrata da George Deek, inviato speciale di Israele presso il mondo cristiano, nel corso di un briefing con una delegazione di giornalisti italiani al ministero degli Esteri israeliano.

Commentando gli attacchi al clero e ai simboli religiosi cristiani avvenuti negli ultimi tempi, l’inviato israeliano Deek ha affermato che questi episodi sono “inaccettabili”, specificando inoltre che, in questo contesto, “è importante dire che un Paese non si giudica dal fatto che episodi come questi accadano”, ma “da come reagisce a questi episodi”.

George Deek, già ambasciatore di Israele in Azerbaigian fino a pochi mesi fa, è stato nominato lo scorso aprile dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar. Primo ambasciatore cristiano nella storia dello Stato di Israele, Deek appartiene alla comunità arabo-cristiana di Giaffa.

“Io sono cristiano. Sono un arabo cristiano israeliano”, ha spiegato Deek ai giornalisti presenti al ministero degli Esteri a Gerusalemme, specificando che quanto accaduto nel passato è qualcosa di “ripugnante”, “un insulto e un attacco” non solo nei confronti dei cristiani in Italia o al Vaticano, “ma anche dei cristiani che vivono all’interno di Israele”.

Ricordando l’aggressione subita da una suora a Gerusalemme lo scorso aprile, Deek ha affermato di aver chiamato tempestivamente il Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa per esprimergli il proprio “profondo rammarico per quanto accaduto”, la sua condanna dell’aggressione e la sua solidarietà alla Chiesa e ai suoi fedeli. Alle parole, ha osservato l’inviato israeliano, sono seguiti i fatti. “Le condanne sono state nette e inequivocabili, e anche le sanzioni sono state applicate senza esitazioni”, ha affermato Deek, aggiungendo che “i soldati coinvolti nella profanazione della croce e della statua della Vergine Maria in Libano sono stati incarcerati” e che “anche la persona che aveva filmato o fotografato quei fatti è stata condannata da un tribunale militare”.

Per quanto concerne, invece, l’aggressore della suora lungo le strade di Gerusalemme, “è stato arrestato e si trova in carcere in attesa di processo con l’accusa di aggressione, in circostanze considerate molto gravi”, ha sottolineato Deek, precisando che in Israele “qualsiasi aggressione motivata da odio razziale comporta un raddoppio della pena prevista”.

Deek, riconoscendo l’esistenza del fenomeno degli sputi rivolti contro i cristiani nella Città Vecchia di Gerusalemme, ha affermato che rappresenta “una sfida per Israele”. Per questo motivo ha annunciato l’istituzione, da parte del governo israeliano, di un gruppo di lavoro interministeriale del quale fa parte, insieme a rappresentanti dell’Ufficio del Procuratore Generale, della polizia, del ministero della Giustizia, del ministero degli Esteri, del ministero dell’Interno, del ministero dell’Istruzione e di altri organismi competenti. Il gruppo ha il compito di individuare una soluzione a quello che Deek ha definito un “fenomeno ripugnante”.

“Una parte della risposta passerà attraverso l’educazione, ma un’altra riguarderà il rafforzamento dell’applicazione della legge e l’individuazione di strumenti per garantire che chiunque sia coinvolto in episodi di questo genere venga punito”, ha spiegato l’inviato israeliano, specificando che tale questione è presa molto seriamente da Gerusalemme e che Israele non vuole diventare un luogo ostile per i cristiani.

Un’ostilità che, tuttavia, è percepita crescente dalla comunità cristiana di Gerusalemme e in Cisgiordania, come affermato al Washington Post da Francesco Ielpo, custode di Terra Santa e alto funzionario vaticano a Gerusalemme. “L’atmosfera generale è questa: molte persone hanno paura”, ha detto Ielpo al giornale americano, sostenendo che contro la volontà dei cristiani di lasciare il Paese egli può far poco, oltre a “offrire opere di bene e assistenza sanitaria” e “buone scuole”. “Ma tutto questo non basta”, ha affermato il custode Ielpo, specificando che “ci vuole speranza per restare”.

Tra cinema, viaggio e territori: il racconto dell’Andaras Film Festival

Milano, 6 lug. (askanews) – Il cortometraggio turco Almost Certainly False della regista Cansu Baydar è il vincitore del Premio Speciale Andaras, il riconoscimento più prestigioso dell’ottava edizione dell’Andaras Traveling Film Festival, il festival itinerante sardo dedicato al cinema breve di viaggio che quest’anno ha attraversato Fluminimaggiore, Buggerru, Portixeddu e Iglesias.

Tra gli altri riconoscimenti principali, il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato a Dog and Wolf della regista ceca Terézia Halamovà, mentre i premi di categoria sono andati a cortometraggi provenienti da Danimarca, Francia, Ucraina, Singapore, Lussemburgo e Italia.

Al centro dell’edizione 2026 il tema “Frontiere”, declinato attraverso storie di guerre, migrazioni, identità e trasformazione, ha spiegato Joe Juanne Piras, direttore artistico del festival: “Tutte le opere proiettate in qualche modo avevano una connessione con la tematica delle frontiere. Spesso erano dei viaggi negati, altre volte erano dei veri e propri viaggi fisici o in qualche modo degli spostamenti interiori ed emotivi. In questo modo abbiamo cercato di regalare al pubblico un’esperienza di viaggio diversa, molto più legata al concetto di attraversamento degli spazi, del mettersi in gioco, del voler riflettere su ciò che è un pochino più complesso nella vita, senza dare delle risposte semplici.”

Accanto alle proiezioni, il festival ha ospitato incontri con protagonisti del cinema e della cultura. Adriano Giannini si è raccontato tra cinema, regia e doppiaggio, Valeria Solarino ha presentato il documentario “La solidarietà non è un reato” insieme ad Amnesty International Italia, mentre Paolo Rossi e Caterina Gabanella hanno guidato la Summer School dedicata alla recitazione. Spazio anche alla viaggiatrice e scrittrice Linda Campostrini, che ha condiviso il racconto dei suoi tredici anni in viaggio per il mondo raccolto nel libro autobiografico “Sorridi, e vai”.

Tra il mare, le miniere e i borghi della Costa delle Miniere, Andaras ha confermato anche quest’anno la sua vocazione di festival diffuso, trasformando il Sulcis Iglesiente in un luogo di incontro tra cinema, territorio e comunità.

Mondiali, Infantino su Balogun: "Non ho deciso io"

Roma, 6 lug. (askanews) – Gianni Infantino respinge le accuse di un suo coinvolgimento nella decisione di sospendere la squalifica di Folarin Balogun e ribadisce l’autonomia degli organi giudiziari della Fifa, intervenendo pubblicamente dopo le polemiche seguite al caso dell’attaccante degli Stati Uniti.

In una dichiarazione diffusa sui canali ufficiali della Fifa, il presidente ricorda che il Comitato disciplinare opera in piena indipendenza. “Gli organi giudiziari della Fifa sono indipendenti. Operano in autonomia, applicano il Codice disciplinare della Fifa e decidono i casi in base alle normative applicabili e ai fatti specifici. La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio”.

Infantino conferma inoltre di aver ricevuto una telefonata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dopo che quest’ultimo aveva dichiarato pubblicamente di aver discusso con lui del caso Balogun. “Sì, discuto regolarmente di questioni relative alla Coppa del Mondo con il presidente degli Stati Uniti e ho ricevuto una sua telefonata, così come ricevo chiamate da capi di Stato, rappresentanti dei governi, dirigenti del calcio e del mondo imprenditoriale su molte questioni diverse”.

Il numero uno della Fifa precisa di aver spiegato a Trump che sulla vicenda era in corso un procedimento davanti agli organi giudiziari indipendenti della federazione internazionale e che la decisione sarebbe stata assunta esclusivamente dagli organismi competenti.

“A volte le decisioni del Comitato disciplinare mi sorprendono. A volte sono d’accordo e altre volte no, ma le rispetto sempre”, afferma Infantino, senza entrare nel merito del provvedimento che ha consentito a Balogun di essere disponibile per gli ottavi di finale del Mondiale.

Le dichiarazioni arrivano mentre la revoca della squalifica continua ad alimentare forti polemiche. La Uefa ha definito la decisione “incomprensibile e ingiustificabile”, mentre la Federcalcio belga ha contestato formalmente l’idoneità del giocatore, denunciando presunte irregolarità procedurali nella gestione del caso.

Dopo il trionfo a Tor Vergata, Ultimo annuncia gli stadi

Milano, 6 lug. (askanews) – Dopo il trionfo a Tor Vergata, Ultimo annuncia gli stadi. Dopo il live dei record Ultimo 2026 – La favola per sempre che ha radunato 250.000 persone a Roma Tor Vergata, sarà Ultimo ad andare “a casa del suo popolo” con Ultimo stadi 2027 – La favola continua…, il nuovo tour che lo porterà ovunque, da nord a sud, nei più grandi stadi italiani, per la prima volta anche in Sardegna e in Calabria.

È davvero una favola per sempre quella di Ultimo, una favola che tende all’infinito e che non conosce soluzione di continuità. È un filo teso sulla linea del tempo che tiene unita la Generazione Ultimo, traghettandola da una stagione a un’altra, regalandole la certezza di avere sempre un approdo, un punto di arrivo e un’attesa da assaporare fino al prossimo palcoscenico che si accenderà per tutti loro.

E quelle luci si accenderanno il prossimo 10 giugno 2027, illuminando lo Stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro, prima data del nuovo tour Ultimo stadi 2027 – La favola continua… che arriverà ovunque, negli stadi delle più grandi città italiane: Bologna (Stadio Dall’Ara) il 13 giugno 2027, Padova (17 giugno 2027 | Stadio Euganeo), Milano (20 giugno 2027 | Stadio San Siro), Napoli (24 giugno 2027 | Stadio Diego Armando Maradona), Messina (28 giugno 2027 | Stadio Franco Scoglio), Reggio Calabria (3 luglio 2027 | Stadio Granillo), Bari (6 luglio 2027 | Stadio San Nicola), Firenze (10 luglio 2027 | Visarno Arena), Torino (16 luglio 2027 | Allianz Stadium), Olbia (24 luglio 2027 | Olbia Arena).

Summer Jamboree 26, Senigallia fa rivivere l’America anni ’40 e ’50

Roma, 6 lug. (askanews) – Dal 31 luglio al 9 agosto 2026 Senigallia ospita la 26esima edizione del Summer Jamboree, festival internazionale dedicato alla musica e alla cultura dell’America degli anni ’40 e ’50, che ogni anno richiama migliaia di appassionati e visitatori da tutto il mondo.

E così si ripeterà la Hottest rockin’ holiday on Earth, e non sarà solo il caldo a far alzare la temperatura, ma balli sfrenati che dalla mattina fino a tarda notte faranno scatenare il popolo del Jamboree che si dà appuntamento sulla spiaggia per celebrare il Rock’n’Roll.

Tra una lezione di ballo, qualche acquisto al vintage market, tra un record hop, un live concert e un dopo festival alla Rotonda a Mare, Senigallia accoglie curiosi, turisti e appassionati, famiglie e gruppi di amici, che arrivino dall’altra parte del mondo, dall’Europa o semplicemente dalla città accanto.

E quest’anno c’è un motivo in più per celebrare il Rock’n’Roll: festeggiare un compleanno speciale, quello di Chuck Berry che nel 2026 avrebbe compiuto 100 anni. A rendergli omaggio Geno and His Rockin’ Dudes (ITA), formazione aperta guidata da Carmelo “Geno” Genovese, musicista e scrittore, che ha avuto l’occasione di incontrare Chuck Berry molte volte e di condividere con lui preziosissimi momenti, sia nel backstage che sul palco, avendo avuto anche il privilegio di cantare Johnny B. Goode nella sua ultima esibizione in Italia. Alla batteria invece Pierpaolo De Salsi che ha suonato con la leggenda di Saint Louis proprio nello storico concerto al Summer Jamboree.

Al Summer Jamboree #26 si esibiranno le nuove leve della scena Rock’n’Roll contemporanea a fianco di vere e proprie leggende del genere. Due esempi su tutti: Albert Lee (UK/USA), classe 1943, nato in Inghilterra ma da sempre vissuto negli Stati Uniti, chitarrista leggendario vincitore di vari Grammy che ha condiviso il palco con Crickets, Everly Brothers, Jerry Lee, Clapton lasciando un segno indelebile nella scena Country Rock, e Little Risolo & The Northside Boys (ITA/CH), una nuova e giovanissima formazione il cui frontman Little Risolo è un vero e proprio figlio del Summer Jamboree: lo frequenta da quando è nato, 18 anni fa, e quest’anno si esibirà per la prima volta con la sua band.

Ma l’artistico del Summer Jamboree riserva esclusive per l’Italia e anteprime assolute. Tra gli special guests dell’edizione #26 c’è per l’unica data italiana Gina Haley (USA), artista esperta, con uno stile vocale potente radicato nell’R’n’B, Jazz e nel primo R’n’R, che porta in vita un’eredità musicale unica, quella del padre Bill Haley, ma forgiando la propria identità artistica. E ancora The Extraordinaires (UK), che tornano in anteprima europea con una formazione rinnovata che ha debuttato recentemente a Las Vegas: un quintetto vocale che combina armonie Acapella a passi di danza mozzafiato mixando Doo-Wop, R’n’R, con influenze Gospel, Ska, Motown, R&B e Jazz. E poi ancora un’esclusiva italiana con Sean ‘Mack’ McDonald (USA) un chitarrista dalla presenza scenica imponente, che suona e canta con una facilità disarmante, proprio come i suoi illustri predecessori, aggiungendo quel tocco di soul che lo rende unico. Jad Tariq (USA), direttamente da Memphis Tennessee, ha una voce senza tempo che fa rivivere i classici di ieri con un’energia moderna, fondendo lo swing contagioso con la passione viscerale del blues. E poi torna in esclusiva per l’Italia Les Greene (USA), la voce di Little Richard nel recente film “Elvis”, nominato come miglior colonna sonora al Grammy.

Non manca l’Italia ovviamente con Paolo Fioretti, cantante e chitarrista dalla voce graffiante e uno stile chitarristico diretto ed essenziale, e la sua Hot Combo (ITA) composta dai migliori musicisti italiani del genere, che presentano in anteprima assoluta e in contemporanea con l’uscita del primo disco un progetto che attraversa jump blues, swing e Rock’n’Roll, per uno spettacolo unico nella sua specificità.

E il giro del mondo prosegue con la Svezia e i The Capulets (SE), quintetto che propone un mix tra swing, rhythm and blues e Rock’n’Roll, portando sul palco il vibrafono, strumento poco conosciuto e raro; l’Australia con Jessie Gordon (AUS) una performer dalla voce intensa e sensuale che al suo classico repertorio swing aggiungerà sonorità Rock’n’Roll e jazz; e la Spagna, in particolare Barcellona, con il trio femminile The Sparkles (E) che rievoca le icone femminili degli anni ’50 e ’60 e Augie Burr (E) in versione solista; passando per la Repubblica Ceca con Gone Hepsville (CZ) e The 6 Fireballs (CZ), due sestetti ideali per ballare e divertirsi e la Finlandia con la storica band The Barnshakers (FIN) che dal 1992 è diventata un’icona del country, rockabilly e hillbilly europeo e mondiale; fino al gemellaggio pluriennale del festival con il Messico, quest’anno rappresentato da Eddy y Los Grasosos (MEX), ambasciatori della cultura greaser latinoamericana, a Senigallia in esclusiva per l’Italia.

E quest’anno sul palco si esibiranno due formazioni nostrane e molto pop (nel senso di popolari): Greg, Max Paiella & The Jolly Rockers (ITA), conosciuti come attori, cantanti, scrittori e performer, proporranno il loro tributo alla musica del passato insieme alla formazione di fiati The Jolly Rockers, che si ricompone ogni anno solo per il festival e Little Taver & His Crazy Alligators (ITA), mitico rocker emiliano, che ha interpretato se stesso nel film “Radiofreccia” di Ligabue, che dagli anni ’90, porta il suo rock demenziale in giro per l’Italia.

Il festival non sarebbe lo stesso senza le mitiche band che accompagnano gli artisti sul palco. The Good Fellas (ITA), meglio conosciuti come i Gangster dello Swing, sono la storica house band del Summer Jamboree a cui in questa edizione arriveranno a dare manforte come backing band i Di Maggio Connection (ITA), ossia Marco Di Maggio e il suo storico trio, che accompagneranno Les Greene e Gina Haley e Don Diego Trio (ITA), uno dei più versatili combo italiani, che saliranno sul palco con Jessie Gordon e Augie Burr.

Last but not least la big band per eccellenza l’Abbey Town Jazz Orchestra (ITA) composta da venti elementi, che da più di vent’anni chiude il sabato sera con la Rock and Roll Review.

Trenitalia è Main Sponsor del Summer Jamboree #26.

Connact, Nestoras (EPIC): considerare tutta filiera agricola

Roma, 6 lug. (askanews) – “C’è molta enfasi sul cibo, ma a volte ci dimentichiamo che l’agricoltura è un sistema inteconnesso di vari prodotti in equilibrio fra loro” ha detto Antonios Nestoras, founder and director di EPIC, intervenuto all’evento Connact – Summer Workshop, “Autonomia e competitività dell’UE: l’agroalimentare, la salute e il digitale”. E ha aggiunto “Se pensiamo alla sicurezza alimentare dobbiamo considerare tutta la filiera agricola”. L’evento si è tenuto nei giorni scorsi al Parlamento europeo e che ha visto un confronto fra rappresentanti delle istituzioni con associazioni, stakeholder e aziende italiane. L’evento è stato promosso da: A2A, Barilla, CIA, Confcooperative, Fastweb+Vodafone, Federalimentare, FiberCoop, Legacoop, Gruppo Chiesi, Gruppo Ferrero, Gruppo Menarini, MFE-MediaForEurope, Open Fiber, TIM.

Si è chiuso con successo a Torino il Kappa FuturFestival

Milano, 6 lug. (askanews) – 6 palchi, oltre 130 artisti, 36 ore di musica per un pubblico di 125.000 presenze provenienti da tutto il mondo (152 le nazioni rappresentate): Torino si conferma capitale mondiale della musica elettronica. Si chiude con un incredibile successo la XIII edizione di Kappa FuturFestival, che dal 3 al 5 luglio ha trasformato ancora una volta il Parco Dora nel cuore pulsante della scena elettronica internazionale. Il Festival ha offerto un’esperienza immersiva che ha celebrato le molteplici anime della musica elettronica contemporanea, consolidando il ruolo di Kappa FuturFestival tra gli appuntamenti più prestigiosi del panorama mondiale. L’edizione 2026 ha proposto una programmazione tra le più ricche e ambiziose di sempre, capace di riunire alcune delle figure più influenti della scena internazionale insieme ai talenti emergenti che stanno ridefinendo il linguaggio del clubbing contemporaneo. Dai grandi protagonisti come Charlotte de Witte, Peggy Gou, Four Tet, Skrillex, Solomun, Amelie Lens, Sebastian Ingrosso, Disclosure, Armin van Buuren, Diplo, Enrico Sangiuliano, Jamie Jones, Joseph Capriati, Seth Troxler, Richie Hawtin, Sven Väth e Maceo Plex, fino ai live, ai back-to-back esclusivi e alle nuove generazioni di artisti, la line up ha confermato la capacità del Festival di raccontare l’evoluzione della cultura elettronica attraverso una proposta musicale autorevole, innovativa e trasversale.

Il Futur guarda al mondo: prossimo appuntamento in Messico per la prima edizione oltreoceano. L’edizione 2026 ha rappresentato anche un momento storico per il percorso di crescita del Festival. È atteso questo autunno il debutto di FuturFestival, la prima edizione internazionale del progetto, che si terrà il 13 e 14 novembre 2026 al Fundidora Park di Monterrey, in Messico. Un passo significativo che porta il format nato a Torino oltre i confini nazionali, esportando in America Latina una visione culturale costruita in oltre dieci anni di storia e confermando la dimensione sempre più globale del brand.

Torino sempre più protagonista Kappa FuturFestival si conferma uno dei principali motori culturali, turistici ed economici della città di Torino. La manifestazione genera un impatto concreto sul territorio, con una ricaduta economica stimata in circa 50 milioni di euro, grazie alle migliaia di visitatori che ogni anno scelgono il capoluogo piemontese per vivere il Festival.

Alberghi, strutture ricettive, ristorazione, commercio e servizi hanno beneficiato dell’arrivo di un pubblico internazionale che, ancora una volta, ha contribuito a promuovere Torino come destinazione culturale e turistica di rilievo mondiale. Il legame con la città rappresenta uno degli elementi distintivi del Festival, che negli anni ha saputo valorizzare un luogo simbolo della rigenerazione urbana come il Parco Dora, trasformandolo in un palcoscenico riconosciuto a livello globale.

Con la chiusura della XIII edizione si conclude un’altra pagina di successo per Kappa FuturFestival, che continua a crescere anno dopo anno rafforzando il proprio ruolo di ambasciatore internazionale della cultura elettronica e della città di Torino

A Forte dei Marmi Marriott punta su esperienze legate al territorio

Forte dei Marmi, 6 lug. (askanews) – Mondanità e ospitalità contemporanea. Forte dei Marmi torna a proporsi come simbolo di un’estate italiana che sa guardare al futuro mantenendo il fascino del passato. Al centro di questa rinascita c’è il Principessa Forte dei Marmi, Autograph Collection, hotel del gruppo Marriott International, inaugurato da pochi mesi e collocato proprio di fronte alla celebre Capannina: il locale storico che ha lanciato talenti musicali e che, dopo l’acquisto da parte di Armani, riaprirà nel 2027, segnando una nuova stagione per la Versilia.

La scelta di Marriott di puntare sulla località non è casuale: interpreta la filosofia della lentezza della costa toscana, fondendo l’intimità di una villa privata con un design contemporaneo e scultoreo, ispirato alla silhouette di uno yacht. E ancora materiali naturali, linee pulite e una sensazione di raccoglimento elegante che invita a rallentare, come sottolinea Laura Zanoli, general manager dell’hotel, tornata in Italia dopo quattordici anni all’estero proprio per il Principessa e con alle spalle una lunga esperienza con Marriott: “Noi offriamo l’opportunità ai nostri ospiti di fare esperienze che combaciano con la loro visione di vacanza: noi riconosciamo che la forza di una piccola realtà come Principessa Forte dei Marmi è di essere capaci di personalizzare il soggiorno in base a quello che è l’ospite. Abbiamo una clientela molto affine a quello che è la villeggiatura o che si affaccia a questa villeggiatura, tipicamente italiana con molta curiosità. Altra clientela invece ha proprio questa voglia di conoscere tutto quello che rende Forte dei Marmi unico visitando anche territori limitroti”.

Zanoli non omette di riconoscere come le esperienze sono legate alle stagioni: la visita alle cave di marmo o l’emozione di una vendemmia. Ma la ricchezza di tante esperienze possibili rende “il Forte una meta destagionalizzata”, dove ogni mese ha un suo appuntamento con il territorio. Oltre alla benedizione di trovarsi vicino a tanti gioielli: Firenze, Pisa, Lucca, ma anche le Cinque Terre. “Marriott ha captato proprio questa nuova clientela sempre in movimento e sempre con l’esigenza di qualcosa di nuovo in qualsiasi momento dell’anno e qui nasciamo noi con anche il nostro ristorante Marias”, dice Zanoli.

Una cucina conviviale, molto italiana, legata alla Versilia e pensata per creare memorie, dimentichi di pressioni e stress. Ma se questo assaggio della Dolce Vita è già riuscito a far parlare di sé sulle rive toscane è grazie a una squadra guidata dallo chef stellato di fama internazionale Jason Atherton e dall’executive chef Giorgio Cicero, che vediamo in queste immagini con Zanoli.

“Chef Jason è stellato, britannico, ama il Forte e quando vi è stata l’opportunità di fare questo progetto lui ha sposato la causa e noi siamo molto felici di averlo come sostegno. Lui, amante del territorio ha spinto il nostro chef Italiano, chef Giorgio Cicero a una ricerca sul territorio. Il concetto di Marias si propone ai nostri ospiti come un luogo conviviale dove l’ospite si sente a casa, tutto in base al concetto della condivisione dei piatti; proprio un momento per rallentare. Il classico pranzo o cena all’italiana dove non si guarda l’orologio, ma si sta veramente insieme per la gioia di condividere degli attimi e creare delle memorie senza stress”.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Linda Verzani

Immagini askanews

Wsj: ecco come l’Europa lavora alla "de-americanizzazione"

Roma, 6 lug. (askanews) – I leader europei hanno iniziato a discutere in modo sempre più esplicito come ridurre la dipendenza dagli Stati uniti, dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa bianca e una serie di crisi che hanno incrinato il rapporto transatlantico. Lo scrive il Wall Street Journal, ricostruendo riunioni riservate tra capi di governo, ministri e alti funzionari europei.

Secondo il quotidiano, uno dei momenti chiave è stata una riunione d’emergenza del Consiglio europeo a Bruxelles, convocata a gennaio dopo le minacce di Trump sulla Groenlandia. L’incontro, durato ore e descritto da alcuni partecipanti come una “therapy night”, aveva un tema di fondo: come gestire un possibile distacco dall’America.

“Stiamo tirando qui la linea”, avrebbe detto il presidente francese Emmanuel Macron, sostenendo che l’eccessiva dipendenza europea dagli Stati uniti fosse ormai un rischio per la sicurezza. Secondo il Wsj, in quel momento soldati francesi erano in Groenlandia accanto alle forze speciali danesi, in un contesto di tensione con Washington.

Nel confronto, diversi leader avrebbero accusato l’amministrazione Trump di essere più interessata ad accordi su miniere ed energia che al ruolo tradizionale degli Stati uniti nella sicurezza occidentale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe inizialmente dissentito, sostenendo che Trump, pur non piacendo a molti leader europei, potesse ancora essere convinto con il dialogo. Ma dopo gli attacchi americani contro l’Iran e il conseguente rialzo dei prezzi energetici, anche Meloni avrebbe rivisto il suo giudizio, affermando che Trump “non è ragionevole”.

Il Wsj scrive che le discussioni riservate indicano l’avvio di un esperimento senza precedenti di “de-americanizzazione”. Autorità di Paesi come Francia e Paesi bassi starebbero rimuovendo in modo discreto tecnologie statunitensi dai propri sistemi, adottando software open source europei e invitando i funzionari pubblici a non usare più Microsoft Teams o Office.

Parallelamente, i governi europei starebbero studiando dove conservare i dati, come processare i pagamenti in caso di nuove tensioni con Washington e quanto le armi prodotte negli Stati uniti possano funzionare senza autorizzazione americana. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da tecnologia, infrastrutture digitali e potenza militare statunitensi senza provocare una rottura aperta con Washington.Un ruolo centrale, secondo il giornale, è stato assunto dal primo ministro canadese Mark Carney, che avrebbe avvertito diversi leader europei che “la vecchia America non tornerà”. Carney avrebbe spinto gli alleati a considerare la dipendenza dagli Stati uniti non come un problema temporaneo legato a Trump, ma come una vulnerabilità strutturale.

La linea di Carney si contrappone a quella del segretario generale della Nato Mark Rutte, impegnato a preservare l’Alleanza mantenendo Trump coinvolto attraverso una strategia di elogi pubblici e concessioni politiche. Il Wsj parla di “flattery diplomacy”, una diplomazia dell’adulazione usata per dare a Trump una vittoria visibile, in particolare sull’aumento della spesa militare europea.

Rutte avrebbe insistito con i leader Nato sulla necessità di accettare il nuovo obiettivo del 5% del Pil per la difesa entro il 2035, spiegando che il numero era la vittoria di cui Trump aveva bisogno. Dopo resistenze di vari Paesi, tra cui Belgio, Slovacchia e soprattutto Spagna, il vertice dell’Aja aveva consentito a Trump di rivendicare un risultato politico: l’Alleanza, aveva detto il presidente, non era più una fregatura per gli Stati uniti.

Ma secondo il Wsj, la strategia degli elogi ha mostrato limiti crescenti. Dopo il vertice tra Trump e Vladimir Putin in Alaska, ad agosto, i leader europei si sono allarmati per l’apertura del presidente americano a un piano russo per l’Ucraina più vicino alle posizioni di Mosca che a quelle europee. Macron avrebbe quindi spinto, in una chat criptata con altri leader, per una missione comune a Washington a sostegno di Volodymyr Zelensky.

Sei tra presidenti e primi ministri europei, insieme a Rutte e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, si sono recati alla Casa bianca per cercare di influenzare Trump. Ma, scrive il quotidiano, l’intervento avrebbe prodotto solo una tregua temporanea. Nel giro di poche settimane, Trump sarebbe tornato a esprimere dubbi sulle possibilità ucraine e a considerare un piano russo che includeva opportunità per imprese statunitensi.

Per alcuni partecipanti, l’esperienza avrebbe mostrato quanto poco peso abbiano ormai gli alleati più stretti degli Stati uniti sull’amministrazione americana, anche quando si presentano insieme. Secondo una valutazione dell’MI6 citata dal Wsj, la diplomazia dell’adulazione sarebbe ormai soggetta alla “legge dei rendimenti decrescenti” dell’economista David Ricardo, secondo la quale in un sistema produttivo generico, a ogni apporto di un fattore qualsiasi – l’adulazione, in questo caso – non corrisponde un incremento di produzione proporzionalmente crescente.

Siria, Bismuth: preoccupante che Occidente dia credito ad al Sharaa

Roma, 6 lug. (askanews) – “È preoccupante che alcuni leader occidentali, anche tra i nostri amici più stretti, concedano credibilità a un terrorista”, ha dichiarato oggi Boaz Bismuth, Presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset israeliana, parlando del presidente siriano Ahmad al Sharaa durante un briefing con una delegazione di giornalisti italiani a Gerusalemme.

“Finché Al-Jolani (nome di guerra di al Sharaa, ndr) sarà lì, devo dirvi che io, personalmente, sono preoccupato” ha affermato il parlamentare israeliano, aggiungendo la propria sorpresa rispetto al fatto che l’Occidente gli stia dando credito.

“È preoccupante, è preoccupante, che alcuni leader dell’Occidente, persino tra i nostri buoni amici, diano credito a un terrorista. E io non aggiungerò il prefisso ex alla parola terrorista, nel senso di ‘terrorista ieri ma non oggi'” ha osservato Bismuth, specificando che “un terrorista è un terrorista, oggi come domani”.

“Questo è qualcosa di molto chiaro, ed è per questo che i miei soldati sono lì: per proteggerci”, ha concluso il parlamentare israeliano.

Poste Italiane svetta anche in tempo di saldi

Roma, 6 lug. (askanews) – Estate tempo di saldi, offerte e sconti. Poste Italiane si contraddistingue come punto di riferimento nello shopping, soprattutto digitale, con oltre 29 milioni di carte emesse e quasi 15 milioni di wallet. Nel 2025 sono state registrate circa 3,4 miliardi di transazioni con carte Postepay, e ben 795 milioni per operazioni e-commerce. Un fenomeno, quello degli acquisti online, che aumenta sempre di più e favorisce lo sviluppo della logistica: solo nei primi tre mesi del 2026, Poste Italiane ha consegnato 89 milioni di pacchi (+14,6% a/a). Il servizio del TG Poste.

Mondiali, Trump: "Non ho nulla a che fare" con decisione su Balogun

New York, 06 lug. (askanews) – Il presidente americano, Donald Trump, prende le distanze dalla decisione della Fifa di annullare la squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun. Parlando dalla Casa Bianca in riferimento al cartellino rosso comminato e poi rimosso, il leader Usa ha detto: “Posso solo dire questo: non ho avuto nulla a che fare con la decisione. Ho solo detto che ci sarebbe dovuta essere una revisione perché ho visto la partita. Non ha fatto nulla di sbagliato. Se lo avesse fatto, la penserei diversamente probabilmente. Se avesse dato un pugno in faccia, se avesse fatto qualcosa di sbagliato…”. Trump è tornato a lodare il presidente della Fifa, Gianni Infantino, dicendo che “è brillante in quel che fa”.

Ciclismo, Pogacar prende tappa e maglia gialla

Roma, 6 lug. (askanews) – Stavolta Tadej Pogacar non fa regali. Lo sloveno mette a lavorare la sua squadra per tutta la tappa, sfrutta il lavoro di Del Toro negli ultimi km in salita, lo stacca nel finale e vince sul traguardo di Les Angles, la terza tapa del Tour de France, primo arrivo in terra francese della Grande Boucle 2026. Lo sloveno conquista anche la maglia gialla, strappandola a Vingegaard: i due però hanno lo stesso tempo nella classifica generale, ma la somma dei piazzamenti nelle prime tre tappe premia lo sloveno.

Tennis, Jasmine Paolini ai quarti a Wimbledon

Roma, 6 lug. (askanews) – Jasmine Paolini torna ai quarti di finale di Wimbledon. L’azzurra ha battuto Alexandra Eala con il punteggio di 6-4, 4-6, 6-3. Una partita divisa in più parti: Jasmine ha conquistato il primo set per 6-4 grazie al break decisivo nel decimo gioco. Con questo successo, Jasmine raggiunge i quarti di finale di uno Slam per la terza volta in carriera (la seconda ai Championships). Sfiderà l’ucraina Marta Kostyuk per un posto in semifinale.

“Tornare a giocare i quarti a Wimbledon è una grande sensazione – afferma – Entrare su questo campo è qualcosa di speciale. Non c’è nulla di meglio che giocare a tennis in questa atmosfera fantastica. Mi sono sentita fortunata di poter giocare sul Centrale. Grazie al mio idolo Federer di essere qua, mi sono detta di stare concentrata e di non pensare che lui fosse qui a vedere la mia partita. Voglio ringraziare il pubblico, questo torneo è così speciale anche per voi”. Sull’inizio del torneo, in cui ha perso il primo set per 6-0 contro Montgomery: “Dopo il primo set del primo turno ho detto: ‘Peggio di così non può andare’. Dunque sono rimasta lì, game dopo game. L’erba è una superficie un po’ strana: magari la puoi odiare, ma quando la conosci bene vuoi continuare a giocarci”. Sul suo 2026: “Per me è stato un anno duro. Ci sono stati momenti difficili, ma abbiamo lavorato con il team che mi ha aiutato tanto. Match dopo match mi sento meglio, penso di essere sulla strada giusta. Ora devo pensare positivo, divertirmi e amare il mio tennis”.

Calcio, De Laurentiis: "Non serve mercato, tanti in uscita"

Roma, 6 lug. (askanews) – Il Napoli non dovrebbe intervenire sul mercato in entrata, ma prepararsi a diverse cessioni. È la linea tracciata dal presidente Aurelio De Laurentiis durante la presentazione delle maglie della stagione 2026/27, evento organizzato a bordo della nave MSC World Europa.

“Il mercato? Non dovremmo comprare nessuno. E tanti andranno via”, afferma il presidente, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso della conferenza stampa.

De Laurentiis ribadisce la necessità di un confronto con il nuovo allenatore prima di eventuali operazioni. “Abbiamo 47 calciatori e dobbiamo sistemarne almeno 25 prima di parlare di acquisti. Se in ogni ruolo abbiamo due o tre alternative, è giusto capire cosa intende fare l’allenatore con i giocatori che già abbiamo. Il signor Allegri è anche un aziendalista, andremo molto d’accordo”.

Il numero uno azzurro sottolinea inoltre l’obiettivo di mantenere sostenibilità e competitività. “Il mio orgoglio più grande è aver reso questo club competitivo ma sostenibile”, dice, evidenziando il percorso del Napoli dalle categorie inferiori fino ai successi recenti.

Ampio spazio anche al futuro delle infrastrutture. “Stadio e centro sportivo sono fondamentali. Ci lavorerò giorno e notte come ho sempre fatto”, afferma De Laurentiis, lamentando il divario economico con i principali club italiani.

Nel suo intervento, il presidente cita anche l’esperienza negli Stati Uniti e alcune riflessioni sul sistema calcistico internazionale, soffermandosi sugli stadi e sui modelli organizzativi.

Durante l’evento è intervenuta anche Valentina De Laurentiis, che ha illustrato il concept della nuova maglia del centenario, ispirata alle divise storiche degli anni Ottanta e al primo scudetto, con elementi simbolici come il “Corsiero del Sole”, il numero 100 e il simbolo dell’infinito.

La presentazione si inserisce nel programma delle celebrazioni per il centenario del club, che prevede iniziative durante tutta la stagione, eventi pubblici e un progetto cinematografico dedicato alla storia della società.

Tennis, Cobolli show: "Non ho una casa, qualcuno può prestarmela?

Roma, 6 lug. (askanews) – “Mi sentivo stanco, sono contento di aver vinto in 3 perché è caldo ed è meglio risparmiare le energie. Grazie al pubblico per essere qui sotto il sole. Sono orgoglioso di me stesso e felice per la vittoria”. Così Flavio Cobolli nelle interviste a caldo a Wimbledon dopo la vittoria che gli è valsa i quarti di finale. “Rispetto Alex come persona e come giocatore, è molto complicato giocarci contro – continua – Nella pausa abbiamo chiacchierato un po’ e del caldo. Guarderò la partita come al solito con un bel gelato, stasera cucina papà pasta pomodoro e cipolla. Magari guardiamo qui i Mondiali, c’è Spagna-Portogallo. Dobbiamo trovare una casa perché al momento non ce l’abbiamo ancora, i bagagli sono fatti nell’altra: qualcuno ha una casa da prestare?”.

Calcio, Amorim a Milano: "È un onore, sono qui per vincere"

Roma, 6 lug. (askanews) – Comincia ufficialmente l’avventura di Ruben Amorim sulla panchina del Milan. Il tecnico portoghese è arrivato a Milano, atterrando nel primo pomeriggio all’aeroporto di Linate, dove ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da allenatore rossonero, esprimendo entusiasmo e determinazione per la nuova esperienza.

“Sono davvero molto felice di essere qui. È un onore essere l’allenatore del Milan”, ha detto Amorim, ricordando come il club rossonero abbia sempre rappresentato qualcosa di speciale. “Se vedete una mia vecchia intervista, dicevo che questo è un club speciale per me”.

Il tecnico ha definito quella al Milan una sfida ancora più impegnativa rispetto alla precedente esperienza al Manchester United. “Dopo l’ultima volta mi sono detto di scegliere sfide meno impegnative, eppure eccomi qui: è una sfida ancora più grande. Ma sono orgoglioso di essere qua. Ora voglio lavorare con il mio staff e i miei giocatori”.

Alla domanda sugli obiettivi, Amorim non si è nascosto. “Non puoi venire al Milan senza questa mentalità. Abbiamo tanto da fare, ma se sei l’allenatore del Milan devi giocare per vincere”.

Il nuovo allenatore è già al lavoro da settimane insieme alla dirigenza sulla costruzione della squadra, mantenendo contatti costanti con il club e con alcuni giocatori della rosa. L’arrivo in Italia segna ora l’inizio della fase operativa del progetto tecnico, con i primi incontri a Milanello e la preparazione della nuova stagione.

Cinema, torna il Puntasacra Film Fest: apre Renato Zero il 9 luglio

Roma, 6 lug. (askanews) – Torna il Puntasacra Film Fest; la manifestazione, giunta quest’anno alla sua quinta edizione, prenderà il via giovedì 9 luglio all’Idroscalo di Ostia alla presenza dell’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio e proseguirà fino a sabato 18 luglio con l’aggiunta di una serata speciale domenica 19 luglio dedicata a Ettore Scola, nel decimo anniversario della scomparsa: undici serate a ingresso gratuito tra cinema, letteratura e racconti del nostro tempo.

A inaugurare il festival sarà Renato Zero che presenterà al pubblico il film “Ciao Nì” diretto da Paolo Poeti e da lui interpretato nel 1979 in un ruolo sorprendente. Tanti gli ospiti attesi all’Idroscalo, tra gli altri Carlo Verdone, Benedetta Porcaroli, Riccardo Milani, Pippo Mezzapesa, Paolo Strippoli, Anna Ferzetti, Umberto Carteni, Gaja Cenciarelli, Romana Maggiora Vergano, Silvia Scola e, grazie alla rinnovata collaborazione con Letterature Festival e Fondazione Bellonci, il vincitore del Premio Strega 2026. Un appuntamento quest’ultimo che si inserisce nel percorso promosso da Roma Capitale per rendere il Premio Strega un’esperienza sempre più condivisa e accessibile, capace di raggiungere il maggior numero possibile di cittadine e cittadini.

A cinque anni dalla sua nascita, il festival estivo ideato da Alice nella Città e nato dal dialogo dei due direttori Fabia Bettini e Gianluca Giannelli con Francesca Mazzoleni, è diventato molto più di un’arena estiva: è un luogo dove il cinema incontra una comunità e dove ogni estate l’Idroscalo di Ostia si trasforma in uno spazio di dialogo tra artisti, abitanti e pubblico.

Fondamentale, in questo percorso, è il sostegno dell’Assesorato alla Cultura di Roma Capitale e del Municipio Roma X, che fin dalla sua nascita hanno scelto di accompagnare il Puntasacra Film Fest facendosi testimoni e partner di un progetto profondamente legato al territorio. Un impegno che, grazie al lavoro dell’Assessore alla Cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria Massimiliano Smeriglio e del presidente del Municipio Roma X Mario Falconi, si sta traducendo nella capacità di coinvolgere e mettere in relazione un numero sempre maggiore di realtà culturali nazionali e del territorio, allargando l’eco del progetto e aprendo la strada a nuove collaborazioni. È proprio in questa dimensione collettiva che Puntasacra continua a crescere: nella convinzione che la cultura possa diventare uno strumento concreto di connessione, capace di far dialogare esperienze, energie e competenze diverse e di costruire, insieme, nuove opportunità per il territorio e per chi lo abita.

Dopo l’apertura con Renato Zero, venerdì 10 luglio sarà la volta di Benedetta Porcaroli. L’attrice presenterà “Il rapimento di Arabella” di Carolina Cavalli, un racconto delicato sull’identità e sul senso di inadeguatezza, in cui l’incontro inatteso con una bambina diventa l’occasione per interrogarsi sulla propria vita e su ciò che la protagonista avrebbe voluto essere.

Sabato 11 luglio il Puntasacra Film Fest celebra uno dei capolavori dell’animazione mondiale nel suo 45esimo anniversario, “Conan, il ragazzo del futuro” del maestro Hayao Miyazaki, una storia di rinascita, solidarietà e futuro, temi profondamente vicini allo spirito del festival e al luogo che lo ospita. Domenica 12 luglio il regista Riccardo Milani presenterà il restauro in 4k di “Il posto dell’anima”, intenso racconto corale sulla dignità del lavoro, la solidarietà operaia e la battaglia di una comunità contro la chiusura della propria fabbrica.

Lunedì 13 luglio sarà la volta del film rivelazione “Gioia mia”, opera prima di Margherita Spampinato che lo presenterà al pubblico. Al centro, l’incontro tra il piccolo Nico, cresciuto in un mondo moderno e iperconnesso, e l’anziana zia Gela, custode di un universo antico e lontano: due mondi e due generazioni agli antipodi che, nello spazio di un’estate, scopriranno un legame profondo e inatteso. Martedì 14 luglio l’attrice Anna Ferzetti, il regista Umberto Carteni e la scrittrice Gaja Cenciarelli presenteranno “Domani interrogo”. Attraverso il rapporto tra un’insegnante e una classe difficile di una periferia romana, il film riflette con sensibilità sul valore dell’educazione, della fiducia e sull’importanza delle seconde occasioni.

Il Puntasacra Film Fest ospiterà, mercoledì 15 luglio, il vincitore o la vincitrice dell’80esima edizione del Premio Strega 2026, alla presenza dell’assessore Massimiliano Smeriglio. Giovedì 16 luglio arriverà all’Idroscalo Carlo Verdone che incontrerà il pubblico prima della proiezione di “Gallo Cedrone”, film girato in parte anche a Ostia. Attraverso il personaggio di Armando Feroci, imprenditore coatto romano, il film alterna comicità e malinconia, raccontando con ironia il desiderio di riscatto e le contraddizioni dell’Italia degli anni Novanta.

Il regista Paolo Strippoli e l’attrice Romana Maggiora Vergano presenteranno, venerdì 17 luglio, “La valle dei sorrisi”, film in cui l’horror viene usato come strumento per esplorare il dolore, il bisogno di appartenenza e le fragilità umane. Sabato 18 luglio Pippo Mezzapesa presenterà il docufilm “King Marracash”, un ritratto intimo del cantante Marracash che ripercorre il suo viaggio umano e artistico, mostrando le fragilità e le contraddizioni dietro il successo. La manifestazione dedica una serata speciale domenica 19 luglio a Ettore Scola, nel decimo anniversario della scomparsa, con la proiezione di “Brutti, sporchi e cattivi”, film profondamente legato all’Idroscalo di Ostia, dove furono girate alcune delle sue scene più celebri. Il film sarà introdotto dalla figlia del regista Silvia Scola.

Caldo, Calderone: aperti a sindacati per altre tutele lavoratori

Milano, 6 lug. (askanews) – “C’è la nostra massima disponibilità a individuare altre forme di tutela, di concerto con le parti sociali, perchè è una stagione di confronto che sta portando dei risultati importanti”. Lo ha detto la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, a margine di un evento di Noi Moderati a Milano, a proposito dei provvedimenti a sostegno dei lavoratori più esposti ai rischi del caldo.

“Siamo intervenuti già nel corso dello scorso anno quando con le parti sociali si è siglato il protocollo caldo, che è stato recepito anche nell’ambito di un decreto ministeriale a mia firma – ha ricordato la ministra – Poi, per quanto riguarda il 2026 abbiamo confermato l’impegno e soprattutto la strategia per il sostegno al reddito per i lavoratori e le lavoratrici che lavorano in condizioni di esposizione al caldo”.

“Confermiamo la cassa integrazione, in aggiunta a quelli che sono gli interventi previsti per legge quando si tratta di eventi oggettivamente non evitabili e ovviamente la confermiamo anche per gli operai a tempo determinato dell’agricoltura che, così come ci avevano chiesto i sindacati, abbiamo già fatto lo scorso anno, diamo continuità ai nostri interventi”, ha concluso Calderone.

Mondiali, il Belgio presenta reclamo sul caso Balogun

Roma, 6 lug. (askanews) – La Federcalcio belga (RBFA) alza ulteriormente il livello dello scontro con la Fifa sul caso Folarin Balogun e annuncia di contestare formalmente l’idoneità dell’attaccante degli Stati Uniti a disputare la prossima partita del Mondiale, denunciando presunte irregolarità nella gestione della vicenda disciplinare.

In una nota ufficiale, la federazione belga spiega di aver chiesto alla Fifa una copia della decisione che ha sospeso la squalifica automatica del giocatore, insieme a una spiegazione della procedura seguita e dei regolamenti applicati, dopo aver appreso la notizia attraverso gli organi di informazione.

Secondo la RBFA, la risposta della Fifa si è limitata a comunicare che la richiesta sarebbe stata considerata come un ricorso, con la nomina di un giudice e la concessione di poche ore di tempo per completare la procedura, senza però fornire alcuna motivazione della decisione.

La federazione belga sostiene che, in base agli stessi regolamenti Fifa, un ricorso è ammissibile soltanto dopo la comunicazione delle motivazioni della decisione contestata. “Mentre la RBFA si limitava a chiedere spiegazioni legittime, la Fifa stessa ha creato un ricorso, garantendone immediatamente l’inammissibilità”, si legge nel comunicato.

La nota denuncia inoltre un’altra presunta anomalia organizzativa. Durante la riunione di coordinamento della partita, la Fifa avrebbe omesso la consueta sezione dedicata alla sospensione automatica dei calciatori espulsi, presente invece in tutte le precedenti riunioni tecniche del torneo. Anche su questo punto, riferisce la RBFA, le richieste di chiarimento formulate sia verbalmente sia per iscritto sarebbero rimaste senza risposta.

La federazione precisa di non aver ancora ricevuto alcuna decisione ufficiale né spiegazioni dalla Fifa sulla vicenda e, proprio per questo motivo, ritiene di non avere altra alternativa se non quella di contestare l’idoneità di Balogun a prendere parte alla prossima gara.

Pur sottolineando che il reclamo prescinde dall’esito sportivo dell’incontro, la RBFA esprime “profonda preoccupazione” per la gestione dell’intera vicenda e assicura che continuerà a difendere “i principi fondamentali di etica, della concorrenza leale e gli interessi del calcio nel suo complesso”.

Mondiali, Uefa contro Fifa su caso Balogun: "Rischio credibilità"

Roma, 6 lug. (askanews) – La Uefa attacca duramente la Fifa per la decisione di sospendere con la condizionale la squalifica di Folarin Balogun, espulso nei sedicesimi di finale del Mondiale contro la Bosnia e reso così disponibile per la successiva sfida degli ottavi contro il Belgio.

In una nota ufficiale, la federazione europea parla di “linea rossa oltrepassata” e mette in discussione la gestione disciplinare del torneo. “Il calcio, come ogni altro sport, si fonda sulle regole, che costituiscono la base di una competizione leale, onesta e trasparente. Talvolta le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso, no”, si legge nel comunicato.

Secondo la Uefa, la squalifica automatica minima di una giornata dopo un’espulsione rappresenta un principio regolamentare vincolante e non una facoltà discrezionale. “Non richiede la decisione di alcun organo competente per entrare in vigore. È un principio sancito dai regolamenti, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel corso di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica”.

La federazione guidata da Aleksander Ceferin sottolinea inoltre il rischio di creare un precedente all’interno della stessa competizione. “Quando la certezza delle regole non è più garantita da chi è chiamato a custodirle, l’integrità del gioco viene messa a rischio e la credibilità della competizione risulta compromessa”.

Nel mirino anche le possibili conseguenze future: “Situazioni analoghe dovranno ora ricevere lo stesso trattamento, con un inevitabile danno per la competizione”. La nota si chiude con un giudizio estremamente severo nei confronti della decisione della Fifa e del presidente Gianni Infantino: “Esprimiamo il nostro sconcerto per una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.

Presidente Macrì: “Leonardo in prima linea su tema cyber sicurezza”

Firenze, 6 lug. (askanews) – “In un contesto geopolitico estremamente complesso, la sicurezza è un tema abilitante e trasversale su cui Leonardo può declinare anche a livello territoriale una forza produttiva notevole. Già in Toscana siamo molto presenti in diverse aree tecnologiche, quello della cyber sicurezza, quello dell’elettronica, quello del settore elicotteri. Siamo presenti a Montevarchi, a Pisa, a Campi Bisenzio e ad Abbadia San Salvatore, ma soprattutto abbiamo a che fare con 240 aziende che lavorano per noi che solo nel 2025 hanno ricevuto ordini per 260 milioni”. Lo ha detto il presidente di Leonardo, Francesco Macrì, a margine dell’assemblea di Confindustria Toscana Centro e Costa a Firenze.

“Si sta parlando – ha aggiunto – di 2500 addetti diretti e 6500, diciamo, dell’indotto, quindi una bella economia che sicuramente potrà godere di un’ulteriore accelerazione che è prevedibile nei prossimi anni. L’Italia, l’Europa e in questo senso anche la Toscana devono raggiungere elevati livelli di autonomia strategica in ambiti tecnologici avanzati. I nostri distretti hanno peculiarità manifatturiere eccellenti e possono dare tanto anche a una grande azienda come Leonardo che oggi è la prima azienda manifatturiera italiana”.

Calcio, Trump conferma: "Ho parlato con Infantino di Balogun"

Roma, 6 lug. (askanews) – Donald Trump conferma di aver parlato con il presidente della Fifa, Gianni Infantino, in merito al caso Folarin Balogun, l’attaccante degli Stati Uniti la cui squalifica automatica dopo l’espulsione è stata sospesa, consentendogli di disputare gli ottavi di finale del Mondiale.

Interpellato dai giornalisti, il presidente degli Stati Uniti risponde affermativamente alla domanda sul colloquio con Infantino. “Sì, l’ho fatto”, afferma, prendendo posizione sull’episodio che ha portato all’espulsione del calciatore. “Non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati”, sostiene Trump.

Il presidente rivolge quindi critiche anche al direttore di gara. “L’arbitro è un po’ sospetto, se guardiamo al suo passato”, dichiara, aggiungendo che “ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere”.

All’indomani della revoca della squalifica, Trump scherza anche con i giornalisti presenti nello Studio Ovale. “Abbiamo qui la stampa. A loro non interessa nulla del calcio. Non faranno domande al riguardo. Non interessa a nessuno, vero?”, dice con tono ironico.

Intanto, secondo quanto riferisce il New York Times, la decisione della Fifa di sospendere la squalifica di Balogun sarebbe arrivata anche in seguito a pressioni esercitate dallo stesso presidente statunitense. L’indiscrezione si inserisce nel clima di forte polemica che ha accompagnato il provvedimento, contestato duramente dalla Uefa e dalla Federcalcio belga, che hanno messo in discussione la correttezza della procedura adottata dalla Fifa.

Calcio, Handanovic dice addio all’Inter dopo 15 anni

Roma, 6 lug. (askanews) – Dopo quasi 15 anni di fila trascorsi in nerazzurro (è arrivato nel 2012), tra periodo da giocatore, poi da osservatore e infine da allenatore della squadra Under 17, arriva l’addio all’Inter di Samir Handanovic. A rendere pubblica la notizia, è stato lo stesso sloveno attraverso un lungo post sul suo profilo Instagram: “Undici anni da giocatore, uno da osservatore e due da allenatore. Non ho mai amato raccontare i percorsi attraverso i numeri. Eppure, mentre si chiude un capitolo lungo quattordici anni, è impossibile non guardare indietro e ripensare a tutto ciò che questo viaggio mi ha dato”. Prosegue quindi così il post di Handanovic: “L’Inter è stata molto più di una squadra: è stata una casa, un luogo di crescita, di sfide, di emozioni e di persone che hanno lasciato un segno nel mio cammino. Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con me questi anni, in ogni ruolo e in ogni momento. Un grazie speciale va ai collaboratori e ai ragazzi che ho avuto il privilegio di allenare nelle ultime due stagioni. Ragazzi a cui mi sono affezionato, che mi hanno dato tanto e con i quali ho potuto mettere la passione per il calcio al primo posto. Si chiude un capitolo importante, ma porto con me ricordi, insegnamenti e gratitudine. Sono pronto ad aprire una nuova pagina con entusiasmo, salutando il mondo nerazzurro con affetto, orgoglio e riconoscenza”.

Rutte: gli attacchi su Kiev dimostrano la "disperazione" di Putin

Roma, 6 lug. (askanews) – Gli attacchi russi su Kiev dimostrano la “disperazione” di Putin. Lo ha affermato il segretario generale della Nato Mark Rutte rispondendo ad Ankara, nella conferenza stampa di presentazione del vertice annuale dell’Alleanza, a una domanda sugli attacchi russi di questa notte su Kiev.

Secondo Rutte questi attacchi dimostrano la “disperazione” di Putin, perché “gli ucraini se la stanno cavando bene sul campo di battaglia”. “Quello che è successo ieri sera è un attacco indiscriminato contro civili innocenti, infrastrutture, città, … con persone uccise”, ma “non è così che la Russia potrà mai vincere questa guerra”, ha sostenuto Rutte.

Lavoro, Inail: nei primi cinque mesi infortuni +5,5% ma casi mortali -4,1%

Roma, 6 lug. (askanews) – Le denunce di infortunio sul lavoro, comprese quelle relative a studenti, pervenute complessivamente all’Inail entro maggio sono state 261.389, in aumento del 5,5% rispetto alle 247.681 dei primi cinque mesi del 2025. I casi mortali sono risultati in diminuzione del 4,1%. Nel periodo considerato sono infatti passati da 386 a 370.

Il confronto con maggio 2025 ha evidenziato per la modalità in occasione di lavoro un aumento degli infortuni del 4,6% e un calo dei decessi del 3%. Per la componente in itinere si è registrato un incremento delle denunce (+9,7%) e un calo dei casi mortali (-9,3%). Le patologie di origine professionale denunciate sono risultate in aumento del 16,8% e pari a 49.522.

Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento a maggio 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 800 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di maggio 2019 alle 715 del 2026, con un calo del 10,6%. Rispetto a maggio 2025 si ha un aumento del 3,6% (da 690 a 715).

I dati mensili diffusi sono provvisori, sottolinea l’Inail, e il loro confronto richiede cautele nelle analisi periodiche di dettaglio, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di picchi occasionali e dei tempi di trattazione delle pratiche. Il confronto effettuato sui primi cinque mesi potrebbe inoltre rivelarsi poco attendibile rispetto alla tendenza che si delineerà nei prossimi mesi. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2026, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro maggio sono state 47.748, in aumento del 5,7% rispetto alle 45.159 dei primi cinque mesi del 2025. Delle circa 48mila denunce di infortunio, 463 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 54% rispetto a maggio 2025. L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 18% del totale delle denunce registrate a maggio 2026. Il 42% interessa le studentesse (+5,3% tra il 2025 e il 2026), il 58% gli studenti (+6,0%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi. La Lombardia è la regione che presenta più denunce (24% del totale nazionale. Dieci i casi mortali denunciati all’Inail entro maggio (erano otto nel 2025).

Orsini rilancia allarme sui costi dell’energia: "Tema di sicurezza nazionale"

Firenze, 6 lug. (askanews) – “Il costo dell’energia per noi è un tema di sicurezza nazionale. Oggi i primi due Paesi europei più produttivi, Italia e Germania, sono quelli che la pagano di più. Gli imprenditori vanno da un’altra parte perché altrove costa la metà, e se chi consuma muore, non rimane neanche chi produce”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo a Firenze all’assemblea di Confindustria Toscana Centro e Costa. Per superare lo stallo delle autorizzazioni sulle rinnovabili, Orsini ha ribadito una proposta diretta al Governo: “suggerirò al Presidente del Consiglio la nomina di un Commissario all’energia. Abbiamo 4.000 concessioni ferme nei cassetti delle Regioni, per un totale di 134 Gigawatt. Serve un ultimatum: o le sbloccano entro sei mesi, o interviene il Commissario. Se non c’è qualcuno che decide, non si fa nulla”.

Nel delineare il mix energetico ideale, il leader degli industriali ha criticato le posizioni ideologiche sulla transizione ecologica, citando il modello tedesco: “dire che elimineremo subito le fonti fossili grazie alle rinnovabili è una bugia. Il fossile serve da cuscinetto quando non c’è sole o vento. La Germania sta realizzando il più grande impianto termoelettrico della sua storia, nessuno ha rinunciato davvero al gas”. Tra le soluzioni strutturali per abbattere i costi, Orsini ha avanzato un progetto strategico di interconnessione: “dobbiamo fare i compiti a casa. Un progetto percorribile è collegare la Spagna all’Italia con un cavo sottomarino, sfruttando un’eccellenza come Prysmian. Sarebbe come avere due supermercati sotto casa per scegliere dove comprare l’energia: a quel punto anche la Francia abbasserebbe i prezzi”.

Il numero uno di Confindustria ha poi affrontato il tema dell’intelligenza artificiale e non solo in chiave di forte critica alle impostazioni ideologiche della Unione europea. “Scommettiamo che sull’intelligenza artificiale e la robotica arriverà un divieto di utilizzo o un’imposizione tecnologica da parte dell’Europa? Il mondo corre a una velocità diversa e noi rischiamo di stare fuori dalla partita”, ha detto Orsini.

Eppure, ha aggiunto, “per fare un robot umanoide servono 5 mila componenti, quasi come un’autovettura, e l’Italia su questo ha eccellenze assolute: dobbiamo metterci la testa e investire soldi”, ha spiegato Orsini.

“L’Europa oggi ha il progetto più debole e la visione più carente in termini di politica industriale. Sull’intelligenza artificiale il ritardo dell’Italia e dell’Europa rispetto a Cina e Stati Uniti è abissale. Siamo partiti regolamentando e contrastando la IA invece di spingerla. L’Europa deve smettere di produrre regole e ricominciare a produrre prodotti”. Secondo Orsini, gli investimenti europei sul digitale sono largamente insufficienti: “Oggi sul piatto ci sono 280 miliardi di euro divisi per 27 Paesi, ma ne servirebbero almeno 1.200 per fare la differenza”.

Orsini ha poi contestato l’approccio del Green Deal sulle auto elettriche, chiedendo il principio della neutralità tecnologica: “le tecnologie funzionano quando sono fruibili, accessibili e hanno un costo sostenibile. Se le imponi senza avere le infrastrutture e le connessioni necessarie, come dimostrano i recenti blackout nelle grandi città, non crei uno sviluppo ma un danno industriale”.

Orsini ha comunque rivendicato la tenuta del manifatturiero italiano sui mercati esteri: “le nostre esportazioni stanno funzionando bene e registrano un +3,3% a inizio anno. I mercati si dimostrano più forti delle dichiarazioni della politica e dei dazi annunciati: gli americani continuano a comprare italiano perché facciamo prodotti eccellenti. Avvieremo a breve una missione strategica in Brasile e Argentina, un’opportunità che da sola vale oltre 7 miliardi di potenziale export”, ha concluso Orsini.

Vini, tradizione e storia ai piedi del Monte Taburno

Benevento, 6 lug. (askanews) – Alle pendici del Monte Taburno, nel cuore del Sannio beneventano, c’è una storia che unisce oltre cinquant’anni di viticoltura cooperativa e una nuova visione imprenditoriale. È la Cantina del Taburno: fondata nel 1972, oggi raccoglie le uve di circa trecento conferitori, seicento ettari di vigneti distribuiti nei comuni ai piedi del massiccio.

Dal 2023 alla guida c’è Enzo Rillo, imprenditore visionario che ha scelto di investire nella sua terra d’origine, diventando il proprietario della Cantina del Taburno: “Mio padre aveva una piccola azienda agricola, dove siamo nati con tanti sacrifici. Poi ho cambiato tipo di lavoro, ho fatto attività industriale e questo mi hanno permesso di avere una visione generale, nell’ambito nazionale, a questo tipo di attività.”

Qui, tra suoli vulcanici e forti escursioni termiche, nascono i vini simbolo di questa terra: l’Aglianico del Taburno e la Falanghina del Sannio, con la preziosa maestria dell’enologo Raffaele Di Marco.

Un progetto di rilancio da oltre dieci milioni di euro, che punta a portare la produzione dall’attuale milione di bottiglie a cinque milioni nei prossimi anni.

Nuovamente Enzo Rillo: “Noi come Cantina del Taburno abbiamo un patrimonio importante, il patrimonio degli agricoltori che credono in questo progetto e un altro, quello che è il territorio, unico a mio giudizio.”

Ma la storia di Rillo con questa terra comincia prima: nel 2009, quando fonda La Fortezza, sessanta ettari vitati e una cantina scavata interamente nella roccia vulcanica. Al suo interno, un museo unico nel panorama italiano: “Le Emozioni dell’Aglianico”, un percorso multisensoriale nato in sinergia con il Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Ancora Enzo Rillo: “Sono rimasto veramente contento quanto ho visto il popolo di 5 comuni, quelli del Taburno, che hanno reagito in maniera positive per il progetto di questa cantina, di farla rivivere e dove molte persone hanno creato la propria storia all’interno.”

In arrivo nei prossimi due anni: sostenibilità, con trenta ettari già certificati biologici e impianti fotovoltaici; accoglienza, con una nuova area dedicata all’enoturismo; e una presenza che dall’Italia si estende a Europa, Americhe e Asia.

Dal Taburno, il Sannio del vino guarda al mondo senza dimenticare le donne e gli uomini che, vendemmia dopo vendemmia, rendono possibile questa storia.

Hockey Prato, a Roma European Qualifer: Azzurri a caccia Pool A 2027

Roma, 6 lug. (askanews) – È un vero e proprio appuntamento con la storia (sportiva) quello che attende la nazionale italiana maschile di Hockey su Prato, impegnata dal 9 al 12 luglio negli European Qualifier, che si svolgeranno proprio in Italia, a Roma, presso il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti. L’Italia – si legge in una nota – ha infatti l’occasione di qualificarsi per la Pool A dell’Hockey continentale e partecipare agli Europei che si svolgeranno dal 28 luglio all’8 agosto 2027 a Londra. La capitale britannica in quelle date ospiterà sia l’Europeo maschile sia quello femminile: le azzurre sono già qualificate e l’Italia punta a essere presente in Inghilterra con una storica accoppiata, Femminile-Maschile.

Ai Qualifier di Roma, oltre all’Italia (n. 27 al mondo), parteciperanno Scozia (17), Ucraina (29), Repubblica Ceca (31), Svizzera (39), Turchia (41), Croazia (43), Portogallo (57). Di queste otto squadre, le prime due classificate otterranno il pass per gli Europei del 2027.

La formula del torneo, ricorda la nota, prevede l’eliminazione diretta: giovedì 9, nella giornata inaugurale, l’Italia affronta l’Ucraina (h. 18.30, accesso libero e gratuito) e chi vince gioca la semifinale il giorno successivo (h. 18.30) contro la vincente di Repubblica Ceca-Portogallo. Finale per il primo e secondo posto in calendario alle 16 di domenica 12. A norma di regolamento ogni squadra perdente un incontro gioca con le altre sconfitte nelle sfide piazzamento, per determinare una classifica (primo-ottavo posto) utile ai fini del ranking.

La manifestazione è realizzata con il contributo del Ministro per lo Sport e i Giovani. Gli European Qualifier nascono nel 2024, quando per decisione della Federazione Europea gli Europei di Pool A (dopo 10 edizioni) vengono allargati da 8 a 12 squadre a partire dal 2027 e il torneo di qualificazione diventa così l’occasione per completare il quadro delle partecipanti, composto da Germania (vincitrice dell’Europeo nel 2025), Olanda, Spagna, Francia, Belgio Inghilterra, Polonia, Austria e da Galles e Irlanda, rispettivamente prima e seconda classificate negli Europei di Pool B del 2025.

“I Qualifier di Roma sono un’occasione importante per tutto il movimento e la squadra ha tutta la nostra fiducia”, ha dichiarato Sergio Mignardi, presidente della Federazione Italiana Hockey, “Giocheremo in casa e invito famiglie e appassionati a raggiungere il CPO Giulio Onesti per sostenere la Nazionale Italiana e guardare del grande Hockey Internazionale. La Federazione si è impegnata dal punto di vista organizzativo e siamo sicuri che sarà un magnifico evento”.

Auto, Aniasa-Dataforce: noleggio fa 1 immatricolazione su 3 in Italia

Roma, 6 lug. (askanews) – Il noleggio continua a mantenere una posizione importante sul mercato dell’auto in Italia: la quota di questo comparto è infatti del 33,1% sul totale delle immatricolazioni nazionali. Nel secondo trimestre 2026, un veicolo su 3 risulta dunque essere immatricolato sui canali del noleggio. Lo riporta una analisi condotta da ANIASA e Dataforce, secondo cui il dato è confermato anche su base semestrale: da gennaio a giugno la quota del noleggio si attesta al 33,4%, in crescita di quasi 4 punti percentuali rispetto a dicembre 2025 (quota al 29,6%).

Sul periodo aprile-giugno 2026 l’analisi riporta un trend di crescita sostanzialmente positivo per le immatricolazioni a noleggio: +3,3%, grazie all’eccellente risultato del “breve termine” (+23,7%), mentre il “lungo termine” accusa una flessione (-4,1%), riferisce un comunicato.

I dati indicano un aumento complessivo nei volumi di oltre 5.000 unità, con un totale di quasi 166.000 immatricolazioni. Sono ben 10.000 le targhe aggiuntive del noleggio a breve termine (di cui quasi 9.000 vetture), mentre il noleggio a lungo termine accusa una flessione di quasi 5.000 immatricolazioni (circa 1.000 auto e 4.000 veicoli commerciali in meno).

Tra le tendenze principali di questo secondo trimestre 2026, si legge, occorre segnalare un sempre più evidente passaggio del noleggio alle tipologie di alimentazione più ecologiche, nonostante la stabilizzazione delle immatricolazioni di auto elettriche (che invece crescono sensibilmente nel mercato complessivo, grazie all’accelerazione delle consegne ai privati che avevano usufruito degli eco-bonus di fine 2025).

L’alimentazione in maggiore evidenza è quella ibrida plug-in (+55,8%), che nel noleggio a lungo termine si posiziona ormai al terzo posto dopo il benzina (mild hybrid compreso) e il diesel, a cui però si sta avvicinando molto rapidamente nei volumi. Full Hybrid, elettrico e ibrido plug-in nel secondo trimestre hanno conquistato nel NLT una quota di mercato del 35%. Anche tra i veicoli commerciali la crescita delle immatricolazioni di ibridi “veri” (full e plug-in hybrid) è accelerata, ma la quota di mercato rimane modesta (attorno al 5%) a causa della scarsità di modelli a listino, almeno per il momento.

La tendenza alla diffusione di vetture plug-in hybrid è evidente anche nel comparto del noleggio a breve termine, dove le immatricolazioni del trimestre sono più che triplicate e rappresentano ormai la seconda tipologia di alimentazione più diffusa, avendo sorpassato di slancio sia il diesel, sia i modelli full hybrid.

In ambito vetture, prosegue l’analisi Aniasa-Dataforce, continua l’emorragia delle immatricolazioni di modelli a gasolio (-17,6%), che ormai detengono una quota di mercato del 23,2% nel noleggio a lungo termine, mentre nel breve termine le nuove di automobili diesel sono salite dell’8,9%, ma con un tasso di crescita di meno della metà rispetto al mercato del NBT.

In libreria "Il caso Cobain – Indagine su un suicidio sospetto"

Roma, 6 lug. (askanews) – “Il caso Cobain – Indagine su un suicidio sospetto” è il nuovo libro di Epìsch Porzioni, disponibile dall’8 luglio e pubblicato da Il Castello nella collana Chinaski.

A oltre trent’anni dalla morte di Kurt Cobain, leader dei Nirvana e icona della scena grunge, il volume prende le mosse da una recente indagine condotta da un team forense statunitense che ha riportato l’attenzione su alcuni aspetti controversi della versione ufficiale del suicidio. Senza sostenere tesi definitive né avallare ipotesi di omicidio, Porzioni ricostruisce la vicenda attraverso un lavoro di ricerca che intreccia biografia, cronaca, documenti, testimonianze e analisi investigative, invitando il lettore a distinguere con chiarezza tra fatti accertati, ipotesi e speculazioni. L’opera si apre con la ricostruzione del ritrovamento del corpo di Cobain nell’aprile 1994 e delle indagini condotte dalla polizia di Seattle, per poi analizzare gli elementi che negli anni hanno alimentato dubbi e discussioni: la lettera d’addio, l’assenza di impronte digitali sull’arma, le elevate concentrazioni di eroina nel sangue, alcune incongruenze investigative, le testimonianze discordanti e gli studi forensi emersi successivamente. L’autore prende in esame anche il ruolo dei media e degli investigatori indipendenti nella costruzione del racconto pubblico di una vicenda che continua a suscitare interesse. Accanto all’indagine sulla morte, il libro dedica ampio spazio alla biografia di Cobain: l’infanzia difficile ad Aberdeen, il divorzio dei genitori, il senso di emarginazione, il bullismo, i problemi di salute mentale, l’abuso di sostanze e la scoperta della musica come strumento di riscatto. Viene ripercorsa anche l’ascesa dei Nirvana, il successo planetario di Nevermind e il crescente disagio provocato dalla fama, dalla pressione mediatica e dalla dipendenza dall’eroina. Una sezione significativa è riservata a Courtney Love, della quale Porzioni ricostruisce il percorso personale e analizza criticamente le numerose dichiarazioni rilasciate negli anni, senza intenti accusatori ma nel tentativo di offrire un quadro il più possibile completo. Ne emerge un saggio che fonde storia del rock, biografia e true crime. Pur ritenendo il suicidio la spiegazione più plausibile, l’autore sostiene che il caso presenti ancora interrogativi meritevoli di approfondimento, proponendo una rilettura critica di uno degli episodi più discussi della musica contemporanea.

Cina-Usa, Xi rompe la consuetudine e fa auguri a Trump per il 4 luglio

Roma, 6 lug. (askanews) – Il presidente cinese Xi Jinping ha inviato un messaggio di congratulazioni al presidente statunitense Donald Trump per la festa dell’Indipendenza degli Stati uniti, in una scelta che segna uno scostamento dalla consuetudine diplomatica di Pechino. Lo ha riferito la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning.

“Quest’anno ricorre il 250esimo anniversario dell’indipendenza degli Stati uniti. Il presidente Xi Jinping, a nome del governo cinese e del popolo cinese, ha già inviato un messaggio di congratulazioni al presidente statunitense Trump”, ha detto Mao oggi a Pechino.

Pechino di norma non pubblicizza messaggi presidenziali di auguri per il 4 luglio. Il gesto di Xi arriva però dopo una serie di iniziative diplomatiche volte a stabilizzare le relazioni, ancora molto volatili, tra le due maggiori economie mondiali.

Durante un vertice a Pechino a maggio, Xi aveva già richiamato il valore simbolico dell’anniversario, dicendo a Trump che “gli interessi comuni tra Cina e Stati uniti sono più grandi delle nostre differenze”. Nei colloqui, il leader cinese aveva insistito sull’importanza della cooperazione rispetto al confronto e sulla necessità di evitare la cosiddetta “trappola di Tucidide”, la teoria secondo cui il rischio di conflitto cresce quando una potenza emergente minaccia di sostituire una potenza consolidata.

In passato la Cina si era generalmente limitata a inviare diplomatici ai ricevimenti organizzati dall’ambasciata statunitense a Pechino per la festa dell’Indipendenza. Il viceministro degli Esteri Ma Zhaoxu ha partecipato all’evento sia quest’anno sia lo scorso anno.

Un precedente risale al 5 luglio 2001, quando l’allora presidente cinese Jiang Zemin, in una telefonata con il presidente statunitense George W. Bush, rivolse le sue congratulazioni al governo e al popolo americano per l’Indipendenza. Le interazioni celebrative tra Pechino e Washington si sono di solito concentrate più sulla storia diplomatica comune che sulle ricorrenze interne statunitensi. Ad aprile Xi aveva inviato una lettera per il 55mo anniversario della “diplomazia del ping pong”, mentre nel gennaio 2024 aveva scambiato messaggi con l’allora presidente Joe Biden per il 45esimo anniversario dell’istituzione delle relazioni diplomatiche formali tra Cina e Stati uniti.

Dopo la vittoria elettorale di Trump nel novembre 2024, Xi gli aveva inviato un messaggio di congratulazioni, invitando i due Paesi a trovare “il modo giusto di andare d’accordo”.

I messaggi formali della Cina per feste nazionali o giorni dell’indipendenza sono solitamente riservati a un numero limitato di Paesi. Xi e il presidente russo Vladimir Putin, per esempio, si scambiano regolarmente messaggi personali in occasione delle rispettive ricorrenze nazionali, riflesso del partenariato strategico tra Pechino e Mosca.

Pechino dà inoltre priorità ai partner geopolitici più stretti, in particolare quelli centrali per i suoi interessi strategici e per la Belt and Road Initiative. Il 3 luglio Xi ha inviato congratulazioni formali al presidente bielorusso Alexander Lukashenko e al popolo della Bielorussia per la festa nazionale. Nell’agosto scorso ha inviato anche un messaggio al presidente ucraino Volodymyr Zelensky per il giorno dell’indipendenza, il primo reso pubblico da Pechino dall’invasione russa del 2022.

Cinema, "Becoming Her": docufilm Juventus con voce di Michielin

Roma, 6 lug. (askanews) – “Becoming Her: Prima di diventare grandi”, nuovo documentario prodotto dallo Juventus Creator Lab, debutterà a settembre su Disney+, nella sezione ESPN. Francesca Michielin, grande sostenitrice della Juventus ed esempio di valorizzazione femminile, sarà la voce narrante del film, un intreccio di tre vite che si muovono all’unisono, distinte ma profondamente connesse.

“Becoming Her: Prima di diventare grandi” sarà presentato il 20 luglio in anteprima a Giffoni Film Festival nella sezione Evento Speciale.

Il documentario segue Sofia Cholovskaya, Samantha Lee e Anna Copelli, rispettivamente appartenenti alle Juventus Academy di Al Khobar (Arabia Saudita), Los Angeles (Stati Uniti) e al settore giovanile bianconero, che si allena presso l’Allianz Training Center di Vinovo (Italia). Tra momenti di vita quotidiana, riflessioni e allenamenti, le tre giovani ragazze unite dalla passione per il calcio restituiscono un racconto di grande ambizione e crescita personale, ma anche una volontà di affermazione di se stesse.

Il calcio rappresenta per loro uno strumento di espressione, fiducia in se stesse e sviluppo personale. È più di uno sport: è uno spazio in cui le ragazze imparano a trovare la propria voce, a plasmare la propria identità e a immaginare il proprio futuro.

La storia si apre a Vinovo, dove Anna festeggia i suoi diciotto anni con le compagne della Juventus U19: una serata intima che segna un passaggio silenzioso verso l’età adulta. Da qui, il racconto si intreccia con le vite delle altre due giovani calciatrici: Sofia si allena ad Al Khobar con la Juventus Academy, divisa tra scuola, amici e un talento che la proietta verso un futuro da professionista, mentre Samantha, a Los Angeles, si allena con l’Academy, alternando studio, creatività e allenamenti e trovando nel calcio la forza per superare gli ostacoli e trovare fiducia in se stessa.

Quando un infortunio al ginocchio interrompe bruscamente la corsa di Anna, la diagnosi, l’intervento, la riabilitazione e il ritorno graduale alla normalità diventano tappe di un percorso interiore oltre che sportivo. Intorno a lei, la squadra e le compagne restano una presenza concreta, dimostrando che il calcio è costituito anche da comunità e sostegno. In parallelo, Sofia e Samantha continuano il loro cammino tra allenamenti, scuola e amicizie, e, man mano che il documentario procede, le tre storie iniziano a riecheggiarsi l’una nell’altra in modo più chiaro, con interviste che forniscono una visione intima delle loro emozioni, motivazioni e riflessioni sulla crescita personale.

Covid, Conte a Lisei: sono in attesa della data della mia audizione

Roma, 6 lug. (askanews) – A quanto si apprende, nella mattinata di oggi il presidente M5S Giuseppe Conte ha inviato una lettera al presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria Covid, Lisei, e – per conoscenza – ai presidenti delle Camere per chiedere nuovamente di “conoscere la data della mia audizione, considerato che, allo stato, non ho ricevuto dagli Uffici di Presidenza nessun riscontro”.

Nella lettera Conte ricorda che aveva “chiesto ai Presidenti delle Camere di intercedere perché fosse concordata al più presto la data della mia audizione, anche per spazzare via le false e menzognere accuse che lei per primo [Lisei], insieme agli altri componenti della Commissione del suo partito, mi state rivolgendo”.

Leonardo, Macrì: il nostro focus principale ora è l’aerospazio

Firenze, 6 lug. (askanews) – “Il focus principale in questa fase è legato all’aerospazio. C’è un’evoluzione di livello europeo, se riusciremo a ridurre anche qui la frammentazione e concentrare gli investimenti poderosi che dovremmo fare a livello europeo, penso che anche, diciamo, la Toscana, come le altre 16 regioni dove Leonardo è impegnata, possa beneficiare di questa accelerazione”. Lo ha detto Francesco Macrì, presidente di Leonardo, all’assemblea di Confindustria Toscana Centro e Costa a Firenze.

“Sicuramente una realtà come Leonardo è più facile che cresca a livello per linee esterne o comunque per la produttività che l’ecosistema può garantire rispetto a una crescita organica diretta. La competizione l’avremo sugli ecosistemi dell’innovazione. Noi come italiani potremo essere protagonisti di un nuovo rinascimento industriale. Sicuramente dovremo accelerare in tutto con l’intelligenza artificiale, ma la vera sfida è quella delle competenze. Un ulteriore campo di confronto e di scontro sarà appunto su su chi dominerà la conoscenza nel mondo. Quindi noi dobbiamo tenere il tema della formazione come una delle priorità, proprio un asset strategico, investire in competenze”, ha concluso Macri.

Il caldo torna a farsi sentire, mercoledì "bollino arancione" in 9 città

Roma, 6 lug. (askanews) – Dopo alcuni giorni di tregua, il caldo sull’Italia torna a farsi sentire, con temperature di nuovo in aumento e il timore di un’altra ondata di afa.

Secondo l’aggiornamento di oggi dei Bollettini sulle ondate di calore del Ministero della Salute, mercoledì 8 luglio saranno 9 le città in “bollino arancione”: Bologna, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Pescara, Torino, Venezia e Verona. Sempre mercoledì, altre 9 città saranno in “bollino giallo”: Ancora, Bari, Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Roma e Trieste.

Domani 7 luglio, invece, “bollino giallo” per 12 città (Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Roma, Torino, Venezia, Verona) e “bollino arancione” solo per Firenze.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Stefano Massini: “La felicità è scegliere, infelicità è sopravvivere”

Roma, 6 lug. (askanews) – “La felicità è scegliere, è darsi la possibilità di farlo”: così Stefano Massini, pluripremiato drammaturgo, autore della “Lehman Trilogy”, opera teatrale con cui è divenuto l’unico italiano ad aver vinto un “Tony Award”, premio Oscar del teatro americano, nello spettacolo “La ricerca della felicità”, sold out ai Concerti nel Parco 2026, domenica 5 luglio alla Casa del Jazz.

Lo spettacolo che si interroga su quel dover essere felici a tutti i costi, di e con Stefano Massini, musiche di Luca Roccia Baldini, dura quasi due ore, e attraversa, spesso in modo ironico, quella ricerca senza fine che coinvolge tutti noi e che spesso è nascosta nei dettagli. “Che cos’è questa ricerca della felicità, per la quale siamo addirittura disposti a uccidere qualcuno?”, esordisce Massini, ricordando l’omicidio di Stefano Leo, ucciso nel 2019 ai Murazzi del Po a Torino da uno sconosciuto che lo riteneva “felice”.

“Che cos’è la felicità, scientificamente? Oso dire biologicamente, che cos’è? La scienza ti risponde, la felicità è chimica, come ogni altra emozione umana, come la rabbia, la paura, la tristezza, anche la felicità è soltanto chimica, la felicità, dice la scienza, è una combinazione di ormoni dentro di noi: la serotonina, la dopamina, l’ossitocina e le endorfine, combinate insieme, danno quello che noi chiamiamo la felicità, un senso di pienezza fisica e oso dire fisiologica, questa è la felicità”, ricorda.

“La felicità è scegliere: è darsi la possibilità di farlo. L’infelicità è rassegnarsi a concepire il proprio tempo esclusivamente come un tempo di sopravvivenza, galleggiante e tu? Tu cosa fai? Tu nuoti o galleggi?”, conclude l’autore.

La manifestazione I Concerti nel Parco, Estate 2026 è sostenuta dal MiC Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo e dalla Regione Lazio Direzione Generale Cultura e Lazio Creativo. L’iniziativa è promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è organizzata e realizzata da Ass.Cult I Concerti nel Parco ETS.

I Concerti nel Parco, Estate 2026, è realizzato in partnership con BCC Roma.

Michael Jordan a Capri, passeggiata e aperitivo in piazzetta

Capri, 6 lug. (askanews) – Aperitivo nella Piazzetta di Capri per Michael Jordan che sta passando le sue vacanze in Italia con la moglie, la modella Yvette Prieto. Cappellino, maglietta e pantaloncini, l’ex campione Nba nella storia del basket, vincitore di 6 titoli con i Chicago Bulls, ha passeggiato mano nella mano con la moglie per il centro dell’isola. Poi la coppia si è seduta al tavolino di un bar per un aperitivo. Jordan ha poi lasciato Capri, ma la vacanza non è finita: lui e la moglie si sono imbarcati su un lussuoso yacht per dirigersi ad Amalfi.

Ucraina, l’avvertimento della Russia: la Polonia rifletta sulla propria sicurezza

Roma, 6 lug. (askanews) – La Polonia “ha già sviluppato sul proprio territorio la produzione di droni destinati all’Ucraina” e il ministero della Difesa russo “ha già reso pubblici gli indirizzi di questi impianti”, motivo per cui “Varsavia farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza”: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un’intervista al programma russo Vesti.

La questione, secondo Peskov, rappresenta un elemento importante nel contesto del conflitto.

Al programma russo Vesti, il portavoce ha affermato che le autorità polacche dovrebbero considerare le conseguenze della presenza di aziende che producono droni per l’Ucraina. Ha sottolineato che il fatto che aziende coinvolte in questa attività si trovino in Polonia “non porta nulla di buono” alla sicurezza del Paese. D’altra parte, Peskov ha definito “storie dell’orrore” le speculazioni che circolano nei media occidentali riguardo alla possibilità di un attacco russo al territorio polacco. Secondo lui, tali affermazioni sono esagerate e non riflettono la realtà, sebbene abbia ribadito le critiche al ruolo della Polonia nel sostegno militare all’Ucraina.

Le dichiarazioni del Cremlino arrivano in un momento in cui i rapporti tra la Russia e gli stati membri della Nato, compresa la Polonia, restano tesi a causa della guerra in Ucraina e del sostegno militare che Varsavia fornisce a Kiev. La Polonia è uno dei principali alleati dell’Ucraina e, dall’inizio dell’invasione russa nel 2022, fornisce assistenza militare, logistica e umanitaria.

La situazione continua a essere attentamente monitorata dalla comunità internazionale, mentre le tensioni tra le parti rimangono elevate.

Fincantieri crea polo internazionale nel settore underwater

Roma, 6 lug. (askanews) – Fincantieri annuncia la creazione di un polo internazionale nel settore dell’underwater attraverso l’acquisizione di quattro società. Le società sono Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e di Defcomm, per le quali Fincantieri ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di quote di maggioranza.

Nasce così il primo operatore verticalmente integrato della subacquea, con 8 realtà leader nelle loro rispettive attività in grado di orchestrare soluzioni end-to-end integrate lungo tutta la catena del valore in maniera sinergica, dal hardware al software e alle telecomunicazioni, dalla fornitura di mezzi subacquei all’erogazioni di servizi, beneficiando di cross-selling, sviluppo prodotti congiunto, economie di scala e di scopo, accelerando la strategia del segmento underwater indicata nel Piano Industriale 2026-2030

L’operazione segue l’acquisizione e l’integrazione con successo di Wass nel 2025 e Remazel nel 2024 e costituisce l’impiego del capitale raccolto con l’operazione di capitale in ABB conclusa con successo nello scorso febbraio grazie a condizioni di mercato favorevoli.

“L’operazione odierna rappresenta una trasformazione industriale storica per Fincantieri, che crea un campione internazionale dell’Underwater, grazie alla completa integrazione lungo la catena del valore di tecnologie, competenze e capacità operative”, commenta l’ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero.

“Queste acquisizioni – prosegue – ci consentono inoltre di accelerare nell’attuazione del Piano Industriale, rafforzando in modo significativo la redditività e valorizzando un mercato in forte espansione, dove la componente dual-use è destinata a diventare sempre più rilevante. Abbiamo inoltre scelto di valorizzare la continuità industriale delle società acquisite, mantenendo i management team esistenti, perché riteniamo che competenze ed execution siano un elemento essenziale della crescita del Gruppo”.

L’operazione è finanziata dalle somme raccolte con l’aumento di capitale da 500 milioni di euro completato con successo a febbraio 2026 integrate da altre fonti disponibili del Gruppo, senza impatto sulla guidance di PFN/Ebitda per il 2026 e migliorando i target di PFN/EBITDA per il 2028 e 2030 indicati nel Piano Industriale 2026 -2030

Su base pro-forma il segmento underwater raggiunge nel 2026 ricavi per 1,1 miliardi di euro, Ebitda per 220 milioni di euro, conseguendo con 4 anni di anticipo i target di crescita underwater previsti al 2030 nel piano industriale 2026 -2030 presentato a febbraio 2026; le acquisizioni contribuiscono all’utile di gruppo pro-forma 2026 per oltre 60 milioni di euro aggiuntivi. Le acquisizioni sono altamente accrescitive per il gruppo con un aumento del EPS del 30% al 2028 e del 20% al 2030

A livello di gruppo le acquisizioni consentono di incrementare l’Ebitda 2026 pro-forma del 13% e l’utile netto 2026 pro-forma del 40%.

Italia-Usa, Schlein: inaccettabili attacchi da leader stranieri

Roma, 6 lug. (askanews) – “Siamo stati i primi a dire che questi attacchi sono inaccettabili nemmeno per le opposizioni: siamo tutti italiani e non possiamo accettare attacchi, minacce o insulti da leader stranieri”. Lo ha detto la segretaria del PD Elly Schlein a ‘Live in’ su Skytg24 dopo l’ultimo attacco di Trump alla premier Meloni.

Al posto di Meloni? “Bisogna stare sempre a testa alta, non è una novità questa aggressività da parte di Trump e non rinunciamo alla relazione con gli Usa” a causa sua ma “dobbiamo pretendere rispetto reciproco, perciò serve una Ue più forte e inetragrata, solo così potremo reagire all’aggressivitrà e competere anche sull’IA”, ha aggiunto.

MotoGp, Ktm annuncia Alex Marquez per il 2027

Roma, 6 lug. (askanews) – Dopo Ducati, Aprilia e Yamaha, oggi è la volta della KTM di annunciare i suoi piani per il futuro in un mercato piloti che probabilmente è stato uno dei più frizzanti dell’ultima decade per la MotoGP.

La Casa di Mattighofen, dopo aver perso l’astro nascente Pedro Acosta, che per il prossimo biennio si è legato alla Ducati, dove andrà a formare una coppia da sogno con Marc Marquez, ha deciso di puntare su due delle rivelazioni dell’ultimo biennio della classe regina, con il quale hanno firmato un contratto pluriennale, pescando proprio a casa dei rivali di Borgo Panigale. Il primo annuncio, di un accordo che ormai era noto da tempo, è stato quello di Alex Marquez. Un colpo importante, visto che si parla del vice-campione del mondo in carica, che nella scorsa stagione ha avuto una vera e propria esplosione in sella alla Ducati del Gresini Racing, ottenendo anche i suoi primi tre successi in MotoGP.

Siamo estremamente orgogliosi e felici di aver assicurato al nostro progetto un talento eccezionale come Alex Marquez, vice-campione del mondo 2025. Alex apporta non solo un talento straordinario e un’intelligenza agonistica fuori dal comune, ma anche una determinazione e una mentalità vincente che si sposano perfettamente con il nostro DNA. Insieme condividiamo un obiettivo chiaro: portare la KTM RC16 a un livello superiore e lottare nelle prime posizioni della MotoGP”, ha detto Pit Beirer, direttore di KTM Motorsports.

Ora si attende, dunque, l’annuncio del futuro compagno di squadra di Alex Marquez, anche questo ormai designato da tempo. Proprio questa mattina, infatti, la Pertamina Enduro VR46 ha salutato Fabio Di Giannantonio, che la lascerà a fine anno dopo quella che fin qui è stata la sua miglior stagione in MotoGP. Non solo per la vittoria di Barcellona, ma perché al momento il pilota romano è terzo nel Mondiale, staccato di soli 16 punti dal leader Jorge Martin.

Calcio, Ancelotti confermato ct del Brasile fino al 2030

Roma, 6 lug. (askanews) – Nonostante l’eliminazione al Mondiale agli ottavi di finale dopo la sconfitta contro la Norvegia, Carlo Ancelotti resta sulla panchina del Brasile. Lo ha affermato subito dopo la partita in zona mista il direttore esecutivo delle nazionali della Cbf, Rodrigo Caetano: “Il Brasile deve portare avanti un ciclo nella normalità fino alla Coppa del Mondo 2030, con più calma rispetto ai frequenti cambi di allenatori che hanno segnato gli ultimi quattro anni. Con l’allenatore garantito per il prossimo ciclo, potremo iniziare a settembre la ricostruzione di una squadra. Ecco perché la Cbf farà l’opposto di quello che normalmente si fa. Ha già acquisito fiducia nel lavoro di Ancelotti anche prima della Coppa del Mondo”.

Calcio, Malagò: "Squalifica Balogun sospesa un’assurdità"

Roma, 6 lug. (askanews) – “Strana storia, mi è sembrata un’assurdità. Ho guardato questo articolo 27 di cui si parla, che non è replicabile, menomale, nei campionati nazionali altrimenti sarebbe l’Armageddon. È inutile che ce lo raccontiamo, è una decisione che ha un evidente sapore politico”. Così Giovanni Malagò, presidente Figc, a Rai Radio1 commenta la decisione della Fifa di sospendere la squalifica del calciatore americano Florin Balogun, espulso contro la Bosnia, rendendolo, di fatto, disponibile per giocare contro il Belgio negli ottavi di finale del Mondiale. “È un precedente pericolosissimo, spero se ne rendano conto. – ha concluso – Io sono un fautore di questo Mondiale con stadi pieni e tanto entusiasmo, ma quando vedi una decisione così perde la meritocrazia che è alla base del calcio”

“Maldini rientra tra coloro che hanno il curriculum vitae per essere il profilo ideale nel ruolo di direttore tecnico della Nazionale. Ma tutte le persone che hanno ruoli di responsabilità hanno spesso un piano B e anche uno C. Mi sono dato massimo questa settimana per tirare le somme”. Sono le parole di Giovanni Malagò, presidente della Figc, a Rai Radio1 in merito alla scelta del direttore tecnico e del ct della Nazionale. “Per il ct continuo a sostenere di non aver parlato con nessuno perché sarebbe in contraddizione con ciò che mi sono riproposto, ossia decidere insieme al dt chi sarà l’allenatore. Lancetta più spostata verso Conte che Mancini? Non è escluso che la lancetta non riguardi solo queste due persone”, ha aggiunto Malagò che poi, sulla possibilità di aiuto della Serie A per l’ingaggio del ct, ammette come sia “molto importante la disponibilità delle società ad aiutare, eventualmente, al supporto per l’ingaggio dell’allenatore. Quello che è più bello ancora, però, è che c’è piena disponibilità della Serie A a venire incontro alla Nazionale, che si è resa conto che siamo arrivati a grattare il fondo del barile. – ha detto – C’è da rifondare il movimento. Io penso che non sia proprio tutto da buttare, ci sono dei giovani importanti. Nella mia testa ci sono sei anni da completare fino a Euro 2032, un periodo quasi ideale per costruire il migliore atleta possibile”. Infine un pensiero all’aiuto che la politica può dare al calcio con Malagò che sottolinea come “ci sono provvedimenti che passano da attività endofederali, ma altri come quelli sugli sgravi fiscali, sulle scommesse o il supporto al settore giovanile che dipendono da loro. La legislatura sportiva può durare due anni, i tempi sono strettissimi”, conclude

Performing PAC: ricostruire attraverso le macerie

Milano, 6 lug. (askanews) – Il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta fino al 16 settembre 2026 These fragments I have shored against my ruins, la nuova edizione del format Performing PAC, ideato nel 2018 e curato da Silvia Bignami, Iolanda Ratti e Diego Sileo come performance dello spazio che rimette in scena una mostra storica e ne attualizza i temi coinvolgendo artisti contemporanei. Partendo dalla mostra del 2001 dedicata a Kurt Schwitters, il progetto connette la poetica del merz, dell’assemblaggio, del frammento e della stratificazione di Schwitters con la ricerca di sette artisti contemporanei: Jacopo Benassi, John Bock, Gabriella Ciancimino, Roberto Cuoghi, Thomas Hirschhorn, Lucia Marcucci e Mika Rottenberg. La mostra assume un valore simbolico profondo nel trentesimo anniversario della ricostruzione del PAC (1996-2026) dopo la strage mafiosa del 1993, celebrando l’idea del costruire con le macerie esplorato anche attraverso la Project Room dedicata all’architetto Ignazio Gardella, e trasformando lo spazio in un organismo vivo. Da questo anniversario nasce un progetto che invita artisti e artiste contemporanei a riflettere sul significato della ricostruzione, non solo come recupero di un edificio, ma come processo culturale, sociale e simbolico.

Iolanda Ratti, co-curatice della mostra, ha introdotto la mostra e alcune opere ad askanews: “Per la sesta edizione di Performing PAC abbiamo scelto la mostra che si tenne nel 2001 a cura di Karin Orchard presso il Padiglione d’Arte Contemporanea dedicata a Kurt Schwitters. Abbiamo scelto come filo conduttore di questa mostra proprio il merz di Schwitters. Si parte dalla mostra dell’archivio e attraverso alcune suggestioni abbiamo invitato alcuni artisti a interpretare e a dare la propria lettura di questi temi: l’assemblaggio, la ricostruzione, il montaggio, il collage; rileggendo il lavoro di Schwitters non solo la scultura e la pittura, ma anche proprio la performance, la musica, il collage e molto la parola. In questa edizione di Performing PAC, il dialogo tra gli artisti sembra funzionare proprio in termini di rappresentazione di un’immagine, probabilmente proprio perché siamo partiti da un concetto molto forte, anche da una situazione forte che è quella del PAC e anche da un ricordo particolare, l’anniversario che nel luglio del 2026 si festeggia dai trent’anni della riapertura del Padiglione d’Arte Contemporanea dopo la bomba che distrusse il PAC nel 1993”. La rinascita del PAC ha trasformato una ferita collettiva in uno spazio di produzione culturale e d’incontro.

Fra le opere in mostra, Jacopo Benassi ha realizzato appositamente per il PAC l’installazione Studio manifesta, con la quale racconta il suo studio non semplicemente come una stanza, ma come un ecosistema mentale e operativo, artistico e politico. La curatrice: “L’opera di Jacopo Benassi utilizza il suo studio come dispositivo attivo e attivabile, verrà attivato infatti durante una performance al PAC il 7 luglio 2026: un’interpretazione del proprio studio come un ambiente, come un organismo vivo che non serve solo per esporre, catalogare e conservare, ma anche proprio per attivare dei discorsi e anche unansorta di rilettura e stratificazione del lavoro dell’artista”.

Il giardino della Chimera è l’intervento site-specific di Arte Bioenergetica quantistica del 1978 realizzato da Gabriella Ciancinimo per il PAC. Nell’installazione, che ricopre interamente una delle sale, si crea una sorta di diorama onirico in cui lo spettatore si muove come uno esploratore. Iolanda Ratti: “L’opera in cui mi trovo è l’installazione di Gabriella Ciancimino che crea, costruisce una sorta di giardino botanico immaginifico, attraverso questi cartoni che si alternano a delle pitture murali e delle carte che a loro volta hanno all’interno dei riferimenti stratificati a giornali di stampo libertario di inizio del Novecento. Quindi quest’opera dedicata a questa figura della chimera assume anche un valore ecologico e politico”.

These fragments I have shored against my ruins (Questi frammenti li ho puntellati contro le mie rovine) sono i versi che danno il titolo alla Isotta e che chiudono il poema The Waste Land di T.S. Eliot del 1922: il disperato tentativo del poeta di dare un senso e un ordine all’anarchia della storia contemporanea, raccogliendo i frammenti della cultura occidentale e opponendoli al crollo e alla desolazione del mondo. Iolanda Ratti conclude sul rapporto fra le parti della mostra realizzate dai diversi artisti e sul significato finale: “Le opere dialogano in effetti molto bene tra di loro, abbiamo anche avuto peraltro quattro degli artisti proprio qui a lavorare insieme e gli artisti sono stati molto attenti al lavoro degli altri, ovviamente in riferimento a Schwitters. È un messaggio comunque ottimistico, perché parla di macerie, parla di riutilizzo, ma parla proprio di ricostruire attraverso le macerie, quindi della possibilità di una rigenerazione e di un cambiamento”.

L’allarme del segretario Onu Guterres: l’IA corre senza regole né consenso, è inaccettabile

Roma, 6 lug. (askanews) – L’intelligenza artificiale avanza a “velocità incontrollata” e sta già trasformando economie, lavoro, elezioni e sicurezza, ma viene dispiegata più rapidamente di quanto governi, società e perfino chi la costruisce riescano a gestirla. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres aprendo a Ginevra il primo Dialogo globale sulla governance dell’intelligenza artificiale.

“Sulle nostre società si sta conducendo un esperimento, senza un piano e senza consenso. Questo non è sostenibile. E non è accettabile”, ha affermato Guterres, sottolineando che per la prima volta tutti i Paesi siedono allo stesso tavolo per discutere le regole dell’Ia.

Il segretario generale ha indicato tre avvertimenti contenuti nel primo rapporto del Panel scientifico internazionale indipendente sull’intelligenza artificiale, composto da 40 esperti di tutte le regioni del mondo. Il primo riguarda la velocità: Internet ha impiegato 15 anni per raggiungere un miliardo di persone, mentre l’Ia ci è arrivata in due. “Le nostre istituzioni sono state costruite per governare macchine che seguono comandi. Non sono pronte per macchine che decidono”, ha detto.

Il secondo allarme riguarda la concentrazione del potere. Secondo Guterres, capacità di calcolo, dati e talenti dietro i sistemi più avanzati sono concentrati in poche aziende e pochi Paesi, mentre molte nazioni, incluse quelle in via di sviluppo, non hanno avuto voce in decisioni che plasmeranno il loro futuro. “Quando gli squilibri di potere sono incorporati nella tecnologia, la disuguaglianza diventa parte del codice”, ha avvertito.

Il terzo avvertimento riguarda la verità. Le menzogne generate dalle macchine possono ormai persuadere quanto la verità e le prove autentiche possono essere liquidate come false. “Una società che non riesce a mettersi d’accordo su ciò che è reale non può difendersi”, ha detto Guterres.

Il capo dell’Onu ha però insistito anche sul potenziale positivo dell’Ia, dalla sanità all’istruzione, dall’agricoltura allo sviluppo dei Paesi più poveri. “Usata bene e condivisa ampiamente, l’Ia potrebbe comprimere decenni di sviluppo in anni. Potrebbe diventare il grande equalizzatore del ventunesimo secolo”, ha detto. Ma la scelta, ha aggiunto, è tra “governare per progettazione” o “andare alla deriva per inerzia”.

Guterres ha indicato quattro priorità. La prima è la sicurezza, con standard comuni per testare i sistemi, misurare i rischi e attribuire responsabilità. In particolare, ha lanciato un appello per un “AI Child Safety Pledge”, un impegno per la sicurezza dei minori davanti all’Ia: nessun sistema accessibile ai bambini dovrebbe essere distribuito senza test specifici e supervisione indipendente; tolleranza zero per immagini di abuso sessuale su minori generate dall’Ia; obbligo di collegare un bambino in crisi a un sostegno umano reale.

“Nessun bambino dovrebbe essere una cavia per un’Ia non regolata”, ha affermato. “Quando un bambino viene danneggiato, la risposta non deve mai essere: è stato l’algoritmo”.

La seconda priorità è fissare linee rosse. “I diritti umani non sono negoziabili”, ha detto Guterres. Nei settori ad alto impatto, come giustizia, sanità e polizia, le macchine possono informare, ma devono essere gli esseri umani a decidere e a risponderne.

La terza priorità è la capacità. Il segretario generale ha ricordato che lo scorso anno gli investimenti privati nelle infrastrutture per l’Ia si sono avvicinati a 500 miliardi di dollari, mentre gli investimenti pubblici nella capacità dei Paesi in via di sviluppo restano minimi. Per questo ha annunciato che presenterà all’Assemblea generale raccomandazioni per un Fondo globale per l’Ia, destinato a costruire competenze, dati e potenza di calcolo accessibile ovunque.

La quarta priorità è la trasparenza ambientale. Guterres ha ricordato che i data center consumano già più elettricità della maggior parte dei Paesi e che entro il 2030 potrebbero usare più energia di tutti gli Stati tranne cinque. Ha quindi richiamato l’iniziativa Onu per la trasparenza ambientale dell’Ia, chiedendo alle grandi aziende di misurare e rendere pubblica l’impronta dei loro sistemi in termini di carbonio, acqua e suolo, e di alimentare tutti i data center con energie rinnovabili entro il 2030.

Guterres ha poi affrontato il tema militare, pur ricordando che il Dialogo globale riguarda l’Ia civile. I modelli e i chip usati nel settore civile, ha avvertito, sono già arrivati sul campo di battaglia. La sua principale preoccupazione riguarda i sistemi d’arma autonomi letali. “Chiamiamoli per quello che sono: robot assassini”, ha detto. “Macchine che selezionano e ingaggiano il bersaglio e tolgono una vita senza controllo e giudizio umano. E’ moralmente ripugnante. E’ politicamente inaccettabile. E deve essere vietato dal diritto internazionale”.

Secondo Guterres, la governance non è nemica dell’innovazione, ma la condizione perché l’Ia sia affidabile. “Se l’Ia deve essere potente, deve essere governata. Se deve essere affidabile, chi la costruisce deve risponderne. Se deve essere globale, deve essere equa. E se deve servire il futuro, non deve consumare il futuro”, ha detto.

Il segretario generale ha concluso sostenendo che l’attuale generazione potrebbe essere “l’ultima in grado di stabilire i termini” della convivenza tra umanità e macchine. “La porta è ancora aperta. Ma non resterà aperta a lungo”, ha affermato, auspicando che il Dialogo di Ginevra sia ricordato come il momento in cui “la governance ha iniziato a raggiungere la tecnologia”.

Crosetto: Trump? rapporti con Usa sono tra Stati, persone passano

Roma, 6 lug. (askanews) – Per Guido Crosetto non c’è stata “nessuna reazione” particolare all’ultima uscita offensiva del presidente americano Donald Trump nei confronti della presidente del consiglio Giorgia Meloni. Il ministro della Difesa ha spiegato che la priorità resta preservare il rapporto con Washington e la coesione dell’Occidente, perché “le persone passano” ma restano i rapporti tra gli Stati.

“La cosa fondamentale è mantenere i rapporti con un alleato storico come gli Stati Uniti”, ha detto Crosetto. “I rapporti sono tra Stati, le persone passano, e i rapporti invece devono rimanere”.

Secondo il ministro, l’obiettivo essenziale è “mantenere unita l’Alleanza Atlantica e l’Occidente”. Per questo, ha aggiunto, “non ho pensato nulla. Ho guardato altro”.

Onu, Guterres: Ia corre senza regole né consenso, è inaccettabile

Roma, 6 lug. (askanews) – L’intelligenza artificiale avanza a “velocità incontrollata” e sta già trasformando economie, lavoro, elezioni e sicurezza, ma viene dispiegata più rapidamente di quanto governi, società e perfino chi la costruisce riescano a gestirla. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres aprendo a Ginevra il primo Dialogo globale sulla governance dell’intelligenza artificiale.

“Sulle nostre società si sta conducendo un esperimento, senza un piano e senza consenso. Questo non è sostenibile. E non è accettabile”, ha affermato Guterres, sottolineando che per la prima volta tutti i Paesi siedono allo stesso tavolo per discutere le regole dell’Ia.

Il segretario generale ha indicato tre avvertimenti contenuti nel primo rapporto del Panel scientifico internazionale indipendente sull’intelligenza artificiale, composto da 40 esperti di tutte le regioni del mondo. Il primo riguarda la velocità: Internet ha impiegato 15 anni per raggiungere un miliardo di persone, mentre l’Ia ci è arrivata in due. “Le nostre istituzioni sono state costruite per governare macchine che seguono comandi. Non sono pronte per macchine che decidono”, ha detto.

Il secondo allarme riguarda la concentrazione del potere. Secondo Guterres, capacità di calcolo, dati e talenti dietro i sistemi più avanzati sono concentrati in poche aziende e pochi Paesi, mentre molte nazioni, incluse quelle in via di sviluppo, non hanno avuto voce in decisioni che plasmeranno il loro futuro. “Quando gli squilibri di potere sono incorporati nella tecnologia, la disuguaglianza diventa parte del codice”, ha avvertito.

Il terzo avvertimento riguarda la verità. Le menzogne generate dalle macchine possono ormai persuadere quanto la verità e le prove autentiche possono essere liquidate come false. “Una società che non riesce a mettersi d’accordo su ciò che è reale non può difendersi”, ha detto Guterres.

Il capo dell’Onu ha però insistito anche sul potenziale positivo dell’Ia, dalla sanità all’istruzione, dall’agricoltura allo sviluppo dei Paesi più poveri. “Usata bene e condivisa ampiamente, l’Ia potrebbe comprimere decenni di sviluppo in anni. Potrebbe diventare il grande equalizzatore del ventunesimo secolo”, ha detto. Ma la scelta, ha aggiunto, è tra “governare per progettazione” o “andare alla deriva per inerzia”.

Guterres ha indicato quattro priorità. La prima è la sicurezza, con standard comuni per testare i sistemi, misurare i rischi e attribuire responsabilità. In particolare, ha lanciato un appello per un “AI Child Safety Pledge”, un impegno per la sicurezza dei minori davanti all’Ia: nessun sistema accessibile ai bambini dovrebbe essere distribuito senza test specifici e supervisione indipendente; tolleranza zero per immagini di abuso sessuale su minori generate dall’Ia; obbligo di collegare un bambino in crisi a un sostegno umano reale.

“Nessun bambino dovrebbe essere una cavia per un’Ia non regolata”, ha affermato. “Quando un bambino viene danneggiato, la risposta non deve mai essere: è stato l’algoritmo”.

La seconda priorità è fissare linee rosse. “I diritti umani non sono negoziabili”, ha detto Guterres. Nei settori ad alto impatto, come giustizia, sanità e polizia, le macchine possono informare, ma devono essere gli esseri umani a decidere e a risponderne.

La terza priorità è la capacità. Il segretario generale ha ricordato che lo scorso anno gli investimenti privati nelle infrastrutture per l’Ia si sono avvicinati a 500 miliardi di dollari, mentre gli investimenti pubblici nella capacità dei Paesi in via di sviluppo restano minimi. Per questo ha annunciato che presenterà all’Assemblea generale raccomandazioni per un Fondo globale per l’Ia, destinato a costruire competenze, dati e potenza di calcolo accessibile ovunque.

La quarta priorità è la trasparenza ambientale. Guterres ha ricordato che i data center consumano già più elettricità della maggior parte dei Paesi e che entro il 2030 potrebbero usare più energia di tutti gli Stati tranne cinque. Ha quindi richiamato l’iniziativa Onu per la trasparenza ambientale dell’Ia, chiedendo alle grandi aziende di misurare e rendere pubblica l’impronta dei loro sistemi in termini di carbonio, acqua e suolo, e di alimentare tutti i data center con energie rinnovabili entro il 2030.

Guterres ha poi affrontato il tema militare, pur ricordando che il Dialogo globale riguarda l’Ia civile. I modelli e i chip usati nel settore civile, ha avvertito, sono già arrivati sul campo di battaglia. La sua principale preoccupazione riguarda i sistemi d’arma autonomi letali. “Chiamiamoli per quello che sono: robot assassini”, ha detto. “Macchine che selezionano e ingaggiano il bersaglio e tolgono una vita senza controllo e giudizio umano. E’ moralmente ripugnante. E’ politicamente inaccettabile. E deve essere vietato dal diritto internazionale”.

Secondo Guterres, la governance non è nemica dell’innovazione, ma la condizione perché l’Ia sia affidabile. “Se l’Ia deve essere potente, deve essere governata. Se deve essere affidabile, chi la costruisce deve risponderne. Se deve essere globale, deve essere equa. E se deve servire il futuro, non deve consumare il futuro”, ha detto.

Il segretario generale ha concluso sostenendo che l’attuale generazione potrebbe essere “l’ultima in grado di stabilire i termini” della convivenza tra umanità e macchine. “La porta è ancora aperta. Ma non resterà aperta a lungo”, ha affermato, auspicando che il Dialogo di Ginevra sia ricordato come il momento in cui “la governance ha iniziato a raggiungere la tecnologia”.

Terremoti in Venezuela, continua a salire il numero dei morti accertati e restano migliaia i dispersi

Roma, 6 lug. (askanews) – E’ salito a 3.342 morti il bilancio del doppio terremoto che il 24 giugno ha colpito il Venezuela. Lo ha reso noto il governo in un comunicato.

“Bilancio ufficiale del 5 luglio: 3.342 morti, 16.740 feriti”, si legge nella nota. Il precedente bilancio, diffuso sabato, indicava 2.954 vittime.

Le autorità evitano di parlare di dispersi, ma secondo le Nazioni Unite il numero potrebbe arrivare a 50mila, mentre altre proiezioni indicano una cifra più vicina a 10mila.

Domenica, giornalisti dell’agenzia di stampa France Presse hanno constatato la sepoltura di oltre 150 corpi non identificati in una lunga fila di fosse individuali in un cimitero di La Guaira. Una squadra dell’agenzia ha contato 159 tombe di persone non identificate, distribuite in due lunghe parcelle su una stessa terrazza, e 95 tombe di persone identificate in una zona remota del cimitero La Esperanza.

Perego (Difesa): Vespucci e America’s Cup, icone del mare a New York

Roma, 6 lug. (askanews) – “L’incontro tra nave Amerigo Vespucci e il trofeo dell’America’s Cup riunisce due icone storiche e due differenti interpretazioni del mare, accomunate da valori condivisi quali la disciplina, il coraggio, il lavoro di squadra, l’innovazione e il rispetto dell’ambiente marino”. Così il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago, intervenendo all’evento “Vespucci & America’s Cup: le due icone del mare si incontrano a New York”, organizzato a bordo di nave Amerigo Vespucci, in sosta nella città statunitense in occasione delle celebrazioni per il 250esimo Anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti, nell’ambito del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026.

“Per l’Italia il mare è parte della nostra identità, della nostra storia, della nostra economia e della nostra stessa difesa e sicurezza. È anche alla radice del profondo legame tra Italia e Stati Uniti, richiamato dal nome stesso di Amerigo Vespucci e dalle generazioni di italiani che hanno attraversato l’Atlantico portando con loro cultura, competenza e visione” ha aggiunto.

“L’Atlantico non divide, rappresenta un ponte che unisce gli Stati Uniti e l’Europa.” sottolinea “È lo spazio sul quale si è costruita una comunità fondata sulla libertà, sulla democrazia, sulla sicurezza e sulla difesa di valori comuni. Per questo la cooperazione tra Europa e Stati Uniti resta fondamentale per affrontare le sfide globali e tutelare la libertà di navigazione in un contesto internazionale sempre più complesso” . “Queste due icone ci ricordano che le grandi imprese nascono dalla capacità di condividere una rotta, di fare squadra e di guardare insieme oltre l’orizzonte. Il futuro appartiene a chi ha il coraggio di salpare e mantenere la rotta nonostante le difficoltà ” ha concluso.