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lunedì, 9 Febbraio, 2026
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Ambasciata Russa: i rapporti con l’Italia a livelli di Fossa delle Marianne

Roma, 9 feb. (askanews) – La politica dell’Europa occidentale, definita “da fattoria collettiva (kolkhoz)”, ha fatto precipitare i rapporti tra Russia e Italia “a profondità da fossa delle Marianne”, e le autorità italiane preferiscono assumere una “posizione da struzzo”, ignorando l’opinione dei propri cittadini: così l’ambasciatore russo a Roma, Aleksey Paramonov, torna all’attacco in un’intervista a RIA Novosti.

“Nei nostri Paesi esistono molti cittadini ragionevoli, ai quali non è indifferente il destino delle relazioni russo-italiane e che vorrebbero vedere segnali positivi di cambiamento, un inizio di risalita dei rapporti da profondità della ‘fossa delle Marianne’, dove sono stati spinti dalla politica in stile kolkhoz dell’Europa occidentale”, ha affermato Paramonov.

Secondo il diplomatico, “l’attuale leadership di Roma preferisce adottare una ‘posizione da struzzo’, non ascoltare l’opinione dei propri cittadini e far finta che l’assenza di un dialogo aperto e di una cooperazione con la Russia non abbia alcun impatto sull’Italia e sulla sua popolazione”. “Naturalmente – ha aggiunto – questo non corrisponde alla realtà”.

UniCredit, Orcel: piano Unlimited può generare più valore di M&A

Milano, 9 feb. (askanews) – “Così come avevamo detto che Unicredit Unlocked può generare molto più valore di qualsiasi M&A, ora, nel nuovo piano, diciamo che UniCredit Unlimited può generare molto più valore di qualsiasi M&A”. Lo ha detto il Ceo Andrea Orcel.

“Tuttavia – ha sottolineato, intervistato da Cnbc – l’Europa ha bisogno di più M&A, soprattutto crossborder e noi abbiamo più opzioni di chiunque altro; siamo presenti in 13 mercati, il che significa 13 mercati di opzioni, e abbiamo due partecipazioni, una in particolare. La nostra visione è esattamente come in passato, abbiamo molto da offrire agli azionisti anche senza di essa. Siamo estremamente disciplinati e non diluiremo i rendimenti dei nostri azionisti concludendo operazioni che non rientrano nei nostri parametri. Tuttavia – ha proseguito -, riteniamo che ci sia molto valore da generare se le banche di altri mercati si uniscono al nostro progetto. Se gli azionisti decideranno di farlo a condizioni vantaggiose per loro, ci muoveremo a pieno ritmo”.

Quella con la greca Alpha, ha detto ancora Orcel, è una “grande partnership, una partnership forte e per ora rimane così”. Infine, alla domanda se si stesse preparando per una potenziale offerta per Commerzbank nel 2027, il Ceo di Unicredit ha risposto: “credo che tutti siamo molto concentrati sulla realizzazione del piano, che è ambizioso, e pensiamo che al momento giusto, se le condizioni saranno giuste, tutto accadrà nel modo giusto. E se non dovesse accadere, abbiamo molto altro da fare”.

Milano-Cortina, le medaglie di domani

Roma, 9 feb. (askanews) – Queste le medaglie che saranno assegnate domani alle Olimpiadi di MIlano-Cortina:

10:30 – Stelvio Ski Centre SCI ALPINO – COMBINATA A SQUADRE DONNE

12:30 – Livigno Snow Park, Livigno SCI ACROBATICO – FREESKI SLOPESTYLE UOMINI

12:56 – Torino Oval, Torino (ipotetico, sede Short Track) SHORT TRACK – STAFFETTA A SQUADRE MIX

13:13 – Val di Fiemme, Trentino SCI DI FONDO – SPRINT DONNE

13:25 – Val di Fiemme, Trentino SCI DI FONDO – SPRINT UOMINI

13:30 – Antholz-Anterselva, Alto Adige BIATHLON – INDIVIDUALE UOMINI

14:05 – Cortina Curling Olympic Stadium, Cortina CURLING – MIX 3° POSTO

18:05 – Cortina Curling Olympic Stadium, Cortina CURLING – MIX FINALE

18:41 – Cortina Sliding Centre, Cortina SLITTINO – SINGOLO DONNE

18:45 – Predazzo Ski Jumping Stadium, Predazzo SALTO CON GLI SCI – SALTO A SQUADRE MIX

Calcio, risultati serie A, Pari Juve, oggi Roma-Cagliari

Roma, 9 feb. (askanews) – Dopo il ko in Coppa Italia, la Juve evita in extremis la sconfitta con la Lazio in casa, pareggia 2-2 ed è a -3 dal Napoli. La squadra di Spalletti gioca bene nel primo tempo ma non concretizza (gol annullato a Koopmeiners). Nel recupero della prima frazione di gioco segna Pedro. A inizio ripresa, Isaksen raddoppia per i biancocelesti. La Juve risponde, McKennie accorcia e poi attacca a testa bassa fino al 2-2 segnato da Kalulu al 96′. Oggi in campo Atalanta-Cremonese, e Roma-Cagliari in attesa del recupero Milan-Como

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, Genoa-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 2-2, Bologna-Parma 0-1, Lecce-Udinese 2-1, Sassuolo-Inter 0-5, Juventus-Lazio 2-2, lunedì 9 febbraio ore 18.30 Atalanta-Cremonese, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 58, Milan 50, Napoli 49, Juventus 46, Roma 43, Como 41, Atalanta 36, Lazio 33, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce 21, Fiorentina 18, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Milano-Cortina, le medaglie di oggi

Roma, 9 feb. (askanews) – Queste le medaglie che saranno assegnate oggi alle Olimpiadi di MIlano-Cortina:

10:30 – Stelvio Ski Centre SCI ALPINO – COMBINATA A SQUADRE UOMINI

12:30 – Livigno Snow Park, Livigno SCI ACROBATICO – FREESKI SLOPESTYLE DONNE

17:30 – Milano Speed Skating Stadium, Milano PATTINAGGIO DI VELOCITÀ – 1000 METRI DONNE

19:00 – Predazzo Ski Jumping Stadium, Predazzo SALTO CON GLI SCI – TRAMPOLINO PICCOLO UOMINI

19:30 – Livigno Snow Park, Livigno SNOWBOARD – BIG AIR DONNE

Portogallo, il socialista Seguro presidente con il 66% dei voti

Roma, 9 feb. (askanews) – Il socialista moderato Antonio José Seguro è stato eletto ieri presidente del Portogallo con una vittoria netta al ballottaggio: ottiene un mandato di cinque anni e il ritorno di un esponente socialista alla guida dello Stato dopo due decenni. Seguro ha superato il candidato dell’estrema destra André Ventura con circa il 66% dei voti, anche grazie al sostegno di settori conservatori e centristi, preoccupati dalle posizioni populiste e radicali del leader di Chega.

Il voto è avvenuto in un contesto di forte maltempo, con piogge intense, vento e allagamenti che nei giorni precedenti hanno colpito diverse aree del Paese. In alcuni piccoli comuni le inondazioni hanno costretto le autorità a rinviare le operazioni di voto, ma a livello nazionale l’affluenza è stata in linea con quella del primo turno.

In base ai risultati, che coprono il 99,2% dei collegi elettorali, Antonio Jose Seguro ha ottenuto il 66,8% dei voti, contro il 33,2% di Andre Ventura, deputato 43enne e leader del partito Chega (“Basta”). L’ex segretario generale del Partito Socialista (2011-2014) succederà al conservatore Marcelo Rebelo de Sousa, che ha ricoperto la carica per dieci anni, il 9 marzo.

“I vincitori stasera sono i portoghesi e la democrazia”, ha commentato il futuro capo di Stato, esprimendo il suo desiderio di essere “il presidente di tutti i portoghesi”.(Segue) Nonostante la sconfitta, Ventura esce rafforzato sul piano politico: con circa il 34% dei consensi, migliora nettamente i risultati precedenti e consolida Chega come attore centrale nell’area di destra, confermando la crescita dell’estrema destra in Portogallo e in Europa. La presidenza, pur avendo un ruolo in gran parte cerimoniale, gode di poteri chiave come lo scioglimento del Parlamento e il veto legislativo e l’elezione di Seguro si configura come elemento di stabilità per l’equilibrio politico del Portogallo.

Milano-Cortina, gli azzurri in gara oggi

Roma, 9 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara oggi, lunedì 9 febbraio, alle Olimpiadi di Milano-Cortina:

10:05-12:05 Curling, doppio misto fase a gironi: Italia-Stati Uniti (Constantini, Mosaner) – Cortina 10:30-13:00 Sci alpino, combinata a squadre U – discesa (Casse, Franzoni, Paris, Schieder) – Stelvio 12:10-14:40 Hockey su ghiaccio D, girone B: Giappone-Italia – Milano 12:30-14:10 Freestyle, slopestyle D – finale (Gasslitter) – Livigno 14:00-15:25 Sci alpino, combinata a squadre U – slalom (Kastlunger, Saccardi, Sala, Vinatzer) – Stelvio 17:00-18:00 Slittino D, singolo – heat 1 (Hofer, Robatscher) – Cortina 17:30-18:55 Pattinaggio di velocità, 1000 m D (Vigl) – Milano 18:05-20:05 Curling, doppio misto – semifinali (Constantini, Mosaner) – Cortina 18:35-19:20 Slittino D, singolo – heat 2 (Hofer, Robatscher) – Cortina 19:00-21:10 Salto con gli sci, trampolino NH individuale U (Bresadola, Cecon, Insam) – Predazzo 19:20-22:55 Pattinaggio di figura, corto coppie danza (Fabbri, Guignard) – Milano

Milano-Cortina, il programma di oggi, lunedì 9 settembre

Roma, 9 feb. (askanews) – Questo il programma di lunedì 9 settembre delle Olimpiadi di Milano-Cortina

10:05 Curling – Misto, preliminari: Svizzera-Canada 10:05 Curling – Misto, preliminari: Italia-Stati Uniti 10:05 Curling – Misto, preliminari: Norvegia-Corea del Sud 10:05 Curling – Misto, preliminari: Repubblica Ceca-Estonia

10:30 Sci alpino – Combinata a squadre (U), GARE DA MEDAGLIA

12:10 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo B: Giappone-Italia

12:30 Sci freestyle – Slopestyle (D), FINALE

16:40 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo B: Germania-Francia

17:00 Slittino – Singolo (D), 1ª manche

17:30 Pattinaggio di velocità – 1000 m (D), GARE DA MEDAGLIA

18:05 Curling – Misto, semifinale: N.N.-N.N. 18:05 Curling – Misto, semifinale: N.N.-N.N.

18:43 Slittino – Singolo (D), 2ª manche

19:00 Salto con gli sci – Trampolino piccolo (U), GARE DA MEDAGLIA

19:20 Pattinaggio artistico – Danza su ghiaccio (X), programma corto

19:30 Snowboard – Big Air (D), FINALE

20:40 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo A: Svizzera-Stati Uniti

21:10 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo A: Canada-Repubblica Ceca

UniCredit: utile 2025 a 10,6 miliardi, ai soci 50 miliardi in 5 anni

Milano, 9 feb. (askanews) – UniCredit chiude il 2025, miglior anno di sempre per la banca, con un utile netto oltre le attese a 10,6 miliardi e lancia il nuovo piano strategico “Unlimited”, con l’obiettivo di un utile di circa 11 miliardi quest’anno e di circa 13 miliardi nel 2028. Nel 2025 la distribuzione totale per gli azionisti è stata pari a 9,5 miliardi, in rialzo del 6%, dei quali 4,75 miliardi in dividendi, con un payout del 50%. Le distribuzioni totali cumulate ai soci sono attese a circa 30 miliardi nei prossimi tre anni e a 50 miliardi nei prossimi cinque anni. Distribuzioni annue aggiuntive saranno valutate di anno in anno sulla base del capitale in eccesso a disposizione.

Nel 2028 il gruppo si aspetta un RoTE superiore al 23% dal 19,2% del 2025. I ricavi netti sono visti ad oltre 25 miliardi nel 2026 e a circa 27,5 miliardi nel 2028, per un Cagr del 5% nel periodo nonostante la riduzione dei proventi da negoziazione e dagli altri oneri/proventi. I ricavi netti nel 2025 sono stati pari a 23,9 miliardi nel 2025, in calo dell’1,4%.

“UniCredit ha conseguito ancora una volta una crescita e una redditività da record nel 2025 raggiungendo 10,6 miliardi di utile netto, in rialzo del 14% rispetto allo scorso anno, ed un RoTE del 19,2%, segnando 20 trimestri consecutivi di crescita redditizia e in grado di generare capitale, e superando le nostre stesse aspettative”, ha sottolineato il Ceo Andrea Orcel. “Questo risultato è stato ottenuto nonostante oneri straordinari per 1,4 miliardi nell’anno, anticipati per rafforzare ulteriormente la traiettoria di medio periodo”.

Completato il piano Unlocked 2021-2025, con UniCredit Unlimited 2026-2030 la banca punta “a continuare a conseguire una proposta di investimento eccellente e ad alzare lo standard spingendo verso un’ulteriore accelerazione e trasformazione, aumentando in modo significativo l’utile netto e conseguendo una solida crescita degli utili e delle distribuzioni nel periodo 2026-28”. La strategia – spiega – “mira ad accelerare la nostra crescita redditizia, guadagnando quote di mercato e ulteriore business dalla nostra base di clienti già in essere, facendo leva sul nostro slancio commerciale senza pari e sui nostri canali di assoluto livello, estraendo valore dalle iniziative già intraprese, potenziate da ulteriori investimenti nella prima linea, da una maggiore connessione tra fabbriche prodotto e rete distributiva, dalla IA e dalla tecnologia”.

“Rimaniamo focalizzati su una esecuzione disciplinata in ogni contesto macroeconomico – ha concluso Orcel – e siamo entusiasti di quello che il futuro ha in serbo per UniCredit, per i nostri investitori, per i nostri clienti, per le nostre persone e per le nostre comunità”.

Il Super Bowl ai Seahawks, per Trump ‘uno schiaffo agli Usa’

Roma, 9 feb. (askanews) – Il Super Bowl LX non ha avuto storia sul campo. I Seattle Seahawks hanno travolto i New England Patriots 29-13, imponendo ritmo, fisicità e superiorità tecnica dall’inizio alla fine. Una finale a senso unico, quasi un contorno. Perché il vero trionfatore della notte di Santa Clara è stato Bad Bunny, capace di spostare il baricentro dell’evento dall’ovale al simbolo, dallo sport alla cultura.

Reduce da tre vittorie ai Grammy — incluso quello per Best Album — la superstar portoricana di Debí Tirar Más Fotos ha portato al Levi’s Stadium la sua “casita rosa” e un messaggio semplice e radicale: “Assieme siamo l’America. L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”. Non uno slogan, ma una messa in scena totale. Un villaggio dentro lo stadio, popolato da star come Lady Gaga, Ricky Martin, Cardi B, Pedro Pascal e Jessica Alba, ma anche da pezzi di vita reale: una taqueria di Los Angeles, uno degli ultimi social club portoricani di Brooklyn, volti comuni chiamati a rappresentare un’America plurale.

Bad Bunny — Benito Antonio Martínez Ocasio, ex cassiere di supermercato — ha messo la famiglia al centro: un matrimonio celebrato in diretta, un bambino a cui ha donato il grammofono d’oro dei Grammy, immagini che hanno evocato storie recenti di separazioni e deportazioni che hanno scosso il Paese. Il tutto senza attacchi diretti, senza nomi. Solo musica, lingua, identità.

Eppure, è bastato questo a scatenare la reazione politica. Donald Trump, che aveva scelto di disertare il Super Bowl “per la lontananza dalla West Coast”, ha attaccato lo show su Truth: “Il più brutto di sempre, uno schiaffo in faccia all’America. Nessuno capisce una parola e il ballo è disgustoso, soprattutto per i bambini”. Un attacco annunciato, figlio anche della decisione della Nfl di affidare l’half time a un cittadino americano che canta quasi esclusivamente in spagnolo. Trump aveva preferito seguire in streaming un concerto pro-Maga di Kid Rock organizzato da Turning Point Usa, chiuso con un appello alla fede cristiana.

Vestito con una tuta disegnata per lui da Zara, Bad Bunny ha chiuso l’esibizione elencando i nomi di tutte le nazioni del Nord e Sud America, prima di un inatteso “God Bless America”. Un finale che ha chiarito il senso dell’operazione: allargare l’orizzonte dell’evento più popolare degli Stati Uniti, parlare a un pubblico globale e a un’America che già è, nei numeri, multilingue e multiculturale.

La tensione era palpabile anche fuori dal campo. Nelle settimane precedenti, dichiarazioni della Homeland Security avevano evocato la presenza dell’Ice allo stadio — poi smentita dalla Nfl — alimentando l’ansia in una Santa Clara dove circa metà della popolazione non è nata negli Stati Uniti. Il Super Bowl come festa laica, chiamata a unire un Paese diviso, si è ritrovato ancora una volta specchio delle sue fratture.

Nel pre-game, i Green Day hanno fatto la loro parte. Aprendo con un medley da American Idiot, hanno cantato senza edulcorare i testi, sfidando gli standard televisivi. La Nbc ha provato a coprire l’audio più esplicito, senza riuscire a nascondere il messaggio. Nei giorni precedenti, la band di Berkeley aveva già preso di mira Trump ed Epstein, confermando una tradizione punk mai addomesticata.

Sul campo, Seattle ha alzato il trofeo. Ma nella memoria collettiva di questo Super Bowl LX resterà soprattutto l’half time in spagnolo che ha messo l’America davanti allo specchio. A molti non è piaciuto. Proprio per questo, ha colpito nel segno.

Cuba sospende il rifornimento di cherosene alle compagnie aeree

Roma, 9 feb. (askanews) – Le autorità cubane hanno informato le compagnie aeree che servono il Paese che il rifornimento di cherosene sarà sospeso per un mese a partire da lunedì a mezzanotte a causa della crisi energetica, ha dichiarato nella notte all’Afp un funzionario di una compagnia aerea europea.

“L’aviazione civile cubana ha notificato a tutte le compagnie aeree che non saranno più effettuati rifornimenti con JetFuel, il carburante per aerei, a partire da martedì 10 febbraio alle 00:00 ora locale”, ha dichiarato un funzionario di una compagnia aerea europea, in condizione di anonimato.

La fonte ha specificato che la misura è attualmente annunciata per un periodo di un mese e che costringerà le compagnie aeree che operano voli a lungo raggio a effettuare uno “stop tecnico” sui voli di ritorno per rifornirsi. I voli regionali dovrebbero poter continuare a operare normalmente, ha affermato la fonte.

Elogio della generosità

Nel panorama politico e culturale attuale quasi è assente la virtù della generosità autentica.

L’ideale eroico-aristocratico e cavalleresco antico e medioevale la esaltava molto, accanto all’onore. E per generosità non si intendeva tanto la prodigalità, il far dono dei propri averi, quanto lo spendersi per una causa, lo slancio generoso.

L’età moderna si caratterizza, invece, per la donazione di senso alla “vita comune”, alla quotidianità del lavoro e della cura familiare.

Eppure il filosofo che, per certi versi, inaugura la modernità, Cartesio, sottolinea davvero tanto l’importanza della générosité, intesa come l’espressione più alta e nobile della volontà. Essa è per lui forse l’unico stato d’animo a rappresentare, insieme, una passione e una virtù.

È un’emozione, etimologicamente muove, spinge, sprona gli umani; una passione, benché, come notava Remo Bodei, non una passione primitiva, bensì il «frutto più maturo, il risultato di una lunga coltivazione della volontà»; una virtù, anzi – così Cartesio si esprime nelle Passioni dellanima – «la chiave di tutte le virtù».

Ecco, in uno scenario come l’attuale, dove difficilmente ci si mette in gioco senza chiedere qualcosa in cambio, sarebbero da recuperare entrambe le dimensioni dello slancio generoso, quella virtuosa e quella passionale, specie in politica.

Marini, il cattolicesimo sociale e la politica schiacciata tra personalismi e plebiscitarismo

La memoria come frustata, non come reliquia

Nel ricordo di Franco Marini, le parole di prammatica non bastano più. Se è vera, non è una reliquia da cerimonia: è una frustata. Misura la distanza tra ciò che eravamo capaci di pensare e ciò che oggi ci accontentiamo di recitare.

 

Il centro come corridoio di specchi: The Truman Show” permanente

Ormai l’area moderata – che dovrebbe essere dimora politica e ossatura democratica – è diventata troppo spesso un corridoio di specchi. Un perenne “The Truman Show”: luci accese e un copione imperniato su ego, sigle e rendite di posizione. Intanto, fuori dal set, cresce la disaffezione: non per ignoranza, ma perché si scorge una fiera di candidature, non una comunità di destino.

Liderini, personalismi e ambizioni da condominio

Molti presunti leader di centro confondono bene comune e tornaconto: spacciano “disegni personali” per progetto e spingono ai margini un cattolicesimo politico ridotto, amputato di responsabilità e mediazione.

Marini inchioda il nodo democratico: contro qualunquismo e plebiscitarismo

Franco Marini lo aveva capito con una lucidità che oggi manca come l’aria. In un passaggio che andrebbe inchiodato sulle porte di ogni segreteria, scriveva: “Una democrazia non può vivere a lungo se si appiattisce nei luoghi comuni di un nuovo qualunquismo, che serve solo a coloro che coltivano disegni plebiscitari.”

È così che si apre la porta: l’anti-politica prepara il terreno, il plebiscitarismo lo occupa.

 

Circuiti elitari travestiti da nuove aggregazioni”

Questo è ciò che vediamo oggi: circuiti elitari mascherati da nuove aggregazioni” e cordate che si legittimano in una cerchia autoreferenziale. Uno spazio così non è un centro: è un bazar politico, dove ognuno apre il suo negozietto e mette il cartello “saldi di responsabilità.

 Non contarsi: costruire

L’ex presidente del Senato detestava questa miseria: “Un atteggiamento avvilente… di voglia di contarsi su aspetti marginali”. Indicava anche l’unica strada: “una risposta… la più ampia e condivisa, che non si rifugia in forme di paura o di estraneità”.
Detto senza giri di parole: basta micro-identità come clave, conta interna e politica ridotta a risentimento di corrente.

 

Oltre il mercato: democrazia sociale e cittadinanza

La linea di faglia non è solo tra idee: è tra democrazia adulta e tentazione del comando verticale. Il discrimine decisivo resta quello tra l’oltranzismo mercatista e il lavoro come base dei diritti. È qui il punto più scomodo: non un compromesso al ribasso, ma il rifiuto dell’idolatria del mercato e la scelta del lavoro come cittadinanza viva, pietra d’inciampo del governo.

 

Il punto che i liderini non reggono

I liderini non reggono questo: la concretezza impone scelte, ricostruisce mediazione, partiti veri, corpi intermedi. E costringe a misurarsi con periferie e disuguaglianze, senza astrazioni rassicuranti. Lo statista ha camminato lì: nella polvere della vita, dove i diritti diventano pane, dignità, futuro.

 

Una casa politica per chi non vota più

Il Paese non ha bisogno di comitati elettorali travestiti da partiti, ma di un campo di mediazione largo e popolare, capace di tenere insieme sviluppo e giustizia sociale. Un interprete del cattolicesimo sociale lo riassumeva così:“trovare un terreno comune… che non faccia leva sulle emotività o sui disegni personali…”.

 

Una grande forza moderata, adesso

Basta atomizzazione del centro: si ricostruisce per necessità democratica, non per rito. La domanda latente di rappresentanza e appartenenza chiede un progetto popolare, europeo e sociale, non tatticismi comunicativi. Serve un cantiere comune al centro, per dare vita a una grande forza moderata che ricostruisca partecipazione e diritti.

Sanità pubblica tra retorica e realtà

Il racconto ufficiale e la crisi vissuta dai cittadini

Il Servizio sanitario nazionale continua giustamente ad essere evocato come uno dei grandi pilastri della Repubblica. Universalismo, equità, accesso alle cure sono parole che attraversano ogni dibattito pubblico, indipendentemente dal colore politico di chi governa. Eppure, mai come oggi, la distanza tra il racconto istituzionale e l’esperienza concreta dei cittadini appare evidente.

Il disagio che si vive nell’accesso alle cure non è una percezione isolata né il frutto di una stagione eccezionale, ma è diventato una condizione strutturale. Medici di medicina generale difficili da raggiungere, liste d’attesa che svuotano di significato la diagnosi precoce, pronto soccorso trasformati in luoghi di permanenza forzata più che di emergenza. Davanti a questo scenario, la tentazione è quella di ricondurre tutto a un problema di risorse, rivendicando nuovi finanziamenti come soluzione necessaria e sufficiente.

Una crisi di governo, prima ancora che di risorse

Ma questa lettura, per quanto rassicurante, evita il nodo centrale: la crisi della sanità italiana è prima di tutto una crisi di governo del sistema.

Negli ultimi anni si è preferito difendere l’universalismo come principio astratto, rinunciando a interrogarsi seriamente su come quel principio venga tradotto in organizzazione, programmazione e responsabilità, con il risultato di aver costruito un sistema che consuma risorse significative senza riuscire a garantire risposte proporzionate ai bisogni reali della popolazione, in particolare a quelli legati all’invecchiamento e alla non autosufficienza.

Riforme simboliche e scelte organizzative inefficaci

In questo contesto si inseriscono proposte che hanno un forte impatto simbolico ma una debole efficacia operativa.

La trasformazione dei medici di medicina generale in dipendenti del Servizio sanitario nazionale ne è un esempio concreto. Presentata come una svolta epocale, rischia in realtà di spostare l’attenzione dalla sostanza alla forma, in quanto non esiste evidenza che la dipendenza produca maggiore accessibilità o migliore presa in carico. Al contrario, senza una profonda riorganizzazione dei modelli di lavoro, l’effetto potrebbe essere quello di aumentare rigidità, costi e distanza dal cittadino.

Lo stesso vale per la stagione delle grandi infrastrutture territoriali. Case di Comunità e Ospedali di Comunità, da tutti gli esperti definite fin dall’inizio strutture prive di significato operativo, sono stati presentati come il simbolo di una sanità “che cambia”, per diventare ora l’emblema del fallimento, aperte a orari limitati o incapaci di funzionare per mancanza di personale, nel segno di una programmazione che privilegia l’annuncio rispetto alla sostenibilità, l’opera visibile rispetto alla gestione quotidiana.

Le enormi discrepanze nell’efficienza gestionale delle diverse strutture ospedaliere pubbliche, che emergono da un esame anche superficiale dei dati del Sistema nazionale esiti, dovrebbero indurre anch’esse ad un deciso cambio di strategie di governance.

Il nodo irrisolto del rapporto pubblico–privato

In questo scenario, il ruolo del privato continua a essere raccontato con ambiguità. Da un lato lo si utilizza come valvola di sfogo di un sistema pubblico in affanno; dall’altro lo si descrive come una minaccia all’universalismo, quasi fosse un corpo estraneo. È una contraddizione che la politica deve avere il coraggio di superare: il privato accreditato, sia del settore sanitario che soprattutto del settore sociosanitario, è oggi parte integrante della risposta ai bisogni di cura, perché è più organizzato, più misurabile, più capace di garantire continuità assistenziale. Fuori da ogni ipocrisia, negarlo significa ignorare la realtà, non difendere il pubblico.

Il punto vero, infatti, non è pubblico contro privato, ma chi è in grado di rispondere in modo efficace a bisogni complessi, mantenendo un governo pubblico degli obiettivi di salute: è infatti su questo terreno che si gioca la credibilità del sistema.

La rimozione della non autosufficienza

La grande assente del dibattito resta poi la non autosufficienza. Mentre gli ospedali si intasano e i pronto soccorso collassano, per la enorme presenza di pazienti anziani, si continua a considerare marginale il ruolo delle RSA, che invece rappresentano l’unica risposta del SSN capace di garantire assistenza continuativa e appropriata sul territorio. Senza una vera integrazione ogni riforma è destinata a restare incompleta, ed aver ignorato il ruolo fondamentale delle RSA nella ridefinizione dell’assistenza territoriale (DM 77/2022) appare oggi una scelta priva di ogni logica.

Difendere il SSN, oltre gli slogan

Alla fine, la domanda che la politica deve porsi non è se difendere o meno la sanità pubblica – tutti dicono di volerlo fare – ma come difenderla. Continuare a evocare l’universalismo senza affrontare sprechi, inefficienze e scelte sbagliate di programmazione (non aver previsto la evoluzione demografica e le sue conseguenze in termini di aumento di malati cronici anziani, con conseguente drammatica carenza di personale professionale qualificato, non aver valutato la necessità di garantire adeguata remunerazione degli operatori del settore, ecc.) rischia di trasformarlo in una formula vuota.

Il vero rischio non è la “sanità della carta di credito”, ma una sanità pubblica formalmente universale e sostanzialmente inaccessibile ed inefficiente.

Difendere il Servizio sanitario nazionale oggi significa avere il coraggio di superare i tabù, abbandonare le semplificazioni ideologiche e riconoscere che l’efficienza, l’organizzazione, la trasparenza e la responsabilità non sono valori alternativi all’equità, ma le sue condizioni necessarie. Solo così l’universalismo potrà tornare a essere una promessa credibile, e non un ricordo da celebrare.

Sebastiano Capurso, Presidente Anaste (Associazione Nazionale Strutture Territoriali)

Giappone, vince la destra del riarmo in funzione anticinese

Un risultato elettorale destinato a fare storia

Il risultato elettorale che arriva dal Giappone non può passare sotto silenzio. Perché si tratta di una affermazione politica destinata ad essere quasi storica per la vita pubblica di quel Paese. Il partito della premier Takaichi – il Partito Liberal Democratico (LDP) – ha infatti ottenuto da solo ben 316 seggi, superando di gran lunga la maggioranza assoluta di 261 seggi nella cosiddetta Camera Bassa, composta da 465 membri. Camera che storicamente è la più importante delle due Camere giapponesi.

Si tratta di un voto che rappresenta un record per l’LDP dalla sua fondazione, avvenuta nel lontano 1955, e che supera anche il precedente risultato – già allora considerato storico – dei 300 seggi conquistati nel 1986 dal defunto primo ministro Nakasone.

Una destra di governo, non populista

È indubbio che la vittoria storica della prima donna premier giapponese risponda a un preciso progetto politico. Un voto che, tra l’altro, raccoglie anche la massiccia adesione delle nuove generazioni giapponesi. Un progetto ispirato a un programma di destra che però, a differenza della cosiddetta destra trumpiana, presenta un profilo profondamente diverso, più democratico e autenticamente di governo.

Una destra che garantisce continuità istituzionale e che si muove all’interno di un quadro stabile, con un programma ben definito e una chiara cultura di governo.

Immigrazione e difesa al centro del consenso

Il “no” all’immigrazione selvaggia e una maggiore spesa per la difesa sono stati i punti decisivi e qualificanti della campagna elettorale della premier. Come ha sottolineato Federico Rampini, la leader giapponese, anche e soprattutto per il suo vissuto personale, può essere definita come un “personaggio progressista dal punto di vista dei valori che incarna”.

Al tempo stesso, aggiunge Rampini, le sue politiche hanno un’impronta conservatrice e nazionalista che richiama il suo maestro Shinzo Abe, assassinato dopo essersi ritirato dalla vita politica, e che aveva costruito un rapporto personale e di amicizia con Donald Trump durante il suo primo mandato.

Una linea coerente con la cultura giapponese

Il no all’immigrazione incontrollata resta un caposaldo essenziale del programma di governo e ha occupato un ruolo centrale nella propaganda elettorale. Il Giappone registra livelli di immigrazione molto bassi rispetto agli Stati Uniti e alla stessa Unione Europea, anche in relazione alle tensioni sociali che i flussi migratori hanno provocato in Occidente.

Una scelta perfettamente coerente con la cultura nazionale giapponese e, più in generale, con le posizioni che caratterizzano l’intero Estremo Oriente.

Il riarmo come risposta alla Cina

Il secondo elemento centrale è rappresentato dall’attenzione alle politiche di difesa. Una scelta dettata, da un lato, dall’espansionismo della Cina e, dall’altro, dalle posizioni assunte dall’amministrazione americana in materia di sicurezza e di contributo degli alleati alla difesa comune.

Due linee programmatiche e due progetti di governo che hanno intercettato la domanda maggioritaria dell’elettorato giapponese. In parallelo, va sottolineato come il capitalismo giapponese abbia saputo moltiplicare negli anni le riconversioni interne, mostrando un dinamismo nuovo.

Un Giappone più solido nello scenario globale

Un risultato destinato a influenzare lo scacchiere geopolitico mondiale e che rafforza l’immagine del Giappone come Paese politicamente solido, dotato di un progetto chiaro e di una leadership stabile.

Al Super Bowl Trump attacca il cantante portoricano Bad Bunny

Roma, 9 feb. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha definito lo spettacolo dell’intervallo del Super Bowl del cantante portoricano Bad Bunny un “affronto alla grandezza dell’America”, nonostante il cantante avesse evitato di menzionare il presidente degli Stati Uniti o le sue politiche sull’immigrazione durante la sua esibizione.

“Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio e il ballo è disgustoso”, ha detto Trump, definendolo “uno schiaffo in faccia al nostro Paese”, sul suo network Truth pochi minuti dopo la fine dello spettacolo.

Bad Bunny ha cantato e parlato quasi esclusivamente in spagnolo, una lingua parlata da oltre 41 milioni di persone negli Stati Uniti, secondo i dati ufficiali.Una settimana dopo aver chiesto la rimozione delle misure di controllo dell’immigrazione negli Stati Uniti (“ICE”) durante la sua trionfale esibizione ai Grammy Awards, Bad Bunny non ha trasmesso un messaggio politico diretto.

L’artista ha concluso il suo spettacolo, tuttavia, riproponendo il consueto “God Bless America” degli Stati Uniti, trasformandolo in uno slogan di lode all’intero continente, per poi portare sullo schermo un pallone da football americano con il messaggio “Insieme, siamo l’America”.

In Portogallo il socialista Seguro sarà il nuovo presidente

Roma, 9 feb. (askanews) – Il 63enne socialista moderato Antonio Jose Seguro ha vinto domenica il secondo turno delle elezioni presidenziali in Portogallo, sconfiggendo in modo decisivo il suo avversario di estrema destra Andre Ventura, che ha comunque rafforzato le sue crescenti ambizioni.

Secondo i risultati, che coprono il 99,2% dei collegi elettorali, Antonio Jose Seguro ha ottenuto il 66,8% dei voti, contro il 33,2% di Andre Ventura, deputato 43enne e leader del partito Chega (“Basta”). L’ex segretario generale del Partito Socialista (2011-2014) succederà al conservatore Marcelo Rebelo de Sousa, che ha ricoperto la carica per dieci anni, il 9 marzo.

“I vincitori stasera sono i portoghesi e la democrazia”, ha commentato il futuro capo di Stato, esprimendo il suo desiderio di essere “il presidente di tutti i portoghesi”.

Portogallo, il socialita Seguro dato vicente alle presidenziali

Roma, 8 feb. (askanews) – Si profila una netta vittoria del socialista Antonio José Seguro alle elezioni presidenziali in Portogallo: secondo una prima proiezione delle rete RTPnoticias ha ottenuto tra il 68% e il 73% di voti al ballottaggio. Il candidato di centro-sinistra era dato come favorito rispetto allo sfidante di destra, André Ventura.

Al primo turno, nessuno degli undici candidati aveva superato il 50% necessario per spuntarla. L’accesso al ballottaggio rappresenta comunque un risultato rilevante per Ventura e per il suo partito, Chega, creato meno di 7 anni fa è già la seconda forza parlamentare del Paese, in un quadro di aumento dei consensi verso partiti e movimenti di destra in vari Stati europei.

Circa undici milioni gli elettori portoghesi che erano chiamati ad esprimersi. Elevato il tasso di astensione, secondo le prime stime dei media portoghesi si è attestato tra il 42% e il 48% degli aventi diritto.

Seguro si è presentato come un candidato moderato disposto a collaborare con il governo di minoranza di centro-destra, prendendo le distanze dalle posizioni anti-establishment e anti-immigrazione di Ventura. Il veterano socialista ha raccolto il sostegno di esponenti politici tradizionali sia di sinistra sia di destra intenzionati a fermare l’avanzata populista.

In Portogallo il presidente ha in genere un ruolo prevalentemente rappresentativo e privo di poteri esecutivi diretti, ma può influenzare la vita politica attraverso il veto alle leggi approvate dal Parlamento, superabile con una nuova votazione, e dispone anche della facoltà di sciogliere l’assemblea e indire elezioni anticipate.

Il prossimo capo dello Stato sarà chiamato a garantire stabilità dopo un periodo segnato da forte turbolenza politica, culminato con tre elezioni legislative in tre anni. A marzo il vincitore succederà al presidente uscente Marcelo Rebelo de Sousa, giunto al limite dei due mandati quinquennali.

Ventura, noto per uno stile teatrale e combattivo, ha respinto ipotesi di compromesso politico e ha concentrato parte della campagna contro quella che definisce un’eccessiva immigrazione, dichiarando che “il Portogallo è nostro”. Durante la corsa elettorale ha fatto affiggere manifesti con slogan contro l’arrivo di stranieri e contro il ricorso ai sussidi pubblici. (fonte immagine: Seguro Presidente)

Calcio, risultati serie A, Inter a +8 sul Milan

Roma, 8 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della serie A dopo Inter-Sassuolo 0-5:

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, Genoa-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 2-2, Bologna-Parma 0-1, Lecce-Udinese 2-1, Sassuolo-Inter 0-5, ore 20.45 Juventus-Lazio, lunedì 9 febbraio ore 18.30 Atalanta-Cremonese, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 58, Milan 50, Napoli 49, Juventus 45, Roma 43, Como 41, Atalanta 36, Lazio, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce 21, Fiorentina 18, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Sanremo, Rai: grande rammarico per rinuncia Pucci, preoccupa clima violenza

Roma, 8 feb. (askanews) – “La Rai esprime grande rammarico per la decisione di Andrea Pucci di rinunciare a partecipare alla prossima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, a seguito delle gravi minacce ricevute e del clima di intimidazione nei suoi confronti”. Lo afferma la Rai con un comunicato.

“Comprendiamo la sua decisione maturata nell’ambito di una valutazione responsabile, volta alla tutela della propria integrità personale e di quella della sua famiglia – prosegue la Rai – nonché della propria immagine professionale”.

“Non resta che esprimere preoccupazione per il clima d’intolleranza e di violenza verbale generato nei confronti di un artista che ha fatto della satira e della comicità non conformiste il suo modo di esprimere libertà di pensiero. Questa forma di censura nei confronti di un artista attraverso la diffusione di odio e pregiudizio dovrebbe preoccupare chiunque lavori nel mondo dello spettacolo – afferma ancora la Rai -. Facciamo ad Andrea Pucci gli auguri più sinceri e speriamo di poter presto condividere il suo percorso artistico”. (fonte immagine: RAI)

Calcio, risultati serie A, Lecce a +3 sulla retrocessione

Roma, 8 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della serie A dopo Lecce-Udinese 2-1:

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, Genoa-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 2-2, Bologna-Parma 0-1, Lecce-Udinese 2-1, ore 18 Sassuolo-Inter, ore 20.45 Juventus-Lazio, lunedì 9 febbraio ore 18.30 Atalanta-Cremonese, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 55, Milan 50, Napoli 49, Juventus 45, Roma 43, Como 41, Atalanta 36, Lazio, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce 21, Fiorentina 18, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Calcio, Lecce-Udinese 2-1, decide una punizione di Banda

Roma, 8 feb. (askanews) – Il Lecce batte l’Udinese 2-1 ed ottiene al Via del Mare una vittoria fondamentale che lo porta a +3 sulla retrocessione. I padroni di casa, complice un doppio svarione difensivo degli avversari, trovano subito il vantaggio: Solet si fa scippare un pallone sanguinoso, Karlstrom scivola e accomoda il piazzato di Gandelman, al primo goal in Serie A. Sottil ci prova su punizione ma non pesca il jolly, a differenza di Zemura che sfrutta al meglio il grande assist di Atta: Gaspar interviene in ritardo sull’esterno di Runjaic e si procura il rigore che Solet trasforma con estrema freddezza, spiazzando Falcone e facendosi perdonare per l’errore precedente. A segnare il gol partita ci pensa Banda: punizione da manuale che vale tre punti dal peso specifico enorme.

Usa, Trump: votino solo cittadini Usa che si identificano alle urne

Roma, 8 feb. (askanews) – Alle urne “solo dopo essere stati identificati”. Tutti gli elettori “devono dimostrare di avere la cittadinanza Usa”. “Niente voto postale”, tranne che per malattia, disabilità, militari o viaggi all’estero. Sono i tre punti chiave del “Save America Act”, annunciato dal presidente Usa Donald Trump dal suo social, Truth.

“Le elezioni americane sono state oggetto di brogli, rubate e prese in giro in tutto il mondo. O le sistemiamo o non avremo più un Paese. Chiedo ai repubblicani di lottare per il Save America Act”, afferma Trump. (fonte immagine: The White House)

Giappone, Takaichi stravince la sua scommessa elettorale

Roma, 8 feb. (askanews) – Sanae Takaichi ha vinto la sua scommessa elettorale, anzi l’ha stravinta. Quando ha annunciato, il mese scorso, lo scioglimento della Camera dei rappresentanti, convocando elezioni politiche anticipate, evidentemente si rendeva conto di dover consolidare la sua maggioranza, quanto meno nel più importante dei due rami della Dieta nipponica, prima che la luna di miele con l’elettorato finisse. Ce l’ha fatta: il suo Partito liberaldemocratico (Jiminto) si è assicurato un’ampia maggioranza assoluta e, col partner minore di coalizione, il Partito dell’innovazione giapponese (Nihon Ishin no kai), supera i due terzi dei seggi.

La premier aveva messo in palio il suo stesso ruolo, annunciando che, se il Jiminto non avesse avuto una maggioranza assoluta in autonomia, avrebbe lasciato la poltrona. Nelle prime dichiarazioni, mentre si delineava la vittoria, Takaichi non si è concessa dichiarazioni magniloquenti, fedele a un approccio pragmatico che ha sintetizzato nel suo ormai famoso motto – “work work, work” – e ha annunciato che non intende rivedere la formazione di governo, toccando invece il tema molto pratico dell’imposta indiretta. “Il governo è stato formato solo da poco più di tre mesi. I ministri sono persone che ho scelto con convinzione e stanno lavorando con tutte le loro forze in questo momento. Non siamo in una situazione che richieda particolari modifiche”, ha affermato la premier intervista da Tv Tokyo.

Riguardo ai rapporti con il Partito dell’innovazione la premier ha spiegato di aver continuato a sollecitare una maggiore partecipazione all’interno dell’esecutivo, affermando che “ho ripetuto all’Ishin che vorrei almeno una persona nel governo” e che “non è cambiata la mia volontà di condividere le responsabilità anche all’interno del gabinetto”. Ha anzi espresso apertura alla possibilità di collaborazioni con altri soggetti del panorama politico che, a parte il partito dell’ultradestra Sanseito, escono ridimensionati da questa tornata elettorale. Ha inoltre confermato la volontà, per il momento, di mettere in campo un’esenzione dell’imposta di valore aggiunto sugli alimentari per due anni, cercando di ragionare su una futura eliminazione.

Gli osservatori vedono nella vittoria di Takaichi, che pochi giorni prima aveva avuto l’endorsement anche del presidente Usa Donald Trump via social Truth (e che ha immediatamente ringraziato il leader americano dopo la vittoria), come un rafforzamento della linea di destra della premier, che tanto ha irritato nelle scorse settimane la Cina. Il tema che potrebbe tornare in primo piano è quello della riforma costituzionale, in particolare dell’Articolo 9, col quale notoriamente il Giappone rinuncia alla guerra e anche formalmente a detenere forze armate (ma nella sostanza, Tokyo ha corpi militari che si definiscono Forze di autodifesa).

Takaichi ha posto immediatamente la questione, anche se con un taglio abbastanza prudente e sfumato. “Ogni partito ha preparato le proprie proposte e anche il Partito liberaldemocratico ne ha elaborate, per cui sarebbe auspicabile che la Commissione parlamentare sulla Costituzione potesse esaminare con attenzione piani concreti”, ha detto, sostanzialmente dando corpo alla dichiarazione in cui apre a contributi esterni. Questo perché il percorso di riforma costituzionale, nonostante la supervittoria di oggi, resta piuttosto accidentato. Infatti, per emendare la Costituzione è necessario un voto di due terzi di entrambe le camere – e nella Camera dei Consiglieri la maggioranza ha solo un voto in più dell’opposizione -, dopodiché si procede a un referendum dagli esiti incerti.

Proprio per questo motivo, il voto giapponese è stato osservato con grande interesse a Pechino. Takaichi si è immediatamente caratterizzata come un falco nei rapporti con la Cina, dopo che Takaichi a novembre ha fatto capire che il Giappone, in caso di attacco militare di Pechino contro Taiwan, vedrebbe minacciata la sua stessa sopravvivenza e quindi sarebbe costretto a intervenire.

Pechino ha reagito con una serie di restrizioni commerciali, in particolare sui prodotti ittici, e scoraggiando i turisti cinesi dal recarsi nell’Arcipelago, minacciando anche limitazioni all’esportazione dei minerali critici nei confronti di Tokyo. Eppure, questa durezza della premier nei confronti di Pechino, invece di scoraggiare gli elettori, sembra aver avuto una presa nei confronti dell’elettorato, soprattutto quello più giovane.

L’esito del voto rappresenta un boom di consensi per Takaichi, che aveva caratterizzato le elezioni come un referendum sulla sua leadership, e per il Partito liberaldemocratico, che ha ottenuto il numero più alto di seggi nella camera bassa della sua storia, superando ampiamente i 300 che erano stati toccati solo nel 1986, quando il leader era Yasuhiro Nakasone.

Il risultato è fortemente punitivo per l’Alleanza riformista di centro, nata da un accordo dell’ultimo momento tra il Partito costituzionale democratico e il partito Komeito, vicino al gruppo buddista Soka Gakkai, che è stato fino a pochi mesi fa alleato del Partito liberaldemocratico. Il co-presidente Yoshihiko Noda ha dichiarato che il partito deve accogliere con umiltà l’esito delle elezioni, riconoscendo la severità dei risultati che stanno emergendo. Intervenendo in un programma speciale della NHK sullo spoglio, Noda ha affermato che “la volontà popolare espressa da tante persone deve essere accolta con serietà e umiltà” e che “si stanno delineando risultati duri, ma dobbiamo riceverli con spirito umile”.

Alla domanda su un’eventuale rinuncia all’incarico di co-presidente, Noda ha risposto che “voglio innanzitutto augurarmi che il maggior numero possibile di compagni riesca a essere eletto e, una volta chiarito il quadro complessivo, discuteremo di molte cose”, aggiungendo che “in ogni caso ho già preso una decisione, ma consulterò bene anche gli altri dirigenti per valutare la direzione futura del partito e come reagire”. Ha inoltre annunciato l’intenzione di convocare già per domani una riunione del vertice del partito.

In Iran condannata a sei anni di carcere il premio Nobel Narges Mohammadi

Roma, 8 feb. (askanews) – Un tribunale iraniano ha condannato la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi a sei anni di carcere. Lo ha riferito oggi il suo avvocato all’agenzia di stampa France Presse.

Il legale Mostafa Nili ha spiegato che Mohammadi è stata condannata a sei anni di reclusione per “riunione e collusione finalizzate a commettere reati” e che le è stato inoltre imposto un divieto di espatrio della durata di due anni. Ha aggiunto che la dissidente ha ricevuto anche una pena di un anno e mezzo di carcere per attività di propaganda e che dovrà scontare due anni di esilio interno nella città di Khosf, nella provincia orientale del Khorasan meridionale. Mohammadi, 53 anni, ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2023 in riconoscimento del suo impegno civile. Negli ultimi venticinque anni è stata più volte processata e incarcerata per la sua campagna contro l’uso della pena di morte in Iran e contro l’obbligo del velo per le donne.

Secondo quanto riferito dal suo avvocato, ha trascorso gran parte dell’ultimo decennio in prigione e non vede i suoi due figli gemelli, che vivono a Parigi, dal 2015. Nei giorni scorsi aveva annunciato l’inizio di uno sciopero della fame.

Epstein Files, il capo di gabinetto di Starmer si dimette

Roma, 8 feb. (askanews) – Il capo di gabinetto del primo ministro britannico Keir Starmer, Morgan McSweeney, si è dimesso oggi in seguito allo scandalo legato ai presunti rapporti tra l’ex ambasciatore del Regno unito negli Stati uniti Peter Mandelson e il finanziere Jeffrey Epstein.

In una lettera aperta pubblicata da Sky News, McSweeney ha scritto che “dopo un’attenta riflessione ho deciso di dimettermi dal governo. La decisione di nominare Peter Mandelson è stata sbagliata. Ha danneggiato il nostro partito, il nostro paese e la fiducia nella politica stessa”.

McSweeney ha affermato di aver sostenuto personalmente la candidatura di Mandelson e di assumersi “piena responsabilità” per quella scelta, esprimendo al tempo stesso “totale fiducia” in Starmer.

Nel testo aggiunge che “pur non avendo supervisionato direttamente il processo di verifica e controllo, ritengo che quel sistema debba ora essere radicalmente rivisto”.

Milano-Cortina, Vittozzi: "Ultima frazione ero agitata""

Roma, 8 feb. (askanews) – “L’ultima frazione ero più agitata del solito però sono riuscita a fare una bella staffetta e sono contenta”. Così Lisa Vittozzi, medaglia d’argento nella 4X6km mista del biathlon commenta a Rai Sport il secondo posto ai Giochi di Milano Cortina conquistato con i compagni di team Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Dorothea Wierer, che hanno chiuso al secondo posto alle spalle della Francia. “Bisogna solo continuare così, abbiamo fatto una gara di sei e ci sono ancora tante possibilità”, evidenzia Giacomel. Mentre Dorothea Wier spiega che “non era semplicissimo, sapevamo che avevamo buone possibilità e proprio per questo è ancora più difficile – conclude -. Io ero molto nervosa ma nonostante tutto abbiamo fatto vedere un’ottima prestazione, cercheremo di goderci al massimo questa momento”

Sanremo, La Russa: ho telefonato all’amico Andrea Pucci, ci ripensi

Roma, 8 feb. (askanews) – “Ho telefonato all’amico Andrea Pucci per esprimergli la mia vicinanza e per invitarlo a ripensarci. Capisco la sua decisione, presa da persona perbene qual è, ma il mio auspicio è che possa tornare sui suoi passi. Ho sempre sostenuto che la satira non possa e non debba essere censurata: lo pensavo quando a calcare il palco di Sanremo erano comici dichiaratamente di sinistra, e lo dico oggi con Pucci. A lui e alla sua famiglia va la mia vicinanza per le minacce ricevute”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato.

L’allarme dei produttori di olio di oliva italiani sul Financial Times

Roma, 8 feb. (askanews) – L’allarme dei produttori di olio d’oliva italiani finisce sulle pagine del Financial Times: l’impennata delle importazioni di produzione a basso costo dalla Tunisia ha innescato un collasso dei prezzi, esacerbando le tensioni tra coltivatori e aziende di imbottigliamento.

Il quotidiano finanziario cita i dati di Coldiretti, secondo cui nei primi 10 mesi dello scorso anno le importazioni di olio dalla Tunisia sono balzate del 40%, costringendo diversi produttori italiani a vendere in perdita.

D’altra parte, secondo le associazioni di categoria l’importazione di olio d’oliva è inevitabile in Italia, dato il deficit strutturale di produzione del Paese. I recenti cali dei prezzi riflettono un aumento della produzione nell’area del Mediterraneo, dopo due stagioni colpite da siccità.

Nel frattempo la Tunisia cerca di raddoppiare la quota di olio di oliva che può esportare alla UE esentasse, a quota 100.000 tonnellate l’anno. Tuttavia, rileva il quotidiano, la proposta richiederebbe consenso tra gli Stati della Ue, molti dei quali stanno subendo pressioni dai loro produttori Interni.

Calcio, Gasperini: "Questo calcio non piace più"

Roma, 8 feb. (askanews) – “Totti? lo faccio giocare subito. Zaragoza ha giocato con buona frequenza, ha una discreta condizione, bisogna inserirsi e conoscere i compagni. Domani è disponibile, non ho ancora deciso se dal primo minuto, ma voglio inserirlo velocemente”. Così Gian Piero Gasperini in vista della sfida al Cagliari molto significativa per la zona Champions. Gasperini parla anche del rigore concesso al Napoli al 95′ a Genova.

“Gli episodi riguardano tutte. Quindi non è una questione che riguarda il favore di uno o di un altro. Penso che, come allenatori, dobbiamo fermarci un attimo e riflettere su quello che è la nostra voce nel mondo del calcio, perché la penso esattamente come te, come Daniele e come tutti gli altri presenti. Non è possibile che questo tipo di calcio non piaccia a noi e probabilmente non piaccia neanche al pubblico. C’è davvero una grande confusione: è bruttissimo vedere partite condizionate da cartellini strani e da rigori che non vengono visti. Si parla tanto, ma poi assistiamo a simulazioni evidenti, a giocatori che si mettono le mani in faccia quando vengono appena toccati, a panchine che saltano per aria, che cominciano a provocare e ad attaccare gli arbitri. Probabilmente dobbiamo essere anche noi allenatori a cercare di fare qualcosa di utile. Ci sono squadre che iniziano ad avere persone strane che entrano nel mondo arbitrale e insegnano ai giocatori come restare a terra, come rimanere giù se vengono toccati, aspettare che finisca l’azione quando la palla viene respinta di testa e poi restare a terra. Il gioco del calcio dovrebbe essere qualcosa di leale, invece così si allontana dallo sport. Cercare di fregare un cartellino, un rigore, un’ammonizione o un cartellino rosso è distante da tutti gli altri sport. L’ho visto nel rugby, che è bellissimo per spirito. Il calcio è diverso, ci sono grandi interessi c’è la necessità di fare risultati, però dobbiamo far cambiare questo tipo di sistema, che è veramente penalizzante per il nostro sport e anche per noi. Trovo grave ridurre questo sport al rubacchiare”.

La Roma ha sempre dimostrato solidità, anche nelle sconfitte e nel post. “Ancora di più, quello che cerchiamo di fare è affrontare ogni partita cercando di risolvere ogni partita. Sono state tutte partite difficili fino ad ora, tante di grande difficoltà anche numerica. Abbiamo perso parecchi giocatori, ricordo Lecce, Atene, in una situazione a volte anche numerica. Hanno esordito ragazzi come Romano, Arena, ha giocato sempre Vaz quando disponibile, anche Venturino, nonostante questo abbiamo fatto un percorso difficile con defezioni ma con grande spirito. Ora ci siamo conquistati la possibilità di giocare a marzo in Europa League, abbiamo un mese di normalità, cerchiamo di recuperare il più possibile giocatori fondamentali, ma l’intenzione è sempre presentarci come abbiamo fatto finora”.

Sui rinnovi: “Le trattative sono dovute essenzialmente a una diversa posizione economica: non posso stare in mezzo. La società ha esigenze, i giocatori ne hanno altre. Non dipende dal valore dei ragazzi in questione, ma dal lato economico. Sarà una difficoltà, ma conto molto sui giocatori. Non è facile arrivare a fine stagione con 4 giocatori in scadenza e 2 in prestito, sono tanti… Ma conoscendoli, credo che avremo sempre le motivazioni forti per portare avanti il percorso che abbiamo fatto fino a oggi. Sono ragazzi attaccati alla Roma”.

Giappone, Meloni: congratulazioni e buon lavoro alla mia amica Sanae

Roma, 8 feb. (askanews) – “Congratulazioni di cuore al Primo Ministro Sanae Takaichi per l’importante successo conseguito alle elezioni per il rinnovo della Camera dei Rappresentanti del Giappone”. Lo afferma su X il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, allegando al messaggio una immagine di un suo incontro con l’esponente nipponica.

“Le nostre Nazioni – prosegue – sono unite da una profonda amicizia e da un partenariato strategico che continua a rafforzarsi grazie al rapporto di fiducia sincera e di collaborazione costruttiva che abbiamo saputo costruire in questi anni tra i nostri Governi”.

“Porto sempre negli occhi e nel cuore la straordinaria accoglienza ricevuta durante la mia visita di gennaio, che ha ulteriormente consolidato il legame tra le nostre Nazioni. L’Italia continuerà con convinzione a camminare al fianco del Giappone per affrontare insieme le sfide globali, promuovere crescita, sicurezza e stabilità e rendere ancora più profondo il rapporto che ci unisce. Buon lavoro alla mia cara amica Sanae – conclude Meloni – e al nuovo Parlamento giapponese”.

Treni, Mit: chiederemo risarcimenti danni milionari ai responsabili

Roma, 8 feb. (askanews) – “Una volta individuati i responsabili”, il ministero di Infrastrutture e trasporti “presenterà richiesta di risarcimento dei danni milionari perpetrati”. Lo annuncia lo stesso Mit con una nota sui “sabotaggi sincronizzati alle linee ferroviarie avvenuti nella giornata di ieri, che hanno causato ritardi e disagi a migliaia di passeggeri per i quali è stata aperta un’inchiesta per terrorismo”.

“È pronta un’azione decisa – aggiunge il Mit – per mettere fine a simili azioni di inammissibile gravità che creano solamente disagi a milioni di italiani”. (fonte immagine: MIT)

Arrestato a Dubai il presunto attentatore di Alekseyev

Roma, 8 feb. (askanews) – Le autorità di Dubai hanno arrestato e consegnato alla Russia un uomo sospettato di aver sparato e ferito gravemente un alto ufficiale dei servizi d’intelligence russi, il generale Vladimir Alekseyev. Lo ha riferito dall’FSB, il servizio federale di sicurezza di Mosca, secondo quanto riportano i media russi.

L’annuncio è arrivato due giorni dopo che un uomo armato aveva colpito tre volte Alekseyev sulle scale del suo palazzo a Mosca, lasciandolo in condizioni critiche. A quanto hanno riferito i media russi, l’alto ufficiale non sarebbe più in pericolo di vita.

Secondo i media russi, che citano l’FSB, si tratta di un cittadino russo sulla sessantina, Lyubomir Korba, fuggito negli Emirati arabi uniti dopo l’attacco e successivamente consegnato alle autorità russe. Le immagini televisive mostravano agenti mascherati dell’FSB scortare un uomo bendato da un piccolo jet atterrato in Russia durante la notte. Le stesse fonti hanno aggiunto che un presunto complice sarebbe stato arrestato a Mosca mentre un altro sarebbe riuscito a fuggire in Ucraina.

Il presidente russo Vladimir Putin ha telefonato all’omologo degli Emirati Mohamed bin Zayed Al Nahayan per l’assistenza fornita nell’arresto di Korba, un cittadino russo che sarebbe però nato in una regione, Ternopil, inglobata nella Repubblica socialista sovietica di Ucraina ai tempi dell’Urss.

Gli investigatori russi sostengono che agenti dell’intelligence ucraina avrebbero incaricato Korba portare a termine l’attentato, compiuto venerdì con una pistola Makarov dotata di silenziatore in un complesso residenziale a circa undici chilometri dal Cremlino.

Nessuna parte ha rivendicato l’attacco contro Alekseyev, ma il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov lo ha definito “un attentato terroristico” e ha sostenuto che fosse destinato a sabotare i colloqui tra Russia, Ucraina e Stati uniti per porre fine alla guerra.

Le agenzie di intelligence ucraine hanno colpito in passato numerosi ufficiali russi e funzionari installati da Mosca nei territori occupati, accusandoli di crimini di guerra. Il ministro degli esteri ucraino Andrii Sybiha ha tuttavia dichiarato che Kiev non avrebbe avuto alcun ruolo nella sparatoria contro Alekseyev, suggerendo che possa trattarsi di una vicenda legata a lotte interne russe.

Alekseyev, nato in Ucraina, è vicedirettore dell’intelligence militare russa, il Gru, struttura del ministero della difesa nota per organizzare operazioni clandestine all’estero. E’ stato uno dei principali ufficiali incaricati di fornire informazioni a Putin durante l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022 ed è stato indicato come una figura centrale nel controllo delle compagnie militari private russe. Nell’estate del 2023 aveva fatto parte della delegazione inviata a trattare con Yevgeny Prigozhin durante la breve rivolta del gruppo Wagner.

Dopo quell’episodio Alekseyev era ritenuto in disgrazia a Mosca e, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stato brevemente fermato per i suoi legami con Wagner, ma aveva poi mantenuto il proprio incarico.

Alekseyev è oggetto di sanzioni statunitensi per il presunto coinvolgimento in interferenze nelle elezioni presidenziali americane del 2020 e di misure restrittive britanniche per il caso dell’avvelenamento con agente nervino novichok a Salisbury nel 2018.

Calcio, risultati serie A, Parma, scatto salvezza

Roma, 8 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della serie A dopo BOlogna-Parma 0-1:

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, Genoa-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 2-2, domenica 8 febbraio ore 12.30 Bologna-Parma, ore 15 Lecce-Udinese, ore 18 Sassuolo-Inter, ore 20.45 Juventus-Lazio, lunedì 9 febbraio ore 18.30 Atalanta-Cremonese, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 55, Milan 50, Napoli 49, Juventus 45, Roma 43, Como 41, Atalanta 36, Lazio, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce, Fiorentina 18, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Calcio, Bologna-Parma 0-1, Ordonez sbanca il Dall’ara al 94’

Roma, 8 feb. (askanews) – Colpaccio del Parma nel derby emiliano- la squadra di Cuesta vince 1-0 in trasferta contro il Bologna grazie al goal segnato da Ordonez al 94′. I padroni di casa ci provano fino alla fine ma Corvi salva i tre punti.

Gli uomini di Italiano partono bene ma dopo soli 22′ restano in dieci. Pobega interviene da dietro con la gamba alta su Keita. L’arbitro inizialmente lo ammonisce ma viene richiamato dal VAR ed estrae il rosso.

A fare la partita sono comunque i padroni di casa anche se i due portieri non sono particolarmente impegnati.

All’inizio della ripresa Dallinga spreca una grande occasione poi il Parma troverebbe il vantaggio grazie ad un autogol di Castro, ma l’arbitro annulla in seguito a revisione al VAR per la posizione irregolare di Pellegrino che si trovava davanti all’avversario.

Poco dopo anche il Parma resta in dieci per il doppio giallo a Troilo. Nel finale Orsolini entra e colpisce il palo in acrobazia. Ordonez invece trova la conclusione giusta mentre Corvi evita due volte il clamoroso pareggio.

Sanremo, Meloni: solidarietà a Pucci, clima di intimidazione e odio

Roma, 8 feb. (askanews) – “Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui. Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia”. Così la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, su X.

“È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco – continua la premier – Ma anche questo racconta il doppiopesismo della sinistra, che considera ‘sacra’ la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide. La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa”.

Olimpiadi, Ascani: nel cuore di Milano legame tra cultura e sport

Milano, 8 feb. (askanews) – Non solo sport ma anche cultura dello sport nella Milano dei Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026. Non a caso uno dei luoghi simbolo e un po’ intellettuali del capoluogo meneghino, il Parco Anfiteatro romano e Antiquarium Alda Levi è interamente dedicato alla cultura generata, e anche ai film ispirati, dai cinque cerchi. Da “Cammina, non correre” (1966) con uno splendido Cary Grant al controverso documentario “Olympia – Festa di popoli” (1938) di Leni Riefenstahl sino a “13 giorni in Francia” (1968) di Claude Lelouch.

L’educazione è protagonista. Ben rappresentati i valori che lo sport trasmette.

Franco Ascani, Membro Commissione Cultura Patrimonio Olimpico CIO e Presidente della Fédération Internationale Cinema Television Sportifs – FICTS (Federazione a cui aderiscono 130 Nazioni, riconosciuta dal CIO – Comitato Internazionale Olimpico), dal 1996.

“Sono il presidente della Federazione Internazionale del Cinema e Televisione Sportive che raccoglie 130 paesi nel mondo in 5 continenti – dice Ascani – per promuovere le immagini olimpiche nel mondo. In questo senso, in questa direzione, siamo qui oggi in Via dei Amicis 17 a Milano, nel chiostro di un convento del 1500 che è stato trasformato e allestito in una sede, tra virgolette, olimpica dove, attraverso la realizzazione di mostre, abbiamo 280 foto, cimeli sportivi, compresa la torcia olimpica di Cortina 56 portata da Zeno Colò e proiezioni in diretta delle trasmissioni e la storia dei giochi di tutti i tempi. Abbiamo realizzato questo momento che abbiamo chiamato, ‘I Giochi nel Chiostro – La Casa degli Sport Olimpici’. In Via dei Amicis, vicino alle colonne di San Lorenzo, sopra la Milano Romana, abbiamo lanciato questo legame tra la cultura e lo sport, così come le iniziative che la Fédération Internationale Cinema Television Sportifs – FICTS, porta avanti in 40 sedi contemporaneamente in questi giorni, nei musei, nelle biblioteche, nei palazzi storici per legare lo sport alla cultura”.

Ascani coordina l’organizzazione annuale di 20 Festival nei cinque Continenti e ha portato la Fiamma Olimpica nel cuore di Milano in Piazza della Conciliazione, attraversando uno dei luoghi più rappresentativi del tessuto urbano milanese. Un passaggio che unisce tradizione, storia e spirito olimpico e celebra i valori dello sport.

“I Giochi nel Chiostro – La Casa degli Sport Olimpici”, un Progetto, inserito nell’ambito dell’Olimpiade Culturale, realizzato dalla FICTS. L’iniziativa è aperta gratuitamente al pubblico (previo accredito su: https://www.sportmoviestv.net/accredito-i-giochi-nel-chiostro/) per tutto il periodo dei Giochi (6 febbraio – 15 marzo).

Elezioni in Giappone: il partito di Takaichi ha la maggioranza assoluta

Roma, 8 feb. (askanews) – Sanae Takaichi ha vinto la sua scommessa. Nelle elezioni per la Camera dei rappresentanti, il suo Partito liberaldemocratico ha raggiunto da solo la maggioranza assoluta di 233 seggi, quando mancano ancora molti seggi da scrutinare. Lo segnala la Tv pubblica NHK.

La formazione di governo ha conquistato finora 173 collegi uninominali e 60 seggi proporzionali, arrivando così alla soglia necessaria per governare senza alleati.

Sul fronte dell’opposizione, il cartello del centro riformista sarebbe invece in forte calo rispetto ai 172 seggi detenuti prima del voto, con una consistenza che si attesterebbe attorno a circa la metà.

Gli exit poll diffusi dalla televisione pubblica, dal canto loro, segnalano che la formazione del primo ministro potrebbe superare i 300 seggi da sola. Il Partito liberaldemocratico governa assieme alla formazione minore di coalizione Partito dell’innovazione giapponese.

Milano-Cortina, Sofia Goggia bronzo in discesa libera

Roma, 8 feb. (askanews) – Terzo posto per Sofia Goggia alle spalle della statunitense Johnson e della tedesca Aicher nella discesa olimpica di Milano-Cortina, sulla pista Olympia delle Tofane. È la sua terza medaglia in tre Olimpiadi consecutive, oro a Pyeongchang, argento a Pechino e bronzo a Cortina. Nella sua Cortina che doveva essere anche quella di Lindsey Vonn , ma per l’amerciana è finita nel peggiore dei modi, a bordo di un elicottero e urla strazianti lasciate sulla pista. La vittoria è comunque americana perché c’è il trionfo di Breezy Johnson, già campionessa Mondiale in carica. Sesta Pirovano, decima Brignone, undicesima Nicol Delago.

Milano-Cortina, Brignone: "Contenta, diverso se l’anno scorso"

Roma, 8 feb. (askanews) – “Sono contenta della mia performance, visto come sono arrivata qui. So che se fossi arrivata qua l’anno scorso sarebbe stato diverso”. Federica Brignone commenta a Rai Sport, la discesa di Cortina che l’ha vista chiudere intorno al decimo posto quando ancora devono scendere tutte le atlete. “Chiaramente non sono quella dell’anno scorso, non ho gli stessi chilometri, non ho la stessa fiducia, non ho quello che avevo l’anno scorso, per cui sono molto molto contenta di quello che ho fatto oggi – ha aggiunto -. Per me fare comunque una prestazione del genere, per come stavo anche solo la settimana scorsa, è tanta roba ed è la prima tappa di un percorso olimpico ancora molto lungo”.

Strage Crans, a fuoco il memoriale improvvisato

Roma, 8 feb. (askanews) – Un memoriale dedicato alle vittime dell’incendio di Capodanno a Crans Montana, che ha causato oltre quaranta morti nella località sciistica svizzera, è andato a sua volta a fuoco nelle prime ore di oggi. Lo ha annunciato la polizia locale, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa France Presse.

Installata nei pressi del luogo della tragedia, la struttura improvvisata ricoperta di fiori, candele e messaggi di cordoglio è stata interessata da un incendio intorno alle 6 del mattino, secondo quanto riferito dalle autorità regionali.

La polizia del Vallese ha comunicato su X che “i pompieri sono riusciti a domare rapidamente l’incendio” e che è stata aperta un’inchiesta per accertare le cause del rogo che ha colpito il memoriale, inizialmente collocato di fronte al bar distrutto dalle fiamme e successivamente spostato poco più lontano.

Le immagini trasmesse domenica dalla televisione pubblica RTS mostravano, dietro un paravento bianco e il nastro della polizia, la sommità annerita della copertura in tela a forma di igloo eretta per proteggere il memoriale dalle intemperie.

Milano-Cortina, le medaglie di oggi e di domani

Roma, 8 feb. (askanews) – Queste le medaglie che saranno assegnate oggi e domani (X, gare senza italiani) alle Olimpiadi di Milano-Cortina: Medaglie di oggi 11:30 Sci alpino – Discesa (D), GARE DA MEDAGLIE 12:30 Sci di fondo – 20 km skiathlon (U), GARE DA MEDAGLIE 14:05 Biathlon – Staffetta mista (X), GARE DA MEDAGLIE 14:26 Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), Finale B 14:29 Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), FINALE 14:36 Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), Finale B 14:39 Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), FINALE 16:00 Pattinaggio di velocità – 5000 m (U), GARE DA MEDAGLIE 18:32 Slittino – Singolo (U), GARE DA MEDAGLIE ?? Germania – M. Langenhan (52.902) 23:00 Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X), Classifica generale Stati Uniti – 44.00 Medaglie di domani 10:30 Sci alpino – Combinata a squadre (U), GARE DA MEDAGLIE 12:30 Sci freestyle – Slopestyle (D), FINALE 17:30 Pattinaggio di velocità – 1000 m (D), GARE DA MEDAGLIE 19:00 Salto con gli sci – Trampolino piccolo (U), GARE DA MEDAGLIE 19:30 Snowboard – Big Air (D), FINALE

Maltempo, il Papa: prego per le popolazioni colpite, specialmente per Niscemi

Roma, 8 feb. (askanews) – “Assicuro la mia preghiera per le popolazioni del Portogallo, del Marocco, della Spagna” e “dell’Italia meridionale, specialmente di Niscemi in Sicilia, colpite da inondazioni e frane. Incoraggio le comunità a rimanere unite e solidali”. Lo ha detto Papa Leone XIV parlando ai fedeli in piazza San Pietro dopo la recita dell’Angelus. “Assicuro la mia preghiera per le popolazioni del Portogallo, del Marocco, della Spagna – in particolare di Grazalema in Andalusia – e dell’Italia meridionale – specialmente di Niscemi in Sicilia -, colpite da inondazioni e frane. Incoraggio le comunità a rimanere unite e solidali, con la materna protezione della Vergine Maria”.

In Giappone chiusi i seggi: per gli exit poll Takaichi si rafforza

Roma, 8 feb. (askanews) – Le elezioni per il rinnovo della Camera dei rappresentanti giapponese si sono svolte oggi e l’orario di chiusura – le 20 (12 in Italia) – è arrivato. Con esso, sono stati diffusi degli exit poll. Quelli svolti dall’agenzia di stampa Kyodo, mostrano un rafforzamento del Partito liberaldemocratico della premier Sanae Takaichi, che raggiungerebbe la maggioranza assoluta (233 seggi) auspicata dalla leader.

Sempre secondo gli exit poll, insieme al Partito dell’innovazione del Giappone, il campo di governo raggiungerebbe la cosiddetta maggioranza super stabile, pari ad almeno 261 seggi, sufficiente a controllare la gestione parlamentare. Il fronte riformista di centro sarebbe invece in calo rispetto ai 167 seggi precedenti. Il partito nazionalista Sanseito risulterebbe in crescita, mentre il movimento Team Mirai avrebbe conquistato per la prima volta un seggio alla Camera.

Il Partito liberaldemocratico tornerebbe così a recuperare la maggioranza autonoma persa nelle elezioni dell’ottobre 2024. Takaichi aveva indicato come linea di demarcazione il mantenimento della maggioranza di governo e aveva lasciato intendere che, in caso contrario, avrebbe rassegnato le dimissioni. Il co-presidente del blocco centrista Yoshihiko Noda aveva invece fissato come obiettivo quello di superare la consistenza precedente e diventare la prima forza parlamentare.

La maggioranza super-stabile consente di controllare le presidenze delle 17 commissioni permanenti e di disporre di un numero di membri superiore a quello delle opposizioni in ciascun organismo. Sarebbe la prima volta dal voto del 2021 che il campo di governo raggiunge questo livello alla Camera. Pur restando in minoranza al Senato, la premier intende fare leva sul risultato elettorale per chiedere la collaborazione delle forze di opposizione nella gestione dei lavori parlamentari.

Secondo le stime, il Partito dell’innovazione e il Partito democratico per il popolo potrebbero collocarsi attorno ai risultati precedenti. Il Partito comunista, Reiwa Shinsengumi e le formazioni Minshuto no Kai e Yuukoku Rengo rischierebbero invece di non mantenere la stessa consistenza. Il Partito conservatore giapponese punterebbe a entrare in Parlamento, mentre per il Partito socialdemocratico non emergerebbero al momento prospettive concrete di conquista di seggi.

Gli scrutini reali potrebbero, tuttavia, essere rallentati dalle forti precipitazioni nevose che stanno interessando in questi giorni buona parte del Giappone.

Russia, arrestato il presunto aggressore del generale Alexeyev

Roma, 8 feb. (askanews) – Lyubomir Korba, ritenuto l’autore materiale del tentato assassinio del generale Vladimir Alexeyev, numero due dei servizi russi, è stato arrestato da un tribunale di Mosca. Lo riferiscono i media russi.

Gli inquirenti lo hanno identificato come il diretto responsabile dell’attacco e la corte ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere come misura preventiva.

Secondo quanto riferito dalla portavoce del Comitato investigativo russo, Svetlana Petrenko, è stato aperto un procedimento penale per tentato omicidio, traffico illecito di armi e tentato omicidio di un militare.

Korba, secondo Petrenko, sarebbe un cittadino russo nativo di Ternopol, una regione che ai tempi dell’Unione sovietica faceva parte della Repubblica socialista sovietica d’Ucraina.

Nel quadro dell’indagine è stato fermato anche un presunto complice, il cittadino russo Viktor Vasin, arrestato a Mosca e incriminato per tentato omicidio di un militare e traffico illecito di armi. Petrenko ha aggiunto che le attività investigative proseguono.

Milano-Cortina, il programma di oggi

Roma, 8 feb. (askanews) – Dallo sci alpino al biathlon, passando per snowboard, pattinaggio di velocità e pattinaggio di figura: la seconda giornata delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 offre all’Italia un ventaglio ricchissimo di opportunità da podio.

Il programma si apre alle 11.30 con la discesa libera femminile sulla mitica Olympia delle Tofane, a Cortina. Gli occhi sono puntati su Sofia Goggia e Federica Brignone, ma attenzione anche a Laura Pirovano, pronta a giocarsi le sue chance a sorpresa.

Da Cortina ci si sposta poi a Livigno per il gigante parallelo di snowboard, disciplina nella quale l’Italia si presenta altamente competitiva: al maschile gli azzurri hanno dominato la stagione di Coppa del Mondo con cinque successi su sette gare, mentre anche il settore femminile promette risultati importanti.

In contemporanea prende il via ad Anterselva il biathlon, con la staffetta mista che vedrà protagonisti Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer, subito a caccia di una medaglia.

Nel pomeriggio riflettori su Davide Ghiotto, impegnato nei 5.000 metri di pattinaggio di velocità, mentre la sera sarà dedicata alla chiusura del team event di pattinaggio di figura.

Completano il quadro di giornata gli incontri del girone di doppio misto di curling: per Constantini e Mosaner è previsto un doppio appuntamento, prima contro la Repubblica Ceca e poi contro la Gran Bretagna.

Questi gli azzurri in gara oggi, domenica 8 febbraio, alle Olimpiadi di Milano-Cortina: 09:00 – 10:30 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, qualificazioni – Livigno Snow Park Elisa Caffont, Jasmin Coratti, Lucia Dalmasso, Sofia Valle 09:30 – 10:55 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, qualificazioni – Livigno Snow Park Maurizio Bormolini, Mirko Felicetti, Roland Fischnaller, Aaron March 11:30 – 13:40 – Sci alpino – Discesa D – Tofane Alpine Skiing Centre Federica Brignone, Nicol Delago, Sofia Goggia, Laura Pirovano 12:30 – 13:50 – Sci di fondo – Skiathlon U – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Elia Barp, Martino Carollo, Davide Graz, Federico Pellegrino 13:00 – 13:20 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, ottavi di finale – Livigno Snow Park 13:24 – 13:44 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, ottavi di finale – Livigno Snow Park 13:48 – 13:58 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, quarti di finale – Livigno Snow Park 14:00 – 14:10 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, quarti di finale – Livigno Snow Park 14:05 – 15:40 – Biathlon – Staffetta mista – Anterselva Biathlon Arena Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer 14:12 – 14:17 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, semifinali – Livigno Snow Park 14:19 – 14:24 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, semifinali – Livigno Snow Park 14:26 – 14:31 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, finali – Livigno Snow Park 14:35 – 16:35 – Curling – Fase a gironi doppio misto: Italia-Repubblica Ceca – Cortina Curling Olympic Stadium Stefania Constantini, Amos Mosaner 14:36 – 14:41 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, finali – Livigno Snow Park 16:00 – 18:00 – Pattinaggio di velocità – 5000 m U – Milano Ice Park Davide Ghiotto, Riccardo Lorello, Michele Malfatti 17:00 – 18:00 – Slittino – Singolo U, Heat 3 – Cortina Sliding Centre Leon Felderer, Dominik Fisch¡naller, Alex Gufler 18:34 – 19:30 – Slittino – Singolo U, Heat 4 – Cortina Sliding Centre Leon Felderer, Dominik Fisch¡naller, Alex Gufler 19:05 – 21:05 – Curling – Fase a gironi doppio misto: Italia-Gran Bretagna – Cortina Curling Olympic Stadium Stefania Constantini, Amos Mosaner 19:30 – 21:45 – Snowboard – Big Air D, qualificazioni – Livigno Snow Park Questo il programma di sabato 8 febbraio delle Olimpiadi di Milano Cortina (X gara senza italiani in gara): 09:00 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), qualificazioni 09:30 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), qualificazioni 10:00 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), turno di eliminazione 10:05 – Curling – Misto, preliminari: Norvegia – Repubblica Ceca 10:05 – Curling – Misto, preliminari: Corea del Sud – Estonia 10:30 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), turno di eliminazione 11:30 – Sci alpino – Discesa (D), GARA DA MEDAGLIE 12:30 – Sci di fondo – 20 km skiathlon (U), GARA DA MEDAGLIE 13:00 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), ottavi di finale (1 -8 serie) 13:24 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), ottavi di finale (1 -8 serie) 13:48 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), quarti di finale 14:00 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), quarti di finale 14:05 – Biathlon – Staffetta mista (X), GARA DA MEDAGLIE 14:12 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), semifinali 14:19 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), semifinali 14:26 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), finale B 14:29 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), finale 14:36 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), finale B 14:39 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), FINALE 14:35 – Curling – Misto, preliminari: Canada – Svezia 14:35 – Curling – Misto, preliminari: Regno Unito – Svizzera 14:35 – Curling – Misto, preliminari: Stati Uniti – Estonia 14:35 – Curling – Misto, preliminari: Italia – Repubblica Ceca 16:00 – Pattinaggio di velocità – 5000 m (U), GARA DA MEDAGLIE 16:40 – Hockey su ghiaccio – Donne, Gruppo B: Francia – Svezia 17:00 – Slittino – Singolo (U), 3 manche 18:32 – Slittino – Singolo (U), GARA DA MEDAGLIE 19:05 – Curling – Misto, preliminari: Italia – Regno Unito 19:05 – Curling – Misto, preliminari: Stati Uniti – Svezia 19:05 – Curling – Misto, preliminari: Svizzera – Norvegia 19:05 – Curling – Misto, preliminari: Canada – Corea del Sud 19:30 – Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X), libero coppie 19:30 – Snowboard – Big Air (D), qualificazioni 20:45 – Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X), libero donne 21:10 – Hockey su ghiaccio – Donne, Gruppo A: Repubblica Ceca – Finlandia 21:55 – Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X), libero uomini 23:00 – Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X), classifica generale Questo il programma di lunedì 9 settembre delle Olimpiadi di Milano-Cortina 10:05 Curling – Misto, preliminari: Svizzera-Canada 10:05 Curling – Misto, preliminari: Italia-Stati Uniti 10:05 Curling – Misto, preliminari: Norvegia-Corea del Sud 10:05 Curling – Misto, preliminari: Repubblica Ceca-Estonia 10:30 Sci alpino – Combinata a squadre (U), GARE DA MEDAGLIA 12:10 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo B: Giappone-Italia 12:30 Sci freestyle – Slopestyle (D), FINALE 16:40 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo B: Germania-Francia 17:00 Slittino – Singolo (D), 1 manche 17:30 Pattinaggio di velocità – 1000 m (D), GARE DA MEDAGLIA 18:05 Curling – Misto, semifinale: N.N.-N.N. 18:05 Curling – Misto, semifinale: N.N.-N.N.

18:43 Slittino – Singolo (D), 2 manche 19:00 Salto con gli sci – Trampolino piccolo (U), GARE DA MEDAGLIA 19:20 Pattinaggio artistico – Danza su ghiaccio (X), programma corto 19:30 Snowboard – Big Air (D), FINALE 20:40 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo A: Svizzera-Stati Uniti 21:10 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo A: Canada-Repubblica Ceca

Giovanni Bachelet: le firme, la Cassazione e ciò che si muove sotto la cresta dell’onda

La campagna referendaria entra nel vivo, tra incontri, assemblee e un clima che segnala fermento diffuso. Una recente ordinanza della Cassazione ha riportato al centro il tema delle firme e della sovranità popolare. Ne parliamo con Giovanni Bachelet, presidente del Comitato per il No al referendum.

Professore, buongiorno. So che in questi giorni è continuamente in giro, tra manifestazioni e incontri. La campagna sta entrando nel vivo e, parlando con le persone, si avverte che sotto la cresta dellonda qualcosa si muove. Partiamo da qui: che idea si è fatto della decisione della Cassazione?

Sì, qualcosa d’importante si muove. Come nel caso del TAR, attendevo l’esito con rispetto e curiosità. Ma, una volta conosciuta l’ordinanza, credo che il commento più vero non sia tecnico. È arrivato pochi minuti dopo, in forma privata, dalla mia consuocera Laura: “È la prima volta in vita mia – ha detto – che firmo qualcosa che ha successo”.

In questa frase c’è il senso profondo della decisione. La Cassazione ha riconosciuto che le 500mila firme non sono un elemento accessorio o formale, ma un veicolo della sovranità popolare, sullo stesso piano dell’iniziativa parlamentare.

In effetti, l’ordinanza della Suprema Corte sembra parlare direttamente ai cittadini. È come se dicesse che partecipare non è inutile, che firmare conta davvero. È così?

Sì, ed è un messaggio molto importante. Le firme non sono un fastidio da tollerare né un inciampo procedurale. Sono uno strumento costituzionale attraverso cui la sovranità popolare prende parola.

Il segnale che arriva è chiaro: l’impegno civico può produrre effetti reali. In una fase in cui molti avvertono distanza e chiusura da parte delle istituzioni, questo riconoscimento ha un valore politico e democratico forte.

Veniamo allora alla politica. Palazzo Chigi sta pagando un prezzo per la fretta? Per quella corsa avviata dal Parlamento su una riforma che non ha ammesso confronto né emendamenti?

Un primo prezzo è già stato pagato. A metà gennaio, la scelta di fissare la data del voto al 22-23 marzo senza alcuna condivisione con l’opposizione – come invece era sempre accaduto in passato – ha prodotto un effetto immediato: in tre o quattro giorni le firme sono passate da 300mila a mezzo milione.

Il prezzo più significativo, però, lo vedremo il giorno del voto. Perseverare in una logica di forzatura e di prepotenza istituzionale ha sempre un costo politico. E prima o poi, nello scenario della battaglia referendaria, quel costo finirà per emergere.

Milano Cortina, Lorenzo Fontana: violenze da condannare senza se

Roma, 8 feb. (askanews) – “Esprimo la mia vicinanza e solidarietà alle Forze dell’ordine che, ancora una volta, si ritrovano ad affrontare scontri e aggressioni da parte di alcuni manifestanti. Addirittura, contro le Olimpiadi di Milano-Cortina. Immagini che nessuno vorrebbe vedere, gesti violenti da condannare senza se e senza ma. Un abbraccio a chi si adopera per la riuscita dei Giochi e deve affrontare anche queste situazioni assurde”. Così afferma il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in un post sui social network.

Meloni: chi manifesta contro le Olimpiadi è nemico dell’Italia

Roma, 8 feb. (askanews) – “Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata. Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani, che manifestano ‘contro le Olimpiadi’, facendo finire queste immagini sulle televisioni di mezzo mondo. Dopo che altri hanno tranciato i cavi della ferrovia per impedire ai treni di partire”. Così afferma in un post sui social la presidente del consiglio, Giorgia Meloni. “Solidarietà, ancora una volta, alle Forze dell’ordine, alla città di Milano, e a tutti coloro che vedranno il loro lavoro vanificato da queste bande di delinquenti”, aggiunge.

Milano-Cortina, il medagliere dopo la prima giornata

Roma, 8 feb. (askanews) – Questo il medagliere dopo la prima giornata dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina

Medagliere # Paese O A B Tot 1 Giappone 1 1 1 3 1 Italia 1 1 1 3 1 Norvegia 1 1 1 3 4 Svezia 1 1 0 2 5 Svizzera 1 0 0 1 6 Slovenia 0 1 0 1 7 Canada 0 0 1 1 7 Cina 0 0 1 1

Paesi senza medaglia: Albania, Andorra, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaigian, Belgio, Benin, Bolivia, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Cile, Cipro, Colombia, Corea del Sud, Croazia, Danimarca, Ecuador, Emirati Arabi Uniti, Eritrea, Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Giamaica, Grecia, Guinea Bissau, Haiti, Hong Kong, India, Iran, Irlanda, Islanda, Israele, Kazakistan, Kirghizistan, Kosovo, Lettonia, Libano, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Madagascar, Malesia, Malta, Marocco, Messico, Moldavia, Monaco, Mongolia, Montenegro, Nigeria, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Pakistan, Polonia, Porto Rico, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, San Marino, Serbia, Singapore, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Taiwan, Thailandia, Trinidad e Tobago, Turchia, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Uzbekistan, Venezuela.