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MIA Photo Fair BNP Paribas – sezione Reportage Beyond Reportage

Milano, 19 mar. (askanews) – MIA Photo Fair BNP Paribas presenta la quindicesima edizione della fiera italiana dedicata alla fotografia, dedicata alla Metamorfosi, presso gli spazi di Superstudio Più a Milano da giovedì 19 a domenica 22 marzo 2026. La manifestazione, organizzata da Fiere di Parma e diretta per il terzo anno da Francesca Malgara, ha il patrocinio del Comune di Milano e vede il supporto di BNL BNP Paribas, già storico main sponsor dal 2012, e title sponsor dal 2025, e di Deloitte che, con il patrocinio di Fondazione Deloitte, è diventato main sponsor della fiera lo scorso anno. Sono quattro le sezioni della quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas: la Main Section e tre sezioni tematiche Beyond Photography – Dialogue curata da Domenico de Chirico, Reportage Beyond Reportage curata da Emanuela Mazzonis e Focus Latino curata da Rischa Paterlini. Un sistema di colori guida lo spettatore lungo il percorso espositivo, con un riferimento cromatico applicato alle varie gallerie o ai singoli artisti per indicarne la sezione di riferimento.

Emanuela Mazzonis presenta la sua curatela: “La sezione Reportage Beyond Reportage, che curo per la quarta volta in occasione di MIA Photo Fair BNP Paribas, analizza come oggi sia difficile poter parlare di reportage classico. Oggi gli artisti non possono più sottolineare quella che è l’immediatezza della notizia, le immagini arrivano prima di ogni parola e quindi quello che gli artisti cercano di sottolineare con il lavoro di analisi che fanno sulle immagini che poi producono è un’analisi indagatoria: le loro immagini pongono questioni piuttosto che dare risposte. Il collegamento che ho voluto trovare quest’anno con il tema della fiera Metamorfosi si collega a uno statement di Italo Calvino sul poema di Ovidio, Le Metamorfosi, dove l’autore italiano sottolinea quanto sia importante avere molteplici chiavi di lettura nell’interpretare il poema ovidiano e questo noi lo ritroviamo esattamente nelle immagini: il modo in cui noi dobbiamo percepire le immagini deve essere un’apertura mentale, non dobbiamo avere un’unica chiave di lettura. Nella sezione si potranno ritrovare dodici gallerie, straniere ed italiane, con lavori di artisti che sottolineano quanto la metamorfosi vada a influire nell’ambito della fotografia sia da un punto di vista tecnico, con esperimenti che vanno dai fotogrammi agli scannogrammi, che nell’indagine su quella che è la trasformazione dell’identità umana e la trasformazione del paesaggio naturale rovinato dall’industrializzazione e dall’urbanizzazione.

Alle mie spalle si vede un’immagine di Anastasia Samoylova, artista russa che vive in America da dieci anni e che racconta, o meglio documenta, la Route No. 1 sulla costa atlantica degli Stati Uniti: come questo paesaggio sia cambiato, abbia subito delle metamorfosi, proprio a causa della industrializzazione, della modernizzazione, della capitalizzazione e quanto questo territorio americano sia pieno di contraddizioni e di fragilità che lei riesce a estrapolare attraverso delle immagini in fondo anche molto poetiche come questa che possiamo osservare dietro di me”.

Sergio Paronetto, l’architetto nascosto della ricostruzione italiana

Ricorre l’81° anniversario della morte di Sergio Paronetto, il giovane vicedirettore dell’IRI, che ha aiutato Alcide De Gasperi a completare il pensiero sulla ricostruzione del Paese tra il 1940 e il 1945.

Il “primato del sociale” nella Costituzione

A Sergio Paronetto l’Italia deve una parte essenziale della Costituzione, l’indice, caratterizzato – si vorrebbe dire: qualificato – dai primi quattro Titoli: rapporti civili, rapporti (etico)sociali, rapporti economici, rapporti politici, nell’ordine. Uomo di ineguagliata statura culturale, morale e civile, Paronetto ha ripreso la triade sociale-economico-politico dal suo inventore, papa Leone XIII (di papa Pecci è il maggiore studioso vivente, interpellato sovente da papa Pacelli e da monsignor Montini sulle implicazioni della Dottrina sociale della Chiesa).

Da lui deriva il ‘primato del sociale’ che distingue la nostra Carta: laddove primato vuol dire che per definire la materia riguardante l’agire sociale del singolo cittadino e la vita sociale della comunità italiana non si deve fare riferimento a categorie dell’economia e della politica, mentre per le definizioni riguardanti queste due materie è ineludibile

riferirsi a categorie della materia sociale. Gli articoli della cosiddetta “costituzione economica” derivano in massima parte dalla formulazione paronettiana.

Si noti che, oltre ad essere conosciuto dai costituenti suoi grandi amici De Gasperi, Vanoni, La Pira, Gronchi, Meuccio Ruini (che sarà presidente della Commissione dei LXXV), il lavoro di Paronetto nel trattare argomenti “costitutivi” sarà assai apprezzato da Palmiro Togliatti, grande estimatore del giovane dirigente valtellinese.

Istituzioni, idee e testi fondativi

Quattro sono gli enti inventati da Paronetto: la SIOI, la Svimez, il CNEL, l’ISCO: che poi i suoi amici e ammiratori trasformeranno in realtà.

Sono dieci i testi fondamentali stesi come redattore-ombra da Paronetto per De Gasperi e per papa Pio XII nella prima metà degli anni Quaranta: i tre documenti programmatici della neonata Democrazia Cristiana, che vedono la luce dal 1942 al 1944 firmati da De Gasperi con lo pseudonimo Demofilo, più il ‘Testamento Politico 1942’ dello stesso De Gasperi; e sei documenti ecclesiali, di cui cinque firmati da papa Pacelli: quattro radiomessaggi pontifici dal 1941 al 1944 e il Discorso di investitura delle ACLI dell’11 marzo 1945, più il Codice di Camaldoli, che tanta influenza avrà sui costituenti cattolici (e non solo).

L’IRI e la strategia della ricostruzione

A Paronetto si deve la decisione di non liquidare l’IRI cui pensavano in un primo momento le autorità alleate, essendo l’ente nato nel 1933, in pieno ventennio; inoltre, si deve all’opera di persuasione su De Gasperi la nomina di Luigi Einaudi a governatore della Banca d’Italia nel 1944; la prima bozza di un piano per il rilancio del Mezzogiorno alla fine degli anni Trenta; lo studio condotto riservatamente per il ministro delle Finanze Paolo Ignazio Thaon di Revel per introdurre precocemente anche in Italia un Sistema di Contabilità Nazionale con grandezze macroeconomiche (il nuovo governatore della Banca d’Italia Donato Menichella, già direttore generale dell’IRI e superiore diretto di Paronetto, si rassegnerà a procedere all’adesione dell’Italia al Sistema di Contabilità Nazionale di standard internazionale oltre dieci anni dopo).

Per ordine di Menichella, Paronetto inventa nella seconda metà degli anni Trenta la Finsider e la Finmare, le finanziarie di settore dell’IRI, che vengono prontamente costituite, mentre la terza capogruppo, la Fincantieri, rimane allo stadio di progetto fino al 1958. L’IRI darà un contributo decisivo alla ricostruzione d’Italia, proprio come pensava il suo giovane vicedirettore generale prematuramente scomparso.

Militanza cattolica e visione profetica

Sul fronte della militanza cattolica, Paronetto è vicepresidente del Movimento Laureati Cattolici (già vicepresidente della FUCI) e redattore capo della rivista Studium. Assistente di Giovanni Battista Montini, consegna allo stesso i contenuti principali della futura Populorum Progressio: la necessità dello sviluppo sociale-economico per avere la pace. Passerà un quarto di secolo prima che Montini, divenuto papa Paolo VI, faccia splendere l’intuizione dell’amico Sergio nella sua straordinaria enciclica del 1967.

La commemorazione

La messa in suffragio dell’anima di Sergio Paronetto si terrà presso la cappella dell’Area delle Confraternite del cimitero del Verano alle 10:30 di venerdì 20 marzo.

Separazione delle carriere: una riforma da comprendere e sostenere

Una riforma fraintesa nel dibattito pubblico

Le argomentazioni corrette e appropriate sulle ragioni che giustificano la divisione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici hanno purtroppo lasciato spazio su tutta la stampa a polemiche a volte effimere, a volte truffaldine, a volte inconsistenti.

La riforma non è stata spiegata adeguatamente perché è stata proposta dal governo e quindi ha un sapore “politico” e poi, c’è da dire, che non corrisponde al DNA del Presiedente del Consiglio che ha una storia diversa da quella “liberale”!

Ma tant’è, la riforma è liberale e la valutazione deve essere obiettiva e serena; alla vigilia del voto bisogna dare dunque una valutazione sul significato dell’ordinamento giudiziario e sul rapporto annoso tra la politica e la giustizia per precisare le regioni che giustificano un voto positivo al referendum.

Il precedente di Tangentopoli e lo squilibrio istituzionale

È passato molto tempo dal “fenomeno” tangentopoli, una stagione nella quale l’esercizio dell’azione penale ha prepotentemente influito sull’intero sistema istituzionale, squilibrandolo e offuscandolo; ha interferito con le più profonde ragioni della politica e ha disatteso le regole fondamentali della stessa giurisdizione a partire dal valore ineliminabile della prova. Ma ora quei processi si sono da tempo conclusi non con una serie di condanne, come si poteva prevedere, ma con un numero enorme di assoluzioni che hanno costituito un vero e proprio fenomeno politico e giudiziario.

Il significato del processo e il ruolo dei giudici

È da questa considerazione che è necessario partire per individuare il significato del “processo”. La stagione, dunque, dei verdetti anomali emessi con prepotenza «in nome dei pubblici ministeri», fu superata con sentenze vere, fatte dai giudici in nome del buon senso e in nome e nell’interesse del popolo italiano, per una giustizia mite e serena.

La verità è che ancora oggi, non si è ancora colto il segno eccezionale della straordinaria serie di assoluzioni che hanno dimostrato in concreto la contraddittorietà delle iniziative intraprese dai pubblici ministeri e la vistosa patologia del processo penale. Patologia che non può essere né coperta né giustificata dal pretesto della differenza di valutazione dialettica, tradizionale tra pubblico ministero e giudice, ma che è stata palesemente prodotta da una alterazione e da una deviazione dell’esercizio dell’azione penale, che hanno determinato una crisi del processo e una inagibilità dello stesso.

La crisi del pubblico ministero e la degenerazione del sistema

I collegi giudicanti non hanno fatto prevalere un «contro teorema» politico, ma hanno saputo, con saggezza e pacatezza, demolire uno per uno i capisaldi di un teorema accusatorio che ha incriminato persone anche innocenti, ma soprattutto ha distrutto alcuni partiti e ha incrinato la credibilità delle istituzioni repubblicane da parte dei cittadini.

Si sperava che fosse tramontata l’era in cui il pm era accusatore e insieme, giudice, per cui l’avvio dell’azione penale coincideva con la sua conclusione, con la sentenza di fatto, con la condanna dell’imputato, con la fine inappellabile del suo onore civile e politico.

È stato questo il tragico errore che ha compromesso la credibilità del pm.

La conclusione è appunto che quella che viene definita «la rivoluzione giudiziaria» altro non è stata che una banale e incerta conquista del potere da parte di una magistratura sollecitata dalla sinistra che, non potendo fare una profonda revisione culturale e politica della propria storia, non è riuscita a consolidarsi nella coscienza del paese.

È questa la premessa culturale che ha consentito una funzione della magistratura fuori dalle regole istituzionali, ideologizzando il suo ruolo come un ruolo politico, non al di sopra delle parti.

Il giusto processo e il nuovo modello accusatorio

Orbene l’introduzione nella Carta Costituzionale dei principi del «giusto processo» ha segnato un momento importante di intervento riformatore del legislatore. Tutte le forze rappresentate in Parlamento hanno convenuto che un processo penale degno di questo nome è giusto se pone al centro l’escussione della prova, accompagnata da un serio contraddittorio dibattimentale. Tra le parti rispetto ad un giudice terzo e imparziale.

“L’Unità della giurisdizione” era prevista per un codice procedura penale inquisitorio dove si attribuiva al pm una funzione pubblica di difesa della comunità, ma nel 1989 il legislatore ha approvato un nuovo codice di procedura e, di conseguenza il pm per far funzionare il processo deve essere “par-te” contrapposta alla “difesa”, con un giudice terzo e imparziale.

Una riforma strutturale, non contingente

È l’argomento unico e principale per cui è inutile dire che la riforma non incide sui problemi della giustizia, e non porta vantaggi ai cittadini.

Non si tratta di trovare rimedio a una contingenza o a una burocrazia interna, né è argomento valido la contiguità o l’amicizia tra i magistrati, ma si tratta di risolvere un problema strutturale di principio, per un processo credibile appunto sistematico, come prevede l’art. 111 della Costituzione.

Due funzioni, due culture

Dunque, pm e giudici svolgono mestieri diversi e debbono avere per un processo accusatorio culture diverse, professionalità diverse per essere credibili. In tutti questi anni tutti i magistrati sono stati chiamati e vengono sempre chiamati giudici e se quando il pm accusa è considerato “giudice” anche dalla stampa e viene accreditato nelle sue accuse non ancora verificate dal vaglio del processo, perché l’ha detto già un “giudice”.

La conclusione è che se si fosse approvata questa riforma negli anni 80 a seguito della modifica del processo non avremmo avuto il fenomeno di Tangentopoli, c’è un’indagine giudiziaria fuori dalle regole costituzionali perché essa sarebbe stata controllata fin dall’inizio da un giudice che purtroppo non c’è stato né a Milano né in Italia.

Dieci ragioni per votare NO al referendum sulla giustizia

Per doverosa chiarezza desidero esplicitare le 10 essenziali ragioni di metodo e di contenuto per cui al referendum voterò NO.

  1. Il metodo costituzionale e il ruolo del Parlamento

Una riforma costituzionale, ovvero della Carta che è alla base della nostra Repubblica e dei principi e delle regole della convivenza comune, non deve essere proposta da un Governo ma dal Parlamento e non può essere approvata delegittimandolo, come è avvenuto, non facendo discutere e votare nessun emendamento migliorativo, né della maggioranza né della minoranza.

È quindi evidente l’intenzione originaria di Meloni/Nordio di arrivare al referendum confermativo (previsto, come è noto, quando non si sia raggiunta la maggioranza dei 2/3 dei voti), immaginando un plebiscito popolare per aprire la strada alle elezioni anticipate (se non alla candidatura della Meloni alla Presidenza della Repubblica).

  1. Correnti della magistratura e riforma del CSM

Pur riconoscendo la degenerazione delle correnti (di per sé legittime come interpretazioni e orientamenti) della magistratura, ritengo che la soluzione non sia il sorteggio ma, come avevano proposto Bazoli, nostro capogruppo in Commissione Giustizia, e anche numerosi costituzionalisti, un diverso sistema elettorale nel CSM.

  1. Un disegno più ampio di riforma degli equilibri istituzionali

Non può sfuggire il collegamento di questa riforma della magistratura (non della giustizia) con la proposta del premierato, dell’autonomia differenziata, di uno spoil system scientifico e con la volontà, già annunciata da Nordio, di sottrarre la polizia giudiziaria all’autorità giudiziaria, ecc.

  1. Delegittimazione degli organi di controllo

La parallela delegittimazione degli organi terzi e di controllo (Corte dei conti, ANPAC, ecc.) e delle Authorities in genere conferma questa insofferenza verso gli organi terzi di controllo e verso il principio costituzionale del bilanciamento dei poteri.

  1. Separazione delle carriere già prevista

La separazione funzionale delle carriere è già prevista nella riforma Cartabia e, comunque, il passaggio tra diversi ruoli ha riguardato fino ad oggi una percentuale inferiore all’1% dei magistrati.

  1. Due CSM e rafforzamento dei PM

La creazione di due CSM, di cui uno rappresentativo dei soli PM, è contraddittoria con l’intenzione proclamata dai proponenti di ridurre il loro ruolo, perché porterà inevitabilmente a rafforzare notevolmente il loro potere.

Questa è la ragione (come ha bene illustrato il costituzionalista Pinelli) per cui nei Paesi dove le carriere sono separate i PM sono sottoposti al potere governativo.

  1. Assoluzioni e ruolo dei PM

Il fatto che circa la metà dei processi si sia conclusa con l’assoluzione degli imputati dimostra l’autonomia e l’imparzialità dei giudici. Dimostra anche, però, che talora (e lo sappiamo bene!) ci siano state ipotesi di colpevolezza e accuse infondate da parte di vari PM, ma certo questo referendum non risolve, e a mio avviso aggrava, il problema, rafforzando di fatto il ruolo dei PM.

  1. Azioni disciplinari e possibili correttivi

Per quanto attiene alle azioni disciplinari, la percentuale delle condanne ha riguardato il 49% delle azioni disciplinari avviate (80 nel 2024). Anche qui, comunque, una legge ordinaria potrebbe modificare, con eventuale rotazione o altro, la composizione delle sezioni disciplinari del CSM, come proposto da vari giuristi.

  1. Critica interna e ruolo del referendum

Come PD non dobbiamo però essere appiattiti acriticamente sulla posizione della magistratura, ma ricordare anche alcune patologie esistenti e impegnarci a correggerle con leggi ordinarie (penso alle gogne mediatiche, alla rivelazione del segreto d’ufficio, ai processi paralleli televisivi, ecc.). Patologie cui il referendum non dà risposte.

Ricordo anche che in Direzione, e non solo, abbiamo criticato gli anatemi lanciati dalla Segretaria e da altri verso chi, anche nel PD, la pensa legittimamente in modo diverso, pur sentendo noi il dovere di far riflettere sulle conseguenze politiche, e non solo tecniche, di modifiche così rilevanti di articoli della Costituzione, nonché dell’autonomia e indipendenza della magistratura come ordine.

Sia per rispettare il ruolo costituzionale del referendum (sono i cittadini i soggetti chiamati a esprimersi; i partiti possono e devono informare e orientare, ma non vincolare), sia perché dobbiamo evitare — visto che siamo il solo partito con opinioni diverse al suo interno — di dividere il nostro elettorato.

  1. I rischi politici della campagna referendaria

Alcune modalità e toni della campagna per il NO del PD e di alcuni magistrati non mi sono piaciuti, anche perché rischiano di creare un effetto boomerang. Non credo che al Pd convenga essere identificato con l’esito di un referendum. Non mi pare sia andata bene quando l’abbiamo fatto.

Certamente, però, non possiamo non rilevare che nel Governo e nella maggioranza sono tutti acriticamente per il SÌ, e quindi sono loro ad averlo reso una questione di schieramento politico.

Una partita decisiva

Dobbiamo quindi sapere che su questo referendum si gioca una partita politica rilevante e dalle conseguenze imprevedibili, anche per la indeterminatezza delle norme attuative.

Il campo degasperiano come riscoperta di una politica che parta dalle idee

Nella concezione progressista la storia è lineare: ciò che è “nuovo” è sempre meglio del “vecchio”.

Ma, a parere di chi scrive, la storia non applica il metodo giapponese Kaizen (il noto metodo del “miglioramento continuo”), bensì è fatta di “corsi e ricorsi” storici di memoria vichiana.

 

Il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica

Nel nostro Paese siamo passati dal linguaggio della prima Repubblica, ricco di contenuti ed espressione di un pensiero forte, al linguaggio della Seconda Repubblica, postmoderno e semplificato.

Sembriamo sprofondati in una dinamica di velocità, senza profondità di pensiero, coniugata a una politica urlata che cerca di acchiappare l’attimo fuggente dell’opportunità. Questo nuovo linguaggio, che asseconda il target più che indirizzarlo, abdicando al ruolo di classe dirigente, ci permette davvero di comprendere la realtà o, a dirla con Ligabue, abbiamo “perso le parole”? Perché, di fatto, “chi pensa male, parla male, vive male” (cit. Nanni Moretti).

 

Comunicazione e profondità del pensiero

Pur essendo convinto, sul piano generale, che si debba tenere assieme comunicazione efficace e profondità del pensiero, anche utilizzando gli strumenti comunicativi contemporanei, come i social e quant’altro, è utile un focus specifico per provare a dare una risposta: le parole centrodestra e centrosinistra.

Sono parole utilizzate, ormai, come sostantivi composti: parole che dovrebbero quindi, in sé e per sé, esprimere un significato autonomo.

È così? Le parole coinvolte sono tre: centro, sinistra e destra.

Perché le utilizziamo composte? È corretto continuare a farlo senza rischiare di descrivere più ciò che abbiamo ancora in testa, a dispetto della realtà?

Le parole centrosinistra e centrodestra nascono negli anni ’90, con il varo del bipolarismo dell’alternanza in versione italiana, figlio di Tangentopoli, della svolta maggioritaria e dell’ascesa Berlusconi/Prodi.

 

Il legame originario con la realtà politica

In quel quadro, e a lungo, fino alla tenuta di Forza Italia come leader della coalizione, con l’UDC in una posizione simile, e fino alla nascita e al consolidamento/svolta del Movimento Cinque Stelle — inserito nel campo progressista da un lato — e di Fratelli d’Italia dall’altro, queste espressioni hanno rappresentato chiavi linguistiche con un serio e reale aggancio con la realtà.

Coalizioni che univano forze di centro con forze di sinistra riformista e socialdemocratica, oppure una destra che, dopo la svolta di Fiuggi, stava compiendo lo sforzo realistico di divenire liberalconservatrice, insieme a un partito liberale e federalista/territoriale come la Lega.

Ma, con la nascita (o rinascita) e l’ascesa di forze e leader populisti, questi due sostantivi composti sono stati, a ben vedere, completamente svuotati del loro significato originario.

 

Il rito comunicativo e il bias cognitivo

Li continuiamo a ripetere in un rito comunicativo che somiglia più a un fenomeno di Illusory truth effect (effetto della verità illusoria), che non è altro che un bias cognitivo.

I bias, in psicologia, sono schemi mentali automatici che influenzano il modo in cui interpretiamo, percepiamo e decidiamo. Citando Kahneman e Tversky, si tratta di “una deviazione sistematica del giudizio razionale, dovuta all’uso di scorciatoie mentali”: in pratica, la mente semplifica per evitare di elaborare ogni volta la complessità.

L’“effetto della verità illusoria” è un bias cognitivo per cui tendiamo a credere vera un’informazione, o una parola, perché la sentiamo ripetere più volte: la ripetizione trasforma la familiarità in percezione di verità.

Ed è esattamente ciò che facciamo con le due parole composte centrodestra e centrosinistra. Siccome le utilizziamo da trent’anni, la familiarità e la ripetizione ce le fanno apparire ancora vere.

 

Una realtà politica profondamente cambiata

Eppure abbiamo, in un campo, una sinistra radicale e massimalista, anche di orientamento filorusso, ormai lontana dalla sinistra riformista e socialdemocratica che rappresentava il fianco sinistro del centrosinistra. Dall’altro lato, una destra sovranista, con tratti filotrumpiani e filorussi, distante dalla svolta liberalconservatrice che stava tentando Gianfranco Fini.

È per questo che dovremmo, anzitutto, iniziare a chiamare le due coalizioni con il loro nome, e cioè campo largo e destra-centro.

E, soprattutto, immaginare nuove strade e nuove alchimie di coalizione, se crediamo che siano i contenuti, le idee, a dover dare l’indirizzo alla storia, attorno a cui organizzare il consenso.

 

Le priorità di una possibile ripartenza

La cultura popolare, liberale, socialista riformista e socialdemocratica potrebbe ipotizzare di ripartire da queste priorità:

La questione sociale, che richiede uno spirito riformatore, radicale più nella volontà che nei contenuti, rimettendo al centro il tema dell’uomo e della giustizia sociale, anche dinanzi alle trasformazioni già in corso con lo sviluppo del combinato intelligenza artificiale/robotica.

La tutela della libertà umana, delle libertà democratiche e dei diritti civili, di fronte all’avanzare delle autocrazie e degli autoritarismi.

La guerra e la pace, in chiave europea e di ricostruzione delle condizioni di un mondo multilaterale, superando i limiti delle istituzioni che escono indebolite dal contesto geopolitico, oggi segnato da un assetto basato più sul diritto della forza che sulla forza del diritto.

 

Il campo degasperiano come punto di ripartenza

Sembrano queste alcune delle possibili basi contenutistiche di un rinnovato Campo degasperiano da cui ripartire, per smetterla di ripetere formule d’alleanza — scambiate per formule culturali con un significato intrinseco — che non esistono più e che, realisticamente, stanno portando l’Italia a sbattere.

Come diceva Ligabue in “Ho perso le parole”: “Credi, credici un po’, metti insieme un cuore e prova a sentire…”. Forse è questa la sfida più grande: crederci. Abbandonare vecchie certezze e conquiste personali, per gettare il cuore oltre l’ostacolo e aprire nuovi orizzonti possibili.

Referendum, Landini in piazza per il no a Roma: è momento di unirsi

Roma, 18 mar. (askanews) – “Penso che chi pensava che ci sarebbe stato un plebiscito su questa riforma oggi si sta rendendo conto che qualcosa è cambiato, perché girando per il Paese io percepisco di nuovo il valore della Costituzione, la domanda di unità di fronte anche alla paura legittima che esiste, per la guerra, il peggioramento delle condizioni. Non è il momento di creare il nemico, è il momento di unirsi, è il momento, lo dico banalmente, della fratellanza tra le persone per affrontare una situazione inedita, nuova, con una difficoltà che nessuno mai ha vissuto”. Così il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine dell’evento conclusivo della campagna per il “no” al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, che si è svolto a Piazza del Popolo a Roma.

“Quindi per noi questo non è un voto contro qualcuno, perché la Costituzione non è di destra o di sinistra, è la Costituzione antifascista, democratica, che ha determinato le condizioni dell’unità di questo Paese”, ha aggiunto.

Referendum, Conte: “Votiamo no a questa riforma dell’ingiustizia”

Roma, 18 mar. (askanews) – “La presidente Meloni inonda le tv e i suoi social per questa campagna referendaria e sono tre giorni, che non ha trovato una parola per quanto riguarda un parlamentare di Fratelli d’Italia che sta invitando al voto di scambio clientelare per convincere gli indecisi. E poi hanno detto no a tutti i fuori sede, a partire dagli studenti che vorrebbero votare in massa. Allora noi rispondiamo: votiamo no a questa riforma dell’ingiustizia che mira soltanto a rivendicare un primato che la politica dovrebbe conquistarsi con la dignità, la forza dei comportamenti e delle condotte”. Così il leader del M5S Giuseppe Conte, a Piazza del Popolo a Roma all’evento conclusivo della campagna per il no al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati.

Schlein chiude campagna del Referendum: “Voteremo convintamente no”

Roma, 18 mar. (askanews) – “Chiediamo alle persone di votare no ad una riforma che non migliora la giustizia per i cittadini, ma indebolisce l’indipendenza dei giudici. Quindi noi voteremo convintamente no per difendere la nostra Costituzione e l’equilibrio tra i poteri che hanno voluto i nostri costituenti”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine della manifestazione per il ‘no’ al Referendum a Piazza del Popolo a Roma. “Se vince il ‘no’ ci evitiamo una riforma pericolosa e sbagliata per i cittadini”, ha aggiunto.

Fiumicino si conferma nella top ten dei migliori aeroporti al mondo

Roma, 18 mar. (askanews) – L’aeroporto di Roma Fiumicino, per il secondo anno consecutivo, si conferma tra i dieci migliori aeroporti al mondo (al settimo posto) ai World Airport Awards 2026, i riconoscimenti internazionali assegnati da Skytrax, principale ente di rating del trasporto aereo a livello globale. Lo comunica Adr in una nota.

Il riconoscimento arriva sulla base di un sondaggio che ha misurato la soddisfazione dei passeggeri provenienti da oltre 100 nazionalità in più di 565 scali in tutto il mondo. Il Leonardo da Vinci è stato inoltre riconosciuto anche come miglior aeroporto dell’Europa meridionale (Best Airport in Southern Europe). Il premio è stato annunciato a Londra durante l’evento Passenger Terminal Expo (PTE) World. “Le valutazioni positive dimostrano la qualità dell’esperienza offerta da ADR e rafforzano il posizionamento dello scalo tra i principali aeroporti a livello globale”, ha dichiarato Edward Plaisted, ceo di Skytrax.

Secondo l’indagine, i passeggeri hanno espresso valutazioni particolarmente positive sull’offerta commerciale e gastronomica, oltre ai controlli di sicurezza, dell’aeroporto di Fiumicino.

Fed conferma tassi Usa, Iran crea incertezza e spinge l’inflazione

Roma, 18 mar. (askanews) – Come ampiamente previsto la Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti, ha confermato i livelli di riferimento dei tassi di interesse sul dollaro, ad una forchetta del 3,50%-3,75%. La decisione è stata comunicata dal direttorio (Fomc) al termine dei consueti due giorni di riunioni. L’istituzione monetaria ha rilevato come l’incertezza che grava attorno alle prospettive economiche resti “elevata”. E ripetutamente interpellato sulle conseguenze del conflitto in Iran, il presidente Jerome Powell ha replicato che “nel breve termine i rincari dell’energia spingeranno l’inflazione”, tuttavia “è presto per valutare quale sarà l’impatto complessivo” sull’economia Usa.

“Andando avanti – ha detto – ci saranno alcuni effetti sull’inflazione”.

La Fed ha intanto rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica e di inflazione per gli Stati Uniti. Ora indica un più 2,4% di crescita quest’anno, cui dovrebbe seguire più 2,3% del Pil il prossimo e più 2,1% nel 2028. Nelle stime dello scorso dicembre, la Fed indicava +2,3% di crescita quest’anno, +2% il prossimo e +1,9% nel 2028. Per l’inflazione ora la banca centrale Usa pronostica 2,7% quest’anno, 2,2% il prossimo e il 2% nel 2028. Tre mesi fa prevedeva 2,4% quest’anno, 2,1% il prossimo e 2% del 2028.

Alla Fed “giudichiamo la nostra linea attuale appropriata per raggiungere gli obiettivi” di inflazione e occupazione, ha detto ancora Powell. “Siamo in una situazione difficile che, riteniamo, ci richiede di bilanciare i rischi”, mentre “ci troviamo in questa linea di confine tra tassi leggermente restrittivi e neutrali”. Resta aperta la possibilità di ulteriori riduzioni ai tassi, ma alcuni componenti del direttorio (5, ha precisato Powell) hanno ridimensionato queste attese. Negativa la dinamica a Wall Street, mentre il dollaro ha rafforzato in guadagni con l’euro che scende a 1,1474 sul biglietto verde in serata.

E niente catastrofismi. Sull’ipotesi che si possa parlare di “stagflazione”, Powell ha allontanato lo spettro di questo scenario “da anni ’70. Con stagflazione – ha detto – intendiamo una situazione di disoccupazione a due cifre e inflazione molto elevata. Userei il termine per una situazione molto (più) grave, e non è quello che stiamo vivendo ora”.

Infine, Powell è intervenuto su un tema – su cui in realtà non gli erano state rivolte domande dirette – quello della indagine che lo ha preso di mira, su iniziativa dell’amministrazione Trump, per il lievitare dei costi di rifacimento della sede dell’istituzione. “Sul se lascerò mentre è in corso l’indagine su di me, non ho alcuna intenzione di lasciare il direttorio fino a quando l’indagine non sarà pienamente finita, e in piena trasparenza. Sulla domanda se continuerò come governatore una volta che il mio termine scadrà e che l’indagine sarà finita, non ho preso decisioni – ha detto – e prenderò decisioni sulla base di quello che penso sia meglio per l’istituzione e per le persone che serviamo”.

A Powell era stato invece chiesto cosa intenda fare se la nomina del suo successore, Kevin Warsh, scelto da Trump, non venisse ratificata dal Congresso prima della sua scadenza. “Servirò come presidente protempore fino a quando verrà ratificata la nomina. È quello che è stato fatto in diverse occasioni in passato – ha detto – ed è quello che verrà fatto anche in questa”. (fonte immagine: Federal Reserve)

Calcio: Italiano "Roma più forte ma sfida aperta"

Roma, 18 mar. (askanews) – “Gasperini dice che la Roma non è favorita? Credo che loro abbiano un valore superiore al nostro, lo dimostra il tasso tecnico che hanno: però in una gara del genere, nella quale l’1-1 non dà vantaggio a nessuno, ce la si gioca. La giocheremo entrambi a viso aperto”. Così il tecnico del Bologna Vincenzo Italiano alla vigilia della gara di ritorno degli ottavi di Europa League contro la Roma.

“È una gara che ti permette di poter vivere bene una competizione che ci piace, che può darci qualcosa in più per il finale di stagione. Dovremo mettere qualità e ritmo, intensità a livello esagerato”, ha aggiunto.

Sull’ambiente dell’Olimpico: “Quando si incontra la Roma, qui in casa loro, ha tutto un sapore diverso per quello che prepara la tifoseria, l’inno, l’ambiente, ma siamo tutti vaccinati e non ci faremo intimorire”.

Il Bologna si prepara a un ampio turnover: “Il nostro obiettivo era essere ancora in gara a marzo-aprile e ci siamo. Dobbiamo essere realisti: loro partono leggermente avanti, ma abbiamo qualità, gamba e fisicità per giocarcela”.

Sull’andata: “Abbiamo visto una partita bella, come succede sempre con Gasperini, gare tirate e intense. Dovremo essere bravi a non subire la loro qualità”. Il tecnico rossoblù conferma equilibrio nelle percentuali: “Quel 51% a loro e 49% a noi lo ribadisco”.

Calcio: Barcellona travolge Newcastle 7-2 ed è ai quarti

Roma, 18 mar. (askanews) – Il Barcellona batte il Newcastle 7-2 e si qualifica ai quarti di finale di Champions League, forte anche dell’1-1 dell’andata (totale 8-3). Gara spettacolare e ricca di gol, con i catalani che prendono il controllo e dilagano nella ripresa.

La partita inizia con ritmi alti e occasioni da entrambe le parti. Il Barcellona passa al 6′ con Raphinha, ma il Newcastle reagisce e trova il pari al 15′ con Elanga. I catalani tornano avanti al 18′ con Bernal, ma ancora Elanga firma il 2-2 al 28′, mantenendo l’equilibrio. Nel finale di primo tempo l’episodio chiave: calcio di rigore assegnato con il Var e trasformato da Lamine Yamal al 45’+7, che porta il Barcellona sul 3-2 all’intervallo.

Nella ripresa il Barcellona alza definitivamente il ritmo e chiude la partita. Al 51′ segna Fermín López, al 56′ e al 61′ arriva la doppietta di Lewandowski, mentre al 72′ è ancora Raphinha a firmare il definitivo 7-2. Il Newcastle prova a reagire ma fatica a contenere la superiorità tecnica degli avversari.

Il secondo tempo scorre senza recupero e il Barcellona gestisce fino al triplice fischio, confermando una netta supremazia e staccando il pass per i quarti di finale.

Dl Carburanti, Meloni: conseguenza crisi non deve impattare su famiglie e imprese

Roma, 18 mar. (askanews) – “Il pacchetto di misure ha un obiettivo chiaro nell’immediato: fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi, una crisi su cui chiaramente tutti lavoriamo perché finisca nel più breve tempo possibile”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video diffuso sui social, dopo il varo da parte del Cdm del decreto con “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali”.

“Il messaggio che vogliamo dare ai cittadini è semplice: noi continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per impedire che si speculi su ciò che sta accadendo e per evitare che le conseguenze della crisi possano impattare sulle famiglie e sulle imprese di questa nazione”.

Vela: Tita e Banti tornano insieme, puntano a Los Angeles 2028

Roma, 18 mar. (askanews) – Due anni fa l’annuncio del ritiro, ora quello del ritorno alle gare per puntare direttamente a Los Angeles 2028. Ruggero Tita e Caterina Banti tornano a gareggiare insieme e difenderanno il doppio oro olimpico conquistato nella vela con il catamarano a Tokyo 2020 e Parigi 2024. “We are back! Siamo tornati! Los Angeles 2028 ci aspetta”, ha scritto la Banti sui propri social.

I due campioni hanno ufficializzato la loro candidatura alla campagna olimpica per i Giochi in programma tra due anni. La notizia è sorprendente, oltre che positiva per il movimento velistico italiano, in quanto proprio la Banti aveva annunciato il ritiro dall’attività agonistica subito dopo l’oro parigino. L’atleta romana, dopo la seconda medaglia olimpica, aveva detto di voler dedicarsi anche ad altri progetti e si è presa un anno di riflessione. Quindi la decisione di rimettersi in gioco. “I campioni vogliono difendere il titolo olimpico”, ha scritto sulla sua pagina Instagram.

La coppia tornerà ad allenarsi insieme sul Nacra 17 quanto prima ma al netto degli impegni già programmati da tempo. Tita, infatti, sta partecipando alla Coppa America con l’equipaggio di Luna Rossa e si dedicherà esclusivamente a questo fino a luglio 2027. Soltanto dopo l’azzurro di Rovereto potrà concentrarsi sulla preparazione olimpica insieme alla compagna.

I due italiani sono tra i velisti più medagliati della storia. Tra il 2017 ed il 2020 hanno conquistato un bronzo e un oro ai Mondiali, tre titoli europei e quattro medaglie (due ori, un argento e un bronzo) in Coppa del Mondo. Dopo l’oro olimpico di Tokyo, nel 2022 hanno conquistato l’Europeo ed un secondo oro mondiale, aggiudicandosi tredici regate su quindici. Nel 2022 hanno vinto il premio Rolex World Sailor of the Year 2022 nella categoria maschile e femminile. Tra il 2023 ed il 2024 hanno conquistato altri due ori mondiali nel Nacra 17 prima di aggiudicarsi il secondo titolo olimpico a Parigi 2024. In totale vantano due ori olimpici, quattro ori mondiali (2018, 2022, 2023 e 2024), un bronzo mondiale e quattro ori europei (2017, 2018, 2020 e 2022).

Carburanti, Codacons: con taglio accise risparmio 15,2 euro su pieno

Roma, 18 mar. (askanews) – “Il taglio delle accise per 25 centesimi di euro, considerata anche l’Iva che pesa sulle accise, si traduce in un calo del prezzo alla pompa pari -0,305 euro al litro, con un risparmio da 15,2 euro su un pieno da 50 litri”. Lo rende noto il Codacons, commentando la misura annunciata dalla premier Giorgia Meloni.

“Considerato il prezzo medio odierno del gasolio, 2,103 euro al litro, con la riduzione delle accise il diesel scenderebbe a 1,798 euro/litro, vicina ai livelli pre-conflitto – calcola il Codacons -. Per quanto riguarda la durata del taglio delle accise, che dovrebbe essere di soli 20 giorni, il Codacons la ritiene del tutto insufficiente: al termine del periodo di sconti i prezzi dei carburanti alla pompa schizzeranno al rialzo, e anche se alla scadenza della misura le quotazioni del petrolio dovessero calare, i listini alla pompa scenderanno a ritmo da lumaca, come gli italiani sanno bene ogni volta che aumentano i prezzi di benzina e gasolio a causa del petrolio”.

Carburanti, Meloni: abbassiamo prezzo e combattiamo speculazione

Roma, 18 mar. (askanews) – Con il decreto carburanti varato oggi dal Consiglio dei ministri “introduciamo un credito d’imposta per gli autotrasportatori perché non vogliamo che l’aumento del prezzo si trasferisca sui beni di consumo, e diamo vita a un meccanismo anti-speculazione che di fatto lega il prezzo del carburante all’andamento reale del prezzo del petrolio, introducendo delle sanzioni per chi dovesse discostarsi. Quindi, combattiamo la speculazione e intanto abbassiamo immediatamente il prezzo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista al Tg1.

Carburanti, Tajani: da domani prezzi ridotti alle pompe

Roma, 18 mar. (askanews) – “Il governo ha appena approvato un decreto legge che da domani mattina ridurrà il prezzo della benzina e del gasolio. Vogliamo impedire insomma che l’impennata dei prezzi del petrolio e del gas, provocata dalla guerra, possa incidere sulla vita quotidiana di ogni cittadino italiano”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un video. “Ma per impedire che ci siano speculazioni abbiamo deciso anche di far effettuare controlli severissimi alle pompe di benzina, ma anche ai fornitori delle pompe di benzina questo per garantire ogni cittadino italiano”, ha aggiunto.

Tennis, Sinner pronto per Miami: "Darò il massimo"

Roma, 18 mar. (askanews) – “Il tempo qui non è bellissimo, vediamo come si presenta. Sono contento di essere qui, un torneo importante che mi è mancato l’anno scorso. È l’ultimo torneo prima della terra battuta, vediamo come andrà io proverò a dare il massimo”. Così Jannik Sinner intervenuto ai microfoni di Sky Sport in vista dell’esordio nel torneo Atp di Miami. Da questa settimana sono ben quattro gli italiani tra i primi 20 giocatori del mondo, un record mai raggiunto prima. “È un momento importante che dobbiamo sfruttare in modo positivo, c’è tanto lavoro dietro di tutti i team. È uno sport individuale e ognuno sta trovando il proprio equilibrio, da casa sentiamo tanto il supporto e noi cerchiamo di rendervi il più felice possibile”, ha aggiunto.

Poi il numero due del mondo torna a parlare della sua amicizia con il campione di Formula 1 Kimi Antonelli, ricordato durante la premiazione del torneo di Indian Wells. “Quello che sta facendo Kimi è incredibile, è un bravissimo ragazzo e sono contento per lui e la sua famiglia. A lui auguro solo il meglio, come alla Ferrari che spero si possa avvicinare”.

AISG 2026, a Roma IX congresso internazionale sul glaucoma

Roma, 18 mar. (askanews) – Il nono Congresso Internazionale dell’Associazione Italiana per lo Studio del Glaucoma (AISG) ha riunito a Roma specialisti provenienti da diversi Paesi per confrontarsi sui progressi della ricerca e sulle nuove strategie di diagnosi e trattamento di una patologia che rappresenta ancora oggi una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo. Tre giorni di lavori dedicati alle innovazioni diagnostiche, alle nuove terapie e alle prospettive aperte dalle tecnologie più avanzate. “L’Associazione italiana per lo studio del glaucoma è la principale società scientifica italiana dedicata a questa patologia ed è nata oltre quarant’anni fa – spiega Stefano Miglior, presidente AISG – e da nove anni il nostro meeting annuale è diventato un congresso internazionale che coinvolge esperti europei, americani e asiatici per confrontarsi sulle principali novità in campo diagnostico, terapeutico e chirurgico”. Negli ultimi anni la gestione del glaucoma è cambiata grazie all’introduzione di nuove terapie e di tecniche chirurgiche meno invasive. “Il glaucoma è una malattia estremamente grave – osserva Roberto Carassa, direttore del Centro Italiano Glaucoma – ma con le terapie oggi disponibili nella grande maggioranza dei casi riusciamo a fermarne l’evoluzione. Le procedure mini-invasive sono efficaci e molto più sicure rispetto al passato”. Il congresso ha affrontato anche la complessità delle diverse forme della malattia. “Il glaucoma più frequente nel mondo occidentale è quello primario ad angolo aperto – spiega Michele Iester, direttore della Clinica Oculistica Universitaria di Genova – ma esistono anche altre forme, come il glaucoma da chiusura angolare, con meccanismi differenti che richiedono diagnosi e trattamenti specifici”. Tra i temi più discussi anche la neuroprotezione. “Il glaucoma è una malattia neurodegenerativa – sottolinea Luca Rossetti, professore ordinario all’Università di Milano – e quindi è importante proteggere le cellule ganglionari della retina che collegano l’occhio al cervello. Studi clinici stanno valutando il ruolo della citicolina nel rallentare la progressione del danno glaucomatoso”. Accanto alla ricerca resta centrale la diagnosi corretta. “Il glaucoma spesso non dà sintomi e molte persone arrivano tardi alla visita oculistica – spiega Guido Caramello, direttore del Centro Abax di Cuneo – ma allo stesso tempo bisogna evitare trattamenti non necessari e valutare attentamente ogni paziente”. Un concetto confermato anche nella gestione dell’ipertensione oculare. “Non tutte le forme di ipertensione oculare richiedono una terapia – precisa Luciano Quaranta, direttore del Centro Oculistico Italiano – molti pazienti devono essere semplicemente monitorati nel tempo, mentre nei casi in cui la malattia progredisce è fondamentale rivolgersi a centri specialistici”. La sfida resta quella della diagnosi precoce e le nuove tecnologie potrebbero offrire strumenti utili in questa direzione. “L’intelligenza artificiale potrebbe permettere di individuare precocemente il rischio di glaucoma su larga scala – afferma Francesco Oddone, direttore dell’Unità Glaucoma dell’IRCCS Fondazione Bietti di Roma – attraverso l’analisi automatizzata delle immagini del fondo oculare, indirizzando i pazienti a rischio verso controlli specialistici”. Il congresso AISG si conferma così un importante momento di confronto scientifico internazionale dedicato al miglioramento della diagnosi e del trattamento del glaucoma.

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto carburanti

Roma, 18 mar. (askanews) – A quanto si apprende, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto con “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali”. “Pochi minuti fa il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto carburanti che prevede un sostanzioso taglio delle accise, che già dalle prossime ore si trasformerà in riduzione del prezzo di diesel e benzina”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, in collegamento con “10 minuti” su Rete4.

Referendum, Conte in piazza del Popolo: vogliono assoggettare magistratura al governo

Roma, 18 mar. (askanews) – “Noi dobbiamo rispondere al governo attuale, alle forze di maggioranza, che noi non ci caschiamo, che gli errori giudiziari non hanno nulla a che vedere con questa riforma. Gli errori giudiziari ci sono sempre stati dalla notte dei tempi, da quando il popolo è stato chiamato a decidere tra Gesù e Barabba e ci saranno perché comunque sono fisiologici quando giudicano degli esseri umani. Ma abbiamo un sistema ipergarantista con successive impugnazioni e abbiamo i principi del giusto processo ed è a quello che dobbiamo attenerci. Invece non consentiremo che attraverso il tecnicismi vari, attraverso lo specchietto delle allodole del rito accusatorio, della parità di armi, si voglia invece assoggettare la magistratura al controllo del governo di turno”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo a Roma, in piazza del Popolo, dal palco della manifestazione del No al referendum costituzionale sulla giustizia.

“Nordio lo ha detto in un’intervista al Corriere della Sera, lo ha scritto nel suo libro, dice: ‘Non comprendo perché l’opposizione non sia così avveduta, così intelligente da capire che questa riforma potrà giovare anche a loro se andranno al governo’. Io rispondo, caro ministro, noi al governo ci andremo, ma a questa riforma diciamo no. E lavoreremo tutti insieme per migliorare il servizio giustizia, ma a favore dei cittadini, non di voi che volete stare lì senza controlli”, ha concluso l’ex premier.

Consiglio Ue "timido" sull’Iran. Per Meloni focus sul costo dell’energia

Bruxelles, 18 mar. (askanews) – L’unico dato certo, si dice a Bruxelles, è che “non c’è nessuna voglia da nessuna parte di entrare nel conflitto” in Iran. Per il resto quello che si apre domani, con possibile prosecuzione venerdì, è un consiglio “complesso” come complesso è il momento attuale. A testimoniarlo la lunghezza, insolita, della bozza di conclusioni (ancora sub iudice): una settantina di paragrafi. Lo spoiler è che però è inutile aspettarsi “decisioni” perché i temi sono tanti, anche tecnicamente complicati, e dunque di difficile soluzione.

Giorgia Meloni, dopo il consueto incontro a pranzo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un Consiglio dei ministri serale sul caro carburanti e un’intervista al Tg1, è attesa già stasera nella capitale belga con l’obiettivo prioritario di affrontare la questione dei costi dell’energia.

Questo Consiglio, nelle previsioni, avrebbe dovuto raccogliere i risultati del “retreat” che si è tenuto a febbraio ad Alden Biesen, occupandosi dunque, prevalentemente, di competitività. Il tema resterà centrale, ma l’attacco a Teheran di Usa e Israele, con le sue consueguenze economiche e geopolitiche, ha giocoforza cambiato l’ordine del giorno. Sul conflitto in Iran, comunque, sin qui l’Ue – che pure è tra le aree più colpite dagli effetti economici negativi – non ha avuto una linea politica su come uscire dalla crisi e continuerà a non averne. Nelle conclusioni ci sarà dunque una condanna alle azioni al di fuori del diritto internazionale, senza però citare Usa e Israele, e un richiamo all’importanza del multilateralismo, di cui parlerà anche il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres nel pranzo di lavoro. Dunque distanti da Trump, ma senza attaccarlo. Linea, sostanzialmente, adottata fin qui anche da Roma.

In mattinata (inizio alle 10) il primo tema all’ordine del giorno sarà la crisi in Ucraina, con il presidente Volodymyr Zelensky che interverrà in videocollegamento. Il timore – sottolineano fonti diplomatiche – è che la nuova instabilità del Medio Oriente “oscuri” il fronte est con minore “attenzione politica” e un problema di “forniture militari”. I leader cercheranno, a questo proposito, di risolvere il problema del blocco del prestito da 90 miliardi da parte dell’Ungheria e della Slovacchia. Viktor Orban ha posto il veto all’accordo che aveva avuto il via libera dal Consiglio il dicembre scorso. “Ma la parola data va rispettata, non è un’optional”, gli stanno ripetendo tutti i partner, Meloni compresa. Il primo ministro ungherese, però, su questo non sente ragioni: secondo lui l’Ucraina starebbe volontariamente rallentando le operazioni di riparazione del gasdotto Druzhba che porta il petrolio dalla Russia ai due Paesi sulla base di una ‘deroga’ europea. Kiev smentisce ma si è creata una “crisi di fiducia”. Per cercare di sbloccare la situazione è partita una missione tecnica della Commissione Ue per verificare lo stato dei lavori. “Ma finchè non si sblocca il gasdotto dubito che Orban cederà”, sottolinea la fonte. Anche perché è nel pieno di una campagna elettorale (si vota il 12 aprile) con i sondaggi che, per la prima volta, lo vedono dietro il suo sfidante. Una possibile soluzione, prospettata nelle ultime ore, sarebbe quella di inserire la questione dell’oleodotto nelle conclusioni, ma sul punto la discussione è ancora aperta. Da risolvere anche il problema del ventesimo pacchetto di sanzioni, anche questo bloccato dall’Ungheria. Collegato al problema Russia, l’Italia – insieme ai partner del formato Med5 – ha anche posto il tema della gasiera alla deriva nel Mediterraneo, sollecitando un “approccio comune” per garantire la sicurezza della navigazione e prevenire un possibile disastro ambientale.

Per quanto riguarda la competitività, il confronto sul dossier dovrebbe avviarsi nel pomeriggio. Per Meloni il problema da affrontare è quello del caro prezzi: l’Italia ha un costo dell’elettricità di circa 129 euro/Mwh contro i 72,88 della Francia e i 47 della Spagna. Un problema condiviso con la Polonia e altri Paesi dell’est. La premier chiede “misure di breve termine” per ridurre subito il costo ma anche un intervento sul meccanismo Ets. La richiesta non è più, come la scorsa settimana, la “sospensione” tout court, che non avrebbe trovato consensi, ma un intervento più ‘soft’, proposto oggi insieme ad altri 8 partner, tra cui Grecia e Polonia. La richiesta è quella di anticipare a maggio la revisione dell’Ets1, prevista per luglio, ed estendere oltre il 2034 la concessione delle quote gratuite di CO2 all’industria ad alto consumo energetico. Il problema, per l’Italia, è che la crisi sta colpendo in maniera “asimmetrica” ovvero alcuni Paesi molto, altri in modo assai relativo e quindi non sarà facile ottenere interventi particolarmente significativi.

A cena si parlerà anche dell’Mff, il bilancio europeo, anche se – viene rilevato – nell’attuale contesto difficilmente ci sarà grande attenzione. Sul tavolo, a proposito di questo dossier, ci saranno il tema della governance e quello delle risorse proprie dell’Ue. Su questo secondo aspetto c’è il fronte dei ‘frugali’ assolutamente contrario a nuove risorse e piuttosto favorevole a ‘tagli’, Francia e Portogallo secondo cui senza nuove risorse proprie non si può proprio fare il bilancio e l’Italia che è favorevole a risorse proprie nuove ma che non si traducano in tasse mascherate. Non è comunque, questa, una questione risolvibile domani.

Infine, tra gli altri temi, si parlerà anche di sicurezza, difesa e migranti, anche per il rischio di una ‘ondata’ causata dal conflitto mediorientale. Sulla questione delle migrazioni, come è ormai tradizione, prima del Consiglio si terrà la riunione informale dei paesi cosiddetti ‘like minded’ promossa da Italia, Danimarca e Paesi Bassi.

Il Consiglio Ue si annuncia "timido" sull’Iran. Per Meloni focus su costo energia

Bruxelles, 18 mar. (askanews) – L’unico dato certo, si dice a Bruxelles, è che “non c’è nessuna voglia da nessuna parte di entrare nel conflitto” in Iran. Per il resto quello che si apre domani, con possibile prosecuzione venerdì, è un consiglio “complesso” come complesso è il momento attuale. A testimoniarlo la lunghezza, insolita, della bozza di conclusioni (ancora sub iudice): una settantina di paragrafi. Lo spoiler è che però è inutile aspettarsi “decisioni” perché i temi sono tanti, anche tecnicamente complicati, e dunque di difficile soluzione.

Giorgia Meloni, dopo il consueto incontro a pranzo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un Consiglio dei ministri serale sul caro carburanti e un’intervista al Tg1, è attesa già stasera nella capitale belga con l’obiettivo prioritario di affrontare la questione dei costi dell’energia.

Questo Consiglio, nelle previsioni, avrebbe dovuto raccogliere i risultati del “retreat” che si è tenuto a febbraio ad Alden Biesen, occupandosi dunque, prevalentemente, di competitività. Il tema resterà centrale, ma l’attacco a Teheran di Usa e Israele, con le sue consueguenze economiche e geopolitiche, ha giocoforza cambiato l’ordine del giorno. Sul conflitto in Iran, comunque, sin qui l’Ue – che pure è tra le aree più colpite dagli effetti economici negativi – non ha avuto una linea politica su come uscire dalla crisi e continuerà a non averne. Nelle conclusioni ci sarà dunque una condanna alle azioni al di fuori del diritto internazionale, senza però citare Usa e Israele, e un richiamo all’importanza del multilateralismo, di cui parlerà anche il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres nel pranzo di lavoro. Dunque distanti da Trump, ma senza attaccarlo. Linea, sostanzialmente, adottata fin qui anche da Roma.

In mattinata (inizio alle 10) il primo tema all’ordine del giorno sarà la crisi in Ucraina, con il presidente Volodymyr Zelensky che interverrà in videocollegamento. Il timore – sottolineano fonti diplomatiche – è che la nuova instabilità del Medio Oriente “oscuri” il fronte est con minore “attenzione politica” e un problema di “forniture militari”. I leader cercheranno, a questo proposito, di risolvere il problema del blocco del prestito da 90 miliardi da parte dell’Ungheria e della Slovacchia. Viktor Orban ha posto il veto all’accordo che aveva avuto il via libera dal Consiglio il dicembre scorso. “Ma la parola data va rispettata, non è un’optional”, gli stanno ripetendo tutti i partner, Meloni compresa. Il primo ministro ungherese, però, su questo non sente ragioni: secondo lui l’Ucraina starebbe volontariamente rallentando le operazioni di riparazione del gasdotto Druzhba che porta il petrolio dalla Russia ai due Paesi sulla base di una ‘deroga’ europea. Kiev smentisce ma si è creata una “crisi di fiducia”. Per cercare di sbloccare la situazione è partita una missione tecnica della Commissione Ue per verificare lo stato dei lavori. “Ma finchè non si sblocca il gasdotto dubito che Orban cederà”, sottolinea la fonte. Anche perché è nel pieno di una campagna elettorale (si vota il 12 aprile) con i sondaggi che, per la prima volta, lo vedono dietro il suo sfidante. Una possibile soluzione, prospettata nelle ultime ore, sarebbe quella di inserire la questione dell’oleodotto nelle conclusioni, ma sul punto la discussione è ancora aperta. Da risolvere anche il problema del ventesimo pacchetto di sanzioni, anche questo bloccato dall’Ungheria. Collegato al problema Russia, l’Italia – insieme ai partner del formato Med5 – ha anche posto il tema della gasiera alla deriva nel Mediterraneo, sollecitando un “approccio comune” per garantire la sicurezza della navigazione e prevenire un possibile disastro ambientale.

Per quanto riguarda la competitività, il confronto sul dossier dovrebbe avviarsi nel pomeriggio. Per Meloni il problema da affrontare è quello del caro prezzi: l’Italia ha un costo dell’elettricità di circa 129 euro/Mwh contro i 72,88 della Francia e i 47 della Spagna. Un problema condiviso con la Polonia e altri Paesi dell’est. La premier chiede “misure di breve termine” per ridurre subito il costo ma anche un intervento sul meccanismo Ets. La richiesta non è più, come la scorsa settimana, la “sospensione” tout court, che non avrebbe trovato consensi, ma un intervento più ‘soft’, proposto oggi insieme ad altri 8 partner, tra cui Grecia e Polonia. La richiesta è quella di anticipare a maggio la revisione dell’Ets1, prevista per luglio, ed estendere oltre il 2034 la concessione delle quote gratuite di CO2 all’industria ad alto consumo energetico. Il problema, per l’Italia, è che la crisi sta colpendo in maniera “asimmetrica” ovvero alcuni Paesi molto, altri in modo assai relativo e quindi non sarà facile ottenere interventi particolarmente significativi.

A cena si parlerà anche dell’Mff, il bilancio europeo, anche se – viene rilevato – nell’attuale contesto difficilmente ci sarà grande attenzione. Sul tavolo, a proposito di questo dossier, ci saranno il tema della governance e quello delle risorse proprie dell’Ue. Su questo secondo aspetto c’è il fronte dei ‘frugali’ assolutamente contrario a nuove risorse e piuttosto favorevole a ‘tagli’, Francia e Portogallo secondo cui senza nuove risorse proprie non si può proprio fare il bilancio e l’Italia che è favorevole a risorse proprie nuove ma che non si traducano in tasse mascherate. Non è comunque, questa, una questione risolvibile domani.

Infine, tra gli altri temi, si parlerà anche di sicurezza, difesa e migranti, anche per il rischio di una ‘ondata’ causata dal conflitto mediorientale. Sulla questione delle migrazioni, come è ormai tradizione, prima del Consiglio si terrà la riunione informale dei paesi cosiddetti ‘like minded’ promossa da Italia, Danimarca e Paesi Bassi.

Cinema, 72esima edizione del Taormina Film Festival 10-14 giugno

Roma, 18 mar. (askanews) – Sono state ufficializzate le date della 72esima edizione del Taormina Film Festival, che si terrà dal 10 al 14 giugno 2026. Il festival è organizzato dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia, direttamente promosso dall’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo. La direzione artistica è di Tiziana Rocca, confermata in questo ruolo anche per il biennio 2027/2028.

Domani apriranno ufficialmente le iscrizioni per questa nuova edizione (con scadenza fissata al 25 maggio 2026). Il festival si articolerà in quattro sezioni: il Concorso internazionale lungometraggi, il Fuori Concorso, gli Eventi Speciali al Teatro Antico e la nuova sezione del Concorso Cortometraggi, girati sul territorio siciliano e che puntino alla valorizzazione dello stesso. I film in programmazione abbracceranno tutti i generi, dando voce a temi attuali e di grande impatto culturale. Ci saranno anteprime nazionali, da paesi e registi di tutto il mondo, nello spirito internazionale del festival.

Tiziana Rocca, direttrice artistica del festival, ha dichiarato: “Sono profondamente onorata di tornare alla guida artistica del Taormina Film Festival per la sua 72esima edizione. Taormina rappresenta da sempre un luogo speciale per il cinema internazionale: un ponte tra culture, storie e talenti provenienti da tutto il mondo. Il mio impegno sarà quello di valorizzare ulteriormente l’identità del festival, mantenendo viva la sua prestigiosa tradizione e, allo stesso tempo, guardando con entusiasmo al futuro del cinema, dando spazio a nuove voci, grandi autori e produzioni che sappiano emozionare e far riflettere. Lavoreremo per costruire un’edizione che celebri il cinema in tutte le sue forme, trasformando ancora una volta Taormina in un punto d’incontro privilegiato per artisti, professionisti e pubblico. Sono felice di poter contribuire nuovamente a scrivere una nuova pagina della storia di questo straordinario festival. A tal proposito, vorrei rivolgere un sentito ringraziamento a tutti, dai rappresentanti della Regione Sicilia al commissario Campo, per la fiducia accordatami e rinnovatami anche per il prossimo biennio”.

Bernardo Campo, commissario straordinario della Fondazione Taormina Arte Sicilia, ha aggiunto: “Non stiamo parlando semplicemente di una rassegna cinematografica, ma della gestione di un asset immateriale dal rilevante valore patrimoniale del Festival cinematografico di Taormina, fondato nel 1955, che rappresenta la seconda rassegna più antica d’Italia e questa storicità non è solo un vanto accademico, ma un pilastro economico che dobbiamo difendere con determinazione”.

Felice Panebianco, Sovrintendente della Fondazione Taormina Arte Sicilia, ha dichiarato: “Innovazione e tradizione: anche quest’anno il Taormina Film Fest rappresenterà la perfetta sintesi tra la sua storia – con i suoi rituali e una città che si trasforma in un grande set all’aperto – e la voglia di proiettarsi verso il futuro, con particolare attenzione alla sostenibilità degli eventi in programma”. E l’assessore per il Turismo, per lo Sport e per lo Spettacolo della Regione Siciliana, Elvira Amata, ha aggiunto: “Un Festival che si conferma, anno dopo anno, un asse portante della nostra promozione territoriale per la sua straordinaria capacità di rappresentare, non soltanto un’autentica celebrazione del grande cinema, ma anche un motore vitale per l’indotto turistico siciliano. Grazie al grande schermo, Taormina si riafferma ancora una volta come palcoscenico mondiale, capace di mostrare la Sicilia più vera e di esprimere quel connubio perfetto tra la maestosità del Teatro Antico, gioiello del nostro straordinario patrimonio, e il virtuoso dinamismo del mercato cinematografico attuale”.

Durante il festival si terrà l’assemblea generale FACE, la Federazione delle Accademie del Cinema Europee che riunisce 14 realtà da altrettanti Paesi, oltre alla European Film Academy. Questo prestigioso evento, che per la prima volta coinvolge anche il Festival di Taormina, punta ad analizzare lo stato di salute del cinema europeo e a tracciarne il percorso futuro.

Mojatba Khamenei: vendicheremo la morte di Ali Larijani

Roma, 18 mar. (askanews) – La morte del capo del Consigio di Sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani, ucciso in un bombardamento israeliano, sarà vendicata: lo ha affermato la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. “È con grande tristezza che ho appreso la dolorosa notizia del martirio del dottor Ali Larijani, Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e rappresentante della Guida Suprema in tale Consiglio, nonché del suo onorevole figlio e di alcuni suoi colleghi”, ha scritto Khamenei in un messaggio di cordoglio.

“Senza dubbio, l’assassinio di una figura così eminente testimonia la sua importanza e l’odio che i nemici dell’Islam nutrono nei suoi confronti. Che gli islamofobi sappiano che versare questo sangue ai piedi del robusto albero del sistema islamico non fa che rafforzarlo, e naturalmente, ogni goccia di sangue ha un prezzo che gli assassini dei martiri dovranno presto pagare”, ha concluso.

Dl sicurezza: ondata emendamenti (1.215). Oltre 120 da maggioranza

Roma, 18 mar. (askanews) – Un’ondata di emendamenti ha sommerso il dl sicurezza. Alla scadenza del termine, sono arrivate 1.215 proposte di modifica (18 ordini del giorno) in commissione Affari costituzionali del Senato.

Oltre mille dalle opposizioni (344 il Pd, 340 il M5S, 354 Avs, 18 Iv). Anche i gruppi di maggioranza però sembrano intenzionati a dire la loro avendo depositato, sì quattro proposte unitarie (targate Fdi-Lega-Fi-Nm) ma anche diverse proposte dei singoli gruppi: 42 di Fdi, 47 di Fi, 25 della Lega, 9 dai Civici d’Italia-Nm. Con il partito di Matteo Salvini che alza la posta chiedendo di inserire nel decreto, in tema di manifestazioni, la cauzione obbligatoria per chi le organizza e la “zona di rispetto a limite invalicabile a tutela degli agenti”.

Le proposte unitarie targate centrodestra vertono sul potenziamento dei presidi della polizia sul territorio, il collocamento in disponibilità dei dirigenti di polizia, disposizioni urgenti per assumere poliziotti e vigili del fuoco oltre il turn over e, infine, misure per incentivare i rimpatri volontari assistiti di migranti. In particolare quest’ultimo emendamento prevede di destinare somme dedicate a compensare gli avvocati dei migranti per la consulenza in materia che verrà corrisposta, puntualizza la relazione tecnica, “ad avvenuto rimpatrio”.

Fonti Lega pur esprimendo soddisfazione per il lavoro fatto “con il ministro Piantedosi”, hanno spiegato di voler “rafforzare il decreto” con l’obbligo di cauzione, la zona cuscinetto per le forze dell’ordine, “l’aumento delle pene per i furti in abitazione anche con l’arresto differito, lo sgombero rapido anche delle seconde case e le tutele penali in caso di aggressioni e violenze anche al personale del trasporto pubblico locale e regionale”.

Oltre 120 emendamenti presentati dalla maggioranza, dopo mesi di gestazione e dopo la moral suasion del Quirinale che ha smussato le norme più controverse, fanno presagire un percorso quanto meno accidentato, nel derby sulla sicurezza tra le forze di centrodestra, in particolare tra il partito della premier e la Lega.

Significativo anche il parere favorevole con osservazioni arrivato la scorsa settimana dal Comitato per la legislazione che ha chiesto alcune modifiche (14) oltre ad evidenziare criticità relative ai profili di necessità e urgenza previsti per un decreto legge.

La commissione Affari costituzionali entrerà nel vivo dell’esame degli emendamenti solo dopo il referendum. Se ne riparlerà quindi quando si chiuderanno le urne.

Iran, Parolin: a Trump direi di finirla al più presto, escalation alle porte

Roma, 18 mar. (askanews) – “Cosa gli direi? Di finirla al più presto perché il pericolo di un’escalation è alle porte”. Lo ha detto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa sede, arrivando nella sala della Lupa di Montecitorio per la presentazione del libro “Leone XIV – Chi dite che io sia? Sono un figlio di Agostino”, di Ignazio Ingrao e Giuseppe Pagano, a chi gli chiedeva cosa direbbe a Trump in questo momento.

“Direi di lasciare stare il Libano – ha aggiunto – questo messaggio va rivolto anche agli israeliani e davvero di cercare di risolvere i problemi che ci possono essere o che ritengono esserci attraverso le vie pacifiche della diplomazia e del dialogo”.

Beko inaugura XLab: robot e IA riducono errori e lavori ripetitivi

Cassinetta di Biandronno (Va), 18 mar. (askanews) – Robot che sostituiscono operazioni ripetitive, sistemi intelligenti che intercettano gli errori, fabbriche progettate prima ancora di essere costruite. A Cassinetta di Biandronno, in provincia di Varese, Beko Europe inaugura XLab, un laboratorio industriale dove le tecnologie vengono testate prima di entrare nelle linee produttive.

“Guardi, citerei almeno tre tecnologie – spiega Barbara Kagan, Central Production Engineering Director – La prima è la robotica avanzata che utilizza intelligenza artificiale, che aiuta a sviluppare soluzioni molto più avanzate nella nostra fabbrica, per evitare il lavoro non ergonomico e più ripetitivo, riducendo anche gli errori umani. L’altra tecnologia è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei sistemi di visione per controllare il processo di qualità, che aiuta a sostenere l’alta qualità dei prodotti fatti a Cassinetta. Un ulteriore elemento è l’automazione logistica, dove utilizziamo veicoli guidati autonomamente che portano i materiali dal magazzino alle linee di montaggio”.

Robotica, visione artificiale, automazione logistica: tecnologie già in uso, che servono a migliorare qualità e tempi di produzione. XLab nasce per accelerare questo processo, lavorando in parallelo rispetto alle linee.

“Da domani – chiarisce Kagan – cambia la velocità di introduzione delle nuove soluzioni, perché avendo un laboratorio industriale riusciamo ad accelerare il passaggio dall’idea alle soluzioni industriali. Quindi, in parallelo e senza disturbare l’attuale processo produttivo, siamo in grado di implementare le soluzioni innovative”.

Il laboratorio è anche uno spazio di formazione: qui tecnici e ingegneri lavorano direttamente su robot, sistemi di visione e veicoli autonomi. XLab permette di sviluppare e testare nuove soluzioni in parallelo alla produzione, senza fermarla, accorciando il passaggio dall’idea alla fabbrica. La scelta di Cassinetta rafforza il ruolo dell’Italia nel sistema industriale europeo di Beko, grazie alle competenze presenti nella robotica e nell’ingegneria di processo.

Donna uccisa a coltellate a Bergamo: arrestato il marito

Milano, 18 mar. (askanews) – Una donna italiana di 42 anni è stata uccisa a coltellate all’interno della propria abitazione in via Pescaria a Bergamo. A lanciare l’allarme è stato il personale sanitario del 118, che ha richiesto l’intervento della Polizia di Stato. Giunti sul posto, i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna, stroncata da diverse coltellate inferte in punti vitali. Secondo le prime ricostruzioni investigative, l’autore del delitto sarebbe il marito convivente: per l’uomo, un italiano di 50 anni, è scattato l’arresto.

Dai primi accertamenti condotti dagli investigatori non emergono precedenti segnalazioni o interventi delle forze dell’ordine per dissidi o episodi di violenza tra i due. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, coordinati dalla procura di Bergamo, un movente di natura passionale. Le indagini sono in corso per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e accertare eventuali ulteriori responsabilità.

Calcio, Mattia Zaccagni stop per 40 giorni, salta la Nazionale

Roma, 18 mar. (askanews) – Brutte notizie per Maurizio Sarri e la Lazio. Mattia Zaccagni, capitano dei biancocelesti, ha infatti riportato una lesione muscolare e dovrà stare ai box per almeno 30-40 giorni. Questo il comunicato del club biancoceleste: “Nella giornata odierna, a seguito di un consulto tra lo staff medico composto dal Prof. Ivo Pulcini, dal Prof. Fabio Rodia e dal medico sociale dott. Italo Leo, la S.S. Lazio comunica quanto segue. Durante la gara di campionato Lazio-Milan, Mattia Zaccagni ha riportato una lesione muscolare post traumatica di media entità a carico del vasto mediale e vasto intermedio della coscia destra. L’atleta ha già iniziato il protocollo di recupero”. Tegola anche per Rino Gattuso, commissario tecnico della Nazionale italiana che non potrà contare sull’esterno biancoceleste per le due partite che daranno l’accesso al Mondiale di USA, Canada e Messico della prossima estate.

"Il tuo profumo" è il nuovo singolo di Arisa

Milano, 18 mar. (askanews) – É “Il tuo profumo”, il nuovo singolo di Arisa in uscita venerdì 20 marzo, che arriva dopo il successo di Magica Favola, brano che, arrivato tra i cinque finalisti del 76° Festival di Sanremo, continua a riscuotere grande consenso da parte del pubblico.

Il brano, scritto da Arisa con Galeffi, Fabio Dalè e Carlo Frigerio, è un nuovo capitolo musicale del prossimo album “Foto Mosse” in uscita il 17 aprile, a distanza di 5 anni dal suo ultimo lavoro di inediti.

Il tuo profumo racconta quel momento in cui l’amore smette di essere una favola perfetta e diventa qualcosa di più vero, fragile e umano. Quando una promessa fatta con leggerezza lascia spazio a domande, lacrime e silenzi dall’altra parte del telefono. Dentro queste parole convivono rabbia, nostalgia e desiderio: la consapevolezza che crescendo non si è più diamanti indistruttibili, ma persone che possono ferirsi e ferire. Anche musicalmente il brano si muove su questa linea emotiva: una ballata pop elegante e senza tempo, costruita su un equilibrio delicato tra intensità e misura, in cui la voce di Arisa diventa il filo conduttore di una storia sentimentale

«È una canzone sulla gelosia che non è gelosia, ma è dolore travestito. Sul profumo di qualcuno che resta addosso anche quando quella persona non meriterebbe più nemmeno un pensiero. Sull’ultimo romantico che ti promette tutto e poi sparisce nell’assoluto e tu lo scopri troppo tardi, quando sei già persa dentro», racconta Arisa.

Intanto si avvicinano i primi appuntamenti live. A maggio Arisa tornerà sul palco con le date della Live Première, tre concerti speciali pensati come un primo incontro ravvicinato con il pubblico prima dell’estate: il 20 maggio a Civitanova Marche (Teatro Rossini) per la data zero, il 22 maggio a Roma (Teatro Brancaccio) e il 29 maggio a Milano (Teatro Lirico), entrambe già sold out.

A questi si aggiungono gli appuntamenti estivi nelle principali location a cielo aperto italiane e, a seguire, il tour nei teatri previsto per il prossimo autunno, che porterà Arisa a calcare i principali palcoscenici italiani. Nei concerti non mancheranno i brani che hanno segnato il suo percorso artistico, insieme alle nuove canzoni contenute nel suo prossimo album “Foto Mosse”.

Acqua, TEHA: crisi idrica costa agli italiani oltre 13 mld l’anno

Roma, 18 mar. (askanews) – La crisi idrica, sommando siccità, alluvioni e mancato riciclo, costa agli italiani annualmente 227 euro pro capite, il doppio della media europea (112 euro per abitante), una cifra pari a 13,4 miliardi di euro “come se l’economia del nostro Paese si fermasse per due giorni e mezzo ogni anno”. E’ quanto emerge dal Libro Bianco 2026 della Community Valore Acqua di TEHA, giunto alla settima edizione, secondo il quale l’Italia è “sempre più esposta allo stress idrico che comporta avere troppo poco o troppa acqua nei momenti sbagliati, difficoltà nella raccolta o nella gestione”.

Nel 2022, rivela lo studio, era stato raggiunto il picco dei danni provocati dalla crisi idrica: 284 euro per abitante in un solo anno pari a 16,7 miliardi in totale. Un costo pro-capite maggiore è stato rilevato solo in Spagna (256 euro per abitante) e in Slovenia che raggiunge livelli oltre i 1.600 euro ad abitante.

Una situazione, secondo il Libro Bianco, “destinata ad aggravarsi visto quanto descritto nell’ultimo Rapporto delle Nazioni Unite (Global Water Bankruptcy: Living Beyond Our Hydrological Means in the Post-Crisis Era) che ha sancito nel 2026 l’inizio dell’era della “bancarotta idrica globale”: un numero sufficiente di sistemi critici ha superato il punto in cui potevano essere ripristinati ai livelli precedenti e l’oltrepassare questa soglia altererà radicalmente il rischio idrico nel pianeta, provocando effetti a cascata nelle varie comunità”.

La crisi dell’acqua in Italia, prosegue la ricerca, ha visto nel 2025 oltre 1.100 episodi di precipitazioni intense e 139 allagamenti urbani (nei primi anni duemila si contavano 45 precipitazioni intense e 3 allagamenti urbani l’anno) genera impatti consistenti sul sistema produttivo a cominciare dall’agricoltura. Nell’ultimo decennio la produzione agricola italiana si è ridotta del 7,8%, con picchi nelle coltivazioni più idrovore. Nel solo 2024 i danni legati ai cambiamenti climatici per l’agricoltura hanno raggiunto 8,5 miliardi di euro.

Secondo l’analisi TEHA, lungo tutta la sua filiera, l’acqua coinvolge quasi 2 milioni di imprese. Il ciclo idrico esteso, che comprende gestione, provider tecnologici, e consorzi di bonifica, ha generato nel 2024 11,2 miliardi di euro di valore aggiunto, che salgono a 31 miliardi considerando l’indiretto e l’indotto.

“L’acqua è un input produttivo primario per agricoltura, industria, energia e data center, e abilita complessivamente 384 miliardi di euro di valore aggiunto: senza questa risorsa, il 20% del PIL italiano non potrebbe essere generato. – dichiara Valerio De Molli, CEO e managing partner di TEHA Group – “Una gestione emergenziale del settore ne mette a rischio la competitività. Per sostenere la crescita del Paese e del settore è indispensabile una pianificazione strategica di lungo periodo, capace di sviluppare un settore idrico resiliente e sostenibile. Servono una visione più ambiziosa e integrata, accelerare gli investimenti, modernizzare le infrastrutture, mobilitare capitali pubblici e privati, spingere su innovazione e digitalizzazione e diffondere una nuova cultura dell’acqua lungo l’intera filiera”.

“In questo scenario – ha spiegato Benedetta Brioschi, partner TEHA, intervenendo a Roma alla presentazione del 7° Libro Bianco “Valore Acqua” – il nodo degli investimenti diventa decisivo. La tariffa del servizio idrico in Italia, principale fonte di finanziamento degli investimenti futuri, pur cresciuta fino a 2,5 euro al metro cubo nel 2024, resta tra le più basse d’Europa: il 30% sotto la media UE e pari a un quinto di quella della Danimarca”.

Secondo i gestori del Servizio idrico integrato rappresentati dalla Community la tariffa non sarà sufficiente da sola a sostenere il fabbisogno del settore in particolare con la conclusione del PNRR: il capitale privato dal 2027 potrebbe coprire il 18% degli investimenti complessivi, con un incremento degli investimenti che potrebbero arrivare fino a 98 euro pro capite rispetto agli 83 previsti dal 2027 senza l’apporto del PNRR.

La ricerca evidenzia infine che il 96% dei cittadini non è in grado di quantificare i propri consumi idrici e tende a sottostimarli, nonostante quasi tutti dichiarino di adottare comportamenti per ridurli. “Un limite culturale che appare ancora più rilevante se si considera che, con un’impronta idrica pari a 130 miliardi di metri cubi l’anno, l’Italia è il Paese più idrovoro d’Europa. Al secondo posto la Germania con 120 miliardi di metri cubi e la Francia al terzo con 110 miliardi”.

Calcio, Figc, Gravina lancia officina del talento

Roma, 18 mar. (askanews) – Presso la sede della FIGC, nella Sala Paolo Rossi di via Allegri, il presidente Gabriele Gravina ha presentato il nuovo progetto tecnico per il rilancio del calcio giovanile italiano. “Vogliamo creare un’officina del talento italiano – ha spiegato – per superare alcune criticità, a cominciare dall’iper-tatticismo”.

Il piano prevede un nuovo organigramma federale con la nomina di Maurizio Viscidi nel ruolo di direttore tecnico, figura finora assente in federazione. L’obiettivo è creare un coordinamento tra settore giovanile, settore tecnico e Club Italia, sviluppando un linguaggio comune pur nel rispetto delle autonomie.

“È legittimo che i club lavorino sull’aspetto tattico, ma così si rischia di perdere i giovani – ha aggiunto Gravina -. È compito della federazione non perderli”. Da qui l’idea di una nuova accademia federale, distinta dai centri federali già esistenti, per accompagnare la crescita dei talenti.

Viscidi ha sottolineato l’importanza di un nuovo modello metodologico: “I ragazzi toccano poco la palla, c’è qualcosa da rivedere negli allenamenti per migliorare le competenze individuali”. Il progetto si concentrerà in particolare sulla fascia d’età tra i 5 e i 12 anni, con un percorso che unisca formazione sportiva e crescita personale.

Nel nuovo assetto avranno un ruolo anche gli ex campioni del mondo Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta, coinvolti nel collegamento con il Settore Giovanile e Scolastico, con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura sportiva orientata allo sviluppo del talento.

Calcio, Europa League, Gasperini: gara da dentro o fuori

Roma, 18 mar. (askanews) – Vigilia di Europa League per la Roma, con Gian Piero Gasperini e Wesley che presentano la sfida contro il Bologna, definita dallo stesso tecnico una gara “da dentro o fuori”. “Sarà una partita decisiva, diversa dal campionato: non c’è il pareggio e oltre i 90 minuti ci sono supplementari e rigori. Sono sfide ancora più affascinanti”, ha spiegato l’allenatore giallorosso.

Sul valore dell’avversario, Gasperini ha evitato di parlare di favoriti: “L’ambizione è uguale per entrambe le squadre. Non c’è tutta questa differenza, sono due squadre vicine nei valori”. E sul possibile impatto del turnover del Bologna: “Non mi spaventa, a volte riposare non significa stare meglio. Lo vedremo domani”.

Capitolo Olimpico, con oltre 60mila spettatori attesi: “È sempre stato un grande valore per la squadra, ultimamente siamo riusciti a sfruttarlo meglio. Speriamo di continuare così”.

Non mancano riferimenti agli episodi arbitrali, con una battuta polemica sull’espulsione di Wesley contro il Como: “Quando ti senti preso in giro devi fare un po’ la faccia da scemo… così non metti in difficoltà nessuno”.

Il difensore brasiliano è tornato proprio su quell’episodio: “Per me non era assolutamente fallo. È stato un episodio grave, decisivo e inaccettabile”.

Wesley ha poi parlato della propria crescita: “Sto capendo sempre meglio il calcio italiano e posso migliorare ancora. Il mister mi chiede di essere offensivo e di prendere le decisioni giuste”. Sul duello con Bernardeschi: “È un giocatore molto forte, sicuramente pericoloso”.

Infine, l’importanza dell’obiettivo europeo: “Tutti teniamo all’Europa League, era uno dei miei grandi obiettivi. Servirà oltre il 100% della concentrazione, dobbiamo farci trovare pronti”.

Carburanti, Salvini: tetto prezzi in Cdm, verde 1,9 euro-litro da domani

Roma, 18 mar. (askanews) – “L’obiettivo è nell’immediato ridurre i prezzi alla pompa di benzina, quindi bloccare l’aumento e bloccare le speculazioni, aiutare famiglie e imprese e mettere un tetto al prezzo del gasolio e della benzina. C’è un consiglio dei ministri questa sera e già dalle prossime ore, gli italiani che vanno a fare benzina paghino meno rispetto a quello che stanno pagando oggi”. Lo ha detto il vicepremier, Matteo Salvini, parlando con la stampa pochi minuti prima dell’incontro con i petrolieri a Milano. Salvini punta a raggiungere un accordo per avere un tetto al prezzo del diesel a “1,9 euro al litro”, con un taglio complessivo di “20-25 centesimi al litro” anche per la benzina.

Banche, Buch (Bce): calata intensità fusioni transfrontaliere nell’Ue

Roma, 18 mar. (askanews) – Nell’Unione europea persistono “molte barriere” alla piena integrazione dei mercati bancari e “abbiamo visto che l’intensità delle fusioni trans frontaliere è delinata dalla crisi”. Lo ha affermato la presidente del ramo di vigilanza bancaria della Bce, Claudia Bu durante una audizione al parlamento europeo.

“Abbiamo ancora molte barriere alla piena integrazione del mercato bancario, per le banche abbiamo le stesse regole, ma poi ci sono molti altri motivi per cui i mercati bancari sono ancora segmentati – ha detto -. Vediamo anche nei dati che abbiamo anche mercati molto differenziati. E c’è un limitato livello di integrazione transfrontaliera. E abbiamo anche visto che l’intensità delle fusioni transfrontaliere è declinata dalla crisi”.

Secondo Buch “è incredibilmente complicato”, ma per quanto riguarda la vigilanza bancaria comune “le nostre regole sono molto chiare, abbiamo una linea guida molto chiara adottata nel 2021 in cui spieghiamo quali sono i criteri e come valutiamo e vediamo le fusioni, in maniera molto neutrale quelle domestiche (rispetto a quelle transfrontaliere). Ci sono molti altri fattori che creano ostacoli, ma penso che il nostro ruolo sia molto chiaro”. (fonte immagine: European Union)

Putin: l’annessione della Crimea "scelta immutabile e incrollabile"

Roma, 18 mar. (askanews) – L’annessione della Crimea alla Russia è “scelta immutabile e incrollabile”, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin durante una riunione in videoconferenza con i membri del governo, in occasione della Giornata dell’anniversario dell’annessione della Crimea alla Russia, celebrata il 18 marzo.

“Questa scelta è immutabile e incrollabile. È stata dettata dal destino della nostra patria ed è diventata una delle tappe più importanti, forse decisive, nella sua storia millenaria, simbolo dell’unità, della volontà e della coesione del nostro popolo multinazionale”, ha affermato Putin.

Il presidente ha detto che i militari russi impegnati nella guerra in Ucraina combattono anche per difendere la scelta dei residenti della Crimea e delle regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia di stare con la Russia.

Abbattimento dell’orso M90, assolto Fugatti

Milano, 18 mar. (askanews) – Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti è stato assolto dall’accusa di “uccisione con crudeltà” in relazione all’abbattimento dell’orso M90, avvenuto il 6 febbraio 2024. Il provvedimento, adottato per garantire la sicurezza pubblica, era stato eseguito dal Corpo forestale del Trentino.

“L’assoluzione conferma in modo chiaro la piena legittimità dell’operato della Provincia – dichiara il presidente Fugatti -. Abbiamo assunto una decisione necessaria e responsabile, nell’esercizio delle nostre competenze. La gestione di esemplari pericolosi richiede interventi tempestivi e rispettosi delle norme vigenti, con l’obiettivo prioritario di tutelare l’incolumità delle persone, inclusa quella del personale del Corpo forestale a cui è affidato l’intervento sul campo. Abbiamo agito con professionalità, attenendoci a protocolli consolidati e riconosciuti a livello internazionale”.

Pd: la Commissione antimafia indaghi su Delmastro e i rapporti con Caroccia-Senese

Roma, 18 mar. (askanews) -“Chiediamo alla presidente della Commissione Antimafia Colosimo di acquisire gli atti sulla vicenda che riguarda esponenti piemontesi di Fratelli d’Italia, in primis il sottosegretario alla Giustizia Delmastro Delle Vedove. Notizie di stampa hanno rivelato che questi esponenti politici di primo piano in Piemonte gravitanti nell’area territoriale biellese, hanno dato vita a una società che ha intrattenuto rapporti con esponenti della famiglia Caroccia. Uno di questi – Mauro – condannato in via definitiva dalla Cassazione per reati molto gravi con aggravante mafiosa, sarebbe stato a stretto contatto con esponenti del clan mafioso Senese, tra i più pericolosi nell’area della Capitale. La società di cui faceva parte Delmastro avrebbe eletto il suo domicilio romano proprio presso un locale dei Caroccia. Si tratta, come è evidente, di fatti molto gravi e inquietanti. Chiediamo, quindi, che la Commissione Antimafia, anche nell’ambito del suo lavoro di indagine sulle mafie nell’area romano-laziale, accenda un faro su questa vicenda e acquisisca gli atti. Chiediamo anche l’audizione dello stesso Delmastro, la cui permanenza a via Arenula in un ruolo così delicato, già da tempo gravemente inopportuna, appare ora ancora più inaccettabile”. Lo dichiarano Walter Verini, Giuseppe Provenzano, Enza Rando, Debora Serracchiani, Valentina Ghio, Anthony Barbagallo, Franco Mirabelli, Valeria Valente membri del Gruppo PD in Commissione Antimafia.

“A qualcuno piace caldo” la commedia perfetta al Manzoni di Milano

Milano, 18 mar. (askanews) – È in scena fino al 29 marzo, al Teatro Manzoni di Milano, “A qualcuno piace caldo”, una commedia amatissima e divertente liberamente tratta dal film di Billy Wilder da Mario Moretti. Definita la commedia perfetta, in questa versione, un cast d’eccezione con Euridice Axen nei panni che furono di Marilyn Monroe, Giulio Corso giovane e brillante nel ruolo che fu di Tony Curtis e Gianluca Ferrato che eccelle nel comico e nel drammatico e interpreta la parte che fu di Jack Lemmon. E con loro un nutrito gruppo di caratteriste/i.

I protagonisti raccontano lo spettacolo.

Bce, Buch: rischi geopolitici priorità numero uno vigilanza banche

Roma, 18 mar. (askanews) – Per il triennio 20262028, la priorità numero uno per la vigilanza bancaria europea “è rafforzare la resilienza ai rischi geopolitici e alle incertezze macro finanziarie”. Lo afferma Claudia Buch, presidente del ramo di vigilanza bancaria della Bce, nel rapporto annuale presentato oggi dall’istituzione.

“Questo include mantenere solidi standard sul credito, livelli di patrimonializzazione adeguati e una prudente gestione dei rischi legati al clima e agli eventi naturali”, ha sostenuto.

Nell’ambito di questo lavoro, “verranno condotti degli stress test nel 2026 per identificare i rischi specifici sul settore bancario dalla geopolitica, che potrebbero ripercuotersi negativamente sulla posizione finanziaria delle singole banche”, ha riferito.

“La seconda priorità si focalizza sulla resilienza operativa delle banche e sulla robustezza delle loro tecnologie. Le banche – prosegue nel rapporto – devono gestire meglio i rischi operativi, porre rimedio alle debolezze su come raccolgono e utilizzano le informazioni e assicurare che la trasformazione digitale, inclusa quella sull’uso dell’intelligenza artificiale, sia sostenuta da solidi sistemi di controllo adeguati”.

Bce, Lagarde: banche Ue solide ma sfide da tensioni commercio e incertezza

Roma, 18 mar. (askanews) – Le banche europee restano redditizie e ben patrimonializzate e questo “ha contribuito al supporto a imprese famiglie durante un periodo di crescita più debole e cambiamenti strutturali”, tuttavia “le sfide legate alle crescenti tensioni sul commercio, all’accresciuta incertezza e alle vulnerabilità specifiche di certi settori non si riflettono pienamente nei bilanci delle banche”. Lo rileva la presidente della Bce, Christine Lagarde nel rapporto annuale della vigilanza bancaria dell’istituzione, presentato oggi.

“La trasmissione degli shock può essere ritardata e non lineare, rendendo cruciale per le banche e per le autorità di vigilanza di mantenere un approccio che guardi in avanti – ha aggiunto – e cerchi di agire in maniera tempestiva quando i rischi si accumulano”.

Secondo Lagarde, nel terzo trimestre dello scorso anno complessivamente per il settore bancario europeo il coefficiente chiave sui livelli di patrimonializzazione (Cet1) si è attestato al 16,1% e il tasso di copertura delle liquidità è rimasto “robusto, al 157%”. In entrambi i casi gli indicatori sono al di sopra dei requisiti regolamentari. “La redditività ha a sua volta retto, con un ritorno medio sul capitale che si è stabilizzato al 10%”.

Referendum, Conte: se vince Sì punteranno a difendersi dalle inchieste

Roma, 18 mar. (askanews) – “Se vincerà il sì, sono convinto che nel cassetto del ministro c’è già un progetto” complessivo “concepito a monte. E la separazione delle carriere “è solo il primo passaggio e, come hanno anticipato tanti esponenti del centrodestra, questo è un progetto di ampia portata” che punta a uno “scacco matto”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, durante un dibattito all’Università di Napoli Federico II, organizzato dagli studenti di giurisprudenza, sul referendum del 22 e 23 marzo.

“Ora, per non allarmarci dicono che sono disponibili a mettersi intorno a un tavolo” ma “non siamo così ingenui e naive che crediamo alle bufale”. Il centrodestra ha fatto una riforma costituzionale “nata a Chigi e transitata in parlamento ed è stato vietato alle opposizioni di aggiungere una virgola. Non si sono fidati neanche della loro maggioranza. Non fanno prigionieri e quindi andranno avanti. La politica si vuole tenere indenne dalle inchieste magistratura”, ha concluso Conte.

Referendum, Conte: argomentazioni destra non reggono a stress test

Roma, 18 mar. (askanews) – La riforma della giustizia che verrà sottoposta a referendum costituzionale “la stanno corredando di argomentazioni precise che non resistono allo stress test”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, durante un dibattito all’Università di Napoli Federico II, organizzato dagli studenti di giurisprudenza, sul referendum del 22 e 23 marzo.

“Che c’entra Garlasco” su cui sono stati “smentiti?” e cosa c’entra “il piccolo Domenico? Una vicenda straziante che non c’entra nulla con quelli che sono casi di errori giudiziari”.

Per Conte “gli errori giudiziari è impossibile che non ci siano per qualsiasi ordinamento giuridico. La giustizia è amministrata dagli uomini”. E per questo, la “separazione non serve, lo ha detto anche il ministro Nordio in un volume scritto con Pisapia”, ha detto Conte leggendo alcune frasi come la tesi secondo cui il problema della separazione delle carriere è “secondario” e “non merita di invelenire i rapporti, se l’è dimenticato” il ministro della Giustizia, il quale ha “ammesso che non ha nulla a che vedere con una macchina della giustizia celere”.

“Cosa c’è dietro? Un braccio di ferro della politica e alcune battaglie condotte da alcune forze politiche anche in modo diffuso nei confronti della magistratura”, ha osservato aggiungendo: “la legge è uguale per tutti. Questa è la vera questione”. Mentre “esponenti di governo hanno portato avanti progetti di riforma per rivendicare il primato del governo sulla magistratura”, ha evidenziato.

Cinema, prossimamente in sala ‘Kill Bill: The Whole Bloody Affair’

Roma, 18 mar. (askanews) – Arriverà prossimamente al cinema “Kill Bill: The Whole Bloody Affair”, il capolavoro di Quentin Tarantino per la prima volta nella storia nelle sale italiane non diviso in vol. 1 e vol. 2, ma in un film unico lungo 281 minuti.

Plaion Pictures e Midnight Factory hanno annunciato l’acquisizione da Lionsgate del film; ora le due opere, concepite originariamente come un solo progetto e nonostante la contrarietà del regista divise poi per esigenze distributive, vengono arricchite con scene e sequenze completamente inedite.

A più di 20 anni dall’uscita, anche il pubblico italiano potrà vedere il quarto film di Tarantino esattamente come il regista ha sempre sognato di mostrarlo al mondo: senza tagli, con scene mai viste prima e in un’unica opera. “Kill Bill: Volume 1”, uscito nelle sale americane nel 2003, e “Kill Bill: Volume 2”, uscito a inizio 2004, per “The Whole Bloody Affair” sono stati rimontati tagliando il cliffhanger del finale del primo capitolo e il riassunto che apre il secondo. Fra le altre novità, il brutale scontro con gli 88 folli vivrà per la prima volta interamente a colori. Inoltre, il pubblico potrà ammirare spettacolari scene d’animazione tutte nuove che, non essendo presenti nel montaggio dei primi anni Duemila, in Italia arriveranno in versione originale sottotitolata.

In “Kill Bill: The Whole Bloody Affair”, Uma Thurman interpreta La Sposa, creduta morta dal suo ex mentore e amante Bill, che le tende un’imboscata durante le prove del suo matrimonio, sparandole in testa e privandola del bambino che portava in grembo. Per ottenere la sua vendetta, la donna si mette sulle tracce dei quattro componenti rimasti della Deadly Viper Assassination Squad prima della resa dei conti finale con Bill. Grazie al respiro epico, l’azione senza sosta e lo stile, “The Whole Bloody Affair” incarna la saga sulla vendetta definitiva, tra le migliori che il cinema abbia mai visto, raramente mostrata nella sua forma completa e ora presentata anche con un intervallo tipico del cinema dei tempi d’oro. Un’opera che rappresenta uno dei momenti più importanti nella carriera di Quentin Tarantino e che negli anni si è affermata come uno dei titoli più influenti del cinema contemporaneo. “Kill Bill: The Whole Bloody Affair “arriverà prossimamente al cinema con Plaion Pictures e Midnight Factory.

Strage di Ustica, la decisione del gip sull’archiviazione dopo l’estate

Roma, 18 mar. (askanews) – Potrebbe arrivare dopo l’estate la decisione riguardo la richiesta d’archiviazione sull’ultima inchiesta sulla strage di Ustica, la tragedia del Dc9 Itavia che precipitò la notte del 27 giugno 1980 provocando 81 morti. Stamane il gip del tribunale di Roma, fatto l’appello dei famigliari delle vittime che si sono costituite parte civile, e verificato il deposito dei verbali dei difensori, ha rinviato l’udienza al 27 maggio.

Daria Bonfietti, portavoce del comitato dei famigliari delle vittime, ha spiegato: “Noi crediamo che sarebbe davvero importante in un Stato di diritto che la magistratura riuscisse a scrivere tutta la verità sulla strage di Ustica, anche sugli autori materiali. Sappiamo le cause, sappiamo che i pm hanno consegnato 450 pagine piene di altri elementi che convalidano l’ipotesi dell’abbattimento di questo aereo civile in tempo di pace. Si ribadiscono con forza le conclusioni già raggiunte in passato del giudice Rosario Priore sulle cause della tragedia: il Dc9 è stato abbattuto durante un episodio di guerra aerea. Non solo: sono elementi che meritano di essere approfonditi e che i nostri legali illustreranno alla gip chiedendo di non archiviare, ma di far proseguire le indagini”.

Lo storico difensore di parte civile, l’avvocato Alessandro Gamberini, fuori dall’aula, ha aggiunto: “In questa vicenda si è arrivati ad un milione di pagine di atti. Abbiamo elementi di fatto che inducono a ritenere che ci siano pochi dubbi: il Dc9 è stato abbattuto. La Procura, nel chiedere l’archiviazione, ritiene che sia percorribile la strada della ‘quasi collisione’ di un missile, ma che non ci siano prove per attribuirlo. Noi aggiungeremo, quando ci verrà data la parola, che le prove non si possono sottovalutare. E’ stata trovata una manopola della cabina di pilotaggio all’interno del motore di destra dell’aereo. Si spiega in qualche modo?”.

Un altro legale di parte civile, l’avvocato Andrea Osnato, al giudice, ha annunciato la ricostruzione dell'”agguato di alcuni aerei” che entrano “nel corridoio di Grosseto”. “Vogliamo far vedere questi assassini che entrano in casa”, ha continuato.

“Proveremmo a chiedere la non archiviazione, proprio perché vorremmo che la magistratura riuscisse a scriverla la verità. Credo che sia importante, insisto, in un paese civile che riescano a dirci chi ci ha abbattuto un aereo civile in tempo di pace. Punto”, ha detto Bonfietti. “Se si dovesse arrivare comunque ad una archiviazione – ha proseguito – è chiaro che il problema rimane. A me piace sempre dirlo, il problema è tutto politico. E’ la capacità che deve mostrare il governo del mio paese, chiunque ci sia, voglio dire, no, di chiedere con più forza di quella che possono aver esercitato per la per le norme esistenti le magistrature, no? Loro, la politica, deve con più forza chiedere ai paesi amici alleati, la verità su quello che quella notte si doveva fare”. Risulta “evidente che è l’indicibile quello che doveva avvenire, che continua ad essere mantenuto. Chiediamo che il nostro paese si muova in maniera più responsabile, insomma, con la volontà, come dire, di farsi rispondere, no, di pretendere delle risposte”. Esiste la possibilità di arrivare alla verità? “La verità esiste, perché qualcuno l’ha abbattuto quell’aereo, quindi io credo che veramente debba essere scritta, se non sarà scritta né dalla magistratura né dalla politica sarà una grande sconfitta per un paese civile”, ha risposto Bonfietti.

Da quel tragico 27 giugno 1980 sono ancora gli stessi i punti interrogativi riguardo la strage di Ustica. Vengono ripetuti nel cortile a pochi passi dall’aula dove stamane si è tenuta l’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione sull’ultima inchiesta. “Ci sono le lenti sparite dal Mig libico…”, dice subito uno dei famigliari delle vittime, attirando l’attenzione di molti. “La Francia deve rispondere sulla portaerei Foch che stava nel Mediterraneo. Dobbiamo credere alle smentite ufficiali?”. Il ruolo degli Stati Uniti, adesso, appare più sfumato. “Non sono arrivate mai risposte vere da Washington – si sottolinea – Possibile che non sappiano nulla di quello che è avvenuto?”. I pubblici ministeri chiedono l’archiviazione perché, nonostante gli sforzi fatti in tanti anni di indagini e rogatorie, non è stato possibile identificare chi abbia materialmente premuto il tasto di lancio di quel missile fatale.

Ecco "EU Inc": nuove imprese in meno di 48 ore pagando meno di 100 euro

Roma, 18 mar. (askanews) – Registrazione di nuove imprese entro 48 ore a un costo inferiore ai 100 euro, senza requisiti su quote minime di capitale; semplificazione delle procedure con una unica interfaccia, digitale, a livello europeo, registro centralizzato, sempre digitale; procedure fallimentari e di riavvio semplificate; migliori condizioni per attrarre gli investimenti. Sono alcuni degli elementi chiave di EU Inc., il primo passo concreto del “28esimo regime” per le normative sulle imprese presentato oggi dalla Commissione europea.

Un nuovo quadro unificato di normative sulle aziende che è “una nuova opzione a livello Ue, uguale per tutti i Paesi e basato su sistemi digitali che renderà più semplice avviare e operare le aziende in tutta l’unione, incentivandole a restare in Europa e incoraggiando quelli che hanno guardato altrove a tornare”, afferma la Commissione con un comunicato.

Secondo Bruxelles, “oggi troppi imprenditori e imprese innovative espandono le loro attività fuori dai confini dell’unione, mentre l’Ue stessa presenta un quadro regolamentare frammentato e difficile. Le imprese innovative si trovano di fronte a 29 sistemi legislativi nazionali e più di 60 forme diverse di imprese. Questa complessità può ritardare la creazione di un’impresa per settimane o addirittura mesi, rallentare la crescita e aumentare i costi e scoraggiare lo sviluppo”.

Oltre alle caratteristiche già menzionate, l’iniziativa punta anche ad attrarre talenti, a garantire pieno accesso al mercato unico, ma presenta anche “forti salvaguardie contro gli abusi – afferma Bruxelles -: le regole nazionali su lavoro e tutele sociali non sono toccate dalla proposta “. Prevista anche flessibilità sulle tipologie di azioni che queste nuove imprese potranno emettere, così come sui diritti di voto dei titoli.

Arte, al Chiostro del Bramante apre "Flowers. Meravigliosa Natura"

Roma, 18 mar. (askanews) – Dopo il successo di “Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale”, DART – Chiostro del Bramante, in accordo con la Kunsthalle di Monaco e Suzanne Landau, ma in maniera indipendente, presenta “Flowers. Meravigliosa Natura”, nuovo capitolo dello stesso progetto espositivo, in programma a Roma da mercoledì 18 marzo a domenica 6 settembre 2026.

La mostra evolve e amplia lo sguardo della precedente: se nel primo capitolo il fiore era posto al centro della riflessione come elemento simbolico, politico e poetico, “Flowers. Meravigliosa Natura” si dedica ora al tema della natura nella sua totalità, intesa come universo organico e mutevole in cui forme vegetali e animali, elementi marini e molteplici specie convivono e dialogano in un equilibrio dinamico.

La mostra prevede una rimodulazione e un ampliamento dei contenuti scientifici, arricchiti dall’integrazione di nuovi e significativi prestiti provenienti da prestigiose collezioni italiane, tra cui la Biblioteca Casanatense, la Villa Medicea di Poggio a Caiano, Museo della Natura Morta, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e il Museo Civico di Zoologia di Roma. Una collaborazione che valorizza il ruolo delle collezioni pubbliche, civiche e statali, custodi di un patrimonio di straordinaria rilevanza storico-artistica e scientifica.

Il percorso espositivo si articola in tre macro-sezioni — Arte ed ecologia, Arte e scienza, Arte e politica — offrendo un itinerario in cui opere antiche e contemporanee si confrontano in un continuo gioco di rimandi, connessioni e suggestioni. La mostra riunisce artisti nazionali e internazionali e presenta opere che spaziano dal Seicento fino alla contemporaneità, includendo lavori realizzati con le più recenti tecnologie e con l’intelligenza artificiale, a testimonianza di un dialogo costante tra tradizione e innovazione.

I visitatori ritroveranno alcuni degli highlights del primo capitolo, come le installazioni site-specific di Austin Young e Zadok Ben-David, accanto a nuove opere di artisti già presenti nella precedente edizione — tra cui lo stesso Zadok Ben-David e Tamiko Thiel and/p — per approfondirne ulteriormente linguaggio e ricerca.

Il percorso si arricchisce di nuovi innesti e contenuti scientifici: grazie a importanti prestiti del Museo Civico di Zoologia di Roma e della Sovrintendenza Capitolina, sarà possibile ammirare il diorama dedicato agli Oceani e alla Foresta Bavarese, in dialogo con nuove opere e installazioni contemporanee — tra cui Enter the Plastocene di Tamiko Thiel and/p e Sunday’s lunch 02 di Eugenio Tibaldi — e con le opere del XVII e XVIII secolo di Margherita Caffi, Filippo Teodoro di Liagno detto Filippo Napoletano e Pietro Neri Scacciati. Completano la narrazione nuovi prestiti di Tracey Bush, Rob and Nick Carter, Ann Carrington e un nucleo inedito di lavori di Zadok Ben-David, ampliando la riflessione su biodiversità, fragilità degli ecosistemi e responsabilità collettiva.

Inoltre, nel percorso espositivo è presente un itinerario kids, con didascalie collocate a un’altezza adatta ai bambini e pensate per una lettura condivisa tra grandi e piccoli. Una sala della mostra è dedicata alla sperimentazione e al gioco: qui i bambini, con la supervisione degli adulti, possono rielaborare liberamente l’esperienza di visita creando fiori speciali, pensati come lenti attraverso cui osservare il mondo, utilizzando i materiali messi a disposizione. Un’attività che invita a immaginare, esplorare e scoprire insieme nuovi modi di guardare la natura. Il Dipartimento educativo propone inoltre attività per scuole, bambini, famiglie e adulti, programmi estivi e visite inclusive su prenotazione, tra cui percorsi in LIS e tattili.

La Capitale italiana della Cultura 2028 sarà Ancona

Roma, 18 mar. (askanews) – Dopo L’Aquila nel 2026 e Pordenone nel 2027 la Capitale italiana della Cultura nel 2028 sarà Ancona, con il dossier “Ancona. Questo adesso”. Lo ha annunciato il ministro della cultura, Alessandro Giuli, nel corso di una cerimonia nella Sala Spadolini del Ministero di via del Collegio Romano, alla presenza della Giuria di selezione, presieduta da Davide Maria Desario, e dei sindaci e rappresentanti delle dieci città finaliste tra le 23 candidate. Alla vincitrice è assegnato un contributo di un milione di euro, per attuare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura.

Israele: ucciso il ministro dell’Intelligence iraniano

Roma, 18 mar. (askanews) – Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato l’uccisione, in un attacco messo a segno nella notte, del ministro dell’intelligence iraniano, Esmail Khatib. Lo riporta il sito Ynet, riferendo di un incontro avuto da Katz con i vertici militari.

“Nel corso della giornata, sono previste importanti sorprese su tutti i fronti che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l’Iran e Hezbollah”, ha aggiunto Katz, secondo cui “l’intensità degli attacchi in Iran sta aumentando”.

“Siamo nel mezzo di una fase decisiva. La politica di Israele è chiara e inequivocabile: nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel mirino”, ha concluso.