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L’uomo come dato, la persona come mistero

«Non spetta a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è fare il possibile per salvare gli anni in cui viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, affinché chi verrà dopo possa disporre di una terra pulita».

Le parole che Tolkien affida a Gandalf nel Signore degli Anelli sembrano attraversare il nostro tempo con una forza sorprendente. Non ci invitano a controllare la storia, ma ad assumerci la responsabilità del tratto di strada che ci è stato affidato. È una lezione che interpella ogni generazione, ma che oggi acquista un significato particolare.

 

La nuova questione antropologica

Viviamo infatti una stagione di trasformazioni profonde. L’AI ridefinisce il rapporto tra uomo e conoscenza. Le piattaforme digitali influenzano il modo in cui costruiamo opinioni e relazioni. Le tensioni geopolitiche ridisegnano gli equilibri internazionali. Le migrazioni, la crisi demografica e le nuove povertà interrogano la tenuta delle nostre società. Eppure, nel cuore di questi cambiamenti, permane una domanda che precede ogni altra:

Che cosa significa essere uomini nel XXI secolo?

È una questione che viene prima della politica, dell’economia e perfino della tecnologia. Perché ogni sistema sociale, ogni innovazione e ogni modello di sviluppo presuppongono sempre una determinata idea dell’essere umano. La nostra epoca sembra averne elaborata una particolarmente insidiosa. L’uomo viene progressivamente tradotto in dato per essere profilato. Le nostre preferenze, le nostre emozioni, le nostre relazioni, le nostre fragilità e i nostri desideri vengono raccolti, elaborati e trasformati in informazioni. Ogni ricerca, ogni acquisto, ogni interazione contribuisce a costruire una rappresentazione sempre più dettagliata della nostra identità. Mai nella storia l’essere umano si era mostrato così completamente. Mai aveva consegnato con tanta spontaneità parti così profonde della propria esistenza. Per secoli il potere ha cercato di conoscere gli uomini per governarli. Oggi gli uomini partecipano volontariamente alla costruzione della propria profilazione. La questione non consiste nel demonizzare la tecnologia. Sarebbe una semplificazione sterile. La tecnica è uno strumento straordinario, capace di migliorare la vita delle persone, ampliare le opportunità e generare sviluppo. La domanda decisiva è un’altra:

La tecnologia è ancora al servizio dell’uomo o l’uomo rischia di diventare funzionale ai meccanismi della tecnologia?

La tecnocrazia contemporanea si alimenta di dati. Ma quei dati non sono elementi astratti. Sono frammenti di umanità. Sono comportamenti, emozioni, convinzioni e vulnerabilità. Abbiamo creduto di essere utenti di strumenti costruiti per servirci. In molti casi siamo diventati la materia prima di sistemi economici che prosperano sulla nostra attenzione, sulle nostre emozioni e sul tempo che trascorriamo nello spazio digitale.

Il rischio più profondo non è soltanto la perdita della privacy. È la riduzione della persona a profilo. È la convinzione che l’uomo coincida con ciò che può essere misurato. È l’illusione che la libertà possa essere prevista da un algoritmo. Quando ciò accade, il cittadino diventa utente. La coscienza diventa dato. La persona diventa funzione. E una società che misura tutto rischia di non comprendere più ciò che conta davvero.

 

La persona oltre il profilo

Questa intuizione attraversa una delle correnti più feconde del pensiero cristiano del Novecento. Jacques Maritain ed Emmanuel Mounier compresero che la crisi della modernità non nasceva dall’eccesso di libertà, ma dal progressivo smarrimento della persona.

Entrambi denunciarono il rischio di una società capace di organizzare tutto, tranne ciò che conta davvero: la dignità irripetibile di ogni essere umano. La persona non è un individuo isolato né un semplice ingranaggio della collettività. È un essere relazionale, aperto alla trascendenza, portatore di una dignità che precede ogni funzione economica, sociale o politica. Una convinzione che oggi appare sorprendentemente attuale proprio mentre cresce la tentazione di ridurre l’uomo a profilo, consumatore o dato statistico. L’uomo è più dei suoi dati. La persona è più del suo profilo. La sua dignità non dipende dalla sua utilità.

 

La Dottrina Sociale come bussola del presente

Non è un caso che il Magistero sociale della Chiesa abbia dedicato crescente attenzione alle trasformazioni tecnologiche e culturali del nostro tempo. Dalla centralità della persona affermata dal Concilio Vaticano II fino alle più recenti riflessioni sull’AI nell’enciciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV , emerge una preoccupazione costante: che il progresso non smarrisca il suo fondamento umano. Le grandi questioni ecclesiali contemporanee — dalla rivoluzione digitale alla crisi demografica, dalle migrazioni alle guerre che attraversano il mondo — non sono soltanto emergenze politiche o sociali. Sono anzitutto interrogativi antropologici. Ci costringono a domandarci quale idea di uomo intendiamo servire e quale civiltà desideriamo consegnare alle generazioni future.

La Chiesa non offre soluzioni tecniche ai problemi della storia. Offre però un criterio di giudizio che conserva una straordinaria attualità: la persona umana deve restare il principio, il soggetto e il fine della vita sociale. Ogni innovazione, ogni scelta politica, ogni modello economico trova la propria legittimità nella misura in cui contribuisce alla promozione integrale dell’uomo e della sua dignità. Per questo la grande questione del nostro tempo non consiste nel rallentare il progresso, ma nell’orientarlo.

 

Il ritorno del personalismo cristiano

Abbiamo bisogno di una cultura capace di tenere insieme innovazione e responsabilità, sviluppo e dignità, tecnologia e umanesimo. Forse è proprio qui che la tradizione del personalismo cristiano può tornare a offrire un contributo decisivo al dibattito pubblico.

Mounier ricordava che ogni civiltà si giudica dal modo in cui tratta la persona, mentre Maritain vedeva nella democrazia non soltanto una forma di governo, ma una concezione dell’uomo fondata sulla sua dignità e sulla sua vocazione al bene comune. In un’epoca dominata dalla velocità, dalla frammentazione e dalla logica della prestazione, il personalismo ci ricorda che la persona non è mai un mezzo, ma sempre un fine. Non un numero, non una funzione, non un algoritmo, ma una presenza irripetibile, chiamata alla relazione, alla responsabilità e alla trascendenza.

 

Una Costituente per custodire l’umano

Abbiamo bisogno, soprattutto, di una nuova Costituente cattolica. Non come operazione nostalgica e come ricostruzione di formule appartenenti ad altre stagioni politiche, ma come luogo di elaborazione culturale, civile e spirituale. Una comunità di donne e uomini che non pretende di possedere tutte le risposte, ma che riconosce la responsabilità di cercarle.

Quando è in gioco la dignità della persona, nessuna risposta può essere improvvisata. Non è nei tempi facili che si misura la qualità di una classe dirigente, ma nei passaggi più incerti della storia. Quando i rischi aumentano, aumentano anche il dovere del discernimento, la serietà della ricerca e la responsabilità delle decisioni. È allora che diventa necessario custodire l’umano senza smarrire l’orientamento.

 

Identità, migrazioni e bene comune

Questa riflessione riguarda anche uno dei temi più delicati del nostro tempo: il rapporto tra identità e migrazioni. Da una parte emerge la tentazione di considerare ogni differenza come una minaccia. Dall’altra si diffonde l’illusione che le identità siano realtà irrilevanti, destinate a dissolversi in una società globale senza radici. Entrambe le visioni appaiono insufficienti.

Una comunità che perde la propria memoria fatica a costruire il futuro. Ma una comunità che trasforma la memoria in paura rischia di rinunciare alla propria vocazione civile. L’identità non è immobilità ma continuità. È la capacità di custodire un patrimonio di valori, cultura e tradizioni rendendolo vivo nelle nuove generazioni.

La questione migratoria non può essere affrontata soltanto come un problema di sicurezza, né esclusivamente come una questione economica. Essa interpella la nostra idea di persona, di comunità e di bene comune. Una società sicura della propria identità non teme il confronto con l’altro. Ma proprio per questo non rinuncia a trasmettere ciò che la rende sé stessa.

 

Una nuova presenza cattolica nella società

Questa dovrebbe essere la missione di una nuova presenza cattolica nella società.

Non occupare spazi di potere, ma generare pensiero. Non imporre risposte, ma favorire il discernimento. Non alimentare contrapposizioni ideologiche, ma ricostruire una cultura della persona capace di parlare a tutti. Perché la sfida decisiva del XXI secolo non riguarda soltanto il controllo delle tecnologie emergenti, la competizione tra le grandi potenze o l’accesso alle risorse strategiche. Riguarda l’uomo. Riguarda la sua libertà, la sua dignità e la sua capacità di restare pienamente umano in un mondo che tende sempre più a trasformarlo in dato.

La politica, allora, torna ad essere ciò che dovrebbe sempre essere: uno strumento al servizio della persona e del bene comune.

 

Custodire gli anni che ci sono stati affidati

Il nostro compito non è dominare le maree della storia. È custodire gli anni che ci sono stati affidati. Difendere chi non ha voce.Proteggere ciò che rende umano l’uomo. Ricercare con umiltà le risposte che ancora non possediamo.

Ottant’anni fa donne e uomini usciti dalle macerie della guerra seppero costruire una casa comune fondata sulla dignità della persona, sulla libertà e sulla solidarietà. La nostra generazione è chiamata a un compito diverso, ma non meno esigente: custodire quegli stessi valori nell’era degli algoritmi, affinché il progresso non smarrisca l’uomo e quest’ultimo non smarrisca sé stesso. Perché il valore di ogni progresso, ieri come oggi, si misura sempre a partire dalla dignità della persona umana.

L’intelligenza artificiale e la centralità della persona

Dalla questione sociale alla questione algoritmica

C’è un filo che attraversa la Dottrina sociale della Chiesa e riguarda la centralità della persona umana. Lo ritroviamo nella Rerum Novarum di Leone XIII, così come nella Magnifica Humanitas di Leone XIV, scritta in un tempo in cui le macchine non muovono più ingranaggi e pistoni, ma elaborano linguaggio, generano contenuti creativi, comunicano con le persone e simulano decisioni, talvolta, purtroppo, anche poco piacevoli.

Partiamo da un presupposto: ogni tempo storico, anche in relazione alla dimensione lavorativa, affronta le sue difficoltà. Leone XIII, ad esempio, si trovò di fronte alla “questione sociale”: il salario basso, le condizioni non dignitose, l’assenza di sicurezza, lo sfruttamento dei lavoratori più fragili. Leone XIV affronta una nuova questione, quella dell’intelligenza artificiale, che rischia di sfruttare il pensiero, la creatività, il giudizio, i sentimenti e tutti quei caratteri che sono tipicamente della persona. Sebbene la macchina a vapore di fine Ottocento imponesse ritmi al corpo, l’algoritmo rischia di imporre ritmi alla mente. Eppure la risposta è la stessa: l’essere umano, creato ad imago Dei, non è un ingranaggio dell’efficienza né un costo da ottimizzare, ma il fine ultimo di tutte le cose.

 

Il rischio della velocità senza umanità

Il pericolo più concreto oggi è quello di misurare ogni relazione, a cominciare da quella lavorativa, con il metro della velocità anziché con quello della personalità. Leone XIV ricorda che «la necessità di stare al passo con il ritmo della tecnologia può erodere il senso della propria capacità di agire da parte dei lavoratori e soffocare le capacità innovative che questi sono chiamati a profondere nel loro lavoro» (n. 150). E ancora: «i lavoratori sono spesso costretti ad adattarsi alla velocità e alle richieste delle macchine, piuttosto che queste ultime progettate per aiutare chi lavora» (n. 150). In questi termini, come denuncia il Papa, la persona rischia così diventa mezzo, anziché fine.

Se riflettiamo, anche nella quotidianità siamo continuamente immersi in un’accelerazione senza sosta, tra scadenze, notifiche e piattaforme, finché ci scopriamo affaticati, svuotati e a rischio di burnout. Strumenti nati al servizio dell’uomo, e spesso acquistati spontaneamente attraverso abbonamenti mensili per “semplificarci la vita”, finiscono per invadere ciò che più ci appartiene: il tempo delle relazioni, della riflessione, della cura degli altri, ma anche la facoltà di creare, decidere, inventare.

 

Le decisioni non possono essere delegate alle macchine

Un nodo cruciale, infatti, è proprio quello delle decisioni. Nel mondo del lavoro, ad esempio, l’IA entra sempre più nella selezione del personale, nella valutazione delle prestazioni, nella stesura dei contratti, nelle scelte strategiche, nella pianificazione dei percorsi professionali, nella gestione dei turni e persino nel controllo del lavoro umano. Delegare a sistemi artificiali scelte che toccano la dignità umana nel lavoro significherebbe rinunciare alla responsabilità che ci costituisce come persone, ancor prima che come lavoratori.

Leone XIV afferma che il lavoro «non è soltanto fonte di reddito, ma un ambito decisivo in cui si forma l’identità, si intrecciano amicizie e relazioni, si imparano responsabilità concrete e si discerne la propria vocazione». In queste parole sta tutta la distanza tra la visione cristiana del lavoro e qualsiasi riduzionismo tecnocratico.

 

Il primato del lavoro umano

Per questo l’enciclica richiama la necessità di «affermare il primato del lavoro umano su ogni logica puramente produttiva o finanziaria».

In tempi di intelligenza artificiale non si tratta di una raccomandazione morale astratta, quanto piuttosto di un criterio concreto per non trasformare la rivoluzione tecnologica in regressione dell’umano. Custodire il lavoro e chi lo svolge significa, oggi, custodire quella magnifica humanitas che ci è stata affidata e che siamo chiamati a vivere.

Antonio Zizza,

Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale

Giovani, lavoro e declino demografico: la questione rimossa

Un disagio che rischia di diventare strutturale

Il tema dei giovani in Italia compare ormai quasi quotidianamente su giornali, podcast e trasmissioni televisive. Studiosi ed esperti analizzano problemi che rischiano di diventare strutturali: l’ascensore sociale si è fermato e la mobilità tra le classi è sempre più condizionata dalla famiglia in cui si nasce; il numero dei NEET — i giovani che non lavorano, non studiano e non sono inseriti in percorsi formativi — rimane tra i più elevati d’Europa; il precariato continua a crescere, così come aumentano le occupazioni a basso contenuto professionale e salariale. I cosiddetti gig workers, inoltre, faticano a costruire progetti di vita stabili e a pianificare il proprio futuro.

Mentre il dibattito pubblico si concentra quasi esclusivamente sull’immigrazione in entrata, si sviluppa parallelamente un fenomeno più silenzioso ma altrettanto rilevante: l’emigrazione giovanile. Ogni anno migliaia di ragazzi lasciano il Paese, in larga parte laureati e altamente qualificati. Secondo i dati del CNEL e del Ministero dell’Interno, al netto dei rientri, l’Italia ha registrato una perdita di circa 61 mila giovani. Dal 2011 al 2024 sono espatriati complessivamente oltre 630 mila ragazzi, con destinazioni prevalenti in Europa e negli Stati Uniti.

 

Linverno demografico e il rischio declino

Si tratta di una dinamica che si intreccia con il progressivo calo della natalità, un fenomeno destinato ad avere conseguenze economiche e sociali profonde. L’Italia, oggi collocata tra l’ottava e la nona posizione mondiale per PIL nominale, rischia di perdere ulteriore terreno nei prossimi decenni. Diverse proiezioni internazionali indicano infatti che, entro la metà del secolo, il nostro Paese potrebbe scivolare significativamente nella classifica delle principali economie mondiali , dall’attuale 8 posto al 19 (fonte Goldman Sachs e PwC) Le ragioni non riguardano soltanto la modesta crescita della produttività, ma soprattutto il cosiddetto “inverno demografico”: una popolazione sempre più anziana e una forza lavoro progressivamente ridotta.

Eppure le forze politiche, sia di governo sia di opposizione, continuano a non proporre una vera visione di lungo periodo. Forse perché il peso elettorale delle nuove generazioni è numericamente inferiore rispetto a quello delle fasce più anziane della popolazione. Tuttavia, ignorare i giovani significa compromettere il futuro stesso del Paese.

 

La proposta di Piketty e il tema della redistribuzione

A formulare proposte concrete aveva già provato l’economista francese Thomas Piketty, tra i più autorevoli studiosi delle disuguaglianze economiche. Per riattivare i meccanismi di mobilità sociale, Piketty ha sostenuto l’introduzione di una “eredità universale”: un trasferimento economico garantito dallo Stato a ogni cittadino al compimento dei 25 anni, finanziato attraverso una maggiore tassazione dei grandi patrimoni. Nelle sue elaborazioni, la somma proposta si aggirava intorno ai 120 mila euro, con l’obiettivo di consentire soprattutto ai giovani provenienti da famiglie meno abbienti di acquistare una casa, investire nella propria formazione o avviare un’attività imprenditoriale.

Considerata da molti una proposta utopistica, l’idea è stata successivamente riproposta dallo stesso economista alla luce delle trasformazioni che l’intelligenza artificiale potrebbe produrre nel mercato del lavoro. In questo scenario, l’eredità universale non rappresenterebbe soltanto uno strumento di giustizia sociale, ma una misura di adattamento sistemico, capace di sostenere la riqualificazione professionale delle nuove generazioni e, al tempo stesso, di preservare la domanda interna e la vitalità dell’economia di mercato. Alla base vi è il principio della redistribuzione della ricchezza, tema destinato a occupare un ruolo centrale nel dibattito pubblico dei prossimi anni.

 

La politica davanti alla prova del 2027

Che la proposta di Piketty sia realistica o meno, una considerazione appare evidente: l’epoca degli slogan dovrebbe ormai avviarsi al tramonto. I giovani chiedono risposte concrete che, al momento, né la politica né le organizzazioni sindacali sembrano in grado di offrire. Ma non basta. Occorre anche pianificare politiche migratorie che prevedano reali percorsi di integrazione e un inserimento dignitoso nel mondo del lavoro.

Allo stesso tempo, l’istruzione — il più potente strumento di emancipazione sociale a disposizione di una democrazia moderna — continua a essere sottovalutata. Gli investimenti nella scuola e nell’università restano insufficienti rispetto alle esigenze del Paese. Né possono essere le pur preziose attività del volontariato a colmare lacune che richiederebbero un intervento pubblico strutturale e continuativo.

Nel 2027 gli italiani saranno chiamati a eleggere un nuovo Parlamento. La domanda è semplice: quale forza politica avrà il coraggio di mettere davvero i giovani al centro della propria agenda e di dire agli elettori la verità sulla situazione del Paese? Senza un insieme coerente di misure — favorire il rientro dei talenti emigrati, aumentare i salari, migliorare le condizioni di vita dei lavoratori più giovani e programmare un’immigrazione ordinata e integrata — il declino dell’Italia rischia di diventare una prospettiva concreta. E la storia difficilmente assolverà chi avrà scelto di ignorare questo problema.

Toniolo, profeta di pace: Pieve di Soligo ricorda il miracolo del 2006

Un anniversario che parla ancora al presente

“Giuseppe Toniolo: profeta di pace, santo per l’oggi”. Con questo titolo domani, domenica 7 giugno, la comunità cristiana di Pieve di Soligo vivrà una giornata speciale di memoria, riflessione e festa nel ventesimo anniversario della guarigione miracolosa di Francesco Bortolini, attribuita all’intercessione del beato Giuseppe Toniolo.

L’iniziativa è promossa dalla parrocchia di Santa Maria Assunta e dall’Istituto Beato Toniolo, con il patrocinio del Comitato nazionale per la canonizzazione del Toniolo, presieduto dall’arcivescovo Domenico Sorrentino. Un appuntamento che assume un significato particolare non solo per la comunità locale, ma per quanti continuano a vedere nella figura del sociologo ed economista trevigiano un riferimento spirituale e culturale di sorprendente attualità.

 

Il miracolo che aprì la strada alla beatificazione

Sono trascorsi vent’anni da quel 7 giugno 2006, quando il giovane imprenditore pievigino Francesco Bortolini, precipitato rovinosamente da un’altezza in un luogo pubblico e ricoverato in condizioni gravissime, recuperò improvvisamente e in modo permanente la salute, senza spiegazioni cliniche plausibili.

La comunità del Duomo di Pieve di Soligo, allora guidata da monsignor Giuseppe Nadal, si raccolse in una preghiera intensa e diffusa rivolta al venerabile Giuseppe Toniolo. A quella invocazione venne successivamente attribuito il merito decisivo della guarigione.

Il miracolo fu riconosciuto ufficialmente da papa Benedetto XVI il 4 gennaio 2011, divenendo il passaggio fondamentale che condusse alla beatificazione di Toniolo, celebrata il 29 aprile 2012 nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma.

 

Una mattinata tra dialogo, liturgia e partecipazione popolare

Il programma della giornata prenderà avvio alle ore 9.30 nell’aula magna “Giuseppe Toniolo” dell’Oratorio Beato Toniolo di via Marconi con una tavola rotonda introdotta dai saluti istituzionali di monsignor Luigino Zago, arciprete di Pieve di Soligo, di Annalina Sartori, presidente dell’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi, di Enrico Ioppo per l’Azione Cattolica diocesana di Vittorio Veneto e del sindaco Stefano Soldan.

I “dialoghi tonioliani” vedranno gli interventi di Matteo Filippetto, direttore dell’Istituto Toniolo dell’Azione Cattolica della diocesi di Treviso, di Cristina Franceschi, insegnante e presidente della Pro Loco di Trebaseleghe, dell’attore e regista Silvio Pasqualetto e di Stefano Uliana, direttore del Collegio Vescovile Balbi Valier. I lavori saranno coordinati da Marco Zabotti, direttore scientifico dell’Istituto Beato Toniolo.

Alle ore 11 si terrà in Duomo la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Giuseppe Nadal, protagonista della stagione che accompagnò il riconoscimento del miracolo e la causa di beatificazione insieme al compianto monsignor Massimo Magagnin.

Al termine della celebrazione è prevista la processione verso la tomba del beato Toniolo, dove sarà recitata la preghiera per la canonizzazione. La mattinata si concluderà con un momento conviviale e con i saluti all’esterno del Duomo.

 

Toniolo, una figura che continua a generare iniziative e comunità

L’appuntamento di domani si inserisce in una fase di rinnovato interesse attorno alla figura di Giuseppe Toniolo, studioso cattolico, economista sociale e protagonista del pensiero cristiano moderno.

Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le iniziative dedicate alla sua eredità culturale e spirituale. Il 26 maggio, a Roma, si sono svolti due incontri nazionali – al Policlinico Gemelli e in Vaticano – per avviare un coordinamento operativo tra i principali Centri Toniolo italiani e rilanciare i progetti legati alla causa di canonizzazione.

Nei giorni successivi, Marco Zabotti, vicepresidente dell’IBT, è intervenuto a Feltre in un convegno dedicato alla solidarietà sociale nel pensiero tonioliano, mentre una delegazione corale proveniente dal Padovano ha visitato la tomba del beato animando la liturgia domenicale in Duomo.

Infine, il 3 giugno, gli studenti del Collegio Balbi Valier hanno concluso un percorso scolastico dedicato a Toniolo con una visita alla storica Latteria Soligo, cooperativa nata nel 1883 con statuti firmati proprio da Giuseppe Toniolo, primo grande interprete di un cattolicesimo sociale capace di coniugare fede, economia e bene comune.

La giornata di Pieve di Soligo avrà dunque anche il valore di una testimonianza collettiva: non soltanto memoria di un evento straordinario, ma segno di una presenza spirituale e culturale che continua a parlare all’Italia di oggi.

Fuori Partenope di Merk e Kremont feat. Serena Brancale e The Kolors

Milano, 6 giu. (askanews) – E’ già in radio e su tutte le piattaforme digitali “Partenope”, il nuovo singolo di Merk e Kremont feat. Serena Brancale e The Kolors, in uscita per Atlantic Records/Warner Music Italy. “Partenope” segna il grande ritorno di Merk e Kremont, che incontrano l’anima funk-pop dei The Kolors e la voce libera, riconoscibile e fortemente identitaria di Serena Brancale, oggi tra le artiste più trasversali della musica italiana contemporanea.

Ispirata alle sonorità fresche, ritmate e sfacciatamente estive delle grandi hit del passato, “Partenope” unisce una cassa dritta potentissima a un giro di basso funk “slappato”, che detta il ritmo dall’inizio alla fine. Le chitarre funk in stile italo-disco si intrecciano a percussioni travolgenti, costruendo un ponte sonoro perfetto tra la Milano da ballare e il calore del Sud.

Il risultato è un singolo solare, fisico e contagioso, in cui la cifra elettronica e pop di Merk & Kremont dialoga con l’identità brillante e riconoscibile dei The Kolors e con la vocalità esplosiva di Serena Brancale. Un brano che porta nel titolo il richiamo a Napoli e al suo mito, ma che guarda a un immaginario universale fatto di ritmo, notti d’estate, club, mare e libertà.

«Partenope nasce dalla nostra passione per il sound partenopeo, tra funk, soul e sonorità mediterranee. Avere Serena Brancale & The Kolors al nostro fianco è per noi una grande soddisfazione, dato il loro enorme talento ed energia», dichiarano Merk & Kremont.

«Tutto ciò che veniva fuori nella fase creativa in studio metteva d’accordo tutti all’istante. Ogni fraseggio, ogni colpo di batteria, ogni nota di chitarra, di basso, percussioni ecc… era come se fossimo una big band! Un grande tuffo nel funk ispirato alla Partenope che amiamo da sempre!» dichiarano i The Kolors.

«Sono molto entusiasta di Partenope, una canzone che fin dal primo ascolto mi diverte e mi ricorda il mio mare in Puglia e tutte le emozioni che porta con sé. Sono felice di aver scritto questo pezzo insieme ai ragazzi. Trovo che Partenope sia un brano pieno di energia e voglia d’estate, capace di mettere tutti di buon umore!» dichiara Serena Brancale.

Italy Major Premier Padel, Giulia Dal Pozzo in semifinale al Foro

Roma, 5 giu. (askanews) – Una settimana che cambierà la carriera di Giulia Dal Pozzo. Al BNL Italy Major di Premier Padel, la 21enne romagnola, in coppia con la spagnola Nuria Rodriguez, ha centrato una storica semifinale superando in rimonta le teste di serie numero 4 Claudia Fernandez e Sofia Araujo con il punteggio di 3-6 6-3 6-2.

Una partita – si legge in una nota – dal doppio volto sul campo del Foro Italico: avvio solido delle avversarie, più esperte nella gestione dei momenti chiave, poi la progressiva crescita della coppia italo-spagnola, capace di ribaltare inerzia e certezze del match con un secondo set di grande intensità e un terzo parziale dominato con lucidità e aggressività. Per Dal Pozzo si tratta della prima semifinale nel circuito Premier Padel: “Essere qui, e vincere partite come questa, per me è un sogno”. Ora l’attesa è per la sfida contro le numero uno del mondo Gemma Triay e Delfi Brea (3-6 6-4 6-3 su Icardo-Jensen) campionesse in carica del Major, in un confronto che rappresenta il livello più alto possibile in questo momento del torneo.

Semifinale di grande fascino anche nella parte bassa del tabellone tra Paula Josemaria e Ari Sanchez, protagoniste di uno straordinario ciclo vincente fatto di 44 titoli conquistati insieme. Stavolta si ritroveranno avversarie con Josemaria in coppia con Bea Gonzalez e Sanchez al fianco di Andrea Ustero. Josemaria e Gonzalez hanno raggiunto il penultimo atto superando Marta Ortega e Martina Calvo in tre set (6-2 2-6 6-3). Più netto il successo di Sanchez e Ustero, che hanno battuto Marta Barrera e Jimena Velasco(6-1 6-2).

Il torneo maschile intanto, vivrà la semifinale che tutti aspettavano. Ale Galan e Juan Lebron hanno rispettato i pronostici e sabato si ritroveranno uno di fronte all’altro al Foro Italico, rinnovando una delle rivalità più affascinanti del circuito mondiale. Galan e Fede Chingotto hanno ottenuto il pass per il penultimo atto con un 6-3 6-1 su Pol Hernandez e Guille Collado, mentre Lebron e Leo Augsburger hanno dovuto lottare di più per superare Coki Nieto e Jon Sanz (6-4 7-6). In serata la vittoria è invece andata a Momo Gonzalez e Lucas Campagnolo (6-3 6-3) che sabato affronteranno Arturo Coello e Agustin Tapia (6-3 7-6 su Garrido-Bergamini).

Wall Street crolla zavorrata dai chip, DJ -1,35%% e Nasdaq -4,18%

Milano, 5 giu. (askanews) – Crollo di Wall Street, oggi, in una seduta zavorrata dalle vendite sui titoli tech e dall’impennata dei rendimenti dei Treasury sui timori di un rialzo dei tassi dopo il rapporto sull’occupazione Usa di maggio risultato nettamente migliore delle previsioni. L’indice Dow Jones Industrial è sceso dell’1,35% a 50.866,78 punti e lo S&P 500 ha ceduto il 2,63% a 7.384,59 punti. Ma il vero e proprio tonfo lo ha subito il Nasdaq, finito in rosso del 4,18% a 25.709,43.

A far precipitare l’indice dei titoli tecnologici è stato in particolare il settore dei semiconduttori, colpito da forti ribassi in seno a un pesante sell-off tecnologico globale. Tra i big dei chip, le azioni Nvidia hanno segnato -6,20%, le Intel -11,28%, le Broadcom -7,92%, le Qualcomm -10,98%.

Tennis, Arnaldi: "Ritiro non lo auguro a nessuno"

Roma, 5 giu. (askanews) – È il ritiro di Matteo Arnaldi a decidere la prima semifinale del Roland Garros contro Flavio Cobolli, con il ligure costretto a fermarsi per un virus che lo ha colpito alla vigilia del match. Una rinuncia dolorosa raccontata direttamente in sala stampa.

“È difficile essere qui, non è quello che avrei voluto fare”, esordisce Arnaldi davanti ai giornalisti, ripercorrendo le ore più complicate della sua settimana parigina. Il problema, spiega, nasce nella serata precedente con segnali inizialmente sottovalutati: “Ieri sera ho iniziato a non sentirmi bene. Inizialmente pensavo fosse un problema di digestione”.

La situazione però peggiora rapidamente durante la notte: “Mi sono svegliato all’una di notte e ho iniziato a vomitare. Non stavo per niente bene. Poi ho cercato di dormire, ma non ci sono riuscito”. Il malessere continua anche nelle ore successive: “Verso le 6 o le 7 del mattino ho vomitato di nuovo, questa volta è stato più grave”.

A quel punto viene attivato lo staff medico: “Abbiamo chiamato il medico in camera e mi ha dato delle medicine. Speravo che fosse semplicemente qualcosa che avevo mangiato a cena, ma durante la giornata non sono riuscito a mangiare”. La situazione non migliora: “Ogni volta che mangiavo o bevevo qualcosa, dovevo tornare in bagno. È davvero dura”.

Il momento della decisione arriva dopo ore di incertezza: “Per come stava andando il torneo, per quante ore ho passato in campo, in realtà mi sentivo molto bene. Dovermi ritirare dalla mia prima semifinale di uno Slam non è qualcosa che augureresti a nessuno”. Arnaldi racconta anche il tentativo di restare in partita: “Ho provato a prepararmi e a restare qui il più a lungo possibile. Ho cercato di capire se sarei riuscito a scendere in campo, ma ogni volta che mi alzavo mi sentivo stordito e non stavo bene”.

La condizione fisica resta però incompatibile con la partita: “Sono abbastanza sicuro che se provassi a mangiare di nuovo non mi sentirei bene. È stata la decisione giusta da prendere per me”. Un epilogo amaro per il tennista ligure, fermato a un passo dalla prima semifinale Slam della carriera.

Sul fronte opposto, Cobolli si ritrova in finale senza scendere in campo e racconta così il momento: “Non è facile per me parlare in questo momento. Quando Matteo mi ha detto che si sarebbe ritirato ho quasi pianto. Non me l’aspettavo, ero pronto a giocare questa partita”. E aggiunge: “Ero veramente triste per lui quando me l’ha detto. Sono felice e triste allo stesso tempo”.

Per Flavio Cobolli si tratta della prima finale Slam in carriera, conquistata senza disputa della semifinale attesa contro Arnaldi, in un epilogo che chiude il percorso del torneo in modo inatteso.

Marina Militare Nastro Rosa Tour 2026 parte da Venezia

Venezia, 5 giu. (askanews) – È stata presentata a Venezia la sesta edizione del Marina Militare Nastro Rosa Tour, il Giro d’Italia a Vela che il 4 giugno ha preso il via dal Bacino San Marco per un percorso di oltre 1.250 miglia lungo le coste italiane, con arrivo previsto a Genova dopo aver attraversato Adriatico, Ionio e Tirreno.

L’intervista all’Ammiraglio di Divisione Domenico Guglielmi, Comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi e Comandante del Presidio Militare di Venezia: “Una manifestazione che si è evoluta in appena sei anni, ha raggiunto un livello tecnico molto elevato e la Marina Militare è molto contenta di essere partner principale: questo evento avvicina il Paese alla sua componente principale, la sua identità che è quella marittima, attraverso il valore dello sport velico che tende a esaltare la disciplina, l’impegno e il coraggio, l’audacia.”

L’iniziativa coinvolge equipaggi italiani e internazionali chiamati a confrontarsi in diverse discipline veliche, dalle regate offshore alle prove inshore fino alle competizioni foil. Un format che racchiude differenti anime della vela e che negli anni si è affermato come uno degli appuntamenti più originali del panorama sportivo nazionale.

Le parole del Dott. Riccardo Simoneschi, CEO SSI Sport & Events: “Le discipline in questo caso sono tre: l’offshore (vela ad altura). l’inshore (regate intorno alle boe) e le tavole, (tavole a vela). Sono queste le tre grandi discipline della vela”.

Al centro dell’edizione 2026 il tema “Giovani, Mare e Futuro – Valore Paese Italia”, sviluppato attraverso attività dedicate alla formazione, alla cultura del mare e alla valorizzazione delle competenze delle nuove generazioni. Un percorso che affianca la dimensione agonistica con iniziative educative e divulgative rivolte ai territori coinvolti.

Il commento del Colonnello Elio Babbo, Capo Divisione Brand e Media – Difesa Servizi: “Questo è il primo anno che lanciamo questa attività nell’ambito delle nuove tappe. Faremo una giornata dedicata proprio a questo evento, ciò non vuol dire che i giovani non possano partecipare alle altre giornate ma questa è proprio dedicata, ci sarà un avvicinamento al mare, ci sarà un avvicinamento al rispetto del mare e chiaramente anche un promemoria relativo alla sicurezza del mare.”

La partenza da Venezia ha assunto un forte valore simbolico, nel segno della tradizione marittima della città e del suo storico rapporto con il mare. Il Tour si è confermato così non solo come una competizione sportiva, ma anche come un’occasione per promuovere il patrimonio costiero italiano, la sostenibilità ambientale e il legame tra mare, comunità e futuro.

L’Ue accelera sui Balcani, Meloni in ritardo salta il vertice

Tivat (Montenegro), 5 giu. (askanews) – Il Montenegro si avvicina all’Unione europea, con l’obiettivo di entrare nel 2028 ormai “a portata di mano”, Macron e Merz incontrano tutti i leader balcanici e lavorano sull’Ucraina, annunciando anche un incontro con Zelensky per domenica a Londra. Giorgia Meloni non è invece al vertice di Tivat: la sua presenza era nell’agenda del governo, prevista alle 15, dopo la partecipazione alla festa dei Carabinieri a Reggio Calabria, e appena mezz’ora prima che il vertice – secondo il programma – terminasse. Ma alle 13.50 ecco la nota di palazzo Chigi: con “rammarico” la partecipazione è annullata, “a causa del protrarsi della cerimonia celebrativa del 212esimo Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria”. La cerimonia termina all’una, la premier però si reca anche in prefettura, per uno speciale annullo filatelico dedicato all’anniversario.

L’aereo di Stato fa quindi rotta direttamente su Roma, per non rischiare di atterrare a Tivat mentre gli altri leader già decollavano. Del resto alle 14 molto si era già deciso, anche prima del vertice. Ieri il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Merz hanno avanzato la loro proposta per l’ingresso dei Paesi dei Balcani, e sempre ieri era diventato pubblico il piano di Parigi, Berlino e Londra per rilanciare i colloqui di pace tra Ucraina e Russia. Ieri sera la cena informale offerta ai leader presenti dal presidente montenegrino aveva invece consentito di fare passi avanti – secondo fonti francesi – anche sulla questione dell’Alto rappresentante per la Bosnia che vede l’Italia in campo con un proprio candidato – l’ambasciatore Zanardi Landi – con il sostegno degli Usa, “contro” il francese Renè Troccaz sostenuto da Germania e Gran Bretagna.

Oggi invece i leader di Francia e Germania hanno incontrato il serbo Vucic, insieme ai vertici Ue, e poi confermato l’incontro con Zelensky per il fine settimana, a Londra insieme al britannico Starmer. Non solo: Macron ha invitato i leader dei Volenterosi a Parigi, il 13 e 14 luglio, per “strutturare” la coalizione. Insomma, due giorni segnati dall’attivismo franco-tedesco, su questioni centrali per l’Europa e per l’Italia. Ieri fonti italiane sottolineavano che “da tempo l’Italia è tra i principali promotori dell’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione europea”, rimarcando che “l’Italia è impegnata nel sostenere un approccio strategico che, pur nella complessità delle sfide dell’area, riconosca la necessità di offrire a questi Stati una chiara prospettiva di integrazione”.

A sottolineare l’assenza dell’Italia, le opposizioni. Sarcastico il presidente M5s Giuseppe Conte: “L’ultima di Meloni è che non è riuscita a prendere l’aereo, a raggiungere un vertice Unione europea-Balcani importantissimo. Mi chiedo, ma l’aereo lo guidava Salvini? Ma è possibile, voglio dire, che l’Italia sia caduta così in basso? E abbiamo ancora un presidente che parla di ritrovo della centralità, riconquista dell’autorevolezza, della credibilità. Ma quale credibilità? Ma manco forse i suoi familiari ci credono più”. Il Dem Piero De Luca si chiede se si tratti di “disguido di agenda ed incidente diplomatico o fuga dal vertice, come precisa scelta politica? Il sospetto è fondato. Meloni guida una maggioranza attraversata da profonde fratture sulla politica estera: Salvini corteggia ancora Mosca, Tajani cerca sponde atlantiste, e Meloni oscilla tra sovranismo e ambiguità di convenienza. Presentarsi a un tavolo dove si discute di sostegno all’Ucraina, di ingresso nell’Ue, di un fronte comune con Parigi e Berlino, significava dover scegliere e scegliere, per questa maggioranza, è pericoloso”. Infine il verde Angelo Bonelli: “Europa ho perso l’aereo. Mentre a Tivat i leader europei discutono di allargamento dell’Unione ai Balcani occidentali, stabilità del continente, ruolo dell’Europa nella guerra in Ucraina, la presidente del Consiglio italiana, stando alle cronache, si dilunga alla presentazione di un francobollo e salta il vertice. Un’immagine plastica dell’irrilevanza in cui questo governo sta trascinando l’Italia. Non è una gaffe di protocollo: è un fatto politico. Meloni parla ogni giorno di patriottismo, ma nei tavoli in cui si decidono gli equilibri europei e il ruolo dell’Italia il governo non c’è”.

Tennis, Virus mette ko Arnaldi, Cobolli in finale a Parigi

Roma, 5 giu. (askanews) – Salta la semifinale tutta italiana al Roland Garros. Matteo Arnaldi è stato costretto a ritirarsi dal torneo a causa di un virus influenzale che gli ha impedito di scendere in campo per il derby azzurro contro Flavio Cobolli.

Il forfait del tennista ligure spalanca così le porte della finale a Cobolli, che raggiunge per la prima volta in carriera l’atto conclusivo di un torneo del Grande Slam senza dover disputare la semifinale. Un traguardo storico per il romano, protagonista di un percorso straordinario sulla terra rossa parigina.

Cobolli avrà ora due giorni per preparare la sfida più importante della sua carriera. Domenica alle ore 15 contenderà il titolo a Alexander Zverev, qualificato per la finale dalla parte opposta del tabellone.

Per il tennis italiano resta comunque un risultato di grande prestigio, con la presenza di un azzurro nella finale del torneo parigino. L’assenza di Arnaldi priva il pubblico di una sfida tutta italiana che avrebbe garantito la presenza certa di un connazionale nell’ultimo atto, ma Cobolli avrà ora l’occasione di inseguire il titolo più importante della sua giovane carriera sulla terra battuta del Roland Garros.

Iran, Putin: non abbiamo evidenze sviluppo armi nucleari di Teheran

Roma, 5 giu. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia non ha prove che l’Iran stia perseguendo lo sviluppo di armi nucleari, sebbene Israele abbia espresso tali preoccupazioni.

“Le preoccupazioni di Israele sono ben note. Derivano dalla convinzione che l’Iran stia cercando di sviluppare armi nucleari, sebbene l’Iran abbia ripetutamente affermato in passato e continui ad affermare di non avere tali piani. Non abbiamo motivo di dubitarne, perché non abbiamo nemmeno prove che l’Iran stia cercando di sviluppare armi nucleari”, ha detto Putin durante il Forum economico internazionale di San Pietroburgo.

Ue accelera su Balcani, Meloni in ritardo salta il vertice

Tivat (Montenegro), 5 giu. (askanews) – Il Montenegro si avvicina all’Unione europea, con l’obiettivo di entrare nel 2028 ormai “a portata di mano”, Macron e Merz incontrano tutti i leader balcanici e lavorano sull’Ucraina, annunciando anche un incontro con Zelensky per domenica a Londra. Giorgia Meloni non è invece al vertice di Tivat: la sua presenza era nell’agenda del governo, prevista alle 15, dopo la partecipazione alla festa dei Carabinieri a Reggio Calabria, e appena mezz’ora prima che il vertice – secondo il programma – terminasse. Ma alle 13.50 ecco la nota di palazzo Chigi: con “rammarico” la partecipazione è annullata, “a causa del protrarsi della cerimonia celebrativa del 212esimo Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria”. La cerimonia termina all’una, la premier però si reca anche in prefettura, per uno speciale annullo filatelico dedicato all’anniversario.

L’aereo di Stato fa quindi rotta direttamente su Roma, per non rischiare di atterrare a Tivat mentre gli altri leader già decollavano. Del resto alle 14 molto si era già deciso, anche prima del vertice. Ieri il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Merz hanno avanzato la loro proposta per l’ingresso dei Paesi dei Balcani, e sempre ieri era diventato pubblico il piano di Parigi, Berlino e Londra per rilanciare i colloqui di pace tra Ucraina e Russia. Ieri sera la cena informale offerta ai leader presenti dal presidente montenegrino aveva invece consentito di fare passi avanti – secondo fonti francesi – anche sulla questione dell’Alto rappresentante per la Bosnia che vede l’Italia in campo con un proprio candidato – l’ambasciatore Zanardi Landi – con il sostegno degli Usa, “contro” il francese Renè Troccaz sostenuto da Germania e Gran Bretagna.

Oggi invece i leader di Francia e Germania hanno incontrato il serbo Vucic, insieme ai vertici Ue, e poi confermato l’incontro con Zelensky per il fine settimana, a Londra insieme al britannico Starmer. Non solo: Macron ha invitato i leader dei Volenterosi a Parigi, il 13 e 14 luglio, per “strutturare” la coalizione. Insomma, due giorni segnati dall’attivismo franco-tedesco, su questioni centrali per l’Europa e per l’Italia. Ieri fonti italiane sottolineavano che “da tempo l’Italia è tra i principali promotori dell’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione europea”, rimarcando che “l’Italia è impegnata nel sostenere un approccio strategico che, pur nella complessità delle sfide dell’area, riconosca la necessità di offrire a questi Stati una chiara prospettiva di integrazione”.

A sottolineare l’assenza dell’Italia, le opposizioni. Sarcastico il presidente M5s Giuseppe Conte: “L’ultima di Meloni è che non è riuscita a prendere l’aereo, a raggiungere un vertice Unione europea-Balcani importantissimo. Mi chiedo, ma l’aereo lo guidava Salvini? Ma è possibile, voglio dire, che l’Italia sia caduta così in basso? E abbiamo ancora un presidente che parla di ritrovo della centralità, riconquista dell’autorevolezza, della credibilità. Ma quale credibilità? Ma manco forse i suoi familiari ci credono più”. Il Dem Piero De Luca si chiede se si tratti di “disguido di agenda ed incidente diplomatico o fuga dal vertice, come precisa scelta politica? Il sospetto è fondato. Meloni guida una maggioranza attraversata da profonde fratture sulla politica estera: Salvini corteggia ancora Mosca, Tajani cerca sponde atlantiste, e Meloni oscilla tra sovranismo e ambiguità di convenienza. Presentarsi a un tavolo dove si discute di sostegno all’Ucraina, di ingresso nell’Ue, di un fronte comune con Parigi e Berlino, significava dover scegliere e scegliere, per questa maggioranza, è pericoloso”. Infine il verde Angelo Bonelli: “Europa ho perso l’aereo. Mentre a Tivat i leader europei discutono di allargamento dell’Unione ai Balcani occidentali, stabilità del continente, ruolo dell’Europa nella guerra in Ucraina, la presidente del Consiglio italiana, stando alle cronache, si dilunga alla presentazione di un francobollo e salta il vertice. Un’immagine plastica dell’irrilevanza in cui questo governo sta trascinando l’Italia. Non è una gaffe di protocollo: è un fatto politico. Meloni parla ogni giorno di patriottismo, ma nei tavoli in cui si decidono gli equilibri europei e il ruolo dell’Italia il governo non c’è”.

Kumi Naidoo: “Il nucleare è troppo costoso e pericoloso”

Milano, 5 giu. (askanews) – Il nucleare non è una risposta efficace alla domanda di energia e alla crisi climatica, perché “è troppo costoso e troppo pericoloso. E come soluzione al cambiamento climatico darà troppo poco, troppo tardi”. A sostenerlo è Kumi Naidoo, presidente della Fossil Fuel Non-Proliferation Treaty Initiative ed ex segretario generale di Amnesty International, intervenuto al Green & Blue Festival di Milano.

Secondo Naidoo, le energie rinnovabili come solare ed eolico rappresentano oggi alternative meno costose e più rapide da realizzare rispetto alle nuove centrali nucleari.

Per l’attivista sudafricano, il tema delle scorie resta uno dei principali punti critici del nucleare, sia per la gestione sia per i tempi necessari a renderle non pericolose: “Le scorie nucleari vengono sepolte da qualche parte nel vostro Paese. E sapete quanto tempo serve prima che non siano più pericolose per l’umanità? Tra i 200 e i 600 anni”.

Formula1, Hamilton davanti a tutti nelle Libere 2 a Monaco

Roma, 5 giu. (askanews) – La Ferrari conferma le ottime indicazioni emerse nella prima sessione di prove libere e chiude al vertice anche le FP2 del Gran Premio di Monaco, sesto appuntamento del Mondiale di Formula 1. A firmare il miglior tempo tra le stradine del Principato è Lewis Hamilton, autore di un eccellente 1’13″026 che gli consente di precedere il compagno di squadra Charles Leclerc, staccato di poco più di un decimo.

La scuderia di Maranello lancia così un segnale importante alla concorrenza su un tracciato che tradizionalmente esalta le qualità del pilota e l’efficienza meccanica delle vetture. Dopo il miglior tempo ottenuto da Leclerc nelle prime libere, è Hamilton a prendersi la scena nella seconda sessione, confermando la competitività della SF-26 sul circuito cittadino più celebre del calendario.

Alle spalle delle due Ferrari si piazza Max Verstappen con la Red Bull, terzo a poco più di quattro decimi dalla vetta. L’olandese resta in corsa per le posizioni di vertice ma sembra dover inseguire il ritmo mostrato dalle Rosse nel venerdì monegasco. Quarta posizione per George Russell con la Mercedes, davanti al leader del campionato Kimi Antonelli, autore di una prova solida e costante che lo mantiene tra i protagonisti del weekend.

La sessione è stata caratterizzata anche da alcuni episodi che hanno provocato interruzioni e neutralizzazioni. Lando Norris è stato costretto a fermare la propria McLaren all’uscita del tunnel per un probabile problema elettrico, causando una Virtual Safety Car e perdendo gran parte del lavoro programmato. Nel finale, invece, una Cadillac guidata da Sergio Perez è finita contro le barriere provocando una bandiera rossa a pochi minuti dalla conclusione delle prove. Le fiamme sviluppatesi sulla vettura sono state rapidamente domate dai commissari intervenuti con gli estintori.

Tra gli altri protagonisti, da segnalare un leggero contatto con le barriere per Oscar Piastri, senza conseguenze per la sua McLaren, e il buon rendimento dell’Audi, capace di inserirsi nelle posizioni di rilievo durante alcune fasi della sessione.

Le indicazioni emerse dal venerdì lasciano intravedere una Ferrari particolarmente competitiva in vista delle qualifiche di sabato, tradizionalmente decisive a Monaco dove i sorpassi sono estremamente difficili. Hamilton e Leclerc si candidano così a un ruolo da protagonisti nella caccia alla pole position, mentre Verstappen e le Mercedes proveranno a ridurre il distacco mostrato nelle prove libere.

Sabato il programma prevede la terza e ultima sessione di prove libere prima delle qualifiche, in programma alle 16, appuntamento chiave del fine settimana nel Principato.

Mussolini: Gf esperimento incredibile. Rifare l’attrice? È il passato

Roma, 5 giu. (askanews) – “È stata un’esperienza importante, non posso dire sempre divertente perché non lo è, carica di emozioni, io non mi aspettavo niente perché non è che avessi mai partecipato a un reality, vivi proprio in modo promiscuo con un gruppo di persone: con alcune vai d’accordo, con altre molto meno ed è stato un percorso bello dall’inizio alla fine, con momenti che uno se ne voleva andare e altri di divertimento quando facevamo le coreografie”.

Così Alessandra Mussolini dopo la vittoria al Grande Fratello Grande Fratello Vip 2026, raccontando la sua esperienza nel reality di Canale 5.

“È un’esperienza, un esperimento incredibile, ti svegli la mattina con un frastuono di musica e i led sparati in faccia che sembra ‘Arancia Meccanica’, poi però ti abitui anche a questo”, ha aggiunto.

“Io me li sono tolti tutti, sassi, sassetti, macigni, tutto, io mi sono sempre sfogata, non ho mai tenuto le cose in sospeso, sono sempre andata fino in fondo. Questo secondo me è anche stato apprezzato, forse non dai concorrenti, ma dagli altri sì”, ha detto parlando della sua permanenza nella Casa più spiata d’Italia.

E alla domanda se le fosse venuta voglia di tornare a recitare, visto il suo passato da attrice, oltre a quello in politica, ha risposto: “Io sono tranquilla, sono ritornata a vivere come prima, tanto la vita ti sorprende molto di più dei programmi che tu puoi fare, quindi non è che io ho fatto il Gf perché adesso devo fare la carriera, l’ho fatto per divertimento, perché è una cosa che tutti mi hanno detto di non fare, io l’ho fatto perché sono fatta così, diciamo”. “L’attrice, la politica… sono tutte cose che sono passate, quindi adesso non è che devo fare l’attrice, assolutamente”, ha aggiunto.

Sulle piume che l’hanno “contraddistinta” nel look durante tutto il reality, ha spiegato: “Le piume sono nate così, per caso, perché mi piaceva mettere queste piume che in fondo anche inconsapevolmente danno il senso di leggerezza”.

A Roma, per festeggiare la sua vittoria, è anche stato organizzato il “Plumage Party”, ideato dal suo manager Nando Moscariello, la sera del 5 giugno al Royal Space di Palazzo Brancaccio, tra piume e musica, con i concorrenti dell’ultima edizione del Grande Fratello Vip insieme a volti noti del mondo dello spettacolo e della televisione.

Calcio, Calendario serie A 2026-2027, tutte le date

Roma, 5 giu. (askanews) – Il campionato di Serie A 2026/27 partirà nel weekend del 22-23 agosto 2026, con la prima giornata, per arrivare al fine settimana del 29-30 maggio 2027, data in cui verrà disputata la 38ª e ultima giornata. Confermata anche l’asimmetria del calendario, in vigore dalla stagione 2021/22: la sequenza delle partite nel girone di andata è diversa rispetto alle gare che verranno disputate nel girone di ritorno con un minimo di 8 giornate di distanza tra le gare di andata e ritorno contro la medesima avversaria. Prevista, come di consueto, l’alternanza degli incontri in casa ed in trasferta per le seguenti coppie di società: Inter-Milan, Lazio-Roma e Juve-Torino. Due i turni infrasettimanali: 9^ giornata: mercoledì 28 ottobre 2026; 18^ giornata: mercoledì 6 gennaio 2027. A partire dalla stagione 2026/27 ci sarà l’accorpamento delle partite delle nazionali di settembre e ottobre in un’unica sosta con 4 date. Le finestre FIFA si riducono, dunque, da 4 a 3. Queste le date delle soste: domenica 27 settembre 2026 e 4 ottobre 2026; domenica 15 novembre 2026; domenica 28 marzo 2027. Un’ulteriore pausa si registrerà il 26-27 dicembre 2026, a cavallo delle festività natalizie. I club che partecipano alla Champions League (Inter, Napoli, Roma e Como) non sfideranno le partecipanti all’Europa League (Milan e Juve) e all’Europa Conference League (Atalanta) nelle giornate 7ª, 21ª, 25ª, 28ª, 31ª, 34ª comprese tra due turni di Competizioni Uefa “back to back” e per la 4ª giornata limitatamente a Milan e Juve che parteciperanno all’Europa League. Le stracittadine (Inter-Milan, Lazio-Roma e Juve-Torino) ma anche gli altri big match verranno calendarizzati in giornate diverse e non alla prima o all’ultima giornata, né nel turno infrasettimanale feriale (giornata 9). Scongiurata così la sovrapposizione con altri eventi sportivi di rilievo come accaduto, di recente, a Roma per il derby della Capitale e gli Internazionali BNL d’Italia. I turni infrasettimanali? Saranno due e si disputeranno nelle giornate 9 (28 ottobre 2026) e 18 (6 gennaio 2027).

La Nasa ordina agli astronauti Iss di riprendere le operazioni

Roma, 5 giu. (askanews) – La Nasa ha ordinato ai membri dell’equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale di riprendere le operazioni programmate dopo che l’agenzia spaziale russa Roscosmos ha terminato le attività di riparazione strutturale all’interno del modulo di servizio Zvezda, come affermato dal portavoce dell’agenzia spaziale in un post su X.

“Considerato questo sviluppo, la Nasa ha ordinato ai membri dell’equipaggio a bordo della navicella Dragon di interrompere le procedure di rifugio sicuro e di riprendere le operazioni programmate a bordo della Stazione Spaziale Internazionale”, ha dichiarato la portavoce della Nasa Bethany Stevens in un post su X.

La Nasa non vede l’ora di collaborare con Roscosmos per affrontare il problema delle perdite, ha aggiunto.

Tennis, Zverev il primo finalista al Roland Garros

Roma, 5 giu. (askanews) – Alexander Zverev è il primo finalista del Roland Garros. Il tennista tedesco, numero 3 del mondo, batte in 4 set il ceco Jakub Mensik, numero 27 Atp: 7-5 6-2 3- 6-3 il punteggio finale. Zverev raggiunge così la sua quarta finale Slam in carriera (finora ne ha perse 3 su 3) e giocherà domenica contro il vincente tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. “Mensik nelle ultime due settimane ha giocato in maniera incredibile, sapevo che sarebbe stata la sfida più dura ma l’ho gestita, l’ho vinta e sono felice”. Così Alexander Zverev dopo la vittoria che gli ha spalancato le porte della finale del Roland Garros. “Spero di giocare un altro grande match domenica – ha aggiunto il tedesco – Qui l’atmosfera e’ sempre fantastica, ogni punto va giocato come se fosse l’ultimo”.

Calderone: contro il caporalato impegno Governo totale, gli strumenti ci sono

Roma, 5 giu. (askanews) – L’impegno del Governo contro il caporalato e lo sfruttamento sul lavoro è “totale”. Così il ministro del Lavoro, Marina Calderone, al termine della riunione nella prefettura di Reggio Calabria per discutere le misure da adottare dopo l’uccisione di quattro braccianti agricoli ad Amendolara, in provincia di Cosenza.

“Abbiamo assunto provvedimenti per il contrasto dello sfruttamento lavorativo in generale e nel contesto specifico dell’agricoltura”, ha sottolineato Calderone ricordando che “coloro che sono in condizioni di sfruttamento denunciano, hanno la possibilità non solo di avere un permesso di lavoro regolare, ma anche di avere l’assegnazione dell’assegno di inclusione: un sostegno economico per essere inseriti in un percorso di accompagnamento al lavoro. Gli strumenti ci sono, li stiamo mettendo in campo anche con il personale dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dei carabinieri del nucleo tutela del lavoro”.

Il ministro del Lavoro ha aggiunto che “abbiamo aumentato la nostra capacità ispettiva, aumentando il numero degli ispettori. Siamo sempre più qualificati nell’attività ispettiva perché abbiamo maggiori capacità di analisi dei dati, di messa a disposizione dei dati in sinergia tra le forze ispettive e questo ci consente di poter anche mirare meglio gli interventi. Sono consapevole del fatto che ci sia ancora tanto da fare. Credo sia importante dare la possibilità alle aziende di poter riqualificare una parte del patrimonio edilizio che insiste sui fondi agricoli – ha concluso – in modo da coinvolgerle in un recupero di un patrimonio che poi può essere messo al servizio dei lavoratori. E’ l’obiettivo di tutti”.

E.ON Italia rafforza il progetto Energy4Blue

Roma, 4 giu. (askanews) – Prosegue l’impegno di E.ON Italia nella tutela del mare e della biodiversità, attraverso il progetto Energy4Blue, che negli ultimi anni ha portato risultati tangibili grazie alla collaborazione con UNESCO-COI e l’Università di Bari per l’iniziativa Save the Wave e con Filicudi Wildlife Conservation, associazione no profit volta allo studio e alla conservazione delle risorse marine dell’Arcipelago Eoliano.

In particolare, dal 2021, E.ON è partner di Save the Wave di UNESCO-COI, un progetto di educazione e partecipazione civica con l’obiettivo di ripristinare le praterie di Posidonia oceanica nei siti pilota di Mondello e delle Isole Tremiti. Più di 2100 gli studenti di primaria e secondaria coinvolti, con il ripristino di 280 m di Posidonia oceanica, laddove 100 m2 di Posidonia oceanica possono assorbire ogni anno circa 13 tonnellate di carbonio. Inoltre, grazie alla collaborazione con l’Università di Bari, nel corso degli anni è anche stato sviluppato un modello scientifico avanzato di monitoraggio e valutazione degli ecosistemi marini, basato su solide evidenze, che consente di valutarne l’impatto e rendere le azioni di rigenerazione scalabili e replicabili. Ora, per il biennio 2026-2027, Save the Wave concentrerà le attività sull’Area Marina Protetta delle Isole Tremiti, ampliando le superfici ripristinate e potenziando il monitoraggio ecologico.

Con il Filicudi Wildlife Conservation, il Turtle Point di Lipari inaugurato nel 2025 grazie al contributo di E.ON e attivo tutto l’anno funge da hub scientifico e da centro educativo e divulgativo.

Dalla sua apertura e fino a maggio 2026, il Turtle Point di Lipari ha gestito con successo 79 interventi di recupero.

Ditonellapiaga ironica e pungente torna con "Businessman"

Milano, 5 giu. (askanews) – Dopo aver incuriosito il web con l’annuncio di una surreale posizione aperta nella fantomatica “Ditonellapiaga Inc.”, Ditonellapiaga torna con “Businessman”, il nuovo singolo in uscita oggi su tutte le piattaforme digitali per BMG/Dischi Belli, accompagnato dal videoclip ufficiale.

Con questo brano Ditonellapiaga racconta in modo ironico e pungente la pressione di dover stare continuamente al passo, mantenendo tutto sotto controllo anche quando si è emotivamente esausti. “Businessman” si muove tra alienazione lavorativa, aspettative sociali e ossessione per la performance, restituendo il senso di affanno di una generazione abituata a vivere ogni aspetto della propria vita come qualcosa da ottimizzare.

Il brano scorre su un ritmo serrato e quasi ipnotico, che richiama la ripetizione automatica delle giornate e la sensazione di essere sempre connessi, sempre disponibili, sempre abbastanza efficienti. Tra elettronica pulsante, immagini quotidiane e una tensione che cresce dall’inizio alla fine, Ditonellapiaga trasforma ansia, frustrazione e stanchezza in un racconto lucido e ironico di un mondo in cui anche le emozioni sembrano dover essere performanti. Ma “Businessman” è anche un’altra faccia dell’estate: quella passata a guardare il sole dalla finestra dell’ufficio, fantasticando sulle vacanze mentre le mail continuano ad arrivare e le giornate sembrano tutte uguali.

Ad accompagnare il nuovo singolo, il videoclip ambientato all’interno di un ufficio dove viene trasformato l’universo aziendale in una commedia surreale fatta di corridoi infiniti, telefoni che squillano senza sosta, riunioni inutili e colleghi sull’orlo dell’esaurimento. Tra impiegati modello, segretarie impeccabili e dinamiche da ufficio portate all’estremo, il video gioca con tutti i cliché del mondo corporate contemporaneo, mescolando estetica anni ’90, ironia pop e una sottile sensazione di caos imminente.

Il 2026 segna un momento importante per Ditonellapiaga: dopo il podio alla 76ª edizione del Festival di Sanremo con “Che fastidio!”, brano tra i più trasmessi e ascoltati in radio e tv nel mese di marzo e che ha ottenuto la certificazione di disco d’oro, l’artista ha pubblicato l’album Miss Italia, confermando la forza di un immaginario pop ironico, originale e sempre più riconoscibile. Un percorso che prosegue oggi con l’uscita del nuovo singolo Businessman e un annuncio perfettamente in linea con lo stile provocatorio e fuori dagli schemi di Ditonellapiaga.

Le tracce del nuovo album Miss Italia e i brani più iconici di Margherita verranno portati on stage in occasione di numerosi appuntamenti live – prodotti da Magellano Concerti – che da giugno a settembre la vedranno calcare i palchi dei principali festival italiani, per poi proseguire in autunno con due speciali appuntamenti nei club: il 27 novembre all’Atlantico di Roma il 30 novembre al Fabrique di Milano.

Il tour estivo è partito il 26 maggio al COOLtura Fest a L’Aquila e proseguirà il 4 giugno ad AteneiKa a Cagliari, il 18 giugno a Sguardi Live di Rivoli, il 26 giugno al We Make Future di Bologna, il 28 giugno a L’Umbria che spacca di Perugia, il 2 luglio al Tanta Robba Festival di Cremona, il 3 luglio all’NXT di Bergamo, il 4 luglio al Locus Festival di Alberobello, il 15 luglio a Suoni di Marca di Treviso, il 16 luglio al Men/Go Music Fest di Arezzo, il 18 luglio al Porto Rubino – Molo San Nicola di Otranto, il 30 luglio al Montesilvano Summer Fest di Montesilvano, il 31 luglio al Mind Festival di Montecosaro, il 1° agosto all’Effetto Venezia di Livorno, il 3 agosto al Rotonda by La Mobiliare di Locarno, il 9 agosto al Festival dell’Aspide di Roccadaspide, l’11 agosto al Mish Mash Festival di Milazzo, il 13 agosto al Red Valley Festival di Olbia, il 22 agosto One Night Summer Hits a Sanremo, il 4 settembre al Trento Live Fest di Trento e il 12 settembre al Pride Village di Padova, il 26 settembre al Cous Cous Fest a San Vito Locapo.

I biglietti dei live sono disponibili sui circuiti di vendita e prevendita abituali.

Flotilla, lanciata petizione per liberare attivisti detenuti in Libia

Roma, 5 giu. (askanews) – “Libertà Per Domenico Centrone, Dina Alberizia e tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla”: è il titolo della petizione lanciata oggi su Open Petition (openpetition.eu/it/bfkws) dal regista e produttore Christian Carmosino Mereu.

Secondo il testo, i firmatari chiedono “al Governo italiano di intervenire immediatamente per ottenere la liberazione” dei due connazionali detenuti in Libia, dopo essere stati fermati, assieme ad altri attivisti del Land Convoy, a un posto di blocco a Sirte il 24 maggio mentre tentavano di negoziare l’avanzamento del convoglio diretto a Gaza.

“Da oltre dieci giorni Domenico Centrone e Leonarda ‘Dina’ Alberizia, cittadini italiani e membri della missione internazionale della Global Sumud Flotilla, sono detenuti in Libia insieme ad altri attivisti provenienti da diversi Paesi. La missione, impegnata in iniziative di solidarietà e nel trasporto di aiuti destinati alla popolazione civile di Gaza, è stata fermata dalle autorità libiche”, ricordano i promotori.

“Ad oggi le informazioni disponibili sulle contestazioni mosse agli attivisti e sui tempi della loro liberazione restano limitate e incerte – denunciano – Secondo quanto riferito dai familiari, Domenico e gli altri attivisti hanno intrapreso uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione sulla loro situazione e chiedere chiarezza sul proprio status e sul proprio futuro. Domenico Centrone è documentarista, regista e operatore culturale. Come molti altri membri della missione, ha scelto di partecipare a un’iniziativa civile e non violenta di solidarietà internazionale. Oggi lui, Dina e tutti gli altri attivisti coinvolti si trovano privati della libertà personale lontano dalle loro famiglie e dai loro Paesi”.

I firmatari chiedono pertanto “al Governo italiano di intervenire con la massima urgenza presso le autorità libiche; al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di intensificare ogni iniziativa diplomatica utile; alle istituzioni italiane ed europee di attivarsi affinché siano garantiti i diritti fondamentali delle persone detenute; la liberazione di Domenico Centrone, di Leonarda ‘Dina’ Alberizia e di tutti gli altri attivisti della Global Sumud Flotilla attualmente trattenuti; il loro rapido e sicuro rientro presso le rispettive famiglie”.

“Cittadine e cittadini, associazioni, organizzazioni culturali, università, enti del terzo settore e tutte le persone sensibili ai diritti umani e alla libertà di iniziativa civile” sono invitati “a sottoscrivere questo appello e a contribuire alla sua diffusione”, perché “la solidarietà non può essere criminalizzata. La tutela dei diritti fondamentali deve valere per tutti”.

Sustainability Talks, a Milano il secondo incontro

Milano, 5 giu. (askanews) Analizzare la questione energetica, scorporando i temi legati alla transizione ecologica, alla decarbonizzazione e all’efficienza energetica. Sono stati questi i punti focali del secondo incontro della serie Sustainability Talks, promossa dalla School of Management del Politecnico di Milano in partnership con POLIMI Graduate School of Management, tenutosi giovedì 4 giugno.

Le dichiarazioni di Vittorio Chiesa, Presidente di POLIMI Graduate School of Management: “L’Unione Europea ha concesso l’utilizzo di 14 miliardi per il sostegno della spesa energetica.

In realtà il dettaglio sembra che sia quello di intervenire a favore delle rinnovabili e di ridurre la

dipendenza dalle fonti fossili. Quindi in realtà il dettaglio con cui potrà essere impiegato questo

ammontare di denaro va ancora capito in maggior profondità.”

Durante l’incontro è stata formulata una riflessione sulla responsabilità condivisa di istituzioni e imprese, il cui ruolo non è più quello di semplici destinatarie di vincoli normativi o ambientali, poiché diventano attori chiave nel disegnare il futuro energetico attraverso scelte di investimento, governance, innovazione e alleanze.

Nuovamente, l’intervento di Vittorio Chiesa, Presidente di POLIMI Graduate School of Management: “La crisi energetica che è in corso mette in luce come il Paese ancora una volta sia

fortemente dipendente energeticamente dagli eventi nel resto del mondo. Andrebbe intrapreso una traiettoria molto decisa al fine di ridurre la dipendenza energetica perché questo consentirebbe anche di coniugare all’indipendenza energetica sostenibilità e a maggior competitività per le nostre imprese.”

Nel panel è intervenuta anche Emanuela Trentin, Amministratore Delegato di Veolia Italia, che ha portato l’esperienza di Veolia proprio nella riduzione del consumo di energia.

Il commento di Emanuela Trentin, Amministratore Delegato di Veolia Italia: “Il nostro focus è sicuramente legato all’efficienza energetica, quindi a investimenti che hanno l’obiettivo di ridurre il consumo di energia, sia termica che elettrica. Questa si combina in maniera ottimale anche con l’installazione di fonti rinnovabili e non di autoproduzione in autoconsumo locale. Quindi integriamo quella che è la traiettoria nazionale sulla produzione di grandi dimensioni, ovvero l’utility scale, e mantenendo l’obiettivo di transizione energetica, per raggiungere un’autonomia nazionale sul fronte energetico.”

Sustainability Talks, dunque, si è confermata un’importante occasione di confronto tra manager, decision maker, studiosi e stakeholder interessati alle grandi sfide energetiche del presente e del futuro, con un occhio attento al quadro attuale.

Milan Games Week & Cartoomics 2026, con Romita jr e Posuka Demizu

Milano, 5 giu. (askanews) – Dalla leggenda dei fumetti Marvel e Dc Comics John Romita Jr alla mangaka Posuka Demizu, disegnatrice del grande successo “The Promised Neverland”. Sono alcuni degli ospiti annunciati per la Milan Games Week & Cartoomics 2026, dal 27 al 29 novembre nei padiglioni della Fiera Milano a Rho. Fabrizio Savorani, direttore artistico della Milan Games Week ha raccontato ad askanews tutto quello che c’è da sapere sulla prossima edizione dell’evento milanese dedicato a videogame, fumetti, serie tv e tutte le arti che la cultura pop abbraccia.

“Alziamo l’asticella ogni anno cerchiamo di superarci e di fare di più dell’edizione precedente – ha spiegato Savorani – L’edizione 2025 è stata l’edizione dei record, nel 2026 si apre con alcuni grandi annunci e un importante tema, il tema è quello dell’acqua, ‘In Motion’, rappresentato dallo splendido poster realizzato da Posuka Demizu, un’artista giapponese che ci ha onorato di questo artwork, un artista che ha disegnato ‘The Promised Neverland’, un manga da 42 milioni di copie, che sarà con noi come prima guest of honor della manifestazione”.

“Ci sono altri importanti ospiti come Mark Waid, scrittore di fumetti americano, scrittore di comics quindi di grandi e importanti run come quelle di The Flash, The Daredevil, oggi al lavoro su Justice League e sulla prossima run di Batman e Robin, un autore che è una leggenda del fumetto americano – ha aggiunto – Oltre a lui, John Romita Jr., grandissimo disegnatore e artista a Marvel e DC Comics e Bill Morrison, disegnatore dei fumetti di Simpson e Futurama”.

Fra i super ospiti ci sarà anche Angela Sant’Albano, che dà volto e voce alla Grace Ashcroft di Resident Evil Requiem, e ha partecipato alla presentazione milanese dell’evento.

MotoGP, Acosta domina le pre-qualifiche in Ungheria

Roma, 5 giu. (askanews) – Pedro Acosta ottiene il miglior tempo nelle pre-qualifiche del Gran Premio d’Ungheria, sesto appuntamento del Mondiale MotoGP 2026. Sul circuito del Balaton Park, il pilota della Ktm ferma il cronometro a 1:36.827, infliggendo distacchi pesanti a tutta la concorrenza. Al secondo posto si piazza Fabio Di Giannantonio, che con la sua Ducati chiude a circa quattro decimi dalla vetta, risultando il migliore tra i piloti della casa di Borgo Panigale.

La sessione pomeridiana del venerdì vede un Acosta inarrestabile, capace di scendere sotto il muro dell’1:37 e di migliorare sensibilmente le prestazioni mostrate durante le libere del mattino. Alle spalle dei primi due si inserisce Raul Fernandez con l’Aprilia del team Trackhouse, seguito da Fermin Aldeguer e Ai Ogura. Marco Bezzecchi chiude in sesta posizione, portando la terza Aprilia ufficiale nella top ten dopo un turno condotto con ritmi costanti sia con pneumatici medi che con mescola morbida al posteriore. Marc Marquez si qualifica direttamente per il Q2 con il settimo tempo, nonostante uno spavento nel finale per una perdita di controllo della sua Desmosedici in rettilineo.

Completano il quadro dei primi dieci, validi per l’accesso diretto alla fase finale delle qualifiche, la sorpresa Diogo Moreira su Honda Lcr, Jorge Martin con la quarta Aprilia e Jack Miller, che riesce a portare la Yamaha nel gruppo dei migliori. Restano esclusi dalla top ten Fabio Quartararo, undicesimo, e Toprak Razgatlioglu. Venerdì critico per il campione del mondo Pecco Bagnaia, che dopo aver faticato per tutta la durata del turno non riesce ad andare oltre il quattordicesimo tempo. Il pilota piemontese è dunque costretto a passare per la sessione di qualifica Q1, così come Enea Bastianini, quindicesimo, e Franco Morbidelli, ventesimo.

Pesca e conserve, nasce il Manifesto della sostenibilità

Milano, 5 giu. (askanews). – Nasce il primo Manifesto di Sostenibilità dell’industria ittica europea. A presentarlo per la prima volta in Italia è ANCIT, l’Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare. Un documento che definisce gli obiettivi del settore in materia di ambiente, responsabilità sociale, sicurezza alimentare e tutela delle risorse marine, con l’obiettivo di coinvolgere tutta la filiera in un percorso comune di crescita sostenibile.

Un manifesto che punta a diventare una guida concreta per imprese e operatori del settore. Rappresenta la sintesi di un impegno che l’industria ittica porta avanti da anni sul fronte della sostenibilità.

Le parole di Giovanni Battista Valsecchi, Presidente ANCIT: “Il manifesto rappresenta un documento che tutta la filiera europea della pesca ha voluto sottoscrivere per sancire quello che è il proprio impegno già da diversi anni in ambito di sostenibilità, ma con un approccio olistico che parte dall’attenzione verso l’ambiente, quindi dalla sostenibilità della pesca, per abbracciare anche la sostenibilità sociale, l’aspetto nutrizionale e l’importanza di un alimento come il pesce all’interno di una dieta sana ed equilibrata, facendo attenzione anche alla sostenibilità economica.”

La sostenibilità è sempre più un fattore strategico per la competitività delle imprese e per il dialogo con i consumatori. Un percorso che richiede investimenti, innovazione e una visione condivisa tra industria e istituzioni.

L’intervista a Laura Ponti, Vice Presidente di Confindustria per la Transizione Ambientale e gli Obiettivi ESG: “Da una parte la sostenibilità è sicuramente diventata una dimensione, una leva di competitività, soprattutto perché si muove su mercati internazionali e soprattutto perché, come il mercato ittico, si rivolge direttamente ai consumatori e alle consumatrici e quindi offre un prodotto così rilevante come il cibo.”

Il Manifesto si articola in sei capitoli, dalla pesca responsabile alla tutela dei diritti umani, fino alla comunicazione trasparente. Un impegno che arriva in un momento positivo per il comparto: nel 2025 l’industria italiana delle conserve ittiche ha superato i 2 miliardi di euro di valore, confermando il ruolo centrale del settore nell’economia agroalimentare nazionale.

Formula1, Leclerc domina le prime libere a Monte-Carlo

Roma, 5 giu. (askanews) – Charles Leclerc firma il miglior tempo nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Monaco, sesto appuntamento del Mondiale di Formula 1 2026. Sul circuito cittadino di Monte-Carlo, il pilota monegasco della Ferrari ferma il cronometro davanti a tutti, precedendo il proprio compagno di squadra Lewis Hamilton, che si piazza in seconda posizione.

La sessione si svolge in condizioni di cielo sereno, con temperature diurne stabili e l’asfalto che tocca un picco di 40,1 gradi. Leclerc prende il comando della classifica fin dai primi minuti, sfruttando l’ottimale rendimento delle mescole Pirelli più morbide della gamma, scelte dal fornitore unico per le caratteristiche del tracciato del Principato. Alle spalle delle due Ferrari si posiziona la Red Bull di Max Verstappen, staccata di mezzo secondo dal battistrada. Quarto tempo per il leader del campionato del mondo Kimi Antonelli sulla Mercedes, il quale precede il compagno di scuderia George Russell e la McLaren di Lando Norris.

I primi novanta minuti di prove sul circuito, lungo 3.337 metri e caratterizzato da 19 curve, subiscono una breve interruzione a causa dell’incidente di Isack Hadjar. Il pilota, finito a muro, costringe i meccanici della Red Bull a un lavoro straordinario per tentare di ripristinare la monoposto in vista della seconda sessione di libere. Nel corso della mattinata le scuderie testano inoltre le risposte della vettura senza l’utilizzo dell’aerodinamica attiva nei rettilinei, soluzione vietata dalla Federazione Internazionale dell’Automobile per motivi di sicurezza proprio a partire dall’appuntamento monegasco.

Nucleare, Pichetto “confida” di approvare legge delega entro l’estate

Milano, 5 giu. (askanews) – “Confido di chiudere il processo di approvazione della legge delega entro la pausa estiva”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin a margine del Festival Pianeta 2030 al Teatro Parenti.

“Nel contempo – ha aggiunto – partirà la definizione dei decreti legislativi e c’è un impegno da parte del governo e da parte mia, da parte del Presidente del Consiglio, a chiudere la proposta dei decreti legislativi entro fine anno”.

“Il primo passo – ha ricordato Pichetto – è fatto, l’approvazione da parte della Camera, con un dibattito anche molto intenso, chiaramente un dibattito politico rilevante. Nei prossimi giorni passa al Senato. Naturalmente confido che possa approvarlo in aula quanto prima e qualora ci fossero modifiche, ritornare per la lettura successiva”.

Pichetto Fratin: sul nucleare servono informazione e trasparenza

Milano, 5 giu. (askanews) – Sul tema del nucleare serve un confronto basato su “informazione, trasparenza e consapevolezza”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine del Green & Blue Festival di Milano, commentando anche il dibattito nell’ipotesi referendum.

“È una questione di chiarezza, di trasparenza, di informazione e noi dobbiamo informare davvero, deve esserci coscienza di che cosa parliamo – ha affermato il ministro – Perché non siamo più sulle grandi centrali, quando parliamo di rifiuti tutti dicono di non volere il deposito ma non si rendono conto che i rifiuti li abbiamo in ogni angolo del Paese e quindi la soluzione la dobbiamo dare. Quando parliamo di scorie pure parliamo di un quantitativo ridottissimo, ma queste scorie sono il combustibile dei nuovi reattori, in gran parte, e pertanto è materia prima- seconda secondo il principio dell’economia circolare”.

“È chiaro, ideologicamente possono esserci le contrapposizioni politiche, ma direi facciamo fede prima di tutto alla scienza e alle informazioni che la scienza e la realtà ci danno. I giovani sono più attenti a tutto ciò”, ha concluso il ministro.

Per la morte di Andrea Purgatori rinviati a giudizio 4 medici

Roma, 5 giu. (askanews) – Rinvio a giudizio per i medici che ebbero in cura il giornalista Andrea Purgatori, deceduto il 19 luglio 2023. Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale della Capitale ha deciso il processo per il radiologo Gianfranco Gualdi, l’assistente Claudio Di Biasi e la dottoressa Maria Chiara Colaiacomo dell’equipe di Gualdi, e il cardiologo Guido Laudani. Il processo prenderà il via il 12 gennaio 2027. “Massima soddisfazione per il rinvio a giudizio di tutti gli imputati e delle cliniche private. Una decisione che conferma la convinzione che nella gestione sanitaria di Andrea Purgatori siano stati commessi a diversi livelli gravi errori”. Così l’avvocato  Alessandro Gentiloni Silveri, parte civile nel procedimento e legale dei familiari del giornalista. Il penalista ha risposto ai cronisti dopo la
decisione del gup della Capitale che ha disposto il processo per i 4 medici che ebbero in cura Andrea Purgatori. Tutti dovranno rispondere dell’accusa di omicidio colposo.

Nucleare, Pichetto Fratin: reattori vicino a industrie e data center

Milano, 5 giu. (askanews) – I piccoli reattori nucleari di cui si discute in questi giorni nell’eventualità di un ritorno al nucleare in Italia potrebbero essere collocati nelle vicinanze delle aree industriali e dei grandi centri di consumo energetico, come i data center. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’evento Green & Blue Festival di Milano.

“La parte dove insediare questi piccoli reattori, lo vedo nelle vicinanze delle aree industriali o comunque di realtà di grande consumo, pensiamo ai data center. Può essere in nord Italia, può essere in centro Italia, ma ci sono aree industriali rilevanti anche in sud Italia che hanno necessità di corrente elettrica continua, non da fotovoltaico ed eolico che invece non sono in grado di garantire questa continuità”.

Pichetto Fratin ha poi affrontato il tema delle scorie nucleari e del loro futuro stoccaggio in Italia. “Le scorie del passato sono dei blocchi vetrificati che dovranno ritornare in Italia, devono ritornare in Italia. Nel contempo dobbiamo mandare in Francia, secondo l’accordo fatto con i francesi, le ultime parti di materiale radioattivo d’alta intensità da vetrificare, abbiamo questo termine, anche se non è scientifico. Quindi quando torneranno in Italia bisogna collocare in un luogo che sia sicuro, che sia idoneo come stoccaggio temporaneo all’inizio. Perché il ragionamento del cosiddetto deposito geologico è una valutazione che faremo a livello europeo. In questo momento solo la Finlandia ha mandato avanti il deposito geologico”.

Jeremy Rifkin: siamo un pianeta d’acqua, ripensiamo l’adattamento

Venezia, 5 giu. (askanews) – Il cambiamento climatico è la grande realtà, forse ancora troppo ignorata da parte di molti, dei nostri tempi. Per riportare il tema al centro del dibattito si tiene anche la Venice Climate Week, che quest’anno ha tra le sue voci più autorevoli quella di Jeremy Rifkin, teorico e filosofo di una nuova idea di ecologia che ha dedicato al tema dell’acqua, che è al centro della settimana veneziana, il suo ultimo libro.

“Viviamo in un pianeta d’acqua – ha detto Rifkin ad askanews – questo è un pianeta acquatico, non un pianeta terrestre. È un pianeta acquatico unico nell’universo. Ed ecco cosa sta succedendo: nell’ultimo secolo abbiamo riversato nell’atmosfera enormi quantità di combustibili fossili sotto forma di metano, protossido di azoto e CO2, e queste molecole sono così dense nell’atmosfera che bloccano il calore del sole, impedendogli di tornare indietro verso il pianeta. Quindi, per ogni grado Celsius di aumento della temperatura dovuto alle emissioni che causano il riscaldamento globale, l’atmosfera assorbe il 7% in più di precipitazioni dagli oceani, dai laghi, dai fiumi, dai torrenti, persino dalle foglie degli alberi. Oggi stiamo iniziando a capire che questo pianeta acquatico è molto più potente di quanto pensassimo. E la nostra piccola specie è molto più piccola e meno significativa nel grande schema delle cose. Il motivo per cui ho scritto ‘Planet Aqua’ e per cui ho dedicato così tanto tempo all’acqua è che ora dobbiamo iniziare a ripensare a come adattarci all’acqua, invece di costringere l’acqua ad adattarsi a noi”.

È chiaro che, per i tempi che stiamo vivendo, la parola decisiva e necessaria, per quanto a volte difficile da fare accettare, è “adattamento”. Che porta in sé il senso di una sfida molto profonda “Non c’è altro modo di interpretare la cosa – ha aggiunto Rifkin -. Ecco cosa è successo: per il 98% del tempo, e la nostra piccola specie è su questo pianeta da 300.000 anni, abbiamo fatto quello che hanno fatto tutte le altre specie: ci siamo adattati, momento per momento, in base a dove ci portavano le acque. E questo ha significato che, invece di adattarci all’idrosfera del pianeta, abbiamo avuto la presunzione di pensare di poter adattare l’idrosfera a noi. E ora questa si sta ribellando, sta cercando di trovare una nuova normalità. Quindi questo rappresenta un grande cambiamento nella nostra visione del mondo e deve avvenire molto, molto rapidamente perché siamo nel bel mezzo di un evento di estinzione. E voglio dirlo a tutti i giovani: i nostri scienziati ci dicono che potremmo perdere metà delle specie viventi a causa dell’estinzione nei prossimi 75 anni. Sono qui da milioni di anni, quindi questo è un campanello d’allarme”.

Una chiamata che riguarda tutti, che ha tempi sempre più stretti e che siamo tenuti ad ascoltare. Senza catastrofismi, Rifkin non ne ha mai fatti, ma con la lucidità che la situazione oggi richiede. (Leonardo Merlini)

Libano, Tajani: dopo Unifil serve una nuova iniziativa europea

Roma, 5 giu. (askanews) – “Il lavoro fatto in Libano è importante, ma dobbiamo già pensare a cosa verrà dopo la fine della missione Unifil e a un nuovo impegno europeo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al 55esimo Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

Tajani ha ricordato la presenza italiana nella missione Onu Unifil e il ruolo nella formazione delle forze armate libanesi, sottolineando la necessità di rafforzare le capacità dell’esercito locale anche in funzione del disarmo di Hezbollah.

Il ministro ha inoltre evidenziato come la missione Unifil sia destinata a concludersi a fine anno e come sia già in corso una riflessione con partner internazionali, tra cui la Francia, per definire una possibile nuova iniziativa europea di stabilizzazione nell’area.

Due grandi classici danno vita a un nuovo prodotto

Ascoli Piceno, 5 giugno. – In arrivo la nuova collaborazione tra Ringo e Gocciole, che punta ad inserire un nuovo prodotto nel mercato snack. L’unione dei due storici brand, infatti, proverà a ritagliare il proprio spazio in un mercato mai come oggi pieno, ma al contempo sempre alla ricerca della novità.

L’intervista di Francesco Maria Agnoli, Senior Equity Manager Italy Ringo: “Ringo e Gocciole sono due brand straordinari che fanno parte della quotidianità dei consumatori. Unendo i loro universi abbiamo la possibilità di dare vita, con una limited edition, ad un alternativa valida agli italiani nei momenti della colazione e della merenda. Con questo nuovo prodotto abbiamo la volontà di portare un’esperienza di consumo che sia ancora più avvolgente rispetto a quella che abbiamo avuto fino ad oggi con Ringo e Gocciole singolarmente.”

Ringo, oggi leader nel settore snack in Italia con 7.7 milioni di consumatori italiani, prova a rafforzare la propria posizione grazie alla collaborazione con Gocciole, che conta numeri simili. Valore aggiunto per entrambi i brand la capacità di innovarsi ed adattarsi alle esigenze del tempo.

Nuovamente l’intervento di l’intervista di Francesco Maria Agnoli, Senior Equity Manager Italy Ringo: “Se noi prendiamo queste due marche e le andiamo a declinare nella quotidianità, accade qualcosa di simile alle collaborazioni in altri campi, come nella cultura pop musicale: quando due artisti provenienti da realtà diverse si uniscono, spesso scoprono di essere complementari. Parallelamente, lo stesso concetto avviene con la nascita e il lancio di Ringo feat Gocciole.”

La limited edition Ringo feat Gocciole nascerà nello stabilimento di Ascoli del Gruppo Barilla. Simbolo di rinascita dopo l’alluvione del 2011, l’industria conta 18 ricette originali e una superficie di 105.000 m . Con oltre 200 impiegati, Ringo e Gocciole hanno scelto lo stabilimento marchigiano proprio per gli elementi di tradizione, innovazione e qualità presenti nell’industria marchigiana.

(Servizio Pubbliredazionale)

Russia, Putin cita Italia tra peggiori realtà in Ue per debito pubblico

Roma, 5 giu. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha citato l’Italia come una delle peggiori realtà in Europa in relazione al debito pubblico.

“Il debito pubblico dell’Eurozona è salito all’81,7% del PIL nel 2025. Le cifre peggiori sono ben note: Grecia 146%, Italia 137%, Francia 115% e Belgio 108%. Quello della Russia, tra l’altro, è del 16,4%, ma questa cifra è soggetta a qualche fluttuazione”, ha affermato Putin durante il suo intervento al Forum economico internazionale di San Pietroburgo.

Alghero capitale del triathlon mondiale

Alghero, 5 giu. (askanews) – Dopo il grande successo della World Triathlon Championship Series di sabato scorso, Alghero torna protagonista domenica con la prova di IRONMAN 70.3. Una doppia vetrina mondiale per la città sarda, frutto della sinergia tra Federazione Italiana Triathlon, Ministero per lo Sport e i Giovani, Ministero del Turismo ed enti locali.

Sabato, 98 atleti elite provenienti da 28 nazioni si sono dati battaglia alla World Triathlon Championship Series: 1.500 metri di nuoto, 40 chilometri di ciclismo e 10 chilometri di corsa nel suggestivo paesaggio sardo, per quello che è divenuto uno dei più attesi eventi sportivi nel territorio nazionale. E domenica sarà la volta di un altro evento iconico: 2.800 atleti si sfideranno nell’IronMan 70.3: 1.9 km di nuoto, 90 in bici e 21.1 di corsa.

Le parole di Riccardo Giubilei, Presidente FITRI: “Abbiamo portato una settimana di triathlon, che è lo sport più bello del mondo, in una location particolarmente evocativa come Alghero. Il meraviglioso paesaggio ha accolto migliaia di atleti a partire da quelli che si stanno giocando la qualifica olimpica per Los Angeles 2028. In questo ponte ideale, fra il Mediterraneo e l’oceano, ci sono due eventi fantastici. La World Triathlon Championship Series con i migliori triatleti e le migliori triatlete al mondo e poi dieci gruppi, gli amatori, il cuore pulsante del movimento che è in grande crescita, che chiude questa settimana a tutto tondo di triathlon e proietta Alghero all’interno dell’elitè dello sport internazionale.”

Una vera e propria partnership con l’intento di rafforzare la posizione dell’Italia nel panorama internazionale del Triathlon: queste le motivazioni alla base del protocollo d’intesa tra FITRI e IRONMAN, che coadiuvati dal Ministro per lo Sport e i Giovani provano a dare continuità a quanto di buono costruito fino ad oggi: la collaborazione ha fin da subito puntato su due realtà affermate come la World Triathlon Championship Series e il circuito IRONMAN 70.3, riferimento globale delle lunghe distanze, per promuovere l’attività sportiva e rafforzare lo sviluppo del movimento sul territorio.

L’intervista a Thomas Veje Olsen, Managing Director Europe, Middle East and Africa di IRONMAN: “Questo accordo riflette un’ambizione condivisa di elevare l’Italia al centro del triathlon mondiale. L’Italia è una piattaforma fantastica per i nostri atleti, ha una comunità appassionata, atleti fantastici e location eccezionali per gare di livello mondiale. Questo accordo non serve solo a far sì che più persone pratichino il triathlon, ma anche a ispirare la partecipazione, a incoraggiare a prendere parte alle gare e a sviluppare ulteriormente queste fantastiche competizioni che ci sono in Italia.Questo fine settimana si terrà l’Ironman 70.3 Algaro in Sardegna. Più di 2.800 atleti sono pronti a partecipare alla gara e sarà un’esperienza fantastica che eleverà l’Italia come sede per il triathlon e condividerà il nostro impegno comune per il triathlon in Italia.”

Birra del Borgo avvia procedura sindacale per cessazione attività

Milano, 5 giu. (askanews) – Birra del Borgo S.r.l. ha comunicato di aver avviato la procedura sindacale di informazione preventiva per la futura cessazione dell’attività. La decisione viene definita “inevitabile e profondamente sofferta”, e giunge al termine di un lungo periodo di difficoltà economiche strutturali e continuative collegate anche a un mercato brassicolo con picchi di contrazione fino al 5% anno su anno. Dal 2022 al 2024, in soli tre esercizi, la società ha registrato perdite per circa 19,4 milioni di euro, che sono state coperte con una ricapitalizzazione di pari importo. Il bilancio 2025, approvato questa mattina, registra ulteriori perdite per 2,26 milioni di euro, coperte con una nuova ricapitalizzazione di 2,6 milioni. Contestualmente il fatturato è passato da 4,7 milioni di euro nel 2022 a 2,9 milioni nel 2025. Questa grave e irreversibile situazione ha reso non più sostenibile la prosecuzione dell’attività.

In tale contesto – spiegano dall’azienda – dopo un’attenta valutazione delle opzioni disponibili, inclusa la possibilità di cessione a terzi, non è emersa alcuna soluzione industriale, finanziaria e operativa in grado di offrire una prospettiva di continuità. La scelta è il risultato di valutazioni prolungate e approfondite, condotte con piena consapevolezza del peso umano e sociale della decisione per le persone coinvolte, per il territorio e per una storia imprenditoriale che rappresenta un valore riconosciuto.

La procedura di consultazione sindacale preliminare riguarda 21 dipendenti a tempo indeterminato ed è stata trasmessa alle organizzazioni sindacali competenti nel rispetto di quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore Alimentari Industria. All’esito, è prevista l’attivazione della procedura di licenziamento collettivo in base alla Legge n. 223/1991. Birra del Borgo si dichiara “pienamente consapevole dell’impatto di questa decisione sulle persone attualmente impiegate e sulle loro famiglie. Per questa ragione, l’azienda si impegna a valutare strumenti concreti finalizzati a favorire la ricollocazione professionale delle persone coinvolte anche tramite outplacement. I dettagli di tali strumenti saranno oggetto di confronto con le parti sociali. Birra del Borgo rappresenta un capitolo importante della storia della birra artigianale italiana. Ogni decisione relativa al futuro del marchio, delle ricette e degli asset sarà assunta con il rispetto che questa storia merita”.

Triennale, Trione nuovo presidente: “Cornice unica per più esperienze”

Milano, 5 giu. (askanews) – Al termine di un periodo non semplice di confronti e discussioni, la Triennale di Milano ha un nuovo presidente: dopo gli otto anni di Stefano Boeri tocca al docente e critico Vincenzo Trione, scelto dal nuovo Cda per presiedere la Fondazione. Lo abbiamo incontrato a poche ore dalla nomina ufficiale e gli abbiamo chiesto quali siano gli obiettivi che si propone per questo nuovo incarico. “Coniugare da un lato la fortissima identità storica della Triennale – ha detto ad askanews – e dall’altro lato far affiorare quella che è po’ sempre stata la dimensione della Triennale, che è un luogo visionario, di intuizione, di tendenze, indirizzi, decisivi per capire il nostro tempo, la nostra contemporaneità”.

L’arte contemporanea è il campo in cui Trione ha lavorato maggiormente negli anni, ma in Triennale la prospettiva sull’idea di arti si amplia molto. “Certamente la Triennale – ha aggiunto – ha il cuore nell’architettura e nel design, ma in fondo riprende anche un po’ la grande tradizione sia delle botteghe rinascimentali che del Bauhaus, ovvero uno spazio all’interno del quale le pratiche, i linguaggi si contaminano, si confondono, si danno la mano. Io vorrei che la Triennale fosse esattamente questo, ma in fondo è sempre stata questo”.

Abbiamo poi chiesto al neo presidente se abbia un sogno da provare a realizzare nei prossimi anni. “Mi piacerebbe da un lato che la Triennale fosse il luogo più avanzato della sperimentazione, della ricerca a livello europeo – ci ha risposto -. Sarebbe bello sognare davvero in grande e rafforzare ancora di più questa dimensione europea dell’istituzione. Dall’altro lato mi piacerebbe che la Triennale fosse sempre più integrata con tutto il sistema cittadino: il Parco Sempione è il luogo nel quale è la Triennale, è idealmente al centro di uno dei poli culturali più ricchi e più vivaci di tutto quanto il Paese. Mi piace molto l’idea che sia un dispositivo aperto, una cornice unitaria dentro la quale ci siano più esperienze diverse. E se dovessi una cosa che mi piacerebbe realizzare è che ogni anno possa avere dei temi forti intorno ai quali radunare mostre, progetti, incontri”.

Insieme alla nomina di Vincenzo Trione il nuovo Cda di Triennale ha confermato Carla Morogallo come direttrice generale.

Perché i giovani di Confindustria sono "arrabbiati"

Rapallo (Genova), 5 giu. (askanews) – “Il Paese non va, i giovani sono arrabbiati. Sono bloccati. Siamo il Paese più indebitato d’Europa nonostante la prudenza sui conti pubblici del Governo, che riconosciamo pienamente. Non va perché non cresciamo”. Lo ha detto Maria Anghileri, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, aprendo i lavori del 55eismo convegno di Rapallo.

“Ci serve un impegno concreto da tutte le forze politiche per cui sta iniziando una lunga campagna elettorale: fare le riforme che servono per far ripartire la crescita in Italia. Pensarle e realizzarle puntando sulle forze del Paese: i giovani, le donne, le imprese”, ha aggiunto.

Anghileri ha sottolineato che “un giovane italiano si domanda perché restare in Italia. L’amore di patria non basta per pagare il mutuo della prima casa. Non basta per indebitarsi con investimenti da milioni di euro o per decidere se far nascere un figlio. È ora che questo Paese offra ai propri giovani un motivo per restare”, ha concluso.

Nato, Welt: ecco il piano di disimpegno Usa in Europa

Roma, 5 giu. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno consegnato alla Nato un documento in cui evidenziano la riduzione della presenza militare americana in Europa, inclusi aviazione e marina, a causa dello spostamento dell’attenzione strategica verso la regione del Pacifico.

Secondo la documentazione visionata dal quotidiano tedesco Welt, si tratta di una tabella piuttosto concisa, composta da undici voci e numerose abbreviazioni, che i rappresentanti degli Stati Uniti hanno consegnato alla Nato oggi. Questo piccolo elenco classificato come “Segreto” mostra per la prima volta concretamente quali capacità militari gli Stati Uniti intendono ritirare dalla Nato.

Secondo Welt, i tagli riguarderebbero innanzitutto il modello di forze della Nato (Nato Force Model), che stabilisce quante e quali forze l’Alleanza può schierare in prima linea entro dieci giorni, tra dieci e trenta giorni e, al massimo, entro sei mesi.

In base all’elenco trasmesso, Welt riferische quanto segue: il numero di aerocisterne KC-135 fornite dagli Stati Uniti all’Alleanza verrebbe ridotto da 71 a 63; gli otto moderni KC-46 sarebbero completamente rimossi dalla pianificazione Nato; i caccia F-16 passerebbero da 99 a 63 unità; gli F-15E da 54 a 36.

Inoltre, Washington prevede di eliminare completamente dalla pianificazione NATO tutti i droni da ricognizione strategica a lungo raggio e di ridurre quasi della metà il numero dei droni d’attacco MQ-9.

Per quanto riguarda la componente navale, gli Stati Uniti intenderebbero ritirare dalla pianificazione: uno dei due gruppi d’attacco portaerei; quasi la metà delle formazioni di incrociatori e cacciatorpediniere; le capacità sottomarine per il lancio di missili da crociera; osserva Welt.

Anche il numero degli aerei da pattugliamento marittimo Boeing P-8A Poseidon verrebbe ridotto da 26 a 15, aggiunge il quotidiano tedesco. È inoltre prevista una riduzione dell’aviazione bombardiera: dei due gruppi di bombardieri attualmente previsti ne resterebbe soltanto uno.

Il quotidiano tedesco sottolinea che la questione di come colmare le lacune lasciate dalla riduzione del contributo americano sarà discussa a metà giugno a livello dei ministeri della Difesa dei Paesi alleati. Una posizione concordata dovrebbe essere presentata durante il vertice Nato del 7-8 luglio ad Ankara.

Tuttavia, secondo Welt, gli Stati Uniti non intendono rinunciare ai principali incarichi di comando all’interno della struttura dell’Alleanza. In particolare, i militari statunitensi continuerebbero a ricoprire la carica di Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEUR), nonché i comandi tattici delle forze terrestri, navali e aeree. Solo il livello operativo del comando sarebbe affidato interamente agli europei.

Grossi (Aiea): il cessate il fuoco a Zaporizhzhia è stato complesso

Roma, 5 giu. (askanews) – Il coordinamento del cessate il fuoco nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia entrato in vigore oggi è stato complesso e ha richiesto due mesi: lo ha dichiarato il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi.

La tregua darà la possibilità ai tecnici di riparare i guasti registrati alle linee di corrente che alimentano l’impianto – compresi i circuiti di raffreddamento, come ha spiegato la stessa Aiea in un comunicato.

“Ci sono voluti due mesi. Il problema è che il danno riguarda la parte superiore di diversi piloni, le torri che si trovano molto vicino alla linea di controllo, quindi si è trattato di un caso particolare e complesso, a causa dell’esposizione e della possibilità che qualcuno potesse colpire i tecnici. Ci sono state moltissime discussioni sui diversi parametri, sui tempi necessari e sulle precise coordinate geografiche. Questi cessate il fuoco sono molto complicati da negoziare, perché ci sono da considerare gli aspetti di sicurezza nucleare, militari e politici”, ha concluso.

Salvini: da UniCredit e Intesa 20 mld utili, chiederemo contribu

Milano, 5 giu. (askanews) – “Una realtà economica che non sta soffrendo, anzi sta facendo utili mai visti nei decenni precedenti – e lo dico con rispetto ammirazione e curiosità economica e antropologica – sono le banche. Andate a googolare la trimestrale di Unicredit e di Intesa Sanpaolo le prime due banche. Si stima che solo le prime due banche italiane chiuderanno quest’anno, di difficoltà per la stragrande maggioranza delle famiglie e imprese, con 20 miliardi di utile”. Il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, torna a puntare l’indice contro i profitti delle banche durante un intervento a un convegno a Milano e annuncia la richiesta di un contributo.

“Sono convinto che il governo e la Lega su questo saranno intransigenti” ha detto Salvini che ha poi aggiunto: la Lega “chiederà agli istituti bancari che stanno facendo guadagni e profitti senza precedenti un contributo alla crescita economica del Paese perché non ci può essere un gigante che con le spalle coperte guadagna e magari lo reinvestiremo nel piano casa”.

“Una parte di quei profitti – precisa – non tutto e non voglio portare via i 20 miliardi di amico mio te li lascio”.

Il ministro poco prima aveva anche sottolineato che “una parte importante di quell’utile è garantita dallo Stato è garantita da voi, nel senso che una parte di quei prestiti vengono erogati con la garanzia dello Stato. Quindi vuol dire io ti presto dei soldi, se va tutto bene ci guadagno se va tutto male lo Stato mi rimborsa. Sono bravo anche io a fare impresa così”.

Ue, Meloni annulla partecipazione a vertice con Balcani occidentali

Tivat (Montenegro), 5 giu. (askanews) – A causa del protrarsi della cerimonia celebrativa del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria, il” Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, non potrà più partecipare al Vertice Ue-Balcani Occidentali, in corso a Tivat in Montenegro”. Lo rende noto palazzo Chigi.

“Il Presidente Meloni ha informato personalmente il Presidente montenegrino Milatovic e il Presidente del Consiglio europeo Costa esprimendo il proprio rammarico per l’impossibilità di raggiungere in tempo la riunione, la cui conclusione è prevista per le 15.30”, si aggiunge nella nota.

Atletica, ai Golden Gala oro per Matteo Sioli nel salto in alto

Roma, 5 giu. (askanews) – Nella tappa italiana della Diamond League allo Stadio Olimpico di Roma, sorprende e convince Matteo Sioli nel salto in alto. Il giovane azzurro supera 2,26 metri e conquista la vittoria grazie a un percorso praticamente impeccabile. L’assalto ai 2,28 non va a buon fine per pochissimo, ma il risultato basta per precedere tutti gli avversari e firmare uno dei successi più significativi della sua giovane carriera internazionale.

Con tantissimo onore porto questa medaglia d’oro, sono contentissimo. Diciamo che oggi l’obiettivo era fare il minimo degli europei, è arrivato, si poteva parlare di più ma sì, quindi stiamo con i piedi per terra e siamo pronti per lavorare sempre di più per andare il binario – ha detto Matteo Sioli al termine della gara. A fare il tifo per lui c’era la “Curva di Tamberi: “Lo ringrazio per averla prestata, sottolineo prestata, e su è la curva. Io cerco sempre di imitarlo perché è veramente un idolo per me, io lo seguo veramente da tanti tanti anni, sono tutti i miei saltatori, amici, con cui condividiamo spesso le pedane dei campionati italiani, io stimo ognuno di loro. Cerco di prendere tutti i loro punti e mettere insieme e incrementare il mio salto”.

Pichetto: fusione o fissione nucleare? É per buttare palla in tribuna

Milano, 5 giu. (askanews) – “Noi non scegliamo la tecnologia, noi creiamo le condizioni perché chi governerà in futuro nelle prossime legislature, e io sono convinto che sarà Giorgia Meloni con il governo di centrodestra, possa attivare la produzione di energia da fonte nucleare più moderna”: lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin – a margine del Festival Pianeta 2030 al Teatro Parenti – in merito alle critiche del leader del M5S Giuseppe Conte sulla tecnologia scelta indicando la fusione come il futuro.

“Poi dibattito su fissione o fusione… certamente è facile parlare di fusione, ma la fusione è un qualcosa di molto avanti nel tempo, fra decenni. La valutazione va fatta, secondo me, secondo il governo, anche sulla fissione. Parliamo di piccoli reattori che sul mercato non sono ancora disponibili. Questo dibattito è un modo per buttare la palla in tribuna”, ha concluso.

Iran, Araghchi: è escluso che Khamenei incontri Trump

Roma, 5 giu. (askanews) – Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha escluso categoricamente la possibilità di un incontro, ipotizzato da Donald Trump, tra il presidente statunitense e la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, in un’intervista televisiva andata in onda ieri.

Mercoledì, Donald Trump aveva dichiarato al sito web del New York Post di “desiderare un incontro” con Mojtaba Khamenei, mentre i colloqui tra Teheran e Washington, volti a porre fine in modo definitivo alla guerra in Medio Oriente, si sono arenati.

“Ho letto un articolo in cui si affermava che lui (Donald Trump) era pronto per un incontro o che voleva organizzarlo”, ha detto Abbas Araghchi in un’intervista al canale libanese Al-Mayadeen, trasmessa giovedì. “Ma credo che dobbiamo essere realisti”, ha aggiunto Araghchi, escludendo tale possibilità.

Atletica, Al Golden Gala Lyles vince i 100 chiudendo in 9″88

Roma, 5 giu. (askanews) – Noah Lyles si è preso la scena del Golden Gala nei 100 metri e firma una vittoria di alto livello tecnico e spettacolare, chiudendo in 9″88, miglior prestazione mondiale stagionale e confermando ancora una volta la sua capacità di esaltarsi nei grandi appuntamenti internazionali. “Tutti erano pieni di energia. Ed è esattamente quello che si vuole vedere. È quello che fa venire voglia a un atleta di tornare” ha detto il velocista.

Alle sue spalle si piazza il camerunense Eseme, protagonista di una prova maiuscola con il nuovo record nazionale in 9″94, mentre terzo è il botswano Letsile Tebogo in 9″95.

Energia, Conte: alleviare costi famiglie e imprese, togliere soldi alle armi

Roma, 5 giu. (askanews) – “È davvero surreale: Bruxelles certifica il fallimento delle politiche energetiche del Governo, perché ci concede un margine di flessibilità per le rinnovabili che Meloni non ha mai voluto e adesso Meloni festeggia”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti al suo arrivo San Giovanni Rotondo (Fg), dove ha in programma un incontro pubblico.

“In realtà – ha aggiunto l’ex premier – hanno accumulato fallimenti su fallimenti. Vi ricordate quando volevano abolire le accise in campagna elettorale, poi il taglio delle accise, poi volevano fare dell’Italia l’hub del gas? Invece adesso Bruxelles ci dice ‘dovete investire sulle rinnovabili’ e loro non lo han fatto. E attenzione, se ne vengono con un diversivo, ancora oggi: il nucleare, un piano che richiede vent’anni per essere realizzato. Ma oggi bisogna alleviare i costi delle bollette per famiglie e imprese, ma lo possiamo fare solo – ha concluso Conte – togliendo soldi dalle armi e prendendo dagli extraprofitti di banche e aziende energetiche”.

Atletica, ai Golden Gala, Fabbri esalta Roma nel getto del peso

Roma, 5 giu. (askanews) – Grande serata per l’atletica italiana allo Stadio Olimpico di Roma nella tappa italiana della Diamond League. Leonardo Fabbri oro nel getto del peso, è stato protagonista con una misura di 22,14 metri che gli consente di precedere due giganti della specialità come Joe Kovacs e Ryan Crouser. L’azzurro trova il lancio vincente al terzo tentativo e resiste agli assalti finali degli avversari, regalando all’Italia un altro successo di prestigio. Al termine della gara Fabbri si lascia andare all’emozione, sottolineando come le critiche ricevute in passato abbiano rafforzato la sua determinazione.

“Sì, ero veramente motivato, mi sono svegliato stamattina e sentivo proprio questo poco dentro, questa voglia di lanciare lontano, di esultare soprattutto. Infatti sono stato un po’ sciocco perché ho esultato un po’ troppo, era solo il terzo lancio, infatti l’ultimo lancio volevo fare tanto ma mentre lanciavo mi girava la testa. Quindi bravo ma, insomma, ho cercato di migliorare un pochino perché sulla gestione delle gare non sono tanto bravo – ha detto Fabbri al termine della gara – oggi è andata bene, si va a casa contenti, ma si riparte da domani perché insomma non voglio cavalcare troppo l’entusiasmo di oggi, sicuramente sono contento, ma una gara in sé fatta bene non serve a nulla. Nei primi due lanci, ero un po’ teso, c’era troppa gente che mi urlava, però ci ho creduto al terzo, ho portata a casa una bella vittoria”.