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giovedì, 19 Febbraio, 2026
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Turismo, Club del Sole si espande sul Garda con Le Palme Lazise

Forlì, 19 feb. (askanews) – Ventinove Villaggi in otto regioni e un modello che in Italia non ha precedenti nel turismo all’aria aperta: la gestione industriale di strutture che restano di proprietà delle famiglie. Club del Sole lo porta adesso sul Lago di Garda, a Lazise.

“Con l’operazione di Lazise, continuiamo a consolidare un modello di business che sempre più vorremo riproporre e rafforzare nei prossimi anni, ovvero l’affitto d’azienda o del management di strutture di proprietà di terze persone – spiega l’Amministratore Delegato, Francesco Giondi -. E’ una tipologia di accordo che abbiamo avviato già qualche anno fa e che pensiamo possa essere una grande opportunità sia per noi sia per quelle famiglie che oggi ritengono di non avere più la volontà o il desiderio di gestire l’asset. Cercano quindi un interlocutore serio e credibile come Club del Sole in grado di riqualificare la struttura e tenerla attiva negli anni”.

La famiglia resta dunque proprietaria e Club del Sole entra, investe e gestisce. Il modello è già stato testato in diverse località fra cui Desenzano, Viareggio, Jesolo, arrivando adesso sul versante veneto del Lago di Garda. “Già da qualche anno avevamo infatti l’ambizione di riuscire a consolidare il nostro posizionamento sul lago di Garda, essendo già presenti sulla sponda lombarda, precisamente a Desenzano del Garda – prosegue Giondi -. Siamo molto contenti di aver concluso questa acquisizione a Lazise, che è adiacente al parco divertimenti di Gardaland”.

Cosa cambia, in concreto, per chi prenota? “Cerchiamo di dare al cliente un nuovo modo di prenotare, più facile, più veloce, più agile, che permette di scegliere fra un ampio ventaglio di opportunità che il territorio circostante propone – continua l’a.d. -. Allo stesso tempo cerchiamo di mettere a disposizione del cliente, durante il periodo della vacanza, il know-how di Club del Sole, soprattutto nella parte food and beverage e nell’entertainment, per offrire una vacanza Full Life Holidays a 360 gradi”.

Il Gruppo guarda già oltre Lazise: “Con questo modello – conclude Giondi – vogliamo sicuramente puntare a nuove acquisizioni nel Centro-Sud Italia e consolidare sempre più l’area del Centro-Nord. Sul fronte interno, invece, stiamo promuovendo grandi investimenti, soprattutto in Trentino-Alto Adige, dove abbiamo aggiunto in portfolio tre strutture tra il 2024 e il 2025. Inoltre, a Tenuta Primero a Grado inaugureremo quest’anno seimila metri quadri di parco acquatico, il Primero Waterland, che sarà probabilmente uno dei più grandi parchi acquatici all’interno del gruppo, con il quale ci auguriamo di offrire un’esperienza davvero eccellente, soprattutto per le famiglie”.

Dieci milioni di investimenti previsti sul Garda, una nuova acquisizione in Toscana, seimila metri quadri di parco acquatico in arrivo a Grado. Club del Sole alza il ritmo e punta a ridisegnare il turismo Open Air in Italia.

Referendum, nasce Comitato ‘La voce degli Innocenti’ per il Sì

Roma, 19 feb. (askanews) – “Invitiamo il dottor Gratteri a prendersi un caffè insieme, amichevolmente gli spiegheremo che cosa vuol dire finire in carcere da innocente”. E’ l’appello lanciato al procuratore capo di Napoli dal Comitato ‘La voce degli Innocenti’, costituito da vittime di errori giudiziari e ingiuste detenzioni, presentato oggi alla Camera, assieme a Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Giustizia e a Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora e presidente del Comitato Cittadini per il Sì.

Tra i componenti de ‘La voce degli Innocenti’ ci sono Antonio Lattanzii, Mario Tirozzi, Giuseppe Idà, Marco Sorbara, Angelo Massaro, Bruno Lago, che appoggiano la riforma della magistratura e invitano a votare ‘Sì’.

“Oggi vogliamo dare una testimonianza concreta di quello che significa l’esigenza di fare una riforma della giustizia che incide sulle persone in carne e ossa: oggi noi sentiamo polemiche, parliamo di numeri, di posizioni, di tesi, però ci dimentichiamo che dietro ogni criticità del sistema della giustizia ci sono delle persone, ci sono delle famiglie, ci sono delle storie, ci sono delle vite distrutte”, ha spiegato Costa. “C’è chi fa una distinzione e mette da una parte le persone per bene e dall’altra parte gli indagati e gli imputati. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, gli indagati e gli imputati vengono riconosciuti innocenti e sono persone perbene. Dal 1992 al 2026, sono state risarcite per ingiuste detenzioni 32.500 persone”, ha aggiunto il deputato FI.

Da parte sua Scopelliti ha ricordato come “il referendum non è la panacea di tutti i mali, non è vero che non avremo più errori giudiziari ma è un punto di partenza per correggere i comportamenti di giudici e magistrati, quelli che sono alla base di un errore giudiziario. Enzo Tortora è morto di malagiustizia ma a volte non c’è solo la morte fisica, c’è anche quella psicologica. Ecco perchè io sostengo che la magistratura italiana ha bisogno di una riforma”.

Nel corso della conferenza stampa sono intervenute anche le vittime di errore giudiziario. Massaro, operaio, ha ricordato di aver “trascorso 21 anni in carcere per un presunto omicidio, solo perché un’intercettazione è stata interpretata male e trascritta peggio”. Sorbara, consigliere regionale, arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, è stato 909 giorni dietro le sbarre per un’ingiusta detenzione. “La sentenza di primo grado era coppia incolla della memoria del Pm con gli stessi errori grammaticali e secondo voi io che cosa dovrei votare al referendum? Voto Sì, perché voglio la separazione delle carriere”. Lattanzii, ex assessore, 83 giorni di detenzione, arrestato 4 volte in due mesi sempre per lo stesso reato, ha sottolineato come “il dolore che si prova ad entrare in carcere da innocente non si può capire, è talmente immenso che ti resta dentro”. Tirozzi, commerciante di fiori, è stato recluso 792 giorni per un errore. “Mi hanno arrestato nel 2015 e dopo undici anni, malgrado sia stato assolto con formula piena, fatico ancora a riprendermi dal punto di vista lavorativo a causa del sequestro della mia attività imprenditoriale”.

E’ intervenuto ancora Costa che si è rivolto alla stampa presente. “Vorrei che qualche giornalista qui presente chiedesse a queste persone perché sono qui oggi; se ricordano il nome del Pm che li ha fatti arrestare o il nome del Gip; e che tipo di carriera hanno fatto quei magistrati. Credo che tutti facciano parte di quel 99% che ha ottenuto una valutazione di professionalità positiva dal Csm, per il quale noi portiamo assoluto rispetto. Ed è proprio perché noi portiamo assoluto rispetto per il Csm che vogliamo liberarlo dalla presenza delle correnti che lo condizionano”.

AmbrogioProfessional, tecnologia e vision per il verde del futuro

Milano, 19 feb. (askanews) – Ambrogio Robot accelera sul mercato professionale e presenta a MyPlant una nuova gamma di robot rasaerba per la gestione intelligente delle grandi aree verdi. Zucchetti Centro Sistemi, azienda italiana leader nell’innovazione tecnologica e della robotica da giardinaggio oggi anche specializzata per campi sportivi, golf club, parchi pubblici, strutture ricettive e grandi spazi aziendali. Nasce così la linea Ambrogio Professional, una gamma evoluta che integra intelligenza artificiale, navigazione satellitare RTK Cloud, sensoristica avanzata e sistemi di controllo remoto. Un prodotto che unisce prestazioni elevate, design Made in Italy – oggi riconoscibile anche dal nuovo colore nero – e un’infrastruttura digitale interamente europea, a garanzia della sicurezza dei dati.

La strategia segna un passaggio importante: Ambrogio non è solo un robot rasaerba, ma un vero partner tecnologico per i professionisti del verde, con un’offerta che punta su salute e qualità del manto erboso, sostenibilità ambientale e sicurezza degli operatori. Ne ha parlato Antonio Fattorusso, neo Direttore Generale della Divisione Robotica di Zucchetti Centro Sistemi, illustra la strategia aziendale: “L’azienda è in direzione, anche per causa di nuove innovazioni che sta facendo adesso. Ha fatto anche il pressato, è stata sempre sul posto, sul campo dei professionisti alta gamma. Anche guardando il canale con i venditori, di servizio sul posto, sicuramente andiamo ancora più forte sulla gamma professionale”.

Spazio anche a Michele Balò, Technical Sales Manager della Divisione Robotica, che ha approfondito i punti di forza tecnologici della gamma – dalla piattaforma Cloud al sistema Robot Park – e ha presentato le novità come Synt Pro, il robot dedicato alla manutenzione dei prati sintetici, già segnalato nella sezione MyInnovation. Centrale anche il tema della formazione, con l’organizzazione una Academy dedicata e di una rete di Professionisti Certificati Ambrogio Professional: “Abbiamo introdotto la gamma Professional in questo segmento di mercato perchè crediamo che i nostri punti di forza, come la lama di taglio, la vera lama di taglio a quattro punte, la durata delle batterie nei cicli di lavoro e anche il nostro cloud proprietario, con sede in Europa, possano essere dei punti unici di vendita per il mercato professionale. I nostri prodotti della gamma Professional coprono varie superfici, si va dai mille metri quadrati fino agli 80mila metri quadrati. Il nostro punto di forza, volevo ripeterlo un’altra volta, è quello proprio del cloud. E’ un cloud proprietario che riguarda la correzione della posizione dei nostri robot RTK e in più il cloud è la mente del nostro robot”.

Ambrogio Robot conferma così una visione chiara: innovazione tecnologica e competenza umana devono procedere insieme per generare efficienza, sostenibilità e valore nel mercato della manutenzione professionale del verde.

Carabinieri, Luongo: mancano 10.200 effettivi, grave carenza

Roma, 19 feb. (askanews) – L’Arma dei carabinieri ha una “grave carenza” di organico. Oltre diecimila effettivi: un deficit che “condiziona le unità operative di tutte le organizzazioni funzionali”. Il comandante generale dei carabinieri, Salvatore Luongo, ha segnalato la situazione in occasione dell’inaugurazione a Roma dell’anno accademico della Scuola ufficiali, ricordando che oggi per i militari il “carico di lavoro è già molto rilevante e in tendenziale crescita”.

“L’Arma attualmente registra una carenza di quasi 10.200 unità, corrispondente a circa l’8,5 per cento della forza prevista dalla legge. Questo deficit condiziona le unità operative di tutte le organizzazioni funzionali, chiamate oggi a sostenere un carico di lavoro che è già molto rilevante e in tendenziale crescita”, ha detto Luongo. “Per conseguire il pieno organico – ha spiegato il comandante generale – risulta auspicabile prevedere un programma pluriennale di assunzioni straordinarie: i nuovi arruolamenti, peraltro, andrebbero a mitigare un diverso ma parimenti significativo fattore condizionante, ovvero il progressivo innalzamento dell’età media del personale, che oggi è di circa 43 anni”.

Secondo Luongo, “alla luce di questa grave carenza sul piano effettivo registrata dall’Arma, si valuta anche una soluzione diversa e integrativa: l’istituzione della figura del ‘Carabiniere ausiliario della riserva volontaria’, così da disporre di personale aggiuntivo, con costi più contenuti, con un reclutamento areale e in costante rigenerazione. L’innovativa formula non intaccherebbe le facoltà assunzionali da turn over e potrebbe essere affiancata dalla previsione di ‘richiami in servizio’ in caso di emergenze specifiche. Stiamo studiando anche le soluzioni già attive in altri Paesi nelle consorelle Gendarmerie”. Il ‘buco di personale’ – è stato sottolineato – “nasce negli anni passati a seguito del blocco del turnover disposto in tempo di spending review”.

Nuovi inserimenti per l’Arma del futuro della sicurezza del Paese, dove intanto – come spiega Luongo – si registra “l’attivismo di un variegato fronte eversivo”. Davanti ad oltre 2,3 milioni di denunce l’anno (quasi l’85 oer cento del totale nazionale), nella logica di prossimità digitale e semplificazione dei servizi al cittadino, si sta sviluppando, con il contributo di Pago Pa, un nuovo sistema che permetterà di presentare denunce di smarrimento direttamente dallo smartphone sulla app Io.

"Your Favorite Toy" è il nuovo singolo dei Foo Fighters

Milano, 19 feb. (askanews) – È uscito oggi e sarà in radio dal 20 febbraio “Your Favorite Toy”, il nuovo singolo dei FOO FIGHTERS, estratto dall’omonimo nuovo album, in uscita il 24 aprile (Roswell Records/RCA Records) e disponibile da oggi in pre-order. “Your Favorite Toy” è un brano che si insinua nella mente e non la lascia più: chitarre taglienti e sinistri affondi di tastiera si intrecciano su un ritmo incalzante, mentre Dave Grohl nel ritornello dà sfogo a un nuovo timbro vocale, più graffiante e sarcastico.

Dave Grohl ha commentato: «”Your Favorite Toy” è stata davvero la chiave per definire il suono del nuovo album. È nata quasi per caso, dopo oltre un anno passato a sperimentare con sonorità diverse, e il giorno in cui ha preso forma ho capito che dovevamo seguire quella direzione. È stata la scintilla che ha dato vita all’insieme di canzoni che abbiamo registrato per questo disco. Ha un’energia nuova».

Il brano offre un primo assaggio del nuovo album della band, che oltre ad avere lo stesso nome del singolo, ne riflette appieno lo spirito, portando “Your Favorite Toy” a essere immediatamente e inequivocabilmente nello stile dei FOO FIGHTERS.

Anticipato dai singoli “Asking For A Friend” e “Your Favorite Toy”, l’album “Your favorite toy” è stato registrato interamente in casa. L’album è co-prodotto dai Foo Fighters insieme a Oliver Roman, con l’ingegneria del suono curata da Oliver Roman e il mixaggio affidato a Mark “Spike” Stent.

L’uscita di “Your Favorite Toy” segna l’inizio del gigantesco “Take Cover World Tour” dei Foo Fighters, che prenderà il via il 10 giugno all’Unity Arena di Oslo, dopo due date da headliner nei festival statunitensi Welcome to Rockville e Bottlerock.

I Foo Fighters porteranno il loro “Take Cover World Tour” in Italia per un’unica imperdibile tappa agli I-DAYS MILANO Coca-Cola, domenica 5 luglio 2026, all’Ippodromo SNAI LA MAURA.

Ad aprire la data due band molto amate dal pubblico e dalla critica: gli IDLES e i FAT DOG.

Stefano Bollani, esce il 20 marzo il nuovo disco "Tutta Vita Live"

Roma, 19 feb. (askanews) – Esce il 20 marzo per Ponderosa Music Records, “Tutta Vita Live” di Stefano Bollani con la formazione All Stars. Un disco registrato dal vivo durante il concerto al Teatro Politeama Rossetti di Trieste il 17 febbraio 2025, momento culminante dell’opera filmica coprodotta dalla coppia d’arte e di vita, Valentina e Stefano, e di prossima distribuzione per Lucky Red.

Nel nuovo album, come già nel film “Tutta Vita”, ci sono quindi le “All Stars”: Stefano Bollani (Piano); Enrico Rava (Flugelhorn); Paolo Fresu (Flugelhorn and multieffects); Daniele Sepe (Saxophones and Flutes); Antonello Salis (Accordion); Ares Tavolazzi (Double Bass); Roberto Gatto (Drums); Matteo Mancuso (Guitar); Christian Mascetta (Guitar) e Frida Bollani Magoni (Piano and Voice).

Il documentario “Tutta Vita” di Valentina Cenni, presentato all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, nasce dalla voglia di raccontare l’improvvisazione jazz come atto di vita, come spazio di relazione, di ascolto, di libertà. Per fare questo, Valentina Cenni chiede a Bollani di riunire insieme a lui per una settimana, in una dimora storica di Gorizia, grandi artisti come Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto ma anche tre giovani talenti: Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Frida Bollani Magoni, in arte Frida. Un tempo sospeso in una terra di confine per vivere e condividere quella musica che per sua stessa natura non ha confini: il jazz. Una condivisione che non è soltanto fra i musicisti ma soprattutto tra i musicisti e gli spettatori, perché lo sguardo curioso ma discreto e rispettoso di Valentina Cenni mette a disposizione del pubblico questa straordinaria quotidianità dell’ensemble – giorni e notti fatti di musica, di dialoghi, battute, giochi, prove e improvvisazioni – facendo cogliere a chi guarda il momento esatto in cui il processo creativo trova forma, la musica nasce e poi approda sul palco.

Nel frattempo, alle date già annunciate con il progetto Tutta Vita Live – Stefano Bollani All Stars che a ogni data riunisce questo strabiliante parterre de rois di mostri sacri del jazz e non solo – il 6 giugno alla Rocca Brancaleone di Ravenna per il Ravenna Festival, il 29 giugno nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” a Roma, il 6 luglio all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera (BS), il 9 luglio a Perugia per Umbria Jazz – si aggiungono due nuovi appuntamenti che portano sul palco progetti diversi dell’eclettico musicista milanese: il 28 maggio Bollani ritorna al Teatro Politeama Rossetti di Trieste (dove lo scorso anno ha debuttato il progetto Tutta Vita Live) ma questa volta in piano solo; e il 18 luglio in Piazza del Campo a Siena con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la direzione di Daniel Harding.

Quella del 28 maggio a Trieste, nell’ambito della XIX stagione di Note nuove organizzata da Euritmica, è una nuova tappa del tour Piano Solo, uno spettacolo che rinasce ogni sera con un repertorio sempre inaspettato in cui il flusso musicale è governato dall’estro del momento, saltando fra i generi e le epoche, dalla musica classica al jazz ai ritmi sudamericani, da Poulenc a Lucio Dalla passando per Frank Zappa: un grande gioco musicale dove a condurre sono l’improvvisazione, creatività e una grande chimica con il suo pubblico, ogni volta chiamato a comporre insieme all’artista il programma della serata con le proprie imprevedibili richieste.

Il 18 luglio nella cornice unica di Piazza del Campo a Siena Stefano Bollani, in occasione dell’anteprima di Chigiana International Festival & Summer Academy 2026, sarà invece ospite dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Daniel Harding per l’ormai celebre Concerto per l’Italia, uno degli appuntamenti più attesi della stagione estiva, nato nel 2021 grazie alla volontà dell’Accademia Chigiana di celebrare il ritorno alla musica dal vivo dopo il periodo della pandemia. Il programma del concerto verrà annunciato nelle prossime settimane.

FnV, Vannacci verso il gruppo Ens, martedì a Bruxelles conferenza stampa

Roma, 19 feb. (askanews) – Sarebbe imminente l’ingresso di Roberto Vannacci nel gruppo Europa delle Nazioni sovrane, gruppo di estrema destra del Parlamento Europeo.

L’europarlamentare fuoriuscito dalla Lega e momentaneamente iscritto come indipendente, terrà una conferenza stampa martedì 24 febbraio a Bruxelles alle 9,30 insieme ai co-presidenti del gruppo ENS, il tedesco René Aust, esponente di Afd, e il polacco Stanislaw Tyszka, esponente del partito Confederazione Libertà e indipendenza.

Oggetto dell’appuntamento “i recenti sviluppi” sul gruppo Esn.

Formula1, Leclerc: "Tutti nascondono il potenziale"

Roma, 19 feb. (askanews) – Charles Leclerc è intervenuto in conferenza nel Day-2 di test in Bahrain: “Credo che tutti stiano nascondendo il vero potenziale. Abbiamo avuto giornate di test che sono filate relativamente lisce, penso sia stata una preparazione molto buona per la prima gara. La partenza è molto importante, lo abbiamo tenuto in mente quando abbiamo esaminato il regolamento. È ancora piuttosto complicato per tutti, magari noi siamo in una situazione un po’ migliore e sono contento sia così. Mi piacciono i weekend con la Sprint ma non mi piacerebbe vederlo standardizzato in futuro. Per me 6 è il numero ideale”

Zelensky esclude il ritiro delle truppe ucraine dal Donbass

Roma, 19 feb. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto l’ipotesi di ritirare le truppe dal Donbass nell’ambito dei negoziati di pace con la Russia, sottolineando in un’intervista all’agenzia giapponese Kyodo le profonde divergenze tra Kiev e Mosca sulle condizioni per porre fine alla guerra.

La Russia vuole il pieno controllo del Donbass e chiede che le nostre forze si ritirino, questo non accadrà, ha affermato Zelensky, ribadendo la linea ucraina mentre i colloqui restano in stallo. Il presidente ha riconosciuto che la situazione sul campo è difficile: “Siamo in un periodo complicato di questa guerra. Stiamo combattendo per il fianco est del nostro paese. Lì il nemico sta avanzando, perché siamo carenti di brigate ben addestrate”.

Zelensky ha spiegato che Kiev aveva chiesto ai partner ù l’addestramento e l’equipaggiamento di fino a 14 brigate, ma che “di 14 brigate di cui abbiamo parlato con i nostri partner, due sono ben addestrate e armate. Ne abbiamo chieste 10, ne avremmo volute 14. Le nostre riserve non sono sufficienti, ecco perché la Russia ha potuto avanzare nell’Est”.

Il leader ucraino ha anche ridimensionato le cifre sulle perdite, contestando la stima di 80mila soldati uccisi: il numero reale sarebbe “molto inferiore”. Accusando Mosca di usare tattiche da “tritacarne” con scarso riguardo per le perdite, ha sostenuto che da settembre il rapporto tra caduti ucraini e russi è “uno a otto”. In dicembre Zelensky aveva indicato in circa 43mila i militari ucraini morti dall’inizio dell’invasione nel febbraio 2022.

Roma, 19 feb. (askanews) – Sul piano politico-diplomatico, il presidente ha lasciato intravedere una flessibilità rispetto alla linea originaria di riconquista totale dei territori occupati. Kiev “dovrà trovare soluzioni diplomatiche” per alcune aree come la Crimea, ha ammesso, riconoscendo implicitamente che la forza militare attuale non è sufficiente per recuperarle. L’obiettivo strategico resta tuttavia l’adesione alla Nato, definita “l’unico modo” per impedire future aggressioni russe.

Zelensky ha inoltre evocato il rischio di un ampliamento del conflitto con il coinvolgimento diretto della Corea del Nord, che secondo Kiev ha già fornito a Mosca oltre 100 missili balistici, almeno 60 dei quali impiegati contro l’Ucraina. I soldati nordcoreani, ha avvertito, potrebbero essere inviati al fronte come “carne da cannone” e acquisire esperienza operativa su missili, droni e guerra elettronica: competenze che “torneranno in Corea del Nord e costituiranno quasi certamente una minaccia per la sicurezza dell’Asia orientale”.

In questo contesto, Zelensky ha espresso aspettative di cooperazione militare con il Giappone, in particolare sul trasferimento di tecnologie per veicoli navali senza equipaggio. Il presidente ha sottolineato che i missili nordcoreani utilizzati dalla Russia contengono componenti prodotti anche in paesi terzi, tra cui Cina, Germania, Giappone e Stati uniti, segnalando l’interconnessione globale delle catene tecnologiche militari.

Pur mantenendo ferme le posizioni territoriali, Zelensky ha insistito sulla volontà di porre fine alla guerra: “Tutti in Ucraina vogliono che questa guerra finisca il più rapidamente possibile”. Ha aggiunto che la sua posizione di fondo coincide con quella del presidente statunitense Donald Trump e che intende mantenere stretti contatti con il suo team, mentre a Washington cresce lo scetticismo sull’adesione ucraina alla Nato. Il possibile allineamento tra Kiev e la futura linea americana appare, nelle sue parole, un fattore decisivo per qualsiasi accordo di pace.

Animazione, "Cartoons on the Bay" dal 27 al 30 maggio a Pescara

Roma, 19 feb. (askanews) – Tre decenni di racconto e valorizzazione della creatività digitale che hanno fatto la storia dell’animazione in Italia e costruito il prestigio internazionale di un riconoscimento Rai alle eccellenze di settore. Cartoons on the Bay – International Animation and Transmedia Festival festeggerà i suoi primi trent’anni di vita con una speciale edizione celebrativa in programma dal 27 al 30 maggio 2026, anche quest’anno ospitata negli spazi dello storico edificio Aurum oltre che in altri luoghi nevralgici della città di Pescara.

Il Paese ospite di questa edizione sarà il Belgio. Il Festival è promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara. La direzione artistica è affidata da quest’anno al giornalista culturale Adriano Monti Buzzetti.

Cuore del Festival sono i Pulcinella Awards, articolati nelle categorie: Preschool TV Show (2-4), Upper Preschool TV Show (4-6), Kids TV Show (7-11), Youth TV Show (11+), Interactive Animation, Short Film e Feature Film. Le opere in concorso saranno selezionate e votate da due giurie internazionali.

Sarà possibile iscriversi al concorso fino al 16 marzo attraverso la pagina Call for entry del sito www.cartoonsbay.rai.it. È in preparazione un ricco programma di eventi dedicati all’industria dell’animazione, ai giovani talenti italiani del settore, alle scuole, alle famiglie e al pubblico della città di Pescara, della regione Abruzzo e di tutti gli appassionati.

“La trentesima edizione di Cartoons on the Bay” – dice il Direttore Artistico di Cartoons on the Bay, Adriano Monti Buzzetti – “omaggia la storia e l’identità di un Festival che affonda le sue radici nella grande tradizione dell’animazione italiana e internazionale, ma che al contempo volge lo sguardo al futuro con una visione rinnovata. In questa prospettiva l’anniversario diventa anche una sorta di nuovo inizio a cui ispirarsi per intercettare nuove platee e intensificare il dialogo con l’innovazione tecnologica e creativa, per essere sempre più un luogo strategico di incontro tra industria, autori, nuovi talenti e giovani spettatori. Cartoons on the Bay si conferma una piattaforma viva, proiettata in avanti, dove si costruiscono le immagini e le narrazioni di domani”.

Il portavoce Roma Pride eletto co-chair del Global Advisory Council

Roma, 19 feb. (askanews) – Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride e presidente del Circolo Mario Mieli, è stato eletto co-chair del Global Advisory Council (GAC) – Regione 14 di InterPride, l’organismo internazionale che riunisce le organizzazioni Pride a livello globale e coordina la rappresentanza regionale all’interno della rete mondiale. Lo rende noto il Circolo Mario Mieli in un comunicato.

Colamarino – prosegue il testo – condividerà il mandato con il collega spagnolo Juan Carlos Alonso Reguero, rappresentando la Regione 14 che comprende Italia, Spagna, Portogallo, Malta, Principato di Monaco, San Marino, Andorra e Gibilterra.

Il Global Advisory Council è l’organo strategico attraverso cui le regioni contribuiscono alla definizione degli orientamenti politici e delle priorità programmatiche di InterPride, rafforzando la cooperazione internazionale e il sostegno al movimento LGBTQIA+ a livello globale.

“Desidero ringraziare tutte le organizzazioni Pride della Regione 14 che hanno scelto di sostenermi – ha dichiarato Colamarino -. Questa elezione è un risultato collettivo, che nasce dal lavoro di rete, dalla fiducia reciproca e dalla visione condivisa che in questi anni abbiamo costruito insieme”.

L’elezione assume un significato particolare anche in vista di un appuntamento storico: nel 2027 Roma ospiterà il Congresso Mondiale di InterPride, che riunirà nella capitale centinaia di organizzazioni Pride provenienti da tutto il mondo, ritenuto un momento centrale di confronto politico e strategico per il movimento LGBTQIA+ internazionale.

Tra gli obiettivi del mandato, spiegano gli addetti ai lavori, rafforzare il coordinamento tra i Pride della Regione 14, valorizzare le buone pratiche, sostenere le realtà più esposte e contribuire a una visione inclusiva, autorevole e realmente internazionale di InterPride.

Board of Peace, Trump: è il Comsiglio più prestigioso, ma c’è chi fa il furbo

Washington, 19 feb. (askanews) – “Credo che” questo sia il Consiglio (Board, Ndr) più importante. Certamente, in termini di potere e prestigio, non c’è mai stato nulla di simile, perché questi sono i più grandi leader mondiali. Quasi tutti sono stati accettati, e quelli che non lo sono stati lo saranno. Alcuni stanno facendo un po’ i furbi”, ma “non funziona, non puoi fare il furbo con me. Ma” alla fine “si uniranno tutti”, “la maggior parte di loro lo farebbe immediatamente”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump nel suo discorso di apertura della riunione inaugurale del Board of Peace.

E poi, ha proseguito Trump, “ci sono alcuni che non vogliamo davvero perché sono un problema. Prendiamoci cura di loro. Ma questo è il Board più prestigioso mai creato. Ho visto dei consigli aziendali fantastici” ma “sono noccioline in confronto a questo consiglio”.

Board of Peace, Trump: è il Comsiglio più prestigioso, ma c’è chi fa il furbo

Washington, 19 feb. (askanews) – “Credo che” questo sia il Consiglio (Board, Ndr) più importante. Certamente, in termini di potere e prestigio, non c’è mai stato nulla di simile, perché questi sono i più grandi leader mondiali. Quasi tutti sono stati accettati, e quelli che non lo sono stati lo saranno. Alcuni stanno facendo un po’ i furbi”, ma “non funziona, non puoi fare il furbo con me. Ma” alla fine “si uniranno tutti”, “la maggior parte di loro lo farebbe immediatamente”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump nel suo discorso di apertura della riunione inaugurale del Board of Peace.

E poi, ha proseguito Trump, “ci sono alcuni che non vogliamo davvero perché sono un problema. Prendiamoci cura di loro. Ma questo è il Board più prestigioso mai creato. Ho visto dei consigli aziendali fantastici” ma “sono noccioline in confronto a questo consiglio”.

Lavoro, al via la seconda fase del bando "Prospettive"

Roma, 19 feb. (askanews) – Accrescere le competenze digitali di persone disoccupate e inattive (34 – 67 anni) per consentire la riqualificazione professionale e l’inserimento nel mercato del lavoro. Questo l’obiettivo di “Prospettive+” – seconda fase del bando “Prospettive” – promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale. Il bando mette a disposizione 25 milioni di euro.

LO SCALE-UP. Il Piano Strategico 2025-2026, delineato dal Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale, ha stabilito, infatti, la realizzazione dello scale-up di bandi già realizzati attraverso la pubblicazione di nuove opportunità aperte a tutti gli stakeholder interessati. In questo caso, i progetti già sostenuti nell’ambito di “Prospettive” che hanno dimostrato maggiore impatto nella fase sperimentale riceveranno una premialità per il nuovo bando. L’obiettivo di “Prospettive+’ è sostenere – rispetto alla prima edizione – un numero limitato di progetti, di maggiori dimensioni in termini di risorse economiche assegnate, di beneficiari raggiunti e di raggruppamenti proponenti e consegnare al decisore pubblico le migliori pratiche in termini di efficacia e impatto generato.

IL CONTESTO ITALIANO. Secondo i più recenti dati Eurostat pubblicati a dicembre 2025, l’Italia registra un netto miglioramento rispetto alle competenze digitali: la quota di popolazione tra i 16 e i 74 anni con competenze digitalidi base sale dal 45,7% al 54,2%. Si tratta del secondo incremento più alto nell’UE, dopo la Danimarca, che consente al Paese di ridurre sensibilmente il divario con la media europea, pari a circa 60%. Nonostante il trend positivo, permangono ancora divari significativi che si accentuano con l’età e con il livello di istruzione: nella fascia 35-54 anni le competenze digitali di base riguardano il 78,3% dei laureati, ma solo il 25,7% di chi ha al massimo un titolo di istruzione secondaria inferiore, con effetti diretti sulle possibilità di rientro nel mercato del lavoro per chi è fuori dall’occupazione. La fragilità di disoccupati e inattivi è aggravata anche dalle disuguaglianze territoriali. I livelli più elevati di competenze digitali si registrano nella Provincia autonoma di Trento (56,8%), in Lombardia (53,4%), in Emilia-Romagna e nel Lazio (51,5%), mentre le percentuali più basse si osservano in Calabria (32,2%) e Campania (32,5%), ampliando il divario nelle opportunità di reinserimento lavorativo tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Nonostante la domanda di profili digitali sia in forte crescita – con oltre 222.000 annunci per professioni ICT nel biennio più recente e una quota di specialisti ICT pari al 4% degli occupati, contro il 5% della media UE – l’offerta di lavoratori adeguatamente formati resta insufficiente. Questo disallineamento si riflette anche nella struttura del lavoro esistente: solo il 37,1% degli occupati utilizza strumenti digitali per almeno metà del proprio tempo di lavoro, rispetto al 41,2% nella UE, indicando una diffusione ancora limitata delle competenze digitali nei contesti produttivi. In questo contesto, le carenze di competenze contribuiscono a rendere più difficile l’ingresso e il reinserimento nel mercato del lavoro, soprattutto per disoccupati e inattivi. Il quadro occupazionale conferma queste fragilità: a novembre 2025 il tasso di occupazione in Italia è pari al 62,6%, con un tasso di disoccupazione del 5,7% e una quota di inattivi ancora molto elevata, pari al 33,5% della popolazione in età lavorativa, con un’incidenza maggiore tra donne e adulti che non cercano attivamente un impiego.

A incidere negativamente è anche la partecipazione ancora limitata alla formazione continua: nel 2022 circa il 35,7% delle persone tra i 25 e i 64 anni ha preso parte ad attività di lifelong learning, comprensive di formazione formale (corsi universitari o equivalenti) e non formale (corsi brevi, seminari, apprendimento sul lavoro), con una crescita stimata tra il 39% e il 41,5% nel 2024-2025 secondo dati INAPP ed Eurostat. Nonostante il progresso, il tasso resta inferiore all’obiettivo UE del 47% fissato per il 2025, riducendo le opportunità di aggiornamento soprattutto per disoccupati e inattivi, che rischiano di rimanere esclusi dai processi di innovazione e trasformazione produttiva. In questo scenario, investire nel rafforzamento delle competenze digitali delle persone disoccupate e inattive è una priorità strategica per aumentare l’occupabilità, favorire il reinserimento lavorativo e ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali, contribuendo alla sostenibilità economica e sociale del Paese.

Per Alessio Butti, Sottosegretario di Stato con delega all’Innovazione tecnologica: “Per il Governo investire nelle competenze digitali rappresenta una priorità strategica per il futuro dell’Italia. In un momento storico caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e dalla crescente diffusione dell’Intelligenza Artificiale, il rafforzamento di un solido patrimonio di competenze è una condizione essenziale per garantire piena partecipazione alla vita del Paese e sostenere uno sviluppo economico e sociale duraturo. Promuovere l’inclusione digitale significa mettere ogni cittadino nelle condizioni di essere protagonista della vita democratica e di cogliere le opportunità offerte dall’innovazione. In questa direzione si inserisce il sostegno del Dipartimento per la Trasformazione Digitale all’azione e al ruolo del Fondo per la Repubblica Digitale e in particolare al nuovo bando rivolto a disoccupati e inattivi, il cui obiettivo è consolidarne le competenze, favorirne la riqualificazione professionale e accompagnarne l’ingresso nel mercato del lavoro. Un’azione concreta per ridurre il divario digitale e costruire un’Italia più moderna e competitiva”.

Per Giovanni Azzone, Presidente di Acri: “Con questo nuovo bando il Fondo Repubblica Digitale prosegue l’impegno per contribuire a ridurre il divario di competenze digitali nel Paese. La diffusione delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale rende sempre più necessario un aggiornamento continuo, ma non tutti hanno le stesse possibilità di accedervi, con il rischio di acuire le disuguaglianze già esistenti. Le prime evidenze della valutazione d’impatto sui progetti finora sostenuti dal Fondo indicano risultati positivi, sia nel rafforzamento delle competenze sia nelle opportunità di inserimento lavorativo. Le Fondazioni di origine bancaria confermano dunque la loro fiducia in un’iniziativa che contribuisce a sperimentare soluzioni efficaci per rendere più equo l’accesso alle nuove competenze digitali.”

Per Giovanni Fosti, Presidente del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale: “Con il bando Prospettive+, il Fondo per la Repubblica Digitale prosegue nel proprio impegno per un Paese più giusto e inclusivo, in cui la transizione digitale non lasci indietro nessuno. Le persone disoccupate e inattive non sono semplici destinatarie degli interventi, ma protagoniste di un percorso di crescita collettiva che riconosce il valore di ogni cittadina e cittadino. La nuova fase di scale-up punta a consolidare e valorizzare le esperienze più efficaci, mettendo a disposizione del decisore pubblico modelli solidi e replicabili su scala nazionale. In questo quadro, la collaborazione tra Governo e Fondazioni di origine bancaria rappresenta un pilastro essenziale per costruire una visione di lungo periodo e mobilitare le risorse necessarie a ridurre i divari sociali e territoriali che ancora segnano il nostro Paese.”

PROSPETTIVE+. C’è tempo fino al 15 maggio 2026 per presentare progetti, attraverso il portale Re@dy da parte di enti del terzo settore, soggetti privati senza scopo di lucro e soggetti pubblici. Le proposte devono essere presentate da partenariati costituiti da un minimo di tre fino a un massimo di otto soggetti. Il bando mette a disposizione 25 milioni di euro e mira a sostenere progetti in grado di rafforzare le competenze digitali di persone disoccupate e inattive, tra i 34 e i 67 anni, al fine di consentirne la riqualificazione professionale e l’inserimento nel mercato del lavoro.

COS’È IL FONDO. Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità e cittadini. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it.

Usa, dazi "flop": deficit commercio 2025 quasi immutato a 901 mld

Roma, 19 feb. (askanews) – A dispetto dei dazi commerciali varati dall’amministrazione Trump, gli Stati Uniti hanno chiuso il 2025 con un deficit commerciale quasi invariato a 901,5 miliardi di dollari, appena 2,1 miliardi in meno dei 903,5 miliardi del 2024. Lo riporta l’ufficio di analisi economica del Dipartimento Usa del commercio. Il disavanzo commerciali resta non lontano dal picco precedente, che risale agli anni ’60.

Le esportazioni sono aumentate di quasi 200 miliardi, a quota 3,432 miliardi, ma anche le importazioni sono salite in misura quasi analoga: 198 miliardi di dollari in più a 4.334 miliardi.

L’amministrazione federale riporta che i maggiori deficit commerciali sono quelli verso l’insieme dell’Unione Europea (219 miliardi) seguita da Cina (202 miliardi), Messico (197 miliardi) e Vietnam (178 miliardi). Con l’Italia gli Usa hanno chiuso il 2025 in disavanzo per 30,8 miliardi di dollari.

Francia, palazzo Chigi: stupore per parole Macron, da Meloni cordoglio

Roma, 19 feb. (askanews) – “A Palazzo Chigi sono state accolte con stupore le dichiarazioni del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso il suo profondo cordoglio e la sua costernazione per la drammatica uccisione del giovane Quentin Deranque e ha condannato il clima di odio ideologico che sta attraversando diverse nazioni europee. Dichiarazioni che rappresentano un segno di vicinanza al popolo francese colpito da questa terribile vicenda e che non entrano in alcun modo negli affari interni della Francia”. E’ quanto fanno sapere fonti di palazzo Chigi.

Macron a Meloni: basta commentare cioè che accade a casa degli altri

Roma, 19 feb. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato la premier Giorgia Meloni a “smettere di commentare quello che accade a casa degli altri”, riferendosi alla morte di Quentin Deranque, il giovane attivista nazionalista picchiato a morte a Lione. Commentando un post di Meloni sulla vicenda, a margine della visita in India Macron ha prima detto di essere stupito dal fatto che “i nazionalisti, che non vogliono essere disturbati nel proprio Paese,sono sempre primi a commentare quello che avviene altrove”. Poi ha aggiunto: “lasciate che ognuno se ne stia a casa sua e le pecore saranno ben custodite”. Su X è stato postato un video che riprende queste affermazioni.

La Russa: la penso come Mattarella, serve confronto civile referendum

Roma, 19 feb. (askanews) – “Io non sono Mattarella, sono molto, molto, molto meno, ma è quello che vado ripetendo da tempo. Io credo che la campagna sul referendum, perché credo che a questo si riferisse il Presidente, debba essere condotta sui temi tecnici, sui temi relativi al contenuto della riforma, che può piacere, può non piacere, ma non bisogna travisarla, non bisogna dare a questa riforma il senso e i contenuti che non ha”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa commentando, a margine della visita al Treno del ricordo che oggi fa tappa alla Stazione Ostiense di Roma, le parole del capo dello Stato ieri al CSM.

“Bisogna capire che c’è un provvedimento sottoposto al giudizio degli italiani che vuole separare i pubblici ministeri dai giudicanti e che vuole che il CSM sia costruito non col voto dei parlamentari da un lato e dall’altro lato dei giudici, ma per sorteggio. Questa è la materia. Su questo mi piacerebbe che civilmente ci si confrontasse, non su altro”, ha concluso La Russa.

La Russa: “Su Sea Watch d’accordo con Meloni, una sentenza abnorme”

Roma, 19 feb. (askanews) – “Ho visto il post della presidente del Consiglio Meloni e mi trovo pienamente d’accordo e la ringrazio per non aver avuto esitazione a denunziare un qualche cosa che ci sembra soprattutto assurdo”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa parlando della sentenza di risarcimento alla nave Sea Watch stigmatizzata mercoledì 18 febbraio dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

A margine della visita al Treno del ricordo alla stazione Ostiense a Roma La Russa ha sottolineato: “Non deve entrare nella polemica referendaria o cose del genere, ma credo che vada stigmatizzato un provvedimento che rende sempre più difficile fare rispettare le leggi in Italia. Credo che sia sotto gli occhi di tutti l’abnormità, secondo me, di una sentenza che vuole premiare chi aveva speronato una nave italiana delle forze dell’ordine”.

Sanremo, Raf: “Ho anche ricordi non proprio piacevoli, ma è gioia”

Milano, 19 feb. (askanews) – Raf sarà tra i protagonisti della 76esima edizione del Festival di Sanremo 2026 in gara con il brano “Ora e per sempre”, una ballad romantica e introspettiva che arriva dritta al cuore scritta a quattro mani con il figlio Samuele Riefoli. Raf si presenta in gara dopo 11 anni dal suo ultimo Sanremo: è la quinta partecipazione al Festival per il cantautore tra i più acclamati e padre del pop in Italia.

“Sanremo vuol dire tensione, emozione, al tempo stesso gioia, voglia di esserci. Sanremo unisce tutta l’Italia da tanti anni con alti e bassi, ma comunque c’è sempre stato. Ed è un momento molto importante per gli italiani, ma poi è guardato anche all’estero. Ed è un palcoscenico importante se hai un progetto nuovo, un progetto di un album di inediti, se hai un tour. È importante perché hai modo di parlare anche di questo. Quindi, sì, io ho dei ricordi, ma anche non proprio piacevoli perché lì è capitato negli anni che la classifica della gara non era a mio favore, ma poi quelle stesse canzoni sono diventate delle grandi hit che poi durano nel tempo. Questa è la cosa che io mi aspetto, che è la cosa più importante al di là della gara”.

Raf, all’anagrafe Raffaele Riefoli, torna sul palco del Teatro Ariston è una confessione sincera trasformata in musica. Non è solo una canzone, è un insieme di fotogrammi di vita vissuta, è un racconto autobiografico che prende forma attraverso parole cariche di verità.

“Il testo nasce da un bigliettino trovato in un cassetto proprio nei giorni quando pensavo al testo. Mi è capitato che questo biglietto era il ritaglio di un quaderno del lontano ’96 che non era altro che la classica promessa di matrimonio che il sacerdote ti fa leggere, devi imparare memoria, poche righe che si concludono con finché morte non vi separi. Era scritto in spagnolo perché io e Gabriella ci siamo sposati a Cuba appunto nel ’96 e quella frase finale a me sembrava troppo malinconica allora l’ho sbarrata con una matita e ho scritto sotto sempre a matita in spagnolo. Ora e per sempre. Quella frase mi sono detto dopo averlo ritrovato, ho letto quella frase e ho detto, beh, mi sembra il titolo della canzone. Il titolo ce l’ho. Ora vado avanti col testo.

Per Raf un ritorno che ha il sapore di una sfida, un nuovo capitolo della sua carriera ultra quarantennale, segnata ora dal ritorno in Warner Records / Warner Music Italy.

“Vivo serenamente questo momento, voglio divertirmi e ce la metterà tutta affinché sia così. Voglio che questo Sanremo sia nell’album dei mie ricordi più belli – commenta Raf – Ora e per sempre è la storia d’amore di due persone che si sono conosciute verso la fine degli anni ’80 e che continuano a vivere insieme, confrontandosi con un mondo che è completamente cambiato e che loro non avrebbero mai potuto immaginare così. Questo amore che attraversa gli anni è contestualizzato rispetto a quello che è la realtà”.

In occasione della serata delle cover, venerdì 27 febbraio sul palco dell’Ariston Raf duetterà con i The Kolors sulle note di “The Riddle”, una hit degli anni ’80, della pop star britannica Nik Kershaw.

Dopo l’esperienza sanremese, Raf si dedicherà all’attività in studio per registrare il suo nuovo album e si appresterà a vivere una calda estate di live in tutta Italia del tour “Infinito – Estate 2026”, organizzato da Friends & Partners in collaborazione con Girotondo srl e MOMY RECORDS.

La Russa esprime “solidarietà” ai giornalisti di Fanpage sfruttati

Roma, 19 feb. (askanews) – “Non so se ci sono qui giornalisti di Fanpage. Ho letto una notizia che faceva riferimento a un loro sfruttamento del lavoro. Fedele a quello che abbiamo sempre detto, noi siamo dalla parte di chi lavora e merita una retribuzione adeguata. Quindi piena solidarietà ai giornalisti di Fanpage”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa arrivando alla cerimonia del treno del ricordo alla stazione Ostiense di Roma.

Il Papa nei prossimi mesi andrà anche a Lampedusa

Roma, 19 feb. (askanews) – La Prefettura della Casa Pontificia ha reso noto il programma delle visite Pastorali di Papa Leone XIV programmate in Italia nei prossimi mesi.

In particolare, come riferisce la Sala stampa vaticana, questo è il programma previsto: – 8 maggio (1 anniversario del suo pontificato) venerdì: mattina a Pompei: Santa Messa e supplica alla Madonna, pranzo; pomeriggio a Napoli: Cattedrale: incontro con Clero e Religiosi-Piazza Plebiscito-incontro con la cittadinanza; – 23 maggio sabato: mattina ad Acerra incontro con i fedeli delle Terre dei Fuochi; – 20 giugno sabato: pomeriggio a Pavia; – 4 luglio sabato: mattina a Lampedusa; – 6 agosto giovedì: mattina a Santa Maria degli Angeli ad Assisi, incontro con i giovani riuniti nel Centenario del Transito di San Francesco; Santa Messa; – 22 agosto sabato: pomeriggio a Rimini incontro con i partecipanti al 47mo Meeting per l’amicizia fra i popoli-Santa Messa con i Fedeli della Diocesi.

Tajani a Washington per riunione Board of Peace: Lavoriamo per la pace

Washington, 19 feb. (askanews) – “Assolutamente no”: l’Italia non può restare ai margini di questo processo di pace. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al suo arrivo a Washington, dove oggi parteciperà alla prima riunione del Board of Peace.

“Abbiamo visto – ha spiegato Tajani – che Paesi come la Germania, il Regno Unito, la Norvegia e tanti altri Paesi europei partecipano da osservatori a questa riunione” del Board of Peace, “dove si parla del futuro di Gaza. Noi lavoriamo per la pace, non si tratta di stare a favore di uno o contro qualcun altro. Noi lavoriamo esclusivamente per la pace”.

“Prima della riunione – ha aggiunto il ministro degli Esteri – vedrò anche l’Alto rappresentante della ricostruzione che è un mio ex collega al Parlamento europeo, il bulgaro”, Nickolay Mladenov, “e vedremo cosa potremo fare anche noi italiani.

“Pensiamo di preparare un nostro piano finanziario, confermiamo la decisione di inviare i carabinieri per la formazione della polizia gazawa in Giordania e confermiamo la nostra presenza anche a Gerico con i Carabinieri per la formazione della polizia della Cisgiordania e la nostra presenza con i Carabinieri a Rafah. Quindi l’Italia sarà presente alla ricostruzione, perché è vitale la stabilizzazione di quel territorio”.

“Noi siamo qui per costruire pace, per lavorare, come abbiamo sempre fatto in questi anni, per aiutare la popolazione palestinese con l’obiettivo di avere due popoli e due Stati”, ha ribadito Tajani.

Bce, Cipollone: "Lagarde non sta pensando di fare le valigie"

Roma, 19 feb. (askanews) – Piero Cipollone è tornato a smentire le ipotesi di stampa di una uscita anticipata da Christine Lagarde dalla Presidenza della Bce. “La presidente Lagarde è pienamente coinvolta a dirigerci come sempre, con la sua mano ferma ma gentile. Con una grande visione negli interventi pubblici che ha rilasciato negli ultimi tempi, che non lasciano presagire, almeno dal mio punto di vista, nessuna intenzione in tal senso”, ha detto durante una audizione al Senato.

“Io non ho nessuna informazione riservata, sto a quello che vedo tutti i giorni – ha proseguito – che è un impegno continuo della presidente a dirigerci come sempre, a guidare la Bce come sempre. E i suoi ultimi interventi pubblici non lasciano presagire nessuna intenzione in questo senso. Anzi mi pare che sia molto impegnata nello spingere sulla Unione di risparmi e degli investimenti. Non mi sembra un atteggiamento di chi sta pensando di fare le valigie”.

Sea Watch, La Russa: d’accordo con Meloni, sentenza abnorme

Roma, 19 feb. (askanews) – “Ho visto il post della Presidente del Consiglio Meloni e mi trovo pienamente d’accordo e la ringrazio per non aver avuto esitazione a denunziare un qualche cosa che ci sembra soprattutto assurdo”. Lo ha detto il Presidente del Senato Ignazio La Russa parlando della sentenza di risarcimento alla nave Sea Watch stigmatizzata ieri dalla premier Meloni.

A margine della visita al Treno del ricordo alla stazione Ostiense di Roma La Russa ha sottolineato: “Non deve entrare nella polemica referendaria o cose del genere, ma credo che vada stigmatizzato un provvedimento che rende sempre più difficile fare rispettare le leggi in Italia. Credo che sia sotto gli occhi di tutti l’abnormità, secondo me, di una sentenza che vuole premiare chi aveva speronato una nave italiana delle forze dell’ordine”.

L’ex principe Andrew è stato arrestato in Gb dopo le rivelazioni degli Epstein Files

Roma, 19 feb. (askanews) – Andrew Mountbatten-Windsor, l’ex principe Andrea, è stato arrestato con l’accusa di abuso di ufficio nell’ambito di un’inchiesta sul caso Epstein: è quanto riporta la Bbc.

Il comunicato della polizia della Thames Valley, si limita ad affemare di aver “arrestato un uomo sulla sessantina del Norfolk con l’accusa di abuso d’ufficio” e di stare effettuando “perquisizioni presso vari indirizzi nel Berkshire e nel Norfolk”. “L’uomo è attualmente in custodia cautelare”, conclude il comunicato, che omette di fornire alcuna generalità “come da linee guida nazionali”.

Euro digitale, Cipollone: momento cruciale per rafforzare indipendenza Ue

Roma, 19 feb. (askanews) – “Questo è un momento cruciale per l’Europa. In un contesto globale definito da rapidi cambiamenti, da incertezza strategica e tensioni geopolitiche, l’Europa deve rafforzare la propria indipendenza costruendo un’economia forte, innovativa e competitiva”. Lo afferma Piero Cipollone, componente del Comistato esecutivo della Bce, secondo il testo del suo intervento introduttivo a una audizione alla Commissione banche al Senato.

Cipollone è a Roma, di nuovo per perorare la causa della creazione di una versione digitale dell’euro. “Non è un appello al protezionismo, ma un’esortazione a investire nella capacità collettiva dell’Europa di innovare e competere a livello mondiale. La Bce, insieme alle banche centrali nazionali dei paesi dell’area dell’euro, è pronta a fare la sua parte nel promuovere l’autonomia e la sicurezza dell’Europa”, ha sostenuto.

“Nel mandato istituzionale della Banca centrale europea figurano due compiti particolarmente rilevanti per la nostra discussione di oggi: l’emissione di moneta di banca centrale e la promozione del regolare funzionamento dei sistemi di pagamento”. Ed “esistono due tipi di moneta di banca centrale – ha spiegato -: la moneta al dettaglio, utilizzata da cittadini e imprese per l’acquisto di beni e servizi, e la moneta all’ingrosso, con cui le banche regolano le reciproche obbligazioni finanziarie”.

L’euro digitale “riguarda principalmente le transazioni al dettaglio”, mentre i pagamenti digitali “sono ormai la norma e le nuove tecnologie stanno rivoluzionando i servizi finanziari. Questo panorama offre grandi opportunità per stimolare la crescita, ma presenta anche delle sfide. Dobbiamo assicurare che la moneta di banca centrale continui a rispondere alle esigenze dell’era digitale, per salvaguardare la sovranità monetaria dell’Europa in un mondo digitale”.

Lo scorso ottobre “i leader europei hanno sottolineato l’importanza di ‘completare rapidamente i lavori legislativi e accelerare altre fasi preparatorie’ per l’euro digitale. Il loro messaggio era chiaro: il momento di agire è ora – ha sostenutio Cipollone -. In un mondo in rapida trasformazione, dimostriamo agli europei che sappiamo raccogliere le sfide con determinazione, proteggendo la nostra moneta e garantendo la libertà dei cittadini di pagare come desiderano. Potranno beneficiarne tutti: consumatori, commercianti e prestatori di servizi di pagamento”.

IA, Urso a summit Nuova Delhi firma accordo su progetti in Africa

Roma, 19 feb. (askanews) – Raggiunto a Nuova Delhi un accordo di collaborazione strategica trilaterale tra Italia, India e Kenya per sviluppare in Africa, nell’ambito dell’AI Hub for Sustainable Development promosso dal Mimit con l’UNDP e in coerenza con il Piano Mattei, la diffusione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. L’intesa, riporta un comunicato, nel quadro del Piano d’Azione Strategico India-Italia 2025-2029, è stata formalizzata a margine dell’AI Impact Summit dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, presente al vertice globale in rappresentanza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al ministro indiano dell’Elettronica e delle Tecnologie dell’Informazione, Ashwini Vaishnaw, e al ministro dell’Informazione, Comunicazioni ed Economia Digitale del Kenya, William Kabogo Gitau.

“Con questo accordo consolidiamo la collaborazione tra Italia, India e Kenya per sviluppare l’intelligenza artificiale nel continente africano, in linea con gli obiettivi del nostro Piano Mattei”, ha dichiarato il ministro Urso. “L’India, grande partner dell’Italia e interlocutore cruciale per le nostre imprese nello sviluppo dell’IA e dell’innovazione, potrà svolgere un ruolo centrale al fianco dell’AI Hub promosso dal Mimit durante la Presidenza italiana del G7: insieme trasformiamo la cooperazione in progetti concreti al servizio dello sviluppo sostenibile in Africa”, ha aggiunto il ministro.

L’intesa, prosegue il comunicato, punta a costruire percorsi strutturati di adozione dell’intelligenza artificiale, avviando dal 2026 quindici casi d’uso prioritari ad alto impatto e contribuendo all’obiettivo di creare cento percorsi di diffusione dell’AI nei Paesi del Sud Globale. Accanto all’AI Hub del Mimit sono coinvolte la EkStep Foundation / People+AI per l’India e la Direzione per l’Economia Digitale e le Tecnologie Emergenti del Governo del Kenya. La collaborazione rafforzerà infrastrutture abilitanti, modelli operativi e competenze per accompagnare le soluzioni di IA dalla fase pilota alla piena scalabilità.

Particolare attenzione sarà dedicata alla diffusione della voice AI nelle lingue africane, per ampliare l’accesso ai servizi digitali e ridurre le barriere linguistiche. È inoltre prevista l’istituzione di un gruppo di lavoro trilaterale Italia-India-Kenya per guidare e monitorare i primi 15 casi d’uso, in raccordo con le strategie nazionali.

La Lettera di Intenti, dice ancora il Mimit, di natura non vincolante, conferma l’impegno comune per una diffusione dell’intelligenza artificiale inclusiva, trasparente e rispettosa della sovranità dei dati. Con questa firma, l’Italia rafforza il proprio ruolo di ponte tra ecosistemi innovativi e promotrice di un approccio multilaterale orientato all’impatto concreto sullo sviluppo economico e sociale. (fonte immagine: MIMIT)

Wsj: Trump ha ricevuto il briefing sulle opzioni militari contro l’Iran

Roma, 19 feb. (askanews) – Trump ha ricevuto informazioni sulle sue opzioni militari qualora decidesse di colpire l’Iran, tutte mirate a massimizzare i danni al regime e ai suoi alleati, secondo quanto riportato da funzionari statunitensi intervistati dal Wall Street Journal.

Secondo il Wsj, le opzioni militari statunitensi per un’operazione della durata di settimane includono una campagna per uccidere decine di leader politici e militari iraniani nel tentativo di rovesciare il governo. Un’altra opzione in fase di valutazione è una campagna aerea più limitata che prenda di mira basi nucleari e missilistiche.

Bonelli (Avs): contro di me minacce e odio politico, a rischio la democrazia

Milano, 19 feb. (askanews) – “Da due mesi e mezzo io e la mia famiglia siamo oggetto di minacce, lettere intimidatorie, messaggi sui social carichi di odio. Ho parlato a lungo con le forze dell’ordine, ma ora ho sentito il dovere di denunciare pubblicamente ciò che sta accadendo”. Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, commenta in un’intervista a La Stampa il clima di crescente tensione politica.

“Trovo inquietante che Matteo Salvini abbia associato il simbolo della nostra alleanza a un fatto di sangue. Dopo le parole del ministro Piantedosi in Aula, che ci ha indicato come ‘complici’ delle violenze, siamo stati trasformati in bersagli politici. E quando si indicano dei bersagli, qualcuno poi passa ai fatti”. Bonelli racconta episodi gravissimi: una lettera con la foto del suo matrimonio e l’indirizzo della sua abitazione a Roma; minacce sui social come “ti veniamo a prendere sotto casa con il machete”; un’altra missiva in cui si legge che i suoi figli “dovrebbero essere presi a martellate in testa”; due croci affisse alla porta della sua casa di Ostia con la sua fotografia. Anche la sorella è stata minacciata con messaggi che evocano violenze e morte.

“Sono stato quattro volte negli uffici della polizia negli ultimi giorni. La mia priorità è proteggere mia figlia di 9 anni. Se questa situazione dovesse continuare, sono pronto anche a lasciare il mio incarico parlamentare. Non posso accettare che l’odio politico metta a rischio la serenità della mia famiglia”. Bonelli sottolinea come evocare gli anni di piombo sia “una follia” e un atto irresponsabile: “Chi ha responsabilità istituzionali dovrebbe pesare le parole. Non si costruisce consenso alimentando paura e tensione. C’è bisogno di abbassare i toni”.

E conclude con un appello: “La non violenza è rivoluzionaria. Ai giovani dico: non cadete nella trappola dell’odio. Disarmate le menti e le mani violente. La democrazia si difende con il confronto, non con l’intimidazione”.

Sanremo, Fulminacci: “Ho ricordi legati a pandemia ma anche positivi”

Milano, 19 feb. (askanews) – Fulminacci è pronto a salire sul palco dell’Ariston per la 76 edizione del Festival di Sanremo con il brano “Stupida sfortuna”. Un ritorno dopo il debutto sul palco nel 2021 con “Santa Marinella”. “I ricordi che ho legati a Sanremo sono legati anche alla pandemia quindi è un momento molto buio per tutti noi esseri umani in realtà. Poi ci sono tornato come ospite di Gazzelle e lì ho capito che può essere anche un luogo di divertimento e di bagno di folla e ora lo abbraccerò nella sua interezza in questi termini. Chiaramente per quanto riguarda la mia prima esperienza a Sanremo ho tantissimi ricordi positivi perché era una prima volta e quindi era una prima volta in un contesto così importante per tutta l’Italia. Non c’era il pubblico però le interviste erano fatte, diciamo, su su zoom, Skype, insomma era un po’ più fredda l’atmosfera. Stavolta c’era il pubblico in sale, quindi non vedo l’ora di vederlo e di avere dei feedback veri e propri in carne e ossa”.

Cantautore tra i più originali e riconoscibili della scena italiana, Fulminacci si è affermato rapidamente come una delle penne più personali del cantautorato contemporaneo. E a Sanremo porta un brano autobiografico: “Stupida sfortuna è un brano che parla di me, di quello che mi è successo nella vita e riflette sugli errori che ho fatto, cerca di capire dove posso stare più attento in futuro ed è nato con Golden Years, che è anche il produttore del brano, il produttore di praticamente tutte le canzoni del mio disco. È nato in studio con grande naturalezza e è un pezzo molto onesto che racconta esattamente quello che sono e quello che vissuto nell’ultimo anno della mia vita”.

Venerdì 13 marzo uscirà con “Calcinacci” (Maciste Dischii/Warner Records Italy/Warner Music Italy), Un album che attraversa addii, fughe, relazioni irrisolte e desideri che cambiano forma, soffermandosi su quegli istanti apparentemente ordinari che, se osservati con attenzione, diventano straordinari. C’è ironia, a tratti spiazzante, e una malinconia leggera che accompagna ogni traccia. Il disco ride delle proprie sventure, accetta le contraddizioni, si sporca le mani con l’imperfezione e ne fa un punto di forza.

Nel corso della serata delle cover, Fulminacci sarà accompagnato da Francesca Fagnani, giornalista e conduttrice tra le più brillanti e taglienti in Italia, per dare vita a un sorprendente incontro artistico. Per l’occasione due reinterpreteranno “Parole parole”, il capolavoro senza tempo dell’iconica Mina.

Ad aprile 2026, infatti, prenderà il via da Roma il “Palazzacci tour 2026”, che rappresenta una nuova tappa nel percorso di crescita dell’artista e nell’affermazione della sua penna unica nel cantautorato contemporaneo. Uno stile apprezzato fin dagli esordi da pubblico e critica, che gli è valso la Targa Tenco 2019 nella categoria Opera Prima.

Sulla Sea Watch Salvini ha attaccato i giudici

Milano, 19 feb. (askanews) – La sentenza che dispone il risarcimento per la ONG SeaWatch è “follia” e dimostra “un pregiudizio politico” da parte di “certi giudici” che “si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani”. Lo ha affermato il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, intervistato a Mattino Cinque su Canale5.

“Impedire il traffico di essere umani non è un capriccio della Lega o di Salvini, significa salvare vite e difendere i confini. Anche perchè la metà dei casi di cronaca nera dipendono da stranieri: sono troppi, stiamo lavorando per rimandarli tutti a casa loro perchè i clandestini delinquono, scippano, stuprano. Certo i magistrati non aiutano. Da parte di alcuni giudici c’è un pregiudizio politico che si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani. Se dobbiamo risarcire una che ha speronato una motovedetta… Questi giudici non fanno il bene dell’Italia”, dice ancora Salvini, seppure la SeaWatch fu assolta dall’accusa di aver speronato la motovedetta dalla Guardia di Finanza.

Da qui l’appello di Salvini a votare Sì al referendum confermativo della riforma della giustizia: “Con il Sì si toglie la politica dai tribunali, il potere di nomina dalle correnti e si viene privilegiato il merito. Oggi le correnti decidono dove va un giudice, e nessuno viene sanzionato o licenziato anche se sbaglia. Tutti gli altri lavoratori vengono lasciati a casa se sbagliano, i magistrati no. Con la riforma si crea una Alta Corte che potrà sanzionare i magistrati che sbagliano perchè giudici non sono intoccabili e non sono infallibili”.

Bce: le famiglie in Italia pagano l’elettricità il doppio delle industrie energivore

Roma, 19 feb. (askanews) – In Italia, come in Germania e in e in Spagna, per le bollette sull’energia le famiglie pagano circa il doppio rispetto a quello che pagano le industrie a maggiore intensità energetica. Lo rileva la Banca centrale europea, in una analisi inserita nel suo ultimo Bollettino economico.

“Le famiglie dell’area dell’euro pagano circa il doppio per l’elettricità rispetto alle industrie ad alta intensità energetica – afferma la Bce – perché tutte le componenti della bolletta risultano più care”.

“In Francia e nei Paesi Bassi, le famiglie pagano circa il 64 e il 20 per cento in più rispetto alle industrie ad alta intensità energetica. Questo fenomeno è ancora più marcato in Germania, Spagna e Italia – prosegue lo studio – dove i prezzi dell’energia elettrica per le famiglie sono più elevati di circa il 100 per cento”.

Secondo la Bce, “i paesi che dipendono dai combustibili fossili importati per la produzione di energia elettrica vanno tendenzialmente incontro a prezzi dell’elettricità più elevati, in quanto tali combustibili generalmente hanno costi marginali più elevati rispetto al nucleare o alle fonti rinnovabili. Inoltre, differenze nelle imposte nazionali e nella regolamentazione degli oneri di rete sono anch’esse all’origine di notevoli variazioni tra paesi nei prezzi finali dell’energia elettrica”.

Bce: famiglie Italia pagano elettricità il doppio di industrie energivore

Roma, 19 feb. (askanews) – In Italia, come in Germania e in e in Spagna, per le bollette sull’energia le famiglie pagano circa il doppio rispetto a quello che pagano le industrie a maggiore intensità energetica. Lo rileva la Banca centrale europea, in una analisi inserita nel suo ultimo Bollettino economico.

“Le famiglie dell’area dell’euro pagano circa il doppio per l’elettricità rispetto alle industrie ad alta intensità energetica – afferma la Bce – perché tutte le componenti della bolletta risultano più care”.

“In Francia e nei Paesi Bassi, le famiglie pagano circa il 64 e il 20 per cento in più rispetto alle industrie ad alta intensità energetica. Questo fenomeno è ancora più marcato in Germania, Spagna e Italia – prosegue lo studio – dove i prezzi dell’energia elettrica per le famiglie sono più elevati di circa il 100 per cento”.

Secondo la Bce, “i paesi che dipendono dai combustibili fossili importati per la produzione di energia elettrica vanno tendenzialmente incontro a prezzi dell’elettricità più elevati, in quanto tali combustibili generalmente hanno costi marginali più elevati rispetto al nucleare o alle fonti rinnovabili. Inoltre, differenze nelle imposte nazionali e nella regolamentazione degli oneri di rete sono anch’esse all’origine di notevoli variazioni tra paesi nei prezzi finali dell’energia elettrica”.

Bce: buona tenuta dell’economia mentre inflazione resterà attorno al 2%

Roma, 19 feb. (askanews) – Nel mantenere ancora una volta invariati i tre tassi di interesse di riferimento per l’area euro, lo scorso 5 febbraio il Consiglio direttivo della Bce “ha confermato nuovamente che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine”. Nel frattempo “l’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale. Il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, l’esecuzione graduale della spesa pubblica per difesa e infrastrutture, insieme agli effetti favorevoli derivanti dalle passate riduzioni dei tassi di interesse, stanno sostenendo la crescita”. Lo riporta il Bollettino economico pubblicato oggi dall’istituzione monetaria.

“Al tempo stesso, le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza delle politiche commerciali a livello mondiale e delle tensioni geopolitiche in atto”, aggiunge la Bce.

Per le decisioni future, la Bce mantiene la stessa linea seguita per mesi: ossia “un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. Le decisioni – si legge – saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria”.

“Il Consiglio direttivo – conclude il documento – non intende vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Sea Watch, Salvini: giudici contro l’Italia, votare Sì a referendum

Milano, 19 feb. (askanews) – La sentenza che dispone il risarcimento per la ONG SeaWatch è “follia” e dimostra “un pregiudizio politico” da parte di “certi giudici” che “si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani”. Lo ha affermato il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, intervistato a Mattino Cinque su Canale5.

“Impedire il traffico di essere umani non è un capriccio della Lega o di Salvini, significa salvare vite e difendere i confini. Anche perchè la metà dei casi di cronaca nera dipendono da stranieri: sono troppi, stiamo lavorando per rimandarli tutti a casa loro perchè i clandestini delinquono, scippano, stuprano. Certo i magistrati non aiutano. Da parte di alcuni giudici c’è un pregiudizio politico che si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani. Se dobbiamo risarcire una che ha speronato una motovedetta… Questi giudici non fanno il bene dell’Italia”, dice ancora Salvini, seppure la SeaWatch fu assolta dall’accusa di aver speronato la motovedetta dalla Guardia di Finanza.

Da qui l’appello di Salvini a votare Sì al referendum confermativo della riforma della giustizia: “Con il Sì si toglie la politica dai tribunali, il potere di nomina dalle correnti e si viene privilegiato il merito. Oggi le correnti decidono dove va un giudice, e nessuno viene sanzionato o licenziato anche se sbaglia. Tutti gli altri lavoratori vengono lasciati a casa se sbagliano, i magistrati no. Con la riforma si crea una Alta Corte che potrà sanzionare i magistrati che sbagliano perchè giudici non sono intoccabili e non sono infallibili”.

Al Museo Diocesano di Milano la Crocifissione di Hans Memling

Milano, 19 feb. (askanews) – Il Museo Diocesano di Milano ospita dal 19 febbraio al 17 maggio 2026 la Crocifissione di Hans Memling, databile intorno al 1467-1470 circa e proveniente dal Museo Civico di Palazzo Chiericati del Comune di Vicenza. La mostra Hans Memling. La Crocifissione. Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoro, a cura di Valeria Cafà, Giuseppe Frangi e Nadia Righi, mette in dialogo il capolavoro di Memling con le opere di Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli. La tavola costituiva in origine il pannello centrale di un trittico, donata ai Musei Civici di Vicenza nel 1865 dai conti vicentini Matteo e Ludovico Folco, raffigura al centro Cristo Crocifisso, circondato sulla sinistra da San Giovanni Evangelista, che sorregge la Vergine addolorata, e dalla Maddalena, inginocchiata ai piedi della croce; mentre dall’altro lato appaiono San Giovanni Battista, che regge un agnello, e San Bernardo di Chiaravalle, protettori del committente, l’abate cistercense Jan Crabbe nel dipinto inginocchiato in primo piano.

Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano di Milano ha raccontata ad askanews: “Il progetto espositivo che presentiamo in occasione della Quaresima e della Pasqua ruota intorno alla meravigliosa Crocifissione di Hans Memling che proviene dai Musei Civici di Vicenza, dalla Pinacoteca di Palazzo Chiericati. È un’opera straordinaria di un meraviglioso maestro del Rinascimento Fiammingo e, come di consueto, ai nostri visitatori viene proposto un percorso di avvicinamento. All’opera non si arriva subito, non si arriva velocemente, ma viene richiesto di guardare con lentezza: informandosi, acquisendo informazioni, leggendo la storia, l’iconografia, attraversando delle parti con dei video e con una musica appositamente composta che aiuta i nostri visitatori a guardare ogni dettaglio. E parte integrante del percorso sono quattro opere coordinate da Giuseppe Frangi di Casa Testori realizzate da quattro artisti contemporanei: Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli, che si sono letteralmente messi in gioco a guardare questo capolavoro e a chiedersi cosa significa per sé, cosa può dire ancora oggi un capolavoro del passato. Credo che questa sia la sfida di questo progetto, arrivare davvero a entrare in rapporto con uno straordinario capolavoro dell’arte del passato. L’arte in fondo è sempre contemporanea, cioè può sempre raccontare qualcosa anche all’uomo d’oggi e aiutare ciascuno di noi ad essere migliore”. La Crocifissione, posta al centro dell’allestimento, diventa il punto di riferimento per gli artisti, chiamati a guardarlo con rispetto e discrezione, lasciandosi ispirare da dettagli compositivi, cromatici e iconografici che ciascuno rielabora in chiave attuale e contemporanea.

La mostra, con il patrocinio del Comune di Milano, è realizzata grazie a PwC Italia main sponsor nell’ambito del progetto PwC per la cultura, Fiera Milano sponsor, Zeroglass sponsor tecnico e con il sostegno di Fondazione Grana Padano e Fondazione Maurizio Fragiacomo.

Dl Bollette, Pichetto: "Chi paga dice è troppo e chi riceve è troppo poco"

Roma, 19 feb. (askanews) – Su energia e bollette, con il nuovo decreto del governo “quelli che pagano dicono che pagano troppo e quelli che ricevono dicono che ricevono troppe poco. È la realtà di un sistema regolato, dove bisogna tenere un equilibrio rispetto alle disponibilità”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin a “Radio anch’io”, su Radio1 Rai, all’indomani del via libera del governo al provvedimento.

Per quanto riguarda le proteste delle società energetiche, “è chiaro che se si abbassano i prezzi, tutti i margini si abbassano”. Anche qui “si tratta di trovare un punto di equilibrio”, ha proseguito.

Nestlé, nel 2024 fatturato -2% a 89,5 mld franchi, utile -17%

Roma, 19 feb. (askanews) – Il gruppo Nestlé ha chiuso il 2025 con un fatturato totale in calo del 2% a 89,5 miliardi di franchi, mentre l’utile netto è calato del 17% a 9 miliardi.

Secondo l’amministratore delegato Philipp Navratil, i dati “riflettono le azioni mirate intraprese in un contesto esterno difficile. La crescita interna è stata positiva su tutte le zone e a livello globale. Stiamo accelerando la nostra strategia e rafforzando l’innovazione e l’integrazione di mercato. Sono fiducioso – ha aggiunto in una nota – che riusciremo a assicurare un consistente miglioramento nel corso del 2026 e oltre”.

Per quest’anno il gigante alimentare pronostica una crescita organica tra il 5% e il 6%. (fonte immagine: Nestlé)

Referendum, è buona regola confrontarsi nel merito

Il nodo delle procure e l’equilibrio del processo

È importante il confronto che si è aperto su questo giornale sul tema del prossimo referendum. Ortensio Zecchino e Luigi Rapisarda mi hanno invitato a porre di più l’accento sulla questione tecnica, di merito. Lo faccio volentieri.

Partiamo dal cuore della questione: una presunta dominanza delle procure (spesso politicizzate) che metterebbe in soggezione il giudice, indebolendo il sacrosanto diritto ad un giusto processo. Ebbene, si può essere davvero convinti che trasformando le procure in un corpo del tutto autonomo sia possibile delimitarne l’esuberanza? E come dovrebbe avvenire questa evoluzione?

Per diversi commentatori — ultimo Luciano Violante sul “Corriere della Sera” di martedì — questa soluzione porterebbe a due rischi: un ulteriore potenziamento delle procure, davvero a quel punto una “corporazione autonoma”, oppure al controllo politico delle procure stesse, come ha chiaramente detto il ministro Nordio invitando l’opposizione in questa direzione per trarne vantaggio in caso di vittoria. In entrambi i casi l’equilibrio dei poteri definito dalla Costituzione repubblicana ne uscirebbe stravolto, con rischi peggiori dei mali che si vorrebbe curare.

Separazione delle carriere e assetto del CSM

Vediamo poi la disarticolazione del CSM. Zecchino ha ricordato la posizione di Franco Marini favorevole alla separazione delle carriere nella stagione della Bicamerale D’Alema. È vero, ma è altresì vero che la riforma che Marini sosteneva prevedeva che il CSM rimanesse uno e che vi fossero due sezioni al suo interno, non costituite con sorteggi. Ben altro discorso rispetto a quello proposto anche nell’attuale legislatura e del tutto rifiutato dal governo.

Per restare al merito mi taccio sulle ragioni politiche che portavano Marini a quella posizione in quel momento storico.

Il precedente costituzionale e il ruolo del Parlamento

Torniamo poi all’art. 138 della Costituzione. Come ha ricordato nei giorni scorsi il prof. Nicola Lupo su “Quaderni Costituzionali”, nei 23 casi di processi parlamentari di riforma costituzionale in 78 anni non è mai successo che il testo entrato in Parlamento su proposta del governo sia stato del tutto identico a quello uscito.

Non è una questione di poco peso. Significa che il governo ha proibito ogni iniziativa di confronto e di miglioramento, ogni contributo parlamentare dell’opposizione e della sua stessa maggioranza. Si può ritenere questo un fatto secondario? Solo una casualità procedurale? Vogliamo anche qui rimanere al merito tecnico, senza altre considerazioni.

Autonomia, responsabilità e limiti del sorteggio

Luigi Sturzo è stato uno strenuo difensore dell’autonomia della magistratura, ma certo non della sua irresponsabilità. Condivido in pieno questa posizione. Ma vorrei pacatamente domandare se si può ragionevolmente ritenere che la riforma Nordio possa automaticamente risolvere questo problema che, indubbiamente, esiste.

L’Alta Corte disciplinare, composta tramite sorteggi all’interno di liste definite, si ritiene davvero che possa cancellare il potere correntizio della magistratura? I sorteggi all’interno del mondo universitario non hanno attenuato l’antico diritto di cooptazione delle cerchie accademiche: talvolta con buone scelte, altre volte meno. Il professor Zecchino queste cose le dovrebbe sapere bene. Perché questo sistema dovrebbe funzionare nella magistratura?

Personalmente sono da tempo convinto che molti errori delle procure o dei giudici non dipendano da malafede o da appartenenze correntizie. Molto più prosaicamente ritengo che derivino da incompetenza, cioè da insufficiente conoscenza e comprensione di fenomeni complessi e di peculiari situazioni della vita economica e sociale.

La proposta dimenticata di Beria d’Argentine

Adolfo Beria d’Argentine, illustre magistrato e grande umanista, fu anche capo di gabinetto del Ministro della Giustizia. Era appassionato del collegamento tra magistratura e realtà sociale in continua evoluzione. Propose la nascita di una Alta Scuola di formazione per i giovani che si volevano dedicare all’attività giudiziaria: un percorso di almeno 2-3 anni dopo la laurea, con accesso selettivo e uscita altamente selettiva, non più della metà dei partecipanti.

Molte materie economiche e sociali, non teoriche ma applicate, oltre a quelle giuridiche e procedurali. Dalle graduatorie finali si sarebbero automaticamente reclutati i nuovi magistrati. Si dimentica che la professione richiede il massimo impegno fin dall’inizio della carriera. La proposta di legge fu approvata dal Senato nel 1976; lo scioglimento delle Camere ne impedì l’attuazione. Essa prevedeva anche una formazione permanente, operativa e non meramente teorica.

Una riforma che divide e indebolisce

Purtroppo il governo in carica appare animato da un senso di rivalsa giustizialista verso i magistrati. Forza Italia, partito che si richiama a valori liberali e di centro, guida ancora oggi questo attacco avviato da Berlusconi. Anche le opposizioni non mostrano idee chiare su aspetti tanto delicati.

Riformare la Costituzione repubblicana in queste condizioni è altamente dannoso e pericoloso. Per ragioni di merito, chiunque le comprenda dovrebbe, in coscienza, respingere questa riforma.

Giustizia e referendum: i cattolici tra Sì e No

Un pluralismo che non sorprende

Al prossimo referendum sulla giustizia i cattolici voteranno, come ovvio e scontato, Sì e No. Detto così pare un’affermazione persino banale. Eppure così banale non è. Alcuni — anzi molti — organi di informazione hanno pubblicato notizie riguardanti iniziative a favore del No organizzate da prelati o da singole parrocchie.

Ora, ognuno fa ciò che vuole e vota ciò che vuole. Tuttavia, almeno tre riflessioni si impongono.

La prima riguarda il pluralismo politico ed elettorale dei cattolici italiani. Un dato già presente ai tempi della Democrazia Cristiana. L’unità politica dei cattolici non è mai stata un dogma, ma il risultato di specifiche circostanze storiche. Sarebbe paradossale regredire oggi rispetto a quella stagione, soprattutto in un contesto post-ideologico e talvolta persino post-politico, segnato da un populismo aggressivo.

La posizione della CEI: partecipare, non schierarsi

In secondo luogo, parlando del referendum, non si può ignorare la presa di posizione della CEI. Dopo un primo intervento del suo presidente, cardinale Matteo Zuppi, interpretato da molti come un invito a votare No, la Conferenza episcopale ha precisato che la Chiesa non fornisce indicazioni di voto, limitandosi a invitare i cittadini — anche cattolici — a partecipare al voto.

Si tratta di un chiarimento importante, che ribadisce la distinzione tra orientamento morale e scelta politica.

Il rischio di una Chiesa “parte”

Resta tuttavia il dato di cronaca: prelati e parrocchie mobilitati pubblicamente per il No. Ribadito che ciascuno è libero di esprimersi, è altrettanto indubbio che, se dovesse prevalere nella Chiesa — o in suoi settori — un orientamento politico riconducibile a uno schieramento, la Chiesa stessa diverrebbe “parte” nella contesa politica.

Le conseguenze sarebbero immediate nelle comunità ecclesiali. Si finirebbe per avere vescovi, parroci e diocesi percepiti come espressione dei cattolici di sinistra o di destra, con il rischio di incrinare l’unità della Chiesa locale per ragioni esclusivamente politiche.

A oltre trent’anni dalla fine della Democrazia Cristiana, appare chiaro che la Chiesa, a livello nazionale e locale, debba mantenere una forte attenzione alla politica e ai processi democratici, senza però parteggiare apertamente per un partito, uno schieramento o una singola battaglia.

Libertà di coscienza e responsabilità civica

Per queste ragioni, anche in vista del prossimo referendum sulla giustizia — come in qualsiasi altra consultazione politica o amministrativa — è essenziale che la Chiesa non si schieri ufficialmente per una soluzione o per l’altra, ma continui a richiamare i fedeli alla responsabilità personale, alla libertà di coscienza e alla partecipazione democratica.

Solo così il pluralismo dei cattolici potrà restare una ricchezza e non trasformarsi in una frattura.

Le vie brevi della politica

La semplificazione come metodo

La politica sembra aver abbandonato la scelta metodologica dell’analisi e della sintesi, per imboccare la via della semplificazione minimalista. Non è solo un problema di stilemi linguistici e comunicativi: ciò che è venuto a mancare è il fondamento ideologico del discorso politico. Si procede per sommi capi, banalizzando in modo riduttivo temi e appartenenze; si nota un impoverimento di riflessioni e prospettive.

La personalizzazione dei partiti con il nome del leader nel simbolo è la rappresentazione più eloquente di quella verticalizzazione del potere — sinonimo di crisi più che di forza — a più riprese stigmatizzata nei più recenti Rapporti annuali del CENSIS. Nello stesso tempo, specularmente, questa sorta di possesso in capo a una persona, che dovrebbe essere la più rappresentativa dell’apparato, nasconde (mica tanto) una struttura organizzativa interna basata sulla fedeltà e sul vassallaggio.

Selezione fiduciaria e crisi del merito

Ciò si riflette, oltre il palinsesto partitico, anche nelle istituzioni, perché le candidature elettorali non vengono indicate per merito accertato ma sulla base di un rapporto fiduciario interno. In poche parole, ciò significa che i prescelti — ad ogni livello di rappresentanza degli organi istituzionali — in genere non sono i migliori, ma i più affidabili portavoce dei vertici di partito.

Nonostante la Costituzione sostenga il contrario, i capaci e meritevoli sono relegati nella categoria dei soccombenti per far posto a mediocri situazionisti, capaci più di esprimere invettive preconcette che proposte degne di misurarsi in un confronto centrato su contenuti distintivi e dirimenti.

Dal confronto politico al teatro televisivo

In questo modo il dibattito fondato su tesi argomentate — come accadeva nei congressi e dalle tribune delle formazioni politiche della famigerata e giubilata Prima Repubblica — viene sostituito dai siparietti televisivi, dove l’incaricato di turno espone formulette preconfezionate e senza contraddittorio, con una semplificazione culturale persino stucchevole e retorica.

Accade magari che una candidatura venga presentata a favore di chi si è reso protagonista di qualche gesto simbolico, di qualche bravata o di episodi di cronaca che, meglio di una formazione culturale seria e di una preparazione solida e foriera di competenze utili, esprimono il malcontento piuttosto che la proposta, il negazionismo invece dell’ortodossia, la ribellione al posto del rispetto delle regole e della considerazione altrui. Di rappresentanti di questa caratura superficiale, carica di suggestioni emotive ma priva di razionalità e costrutto, ne abbiamo una discreta rappresentanza ad ogni livello istituzionale, dagli enti locali al Parlamento nazionale fino a quello europeo.

Autoreferenzialità e immobilismo

Da molto tempo si dibatte sulla necessità di un ricambio della classe dirigente, ma pare che ogni concreta soluzione venga sistematicamente rinviata. L’autoreferenzialità diventa facilmente inazione; la conoscenza — intesa come studio, ponderazione, proposizione e applicazione — non la troviamo facilmente alla base della tassonomia dei valori e dei meriti effettivi, perché viene bandita dal dibattito politico che dovrebbe basarsi sul dialogo e sul confronto.

Si va avanti a tentoni: la preoccupazione maggiore è quella dell’autoconservazione.

Referendum, campagna elettorale permanente e scenario europeo

Il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati apre ufficialmente la campagna elettorale delle politiche del 2027. Ma in Europa non stiamo meglio, e non mi riferisco solo all’Italia. In questi giorni Mario Draghi ed Enrico Letta hanno stimolato i Paesi dell’Unione verso una coesione d’intenti e una struttura federale, per fronteggiare le sfide che il nuovo ordine mondiale, la tracotanza delle superpotenze e il neocolonialismo delle sfere d’influenza stanno imponendo.

L’autorevolezza dei protagonisti e la pregnanza delle argomentazioni dovrebbero suggerire un’accelerazione verso il rafforzamento dell’Unione europea: “da 27 a uno”.

Le sfide ignorate e il coraggio che manca

Il Rapporto sul futuro della competitività europea presentato nel settembre 2024 dall’ex presidente della BCE, i suoi recenti richiami aggiornati e il sostegno competente e unisono del presidente dell’Istituto di Studi politici Jacques Delors di Parigi, nonché decano dell’IE University di Madrid e autore a sua volta di un Rapporto sul futuro del mercato unico dell’UE, carichi di motivazioni forti e coerente pragmatismo, sembrano tuttavia suggerire strade troppo coraggiose rispetto alle vie brevi in cui ristagna la politica nazionale ed europea.

Ezio Vanoni, economista della coesione nazionale

A settant’anni dalla morte, Ezio Vanoni riemerge come uno dei protagonisti più lungimiranti della ricostruzione repubblicana. Nel ricordo apparso su Il Mulino, Giovanni Farese restituisce la statura di un economista prestato alla vita pubblica, capace di tenere insieme crescita, equità e responsabilità fiscale. La sua opera si colloca nel solco di quella tradizione cattolico-democratica che vede nello sviluppo non un fine in sé, ma uno strumento di promozione civile e coesione sociale.

Nato a Morbegno nel 1903, Vanoni si formò alla scuola pavese di Benvenuto Griziotti e perfezionò gli studi in Germania grazie a una borsa Rockefeller. Docente di Scienza delle finanze, unì l’elaborazione teorica all’impegno civile: contribuì al Codice di Camaldoli e partecipò ai lavori dell’Assemblea Costituente. In lui la competenza tecnica si tradusse in visione politica, orientata alla dignità del lavoro, alla giustizia fiscale e alla responsabilità dello Stato.

L’Italia nella cooperazione economica internazionale

Ministro del Commercio con l’estero, poi delle Finanze e infine del Bilancio nei governi De Gasperi, Vanoni fu tra gli artefici dell’inserimento dell’Italia nei circuiti economici occidentali. Partecipò alla Conferenza di Parigi, operò nell’OECE e rappresentò il Paese nelle istituzioni finanziarie multilaterali. Il suo impegno contribuì alla stabilizzazione monetaria, alla riapertura dei mercati e al consolidamento della credibilità internazionale dell’Italia, condizioni decisive per la ripresa.

Lo sviluppo come responsabilità collettiva

Il nucleo della sua visione risiede nell’idea che efficienza economica e solidarietà sociale non siano alternative. Piena occupazione, riequilibrio territoriale e responsabilità fiscale furono i pilastri della sua azione, culminata nello “Schema di sviluppo” e nella riforma tributaria. La politica economica, nella sua prospettiva, doveva accompagnare la crescita con la riduzione delle disuguaglianze e il rafforzamento della coesione nazionale, ripartendo dallo sviluppo del Mezzogiorno in un contesto di piena unità nazionale.

Una lezione per l’Europa di oggi

Farese sottolinea come Vanoni rappresenti una tradizione riformatrice capace di integrare libertà economica e giustizia sociale. “Vanoni seppe pensare lo sviluppo come responsabilità collettiva orientata anzitutto alla produzione di beni pubblici, non come semplice espansione della ricchezza privata”, osserva lo studioso, indicando nella sua esperienza una bussola ancora utile per affrontare le sfide contemporanee.

In un tempo segnato da transizioni complesse, tensioni sociali e fragilità fiscali, la sua lezione conserva un valore esemplare: lo sviluppo autentico non si misura soltanto nei numeri della crescita, ma nella capacità di costruire fiducia, solidarietà e partecipazione civile.

 

Fonte: Giovanni Farese, Ezio Vanoni (1903-1956), Il Mulino.

Testo originale: https://www.rivistailmulino.it/a/ezio-vanoni-1903-1956

Airbus siglia il 2025 con +6% di fatturato e +23% di utili

Roma, 19 feb. (askanews) – Airbus ha chiuso il 2025 con un fatturato totale in crescita del 6% a 73,4 miliardi di euro, mentre l’utile netto è balzato del 23% a 5,22 miliardi. Secondo quanto riportano le tabelle pubblicate dal gruppo, il dividendo sale a 3,20 euro operazione, in crescita del 7%.

Complessivamente, i nuovi ordinativi sono cresciuti del 19% a 123,3 miliardi di euro, mentre l’ammontare consolidato di commesse si è smorzato del 2% a 619 miliardi.

Per quest’aanno la società prevede consegne di circa 870 aeromobili e un Ebit corretto che dovrebbe assestarsi a 7,5 miliardi di euro, dai 7,1 raggiunti quest’anno (in crescita del 33% rispetto al 2024). (fonte immagine: Airbus)

Calcio, Milan-Como 1-1 nel recupero

Roma, 16 feb. (askanews) – Finisce 1-1 tra MIlan e Como nel recupero della 18esima giornata di serie A non disputata in quanto a San Siro era in programma la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina. La squadra di Allegri accorcia di un solo punto sull’Inter dopo il match di recupero con il Como. A San Siro finisce 1-1 una sfida molto tattica nel primo tempo e piena di agonismo nella ripresa. Il Como passa in vantaggio grazie a Nico Paz che sfrutta un regalo di Maignan per l’1-0. Nella ripresa il Milan accelera e in contropiede con Leao trova il pareggio. Nel finale anche un parapiglia in zona panchine: ne fa le spese Allegri che viene espulso

Classifica: Inter 61, Milan 54, Napoli 50, Roma 47, Juventus 46, Atalanta, Como 42, Lazio, Bologna 33, Udinese, Sassuolo 32, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese, Genoa, Lecce 24, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, ore 20.45 Bologna-Udinese

Tennis, Sinner: "Era importante vincere, ora alzare il livello"

Roma, 18 feb. (askanews) – “Ho perso un po’ di ritmo e fiducia nel 2° set, ho cercato di lottare e lui mi ha aiutato con un paio di errori”. Così Jannik Sinner dopo aver conquistato i quarti di finale del torneo di Doha.

“Bisogna cercare modi differenti di vincere le partite, ora devo alzare il livello. Cerco di fare del mio meglio e giocare il mio miglior tennis, non guardo la classifica perché tutti giocano ad alta intensità. Giocano più liberi. Sono contento di come ho cominciato”, ha affermato.

Meloni ‘condivide’ Mattarella sul Csm, "ma diritto di criticare le toghe"

Roma, 18 feb. (askanews) – La decisione del presidente della Repubblica di presiedere per la prima volta una riunione ordinaria del Csm, dicono da palazzo Chigi, non era stata preventivamente annunciata. Ma il monito di Sergio Mattarella ad abbassare i toni, a “rispettare” l’organo di autogoverno della magistratura “particolarmente da parte delle istituzioni” non arriva del tutto inaspettato, giacché il Quirinale già aveva avuto modo di far recapitare ai piani alti del governo la preoccupazione per la postura che la campagna per il referendum sulla giustizia stava assumendo.

Sul piano della comunicazione si decide così di affidare a una nota del Guardasigilli, Carlo Nordio, l’apprezzamento e la condivisione “totale” dell’esortazione del capo dello Stato a “un rispetto vicendevole” specie “in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi”. E’ la linea del governo in questa giornata in cui le parole del presidente della Repubblica sembrano colpire al cuore l’inquilino di viale Arenula che nei giorni scorsi aveva spiegato che il meccanismo del sorteggio, previsto dalla stessa riforma, consentirà di eliminare il sistema correntizio “para-mafioso” del Csm attuale.

Nella linea dettata ai suoi da Giorgia Meloni c’è da una parte la necessità di mostrare il necessario rispetto nei confronti della prima carica dello Stato, che peraltro gode di un larghissimo consenso tra gli italiani, dall’altra anche un calcolo molto pragmatico che già nei giorni scorsi l’aveva portata a invitare lo stesso Nordio a evitare toni incendiari: ossia l’esigenza di non alimentare una polarizzazione dello scontro che possa favorire una rimonta del fronte del no. La parola d’ordine è dunque condividere e mostrarsi totalmente allineati, sopire quella sensazione che pure confidenzialmente qualcuno nella maggioranza sussurra, ovvero che quella di Mattarella sia stata una uscita “a gamba tesa” nel pieno della campagna referendaria. Allo stesso tempo, però, a palazzo Chigi si sottolinea che quel monito era rivolto a tutti, quindi anche agli stessi giudici che si sono esposti nella campagna a favore del no, primo tra tutti ovviamente il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri. Una posizione che riecheggia anche nelle fonti che, solo a tarda sera dopo ore di silenzio, vengono fatte filtrare dalla Lega. Il concetto è sempre lo stesso: il monito del Colle – si rimarca – è “pienamente condiviso” tanto che “un appello in questo senso era già stato pronunciato anche da Matteo Salvini” ma “gli eccessi ci sono da entrambe le parti, tra i sostenitori del ‘Sì’ e del ‘No'”.

Se il calcolo politico contribuisce a suggerire alla presidente del Consiglio di non esasperare i toni dello scontro sul referendum, lo stesso – in senso uguale e contrario – vale per gli attacchi nei confronti delle “toghe politicizzate”. L’idea della premier è che vada rivendicato il “diritto di criticare” i giudici che “ostacolano le decisioni” del governo, non solo per auto difesa ma anche per mandare un messaggio alla cosiddetta “pancia” dell’elettorato di centrodestra. E così, per il secondo giorno consecutivo, Giorgia Meloni si produce in un video che va all’offensiva contro i giudici, particolarmente sui temi relativi all’immigrazione. Il caso questa volta è quello della decisione del Tribunale di Palermo di stabilire un risarcimento dello Stato nei confronti della Sea Watch. Quella dei giudici, afferma la premier, è una decisione che “lascia senza parole”. “Ma il compito dei magistrati – chiede – è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”.

Meloni ‘condivide’ Mattarella su Csm, "ma diritto di criticare toghe"

Roma, 18 feb. (askanews) – La decisione del presidente della Repubblica di presiedere per la prima volta una riunione ordinaria del Csm, dicono da palazzo Chigi, non era stata preventivamente annunciata. Ma il monito di Sergio Mattarella ad abbassare i toni, a “rispettare” l’organo di autogoverno della magistratura “particolarmente da parte delle istituzioni” non arriva del tutto inaspettato, giacché il Quirinale già aveva avuto modo di far recapitare ai piani alti del governo la preoccupazione per la postura che la campagna per il referendum sulla giustizia stava assumendo.

Sul piano della comunicazione si decide così di affidare a una nota del Guardasigilli, Carlo Nordio, l’apprezzamento e la condivisione “totale” dell’esortazione del capo dello Stato a “un rispetto vicendevole” specie “in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi”. E’ la linea del governo in questa giornata in cui le parole del presidente della Repubblica sembrano colpire al cuore l’inquilino di viale Arenula che nei giorni scorsi aveva spiegato che il meccanismo del sorteggio, previsto dalla stessa riforma, consentirà di eliminare il sistema correntizio “para-mafioso” del Csm attuale.

Nella linea dettata ai suoi da Giorgia Meloni c’è da una parte la necessità di mostrare il necessario rispetto nei confronti della prima carica dello Stato, che peraltro gode di un larghissimo consenso tra gli italiani, dall’altra anche un calcolo molto pragmatico che già nei giorni scorsi l’aveva portata a invitare lo stesso Nordio a evitare toni incendiari: ossia l’esigenza di non alimentare una polarizzazione dello scontro che possa favorire una rimonta del fronte del no. La parola d’ordine è dunque condividere e mostrarsi totalmente allineati, sopire quella sensazione che pure confidenzialmente qualcuno nella maggioranza sussurra, ovvero che quella di Mattarella sia stata una uscita “a gamba tesa” nel pieno della campagna referendaria. Allo stesso tempo, però, a palazzo Chigi si sottolinea che quel monito era rivolto a tutti, quindi anche agli stessi giudici che si sono esposti nella campagna a favore del no, primo tra tutti ovviamente il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri. Una posizione che riecheggia anche nelle fonti che, solo a tarda sera dopo ore di silenzio, vengono fatte filtrare dalla Lega. Il concetto è sempre lo stesso: il monito del Colle – si rimarca – è “pienamente condiviso” tanto che “un appello in questo senso era già stato pronunciato anche da Matteo Salvini” ma “gli eccessi ci sono da entrambe le parti, tra i sostenitori del ‘Sì’ e del ‘No'”.

Se il calcolo politico contribuisce a suggerire alla presidente del Consiglio di non esasperare i toni dello scontro sul referendum, lo stesso – in senso uguale e contrario – vale per gli attacchi nei confronti delle “toghe politicizzate”. L’idea della premier è che vada rivendicato il “diritto di criticare” i giudici che “ostacolano le decisioni” del governo, non solo per auto difesa ma anche per mandare un messaggio alla cosiddetta “pancia” dell’elettorato di centrodestra. E così, per il secondo giorno consecutivo, Giorgia Meloni si produce in un video che va all’offensiva contro i giudici, particolarmente sui temi relativi all’immigrazione. Il caso questa volta è quello della decisione del Tribunale di Palermo di stabilire un risarcimento dello Stato nei confronti della Sea Watch. Quella dei giudici, afferma la premier, è una decisione che “lascia senza parole”. “Ma il compito dei magistrati – chiede – è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”.

M5S, gruppo Senato: Pirondini capogruppo, con lui squadra di sole donne

Roma, 18 feb. (askanews) – Mediazione interna raggiunta nel gruppo del Movimento 5 stelle al Senato: il capogruppo sarà Luca Pirondini, senatore ligure 44enne, di professione musicista, già candidato sindaco e consigliere comunale a Genova. In una assemblea dei senatori stellati è stata raggiunta l’intesa su una squadra unitaria che sarà votata la prossima settimana, dopo che per alcuni giorni si erano confrontate due “squadre” di candidati contrapposte per la composizione del direttivo di gruppo, capeggiate dallo stesso Pirondini e dalla vicepresidente uscente Alessandra Maiorino.

“È stato un confronto franco e onesto, sempre orientato al bene del gruppo”, ha spiegato, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, il capogruppo uscente Stefano Patuanelli, destinato da tempo, secondo le fonti interne, ad assumere la carica di vicepresidente del Movimento. “Per il voto del prossimo 25 e 26 febbraio si presenterà una sola squadra per assumere il nuovo ruolo direttivo del gruppo parlamentare. Una squadra che tiene in considerazione le sensibilità emerse dal confronto, a testimonianza di una grande maturità politica dell’intero gruppo. Ci tengo particolarmente a ringraziare Alessandra Maiorino – non solo per avermi affiancato in questi 40 mesi – per la forte volontà di lavorare ad una proposta unitaria da presentare al gruppo. Sì è mossa in prima battuta per questo, trovando poi la piena convergenza di Luca Pirondini e lavorando insieme a lui per giungere a questo importante risultato”.

Nel corso del dibattito, raccontano a palazzo Madama, ha trovato spazio anche qualche critica al metodo “tossico” della competizione interna con delle liste contrapposte. Il passo indietro di Maiorino, riconosciuto da Patuanelli, ha avuto anche questo significato, un appello alla costruzione “unitaria” del nuovo direttivo e a un voto partecipato dei senatori sulla lista che sancisce il compromesso raggiunto.

Questi i nomi, salvo cambiamenti dell’ultima ora, della squadra tutta al femminile che accompagnerà Pirondini: vicepresidente del gruppo Concetta Damante, tesoriera Dolores Bevilacqua, segretarie di gruppo Ada Lopreiato e Sabrina Licheri.

Dl Bollette, Confindustria: segnale importante per competitività Paese

Milano, 18 feb. (askanews) – “Accogliamo con favore il decreto bollette varato dal Governo guidato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È positivo che si intervenga con misure concrete a sostegno di famiglie e imprese, ma soprattutto che si inizi a delineare una visione più ampia e strutturale di politica industriale per il nostro Paese”. Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, commentando il decreto bollette. “Va nella direzione del sostegno alle imprese e rappresenta un passo importante – ha commentato -. Come Confindustria, confermiamo la nostra piena disponibilità a collaborare per costruire una strategia energetica solida, sostenibile e capace di rafforzare la crescita e la competitività dell’Italia”.

“Il costo dell’energia rappresenta da tempo uno dei principali fattori di criticità per il sistema produttivo italiano – ha proseguito Orsini . Lo abbiamo evidenziato in più occasioni: l’energia incide in maniera determinante sulla competitività delle nostre imprese, in particolare nei settori energivori e manifatturieri. Contestualmente dobbiamo monitorare che queste misure non incidano sullo sviluppo del settore energetico italiano”.

“Riteniamo fondamentale continuare a lavorare insieme al Governo, anche in sede europea, affinché si affronti con determinazione il tema dei costi legati al sistema Ets, che hanno un impatto significativo sul prezzo finale dell’energia – ha concluso Orsini -. È necessario aprire un confronto costruttivo con l’Unione Europea per garantire regole che accompagnino la transizione senza penalizzare la competitività del nostro tessuto industriale.