Home Blog

Ucraina, Putin: credo conflitto si stia avvicinando alla conclusione

Roma, 9 mag. (askanews) – Il conflitto in Ucraina si sta avvicinando alla sua fine. Lo ha dichiarato il presidente della Russia, Vladimir Putin.

“Credo che la questione si stia avvicinando alla sua conclusione”, ha detto Vladimir Putin ai giornalisti riferendosi al conflitto russo-ucraino. Il leader russo ha inoltre accusato i politici occidentali di aver ingannato la Russia nel tentativo di utilizzare l’Ucraina come strumento per raggiungere i propri obiettivi geopolitici.

In questo contesto, ha precisato che tutto ciò sarebbe iniziato con l’espansione verso est della Nato all’inizio degli anni Novanta.

Italia-Usa, Schlein a summit Progressisti: le relazioni non vanno interrotte ma devono cambiare

Roma, 9 mag. (askanews) – “Nonostante le tensioni con l’amministrazione USA, le relazioni con Stati Uniti e Canada non verranno abbandonate. Non vogliamo e non rinunceremo al rapporto e all’amicizia con il Canada o gli Stati Uniti solo perché c’è un presidente che sta ostacolando ogni giorno questo rapporto. È troppo importante per noi. Ma quello che dobbiamo fare, come probabilmente avete ascoltato anche dal Presidente Obama è ricostruire un ordine internazionale: non dovremmo puntare a ricostruire quello precedente perché non è riuscito a soddisfare le esigenze di tutti”.

Lo ha affermato, fra l’altro, la segretaria del Pd Elly Schlein, nel suo intervento alla convention internazionale dei Progressiti a Toronto, in Canada. “Credo sia nostro dovere – ha sottolineato- essere molto chiari sul fatto che noi, in quanto persone democratiche e progressiste, non accetteremo che il diritto internazionale venga sostituito dalla legge del più forte e del più ricco”. E allora “quello che dobbiamo fare ora è rafforzare la nostra cooperazione ed essere l’alternativa che ricostruisce l’ordine internazionale sulla pace, la solidarietà, la cooperazione e il commercio.Tuttavia, l’obiettivo non deve essere ripristinare l’ordine precedente, che già falliva, ma costruirne uno nuovo, fondato su pace, solidarietà, cooperazione e giustizia sociale. Ora abbiamo un’opportunità”.

“Credo anche – ha concluso la leader Pd -che nelle nostre società negli ultimi decenni abbiamo probabilmente commesso l’errore di dare per scontate la democrazia e la pace. Ma ora che i nazionalisti di destra le stanno mettendo a rischio reale abbiamo l’opportunità di dimostrare che la pace, la democrazia e la cooperazione funzionano meglio per tutti i cittadini perché possono offrire risultati migliori per tutti”

Nave Vespucci, parte da Genova il nuovo tour Mondiale in Nord America

Genova, 9 mag. (askanews) – Ha mollato gli ormeggi e ha preso il mare. Nave Amerigo Vespucci, “la nave più bella del mondo”, dopo la lunga e importante sosta lavori svolti presso l’Arsenale Marittimo di La Spezia, continua il suo Tour Mondiale con la Campagna in Nord America 2026. Una missione per portare nel mondo la bellezza, l’identità, il dialogo tra i popoli, la cultura e il fascino dell’Italia e degli italiani.

Dopo la cerimonia al Porto Antico di Genova si avvia ad attraversare l’Oceano Atlantico e raggiungere le coste tra Stati Uniti e Canada, toccando i principali porti dei due Paesi in un viaggio che durerà 156 giorni. Appuntamento per il ritorno l’8 ottobre a Trieste per la Barcolana.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato che il “Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026” si inserisce nelle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti e che per questo ha una grande importanza.

“Significa tante cose: la storia, la tradizione e l’Italia di oggi, quella delle eccellenze, e significa la difesa dei valori che sono le fondamenta della Repubblica e della democrazia”.

La sindaca di Genova Silvia Salis, che sarà a New York per l’arrivo del veliero, ha celebrato il connubio tra mare e montagna come pilastri dell’Italia:

“È l’ambasciata galleggiante dell’Italia, è l’orgoglio nazionale ma è anche una scuola di formazione. Ci tenevamo molto come comune ad averla qui nei giorni dell’adunata Nazionale degli Alpini. Valori comuni sono il rispetto dell’elemento naturale, per la storia e per il sacrificio del nostro paese per la libertà”.

Madrina di nave Vespucci è l’attrice e cantante Serena Autieri, che ha accompagnato il disormeggio della nave cantando il brano creato appositamente per il Vespucci e introdotto la cerimonia con l’inno d’Italia.

“È stato emozionante, bisogna essere fieri di essere italiani, soprattutto quando siamo rappresentati da una nave che è un’eccellenza”, ha commentato.

Calcio, Cagliari-Udinese 0-2: decidono Buksa e Gueye

Roma, 9 mag. (askanews) – Salvezza aritmetica rimandata per il Cagliari che perde in casa 2-0 dall’Udinese, e resta a +9 sulla Cremonese terzultima impegnata domani col Pisa. In avvio pericolosi Palestra ed Esposito, Ehizibue rischia l’autogol. Okoye salva su Gaetano, rigore revocato dal Var al Cagliari per il tocco col braccio di Karlstrom. Nella ripresa Mlacic nega l’1-0 a Esposito, palo di Zaniolo. La sblocca Buksa su assist di Kamara, Karlstrom salva su Dossena. Al 96′ la chiude Gueye, nervosismo nel finale.

Le Penne nere “invadono” Genova per l’Adunata Nazionale degli Alpini

Genova, 9 mag. (askanews) – Un connubio tra mare e monti. Genova è letteralmente invasa dalle Penne nere per l’Adunata Nazionale degli Alpini che si svolge nel capoluogo ligure dall’8 al 10 maggio 2026. In tutta la città oltre alle cerimonie ufficiali e alle numerose iniziative, si vedono alpini di tutte le età con i loro berretti verdi sormontati da una lunga piuma, provengono da tutte le regioni, anche se tra i capannelli, soprattutto con quelli più anziani si sentono dialetti del nord, dal Piemonte al Veneto, ma davvero ci sono associazioni da ogni parte d’Italia. Canti e balli, goliardia, grandi mangiate e bevute per una festa che dopo le polemiche della vigilia si sta svolgendo senza problemi, complice una bellissima giornata di sole.

Il Comune ha predisposto modifiche temporanee a viabilità e mobilità, ma al momento non si registrano particolari problemi, anche se qualche disagio in più c’è stato per i residenti.

La Russia sta inviando all’Iran componenti per i droni attraverso Mar Caspio

Roma, 9 mag. (askanews) – La Russia sta inviando componenti per droni all’Iran tramite spedizioni attraverso il Mar Caspio, trasformando il più grande lago del mondo in un importante canale per scambi sia coperti sia scoperti. Lo hanno indicato funzionari statunitensi citati dal New York Times.

Secondo le fonti, che hanno parlato con il quotidiano americano a condizione di anonimato, questo corridoio commerciale a lungo trascurato sta aiutando l’Iran a ricostruire le proprie capacità militari dopo la campagna di bombardamenti congiunta di Stati Uniti e Israele, che si è conclusa il mese scorso.

Se le spedizioni dalla Russia continueranno a questo ritmo, la repubblica islamica potrebbe rapidamente ricostituire il proprio arsenale di droni, hanno avvertito i funzionari statunitensi, circa il 60 per cento del quale sarebbe stato perso durante la recente guerra.

Il Mar Caspio funge da ponte tra i due Paesi che non condividono un confine terrestre ma possiedono entrambi lunghe coste su questo vasto mare interno. Ciò consente a Russia e Iran di commerciare apertamente, senza il timore di intercettazioni da parte degli Stati Uniti o di altri Paesi per violazione delle sanzioni, si legge nell’articolo. Secondo l’inchiesta, la Russia sta inviando merci che normalmente transiterebbero attraverso lo Stretto di Hormuz, bloccato da settimane sia dagli Stati Uniti sia dall’Iran. Tra le merci che transitano nel Mar Caspio figurano cereali, mangimi per animali, olio di girasole e altri prodotti di base.

“Se si pensa al luogo ideale per l’elusione delle sanzioni e i trasferimenti militari, è il Mar Caspio”, ha sottolineato l’esperta Nicole Grajewski della Sciences Po.

“Per i responsabili politici americani, il Mar Caspio è un vuoto geopolitico; è come se non esistesse”, ha affermato Luke Coffey del centro studi Hudson Institute.

Biennale Arte 2026, il Living Together del Padiglione Svizzera

Venezia, 9 mag. (askanews) – Il Padiglione svizzero alla Biennale d’Arte a Venezia presenta The Unfinished Business of Living Together, una mostra ideata dai curatori Gianmaria Andreetta e Luca Beeler insieme all’artista Nina Wakeford e realizzata in collaborazione con gli artisti Miriam Laura Leonardi, Lithic Alliance e Yul Tomatala.

Il curatore Gianmaria Andreetta ha descritto ad askanews cosa troverà il visitatore: “Nel Padiglione svizzero quest’anno c’è una mostra collettiva. A partire dagli archivi della televisione svizzera abbiamo concepito questo padiglione come una specie di montaggio nello spazio dove l’architettura e lo spazio del video si incontrano. Noi abbiamo giocato un po’ con l’architettura originale di Bruno Giacometti creando nuove mura e un nuovo modo di orientarsi: questo spazio è stato concepito storicamente per avere delle sculture in uno spazio semi-aperto, lavori grafici nello spazio vetrato e poi dipinti nello spazio più grande. Ci è apparso naturale riconfigurare gli spazi per poter creare degli spazi video adeguati anche da un punto di vista acustico. Abbiamo lavorato a partire da questo archivio svizzero, due momenti molto specifici 1978 e 1984, quando per la prima volta persone queer in Svizzera sono state invitati in televisione, in diretta a esprimersi sulla loro vita. Questo momento di visibilità è molto importante ed è anche abbastanza sconosciuto. Nello spazio principale, nella sala di pittura, si vede un montaggio di un’ora fatto di archivi della televisione e dei nuovi lavori degli artisti che abbiamo aiutato a lavorare su questo soggetto, su questo momento della storia svizzera e su questo archivio. Noi abbiamo voluto lavorare con il tempo come materiale artistico e la distanza che crea il tempo su come si possono capire certi eventi storici, anche romanticizzarli. Questo è stato un po’ il nostro approccio di usare la distanza come processo e materiale artistico: la scelta del bianco e nero, il muro a colori, la copia in bianco e nero dei mattoni e poi questi glitch tra il colore bianco e nero riappaiono su tutto il padiglione”.

Il progetto impiega l’arte per rivitalizzare l’archivio come spazio di intervento e di dibattito attivo. La mostra prende avvio dalle voci tratte da una puntata del programma televisivo Telearena, andata in onda dal vivo nell’aprile del 1978, durante la quale il cosiddetto “problema dell’omosessualità” venne discusso pubblicamente e in forma contradditoria. Questa trasmissione segnò una delle prime occasioni in cui individui che si identificavano come omosessuali acquisirono una voce pubblica mainstream al di là dei gruppi subculturali. Questo tema fu ripreso nel 1984 dal talk show francofono Agora, che mise in contatto via satellite il pubblico svizzero, francese e canadese. Entrambi i programmi utilizzarono brevi scenette scritte dagli sceneggiatori delle rispettive emittenti televisive per stimolare il dibattito in studio e incoraggiare il pubblico a esprimersi sull’argomento sulla base delle proprie esperienze. Il dibattito attorno a questo tema rivela schemi ricorrenti di portata più generale come la sicurezza dello Stato che richiede pratiche di sorveglianza o il panico morale

riguardo la famiglia nucleare, che ci mostrano come varie forme di differenza finiscano per essere percepite come minacce all’ordine sociale.

L’esposizione è il frutto di un lavoro artistico e curatoriale collaborativo. Ogni membro del gruppo ha apportato le proprie competenze al progetto. The Unfinished Business of Living Together sperimenta come voci, spazi e prospettive possano essere condivisi e necessitino di essere costantemente riconfigurati.

MotoGp, Martin domina la Sprint di Le Mans, Bagnaia sul podio

Roma, 9 mag. (askanews) – Jorge Martin domina la Sprint Race del GP di Francia sul circuito Bugatti di Le Mans. Lo spagnolo firma una gara perfetta, costruita già al via con una partenza straordinaria che lo porta dall’ottava posizione alla testa della corsa nel giro di poche curve. Da quel momento il campione del mondo impone un ritmo insostenibile per tutti e taglia il traguardo in solitaria dopo 13 giri impeccabili.

Alle sue spalle chiude secondo Francesco Bagnaia, bravo a risalire rapidamente fino alla piazza d’onore dopo aver superato Marco Bezzecchi nelle prime fasi della Sprint. Il pilota romagnolo completa comunque una prova positiva centrando il terzo gradino del podio dopo aver provato a resistere al ritorno del campione della Ducati ufficiale.

Quarta posizione per Pedro Acosta, autore di una gara aggressiva e in continua crescita nella seconda metà della corsa. Lo spagnolo riesce a precedere il gruppo guidato da Fabio Quartararo e Joan Mir.

Finale amaro invece per Marc Marquez. Lo spagnolo della Ducati cade a pochi giri dalla conclusione quando occupava la settima posizione. Highside violento per l’otto volte iridato, che si rialza comunque sulle proprie gambe, seppur dolorante, facendo tirare un sospiro di sollievo al suo box.

Sprint complicatissima anche per gli italiani. Cadono infatti Fabio Di Giannantonio, protagonista di una partenza difficile e poi finito a terra nelle prime fasi, Enea Bastianini e Franco Morbidelli. Out anche Luca Marini e Raul Fernandez in una Sprint caratterizzata da numerose cadute.

Per Martin arriva così un successo di grande autorità che conferma il suo eccellente stato di forma dopo una qualifica complicata. Bagnaia, partito dalla pole position conquistata in mattinata, raccoglie punti importanti in ottica mondiale, mentre Bezzecchi ritrova sensazioni positive su una pista storicamente favorevole alla Ducati.

Internazionali, Paolini eliminata a Roma

Roma, 9 mag. (askanews) – Jasmine Paolini saluta gli Internazionali d’Italia. La campionessa in carica ha perso contro Elise Mertens con il punteggio di 4-6, 7-6, 6-3 in due ore e 41 minuti di gioco. Una partita divisa in più parti. Nel primo set Paolini è stata brava a recuperare il break di svantaggio e a conquistare 4 degli ultimi 5 giochi per il 6-4. Tanto equilibrio anche nel secondo parziale, in cui Paolini ha sprecato tre match point in risposta sul 6-5. Inevitabile il tiebreak, portato a casa dalla belga. Nel terzo set, a esser decisivo è stato il break strappato da Mertens nel sesto gioco. Con questa sconfitta, Paolini uscirà dalla top ten.

Boom di vendite della statuina di Papa Leone a San Gregorio Armeno

Napoli, 9 mag. (askanews) – “Con Papa Leone siamo al quarto Papa. È stato per me motivo di orgoglio essere in Piazza del Plebiscito insieme al prefetto, abbiamo donato questa mia opera e Papa Leone mi ha fatto molti complimenti, a me, alla mia famiglia e alla mia arte. Mi sono molto emozionato, mi guardava come un padre guarda i propri figli. Per le vendite qui a San Gregorio Armeno la statuina di Papa Leone è molto richiesta, ma anche Papa Francesco vende ancora”: lo ha raccontato ad askanews Genny Di Virgilio, noto maestro dell’arte del presepe, la cui famiglia ha la bottega su Via San Gregorio Armeno a Napoli dal 1830, sottolineando che in occasione della visita del pontefice nella città partenopea è stato un vero e proprio “boom di vendite”.

Crosetto: “Non penso che alpini molestino, magari c’è qualche stupido”

Genova, 9 mag. (askanews) – “Non penso che gli alpini molestino, penso che gli alpini siano qui per festeggiare, per essere quello che sono. Poi magari c’è qualche stupido, se c’è qualche stupido è giusto che venga ripreso, i primi a riprenderlo saranno gli alpini, non c’è bisogno di qualcuno che si erga a giudice di uomini che hanno dimostrato di essere sempre e in ogni momento al servizio degli altri”: lo ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto alla cerimonia di saluto per la nave scuola Amerigo Vespucci che lascia il porto Antico di Genova per la Campagna Nord America 2026.

“Abbiamo ricordato l’altro giorno i 50 anni dal terremoto del Friuli, i primi ad arrivare furono gli alpini dell’Associazione nazionale e abbiamo da poco finito le Olimpiadi, chiedete del contributo che hanno dato perché tutto funzionasse bene”, ha aggiunto.

Roma, Gasperini: contro il Parma partita decisiva per la Champions

Roma, 9 mag. (askanews) – Alla vigilia della sfida contro il Parma, il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini mantiene alta la concentrazione sulla corsa Champions, evitando di sbilanciarsi sul futuro societario e sul mercato. “Per noi la partita di domani è decisiva”, ribadisce più volte durante la conferenza stampa, sottolineando come la squadra sia ancora pienamente in lotta per un posto nell’Europa che conta.

L’allenatore difende il percorso della Roma nel corso della stagione: “È stata sempre lì a battagliare con tutte le altre squadre. È una stagione molto soddisfacente”. Un eventuale approdo in Champions League darebbe “molta soddisfazione”, ma soprattutto garantirebbe maggiori risorse economiche per rinforzare la rosa. “Oggi il quarto posto è diventato importantissimo proprio per questo”, spiega, ricordando però che esistono club capaci di operare bene sul mercato anche senza gli introiti europei.

Sul fronte societario, il tecnico dribbla le domande relative al futuro direttore sportivo e al possibile coinvolgimento della proprietà Dan Friedkin nelle scelte tecniche: “In questo momento siamo totalmente concentrati sul campionato”. Nessun commento quindi sul valzer di dirigenti che coinvolge diverse società italiane.

Importanti anche le indicazioni sul mercato e sui singoli. Parlando di Manu Koné, il tecnico ammette che nel calcio moderno “gli incedibili non esistono più”, pur augurandosi che il centrocampista possa restare ancora a lungo in giallorosso. Sul numero di rinforzi necessari, invece, il messaggio è chiaro: “Questa è già una rosa valida”, anche se ogni squadra deve sempre cercare di migliorarsi.

Spazio poi alle condizioni di Paulo Dybala e Angeliño. L’argentino sta recuperando gradualmente dopo i problemi fisici: “Si allena regolarmente, deve ritrovare forza e potenza di tiro”. Per Angeliño, invece, il tecnico parla di una stagione complicata ma vede segnali incoraggianti nelle ultime settimane: “Si sta riavvicinando al giocatore dell’anno scorso”.

Infine una riflessione sul ruolo dell’allenatore e sul modello manageriale all’inglese. Per il tecnico romanista, allenatore e direttore sportivo devono lavorare in piena sintonia: “Devono parlarsi con sincerità e avere un unico obiettivo: migliorare la squadra”. Un concetto ribadito con forza insieme a una critica al dibattito calcistico attuale: “Parliamo troppo poco di calcio”.

Milan, Allegri: "Conta solo tornare in Champions"

Roma, 9 mag. (askanews) – Sottolinea la necessità di restare uniti, evita polemiche sul futuro e rilancia la corsa Champions. È questo il messaggio principale di Massimiliano Allegri nella conferenza stampa alla vigilia di Milan-Atalanta.

Il tecnico rossonero prova a ricompattare ambiente e squadra dopo il recente calo di rendimento, ribadendo come il destino europeo sia ancora nelle mani del Milan: “Abbiamo un vantaggio di tre punti e inizia un minicampionato di tre partite”. Allegri invita tutti a concentrarsi esclusivamente sul campo, senza disperdere energie nella ricerca di spiegazioni per le ultime difficoltà: “Le valutazioni le faremo a fine campionato”.

Sul piano mentale l’allenatore insiste molto: “In questo momento conta l’aspetto psicologico. Non bisogna perdere entusiasmo, convinzione e coraggio”. Per Allegri la sfida contro l’Atalanta sarà decisiva soprattutto sotto il profilo caratteriale, contro una squadra “forte e non scarica”.

Ampio spazio anche al rapporto con i tifosi, chiamati a sostenere la squadra in uno dei momenti più delicati della stagione: “Possiamo solo ringraziarli, lo stadio è sempre stato pieno. Abbiamo bisogno di loro”. Allegri chiede compattezza anche a livello societario, minimizzando le tensioni interne e le contestazioni: “Non mi sono mai sentito solo. Tutti devono lavorare per il club Milan”.

Il tecnico difende inoltre il lavoro svolto durante la stagione, spiegando che è stata costruita “una buona base per l’anno prossimo”, pur ammettendo che i risultati recenti siano mancati. L’obiettivo prioritario resta però il ritorno in Champions League: “Gli obiettivi personali vanno messi da parte”.

Sul fronte formazione, Allegri lascia aperte varie opzioni offensive, compreso un possibile attacco a tre. Parlando dei singoli, definisce affidabili sia Samuele Ricci sia Ardon Jashari come alternative in mezzo al campo, mentre conferma che il recupero di Luka Modric per l’ultima giornata appare “quasi impossibile”.

Infine una battuta sul possibile futuro in Nazionale: Allegri evita ogni discorso sull’argomento e ribadisce la propria volontà di restare a lungo al Milan: “Non mi sono posto il problema. Il mio obiettivo è rimanere qui il più a lungo possibile”.

Crosetto: Mi auguro pace e nostre navi a Hormuz, dopo voto Parlamento

Genova, 9 mag. (askanews) – Se ci sarà cessate il fuoco nello Stretto, dopo la Vespucci “mi auguro che altre navi italiane partiranno, perché vorrebbe dire che c’è la pace a Hormuz, che può riprendere la navigazione e che c’è bisogno di una coalizione internazionale che lo consenta nei tempi più rapidi possibili”: così il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto alla cerimonia di saluto per la nave scuola Amerigo Vespucci che lascia il porto Antico di Genova per la Campagna Nord America 2026.

“Quello vorrebbe dire che avremo anche meno problemi sulle nostre tavole visto l’aumento che c’è stato di tutto, alle pompe di benzina, vorrebbe dire che almeno una parte dei problemi che ci stanno massacrando da troppi anni sarebbe risolta, mi auguro che sia possibile dopo il voto parlamentare e che quindi ci sia una tregua e la pace”, ha aggiunto.

Il Papa: il mondo ha bisogno di diplomazia e dialogo fondati sulla pace

Roma, 9 mag. (askanews) – “Oggi il mondo ha bisogno di una diplomazia e di un dialogo religioso fondati sulla pace, la giustizia e la verità. Come cristiani e musulmani, crediamo insieme che ogni essere umano sia stato plasmato dalle mani di Dio e sia quindi rivestito di una dignità che nessuna legge né alcun potere umano ha il diritto di negare”. Così Papa Leone XIV in un passaggio del suo discorso durante l’udienza oggi in Vaticano a una delegazione dei Capi e dei Rappresentanti della Comunità Musulmana del Senegal.

“Prego affinché Dio, l’Onnipotente, faccia rinascere in noi il desiderio di capirci meglio a vicenda, di ascoltarci l’un l’altro e di vivere insieme nel rispetto e nella fratellanza. Che Egli ci conceda – ha continuato – il coraggio di intraprendere la via del dialogo, di rispondere ai conflitti con gesti di fratellanza e di aprire i nostri cuori agli altri, senza temere le differenze. Prego infine affinché il vostro impegno a favore della pace, della giustizia e della fratellanza porti molti frutti, conducendo a una collaborazione sempre più profonda tra le diverse parti per il bene dell’umanità”, ha detto ancora Prevost.

“‘Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti’. È su questo fondamento di
fratellanza, nelle origini dell’umanità e nella fede, che assumiamo insieme la nostra responsabilità comune: condannare ogni forma di discriminazione e persecuzione basata sulla razza, la religione o l’origine; rifiutare ogni strumentalizzazione in nome di Dio a fini militari, economici o politici; alzare la nostra voce a favore di ogni minoranza che soffre. Come ho detto a Bamenda, in Camerun: ‘Guai a coloro che distorcono le religioni e il nome stesso di Dio per i propri fini, trascinando ciò
che è santo nel più sordido e oscuro'”. ha ribadito il Papa.

Terrorismo, Meloni: non dimenticare è un dovere a difesa della democrazia

Roma, 9 mag. (askanews) – “Oggi il nostro pensiero va a loro e a tutte le vittime di ogni forma di terrorismo. Non dimenticare è un dovere: per onorare chi ha sacrificato la vita per la libertà, per rispetto della nostra storia e per difendere ogni giorno la democrazia”. Lo scrive la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, in un post su X.

“Il 9 maggio – ricorda – si celebra il Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo. In questa data, nel 1978, veniva ritrovato il corpo di Aldo Moro, assassinato dalle Brigate Rosse. Lo stesso giorno in cui perdeva la vita per mano mafiosa Peppino Impastato, dopo le sue denunce contro Cosa nostra. E nel 2021 Rosario Livatino, magistrato ucciso dalla Stidda, veniva proclamato beato”.

Roma, Campus Bio-Medico apre l’Agri Research and Teaching Center

Roma, 9 mag. (askanews) – In un contesto sempre più complesso e interconnesso, è necessario adottare modelli capaci di affrontare in modo simultaneo i problemi, mettendo in relazione ambiente, uomo e sistemi produttivi. E’ la proposta del Campus Bio-Medico, a Roma.

Domenico Mastrolitto, direttore generale Campus Bio-Medico, spiega: “Oggi apriamo l’Agri Research and Teaching Center, un incubatore di innovazione e sostenibilità. Un hub aperto alla collaborazione con imprese private, enti di ricerca, università, che guarda proprio alle sfide del domani e vuole risolverle già nel presente, nell’oggi”.

Questa la sfida nata a Trigoria. Dentro uno spazio dove si incontrano ricerca, applicazione e impatto reale. Una serra dove c’è la coltivazione acquaponica, pesci che con la loro vita danno linfa alle piante. Natura del riciclo, del recupero. Acqua che disseta e fa crescere.

Giancarlo Righini, assessore Regione Lazio al bilancio, agricoltura e sovranità alimentare, parchi e foreste, aggiunge: “E’ la sfida del futuro garantire l’approvvigionamento alimentare a tutta la popolazione mondiale che è destinata a superare i 9 miliardi di qui a qualche anno. Questo dato rappresenta una sfida epocale, quindi bisognerà ricorrere all’utilizzo delle nuove tecnologie, alla ricerca, all’innovazione. Questo è un punto di partenza importante ed a cui lavoreremo insieme, gomito a gomito”.

Tutto è aperto, per biotecnologi, agronomi, medici, farmacologi, informatici, studenti, ricercatori e start-up.

Maria Siclari, direttore generale Ispra, spiega: “L’Agri Research and Teaching Center sono un chiaro esempio di come i principi di economia circolare possono essere applicati. Dobbiamo lanciare un nuovo modello che non è fatto solo di produzione, di consumo e di scarto. Ma un modello in cui invece, anche uno scarto agricolo, può divenire una nuova risorsa. Dobbiamo imparare a riutilizzare l’acqua, rigenerare i nostri suoli”.

La riposta è anche in questa serra dove università, centri di ricerca e imprese si incontrano e costruiscono sinergie concrete.

Il direttore Mastrolitto continua: “Tutte queste grandi sfide globali impongono un modello integrato, una risposta che sia univoca, che tenga insieme, tutti questi elementi per dare una risposta alla società e mettendo sempre al centro l’uomo, la persona, la salute della persona in ottica One Health e naturalmente dell’ecologia umana, integrale”.

Il caso Hantavirus, passate da Roma quattro persone che erano sul volo KLM con una donna poi morta

Roma, 9 mag. (askanews) – A seguito delle segnalazioni ricevute attraverso i circuiti internazionali relative al focolaio di Andes Hantavirus collegato alla nave MV Hondius, il Ministero della Salute “ha attivato le procedure previste di valutazione del rischio, sorveglianza e coordinamento sanitario, in linea con i protocolli nazionali e internazionali”.

Lo fa sapere il Ministero in una nota, spiegando che “le valutazioni condivise a livello internazionale dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dall’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) indicano attualmente un rischio basso per la popolazione generale a livello mondiale e molto basso in Europa. In Italia sono giunte quattro persone con il volo KLM in coincidenza per Roma sul quale era salita per pochi minuti la donna ricoverata a Johannesburg e lì deceduta. I recapiti dei quattro passeggeri sono stati acquisiti. Il Ministero della Salute ha quindi trasmesso le informazioni alle Regioni di competenza (Calabria, Campania, Toscana, Veneto) per l’attivazione delle procedure di sorveglianza attiva, nel principio di massima cautela”.

“La compagnia Oceanwide Expeditions, inoltre, ha aggiornato, con una propria comunicazione, il quadro relativo ai passeggeri della nave MV Hondius. Sulla nave, dal 6 maggio, è presente anche un medico italiano dello staff sanitario ECDC, salito a bordo a supporto delle attività assistenziali legate all’emergenza”.

“Il Ministero della Salute, insieme alle altre Amministrazioni e autorità sanitarie coinvolte, continua a garantire il pieno coordinamento e l’applicazione delle misure di sorveglianza previste”, conclude la nota.

MotoGp, Bagnaia torna in pole: "Sento meglio il mio limite"

Roma, 9 mag. (askanews) – Francesco Bagnaia conquista la pole position del Gran Premio di Francia, quinto appuntamento del Mondiale MotoGP 2026, e riporta la Ducati ufficiale davanti a tutti sul tracciato di Le Mans. “Sento meglio il limite della moto ed è una sensazione che dà grande soddisfazione”, ha spiegato Bagnaia ai microfoni di Sky Sport dopo la pole. “Dai test abbiamo provato qualcosa di diverso che mi sta aiutando. Ho cercato di replicare il tempo di Marc in Q1, ma non ci sono riuscito subito. Sul passo gara siamo messi piuttosto bene e dobbiamo mantenere questo livello”.

Il pilota Ducati ha poi sottolineato l’importanza delle novità tecniche introdotte sulla Desmosedici: “La nuova carena mi sta aiutando a portare più velocità in curva. La moto trasferisce meglio il carico e questo si adatta al mio stile di guida. Con la prima gomma l’anteriore tendeva ad alleggerirsi in frenata, poi abbiamo fatto una piccola modifica che mi ha aiutato molto nel secondo tentativo”.

L’appuntamento ora è per la Sprint Race in programma alle 15:00, con Bagnaia e Marc Marquez pronti a dare vita a un nuovo duello Ducati sul circuito di Le Mans.

Ue, Mattarella: i popoli hanno di fronte sfide temibili, illusorio rispondere senza strumenti condivisi

Roma, 9 mag. (askanews) – “In questa fase storica, i popoli si trovano dinanzi a prove temibili e di straordinaria importanza. L’aggressione russa ai danni dell’Ucraina ha riportato il conflitto armato nel cuore del continente, chiamando a una risposta unitaria a tutela del diritto internazionale e dei principi di libertà e sovranità. La perdurante crisi in Medio Oriente richiama con altrettanta urgenza la necessità di un impegno sempre più incisivo a sostegno della pace, del dialogo e della stabilità internazionale. A queste e molte altre sfide del nostro tempo è illusorio pensare di rispondere in assenza di strumenti e politiche condivise”. Lo dichiara il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione della Giornata dell’Europa che si celebra oggi.

“È nell’azione comune dell’Europa che i singoli Paesi possono trovare l’espressione della propria sovranità per esercitare al massimo grado la propria forza e la propria influenza”, aggiunge.

“Alle giovani generazioni degli europei è affidato il compito decisivo di proseguire questo cammino con rinnovato slancio, affinché l’Europa continui a essere uno spazio autentico ed esemplare di pace, libertà e opportunità, protagonista nella costruzione di un ordine internazionale equo e solidale. Gli ideali del progetto europeo avanzano nell’impegno dei giovani”, sottolinea Mattarella. E “nel rinnovare il più fervido augurio per questa festa comune dell’intera Europa, richiamo a farne momento di riflessione e responsabilità per la costruzione di un destino autenticamente condiviso”.

“I popoli europei costituiscono una comunità e, per queste ragioni, celebrare il 9 maggio significa riaffermare un impegno collettivo che chiama in causa ciascuno di noi”, ha aggiunto Mattarella, concludendo: “L’Italia, che dalla sua partecipazione al progetto comunitario trae stabilità, crescita, coesione sociale e fiducia nel futuro, ha contribuito con passione e determinazione al suo successo e continua a sostenerne lo sviluppo, consapevole di come una condizione di pace, la solidità delle istituzioni democratiche e l’avvenire delle nuove generazioni siano intimamente connessi al destino comune del popolo europeo”.

M5s, Conte: ho subito un intervento delicato ma adesso sto bene, torno alla vita di prima

Roma, 9 mag. (askanews) – “Ho temuto il peggio, ma grazie a Dio ora sto bene: ho subìto l’asportazione d’urgenza di una neoplasia. L’intervento è stato delicato, ma è andato molto bene ed è stato risolutivo”. Lo afferma il leader M5s Giuseppe Conte in una intervista al Corriere della Sera confessando come gli siano arrivate le voci preoccupanti che giravano in Parlamento: “Sono arrivate anche a me. Ma proprio poche ore fa l’esame istologico ha confermato che si trattava di una formazione benigna, il che mi consente di tornare alla vita di prima senza nessuna conseguenza. Sono stati giorni duri, con la vita che in un secondo non è più la stessa. Voglio ringraziare Olivia, mio figlio e i miei familiari, che mi sono stati sempre accanto, ringrazio l’équipe medica che mi ha seguito e la mia comunità politica. Tutti si sono stretti attorno a me, mi hanno riempito d’affetto”.

Conte ha apprezzato la solidarietà bipartisan nei suoi confronti: “Da tantissimi colleghi dei partiti di opposizione, ma anche del governo e dal mondo dell’informazione. Ho apprezzato molto, mi creda. Ho sempre pensato che la lotta politica non deve mai oscurare la sensibilità umana, che viene prima. È quel che ho cercato di fare in questi anni di impegno e in questa prova mi è stato restituito”.

Il giudizio sul governo Meloni non cambia. “Trump si sta indebolendo, sul fronte esterno e interno. Gli attacchi insensati e inaccettabili contro il Papa lo allontanano dal mondo cattolico e non solo. Il nostro governo si sveglia tardi da questo incantesimo verso Washington e credo che questo tentativo di riposizionamento sia anche il frutto dei 15 milioni di No al referendum. Una batosta”.

“Siamo agli sgoccioli della legislatura. Tutte le scelte più importanti del governo sono state prese e gli accordi più rilevanti sono stati firmati, come l’aumento del 5% delle spese Nato. Accordi incompatibili, insostenibili per gli interessi nazionali. E tanti nodi restano lì, insieme ai danni fatti: gli attacchi illegittimi di Netanyahu e Trump in Iran e in Libano, che hanno messo in ginocchio la nostra economia, Meloni di fatto non li ha ancora condannati. L’Italia non ha chiesto di strappare gli accordi tra Ue e Israele, nonostante il genocidio a Gaza. E giorni fa, addirittura, alcuni nostri connazionali sono stati sequestrati in acque internazionali su una barca battente la nostra bandiera”, ricorda Conte, in riferimento alla vicenda della Flotilla. “Resta una politica anti italiana, contro i nostri interessi e i nostri valori”.

Per l’ex premier quella di Meloni post referendum non è una fase due: “Mi sembra che la fase sia sempre la stessa, la fase zero. Zero virgola del Pil, zero riforme in quattro anni, zero aiuti sulla benzina che è tornata a salire, zero misure per gli sti- pendi, zero tagli delle tasse e pressione fiscale record, zero sostegni alle imprese nonostante il tracollo della produzione industriale”. Il leader M5s boccia anche il Pian Casa presentato dal governo: “È un annuncio di piano, da realizzare in dieci anni. I prossimi due governi dovranno trovare i soldi e riempirlo di contenuti”.

A Mosca la parata della Vittoria. Putin: in Ucraina affrontiamo una forza armata supportata dal blocco Nato

Roma, 9 mag. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato sulla Piazza Rossa di Mosca dando il via alla tradizionale parata per celebrare l’81 anniversario della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. Putin, che ha parlato con alcuni veterani di quella che in Russia viene chiamata la Grande Guerra patriottica, era accompagnato dai dignitari stranieri che partecipano alla cerimonia.

La resa delle forze tedesche fu firmata nella tarda sera dell’8 maggio 1945 (già il 9 maggio a Mosca), in seguito alla resa concordata in precedenza con le forze alleate sul fronte occidentale, che infatti festeggiano il V-Day in questa data; il governo sovietico annunciò la vittoria la mattina del 9 maggio, dopo la cerimonia avvenuta a Berlino.

Putin, nel discorso tenuto in occasione delle celebrazioni del Giorno della Vittoria nella Seconda guerra mondiale, ha sottolineato che i militari russi impegnati nel conflitto ucraino stanno affrontando una forza armata e supportata dall’intero blocco della Nato. “La grande impresa della generazione vittoriosa ispira i soldati che oggi svolgono i compiti dell’operazione militare speciale. Essi si oppongono a una forza aggressiva, armata e supportata dall’intero blocco Nato. E nonostante ciò, i nostri eroi continuano ad avanzare”, ha detto Putin.

La Russia sta inoltre sviluppando armi moderne basandosi sull’esperienza di combattimento: “Accanto ai soldati russi ci sono operai e progettisti, ingegneri, scienziati, inventori. Essi continuano la tradizione dei loro predecessori, basandosi sulla moderna esperienza di combattimento per creare armi avanzate e uniche e avviarne la produzione di massa”, ha concluso Putin.

"Bel venerdì" è il nuovo singolo di Eddie Brock

Milano, 9 mag. (askanews) – È uscito, su tutte le piattaforme digitali “Bel venerdì”, il nuovo singolo di Eddie Brock, per Sangita Records / Atlantic Records / Warner Music Italy. Il brano arriva dopo l’anteprima a sorpresa del 3 maggio al Pincio, nel cuore di Roma, dove l’artista aveva riunito i fan per un flash mob carico di partecipazione e affetto, annunciando anche due nuove date live nei club previste per il prossimo autunno: il 21 ottobre a Roma all’Hacienda e il 25 ottobre a Milano alla Santeria Toscana.

“Bel venerdì” racconta la fine di un amore attraverso il caos che si lascia dietro: la rabbia, le cose fuori posto, le ferite ancora aperte. È la lucidità dolorosa che arriva quando si capisce che lasciar andare è l’unica possibilità. Con immagini quotidiane che si caricano subito di emozione, il brano restituisce il disordine del “dopo”, quando tutto è ancora troppo vicino per essere davvero superato. Ne nasce una canzone intima e istintiva, in cui la fragilità prende forma e arriva senza filtri.

Per Eddie Brock, la musica non è mai stata soltanto un linguaggio artistico, ma un bisogno reale, nato quasi dieci anni fa dall’urgenza di mettere in ordine pensieri, vissuto ed emozioni. È da quella spinta intima e personale che ha preso forma un percorso diventato negli anni sempre più riconoscibile, capace di tenere insieme scrittura diretta, sensibilità pop e un forte legame con la realtà emotiva delle cose.

“Bel venerdì” arriva dopo la partecipazione a Sanremo 2026 con il brano “Avvolti”, seguita dalla pubblicazione della deluxe version dell’album “Amarsi è la rivoluzione”, e dopo “Non è mica te”, successo certificato disco d’Oro forte di oltre 31 milioni di streaming, con cui Eddie Brock aveva già tracciato una direzione chiara, segnando l’incontro profondo tra artista e pubblico. Un legame cresciuto lontano dai percorsi più canonici, e diventato nel tempo sempre più riconoscibile e necessario.

Anche per questo il rapporto con la sua fanbase è diventato uno degli aspetti più distintivi del suo percorso. Attorno a lui si è raccolto nel tempo un pubblico molto partecipe e affezionato, che ne riconosce non solo la scrittura, ma anche il modo di stare nella relazione con chi lo segue. Non a caso viene spesso definito “il cantante gentile”: una vicinanza che si è vista con particolare evidenza anche durante le date nei club in primavera a Milano, Roma, Napoli e Catania.

Nelle scorse settimane, proprio attraverso i suoi social, Eddie Brock ha iniziato a chiamare a raccolta il pubblico dando appuntamento al 3 maggio al Pincio, un luogo che rappresenta simbolicamente la sua Roma e che negli anni ha incarnato bene anche quella dimensione di prossimità che ha sempre caratterizzato il suo rapporto con i fan. È stato lì, durante il flash mob, che ha annunciato a sorpresa l’arrivo di “Bel venerdì” e le due nuove date autunnali nei club.

Classe 1997, romano, Eddie Brock – nome d’arte di Edoardo Iaschi – ha costruito negli anni un’identità precisa, in equilibrio tra autenticità, scrittura emotiva e linguaggio contemporaneo. Dopo il debutto al Festival di Sanremo 2026 con “Avvoltoi” e l’uscita di Amarsi è la rivoluzione (Deluxe), torna ora con un nuovo brano e due nuovi appuntamenti live che confermano la solidità del legame costruito con il suo pubblico.

Gli Europe in Itala per 5 date per celebrare "The Final Countdown"

Milano, 9 mag. (askanews) – Gli Europe annunciano il ritorno in Italia con una serie di appuntamenti distribuiti tra estate e autunno 2026, nell’ambito del tour celebrativo dedicato ai quarant’anni della loro celebre hit “The Final Countdown”. La tournée toccherà diverse città italiane, con un calendario che parte il 5 luglio a Marostica, in Piazza Castello, per poi proseguire il 7 luglio a Roma nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, l’8 luglio a Brescia all’Arena Campo Marte e il 9 luglio a Forte dei Marmi a Villa Bertelli. Il tour farà quindi ritorno in Italia il 14 ottobre a Milano, all’Alcatraz. Il progetto live ruota attorno all’esecuzione integrale dell’album “The Final Countdown”, pubblicato nel 1986 e diventato un riferimento del rock europeo. Accanto alla title track, la band porterà sul palco altri brani simbolo dello stesso disco, affiancati da una selezione del proprio repertorio. La tournée accompagna anche una nuova fase discografica, con un album di inediti atteso nei prossimi mesi. Gli Europe, guidati dalla voce di Joey Tempest, rappresentano una delle formazioni più riconoscibili della scena hard rock degli anni Ottanta. Nati in Svezia, hanno attraversato diverse fasi stilistiche mantenendo una forte identità sonora, tra melodie immediate e chitarre incisive. Dopo lo scioglimento negli anni Novanta, il gruppo è tornato in attività nel 2003, consolidando negli anni successivi una produzione più matura e orientata a sonorità contemporanee, senza rinunciare ai classici che ne hanno definito il successo internazionale. I biglietti per le date italiane sono disponibili attraverso i principali circuiti di prevendita online e sui siti ufficiali degli organizzatori.

La memoria di Moro non si usa

Siamo vicini all’anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, avvenuta il 9 maggio 1978, e torna con essa la memoria degli uomini della sua scorta, barbaramente assassinati in via Fani il 16 marzo di quello stesso anno. Sono giorni che dovrebbero imporre misura, pudore, silenzio pensoso. Giorni nei quali la politica dovrebbe abbassare la voce, non alzarla per appropriarsi di ciò che non le appartiene.

C’è qualcosa di profondamente stonato, quasi indecoroso, nel vedere Aldo Moro convocato come nume tutelare di disegni che con la sua visione hanno poco o nulla da spartire. Moro non fu l’uomo delle posture decorative, delle commemorazioni utilitaristiche, delle liturgie buone per ripulire l’immagine di una classe dirigente in cerca di genealogie nobili. Fu, al contrario, un gigante tragico della politica pensata, sofferta, mediata, attraversata da cultura istituzionale, senso dello Stato e responsabilità storica.

Per questo appare francamente desolante che il suo nome venga oggi maneggiato come una reliquia da esposizione, utile a costruire ponti retorici, equilibri interni, ammiccamenti elettorali e piccole strategie di legittimazione. Tutti a dire che Moro “univa e non divideva”. Formula comoda, levigata, persino innocua. Ma Moro non “univa” per cercare applausi trasversali né per piacere a tutti. Univa perché aveva compreso la complessità del Paese, perché sapeva che la democrazia non vive di tifoserie permanenti, ma di fatica, pensiero, istituzioni, mediazione alta.

Ridurlo a una figurina ecumenica buona per la stagione delle alleanze significa tradirlo due volte: prima nella memoria, poi nella vita pubblica. Perché Moro non era un dispositivo commemorativo. Non era un marchio da apporre su operazioni di centrosinistra, né un padre nobile da evocare quando serve una patina di profondità su strategie assai più contingenti.

Il punto non è ricordarlo. Il punto è non usarlo. E oggi, troppo spesso, la memoria pubblica diventa una lavanderia simbolica: si prende un grande morto, lo si spoglia della sua inquietudine, lo si rende innocuo, lo si accomoda al tavolo del presente e gli si fa dire ciò che serve alla giornata.

Aldo Moro merita silenzio, studio, rispetto. Non l’ennesima passerella di chi cerca nel suo nome un supplemento d’anima che questa politica, da sola, non riesce più a generare.

Aldo Moro, il lascito che parla ancora all’Italia

Il trauma che colpì il cuore dello Stato

9 maggio 1978. Una delle date più tragiche della storia democratica del nostro Paese. Il ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani, a Roma, ucciso dai terroristi delle Brigate Rosse, segnò uno spartiacque politico, morale e istituzionale nella vicenda repubblicana italiana.

Furono anni durissimi, attraversati dalla violenza terroristica, dalle stragi e da un clima di odio ideologico che mise a rischio la stessa tenuta democratica dello Stato. E se è vero che nessuna delle vittime del terrorismo può essere considerata minore o secondaria, è altrettanto vero che il delitto Moro rappresentò il più grave attacco al cuore delle istituzioni democratiche italiane.

L’assassinio del presidente della Dc scosse profondamente il Paese perché apparve subito evidente il tentativo di colpire non soltanto un uomo politico, ma l’equilibrio stesso della democrazia parlamentare italiana. In quella stagione, il rischio di una spirale incontrollabile era reale e drammaticamente percepito.

 

Il valore democratico del dialogo

A quasi cinquant’anni da quella tragedia, la lezione politica e culturale di Moro conserva ancora oggi una sorprendente attualità. Pur in un sistema politico profondamente mutato rispetto agli anni Settanta, alcuni elementi del suo magistero restano centrali.

Il primo riguarda la cultura del dialogo e del confronto. Per Moro non si trattava semplicemente di una tecnica politica o di un metodo tattico, ma dell’essenza stessa della democrazia costituzionale.

Fu questa impostazione a rendere possibile la stagione della solidarietà nazionale, con i governi Andreotti sostenuti dalla “non sfiducia” del Partito comunista italiano. Una fase segnata dalla centralità dei contenuti e dalla ricerca di un equilibrio democratico fondato sul confronto, non sulle demonizzazioni reciproche o sulle pregiudiziali ideologiche.

In una stagione politica spesso dominata dalla contrapposizione permanente e dalla semplificazione propagandistica, la lezione morotea richiama ancora oggi il valore della mediazione alta e della responsabilità istituzionale.

 

La Costituzione come stella polare

Un secondo tratto decisivo del pensiero di Moro riguarda il rapporto con la Costituzione repubblicana. La sua fu una fedeltà profonda, ma mai statica o notarile. Una fedeltà creativa, capace di leggere i mutamenti della società senza smarrire i principi fondamentali dell’ordinamento democratico.

Moro partecipò da protagonista ai lavori della Costituente e considerò sempre la Carta costituzionale il punto di riferimento essenziale della vita politica italiana. In essa individuava non soltanto un assetto giuridico, ma una visione della convivenza civile fondata sulla dignità della persona, sul pluralismo e sull’equilibrio tra libertà e solidarietà.

Anche per questo la sua eredità continua a rappresentare un argine culturale contro ogni deriva plebiscitaria o antipolitica.

 

Il ruolo dei cattolici nella vita pubblica

Infine, il magistero di Moro conserva un significato particolare sul terreno della presenza politica dei cattolici italiani.

Naturalmente il contesto storico è radicalmente cambiato. Non esiste più il partito popolare, interclassista e di governo rappresentato dalla Democrazia cristiana. Ma questo non cancella l’esigenza di una presenza culturale e politica ispirata ai valori del cattolicesimo democratico e sociale.

Per Moro, il contributo dei cattolici alla vita pubblica non coincideva con una prospettiva confessionale o clericale, ma con la responsabilità di alimentare la qualità democratica del Paese attraverso una cultura politica fondata sulla persona, sulla solidarietà, sulla libertà e sulla giustizia sociale.

Ed è proprio questo uno dei punti che mantengono attuale il suo insegnamento: la convinzione che senza una presenza qualificata del pensiero cattolico-democratico, la democrazia italiana rischi di impoverirsi culturalmente e moralmente.

Ricordare oggi Aldo Moro, dunque, non significa indulgere nella retorica commemorativa. Significa tornare a interrogarsi sui fondamenti della nostra convivenza democratica e sui valori costituzionali, liberali e cristiani che continuano a rappresentare una risorsa decisiva per il futuro della Repubblica.

Diplomazia dei gesti: ciò che i leader dimenticano nei vertici mondiali

Nella Antropologia delle emozioni il grande studioso David Le Breton ci dice, se ben si fosse compreso, che i sentimenti e le emozioni non sono degli stati assoluti, processi fisiologici di cui il corpo detiene i segreti. Sono invece “relazioni” con in campo un inevitabile corredo di sentimenti. Così si dovrebbe aver sempre presente quanto scriveva Vincent van Gogh per cui le piccole emozioni sono i grandi condottieri delle nostre vite e che a queste noi obbediamo senza saperlo.

A tutta riprova, l’uomo che grava in una situazione estrema può affidarsi sempre alle sue difese psicologiche. Alain Bombard ricorda ad esempio che i naufraghi trovati morti nelle loro canoe in condizioni peggiori non morirono di patimenti, per mancanza di acqua e di cibo ma per il senso di disperazione che patirono. La storia di tanti bambini selvaggi cresciuti nelle foreste mostra positivamente il potere di adattamento che l’uomo ha in circostanze al limite della sopravvivenza. In ogni caso per l’uomo “un mondo senza altri è un mondo senza legami, destinato alla dispersione e alla solitudine”. Robinson Crusoe, nella sua solitudine, era padrone di tutto e sovrano di nulla.

 

Laltro come misura del desiderio

I leader del mondo dovrebbero essere avvertiti di tutto questo e farne bottino prezioso. L’importanza “dell’altro” non è qualcosa da trascurare. Gilles Deleuze insegna che non desidero nulla che non sia visto, pensato, posseduto da un possibile altro. Questo è il fondamento del desiderio. È sempre l’altro che riduce il mio desiderio a oggetto. Sarà per questo che scoppiano i conflitti e nessuno si rassegna a stare nel suo.

Negli incontri e nelle trattative per fermare le guerre oggi in corso con l’intento di trovare un’ombra di pace, i potenti della terra dovrebbero tener conto che “il volto di un uomo con cui ha avuto una conversazione vivace conserva per qualche tempo una vivacità residua che si spegne solo poco a poco e la cui fiamma si riaccenderà con l’arrivo di un altro interlocutore”. Varrà anche per la tristezza. Dovrebbe farsi pertanto tesoro delle parole di Antonin Artaud quando dice che il nostro corpo è un crocevia abitato da tutti.

 

Quando il corpo parla più delle parole

Oltre le parole, ai sentimenti si accompagnano anche i gesti che sono una parte dell’azione e non solo un elemento decorativo della parola. Non a caso un proverbio Tuareg recita che “i gesti sono i bidoni dell’acqua della parola”, ciò pur con tutta l’ambiguità e l’incoerenza che questi possono comportare. Sembra di comprendere che tutto dipende anche dal contesto culturale in cui ci si muove. Fiorello La Guardia parlava abilmente l’italiano, l’yiddish e l’americano e cambiava espressione e gesti a seconda della lingua usata, tanto che l’appropriazione di una lingua, secondo Hayes, pretende anche di entrare nei modi fisici di esprimerla o sentirla.

Se la scienza insegna tutto questo, si ha qualche perplessità che nei summit internazionali, oggi di continua frequenza, si abbiano queste capacità e queste consapevolezze per giungere ad una intesa. Lì dove la lingua non è sufficiente, il gesto potrebbe soccorrere o compromettere i risultati.

 

Il linguaggio invisibile della diplomazia

Nella prima ipotesi David Le Breton ricorda l’appello di Zorba il greco al suo compagno, indicando la danza in grado di andare oltre il limite delle parole: “Se avessi visto come mi ascoltava, il russo, e capiva tutto! Gli ho descritto, ballando, le mie disgrazie, i miei viaggi, quante volte mi sono sposato, i mestieri che ho imparato: cavatore, minatore, venditore ambulante, vasaio… mercante di passa-tempo… Tutto lui capiva anche se era incomprensibile. I miei piedi, le mie mani parlavano, i miei capelli anche i miei vestiti…”.

Diverso esempio è la confusione registrata tra i soldati russi e bulgari in guerra contro la Turchia dove la mimica del sì o del no era esattamente opposta, creando pericolosi equivoci tra le truppe alleate durante le azioni di guerra. Ancora, è noto l’episodio per cui Madame de Staël visitò la Germania facendo visita a Friedrich Schiller. Dopo l’incontro riferì che dopo cinque minuti lo scrittore dichiarò il suo amore stringendole appassionatamente le mani. Schiller, a sua volta, raccontò ad un amico che, infastidito dalla donna che parlava senza sosta impedendogli di interagire, le prese le mani per calmarla, riuscendo finalmente a terminare quello che stava dicendo.

 

Dallimpassibilità asiatica alla teatralità americana

Appare evidente la differenza che corre tra l’impassibilità di Xi Jinping e la ferma postura di Vladimir Putin e lo sbracciare comunicativo di Donald Trump, che appare molto più colorito rispetto agli altri. Forse gli occorrerebbe più prudenza o forse è esattamente figlio della sua cultura.

A noi resta sperare che almeno questi tre leader si dotino, invece che di armi, di nuovi gesti e di più attenti ascolti.

Vincere la pace, come scriveva Jacques Maritain durante la seconda guerra mondiale

Se vincere una guerra comporta immani sforzi, impiego di risorse economiche, investimento di risorse umane, strategie, alleanze, motivazioni e mobilitazioni, molto di più richiede “vincere la pace”, secondo la incisiva espressione usata da Maritain durante la Seconda guerra mondiale, i cui orrori hanno reso evidente come non mai l’insensatezza di chi pretende di risolvere le tensioni con le armi.

Vincere la pace è assai più difficile. E non solo perché sulle macerie materiali, morali, psicologiche, che la guerra produce è ardua impresa ricostruire; ma perché la pace non si improvvisa e non è mai il frutto della paura, di una esibizione di forza che immobilizza gli equilibri impedendo che le tensioni esplodano.

Vincere la pace richiede che ci si educhi al dialogo, alla mediazione; che si prenda atto della diversità dei soggetti nello scenario mondiale e ad essi si riconosca uguale dignità; esige che si accantonino gli schemi del pensiero unico della colonizzazione culturale e politica; che ci si avverta parte di un unico destino, ma nella diversità dei percorsi; che si imparino a vedere le interconnessioni che ci fanno dipendere irriducibilmente gli uni dagli altri nella soluzione dei problemi.

Vincere la pace vuol dire rendersi conto che le sfide dinanzi alle quali siamo, e dalle quali dipende la sopravvivenza dell’umanità, ci toccano tutti allo stesso modo, qualunque sia la posizione di forza che si ha e che non possiamo che affrontarle insieme, ritrovando il senso autentico della progettazione politica; vuol dire ritrovare il senso di una concretezza effettiva che si nutre della capacità di lungimiranza. Vincere la pace è ritrovare quella condizione di autentica libertà alla quale spesso abdichiamo in nome di un falso realismo, che ci fa abbassare la testa dinanzi ai giochi di potere e assecondare dinamiche distruttive nell’idea che nulla si possa per impedirne il dilagare.

Trump annuncia tregua Ucraina-Russia dal 9 all’11 maggio

Roma, 9 mag. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato su Truth Social un cessate il fuoco di tre giorni, che entrerà in vigore oggi e durerà fino all’11 maggio, nella guerra tra Russia e Ucraina, con la sospensione di “tutte le attività cinetiche” e uno scambio di mille prigionieri per ciascun paese.

“Sono lieto di annunciare che ci sarà un cessate il fuoco di tre giorni, il 9, 10 e 11 maggio, nella guerra tra Russia e Ucraina”, ha scritto Trump. “La celebrazione in Russia è per il Giorno della Vittoria ma, allo stesso modo, in Ucraina, perché anche loro sono stati una grande parte e un fattore della Seconda guerra mondiale”.

Trump ha rivendicato il ruolo diretto della Casa bianca nell’iniziativa. “Questa richiesta è stata fatta direttamente da me, e apprezzo molto il suo accordo da parte del presidente Vladimir Putin e del presidente Volodymyr Zelensky”, ha scritto.

“Si spera che sia l’inizio della fine di una guerra molto lunga, mortale e duramente combattuta”, ha aggiunto il presidente Usa.”I colloqui continuano per mettere fine a questo grande conflitto, il più grande dalla Seconda guerra mondiale, e ci stiamo avvicinando sempre di più ogni giorno”.

Sia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sia il Cremlino hanno confermato la tregua e lo scambio di prigionieri.

Venezia, Banca Ifis conclude il restauro del Migrant Child di Banksy

Venezia, 8 mag. (askanews) – All’Arsenale di Venezia, Banca Ifis ha presentato l’esito del restauro dell’opera di Banksy, “The Migrant Child”, recuperata dalla deteriorata facciata di Palazzo San Pantalon e ora pronta per essere condivisa con la città. Il dipinto murale restaurato è stato mostrato dal presidente di Banca Ifis Ernesto Furstenberg Fassio alla presenza del premio Nobel per la pace Kailash Satyarthi, dell’ex presidente del Veneto Luca Zaia e di Vittorio Sgarbi. E l’operazione è parte dell’impegno della banca per i diritti dei bambini, oltre che per il sostegno e la promozione dell’arte.

“Lo facciamo in questo caso con The Migrant Child – ha detto Fassio ai cronisti – con questo restauro conservativo che vuole tutelare l’opera a Venezia, vuole tutelare il messaggio, è quella appunto di dare più protezione di un capitalismo moderno che contenga la parola filantropia all’interno, quindi un restituire. Credo che tutti coloro, come per esempio noi banchieri privati, dovremmo dare questo tipo di messaggio”.

Nelle giornate di venerdì 8 e sabato 9 maggio, l’opera attraversa su un’imbarcazione i canali della città per consentire ai cittadini di poterla rivedere. In seguito, una volta completato anche il restauro di Palazzo San Pantalon, la cui conclusione è prevista nel 2027, “The Migrant Child” sarà ricollocata nella sua posizione originaria e riconsegnata in modo permanente alla cittadinanza.

“È un’operazione importante da un punto di vista economico – ha aggiunto Fassio – un’operazione che costerà più di 15 milioni di euro complessivamente tra acquisto del palazzo, restauro conservativo del palazzo e dell’opera, struttura media per portare l’opera nelle sedi in cui chiediamo una maggiore tutela dei diritti dei bambini e quindi il progetto è un progetto molto molto importante”.

In occasione dello svelamento del restauro dell’opera di Banksy, Banca Ifis ha presentato al pubblico anche un nuovo progetto educativo nazionale per portare l’arte e i diritti umani nelle scuole. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Treccani, prende il nome di Migrant Child – Diritti all’opera e coinvolgerà le scuole secondarie di primo grado di tutta Italia nell’anno scolastico 2026-2027.

Il cliente fattore di successo per l’industria assicurativa

Roma, 8 mag. (askanews) – È stata presentata, presso l’Auditorium Deloitte di Roma, la ricerca “Value for Money: il valore del cliente come fattore di successo per l’industria assicurativa”, realizzata da Deloitte con la sponsorship con Generali.

Una ricerca condotta su un campione di 2.000 consumatori, secondo la quale, 7 italiani su 10 considerano le soluzioni assicurative di investimento più adeguate a salvaguardare il capitale, a dispetto dei prodotti finanziari tradizionali.

“Dall’emanazione della lettera, al mercato di IVAS di due anni fa, la percezione del cliente nell’acquisto dei prodotti assicurativi sta cambiando veramente radicalmente. C’è un rapporto di maggiore fiducia nei confronti dei clienti, che esprimono anche nell’acquisto dei prodotti di investimento assicurativo, a discapito anche dei prodotti finanziari puri. In qualche modo, quindi, del mercato finanziario puro” ha dichiarato Ilenia Robusto, Partner Deloitte

“Stiamo osservando sempre una maggiore crescente nell’apprezzamento dei prodotti di investimento assicurativo rispetto ad altre forme di investimento, perché sono ritenuti prodotti che possono garantire più protezione, sicurezza, salvaguarda del capitale investito e anche una stabilità nel rendimento. Va dato atto all’Istituto di Vigilanza che, con la sua pressione normativa, ha trasformato e migliorato la qualità dell’offerta e ha trasformato quella che è la relazione tra cliente e compagnia, dove il valore percepito del prodotto è anche fortemente influenzato da una maggiore fairness del rendimento che viene retrocesso e dal servizio di consulenza” ha aggiunto Alessandro Vidussi, Partner Deloitte.

I primi tre driver di scelta sono: il rendimento atteso, la sicurezza della polizza rispetto a un prodotto finanziario e la qualità della consulenza in una fase in cui, la complessità geopolitica internazionale, seguita dall’incertezza dei mercati, rendono i clienti più attenti ai propri risparmi.

“Come leader in Italia, riteniamo che essere protagonisti del cambiamento sia assolutamente necessario. Abbiamo sostenuto la ricerca, perché abbiamo voluto essere nelle prime posizioni nell’applicare queste nuove regole, questa regolamentazione, e la stiamo portando assolutamente avanti con estremo orgoglio perché riteniamo che sia assolutamente di valore” ha dichiarato Giancarlo Fancel, Country Manager & Ceo Generali Italia.

Alla giornata di lavori hanno partecipato figure di spicco di Deloitte e del mondo politico: tra cui il CEO di Deloitte Central Mediterranean, Fabio Pompei; il Viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini con un videomessaggio; il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Claudio Durigon; il Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Massimo Garavaglia; oltre ai Partner Deloitte Ilenia Robusto e Alessandro Vidussi.

Salvini in Biennale: “Padiglione Italia bellissimo”, poi a Israele

Milano, 8 mag. (askanews) – Il vicepremier Matteo Salvini ha visitato la Biennale d’arte di Venezia. Dopo la tappa ai Giardini, compreso il Padiglione Russia, è arrivato in Arsenale, dove si è fermato al Padiglione Itaolia per una visita guidata. Uscendo lo ha definito “Bellissimo”. Poi le altre tappe lo hanno portato nei padiglioni di Cina e Israele, in quest’ultimo e controverso padiglione si è trattenuto a lungo con artista e curatori.

A Venezia la protesta contro la presenza di Israele alla Biennale

Venezia, 8 mag. (askanews) – Scontri tra polizia e manifestanti al corteo pro Pal contro la presenza di Israele alla Biennale. Il contatto c’è stato quando il corteo ha tentato di sfondare il blocco della polizia per avvicinarsi all’entrata dell’Arsenale dove si trova il Padiglione di Israele e dove è passato anche il ministro Matteo Salvini in visita alla Biennale.

"Incontro franco" Meloni-Rubio: difendiamo nostri interessi. Nodo resta Trump

Roma, 8 mag. (askanews) – Il colloquio dura un’ora e mezza, più di quanto non fosse stato preventivato. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, in un post lo definisce “great meeting”. L’aggettivo scelto dalla presidente del Consiglio invece suona molto diverso. E di certo non viene usato a caso. Perché notoriamente, nel linguaggio politico-diplomatico, quando è necessario dissimulare le distanze si finisce sempre con l’adottare quella precisa locuzione: “Incontro franco”.

Giorgia Meloni lo mette prima nero su bianco sui social, poi lo ribadisce a favore di telecamere al suo arrivo a Milano prima di intervenire a un evento di Confagricoltura alla Triennale. E’ lei stessa a fare l’elenco degli argomenti affrontati nell’incontro definito “di cortesia” da palazzo Chigi e che l’esponente dell’amministrazione statunitense ha voluto inserire nell’agenda della sua visita romana dopo quello con il Pontefice ieri e, stamattina, con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: rapporti bilaterali, crisi internazionali a cominciare dal Medio Oriente, libertà di navigazione e quindi situazione nello Stretto di Hormuz, ma anche Libia, Libano, Ucraina e Cina anche in vista della prossima visita lì di Donald Trump.

Insomma, sintetizza la premier, un “incontro proficuo” tra due nazioni che “sanno quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente” ma soprattutto – ed è qui il cuore della dichiarazione – che comprendono “quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali”. E questo – sottolinea Meloni – è ciò che l’Italia fa, esattamente come gli Stati Uniti “ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo”.

Toni che puntano a segnare una distanza utile certamente in chiave interna, visti i malumori che Trump suscita nell’opinione pubblica, ma anche in prospettiva diplomatica. Perché il problema, e questo ai piani alti del governo è chiaro, resta il presidente americano e le sue sortite. Dunque nessuna ricucitura che si rispetti può avvenire se non attraverso un confronto diretto tra Meloni e il numero uno della Casa Bianca (che al momento non è in agenda). Una linea troppo morbida, viene spiegato, avrebbe rischiato di far perdere potere negoziale per il futuro ma anche di essere smentito un secondo dopo da qualche cannonata di Trump stesso.

Un ragionamento che si fa evidente sulla questione dell’ipotesi di ritiro dei militari americani dalle basi Nato in Italia. Il tema, dicono fonti diplomatiche ma anche lo stesso Rubio, non sarebbe stato toccato nell’incontro. E, tuttavia, il sottosegretario di Stato americano sottolinea che “questa è una questione che spetta al presidente” e che comunque bisogna porsi il problema di quei Paesi che ne negano l’uso. Il riferimento esplicito è alla Spagna, ma quello implicito a Sigonella.

Il grande tema al momento, tuttavia, resta quello della situazione in Iran e, soprattutto del blocco dello Stretto di Hormuz. Rubio sarebbe tornato sul mancato aiuto degli alleati e avrebbe invitato ad andare oltre le parole. Fonti italiane fanno sapere che avrebbe chiesto a Meloni in che modo intenda contribuire ad una eventuale missione, ma allo stesso tempo non avrebbe dato rassicurazione sui reali tempi della conclusione della crisi. “Ho ribadito la disponibilità dell’Italia ad essere presente con la nostra Marina militare, una volta raggiunto un cessate il fuoco stabile, per lo sminamento e la garanzia di libertà di navigazione”, fa sapere il responsabile della Farnesina. Ma l’indeterminatezza dei temi è una variabile che pesa, e non poco, sul governo costretto a fare i conti con il caro energia. Anche su questo aspetto, viene spiegato, Meloni sarebbe stata diretta nello spiegare che l’obiettivo resterà quello di difendere l’interesse italiano, anche con riferimento alla questione della politica commerciale e dei dazi.

Più proficuo a livello operativo sarebbe stato invece il dialogo su altri due fronti: Libia e Libano, sui quali si sarebbe deciso di continuare a intensificare le interlocuzioni tra Roma e Washington. Nel primo caso per una stabilizzazione dell’area (proprio ieri Meloni ha incontrato il primo ministro del governo di unità nazionale Dbeibeh), nel secondo per discutere di come mantenere la presenza di nostri militari quando a fine anno sarà scaduto il mandato della missione Unifil. “Siamo tra i pochissimi paesi che hanno oggi la capacità di parlare con tutti gli attori, un bagaglio che anche Rubio ha riconosciuto”, osservano fonti italiane.

Patuelli: inflazione da energia e noli, guerre come fiumi carsici

Ferrara, 8 mag. (askanews) – “Dobbiamo affrontare delle difficoltà che non avevamo negli anni passati”. Anche perché quelle in corso “possono essere guerre non semplici da risolvere e possono essere delle specie di fiumi carsici che appaiono e scompaiono”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli, a margine della presentazione del volume “Per la stabilità monetaria e il mercato” dedicato a Guido Carli, alla Camera di commercio di Ferrara Ravenna.

“I tassi sono di mercato e cambiano nel mondo e in Europa tutti i giorni – ha spiegato Patuelli -. La spinta all’inflazione è venuta e viene innanzitutto dall’energia, ma non solo, anche dai noli, cioè dai costi dei trasporti, soprattutto via acqua”. Quindi “bisogna lavorare indipendentemente dalle speranze che le guerre finiscano, perché queste possono essere non guerre semplici da risolvere e possono essere delle specie di fiumi carsici che appaiono e scompaiono”.

“Vi è ora una grande fiducia nei mercati – ha aggiunto il presidente di Abi -. Non sappiamo quanto duri perché non sono mai eterne queste tendenze”. “Gli investitori sono internazionali perché i mercati sono aperti e di conseguenza non sono pilotabili da nessuno”, ha spiegato commentando il record delle borse italiane sopra i 40mila punti.

“Le guerre sono dolorose in termini umanitari ed estremamente costose. I dopoguerra non sono sempre semplici e di conseguenza bisogna guardare con una prudente lungimiranza il futuro, cercando di tenere bassi i rischi e i costi. La storia è difficile farla con i se e con i ma”, ha concluso Patuelli rispondendo a una domanda sulle risorse disponibili per affrontare le conseguenze dei conflitti in corso.

Papa a Napoli: serve presenza Stato, no spazio a malavita

Napoli, 8 mag. (askanews) – Di fronte a situazioni di disuguaglianza sociale, divario economico, gap tra centro e periferie, “realtà che talvolta assumono dimensioni preoccupanti, la presenza e l’azione dello Stato è più che mai necessaria per dare sicurezza e fiducia ai cittadini e togliere spazio alla malavita organizzata”. Così il Papa nell’incontro in piazza del Plebiscito, a Napoli, con la città partenopea.

“In questo contesto – ha aggiunto – sono tanti i napoletani che coltivano il desiderio di una città riscattata dal male e guarita dalle sue ferite. Spesso si tratta di veri e proprio eroi del sociale, donne e uomini che si prodigano ogni giorno con dedizione, talvolta anche solo col portare avanti fedelmente il proprio dovere, senza apparire”.

Italia-Usa, Meloni: noi facciamo nostri interessi, americani i loro

Milano, 8 mag. (askanews) – “Entrambe comprendiamo quanto sia importante il rapporto transatlantico, ma entrambi allo stesso modo comprendiamo quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali. Quindi l’Italia difende i propri interessi nazionali esattamente come fa gli Stati Uniti ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, al suo arrivo a Milano, parlando dell’incontro con Rubio.

Un incontro, ha proseguito Meloni, “molto ampio, molto costruttivo tra nazioni che chiaramente sono Nazioni alleate, un incontro nel quale abbiamo trattato tanto i temi il tema dei rapporti bilaterali, quanto ovviamente le grandi questioni e gli scenari internazionali: crisi in Medio Oriente, sicurezza, libertà di navigazione, quindi stretto di Hormuz”. Inoltre, “abbiamo parlato di alcuni dossier che sono particolarmente importanti per l’Italia, perché l’Italia storicamente gioca un ruolo e penso alla Libia e al Libano”, ha sottolineato la premier Ovviamente abbiamo parlato di Ucraina, abbiamo parlato di Cina, della prossima visita del presidente americano, quindi insomma sicuramente proficuo, sicuramente costruttivo, sicuramente franco”.

Il Papa in papamobile tra migliaia di fedeli a piazza del Plebiscito

Napoli, 8 mag. (askanews) – Una folla festante ha accolto, tra canti e musiche, Papa Leone arrivato in piazza del Plebiscito, a Napoli.

Il Pontefice, a bordo della papamobile, ha salutato le migliaia di persone presenti nella piazza simbolo della città partenopea.

Papa a Pompei e Napoli, appello per la pace e monito contro malavita

Napoli, 8 mag. (askanews) –

(Di Serena Sartini)

Una visita di dieci ore, tra Pompei e Napoli, per ‘festeggiare’ il primo anno di pontificato. Papa Leone sceglie la città mariana e il capoluogo campano per il suo primo viaggio in Italia del 2026. “Che bella giornata, quante benedizioni. Io mi sento il primo benedetto per poter venire qui al santuario della Madonna nel giorno della supplica e nel giorno dell’anniversario. Grazie a tutti voi”, dice il Papa salutando – a braccio – i 20mila fedeli radunati davanti al Santuario.

Le campane suonano a festa per l’arrivo di Prevost, quinta visita di un Papa a Pompei, da dove parte un forte appello alla pace. “Il Dio della pace illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo”. “La carezza di Dio”, aggiunge il Pontefice, è la risposta alla “nostra umanità provata dal peccato e sempre incline a prevaricazioni, sopraffazioni e guerre”, sottolinea. Mette in guardia, il Papa, da “un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana”. Ed ancora: “Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono”.

Nel pomeriggio l’abbraccio a Napoli. “Sono venuto qui per trovare questo calore che solo Napoli sa offrire. Grazie per questa accoglienza”, dice arrivando al Duomo. Prevost solleva l’ampolla contenente il sangue di San Gennaro, che si era sciolto qualche giorno fa, mostra la reliquia e la bacia. Un momento commovente è l’incontro con Patrizia Mercolino, madre di Domenico Caliendo, il bambino di quasi due anni e mezzo morto lo scorso 21 febbraio nel capoluogo campano a causa di un trapianto di cuore fallito.

Poi il giro in papamobile tra i 50mila fedeli radunati in piazza Plebiscito. La Napoli “mille colori” che deve diventare “un’unica tavola dove nessuno è escluso”. E dove, di fronte alle ferite, al divario economico che ancora esiste, “la presenza e l’azione dello Stato è più che mai necessaria per dare sicurezza e fiducia ai cittadini e togliere spazio alla malavita organizzata”. Un lungo applauso accompagna il monito di Leone, che lancia infine un appello al Patto educativo: “Radunate le forze, lavorate insieme, camminate uniti – Istituzioni, Chiesa e società civile” per una Napoli “migliore e più bella”.

Fausto Lama riparte da sé con nuova musica che racconta l’amore

Milano, 8 mag. (askanews) – Fausto Lama riparte da se, da un racconto autentico del suo nuovo mondo dopo il divorzio sentimentale e artistico da California, compagna dei Coma Cose. Tre singoli che anticipano un album che uscirà in ottobre, l’ultimo si chiama Burrocacao, una ballad dal sound contemporaneo che si muove tra intimità e disillusione. Nell’epoca in cui tutto va veloce, c’è anche il fast love.

“Allora, questo pezzo è nato quasi per caso, è un po’ una fotografia dell’ultimo anno vissuto. Parla di avventure, parla di relazioni e, appunto, ributtandomi nel mare di questo mondo affettivo, ho riscontrato che ci sono un sacco di cose diverse. Io vengo da una relazione lunga, quindi è normale, quando ti ributti nel mare vedere che le cose sono cambiate. Penso sia anche un momento storico difficile. Questa canzone racconta di storie un po’ così passeggere, racconta di sentimenti un po’ volatili, racconta di contrasti, però anche di cose belle, perché poi in realtà tutte queste esperienze ti arricchiscono e forse ti preparano anche a qualcosa di più bello e più duraturo. Però, intanto, viviamo il presente”.

Dopo anni di percorso condiviso con i Coma_Cose, Fausto prosegue il suo percorso solista, sviluppando un progetto che si sta svelando brano dopo brano, scritto di istinto, lasciando spazio a sentimenti e immediatezza.

“E tutte queste canzoni sono scritte così, molto di getto, e mi sono anche educato a non ritoccarle. Mi piace che siano così spontanee, come anche questa. È un nuovo modo di scrittura e mi ci sto trovando bene”.

Questo nuovo capitolo prenderà forma anche dal vivo nei prossimi mesi. Il debutto live sarà al MI AMI Festival di Milano sabato 23 maggio, Fausto porta per la prima volta sul palco il suo progetto solista.

“Non credo che porterò canzoni Coma_Cose perché è un percorso bellissimo, sono stati dieci anni stupendi, ma è giusto adesso lasciare spazio ai percorsi solisti. Spero che ci sarà il modo in futuro, con Francesca ce lo siamo detti, che ci saranno sicuramente occasioni magari per ricondividere il palco in un futuro e quello sarà il momento di ritirarle fuori dal cilindro. Però per adesso canterò le mie”.

Non vi aspettate dunque di sentire “Cuoricini”. “In questo momento della mia vita i Coma_Cose sono, ripeto, sono una bellissima avventura che però è messa in una stanza chiusa a chiave, in attesa di un giorno di essere riaperta. Canterò le canzoni inedite, fondamentalmente ai concerti si potranno sentire le canzoni nel disco, che sarà anche un modo per rodarle, per vedere come il pubblico le sente. Tanto sono ancora aperte, il disco verrà chiuso in autunno e quindi magari qualcosa durante l’estate cambia”.

Napoli, il Papa mostra e bacia l’ampolla con il sangue di San Gennaro

Napoli, 8 mag. (askanews) – Cattedrale di Napoli gremita per Papa Leone XIV. Il Pontefice Leone ha baciato e mostrato ai fedeli l’ampolla contenente il sangue di San Gennaro, che si era sciolto in precedenza, presa dalla Real Cappella del Tesoro e portata prima, tra gli applausi dei fedeli, sull’altare maggiore.

Mentre il Pontefice mostrava la reliquia, è partito il coro “Papa Leone, Papa Leone”.

A Mobile in Alabama, Africatown e l’ultima eco della tratta

Mobile (Alabama, Usa), 8 mag. (askanews) – A Sud negli Stati Uniti d’America la storia si racconta attraverso le sue strade, dove ogni tappa è una voce, ogni edificio una memoria che continua a essere custodita. E nel 2026 il viaggio si arricchisce perché la conoscenza ha il potere di plasmare la storia e di smuovere le montagne. Gli eventi che hanno segnato il Movimento per i Diritti Civili negli Stati Uniti d’America e in particolare in Alabama lo dimostrano e lasciano profondamente colpiti. Per questo anche in un tour nel Sud degli States non possono mancare i luoghi del Civil Rights Trail, come sottolineano con i loro consigli anche Travel South Usa, Sweet Home Alabama e Visit Mobile.

Sheila Flanagan, manager e curatrice dell’Historic Avenue Cultural Center: “Questo edificio è uno dei pochi edifici dell’epoca della segregazione che utilizziamo ancora e che integriamo nel paesaggio quotidiano di Mobile, in Alabama. Fu inaugurato nel 1931 su richiesta della comunità afroamericana, che desiderava avere accesso alla sede principale della biblioteca in Government Street. Naturalmente, quello era il culmine della segregazione, e quindi la richiesta fu respinta”, ci dice.

I muri parlano e raccontano un cammino impervio per l’Historic Avenue Cultural Center e per lo stesso Movimento per i diritti civili. “La regione della Costa del Golfo è molto diversa da Birmingham. Mobile fu fondata dai francesi: avevamo una grande comunità creola, persone di colore libere, una comunità di confine tra neri e bianchi. Mobile è insomma diversa – e lo sapete, siamo precedenti a New Orleans. È qui che è nato il Mardi Gras, il Carnevale più antico negli USA. Questo dice molto su come si sono evolute le proteste qui. Questa è una manifestazione di strada del gruppo NOW, dopo l’assassinio di Martin Luther King. La città non concesse il permesso per la parata, ma loro marciarono lo stesso. Furono accolti da una presenza di polizia così massiccia che interruppero la marcia e passarono al boicottaggio economico. E sì, il Ku Klux Klan ha marciato a Bienville Square. Mobile è stata oscurata da Selma, Montgomery e Birmingham, ma la nostra storia dei diritti civili è unica”, aggiunge Flanagan.

Flanagan ci spiega che Mobile è una città a maggioranza di minoranze etniche e ci vivono più afroamericani che qualsiasi altro gruppo etnico. E qui spicca Africatown, un quartiere in piena espansione grazie a 2,5 milioni di dollari di fondi federali per la riqualificazione ma anche un unicum assoluto: non un semplice quartiere afroamericano, ma una comunità fondata dopo la Guerra Civile dai sopravvissuti della Clotilda, l’ultima nave negriera arrivata illegalmente negli USA nel 1860. A differenza della maggior parte degli schiavi liberati, questi riuscirono a riunirsi e attingere ai ricordi della vita in Africa per preservare lingua e cultura in uno spazio autonomo. La Clotilda – alla quale è dedicata una mostra in città – fu affondata nello stesso anno dal suo armatore per cancellare le prove del traffico, ormai illegale, di schiavi nel Mobile River, restando nascosta per oltre un secolo fino alla scoperta nel 2019. Questo relitto non è solo archeologia: è la prova materiale dell’ultimo capitolo della tratta atlantica, ma anche un oscuro presagio per altre regioni del mondo dove i flussi migratori sono dominati da violenza e sopraffazione.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Carlo Molinari

Immagini askanews

Italia-Usa, Meloni: noi facciamo nostri interessi, americani i loro

Milano, 8 mag. (askanews) – “Entrambe comprendiamo quanto sia importante il rapporto transatlantico, ma entrambi allo stesso modo comprendiamo quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali. Quindi l’Italia difende i propri interessi nazionali esattamente come fa gli Stati Uniti ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, al suo arrivo a Milano, parlando dell’incontro con Rubio.

Un incontro, ha proseguito Meloni, “molto ampio, molto costruttivo tra nazioni che chiaramente sono Nazioni alleate, un incontro nel quale abbiamo trattato tanto i temi il tema dei rapporti bilaterali, quanto ovviamente le grandi questioni e gli scenari internazionali: crisi in Medio Oriente, sicurezza, libertà di navigazione, quindi stretto di Hormuz”. Inoltre, “abbiamo parlato di alcuni dossier che sono particolarmente importanti per l’Italia, perché l’Italia storicamente gioca un ruolo e penso alla Libia e al Libano”, ha sottolineato la premier Ovviamente abbiamo parlato di Ucraina, abbiamo parlato di Cina, della prossima visita del presidente americano, quindi insomma sicuramente proficuo, sicuramente costruttivo, sicuramente franco”.

Salvini in Biennale: sono qui per porre fine alle polemiche

Milano, 8 mag. (askanews) – Il vicepremier Matteo Salvini è arrivato alla Biennale di Venezia: “Sono qui per Venezia e per la Biennale – ha detto il ministro dei Trasporti – e per mettere il mio mattoncino per porre fine a polemiche che non dovrebbero coinvolgere una realtà straordinaria come la Fondazione Biennale”. Nel giorno della manifestazione e e della chiusura di alcuni padiglioni, Salvini ha aggiunto che “l’arte, come lo sport, visto che abbiamo appena finito le Olimpiadi, debbano essere esenti da conflitti”. Salvini ha visitato il padiglione Venezia, quindi quello degli Stati Uniti e poi si è diretto a quello della Russia.

Trump posta sugli Ufo

New York, 8 mag. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump si vanta della pubblicazione di quelli che il Pentagono ha definito “nuovi e mai visti” file sugli Ufo sostenendo che con essi “le persone possono decidere da sole COSA DIAVOLO STA SUCCEDENDO”. Tuttavia quei file iniziali sono immagini torbide che potrebbero indicare qualsiasi cosa.

In un post su Truth Social, l’inquilino della Casa Bianca invita gli americani a “godersi” i file e a “divertirsi” e si vanta di avere mantenuto la promessa di diffondere i documenti riguardanti “alieni e vita extraterrestre, fenomeni aerei non identificati e oggetti volanti non identificati” nel nome di una “trasparenza completa e massima”. Nel post Trump ha criticato le amministrazioni precedenti “che hanno fallito nell’essere trasparenti su questo”.

Per capire cosa davvero sta succedendo, come suggerito da Trump, bisognerà però aspettare altri file. Quelli al momento disponibili sono foto con sfondi indefiniti grigi e punti neri. L’unica immagine che evoca una pseudo navicella di extra terrestri simile a quelle viste in film di fantascienza è semplicemente uno schizzo.

Ciclismo, Magnier conquista la prima maglia rosa al Giro

Roma, 8 mag. (askanews) – È il francese Paul Magnier la prima maglia rosa del Giro d’Italia 2026. Il velocista della Soudal Quick-Step sorprende tutti nella volata inaugurale della Nessebar-Burgas, 147 chilometri sulle strade della Bulgaria affacciate sul Mar Nero, battendo il danese Tobias Lund Andresen e il britannico Ethan Vernon. Solo quarto il grande favorito della vigilia, Jonathan Milan.

Il finale viene completamente stravolto da una maxicaduta ai 650 metri dall’arrivo che spezza il gruppo e lascia appena undici corridori a giocarsi la vittoria. Tutti gli altri restano bloccati sulla carreggiata e raggiungono il traguardo successivamente, ma senza conseguenze per la classifica grazie alla neutralizzazione dei tempi.

Per Milan tutto sembra procedere nel modo giusto fino ai tre chilometri conclusivi, poi il suo treno si disunisce tra spallate e cambi di traiettoria. Simone Consonni perde le ruote davanti e il friulano resta senza il supporto decisivo per lanciare la volata. A quel punto emerge Magnier, 22 anni, già considerato in Francia il possibile erede di Tom Boonen.

Per il corridore francese arrivano anche la maglia ciclamino della classifica a punti e la maglia bianca di miglior giovane. L’ultimo francese in rosa era stato Bruno Armirail nel 2023.

Nel finale colpisce anche la strategia prudente di Jonas Vingegaard. Il grande favorito del Giro sceglie infatti di restare nelle retrovie del gruppo, protetto dai compagni della Visma, pur rischiando eventuali distacchi, pur di evitare cadute e problemi. Alla fine il danese chiude 76°, ma con lo stesso tempo del vincitore, così come Giulio Pellizzari.

La prima tappa del Giro 109 vive anche sulla lunga fuga iniziale di Manuel Tarozzi e dello spagnolo Diego Sevilla, ripresi a 23 chilometri dall’arrivo dopo oltre 120 chilometri all’attacco. Sevilla conquista i due Gran premi della montagna e la prima maglia azzurra.

Grande entusiasmo infine sulle strade bulgare, da Nessebar a Burgas, per la sedicesima partenza dall’estero nella storia del Giro, la terza nelle ultime cinque edizioni dopo Ungheria 2022 e Albania 2025.

Domani la seconda tappa, da Burgas a Veliko Tarnovo: 221 chilometri con tre Gran premi della montagna e un finale impegnativo che potrebbe favorire attaccanti e uomini di classifica.

Italia-Usa, Meloni: con Rubio incontro costruttivo e franco

Milano, 8 mag. (askanews) – Quello con Rubio è stato un incontro “sicuramente proficuo sicuramente costruttivo, sicuramente franco tra due nazioni” che comprendono “quanto sia importante il rapporto transatlantico, ma entrambi allo stesso modo comprendiamo quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali, quindi l’Italia difende i propri interessi nazionali esattamente come fa gli Stati Uniti ed è bene che si questo ci si trovi d’accordo”. Lo ha detto la premier Giorgi Meloni al suo arrivo a Milano.

Cuore, svolta ricerca: ridotto del 36% rischio primo infarto

Roma, 8 mag. (askanews) – Ridurre del 36% il rischio di primo infarto oggi è possibile: è questo uno dei principali dati che emergono dallo studio internazionale VESALIUS-CV, presentato al 57° Congresso Nazionale ANMCO 2026 in corso a Rimini. Un risultato che segna un cambio concreto nell’approccio alla malattia cardiovascolare, perché dimostra che intervenire quando il rischio è già molto alto anche senza eventi, riduce in modo significativo il rischio di eventi maggiori.

Questa evidenza arriva in un Paese, l’Italia, in cui le malattie del sistema circolatorio restano la principale causa di morte, con più di 220.000 decessi registrati nel 20221, su un totale di oltre 720.000 morti nello stesso anno. Un peso importante che impone di ripensare il modo in cui si affronta il rischio cardiovascolare, adottando fin da subito un approccio più intensivo e mirato.

“Finora l’orientamento nella pratica clinica ha portato a concentrarsi sull’intervento terapeutico dopo un evento acuto. Afferma il dott. Massimo Grimaldi, Presidente ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) e Direttore della Cardiologia dell’Ospedale F. Mulli di Acquaviva delle Fonti (Bari). Oggi abbiamo una consapevolezza nuova. Il rischio cardiovascolare si costruisce negli anni, spesso in modo silenzioso e senza segnali riconoscibili, mentre la malattia è già in atto. Questo significa che abbiamo una finestra temporale importante in cui possiamo agire. Siamo davanti a un cambio di paradigma fondamentale per la cardiologia moderna e per il modo in cui dobbiamo prenderci cura dei pazienti”.

Lo studio VESALIUS-CV ha coinvolto oltre 12.000 pazienti seguiti per più di quattro anni, tutti caratterizzati da un rischio cardiovascolare elevato o molto elevato, senza precedenti eventi clinici. I risultati mostrano che riducendo in modo significativo il colesterolo LDL, considerato uno dei fattori causali una delle cause dirette dell’aterosclerosi, si ottiene una diminuzione concreta degli eventi cardiovascolari maggiori come infarto e ictus.

“Il dato più rilevante è proprio la riduzione del rischio di un primo evento cardiovascolare che si ottiene grazie all’utilizzo di evolocumab: questo risultato può tradursi in un impatto significativo sulla salute della popolazione e sulla vita concreta delle persone. Afferma il dott. Claudio Bilato, Vicepresidente di ANMCO, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Azienda ULSS8 berica e Direttore di Cardiologia degli Ospedali Ovest Vicentino. Significa evitare un infarto, un ictus o una complicanza che può lasciare conseguenze permanenti. La novità è che possiamo intervenire in una fase in cui il paziente non ha ancora avuto eventi, ma è già esposto a un rischio elevato. Nello studio VESALIUS-CV, l’impiego di evolocumab ha consentito di ridurre efficacemente il colesterolo LDL di oltre il 50%, raggiungendo i livelli intorno ai 45 mg/dL”.

Oggi i cardiologi hanno a disposizione strumenti sempre più precisi per valutare il rischio individuale e terapie innovative in grado di ridurre in modo marcato il colesterolo LDL rispetto ai valori iniziali. Questo consente di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi e di costruire una protezione cardiovascolare personalizzata, adattata alle caratteristiche di ogni paziente.

I dati dello studio e quelli epidemiologici sottolineano che il rischio cardiovascolare non nasce all’improvviso, ma cresce nel tempo, intercettarlo e modificarne il decorso permette di cambiare le prospettive di cura di milioni di persone.

Meloni: con Rubio dialogo franco tra alleati che difendono i loro interessi

Roma, 8 mag. (askanews) – “Ho ricevuto oggi con piacere il segretario di Stato americano Marco Rubio a Palazzo Chigi. Abbiamo avuto un ampio e costruttivo confronto, durante il quale abbiamo affrontato numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in Medio Oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina. Un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post sui social.

Meloni: con Rubio dialogo franco tra alleati che difendono loro interessi

Roma, 8 mag. (askanews) – “Ho ricevuto oggi con piacere il segretario di Stato americano Marco Rubio a Palazzo Chigi. Abbiamo avuto un ampio e costruttivo confronto, durante il quale abbiamo affrontato numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in Medio Oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina. Un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post sui social.