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Piano Mattei, la prima BFuture Farm di Bf Spa nasce in Congo

Jolanda di Savoia (Ferrara), 16 lug. (askanews) – A Jolanda di Savoia, nel Ferrarese, Bonifiche Ferraresi ha presentato i risultati della prima BFuture Farm in Repubblica del Congo. Un anno di lavoro nel villaggio di Malolo, regione di Niari, per replicare in Africa il modello agroindustriale italiano: dalle sementi al prodotto finito, tutto nel quadro del Piano Mattei.

“E’ un obiettivo importante quello di oggi – spiega Federico Vecchioni amministratore delegato di BF International – che dà il via alle 20 model farm che BF realizzerà in più continenti, di cui le prime saranno tutte all’interno del continente africano”.

I numeri di un cantiere partito da pochi mesi: 6.000 ettari già recuperati, oltre mille in produzione; circa 450 lavoratori e 50 macchine agricole. Venti chilometri di strade, trenta di linea elettrica, i primi punti d’acqua per le comunità. In arrivo scuole, un centro per la salute e una casa parto.

“Oggi – ricorda Henri Okemba, ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica del Congo in Italia – l’Italia è diventata il secondo partner bilaterale del Congo, in due anni”.

Il progetto nasce da un partenariato pubblico-privato: accanto a Bf International ci sono Ciheam Bari, la Farnesina, Sace e Simest. Diecimila ettari in concessione, altri ventimila già individuati. Un modello che l’Italia rivendica come non predatorio. .

“E’ un diritto di ogni persona non emigrare – spiega il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani – quindi facendo crescere l’economia di questi Paesi garantiamo loro anche la possibilità di rimanere vicino alle loro famiglie, vicino ai luoghi dove sono nati”.

Flash mob al CONI: ballerini contro le discriminazioni

Roma, 16 lug. – Si è tenuto davanti alla sede del CONI a Roma, in zona Foro Italico, il flash mob di ballerine e ballerini professionisti di tutte le età. La mobilitazione è nata per protestare contro le discriminazioni nel mondo della danza, chiedere una riforma reale della giustizia sportiva e sollecitare un rilancio trasparente di questo settore. A capitanare l’iniziativa è stata Francesca Pascale, Presidente dell’Associazione “I Colori della Libertà”.

Al centro della protesta vi sono le recenti vicende che stanno scuotendo la FIDESM (Federazione Italiana Danza Sportiva e Sport Musicali), l’organismo riconosciuto dal CONI per la gestione della danza sportiva in Italia. La Federazione, che conta oltre 100 mila tesserati.

“È successo qualcosa di straordinario davanti alla sede del CONI: una manifestazione di protesta senza precedenti, con i ballerini scesi in piazza ballando e danzando. Questi atleti sono protagonisti non solo sul palco, ma anche in una battaglia per il rispetto, la dignità e la trasparenza. Chiediamo una revisione profonda della giustizia sportiva, perché chi giudica spesso è partner dello stesso studio legale di chi viene giudicato. Spero che le istituzioni e la politica non si girino dall’altra parte. Noi daremo voce a queste istanze per contribuire a far tornare la danza uno sport d’eccellenza” – È quanto ha dichiarato Francesca Pascale, Presidente dell’Associazione “I Colori della Libertà”.

(Comunicato Stamp

DSV festeggia 50 anni con uno sguardo al futuro

Milano, 16 lug. (askanews) – Non un punto di arrivo ma un punto di partenza: nella cornice di Terrazza Martini, DSV, gruppo internazionale specializzato in servizi di trasporto e logistica, ha celebrato con collaboratori e partner i cinquant’anni dalla sua fondazione, aprendo un nuovo capitolo della propria storia con la presentazione della strategia “Leverage to Lead”. Un percorso iniziato nel 1976 da un’intuizione imprenditoriale che, attraverso crescita, acquisizioni e innovazione, ha trasformato DSV in uno dei principali operatori globali del trasporto e della logistica.

“DSV è nata da una semplice intuizione di dieci autotrasportatori danesi che, cinquant’anni fa, hanno capito l’importanza di unirsi per dare vita a una realtà più forte, più rappresentativa e capace di rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione. Oggi, dopo mezzo secolo, quella visione si dimostra ancora estremamente attuale e significativa” ha dichiarato Alfrego Gaio, Senior Vice President di DSV Air & Sea.

In uno scenario segnato da supply chain sempre più complesse, trasformazione digitale e nuove sfide geopolitiche, “Leverage to Lead” definisce le priorità di DSV fino al 2030. Una strategia che punta a valorizzare la nuova dimensione del Gruppo attraverso investimenti in tecnologia, intelligenza artificiale, sostenibilità e sviluppo delle competenze, con l’obiettivo di rendere la logistica un vantaggio competitivo per le imprese.

“Raccontare questi 50 anni di storia di DSV significa parlare di un’azienda che non si è limitata a trasportare prodotti o gestire la movimentazione delle merci, ma che ha saputo accompagnare l’evoluzione della supply chain in un mercato in continua trasformazione. Oggi credo che il ruolo di un operatore logistico sia quello di essere un vero partner per i propri clienti, supportandoli nel percorso di crescita e nell’evoluzione naturale del loro business” ha aggiunto Davide Uracchi, Managing Director di DSV Contract Logistics.

Anche in Italia questo percorso si traduce in una crescita costante: più sedi, più persone, una rete logistica sempre più estesa e una capacità di servizio in continua evoluzione.

“I risultati raggiunti non rappresentano un punto d’arrivo, ma una solida base da cui partire per affrontare la prossima fase di crescita. Continueremo a investire nelle competenze, nell’innovazione e nelle persone, con l’obiettivo di supportare sempre meglio i nostri clienti e accompagnarli nelle sfide future” ha concluso Roberto Scarrone, Managing Director di DSV Road.

Cinquant’anni di storia rappresentano così il nuovo punto di partenza per una nuova fase di crescita, con l’ambizione di continuare a guidare l’evoluzione della logistica globale.

Io sono cultura, nel 2025 crescono valore aggiunto e occupazione

Roma, 16 lug. (askanews) – Cultura e bellezza vanno a braccetto e anzi sono i tratti identitari nella società e nell’economia. Nel 2025 sono cresciuti valore aggiunto e occupazione nel sistema produttivo culturale e creativo, rispettivamente 115,8 miliardi di euro con un +3,3% rispetto al 2024 e 1,5 milioni di addetti, con un balzo di 5,7% dell’occupazione complessiva del Paese. Sono questi i dati principali che emergono dal rapporto “Io sono cultura”, giunto alla sedicesima edizione, realizzato congiuntamente da Unioncamere, e dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, da Fondazione Symbola e Deloitte.

I dati del 2025 confermano sistema Produttivo Culturale e Creativo italiano come motore di sviluppo economico, occupazionale e sociale del Paese. Ogni euro generato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo ne attiva altri 1,7 nel resto dell’economia, arrivando a muovere circa 310 miliardi di euro complessivi, pari al 15,4% del Pil italiano.

“Continua a crescere l’economia legata alla cultura – ha spiegato Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola – per noi la cultura è un fattore di identità straordinaria, per questo chiamiamo il nostro rapporto ‘Io sono cultura’, ma è anche uno straordinario abilitatore di economia, cresce e orienta tanti settori economici: 150 miliardi in senso stretto, 300 con annessi e connessi e cresce anche nelle regioni del Sud. E’ chiaro che questo ci consente di reggere meglio un periodo difficile. Ad esempio noi abbiamo retto meglio i dazi, perché produciamo cose che gli altri non sanno fare o non sanno fare così bene, in tutti i settori dall’alimentare all’high-tech, dal made in Italy tradizionale alle nuove tecnologie fino ai videogiochi”.

Il Lazio si conferma la regione con il più elevato livello di specializzazione culturale e creativa, con un’incidenza del Sistema Produttivo Culturale e Creativo pari all’8,1% dell’economia regionale, seguita dalla Lombardia, che mantiene la leadership nazionale in termini di dimensione economica, con oltre 33 miliardi di euro di valore aggiunto generati.

“Per il primo anno nella stesura del rapporto – ha sottolineato Ernesto Lanzillo, Presidente Deloitte & Touche S.p.a. – è stato dato rilievo al fatto che la cultura non ha soltanto degli impatti economici diretti o indiretti, ma anche impatti molto più estesi, sulle capacità di migliorare il benessere delle persone, anche da un punto di vista di conoscenza e competenze, inclusività e contributo alla gestione sostenibile dei siti da un punto di vista ambientale. L’UNESCO nei suoi indicatori per la determinazione del valore di un sito UNESCO come contributo culturale allo sviluppo delle persone, inserisce non esclusivamente elementi di misurazione econometrica, ma anche elementi di misurazione di aspetti connessi a inclusione, sostenibilità e sviluppo delle competenze che sono proprio la caratteristica distintiva del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile”.

La creatività non è soltanto un patrimonio identitario dell’Italia: è una leva strategica di competitività per l’intero sistema produttivo. “Le aziende che nell’ambito culturale fanno attività economiche crescono – ha aggiunto Andrea Prete, Presidente Unioncamere – più nell’aspetto del valore aggiunto, e cresce l’occupazione. Dobbiamo guardare a implementarla sempre di più, ma soprattutto a guardare anche alla stabilizzazione di chi opera in questo settore, perché abbiamo ancora un turnover importante e soprattutto se vogliamo attrarre i giovani bisogna pagarli meglio”.

Il Rapporto è stato presentato da Alessandro Rinaldi, vicedirettore generale del Centro Studi Tagliacarne.

Hormuz, Tajani: serve cessate il fuoco per la libera navigazione

Jolanda di Savoia (Ferrara), 16 lug. (askanews) – “E’ una situazione complicata, speriamo si possa sbloccare il prima possibile: l’Italia sta facendo tutto ciò che è in suo potere per allentare e rendere meno complicata la situazione in Medio Oriente”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell’evento a Jolanda di Savoia (Ferrara).

“Esprimo tutta la mia solidarietà ai Paesi del Golfo, che sono attaccati pur non essendo parte del contenzioso tra americani e iraniani. Speriamo di arrivare di nuovo a un cessate il fuoco che garantisca la libera circolazione marittima in quella parte di Medio Oriente”, ha aggiunto.

Sul Libano, ha proseguito Tajani, “la situazione sta lentamente migliorando: siamo molto soddisfatti per gli incontri di Roma tra le delegazioni libanese e israeliana, si sono compiuti passi in avanti e all’inizio di agosto ci sarà una nuova tornata di colloqui a Roma”.

"Ink" di Danny Boyle aprirà l’83esima Mostra del Cinema di Venezia

Roma, 16 lug. (askanews) – La Biennale di Venezia ha annunciato che “Ink”, diretto dal regista premio Oscar e premio BAFTA Danny Boyle (28 anni dopo, Trainspotting, The Millionaire), scritto dal drammaturgo e sceneggiatore vincitore di diversi premi Olivier James Graham (Dear England, Sherwood, Brexit), interpretato da Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy, è il film d’apertura, in prima mondiale in concorso, dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera, in programma dal 2 al 12 settembre 2026.

“Ink” sarà presentato in prima mondiale mercoledì 2 settembre 2026 nella Sala Grande del Palazzo del Cinema (Lido di Venezia), nella serata di apertura di Venezia83.

D”Sono stato alla Biennale molte volte, ma questo è il mio battesimo alla Mostra del Cinema – ha detto Boyle – è un onore immenso essere in una città così ricca d’arte e aprire questo grande festival con il mio nuovo film, Ink. Il 1969, l’anno in cui siamo sbarcati sulla Luna per la prima volta, è l’anno in cui Rupert Murdoch e Larry Lamb lanciarono un quotidiano destinato a cambiare il mondo ancora di più. Molto prima di Fox News, del clickbait e di Truth Social, decenni prima di Twitter, Facebook, Google e OnlyFans, questi due uomini crearono un nuovo tabloid che, contro ogni previsione, divenne il quotidiano più venduto al mondo. Sfacciato, irriverente, audace: lo spumeggiante Sun ha sfidato l’establishment e ha rifondato il nostro mondo per l’era moderna. Una sceneggiatura di James Graham che mi sono sentito in dovere e privilegiato di dirigere”.

“Un regista premio Oscar, un autore tra i maggiori della scena teatrale londinese e tre attori tra i più apprezzati del cinema inglese contemporaneo, sono le credenziali del film di Danny Boyle – ha dichiarato Alberto Barbera – impreziosito dall’interpretazione di Jack O’Connel, Guy Pierce, e Claire Foy, che lo sceneggiatore James Graham ha tratto dalla propria pièce omonima. È la ricostruzione dell’acquisto del quotidiano The Sun da parte dell’editore Rupert Murdoch che ne affidò la direzione allo spregiudicato Larry Lamb, sino a farne il più venduto tabloid scandalistico inglese, a spese del rivale The Mirror. Ringrazio StudioCanal, Media Res e House Productions per averci concesso l’onore di aprire la Mostra del Cinema di Venezia con un film così atteso”.

Ink è un film prodotto da STUDIOCANAL, MEDIA RES e House Productions.

Jack O’Connell (Il ribelle – Starred Up, ’71, Back To Black, I peccatori), Guy Pearce (Memento, The Brutalist, L.A. Confidential) e Claire Foy (The Crown, Estranei, Il visionario mondo di Louis Wain) sono i protagonisti di Ink, un viaggio cinematografico travolgente che racconta di un gruppo di visionari e anticonformisti con un’idea per un nuovo tipo di informazione, capace di dare alla gente ciò che vuole, e che avrebbe cambiato per sempre il volto del mondo in cui viviamo oggi.

O’Connell interpreta Larry Lamb, il direttore di THE SUN, mentre Pearce veste i panni di Rupert Murdoch. Claire Foy è Jules Davies.

Danny Boyle produce il film insieme a Tessa Ross (Conclave, The Warrior: The Iron Claw, La zona d’interesse) e Michael Ellenberg (The Morning Show, Pachinko – La moglie coreana). Ink segna la riunione tra Boyle e Ross dopo la loro collaborazione per The Millionaire. Anche Tracey Seaward (I due Papi, Philomena, Pistol) figura tra i produttori. Anna Marsh, Ron Halpern, Joe Naftalin (di STUDIOCANAL), Tonia Davis, Zoe Edwards, James Graham, Sudie Smyth (di STUDIOCANAL) sono Produttori esecutivi.

MEDIA RES ha opzionato i diritti dell’omonima opera teatrale di James Graham diretta da Rupert Goold.

STUDIOCANAL ha interamente finanziato il film. STUDIOCANAL distribuirà INK nelle sale nei propri territori di competenza: Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Polonia, Benelux, Australia e Nuova Zelanda. INK sarà distribuito in Italia nelle sale da Lucky Red.

Alwin H. Küchler (Steve Jobs) è il direttore della fotografia, Gareth Pugh & Carson McColl (28 anni dopo) sono lo scenografo e il costumista, Fin Oates (How to Have Sex, Warfare – Tempo di guerra) è il montatore, il casting è stato curato da Gail Stevens & Rebecca Farhall (28 anni dopo), mentre le musiche sono di Daniel Pemberton.

Roggero, Tajani: aderisco alla richiesta di grazia per lui

Jolanda di Savoia (Ferrara), 16 lug. (askanews) – “Aderisco alla proposta dei gruppi parlamentari di Forza Italia e degli altri partiti di centrodestra e del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio di chiedere la grazia per Mario Roggero”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell’evento a Jolanda di Savoia (Ferrara), riferendosi al gioielliere di Grinzane Cavour condannato per aver ucciso due rapinatori.

“E’ un uomo che ha sbagliato, ma è stato vittima di tali e tante aggressioni ed è intervenuto per difendere la propria famiglia: credo che meriti il perdono da parte della società – ha aggiunto il vicepremier -. Poi sarà il presidente della Repubblica a decidere, ma ritengo sia giusto compiere questo passo”.

Legale Castellucci: “Condannata l’innocenza, confidiamo nell’appello”

Genova, 16 lug. (askanews) – “Anche 12 minuti sarebbero stati un’ingiustizia. Condannare l’innocenza è una forma di negazione di giustizia”. Lo ha detto Giovanni Paolo Accinni, avvocato difensore dell’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, dopo la condanna a 12 anni di reclusione del suo assistito per il crollo del ponte Morandi che provocò la morte di 43 persone.

“La realtà fattuale – ha aggiunto il legale – ha potuto accertare che il ponte è caduto esclusivamente a causa di un vizio costruttivo occulto e mantenuto come tale, cioè occultato. Ecco perché questa è una sconfitta del principio di personalità della responsabilità penale”.

“L’ingegner Castellucci – ha sottolineato Accinni – è stato il primo a promuovere l’unico comportamento alternativo certo che con sicurezza avrebbe evitato il crollo del ponte, vale a dire il retrofitting. Evidentemente non è stato valutato per le proprie condotte personali ma nuovamente nell’ambito di quella deriva di questa giurisprudenza che ritiene di poter risolvere le tragedie criminalizzando la figura dell’amministratore delegato”.

“Quindi – ha proseguito l’avvocato difensore di Castellucci – non la ricerca della colpa ma la ricerca da subito di un colpevole”.

“Noi siamo confidenti – ha concluso il legale – che già la Corte d’appello vorrà rimediare a questo errore e continueremo a difendere l’innocenza dell’ingegner Castellucci che ha sempre dimostrato tutta propria sensibilità per la sicurezza”.

Ponte Morandi, legale parenti vittime: “Crollo si poteva evitare”

Genova, 16 lug. (askanews) – “Questo ponte non è caduto per caso, è caduto perché ci sono delle responsabilità. Le responsabilità sono state individuate a diversi livelli. Se ci sono delle responsabilità vuol dire che questo crollo, come noi abbiamo sempre detto e come ha sempre detto soprattutto la procura, poteva essere evitato. Questa è la parola di verità processuale che stasera ci portiamo a casa e che ci fa essere un po’ più tranquilli e sereni”. Lo ha detto Raffaele Caruso, avvocato del Comitato in ricordo delle vittime del crollo del Ponte Morandi, dopo la lettura della sentenza di primo grado sul disastro in cui persero la vita 43 persone.

Alla domanda se si aspettasse una pena maggiore per l’ex ad di Aspi Giovanni Castellucci, per cui la procura aveva chiesto 18 anni e 6 mesi, il legale ha risposto: “Io ho sempre detto che la pena è secondaria rispetto a quella che è l’affermazione di responsabilità. Era stata chiesta una pena sul massimo previsto dalla legge ed è stata data una pena comunque molto elevata. Mi sembra – ha concluso – che il comportamento sia stato qualificato come grave”.

Ciclismo, Merlier cala il tris, Philipsen ancora battuto

Roma, 16 lug. (askanews) – Tim Merlier vince anche la dodicesima tappa del Tour de France e firma il terzo successo in volata nell’edizione 2026. Il belga della Soudal Quick-Step si impone nei 179 chilometri da Circuit Nevers Magny-Cours a Chalon-sur-Saône al termine di uno sprint di gruppo, precedendo l’olandese Olav Kooij e il belga Jasper Philipsen, ancora una volta lontano dalla vittoria.

La frazione, destinata ai velocisti, vede diversi tentativi per evitare l’arrivo compatto. Tra i corridori che provano l’azione ci sono anche gli italiani Filippo Ganna, costretto poi a fermarsi per una foratura, e Davide Ballerini. Nel finale la Alpecin-Deceuninck prepara lo sprint per Philipsen con il supporto di Mathieu van der Poel, ma il treno non basta e Merlier trova ancora una volta il tempo giusto per superare gli avversari.

Per il velocista belga arriva il successo numero 74 in carriera, il terzo in questo Tour dopo le vittorie già ottenute nelle precedenti volate. Alle spalle di Merlier chiudono Kooij, Philipsen, Biniam Girmay, Milan Fretin e Anthony Turgis.

Non cambia la classifica generale. Tadej Pogacar conserva la maglia gialla con 3’36″ di vantaggio su Jonas Vingegaard e 4’06″ su Remco Evenepoel. Quarto è Juan Ayuso a 4’22″, seguito da Paul Seixas a 4’35″, Florian Lipowitz a 4’44″, Isaac Del Toro a 5’08″, Mattias Skjelmose a 5’45″, Carlos Martinez a 6’34″ e Tom Pidcock a 11’49″.

Il Tour prosegue con la tredicesima tappa, 206 chilometri da Dole a Belfort, con un percorso pianeggiante nella prima parte e il finale caratterizzato dalla salita del Ballon d’Alsace, 9,1 chilometri al 6,8% di pendenza, posta a circa trenta chilometri dall’arrivo.

Ponte Morandi, ex ad di Aspi Giovanni Castellucci condannato a 12 anni

Roma, 16 lug. (askanews) – L’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e di Atlantia, Giovanni Castellucci, è stato condannato a 12 anni di carcere per il crollo del Ponte Morandi. Lo hanno deciso i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Genova al termine del processo di primo grado sul disastro che il 14 agosto del 2018 provocò la morte di 43 persone.

La procura del capoluogo ligure, rappresentata in aula dai pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi, aveva chiesto per lui 18 anni e 6 mesi di carcere. L’ex numero uno di Aspi sta già scontando nel carcere milanese di Opera una condanna definitiva a 6 anni di reclusione per la strage del bus di Avellino. Egle Possetti, portavoce dei parenti delle vittime del ponte Morandi, rispondendo a caldo dopo la sentenza:

“Dodici anni direi che per lui va bene”, ha commentato. “Siamo contenti, soddisfatti, contenti è un’altra cosa”, ha aggiunto.

“Anche 12 minuti sarebbero stati un’ingiustizia. Condannare l’innocenza è una forma di negazione di giustizia”, ha commentato l’avvocato di Castellucci, Giovanni Paolo Accinni.

I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Genova hanno condannato inoltre a 5 anni di reclusione Mauro Coletta, ex direttore della vigilanza sulle concessioni autostradali del Mit. L’accusa aveva chiesto per Coletta una condanna a 10 anni di carcere. La sindaca di Genova Silvia Salis: “Non si commentano le sentenze, le condanne, ma, ripeto, questo è un giorno di risposta al dramma che hanno vissuto le famiglie, un dramma che ha ucciso 43 persone e un dramma che ha vissuto anche la città di Genova. Noi abbiamo ascoltato al sentenza e credo che la sindaca di Genova non potesse mancare”.

"Vennero da ogni dove": Marco Baliani si ispira al Mediterraneo

Roma, 16 lug. (askanews) – Si ispira al Mediterraneo il nuovo progetto di Marco Baliani, “Vennero da ogni dove – Narrar cantando umanità in cammino” in scena lunedì 20 e martedì 21 luglio alle 21 a a Martina Franca (TA), nella cornice del Chiostro di San Domenico. È una delle nuove produzioni del 52esimo Festival della Valle d’Itria che quest’anno dedica la sua edizione proprio al tema del “Mediterraneo, culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie” curato dalla direttrice artistica Silvia Colasanti.

Scrittore, attore e regista dedito a un teatro di ricerca e di impegno civile, Baliani crea uno spettacolo che è intreccio di musica, canzoni e racconti intorno al tema del viaggio per mare, viaggio che a volte è transito, altre volte fuga, altre volte ancora disperato tentativo di approdo. Con lui sul palco Vincenzo Capezzuto, cantante e artista di grande versatilità, affiancato da Luciano Orologi (sax, clarinetto, melodica e arrangiamenti musicali), Giancarlo Bianchetti (chitarra classica) e Marco Forti (contrabbasso), in un repertorio musicale che intreccia tradizione popolare e repertorio colto del Mare Nostrum: dalle villanelle e dai madrigali del Rinascimento e del primo Barocco a componimenti giocosi e ironici della tradizione popolare, fino alle melodie del repertorio napoletano, pugliese, salentino, corso e greco, e alla canzone d’autore del Novecento. I brani raccontano storie di amore, lontananza, speranza e nostalgia, unendo le diverse sponde del Mediterraneo. “Nelle canzoni il mare è musica che si infrange, fluisce, si impenna – racconta Baliani – la voce di Vincenzo Capezzuto è una continua sorpresa, anch’essa acquatica, ancestrale e contemporanea al tempo stesso, come lo sono gli strumenti dei virtuosi musicisti che ci accompagnano”.

“Il mare dei miei racconti è quella ‘Grande Acqua’ che può incutere paura ma che a volte può anche alleviare le sofferenze o alimentare le speranze – prosegue Baliani -. Il mare può innalzare onde e innalzare vite, ma soprattutto permette l’incontro con ‘l’altro’, costringe al confronto con chi è diverso da noi. Le rive che il mare bagna sono un confine che da sempre gli esseri umani hanno vissuto come limite, barriera biologica, regno di creature favolose come le sirene, ma lo stesso limite diviene sfida per scoprire cosa il mare racchiude, cosa separa, cosa permette di scoprire oltre l’orizzonte delle acque. Viene cantata la sostanza misteriosa che il mare possiede, quell’acqua che lascia sulla pelle nutrienti elementi, sali, minerali, fluidi. Canzoni musica e racconti si amalgamano in un unico fluire di tempo, come quando durante un’immersione si perde la certezza dello spazio e del tempo, si resta incantati di quell’altro mondo sommerso. Ma lo stesso mare può divenire una trappola mortale, che non lascia scampo al naufrago, o al bagnante che si avventura troppo sicuro di sé. Il mare è sempre un misuratore delle umane vicissitudini – anche di questo si narra nello spettacolo – si raccontano storie d’amore che il mare sembra unire o può separare, nella sua, nostra, incessante inquietudine. Le canzoni e la musica danno conto della scoperta, della gioia, del distacco, del dolore, ogniqualvolta qualcuno è costretto ad abbandonare il luogo natio per cercarne un altro dove forse cominciare una nuova vita. I racconti e le parole entrano nel percorso narrando squarci di esistenze, memorie antiche, passaggi contemporanei. Alte e basse maree sono il ritmo che lo spettacolo assume, burrasca e bonaccia, schizzi di spuma bianca e placide onde costiere. È uno spettacolo da ascoltare, permettendo alle orecchie di creare immaginazioni di mondi”.

Ponte Morandi, parenti vittime: “Pene importanti, siamo soddisfatti”

Genova, 16 lug. (askanews) – “Alla luce delle spiegazioni tecniche del nostro avvocato, siamo molto contenti. Siamo contenti che soprattutto siano state individuate delle responsabilità perché era inaccettabile che questa vicenda, con tutti gli elementi che supportavano l’impianto accusatorio, potesse finire senza delle pene importanti”. Lo ha detto Egle Possetti, presidente del Comitato in ricordo delle vittime del crollo del Ponte Morandi, commentando la sentenza di primo grado sul disastro che provocò la morte di 43 persone.

“Siamo soddisfatti – ha aggiunto Possetti – perché ha retto l’impianto accusatorio. I tre filoni degli imputati sono stati tutti coinvolti nelle pene e soprattutto la cosa che a me preoccupava molto era che non ci fosse un aggravante che poi influiva sulla prescrizione. Invece ha retto l’aggravante dell’omicidio stradale, per cui le prescrizioni saranno più a lungo termine. Siamo soddisfatti, contenti è un’altra cosa”.

Nella notte il discorso di Trump, rilancerà il rischio di interferenze elettorali

New York, 16 lug. (askanews) – A meno di quatto mesi dalle elezioni di metà mandato, da cui dipende il controllo del Congresso attualmente nelle mani dei repubblicani, Donald Trump ha deciso di parlare alla nazione. In un raro discorso in prime-time, il presidente americano si presenterà davanti alle telecamere piazzate nella East Room della Casa Bianca quando in Italia saranno le 3 di notte. Formalmente indicazioni sul tema dell’intervento non sono state fornite. La portavoce Karoline Leavitt si è limitata a dire che “nessuno sa ancora cosa alla fine dirà” il presidente americano. Tuttavia, lui stesso ha indicato il tema principale: la sicurezza delle elezioni. “Senza elezioni libere e giuste non c’e’ un paese”, ha detto ieri preannunciando un “annuncio molto grande” ma spiegando anche che “discuteremo anche di altre cose”.

E’ da giorni che la stampa americana sostiene che Trump svelerà materiale declassificato sui tentativi di interferenza della Cina nelle elezioni del 2020 per aiutare Joe Biden a vincere. Stando a fonti del governo sentite da Reuters, l’intelligence non ha mostrato che Pechino ha manipolato o cambiato i voti. Non è tuttavia chiaro se e quale intelligence Trump diffonderà. Il timore è che sia fuorviante.

In vista dell’appuntamento, alcuni democratici tra cui la deputata Alexandria Ocasio-Cortez spingono sulle emittenti TV affinché non trasmettano in diretta il discorso. Per loro sarà usato per ripetere tesi smontate sulle elezioni. D’altra parte, Trump ha trascorso anni a gettare dubbi sui risultati elettorali, specialmente quelli delle elezioni presidenziali del 2020 da lui perse a favore del democratico Biden. Solo ieri in un’audizione parlamentare per la conferma della sua nomina a direttore dell’Intelligence nazionale, Jay Clayton ha detto che Biden è stato “certificato” come presidente, come a dire che non è stato eletto pur avendo detto di non essere “un negazionista delle elezioni”. Trump pensa anche che le macchine che hanno contato i voti non abbiano funzionato alla perfezione, tesi gonfiata pure da Fox News che alla fine nel 2023 ha dovuto pagare 787 milioni di dollari a Dominion Voting Systems per evitare di andare a processo. Trump è anche convinto che il voto per posta sia pieno di frodi e che il voto da parte di persone prive di cittadinanza Usa sia molto diffuso, tesi a loro volta non comprovate dai fatti.

Il tutto avviene dopo che Trump ha silurato due dei tre membri dell’Election Assistance Commission (entrambe democratici), mossa che ha portato l’unico repubblicano a dimettersi dall’ente preposto per aiutare nello svolgimento delle elezioni. Inoltre, il presidente Usa spinge per il Save America Act, che imporre nette restrizioni al voto e che è in stallo da tempo al Senato.

Alcuni tra i repubblicani preferirebbero che Trump guardasse al futuro, non al 2020, concentrandosi sui temi cari agli americani, in primis il costo della vita in aumento anche per colpa di una guerra (quella contro l’Iran) altamente impopolare. I democratici sperano: devono strappare al GOP tre seggi per prendere il controllo della Camera. Per il Senato, la battaglia è più incerta. In vista dell’appuntamento elettorale, in parti dell’America si teme che Trump stia preparando il terreno a contestarne l’esito se non fosse di suo gradimento.

Legge elettorale, Tajani: “Non ci sono problemi nella maggioranza”

Jolanda di Savoia (Ferrara), 16 lug. (askanews) – “La legge è passata con una maggioranza molto ampia, quindi non ci sono problemi all’interno della maggioranza e della coalizione di centrodestra”. Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani, sulla legge elettorale approvata oggi alla Camera e che ora passa all’esame del Senato, a margine dell’evento “Bienvenue à la BFuture farm en République du Congo” nella sede di Bf Spa a Jolanda di Savoia nel ferrarese.

Sulla bocciatura dell’emendamento in materia di preferenze e di quote femminili, Tajani ha minimizzato: “Io non mi sconvolgo se un emendamento non viene approvato. L’importante è che sia stata approvata la legge, perché l’obiettivo fondamentale è quello di garantire stabilità a questo Paese. Lavoriamo non soltanto per affrontare con serenità i prossimi cinque anni, cioè con stabilità di governo, ma lavoriamo intanto per affrontare le grandi questioni economiche”, ha aggiunto il vicepremier.

“No, assolutamente”, ha replicato il vicepremier a chi gli chiedeva se in maggioranza si stia già parlando di date per il prossimo voto. “I giornalisti fanno il loro mestiere, l’ho fatto per tanti anni anch’io, quindi so che poi si gioca sulle date, sulle cose. Vedremo. Adesso è importante affrontare altre questioni. Anche qui siamo a lavorare per favorire la crescita del nostro Paese, per favorire una buona politica estera, guardando a Paesi come quelli del continente africano”, ha aggiunto Tajani.

Calcio, Sarri: "Costruire un’Atalanta forte. Ederson un pilastro"

Roma, 16 lug. (askanews) – “Spero di vincere qualcosa e di creare una squadra forte attraverso il lavoro, ma spesso il viaggio è più bello della meta”. Con queste parole Maurizio Sarri si è presentato da nuovo allenatore dell’Atalanta.

“Ho scelto Bergamo per la stima dimostrata nei miei confronti. Mi hanno colpito lo stadio, il clima e il modo in cui questa società lavora. Mi aspetto una stagione con meno difficoltà”, ha spiegato il tecnico toscano. Sul mercato ha aggiunto: “Giuntoli conosce le caratteristiche dei giocatori che mi piacciono. L’Atalanta ha una sua filosofia consolidata, sono contento della rosa e aspetterò il rientro dei nazionali per capire se servirà altro”.

Sarri ha confermato la centralità di Ederson: “La mia preoccupazione era capire con quale testa sarebbe rimasto dopo il mancato trasferimento al Manchester United. Invece ha dimostrato grande voglia di restare e sarà un pilastro di questa Atalanta”. (Foto Facebook Atalanta BC)

Sul piano tattico il punto di partenza sarà il 4-3-3, senza escludere il 4-2-3-1. “Stiamo provando Zalewski e Samardzic come interni di centrocampo. Raspadori lo inseguo da cinque anni e finalmente lo alleno. Kolasinac sarà un giocatore importante, così come Ahanor e Bernasconi”.

Infine, un pensiero per Gianluca Scamacca: “La grande sfida è riportarlo al 100%. Abbiamo preparato un programma per evitare ricadute e speriamo nella collaborazione del ragazzo”.

Sarri ha ricordato anche la parentesi alla Lazio: “Ai tifosi posso solo voler bene. È stata un’esperienza formativa, anche se avrei preferito che finisse diversamente. L’ambiente atalantino è impressionante e non vedo l’ora di cominciare”.

100 anni Nobel a Deledda, evento nel Sinis tra danza, musica e parola

Roma, 16 lug. (askanews) – Il 2026 segna una ricorrenza di straordinaria importanza per la cultura italiana, per la Sardegna e per la storia dell’emancipazione femminile: il centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere il prestigioso riconoscimento nel 1926.

Per celebrare questo storico anniversario, la Fondazione Mont’e Prama, costituita dal ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Cabras, in collaborazione con l’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, organismo associativo riconosciuto che riunisce 130 enti pubblici sardi, e con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, presenta mercoledì 5 agosto, presso Piazza Is Ballus, a San Giovanni di Sinis – Cabras (OR), la prima nazionale di “Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa”, nell’ambito della rassegna I Giganti dell’Arte 2026 – Penisola del Sinis.

Protagonisti dello spettacolo saranno l’étoile Emanuela Bianchini, che firma anche la struttura coreografica definitiva dell’opera, il primo ballerino Damiano Grifoni e i solisti della Mvula Sungani Physical Dance. La parola è affidata alla grande attrice sarda Lia Careddu, mentre la musica dal vivo vede protagoniste le voci di due interpreti come Flo e Serena Pisa, accompagnate da Ernesto Nobili alla chitarra, autore anche della direzione musicale, da Erasmo Petringa al violoncello e al basso, autore degli arrangiamenti per archi, dal polistrumentista Francesco Di Cristofaro, al pianoforte, fisarmonica e flauti, e da Marco Caligiuri alla batteria, percussioni ed elettronica, con la partecipazione del Quintetto d’Archi.

Le coreografie sono firmate da Emanuela Bianchini e Mvula Sungani; ideazione e regia sono di Mvula Sungani. Luci, scene e costumi sono realizzati da MSPD Studios.

Lo spettacolo rappresenta il cuore artistico delle celebrazioni di “Deledda 100”, proponendo una rilettura contemporanea della figura della scrittrice sarda attraverso il dialogo ideale con Eleonora Duse. Un’opera multidisciplinare che intreccia danza, musica dal vivo e parola per raccontare due donne che, pur provenendo da esperienze artistiche differenti, hanno saputo cambiare profondamente la cultura italiana con la forza del loro talento, del loro lavoro e della loro libertà.

L’opera nasce da un’idea del regista e coreografo Mvula Sungani, concepita durante la pandemia in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita della scrittrice nuorese. Un progetto profondamente personale, dedicato alla memoria della madre, sarda originaria di Nuoro, e della nonna, entrambe figure che hanno ispirato una riflessione sulla forza silenziosa delle donne e sulla loro capacità di trasformare il dolore in dignità, libertà e futuro. La prima versione dello spettacolo, prevista nel 2021, non poté andare in scena a causa della pandemia. Oggi quell’idea trova finalmente compimento in una nuova produzione, ripresa e rielaborata dall’étoile Emanuela Bianchini, che ne firma la struttura coreografica definitiva.

Come racconta lo stesso Mvula Sungani: “Nel silenzio, dove la parola si dissolve, il suono si fa memoria e il gesto prende forma, nascono emozioni e visioni. Questo spettacolo è nato anche per Vanna e Lucia, mia madre e mia nonna, due donne sarde che, come Olì e la stessa Deledda, hanno saputo resistere al proprio tempo, difendere la propria libertà e trasformare il dolore in forza.”

Da questa visione prende forma lo spettacolo “Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa”, che restituisce la storia di Grazia Deledda non come quella di un’icona del passato, ma come quella di una donna capace di parlare ancora al nostro presente. Attraverso la vicenda di Olì, protagonista di Cenere, emerge una riflessione universale sul sacrificio, sulla maternità, sulla responsabilità e sulla dignità umana. Il rapporto con il figlio Anania diventa il filo conduttore di una narrazione che supera il tempo storico e invita a interrogarsi sul significato dell’amore, della cura e della capacità di riconoscere il dolore dell’altro.

Accanto alla danza, la musica dal vivo assume un ruolo centrale nella costruzione drammaturgica. Lo spettacolo attraversa alcune tra le pagine più significative della canzone d’autore italiana – da Lucio Battisti, Vasco Rossi, Luca Barbarossa, Roberto Vecchioni, Fabrizio De André, Franco Battiato e Renato Zero, insieme ai canti della tradizione popolare – proposte attraverso nuovi arrangiamenti che intrecciano sonorità acustiche ed elettroniche.

Combustibili rinnovabili, una nuova proposta nel settore GPL

Cremona, 16 lug. (askanews) – Debutta sul mercato italiano una bombola alimentata con BioGPL certificato. Si chiama Twiny 100% BioGPL ed è una bombola da 5 kg destinata ad attività outdoor, campeggio, tempo libero e utilizzi domestici. Il BioGPL è un combustibile rinnovabile ottenuto da materie prime di scarto, come oli da cucina esausti e residui della lavorazione di grassi animali. Dal punto di vista chimico è equivalente al GPL tradizionale e può contribuire a ridurre le emissioni di CO2 rispetto al GPL di origine fossile fino all’80%, come da certificazione ottenuta da ISCC Plus che ne garantisce anche la tracciabilità. Abbiamo chiesto a Giuseppe Fiorino, CEO di Liquigas, quali sono le caratteristiche della nuova Twiny 100% BioGPL: “La Twiny è una bombola da 5 chili, di colore verde non solo esteriormente, ma anche nel suo contenuto, in quanto contiene BioGPL, un gas che deriva da materiale di scarto biologico quali oli esausti da cucina e grassi animali. Il cliente che acquista una bombola di questo tipo, non solo ha un prodotto versatile da utilizzare durante le vacanze per qualsiasi motivo, in primis cucinare, ma anche per avere la soddisfazione di utilizzare un prodotto interamente biologico e con un abbattimento di emissioni fino all’80%”.

L’introduzione della nuova bombola si inserisce nel percorso di sviluppo dell’offerta di combustibili rinnovabili di Liquigas e del gruppo SHV Energy di cui fa parte. A Giuseppe Fiorino, CEO Liquigas, abbiamo anche chiesto quale ruolo abbia il BioGPL nella strategia di transizione energetica dell’azienda: “Questo nuovo prodotto dimostra che in Liquigas così come nel SHV Energy, la transizione energetica non rappresenta una sfida per il futuro: è già il presente. Siamo orgogliosi di svolgere un ruolo ad alto valore sociale, garantendo l’approvvigionamento energetico a famiglie e aziende che vivono e operano in aree non servite dalla rete del metano. Già oggi forniamo GPL e GNL, combustibili fossili che, pur rimanendo tali, rappresentano una soluzione più pulita e sostenibile rispetto ad altre fonti tradizionali”.

Nella fase iniziale, Twiny 100% BioGPL sarà distribuita attraverso una rete di rivenditori nel Centro e nel Nord Italia, tra cui Fiammarc, presente all’evento. Ad Eleonora Ambrogi, di Fiammarc, abbiamo chiesto quali siano oggi le richieste dei consumatori in tema di soluzioni energetiche a minore impatto ambientale: “I nostri clienti cercano soluzioni pratiche, sostenibili nel tempo e semplici da utilizzare, senza rinunciare all’attenzione per l’ambiente. Molti di loro, come chi viaggia in camper o vive l’outdoor, sono già naturalmente orientati verso uno stile di vita più green e ricercano prodotti in linea con questi valori. Come Fiammarc, siamo impegnati a promuovere questa cultura della sostenibilità, coinvolgendo non solo chi è già sensibile a questi temi, ma anche chi si sta avvicinando per la prima volta a questo approccio”.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto della progressiva introduzione sul mercato di combustibili rinnovabili destinati anche agli usi domestici e per il tempo libero.

Formula1, Antonelli:"Federer mi ha detto come gestire le emozioni

Roma, 16 lug. (askanews) – Kimi Antonelli guarda con fiducia al Gran Premio del Belgio, pur riconoscendo che la prima parte della stagione è stata caratterizzata anche da episodi sfortunati.

“A Silverstone eravamo competitivi in tutte le sessioni ed è un segnale importante. Io devo concentrarmi su ciò che posso controllare e dare sempre il massimo. Ho avuto diversi episodi sfortunati che non dipendevano da me, ma fanno parte del motorsport. Il team sta lavorando duramente perché non accadano più. Qui a Spa ci aspettiamo di essere veloci, ma la Ferrari è stata una sorpresa a Silverstone e in qualifica sembra avere sempre qualcosa in più del previsto. Dovremo fare attenzione anche a Red Bull e McLaren”, ha detto il pilota Mercedes.

Antonelli ha poi raccontato l’incontro con Roger Federer a Wimbledon: “È stato fantastico. Negli ultimi due o tre anni mi sono appassionato molto al tennis anche grazie all’amicizia con Sinner. Con Federer abbiamo parlato della sua carriera, della vita e delle mie gare. È una persona umile e aperta. Mi ha dato un consiglio prezioso: affrontare una gara alla volta e gestire le emozioni”.

Infine, il giovane italiano ha tracciato un bilancio della sua stagione: “Non mi darei 10. Ho commesso errori, come nelle prove libere in Australia, nella Sprint di Miami o in qualifica a Barcellona e in Austria. Per questo mi darei un 8,5”.

Sull’affidabilità della Mercedes ha concluso: “George Russell ha avuto episodi sfortunati, ma anche io. L’affidabilità non è stata il nostro punto di forza, a differenza della Ferrari, ma stiamo lavorando per risolvere questi problemi perché ci sono costati punti importanti”.

Formula1, Leclerc: "Silverstone dimostra che il lavoro paga"

Roma, 16 lug. (askanews) – Charles Leclerc arriva al Gran Premio del Belgio sull’onda dell’entusiasmo dopo il successo di Silverstone, ma invita alla prudenza.

“È una bella sensazione arrivare qui dopo la vittoria a Silverstone. Venivamo da gare difficili e questo risultato dimostra che il lavoro paga. Nei giorni scorsi ho cercato di capire cosa ci ha fatto andare così bene e cosa mi ha fatto sentire più a mio agio. Ci sono ancora aspetti da analizzare, anche perché è stato un risultato piuttosto sorprendente. Mercedes arriva qui da favorita e a Silverstone siamo stati anche fortunati guardando le prestazioni di Kimi”, ha dichiarato il ferrarista.

Sul lavoro di sviluppo della SF-26, Leclerc ha ribadito la fiducia nel team: “C’è tanto lavoro da fare per spingere sia sulla produzione sia sulla creatività per portare aggiornamenti efficienti. Confido pienamente in Fred Vasseur”.

Il monegasco ha poi parlato del futuro circuito di Madrid: “L’ho provato ed è bello, anche se era molto sporco ed è difficile dare un giudizio definitivo. La curva Monumental ha le caratteristiche per diventare speciale: in qualifica bisognerà essere molto coraggiosi e può diventare una delle curve più spettacolari del campionato”.

Infine, un pensiero per Spa: “Questa pista è speciale per me. Qui ho conquistato la mia prima vittoria, ma è anche il posto dove ho perso il mio amico Anthoine Hubert. Le sensazioni, quando torno qui, sono sempre particolari”.

Ponte Morandi, inflitte 32 condanne per 177 anni di carcere

Genova, 16 lug. (askanews) – Si chiude con 32 condanne su 57 imputati il processo di primo grado per il crollo del Ponte Morandi. Il Tribunale di Genova ha inflitto complessivamente 177 anni, 2 mesi e 5 giorni di reclusione ai 32 imputati riconosciuti colpevoli per il disastro che 14 agosto 2018 costò la vita a 43 persone.

La pena più elevata è stata inflitta all’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci, condannato a 12 anni di reclusione. Seguono Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni di Aspi, condannato a 11 anni, ed Emanuele De Angelis e Maurizio Ceneri, entrambi condannati a 10 anni.

Tra le altre condanne figurano quelle dell’ex direttore generale di Aspi Riccardo Mollo (8 anni e 6 mesi), dell’ex direttore della vigilanza del Mit Mauro Coletta (5 anni) e dell’ex direttore dell’Ufficio ispettivo del Ministero a Genova Carmine Testa (4 anni e 2 mesi). La pena più bassa inflitte dal Tribunale è pari a 1 anni 11 mesi e 5 giorni di reclusione.

Formula1, Verstappen: "Sul mio futuro parlerò io"

Roma, 16 lug. (askanews) – Max Verstappen non si sbilancia sulle prospettive della Red Bull nel weekend del GP del Belgio e chiude ogni speculazione sul proprio futuro.

“Non so cosa aspettarmi, onestamente non lo so come andremo qui. In Austria siamo stati forti, a Silverstone deludenti: per questo è difficile fare previsioni. Torneremo alla vecchia ala posteriore, poi vedremo più avanti per quella nuova”, ha spiegato il campione del mondo nella conferenza stampa del giovedì.

Sul momento della squadra, Verstappen invita a guardare avanti: “Dobbiamo sistemare i problemi attuali. A volte c’è rabbia e un po’ di delusione, ma poi si resetta tutto, si torna in fabbrica e si lavora per il weekend successivo. L’approccio non cambia. I membri del team che vanno via? Succede, bisogna cercare nuovi talenti ed è quello che va fatto sempre”.

L’olandese ha poi parlato del nuovo team principal Laurent Mekies: “Il primo periodo con Mekies è andato bene. Abbiamo un buon rapporto anche fuori dalla pista. È tutto molto aperto e trasparente”.

Infine, Verstappen ha liquidato le voci sul proprio futuro: “Nulla da dire sul mio futuro. Ho sempre detto che eventuali novità sarò io a comunicarle”.

Ponte Morandi, i parenti delle vittime: pene importanti, siamo contenti

Genova, 16 lug. (askanews) – “Alla luce delle spiegazioni tecniche del nostro avvocato, siamo molto contenti. Siamo contenti che soprattutto siano state individuate delle responsabilità perché era inaccettabile che questa vicenda, con tutti gli elementi che supportavano l’impianto accusatorio, potesse finire senza delle pene importanti”. Lo ha detto Egle Possetti, presidente del Comitato in ricordo delle vittime del crollo del Ponte Morandi, commentando la sentenza di primo grado sul disastro che provocò la morte di 43 persone.

“Siamo soddisfatti – ha aggiunto Possetti – perché ha retto l’impianto accusatorio. I tre filoni degli imputati sono stati tutti coinvolti nelle pene e soprattutto la cosa che a me preoccupava molto era che non ci fosse un aggravante che poi influiva sulla prescrizione. Invece ha retto l’aggravante dell’omicidio stradale, per cui le prescrizioni saranno più a lungo termine. Siamo soddisfatti, contenti è un’altra cosa”.

Google, Ue ordina interventi su servizi IA Android e su Google Search

Roma, 16 lug. (askanews) – La Commissione europea ha emanato alcuni provvedimenti vincolanti per Google, che in base alle sue normative sui mercati digitali intervengono su due piani. L’obiettivo delle prime misure, secondo quanto riferisce un comunicato, è garantire che i servizi di intelligenza artificiale (IA) dei concorrenti possano competere con i servizi di IA di Google, come Gemini, avendo pari accesso alle funzionalità sui dispositivi Android di Google. L’obiettivo del secondo intervento è riequilibrare il campo di gioco dando ai motori di ricerca di terze parti l’accesso ai dati di ricerca che solo Google Search può raccogliere su larga scala.

Attualmente, rileva la Commissione, sui telefoni Android, gli assistenti AI dei concorrenti hanno solo un accesso limitato alle funzionalità chiave del sistema operativo Google Android. Senza questo accesso, gli assistenti AI alternativi non competono su un piano di parità con i servizi AI di Google. La decisione odierna, si legge, garantirà che gli utenti possano attivare il loro assistente di IA preferito tramite comandi vocali, simili al comando “Hey Google”.

La seconda decisione specifica come Google dovrebbe condividere i dati di ricerca con altri motori di ricerca e punta a creare condizioni di maggiore parità con Google Search e promuove servizi di ricerca innovativi, che includono alternative incentrate sulla privacy.

L’obiettivo di queste misure è consentire alle imprese di offrire agli utenti europei una gamma di opzioni più ampia e ricca di funzionalità tra cui scegliere, sia per quanto riguarda i loro servizi di IA su Android che per i servizi di ricerca.

Ora Google è tenuta ad attuare le misure specificate alle condizioni e alle scadenze indicate, dice la Commissione, tra cui condividere i dati di ricerca a partire da gennaio 2027, mentre gli utenti dovrebbero inizieranno a beneficiare delle modifiche ad Android a partire da luglio 2027.

Dalla Camera primo sì alla riforma elettorale, in maggioranza resta clima di tensione e sospetti

Roma, 16 lug. (askanews) – La maggioranza supera lo scoglio dell’ultimo voto segreto sulla legge elettorale e approva in prima lettura la riforma fortemente voluta dalla premier Giorgia Meloni con 217 sì, 152 no e due astenuti. Quando il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, legge l’esito della votazione dai banchi del centrodestra – con l’eccezione di qualche leghista – è scattato un applauso quasi liberatorio dopo la bocciatura di due giorni fa, sempre a voto segreto, dell’emendamento sulle preferenze. Ma le tensioni nel centrodestra seguite a quel voto su cui la premier si era pubblicamente spesa non sono affatto smaltite. E, anche osservando l’emiciclo dalla tribuna stampa, sono palpabili.

La caccia ai franchi tiratori che ancora ieri teneva banco tra i corridoi di Montecitorio ha lasciato strascichi. Nicola Molteni, leghista sottosegretario all’Interno, è una furia. Vuole sapere chi lo ha accusato di essere presente sui divani del Transatlantico anziché in aula a votare. Cosa falsa visto che lui era impegnato al Senato. In aula se la prende prima con il ministro per l’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, poi va davanti ai banchi di Fdi puntando il dito in maniera accusatoria.

Quando si siede tra i banchi della Lega apre sbattendolo il tavolino pieghevole e sposta il microfono quasi con uno schiaffo. In aula tra i banchi del governo – insieme ai ministri Casellati, Ciriani, Nordio, Mazzi, Pichetto, Foti – spunta il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, anche lui finito sotto accusa perché nel giorno del voto incriminato risultava dai tabulati in missione, quindi non votante, mentre era presente tra i banchi del gruppo leghista. Rimane seduto nel primo scranno a sinistra della presidenza ed è il primo a guadagnare, dopo aver partecipato al voto, l’uscita dell’aula quando ancora Fontana sta leggendo l’esito.

A dimostrazione che dopo la bocciatura delle preferenze dalle parti di Fdi nulla è stato dato per scontato, oltre al condizionale usato da Giovanni Donzelli in dichiarazione di voto finale (“Se questa legge sarà approvata”), c’è il fatto che il partito di Meloni ha deciso di mettere in piedi un monitoraggio serrato dell’ultima votazione per individuare, in caso di clamoroso stop, i franchi tiratori. Oltre al controllo fatto dai deputati fedelissimi tra gli scranni, addirittura spedendo personale degli uffici in tribuna stampa, dove solitamente siedono i giornalisti, ovvero giusto sopra i banchi di Lega, Fi e Noi Moderati. Ben quattro persone, accreditate come stampa, armate di telefonino, per controllare se nella buca della pulsantiera gli alleati infilano tutta la mano, o solo un dito tutto da un lato, quello del sì, l’escamotage che secondo alcuni consente di non lasciare dubbi su come si vota anche in caso di scrutinio segreto. In verità i deputati vanno in ordine sparso ma l’esito finale è quello di una maggioranza che stavolta regge alla prova.

In ogni caso ora, prima del passaggio al Senato, si apre la riflessione chiesta da Meloni. Donzelli lo ribadisce rispondendo ai giornalisti che in Transatlantico alla Camera gli chiedono se Fdi riproporrà le preferenze al Senato dove. “Prima c’è la riflessione chiesta da Meloni”, ripete. Anche perché se è vero che a Palazzo Madama non è previsto il voto segreto e quando la riforma modificata tornerebbe alla Camera il governo potrebbe porre la questione di fiducia, il successivo voto finale sarebbe comunque segreto. Di nuovo, nessuna certezza. E quindi “forse – sussurra un altro deputato meloniano – è anche un bene che sia andata così”, senza preferenze, su cui comunque Fi e Lega, che già considerano un faticoso compromesso la riforma così com’è, sono divise al loro interno. Un altro incidente sulla riforma elettorale il governo non potrebbe lasciarselo alle spalle. La volontà invece sarebbe quella di arrivare a fine legislatura: “Il dubbio – spiega uno dei maggiorenti Fdi – è fra election day e il voto dopo l’estate: votare a marzo o aprile è una invenzione solo giornalistica, non ci sta pensando nessuno: o c’è l’election day o la legislatura va a scadenza naturale”.

Giostra di nomi sulla riforma elettorale voluta da Meloni, dopo Rosatellum arriva Rossitellum

Roma, 16 lug. (askanews) – In principio, come è noto, fu il Mattarellum, coniato dal politologo Giovanni Sartori per ‘battezzare’, in senso non proprio elogiativo, la legge elettorale che portava la firma dell’attuale presidente della Repubblica. Da quel momento in poi, il suffisso latineggiante è diventato una costante per le riforme del voto approvate dal Parlamento. La legge Calderoli è ormai nota come Porcellum (copyright sempre di Sartori dopo che lo stesso autore la aveva definita una porcata), Matteo Renzi scelse da solo – prima che ci pensasse qualcun altro – il nome di Italicum. C’è stato persino il Consultellum per identificare una legge che in realtà non era propriamente scritta da nessuno ma era la risultante delle indicazioni fornite dalla Corte costituzionale nella sentenza di bocciatura di alcune parti del Porcellum di cui sopra. Infine è toccato alla legge attualmente vigente, il Rosatellum, in riferimento al suo estensore, cioè Ettore Rosato.

La riforma del voto che invece ha ottenuto oggi il prima via libera della Camera non ha ancora un nome. O meglio, ne ha più di uno. Il primo è Stabilucum, definizione che è stata spinta in particolare da Forza Italia con l’evidente intento di darne un connotato positivo. Ragione per cui non è mai piaciuta all’opposizione che dunque ha invece optato per Donzellum, dal nome di uno degli sherpa di via della Scrofa, o Melonellum. Un nome, quest’ultimo, che non viene invece accettato da Fdi perché, spiegano, il governo e chi lo guida hanno lasciato che a lavorare fossero le aule parlamentari. Quando il provvedimento è arrivato all’esame della commissione, ecco una nuova dicitura: legge Bignami, come il capogruppo dei meloniani, che ne è primo firmatario ma che, come è noto a tutti, di quel testo non ha scritto una virgola.

Se, dunque, andasse seguita la regola dell’autore con il giochino del suffisso alla latina, il nome di questa legge, con un curioso gioco di nuance rispetto a quella che la precede, non potrebbe che essere uno: Rossitellum, dal nome del deputato di Fdi Angelo Rossi. E’ stato uno degli sherpa ai tavoli di maggioranza, ma per ammissione dei suoi stessi colleghi il reale estensore del provvedimento. E’ stato anche uno dei relatori: costantemente presente anche in commissione, è stato praticamente sempre lui a dare i pareri, al punto che tra il serio e il faceto, è stato ribattezzato “portavoce dei relatori”, figura che per regolamento non esiste.

Indicativa la scena registrata a fine delle votazioni quando molti colleghi di Fratelli d’Italia, fuori dall’aula, gli sono andati incontro per complimentarsi, ringraziarlo e dargli una stretta di mano. Come se oggi fosse il suo compleanno, o stesse festeggiando una ricorrenza speciale. La stessa ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati, lo ha voluto personalmente ringraziare per il lavoro fatto.

Ma, in questi tre giorni di pur acceso confronto in aula, con il picco di tensione registrato in occasione dell’emendamento – poi bocciato – sulle preferenze, sono arrivato anche i ringraziamenti di alcuni colleghi di opposizione: del capogruppo di Azione, Matteo Richetti, del deputato di Avs Filiberto Zaratti, e persino dell’esponente del M5s, Alfonso Colucci, che nel suo intervento di ieri in aula ha sostenuto che di questa legge elettorale Angelo Rossi “nonostante il totale contrasto di vedute” è stata l’unica nota positiva tanto da aver espresso il suo “ringraziamento” e “apprezzamento personale” per “l’atteggiamento che ha avuto in commissione e ora sta avendo in Aula, che è un atteggiamento di confronto”.

Giostra di nomi su riforma voluta da Meloni, dopo Rosatellum arriva Rossitellum

Roma, 16 lug. (askanews) – In principio, come è noto, fu il Mattarellum, coniato dal politologo Giovanni Sartori per ‘battezzare’, in senso non proprio elogiativo, la legge elettorale che portava la firma dell’attuale presidente della Repubblica. Da quel momento in poi, il suffisso latineggiante è diventato una costante per le riforme del voto approvate dal Parlamento. La legge Calderoli è ormai nota come Porcellum (copyright sempre di Sartori dopo che lo stesso autore la aveva definita una porcata), Matteo Renzi scelse da solo – prima che ci pensasse qualcun altro – il nome di Italicum. C’è stato persino il Consultellum per identificare una legge che in realtà non era propriamente scritta da nessuno ma era la risultante delle indicazioni fornite dalla Corte costituzionale nella sentenza di bocciatura di alcune parti del Porcellum di cui sopra. Infine è toccato alla legge attualmente vigente, il Rosatellum, in riferimento al suo estensore, cioè Ettore Rosato.

La riforma del voto che invece ha ottenuto oggi il prima via libera della Camera non ha ancora un nome. O meglio, ne ha più di uno. Il primo è Stabilucum, definizione che è stata spinta in particolare da Forza Italia con l’evidente intento di darne un connotato positivo. Ragione per cui non è mai piaciuta all’opposizione che dunque ha invece optato per Donzellum, dal nome di uno degli sherpa di via della Scrofa, o Melonellum. Un nome, quest’ultimo, che non viene invece accettato da Fdi perché, spiegano, il governo e chi lo guida hanno lasciato che a lavorare fossero le aule parlamentari. Quando il provvedimento è arrivato all’esame della commissione, ecco una nuova dicitura: legge Bignami, come il capogruppo dei meloniani, che ne è primo firmatario ma che, come è noto a tutti, di quel testo non ha scritto una virgola.

Se, dunque, andasse seguita la regola dell’autore con il giochino del suffisso alla latina, il nome di questa legge, con un curioso gioco di nuance rispetto a quella che la precede, non potrebbe che essere uno: Rossitellum, dal nome del deputato di Fdi Angelo Rossi. E’ stato uno degli sherpa ai tavoli di maggioranza, ma per ammissione dei suoi stessi colleghi il reale estensore del provvedimento. E’ stato anche uno dei relatori: costantemente presente anche in commissione, è stato praticamente sempre lui a dare i pareri, al punto che tra il serio e il faceto, è stato ribattezzato “portavoce dei relatori”, figura che per regolamento non esiste.

Indicativa la scena registrata a fine delle votazioni quando molti colleghi di Fratelli d’Italia, fuori dall’aula, gli sono andati incontro per complimentarsi, ringraziarlo e dargli una stretta di mano. Come se oggi fosse il suo compleanno, o stesse festeggiando una ricorrenza speciale. La stessa ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati, lo ha voluto personalmente ringraziare per il lavoro fatto.

Ma, in questi tre giorni di pur acceso confronto in aula, con il picco di tensione registrato in occasione dell’emendamento – poi bocciato – sulle preferenze, sono arrivato anche i ringraziamenti di alcuni colleghi di opposizione: del capogruppo di Azione, Matteo Richetti, del deputato di Avs Filiberto Zaratti, e persino dell’esponente del M5s, Alfonso Colucci, che nel suo intervento di ieri in aula ha sostenuto che di questa legge elettorale Angelo Rossi “nonostante il totale contrasto di vedute” è stata l’unica nota positiva tanto da aver espresso il suo “ringraziamento” e “apprezzamento personale” per “l’atteggiamento che ha avuto in commissione e ora sta avendo in Aula, che è un atteggiamento di confronto”.

Ponte Morandi, l’ex ad di Aspi Castellucci condannato a 12 anni

Genova, 16 lug. (askanews) – L’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e di Atlantia, Giovanni Castellucci, è stato condannato a 12 anni di carcere per il crollo del Ponte Morandi. Lo hanno deciso i giudici dela prima sezione penale del Tribunale di Genova al termine del processo di primo grado sul disastro che il 14 agosto del 2018 provocò la morte di 43 persone.

La procura del capoluogo ligure, rappresentata in aula dai pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi, aveva chiesto per lui 18 anni e 6 mesi di carcere. L’ex numero uno di Aspi sta già scontando nel carcere milanese di Opera una condanna definitiva a 6 anni di reclusione per la strage del bus di Avellino. I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Genova hanno condannato a 5 anni di reclusione Mauro Coletta, ex direttore vigilanza sulle concessioni autostradali del Mit, al termine del processo sul crollo del Ponte Morandi, in cui persero la vita 43 persone. L’accusa aveva chiesto per Coletta una condanna a 10 anni di carcere.

Autonomia, Salvini: grazie a Lega al Nord avanza insieme al federalismo fiscale

Roma, 16 lug. (askanews) – “Prosegue il cammino sulla via dell’autonomia e del federalismo fiscale. È premiato l’impegno della Lega che, da Umberto Bossi a Roberto Maroni, arriva finalmente ai risultati di oggi, grazie al lavoro del ministro Roberto Calderoli, dei governatori, dei gruppi parlamentari e delle Regioni che stanno scegliendo di avviare nuove intese. Avanti così!”. Lo dichiara il vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega, commentando il via libera del Senato alle pre-intese sull’autonomia differenziata per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.

Autonomia, Calderoli: bene primo ok Senato a forme speciali per Regioni Nord

Roma, 16 lug. (askanews) – Via libera del Senato agli atti di indirizzo sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le quattro Regioni che hanno richiesto ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Approvate dall’Aula le relazioni sulle richieste di Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per le funzioni relative alle materie Protezione civile, Previdenza complementare e integrativa, Professioni, Tutela della salute-Coordinamento della finanza pubblica.

“Il cammino delle intese preliminari prosegue in Parlamento, nel pieno rispetto dei tempi. Oggi è arrivato l’ok del Senato e settimana prossima inizierà l’esame alla Camera, mantenendo un ritmo costante. Passo dopo passo la meta si avvicina sempre di più, continueremo a lavorare per regalare ai territori questa grande opportunità. Autonomia fa rima con responsabilità e trasparenza, non mi stancherò mai di ripeterlo e intendo andare fino in fondo”, ha detto il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli.

Tajani: non si parla di voto anticipato nella maggioranza

Jolanda di Savoia, 16 lug. (askanews) – “No, assolutamente”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha risposto a chi gli chiedeva se in maggioranza si stia già parlando di date per il prossimo voto, a margine dell’evento ‘Bienvenue à la BFuture farm en République du Congo’ a Jolanda di Savoia, nel ferrarese. “I giornalisti fanno il loro mestiere, l’ho fatto per tanti anni anch’io, quindi so che poi si gioca sulle date, sulle cose. Vedremo”.

“Adesso è importante affrontare altre questioni. Anche qui siamo a lavorare per favorire la crescita del nostro Paese, per favorire una buona politica estera, guardando a Paesi come quelli del continente africano”, ha aggiunto Tajani.

"Il rumore delle cose nuove" di Genovese aprirà Festa Cinema di Roma

Roma, 16 lug. (askanews) – “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese è il film d’apertura della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma in programma dal 14 al 25 ottobre 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Lo annuncia il presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, su proposta della direttrice artistica, Paola Malanga. Il film sarà presentato nella sezione Grand Public in occasione della cerimonia inaugurale della Festa, condotta dalla dj e conduttrice televisiva e radiofonica Ema Stokholma.

Paolo Genovese, autore di successi internazionali come “Follemente”, record di incassi in Italia nel 2025 e vincitore di due Nastri d’Argento, “Perfetti sconosciuti” – il film che ha fatto registrare il maggiore numero di remake nella storia del cinema (circa cinquanta in tutto il mondo), premiato al Tribeca Film Festival, vincitore di due David di Donatello e un Nastro d’Argento – e regista di numerosi altri titoli molto amati dal pubblico fra cui “Immaturi”, “Tutta colpa di Freud” e “Il primo giorno della mia vita”, realizza un film corale che vede protagonisti Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella, Edoardo Pesce con la partecipazione di Claudio Santamaria.

Nel film, tre coppie diverse e sconosciute tra di loro hanno in comune la gabbia che si sono costruite nella vita – per paura di trovare chissà cosa là fuori – e un reticolato fitto che ha relegato i loro sentimenti in un perimetro tranquillo e rassicurante. Fino a quando un evento inatteso non le coinvolgerà tutte, costringendole a riordinare cuore e anima, a rivedere la loro esistenza e a gettare tutto ciò che forse è di troppo.

“Il rumore delle cose nuove” è una produzione Lotus Production, società Leone Film Group, con Rai Cinema in collaborazione con Disney+ e in associazione con Vice Pictures. Il film è prodotto da Raffaella Leone e Andrea Leone, produttore associato Vice Pictures Leonardo Maria Del Vecchio. L’opera è realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura e sarà nelle sale italiane da giovedì 12 novembre 2026, distribuita da 01 Distribution. Le vendite estere sono a cura di Rai Cinema International Distribution.

Poste, parte lunedì Opas su Tim fino a 11 settembre, obiettivo delisting

Roma, 16 lug. (askanews) – Dopo l’ultimo passaggio procedurale, il via libera della Consob, partirà ufficialmente lunedì l’offerta pubblica di scambio e di acquisto di Poste italiane su Tim per chiudersi l’11 settembre. Poste, nella documentazione sull’operazione, ha fissato una soglia che prevede una partecipazione superiore al 66,67% del capitale. L’obiettivo dell’offerta è il delisting di Tim, come annunciato dal gruppo guidato da Matteo Del Fante nel marzo scorso, al lancio dell’operazione che si dovrebbe chiudere entro fine anno. Tim rimarrà una società autonoma all’interno del groppo Poste, come dichiarato dall’amministratore delegato Del fante alla comunità finanziaria, con l’obiettivo di sfruttare tutte le potenzialità di un brand storico.

Il 18 settembre 2026 Poste corrisponderà il corrispettivo a ciascun azionista di Tim che abbia validamente aderito all’offerta. Per effetto del raggruppamento delle azioni Tim, successivo al lancio dell’Opas, il corrispettivo dell’offerta è stato rettificato, pur rimanendo immutata la sostanza economica: per ciascuna azione di Tim portata in adesione all’offerta, Poste Italiane riconoscerà un corrispettivo unitario complessivo costituito da una componente in denaro, pari a 1,67 euro e una componente in azioni, rappresentata da 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane.

È atteso, intanto, entro sabato il cda di Tim per la valutazione della fairness dell’operazione. Il gruppo guidato da Pietro Labriola ha in calendario poi il 29 luglio un cda per l’esame dei dati semestrali, con call il 30 luglio, in linea con quanto deciso da Poste. Il gruppo di servizi postali e finanziari ha, infatti, rinviato la presentazione del piano, inizialmente fissata al 24 luglio, visto che si sarebbe trattato di un Piano stand alone. Resta, invece, in calendario il previto cda per i conti semestrali e la conference call.

Dopo l’operazione la presenza dello Stato in Poste scenderà al 50%.

Stellantis, immatricolazioni Europa I sem +3,8%, prima in Italia (+4,5)

Roma, 16 lug. (askanews) – Stellantis ha chiuso la prima metà dell’anno con un aumento del 3,8% delle immatricolazioni in Europa (EU30) a quota 1 milione 370 mila veicoli. Con un comunicato, il gruppo rivendica di essere al primo posto sul mercato dell’Italia con un aumento delle vendite del 4,5% e di detenervi cinque tra i sei modelli più venduti, tra cui primeggia la Fiat Pandina.

“Nei primi sei mesi del 2026 abbiamo confermato lo slancio positivo che è stato avviato da Stellantis sul finire dello scorso anno”, ha commentato Emanuele Cappellano, a capo dell’area dell’Europa allargata per Stellantis. “In linea con gli obiettivi del nostro piano strategico FaSTLAne 2030, abbiamo consolidato la nostra leadership nei segmenti A e B tra i mercati dell’Ue30, dove le nostre immatricolazioni sono aumentate di 67.000 unità su base annuale, aumentando di 93.000 unità quando si includono le vendite di Leapmotor”.

“Analogamente – ha aggiunto il manager – l’insieme di Stellantis Pro One family resta saldamente in cima al podio nel mercato altamente competitivo dei veicoli commerciali”.

Federchimica, Gpl e Gnl strategici nella transizione energetica

Roma, 16 lug. (askanews) – Sostenibilità, sicurezza, legalità e competitività. Alla luce delle continue tensioni geopolitiche, sono queste le parole-chiave del dibattito dell’assemblea di Assogasliquidi-Federchimica, riunita nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in rappresentanza delle filiere industriali italiane del Gpl e Gnl.

‘Il messaggio principale lo vogliamo mandare a Bruxelles – ricorda nel suo intervento il presidente dell’associazione Matteo Cimenti – perché negli ultimi mesi dall’UE sono arrivati segnali di un promettente nuovo approccio comunitario rispetto alla gestione della transizione. Se sarà confermato nei fatti, i gas liquefatti saranno ancor più protagonisti nella vita quotidiana di consumatori e imprese, grazie agli sforzi fatti dall’industria italiana in termini di investimenti, infrastrutture e tecnologia’.

I numeri del GPL sono pressoché stabili, riferisce in una nota l’associazione, ma le nuove immatricolazioni sono in calo di fronte alle incertezze sul futuro automotive, mentre per il retrofit l’industria della componentistica e della distribuzione confida sull’utilizzo degli incentivi appena varati proprio dal MIMIT. Il GNL è in crescita negli usi industriali, stabile nel trasporto stradale e in rampa di lancio nel settore marittimo. Le previsioni potrebbero essere migliori qualora diventasse concreta l’inversione di rotta che sembra aver preso l’Europa sulle scelte di politica energetica. E’ già realtà, oggi, lo sviluppo di molecole rinnovabili come bioGPL (e DME rinnovabile) e bioGNL, sempre più presenti nel mercato e rispondenti all’esigenza espressa dalla Commissione UE di promuovere produzioni nazionali.

‘L’attuale proposta di parere elaborato dal relatore, Massimiliano Salini – ricorda Cimenti – attribuisce finalmente un ruolo concreto ai biocarburanti, superando l’approccio di conteggio delle emissioni solo ‘a bocca di motore’. L’industria automotive (compresa quella della componentistica) ha bisogno di certezze per poter compiere le proprie scelte di investimento ed è quindi urgente giungere all’adozione di modifiche sostanziali al Regolamento comunitario in linea con quanto indicato nella proposta di parere. Ma è necessario mettere mano – con gli stessi obiettivi e con gli stessi percorsi inclusivi di tutte le tecnologie – anche al Regolamento sulle emissioni di CO? dei veicoli pesanti. Su tutti questi aspetti, confidiamo nel sostegno del Governo italiano e di tutte le forze politiche per una nuova competitività del nostro sistema industriale manifatturiero ed energetico. Lo stesso approccio va rivolto alla attuazione della direttiva ‘Case green’ che – se non applicata in modo tecnologicamente neutrale – riuscirà ad aggredire solo una piccolissima parte del patrimonio immobiliare europeo, allontanandoci dal raggiungimento dei target di decarbonizzazione’.

Sul tavolo anche l’argomento della disciplina ETS2 con i suoi impatti su imprese e consumatori.

‘L’aumento dei costi energetici rischia di incidere significativamente sulle aree rurali, territori montani, piccoli comuni e attività economiche più esposte, oltre che sugli automobilisti – avverte Cimenti – e per questa ragione continuiamo a chiedere che le risorse generate dai nuovi meccanismi vengano integralmente reinvestite nei settori che le producono, sostenendo gli investimenti industriali nelle molecole rinnovabili, nonché in misure di mitigazione per i consumatori, nella chiara consapevolezza che la sfida climatica non può essere affrontata indebolendo la competitività europea o aggravando le condizioni delle fasce più vulnerabili della popolazione’.

Nel settore del GNL, Assogasliquidi-Federchimica chiede ‘continuità sulle misure incentivanti per la produzione del biometano con un focus particolare sulla crescita di disponibilità di bioGNL ed una piena valorizzazione del prodotto anche prendendo spunto dal successo ottenuto in Germania dal sistema del c.d . THG QUOTE. Contemporaneamente va assicurato il riconoscimento delle garanzie di origine ai fini ETS (sia ETS1 che ETS2), anche per abilitare il pieno potenziale del meccanismo della ‘Virtual Liquefaction’ e garantire certezze alla filiera circa la documentazione da utilizzare per valorizzare correttamente il prodotto di origine bio.

La modesta crescita dei consumi nel trasporto stradale pesante (+3%) rende ancora più necessaria l’emanazione del decreto del Ministero dei Trasporti che deve dare concreta attuazione allo stanziamento di 590 milioni di euro destinati al rinnovo del parco mezzi delle imprese di autotrasporto per il prossimo quinquennio. Qui la richiesta è di significative premialità all’acquisto di mezzi alimentati a GNL e bioGNL. A tale misura, è necessario aggiungere un credito di imposta per l’acquisto soprattutto di bioGNL, al fine di consentire la ripresa del mercato delle immatricolazioni e la piena valorizzazione della rete dei punti vendita di distribuzione così come delle infrastrutture primarie di approvvigionamento.

Infine, gli aspetti della legalità e sicurezza: ‘In quest’ottica – conclude Cimenti – la proficua e duratura collaborazione con la Direzione generale del Ministero dell’Ambiente e l’attività di contrasto all’illegalità portata avanti dal Corpo della Guardia di Finanza sono essenziali per garantire che le Imprese del settore operino in conformità con le regole, a tutela sia della corretta competitività tra gli operatori, sia del rispetto dei più alti livelli di sicurezza. Contemporaneamente, le attività sviluppate insieme al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco – in termini sia di monitoraggio degli eventi incidentali sia di aggiornamento continuo della formazione e delle regole tecniche poste a presidio delle nostre attività – pensiamo siano fondamentali per consentire una competitività in sicurezza del nostro comparto’.

Passando ai dati, la domanda complessiva nel 2025 si è attestata a 3,216 milioni di tonnellate, in crescita dello 0,6% rispetto al 2024. Il comparto della combustione ha registrato consumi pari a 1,659 milioni di tonnellate, con una crescita del 2,6%, mentre il settore dell’autotrazione si è attestato a 1,567 milioni di tonnellate, evidenziando una lieve flessione dell’1,3%.

Alla fine del 2025 il parco circolante delle autovetture GPL ha superato i 3,25 milioni di unità. Sono state immatricolate oltre 140 mila vetture GPL, pari a una quota superiore al 9% dell’intero mercato automobilistico nazionale.

La rete distributiva nazionale conta su oltre 4.600 punti vendita distribuiti omogeneamente su tutto il territorio isole comprese.

In forte calo nei primi mesi del 2026 le nuove immatricolazioni (- 30,4% rispetto al 2025) A fronte del forte calo delle trasformazioni (-82% dal 2012 al 2025) il MIMIT ha appena pubblicato il decreto che rinnova gli incentivi per il retrofit a GPL e gas naturale.

Nel corso del 2025 l’infrastruttura distributiva ha continuato a espandersi, pur con ritmi più moderati rispetto agli anni precedenti. I consumi si registrano in crescita con un +11% rispetto all’anno precedente, con il comparto dell’autotrazione che, seppure rappresenti circa il 75% del totale, nello scorso anno è cresciuto solo del 3%. Il numero di stazioni di servizio cresce fino a 180 e le reti isolate e gli impianti industriali fanno segnare una crescita del 16%, con 78 installazioni attive.

Il trasporto stradale si rappresenta oggi il primo mercato per il GNL e questo risultato è stato raggiunto anche grazie ad una infrastruttura nazionale di approvvigionamento che è molto cresciuta negli anni, fino a rappresentare il 50% del totale dei depositi GNL nel nostro Paese.

Il GNL e, soprattutto, il bioGNL rappresentano oggi una delle poche soluzioni immediatamente disponibili per la decarbonizzazione del trasporto merci su lunga distanza e di numerose applicazioni industriali off-grid.

Nel 2025 sono state avviate le prime attività di bunkeraggio di GNL e bioGNL a servizio della navigazione; si tratta di un passaggio storico che testimonia la maturazione del mercato nazionale.

Vecchioni (BF): dal Congo parte il piano delle 20 model farm

Jolanda di Savoia, 16 lug. (askanews) – “Oggi presentiamo con la Repubblica del Congo la nostra prima BFuture Farm, il modo in cui realizziamo la replica di quello che è stato il progetto Italia. E’ un obiettivo importante quello di oggi, che dà il via alle 20 model farm che BF realizzerà in più continenti, di cui le prime saranno tutte all’interno del continente africano”. Lo ha detto Federico Vecchioni, presidente esecutivo di BF Spa e amministratore delegato di BF International, a margine dell’evento ‘Bienvenue à la BFuture farm en République du Congo’ nella sede di Bf Spa a Jolanda di Savoia (Ferrara).

“Com’è stato anche in Italia, quando una grande impresa agroindustriale riparte, la comunità ha grandi occasioni di formazione, di crescita delle persone”, ha aggiunto Vecchioni, indicando “scuole, centri di formazione, centri di assistenza sanitaria” come parte di “un miglioramento delle condizioni di vita e una comunità socioeconomica che cresce insieme”. Le vere e proprie infrastrutture, ha spiegato, vanno “dalla produzione delle sementi fino al prodotto alimentare per la distribuzione”, realizzando innovazione tecnologica e coltivazione delle terre in concessione per i mercati locali.

Premio maggioranza e liste bloccate, cosa prevede la riforma elettorale Meloni

Roma, 16 lug. (askanews) – Un sistema “misto”, proporzionale con premio di maggioranza, e parlamentari eletti attraverso le liste bloccate. A meno di dieci anni dall’ultima riforma elettorale – il cosiddetto “Rosatellum” – cambia di nuovo la modalità di eleggere Camera e Senato. Ecco le novità previste dalla legge elettorale Bignami – dal nome del primo firmatario del testo, il capogruppo Fdi a Montecitorio – che oggi ha ottenuto il via libera della Camera e passa ora all’esame del Senato.

PREMIO DI MAGGIORANZA. È fisso, cioè consiste in un numero predeterminato di seggi – 70 alla Camera e 35 al Senato – assegnato, in entrambe le Camere, alla lista o coalizione di liste vincitrice che abbia ottenuto almeno il 42 per cento dei voti in ciascuna della due Camere. In assenza di tali presupposti – anche solo in una Camera – il premio non viene assegnato in nessuna delle due Camere e anche i seggi del premio vengono ripartiti in maniera proporzionale.

TETTO AI SEGGI. I seggi del premio di maggioranza si sommano a quelli che il vincitore ha ottenuto con la parte proporzionale ma la legge stabilisce un tetto massimo: alla Camera 220 seggi, al Senato 113. Nel caso di superamento del tetto, i seggi eccedenti sono sottratti alla lista assegnataria del premio nella parte proporzionale. Dal tetto massimo sono esclusi i seggi degli eletti all’estero (8 deputati e 4 senatori).

LISTE BLOCCATE. Vengono soppressi i collegi uninominali. Non viene prevista la possibilità di un voto di preferenza. Sulla scheda l’elettore troverà solo liste bloccate: quelle presentate, eventualmente in coalizione tra loro, dai singoli partiti a livello di ciascun collegio plurinominale (un numero massimo di sei candidati accanto a ogni simbolo) e quelle presentate dalle liste singole o dalle coalizioni di liste a livello circoscrizionale per l’eventuale attribuzione del premio. Queste ultime liste, in caso di coalizione, sono le stesse per tutte le liste coalizzate: la composizione del cosiddetto “listone” – che entra in blocco in caso di vittoria del premio di maggioranza – è demandata ad accordi interni alle coalizioni.

SBARRAMENTO. Lo sbarramento resta al 10% per le coalizioni di liste e al 3% per le liste singole o coalizzate, salvo il ripescaggio, per ogni coalizione di liste, della prima lista coalizzata rimasta al di sotto di tale soglia.

NORMA ANTI-FRAMMENTAZIONE. Non concorrono alla determinazione della cifra elettorale nazionale di coalizione i voti espressi a favore delle liste collegate che non superano lo sbarramento del 3% e che non siano la lista del miglior perdente.

INDICAZIONE DEL PREMIER. Le forze politiche devono indicare nel programma elettorale il nome e il cognome della persona proposta per l’incarico di presidente del Consiglio, nel rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica in merito alla nomina dei membri del Governo e di quanto disposto dall’articolo 67 della Costituzione, ovvero che ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. In caso di coalizione, la persona proposta è la stessa per tutte le forze politiche coalizzate. Il nome e il cognome del premier non compaiono sulla scheda elettorale. La mancata indicazione del nominativo produce, come già previsto per la mancata presentazione del programma, l’inammissibilità delle liste.

CANDIDATURE. La legge prevede l’obbligo della presentazione di liste in almeno un terzo delle circoscrizioni alla Camera per poter partecipare alle elezioni. Inoltre, il candidato nelle liste circoscrizionali presentate per l’attribuzione del premio di governabilità è tenuto a candidarsi in almeno uno dei collegi plurinominali della circoscrizione in cui è stata presentata la lista circoscrizionale in cui è candidato, in una delle liste collegate, nella posizione di capolista.

RACCOLTA FIRME. Saranno esonerati dalla raccolta firme necessaria per la presentazione delle liste i partiti che hanno un gruppo parlamentare, in almeno una delle due Camere, costituito entro il 31 dicembre 2025. La norma ‘salva’ dalla raccolta firme gruppi come Azione, Avs, Noi Moderati mentre lascia fuori Futuro Nazionale di Vannacci, Più Europa e il Partito Liberaldemocratico di Marattin. Bocciata la possibilità di raccogliere le firme in modalità digitale come avviene per i referendum.

ITALIANI ALL’ESTERO. È stato introdotto un articolo che affida al governo il compito di aggiornare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della nuova legge elettorale, il regolamento attuativo della legge Tremaglia per apportare le modifiche necessarie a garantire la libertà, la sicurezza e la segretezza del voto degli italiani all’estero.

CIRCOSCRIZIONI ESTERO. Sono ridotte da quattro a due le ripartizioni geografiche per l’elezione della Camera dei deputati (Europa e Americhe-Asia-Oceania-Antartide) e da quattro a una al Senato denominata circoscrizione Estero.

VOTO AI FUORI SEDE. Viene istituito presso l’ufficio elettorale di ciascun comune, l’elenco degli elettori fuori sede ammessi a votare nel comune di temporaneo domicilio per le elezioni della Camera e del Senato, per il Parlamento europeo e per i referendum. Entro il 31 dicembre di ciascun anno gli elettori che per motivi di studio e di lavoro sono temporaneamente domiciliati in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune di iscrizione elettorale, possono chiedere l’iscrizione nell’elenco per votare per le elezioni previste nell’anno successivo nel comune di temporaneo domicilio se la durata della permanenza prevista in quest’ultimo è di almeno 9 mesi. Gli elettori che hanno maturato i 9 mesi dopo la data del 31 dicembre, entro trenta giorni dalla data in cui i requisiti di fuori sede vengono soddisfatti e comunque non oltre il quarantacinquesimo giorno precedente alla data delle elezioni, possono chiedere di essere iscritti nell’elenco dei fuorisede dove sono domiciliati. Disciplina a parte per gli elettori che sono lontani dal comune di residenza per motivi di salute. Se ricevono assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico in una regione diversa da quella di residenza per un periodo di almeno tre mesi durante il quale ricade la data delle elezioni possono richiedere, non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente il voto di essere iscritti nell’elenco dei fuorisede per votare nel comune di temporaneo domicilio.

Congo, Okemba: in due anni Italia secondo partner del Paese

Jolanda di Savoia, 16 lug. (askanews) – “Siamo in una nuova epoca, tale per cui oggi l’Italia è diventata il secondo partner bilaterale del Congo, in due anni”. E’ un risultato “enorme”. Lo ha detto Henri Okemba, ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica del Congo in Italia, a margine dell’evento “Bienvenue à la BFuture farm en République du Congo” organizzato nella sede di BF a Jolanda di Savoia (Ferrara). L’ambasciatore ha legato il risultato al Piano Mattei, “concepito essenzialmente in direzione dei Paesi africani, e il Congo ha risposto presente”.

La realizzazione del progetto agricolo con BF, “il più grande gruppo italiano nel settore agricolo, quotato in borsa”, ha proseguito Okemba, “è un richiamo importante verso altri investitori italiani”: serve a “far vedere che ci si può fidare del Congo, che gli investitori italiani possono venire in Congo, assumersi dei rischi e portare avanti i loro programmi”. Nell’ambito del Piano Mattei sono stati avviati “un vasto programma nel settore della sanità, nove ospedali che stiamo riabilitando” e la linea elettrica tra Pointe-Noire e Brazzaville, oltre a due grandi progetti sul cacao.

L.elettorale, proteste in aula Camera opposizioni: "Meloni ha fallito"

Roma, 16 lug. (askanews) – “Legge truffa”, “Meloni ha fallito”, “legge incostituzionale”, “Maggioranza a casa”. Sono i cartelli esposti dalle opposizioni in aula alla Camera poco prima del voto finale sulla legge elettorale. Tra urla e “buffoni, buffoni”, i commessi sono intervenuti a fatica per togliere i cartelli e riportare l’ordine. Il più animato Riccardo Magi di più Europa che ha anche sventolata davanti ai banchi del governo una enorme scheda elettorale con la scritta “il tuo voto non conta”. Ne è nato un alterco anche con alcuni deputati di Forza Italia che ha richiesto un nuovo intervento dei commessi e del presidente della camera Lorenzo Fontana che lo ha richiamato all’ordine.

Bad Bunny sta per conquistare Milano, cresce l’attesa dei fan

Milano, 16 lug. (askanews) – Cresce l’attesa dei fan, mancano poche ora all’arrivo di Bad Bunny a Milano. L’icona globale della musica latina e tra gli artisti più influenti del panorama musicale mondiale, sarà in Italia con due appuntamenti, entrambi sold out, del DeBÍ TiRAR MáS FOToS WORLD TOUR.

La superstar multiplatino, salirà sul palco dell’Ippodromo SNAI La Maura di Milano venerdì 17 e sabato 18 luglio per due serate che si preannunciano memorabili. Con un totale di 157.000 biglietti venduti in meno di 4 ore i due concerti milanesi si confermano infatti tra gli eventi live più attesi dell’anno.

Con il DeBÍ TiRAR MáS FOToS WORLD TOUR, Bad Bunny porterà a Milano il suono e l’identità di Porto Rico, trasformando l’Ippodromo Snai La Maura in un grande palcoscenico dedicato alla musica latina e alla cultura portoricana. Uno show energico, capace di unire migliaia di fan in un’atmosfera di festa collettiva, dove la musica diventa uno strumento di celebrazione, condivisione e orgoglio culturale.

Sul palco, Bad Bunny porterà i brani che lo hanno consacrato come una delle più grandi star della musica mondiale, insieme alle tracce del suo ultimo album DeBÍ TiRAR MáS FOToS, uscito nel 2025. Il progetto, ad ora, ha raggiunto nel mondo 19,2 miliardi di stream complessivi ed è stato certificato 4X platino in Italia. La scaletta includerà le hit contenute nell’album, tra cui “DtMF” (2X platino), “NUEVAYoL” (1X platino), “BAILE INoLVIDABLE” (1X Platino), “VOY A LLeVARTE PA PR” (1X oro), “EoO” (1X oro) e “CAFé CON RON” (1X oro). Radio 105 è radio partner ufficiale dei live. Orari show day 14:30 – Early Entry 15:00 – Apertura porte 19:00 – Chuwi 20:00 – Bad Bunny

Bad Bunny, all’anagrafe Benito Antonio Martínez Ocasio, è l’artista del momento, ha scalato tutte le classifiche, vinto sei GRAMMY® ed è una delle figure più influenti della musica e della cultura globale contemporanea. La sua capacità di abbattere barriere linguistiche, ridefinire i confini dei generi musicali e sfidare le convenzioni culturali lo ha trasformato in un’icona mondiale. Artista più ascoltato al mondo su Spotify per tre anni consecutivi (2020-2022), Bad Bunny ha stabilito alcuni dei più importanti record della musica dal vivo, tra cui il primato di tournée con il maggior incasso annuale, grazie a oltre 435 milioni di dollari generati in un singolo anno e più di 2,4 milioni di biglietti venduti durante 81 spettacoli nel 2022. Il suo “Most Wanted Tour” del 2024 è stato accolto come uno degli spettacoli più innovativi della sua generazione, battendo il record di incassi del Barclays Center precedentemente detenuto da Jay-Z con 12 concerti sold out. Nel corso della sua carriera, Bad Bunny ha continuato a scrivere la storia della musica internazionale. Il suo album “Un Verano Sin Ti” è diventato il primo progetto interamente in lingua spagnola nominato per l’Album dell’Anno ai GRAMMY® Awards ed è tuttora uno degli album più ascoltati nella storia di Spotify. Nel 2025 ha pubblicato “DeBÍ TiRAR MáS FOToS”, un album che ha ulteriormente consolidato il suo ruolo di innovatore culturale. Il progetto ha raggiunto il primo posto della Billboard 200, diventando il suo settimo album nella Top 10 della classifica statunitense e il suo nono numero uno nella classifica Top Latin Albums. L’album ha inoltre segnato un momento storico ai GRAMMY® Awards, conquistando il premio per l’Album dell’Anno: è il primo album interamente in spagnolo nella storia della categoria a ottenere questo riconoscimento. In seguito al successo dell’album, Bad Bunny ha annunciato la storica residenza “NO ME QUIERO IR DE AQUÍ” presso il Coliseo de Puerto Rico, un omaggio alle sue radici portoricane e alla cultura della sua isola. La serie di concerti, inizialmente prevista per 21 date, è stata ampliata fino a 30 spettacoli a causa della straordinaria richiesta, con centinaia di migliaia di biglietti esauriti in tempi record. Oltre alla musica, Bad Bunny ha ampliato la propria influenza nel cinema, nella moda e nella cultura pop internazionale. È diventato il primo artista di lingua spagnola a ricoprire il doppio ruolo di conduttore e ospite musicale del “Saturday Night Live”, partecipando anche allo speciale per il 50° anniversario dello storico programma, contribuendo alla crescente normalizzazione della lingua spagnola nella cultura mainstream statunitense. La sua influenza globale ha raggiunto un nuovo apice con la partecipazione a febbraio 2026 al Super Bowl LX Halftime Show, una performance celebrata come uno degli eventi musicali più rilevanti degli ultimi anni e riconosciuta con numerose nomination agli Emmy Awards.

L.elettorale, Schlein: si è aperta una crisi e Meloni fischietta

Roma, 16 lug. (askanews) – “E’ surreale che andiate avanti facendo finta di niente fischiettando si è aperta una crisi su un emendamento che Meloni ha fortemente voluto, su cui il governo addirittura aveva dato parere favorevole conforme ai relatori”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante la dichiarazione di voto del Pd alla Camera sulla legge elettorale.

“Per di più – ha aggiunto – Meloni ci aveva sfidato ovviamente sui social, ha detto metteteci la faccia… Solo che noi eravamo qui e abbiamo con trasparenza dichiarato come abbiamo votato su tutti gli emendamenti. E’ lei che non ci ha messo la faccia, è lei che non abbiamo visto. Siete andati sotto di un voto e la presidente Meloni nemmeno era qui a votare. È crollata tutta la vostra narrazione sulla maggioranza così compatta mentre le opposizioni sono state unite in questa battaglia”.

Rugby, critiche all’arbitro, Quesada squalificato per due partite

Roma, 16 lug. (askanews) – Il commissario tecnico della nazionale italiana di rugby, Gonzalo Quesada, è stato sanzionato dalla World Rugby con una squalifica di due giornate per aver criticato l’arbitro dopo la sconfitta degli Azzurri contro la Nuova Zelanda. Durante un’intervista tv dopo la sconfitta per 47-17 a Wellington la scorsa settimana, Quesada si è sfogato definendo l’arbitro francese Luc Ramos “pessimo”. Il tecnico argentino ha inoltre espresso perplessità sulla formula del Nations Championship, lo stesso pensiero espresso anche dal Ct dell Francia Fabien Galthiè. L’Italia ha iniziato il percorso nel Nations Championship a Tokyo con una sconfitta per 27-10 contro il Giappone, per poi volare a Wellington prima della trasferta a Perth di questa settimana. La sanzione lo esclude da tutte le attività relative alle partite, compresa la presenza allo stadio. La Federazione Italiana Rugby ha dichiarato in un comunicato di aver preso atto della decisione e che ricorrerà in appello contro la decisione.

L.elettorale, Schlein: no Pd a riforma irricevibile e inemendabile, è una vergogna

Roma, 16 lug. (askanews) – Questa legge elettorale è irricevibile e inemendabile. Irricevibile nel metodo e nel metodo. Fatta di forzature istituzionali, che però vi sono tornate indietro. Come quella sull’emendamento-farsa sulle preferenze”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante la dichiarazione di voto del Pd alla Camera sulla legge elettorale. “Vi siete ridisegnati i collegi dell’estero per favorire i vostri”, ha aggiunto. “Vergogna. Avete preso lezioni da Trump”.

L.elettorale, Schlein in aula: è Meloni che ha tradito gli italiani

Roma, 16 lug. (askanews) – Giorgia Meloni si chiede “chi ha tradito” sulla legge elettorale ma “presidente Meloni, si faccia dire la verità: è lei che ha tradito. Ha tradito la fiducia degli italiani. Avevate promesso di abolire le accise, di abolire la Fornero, il blocco navale… L’unica cosa che avete bloccato è la produzione industriale. Avevate promesso e non avete fatto”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante la dichiarazione di voto del Pd alla Camera sulla legge elettorale. “Ha tradito anche i suoi alleati per rincorrere Vannacci sull’emendamento Ziello”.

Mondiali, Tuchel e Malvinas nella rassegna stampa inglese

Roma, 16 lug. (askanews) – L’Inghilterra saluta il Mondiale 2026 dopo la sconfitta per 2-1 contro l’Argentina in semifinale e la stampa britannica si divide tra rabbia per il finale di gara, critiche al commissario tecnico Thomas Tuchel e polemiche per lo striscione esposto dai giocatori argentini al termine dell’incontro con la scritta “Le Malvinas sono argentine”, che ha riacceso una disputa storica e politica.

Tra i quotidiani di riferimento, The Times sceglie una lettura soprattutto tecnica con il titolo: “Inghilterra eliminata da un magico Messi: paga il prezzo per essersi chiusa in difesa”, attribuendo il ko all’eccessivo atteggiamento prudente della squadra di Tuchel.

Il Daily Mail concentra invece l’attenzione sul dopo partita. L’edizione online titola “Furia per lo striscione sulle Falkland” e rilancia le richieste di squalifica nei confronti dei calciatori argentini che hanno mostrato il messaggio.

Per The Telegraph il tema centrale è il nuovo fallimento inglese con il titolo “Il dolore continua per l’Inghilterra”, sottolineando come la rimonta subita nel finale prolunghi la serie di delusioni della nazionale.

The Guardian punta sul dramma sportivo con il titolo “La doppietta nel finale dell’Argentina spezza il cuore dell’Inghilterra in una drammatica semifinale mondiale”, ricostruendo la beffa arrivata negli ultimi minuti.

Molto duro The Sun, che definisce senza mezzi termini “Arroganza argentina” il comportamento dell’Albiceleste dopo la partita, facendo riferimento allo striscione sulle Malvine.

Anche la BBC apre un dibattito sul lavoro del commissario tecnico. Con il titolo “Passivi e sbriciolati”, l’emittente si chiede se le scelte tattiche eccessivamente difensive di Tuchel abbiano avuto un ruolo decisivo nell’eliminazione.

Il Mirror resta invece sulla cronaca dell’incontro con il titolo “Tre Leoni fuori dal Mondiale dopo due reti in cinque minuti che spezzano il cuore dell’Inghilterra”, evidenziando il crollo finale della nazionale.

The Independent punta anch’esso il dito contro il ct con il titolo “La dolorosa sconfitta in semifinale contro l’Argentina solleva dubbi sulla tattica di Tuchel”, sostenendo che la gestione della gara sarà inevitabilmente oggetto di discussione.

Il sito di Sky Sports UK unisce la cronaca della semifinale alle polemiche per lo striscione sulle Malvine, dando spazio alle reazioni suscitate dall’iniziativa dei giocatori argentini.

Infine Daily Express utilizza i toni più severi con il titolo “Furia per gli argentini senza classe che espongono lo striscione ‘Le Malvine sono nostre’ dopo aver battuto l’Inghilterra”, facendo dello striscione il fulcro della propria copertura.

Nel complesso, il giorno dopo la sconfitta emergono due filoni principali sulla stampa britannica: da un lato le pesanti critiche all’impostazione tattica di Tuchel, accusato da diverse testate di aver arretrato troppo il baricentro favorendo la rimonta argentina; dall’altro l’indignazione per lo striscione sulle Malvine, giudicato da molti quotidiani un gesto provocatorio che ha finito per oscurare, almeno in parte, il valore sportivo della qualificazione dell’Argentina alla finale mondiale.

Inflazione, Istat: a giugno scende al 3%, carrello spesa all’1,3%

Roma, 16 lug. (askanews) – In calo l’inflazione a giugno. L’indice registra una variazione congiunturale nulla e una tendenziale del +3%, da +3,2% di maggio. Lo ha reso noto l’Istat confermando la stima preliminare.

Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3% a +2,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%); in accelerazione sono invece i prezzi degli Energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,2%) e non regolamentati (da +12,5% a +13,3%).

Nel mese di giugno l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,7% a +1,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +1,9%).

Decelerano su base annua sia i prezzi dei beni (da +3,4% a +3,3%) sia quelli dei servizi (da +2,8% a +2,6%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, resta negativo passando da -0,6 a -0,7 punti percentuali.

Decelerano anche i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,9% a +1,3%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,4% a +3,9%).

La variazione congiunturale dell’indice generale risente, da un lato, della diminuzione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,5%) e, dall’altro, dell’aumento di quelli dei Servizi ricreativi, culturali, e per la cura della persona (+0,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,5%).

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,6% per l’indice generale e a +1,7% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione nulla su base mensile e una variazione pari al +3% su base annua (da +3,2% del mese precedente); la stima preliminare era +3,1%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale nulla e una crescita tendenziale di +2,9%.

Nel secondo trimestre 2026 i prezzi al consumo, misurati dall’Ipca, evidenziano un aumento più marcato per le famiglie con bassi livelli di spesa (+3,7%) e più contenuto per quelle con livelli di spesa elevati (+2,6%).

L.elettorale, Conte: battaglia opposizioni è solo all’antipasto

Roma, 16 lug. (askanews) – “Vi avviso: la battaglia che ci avete visto fare, e le opposizioni hanno dimostrato massima comprensione del momento storico, massima chiarezza politica, uniti abbiamo fatto una battaglia contro la vostra arroganza, con cui volete prendere il potere. Ebbene, questo è solo un antipasto”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, in sede di dichiarazioni di voto nell’aula della Camera sulla legge elettorale.

“Non avete idea – ha detto Conte – della battaglia che vi aspetta, con cui vi impediremo di prendere il potere”.

L.elettorale, Conte: riforma vergognosa, non confondere il Colle con colle Oppio

Roma, 16 lug. (askanews) – “Noi non possiamo permettere che continui in questa logica un governo che mira ad affermare la gerarchia del capo, il comando di uno solo e con questa legge state introducendo un premierato mascherato. Noi siamo per la democrazia vera” che “richiede pesi e contrappesi. Vi state confezionando una legge elettorale vergognosa per perpetuare il vostro potere con un premio di maggioranza assolutamente incostituzionale ma non vi permetteremo di confondere il Colle del Quirinale con colle Oppio”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, in sede di dichiarazioni di voto nell’aula della Camera sulla legge elettorale.

L.elettorale, Schlein: Meloni si fermi, il suo Governo è finito

Roma, 16 lug. (askanews) – “La maggioranza non esiste più: vadano a casa, adesso tocca a noi. Il dibattito alla Camera sulla legge elettorale ha certificato che il governo di Giorgia Meloni è finito”. Lo dichiara nel giorno del voto finale a Montecitorio sulla riforma della legge elettorale la segretaria del Pd Elly Schlein, in un’intervista a la Repubblica

“Lei e il suo governo – afferma Schlein sulla premier Giorgia Meloni- sono stati sfiduciati dalla Camera. E di questo puo’ incolpare solo se’ stessa: ha cercato di imporre una riforma elettorale cucita su misura per la paura di essere sconfitta dalla nostra coalizione che ha una proposta competitiva”. Ma “l’arroganza di forzare anche rispetto ai suoi alleati, che non la volevano ha perso”. E anche “ha perso la superbia della prima presidente del Consiglio donna che per difendere il suo potere era pronta a sacrificare le altre donne”. Anche perchè la proposta di Fdi sulle preferenze affossata nel voto segreto dalla somma dei franchi tiratori di maggioranza e delle opposizioni “era – denuncia Schlein- una farsa: prevedeva infatti tutti i capilista bloccati e la maggioranza dei parlamentari sarebbe stata eletta così. Non solo: aboliva pure l’alternanza di genere prevista dal sistema attuala. Una cosa gravissima”

E allora, secondo la leader Pd, “dopo essere stata battuta in aula” Meloni “dovrebbe prendere atto che non ha più una maggioranza e andare a casa, consentendo agli elettori di esprimersi per tornare ad avere un governo che si occupi dei problemi del Paese. Si dovrebbero fermare – Ma ci rendiamo conto che ormai da mesi si stanno occupando solo di legge elettorale e tengono ostaggio entrambe le Camere solo su questo? Come se l’Italia non soffrisse un calo della produzione industriale che dura da tre anni consecutivi, non avesse le bollette più care d’Europa e i salari tra i più bassi, crescita zero e sei milioni di italiani che neppure riescono a curarsi”.

La legge elettorale che serve davvero all’Italia

Il problema non è la legge, ma la politica

La legge elettorale vigente porta il mio nome. Sarebbe facile difenderla per questo. Non lo farò.

Le leggi non appartengono a chi le ha scritte: appartengono ai cittadini e vanno cambiate quando esiste una soluzione migliore. Non sono mai stato un difensore delle regole in quanto tali, ma della loro capacità di risolvere i problemi del Paese.

Per questo la domanda da cui partire non è se cambiare o meno la legge elettorale. La domanda giusta è un’altra: qual è il problema che vogliamo davvero risolvere?

A mio avviso, la questione più seria della politica italiana non riguarda soltanto il meccanismo con cui vengono assegnati i seggi. Riguarda la qualità dell’offerta politica e la crescente distanza tra i cittadini e le istituzioni.

Oggi assistiamo alla presenza di due coalizioni che contengono tutto e il contrario di tutto. Al loro interno convivono culture politiche profondamente diverse, tenute insieme dalla volontà di vincere le elezioni contro un nemico più che da una reale condivisione di programmi. In questo contesto finiscono per prevalere le posizioni più radicali, spesso populiste. perché sono quelle che mobilitano maggiormente gli elettori più fedeli.

Per spiegare questo fenomeno mi piace utilizzare l’immagine di uno stadio.

Vent’anni fa lo stadio era pieno. C’erano le curve, occupate dai tifosi appassionati delle rispettive squadre, ma erano piene anche le tribune, dove sedevano persone interessate soprattutto a vedere una bella partita. Oggi quello stadio è cambiato. Le curve sono ancora affollate: sono popolate da tifosi che applaudono la propria squadra anche quando fa autogol, assolutamente acritici. Le tribune, invece, si sono progressivamente svuotate.

Quelle tribune rappresentano gli elettori moderati, riformisti, pragmatici, che non si riconoscono più in una politica sempre più polarizzata. La politica che promette l’abolizione della povertà, delle accise, della Fornero, presto dell’insicurezza. È anche per questo che l’astensionismo continua a crescere, fino ad arrivare, nelle ultime elezioni europee, a una partecipazione inferiore al 50 per cento.

Per questo motivo ritengo che una nuova legge elettorale sarebbe utile. Ma non qualsiasi legge.

L’occasione mancata del modello tedesco

Nel 2017, ero capogruppo del PD, il Parlamento era arrivato molto vicino a una riforma che considero ancora oggi una grande occasione mancata. Era il modello tedesco: un sistema proporzionale capace di rappresentare in modo più fedele gli orientamenti degli elettori, costringendo le forze politiche a costruire alleanze sulla base di programmi e contenuti, anziché attraverso coalizioni elettorali costruite prima del voto e spesso prive di una reale coerenza.

Quel testo nacque da un accordo ampio, che coinvolgeva Partito Democratico, Forza Italia, Lega, Movimento 5 Stelle e le rappresentanze delle minoranze linguistiche. Sembrava un compromesso solido, lo votammo con il consenso di tutti in commissione.

Poi arrivò il voto segreto in Aula.

Ricordo bene quella giornata. Presiedeva Laura Boldrini e, per una singolare coincidenza tecnica, il voto che avrebbe dovuto rimanere anonimo divenne riconoscibile. In quel momento fu evidente ciò che stava accadendo: tutti i deputati del Movimento 5 Stelle votarono contro una riforma che fino a poco prima avevano sostenuto. Allo stesso tempo emersero decine di franchi tiratori anche nel Partito Democratico. Quella riforma cadde e con essa sfumò la possibilità di costruire un sistema politico diverso. Oggi paghiamo pesantemente quel prezzo.

Da allora il quadro politico si è ulteriormente irrigidito.

Ricostruire una politica delle responsabilità

Una legge elettorale, naturalmente, non può risolvere da sola tutti i problemi della democrazia italiana. Ma può contribuire a creare un sistema nel quale le forze politiche si confrontino sulla qualità delle idee e non soltanto sulla contrapposizione permanente.

L’Italia avrebbe bisogno di un confronto tra chi crede nell’Europa e chi vuole rafforzarne il ruolo e chi invece immagina un percorso diverso; tra chi punta sulle riforme e chi preferisce conservare l’esistente; tra chi pensa che il cambiamento richieda responsabilità e chi ritiene che basti alimentare il consenso del momento, tra chi tifa per l’Italia e chi lavora per gli interessi di qualche paese straniero.

Le grandi riforme, nella storia della Repubblica, sono nate quando forze politiche diverse hanno avuto il coraggio di assumersi responsabilità comuni. È questa la cultura riformista che andrebbe recuperata.

Per questo continuo a pensare che l’Italia abbia bisogno di una riflessione seria sulla legge elettorale. Non per favorire una parte politica, ma per costruire una politica più coerente, più trasparente e più capace di rappresentare quella grande parte di cittadini che oggi ha smesso di sentirsi parte della partita.

 

* Il testo corrisonde all’intervento in Aula, ieri a Montecitorio, dell’autore (Deputato di Azione)