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sabato, 24 Gennaio, 2026
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Mattarella: educazione strumento di uguaglianza e partecipazione

Roma, 24 gen. (askanews) – “L’educazione ha rappresentato nella vicenda umana un formidabile motore di crescita e trasformazione, contribuendo in maniera determinante all’affermarsi della dignità delle persone e dei loro diritti. In un contesto segnato da profondi cambiamenti, l’educazione è chiamata a rinnovarsi per poter continuare a corrispondere alla sua funzione di strumento diretto a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione.

“La Giornata Internazionale dell’Educazione 2026, promossa dalle Nazioni Unite – ricorda il capo dello Stato – , riconosce e valorizza il ruolo dei giovani quali co-creatori di sistemi educativi moderni e inclusivi, in grado di rispondere alle loro aspirazioni e fornire loro, accanto a strumenti di comprensione della realtà, le competenze per agire concretamente e diventare protagonisti nella società”.

Kappa FuturFestival annuncia la seconda tranche della line up

Milano, 24 gen. (askanews) – Kappa FuturFestival annuncia la seconda tranche di nomi che compongono la line up ufficiale della XIII edizione, in programma dal 3 al 5 luglio 2026 al Parco Dora di Torino.

Dopo lo straordinario successo della scorsa edizione, che ha radunato a Torino oltre 120.000 persone provenienti da più di 150 paesi e ospitato oltre 130 DJ distribuiti su 6 palchi, i nuovi artisti annunciati – insieme ai primi dello scorso dicembre – anticipano un imponente cartellone che unisce le grandi leggende internazionali che hanno segnato la storia della musica elettronica, insieme ai talenti che stanno ridefinendo i confini stessi del genere.

Una curatela eclettica in rappresentanza di una ricca varietà di stili, pensata per rispondere alle esigenze e ai gusti di ogni tipo di appassionato, che fotografa un panorama musicale in continua evoluzione. Tra headliner riconosciuti a livello mondiale e giovani talenti pronti a ritagliarsi il proprio spazio all’interno del 6° miglior festival al mondo – secondo la classifica stilata da DJ Mag – la lineup del Kappa FuturFestival racconta la musica elettronica in tutte le sue sfaccettature, esplorando le sue radici più profonde e proiettandosi verso le vette più futuristiche del genere.

Dopo i primi nomi svelati a dicembre 2025 – dalle leggende del panorama internazionale alle nuove avanguardie – con la seconda tranche di annunci Kappa FuturFestival rafforza l’identità internazionale del festival, unendo geografie e visioni sonore diverse, con una forte enfasi sui back to back (B2B) come spazio di sperimentazione e dialogo artistico.

Diplo, figura centrale della scena globale, sarà protagonista di un inedito back to back con Busy P e Tatyana Jane, incontro che unisce l’eredità della label Ed Banger parigina, l’attitudine bass americana e nuove sensibilità club europee. Dal Regno Unito arrivano i Disclosure, portabandiera di una house moderna, elegante e crossover, mentre Floating Points, produttore londinese dalla formazione jazz e classica, esplora nuove profondità nel sofisticato B2B con Palms Trax, ponte ideale tra ricerca sonora e dancefloor. Tra i momenti più iconici spicca Four Tet B2B Skrillex: l’incontro tra l’approccio minimale e organico del producer britannico e l’energia dirompente della superstar americana rappresenta uno dei B2B più attesi dell’intero festival. La dimensione globale continua con Peggy Gou, DJ e icona culturale coreano-tedesca basata a Berlino, capace di fondere house, techno e pop, e con Solomun, innovatore della musica elettronica internazionale, che accompagnerà il pubblico in un lungo viaggio emotivo nel suo Extended Set. Sarà presente anche Daphni, il progetto dancefloor del producer canadese Dan Snaith – noto anche come Caribou – che negli anni è diventato una figura chiave per il clubbing contemporaneo. Non può mancare la leggenda olandese della trance Armin van Buuren, punto di riferimento assoluto a livello mondiale, il primo artista ad aver conquistato, per ben cinque volte, il primo posto nella classifica DJ Mag Top 100 Djs. E ancora, il pioniere della techno minimale Richie Hawtin, che presenterà il suo progetto live DEX EFX X0X, una performance che esalta il rapporto tra uomo, macchina e improvvisazione. A completare il quadro, Detroit torna centrale con Carl Craig ft. Mike Banks, autentici architetti del suono techno, mentre l’asse Ibiza-Napoli-Detroit prende forma nel potente Jamie Jones B2B Joseph Capriati B2B Seth Troxler, un set che promette carisma senza confini. Boys Noize da Berlino, KI/KI dall’Olanda e Interplanetary Criminal da Manchester raccontano diverse anime del clubbing europeo, mentre progetti come Stoor [Rødhåd, Speedy J & Dasha Rush] ribadiscono l’approccio collettivo e radicale del festival. Tra live e nuove generazioni – da DjRUM a Xiaolin Live, fino a Vieze Asbak e Vendex – i nuovi nomi annunciati in cartellone confermano Kappa FuturFestival come un crocevia internazionale dove stili, città e storie si incontrano al Parco Dora di Torino.

Tra gli altri nomi, ci sono: Angy, Daphni, Gandalf, Joe Claussell, Konduku B2B Marco Shuttle, Mad Dog B2B CARV, Manda Moor B2B Cuartero, Miss Monique, Nicola Gavino, NOVAH, Redrago e Tal Fussman.

La seconda tranche di nomi va ad aggiungersi agli artisti già annunciati in un cartellone sempre più prestigioso: Adiel B2B Quest, Amelie Lens, Anxhela, Avalon Emerson, Basswell, Ben Klock B2B Marcel Dettmann, Charlotte De Witte, Clara Cuvé, Dawn Patrol, DJ Rush, Dyen B2B Shlømo, Enrico Sangiuliano, Erol Alkan B2B Confidence Man DJs, Greg Willen B2B Sizing, Jane Fitz, Mala, Michael Bibi, Mochakk, Nikolina, Objekt, Onlynumbers, Paco Osuna B2B Nicole Moudaber, Prunk B2B YOUniverse, Rhadoo, Sebastian Ingrosso, Serafina B2B Fumi, Skream B2B Fleur Shore, STOOR live [Colin Benders, Lady Starlight, Speedy J], Sven Väth e Wade.

I biglietti sono già disponibili sul sito www.kappafuturfestival.it.

Ad ospitare la nuova edizione del KFF sarà nuovamente l’imponente Parco Dora di Torino, primo parco post-industriale italiano, che incarna una visione futuristica della rinascita cittadina. Si tratta di un paesaggio in cui le tracce dell’industria si fondono con natura, arte e cultura contemporanea: le strutture in acciaio, lasciate a vista come sculture monumentali, dialogano con spazi verdi, giochi di luce e aree dedicate allo sport e alla creatività. Tutti questi dettagli trasformano l’archeologia industriale del Parco Dora in un’opera di estetica urbana.

Con questi primi annunci di assoluto rilievo, Kappa FuturFestival inaugura ufficialmente il suo percorso verso la XIII edizione, in programma dal 3 al 5 luglio 2026 al Parco Dora di Torino. Nelle prossime settimane la lineup si arricchirà con gli ultimi nomi che completeranno il programma artistico.

Simona Ventura conduttrice della finale di San Marino Song Contest ’26

Milano, 24 gen. (askanews) – La San Marino RTV, guidata dal Direttore Generale Roberto Sergio, è lieta di annunciare che Simona Ventura sarà la conduttrice della finale del San Marino Song Contest, in programma il prossimo 6 marzo al Teatro Nuovo di Dogana (RSM) e in diretta sul canale 550.

Simona Ventura è una delle figure più riconoscibili e influenti della televisione italiana. Conduttrice, giornalista, regista e produttrice, ha attraversato oltre trent’anni di piccolo schermo reinventandosi più volte e mantenendo una forte identità professionale, fatta di energia, linguaggio diretto e grande capacità di intercettare il pubblico.

Con il suo carisma e la presenza scenica, saprà di certo infondere all’evento di punta della programmazione primaverile dell’emittente di Stato di San Marino, un’impronta forte, dinamica e di grande spettacolo televisivo.

Non è la prima volta che Ventura si confronta con un grande palco musicale: ha già condotto il Festival di Sanremo nel 2004 e ha legato il suo nome a programmi musicali e talent show. In un format come il San Marino Song Contest – che seleziona il vincitore chiamato a rappresentare San Marino all’Eurovision Song Contest 2026 di Vienna – il suo stile versatile darà alla finale un respiro più ampio e coinvolgente allo show.

“Desidero, innanzitutto, ringraziare Mediaset – commenta il Direttore Generale di RTV, Roberto Sergio – per la disponibilità e la deroga concessa. Simona Ventura è una vera professionista. A lei va un ringraziamento speciale per il suo entusiasmo e la partecipazione attiva, che daranno indubbiamente valore aggiunto alla serata. Un grande impegno produttivo, anche in collaborazione con il socio RAI. A breve annunceremo la squadra tecnico organizzativa e l’intero cast delle tre serate in diretta (2 semifinali e la finalissima) in eurovisione su RTV”.

“Ci divertiremo! – assicura, infine, Simona Ventura – Da tempo seguo il San Marino Song Contest e, guardandolo, ho sempre desiderato di poterlo presentare. Finalmente è arrivato il momento”.

Ciao, Riccardo

Il mistero della morte s’infittisce di fronte a un dramma consumato in pochi istanti, lungo una pista di sci, che ha visto il giovane Riccardo volare  contro un albero, senza scampo. Aveva ventun’anni, l’età che muove allo sguardo sugli orizzonti della vita con la freschezza e l’entusiasmo di una giovinezza che si fa ogni giorno più matura, più consapevole e decisa, più incline alle scelte importanti.

Lo conoscevo da qualche tempo e vedevo crescere in lui la volontà di elaborare con scrupolo crescente idee e visioni di carattere politico. Non mi sono mai permesso di forzare la mano, lasciando che fosse lui ad aprire qualche discorso tra di noi. Amava ragionare, per capire cosa fosse giusto dire o fare in un tempo, il nostro, lacerato da guerre fino a ieri inimmaginabili, perlomeno ai confini dell’Europa. 

Mi è sembrato allora che una sua collaborazione con Il Domani d’Italia potesse favorire l’ampliamamento del confronto, essendo lui partecipe dell’esperienza del Movimento 5 Stelle. Non so, esattamente, se stesse in quella pausa di riflessione che di solito porta a nuove scelte di vita, anche di vita politica. 

A rileggere i suoi articoli qui, su questo foglio online, si nota la grinta con la quale affrontava i grandi nodi della geopolitica. Non aveva simpatia per Trump, per usare un eufemismo. Per questo, dovendo investire mentalmente sull’Europa, aveva incominciato a prendere confidenza con la lezione dei padri fondatori dell’europeismo. Incrociava così, sul piano storico, l’azione decisiva di De Gasperi per quel grande sogno di unità e solidarietà tra le nazioni del Vecchio continente. 

Ecco, non si era tirato indietro e di recente aveva preso parte ai nostri incontri pubblici, mostrando un interesse fatto di curiosità e sollecitudine. Pensavo di vederlo all’opera, libero di fare il suo percorso, forte del suo carisma di giovane appassionato di politica. 

Pareva fosse questa la sua chiamata, ma di colpo un’altra, misteriosamente celata nella volontà di Dio, ne ha reclamato la vita al cielo. Chi ha fede sa che l’ultima parola non spetta alla morte. È la promessa del Signore e dunque la nostra speranza: per questo non pronunciamo un mesto addio perché confidiamo di poterlo salutare dicendo solo: “Ciao, Riccardo!”

Il bilaterale con Merz esalta la postura trumpiana della Meloni

Un asse per una nuova stagione europea

Il vertice intergovernativo tra Italia e Germania, svoltosi a Roma tra Villa Doria Pamphilj e l’hotel Parco dei Principi, ha segnato la volontà di aprire una “nuova stagione” nei rapporti tra i due Paesi, chiamati a essere il “cuore pulsante” dell’Unione europea attraverso la forza delle rispettive industrie manifatturiere. Giorgia Meloni e Friedrich Merz hanno insistito sulla necessità di un’Europa più forte e autorevole, capace di incidere sugli equilibri geopolitici e geostrategici, scegliendo di costruire il proprio destino invece di subirlo.

Competitività, industria e difesa comune

La convergenza tra Roma e Berlino emerge con nettezza sul dossier della competitività. Meloni e Merz condividono l’urgenza di un cambio di passo “deciso, radicale e coraggioso”, anche attraverso una revisione delle scelte europee considerate autolesionistiche, a partire dal Green Deal. Il “paper” congiunto firmato in vista del vertice informale di Bruxelles del 12 febbraio punta a rilanciare l’industria europea, valorizzando settori chiave come automotive e difesa, e a riformare la governance dell’Unione per rafforzarne la capacità di agire come attore geopolitico. Sullo sfondo, l’obiettivo di una vera difesa europea come pilastro della Nato, con il coordinamento italo-tedesco a fare da motore.

Board of peace: il limite esplicito di Merz, l’allusione di Meloni

È sul terreno del Medio Oriente che affiora una differenza più sottile ma politicamente rilevante. Sul board of peace per Gaza, promosso dall’amministrazione Trump con un fondo da un miliardo di dollari, Merz segnala apertamente come lo statuto di questo organismo – il “boardello”, come ha titolato ieri “Il Manifesto” –   impedisca alla Germania di aderire; mentre Meloni, pur richiamando i vincoli costituzionali, insiste sulla necessità (per l’Italia) di non auto-escludersi e sull’auspicio che cambi il modello del board per poter firmare. Un’impostazione che rivela il sottinteso ambiguo della politica meloniana, vista il suo costante barcamenarsi.

Trump e la prospettiva del Nobel

È proprio nel rapporto con Donald Trump che la linea della premier si spinge oltre il terreno della collaborazione pragmatica rivendicata. L’auspicio di una candidatura del presidente americano al Nobel per la pace, qualora riuscisse a incidere per una soluzione “giusta e duratura” del conflitto ucraino, introduce un elemento simbolico che eccede il semplice realismo diplomatico.

Il riferimento non si limita a riconoscere il ruolo degli Stati Uniti come attore indispensabile, ma finisce per legittimare una visione personalistica del potere e della pace, coerente con la cifra politica del trumpismo. Una scelta che si colloca in continuità con altre prese di posizione recenti della Premier, come la definizione di “legittima” della cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, e che segnala una crescente disponibilità italiana ad assumere come dato politico il modello decisionale americano.

Un asse europeo, due posture atlantiche

Nel bilaterale convivono così due registri distinti. Da un lato, una forte sintonia su industria, competitività e difesa europea; dall’altro, una differenza marcata nel rapporto con Washington. Merz mantiene una linea più esplicitamente istituzionale, attenta ai vincoli e alle forme. Meloni, pur riconoscendoli implicitamente, privilegia una postura di adattamento politico e simbolico al quadro trumpiano.

Il rischio, per l’Europa che entrambi dicono di voler rafforzare, è che l’autonomia strategica evocata resti confinata al piano industriale e militare, mentre sul terreno politico e simbolico continui a prevalere una logica di adeguamento al potere americano del momento.

Senza “merito” salta la democrazia dell’alternanza

Il “lodo” Bettini, rilanciato nell’intervista dalla Thailandia pubblicata ieri su “Il Foglio”,  è destinato a fare scuola nella politica italiana. Oggi e soprattutto domani. Per ricordare brevemente, l’ex esponente comunista e oggi autorevole dirigente del Pd della Schlein e punto di congiunzione con i populisti dei 5 stelle, sostiene candidamente che voterà No al prossimo referendum costituzionale sulla giustizia e non più Sì, come ha detto per svariate settimane, perché per un uomo di sinistra adesso prevale l’odio e il disprezzo nei confronti di Giorgia Meloni e di chi ha patrocinato quella riforma.

Il primato dell’odio sul merito

Insomma, il merito non può e non deve contare più nulla quando prevale l’odio nei confronti del nemico politico. Debbo dire che Bettini ha esplicitato con rara chiarezza – la coerenza, come ovvio, non c’entra assolutamente nulla al riguardo – e anche con onestà intellettuale il suo pensiero.

Cioè, di fronte al merito di una riforma, di una legge o di un provvedimento devono prevalere non il confronto o il dialogo su quelle tesi ma, al contrario, i disvalori dell’odio, del disprezzo e dell’anatema contro il nemico politico giurato, a prescindere dai contenuti, da ciò che si pensa e, soprattutto, da ciò che si propone.

Un’antica pratica della sinistra italiana

Certo, si tratta di un comportamento che appartiene anche allo storico armamentario ideologico della sinistra italiana, dal secondo dopoguerra in poi. Ovvero, il nemico va prima criminalizzato politicamente e poi annientato e distrutto definitivamente e con tutti i mezzi a disposizione.

O attraverso l’ormai collaudatissima “via giudiziaria” al potere oppure, e più semplicemente, attraverso l’attacco sistematico e strutturale al nemico giurato.

La vera posta in gioco: l’alternanza democratica

Ma c’è un aspetto, più profondo e più politico, che proprio attraverso il “lodo” Bettini viene definitivamente sacrificato sull’altare di questo stravagante e anacronistico teorema. E cioè, viene semplicemente azzerata quella democrazia dell’alternanza che dovrebbe rappresentare il punto più alto di una democrazia adulta e matura.

Ovvero, due schieramenti che si confrontano sui programmi – il più delle volte diversi se non addirittura alternativi – e che si contendono, di conseguenza, la conquista del potere. Quella democrazia dell’alternanza che però viene aggirata perché, appunto, prevalgono altri criteri e altri disvalori di valutazione politica.

I contenuti, il merito, i programmi dell’avversario non contano più nulla. L’unico dato che emerge è la necessità di distruggere il nemico odiato e disprezzato, con tanti saluti a qualsiasi riconoscimento politico dell’avversario.

Un modello destinato a “fare scuola”

Per queste ragioni, semplici ma essenziali, il “lodo” Bettini è destinato a fare scuola. Partendo proprio dal suo concreto, e persino plateale, comportamento sul prossimo referendum costituzionale sulla giustizia.

E, infine, la stessa radicalizzazione violenta del conflitto politico e la polarizzazione ideologica sono destinati a consolidarsi sempre di più. E sarà poi inutile lamentarsi. Se non altro, al di là della propaganda dei soliti conduttori dei nostri talk televisivi, sapremo chi dovremo concretamente ringraziare. Primo fra tutti, forse inconsapevolmente, proprio l’inossidabile Goffredo Bettini.

“Democrazia e dialogo”, la lezione di Maritain davanti alle crisi del presente

In un tempo in cui anche le democrazie occidentali mostrano segni evidenti di affaticamento, degenerazione o tentativi di deformazione, tornare a riflettere sui fondamenti della vita democratica non è un esercizio accademico, ma una necessità civile. È da questa consapevolezza che nasce il convegno “Democrazia e dialogo: il pensiero di Jacques Maritain alla luce del presente”, in programma a Roma il 26 gennaio 2026, presso la Libreria Spazio Sette.

Promosso congiuntamente dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” e dall’Istituto Internazionale Jacques Maritain, l’incontro intende interrogare l’attualità di un pensiero che ha inciso in profondità sul piano ecclesiale, politico e culturale del Novecento, e che oggi può ancora offrire strumenti per comprendere le trasformazioni in atto. Al centro della riflessione vi è il nesso tra democrazia e dialogo, in una fase storica segnata da polarizzazioni, impoverimento del linguaggio pubblico e crescente difficoltà nel riconoscere l’altro come interlocutore legittimo.

Le società contemporanee, pluraliste e complesse, appaiono per molti aspetti frammentate e attraversate da tensioni che ricordano, pur in contesti diversi, quelle vissute da Maritain nel secolo scorso: un’epoca segnata da guerre, conflitti sociali e passaggi epocali. Da quella esperienza nasce una delle sue lezioni più attuali: il rifiuto della guerra come destino e, insieme, la consapevolezza che la pace non è mai automatica, ma richiede responsabilità, decisione e visione politica.

Su questi temi si confronteranno studiosi di primo piano. Le lectiones magistrales di Francesco Miano, Paolo De Nardis e l’intervento di Giuseppe Acocella offriranno una lettura capace di restituire la ricchezza del pensiero maritainiano e di metterne in luce la fecondità per il nostro presente. Un invito a interrogarsi, senza nostalgia né semplificazioni, sul futuro della democrazia e sul valore del dialogo come risorsa decisiva del vivere comune.

Calcio, risultati serie A, l’Inter vola a +6

Roma, 19 gen. (askanews) – Questa la classifica di serie A dopo Inter-Pisa 6-2

Ventiduesima giornata: Inter-Pisa 6-2, sabato 24 gennaio ore 15 Como-Torino, ore 18 Fiorentina-Cagliari, ore 20.45 Lecce-Lazio, domenica 25 gennaio ore 12.30 Sassuolo-Cremonese, ore 15 Atalanta-Parma, Genoa-Bologna, ore 18 Juventus-Napoli, ore 20.45 Roma-Milan, lunedì 26 gennaio ore 20.45 Verona-Udinese.

Classifica: Inter 52, Milan 46, Napoli 43, Roma 42, Juventus 39, Como 37, Atalanta 32, Bologna 30, Lazio 28, Udinese 26, Sassuolo, Torino, Parma, Cremonese 24, Cagliari 22, Genoa 20, Lecce, Fiorentina 17, Pisa, Verona 14.

Ventitreesima giornata: Venerdì 30 gennaio ore 20.45 Lazio-Genoa, sabato 31 gennaio ore 15 Pisa-Sassuolo, ore 18 Napoli-Fiorentina, ore 20.45 Cagliari-Verona, domenica 1° febbraio ore 12.30 Torino-Lecce, ore 15 Como-Atalanta, ore 18 Cremonese-Inter, ore 20.45 Parma-Juventus, lunedì 2 febbraio ore 20.45 Udinese-Roma, martedì 3 febbraio ore 20.45 Bologna-Milan

Coppa dei Club Padel MSP, nel weekend al via l’undicesima edizione

Roma, 23 gen. (askanews) – Il weekend che tutto il popolo del padel romano aspettava è finalmente arrivato. Sabato e domenica – si legge in una nota – scatta la fase provinciale dell’11esima edizione della Coppa dei Club MSP, il più grande torneo amatoriale d’Italia organizzato da MSP Italia – ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI – che solo a Roma coinvolgerà 188 squadre in rappresentanza di 103 circoli, con oltre 5mila giocatori pronti a scendere in campo. Un evento dall’enorme valore sportivo e sociale, che potrà ancora una volta godere sul patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale. Si parte nel fine settimana con la fase a gironi, al termine della quale le squadre saranno suddivise nei tabelloni Gold, Silver e Bronze fino alla finale prevista per il weekend del 23 e del 24 maggio al Ponte Milvio Tennis Club. Le finali nazionali, invece, torneranno a giocarsi nel Lazio, con appuntamento dal 26 al 28 giugno presso il circolo 747 di Aprilia, a cui prenderanno parte anche i campioni regionali di Sardegna, Emilia-Romagna, Umbria, Abruzzo, Molise, Toscana, Marche, Veneto e Campania.

A difendere il titolo italiano sarà l’Eschilo TPiscine, campione in carica nel 2025 a livello nazionale dopo aver conquistato sia la finale di Roma sia quella regionale. Il circolo parteciperà alla Coppa dei Club con ben sei squadre, e con il circolo Aetherea sarà protagonista di una novità assoluta di questa edizione: per la prima volta, infatti, scenderanno in campo due squadre interamente dedicate alla NextGen, segnale concreto di attenzione verso i giovani e verso il futuro di questo sport.

Ancora una volta, la Coppa dei Club MSP si distinguerà per il suo forte messaggio di inclusione sociale, con la presenza di squadre formate da giocatori con disabilità motoria – come il Madiba Padel Club -, dimostrando come il padel possa essere uno strumento di integrazione.

E come accade in ogni edizione, saranno diversi i giocatori vip in campo per la Coppa dei Club MSP: da Dario Marcolin (Ponte Milvio Tennis Club) a Vincent Candela (Fight Club), passando per Andrea Silenzi (Circolo della Stampa), Francesco Arca e Pamela Camassa (The Fox), Elia Tranquilli (Padel Village), Maria Di Stolfo (Juvenia) e Cristiano Panatta, nipote di Adriano, anche lui con la maglia del Ponte Milvio Tennis Club.

“È un piacere portare il saluto della Regione Lazio – le parole di Luciano Crea, presidente della Commissione cultura, spettacolo, sport e turismo della Regione Lazio -. Una manifestazione, la Coppa dei Club, che da 11 anni rappresenta un grande appuntamento a livello sportivo e di valore per il nostro territorio. Un’edizione fatta di numeri importanti, che raccontano non solo una competizione sportiva ma una vera e propria rete di comunità, passione e partecipazione. Un torneo in costante crescita, senza mai perdere di vista i valori fondamentali dello sport: lealtà, rispetto e condivisione che emergono ancora più forza nella scelta ormai consolidata di aprire la competizione anche agli atleti con disabilità motoria”.

“Complimenti alla Coppa dei Club a nome della nostra città – ha aggiunto l’assessore allo sport, al turismo, alla moda e ai grandi eventi di Roma Capitale, Alessandro Onorato -. Mi auguro che con questo appuntamento inizi un 2026 di grandi successi sportivi, di grandi eventi, ma anche di tanta sana pratica sportiva. Perché la cosa a cui teniamo di più è che ogni cittadino possa fare sport ogni giorno e il padel in questo senso è uno straordinario mezzo di promozione sportiva, oltre che di aggregazione sociale”.

“Ripartiamo con grande entusiasmo e con i soliti numeri eccezionali, che ci fanno essere orgogliosi del nostro lavoro e di quello che la Coppa dei Club sta rappresentando nel padel romano e nazionale – ha sottolineato il responsabile nazionale padel di MSP Italia, Claudio Briganti -. Il valore che la Coppa dei Club ha creato nel corso degli anni è enorme, in termini di partecipazione e di competizione sportiva, ma quello che ci rende orgogliosi è lo spirito aggregativo che si è creato. A tutti i circoli partecipanti va il nostro in bocca al lupo, convinti che assisteremo a mesi di grande padel all’insegna del fair play e dell’inclusione”.

Violenza donne, Schlein: proposta Bongiorno è irricevibile

Genova, 23 gen. (askanews) – “La proposta Bongiorno sulla legge sul consenso è irricevibile nel metodo e nel merito. Nel metodo perché avevamo votato insieme all’unanimità una legge alla Camera e bisognava partire da quel testo. Nel merito perché questa legge, questa proposta anzi della destra è una proposta che riesce a cancellare il consenso da una legge sul consenso”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, commentando la proposta della senatrice leghista e presidente della Commissione Giustizia al Senato Giulia Bongiorno, a margine di un evento a Genova.

“La proposta che avevamo fatto – ha aggiunto Schlein – e che è passata anche da una interlocuzione come ricorderete tra me e Giorgia Meloni, aveva soprattutto questo elemento di grande novità. Finalmente nel nostro ordinamento entrava il concetto del consenso, quello che c’è nella convenzione di Istanbul, cioè una legge che dice chiaramente che la nostra società non accetta atti sessuali fatti senza il consenso, perché gli atti sessuali senza il consenso sono violenza”.

“Ecco – ha sottolineato la segretaria dem ò- questa proposta fa un passo indietro. Un passo indietro perché cancella il consenso e lo sostituisce con il dissenso, di nuovo mettendo più peso sulle spalle delle donne e delle vittime dentro ai processi e facendo un passo indietro, un arretramento anche rispetto alla giurisprudenza ormai consolidata della Corte di Cassazione e della Corte europea dei diritti dell’uomo. Quindi non è accettabile”.

“Io – ha concluso Schlein – chiedo a Giorgia Meloni di non farsi dare la linea dal patriarcato e di non ascoltare me ma di ascoltare le miriadi di associazioni, reti e centri antiviolenza magistrati specializzati e avvocati specializzati che da ieri stanno dicendo che questo sarebbe un passo indietro per le donne. Le chiedo di rimettere il consenso dentro a quel testo e di ripartire dal testo che avevamo già approvato all’unanimità solo qualche settimana fa”

Trump,Schlein: Italia pagherà a caro prezzo subalternità Meloni

Genova, 23 gen. (askanews) – “Ho già detto ieri a Bruxelles che questa subalternità a Trump la paga a caro prezzo il nostro Paese in termini di credibilità. Ci sta portando fuori asse, ci sta portando in una direzione per la prima volta diversa dagli altri Paesi europei, anche sul non essere riuscito a dire questo governo cinque semplici parole, che la Groenlandia non si tocca, che l’integrità territoriale di uno Stato europeo e membro della Nato non è in vendita”. Lo ha detto questa sera a Genova la segretaria del Pd Elly Schlein, commentando, a margine del convegno “Democrazia alla prova”, l’auspicio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che venga conferito al presidente degli Stati Uniti il Nobel per la pace.

“Purtroppo – ha aggiunto la segretaria dem – questa subalternità la paga a caro prezzo il nostro Paese mentre noi vorremmo vedere l’Italia che si mette alla guida di un grande rilancio dell’integrazione europea che è necessaria ed è ancora più necessaria per le ragioni che stanno raccontando in questa bella manifestazione del Forum diseguaglianze e diversità che mette al centro la democrazia. Oggi l’Europa deve difendere le sedi del multilateralismo che sono sotto attacco dalla destra globale”.

Schlein incontra Salis: “Piena fiducia in suo buon lavoro”

Genova , 23 gen. (askanews) – La segretaria del Pd Elly Schlein, in visita a Genova, ha incontrato la sindaca Elly Schlein dopo aver partecipato in Largo XII Ottobre alla commemorazione per il 47esimo anniversario dell’assassinio dell’operaio e sindacalista Guido Rossa da parte delle Brigate. Dopo l’incontro, che si è svolto in forma privata non in una sede istituzionale, la segretaria dem e la sindaca di Genova sono arrivate insieme a Palazzo Ducale per partecipare al convegno “Democrazia alla prova” organizzato da Luca Borzani e Fabrizio Barca.

“Abbiamo parlato – ha detto Schlein ai cronisti presenti – della piena fiducia per il buon lavoro che stiamo facendo a Genova”.

“Grazie alla segretaria Elly Schlein – ha aggiunto Salis aprendo il convegno dal palco – per essere qui Genova e per l’ottimo lavoro che fa per questa amministrazione. Il vostro apporto sia politico che tecnico a questa amministrazione è fondamentale”.

Violenza donne, Schlein: proposta Bongiorno è irricevibile

Genova, 23 gen. (askanews) – “La proposta Bongiorno sulla legge sul consenso è irricevibile nel metodo e nel merito. Nel metodo perché avevamo votato insieme all’unanimità una legge alla Camera e bisognava partire da quel testo. Nel merito perché questa legge, questa proposta anzi della destra è una proposta che riesce a cancellare il consenso da una legge sul consenso”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, commentando la proposta della senatrice leghista e presidente della Commissione Giustizia al Senato Giulia Bongiorno, a margine di un evento a Genova.

“La proposta che avevamo fatto – ha aggiunto Schlein – e che è passata anche da una interlocuzione come ricorderete tra me e Giorgia Meloni, aveva soprattutto questo elemento di grande novità. Finalmente nel nostro ordinamento entrava il concetto del consenso, quello che c’è nella convenzione di Istanbul, cioè una legge che dice chiaramente che la nostra società non accetta atti sessuali fatti senza il consenso, perché gli atti sessuali senza il consenso sono violenza”.

“Ecco – ha sottolineato la segretaria dem ò- questa proposta fa un passo indietro. Un passo indietro perché cancella il consenso e lo sostituisce con il dissenso, di nuovo mettendo più peso sulle spalle delle donne e delle vittime dentro ai processi e facendo un passo indietro, un arretramento anche rispetto alla giurisprudenza ormai consolidata della Corte di Cassazione e della Corte europea dei diritti dell’uomo. Quindi non è accettabile”.

“Io – ha concluso Schlein – chiedo a Giorgia Meloni di non farsi dare la linea dal patriarcato e di non ascoltare me ma di ascoltare le miriadi di associazioni, reti e centri antiviolenza magistrati specializzati e avvocati specializzati che da ieri stanno dicendo che questo sarebbe un passo indietro per le donne. Le chiedo di rimettere il consenso dentro a quel testo e di ripartire dal testo che avevamo già approvato all’unanimità solo qualche settimana fa”. 

Ucraina, Meloni: dispiaciuta per parole Zelensky su Europa

Roma, 23 gen. (askanews) – “Penso di essere la prima che ha detto che l’Europa si deve un po’ svegliare… Dopodiché per quello che riguarda Zelensky devo anche ricordare che abbiamo fatto tutto quello che potevamo e quindi voglio dire… una cosa è che lo diciamo noi, quindi un po’ mi è dispiaciuto”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata a ‘4 di sera’ in onda questa sera su Rete 4.

“Però, ciò non toglie che indipendentemente da quello che tutti i nostri partner ci dicono su quello che dobbiamo fare, dagli Stati Uniti fino a Zelensky, qualcuno qui in Europa lo diceva da molto prima che arrivassero tutti questi consigli che ci danno da fuori”, ha aggiunto.

“Tutto quello che abbiamo detto per tanti anni per cui venivamo guardati come se fossimo dei pazzi o degli stupidi oggi si sta materializzando e tutti sono costretti a fare i conti con la realtà. Perché soprattutto in un tempo di crisi come quello nel quale viviamo non ci si possono permettere gli approcci irragionevoli, gli approcci ideologici, quelli sono un lusso che non ci possiamo permettere”, ha detto ancora.

Fujifilm Healthcare italia: IA per innovare la sanità pubblica

Milano, 23 gen. (askanews) – L’intelligenza artificiale come leva strategica per l’innovazione della sanità pubblica: di questo si è discusso nel convegno “AI e Sanità 2025”, un appuntamento che ha riunito istituzioni, esperti, imprese e professionisti per discutere le opportunità offerte dalla IA nella medicina del futuro e al quale ha preso parte anche Fujifilm Healthcare Italia, che ha ribadito l’mpegno nella trasformazione digitale del sistema sanitario.

Per Fujifilm Healthcare, in un contesto come quello italiano, caratterizzato da crescita dei volumi diagnostici, carenza di personale e forte eterogeneità organizzativa, l’obiettivo è abilitare percorsi di cura più continui, un uso più razionale delle risorse e tempi di risposta più rapidi per i pazienti.

Kai Fukuzawa, Vice President, Head of Medical Informatics FUJIFILM Healthcare Europe e presidente di FUJIFILM Healthcare Italia, ha sottolineato la necessità di rafforzare il dialogo con istituzioni e partner industriali su un tema che sta ridisegnando il futuro della sanità. Nella visione dell’azienda l’AI non deve sostituire la professionalità clinica, ma potenziarla e rappresenta anche un alleato strategico per supportare la standardizzazione di alcune fasi di screening e sorveglianza clinica.

Tra le iniziative internazionali illustrate durante il convegno, Fukuzawa ha presentato NURA, un progetto di centri di health screening in cui imaging diagnostico, dati clinici e soluzioni di intelligenza artificiale operano all’interno di flussi integrati. L’obiettivo è rendere la prevenzione più strutturata, comparabile e scalabile, alleggerendo al tempo stesso il carico sul personale sanitario attraverso l’automazione di alcune fasi di analisi, documentazione e comunicazione dei risultati. Accanto a questo Fujifilm Healthcare vuole anche portare tecnologie affidabili e integrate negli ospedali, affinché medici e operatori possano concentrarsi sul valore umano della cura, mentre l’AI supporta l’analisi dei dati e l’identificazione precoce delle patologie.

Centrosinistra, Schlein incontra Salis:"piena fiducia in suo buon lavoro"

Genova , 23 gen. (askanews) – La segretaria del Pd Elly Schlein, in visita a Genova, ha incontrato la sindaca Elly Schlein dopo aver partecipato in Largo XII Ottobre alla commemorazione per il 47esimo anniversario dell’assassinio dell’operaio e sindacalista Guido Rossa da parte delle Brigate. Dopo l’incontro, che si è svolto in forma privata non in una sede istituzionale, la segretaria dem e la sindaca di Genova sono arrivate insieme a Palazzo Ducale per partecipare al convegno “Democrazia alla prova” organizzato da Luca Borzani e Fabrizio Barca.

“Abbiamo parlato – ha detto Schlein ai cronisti presenti – della piena fiducia per il buon lavoro che stiamo facendo a Genova”.

“Grazie alla segretaria Elly Schlein – ha aggiunto Salis aprendo il convegno dal palco – per essere qui Genova e per l’ottimo lavoro che fa per questa amministrazione. Il vostro apporto sia politico che tecnico a questa amministrazione è fondamentale”.

Lega, Salvini: siamo forza di Governo, fuori di noi c’è il deserto

Roma, 23 gen. (askanews) – “La Lega è una forza di governo con 500 sindaci in tutta Italia: fuori dalla Lega c’è il deserto”. Lo ha affermato il segretario della Lega a Roccaraso, alla prima della tre giorni leghista invernale abruzzese. Rivendicando la scelta di avere invitato a partecipare tanti ospiti, alcuni dei quali “con idee diverse dalla Lega, perchè amiamo il confronto, non perché abbiamo cambiato idea”. Dopo la kermesse abruzzese, Salvini ha sottolineato che il partito sta già pensando all’evento del prossimo 18 aprile a Milano sui temi di sicurezza e immigrazione.

Italia-Germania, Meloni: è fase di incertezza, tracciamo strade nuove

Roma, 23 gen. (askanews) – Italia e Germania devono “essere pienamente coscienti” del loro “ruolo soprattutto in questa fase di incertezza che diventa sistema e dove la velocità delle trasformazioni, non solamente economiche, ci impone una straordinaria capacità di addattamento e di reazione. Navighiamo in un quadro che molto spesso ci disorienta ma al tempo stesso offre grandi opportunità”. Così la poremier Giorgia Meloni nel suo intervento al Business Forum dei due paesi.

La “parola crisi” significa “decisione scelta” e la crisi “ci impone di scegliere: se vogliamo perseverare in scelte illogiche e auto lesionistiche per i nostri sistemi produttivi e condannare quindi il continente al declino industriale, alla desertificazione economica, alla irrilevanza strategica oppure possiamo scegliere di assumerci la responsabilità del ruolo che abbiamo e farci promotori di un cambio di passo radicale, delle regole e delle procedure europee che mai come oggi dimostrano loro limiti e contraddizioni”, ha detto Meloni.

“Penso – ha proseguito – di condividere con Merz, il mio amico Friedrich, che Italia e Germania debbono assumersi questa responsabilità per cambiare quello che non ha funzionato e e tracciare” strade “nuove, concrete pragmatiche e di buon senso. Non partiamo da zero”.

Fibromialgia, la risposta della Lombardia si chiama FibronetCare

Roma, 23 gen. (askanews) – La Lombardia compie un passo decisivo nella lotta alla fibromialgia con l’istituzione di FibronetCare, la prima rete regionale dedicata alla diagnosi, alla cura e al supporto dei pazienti affetti da questa complessa sindrome.

La fibromialgia colpisce dal 2 al 2,5% della popolazione italiana, con una netta prevalenza femminile, e si manifesta attraverso dolore diffuso, stanchezza cronica, disturbi del sonno, cefalea e difficoltà di concentrazione. Nonostante la sua diffusione, resta una patologia a lungo trascurata, con tempi di diagnosi che possono arrivare fino a otto anni, un periodo segnato da sofferenza fisica e psicologica che incide profondamente non solo sulla persona colpita, ma anche sulla vita familiare e lavorativa.

Il dolore fibromialgico è definito nociplastico, ossia legato a un’alterazione dei meccanismi di percezione del dolore, sia a livello centrale sia periferico. Questo significa che anche stimoli minimi possono essere avvertiti come dolorosi in modo sproporzionato. Uno dei problemi più gravi è il ritardo diagnostico: sebbene nel 20% dei casi la malattia esordisca già in età adolescenziale, la diagnosi arriva spesso solo dopo molti anni, tra i 30 e i 55 anni, quando i sintomi sono ormai cronici e invalidanti. Un dato fondamentale per comprendere il contesto clinico e personale di chi ne soffre. In diversi pazienti l’esordio è legato a disturbi come endometriosi o lombosciatalgia, che con il tempo e la sensibilizzazione corticale si trasformano in dolore diffuso, arrivando spesso nel pieno della vita professionale e familiare e amplificando il suo impatto sociale.

la Regione Lombardia ha scelto di rispondere con un progetto strutturato che unisce tecnologia, assistenza specialistica e presa in carico continuativa. FibronetCare si fonda su una rete coordinata di Centri di Reumatologia regionali e su una applicazione gratuita, disponibile su Google Play e App Store, che consente ai pazienti già diagnosticati di entrare in contatto diretto con il proprio centro di riferimento. Attraverso la piattaforma è possibile registrarsi, selezionare la struttura sanitaria e compilare autovalutazioni sui sintomi, che vengono condivise con gli specialisti per facilitare l’impostazione di percorsi terapeutici personalizzati. L’app offre inoltre servizi di supporto come “chiedi all’esperto” e “parla con lo psicologo”, riconoscendo il valore di un approccio multidisciplinare alla malattia.

L’approccio terapeutico promosso dalla rete lombarda si basa sul modello bio-psico-sociale, secondo cui fattori biologici, psicologici e sociali interagiscono tra loro alterando il benessere complessivo della persona. La strategia di cura deve quindi essere costruita su misura, integrando terapie farmacologiche mirate, come antidepressivi e anticonvulsivanti, esercizio fisico regolare, supporto psicologico e tecniche di medicina complementare.

Il progetto FibronetCare è stato al centro di un incontro pubblico che si è tenuto il 22 gennaio 2026 presso l’Hyatt Centric Milano Centrale, occasione di confronto tra istituzioni sanitarie, clinici, associazioni e pazienti. Capofila dell’iniziativa è il Dott. Oscar Epis dell’Ospedale Niguarda, affiancato dal Dott. Roberto Gorla dell’ASST Spedali Civili di Brescia.

Durante l’evento ci sono stati interventi congiunti delle principali associazioni impegnate sul tema della fibromialgia, tra cui CFU, AISF ODV, ALOMAR, Libellula Libera.

FibronetCare non si limita alla diagnosi e alla cura, ma investe anche sulla formazione del personale sanitario, un passaggio chiave per ridurre i tempi di riconoscimento della patologia e superare lo stigma che ancora oggi circonda la fibromialgia. Le prospettive future della rete includono l’ampliamento dei servizi disponibili e il rafforzamento della ricerca clinica, con l’obiettivo di trasformare una diagnosi spesso per esclusione in un percorso strutturato, tempestivo e riconosciuto.

L’impatto sociale di questa iniziativa va oltre l’aspetto strettamente sanitario. Riconoscere e curare in modo adeguato la fibromialgia significa restituire alle persone colpite la possibilità di una vita più dignitosa, ridurre il rischio di invalidità e contenere i costi sociali ed economici di una patologia che, se non affrontata in modo sistemico, può compromettere profondamente la qualità della vita.

Terrorismo, Schlein: da Guido Rossa una lezione che vale ancora oggi

Genova, 23 gen. (askanews) – “Ricordare Guido Rossa è importantissimo perché vuol dire ricordare il coraggio di chi ha pagato purtroppo con la vita,ucciso dalle Brigate Rosse, il coraggio e i suoi valori di giustizia a difesa della democrazia. Un insegnamento che vale ancora oggi, una lezione che dobbiamo trarre ancora oggi perché Guido Rossa era un sindacalista che ha avuto il coraggio di denunciare il terrorismo e di prenderne la massima distanza,sapendo che avrebbe corso dei rischi”. Lo ha detto questo pomeriggio a Genova la segretaria del Pd Elly Schlein, a margine di una commemorazione in Largo XII Ottobre per il 47esimo anniversario dell’uccisione dell’operaio e sindacalista Guido Rossa da parte delle Brigate Rosse.

La segretaria del Pd ha deposto una corona di fiori ai piedi del monumento dedicato a Guido Rossa e si è poi fermata qualche minuto a parlare con l’ex segretario della Cgil Sergio Cofferati.

“È cambiato tutto – ha aggiunto Schlein – dopo la morte e dopo il coraggio di Guido Rossa e questo credo che abbia contribuito a cambiare il corso degli eventi e a fondare un pezzo dell’identità importante di questa città e non solo di questa città. È per questo che avevo piacere di essere qui in questo momento a questa commemorazione insieme alle forze sindacali perché questo ci ricorda che le forze sindacali hanno combattuto il terrorismo e l’hanno fatto con nettezza, senza ambiguità e Guido Rossa è esattamente un simbolo di questo. Era un uomo di sinistra, attivo, militante e ci ricorda quella sinistra che ha sempre combattuto il terrorismo e l’eversione con in mano ben saldi i valori della nostra Costituzione antifascista”.

“Per questo – ha concluso la segretaria del Pd – ci tenevo a essere qui oggi per questa commemorazione. Lo so che è molto importante non soltanto per la storia e l’identità di questa città ma è importante per la storia di tutto il Paese. Ha segnato proprio una svolta e ci ha ricordato quanto è importante avere il coraggio di battersi per i propri valori di giustizia e per i valori costituzionali”.

Merz: per noi il Board of Peace è costituzionalmente inaccettabile

Roma, 23 gen. (askanews) – Sul Board of Peace “io già qualche settimana fa dissi al presidente Trump che personalmente sarei stato disposto ad entrare se si fosse trattato di un organismo che, come era stato pensato inizialmente, accompagnasse il processo di pace a Gaza, anche in una seconda fase, che purtroppo ancora non è iniziata, per disarmare Hamas”, ma per “come è fatto adesso il Board of Peace, a partire dalle sue strutture di governance, per ragioni proprio di diritto costituzionale, noi non possiamo accettarlo”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz rispondendo alle domande dei cronisti nella conferenza stampa, tenuta insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania a Villa Pamphilj.

“Ma siamo disposti – ha proseguito Merz – a parlare di nuove forme di cooperazione con gli Usa se si tratta di trovare un nuovo format che in qualche modo garantisca e avvicini la pace in diverse regioni del mondo, quindi a Gaza, in Medio Oriente, in Ucraina”.

Ue, Meloni: scelga se essere protagonista suo destino o subirlo

Roma, 23 gen. (askanews) – “Questo vertice cade in una congiuntura storica particolarmente complessa, che impone all’Europa di scegliere se intenda essere protagonista del suo destino o piuttosto subirlo”. Così la premier Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni congiunte alla stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz in occasione del vertice intergovernativo tra Italia e Germania.

“È dal nostro punto di vista una fase che richiede lucidità, responsabilità, coraggio e soprattutto l’intelligenza che è necessaria a trasformare le crisi in opportunità”, ha aggiunto Meloni.

Meloni ha detto che con la Germania, l’Italia lavorerà “ad ogni livello lavorando fianco a fianco su sfide cruciali per il nostro tempo, e posso dire che intendiamo mettercela tutta e fare la nostra parte per consolidare un’amicizia strategica per l’Europa intera”.

Meloni: è sbagliato autoescludersi a priori dal Board of Peace di Trump

Roma, 23 gen. (askanews) – “La scelta di autoescludersi a priori è sbagliata” dal board of peace per Gaza promosso da Donald Trump. Così la premier Giorgia Meloni, in conferenza stampa con il cancelliere tedesco Merz. Sul board of peace per Gaza “ho detto” a Donald Trump che “per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale” e chiesto “anche la disponibilità a riaprire questa configurazione per andare incontro alle necessità non solo dell’Italia ma anche di altri Paesi europei”. “Noi dobbiamo tentare di fare questo lavoro. La presenza di Paesi come i nostri può fare la differenza. Questa è la nostra posizione, poi si vedrà quali sono i margini per trovare posizioni condivise”, ha aggiunto.

“Non siamo in un’epoca storica in cui possiamo permetterci degli infantilismi nella lettura della politica estera. La fase è delicata, complessa, grave e ha bisogno di risposte adeguate”. Occorre quindi “occuparsi di questioni serie e profonde e non di semplificazioni”, ha anche affermato Meloni.

“Personalmente direi che la nostra volontà di cooperazione con gli Stati Uniti rimane salda. Direi che Italia e Germania, entrambe in Europa, intrattengono storicamente relazioni privilegiate” e “possono aiutare” la relazione Usa-Ue “particolarmente se lavorano insieme, anche grazie ad un approccio pragmatico e non istintivo con l’America”. Così anche la premier, che ha aggiunto, “sicuremente io e Merz condividiamo anche che il dibattito pricipale in Ue non deve essere su cosa ci aspettiamo facciano gli altri, ma su cosa noi possiamo fare per noi stessi come il documento congiunto per la competitività”.

“Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump e confido che possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l’Ucraina, e quindi finalmente anche noi potremo candidare Donald Trump al Nobel per la pace”.

Sulla Groenlandia “con i loro metodi, sicuramente discutibili e assertivi, gli Stati Uniti pongono una questione che esiste. E riguarda l’Artico” che è uno “dei domini strategici del XXI secolo. Questo questione deve essere affrontata all’interno dell’alleanza atlantica”. Così la premier Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni congiunte alla stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz in occasione del vertice intergovernativo tra Italia e Germania.

In precedenza, Meloni aveva detto che “i nostri sistemi produttivi possono dare un contributo alla costruzione del pilastro europeo dell’Alleanza atlantica che per tanti anni abbiamo invocato senza fare passi avanti e agire di conseguenza. A questo fine ho comunicato al cancelliere Merz la decisione italiana di aderire all’accordo multilaterale che già esiste tra Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna sull’esportazione di armamenti”. Così la premier Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni congiunte alla stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania.

Gaza, Meloni: ho chiesto a Trump riaprire configurazione board of peace

Roma, 23 gen. (askanews) – Sul board of peace per Gaza “ho detto” a Donald Trump che “per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale” e chiesto “anche la disponibilità a riaprire questa configurazione per andare incontro alle necessità non solo dell’Italia ma anche di altri Paesi europei”. Così la premier Giorgia Meloni, in conferenza stampa al termine del vertice Italia-Germania.

“Noi dobbiamo tentare di fare questo lavoro. La presenza di Paesi come i nostri può fare la differenza. Questa è la nostra posizione, poi si vedrà quali sono i margini per trovare posizioni condivise”, ha aggiunto.

Trump,Meloni: con Usa no approccio istintivo. A Ue serve pragmatismo

Roma, 23 gen. (askanews) – “Personalmente direi che la nostra volontà di cooperazione con gli Stati Uniti rimane salda. Direi che Italia e Germania, entrambe in Europa, intrattengono storicamente relazioni privilegiate” e “possono aiutare” la relazione Usa-Ue “particolarmente se lavorano insieme, anche grazie ad un approccio pragmatico e non istintivo con l’America”. E’ quanto ha affermato la premier Giorgia Meloni, in conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Merz.

Poi, ha aggiunto la premier, “sicuremente io e Merz condividiamo anche che il dibattito pricipale in Ue non deve essere su cosa ci aspettiamo facciano gli altri, ma su cosa noi possiamo fare per noi stessi come il documento congiunto per la competitività”.

Ue-Mercosur, Meloni: rivendico via libera, abbiamo riequilibrato accordo

Roma, 23 gen. (askanews) – Sul Mercosur “rivendico il lavoro fatto per rendere l’accordo più equilibrato”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Merz.

“Ritenevamo che verso il mondo agricolo ci fossero degli squilibri, abbiamo lavorato in maniera serrata e abbiamo portato a casa alcune risposte molto importanti per tranquillizzare e difendere un asset fondamentale per l’Ue. A quel punto per noi è equilibrato e abbiamo dato il via libera”, ha sottolineato.

Anche tanta gente comune per Valentino: “I suoi abiti immortali”

Roma, 23 gen. (askanews) – Non solo jet set e star come Anne Hathaway, Anna Wintour, Tom Ford, Elizabeth Hurley; ai funerali di Valentino, a Roma, sono arrivate centinaia di persone per dare l’ultimo saluto all’imperatore della moda.

Molti sono rimasti fuori dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a piazza della Repubblica, attendendo il feretro all’arrivo e all’uscita. Qualcuno è arrivato appositamente da lontano:

“Insomma Valentino, come si fa a non essere davanti a Valentino? Un grande maestro, sono venuta da Mantova proprio per partecipare… ” dice una donna. “Sono qui per un omaggio, un grande della storia del Novecento e ha vissuto poi anche un bel Duemila, ha rappresentato l’autenticità e la tradizione italiana nel mondo” aggiunge un uomo.

“Io sono fortunata ad aver vissuto la sua epoca della bellezza, della grazia e dell’eleganza, grazie Valentino”, aggiunge un’altra donna. “Il suo talento l’ha portato a creare una moda indimenticabile e immortale, la sua arte e i suoi vestiti resteranno per sempre”.

“Valentino è stato un grande della moda italiana. Noi veniamo dal Canada e siamo anche compratori dei prodotti di Valentino. Ammiriamo le sue cose e siamo qui per rispetto al grande stilista italiano”, spiega un uomo. Un suo ammiratore ha portato un cartello con scritto: “Perdiamo un fiore. Il fiore più bello”. “Perché Valentino resterà un fiore per sempre per la sua eleganza e sobrietà” dice.

Migranti, STC: due gemelline di un anno disperse nel Mediterraneo

Milano, 23 gen. (askanews) – Due bambine gemelle di un anno risultano disperse in mare e un uomo adulto è deceduto dopo lo sbarco di 61 persone ieri a Lampedusa. Lo dichiara Save the Children, l’Organizzazione che, in collaborazione con la Croce Rossa e le altre organizzazioni presenti sull’isola, hanno garantito una risposta immediata ai bisogni dei sopravvissuti.

Le 61 persone, tra cui la madre delle due bambine disperse e circa 22 minori non accompagnati e due bambini, soccorse e sbarcate ieri a Lampedusa, hanno affrontato una traversata in condizioni difficilissime, anche aggravate dal passaggio del ciclone Harry. Hanno raccontato di essere partite dalla Tunisia, di avere affrontato per almeno tre giorni il mare in tempesta, sono arrivate tutte in stato di grande sofferenza fisica e psicologica.

Sono oltre 33.300 le persone morte o disperse in mare dal 2024 a oggi. “Ogni ritardo, ogni omissione, ogni scelta che mette a rischio chi fugge da povertà, violenze e persecuzioni è una responsabilità gravissima che grava sull’UE e i suoi Stati membri” ha dichiarato Giorgia D’Errico, direttrice Relazioni istituzionali di Save the Children, sottolineando che “non è possibile assistere in silenzio a una perdita di vite umane, compresi tanti bambini, che perdura da anni, rendendo il mare, ancora una volta, un confine mortale: questa strage inaccettabile deve finire”.

Save the Children ribadisce con forza la richiesta di apertura di canali regolari e sicuri verso l’Europa che garantiscano il rispetto dei diritti umani e al contempo l’attivazione di un sistema coordinato e strutturato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo per salvare le persone in pericolo, agendo nel rispetto dei principi internazionali e dando prova di quella solidarietà che è valore fondante dell’Unione Europea.

Italia-Germania, Meloni: sì Italia ad accordo multilaterale su export armi

Roma, 23 gen. (askanews) – “I nostri sistemi produttivi possono dare un contributo alla costruzione del pilastro europeo dell’Alleanza atlantica che per tanti anni abbiamo invocato senza fare passi avanti e agire di conseguenza. A questo fine ho comunicato al cancelliere Merz la decisione italiana di aderire all’accordo multilaterale che già esiste tra Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna sull’esportazione di armamenti”. Così la premier Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni congiunte alla stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania.

Cinema, il russo Serebrennikov: racconto la guerra che disumanizza

Roma, 22 gen. (askanews) – Dopo la presentazione Fuori Concorso a Cannes e l’anteprima nazionale al Trieste Film Festival, dal 29 gennaio arriva nelle sale “La scomparsa di Josef Mengele” del regista russo Kirill Serebrennikov. Il film uscirà prima anche in cinema selezionati, in occasione del Giorno della Memoria il 27.

È il racconto in bianco e nero del medico nazista soprannominato l'”Angelo della morte” che condusse esperimenti disumani sui prigionieri di Auschwitz. Il film, dal libro di Olivier Guez, con August Diehl nei panni di Mengele, lo segue durante la fuga in Sudamerica, tra Argentina, Paraguay e Brasile, mentre riesce a sfuggire alla giustizia grazie a una fitta rete di coperture.

La storia è raccontata dal suo punto di vista, ma non è un film su di lui, ha detto Kirill Serebrennikov: “Le cose terribili della Seconda Guerra Mondiale sono state spesso raccontate dal punto di vista delle vittime, il che è giusto, ma per me era interessante spostare la camera su Mengele, entrare nella sua testa, capire come è stato possibile tutto questo, in un certo senso vedere la genesi di un criminale di guerra”.

“Questo è un film su un’intero sistema che ha creato Mengele – ha proseguito il regista. Lui sarebbe forse stato solo un medico qualsiasi senza la guerra, la propaganda nazista, le leggi che giustificavano la persecuzione degli ebrei e di chi era contrario al sistema. È stata la guerra a renderlo sadico a tirare fuori questo suo lato”.

L’artista russo, apertamente critico del governo di Mosca e in passato arrestato con l’accusa di truffa, vive in esilio a Berlino da alcuni anni. “Non voglio considerarmi una vittima di questi circostanze – ha detto ad askanews – ma è una parte della mia vita. Non è semplice, ma mi piace la nuova vita che sto vivendo”. E sulla guerra in Ucraina che sembra non arrivare mai a una svolta, ha affermato: “Tutto prima o poi finisce, tutte le guerre finiscono, la guerra russa è una cosa terribile, ma questa è una delle idee del nostro film: far vedere non solo il lato terribile della guerra, anche l’inerzia, il suo lento finire, perché la guerra disumanizza velocemente le persone ma tornare a essere umani è un processo molto lento e ci vogliono anni”.

(Il video su www.askanews.it)

Petrolio balza con portaerei Usa verso l’Iran, Wti +3% a 61,18 usd

Roma, 23 gen. (askanews) – I prezzi del petrolio tornano infiammarsi, dopo che il presidente usa Donald Trump ha inviato il gruppo navale della portaerei Lincoln verso l’Iran, presagio di nuove tensioni geopolitiche nella regione dopo quelle appena (forse) rientrate sulla Groenlandia.

Nel delle contrattazioni mattutine a New York, il barile di West Texas Intermediate balza di oltre il 3% a 61,18 dollari. Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord guadagna il 2,87% a 65,90 dollari.

Ditonellapiaga apre le porte al nuovo anno con "Si lo so"

Milano, 23 gen. (askanews) – In attesa di rivederla più pungente che mai sul palco dell’Ariston, Ditonellapiaga apre le porte al nuovo anno con Si lo so, il singolo fuori da venerdì 30 gennaio su tutte le piattaforme digitali per BMG/Dischi Belli.

Con un basso profondo e potente che scandisce una ritmica house, Si lo so arriva dritta e spiazzante con un testo che gioca tra consapevolezza e autoironia. Le sue strofe -irriverenti e sbarazzine- lasciano il segno, ma con leggerezza scorrono in questo brano marchiato dall’inconfondibile sfumatura electro-dance della cantautrice. Con Si lo so, Ditonellapiaga ritrova la sua cifra stilistica più autentica: essere se stessa, dirlo senza filtri e trasformarlo in pop.

La release di Si lo so apre ufficialmente le porte di un 2026 ricco di musica e di imperdibili sorprese a tutto tondo nella carriera dell’artista, a partire dalla partecipazione in gara alla 76° edizione del Festival di Sanremo con “Che fastidio!” (BMG/Dischi Belli), un brano che sfiora la realtà con un tocco leggero, ironico ma subito pungente, in pieno stile Ditonellapiaga.

L’Iran ha fatto sapere che sono oltre 3mila i morti nelle recenti proteste

Roma, 23 gen. (askanews) – Più di 3.000 persone sono morte a causa dei recenti disordini armati in Iran, ha riferito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Il numero totale dei morti ha raggiunto quota 3.117. Tra questi, 2.427 sono civili e membri delle forze di sicurezza, mentre 690 sono terroristi”, ha scritto Araghchi sul suo account di X.

Dal canto suo, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha denunciato che “migliaia” di persone, tra cui bambini, sono morte nella repressione delle proteste a livello nazionale in Iran e ha sollecitato le autorità a “mettere fine alla loro brutale repressione”. Intervenendo all’apertura di una riunione urgente del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sulla situazione in Iran, Volker Turk ha esortato le autorità di Teheran “a riconsiderare le proprie azioni, a fare un passo indietro e a mettere fine alla loro brutale repressione”.

Meloni-Merz: riformare governance Europa, serve capacità azione

Roma, 23 gen. (askanews) – “La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina e le molteplici sfide globali che l’Europa si trova ad affrontare hanno chiarito che l’Ue deve aumentare la propria capacità di agire come attore geopolitico forte” e, allo stesso tempo, anche “di assorbire nuovi membri, mantenendo al contempo la propria capacità di funzionare efficacemente e svilupparsi attraverso processi paralleli ma non collegati di allargamento e riforme interne dell’Ue”. Così, nel Protocollo sul piano d’azione italo-tedesco per la cooperazione strategica bilaterale e nell’ambito dell’Ue, firmato oggi a Roma dalla premier Giorgia Meloni e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz.

“Come indicato nella sua tabella di marcia per le riforme, l’Unione europea non solo deve rendere le proprie strutture, politiche e processi decisionali adeguati alle esigenze future, ma anche rafforzare la propria capacità di agire – osservano i due leader – Ciò dovrebbe comportare anche la discussione delle riforme della governance dell’Ue e il miglioramento del processo decisionale”.

In questo contesto, proseguono, “intendiamo coordinarci più strettamente, già nelle fasi iniziali, al fine di promuovere posizioni comuni e contributi congiunti sulle questioni rilevanti dell’agenda dell’Ue, compresi gli argomenti del presente piano d’azione. A tal fine, ci impegniamo a convocare riunioni e consultazioni periodiche sia a livello di capitali che a Bruxelles tra le nostre rispettive rappresentanze permanenti”.

Inoltre, si legge, “continueremo a promuovere una comprensione condivisa delle dinamiche dell’Ue, con il coinvolgimento di accademici, studenti e società civile. Saranno organizzati seminari europei annuali, guidati dai direttori generali per le politiche dell’Ue dei ministeri degli Affari esteri, al fine di identificare interessi strategici comuni nell’ulteriore sviluppo dell’Unione europea, con l’obiettivo di migliorare la capacità di azione dell’Europa”.

L’addio a Valentino: Mozart, i fiori della Loren, gli amici più cari

Roma, 23 gen. (askanews) – (Di Serena Sartini)

Il feretro arriva nel silenzio, a piazza della Repubblica, a Roma, interrotto solamente dagli scatti dei fotografi. Una piazza composta ha accolto la semplice bara di legno di Valentino per l’ultimo saluto all’imperatore della moda. Dietro la salma, visibilmente commossi e uno a fianco all’altro, ci sono i due compagni di una vita: l’ex Giancarlo Giammetti e l’ultimo Vernon Bruce Hoeksema. Ai piedi dell’altare una maxi-foto in bianco e nero dello stilista sorridente.

È la musica di Mozart, con il brano Lacrimosa, ad accogliere la bara all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martini, la basilica romana dove solitamente si svolgono i funerali di Stato e di importanti personalità.

Sfila, il feretro, nella navata centrale tra semplici ammiratori, romani e non solo, e tra le star internazionali. In prima fila, oltre al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, i familiari più stretti. Per l’ultimo saluto sono arrivati a Roma l’attrice Anne Hathaway con il marito, Tom Ford, Anna Wintour, Elizabeth Hurley. Il mondo della moda, stilisti, imprenditori, amici, modelli che hanno lavorato con lui e con la maison. Ed ancora: François-Henri Pinault, Anna Fendi, Pierpaolo Piccioli, Donatella Versace, Maria Grazia Chiuri, Lavinia Biagiotti, Alessandro Michele, Matteo Marzotto, Riccardo Bellini (ceo Maison Valentino), Antoine Arnault e Natalia Vodianova, Eleonora Abbagnato, la contessa Georgina Brandolini d’Adda.

Decine di corone di fiori, rigorosamente di fiori bianchi – il colore che lui ha desiderato avere sia nella camera ardente, che per i funerali – decorano l’altare e i lati dell’abside. Spicca una rosa rosa, porta la firma di Claudia Schiffer. E poi una corona di rose bianche, con la scritta: “Sempre nel mio cuore”, Sophia Loren.

Ad accompagnare la celebrazione le musiche di Mozart, Schubert, (toccante il momento dell’esecuzione dell’Ave Maria all’offertorio), Faurè e Puccini, con il brano Babbino Caro, con cui si è conclusa la funzione.

L’omelia è una esaltazione della bellezza. Una bellezza “che attraversa le ombre del mondo”, una “bellezza senza fine”, ha detto il celebrante, don Pietro Guerini. “Caro Valentino, entrando nella vita di Dio incontra tutti i frammenti della storia umana in cui la bellezza ha vinto”. “Grazie per aver creato bellezza, per essere stato testimone di questa bellezza, una raffinata bellezza – aggiunge – per i sogni che ha suscitato in generazioni di persone”.

Dopo l’incensazione della salma, è il momento del ricordo e del saluto dei due compagni di vita di Valentino. “Voglio ringraziare Valentino per avermi insegnato quello di cui oggi abbiamo parlato molto, la bellezza. È attraverso di lui che l’ho scoperta e che ci ha accompagnato nella vita. Il nostro cammino continuerà per sempre”, dice Giancarlo Giammetti.

In lacrime, e con la voce rotta dall’emozione, Vernon Bruce Hoeksema. “Non ti dico arrivederci ma grazie”.

Poi il feretro lascia la basilica, tra gli applausi della gente e le note del brano di Umberto Bindi “Il nostro concerto”.

Sopra la bara un cuscino di rose bianche. Ancora applausi, composti, per il maestro della bellezza. Anne Hathaway lancia un bacio al feretro, Anna Wintour esce spedita senza rilasciare dichiarazioni; Donatella Versace lascia la chiesa lateralmente. Lo stilista sarà sepolto al Cimitero Flaminio, a Prima Porta, dove verrà tumulato nella cappella di famiglia fatta erigere dallo stesso Valentino.

“Tutto il mondo piange”, recita un cartello di un ammiratore fuori dalla Basilica romana. “Perdiamo il fiore più bello”.

Meloni-Merz: Italia-Germania, obiettivo proteggere pace e stabilità Ue

Roma, 23 gen. (askanews) – “Il nostro obiettivo generale è proteggere la pace e la stabilità in Europa e mantenere l’architettura di sicurezza euro-atlantica”. Così, nel Protocollo sul piano d’azione italo-tedesco per la cooperazione strategica bilaterale e nell’ambito dell’Ue, firmato oggi a Roma dalla premier Giorgia meloni e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz.

“L’Italia e la Germania sono alleati della Nato e partner strategici europei. Alla luce del deterioramento del contesto di sicurezza causato dalla guerra di aggressione della Russia contro l’ Ucraina e delle attuali sfide ai valori, alla sicurezza e agli interessi europei poste da un numero crescente di attori, miriamo a rafforzare il nostro dialogo regolare a tutti i livelli”.

“La nostra partnership non è esclusiva, ma mira piuttosto a includere altri alleati e partner che condividono gli stessi principi, ove possibile e di rilevanza strategica. Entrambe le parti considerano il Piano d’azione un documento in evoluzione”, scrivono i due leader.

Engineering e Regione Toscana lanciano un hackathon sull’AI

Firenze, 23 gen. (askanews) – Una giornata, sei squadre, una sfida: usare l’Intelligenza Artificiale per migliorare la vita delle persone. È questo lo spirito dello School Hackathon AI che a Firenze ha visto protagonisti gli studenti degli Istituti Tecnici Superiori. Accanto a loro, Engineering, una delle principali realtà italiane della digital transformation che insieme alla Regione Toscana investe nella formazione delle nuove generazioni. È così che prende forma la sfida, una giornata intensiva, tra la sede Engineering di Firenze e l’Auditorium Cosimo Ridolfi di Intesa San Paolo, per progettare chatbot basati sull’Intelligenza Artificiale capaci di rispondere a bisogni sociali concreti del territorio. Abbiamo parlato con Andrea Gabardo, Executive Vice President Public Sector di Engineering:

“L’intelligenza artificiale è giovane, i ragazzi sono giovani. Cresceranno assieme, perché l’intelligenza artificiale è all’inizio del suo percorso, così come i ragazzi sono all’inizio del loro percorso professionale. I ragazzi sono già molto più vicini degli adulti all’intelligenza artificiale, quindi più che imparare a conoscerla, perché molte volte loro già la conoscono meglio di noi, forse noi adulti e le aziende in generale possono aiutare i ragazzi nell’interagire e nel proteggersi dall’intelligenza artificiale”.

Lo School Hackathon AI non è un evento isolato, ma parte di una strategia più ampia della Regione Toscana. Un percorso che punta a rafforzare le competenze digitali di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, creando un dialogo concreto tra istituzioni, scuola e mondo dell’impresa. È poi intervenuto Gianluca Vannuccini, Direttore Sistemi Informativi, Infrastrutture Tecnologiche e Innovazione della Regione Toscana:

“In virtù di una strategia regionale sulle competenze digitali che la Regione Toscana ha portato avanti un po’ di tempo fa, abbiamo individuato una serie di percorsi da fare sul territorio per promuovere le competenze digitali, sia di base che specialistiche. Per quanto riguarda le competenze digitali specialistiche, il mondo dell’intelligenza artificiale e tutti i temi connessi sono fondamentali e il nostro obiettivo è quello di promuovere sul territorio quante più iniziative possibili per diffondere queste competenze”.

I progetti presentati raccontano come l’Intelligenza Artificiale possa diventare uno strumento utile, accessibile e vicino alle persone. Al termine della challenge, una giuria ha premiato il progetto che meglio ha saputo unire innovazione tecnologica, fattibilità e impatto sociale. Abbiamo, poi, parlato con il gruppo vincitore Hackathon:

“Il nostro obiettivo come squadra era quello di trovare il modo migliore per aiutare se è un nuovo imprenditore, sia magari una persona che non ha idea di come iniziare a trovare lavoro, quindi l’idea di ottimizzare un AI o un ACV, magari ottimizzare anche la ricerca di nuovi candidati, di candidature per lavoro”.

Lo School Hackathon AI dimostra che l’Intelligenza Artificiale non è solo una tecnologia avanzata, ma una competenza da costruire con consapevolezza, etica e visione. Un esempio di come il futuro digitale possa nascere già oggi, partendo dalle idee e dall’entusiasmo delle nuove generazioni.

Si ringrazia Intesa Sanpaolo per la concessione della sala.

Anne Hathaway “lancia” un bacio al feretro di Valentino

Roma, 23 gen. (askanews) – Uscendo dalla basilica di Santa Maria degli Angeli, dove si sono svolti i funerali di Valentino Garavani, l’attrice statunitense Anne Hathaway, star de “Il Diavolo veste Prada”, ha “lanciato” un bacio al feretro caricato sul carro funebre.

Mattarella in Emirati Arabi dal 27 al 29 per suggellare stabilità rapporti

Roma, 23 gen. (askanews) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella sarà ad Abu Dhabi e Dubai il 27, 28 e 29 gennaio. La visita del capo dello Stato suggella il consolidamento dei rapporti tra Italia ed Emirati Arabi. Si completa così un percorso di riavvicinamento dopo la fase critica del 2019-2020. Con l’attuale governo, infatti, i contatti si sono intensificati, ci sono state circa 30 visite di cui tre della presidente del Consiglio e una visita di Stato in Italia del Presidente Sheikh Mohamed bin Zayed al Nahyan nel febbraio scorso.

La visita di stato di Mattarella sarà centrata sul profilo economico, l’nterscambio è raddoppiato nel 2025 arrivando a 9 miliardi, il tutto legato non solo agli idrocarburi ma anche al nostro export. A Dubai sono presenti circa 600 imprese italiane tra cui quelle che rappresentano i principali asset del paese, Eni, Fincantieri, Leonardo.

Sul versante politico, altrettanto rilevante, si discuterà ovviamente del ruolo che gli Emirati giocano nell’area come attore sempre più interessato alla sicurezza per poter procedere nello sviluppo economico. C’è l’Iran che rappresenta la principale minaccia ma gli Emirati sono presenti in Sudan, Yemen, Somalia, insomma hanno intensificato la loro proiezione esterna proprio per favorire la stabilità, in quest’ottica hanno recentemente sottoscritto gli accordi di Abramo per instaurare un rapporto anche con Israele nella prospettiva di un partenariato di sicurezza. A Gaza hanno avviato un impegno umanitario e hanno accettato l’invito di Trump ad entrare nel board of peace. In questo senso i colloqui con il capo dello Stato saranno centrali vista la propensione al dialogo multilaterale degli Emirati. Ci sarà modo di discutere quindi sia di cooperazione culturale sia per un confronto sui temi globali con un focus sui temi regionali tra i quali anche Siria e Libano.

L’ultimo consiglio dei ministri ha ratificato l’Accordo Italia-Emirati Arabi siglato nella visita di Stato di un anno fa nel quale si stabiliscono sinergie nel settore della difesa e dello spazio, progetti di partenariato in ricerca e sviluppo ed export di prodotti. C’è poi un grande interesse per gli investimenti che gli emiratini stanno facendo in Italia grazie ai loro grandi grandi fondi di investimento, hanno a disposizione un ammontare di quasi 2200 miliardi di dollari, tra i più grandi al mondo, di recente in Italia hanno investito in data center costato 5 miliardi, ma sono attivi anche nell’immobiliare, nel turismo e nelle ristrutturazione di grandi infrastrutture nel nostro paese.

Mattarella arriverà ad Abu Dhabi il 27 sera, accompagnato per il governo dal viceministro Edmondo Cirielli, la mattina seguente visiterà la grande Moschea Sheikh Zayed, poi al Palazzo presidenziale ci saranno i colloqui con il Presidente Sheikh Mohamed bin Zayed al Nahyan. Nel pomeriggio il capo dello Stato si recherà alla Casa della famiglia abramitica, un luogo simbolico dove Papa Francesco incontrò l’Imam per sancire fratellanza e convivenza religiosa. Alle 18,30 Mattarella avrà un incontro con i rappresentanti italiani del mondo accademico e scientifico. Quindi il trasferimento a Dubai.

Il 29 gennaio il Presidente della Repubblica a Dubai incontrerà i rapprentanti delle imprese italiane, a mezzogiorno il colloquio con lo Sceicco di Dubai, nonchè vicepresidente e primo ministro degli Emirati Arabi Mohammed bin Rashid al Maktoum. Nel pomeriggio il rientro a Roma.

Crans Montana, dimessi due giovani dal Niguarda di Milano

Milano, 23 gen. (askanews) – Due dei giovani feriti nell’incendio avvenuto a Crans-Montana sono stati dimessi questa mattina dall’Ospedale Niguarda di Milano. Lo ha annunciato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso nel corso di un punto stampa, facendo il quadro aggiornato delle condizioni cliniche dei ragazzi ancora ricoverati nelle strutture lombarde e dell’impegno del sistema sanitario regionale.

“Abbiamo effettuato una visita approfondita – ha detto l’assessore – e ho potuto parlare con tutti i sanitari che stanno curando i nostri ragazzi. Questa mattina sono stati dimessi due giovani: per entrambi la prognosi è stata sciolta dai medici curanti e possono quindi rientrare a casa. Sono due ragazzi di Milano, frequentano licei scientifici cittadini, e la soddisfazione è grande sia per loro sia per le famiglie. Le dimissioni non significano però guarigione completa: dovranno affrontare un percorso ancora lungo di medicazioni e riabilitazione. Torneranno al Niguarda più volte alla settimana e i medici ritengono che tra un paio di settimane possano rientrare a scuola. È una notizia molto positiva, soprattutto considerando che al loro arrivo non eravamo certi che in un mese potessero tornare a una condizione di normalità”.

“Per gli altri pazienti – ha aggiunto Bertolaso – la situazione è stabile ma complessa: tre ragazzi sono ancora in rianimazione, in condizioni molto gravi, con importanti problemi respiratori dovuti all’inalazione dei fumi. Proseguono medicazioni, controlli e interventi di innesto cutaneo. Migliore la situazione dei ragazzi ricoverati nel reparto ustioni: sono coscienti, estubati e seguiti in stanze ad alta sicurezza per prevenire il rischio di infezioni. Un altro giovane è ricoverato al Policlinico di Milano, centro di eccellenza per le gravissime insufficienze respiratorie: la circolazione extra corporea, ECMO, è stata sospesa. È cosciente e sarà sottoposto a ulteriori interventi chirurgici, in una perfetta sinergia tra Policlinico e Niguarda, che dimostra il grande gioco di squadra della sanità lombarda”.

“Al Centro ustioni del Niguarda – ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare – viene utilizzato anche un sistema di comunicazione assistita e agevolata, sviluppato in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca, che consente ai pazienti di comunicare attraverso il semplice movimento delle dita su una tastiera virtuale. È uno strumento fondamentale per il dialogo non solo con i familiari, ma soprattutto con medici e infermieri. Le medicazioni sono procedure estremamente lunghe, complesse e dolorose: possono durare ore e richiedono la sedazione dei pazienti. Ogni ragazzo è seguito da équipe dedicate, con fino a quattro infermieri per paziente, sotto la supervisione del responsabile del Centro ustioni. È un lavoro straordinario, certosino, che richiede massima attenzione perché basta una minima distrazione per aumentare il rischio di infezioni”.

“Con le dimissioni dei due ragazzi – ha concluso Bertolaso – abbiamo condiviso un momento di sollievo anche con i genitori. Per i tre giovani in rianimazione ho potuto solo seguire il lavoro di medicazione degli infermieri, mentre con alcuni dei ragazzi ricoverati nel Centro ustioni ho parlato direttamente. In particolare, con uno di loro, cosciente e seduto, abbiamo fatto esercizi con le dita: entrambe le mani sono state gravemente ustionate e la sua preoccupazione è poterle riutilizzare come prima, anche per lo sport che pratica. Gli ho spiegato che il percorso sarà lungo e impegnativo, ma che la sua forza di volontà sarà decisiva, insieme al lavoro straordinario di medici, infermieri e personale ospedaliero. Tutti i ragazzi sono seguiti anche dal punto di vista psicologico. Cerchiamo di non forzare temi dolorosi, concentrandoci sulle loro condizioni e su aspetti quotidiani che aiutano a mantenere un legame con la normalità. Confido che presto si possa dichiarare tutti fuori pericolo, anche se per alcuni servirà ancora tempo”.

Debutto boom in BOrsa per CSG, la più grande Ipo nel settore Difesa

Milano, 23 gen. (askanews) – Czechoslovak Group (CSG), gruppo leader nel settore della difesa con sede a Praga, debutta oggi alla Borsa di Amsterdam. Si tratta della seconda quotazione su Euronext nel 2026 e della più grande Ipo al mondo nel settore della difesa mai registrata, sia in termini di importo raccolto sia di capitalizzazione di mercato.

A metà seduta, le azioni balzano del 28% a 32 euro rispetto al prezzo di ammissione fissato a 25 euro, pari a una capitalizzazione di 25 miliardi di euro. L’Ipo ha raccolto un totale di 3,8 miliardi (ipotizzando il pieno esercizio dell’opzione di over-allotment).

CSG è una delle principali aziende europee nel settore della difesa che in Italia controlla le aziende Fiocchi Munizioni e Armi Perazzi. È il secondo produttore di munizioni di medio e grosso calibro in Europa e il più grande produttore di munizioni di piccolo calibro a livello mondiale. Fondato nella Repubblica Ceca, ha una presenza globale che comprende 39 stabilimenti produttivi con sede in Repubblica Ceca, India, Italia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.

“Oggi segna una pietra miliare storica per CSG: entriamo nel mercato di Euronext Amsterdam e accogliamo con favore la fiducia dimostrataci dagli investitori”, ha commentato il presidente Michal Strnad. “Diventare una società quotata in borsa dimostra il nostro impegno verso elevati standard di trasparenza, informativa e governance aziendale e rafforza la nostra capacità di investire nell’innovazione, espandere la nostra portata globale e realizzare la nostra missione di essere un fornitore fondamentale a lungo termine di soluzioni avanzate per la difesa e per l’industria per gli stati della Nato e i partner governativi in tutto il mondo. Siamo orgogliosi della combinazione tra la nostra tradizione industriale ceca e la nostra presenza manifatturiera globale e non vediamo l’ora di creare valore a lungo termine per tutti i nostri stakeholder negli anni a venire.”

L’oro si avvicina ai 5.000 dollari l’oncia

Roma, 23 gen. (askanews) – L’oro torna a galoppare, l’oncia del metallo prezioso per eccellenza balza al di sopra della soglia dei 4.900 dollari e ora sembra orientata a sfondare il livello psicologico di quota 5.000, sempre sospinta prevalentemente dalle tensioni geopolitiche.

L’ultimo sviluppo su questo fronte è il dirigersi del gruppo navale della portaerei Usa Lincoln verso l’Iran, che – appena chiusa, o quasi, la vicenda della Groenlandia con l’Unione europea – sembra riaprire questo fronte di possibile tensione.

Nel pomeriggio l’oro smorza l’aumento al più 0,43% a 4.935 dollari, dopo un picco di seduta a 4.970. Ancora non si è concluso il primo mese dell’anno e il metallo giallo ha già guadagnato più del 13%, mentre rispetto allo stesso periodo di un anno fa è rincarato di quasi l’80%.

In scia ai rincari dell’oro corre anche l’argento, con un più 2,67% a 98,92 dollari l’oncia; il platino balza del 5,53% a 2.702 dollari. (fonte immagine: US Navy).

L’arrivo di Anne Hathaway ai funerali di Valentino

Roma, 23 gen. (askanews) – Anne Hathaway è fra le prime star di Hollywood ad arrivare ai funerali di Valentino, alla Basilica di Santa Maria

degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica a Roma.

Lo stilista, morto a 93 anni, partecipò in un cameo al film “Il Diavolo veste Prada”, in cui l’attrice era protagonista insieme con Meryl Streep.

Tutti i dubbi sul Board of Peace

Roma, 23 gen. (askanews) – Il Board of Peace, il nuovo organismo internazionale voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nasce circondato da molti dubbi, remore, e potenziali controversie. Alla cerimonia di adesione, svoltasi a Davos, l’Europa era sostanzialmente assente: nessuno tra i principali Paesi dell’Unione ha aderito, ad eccezione dell’Ungheria di Viktor Orban, il grande ‘disturbatore’ in casa europea. Lo statuto del Board of Peace getta poca luce sulla sulla reale natura dell’iniziativa, sui suoi scopi effettivi e sulla sua capacità di incidere concretamente nei conflitti internazionali. Definisce con estrema chiarezza chi decide, ma lascia aperta la questione di che cosa verrà fatto.

Già nel preambolo si intravede una rottura con l’ordine multilaterale tradizionale, affermando che la pace duratura richiede “il coraggio di abbandonare approcci e istituzioni che hanno troppo spesso fallito”. Una formulazione volutamente generica, ampiamente interpretata come una critica al sistema delle Nazioni Unite.

DA RICOSTRUZIONE DI GAZA A VOCAZIONE GLOBALE Il Board of Peace nasce nel contesto della guerra di Gaza, ma questo non trova riscontro formale nella Carta. Lo statuto all’articolo 1 definisce il Board come un’organizzazione che deve “promuovere stabilità, ripristinare una governance affidabile e legittima e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti”.

L’assenza di qualsiasi riferimento esplicito a Gaza segnala la trasformazione di uno strumento inizialmente concepito come limitato a uno potenzialmente globale, libero di intervenire in scenari diversi senza vincoli geografici o temporali chiaramente definiti. Da qui, molti dubbi per Paesi per cui il rispetto di regole internazionali pre-esistenti è fondante, quelli europei in particolare.

GOVERNANCE “PERSONALIZZATA” Un punto controverso dello statuto riguarda la struttura del potere. Il Capitolo III stabilisce senza ambiguità che “Donald J. Trump sarà il Presidente inaugurale del Board of Peace” e non sono previsti limiti di mandato, né meccanismi elettivi. Al Chairman sono riservate prerogative notevoli: le decisioni del Board sono adottate a maggioranza, ma solo “previa approvazione del Presidente, che può esercitare un ruolo decisivo in caso di parità di voti. Lo statuto gli attribuisce anche “l’esclusiva autorità di creare, modificare, o dissolvere le entità sussidiarie”. Lo stesso Trump ha detto che è prevista la sua presidenza a vita del Board of Peace, pur sostenendo di non aspirarvi. In ogni caso la successione a un altro Chairman è altrettanto centralizzata. Secondo l’Aritcolo 3.3, il Presidente originario (Trump) “potrà designare in qualsiasi momento un successore”, che subentra automaticamente in caso di dimissioni o incapacità. In sostanza, la continuità del potere è interna al vertice stesso, ovvero in mano a Trump.

OBIETTIVI AMPI, MA ASTRATTI Sul piano programmatico, lo statuto è dichiarativo: indica obiettivi molto generici, e come tali passibili di interpretazione rispetto a concrete situazioni. Si fa riferimento a “funzioni di costruzione della pace” e allo sviluppo di “buone pratiche applicabili da tutte le nazioni e comunità che aspirano alla pace”. Non vengono citate alcun priorità operative e tantomeno settori di intervento o strumenti specifici di attuazione. Questo rende il Board uno strumento in teoria estremamente flessibile, la pratica e l’efficacia tutte da mettere alla prova. Come, non è chiaro e non è stato spiegato dai promotori.

CHI PRIMA ARRIVA (E PAGA) PIU’ CONTA Il Capitolo V afferma che il “finanziamento delle spese del Board of Peace avverrà esclusivamente attraverso contributi volontari” . Non è quindi previsto un bilancio obbligatorio, né contributi vincolanti a carico degli Stati membri. Se non nel regime di adesione: il limite triennale di membership non si applica agli Stati che contribuiscono con “oltre 1 miliardo di dollari in fondi liquidi” nel primo anno. Questo meccanismo introduce una distinzione sostanziale tra membri ordinari e membri di fatto permanenti, che si prospetta fondata esclusivamente sulla capacità finanziaria.

CHI PARTECIPA (PER ORA) Il Board ha raccolto adesioni soprattutto al di fuori del vecchio Continente. Partecipano monarchie mediorientali, Paesi dell’Asia centrale e sud-orientale, Stati dei Balcani e dell’America Latina. Israele ha aderito, malgrado le tensioni politiche con altri partecipanti.

Nella lista presentata ieri dai media americani figurano Albania, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Bielorussia, Egitto, Emirati arabi uniti, Giordania, Indonesia, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Pakistan, Qatar, Turchia, Ungheria, Uzbekistan e Vietnam.

Spicca l’apertura verso rivali strategici degli Stati Uniti, come Russia e Bielorussia, formalmente invitati a partecipare. Lo statuto prevede infatti una membership selettiva, stabilendo che l’adesione è “limitata agli Stati invitati a partecipare dal Presidente” (Articolo 2.1), rafforzando il carattere fortemente discrezionale e politico delle scelte.

L’EUROPA ASSENTE E IL NODO ONU Il rifiuto di molti Paesi europei può essere spiegato anche dal rapporto ambiguo del Board con le Nazioni Unite. Sebbene la Carta non menzioni esplicitamente l’ONU, il preambolo critica modelli che “istituzionalizzano la crisi invece di accompagnare le popolazioni oltre di essa”, mentre Trump ha dichiarato pubblicamente che il Board “potrebbe” sostituire le Nazioni Unite.

La Cina – pur invitata – ha ribadito il proprio impegno per “un sistema internazionale con l’ONU al centro”, mentre Francia, Regno Unito e Norvegia hanno espresso dubbi giuridici e politici sulla compatibilità dei due sistemi. L’Italia ha evidenziato un problema di compatibilità con l’articolo 11 della Costituzione e non aderisce, per ora. Donald Trump si dice convinto che lo farà.

M.O., Conte: Trump ci dice che fa Italia? Meloni chiarisca in Parlamento

Roma, 23 gen. (askanews) – “A che punto siamo arrivati? Deve essere Trump a riferirci la posizione di Meloni sul futuro di Gaza e della popolazione palestinese? Deve essere Trump a dirci cosa vuole fare l’Italia con riguardo all’allarmante Board of peace su Gaza che rischia di condannare al definitivo oblio le Nazioni Unite e di condizionare il nuovo ordine internazionale?”. È quanto scrive sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Un Governo responsabile – afferma l’ex presidente del Consiglio – non solo farebbe ammenda dopo aver offerto copertura politica al genocidio di Gaza, ma di fronte al preoccupante progetto del Board of peace prenderebbe una posizione chiara e verrebbe a riferirla in Parlamento. È disonorevole per la dignità dell’Italia e delle sue Istituzioni ascoltare un presidente del Consiglio che fa dichiarazioni ambigue e contraddittorie, e poi attendere da Trump l’interpretazione autentica”.

“La nostra politica estera non può continuare a sguazzare nell’ambiguità. L’Italia deve avere posizioni chiare e lineari. La premier venga a confrontarsi in Parlamento, per rispetto alla sovranità del popolo”, conclude Conte.

Tutti i dubbi sul Board of peace: chiaro chi decide, non cosa farà

Roma, 23 gen. (askanews) – Il Board of Peace, il nuovo organismo internazionale voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nasce circondato da molti dubbi, remore, e potenziali controversie. Alla cerimonia di adesione, svoltasi a Davos, l’Europa era sostanzialmente assente: nessuno tra i principali Paesi dell’Unione ha aderito, ad eccezione dell’Ungheria di Viktor Orban, il grande ‘disturbatore’ in casa europea. Lo statuto del Board of Peace getta poca luce sulla sulla reale natura dell’iniziativa, sui suoi scopi effettivi e sulla sua capacità di incidere concretamente nei conflitti internazionali. Definisce con estrema chiarezza chi decide, ma lascia aperta la questione di che cosa verrà fatto.

Già nel preambolo si intravede una rottura con l’ordine multilaterale tradizionale, affermando che la pace duratura richiede “il coraggio di abbandonare approcci e istituzioni che hanno troppo spesso fallito”. Una formulazione volutamente generica, ampiamente interpretata come una critica al sistema delle Nazioni Unite.

DA RICOSTRUZIONE DI GAZA A VOCAZIONE GLOBALE

Il Board of Peace nasce nel contesto della guerra di Gaza, ma questo non trova riscontro formale nella Carta. Lo statuto all’articolo 1 definisce il Board come un’organizzazione che deve “promuovere stabilità, ripristinare una governance affidabile e legittima e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti”.

L’assenza di qualsiasi riferimento esplicito a Gaza segnala la trasformazione di uno strumento inizialmente concepito come limitato a uno potenzialmente globale, libero di intervenire in scenari diversi senza vincoli geografici o temporali chiaramente definiti. Da qui, molti dubbi per Paesi per cui il rispetto di regole internazionali pre-esistenti è fondante, quelli europei in particolare.

GOVERNANCE “PERSONALIZZATA”

Un punto controverso dello statuto riguarda la struttura del potere. Il Capitolo III stabilisce senza ambiguità che “Donald J. Trump sarà il Presidente inaugurale del Board of Peace” e non sono previsti limiti di mandato, né meccanismi elettivi.

Al Chairman sono riservate prerogative notevoli: le decisioni del Board sono adottate a maggioranza, ma solo “previa approvazione del Presidente, che può esercitare un ruolo decisivo in caso di parità di voti. Lo statuto gli attribuisce anche “l’esclusiva autorità di creare, modificare, o dissolvere le entità sussidiarie”.

Lo stesso Trump ha detto che è prevista la sua presidenza a vita del Board of Peace, pur sostenendo di non aspirarvi. In ogni caso la successione a un altro Chairman è altrettanto centralizzata. Secondo l’Aritcolo 3.3, il Presidente originario (Trump) “potrà designare in qualsiasi momento un successore”, che subentra automaticamente in caso di dimissioni o incapacità. In sostanza, la continuità del potere è interna al vertice stesso, ovvero in mano a Trump.

OBIETTIVI AMPI, MA ASTRATTI

Sul piano programmatico, lo statuto è dichiarativo: indica obiettivi molto generici, e come tali passibili di interpretazione rispetto a concrete situazioni. Si fa riferimento a “funzioni di costruzione della pace” e allo sviluppo di “buone pratiche applicabili da tutte le nazioni e comunità che aspirano alla pace”. Non vengono citate alcun priorità operative e tantomeno settori di intervento o strumenti specifici di attuazione.

Questo rende il Board uno strumento in teoria estremamente flessibile, la pratica e l’efficacia tutte da mettere alla prova. Come, non è chiaro e non è stato spiegato dai promotori.

CHI PRIMA ARRIVA (E PAGA) PIU’ CONTA

Il Capitolo V afferma che il “finanziamento delle spese del Board of Peace avverrà esclusivamente attraverso contributi volontari” . Non è quindi previsto un bilancio obbligatorio, né contributi vincolanti a carico degli Stati membri. Se non nel regime di adesione: il limite triennale di membership non si applica agli Stati che contribuiscono con “oltre 1 miliardo di dollari in fondi liquidi” nel primo anno. Questo meccanismo introduce una distinzione sostanziale tra membri ordinari e membri di fatto permanenti, che si prospetta fondata esclusivamente sulla capacità finanziaria.

CHI PARTECIPA (PER ORA)

Il Board ha raccolto adesioni soprattutto al di fuori del vecchio Continente. Partecipano monarchie mediorientali, Paesi dell’Asia centrale e sud-orientale, Stati dei Balcani e dell’America Latina. Israele ha aderito, malgrado le tensioni politiche con altri partecipanti.

Nella lista presentata ieri dai media americani figurano Albania, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Bielorussia, Egitto, Emirati arabi uniti, Giordania, Indonesia, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Pakistan, Qatar, Turchia, Ungheria, Uzbekistan e Vietnam.

Spicca l’apertura verso rivali strategici degli Stati Uniti, come Russia e Bielorussia, formalmente invitati a partecipare. Lo statuto prevede infatti una membership selettiva, stabilendo che l’adesione è “limitata agli Stati invitati a partecipare dal Presidente” (Articolo 2.1), rafforzando il carattere fortemente discrezionale e politico delle scelte.

L’EUROPA ASSENTE E IL NODO ONU

Il rifiuto di molti Paesi europei può essere spiegato anche dal rapporto ambiguo del Board con le Nazioni Unite. Sebbene la Carta non menzioni esplicitamente l’ONU, il preambolo critica modelli che “istituzionalizzano la crisi invece di accompagnare le popolazioni oltre di essa”, mentre Trump ha dichiarato pubblicamente che il Board “potrebbe” sostituire le Nazioni Unite.

La Cina — pur invitata — ha ribadito il proprio impegno per “un sistema internazionale con l’ONU al centro”, mentre Francia, Regno Unito e Norvegia hanno espresso dubbi giuridici e politici sulla compatibilità dei due sistemi. L’Italia ha evidenziato un problema di compatibilità con l’articolo 11 della Costituzione e non aderisce, per ora. Donald Trump si dice convinto che lo farà.

Formula1, Leclerc: "Pronti alle modifiche regolamentari"

Roma, 23 gen. (askanews) – “Le regole 2026 richiedono una preparazione ancora più approfondita, soprattutto a noi piloti. Ci sono molti sistemi nuovi da comprendere e sfruttare al meglio, e per questo abbiamo lavorato molto fin dalle fasi iniziali dello sviluppo del progetto”. Così Charlese Leclerc dopo l’unveiling della Ferrari che disputerà il mondiale di Formula1 2026. “Nei miei anni con la Scuderia Ferrari HP – continua – abbiamo già vissuto insieme importanti cambiamenti regolamentari: sappiamo quanto la sfida sia complessa, ma stiamo lavorando con grande motivazione per arrivare in pista il più preparati possibile. La gestione dell’energia e della power unit sarà uno degli aspetti più significativi, una sfida stimolante che richiederà da parte di noi piloti un processo di adattamento rapido, che faccia leva inizialmente più sull’istinto e poi su un uso sempre maggiore di dati precisi. Il supporto dei tifosi in questa stagione sarà particolarmente: è ciò che rende Ferrari così speciale e ci spinge a dare sempre il massimo.

Sostenibilità, Pecoraro: agricoltura biologica priorità

Roma, 23 gen. (askanews) – “L’agricoltura biologica è una priorità che perseguo da tempo: già nel 2000, da Ministro delle Politiche Agricole, introdussi una tassa sui fitofarmaci proprio per finanziare la ricerca nel settore e promuovere la sostenibilità ambientale e alimentare”.

Con queste parole il Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio, lancia il convegno “Biocontrollo. Le nuove frontiere delle produzioni agricole di qualità, sane e sostenibili”, dedicato al tema cruciale del biocontrollo delle colture. L’evento, promosso da Fondazione UniVerde, Università degli Studi di Napoli Federico II e Rete Nazionale Istituti Agrari – Re.N.Is.A. con il patrocinio del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), si svolgerà a Roma, mercoledì 28 gennaio 2026, alle ore 10:00, presso il Parlamentino Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Via XX settembre, 20) con la media partnership di Rai Pubblica Utilità e Rai Radio 1 e in diretta streaming su Radio Radicale e con la partnership di Bayer.

“L’attenzione rivolta al convegno dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, è rilevante – prosegue Pecoraro Scanio – poiché conferma l’opportunità di fare sistema per consolidare un’agricoltura biologica di qualità, ambito in cui l’Italia detiene una leadership internazionale, ed aumentare la disponibilità di soluzioni innovative di biocontrollo a disposizione degli agricoltori”.

Un passaggio fondamentale riguarda il sostegno alla nuova generazione di agricoltori “in particolare giovani e donne che oggi investono con convinzione in un modello di agricoltura sostenibile, moderna e tecnologica, che tenga in considerazione un approccio integrato. Ecco perché è importante che anche le realtà industriali del settore chimico investano verso soluzioni di biocontrollo. È una sfida strategica – conclude il Presidente della Fondazione UniVerde, Pecoraro Scanio – per garantire ai consumatori alimenti con standard di salubrità sempre più elevati”.

Formula1, Vasseur: "L’inizio di un nuovo ciclo"

Roma, 23 gen. (askanews) – “La SF-26 segna l’inizio di un nuovo ciclo per la Formula 1 e per Ferrari che propone, nello stesso anno, nuove regole per il telaio, per la power unit, nuovi carburanti e gomme con caratteristiche differenti”. Così Frederic Vaseur, Team Principal della Ferrari, commenta l’unveiling della vetura che disputerà il mondiale del 2026. “Questa vettura è il risultato di un grande lavoro di squadra e segna l’inizio di un percorso completamente nuovo, costruito su regole diverse che vede tutti i concorrenti dover fare i conti con non poche incognite. Il team è allineato e più unito che mai in vista della stagione che ci attende. Dalla settimana prossima a Barcellona cominceremo il lavoro di comprensione e validazione della vettura. In questa prima fase la priorità sarà imparare quanto più possibile e iniziare a costruire basi solide sulle quali pianificare il lavoro in vista dell’inizio della stagione”.

Loïc Serra, Technical Director Chassis, aggiunge: “Lo sviluppo del progetto SF-26 ha richiesto di adattarci a un quadro regolamentare completamente nuovo. Abbiamo dedicato molto tempo alla fase concettuale per recepire il più possibile il nuovo contesto normativo e tecnico. Allo stesso tempo, era fondamentale garantire che l’architettura della vettura ci offrisse sufficiente flessibilità per lo sviluppo nel corso della stagione. In questo scenario, l’efficienza e l’integrazione di soluzioni come l’aerodinamica attiva sono elementi chiave. La SF-26 rappresenta un grande sforzo corale da parte di tutto il team in fabbrica e non vediamo l’ora di iniziare la stagione”.

Fincantieri, Mattarella: beneficio a economia, prestigio all’Italia

Roma, 23 gen. (askanews) – “Non posso lasciare questo incontro senza una breve parola di saluto. Saluto che rivolgo al vicepresidente della Camera, al presente della ragione, al sindaco, a tutti presenti, a coloro che lavorano qui nel cantiere e un saluto particolare al presidente e all’amministratore di Fincantieri, ringraziandoli per quanto han detto, ringraziandoli per quanto Fincantieri fa, recando grande beneficio all’economia nazionale e prestigio all’Italia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prendendo la parola a Palermo al termine della sua visita nei cantieri navali di Fincantieri.

“Abbiamo visto prima – ha sottolineato il capo dello Stato – una mostra fotografica che è stata allestita e il filmato che è stato presentato: ci hanno insieme fornito alcune immagini significative della storia del cantiere. Questa immagine della storia è stata illustrata al meglio dalla presenza dei due dipendenti, poc’anzi, il più anziano e più giovane delle maestranze del cantiere. È stata una scelta felice mettere insieme il più anziano e il più giovane”, ha osservato Mattarella, non soltanto per il significato di indicare “che la storia del cantiere continua trasmettendosi da una generazione all’altra” ma perché “ha voluto rappresentare lo spirito del cantiere che si trasferisce da generazione in generazione, il senso di appartenenza delle maestranze, che in questo cantiere è sempre stato molto alto. Ed è questo spirito che ha accompagnato e sorretto l’alta professionalità, presidente Mazzotta, che ha sempre caratterizzato questo cantiere e che oggi trova, grazie a Fincantieri, prospettive così ampie e così rinnovate e rilanciate”.

“Quello che abbiamo visto prima, velocemente, con i lavori in corso su alcune navi è significativo di queste prospettive. Ma tutta questa prospettiva, questa condizione si basa sul lavoro che viene svolto dalla maestranze. Rivolgo loro un ringraziamento e un saluto, un augurio di grandissima cordialità”, ha concluso.