Roma, 4 ago. (askanews) – Alla prima partecipazione insieme in un grande appuntamento senior Simone Conte e Raffaele Pelligra (due gare e due medaglie) conquistano l’argento dalla piattaforma sincro con 416.46 punti. Il quadruplo e mezzo avanti raggruppato da 81.03 corona una finale da applausi. Vincono gli atleti neutrali russi Nikita Shleikher e Ruslan Ternovoi con 443.82 punti. Completa il podio l’Ucraina con Mark Hrytsenko e Oleksii Sereda a quota 406.05 punti. Sono la coppia baby, 19 anni Simone e 17 Raffaele, migliori amici, con le famiglie al seguito. Coraggiosi, arrembanti, senza paura: i due romani affrontano la finale con la maturità di una coppia navigata e la leggerezza di chi ha ancora davanti un futuro enorme. Terzi a pari punti con l’Ucraina a met gara (173.61), secondi al penultimo tuffo (335.43) con 15 punti di vantaggio sugli inglesi. Gara in progressione. Due enfant prodige. Inarrestabili. Nel 2024 a Rio de Janeiro hanno vinto l’oro ai Mondiali juniores nella piattaforma sincro. Oggi si spalanca per loro il palcoscenico dei grandi. (Foto di Andrea Staccioli / DBM)
Meloni: ok all’assunzione a tempo indeterminato di oltre 46mila docenti
Roma, 4 ago. (askanews) – Nel Consiglio dei ministri di oggi abbiamo “autorizzato le assunzioni a tempo indeterminato per il prossimo anno scolastico: 46.642 docenti, di cui 10.810 insegnanti di sostegno, oltre a dirigenti scolastici, personale educativo, insegnanti di religione e personale ATA. Un investimento importante che porterà nelle nostre scuole quasi 11.000 nuovi insegnanti di sostegno, per garantire maggiore continuità didattica, rafforzare l’inclusione e assicurare agli studenti con disabilità il supporto che meritano”. Lo scrive in un post sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Carburanti, Meloni: fatta nostra parte, pronti a valutare altri interventi
Roma, 4 ago. (askanews) – “Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato diversi importanti provvedimenti. Tra questi, abbiamo prorogato fino al 25 agosto le misure contro il caro carburanti. Cerchiamo di fare la nostra parte per contenere gli effetti dei rincari, in una fase internazionale ancora molto complessa. Dal 25 agosto entrerà nuovamente in vigore il meccanismo delle accise mobili, che continueremo a monitorare con attenzione per valutare ogni eventuale ulteriore intervento”. Lo scrive in un post sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Maggioranza tira dritto su no a chat Delmastro, opposizioni insorgono
Roma, 4 ago. (askanews) – Il centrodestra tira dritto sulla difesa dell’ex sottosegretario alla Giustizia di Fdi Andrea Delmastro e dice no a una ulteriore istruttoria della Giunta per le Autorizzazioni. Sulla richiesta della procura di Roma di autorizzare il sequestro delle chat tra l’esponente di Fdi e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese, resta il no votato a maggioranza in Giunta il 22 luglio scorso e l’ultima parola spetterà domani pomeriggio all’aula della Camera con un voto che potrebbe essere, se le opposizioni lo richiedono, a scrutinio segreto.
Il voto sul caso, già previsto la scorsa settimana, era slittato dopo la lettera inviata dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, con tanto di documentazione allegata, per chiedere di autorizzare l’uso delle chat. “Una documentazione inammissibile”, secondo il capogruppo di Fi alla Camera, Enrico Costa, perché “giunta tardivamente alla Camera”. Se la Giunta oggi avesse deciso un’ulteriore istruttoria sarebbe stato “un precedente” e “avremmo dato la possibilità a qualunque persona di procrastinare l’esame con un esito dilatorio”.
Le opposizioni insorgono e parlano di “profonda lesione delle prerogative parlamentari” soprattutto perché non è stato consentito ai componenti della Giunta di accedere alle chat come invece stabilito dal presidente Devis Dori. La sua decisione è stata stoppata da Fontana con la convocazione della Giunta per il Regolamento su richiesta del centrodestra. In quella sede, ieri sera, un voto a maggioranza ha rimesso la decisione finale alla Giunta per le autorizzazioni di oggi che, sempre a maggioranza, ha confermato l’intento di chiudere il caso entro la pausa estiva.
“Si è arrivati al paradosso – protesta Dori – di esprimere un voto sulla richiesta avanzata dalla Procura di Roma senza aver avuto accesso alla documentazione. Esistono gli estremi per sollevare la questione davanti all’Alta Corte. In questa direzione faremo i necessari approfondimenti”.
Per il relatore del caso Pietro Pittalis (Fi) “le chat non aggiungono né tolgono nulla rispetto a quanto già deliberato”. “Affermazioni gravissime”, per il Pd che con Federico Gianassi si chiede: “Come fanno a dirlo? La maggioranza è a conoscenza del contenuto di quelle conversazioni, mentre ai parlamentari dell’opposizione chiamati a pronunciarsi ne è stata impedita la consultazione? Su questo aspetto occorre fare piena luce”.
Durissimo il Movimento 5 stelle: “Hanno usato un organo di garanzia per aiutare la camorra e difendere un amico di partito. E’ vomitevole”, afferma la deputata pentastellata Daniela Torto. Frasi “diffamatorie” secondo Dario Iaia (Fdi) che invita la deputata del partito di Conte a rinunciare all’immunità: “Nel momento in cui si piega il diritto alle convenienze politiche si comincia ad aprire la porta alla barbarie e questo è ciò che sta avvenendo in quest’aula”.
Vela, domani l’addio a Borlenghi: ha insegnato a fotografare il vento
Roma, 4 ago. (askanews) – Domani Bellano, il paese affacciato sul Lago di Como dove Carlo Borlenghi era nato e aveva scelto di vivere, si fermerà per l’ultimo saluto a quello che tutti, senza esitazioni, considerano il più grande fotografo di vela della storia. Nella chiesa del paese si ritroveranno familiari, amici, velisti, progettisti, skipper, fotografi e dirigenti di un mondo che per oltre quarant’anni ha imparato a guardare il mare attraverso il suo obiettivo.
La sua scomparsa ha generato una delle più grandi ondate di commozione mai viste nella comunità velica internazionale. Dai team di Coppa America ai grandi navigatori oceanici, dagli yacht club ai circoli italiani, fino ai progettisti e agli organizzatori delle principali regate del mondo, il ricordo è stato unanime: con Carlo Borlenghi non se ne va soltanto un fotografo, ma l’uomo che ha costruito l’immaginario moderno della vela.
Per oltre quattro decenni Borlenghi ha seguito tutte le grandi sfide del mare. Dalle campagne di Azzurra al Moro di Venezia, fino alle avventure di Luna Rossa, passando per Whitbread, Volvo Ocean Race, Giraglia, Middle Sea Race e le imprese oceaniche di Giovanni Soldini. Milioni di appassionati hanno conosciuto la vela attraverso i suoi scatti, capaci di trasformare una regata in un racconto fatto di luce, onde, fatica e velocità.
Tra i messaggi più significativi c’è quello dell’America’s Cup, che ha ricordato come per oltre quarant’anni Carlo abbia raccontato lo spirito della Coppa attraverso il suo obiettivo, immortalando i momenti più iconici, le rivalità più intense e la continua ricerca dell’innovazione. Un riconoscimento che certifica il ruolo avuto dal fotografo italiano nella costruzione dell’immagine del trofeo sportivo più antico del mondo.
Anche lo Yacht Club Italiano, uno dei simboli storici della vela italiana, ha affidato ai social un pensiero che sintetizza il sentimento dell’intero movimento: le sue fotografie hanno accompagnato alcune delle pagine più belle del nostro sport e continueranno a farlo negli anni a venire. Non un semplice archivio fotografico, ma un patrimonio destinato a sopravvivere al tempo.
Il mondo Luna Rossa ha vissuto la scomparsa di Borlenghi come la perdita di una persona di famiglia. Il team italiano lo ha ricordato come il fotografo che per oltre vent’anni ha accompagnato la storia della squadra, dalla prima campagna di America’s Cup fino alle più recenti sfide, trasformando in immagini le vittorie, le sconfitte, la tensione e l’emozione di sei campagne di Coppa.
Per molti uomini del team, Carlo non era soltanto il fotografo ufficiale: era un compagno di viaggio. Uno di quelli capaci di entrare in punta di piedi nei momenti più delicati di una campagna, rispettando il silenzio degli equipaggi prima di una regata e riuscendo comunque a cogliere l’essenza di una sfida. Le sue immagini hanno raccontato Luna Rossa non solo come una barca, ma come una comunità di uomini e donne impegnati verso un obiettivo comune.
Anche i grandi protagonisti della vela internazionale hanno riconosciuto il suo talento unico. Navigatori, skipper e velisti hanno spesso sottolineato la sua capacità di essere invisibile durante il lavoro e fondamentale nel risultato finale: Borlenghi non fotografava semplicemente una barca veloce sull’acqua, ma cercava il momento in cui emergevano il carattere dell’equipaggio, la forza del vento, la tensione della competizione.
Sui social, nelle ultime ore, è stato un susseguirsi di immagini firmate Borlenghi. Team, velisti e fotografi hanno scelto di ricordarlo non con lunghe parole, ma pubblicando le sue fotografie: Luna Rossa in volo, gli AC75 sospesi sull’acqua, le partenze oceaniche, gli spruzzi che sembrano esplodere davanti all’obiettivo, gli sguardi degli equipaggi prima di una regata decisiva. È forse il tributo più autentico: lasciare che sia ancora una volta il suo lavoro a parlare.
Chi ha lavorato con lui ricorda soprattutto la capacità di essere sempre nel punto giusto. Non inseguiva semplicemente una barca: anticipava l’azione, intuiva la luce, aspettava l’istante perfetto. Per questo le sue immagini non documentavano soltanto un evento, ma ne raccontavano l’anima.
Il rapporto con i grandi campioni del mare nasceva anche dalla sua capacità di capire la vela dall’interno. Non era un osservatore esterno: conosceva le difficoltà della navigazione, i sacrifici degli equipaggi, la solitudine dei navigatori oceanici. Per questo i suoi scatti erano riconosciuti dagli stessi velisti come immagini autentiche, capaci di restituire quello che si prova a bordo.
C’è poi un dettaglio che negli anni è diventato quasi leggendario e che molti hanno voluto ricordare in queste ore: Carlo Borlenghi, l’uomo che ha passato la vita in mezzo agli oceani, non sapeva nuotare. Un paradosso che rende ancora più straordinaria una carriera vissuta sempre a pochi metri dalle onde, sulle barche appoggio o sugli elicotteri, alla ricerca dell’immagine perfetta.
Da domani il mare continuerà a riempirsi di vele, le regate continueranno a essere disputate e la Coppa America scriverà nuovi capitoli. Ma sarà impossibile guardare quelle immagini senza pensare che, in qualche modo, il linguaggio con cui oggi la vela viene raccontata porta la firma di Carlo Borlenghi.
Renzi: centrodestra diviso ma sinistra non si spari sui piedi
Roma, 4 ago. (askanews) – “Non so cosa farà la Meloni nè cosa farà Vannacci”, il centrodestra è diviso ed è un vantaggio per la sinistra “a condizione che non si spari sui piedi, dovrebbe dire noi si sta insieme, fare come Prodi nell’interpretazione di Guzzanti: sto fermo, faccio il semaforo, anche se questo è ingeneroso nei confronti di Prodi che ha fatto tante cose”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi intervistato al festival de La Versiliana a Marina di Pietrasanta.
“Non accetto di entrare in Parlamento con i voti di M5s e Avs ma solo se Iv, Casa riformista prende i voti, ma detto questo dico che i voti al centro sono sprecati, è il tentativo di dare fiato al tuo ego, di prendere tanti like sui social ma il punto è cambiare la vita delle persone, per farlo o stai a destra o stai a sinistra”, ha concluso.
Wall Street in rally con speranze su Hormuz, DJ +1,87%, Nasdaq +2,46%
Roma, 4 ago. (askanews) – Wall Street accelera e continua a incrementare i massimi storici, in una seduta euforica a seguito del lievitare delle speranze di un accordo per la riapertura dello stretto di Hormuz. A due ore e mezza da fine contrattazioni il Dow Jones balza dell’1,87%, l’S&P 500 segna un più 1,79% con un nuovo massimo storico a quota 7.740 punti mentre il Nasdaq galoppa del 2,46%.
In ribasso i tassi sui Treasuries, sulla scadenza decennale calano di 5 punti base al 4,633% mentre il dollaro si lima con l’euro che sale a 1,1521.
Le speranze sullo stretto hanno innescato un nuovo crollo dei prezzi del petrolio, che perdono oltre il 5% nel pomeriggio con il Barile di Brent, il greggio di riferimento più usato in Europa che cala a 79,35 dollari e il West Texas Intermediate che scende a 75,88 dollari.
Renzi: primarie? Regole non mi interessano ma campo largo non si divida
Roma, 4 ago. (askanews) – “Io non trovo una sola persona che mi chieda delle primarie, del ballottaggio, però sento molti parlare di stipendi, di scontrini e di bollette quindi il mio suggerimento è: si mettano d’accordo sulle regole, primo turno, secondo turno, tiro con l’arco, come vogliono ma l’importante è che il centrosinistra su stipendi, salute e sicurezza sia credibile, su questi temi Meloni ha fallito”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi parlando con i giornalisti a margine del festival de La Versiliana a Marina di Pietrasanta.
“A me delle regole delle primarie non interessa nulla, quello che interessa è il costo della vita, Meloni ha una coalizione divisa grazie a, lo dico in Versilia, Robertus Vannaccius Nerone, e quindi l’unica cosa che non può fare la sinistra è dividersi” ha concluso Renzi.
Conte a pranzo con Schlein, "nessun problema personale"
Roma, 4 ago. (askanews) – Con Elly Schlein non c’è “nessun problema personale. Oggi ci siamo visti a pranzo, lo avevamo concordato già la settimana scorsa. La dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco”. Così il leader M5s Giuseppe Conte, intercettato dai cronisti a Montecitorio. “Sull’Ucraina – ha anche affermato Conte – in questi giorni ho detto e ripetuto le stesse cose che io e il M5S diciamo da 4 anni, la nostra posizione è sempre la stessa. Ma rispetto le posizioni del Partito democratico”.
Poste Italiane, i servizi per spedire in tutta comodità
Roma, 4 ago. (askanews) – Con Poste Delivery Web si possono spedire bagagli e pacchi fino a 70 kg in Italia e 30 kg all’estero, scegliendo di farli ritirare da casa, da un indirizzo diverso, da un ufficio postale o da un punto di ritiro della rete Punto Poste. E con 2ruotExpress è possibile far recapitare moto, scooter o bici in Italia e a Barcellona. Il servizio del TG Poste.
Conte pranza con Schlein: nessun problema personale
Roma, 4 ago. (askanews) – Con Elly Schlein non c’è “nessun problema personale. Oggi ci siamo visti a pranzo, lo avevamo concordato già la settimana scorsa. La dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco”. Così il leader M5s Giuseppe Conte, intercettato dai cronisti a Montecitorio.
“Sull’Ucraina in questi giorni – ha sottolineato – ho detto e ripetuto le stesse cose che io e il M5S diciamo da 4 anni, la nostra posizione è sempre la stessa. Ma rispetto le posizioni del Partito democratico”.
La Giunta della Camera conferma il no al sequestro delle chat di Delmastro
Roma, 4 ago. (askanews) – La giunta per le autorizzazioni della Camera ha deciso con un voto a maggioranza di non fare ulteriori istruttorie sul caso Delmastro dopo la lettera inviata dal procuratore di Roma Lo Voi e quindi di confermare il no alla richiesta di autorizzazione al sequestro delle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia di Fdi e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese. Domani pomeriggio alle 16,30 si esprimerà l’aula.
Il presidente della Giunta per le Autorizzazioni Devis Dori ha deciso di non mettere ai voti invece la questione dell’accesso e della consultabilità delle chat “per non creare un precedente pericoloso”. Dori aveva deciso la scorsa settimana di far consultare le chat inviate dalla procura di Roma ai membri della Giunta, decisione bloccata dal presidente della Camera Lorenzo Fontana con una convocazione della Giunta per il Regolamento che ha rimesso la decisione finale al voto di oggi. “La Giunta per le autorizzazioni – ha sottolineato Dori – è un organo di garanzia che non può affidare alle maggioranze di turno decisioni sensibili”.
“La Giunta si è invece espressa a maggioranza contro la proposta di integrazione istruttoria, che a mio parere sarebbe stata necessaria. Col voto della maggioranza di negare l’integrazione istruttoria diventa pertanto impossibile visionare il contenuto della documentazione inviata dalla Procura di Roma che, quindi, rimarrà inaccessibile”, ha concluso.
Meloni a Skuola.net: norma contro baby gang chiesta dai giovani
Roma, 4 ago. (askanews) – “Diversi i giovani che mi hanno scritto per chiedermi di fare qualcosa per non dover più convivere con la violenza delle baby gang”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post su Instagram in cui riporta le sue risposte ad una intervista a Skuola.net in merito ai provvedimenti del governo per contrastare i fenomeni di violenza giovanile.
In particolare, in base alle opinioni e i commenti della community, il giudizio – si legge – sarebbe stato sostanzialmente favorevole. “Non mi sorprende, anzi, penso – spiega la premier – che dimostri una cosa molto semplice, cioè che spesso i giovani vengono raccontati in un modo che non corrisponde alla realtà. I ragazzi sono i primi a voler vivere in città sicure, uscire la sera senza paura, prendere un treno, un autobus in tranquillità, frequentare una piazza senza dover convivere con la violenza delle baby gang. Tra l’altro in diversi mi hanno scritto per chiedermi esattamente questo, è stato soprattutto da qui che sono partita quando abbiamo lavorato a questa norma”.
“Io penso – sottolinea Meloni – che si faccia un errore quando si prova a mettere in contrapposizione prevenzione e sicurezza. Questo governo lavora ovviamente ogni giorno anche sulle cause del disagio: scuola, sport, sostegno alle famiglie, lotta alla dispersione scolastica, educazione, opportunità per i giovani, lavoro e salari dignitosi, percorsi di formazione all’estero. Potrei citarne molti altri”.
Milano saluta Baresi, il capitano “di tutti” rimasto anche in Serie B
Milano, 4 ago. (askanews) – Lui era il Milan. Lo dicono i tifosi arrivati in piazza Sant’Ambrogio per l’ultimo saluto a Franco Baresi. Sul palazzo di fronte alla basilica, un grande striscione: “Leggenda immortale, inimitabile bandiera che non smetterà mai di sventolare. Ciao capitano”.
Migliaia di persone hanno atteso sotto il sole l’arrivo del feretro, accolto da un lungo applauso e dal coro: “Un capitano, c’è solo un capitano”. “Franco Baresi è il capitano di tutti i Milan, il grande capitano. È quello che è stato con noi in Serie B”, dice un tifoso.
Alla basilica sono arrivati anche compagni e protagonisti del calcio italiano. Tra loro Alessandro Costacurta, per anni al fianco di Baresi nella difesa rossonera. Fischi invece per il proprietario del Milan Gerry Cardinale e per il presidente Paolo Scaroni, contestati da una parte dei tifosi al loro arrivo.
Filippo Galli, che con Baresi ha condiviso lo spogliatoio, lega il ricordo dell’uomo a quello del calciatore: “È difficile separare l’aspetto umano da quello sportivo, perché lui è stato un giocatore che si è messo a disposizione dei compagni, della squadra, del club. La dimostrazione è quando si è andati in Serie B: lui è rimasto qui”.
Una fedeltà che torna nelle parole di chi lo ha seguito per anni. Baresi attraversò i momenti più difficili del Milan, poi diventò il capitano della squadra che vinse in Italia e in Europa. Per chi era ogni domenica a San Siro, parlare di Baresi significa parlare anche della propria vita.
“Era proprio il Milan – afferma un sostenitore – Per me si chiude un ciclo, perché ho cominciato nel ’79 a venire allo stadio. Ho provato le stesse emozioni, anche se contrapposte, della prima volta che ho visto San Siro e il prato verde. Adesso provo lo stesso livello di emozione con la morte di Franco. Per questo siamo qua”.
Migranti, Ue: bene la Spagna. Marlaska: Italia riveda lo stop a Schengen
Roma, 4 ago. (askanews) – Dopo le fratture provocate dalla crisi dei migranti a Ceuta l’Unione europea ritrova una parvenza di unità riconoscendo l’efficacia della risposta messa in atto dalla Spagna, certificando che l’area Schengen non è mai stata messa in pericolo, ribadendo a Madrid la solidarietà per quanto avvenuto, e cercando di mettere a frutto la lezione spingendo i Paesi membri ad attuare integralmente le nuove regole europee sui rimpatri previste dal Patto su migrazione e asilo. Permangono sì differenze, come sui Centri per i rimpatri nei Paesi terzi e la questione della regolarizzazione dei migranti decisa dal governo di Pedro Sanchez, ma vengono derubricate a legittime scelte di carattere nazionale.
L’incontro è stato “completamente costruttivo”, i paesi Ue hanno riconosciuto “la risposta immediata ed efficace delle autorità spagnole”, ha esordito in conferenza stampa da Madrid il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska al termine della riunione straordinaria, in videoconferenza, dei ministri degli Interni Ue. Un riconoscimento “soddisfacente” per il governo spagnolo, impegnato in una “crisi umanitaria senza precedenti” che tuttavia ha già registrato il ritorno in Marocco di circa 70.000 delle 72.000 persone entrate nella città autonoma di Ceuta la scorsa settimana. “E’ stato chiarito che Ceuta gode di uno status speciale all’interno dell’area Schengen” e che “nessuno può lasciare Ceuta senza un efficace controllo dei documenti. Persino i cittadini dell’Unione Europea non possono spostarsi liberamente da Ceuta alla terraferma”, ha sottolineato il ministro dell’Interno spagnolo.
Il commissario europeo Magnun Brunner ha riconosciuto che “l’integrità dello spazio Schengen è stata preservata grazie a una stretta e costante cooperazione tra Spagna, Marocco e Commissione europea negli ultimi giorni. Desidero riconoscerlo chiaramente e ringraziare la Spagna e l’amministrazione di Ceuta per aver ristabilito l’ordine e collaborato con il Marocco per garantire rimpatri rapidi. Attorno al tavolo c’è stata, naturalmente, piena solidarietà nei confronti della Spagna”, ha aggiunto. Adesso “le nuove norme europee sulle frontiere e sulla migrazione – ha proseguito il commissario – ci consentono di disporre di un sistema solido per tutelare la sicurezza dell’Europa. Tra queste vi sono procedure più rapide alle frontiere, in particolare per i cittadini dei Paesi inseriti nell’elenco europeo dei Paesi di origine sicuri, come il Marocco”. Quindi, in merito agli insegnamenti di questa crisi, Brunner ha affermato che “tutti concordano sulla necessità di attuare integralmente le nuove regole europee: la piena applicazione del Patto su migrazione e asilo è fondamentale”.
La prontezza della risposta spagnola è stata sottolineata anche dalla Danimarca, Paese che, insieme all’Italia, si era fatto promotore della richiesta della riunione urgente dell’Unione sul caso Ceuta. “Sono molto soddisfatto che la Spagna abbia agito rapidamente, in particolare con il dispiegamento di polizia ed esercito, e che molti migranti siano già tornati in Marocco”, ha riconosciuto il ministro per l’Immigrazione e l’Integrazione, danese Morten Bodskov. “Tuttavia – ha aggiunto – gli eventi dimostrano che è assolutamente fondamentale avere il controllo delle frontiere dell’Ue”.
Per la Spagna però, resta l’amarezza della decisione dell’Italia di sospendere il trattato di Schengen, con il ripristino dei controlli per chi arriva via aereo o via nave dal Paese iberico. “Non capisco perché questi controlli interni, seppur eccezionali, siano stati istituiti per i viaggiatori in arrivo dalla Spagna in Italia. Innanzitutto, la Spagna non ha mai revocato i controlli. Secondo, non c’è alcun rischio di alcun tipo di movimento secondario, dato che Ceuta ha un regime speciale e nessuno lascia Ceuta senza essere stato controllato. Terzo, perché oggi Frontex e tutti i soggetti coinvolti hanno dichiarato che l’area Schengen non è stata in alcun modo a rischio”, ha detto Grande-Marlaska incalzato dalla stampa. “Per tutte queste ragioni, mi è sembrato assolutamente inutile e sproporzionato che l’Italia abbia agito in tal modo. Ora vedremo cosa succederà e se ci sarà un ripensamento della situazione, ma chiedo che i controlli vengano revocati immediatamente perché chiaramente non corrispondono a quanto abbiamo affermato e riconosciuto tutti: che la zona Schengen non è mai stata in pericolo”, ha ribadito l’esponente del governo spagnolo, che in un altro passaggio ha sostenuto che ” di fronte alle “immagini scioccanti” provenienti da Ceuta “alcuni partner dell’Unione Europea hanno agito forse per un interesse più di parte che per l’interesse del governo, dello Stato e dell’Ue”.
Su questo fronte il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha voluto chiarire “in modo netto che la natura della nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime non è in alcun modo una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner”. Bensì “una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi”. Il ministro ha ricordato che lo strumento è previsto dal Codice Frontiere Schengen e che numerosi Stati membri, compresa la Spagna, vi hanno fatto ricorso negli ultimi anni. “Basti pensare che, complessivamente, siamo arrivati a quasi 500 tra prime notifiche e successivi rinnovi di ripristino dei controlli comunicati alla Commissione dal 2006”, ha precisato. In ogni caso la Ue, per bocca di Brunner, ha sottolineato che la sospensione degli accordi di Schengen decisa dall’Italia “deve essere proporzionata e temporanea”.In sostanza su Schengen, ha poi sottolineato il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez, si è “convenuto” che lo spazio Schengen “non è il problema”, ma “la soluzione”. Tutti i ministri europei, ha spiegato, “hanno deplorato il fatto che, dopo la diffusione delle immagini” della crisi di Ceuta, “si siano verificate diverse interferenze informative da parte di Stati stranieri che hanno utilizzato queste immagini per criticare la politica di gestione della migrazione dell’Unione europea, cercando di dividere gli Stati membri”.
Resta il nodo dei Centri per i rimpatri nei Paesi terzi, sui cui la Spagna e Francia, tra gli altri, continuano a dirsi contrari. “Cinque, anzi sei Stati membri stanno lavorando insieme per discutere con Paesi terzi la creazione di centri di rimpatrio”, ha affermato il commissario Ue Brunner, aggiungendo però che questa “è una scelta legittima che spetta agli Stati membri che intendono procedere in questa direzione”.
Infine, sulla questione della regolarizzazione degli immigrati decisa dalla Spagna (ben prima degli avvenimenti di Ceuta), una mossa che il nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva definito “una scelta pericolosa per tutta l’Unione europea”, il commissario Brunner, riconoscendo che la materia rientra nelle competenze degli Stati membri, non ha potuto far altro che commentare: “Sicuramente non è un buon segnale per il resto d’Europa”. (di Massimo Santucci)
Fondazione Alda Fendi presenta "Solo le cose fragili resistono in eterno"
Roma, 4 ago. (askanews) – La fragilità come valore dell’esistenza, per riscoprirci “forti” solo della nostra umanità, in un presente che tende a farci dimenticare la profondità del nostro mondo interiore, la bellezza dell’aprirsi all’altro, la potenza della gentilezza. Prosegue nel segno della suggestione poetica e dello sguardo sull’essere umano il lavoro artistico della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti con il nuovo action set di Raffaele Curi dal titolo “Solo le cose fragili resistono in eterno”. L’installazione, visitabile fino ad ottobre negli spazi di rhinoceros (Via del Velabro 9A), lo splendido palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come luogo di scambio intellettuale e artistico, si configura come il “secondo tempo” della “Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli” – Omaggio a Francis Jammes, progetto ideato e curato da Curi che ha debuttato nel novembre dello scorso anno. In quell’occasione l’artista esplicitava attraverso una fusione di linguaggi la necessità di tornare alla bontà genuina rappresentata dalla figura antica dell’asinello, celebrata magnificamente dalle parole del poeta Francis Jammes.
Ora, ripercorrendo quello stesso cammino, Curi fa un ulteriore passo in avanti, sottolineando l’urgenza di valorizzare la fragilità e la leggerezza, nomi – e doti – dal sapore tutto femminile, che arricchiscono l’esistenza di ognuno di noi. Con il sostegno di Alda Fendi, Curi ha dunque concepito per i 4 piani di rhinoceros un percorso che conduce verso la verità più profonda della vita umana, rendendo omaggio alla vulnerabilità e alla delicatezza, nel rispetto di se stessi e degli altri, e ricordando la forza del sogno, dell’immaginazione, del desiderio e della poesia. I riferimenti, come in una sequenza ininterrotta, ritornano: c’è Francis Jammes, con la profondità delle sue liriche, ma c’è anche il pensiero di Nietzsche e di Shakespeare, così come l’esperienza artistica di grandi nomi quali Osvaldo Licini e Fujiko Nakaya.
“Solo le cose fragili resistono in eterno. La fragilità è un’esclusiva delle persone più argute e degli artisti. Fragile, apparentemente fragile, forte, apparentemente forte, sono moti dell’anima. Tutti siamo forti, tutti siamo fragili, dalla forza viene la fragilità, dalla fragilità la forza. E sono tutti nomi al femminile, fragilità, forza, intuizione. La leggerezza è femmina – spiega Raffaele Curi – Fragili come Jammes, le Amalassunte di Osvaldo Licini, la nebbia di Fujiko Nakaya, e le uova dei Pirenei. I Pirenei dove Jammes era considerato un poeta per semplici, per contadini, per ingenui. Ma la leggerezza e la semplicità non costituiscono la base dei poeti o dei contadini, ma la base per una visione assolutamente divina. Siate semplici e raggiungerete la gloria, è il grido in fondo della parabola ancestrale ed eterna, e della leggerezza dettata dalla sacra Bibbia”.
L’action set si apre subito con una citazione dal Riccardo III di Shakespeare: “Domani nella battaglia pensa a me”, poi lo sguardo viene intercettato da una gigantografia dei Pirenei: con questa immagine di freschezza e libertà, il richiamo a Francis Jammes, noto anche come “il poeta dei Pirenei”, dà inizio al nuovo tema conduttore del progetto sugli asinelli, la leggerezza. Il percorso prosegue con un’ulteriore celebrazione di ciò che non è materia, ma solo spiritualità e fantasia, attraverso l’arte di un grande artista del Novecento: sospese dal soffitto, appaiono al pubblico come leggere epifanie molteplici sagome delle Amalassunte di Osvaldo Licini che fluttuano delicatamente nello spazio come mosse dal vento mentre in sottofondo risuona il brano “Come nave in mezzo all’onde”, tratto dal Siface di Nicola Porpora, interpretato dal celebre mezzosoprano Cecilia Bartoli. Per richiamare il ruolo centrale che il cromatismo riveste nelle poetiche opere di Licini, a illuminare l’installazione sono i sette colori dell’arcobaleno, dal rosso al violetto, passando per l’arancio, il giallo il verde, l’azzurro e l’indaco, che si rincorrono come in un ciclo eterno, intervallati da un’intensa luce bianca abbagliante. Qui, nel contrasto tra luce e colore, le parole di Friedrich Nietzsche diventano protagoniste: “Gli uomini dai pensieri profondi provano nei rapporti con gli altri, l’impressione di essere dei commedianti, perché quando vogliono essere compresi, devono fingere di essere superficiali”. Il cavedio accoglie proiezioni delle affascinanti “sculture di nebbia” dell’artista giapponese Fujiko Nakaya, e a chiudere idealmente il percorso, arricchito da una avvolgente colonna sonora, i ripiani delle teche occupati da un cartone con tre uova timbrate, ognuna con la scritta “Pirenei”.
L’installazione di Curi, ancora una volta, offre un punto di vista “altro” sulla nostra esistenza, rendendo omaggio a ciò che forse nella frenesia del mondo contemporaneo sfugge all’occhio più distratto, ma che non per questo ha meno valore: la leggerezza come fragilità e insieme forza, la bellezza del mondo interiore di ciascuno di noi: un progetto che rispecchia pienamente l’impegno della Fondazione Alda Fendi nel valorizzare presso il pubblico l’arte contemporanea come strumento di pensiero e bellezza.
Atletica, Tortu niente Europei:"Penso ai Giochi del Mediterraneo"
Roma, 4 ago. (askanews) – Filippo Tortu non prenderà parte agli Europei di atletica di Birmingham, in programma dal 10 al 16 agosto. Il velocista azzurro ha deciso, in accordo con lo staff tecnico della Federazione, di rinunciare alla rassegna continentale a causa delle condizioni fisiche non ancora ottimali dopo l’infortunio muscolare che ne ha condizionato la stagione.
Il campione olimpico della staffetta 4×100 ai Giochi di Tokyo 2020 ha spiegato le ragioni della scelta in una nota.
«A seguito delle valutazioni effettuate in questi giorni in raduno, abbiamo considerato, di comune accordo con lo staff della Federazione, di non prendere parte agli Europei. È una decisione importante e sofferta, ma le mie condizioni attuali non avrebbero consentito di gareggiare al meglio. Per questo abbiamo preferito concentrare l’attenzione e le energie sui prossimi Giochi del Mediterraneo, dove avrò l’onore di essere portabandiera».
L’elongazione muscolare accusata in allenamento alla vigilia dei Campionati Italiani Assoluti richiede infatti tempi di recupero più lunghi rispetto a quanto inizialmente previsto, nonostante il percorso riabilitativo seguito negli ultimi giorni sotto la supervisione dello staff medico della Nazionale.
L’obiettivo diventa ora il pieno recupero in vista dei Giochi del Mediterraneo di Taranto, in programma dal 21 agosto al 3 settembre, manifestazione nella quale Tortu sarà uno dei volti simbolo della spedizione azzurra, portando il tricolore insieme alla pugile Irma Testa.
La rinuncia del 28enne lombardo rappresenta un’assenza pesante anche in ottica staffetta 4×100. L’Italia dovrà ridisegnare il quartetto che sarà guidato da Marcell Jacobs, mentre restano da valutare le condizioni di Chituru Ali. Tra le possibili alternative figurano Lorenzo Patta, Fausto Desalu, Samuele Ceccarelli, Roberto Rigali, Eduardo Longobardi, Erik Marek e Filippo Randazzo.
La stagione di Tortu è stata finora fortemente condizionata dai problemi fisici. L’azzurro ha disputato soltanto due gare sui 200 metri, entrambe con vento oltre il limite regolamentare, senza riuscire a trovare la continuità necessaria per presentarsi al meglio all’appuntamento continentale. Ora tutte le energie sono rivolte a Taranto, con l’obiettivo di tornare competitivo davanti al pubblico italiano.
Europei nuoto artistico, Italia di bronzo nel tecnico a squadre
Roma, 4 ago. (askanews) – L’Italia è di bronzo nella finale del tecnico a squadre ai campionati europei di nuoto artistico in corso all’Aquatique Centre Olympique nell’Opera National de Paris. Brillano di bronzo le azzurre con 284.6726 (4 punti di penalità sincro che comunque non cambierebbero la classifica) e davanti a Francia che propone l’uomo in squadra e Ucraina. Vince le Bielorussia con la bandiera dei Paesi Neutrali che sfida il muro dei 300 punti e si assesta a quota 303.2647, seconda è la Spagna con 296.4299 punti. Le otto in vasca sono Marta Iacoacci, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti, Alessia Macchi, Beatrice Esegio, Beatrice Andina, Giulia Vernice e Valentina Bisi; le riserve sono Ginevra Marchetti e Giorgia Macino. A guidarle è il tecnico resonsabile degli esercizi dei squadra Roberta Farinelli. La medaglia di bronzo di lunedì nel libero ha caricao ancora di più la squadra, che a preso maggiore fiducia e consapevolezza di quanto già ne avesse di suo alla vigilia della partenza per Parigi. (Foto di Andrea Staccioli / DBM)
Europei nuoto di fondo, Taddeucci: "Gara poco competitiva"
Roma, 4 ago. (askanews) – “Sono molto contenta, Parigi è sempre stata una tappa fortunata. La prima medaglia internazionale l’ho vinta qui. E adesso siamo qui. L’oro nella 10 km mi mancava”. E’ la gioia di Ginevra Taddeucci, vincitrice della 100esima medaglia europea italiana del fondo agli europei di Parigi. Poi quasi sminuisce la sua cavalcata: “Non è stata una gara competitiva, mi è sembrata di essere sola… C’erano tre avversarie assenti. È stata più facile del previsto. Mi sarebbe piaciuto che ci fossero anche loro. Non è stato facile arrivare qui, sono stata male e mi sono allenata dovuta allenare da sola per un mese. Allenarsi da soli è tosta. Adesso voglio solo andare a salutare il mio fidanzato (l’ex nuotatore azzurro Matteo Furlan, ndr).
Esulta anche Linda Caponi, che dalla vasca si è spostata sulle acque libere: “Non sto realizzando, forse me ne renderò conto sul podio con la medaglia al collo. L’avvicinamento è stato difficile, mi sono beccata un batterio dopo la gara di Setubal, in Coppa del Mondo. Ho cercato di non perdere la speranza. Oggi ho cercato di non pensare alle cose negative. Ce l’ho messa tutta”.
Europei nuoto fondo, Taddeucci regina della Senna, Caponi bronzo
Roma, 4 ago. (askanews) – Ginevra Taddeucci entra nella storia del nuoto italiano. La fiorentina è la nuova campionessa europea della 10 chilometri in acque libere, al termine di una gara straordinaria sulla Senna, nella quale ha costruito il capolavoro negli ultimi duemila metri. L’azzurra ha cambiato ritmo nel momento decisivo, lasciando alle spalle la concorrenza e resistendo fino al traguardo per conquistare un oro che mancava all’Italia da anni.
Taddeucci diventa così la terza nuotatrice italiana di sempre a vincere il titolo europeo nella specialità, dopo i successi di Martina Grimaldi e Rachele Bruni. Una vittoria arrivata al termine di una gara tattica, condotta sempre nelle posizioni di vertice.
Dopo una prima parte controllata, con il gruppo compatto guidato dall’ungherese Bettina Mihalyvari Farkas, l’azzurra è rimasta sempre in scia alle migliori. A metà gara era terza, poi ha iniziato la progressione decisiva. Negli ultimi chilometri la fiorentina ha aumentato il ritmo, fino all’attacco finale che ha spaccato la gara.
A 600 metri dall’arrivo Taddeucci aveva già un vantaggio di oltre un secondo sull’ungherese Mihalyvari Farkas e più di tre secondi sulla compagna di squadra Linda Caponi. Un margine che è diventato sufficiente per festeggiare un successo memorabile.
Ma la giornata italiana sulla Senna è stata impreziosita anche dalla medaglia di bronzo di Linda Caponi. La 27enne di Poggibonsi ha firmato il primo podio della carriera in una competizione internazionale in acque libere, completando una doppietta azzurra da sogno.
Caponi è stata protagonista di una gara di grande carattere: sempre nel gruppo di testa, ha saputo resistere agli attacchi delle avversarie e ha difeso il terzo posto fino all’arrivo.
Una giornata da incorniciare per il fondo azzurro, che dopo il risultato della prova maschile conferma la propria forza anche al femminile. La Senna regala all’Italia due protagoniste assolute: Ginevra Taddeucci, nuova regina europea della 10 km, e Linda Caponi, splendida sorpresa di bronzo.
Calcio, Juventus: Spalletti promuove il mercato
Roma, 4 ago. (askanews) – Luciano Spalletti promuove il mercato della Juventus. Alla vigilia dell’amichevole contro il Chelsea, in programma mercoledì 5 agosto alle 13.30, il tecnico bianconero ha parlato dei nuovi arrivi e del lavoro portato avanti dalla società, mostrando fiducia nelle scelte dei dirigenti.
“Quando arrivano calciatori con entusiasmo è sempre un vantaggio – ha spiegato Spalletti in conferenza stampa -. Li conosciamo e li abbiamo seguiti. Prima di loro ne erano arrivati altri due e hanno contribuito a rendere la squadra più forte sulla carta. Ora bisogna trovare gli equilibri, ma sono soddisfatto del lavoro della società”.
Parole positive per Kerim Alajbegovic, giovane talento inserito nel progetto bianconero: “È un profilo giovane e importante, era un pallino del direttore che lo aveva già seguito lo scorso anno”.
Apprezzamento anche per Randal Kolo Muani, tornato alla Juventus: “Tutti nello spogliatoio mi avevano parlato di un ragazzo eccezionale. Come calciatore lo conosciamo tutti”.
Spalletti ha poi confermato che il mercato della Juventus non è ancora terminato e che potrebbero arrivare nuovi rinforzi: “Conosco la qualità dei direttori perché li conosco da molto tempo. Fino a questo momento ci hanno fatto vedere la qualità del loro lavoro, quindi ho piena fiducia”.
Il tecnico ha indicato anche le necessità ancora da completare: “Sanno e sappiamo, perché abbiamo un buon rapporto, che ci sono un paio di situazioni da sistemare. Alcuni giocatori sono rimasti a casa proprio per sfruttare al meglio eventuali occasioni di mercato”. Tra gli obiettivi resta un nuovo portiere, con Guglielmo Vicario sempre tra i nomi seguiti dal club.
Infine, aggiornamenti sulle condizioni di Kenan Yildiz, reduce da un problema fisico: “Siamo molto contenti di lui. Valuteremo durante la partita e cercheremo di farlo essere a disposizione per qualche minuto. Il suo recupero è come ce lo aspettavamo”.
Donzelli (Fdi): al Senato obiettivo è legge elettorale con preferenze
Roma, 4 ago. (askanews) – Sulla legge elettorale, “dopo aver fatto un’ottima legge alla Camera, con il passaggio al Senato dopo la pausa estiva l’obiettivo è migliorarla ulteriormente con l’introduzione delle preferenze. Stiamo cercando la strada migliore. Il centrosinistra alla Camera ha festeggiato come se fosse stata la vittoria dei mondiali quando è riuscito a stoppare il tentativo, noi ci riproviamo perchè crediamo che gli italiani meritino di avere la possibilità di scegliersi il proprio parlamentare”. Così Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi, a margine di una conferenza stampa al Senato.
La bozza di testo su cui confrontarsi, spiega, è “quella che abbiamo presentato compattamente come centrodestra alla Camera”. Donzelli esclude che domani ci sia un nuovo incontro degli ‘esperti’ dei partiti in materia: “È più informato di me – replica al cronista – non mi risulta che ci siano riunioni particolari, ci sentiamo e ci vediamo tutti i giorni”. Quanto a un eventuale riunione a livello di leader, “si occupano principalmente degli italiani, si informano ma quando si incontrano affrontano i problemi quotidiani degli italiani”.
Ritrovato il corpo del marito della ministra Roccella disperso nel lago di Vico
Roma, 4 ago. (askanews) – È stato ritrovato questa mattina nel lago di Vico, il corpo senza vita di Luigi Cavallari, marito della ministra per la famiglia, la natività e le pari opportunità, Eugenia Roccella. Cavallari era disperso nel bacino lacustre in provincia di Viterbo dallo scorso 27 giugno. In questi giorni hanno lavorato senza sosta i Vigili del fuoco ed i carabinieri. A ritrovare il corpo senza vita del marito della ministra Roccella, nel lago di Vico, sono stati i sommozzatori della Polizia di Stato. In questi giorni i sub non hanno mai smesso le loro attività di ricerca.
Caldo estremo, giovedì il picco: tutta l’Italia in "bollino rosso"
Roma, 4 ago. (askanews) – Sarà giovedì 6 agosto il giorno più caldo dell’estate (almeno per ora), con il picco della quarta ondata di calore che sta interessando la Penisola.
Secondo l’ultimo bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, aggiornato ad oggi, dopodomani infatti da Nord a Sud tutte le 27 città prese in considerazione saranno in “bollino rosso”: si tratta di Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo, Catania, Genova, Palermo, Trieste, Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria.
Oggi e domani sono 25 le città in “bollino rosso”, con le sole Messina e Reggio Calabria in “arancione”.
Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.
Migliaia di tifosi ai funerali di Baresi: “Ciao Capitano”
Milano, 4 ago. (askanews) – “Franco Baresi, leggenda immortale. Inimitabile bandiera che non smetterà mai di svettare. Ciao Capitano”. È il grande striscione che accoglie migliaia di tifosi in piazza Sant’Ambrogio, a Milano, per l’ultimo saluto a Franco Baresi. Nella basilica si celebrano i funerali dello storico capitano del Milan e della Nazionale, alla presenza di tanti protagonisti del mondo del calcio, da Alessandro Costacurta a Dida, insieme a dirigenti, ex compagni e amici. All’arrivo del feretro partono i cori della tifoseria rossonera per un ultimo omaggio al loro idolo: “Un capitano, c’è solo un capitano”, scandiscono i tifosi, nell’emozione generale della piazza gremita.
In Bulgaria naziskin assaltano hotel con adolescenti ebrei italiani
Milano, 4 ago. (askanews) – Il 2 agosto scorso una banda di naziskin ha tentato di forzare l’ingresso di un albergo di Sofia, in Bulgaria, che ospitava, tra gli altri, anche un gruppo di adolescenti ebrei provenienti da Milano e Roma.
“I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza e all’aggressione verbale degli antisemiti. Un video documenta l’ignobile provocazione, i saluti nazisti e le urla ‘Sieg Heil!’ di un gruppo di naziskin con le magliette nere e il teschio, che hanno cercato di forzare l’ingresso di un albergo dove si trovavano decine di adolescenti anche della Comunità Ebraica di Roma” ha denunciato in una nota il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, spiegando che “ci sono stati lunghi minuti di tensione, anche perché dopo l’intervento della polizia i naziskin sono tornati e hanno di nuovo bloccato gli ingressi, minacciando e urlando i nostri ragazzi”.
“La Comunità Ebraica di Roma condanna con fermezza questo ennesimo episodio di antisemitismo, che colpisce adolescenti ebrei italiani e i loro educatori, in un Paese dell’Unione europea” ha proseguito Faldun, aggiungendo che “chiediamo alle autorità bulgare che venga fatta luce su quest’aggressione e che i responsabili vengano al più presto identificati e perseguiti”.
Immagine di repertorio – Italy Photo Press –
Nuoto, Paltrinieri: "Soffro tra i 5-9km poi lo sprint non basta"
Roma, 4 ago. (askanews) – “Purtroppo ho perso il treno nel lato a salire e a quel punto lì mi sono trovato molto lontano. Sono stati bravi gli altri a prendere quel gap, complimenti a loro”. Così Gregorio Paltrinieri dopo il quarto posto nei 10 km di fondo agli Europei di Parigi. “È tutto l’anno che mi manca un po’ quella parte di gara – continua – diciamo dai 5 ai 9 chilometri, perché i primi cinque mi vengono abbastanza bene, senza fare troppa fatica, Soffro tantissimo dai 5 ai 9 e poi magari ho uno sprint finale che però non basta più, non basta più con questi avversari che appena gli lasci un attimo di margine si prendono 15 metri. Seppur molto meglio dell’Olimpiadi, non è un percorso dove puoi fare tante cose perché è stretto. Di solito riesco a trovare una strada quando c’è molto spazio a disposizione, mi allargo e imprimo il mio passo. Questo è un percorso gara nel quale abbiamo 30 metri di spazio dove muoverci ed è poco. Non riuscendo mai a staccarmi dal gruppone non riesco ad andare via, però l’errore di oggi è stato stare troppo indietro dall’ottavo, nono chilometro. È lì secondo me si che si è decisa la gara. Le condizioni dell’acqua sembrano effettivamente migliori rispetto all’Olimpiade; la preoccupazione degli avversari c’era. Ho sbagliato la percezione della fatica tra l’ottavo e il nono chilometro che non equivale poi a quello che realmente valgo. Magari adesso sento tanta fatica lì, mi lascio andare il gruppone, ma poi ne avrei per recuperarli, quindi delle volte c’è anche questo errore di valutazione. Ci riproviamo domani. Vengo qui per fare ancora esperienza in vista delle Olimpiadi. Devo imparare ancora, seppur a 32 anni, a valutare meglio, a capire meglio il momento della gara e che tipo di sforzo sto facendo e se posso usare un po’ di più o un po’ di meno. Ho sbagliato proprio la strategia tra le varie cose, oltre al fatto che non mi sentissi sentivo benissimo in quest’acqua”.
Cairo: Baresi straordinario in campo e umile come persona
Milano, 4 ago. (askanews) – “Uno straordinario calciatore, un grande capitano del milan, una grande bandiera e come uomo era una persona umile, una persona che sapeva accettare la sconfitta con signorilità, quando vinceva non strafaceva, era veramente un grande esempio per tutti, non a caso oggi abbiamo veramente qui tantissima gente il 4 agosto, tutti gli volevano veramente bene e lo ricordano con grande affetto e la sua scomparsa è veramente una grande perdita”. Così Urbano caitro ricordsa Franco Baresi all’esterno della basilica di Sant’Ambrogio a Milano, dove si svolgono i funerali dell’ex capitano del Milean e della nazionale.
Mps, Giorgetti incontrerà le istituzioni locali il 20 agosto
Milano, 4 ago. (askanews) – Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha confermato la propria disponibilità a incontrare le istituzioni del territorio per affrontare il tema del futuro e delle prospettive strategiche della Banca Monte dei Paschi di Siena. L’incontro è stato fissato per giovedì 20 agosto a Roma. Lo annuncia un comunicato della Giunta regionale della Toscana e della Provincia di Siena.
La convocazione del ministero giunge, infatti, a seguito della formale richiesta presentata congiuntamente dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, dalla presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti, e dal sindaco di Siena, Nicoletta Fabio.
I rappresentanti delle istituzioni nella nota “esprimono soddisfazione per la positiva risposta da parte del Ministero, sottolineando l’importanza cruciale di un confronto diretto con il Governo per garantire la tutela del patrimonio sociale, occupazionale ed economico che la banca rappresenta per la città di Siena, la sua provincia e l’intera Regione Toscana”.
No Tav, Meloni a carabinieri: grazie per sacrifici, non c’è libertà senza sicurezza
Roma, 4 ago. (askanews) – “Non sono venuta qui a fare discorsi, sono venuta qui a stringervi la mano come ho fatto, a guardarvi negli occhi, a dirvi grazie non solamente a nome mio ma anche a nome del governo, dell’Italia, di un popolo che è molto più consapevole di quanto possa sembrare dei sacrifici che fate, del lavoro che fate, di quanto quel lavoro sia estremamente prezioso perché ho già detto in altre occasioni che la cosa più preziosa che noi abbiamo è la libertà, e che la libertà non esiste se non c’è sicurezza. Quella sicurezza la garantite voi. Significa che voi garantite la cosa più preziosa che ogni cittadino in questa nazione ha, che è la sua libertà”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che questa mattina è stata in visita si è recata presso la caserma dei Carabinieri Salvo D’Acquisto a Roma.
“E’ la libertà chiaramente – ha aggiunto – di poter aprire la saracinesca senza dover temere una rapina, è la libertà di poter attraversare un parco per una ragazza senza temere di essere aggredita, è la libertà delle persone più fragili, non di quelle privilegiate, di quelle che non lo sono. E non c’è uno stipendio adeguato per quello che voi fate ogni giorno, non c’è per una persona che decide di rischiare la propria vita, per una persona che può ritrovarsi con parti del corpo che sono lesionate perché c’è un cantiere con un’infrastruttura da proteggere con i suoi lavoratori”.
Ceuta, Piantedosi: i controlli italiani non sono contro la Spagna
Milano, 4 ago. (askanews) – I controlli temporanei ripristinati dall’Italia alle frontiere interne aeree e marittime non sono diretti contro la Spagna né contro altri Paesi partner. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante la riunione d’emergenza dei ministri Ue dell’Interno, esprimendo la “sincera solidarietà dell’Italia” al governo spagnolo dopo la crisi migratoria a Ceuta.
“Vorrei al contempo chiarire in modo netto la natura della nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime: non si tratta in alcun modo di una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner”, ha affermato Piantedosi, parlando di “una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi”.
Il ministro ha ricordato che lo strumento è previsto dal Codice Frontiere Schengen e che numerosi Stati membri, compresa la Spagna, vi hanno fatto ricorso negli ultimi anni. “Basti pensare che, complessivamente, siamo arrivati a quasi 500 tra prime notifiche e successivi rinnovi di ripristino dei controlli comunicati alla Commissione dal 2006”, ha precisato.
Piantedosi ha ricordato inoltre che l’Italia sperimenta da anni il ripristino dei controlli da parte di altri Stati membri alle frontiere interne terrestri, tuttora in vigore.
Europei nuoto, Paltrinieri quarto nella 10 km
Roma, 4 ago. (askanews) – Gregorio Paltrinieri chiude ai piedi del podio la 10 chilometri degli Europei di nuoto in acque libere, ma il suo quarto posto ha il sapore di una piccola impresa. L’azzurro, protagonista di una gara difficile e costretto a inseguire per gran parte della prova, è riuscito a risalire dall’ottava posizione fino a sfiorare una medaglia che sembrava ormai irraggiungibile.
A conquistare il titolo europeo è stato il tedesco Florian Wellbrock, autore di una gara sempre al comando e capace di resistere nel finale all’attacco dell’ungherese David Betlehem, argento. Il bronzo è andato all’altro tedesco Oliver Klemet. Alle loro spalle Paltrinieri ha chiuso quarto dopo una straordinaria rimonta, precedendo l’altro azzurro Marcello Guidi, quinto al traguardo.
La gara, disputata sulla Senna su un circuito di 1.250 metri da ripetere otto volte, è stata caratterizzata da ritmi elevati fin dalle prime battute. Wellbrock ha preso subito il comando, mentre Paltrinieri è rimasto nel gruppo dei migliori seguendolo a poche bracciate di distanza. Nella prima metà della prova l’azzurro è apparso pienamente in corsa per il podio, nuotando stabilmente nelle prime posizioni.
Con l’aumentare del ritmo imposto da Wellbrock e Betlehem, però, Paltrinieri ha attraversato il momento più difficile della sua gara, scivolando fino al settimo e poi al nono posto nell’ultimo giro, quando il gruppo di testa si è definitivamente selezionato.
Proprio quando le medaglie sembravano ormai sfuggite, Gregorio ha cambiato passo. Con una progressione poderosa negli ultimi metri ha recuperato uno dopo l’altro gli avversari, risalendo fino alla quarta posizione e fermandosi a un passo dal podio, confermando ancora una volta le sue straordinarie qualità di combattente.
Per l’Italia arrivano anche il quinto posto di Marcello Guidi e il settimo di Andrea Filadelli, a completare una prova di squadra di alto livello. Domani il programma del fondo europeo proseguirà con la 5 chilometri maschile e femminile, dove Paltrinieri tornerà in acqua per inseguire una medaglia che oggi gli è sfuggita soltanto nel finale.
Calcio,Inter, Chivu: "Trofei d’agosto non contano, conta crescere"
Roma, 4 ago. (askanews) – Per Cristian Chivu il derby amichevole contro il Milan è un banco di prova per verificare i progressi dell’Inter, ma il risultato passa in secondo piano. Alla vigilia della sfida di Perth, il tecnico nerazzurro ha ribadito che l’obiettivo principale è arrivare nelle migliori condizioni possibili all’inizio del campionato.
“Dobbiamo vedere una crescita dal punto di vista fisico e della condizione – ha spiegato Chivu -. Alcuni giocatori avranno più minuti rispetto alla gara con il Manchester City, ma valuteremo attentamente il recupero dal fuso orario e i rischi da evitare. Io devo preoccuparmi di preparare la squadra per il debutto in Serie A: quella di domani è un’amichevole e i trofei d’agosto non contano niente”.
L’allenatore si aspetta passi avanti anche sul piano tattico: “Lavoriamo sui principi di gioco, su come approcciare e gestire le partite, cercando di essere competitivi e dominanti, adattandoci anche alla qualità degli avversari. Ho un gruppo disponibile al sacrificio e pronto a imparare”.
Chivu ha poi frenato sull’impiego dei giocatori rientrati più tardi dopo il Mondiale per Club: “Dubito che saranno pronti per la prima giornata di campionato. Vedremo quanto tempo servirà per riportarli al massimo della condizione, senza correre rischi inutili”.
Nel corso della conferenza stampa il tecnico ha affrontato anche il tema della possibilità di disputare una gara di Serie A all’estero: “Sarebbe una bella idea per promuovere il calcio italiano, anche se non è semplice da organizzare. Una soluzione potrebbe essere giocare la prima giornata fuori dall’Italia, arrivando con qualche giorno di anticipo e poi rientrando”.
Infine un messaggio ai giovani inseriti nella tournée australiana: “Devono prendere esempio dal percorso di Federico Dimarco, Pio Esposito e Aleksandar Stankovic. Tutto dipende dall’intensità che mettono nel lavoro e da ciò che sapranno dimostrare quando avranno l’opportunità di giocare con la prima squadra”.
Calcio, Milan, Amorim:"Vincere il derby, ma conta come giochiamo"
Roma, 4 ago. (askanews) – Per Ruben Amorim il primo derby di Milano sulla panchina del Milan sarà un test importante, ma non decisivo. Alla vigilia dell’amichevole contro l’Inter in programma a Perth, il tecnico rossonero ha ribadito che la priorità resta arrivare pronti all’esordio in campionato, senza rinunciare alla propria identità di gioco.
“Vogliamo fare bene nel derby e naturalmente vogliamo vincere – ha spiegato Amorim -. Però il risultato nel precampionato non è la cosa più importante. Dobbiamo prepararci al meglio per la trasferta di Torino del 23 agosto. Vincere è il nostro obiettivo, ma farlo giocando male non ci darebbe fiducia”.
Sul fronte mercato, l’allenatore ha parlato di Rafael Leao, al centro delle indiscrezioni estive: “Lo vedo felice e motivato. Essere al Milan è una fortuna e non ho notato alcuna differenza nel suo atteggiamento rispetto agli altri compagni. Il gruppo è unito e sono contento della squadra che ho. Se dovessimo iniziare la stagione con questa rosa, sono convinto che saremmo competitivi in ogni partita”.
Amorim ha confermato anche l’impiego di Luka Modric: “Giocherà anche lui. Tutti avranno spazio perché abbiamo poco tempo per allenarci e dobbiamo crescere attraverso le partite. Luka è molto umile, non ama l’attenzione che riceve e dovrà conquistarsi il posto come tutti, anche se resta un giocatore speciale”.
Il derby sarà anche l’occasione per ricordare Franco Baresi, scomparso nei giorni scorsi. Il Milan scenderà in campo con il lutto al braccio e Amorim ha voluto rendere omaggio alla leggenda rossonera.
“Non sono la persona più adatta per parlare di Franco perché sono qui da poco, ma tutti mi raccontano la stessa cosa: quando il Milan è andato in Serie B lui non ha mai lasciato il club. Questo dice molto più dei trofei vinti. La sua eredità è il carattere e il senso di appartenenza. Posso promettere una cosa: fino al mio ultimo giorno al Milan, la squadra sarà sempre la cosa più importante, proprio come ci ha insegnato Franco”.
Infine il tecnico portoghese ha ribadito la volontà di portare una nuova filosofia tattica in Italia: “La Serie A non è solo catenaccio. Ci sono allenatori straordinari, tra cui Gasperini, che ammiro molto. Voglio giocare il mio calcio e dimostrare che anche in Serie A si può vincere proponendo un modo diverso di stare in campo”.
A Roma oggi e domani nuovo round di colloqui sul Libano
Roma, 4 ago. (askanews) – Nuovo round di colloqui tra Stati Uniti, Israele e Libano oggi a Roma, volto a consolidare il processo negoziale sul conflitto libanese e in particolare sul confine Sud del Paese. L’incontro si svolge in una fase particolarmente delicata, mentre resta alta la tensione tra Washington e Teheran: l’obiettivo dei mediatori è anche evitare che le ripercussioni della crisi regionale compromettano il dialogo tra Israele e Libano. In questo quadro, l’Italia continua a ritagliarsi un ruolo di facilitazione diplomatica, ospitando per la seconda volta i negoziati.
La riunione, che inizia oggi e dovrebbe proseguire anche domani, è il secondo ciclo di colloqui ospitato dall’Italia dopo quello di metà luglio e il settimo incontro dall’avvio dei contatti tra le parti.
Al centro dei colloqui vi è l’attuazione dell’Accordo quadro trilaterale firmato il 26 giugno, punto di arrivo del processo aperto dalla cessazione delle ostilità di dieci giorni concordata il 16 aprile, successivamente prorogata e consolidata, tra Israele e Libano con la mediazione degli Stati Uniti, nel contesto della crisi regionale legata al conflitto tra Iran e Usa.
La tregua, inizialmente prevista per dieci giorni, aveva l’obiettivo di fermare le ostilità e creare le condizioni per un negoziato più ampio, segnando il primo dialogo diretto tra Israele e Libano dopo decenni. Il percorso definito successivamente prevede il progressivo ritiro delle forze israeliane dal Libano meridionale, il contestuale dispiegamento dell’esercito regolare libanese (Laf), il disarmo di Hezbollah e la graduale estensione delle cosiddette “zone pilota”, dove è già iniziato il ridispiegamento delle forze di Beirut.I colloqui di Roma puntano a definire i meccanismi di verifica della smilitarizzazione delle aree interessate e le garanzie necessarie per l’attuazione dell’intesa, anche attraverso il possibile coinvolgimento di una parte terza incaricata del monitoraggio.
Le delegazioni guidate dagli ambasciatori di Israele e Libano a Washington si incontrano presso l’ambasciata statunitense a Roma.
Non c’è tempo da perdere: come reinventare il centro democratico?
Due estremismi e una politica divisa
Siamo alle prese con due opposti estremismi: a destra, l’ex generale Vannacci, che intende riportare indietro le lancette della storia; a sinistra, le scomposte idee filorusse del mutevole Conte del M5S, fotocopia di quelle interpretate da Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio.
In presenza di un’Italia allo sbando in politica estera, con tre diverse visioni fra i partiti della maggioranza e una minoranza altrettanto divisa, è indispensabile ricomporre un’ampia alleanza di centro, autonoma, plurale e capace di mettere insieme esponenti delle culture democratica, popolare, liberale, repubblicana e riformista socialista.
È avvilente constatare che persino ai massimi vertici dello Stato assistiamo alla rottura dell’unità democratica e antifascista. Anche sul caso della strage di Bologna del 1980, infatti, tanto la presidente del Consiglio Meloni quanto il presidente del Senato La Russa si mostrano incapaci di pronunciarsi sulla matrice fascista di quella strage, collocandosi agli antipodi delle nette parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, autentico interprete dell’Italia democratica e antifascista.
La ricomposizione del centro
Non possiamo più dividerci tra le tante, contraddittorie casematte ex Dc e popolari presenti nel nostro Paese. Se, da un lato, il governo della destra sta tentando di introdurre una legge elettorale «super-truffa», con l’obiettivo di poter controllare tutti i poteri istituzionali, è compito degli eredi della Dc, troppo spesso divisi da particulari personalistici che, sinora, hanno prevalso sulle più importanti necessità della politica italiana, impegnarsi fin da subito nella ricomposizione del centro.
Occorre, nello stesso tempo, sostenere una legge elettorale proporzionale con preferenze, sul modello tedesco, accompagnata dall’istituto della sfiducia costruttiva.
Il riferimento a De Gasperi e a Sturzo
Ottima l’idea dell’amico senatore D’Ubaldo di un «campo degasperiano» nel quale poter ricomporre quanti si rifanno agli ideali del grande statista trentino, gli stessi che trovano fondamento nell’appello sturziano Ai liberi e forti.
Avanti, dunque, senza più reticenze e riserve. Ritroviamoci tutti insieme, amici dell’area cattolica, democratici, liberali e cristiano-sociali, in un luogo emblematico come Camaldoli o Roma, e promuoviamo il nuovo centro della politica italiana: autonomo, distinto e distante dagli estremismi di destra e di sinistra, ma pronto a collaborare con quanti intendono difendere e attuare integralmente la Costituzione repubblicana.
Dalla partecipazione civica al rilancio del progetto
Insieme sosteniamo gli amici di Iniziativa Popolare, che stanno combattendo una strenua battaglia giuridico-politica per il ritorno alla proporzionale e, intanto, dalla periferia formiamo i comitati civico-popolari di partecipazione democratica per il nuovo centro, saldando l’iniziativa centrale dei partiti e dei movimenti con quella, altrettanto essenziale, degli enti locali e delle Regioni.
Abbiamo molte testate giornalistiche, come Il Popolo, Il Domani d’Italia, Insieme, ALEF Popolari Italiani e numerose altre testate e riviste regionali e provinciali, che potranno sostenere questo progetto.
Ancora una volta, come nei momenti più importanti della storia d’Italia, il contributo dei cattolici sarà essenziale per superare la grave crisi politico-istituzionale nella quale è precipitato il Paese.
Il tramonto del centrodestra e del centrosinistra
Dalla politica delle coalizioni alla polarizzazione
Ci avviciniamo alle prossime elezioni politiche con due novità di straordinaria importanza politica. Ovvero, il tramonto – non sappiamo se provvisorio o definitivo – del tradizionale centrosinistra e del tradizionale centrodestra, a vantaggio dell’affermazione di altre due coalizioni: l’alleanza di sinistra e progressista da un lato e la coalizione della destra sovranista e conservatrice dall’altro. Un cambiamento politico che, piaccia o non piaccia, non può essere affatto sottovalutato o ridimensionato, perché è sotto gli occhi di tutti.
Comunque sia, si tratta di un profondo rinnovamento rispetto alla storia recente della politica. E questo perché c’è un grande assente in questo radicale rivolgimento: il centro. Radicalmente scomparso nella coalizione di sinistra e progressista e del tutto marginale e periferico in quella guidata dalla premier Giorgia Meloni. Non a caso, per quanto riguarda la sinistra, si riparla, e giustamente, del ritorno, seppur in forma aggiornata e rivista, della “gioiosa macchina da guerra” occhettiana.
Due schieramenti, un centro marginale
Per quanto riguarda la trasformazione di Forza Italia in un semplice ramo d’azienda, essa ha oggettivamente ridimensionato le ambizioni politiche, culturali e programmatiche di quel partito rispetto al resto della coalizione. È di tutta evidenza che si tratta di un cambiamento destinato anche e soprattutto a incidere sui connotati tradizionali della politica italiana.
Il centrosinistra che abbiamo conosciuto all’inizio della cosiddetta Seconda Repubblica è, di fatto, tramontato definitivamente e irreversibilmente. Parlo, come ovvio, di una coalizione che contava la presenza di un centro e di una sinistra che, insieme, davano vita a un’alleanza equilibrata, riformista, democratica e con una spiccata cultura di governo. Oggi, al contrario, possiamo tranquillamente sostenere che parliamo di un’alleanza che unisce le varie sfaccettature della sinistra: la sinistra radicale e massimalista della Schlein, la sinistra populista e demagogica del Movimento 5 Stelle di Conte, la sinistra estremista e ideologica del trio Fratoianni-Bonelli-Salis e la sinistra classista e pansindacale della Cgil di Landini. Appunto, una coalizione di sinistra e progressista.
Sul versante della destra, invece, la personalità, il carisma e l’autorevolezza di Giorgia Meloni sono talmente forti ed evidenti che riducono l’apporto di tutto ciò che è riconducibile al centro a un puro e semplice orpello. Nulla di più e nulla di meno. In entrambe le coalizioni, comunque sia, l’apporto, il ruolo e il contributo di quella che comunemente viene definita “politica di centro” è politicamente ininfluente e del tutto irrilevante.
La necessità di un nuovo polo di centro
Un cambiamento significativo che quasi impone di battere un colpo a chi non si rassegna a un contesto che ha quasi raso al suolo il patrimonio culturale, politico e programmatico di un centro democratico, riformista, plurale e di governo. E questa iniziativa dev’essere quella di rilanciare un polo autonomo di centro, culturalmente plurale e non riconducibile a un solo filone di pensiero, recuperando, in chiave contemporanea, quel patrimonio storico che ha caratterizzato le stagioni migliori della politica italiana.
Per queste ragioni, semplici ma oggettive, occorre prendere atto dei mutamenti intervenuti in questa fase politica italiana e attrezzarsi affinché non si assecondi quella radicalizzazione della lotta politica nel nostro Paese che rischia di recuperare uno dei tasselli più nefasti della storia democratica italiana. Ovvero quella deriva che negli anni Settanta e Ottanta era racchiusa nello slogan degli opposti estremismi e che oggi, con un linguaggio più appropriato, possiamo semplicemente definire “gli opposti populismi”. Per opporsi a tutto ciò, adesso, serve recuperare il progetto politico di un nuovo centro.
Ceuta, un’occasione persa e tanti sciacalli
Una crisi europea, non soltanto spagnola
Le immagini di Ceuta con persone che arrivano a nuoto e si arrampicano sugli scogli scuotono la sensibilità, ovviamente di chi ha ancora una sensibilità. Nel guardare quelle scene da esodo biblico ci dobbiamo chiedere se quelle persone stanno arrivando in Europa o semplicemente in Spagna. E questo non per la posizione dell’enclave spagnola di Ceuta o per scarsa conoscenza della geografia, ma perché questa risposta determina l’atteggiamento politico da tenere nei confronti della Spagna e dell’Unione europea. Ma il governo italiano ancor prima di esprimere un pensiero di vicinanza e solidarietà alle autorità spagnole, ha deciso di “sospendere Schengen” ovvero l’accordo per la libera circolazione in Europa. Si tratta di un atto che rivela tutta l’inadeguatezza e la miopia di questo esecutivo nell’affrontare il tema dell’immigrazione. Pensiamo a quante volte altri paesi avrebbero potuto sospendere Schengen nei confronti dell’Italia, in occasione di sbarchi e arrivi sulle nostre coste! Ma gli altri paesi non lo hanno fatto. L’Italia si!
L’occasione mancata e il quadro geopolitico
La vicenda di Ceuta era invece una buona occasione per ribadire il concetto che l’Italia ha più volte esplicitato, ovvero che i paesi che affacciano sul Mediterraneo sono delle porte d’ingresso per l’Europa e che la gestione dei flussi verso il nostro continente deve interessare l’intera Unione europea e non solo i paesi di approdo. Ma questa occasione per un approccio razionale con la questione immigrazione il governo italiano l’ha clamorosamente persa. Persa per motivi di carattere ideologico riconducibili alla necessità di non solidarizzare con Sanchez per non urtare la suscettibilità di Trump, ma anche per non farsi ulteriormente scavalcare a destra dall’ex-generale “pensionato d’oro”. Un grave errore di valutazione, visto che è ormai evidente che l’operazione-Ceuta è frutto di una macchinazione ordita ai danni della Spagna e soprattutto del premier socialista “colpevole” di non aver assecondato le follie belliche trumpiane. Un autorevole cronista (Fubini su Il Corriere della Sera) spiega con dovizia di particolari il filo rosso che lega il mondo trumpiano Maga, Putin e le destre europee. È interessante vedere come gli USA abbiano “regalato” 40 milioni di dollari al governo marocchino come “sostegno alle rivendicazioni del Marocco su Ceuta e Melilla” sugellando il flusso verso l’enclave spagnola. È inquietante vedere come nelle stesse ore un missile russo cadeva su Lublino in Polonia; una coincidenza che ha portato la Commissaria UE Kaja Kallas a parlare di attacchi all’unità dell’Europa.
Quando la politica rinuncia alla visione
Purtroppo, questi attacchi all’Unione europea trovano anche in casa nostra una sponda del tutto inopportuna ed irrazionale.
Infatti, degradando un fenomeno epocale come l’immigrazione a questione squisitamente nazionale, si perde la credibilità per invocare – per il presente e per il futuro – una solidarietà europea per una vicenda che interessa da vicino l’Italia, visto il posizionamento della nostra penisola protesa nel Mediterraneo verso il quadrante africano e medio-orientale. Per problemi di questa portata non bastano decreti e “decretini ad hoc” pensando di fermare il vento con le mani. In altre stagioni politiche il nostro posizionamento geopolitico era il risultato di una politica estera fondata sull’azione diplomatica e la cooperazione internazionale, anziché su demagogia, propaganda e inutili barriere. Ma era un’altra politica, o forse era semplicemente “la Politica”.
Borges e l’invenzione di un genere: la realtà come letteratura
Una biblioteca ai margini del tempo
Nel 1936, quando scrisse la Storia dell’eternità, Jorge Luis Borges lavorava in una biblioteca rionale ormai dimenticata, in un quartiere periferico di Buenos Aires. Era un luogo in cui la trama ortogonale della capitale argentina, così rigorosa nel centro, si sfaldava in terreni incolti, officine artigiane e piccoli orti, e dove il tempo pareva essersi fermato, sospeso in un’attesa senza scadenza. Fu proprio in quegli anni di apparente marginalità che presero forma, nella scrittura di Borges, i tratti che oggi chiunque riconoscerebbe senza esitazione come “borgesiani”: uno stile e una visione del mondo destinati a diventare inconfondibili.
Tutto è materiale letterario
Il primo di questi tratti, e forse il più decisivo, è l’inclinazione a considerare ogni cosa – ogni idea, ogni disciplina, ogni sistema di pensiero – come materia prima per la letteratura. Così teologia e metafisica, sotto la sua penna, si trasformano in cronaca: diventano la biografia di un personaggio che porta il nome di Eternità, di cui Borges si propone di narrare, attraverso episodi accuratamente selezionati, alcuni momenti di un’esistenza senza fine. E non si fa scrupolo di affiancare a queste storie divagazioni apparentemente eccentriche: riflessioni sulla metafora, sui traduttori delle Mille e una notte, persino sull’arte antica e raffinata dell’insulto.
Un genere di cui fu fondatore ed epigono
Questo procedimento, che Borges maneggia sempre con discrezione e con un’ironia sottile, possiede una forza dirompente non comune: scalza ogni affermazione dal piedistallo di presunta verità su cui si crede posata, come se la realtà stessa non fosse altro che un genere letterario tra i tanti. Nello stesso tempo, però, quel gesto apre la strada a un genere nuovo, di cui Borges seppe essere – per un paradosso a lui perfettamente congeniale – al tempo stesso il fondatore e l’ultimo erede.
- L. Borges, Storia dell’eternità, Adelphi 2020
Centrosinistra, Schlein replica a Conte: "Così non funziona". Nel Pd temono stop a primarie
Roma, 3 ago. (askanews) – Stavolta Elly Schlein risponde: “così non funziona” dice a Giuseppe Conte. E basta questo a far capire quanto la segretaria democratica abbia apprezzato le uscite del leader M5s sul “nodo Ucraina” da “sciogliere alle primarie”. Ce ne vuole per spingere la leader Pd ad abbandonare la sua linea “zen”: è successo solo un’altra volta, nel 2024, quando sempre l’ex premier andò all’attacco sulle inchieste che coinvolgevano esponenti del Pd pugliese e si sfilò dalle primarie del centrosinistra a Bari.
La leader Pd ha trasformato in un mantra la sua linea “testardamente unitaria” ma la mossa del leader 5 stelle ha fatto scattare l’allarme non solo tra i “riformisti” della minoranza Pd. Perché quel rilancio sul no alle armi all’Ucraina e l’uso delle primarie come ‘resa dei conti’ tra linee opposte rischia di fare molti danni. Soprattutto, molti anche nella segreteria del partito si chiedono se l’obiettivo di Conte non sia quello di rendere impraticabili le primarie per poi portare a scegliere il leader con un “tavolo” politico, come già qualche settimana fa aveva ipotizzato. Di sicuro, “una risposta andava data”, spiega un dirigente del partito.
Quel che è certo è che mettere da parte le primarie sarebbe la soluzione ideale per tanti nel Pd, nella convinzione che una conta di questo tipo possa fare molto male. E’ lungo l’elenco di quanti hanno più volte suggerito di pensarci bene, da Romano Prodi a Walter Veltroni, Massimo D’Alema, Goffredo Bettini. Ma lo stesso pensano da Avs, che infatti già lo scorso marzo, quando Conte aprì alle primarie subito dopo la vittoria del no al referendum sulla giustizia, dissero subito che era meglio parlare di programma.
Chi non ci pensa proprio a rinunciare alle primarie è proprio Schlein. La leader dem da tempo ha detto che la leadership non si sceglie ad un tavolo tra segretari di partito ma con le primarie o “come fa la destra”, cioè contando i voti dopo le elezioni. Sistema che premierebbe lei, stando ai sondaggi. E la sortita di Conte ha fatto scattare l’allarme, perché appunto un segnale lo aveva già mandato qualche settimana fa dicendo che “oltre alle primarie ci sono altri modi, per esempio – come già sperimentato nelle elezioni regionali – si sceglie il candidato più competitivo per vincere”.
Per questo la frase di ieri è sembrata una mossa pericolosa nel Pd, enfatizzare le divisioni, trasformare le primarie in una conta tra due visioni incompatibili è il modo migliore per dare forza a chi sostiene la tesi del “terzo nome”, appunto il ‘metodo delle regioni’ evocato proprio da Conte. Non a caso uno dei primi a uscire sull’argomento è stato Matteo Renzi, al momento forse il più convinto sostenitore della Schlein: “Ci sono due idee di sinistra. Andiamo alle primarie e che vinca il migliore”, insiste l’ex premier, precisando: “Con un patto di ferro da sottoscrivere prima: il giorno dopo tutti insieme. Altrimenti non sono primarie ma è una presa in giro”.
Riccardo Magi, Più Europa, è drastico: “Se il tavolo sul programma, che dovrebbe essere un momento di sintesi politica tra le forze che compongono la coalizione, sarà sostituito dalle primarie, ancorando indissolubilmente il programma della coalizione a quello del candidato o della candidata premier, allora noi non ci stiamo perché non può funzionare, sarebbe un gioco al massacro”.
La stessa segretaria Pd, poi, ha voluto fissare un paletto: “Non funziona così”, ha risposto a Conte. “Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito”. E Francesco Boccia, uno dei dirigenti Pd più in confidenza con Conte, ha aggiunto: le “divisioni” nel centrosinistra hanno già “regalato” la vittoria a Giorgia Meloni nel 2022, quella “lezione” è già stata “pagata” con una sconfitta ed è chiaro che “il nostro avversario non è chi condivide il cammino per costruire un’alternativa” ma “la destra”.
Una replica che soddisfa solo in parte i riformisti Pd, che ieri con Giorgio Gori avevano mandato un quasi-ultimatum: “L’alleanza sì, testardamente, ma non a qualunque costo. Sostegno all’Ucraina e sicurezza dell’Europa non sono negoziabili”. La risposta della segretaria, spiega uno dei parlamentari della minoranza, “va bene perché rimette Conte al posto suo. Ma evita di chiarire che le armi a Kiev non si discutono”.
Ma l’escalation ha preoccupato anche Avs, per motivi diversi. I rosso-verdi temono un’accelerazione verso i gazebo proprio come risposta alla mossa di Conte. Nicola Fratoianni cerca di minimizzare parlando di “incidente agostano”, ma poi avverte: “Non è che chi vince le primarie, ammesso che le primarie ci siano, comanda e decide il programma. Prima delle primarie è obbligatorio avere un programma condiviso”.
Un clima che complica ancora di più anche il passaggio di mercoledì, quando la Camera voterà sullo scostamento di bilancio. Pd-M5s-Avs cercano di capire se sarà possibile una risoluzione unitaria, ma come spiega un parlamentare dem “molto dipenderà da Giorgetti. Se non citerà il Safe potremmo farcela, rimanendo sul piano economico. Altrimenti vedremoà”. Perché lo scostamento potrebbe servire anche a finanziare il Safe, che M5s e Avs rifiutano e che invece il Pd apprezza nell’ottica degli investimenti comuni per la difesa europea.
Fratoianni si dice ottimista, è convinto che la sintesi si troverà “come si è trovata nelle regioni”. Ma nel Pd la preoccupazione sale, perché man mano che si avvicinano le elezioni il gioco si fa duro e qualcuno teme che possa finire appunto come nel 2022, il precedente ricordato da Boccia e anche da Maria Elena Boschi: “Dobbiamo evitare l’errore del 2022, quando le divisioni nel centrosinistra spalancarono le porte a Giorgia Meloni”.
Migranti, fonti Chigi: a Coreper Italia ha ribadito necessità approccio Ue
Roma, 3 ago. (askanews) – Nella riunione odierna del Comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati membri presso l’Unione europea, sottolineano fonti di palazzo Chigi, è stato fatto il punto sugli eventi di Ceuta in vista della riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dell’Ue del 4 agosto che sarà dedicata alle implicazioni per la sicurezza interna, lo spazio Schengen e la politica migratoria UE e all’esame delle possibili misure europee di sostegno agli Stati Membri di primo ingresso in caso di nuove emergenze migratorie.
Nel corso del confronto, si spiega, l’Italia ha ribadito i principali contenuti della lettera sottoscritta lo scorso venerdì da 22 Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea, riaffermando la necessità di un approccio europeo al fenomeno del contrasto dei flussi migratori irregolari.
L’Italia – si sottolinea poi – ha evidenziato che la protezione delle frontiere esterne e il rafforzamento della dimensione esterna della politica migratoria devono costituire i pilastri dell’azione dell’Unione, anche in considerazione del fatto che dall’integrità delle frontiere esterne dipende il corretto funzionamento dello spazio Schengen.
È stata inoltre richiamata – rimarcano le stesse fonti di palazzo Chigi – la necessità di rafforzare gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare, eliminando i fattori di attrazione e potenziando la capacità di deterrenza dell’Unione.
In tale quadro, l’Italia ha sottolineato l’urgenza di intensificare la cooperazione con i Paesi terzi e rendere più efficaci i rimpatri, anche procedendo rapidamente all’avvio di progetti pilota per l’istituzione di return hubs nei Paesi terzi.
È stata infine ribadita l’importanza di dare tempestiva attuazione alla Dichiarazione di Chisinau, al fine di adeguare il quadro giuridico internazionale alle sfide poste dalla moderna migrazione irregolare.
Migranti, Schlein: chiusura Schengen per Ceuta buffonata di Meloni
Roma, 3 ago. (askanews) – “La chiusura di Schengen è stata una buffonata perché già ora da Ceuta non c’è la libera circolazione nel resto d’Europa”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein in una intervista al Tg3. “E’ stata una grave crisi umanitaria in cui hanno perso la vita più di 80 persone”.
Quando parla di esportare il “modello Albania”, aggiunge la leader Pd, “Giorgia Meloni vuole esportare un fallimento, perché hanno buttato 800 milioni degli italiani per delle prigioni rimaste vuote e per calpestare diritti umani. Ma Sanchez ha fatto più rimpatri in 48 ore che non Meloni negli ultimi quattro anni, perché 48mila persone sono già riportate in Marocco”.
Iran, Trump: per Teheran o accordo o sconfitta totale
New York, 3 ago. (askanews) – Il presidente americano, Donald Trump, accusa la leadership iraniana di essere “incredibilmente duplice” sui negoziati, la accusa di “blaterare” sullo Stretto di Hormuz rivendicando l’efficacia del blocco navale imposto dagli Usa sulle navi dirette verso o in partenza dai porti iraniani e manda a dire a Teheran che le opzioni sono due: un accordo o la sconfitta totale.
In un post su Truth Social, il leader Usa ha scritto: “Chiedono un incontro, alcuni direbbero ‘implorano’, iniziano i colloqui, con altri previsti nel prossimo futuro, e dicono, apertamente e orgogliosamente, che non stanno facendo alcuna discussione, che non si sta parlando di nulla, e che stanno trattando solo con ‘l’Oman’. Poi continuano il loro solito blaterare dicendo che lo Stretto di Hormuz sarà controllato potentemente da loro, quando in realtà è già completamente sotto il controllo della Marina degli Stati Uniti e del nostro ‘Blocco’ o, come dicono alcuni, ‘Il Muro d’Acciaio degli Stati Uniti’. Nulla passa verso l’Iran, a meno che non lo vogliamo noi, e nulla passerà, a meno che non si arrivi a un Accordo, o a una Sconfitta Totale. Che l’Iran voglia ammetterlo o meno, stiamo infatti parlando di una soluzione a un problema che loro hanno causato da decenni. È molto semplice, l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, ha concluso Trump.
Cinema, 696 milioni di fondi. Registi indipendenti restano fuori
Roma, 3 ago. (askanews) – In Italia fare cinema indipendente sta diventando un privilegio riservato a chi è già grande. Nonostante tra il 2017 e il 2025 siano stati destinati 7,26 miliardi di euro di fondi pubblici al settore cinematografico e audiovisivo, le produzioni indipendenti e le nuove società si trovano davanti a barriere burocratiche che rendono di fatto impossibile l’accesso a quei finanziamenti. Il fondo per il cinema 2026 vale 696 milioni di euro, di cui oltre 110 milioni destinati alla promozione cinematografica e audiovisiva, eppure ogni anno attori, registi e produttori continuano a denunciare un sistema che non funziona per tutti.
Il problema è strutturale e riguarda i criteri di ammissibilità previsti dalla normativa vigente. Per accedere ai contributi pubblici, le società di produzione devono dimostrare requisiti di solidità finanziaria, fatturato pregresso e storicità aziendale che nessuna startup o nuova realtà imprenditoriale può possedere. ‘In Italia è impossibile creare una nuova società di produzione e accedere ai finanziamenti pubblici per il cinema’ spiega Mauro John Capece, regista e produttore cinematografico indipendente attivo tra Italia e estero dal 1996. ‘La legge attuale è pensata solo per le multinazionali, ti costringe a rispettare tetti di fatturato e criteri di solvibilità finanziaria che nessun indipendente possiede. Per avere accesso ai fondi devi già averli, in pratica è un paradosso’.
La conseguenza diretta è una forma di delocalizzazione produttiva. Non sono i grandi gruppi a spostare la produzione per abbattere i costi della manodopera, ma i piccoli produttori a cercare all’estero condizioni minime di operatività. ‘Il cinema indipendente non può rientrare nelle logiche del cinema finanziato perché le soglie di ingresso non permettono l’accesso alle piccole e medie imprese’ afferma Capece. ‘Non è una questione di competenza. La competenza per fare cinema in Italia esiste a tutti i livelli. La macchina del cinema non si ferma, semplicemente deve essere spostata, specie se si tratta di film di genere o d’autore mentre ultimamente le grandi produzioni hanno deciso di riconvertire il cinema italiano in un ibrido che, scimmiottando i film high budget delle produzioni americane, sono destinati ad un insuccesso annunciato’.
Capece sta sviluppando un progetto cinematografico tra Italia e Marocco dal titolo Alpacino Said e racconta come la scelta di produrre all’estero non sia dettata semplicemente da una preferenza artistica ma da una necessità economica e, soprattutto, burocratica. ‘All’estero i costi sono inferiori e anche senza le agevolazioni che potresti avere in Italia riesci comunque a lavorare in modo sereno. Finché non si rimette a posto la situazione, è giusto puntare sul fare film all’estero, magari anche in lingua straniera’ dice Capece. Il rischio concreto è che il talento e le risorse creative italiane finiscano per alimentare industrie cinematografiche straniere.
Il paradosso è evidente guardando i numeri. L’Italia investe cifre importanti nel settore audiovisivo ma il meccanismo distributivo di quei fondi favorisce chi ha già una posizione consolidata nel mercato. Le grandi società di produzione, spesso legate a gruppi multinazionali, riescono a soddisfare i requisiti richiesti e ad assorbire la maggior parte delle risorse disponibili. Le realtà emergenti, quelle che per definizione dovrebbero rappresentare il rinnovamento creativo del settore, restano escluse.
C’è poi un aspetto che riguarda l’intera filiera. Un film indipendente deve attraversare una catena di interlocutori completamente diversi tra loro, ciascuno con le proprie dinamiche e i propri tempi. ‘Chi si occupa delle sale segue un circuito con certe dinamiche, le piattaforme ne seguono altre, completamente diverse’ racconta Capece. ‘Uno deve avere la forza di sostenere quelle trattative e tessere accordi che mantengano la redditività del film, altrimenti gli investimenti iniziali non rientrano. Fa piacere sentire i grandi numeri degli incassi del film di grido del momento, ma per arrivarci c’è un processo molto complesso che coinvolge tante organizzazioni differenti’.
Il consumo di cinema, nel frattempo, non è mai stato così alto. L’avvento delle piattaforme di streaming ha democratizzato la visione cinematografica, portando il film anche a chi non frequenta le sale. La domanda di contenuti originali è in crescita costante ed è un’opportunità per il cinema indipendente. Ma se le condizioni di accesso ai finanziamenti restano invariate, quella domanda verrà soddisfatta da produzioni straniere o da grandi gruppi che operano con logiche industriali distanti dalla ricerca artistica. Il futuro dipende in larga misura dalla volontà politica di riformare i criteri di accesso al fondo cinema. Una revisione delle soglie di ingresso che tenga conto delle specificità delle produzioni indipendenti e potrebbe riattivare un segmento fondamentale della creatività italiana. Senza interventi correttivi, il rischio è che i quasi 700 milioni annui stanziati per il settore continuino ad alimentare un circuito chiuso, escludendo proprio quelle voci nuove che hanno sempre rappresentato la linfa vitale del cinema italiano nel mondo.
Auto, a luglio +3,8% immatricolazioni Italia, nei primi 7 mesi +9%
Roma, 3 ago. (askanews) – Luglio positivo, anche se meno brillante rispetto al mese precedente, per le immatricolazioni di auto in Italia: un più 3,8%, con circa 4.600 immatricolazioni aggiuntive rispetto allo stesso mese del 2025. Da inizio anno il trend è costantemente al rialzo per le vetture (gennaio +6,4%, febbraio +14,3%, marzo +7,8%, aprile +11,6%, maggio +7,6% e giugno +10,6%) con un saldo del cumulato al +9% sui primi sette mesi. Lo riporta Dataforce sulla base dei dati del ministero di Infrastrutture e Trasporti.
Male invece il comparto dei veicoli commerciali leggeri, nel 2026 costantemente in rosso da gennaio. A luglio il passivo di questo settore sfiora l’11%, mentre nel cumulato dei primi 7 mesi il calo è del 6,4%.
Il mese di luglio non ha presentato variazioni nel numero di giornate lavorative: 23 come nel 2025. Nonostante questo, nel settore Passenger Cars, la previsione Dataforce resta conservativo prevedendo una chiusura dell’anno a quota 1.605.000 immatricolazioni, con una crescita pari alla metà di quella attuale: +4,5%. A livello dei canali della distribuzione, le 4.587 targhe aggiuntive sono quasi tutte appannaggio dei privati (+6%), con il noleggio a breve termine che continua a correre (+48%) e le auto-immatricolazioni che crescono a un ritmo similare a quello della media del mercato, raggiungendo però a luglio una quota di mercato molto elevata (15,3%).
In negativo le immatricolazioni dirette delle aziende (-4,5%) e in apparente flessione anche il comparto del noleggio a lungo termine (-3%) che ricordiamo si confronta con un’annata 2025 di eccezionale livello commerciale per gli operatori captive. Ormai superata la metà anno, Dataforce il mercato dell’auto in Italia nei primi 7 mesi ha immatricolato 1.070.000 automobili, con una crescita del 9% che significa oltre 88.000 targhe aggiuntive sul 2025.
Crediti R&S, boom di certificazioni: cambia il rapporto col fisco
Roma, 3 ago. (askanews) – Il contenzioso tra imprese e Agenzia delle Entrate sui crediti d’imposta per ricerca e sviluppo ha raggiunto livelli critici negli ultimi anni, con migliaia di aziende costrette a restituire somme anche triplicate rispetto a quelle inizialmente riconosciute. Una situazione che ha generato incertezza giuridica e messo a rischio la stabilità finanziaria di molte realtà produttive italiane. Nel 2023, gli investimenti in ricerca e sviluppo hanno toccato i 29,4 miliardi di euro, con un incremento del 7,7% rispetto all’anno precedente, ma il sistema di autocertificazione ha mostrato tutti i suoi limiti.
L’introduzione delle certificazioni ministeriali preventive, operative dal 2023, ha rappresentato una svolta epocale nel panorama degli incentivi alla ricerca. ‘La certificazione ministeriale sposta il baricentro da un’autodichiarazione dell’azienda a una comunicazione terza tracciata rilasciata da soggetti abilitati’, spiega Riccardo Petricca, certificatore accreditato MIMIT al numero 3 dell’albo ministeriale. ‘Questo riduce l’aria grigia e cristallizza le certificazioni, introducendo una logica di progetto strutturato invece del semplice bonus creditizio’.
I numeri confermano il successo del nuovo sistema: nel 2025 sono stati registrati 6577 progetti per le certificazioni di credito d’imposta, di cui 2600 già certificati. Un incremento record che testimonia la fiducia delle imprese verso il nuovo meccanismo. ‘Non è più affidato al caso, ma strutturato con domande ben definite e un rapporto continuativo tra certificatore e società’, aggiunge Petricca.
Parallelamente, l’entrata in vigore dell’AI Act nell’agosto 2024 ha posto nuove sfide alle imprese nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. ‘L’errore più grave è sottovalutare un AI inventory serio e una classificazione corretta del rischio, trattando l’AI Act come tema esclusivamente legale o IT’, avverte l’esperto. La norma ISO 42001 diventa così strategica per trasformare la compliance in un sistema di gestione certificabile.
La cybersecurity assume dimensioni ancora più critiche con la direttiva NIS2, che attribuisce responsabilità diretta agli organi apicali delle aziende. ‘Con la NIS2 la cybersecurity diventa governance: gli amministratori delegati, i sindaci e le giunte devono approvare, sovraintendere e rispondere delle violazioni’, sottolinea Petricca. L’obbligo di notifica degli incidenti entro 24-72 ore impone decisioni immediate e responsabilità personali ai vertici aziendali.
Un tema emergente è quello della sostenibilità digitale. I data center potrebbero arrivare ad assorbire il 13% dell’elettricità globale, rendendo urgente un approccio etico all’innovazione tecnologica. ‘Il punto non è se il digitale sia sostenibile, ma se sia digitale efficiente e responsabile’, evidenzia l’ingegnere. ‘Il sistema produttivo italiano sta facendo scelte sbagliate: modelli sovradimensionati per compiti banali, progetti senza misurazione del carbon ROI, automazione che sostituisce persone invece di migliorare processi’.
La risposta a queste sfide arriva dalla ‘Pastorale digitale 4.0 – Intelligenza Artificiale ed Etica’, un modello di governance umanocentrica sviluppato da Petricca che applica principi etici millenari alle moderne tecnologie. ‘Spostando verso una governance umanocentrica con regole che riportano al centro l’uomo, le aziende che hanno puntato sul fattore umano hanno ottenuto risultati migliori nel lungo termine’, conclude l’esperto.
Per il 2026, le prospettive si fanno ancora più interessanti con agevolazioni fiscali per attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con spese ammissibili tra 5 e 40 milioni di euro per progetti qualificati. Un’opportunità che richiede però una pianificazione strategica e una compliance tecnica strutturata, lontana dall’improvvisazione che ha caratterizzato il passato.
Patente di guida, l’esperienza innovativa di Guidoio
Roma, 3 ago. (askanews) – Come innovare un settore tradizionale come quello della formazione per la patente di guida? Ci ha pensato Guidoio, società italiana attiva nel settore dell’educazione stradale e della formazione alla guida, nata proprio con l’obiettivo di modernizzare il comparto attraverso innovazione, tecnologia e qualità. Fondata nel 2022 e con sede a Milano, l’azienda sta concretamente sviluppando un nuovo modello di autoscuola che combina la presenza territoriale e l’esperienza degli operatori locali con strumenti digitali, processi ottimizzati e un approccio orientato alle esigenze delle nuove generazioni.
La patente peraltro oggi rappresenta molto più di un’abilitazione alla guida, è uno strumento di inclusione sociale, accesso al lavoro e autonomia personale. Ma in che modo la digitalizzazione può contribuire a rendere questo percorso più accessibile, soprattutto per le nuove generazioni? E come è nato questo progetto?
Lorenzo Mannari, Co-Founder & CEO di Guidoio:
“Guidoio nasce perchè ho un fratello di 18 anni e ho deciso di regalargli la patente scegliendo la stessa autoscuola dove l’avevamo presa sia io sia mio padre e neanche troppo a sorpresa nulla era cambiato. Mi sono appassionato al tema facendo ricerche in un campo che invece non era mai stato studiato a fondo e ho visto che questa assenza di digitalizzazione era ancora diffusa sul territorio”.
“I dati oggi parlano abbastanza chiaro se la patente prima era un passaggio generazionale ai 18 anni, oggi invece lo scenario è cambiato con l’età media passata dai 18 ai 21/22 anni e nelle grandi città con una buona rete di trasporto pubblico ancora più alta. In altre aree invece, rurali diciamo, raggiungere per uno studente di una provincia in cui magari la prima autoscuola disponibile è a 20/30 km l’accesso agli strumenti digitali riduce i limiti infrastrutturali rendendo più democratico l’accesso allo strumento patente”.
L’Italia, poi, si sta preparando a rivedere le regole sulla formazione teorica per il conseguimento della patente, mentre altri Paesi europei si sono già aperti da tempo a soluzioni modernizzate supportate dalla tecnologia:
“Ad oggi a livello normativo siamo alle prese di una legge aggiornata l’ultima volta tra il 1 993 e il 1995 che normava l’e-learning. Ora se ne discute per una normativa su tutto il territorio nazionale con strumenti digitali, sia in presenza ma anche a distanza”.
Dopo un’esperienza pilota su Milano, il progetto Guidoio si è allargato a tutta la provincia passando da 80 a oltre 1200 clienti registrati in autoscuola nei primi 24 mesi, raccogliendo fondi da investitori istituzionali, oltre 4 mln di euro all’interno di 2 round, ai quali hanno partecipato Azimut, 3sixty Capital e Bocconi, dove il progetto inizialmente è nato.
“Nell’ultimo anno abbiamo lavorato ancora sull’espansione territoriale in 7 province con l’ambizione nei prossimi 4 anni di essere operativi in 50 province, sappiamo che con il capitale raccolto possiamo affrontare sfide come scalare un servizio che ad oggi è molto personalizzato sull’utente, scalare la qualità quindi su tutte le province che vogliamo andare ad attivare”.
Vannacci e Bardella tra i protagonisti del Forum Ambrosetti 2026
Milano, 3 ago. (askanews) – Roberto Vannacci debutta a Cernobbio. Il leader di Futuro Nazionale compare nell’elenco dei relatori della 52esima edizione dell’annuale forum Ambrosetti che si terrà a Villa d’Este dal 4 al 6 settembre. Previsto, ma in attesa di conferma, anche Volodymyr Zelensky, già protagonista del Forum Teha 2024, quando il presidente ucraino sbarcò sul Lago di Como.
Sul fronte politico internazionale, tra gli altri nomi, anche il primo ministro dell’Albania, Edi Rama, e il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella. In attesa di conferma anche Ilham Aliyev, presidente della Repubblica dell’Azerbaigian. Per il governo italiano, a Cernobbio saranno presenti i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, nonchè una nutrita schiera di ministri (Giorgetti, Urso, Nordio, Pichetto, Calderone, Zangrillo, Bernini). Per le opposizioni, al momento, confermati anche: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Carlo Calenda, Matteo Renzi e Angelo Bonelli.
A rappresentare Bruxelles tre Commissari europei (Fitto, Kubilius, Roswall) e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Per gli Stati Uniti, tra i relatori Jacob Helberg, Sottosegretario di Stato per gli Affari economici, e Matthew G. Whitaker, rappresentante permanente degli Usa presso la Nato.
Iran: nessun colloquio con gli Usa, Hormuz chiuso sino a fine conflitto
Roma, 3 ago. (askanews) – Lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando non cesserà la guerra. Questa la posizione espressa da Teheran, riportata da una fonte iraniana dell’emittente libanese Al Mayadeen, secondo cui l’Iran avrebbe respinto l’ultima proposta americana, che conteneva “una concessione” con la chiusura del corridoio meridionale dello Stretto, da sempre al centro della disputa riguardo alla via di navigazione.
Posizione ribadita anche dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, nel briefing con la stampa tenuto oggi, nel corso del quale ha affermato che “al momento non stiamo conducendo alcuna trattativa con gli Stati Uniti”, ma “negli ultimi 8-8 giorni” ci sono stati colloqui tra Iran e Oman per arrivare “a un’intesa su una rotta marittima sicura attraverso lo Stretto di Hormuz”.
“Si tratta di colloqui bilaterali tra i due Stati rivieraschi. Altri potrebbero intervenire in modo costruttivo o distruttivo, ma la questione riguarda l’Iran e l’Oman”, ha detto il portavoce, secondo cui un’intesa con l’Oman è “una condizione necessaria per la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma non sufficiente”. Baqaei ha sottolineato che lo stretto è stato chiuso non per disaccordi tra Iran e Oman, ma a causa dell’aggressione di Stati Uniti e Israele. Quindi ha aggiunto: “Finché continueranno l’aggressione e il blocco navale degli Stati Uniti, non ci saranno cambiamenti importanti nella situazione dello stretto. I nostri colloqui con l’Oman riguardano lo stretto, mentre per quanto riguarda l’Iran e gli Stati Uniti, dovremo vedere come si evolverà la situazione”.


















































