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Calcio, Klopp prossimo ct Germania: atteso via libera di Red Bull

Roma, 11 lug. (askanews) – La Federcalcio tedesca (DFB) è vicina a nominare Jürgen Klopp nuovo commissario tecnico della Germania. La federazione ha annunciato di aver raggiunto un accordo di massima con l’ex allenatore di Borussia Dortmund e Liverpool, anche se resta ancora da definire un passaggio decisivo: il via libera dell’attuale datore di lavoro del tecnico, il gruppo Red Bull.

In un comunicato, la DFB ha reso noto che il presidente Bernd Neuendorf e il vicepresidente Hans-Joachim Watzke hanno incontrato venerdì a New York Klopp per un primo confronto approfondito sulla possibile nomina. “Durante questo confronto costruttivo si è raggiunto un accordo di massima sui punti chiave di un eventuale contratto”, si legge nella nota.

“I colloqui proseguiranno la prossima settimana. Entrambe le parti sono fiduciose che la trattativa, subordinata all’accordo con l’attuale datore di lavoro di Klopp, Red Bull, possa essere portata a una conclusione positiva”, aggiunge la federazione.

Klopp è il candidato scelto per raccogliere l’eredità di Julian Nagelsmann, dimessosi dopo l’eliminazione della Germania ai sedicesimi di finale del Mondiale, arrivata ai rigori contro il Paraguay. Considerato uno dei tecnici più influenti della sua generazione, il 59enne ha conquistato successi importanti alla guida di Borussia Dortmund e Liverpool.

Dopo aver lasciato il club inglese nel 2024, Klopp ha assunto il ruolo di responsabile del calcio globale per Red Bull, coordinando le attività sportive dei club del gruppo in Austria, Germania, Brasile, Stati Uniti e Giappone. Proprio il rapporto contrattuale con la multinazionale rappresenta l’ultimo ostacolo prima dell’ufficializzazione.

Lo scorso fine settimana l’allenatore aveva dichiarato di sentirsi “più che ricaricato” dopo il periodo di pausa lontano dalla panchina. La Germania punta ora su di lui per rilanciare una nazionale che, dopo il titolo mondiale conquistato nel 2014, ha attraversato un lungo periodo di difficoltà culminato con due eliminazioni consecutive nella fase a gironi dei Mondiali e con la recente uscita ai sedicesimi dell’edizione disputata in Nord America.

Calcio, Gattuso: "Lazio una sfida, la Nazionale una ferita aperta"

Roma, 11 lug. (askanews) – “Sono orgoglioso di essere arrivato in questo club, ho buonissime sensazioni”. Si è presentato così Gennaro Gattuso, nuovo allenatore della Lazio, nella conferenza stampa d’esordio alla guida dei biancocelesti. L’ex commissario tecnico dell’Italia ha spiegato di aver accettato una sfida che conosceva fin dall’inizio, senza nascondere le difficoltà del momento.

“Sono stato vicino più di una volta alla Lazio, forse senza queste condizioni avrei detto di no. Per me è una sfida. Sapevo già le problematiche che c’erano, so bene che c’è da mettere l’elmetto e da lavorare”, ha dichiarato il tecnico.

Gattuso ha indicato gli obiettivi della sua gestione: “Voglio una squadra che sudi per la maglia, che rispetti la storia e la tradizione di questo club. Dobbiamo creare un clima familiare, divertire i tifosi e renderli orgogliosi. Serve restare uniti anche nelle difficoltà, poi vedremo dove potremo arrivare”.

Sul rapporto complicato tra squadra e tifoseria, l’allenatore ha invitato a non cercare giustificazioni. “Se oggi parlo dei tifosi creo solo un alibi. Dobbiamo rispettarli con serietà e lealtà. Sappiamo qual è la situazione, dobbiamo isolarci e pensare soltanto a lavorare. L’ambiente non è ideale, ma speriamo di essere bravi a far cambiare qualcosa”.

Gattuso ha poi parlato del confronto con il presidente Claudio Lotito, definendolo “franco”. “Quando ci siamo visti gli ho chiesto di sistemare qualcosina. Se il presidente ha qualcosa da dire viene e ne parla con me e con la squadra. Noi siamo suoi dipendenti, ma è giusto che le cose vengano dette con educazione”.

Inevitabile un passaggio anche sulla recente esperienza alla guida della Nazionale, conclusa con la mancata qualificazione al Mondiale dopo l’eliminazione contro la Bosnia. “La delusione è stata tanta. Posso solo ringraziare i ragazzi perché mi hanno dato tutto. Nel calcio contano anche gli episodi: da giocatore ho avuto un po’ di fortuna, da allenatore ho preso qualche mazzata. È una ferita che mi porterò addosso fino alla fine, ma bisogna andare avanti”.

Infine, il tecnico ha parlato del ritorno in Serie A dopo le esperienze all’estero: “Allenare fuori dall’Italia mi ha fatto crescere. Noi italiani pensiamo spesso di essere i migliori, ma il calcio cambia velocemente. Volevo completare il mio percorso professionale e quando è arrivata la chiamata della Lazio mi hanno convinto”.

Mit: al via nuove regole autovelox. 3150 attivi, 850 da omologare

Roma, 11 lug. (askanews) – “Alla luce delle nuove regole in vigore dalla mezzanotte di oggi riguardanti gli autovelox, si precisa che, allo stato attuale, i dispositivi attivi perché corrispondenti ai requisiti richiesti per l’omologazione, in quanto il prototipo rientra nell’elenco di cui all’allegato B del Decreto, sono circa 3150”. E’ quanto si legge in una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale con le nuove regole.

“Per i rimanenti dispositivi, circa 850 unità, i produttori dovranno richiedere l’omologazione del prototipo producendo la documentazione integrativa prevista nell’allegato tecnico A” precisa il Ministero.

“Soddisfazione del ministro Salvini – prosegue la nota – per il quale l’obiettivo della sicurezza sulle strade resta una priorità senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini”.

SalinadocFest 2026, premio IRRITEC alla regista iraniana Sepideh Farsi

Roma, 11 lug. (askanews) – Unire l’impegno sociale d’impresa alla forza del cinema civile per dare voce ai diritti umani. Con questo spirito, nel cuore della 20esima edizione del SalinaDocFest – la grande manifestazione internazionale fondata e diretta da Giovanna Taviani – sarà consegnato sabato alla regista iraniana Sepideh Farsi il prestigioso Premio IRRITEC 2026 da Giulia Giuffrè, responsabile della Sostenibilità e consigliere di amministrazione di Irritec e Presidente dell’Associazione SDF.

Il riconoscimento celebra il suo straordinario film-manifesto “Put Your Soul on Your Hand and Walk” (Prendi in mano l’anima e cammina), che sarà proiettato dopo la cerimonia all’interno della sezione SDF Contro la guerra.

Sostenuto da IRRITEC – azienda siciliana main partner del festival – il premio SDF all’ospite internazionale, incarna la visione cardine del gruppo: “Irrigare la cultura come si irriga la terra”, valorizzando l’arte capace di generare un impatto sociale concreto. La giuria ha celebrato il lavoro di Sepideh Farsi come “un’opera necessaria che trasforma il cinema in un atto di responsabilità, restituendo voce e volto a Gaza e a chi, nella guerra, rischia di essere ridotto a numero o silenzio”.

Il documentario nasce infatti dal potente incontro a distanza tra la regista, che vive a Parigi, e Fatma Hassona, giovanissima fotoreporter palestinese che ha documentato l’assedio di Gaza dall’interno. Attraverso un fitto scambio di videochiamate durato quasi un anno, le due donne hanno progettato un lavoro sulla disperata condizione del popolo palestinese, intrecciando la cronaca della guerra ai sogni di Fatma, che desiderava viaggiare per il mondo con la sua macchina fotografica. Proprio il giorno successivo all’annuncio della loro partecipazione al Festival di Cannes per presentare il progetto, si compie il dramma: il 16 aprile 2025 la casa degli Hassona viene colpita da missili che uccidono Fatma e i suoi familiari.

“Il film è la mia risposta, come regista, ai massacri in corso”, spiega Sepideh Farsi. “Quando ho incontrato Fatma Hassona è avvenuto un miracolo. Lei è diventata i miei occhi a Gaza, dove resisteva documentando giorno per giorno la guerra. E io sono diventata un collegamento tra lei e il resto del mondo. Abbiamo mantenuto questa linea di comunicazione per quasi un anno: i frammenti di pixel e suoni che ci siamo scambiate sono diventati il film che vedete. L’assassinio di Fatma ne cambia per sempre il significato”. Un’opera potente che rende giustizia anche alla drammatica premonizione della stessa fotoreporter: “Se muoio, voglio una morte rumorosa, che sia sentita da tutto il mondo”.

Giulia Giuffrè, nella doppia veste di responsabile della Sostenibilità e consigliera di amministrazione di IRRITEC e di presidente dell’Associazione SDF, ha così commentato l’iniziativa: “Credo profondamente nel valore della cultura e del cinema come strumenti capaci di dare voce a temi di grande rilevanza sociale, generando consapevolezza, dialogo e cambiamento. Per questo ritengo fondamentale costruire un ponte tra il mondo della cultura e quello delle imprese, in una relazione di valore reciproco: da un lato, la cultura offre alle aziende un linguaggio autentico per promuovere messaggi e valori; dall’altro, le imprese possono svolgere un ruolo decisivo nel sostenere e diffondere la cultura. Anche attraverso il festival, il mio obiettivo è favorire questa alleanza, affinché arte, spettacolo e tessuto imprenditoriale condividano un impegno concreto e duraturo verso la società”.

Il palcoscenico di questa sinergia è il SalinaDocFest, che festeggia quest’anno il prestigioso traguardo della sua ventesima edizione grazie alla sinergia tra la presidenza di Giulia Giuffrè e la direzione artistica di Giovanna Taviani.

Mandato di comparizione per i giornalisti del NY Times autori dell’inchiesta sul nuovo Air Force One di Trump

Roma, 11 lug. (askanews) – Il New York Times ha dichiarato che diversi suoi giornalisti hanno ricevuto mandati di comparizione in seguito a un’inchiesta del quotidiano sulle capacità del nuovo Air Force One del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, un jet donato dal Qatar.

In precedenza, il New York Times aveva scritto che il nuovo Air Force One di Trump dispone di capacità inferiori rispetto al velivolo che è destinato a sostituire. I mandati di comparizione sono stati emessi nei confronti dei giornalisti Julian Barnes, Eric Lipton, Tyler Pager ed Eric Schmitt, tutti co-autori dell’articolo sul nuovo Air Force One. I mandati sono stati emessi dal procuratore federale degli Stati Uniti Jay Clayton, recentemente nominato da Trump per ricoprire l’incarico di direttore dell’Intelligence nazionale.

Un alto funzionario dell’Fbi ha contattato il quotidiano prima della pubblicazione dell’articolo e ha sollecitato i redattori a ritardare la diffusione della notizia sul nuovo Air Force One, definendola una questione di sicurezza nazionale, ha riferito il quotidiano citando una persona a conoscenza della conversazione. Il funzionario, tuttavia, si è rifiutato di spiegare quale fosse la preoccupazione specifica legata alla sicurezza nazionale, ha aggiunto il quotidiano. Nel maggio 2025, la famiglia reale del Qatar ha donato a Trump un Boeing 747-8 del valore stimato di 400 milioni di dollari. Il presidente statunitense ha accettato l’aereo con l’intenzione di convertirlo nel nuovo Air Force One, anche se fino a poco tempo fa ha continuato a utilizzare il vecchio velivolo.

La scorsa settimana, Trump ha presentato ufficialmente il Boeing 747, caratterizzato da una livrea esterna nei colori rosso, bianco, blu e oro, oltre a un abitacolo completamente rinnovato.

Nicholas Meyer: con AI e il pazzo di Trump siamo oltre “The day after”

Riccione, 11 lug. (askanews) – Nicholas Meyer con il suo “The day after” nel 1983 raccontò per la prima volta le possibili conseguenze di una guerra nucleare negli Stati Uniti e forse contribuì a cambiare il corso della storia. Il Presidente Ronald Reagan nei suoi diari scrisse che quel film lo aveva molto colpito, e due anni dopo si riaprirono i negoziati sul nucleare con l’Unione Sovietica.

Il regista, sceneggiatore e scrittore newyorchese è venuto in Italia, ospite dell’Italian Global Series di Rimini e Riccione, per parlare di questo, dell’attuale Presidente Usa e degli attuali pericoli. “Quello che penso è che Trump sia un pazzo e che tra lui e l’Intelligenza Artificiale abbiano davanti a noi un futuro abbastanza cupo. – ha affermato – In ogni caso credo che l’attuale Presidente dia retta solo a quello che c’è nella sua testa e non sarebbe neanche in grado di stare due ore seduto a guardare un film”.

La visione del mondo di Meyer, oggi, è ancora più pessimista rispetto a 40 anni fa. “Credo che tutto stia lentamente sfuggendo al nostro controllo, basti pensare ai pericoli dell’Intelligenza artificiale e ai leader irresponsabili che ci sono in giro per il mondo. – ha spiegato il regista – Già abbiamo avuto degli incidenti nucleari. Ora speriamo che non succedano, ma la speranza non è una strategia. Sembra che nessuno voglia parlare del vero pericolo di una guerra nucleare, preferiamo andare a fare shopping. Proprio come disse ci disse George Bush dopo l’11 settembre”.

Meyer nella sua lunga carriera ha anche diretto “Star Trek II – L’ira di Khan” e “Star Trek VI: Rotta verso l’ignoto”, con il cast originale. E a 60 anni dalla messa in onda del primo episodio, Meyer ha sottolineato come quella saga sia stata in qualche modo profetica: “Spero che prima o poi ci sarà qualcuno che dirà: fermiamoci, lavoriamo insieme per risolvere i problemi del nostro mondo. Star Trek parlava proprio di questo: di persone di buona volontà, di razze e generi diversi, che si univano. Funzionerebbe oggi? Non so, speriamo”.

MotoGp, Marc Marquez: "Ducati è la moto più competitiva"

Roma, 11 lug. (askanews) – Marc Marquez ha vinto la Sprint Race del GP di Germania, tappa del Mondiale MotoGP che va in scena sul circuito del Sachsenring. Il fuoriclasse spagnolo ha rispettato il pronostico nella gara veloce disputata su uno dei suoi tracciati preferiti, scattando in maniera brillante dalla pole position e rimanendo saldamente al comando della prova per i quindici giri. Marc Marquez, che ha sensibilmente accorciato le distanze nei confronti di Jorge Martin nella lotta per il titolo iridato, ha espresso la propria soddisfazione al termine della gara: “Alex stava spingendo molto forte, l’ho visto molto vicino. Ho cercato di mantenere un passo costante, lui ha cercato di recuperare qualcosina. Vedremo domani con la gomma media, magari riusciremo a gestire un po’ meglio e speriamo di ottenere lo stesso risultato”. L’iberico ha poi proseguito la propria analisi ai microfoni di Sky: “Alex e Diggia erano vicini, avevano un passo buono nel finale. Dobbiamo capire cosa possiamo fare domani, dobbiamo sistemare alcune cose. Ho visto che non serviva girare in 1:20.8-1:20.9, ho visto che Alex si avvicinava ma ero tranquillo e nel T4 mi sento forte. Abbiamo la moto più competitiva. La Aprilia è molto competitiva, ma sono convinto che la più competitiva sia la nostra. Domani la vittoria ce la giochiamo io, Alex e Diggia. Bezzecchi stava andando forte, ma si è rotto la clavicola e gli mandiamo un augurio di guarigione durante questa sosta estiva”.

Pnrr, Sogesid: superati target su rischi alluvione in Emilia Romagna

Roma, 11 lug. (askanews) – Sogesid “accoglie con grande soddisfazione il raggiungimento e il superamento del target previsto dal PNRR relativo agli interventi per la gestione del rischio alluvione e la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico nei territori colpiti dagli eventi alluvionali del 2023 in Emilia-Romagna, Toscana e Marche”.

Il completamento di 317 interventi entro il 30 giugno, rispetto ai 190 fissati come obiettivo dal PNRR, si legge in una nota, “costituisce un risultato di assoluto rilievo che conferma la capacità delle istituzioni di operare con efficacia, tempestività e visione condivisa, assicurando il rispetto degli impegni assunti con l’Unione europea”.

Tra gli interventi realizzati, riferisce ancora la Società, rientrano opere di particolare importanza per il ripristino delle infrastrutture viarie e per la messa in sicurezza delle aste fluviali, ambiti nei quali Sogesid ha operato quale soggetto attuatore, mettendo a disposizione della Struttura commissariale competenze ingegneristiche, capacità di project management e supporto tecnico-amministrativo lungo tutte le fasi di attuazione degli interventi.

“Il superamento del target PNRR è un risultato che testimonia l’efficacia della collaborazione tra istituzioni e della capacità di fare sistema – dichiara la presidente di Sogesid, Silvia Paparella. – Desidero esprimere il mio apprezzamento al Commissario straordinario Fabrizio Curcio e a tutta la Struttura commissariale per la guida autorevole e il costante coordinamento che hanno reso possibile il conseguimento di questo importante traguardo. Come Società di ingegneria dello Stato, Sogesid è orgogliosa di aver contribuito, in qualità di soggetto attuatore, alla realizzazione degli interventi, mettendo a disposizione competenze tecniche e capacità operativa. È attraverso una leale collaborazione tra la Struttura commissariale, le Regioni e i soggetti attuatori che è possibile rispettare gli obiettivi del PNRR e realizzare opere strategiche per la sicurezza e la resilienza dei territori”.

MotoGp, Marc Marquez domina la Sprint del Sachsenring

Roma, 11 lug. (askanews) – Marc Marquez torna a dettare legge al Sachsenring. Lo spagnolo della Ducati ufficiale ha conquistato la Sprint Race del Gran Premio di Germania conducendo la gara dal primo all’ultimo dei 15 giri, dopo essere scattato dalla pole position.

Alle sue spalle ha chiuso il fratello Alex Marquez, che è rimasto in scia per tutta la corsa senza però trovare lo spazio per attaccare. Terzo posto per Fabio Di Giannantonio, autore di una gara solida che gli permette di raccogliere punti importanti in chiave mondiale.

Ai piedi del podio si è classificato il giapponese Ai Ogura, seguito da Raul Fernandez e dal leader del campionato Jorge Martin, soltanto sesto. Settima posizione per Francesco Bagnaia, mai realmente in lotta per il podio.

La Sprint è stata caratterizzata anche dal ritiro di Franco Morbidelli, caduto a metà gara senza conseguenze fisiche. Assente invece Marco Bezzecchi, costretto a saltare la gara dopo la frattura della clavicola riportata nelle qualifiche. Il pilota italiano rientrerà in Italia per essere operato. Con il successo al Sachsenring, Marc Marquez conquista la sua quarta vittoria stagionale nelle Sprint e la diciannovesima in carriera, nuovo record assoluto nella specialità. È inoltre la trentacinquesima medaglia Sprint per il nove volte campione del mondo, altro primato. Per Ducati si tratta della sesta vittoria Sprint della stagione.

In classifica generale Jorge Martin conserva la leadership del Mondiale con 223 punti, undici di vantaggio su Bezzecchi e tredici su Di Giannantonio. Marc Marquez sale a quota 208 punti e riduce ulteriormente il distacco dalla vetta.

Iran, Khamenei: vendicare mio padre assassinato è un’esigenza della nazione

Roma, 11 lug. (askanews) – La Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha affermato che vendicare il suo predecessore e padre, assassinato, è “un’esigenza della nazione” e “deve certamente” avvenire: lo ha scritto lo stesso Khamenei sul suo account di Telegram.

Khamenei ha diffuso il messaggio in occasione dei funerali del padre, l’Ayatollah Ali Khamenei, svoltisi mesi dopo la sua morte nei raid aerei israeliani del 28 febbraio.

“Ci impegniamo a vendicare il sangue del leader martire e di tutti i martiri di queste due guerre per mano dei criminali e spregevoli assassini”, ha concluso la Guida Suprema iraniana.

“Integrazione”: convegno Lega alla Camera su islamismo politico

Roma, 11 lug. (askanews) – Organizzato alla Camera dei Deputati dal Dipartimento per

l’Integrazione delle Comunità Straniere della Lega, dall’Istituto Milton Friedman (Roma) e da Trends Group (Abu Dhabi), l’evento “Integrazione: le implicazioni della presenza dei Fratelli Musulmani in Europa” ha riunito rappresentanti istituzionali e studiosi per analizzare il fenomeno dell’islamismo politico e il suo impatto sulle democrazie europee.

L’evento, moderato dal direttore de Il Tempo Daniele Capezzone, ha visto gli interventi di Souad Sbai, promotrice dell’iniziativa; Mohammed Abdulla al-Ali, CEO di TRENDS Global Group; i ricercatori senior di Trends Hamad al-Hosani e Badriya al-Riyami; Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo dell’Istituto Friedman; il geopolitologo Alexandre Del Valle. Nel video il commento di Dario Peirone, direttore generale dell’Istituto Milton Friedman.

I relatori hanno approfondito il ruolo della Fratellanza Musulmana, le strategie di diffusione dell’ideologia anche attraverso il digitale e l’importanza della ricerca. Gli Emirati Arabi Uniti, come evidenziato da tutti i relatori, rappresentano oggi un modello di successo nella lotta contro la minaccia rappresentata dall’Islam politico soprattutto in Europa.

L’Istituto Friedman e Trends Group hanno siglato poi un memorandum che ha avviato una collaborazione strutturata tra il think thank italiano e quello emiratino. Ad entrambi gli eventi ha preso parte l’Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti a Roma, S.E. Abdulla Ali AlSubousi.

MotoGP, frattura completa e scomposta della clavicola per Bezzecch

Roma, 11 lug. (askanews) – Caduta per Marco Bezzecchi durante le qualifiche del Sachsenring. Nel corso del primo run del Q2, il pilota Aprilia ha perso il posteriore della sua RS-GP in curva 7 a 140 km/h ed è stato sbalzato dalla moto. Gli esami a cui si è sottoposto al centro medico hanno evidenziato una frattura completa e scomposta della clavicola sinistra che richiede un intervento chirurgico, per questo Bezzecchi tornerà in Italia e salterà il resto del weekend. “A seguito dell’incidente – la noto della MotoGp Marco Bezzecchi è stato trasportato al centro medico del circuito dove, sotto la supervisione del direttore medico della MotoGP, il dottor Angel Charte, è stato sottoposto a un esame radiografico che ha evidenziato una frattura completa e scomposto della clavicola sinistra. Il tipo di frattura richiede un intervento chirurgico per garantire un recupero ottimale, che sarà eseguito dal dottor Giuseppe Porcellini in Italia. Marco Bezzecchi intende tornare in Italia il prima possibile. Vi terremo aggiornati.”

Addio a 86 anni a Peppino di Capri: quando cantava “Champagne”

Roma, 11 lug. (askanews) – Addio a Peppino Di Capri. Uno dei protagonisti della canzone italiana dagli anni Sessanta in poi, cantante, pianista e attore, è morto a 86 anni “dopo una lunga malattia”, come scrive Il Mattino di Napoli. Tra i suoi successi ci sono “Champagne”, “Roberta”, “St. Tropez Twist” e la cover di “Let’s Twist Again”.

Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, avrebbe compiuto 87 anni il 27 luglio. Un anno fa circa, in queste immagini, cantava “Champagne” nel corso di una serata-evento che ha visto la leggenda della musica italiana protagonista durante la manifestazione “Il Cinema in Certosa”, nel chiostro grande della Certosa di San Giacomo sull’isola di Capri, una serata-tributo in suo onore, durante la quale è stato proiettato il film tv “Champagne – Peppino Di Capri” prodotto da Rai Fiction e O’Groove.

Peppino di Capri lascia il figlio Igor avuto dalla prima moglie Roberta Stoppa e i figli Edoardo e Dario avuti dalla seconda moglie Giuliana Gagliardi. I funerali si svolgeranno domenica pomeriggio, 12 luglio, nell’ex cattedrale di Santo Stefano in piazzetta a Capri.

Terremoti in Venezuela, continua a salire il numero dei morti accertati. Restano decine di migliaia i dispersi

Roma, 11 lug. (askanews) – È di almeno 4.118 morti e 16.740 feriti il bilancio provvisorio delle vittime del violento sisma che ha colpito il Venezuela: lo ha annunciato la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez.

Ancora incerto il numero dei dispersi, dell’ordine delle decine di migliaia: a complicare le cose sono anche i milioni di venezuelani emigrati nel corso degli ultimi anni, molti clandestinamente.

Dopo il sisma del 24 giugno sono state approntate delle piattaforme on-line per la ricerca delle persone ancora disperse: stando al sito “Venezuela te busca” i non localizzati sono 18.050 su 44.308 iscritti; su “Desaparecidos terremoto Venezuela” le cifre sono rispettivamente 29.957 e 44.188.

Trump: mille missili contro se l’Iran mi uccidesse, l’esercito è pronto a distruggerlo

Roma, 11 lug. (askanews) – “Mille missili sono pronti e puntati contro la Repubblica Islamica dell’Iran, e migliaia di altri seguiranno immediatamente, qualora il governo iraniano mettesse in atto la sua minaccia, pronunciata in molti angoli del mondo, di assassinare, o tentare di assassinare, il presidente in carica degli Stati Uniti d’America, in questo caso, ME!”: lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti , Donald Trump, sul suo account di Truth Social.

“Gli ordini sono già stati impartiti e l’esercito statunitense è pronto, disposto e in grado, per un periodo di un anno, prorogabile, di decimare e distruggere completamente tutte le regioni dell’Iran – LODATO SIA ALLAH!” Trump aveva già affermato ieri di aver ordinato una campagna di bombardamenti senza precedenti contro l’Iran nel caso dovesse essere vittima di un attentato.

Intanto, però, il presidente degli Stati Uniti ha incaricato il suo team negoziale di proseguire i colloqui con l’Iran in programma oggi in Oman: è quanto riporta la Cbs, citando fonti dell’Amministrazione statunitense.

Secondo le fonti gli Stati Uniti risponderanno ricorrendo alla leva militare ed economica qualora l’Iran continuasse a “compiere atti ostili”.

La squadra negoziale di Trump è composta dal vicepresidente JD Vance, dal genero del presidente, Jared Kushner, dall’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e dal segretario di Stato Marco Rubio.

Direttore Porretta Soul Festival sul "no" a patrocinio Consolato Usa

Roma, 11 lug. (askanews) – “Vorrei chiarire un punto che in questi giorni è stato oggetto di interpretazioni non corrette. Si è parlato di un presunto ‘rifiuto’ del patrocinio del Consolato Americano. In realtà c’è una sostanziale differenza tra rifiutare un patrocinio e decidere di non richiederlo. Quest’anno ho semplicemente scelto di non chiedere il patrocinio del Consolato degli Stati Uniti. È una decisione personale, presa in piena libertà, che riflette una mia convinzione: attenderò che alla guida degli Stati Uniti torni un Presidente che, a mio giudizio, dimostri maggiore rispetto per le regole della civile convivenza e dei rapporti tra i popoli”: lo ha affermato, in una nota, il direttore artistico del Porretta Soul Festival, Graziano Uliani, sottolineando di voler fare chiarezza sul patrocinio del Consolato Americano alla kermesse e le polemiche che ne sono seguite.

“Non c’è stato alcun rifiuto da parte del Consolato, né alcuna polemica nei suoi confronti. Tutto qui. Il Porretta Soul Festival continuerà, come ha sempre fatto, a celebrare la grande musica americana e il profondo legame di amicizia che unisce Porretta e Memphis, un rapporto costruito in quasi quarant’anni di storia e che va ben oltre le vicende politiche del momento”, ha aggiunto.

In radio "Los Angeles" di Blanco, brano sulla fine di un amore

Milano, 11 lug. (askanews) – E’ già disponibile in rotazione radiofonica “Los Angeles” di Blanco. Il brano, contenuto nell’album “MA'” – certificato Disco d’Oro, diventa il nuovo singolo estratto dal terzo progetto discografico di Blanco, pubblicato lo scorso aprile per EMI Records Italy (Universal Music Italy) con la direzione artistica di Stefano Clessi (Eclectic Music Group). “Los Angeles” racconta la fine di un amore attraverso una casa che, privata del sentimento che la abitava, perde improvvisamente ogni significato. Simbolo del legame e dei ricordi condivisi, diventa qualcosa da lasciar bruciare insieme a ciò che rappresentava. A ispirare il brano è stata “Vendo casa” di Lucio Battisti, uno dei riferimenti più amati dall’artista. Da quell’intuizione nasce una metafora intensa e immediata, con cui BLANCO trasforma lo spazio domestico nell’immagine di un rapporto ormai concluso, confermando la sua capacità di raccontare la fragilità dei sentimenti attraverso immagini fortemente evocative.

Dopo il grande successo del suo primo tour nei palazzetti, Blanco torna dal vivo con il tour estate 2026, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti, ora in corso. Le prossime tappe lo porteranno il 21 luglio a Palmanova (UD), in Piazza Grande per Estate di Stelle; il 26 luglio a Catania, a Villa Bellini per Sotto il Vulcano Fest; il 2 agosto a Gallipoli (LE), al Parco Gondar per Oversound Music Festival; il 6 agosto ad Alghero (SS), all’Anfiteatro Ivan Graziani per Alguer Summer Festival; il 9 agosto a Marina di Carrara (MS), a CarraraFiere (data precedentemente prevista a Cinquale); fino all’ultimo appuntamento del 12 agosto a Baia Domizia (CE), all’Arena dei Pini per il Domizia Summer Festival.

Il 31 luglio Blanco sarà inoltre ospite del Sunny Hill Festival, il più importante festival musicale di Pristina, in Kosovo, e uno dei principali appuntamenti live d’Europa. Fondato dalla famiglia Lipa, il festival è diventato negli anni un punto di riferimento della scena internazionale, ospitando alcuni dei più grandi nomi del panorama pop ed elettronico mondiale, tra cui Katy Perry, Martin Garrix, Seth Troxler e Pawsa. La partecipazione di Blanco a una line-up di questo calibro rappresenta un’ulteriore conferma della crescente rilevanza del suo percorso artistico anche sulla scena internazionale.

Artie 5ive annuncia "Aspettando vittoria tour 2026″

Milano, 11 lug. (askanews) – Artie 5ive annuncia “Aspettando vittoria tour 2026” con una serie di live nelle principali città italiane che culmineranno il 10 novembre 2026 con una speciale data evento all’Unipol Forum di Milano, uno dei palchi simbolo della musica dal vivo italiana.

Il nuovo tour, prodotto da Vivo Concerti e in partenza dal 15 ottobre da Padova, arriva dopo il successo dei tour nei club dello scorso anno e accompagnerà il suo percorso verso il nuovo progetto discografico “Vittoria”, in arrivo entro un anno, mentre “La bellavita”, recentemente certificato triplo disco di platino, viene inserito tra i dieci album più venduti del primo semestre del 2026 nonostante la sua uscita risalga a marzo 2025, e i suoi singoli rimangono stabili ai vertici della chart italiana. Queste tutte le date annunciate: Giovedì 15 ottobre 2026 | Padova – Gran Teatro Geox Sabato 17 ottobre 2026 | Venaria Reale (TO) – Teatro della Concordia Giovedì 22 ottobre 2026 | Firenze – Teatro Cartiere Carrara Giovedì 29 ottobre 2026 | Roma – Atlantico Live Martedì 10 novembre 2026 | Milano – Unipol Forum

Le prevendite per Aspettando Vittoria Tour 2026 saranno disponibili dalle ore 14:00 di venerdì 10 luglio per info www.viviconcerti.com.

L’annuncio arriva in un momento particolarmente significativo per Artie 5ive. Un risultato costruito sulle hit, ma soprattutto sulla capacità del disco di continuare a dialogare con il pubblico, con brani come “Sogno americano” e “Davverodavvero” ancora presenti nella Top 50 di Spotify.

Anche “Swag music”, primo estratto da “Vittoria”, continua a confermarsi ai vertici delle classifiche di vendita e streaming, accompagnando l’inizio di un nuovo capitolo che guarda già al prossimo anno.

Musica, è morto Peppino di Capri, la voce di Napoli

Roma, 11 lug. (askanews) – Peppino Di Capri, uno dei protagonisti della canzone italiana dagli anni Sessanta in poi, è morto oggi a 86 anni dopo una lunga malattia: è quanto riporta il quotidiano Il Mattino di Napoli. Tra i suoi successi ci sono ‘Champagne’, ‘Roberta’, ‘St. Tropez Twist’ e la cover di ‘Let’s Twist Again’.

Lascia il figlio Igor con la prima moglie Roberta Stoppa e Edoardo e Dario con Giuliana Gagliardi. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio nell’ex cattedrale di Santo Stefano in piazzetta a Capri.

Basta con la favola delle “droghe leggere”

Numeri che tremano
L’Italia è prima in Europa per consumo di cannabis tra i giovani: il 21%, contro il 19,5% della Spagna e il 18,9% della Francia. L’età del primo uso è scesa fino a 12 anni, mentre il principio attivo delle sostanze oggi in circolazione è 10-15 volte superiore a quello di vent’anni fa. Non sono cifre astratte: sono ragazzini delle medie.

Una distinzione che non esiste
Continuiamo a usare, nel linguaggio comune, l’espressione “droghe leggere” contrapposta a “droghe pesanti”. È una comodità linguistica, non una categoria scientifica: nessuna evidenza la sostiene. Eppure quella frase ha costruito per decenni un permesso sociale silenzioso, oggi in urto con una chimica del tutto diversa da quella di trent’anni fa.

Cosa dice la medicina
Il quadro scientifico è chiaro: fino ai 25 anni il cervello è ancora un cantiere aperto, e proprio in questa finestra l’esposizione frequente a cannabis molto potente lascia tracce misurabili, con un assottigliamento della corteccia nelle zone che governano memoria e concentrazione. Le ricerche più recenti, condotte su decine di migliaia di adolescenti seguiti nel tempo, mostrano che chi ne fa uso ha una probabilità più che doppia di ricevere in seguito una diagnosi di psicosi o di disturbo bipolare, spesso a distanza di appena uno o due anni dal primo contatto con la sostanza. Non è un messaggio costruito per spaventare: è quanto emerge, oggi, dai dati.

Quello che ho visto
Nella mia esperienza diretta di sociologo lo schema si ripete: il primo spinello vissuto come rito quasi innocuo, premiato dal gruppo; poi l’assuefazione, che chiede dosi più alte per lo stesso effetto; infine il passaggio, spesso silenzioso, a cocaina, crack, nuove sostanze psicoattive di cui i ragazzi non conoscono nemmeno gli effetti. Non è un automatismo valido per tutti, ma è un viatico reale: una porta che, una volta varcata, è molto più difficile richiudere di quanto si creda a quindici anni.

Il nodo è educativo
L’aumento dell’11% degli accessi al pronto soccorso per problemi droga-correlati e le 92 nuove sostanze psicoattive censite in un anno sono il prezzo di aver derubricato per troppo tempo il fenomeno a un dettaglio da adolescenza turbolenta. Squillaci, presidente della Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), parla di un’educazione “fortemente frammentata”, tra scuola nozionistica, famiglie assenti per necessità e sport e associazionismo in affanno. Proprio perché il contesto è già fragile, non possiamo permetterci ambiguità sul messaggio di fondo: sottovalutare non è comprensione, è abbandono.

Una linea ferma, non moralista
Essere fermi non significa essere moralisti, né agitare lo spettro della paura. Significa restituire ai giovani informazioni vere, senza le rassicurazioni comode che noi adulti ci concediamo per sentirci a posto. Non serve un adulto indulgente per sembrare comprensivo, né uno severo per sembrare autorevole: serve chi sa dire, con chiarezza e senza ipocrisia, che non esiste una via sicura verso l’alterazione di sé. Ogni “è solo una canna” può essere il primo passo di un cammino lungo e difficile da percorrere a ritroso. Il tempo delle mezze verità, su questo tema, è finito.

Bipolarismo senza valori: l’attualità di Moro di fronte alla crisi della politica

Le radici del personalismo moroteo

La possibilità datami dal destino di incontrare il Presidente Moro mi ha offerto la ricchezza di un insegnamento non comune, fondato soprattutto sull’esempio. Oggi s’impone una sorveglianza critica sul valore del suo pensiero, che non può essere analizzato complessivamente visto che è stato bruscamente interrotto e poi interpretato in modo marginale e sovente strumentale. Occorre cogliere pertanto l’esigenza assai diffusa di isolare i vari momenti di un’opera vasta che segna e qualifica la presenza dei cattolici in politica, sotto l’egida dell’ispirazione laica e democratica. Siamo di fronte a qualcosa che si può definire “umanesimo popolare”.

Aldo Moro era un vero democratico cristiano. Cresce nelle organizzazioni cattoliche negli anni ’30 all’ombra di quel mondo variegato che fu l’arcipelago delle realtà collaterali all’Azione cattolica, guidata dal magistero e dall’amore di Pio XI (“la pupilla dei miei occhi”, così la definiva). Gedda vi eserciterà un ruolo importante per circa un trentennio. A quei giovani, tra i quali vi erano Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Mariano Rumor e naturalmente Moro, Papa Ratti ripeteva: “Studiate, formatevi… verrà un giorno che sarete chiamati a responsabilità!”. E quel giorno venne dopo l’immane catastrofe della guerra, la lotta fratricida, la rinascita democratica, la non facile scelta della libertà politica e certamente la maturazione morale in quei giorni che Eduardo De Filippo definirà “’a nuttata!”. Dunque, chi voglia analizzare il pensiero e soprattutto l’opera morotea non può prescindere dal clima che egli ha respirato negli anni ’40, che videro la sua completa e definitiva adesione agli ideali della Democrazia Cristiana.

Un forte retroterra religioso

Moro veniva da un forte retroterra religioso e apparteneva ad un mondo borghese illuminato, fatto di studi, riflessioni, approfondimenti, ricerche. Affezionato al mondo universitario, ha coltivato l’impegno da missionario dell’insegnamento nonostante le fatiche della politica. Infatti amava ripetere che era soprattutto un professore ed anche quando, nei primi anni ’70, circolava la proposta che chi aveva un incarico universitario o fosse un professionista e avesse al tempo stesso una carica istituzionale e politica avrebbe dovuto optare, egli ammonì che se fosse passato quel provvedimento in legge si sarebbe alzato nell’aula di Montecitorio e avrebbe informato il Parlamento che la sua vocazione era di “fare il professore”, e quindi avrebbe abbandonato ogni carica politica. Ma non ve ne fu bisogno perché fortunatamente, nel crinale infuocato ed irrazionale degli anni di piombo, quel provvedimento non divenne legge.

 

La formazione cattolica e la cultura della libertà

La formazione culturale di Moro avviene all’insegna di quella grande rivoluzione che fu il personalismo comunitario di Jacques Maritain ed Emmanuel Mounier, ma soprattutto secondo le sfide di quest’ultimo che con la rivista Esprit sconvolse le certezze perbenistiche e borghesi degli anni Trenta.

L’arrivo nel panorama culturale italiano del personalismo rivoluzionò non soltanto il mondo cattolico, costringendolo a fare i conti col binomio tradizione/progresso, ma spinse anche le certezze neo-idealistiche a confrontarsi con nuove sfide ermeneutiche. Lo stesso impianto gnoseologico sul quale si era retto il regime fascista scricchiolava sotto i colpi delle rinnovate esigenze giovanili e delle nuove urgenze poste dalle contraddizioni del capitalismo.

Ecco, si aprivano nuove prospettive e diverse aspirazioni agitavano i giovani, non certo quelle propagandate dal regime. Moro percepisce i segni del malumore crescente soprattutto tra i giovani e vede nel personalismo il segno del futuro, non soltanto sul fronte filosofico ma anche su quello politico.

 

La Costituzione come servizio alla persona

La lunga amicizia con mons. Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI, sarà fondamentale nelle scelte di Moro. Si erano conosciuti nella Fuci, della quale Moro divenne presidente negli anni della seconda guerra mondiale.

La centralità della persona è sottolineata da Moro anche nella sua opera all’interno dell’Assemblea Costituente, dove il suo contributo si incontra con quello di Giorgio La Pira. Proprio con La Pira curerà l’articolo 11 della Costituzione e contribuirà all’intera intelaiatura costituzionale, realizzando i presupposti di uno Stato al servizio della persona e non viceversa.

 

Oltre il bipolarismo: la democrazia della partecipazione

L’impegno politico e culturale moroteo è stato sempre orientato all’allargamento delle condizioni per realizzare una vera democrazia della partecipazione, fortificando il ruolo dei partiti politici come strumenti di coinvolgimento democratico.

Di qui l’intuizione di una terza fase, rimasta soltanto “in nuce” a causa della tragica fine dello statista, secondo la quale l’evoluzione della società deve confrontarsi con i principi non negoziabili alla luce delle coordinate storiche. Occorre quindi attualizzare il pensiero di Moro, nella convinzione che non possa esistere una politica senza una riflessione mediata e ponderata, capace di cogliere, come diceva lui stesso, «le conseguenze delle conseguenze degli avvenimenti».

 

Uneredità morale per le nuove generazioni

È trascorso tanto tempo. Il crollo del Muro di Berlino, la crisi del comunismo e oggi quella del capitalismo consumistico, l’avvento dell’informatica, la società multietnica, i nuovi diritti e le trasformazioni del lavoro hanno cambiato profondamente il nostro tempo.

Tuttavia il pensiero di Moro resta un monito. Per chi ha avuto il privilegio di conoscerlo, rimane vivo il ricordo di un maestro che ha saputo coniugare fede, cultura e politica.

Ancora oggi il suo sacrificio costituisce un dolore profondo, ma anche un insegnamento. La sua testimonianza continua a rappresentare un punto di riferimento per i giovani studiosi del nuovo millennio, chiamati a riscoprire, attraverso il suo esempio, il valore della persona, della libertà e della responsabilità.

 

Prof. Giulio Alfano
Presidente dellIstituto Emmanuel Mounier – Italia

La Dc tra pregiudizi e cattiverie

Un giudizio segnato da vecchi stereotipi

C’è poco da fare. Il vizio, antico e ben radicato, riemerge sempre e puntualmente come un fiume carsico. E, per uscire dalla metafora, i cosiddetti grandi commentatori o i raffinati opinionisti nostrani periodicamente non perdono occasione per ristabilire la presunta e giusta verità. Ovvero, la Dc è stato indubbiamente un grande partito, il più grande partito popolare, di massa e di governo del nostro paese ma – c’è sempre un ma – ha prodotto anche un gigantesco debito pubblico, è stata votata anche da chi non ne condivideva affatto il progetto politico, era una sorta di seppur mascherata associazione a delinquere e, soprattutto, ha creato un gigantesco debito pubblico gettando le basi del fallimento del ‘sistema Italia’. Insomma, una esperienza politica di cui si può e si deve certamente parlare ma quando, però, si esagera nei giudizi positivi arriva sempre la puntuale e scontata sentenza. E cioè, un partito di cui è bene parlarne purchè non ritorni. Mai più. Seppur sotto mentite spoglie. Al riguardo, non mancano anche singole e ben selezionate esaltazioni di spezzoni di classe dirigente. Che, detto fra di noi, è stata la più grande, autorevole, qualificata e riconosciuta classe dirigente che l’Italia abbia mai avuto dal secondo dopoguerra in poi. Ma tant’è. Anche su questo versante non mancano radicate e scontatissime pregiudiziali. Basti citare, per fare un solo esempio concreto, un paio di leader storici come Carlo Donat-Cattin e Francesco Cossiga per arrivare a conclusioni spietate ed insindacabili – sempre da parte del gotha della intelligentia nostrana – sul profilo di ampi settori di quella classe dirigente.

 Il ruolo storico della Democrazia Cristiana

Ora, e senza rivangare o ripetere i soliti e ormai collaudatissimi metodi che vengono usati quando si parla della Dc, del suo progetto politico, del suo profilo culturale e soprattutto della sua storica classe dirigente, un paio di riflessioni non possiamo non farle.

Innanzitutto il ruolo che la Democrazia Cristiana ha avuto nel nostro paese va molto oltre il giudizio sprezzante e volgare di chi continua imperterrito a infangarne la storia e lo stesso progetto politico e di governo. Basti ricordare che è stata votata per quasi 50 anni dagli italiani e, in quei decenni, ha sempre saputo – seppur con alti e bassi – garantire governabilità, tenuta democratica, avanzamento sociale e crescita economica salvaguardando la democrazia nella libertà. Elementi non così scontati in un contesto politico generale che contemplava al suo interno il più grande partito comunista dell’Occidente.

Una classe dirigente ancora punto di riferimento

In secondo luogo, proprio la classe dirigente della Democrazia Cristiana viene ancora oggi ricordata non per spirito nostalgico o agiografico ma, semplicemente, per la sua levatura politica, culturale e di governo che non ha più avuto eguali nella storia democratica del nostro paese. È consigliabile, del resto, evitare di fare confronti impropri con l’attuale classe dirigente per non incappare in giudizi che potrebbero essere volgari e fuori luogo. Ma, comunque sia, ancora oggi e con insistenza – ad oltre 30 anni dalla fine della Dc – ci si ispira al magistero politico, culturale e di governo di larga parte della classe dirigente della Dc quando si parla di progettualità, di cultura di governo, di collocazione politica del nostro paese sul versante europeo ed internazionale, di rapporto con gli altri partiti e con la società civile e anche e soprattutto di come costruire e consolidare un consenso democratico.

 Il dovere dellonestà intellettuale

Ecco perchè, in ultimo, quando si parla oggi – e se ne parla ancora molto – della Dc e del ruolo che ha avuto nella storia democratica del nostro paese occorre anche essere onesti intellettualmente archiviando le solite e ormai conosciutissime pregiudiziali politiche, ideologiche e personali. Non per il bene della Dc – che è sempre un fatto opinabile e discutibile – ma anche e soprattutto per rispetto della storia democratica del nostro paese.

Artifici elettorali: quando una minoranza si veste da maggioranza

Lestate delle riforme silenziose

Nei periodi di pausa estiva, tra mare e creme solari, tradizionalmente c’è una minore attenzione dell’opinione pubblica rispetto agli accadimenti di tipo politico e istituzionale. Non c’è quindi momento migliore per far passare, spesso in sordina, anche provvedimenti abbastanza discutibili. È il caso della nuova legge elettorale, una proposta avanzata dall’attuale maggioranza di destra con l’obiettivo di dare stabilità al governo del paese. Un obiettivo oltre che paradossale anche inspiegabile, vista la ripetuta ostentazione del record di durata del governo in carica. Ma tanto basta per cambiare le priorità di un paese che registra un aumento della povertà, un taglio alla spesa sanitaria e un blocco della produzione industriale che non cresce da tre anni. Ma nonostante ciò, si tenta di cambiare le priorità di un paese attraversato da una crisi energetica che pesa su imprese e famiglie; con la sostanziale differenza che le imprese possono cercare all’estero dei costi di produzione più contenuti lasciando sul terreno storie di disoccupazione e di depauperamento del tessuto industriale nazionale, mentre le famiglie devono inevitabilmente subire una situazione che le vede soccombere rispetto ad una progressiva perdita di potere d’acquisto e ad un continuo logoramento degli standard di qualità della vita conosciuti fino a qualche anno fa.

Il premio di maggioranza e gli equilibri costituzionali

La proposta della nuova legge elettorale, se confermata nell’originaria formulazione, prevede un premio di maggioranza talmente elevato che di fatto vanificherebbe lo spirito costituzionale che richiede maggioranze qualificate (quindi superiori alla maggioranza semplice dei parlamentari) in alcuni passaggi istituzionali particolari e delicati (ad esempio l’elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte Costituzionale, la modifica della Costituzione).

 Astensionismo e rappresentanza democratica

In un momento storico nel quale circa la metà degli elettori non si reca alle urne, chi vince le elezioni politiche si trova a rappresentare non più di un quarto dell’intera cittadinanza. Questa condizione di crescente astensionismo sconsiglia fortemente di introdurre degli importanti premi di maggioranza che allontanerebbero ulteriormente il consenso formale dal consenso reale. Risulterebbe peraltro completamente sconfessato lo spirito con il quale i costituenti immaginarono la vita delle istituzioni democratiche del nostro paese, all’insegna del confronto e della mediazione tra forze politiche e sociali con storie e culture diverse tra loro. Una nuova occasione per rimarcare la differenza tra chi crede nella nostra Carta costituzionale e chi ancora oggi non riesce ad accettarne fino in fondo l’esistenza e soprattutto il contenuto in termini formali e sostanziali.

Da Lisbona a Caracas

Il tragico non è morto, anzi: fa spesso irruzione nella vita e nella storia.

Il terremoto di Lisbona del 1755, ad esempio, con i suoi 70mila morti, tanto fece discutere gli intellettuali dell’epoca. Voltaire, nel Candido, giunse a ironizzare sulla definizione di Leibniz del nostro come del migliore dei mondi possibili.

Oggi, dinanzi al violento evento sismico che ha colpito soprattutto il Venezuela, la tentazione di molti è di voltarsi dall’altra parte. Credo che, al contrario, occorra una mobilitazione straordinaria a favore delle popolazioni coinvolte e, nel contempo, una riflessione approfondita sullo stato attuale delle relazioni fra Nord e Sud del globo. Il Venezuela, un po’ come la Groenlandia, è infatti una metafora della politica neocoloniale del presidente Trump.

Come europei come possiamo muoverci? Senza dimenticare che a decine di migliaia gli italiani, ad esempio, emigrarono nel Paese latinoamericano. Ecco, spesso si crede che il Vecchio continente si articoli solo nell’area continentale e in quella anglosassone. No, c’è anche la penisola iberica, vero ponte verso l’America centrale e meridionale. Le quali sono, insieme, Occidente e Sud del globo.

Fuori il remix della hit "I Want Your Sex" di George Michael

Milano, 11 lug. (askanews) – E’ disponibile in digitale il remix ufficiale di “I want your sex” di George Michael (Sony Music) realizzato dal DJ, produttore e autore di fama internazionale Mosimann (https://GeorgeMichael.lnk.to/IWYS-MM).

Pochi brani hanno lasciato un segno così profondo nella cultura popolare come “I Want Your Sex”, brano pubblicato nel 1987, tutt’oggi audace, provocatorio e perfetto per la pista da ballo tanto quanto lo era quasi quarant’anni fa.

Piuttosto che stravolgere un classico rendendolo irriconoscibile, Mosimann ha realizzato questo lavoro con grande rispetto, preservandone il groove inconfondibile e l’atteggiamento seducente del brano originale. Il tutto costruito attorno alla voce vellutata di una delle più grandi icone della musica pop: George Michael.

«Non si migliora un classico, lo si omaggia. Il mio ruolo non era reinventarne l’identità, ma tradurne l’energia attraverso il mio linguaggio musicale e riportarlo dove appartiene naturalmente: sulle piste da ballo di oggi – afferma Mosimann – Se il mio remix farà scoprire l’originale di George Michael a una nuova generazione, celebrando al tempo stesso tutto ciò che rappresenta, allora avrò raggiunto esattamente il mio obiettivo».

Artista poliedrico, la cui carriera spazia dai tour mondiali alla scrittura, dalla produzione alle performance dal vivo, Mosimann è diventato uno dei talenti crossover più distintivi della musica elettronica. Continua a superare i confini tra credibilità underground e appeal globale con apparizioni nei più importanti festival del mondo, tra cui Tomorrowland 2026, e con il successo storico di 2 concerti sold out alla Zenith Arena di Parigi in programma il 17 e il 18 ottobre 2026 nell’ambito del Dream Tour.

L’uscita del remix fa parte delle celebrazioni dedicate all’eccezionale eredità artistica di George Michael di cui fanno parte anche “George Michael: The Faith Tour”, il nuovo film-concerto restaurato che documenta lo storico tour del 1988, e il relativo album live. Entrambi i progetti offrono una nuova prospettiva su uno degli artisti più influenti della storia della musica pop.

"La testa gira" di Fred De Palma primo in classifica singoli FIMI/NIQ

Milano, 11 lug. (askanews) – “La testa gira” (Atlantic/Warner Music Italy), l’ultimo singolo di Fred De Palma feat. Anitta & Emis Killa, conquista la vetta della classifica FIMI/NIQ dei singoli più venduti, spodestando dopo mesi Samurai Jay e confermandosi come uno dei fenomeni musicali dell’estate 2026. Il brano – certificato Disco D’Oro – si è da subito imposto come una delle canzoni simbolo dell’estate 2026, confermando ancora una volta la capacità di Fred De Palma di intercettare il momento e trasformarlo in una hit. Dopo il primo posto su Apple Music e la costante presenza ai vertici delle classifiche Spotify, arriva ora anche il debutto al primo posto della classifica FIMI. E mentre “La testa gira” continua la sua corsa in classifica, Fred De Palma porta la sua estate in giro per l’Italia con il tour nelle piazze, prima del gran finale del 1° ottobre al Fabrique di Milano con “La festa continua”. L’ennesimo traguardo per un artista con un palmarès che conta 31 dischi di platino e 9 dischi d’oro in Italia e 5 dischi di Platino in Spagna, con oltre 4 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Molte le hit di successo di Fred De Palma che da sempre riesce a tenere salda la bandiera del reggaeton in Italia, senza dimenticare le radici del rap: “oD’estate non vale” (triplo Platino), “Una volta ancora”, (7 volte Platino in Italia e 5 volte platino in Spagna), Extasi (quadruplo Platino), con Anitta “Paloma” (triplo Platino), e “Un Altro Ballo” (Doppio platino).

La festa continua in piazza Queste le prossime date 17 agosto – Tolve (PZ) 18 agosto – Notaresco (TE) 22 agosto – Luco dei Marsi (AQ) 26 agosto – San Bartolomeo in Galdo (BN) 8 settembre – Sinopoli (RC) La festa continua 1 ottobre – Fabrique (MI)

Mondiali, Spagna-Belgio 2-1, iberici in semifinale con la Francia

Roma, 10 lug. (askanews) – Dopo aver eliminato il Portogallo nel recupero, la Spagna batte il Belgio 2-1 a una manciata di minuti dalla fine con il gol del solito Merino. Primo tempo a ritmi blandi per 30′. Poi la Spagna passa con Fabian Ruiz e il Belgio risponde con De Ketelaere. Nella ripresa solito equilibrio anche se ci prova di più la Spagna. Entra Merino a 4′ dalla fine e dopo un tiro di Cubarsi respinto da Lemmens si avventa sulla palla e firma il 2-1. La Spagna affronterà la Francia in semifinale

Mondiali, i risultati dei quarti di finale

Roma, 10 lug. (askanews) – Questi i risultati dei quarti di finale dei mondiali di calcio

QUARTI DI FINALE 09/07 Francia-Marocco 2-0 10/07 Spagna-Belgio 2-1 11/07 (L.Angeles): Norvegia-Inghilterra ore 23 12/07 (Kansas City): Argentina-Svizzera ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Dallas): Francia-Spagna ore 21 15/07 (Atlanta): Norvegia/Inghilterra-Argentina/Svizzera ore 21

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 23

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Tennis, Sinner batte Djokovic in 3 set ed è in finale a Wimbledon

Milano, 10 lug. (askanews) – Jannik Sinner torna in finale a Wimbledon dopo un anno di distanza. L’azzurro ha battuto in semifinale Novak Djokovic 6-4, 6-4, 6-4. Affronterà domenica in finale il tedesco Alexander Zverev.

Sinner ha comandato il match fin dall’inizio, mostrando una superiorità evidente negli scambi da fondo campo e un servizio praticamente inattaccabile. Djokovic ha provato a rimanere aggrappato alla partita, ma non è mai riuscito a trovare vere contromisure alla potenza e alla profondità dell’italiano che ha chiuso in due ore e 20′ di gioco, in cui ha infilato 40 vincenti e soli 15 errori.

Nel primo set l’equilibrio si rompe nel nono game: Sinner accelera con il rovescio, si procura due palle break e alla seconda occasione piazza il passante vincente che gli vale il 5-4. Poi chiude il parziale al servizio con grande autorità.

Anche nel secondo set il copione non cambia. Djokovic prova ad alzare il livello, ma Sinner continua a martellare da fondo campo. Il break arriva nel settimo game, con una splendida palla corta che lascia fermo il serbo e regala all’azzurro il vantaggio decisivo. Sul 5-3 Sinner mette in mostra tutta la sua sicurezza al servizio, con due ace consecutivi, e poi chiude 6-4.

Nel terzo set Jannik parte ancora più forte: break immediato al quarto tentativo dopo aver annullato la resistenza di Djokovic. Il serbo salva altre situazioni difficili, ma non riesce mai a impensierire davvero il rivale. Sinner difende il vantaggio fino alla fine e chiude la partita con un altro 6-4.

Una prova da campione assoluto per il 23enne altoatesino, che centra la seconda finale consecutiva a Wimbledon e conferma il suo dominio nel tennis mondiale. Settima finale Slam per lui, la prima del 2026. Affronterà Sascha Zverev, con cui domina i precedenti 9-4. Per Djokovic, invece, sfuma la possibilità di raggiungere l’ottavo titolo sull’erba londinese e il record assoluto di nove successi.

Pd-M5s-Avs ragionano su piazza a Roma, Padova in stand-by

Roma, 10 lug. (askanews) – Potrebbe essere una piazza a Roma – si parla di Santi Apostoli, storica location dell’Ulivo – l’idea di Pd-M5s-Avs per superare la sovrapposizione tra la manifestazione prevista a Padova per il 15 luglio e la maratona alla Camera sulla legge elettorale. L’appuntamento nella città veneta era stato fissato a giugno, insieme a quello di Napoli di mercoledì scorso, ma ora la volata finale sulla modifica del sistema elettorale ha spinto i leader dei tre partiti a rivedere il calendario.

Già da mercoledì sera, subito dopo la fine del comizio napoletano, si era parlato di rimandare la seconda tappa, dal momento che il 15 luglio ci sarà da dare battaglia in aula, con la destra divisa sulla reintroduzione delle preferenze. Le votazioni iniziano martedì 14 e sono previste fino a venerdì 17, difficile che Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni possano allontanarsi da Montecitorio proprio nel mezzo di un passaggio così delicato.

D’altro canto, come ragionava già ieri un parlamentare Pd, “l’idea circolava già da giorni, ma ora – dopo Napoli – rischia di sembrare una scelta per evitare altri problemi”. Per questo da ieri si ragiona su una soluzione che eviti letture maliziose e l’idea sarebbe proprio quella di organizzare intanto un appuntamento ‘romano’, magari dedicato alla legge elettorale, da organizzare in un ‘buco’ dei lavori parlamentari o al termine delle votazioni, previsto al più tardi per venerdì.

“Di sicuro una cosa la faremo”, assicurava ancora poche ore fa un dirigente del ‘campo largo’. Tutto però è ancora oggetto di valutazione, perché in ogni caso – ragiona un parlamentare Pd – “stiamo sempre parlando di organizzare di corsa una manifestazione il 15 luglio, durante la settimana…”. Altro punto da chiarire è cosa fare dell’appuntamento di Padova: rinviarlo o ‘sostituirlo’ con l’eventuale data romana? Di tutto questo si parla ancora in queste ore e ancora non è stata presa una decisione definitiva.

Nasce l’associazione Professionisti Legno

Bologna, 10 lug. (askanews) – Si sono svolti nel verde delle Serre dei Giardini Margherita di Bologna gli Stati Generali della Foresta-Legno, promossi e organizzati da Federazione Filiera Legno. Una giornata di confronto che ha riunito istituzioni, imprese, mondo della ricerca e professionisti del settore per affrontare le principali sfide e le opportunità della filiera del legno, dalla gestione sostenibile delle foreste all’innovazione industriale, fino alla valorizzazione delle competenze professionali. Tra le novità più significative emerse dall’evento c’è la nascita di Professionisti Legno, la prima associazione professionale nazionale dedicata ai professionisti che operano nel comparto industriale del legno e alle diverse figure tecniche e specialistiche della filiera.

Sulle ragioni che hanno portato alla costituzione della nuova associazione e sulle categorie di professionisti a cui si rivolge, abbiamo raccolto il commento del presidente di Federazione Filiera Legno, Angelo Luigi Marchetti: “Quando si parla di legno dobbiamo capire che dietro c’è tutta un’intera filiera, tantissime aziende che hanno una necessità importantissima che è quella di qualificare i propri collaboratori. Quindi l’associazione professionale del legno nasce proprio con l’intento di qualificare le maestranze, il saper fare e portare valore non solo alle persone, ma alle imprese e di conseguenza all’intero comparto. Per questo motivo abbiamo costituito questa associazione insieme ad altri interlocutori, quindi non solo UNCEM, PFC e Consorzio Legno, perché il nostro intento è valorizzare il legno portando avanti la qualifica delle persone che lo lavorano”

Quali sono invece gli obiettivi dell’associazione e quali benefici potrà portare all’intera filiera? A rispondere è ancora il presidente Marchetti.

“E’ importante per le imprese qualificare le proprie risorse umane. Da una parte è un modo per attrarre risorse in un settore che è sempre visto un po’ come un settore povero. Dall’altra parte, se noi guardiamo il nostro mercato di destinazione, il fatto di avere persone qualificate aumenta le potenzialità del nostro mercato perché qualifica maggiormente le imprese e i loro prodotti”.

Nel corso degli Stati Generali si è parlato anche dell’attuale scenario del settore, tra andamento del mercato, sostenibilità, innovazione e prospettive di sviluppo. Su questo momento che il comparto del legno sta vivendo nel 2026, ascoltiamo ancora il presidente Angelo Luigi Marchetti.

“L’impressione, e quindi il sentimento, è quello di mantenere quello che era il valore della produzione dell’anno scorso. Ovviamente poi viviamo ogni giorno in base a quello che succede a livello mondiale, quindi siamo soggetti a questi sbalzi che ci sono, ma tendenzialmente direi che per l’anno in corso vediamo proprio questa continuità”.

La conferma di un importante momento di confronto per un settore strategico dell’economia italiana, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori della filiera e valorizzare le competenze professionali come leva per affrontare le sfide future, puntando su sostenibilità, innovazione e crescita.

Accordo sul voto ai fuori sede, partiti in fibrillazione su preferenze

Roma, 10 lug. (askanews) – Alle prossime elezioni politiche gli elettori fuorisede non saranno costretti a tornare nel comune di residenza per votare ma potranno esercitare il proprio diritto nel comune dove sono domiciliati per studio, lavoro o motivi di cura. A quattro giorni dall’approdo in aula alla Camera della legge elettorale, un primo accordo nel centrodestra sulle ulteriori modifiche alla riforma Bignami arriva su un punto su cui sembrava complicato trovare un’intesa politica e una soluzione tecnica. La proposta sul voto ai fuori sede viene annunciata dai leader dei giovani dei partiti della coalizione Fabio Roscani (Fdi), Luca Toccalini (Lega), Simone Leoni (Fi) e Maria Chiara Fazio (Nm).

Manca ancora invece l’intesa sulle preferenze che, su impulso della premier Giorgia Meloni, Fdi vuole inserire nella nuova legge elettorale. “Sono un inguaribile ottimista”, dice Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito, spiegando che gli sherpa di maggioranza saranno al lavoro fino all’ultimo momento utile – il termine per la presentazione degli emendamenti scade lunedì alle 13 – per arrivare a un emendamento unitario. “Il centrodestra – ricorda – fino ad oggi non si è mai diviso in nessuna votazione che c’è stata alla Camera dei Deputati o al Senato e non ho motivo di credere che finirà diversamente questa volta. Saremo uniti”.

Per il presidente dei deputati della Lega, Riccardo Molinari, però “incaponirsi sulle preferenze non ha senso”, “gli italiani non le vogliono, lo hanno detto con il referendum degli anni 90”. All’indomani delle parole di Matteo Salvini, lette da molti come un’apertura sulle preferenze (“Noi non abbiamo posizioni ferme”, aveva detto il vicepremier), Molinari precisa che sono state “lette male”: significavano che “per la Lega la legge elettorale non è una priorità, nasce da un’esigenza di Fdi e Meloni. Siamo arrivati a un testo di compromesso, la Lega ha già fatto rinunce”.

Anche per Forza Italia il compromesso raggiunto sul testo uscito dalla Commissione è più che sufficiente tanto che molti tra gli azzurri vedono difficile un’intesa last minute e danno per scontato che alla fine sarà Fdi a presentare l’emendamento. Una ipotesi che dal partito di Meloni nessuno esclude visto che, è la convinzione, “il tema va affrontato”. Non solo perché è politicamente una battaglia della premier ma anche perché resta il tema della dubbia costituzionalità delle liste bloccate così come concepite dall’attuale testo. Dalla sentenza della Consulta sull’Italicum è emerso che le liste rigide non sono di per sé incostituzionali, ma possono diventarlo sulla base della percentuale di seggi assegnati mediante le liste bloccate e della lunghezza di tali liste.

“La proposta in campo c’è, lavoriamo all’intesa”, è il refrain da via della Scrofa: la proposta ruota sempre intorno all’idea di mantenere fermo il listone legato al premio di maggioranza e nei collegi plurinominali prevedere capilista bloccati e preferenze (due o tre, alternando il genere). Per convincere gli alleati, Fi in particolare, era stato proposto anche il modello belga delle cosiddette liste flessibili per cui il candidato che supera un certo quoziente viene eletto prima del capolista. “Ma è un sistema complesso da mettere in pratica e anche da spiegare agli italiani”, viene fatto notare dagli esperti.

Comunque vada, la prossima settimana sarà decisiva e i deputati – molti di loro eletti con liste bloccate – dovranno fare i conti con la proposta delle preferenze. La fibrillazione è alta sia nel centrodestra che nel centrosinistra tanto che, si apprende in ambienti parlamentari, qualche esponente della maggioranza ha già avviato contatti con quanti nell’opposizione sarebbero in difficoltà se dovesse passare la modifica delle preferenze provando a dissuaderli dall’idea, circolata nel campo largo, di disertare l’aula e lasciare emergere le divisioni della maggioranza sul punto. Quindi restare in aula a fare muro contro le preferenze dietro lo scudo del voto segreto.

Voto segreto che tutti danno per scontato anche se, regolamento della Camera alla mano, articolo 51, “la votazione per scrutinio segreto può essere richiesta in Assemblea da trenta deputati o da uno o più Presidenti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari consistenza numerica”. Tra Fdi che ha sfidato le opposizioni a restare in aula e votare con voto palese e Roberto Vannacci che chiede alla premier di invitare gli alleati a non chiedere lo scrutinio segreto chi si sobbarcherà l’ingrato compito?

Un altro emendamento in arrivo da parte del centrodestra è quello che dovrebbe modificare il numero delle circoscrizioni estere per evitare quell’effetto maggioritario che il taglio del numero dei parlamentari produce, ad avviso degli esperti di maggioranza, distorcendo la natura proporzionale del sistema per eleggere i deputati all’estero. Il dibattito è tra l’idea di Fdi di passare dalle 4 circoscrizioni alla Camera e 4 al Senato a, rispettivamente, 2 (Europa ed extra-Europa) e una e l’idea di altri che propendono per una circoscrizione unica anche alla Camera.

Ue, Fitto: adeguare e modernizzare la politica di coesione

Roma, 10 lug. (askanews) – “Nel piano nazionale e regionale di partenariato – ha sottolineato Fitto – c’è il coinvolgimento delle regioni ma è differente tra stato membro a stato membro. In Italia le regioni hanno ruolo importante e sono responsabili dei programmi. Non è un caso che nel regolamento che accompagna i piani nazionali si faccia riferimento esplicito al rispetto dell’organizzazione costituzionale di ogni stato membro”. Lo ha detto il vicepresidente della commissione europea Raffaele Fitto (Fdi), a margine del seminario ‘La forza dei territori’ organizzato dalla delegazione Fdi-Ecr al Parlamento europeo a Roma.

“Si fa sintesi tra gli obiettivi della governance dei piani regionali e gli obiettivi della politiche di coesione. Nel regolamento, un atto formale, sono individuati in modo chiaro obiettivi e principi delle politiche di coesione e questo penso garantisca la dimensione territoriale. Per poter realizzare interventi che puntino a bilanciare a livello europeo le prospettive bisogna mettere in campo una sintesi tra coesione e competitività e quindi adeguare e modernizzare la politica di coesione”, ha concluso.

La Rai: sospese cautelativamente le repliche estive di Report

Roma, 10 lug. (askanews) – “In attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci, la Direzione Approfondimento ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico .Resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di Report, che tornerà in onda a partire dal prossimo mese di novembre”. Lo si legge in una nota.

Madonna torna in vetta alla classifica con l’album "Confessions II"

Milano, 10 lug. (askanews) – É “Confessions II” l’album più venduto della settimana (Classifica Fimi/NIQ). Madonna torna al n. 1 della chart in Italia dopo 11 anni mostrando con questo nuovo lavoro che “la pista da ballo è più viva che mai”!

Ritrovandosi con il produttore Stuart Price, Madonna ha posto le basi per un’evoluzione dell’universo rivoluzionario che aveva creato con Confessions on a Dance Floor, vincitore di un GRAMMY®. Attraverso le 16 tracce mixate in modo continuo di Confessions II, esplora temi quali l’amore, il trauma, la perdita e la guarigione. L’album rafforza la convinzione di lunga data di Madonna secondo cui la musica dance è tutt’altro che superficiale: la pista da ballo è un’ancora di salvezza, un luogo di evasione, connessione e sopravvivenza .

L’album vede la partecipazione di sua figlia, Lola Leon, nel brano emozionante “The Test”, scritto a quattro mani dalle due, con testi profondamente personali che riflettono la guarigione e l’evoluzione del loro rapporto. Madonna collabora inoltre per la prima volta con il DJ e produttore olandese Martin Garrix nel suggestivo “Bizarre”, un’esplorazione delle complessità dell’amore. Inoltre, l’artista belga Stromae apporta il suo stile distintivo alla seducente “My Sins Are My Savior”. I produttori Andrew Watt e Cirkuit si uniscono a Stuart Price in due brani evocativi, “Danceteria” e “L.E.S. Girl”, che raccontano i primi anni di Madonna a New York City, celebrando il leggendario locale, le amicizie che l’hanno plasmata e quella vita unica che solo Madonna poteva immortalare.

L’album è stato anticipato da Bring Your Love”, featuring Sabrina Carpenter, eseguito per la prima volta al Coachella sul palco della Carpenter. Il singolo in Italia ha raggiunto il primo posto dell’airplay radiofonico e rimane stabile nelle prime posizioni mentre il nuovo singolo “Danceteria”, un inno dance euforico, che ripercorre un emozionante omaggio al nightclub newyorkese dove Madonna ha mosso i primi passi nel 1982. Canta dell’emozione provata quando il DJ Mark Kamins ha messo per la prima volta il suo demo di “Everybody” davanti a 300 persone e ripete il ritornello: “Qui tutti sono un’opera d’arte”.

Tennis, Wimbledon: Zverev vola in finale, battuto Fery in tre set

Roma, 10 lug. (askanews) – Alexander Zverev conquista per la prima volta la finale di Wimbledon e conferma il momento d’oro della sua carriera. Il tedesco, fresco vincitore del Roland Garros, ha sconfitto il britannico Arthur Fery con il punteggio di 7-6 (7-0), 6-2, 6-4 in due ore e 13 minuti, centrando la quinta finale Slam della carriera e tornando al numero 2 del ranking mondiale, davanti a Carlos Alcaraz.

Sul Centrale dell’All England Club si è così conclusa la splendida favola di Fery, numero 114 del mondo a inizio torneo e capace di spingersi fino alla semifinale grazie anche alla vittoria nei quarti sull’azzurro Flavio Cobolli. Il britannico, sostenuto dal pubblico di casa, ha retto il confronto soltanto nel primo set, prima di arrendersi alla solidità e alla superiorità del tedesco.

L’equilibrio iniziale si è spezzato nel tie-break del primo parziale, dominato da Zverev che ha lasciato l’avversario a zero punti. Da quel momento il campione tedesco ha preso definitivamente il controllo dell’incontro, imponendo il proprio ritmo con un servizio impeccabile e una continuità da fondo campo che non ha lasciato spazio alla reazione dell’inglese.

Nel secondo set è bastato un break nel quarto gioco per indirizzare il parziale, chiuso agevolmente 6-2. Nel terzo Fery ha provato a restare in partita, ma il break conquistato da Zverev nel quinto game si è rivelato decisivo. L’inglese ha avuto un ultimo sussulto d’orgoglio annullando tre palle per il doppio break con una serie di ace, ma il tedesco ha mantenuto il sangue freddo e ha chiuso l’incontro 6-4 sul proprio servizio.

Per Zverev si tratta della prima finale in carriera sull’erba di Wimbledon e della seconda consecutiva in uno Slam dopo il trionfo parigino. Il tedesco diventa così il terzo giocatore dell’era Open a raggiungere la finale dello Slam successivo alla conquista del suo primo Major e domenica andrà a caccia di una storica doppietta Roland Garros-Wimbledon.

Il suo avversario uscirà dalla seconda semifinale tra Jannik Sinner e Novak Djokovic.

Dopo gli stadi Sfera Ebbasta guarda al futuro, nel 2027 i palasport

Milano, 10 lug. (askanews) – Dopo aver infiammato gli stadi con $€LEBRATION, lo show-evento che ha celebrato i 10 anni di carriera davanti a decine di migliaia di fan, e in attesa di calcare -fino al 14 agosto- i palchi delle principali venue estive, Sfera Ebbasta guarda già al futuro, pronto a tornare dal vivo anche nel 2027 con una nuova serie di appuntamenti -prodotti da Vivo Concerti- nei principali palazzetti italiani.

Arriva oggi l’annuncio del Live tour 2027, che a partire dal prossimo gennaio porterà il Trap King sui palchi di: Torino (sabato 30 gennaio @ Inalpi Arena); Roma (mercoledì 3 febbraio @ Palazzo dello Sport); Milano (sabato 6 febbraio @ Unipol Dome) e Bologna (sabato 13 febbraio @ Unipol Arena).

I biglietti per il Live tour 2027 saranno disponibili su www.vivoconcerti.com a partire dalle ore 14:00 di lunedì 13 luglio, e nei punti vendita autorizzati dalle ore 11:00 di sabato 18 luglio. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

Per ricambiare i fan dell’affetto incondizionato che gli dimostrano da oltre 10 anni, Sfera Ebbasta sta già pensando ad uno show spettacolare: una nuova avventura indoor tra le tappe di una carriera straordinaria, che ad oggi è valsa all’artista milanese 240 Dischi di Platino e 39 Dischi d’Oro, oltre 7 miliardi di stream complessivi e una fanbase multigenerazionale che su Instagram supera i 5 milioni di follower. In scaletta non mancheranno i titoli che -anno dopo anno, record dopo record- l’hanno portato dai palazzoni di Cinisello ai vertici della musica italiana e fino al tetto del mondo, nel segno di una storia che continua a crescere e scrivere nuove pagine. Come quella iniziata direttamente dal palco dello Stadio San Siro, dove solo due giorni fa Sfera ha annunciato a sorpresa l’arrivo del suo nuovo album spoilerando anche un brano inedito.

Iran, Trump: detto sì alla loro richiesta di continuare i colloqui

Roma, 10 lug. (askanews) – “La Repubblica Islamica dell’Iran ci ha chiesto di continuare i ‘colloqui’. Abbiamo acconsentito, ma gli Stati Uniti hanno dichiarato loro, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth Social, il social media di sua proprietà.

Inoltre, al New York Post, Trump ha detto di aver  “lasciato istruzioni” nel caso in cui l’Iran riuscisse
nel suo piano per assassinarlo, e che ci sarebbero state conseguenze gravissime. “Sono nella loro lista da molto tempo. È questo il problema”, ha affermato. “L’unica cosa è che ho dato istruzioni: se dovesse succedere qualcosa, bombardateli letteralmente con una intensità mai vista prima”, ha affermato il presidente Usa. Interrogato sulle recenti notizie secondo cui Israele avrebbe segnalato questa settimana informazioni su un complotto per eliminarlo, Trump ha indicato che non c’è stato alcun nuovo piano
da parte dell’Iran, ma ha affermato che Teheran lo vuole morto da anni. “No, no. Israele non ha fatto nulla. No, no”, ha detto. “Sono il numero uno” nella lista nera dell’Iran “da molto tempo, e la vita è così, sapete”. “Spero che vi mancherò”, ha aggiunto Trump.

J-Ax al primo posto dell’EarOne con "Hippy Ya Yo (Però anche no)"

Milano, 10 lug. (askanews) – J-Ax conquista il primo posto della classifica EarOne con “Hippy Ya Yo (Però anche no)”, brano più trasmesso della settimana dalle radio italiane. Attraverso il rap, il pop e il country J-Ax con “Hippy Ya Yo (Però anche no)” trasmette voglia di ballare, divertirsi e fare festa alla vita.

In attesa dell’uscita del nuovo album “Vita Morte e Miracoli”, J-Ax tornerà live in quattro prime imperdibili date sabato 10 (sold out) e domenica 11 ottobre al Fabrique a Milano e venerdì 23 e sabato 24 ottobre all’Atlantico di Roma, dove ripercorrerà in musica la sua lunga e prolifica carriera artistica.

I biglietti sono disponibili su https://www.ticketone.it/

MotoGp, Marc Marquez domina le pre-qualifiche al Sachsenring

Roma, 10 lug. (askanews) – Marc Marquez conferma il suo straordinario feeling con il Sachsenring e chiude al comando le pre-qualifiche del Gran Premio di Germania. Lo spagnolo della Ducati ufficiale ha fermato il cronometro in 1’19″394, facendo segnare il miglior tempo della giornata e ribadendo il proprio ruolo di favorito su una pista che storicamente lo ha visto protagonista.

Alle sue spalle ha sorpreso Raul Fernandez, secondo, mentre Fabio Di Giannantonio ha conquistato il terzo tempo dopo essere stato a lungo al comando della sessione. Quarta posizione per Alex Marquez, seguito da Jack Miller, autore di un’ottima prestazione con la Yamaha Pramac.

L’Aprilia piazza tre moto nella top ten: sesto Ai Ogura, settimo Marco Bezzecchi e ottavo Jorge Martin, al rientro dopo il lungo stop, tutti qualificati direttamente alla Q2. Completano i primi dieci Pedro Acosta e Franco Morbidelli.

La grande delusione di giornata è Francesco Bagnaia. Il due volte campione del mondo Ducati, già in difficoltà nelle prove libere del mattino, non è riuscito a trovare il giro decisivo nel finale e ha concluso soltanto tredicesimo, restando escluso dai primi dieci e dovendo così affrontare il Q1 nelle qualifiche di sabato. Davanti a lui si è piazzato anche Enea Bastianini, undicesimo, ma anche per lui sarà necessario passare dalla prima sessione di qualificazione.

La fase decisiva della sessione ha regalato continui cambi al vertice. Dopo il miglior tempo iniziale di Bezzecchi, Di Giannantonio è sceso fino a 1’20″104 prima di migliorarsi ulteriormente in 1’19″674. Sembrava il riferimento definitivo, ma Marc Marquez ha risposto con un eccezionale 1’19″394, abbassando di quasi tre decimi il limite fatto segnare fino a quel momento e mettendo tutti alle proprie spalle.

Non sono mancati gli episodi: Joan Mir ed Enea Bastianini sono finiti nella ghiaia durante gli ultimi minuti senza conseguenze, mentre Franco Morbidelli è stato nuovamente segnalato ai commissari per aver rallentato un altro pilota in traiettoria, dopo la penalità già rimediata ad Assen.

Il programma del weekend prevede sabato la seconda sessione di prove libere, quindi le qualifiche e la Sprint Race, mentre domenica alle 14 scatterà il Gran Premio di Germania.

Tennis, Alcaraz torna ad allenarsi, ma salta Montreal

Roma, 10 lug. (askanews) – Carlos Alcaraz torna a impugnare la racchetta e alimenta le speranze dei tifosi, ma il rientro in campo resta ancora senza una data certa. Il campione spagnolo, fermo dallo scorso aprile per un infortunio al polso destro, ha pubblicato sul proprio profilo Instagram foto e video di una seduta di allenamento all’Accademia di El Palmar, accompagnati da un messaggio eloquente: “Sulla buona strada”.

Nelle immagini Alcaraz esegue esercizi anche con una racchetta priva delle corde e con una parte del telaio rimossa. Si tratta di una metodologia utilizzata nelle fasi di recupero dagli infortuni al polso o all’avambraccio: consente di riprodurre il gesto tecnico completo senza l’impatto con la palla, riducendo al minimo vibrazioni e sollecitazioni sull’articolazione. L’obiettivo è recuperare progressivamente fluidità, timing e memoria muscolare, aumentando il carico di lavoro senza compromettere il processo di guarigione.

I progressi mostrati dal numero tre del mondo rappresentano un segnale incoraggiante, ma non modificano, almeno per il momento, il programma del suo staff. Alcaraz, infatti, non figura nell’entry list del Masters 1000 di Montreal, in calendario dal 2 al 13 agosto, segno che il ritorno alle competizioni non è ancora imminente.

La prima finestra utile potrebbe quindi essere il Masters 1000 di Cincinnati, in programma dal 13 al 23 agosto, ultimo grande appuntamento prima degli US Open. Anche questa ipotesi, tuttavia, resta subordinata all’evoluzione del recupero e al via libera dello staff medico.

Secondo quanto riferiscono i media spagnoli, inoltre, la visita di controllo inizialmente prevista per oggi sarebbe stata rinviata di alcuni giorni. Una decisione che non sarebbe legata a complicazioni nel decorso, ma alla volontà di valutare le condizioni del polso dopo un ulteriore periodo di lavoro sul campo, confermando la linea di massima prudenza scelta dal team del due volte campione di Wimbledon.

MonitorCH4: a Bologna il meeting sulle emissioni di metano

Bologna, 10 lug. (askanews) – Si è svolta a Bologna la seconda edizione di MonitorCH4, convegno dedicato al confronto tra i principali attori coinvolti nella normativa energetico-ambientale europea sulle emissioni di metano. Quest’anno l’evento, promosso da Amici della Terra, si è aperto al panorama europeo con una parte espositiva dedicata alle tecnologie, alle pratiche operative e al quadro regolatorio per il monitoraggio, la quantificazione e la riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico. Tommaso Franci, responsabile energia per Amici della Terra, ha coordinato la mattinata, spiegando perchè è importante soffermarsi su tematiche simili.

“Il senso di MonitorCH4 è di far conoscere le tecnologie e i servizi che sono già disponibili per la riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico, oltre alle esperienze degli operatori che già fanno questi interventi in modo molto significativo. Questo consente di accelerare le iniziative per la riduzione di queste emissioni climalteranti, che hanno un impatto molto forte nel breve periodo. Una tonnellata di emissioni di metano nel breve periodo a 20 anni ha un effetto 80 volte superiore a quello della CO2” ha dichiarato Tommaso Franci, responsabile energia per Amici della Terra

Durante la seconda edizione di MonitorCH4 si sono susseguiti interventi sia istituzionali che dei rappresentanti d’industria presenti, mostrando quanto vivo sia il dialogo fra le parti, come sottolineato da Francesca Di Macco, Focal Point per l’implementazione dei regolamenti emissioni metano del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

“L’Italia è sicuramente tra i Paesi membri che hanno mostrato il maggiore impegno nell’attuazione del regolamento sulle emissioni di metano. Sicuramente possiamo vantare molti obiettivi raggiunti, sia dal lato della futura autorità competente, che sarà il Ministero, che dal lato degli operatori. C’è stata una forte collaborazione” ha aggiunto Francesca Di Macco, Focal Point per l’implementazione dei regolamenti emissioni metano del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Accanto alla conferenza, è stata aperta un’area Expo, che ha visto la presenza di imprese attive nello sviluppo di soluzioni per il rilevamento, la quantificazione, la digitalizzazione, la riparazione e la riduzione delle emissioni di metano. Massimo Micucci, Consulente Strategico Open Gate Italia, ha evidenziato il valore di momenti come questo per tutto il settore.

“Rispettare le regole europee significa migliorare moltissimo l’ambiente, in particolare sulla riduzione delle emissioni di metano, perché sono 80 volte più climalteranti della CO2, anche se se ne parla poco. Le regole è possibile rispettarle nella misura in cui raccogliamo anche tutti quanti i segnali che ci arrivano dalle imprese tecnologiche già molto impegnate nella riduzione dell’ambiente, cioè quelle che si sono presentate qui” ha concluso Massimo Micucci, Consulente Strategico Open Gate Italia

L’evento, che ha anche permesso di passare in rassegna le tecnologie già disponibili per la misurazione e la verifica delle emissioni, è stato l’occasione per fare il punto della situazione sul settore dell’energia e delle emissioni di metano, dando anche accenno all’approccio positivo sia del Regolamento UE in materia che del suo rispetto all’interno del nostro Paese.

I biglietti per il Giubileo di Vasco esauriti in meno di mezz’ora

Milano, 10 lug. (askanews) – Il Giubileo di Vasco è ufficialmente battezzato. Bastano meno di 30 minuti dall’apertura della vendita generale per polverizzare oltre 550.000 biglietti destinati ai dieci concerti che, dal 6 al 25 giugno 2027, trasformeranno lo Stadio Olimpico di Roma nella capitale del rock italiano.

Una corsa impressionante che potrebbe non essere finita. Le richieste continuano ad arrivare senza sosta e confermano ciò che da anni accompagna ogni annuncio di Vasco: il limite non è mai il pubblico, ma la capienza degli stadi. Se sarà possibile, nei prossimi mesi verranno messi in vendita ulteriori posti, compatibilmente con le disponibilità dell’Olimpico.

“Le potenzialità di Vasco superano da tempo le capienze disponibili”, commenta Roberto De Luca, Presidente di Live Nation Italia. “La domanda continua a crescere e ogni volta ci confrontiamo con un limite che non è quello del pubblico, bensì quello degli spazi. Per quest’anno va bene così.”

Ma i numeri, per quanto straordinari, raccontano solo una parte della storia. Il successo di Vasco va ben oltre le cifre: è un patrimonio collettivo costruito in mezzo secolo di canzoni, emozioni, libertà e generazioni che continuano a ritrovarsi negli stadi con la stessa passione.

Il 2027 sarà l’anno del Giubileo di Vasco, un mese di festa nazionale che celebra i suoi cinquant’anni di carriera. Ma sarà anche una pagina di storia della musica dal vivo in Italia.

Ancora una volta Vasco è l’apripista, inaugurando la più grande residency mai realizzata nel nostro Paese: dieci concerti consecutivi nella stessa città, un modello che fino a oggi apparteneva soprattutto ai grandi artisti internazionali e che guarda al futuro dei grandi eventi anche in Italia.

Dal suo ultimo post su IG: «Sono uno che, se non le trova aperte, le porte le sfonda. E quando una strada non c’è, se la inventa. Io sono un apripista.»

Le date del Giubileo di Vasco sono state svelate il 18 giugno a Bari, al termine di una campagna teaser diventata virale sui social durante il trionfale tour 2026. Da quel momento è stato chiaro che non si trattava semplicemente di una serie di concerti, ma di un evento destinato a segnare un prima e un dopo nella storia della musica live italiana.

Lavoro, accordo tra le imprese su rappresentanza e contratti

Roma, 10 lug. (askanews) – Intesa raggiunta tra le associazioni datoriali su contratti e rappresentanza. A sottoscrivere il documento, dopo un lungo confronto, le associazioni dell’industria, del commercio, dell’artigianato, delle cooperative, delle assicurazioni e delle banche.

La prossima settimana potrebbe già partire il confronto tra associazioni datoriali e sindacati. Cgil, Cisl e Uil, lo scorso 17 giugno, avevano infatti varato una piattaforma unitaria per un accordo quadro interconfederale, con le principali associazioni datoriali, su modello contrattuale e rappresentanza.

Nella bozza di accordo sottoscritto dalle associazioni d’impresa si legge che, alla luce delle più recenti novità introdotte dal decreto Primo Maggio, le parti “concordano nel ritenere che risulta fondamentale individuare criteri oggettivi ed affidabili per misurare la maggiore rappresentatività comparata datoriale”.

Le associazioni dei lavoratori convengono, poi, “sulla necessità di definire tali criteri condivisi tenendo conto della tipologia e della natura giuridica delle imprese rappresentate”. Per questo “condividono l’obiettivo di procedere a una corretta perimetrazione dei campi di applicazione contrattuale, quale presupposto per individuare il contratto collettivo di riferimento sulla base del peso rappresentativo dei soggetti firmatari”.

In tale prospettiva, in coerenza con il percorso di razionalizzazione avviato presso il Cnel le parti “si impegnano ad evitare impropri ampliamenti dei perimetri contrattuali e ad istituire un Osservatorio con funzioni di monitoraggio e di regolazione delle eventuali sovrapposizioni contrattuali”.

Le associazioni datoriali, inoltre, ritengono che sia necessaria “una selezione più trasparente e rigorosa delle parti sociali anche ai fini istituzionali, ossia per la partecipazione ai tavoli di confronto, consultazione e interlocuzione con le istituzioni e con gli altri enti competenti. I criteri per la selezione ai fini istituzionali, sia delle organizzazioni datoriali che sindacali, devono basarsi su dati omogenei, certi e misurabili”, si legge ancora nella bozza d’intesa.

Vengono individuati tre criteri per la selezione, ai fini istituzionali, delle organizzazioni datoriali dotate di effettiva rappresentatività. Il primo criterio riguarda la “seniority dell’organizzazione”, intesa come la sua “presenza storica e continuativa nel sistema delle relazioni industriali”. Il secondo criterio riguarda la partecipazione dell’organizzazione “a organismi di rappresentanza europea riconosciuti come parti nel dialogo sociale europeo nell’ambito dei lavori del Comitato economico e sociale europeo (Cese)”. Il terzo criterio ha a che fare con “la presenza nel proprio sistema di contrattazione collettiva, anche per effetto di delega al secondo livello, di istituti strutturati, volti a disciplinare e sostenere forme di welfare contrattuale, integrative rispetto al sistema pubblico di welfare, spettanti alla generalità dei dipendenti ed aventi valore economico”.

A questi tre criteri definiti “qualitativi” viene aggiunto un quarto criterio “quantitativo”, fondato sul numero di dipendenti che “vedono regolato il proprio rapporto dalla contrattazione collettiva del settore rappresentato, tenendo anche in considerazione la tipologia di impresa e l’ampiezza dei settori produttivi di riferimento della Confederazione, qualora le tematiche trattate nei tavoli istituzionali abbiano natura trasversale”.

Le organizzazioni dei lavoratori sono poi concordi sulla necessità di individuare insieme dei “criteri oggettivi e quantitativi anche per misurare la rappresentatività delle associazioni datoriali ai fini contrattuali, in ciascun settore produttivo, tenendo conto della tipologia e della natura giuridica dell’impresa”. Entrando nel merito, le associazioni concordano sul fatto che “l’individuazione del contratto collettivo da prendere a riferimento per la determinazione del Tec non comporta obbligo di applicazione generalizzata (erga omnes)”. Ma convengono che “l’applicazione integrale di un diverso contratto collettivo di settore che, tuttavia, garantisca ai lavoratori un trattamento economico e normativo uguale a quello del contratto collettivo di riferimento dia diritto di accedere a tutti benefici di legge”.

Con l’obiettivo d’individuare il contratto collettivo di riferimento, le associazioni firmatarie “concordano che l’individuazione del Tec da prendere come riferimento deve tener conto della tipologia e della natura giuridica dell’impresa” e concordano che “l’unico criterio universale quantitativo oggettivo che consente di misurare, in maniera certa e omogenea, la rappresentatività dei soggetti dal lato datoriale che sottoscrivono un determinato contratto collettivo è quello preso in considerazione dal Cnel e, quindi, quello della diffusione del contratto tra i lavoratori del settore, distinguendo per tipologia e natura giuridica dell’impresa”.

Inoltre confermano l’impegno a verificare che, nei rispettivi contratti collettivi nazionali, “non si dia corso ad impropri allargamenti dei perimetri di applicazione e, quindi, ci si attenga il più strettamente possibile al rispetto dei perimetri tradizionalmente definiti”.Infine s’impegnano a costituire “un Organismo che possa svolgere un’opera di monitoraggio e segnalazione di eventuali comportamenti non conformi circa il rispetto di quanto appena concordato”.

Ue, Fidanza (Fdi): favorevoli a nuove forme debito comune

Roma, 10 lug. (askanews) – “C’è una ostilità da parte dei paesi frugali a nuove forme di debito comune: c’è una proposta spagnola di qualche ora fa per una emissione di debito comune da 850 miliardi all’anno per sostenere le spese destinate ai temi della competitività, il nostro governo la sostiene, siamo d’accordo”. Lo ha detto il capodelegazione Fdi-Ecr al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, a margine del seminario “La forza dei territori”, organizzato dalla delegazione di Fratelli d’Italia – ECR a Roma.

“C’è una forte ostilità dei paesi frugali al debito comune ma noi non vogliamo nuove tasse europee, ci opponiamo a nuove risorse proprie che vadano a incidere sulle tasche dei cittadini e sulla competitività delle nostre industrie. C’è una ritrosia da parte degli Stati membri ad aumentare il contributo al bilancio comune europeo, da qualche altra parte bisognerà torvare le risorse.

Quindi siamo favorevoli a nuove forme di debito comune con le giuste condizionalità e un uso serio come abbiamo fatto con il

Pnrr”, ha aggiunto.

Malan: sicurezza da sempre priorità, nessuna accelerazione per Vannacci

Roma, 10 lug. (askanews) – “Non c’è alcuna accelerazione” sulla sicurezza. “Facciamo queste politiche dal 2022”. Così il presidente dei senatori Fdi, Lucio Malan, risponde a chi gli domanda se c’è un’accelerazione del governo in tema di sicurezza per contrastare l’ascesa nei sondaggi di Roberto Vannacci.

A margine del seminario “La forza dei territori”, organizzato dalla delegazione di Fratelli d’Italia – ECR a Roma, Malan ha osservato: “Il provvedimento per il rimpatrio immediato degli immigrati che commettono reati è possibile metterlo in atto adesso perché grazie all’azione del governo si è ottenuto dall’Ue un cambiamento di posizione: quattro anni fa la politica europea sull’immigrazione si occupava unicamente della riallocazione all’interno dell’Ue senza preoccuparsi del fatto che sarebbe meglio che l’immigrazione fosse ridotta possibilmente a zero. Da diverso tempo sono cambiati i parametri, vogliamo che ne arrivino il meno possibile. L’Europa non è un posto dove possono arrivare tutti e tantomeno l’Italia”.

Quanto al vertice di ieri a Palazzo Chigi in tema di sicurezza, Malan ha detto: “Al momento non ho notizie di provvedimenti, ma se c’è stato il vertice ieri sera bisogna dare tempo. La sicurezza è una delle principali priorità del governo Meloni sin dal suo insediamento. È un percorso intrapreso nell’ottobre 2022 con risultati notevoli: rimpatrio dei migranti a livelli record, riduzione degli sbarchi”.

Cinema, fine riprese per "Perfetta" di Paolo Zucca con Geppi Cucciari

Roma, 10 lug. (askanews) – La scorsa settimana sono terminate le riprese del film “Perfetta” con protagonista Geppi Cucciari, per la regia di Paolo Zucca. Il film è tratto dall’omonima opera teatrale di Mattia Torre ed è stato adattato per il cinema da Giacomo Ciarrapico con la collaborazione di Geppi Cucciari e Paolo Zucca e con la consulenza creativa di Francesca Rocca. Nel cast anche Stefano Accorsi, Giorgio Tirabassi, Anna Ferzetti e molti altri.

“Perfetta” è una commedia che racconta un mese della vita di una donna e affronta con intelligenza e ironia il tema del ciclo femminile. La routine quotidiana della protagonista Laura, moglie e madre, venditrice di auto, è scandita dalle quattro fasi del ciclo, e inevitabilmente influenzata dalle sue stesse oscillazioni ormonali, cicliche come la luna. Una riflessione sulle donne legata alle variazioni fisiologiche che influenzano la sua quotidianità, le sue emozioni, i suoi stati d’animo e le sue reazioni, tra ironia, commozione e leggerezza.

Il primo simposio AfricaConnect alla Scuola Sant’Anna di Pisa

Pisa, 10 lug. (askanews) – Dalla crisi climatica alla tutela della biodiversità, fino alla sicurezza alimentare e alla salute globale. Sono state le grandi sfide condivise da Europa e Africa il filo conduttore del primo Simposio AfricaConnect, ospitato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dedicato al ruolo della cooperazione scientifica internazionale nella ricerca di soluzioni comuni. Due giornate che hanno riunito ricercatori, accademici e rappresentanti delle istituzioni italiani e africani con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra i due continenti su temi sempre più strategici per lo sviluppo sostenibile. Un’iniziativa che, come spiega il rettore della Scuola Sant’Anna, Nicola Vitiello, è stata l’occasione per potenziare il percorso di internazionalizzazione avviato dall’ateneo di Pisa: “Per noi questa è una grande opportunità di collaborazioni scientifiche. Noi siamo un’università che fa ricerca e vogliamo avviare collaborazioni scientifiche su tematiche attuali come la cooperazione in ambito ambientale con i paesi dell’Africa, con l’idea di avviare collaborazioni solide e con l’ambizione di produrre conoscenza scientifica di altissimo valore e di altissima qualità”

Un modello di cooperazione che punta a costruire rapporti paritari e duraturi, nell’ottica di una valorizzazione del talento che è da sempre la missione cardine della Scuola.

“Noi siamo sempre alla ricerca di talenti e i talenti e il merito sono presenti in tutte le regioni del mondo, compresa l’Africa. Noi vogliamo condividere idee e sfide e farlo con rigore scientifico e metodologico, con l’obiettivo di fare quella ricerca anche applicata che permette di portare risultati utili a migliorare la qualità della vita” ha aggiunto Vitiello.

A livello scientifico, il confronto si è concentrato anche sul contributo che la ricerca può offrire nell’affrontare sfide globali che superano i confini nazionali. A entrare nel dettaglio, il professor Matteo Dell’Acqua, direttore del progetto AfricaConnect: “Terra AfricaConnect è un programma speciale della Scuola Sant’Anna con il quale stiamo facendo un esercizio di unione di puntini. Con puntini intendo persone, modi di lavorare, domande di ricerca, di discipline diverse, che sono poi la caratteristica della Scuola, e la ricerca interdisciplinare, che va dalle scienze sperimentali alle scienze sociali, con le quali cerchiamo di mettere a rete le tante capacità che ci sono in campo nel lavorare in Africa e con l’Africa”.

Un momento di confronto che punta a trasformare la collaborazione scientifica in progetti concreti, rafforzando il dialogo tra Europa e Africa su sfide che riguardano tutti.

Mobilità del futuro, Pilat: incntro su tema centrale

Roma, 10 lug. (askanews) – L’Italia, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo e la sua complessa conformazione geografica, non può prescindere da una logistica moderna, sostenibile e interconnessa. Muovere il futuro significa ridisegnare i flussi delle merci e delle persone attraverso una reale integrazione tra infrastrutture fisiche, innovazione digitale e nuovi vettori energetici. In questo scenario, la transizione ecologica ed economica del Paese non può basarsi esclusivamente sulla spesa pubblica, ma passa inevitabilmente dalla capacità del tessuto privato di investire in soluzioni infrastrutturali ad alto valore tecnologico ed erogate in logica di servizio.

Se ne è parlato in occasione dell’evento “Muovere il futuro: infrastrutture, nuovi carburanti, logistica integrata”, primo degli appuntamenti Aska Talks promosso da Pilat & Partners. Momento di incontro tra stakeholder e istituzioni in un dibattito aperto sui temi centrali del sistema paese. Nel video il commento di Riccardo Pilat, Ceo e Founder.

Due di Noi arriva al Roma Summer Fest

Roma, 10 lug. – Un divano rosa al centro di uno dei più importanti appuntamenti culturali e musicali dell’estate. È questa l’immagine scelta da “Due di Noi”, la campagna di sensibilizzazione promossa da Gilead Sciences Italia con Europa Donna Italia, che arriva al Roma Summer Fest per continuare un percorso iniziato nell’ambito delle Olimpiadi Culturali di Milano Cortina 2026 per portare il tema del tumore al seno metastatico all’interno di luoghi dedicati alla socialità.

Per un mese, il divano rosa sarà il simbolo di una nuova narrazione della malattia metastatica: non soltanto il racconto di una diagnosi e delle cure, ma il racconto di una vita che continua. Una vita fatta di relazioni, passioni, sport, cultura, lavoro, progetti e momenti di condivisione. Una vita che oggi, grazie ai progressi della ricerca scientifica, può contare su un tempo più lungo e, soprattutto, su un tempo di maggiore qualità.

La scelta del Roma Summer Fest non è casuale. Una manifestazione che celebra la musica, l’incontro e la partecipazione accoglie la campagna per raccontare cosa significhi, per una donna che convive con un tumore al seno metastatico, poter programmare una serata con gli amici, assistere a un concerto, praticare sport o coltivare le proprie passioni. Attività che per molti rappresentano la normalità e che oggi, sempre più spesso, possono continuare a far parte della quotidianità delle pazienti grazie all’evoluzione delle cure.

Al centro dell’iniziativa, ospitata presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il dialogo tra clinici, associazioni di pazienti e rappresentanti del mondo della ricerca, accomunati da un obiettivo condiviso: rendere il più rapidamente possibile disponibili alle donne le opportunità offerte dall’innovazione terapeutica.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento profondo nel trattamento del tumore al seno metastatico”, afferma la Prof.ssa Alessandra Fabi, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. “Oggi disponiamo di terapie innovative che consentono di controllare la malattia più a lungo, preservando al tempo stesso la qualità di vita delle pazienti. Intervenire precocemente con le opzioni terapeutiche più efficaci significa offrire maggiori opportunità di beneficio clinico, più tempo e più tempo vissuto bene. È in questa direzione che guardiamo con interesse alle più recenti acquisizioni terapeutiche che la ricerca ha portato. La recente approvazione europea di una terapia mirata in prima linea per le pazienti con tumore al seno metastatico triplo negativo, non candidabili all’immunoterapia e per il quale fino a pochissimi anni fa esisteva solo la chemioterapia, rappresenta un ulteriore passo avanti. L’auspicio è che il percorso di accesso in Italia possa completarsi rapidamente affinché le donne affette da questa neoplasia possano equamente e al più presto riceverla come cura principale”.

Se la ricerca continua ad ampliare le possibilità terapeutiche, altrettanto fondamentale è il lavoro svolto dalle associazioni di pazienti per trasformare il progresso scientifico in opportunità concrete e accessibili.

“Oggi la ricerca sta cambiando in modo tangibile la prospettiva delle donne con tumore al seno metastatico”, dichiara Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia. “Ma l’innovazione è davvero tale solo quando raggiunge tutte le donne, indipendentemente dal luogo in cui vivono. Le associazioni hanno il compito di portare la voce delle pazienti nei tavoli decisionali, favorire il dialogo con le istituzioni e contribuire a ridurre le disuguaglianze di accesso alle cure. L’obiettivo comune è fare in modo che i progressi della ricerca si traducano rapidamente in benefici reali, consentendo a sempre più donne di guadagnare non solo anni di vita, ma vita negli anni”.

Il valore di questa trasformazione emerge con particolare evidenza nei contesti di partecipazione collettiva, dove le donne con tumore al seno metastatico possono continuare a essere protagoniste della propria quotidianità.

“Negli anni abbiamo visto crescere la presenza delle donne con tumore al seno metastatico nelle manifestazioni dedicate alla salute e al benessere”, sottolinea la Prof.ssa Alba Di Leone, Presidente di Susan G. Komen Italia. “Non si tratta semplicemente di numeri, ma della testimonianza concreta di come la ricerca abbia cambiato il percorso della malattia. Sempre più donne continuano a vivere pienamente le proprie relazioni, partecipano a eventi, fanno sport e condividono esperienze con le loro famiglie e le loro comunità. Manifestazioni come la Race for the Cure e iniziative come Due di Noi contribuiscono a rendere visibile una realtà che merita di essere raccontata: le donne non sono la loro malattia, ma i loro progetti, le loro passioni e il loro desiderio di futuro”.

Se oggi il tumore al seno metastatico può essere affrontato con prospettive molto diverse rispetto al passato, il merito è di un percorso che ha visto procedere insieme ricerca scientifica, innovazione terapeutica, advocacy delle associazioni e impegno delle istituzioni. Ogni nuovo avanzamento contribuisce ad ampliare il tempo a disposizione delle pazienti, ma soprattutto la possibilità di viverlo pienamente, continuando a coltivare relazioni, passioni e progetti. In questo scenario l’innovazione rappresenta un elemento decisivo: non soltanto perché rende disponibili nuove opportunità terapeutiche, ma perché sposta sempre più avanti il confine di ciò che è possibile fare contro la malattia. Una sfida che richiede investimenti continui nella ricerca e un impegno condiviso affinché i progressi scientifici possano tradursi rapidamente in benefici concreti per tutte le donne.

“La ricerca nel tumore al seno metastatico sta vivendo una fase di grande evoluzione. Nuove opzioni terapeutiche stanno contribuendo ad aumentare il tempo a disposizione delle pazienti preservandone la qualità di vita e consentendo di intervenire sempre più precocemente nel percorso di cura. Afferma Carmen Piccolo, Direttore Medico di Gilead Sciences Italia. “Oggi la sfida non è soltanto sviluppare innovazione, ma fare in modo che questa raggiunga rapidamente tutte le donne che ne possono beneficiare, in maniera equa e uniforme sul territorio nazionale. Per questo è fondamentale il lavoro congiunto della comunità scientifica, delle istituzioni e delle associazioni di pazienti. Da cinque anni Gilead ha scelto di investire nell’oncologia solida con l’obiettivo di contribuire a migliorare la vita delle persone che convivono con una malattia oncologica. Accanto alla ricerca, continuiamo a sostenere iniziative come Due di Noi perché crediamo sia importante dare voce alle donne con tumore al seno metastatico e portare questi temi nei luoghi della vita quotidiana, favorendo consapevolezza, dialogo e attenzione verso il valore dell’innovazione”

Con il suo arrivo al Roma Summer Fest, Due di noi continua, dunque, il suo viaggio nei luoghi della vita quotidiana per raccontare una realtà che sta cambiando. Un invito a guardare oltre la malattia e a riconoscere il valore della ricerca che, ogni giorno, contribuisce ad ampliare il tempo, le opportunità e il futuro delle donne che convivono con il tumore al seno metastatico.