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Il Papa lascia il Meeting di Rimini tra gli applausi della folla

Rimini, 22 ago. (askanews) – Dopo l’intervento, gli applausi, il saluto finale e la preghiera del Padre Nostro, sono cominciati i saluti personali a Leone XIV nel Grand Auditorium della Fiera di Rimini. Sono saliti sul palco tutti i vescovi presenti e poi un nutrito numero di rappresentanti di Comunione e Liberazione, mentre in sala la gente continuava a cantare.

Il Papa si è fermato a salutare tutti quelli della prima fila, gli ammalati e i bambini disabili. Tante le coppie che gli hanno porto il proprio neonato per una benedizione. Sul maxischermo è stata proiettata la scritta “Grazie Santità”, con una foto che ritrae il Pontefice al suo ingresso alla Fiera nel pomeriggio.

Alle 17 Leone XIV ha lasciato l’auditorium, salutando ancora una volta i partecipanti al 47° Meeting per l’amicizia fra i popoli prima di salire in auto e dirigersi verso il duomo di Rimini e quindi al porto, dove alle 18.30 presiederà la celebrazione eucaristica.

L’abbaraccio del popolo di Cl a Papa Leone dal Meeting di Rimini

Rimini, 22 ago. (askanews) – L’abbaraccio del popolo di Cl a Papa Leone al Meeting di Rimini è una grande festa di pace e gioia. I giovani e meno giovani del Movimento di Comunione e Liberazione hanno dato un calorosissimo benvenuto al pontefice con cori, acclamazione e lunghissimi applausi. Prevost visibilmente felice per l’accoglienza ricevuta, ha stretto mani e salutato le migliaia di persone che si sono accalcate lungo il percorso nella fiera per vedere il Papa.

Lega, Salvini: disponibile a condividere responsabilità, rafforzare squadra

Roma, 22 ago. (askanews) – “Io occupo le mie giornate col lavoro, con l’impegno, con l’ascolto, anche sabato 22 agosto, perché per un ministro dei Trasporti e per un segretario della Lega non c’è sabato e non c’è domenica”. Lo ha detto Matteo Salvini, rispondendo, sul palco della festa della Lega a Pinzolo, a una domanda sulle critiche dell’area ‘nordista’ alla sua gestione del partito.

“Io sono disponibile – ha precisato – a condividere le mie responsabilità con tutti, a rafforzare la squadra, a coinvolgere i governatori, ministri, sindaci”.

Ucraina, Macron: attacco russo a centro commerciale un "orrore". Invieremo a Kiev intercettori

Roma, 22 ago. (askanews) – Emmanuel Macron ha espresso il suo “orrore” dopo gli attacchi russi contro un centro commerciale a Kryvy Rih, nel centro dell’Ucraina, che hanno provocato “un numero molto elevato di vittime civili”. Lo ha indicato un messaggio pubblicato sui social network dopo un colloquio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“Con questi attacchi e con quelli di questa settimana contro Kiev, la Russia reitera e aggrava il crimine della sua aggressione”, ha denunciato il presidente francese, accusando Mosca di colpire “sistematicamente i civili” e di scegliere “l’intimidazione e l’escalation”. Ha annunciato un rafforzamento del sostegno francese all’Ucraina, con “l’invio di intercettori” per contribuire alla sua difesa aerea, nell’ambito della cooperazione avviata all’interno della coalizione contro la minaccia missilistica.

Macron ha inoltre invitato gli altri Paesi dotati di capacità di difesa aerea a partecipare a questo sforzo e ha sostenuto la necessità di “continuare ad aumentare la pressione sulla Russia” finché questa rifiuterà “la cessazione dei combattimenti e la pace”. Alla vigilia di una riunione della “Coalizione dei Volenterosi”, ha affermato che la Russia cerca di “piegare l’Ucraina attraverso il terrore”, assicurando che “non ci riuscirà”.

Il bilancio dell’attacco russo a Kryvy Rih è di almeno 16 morti e oltre 100 feriti.

Formula1, Norris pole in Olanda davanti a Russell e Antonelli

Roma, 22 ago. (askanews) – Lando Norris conquista la pole position del Gran Premio d’Olanda e, dopo quella ottenuta in Ungheria prima della pausa estiva, centra la seconda partenza al palo consecutiva. Il campione del mondo in carica chiude davanti alle Mercedes di George Russell e Kimi Antonelli al termine di una qualifica molto combattuta, condizionata anche dal rischio di pioggia.

Russell, reduce dalla vittoria nella Sprint Race disputata questa mattina, si ferma a pochi centesimi da Norris. Ancora più ravvicinato il confronto tra i due piloti Mercedes, con Antonelli terzo a soli 20 millesimi dal compagno di squadra. Quarto Oscar Piastri, vincitore del Gran Premio d’Olanda dello scorso anno.

Alle loro spalle le Ferrari. Lewis Hamilton è quinto, a circa tre decimi dalla pole, mentre Charles Leclerc deve accontentarsi del sesto posto dopo il secondo nella Sprint e il terzo nelle qualifiche della Sprint di ieri. Settimo Max Verstappen, idolo di casa, davanti a Liam Lawson, promosso in Red Bull per questo appuntamento al posto dell’infortunato Isack Hadjar. Completano la top ten Gabriel Bortoleto con l’Audi e Arvid Lindblad con la Racing Bulls.

La Q3 è stata caratterizzata soprattutto dalla minaccia della pioggia, che ha spinto diversi piloti ad anticipare l’uscita dai box per evitare di compromettere il giro decisivo. Mercedes ha dovuto modificare la strategia, rinunciando a uno dei due giri di preparazione previsti, mentre la Ferrari ha mantenuto il programma iniziale.

Per Antonelli una qualifica più convincente rispetto a quella di ieri, anche se restano alcuni problemi di assetto e preparazione. “Ho massimizzato quello che avevo – ha detto il pilota Mercedes – e domani cercheremo di portare a casa punti importanti”. Il dato che preoccupa chi partirà alle spalle è però quello relativo ai sorpassi: dal ritorno della Formula 1 a Zandvoort, nel 2021, chi è partito dalla pole ha sempre vinto la gara.

In difficoltà nella prima fase le Cadillac di Valtteri Bottas e Sergio Perez, rispettivamente ventunesimo e ventiduesimo, oltre a Oliver Bearman, Lance Stroll, Fernando Alonso e Carlos Sainz. In Q2 sono invece rimasti Alex Albon, sedicesimo, Esteban Ocon, quindicesimo, Franco Colapinto, quattordicesimo, Nico Hulkenberg, tredicesimo, Yuki Tsunoda e Pierre Gasly.

Domani il via del Gran Premio è previsto alle 15. La posizione in griglia sarà particolarmente importante su un tracciato dove superare è complicato. E resta l’incognita del meteo: il cielo sopra Zandvoort continua a promettere possibili sorprese.

Papa, Conte: è ossigeno appello di Leone XIV a non riarmare menti, nazioni

Roma, 22 ago. (askanews) – “Invertire la rotta. In mezzo a tanti guerrafondai e al bullismo esibito da tanti slogan, è ossigeno l’appello di papa Leone XIV a non riarmare menti, parole, nazioni, a coltivare il metodo del confronto e del dialogo, a smascherare i rapporti di potere ingiusti che alimentano disuguaglianze, guerre e disastri ambientali”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del M5S, Giuseppe Conte.

“‘Occorrono pionieri coraggiosi’ è la sua esortazione. Ognuno di noi – ha aggiunto l’ex premier – deve sfuggire alla rassegnazione, ognuno può fare la sua parte per invertire la rotta. Non importa quante difficoltà e ostacoli vanno superati. Non importa quanti centri di potere vanno scontentati”.

Tennis, US Open: Serena Williams giocherà doppio misto con Alcaraz

Roma, 22 ago. (askanews) – Una coppia che fa già sognare. Serena Williams tornerà a giocare gli US Open di tennis al fianco del campione in carica del singolare maschile, Carlos Alcaraz, dopo che la coppia ha ricevuto una wild card per il torneo di doppio misto. Lo hanno annunciato gli organizzatori del torneo.

Sarà la prima apparizione agonistica di Williams a Flushing Meadows dal 2022. L’americana, 23 volte campionessa Slam in singolare e sei volte vincitrice degli US Open, ha conquistato anche il titolo di doppio misto a New York nel 1998 insieme a Max Mirnyi.

La numero uno mondiale Aryna Sabalenka farà coppia con il serbo Novak Djokovic, mentre Jessica Pegula sarà al fianco del connazionale statunitense Taylor Fritz nel doppio misto. Williams è tornata a giocare in doppio questo mese insieme alla sorella Venus all’Open di Cincinnati, ma la coppia è stata eliminata al primo turno nel primo torneo disputato insieme dal 2022. Serena Williams, 44 anni, aveva annunciato il ritorno alle competizioni a giugno, dopo quattro anni di assenza.

Meeting, il Papa saluta le "sorelle di dolore" Hamel e Kermiche

Rimini, 22 ago. (askanews) – Leone XIV ha salutato le “due sorelle” al termine del suo intervento al 47esimo Meeting per l’amicizia fra i popoli, alla Fiera di Rimini: Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel, il sacerdote ucciso sull’altare della chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray nel 2016, e Nassera Kermiche, madre di Adel, uno dei due attentatori.

Le due donne hanno aperto venerdì il Meeting con la loro testimonianza nell’incontro ‘Il dolore, l’amicizia, la speranza’, introdotto dal presidente della Fondazione Meeting Bernhard Scholz. Si sono incontrate dopo la strage e sono diventate amiche: “sorelle di dolore”, come recita il titolo del libro scritto a quattro mani con la giornalista che ne ha raccolto la storia.

Il Papa fa ripetere alla platea del Meeting: amate la Chiesa

Rimini, 22 ago. (askanews) – Undici applausi in venticinque minuti. Leone XIV ha iniziato a parlare poco dopo le 16.10 nel Grand Auditorium della Fiera di Rimini, davanti ai diecimila del 47° Meeting per l’amicizia fra i popoli e con la diretta in tutte le sale della manifestazione, chiudendo intorno alle 16.35. L’ovazione più intensa è arrivata sul passaggio “cari amici, amate sempre la Chiesa! Amate e preservate l’unità”: il Pontefice si è fermato e ha chiesto alla platea di riprendere quella frase, “bisogna ripeterla allora”, scatenando un nuovo applauso.

Applausi anche sul passaggio più politico del discorso – “il male non si combatte col male… al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia” – e sull’invito ai giovani “uscite, invece, incontro a tutti!”, sulla frase “la verità si incontra solo nella libertà” e sulla citazione di don Giussani “si può vivere così?”.

Dopo un lungo applauso finale, il Papa ha ringraziato e ha aggiunto a braccio: “Elemento fondamentale di ogni comunità cristiana è la preghiera. Adesso vi invito a pregare insieme il Padre Nostro”. Quindi la benedizione.

Meeting, sul maxischermo "Grazie Santità" e la gente canta

Rimini, 22 ago. (askanews) – Dopo l’intervento, gli applausi, il saluto finale e la preghiera del Padre Nostro, sono cominciati i saluti personali a Leone XIV nel Grand Auditorium della Fiera di Rimini. Sono saliti sul palco tutti i vescovi presenti e poi un nutrito numero di rappresentanti di Comunione e Liberazione, mentre in sala la gente continuava a cantare.

Il Papa si è fermato a salutare tutti quelli della prima fila, gli ammalati e i bambini disabili. Tante le coppie che gli hanno porto il proprio neonato per una benedizione. Sul maxischermo è stata proiettata la scritta “Grazie Santità”, con una foto che ritrae il Pontefice al suo ingresso alla Fiera nel pomeriggio. Alle 17 Leone XIV ha lasciato l’auditorium, salutando ancora una volta i partecipanti al 47° Meeting per l’amicizia fra i popoli prima di salire in auto e dirigersi verso il duomo di Rimini e quindi al porto, dove alle 18.30 presiederà la celebrazione eucaristica.

Generali al Meeting Rimini, welfare e sussidiarietà reale

Rimini, 22 ago. (askanews) – C’è una parola che a Rimini non è scritta su un cartellone: si scrive da sola, giorno dopo giorno, con la calligrafia di migliaia di persone diverse. È “amore”, il tema di questo Meeting, e nella Piazza Generali sta diventando un’opera collettiva. Un gesto minimo, che apre però una domanda molto concreta: chi si prende cura di chi, e con quali strumenti?

“Questa è una manifestazione eccezionale – dice Francesco Bardelli, Chief H&W di Generali Italia e Ceo di Generali Welion – dove si tentano tanti tipi di dialoghi per costruire la pace e costruire il bene comune. Noi vogliamo essere parte di questo dialogo e dare il nostro contributo”.

Main sponsor della manifestazione, il gruppo qui non ha uno stand: ha una piazza. E la differenza non è soltanto architettonica. “Pensare a una piazza dove oggi si parli d’amore, di pace, di convivenza felice e di coesione sociale – spiega Piero Fusco, responsabile Business Unit Enti Religiosi e Terzo Settore di Generali Italia – ci sembra un momento importante da poter condividere con gli altri è un fatto molto attenzionato dalla nostra compagnia”.

Dalla piazza al lavoro il passo è breve. Perché il lavoro non è un’esperienza soltanto personale: si porta dietro le famiglie, l’educazione, la salute, il tempo. È il passaggio dell’enciclica di Papa Leone XIV – in visita al Meeting – che più ha colpito i vertici della compagnia: nessuno sviluppo economico regge, se non si fonda sullo sviluppo integrale della persona. Da lì, il welfare aziendale. “Le imprese che ritengono il welfare strategico e parte della propria strategia aziendale – ricorda Bardelli – sono più che triplicate negli ultimi 10 anni e si vede un aumento dell’impatto sociale per le aziende che più scommettono sul welfare”.

Dieci anni di rilevazioni, settemila imprese ascoltate. E sull’altro fronte, il terzo settore: Fondazione Cattolica compie vent’anni e oggi non cerca soltanto fondi, ma persone. Il bando si chiama People Raising. “Il profit – secondo Fusco – può fare veramente una grande parte, può essere di grande aiuto per essere ancora più vicini a questo mondo e per creare una sussidiarietà che definirei reale e circolare”.

Una sussidiarietà che non chiede allo Stato di arretrare, né al terzo settore di sostituirlo. Chiede che nessuna energia sociale vada sprecata. A Rimini, in quella piazza, la si vede scritta a mano.

Europei pallavolo, le azzurre dell’Italvolley battono Montenegro 3-0

Roma, 22 ago. (askanews) – Seconda vittoria consecutiva per l’Italia al CEV Trendyol EuroVolley 2026. Allo Scandinavium di Göteborg, le azzurre di Julio Velasco superano 3-0 (25-13, 25-24, 25-19) il Montenegro e proseguono a punteggio pieno il proprio cammino nella Pool D. Prova di forza della Nazionale italiana, capace di indirizzare la gara fin dalle prime battute, imporre il proprio ritmo e concedere pochissimo a un Montenegro alla seconda sconfitta consecutiva dopo il 3-0 subito nel match d’apertura contro la Svezia. Italia domani, 23 agosto, di nuovo in campo contro le padrone di casa della Svezia.

Papa Leone al Meeting di Rimini: prima dei confini ci sono le persone. Cari amici, è l’ora della responsabilità

Rimini, 22 ago. (askanews) – “Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone”: lo ha detto Papa Leone aprendo il suo intervento al Meeting di Rimini, nel suo discorso al Grande Auditorium, dove sono riuniti migliaia di partecipanti alla kermesse riminese.

“In questo momento storico – ha sottolineato – comprendiamo più profondamente la profezia che quasi mezzo secolo fa venne inscritta nel nome dato a queste giornate: ‘Meeting per l’amicizia fra i popoli’. Come vi disse San Giovanni Paolo II, ‘già solo il pronunciare queste parole rallegra il cuore: ‘Incontro’! ‘Incontro di amicizia’! ‘Amicizia tra i popoli’! Parole che acquistano un particolare significato in queste ore, spesso drammatiche, della storia del mondo”.

Il Meeting per l’amicizia fra i popoli non è “una sorta di enclave” ma “al contrario” è “diventato un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini”. Lo ha detto il Papa, nel suo intervento al Meeting di Rimini.

Rivolgendosi ai giovani partecipanti, il Pontefice ha sottolineato: “Siete stati educati a leggere il Vangelo come rivelazione di Dio che si fa incontro, avvenimento, sguardo, esperienza, risvegliando in ciascuno il desiderio di essere amato e di amare”. “In tal modo – ha ribadito – non avete fatto del ‘Meeting’ una sorta di enclave: al contrario, esso è diventato un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini”.

“Cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura”. E’ l’invito di Papa Leone rivolto ai partecipanti al Meeting per l’amicizia fra i popoli.

“Le diverse edizioni del ‘Meeting’, in effetti – ha aggiunto il Papa – hanno saputo attingere al grande patrimonio del passato le ragioni che vi impegnano oggi nel confronto con l’arte, la musica, la letteratura, la scienza, l’economia e con ogni espressione dell’animo umano. Anche il titolo scelto per questa edizione, tratto dall’ultimo verso della divina Commedia, ci sospinge verso la storia di cui Dio è Signore. ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’ non è scomparso, non ha perso vigore, né intensità, sebbene sia un amore che rimane volentieri silenzioso, a differenza delle forze rumorose che sconvolgono la terra, il cielo e tutte le creature”.

Papa Leone al Meeting di Rimini, accolto dagli applausi

Rimini, 22 ago. (askanews) – Papa Leone è arrivato al Meeting di Rimini, accolto dagli applausi delle decine di migliaia di partecipanti radunati alla Fiera di Rimini. Leone è il terzo pontefice a prendere parte alla kermesse, 44 anni dopo Giovanni Paolo II.

Il Pontefice è arrivato a bordo di un elicottero, poi ha proseguito ccon una golf car. Nell’atrio dell’ingresso ovest ha salutato il Presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz e Davide Prosperi, presidente di Comunione e Liberazione.

Concacaf: Infantino non si rechi a torneo giovanile in Rep.Dominicana

Roma, 22 ago. (askanews) – Il presidente della Concacaf, Victor Montagliani, ha chiesto al presidente della Fifa, Gianni Infantino, di non recarsi a un torneo di calcio giovanile organizzato questo fine settimana nella Repubblica Dominicana, sostenendo che la sua presenza finirebbe per mettere in ombra l’evento a causa della crescente opposizione alla sua gestione.

L’italo-svizzero 56enne è sottoposto a pressioni da parte di tre confederazioni affinché si dimetta: Uefa (Europa), Afc (Asia) e Concacaf, che rappresenta Nord America, America Centrale e Caraib. Pressioni sempre più forti dopo il fallimento della sua proposta di vendere una partecipazione ai Mondiali.

Il presidente della Fifa, che potrebbe essere sottoposto a un voto di sfiducia da parte delle principali potenze regionali del calcio mondiale, si trova questo fine settimana nella Repubblica Dominicana e avrebbe in programma di assistere a una competizione organizzata dalla Caribbean Football Union (Cfu). In una lettera inviata a Infantino e visionata da Reuters, Montagliani ha fatto riferimento alla “crisi di governance che sta interessando la Fifa” per chiedere al presidente dell’organo di governo del calcio mondiale di riconsiderare la sua partecipazione all’evento.

“Come probabilmente saprà, la sua prevista partecipazione ha suscitato un forte interesse da parte dei media”, ha scritto Montagliani, che è anche vicepresidente del Consiglio della Fifa, “I media si concentreranno su questa situazione, distogliendo purtroppo in modo significativo l’attenzione dall’aspetto tecnico di questa competizione giovanile. Per questo motivo, le chiedo rispettosamente, nell’interesse del calcio, di riconsiderare la sua partecipazione, perché questa rischia purtroppo di compromettere la natura tecnica di questa importante attività di formazione dei giovani”.

Reuters ha contattato la Fifa per ottenere un commento. Infantino è stato accolto a Punta Cana dal ministro dello Sport e del Tempo libero della Repubblica Dominicana, Kelvin Cruz. “Apprezziamo profondamente la sua visita nella Repubblica Dominicana; non c’è dubbio che la sua presenza nel nostro Paese ci ponga sulla mappa del calcio internazionale e ci apra grandi prospettive di crescita e sviluppo per il calcio dominicano”, ha dichiarato Cruz in un comunicato.

Infantino è stato inoltre accolto dal presidente della Federazione dominicana di calcio, José Deschamps, dal commissario nazionale per il calcio, Benny Metz, e dal presidente del Comitato olimpico, Garibaldy Bautista Lorenzo. Infantino punta a un quarto mandato, fino al 2031, ma diverse federazioni nazionali e figure chiave hanno ritirato il loro sostegno al dirigente svizzero.

Il Papa lascia San Marino, pranzo dalle monache a Pennabilli

San Marino, 22 ago. (askanews) – Intorno alle 11.40 Leone XIV ha concluso la sua visita alla Repubblica di San Marino. Dopo il saluto ai fedeli davanti alla basilica e il messaggio rivolto ai giovani, il Pontefice ha percorso a piedi la Contrada del Collegio per raggiungere piazza Garibaldi, fermandosi a stringere le mani delle decine di persone che lo salutavano festosamente lungo il tragitto. Tra loro anche diverse persone in costume storico, rappresentanti del gruppo di Balestrieri e Sbandieratori di San Marino. Salito in auto, ha ancora salutato dal finestrino un gruppo di ragazzi.

Il Papa si è quindi diretto al monastero Sant’Antonio da Padova delle monache agostiniane di Pennabilli, dove pranzerà prima di trasferirsi a Rimini per la visita pastorale e l’incontro al Meeting per l’amicizia fra i popoli.

Ucraina, Putin: l’operazione militare speciale continua. Elezioni della Duma confermeranno resilienza Russia

Roma, 22 ago. (askanews) – Il regime di Kiev mostra la propria natura neonazista attraverso i suoi attacchi terroristici. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin.

“L’operazione militare speciale continua. E quanto più complicata è la situazione per l’avversario sul fronte, tanto più brutali e barbarici sono gli attacchi commessi dal regime di Kiev. In questo si manifesta tutta l’essenza neonazista e russofoba della forza contro cui stiamo combattendo”, ha dichiarato Putin intervenendo alla seconda fase del 23esimo congresso del partito di governo Russia Unita.

Le prossime elezioni della Duma di Stato (la camera bassa del Parlamento russo), previste per settembre, confermeranno la resilienza della Russia e la sua capacità di far fronte a qualsiasi minaccia esterna. Lo ha assicurato il presidente russo, Vladimir Putin.

“Confido che le prossime elezioni confermeranno la resilienza dello stato, la maturità del nostro sistema politico e la sua capacità di far fronte a qualsiasi minaccia esterna, ricatto e aggressione”, ha dichiarato il leader russo intervenendo alla seconda fase del 23esimo congresso del partito di governo Russia Unita.

Inoltre, ha proseguito, queste elezioni rappresenteranno “la volontà comune di milioni di persone e il loro desiderio di garantire la sovranità e la sicurezza della Russia”.

Buonfiglio: "Giochi del Mediterraneo successo di chi ha creduto"

Roma, 22 ago. (askanews) – “Quello che è successo ieri sera è stato davvero molto emozionante. Ho vissuto la cerimonia d’apertura accanto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla premier Giorgia Meloni e a tutte le massime autorità dello Stato. È stata una manifestazione molto coinvolgente nella sua semplicità, ma allo stesso tempo ricca di significato.”

Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio racconta così l’inizio a Rainews 24 dei Giochi del Mediterraneo di Taranto, sottolineando anche il significato che assume questa edizione dopo le difficoltà della vigilia.

“Questi Giochi erano partiti con molte difficoltà e qualcuno non ci credeva. Bisogna dare atto al ministro Abodi di averci creduto e di essere riuscito ad attivare anche sul territorio l’entusiasmo giusto. A nome dello sport italiano voglio quindi ringraziare il governo. Dopo Milano Cortina siamo qui con i Giochi del Mediterraneo: sono due manifestazioni importanti che dimostrano come il nostro Paese sia in grande salute.” Buonfiglio ha poi sottolineato il valore della sua presenza accanto agli atleti. “Questo è uno dei privilegi più belli dell’incarico che ricopro: stare vicino all’attività sportiva, alle atlete e agli atleti. Sono loro a regalare le vere emozioni. Ieri sera ho vissuto la cerimonia d’apertura e questa mattina sono stato subito in ammiraglia per seguire la cronometro femminile di ciclismo. È proprio questo il privilegio più bello: poter essere vicino agli sportivi e vivere con loro le emozioni delle gare.” E proprio la cronometro ha offerto anche un’altra occasione per apprezzare il territorio tarantino. “Il percorso è bellissimo, perché attraversa alcuni dei monumenti e dei luoghi più importanti di Taranto. È un modo straordinario per raccontare questa città attraverso lo sport e per far conoscere le sue bellezze a tutti quelli che sono arrivati per i Giochi.”

Formula1, in Olanda la Sprint è di Russell: Leclerc 2°

Roma, 22 ago. (askanews) – George Russell si prende la Sprint del Gran Premio d’Olanda e firma la quarta vittoria della carriera nella gara breve. Il pilota della Mercedes, scattato dalla pole, ha preceduto Charles Leclerc, autore di una bella rimonta sulla Ferrari, e Lando Norris con la McLaren. Quarto Kimi Antonelli, che resta comunque protagonista e conferma la sua continuità nelle Sprint di questa stagione. Russell ha preso subito il comando al via, mentre Leclerc, partito terzo, ha dovuto guardarsi dalla Mercedes di Antonelli. Il monegasco ha poi trovato il momento giusto per superare Norris al 18° giro, portandosi alle spalle del leader. Nel finale Russell ha amministrato il vantaggio, chiudendo davanti a Leclerc con poco più di un secondo di margine. Antonelli ha provato a lungo a insidiare Leclerc, rimanendo a ridosso della Ferrari, ma senza riuscire a completare il sorpasso. Per il giovane italiano arriva così un altro piazzamento tra i primi sei nelle Sprint del 2026, mentre la leadership del Mondiale resta saldamente nelle sue mani. Alle spalle dei primi quattro ha chiuso Oscar Piastri, seguito da Max Verstappen. Settimo Lewis Hamilton, mentre Pierre Gasly ha portato l’Alpine all’ottavo posto, ultimo utile per conquistare punti. Nel finale è arrivata anche la pioggia, ma senza modificare gli equilibri: la bandiera a scacchi è arrivata al 24° giro. Per Russell è la quarta vittoria in una Sprint, un risultato che lo porta a eguagliare Norris. Mercedes raggiunge invece quota sette successi nelle gare brevi, al pari della McLaren. Ora l’attenzione si sposta sulle qualifiche del Gran Premio: alle 16 si torna in pista a Zandvoort per decidere la griglia della gara di domenica. La sfida tra Mercedes, Ferrari e McLaren promette un altro confronto serrato.

Ucraina, continua a salire il bilancio delle vittime dell’attacco dei droni russi ad un centro commerciale

Roma, 22 ago. (askanews) – I soccorritori ucraini stanno ancora cercando tra le macerie di un importante centro commerciale nel centro dell’Ucraina alla ricerca di vittime, in seguito agli attacchi russi con droni effettuati in pieno giorno, che hanno provocato almeno 16 morti e 130 feriti. Nove persone risultano ancora disperse dopo l’attacco avvenuto venerdì a Kryvy Rih, seguito da nuovi bombardamenti mortali in diverse zone del Paese durante la notte.

Secondo il governatore della regione di Dnipropetrovsk (dove si trova la città) Oleksandr Hanja, l’ultimo bilancio è di 16 morti, mentre i soccorritori hanno riferito di almeno 130 feriti, tra cui 23 bambini. Tra i feriti, 63 persone erano ancora ricoverate in ospedale nella notte, di cui 29 in gravi condizioni, ha precisato il governatore.

A Kiev, le autorità hanno nuovamente invitato gli abitanti a recarsi nei rifugi nella notte, a causa della minaccia rappresentata da missili balistici e droni russi. In seguito hanno riferito di una persona morta nell’incendio di un magazzino della capitale, mentre a Zaporizhzhia, nel sud del Paese, un attacco notturno con un drone ha ucciso un uomo.

Papa a San Marino, Leone ai fedeli: viviate con autentita libertà

San Marino, 22 ago. (askanews) – “Buongiorno, buongiorno a tutti. Vi ringrazio sinceramente per l’accoglienza in questa bellissima giornata. Sono veramente contento di essere qui con voi, salutarvi, godere della bellezza, la storia, tradizione e fede di questo grande popolo di San Marino. Che viviate sempre con autentica libertà, l’autentica libertà in Cristo Gesù, con la Verità e che siate sempre uniti in questo spirito accogliente”. Lo ha detto il Papa salutando i fedeli riuniti in piazza Libertà, a San Marino, affacciandosi dal balcone del Palazzo.

Papa a San Marino: non c’è libertà senza rispetto dignità umana

San Marino, 22 ago. (askanews) – “Non c’è vera libertà civile senza libertà personale, cioè senza il rispetto e la promozione della dignità della persona umana, di cui la libertà è una componente essenziale”. Lo ha detto il Papa nel primo discorso a San Marino, nella sala del Consiglio Grande e Generale.

“Promuovere la libertà – ha aggiunto Leone – comporta difendere gli spazi della coscienza. E qui il pensiero va ai tanti uomini e donne che, in ogni epoca e in ogni luogo, sono martiri della libertà perché testimoniano proprio il primato della coscienza.

Saldamente formati dalla ricerca della verità, essi sono pienamente responsabili delle proprie decisioni e dunque liberi da ogni vincolo che non sia quello, proprio della creatura, che li lega a Dio”.

Papa Leone a San Marino accolto con inni, onori e spari cannone

Rimini, 22 ago. (askanews) – Papa Leone è arrivato nella Repubblica di San Marino. Prevost è il terzo Pontefice a visitare la Repubblica del Titano ed è stato accolto accolto con inni, onori e spari cannone. Un gruppo di persone ha accolto il Pontefice con applausi, bandierine con i colori del Vaticano e un cartello con la scritta “Benvenuto Papa Leone”, appena sceso dall’auto a San Marino. Il Pontefice ha risposto al saluto prima di proseguire verso l’ingresso ufficiale, dove ad attenderlo c’erano i capitani reggenti della Repubblica.

Prima di allontanarsi, ha dato la mano a un ragazzo che l’ha salutato emozionato. Poi un papà gli hanno porto il loro neonato: il Papa lo ha preso tra le braccia e lo ha benedetto tracciando il segno della croce sulla fronte.

La visita nella Repubblica del Titano è la prima tappa della giornata di Leone XIV in Romagna, che proseguirà con l’attesissimo arrivo al Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini.

Centrosinistra, Schlein: mai più divisi alle elezioni

Roma, 22 ago. (askanews) – “Stiamo lavorando” per essere più determinati dell’attuale maggioranza e “non faremo più il regalo al centrodestra di presentarci divisi alle elezioni”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, in un’intervista a Milano Finanza.

“L’Alleanza Progressista già governa molte regioni e comuni e governa bene, senza strappi. Si può allargare ancora, ma non restringere. Da settembre lavoreremo per affinare il programma che non parte da zero ma dalle tante proposte unitarie e poi ci metteremo d’accordo sul resto. Ma prima di tutto viene la battaglia in Parlamento contro una legge elettorale che anticipa il premierato e offre un abnorme premio di maggioranza”, sottolinea.

“La nostra strategia per la crescita si basa su tre punti fondamentali. Ridurre il costo dell’energia, come ho spiegato prima, far ripartire gli investimenti. Su questo sfido Meloni: con le altre opposizioni abbiamo proposto di estendere l’autorizzazione unica su modello Zes a tutta Italia per gli investimenti nella doppia transizione ecologica e digitale. Uno sportello unico per gli investimenti, 90 giorni per la risposta”, spiega Schlein.

“Il terzo punto è aumentare i redditi, con il salario minino e la lotta al precariato, perché i bassi salari deprimono i consumi e fanno male a tutta l’economia. Il che si accompagna a un grande piano d’azione per la formazione, ma quella 4.0 il governo ha deciso di cancellarla, così come ha pasticciato con Transizione 5.0 anziché tenere gli incentivi precedenti che funzionavano. Per migliorare la qualità della vita delle persone vogliamo difendere la scuola e la sanità pubblica dai tagli e abbattere le liste d’attesa. E un mese fa abbiamo fatto una proposta di legge che propone un piano per il clima, vera emergenza planetaria che aumenta le disuguaglianze sociali e cui il nostro Paese è molto esposto”, dice ancora la segretaria Pd.

Mattarella a Papa Leone: la sua vicinanza alla comunità di ogni Stato infonde speranza nel futuro

Roma, 22 ago. (askanews) – “In un frangente storico in cui l’ordine internazionale è vieppiù esposto a pericolose pulsioni verso la legge del più forte, la Sua incessante vicinanza alle comunità di ogni Stato, piccolo o grande che sia, infonde speranza e fiducia nel futuro. Con tali sentimenti, voglia accogliere, Santità, le espressioni della mia massima considerazione e dell’affetto dell’intero popolo italiano”, sottolinea il capo dello Stato”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Sua Santità Papa Leone XIV in occasione della sua visita pastorale a San Marino.

(Nella foto di archivio del 14 ottobre 2025 la visita del Papa al Quirinale al Presidente della Repubblica)

Esplosione in palazzina a Perugia, due feriti di cui uno grave

Milano, 22 ago. (askanews) – È di un ferito grave e uno lieve il bilancio dell’esplosione che stamani, intorno alla 9, ha fatto saltare parte del tetto e delle finestre di una palazzina in via Giambattista Vico 2 a Perugia, nel quartiere Pallotta. Secondo i Vigili del fuoco si tratta probabilmente del frutto di una fuga di gas, ma gli accertamenti sono ancora in corso. L’esplosione ha coinvolto due appartamenti e gli infissi di uno dei due sono volati a distanza. Il ferito lieve è un uomo, quello grave una donna, di circa 40 anni, che è caduta dal quarto piano. Non è chiaro se si sia lanciata intenzionalmente nel vuoto o meno. La donna è ricoverata all’Ospedale Santa Maria della Misericordia-Silvestrini, il policlinico universitario del capoluogo umbro. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

Temperature in calo al Nord, ancora caldo dall’Africa al Centro-Sud

Milano, 22 ago. (askanews) – La tradizionale “burrasca di Ferragosto” è arrivata con qualche giorno di ritardo, ha portato temporali anche violenti, ma non è riuscita a chiudere definitivamente i conti con l’estate 2026. La svolta ha infatti spaccato in due l’Italia: al Nord le temperature tornano su valori più normali, mentre al Centro e al Sud si prevede l’arrivo di una nuova ondata di caldo africano.

Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, nel quarto fine settimana di agosto il tempo migliorerà decisamente al Settentrione, pur con qualche nube e isolati acquazzoni, soprattutto sul Triveneto. La vera novità sarà il ritorno delle temperature sotto la media del periodo per il Nord, dove si aprirà una fase più gradevole e senza eccessi. A Milano, ad esempio, le minime si manterranno intorno ai 20 gradi e le massime sui 30 gradi.

Situazione opposta al Centro-Sud, dove il caldo accumulato non è stato cancellato dalla recente parentesi temporalesca. Da lunedì 24 agosto l’anticiclone africano tornerà infatti a rafforzarsi, dando il via alla quarta ondata di calore dell’estate. L’apice è atteso tra giovedì 27 e venerdì 28 agosto, quando l’aumento dell’umidità renderà il caldo particolarmente afoso.

Le temperature potranno nuovamente superare i 40 gradi: sono previsti picchi di 41 gradi a Foggia e fino a 42 gradi nelle aree interne della Sardegna, mentre Oristano potrebbe raggiungere i 39 gradi. Lungo il versante adriatico sono attesi 38-39 gradi tra Marche e Abruzzo, con punte elevate nelle aree di Ascoli Piceno, Teramo e Pescara. Nelle grandi città, Roma potrebbe arrivare a 36 gradi e Napoli a 35, con condizioni di forte afa.

Nel dettaglio, oggi al Nord sono attese nubi sparse, con piovaschi sulle Dolomiti e tra Veneto e Friuli; al Centro prevarrà il sole, con qualche addensamento tra Lazio e Abruzzo, mentre al Sud sarà possibile qualche fase instabile in Campania e lungo gli Appennini. Domenica 23 agosto il tempo sarà in prevalenza stabile al Nord, con qualche nube sul Nord-Est, soleggiato al Centro e caldo in aumento al Sud. Lunedì 24 agosto sono previste nubi al Nord-Ovest e prevalenza di sole sul resto del settentrione; al Centro il cielo sarà soleggiato ma a tratti velato, mentre al Sud continuerà il bel tempo con temperature in ulteriore aumento.

La tendenza indica il passaggio di una veloce perturbazione al Nord e in Toscana nella giornata di martedì 25 agosto, mentre sul resto d’Italia proseguirà la quarta ondata di caldo.

Per una vera attenuazione della calura, secondo le attuali proiezioni, bisognerà quindi attendere settembre. L’avvio del nuovo mese potrebbe infatti segnare il graduale passaggio dall’anticiclone africano a quello delle Azzorre, con temperature più gradevoli e una progressiva riduzione dell’afa.

Migranti, La Russa: da Ceuta assalto all’Ue, la Spagna ha responsabilità

Roma, 22 ago. (askanews) – “Abbiamo visto tutti le immagini di Ceuta, è stato un assalto all’Europa” e “la Spagna ha le sue enormi responsabilità nell’avere predicato l’accoglienza indiscriminata”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a Bar Italia, il tour di FdI che nei giorni scorsi ha fatto tappa a Ragalna (Ct).

“L’accoglienza è una bellissima cosa ma quando è indiscriminata non è più accoglienza come quello che è avvenuto nell’enclave spagnola, con migliaia e migliaia di persone che rimangono senza acqua, senza cibo, senza un luogo per dormire e vengono rispediti quasi a pedate nel loro Paese”, ha aggiunto La Russa.

“Pensate – ha osservato ancora il presidente del Senato – se fossero arrivate a Pantelleria, in Sicilia, migliaia di migranti e noi li avessimo trattati, non dico come la Spagna, ma anche con la metà della cattiveria di quello usata dagli spagnoli: giustamente avremmo avuto manifestazioni in tutte le città italiane in difesa dei poveri migranti. Avete visto qualcuno dire che Sanchez ha trattato male gli immigrati? Avete visto per caso la sinistra protestare per la remigrazione?”, ha concluso La Russa.

Tennis, Musetti fuori ai quarti a Cincinnati

Roma, 22 ago. (askanews) – Si è chiuso ai quarti di finale il Masters 1000 di Cincinnati di Lorenzo Musetti. L’azzurro ha perso contro l’americano Frances Tiafoe con il punteggio di 7-6, 7-5 in due ore e 17 minuti di gioco.

Una partita equilibrata, in cui l’azzurro ha ceduto solo al tiebreak del primo set e nell’undicesimo gioco del secondo parziale in cui, dopo aver recuperato il break di svantaggio, ha perso la battuta e ha permesso al suo avversario di andare a servire per chiudere il match. Per Tiafoe si tratta della terza semifinale a livello ‘1000’ della carriera (l’ultima l’aveva giocata proprio a Cincinnati nel 2024): sfiderà Brandon Nakashima nel derby americano per un posto in finale.

Per l’Italia, dunque, resta in gioco solo Flavio Cobolli che giocherà alle 19.30 contro Fils per un posto in semifinale.

Il Papa: il mondo ferito da conflitti e chiusure, derive inquietanti

San Marino, 22 ago. (askanews) – “Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti, in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell’altro. Di fronte a queste derive inquietanti, la nostra risposta non può che essere quella di camminare con ancora maggiore convinzione sulla via del Vangelo”. Lo ha detto il Papa incontrando in Duomo la Diocesi di San Marino-Montefeltro.

“La sua ispirazione – ha aggiunto Prevost che questa mattina ha visitato la Repubblica del Titano – è alla base di una società ‘costruita sul rispetto della libertà propria e di quella degli altri e soprattutto sul rispetto della sacra Volontà di Dio’ che insegna e comanda attenzione ai più deboli, perdono, comunione, solidarietà”.

Ulisse, l’eroe che non voleva partire

Prima dell’Odissea

C’è un Ulisse che viene prima dell’Ulisse. Prima del naufrago, dell’uomo dalle molte astuzie, del vincitore di Polifemo, dell’amante di Circe e del marito che Penelope attende per vent’anni. È l’Ulisse che non vuole andare a Troia.

Nel grande ritorno dell’eroe omerico proposto da Christopher Nolan, e nel profluvio di commenti che il film ha suscitato, questo antefatto sembra essere rimasto quasi completamente nell’ombra. Con qualche rara eccezione, la critica ha discusso della guerra, della violenza, della colpa, del trauma del reduce e della difficoltà del ritorno. Molto meno si è ricordato che, secondo una tradizione antica estranea all’Odissea ma saldamente incorporata nel ciclo mitologico troiano, Ulisse aveva tentato di non partire.

Quando i principi achei vengono chiamati alle armi per la spedizione contro Troia, il re di Itaca ricorre infatti alla sua arma più congeniale: l’inganno. Si finge pazzo. La tradizione lo rappresenta mentre ara un campo compiendo gesti insensati e seminando sale. È una messinscena, naturalmente. Ulisse vuole restare nella sua isola, con Penelope e con il piccolo Telemaco.

Palamede, però, intuisce l’inganno e lo sottopone a una prova terribile. Fa porre Telemaco davanti all’aratro. Il falso pazzo si ferma. Il padre prevale sull’attore, l’amore sul calcolo. Ulisse ha dimostrato di essere perfettamente lucido e dovrà partire per Troia.

 

L’astuzia usata contro la guerra

È difficile trovare un prologo più suggestivo per la storia dell’uomo che diventerà il simbolo stesso dell’astuzia. La sua mètis, prima di servire a conquistare Troia, viene utilizzata per evitare Troia.

Qui sta il paradosso che meriterebbe maggiore attenzione anche nella lettura contemporanea del mito. L’eroe che escogiterà il cavallo destinato a provocare la caduta della città è lo stesso uomo che aveva cercato di sottrarsi alla guerra. Colui che diventerà uno dei principali artefici della vittoria greca aveva tentato, all’inizio, di rimanere fuori dal conflitto.

Naturalmente bisogna evitare sovrapposizioni arbitrarie. Omero non racconta la finta pazzia nell’Odissea e non possiamo trasformare Ulisse, con categorie moderne, in un pacifista o in un obiettore di coscienza. Sarebbe una forzatura. Ma sarebbe altrettanto riduttivo considerare quella tradizione un semplice aneddoto mitologico.

Essa introduce infatti una tensione profonda nel personaggio: Ulisse appartiene alla guerra senza essere nato per la guerra. Il suo orizzonte originario è Itaca. È la casa, il regno, Penelope, il figlio appena nato. Troia irrompe in questo mondo e lo spezza.

Da quel momento tutto cambia. Dieci anni saranno consumati sotto le mura della città anatolica, sulla sponda asiatica dell’Egeo, e altri dieci saranno necessari per percorrere il cammino inverso. Vent’anni per tornare nel punto dal quale Ulisse aveva cercato disperatamente di non allontanarsi.

 

Telemaco, all’inizio e alla fine

È soprattutto la presenza di Telemaco a conferire alla vicenda una straordinaria forza simbolica.

All’inizio della storia c’è un bambino collocato davanti all’aratro. Ulisse deve scegliere fra continuare a recitare la parte del folle e salvare suo figlio. Sceglie Telemaco e, proprio per questo, perde la possibilità di restargli accanto.

Quando l’Odissea comincia, quel bambino è ormai un giovane uomo che cerca notizie del padre. La guerra ha divorato il tempo che avrebbe dovuto unirli. Il padre che aveva rivelato la propria lucidità per non travolgere il figlio deve adesso attraversare il mare per riconquistare gli anni che gli sono stati sottratti.

È forse questa la chiave più suggestiva attraverso cui rileggere anche l’Ulisse restituito alla nostra epoca da Nolan. Non soltanto l’eroe che torna dalla guerra, ma l’uomo che torna dalla guerra alla quale non voleva andare.

Il mito acquista così una circolarità quasi perfetta. Ulisse parte perché non riesce a sacrificare Telemaco alla propria finzione; sopravvive a Troia, al mare, agli dèi e alle tentazioni perché vuole ritrovare ciò che quella partenza gli ha tolto.

Alla fine dell’immenso viaggio c’è dunque ciò che era già presente all’inizio: Itaca. Non semplicemente un’isola, ma la misura umana opposta alla smisuratezza della guerra. La casa da cui Ulisse non voleva partire e alla quale impiegherà vent’anni per poter finalmente tornare.

I Giochi del Mediterraneo, un ponte di dialogo e di pace

Un’Olimpiade mediterranea per ricostruire il dialogo

L’idea nacque nel 1948 a St. Moritz, durante la 42ª sessione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO). In quell’assise il vicepresidente del CIO, l’egiziano Mohammed Taher Pacha, e il componente del Consiglio, il greco Ioannis Ketseas, proposero di dare vita a una sorta di “Olimpiade mediterranea”.

L’intuizione maturò nello stesso anno dei Giochi Olimpici di Londra, nel periodo immediatamente successivo alla fine del secondo conflitto mondiale, quando erano ancora forti le tensioni tra popoli che si erano duramente contrapposti sui campi di battaglia. Lo sport veniva così rilanciato nella sua funzione più autentica e unificante: strumento di pace, dialogo e condivisione di valori.

Anche l’individuazione dello spazio mediterraneo – crocevia di tre continenti e di civiltà che hanno segnato profondamente la storia – come luogo di confronto sportivo rappresentò un’intuizione particolarmente significativa, in sintonia con altre iniziative inclusive di carattere politico e culturale avviate in quegli anni, a partire dai Colloqui mediterranei promossi dall’allora sindaco di Firenze, Giorgio La Pira.

La prima edizione si svolse nel 1951 ad Alessandria d’Egitto, con la partecipazione di 734 atleti. Fu un evento esclusivamente maschile: le donne sarebbero state ammesse soltanto nel 1967, in occasione dell’edizione di Tunisi. I Paesi partecipanti furono dieci: Egitto, Francia, Grecia, Jugoslavia, Italia, Libano, Malta, Siria, Spagna e Turchia.

 

Un laboratorio di culture oltre la competizione sportiva

Il CIO riconobbe ufficialmente i Giochi del Mediterraneo durante la sua 47ª sessione, svoltasi a Helsinki, inserendo la manifestazione nel “cartellone” olimpico internazionale. Da allora i Giochi hanno mantenuto continuità organizzativa e sviluppato una propria identità peculiare, andando oltre la dimensione strettamente sportiva attraverso iniziative di carattere storico, artistico e culturale parallele al programma agonistico. Un originale laboratorio di dialogo e confronto tra culture ed esperienze sociali differenti.

Anche la XX edizione, aperta a Taranto alla presenza del Presidente della Repubblica e della Presidente del Consiglio, rappresenta un’occasione per riaffermare questa funzione di pace e di amicizia fra i popoli, in una fase particolarmente delicata degli equilibri internazionali, a cominciare proprio dai Paesi che si affacciano sulle coste del Mediterraneo.

Taranto, per la sua storia e per il suo essere da secoli punto di incontro tra diverse civiltà mediterranee, rappresenta inoltre un luogo ideale per favorire il confronto tra identità, culture e tradizioni differenti.

Sarà una manifestazione a grande partecipazione, con 3.803 atleti iscritti – 2.189 uomini e 1.614 donne – in rappresentanza di 26 Paesi, compresa la delegazione dell’Atletica Vaticana. Un evento di straordinaria rilevanza nel panorama sportivo internazionale, secondo soltanto, per dimensioni e significato, ai grandi appuntamenti olimpici e paralimpici e capace di superare la dimensione puramente agonistica.

 

Taranto 2026, una profezia di pace e fratellanza

Un appuntamento che “abbraccia il futuro”, come recita il motto scelto per questa edizione, ed “esprime speranza”, secondo le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La speranza in un futuro di pace, sviluppo e tolleranza.

Il Mediterraneo è oggi attraversato da conflitti, violenze e crisi migratorie. L’impegno deve essere quello di farlo tornare a essere fonte di civiltà, luogo di dialogo e confronto, spazio di cooperazione internazionale e di solidarietà tra i popoli. I Giochi del Mediterraneo possono così diventare, come auspicato recentemente da Papa Leone XIV, una “profezia di pace e fratellanza”. L’augurio è che Taranto 2026 possa essere proprio questo: un ponte fra popoli in cammino.

L’attivismo dei cattolici e il ruolo dei Vescovi: il caso di Torino

Oltre l’unità politica e il collateralismo

Tutti sappiamo, da svariati lustri, che l’unità politica dei cattolici – anche se in Italia non è mai esistita neanche ai tempi della lunga stagione della Democrazia Cristiana – è legata ad un mero ricordo storico del passato. Al contempo, è sufficientemente noto che il collateralismo, laicamente inteso, di larghi settori del mondo cattolico italiano con un partito – qualunque esso sia – è tramontato da decenni. E, di conseguenza, non si può non aggiungere che ormai si è consolidato un pluralismo politico e elettorale dei cattolici che nessuno può più mettere in discussione.

Detto questo per onestà intellettuale, non possiamo non evidenziare che, seppur in mancanza di un partito popolare di ispirazione cristiana, pur registrando l’assenza ormai persistente di una autorevole rappresentanza di area cattolica popolare e sociale nei diversi partiti italiani, pur prendendo atto di una crisi quasi sistematica delle formazioni politiche centraste – campo dove i cattolici hanno sempre giocato un ruolo politico e culturale non indifferente – non si può non cogliere un fatto oggettivo. Soprattutto a Torino e in Piemonte. Ovvero, un rinnovato protagonismo politico e culturale dei cattolici nella vita pubblica locale.

 

Il magistero dei Vescovi piemontesi

La domanda, a questo punto, quasi si impone. E cioè, qual’è la leva decisiva che spinge e giustifica questo protagonismo politico e culturale dei cattolici, seppur non ancora partitico o di schieramento politico? La ragione, almeno credo, non è affatto riconducibile al profilo dei vari partiti – che, come ben sappiamo, sono per lo più dei meri contenitori elettorali o partiti dichiaratamente personali o del capo – e nè, tantomeno, ad un pensiero culturale diffuso nelle retrovie dell’area cattolica o nello stesso associazionismo cattolico di base. La ragione, forse, va rintracciata nella concreta predicazione e nel magistero autorevole ed incisivo dei vescovi piemontesi. O perlomeno di alcuni vescovi piemontesi. A cominciare dall’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole. Una predicazione non affatto politica o funzionale ad un progetto politico definito e specifico. Al contrario, si tratta di una predicazione che parte dai problemi reali a cui si cerca di dare una risposta – nè politica e nè di schieramento, lo ripeto a scanso di equivoci – e che interpella direttamente chi esercita un‘attività politica ed amministrativa. Certo, Torino e la sua provincia storicamente hanno avuto vescovi ed arcivescovi che hanno lasciato un segno profondo nella società e, nello specifico, nell’area cattolica di questi territori. Un magistero che è andato oltre il recinto territoriale delle rispettive diocesi e che ha influenzato, piaccia o non piaccia, la stessa evoluzione del dibattito politico, culturale ed amministrativo. Certo, nulla a che vedere con ciò che capitava nella cosiddetta prima repubblica dove la voce e il messaggio di un vescovo erano, di norma, un chiaro monito alla classe dirigente della Democrazia Cristiana. E non solo della Democrazia Cristiana.

 

Adesso tocca al laicato cattolico

Ma, in un contesto profondamente mutato e caratterizzato da nuovi soggetti e, soprattutto, da nuove modalità politiche ed organizzative, tocca adesso al laicato cattolico nelle sue diverse articolazioni, nel rispetto rigoroso della distinzione dei piani e anche nella presa d’atto di un pluralismo ormai radicato nella società italiana, assumere una iniziativa che sia in grado di non disperdere il prezioso insegnamento che arriva dall’episcopato torinese e piemontese. Perchè non si tratta di riproporre, come ovvio, un nuovo e moderno collateralismo o, peggio ancora, un interventismo fuori luogo e fuori tempo. Molto più semplicemente, si tratta di far sì che la cultura, il pensiero e la tradizione del cattolicesimo politico – democratico, popolare e sociale – ritornino a far breccia anche nella cittadella politica locale. Torinese e piemontese. Anche, e soprattutto, per rafforzare ed irrobustire la qualità della nostra democrazia.

L’estate e i nuovi mostri

Questa estate fa un gran caldo, le temperature sono impazzite, del tutto fuori norma. Il sangue si scioglie disabituato a scorrere con una velocità che lo intimorisce, c’è il rischio di portarlo fuori rotta. Globuli rossi e bianchi tirano fuori i denti e come rampini si aggrappano alle pareti per rallentare il precipizio, nello sforzo stracciano i confini e rossi dalla paura prendono ad andarsene in giro per ogni dove. Fuori dalle vene trovano la casa dei loro sogni ed allora i Mostri si danno un allarme e aprono un paracadute che conoscono a memoria e che garantisce loro la sopravvivenza.

Sono allenati a questo, hanno sempre un piano di riserva che si ripetono ogni giorno nella mente, incombe la speranza che accada un incidente per poterlo finalmente metterlo in pratica. Ci ha pensato il Sole a scatenare una strategia di salvezza e dare la libera uscita ad un sogno che tengono in un cassetto senza chiave di sicurezza. L’umidità ristora i loro progetti dissetandoli del sudore che ci vorrà per mettersi in azione, l’afa non provoca in loro alcun affanno, tutt’altro. Accende in loro una miccia sempre più corta che farà esplodere il desiderio in realtà.

Non occorre fantasia per tutto questo, anzi è la nemica che ostacola il dare carne al progetto studiato in ogni dettaglio da un tempo che non conosce inizio perché lo limiterebbe. È la banalità della azione la loro forza, non occorrono guizzi di genio, trovate mai inventate. Basta ripetere ciò che altri hanno già fatto magistralmente e che purtroppo hanno avuto però il torto di fregarli sul tempo. Avrebbero piuttosto essere loro i primi sulle cronache dei giornali.

Delitto in piena notte, suona male, ci vuole la luce del giorno per esibirsi con l’arte di cui sono capaci. Sanno di avere dei complici, dei compagni di cordata che gli tributeranno un applauso e che presto li prenderanno ad esempio per una replica degna comunque di applausi. È ora di darsi da fare, le giornate già si stanno accorciando e potrebbero perdere il biglietto della lotteria insieme al coltello, alla pietra o alla pistola o all’acido che hanno in tasca.

Le loro donne li hanno traditi. Sono delle gran presuntuose, convinte, come sono, che da sole possono cavarsela nella vita. Non sanno che hanno bisogno della loro protezione per scansare il pericolo che la vita dispensa a tutti sulla terra. Senza di loro non potrebbero farcela. Per queste le insultano quando azzardano a dire la propria, a tirar fuori uno straccio di pensiero in libertà. È bene che siano sottomesse ad un padrone che sappia riportarle ogni giorno all’ovile, evitando che si smarriscano.

Sono delle ingrate, il loro egoismo è inconcepibile e brucia più dei raggi cocenti di questi giorni. Costringono i Mostri ha fissare il pensiero su di loro, così i Mostri diventano vittime di una indipendenza che gli è stata rubata da quelle donne in gonnella. È giunta l’ora di rimettere le cose a posto, di riassaporare strade diverse da quelle a cui sono stati costretti a percorrere.

Sarà la strada a fare giustizia di questo delitto a pezzi che subiscono ogni giorno. Per questo i Mostri si riprendono il sentiero che gli spetta e fanno fuori le spose e compagne ed alla tortura che hanno imposto ai loro sposi e compagni. Con questo caldo il sangue che cola a terra frigge sul cemento e sui pavimenti, si raggruma in breve senza più sviarsi. Ora i Mostri sono in carcere, hanno ripreso in mano la vita finalmente tornata in loro dominio, a disposizione di un futuro che, non sanno, gli si ribellerà.

 

Aperti a Taranto i Giochi del Mediterraneo, ovazione per Mattarella

Roma, 21 ago. (askanews) – Le trombe che nell’Antica Grecia annunciavano la sospensione dei conflitti per lasciare spazio ai Giochi hanno idealmente aperto anche questa sera la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo. A Taranto, davanti ai 18mila spettatori dello stadio Iacovone, la cerimonia inaugurale ha unito memoria e spettacolo, identità italiana e vocazione mediterranea, sport e cultura. Il filo conduttore della serata è stato il rapporto profondo tra Taranto e la storia dello sport.

Un legame rappresentato dall’Atleta di Taranto, il celebre campione vissuto intorno al V secolo avanti Cristo e considerato uno dei protagonisti più importanti dei giochi panatenaici. La sua figura è tornata al centro della cerimonia insieme alla riproduzione di un’anfora panatenaica, in un omaggio alle radici greche della città e alla tradizione sportiva del Mediterraneo.

L’apertura ha trasformato lo Iacovone in un grande palcoscenico. Spettacoli di luce, proiezioni e fuochi d’artificio hanno accompagnato il racconto delle antiche discipline olimpiche e della storia dei Giochi del Mediterraneo, arrivati alla loro ventesima edizione dopo 75 anni di competizioni e protagonisti. La scenografia ha insistito sul rapporto fra il passato e il futuro, coerentemente con il motto scelto per questa edizione: “Embrace the Future”.

La marciatrice pugliese Antonella Palmisano ha consegnato il tricolore al reparto militare presente sul palco. Poco dopo, il Canto degli Italiani è stato interpretato da Simone Grande, vincitore di The Voice Kids 2026, mentre i corazzieri hanno provveduto all’alzabandiera. Ad aprire la sfilata è stata la Grecia rappresentata dai portabandiera Maria Prevolaraki e Apostolos Siskos. Particolarmente imponente l’ingresso della Turchia, una delle delegazioni più numerose, mentre il Kosovo ha ricevuto un’attenzione speciale in vista dell’organizzazione della ventunesima edizione.

Applauditissimo il presidente del Comitato organizzatore Michele Emiliano Ferrarese: “Questa sera non celebriamo solo lo sport ma anche la pace e l’unità”, ha detto, richiamando proprio la figura dell’Atleta di Taranto, custodita a pochi passi dallo stadio. Il Mediterraneo, ha spiegato Ferrarese, deve essere “incontro, dialogo e condivisione”. E proprio il motto Embrace the Future diventa, nelle sue parole, una scelta di campo: il futuro si costruisce “scegliendo il dialogo e non il conflitto, il rispetto e non l’intolleranza”. Ferrarese ha ricordato anche la complessa corsa contro il tempo per realizzare gli impianti e organizzare l’evento, ringraziando il Governo italiano, l’ICMG e tutte le persone coinvolte nella preparazione dei Giochi. “L’Italia è terra di incontro”, ha concluso, sottolineando come la storia mediterranea continui questa sera proprio a Taranto.

Grande entusiasmo ha accompagnato l’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto da una lunga ovazione dal pubblico. Qualche fischio per il Presidente del Senato Ignazio La Russa e la premier Giorgia Meloni. La presenza del capo dello Stato ha rappresentato il momento istituzionale più importante della cerimonia. Dopo gli interventi delle autorità e la sfilata delle delegazioni, Mattarella ha ufficialmente dichiarato aperti i Giochi del Mediterraneo.

L’ingresso della Marina Militare, chiamata a portare la bandiera dei Giochi, momento particolarmente simbolico per una città, come Taranto, storicamente legata al mare e alla presenza della Marina. E poi Mietta, l’acclamatissimo Albano, per la parte dello spettacolo. A chiudere il cerimoniale è stato il giuramento ufficiale di Mauro De Filippis, in rappresentanza degli atleti, e Flavia Bonanni, in rappresentanza dei giudici. In chiusura Serena Brancale: pur non essendo tarantina (è nata a Bari) ha sempre mostrato grande attaccamento certificato, tra gli altri, dall’ultima hit dell’estate. Si è infatti cimentata proprio in “Al mio paese”.

E poi, come nella tradizione più antica, sono tornate a risuonare le trombe. Nell’Antica Grecia il loro suono segnalava la sospensione delle ostilità per consentire lo svolgimento dei Giochi panatenaici. A Taranto, migliaia di anni dopo, il significato è diverso ma il messaggio conserva una forza sorprendentemente attuale: per qualche giorno, uomini e donne provenienti da Paesi diversi si incontrano nello stesso spazio e si misurano attraverso lo sport.

Barrese (Intesa Sp): faremo il più grande piano di assunzioni giovani

Rimini, 21 ago. (askanews) – “Abbiamo assunto oltre cinquemila persone e nei prossimi anni faremo il più grande programma di assunzione di giovani che sia mai stato fatto in Italia”. Lo ha detto Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, a margine del Meeting di Rimini.

Il contesto, ha spiegato, è “di grandissimo cambiamento: cambiamenti di carattere tecnologico, cambiamenti dal punto di vista ambientale e poi anche le tematiche geopolitiche. In questo contesto quello che si può fare è incentivare la maggiore professionalità di chi lo vuole, e quindi cerchiamo di supportare i giovani che vogliono investire su se stessi attraverso Per Merito, il nostro prestito agli studenti”.

Lo strumento, ha aggiunto Barrese, “ha modalità estremamente comode di rimborso: arriva addirittura fino a 40 anni, attraverso la possibilità di sospenderlo fino a tre volte. Lo diamo non soltanto per laurearsi, ma anche per qualunque tipo di percorso professionale e perfino per finanziare vitto e alloggio, qualora uno debba muoversi al di fuori della propria residenza”. In media, ha precisato, “sono tra i 5.000 e i 6.000 all’anno gli studenti che possono studiare grazie a Per Merito”.

Il secondo binario riguarda le imprese: “Cerchiamo di stimolare le aziende non soltanto a investire sulle macchine, cambiando i loro processi produttivi, ma a farlo tenendo sempre un occhio aperto all’occupazione. Per questo lo scorso anno abbiamo lanciato S-Loan Lavoro, il nostro prestito sostenibile che ha una caratterizzazione incentivata sul prezzo se l’imprenditore assume. Abbiamo registrato 700 milioni di erogazioni solo su questo verticale, con circa 2.000 assunzioni collegate”, ha concluso.

Acqua, Di Terlizzi (Ciheam): “Serve una diplomazia del dialogo”

Rimini, 21 ago. (askanews) – “L’acqua non è un problema, è una risorsa: ma essendo una risorsa condivisa e strategica ha bisogno di attenzione e di una crescita della conoscenza su come possa essere meglio utilizzata e su come si possano introdurre delle innovazioni”. Lo ha detto ad askanews Biagio Di Terlizzi, direttore del Ciheam Bari, a margine del convegno ‘Agricoltura blu. Innovazione e sostenibilità verso l’efficienza idrica’ al Meeting di Rimini.

Il rischio, ha spiegato, è che un bene condiviso anche tra più paesi “diventi un fattore in grado di generare frizioni. Noi dobbiamo evitare che questo accada: ecco dove è importante creare una diplomazia, che significa creare dialogo e condizioni che diventino di sviluppo”. Un impegno che il Ciheam Bari porta avanti sul tema idrico “dal 1962, perché centinaia di tecnici e funzionari sono stati formati”.

Di Terlizzi ha citato il programma della cooperazione italiana in Tunisia, Tanit: “Forse di questi programmi in alcune aree dell’Italia ne avremmo anche bisogno. Dobbiamo far sì che in un paese in cui la valorizzazione delle acque reflue può aumentare in termini di volumi, questi volumi riescano a essere trasferiti in zone dove al momento non c’è produzione e da cui le comunità si sono allontanate perché non avevano la possibilità di creare un proprio futuro”.

Portando le acque affinate su quei territori, ha proseguito, “quell’economia gialla, un’economia di altissima resilienza e difficoltà, riceve l’acqua e si trasforma in un’economia verde. Ci saranno nuove produzioni e la possibilità che ritornino le persone e le comunità, facendo rivivere un territorio e offrendo una prospettiva alle nuove generazioni”.

La giovane orchestra AYSO di Bari trionfa anche a Berlino

Roma, 21 ago. (askanews) – Dopo aver sorpreso il mondo vincendo per due anni consecutivi il Primo Premio al Summa cum Laude Festival di Vienna, quindi nel ’25 il Golden Award al World Orchestra Festival sempre a Vienna, dimostrando come anche una giovane realtà del Sud Italia possa stupire per eccellenza proprio nel cuore togato del grande sinfonismo europeo, anche quest’anno la AYSO – Accademia Youth Symphony Orchestra di Bari ha proseguito il suo trionfale cammino internazionale conquistando uno degli appuntamenti cardine dell’estate berlinese, nonché evento di punta per la reputazione delle migliori orchestre giovanili del mondo: il Festival Young Euro Classic 2026, giunto ormai alla sua ventisettesima edizione e quest’anno coronato da oltre 22.000 spettatori da tutto il mondo per i concerti di 14 orchestre giovanili.

Il festival infatti – sostenuto da personalità artistiche del calibro di Daniel Barenboim, Iván Fischer e Gidon Kremer – con la direzione artistica di Alban Gerhardt e Mathias Hinke, riunisce ogni anno i migliori ensemble giovanili provenienti da tutto il globo. Il 16 agosto dunque AYSO ha chiuso la prestigiosa kermesse alla Konzerthaus di Berlino totalmente sold out e con ripetute standing ovation per la direttrice e fondatrice Teresa Satalino e per i suoi settanta musicisti under 28 provenienti da tutta Italia ma anche da diversi paesi del mondo, tra cui Giappone, Francia, Spagna e Lettonia, spiccando per rigore, precisione e forza sonora fra storiche e consolidate formazioni nazionali come la Bundesjugendorchester (National Youth Orchestra of Germany), European Union Youth Orchestra (EUYO), National Youth Orchestra of the United States of America, la Sommerakademie der Wiener Philharmoniker e la Jovem Orquestra Portuguesa.

L’evento è stato preceduto dalla residenza artistica a Bari e dai concerti al Kursaal Santalucia, quindi a Lugano, tutti coronati da grande successo e incentrati su un impaginato dedicato all’immaginario italiano attraverso tradizione, viaggio, creatività contemporanea e paesaggio simbolico, con Walton, Martucci, Cajkovskij, la prima esecuzione assoluta di Ritual del compositore Domenico Turi, rielaborazione orchestrale di materiali legati ai rituali del Sud, alle cantilene arcaiche e alla dimensione ancestrale della cultura popolare italiana, infine Respighi. La scelta del repertorio riflette la linea artistica di AYSO, che si colloca nel solco del grande sinfonismo europeo, prediligendo organici ampi e una progettualità che affronta repertori complessi con un approccio rigoroso, coraggioso e orientato alla ricerca di nuovi confini espressivi.

Teresa Satalino ha dichiarato: “Alla Konzerthaus di Berlino AYSO Orchestra ha incendiato la sala. Un’onda emotiva che è partita dal palco, ha attraversato ogni fila, e poi è tornata indietro amplificata, travolgente, impossibile da contenere. Un rito collettivo. Un momento in cui musica, gesto e respiro hanno creato una comunità. E sì, abbiamo pianto. Tutti. Perché quando un sogno diventa reale, lo senti nelle ossa. Grazie al festival Young Euro Classic che ci ha onorati con questo invito”. Nata in seno ad OrchestrAcademy, organizzazione no profit attiva da oltre sette anni nel campo della formazione musicale avanzata e basata su un innovativo modello inclusivo, democratico, gratuito ed internazionale, pensato per aiutare i ragazzi nell’inserimento nel mondo del lavoro, AYSO Orchestra – Accademia Youth Symphony Orchestra – è stata a lungo un progetto virtuoso ed efficace ma conosciuto solo nell’ambito degli addetti ai lavori e nel proprio territorio. Fondata e guidata dalla direttrice artistica e musicale Teresa Satalino, vera agit prop del patrimonio umano italiano, AYSO Orchestra ha sfidato per la prima volta la propria marginalità territoriale nel 2023 e con coraggio e intraprendenza è partita alla volta di Vienna, dove contro ogni previsione e sfidando eccellenze internazionali, ha sorprendentemente vinto per due anni consecutivi, nel ’24 e ’25, il prestigioso Primo Premio al Summa cum Laude Festival. Da allora ha continuato ad inanellare premi di altissimo profilo, come nel ’25 il Golden Award al World Orchestra Festival sempre a Vienna, ed ha avuto così l’occasione di esibirsi in alcune delle sale simbolo della grande civiltà musicale europea, come Musikverein, Smetana Hall, la sede parigina di UNESCO e quest’anno finalmente nel cuore più prestigioso del sinfonismo mondiale, partecipando per la prima volta al Festival Young Euro Classic, in programma dal 31 luglio al 16 agosto al Konzerthaus di Berlino.

Meeting Rimini, l’abbraccio fra la sorella di Hamel e la madre del killer

Rimini, 21 ago. (askanews) – L’abbraccio tra Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel, sacerdote assassinato in Chiesa il 27 luglio 2016 a Saint-Étienne-du-Rouvray, vicino Rouen, in Francia e Nassera Kermiche, madre di uno degli attentatori, è la fotografia che apre la 47esima edizione del Meeting di Rimini.

Roseline racconta le ultime ore insieme al fratello, prima di apprendere del suo assassinio; Nassera racconta gli attimi in cui le hanno detto che suo figlio era tra i killer del sacerdote. Anche il giovane morì nell’attentato.

“Il messaggio che Nassera e io rivolgiamo a tutti è che siamo l’esempio che ci si può incontrare per conoscersi meglio, per capirsi meglio, senza giudicarsi. Al di là del dolore, noi due abbiamo osato questo incontro. Al di là della differenza. Fin dal nostro primo incontro non abbiamo nemmeno pensato a questa differenza di religione”, dice Roseline, “il perdono è la cosa più difficile che Dio ci chiede. Ma io, insieme alla mia famiglia, abbiamo avuto la grazia di non cedere all’odio, dopo la tragedia. Umanamente era l’odio a vincere, ma la grazia di Dio ha fatto sì di superare questo sentimento. E questo è il primo frutto del martirio di queste persone”.

Un messaggio forte anche dalla madre del killer del sacerdote assassinato in Chiesa.

“Bisogna andare verso l’altro. Bisogna osare, osare l’incontro, fare in modo di capire l’altro senza giudicarlo, senza pregiudizi. Dobbiamo poter vivere insieme su questa terra”. Vogliamo trasmettere un messaggio di pace, per vivere finalmente in un mondo senza violenza, senza odio e nella pace”.

Le due donne, insieme, hanno scritto il volume Sorelle di dolore, insieme a Samuel Llevn. (Edizioni Ares e Libreria Editrice Vaticana).

Incendio all’ospedale di Salerno, le immagini della colonna di fumo

Salerno, 21 ago. (askanews) – Nelle immagini la colonna di fumo che si è alzata dall’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno, a causa di un incendio divampato nella zona del Pronto Soccorso.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, al momento non risultano feriti. Secondo le prime ricostruzioni le fiamme sarebbero divampate vicino ai motori esterni dei condizionatori.

Giochi del Mediterraneo, Italia del padel sfida Spagna e Portogallo

Roma, 21 ago. (askanews) – Dall’oro di Cracovia alla nuova sfida di Taranto. L’avventura dell’Italpadel ai Giochi del Mediterraneo – dove la racchetta corta fa il suo esordio come sport da medaglia – riparte da Carolina Orsi e Giorgia Marchetti, vincitrici nel 2023 dello storico titolo ai Giochi Europei disputati in Polonia e protagoniste di tante altre imprese in azzurro. Dal terzo posto dei Mondiali 2024 a quello agli Europei dello scorso anno, passando per l’argento continentale di Cagliari.

I sorteggi al Villaggio del Mediterraneo – sottolinea una nota – hanno posizionato le due romane, teste di serie numero 4 del torneo, nella parte bassa del tabellone, la stessa di una formidabile coppia spagnola, Lucia Sainz e Patty Llaguno (2), entrambe ex numero 1 del mondo e ancora oggi nella top 20 mondiale. Un incrocio possibile in una eventuale semifinale, mentre per il debutto in programma domenica sfideranno la coppia vincitrice tra le egiziane El Halaby/Tawfik e le kosovare Gashi/Peja. Nella parte alta brillano invece Carlotta Casali, altro punto di riferimento della Nazionale femminile, e il talento di Giulia Dal Pozzo, classe 2005, protagonista di un’ascesa vertiginosa che nell’ultimo anno l’ha portata al bronzo europeo con le compagne e al numero 28 del Ranking mondiale della Federazione Internazionale Padel. Per loro l’esordio sarà contro le cipriote Savva/Siopacha, prima del possibile testa a testa con le numero 1 del tabellone, le portoghesi Ana Nogueira e Sofia Araujo, quest’ultima ottava nella classifica mondiale e giocatrice di primo piano nel Premier Padel Tour, il circuito più importante al mondo.

Tanta attesa anche per il maschile, dove pure è presente in blocco il gruppo vincitore del bronzo agli Europei dello scorso anno. Tra loro spicca un altro dei protagonisti di Cracovia 2023: dopo l’argento nella categoria mista di tre anni fa, il torinese Marco Cassetta torna in campo con Simone Iacovino, uno degli innesti più recenti dell’Italpadel maschile. Primo impegno, sempre domenica per tutti gli azzurri, sarà con i vincitori della sfida tra i marocchini Alami/Reda e i montenegrini Petranovic/Pelonzi, prima del possibile match contro le teste di serie numero uno: gli spagnoli Guille Collado e Pol Hernandez, entrambi poco più che ventenni ma già protagonisti nei tornei Premier Padel. Insieme a Cassetta-Iacovino, nella parte alta del tabellone ecco l’altra coppia italiana, Flavio Abbate e Alvaro Montiel, i due ventenni che insieme – oltre al bronzo europeo – hanno conquistato 8 titoli nel CUPRA FIP Tour, l’altro circuito mondiale della Federazione Internazionale Padel. Per loro il debutto sarà contro gli albanesi Curri/Naska o con i kosovari Recica/Rexhepi, mentre l’eventuale derby arriverebbe in semifinale.

La rincorsa alle medaglie si accenderà anche nel misto, dove a rappresentare l’Italia sarà ancora una volta Marco Cassetta, in cerca di un altro podio dopo quello con Giulia Sussarello a Cracovia, questa volta in campo con Giulia Dal Pozzo. Una coppia che promette scintille e che parte da numero 2 del tabellone, dietro la portoghese Sofia Araujo insieme al fratello Pedro. Sulla strada per le medaglie anche i francesi Dylan Guichard e Louise Bahurel (3) e i tunisini Mehdi Elloumi e Dora Chamli (4). Tre tabelloni e una settimana tutta da vivere, per provare a scrivere una nuova pagina nella storia del padel azzurro.

Gardini (Confcooperative): tempesta perfetta su energia e prezzi

Rimini, 21 ago. (askanews) – “E’ stata un’estate torrida in tutti i sensi, non solo meteorologici: le notizie rimbalzate dai territori di guerra, in particolare dal Medio Oriente, il blocco dello Stretto di Ormuz che ha riproposto ancora una volta i valori massimi del costo del gas e del petrolio, non lasciano presagire nulla di buono”. Lo ha detto ad askanews il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, al Meeting di Rimini.

“L’aumento sui carburanti genererà sicuramente una spinta inflattiva e quindi una grande preoccupazione per un’inflazione che potrebbe andare fuori controllo, che potrebbe anche generare misure da parte della Bce di aumento del costo del denaro: una tempesta perfetta che in questo momento proprio non ci voleva”, ha aggiunto il presidente.

Le imprese, ha osservato Gardini, “stanno tentando di resistere, l’export continua a crescere nonostante tutti i problemi che abbiamo avuto nell’ultimo anno, dai dazi alla guerra ai costi energetici. C’è una resilienza che ha veramente dell’incredibile”. Ma non per tutti: “Le più strutturate, le più dimensionate, quelle che più hanno investito portano a casa un risultato. Le tante medie e piccole soffrono di più e dovremo costruire per loro reti di protezione e di organizzazione che consentano di essere protagoniste”.

“In tutto questo scenario delle piccole c’è tanta cooperazione, tante cooperative di piccole e medie dimensioni che dobbiamo aiutare a crescere, a rinforzarsi, a costruire reti di consorzi, reti consortili, raggruppamenti d’impresa per fare progetti di più ampio respiro su tutto il palcoscenico mondiale”, ha concluso il presidente di Confcooperative.

Mps, Lovaglio sforna contromossa da 34 mld a Opas Intesa: c’è una visione

Milano, 21 ago. (askanews) – Poco dopo ferragosto, nella più classica tempistica dei colpi di scena finanziari, l’Ad di Mps Luigi Lovaglio ha sfornato la sua contromossa all’Opas su Siena annunciata da Intesa Sanpaolo ai primi di giugno in collaborazione con Unipol. Una doppia Offerta pubblica di scambio dal corrispettivo di poco oltre 34 miliardi di euro, da versare interamente in azioni della banca senese, che ha ricevuto ieri il via libera a maggioranza dal cda con l’astensione di 4 consiglieri indipendenti. L’operazione è accompagnata anche da un’accattivante distribuzione straordinaria agli attuali soci del Monte da 4 miliardi di euro lordi, di cui circa 1 miliardo ‘cash’ e circa 3 miliardi in azioni di Generali (utilizzando parte della quota di oltre il 13% detenuta attraverso la controllata Mediobanca, ora in via di incorporazione).

“Oggi non siamo qui per parlarvi solo di un’operazione, siamo qui per parlarvi di una visione. Negli ultimi anni Mps ha completato una delle trasformazioni più straordinarie del panorama bancario europeo. La domanda che ci poniamo oggi non è come diventare più grandi, ma come diventare più rilevanti. Oggi abbiamo la possibilità di compiere un altro passo strategico”, ha spiegato il manager durante la conference call con gli analisti tenuta questa mattina.

Un progetto “industriale concreto”, lo ha definito, finalizzato a “creare un nuovo campione nazionale di riferimento, dotato di competenze distintive nel banking, nell’advisory e nel wealth management, attraverso l’unione di marchi iconici, solide radici territoriali e relazioni consolidate con le famiglie, le aziende e le comunità locali”. Un’aggregazione, nelle intenzioni di Mps, “finalizzata a rafforzare il quadro competitivo del settore, sostenere il credito all’economia reale, valorizzare il risparmio di lungo termine e contribuire alla crescita del sistema Italia. Un progetto con obiettivi coerenti con le priorità strategiche già delineate da Banco Bpm e rafforzati dall’iniziativa parallela su Banca Generali”.

Lovaglio ha tenuto a sottolineare che il progetto su Banco Bpm “è coerente” con la direzione strategica delineata dalla banca milanese il 7 giugno, mentre l’aggregazione con Banca Generali sarebbe “un primo passo verso un più ampio programma di collaborazione industriale con Generali”. Progetto che, secondo Lovaglio, avrebbe il vantaggio di “essere amichevole, non ostile” e di poter, quindi, essere apprezzato dai principali azionisti delle due società target, Credit Agricole da una parte e Generali dall’altra. Oltre a essere “un’opzione attrattiva per gli azionisti Mps, che preserva l’integrità del valore di Mps e del suo marchio storico e prosegue il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni”.

Un modello, ha sintetizzato, che “crea valore con integrazione, non attraverso spezzatino”, andando in tal senso implicitamente incontro agli auspici della premier Giorgia Meloni. E che, secondo l’Ad e Dg di Mps, porterà vantaggi “a tutti gli stakeholder” e “verrà apprezzato dal mercato”. Mercato rimasto per il momento “freddino”: la seduta di piazza Affari si è chiusa con tutti i titoli coinvolti in calo, tranne Generali e Unipol.

In sintesi, l’operazione prevede un’Offerta di scambio su Banco Bpm con un concambio di 1,567 nuove azioni Mps (post distribuzione straordinaria) per ogni azione della banca giodata da Giuseppe Castagna portata in adesione, senza alcun premio rispetto ai prezzi ufficiali del 19 agosto, e un’Offerta di scambio su Banca Generali, con un concambio di 6,958 nuove azioni Mps (post distribuzione) per ogni azione Banca Generali, con un premio del 10% rispetto ai prezzi del 19 agosto.

Dalle due operazioni sono attese sinergie lorde complessive per 2,6 miliardi (compresi 0,8 mld relativi all’integrazione di Mediobanca) e oneri di integrazione lordi una tantum nell’ordine di 2,5 miliardi di euro (di cui 0,6 mld relativi all’integrazione di Mediobanca) che saranno sostenuti tra il 2027 e il 2029. Atteso un Cet1 superiore al 13% per il periodo 2026-2030 e superiore al 15% al 2028 in caso di riconoscimento del Danish Compromise.

Il nuovo gruppo allargato, “diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo, con un bilancio pro forma pari a circa 466 miliardi di euro, impieghi alla clientela pari a 245 miliardi di euro, raccolta diretta pari a 315 miliardi di euro e total financial assets pari a 810 miliardi di euro, sulla base dei dati al 31 dicembre 2025”.

L’assemblea degli azionisti Mps è stata convocata in un’unica riunione il 29 ottobre e sarà chiamata ad approvare distintamente le due offerte (che non sono condizionate l’una all’altra), la distribuzione straordinaria, le propedeutiche operazioni e le deleghe per i relativi aumenti di capitale senza diritto di opzione, nonché per il via libera alla fusione per incorporazione di Mediobanca. Oltre alle necessarie autorizzazioni regolamentari e al via libera dell’assemblea, entrambe le offerte sono subordinate al raggiungimento di un livello minimo di adesioni pari al 50% più un’azione del capitale delle società target.

In caso di integrale riuscita delle operazioni, gli attuali azionisti del Montepaschi verrebbero a detenere circa il 50,1% del gruppo combinato, gli azionisti Banco Bpm circa il 37,2% e gli azionisti Banca Generali circa il 12,7%. Post distribuzione straordinaria, la quota di oltre il 13% detenuta in Generali attraverso Mediobanca si ridurrebbe all’8,8%, mentre un 4,5% del Leone verrebbe frazionato tra i soci del Montepaschi.

La doppia Ops, ha puntualizzato Mps, “non è subordinata al mancato perfezionamento, alla revoca, alla decadenza o all’inefficacia dell’Offerta di Intesa Sanpaolo, né al mantenimento degli attuali assetti proprietari dell’offerente”. La contromossa annunciata da Lovaglio potrebbe, però, rientrare in una strategia negoziale per spingere Intesa ad aumentare la propria offerta. Al momento, la Cà de Sass appare intenzionata piuttosto a “battagliare”. Fonti al lavoro sul dossier hanno fatto sapere che “alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni e ore e delle evidenti criticità emerse, il team dei legali di Intesa Sanpaolo sta effettuando accurati approfondimenti per valutare l’opportunità di rappresentare alla Consob osservazioni e considerazioni a tutela dell’integrità del mercato e della corretta informazione a tutti gli azionisti”.

Quanto ai sindacati, oggi i coordinamenti interni hanno incontrato Lovaglio, al quale hanno ribadito che qualunque scenario di aggregazione deve tutelare occupazione, sostegno a territori e integrità del Gruppo Mps. Le Oss hanno “preso atto” della nuova prospettiva delineata, riservandosi di “approfondirne i contenuti e le possibili ricadute industriali, organizzative e occupazionali” e continueranno a monitorare con attenzione l’evoluzione degli eventi.

Intanto, oggi il cda straordinario di Banca Generali ha preso atto della comunicazione dell’Ops del Montepaschi e si riserva di esprimersi sull’offerta, in seguito a un’analisi dettagliata già avviata. La banca target ha tenuto a precisare che l’offerta di Mps “non è stata sollecitata nè preventivamente concordata”. Quanto all’altro istituto nel mirino fonti finanziarie hanno fatto sapere che il cda di Banco Bpm si riunità nei primi giorni della prossima settimana.

Ancora pochi, infine, i report degli analisti, complice soprattutto il fattore vacanze estive. Ma già gli esperti di mercato, come anche i commentatori finanziari, mettono in evidenza le criticità legate all’operazione, tra cui un elevato ‘execution risk’. Da capire, dunque, nelle prossime settimane, se la “visione” di Lovaglio si rivelerà piuttosto un miraggio oppure riceverà il consenso del mercato, superando il progetto proposto dall’Ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina.

Migranti, Lollobrigida: finalmente l’Europa si muove insieme

Rimini, 21 ago. (askanews) – “Ha ragione Meloni, c’è un dato davanti agli occhi di tutti: finalmente l’Europa si muove insieme per porre fine all’immigrazione irregolare e illegale”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, in un punto stampa al Meeting di Rimini.

“L’immigrazione per una nazione come la nostra è un valore – ha spiegato Lollobrigida -: siamo figli e nipoti di emigranti e sappiamo cosa vuol dire poter contribuire alla crescita di altre nazioni con il proprio lavoro, formarsi, magari tornare con conoscenze migliori a costruire il paese di provenienza e la sua economia, ricongiungendosi con le proprie famiglie. E’ successo ai nostri nonni, ai nostri padri, succede a tante persone che legalmente arrivano in Italia”.

L’obiettivo, ha spiegato, è “rafforzare l’immigrazione legale e impedire che ci sia un’immigrazione illegale che in questi anni ha invece consegnato molto spesso persone alla criminalità organizzata, allo sfruttamento, e che non si risolve con la benda sugli occhi come la sinistra ha fatto in questi anni”. In Europa, ha proseguito, “c’è stato molto dibattito, si è giocato a scaricabarile per troppo tempo. Il nuovo patto sulla migrazione, a mio avviso, ha cambiato la direttrice”, pur restando “dei riverberi di quello che è accaduto in passato”.

Sulle discussioni in corso con i partner europei, Lollobrigida ha minimizzato il rischio di ricadute per l’Italia: “Non credo che ci sarà un’invasione di dublinanti provenienti da altre nazioni verso l’Italia. Mi sembra che con la Germania ci sia un dialogo consolidato, con la Francia in termini di compensazioni, anche con altre nazioni. La cosa più importante è il segnale emerso dal nuovo patto: si cambia rotta. Finalmente l’Europa in maniera comune dice no all’immigrazione illegale e sta riaggiornando le proprie regole”.

Energia/ Scocchia (Illycaffè): Ue intervenga con urgenza sull’energia

Rimini, 21 ago. (askanews) – “E’ importante che l’Europa intervenga con urgenza per ridurre il costo dell’energia, per creare finalmente quel mercato unico dei capitali di cui si parla da troppo tempo, per portare avanti una regolamentazione dell’innovazione che la sostenga invece di castrarla e per ridurre la frammentazione”. Lo ha detto ad askanews l’amministratrice delegata di illycaffè, Cristina Scocchia, a margine di un incontro al Meeting di Rimini.

“Se oggi devo esportare in 27 paesi separati e distinti in Europa, ho più conflittualità che a spedire dall’altra parte del mondo”, ha aggiunto. Il rischio, ha avvertito, non è solo economico: “Continuare a non avere autosufficienza energetica, tecnologica e difensiva non è un problema economico, è un problema di autonomia e sovranità strategica”. Nel mirino anche il Ppwr, il regolamento europeo sugli imballaggi introdotto il 12 agosto, “che ci aggrava ancora i costi degli imballaggi di circa il 10%”.

Il quadro per le aziende resta pesante: “Questo è un momento molto difficile per le imprese: non ci viene chiesto di attraversare una tempesta, ma di vivere nella tempesta, perché le problematiche che le aziende devono affrontare sono molteplici”. Sul caffè, ha spiegato Scocchia, “il verde è molto alto: siamo questa mattina a 330 centesimi per libbra, il doppio di quanto non era semplicemente cinque anni fa, nel 2021. In più l’energia è ai massimi storici e purtroppo il peggio dovrà ancora arrivare con l’autunno”.

Europei di pallavolo, Italia-Croazia 3-0 all’esordio

Roma, 21 ago. (askanews) – Esordio vincente per l’Italia a EuroVolley 2026. Allo Scandinavium di Göteborg, le azzurre di Julio Velasco superano 3-0 (25-9, 25-22, 25-23) la Croazia al termine di una gara condotta con padronanza, mostrando continuità nel gioco, solidità nella correlazione muro-difesa e qualità in tutti i fondamentali. Una bella Italia, profonda nella fase d’attacco, lineare e ordinata in seconda linea, che ha saputo soffrire nel corso del secondo set e rialzarsi nonostante una Croazia mai doma. Azzurre capaci di gestire la distribuzione del gioco con saggezza.

A sostenere la Nazionale di Julio Velasco anche il presidente federale Giuseppe Manfredi giunto a Goteborg nella tarda serata di ieri e tantissimi tifosi italiani arrivati da tutta la Svezia. Azzurre di nuovo in campo: domani, sabato 22 agosto, alle ore 15, contro il Montenegro nella seconda giornata della Pool D.

Caso Flotilla: la Turchia spicca mandato di arresto internazionale contro Netanyahu

Roma, 21 ago. (askanews) – La Turchia ha emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, nell’ambito di un’indagine sull’intercettazione da parte dello Stato ebraico della flottiglia di aiuti diretta a Gaza. Lo ha annunciato su X il ministro della Giustizia di Ankara, Akin Gurlek.

La Turchia aveva già emesso mandati di arresto nei confronti di Netanyahu e di altri alti funzionari con l’accusa di “genocidio” per le azioni di Israele nella guerra contro Hamas a Gaza.

Lo stato ebraico respinge fermamente le accuse di genocidio.

Tennis, Sinner rinuncia agli Us Open: "Sono triste e deluso"

Roma, 21 ago. (askanews) – Jannik Sinner non giocherà gli Us Open 2026. Il numero uno del mondo ha deciso di rinunciare all’ultimo Slam della stagione dopo giorni di valutazioni con il suo staff per il problema al ginocchio destro. L’azzurro aveva già saltato Cincinnati proprio nel tentativo di recuperare in tempo per New York, ma le sensazioni degli ultimi giorni non sono state sufficientemente positive. La decisione è arrivata dopo il ritorno in campo a Monte Carlo, dove Sinner ha verificato di avere ancora bisogno di tempo per recuperare completamente. “Nonostante l’impegno profuso con il mio team e lo staff medico, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di non partecipare agli US Open quest’anno”, ha scritto il numero uno del mondo sui social. “Siamo tornati in campo a Monte Carlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto che ho ancora bisogno di tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro. Sono ovviamente molto triste e deluso, perché New York occupa un posto speciale nel mio cuore. Non vedevo l’ora di tornare a giocare nell’atmosfera elettrizzante di fronte ai fantastici tifosi”. Una rinuncia pesante per Sinner, soprattutto dopo il trionfo a Wimbledon e la finale raggiunta a New York un anno fa. L’azzurro non potrà quindi difendere il titolo conquistato nel 2024 e dovrà rinunciare alla sfida con Carlos Alcaraz, che invece sarà regolarmente al via. Ora la priorità è il recupero completo dal problema al ginocchio, senza forzare i tempi. Sinner tornerà in campo soltanto quando sarà pronto per affrontare nuovamente il circuito nelle migliori condizioni.

Formula1, Antonelli vola nelle FP1 in Olanda

Roma, 21 ago. (askanews) – Kimi Antonelli riparte alla grande dopo la pausa estiva e firma il miglior tempo nelle prime prove libere del Gran Premio d’Olanda. Il pilota della Mercedes chiude la sessione in 1’12″949, precedendo di poco più di un decimo la McLaren di Lando Norris. Terzo posto per l’altra Mercedes di George Russell, a 0″125 dal compagno di squadra. Buon avvio anche per le Ferrari, con Lewis Hamilton quarto e Charles Leclerc quinto. La scuderia di Maranello ha portato a Zandvoort un nuovo fondo per la SF-26, ma ha scelto di non utilizzarlo nelle FP1 per evitare rischi legati alle condizioni meteo e preservare le nuove componenti. Sesta l’altra McLaren di Oscar Piastri, vincitore del Gran Premio d’Olanda nel 2025. Alle spalle dei primi sei si piazzano Nico Hulkenberg e Pierre Gasly, con quest’ultimo al debutto in pista con un importante pacchetto di aggiornamenti, mentre chiude la top ten l’Audi di Gabriel Bortoleto. L’undicesimo posto è invece per Max Verstappen, apparso meno brillante del previsto sulla pista di casa. L’olandese, che ieri ha ufficializzato il rinnovo con la Red Bull fino al 2030, è alla ricerca del primo successo stagionale. Da segnalare anche il ritorno di Liam Lawson in Red Bull, chiamato a sostituire Isack Hadjar, fermato dalla frattura a un polso. Il neozelandese ha chiuso quattordicesimo, mentre Yuki Tsunoda, tornato alla Racing Bulls, è diciassettesimo. La sessione è stata condizionata dal tipico meteo olandese, con alternanza di sole, vento e pioggia. Ora l’attenzione si sposta sulle qualifiche Sprint, in programma nel pomeriggio, che definiranno la griglia di partenza della gara breve di sabato.

Meloni al New York Times: pensavo che le cose con Trump fossero più facili

Roma, 21 ago. (askanews) – “È evidente che con Donald Trump pensavo che le cose sarebbero state più facili, vista la nostra convergenza su immigrazione e cultura woke. Le cose sono andate diversamente”. Così la premier Giorgia Meloni, in un’intervista al New York Times.

“Continuo a credere che l’unità dell’Occidente sia qualcosa di molto importante. Non decido la strategia italiana sulla base delle mie relazioni personali”, ha aggiunto Meloni.

“Beh, vedremo”, così la premier ha, infine, risposto alla domanda se si sentirà con il presidente americano Donald Trump dopo la pausa estiva.