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A Roma il workshop “Sogni d’Oro” sull’importanza del sonno

Roma, 22 mag. (askanews) – A Roma l’incontro “Sogni d’Oro”, nato per portare al pubblico le conoscenze scientifiche sul sonno, le strategie efficaci e le risorse disponibili. Un workshop organizzato dall’Osservatorio MOHRE durante i Sanidays, con il Patrocinio dell’Intergruppo Parlamentare Stili di Vita.

Argomento centrale l’insonnia, il disturbo del sonno più diffuso al mondo. Un terzo della popolazione adulta, circa il 35%, ne è infatti occasionalmente colpita, mentre per uno su 10 diventa un problema cronico. Ha parlato così Andrea Romigi, Direttore Centro di Medicina del Sonno Neuromed: “È un problema realmente importante, perché arriviamo almeno a un terzo per quanto riguarda le insonnie almeno transitorie. Ma il 15% della popolazione è affetto da insonnie croniche. Questo vuol dire che, in un paese come l’Italia, noi abbiamo almeno 8-10 milioni di persone che soffrono di insonnia cronica. L’insonnia cronica vuol dire almeno 3 volte a settimana e da almeno 3 mesi, con difficoltà di addormentamento, difficoltà nel mantenere il sonno, risveglio precoce, ma soprattutto conseguenze diurne”.

Ma l’insonnia non è solo un fastidio notturno. E’ infatti anche un rischio documentato per lo sviluppo e il peggioramento di numerose condizioni mediche e psichiatriche e provoca una perdita di qualità della vita. “Dobbiamo recuperare questo stile di vita come pilastro della salute, perché la carenza di sonno ha mostrato di essere in grado di determinare dei danni. Faccio un esempio: maggiore rischio di obesità, maggiore rischio di diabete, malattie cardiovascolari, aumento di ansia e depressione tra le altre. Per il MOHRE è molto importante essere oggi ai Sanidays. Consolidiamo una collaborazione che è nata lo scorso anno e quindi siamo molto contenti di essere qui” ha aggiunto Johann Rossi Mason, Direttrice dell’Osservatorio MOHRE

Nel corso dell’incontro, è stato trattato anche l’argomento dell’apnea ostruttiva del sonno, un disturbo sempre più diffuso ma spesso sottodiagnosticato. “Il paziente deve essere visitato e poi si devono seguire le linee guida e quindi richiedere un esame specifico, che è la polisonnografia, che è un esame che si fa ricevendo un apparecchietto che si indossa la notte. Il giorno dopo i dati vengono scaricati, vengono letti e questo ci consente di differenziare il russamento, rumoroso ma non pericoloso, dall’OSAS, cioè dalle apnee notturne che si dividono in tre gradi: lieve, medio e grave” ha concluso Fabio Beatrice, Primario Emerito di Otorinolaringoiatria ASL Città di Torino

La perdita di produttività dovuta all’insonnia, si misura anche economicamente. In Italia, la perdita è stata stimata in 16,5 miliardi di dollari l’anno. Un dato superiore ad altri Paesi europei come la Spagna (12 miliardi). L’appuntamento ha quindi acceso i riflettori sull’importanza del sonno come pilastro fondamentale della salute e del benessere quotidiano, promuovendo una maggiore consapevolezza su disturbi spesso sottovalutati, ma con un forte impatto sulla vita delle persone.

Sostenibilità, imprese e giovani generazioni, la sfida per il futuro

Roma, 22 mag. (askanews) – Sostenibilità, imprese e futuro delle giovani generazioni. Tre elementi sempre più indissolubilmente legati. A far da filo conduttore il cambiamento climatico, le evidenze scientifiche e come questi aspetti vengono raccontati dal mondo letterario e interpretati dalle aziende. Se ne è parlato nella terza edizione dell’evento “Sustainability Talks” della Luiss Business School.

“Penso che dobbiamo affidarci solo alla scienza. Quando ricevi informazioni da molte discipline scientifiche, allora è meglio prenderle molto sul serio. Penso che il lavoro di romanzieri, artisti, drammaturghi e registi cinematografici non cambierà il corso degli eventi ma serva soprattutto a indagare e rappresentare i cambiamenti della condizione umana. Non credo però che i dirigenti delle compagnie del carbone, del gas o del petrolio leggano i miei romanzi e cambino le loro politiche – loro rispondono, come sempre, agli azionisti”.

Il cambiamento climatico è un tema cruciale che genera paure presso le nuove generazioni ma non bisogna avere paura del progresso.

“Ho visto Geoffrey Hinton, uno dei grandi maestri dell’informatica e dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti, che parlando ad alcuni studenti ha espresso il suo pessimismo. A chi gli chiedeva un consiglio su come affrontare un futuro così incerto ha risposto sorridendo: ‘Fatevi nascere nel 1948’. In altre parole, ha detto che lui appartiene a una generazione fortunata. Oggi l’idea stessa di progresso è sotto attacco. E credo che questa sia una questione grande quanto il cambiamento climatico.”

Il binomio imprese sostenibilità visto nell’ottica delle nuove generazioni è tra i capisaldi della Luiss Business School.

“La mission di Luiss Business School è quella di formare leader responsabili che abbiano attenzione anche nei confronti di un futuro sostenibile e quindi l’evento che organizziamo oggi è pienamente allineato con questo obiettivo. Noi sentiamo molto forte il tema della sostenibilità nel lavorare tutti i giorni con giovani studenti, perché vediamo che questo è un tema che al centro dei loro valori delle loro aspirazioni e del modo in cui loro immaginano la propria carriera e del modo in cui si sentono leader responsabili per un futuro migliore. È chiaro che in quello che dovrebbe essere un futuro sostenibile le imprese giocano un ruolo fondamentale”.

L’impegno e l’obiettivo è quindi coniugare le attività di impresa con i criteri di sostenibilità. “Naturalmente una parte del percorso che le aziende fanno verso la sostenibilità è dettata dalla regolamentazione, che è un po’ la base necessaria. Però ci sono aziende che sono in grado in realtà di bilanciare la necessità di ottenere rendimenti economici con la capacità di essere inclusive favorire lo sviluppo delle comunità locali, favorire diversità e avere un’attenzione particolare anche nei confronti della sostenibilità ambientale”.

L’evento Sustainability talks si è svolto nell’ambito del programma Global Family Business Management realizzato da Luiss Business School in collaborazione con Intesa Sanpaolo e diretto da Fabio Corsico.

Pochi fondi e tante idee: il mondo dei videogiochi indie italiani

Milano, 22 mag. (askanews) – Un survival horror ambientato fra i parchi archeologici sardi e i nuraghi (Idili di Megalith Interactive Studios), un roguelike in un casinò infernale (Bad Beat di Red Ducks per Sanobusiness), uno chef guerriero che caccia mostri e li trasforma in pietanze per la sua locanda (Monster Chef di Studio Pizza): un assaggio della creatività che anima il settore degli sviluppatori di videogiochi indipendenti italiani (riuniti a Milano all’evento “Join the indie”, un palcoscenico per tante realtà creative). Un settore raccontato così da chi ci lavora.

“Fare videogiochi in Italia non è semplice. Molto spesso il problema è che non ci sono magari tantissimi fondi e quei pochi che ci sono vengono tendenzialmente distribuiti tra aziende che sono già affermate nel settore, quindi è un po’ difficile reperire fondi e per sopravvivere essenzialmente si fanno altri lavori”, spiega Ettore Palma, programmatore e producer di Red Duck Games.

“I videogiochi sono molto dipendenti dalla tecnologia in corso e quindi dagli investimenti che uno ha, più investimenti fai, più tecnologia puoi avere, più idee creative puoi fare, più i giochi sono grandi, quindi è un po’ quello che ci limita secondo me”, dice Andrea Basilio, executive Producer & associate Creative Director di Milestone.

“In Italia – spiega Jesus Manuel Subero Galarza, gameplay programmer di Megalith Interactive Studios – sicuramente facciamo molto più fatica rispetto alla Svezia dove lo stato finanzia gli studi per aprire e fare una mini Silicon Valley di videogiochi, oppure anche in Danimarca dove le università pagano gli studenti per potersi specializzare nel settore dei videogiochi, in Italia ti devi pagare le scuole private o l’accademia perché le università non ti insegnano proprio un percorso ideale per i videogiochi”.

“Penso che si stiano creando due grosse bolle – sottolinea Davide Soliani, autore di videogiochi che ha lasciato il lavoro in realtà internazionali per aprirne uno studio suo, ed ora è co-game director di Day 4 Night – una è quella degli studio enormi che hanno una visione ben chiara dei giochi che fanno e sono giochi di qualità”, e “poi vediamo questa bolla di sviluppatori indipendenti che sta portando in una maniera di rompente idee sempre più forti e innovative, cosa che invece i grossi sviluppatori fanno più fatica a portare perché sono una macchina gigantesca e come ogni macchina gigantesca si muovono più lentamente”.

Food: la sostenibilità diventa leva strategica del made in Italy

Parma, 22 mag. (askanews) – È uno dei pilastri dell’economia italiana, vale il 15 per cento del Pil. E in uno scenario globale segnato da incertezze geopolitiche, costi energetici e nuove rotte commerciali, la sostenibilità non è più una voce di compliance: è il terreno su cui il food italiano gioca la competitività. Al Teatro Regio di Parma uno studio Deloitte-Università di Parma fotografa il percorso di 25 player del comparto. Sette aziende su dieci hanno strategie Esg misurabili, con orizzonte al 2030.

“La sostenibilità per il settore del food rappresenta una leva strategica, una leva molto significativa, connessa alla sua redditività – spiega l’amministratore delegato Deloitte & Touche, Valeria Brambilla -. Redditività e sostenibilità vanno di pari passo, connessa all’esistenza, alla prosecuzione aziendale del lungo termine. Quindi le aziende più virtuose sono quelle che proseguono per corsi di sostenibilità”.

La fotografia è quella di un comparto maturo: la quasi totalità delle aziende ha un organismo di governance dedicato alla sostenibilità, oltre la metà collega la remunerazione del management a KPI ambientali e sociali. Resta però il nodo di tradurre la visione in piani industriali concreti. “Le principali sfide che rileviamo – ricorda Silvia Dallai, partner Sustainability Deloitte & Touche – derivano dal fatto che i piani industriali hanno un orizzonte temporale di breve-medio periodo, mentre gli obiettivi di sostenibilità necessitano di orizzonti di medio-lungo periodo. Quindi diventa fondamentale attivare dei modelli di collaborazione tra le aziende e un efficace engagement lungo tutta la filiera”.

Una sfida che chiama in causa anche le istituzioni. Perché il food italiano è un ecosistema che sui mercati internazionali gioca la carta della filiera sostenibile. “La leva strategica della sostenibilità – commenta l’on. Fabio Pietrella, della X Commissione Attività Produttive – può servire per creare quel connubio fra prodotto buono, prodotto ben fatto e prodotto che vanta un’eccellenza sul regime alimentare di tutte le persone che consumano”.

Una transizione in cui sostenibilità e competitività si rafforzano a vicenda. E che, per il made in Italy, è ormai il terreno di gioco principale sui mercati globali.

Emma Dante e focus su Motus, torna a Roma festival "Sempre più fuori"

Roma, 22 mag. (askanews) – Dal 6 al 17 luglio 2026 ‘Sempre più Fuori’ torna a Roma per la sua VI edizione, confermandosi tra i festival più attenti ai linguaggi del presente. Teatro, musica, danza, performance, cinema, letteratura e fotografia compongono un programma multidisciplinare che intreccia presenze nazionali e internazionali e favorisce nuove relazioni tra artisti e pubblici.

L’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, il Cimitero Monumentale del Verano, il Goethe-Institut Rom e lo Spazio Rossellini diventano tappe di un racconto comune, percorso da spettacoli, concerti, incontri e installazioni site-specific.

‘Volevamo un festival in cui i linguaggi artistici potessero agire senza essere ridotti o semplificati’, affermano i direttori artistici Antonino Pirillo e Giorgio Andriani. ‘Un contenitore in cui la complessità non venisse risolta, ma resa abitabile. Sempre più Fuori crea occasioni reali di incontro tra artisti, pubblici e territori, alimentando un dialogo tra sperimentazione, accessibilità e partecipazione. E così, come ogni anno, torna a essere ciò che promette fin dal nome: un invito a uscire – sempre più fuori – dagli schemi e a riscoprire insieme il potere trasformativo dell’arte’.

L’evento inaugurale, dal 25 al 30 maggio alle 18, è ‘Remote Roma’, firmato dal collettivo Rimini Protokoll, tra i più innovativi e premiati del teatro europeo. Dopo il successo dello scorso anno, il pubblico potrà nuovamente prendere parte all’audio-passeggiata guidata da un sistema di intelligenza artificiale: un percorso che dal Cimitero Monumentale del Verano attraversa Via Tiburtina fino al Policlinico Umberto I, in una co-produzione internazionale tra Cranpi, Rimini Protokoll e Goethe-Institut Rom. Una versione site specific nata dalla vittoria del Premio Roma Villa Massimo 2024-25 e pensata per Roma come declinazione del format Remote X di Stefan Kaegi con i sound designer Niki Neecke e Tobias Koch, già realizzato in città come New York, Hong Kong, Parigi, Londra e Santiago del Cile.

‘Sempre più Fuori’ prende ufficialmente avvio il 6 luglio con l’arrivo di Emma Dante, tra le più celebrate registe italiane. Presenterà il nuovo spettacolo I fantasmi di Basile, che approda a Sempre più fuori dopo il debutto assoluto alla Biennale Teatro 2026, dove l’artista riceverà il Leone d’Oro alla carriera.

La performer e regista argentina Marina Otero, figura di spicco della scena contemporanea con base a Madrid, firma ‘Ayoub’, lavoro che prende il titolo da un nome arabo diffusissimo, difficile da pronunciare quanto l’esistenza di un amore in un mondo impossibile, e che diventa il punto di partenza per un’indagine tra amore, morte e fratture del presente.

‘Mostri e Macchine da presa: le creature cinematografiche di Motus’ è il focus che Sempre più Fuori dedica alla compagnia Motus, in occasione dei 35 anni di attività. Si parte da ‘Future in the Past: 35 anni di Motus’, la mostra fotografica a cura di Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande, con il contributo di Beatrice Ottaviani e la co-curatela di Ilaria Mancia. Ripercorre l’attività di una delle compagnie di riferimento del teatro di ricerca internazionale, che dal 1991 attraversa i territori del teatro, del video e dell’installazione con un’attenzione particolare ai temi urgenti del contemporaneo, attraverso una raccolta di video, documenti sonori, testi, fotografie e materiali grafici, sedimentati nel tempo in forma non ordinata. La presenza dei Motus al festival offre anche la prima occasione di vedere a Roma la performance Deamon, interpretata da Enrico Casagrande e Alexia Sarantopoulou, e [ÒDIO], film/documentario vincitore dell’Italian Council 2024, realizzato attraverso un’indagine con adolescenti sul concetto di odio e girato in tre diverse città: Roma (Quarticciolo), Rimini e Amburgo.

Mariangela Gualtieri si avventura in Ruvido umano. Concerto per voce e musica elettronica, intrecciando poesia e live electronics in un nuovo lavoro condiviso con Lemmo, musicista e sound researcher nel campo della musica sperimentale.

Il duo Panzetti/Ticconi approda al festival in prima nazionale con It’s Night Again, coreografia creata per la compagnia tedesca Dance Theater Heidelberg. La serata accoglie anche la prima esecuzione romana, in co-realizzazione con ATCL Circuito Multidisciplinare del Lazio, di VVA – Venere incontra Adone di Enzo Cosimi, performance site-specific che sviluppa le riflessioni sul progetto coreografico Venere vs Adone, trasformando lo spazio in un ambiente immersivo in cui corpo, luce, suono, video e parola convivono in una struttura non narrativa.

Antonio Viganò scrive e dirige una nuova versione di La tempesta, produzione Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt e Gli Scarti ETS, con il sostegno di Fondazione Alta Mane Italia: una rilettura che affronta con leggerezza temi complessi come potere, amore, vendetta, perdono.

L’incontro fra musica e teatro dà vita a BumBumFritz Live set. Testi naufraghi e musica elettronica, progetto dal groove magnetico di e con Michele Tonicello e Giovanni Frison, che il pubblico ritroverà anche in Dad or alive, spettacolo vincitore del Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico Generazione Scenario 2025.

A grande richiesta torna a Sempre più Fuori Maurizio Rippa che, in un luogo carico di memoria come il Cimitero Monumentale del Verano, ripropone ‘Piccoli Funerali’, sequenza di piccoli riti funebri ispirati a Spoon River di Edgar Lee Masters e a Cartoline dai morti di Franco Arminio. Attore e cantante, Rippa intreccia la sua voce con le note di Amedeo Monda in dodici brani, dodici funerali che riportano ciascuno a una memoria.

Un altro ritorno è quello di Gioia Salvatori, questa volta con ‘Crush’. Tentativi sparsi per Ri-fare l’amore, live show che attraversa con ironia e lucidità cliché romantici, canzonette sentimentali e i temi del podcast Il cuore scoperto, prodotto da Fandango. Attrice, scrittrice e stand-up comedian, Salvatori indaga relazioni, piacere e solitudini tra domande, confessioni e piccoli scarti emotivi. Una serata croccante per post-romantiche dal cuore tenero. Ospite speciale, Anna Castiglia, cantautrice siciliana vincitrice della Targa Tenco 2025 con il disco d’esordio Mi piace.

La sezione musicale del festival riunisce cinque visioni sonore che attraversano generi e intensità diverse. Bunny Dakota, metà del duo di arti visive e performative Industria Indipendente, porta un DJ set che è una scrittura in forma di suono: beat ad alta intensità e paesaggi elettrici che trasformano il dancefloor in un organismo collettivo. Con Magenta, la musica diventa territorio senza confini: dai 90’s all’Afrobeat, dalla Disco all’Urban fino al Reggae, all’Elettronica e alla Tech-house. Oniria Lumina di Gianfranco De Franco apre uno spazio onirico fatto di bagliori, geometrie in movimento e atmosfere sospese. Con I’m not a DJ Silvia Calderoni attraversa senza gerarchie decenni musicali, generi e sottoculture: dal barocco al metal estremo, dall’ambient alla techno, dal soul al punk, fino ai frammenti più impuri e pop della cultura contemporanea. Infine, il chitarrista Iacopo Schiavo fa ritorno a Sempre più Fuori con Iacoposky & Friends, jam session con ospite a sorpresa.

A cura di Accademia Tedesca Roma Villa Massimo l’appuntamento dedicato alla letteratura ha per protagonista la poetessa turca naturalizzata tedesca Dilek Mayatuerk, autrice del libro Incolto e altre poesie, tradotto per la prima volta in italiano da Il Ponte del Sale e che riunisce testi da Brache (2020) e inediti (alcuni scritti direttamente in tedesco). Di area tedesca è anche Dea Loher, tra le più importanti autrici per il teatro in lingua tedesca, al centro di un incontro co-realizzato con il Goethe-Institut Rom e in collaborazione con R.A.C. – Regist_ a confronto, prima realtà italiana dedicata al dialogo tra registe e registi teatrali, che cura anche il percorso laboratoriale R.A.C.cordi Anulari! rivolto ad attrici e attori che si confronteranno sul suo testo Paese senza parole. A condurre il laboratorio i registi Bartolini/Baronio, Paolo Costantini e Virginia Landi.

Il film scelto per questa edizione di Sempre più Fuori è ‘Solo Sunny’ di Konrad Wolf, opera di culto che restituisce un ritratto autentico della DDR nei primi anni Ottanta, premiata alla Berlinale con l’Orso d’Argento all’attrice protagonista Renate Krößner.

Chiude il programma la consueta Cena al buio, a cura dell’Unione Ciechi e Ipovedenti di Roma.

Sempre più Fuori è prodotto da Giant e Cranpi; partner Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, AMA Cimiteri Capitolini, ATCL – Associazione Teatrale tra i Comuni del Lazio/Spazio Rossellini, Goethe-Institut Rom; con il patrocinio del Municipio II – Roma Capitale; con il sostegno di Fondazione Alta Mane Italia; con la collaborazione di Autor_Unit_Teatrali, Instituto Cervantes Roma, R.A.C. – Regist_a confronto, Unione Ciechi e Ipovedenti Sezione Territoriale Roma (UICI); e con i media partner Theatron 2.0, Zero.eu; postazione food&drink La cantina di Dante; service Easylight.

Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Il valore di Roma cresce nel mercato luxury

Roma, 22 mag. (askanews) – Il mercato immobiliare residenziale italiano continua a confermarsi come uno dei più solidi e attrattivi in Europa, con particolare attenzione al segmento luxury che, negli ultimi anni, ha registrato una crescita costante della domanda nazionale e internazionale. “Il mercato immobiliare residenziale italiano sta vivendo un momento molto positivo, sostenuto da una domanda solida e dall’interesse crescente degli investitori. La domanda è forte, le vendite sono più veloci e oggi c’è più equilibrio tra chi vende e chi compra. Nel 2025 le compravendite sono cresciute più del 6,4% con un fatturato di poco meno di 135 miliardi. Il 2026 sta confermando questo andamento” ha dichiarato Carla Colaluca, Founder & CEO Krhome Real Estate.

Roma, in questo scenario, sta vivendo una fase di forte evoluzione urbana. I grandi progetti di riqualificazione e gli investimenti nelle infrastrutture, contribuiscono a ridefinire il volto della Capitale, aumentando l’interesse verso quartieri centrali e residenziali di alto profilo. “Roma sta diventando sempre più attrattiva, anche se soffre ancora per una carenza di offerta, soprattutto un’offerta di qualità. La città sta cambiando molto grazie allo sviluppo delle infrastrutture, alla crescita dell’aeroporto di Fiumicino come hub internazionale e alla sua posizione strategica nel Mediterraneo. Sempre più persone scelgono Roma, non solo per vivere, ma anche come investimento. Ci sono anche quartieri che stanno vivendo una forte riqualificazione urbana e chi acquista oggi, spesso, fa un investimento destinato a crescere nel futuro, nel tempo” ha aggiunto Colaluca.

Nel quadro geopolitico internazionale, l’Italia mantiene un posizionamento privilegiato, grazie alla sua stabilità, alla qualità del patrimonio immobiliare e a un mercato ancora competitivo rispetto ad altre capitali europee. Questo rende il nostro Paese particolarmente interessante per investitori esteri e clienti. “Attraverso il Krhome appeal index analizziamo come evolve l’attrattività del mercato immobiliare per investitori internazionali e quali territori saranno al centro dell’interesse nei prossimi anni. Nel lusso oggi non basta vendere un immobile, bisogna conoscere profondamente il mercato, il cliente e il valore reale della proprietà” ha proseguito Colaluca.

In questo contesto, si inserisce l’approccio Krhome, basato su un’attenta analisi del mercato e sulla creazione di un indice di appetibilità proprietario, capace di valutare il reale potenziale di un immobile attraverso parametri strategici.

“Nel contesto attuale internazionale l’Italia viene vista come un Paese stabile, bello e con prezzi ancora appetibili e competitivi, rispetto ad altre città europee del lusso. Per questo stiamo vedendo un forte interesse da parte di clienti internazionali che, fino a ieri, erano interessati ad altre Nazioni” ha concluso Colaluca.

Un metodo che consente di offrire ai clienti una visione chiara, moderna e orientata al valore nel tempo.

Nasce GIO Festival: opera, jazz e cinema in nome compositore pugliese

Roma, 22 mag. (askanews) – Nasce ‘GIO Festival – Giordano International Opera Festival’, un nuovo festival nel nome di Umberto Giordano, compositore di opere liriche nato a Foggia (nel 1867). Dal 5 al 20 giugno nel territorio più incontaminato della Puglia, la Capitanata, ossia la Provincia di Foggia, cuore storico di eccellenze enogastronomiche, borghi antichi, dai selvaggi Monti Dauni fino allo splendido mare del Gargano, artisti da tutto il mondo si uniranno alle eccellenze locali per dare vita ad una grande kermesse itinerante all’interno della città, ma anche nei borghi montani di Biccari e Roseto Valfortore, nel Tavoliere a Torremaggiore fino alle gemme del Gargano con Peschici, Manfredonia e Vieste.

Il Festival nasce dalla volontà della Camera di Commercio di Foggia, sviluppata con il supporto tecnico-progettuale di ISNART – Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Culturali, che ne ha curato il project management orientandone l’impostazione come progetto di promozione turistica a base culturale.

La direzione artistica è affidata a Gianna Fratta, direttrice d’orchestra, e a Dino De Palma, violinista. In programma il jazz di Danilo Rea e del suo celebre quartetto, spettacoli di danza e proiezioni cinematografiche, senza dimenticare ovviamente la musica da camera, i galà lirico-sinfonici e, infine, il cuore della manifestazione: tre titoli operistici giordaniani a partire, proprio in apertura il 5 giugno, dalla prima e rarissima opera composta da un giovanissimo Giordano, ‘Marina’, che vedrà la sua prima messa in scena mondiale proprio a Foggia al teatro a lui dedicato. Con la regia di Giandomenico Vaccari, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Foggia e Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari diretti da Matteo Dal Maso, un cast di ottima caratura vocale, Foggia godrà della prima messa in scena assoluta di quest’opera pressoché sconosciuta.

Nel cuore del GIO Festival giunge poi il 14 a Foggia e il 15 a Manfredonia il progetto della drammaturga e regista Manu Lalli, che mette in scena in una versione itinerante “da strada” l’ultima opera del compositore foggiano, ‘Il Re’, con la direzione d’orchestra di Benedetto Montebello.

Questo è anche il caso del format itinerante in sette appuntamenti ‘Un Giordano, s’il vous plaît!’ o ‘la Notte Bianca Giordaniana’ del 13 giugno, che vedrà il centro storico di Foggia animato da concerti, incontri, visite guidate nei luoghi simbolo della vita di Umberto Giordano. A chiudere il filone operistico gran finale il 20 giugno in Piazza Cavour a Foggia con la ripresa per spazio aperto del fortunato allestimento del Teatro alla Scala di Andrea Chénier, firmato dal celebrato regista Mario Martone con Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari diretto da Gianna Fratta e un ottimo cast vocale fra cui spiccano Jorge de León e Maria Agresta.

Quindi con il lavoro più celebre di Giordano, ‘Fedora’, si chiuderà questa prima manifestazione.

I partner promotori del Festival hanno voluto così proporre una kermesse plurale e inclusiva: Opera in scena con i tre allestimenti operistici di Umberto Giordano, Giordano & Friends, i galà lirico-sinfonici per gustare le pagine più belle del Verismo, tra arie, duetti e grandi ouverture, dirette da José María Moreno; Gio Jazz, il format che affida a noti jazzisti del calibro di Danilo Rea, Francesca Tandoi, Flavio Boltro, l’arrangiamento di brani giordaniani; ‘Un Giordano, s’il vous plaît!’ con concerti cameristici e salottieri, dedicati alla musica da camera e alla liederistica giordaniana; Gio Cinema, il format che propone la visione di opere, film, interviste dedicate a Giordano e alla sua produzione, per i cinefili che vogliono approfondire la conoscenza del grande compositore. La notte bianca giordaniana, una notte di spettacoli itineranti. Non manca la parte scientifica, con la due-giorni convegnistica organizzata in collaborazione con Università e Conservatorio, che porterà a Foggia studiosi ed esperti. Spazio anche alla danza con lo spettacolo in prima assoluta Passi sull’opera. Da Bellini a Giordano, con il Balletto di Roma e spazio a una animazione territoriale che coinvolgerà Foggia, con spettacoli ogni sera dal 5 al 20 giugno, ma anche altri sei comuni della Capitanata.

‘Il GIO Festival nasce in una città che ha dovuto faticare per raccontarsi – afferma Graziamaria Starace, assessora al Turismo e Promozione, Regione Puglia – Foggia e la Capitanata sono territori che conoscono la difficoltà, che sanno cosa significa restare ai margini della narrazione. Proprio per questo, quando il progetto ci è stato presentato, l’Assessorato al Turismo della Regione Puglia ha scelto di crederci senza riserve. La cultura è uno strumento concreto di trasformazione, capace di generare identità, flussi, economia. Umberto Giordano è il compositore pugliese più importante — e per decenni la sua città ha atteso un festival all’altezza del suo nome. Ciò che parte il 5 giugno al Teatro Umberto Giordano e si chiude il 20 giugno in Piazza Cavour con l’Andrea Chénier della Scala è la dimostrazione che il turismo culturale attraversa anche i territori più fragili e che i più fragili sono spesso quelli sui quali concentrare maggiore attenzione. Il festival è diffuso, policentrico, pensato per unire Daunia e Gargano in una narrazione comune. La Regione ha lavorato perché questo accadesse’.

‘Quando nell’autunno del 2024 – ero da poco alla guida della Camera di commercio – ricorda Giuseppe Di Carlo, presidente della Camera di Commercio di Foggia – abbiamo iniziato a ragionare sul futuro e sullo sviluppo turistico del nostro territorio, è nata quasi naturalmente l’idea di un festival dedicato a Umberto Giordano. Una figura straordinaria, un patrimonio culturale immenso che appartiene non solo a Foggia, ma all’Italia e alla cultura internazionale. Da lì è iniziato un percorso di concertazione importante che ha coinvolto Comune, Regione, Provincia, istituzioni, attori culturali, imprese e realtà del territorio. È stata una grande alleanza costruita attorno alla consapevolezza che la cultura possa diventare motore autentico di crescita, identità e sviluppo. Per questo voglio ringraziare il nostro territorio che oggi ha dimostrato e può raccontarsi come Sistema: il Sistema di Capitanata, come mi piace poterlo chiamare, sta dimostrando che si può cambiare la narrazione di un territorio che merita d’ora in avanti di cambiare marcia e diventare riferimento per quanti volessero intraprendere operazioni sfidanti, plurali e capaci di mettere assieme pubblico e privato in un unico sforzo collettivo con l’obiettivo di creare sviluppo diffuso. GIO Festival non è, quindi, soltanto un’importante operazione di marketing territoriale, ma una grande azione culturale e strategica che nasce dalla nostra storia e dalle nostre radici per parlare al Paese e oltre i confini nazionali, trasformando Foggia in un luogo di produzione culturale, attrazione turistica e sviluppo economico. Come Presidente dell’Ente camerale ritengo importante sottolineare come questo progetto sia stato reso possibile anche grazie al sostegno concreto del territorio: associazioni di categoria e ben 16 sponsor hanno scelto di affiancare il festival mentre 3 mecenati hanno contribuito attraverso lo strumento dell’Art Bonus, dimostrando quanto il tessuto imprenditoriale creda nel valore della cultura come investimento sul futuro. Siamo convinti che questo appuntamento sia destinato a diventare negli anni un punto di riferimento stabile e prestigioso nel panorama culturale italiano’.

Per Maria Aida Episcopo, sindaca di Foggia, il GIO Festival è ‘un progetto ambizioso e necessario, per ricordare e celebrare degnamente una figura come Umberto Giordano e la sua Arte nella sua terra d’origine e per raccontare in tutto il mondo una città e una provincia esaltandone bellezza, creatività, talenti, potenzialità e risorse. Una sfida affascinante e complessa che ha trascinato e coinvolto le principali istituzioni e creato una rete virtuosa, una comunità d’intenti che rappresenta l’inizio di un percorso condiviso di rinascita e valorizzazione del presente attraverso un ponte ideale che lega il passato al futuro. Il GIO Festival non vuole essere soltanto una luccicante vetrina o una manifestazione di livello internazionale, ma anche un biglietto da visita ideale per scoprire l’anima della nostra terra andando oltre steccati e pregiudizi, per lasciarsi conquistare dalla sorpresa, dalla scoperta, dalla meraviglia. Vi aspettiamo quindi a Foggia, sul Gargano, sui Monti Dauni, per vivere insieme emozioni intense e per immergersi con occhi nuovi e la mente e il cuore aperti nelle magiche atmosfere ispirate ed evocate da Umberto Giordano, oggi più potenti e suggestive che mai’.

‘È una prima volta che ci riempie di emozione e orgoglio – afferma Alice Amatore, Assessora alla Cultura Comune di Foggia, aggiungendo – la affrontiamo con emozione, entusiasmo e consapevolezza delle potenzialità e delle professionalità messe in campo e desidero personalmente ringraziare tutti i partner istituzionali e ogni persona coinvolta a vario titolo in questo progetto di enorme spessore non solo artistico e culturale ma anche sociale, destinato ad aprire una pagina nuova per la nostra comunità e a lasciare una traccia indelebile nella storia recente di Foggia e della Capitanata’.

‘Il GIO Festival è la dimostrazione concreta di come un territorio sappia fare sistema attorno alle proprie eccellenze – dice Paolo Ponzio, Presidente di Puglia Culture – trasformando un’eredità culturale straordinaria in un progetto vivo, contemporaneo e proiettato nel futuro. La partecipazione del Consorzio regionale a questa prima edizione non è un gesto di semplice accompagnamento istituzionale, bensì l’espressione di una visione precisa: la cultura musicale pugliese merita una struttura, una continuità, una rete capace di sostenerla e rilanciarla con ambizione. Umberto Giordano è, in tal senso, non solo un nome illustre da celebrare, è un compositore che ha saputo portare sul palcoscenico internazionale la sensibilità, la passione e la forza drammatica del Sud Italia, conquistando i teatri più importanti del mondo — dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York — senza mai recidere il legame profondo con la sua terra. Foggia lo ha sempre onorato nei nomi e nelle statue, ma mancava ciò che davvero una grande figura merita: un festival strutturato, capace di restituirla alla vita e di farne occasione di crescita collettiva. Questo è esattamente ciò che il GIO Festival si propone di essere e Puglia Culture è orgogliosa di contribuirvi, perché il comparto musicale pugliese — fatto di conservatori, orchestre, giovani interpreti, tradizioni corali e strumentali radicate nel territorio — è una risorsa che la Regione Puglia intende valorizzare con strumenti adeguati’.

‘Il GIO Festival nasce dal territorio, dalla Camera di Commercio, dal Comune di Foggia, dalle istituzioni che ogni giorno lavorano su questo territorio. La Provincia di Foggia ha sostenuto questo percorso con convinzione, perché il metodo conta quanto il risultato. Umberto Giordano appartiene alla Capitanata intera e trasformarlo in un brand internazionale significa restituire a ogni comunità di questa provincia una parte di orgoglio che le spetta’, dichiara Giuseppe Nobiletti, Presidente della Provincia di Foggia.

Loretta Credaro, Presidente ISNART, afferma: ‘GIO Festival rappresenta un’importante iniziativa nel percorso di valorizzazione delle destinazioni sede di beni UNESCO, promosso da ISNART, Unioncamere e da oltre 20 Camere di commercio, attraverso il Progetto speciale Mirabilia. Questa importante intuizione della Camera di commercio di Foggia, partner di Mirabilia, contribuisce così, in modo decisivo, alla promozione della pratica del canto lirico italiano come nostro patrimonio, riconosciuto universalmente dall’UNESCO’.

A Casa Zegna Chiara Camoni e la sua Luccicanza

Trivero Valdilana (Biella), 22 mag. (askanews) – Un’idea di comunità che abbraccia esseri umani e animali, piante e minerali dell’Oasi Zegna: dal 24 maggio la Fondazione Zegna presenta Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice, un progetto di Chiara Camoni concepito per gli spazi di Casa Zegna curato da Ilaria Bonacossa. Ceneri e minerali sono stati inseriti nei vasi-sculture cotti ad altissima temperatura, i vegetali hanno creato le spiritelle appese nella serra di Casa Zegna, i tappeti sono stati filati a San Patrignano seguendo i disegni dell’artista.

La curatrice e l’artista hanno presentata in anteprima ad askanews Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice.

Ilaria Bonacossa. “Siamo molto felici di inaugurare Luccicanze qui a Casa Zegna per Oasi Zegna, la mostra di Chiara Camoni: una mostra che porta una serie di nuovi lavori, molti creati da lei in studio con la sua squadra di lavoro, una squadra dove davvero il lavoro è condiviso e partecipato”.

Chiara Camoni: “C’è una comunità che si raccoglie intorno alle opere nel momento della loro costruzione, del processo creativo. C’è una comunità che si raccoglie intorno alle opere dopo, quando loro si staccano da me e vanno nel mondo e dialogano con il pubblico. Sono fili sottili, ma molto forti quelli che le opere lanciano intorno a loro stesse.

La curatrice ha illustrato il significato del termine luccicanza usato per il titolo: “Le opere di Chiara nascono da un lavoro manuale, da un rapporto personale dell’artista con la materia, che viene cotta anche a temperature molto alte: il fidarsi della materia di cui perdi il controllo e non sai esattamente come compariranno. Quella luccicanza dei minerali che sciolti a più di milletrecento gradi quando viene cotto il gres emerge dando dei tocchi di argento, di luminosità, di azzurro alla materia. Ma è anche una luccicanza che parla in qualche modo di una valenza un po’ magica, un po’ di una dimensione spirituale di tutto il lavoro”.

Ha concluso l’artista: “C’è una capacità della materia di dialogare con noi se noi ci mettiamo nel giusto ascolto. Siamo abituati a considerare il mondo intorno a noi nella parte vegetativa, nella presenza animale e nella visione del paesaggio, ma c’è un altro tipo di comunicazione ancora più sottile che passa attraverso la materia intesa come i materiali che io sperimento quotidianamente nel momento in cui mi metto al lavoro. Ovviamente i tempi di trasformazione e di comunicazione sono tempi spesso dilatati, ma che ci danno delle indicazioni molto importanti anche rispetto al nostro modo di stare nel mondo”.

A poche settimane dall’inaugurazione del Padiglione Italia alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, dove l’artista ha presentato il progetto Con te con tutto e di cui Zegna è main sponsor, la mostra nasce da una relazione costruita nel tempo tra la ricerca di Chiara Camoni e il paesaggio di Oasi Zegna e si inserisce nella visione culturale promossa da Fondazione

Zegna e da ZEGNART, il framework che riunisce le iniziative artistiche di Zegna, fondato sull’idea che arte, natura, manifattura e territorio possano essere pensati come parti di una stessa trama culturale e sensibile. La mostra come anche Casa Zegna è visitabile tutte le domeniche fino al 22 novembre e anche il 2 giugno 2026.

Al via la prima edizione del Rome Business Summit di RBS

Roma, 22 mag. (askanews) – Più di 500 persone presenti all’Hotel Rome Cavalieri per la prima edizione del Rome Business Summit organizzato da Rome Business School. L’evento, articolato sull’intervento di 8 diversi leader provenienti da realtà aziendali differenti, ha l’obiettivo di esporre quella che è l’importanza di cavalcare il fenomeno dell’intelligenza artificiale, già ampiamente presente nella vita quotidiana di tutti noi, e che presto diverrà un assett fondamentale anche in ambito aziendale.

L’intervista a Nico Losito, General Manager presso IBM: “All’interno della nostra stessa struttura IBM dove noi abbiamo attivato ormai da tre anni un’iniziativa che chiamiamo client zero cioè siamo i primi clienti, il cliente numero zero di noi stessi, utilizziamo la nostra stessa intelligenza artificiale, utilizziamo il nostro software, lo testiamo per ridisegnare in un’ottica AI first i nostri processi. Prima andiamo attraverso un mantra cioè analizziamo se questi processi hanno un impatto sul revenue, sul profitto, sul cash flow, sul livello di soddisfazione dei nostri clienti, se le risposte sono negative probabilmente il processo non va potenziato attraverso le AI ma va completamente eliminato”.

8 talks divisi in due sessioni: nella prima si è guardato all’AI come una forza già operativa, mentre nella seconda parte si è esplorata l’intelligenza umana, evidenziandone limiti e provando a tracciare un sentiero sulla base di attitudini che risulteranno determinanti all’interno delle aziende.

Le parole di Antonio Ragusa, Dean di Rome Business School: “Sì oggi abbiamo realizzato la prima edizione del Rome Business Summit Powered by Rome Business School, è stato un grande momento che ha radunato più di 400 manager, rappresentanti di organizzazioni e aziende che ci ha dato la possibilità di discutere con profili di altissimo livello i temi dell’innovazione, dell’intelligenza artificiale, delle nuove tecnologie applicate al business per fare un ragionamento in vista dei nuovi scenari. Chiaramente con questo approccio Rome Business School si posiziona come punto di riferimento nell’alta formazione manageriale collegata al mondo del lavoro, delle professioni e del business. È stata una prima iniziativa e contiamo di ripetere l’anno prossimo dato il grande successo e riscontro che abbiamo ottenuto”.

Nel complesso, si può dire che il focus del Rome Business Summit sia proprio una rinnovata consapevolezza di come l’AI porti con sé una nuova rivoluzione industriale; e solo chi sarà in grado di padroneggiarla e capirla potrà sfruttare al meglio il vantaggio competitivo che ne deriva.

Padel, Coppa dei club Msp: nel weekend finali di Roma e provincia

Roma, 22 mag. (askanews) – A due passi dal Foro Italico e dallo Stadio Olimpico, il Ponte Milvio Tennis Club è pronto a ospitare nel weekend la fase finale di Roma e Provincia e quella regionale della Coppa dei Club Maxibon Msp, il più grande torneo amatoriale di padel d’Italia organizzato da Msp Italia – ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI -, che solo a Roma ha coinvolto 188 squadre in rappresentanza di 103 circoli, con oltre 5mila giocatori pronti in campo.

Un evento – sottolinea una nota – dall’enorme valore sportivo e sociale, che ha potuto ancora una volta contare sul patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale. Dopo un lungo cammino iniziato a gennaio, tra sabato e domenica si gioca per un posto nella fase nazionale che si disputerà tra sabato 27 e domenica 28 giugno al circolo 747 di Aprilia.

Al Ponte Milvio Tennis Club si parte nella mattinata di sabato 23 con la finale provinciale di Rieti tra Padel Centro Italia e Fluo Padel; dalle 13, invece, spazio alle finali dei tabelloni Gold, Silver e Bronze della provincia di Roma. La finale Gold, che vale un posto nelle finali nazionali, vedrà in campo il Padelife Black (circolo dell’attuale amministratore delegato del Monza ed ex direttore generale della Roma Mauro Baldissoni) e il Colli Portuensi White, finalista per il quarto anno consecutivo. Punto de Oro e Moma ABCoach si giocheranno la finale Silver; Flower Padel Girasole e Viboras saranno invece in campo per la finale Bronze. Domenica, dalle 9 alle 13, le finali regionali, con la vincente della fase di Roma, quella della finale di Rieti e il Latina Padel&Fit Black, in rappresentanza della provincia di Latina.

Nel corso dell’undicesima edizione della Coppa dei Club Maxibon Msp sono stati tanti i personaggi illustri che si sono alternati sul campo: da Dario Marcolin (Ponte Milvio Tennis Club) a Vincent Candela (Fight Club), passando per Andrea Silenzi (Circolo della Stampa), Francesco Arca e Pamela Camassa (The Fox), Elia Tranquilli (Padel Village), Maria Di Stolfo (Juvenia) e Cristiano Panatta, nipote di Adriano, anche lui con la maglia del Ponte Milvio Tennis Club.

“La Coppa dei Club si conferma, anno dopo anno, una delle manifestazioni sportive più importanti e partecipate del nostro territorio – ha dichiarato Mario Luciano Crea, presidente della commissione cultura, spettacolo, sport e turismo della Regione Lazio -. Le finali del 23 e 24 maggio, che giungono al termine di una competizione che ha visto la presenza di 188 squadre, raccontano il successo di un evento capace di diventare un punto di riferimento non solo per lo sport, ma anche per la socialità e la partecipazione. Dietro questi numeri c’è una grande comunità fatta di entusiasmo, spirito di squadra e amatorialità sportiva. Un percorso che continua a valorizzare i principi più autentici dello sport, come inclusione, correttezza e rispetto reciproco, dando spazio anche agli atleti con disabilità motoria, in un modello di competizione sempre più aperto e partecipativo”.

“L’appuntamento con le finali è il coronamento di un percorso iniziato mesi fa – le parole dell’assessore allo sport, al turismo, ai grandi eventi e alla moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato -. Complimenti agli organizzatori, ai finalisti e a tutte le 188 squadre, che si sono sfidati sempre con rispetto. Roma è la capitale del padel e ogni anno siamo felici che i numeri aumentino. L’aspetto a cui teniamo di più è che ogni cittadino possa fare sport ogni giorno e il padel in questo senso è uno straordinario mezzo di promozione sportiva, oltre che di inclusione e di aggregazione sociale”.

“Siamo arrivati alle fasi decisive di un’altra grande edizione della Coppa dei Club – ha sottolineato Claudio Briganti, responsabile del settore padel di Msp Italia -. I numeri su cui questa competizione si è attestata dimostrano la passione dei romani e degli italiani per il padel e quanto questa disciplina, oltre all’aspetto sportivo, sia uno straordinario strumento di aggregazione. Ci tengo a ringraziare la Regione Lazio e Roma Capitale per accompagnarci in questo cammino, e tutte le aziende che hanno scelto di sostenere una manifestazione diventata ormai tradizione all’interno del panorama degli eventi sportivi a Roma e in tutta Italia”.

Nuove prospettive economiche e futuro all’incontro annuale di RBS

Roma, 22 mag. (askanews) – Si è tenuto presso l’Hotel Rome Cavalieri, la riunione annuale del Corporate Advisory Board di Rome Business School. Relatrice d’eccellenza la prima direttrice generale della ricerca della BCE Lucrezia Reichlin, che ha fatto il punto sulle dinamiche internazionali ponendo al centro dell’attenzione il ruolo dell’Unione Europea e provando ad anticipare ciò che ci riserva il futuro.

Le parole di Lucrezia Reichlin, Former Director General of Research at the European Central Bank e Keynote Speaker: “Il problema è navigare nella incertezza di oggi. C’è una grande confusione a livello geopolitico e naturalmente la geopolitica ha anche delle implicazioni per l’economia. Siamo in una situazione economica molto diversa dal passato, costi più alti dovuti ai conflitti, alla segmentazione dei mercati internazionali, soprattutto a livello dell’energia ma non solo, e quindi più volatilità, più incertezza e naturalmente bisogna tenere bene gli occhi aperti ed essere molto veloci ad adattare il business a queste nuove condizioni”.

Il CAB è un organo di RBS che conta membri attivi in 17 settori e 8 aree funzionali volte allo sviluppo del talento, a riprova di come formazione e impresa non siano due soggetti separati, bensì l’uno il complementare dell’altro.

Il commento di Federica Salvatori, Associate Dean di Rome Business School: “Ci sono anche molti altri spunti interessanti che riguardano la gestione del personale, quindi il recruitment, ma anche la capacità delle aziende di ingaggiare dei talenti non semplicemente trattenendoli, ma coinvolgendoli con compiti chiari e così via. È emersa una difficoltà evidente delle aziende nel trovare dei profili ibridi che capiscano il business tanto quanto la tecnologia e questa sarà una sfida sempre più del futuro”.

Il CAB day di Rome Business School ha sottolineato tutte le skills che aziende e componenti delle stesse devono necessariamente padroneggiare: adattamento all’evoluzione, leader sempre più orchestratori e capacità relazionali al centro delle imprese dell’oggi, ma soprattutto del domani. Formando i talenti ed anticipando quelli che saranno i trend, le realtà aziendali più capaci potranno ritagliarsi il proprio posto in un mercato più vivo e caotico che mai.

Fed, Warsh promette inflazione bassa, prosperità e più crescita

New York, 22 mag. (askanews) – Rivolgendosi al presidente americano Donald Trump, in piedi alla sua sinistra, il neo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha dichiarato che le “sue più grandi ambizioni sono per l’America”. Dicendo di non essere “ingenuo sulle sfide con cui facciamo i conti, credo, Signor presidente, che questi anni possano portare una prosperità senza eguali che alzerà gli standard di vita di tutti gli americani. La Fed ha qualcosa a che fare con questo”.

Ricordando il doppio mandato della banca centrale Usa, piena occupazione e stabilità dei prezzi, Warsh ha spiegato che quando quegli obiettivi vengono perseguiti “con saggezza e chiarezza, con indipendenza e risolutezza, l’inflazione può essere più bassa, la crescita più forte, i salari più alti e l’America può essere più propera e il suo posto nel mondo più sicuro”.

E’ in questo contesto che ha promesso una riforma della banca centrale Usa imparando da errori e successi. “Oggi segna il ritorno a un’istituzione che apprezzo”, ha continuato Warsh dicendo che il suo “obiettivo è creare un ambiente in cui le persone migliori possano compiere il lavoro migliore della loro vita” nel nome dell’interesse nazionale: in una parola all’insegna della “eccellenza”.

Rete Clima, 15 anni di sostenibilità concreta

Milano, 22 mag. (askanews) – Quindici anni di attività per Rete Clima e quattro anni per Foresta Italia, la campagna nazionale dedicata alla tutela del patrimonio forestale e della biodiversità.

A Milano, durante l’evento “L’Italia respira”, istituzioni, aziende e partner tecnici si sono confrontati sui temi della sostenibilità, della decarbonizzazione e delle nuove strategie ESG, sempre più centrali per il futuro dei territori italiani.

Un modello che punta a trasformare gli obiettivi di sostenibilità delle aziende in interventi concreti sul territorio, mettendo insieme innovazione, tutela ambientale e collaborazione con enti pubblici e filiere forestali. Sentiamo Paolo Viganò, presidente e fondatore di Rete Clima: “Compiamo appunto 15 anni e in questi anni abbiamo costruito, di fatto, una filiera integrata a supporto dell’attività ISG delle imprese. Quindi lavoriamo in tema carbonico, in tema di decarbonizzazione, quindi nell’ambito di quello che è uno sviluppo di foreste italiane, in tutto quello che è il tema della rendicontazione ISG. Quindi ci siamo focalizzati proprio su dei progetti concreti, partecipativi, perché crediamo che questo sia fare sostenibilità, cioè lavorare insieme sul territorio con concretezza”.

Dalla forestazione urbana alla tutela della biodiversità, Foresta Italia continua a crescere coinvolgendo imprese, comunità locali e realtà del settore ambientale in progetti diffusi in tutta Italia. Il bilancio e le prospettive future nelle parole di Giacomo Magatti, Vicepresidente di Rete Clima: “Si tratta di un progetto che mette a terra, di una campagna che mette a terra, è proprio il caso di dirlo, la biodiversità in tutta Italia, con una filiera integrata che va ad attingere piante con passaporto sanitario in vivai controllati regionali, quindi con piante che sono autoctone, che derivano dai territori e con cui si rinaturalizzano aree locali, si va a intervenire su aree danneggiate da eventi estremi quali incendi o tempeste. Il tutto appunto insieme alle aziende, ai comuni e a molti soggetti. Si crea proprio una filiera, una rete, una filiera integrata molto bella e molto vera, molto viva”.

Accanto ai progetti di forestazione, Rete Clima guarda anche all’innovazione tecnologica, con nuove piattaforme digitali pensate per monitorare e rendicontare le azioni di sostenibilità delle aziende.

Un percorso che punta a rendere sempre più misurabile e concreta la transizione ecologica nei territori italiani.

Fed, Trump a Warsh: "Voglio che sia totalmente indipendente"

New York, 22 mag. (askanews) – “Nessuno è meglio preparato a guidare la Fed di Kevin Warsh”, che “voglio sia totalmente indipendente” e che “abbia il supporto della mia amministrazione”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, durante la cerimonia del giuramento di colui che succede da oggi a Jerome Powell alla guida della Banca centrale Usa.

Trump ha ricordato i dettagli del suo curriculum in ruoli vari: “A 35 anni e’ diventato il governatore più giovane della Federal Reserve”. Secondo lui “le sue credenziali sono impareggiabili” e ha “un rispetto profondo e reverenza nell’istituzione. Siamo cosi’ fortunati ad averlo”.

Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il segretario al Tesoro Scott Bessent, quello al Commercio Howard Lutnick, il capo dei consiglieri economici della Casa Bianca (a un certo punto considerato tra i papabili alla guida della Fed), l’ex segretaria di Stato durante la presidenza di George W Bush Condolizza Rice.

Nato, più Europa e meno dipendenza dagli Usa: la linea di Helsingborg

Helsingborg (Svezia), 22 mag. (askanews) – La riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg, in Svezia, si è chiusa con un messaggio di rafforzamento dell’Alleanza e di continuità del sostegno all’Ucraina, ma anche con la consapevolezza che il rapporto transatlantico entra in una fase di riequilibrio delicata. Al centro dei colloqui ci sono stati l’aumento della spesa per la difesa, il rafforzamento della base industriale militare, la revisione della presenza statunitense in Europa, la sicurezza dello stretto di Hormuz e la preparazione del vertice Nato di Ankara.

La cornice politica della ministeriale è stata segnata dall’annuncio del presidente Usa Donald Trump di inviare altri 5mila militari in Polonia, una mossa destinata a rassicurare Varsavia ma che non sembra fermare il più ampio sforzo della Casa bianca per ridurre nel medio periodo la presenza militare americana in Europa. ‘Sulla base dell’elezione riuscita dell’attuale presidente della Polonia, Karol Nawrocki’, ha scritto Trump sui social, ‘sono lieto di annunciare che gli Stati uniti invieranno altri 5mila soldati in Polonia’. Il presidente Usa non ha precisato quali unità saranno inviate, se arriveranno da altri Paesi europei o se si tratti del ripristino, totale o parziale, del dispiegamento cancellato nei giorni scorsi.

Varsavia ha accolto con favore l’annuncio, dopo giorni di preoccupazione per la cancellazione della rotazione della brigata corazzata. Il primo ministro Donald Tusk lo ha definito una ‘buona notizia’ per entrambi i Paesi, mentre il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski, a Helsingborg, ha commentato: ‘Tutto è bene quel che finisce bene’. Anche il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha preso atto con soddisfazione della marcia indietro americana, affermando che ‘è utile non solo per la sicurezza polacca, ma dell’intera alleanza’. Berlino ha subito il ritiro di 5mila militari Usa nelle scorse settimane.

Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha accolto ‘molto favorevolmente’ la decisione americana sulla Polonia, precisando che i comandanti militari sono al lavoro sui dettagli. Allo stesso tempo ha chiarito che il percorso di rafforzamento del pilastro europeo della difesa non cambia. La traiettoria, ha spiegato, resta quella di ‘un’Europa più forte e una Nato più forte’, capace ‘passo dopo passo’ di ridurre la dipendenza da ‘un solo alleato’, gli Stati uniti, senza però prepararsi a una difesa europea priva del contributo americano.

‘L’assunto è – ed è esattamente ciò che vogliono gli Stati uniti – rimanere fortemente coinvolti nella Nato’, ha affermato Rutte. Gli europei e il Canada, ha aggiunto, dovranno però spendere complessivamente quanto gli Stati uniti per la difesa e assumersi ‘una maggiore responsabilità per la difesa della parte europea della Nato’, con Washington ancora presente a lungo termine, ‘anche sul nucleare ma anche sulle capacità convenzionali’.

Il segretario generale ha evitato di fornire indicazioni su possibili riduzioni delle truppe americane in Italia, spiegando che ‘si tratta di una decisione americana’. Più in generale, ha detto, Washington sta procedendo ‘in modo strutturato, passo dopo passo’, nella consapevolezza comune che, mentre gli Stati uniti si orientano verso altri teatri, la deterrenza e la difesa in Europa devono rimanere solide, perché ‘stiamo affrontando la minaccia russa’. La revisione americana, ha aggiunto, è un processo ‘altamente classificato’, ma non nuovo: ‘Tutti sapevano che sarebbe successo’.

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio – arrivato oggi a Helsingborg – ha confermato che la revisione della presenza militare americana in Europa ‘non è una misura punitiva’, ma rientra in una valutazione continua degli impegni globali degli Stati uniti. ‘Gli Stati uniti continuano ad avere impegni globali che devono rispettare in termini di dispiegamento delle forze, e questo richiede costantemente di riesaminare dove mettiamo le truppe’, ha detto Rubio. Il capo della diplomazia americana ha tuttavia riconosciuto che la ‘delusione’ di Trump per la risposta di alcuni alleati Nato alle operazioni americane in Medio Oriente è ‘ben documentata’ e dovrà essere discussa a livello di leader. Il tema sarà quindi rinviato al vertice Nato di Ankara, in programma a luglio.

Rubio ha aggiunto di non essere lui a stabilire i tempi della riduzione delle truppe americane in Europa, ma ha sottolineato che si tratta di ‘un processo in corso dal primo giorno’ della presidenza Trump. ‘Nulla di tutto questo dovrebbe sorprendere’, ha detto, pur riconoscendo che la prospettiva può creare ‘un certo nervosismo’ negli alleati europei. Secondo il segretario di Stato, ‘c’è un ampio riconoscimento del fatto che alla fine ci saranno meno truppe statunitensi in Europa rispetto a quante ce ne siano state storicamente, per una serie di ragioni’.

La delusione di Trump è, in particolare, per la mancata disponibilità a sostenere più direttamente la linea di Washington sull’Iran e sullo stretto di Hormuz. Allo stesso tempo, Rubio ha insistito sul fatto che la cooperazione nell’Alleanza prosegue, citando proprio la decisione sulla Polonia. Rubio ha anche parlato di ‘lievi progressi’ nei negoziati sull’Iran, senza fornire dettagli: ‘Non voglio esagerare, ma c’è stato un piccolo movimento’.

Proprio Hormuz è stato uno dei temi più sensibili della giornata. Rubio ha accusato l’Iran di voler creare un sistema di pedaggi nello stretto, definendo l’ipotesi inaccettabile. ‘L’Iran sta cercando di creare un sistema di pedaggio. Sta cercando, tra l’altro, di convincere l’Oman a unirsi a questo sistema di pedaggio in una via d’acqua internazionale’, ha affermato il segretario di Stato. ‘Non c’è un paese al mondo che dovrebbe accettarlo’, ha aggiunto, sostenendo di non conoscere alcun governo favorevole alla proposta ‘tranne l’Iran’. Rubio ha ricordato anche la risoluzione sponsorizzata dal Bahrein alle Nazioni unite, sulla quale Washington è stata ‘molto coinvolta’ e che, ha detto, avrebbe raccolto ‘il più alto numero di co-sponsor’ mai registrato per una risoluzione presentata al Consiglio di sicurezza.

Anche l’Italia ha collegato il tema di Hormuz e l’ipotesi iraniana di imposizione di pedaggi al principio della libertà di navigazione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che l’Italia è pronta a garantire una presenza militare adeguata nell’ambito di una missione internazionale, ma è improbabile che ciò avvenga sotto bandiera Nato a causa dell’opposizione della Turchia.

Un altro asse della riunione è stato il rafforzamento industriale della difesa. Rutte ha spiegato che gli alleati stanno aumentando gli investimenti, ma che la spesa deve tradursi in capacità concrete. ‘I ministri hanno concordato che dobbiamo continuare a spingere per una cooperazione continua all’interno dell’Alleanza per aumentare la nostra capacità industriale della difesa’, ha detto. L’obiettivo è produrre di più e più rapidamente, su entrambe le sponde dell’Atlantico, rendendo la Nato non solo più forte ma anche ‘più equa’, con europei e canadesi chiamati ad assumere una quota maggiore della sicurezza comune.

Rubio ha insistito sullo stesso punto, avvertendo che oggi gli alleati ‘non sono in grado’ di produrre munizioni al ritmo necessario per rispondere ai bisogni futuri. ‘E’ chiaro al mondo, a tutti noi nell’Alleanza e anche oltre, che semplicemente oggi non siamo in grado di produrre munizioni a un ritmo necessario per i bisogni futuri’, ha affermato. ‘Una delle aree in cui penso che possiamo certamente cooperare è la base industriale della difesa’.

Per Tajani, la risposta europea deve essere il superamento di una fase di dipendenza dagli Stati uniti. ‘Credo che sia giusto anche concludere la stagione dell’assistenzialismo da parte americana nei confronti dell’Europa’, ha detto il ministro. L’Europa, ha aggiunto, deve dotarsi di ‘una sua difesa’ e di ‘una sua politica estera’ per diventare ‘protagonista, alleata degli americani, pilastro forte di un’alleanza strategica’. Secondo Tajani, alla ministeriale è emersa la volontà di rafforzare le relazioni transatlantiche. Nel sentimento americano c’è ‘sempre stata’ l’idea che gli europei debbano fare di più: ‘Se questo deve servire da stimolo, è giusto’, ha osservato.

Il ministro italiano ha escluso che Washington non sia ‘pronta a intervenire’ in caso di necessità. Gli europei, ha aggiunto, devono però fare di più per la propria sicurezza. Per questo si è deciso di puntare al 5 per cento del Pil, con l’obiettivo di rafforzare il pilastro europeo della Nato. ‘Noi siamo veramente impegnati in questo, nonostante i problemi che ci sono’, ha affermato Tajani. ‘Dobbiamo fare in modo di essere sempre più credibili, di essere parte protagonista di un’alleanza che è innanzitutto politica e poi è anche militare’.

Anche il sostegno all’Ucraina è stato un tema centrale. Ieri il ministro degli Esteri Andrii Sybiha è stato a Helsingborg. Rutte ha affermato che Kiev ‘sta conducendo una forte difesa’ e che ‘il fronte si sta stabilizzando’. Secondo il segretario generale, ci sono persino rapporti secondo cui l’Ucraina starebbe recuperando terreno, ‘non in modo massiccio’, ma in misura sufficiente a indicare che la situazione non procede più ‘da est verso ovest’, bensì potenzialmente nella direzione opposta.

Rubio ha detto che i negoziati di pace tra Russia e Ucraina finora ‘non sono stati fruttuosi, purtroppo’, ma che gli Stati uniti restano pronti a svolgere un ruolo diplomatico se si aprirà uno spazio utile. ‘Se vediamo un’opportunità per mettere insieme colloqui produttivi, non controproducenti, e che abbiano la possibilità di essere fruttuosi, siamo pronti a svolgere quel ruolo’, ha affermato. Il segretario di Stato ha aggiunto che la guerra ‘non finirà con una vittoria militare di una parte o dell’altra’, secondo la definizione tradizionale di vittoria, e ha auspicato che un giorno si possa trovare una soluzione. Washington, ha precisato, è pronta a essere coinvolta, ma ‘non è interessata a entrare in un ciclo infinito di riunioni che non portano a nulla’.

Rubio ha espresso preoccupazione anche per le ripetute accuse russe contro i Paesi baltici, respinte con forza dagli interessati, secondo cui sarebbero pronti a collaborare con l’Ucraina per lanciare attacchi con droni contro la Russia. Il segretario di Stato ha definito la questione ‘preoccupante’, perché ‘si teme sempre un’escalation’. Gli Stati uniti, ha detto, seguono la vicenda con attenzione e sono impegnati con la Nato su questo punto. ‘Siamo preoccupati, perché non vogliamo che porti a un conflitto più ampio che possa davvero condurre a qualcosa di molto peggiore’, ha affermato.

‘Stiamo lavorando affinché il nostro sostegno all’Ucraina resti consistente, prevedibile e sostenibile, basato sulle sue esigenze critiche’, ha dichiarato Rutte, ricordando l’importanza del meccanismo Purl per garantire a Kiev l’accesso a equipaggiamenti americani finanziati dagli alleati europei. ‘L’Ucraina deve avere ciò di cui ha bisogno per difendersi oggi e scoraggiare future aggressioni domani’, ha insistito. In questo quadro, il segretario generale ha confermato che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà presente al vertice Nato di Ankara a luglio.

Meloni: per Italia questione energetica è un’assoluta priorità

Roma, 22 mag. (askanews) – “Per l’Italia la questione energetica oggi è un’assoluta priorità. La crisi iraniana sta producendo effetti che sono pesanti per le famiglie e per le imprese sulla competitività dei nostri sistemi produttivi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine dell’incontro a palazzo Chigi con il primo ministro d’Irlanda, Micheál Martin.

“Sono problemi abbastanza simili per tutti. Dicevo appunto al primo ministro che dopo l’incontro che ho con lui incontreremo le associazioni degli autotrasportatori, come sapete, per i provvedimenti che vanno in Consiglio dei ministri e trattano proprio queste materie”, ha aggiunto.

Nato, più Europa e meno dipendenza da Usa: la linea di Helsingborg

Helsingborg (Svezia), 22 mag. (askanews) – La riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg, in Svezia, si è chiusa con un messaggio di rafforzamento dell’Alleanza e di continuità del sostegno all’Ucraina, ma anche con la consapevolezza che il rapporto transatlantico entra in una fase di riequilibrio delicata. Al centro dei colloqui ci sono stati l’aumento della spesa per la difesa, il rafforzamento della base industriale militare, la revisione della presenza statunitense in Europa, la sicurezza dello stretto di Hormuz e la preparazione del vertice Nato di Ankara.

La cornice politica della ministeriale è stata segnata dall’annuncio del presidente Usa Donald Trump di inviare altri 5mila militari in Polonia, una mossa destinata a rassicurare Varsavia ma che non sembra fermare il più ampio sforzo della Casa bianca per ridurre nel medio periodo la presenza militare americana in Europa. ‘Sulla base dell’elezione riuscita dell’attuale presidente della Polonia, Karol Nawrocki’, ha scritto Trump sui social, ‘sono lieto di annunciare che gli Stati uniti invieranno altri 5mila soldati in Polonia’. Il presidente Usa non ha precisato quali unità saranno inviate, se arriveranno da altri Paesi europei o se si tratti del ripristino, totale o parziale, del dispiegamento cancellato nei giorni scorsi.

Varsavia ha accolto con favore l’annuncio, dopo giorni di preoccupazione per la cancellazione della rotazione della brigata corazzata. Il primo ministro Donald Tusk lo ha definito una ‘buona notizia’ per entrambi i Paesi, mentre il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski, a Helsingborg, ha commentato: ‘Tutto è bene quel che finisce bene’. Anche il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha preso atto con soddisfazione della marcia indietro americana, affermando che ‘è utile non solo per la sicurezza polacca, ma dell’intera alleanza’. Berlino ha subito il ritiro di 5mila militari Usa nelle scorse settimane.

Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha accolto ‘molto favorevolmente’ la decisione americana sulla Polonia, precisando che i comandanti militari sono al lavoro sui dettagli. Allo stesso tempo ha chiarito che il percorso di rafforzamento del pilastro europeo della difesa non cambia. La traiettoria, ha spiegato, resta quella di ‘un’Europa più forte e una Nato più forte’, capace ‘passo dopo passo’ di ridurre la dipendenza da ‘un solo alleato’, gli Stati uniti, senza però prepararsi a una difesa europea priva del contributo americano.

‘L’assunto è – ed è esattamente ciò che vogliono gli Stati uniti – rimanere fortemente coinvolti nella Nato’, ha affermato Rutte. Gli europei e il Canada, ha aggiunto, dovranno però spendere complessivamente quanto gli Stati uniti per la difesa e assumersi ‘una maggiore responsabilità per la difesa della parte europea della Nato’, con Washington ancora presente a lungo termine, ‘anche sul nucleare ma anche sulle capacità convenzionali’.

Il segretario generale ha evitato di fornire indicazioni su possibili riduzioni delle truppe americane in Italia, spiegando che ‘si tratta di una decisione americana’. Più in generale, ha detto, Washington sta procedendo ‘in modo strutturato, passo dopo passo’, nella consapevolezza comune che, mentre gli Stati uniti si orientano verso altri teatri, la deterrenza e la difesa in Europa devono rimanere solide, perché ‘stiamo affrontando la minaccia russa’. La revisione americana, ha aggiunto, è un processo ‘altamente classificato’, ma non nuovo: ‘Tutti sapevano che sarebbe successo’.

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio – arrivato oggi a Helsingborg – ha confermato che la revisione della presenza militare americana in Europa ‘non è una misura punitiva’, ma rientra in una valutazione continua degli impegni globali degli Stati uniti. ‘Gli Stati uniti continuano ad avere impegni globali che devono rispettare in termini di dispiegamento delle forze, e questo richiede costantemente di riesaminare dove mettiamo le truppe’, ha detto Rubio. Il capo della diplomazia americana ha tuttavia riconosciuto che la ‘delusione’ di Trump per la risposta di alcuni alleati Nato alle operazioni americane in Medio Oriente è ‘ben documentata’ e dovrà essere discussa a livello di leader. Il tema sarà quindi rinviato al vertice Nato di Ankara, in programma a luglio.

Rubio ha aggiunto di non essere lui a stabilire i tempi della riduzione delle truppe americane in Europa, ma ha sottolineato che si tratta di ‘un processo in corso dal primo giorno’ della presidenza Trump. ‘Nulla di tutto questo dovrebbe sorprendere’, ha detto, pur riconoscendo che la prospettiva può creare ‘un certo nervosismo’ negli alleati europei. Secondo il segretario di Stato, ‘c’è un ampio riconoscimento del fatto che alla fine ci saranno meno truppe statunitensi in Europa rispetto a quante ce ne siano state storicamente, per una serie di ragioni’.

La delusione di Trump è, in particolare, per la mancata disponibilità a sostenere più direttamente la linea di Washington sull’Iran e sullo stretto di Hormuz. Allo stesso tempo, Rubio ha insistito sul fatto che la cooperazione nell’Alleanza prosegue, citando proprio la decisione sulla Polonia. Rubio ha anche parlato di ‘lievi progressi’ nei negoziati sull’Iran, senza fornire dettagli: ‘Non voglio esagerare, ma c’è stato un piccolo movimento’.

Proprio Hormuz è stato uno dei temi più sensibili della giornata. Rubio ha accusato l’Iran di voler creare un sistema di pedaggi nello stretto, definendo l’ipotesi inaccettabile. ‘L’Iran sta cercando di creare un sistema di pedaggio. Sta cercando, tra l’altro, di convincere l’Oman a unirsi a questo sistema di pedaggio in una via d’acqua internazionale’, ha affermato il segretario di Stato. ‘Non c’è un paese al mondo che dovrebbe accettarlo’, ha aggiunto, sostenendo di non conoscere alcun governo favorevole alla proposta ‘tranne l’Iran’. Rubio ha ricordato anche la risoluzione sponsorizzata dal Bahrein alle Nazioni unite, sulla quale Washington è stata ‘molto coinvolta’ e che, ha detto, avrebbe raccolto ‘il più alto numero di co-sponsor’ mai registrato per una risoluzione presentata al Consiglio di sicurezza.

Anche l’Italia ha collegato il tema di Hormuz e l’ipotesi iraniana di imposizione di pedaggi al principio della libertà di navigazione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che l’Italia è pronta a garantire una presenza militare adeguata nell’ambito di una missione internazionale, ma è improbabile che ciò avvenga sotto bandiera Nato a causa dell’opposizione della Turchia.

Un altro asse della riunione è stato il rafforzamento industriale della difesa. Rutte ha spiegato che gli alleati stanno aumentando gli investimenti, ma che la spesa deve tradursi in capacità concrete. ‘I ministri hanno concordato che dobbiamo continuare a spingere per una cooperazione continua all’interno dell’Alleanza per aumentare la nostra capacità industriale della difesa’, ha detto. L’obiettivo è produrre di più e più rapidamente, su entrambe le sponde dell’Atlantico, rendendo la Nato non solo più forte ma anche ‘più equa’, con europei e canadesi chiamati ad assumere una quota maggiore della sicurezza comune.

Rubio ha insistito sullo stesso punto, avvertendo che oggi gli alleati ‘non sono in grado’ di produrre munizioni al ritmo necessario per rispondere ai bisogni futuri. ‘E’ chiaro al mondo, a tutti noi nell’Alleanza e anche oltre, che semplicemente oggi non siamo in grado di produrre munizioni a un ritmo necessario per i bisogni futuri’, ha affermato. ‘Una delle aree in cui penso che possiamo certamente cooperare è la base industriale della difesa’.

Per Tajani, la risposta europea deve essere il superamento di una fase di dipendenza dagli Stati uniti. ‘Credo che sia giusto anche concludere la stagione dell’assistenzialismo da parte americana nei confronti dell’Europa’, ha detto il ministro. L’Europa, ha aggiunto, deve dotarsi di ‘una sua difesa’ e di ‘una sua politica estera’ per diventare ‘protagonista, alleata degli americani, pilastro forte di un’alleanza strategica’. Secondo Tajani, alla ministeriale è emersa la volontà di rafforzare le relazioni transatlantiche. Nel sentimento americano c’è ‘sempre stata’ l’idea che gli europei debbano fare di più: ‘Se questo deve servire da stimolo, è giusto’, ha osservato.

Il ministro italiano ha escluso che Washington non sia ‘pronta a intervenire’ in caso di necessità. Gli europei, ha aggiunto, devono però fare di più per la propria sicurezza. Per questo si è deciso di puntare al 5 per cento del Pil, con l’obiettivo di rafforzare il pilastro europeo della Nato. ‘Noi siamo veramente impegnati in questo, nonostante i problemi che ci sono’, ha affermato Tajani. ‘Dobbiamo fare in modo di essere sempre più credibili, di essere parte protagonista di un’alleanza che è innanzitutto politica e poi è anche militare’.

Anche il sostegno all’Ucraina è stato un tema centrale. Ieri il ministro degli Esteri Andrii Sybiha è stato a Helsingborg. Rutte ha affermato che Kiev ‘sta conducendo una forte difesa’ e che ‘il fronte si sta stabilizzando’. Secondo il segretario generale, ci sono persino rapporti secondo cui l’Ucraina starebbe recuperando terreno, ‘non in modo massiccio’, ma in misura sufficiente a indicare che la situazione non procede più ‘da est verso ovest’, bensì potenzialmente nella direzione opposta.

Rubio ha detto che i negoziati di pace tra Russia e Ucraina finora ‘non sono stati fruttuosi, purtroppo’, ma che gli Stati uniti restano pronti a svolgere un ruolo diplomatico se si aprirà uno spazio utile. ‘Se vediamo un’opportunità per mettere insieme colloqui produttivi, non controproducenti, e che abbiano la possibilità di essere fruttuosi, siamo pronti a svolgere quel ruolo’, ha affermato. Il segretario di Stato ha aggiunto che la guerra ‘non finirà con una vittoria militare di una parte o dell’altra’, secondo la definizione tradizionale di vittoria, e ha auspicato che un giorno si possa trovare una soluzione. Washington, ha precisato, è pronta a essere coinvolta, ma ‘non è interessata a entrare in un ciclo infinito di riunioni che non portano a nulla’.

Rubio ha espresso preoccupazione anche per le ripetute accuse russe contro i Paesi baltici, respinte con forza dagli interessati, secondo cui sarebbero pronti a collaborare con l’Ucraina per lanciare attacchi con droni contro la Russia. Il segretario di Stato ha definito la questione ‘preoccupante’, perché ‘si teme sempre un’escalation’. Gli Stati uniti, ha detto, seguono la vicenda con attenzione e sono impegnati con la Nato su questo punto. ‘Siamo preoccupati, perché non vogliamo che porti a un conflitto più ampio che possa davvero condurre a qualcosa di molto peggiore’, ha affermato.

‘Stiamo lavorando affinché il nostro sostegno all’Ucraina resti consistente, prevedibile e sostenibile, basato sulle sue esigenze critiche’, ha dichiarato Rutte, ricordando l’importanza del meccanismo Purl per garantire a Kiev l’accesso a equipaggiamenti americani finanziati dagli alleati europei. ‘L’Ucraina deve avere ciò di cui ha bisogno per difendersi oggi e scoraggiare future aggressioni domani’, ha insistito. In questo quadro, il segretario generale ha confermato che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà presente al vertice Nato di Ankara a luglio.

M.O., Meloni: condanniamo violenze coloni e insediamenti israeliani

Roma, 22 mag. (askanews) – “Condividiamo alcuni punti fermi anche sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania: fermo restando il diritto alla sicurezza di Israele, la soluzione dei due Stati come unica pace giusta e duratura possibile, l’importanza di assicurare l’assistenza umanitaria alla popolazione civile, la condanna delle violenze dei coloni e delle attività di insegnamento israeliane”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine dell’incontro a palazzo Chigi con il primo ministro d’Irlanda, Micheál Martin.

Esce docufilm "King Marracash", dal tour negli stadi al suo quartiere

Roma, 22 mag. (askanews) – “King Marracash”, il primo docufilm che ripercorre la carriera di Fabio Rizzo, in arte Marracash, al cinema per un evento speciale il 25, 26 e 27 maggio. Un progetto che racconta un anno di sogni e trionfi del re del rap italiano attraverso un racconto intimo, lungo un anno, passato in prossimità con l’artista dove vengono mostrati la quotidianità, gli amici, i collaboratori, i riconoscimenti, le canzoni e l’amore.

“King Marracash” è un docufilm che intreccia la dimensione artistica e personale dell’artista ed è arricchito dalle testimonianze di chi ha condiviso con lui questo percorso: Deleterio, Elodie, Guè, Jacopo Pesce, Matteo Mancuso, Marz, Mirko Rizzo, Paola Zukar, Rame e Massimo Recalcati.

Il docufilm, diretto da Pippo Mezzapesa, che ne ha curato anche il soggetto e la sceneggiatura insieme ad Antonella W. Gaeta, Chiara Battistini e Shadi Cioffi, è una produzione Groenlandia, in collaborazione con Disney+, in associazione con Adler Entertainment. Prodotto da Matteo Rovere e Leonardo Godano, prodotto da Marco Colombo.

Un’impresa senza precedenti in Italia, il primo tour negli stadi di un rapper, con la sua tappa più prestigiosa: Milano, San Siro, 25 giugno 2025. È il punto di partenza del film, che ripercorre tutta la carriera di Fabio Rizzo, in arte Marracash. I passi compiuti per arrivare fin qui, dalle rime sparse al primo album, il successo e la stasi, la luce e il buio, la forza e la fragilità. Marracash, ma anche e soprattutto Fabio, nei luoghi dell’infanzia, tra i casermoni della Barona, cuore duro della periferia di Milano. E poi in Sicilia con la famiglia d’origine, la quotidianità, gli amici, i collaboratori, i riconoscimenti, le canzoni, l’amore. Il racconto di un anno passato accanto a lui, in straordinaria prossimità e, insieme, la chiusura di un cerchio dopo la trilogia di un album che l’ha definitivamente consacrato artista di punta della scena musicale italiana. Fino alla restituzione del debito originario: un Block Party, un concerto da regalare al suo quartiere. Un atto dovuto forse, ma anche una forma di riscatto per chi viene dalla “periferia di tutto”. Perché è possibile cambiare una storia già scritta e farne rap ma è eccezionale diventare del rap il King assoluto.

“Ho seguito per un anno Marracash. Ho passato un anno accanto a Fabio Rizzo – racconta Mezzapesa – Ho cercato di cogliere ogni passo di quell’avvincente avventura che è la sua vita, la sua storia. Una storia di riscatto, talento, forza, ma anche di fragilità. Nel ritrarre la complessa umanità di questo grande artista, ho provato l’emozione di stargli vicino nella realizzazione del sogno di una vita, l’esibizione nello stadio di San Siro, e poi nei momenti più intimi, inconsueti, dove la maschera è venuta via ed è rimasta solo l’anima. Questo film documentario è stato un incredibile viaggio in cui non mi sono limitato a ritrarlo, ho provato anche e soprattutto a conoscerlo, ritrovando la quotidianità nei suoi versi e la verità nei suoi testi. Un viaggio partito seguendo la direzione di Marra, ma che poi fatalmente si è ritrovato ad assecondare le deviazioni determinate da Fabio. Non sono state mai scorciatoie, piuttosto vie nascoste, sconosciute, sorprendenti, inedite. Un viaggio in cui Marra e Fabio pian piano si sono incontrati, fino a conquistare un ritratto originale e allo stesso tempo vero dell’artista e dell’uomo. Alla fine, un viaggio che mi porterò dentro a lungo”.

L’opera è stata realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

(credits photo Clara Parmigiani)

Comunali, sipario sulla campagna elettorale: governo low profile e campo largo in piazza

Roma, 22 mag. (askanews) – Ultimo giorno di campagna elettorale oggi in vista del mini-test delle elezioni comunali, dopo il referendum sulla riforma della giustizia che molti dolori ha causato al governo e alla maggioranza.

Campagna elettorale con pochi ‘big’ per il centrodestra con la premier Giorgia Meloni che, affaccendata full time fra impegni internazionali e ricerca dei fondi per le misure anticrisi, stavolta ha scelto il low profile a differenza dello scorso autunno quando, in occasione delle Regionali, fu attivissima e presente ai comizi di chiusura in Toscana, nelle Marche, in Calabria. In piazza e sui palchi delle manifestazioni elettorali in giro per l’Italia sono invece saliti i leader dello schieramento progressista, da Elly Schlein a Giuseppe Conte passando per Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Matteo Renzi: tutti i principali rappresentanti del centrosinistra hanno messo la faccia su queste elezioni. Come hanno fatto abbastanza, nel centrodestra, Matteo Salvini, Luca Zaia e i Governatori regionali leghisti e, ancora più a destra, Roberto Vannacci.

In questa tornata di amministrative – urne aperte domenica e lunedì – si rinnovano 626 sindaci e consigli comunali delle regioni a statuto ordinario (ma si vota anche in Sicilia e in Sardegna) tra cui quindici città capoluogo di provincia (Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno) e un unico capoluogo di regione, Venezia. Per dirla con le parole dell’ex premier Matteo Renzi “la partita più importante si gioca a Venezia dove il centrosinistra, con Andrea Martella, prova a riprendere la città dopo dieci anni” di giunta di centrodestra guidata da Luigi Brugnaro. Ed è proprio a Venezia che oggi, per la chiusura della campagna elettorale, è attesa la segretaria del Pd Elly Schlein – presente nelle ultime settimane praticamente in tutte le città al voto, dalla piccola Cervia, sulla riviera adriatica, fino a Macerata, Chieti, le tre grandi città toscane alle urne (Prato, Pistoia e Arezzo), ieri Avellino e prima ancora in tante altre città – per l’evento conclusivo in piazza Ferretto a Mestre per “La grande festa del cambiamento”.

A iniziative simili a sostegno di Martella hanno partecipato già Renzi, Fratoianni e il leader M5s Giuseppe Conte. Il candidato del centrodestra Simone Venturini ha invece incassato nei giorni scorsi il sostegno dell’ex presidente del Veneto Luca Zaia e dell’attuale presidente Alberto Stefani, e del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Oggi chiuderà la sua campagna elettorale con un doppio appuntamento tra Venezia e Mestre e con il ministro della Difesa Guido Crosetto. Nei giorni scorsi, in un videomessaggio a cui è seguito quello del responsabile Organizzazione di Fdi Giovanni Donzelli, la premier Meloni ha invitato a votare Venturini.

A Reggio Calabria, altra città importante al voto, oggi incontra gli elettori Matteo Salvini. E nei giorni scorsi si sono visti , ad appuntamenti diversi della campagna elettorale, sempre il ministro Mazzi e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, entrambi scesi da Roma per sostenere il candidato sindaco del centrodestra Francesco Cannizzaro, responsabile nazionale per il Sud di Forza Italia e coordinatore regionale del partito. Sul fronte opposto Domenico Battaglia del Pd, vincitore delle primarie, per il quale sono scesi in campo diversi big del centrosinistra, nelle ultime ore il leader Verde Angelo Bonelli e il capogruppo Dem Francesco Boccia.

Sempre in Calabria, a Crotone si ricandida Vincenzo Voce, già eletto sindaco con un movimento civico, questa volta appoggiato dal centrodestra unito, mentre l’avvocato Giuseppe Trocino è espressione del centrosinistra. Sfida delicata anche a Salerno dove è di nuovo in campo Vincenzo De Luca, ex sindaco della città ed ex governatore della Campania, sostenuto da sei liste senza però il simbolo del Pd. M5S e Avs sostengono la candidatura dell’avvocato Franco Massimo Lanocita mentre per il centrodestra il candidato è Gherardo Maria Marenghi, avvocato. A Lecco e Mantova, città già guidate dal centrosinistra, i progressisti cercano il bis, mentre ad Arezzo, dopo due mandati del sindaco di centrodestra Alessandro Ghinelli, puntano alla rinconquista della città con Vincenzo Ceccarelli contro il candidato del centrodestra Marcello Comanducci, imprenditore nel settore del turismo che è stato assessore nella giunta del sindaco uscente. Stessa situazione a Pistoia, dopo i due mandati del sindaco di Fratelli d’Italia Alessandro Tomasi, divenuto consigliere regionale. Il centrodestra schiera la ex vicesindaca Annamaria Celesti mentre il centrosinistra si presenta con Giovanni Capecchi, vincitore delle primarie dello scorso aprile, sostenuto da Avs e dall’area progressista della coalizione.

A Prato, dopo le dimissioni della sindaca Dem Ilaria Bugetti e il commissariamento del Comune, si torna a votare prima della scadenza del mandato. Di nuovo in pista per il ruolo di primo cittadino, sostenuto dal campo progressista al completo, l’ex sindaco per due mandati, Matteo Biffoni contro Gianluca Banchelli, dirigente di Fratelli d’Italia e consulente strategico per le aziende.

Nelle Marche, a Fermo e a Macerata, dovrà essere, invece, il centrodestra a cercare di ottenere un secondo mandato. A Fermo la sfida è tra l’assessore uscente Alberto Maria Scarfini e Angelica Malvatani, appoggiata Pd, Avs, Italia Viva, M5S, Rifondazione e civiche. A Macerata il candidato sindaco del centrosinistra, Gianluca Tittarelli, sostenuto da Pd, Avs, M5Stelle, Casa Riformista e le liste civiche, cercherà di spodestare il sindaco uscende, Sandro Parcaroli. A Trani, nella Puglia di Giuseppe Conte, i Cinquestelle sosteranno Vito Branà, distinguendosi dal resto del centrosinistra che sostiene Marco Galiano.

Usa, a maggio il clima di fiducia dei consumatori cade a nuovi minimi

New York, 22 mag. (askanews) – A maggio, gli statunitensi si sono dimostrati ancora più pessimisti raggiungendo nuovi minimi record e deludendo le attese. La colpa e’ delle preoccupazioni per l’inflazione. La lettura finale dell’indice sulla fiducia redatto mensilmente dall’Università del Michigan è stata pari a 44,8 punti dai 49,8 punti di aprile, in ribasso del 14,2% sul maggio del 2025. Le attese erano per un dato a 48,2 punti.

La componente che misura le aspettative per il futuro è passata a 44,1 da 48,1 di aprile, in calo del 7,9% anno su anno. La componente sulla situazione attuale è calata a 45,8 da 52,5 punti, in ribasso del 22,2% rispetto al maggio del 2025. In ambo i casi si tratta di minimi record, toccati anche dalla percezione per le proprie finanze.

Per quanto riguarda l’inflazione, le aspettative a un anno sono salite al 4,8% dal 4,7%. Il dato supera il 3,4% dello scorso febbraio prima dell’inizio della guerra in Iran ed e’ superiore a quelli del 2024. Le aspettative a lungo termine sono salite al 3,9% dal 3,5% di aprile, top di sette mesi. Nel 2024 il dato spaziava tra il 2,8 e il 3,2%.

L’amministrazione Trump pubblica altri file segreti sugli Ufo

New York, 22 mag. (askanews) – Il Dipartimento americano della Difesa ha pubblicato una seconda serie di documenti precedentemente classificati sugli oggetti volanti non identificati (Ufo) dopo la prima diffusa l’8 maggio scorso e che non aveva fornito alcuna prova conclusiva sull’esistenza di alieni o di vita oltre la Terra. Spunta una scheda su presunti avvistamenti di Ufo, inclusi riferimenti a persone che hanno segnalato sfere verdi inspiegabili, dischi e palle di fuoco.

Stando a Reuters, uno dei 222 file diffusi oggi sul sito war.gov/ufo contiene 116 pagine di documentazione relativa a una serie di avvistamenti e indagini riportate in una struttura top secret a Sandia, New Mexico, dal 1948 al 1950. “Questo file contiene 209 avvistamenti di ‘sfere verdi’, ‘dischi’ e ‘palle di fuoco’ segnalati nei pressi della base militare”, ha dichiarato il Dipartimento della Difesa. Il dipartimento di Pete Hegseth spiega che dal suo lancio, il sito dedicato agli ufo “ha ricevuto oltre 1 miliardo di visite in tutto il mondo, evidenziando i livelli senza precedenti di interesse sia per questo argomento che per lo storico impegno di trasparenza dell’amministrazione Trump”. Il Dipartimento ha aggiunto di essere al lavoro su un terzo round di file.

Pnrr, ok della Commissione Ue al pagamento della IX rata all’Italia

Roma, 22 mag. (askanews) – La Commissione europea ha autorizzato il pagamento della nona rata del Piano nazionale di ripresa resilienza (Pnrr) dell’Italia. Lo riporta il documento con la delibera da parte dell’organismo comunitario. “La Commissione ha effettuato una valutazione preliminare positiva del conseguimento soddisfacente di tutti i 36 traguardi e obiettivi pertinenti connessi al sostegno non rimborsabile – si legge – e di tutti i 14 traguardi e obiettivi pertinenti connessi al sostegno sotto forma di prestito”.

"L’Uomo sbagliato", le tappe estive dello spettacolo di Pablo Trincia

Roma, 22 mag. (askanews) – “L’Uomo Sbagliato – Un’inchiesta dal vivo”, il debutto teatrale di Pablo Trincia, continua a registrare sold out in molte città italiane e nuove repliche che si aggiungono di settimana in settimana. Da Latina ad Aosta, da Genova a Bologna, da Milano a Torino, passando per Firenze, Bergamo, Padova e Cagliari, il pubblico sta premiando con il tutto esaurito questo progetto di teatro civile che unisce inchiesta giornalistica e racconto dal vivo. Tra le novità più attese del calendario, le tappe estive dello spettacolo: il 22 giugno a Zero Branco (Treviso), il 24 luglio a L’Aquila, il 25 luglio a Marina di Pietrasanta, il 02 settembre a Carmagnola (Torino), il 14 settembre a Roma all’Auditorium Parco della Musica e il 19 settembre a Verona.

La tournée, partita a dicembre 2025, sta attraversando la Penisola, accompagnando il pubblico dentro una storia oscura e una verità scomoda. Al centro dello spettacolo, firmato allo stesso Trincia con Debora Campanella, la storia agghiacciante di Ezzeddine Sebai, serial killer tunisino che, nel 2006, confessa dal carcere ben 14 omicidi di donne anziane commessi nel sud Italia a metà anni ’90. Una rivelazione che mette in crisi decine di processi già conclusi e sentenze passate in giudicato: per alcuni di quei delitti, infatti, sono state condannate persone innocenti, che da anni si battono per dimostrare la propria estraneità ai fatti.

“Porterò a teatro un terribile caso di cronaca giudiziaria – spiega Trincia – una vicenda piena di errori investigativi che hanno avuto conseguenze pesantissime su intere famiglie già indebolite dalla povertà e dall’indigenza. L’idea è quella di trascinare il pubblico dentro alla storia, di fargli vivere un viaggio attraverso le ombre della malagiustizia italiana, per uscire dal teatro con la testa piena di domande e il cuore colmo di indignazione”.

Attraverso video, testimonianze originali, documenti processuali e immagini d’archivio, “L’Uomo Sbagliato” racconta una vicenda vera e disturbante, un’inchiesta giornalistica che diventa spettacolo dal vivo e si trasforma in un’esperienza immersiva, capace di scuotere coscienze e riportare sotto i riflettori una verità scomoda. Questo progetto rappresenta un punto di svolta nel modo di raccontare l’attualità e la cronaca: un modo nuovo, coraggioso e profondamente umano. “Era da tempo che sognavo di raccontare una storia nei teatri del nostro Paese – conclude Trincia – ora finalmente ho l’opportunità di farlo. Adoro il palco, l’attesa, l’energia, l’idea di stare in mezzo alle persone, sentirle respirare mentre ascoltano una storia che brucia. Il teatro segna per me l’inizio di un nuovo percorso professionale e di una nuova fase della mia vita”.

“L’Uomo sbagliato – Un’inchiesta dal vivo” è scritto da Debora Campanella e Pablo Trincia, con il contributo di Martina Cataldo. Prodotto e distribuito da: Gianluca Bonanno e Vincenzo Berti per Ventidieci e Stefano Francioni produzioni. Management: Isa Arrigoni.

Meloni: solidarietà a Schlein, dall’esponente della Lega parole inaccettabili

Roma, 22 mag. (askanews) – “Esprimo la mia solidarietà a Elly Schlein per il gravissimo commento con cui un’esponente locale della Lega a Lecco ha evocato la strage di Modena riferendosi al comizio a Lecco della segretaria Pd. Sono parole inaccettabili, che superano ogni limite e che non possono trovare alcuna giustificazione nel confronto politico”. Lo afferma in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“La Lega – aggiunge – ha fatto bene a intervenire immediatamente, sospendendo la responsabile dai suoi incarichi. È stata una decisione giusta, netta e senza ambiguità. La violenza, anche solo evocata, non può mai diventare linguaggio politico. Su questo non devono esistere esitazioni”.

Indignazione dunque a Lecco per un commento sui social della segretaria e consigliera comunale di Barzanò, la leghista Debora Piazza, che auspica per il comizio di Elly, Schlein a Lecco un “depresso che ci fa un favore”. Piazza è stata sospesa dal partito con effetto immediato, con Lega Lombarda e Lega lecchese che prendono le distanze in maniera “netta e inequivocabile” dalle “inaccettabili e assurde frasi”.

“Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione disoccupato che offende i cristiani che passa di lì e ci fa un favore”, ha scritto Piazza in un commento sotto la diretta Facebook del comizio di Schlein a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra, con un evidente riferimento ai fatti di Modena.

“Come Lega Lombarda e Lega lecchese prendiamo totalmente le distanze, in maniera netta e inequivocabile, dalle inaccettabili e assurde frasi scritte in un commento sui social da Debora Piazza, che abbiamo già provveduto immediatamente a sospendere da ogni nostra carica interna e per cui valutiamo ulteriori provvedimenti disciplinari, da assumere nelle sedi competenti. Naturalmente esprimiamo la nostra solidarietà a Elly Schlein per quanto accaduto”, hanno fatto sapere il segretario regionale della Lega Lombarda, Massimiliano Romeo, e il segretario provinciale leghista di Lecco, Daniele Butti.

Lecco, Pd: parole consigliera Lega vs Schlein inaccettabili, Meloni prenda distanze

Milano, 22 mag. (askanews) – “Le parole di Debora Piazza, consigliera comunale della Lega in provincia di Lecco, sono inaccettabili e inqualificabili nel loro significato letterale. Non c’entra nulla la polemica politica, men che meno il confronto tra forze in competizione elettorale. Non si tratta delle parole di una qualsiasi militante della Lega, ma di una persona che ricopre anche incarichi istituzionali”. Lo affermano in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo Pd alla Camera e al Senato, e Nicola Zingaretti, capo delegazione Pd al Parlamento europeo, commentando le frasi publicate sui social da Debora Piazza (“Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione disoccupato che offende i cristiani che passa di lì e ci fa un favore”, ha scritto nei commenti alla diretta Facebook del comizio di Schlein)

“Per questo – proseguono Braga, Boccia e Zingaretti – chiediamo a Giorgia Meloni di prendere immediatamente le distanze e al vicepremier Matteo Salvini di scusarsi con la Segretaria del Partito Democratico. Scuse che dovrebbero essere rivolte anche ai feriti di Modena, che non avrebbero mai dovuto essere trascinati in un simile sproloquio. Per noi il confronto politico – concludono – si fonda sempre sulla civiltà, sul rispetto delle istituzioni e dell’avversario politico”.

Lecco, Meloni: solidarietà a Schlein, da esponente Lega parole inaccettabili

Roma, 22 mag. (askanews) – “Esprimo la mia solidarietà a Elly Schlein per il gravissimo commento con cui un’esponente locale della Lega a Lecco ha evocato la strage di Modena riferendosi al comizio a Lecco della segretaria Pd. Sono parole inaccettabili, che superano ogni limite e che non possono trovare alcuna giustificazione nel confronto politico”. Lo afferma in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“La Lega – aggiunge – ha fatto bene a intervenire immediatamente, sospendendo la responsabile dai suoi incarichi. È stata una decisione giusta, netta e senza ambiguità. La violenza, anche solo evocata, non può mai diventare linguaggio politico. Su questo non devono esistere esitazioni”.

Ambiente, Meloni (Comset): bene premio Obiettivo Terra su biodiversità

Roma, 22 mag. (askanews) – “In occasione della Giornata Internazionale della biodiversità siamo molto contenti di sponsorizzare questo premio che valorizza i parchi nazionali e la natura. Come azienda abbiamo un imprinting molto importante sulla parte di sostenibilità, abbiamo un comitato di sostenibilità di cui fa parte anche l’ex ministro Pecoraro Scanio che è stato sponsor di questo evento. Valorizzare la natura, nel nostro caso un’isola di Burano che con i suoi pescatori vive in modo sostenibile, per noi era una cosa importante e abbiamo sponsorizzato questo evento per portare attenzione sull’importanza della biodiversità, molto spesso trascurata”. Lo ha detto Adriano Meloni, consigliere delegato Comset, a margine della cerimonia di premiazione della XVII edizione di Obiettivo Terra, a Roma, a Palazzo Valentini.

“Noi come azienda, con investimenti in sostenibilità come fotovoltaico, energia rinnovabile, materiali riciclati o bioplastiche – ha aggiunto – abbiamo i bilanci di sostenibilità e seguiamo tutta la parte ambientale, anche la parte sociale e della parte di governance. Siamo molto felici di fare parte di questa iniziativa”.

Ambiente, Priante (Enit): Obiettivo Terra, la bellezza della natura

Roma, 22 mag. (askanews) – “Queste non sono delle fotografie, sono delle opere d’arte, ma le fotografie esattamente come tutti i prodotti creativi vengono dal cuore, vengono dall’anima. Ciò che è importante in questo premio è questo spazio incredibilmente emozionale che si dà al modo in cui i singoli artisti vogliono trasmettere un messaggio, il messaggio, ad esempio, di preservare una certa fauna piuttosto che riconoscere l’assoluta originalità e autenticità di un particolare luogo”. Lo ha sottolineato Alessandra Priante, presidente di Enit Spa, a margine della cerimonia di premiazione della XVII edizione di Obiettivo Terra, a Roma, a Palazzo Valentini.

“Evidentemente – ha aggiunto – sono delle modalità che servono proprio in un momento in cui si parla tanto di Intelligenza artificiale e si parla di elaborazioni sintetiche, serve veramente la natura, serve mettere le mani su ciò che veramente ci dato la vita”.

Nato, Tajani: l’Europa deve chiudere la stagione dell’assistenzialismo Usa

Helsingborg (Svezia), 22 mag. (askanews) – L’Europa deve chiudere “la stagione dell’assistenzialismo” americano e diventare protagonista della propria sicurezza, restando alleata degli Stati uniti ma come pilastro forte della Nato. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine della riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza a Helsingborg, in Svezia.

“Credo che sia giusto anche concludere la stagione dell’assistenzialismo da parte americana nei confronti dell’Europa”, ha affermato Tajani.

Secondo il vicepremier, l’Europa deve dotarsi di una propria difesa e di una propria politica estera, in modo da assumere un ruolo pienamente attivo nella relazione transatlantica. “L’Europa deve essere, con una sua difesa e con una sua politica estera, protagonista, alleata degli americani, pilastro forte di un’alleanza strategica”, ha detto.

Tajani ha sottolineato che alla ministeriale è emersa la volontà di rafforzare le relazioni transatlantiche. Nel sentimento americano c’è “sempre stata” l’idea che gli europei debbano fare di più. “Se questo deve servire da stimolo, è giusto”, ha osservato il capo della diplomazia italiana. Il ministro ha ricordato che gli Stati uniti hanno deciso di inviare altri militari in Polonia e ha escluso che Washington non sia pronta a intervenire in caso di necessità. “Non credo affatto che gli americani non siano pronti a intervenire”, ha detto.

Allo stesso tempo, ha aggiunto, gli europei devono fare di più per la propria sicurezza. Per questo, ha spiegato Tajani, si è deciso di puntare al 5 per cento del Pil, con l’obiettivo di rafforzare il pilastro europeo della Nato.

“Noi siamo veramente impegnati in questo, nonostante i problemi che ci sono”, ha affermato il ministro. “Dobbiamo fare in modo di essere sempre più credibili, di essere parte protagonista di un’alleanza che è innanzitutto politica e poi è anche militare”.

Per Tajani, la Nato resta “il simbolo” e “la bandiera delle relazioni transatlantiche”, un ruolo che dovrà essere confermato anche al vertice di Ankara.

Biodiversità, Barbaro (Min. Ambiente): a giugno ddl su aree protette

Roma, 22 mag. (askanews) – “La biodiversità è un patrimonio ecologico fondamentale per la difesa dell’ambiente e questo passa attraverso le aree protette, che in Italia rappresentano circa il 23 % del territorio nazionale, con un sistema molto delicato, per alcuni versi complesso perché rappresentato da più soggetti giuridici. Stiamo mettendo a punto la riforma della legge 394 che governa la vita delle aree protette. Siamo in dirittura di arrivo e contiamo di presentare il disegno di legge governativo entro il mese di giugno”. Lo annuncia il sottosegretario di Stato del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro, intervenendo alla cerimonia di premiazione della XVII edizione di Obiettivo Terra, a Palazzo Valentini, a Roma.

Ambiente, Belluso: educare studenti a protezione aree protette

Roma, 22 mag. (askanews) – “Questo premio è fondamentale perché il tema della sostenibilità, della protezione dell’ambiente, delle aree marine protette, dei parchi, oramai è diventato una conditio sine qua non per un’educazione fondamentale per gli studenti, per la cittadinanza, per i bambini in particolare. L’inclusività di questi parchi e delle aree protette è fondamentale perché all’interno di questi santuari, di questi scrigni di biodiversità devono poter accedere tutti”. Così Rosella Belluso, segretario generale della Società Geografica Italiana, a margine della cerimonia di premiazione della XVII edizione di Obiettivo Terra, a Roma, a Palazzo Valentini.

“La società geografica – ha aggiunto – è un ente ambientalista riconosciuto ormai da tanti anni dal ministero che si batte continuamente su questi temi. Il concorso Obiettivo Terra che abbiamo fondato insieme alla Fondazione UniVerde – ha sottolineato – è un momento importantissimo dell’anno per sensibilizzare soprattutto i giovani alla protezione dell’ambiente e la fotografia rientra in quella che chiamiamo geografia visuale è fondamentale, perché tramite la fotografia si possono andare a riprendere situazioni di criticità o buone pratiche, e mostrarle”. In tal senso, “dalle cattive pratiche puoi andare a migliorare l’ambiente, dalle buone pratiche puoi dire ho lavorato bene, sono andato nella giusta direzione”.

Ambiente, Pecoraro: Obiettivo Terra per valorizzare aree protette

Roma, 22 mag. (askanews) – “La giornata mondiale della biodiversità è un’occasione per rilanciare l’amore verso le aree protette italiane, i parchi nazionali, le aree marine protette, le tante altre aree che riguardano anche Rete Natura 2000 e le migliaia e migliaia di foto che sono pervenute e che pervengono in questi anni per valorizzare la bellezza naturale sono uno strumento per ricordarci l’impegno verso il 2030 del 30% di aree terrestre, di aree marine, che noi dobbiamo proteggere”. Lo ha sottolineato Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione UniVerde, a margine della cerimonia di premiazione della XVII edizione di Obiettivo Terra.

“Questo è un grande valore – ha sottolineato – l’Italia è il paese europeo che ha il record della biodiversità naturale, lo dobbiamo alla nostra geografia. L’Italia è un paese di montagne, di mari, di laghi, di fiumi, quindi molto ricco di biodiversità, in cui la tutela della natura significa anche uno stimolo al turismo naturalistico che fa tanto bene, soprattutto alle aree interne e alle piccole aree che rischiano lo spopolamento e l’estinzione. Questi nostri piccoli centri – ha ribadito Pecoraro Scanio – possono essere valorizzati grazie anche alla ricchezza di questa biodiversità. Ringrazio tutti coloro che sostengono questo concorso che è arrivato alla 17esima edizione e anche questo è importante perché la durata è merito in un paese come il nostro, dove spesso le cose vengono annunciate e poi si fanno una volta e scompaiono”.

Il Papa: tecnologia sfrenata a scapito della dignità umana

Città del Vaticano, 22 mag. (askanews) – L’umanità si trova spesso “tristemente” di fronte ad una “promozione e implementazione sfrenata della tecnologia a scapito della dignità umana” che causa danni quando i chatbot e altre tecnologie sfruttano il nostro bisogno di relazioni umane”. Questa la denuncia giunta oggi da Papa Leone, alla vigilia della sua prima enciclica che tratterà proprio di questi temi, nel corso dell’udienza concessa stamane in Vaticano ai partecipanti al Convegno internazionale “Custodire voci e volti umani”. Convegno, promosso dal Dicastero per la Comunicazione, in collaborazione con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione, in occasione della 60.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Nel suo discorso il pontefice ha poi detto che “stiamo davvero vivendo un’eclissi del senso di ciò che significa essere umani”.

Compito della Chiesa, ha poi detto Papa Prevost è perseguire il desiderio cristiano “che tutti ‘siano salvati e giungano alla conoscenza della verità'” e che deve, quindi, “guidare non solo le nostre decisioni e azioni, ma anche l’uso e l’orientamento da dare ai media, alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale, al fine di garantire che questi strumenti siano posti al vero servizio dell’umanità”.

Tedros (Oms): l’epidemia di Ebola nella Rd Congo è molto preoccupante

Roma, 22 mag. (askanews) – La situazione dell’epidemia di Ebola nella Repubblica democratica del Congo “è molto preoccupante”. Lo ha detto oggi il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, precisando che “finora sono stati confermati 82 casi, con sette decessi accertati, ma appiamo che l’epidemia è molto più estesa”. Al momento, ha aggiunto, “ci sono quasi 750 casi sospetti e 177 decessi sospetti”. In Uganda “la situazione al momento è stabile”, ha proseguito Tedros in un aggiornamento pubblicato su X, “con due casi confermati e un decesso, e nessun nuovo caso o decesso segnalato”.

“Un cittadino americano che lavorava nella Repubblica democratica del Congo è risultato positivo al virus ed è stato trasferito in Germania per le cure. Siamo al corrente delle notizie su un altro cittadino americano, contatto ad alto rischio, che è stato trasferito nella Repubblica Ceca”, ha ricordato il direttore dell’Oms, sottolineando che “i numeri sono in continua evoluzione grazie al miglioramento delle attività di sorveglianza e dei test di laboratorio” anche se “la violenza e l’insicurezza ostacolano la risposta”. Nel frattempo, ha concluso, l’Oms ha dispiegato altro personale nella provincia orientale dell’Ituri, epicentro dell’epidemia nella Repubblica democratica del Congo, a sostegno delle comunità colpite.

Transizione energetica: Berchidda risalta a livello europeo

Pavia, 22 mag.. (askanews) – Si è svolta al Polo Tecnologico di Pavia, l’assemblea generale dei partner del progetto europeo Masterpiece finanziato nell’ambito del programma Horizon Europe dell’Unione Europea.

Il progetto è nato per sviluppare una piattaforma digitale modulare per la creazione e gestione di Comunità Energetiche Rinnovabili. Per l’Italia è stato selezionato il comune sardo di Berchidda, che negli ultimi anni ha partecipato a grandi programmi europei di ricerca.

Al suo fianco, in questo percorso, c’è R2M Solution, partner esperto nell’acquisizione di fondi europei e nella gestione di progetti di ricerca e innovazione per enti pubblici e aziende private. Ha parlato così Thomas Messervey, CEO e Founder di R2M Solution: “In questo progetto c’è Berchidda che può parlare con la Turchia, con la Francia, con la Spagna e con la Svezia per fare un exchange di consapevolezza, di come si fa. In Italia possiamo essere molto orgogliosi di questo, perché l’Italia ha un ruolo abbastanza importante per essere un leader nella comunità energetica”.

L’elemento peculiare che ha reso Berchidda così interessante sta nel fatto che, possedendo le reti elettriche, è diventato un laboratorio a cielo aperto dove poter testare nuove tecnologie e implementarle, al pari di altre più grandi municipalità europee. Ha parlato così Andrea Nieddu, Sindaco di Berchidda: “Il campo della sperimentazione e della ricerca nella dimensione europea dimostra una cittadinanza europea della comunità di Berchidda, con la partecipazione a numerosissime progettualità. Sono ben 7 i progetti avviati e in parte anche completati, di cui alcuni hanno rilasciato una ricaduta importante per il beneficio dei cittadini”.

Oltre a MASTERPIECE, che si concluderà a settembre, Berchidda è parte attiva in altri quattro progetti, di cui alcuni già conclusi e altri in corso, sempre in partnership con R2M Solution.

Una scultura che respira: a Peccioli Emiliano Ponzi e Dario Spinelli

Peccioli, 22 mag. (askanews) – Una scultura cinetica alta 10 metri che “respira” con il paesaggio, aprendosi e chiudendosi seguendo il ritmo del giorno: a Peccioli il museo a cielo aperto MACCA si arricchisce di una nuova opera di Emiliano Ponzi e Dario Spinelli, con la curatela di Cristiano Seganfreddo: “Breath”, un grande fiore che trasporta in tre dimensioni il lavoro visuale, noto a livello internazionale, di Ponzi. “Questa scultura – ha spiegato ad askanews – nasce con l’intento e con la conoscenza di un luogo come Peccioli, che è un posto incredibile dove terra e cielo sono un tutt’uno, dove il borgo è proprio installato nella natura. Quindi ‘Breath’ in qualche modo vuole essere un collegamento, un artefatto, un collegamento fatto dall’uomo per l’uomo ma anche per la natura”.

L’opera più che rappresentare la natura, vuole sincronizzarsi con essa, aggiungendo all’elemento plastico il senso del tempo, della luce e del paesaggio. “Si voleva rappresentare non un fiore – ha aggiunto l’artista – ma un’idea di fiore, quindi un’idea minimale con degli innesti concettuali che fossero anche ad esempio i petali che girano attorno a questa struttura centrale, al nucleo dell’opera, che proteggono in qualche modo come mossi dal vento invece il core centrale”.

Il lavoro è frutto anche di tecnologia, di traslazione del linguaggio dell’illustrazione in una struttura reale, in uno spazio vivo, innestato nel panorama – naturale e culturale – di Peccioli, luogo simbolo dell’arte contemporanea in Italia. “Siamo partiti dal concetto ha aggiunto Dario Spinelli, artista e designer esperienziale – lavorando direttamente in 3D e ragionando in tre dimensioni su quello che poteva essere strutturalmente sostenibile e poi siamo andati a rifinire con quella che è la parte più estetica e la cifra stilistica di Emiliano. Per me ha rappresentato un’occasione bellissima per avere soprattutto un’opera che è permanente, che rimane”.

E quello che rimane è, oltre alle nuove potenzialità del lavoro di Ponzi, è anche un’idea di luogo e di spazio e di respiro dentro di esso. “Questa è un’opera site specific – ha concluso Emiliano – pensata per una collina per essere una grande struttura fitomorfica che rappresenta quello che c’è già ma lo rende solo più visibile”.

Ispirato a un verso di Emily Dickinson, “Breath” in fondo è una forma di poesia, un invito a fermarsi e a osservare. Il paesaggio, certo, ma anche noi stessi. (Leonardo Merlini)

Flotilla, Schlein a Meloni: non bastano comunicati, tolga il veto pro-Israele in Ue

Roma, 22 mag. (askanews) – Di fronte al trattamento riservato da Israele agli attivisti della Flotilla “non bastano i comunicati, servono fatti concreti. Il governo tolga il veto che impedisce all’Ue di sospendere l’accordo Ue-Israele”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando al Festival dell’economia. “Siamo tutti sconvolti da immagini di inaudita violenza”, ha aggiunto. “Il ministro Tajani – ha sottolineato la Schlein – ieri ha detto che servono sanzioni per Ben Gvir… Ma lui non è l’eccezione del governo israeliano, purtroppo è la regola”.

La Flotilla denuncia almeno 15 casi di violenza sessuale

Roma, 22 mag. (askanews) – La Global Sumud Flotilla ha denunciato oggi “almeno 15 casi di violenza sessuale, inclusi stupri”, tra gli oltre 400 attivisti trattenuti dalle forze israeliane, oltre a persone “colpite da proiettili di gomma a distanza ravvicinata” e a “decine di casi di persone con ossa rotte”.

“Mentre l’attenzione del mondo è puntata sulla sofferenza dei nostri partecipanti, non possiamo sottolineare abbastanza che questo è solo un piccolo esempio della brutalità che Israele infligge quotidianamente agli ostaggi palestinesi”, ha scritto la Flotilla sui propri account social, invitando a rafforzare “le pressioni necessarie a porre fine a questa violenza coloniale” perchè “le dichiarazioni di condanna non bastano”.

Calcio, Premier League: Guardiola lascia il Manchester City

Roma, 22 mag. (askanews) – Finisce un’epoca al Manchester City. Il club inglese conferma che Pep Guardiola lascerà la panchina al termine della stagione 2025/26, chiudendo con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza del contratto fissata al 2027. Si conclude così una delle avventure più vincenti e influenti della storia recente del calcio europeo.

Arrivato all’Etihad Stadium nell’estate del 2016, Guardiola trasforma il Manchester City in una macchina quasi perfetta, capace di dominare in Inghilterra e imporsi anche sul palcoscenico continentale. In dieci stagioni conquista 20 trofei, tra cui sei Premier League, la storica stagione dei “Centurions” da 100 punti, un quadruple domestico e soprattutto il Treble del 2022/23 con Champions League, Premier e FA Cup. Sotto la sua guida il City diventa inoltre la prima squadra inglese a vincere quattro titoli consecutivi.

L’eredità del tecnico catalano va oltre i numeri. Il suo calcio di possesso, l’utilizzo rivoluzionario dei terzini invertiti, dei portieri costruttori e dei falsi nove cambia profondamente il modo di interpretare il gioco in Premier League e in Europa. Un’identità tecnica e culturale che il club considera ormai parte integrante del proprio futuro.

Nel lungo messaggio d’addio diffuso dal club, Guardiola sceglie toni personali ed emotivi. “Non chiedetemi perché vado via. Non c’è una ragione precisa, ma dentro di me sento che è il momento giusto. Nulla è eterno”, spiega il tecnico, ricordando il legame costruito con la città di Manchester, con i tifosi e con il club.

Guardiola cita momenti simbolici vissuti durante il suo decennio inglese: dalle trasferte difficili alle notti europee, fino alla reazione della città dopo l’attentato alla Manchester Arena. “Questa città mi ha insegnato il valore del lavoro, della comunità e dell’unione”, racconta il tecnico, ricordando anche il sostegno ricevuto durante la pandemia e dopo la scomparsa della madre.

Nel finale del messaggio, spazio anche a un riferimento musicale e identitario: “Oasis are back again”, dice Guardiola rivolgendosi ai tifosi, ricordando il primo incontro con Noel Gallagher al suo arrivo in città. “Pensai subito: sarà divertente. E lo è stato davvero”.

L’ultima partita casalinga dell’era Guardiola sarà contro l’Aston Villa, appuntamento destinato a trasformarsi in una lunga celebrazione per uno degli allenatori più influenti della storia moderna del calcio.

Flotilla, Schlein a Meloni: non bastano comunicati, tolga veto pro Israele in Ue

Roma, 22 mag. (askanews) – Di fronte al trattamento riservato da Israele agli attivisti della Flotilla “non bastano i comunicati, servono fatti concreti. Il governo tolga il veto che impedisce all’Ue di sospendere l’accordo Ue-Israele”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando al Festival dell’economia. “Siamo tutti sconvolti da immagini di inaudita violenza”, ha aggiunto.

“Il ministro Tajani – ha sottolineato la Schlein – ieri ha detto che servono sanzioni per Ben Gvir… Ma lui non è l’eccezione del governo israeliano, purtroppo è la regola”.

Ambiente, Schlein: c’è troppo cemento, serve legge che contrasti consumo suolo

Roma, 22 mag. (askanews) – “Bisogna fare una bella legge che contrasti il consumo di suolo, in questo paese abbiamo cementificato troppo”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando al Festival dell’economia. “Questo paese spende sul dissesto idrogeologico quattro volte quello che non ha speso per la prevenzione. E’ il momento di dire basta”.

Ha aggiunto la Schlein: “La politica in modo trasversale si assuma la responsabilità di dire che un piano di prevenzione del dissesto è una priorità. Vuol dire anche risparmiare. Questo è un impegno che ci sentiamo di prendere, prevenire è meglio che curare. Vuol dire anche dare lavoro”.

Ue, Schlein: Meloni deve capire che bisogna superare l’unanimità

Roma, 22 mag. (askanews) – “Il governo Meloni si deve rendere conto che l’unione fa la forza, invece stanno contrastando il superamento dei veti. Io penso che superare l’unanimità è fondamentale in Europa perché altrimenti rimaniamo indietro”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando al Festival dell’economia.

“Se non si possono cambiare i trattati – ha aggiunto – almeno si vada avanti con le cooperazioni rafforzate con i paesi che sono già pronti a partire. E accanto a questo: difesa comune, a cui il governo si dichiara contrario. E anche investimenti comuni europei. Questa è la strada”.

Lagarde: prezzi energia probabilmente più alti anche dopo fine crisi Iran

Roma, 22 mag. (askanews) – Quando la crisi del Golfo Persico sarà finita i prezzi dell’energia risulteranno probabilmente più alti rispetto a quelli precedenti a questa vicenda. E tra i fattori chiave maggiormente sotto i riflettori della Banca centrale europea, per valutare l’impatto dello shock energetico sull’inflazione, sono “gli effetti di secondo livello” e le generali aspettative di inflazione del pubblico. Lo ha spiegato la presidente, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo informale a Cipro.

“Come abbiamo detto ripetutamente, l’impatto dipenderà dalla durata (delo shock) e stiamo attenti a effetti diretti e indiretti e di secondo livello”, ha proseguito.

“Ma anche se la crisi dovesse risolversi adesso – ha aggiunto – ci saranno effetti di trascinamento che continueranno semplicemente per la necessità di ripristinare la situazione ex ante. Ed è probabile che i livelli dei prezzi saranno più alti quando vedremo la fine di questa crisi”.

“La nostra ammissione, il nostro compito è assicurare che abbiamo stabilità dei prezzi al 2%. Ma staremo molto attenti a tutti possibili indicatori per far combaciare due cose: effetti secondari e le aspettative di inflazione. Sono i due fattori chiave – ha detto – non sono gli unici che osserviamo ma due a cui stiamo particolarmente attenti”. (fonte immagine: European Union).

Quando Petrini diceva: politica non metta contadini contro ambientalisti

Milano, 22 maggio. (askanews) – “Occorre il superamento di questa visione che mette il cambio climatico del New green deal in seconda istanza quasi che fosse contro le istanze dei contadini. Questo non è vero”. Era il 2024 e Carlo Petrini rileggeva così, con una nota di amarezza, le proteste che avevano portato in piazza gli agricoltori di tutta Europa quell’anno. “Purtroppo la scelta di scendere in piazza – ha detto – è stata interpretata dalla politica in maniera sbagliata. Mentre i contadini rivendicano il diritto di fare i propri prezzi, la politica ha pensato che il vulnus, la situazione che andava cambiata fosse la politica ambientale. E quindi questo ha ottenuto il risultato di mettere i contadini contro gli ambientalisti, in un momento in cui la situazione delle scelte ambientali è di primaria importanza” ha avvertito.

“Occorre superare questa situazione e andare alla radice del problema – ha analizzato – abbiamo una distribuzione praticamente concentrata nelle mani di pochi. Oggi è la grande distribuzione, non tutta fortunatamente, un domani sarà anche la distribuzione online. Ebbene, i benefici di queste distribuzioni si chiudono nelle mani di pochi e la moltitudine dei produttori non ha neanche la dignità di fare i prezzi. Questa è una delle grandi battaglie che abbiamo davanti”.

Energia, Dombroskis: "Giorgetti chiede flessibilità, valutiamo le opzioni"

Roma, 22 mag. (askanews) – All’Eurogruppo informale a Cipro il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti “ha sollevato la questione della flessibilità” di bilancio per rispondere ai rincari dell’energia “anche in un contesto della lettera ricevuta dalla commissione dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Attualmente stiamo guardando alle opzioni di policy, anche quelle di bilancio, per intervenire al meglio sulla crisi usando l’esistente flessibilità nel nostro quadro di regole”. Lo ha ribadito il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis, rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

“Ma dobbiamo anche ricordare che quando disegniamo questa risposta, (dobbiamo attenerci ai) principi che ho già citato, ossia che le misure devono essere temporanee e mirate e che bisogna preservare la sostenibilità di bilancio”, ha aggiunto.

“L’Italia – ha notato Dombrovskis – è il paese che chiede in maniera più consistente flessibilità supplementare”. Più in generale “sembra esserci un consenso tra i Paesi su una risposta mirata, che non faccia aumentare la richiesta di carburanti fossili e tenendo conto gli spazi di bilancio limitati”, ha concluso. (fonte immagine: European Union).

Lagarde: shock energia rilevante, ma non dà indicazioni su tassi giugno

Roma, 22 mag. (askanews) – All’Eurogruppo di oggi a Cipro “ho espresso ai ministri delle Finanze il nostro risoluto impegno alla stabilità dei prezzi in un quadro di accresciuta incertezza per lo shock dell’energia, che è certamente molto rilevante e con effetti diretti e indiretti sulla nostra economia. Ho fornito un aggiornamento ai ministri così, come sulle decisioni monetarie prese ad aprile”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo informale.

“Mentre la crisi dei prezzi dell’energia spinge al rialzo l’inflazione, le aspettative di lungo termine dell’inflazione restano saldamente ancorate, quelle di lungo termine”, ha ripetuto. Secondo Lagarde “le implicazioni per le prospettive di medio termine dipenderanno da durata e intensità dello shock energetico e dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo livello, a cui siamo particolarmente attenti”.

“A fine aprile abbiamo deciso di lasciare i tassi fermi e siamo impegnati a fissare la politica monetaria per assicurare che l’inflazione si stabilizzi al 2% nel medio termine. E per coloro di voi che vorrebbero indicazioni su quello che faremo a giugno, mi dispiace dire che non avrete granché da me – ha aggiunto – perché continueremo a seguire un approccio basato sui dati, in cui le decisioni vengono prese volta per volta” dal Consiglio direttivo.

Rubio: Trump deluso dall’Europa ma la ridislocazione delle forze Usa non è punitiva

Helsingborg (Svezia, 22 mag. (askanews) – La revisione della presenza militare statunitense in Europa “non è una misura punitiva”, ma fa parte di una valutazione continua degli impegni globali degli Stati uniti. Lo ha affermato il segretario di Stato Usa Marco Rubio, arrivando alla riunione dei ministri degli Esteri Nato a Helsingborg, in Svezia, in dichiarazioni congiunte con il segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte.

Rubio ha riconosciuto che la delusione del presidente Usa Donald Trump per la risposta di alcuni alleati Nato alle operazioni americane in Medio Oriente è “ben documentata” e dovrà essere affrontata. “Questo dovrà essere discusso. Non sarà risolto o affrontato oggi. E’ qualcosa di cui dovranno parlare i leader”, ha affermato il capo della diplomazia americana.

Il segretario di Stato ha però sottolineato che, nel frattempo, la cooperazione all’interno dell’Alleanza prosegue in altri ambiti. Rubio ha richiamato anche l’annuncio fatto da Trump sulla Polonia e sui dispiegamenti militari.

“Gli Stati uniti continuano ad avere impegni globali che devono rispettare in termini di dispiegamento delle forze, e questo ci obbliga costantemente a riesaminare dove collochiamo le truppe”, ha detto il capo della diplomazia americana. “Questa non è una cosa punitiva”, ha precisato.

Il segretario di Stato ha aggiunto che si tratta di un processo già in corso prima delle recenti tensioni e dei rapporti sulle possibili riduzioni della presenza Usa in Europa.

Secondo Rubio, il riesame continuerà e potrà portare a decisioni prese “in modo molto positivo e produttivo” in collaborazione con gli alleati. In ogni alleanza, ha osservato, vi sono questioni da discutere e responsabilità da riequilibrare, ma la cooperazione tra Stati uniti e partner Nato resta aperta su diversi dossier.

Tajani: favorevole alla piena adesione dell’Ucraina alla Ue

Helsingborg (Svezia), 22 mag. (askanews) – L’Italia è favorevole alla “piena adesione” dell’Ucraina all’Unione europea, ma Kiev deve rispettare tempi e regole del percorso di ingresso. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, arrivando alla riunione dei ministri degli Esteri Nato a Helsingborg, in Svezia, rispondendo a una domanda sulla proposta tedesca di adesione differenziata per l’Ucraina.

“Noi siamo favorevoli alla piena adesione dell’Ucraina, servono i tempi, bisogna rispettare determinate regole”, ha affermato Tajani.

Il ministro ha sottolineato che l’Italia è pronta a offrire un contributo concreto, in particolare sul fronte della lotta alla corruzione, uno dei dossier centrali nel percorso europeo di Kiev.

“Noi siamo pronti a fare la nostra parte, l’ho anche detto per quanto riguarda la corruzione a (Volodymyr) Zelensky”, ha spiegato Tajani.

Il vicepremier ha indicato la Guardia di Finanza come possibile strumento di supporto all’Ucraina. “Siamo pronti anche a utilizzare la Guardia di Finanza, che ha una grande esperienza in questo settore”, ha detto.

Tajani ha aggiunto che sono già in corso contatti tra l’Ucraina, il ministero dell’Economia e delle Finanze e la Guardia di Finanza “per vedere come possiamo favorire la lotta alla corruzione e quindi aiutare l’Ucraina a rispettare tutte le regole per l’adesione all’Unione europea”.

Il ministro ha definito questa disponibilità “un contributo fattivo, non dichiarazioni”, per accompagnare Kiev nel percorso di avvicinamento all’Ue.

“Ne ho parlato a lungo con Zelensky durante l’ultima missione a Kiev, lui era molto contento di questo”, ha concluso Tajani.

Flotilla, il Servizio penitenziario israeliano: agito secondo procedure

Roma, 22 mag. (askanews) – Il Servizio penitenziario israeliano ha dichiarato che il proprio personale ha agito “secondo le procedure” con gli attivisti della Global Sumud Flotilla. Lo riporta Haaretz. Il video diffuso mercoledì scorso dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, in cui si vedono gli attivisti della Flotilla con le mani legate, in ginocchio, faccia a terra, scherniti dall’esponente dell’estrema destra israeliana, ha suscitato un’ampia condanna internazionale, tanto che lo stesso premier Benjamin Netanyahu che ha preso le distanze. Ma il Servizio penitenziario israeliano ha difeso il proprio operato: “Al momento dell’arrivo dei detenuti, le guardie carcerarie erano tenute ad agire per mantenere l’ordine e la sicurezza del sito. Tutte le azioni sono state eseguite nel rispetto delle procedure e delle considerazioni professionali”.