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Riecco i Cesaroni, Amendola: ritorno in famiglia dedicato a Fassari

Roma, 10 apr. (askanews) – Fan arrivati anche da fuori Roma per celebrare i Cesaroni, una delle famiglie tv più amate, che a 20 anni dalla prima serie torna in tv, dal 13 aprile in prima serata su Canale 5, con “I Cesaroni – il Ritorno”.

Al Teatro Palladium, alla Garbatella, quartiere romano dove è ambientata la serie, a due passi dalla Bottiglieria dei Cesaroni, tanti sono arrivati per vedere una piccola anteprima della settima stagione e incontrare i protagonisti. Da Claudio Amendola, Giulio Cesaroni, questa volta anche regista, ai suoi figli televisivi Matteo Branciamore, Niccolò Centioni, Federico Russo; e ancora Elda Alvigini e Ludovico Fremont, da sempre legati alla famiglia, Maurizio Mattioli; accanto alle new entry come Marta Filippi e il piccolo Pietro Serpi, compagna e figlio di Branciamore nella serie, Valentina Bivona, Lucia Ocone, Ricky Memphis.

Un ritorno emozionante e in famiglia per Claudio Amendola, secondo cui questa serie si è aggiornata ma è rimasta se stessa, continuando a trattare, ha detto, “argomenti anche scomodi ma sempre con leggerezza e comicità”.

“È un po’ ritornare indietro ma con la consapevolezza di aver fatto qualcosa, non voglio dire di moderno, però di oggi, al passo coi tempi, i Cesaroni sono rimasti loro stessi in una società che è un po’ cambiata, in una Roma che è un po’ cambiata, con una tecnologia che ha invaso le nostre case e quindi il monologo iniziale di Mimmo in voice off oggi è un video che Adriano, il piccolo nipote, fa a tutta la famiglia, ci siamo adeguati ai tempi, però diciamo che comunque in casa Cesaroni si parla ancora Cesaroni…”.

Maurizio Mattioli: “Questo ritorno è un premio per la gente che ci ha creduto, tutti ci chiedevano quanto tornate…., ma questi Cesaroni che fanno? Quindi è un regalo per la gente e spero che apprezzino, deve piacere a loro”.

Una serie anche nel ricordo di Antonello Fassari, storico volto, scomparso un anno fa proprio mentre si preparava il ritorno, ricordato con commozione da tutto il cast.

“È tutto dedicato a lui, anche qualcosa dentro la serie” ha detto Amendola. “Però Antonello c’è, c’è sia nella Fiction che c’è stato pure nella realtà, perché io lo so che c’era, tre o quattro volte stava… Mannaggia a me, mannaggia! Non mi fate piangere oggi che devo ridere. Ha pianto mezza Roma e Italia per Antonello” ha aggiunto.

Tra problemi economici per la Bottiglieria, nuove generazioni Cesaroni, questioni di cuore e famiglia allargata, c’è anche la storia di un ragazzo neuro divergente a cui Mimmo farà l’insegnante di sostegno. Tra le guest star di questa stagione anche Paolo Bonolis e Fabio Rovazzi, ma Claudio Amendola già pensa alla stagione 8:

“Stiamo scrivendo, poi martedì mattina (dopo la prima serata) ci diranno se sì o no” ha concluso.

Arte, il MArRC si propone come hub culturale del Mediterraneo

Roma, 10 apr. (askanews) – Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ha presentato il proprio Piano Strategico 2026-2028, uno strumento organico che definisce la visione, le priorità e le azioni del Museo nel medio periodo, con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento nel sistema museale nazionale e internazionale.

Il Piano, frutto di un percorso partecipato e condiviso, propone un approccio integrato di indirizzo e coordinamento delle politiche culturali, organizzative e gestionali del MArRC nel prossimo triennio. Un’iniziativa che permette al Museo – custode di un patrimonio unico al mondo, a partire dai Bronzi di Riace – di affermare il proprio ruolo di punto di riferimento internazionale per la storia e la civiltà della Magna Grecia. Il Piano punta a valorizzare questa identità, rendendola sempre più riconoscibile a livello nazionale e internazionale, attraverso mostre, ricerche scientifiche, collaborazioni e progetti europei.

Nato in una fase cruciale della vita dell’Istituzione museale – a circa due anni dall’insediamento del direttore Fabrizio Sudano – il Piano Strategico risponde all’esigenza di dotare il Museo di una programmazione strutturata, capace di orientare in modo coerente e sistemico le scelte strategiche, evitando frammentazioni e discontinuità. Il documento integra le diverse progettualità in corso all’interno di una visione unitaria, ponendo le basi per uno sviluppo sostenibile, inclusivo e orientato all’innovazione.

“Il Piano Strategico 2026-2028 rappresenta per il Museo uno strumento fondamentale per programmare il futuro con consapevolezza e coerenza”, ha dichiarato Fabrizio Sudano. “Nasce dall’esigenza condivisa di superare interventi frammentari e costruire una visione unitaria, capace di integrare le diverse progettualità e valorizzare appieno il potenziale del MArRC. Si tratta di un percorso che mette al centro le persone, rafforzando l’identità del Museo e la sua capacità di dialogare con il territorio, con i pubblici e con le istituzioni, in una prospettiva sempre più aperta e plurale. Vogliamo rafforzare il ruolo del Museo come luogo di ricerca, dialogo e sviluppo, aperto alla comunità e proiettato in una dimensione nazionale e internazionale, in grado di affrontare con strumenti adeguati le sfide della digitalizzazione, dell’accessibilità e della sostenibilità”.

Tra gli obiettivi principali del Piano, il consolidamento del ruolo del Museo come punto di riferimento per la storia e l’archeologia della Magna Grecia, il rafforzamento del legame con il territorio e con i diversi pubblici, lo sviluppo di un’offerta culturale innovativa e accessibile e il potenziamento della capacità di attrarre risorse economiche e progettuali. Particolare attenzione è rivolta al miglioramento della qualità complessiva dell’esperienza museale, attraverso interventi coordinati su accessibilità fisica, cognitiva e digitale, sulla cura degli spazi e sulla programmazione culturale. In questa prospettiva, la tutela, la conservazione e la digitalizzazione delle collezioni rappresentano un presupposto strategico per una valorizzazione duratura del patrimonio.

Un percorso corale e fortemente condiviso ha visto impegnato un team di lavoro di alto profilo, guidato dal direttore Fabrizio Sudano, protagonista in prima persona delle fasi di analisi, ascolto e elaborazione strategica e arricchito dalla prefazione del Professore Massimo Osanna, direttore Generale Musei del Ministero della Cultura. Il progetto ha coinvolto attivamente il personale del Museo, parte integrante di tutte le fasi di costruzione del Piano, ed è stato realizzato grazie al supporto operativo e progettuale di CoopCulture. Fondamentale il contributo della consulenza scientifica e metodologica del Professore Ludovico Solima dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, così come la progettazione grafica di Sintesi Studio e il coordinamento dell’Ufficio Stampa di Comin&Partners.

Secondo i principi metodologici delineati nella premessa del Prof. Solima, il Piano prevede un approccio dinamico e partecipativo, con obiettivi integrati che mirano a rafforzare il posizionamento del Museo come hub culturale del Mediterraneo, promuovere l’accessibilità e l’inclusività, consolidare i legami con il territorio e i pubblici locali, sviluppare offerte culturali innovative e attrarre risorse economiche e progettuali.

Zucchero festeggia 25 anni di “Baila”: “È meglio non dire addio”

Milano, 10 apr. (askanews) – È una canzone travolgente che ha fatto storia, Zucchero “Sugar” Fornaciari celebra i 25 anni della sua hit Baila con una versione rimasterizzata, disponibile in italiano, inglese e spagnolo.

“Beh, molto importante ovviamente, è arrivata in un momento che nessuno si aspettava”.

Dopo un lunga gestazione Baila si è trasformata in un inno di gioia e di divertimento.

“Per due o tre anni è rimasta lì, perché non riuscivo a svilupparla, a fare la strofa, il ponte, a pensare come farla nel mio stile, perché non c’era ritmo, poi come succede spesso a me, dopo due o tre anni l’ho ritirata fuori, l’ho sentita ed è venuto improvvisamente la strofa, il ponte e tutto, e il mondo che volevo fare”.

Zucchero festeggia la sua hit ma ha scelto invece di celebrare in sordina i suoi 70 anni.

“Io non sono un bravo comunicatore, lo dico, sono un po’ all’antica, mi dispiace, ma è così e di conseguenza non mi piace approfittare dei momenti. I compleanni nella nostra famiglia di origine emiliana della Bassa non sono mai stati così importanti, né gli onomastici, né i santi, che Dio non me ne voglia, né i compleanni, sai, i festeggiamenti. Quindi non ho mai dato molta importanza a queste cose, sono un orso e vado avanti così”.

È uno dei più grandi performer italiani, amato in tutto il mondo, negli ultimi 5 anni ha fatto 224 concerti, in 157 città di 79 nazioni in 4 continenti. Ora dopo il grande tour europeo a luglio sarà la volta degli stadi con 6 appuntamenti del “Baila (sexy thing) 25th – Under the Moonlight”. Nulla sembra poterlo fermare.

“La stanchezza c’è ovviamente, ma passa, finora ha funzionato: passa nel momento che metto piede sul palco. Ti arriva una botta di adrenalina da parte del pubblico, di energia che ti ricarica subito, e dopo potrei andare avanti anche tutta la notte, è un fatto, non c’è allenamento, non ho mai fatto cose come allenarmi, fare gargarismi, i vocalizzi eccetera, vado, è quel che succede, succede”.

Di appendere il microfono al chiodo non ne vuole sentire parlare, a differenza di altri artisti non pensa a un tour conclusivo.

“È meglio non dire addio, quando veramente non ce la fai più, è meglio smettere, sparire, evaporare, non c’è bisogno, secondo me, di anticipare o fare o dire. Decidi e basta, per me sarà difficile, è una decisione dura, non credo che sia facile perché è la mia vita”.

Con la sua voce unica e inconfondibile, un repertorio senza tempo è capace davvero di trascinare il pubblico.

“Finché ti emozioni ancora facendo il tuo mestiere, credo che quello sia il segnalibro, per decidere se andare avanti o fermarsi”.

Queste le date del tour “Baila 25th – Under the Moonlight” (prodotte da Friends & Partners): il 15 maggio al PalaUnical di Mantova la data zero sold out che anticipa il tour internazionale, poi:

4 luglio al Bluenergy Stadium – Stadio Friuli di Udine

6 luglio allo Stadio Dall’Ara di Bologna

8 luglio allo Stadio Adriatico di Pescara

11 luglio all’Arena Santa Giuliana (Umbria Jazz) di Perugia

14 luglio allo Stadio Franco Scoglio di Messina

16 luglio alle Mura Storiche (Lucca Summer Festival) di Lucca

Il retroscena, tra Trump e Netanyahu una telefonata "tesa" prima dell’annuncio di colloqui con Libano

Roma, 10 apr. (askanews) – Secondo fonti statunitensi e israeliane a conoscenza della conversazione, la telefonata di giovedì tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, avvenuta poco prima che Israele annunciasse l’intenzione di avviare colloqui diretti con il Libano per il cessate-il-fuoco, sarebbe stata molto “tesa”.

Secondo la fonte israeliana citata dalla CNN, Netanyahu avrebbe compreso che, se non avesse chiesto l’avvio di colloqui diretti con il Libano, Trump avrebbe potuto semplicemente dichiarare un cessate-il-fuoco.

Secondo la ricostruzione fatta, il contatto telefonico di giovedì rappresenterebbe il terzo colloquio tra i due leader mondiali nell’arco dell’ultima settimana; lasso di tempo in cui il Libano è divenuto un tema centrale nelle dinamiche del conflitto mediorientale. A tal proposito, martedì Trump e Netanyahu avrebbero avuto un confronto prima che il presidente americano annunciasse la tregua di due settimane con l’Iran, con il primo ministro israeliano che avrebbe fatto pressioni su Trump per mantenere il Libano separato dal quadro del cessate-il-fuoco.

I due si sarebbero poi sentiti nuovamente il giorno successivo, con Trump che avrebbe chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi contro Hezbollah in Libano, dopo che le offensive israeliane avevano causato 303 morti nella giornata di mercoledì, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese.

In risposta alla ricostruzione fatta dalla CNN, l’ufficio di Netanyahu ha definito la descrizione della telefonata “tesa” con Trump una “fake news”, affermando che si è trattato di una conversazione “amichevole”: “I due leader stanno lavorando in pieno coordinamento e con rispetto reciproco”, ha dichiarato l’ufficio.

Scoppia il caso Vespa, Pd: inaccettabili i toni con Provenzano. Il conduttore replica: da lui grave offesa

Roma, 10 apr. (askanews) – Scoppia il caso Vespa. E’ mattina quando il Pd decide di andare all’attacco dopo lo scontro Tv, ieri a Porta a Porta, tra il conduttore con il responsabile esteri del Pd Peppe Provenzano. “Toni inaccettabili”, segnalano i dem che chiedono ai vertici dell’azienda di prendere le “distanze”. Cui segue, qualche ora dopo, la replica piccata di Bruno Vespa: “da Provenzano la più grave offesa, io sempre corretto”. Nel frattempo si scatenano le ‘tifoserie’ politiche con Giovanni Donzelli in prima fila, cui si aggiungono i commenti del sindacato interno: Usigrai vs Unirai (quest’ultimo nato a un anno dall’insediamento del governo Meloni).

Tornando al salotto di Vespa, le tensioni sono esplose dopo un botta e risposta tra Provenzano e il capogruppo Fdi Lucio Malan. L’uno interrompe l’altro per ‘correggerlo’ e gli rivolge domande. Il conduttore lo stoppa: “scusi Provenzano, lasci parlare”. Quando il dem risponde abozzando un tono scherzoso: “stavamo interloquendo, siamo in uno studio democratico…”, Vespa gli chiede se desideri stare al posto suo e aggiunge: “io mi siedo di là…”. Ma quando Provenzano lo incalza dicendo: “forse dovrebbe sedersi lei dall’altra parte”, indicando il lato destro dello studio, Vespa sbotta, gli punta il dito contro e si fa scuro in volto: “questo non glielo consento. Stia zitto”, intima.

Alla presa di posizione dei componenti dem della commissione di Vigilanza e di Guido Ruotolo che definisce “gravissimo” l’episodio che “racconta lo stato disastroso in cui versa il servizio pubblico” con Porta a Porta che “non può trasformarsi in una quarta camera”, segue la reazione, altrettanto veemente, del responsabile organizzazione Fdi Donzelli che accusa il Pd di voler “epurare” Vespa: dopo la vittoria del referendum sulla giustizia, attacca, “si sentono già in diritto di fare liste di proscrizione in Rai”. Inizia la batteria di comunicati da fronti contrapposti come contrapposta è la solidarietà espressa chi al deputato e chi al conduttore (“da Vespa vergogna assoluta”, “da Pd solita intolleranza”, “Provenzano si scusi”, “episodio incredibile”, “assicurare imparzialità”).

L’Usigrai si schiera contro i vertici dell’azienda che “garantiscono uno status di intoccabile” al conduttore tra “gaffe sui social, arringhe a difesa del governo sul caso Almasri, insulti agli attivisti della Global Sumud Flottilla”. “Sta facendo il giro di web e social – scrive il sindacato interno – lo scatto d’ira di Bruno Vespa che si avvicina minaccioso all’onorevole Provenzano, ‘colpevole’ di una battuta sulla sua faziosità che, evidentemente, vista la reazione, deve aver colpito nel segno”. Unirai difende il conduttore contro il parlamentare che “ha messo in discussione una firma storica della Rai”.

Bucchi (Lincei): La scienza cambia, più comunicazione dalle università

Pavia, 10 apr. (askanews) – “Oggi nella comunicazione della scienza noi stiamo vivendo una grande rivoluzione, perché la comunicazione della scienza si sta spostando sempre di più dai media e dal giornalismo nelle università e nelle istituzioni di ricerca che usano i social e altri mezzi per divulgare le proprie ricerche e le proprie attività. Per questo motivo c’è molto bisogno di riflettere sulla comunicazione della scienza all’interno delle università e nel rapporto ovviamente tra università e società come si fa in questo festival a Pavia”. Lo ha sottolineato Massimiano Bucchi, accademico dei Lincei, sociologo e scrittore, professore di Scienza, Tecnologia e Società all’Università di Trento, a margine di un panel alla prima edizione della Pavia Innovation Week.

“Il Festival Pavia Innovation Week è un’occasione molto importante perché mette assieme scienziati, comunicatori, persone che si occupano in prima linea di ricerca con il pubblico. Questo è un elemento che oggi viene sempre più richiesto ed è sempre più importante per le persone che fanno ricerca e per le istituzioni di ricerca restituire alla società quello che viene fatto in questi settori”, ha concluso Bucchi.

Tennis, Sinner: "Ho fatto un passo in avanti, ho recuperato energie"

Roma, 10 apr. (askanews) – “Ho fatto un passo in avanti, è stata una partita dura. Dovevo migliorare, sono contento perché ero stanco e ho recuperato dalla partita di ieri”. Così Jannik Sinner dopo la vittoria sul canadese canadese Auger-Aliassime che gli vale la semifinale di Montecarlo dove affronterà il tedesco Zverev. “Sono felice di essere tornato in semifinale in questo torneo – continua – Cerco sempre di rischiare nei colpi, preferisco fare così. Ho provato a migliorare alcuni colpi come lo smash, che è stato decisivo nel 2° set. E’ stata un’ottima partita, intensa. Sono stato lì mentalmente, ho risposto bene e ora testa alla semifinale. Dovrò recuperare e vediamo come andrà”.

Mattarella a Praga acclamato da italiani che intonano l’inno

Praga, 10 apr. (askanews) – Fuori programma per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la visita ufficiale a Praga.

Il Capo dello Stato stava attraversando il ponte Carlo sotto una leggera nevicata quando ha incrociato un gruppo di turisti italiani, prima, e di studenti, poi, che lo hanno salutato intonando l’inno di Mameli.

“Siamo di Caltanissetta” ha detto un signore avvicinandosi per stringergli la mano “buona passeggiata sotto la neve”, ha risposto Mattarella sorridendo. Dopo alcuni selfie il Presidente è poi salito in auto per proseguire la sua visita istituzionale.

I Blue tornano con "Flowers" scritto dall’amico Robbie Williams

Milano, 10 apr. (askanews) – I Blue — Simon Webbe, Duncan James, Antony Costa e Lee Ryan — tornano con un nuovo singolo: “Flowers”, un brano inedito scritto dal loro amico e icona musicale Robbie Williams e da Boots Ottestad, in uscita il 10 aprile sulle piattaforme digitali per Artist First/Cooking Vinyl.

“Flowers” segna un importante capitolo nella nuova era della band, ed arriva dopo la pubblicazione di “Reflections”, l’album uscito a gennaio, che in UK ha raggiunto il miglior piazzamento in classifica negli ultimi 23 anni (n. 2 nella UK Albums Chart).

Il nuovo singolo è una ballata pop dal respiro cinematografico, intensa ed emozionante, che fonde le iconiche armonie da boyband con sonorità contemporanee.

Antony Costa dei Blue afferma: “Avere un’icona come Robbie che scrive un brano per i Blue è un onore. Robbie mi ha contattato un po’ di tempo fa dicendo: ‘Ho una canzone per i Blue’. Siamo riusciti a registrarla solo recentemente e abbiamo pensato che fosse perfetta da pubblicare per il nostro tour del 25° anniversario. Sta già suonando incredibilmente bene durante le prove con la band dal vivo e non vediamo l’ora che possiate ascoltare tutti ‘Flowers’.”

Nel pieno delle celebrazioni per i 25 anni di carriera e dopo un tour nel Regno Unito completamente sold out, i Blue stanno finalmente raccogliendo i frutti del loro percorso, consolidando una carriera e un’eredità musicale durature.

La band tornerà in Italia questa estate con tre date, per poi approdare a novembre nei principali palazzetti con il The 25th Anniversary Tour, il tour mondiale che celebra i venticinque anni di carriera.

Uno spettacolo che ripercorrerà tutti i loro più grandi successi, insieme a molti dei nuovi brani tratti da Reflections — l’album uscito a gennaio per Artist First — oltre ad alcune gemme del passato mai pubblicate come singoli.

I tour sono prodotti da A1 Concerti, di seguito i calendari: “The 25th Anniversary Tour”, Estate Italiana 11 Luglio 2026 – Palazzo Farnese, Piacenza 12 Luglio 2026 – Castello Scaligero, Villafranca Di Verona 13 Luglio 2026 – Anfiteatro Giovanni Paolo II, Sordevolo

“The 25th Anniversary Tour”, Tour nei Palazzetti 12 Novembre 2026 – Gran Teatro Geox, Padova (Sold out) 13 Novembre 2026 – Unipol Forum, Milano 14 Novembre 2026 – Unipol Forum, Milano 16 Novembre 2026 – Palazzo Dello Sport, Roma

Sostenibilità e patrimonio culturale, sfida dell’equilibrio

Roma, 10 apr. (askanews) – “Il paesaggio, inteso non solo come elemento materiale ma anche come dimensione immateriale, culturale e sociale, svolge un ruolo fondamentale nei processi ambientali e nelle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Questi aspetti rappresentano i pilastri centrali del nuovo Piano Urbanistico Comunale, la cui consegna è prevista entro la fine della consiliatura”. Lo ha affermato Laura Lieto, vicesindaco di Napoli, intervenendo al convegno “Sostenibilità, patrimonio e paesaggio culturale – Scenari e nodi tematici”, promosso dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, in collaborazione con il l’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del CNR, che si è svolto nell’aula magna del centro congressi federiciano. Al centro del confronto, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della ricerca, il tema della relazione tra transizione energetica e tutela del paesaggio culturale, in un contesto segnato dagli obiettivi di decarbonizzazione e dalla crescente diffusione delle fonti rinnovabili. “Sostenibilità, patrimonio e paesaggio culturale sono strettamente connessi e trovano fondamento nell’articolo 9 della Costituzione, che tutela questi interessi collettivi. Si tratta – ha sottolineato Filippo de Rossi, docente dell’Università Federico II di Napoli – di un tema complesso, poiché alcuni aspetti sono misurabili in termini quantitativi, mentre altri non lo sono: per questo è necessario individuare un equilibrio che risponda all’interesse generale”. Per Bianca Gioia Marino, docente del Dipartimento Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università Federico II: “Oggi l’Italia si trova ad affrontare due emergenze strettamente connesse: quella energetica e quella legata alla tutela del paesaggio. La necessità di incrementare la produzione da fonti rinnovabili comporta infatti un impatto rilevante sul territorio, che rappresenta un elemento fondamentale dell’identità culturale del nostro Paese. È quindi urgente garantire un efficace coordinamento tra le diverse strutture e istituzioni coinvolte”. Secondo Massimo Clemente, direttore del CNR-ITC, “il tema richiede un approccio interdisciplinare che sappia integrare, in modo equilibrato, la dimensione umanistica e quella tecnologica: un equilibrio che rappresenta l’essenza stessa della sostenibilità, intesa come capacità di coniugare le dimensioni ambientale, sociale ed economica”. Alessandro Castagnaro, presidente ANIAI (Associazione Nazionale Ingegneri e Architetti Italiani) Campania, ha evidenziato che “l’aggiornamento sull’utilizzo di nuovi impianti tecnologici e su approcci innovativi rappresenta un momento fondamentale, non solo per i professionisti, ma anche per il progresso della ricerca. Ritengo che il forum rivesta un’importanza significativa, sia per il valore dei relatori coinvolti sia per la collaborazione tra università e CNR. Nel corso della giornata, articolata in sessioni tematiche dedicate agli aspetti giuridici, tecnici e progettuali della transizione energetica, il confronto ha messo in luce criticità ma anche possibili traiettorie operative per conciliare sviluppo sostenibile e salvaguardia del paesaggio. Il convegno ha rappresentato un momento di sintesi e avanzamento del dibattito su un tema strategico, ponendo le basi per una più stretta collaborazione tra istituzioni, ricerca scientifica e professioni, con l’obiettivo di definire strumenti e metodologie condivise per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale nell’era della transizione energetica. Hanno introdotto i lavori Matteo Lorito (Rettore dell’Università di Napoli Federico II), Andrea Prota (numero uno dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli e presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base Università Federico II), Renata Picone (presidente SIRA), Valentina Russo (direttrice Scuola Specializzazione Beni architettonici e Paesaggio, Università Federico II)

Calcio, Inter: ancora uno stop per Lautaro Martinez

Roma, 10 apr. (askanews) – Nuovo stop muscolare per il capitano dell’Inter Lautaro Martinez. L’attaccante argentino ha accusato un fastidio al polpaccio sinistro, lo stesso che lo aveva già costretto a fermarsi nelle scorse settimane, prima del rientro con doppietta contro la Roma.

Secondo quanto comunicato dal club nerazzurro, Martinez si è sottoposto a esami clinici e strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano, che hanno evidenziato un lieve risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra. La situazione sarà rivalutata nei prossimi giorni.

Dalle prime indicazioni, il giocatore dovrà osservare uno stop di circa due settimane. Salterà quindi la sfida contro il Como, quella successiva contro il Cagliari e con ogni probabilità anche il ritorno di Coppa Italia, ancora contro il Como. L’obiettivo resta il rientro per la gara contro il Torino, in programma il 26 aprile.

Poste Italiane regina dei pagamenti digitali con Postepay

Roma, 10 apr. (askanews) – Poste Italiane regina dei pagamenti digitali nel 2025. Sono state 3,4 miliardi le transazioni totali con carte Postepay nell’anno, un incremento del 12,2% sul 2024, e 795 milioni solo nel segmento e-commerce, per un aumento dell’11,6%. Il Gruppo si conferma leader del settore con 30 milioni di carte emesse, di cui oltre dieci milioni Postepay Evolution. Il servizio del TG Poste.

Agroalimentare, a Napoli inaugurato il Dimostratore Arca

Roma, 10 apr. – Inaugurato dal Centro Nazionale Agritech il Dimostratore ARCA (Agritech Research Center Arena), la nuova infrastruttura per le tecnologie dell’agroalimentare che permette alle imprese di beneficiare delle più avanzate innovazioni in campo agroalimentare e diffondere le conoscenze anche all’estero, rafforzando competitività e capacità di export delle aziende italiane. Un hub unico nel suo genere non solo in Italia, ma anche in Europa, che potrà ospitare oltre 200 ricercatori.

Il Dimostratore Arca, sito all’interno del Polo Universitario dell’Università degli Studi di Napoli Federico II di San Giovanni a Teduccio, è nato per testare soluzioni da trasferire alle aziende, accorciare la distanza tra mondo istituzionale, universitario e imprese grazie all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia utili a favorire lo sviluppo del settore agroalimentare e a garantire il passaggio dal prototipo al prodotto.

La struttura si compone di cinque livelli: al piano terra sono stati collocati 9 ecotroni di ultimissima generazione in grado di monitorare le reazioni delle piante esposte a microclimi diversi per valutarne, tra le altre cose, l’adattamento al costante fenomeno del cambiamento climatico. Al primo piano si trova il settore dedicato alla robotica per la meccanizzazione e l’automazione in agricoltura. Si utilizzano robot di diverse dimensioni in grado sia di sondare terreni impervi che di fare rilievi. Al secondo piano si analizzano coltivazione fuori suolo e colture protette grazie alle camere climatiche in grado di dare indicazioni sulle migliori metodologie di coltivazione dall’aeroponica all’acquaponica fino al substrato sintetico. Il terzo piano è destinato al recupero degli scarti attraverso gestori, fermentatori e altre apparecchiature di termochimica; il quarto, ancora in fase di allestimento, a laboratori di biologia molecolare.

Matteo Lorito, rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e presidente della Fondazione Agritech, afferma: “Cinque piani di tecnologie avanzatissime, una struttura unica in Italia e in Europa che servirà a rendere operativa la vera missione del PNRR, ossia fare in modo che alle imprese e alle persone arrivino benefici diretti della ricerca. Un luogo in cui le aziende potranno venire a toccare con mano la vera innovazione, ci aspettiamo che in questa struttura lavorino circa 200 ricercatori da tutta Italia e anche dall’estero”.

All’interno del Dimostratore è possibile vedere da vicino processi e soluzioni che riguardano la sostenibilità delle produzioni, la gestione dei dati, l’automazione, il riciclo degli scarti, il miglioramento delle colture e la qualità delle filiere.

“ARCA è un hub per le imprese dove si potranno fare studi pilota sull’utilizzo delle tecnologie. Vi trovano spazio infrastrutture all’avanguardia per esporre le piante a microclimi diversi e quindi studiare, ad esempio, il loro adattamento ai cambiamenti climatici”, sottolinea Danilo Ercolini, direttore scientifico della Fondazione Agritech. “Potremo cambiare in maniera estremamente precisa l’ecosistema in cui le piante crescono e avere un monitoraggio puntuale attraverso l’utilizzo di molteplici tipologie di sensori. Inoltre, avremo tutti i sistemi possibili di coltivazione fuori suolo con le camere climatiche per testare, a favore delle imprese, se sia possibile farle in aeroponica, in acquaponica, su substrato sintetico. Questo ci darà anche la possibilità di valutare il tipo di investimento in innovazione in base ai vantaggi e alle criticità”.

Calcio, Juventus: ufficiale il rinnovo di Spalletti fino al 2028

Roma, 10 apr. (askanews) – La Juventus ha ufficializzato il rinnovo di Luciano Spalletti, che resterà sulla panchina bianconera fino al 30 giugno 2028. L’annuncio è stato dato con un discorso dell’allenatore bianconero alla squadra, accompagnato da una didascalia: “I primi a saperlo, sempre la squadra. Spalletti 2028 inizia proprio da qui”

Il nuovo accordo è un prolungamento biennale che consolida il progetto tecnico avviato in stagione.

Per quanto riguarda l’ingaggio, il tecnico toscano percepirà uno stipendio superiore ai 5 milioni di euro netti a stagione, con bonus che possono portarlo fino a circa 6 milioni annui, rendendolo uno degli allenatori più pagati della Serie A.

Dopo settimane di indiscrezioni, è arrivata dunque l’ufficialità: la società bianconera ha scelto la continuità affidandosi ancora a Spalletti, con l’obiettivo di tornare stabilmente a competere per lo scudetto e ai vertici del calcio italiano ed europeo.

Mattarella: grave aggressione a Corti internazionali

Praga, 10 apr. (askanews) – “È stato un vero salto di civiltà quando sono state istituite le Corti internazionali per sanzionare le violazioni del diritto internazionale. È di estrema gravità che vengano aggredite. Dobbiamo evitare di tornare indietro nella storia dell’umanità quando le controversie si regolavano con la forza e non con il diritto. Dobbiamo ricordarlo. C’è un detto latino che recita Amicus Plato sed magis amica veritas (amico è Platone ma più amica è la verità)”. È una delle valutazioni espresse dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dei suoi colloqui di oggi a Praga con i Presidenti di Camera e Senato.

Il Papa: Dio non benedice le guerre, i cristiani mai con chi bombarda

Roma, 10 apr. (askanews) – Ricevendo oggi in udienza i membri del Sinodo dei Vescovi della Chiesa di Baghdad dei Caldei, Papa Leone XIV ha lanciato un duro monito contro le guerre e chi le scatena, richiamando anche il ruolo e la responsabilità dei cristiani: “Aiutateci a proclamare chiaramente – ha detto ai presenti – che Dio non benedice alcun conflitto; a gridare al mondo che chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe; a ricordare che non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli”.

Calcio, Italia: Baldini ct ad interim per due amichevoli

Roma, 10 apr. (askanews) – Silvio Baldini sarà il commissario tecnico ad interim della Nazionale italiana per le prossime due amichevoli di giugno. La decisione è stata ufficializzata dalla Figc dopo l’eliminazione dal Mondiale contro la Bosnia e l’addio di Gennaro Gattuso, in attesa della nomina del nuovo ct.

Attuale guida dell’Under 21 azzurra, Baldini siederà in panchina nelle sfide in trasferta contro il Lussemburgo, in programma mercoledì 3 giugno alle 20.45, e contro la Grecia, domenica 8 giugno alle 20.45 sull’isola di Creta. Il tecnico toscano sarà affiancato dal suo staff degli Azzurrini.

Baldini, alla guida dell’Under 21 dallo scorso luglio, appena un anno fa aveva conquistato i playoff di Serie C sulla panchina del Pescara.

Minori, Meloni: governo al lavoro per limitare dipendenza da social e digitale

Roma, 10 apr. (askanews) – “I social media, il digitale, la tecnologia non sono problemi in sé. Sono sintomi di problemi molto più vasti, che non riusciamo a comprendere o che probabilmente non vogliamo guardare. Gli strumenti tecnologici amplificano fragilità esistenti, ne creano di nuove e le estremizzano” ed “è il motivo per il quale il governo sta lavorando per individuare i meccanismi più efficaci per intervenire. L’obiettivo non è introdurre divieti facilmente aggirabili, ma offrire alternative di protezione e sicurezza e creare, quanto possibile, ecosistemi digitali sicuri e protetti”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio inviato all’evento promosso a Roma dal ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, in occasione della seconda Giornata nazionale dell’ascolto dei minori.

“Sono diverse – spiega – le opzioni allo studio, e il Governo farà tesoro delle proposte e dei suggerimenti che emergeranno anche nella giornata di oggi. Perché il nostro scopo è costruire una società più attenta alle esigenze dei bambini e dei ragazzi, e iniziative come questa sono molto utili per individuare le migliori soluzioni”.

Mattarella: Ue e Nato insieme per pace e libertà

Praga, 10 apr. (askanews) – “I cittadini europei soprattutto in questo momento storico chiedono un futuro di pace e libertà che i nostri Paesi possono contribuire a costruire insieme, anche grazie alla comune appartenenza alla Unione Europea e alla Alleanza atlantica”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel libro degli ospiti del Senato della Repubblica Ceca ultimo appuntamento della sua visita ufficiale a Praga.

“I parlamenti sono un fondamentale baluardo della democrazia – ha scritto ancora il capo dello Stato – cuore del costruttivo confronto tra le diverse istanze presenti nella società. Ad essi fanno affidamento i cittadini europei”.

Iran, gli aeroporti avvertono l’Ue: le riserve di carburante stanno finendo

Roma, 10 apr. (askanews) – Gli aeroporti europei rischiano una carenza “sistemica” di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto completamente entro tre settimane, ha avvertito il settore. Il Financial times dà conto di una lettera inviata da Aci Europe (l’associazione che rappresente gli aeroporti europei) alla Commissione europea, nella quale si afferma che le scorte di carburante per aerei si stanno esaurendo e si rischia una carenza nelle prossime tre settimane.

Nella lettera visionata dal giornale londinese, l’associazione ha avvertito il commissario europeo per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, delle “crescenti preoccupazioni del settore aeroportuale in merito alla disponibilità di carburante per aerei, nonché della necessità di un monitoraggio e di un’azione proattiva da parte dell’Ue”.

“Se il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane – scrive Aci Europe -, una carenza sistemica di carburante per aerei diventerà realtà per l’Ue”.

Mattarella: Ue e Nato insieme per pace e libertà

Praga, 10 apr. (askanews) – “I cittadini europei soprattutto in questo momento storico chiedono un futuro di pace e libertà che i nostri Paesi possono contribuire a costruire insieme, anche grazie alla comune appartenenza alla Unione Europea e alla Alleanza atlantica”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel libro degli ospiti del Senato della Repubblica Ceca ultimo appuntamento della sua visita ufficiale a Praga.

“I parlamenti sono un fondamentale baluardo della democrazia – ha scritto ancora il capo dello Stato – cuore del costruttivo confronto tra le diverse istanze presenti nella società. Ad essi fanno affidamento i cittadini europei”.

Inps: bonus nuovi nati anche nel 2026, una tantum da 1.000 euro a bambino

Roma, 10 apr. (askanews) – Per ogni figlio nato nel 2026 e per i minorenni adottati nell’anno si potrà presentare la domanda realtiva al bonus nuovi nati, che prevede l’erogazione di un importo una tantum pari a 1.000 euro al fine di incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno, a condizione che il nucleo di appartenenza del genitore richiedente abbia un Isee per prestazioni familiari e l’inclusione non superiore a 40.000 euro annui. E’ quanto precisa l’Inps con la circolare numero 45.

Per l’accesso al bonus nuovi nati i richiedenti devono possedere il requisito di cittadinanza. I potenziali beneficiari possono essere cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea o loro familiari, titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente; i cittadini di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo; i titolari di permesso unico di lavoro autorizzati a svolgere attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o titolari di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzati a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi, residenti in Italia.

Con riferimento alla natura e alla tipologia dei permessi di soggiorno dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea, l’Inps sottolinea che in applicazione della normativa Ue e degli orientamenti giurisprudenziali della Corte di Giustizia possono accedere al bonus nuovi nati anche i cittadini extracomunitari in possesso di tipologie di permesso non espressamente elencati nell’articolo 1, comma 206, della legge di bilancio 2025. In particolare, considerato che l’articolo 41, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, individua nella durata non inferiore all’anno la durata minima della validità dei permessi per accedere alle prestazioni sociali, possono accedere al bonus nuovi nati anche i cittadini extracomunitari in possesso di un permesso di durata non inferiore a un anno.

Alla data di presentazione della domanda il genitore richiedente deve essere residente in Italia. Considerata la finalità della norma di incentivare la natalità in Italia, il requisito deve sussistere dalla data dell’evento (nascita, adozione, affidamento preadottivo) alla data di presentazione della domanda.

Per accedere al bonus nuovi nati è necessario avere un Isee specifico per prestazioni familiari e per l’inclusione, neutralizzato dagli eventuali importi percepiti dai componenti del nucleo familiare per l’assegno unico e universale per i figli a carico di cui al decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230, non superiore a 40.000 euro.

Con riferimento alle adozioni si evidenzia che in presenza di un provvedimento di affidamento preadottivo viene considerata quale data di riferimento la data di ingresso del minore nel nucleo familiare adottante su ordinanza del Tribunale per i minorenni che dispone l’affidamento preadottivo. Per le adozioni internazionali viene considerata come data di riferimento la data di trascrizione del provvedimento di adozione nei registri dello stato civile.

Il beneficio è erogato su presentazione di apposita domanda. Può essere richiesto, in alternativa tra loro, da uno dei genitori. La domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro 120 giorni dalla data di nascita, dalla data di ingresso in famiglia del figlio o dalla data di trascrizione del provvedimento di adozione nei registri dello stato civile in caso di adozione internazionale. Il servizio per la presentazione della domanda è accessibile attraverso il portale web dell’Inps, utilizzando la propria identità digitale o il contact center multicanale contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori) oppure attraverso istituti di patronato, utilizzando i servizi offerti dagli stessi. Per gli eventi verificatisi prima della data di apertura del servizio per il bonus nuovi nati per l’annualità 2026, la domanda può essere presentata, a pena di decadenza, entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del messaggio di apertura del servizio. L’Inps procede all’erogazione del bonus nuovi nati in ragione dell’ordine cronologico di arrivo (data e ora) delle domande presentate e accolte sulla base del procedimento di verifica della sussistenza dei requisiti, nei limiti delle risorse finanziarie stanziate nell’anno di presentazione della domanda.

Papa: nel mondo violenze assurde e disumane mosse da avidità e odio

Roma, 10 apr. (askanews) – Il mondo è “segnato da violenze assurde e disumane, che in questo tempo, mosse dall’avidità e dall’odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza, nei luoghi sacri dell’Oriente cristiano, profanati dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo come effetto collaterale dei propri interessi. Ma nessun interesse può valere la vita dei più deboli, dei bambini, delle famiglie; nessuna causa può giustificare il sangue innocente versato”. Così Papa Leone XIV ricevendo in udienza i membri del Sinodo dei Vescovi della Chiesa di Baghdad dei Caldei.

Invitandoli a essere in questa situazione “segni di speranza” e ricordando che sono “chiamati a essere instancabili operatori di pace nel nome di Gesù”, Prevost ha così proseguito: “Aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto; a gridare al mondo che chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe; a ricordare che non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli”.

I negoziati Iran-Usa in Pakistan, tutte le incognite

Roma, 10 apr. (askanews) – Islamabad blindata attende, assieme al mondo intero, i negoziati tra Stati Uniti e Iran, previsti per domani. Ma le incognite restano enormi.

Il Pakistan pronto

Il Pakistan ha dichiarato due giorni di festività straordinaria per garantire la sicurezza all’arrivo delle delegazioni americana e iraniana, attese per i primi colloqui diretti tra Washington e Teheran dall’inizio della guerra, lo scorso 28 febbraio. Le strade della capitale pachistana sono deserte, l’accesso alle zone diplomatiche è contingentato, riferiscono i media locali. Il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar ha annunciato su X che tutti i partecipanti agli “Islamabad Talks 2026” – delegati e giornalisti dei paesi coinvolti – potranno entrare nel paese senza visto preventivo: le compagnie aeree sono state invitate a consentire l’imbarco, con accredito rilasciato all’arrivo dalle autorità pachistane.

Chi deve sedere al tavolo

La delegazione americana sarà guidata dal vicepresidente JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero di Trump assurto a ruolo di negoziatore anche per la guerra in Ucraina. Per l’Iran, il Wall Street Journal ha scritto che il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf sono già atterrati a Islamabad, ma Teheran ha smentito. Ghalibaf – figura di spicco del regime con una lunga carriera nei Pasdaran e nella polizia – è emerso come principale interlocutore negoziale nel corso del conflitto, dopo che i vertici iraniani sono stati eliminati da raid Usa-israeliani nelle scorse settimane. L’agenzia semi-ufficiale Tasnim ha definito la notizia dell’arrivo della delegazione “completamente falsa”.

Cosa c’è da discutere

Le posizioni di partenza restano lontanissime. Washington ha elaborato un piano in quindici punti – non reso pubblico integralmente – che include la rinuncia iraniana alle armi nucleari, la cessione dell’uranio altamente arricchito, la riduzione delle capacità militari e difensive di Teheran e la riapertura dello Stretto di Hormuz. L’Iran ha fatto circolare una propria proposta in dieci punti che prevede, tra l’altro, il riconoscimento formale del controllo iraniano sullo Stretto, riparazioni di guerra e la revoca totale delle sanzioni. Versioni diffuse sui media statali includono anche il diritto all’arricchimento nucleare.

Trump ha detto di fare riferimento a “una diversa proposta iraniana, più ragionevole”. Tuttavia la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt non ha chiarito di quale documento si tratti. I media statali iraniani, intanto, rivendicano che Teheran ha “vinto” portando gli Stati Uniti al tavolo dopo aver resistito all’offensiva.

Il nodo Libano

Il punto più controverso, e a rischio di far saltare tutto, resta la definizione del perimetro del cessate il fuoco. Iran e Pakistan sostengono che la tregua copra anche Hezbollah e le operazioni israeliane in Libano. Israele e Stati Uniti lo escludono. Mercoledì, poche ore dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco, Israele ha condotto il più vasto ciclo di bombardamenti su Beirut dall’inizio del conflitto, colpendo quartieri residenziali senza preavviso: oltre 300 morti e più di mille feriti secondo il ministero della Salute libanese.

Gli attacchi hanno provocato una reazione globale immediata, con critiche da Europa e paesi del Golfo preoccupati che la tregua possa saltare prima ancora che i negoziati abbiano inizio. Vance ha parlato di un “legittimo malinteso” invitando Israele ad “autocontrollarsi un po’”, mentre Ghalibaf ha avvertito che “il tempo sta scadendo” e che “le violazioni della tregua hanno costi espliciti e risposte forti”.

Lo Stretto di Hormuz

La riapertura dello Stretto di Hormuz è parte dell’accordo di tregua, secondo la Casa Bianca. Ma dall’entrata in vigore del cessate il fuoco solo poche navi sono riuscite a transitare: centinaia di imbarcazioni restano bloccate nel Golfo Persico con migliaia di marinai a bordo. L’agenzia Fars ha riferito che l’Iran ha sospeso il traffico dei tanker dopo i bombardamenti israeliani in Libano. Il vicepresidente Usa J D Vance ha ribadito giovedì che se Teheran non manterrà la promessa di riaprire la via d’acqua, la tregua sarà considerata conclusa. Trump ha anche avvertito l’Iran di non imporre pedaggi alle petroliere in transito, mentre Teheran insiste che “un nuovo regime” di controllo di Hormuz deve prevedere un pagamento.

Israele: “In Libano siamo in guerra”

A complicare il quadro alla vigilia dei colloqui arriva la dichiarazione del generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, che ieri ha visitato la periferia di Bint Jbeil nel sud del Libano, dove le truppe israeliane sono impegnate in scontri con Hezbollah. “Le Forze di Difesa Israeliane sono in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco. Continuiamo a combattere qui – ha detto – questa è la nostra principale zona di combattimento.” In un video Zamir ha aggiunto: “In Iran siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento, e con grande forza.” Una distinzione netta, che Teheran difficilmente potrà ignorare sedendosi al tavolo domani.

Negoziati lunghi?

Trump si è detto “molto ottimista”, sostenendo che i leader iraniani “in privato sono molto più ragionevoli” e che “stanno accettando tutto quello che devono accettare”. Secondo fonti vicine ai negoziati, il fine settimana di Islamabad sarà solo il primo di una serie di round verso un accordo di lungo periodo.

Iran, le notizie più importanti del 10 aprile sulla guerra

Roma, 10 apr. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di venerdì 10 aprile sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con ripercussioni sull’economia globale. Dopo l’intesa su una tregua di due settimane, ora le speranze sono riposte nei negoziati a Islamabad.

-12:00 I raid aerei israeliani simultanei su diverse aree del Libano, avvenuti mercoledì, hanno ucciso almeno 33 bambini e ne hanno feriti 153, lo ha riferito l’Unicef in un comunicato, denunciando un “costo devastante e disumano” per i bambini del Paese. E “quest’ultimo spargimento di sangue si aggiunge al già devastante bilancio di 600 bambini uccisi o feriti in Libano dal 2 marzo”.

-11:40 Il primo ministro libanese Nawaf Salam si recherà a Washington nei prossimi giorni, dopo che Israele ha richiesto negoziati diretti con il Libano, secondo quanto riferito oggi alla Cnn da una fonte del governo libanese.

-10:30 Libano, nuovi attacchi Idf nel sud del Paese, nella zona di Bint Jbeil. Case bombardate in due città. Lo ha riportato l’agenzia di stampa nazionale libanese Nna.

-10:20 Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar e il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot hanno “espresso preoccupazione per le gravi violazioni del cessate il fuoco in Libano”, durante una telefonata avvenuta questa mattina.

-09:44 Il valore dell’indice Igi (Italian Gas Index) per il 10 aprile è pari a 45,96 euro/MWh, in ribasso rispetto al 9 aprile attestatosi a 46,34 euro/MWh.

-09:42 Carburanti: prezzi in leggero calo, gasolio a 2,181 euro, benzina a 1,789 euro/litro.

-09:40 L’Indonesia chiede all’Onu di aprire un’inchiesta sulla morte dei suoi 3 caschi blu in Libano. La richiesta al Consiglio di Sicurezza è sostenuta da 73 Paesi.

-09:30 Borse europee aprono in positivo: Ftse Mib +0,1%. Euro in calo sul dollaro, petrolio in rialzo a ridosso dei 100 usd.

-09:30 Libano, attacchi Idf nella zona di Tiro: un morto e un ferito Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna.

-09:10 “Le Forze di difesa israeliane sono in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco”, lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore delle Idf, generale Eyal Zamir, ieri durante una visita alla periferia di Bint Jbeil, nel sud del Libano, dove le forze israeliane stanno combattendo contro Hezbollah.

-09:05 Piazza Affari apre in rialzo, Ftse Mib +0,1%, Ftse All Share +0,1%

-09:00 Zelensky ha dichiarato per la prima volta che sistemi ucraini di guerra elettronica e intercettori sono stati usati con successo contro droni iraniani Shahed in diversi Paesi del Golfo che ospitano infrastrutture militari Usa.

-08:30 In vista del primo round di colloqui a Islamabad fra Stati Uniti e Iran, previsto per sabato, sono state dispiegate forze militari e paramilitari in tutta la capitale pakistana che appare blindatissima.

-08:15 Borse asiatiche positive in attesa trattative Usa-Iran, Nikkei +1,8%, Kospi +1,6%, Shanghai +0,8%.

-08:15 Il nunzio apostolico a Beirut, monsignor Paolo Borgia, in un’intervista a La Repubblica parla di “una strage di civili” nel conflitto in Libano, con un bilancio ancora incerto ma già drammatico tra morti e feriti.

-08:05 Il Pakistan apre ai partecipanti degli “Islamabad Talks 2026”. Il ministro degli Esteri Ishaq Dar su X ha annunciato su X che tutti i delegati, inclusi i giornalisti dei Paesi coinvolti, potranno entrare nel Paese anche senza visto preventivo, le autorità pachistane rilasceranno un visto all’arrivo per quanti coinvolti nei negoziati, che dovrebbero iniziare domani.

-08:00 Petrolio in rialzo, Brent +0,9% a 96,8 dollari,Wti +0,7% a 98,5 dollari.

-07:30 Arabia Saudita: attacco ha danneggiato Est-Ovest ( che trasporta petrolio fino al Mar Rosso ed evita lo Stretto di Hormuz).

-07:25 Il Kuwait ha accusato l’Iran e i suoi alleati di aver lanciato attacchi con droni contro “alcune infrastrutture vitali” nonostante il cessate il fuoco.

-07:00 Hezbollah: tre attacchi notturni contro obiettivi di Israele. Presi di mira soldati e una città di confine.

-00:54 Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che le azioni dell’Iran nello Stretto di Hormuz non sono in linea con l’accordo di cessate-il-fuoco.

Cdp chiude il 2025 con un utile record e rafforza il sostegno a imprese

Roma, 10 apr. (askanews) – Risorse per 29,5 miliardi di euro che, grazie a un effetto leva pari a 2,5 volte, hanno consentito di sostenere investimenti nel sistema Paese per 73,6 miliardi. Raccolta complessiva salita del 3% a 355 miliardi; patrimonio netto in crescita del 6%, a 32 miliardi, e nuovo record dell’utile netto: con una crescita del 3% ha raggiunto 3,4 miliardi di euro. Sono le cifre chiave del bilancio 2025 di Cassa depositi e prestiti, che dopo l’approvazione del Cda è stato presentato con una conferenza stampa a Roma.

Così l’amministratore delegato, Dario Scannapieco. “È un volume di quasi 30 miliardi di attività a sostegno di investimenti per circa 73 miliardi, un grande contributo al Paese. Fortissimo sostegno soprattutto alle imprese, abbiamo aumentato l’attività in favore anche questa volta direttamente delle piccole e medie imprese, abbiamo bisogno di imprese più grandi, che possano competere, stiamo facendo un roadshow con Confindustria per far conoscere i nostri prodotti. E quindi sostegno alle imprese, grande lavoro con la Pubblica Amministrazione di gestione delle risorse che ha la PA, ma anche di advisory. E è poi stato un anno record per la cooperazione internazionale. Tutto questo – ha detto – si è tradotto in risultati migliori della storia dal punto di vista finanziario, con un utile di 3,4 miliardi che penso possa rendere contenti i nostri azionisti”.

Sulla base dei risultati ottenuti, il Cda ha infatti approvato una proposta di dividendo di 2,2 miliardi di euro, che verrà sottoposta agli azionisti. Ma le ricadute positive vanno oltre il dividendo: secondo una analisi di impatto contenuta nel Bilancio, l’effetto diretto, indiretto e sull’indotto delle attività messe in campo lo scorso anno da Cdp equivale all’1,6% all’intero Pil dell’Italia e a 500 mila posti di lavoro, tra quelli creati e quelli salvaguardati.

A spiegare il senso del lavoro di Cdp è stato il presidente, Giovanni Gorno Tempini. “Alla luce dei risultati del 2025, la Cassa continuerà a operare con le stesse linee guida che hanno caratterizzato il suo passato e che continuano a essere attuali, perché gli investimenti di lungo periodo sono ciò di cui il paese ha necessità: il supporto alle aziende, il supporto alla Pubblica Amministrazione, tutto ciò che porta alla crescita. Il nostro obiettivo, al di là dei risultati, che pure sono buoni e che avete ascoltato oggi, è aiutare il paese a crescere di più. Questa è la missione da sempre di Cassa e da questo punto di vista nulla cambia”.

La Cassa, poi, ora può mettere in campo il suo contributo anche per la crisi energetica innescata dalla guerra in Iran. “Insomma le interconnessioni sono molto importanti, c’è poi da fare nell’ambito del Paese sia potenziare ovviamente i nostri progetti di rinnovabili, di produzione, sappiamo che la domanda di rinnovabili è cresciuta molto, la domanda di creare nuovi impianti, le autorizzazioni crescono un po’ più lentamente, quindi c’è un potenziale lì di energia che può essere prodotta dal paese. E poi c’è anche l’altra tematica che, se ci pensate, è equiparabile ad una fonte che è l’efficienza energetica, cioè consumare meglio e meno per il paese. Quindi c’è un insieme di ricette che passa tra infrastrutture e comportamenti virtuosi di interconnessione e tecnologia ovviamente”.

Libano, il capo di Stato maggiore Idf: le forze israeliane sono in stato di guerra, no cessate il fuoco

Roma, 10 apr. (askanews) – “Le Forze di difesa israeliane sono in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco. Continuiamo a combattere qui in questo settore, questa è la nostra principale zona di combattimento”, ha dichiarato il capo di Stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, generale Eyal Zamir, ieri durante una visita alla periferia di Bint Jbeil, nel sud del Libano, dove le Forze di Difesa Israeliane stanno combattendo contro Hezbollah. “In Iran siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento, e con grande forza”, ha aggiunto Zamir in un video diffuso questa mattina dall’esercito.

E gli attacchi israeliani non accennano a fermarsi: “Fin dalle prime ore del mattino, le forze nemiche israeliane hanno fatto saltare in aria alcune case nella città di Hanin, nel distretto di Bint Jbeil, e nella città di Aita al Shaab” nel sud del Libano”, lo ha riportato l’agenzia di stampa nazionale libanese Nna.

Il nunzio apostolico a Beirut, monsignor Paolo Borgia, parla di “una strage di civili” nel conflitto in Libano, con un bilancio ancora incerto ma già drammatico tra morti e feriti. In un’intervista a Repubblica, descrive una situazione “convulsa”, segnata da “bombardamenti a tappeto” che hanno colpito diversi quartieri della capitale e il sud del Paese. “Si parla di 250-300 morti e oltre mille feriti, ma i numeri andranno verificati”, spiega, sottolineando come “a fare le spese siano soprattutto i civili, in particolare i bambini”.

Islamabad blindata e deserta si prepara ai negoziati Usa-Iran

Roma, 10 apr. (askanews) – In vista del primo round di colloqui a Islamabad fra Stati Uniti e Iran, previsto per sabato, sono state dispiegate forze militari e paramilitari in tutta la capitale pakistana che appare blindatissima. Giovedì e venerdì sono stati dichiarati giorni festivi e le strade sono praticamente deserte, stando a quanto riportano i media internazionali.

A causa degli elevati rischi per la sicurezza, i funzionari pakistani hanno confermato che sono state individuate tre o quattro possibili sedi per l’incontro cruciale. Si prevede che i partecipanti di più alto profilo alloggeranno nell’esclusivo hotel a cinque stelle Serena di Islamabad, che potrebbe anche ospitare i colloqui. L’hotel è stato evacuato e i tre chilometri di strade circostanti sono stati chiusi al traffico e posti sotto controllo militare.

Le autorità hanno confermato che le delegazioni principali sarebbero dovute arrivare tra giovedì sera e venerdì mattina. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, la Casa Bianca ha dichiarato che la squadra negoziale sarebbe stata guidata dal vice presidente JD Vance, affiancato dagli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner.

Secondo responsabili iraniani, la loro delegazione includerà il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Si prevede anche la presenza di figure di spicco delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.

Ucraina, da Zelensky ok alla tregua per la Pasqua ortodossa e se Mosca vuole può continuare

Roma, 10 apr. (askanews) – Volodymyr Zelensky teme mesi “molto difficili” per l’Ucraina sul piano politico e militare ma indica una possibile finestra per un vertice trilaterale con Usa e Russia tra aprile e giugno, in caso di de-escalation da parte russa. “Se la Russia sceglie la strada della de-escalation, credo che un incontro trilaterale avrà luogo”, ha scritto il leader ucraino su X, riportando quanto detto a un incontro con la stampa: “Questi sono mesi chiave” e che “sarà molto difficile per noi fino a settembre”.

Quanto alla tregua pasquale dichiarata ieri sera dal presidente russo Vladimir Putin, “l’Ucraina ha affermato più volte che siamo pronti a passi speculari. Quest’anno abbiamo proposto un cessate il fuoco per il periodo delle festività pasquali e agiremo di conseguenza”.

Il presidente ucraino si spinge però oltre. “Le persone hanno bisogno di una Pasqua senza minacce e di un reale avanzamento verso la pace, e in Russia c’è la possibilità di non tornare agli attacchi anche dopo la Pasqua”.

“Credo che gli americani non daranno a nessuno più tempo per questo dialogo”, sostiene Zelensky. Con l’avvicinarsi dell’estate, spiega, Washington sarà sempre più assorbita dalle dinamiche interne: “Si concentreranno sui processi interni, sulle elezioni”, con una sorta di “scadenza politica domestica intorno ad agosto”.

Zelensky avverte quindi di una fase “piuttosto difficile politicamente e diplomaticamente”: “Potrebbero esserci pressioni sull’Ucraina. Ci sarà anche pressione sul campo di battaglia”. Tuttavia, assicura, “comprendiamo gli interessi nazionali dell’Ucraina e ciò che può garantire la sicurezza”. Il Cremlino stamattina ha voluto precisare che la tregua pasquale non è stata concordata con altre parti. “No”, ha risposto il portavoce Dmitry Peskov, citato dalla Tass, alla domanda se l’annuncio fosse stato discusso in anticipo con Stati Uniti o Ucraina. O se fosse collegato a una ripresa dei negoziati. L’annuncio a sorpresa è stato commentato positivamente anche da molti blogger ‘di guerra’, proprio perchè valutato come iniziativa russa non negoziata.

Putin ieri sera ha annunciato uno stop alle ostilità dalle 16:00 dell’11 aprile fino alla mezzanotte del 12 aprile – giorno della Pasqua ortodossa – ordinando alle forze russe di sospendere i combattimenti su tutti i fronti ma restare pronte a reagire a eventuali attacchi.

Polizia, Meloni: agenti veri servitori Stato con dedizione e coraggio

Roma, 10 apr. (askanews) – “La Polizia di Stato compie 174 anni: una storia fatta di coraggio, dedizione e servizio alla Nazione. Da persone che ogni giorno svolgono un lavoro difficile, spesso in silenzio, in situazioni complicate. Che dimostrano cosa significa servire veramente lo Stato. Donne e uomini che in ogni angolo d’Italia rappresentano un presidio insostituibile di legalità, sicurezza, libertà. Che quotidianamente operano a difesa dei cittadini, contro il crimine e a difesa dei valori della nostra Repubblica”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“A loro – aggiunge – va la nostra più sincera gratitudine: grazie per come portate avanti questo lavoro, con professionalità, responsabilità, senso del dovere e delle istituzioni. Grazie per esserci sempre, lo Stato è al vostro fianco”.

Iran, Salvini: stop bombardamenti, evitare secondo Afghanistan

Roma, 10 apr. (askanews) – “Siamo alleati con il blocco atlantico senza essere servili, ma qualcuno ora sta esagerando. Nessuno ha nostalgia dei tagliagole islamici, ma ora è il momento di capire che tocca alla diplomazia. Continuare a bombardare non fa un buon servizio e lo dico da vicepremier, da amico e da alleato. Non voglio vedere invasioni via terra, c’è il rischio di un secondo Afghanistan”. Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, in un’intervista al ‘Giornale’.

Mattarella: grati a Polizia, impegno contro soprusi e ingiustizia

Roma, 10 apr. (askanews) – “La comunità nazionale rinnova alla Polizia di Stato, nel giorno che celebra il 174/esimo anniversario di fondazione, gratitudine e riconoscenza per il prezioso contributo volto a garantire il quadro delle libertà repubblicane entro cui si sviluppa la vita della società italiana. Con la nascita della Repubblica, ottanta anni or sono, la Polizia di Stato ha rinnovato la sua missione, ponendosi, con generosa dedizione, , nella sicurezza e nella legalità”. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Capo della Polizia – Direttore generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani.

“I valori della Costituzione orientano, nei molteplici ambiti di intervento, l’agire degli appartenenti al Corpo, che accompagnano, con la loro vigile presenza, la vita delle persone e della collettività, testimoniando in ogni contesto, soprattutto nei più difficili, la concreta vicinanza delle istituzioni. Il giuramento di fedeltà alla Repubblica si fa impegno quotidiano per proteggere ogni persona da soprusi e violenza, contrastare ingiustizia e discriminazioni, diffondere la cultura della legalità e del rispetto con il prezioso apporto della rete territoriale e delle specialità del Corpo”, aggiunge.

Perché “vide e credette”? Il segno che apre alla fede

“Vide e credette”: con questa espressione Mino Mastromarino intitola la sua riflessione sul mattino di Pasqua, pubblicata l’8 aprile su Il Domani d’Italia, richiamando il cuore del racconto del Vangelo di Giovanni (Gv 20,1-9). La sobrietà della formulazione custodisce una tensione che attraversa tutto il testo: da un vedere ancora incompleto nasce un credere già reale.

L’articolo ha il merito di soffermarsi sul dato concreto del sepolcro vuoto e, in particolare, sulla disposizione dei teli, secondo una linea interpretativa.

In questa lettura, Giovanni, l’apostolo amato, non si troverebbe davanti a un semplice disordine, ma a segni che rimandano a una particolare situazione.

Si tratta, tuttavia, di un’interpretazione del dato narrativo, non di una descrizione tecnica esplicitamente fornita dal testo secondo le osservazioni di don Antonio Persili, riprese anche da Vittorio Messori e recepite nella traduzione CEI del 2008 della Bibbia.

E tuttavia, proprio qui si apre uno spazio ulteriore, che il Vangelo di Giovanni non consente di chiudere in una spiegazione puramente descrittiva. I teli non sono una prova che costringe, ma un segno che rinvia. Nel linguaggio giovanneo, il segno non esaurisce il suo significato nel dato visibile: esso apre, piuttosto, a un livello più profondo, in cui ciò che è visto chiede di essere riconosciuto.

Non è un caso che il testo precisi subito dopo: “non avevano ancora compreso la Scrittura”. Il credere di Giovanni, allora, non può essere ridotto a una deduzione, per quanto raffinata.

È un atto che nasce dentro una relazione e dentro una memoria viva delle parole e dei gesti di Gesù.

Il suo è uno sguardo che, vedendo, ricorda; e ricordando, riconosce.

Il passaggio decisivo non è tra ignoranza e conoscenza, ma tra constatazione e significato. Giovanni non vede più degli altri, ma vede diversamente: ciò che per Pietro resta un dato da verificare, per lui diventa un segno che rimanda oltre sé stesso. In questo senso, il “vide e credette” non descrive la conclusione di un ragionamento, ma l’inizio di un riconoscimento: nell’assenza del corpo si apre la percezione di una presenza nuova.

Questa dinamica trova una suggestiva corrispondenza nell’opera di Eugène Burnand, I discepoli Pietro e Giovanni corrono al sepolcro. Nei volti dei due discepoli non si riflette semplicemente ciò che vedono, ma ciò che sta accadendo in loro: Pietro è ancora nella ricerca, Giovanni appare già attraversato da una certezza nascente. Non è la quantità dei dati a fare la differenza, ma la disponibilità dello sguardo.

E allora il punto, alla fine, non è più soltanto ciò che accadde in quel sepolcro, ma ciò che accade davanti a quel sepolcro.

Perché quel “vide e credette” non descrive solo il discepolo amato, ma interpella anche il lettore. Di fronte agli stessi segni — sempre fragili e non conclusivi — si apre ancora oggi la possibilità di un passaggio. La fede non nasce quando tutto è chiaro. Nasce quando, davanti a un’assenza che non si lascia spiegare, riconosce che forse non manca qualcosa — ma è accaduto l’impensabile.

In copertina

Eugène Burnand, I discepoli Pietro e Giovanni accorrono al sepolcro il mattino della Resurrezione, 1898, olio su tela, Museo d’Orsay, Parigi

Qual è la politica estera dell’Italia?

Una domanda tutt’altro che banale

C’è una domanda che si impone su tutte, soprattutto in questa fase storica e politica. E cioè: qual è la politica estera di un paese? Nello specifico, quella del nostro paese? Una domanda apparentemente banale ma cruciale ai fini di comprendere la bussola di una nazione. E quando si parla di bussola non ci si riferisce solo alle alleanze europee e allo scacchiere internazionale, ma anche alle scelte concrete che un paese può e deve compiere a livello nazionale.

Ormai esiste una interdipendenza, o meglio un legame strettissimo, tra la collocazione internazionale di uno Stato e le decisioni politiche che vengono intraprese sul piano interno. È proprio in questo intreccio che si misura la coerenza – o l’incoerenza – di una classe dirigente.

La frammentazione delle scelte politiche

Un futuro credibile della politica estera italiana non passa attraverso posizioni alternative e contraddittorie come quelle che registriamo quotidianamente. Da un lato nel campo del centrodestra, diviso tra pulsioni populiste e linee più istituzionali; dall’altro nella coalizione di sinistra e progressista, caratterizzata da una pluralità di strategie – addirittura cinque – spesso divergenti.

È sufficiente osservare i molteplici ordini del giorno e le rispettive risoluzioni ogniqualvolta si deve assumere una decisione su un conflitto, su un intervento di sostegno a un paese alleato o su una precisa collocazione europea e internazionale. In questi passaggi emerge con evidenza una difficoltà strutturale: l’assenza di una linea unitaria.

La lezione della tradizione democratico-cristiana

È proprio dentro questa cornice confusa e contraddittoria che si impone una domanda essenziale: qual è la politica estera dell’Italia in questa delicatissima fase? Non è una domanda polemica, ma realistica e pragmatica.

La migliore tradizione democratico-cristiana ci ricorda che la chiarezza in politica estera rappresenta la vera carta d’identità di un paese. Solo così si può essere ritenuti affidabili e credibili nei rapporti con gli altri Stati e nei consessi internazionali.

Quando si parla di europeismo, atlantismo e Occidente, non basta l’enunciazione di principio: occorre coerenza, responsabilità e capacità di declinare queste scelte in un progetto politico riconoscibile. Non si è credibili né come gregari irrilevanti né inseguendo posizioni propagandistiche che rischiano di trasformarsi in un boomerang.

Per questo oggi i partiti – soprattutto quelli dotati di una autentica cultura di governo – hanno il dovere morale e politico di elaborare una visione di politica estera che tenga insieme le costanti storiche del paese e una rinnovata capacità di iniziativa nello scenario europeo e internazionale.

Senza questa assunzione di responsabilità, non sarà solo la politica a restare debole e incerta: sarà l’intero paese a scivolare verso una stagione di irrilevanza e marginalità.

Tirare a campare o governare? Il bivio di Palazzo Chigi

La scelta di sopravvivere

Dopo il passaggio parlamentare la premier, tra il governare e il vivacchiare sembra aver decisamente scelto la seconda opzione. Dopo una scontata difesa d’ufficio ha infatti comunicato la volontà di andare avanti con il suo governo o con ciò che ne resta, nell’intento di allontanare le elezioni politiche dal recente risultato referendario.

Nella comunicazione pubblica parla di un’opposizioni che avrebbe paura del voto anticipato, ma in realtà la sua scelta non è altro che un tentativo di recuperare nei prossimi mesi l’immagine di invincibilità che ha avuto più o meno fino al 23 marzo scorso.

Un bilancio economico che pesa

Ma non sarà facile, perché dopo quattro anni di governo la paginetta delle cose fatte è rimasta tragicamente vuota; ovviamente si parla delle cose fatte bene, per migliorare o almeno conservare le condizioni e la qualità di vita degli italiani.

Ma niente da fare! Nonostante proclami, promesse e minacce varie, le condizioni economiche delle famiglie sono peggiorate con un’inflazione che nel carrello della spesa è arrivata al 25%, le imprese soffrono da tre anni per un continuo e prolungato calo della produzione industriale e il numero delle persone in situazione di povertà assoluta continua ad aumentare, avendo superato i cinque milioni e mezzo nel 2025.

E l’aver seguito le follie di Trump tra dazi, bombardamenti e guerre, ha ulteriormente aggravato la situazione.

Il nodo del PNRR e la narrazione del “tempo difficile”

Il maldestro tentativo di spiegare che questo governo si è trovato a gestire il periodo più difficile di sempre non regge. Non regge se messo a confronto con la drammatica esperienza della pandemia, ma soprattutto non corrisponde al vero se si pensa che quello in carica è l’unico governo della storia repubblicana ad aver potuto contare sulle risorse straordinarie del PNRR (209 miliardi di euro!), frutto del piano Next Generation EU contro il quale votò la destra nel Parlamento europeo nel momento dell’approvazione.

E pensare che se oggi non siamo ancora scivolati in una pesante recessione è proprio grazie a quelle risorse, nonostante siano state spese tardi e male.

Il rischio del galleggiamento

In questa situazione la permanenza di un governo che da oggi non potrà fare altro che galleggiare per non affondare, rischia di creare ulteriori gravi danni all’economia del paese.

Ma a Palazzo Chigi qualcuno (o qualcuna) deve aver ricordato una frase di un politico di lungo corso che in un momento di difficoltà per il suo governo liquidò una richiesta di dimissioni dicendo “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”.

Evidentemente nel “palazzo” cominciano a percepire un clima di crescente incertezza per il paese, ma soprattutto per i loro destini personali; e “tirare le cuoia” non piace a nessuno!

Cleopatra e il discorso ai Senatori

Il ritorno dei senatori

Pomeriggio di un dolce aprile, il sole e un vento leggero a ristorare Cesare nel suo giardino in città. Al Senato ha mandato due fedelissimi che non avrebbero voluto andare per il buon motivo che l’ora fissata è quella sacrosanta dedicata alla pausa dopo il pranzo. C’è da essere contrariati anche se si va per conto di Cesare ad ascoltare la Regina Cleopatra/Meloni che parla al popolo tutto. Passano due ore e rientrano da Cesare, i due Senatori: Tiberius e Marius. “Divino Cesare la prossima volta ti prego – esordisce Marius – manda un altro al mio posto. Ho fatto fatica a seguire per la fame e per il lungo discorso della regina”. “Ebbene che cosa a detto?” Chiede Cesare. Marius si siede sul triclinio, sorseggia acqua, prende fiato, guarda avidamente il cesto di frutta che Cesare gli ha posto avanti, prende un frutto ed inizia.

Il discorso della regina

“La regina Cleopatra aveva il viso tirato e stanco non era contenta di incontrarci e nemmeno tutti noi di ascoltarla. Aula semi vuota. Imbronciata e coperta dai fluenti capelli ha iniziato a leggere il suo discorso. Si da noi aspetta solo soluzioni concrete e non frasi fatte. Non le importa nulla delle critiche vuole solo progetti da realizzare in questo ultimo anno”. “Se le faccia dire dai suoi, invece di chiederle a tutto il Senato!”, brontola Tiberius. Cesare con la mano lo invita al silenzio. “Continua Marius“. “Ammette che le votazioni popolari sulla giustizia le hanno dato torto. Ma non si arrende e farà una nuova proposta. Non si dimette ma va avanti fino alla fine del tuo mandato, Cesare, però metterà mano anche alle tasse, al lavoro, alla disoccupazione, alla povertà, alla salute e alle case. Queste poi ne promette 100 mila in 20 anni. Tutto in un anno e mezzo. Ovviamente mette le basi e poi lascia che lei stessa o altri portino avanti i progetti”. “Sembra magnanima – esordisce Cesare – ma non lo è. Metterà dei paletti così profondi che non sarà facile poi toglierli, oppure li pianterà in un terreno così argilloso che verranno giù alla prima pioggia. A proposito, e del nostro territorio che frana da tutte le parti?”.“Non una parola” risponde Marius.

Alleati, guerre e ambiguità

“Continua tu Tiberius; e sugli alleati, i federati e i lontani nemici che ha detto?”. “Sugli alleati tuoi ha detto che sta con loro. Salvo poi andare in giro per l’impero a prendere contatti per salvare il Governo suo. Forse non avremo risorse per questo prossimo inverno, e quindi continuerà a darsi da fare per la nazione Italica tutta e per l’impero. Non vuole la colpa se non ci riesce, dice che gli alleati e federati stanno come noi”. “Mah? Non credo, comunque prosegui Tiberius”. “Sui federati e la guerra oltre i confini dell’impero portata avanti dall’alleato suo, quello al di là delle colonne d’Ercole, e dai figli di Abramo, la regina Cleopatra/Meloni assicura che mai trascinerà il tuo impero romano in questo agone. Lei guarda quello che accade e secondo convenienza si muove. Noi senatori, però non abbiamo capito per quale strada intende muoversi. Ha fatto la vaga su tutto”. “E della guerra contro i Filistei? Quella sì che sta dentro i confini dell’impero”, domanda Cesare. “Non una parola, oh Cesare. Silenzio”, risponde Marius. E continua. “Lei è egiziana, ci confina con i Filistei. Finché costoro stanno sotto il giogo pesante e feroce dei figli di Abramo, lei non impegna truppe sul confine. È un vantaggio che hanno tutti i popoli che abitano la regione”. Cesare resta silenzioso. Quello che ha appena ascoltato da Marius potrebbe essere una amara verità.

Astio, responsabilità e crisi

“Poi – continua Tiberius – ha iniziato a riferire con astio di episodi accaduti nella Camera dei popoli, che come sai Cesare ha più ampia rappresentanza. La regina Cleopatra/Meloni lì non ha risposto per le rime se ne aveva motivo, ma riporta a noi Senatori quello che è successo di là. Ha molto odio e astio in cuore, guarda ad occhi stretti, si spazientisce, non l’ho vista serena e ferma d’animo. Soggetta al suo carattere e al clima di astio che lei stessa produce, ha poi parlato di sé, dei suoi ministri, del lavoro che vorrebbe fare e che noi, che siamo scarsamente collaborativi , non le circostanze, le impediamo di portare a termine. Non una scusa, un ripensamento, un atto di finta modestia, nulla. Lei è la regina Cleopatra/Meloni, seppure con mille difetti, non sbaglia. Questo ci ha detto”. “Di come affrontare la crisi in cui siamo, ha fatto cenno? Di quali aiuti darà ai giovani per trovare lavoro, alle famiglie, a quelli che devono curare la loro salute, ai poveri disgraziati che stanno in mezzo ad una strada, a quelli che la casa gli è franata, a quelli che stanno isolati perché non c’è più la strada, insomma! alla gente mia, ai miei italici popoli che promette?”. “Non lo so Divo Cesare – risponde Marcius – a detto che ci sta pensando e che in ogni caso sta tutto scritto nel discorso che ci ha fatto il 26 ottobre di quattro anni fa”. E apre le braccia in segno di “più di questo davvero non so”.

L’ira di Cesare

Cesare scaglia il boccale contro la parete che rimbalzando a terra fa un gran rumore. I servi accorrono. I senatori si fanno da parte in un angolo. Il grande Cesare si alza in piedi, rosso di rabbia, la regina si fa beffe di lui e del suo impero. Grida al Numerarius dell’impero: “Settimius, portami subito questa tavola che cita la regina Cleopatra/Meloni. Stasera leggo. Lasciate accesi i lumi”.

Mef candida Mariani Ad Leonardo, conferma Descalzi (Eni) e Cattaneo (Enel)

Milano, 9 apr. (askanews) – Nuovi vertici per Leonardo, con Francesco Macrì presidente e Lorenzo Mariani (numero uno di Mbda Italia) amministratore delegato al posto di Roberto Cingolani. Vertici rinnovati anche per Enav: Sandro Pappalardo da Ita Airways approda alla presidenza e Igor De Biasio (attuale presidente di Terna) sarà il nuovo amministratore delegato. All’Eni conferma per l’amministratore delegato Claudio Descalzi, mentre alla presidenza arriva Giuseppina Di Foggia (attuale AD di Terna). Confermati i vertici di Enel (Flavio Cattaneo e Paolo Scaroni). Sono le scelte del ministero dell’Economia e delle Finanze, che di concerto con il ministero di Imprese e Made in Italy ha depositato le liste per il rinnovo dei Cda in vista delle assemblee societarie.

All’appello manca ancora Terna, i cui vertici a questo punto sono da ridefinire: l’assemblea è fissata per il 12 maggio e il cui termine per il deposito delle liste è fissato per il 17 aprile.

Nel dettaglio, la lista del Mef per il cda di Enel è così composta: Paolo Scaroni (presidente), Flavio Cattaneo (AD), Alessandro Monteduro, Johanna Arbib Perugia, Federica Seganti e Tiziana de Luca. Per Eni i nominativi sono: Giuseppina Di Foggia (presidente), Claudio Descalzi (AD), Matteo Petrella, Cristina Sgubin, Benedetta Fiorini e Stefano Cappiello.

Per Leonardo la lista è formata da: Francesco Macrì (presidente), Lorenzo Mariani (AD), Elena Vasco, Enrica Giorgetti, Rosalba Veltri, Trifone Altieri, Cristina Manara, Francesco Soro. Per Enav: Sandro Pappalardo (presidente), Igor de Biasio (AD), Stella Mele, Stefano Arcifa, Antonella Ballone e Cristina Vismara.

Iran, Meloni sente premier Pakistan Sharif: Italia sostiene negoziato

Roma, 9 apr. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “ha avuto questa sera una conversazione telefonica con il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif”. Lo riferisce una nota di palazzo Chigi.

“Il presidente Meloni – si legge nel comunicato – ha espresso il forte apprezzamento dell’Italia per l’impegno del primo ministro Sharif e di tutto il governo del Pakistan che ha condotto ad un accordo per il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran e ribadito il pieno sostegno ai negoziati che si svolgeranno ad Islamabad a partire da domani”.

“Nel corso della conversazione i due leader hanno avuto uno scambio sulle prospettive per una soluzione complessiva del conflitto e concordato di rimanere in stretto contatto. Il presidente Meloni ha, in particolare, condiviso con il primo ministro pakistano la necessità di un accordo che possa assicurare il carattere esclusivamente civile del programma nucleare iraniano, la riapertura sostenibile dello Stretto di Hormuz e un quadro di sicurezza regionale”.

Ucraina, Vladimir Putin annuncia tregua per Pasqua ortodossa

Roma, 9 apr. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato, in merito all’Ucraina, una tregua di Pasqua, dalle ore 16 dell’11 aprile a tutto il 12 aprile, giorno della Pasqua ortodossa. Lo ha annunciato il Cremlino.

“Per decisione del comandante in capo supremo delle Forze Armate della Federazione Russa, Vladimir Putin, in occasione della prossima festività ortodossa di Pasqua, si dichiara una tregua dalle 16 (le 15 italiane) dell’11 aprile fino alla fine della giornata del 12 aprile 2026”, si legge nel comunicato del Cremlino.

La Russia si aspetta che anche l’Ucraina segua il suo esempio e dichiari a sua volta una tregua, ha aggiunto il Cremlino.

Secondo quanto riferito, il ministro della Difesa russo Andrei Belousov e il capo di stato maggiore Valery Gerasimov hanno ricevuto l’ordine di sospendere le operazioni militari su tutti i fronti per la durata della tregua.

Iran, Conte: Governo consente uso di Sigonella per gli F35

Roma, 9 apr. (askanews) – “Stanno consentendo anche agli F35 di atterrare e ripartire anche da Sigonella diciamolo e non è consentito dalla nostra Costituzione”. Le prove? “So quel che dico”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, ospite di Piazzapulita su La7.

All’intervistatore che gli ha fatto notare che il ministro della Difesa Crosetto “ha sempre negato” di aver consentito l’utilizzo delle basi sul territorio nazionale “per azioni cinetiche” contro l’Iran, Conte ha replicato: “Non ci giochiamo intorno, perché gli F35 sono attrezzati ovviamente per colpire, non certo per operazioni di monitoraggio aereo”.

Meloni alle Camere: non scappo, avanti fino alla fine. E sfida opposizioni

Roma, 9 apr. (askanews) – Parlare alle Camere perché opinione pubblica intenda. Provare a dimostrare che la batosta referendaria è stata avvertita forte e chiara ma anche messa alle spalle, che una cosa è non essere invincibili, altra è comportarsi da sconfitti. Insomma, raddrizzare la narrazione enfatizzando le cose fatte e rimpicciolendo i passaggi a vuoto, come quello del voto sulla riforma della giustizia (che giudica una “occasione persa”) e il conseguente scossone causato dalle dimissioni richieste a Santanché, Bartolozzi e Delmastro. Su tutto un messaggio: il governo va avanti senza rimpasti o elezioni anticipate e io non scappo.

Giorgia Meloni prova a farlo in 53 minuti, tanto è durata la sua informativa prima alla Camera e poi al Senato, non molti meno dei 70 con cui il 25 ottobre del 2022 chiese quella fiducia per il suo governo che, sottolinea, “non è mai venuta meno”. Non è una precisazione casuale, perché la presidente del Consiglio sin dall’inizio ha voluto evitare che questo passaggio fosse percepito come una richiesta di rilegittimazione parlamentare: per questo, quando le opposizioni le hanno chiesto di presentarsi per spiegare come era messo l’esecutivo, ha scelto di non rendere comunicazioni che avrebbero previsto un voto.

C’è ovviamente spazio per la politica estera e per la crisi economica ed energetica causata dall’attacco di Usa e Israele a Iran, ma è sul fronte nazionale che la premier assume gli accenti più forti della sfida personale e i toni più intensi della retorica che raggiungono l’apice quando, parlando della bocciatura della separazione delle carriere spiega che “un ‘sì’ ti conferma, ma un ‘no’ ti riaccende. Il rifiuto non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova spinta”. Guai però, precisa, a parlare di fase 2, 3 o 4. L’idea da trasmettere è quella della continuità. “Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato” e “non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto”. Le dimissioni? “Certo, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa e nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno”. Ma la faccia, dice, continuerà a mettercela lei. “Non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini il prezzo dei soliti giochi di palazzo”.

Alle opposizioni la premier si rivolge con tono di sfida, ed è esattamente questa la parola che usa. Li invita a mettersi alla prova sul terreno della “vera politica” di “un dibattito nel merito” su crisi internazionale, energia, economia. “Parliamo delle soluzioni, vediamo chi ne ha”, dice nel primo passaggio alla Camera. Salvo rincarare la dose più tardi al Senato, lamentadosi di non aver sentito dai deputati che “improperi, insulti e demagogia” senza una “proposta reale”. Si rivolge soprattutto e direttamente a Elly Schlein, in particolare quando tocca il tema del numero di occupati. La accusa, in sostanza, di mentire sapendo di farlo.

Ne ha per tutti quando si tocca il tema dei rapporti del suo partito con il clan camorristico dei Senese, per cui – dice – è stato ritirato fuori persino suo padre “morto e che non vedo da quando avevo 11 anni”. Sono “palate di fango”, “combatto la mafia fin da ragazzina, e continuerò a farlo fino al mio ultimo respiro”: per questo chiede alla Commissione Antimafia “di occuparsi dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei partiti politici, Fratelli d’Italia compreso”. Quanto alle teste che lei stessa ha deciso di far rotolare, chiedendone le dimissioni dopo il referendum sebbene avessero “lavorato bene” nell’esercizio delle loro deleghe, Meloni sostiene di essere e restare ancora garantista ma di aver “voluto ancora una volta anteporre l’interesse della nazione a quello di partito” perché “non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che nulla hanno a che fare con l’azione di governo, e che finiscono per oscurarla”.

La presidente del Consiglio traccia anche alcune delle priorità per l’anno che resta di legislatura, tra queste la sicurezza e l’ordine pubblico: “Personalmente non sono soddisfatta”, afferma in quello che alcuni nell’opposizione hanno letto come una frecciata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al quale Meloni ha recentemente rinnovato la fiducia dopo la vicenda relativa alla sua relazione con Claudia Conte. Non mancano alcuni annunci, sebbene lei stessa metta le mani avanti dicendo che non saranno “roboanti” come quelli di altri che invitano a bere al bar e poi lasciano il conto da pagare. D’altra parte, la coperta finanziaria è corta. Tra gli impegni presi: provvedimenti in vista della Festa dei lavoratori contro il “lavoro povero”, il Piano Casa che ha come obiettivo “quello di rendere disponibili, tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi 10 anni” e”compatibilmente con il quadro della finanza pubblica” e anche con la prossima legge di bilancio “continueremo a lavorare per ridurre il carico fiscale a cittadini, famiglie e imprese”.

A Catania bilancio finale per Samothrace che chiude e rilancia

Roma, 9 apr. (askanews) – Oltre 2.000 ricercatori coinvolti, di cui 300 giovani e il 45% donne. Più di 100 prototipi sperimentali sviluppati, 5 spin-off avviati, 70 brevetti depositati e 600 pubblicazioni scientifiche. Sono questi i numeri che raccontano la conclusione del progetto SAMOTHRACE – Sicilian Micro and Nano Technology Research and Innovation Center – dopo quattro anni di attività. Un bilancio significativo presentato oggi a Catania, mercoledì 8 aprile, nell’aula S. Mazzarino del Monastero dei Benedettini, in occasione dell’evento finale che ha riunito istituzioni, mondo accademico e imprese. Ma lo sguardo è già rivolto al futuro: sono infatti due i nuovi progetti già approvati e finanziati, per un valore complessivo di 40 milioni di euro. “La Fondazione Samothrace è capofila di due cordate da 20 milioni di euro, che coinvolgono non solo la Sicilia ma il territorio nazionale, con la collaborazione di hub di Roma e Milano – ha dichiarato il presidente della Fondazione Samothrace Salvatore Baglio – Il primo progetto si chiama “Eh-lix” e si occuperà di mettere a terra la filiera che va dalle micro e nanotecnologie ai dispositivi per la fruizione e la valorizzazione dei beni culturali; il secondo è denominato “Quantas” e utilizzerà le tecnologie quantistiche sui dispositivi microelettronici per aumentare sensibilità e selettività nell’ambito dell’agricoltura e dell’energia”.

“Un risultato reso possibile anche dal quadro normativo nazionale – ha aggiunto Fabrizio Cobis del Ministero dell’Università e della Ricerca – grazie al decreto ministeriale n. 307 del 18 marzo 2025 emanato dal MUR, che prevede azioni di proseguimento per gli HUB PNRR invitandoli a fare squadra, come ha fatto Samothrace, esempio concreto di come la ricerca si trasformi in soluzione”. Per l’Università di Catania, il progetto rappresenta una conferma del ruolo strategico dell’Ateneo. “Samothrace – ha dichiarato il rettore Enrico Foti – ha dimostrato che il nostro Ateneo è già oggi al centro di un ecosistema di innovazione capace di generare ricerca, brevetti e collaborazione tra università, imprese e istituzioni. La sfida, ora, è trasformare questi risultati in un modello stabile e duraturo, capace di produrre lavoro qualificato e nuove opportunità sul territorio. L’Università di Catania intende consolidarsi come un vero polo di ricerca e sviluppo, capace di attrarre tutti gli attori dell’innovazione e di mettere a sistema competenze, investimenti e progettualità”. Presente anche il sindaco Enrico Trantino, che ha sottolineato l’impatto sul territorio: “Catania, tra le realtà urbane italiane con la più alta incidenza di auto private, rappresenta un caso emblematico di congestione strutturale e pressione sul sistema della mobilità. In questo contesto, il lavoro sviluppato all’interno del pillar dedicato alla mobilità sostenibile si è rivelato strategico, consentendo di attivare un confronto concreto con l’Università per soluzioni intelligenti, integrate e orientate al futuro”.

Momento centrale della mattinata è stata la tavola rotonda “La voce agli Spoke”, moderata dal giornalista Massimo Cerofolini, occasione di confronto tra i protagonisti dei diversi ambiti progettuali.

Caos in Fi, domani Tajani incontra i Berlusconi: nodo capogruppo e congressi

Roma, 9 apr. (askanews) – Un pranzo a Milano con Marina e Piersilvio Berlusconi, alla presenza di Gianni Letta, dovrebbe consentire ad Antonio Tajani di calmare le acque in Forza Italia dopo le tensioni e il caos causati dalla sonora sconfitta al referendum sulla giustizia. Sul tavolo la trattativa per l’avvicendamento alla guida del gruppo di Forza Italia alla Camera, dopo quello già avvenuto al Senato con le dimissioni di Gasparri e l’elezione di Stefania Craxi, e il rinvio dei congressi regionali e del congresso nazionale del partito.

A complicare il rebus della sostituzione dell’attuale presidente dei deputati Paolo Barelli oggi è l’altolà di diversi esponenti azzurri vicini a Marina Berlusconi a Enrico Costa. Il vicecapogruppo di Fi in commissione Giustizia, nella rosa dei nomi circolati per dare seguito a quel rinnovamento richiesto da tempo dalla famiglia del Cavaliere e ancora di più dopo la vittoria del no al referendum, è stato considerato quello con più chance anche per una questione anagrafica. Più giovane di Pietro Pittalis, di Deborah Bergamini, di Maurizio Casasco. Un passato in Forza Italia, poi viceministro e ministro nei governi Renzi e Gentiloni, ciò che fuori dai taccuini viene contestato a Costa è che in questa legislatura è stato eletto con Azione di Calenda, partito di cui è stato vicesegretario, per poi tornare in Fi due anni fa. Sottolineature che non fanno di lui una candidatura condivisa come invece auspicato dalla famiglia del fondatore del partito. Oltre al fatto che, viene fatto notare dai forzisti più scettici, è molto legato alle battaglie sulla giustizia, capitolo messo decisamente ‘di lato’ dal partito dopo la sconfitta al referendum.

Più condiviso il nome di Casasco, che se non l’età – è un classe 1954 -, ha dalla sua il fatto che lascerebbe l’incarico di presidente di una commissione bicamerale, la vigilanza sull’anagrafe tributaria. Una posizione vacante che potrebbe far gioco nel complicato puzzle delle nomine in Fi. Intanto dalla partita si tira fuori Andrea Orsini, parlamentare di lungo corso: “Non so chi abbia fatto circolare il mio nome. Certamente è una persona dotata di fervida fantasia”.

Quanto al futuro di Barelli, l’ipotesi di un suo ingresso nel governo come sottosegretario al Mimit sembrava aver prevalso su quella di uno scambio con l’incarico di vicepresidente della Camera di Giorgiò Mulè, che quindi sarebbe diventato capogruppo. Ma l’incarico di sottosegretario, spiegano autorevoli fonti, è incompatibile con quello di presidente della Federazione italiana nuoto attualmente ricoperto da Barelli.

Sul tavolo della trattativa, condotta da Gianni Letta, c’è anche la questione dei congressi regionali che nell’idea di Tajani dovrebbero partire subito per arrivare a quello nazionale all’inizio del 2027. Per Roberto Occhiuto, governatore della Calabria e vicesegretario del partito collocato in contrapposizione al ministro degli Esteri, Tajani deve restare leader ma il congresso deve tenersi dopo le elezioni politiche. Un’idea, quella di togliere dal calendario dei primi mesi del prossimo anno l’assise nazionale che, insieme al ritorno al partito leggero del Cavaliere, coincide con gli auspici di Marina e di chi in Fi contesta la gestione dell’attuale ministro degli Esteri. “Credo che chi voglia fare i congressi – afferma Occhiuto – sia animato da buona fede. Riconoscendo che non esiste più il leaderismo dei tempi di Berlusconi, cerca una via di legittimazione. Ma penso anche che diventare il partito delle tessere, dei congressi come rito novecentesco, snaturi Forza Italia”.

A Rapallo il secondo Forum Nazionale sull’Ecosostenibilità

Genova, 9 apr. (askanews) – La transizione ecologica e le sfide legate alla gestione sostenibile delle risorse sono stati i temi al centro del secondo Forum Nazionale sull’Ecosostenibilità, organizzato da Telenord Events & Media all’Excelsior Palace Portofino Coast Hotel di Rapallo, in provincia di Genova. Un importante momento di confronto strategico tra istituzioni, imprese, associazione dei consumatori, gestori dei servizi ambientali e i consorzi Conai, Conou, Comieco, Cial, Corepla, Ricrea, Coreve e Biorepack, durante il quale sono state presentate innovazioni tecnologiche e modelli industriali sostenibili, offerti aggiornamenti normativi e finanziari legati alle politiche europee, al Pnrr e agli obblighi in materia di riciclo e responsabilità estesa del produttore e promosse le best practices, attraverso casi studio e testimonianze di successo provenienti dalle diverse filiere dei materiali.

“Raramente – spiega Antonio Protopapa, direttore gestione operativa di Corepla – si riesce in un forum a mettere insieme tante realtà della nostra filiera perché la raccolta differenziata, di cui noi ci occupiamo, ovviamente gode dei servizi fatti dai gestori, poi ci sono le attività che facciamo noi di coordinamento e poi ci sono i riciclatori a valle. Questa è un’occasione quasi unica per un confronto soprattutto in questo momento di crisi sia ovviamente da un punto di vista politico ma anche del settore perché sappiamo che la plastica riciclata in questo momento sta attraversando una fase di difficoltà sia in termini di competizione che anche di costi, basta guardare ai costi dell’energia. Quindi confrontarsi anche su modelli innovativi di raccolta, su quelle che sono le risorse a disposizione anche dei vari consorzi e di tutti gli attori della filiera credo che sia fondamentale”.

L’Italia, intanto, ha già fatto dei grossi passi avanti nella transizione ecologica, anche se permangono ancora alcune storiche criticità.

“Sulla parte ecologica – sottolinea Eugenio Bertolini, amministratore delegato di Iren Ambiente – è messa molto bene. Oggi anche alcuni deficit impiantistici che c’erano alcun anni fa sono stati risolti. Rimane oggi probabilmente un tema legato al recupero di alcune tipologie di plastiche che sono le più complicate da recuperare ma di fatto oggi tutti i materiali raccolti dal sistema pubblico a livello italiano vengono trattati e recuperati all’interno di impianti italiani. Quindi credo che questo sia un grosso elemento. Quello sul quale oggi abbiamo ancora deficit è quello del trattamento del rifiuto finale, dell’indifferenziato, dove oggi l’utilizzo delle discariche è ancora abbastanza ampio a livello nazionale”.

Oltre che per fare il punto sulla transizione ecologica, il convegno di Rapallo è stato anche l’occasione per parlare delle nuove tecnologie e delle nuove sfide dell’economia circolare.

“Come Aprica – afferma Filippo Agazzi, amministratore delegato di Aprica – che è una società del gruppo A2A, stiamo affrontando le nuove sfide dell’economia circolare su più fronti. Uno interno, che è quello di motivare e valorizzare il personale perché, ancorché la tecnologia sta entrando nel nostro settore, ancora viviamo di uomini e mezzi. Quindi valorizzare la risorsa umana è una delle nostre azioni che abbiamo nel piano industriale. L’altra è quella di cercare di introdurre il più possibile la tecnologia nella pianificazione e programmazione degli itinerari ad esempio, ma anche nella identificazione dei rifiuti. Con l’intelligenza artificiale stiamo facendo dei test, delle sperimentazioni dove riluciamo ad individuare i conferimenti impropri all’interno dei rifiuti conferiti dagli utenti”.

Acqua, Amoroso (CiviSmart): partner sistemi idrici intelligenti

Roma, 9 apr. (askanews) – Per Riccardo Amoroso (Amministratore Delegato di CiviSmart), “CiviSmart promuove progetti, anche in partenariato pubblico-privato, per sviluppare soluzioni innovative nello smart metering, nelle reti di comunicazione e nel telecontrollo, integrando impianti fotovoltaici per ridurre i consumi del sistema idrico. Attraverso modelli data-driven, contribuisce a ridurre le perdite, ottimizzare la gestione della risorsa e sviluppare soluzioni per il recupero delle acque reflue. In questo contesto, supporta la Pubblica Amministrazione locale nella transizione energetica, dall’illuminazione pubblica all’adozione di tecnologie sostenibili nei settori adiacenti, posizionandosi come partner strategico per sistemi idrici intelligenti”.

Amoroso è intervenuto in occasione del convegno “Acqua, Agricoltura e Salute: innovazione e ricerca per la sicurezza, la qualità e la sostenibilità”, promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti.

Meloni: bene avvio negoziati Israele-Libano, subito cessate fuoco

Roma, 9 apr. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “accoglie con soddisfazione e sostiene con forza la notizia dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, annunciato oggi dal primo ministro Netanyahu”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi in cui si sottolinea che “il governo italiano, che ha già condannato la decisione irresponsabile di Hezbollah di trascinare il Libano in questo conflitto, da tempo sostiene attivamente l’avvio di negoziati diretti tra le due nazioni, nella convinzione che essi costituiscano l’unica strada per porre fine in modo duraturo alle ostilità”.

“In questo quadro, l’Italia – si rimarca – continuerà a sostenere il rafforzamento dello Stato libanese e delle sue istituzioni in modo che il Governo libanese possa ripristinare la sua sovranità sull’intero territorio nazionale, incluso il monopolio statale sulle armi. Un immediato cessate il fuoco è anche necessario per porre fine alle sofferenze delle popolazioni civili libanese e israeliana e per creare le condizioni migliori per il successo del processo negoziale avviato martedì scorso tra Usa, Iran e Israele”.

Acqua, Esposito (E.P.M.): investire in innovazione

Roma, 9 apr. (askanews) – Per Carmine Esposito (Consigliere Delegato di E.P.M. e Presidente di FNIP-Confcommercio) “Come EPM abbiamo scelto di sostenere la traduzione del Rapporto ONU 2026, poiché crediamo che l’efficienza idrica sia il pilastro della transizione eco-digitale e che quindi sia fondamentale divulgarne il contenuto. Il forte consenso dei cittadini verso i certificati blu e il riuso delle acque reflue conferma che il sistema Paese è pronto per modelli di gestione integrata e circolare. Innovazione tecnologica e servizi avanzati sono strumenti strategici per garantire sostenibilità e qualità, trasformando la gestione delle risorse in una reale opportunità di sviluppo per le imprese e i territori”.

Esposito è intervenuto in occasione del convegno “Acqua, Agricoltura e Salute: innovazione e ricerca per la sicurezza, la qualità e la sostenibilità”, promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti.

Per ‘campo largo’ Meloni arranca: "Tra poco tocca a noi"

Roma, 9 apr. (askanews) – Erano pronti a qualche colpo di teatro, nel campo largo, la scelta di Giorgia Meloni di presentarsi in aula per un’informativa era stata letta come l’annuncio di una controffensiva della premier – che poteva prendere la forma di un’accelerazione verso il voto o quella di un rilancio politico – ma i leader del centrosinistra sono rimasti sorpresi quando hanno ascoltato quei 50 minuti di intervento. La conclusione è comune: la Meloni è in affanno, “ha perso il tocco”, come dice più di un parlamentare e l’unica incognita sarà capire se davvero riuscirà a tirare avanti fino alla fine della legislatura con un quadro economico e internazionale come questo. La vittoria alle politiche adesso comincia a sembrare un’ipotesi concreta e in qualche modo lo dicono in tanti.

“Lei ha fallito presidente – dice Elly Schlein in aula – toccherà a noi dare all’Italia un futuro migliore”. La segretaria Pd calca la mano sui mancati risultati del governo: “Che occasione storica che ha sprecato, presidente, di cambiare questo paese. Avevate i numeri per fare tutto e non avete fatto nulla per cambiare la vita degli italiani”. Soprattutto, aggiunge chiacchierando con i cronisti, “ha chiesto lei di fare l’informativa con la diretta tv, uno si poteva aspettare un rilancio”. Invece “niente, ha ripetuto il solito repertorio”.

Giuseppe Conte accusa la premier di avere la “faccia tosta”, definisce “ignobile la subalternità” a Donald Trump e poi, anche lui, assicura: “Quattro anni, zero riforme. La manderemo a casa con gli italiani, perché gli italiani non ne possono più delle sue menzogne”. Per Angelo Bonelli, Avs, la premier “oggi ha fatto il discorso del suo declino. Ha detto di non dimettersi ma ha fatto il discorso di apertura della sua campagna elettorale”.

Ancora più perentorio Matteo Renzi: “Il governo-Vinavil ha una data di scadenza molto chiara. Tra poco tocca, ritocca a noi”. Conversando con i cronisti aggiunge: “Con la sconfitta al referendum è entrata in un loop da cui fa fatica a uscire. E noi non dobbiamo fare l’errore di aiutarla ad uscirneà”. Il leader di Iv è certo che la Meloni abbia imboccato un sentiero in discesa: “E’ in difficoltà, cosa si inventa? La ripartenza? E su cosa?”.

C’è quasi incredulità di fronte ad un intervento della premier che è sembrato quasi di routine, senza guizzi, la riproposizione di un copione “stantio” come lo definisce un parlamentare Pd. Riccardo Magi, Più Europa, afferma: “Questa giornata sancito lo stato di crisi irreversibile del governo. Quanto riusciranno ad andare avanti non so. Tutti abbiamo sensazione di grande nervosismo, di un rilancio non riuscito”. Ed è vero che la Meloni ha detto di voler andare avanti fino alla fine, ma qualcuno dubita che ci possa riuscire davvero. “Tutti sanno che non è scontato”, aggiunge Magi. Renzi la vede diversamente, il leader Iv non esclude che la premier voglia arrivare proprio a settembre-ottobre 2027.

Di sicuro i leader del centrosinistra hanno avuto modo di fare subito qualche riflessione insieme. Prima Schlein con Conte, nella sala fumatori della Camera, poi la leader Pd ha chiacchierato con Riccardo Magi e, quindi, con Nicola Fratoianni. Il leader di Sinistra italiana, quindi, si è seduto con Conte su un divanetto in Transatlantico, dove sono stati raggiunti anche da Angelo Bonelli.

Nessuno, almeno in pubblico, è tornato sull’argomento primarie. Solo Renzi lo ha fatto, con i giornalisti, per dire che “sbagliano i miei alleati a temerle. Se facciamo le primarie sia che vinca la Schlein o che vinca Conte, i due che possono vincere, un minuto dopo si cancella tutto, le primarie danno una spinta formidabile”. Di certo il leader M5s non ha gradito troppo che la Meloni abbia scelto la Schlein come interlocutore durante il suo intervento di oggi, citandola due volte: “Meloni si può rassegnare. Qualsiasi decisione prenderemo non sarà certo lei che deciderà il leader del campo progressista”.

Acqua, Conti (Almaviva): agricoltura, salute e sostenibilità

Roma, 9 apr. (askanews) – Per Fulvio Conti (Head of Water, Agriculture, Environment and Space Business Unit, Almaviva Group): “L’acqua è il filo invisibile che collega tre elementi fondamentali per il nostro futuro: agricoltura, salute e sostenibilità. Gestirla bene significa garantire sicurezza alimentare, resilienza climatica e qualità della vita dei territori. Eppure, oggi sottovalutiamo questo potenziale: in Italia riusiamo appena il 3% delle acque reflue. Integrare dati ambientali, agricoltura digitale e monitoraggio delle acque permette non solo di migliorare l’uso della risorsa idrica, ma anche di rafforzare gli strumenti di prevenzione sanitaria. È su questa integrazione tra acqua, cibo, salute e tecnologia che Almaviva sta costruendo soluzioni digitali per accompagnare territori e istituzioni verso un modello di sviluppo realmente sostenibile”. Conti è intervenuto in occasione del recente convegno “Acqua, Agricoltura e Salute: innovazione e ricerca per la sicurezza, la qualità e la sostenibilità”, promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti.

Mattarella: dopo Ucraina indifferibile avere difesa comune Ue

Praga, 9 apr. (askanews) – “La vicenda dell’Ucraina ha prospettato all’Ue l’esigenza indifferibile di organizzare la propria sicurezza e difesa rispetto a pericoli di questo genere che oggi riguardano l’Ucraina e domani potrebbero riguardare qualunque altro paese. Per questo è importante procedere velocemente nella difesa comune europea per intensificare la sua capacità di sicurezza non solo per se stessa ma per contribuire alla sicurezza della vita internazionale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo il colloquio con il presidente ceco Pavel al Castello di Praga.