Home Blog

Elezioni, Tajani: il problema è la Russia, non è Vannacci

Cernobbio (CO), 4 set. (askanews) – “Io mi preoccupo di quello che fa la Russia, basta leggere qualche libro di storia per capire cos’è la disinformatia. Quando ci sono vicende personali bisogna dimostrare le cose, io spero che sia assolutamente falso quello che ha detto questo importante giornale. Il problema è la Russia, non è Vannacci o altri”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a chi gli chiedeva, a margine del forum Ambrosetti, un commento all’articolo dell’FT su Vannacci ‘cavallo di Troia’ della Russia in Italia.

“Il problema è la Russia, come intende intervenire per attaccare la vita democratica dei paesi europei – ha proseguito Tajani -. Abbiamo visto cosa è successo in Germania, abbiamo visto cosa è successo in Italia, abbiamo espulso due spie russe, due addetti militari qualche settimana fa perché stavano cercando di corrompere alcuni funzionari a riposo dell’intelligence. Quindi vuol dire che siamo sotto pressione, non è una novità, la disinformatia e lo spionaggio sono cose che fanno parte di un certo tipo di cultura – ha spiegato -, ma noi abbiamo il dovere di innalzare i muri protettivi per la nostra democrazia. Siamo vigili, non ci facciamo certamente intimorire”.

“L’importante è avere gli strumenti politici, scientifici e tecnologici per reagire a questi attacchi – ha concluso Tajani – -. Bloccare gli attacchi cibernetici, bloccare la guerra ibrida che non è soltanto di tipo tecnologico, ma grazie anche all’azione dell’intelligence grazie, alla collaborazione tra i paesi dell’Unione Europea siamo in grado di vincere anche questa sfida.

Zelensky annuncia un’inchiesta sulla sparatoria fra servizi segreti

Roma, 4 set. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato sanzioni e l’apertura di un’indagine contro gli agenti “coinvolti” nello scontro a fuoco tra membri del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) e della Direzione Generale dell’Intelligence (GUR), avvenuta mercoledì a Kiev.

“Due individui coinvolti nella sparatoria sono stati ufficialmente designati come sospettati (nell’ambito di un’indagine): un agente dell’SBU e un agente della GUR”, ha proseguito Zelensky.

“Anche tutte le altre circostanze dell’incidente sono oggetto di indagine. È importante che venga accertata la verità e che situazioni simili non si ripetano mai più” ha concluso, annunciando che i vice capi dei due servizi saranno “rimossi”.

Centrosinistra, Conte: leader al partito maggiore? Non siamo cespugli

Roma, 4 set. (askanews) – La leadership del centrosinistra non può essere assegnata al partito che prende più voti: “Non possiamo accettare questa regola ed essere ridotti tutti a cespugli”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in collegamento con L’aria che tira su La7.

“Ho detto – ha precisato, parlando delle sue dichiarazioni di giovedì sera a Genova sul tema delle primarie – che è perfettamente legittima la pretesa del segretario del maggiore partito, del Pd, di poter aspirare a essere il candidato premier di tutta la coalizione. Però attenzione, se è la prima volta che andiamo in coalizione non possiamo noi, e penso gli altri partiti, accettare che ci sia questa regola che dovrebbe essere applicata per la prima volta. Siamo in un contesto completamente diverso rispetto ad esempio a quello del centrodestra, dove da anni vanno in coalizione e hanno formalizzato questa regola che consente alternativamente, per una serie di vasi comunicanti, chi cresce e chi va giù, un’alternanza anche all’interno tra i partiti per quanto riguarda la premiership. Da noi invece no, si va per la prima volta e non possiamo”, ha ribadito Conte.

Omicidio dell’ambasciatore Attanasio: il pm di Roma chiede l’archiviazione

Roma, 4 set. (askanews) – La mancata collaborazione della Repubblica Democratica del Congo, la impossibilità di svolgere indagini sul campo acquisendo anche la testimonianza degli indagati secondo la legge italiana sono alcuni degli elementi di fatto che hanno imposto alla Procura di Roma di chiedere l’archiviazione del procedimento sull’omicidio dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere che gli faceva da scorta Vittorio Iacovacci, e del loro autista Mustapha Milambo. La decisione degli inquirenti, anticipata dall’Espresso, dovrà andare al vaglio del giudice delle indagini preliminari, visto che i legali delle famiglie quasi certamente presenteranno opposizione, chiedendo ulteriori accertamenti.

Il fascicolo, rimasto contro ignoti, riguardava i sei cittadini congolesi che aveva confessato alle autorità di Kinshasa di avere compiuto l’agguato. E’ il secondo filone investigativo che si conclude con un sostanziale nulla di fatto. In relazione al delitto, avvenuto il 22 febbraio 2021, la magistratura della Capitale aveva messo sotto accusa i due funzionari del Programma alimentare mondiale, Rocco Leone e Mansour Rwagaza, ma il gup il 13 febbraio 2024 ha fatto cadere ogni contestazione in forza della immunità funzionale diplomatica.

Le accuse di omicidio colposo e omesse cautele ricostruivano un quadro di non corretta organizzazione della trasferta di Attanasio e Iacovacci nel parco del Virunga per inaugurare una scuola. Perché nella zona del nord Kivu erano attive bande criminali attorno alla miniera di Lueshe e milizie come l’M23. Il convoglio del nostro ambasciatore doveva esser munito, insomma, di massiccia sorveglianza armata.

Attanasio aveva 43 anni, era padre di tre figlie ed era entrato in carriera nel 2003, servendo in Svizzera, Marocco e Nigeria prima di approdare a Kinshasa nel 2017. Alla competenza professionale univa una profonda sensibilità umana: frequentava le periferie, dialogava con le comunità locali e sosteneva programmi di aiuto insieme alla Comunità di Sant’Egidio. Nel 2020 aveva ricevuto il Premio internazionale Nassiriya per la Pace, venendo definito “l’ambasciatore delle porte aperte” per la capacità di coniugare rigore istituzionale e spirito di servizio.

Quando i carabinieri del Ros sono stati inviati in Congo dalla Procura di Roma per indagare sul gruppo di malviventi che erano stati arrestati e messi sotto processo, i soggetti in questione spiegarono alla presenza di un avvocato e rispettando le norme italiane che le autorità locali avevano estorto con la forza le loro confessioni. A fronte di tutto questo i magistrati italiani non hanno potuto proseguire.

A fronte di tutte le difficoltà ad indagare sul posto e le reticenze, la Procura ha avuto la strada obbligata della richiesta di archiviazione. Presto, forse nei primi mesi dell’anno nuovo, il giudice valuterà se ci sono o meno ulteriori strade da percorrere per arrivare a capire chi e perché ha ucciso l’ambasciatore Attanasio, il carabiniere Iacovacci e l’autista Milambo.

Governo, Salvini: no anticipo voto, arriveremo ad autunno 2027

Milano, 4 set. (askanews) – Il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini esclude l’ipotesi di un election day in primavera del 2027: “Il governo arriverà a fine scadenza. Gli italiani potranno giudicare se vale la pena andare avanti con noi o dare le chiavi dell’auto a Schlein e a Conte nell’autunno del 2027”. Quindi non ci sarà un anticipo del voto a primavera? “No, abbiamo tante cose da fare, abbiamo bisogno di usare bene tutto il tempo che gli italiani ci hanno assegnato”, risponde ai giornalisti a Milano.

Il sindacato dei medici (Anaao Assomed): c’è poco da festeggiare per la sanità pubblica

Roma, 4 set. (askanews) – Mentre a Bari il Governo celebra il record di longevità dell’Esecutivo, superato oggi il precedente primato del Berlusconi II, Anaao Assomed ricorda che “la stabilità politica non si è tradotta pienamente in stabilità per il Servizio Sanitario Nazionale, né per chi ogni giorno lo tiene in piedi. Un governo può festeggiare i giorni passati a Palazzo Chigi – dichiara Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed -, ma i medici e i dirigenti sanitari contano anche altri numeri: oltre 10mila camici bianchi mancanti negli ospedali, 35mila posti letto tagliati nell’ultimo decennio, più di 5 milioni di giornate di ferie arretrate e mai godute, stipendi inferiori alla media europea, condizioni di lavoro insostenibili, aggressioni al personale in aumento e dimissioni volontarie che esplodono. Questa è l’altra contabilità della sanità pubblica oggi”.

L’Anaao Assomed sottolinea come “la longevità politica non ha coinciso pienamente con le riforme attese da tempo: il decreto ministeriale che fissa i fabbisogni di personale nei reparti risale al 1988, quasi quarant’anni fa, e non tiene conto né dell’invecchiamento della popolazione né di quello degli stessi professionisti. Resta inoltre di fatto in vigore il tetto di spesa per il personale ancorato ai livelli del 2004, che di fatto blocca le assunzioni necessarie a colmare i vuoti in organico”.

“Chi resta in corsia fa i salti mortali ogni giorno, tra reparti accorpati, turni massacranti e pronto soccorso sotto assedio”, prosegue Di Silverio: “I nostri colleghi rinunciano alle ferie, subiscono aggressioni verbali e fisiche, vanno in pensione appena possono o lasciano il pubblico per il privato o per l’estero. Non è più un’emergenza: è una fuga strutturale che il Paese non può permettersi.” “Aumentare i posti a medicina senza pensare a che fine faranno quegli studenti che tra sei anni si laureeranno è sinonimo di precarizzazione. Occorre almeno aumentare dello stesso numero i contratti di specializzazione e fornire finalmente ai giovani medici un vero contratto già dalla scuola di specializzazione, come gesto di riconoscimento della dignità professionale”. “Le firme dei contratti di lavoro rappresentano sicuramente un dato positivo reale dopo dieci anni di blocco della contrattazione; però, come dirigenti medici e sanitari, continuiamo a essere ingabbiati nella pubblica amministrazione con aumenti salariali che non rispondono neanche al tasso di inflazione, regole di ingaggio e di lavoro costruite per gli amministrativi, e non per i medici e i dirigenti sanitari, e risorse extracontrattuali che arrivano con il contagocce e vengono peraltro sottratte dal Ministero dell’Economia”.

In occasione di questa ricorrenza simbolica, Anaao Assomed rilancia le proprie priorità al Governo: 1.) Aumenti stipendiali reali, che recuperino il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e rendano competitiva la retribuzione dei medici del SSN rispetto al privato e ai colleghi europei; 2) Maggiore flessibilità organizzativa del lavoro, con modelli di turnazione sostenibili, part-time reale e strumenti che concilino vita professionale e vita privata, per rendere di nuovo attrattivo lavorare in ospedale; 3) Riorganizzazione strutturale della rete ospedaliera e territoriale, con un aggiornamento finalmente attuale dei fabbisogni di personale, il superamento del tetto di spesa fermo al 2004 e investimenti mirati sui reparti in maggiore sofferenza; 4) Sicurezza sul lavoro, con misure concrete ed efficaci contro le aggressioni a medici e operatori sanitari nei pronto soccorso e nei reparti; 5) Defiscalizzazione e aumento del lavoro ordinario, non solo di quello straordinario, per dare respiro reale alle buste paga dei professionisti del SSN; 6) Contrattualizzazione degli specializzandi di area medica e non medica.

“Il Governo più longevo della storia repubblicana ha davanti a sé un’occasione storica altrettanto rilevante – conclude Di Silverio -: quella di scegliere se lasciare in eredità un Servizio Sanitario Nazionale più debole di come lo ha trovato, o se usare la stabilità conquistata per fare finalmente le riforme che la sanità pubblica aspetta da troppi anni. I medici e i dirigenti sanitari italiani non chiedono privilegi: chiedono le condizioni minime per continuare a curare i cittadini. Noi siamo pronti alla sfida sicuramente difficile in questo contesto di crisi internazionale, fermamente decisi a fare la nostra parte”.

Landini (Cgil): la politica torni a parlare con le persone

Reggio Emilia, 4 set. (askanews) – “Se posso dare un consiglio a chi fa politica, penso che sia venuto il momento non di fare chiacchiere, ma di tornare a parlare con le persone, di risolvere i problemi delle persone”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, a margine di un dibattito alla Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia. “Uno dei problemi è che questi sono stati in campagna elettorale cinque anni – ha proseguito Landini -: se si continua a ragionare di quello che succede il giorno dopo, per vedere quale sondaggio e quanti voti prendi, questo Paese rischia di andare a sbattere”. Un esempio, ha spiegato il segretario, è quello demografico: “Siamo un Paese che sta invecchiando, le imprese non trovano le competenze, e questi continuano per voti elettorali a raccontare che saremo un Paese invaso, quando in realtà sono di più i giovani italiani che se ne vanno degli stranieri che vengono a lavorare qui”.

Per Landini i problemi “vanno affrontati con serietà” e senza attendere: “Chi vieta di fare una riforma fiscale degna di questo nome? Perché i profitti pagano il 23% e i salari e le pensioni arrivano a pagare il 40%? A parità di reddito tutti dovrebbero pagare le stesse tasse”, ha sottolineato, indicando nella maggiore equità la strada per aumentare le entrate e finanziare “investimenti nella sanità, nella scuola, sul territorio”. Il segretario della Cgil ha rivendicato l’esito referendario a difesa della Costituzione: “In un Paese dove ormai il 50% a votare non ci va, quando i cittadini hanno capito che il loro voto contava, che era in ballo la libertà di questo Paese, sono andati a votare”.

Conte: il governo Meloni festeggia 4 anni e 0 riforme

Genova, 4 set. (askanews) – “Il governo Meloni si appresta ad auto celebrare 4 anni di governo, 0 riforme. Sicuramente è il governo più longevo della storia repubblicana, ma questo corrisponde anche alla più grande irresponsabilità nella storia repubblicana di non aver fatto nulla per i cittadini che si trovano con un caro inflazione, un caro bollette, carburante alle stelle, le buste paga molto leggere, troppo leggere e questo governo si caratterizza solo quindi per tasse e propaganda. Hanno avuto quattro anni e fatto zero riforme e al di là dei record che raccontano, gli italiani hanno buste paga leggerissime, difficoltà a fare la spesa, difficoltà a fare il pieno. Questa è la realtà di un Paese che ha poco di cui festeggiare. Il governo più longevo aveva una grande responsabilità: quattro anni sono tantissimi, si poteva cambiare il Paese e invece hanno fatto un accordo con i poteri forti che sono ingrassati”. Così Giuseppe Conte, leader M5s, a margine della festa de l’Unità di Genova.

Orsini (Confindustria): la stabilità governo è un valore positivo

Reggio Emilia, 4 set. (askanews) – “Credo che la stabilità sia un valore positivo, ma più che altro perché abbiamo visto nel passato che se si vogliono fare misure fiscali, come noi stiamo chiedendo da un po’ che siano strutturali, servono comunque dei governi stabili”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine di un dibattito alla Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia, commentando la longevità del governo Meloni. “Auspichiamo che il prossimo governo sia un governo stabile a prescindere dai colori – ha aggiunto Orsini -. Confindustria non sta con i colori ma sta con le idee, con il Paese, con gli imprenditori, e gli imprenditori vogliono dire benessere, lavoratori e quindi tutto quello che fa bene per crescere”.

Mps, Orsini (Confindustria): tutelare territorialità e imprese

Reggio Emilia, 4 set. (askanews) – “Non entro sul mercato perché ovviamente il mercato sarà quello che decide. A me quello che interessa è che i risparmi italiani rimangano comunque sugli investimenti dell’Italia: mi preoccupa se devono andare ad altri Paesi”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine di un dibattito alla Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia, interpellato sulle vicende che hanno interessato il Monte dei Paschi di Siena e il sistema bancario. “E’ ovvio – ha aggiunto Orsini – che le cordate che tutelano la territorialità, che tutelano la capacità di dare sostegno alle imprese e ai cittadini italiani, io credo che questo debba essere salvaguardato”.

Commercio, a luglio vendite -0,4% su mese, +0,8% su anno

Roma, 4 set. (askanews) – A luglio le vendite al dettaglio registrano il secondo calo mensile congiunturale consecutivo, sia in valore sia in volume. In base ai dati diffusi dall’Istat, a luglio, rispetto al mese precedente, le vendite al dettaglio risultano in calo sia in valore (-0,4%) sia in volume (-0,5%). Risultano in diminuzione sia le vendite dei beni alimentari (-0,4% in valore e -0,5% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (rispettivamente -0,4% e -0,7%).

Su base tendenziale, a luglio 2026, le vendite al dettaglio registrano una crescita dello 0,8% in valore e un calo dello 0,6% in volume. I beni alimentari aumentano in valore (+0,3%) e diminuiscono in volume (-1,0%) così come quelle dei beni non alimentari (rispettivamente +1,1% e -0,2%).

Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali eterogenee tra i gruppi di prodotti. L’aumento maggiore riguarda Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+6,1%) e Altri prodotti (+5,0%), mentre Calzature, articoli in cuoio e da viaggio registrano il calo più consistente (-2,8%).

Nel trimestre maggio-luglio 2026, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio vedono un incremento in valore (+0,2%) e una flessione in volume (-0,1%). Le vendite dei beni alimentari diminuiscono in valore (-0,1%) e in volume (-0,3%), mentre quelle dei beni non alimentari sono in aumento (+0,4% in valore e +0,1% in volume).

Rispetto a luglio 2025, le vendite al dettaglio sono in aumento per la grande distribuzione (+1,6% in valore e +0,6% in volume) e il commercio online (rispettivamente +2,4% e +1,6%).

In Germania oltre 160 casi sospetti di sabotaggio nel 2026

Roma, 4 set. (askanews) – Sono oltre 160 casi sospetti di sabotaggio di infrastrutture registrati nel 2026 in Germania: è quanto rivela un’inchiesta congiunta delle emittenti WDR e NDR e del quotidiano Süddeutsche Zeitung. La maggior parte dei casi si è verificata nei Laender della Bassa Sassonia, Renania Settentrionale-Vestfalia e Baviera. Il numero di casi sospetti di sabotaggio è stato ricavato da un’analisi condotta dall’Ufficio federale di polizia criminale tedesco alla fine di agosto; nel 2025 le autorità tedesche avevano registrato 320 casi analoghi.

Germania, maxi commesse gonfiano ordini industria luglio: +2,5% su mese

Roma, 4 set. (askanews) – Le maxi commesse di navi e aerei sono alla base di un nuovo balzo a luglio degli ordinativi dell’industria in Germania, un più 2,5% rispetto al mese precedente, che segue il più 3,7% registrato a giugno, e che porta il tasso di crescita su base annua degli ordinativi a un esuberante più 13,1%, a fronte del più 7,2% di giugno. Lo riferisce Destatis.

Escludendo tuttavia gli ordini di maggiore consistenza, secondo l’ufficio federale di statistica tedesco il dato di luglio risulta in contrazione dell’1,4% rispetto al mese precedente.

Stessa dinamica prendendo in considerazione l’insieme degli ultimi tre mesi: su maggio-luglio gli ordinativi sono complessivamente saliti del 2,9%, ma escludendo le operazioni di maggiori dimensioni emerge una contrazione del 2,2%.

Secondo Destatis, il balzo di luglio è prevalentemente attribuibile a maxi ordinativi nel settore dei trasporti tra cui aerei, navi, treni e veicoli militari, in cui su base mensile gli ordinativi sono raddoppiati più che raddoppiati (+126,4%) e su cui pesa anche una aggiustamento degli effetti di calendario. Molto negativo invece il comparto dell’auto, con un meno 12,5%.

Mattarella: torni la convivenza pacifica o è a rischio economia mondiale

Roma, 4 set. (askanews) – “L’attuale contesto internazionale non ammette indugi. Occorre un chiaro percorso di azione affinché tornino a prevalere modalità di convivenza pacifica in seno alla Comunità degli Stati in un quadro giuridico e istituzionale condiviso e rispettato. In assenza di questo presupposto, sono messe a dura prova le stesse prospettive di un’economia mondiale prospera e in crescita costante e duratura”. E’ l’allarme lanciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Forum Ambrosetti a Cernobbio.

Il capo dello Stato fa appello quindi alle società civili e al “sistema delle imprese” che “sanno di avere una responsabilità speciale e un ruolo nel consentire all’Unione di essere rilevante, di avere una propria identità, per continuare a rappresentare un modello virtuoso cui ispirare le relazioni internazionali”.

Ue, Mattarella: deve assumere iniziative, necessarie decisioni tempestive

Roma, 4 set. (askanews) – L’Europa deve saper assumere iniziative per dare un contributo nel contesto internazionale e per farlo sono necessari cambiamenti delle sue istituzioni che rendano più tempestive le decisioni. Lo sottolinea il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Forum Ambrosetti a Cernobbio.

“L’Unione Europea, lungi dal pensare di rinunciare ai suoi valori, appare più che mai un’impellente necessità per affermare standard di vivibilità per i popoli dell’intero pianeta. Il suo contributo a un ordinamento internazionale equo e condiviso è prezioso e, su questo terreno, l’Europa deve saper giocare assumendo iniziative piuttosto che attestarsi su moduli di mera difesa – osserva il capo dello Stato -. I necessari e urgenti cambiamenti nel funzionamento delle sue istituzioni, nella composizione, nella tempestività delle decisioni, nelle priorità, sono indispensabili per affermare le volontà espresse dalla sovranità dei popoli che in essa si riuniscono”.

Mattarella: successi Unione Europea indiscutibili, invidiati e osteggiati

Roma, 4 set. (askanews) – “L’Unione Europea costituisce tuttora la manifestazione più eclatante al mondo di condivisione di sovranità, sorretta da valori comuni, capace di assicurare pace, diritti, prosperità diffusi a un gruppo di Stati, adusi per secoli a combattersi l’un l’altro. I suoi successi sono indiscutibili, e per questo, talvolta, invidiati e osteggiati, al pari della sua attrattività, tuttora intensa e vitale”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Forum Ambrosetti a Cernobbio.

“La sua vocazione a proiettare verso l’esterno partenariati basati sul reciproco beneficio, iniziando da quello economico e commerciale, con diversi interlocutori, attraversa una stagione espansiva ed è ben testimoniata dal numero di Accordi di libero scambio recentemente siglati con Stati e associazioni di Stati di ogni continente – ricorda il capo dello Stato – . Di questo modello di rapporti internazionali cooperativi, alternativo alla logica del più forte o del profitto di rapina come unico parametro, dobbiamo andare orgogliosi; come in tutte le aree strategiche dove l’Unione interviene, è infatti la persona a essere messa al centro”.

Mattarella: preoccupante tendenza a ripristinare politiche di potenza

Roma, 4 set. (askanews) – In questo momento storico c’è una “preoccupante tendenza a ripristinare politiche di potenza, con la minaccia, quando non l’uso, della forza, a sostegno di proprie pretese nella soluzione delle controversie internazionali”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Forum Ambrosetti a Cernobbio.

“Il concetto di sicurezza di alcuni avverrebbe così a spese di quella di altri, con una visione coercitiva dell’interdipendenza, che riporta a epoche coloniali, facendo retrocedere la storia della civiltà umana”, aggiunge il capo dello Stato.

Mattarella: frangente storico mette in discussione valori società

Roma, 4 set. (askanews) – “Il frangente storico che viviamo appare complesso e caratterizzato da una fase di transizione che, mentre dichiara non più attuale l’esistente equilibrio, non sembra impegnata a costruirne un nuovo, limitandosi, spesso con uno sguardo rivolto a stagioni, ‘mon pos!’ passate che non ci sono più – a mettere in discussione i valori sui quali le società nazionali hanno costruito il loro presente”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Forum Ambrosetti a Cernobbio.

Governo, Meloni: record longevità grande responsabilità, il lavoro va avanti

Roma, 4 set. (askanews) – “Oggi il nostro Governo diventa il più longevo della storia della Repubblica italiana. È un dato che accolgo con gratitudine e con un forte senso di responsabilità. Perché la stabilità non è un record da esibire, ma la condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare”. Lo scrive su Facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“In questi anni – prosegue – abbiamo lavorato per aumentare l’occupazione, ridurre la disoccupazione, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la sicurezza, governare i conti pubblici con serietà e restituire all’Italia peso e credibilità sulla scena internazionale. I risultati ci sono, ma sappiamo bene quante cose restino ancora da fare. Questa stabilità non è merito di una persona sola. È il risultato di una coalizione unita, che governa da quattro anni con una visione comune e che ha scelto di stare insieme non contro qualcuno, ma per realizzare un progetto per l’Italia. Non credo sia un caso che, da oggi, i tre Governi più longevi della storia repubblicana siano tutti governi di centrodestra. La stabilità si costruisce quando un’alleanza condivide valori, obiettivi e una visione della Nazione, non quando l’unica ragione per stare insieme è impedire agli altri di governare. Ma soprattutto, questa stabilità esiste grazie agli italiani che nel 2022 ci hanno dato fiducia. Una fiducia che non abbiamo mai considerato un assegno in bianco e che non daremo mai per scontata. Il prossimo anno torneremo davanti ai cittadini con quello che abbiamo fatto, con quello che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E saranno ancora una volta loro a decidere se meritiamo di continuare questo cammino. Intanto il lavoro va avanti. E questa sera ci vediamo a Bari, insieme alla grande comunità di Fratelli d’Italia. Sarà l’occasione per guardarci negli occhi, fare il punto sulla strada percorsa e, soprattutto, parlare di quella che abbiamo ancora davanti. Avanti, con i piedi per terra e lo sguardo rivolto al futuro”, conclude.

Il nuovo disco J-AX si chiama "Vita Morte Miracoli"

Milano, 4 set. (askanews) – Esce oggi, venerdì 4 settembre J-Ax pubblica il suo nuovo album dal titolo “Vita Morte Miracoli”, prodotto e distribuito da Columbia Records/Sony Music Italy. Un album che rivela in modo intenso e senza filtri un nuovo capitolo della vita dell’artista milanese. 14 tracce in cui le sonorità del rap si mescolano a quelle del country per attraversare ogni aspetto dell’identità di Alessandro Aleotti in arte J-Ax.

“Quando mi chiedono di cosa parla il nuovo disco non so cosa rispondere perché non parla di una cosa sola. Parla di tutte quelle volte che pensi di aver capito tutto, invece la vita ti dà due schiaffetti e cambia le carte, parla di quando cadi, parla di quando ti rialzi, di quando sbagli, di quando impari… Parla di chi hai avuto accanto e di chi hai dovuto lasciare andare e parla del fatto che alla fine ho capito una cosa sola: che noi non siamo solo i nostri successi, ma siamo soprattutto le nostre cadute. E forse è proprio dalle cadute che nascono le canzoni migliori. Per questo il disco si chiama Vita Morte Miracoli” dice J-AX

“Vita Morte Miracoli”, infatti, non è solo il titolo del suo nuovo lavoro ma una vera a propria dichiarazione d’intenti: dalle battaglie personali alle riflessioni sulla società contemporanea, Alessandro mette in scena un racconto sincero e spesso spietato di sé stesso e del mondo che lo circonda. Un album autobiografico in cui l’artista mescola satira sociale, bilanci personali, riflessioni sugli affetti autentici e il suo inconfondibile spirito ribelle. Fanno parte dell’album due brani già conosciuti dal grande pubblico: Italia starter pack (certificato oro), singolo con il quale ha partecipato alla settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo e HIPPY YA YO (PERÒ ANCHE NO), invito a dire no alla violenza e agli estremismi uscito a fine maggio 2026.

In contemporanea con l’uscita dell’album esce in radio il singolo che fa da title track: “Vita Morte Miracoli”, brano dove Alessandro riflette sulla propria vita, sul rapporto con la fama, sui fallimenti e sull’inevitabilità della morte. E lo stesso giorno alle ore 8.00 del mattino esce il videoclip del singolo, girato nelle campagne di Asti per la regia di Luca Tartaglia, dove tra campi coltivati e paesaggi rurali il J-Ax cowboy di oggi, rigorosamente in sella al suo cavallo, si alterna al sé stesso nelle diverse fasi della sua lunga e prolifica carriera.

Squilli di tromba e rulli di tamburo

Il governo Meloni taglia il traguardo della sua longevità. A conti fatti si tratta dell’esecutivo durato più a lungo nella nostra lunga, concitata e traballante storia repubblicana. Circostanza che viene accompagnata in queste stesse ore da un una discreta quantità di squilli di trombe e rulli di tamburo. Nulla da obiettare, s’intende. Tranne per il fatto che non è mai la quantità di tempo che fa la differenza. Semmai la sua qualità, la sua intensità. In una parola, il frutto che se ne è saputo estrarre.

Nella prima legislatura De Gasperi fu costretto a due crisi di governo che diedero vita a tre diversi esecutivi. Eppure quei primi cinque anni della nostra vita pubblica furono i più fruttuosi, quelli che decisero del nostro destino per molti altri anni a venire. Non per caso, direi.

La politica di coalizione, in un paese così complicato come il nostro, è sempre un po’ traballante. Mescola interessi e visioni in conflitto e li amalgama con una certa fatica. Gettare la polvere di tutto questo tramestio sotto il tappeto di Palazzo Chigi arreca quasi sempre un conforto di breve durata.

E infatti il governo che a Bari celebra il suo compleanno è lo stesso che si trova sempre più a fare i conti con l’affiorare di dissensi, malumori, trappole e trappoline nascoste che complicano ogni giorno di più il suo faticoso cammino.

“Il tempo – scriveva Marguerite Yourcenar – è un grande scultore”. Infatti bisognerebbe misurare soprattutto la solidità di quella scultura. E dopo, solo dopo, decidere se vale la pena di fare tutta quella festa.

Fonte: La Voce del Popolo – 3 settembre 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Taybeh porta i coloni davanti ai giudici americani: la Palestina cambia campo di battaglia

Dalle proteste alle carte processuali

A Taybeh hanno deciso di cambiare strategia. Non soltanto denunce, appelli alla comunità internazionale e richieste di protezione: adesso si prepara la via dei tribunali americani.

Il Comune del villaggio palestinese, a maggioranza cristiana, nella provincia di Ramallah, ha invitato gli abitanti in possesso della cittadinanza statunitense o della Green Card a documentare aggressioni, danneggiamenti di case e terreni e impedimenti nell’accesso alle proprietà. L’obiettivo è costruire il dossier necessario per un’azione civile negli Stati Uniti.

Non siamo ancora davanti a una class action formalmente incardinata: è in corso la raccolta delle testimonianze e delle prove. Ma proprio questo dettaglio rende interessante l’iniziativa. Perché il possibile procedimento non riguarderebbe soltanto gli autori materiali delle violenze: il Comune intende portare all’attenzione della giustizia americana anche organizzazioni con sede negli Stati Uniti che, secondo le accuse, avrebbero sostenuto le attività contestate.

Il progetto vede il coinvolgimento della Palestinian-American Olive Branch Funding Group e, secondo la municipalità, l’avvocato Jonathan Kuttab si sarebbe dichiarato disponibile a sostenere i costi dell’azione.

 

Un villaggio cristiano sotto pressione

Taybeh non è un luogo qualsiasi. È considerato l’ultimo villaggio palestinese interamente cristiano della Cisgiordania e ospita comunità greco-ortodossa, melchita e latina. Da mesi sacerdoti e abitanti denunciano una crescente pressione sulle terre circostanti.

In giugno padre Bashar Fawadleh, parroco latino, aveva denunciato aggressioni mentre alcuni residenti cercavano di spegnere incendi nelle campagne. In luglio aveva lanciato un nuovo allarme per la possibile nascita di un avamposto di coloni a poca distanza dalle abitazioni. In agosto la situazione è ulteriormente peggiorata: residenti e attivisti israeliani per i diritti civili hanno denunciato aggressioni, recinzioni abbattute e incursioni nelle proprietà.

Persino la proclamazione di un’area militare chiusa non sembra aver risolto il problema. Il sindaco Suleiman Khourieh ha sostenuto che gli avamposti continuano ad allargarsi e che i coloni continuano a entrare nei terreni agricoli.

 

La battaglia arriva in America

È qui che l’iniziativa di Taybeh acquista un significato politico più ampio. Se esistono circuiti finanziari internazionali capaci di sostenere attività che producono conseguenze concrete nei territori occupati, la responsabilità — questa è la tesi che dovrà eventualmente essere dimostrata davanti a un giudice — potrebbe non fermarsi alla frontiera israeliana.

Taybeh prova dunque a rovesciare la prospettiva: non aspettare soltanto che intervengano governi e diplomazie, ma utilizzare gli ordinamenti democratici occidentali per verificare responsabilità, finanziamenti e risarcimenti.

Per un piccolo villaggio cristiano della Palestina è una sfida enorme. Ma contiene una domanda che riguarda anche l’Europa: se il diritto internazionale viene continuamente invocato e troppo spesso disatteso, perché non cominciare a far parlare concretamente i tribunali?

Ci lascia Riccardo Pratesi, persona di scienza e d’impegno

Mi scuote la notizia della morte di Riccardo Pratesi, professore emerito di Fisica della materia a Firenze e Presidente del Circolo di cultura politica Fratelli Rosselli, di cui mi sento partecipe fin da ragazzo.

Sarebbe importante non smarrire la tradizione di non pochi uomini di scienza con una solida preparazione umanistica (Pratesi, per inciso, proveniva dal liceo classico) e inclini all’impegno civile. Un filone, temo, che, se non rinnovato e ridefinito, corre il rischio della dissipazione.

Non a caso, il nome di Pratesi, appassionato ricercatore di Elettronica Quantistica, è legato anche ai Convegni promossi dal Circolo Rosselli e intitolati a un altro uomo di scienza e d’impegno come Luigi Amaducci, docente di Neurologia. Era morto da poco, nel 1998, quando lo citai in occasione del mio primo intervento a un congresso regionale di partito, ricordando la lucidità e l’acume dei quali egli aveva dato prova mostrando il nesso tra il reddito delle persone più anziane, la loro salute e la conseguente spesa per il Servizio sanitario nazionale.

Che si tratti degli aspetti più reconditi della materia e dellenergia, dello studio delle patologie degenerative o dello sforzo volto a umanizzare e a rendere più giusta la società e la stessa organizzazione del sapere e dei saperi, occorrono tenacia, slancio, passione, spirito di abnegazione. Impegnative virtù che persone come Pratesi ci lasciano in eredità.

Oltre il postumanesimo: persona, diritto e democrazia nella sfida della pace

La persona al centro della convivenza

Dal rapporto tra persona umana e società nasce uno dei processi canonici su cui si concentra la relazionalità conflittuale tra diritti fondamentali della persona umana e la sua dignità. La pace non è composta di tecnica, ma di principi sui quali costruire l’edificio della convivenza tra culture, esperienze, religioni ed educazione.

In questo ambito appare evidente e delicato il passaggio che stiamo vivendo tra cultura moderna e cultura postmoderna, soprattutto caratterizzato nel nostro tempo dall’emergenza di tre unità: l’unità di tutte le società nazionali del mondo in una, seppure articolata, organizzazione supernazionale, quindi l’effettivo ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie; l’unità per la comprensione, il confronto e la possibile coesistenza di tutte le religioni del mondo con fini spirituali e il conseguente superamento di ogni fondamentalismo; l’unità del diritto secondo i principi fondamentali dettati dalle diverse Costituzioni democratiche e il rifiuto delle leggi aventi forza di legge in contrasto con tali principi. In tal senso, la cooperazione economica potrebbe evidenziare l’emergenza della pace come percorso educativo che si esplica nell’affermazione dei diritti dell’uomo non solo come generosa utopia, ma come possibile certezza.

In questo senso le esperienze giuridiche ci offrono uno spaccato della realtà sociale attraverso due elementi: l’approfondimento dell’essenza dell’uomo, che dal versante giuridico arriva a quello ontologico, e l’emergenza del valore della libertà in una società competitiva, ma non per questo senza una ricerca che sempre la legge deve operare in funzione della pace e della cooperazione tra gli uomini.

Il senso della cittadinanza si esplica come affermazione dei diritti dell’uomo non soltanto come generosa utopia, ma come possibile inizio del processo storico di una nuova civiltà. Richiede in primo luogo la scelta della pace come istituzione principe e non più della guerra.

Ciò significa, in concreto, che le Chiese non siano finalizzate alle guerre di religione, ma alla pacificazione tra tutti i popoli; che la scuola non sia più strumento di discriminazione tra gli uomini, ma servizio per la crescita culturale comune. In tal ambito occorre dare un senso anche a ciò che oggi sembra essere maggiormente in crisi, perché la politica non si serva di strumenti finalizzati alla contrapposizione per la conquista dell’egemonia, ma di dispositivi di reale comunicazione per un mondo libero da ogni tipo di tirannide.

Ma soprattutto occorre che l’organizzazione economica non sia finalizzata all’accumulazione e al monopolio delle risorse, ma al loro impiego per uno sviluppo armonico e generalizzato, senza sacche di sottosviluppo; che gli stessi Stati non siano più strumenti di coercizione burocratica e di rivalità economica tra i popoli, ma sistemi di servizi per una partecipazione realmente democratica in un progetto di federazione mondiale.

E in questo senso l’approfondimento che l’autore rivolge al rapporto tra guerra e diritto non va nel senso di un riconoscimento di un valore all’esperienza bellica, bensì a un tema assai poco dibattuto oggi, ovvero: «Non è sufficiente la pace per porre fine alla guerra», perché la formazione dell’uomo non può prescindere dall’apertura all’altro. In questo senso il riferimento al dono, non solo giuridico ma, direi, ontologico-normativo del vincolo matrimoniale, fa assumere alla società civile i caratteri dell’armonia e del senso della cittadinanza.

 

La legge come formazione, non soltanto come norma

La legge non è solo norma algida che regola il vivere civile, bensì è il fondamento morale della vita stessa come esperienza di ricchezza della coscienza di ognuno. L’attività morale che l’uomo è chiamato a svolgere nella società contemporanea fa capire che la legge, nei suoi “morfemi”, può essere elemento di formazione e non solo di repressione, come peraltro deve anche essere, ma in contesti eccezionali, quando l’etica purtroppo abbandona la politica. Ciò comporta una rivoluzione concettuale per promuovere contestualmente la legge equa e giusta e la sua cultura in un ambiente linguistico e culturale ancora, per lo più, egemonizzato dal primato della guerra.

L’autorità e il potere non devono più essere istituiti al di fuori o, peggio, contro l’uomo, ma sulla libertà di coscienza, sulle capacità operative di ogni singola persona.

Il dialogo, quindi, come ricerca della propria verità nelle verità degli altri, è sostenuto dall’esplorazione continua nel campo sempre più esteso dell’ignoto, piuttosto che dalla ripetizione ossessiva di verità parziali e comunque riduttive.

È necessario abbandonare il concetto di “politica” come rapporto di forze e intenderla come arte della comunicazione. Considerando la politica come comunicazione e il fare politica come mettere “in rete”, ovvero in comunicazione, si scopre nella progettualità e nell’interrelazione dei progetti su scala mondiale e locale dove il valore della legge, quei “morfemi”, comporta l’attuazione di una strategia fondamentale verso la faticosa costruzione e il raggiungimento, in tempo utile, di un ordine complessivo di relazioni basate sull’educazione alla pace.

Per continuare a leggere clicca qui

Spiriti Ribelli, quando il suono diventa movimento

La musica come atto culturale

I podcast action sono qualcosa che è ‘altrove’. È un atto culturale, un attraversamento che usa la musica come strumento di lettura del mondo. Nasce dall’idea che le sottoculture non siano semplici estetiche, ma fenomeni sociopolitici, movimenti che hanno saputo raccontare ciò che la società non riusciva o non voleva dire. Punk, post-punk, darkwave, gothic rock e cyberpunk diventano così territori di resistenza, spazi di pensiero critico, luoghi dove la ribellione prende forma attraverso il suono. Il podcast è “action” perché non vuole essere un archivio, né un museo della nostalgia. Vuole essere un gesto, un movimento vivo che invita chi ascolta a partecipare, a prendere posizione, a riconoscere la propria parte ribelle. Ogni episodio è costruito come un atto sociale nel senso più ampio: non di partito, ma di identità, di libertà, di immaginazione. La musica diventa un linguaggio che parla di solitudine urbana, di disillusione generazionale, di chi cerca spazio, di futuri possibili e impossibili.

 

Dal punk al cyberpunk, territori di resistenza

Il punk ci insegna che la ribellione nasce dall’urgenza. Il post-punk ci mostra che dopo il rumore arriva la riflessione, la ferita, la domanda. La darkwave porta la malinconia come forma di verità, il gothic rock trasforma l’ombra in teatro, il cyberpunk immagina mondi distorti per raccontare quello reale. Si attraversano territori non per descriverli, ma per attivarli: ogni brano diventa un frammento di storia sociale, ogni testo una lente politica, ogni atmosfera un modo di sentire il presente. In un’epoca in cui tutto sembra veloce, superficiale, immediato, i podcast action scelgono la profondità. Scegliere di fermarsi sui testi, sulle immagini, sulle tensioni che la musica porta con sé. Scegliere quindi di dare voce a ciò che spesso resta ai margini: le inquietudini, le identità non conformi, le sensibilità notturne, le domande che non trovano spazio nei discorsi dominanti.

 

Spiriti Ribelli, una comunità in movimento

È un invito a pensare eca sentire, è un gesto rumoroso ma anche un modo di stare nel mondo. Si tratta di fenomeni culturali perché non si limitano a raccontare la musica, ma la usano per interrogare la società. Siamo pars pro toto, parte di un tutto, come diceva Papa Francesco.

È un movimento perché chi ascolta non resta spettatore: diventa parte di un percorso, di una leadership diffusa, di una comunità che trova nella musica un luogo di libertà. È un atto sociale perché ogni scelta estetica, ogni suono, ogni parola è un modo di dire “non tutto va bene, ma possiamo immaginare altro”. È la nuova filosofia del linguaggio sociale.

Post scriptum

Da quando facevo volontariato radiofonico, il primo podcast action in Italia l’ho chiamato ‘Spiriti Ribelli’. Mi piace ricordare che ha iniziato a trasmettere dalle frequenze della radio universitaria di Unitelma Sapienza.

Crisi dei negozi di moda, non solo per crisi consumi

Roma, 3 set – In Italia chiudono diciotto negozi di moda e abbigliamento ogni giorno: oltre 23mila attività e 35mila posti di lavoro perduti negli ultimi cinque anni, secondo Federazione Moda Italia -Confcommercio. Numeri dietro cui, per Abbigliamento Vincente Agenzia di marketing fondata da Michele Carozza e specializzata esclusivamente nel settore moda non c’è soltanto la crisi dei consumi.

“Il punto non è che gli italiani spendono meno – spiega Michele Carozza – è che hanno smesso di comprare come compravano dieci anni fa. La passeggiata in centro, la vetrina che intercetta chi passa, l’acquisto d’impulso davanti al negozio era il modello su cui i punti vendita si reggevano. Oggi quell’impulso si è spostato online: una persona vede un prodotto, due tocchi con Apple Pay e l’ordine arriva a casa. È comodo, immediato, senza attrito, e contro quella comodità il negozio fisico, da solo, non può competere”.

Eppure, sottolinea l’agenzia, il punto vendita ha un vantaggio che l’online non potrà mai avere.

“Un negoziante con dieci anni di attività, quando parla con un cliente in negozio, è un vero esperto di abbigliamento: sa consigliare, sa leggere la persona che ha davanti. Il problema è che quella competenza la conoscono solo i clienti che entrano; tutti gli altri non la vedono. Il digitale serve esattamente a questo: con un tocco di editing, mostrare a tutti l’esperto che quel negozio ha già dentro. Non costruiamo un personaggio finto, raccontiamo una competenza che esiste davvero. E oggi le persone si fidano molto di più di un brand con un volto riconoscibile che di un marchio anonimo. Noi lavoriamo solo sulla moda, esclusivamente con negozi di abbigliamento, accessori e calzature. Un’agenzia che dice di fare tutto, in realtà non fa bene niente: il marketing cambia da settore a settore. Lavorare solo nel fashion ci permette tre cose concrete: conoscere la stagionalità, sapere come ruota la merce, capire chi entra in negozio e perché compra. Parliamo la stessa lingua dei nostri clienti, ed è la sola lingua con cui oggi un negozio di abbigliamento può tornare a crescere”.

(Comunicato stampa)

Report, Mollicone: giornalisti senza tesserino si regolino

Venezia, 3 set. (askanews) – “Bisogna che qualcuno dica alla redazione di Report che non è né un Soviet, ma è una redazione in cui giornalisti professionisti sono a contratto.Sono dipendenti Rai. Quelli che non hanno contratto e che non sono nemmeno giornalisti, come Giulia Innocenzi, forse dovrebbero darsi una regolata.

Lo ha detto il presidente della Commissione Cultura e editoria della Camera Federico Mollicone, intercettato al Lido di Venezia davanti all’hotel Excelsior commentando le voci sullo scambio acceso avvenuto nei corridoi di via Teulada tra Salvo Sottile e alcuni giornalisti della redazione di Report.

“Dovrebbero capire che non si dialoga così con un’azienda, l’azienda pubblica italiana. Non ci sono regolamenti, regole, leggi e che chi non ha ruolo per farlo è bene che non si comporti come in un’assemblea studentesca”.

Venezia, Marco Santi: “Il Grande Giaffa” metafora dell’attualità

Venezia, 3 set. (askanews) – Il non sentirsi abbastanza, il desiderio di visibilità e di apparire a tutti i costi. C’è molta attualità ne “Il Grande Giaffa”, opera prima di Marco Santi che apre la 41esima Settimana Internazionale della Critica alla Mostra del Cinema di Venezia.

Racconta la storia di Giacomo Falta, interpretato da Edoardo Pesce, un uomo dall’esistenza anonima che resta ammaliato dal successo del carismatico Grande Giason (Roberto Zibetti), che senza un particolare talento riesce a catturare le folle, come un guru.

Una popolarità immotivata che lo ossessiona quella di Giason, al punto da voler assumerne l’identità in una notte assurda, in cui il confine tra illusione e realtà diventa sempre più labile. Il regista l’ha definita una favola nera sull’invisibilità sociale:

“È sicuramente una metafora dell’attualità, senza giudizio, non giudica ma è una metafora di quello che ci circonda e un’esasperazione di quello che io vedo attorno a me”.

Per Edoardo Pesce il film è una fotografia del momento che viviamo: “C’è questa fame di fama, l’occasione per avere riscontro di un pubblico, e questo personaggio rappresenta questo, si trova ad essere riconosciuto e diventa quasi una specie di droga e di avvelenamento da questa cosa qui”.

Lega, Fontana: Giorgetti? Non si fa arruolare, decide lui cosa fare

Milano, 3 set. (askanews) – “Ci mancherebbe che Giorgetti si faccia arruolare. Giorgetti è una persona di uno spessore tale che decide lui cosa fare”. Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, a margine dell’accensione del Countdown Clock del Cev Enel Eurovolley, presso la Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, in occasione dei Campionati Europei maschili di pallavolo, ha commentato un articolo di giornale che inseriva il ministro dell’Economia ed esponente leghista Giancarlo Giorgetti tra i “ribelli” leghisti del Nord che contestano la linea di Matteo Salvini. Quanto all’incontro in programma proprio tra i governatori del Nord e il segretario della Lega, Fontana ha risposto sulla possibilità che si tenga la prossima settimana: “Probabile, vediamo”.

Arriva a Roma il 19 e 20 settembre "Esercito 1659 Drone Challenge"

Roma, 3 set. (askanews) – Arriva a Roma il 19 e 20 settembre all’Ippodromo Militare Pietro Giannattasio di Tor di Quinto l’ “Esercito 1659 Drone Challenge, la precisione incontra la velocità”, la prima spettacolare competizione sportiva che unisce i migliori piloti civili e militari di droni First Person View (FPV), aeromobili radiocomandati con visore in cui i piloti potranno confrontarsi su percorsi sfidanti e impegnativi per testare abilità, concentrazione e precisione in volo.

Esercito 1659 Drone Challenge è un’iniziativa del ministero della Difesa, organizzata da Difesa Servizi S.p.A. ed Esercito Italiano, con la partnership istituzionale della Regione Lazio e il patrocinio del Coni.

La manifestazione – si legge in una nota – rappresenta un’importante occasione per raccontare e trasmettere i valori dell’Esercito Italiano e delle Forze Armate, proiettandoli nell’ecosistema dell’innovazione tecnologica. Il cuore pulsante della manifestazione è la Challenge FPV (First Person View), una disciplina in cui i piloti guidano i droni indossando visori speciali che trasmettono le immagini della telecamera di bordo in tempo reale, garantendo un’esperienza immersiva ad altissima velocità. L’evento si articola in due gare distinte: la competizione PRO, la quarta tappa del Campionato italiano droni 2026, organizzata dall’Aero Club d’Italia, federato CONI e membro della FAI – Federazione Aeronautica Internazionale, sarà affiancata dalla competizione OPEN accessibile a tutti senza restrizioni di età, sesso e livello di abilità. All’Esercito 1659 Drone Challenge parteciperanno 10 piloti d’élite FPV della categoria PRO e 32 della categoria OPEN (16 civili e 16 militari).

La manifestazione, aperta al pubblico e a ingresso gratuito, offrirà ai visitatori l’opportunità di assistere alle evoluzioni di droni altamente tecnologici e velocissimi e di immergersi nei panni dei piloti, grazie ai visori per la realtà virtuale, vivendo in prima persona l’adrenalina e le emozioni del volo. Durante la due giorni di manifestazione, l’atteso lancio dei Paracadutisti della sezione paracadutismo del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito e le esibizioni della Banda dell’Esercito Italiano.

Oltre alle spettacolari gare su un circuito tecnico, presso l’Ippodromo Militare Pietro Giannattasio sarà allestito l’EI 1659 Drone Village, concepito come uno spazio interattivo dove i visitatori e gli appassionati di tutte le età potranno interagire direttamente con le tecnologie di ultima generazione, provare simulatori di volo, la military fitness con parete d’arrampicata e scoprire più da vicino il mondo dei droni e le sue molteplici applicazioni. Le tecnologie più avanzate e innovative saranno inoltre presentate attraverso le persone, le competenze e i mezzi che rappresentano l’eccellenza dell’Esercito Italiano, offrendo al pubblico un’esperienza diretta e coinvolgente nel mondo dell’innovazione tecnologica.

America’s Cup, team Usa a Nisida. Nepi: A Bagnoli qualcosa incredibile

Roma, 3 set. (askanews) – “Questa mattina il team americano, American Racing Challenger, è arrivato a Napoli, a Nisida, in vista della prima Regata preliminare verso l’America’s Cup, in programma dal 24 al 27 settembre. È un momento importante, storico. Grazie al Governo italiano, a Sport e Salute e a tutti i soggetti istituzionali coinvolti, stiamo raggiungendo gli obiettivi prefissati. I lavori di riqualificazione a Bagnoli procedono spediti e si sta realizzando qualcosa di incredibile. Ma Bagnoli significa anche dare una seconda chance: una seconda possibilità ai territori e soprattutto ai ragazzi dell’isola che non c’è dell’IPM di Nisida, perché lo sport può essere uno strumento concreto di riscatto, crescita e futuro”. Lo ha annunciato Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute, a Napoli dopo una riunione in Prefettura in vista della Regata preliminare dell’America’s Cup.

Fine vita, Fontana: in Lombardia già linee guida, serve legge nazionale

Milano, 3 set. (askanews) – “Al di là del fatto che è necessaria una legge nazionale, noi in Lombardia abbiamo già realizzato un percorso che sostanzialmente ripercorre gli stessi principi che sono stati approvati dalla legge in Veneto”. Lo ha detto il presidente lombardo Attilio Fontana rispondendo ai cronisti che gli hanno chiesto se anche la Lombardia potrebbe dotarsi di una legge sul fine vita sul modello di quanto fatto in Veneto.

Quella della Lombardia “non è una legge, ma sono delle indicazioni che si sono già, oltretutto recentemente, dimostrate funzionali, efficienti ed efficaci”, ha aggiunto a margine della presentazione della finale di Euro Volley. Alla domanda se il Consiglio regionale potrebbe approvare la legge di iniziativa popolare della Associazione Coscioni se arriverà in aula, Fontana ha spiegato che “bisogna chiederlo al Consiglio, non sono io che posso dare delle indicazioni al Consiglio regionale”.

L. elettorale, maggioranza avanti su riforma, primo sì alle preferenze

Roma, 3 set. (askanews) – Primo voto in commissione al Senato sulla riforma elettorale. La maggioranza ha approvato oggi l’emendamento che introduce le preferenze. L’esame è iniziato questa mattina con l’annuncio di inammissibilità di 115 emendamenti sui 697 presentati. Il clima si è surriscaldato quando le opposizioni hanno protestato per la decisione di precludere la votazione su ben 67 delle loro proposte di modifica. Il presidente della Affari Costituzionali, Andrea De Priamo, che è anche relatore del provvedimento, non ha accolto le richieste di sospensione dei lavori, nè di riconsiderare il voto su parte delle proposte del centrosinistra che puntavano a eliminare l’indicazione del premier o modificavano la soglia per il premio di maggioranza. “Sulla legge elettorale la maggioranza compie una forzatura dopo l’altra, truccando le carte in maniera plateale – affermano i senatori di Pd-M5s-Avs e Iv in commissione -. La maggioranza ha paura di far risaltare quel che tutti hanno sempre più chiaro: il fatto che il centrodestra vuole azzerare il potere di scelta dei cittadini e dar vita a un Parlamento composto per la stragrande maggioranza da nominati”.

I lavori sono poi proseguiti ma senza ulteriori accelerazioni. L’ufficio di presidenza ha deciso di sconvocare la seduta notturna prevista oggi e di concludere alle 18.30. Sono attesi per domani mattina i pareri su tutti gli altri emendamenti in una seduta che si annuncia particolarmente breve, i parlamentari di Fdi saranno infatti impegnati a Bari per la celebrazione del record di longevità del governo. Le votazioni riprenderanno invece lunedì mattina e proseguiranno martedì. I lavori della commissione sono comunque condizionati dalla decisione politica del centrodestra di andare in aula senza il relatore mercoledì prossimo. Fdi rivendica il risultato ottenuto oggi “in modo compatto dalla maggioranza. Finalmente introduciamo nel testo le preferenze, così come avremmo voluto fare già alla Camera con l’emendamento Bignami, e restituiamo agli italiani la possibilità di scegliere. La sinistra ha votato contro”.

Quanto al discusso emendamento sul ballottaggio (presentato solo per l’aula) è stato messo ieri in stand by e potrebbe essere ritirato come lascia intendere oggi il proponente, Marcello Pera: “Deciderò avendo sentito la maggioranza. Ma non metterò in testa lo scolapasta per fare l’eroe” dice l’ex presidente del Senato: “se facessero riflessioni diverse dalle mie, me ne farei una ragione”.

Le opposizioni contro Meloni: lei festeggia, gli italiani no

Roma, 3 set. (askanews) – Alla vigilia della festa per la longevità del governo, domani a Bari, il centrosinistra torna all’attacco della presidente del Consiglio, contestando i dati diffusi in questi giorni da Fratelli d’Italia sui risultati ottenuti dall’esecutivo.

“Meloni – dice la segretaria del Pd Elly Schlein – si è chiusa nel palazzo, non ascolta il Paese. Ma mentre lei festeggia l’Italia no, l’economia è ferma, abbiamo la crescita a zero. Abbiamo avuto tre anni di calo di produzione industriale quasi consecutivi – sottolinea – e abbiamo salari tra i più bassi d’Europa, col costo dell’energia più alto. L’unica priorità di Meloni è cambiare la legge elettorale per provare a garantirsi la rielezione”. Insomma, conclude, “quattro anni buttati”.

Non fa sconti neppure il Movimento 5 stelle. “Domani a Bari – afferma il capogruppo in Senato Luca Pirondini – Giorgia Meloni farà la sua festicciola celebrando il record di longevità del suo governo. Mentre loro festeggiano, l’Italia registra la più bassa crescita economica dal 2019 e la più alta pressione fiscale dal 2015. La produzione industriale crollata del 5% dal 2022. L’Italia è ultima nel G7 per spesa sanitaria. Il gasolio sfiora i 3 euro, le bollette sono insostenibili e per il ritorno a scuola le famiglie possono arrivare a spendere fino a 1300 euro a studente. Questi sono i record che verranno festeggiati da Giorgia Meloni sulla pelle degli italiani. In quattro anni zero riforme: l’unico obiettivo che sono riusciti a raggiungere è stato quello di fare fuori Sigfrido Ranucci e di distruggere Report. Questa non è longevità. Questo è accanimento”.

“Giorgia Meloni festeggia la longevità del suo governo, ma gli italiani hanno ben poco da festeggiare”, accusano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni che domani alle 15 in piazza Colonna davanti a Palazzo Chigi, presenteranno “i numeri di quattro anni di governo e il conto che stanno pagando famiglie e lavoratori. Inflazione al 3,3%, energia al +17%, 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, 5,8 milioni di italiani che hanno rinunciato a visite o esami, energia tra le più care d’Europa. E mentre la crisi climatica colpisce sempre più duramente il Paese, il Piano nazionale di adattamento ha 361 misure e zero euro di fondi operativi stanziati. Il governo più longevo, i problemi più duraturi. Domani metteremo davanti a Palazzo Chigi i numeri del fallimento delle politiche di Giorgia Meloni”.

“E’ record, ma di tasse, debito e carrello della spesa”, per Italia viva, che elenca sui social i ‘risultati’ dell’esecutivo: “la pressione fiscale al 43%, i prezzi della spesa più alti del 30%, benzina e diesel oltre i 2,5 euro al litro, stipendi reali al -7,8% rispetto al 2021 e inflazione al +3,3%, 1 miliardo buttato nei centri in Albania, il debito pubblico più alto d’Europa, la crescita industriale negativa”.

Migranti, Ue, referendum: dalla A alla Z i 1413 giorni del governo più longevo della storia repubblicana

Roma, 3 set. (askanews) – E’ un obiettivo che ha perseguito fin dal suo insediamento. Giorgia Meloni, la prima presidente del Consiglio donna, domani tocca quota 1.413 giorni e conquista il record di governo più longevo della storia repubblicana, superando il secondo esecutivo di Silvio Berlusconi (11 giugno 2001-23 aprile 2005). Un traguardo che la premier ha voluto tagliare a tutti i costi non soltanto per una questione di soddisfazione politica e personale ma anche per poter piantare accanto al suo nome quella bandiera della stabilità su cui ha fondato buona parte della narrazione di questi quasi quattro anni.

Eppure i momenti in cui tutto è sembrato vacillare non sono mancati, per esempio dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia. Questo, inoltre, è un esecutivo che si trova a fronteggiare le conseguenze di tre conflitti: a quello in Ucraina si sono infatti affiancate la nuova escalation tra Israele e Palestina e la guerra di Trump e Netanyahu contro l’Iran. Né il governo arriva alla meta nella stessa formazione con cui è partito. Se al posto di Raffaele Fitto, nominato commissario europeo, alle Politiche Ue è arrivato Tommaso Foti, più travagliati sono stati gli avvicendamenti alla Cultura, tra Gennaro Sangiuliano e Alessandro Giuli, e quello tra Daniela Santanché e Gianmarco Mazzi al Turismo (a cui si aggiungono le dimissioni ‘spintanee’ di due sottosegretari di Fdi, Augusta Montaruli e Andrea Delmastro).

Ecco, dunque, (quasi) tutto quello che è successo in questi 1.413 giorni, dalla A alla Z.

ALBANIA – L’accordo firmato nel novembre del 2023 per creare sul territorio albanese Centri di permanenza per il rimpatrio gestiti dall’Italia è uno dei provvedimenti simbolo di questo governo, anche perché intreccia tra loro tre fronti che hanno caratterizzato questi anni: il tema dell’immigrazione, quello dei rapporti con l’Europa, ma anche con la magistratura. Quando i primi migranti furono trasferiti, infatti, alcuni tribunali italiani sono intervenuti bloccando i trattenimenti e rendendo, di fatto, per mesi quelle strutture vuote e inutili. Da quel momento è cominciata una tensione con parte della magistratura, accusata di voler ostacolare il lavoro del governo.

BENZINA-BOLLETTE – Quello del caro energia è stato un cruccio perenne per questo governo, prima a causa della guerra tra Russia e Ucraina, poi per il conflitto di Usa e Israele contro l’Iran che bloccato la navigazione delle petroliere nello Stretto di Hormuz. L’esecutivo è dovuto intervenire con diversi decreti per mitigare l’impatto delle bollette. Il governo ha tuttavia recentemente ottenuto dall’Unione europea dei margini di flessibilità sul bilancio per investimenti nel settore energetico. Misure tampone sono state invece messe in atto per frenare l’impennata del costo dei carburanti, con una costante difficoltà a trovare le risorse per finanziare il taglio delle accise e con discussioni tra i partiti della maggioranza sulla opportunità di cercare soldi tassando gli extraprofitti delle compagnie energetiche, come chiesto dalla Lega, ipotesi che trova però l’opposizione di Forza Italia.

CONTI PUBBLICI – Giorgia Meloni rivendica di aver tenuto i conti in equilibrio. In questi quasi quattro anni lo spread è sceso da 220 a circa 80 punti e il rapporto deficit/Pil è passato dall’8% a poco più del 3%, ma l’esecutivo punta entro fine settembre a scendere al di sotto di quella asticella, circostanza che consentirebbe di rientrare nei criteri europei per avere maggiore flessibilità e dunque fare una manovra più espansiva proprio alla vigilia delle prossime elezioni politiche. La presidente del Consiglio ha spesso dato la colpa della difficoltà di mettere i conti in ordine a due misure molto costose varate dai governi Conte che l’esecutivo attuale ha smantellato: il reddito di cittadinanza e il superbonus per le ristrutturazioni.

DIFESA – Per il governo Meloni è un tema caldo sia sul fronte internazionale che su quello nazionale. Sul primo c’è da rispettare l’impegno preso dagli alleati al vertice Nato dell’Aja del 2025, e particolarmente caro agli Stati Uniti, di portare le spese militari al 5% del Pil. Al summit di luglio ad Ankara, la premier ha portato in dote un aumento dello 0,71%, ovvero il 2,8% del Pil, garantito però soprattutto dalle spese legate alla sicurezza interna. D’altra parte, l’argomento armi agita molto il centrodestra. Basta vedere il dibattito legato all’accesso ai prestiti europei del meccanismo Safe (alla fine si è deciso di chiedere 8,9 miliardi sui 14,9 prenotati) o i paletti, posti soprattutto dalla Lega, quando si tratta di discutere dell’invio di aiuti all’Ucraina.

ELEZIONI – Dall’insediamento del governo Meloni ci sono state 4 tornate amministrative, una ogni anno, e sono andate al voto 17 regioni (più Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta), tra cui Lazio, Lombardia e Veneto. Di queste, il centrodestra ne ha conquistate 11. Ma nel 2024 si sono tenute anche le elezioni europee, primo vero test di mid term per la la presidente del Consiglio, dal momento che si svolgono su tutto il territorio nazionale. E la premier ha deciso di giocarla in prima persona, invitando i suoi elettori a scrivere sulla scheda semplicemente Giorgia. Alla fine Fratelli d’Italia ha ottenuto il 28,8% e Meloni circa 2,4 milioni.

FRATELLI D’ITALIA – E’ descritto da tutti come un monolite e se chiedi a chiunque se esistono correnti ti sentirai sempre rispondere ‘siamo tutti meloniani’. Impegnata a palazzo Chigi, la presidente del Consiglio ha deciso di affidare le cure di via della Scrofa a sua sorella, Arianna Meloni, mentre l’organizzazione è saldamente nelle mani di Giovanni Donzelli. Ma se è vero che nelle elezioni, così come nei sondaggi, il partito fondato dalla premier nel 2012 ha sempre retto, qualche scossone sul territorio pur sottotraccia non è mancato. E’ successo in Lombardia, in Veneto, si registrano frizioni anche in Puglia, ma il caso più clamoroso è quello della Sicilia, dove esponenti di Fdi sono toccati da casi giudiziari e dove c’è stato il ‘rumoroso’ addio di Manlio Messina, tanto che alla fine si è deciso di inviare un commissario da Roma, Luca Sbardella.

GIAMBRUNO E GINEVRA – Qualche fuori onda di troppo. Dopo nove anni, Giorgia Meloni ha chiuso la sua relazione con Andrea Giambruno, giornalista di Mediaset. E lo ha fatto con un post in cui spiegava che le strade si erano divise da tempo e che era arrivato il momento di prenderne atto. Dal loro rapporto è nata una figlia, Ginevra, che è diventata presenza costante nei viaggi che la premier svolge all’estero per partecipare a incontri e vertici internazionali.

HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA – Ovvero Donald Trump. Quella dei rapporti tra la presidente del Consiglio e quello americano è una storia fatta di alti (all’inizio) e bassi (negli ultimi mesi). Meloni è stata l’unica leader di un governo europeo presente alla cerimonia di insediamento, di lei il numero uno americano ha detto che è ‘una persona eccezionale’ e una ‘dei veri leader del mondo’. A sua volta, la premier è arrivata anche ad auspicare che lui potesse essere candidato al Nobel per la pace. Poi, sono cominciati i distinguo. Ben consapevole che l’opinione pubblica italiana giudica non positivamente alcune scelte del presidente Usa, come l’attacco all’Iran, la premier ha cominciato a dire in pubblico di non trovarsi d’accordo con Trump: è successo sulla Groelandia, sui nostri militari in Afghanistan, ma soprattutto dopo gli attacchi del tycoon sul Papa. Fino al G7 di Evian dove, dopo mesi di freddo, Trump e Meloni sono tornati a dialogare tanto che fonti italiane hanno parlato di ‘disgelo’. Peccato che l’inquilino della Casa Bianca la vedesse in un altro modo. Prima ha pubblicato un post in cui sosteneva che la premier lo aveva implorato per una foto, poi addirittura un meme alla vigilia del vertice di Ankara in cui invocava per lei un ordine restrittivo. Se alla prima provocazione Meloni ha deciso di rispondere (‘Io e l’Italia non imploriamo mai’), successivamente la linea è stata quella di non replicare più, limitandosi a difendere i rapporti tra i due Paesi.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE – Il governo Meloni ha dato all’intelligenza artificiale un’importanza piuttosto alta, sia come tema economico-industriale sia come tema di regolamentazione, tanto da averlo voluto tra i punti principali del G7 a presidenza italiana che si è tenuto a Borgo Ignazia in Puglia nel 2024. Il provvedimento principale del governo in materia è la legge entrata in vigore nell’ottobre 2025 che disciplina ricerca, sviluppo e utilizzo dell’IA in Italia.

LEGGE ELETTORALE – Rischia di essere l’unica riforma davvero portata a termine nella legislatura. In principio, infatti, Meloni aveva puntato tutto su una riforma costituzionale per l’elezione diretta del premier (dopo aver rinunciato al presidenzialismo, storica battaglia) che, però, dopo il primo via libera al Senato, si è mestamente arenata alla Camera. A un certo punto infatti a via della Scrofa si sono resi conto che si poteva ottenere un risultato molto simile semplicemente per via ordinaria, dunque cambiando la legge elettorale. Nasce così la riforma che in queste ore è al Senato, che prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza e nel quale ora, salvo sorprese, verrà inserito anche un sistema di preferenze pur con capolista bloccato. Meloni ne ha fatto una battaglia personale e ha deciso di andare avanti, nonostante la sonora bocciatura a voto segreto dell’emendamento presentato da Fdi alla Camera. Ed è esattamente a Montecitorio che il testo dovrà tornare dopo il via libera del Senato, atteso per il 15 settembre. Con un nuovo brivido, il voto finale.

MIGRANTI – La lotta all’immigrazione clandestina è uno dei cavalli di battaglia di questo governo che la premier ha deciso di giocarsi anche in Europa: aver dettato la linea Bruxelles, imponendo concetti come difesa esterna dei confini, lotta ai trafficanti di esseri umani, apertura sui centri di rimpatrio in Paesi terzi, come quelli italiani in Albania, sono concetti su cui la narrativa governativa insiste molto. Tanto che è stata coniata l’espressione ‘Modello Meloni’. In questo quadro nasce anche il Piano Mattei per rafforzare i rapporti con il continente africano in un approccio ‘alla pari’ attraverso forme di cooperazione e sviluppo. Accanto a questo, e tra l’altro spesso accostato in maniera imprudente dalla destra, c’è poi il tema della sicurezza, su cui la premier – incalzata da Roberto Vannacci – sa di giocarsi buona parte del consenso del suo elettorato di riferimento. Sono molti gli interventi effettuati in tal senso da questo governo che, nello specifico, hanno puntato ad aumentare le pene o a creare nuove fattispecie di reato. Il primo decreto di questo esecutivo, d’altra parte, è stato quello contro i rave party. Più recentemente si è invece intervenuti per arginare il fenomeno delle baby gang, ma anche con norme che hanno introdotto nuove tutele penali per le forze dell’ordine. A questo si aggiunge un incremento sia delle assunzioni nel comparto che aumenti di stipendio.

NORD – Non è un cruccio solo per la Lega di Matteo Salvini. Da tempo Giorgia Meloni ha fatto capire che non è possibile che nessuna regione del Nord sia guidata dal partito di maggioranza relativa. Sembrava potesse essere fattibile in Veneto una volta che, arrivato al terzo mandato (anzi quarto), Luca Zaia non era più ricandidabile. Alla fine, anche per quieto vivere in maggioranza e per non accrescere le difficoltà interne di Matteo Salvini, Meloni ha accettato che il candidato fosse ancora un leghista, Alberto Stefani. Ma la partita è solo rimandata, perché la presidente del Consiglio adesso punta dritto sulla Lombardia.

OPPOSIZIONI – In principio, ma è un grande classico, c’erano le aperture e le dimostrazioni di buona volontà verso le opposizioni. Nel suo discorso di insediamento, Giorgia Meloni, aveva ipotizzato una collaborazione sulle riforme. Lei stessa aveva tenuto delle ‘consultazioni’ che avevano poi portato alla proposta del premierato. In realtà, la cronaca di questi anni racconta di un sostanziale muro contro muro tra maggioranza e opposizioni. Non solo con Elly Schlein, diventata segretaria del Partito democratico pochi mesi dopo l’inizio del governo Meloni, ma anche con Giuseppe Conte, messo nel mirino non soltanto per il Superbonus e il reddito di cittadinanza, ma anche per le politiche assunte da premier durante il Covid. Celebri sono poi i battibecchi della premier in Senato con Matteo Renzi, mentre più dialoganti sono i rapporti con il leader di Azione, Carlo Calenda, che recentemente è stato anche ricevuto a palazzo Chigi.

POLITICA ESTERA – E’ una partita su cui Giorgia Meloni ha puntato moltissimo nei primi anni del suo governo. Si è collocata in una posizione molto più atlantista ed europeista di quanto molti osservatori non si aspettassero all’esordio del suo esecutivo e, almeno fino al deteriorarsi del suo rapporto personale con Trump, ha cercato di assumere un ruolo di ponte tra Bruxelles e Washington. Molto attiva è stata anche sul fronte dei rapporti con i paesi africani, attraverso il Piano Mattei, e con i Paesi del Golfo puntando sul ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo. Non sono mancati ovviamente motivi di attrito con altri leader europei. Particolarmente complesso il rapporto con il premier spagnolo, Pedro Sanchez, culminato con la crisi di Ceuta e la decisione di chiudere i confini, ma da registrare ci sono anche gli alti e bassi con il presidente francese, Emmanuel Macron.

QUIRINALE – In teoria il rapporto tra questo governo e il Quirinale è sempre stato improntato al massimo rispetto istituzionale e delle rispettive prerogative. E, tuttavia, non sono mancati i momenti di tensione con Sergio Mattarella. E’ successo in occasione della scrittura di alcuni decreti, su cui il capo dello Stato ha fatto pesare una forte moral suasion. Ma il caso più clamoroso è quello nato dopo alcune considerazioni fatte a una cena dal suo consigliere Francesco Garofani in merito a movimenti politici per ostacolare il governo. Parole per cui il centrodestra è insorto, aprendo un caso che si è formalmente chiuso solo dopo un colloquio chiarificatore tra la stessa premier e Mattarella. Ma quello del Quirinale, per Giorgia Meloni, è un tema anche di prospettiva. La premier si è pubblicamente augurata che quando si tornerà a votare per l’inquilino del Colle nel 2029 possa essere eletto un esponente del centrodestra. Lei stessa ha però negato di ambire a quel ruolo per se stessa.

REFERENDUM – E’ da molti considerato lo spartiacque della legislatura. La sconfitta al referendum sulla giustizia è stata la prima vera batosta elettorale ricevuta da Giorgia Meloni in quattro anni tanto da averle fatto accarezzare l’idea di chiudere anticipatamente la legislatura, facendola rinunciare a tagliare il traguardo del governo più longevo. Considerata una riforma cara soprattutto a Forza Italia, alla fine era stata sposata in pieno dalla premier, anche perché – pur se siamo lontanissimi da quanto accadeva con Silvio Berlusconi – il rapporto tra l’esecutivo e la magistratura (o parte della magistratura ‘politicizzata’, come dicono nel centrodestra) non è stato affatto semplice negli ultimi anni.

SALVINI – Il calo di consensi, l’errore dell’operazione Vannacci, fatto eleggere eurodeputato, promosso a suo vice e poi diventato spina nel fianco, e ora le richieste del fronte del Nord, capeggiato dai governatori, per un cambio di gestione del partito. E’ un momento difficile quello del vice premier leghista che non può non preoccupare anche Giorgia Meloni. Per uscire dall’impasse, e risalire nel gradimento, Salvini ha anche avanzato la richiesta di poter tornare a guidare il ministero dell’Interno, lo stesso da cui ai tempi del governo gialloverde aveva portato la Lega al suo massimo storico. Una ipotesi alla quale però la premier ha al momento chiuso.

TAJANI – E’ riuscito nel miracolo di tenere in vita Forza Italia dopo la morte di Silvio Berlusconi, mantenendosi su percentuali di tutto rispetto. I sondaggi non sono nemmeno sfavorevoli, ma nel suo caso a pesare è l’influenza che i figli dell’ex premier – pur rimanendo dietro le quinte – vogliono avere sulla linea del partito, Marina in particolare. Sono sempre loro, d’altra parte, a continuare a garantire le fideiussioni sui debiti di Forza Italia, coprendone l’esposizione finanziaria. Negli ultimi mesi sono riusciti a imporre un cambio ai vertici dei gruppi parlamentari ma anche a bloccare la strada del congresso nazionale che Antonio Tajani avrebbe voluto celebrare prima delle Politiche, anche per rafforzare la sua leadership.

UNIONE EUROPEA -Secondo molti sarebbe dovuto essere un tallone di Achille del governo, tanto che nella prima missione a Bruxelles in cui tra gli altri incontrò Ursula von der Leyen – era il 3 novembre 2022, due settimane dopo l’insediamento – Meloni si presentò a favore di telecamere e disse ‘non siamo marziani, ma persone in carne e ossa’. La premier, in effetti, è riuscita a costruire nel tempo con von der Leyen un rapporto solido, nonostante i possibili pregiudizi ideologici nei confronti del primo inquilino di Palazzo Chigi con una storia che ha le sue radici nel Msi. Allo stesso modo i Conservatori di Ecr sono riusciti a muoversi in stretto contatto con il Ppe su alcuni dossier chiave come immigrazione e green, dando vita a quella che è stata giornalisticamente definita la ‘maggioranza Venezuela’.

VANNACCI – E’ lo spauracchio degli ultimi mesi. L’ex generale ha creato una pattuglia di agguerriti parlamentari sottraendoli agli altri partiti del centrodestra e, stando ai sondaggi, può ambire a percentuali persino a doppia cifra alle Politiche. Di certo, quanto basta per mettersi di traverso tra la maggioranza e l’obiettivo del 42% che, in base alla legge elettorale in esame, consentirebbe di ottenere il premio di governabilità. Ed è per questo che il grande tema è quello dell’eventuale alleanza con Futuro nazionale. E’ fumo negli occhi, per ovvie ragioni, per la Lega ma anche Forza Italia è decisamente contraria. La premier finora lo ha escluso nettamente – c’è per esempio incompatibilità di posizioni sull’Ucraina – e anzi ha cominciato a martellare sul concetto di ‘vera destra’ che in Italia è rappresentata da Fdi e a collocare Futuro nazionale all’opposizione alla stregua di Pd e M5s. Eppure, di fronte al rischio di una sconfitta, c’è chi un ragionamnto lo sta facendo, come ha dimostrato una recente uscita di Edmondo Cirielli che il partito si è affrettato a definire ‘a titolo personale’.

ZELENSKY E ZAR VLAD – Da quando la guerra in Ucraina è cominciata, ormai più di 1600 giorni fa, la posizione di Giorgia Meloni sul conflitto non è mai cambiata, nemmeno nel passaggio da opposizione a palazzo Chigi. Il sostegno a Kiev è stato ripetutamente confermato e la premier ne ha sempre fatto una questione anche di principio, di difesa dell’aggredito rispetto all’aggressore e ha anche più volte esaltato la stoica resistenza del popolo ucraino che ha vanificato sul campo le speranze di Vladimir Putin di una rapida conquista dei territori. Ma su quel conflitto, come è noto, la Lega ha una sensibilità diversa e se è vero che ogni volta che si è trattato di votare il centrodestra è sempre stato compatto, lo è anche il fatto che la ricerca di un testo di compromesso è diventata ogni volta più complessa. Ora si sta preparando il tredicesimo pacchetto di aiuti già deliberato dal Parlamento, e non è un caso se, in occasione dell’ultima riunione dei Volenterosi, Giorgia Meloni ha annunciato che l’Italia manderà a Kiev generatori elettrici.

Report, Rai: Claudia Di Pasquale co-conduttrice con Piervincenzi

Roma, 3 set. (askanews) – Il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini ha indicato Claudia Di Pasquale per affiancare Daniele Piervincenzi alla conduzione del programma “Report”.

La decisione, precisa la Rai, è stata assunta a seguito della rinuncia di Giulia Presutti all’incarico di co-conduttrice.

“Ho preso atto della scelta di Giulia Presutti, che comprendo umanamente. Una giovane e valida giornalista alla quale è andata la fiducia dell’azienda che rinnovo convintamente”, dichiara Paolo Corsini: “Claudia Di Pasquale è una collega interna alla redazione del programma Report, di grande esperienza. Un grosso in bocca al lupo a lei e Daniele Piervincenzi e a tutta la squadra di Report per la sfida che ci attende”.

Torna Affari Tuoi, Stefano De Martino: tante novità, arriva Tommasino

Milano, 3 set. (askanews) – Torna Affari Tuoi da domenica 6 settembre nell’access prime time di Rai 1 e Stefano De Martino annuncia le novità in uno studiocompletamente rinnovato da quet’anno in onda d Milano.

“Le novità della stagione sono meno treni, perché io abitando a Milano non ho, diciamo, questo esodo continuo. Le vere novità sono un nuovo studio che si presta sicuramente all’ampliamento del programma, che è quello che vorremmo portare avanti nel corso della stagione, rispetto anche al varietà, rispetto anche alle ospitate musicali e non. Insomma, è un nuovo inizio per noi, siamo molto contenti di ricominciare”.

Accanto a lui nel celebre gioco dei pacchi, (prodotto da Direzione Intrattenimento Prime Time in collaborazione con Endemol Shine Italy (parte di Banijay Entertainment), Herbert Ballerina, Martina Miliddi e una new entry.

“Allora non c’è più Gennarino ma c’è Tommasino che è il nipote di Gennarino. Gennarino è andato in pensione dopo 13 anni di onorata carriera, Tommasino ha solo un anno, quindi lo vedrete, è molto tenero, è molto bello, ci somiglia molto, però sta facendo praticamente i primi passi nel mondo dello spettacolo e quindi è un battesimo anche per lui. Poi c’è il contropacco di Herbert che è una delle cose nuove, cominciamo sempre con dei piccoli innesti nuovi poi si sviluppano nel corso dell’anno. Insomma per inserire una piccola nota di intrattenimento Herbert si è inventato questo contropacco che ha un valore specifico ma poi di base è un momento di intrattenimento fatto apposta per alleggerire un attimo la tensione della partita del concorrente quindi detto tra noi prima si trova questo contropacco meglio è meglio non tornare a casa col contropacco”.

Nel corso della stagione ci saranno anche appuntamenti speciali. Tra questi, una puntata di prime time il 4 dicembre e l’ormai tradizionale appuntamento con la Lotteria Italia del 6 gennaio.

Esce il nono album in studio dei Kasabian, Act III

Milano, 3 set. (askanews) – Esce il nono album in studio dei Kasabian, Act III. L’album è stato anticipato dai singoli “Superpowers”, “Hippie Sunshine”, primo brano che ha anticipato le sonorità del nuovo album, “Great pretender”, un inno euforico e irresistibile, e il più recente “Nothing better than this”, perfetto per far ballare il pubblico.

Act III, nono album della band, è stato registrato al The Sergery e al Club Ralph e prodotto da Serge e Mark Ralph. Caratterizzato dalla voce velata e immediatamente riconoscibile di Serge, l’album è composto da 10 brani dal sound pop unito a chitarre con influenze psichedeliche e tre interludi. Caratterizzato da ritornelli accattivanti e di grande impatto, l’album conferma i Kasabian come una delle band britanniche più importanti del XXI secolo

Culmine non solo degli ultimi sei anni che hanno visto Serge al timone della band, ma dell’intera carriera dei Kasabian, l’album guarda al futuro senza però dimenticare gli elementi caratteristici degli esordi della band, con la loro energia viscerale e potente.

A dicembre la band sarà impegnata in un tour nei palasport del Regno Unito. Special Guest delle date saranno i The Vaccines.

Cesare Cremonini bene su Rai 1 in attesa dell’album Amateur

Milano, 3 set. (askanews) – Su Rai 1 “Roma, baby. Cremonini live Circo Massimo”, il grande concerto evento registrato lo scorso 6 giugno, ha totalizzato 1.561.000 spettatori (13.2%) anche sull’onda dell’annuncio dell’uscita il 23 ottobre esce Amateur, il decimo album di inediti di Cesare Cremonini. Un’uscita a sorpresa che arriva a tre mesi dalla conclusione del tour più importante della sua carriera. Registrato allo Studio 13 di Londra, Amateur segna un nuovo, netto capitolo nel percorso artistico di Cremonini. Amateur è stato scritto, suonato e registrato senza intelligenza artificiale. Dal 27 novembre Cesare Cremonini torna nei palasport con “Amatour”. Queste le prime date annunciate. 27-28-30 Novembre Bologna Unipol arena

9-10 dicembre Torino Inalpi arena

15-16-18 dicembre Milano Unipol forum Le prevendite partiranno da lunedì 7 settembre.

Sanremo, De Martino: I Maneskin? Invitati al Festival ma non confermati

Milano, 3 set. (askanews) – Stefano De Martino presentando la nuova edizione di Affari Tuoi non si è sottratto alle domande su Sanremo e a proposito della notizia della reunion dei Maneskin al Festival ha detto: “Per quanto riguarda i M neskin è uscito un piccolo spoiler. Qualcuno diceva che la reunion fosse confermata, ma una conferma non c’è, perché io non so se effettivamente i Maneskin si riuniranno di nuovo. È una cosa su cui stanno lavorando e, laddove dovessero effettivamente riunirsi, hanno già il mio invito all’Ariston. Credo che sia un palco per loro molto importante, dal quale forse è giusto anche ripartire, proprio per il rispetto della storia del gruppo.

Appena ne avremo la certezza sarò io a comunicarvelo” ha detto il direttore artistico e conduttore del Festival e poi ha aggiunto sull’ipotesi Vasco: “La porta è aperta a tutti, abbiamo le porte spalancate, idee e desiderata come ospiti ce ne sono tante, ma si devono conciliare con le esigenze degli ospiti e del Festival, non c’è nulla di fatto al maomento”.

De Martino poi ha spiegato che come per tutte le altre cose che si sentono, dagli ospiti internazionali agli altri nomi, non c’è ancora niente di certo proprio perché è il 3 settembre. “Però stiamo lavorando su più fronti. Ogni tanto esce fuori qualche nome: alcuni sono veri, alcuni no. È un po’ il gioco di Sanremo. Tutti provano a dire una cosa su Sanremo e a volte dagli scoop nascono anche delle idee. Siamo anche noi, come voi, molto attenti a tutto quello che esce, perché non sempre è farina del nostro sacco”.

Futuro nazionale, la Procura militare avvia accertamenti sui membri delle forze armate nel partito di Vannacci

Roma, 3 set. (askanews) – “In riferimento all’esposto presentato dal Sindacato dei militari in ordine alla posizione di appartenenti alle Forze Armate all’interno della struttura organizzativa in ‘Futuro Nazionale'” la Procura Militare della Capitale ha avviato una inchiesta. In particolare, in una nota firmata dal procuratore militare Marco De Paolis, si spiega che “anche alla luce di notizie estratte da autorevoli organi di stampa estera ha disposto l’apertura di accertamenti preliminari volti alla verifica della eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare”.

Il segretario generale del Sindacato dei Militari, Luca Marco Comellini, ha spiegato: “Non tollereremo zone d’ombra né ambiguità istituzionali. Abbiamo denunciato fatti precisi, documentati e gravi, che mettono a rischio il prestigio, la neutralità e la credibilità delle Forze Armate della Repubblica Italiana. La nostra non è una critica sindacale di circostanza: è una richiesta formale e irrevocabile di giustizia. Spetta ora alla Magistratura Militare accertare le responsabilità penali di chi ha scelto di confondere il proprio ruolo istituzionale con la militanza politica attiva, strumentalizzando l’uniforme e il grado per finalità di parte. Chi indossa l’uniforme della Repubblica deve rispondere alle sue leggi, non ai programmi di movimenti politici che riteniamo essere incompatibili con i valori costituzionali. Continueremo a vigilare e a tutelare la legalità con ogni strumento a nostra disposizione”.

Roma, 3 set. (askanews) – L’esposto-denuncia del Sindacato dei Militari all’attenzione della Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di Roma, riguardo i militari in Futuro Nazionale, è stato depositato il 1 settembre. In un comunicato si spiega che “l’atto è finalizzato a sollecitare l’Autorità Giudiziaria Militare affinché accerti la sussistenza di fattispecie incriminatrici a carico di militari in servizio attivo che avrebbero assunto ruoli di vertice e di propaganda all’interno di un movimento politico, in aperta violazione dei doveri fondamentali di fedeltà, neutralità e imparzialità imposti dall’ordinamento militare”
Il Sindacato dei Militari, insomma, “intende chiarire con fermezza la portata giuridica dell’azione intrapresa. L’atto depositato non è una semplice segnalazione di carattere amministrativo né una critica sindacale di natura disciplinare: è un esposto-denuncia a tutti gli effetti, nel quale si richiede espressamente alla Procura Militare di valutare, ai sensi dell’articolo 335 codice di procedura penale, l’iscrizione della notizia di reato a carico dei soggetti individuati nell’atto e di ogni altro militare che risulterà coinvolto all’esito degli accertamenti istruttori”.

Quindi si sottolinea: “La valutazione delle fattispecie incriminatrici è rimessa integralmente all’Autorità Giudiziaria competente, cui spetta verificare la sussistenza degli elementi oggettivi e soggettivi dei reati ipotizzati e l’eventuale rilevanza penale militare delle condotte segnalate. Il Sindacato, assistito da proprio difensore, intende partecipare attivamente al procedimento nella qualità di persona offesa dal reato”.

Palla o Campo: dalla Serie A al collezionismo

Roma, 3 set. (askanews) – Dal gesto che dà il via alla partita di calcio a un nuovo oggetto da collezione. Da questa prospettiva unica nasce “Palla o Campo”, la moneta ufficiale della Serie A Enilive – Stagione 2026/2027, disponibile da oggi per l’acquisto da parte di appassionati e collezionisti. La particolarità di questa emissione della Collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana risiede proprio nella sua origine: per la prima volta una moneta in argento da collezione è stata concepita in funzione di una tradizione sportiva. Con l’avvio della stagione calcistica 2026/2027, Palla o Campo è protagonista del sorteggio iniziale di ogni gara. Un gesto che accompagna la storia del calcio, affidato quest’anno alla 5 euro realizzata dalla Zecca dello Stato.

In argento 925‰, in versione Fior di Conio, Palla o Campo interpreta il calcio attraverso un linguaggio grafico contemporaneo richiamando i valori del talento e dello spirito di squadra. Sul dritto campeggia il pallone, simbolo del calcio e strumento attraverso cui gli atleti esprimono il proprio talento. La composizione è arricchita da una trama grafica di fischietti. Lungo il bordo, la parola “talento” è declinata nelle diverse espressioni dialettali italiane, a sottolineare la diffusione capillare della passione per il calcio nel Paese.

Il rovescio porta al centro della composizione il campo, rappresentato attraverso elementi lineari che accentuano la profondità e dimensione architettonica. Ventidue punti rappresentano i calciatori delle due squadre al momento del calcio d’inizio, mentre al centro è posto il pittogramma della Lega Calcio Serie A. Lungo il bordo, la parola “squadra” compare nelle diverse declinazioni dialettali italiane, evocando il senso di appartenenza, identità e condivisione che il calcio costruisce in ogni territorio.

La 5 euro “Palla o Campo”, la moneta ufficiale della Serie A Enilive – Stagione 2026/2027, emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, è stata modellata dagli artisti dello Studio d’Incisione della Zecca dello Stato e realizzata con la collaborazione di Lega Calcio Serie A.

Elezioni in Sassonia-Anhalt, l’estrema destra di AfD punta a conquistare il Land e segnare una svolta storica

Roma, 3 set. (askanews) – Gli elettori dello Stato orientale tedesco della Sassonia-Anhalt si recheranno alle urne domenica per un’elezione in cui il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) spera di conquistare il potere per la prima volta e segnare una svolta storica nella politica tedesca. Il presidente del Land, Sven Schulze, del partito conservatore cristiano-democratico (CDU) del cancelliere Friedrich Merz, ha affermato che le elezioni in Sassonia-Anhalt rappresentano “una scelta che determinerà il futuro della Germania”.

I sondaggi d’opinione nello Stato attribuiscono all’AfD, che vuole limitare l’immigrazione, ripristinare i legami con la Russia e uscire dall’euro, un sostegno superiore al 40%, con un vantaggio di 15-20 punti percentuali sulla CDU, che governa in coalizione con i socialdemocratici di centrosinistra (SPD) e i liberali del partito democratico (FDP). Ma la capacità del partito di estrema destra di andare al governo di un Land dipenderà anche, e soprattutto, dai voti raccolti dalla maggior parte degli altri partiti in lizza, che si è rifiutata di collaborare con l’AfD: il rischio, per Alternativa per la Germania, è che una coalizione ampia guidata dalla CDU possa ancora impedirle di salire al potere in Sassonia-Anhalt.

Ma la profondità del suo consenso, alimentato dalla disillusione nei confronti dell’impopolare governo del cancelliere Friedrich Merz a Berlino, ha messo a nudo quanto la politica tedesca si sia evoluta nel decennio trascorso dalla fondazione del partito nel 2013. Ulrich Siegmund, il trentacinquenne che aspira a diventare il primo presidente regionale dell’AfD, ha condotto la sua campagna elettorale per mesi, attirando folle a comizi tenuti nelle sale comunali e nelle piazze di tutto il Land. “Rivoglio la mia bella, vecchia e sicura Germania”, ha detto ai suoi sostenitori durante i comizi, secondo quanto riporta l’agenzia Reuters.

Nata nella Germania occidentale al culmine della crisi del debito dell’eurozona, l’AfD ha tratto sempre più consensi dagli ex stati comunisti dell’est, dove i sondaggi mostrano un persistente senso di insoddisfazione per i risultati della riunificazione del 1990. Siegmund, che rifiuta l’etichetta di estrema destra, afferma di parlare “la lingua del popolo” con un approccio sorridente che evita la retorica di colleghi di partito come Björn Höcke, del vicino stato della Turingia, condannato due volte per aver usato slogan nazisti.

Il leader di Afd in Sassonia-Anhalt ha minimizzato le critiche secondo cui le sue politiche aggraverebbero i problemi di uno Stato con una popolazione in calo, che secondo gli economisti dipenderà dall’immigrazione per colmare la carenza di lavoratori in settori che vanno dalla sanità al turismo e alla grande industria chimica dello stato. La regione ha sofferto, insieme al resto della Germania, durante la recente crisi economica, con un tasso di disoccupazione intorno all’8%. Ma gli economisti affermano che la Sassonia-Anhalt, uno Stato prevalentemente rurale, ha registrato risultati relativamente positivi negli ultimi anni, con la creazione di nuovi settori industriali, tra cui la logistica e le energie rinnovabili.

Temi che, in qualche modo, sono stati trascurati da Siegmund, che invece si è concentrato su questioni che spaziano dagli immigrati e richiedenti asilo “culturalmente estranei” agli insegnanti di sinistra, all’ideologia di genere o al costo per l’industria tedesca della perdita dell’accesso al petrolio e al gas russi a basso costo a causa del sostegno all’Ucraina.

La rivista d’informazione più influente della Germania, “Der Spiegel”, ha definito Siegmund “l’uomo più pericoloso della Germania” in un articolo di copertina il mese scorso. Siegmund non si è offeso. Anzi. Utente esperto dei social media, ha visto il titolo come “un’ottima pubblicità” e ha pubblicato sul suo account Instagram un video in cui firmava la copertina per i suoi sostenitori.

Il voto di domenica sarà un banco di prova per la capacità dell’estrema destra di formare un governo nella più grande economia del continente. L’AfD considera le elezioni in Sassonia-Anhalt, a cui seguiranno altre due elezioni regionali nel nord-est del Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino questo mese, come un trampolino di lancio per la vittoria alle elezioni nazionali previste per il 2029.

Sebbene il suo sostegno sia più forte nell’est, il partito ha ottenuto circa il 20% dei voti nelle elezioni degli Stati occidentali del Baden-Württemberg e della Renania-Palatinato all’inizio di quest’anno, a testimonianza del suo crescente appeal a livello nazionale. Un dato non indifferente. I governi regionali in Germania costituiscono la camera alta del parlamento, il Bundesrat, e hanno ampi poteri in materia di istruzione, cultura e sicurezza interna; un governo regionale guidato dall’AfD complicherebbe la politica quotidiana per Merz.

Questa settimana, il ministro degli Interni della Turingia, appartenente al partito SPD, ha avvertito che un ministro degli Interni dell’AfD rappresenterebbe un “evidente rischio per la sicurezza della Repubblica Federale” a causa della possibilità che informazioni riservate finiscano nelle mani di gruppi estremisti. “Il modello basato sul consenso a cui ci siamo abituati in Germania negli ultimi decenni è ora minacciato”, ha affermato Janos Richter, analista del Verfassungsblog, un forum di diritto pubblico e costituzionale.

Intanto, Siegmund ha promesso di reclutare funzionari politicamente affini provenienti da altri Laender per aiutare un governo AfD a portare avanti riforme in materia di scuole, forze dell’ordine e centri di accoglienza per richiedenti asilo, preannunciando probabili scontri con il governo federale e con gli altri Stati federali.

Torna Affari Tuoi, Stefano De Martino: arriva Tommasino, nuovo studio

Milano, 3 set. (askanews) – Dopo un’altra stagione di grande successo, Affari Tuoi e Stefano De Martino tornano tutti i giorni, a partire da domenica 6 settembre, nell’access prime time di Rai 1. In uno studio completamente rinnovato, negli studi Rai di Milano, il celebre gioco dei pacchi, prodotto da Direzione Intrattenimento Prime Time in collaborazione con Endemol Shine Italy (parte di Banijay Entertainment), vedrà ancora protagonisti i 20 rappresentanti delle regioni italiane, impegnati a destreggiarsi tra l’apertura dei pacchi, le “offerte” e i “cambi” proposti dal Dottore. Un meccanismo ormai iconico capace di conquistare, sera dopo sera, milioni di telespettatori.

“Le novità della stagione sono meno treni, perché io abitando a Milano non ho, diciamo, questo esodo continuo. Le vere novità sono un nuovo studio che si presta sicuramente all’ampliamento del programma, che è quello che vorremmo portare avanti nel corso della stagione, rispetto anche al varietà, rispetto anche alle ospitate musicali e non. Insomma, è un nuovo inizio per noi, siamo molto contenti di ricominciare” ha spiegato il popolare conduttore.

Accanto a lui nel celebre gioco dei pacchi, (prodotto da Direzione Intrattenimento Prime Time in collaborazione con Endemol Shine Italy (parte di Banijay Entertainment), Herbert Ballerina e Martina Miliddi e una new entry. “Allora non c’è più Gennarino ma c’è Tommasino che è il nipote di Gennarino. Gennarino è andato in pensione dopo 13 anni di onorata carriera, Tommasino ha solo un anno, quindi lo vedrete, è molto tenero, è molto bello, ci somiglia molto, però sta facendo praticamente i primi passi nel mondo dello spettacolo e quindi è un battesimo anche per lui. Poi c’è il contropacco di Herbert che è una delle cose nuove, cominciamo sempre con dei piccoli innesti nuovi poi si sviluppano nel corso dell’anno. Insomma per inserire una piccola nota di intrattenimento Herbert si è inventato questo contropacco che ha un valore specifico ma poi di base è un momento di intrattenimento fatto apposta per alleggerire un attimo la tensione della partita del concorrente quindi detto tra noi prima si trova questo contropacco meglio è meglio non tornare a casa col contropacco” ha aggiunto De Martino.

Nel corso della stagione ci saranno, inoltre, tante sorprese, anche con appuntamenti speciali. Tra questi, una puntata di prime time il 4 dicembre e l’ormai tradizionale appuntamento con la Lotteria Italia del 6 gennaio.

Sulle strategie della Rai e sul nuovo studio milanese di Affari Tuoi è interventuto Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time della Rai: “È uno studio molto più grande e sicuramente performante, perché la tendenza degli ultimi anni è quella di estendere l’access prime time verso la prima serata. Stiamo cercando di investire sull’access su tre obiettivi fondamentali: Uno è quello del fatturato editoriale, che ha a che fare con gli ascolti; l’altro è quello del fatturato commerciale, che ha a che fare con la raccolta pubblicitaria; non ultimo, quello del fatturato comunicativo, cioè come la Rai, attraverso determinati programmi di punta, in questo caso Affari tuoi, possa cambiare anche il percepito. E questo poi è funzionale anche agli altri due fattori che dicevo prima. Su questo abbiamo investito. Abbiamo cercato di trovare uno studio adeguato che possa accompagnarci per tutta la stagione. Crediamo tantissimo che l’intrattenimento nell’access possa essere uno show a tutti gli effetti e di punta, non soltanto rispetto alle prime serate”.

Tragedia familiare a Finale Ligure: morti padre, madre e figlio

Genova, 3 set. (askanews) – Tragedia familiare a Finale Ligure, in provincia di Savona. Questa mattina in un’abitazione diávia dei Forti di Legnino sono stati trovati i corpi senza di un uomo di 59 anni, della compagna di 60 anni e del figlio di 15 anni. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Albenga, che indagano sulla vicenda, si tratterebbe con ogni probabilità di un omicidio-suicidio.

Il 59enne, infatti, per cause ancora da accertare, avrebbe ucciso nelle notte con dei colpi di arma da fuoco la compagna e il figlio minorenne, per poi rivolgere la pistola contro se stesso e togliersi la vita. Oltre ai carabinieri, che hanno ritrovato l’arma utilizzata dall’uomo, sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di padre, madre e figlio.

Venezia, Rooney e Kate Mara gemelle per Herzog: esperienza unificante

Venezia, 3 set. (askanews) – Due sorelle unite in tutto, al punto da parlare e muoversi all’unisono, condividere i sogni e l’amore per lo stesso uomo, Orlando Bloom, che poi otterrà un ordine restrittivo nei loro confronti, aprendo una vicenda giudiziaria tra tribunali e stampa, fino a portarle a intraprendere un percorso surreale alla ricerca del vero amore.

Il regista tedesco Werner Herzog dopo il Leone alla carriera è tornato a Venezia con “Bucking Fastard” in Concorso, con le due sorelle Rooney e Kate Mara. Un ritorno al cinema di finzione per il maestro, prendendo spunto dalla vicenda delle gemelle britanniche Freda e Greta Chaplin degli anni ’80, ma è stata solo un’ispirazione precisa Herzog.

“Il film è tutto inventato, parla di fantasia, sogni, le due sorelle fanno lo stesso sogno nella stessa notte… Sono alla ricerca di un luogo, che è interiore…

È un film unico nella storia del cinema”. Le sorelle Mara sono per la prima volta sul grande schermo insieme.

“Ci siamo ritrovate a giocare insieme come non facevano da quando eravamo bambine, è stata un’esperienza così divertente” ha detto Rooney. E Kate ha aggiunto: “È stato magico, indossavamo gli stessi vestiti, mangiavamo nello stesso momento, lo stesso cibo, pronunciavamo le stesse parole, è stata un’esperienza davvero unificante, qualcosa di diverso da qualsiasi altra abbiamo mai sperimentato”.

“I film normalmente presentano ostacoli – ha aggiunto Herzog – questo è stato uno dei due o tre film tra tutti quelli che ho fatto in cui posso dire che non poteva andare meglio”.

Sanremo, De Martino: I Maneskin al Festival? Invitati ma non confermati

Milano, 3 set. (askanews) – Stefano De Martino presentando la nuova edizione di Affari tuoi non si è sottratto alle domande su Sanremo e a proposito della notizia della reunion dei Måneskin al Festival ha detto: “Per quanto riguarda i Måneskin è uscito un piccolo spoiler. Qualcuno diceva che la reunion fosse confermata, ma una conferma non c’è, perché io non so se effettivamente i Måneskin si riuniranno di nuovo. È una cosa su cui stanno lavorando e, laddove dovessero effettivamente riunirsi, hanno già il mio invito all’Ariston. Credo che sia un palco per loro molto importante, dal quale forse è giusto anche ripartire, proprio per il rispetto della storia del gruppo. Appena ne avremo la certezza sarò io a comunicarvelo” ha detto il direttore artistico e conduttore del Festival e poi ha aggiunto: “Sono felicissimo di vedere questo fermento perché, essendo la mia prima direzione artistica, non mi aspettavo a luglio o durante le vacanze di agosto di avere questo flusso di notizie. Ringrazio tutti per l’entusiasmo: vedo che c’è una grande attesa e spero che si tramuti anche in presenza”.

De Martino poi ha spiegato che come per tutte le altre cose che si sentono, dagli ospiti internazionali agli altri nomi, non c’è ancora niente di certo proprio perché è il 3 settembre. “Però stiamo lavorando su più fronti. Ogni tanto esce fuori qualche nome: alcuni sono veri, alcuni no. È un po’ il gioco di Sanremo. Tutti provano a dire una cosa su Sanremo e a volte dagli scoop nascono anche delle idee. Siamo anche noi, come voi, molto attenti a tutto quello che esce, perché non sempre è farina del nostro sacco”.

Tennis, Alcaraz: "Giochiamo troppo, bisogna intervenire"

Roma, 3 set. (askanews) – “Stiamo vedendo tanti giocatori infortunarsi e molti altri arrivare stanchi. Se non verrà fatto qualcosa, in futuro ne vedremo ancora di più”. Carlos Alcaraz lancia l’allarme sul calendario Atp dopo la vittoria al secondo turno degli US Open contro Jaime Faria. Il numero due del mondo, campione in carica a New York, chiede un intervento sul programma sempre più fitto del circuito.

Lo spagnolo, che nei mesi scorsi è stato costretto a uno stop di quattro mesi, ha spiegato di essere pronto in futuro a fermarsi nuovamente: “Prenderò delle pause, anche piuttosto lunghe. Magari non quattro mesi, ma un mese o due, saltando alcuni tornei, perché è impossibile giocarli tutti”.

Alcaraz contesta in particolare l’aumento degli appuntamenti di vertice: “Stanno aggiungendo sempre più tornei importanti e, in un certo senso, ci spingono a giocare. Certo, puoi dire di no, puoi saltarne uno o due e decidere il tuo calendario, ma ci sono i Masters 1000, gli Slam e finiamo per giocare per quaranta settimane se dobbiamo disputare tutti i tornei obbligatori richiesti dall’Atp. È impossibile”.

L’assenza di Jannik Sinner, costretto a saltare gli US Open, rende ancora più evidente secondo Alcaraz il problema della gestione delle energie e degli infortuni. “Bisogna intervenire”, ha ribadito lo spagnolo, sottolineando il rischio che un calendario sempre più impegnativo possa portare a un numero ancora maggiore di giocatori costretti a fermarsi.

Leonardo, Atr: maxi ordine di 1 mld dlr per 40 velivoli da FLY91

Roma, 3 set. (askanews) – Atr (joint venture paritetica tra Leonardo e Airbus) e FLY91, compagnia aerea regionale indiana, annunciano l’acquisto di 40 velivoli Atr 72-600 per un valore di circa 1 miliardo di dollari. Per Atr si tratta del più grande contratto dell’ultimo decennio e l’ordine è il più importante mai siglato da una compagnia aerea regionale.

Le consegne sono previste tra il 2027 e il 2032. L’accordo porta oggi gli ordini del 2026 di Atr a 54 velivoli, superando già il totale degli ordini netti che la compagnia ha totalizzato per l’intero 2025, pari a 50 velivoli.

Venezia, Giuli: Scorsese ai David riconoscimento al nostro cinema

Venezia, 3 set. (askanews) – “La disponibilità di Scorsese costituisce un riconoscimento straordinario per il prestigio del nostro cinema, per la nostra tradizione”. Lo ha detto il Ministro della Cultura Alessandro Giuli all’inaugurazione dell’Italian Pavilion alla Mostra d’Arte cinematografica di Venezia, ricordando la designazione del regista Usa Martin Scorsese alla presidenza onoraria dell’Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello.

“È oggettivamente un segno tangibile che qualcosa di nuovo sta avvenendo anche nella nostra proiezione”, ha aggiunto, un ritorno “alla vocazione originaria della nostra grande tradizione cinematografica, cioè quella di non essere introflessi, di non parlarci tra di noi”.