Roma, 10 feb. (askanews) – Il Como passa al Maradona 7-6 ai rigori (1-1 i regolamentari) e conquista la semifinale di Coppa Italia. Primo tempo equilibrato al Maradona con il Como a fare la partita e il Napoli che prova ad innescare Hojlund in profondità. Timidi tentativi di Nico Paz prima del vantaggio della squadra di Fabregas: Smolcic è contrastato fallosamente da Olivera su cross di Valle, per l’arbitro è rigore che Baturina trasforma. Nella ripresa, al primo affondo Vergara pareggia su assist di Hojlund. Si va ai calci di rigore. Nella sequenza sbagliano Lukaku e Perrone. Poi dal dischetto va Lobotka con Butez che para. Finisce 7-6 e Napoli eliminato
Crisi impresa, De Lise (Aiecc): Risanamento sempre più centrale
Roma, 10 feb. (askanews) – “Il risanamento diventa sempre più centrale nell’economia in Italia. In seguito ai tanti momenti storici che hanno registrato delle flessioni del mercato ci troviamo in un momento in cui è necessario ricostruire partendo dagli strumenti più opportuni previsti nel nuovo codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza. Attraverso l’applicazione del concordato e la composizione negoziata possiamo rimodulare il debito, riorganizzare l’attività economica e ripartire sdebitati. E’ fondamentale mantenere alti i livelli occupazionali e quello dei consumi proveremo a spiegare a tutti i colleghi le tante opportunità che il nuovo codice offre”. Lo ha detto Matteo De Lise, presidente nazionale Aiecc, in apertura dei lavori del Congresso nazionale dell’Associazione italiana degli esperti in composizione della crisi “La prevenzione e la gestione della crisi d’impresa: l’attività di negoziazione e la definizione delle strategie di risanamento” svoltosi presso la sala convegni dell’hotel Excelsior di Napoli. Le opportunità offerte dal nuovo codice della crisi d’impresa sono state evidenziate da Gian Piero Scoppa, Presidente della sezione Fallimentare del Tribunale di Napoli: “Il nuovo codice della crisi d’impresa ha aperto scenari importanti e nuovi per il risanamento delle aziende. È ovvio che il momento dell’incontro tra le parti per trovare delle soluzioni è la precondizione per elaborare piani di successo per il risanamento delle imprese e per il mantenimento dei livelli occupazionali”. L’impegno della Camera di Commercio di Napoli per aiutare le imprese ad accedere agli strumenti previsti dal codice è stato rivendicato dal presidente Ciro Fiola: “Abbiamo stanziato i fondi necessari per permettere alle imprese di poter usufruire del supporto dei professionisti che possono accompagnarli in questo percorso di ripresa economica, in modo che nessuno debba rinunciare a questa opportunità”. A spiegare il focus del convegno nazionale è Livia De Gennaro, magistrato addetto all’Ufficio del Massimario presso la Corte di Cassazione: “Con Aiecc abbiamo voluto focalizzare il tema della composizione negoziata, un percorso a cui l’imprenditore accede nella consapevolezza della propria impresa e della ristrutturazione del debito. Si registra un grande aumento di accessi a questa procedura e ci auguriamo che prosegua sempre più proficuamente”. Per Vincenzo Moretta, presidente della Fondazione Odcec Napoli “è finita l’epoca dei fallimenti, oggi si fa molta prevenzione e abbiamo diversi strumenti che consentono di salvare le aziende nei momenti di grande difficoltà. I dottori commercialisti sono deputati a questo, grazie al loro ricco patrimonio di informazioni e conoscenze che consentono all’imprenditore di ripartire”. A fare gli onori di casa Immacolata Vasaturo, componente del Direttivo Aiecc: “Siamo orgogliosi di ospitare a Napoli il terzo congresso nazionale dove ci confrontiamo con tutti gli attori della risoluzione della crisi d’impresa su provvedimenti che hanno risolto la crisi di tante aziende, analizzando le criticità emerse e approfondendo anche aspetti pragmatici, non solo dottrinali e giuridici, grazie al contributi degli interventi qualificati di oltre 50 relatori”.
Olimpiadi Milano-Cortina, gli azzurri in gara domani
Roma, 10 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara domani a Milano-Cortina:
Gli azzurri in gara domani
10:00 – 10:45 – Predazzo Ski Jumping Stadium Combinata nordica – Gundersen NH Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin
11:30 – 13:40 – Stelvio Ski Centre Sci alpino – SuperG U Mattia Casse, Giovanni Franzoni, Christof Innerhofer, Dominik Paris
13:45 – 14:25 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Combinata nordica – Fondo 10 km Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin
14:15 – 16:05 – Anterselva Biathlon Arena Biathlon – Individuale D Hannah Auchentaller, Michela Carrara, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer
17:00 – 17:40 – Cortina Sliding Centre Slittino – Doppio D, Heat 1 Marion Oberhofer, Andrea Voetter
17:51 – 18:30 – Cortina Sliding Centre Slittino – Doppio U, Heat 1 Simon Kainzwaldner, Fabian Malleier, Ivan Nagler, Emanuel Rieder
18:53 – 19:30 – Cortina Sliding Centre Slittino – Doppio D, Heat 2 Marion Oberhofer, Andrea Voetter
19:05 – 22:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling – Fase a gironi U: Italia-Svezia Sebastiano Arman, Mattia Giovanella, Amos Mosaner, Alberto Pimpini, Joel Thierry Retornaz
19:30 – 21:25 – Livigno Snow Park Snowboard – Halfpipe U, Qualificazioni Louis Philip Vito III
19:30 – 23:05 – Milano Ice Skating Arena Pattinaggio di figura – Libero Coppie Danza Marco Fabbri, Charlène Guignard
19:44 – 20:40 – Cortina Sliding Centre Slittino – Doppio U, Heat 2 Simon Kainzwaldner, Fabian Malleier, Ivan Nagler, Emanuel Rieder
21:10 – 23:40 – Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena Hockey su ghiaccio – Girone B: Italia-Svezia Matthew James Bradley, Damian Clara, Tommaso De Luca, Dylan Damian Di Perna, Gregory Di Tomaso, Cristiano Digiacinto, Davide Fadani, Luca Frigo, Mats Mikael Frycklund, Dustin James Gazley, Daniel Glira, Diego Kostner, Thomas William Larkin, Daniel Thomas Mantenuto, Giovanni Morini, Alexander Franc Petan, Phil Pietroniro, Tommy Purdeller, Nicholas Samuel Saracino, Jason Thomas Alexander Seed, Alessandro Segafredo, Alex Trivellato, Gianluca Vallini, Luca Elia Zanatta, Marco Zanetti
Foibe, stretta di mano tra Bocchino e presidente Consiglio Toscana
Firenze, 10 feb. (askanews) – “Mi avete un fatto regalo”. “Lo so, l’ho detto a tutti”. E’ finita con una stretta di mano tra Italo Bocchino e la presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Stefania Saccardi, la giornata di polemiche, a Palazzo del Petaso, per il Giorno del Ricordo. “Mi avete dato una visibilità nazionale, un po’ di stampa”, ha aggiunto, scherzando, Bocchino, il giornalista ed ex parlamentare. Bocchino ha presentato a Saccardi l’autrice del documentario sulla Foibe Federica Martini Masoni. “E’ bellissimo”, ha detto Bocchino. “Ma infatti me lo faccio dare -ha aggiunto Saccardi -mi dispiace, speriamo di incontrarci in un’altra occasione, non immaginavo una situazione del genere”. “Non avete fatto una bella figura né politica né istituzionale, verrete ricordati per questo”, ha ribadito Bocchino.
Foibe, Bocchino: da Giani censura molto grave
Firenze, 10 feb. (askanews) – “Noi siamo qui perché in realtà noi volevamo semplicemente portare in una sede istituzionale, e qui c’è l’errore istituzionale di Giani, un cortometraggio fatto da Federica Martini Masoni, un’importante imprenditrice che è stata candidata con Fratelli d’Italia, che in onore del nonno esule ha voluto fare questo cortometraggio. Io sono un protagonista, una voce in narrazione perché sono uno studioso di quella vicenda. E quindi è molto grave quello che ha fatto istituzionalmente Giani”. Lo ha detto Italo Bocchino, ex parlamentare e direttore editoriale de Il Secolo, parlando con i giornalisti a Firenze, in Consiglio regionale, dove, “all’ultimo momento si è deciso di tenere una seduta senza interventi esterni”.
“Se mi sento censurato? io sono censurato. Sul sito della Regione -ha aggiunto Bocchino- in questo momento c’è ancora scritto che io tra poco dovrei parlare, quindi non hanno avuto neanche il coraggio di cambiare il programma e l’errore politico invece lo vedete voi, insomma si è si è fatto un boomerang terribile, nel senso si è creato una notizia nazionale da solo come un presidente di Regione che mette il bavaglio ad un giornalista perché questo giornalista al suo giudizio è un figlio di Dio minore perché è un giornalista di destra”.
“Questa è la cosa veramente molto molto molto grave. Dato che noi siamo stati abituati situati a persone, diciamo, molto molto violente nell’emarginarci come Giani, abbiamo le spalle larghe e siamo qui lo stesso, non ci facciamo intimorire da Giani né censurare da Giani, diciamo la nostra in ogni modo”, ha concluso Bocchino.
Il centrodestra ha quindi allestito un evento di presentazione del documentario in una sala della sede del Consiglio regionale della Toscana. La seduta del Consiglio sulla Foibe è durata circa 60 minuti.
Dl Ucraina, vannacciani all’attacco di Salvini ma non escludono sì a fiducia
Roma, 10 feb. (askanews) – Roma, 10 feb. (askanews) – Nel giorno in cui il governo blinda il decreto Ucraina ponendo la questione di fiducia in aula alla Camera, Roberto Vannacci e i suoi deputati Roberto Sasso, Edoardo Ziello e Emanuele Pozzolo non fanno che ripetere che Futuro Nazionale è “naturale interlocutore del centrodestra” e che faranno “di tutto per non far vincere Schlein, Fratoianni e Conte” alle prossime elezioni. Un posizionamento che esclude con ogni probabilità il voto contrario alla fiducia e tiene aperte le altre due strade: la non partecipazione al voto o il voto a favore. Anche se, come risponderanno domani alla chiama in programma dalle 13,30, lo stanno “ancora valutando” e la decisione spetta all’ex generale.
Nel mirino degli ex leghisti, piuttosto che la premier o il resto del centrodestra, c’è soprattutto il loro ex capo Matteo Salvini. Per Vannacci è stata la Lega a chiedere al governo di porre la fiducia sul decreto di invio armi all’Ucraina proprio “per evitare di far palesare il voto di coscienza (o le assenze in aula) di molti leghisti che dal 2022 seguono e credono nelle indicazioni del partito”, ovvero la contrarietà, almeno a parole, al sostegno militare a Kiev. È durissimo l’intervento di Ziello in aula alla Camera. “La Lega – attacca il vannacciano – pensava di scappare dalla trappola funzionale a far fuoriuscire le proprie contraddizioni, cercando di spostare quindi il fronte su Futuro Nazionale ma non ha pensato che si sarebbe andata a infilare in una terribile imboscata, ancora più grave di quella che subì Varo a Teutoburgo”. Infatti, “ponendo la questione di fiducia su questo provvedimento Vannacci riuscirà a esprimere quale visione ha nei confronti del leader della coalizione di centrodestra”, ovvero di Giorgia Meloni invece “la Lega non potrà scappare dalle proprie responsabilità perché i nostri ordini del giorno continuano ad essere presenti sul provvedimento” e chiedono “di interrompere immediatamente ogni fornitura di armamenti a favore delle autorità ucraine”.
Tra gli ordini del giorno (che si voteranno sempre domani subito dopo il voto di fiducia), infatti, c’è quello dei vannacciani che chiede di prevedere “la cessazione dell’invio di armi, mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina” e destinare i risparmi al “rafforzamento della sicurezza nazionale e al potenziamento delle Forze armate italiane”. Escluso il voto a favore di Avs e M5s, gli ex leghisti sono convinti che l’impegno che chiedono al governo possa essere condiviso da qualche loro ex collega. Tra i nomi che circolano anche quello – di peso – del responsabile Dipartimento Economia Alberto Bagnai. Poi Ingrid Bisa, Erik Umberto Pretto, Giorgia Andreuzza. Occhi puntanti anche su Domenico Furgiuele, responsabile Lega in Calabria, assente quando si votò sulle comunicazioni di Crosetto su Kiev su cui invece Ziello e Sasso votarono contro. Significativa potrebbe essere anche una loro non partecipazione al voto finale sul provvedimento, quando invece, quasi sicuramente, i vannacciani voteranno contro.
Se il ministro degli Esteri Antonio Tajani minimizza sottolineando che “la maggioranza è sempre stata compatta” ma “siamo tre partiti diversi, è ovvio che possono esserci sensibilità diverse però non c’è nessun problema all’interno”, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ci mette la faccia e, ponendo la questione di fiducia in aula alla Camera, parla apertamente di “crisi interna” ma, assicura: “La fiducia non è un modo per scappare” bensì di fare “chiarezza” sul posizionamento politico di ciascuno. L’esponente di Fdi non è tenero con quanti hanno lasciato la Lega per seguire Vannacci: “Non guardo mai con particolare rispetto le persone che sputano nel piatto dove hanno mangiato fino a ieri”. Ma quando gli chiedono se lo vorrebbe o meno in coalizione, non si sbilancia: “Non sono io che decido. Io sono un umile servitore delle vigne della Meloni”.
Per il leader di Più Europa Riccardo Magi, quello di mettere la fiducia è “un trucchetto per lasciare ai vannacciani la porta aperta per entrare in maggioranza: in questo modo infatti, il governo offre ai parlamentari di Futuro Nazionale la possibilità di votare contro il decreto Ucraina, ma a favore della fiducia a Meloni”.
Foibe, Consiglio Regione Toscana “senza interventi esterni”
Firenze, 10 feb. (askanews) – “Il tema era riuscire a celebrare una giornata così importante tutti insieme all’interno del Consiglio regionale, senza elementi contrapposizione e di contrasto”. Lo ha detto la presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi, a margine della seduta solenne per il giorno del Ricordo.
“L’ufficio di presidenza ha deciso alla fine di svolgere una seduta senza interventi esterni – aggiunge Saccardi- quindi non c’è censura nei confronti di una persona, ma la decisione di svolgere il Consiglio Regionale come una seduta qualsiasi pur avendo all’ordine del giorno la celebrazione del Giorno del Ricordo”.
Olimpiadi, Sighel: voltarmi all’arrivo è un omaggio al pubblico
Milano, 10 feb. (askanews) – “Ci pensato qualche mese fa, mi è uscito nella testa. Non è stato assolutamente un arrivo fatto per sbeffeggiare gli avversari, anzi era solo un omaggio al pubblico che era tanto e ci ha spinto ci aiutato sia nella finale che in tutti i turni. Quando eravamo in testa ci ha dato la spinta per tenere duro e cercare di aprire il gap che avevamo
È stato un omaggio al pubblico italiano, ai nostri compagni di squadra, ai familiari e un omaggio alla nostra vittoria di squadra. Nessun sbeffeggiamento agli avversari” Ha raccontato a Casa Italia a Milano Pietro Sighel, sulla vittoria oggi del suo primo oro olimpico, nello short track staffetta mista, ai Giochi di Milano Cortina, che ha chiuso la sua gara girandosi
verso gli avversari. “Comunque è sempre un bel rischio. Certo, un bel rischio. Infatti non ho pensato molto alle conseguenze. Forse meno male, sennò non lo avrei fatto, però è andata bene. Ero abbastanza confidente su questo gesto, sono stato in piedi, quindi ho evitato la figura mondiale” ha concluso l’atleta che aveva vinto l’argento e il bronzo a Pechino 2022.
Olimpiadi, Arianna Fontana: questa medaglia è di tutti
Milano, 10 feb. (askanews) – “Questa medaglia è di tutti quanti, dei ragazzi che non erano su ghiaccio con noi. Durante tutta la stagione ci abbiamo lavorato anche con altri ragazzi della squadra, quindi questo risultato significa davvero tantissimo per tutti quanti”. Così ha commentato Arianna Fontana da Casa Italia a Milano la conquista con i suoi compagni dell’oro nello short track staffetta mista alle Olimpiadi di Milano Cortina.
“È stato bellissimo sentire il tifo che ci spingeva, che cresceva e ci dava davvero una grande forza” ha aggiunto la veterana dello short track. “Come ho detto, non ho altre parole, se non che dire è stato magico. Io ripenso sempre comunque alla mia famiglia, ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuta, che hanno creduto sempre in me e senza di loro non sarei qua oggi” ha concluso la pattinatrice azzurra, alla sua dodicesima medaglia olimpica.
Ferrari chiude un 2025 "eccezionale", alza dividendo e vola in Borsa
Milano, 10 feb. (askanews) – Ferrari chiude un 2025 “eccezionale”, aumenta il payout del dividendo al 40% per un ammontare indicativo di 3,58 euro per azione (2,99 lo scorso anno) e alza il premio dipendenti fino a 14.900 euro (14.400 nel 2025). Attese positive anche per il 2026: sarà “un altro anno di crescita” grazie a un portafoglio ordini che si estende fino a fine 2027, e una “pietra miliare” del piano al 2030 con la presentazione di Luce, la prima elettrica di Ferrari a Roma il 25 maggio, il lancio di 4 modelli e il varo della barca a vela Hypersail prima della fine dell’anno.
“Il 2025 è stato un anno eccezionale che sottolinea la forza del nostro modello di business. Il 2026 sarà un altro anno di crescita in linea con gli obiettivi del piano industriale. Guardiamo al futuro con disciplina e fiducia”, ha detto il Ceo Benedetto Vigna.
Ferrari ha chiuso il 2025 con ricavi in aumento a 7,14 miliardi di euro (+7%), mentre le consegne sono state “mantenute sostanzialmente stabili” a 13.640 (-112 unità) per l’arrivo di nuovi modelli. A livello geografico in calo Usa e Cina. L’utile operativo si è attestato a 2,1 miliardi (+12%), pari a un margine del 29,5%. L’utile netto è stato di 1,6 miliardi (+5%). La generazione di cassa industriale è stata pari a 1,54 miliardi (+50%), dopo investimenti per 950 milioni. Per il 2026 Ferrari punta a 7,5 miliardi di ricavi, a un margine Ebitda del 39% grazie a un robusto mix di prodotto e generazione di cassa (1,5 miliardi). E a Piazza Affari oggi il titolo ha chiuso la seduta con il maggiore rialzo dell’indice Ftse-Mib: +10,19% a 310,30 euro.
A livello di prodotto nel 2025 Ferrari ha presentato 6 nuovi modelli. Sono aumentate le vendite delle famiglie 12Cilindri e di SF90 XX, mentre si sono concluse le consegne delle Daytona SP3 in serie limitata. Nel quarto trimestre sono iniziate le prime consegne della F80. Nel 2026 sono previsti 4 nuovi lanci, alcuni con soluzioni derivata dall’Hypersail: “sorprenderemo i nostri clienti”, ha detto Vigna. Gli ordini per l’elettrica Luce invece saranno aperti il 27 maggio. “I riscontri dei clienti, molti nuovi, sono positivi. Siamo soddisfatti”, ha detto il Ceo. Nel caso la domanda fosse inferiori alle attese, Ferrari è pronta a rivedere il mix di offerta indicato nel piano al 2030 (40% termico, 40% ibrido e 20% elettrico). “Siamo agili se cambierà qualcosa potremmo rivedere i nostri target nel 2028”, ha detto Vigna.
Sulle aree geografiche Vigna ha dichiarato che nonostante il calo legato a un’offerta non competitiva per questioni fiscali, il mercato cinese “non è irrilevante” e l’obiettivo è tornare a crescere con l’Amalfi. Sempre in Asia, Ferrari entrerà direttamente in Corea alla luce dell’aumento delle vendite. A tendere occhi puntati anche sull’India: “è un’opportunità. il nuovo accordo commerciale India-Ue aiuta, ma non si può aprire un nuovo mercato da un giorno all’altro. Ci vuole tempo”.
Altro punto affrontato è stato quello del patto parasociale fra Piero Ferrari e la Exor di John Elkann sul 32% del capitale e il 48% dei diritti di voto, recentemente rinnovato per tre anni. Il nuovo accordo prevede che Piero Ferrari possa cedere fino al 5%, pari a circa la metà della sua quota (10,6%), e disdire il patto a sua discrezione. “I due azionisti principali hanno con Ferrari un legame indistruttibile. Le cose che si leggono sui giornali non trovano riscontro”, ha detto Vigna.
Infine la F1. “Sarà interessante perchè cambia tutto. Abbiamo imparato molte lezioni, andremo avanti in modo unito e coeso come fatto nell’Endurance”, ha concluso Vigna.
Santanché, Schlein: Meloni non può continuare tecnica dello struzzo
Roma, 10 feb. (askanews) – “Giorgia Meloni con la ministra Santanchè non può più continuare con la tecnica dello struzzo”. Lo dice la segretaria del Pd Elly Schlein.
“La sua testa sotto la sabbia – aggiunge – non è quella degli italiani, che invece vedono tutta l’inopportunità politica e istituzionale di una ministra plurindagata e rinviata a giudizio. Dopo la notizia di oggi dell’ennesima indagine a suo carico, è chiaro che la sua permanenza al ministero del turismo è del tutto insostenibile, in primis per tutelare le stesse istituzioni”.
Conclude la Schlein: “La domanda è: Giorgia Meloni intende continuare a difendere i propri amici o la credibilità delle istituzioni?”.
Euro digitale, passo avanti al Parlamento Ue: passano 2 mozioni favorevoli
Roma, 10 feb. (askanews) – Passo in avanti sull’euro digitale al Parlamento europeo. Nella risoluzione che gli eurodeputati hanno approvato oggi sulla relazione annuale della Banca centrale europea, sono stati inseriti due emendamenti esplicitamente a favore di questo progetto, su cui sempre al Parlamento Ue è in discussione – ancora a livello di Commissione affari economici e monetari – la proposta legislativa formulata dalla Commissione europea.
“L’introduzione di un euro digitale, concepito per integrare i servizi bancari in contanti e privati, è essenziale per rafforzare la sovranità monetaria dell’Ue – recita uno dei due emendamenti, il numero 25 – ridurre la frammentazione dei pagamenti al dettaglio e sostenere l’integrità e la resilienza del mercato unico”.
Secondo l’altro emendamento inserito nel documento approvato, “l’euro digitale online e offline – si legge – dovrebbe contribuire a salvaguardare l’accesso universale ai pagamenti e l’ampia accettazione da parte degli esercenti in tutta l’Ue, nel pieno rispetto delle norme in materia di privacy e protezione dei dati”.
Accesso “essenziale per la partecipazione alla vita economica”, laddove “la crescente digitalizzazione dei pagamenti, se lasciata esclusivamente ad attori privati e di paesi terzi, rischia di creare nuove forme di esclusione – prosegue il testo – sia per gli utenti che per gli esercenti”.
Ieri, nel suo intervento in vista della mozione di fronte alla plenaria, la presidente della Bce, Christine Lagarde era tornata a perorare la causa dell’euro digitale.
Partito nel 2020, questo progetto sembra aver incontrato i maggiori ostacoli proprio in questa fase conclusiva che dovrebbe portare all’adozione di un quadro normativo Ue, prima che la Bce possa procedere alla fase di effettiva emissione. Se il Parlamento Ue approvasse la proposta nel corso dell’anno, la Bce conta di lanciare delle sperimentazioni per poi arrivare all’introduzione piena della valuta digitale di banca centrale nel 2029. (fonte immagine: EU Parliament)
Voli, allarme operatori Ue su Ees: in estate rischi code da oltre 4 ore
Roma, 10 feb. (askanews) – Compagnie aeree, aeroporti e società di trasporto aereo europei lanciano un allarme: bisogna rimettere mano al funzionamento del nuovo sistema di ingressi e uscite comune nell’area Schengen (Ees), o all’aumento dei volumi di traffico estivo si rischiano code lunghe “oltre quattro ore”. Lo si legge in un comunicato congiunto di Aci Europe, l’associazione che raggruppa gli scali aeroportuali, A4e, che rappresenta diverse compagnie aeree in Eurioopa, e la International Transport Association.
Il sistema in questione “continua a provocare ritardi rilevanti per i passeggeri. In assenza di un intervento che fornisca sufficiente flessibilità, è concreta la prospettiva di ritorvarsi con gravi problematiche e attese che potenzialmente raggiungeranno quattro ore o più”.
Le associazioni hanno scritto una lettera rivolta al commissario europeo per gli affari interni, agli aeroporti e le compagnie aeree, Magnus Brunner e segnalano il persistere di code oltre due ore ai controlli aeroportuali.
Pesa il trascinarsi cronico di diverse problematiche, si legge, come la mancanza di personale, difficoltà tecniche irrisolte, in particolare sui meccanismi di automazione dei controlli, un’attuazione molto limitata dei sistemi di preregistrazione da parte dei vari Stati aderenti.
In definitiva “c’è una totale disconnessione tra la percezione che le istituzioni europee hanno del Ees, ritenendo che stia funzionando bene, e la realtà che vivono i viaggiatori non appartenenti all’Unione europea, che stanno subendo gravi disagi. Questo deve finire immediatamente: ci serve essere realistici su quello che accadrà durante il picco estivo, quando il traffico agli aeroporti europei raddoppia”, affermano i firmatari: Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe, Ourania Georgoutsakou, direttrice di A4e e Thomas Reynaert, vicepresidente relazioni esterne di Iata.
Fallimento Bioera, la ministra del turismo Santanchè indagata a Milano per bancarotta
Milano, 10 feb. (askanews) – La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è indagata a Milano per il fallimento di Bioera, società presieduta fino al 2012 dalla senatrice di FdI. Secondo quanto si apprende, il reato ipotizzato dai pm milanesi è bancarotta.
Bioera era stata dichiarata in liquidazione giudiziale (termine giuridico per il fallimento) dal Tribunale fallimentare di Milano nel dicembre 2024. I giudici avevano accolto la richiesta della procura e decretato la liquidazione giudiziale della società alla luce delle gravi criticità finanziarie riscontrate, come un patrimonio netto negativo e debiti per circa 8 milioni di euro.
Santanchè era già stata indagata con l’accusa di bancarotta in relazione al fallimento di Ki Group, società controllata da Bioera.
Anna Ferzetti Prof. al cinema: “Parlare di scuola oggi è necessario”
Roma, 10 feb. (askanews) – L’importanza della scuola e della figura dell’insegnante capace di ascoltare e accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita. Questo racconta “Domani interrogo” di Umberto Carteni, presentato durante la Festa del cinema di Roma, ad Alice nella città, e ora nelle sale dal 19 febbraio.
Il film (tratto dall’omonimo romanzo di Gaja Cenciarelli, con uno stile quasi documentaristico, segue i ragazzi di un liceo di Rebibbia, periferia romana. Un contesto difficile ma che non spaventa la Pofessoré, come la chiamano gli studenti, professoressa di inglese, interpretata da Anna Ferzetti: una donna che piano piano riesce ad ascoltare e a supportare una classe alle prese con spaccio, fumo, primi amori e contesti familiari disastrati, entrando nelle vite e nel cuore dei suoi studenti.
Anna Ferzetti: “L’ascolto per me è la parola chiave, è un film sincero e onesto, dove si ride molto e si piange anche, è una grande e bellissima storia d’amore tra una professoressa e i suoi allievi”.
Il film scorre quasi su un doppio binario, mostrando il punto di vista della professoressa e quello dei ragazzi. L’incontro tra generazioni che a volte riesce a trovare un punto comune e non solo di scontro. “Sono felice che ci siano sempre più progetti che parlino di scuola, professori, ragazzi, credo sia un argomento estremamente attuale e necessario in questo momento” ha detto l’attrice.
E parlando degli insegnanti di oggi: “Io ringrazio tutti quei professori che tutti i giorni fanno questo e credono in questo, vogliono bene ai ragazzi e hanno voglia di conoscerli, li accompagnano e li prendono per mano, nel bene e nel male, con alcuni ci riescono con altri meno, è un compito difficilissimo insegnare e fondamentale”.
A Termoli la mostra dell’artista curda Zehra Dogan: "Io, Testimone"
Roma, 10 feb. (askanews) – Dal 20 febbraio al 16 maggio 2026, il MACTE – Museo d’Arte Contemporanea di Termoli presenta “Io, Testimone”, mostra personale dell’artista curda Zehra Dogan, a cura di Francesca Guerisoli.
L’esposizione propone un articolato percorso attraverso opere pittoriche, disegni, video, fotografie, graphic novel, bambole, installazioni e arazzi, ripercorrendo i principali snodi della ricerca dell’artista e mettendo in luce una pratica profondamente intrecciata all’esperienza biografica e all’impegno politico.
Artista, attivista e giornalista, oggi rifugiata politica a Berlino, Zehra Dogan concepisce il disegno e l’immagine come strumenti di testimonianza.
Condannata e incarcerata per il suo lavoro giornalistico e per un’opera che documentava la distruzione della città di Nusaybin, ha trasformato l’esperienza della detenzione in un luogo di produzione e di resistenza. Dalla privazione nasce un linguaggio visivo essenziale e necessario, in cui l’atto artistico si afferma come gesto di sopravvivenza, affermazione di sé e presa di parola.
All’interno delle opere in mostra, la figura femminile assume un ruolo centrale, configurandosi come nucleo simbolico principale della sua ricerca. Corpo vulnerabile e insieme potente, si declina tra l’infanzia e l’archetipo mitologico della dea serpente, dando forma a una presenza ibrida e metamorfica. In questa figura si concentra una possibilità di trasformazione, rigenerazione e resistenza che si oppone ai dispositivi di controllo e violenza inscritti nella storia individuale e collettiva delle donne.
Le opere, costruite attraverso la stratificazione di materiali, segni e narrazioni, testimoniano come la reclusione non abbia mai interrotto la voce dell’artista ma, al contrario, ne abbia intensificato l’urgenza: diventano spazi di memoria condivisa e di relazione, capaci di tenere insieme biografia e storia, esperienza personale e responsabilità collettiva.
Nel lavoro di Dogan, una forte dimensione simbolica si intreccia a una chiara tensione sociale e politica: realismo e visioni archetipiche convivono in composizioni potenti e cromaticamente intense, restituendo la sofferenza vissuta, la forza della resistenza e la vitalità della cultura curda.
“Io, Testimone” attraversa tre momenti fondamentali della vita dell’artista: il periodo precedente alla detenzione, l’esperienza del carcere e la produzione più recente.
All’interno del percorso trova spazio anche Prison n°5, graphic novel – oggi presentata in forma di installazione – nata clandestinamente nel carcere di Diyarbakir, dove Dogan, privata dei materiali artistici, realizzò il proprio racconto visivo disegnando sul retro delle lettere ricevute dall’esterno.
Olimpiadi, Buonfiglio: “E’ un’emozione unica, baciato dalla fortuna”
Val di Fiemme, 10 feb. (askanews) – Il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio è arrivato in Val di Fiemme mentre continua il suo tour in tutte le location olimpiche.
“Per poter essere presente ho anche guidato un po’ anch’io, perché altrimenti non ci arrivavamo. E’ un’emozione unica, è un’emozione ad appena sei mesi dalla mia elezione e mi ritengo un baciato dalla fortuna. Quindi cercheremo di dare il massimo per che tutte le italiane e gli italiani siano fieri di noi, orgogliosi del nostro territorio, del Made in Italy, del Made in Italy come si dice in inglese, io preferisco dire del prodotto italiano in tutti sensi e quindi viva l’Italia, viva lo sport e viva gli atleti e gli atleti”.
Napoletano, 74 anni, ex canoista olimpico (Montréal 1976), Buonfiglio è molto orgoglioso di quello che sta facendo l’Italia e la Val di Fiemme.
“È un evento per tutta la nazione, è un evento che ci sta facendo andare sul tetto del mondo in termini di località, in termini di organizzazione, termini di presenza delle istituzioni e soprattutto degli atleti che stanno dando veramente prova di essere arrivati arrivati preparati all’appuntamento.
Oggi siamo qui e poi sono anche un po’ emozionato perché dal 1973 al 1976 venivo qui a fare sci di fondo nella caserma delle fiamme oro, facevamo preparazione invernale per il kayak, un po’ di effetto me lo fa, ecco anche personalmente”.
Milano-Cortina, il medagliere alle 17.30
Roma, 10 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina aggiornato alle ore 17.30 di martedì 10 febbraio
1 Norvegia oro 6 argento 1 bronzo 4 totale 11 2 Svizzera oro 3 argento 1 bronzo 1 totale 5 3 Austria oro 2 argento 3 bronzo 0 totale 5 4 Italia oro 2 argento 2 bronzo 7 totale 11 5 Giappone oro 2 argento 2 bronzo 3 totale 7 6 Germania oro 2 argento 2 bronzo 1 totale 5 6 Stati Uniti oro 2 argento 2 bronzo 1 totale 5 6 Svezia oro 2 argento 2 bronzo 1 totale 5 9 Francia oro 1 argento 2 bronzo 0 totale 3 10 Paesi Bassi oro 1 argento 1 bronzo 0 totale 2 10 Repubblica Ceca oro 1 argento 1 bronzo 0 totale 2
Striscione dei vannacciani davanti alla Camera: Stop soldi a Zelensky
Roma, 10 feb. (askanews) – “Stop soldi per Zelensky, più sicurezza per gli italiani”. È lo striscione che i tre deputati di Futuro Nazionale Roberto Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo hanno esposto davanti a Montecitorio, dove oggi il governo ha posto la fiducia sul decreto Ucraina.
“Non rifiuteremmo aiuti umanitari al popolo se avessimo la certezza che quei soldi servissero davvero il popolo ucraino”, ha spiegato Sasso. “Saremmo stati aperti anche a una riformulazione dell’emendmento se ci avessero detto ‘togli la parte militare e lascia la parte degli aiuti alla popolazione civile’. Noi saremmo stati contenti perché pensiamo sia ora di conseguire la pace, anche in Ucraina non ne possono più di Zelensky, lo dicono i sondaggi di agenzie indipendenti. La pace conseguita oggi avrebbe condizioni migliori rispetto a quella raggiunta tra un anno o tra dieci anni”, ha aggiunto Sasso.
“Esiste anche un’altra nazione europea di cui nessuno si occupa, occupata da una potenza straniera: Cipro dalla Turchia. Come mai non mandiamo gli aiuti umanitari e militari a Cipro? Stiamo parlando di due pesi e due misure”, ha concluso il vannacciano.
Giorno Ricordo, tutti per memoria condivisa ma stili, tempi e sensi diversi
Roma, 10 feb. (askanews) – In mezzo al mare di dichiarazioni sul Giorno del Ricordo, istituito ventuno anni fa per rompere il silenzio, spesso accompagnato da indifferenza, sulla tragedia delle foibe, l’espressione più ricorrente è “memoria condivisa”. L’aggettivo stride un po’ in questi giorni di tensioni politiche in cui di condiviso, tra maggioranza e opposizione, non c’è nemmeno la scaletta di Sanremo. E, per la verità, anche i modi di celebrare questa giornata sono diversi, con prese di posizione solerti e copiose da parte di esponenti del centrodestra, mentre il centrosinistra arriva in ordine sparso, con maggiore lentezza e soprattutto con la raccomandazione – rivolta chiaramente a chi oggi sta al governo – di non usare i drammi del passato come “rivendicazioni” per il presente. Insomma, non solo le sensibilità sono notoriamente diverse ma anche i rapporti tra i due schieramenti appaiono molto tesi.
La pattuglia dei parlamentari di Fratelli d’Italia fin dalle prime ore della mattinata tempesta le redazioni di commenti e la premier Giorgia Meloni è la prima a intervenire stigmatizzando “un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza” rispetto ai “martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata”. Meloni è risoluta: “La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia” per quella “memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale”. Di “memoria della Nazione” parla il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami, richiamando il dovere della verità “contro ogni imperdonabile tentativo di negazione”, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa, partecipando alla Camera a un’iniziativa insieme al presidente Lorenzo Fontana, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Meloni, rinnova le scuse alle vittime. “Ricordiamo e ci vergogniamo per i sassi lanciati nella stazione di Bologna contro quel treno che, nel febbraio del 1947, conduceva gli esuli da Pola – dice La Russa -. Ricordiamo e ci vergogniamo per quel latte che era destinato ai bambini, e che invece venne volutamente rovesciato sulle rotaie. Ricordiamo e ci vergogniamo per gli insulti gridati agli esuli”.
Lo stesso Fontana osserva che “nessuna disputa ideologica o politica potrà mai costituire un alibi per trucidare senza pietà donne e uomini inermi, bambini e anziani indifesi”, mentre il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, al termine di una cerimionia a Basovizza, nota che “la dimostrazione di unità nazionale” nel Giorno del Ricordo, “stride con il fatto che ancora sopravvivano gruppi, gruppuscoli, frange di associazioni che negano la storia, che sfregiano la memoria”. “Da qualche parte del mondo culturale, politico e sedicente, intellettuale, infatti – è l’accusa -, non si deve smettere di odiare mai”. Se per Salvini le foibe sono state “a lungo negate” e oggi “ricordare è un dovere”, il generale Roberto Vannacci, impegnato a costruire il nuovo partito di destra, Futuro Nazionale, va oltre: “Migliaia di connazionali – dice – furono orrendamente assassinati dalla furia omicida dei comunisti partigiani titini che operavano spesso con l’appoggio e la collaborazione di alcune frange della Resistenza italiana”.
Nel campo del centrosinistra Matteo Renzi afferma con nettezza che “non esistono morti di serie A e di serie B, e che la storia va raccontata tutta, anche quando è scomoda” perchè “occorre difendere sempre la libertà contro ogni forma di totalitarismo”. A fine mattinata arriva il presidente dei senatori Dem Francesco Boccia con la raccomandazione “di sforzarci di fare, di tragedie e pagine tristi della storia, memoria comune”. “Nessuna morte per ragioni di lingua, cultura o fede può essere più concepibile” ma “le tragedie del passato non devono diventare rivendicazioni di parte ma monito perché il futuro del nostro continente non debba più vivere simili situazioni”. Il leader M5s Giuseppe Conte è sulla stessa linea: “Abbiamo solo un modo per ricucire certe ferite: evitare le strumentalizzazioni e guardare in faccia l’orrore che producono i totalitarismi, per ricordare sempre di dire ‘mai più'”. Per ultima, Elly Schlein osserva che ricordare le foibe è “un atto di giustizia per il passato e un dovere per il futuro”, per “produrre anticorpi” perchè simili tragedie non si ripetono. Avs, al momento, non pervenuta.
Dl Ucraina, striscione deputati Vannacci davanti a Camera: "stop soldi a Zelensky"
Roma, 10 feb. (askanews) – “Stop soldi per Zelensky, più sicurezza per gli italiani”. È lo striscione che i tre deputati di Futuro Nazionale Roberto Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo hanno esposto davati a Montecitorio dove oggi il governo ha posto la fiducia sul decreto Ucraina.
“Non rifiuteremmo aiuti umanitari al popolo se avessimo la certezza che quei soldi servissero davvero il popolo ucraino”, ha spiegato Sasso. “Saremmo stati aperti anche a una riformulazione dell’emendmento se ci avessero detto ‘togli la parte militare e lascia la parte degli aiuti alla popolazione civile’. Noi saremmo stati contenti perché pensiamo sia ora di conseguire la pace, anche in Ucraina non ne possono più di Zelensky, lo dicono i sondaggi di agenzie indipendenti. La pace conseguita oggi avrebbe condizioni migliori rispetto a quella raggiunta tra un anno o tra dieci anni”, ha aggiunto Sasso.
“Esiste anche un’altra nazione europea di cui nessuno si occupa, occupata da una potenza straniera: Cipro dalla Turchia. Come mai non mandiamo gli aiuti umanitari e militari a Cipro? Stiamo parlando di due pesi e due misure”, ha concluso il vannacciano.
Giorno del Ricordo delle vittime delle Foibe, tutti parlano di memoria condivisa ma le sfumature cambiano
Roma, 10 feb. (askanews) – In mezzo al mare di dichiarazioni sul Giorno del Ricordo, istituito ventuno anni fa per rompere il silenzio, spesso accompagnato da indifferenza, sulla tragedia delle foibe, l’espressione più ricorrente è “memoria condivisa”. L’aggettivo stride un po’ in questi giorni di tensioni politiche in cui di condiviso, tra maggioranza e opposizione, non c’è nemmeno la scaletta di Sanremo. E, per la verità, anche i modi di celebrare questa giornata sono diversi, con prese di posizione solerti e copiose da parte di esponenti del centrodestra, mentre il centrosinistra arriva in ordine sparso, con maggiore lentezza e soprattutto con la raccomandazione – rivolta chiaramente a chi oggi sta al governo – di non usare i drammi del passato come “rivendicazioni” per il presente. Insomma, non solo le sensibilità sono notoriamente diverse ma anche i rapporti tra i due schieramenti appaiono molto tesi.
La pattuglia dei parlamentari di Fratelli d’Italia fin dalle prime ore della mattinata tempesta le redazioni di commenti e la premier Giorgia Meloni è la prima a intervenire stigmatizzando “un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza” rispetto ai “martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata”. Meloni è risoluta: “La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia” per quella “memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale”. Di “memoria della Nazione” parla il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami, richiamando il dovere della verità “contro ogni imperdonabile tentativo di negazione”, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa, partecipando alla Camera a un’iniziativa insieme al presidente Lorenzo Fontana, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Meloni, rinnova le scuse alle vittime. “Ricordiamo e ci vergogniamo per i sassi lanciati nella stazione di Bologna contro quel treno che, nel febbraio del 1947, conduceva gli esuli da Pola – dice La Russa -. Ricordiamo e ci vergogniamo per quel latte che era destinato ai bambini, e che invece venne volutamente rovesciato sulle rotaie. Ricordiamo e ci vergogniamo per gli insulti gridati agli esuli”.
Lo stesso Fontana osserva che “nessuna disputa ideologica o politica potrà mai costituire un alibi per trucidare senza pietà donne e uomini inermi, bambini e anziani indifesi”, mentre il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, al termine di una cerimionia a Basovizza, nota che “la dimostrazione di unità nazionale” nel Giorno del Ricordo, “stride con il fatto che ancora sopravvivano gruppi, gruppuscoli, frange di associazioni che negano la storia, che sfregiano la memoria”. “Da qualche parte del mondo culturale, politico e sedicente, intellettuale, infatti – è l’accusa -, non si deve smettere di odiare mai”. Se per Salvini le foibe sono state “a lungo negate” e oggi “ricordare è un dovere”, il generale Roberto Vannacci, impegnato a costruire il nuovo partito di destra, Futuro Nazionale, va oltre: “Migliaia di connazionali – dice – furono orrendamente assassinati dalla furia omicida dei comunisti partigiani titini che operavano spesso con l’appoggio e la collaborazione di alcune frange della Resistenza italiana”.
Nel campo del centrosinistra Matteo Renzi afferma con nettezza che “non esistono morti di serie A e di serie B, e che la storia va raccontata tutta, anche quando è scomoda” perchè “occorre difendere sempre la libertà contro ogni forma di totalitarismo”. A fine mattinata arriva il presidente dei senatori Dem Francesco Boccia con la raccomandazione “di sforzarci di fare, di tragedie e pagine tristi della storia, memoria comune”. “Nessuna morte per ragioni di lingua, cultura o fede può essere più concepibile” ma “le tragedie del passato non devono diventare rivendicazioni di parte ma monito perché il futuro del nostro continente non debba più vivere simili situazioni”. Il leader M5s Giuseppe Conte è sulla stessa linea: “Abbiamo solo un modo per ricucire certe ferite: evitare le strumentalizzazioni e guardare in faccia l’orrore che producono i totalitarismi, per ricordare sempre di dire ‘mai più'”. Per ultima, Elly Schlein osserva che ricordare le foibe è “un atto di giustizia per il passato e un dovere per il futuro”, per “produrre anticorpi” perché simili tragedie non si ripetono. Avs, al momento, non pervenuta.
Cristiani in Giordania: “Qui non c’è la guerra, tornino i pellegrini”
Amman, 10 feb. (askanews) – Dal Monte Nebo (luogo in cui Mosè contemplò la Terra Promessa) fino al sito del Battesimo di Gesù, passando per Madaba, dove sorge una delle comunità cristiane più antiche del Medio Oriente. Ed ancora: l’immensità del deserto del Wadi Rum e la meravigliosa Petra. “Welcome Sweet Jordan” recita un cartellone appena fuori dall’aeroporto di Amman, in Giordania, paese che conta 11 milioni di abitanti. Il turismo ha sempre rappresentato una fetta importante dell’economia del Paese arabo, soprattutto il turismo religioso. Ma con il conflitto tra Israele e Hamas, dal 7 ottobre 2023, il turismo è calato del 70%.
L’Opera Romana Pellegrinaggi (in collaborazione con Royal Jordanian, con Jordan Tourism Board e con Ministry of Tourism) ha promosso un viaggio sui luoghi dell’Antico e Nuovo Testamento, proprio con l’obiettivo di rilanciare il turismo religioso in Giordania, assicurando che “il Paese è sicuro” e invitando i pellegrini a “non avere paura”. Come spiega mons. Giovanni Pietro Dal Toso, nunzio apostolico in Giordania: “In tutto questo tempo non abbiamo mai avuto problemi. Io non ho mai dovuto nascondermi in casa”, dice.
A guidare il gruppo (giornalisti e sacerdoti) madre Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio del Vicariato di Roma – Opera Romana Pellegrinaggi.
“Questa Terra Promessa – sottolinea Madre Rebecca – è un po’ la terra che desideriamo tutti: la terra della pace, la terra della verità, la terra della solidarietà, la terra della convivenza, della fraternità di tutti i popoli”.
Percorriamo l’autostrada del deserto prima di arrivare ad Anjara, 76 chilometri da Amman. Qui c’è una forte presenza cristiana. Proseguiamo verso il Monte Nebo, il luogo da cui Mosè vide la Terra Promessa e dove morì. Una tappa fondamentale del pellegrinaggio è Madaba, chiamata “Città dei mosaici”, riconosciuta dal Vaticano luogo di pellegrinaggio dal 1962. E’ qui che, secondo la tradizione cristiana, è avvenuta la decapitazione di San Giovanni Battista. Il parroco della Chiesa, padre Tarek Abu Hanna, racconta: “Anche Madaba è una parte del pellegrinaggio cristiano, dove ci sono Mosè, Giovanni il Battista e dove vive la ‘pietra vivente’ della comunità cristiana”.
C’è poi una realtà poco conosciuta ma che svolge un lavoro importantissimo in Giordania. È l'”Arsenale dell’Incontro” del Sermig, che accoglie bambini e ragazzi disabili per offrire una assistenza sociale preziosa. L’itinerario non può non passare a Macheronte, luogo dove avvenne il martirio di Giovanni Battista e a Betania sul fiume Giordano, dove Gesù ha ricevuto il battesimo da Giovanni. Qui un lembo di fiume traccia il confine tra Giordania e Cisgiordania. Da un lato svettano le bandiere giordane, dall’alta sponda quelle israeliane.
Il pellegrinaggio si conclude con l’attraversamento del deserto del Wadi Rum, chiamato anche Montagne della Luce, con le sue spettacolari formazioni rocciose. E anche se non ci sono legami particolari con le Sacre Scritture, non si può non visitare Petra, una delle sette meraviglie del mondo moderno e riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Infine il Mar Morto, luogo più basso delle terre emerse, a circa 400 metri.
Testo e immagini di Serena Sartini
Montaggio di Claudia Berardicurti
Olimpiadi, Gios: nella staffetta short track oro strepitoso di gruppo
Cortina, 10 feb. (askanews) – “Una medaglia strepitosa, perché è una medaglia che viene da un lavoro di squadra, da un lavoro che parte da distante di un gruppo di sei atleti che hanno gareggiato, hanno fatto una semifinale strepitosa, ha vinto facilmente e quel che è quasi imbarazzante è il modo con cui hanno vinto questa finale.Sighel alla fine si è girato, è andato in retromarcia, vuol dire con un vantaggio incredibile che nel short track non appare. Devo dire, abbiamo dei ragazzi straordinari, tutti quanti sono bravi, le ragazze altrettanto brave. Abbiamo quindi una squadra veramente forte, abbiamo dei tecnici che sono cinque anni che lavorano a questo progetto e i risultati sono venuti”. Lo ha detto il presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, Andrea Gios, commentando da Casa Italia a Cortina la medaglia d’oro vinta nella staffetta mista di Short Track.
“Questo risultato – ha aggiunto Gios – è completo perché nella gara la squadra è mista maschile e femminile e vuol dire che rappresentiamo tutto, i maschi e le femmine e non un singolo che vince. E la cosa bella di questa esperienza è che anche nel pattinaggio artistico abbiamo vinto una medaglia con la squadra e non è finita perché abbiamo possibilità di fare medaglia anche nella danza, nelle coppie di artistico e anche nei maschi”.
Antonella Palmisano: un’Olimpiade in casa dà una spinta in più
Cortina, 10 feb. (askanews) – “Un’Olimpiade in casa, oltre a regalarti forse pressioni molto più enfatizzate, però ti dà anche l’adrenalina e la passione nella voce dei tuoi cari accanto, quindi comunque ti dà quella spinta in più per fare bene, perché sei nel tuo mondo, nel tuo contesto, tra le persone che più ami, quindi è chiaro che un’Olimpiade è sempre qualcosa di importante. Ovvio che quello che io spero è che questa Olimpiade, anche se pur invernale, è sempre un’Olimpiade, possa diffondere di più la cultura sportiva e non italiano. Quindi comunque prendiamo il bello di tutto questo”. Lo ha detto ad askanews Antonella Palmisano, campionessa di marcia, ambassador di Casa Italia a Milano Cortina 2026
Milano-Cortina, il Cio: l’atleta ucraino potrà indossare una fascia nera
Roma, 10 feb. (askanews) – Il portabandiera ucraino Vladyslav Heraskevych potrà indossare una fascia nera al braccio durante le gare dei Giochi di Milano-Cortina, ha dichiarato oggi il Comitato Olimpico Internazionale, ma non il casco che voleva per commemorare la vita di alcuni atleti del suo paese caduti nella guerra con la Russia. Il CIO ha definito la decisione un compromesso.
“Penso che ciò che abbiamo cercato di fare sia stato rispondere ai suoi desideri con compassione e comprensione”, ha dichiarato oggi il portavoce del CIO Mark Adams. “Si è espresso sui social media e durante gli allenamenti e, come sapete, non gli impediremo di esprimersi nelle conferenze stampa, quando esce dalla competizione nella mixed zone e in altri contesti”. “Riteniamo che questo sia un buon compromesso”, ha chiarito Adams.
La decisione del CIO non significa che tutti gli atleti possano indossare fasce e, se Heraskevych sceglierà di farlo, non potrà includere alcun testo, ha precisato Adams.
“Non vogliamo che tutti indossino una fascia nera a ogni competizione”, ha detto Adams. “Ma laddove ci siano valide motivazioni, la questione verrà valutata con la dovuta attenzione”, ha specificato il portavoce.
Olimpiadi, Gios: Fontana grande campionessa, ma vince in una squadra
Cortina, 10 feb. (askanews) – “Arianna Fontana è una grandissima campionessa. Ha completato questa squadra, ha aiutato, però guardate che anche gli altri atleti hanno dato dei risultati incredibili in questa competizione. Quindi io non mi fermerei a parlare di un atleta. Arianna non ha bisogno di essere descritta, ormai la conosciamo tutti, però ha vinto all’interno di una squadra con un Sighel che è un fenomeno straordinario, lo ritengo uno dei più grandi pattinatori a livello mondiale: fermarsi a parlare dei singoli è riduttivo perché questo è il risultato di squadra”. Lo ha detto il presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, Andrea Gios, commentando da Casa Italia a Cortina la medaglia d’oro vinta nella staffetta mista di Short Track.
“Adesso – ha aggiunto il presidente – andremo con le gare individuali, vedremo, ma abbiamo ancora due staffette, la staffetta femminile e la staffetta maschile. Poi questo è uno sport complicato nel senso che una spinta, un fallo, qualsiasi cosa ti esclude anche se sei il più forte. Devo dire che siamo stati anche fortunati perché l’Olanda non è arrivata in finale. L’Olanda sappiamo che è un competitor molto fastidioso come minimo, però questo è questo sport. Noi ci siamo, i nostri ragazzi sono stati migliori, non c’è dubbio”.
Stefano Colzani: il 2026 sarà la svolta dell’immobiliare
Roma, 10 feb. – “Il 2025 sarà sicuramente un ottimo anno per l’immobiliare, ma il 2026 sarà una svolta”. Stefano Colzani, agente immobiliare, sintetizza così il passaggio che secondo lui il settore sta per vivere: l’avvicinarsi del 2030 e l’impatto delle regole energetiche europee sul mercato italiano, con un riflesso diretto anche su Milano. “La maggior parte degli immobili, circa il 60-65%, sono in classe G, F ed E. E questo sarà certamente un problema”.
Nella video-intervista allegata al comunicato, Colzani spiega che la differenza non sarà solo nella qualità degli immobili, ma nel modo in cui verranno presentati e compresi dai clienti, soprattutto quando si parla di case da ristrutturare. “Dovremmo integrarci con le tecnologie più avanzate: intelligenza artificiale, realtà immersive. Accorgimenti che possono migliorare la percezione degli immobili, per poi farli adattare alle leggi europee”.
Il punto, per Colzani, è un cambio di mestiere: “Sarà un duro lavoro, perché molti sono ancora legati al ‘così abbiamo sempre fatto’. Non va bene. La differenza tra un agente immobiliare del 2026 e uno rimasto al 2025 sarà l’interazione con tecnologia e intelligenza artificiale”.
Colzani racconta di aver avviato questo approccio già da tempo, con un focus preciso sugli immobili da ristrutturare: “Noi ci siamo messi al lavoro già da un paio d’anni, per far migliorare la percezione degli immobili da ristrutturare. Mettiamo a disposizione i nostri tecnici e la nostra tecnologia per rimodellare gli immobili. Portiamo i clienti e addirittura li portiamo con il visore, il Meta Quest, e li facciamo rivivere un’emozione completamente diversa rispetto a vedere la casa della nonna che è antica”.
Il 2026, conclude, non sarà un anno “normale” per chi lavora nel real estate: “Sarà un anno di duro lavoro, ma non vedo l’ora di affrontarlo”.
Vance insiste con la Groenlandia
Roma, 10 feb. (askanews) – “La Groenlandia è molto importante per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America. Ritengo che alcuni dei nostri alleati abbiano investito troppo poco nella sicurezza dell’Artico”, ha dichiarato oggi il vicepresidente statunitense JD Vance, prima di partire dall’Armenia per l’Azerbaigian. “Se dobbiamo investire nella sicurezza dell’Artico, se dobbiamo in sostanza spendere molti soldi e assumerci l’onere di proteggere questa enorme massa territoriale”, ha osservato Vance, “penso sia del tutto ragionevole che gli Stati Uniti ne traggano qualche beneficio”. “Questo sarà il fulcro dei negoziati nei prossimi mesi”, ha dichiarato ai giornalisti prima di imbarcarsi sull’aereo.
Milano Cortina 2026, dietro le quinte dello spot Poste Italiane
Roma, 10 feb. (askanews) – Al Teatro 18 di Cinecittà, a Roma, ha preso forma lo spot di Poste Italiane dedicato alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026: un mese di preparazione, due giorni di riprese e oltre 50 professionisti coinvolti. Premium Logistics Partner dell’evento, il Gruppo sarà in campo con 1.000 addetti e 2 hub logistici per una superficie di oltre 32 mila metri quadrati. Il servizio del TG Poste.
Mps, il 27 febbraio il piano con Mediobanca: massimo sviluppo sinergie
Milano, 10 feb. (askanews) – Il futuro assetto di Mediobanca, se rimarrà quotata o meno, si conoscerà solo il 27 febbraio quando Mps, in anticipo comunque rispetto alla scadenza fissata dalla Bce, presenterà al mercato i numeri del piano di aggregazione con Piazzetta Cuccia, di cui oggi detiene l’86,3%. L’attesa data della presentazione della business combination è stata comunicata ufficialmente oggi dal Monte con la diffusione dei risultati dell’esercizio 2025, chiuso con un utile netto in crescita del 17,7% a 2,75 miliardi e dividendi per 2,6 miliardi (0,86 euro per azione, in linea con quello dello scorso anno). L’utile di gruppo, considerando l’apporto nel quarto trimestre di Mediobanca e al lordo degli effetti economici dell’allocazione del prezzo di acquisto (PPA -321 mln), ammonta a 3,036 miliardi.
Nel corso della conference call con gli analisti, dopo i recenti rumors, l’Ad Luigi Lovaglio non si è sbilanciato sul possibile delisting di Mediobanca e in generale su come sarà la struttura del gruppo combinato, rimandando al Capital Market Day tra poco più di due settimane, anche se ha assicurato che l’obiettivo è la “piena” integrazione e il “massimo” sviluppo delle sinergie industriali annunciate con l’operazione. “Il cda non ha ancora preso tutte le decisioni definitive e quindi vi chiedo di avere pazienza e attendere la presentazione del piano il 27 febbraio”, ha risposto a chi gli chiedeva se Mps diventerà proprietaria del 100% di Mediobanca dopo le indiscrezioni sul delisting che hanno fatto salire il titolo in Borsa nelle ultime sedute. “Quello che posso dire è che ci stiamo concentrando sulla creazione di valore”, ha spiegato. “Il 27 febbraio sarà un appuntamento importante e avremo modo di rispondere a tutte le vostre domande – ha detto ancora, incalzato dagli analisti sui numeri del futuro del gruppo -. Il piano che presenteremo risponderà a tutte le vostre domande e sarà in linea coi nostri obiettivi e target”.
Mediobanca, ha anticipato però Mps, sarà una legal entity focalizzata sulle attività di Corporate & investment banking e Private banking di alta fascia. La struttura del gruppo sarà “pienamente allineata” al razionale industriale dell’offerta e orientata “alla massimizzazione della creazione di valore, mediante la valorizzazione delle competenze distintive”. Obiettivo: raggiungere la massima integrazione tra i due istituti, in linea con i requisiti relativi all’autorizzazione della Bce. Le sinergie industriali stimate di 700 milioni di euro sono confermate, “con un potenziale di ulteriore miglioramento”, ha assicurato Lovaglio. “Queste sinergie sono concrete e raggiungibili, non sono una promessa. Fino a questo momento l’esecuzione ha proseguito senza intoppi e i team stanno lavorando in maniera costruttiva”.
“Stiamo accelerando il processo di integrazione con Mediobanca, muovendoci verso un modello operativo specializzato, che valorizza il valore dei marchi, le capacità e i talenti di entrambe le organizzazioni”, ha assicurato agli analisti Lovaglio che punta ad arrivare al nuovo modello operativo entro la fine dell’anno.
A Gaza usate armi che hanno fatto "evaporare" 2.842 palestinesi
Roma, 10 feb. (askanews) – Israele ha usato nella Striscia di Gaza armi che hanno fatto evaporare migliaia di palestinesi. E’ quanto emerge dall’inchiesta condotta da Al Jazeera, intitolata “The Rest of the Story”, secondo cui le squadre della Protezione civile di Gaza hanno documentato 2.842 palestinesi “evaporati” dall’inizio della guerra nell’ottobre 2023, senza lasciare dietro di sé altro che schizzi di sangue o piccoli frammenti di carne. Esperti e testimoni hanno attribuito questo fenomeno all’uso di armi termiche e termobariche, proibite a livello internazionale, spesso chiamate bombe a vuoto, in grado di generare temperature superiori a 3.500 gradi Celsius. La cifra di 2.842 non è una stima, ma il risultato di una analisi condotta dalla Protezione civile di Gaza, ha precisato l’emittente del Qatar. Il portavoce della Protezione civile di Gaza, Mahmoud Basal, ha spiegato ad Al Jazeera che le squadre utilizzano un “metodo di eliminazione” nei luoghi degli attacchi: “Entriamo in un’abitazione presa di mira e confrontiamo il numero conosciuto di occupanti con i corpi recuperati. Se una famiglia ci dice che all’interno c’erano cinque persone e noi recuperiamo solo tre corpi intatti, trattiamo i restanti due come ‘evaporati’ solo dopo che una ricerca approfondita non ha prodotto altro che tracce biologiche: schizzi di sangue sui muri o piccoli frammenti come scalpi”.
Stando all’inchiesta di Al Jazeera, nella Striscia di Gaza le sparizioni di migliaia di palestinesi sono frutto dell’uso di armi di fabbricazione americana, quali la bomba “MK-84 Hammer”, quindi la bomba bunker buster BLU-109, che sarebbe stata utilizzata in un attacco ad al-Mawasi, l’area dichiarata “zona sicura”, facendo evaporare 22 persone, e la bomba GBU-39, che sarebbe stata usata nell’attacco del 10 agosto 2024 contro la scuola Al-Tabin di Gaza City. Proprio in questa scuola, Yasmin Mahani ha cercato il figlio Saad subito dopo l’attacco: “Sono entrata nella moschea e mi sono ritrovata a calpestare carne e sangue”, ha raccontato ad Al Jazeera, riferendo quindi di aver poi visitato per giorni ospedali e obitori. “Non abbiamo trovato nulla di Saad. Nemmeno un corpo da seppellire. Quella è stata la parte più difficile”, ha aggiunto.
Dl Ucraina, Bonelli (Avs): non abbiamo nulla a che fare con Vannacci
Roma, 10 feb. (askanews) – “Non abbiamo nulla a che fare con Vannacci e con i fascisti che vengono qui a portare istanze che non ci rappresentano e che combatteremo fino alla fine”. Lo ha detto Angelo Bonelli (Avs) intervenendo in aula alla Camera.
“Non giocate sul tema della pace, dei valori, non usate questioni fondamentali su cui serve chiarezza, a partire dal 5% per le spese militari su cui noi non transigeremo, siamo contrari. Chi gioca sulle parole state prendendo in giro gli italiani”, ha aggiunto.
Cassina: da Olimpiadi Milano-Cortina già tantissime soddisfazioni
Milano, 10 feb. (askanews) – “Un sogno nel sogno”. Per Igor Cassina, stella di prima grandezza dalla ginnastica artistica e medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene 2004, il gradino più alto del podio è questo. Askanews ha avuto l’onore di chiacchierare con colui che è stato il primo atleta al mondo a presentare un Kovacs teso con avvitamento a 360° sull’asse longitudinale. Ricordiamo che come riconoscimento, la Federazione internazionale ha dato il suo nome all’elemento, che dal 2002 è ufficialmente chiamato “movimento Cassina”.
Lo abbiamo incontrato all’apertura di “Sport Movies & Tv 2026 – Together for the Games”, evento dedicato ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 con il presidente di Federation Internationale Cinema Television Sportifs, riconosciuta dal CIO, Franco Ascani, Membro della Commissione Cultura e Patrimonio Olimpico del CIO.
“Le Olimpiadi di Milano-Cortina stanno già portando tantissime soddisfazioni per i nostri azzurri e le nostre azzurre. Ho avuto anche il piacere di essere un tedoforo e accendere il braciere a Monza, è stata una bellissima soddisfazione anche perché effettivamente lo sport include i valori del rispetto, disciplina, seguire delle regole. Noi giochiamo in casa e anche questo evento è totalmente collegato a quelli che sono i valori e i riconoscimenti degli atleti. Un altro pensiero per tutti gli atleti che stanno gareggiando in questi giorni, divertitevi nel inseguire il vostro sogno”.
Cosa significa, cosa significa vincere una medaglia d’oro così importante a un’Olimpiade? “L’Olimpiade ha un fascino particolare per il semplice fatto che sopra tutti avviene una volta ogni quattro anni ed è chiaro che l’atleta si rende conto di quanta responsabilità ha, ma soprattutto di quello che si gioca. Giocarsi la possibilità di fare un’Olimpiade è già un risultato importante, vincere una medaglia è ancora più importante e naturalmente coronare con la medaglia d’oro è veramente un sogno nel sogno”.
Assalto portavalori, Conte: sfiorata tragedia, servono più agenti
Roma, 10 feb. (askanews) – “Pensare che dall’altra parte del mare, in Albania, abbiamo da quasi 2 anni quasi 1 miliardo e tanti agenti impegnati sui centri vuoti in Albania per un capriccio della Presidente del Consiglio fa rabbia. Da tempo i rappresentanti sindacali delle forze dell’ordine denunciano carenze di organico, assenza di servizi e prevenzione adeguata sul territorio. Sulla Brindisi-Lecce in tanti hanno rischiato grosso, con fucili puntati ed esplosioni mentre erano semplicemente in coda per il traffico”. Lo ha scritto sui sui canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, rilanciando la foto della rapina di ieri.
“Si è evitata la tragedia per un soffio e i Carabinieri – svolgendo con prontezza e professionalità il proprio servizio – hanno dovuto affrontare anche un conflitto a fuoco prima di fermare due persone. Il Governo – ha concluso l’ex premier – si preoccupi di aumentare i presidi e i servizi in giro per l’Italia: siamo sguarniti, mancano 23mila poliziotti e carabinieri mentre a Palazzo Chigi si parla del comico Pucci”.
Consob, Tajani: niente di personale su Freni ma no a presidente politico
Roma, 10 feb. (askanews) – In merito alla nomina del nuovo presidente della Consob “io non ho pregiudizi nei confronti di nessuno, non è un fatto personale” nei confronti di Federico Freni “ma il mio è un no a un politico”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, conversando con i giornalisti al termine della cerimonia per il Giorno del Ricordo alla Camera. “Che io ceda è molto difficile, sulle cose quando dico di no è no”, aggiunge.
A chi gli fa notare che in passato già era stato invece indicato Vegas, proprio in quota Forza Italia, replica: “Oggi la situazione è diversa” per quello che sta succedendo nel mondo bancario.
Il vice premier ribadisce che l’argomento non era mai stato discusso prima che venisse portato in Cdm un mese fa. “Quando ne parleremo, diremo quello che pensiamo. Non abbiamo parlato, quindi non parlo di cose che non conosco”, osserva.
Media: Netanyahu sapeva del piano di attacco di Hamas fin dal 2018
Roma, 10 feb. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ricevuto il dettagliato piano di attacco di Hamas, eseguito il 7 ottobre 2023, già nell’aprile 2018, secondo quanto riportato questa mattina dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth. Questo nonostante Netanyahu abbia negato, fin dallo scoppio della guerra, di essere stato informato sui dettagli del piano, o addirittura sulla sua esistenza.
Una fonte vicina alla vicenda ha riferito al giornale che Netanyahu è stato nuovamente informato del piano, noto come “Muro di Gerico”, più tardi quello stesso anno, quando lo Shin Bet ne ha presentato una revisione al Consiglio di sicurezza nazionale. E’ stato anche riferito che nel 2022, Netanyahu ha ricevuto un briefing del Comando Sud in cui il piano veniva menzionato.
L’Istat compie 100 anni, presentato il programma sulle celebrazioni
Roma, 10 feb. (askanews) – L’Istat si prepara a festeggiare cento anni: il 9 luglio 1926, con la legge n. 1162 e l’istituzione dell’Istituto Centrale di Statistica nasceva la statistica ufficiale italiana. Con una conferenza stampa online, il presidente Francesco Maria Chelli, e il direttore per la comunicazione, Serenella Ravioli, hanno presentato oggi il programma delle iniziative che saranno realizzate nel corso dell’anno per la celebrazione del Centenario.
“Abbiamo progettato questo centenario attorno a tre parole fondamentali, memoria, ascolto e futuro. La prima, la nostra memoria, appunto, è l’inizio delle iniziative e gli eventi che avrete modo di vedere vogliono andare oltre il momento celebrativo, il racconto della produzione statistica, offrire un’occasione di riflessione sulla ricchezza della statistica ufficiale come bene pubblico, strumento chiave e a volte unico per leggere i cambiamenti e i bisogni informativi del Paese”, ha spiegato Chelli.
“La seconda parola chiave è l’ascolto, ma vogliamo farlo con pubblici diversi, con le istituzioni, con la comunità scientifica, con le imprese, con i cittadini e con le scuole, sensibilizzando questi attori sul nostro difficile compito ma anche ascoltando le loro esigenze, quello che gli statisti ci chiamano il loro fabbisogno informativo. E poi il futuro – ha detto il presidente dell’Istat – il nostro ma anche quello del Paese, ragionando sulle sfide, sulle opportunità che attendono la statistica ufficiale nei prossimi decenni in un sistema informativo che, come sapete meglio di me, sta cambiando in modo rapido, anzi rapidissimo, sia dal punto di vista degli strumenti e dell’informazione prodotta, sia nel modo di comunicare le statistiche e in particolare le statistiche ufficiali”.
Le celebrazioni si aprono ufficialmente il 21 maggio con la presentazione del Rapporto annuale 2026 nell’Aula dei Gruppi Parlamentari, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Le “Storie di Dati” raccontano le grandi trasformazioni demografiche, sociali, economiche e ambientali del nostro Paese attraverso un secolo di statistiche: 16 brevi report corredati dell’aggiornamento delle relative serie storiche sul sito seriestoriche.istat.it.
La prima Storia, spiega l’Istat è dedicata all’istruzione degli italiani ed è stata diffusa oggi in occasione dell’incontro con la Stampa. Nel corso del primo semestre 2026 seguiranno tutte le altre “Storie di Dati” su Salute e disabilità; Struttura dei consumi e condizioni di vita; Diffusione tecnologica; Cultura e tempo libero; Lavoro; Trasporti e comunicazioni; Percorsi di vita delle generazioni; Struttura produttiva; Ambiente ed energia; Criminalità e giustizia; Settore agricolo; Dinamica dei prezzi ed inflazione; Struttura della popolazione; Apertura internazionale e ruolo dell’export; Risorse turistiche.
Le date di pubblicazione dei report saranno rese note con l’Agenda settimanale. Entro dicembre 2026, dice ancora l’Istat con un comunicato, saranno aggiornate tutte le altre serie storiche dell’Istituto.
Inoltre, grazie all’accordo siglato con l’Azienda Speciale Palaexpo di Roma Capitale, il 9 ottobre verrà inaugurata a Roma a Palazzo Esposizioni l’Esposizione digitale immersiva, aperta al pubblico dal 10 ottobre al 30 novembre 2026. L’obiettivo è condividere con il più ampio pubblico la storia dell’Istat e il suo percorso di innovazione, anche attraverso azioni mirate di edutainment per i giovani e le scuole.
Un modulo itinerante dell’Esposizione sarà esposto in alcune città sedi degli uffici territoriali dell’Istat e sarà utilizzato anche in altri luoghi e contesti, tra cui Treviso, la città che ha ospitato negli ultimi anni StatisticAll, il Festival della Statistica e della Demografia.
Nel corso dell’Esposizione digitale, sottolinea l’Istat con un comunicato, si terrà anche un Ciclo di seminari sul presente e il futuro della statistica ufficiale, concepito come uno spazio di ascolto e confronto multidisciplinare dedicato ad analisi e riflessioni sull’evoluzione dell’ecosistema dei dati, le sfide tecnologiche e metodologiche, i cambiamenti del fabbisogno informativo, le nuove forme di comunicazione, le prospettive della ricerca pubblica; i seminari coinvolgeranno figure di rilievo ed esponenti di alto profilo delle istituzioni, della società civile, del mondo imprenditoriale, della ricerca, dell’accademia e della comunicazione. I Seminari costituiranno un ideale percorso di avvicinamento alla Conferenza Nazionale di Statistica 2026.
La Conferenza nazionale di statistica, momento di confronto pubblico aperto agli enti del Sistema statistico nazionale, ai cittadini, alle scuole e alle Istituzioni, si terrà nell’ultima settimana di novembre 2026; con essa si concluderanno le celebrazioni del Centenario.
Orsini (Confindustria): "Sul Green Deal l’Europa deve darsi una svegliata"
Roma, 10 feb. (askanews) – “In un momento come questo in cui nessuno al mondo sta pensando al Green Deal, noi ancora stiamo continuando ad avere lacci e lacciuoli. Credo che l’Europa su questo si debba dare una grande svegliata, non lo sta facendo. Credo che almeno debba fare asse tra i mercati come la Germania, la Francia, la Spagna, ma di tutta Europa, per noi sia fondamentale”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine della terza edizione del roadshow Bnl Bnp Paribas.
“Per noi la Germania – ha spiegato – è un partner fondamentale. Ricordo che l’esportazione dell’Italia è per il 52% verso l’Europa, per noi è fondamentale. Ovviamente è venuta a mancare l’auto per miopie delle scelte della precedente Commissione Ue, che quella attuale non sta liberando, io credo che rimandare sia un problema”.
Confindustria rafforza la collaborazione con la Protezione Civile
Roma, 10 feb. (askanews) – È stato firmato oggi il nuovo protocollo d’intesa tra Confindustria e il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’accordo, siglato da Fausto Bianchi, Presidente di Piccola Industria Confindustria, e da Fabio Ciciliano, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, consolida una partnership strategica finalizzata a promuovere una diffusa cultura della resilienza sul territorio nazionale e a intervenire in modo coordinato nella gestione delle emergenze.
Il protocollo, riporta un comunicato, sancisce e rafforza una partnership pubblico-privata riconosciuta come best practice a livello internazionale sia dalle Nazioni Unite sia dalla Commissione europea e segna il decimo anniversario di una collaborazione avviata in occasione del Sisma del Centro Italia nel 2016, anno in cui Confindustria e la Protezione Civile hanno iniziato a operare congiuntamente nell’ambito del PGE – Programma Gestione Emergenze di Confindustria coordinato da Piccola Industria Confindustria. In quella circostanza sono state coinvolte oltre 250 aziende e associazioni, che hanno mobilitato risorse per un valore stimato di circa 3 milioni di euro. L’impegno è poi proseguito negli anni successivi per far fronte ad altre emergenze come la pandemia da Covid-19, l’accoglienza dei profughi ucraini e l’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna.
In un Paese in cui l’eccezionalità degli eventi estremi si è ormai trasformata in una drammatica consuetudine, la prevenzione, la preparazione e la capacità di risposta alle emergenze non rappresentano più un’opzione, ma un’esigenza imprescindibile. L’Italia, si legge, territorio strutturalmente fragile, richiede un impegno condiviso: in questo contesto, la collaborazione tra gli attori coinvolti nella costruzione della resilienza assume un valore strategico fondamentale. La nuova intesa prevede un insieme di iniziative congiunte quali strumenti operativi per la business continuity, percorsi formativi su rischi, preparazione, sicurezza e continuità operativa, studi sulla resilienza delle imprese, la definizione di policy, strumenti e proposte anche normative per favorire la messa in sicurezza delle imprese e la continuità economica in caso di emergenze.
Vi è inoltre l’intenzione di rafforzare la cooperazione tra i due Sistemi aumentando a livello territoriale la conoscenza tra Confindustria e Protezione Civile, anche promuovendo la sigla di accordi analoghi a livello regionale con la finalità di innestare nel Paese, tramite le PMI, la resilienza e massimizzare le possibili risposte alle emergenze.
“Con il rinnovo del Protocollo con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile intendiamo proseguire e rafforzare ulteriormente una collaborazione pubblico-privata che negli anni ha dimostrato tutta la sua valenza nel promuovere la cultura della prevenzione e nel mettere a disposizione strumenti concreti per una gestione efficace delle emergenze, come il Programma Gestione Emergenze di Confindustria”, ha dichiarato Fausto Bianchi, Presidente di Piccola Industria Confindustria. Nei prossimi mesi lavoreremo con ancora più decisione per consolidare la conoscenza e la collaborazione tra i nostri due sistemi, punteremo su formazione per le imprese e i loro collaboratori, strumenti operativi a supporto della business continuity e su iniziative condivise, con cui rendere più resiliente il sistema produttivo italiano e l’intero Paese. L’obiettivo è fare in modo che ogni PMI riesca a minimizzare i possibili danni da shock esterni e continuare a operare anche in situazioni critiche con beneficio, visto il loro ruolo di collante sociale, anche delle comunità colpite”.
“Di fronte alla fragilità del nostro territorio e alla crisi climatica che rende sempre più frequenti eventi sempre più estremi, l’impegno congiunto tra pubblico e privato per costruire resilienza è ineludibile”, ha dichiarato Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento della Protezione Civile. “Lavorare insieme alla diffusione della cultura della prevenzione, promuovere la conoscenza reciproca e valorizzare conoscenze e competenze delle imprese sul territorio in un’ottica di protezione civile significa investire in comunità più preparate a fronteggiare un’emergenza e supportare la ripartenza del settore produttivo post-emergenza, per favorire il più rapido ritorno alle condizioni di normalità nei territori colpiti”. (fonte immagine: Confindustria)
Olimpiadi, il mondo guarda Milano: turisti commentano l’organizzazione
Milano, 10 feb. (askanews) – Boston, New York, Canada, Francia, Olanda: il centro di Milano è l’altra pista dei giochi olimpici, dove i turisti arrivati da tutto il mondo per le Olimpiadi si godono la città, nei più classici dei modi, dal selfie coi piccioni alla visita alle guglie del Duomo. Questa coppia di New York è qui per seguire sci e pattinaggio e poi andrà a Cortina e Livigno. “Penso che sia stato fatto una gran bel lavoro, è una grande olimpiade”, dicono. “Amiamo Milano, ci piace molto. La gente è favolosa, il cibo incredibile”, aggiunge.
“Tutto piuttosto bene organizzato” dice un tifoso dalla Francia. “Per i trasporti abbiamo una applicazione che ci aiuta e ci sono tanti volontari in tutta la città quindi è piuttosto facile spostarsi”. “È la mia prima volta a Milano, la devo scoprire, è molto bella, soprattutto il centro intorno al Duomo e ora c’è anche bel tempo rispetto ai primi giorni”.
Questi ragazzi dal Canada, sono veterani delle Olimpiadi. “L’organizzazione è molto buona, noi siamo stati anche a Parigi nel 2024. Sicurezza semplice, trasporti che funzionano e comunicazione chiara, ad esempio su quali stazioni sarebbero state chiuse alla cerimonia inaugurale”.
“Finora è stato davvero fantastico per me – afferma una volontaria in un momento di riposo – quindi faccio parte di un team e sono circondata da tantissimo sostegno”. “Fantastico, è bellissimo essere qui”, dicono da Boston.
“L’organizzazione olimpica è molto buona, ma alcune cose sono incompiute e non tutto è bello come dovrebbe”, commenta critico un olandese, mentre altre sue connazionali si esercitano col tifo davanti al Duomo.
La Russa: istituzione Giorno Ricordo spartiacque, coraggio partiti vicini comunismo
Roma, 10 feb. (askanews) – “Poco più di 20 anni fa, il 30 marzo 2004, il Parlamento italiano approvava, quasi all’unanimità,solo 12 i voti contrari la legge (92/2004) che istituiva il Giorno del Ricordo”, “quel 30 marzo 2004 è divenuta una data spartiacque. C’è stato un prima e c’è un dopo”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in occasione della celebrazione alla Camera.
“C’è stato un prima, durato molti, troppi decenni, durante il quale – ha sottolineato – la sofferenza di migliaia di nostri connazionali è stata volutamente e sistematicamente occultata. Negata da una parte politica e dalle istituzioni che da quella parte politica erano rappresentate”.
“Nei libri di storia distribuiti nelle scuole, gli studenti studiavano la storia di Roma, la storia del ‘700, dell’800, della prima e seconda guerra mondialeà Ma mancavano le pagine sulla tragedia delle foibe. Sia chiaro: la mia non vuole essere un atto di accusa nei confronti di qualcuno, anzi, è il giusto riconoscimento a quelle forze politiche che, seppur per decenni siano state molto vicine al comunismo, in quella occasione hanno saputo fare un passo coraggioso per far conoscere la verità. Da allora, altri passi in avanti sono stati fatti”, ha aggiunto.
L’Arera: stop di 6 mesi al pagamento delle bollette per le popolazioni colpite dal maltempo
Roma, 10 feb. (askanews) – L’Arera ha approvato un provvedimento d’urgenza che sospende per 6 mesi il pagamento di bollette e avvisi di pagamento di luce, gas, acqua e rifiuti a favore delle popolazioni delle Regioni Calabria, Sardegna e Sicilia, tra cui il Comune di Niscemi, interessate dagli effetti del Ciclone Harry a partire dal 18 gennaio 2026.
La delibera, spiega una nota, “che arriva a seguito della Dichiarazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 26 gennaio, riguarda tutte le utenze e forniture di famiglie e attività produttive site nei Comuni danneggiati dagli eccezionali eventi meteorologici, come individuati dall’Ordinanza 1180 del Capo del dipartimento della Protezione civile del 30 gennaio 2026.
Le misure si applicano a tutte le fatture e agli avvisi di pagamento emessi o da emettere con scadenza a partire dal 18 gennaio 2026, compresi eventuali costi per le prestazioni di allacciamento, attivazione, disattivazione, voltura o subentro o gli ulteriori corrispettivi eventualmente previsti dai gestori del settore rifiuti. Allo stesso modo verranno sospese le procedure di distacco per morosità, anche verificatesi prima della stessa data. Come già previsto per i mutui, per accedere alle agevolazioni i titolari delle utenze e forniture interessate dovranno presentare apposita richiesta al proprio fornitore entro il 30 aprile 2026, con il modulo allegato al provvedimento che l’operatore dovrà mettere a disposizione sul proprio sito internet, o altro format purché contenente le stesse informazioni.
Al termine del periodo di sospensione dei termini di pagamento delle fatture e degli avvisi di pagamento emessi o da emettere, gli importi oggetto di sospensione dovranno essere rateizzati su un periodo minimo di 12 mesi, senza discriminazione e senza applicazione di interessi a carico dei clienti e utenti, al fine di agevolare la ripresa dei pagamenti e ridurre l’impatto economico sulle famiglie e sulle imprese colpite.
Con questo intervento, Arera intende garantire la continuità dei servizi essenziali e offrire un primo sostegno concreto alle popolazioni colpite, nelle more dell’adozione di eventuali ulteriori misure straordinarie da parte delle Autorità competenti.
Giorno del Ricordo,Vannacci: uccisi dai comunisti titini con l’appoggio dei partigiani
Roma, 10 feb. (askanews) – “Abbandonati, uccisi, dimenticati. Colpiti non per ciò che avevano fatto ma per ciò che erano: italiani. Nel giorno del ricordo, pensiamo ad una delle pagine più gravi, oscure e vergognose della nostra storia nazionale, prima per la violenza subita e poi per l’abbandono istituzionale che ne è seguito”. Lo scrive sui social Roberto Vannacci.
“Migliaia di connazionali – aggiunge – furono orrendamente assassinati dalla furia omicida dei comunisti partigiani titini che operavano spesso con l’appoggio e la collaborazione di alcune frange della Resistenza italiana. Centinaia di migliaia furono costretti a lasciare la propria terra, i propri averi e le proprie case mentre lo Stato italiano non seppe o non volle difenderli, né allora né negli anni successivi, quando su quella tragedia calò deliberatamente e vergognosamente il silenzio. Ricordare le foibe significa affermare che la vita degli italiani non è negoziabile, che la Patria ha il dovere di proteggere i suoi figli e di onorarne la memoria senza distinguere tra vittime utili e vittime scomode, perchè un paese che dimentica i propri martiri perde forza, dignità, identità e sovranità”.
“Il 10 febbraio serve a ribadire una verità semplice: la storia non si riscrive, non si censura, non si dimentica perchè senza memoria nazionale non esiste una Nazione”, conclude.
Macron rilancia: debito comune Ue per investimenti strategici
Roma, 10 feb. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha rilanciato l’idea di un’Europa più sovrana alla vigilia del vertice dei leader dell’Unione europea, proponendo la creazione di una capacità comune di indebitamento attraverso nuovi eurobond destinati a finanziare investimenti strategici in difesa, transizione verde, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche. In un’intervista a diversi quotidiani europei, tra i quali il Sole 24 Ore, ha avvertito che le “minacce” commerciali provenienti dagli Stati Uniti non sono “finite” e che i Ventisette “saranno spazzati via” se non introdurranno una “preferenza europea” nei settori chiave di fronte alla concorrenza americana e cinese.
Secondo il capo dell’Eliseo, occorre “lanciare una capacità comune di indebitamento per queste spese future, degli eurobond d’avvenire”, ricorrendo a un nuovo prestito comune per finanziare investimenti strategici e consentire all’Ue di “attaccare l’egemonia del dollaro”. Macron ha indicato tre fronti prioritari, spiegando che “oggi abbiamo tre battaglie da combattere: nella sicurezza e nella difesa, nelle tecnologie della transizione ecologica e nell’intelligenza artificiale e nel quantistico” e che in tutti questi ambiti l’Europa investe meno rispetto a Cina e Stati Uniti. “Se l’Ue non farà nulla nei prossimi tre-cinque anni, sarà spazzata via da questi settori”, ha insistito, invocando “un investimento congiunto”. Il presidente ha stimato in “circa 1.200 miliardi di euro all’anno” il fabbisogno complessivo di investimenti pubblici e privati necessari nell’Unione e ha ribadito che per preservare il mercato interno “non bisogna rinviare tutto alle nazioni”.
Il rilancio del tema degli eurobond riporta al centro un dibattito che attraversa l’Unione da oltre un decennio. L’idea di titoli comuni era emersa già durante la crisi dei debiti sovrani dell’area euro, ma aveva incontrato forti resistenze in diversi Paesi del Nord. Una svolta parziale è arrivata con il programma Next Generation EU varato dopo la pandemia, quando la Commissione ha emesso debito comune per finanziare la ripresa economica, creando un precedente che molti governi considerano oggi un possibile modello anche per altre politiche europee di lungo periodo, in particolare per la sicurezza e l’innovazione tecnologica.
Anche l’ex presidente della Banca centrale europea ed ex premier italiano Mario Draghi è intervenuto più volte sul tema. In analisi e discorsi pubblici ha sostenuto che l’Unione deve dotarsi di una maggiore capacità di finanziamento comune per sostenere progetti strategici e rafforzare la competitività industriale, avvertendo che senza strumenti condivisi il divario con Stati Uniti e Cina rischia di ampliarsi. Draghi ha più volte sottolineato che difesa, energia e innovazione rappresentano settori nei quali un ricorso più strutturale al debito comune potrebbe risultare necessario, pur precisando che esso deve andare di pari passo con riforme del mercato unico e delle politiche economiche per essere sostenibile nel tempo.
Il tema resta tuttavia divisivo tra gli Stati membri dell’Unione europea. Francia, Italia e altri Paesi favorevoli vedono negli eurobond uno strumento per ridurre il costo del capitale e finanziare grandi progetti comuni, mentre governi tradizionalmente più rigoristi sul piano fiscale temono una mutualizzazione permanente dei rischi e chiedono garanzie su disciplina di bilancio e controlli.
La proposta di Macron si inserisce in una più ampia riflessione sull’autonomia strategica dell’Europa e sul modo di dotare il blocco di risorse finanziarie adeguate alle sfide geopolitiche e tecnologiche del prossimo decennio, un confronto destinato a pesare nelle discussioni del vertice di Bruxelles e nelle scelte future dell’Unione.
Percezione della corruzione, l’Italia perde punti ma resta 52esima
Milano, 10 feb. (askanews) – La corruzione sta peggiorando a livello globale, con un aumento dei fenomeni corruttivi anche nelle democrazie consolidate. E il punteggio dell’Italia nell’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) 2025 è di 53, con un nuovo calo (-1) rispetto al 2024 (54), quando il punteggio ha subito la prima inversione di tendenza dal 2012. Ossia dall’anno in cui il Paese ha scelto di puntare sulla prevenzione della corruzione, con leggi e strumenti per anticipare i rischi e rafforzare la trasparenza. E’ quanto emerge dall’edizione 2025 dell’Indice di Percezione della Corruzione (CPI), il principale indicatore globale della corruzione nel settore pubblico, redatto da Transparency International. Il CPI 2025 conferma la 52esima posizione dell’Italia nella classifica globale di 182 paesi e territori.
Secondo Transparency International il sistema di prevenzione della corruzione italiano risente delle ripercussioni dell’indebolimento delle misure anticorruzione, tra cui la depenalizzazione dell’abuso di ufficio. Nel 2025 l’Italia, insieme alla Germania, ha contrastato l’inserimento dell’abuso d’ufficio tra i reati perseguiti in tutta l’Unione Europea attraverso la Direttiva anticorruzione, proposta dalla Commissione europea nel 2023 e approvata in via provvisoria a dicembre 2025. Secondo Transparency International Italia, tra le carenze del sistema nazionale di prevenzione della corruzione vi è anche la mancanza di una legge organica sul lobbying. La proposta di legge sul tema, incompleta, è stata approvata alla Camera a gennaio e passerà all’esame del Senato. Non meno importanti: la mancanza di una regolamentazione complessiva sul conflitto di interessi, nonché la sospensione del Registro dei titolari effettivi, che impattano sul quadro dell’integrità pubblica e delle misure antiriciclaggio.
I dati globali del CPI 2025 mostrano che le democrazie, solitamente più forti nella lotta alla corruzione rispetto alle autocrazie o alle democrazie imperfette, stanno registrando un preoccupante calo delle prestazioni. Questa tendenza riguarda paesi come gli Stati Uniti (64), il Canada (75) e la Nuova Zelanda (81), nonché varie parti d’Europa, come il Regno Unito (70), la Francia (66) e la Svezia (80). In molti paesi europei, negli ultimi dieci anni, gli sforzi anticorruzione hanno subito una battuta d’arresto. Dal 2012, 13 paesi dell’Europa occidentale e dell’UE hanno registrato un significativo peggioramento, mentre solo sette hanno ottenuto miglioramenti. Un altro fenomeno preoccupante è l’aumento delle restrizioni da parte di molti Stati alla libertà di espressione, di associazione e di riunione. Dal 2012, 36 dei 50 paesi con un calo significativo dei punteggi CPI hanno anche registrato una riduzione dello spazio civico.
“In un contesto mondiale nel quale i principi dello Stato di diritto ed i rapporti internazionali stanno progressivamente mutando è fondamentale, per ciascuno di noi, riaffermare con decisione che valori quali l’integrità, la trasparenza e la responsabilità sociale sono ineludibili. Per questo dobbiamo impegnarci nella realizzazione di un modello di società e di rapporti umani che trovi più conveniente ed etica l’integrità rispetto alla corruzione, la trasparenza rispetto al clientelismo e la responsabilità rispetto all’omertà sociale”, commenta Michele Calleri, Presidente di Transparency International Italia.
Giorno Ricordo, Meloni: dopo congiura silenzio verità e nessun negazionismo
Roma, 10 feb. (askanews) – “Oggi si celebra il Giorno del Ricordo. Una giornata che chiama l’Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza”. E’ quanto scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità. La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi”, sottolinea la premier.
“Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo farlo cadere. Come dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest’anno, come il “Treno del Ricordo” che da Nord a Sud ripercorrerà idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte. Per nascita e per scelta. L’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. Perché questa storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all’Italia intera. Ad ognuno di noi”, conclude”.
Piogge e clima mite, ma a San Valentino arriva il freddo polare
Milano, 10 feb. (askanews) – L’Anticiclone è il grande assente e non si farà trovare neppure questa settimana. L’Italia resterà terra di conquista delle perturbazioni atlantiche, intrappolata in una configurazione meteorologica estrema che collegherà idealmente i Caraibi alla Lapponia nel giro di pochi giorni.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che fino a giovedì 12 febbraio saremo investiti da un “flusso super umido” che parte addirittura da Portorico. Questo vero e proprio fiume atmosferico attraverserà l’Atlantico causando prima pesanti alluvioni nella Penisola Iberica (Portogallo e Spagna in primis) per poi scaricare tutta la sua energia sull’Italia.
Gli effetti saranno duplici: la Valle d’Aosta sarà letteralmente sepolta dalla neve, con accumuli eccezionali oltre i 1500 metri nella zona del Bianco, grazie allo sbarramento orografico alle correnti umide. Il versante tirrenico continuerà a ricevere piogge abbondanti, aggravando la saturazione dei terreni già provati dalle settimane precedenti. Si stimano altri 200 millimetri, o 200 litri per ogni metro quadrato (è equivalente), specie tra Campania e Calabria tirrenica.
Ma attenzione al vento: da mercoledì Eolo alzerà la voce con burrasche violente, colpendo in particolare la Sardegna e la Sicilia, dove il mare diventerà grosso e sono previste mareggiate intense lungo le coste esposte.
Poi arriverà il ribaltone di San Valentino: se la prima parte della settimana sarà “caraibica” (umida e mite), il weekend ci riserverà un colpo di scena polare. Proprio per la festa degli innamorati arriverà il “Ciclone di San Valentino”, alimentato questa volta da aria gelida in discesa diretta dalla Lapponia.
Il crollo termico sarà verticale: la pioggia si trasformerà in neve fin da subito al Nord e, nella giornata di domenica 15 (San Faustino), i fiocchi bianchi raggiungeranno anche il Centro-Sud fino a bassa quota, regalando un paesaggio invernale da cartolina ma anche potenziali disagi alla viabilità.
Una settimana, dunque, ricca di colpi di scena con masse d’aria prima dai Caraibi e poi dalla Lapponia.
Giorno del Ricordo, Piantedosi: spazzare via il silenzio è atto di giustizia
Milano, 10 feb. (askanews) – “Oggi l’Italia rinnova il dovere della memoria per onorare tutti coloro che persero la vita nei massacri delle foibe e per ricordare il grande dolore dell’esodo giuliano-dalmata. Celebrare il Giorno del Ricordo significa spazzare via un lungo silenzio, restituendo verità e dignità a migliaia di nostri connazionali che furono vittime di una cieca violenza e di una persecuzione sistematica. Ricordare il loro destino, la lunga scia di uccisioni, torture e saccheggi subìta lungo il confine orientale, è prima di tutto un atto di giustizia. È questo l’impegno che assumiamo, in particolare verso le giovani generazioni, perché la consapevolezza delle tragedie del passato diventi fondamento di verità e di un’autentica cultura della pace”. Lo scrive su X il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Referendum, Marina Berlusconi: voto sì, mercato nomine vergognoso
Roma, 10 feb. (askanews) – “Al referendum del 22-23 marzo prossimi voterò Sì. E non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta”. E’ quanto afferma Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, in un’intervista al Corriere della sera.
“A questo dovrebbero servire i referendum – spiega – a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze. Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il governo. La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera ‘terzietà’ dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare”. “E’ vero mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria. Ma non ragiono per rivalsa – aggiunge -, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona. C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine”.
“Il problema non sono i magistrati, ma le correnti, che all’interno del Consiglio superiore della magistratura decidono vita e morte di pm e giudici. Certe dinamiche ricordano davvero un gran bazar, dove tante nomine sembrano una cambiale, tante promozioni un ‘pagherò’. Ogni magistrato è libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria”, conclude.


















































