Home Blog

Morto Umberto Allemandi, fondatore del Giornale dell’arte: aveva 88 anni

Milano, 9 mar. (askanews) – E’ morto oggi Umberto Allemandi, fondatore e direttore de Il Giornale dell’arte e della casa editrice che porta il suo nome. Lo riporta la testata, dalla quale si apprende che proprio oggi ha compiuto 88 anni. Allemandi era nato, infatti, a Torino il 9 marzo del 1938 e per oltre quarant’anni è stato il direttore e l’anima della testata d’arte italiana, che aveva fondato nel 1983. “Più che un editore, è stato un costruttore di linguaggi e di metodo, imponendo l’idea che l’arte dovesse essere trattata come notizia, con rigore, tempestività e indipendenza”, si legge nell’articolo con cui si annuncia la sua scomparsa.

Umberto Allemandi ha guidato il giornale per 42 anni, fino alla cessione della casa editrice nel dicembre 2024 a una compagine societaria che riunisce Intesa Sanpaolo, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Accanto al Giornale dell’arte, la Società editrice Allemandi ha costruito un catalogo di monografie e collane che hanno segnato la formazione di generazioni di studiosi. Tra i primi titoli, I dipinti dell’Ottocento italiano, nel settembre 1983, inaugurò gli Annuari di economia dell’arte e La faccia nascosta della luna, di Luigi Carluccio, nella collana Testimoni dell’arte a cura di Mina Gregori, che avrebbe presto accolto La cultura dell’ignoranza di Alvar González-Palacios.

(foto tratta dal sito Il giornale dell’arte)

Iran, Eurogruppo teme una stagflazione innescata da shock energia

Roma, 9 mar. (askanews) – Per l’economia europea, le ricadute della crisi in Iran dipenderanno da durata e gravità del conflitto. “Se ci fosse una rapida de-escalation, con danni limitati a forniture e infrastrutture di energia probabilmente l’impatto sarebbe limitato. Tuttavia, se le forniture e le infrastrutture di energia venissero persistentemente prese di mira si rischia di esporre l’economia globale a uno shock stagflazionistico sul lungo termine”. Sono i due scenari previsionali descritti dal commissario europeo all’Economia, Valdis Domrovskis, nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

Il lettone ha invece mostrato una linea molto cauta sulle ipotesi allarmistiche di ricorso alle scorte di petrolio, che erano state fatte trapelare per una riunione straordinaria in teleconferenza dei ministri delle Finanze del G7, convocata dalla presidenza di turno della Francia. Le scorte esistono “esattamente per situazioni come questa. Se ci troviamo di fronte a una crisi, con problemi sugli approvvigionamenti, possiamo intervenire. Ma in prospettiva – ha detto Dombrovskis – non vediamo alcun segno di carenza strutturale nelle forniture, che, da questo punto di vista, giutificherebbe l’intervento”.

Ad ogni modo la questione non è di competenza diretta dei ministri delle Finanze, ma di quelli dell’Energia. “Oggi a livello di G7 delle Finanze abbiamo discusso di azioni coordinate, ma direi che a questo stadio non è stata presa alcuna decisione concreta. Domani i ministri dell’Energia del G7 ne discuteranno”, ha detto.

Di sicuro la crisi ha cambiato radicalmente il quadro delle prospettive economiche. Prima che si innescassero gli scontri in Iran la situazione appariva relativamente positiva. Ora, quasi all’improvviso, il quadro appare “profondamente preoccupante. Oggi la situazione è molto diversa, le tensioni sono in primo piano. L’Unione europea ha la capacità e la resilienza per assorbire shock temporanei ma, al tempo stesso, dobbiamo essere preparati per un periodo di instabilità più lungo, con possibili difficoltà negli approvvigionamenti”, ha rilevato il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis.

“L’energia è al centro della nostra attenzione e discutiamo delle possibili misure assieme alla necessità di restare coordinati”, ha aggiunto.

Il timore che sta prendendo piede è che il rally dei prezzi di petrolio e energia ricrei una ondata inflazionistica che, potenzialmente, potrebbe costringere le banche centrali a nuove manovre restrittive. E in un quadro di crescita economica non esuberante, questo rischierebbe di mettere l’attività in stallo.

Non a caso, Dombrovskis ha utilizzato il concetto di stagflazione, ossia la combinazione tra stagnazione dell’economia e inflazione dei prezzi.

Sui mercati prende piede l’ipotesi che la Banca centrale europea si veda costretta a uno o due rialzi dei tassi nel corso dell’anno, laddove in precedenza era atteso un lungo mantenimento dello status quo. Anche la Banca d’Inghilterra potrebbe alzare i tassi. Mentre negli Stati Uniti (con probabile grande disappunto del presidente Donald Trump) la Federal Reserve potrebbe essere frenata su eventuali ulteriori tagli ai tassi.

Centrosinistra converge su Iran, restano distanze su Ucraina

Roma, 9 mar. (askanews) – Il lavoro è in corso, proseguirà anche domani, il centrosinistra non vuole sprecare la posizione unitaria raggiunta la scorsa settimana sull’Iran, ma le comunicazioni di Giorgia Meloni mercoledì riguarderanno anche l’Ucraina, l’altro grande tema di politica internazionale, e qui le posizioni tra i partiti della coalizione restano distanti. Pd, M5s e Avs, innanzitutto, stanno ragionando per capire come comporre il puzzle e allo stato sottoscrivere una risoluzione unitaria che comprenda tutto pare assai complicato.

La linea sull’Iran pare acquisita, anche le ultime dichiarazioni della premier (“Non condivido e non condanno”) offrono un comodo assist alle opposizioni: attacca il leader M5s Giuseppe Conte, così come Francesco Boccia e Peppe Provenzano per il Pd e Nicola Fratoianni di Avs. I partiti del ‘campo largo’ riproporranno il testo presentato lo scorso giovedì, in occasione delle comunicazioni dei ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani.

Il problema, appunto, è il giudizio su quello che accade in Ucraina, con Avs e M5s che da tempo dicono ‘no’ all’invio di altre armi, mentre il Pd ribadisce che a Kiev vanno garantiti tutti gli aiuti, compresi quelli militari, sia pure aggiungendo che l’Ue deve anche incrementare lo sforzo diplomatico per cercare una soluzione alla guerra.

Una strada, suggerita da qualcuno degli alleati, sarebbe quella di un documento che rimane sufficientemente vago sul punto, in modo da consentire la convergenza delle diverse posizioni. Un’operazione però complicata e che in casa Pd parecchi parlamentari considerano poco praticabile.

L’altra ipotesi di cui si parla, per tenere insieme tutto, è quella che vede ogni partito presentare una propria risoluzione, con la parte relativa all’Iran uguale in tutti i documenti. Questo permetterebbe, quanto meno alla Camera dove il regolamento favorisce questa procedura, di andare al voto per parti separate, ribadendo la linea comune sulla guerra voluta da Trump e Netanyahu, consentendo al tempo stesso a ciascuno di riaffermare la propria posizione sull’Ucraina. Il lavoro, appunto, proseguirà nelle prossime ore.

Trump: la guerra contro l’Iran è praticamente terminata

Roma, 9 mar. (askanews) – La guerra contro l’Iran “è quasi terminata”: lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervistato dalla Cbs. “Penso che la guerra sia praticamente terminata. Non hanno più una Marina, né comunicazioni, né aviazione”, ha proseguito Trump, che alla domanda se avesse un messaggio per la nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha risposto: “Non ho alcun messaggio per lui. Nessuno, di nessun tipo”.

Oggi Trump, inoltre, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. Un colloquio incentrato sui conflitti in Ucraina e Iran, lo ha riferito il consigliere del capo del Cremlino, Yuri Ushakov, citato dalla agenzie di stampa russe.

Secondo Ushakov, il colloquio è avvenuto su iniziativa del presidente americano. Il consigliere del Cremlino ha quindi precisato che i due leader hanno discusso in particolare “della situazione relativa al conflitto con l’Iran e dei negoziati bilaterali in corso per una risoluzione alla crisi ucraina, a cui partecipano rappresentanti degli Stati Uniti”.

Meloni in campo "contro bufale" referendum. Si lavora a Cdm su caro-benzina

Roma, 9 mar. (askanews) – A due settimane dal voto, la premier Giorgia Meloni scende definitivamente in campo per il rush finale della campagna referendaria con un video pubblicato sui social: tredici minuti per spiegare “cosa c’è davvero nella riforma della giustizia”, “per fare chiarezza e rispondere alle banalizzazioni e alle troppe bufale messe in circolazione”. Si apre così una settimana impegnativa per la presidente del Consiglio che domani pomeriggio dovrebbe presiedere un Consiglio dei ministri – ancora non convocato ufficialmente – dal quale ci si aspettano primi interventi sul prezzo della benzina e mercoledì sarà in Parlamento per le comunicazioni in vista del prossimo consiglio europeo allargate alla crisi nel Golfo.

Su una terrazza con alle spalle la vista sui tetti del centro storico di Roma, Meloni parla della “forte confusione” che c’è intorno alla riforma e chiarisce che non è “contro i magistrati ma contro le degenerazioni del sistema” tanto da essere “sostenuta con convinzione da moltissimi magistrati anche se alcuni non lo dichiarano pubblicamente”. L’obiettivo è che la magistratura “recuperi il prestigio compromesso”. È “fantascienza, menzogna” dire che la riforma Meloni-Nordio rafforza il controllo del governo sui giudici: “Il vero problema che ha la sinistra con questa riforma è che libera la magistratura dal condizionamento politico delle correnti. I magistrati saranno liberi da tutti”. Meloni invita i cittadini a “non cadere nella trappola” di chi dice di votare no per mandare a casa il governo: “Usano lo scudo del governo perchè non vogliono una riforma sacrosanta, ma il governo non si dimetterà in caso di vittoria dei No”.

Concetti che la premier ribadirà di persona anche giovedì 12 marzo alle 15 a Milano dove è confermata la sua partecipazione al teatro Parenti di Milano all’evento “Una riforma che fa giustizia”, organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia della Camera e del Senato. Una presenza quella in campo in prima linea per il sì necessaria per il fronte che sostiene la riforma in un momento in cui la situazione internazionale con gli scenari di guerra e i relativi effetti economici rischiano di scoraggiare la partecipazione elettorale e favorire, come evidenziato da diversi sondaggisti, il fronte del no.

Per mitigare gli effetti economici e sul costo dell’energia della guerra scatenata dagli attacchi di Usa e Israele all’Iran e dalla risposta di Teheran sui paesi del Golfo, Meloni è decisa a intervenire innanzitutto sulle accise. Il governo sta lavorando a un provvedimento che potrebbe approdare domani in Cdm. “Stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili, che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile”, aveva dichiarato in un videomessaggio sui social sabato sera la premier raccogliendo la richiesta della segretaria del Pd Elly Schlein.

Una mossa quella sul caro-carburanti che, in vista della giornata di comunicazioni alle Camere, potrebbe essere distensiva di un clima altrimenti di scontro totale tra maggioranza e opposizione soprattutto a causa della contrapposizione totale sul referendum.

Il lavorìo sugli interventi per mitigare il costo dei carburanti e dell’energia mette in forse l’approvazione del primo decreto del Piano Casa annunciato dal ministro Matteo Salvini al question time della scorsa settimana: un provvedimento che mette a disposizione delle aziende casa delle Aler e delle Ater circa 950 milioni unicamente destinati alla manutenzione e recupero del patrimonio pubblico di edilizia residenziale e sociale attualmente non assegnato alla famiglie perché non a norma.

Referendum, Conte: Bartolozzi ammette ciò che Meloni nasconde

Roma, 9 mar. (askanews) – “Meloni ha speso 13 minuti di video per nascondere quello che Giusi Bartolozzi, il capo di gabinetto del ministro Nordio, padre della riforma, ha ammesso in tv in pochi secondi: ‘Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che è un plotone di esecuzione’. Sentite con le vostre orecchie”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, rilanciando il video dell’intervento di Bartolozzi in una tv locale.

“Votiamo No al referendum salva-casta che serve solo a controllare politicamente la giustizia evitando inchieste scomode per chi è al potere”, ha aggiunto l’ex premier nel suo post social.

Opposizione lavora a risoluzione unitaria in vista comunicazioni di Meloni mercoledì

Roma, 9 mar. (askanews) – Sono in corso contatti tra i leader dell’opposizione per sondare la possibilità di arrivare mercoledì con una risoluzione unitaria, in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in Parlamento. Lo si apprende da fonti parlamentari.

Le comunicazioni della presidente del consiglio verteranno sia sul Consiglio europeo sia sugli sviluppi in Medio Oriente e in Iran. Pd, M5S, Avs, Iv e +Europa (non è coinvolta Azione), sarebbero al lavoro per individuare un testo comune sulla politica estera.

Domani la trattativa entrerà nel vivo. La partita non sarà banale viste le divergenze tra i gruppi parlamentari in gioco su alcuni temi di politica estera come la guerra in Ucraina. Il tentativo è però quello di presentarsi con una postura unitaria all’appuntamento, focalizzandosi sugli aspetti su cui si può trovare una convergenza, ad esempio il ruolo dell’Europa come promotrice di pace. Ma anche sull’Iran ribadendo la condanna dell’attacco israelo-americano e su Gaza. Un banco di prova verso il percorso programmatico del centrosinistra?

Mps-Mediobanca, titoli ancora giù: domani su tavolo dei cda il concambio

Milano, 9 mar. (askanews) – Mps e Mediobanca sotto i riflettori in Borsa alla vigilia dei cda dei due istituti: sul tavolo la decisione sul concambio relativo al progetto di fusione per incorporazione, con conseguente delisting di Piazzetta Cuccia, previsto dal piano di aggregazione messo a punto dall’AD del Monte, Luigi Lovaglio. Mps ha chiuso in calo dell’1,66% a 7,045 euro, sui minimi dallo scorso ottobre, Mediobanca ha ceduto il 2,13% a 15,385 euro, livelli che non vedeva da aprile 2025.

Sui due titoli, sotto pressione nell’ultima settimana come l’intero settore bancario in scia all’escalation del conflitto in Medio Oriente, hanno pesato anche l’accoglienza fredda del mercato al piano di aggregazione presentato lo scorso 27 febbraio e le incognite dopo l’esclusione di Lovaglio dalla lista del cda per il rinnovo dei vertici, con la scelta del futuro Ceo che spetterà direttamente ai soci che in assemblea il 15 aprile decideranno tra Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. A tal proposito, nella lettera inviata la scorsa settimana ai consiglieri di Mps e diffusa da alcuni organi di stampa, la Bce richiamava l’attenzione sulla nomina di un amministratore delegato con una “chiara autonomia di giudizio” e con una “rilevante esperienza bancaria”, alla luce “delle sfide del ruolo e della complessità” del nuovo gruppo. Nella stessa missiva, la Vigilanza sosteneva che il piano industriale approvato dal cda, in particolare in riferimento all’integrazione con Mediobanca, “non debba essere impattato da un possibile cambiamento nel ruolo dell’amministratore delegato”. Se, quindi, la strada della fusione e del delisting, salvo sorprese, pare segnata, l’integrazione del business spetterà però al nuovo Ceo e, secondo indiscrezioni, non è escluso che si possa cambiare qualche tassello della business combination.

L’offerta lanciata da Mps, chiusa lo scorso settembre con adesioni all’86,3%, prevedeva un concambio di 2,533 nuove azioni Mps per ogni azione Mediobanca, migliorata poi con una componente cash pari a 0,9 euro per azione. I due titoli dalla chiusura dell’Opas lo scorso settembre hanno perso valore, ma se la performance degli ultimi sei mesi per Mps è stata pari al -4,4%, quella dell’istituto milanese ha fatto segnare -21%.

“Ereditare il mondo”: 200 anni di fotografia in 100 immagini

Milano, 9 mar. (askanews) – Raccontare, attraverso una serie di immagini straordinarie, il viaggio come strumento di conoscenza, scoperta e trasformazione personale. È questo il senso della partnership biennale tra Alpitour World, con il suo brand Turisanda1924, e 24Ore Cultura, che a MUDEC di Milano prende oggi la forma di una mostra, “100 fotografie per ereditare il mondo”: dal primo scatto della storia fino ai più recenti sviluppi di questa arte.

“Alla base di questo progetto – ha spiegato ad askanews Stefano Sogne, Brand manager Turisanda1924 – c’è una visione comune riguardante il viaggio. Il viaggio non è una semplice e mera vacanza, ma è più una commistione, una condivisione di esperienze e soprattutto di bagagli culturali. Perché alla fine se ci pensiamo i viaggi che noi assembliamo ci portano in destinazioni dove cerchiamo di far conoscere ai nostri viaggiatori i valori del territorio e i valori delle persone”.

La mostra è estremamente affascinante e vi sono esposti alcuni dei più grandi fotografi di tutti i tempi, da Nadar, con il ritratto di Baudelaire, agli astronauti sulla Luna; da Dorothea Lange e la sua famosissima madre migrate fino ad arrivare alle donne di Shirin Neshat. “Finalmente – ci ha detto Denis Curti, curatore dell’esposizione – una mostra sulla fotografia e non una mostra su qualche cosa raccontata dalla fotografia: è davvero una riflessione su questo linguaggio straordinario e fortemente ambiguo, come ormai tutti sanno, che ci consente di declinare le varie sfaccettature che i fotografi hanno impiegato per raccontare se stessi e per raccontare il mondo”.

Un mondo che Turisanda vuole allargare e rendere più vicino alle aspettative dei viaggiatori, sempre più alla ricerca di esperienza e contatto con i territori. “Noi ci stiamo ritagliando questa fetta di mercato, un mercato se vogliamo vedere anche di nicchia – ha concluso Sogne – dove ci siamo accorti che le persone hanno bisogno di esperienze maggiori, hanno bisogno di esperienze più forti, sia dal punto di vista adrenalinico, ma anche dal punto di vista culturale e antropologico. Per quale motivo? Una vacanza la possono organizzare tutti quanti, riuscire a trovare degli episodi, ma soprattutto degli spunti dove le persone rimangono poi incantate e soprattutto si portano a casa un bagaglio culturale maggiore è la nostra mission”.

“Ereditare il mondo” è un modo per riflettere sul nostro tempo complesso, anche attraverso la storia della fotografia del passato, che ci dice comunque molto su di noi oggi.

Libano, si aggrava escalation militare. Ue: preoccupazione per i civili

Roma, 9 mar. (askanews) – L’escalation militare tra Israele e Hezbollah nel Libano meridionale continua ad aggravarsi. L’esercito israeliano ha inviato nuove truppe nel Paese, stabilendo quelle che ha definito posizioni difensive avanzate per proteggersi dagli attacchi di Hezbollah contro il territorio israeliano, mentre la comunità internazionale prova a frenare l’allargamento del conflitto. Nelle ultime ore Israele ha intensificato i bombardamenti contro obiettivi di Hezbollah. La Francia ha chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l’Unione europea ha espresso “profonda preoccupazione” per le conseguenze della crisi sui civili libanesi.

Nel frattempo, il parlamento di Beirut ha deciso di rinviare di due anni le elezioni legislative a causa della guerra, mentre il presidente libanese Joseph Aoun ha chiesto un cessate il fuoco immediato. L’Aeronautica militare israeliana ha annunciato oggi di aver colpito una cellula di Hezbollah che avrebbe attaccato una posizione delle Forze di difesa israeliane (IDF) in un villaggio cristiano nel Libano meridionale. L’ufficio del portavoce delle forze armate israeliane ha precisato che l’aviazione ha individuato i membri del gruppo mentre operavano nel sud del Libano “nell’ambito dell’operazione di difesa avanzata”, dirigendo quindi contro di loro caccia militari.

Nel corso dei raid odierni, due paramedici sono stati uccisi e sei persone sono rimaste ferite in due distinti attacchi aerei israeliani nel sud del Libano, secondo il ministero della Salute libanese citato in una dichiarazione riportata dall’agenzia nazionale di informazione Ani. Secondo il comunicato, gli attacchi sono avvenuti nella città di Tayr Debba e nel villaggio di Jouaiya. Il ministero ha sostenuto che le ambulanze sarebbero state prese di mira dall’esercito israeliano, denunciando quello che ha definito un “attacco sistematico contro le squadre di soccorso”.

Il ministero della Salute ha inoltre reso noto che una serie di raid aerei israeliani che hanno colpito la periferia sud di Beirut ha causato, secondo un primo bilancio, la morte di una persona e il ferimento di altre dodici. In questo contesto, pur condannando gli attacchi lanciati da Hezbollah, la Francia, seguita dall’Unione europea, ha sollecitato una de-escalation del conflitto in Libano.

“Di fronte al brusco peggioramento della situazione, la Francia ha richiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, ha annunciato oggi il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, aggiungendo che Parigi ha stanziato “aiuti d’emergenza per 6 milioni di euro destinati alle organizzazioni umanitarie già presenti sul territorio” libanese. Da Nicosia, anche il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che Israele deve “cessare al più presto i propri attacchi contro il Libano”, pur sottolineando come Hezbollah “si assuma la responsabilità del grave errore di attaccare Israele e di prendere di mira Cipro”.

Anche Bruxelles, in un comunicato congiunto diffuso al termine di una videoconferenza con diversi leader mediorientali, ha espresso preoccupazione per la situazione. “I presidenti hanno espresso profonda preoccupazione per l’impatto della crisi regionale sul Libano e per le gravi conseguenze sui civili, che hanno causato spostamenti di popolazione su larga scala. Hanno sottolineato la necessità di proteggere i civili e di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale del Libano. In questo contesto, la presidente von der Leyen ha annunciato la mobilitazione delle scorte ReliefEU per supportare circa 130.000 persone in Libano, con un primo volo previsto per domani”.

Intervenendo alla videoconferenza promossa dall’Ue, il presidente libanese Joseph Aoun ha denunciato il tentativo di “schiacciare” il Libano “tra due forze: da un lato un’aggressione che non mostra alcun rispetto per le leggi di guerra né per il diritto internazionale, in particolare per il diritto internazionale umanitario; dall’altro un gruppo armato al di fuori dello Stato libanese, che non tiene in alcun conto l’interesse del Libano né la vita del suo popolo”, sostenendo che “quanto accaduto all’alba di lunedì 2 marzo, con il lancio di alcuni razzi dal Libano verso Israele, è stato una trappola e un agguato quasi evidenti contro il Libano, lo Stato libanese e il popolo libanese”.

Il presidente libanese ha affermato che, di fronte alla nuova escalation, il governo di Beirut ha deciso il 2 marzo di vietare qualsiasi attività militare o di sicurezza di Hezbollah, una misura che intende attuare “in modo chiaro e deciso”. Allo stesso tempo ha lanciato un appello alla comunità internazionale per sostenere una nuova iniziativa che prevede una tregua totale degli attacchi israeliani, il rafforzamento logistico delle forze armate libanesi, il controllo da parte dell’esercito delle aree di tensione con il disarmo di Hezbollah e l’avvio di negoziati diretti tra Libano e Israele sotto patrocinio internazionale.

Nel frattempo, l’organizzazione non governativa Human Rights Watch ha denunciato che l’esercito israeliano avrebbe utilizzato munizioni al fosforo bianco nella città di Yohmor, nel sud del Libano. Secondo l’ong, i ricercatori hanno verificato e geolocalizzato sette immagini che mostrerebbero munizioni al fosforo bianco esplose in aria sopra un’area residenziale della città il 3 marzo. Queste munizioni possono essere utilizzate dai militari per creare cortine fumogene e non sono classificate come armi chimiche dalla Convenzione sulle armi chimiche, ma il loro impiego contro persone in zone civili è considerato una violazione del Protocollo III della Convenzione su alcune armi convenzionali.

Per quanto riguarda il bilancio delle vittime di questa nuova escalation in Libano, Israele ha confermato la morte di due soldati delle Forze di difesa israeliane, uccisi nell’attacco lanciato da Hezbollah nel sud del Paese nelle prime ore di domenica mattina. Sul fronte libanese, invece, il ministero della Salute di Beirut ha riferito che “Il numero totale delle vittime dell’aggressione israeliana dal 2 marzo ha raggiunto i 486 morti”, si legge nel comunicato, che aggiunge che il numero dei feriti è salito a 1.313.

8 marzo, la Regione Lazio premia Chiara Amirante

Roma, 9 mar. – In occasione della Giornata Internazionale della Donna, nell’ambito dell’evento “Le Donne che Fanno Grande il Lazio” promosso dalla Regione Lazio, è stata conferita un’importante onorificenza a Chiara Amirante, fondatrice della Comunità di diritto pontificio Nuovi Orizzonti, realtà oggi presente con 230 centri in tutto il mondo e più di 700 mila cavalieri della Luce.

Il riconoscimento è stato consegnato dal Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e dall’Assessore Simona Baldassarre, quale segno di gratitudine e stima per il suo instancabile impegno a favore delle persone più fragili e vulnerabili, in particolare giovani e adulti vittime di dipendenze, disagio sociale, tratta e marginalità.

Attraverso l’opera di Nuovi Orizzonti, Amirante ha promosso percorsi di accoglienza, recupero e reinserimento sociale, offrendo a migliaia di persone una concreta possibilità di rinascita. Fondata nel Lazio, l’opera si è progressivamente estesa a livello nazionale e internazionale, diventando un punto di riferimento nel campo della solidarietà, della promozione umana e della cultura della speranza.

Il premio rappresenta un significativo tributo al valore sociale e umano di una donna che, con determinazione e fede, ha saputo trasformare il dolore in opportunità di riscatto, contribuendo a rendere il Lazio terra di accoglienza, inclusione e innovazione sociale.

Chiara Amirante ha dichiarato: “Questo riconoscimento non è per me, ma per tutte le persone che ogni giorno scelgono di rialzarsi e per le tante donne che, anche nelle situazioni più difficili, continuano a donare amore e speranza. Dedico questo premio alla grande famiglia di Nuovi Orizzonti e a tutti coloro che credono che nessuna vita sia perduta e che ogni ferita possa diventare luce”.

L’Assessore Simona Baldassarre ha affermato:

“Premiare Chiara Amirante significa riconoscere il valore concreto di un impegno che ha generato un impatto sociale profondo nel nostro territorio e oltre. La sua opera rappresenta un esempio straordinario di come la forza e la determinazione di una donna possano trasformarsi in una rete di accoglienza e rinascita capace di cambiare il destino di migliaia di persone”.

8 marzo, Mattarella: ancora ostacoli a parità, educazione contro violenza

Roma, 9 mar. (askanews) – La giornata della donna nell’anno in cui si celebrano gli 80 anni dalla scelta della Repubblica è l’occasione al Quirinale per ripercorrere un pezzo della storia d’Italia e per dare atto alle donne di aver svolto un ruolo cruciale nel percorso verso la democrazia. Sergio Mattarella però vuole rivolgere anche un messaggio al Paese affinchè insieme alla celebrazione non si smetta di percorrere la strada verso una vera parità e per ammonire che la violenza contro le donne non si combatte solo con le leggi ma con l’educazione al rispetto.

La celebrazione al Colle è una vera festa, a condurre l’evento, in diretta sulla Rai, c’è Malika Ayane, la cantante reduce da Sanremo. Nel docufilm trasmesso ci sono i ricordi e le testimonianze di quel primo voto alle donne del 2 giugno 1946. Un riconoscimento anche al ruolo svolto dall’altra metà del cielo nella Resistenza e poi sancito con la partecipazione all’assemblea costituente. Parlano al Quirinale una storica, Giulia Galeotti, una dirigente sportiva, già campionessa di vela, Caterina Banti, Cristina Cassar Scalia, medico e scrittrice, Benedetta Porcaroli, attrice e infine Amalia Ercoli Finzi, la prima donna ingegnere.

“La capacità delle donne di costruire il bene quotidiano è una preziosa competenza cresciuta dentro un sistema di relazioni, e per questo è adatta alla complessità, quindi al futuro – dice la ministra della Famiglia e delle Pari opprtunità, Eugenia Roccella -. Qualcosa che non deve andare perduto, ma anzi deve permeare di sé l’intera comunità, uomini e donne”.

Al capo dello Stato il compito di concludere la giornata con una riflessione che parte da un ringraziamento: “Celebrare oggi la Giornata Internazionale della donna significa riconoscere la ricchezza della presenza e del contributo femminile nella società e anche riflettere sulla lunga e impegnativa strada percorsa dalle italiane per conquistare spazi e diritti, per rendere vera l’uguaglianza tra le persone di ciascun sesso affermata, come è stato ricordato, dall’articolo 3 della Costituzione”. E se la Costituzione ha sancito quell’impegno della Repubblica a garantire l’uguaglianza la realtà però dice che ancora le donne devono lottare per ottenere una vera parità: “il divario salariale, la scarsa presenza nei ruoli apicali delle aziende, la violenza di genere, la conciliazione tra vita e lavoro”.

Mattarella ha ripercorso le tappe salienti delle conquiste femminili: il diritto di famiglia, l’abolizione del matrimonio riparatore, la violenza sessuale come delitto contro la persona. Quindi gli spazi conquistati nei ruoli più importanti, dalla prima ministra, Tina Anselmi, alla prima presidente della Camera, Nilde Iotti, fino al giorno d’oggi con la prima donna presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (la premier seduta in prima fila nel salone dei Corazzieri). “Quante risorse, quanti talenti abbiamo perduto nel corso dei tempi passati! – osserva Mattarella -. Le istituzioni hanno offerto e offrono un esempio ma la sfida riguarda milioni di donne, lavoratrici, professioniste, madri di famiglia e il percorso potrà dirsi concluso soltanto quando non si chiederà più alle donne di assumere, nei diversi ambiti della società, modelli di comportamento maschile per avere così riconosciuto il proprio ruolo, le proprie capacità e qualità”.

Perchè dare spazio alle donne non è solo una questione di giustizia ma un valore aggiunto per tutta la società, insiste il Presidente: “Una società che investe nelle donne diventa oltre che più equa, più forte, più innovativa, più dinamica”. E non è solo una questione di quote, osserva Mattarella, ma di valorizzare le energie migliori. “La Repubblica ha dato molto alle donne. Le donne hanno dato molto alla Repubblica e l’equilibrio non è ancora in pari”.

“Ed è paradossale doversi occupare sovente di violenza di genere. Eppure, purtroppo, è necessario – conclude il capo dello Stato -. L’impegno di civiltà di consegnarla al passato non richiede soltanto il rafforzamento delle norme di legge e degli strumenti di tutela, ma richiede soprattutto di depurare gli animi da una mentalità distorta, che si alimenta di atavici pregiudizi e di ignoranza colpevole. Educare al rispetto in famiglia anzitutto, a scuola, negli ambienti di lavoro, è la risposta più efficace per costruire una società in cui nessuna donna possa aver paura o possa esser lasciata da sola”.

Cnr: online carta strutturale dei mari italiani, da coste a profondità

Milano, 9 mar. (askanews) – Fornire una rappresentazione organica delle principali unità tettoniche e delle strutture geologiche presenti nei mari italiani, dalle profondità abissali alle dorsali sommerse, offrendo un quadro aggiornato e integrato dell’assetto geologico delle aree sommerse; è questo l’obiettivo della nuova Carta Strutturale dei Mari Italiani, da oggi disponibile online, strumento fondamentale per la conoscenza delle strutture geologiche che caratterizzano i fondali marini del nostro Paese.

Realizzata dal Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in collaborazione con l’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS e le Università di Genova, Palermo, Roma Tre e Trieste, la Carta è il risultato di anni di ricerca congiunta tra enti pubblici di ricerca e atenei italiani.

Il progetto è stato sviluppato nell’ambito del programma europeo EMODnet Geology (European Marine Observation and Data Network), che raccoglie e rende accessibili, attraverso un portale web, un’ampia quantità di dati geologici marini acquisiti nei decenni nei mari europei.

La penisola italiana è quasi interamente circondata da bacini marini di diversa età, profondità e caratteristiche geologiche; sotto la superficie del Mar Mediterraneo si estende infatti un sistema complesso di montagne e vulcani sommersi, scarpate e faglie che, nel corso di milioni di anni, hanno formato e modellato il fondale marino, generando una grande ricchezza di ambienti molto diversificati, fondamentali per lo sviluppo della biodiversità, oltre a grandi eruzioni, terremoti e maremoti. In questo contesto, la mappatura del territorio sommerso rappresenta un passaggio fondamentale per accrescere la conoscenza dell’evoluzione geologica del Mediterraneo e dei processi che ne governano la dinamica.

Per la realizzazione della Carta sono stati integrati i dati presenti in letteratura, per offrire una descrizione complessiva delle aree sommerse e migliorare la comprensione delle relazioni geologiche tra le diverse aree in cui è suddivisa la crosta terrestre (domini), in relazione alle tipologie di placche che la compongono e ai loro reciproci contatti. Si individuano aree di avampaese (aree continentali non ancora raggiunte da movimenti tettonici), aree di subduzione (dove una placca si immerge sotto un’altra), sistemi vulcanici, bacini di retroarco (che si aprono dietro allineamenti di vulcani indotti da subduzione) e bacini oceanici mesozoici. L’armonizzazione e la sistematizzazione delle informazioni disponibili consentono oggi di disporre di uno strumento scientifico di riferimento, utile non solo per la ricerca ma anche per le attività di pianificazione e gestione dell’ambiente marino.

I dati raccolti assumono infatti un valore strategico per la tutela dell’ambiente, per la pianificazione e la sostenibilità delle infrastrutture offshore – come cavi, condotte e impianti energetici – e per la sicurezza rispetto ai rischi connessi all’attività vulcanica e sismica, inclusi terremoti, maremoti e frane sottomarine. La Carta potrà inoltre contribuire all’esplorazione delle georisorse presenti nei bacini che circondano la penisola italiana, strettamente legate alla storia geologica di ciascun bacino e ai contributi provenienti dalle aree emerse adiacenti e dalle regioni profonde della crosta terrestre.

La nuova Carta Strutturale dei Mari Italiani si configura come documento di riferimento per la comunità scientifica e come base solida per lo sviluppo di ulteriori studi e ricerche future. Il progetto si inserisce nel quadro della strategia marina europea, favorendo la condivisione di dati aperti e interoperabili a supporto della ricerca scientifica e della blue economy, inclusa la ricerca di fonti alternative di energia – ad esempio per l’individuazione di siti destinati a centrali eoliche e impianti geotermici – e per la ricerca di acqua potabile e altre applicazioni.

Caparezza ha annunciato nuovi incontri coi fan tra musica e fumetto

Milano, 9 mar. (askanews) – Prosegue il viaggio da record del disco-fumetto Orbit Orbit (BMG) che, dopo essersi affermato come album in formato fisico più venduto in Italia nel 2025 secondo la classifica FIMI/NIQ, raggiunge oggi la certificazione a disco di platino, traguardo che conferma ancora una volta lo straordinario impatto del progetto sul pubblico che ha espresso una inusuale preferenza per il prodotto fisico, confermando ancora una volta Caparezza come uno degli artisti più originali della scena musicale italiana.

Sulla scia del forte entusiasmo per gli incontri firmacopie dello scorso autunno con file interminabili di fan accorsi da tutta Italia, Caparezza ha annunciato nuovi appuntamenti, alcuni dei quali già sold out, per incontrare il suo pubblico e tornare a condividere momenti all’insegna di musica e fumetto. Gli incontri, prodotti da BMG in collaborazione con Ubik Librerie, si svolgeranno: il 27 marzo all’Auditorium Sant’Agostino di Benevento, il 28 marzo al Cinema Gabbiano di Senigallia, il 30 marzo all’Arena – Spazio Culturale di Modena e il 31 marzo all’Auditorium IIS “E.FERMI” di Catanzaro. Ai quattro appuntamenti si aggiunge quello del 29 marzo al Teatro degli Animosi di Carrara, prodotto da BMG.

Maggiori informazioni su Ubiklibri.it. Le novità non finiscono qui: da domani, martedì 10 marzo, sarà disponibile in libreria e fumetteria la nuova edizione cartonata a colori di Orbit Orbit edito da Sergio Bonelli Editore. Il volume, che ha segnato il debutto di Caparezza come autore di fumetti e che in questa nuova versione si arricchisce di 16 pagine inedite con tutti i testi delle canzoni rafforzando il dialogo tra musica e narrazione, è disegnato da grandi firme e nuovi talenti del fumetto italiano – Riccardo Torti, Sergio Gerasi, Nicola Mari, Renato Riccio, Stefano Tamiazzo, Yi Yang, La Came e Marco Nizzoli. Con la copertina di Matteo De Longis, questa nuova edizione include una prefazione, tutti i testi delle tracce del disco, due postfazioni di Caparezza e un’intervista esclusiva raccolta da Matteo Stefanelli. Inoltre, in occasione del Record Store Day -la festa dei negozi di dischi indipendenti prevista per il prossimo 18 aprile- verrà pubblicata la versione strumentale di Orbit Orbit: un doppio vinile a tiratura limitata e numerata (2000 copie) acquistabile in tutti i negozi che aderiscono al Record Store Day.

Caparezza tornerà live nel 2026 con oltre 20 date che lo vedono sui palchi dei principali festival italiani da giugno a settembre. Il tour, che ha già collezionato i primi sold out ed è prodotto da ITACA TIME & Magellano Concerti, si apre il 26 giugno 2026 al Rock in Roma e attraversa altre 20 città italiane fino ad approdare alla Reggia di Caserta il 5 settembre 2026.

IL TRE si è esibito alla Cerimonia d’Apertura delle Paralimpiadi

Milano, 9 mar. (askanews) – IL TRE si è esibito venerdì sera alla Cerimonia d’Apertura delle Paralimpiadi all’Arena di Verona, nell’atto finale prima del via ai giochi. Il brano, corale, è stato gestito da Vittorio Cosma, arrangiatore italiano, in cui insieme a Annalisa Minetti, John De Leo, i Neri Per Caso, Stewart Copeland, Ginevra Nervi, Mimì e altri artisti è stato interpretato “Nel blu dipinto di blu”. Una consacrazione internazionale per il rapper romani, IL TRE infatti ha dimostrato la sua versatilità artistica riscrivendo alcune barre sulla canzone.

Iran, il futuro della guerra passa dall’isola di Kharg

Roma, 9 mar. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump potrebbe essere tentato di prendere il controllo di un’isola al centro del settore petrolifero iraniano ma una mossa simile sarebbe altamente rischiosa allungando ulteriormente la guerra e provocando altri shock ai mercati energetici. L’isola, piccola ma altamente strategica, è quella di Kharg. Si trova nella parte settentrionale del Golfo Persico, a circa 24 chilometri dalla costa iraniana, e da essa passa il 90% dell’esportazione di greggio (che caricato sulle petroliere, deve poi attraversare lo Stretto di Hormuz). Costruita negli Anni ’60 dalla compagnia petrolifera americana Amoco, è capace di caricare fino a 7 milioni di barili di petrolio al giorno.

Prendere il controllo dell’isola lunga 8 chilometri, richiederebbe soldati Usa sul campo, cosa che al momento e’ esclusa dalla Casa Bianca, ma “taglierebbe la fonte di vita dell’Iran”, ha spiegato a CNBC Petras Katinas, ricercatore in clima, energia e difesa presso RUSI, un think tank con sede a Londra. “Naturalmente, con le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz ora interrotte, l’Iran non puo’ vendere petrolio, ma guardando avanti, il sequestro dell’isola darebbe agli Stati Uniti leva durante le trattative, indipendentemente da quale regime sia al potere dopo la fine dell’operazione militare”, ha aggiunto.

Prendere il controllo dell’isola negando a Teheran una fonte cruciale di ricavi sarebbe non solo “un colpo significativo al regime iraniano” ma ricorderebbe anche “l’intervento americano in Venezuela all’inizio dell’anno, quando di fatto ha preso il controllo del settore petrolifero del paese”, ha spiegato alla stessa emittente Tamas Varga, analista di PVM. “Mentre potrebbe suggerire la ripresa delle esportazioni di greggio iraniano sotto la supervisione Usa (e solo se lo Stretto di Hormuz riapre), allo stesso tempo resterebbe vulnerabile ad attacchi droni da parte dell’Iran. Un’occupazione dell’isola da parte degli Usa complicherebbe ulteriormente una situazione gia’ complessa”, ha continuato l’analista.

Se darebbe a Trump “una grossa vittoria PR”, il controllo dell’isola spingerebbe i prezzi del petrolio ancora più in alto e potrebbe addirittura spingere Teheran a un’azione di auto-distruzione degli oleodotti che connettono il terminale sull’isola ai più grandi giacimenti petroliferi del paese, ha recentemente scritto su LinkedIn Marc Gustafson di Eurasia.

Bombardata durante la guerra tra Iran e Iraq negli Anni ’80, al momento l’isola non è stata colpita né dagli americani né dagli israeliani. Sentita recentemente da Politico, Ellen Wald, senior fellow all’Atlantic Council Global Energy Center, aveva spiegato che anche solo danni contro l’isola portebbero a una serie di ritorsioni sulle infrastrutture energetiche nella regione. “Finché l’Iran avrà la capacità di estrarre petrolio, non cercherà di togliere quella capacità a nessun altro, perché sa che una volta fatto ciò, la sua infrastruttura petrolifera verrebbe distrutta. È una sorta di distruzione reciprocamente assicurata, quindi nessuno farà nulla”. Resta da vedere fino a dove Trump è disposto a spingersi per mettere sotto pressione Teheran.

Ciclismo, Ganna vince la prima tappa della Tirreno-Adriatico

Roma, 9 mar. (askanews) – Filippo Ganna ha vinto la cronometro inaugurale della Tirreno-Adriatico 2026, firmando il miglior tempo nella prova contro il tempo a Lido di Camaiore sulla distanza degli 11,5 chilometri e prendendosi almeno per una giornata la leadership della classifica generale nella prestigiosa corsa a tappe italiana di una settimana.

Il fuoriclasse azzurro della INEOS Grenadiers, che ha completato la prova odierna con una media di 56.225 km/h, si è imposto con un vantaggio di 22″ sul compagno di squadra neerlandese Thymen Arensman e di 26″ sul tedesco Max Walscheid (Lidl-Trek).

“Sono davvero felice – le sue parole a caldo – Ieri ho detto che non volevo spingere troppo, però la condizione è buona e le gambe girano bene. Anche se le mie sensazioni in bici non erano delle migliori. I miei compagni di squadra Thymen Arensman e Magnus Sheffield hanno fatto una prestazione straordinaria, stiamo andando davvero tutti bene. Spero che avremo le stesse belle condizioni meteo anche nei prossimi giorni. Non voglio perdere la maglia di leader, quindi lotterò per difenderla”.

Domani la seconda tappa, la Camaiore – San Gimignano di 206 km

A Villa Blanc il Graduation Day del Leonardo Future Loading

Roma, 9 mar. (askanews) – Si è svolto a Roma, nella sede Luiss Business School di Villa Blanc, il Graduation Day del Leonardo Future Loading, l’international talent program sviluppato da Leonardo in collaborazione con la Luiss Business School. Con la cerimonia si conclude così la seconda edizione del percorso mentre per la terza, in partenza a giugno, c’è tempo fino alla fine di marzo per presentare la propria candidatura.

Il programma offre ai partecipanti l’opportunità di conseguire un Master universitario di I livello in Advanced Management, riconosciuto a livello internazionale. Un percorso di formazione e sviluppo intenso che rafforza le loro competenze in leadership, gestione aziendale e innovazione tecnologica.

Nel corso della Lectio Magistralis, Roberto Cingolani, Chief Executive Officer e General Manager di Leonardo, ha rivolto un messaggio alle ragazze e ai ragazzi, spiegando che lavorare in Leonardo vuol dire essere protagonisti del progresso tecnologico, affrontare sfide complesse con responsabilità e visione, e avere un impatto reale sulla sicurezza e sul benessere delle persone. È un’opportunità unica per trasformare le idee in soluzioni concrete.

“Future Loading – ha detto Raffaele Oriani, Dean della Luiss Business School – è un programma molto importante per la Business School perché viene svolto in collaborazione con un partner strategico come Leonardo e ha la caratteristica di combinare la nostra esperienza nell’ambito della formazione manageriale con l’applicazione nella pratica professionale di tutti i giorni, visto che gli allievi al tempo stesso studiano per il master e lavorano in azienda. È uno dei tipici esempi in cui la Business School collabora con i propri partner strategici per contribuire alla formazione di giovani talenti”.

“Possiamo dire con orgoglio che Future Loading è l’iniziativa più ambita in Leonardo. Nelle ultime due edizioni sono state presentate quasi 12.000 candidature, da oltre 100 paesi, tutte provenienti da discipline STEM, con un background accademico di assoluta eccellenza giovani che chiedono non solo di imparare, ma di contribuire, di partecipare alla costruzione di un futuro più sicuro e più grande del presente”, ha sottolineato invece Antonio Liotti, Chief People & Organisation Officer di Leonardo.

Rugby, calendario Sei Nazioni 2027: Italia esordio in Scozia

Roma, 9 mar. (askanews) – Ufficializzato il calendario dell’edizione 2027 del Guinness Sei Nazioni 2027.

L’Italia farà il suo esordio sabato 6 febbraio alle 14.10 locali (15.10 italiane) contro la Scozia al Murrayfield Stadium, seconda partita del primo turno che sarà inaugurato dall’anticipo serale del venerdì sera – 5 febbraio – a Dublino con l’Irlanda che ospiterà l’Inghilterra.

Una settimana più tardi, sabato 13 febbraio alle 15.10, la squadra guidata da Gonzalo Quesada ospiterà l’Irlanda allo Stadio Olimpico di Roma nel primo dei tre match casalinghi in programma nell’edizione 2027 del torneo.

Terzo turno in calendario nell’iconico Allianz Stadium a Twickenham con la sfida all’Inghilterra in programma sabato 20 febbraio alle 16.40 locali (17.40 italiane).

Dopo la settimana di pausa, gli Azzurri torneranno in campo per due sfide consecutive allo Stadio Olimpico: sabato 6 marzo alle 15.10 sarà di scena la Francia, mentre sabato 13 marzo la sfida al Galles – alle 15.10 – chiuderà il Sei Nazioni 2027 dell’Italia.

Questo il calendario completo:

I giornata Irlanda v Inghilterra – 05.02.27 – ore 21.10 (ita) Scozia v Italia – 06.02.27 – ore 15.10 (ita) Francia v Galles – 06.02.27 – 17.40

II giornata Italia v Irlanda – 13.02.27 – ore 15.10 Scozia v Galles – 13.02.27 – ore 17.40 (ita) Inghilterra v Francia – 14.02.27 – ore 16.10 (ita)

III giornata Galles v Irlanda – 20.02.27 – ore 15.10 (ita) Inghilterra v Italia – 20.02.27 – ore 17.40 (ita) Francia v Scozia – 21.02.27 – ore 16.10

IV giornata Scozia v Irlanda – 05.03.27 – ore 21.10 (ita) Italia v Francia – 06.03.27 – ore 15.10 Galles v Inghilterra – 06.03.27 – ore 17.40 (ita)

V giornata Italia v Galles – 13.03.27 – ore 15.10 Inghilterra v Scozia – 13.03.27 – ore 17.40 (ita) Irlanda v Francia – 13.03.27 – ore 21.10 (ita)

Corteo a Roma, fumogeni e mani rosse su scale ministero Istruzione

Roma, 9 mar. (askanews) – Fumogeni colorati e impronte di mani rosse sulle scalinate del Ministero dell’Istruzione, dove si è fermato il corteo organizzato da “Non una di meno” in occasione dello sciopero generale transfemminista, una delle mobilitazioni per la Giornata internazionale della donna previste fra l’8 e il 9 marzo.

“Il consenso è sexy, fermiamo il ddl Bongiorno”, si legge su uno degli striscioni”.

Cesare Cremoni è sold out anche il concerto di Imola

Milano, 9 mar. (askanews) – Dopo il sold out del 6 giugno al Circo Massimo di Roma, e l’apertura di una seconda data il 7 giugno, si aggiunge un altro sold out anche per la data di Imola del 13 giugno all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari – Music Park Arena. Sono 900 mila biglietti venduti in meno di un anno per il tour Cremonini Live, tra i 15 stadi della scorsa estate e i sei grandi eventi di giugno. Un unicum nel panorama della musica dal vivo italiana, appannaggio di pochissimi artisti capaci di misurarsi con produzioni di altissimo livello e con luoghi progettati per accogliere decine di migliaia di persone.

Cesare Cremonini sarà il primo artista in assoluto ad esibirsi in una nuova area dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari: 30.000 metri quadrati immersi nel verde, un progetto ecosostenibile, che integra natura e musica. Per la serata del concerto sono attese oltre 75.000 persone.

Cremonini torna a Imola a 4 anni dal concerto del 2022 quando è stato protagonista di uno dei concerti più iconici della sua carriera.

Non una semplice sequenza di concerti, ma un percorso pensato per trasformare ogni data in un’esperienza collettiva, progettata in relazione ai luoghi che la ospita. Un approccio che riflette il percorso costruito negli anni da Cesare Cremonini: un repertorio capace di attraversare generazioni e una proposta live che guarda avanti, misurandosi con una visione produttiva e artistica sempre più ampia.

Il tour 2026 partirà con la data zero del 31 maggio a Gorizia, all’Aeroporto Amedeo Duca d’Aosta, che per la prima volta ospiterà un grande evento live

31 maggio – Gorizia, Aeroporto Amedeo Duca d’Aosta (DATA ZERO) 6 giugno – Roma, Circo Massimo (SOLD OUT) 7 giugno – Roma, Circo Massimo 10 giugno – Milano, Ippodromo SNAI La Maura 13 giugno – Imola, Autodromo Enzo e Dino Ferrari – Music Park Arena (SOLD OUT) 17 giugno – Firenze, Visarno Arena

Sciopero generale transfemminista, al via a Roma il corteo

Roma, 9 mar. (askanews) – Migliaia di persone a Roma alla mobilitazione dell’associazione “Non una di meno” nel giorno dello sciopero transfemminista, nell’ambito delle azioni organizzate fra l’8 e il 9 marzo in occasione della giornata internazionale della donna.

Il corteo è partito da Piazzale Ostiense, diretto verso il Ministero dell’Istruzione. “Rompiamo le righe, corpi liberi da guerre e patriarcato” si legge nello striscione di apertura.

“Consenso sì, Bongiorno no”, è uno degli slogan gridato dalle persone alla manifestazione che contestano al governo l’approvazione del DdL Bongiorno, ma anche la bocciatura del congedo retribuito ai padri, l’eliminazione di Opzione Donna.

Uno sciopero che cade nei giorni in cui è esplosa la guerra in Medioriente dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran.

“Scioperiamo. Contro la guerra all’Iran e i bombardamenti sul Libano, fuori da ogni legalità internazionale, che stanno provocando un’escalation dagli esiti imprevedibili – scrive Non una di meno – Contro l’utilizzo delle basi italiane ed europee e qualsiasi coinvolgimento italiano nel conflitto.”

Ambiente, presentato a Roma il Manifesto "Verso l’eliminazione dei Pfas"

Roma, 9 mar. (askanews) – Legambiente, Utilitalia e Consumers’ Forum hanno sottoscritto oggi a Roma, presso il Senato della Repubblica, il Manifesto “Verso l’eliminazione dei Pfas”. Il documento mira ad affrontare l’emergenza ambientale e sanitaria causata dai cosiddetti “inquinanti eterni”, sostanze chimiche persistenti utilizzate in numerosi prodotti di uso quotidiano.

“Tutelare i diritti dei cittadini con azioni concrete per affrontare una delle sfide ambientali e sanitarie più complesse del nostro tempo”, questo l’obiettivo della iniziativa che unice Utilitalia, la Federazione delle imprese di acqua, ambiente ed energia, Legambiente, la principale associazione ambientalista italiana e Consumers’ Forum, che riunisce le più importanti associazioni dei consumatori e imprese del settore.

All’evento, riporta un comunicato, hanno preso parte anche Valeria Di Giorgi Gerevini, in rappresentanza del ministero della Salute, Giuseppe Bortone, direttore del Dipartimento Ambiente e Salute dell’ISS e Luca Lucentini, Direttore del Centro Nazionale per la Sicurezza dell’Acqua (ISS).

“I PFAS – fanno sapere le organizzazioni in una nota – un gruppo di oltre 10.000 sostanze chimiche sintetiche utilizzate per la produzione di materiali resistenti e durevoli, sono ampiamente presenti in rivestimenti e prodotti di uso quotidiano. La loro elevata stabilità chimica li rende persistenti nell’ambiente e difficili da degradare, con conseguenze rilevanti per la salute dei cittadini e per la gestione dei servizi pubblici. Negli ultimi anni, diverse istituzioni internazionali hanno definito linee guida sempre più stringenti per limitarne la diffusione, introducendo valori limite e misure di contenimento”.

In questo contesto, il Manifesto promuove un approccio basato su evidenze scientifiche e dati certi e sottolinea l’importanza della collaborazione tra imprese, istituzioni, associazioni e cittadini. Tra le principali azioni proposte dai sottoscrittori vi sono l’eliminazione e la progressiva sostituzione dei PFAS con alternative più sicure, accompagnate dalla definizione di un quadro normativo di medio-lungo periodo, capace di orientare l’innovazione industriale verso soluzioni sostenibili. Centrale è inoltre l’applicazione del principio “chi inquina paga”, per evitare che i costi della gestione e del trattamento ricadano sulla collettività, insieme alla promozione della ricerca e dello sviluppo di alternative efficaci nel rispetto della salute umana e dell’ambiente.

Il Manifesto punta anche al rafforzamento delle soluzioni tecnologiche per la riduzione e l’abbattimento dei PFAS nei sistemi di trattamento delle acque e dei rifiuti, nonché sul sostegno ai percorsi di transizione del sistema industriale e dei gestori dei servizi, anche attraverso strumenti finanziari dedicati. Il documento promuove un’ambiziosa armonizzazione delle normative a livello europeo basata sul principio di precauzione e sulle conoscenze aggiornate del quadro REACH (Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle sostanze chimiche), che rimane uno degli strumenti più efficaci dell’Ue per la gestione del rischio chimico. “I gestori del servizio idrico – spiega Barbara Marinali, Vicepresidente vicario di Utilitalia – monitorano costantemente la presenza dei PFAS nelle acque che distribuiscono e hanno avviato investimenti importanti per il loro abbattimento, avvalendosi delle migliori tecnologie disponibili a tutela della salute pubblica. Con questo Manifesto, la Federazione intende sostenere l’impegno degli operatori del servizio idrico nella gestione di un problema la cui soluzione non può che essere la prevenzione. Sono necessarie l’eliminazione totale dei PFAS e l’applicazione del principio ‘chi inquina paga’: i costi non possono ricadere esclusivamente sugli operatori dei servizi idrici, quindi sulle tariffe a carico dei cittadini”.

“Il Manifesto rappresenta per Legambiente un nuovo e importante punto di partenza: l’avvio di una collaborazione che rafforza e rinnova l’impegno dell’associazione nel contrastare la piaga dei PFAS, in piena continuità con le vertenze che da anni portiamo avanti nei territori maggiormente colpiti” – sostiene Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente. “Vogliamo trasformare l’esperienza maturata sul campo in un’azione condivisa e capace di incidere in modo strutturale, assumendoci una responsabilità chiara verso comunità, ambiente e generazioni future. Al centro resta un principio per noi imprescindibile: ‘chi inquina paga’, perché i costi dell’inquinamento non possono ricadere sui cittadini ma su chi ha generato il danno”.

“Come Consumers’ Forum – evidenzia il presidente Furio Truzzi – siamo molto felici di promuovere l’adesione al Manifesto dei nostri soci che lo desiderano e di quante altre associazioni dei Consumatori del CNCU e imprese non associate che lo vorranno. Lo scopo comune, insieme a Utilitalia e Legambiente, è quello di contribuire a diffondere la sostenibilità ambientale e sociale e nella tutela dei diritti dei cittadini, promuovendo iniziative comuni per ridurre e sostituire i PFAS, consapevoli che la portata di questa sfida richieda il contributo più ampio possibile”.

8 marzo, Mattarella: nella Costituzione è previsto il dovere di realizzare la parità

Roma, 9 mar. (askanews) – “La Costituzione, affermandola, pose le basi del dovere della Repubblica di realizzare e sviluppare” la parità di genere, “aprendo la strada a progressive conquiste legislative, realizzate soprattutto grazie all’impegno delle donne nel Parlamento e nella società”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nella celebrazione al Quirinale della giornata internazionale della donna. Il capo dello Stato ha ricordato la “svolta” rappresentata dell’articolo 3 della Costituzione che sancì “l’eguaglianza, la dignità e la libertà delle donne non come concessione dall’alto, ma come diritto fondamentale di ogni persona”.

Violenza donne, Mattarella: leggi non bastano serve educazione

Roma, 9 mar. (askanews) – Per interrompere la violenza di genere non bastano le leggi serve educare al rispetto. Ne è convinto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ne ha parlato oggi al Quirinale nel corso della celebrazione per la giornata internazionale della donna.

“E’ paradossale doversi occupare sovente di violenza di genere. Eppure, purtroppo, è necessario. L’impegno di civiltà di consegnarla al passato – ha ammonito il capo dello Stato – non richiede soltanto il rafforzamento delle norme di legge e gli strumenti di tutela, ma richiede soprattutto di depurare gli animi da una mentalità distorta, che si alimenta di pregiudizi atavici e di ignoranza colpevole. Educare al rispetto in famiglia anzitutto, a scuola, negli ambienti di lavoro, è la risposta più efficace per costruire una società in cui nessuna donna possa aver paura o possa esser lasciata da sola”.

8 marzo, Mattarella: celebriamo apporto decisivo donne a nuova Italia

Roma, 9 mar. (askanews) – “Celebrare oggi la Giornata Internazionale della donna significa riconoscere la ricchezza della presenza e del contributo protagonista femminile nella società, e anche riflettere sulla lunga e impegnativa strada percorsa dalle italiane per conquistare spazi e diritti, per rendere vera l’uguaglianza tra le persone di ciascun sesso affermata dall’articolo 3 della Costituzione”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia al Quirinale per la giornata internazionale della donna.

“Quest’anno la celebrazione riveste un significato speciale: ricorrerà tra breve l’ottantesimo anniversario della Repubblica, nata il 2 giugno 1946, quando le italiane, chiamate al voto dopo la prima volta nelle elezioni comunali di pochi mesi prima, che ripristinarono la democrazia nei Municipi soppressa dalla dittatura, diedero il loro apporto decisivo alla costruzione della nuova Italia”, ha ricordato il capo dello Stato.

Putin si congratula con la nuova guida suprema Mojtaba Khamenei

Roma, 9 mar. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato co Mojtaba Khamenei per la sua elezione a guida suprema dell’Iran. Lo rende noto il Cremlino, pubblicando il messaggio ufficiale sul proprio sito.

“A Sua Eccellenza la Guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran, ayatollah Seyed Mojtaba Hosseini Khamenei, accetti le mie sincere congratulazioni per la sua elezione a Guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran”, si legge nel telegramma inviato dal presidente russo.

Iran, tutti gli aggiornamenti sulla guerra

Roma, 9 mar. (askanews) – Continua la guerra iniziata da Usa e Israele contro l’Iran, che si è allargata ai Paesi del Golfo e al Libano. Di seguito le notizie più importanti di oggi, lunedì 9 marzo, man mano che arrivano in redazione. (A cura di Fabio Santolini)

-13:04 Due paramedici sono stati uccisi e sei persone sono rimaste ferite in due distinti attacchi aerei israeliani nel Sud del Libano.

-13:02 Israele ha lanciato una nuova ondata di attacchi a Teheran, Isfahan e nell’Iran meridionale, secondo una nota dell’Idf.

-11:54 Libano, Barrot (Francia): pronti 6 milioni di aiuti per il popolo libanese.

-11:53 Iran: colpiti obiettivi Usa e Israele nella regione. Teheran: colpita stazione radar di allerta precoce.

-11:15 Putin si congratula con nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei.

-10:45 Una serie di esplosioni è stata udita stamani a Tel Aviv.

-10:40 L’Iran nega d’aver lanciato attacchi contro Turchia, Cipro, Azerbaigian.

-10:30 Teheran: gli Usa mirano a spezzettare l’Iran.

-9:46 Libano, aerei di Israele hanno attaccato obiettivo nel sud di Beirut.

-9:43 Trump “non contento” di Mojtaba Khamenei nuova Guida suprema.

Von der Leyen: non possiamo essere custodi del vecchio ordine

Roma, 9 mar. (askanews) – “L’Europa non può più essere la custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che non esiste più e non tornerà”, ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso durante la Conferenza degli Ambasciatori europei.

“Difenderemo sempre il sistema basato sulle regole che abbiamo contribuito a costruire con i nostri alleati, ma non possiamo più fare affidamento su di esso come unico mezzo per difendere i nostri interessi né presumere che le sue regole ci proteggano dalle minacce complesse che affrontiamo. Dobbiamo quindi costruire una nostra via europea e trovare nuovi modi di cooperare con i partner”, ha precisato la leader europea.

In merito alla postura internazionale dell’Unione europea, von der Leyen ha specificato che “dobbiamo chiederci se la nostra dottrina, le nostre istituzioni e i nostri processi decisionali, concepiti nel dopoguerra in un mondo di stabilità e multilateralismo, siano ancora al passo con la velocità dei cambiamenti. Se il sistema che abbiamo costruito, con tutti i suoi tentativi di consenso e compromesso, sia ancora un aiuto o piuttosto un ostacolo alla nostra credibilità come attore geopolitico”.

“So che questo è un messaggio duro e una conversazione difficile. Ma so anche che molti di voi percepiscono questa tensione nel loro lavoro quotidiano. Se crediamo – come credo io – di aver bisogno di una politica estera più realistica e orientata agli interessi, allora dobbiamo essere in grado di realizzarla”, ha sottolineato von der Leyen.

“In tempi di cambiamenti radicali possiamo aggrapparci al passato e a un ordine mondiale che non esiste più, oppure scegliere un destino diverso per l’Europa”, ha continuato von der Leyen, specificando che l’Ue può “costruire una politica estera che ci renda più forti in casa, più influenti nel mondo e migliori partner per gli altri Paesi. Una politica estera che sia un pilastro dell’indipendenza europea, che protegga i nostri interessi e promuova i nostri valori”.

“Non con nostalgia per il vecchio mondo, ma contribuendo a plasmare quello nuovo”, ha concluso von der Leyen.

Trump: concorderò con Netanyahu la fine della guerra

Roma, 9 mar. (askanews) – La decisione su quando porre fine alla guerra contro l’Iran sarà una decisione “concorde”, che il presidente Usa Donald Trump prenderà insieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo ha detto lo stesso Trump al Times of Israel in un’intervista telefonica rilasciata poco dopo che i media statali iraniani avevano annunciato che l’Assemblea degli Esperti della Repubblica Islamica aveva nominato il figlio di Khamenei, Mojtaba, a nuova guida suprema del Paese.

“Penso che” quella di porre fine al conflitto, “sarà una decisione concordata… un po’. Ne abbiamo parlato. Prenderò una decisione al momento giusto, ma tutto sarà preso in considerazione”, ha affermato Trump, sottolineando che sebbene Netanyahu avrà voce in capitolo, l’ultima parola spetterà al presidente degli Stati Uniti.

Alla domanda se Israele possa continuare la guerra contro l’Iran anche dopo che gli Stati Uniti decidano di interrompere gli attacchi, Trump ha risposto: “Non credo che sarà necessario”.

Trump ha poi sostenuto che l’Iran avrebbe senza dubbio distrutto Israele se non ci fossero stati lui e Netanyahu. “L’Iran avrebbe distrutto Israele e tutto ciò che lo circondava… Abbiamo lavorato insieme. Abbiamo distrutto un Paese che voleva distruggere Israele”.

Referendum, Meloni: le toghe sotto il controllo della politica? Menzogna

Roma, 9 mar. (askanews) – “Dicono che la riforma rischi di indebolire il potere giudiziario rafforzando il controllo che l’esecutivo, il governo, la politica può esercitare su di esso e qui voglio essere chiara: siamo quasi alla fantascienza, questa è una menzogna. La riforma fa l’esatto contrario”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video dedicato alle ragioni del Sì al referendum sulla giustizia.

La riforma della giustizia, spiega Meloni, “è stata fatta anche per liberare i magistrati dal controllo della politica perchè è nell’attuale sistema che i giudici sono spesso costretti a rispondere a una logica politica, atteso che le loro carriere sono decise da persone scelte in Parlamento o da correnti ideologizzate interne alla magistratura”.

“Ve lo voglio dire con le parole del presidente del tribunale di Brescia che è contrario alla riforma, è un sostenitore del No, ha detto queste testuali parole: se io sono un membro del Csm eletto da una corrente progressista e voto in un incarico direttivo un membro che la pensa diversamente dovrò poi rispondere alla corrente di quello che ho fatto. Se invece noi mettessimo dei membri sorteggiati, questi decideranno secondo il loro arbitrio. Ecco, è chiaro. Con l’attuale sistema se vuoi fare carriera devi rispondere alla corrente, con il sorteggio no: quale dei due sistemi secondo voi garantisce più libertà dalla politica e quale si concentra sul valore del singolo piuttosto che sulla sua appartenenza”, conclude la premier.

Iran, i Paesi del Golfo sono di nuovo sotto attacco

Roma, 9 mar. (askanews) – Malgrado le scuse del presidente iraniano Masoud Pezeshkian ai Paesi vicini, la guerra entra nel suo decimo giorno con nuovi attacchi sugli Stati del Golfo, attribuiti all’Iran. Uno scenario che innalza l’allarme per l’approvigionamento energetico e fa schizzare i prezzi del petrolio, oltre ai timori di un allargamento cronico del conflitto mediorientale.

In Bahrain almeno 32 persone sono rimaste ferite, quattro in modo grave, in seguito a un attacco con droni che ha colpito l Sitra, circa cinque chilometri a sud della capitale Manama. Secondo il National Communication Centre del regno, i droni hanno colpito aree residenziali civili vicine a infrastrutture energetiche, provocando “danni significativi”. Tra i feriti figurano anche diversi minori, tra cui un neonato di due mesi, due bambini e una ragazza di 17 anni.

Sempre in Bahrain, l’agenzia di stampa ufficiale Bna ha riferito che un attacco iraniano ha provocato un incendio in una struttura nel villaggio di Maameer. Non si registrano vittime e le squadre di emergenza sono al lavoro per spegnere le fiamme.

Negli Emirati Arabi Uniti forti esplosioni sono state udite nella capitale Abu Dhabi. Il ministero della Difesa ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea sono stati attivati per intercettare missili e droni lanciati dall’Iran. Secondo le autorità, i rumori avvertiti in diverse zone del Paese sono prodotti dall’intercettazione di missili balistici e all’intervento di jet impegnati a neutralizzare velivoli senza pilota e altre munizioni.

In Kuwait la Guardia nazionale ha annunciato di aver abbattuto un drone nelle prime ore di lunedì “in uno dei siti sotto la sua protezione”, precisando che l’intercettazione è avvenuta nell’ambito delle misure di sicurezza per la protezione delle infrastrutture strategiche.

Anche il Qatar ha segnalato un attacco. Il ministero della Difesa di Doha ha riferito che le forze armate hanno intercettato un missile lanciato contro il Paese nelle prime ore della mattina.

“Il consiglio direttivo provvisorio ha deciso che non ci saranno più attacchi ai Paesi vicini, né lanci di missili, a meno che non vi sia un attacco all’Iran proveniente da questi Paesi”, aveva detto due giorni fa Pezeshkian. I nuovi attacchi arrivano poche ore dopo la designazione della nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, figlio dell’ayatollah Khamenei ucciso nei primi attacchi israelo-statunitensi lo scorso 28 febbraio.

Referendum, Meloni: non cadete in trappola, se vince No governo non si dimette

Roma, 9 mar. (askanews) – “Alla fine di tutte queste infondate contestazioni per convincervi a votare No vi stanno dicendo che in fin dei conti non conta quello che dice la riforma, andate a votare per mandare a casa il governo: consiglio di non cadere nella trappola. Usano lo scudo del governo perchè non vogliono una riforma sacrosanta, ma il governo non si dimetterà in caso di vittoria dei No”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video dedicato alle ragioni del Sì al referendum sulla giustizia.

Meloni: giudici che sbagliano non pagano, hanno perso autorevolezza

Milano, 9 mar. (askanews) – “I giudici decidono su moltissimi aspetti della nostra vita: sulla sicurezza, sull’immigrazione, sul lavoro, sulla salute, sulla libertà personale. È un potere enorme, ma è anche l’unico caso in cui a questo potere quasi mai corrisponde un’adeguata responsabilità. Perché se un magistrato sbaglia, se è negligente, se ad esempio, come purtroppo è accaduto, si dimentica in carcere un imputato per quasi un anno oltre la scadenza del termine, nella maggior parte dei casi non accade assolutamente nulla. Quel magistrato fa carriera e chi subisce questa sventura può essere qualsiasi cittadino onesto”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video su X per invitare a votare Sì al referendum sulla giustizia.

“Sono storture che in 80 anni di storia repubblicana non siamo mai riusciti a correggere noi abbiamo riformato il parlamento, il governo, la pubblica amministrazione, le regioni… Moltissimi ambiti, la giustizia mai in modo sostanziale, perché a ogni tentativo la reazione è stata totalmente sproporzionata e il risultato è stata una magistratura che ha perso molta della sua autorevolezza, ma anche della sua efficacia. La riforma interviene esattamente su questo”.

Iran, petrolio sfiora 120 dollari, top da 2022, G7 vaglia sblocco riserve

Roma, 9 mar. (askanews) – Nuova e brutale fiammata dei prezzi delle petrolio, alla ripresa delle contrattazioni dopo un fine settimana con sviluppi non rassicuranti sul conflitto in Iran. Da un lato proseguono intensi i bombardamenti di Usa e Israele, dall’altro gli ayatollah hanno nominato nuovo leader il figlio di Khamenei, Mojtaba, facendo presagire la volontà di Teheran mantenere una linea dura.

Nel corso delle contrattazioni mattutine il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord, è arrivato a segnare un picco spot a 119,31 dollari, toccando i massimi dal luglio del 2022. Il West Texas Intermediate ha raggiunto 119,47 dollari.

Successivamente, le quotazioni hanno parzialmente limato la fiammata dopo che il Financial Times ha riportato di una imminente riunione di emergenza dei ministri del G7 assieme all’Agenzia internazionale per l’energia. Secondo le indiscrezioni del quotidiano, si appresterebbero a sbloccare tra il 25% e il 30% degli 1,2 miliardi di riserve che dispongono. Questo sarebbe sufficiente a coprire i consumi dei paesi Aie per un mese o a coprire le loro importazioni nette 140 giorni, dice il quotidiano.

Il Brent successivamente si attesta in rialzo del 15,82% a 107,35 dollari. Nell’afterhours il Wti sale del 13% a 102,82 dollari. Ma intanto crollano i mercati azionari. In particolare in Asia Tokyo ha chiuso con una caduta superiore al 5%, Seul al meno 5,96%, Taiwan con un meno 4,43%. Più contenuto il calo delle piazze cinesi, Shanghai con il meno 0,67%.

A Piazza Affari l’indice Ftse-Mib ha aperto in forte calo arrivando a perdere il 2,80%, Francoforte e Parigi segnano contrazioni analoghe, Londra un meno 1,70%.

La dinamica getta incognite sulle prospettive di tutta l’economia globale e in particolare dei paesi maggiormente esposti alle importazioni di greggio.

Nell’area euro, poi, la fiammata dei prezzi del petrolio rischia di essere accentuata dai continui cali dell’euro e questo potrebbero alimentare le pressioni inflazionistiche e determinare una correzione di rotta anche delle banche centrali. Il dollaro in mattinata guadagni ulteriormente con l’euro che cala a 1,1557 sul biglietto verde.

Il prossimo consiglio direttivo della Bce si svolgerà giovedì 19 marzo, precedentemente al conflitto non erano attese variazioni dei tassi né per questa occasione né per quelle successive, ma ovviamente il repentino cambiamento dello scenario potrebbe determinare delle revisioni alla linea.

Chi è Mojtaba Khamenei, la guida suprema che succede al padre

Roma, 9 mar. (askanews) – Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell’ayatollah Ali Khamenei, è stato nominato nuovo leader supremo dell’Iran dopo la morte del padre negli attacchi di Stati Uniti e Israele. Ieri, nella notte iraniana, con una dichiarazione diffusa dalla televisione di Stato è stato reso noto che l’Assemblea degli Esperti – l’organo clericale di 88 membri incaricato di scegliere la guida suprema – ha approvato la sua designazione con un “voto decisivo”.

Nato l’8 settembre 1969 a Mashhad, nel nord-est dell’Iran, Mojtaba è il secondo dei sei figli di Ali Khamenei. Ha frequentato la scuola religiosa Alavi a Teheran e, secondo i media iraniani, a 17 anni ha prestato servizio militare per brevi periodi durante la guerra Iran-Iraq (1980-1988): lì è entrato in contatto con gli ambienti dei Guardiani della Rivoluzione.

Nel 1999 si è trasferito nella città santa di Qom, uno dei principali centri dello sciismo, e ha continuato gli studi religiosi, passando a indossare gli abiti clericali. È considerato un religioso di rango intermedio con il titolo di hojatoleslam, anche se negli ultimi tempi alcuni media vicini all’establishment hanno iniziato a riferirsi a lui come ayatollah.

Mojtaba non ha mai ricoperto incarichi governativi né partecipato a elezioni pubbliche. Non ha tenuto discorsi ufficiali né sermoni del venerdì e per anni ha mantenuto un profilo estremamente discreto, al punto che molti iraniani non hanno mai ascoltato direttamente la sua voce, fanno notare diversi analisti dopo la sua ascesa al vertice.

Nonostante la scarsa esposizione pubblica, da tempo è considerato una figura influente negli ambienti più interni del potere iraniano ed è stato ampiamente descritto come una presenza rilevante nell’entourage del padre e come un interlocutore con forti legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc). La connessione a quest’ultimo sarebbe stata decisiva, infatti il voto che lo porta a essere guida suprema è visto come una vittoria dei Guardiani.

Il suo nome è emerso sulla scena politica soprattutto nel 2005, durante le elezioni presidenziali che hanno portato alla vittoria del conservatore Mahmoud Ahmadinejad. Alcuni esponenti riformisti lo hanno accusato di esser stato dietro le quinte un regista del giro di vite attraverso settori dell’Irgc e della milizia Basij. Accuse simili sono riemerse dopo le contestate elezioni del 2009, che hanno provocato le proteste del cosiddetto “Movimento Verde”. Oppositori interni collegano il suo nome anche alle successive repressioni delle proteste antigovernative nel Paese, accuse respinte dall’establishment iraniano che ha attribuito i disordini all’azione di gruppi sostenuti da Stati Uniti e Israele.

Mojtaba Khamenei è sotto sanzioni statunitensi e occidentali. Ma il primo punto di potenziale debolezza potrebbe arrivare dal dibattito interno sulla natura del sistema politico iraniano. Il passaggio del potere da padre a figlio è infatti interpretato da alcuni osservatori come un possibile segnale di evoluzione verso una successione dinastica, un elemento che richiama alla memoria la monarchia dei Pahlavi rovesciata con la rivoluzione del 1979. Mentre l’ayatollah “fondatore”, Khomeini, volle la Repubblica anche per discostarsi dalla natura dinastica delle monarchie regionali.

Molti analisti oggi sottolineano che la sua ascesa può riflettere il peso delle correnti più conservatrici dell’apparato statale e indicare una linea politica di continuità con quella del padre, con posizioni rigide nei confronti dell’Occidente. Le minacce israeliane e americane di questi giorni conferiscono a Mojtaba un’aura di guida suprema “sacrificabile”, comunque a rischio di fare la fine del padre con nuovi attachi mirati.

Nell’attacco al complesso residenziale della famiglia Khamenei a Teheran oltre a Khamenei padre, che ha guidato la Repubblica islamica per oltre tre decenni, e a sua moglie, sono state uccise la moglie di Mojtaba e una delle sue sorelle.

Calcio, risultati di A: il Milan a -7 dall’Inter, oggi la Lazio

Roma, 9 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 28esima giornata dopo Milan-Inter 1-0.

28^ GIORNATA Napoli-Torino 2-1, Cagliari-Como 1-2, Atalanta-Udinese 2-2, Juventus-Pisa 4-0, Lecce-Cremonese 2-1, Bologna-Verona 1-2, Fiorentina-Parma 0-0, Genoa-Roma 2-1, Milan-Inter 1-0, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Classifica: Inter 67, Milan 60, Napoli 56, Roma, Como 51, JUventus 50, Atalanta 46, Bologna 39, Sassuolo 38, Udinese 36, Lazio, Parma 34, Genoa, Cagliari, Torino 30, Lecce 27, Fiorentina 25, Cremonese 24, Verona 18, Pisa 15.

29^ GIORNATA venerdì 13 marzo 20.45 Torino – Parma, sabato 14 marzo 15.00 Inter – Atalanta, 18.00 Napoli – Lecce, 20.45 Udinese – Juventus domenica 15 marzo 12.30 Verona – Genoa, 15.00 Pisa – Cagliari, 15.00 Sassuolo – Bologna, 18.00 Como – Roma, 20.45 Lazio – Milan lunedì 16 marzo 20.45 Cremonese – Fiorentina.

Chi è Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema dell’Iran che succede al padre

Roma, 9 mar. (askanews) – Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell’ayatollah Ali Khamenei, è stato nominato nuovo leader supremo dell’Iran dopo la morte del padre negli attacchi di Stati Uniti e Israele. Ieri, nella notte iraniana, con una dichiarazione diffusa dalla televisione di Stato è stato reso noto che l’Assemblea degli Esperti – l’organo clericale di 88 membri incaricato di scegliere la guida suprema – ha approvato la sua designazione con un “voto decisivo”.

Nato l’8 settembre 1969 a Mashhad, nel nord-est dell’Iran, Mojtaba è il secondo dei sei figli di Ali Khamenei. Ha frequentato la scuola religiosa Alavi a Teheran e, secondo i media iraniani, a 17 anni ha prestato servizio militare per brevi periodi durante la guerra Iran-Iraq (1980-1988): lì è entrato in contatto con gli ambienti dei Guardiani della Rivoluzione.

Nel 1999 si è trasferito nella città santa di Qom, uno dei principali centri dello sciismo, e ha continuato gli studi religiosi, passando a indossare gli abiti clericali. È considerato un religioso di rango intermedio con il titolo di hojatoleslam, anche se negli ultimi tempi alcuni media vicini all’establishment hanno iniziato a riferirsi a lui come ayatollah.

Mojtaba non ha mai ricoperto incarichi governativi né partecipato a elezioni pubbliche. Non ha tenuto discorsi ufficiali né sermoni del venerdì e per anni ha mantenuto un profilo estremamente discreto, al punto che molti iraniani non hanno mai ascoltato direttamente la sua voce, fanno notare diversi analisti dopo la sua ascesa al vertice.

Nonostante la scarsa esposizione pubblica, da tempo è considerato una figura influente negli ambienti più interni del potere iraniano ed è stato ampiamente descritto come una presenza rilevante nell’entourage del padre e come un interlocutore con forti legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc). La connessione a quest’ultimo sarebbe stata decisiva, infatti il voto che lo porta a essere guida suprema è visto come una vittoria dei Guardiani.

Il suo nome è emerso sulla scena politica soprattutto nel 2005, durante le elezioni presidenziali che hanno portato alla vittoria del conservatore Mahmoud Ahmadinejad. Alcuni esponenti riformisti lo hanno accusato di esser stato dietro le quinte un regista del giro di vite attraverso settori dell’Irgc e della milizia Basij. Accuse simili sono riemerse dopo le contestate elezioni del 2009, che hanno provocato le proteste del cosiddetto “Movimento Verde”. Oppositori interni collegano il suo nome anche alle successive repressioni delle proteste antigovernative nel Paese, accuse respinte dall’establishment iraniano che ha attribuito i disordini all’azione di gruppi sostenuti da Stati Uniti e Israele.

Mojtaba Khamenei è sotto sanzioni statunitensi e occidentali. Ma il primo punto di potenziale debolezza potrebbe arrivare dal dibattito interno sulla natura del sistema politico iraniano. Il passaggio del potere da padre a figlio è infatti interpretato da alcuni osservatori come un possibile segnale di evoluzione verso una successione dinastica, un elemento che richiama alla memoria la monarchia dei Pahlavi rovesciata con la rivoluzione del 1979. Mentre l’ayatollah “fondatore”, Khomeini, volle la Repubblica anche per discostarsi dalla natura dinastica delle monarchie regionali.

Molti analisti oggi sottolineano che la sua ascesa può riflettere il peso delle correnti più conservatrici dell’apparato statale e indicare una linea politica di continuità con quella del padre, con posizioni rigide nei confronti dell’Occidente. Le minacce israeliane e americane di questi giorni conferiscono a Mojtaba un’aura di guida suprema “sacrificabile”, comunque a rischio di fare la fine del padre con nuovi attachi mirati.

Nell’attacco al complesso residenziale della famiglia Khamenei a Teheran oltre a Khamenei padre, che ha guidato la Repubblica islamica per oltre tre decenni, e a sua moglie, sono state uccise la moglie di Mojtaba e una delle sue sorelle.

Luigi Bisignani racconta che in cielo si fa propaganda per il No

Un paradiso molto democristiano

Nella sua rubrica “Dialoghi immaginari”, ospitata ogni domenica su Il Tempo, Luigi Bisignani ha messo in scena ieri un colloquio ideale tra alcuni giganti della vicenda democristiana – Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Amintore Fanfani, Giulio Andreotti e Francesco Cossiga – convocati in Paradiso a discutere delle grandi emergenze del momento.

L’intervento merita attenzione. Il tono è ironico, talvolta leggero, ma il sottotesto parla all’oggi dell’Italia. Attraverso questo confronto immaginario emerge infatti un tratto tipico della cultura di governo della Democrazia cristiana: la prudenza istituzionale. Una prudenza che non coincide con immobilismo, ma con la consapevolezza che le architetture dello Stato non si modificano con leggerezza.

Gli ingranaggi delicati dello Stato

Il punto più interessante del dialogo riguarda proprio la riforma costituzionale della giustizia, su cui è chiamato ad esprimersi a breve il popolo italiano. Nelle battute attribuite ai leader democristiani affiora un principio che ha segnato tutta la storia repubblicana: gli equilibri istituzionali sono simili a un sistema di ingranaggi, toccarne uno significa inevitabilmente modificare il funzionamento dell’intero meccanismo.

È una visione profondamente degasperiana e morotea: riformare sì, ma senza rompere o irrigidire il sistema. La Democrazia cristiana ha governato per decenni proprio seguendo questo metodo. Le riforme venivano studiate, limate, negoziate, spesso rallentate. Non per paura del cambiamento, ma per evitare che provvedimenti affrettati producessero effetti peggiori dei problemi che volevano risolvere.

In questa logica l’ordinamento della giustizia si staglia come uno dei punti più sensibili dell’equilibrio costituzionale.

 

La politica che sopravvive a riforme dirompenti

Nel dialogo immaginario, Andreotti pronuncia una frase che suona quasi come una chiave interpretativa del lascito democristiano: la politica sopravvive a tutto, persino alle riforme. Dietro l’ironia dell’uomo di governo “più amato” da Bisignani, si intravede una verità che resiste alle abituali semplificazioni odierne: non tutte le riforme migliorano davvero il funzionamento delle istituzioni. Alcune possono risultare inutili. Altre addirittura dannose.

Per questo la tradizione democristiana ha sempre privilegiato un approccio graduale e pragmatico, fondato sulla stabilità delle istituzioni e sulla responsabilità politica.

Un messaggio implicito per il referendum

Letto in controluce, il dialogo costruito da Bisignani contiene un messaggio che interessa il confronto in corso sul referendum. La cautela con cui i leader democristiani hanno sempre affrontato la questione della giustizia, anche nel turbinoso passaggio di Tangentopoli, con tutte le conseguenze ben note sulla tenuta stessa della Dc, evoca la necessità di un confronto all’insegna di una certa “solidarietà di sistema”.

Da qui l’idea, espressa con eleganza e senza proclami, che di fronte a riforme percepite come fragili o discutibili una scelta coerente con la migliore tradizione del cattolicesimo politico debba fondarsi sul rispetto di un canone di sobrietà e lungimiranza, per evitare contraccolpi negativi. Le vere riforme, infatti, sono quelle che nascono e avanzano in un clima di consenso, lavorando per accrescere le convergenze tra posizioni e sensibilità diverse. Non è perciò un invito, questo, a votare No al referendum del prossimo 22 e 23 di marzo?

Thiel all’Angelicum? Tecnologia, potere e tentazione post-umana

Un ospite inatteso sotto la cupola di San Tommaso

La notizia circola con discrezione, quasi sottovoce: Peter Thiel, imprenditore della Silicon Valley e fondatore di Palantir Technologies, sarebbe atteso all’Angelicum per un incontro ristretto. Un appuntamento destinato a pochi invitati e avvolto da una certa riservatezza. Nulla di ufficiale, per ora. Ma abbastanza per suscitare curiosità negli ambienti romani dove università pontificie, diplomazia e politica spesso si sfiorano.

Il profilo dell’ospite, del resto, non è ordinario. Thiel non è soltanto un grande investitore tecnologico. È uno dei protagonisti della galassia che negli Stati Uniti collega capitale digitale, sicurezza nazionale e nuova destra politica.

Il capitalismo dei dati

La sua creatura più nota, Palantir, sviluppa sistemi di analisi dei big data utilizzati da agenzie di intelligence, apparati militari e governi occidentali. È la frontiera del capitalismo strategico: non più piattaforme social o e-commerce, ma infrastrutture digitali per prevedere, classificare e gestire la complessità del mondo reale.

In questo senso Thiel rappresenta una figura quasi paradigmatica della nuova élite tecnologica americana. Un’élite che non si limita a innovare i mercati, ma ambisce a ridefinire il rapporto tra tecnologia, potere e sicurezza.

Non sorprende che il suo nome sia spesso associato all’ambiente politico che ruota attorno a Donald Trump e al vicepresidente J.D. Vance, di cui Thiel è stato sostenitore e mentore.

Libertà senza democrazia?

Il punto più delicato riguarda però le idee. Thiel è noto per posizioni che, nel dibattito pubblico europeo, appaiono radicali: la convinzione che la democrazia liberale non sia necessariamente il punto di arrivo della storia politica e che l’innovazione tecnologica possa generare nuove forme di organizzazione sociale e politica.

È qui che entra in gioco il tema del transumanesimo, la prospettiva secondo cui l’uomo potrebbe essere superato o radicalmente trasformato dalla tecnologia. Un orizzonte che affascina parte della cultura libertaria americana ma che incontra, nella tradizione cristiana, una diffidenza profonda. Per il cattolicesimo l’idea di una “umanità migliorata” per via tecnica rischia infatti di scivolare verso una visione post-umana incompatibile con l’antropologia della persona.

Il cortocircuito romano

È proprio questo a rendere interessante – e un po’ ironica – la scena romana. Un protagonista della Silicon Valley, interprete di un capitalismo dei dati e talvolta vicino alle correnti transumaniste, che entra in dialogo con una delle università pontificie più legate alla tradizione tomista.

Forse è solo un seminario accademico. O forse è il segno di una tensione più profonda: la necessità, anche per il mondo cattolico, di confrontarsi con i nuovi centri del potere tecnologico globale.

In fondo la domanda è semplice e insieme vertiginosa: chi guiderà il futuro dell’uomo, la tecnoscienza o una nuova politica umanista? E non è affatto certo che la risposta nasca nella Silicon Valley.

Chiara Amirante, la luce della speranza

Un riconoscimento nel segno del servizio

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Regione Lazio ha conferito un’importante onorificenza a Chiara Amirante nell’ambito dell’evento “Le Donne che Fanno Grande il Lazio”. Il riconoscimento è stato consegnato dal presidente della Regione, Francesco Rocca, e dall’assessore alle Politiche sociali Simona Baldassarre.

La scelta appare tutt’altro che simbolica. Premiare Chiara Amirante significa infatti riconoscere una delle esperienze più significative nate nel Lazio nel campo della solidarietà e dell’inclusione sociale. Con la comunità Nuovi Orizzonti, oggi presente con oltre 230 centri nel mondo e una rete di più di 700 mila “Cavalieri della Luce”, Amirante ha costruito negli anni un’opera capace di offrire accoglienza, ascolto e percorsi di rinascita a persone segnate da dipendenze, tratta, marginalità e profondo disagio sociale.

Una vocazione nata dallincontro con gli ultimi

Il cammino di Chiara Amirante affonda le radici in una forte esperienza di fede. Negli anni Novanta, nel cuore di Roma, entrò in contatto con il mondo delle periferie umane: giovani tossicodipendenti, persone senza dimora, donne vittime di sfruttamento.

Quell’incontro, vissuto come una chiamata personale, la spinse a dare forma a un’esperienza comunitaria fondata su accoglienza, fraternità e annuncio evangelico. Nacque così Nuovi Orizzonti, oggi riconosciuta come comunità di diritto pontificio. L’intuizione originaria era semplice ma radicale: nessuna vita è definitivamente perduta e ogni ferita può diventare una sorgente di luce.

Nel tempo, questa visione si è tradotta in una rete articolata di centri di ascolto, case famiglia e percorsi di reinserimento sociale che hanno accompagnato migliaia di persone verso una nuova possibilità di vita.

Una rete di speranza

Attraverso l’opera di Nuovi Orizzonti, Amirante ha promosso programmi di recupero e integrazione sociale capaci di restituire dignità e prospettiva a chi aveva smarrito entrambe. L’esperienza nata nel Lazio si è progressivamente diffusa in Italia e in molti Paesi del mondo, diventando un punto di riferimento nel campo della promozione umana e della solidarietà.

Il premio conferito dalla Regione Lazio intende dunque riconoscere non solo una figura personale, ma anche una storia collettiva fatta di volontari, educatori e persone che hanno ritrovato la strada grazie a questa comunità.

Ogni ferita può diventare luce”

Nel ricevere l’onorificenza, Chiara Amirante ha voluto condividere il riconoscimento con l’intera comunità: «Questo premio non è per me, ma per tutte le persone che ogni giorno scelgono di rialzarsi e per le tante donne che, anche nelle situazioni più difficili, continuano a donare amore e speranza».

Parole che riassumono bene il senso della sua opera: trasformare il dolore in occasione di rinascita. Una testimonianza che ha contribuito a rendere il Lazio terra di accoglienza e di solidarietà concreta, dimostrando come la fede vissuta nel servizio possa generare autentica innovazione sociale.

Alfabit, ovvero la lingua nell’epoca del bit

Un titolo che vale già come programma

Alfabit è un mix tra la tradizione linguistica dell’alfabeto e il bit, inteso come unità minima dell’informazione digitale: questo è il titolo del libro, edito da Il Mulino, ma è anche il riassunto semantico di una storia dell’evoluzione nel modo di comunicare generata dall’introduzione – esponenzialmente pervasiva fino a diventare prevalente – delle tecnologie nella nostra vita quotidiana.

L’autore ricorda come già nel 1963 Umberto Eco preconizzava il passaggio dalla beat generation alla bit generation, prodotta dall’avvento dell’informatica. E in questa mutazione – che rappresenta decenni di studi accademici del prof. Giuseppe Antonelli, docente di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia – si susseguono date significative: dal primo SMS del 3 dicembre 1992, dove era scritto Merry Christmas, al primo vocale WhatsApp nel 2013, al sorpasso nel 2014 del telefonino da parte dello smartphone, che rende oggi il primo un cimelio per minimalisti delle semplici telefonate via cellulare e il secondo un prodotto tecnologico sempre più sofisticato e – al momento – insuperabile, fino al primo apparire di ChatGPT nel 2023, lasciando intendere che la produzione linguistica degli LLM (Large Language Models) è destinata a una evoluzione inarrestabile e dagli esiti potenziali, al momento, imprevedibili, fino all’I.A. e alle sue applicazioni fruibili e interattive.

Per dare un’idea comparativa basti pensare a come era fatto il Commodore 64 e a come sono i moderni PC.

Da Benjamin alla producibilità automatica

Ricordando il saggio di Walter Benjamin di quasi un secolo fa sull’Opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica – che nel mio piccolo ho cercato di studiare e approfondire per valorizzarne l’intuizione dirimente tra produrre e ri-produrre – potremmo oggi scriverne uno, aggiornato e certamente attuale, sull’opera d’arte, e sul linguaggio, nell’epoca della sua producibilità automatica.

La tecnologia inglobata nella comunicazione, come mezzo-fine, ha rivoluzionato le regole del gioco, proponendo stilemi espressivi nuovi e sincopati, svincolati dalle regole grammaticali del passato: non solo nel linguaggio usato, ma anche – attraverso le “macchine” – in quello generato dalle nuove applicazioni.

Il trend che l’autore anticipa già nell’introduzione del suo interessante libro riguarda la produzione di neologismi espressivi, l’interazione fino alla sostituzione con le immagini, la declinazione nei codici binari alfa-numerici, l’esordio dell’I.A., che diventa un software inglobato negli smartphone e nei tablet di nuova generazione.

Continua a leggere

 

Petrolio, vola oltre 110 dollari dopo attacchi a impianti in Iran

Roma, 9 mar. (askanews) – Il petrolio arriva a sfiorare i 120 dollari al barile sui mercati asiatici dopo gli attacchi condotti da Usa e Israele agli impianti petroliferi in Iran nella provincia di Alborz cui Tehran ha risposto attaccando le infrastrutture petrolifere degli altri paesi dell’area.

Per gli operatori questi sviluppi, uniti agli attacchi alle petroliere in transito nello Stretto di Hormuz, danno ormai la certezza che il mercato dovrà fare a meno per un lungo periodo almeno di parte del greggio proveniente dall’area.

Il Brent è arrivato a 119 dollari al barile segnando un progresso di quasi trenta punti percentuali per poi ritracciare intorno a 110 dollari al barile (+17%). In forte rialzo anche il benchmark americano Wti che si attesta a 104,5 dollari al barile (+14,9%).

Famiglia bosco, Meloni: sono senza parole, Nordio sta mandando ispezione

Roma, 8 mar. (askanews) – “Il ministro Nordio sta mandando un’ispezione. Quello che sta accadendo sul caso della famiglia nel Bosco a me lascia senza parole, è terribile. Si era deciso di affidare ai servizi sociali questi tre bambini che vivevano con i genitori della natura, ma almeno stavano ancora con la madre. Adesso si è deciso di allontanare la madre dalla struttura protetta e io penso che questa sia una decisione che non faccia stare meglio questi bambini, penso che infligga loro un altro pesantissimo trauma”. Lo ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ospite a Fuori dal Coro, su Retequattro.

“Siamo oltre perché – ha denunciatpo la premier – noi dobbiamo assistere inermi a queste decisioni che sono, secondo me, figlie anche di letture ideologiche di uno stile di vita dei genitori, ma lo Stato non ti può togliere i figli perché non condivide il tuo stile di vita. Tra l’altro quando nulla si dice a chi i figli magari li fa vivere nel degrado, per esempio nei campi rom, o li costringe ad accattonare o a rubare, e nessuno può fare nulla”.

Calcio, risultati di A: Roma, bagarre per il quarto posto

Roma, 8 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 28esima giornata dopo Genoa-Roma 2-1

28^ GIORNATA Napoli-Torino 2-1, Cagliari-Como 1-2, Atalanta-Udinese 2-2, Juventus-Pisa 4-0, Lecce-Cremonese 2-1, Bologna-Verona 1-2, Fiorentina-Parma 0-0, Genoa-Roma 2-1, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 56, Roma, Como 51, JUventus 50, Atalanta 46, Bologna 39, Sassuolo 38, Udinese 36, Lazio, Parma 34, Genoa, Cagliari, Torino 30, Lecce 27, Fiorentina 25, Cremonese 24, Verona 18, Pisa 15.

29^ GIORNATA venerdì 13 marzo 20.45 Torino – Parma, sabato 14 marzo 15.00 Inter – Atalanta, 18.00 Napoli – Lecce, 20.45 Udinese – Juventus domenica 15 marzo 12.30 Verona – Genoa, 15.00 Pisa – Cagliari, 15.00 Sassuolo – Bologna, 18.00 Como – Roma, 20.45 Lazio – Milan lunedì 16 marzo 20.45 Cremonese – Fiorentina.

Iran, Meloni: l’Italia non entrerà in guerra ma la sicurezza è a rischio

Roma, 8 mar. (askanews) – “L’Italia non è parte del conflitto e non intende esserne parte. Non intende entrare in guerra e non ci entreremo. Poi chiaramente l’Italia rischia comunque coinvolta dalle conseguenze del conflitto: soprattutto sul piano della sicurezza interna e anche sul piano economico. Sono nazioni vitali per i nostri interessi energetici”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni, ospite a Fuori dal Coro su Rete4.

“Noi – ribadisce Meloni.ci stiamo limitamdo a rafforzare la presenza nei Paesi del Golfo che sono stati attaccati dall’Iran con solo scopo difensivo. E’ una decisione che nasce dal bisogno di proteggere le decine di migliaia di connazionali presenti nell’area e i nostri contingenti militari”.

Calcio, risultati di A: Verona accorcia sulla salvezza

Roma, 8 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 28esima giornata dopo Bologna-Verona 1-2, Fiorentina-Parma 0-0

28^ GIORNATA Napoli-Torino 2-1, Cagliari-Como 1-2, Atalanta-Udinese 2-2, Juventus-Pisa 4-0, Lecce-Cremonese 2-1, Bologna-Verona 1-2, Fiorentina-Parma 0-0, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 56, Roma, Como 51, JUventus 50, Atalanta 46, Bologna 39, Sassuolo 38, Udinese 36, Lazio, Parma 34, Cagliari, Torino 30, Genoa, Lecce 27, Fiorentina 25, Cremonese 24, Verona 18, Pisa 15.

29^ GIORNATA venerdì 13 marzo 20.45 Torino – Parma, sabato 14 marzo 15.00 Inter – Atalanta, 18.00 Napoli – Lecce, 20.45 Udinese – Juventus domenica 15 marzo 12.30 Verona – Genoa, 15.00 Pisa – Cagliari, 15.00 Sassuolo – Bologna, 18.00 Como – Roma, 20.45 Lazio – Milan lunedì 16 marzo 20.45 Cremonese – Fiorentina.

Calcio, Fiorentina-Parma 0-0: pari senza emozioni al Franchi

Roma, 8 mar. (askanews) – Finisce senza reti e con poche emozioni la sfida del Franchi tra Fiorentina e Parma. Lo 0-0 muove leggermente la classifica dei viola, che lasciano il terzultimo posto anche grazie alla sconfitta della Cremonese a Lecce, ma il punto non basta a placare i fischi dei tifosi a fine gara.

Partita bloccata fin dall’inizio, con ritmi bassi e poche occasioni. La Fiorentina prova a fare la partita ma sviluppa un possesso palla lento e prevedibile, spesso affidato a cross per Piccoli. Il Parma si difende con ordine e prova a colpire negli spazi: l’occasione più pericolosa del primo tempo arriva al 44′, quando Keita sfiora il palo con un destro dal limite.

Nella ripresa i viola partono con maggiore aggressività e costruiscono due opportunità in avvio: prima Fagioli, servito da Mandragora, conclude addosso al portiere Corvi, poi Piccoli viene murato sotto porta da Delprato. Con il passare dei minuti la squadra di Vanoli continua a spingere ma senza trovare precisione negli ultimi metri.

Il Parma gestisce con ordine e nel finale prova anche a rendersi pericoloso con Oristanio, fermato da un fallo di Dodò che costa l’ammonizione al brasiliano. Dalla punizione nasce un brivido per la difesa viola, sventato da Ranieri.

Nei minuti di recupero prevale la prudenza, con la Fiorentina che evita rischi e porta a casa un pareggio che consente almeno di guadagnare un punto sulla zona retrocessione. Nel prossimo turno è in programma lo scontro diretto con la Cremonese, sfida che potrebbe pesare molto nella corsa salvezza.

Calcio, Bologna-Verona 1-2: colpo salvezza scaligero

Roma, 8 mar. (askanews) – Colpo pesantissimo in chiave salvezza per il Verona che espugna il Dall’Ara battendo il Bologna 2-1 e interrompendo il digiuno di vittorie nel 2026. Successo meritato per la squadra di Sammarco, capace di rimontare lo svantaggio iniziale e di approfittare della giornata storta dei rossoblù, apparsi a lungo sotto ritmo e poi confusionari nella fase offensiva.

Dopo un primo tempo povero di occasioni e chiuso sullo 0-0, la partita si accende nella ripresa. Al 4′ il Bologna passa in vantaggio con Rowe, al primo gol in Serie A, che finalizza un’azione nata da Rowe e rifinita da Zortea con una conclusione precisa che batte Montipò. La reazione del Verona è immediata: al 8′ Frese trova il pareggio con un sinistro potente dal limite che sorprende Skorupski.

Gli ospiti insistono e quattro minuti dopo completano il sorpasso: contropiede rapido, Orban mette un pallone rasoterra al centro e Bowie, tutto solo in area, firma il 2-1. Per l’attaccante è il primo gol in Serie A. Il Bologna accusa il colpo e fatica a reagire con lucidità, affidandosi soprattutto ai tentativi dalla distanza e alle iniziative di Bernardeschi nel finale.

Nel finale il Verona trova anche il terzo gol con Sarr, ma la rete viene annullata dopo revisione Var per un fallo precedente di Gagliardini su Dominguez. I rossoblù provano l’assalto negli ultimi minuti, ma senza precisione.

Con questo successo l’Hellas rilancia le proprie speranze di salvezza, mentre il Bologna interrompe una striscia positiva di cinque vittorie tra campionato ed Europa League e vede rallentare la corsa verso l’Europa.

Trump: la nuova Guida Suprema dell’Iran dovrà avere la nostra approvazione o non durerà a lungoe

Roma, 8 mar. (askanews) – La nuova Guida Suprema iraniana “non durerà a lungo” senza l’approvazione della Casa Bianca: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervistato dalla rete televisiva Abc.

“Dovrà ottenere la nostra approvazione, se no non durerà a lungo. Non voglio che si debba tornare tra cinque anni a rifare la stessa cosa, o peggio ancora che si dotino di un’arma nucleare”, ha concluso Trump.

In precedenza il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi aveva ribadito che Teheran non permetterà a nessun Paese di interferire nei propri affari interni, e in particolare nell’elezione della Guida Suprema.