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La memoria di Moro non si usa

Siamo vicini all’anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, avvenuta il 9 maggio 1978, e torna con essa la memoria degli uomini della sua scorta, barbaramente assassinati in via Fani il 16 marzo di quello stesso anno. Sono giorni che dovrebbero imporre misura, pudore, silenzio pensoso. Giorni nei quali la politica dovrebbe abbassare la voce, non alzarla per appropriarsi di ciò che non le appartiene.

C’è qualcosa di profondamente stonato, quasi indecoroso, nel vedere Aldo Moro convocato come nume tutelare di disegni che con la sua visione hanno poco o nulla da spartire. Moro non fu l’uomo delle posture decorative, delle commemorazioni utilitaristiche, delle liturgie buone per ripulire l’immagine di una classe dirigente in cerca di genealogie nobili. Fu, al contrario, un gigante tragico della politica pensata, sofferta, mediata, attraversata da cultura istituzionale, senso dello Stato e responsabilità storica.

Per questo appare francamente desolante che il suo nome venga oggi maneggiato come una reliquia da esposizione, utile a costruire ponti retorici, equilibri interni, ammiccamenti elettorali e piccole strategie di legittimazione. Tutti a dire che Moro “univa e non divideva”. Formula comoda, levigata, persino innocua. Ma Moro non “univa” per cercare applausi trasversali né per piacere a tutti. Univa perché aveva compreso la complessità del Paese, perché sapeva che la democrazia non vive di tifoserie permanenti, ma di fatica, pensiero, istituzioni, mediazione alta.

Ridurlo a una figurina ecumenica buona per la stagione delle alleanze significa tradirlo due volte: prima nella memoria, poi nella vita pubblica. Perché Moro non era un dispositivo commemorativo. Non era un marchio da apporre su operazioni di centrosinistra, né un padre nobile da evocare quando serve una patina di profondità su strategie assai più contingenti.

Il punto non è ricordarlo. Il punto è non usarlo. E oggi, troppo spesso, la memoria pubblica diventa una lavanderia simbolica: si prende un grande morto, lo si spoglia della sua inquietudine, lo si rende innocuo, lo si accomoda al tavolo del presente e gli si fa dire ciò che serve alla giornata.

Aldo Moro merita silenzio, studio, rispetto. Non l’ennesima passerella di chi cerca nel suo nome un supplemento d’anima che questa politica, da sola, non riesce più a generare.

Aldo Moro, il lascito che parla ancora all’Italia

Il trauma che colpì il cuore dello Stato

9 maggio 1978. Una delle date più tragiche della storia democratica del nostro Paese. Il ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani, a Roma, ucciso dai terroristi delle Brigate Rosse, segnò uno spartiacque politico, morale e istituzionale nella vicenda repubblicana italiana.

Furono anni durissimi, attraversati dalla violenza terroristica, dalle stragi e da un clima di odio ideologico che mise a rischio la stessa tenuta democratica dello Stato. E se è vero che nessuna delle vittime del terrorismo può essere considerata minore o secondaria, è altrettanto vero che il delitto Moro rappresentò il più grave attacco al cuore delle istituzioni democratiche italiane.

L’assassinio del presidente della Dc scosse profondamente il Paese perché apparve subito evidente il tentativo di colpire non soltanto un uomo politico, ma l’equilibrio stesso della democrazia parlamentare italiana. In quella stagione, il rischio di una spirale incontrollabile era reale e drammaticamente percepito.

 

Il valore democratico del dialogo

A quasi cinquant’anni da quella tragedia, la lezione politica e culturale di Moro conserva ancora oggi una sorprendente attualità. Pur in un sistema politico profondamente mutato rispetto agli anni Settanta, alcuni elementi del suo magistero restano centrali.

Il primo riguarda la cultura del dialogo e del confronto. Per Moro non si trattava semplicemente di una tecnica politica o di un metodo tattico, ma dell’essenza stessa della democrazia costituzionale.

Fu questa impostazione a rendere possibile la stagione della solidarietà nazionale, con i governi Andreotti sostenuti dalla “non sfiducia” del Partito comunista italiano. Una fase segnata dalla centralità dei contenuti e dalla ricerca di un equilibrio democratico fondato sul confronto, non sulle demonizzazioni reciproche o sulle pregiudiziali ideologiche.

In una stagione politica spesso dominata dalla contrapposizione permanente e dalla semplificazione propagandistica, la lezione morotea richiama ancora oggi il valore della mediazione alta e della responsabilità istituzionale.

 

La Costituzione come stella polare

Un secondo tratto decisivo del pensiero di Moro riguarda il rapporto con la Costituzione repubblicana. La sua fu una fedeltà profonda, ma mai statica o notarile. Una fedeltà creativa, capace di leggere i mutamenti della società senza smarrire i principi fondamentali dell’ordinamento democratico.

Moro partecipò da protagonista ai lavori della Costituente e considerò sempre la Carta costituzionale il punto di riferimento essenziale della vita politica italiana. In essa individuava non soltanto un assetto giuridico, ma una visione della convivenza civile fondata sulla dignità della persona, sul pluralismo e sull’equilibrio tra libertà e solidarietà.

Anche per questo la sua eredità continua a rappresentare un argine culturale contro ogni deriva plebiscitaria o antipolitica.

 

Il ruolo dei cattolici nella vita pubblica

Infine, il magistero di Moro conserva un significato particolare sul terreno della presenza politica dei cattolici italiani.

Naturalmente il contesto storico è radicalmente cambiato. Non esiste più il partito popolare, interclassista e di governo rappresentato dalla Democrazia cristiana. Ma questo non cancella l’esigenza di una presenza culturale e politica ispirata ai valori del cattolicesimo democratico e sociale.

Per Moro, il contributo dei cattolici alla vita pubblica non coincideva con una prospettiva confessionale o clericale, ma con la responsabilità di alimentare la qualità democratica del Paese attraverso una cultura politica fondata sulla persona, sulla solidarietà, sulla libertà e sulla giustizia sociale.

Ed è proprio questo uno dei punti che mantengono attuale il suo insegnamento: la convinzione che senza una presenza qualificata del pensiero cattolico-democratico, la democrazia italiana rischi di impoverirsi culturalmente e moralmente.

Ricordare oggi Aldo Moro, dunque, non significa indulgere nella retorica commemorativa. Significa tornare a interrogarsi sui fondamenti della nostra convivenza democratica e sui valori costituzionali, liberali e cristiani che continuano a rappresentare una risorsa decisiva per il futuro della Repubblica.

Diplomazia dei gesti: ciò che i leader dimenticano nei vertici mondiali

Nella Antropologia delle emozioni il grande studioso David Le Breton ci dice, se ben si fosse compreso, che i sentimenti e le emozioni non sono degli stati assoluti, processi fisiologici di cui il corpo detiene i segreti. Sono invece “relazioni” con in campo un inevitabile corredo di sentimenti. Così si dovrebbe aver sempre presente quanto scriveva Vincent van Gogh per cui le piccole emozioni sono i grandi condottieri delle nostre vite e che a queste noi obbediamo senza saperlo.

A tutta riprova, l’uomo che grava in una situazione estrema può affidarsi sempre alle sue difese psicologiche. Alain Bombard ricorda ad esempio che i naufraghi trovati morti nelle loro canoe in condizioni peggiori non morirono di patimenti, per mancanza di acqua e di cibo ma per il senso di disperazione che patirono. La storia di tanti bambini selvaggi cresciuti nelle foreste mostra positivamente il potere di adattamento che l’uomo ha in circostanze al limite della sopravvivenza. In ogni caso per l’uomo “un mondo senza altri è un mondo senza legami, destinato alla dispersione e alla solitudine”. Robinson Crusoe, nella sua solitudine, era padrone di tutto e sovrano di nulla.

 

Laltro come misura del desiderio

I leader del mondo dovrebbero essere avvertiti di tutto questo e farne bottino prezioso. L’importanza “dell’altro” non è qualcosa da trascurare. Gilles Deleuze insegna che non desidero nulla che non sia visto, pensato, posseduto da un possibile altro. Questo è il fondamento del desiderio. È sempre l’altro che riduce il mio desiderio a oggetto. Sarà per questo che scoppiano i conflitti e nessuno si rassegna a stare nel suo.

Negli incontri e nelle trattative per fermare le guerre oggi in corso con l’intento di trovare un’ombra di pace, i potenti della terra dovrebbero tener conto che “il volto di un uomo con cui ha avuto una conversazione vivace conserva per qualche tempo una vivacità residua che si spegne solo poco a poco e la cui fiamma si riaccenderà con l’arrivo di un altro interlocutore”. Varrà anche per la tristezza. Dovrebbe farsi pertanto tesoro delle parole di Antonin Artaud quando dice che il nostro corpo è un crocevia abitato da tutti.

 

Quando il corpo parla più delle parole

Oltre le parole, ai sentimenti si accompagnano anche i gesti che sono una parte dell’azione e non solo un elemento decorativo della parola. Non a caso un proverbio Tuareg recita che “i gesti sono i bidoni dell’acqua della parola”, ciò pur con tutta l’ambiguità e l’incoerenza che questi possono comportare. Sembra di comprendere che tutto dipende anche dal contesto culturale in cui ci si muove. Fiorello La Guardia parlava abilmente l’italiano, l’yiddish e l’americano e cambiava espressione e gesti a seconda della lingua usata, tanto che l’appropriazione di una lingua, secondo Hayes, pretende anche di entrare nei modi fisici di esprimerla o sentirla.

Se la scienza insegna tutto questo, si ha qualche perplessità che nei summit internazionali, oggi di continua frequenza, si abbiano queste capacità e queste consapevolezze per giungere ad una intesa. Lì dove la lingua non è sufficiente, il gesto potrebbe soccorrere o compromettere i risultati.

 

Il linguaggio invisibile della diplomazia

Nella prima ipotesi David Le Breton ricorda l’appello di Zorba il greco al suo compagno, indicando la danza in grado di andare oltre il limite delle parole: “Se avessi visto come mi ascoltava, il russo, e capiva tutto! Gli ho descritto, ballando, le mie disgrazie, i miei viaggi, quante volte mi sono sposato, i mestieri che ho imparato: cavatore, minatore, venditore ambulante, vasaio… mercante di passa-tempo… Tutto lui capiva anche se era incomprensibile. I miei piedi, le mie mani parlavano, i miei capelli anche i miei vestiti…”.

Diverso esempio è la confusione registrata tra i soldati russi e bulgari in guerra contro la Turchia dove la mimica del sì o del no era esattamente opposta, creando pericolosi equivoci tra le truppe alleate durante le azioni di guerra. Ancora, è noto l’episodio per cui Madame de Staël visitò la Germania facendo visita a Friedrich Schiller. Dopo l’incontro riferì che dopo cinque minuti lo scrittore dichiarò il suo amore stringendole appassionatamente le mani. Schiller, a sua volta, raccontò ad un amico che, infastidito dalla donna che parlava senza sosta impedendogli di interagire, le prese le mani per calmarla, riuscendo finalmente a terminare quello che stava dicendo.

 

Dallimpassibilità asiatica alla teatralità americana

Appare evidente la differenza che corre tra l’impassibilità di Xi Jinping e la ferma postura di Vladimir Putin e lo sbracciare comunicativo di Donald Trump, che appare molto più colorito rispetto agli altri. Forse gli occorrerebbe più prudenza o forse è esattamente figlio della sua cultura.

A noi resta sperare che almeno questi tre leader si dotino, invece che di armi, di nuovi gesti e di più attenti ascolti.

Vincere la pace, come scriveva Jacques Maritain durante la seconda guerra mondiale

di Giuseppina De Simone

Se vincere una guerra comporta immani sforzi, impiego di risorse economiche, investimento di risorse umane, strategie, alleanze, motivazioni e mobilitazioni, molto di più richiede “vincere la pace”, secondo la incisiva espressione usata da Maritain durante la Seconda guerra mondiale, i cui orrori hanno reso evidente come non mai l’insensatezza di chi pretende di risolvere le tensioni con le armi.

Vincere la pace è assai più difficile. E non solo perché sulle macerie materiali, morali, psicologiche, che la guerra produce è ardua impresa ricostruire; ma perché la pace non si improvvisa e non è mai il frutto della paura, di una esibizione di forza che immobilizza gli equilibri impedendo che le tensioni esplodano.

Vincere la pace richiede che ci si educhi al dialogo, alla mediazione; che si prenda atto della diversità dei soggetti nello scenario mondiale e ad essi si riconosca uguale dignità; esige che si accantonino gli schemi del pensiero unico della colonizzazione culturale e politica; che ci si avverta parte di un unico destino, ma nella diversità dei percorsi; che si imparino a vedere le interconnessioni che ci fanno dipendere irriducibilmente gli uni dagli altri nella soluzione dei problemi.

Vincere la pace vuol dire rendersi conto che le sfide dinanzi alle quali siamo, e dalle quali dipende la sopravvivenza dell’umanità, ci toccano tutti allo stesso modo, qualunque sia la posizione di forza che si ha e che non possiamo che affrontarle insieme, ritrovando il senso autentico della progettazione politica; vuol dire ritrovare il senso di una concretezza effettiva che si nutre della capacità di lungimiranza. Vincere la pace è ritrovare quella condizione di autentica libertà alla quale spesso abdichiamo in nome di un falso realismo, che ci fa abbassare la testa dinanzi ai giochi di potere e assecondare dinamiche distruttive nell’idea che nulla si possa per impedirne il dilagare.

Trump annuncia tregua Ucraina-Russia dal 9 all’11 maggio

Roma, 9 mag. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato su Truth Social un cessate il fuoco di tre giorni, che entrerà in vigore oggi e durerà fino all’11 maggio, nella guerra tra Russia e Ucraina, con la sospensione di “tutte le attività cinetiche” e uno scambio di mille prigionieri per ciascun paese.

“Sono lieto di annunciare che ci sarà un cessate il fuoco di tre giorni, il 9, 10 e 11 maggio, nella guerra tra Russia e Ucraina”, ha scritto Trump. “La celebrazione in Russia è per il Giorno della Vittoria ma, allo stesso modo, in Ucraina, perché anche loro sono stati una grande parte e un fattore della Seconda guerra mondiale”.

Trump ha rivendicato il ruolo diretto della Casa bianca nell’iniziativa. “Questa richiesta è stata fatta direttamente da me, e apprezzo molto il suo accordo da parte del presidente Vladimir Putin e del presidente Volodymyr Zelensky”, ha scritto.

“Si spera che sia l’inizio della fine di una guerra molto lunga, mortale e duramente combattuta”, ha aggiunto il presidente Usa.”I colloqui continuano per mettere fine a questo grande conflitto, il più grande dalla Seconda guerra mondiale, e ci stiamo avvicinando sempre di più ogni giorno”.

Sia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sia il Cremlino hanno confermato la tregua e lo scambio di prigionieri.

Venezia, Banca Ifis conclude il restauro del Migrant Child di Banksy

Venezia, 8 mag. (askanews) – All’Arsenale di Venezia, Banca Ifis ha presentato l’esito del restauro dell’opera di Banksy, “The Migrant Child”, recuperata dalla deteriorata facciata di Palazzo San Pantalon e ora pronta per essere condivisa con la città. Il dipinto murale restaurato è stato mostrato dal presidente di Banca Ifis Ernesto Furstenberg Fassio alla presenza del premio Nobel per la pace Kailash Satyarthi, dell’ex presidente del Veneto Luca Zaia e di Vittorio Sgarbi. E l’operazione è parte dell’impegno della banca per i diritti dei bambini, oltre che per il sostegno e la promozione dell’arte.

“Lo facciamo in questo caso con The Migrant Child – ha detto Fassio ai cronisti – con questo restauro conservativo che vuole tutelare l’opera a Venezia, vuole tutelare il messaggio, è quella appunto di dare più protezione di un capitalismo moderno che contenga la parola filantropia all’interno, quindi un restituire. Credo che tutti coloro, come per esempio noi banchieri privati, dovremmo dare questo tipo di messaggio”.

Nelle giornate di venerdì 8 e sabato 9 maggio, l’opera attraversa su un’imbarcazione i canali della città per consentire ai cittadini di poterla rivedere. In seguito, una volta completato anche il restauro di Palazzo San Pantalon, la cui conclusione è prevista nel 2027, “The Migrant Child” sarà ricollocata nella sua posizione originaria e riconsegnata in modo permanente alla cittadinanza.

“È un’operazione importante da un punto di vista economico – ha aggiunto Fassio – un’operazione che costerà più di 15 milioni di euro complessivamente tra acquisto del palazzo, restauro conservativo del palazzo e dell’opera, struttura media per portare l’opera nelle sedi in cui chiediamo una maggiore tutela dei diritti dei bambini e quindi il progetto è un progetto molto molto importante”.

In occasione dello svelamento del restauro dell’opera di Banksy, Banca Ifis ha presentato al pubblico anche un nuovo progetto educativo nazionale per portare l’arte e i diritti umani nelle scuole. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Treccani, prende il nome di Migrant Child – Diritti all’opera e coinvolgerà le scuole secondarie di primo grado di tutta Italia nell’anno scolastico 2026-2027.

Il cliente fattore di successo per l’industria assicurativa

Roma, 8 mag. (askanews) – È stata presentata, presso l’Auditorium Deloitte di Roma, la ricerca “Value for Money: il valore del cliente come fattore di successo per l’industria assicurativa”, realizzata da Deloitte con la sponsorship con Generali.

Una ricerca condotta su un campione di 2.000 consumatori, secondo la quale, 7 italiani su 10 considerano le soluzioni assicurative di investimento più adeguate a salvaguardare il capitale, a dispetto dei prodotti finanziari tradizionali.

“Dall’emanazione della lettera, al mercato di IVAS di due anni fa, la percezione del cliente nell’acquisto dei prodotti assicurativi sta cambiando veramente radicalmente. C’è un rapporto di maggiore fiducia nei confronti dei clienti, che esprimono anche nell’acquisto dei prodotti di investimento assicurativo, a discapito anche dei prodotti finanziari puri. In qualche modo, quindi, del mercato finanziario puro” ha dichiarato Ilenia Robusto, Partner Deloitte

“Stiamo osservando sempre una maggiore crescente nell’apprezzamento dei prodotti di investimento assicurativo rispetto ad altre forme di investimento, perché sono ritenuti prodotti che possono garantire più protezione, sicurezza, salvaguarda del capitale investito e anche una stabilità nel rendimento. Va dato atto all’Istituto di Vigilanza che, con la sua pressione normativa, ha trasformato e migliorato la qualità dell’offerta e ha trasformato quella che è la relazione tra cliente e compagnia, dove il valore percepito del prodotto è anche fortemente influenzato da una maggiore fairness del rendimento che viene retrocesso e dal servizio di consulenza” ha aggiunto Alessandro Vidussi, Partner Deloitte.

I primi tre driver di scelta sono: il rendimento atteso, la sicurezza della polizza rispetto a un prodotto finanziario e la qualità della consulenza in una fase in cui, la complessità geopolitica internazionale, seguita dall’incertezza dei mercati, rendono i clienti più attenti ai propri risparmi.

“Come leader in Italia, riteniamo che essere protagonisti del cambiamento sia assolutamente necessario. Abbiamo sostenuto la ricerca, perché abbiamo voluto essere nelle prime posizioni nell’applicare queste nuove regole, questa regolamentazione, e la stiamo portando assolutamente avanti con estremo orgoglio perché riteniamo che sia assolutamente di valore” ha dichiarato Giancarlo Fancel, Country Manager & Ceo Generali Italia.

Alla giornata di lavori hanno partecipato figure di spicco di Deloitte e del mondo politico: tra cui il CEO di Deloitte Central Mediterranean, Fabio Pompei; il Viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini con un videomessaggio; il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Claudio Durigon; il Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Massimo Garavaglia; oltre ai Partner Deloitte Ilenia Robusto e Alessandro Vidussi.

Salvini in Biennale: “Padiglione Italia bellissimo”, poi a Israele

Milano, 8 mag. (askanews) – Il vicepremier Matteo Salvini ha visitato la Biennale d’arte di Venezia. Dopo la tappa ai Giardini, compreso il Padiglione Russia, è arrivato in Arsenale, dove si è fermato al Padiglione Itaolia per una visita guidata. Uscendo lo ha definito “Bellissimo”. Poi le altre tappe lo hanno portato nei padiglioni di Cina e Israele, in quest’ultimo e controverso padiglione si è trattenuto a lungo con artista e curatori.

A Venezia la protesta contro la presenza di Israele alla Biennale

Venezia, 8 mag. (askanews) – Scontri tra polizia e manifestanti al corteo pro Pal contro la presenza di Israele alla Biennale. Il contatto c’è stato quando il corteo ha tentato di sfondare il blocco della polizia per avvicinarsi all’entrata dell’Arsenale dove si trova il Padiglione di Israele e dove è passato anche il ministro Matteo Salvini in visita alla Biennale.

"Incontro franco" Meloni-Rubio: difendiamo nostri interessi. Nodo resta Trump

Roma, 8 mag. (askanews) – Il colloquio dura un’ora e mezza, più di quanto non fosse stato preventivato. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, in un post lo definisce “great meeting”. L’aggettivo scelto dalla presidente del Consiglio invece suona molto diverso. E di certo non viene usato a caso. Perché notoriamente, nel linguaggio politico-diplomatico, quando è necessario dissimulare le distanze si finisce sempre con l’adottare quella precisa locuzione: “Incontro franco”.

Giorgia Meloni lo mette prima nero su bianco sui social, poi lo ribadisce a favore di telecamere al suo arrivo a Milano prima di intervenire a un evento di Confagricoltura alla Triennale. E’ lei stessa a fare l’elenco degli argomenti affrontati nell’incontro definito “di cortesia” da palazzo Chigi e che l’esponente dell’amministrazione statunitense ha voluto inserire nell’agenda della sua visita romana dopo quello con il Pontefice ieri e, stamattina, con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: rapporti bilaterali, crisi internazionali a cominciare dal Medio Oriente, libertà di navigazione e quindi situazione nello Stretto di Hormuz, ma anche Libia, Libano, Ucraina e Cina anche in vista della prossima visita lì di Donald Trump.

Insomma, sintetizza la premier, un “incontro proficuo” tra due nazioni che “sanno quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente” ma soprattutto – ed è qui il cuore della dichiarazione – che comprendono “quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali”. E questo – sottolinea Meloni – è ciò che l’Italia fa, esattamente come gli Stati Uniti “ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo”.

Toni che puntano a segnare una distanza utile certamente in chiave interna, visti i malumori che Trump suscita nell’opinione pubblica, ma anche in prospettiva diplomatica. Perché il problema, e questo ai piani alti del governo è chiaro, resta il presidente americano e le sue sortite. Dunque nessuna ricucitura che si rispetti può avvenire se non attraverso un confronto diretto tra Meloni e il numero uno della Casa Bianca (che al momento non è in agenda). Una linea troppo morbida, viene spiegato, avrebbe rischiato di far perdere potere negoziale per il futuro ma anche di essere smentito un secondo dopo da qualche cannonata di Trump stesso.

Un ragionamento che si fa evidente sulla questione dell’ipotesi di ritiro dei militari americani dalle basi Nato in Italia. Il tema, dicono fonti diplomatiche ma anche lo stesso Rubio, non sarebbe stato toccato nell’incontro. E, tuttavia, il sottosegretario di Stato americano sottolinea che “questa è una questione che spetta al presidente” e che comunque bisogna porsi il problema di quei Paesi che ne negano l’uso. Il riferimento esplicito è alla Spagna, ma quello implicito a Sigonella.

Il grande tema al momento, tuttavia, resta quello della situazione in Iran e, soprattutto del blocco dello Stretto di Hormuz. Rubio sarebbe tornato sul mancato aiuto degli alleati e avrebbe invitato ad andare oltre le parole. Fonti italiane fanno sapere che avrebbe chiesto a Meloni in che modo intenda contribuire ad una eventuale missione, ma allo stesso tempo non avrebbe dato rassicurazione sui reali tempi della conclusione della crisi. “Ho ribadito la disponibilità dell’Italia ad essere presente con la nostra Marina militare, una volta raggiunto un cessate il fuoco stabile, per lo sminamento e la garanzia di libertà di navigazione”, fa sapere il responsabile della Farnesina. Ma l’indeterminatezza dei temi è una variabile che pesa, e non poco, sul governo costretto a fare i conti con il caro energia. Anche su questo aspetto, viene spiegato, Meloni sarebbe stata diretta nello spiegare che l’obiettivo resterà quello di difendere l’interesse italiano, anche con riferimento alla questione della politica commerciale e dei dazi.

Più proficuo a livello operativo sarebbe stato invece il dialogo su altri due fronti: Libia e Libano, sui quali si sarebbe deciso di continuare a intensificare le interlocuzioni tra Roma e Washington. Nel primo caso per una stabilizzazione dell’area (proprio ieri Meloni ha incontrato il primo ministro del governo di unità nazionale Dbeibeh), nel secondo per discutere di come mantenere la presenza di nostri militari quando a fine anno sarà scaduto il mandato della missione Unifil. “Siamo tra i pochissimi paesi che hanno oggi la capacità di parlare con tutti gli attori, un bagaglio che anche Rubio ha riconosciuto”, osservano fonti italiane.

Patuelli: inflazione da energia e noli, guerre come fiumi carsici

Ferrara, 8 mag. (askanews) – “Dobbiamo affrontare delle difficoltà che non avevamo negli anni passati”. Anche perché quelle in corso “possono essere guerre non semplici da risolvere e possono essere delle specie di fiumi carsici che appaiono e scompaiono”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli, a margine della presentazione del volume “Per la stabilità monetaria e il mercato” dedicato a Guido Carli, alla Camera di commercio di Ferrara Ravenna.

“I tassi sono di mercato e cambiano nel mondo e in Europa tutti i giorni – ha spiegato Patuelli -. La spinta all’inflazione è venuta e viene innanzitutto dall’energia, ma non solo, anche dai noli, cioè dai costi dei trasporti, soprattutto via acqua”. Quindi “bisogna lavorare indipendentemente dalle speranze che le guerre finiscano, perché queste possono essere non guerre semplici da risolvere e possono essere delle specie di fiumi carsici che appaiono e scompaiono”.

“Vi è ora una grande fiducia nei mercati – ha aggiunto il presidente di Abi -. Non sappiamo quanto duri perché non sono mai eterne queste tendenze”. “Gli investitori sono internazionali perché i mercati sono aperti e di conseguenza non sono pilotabili da nessuno”, ha spiegato commentando il record delle borse italiane sopra i 40mila punti.

“Le guerre sono dolorose in termini umanitari ed estremamente costose. I dopoguerra non sono sempre semplici e di conseguenza bisogna guardare con una prudente lungimiranza il futuro, cercando di tenere bassi i rischi e i costi. La storia è difficile farla con i se e con i ma”, ha concluso Patuelli rispondendo a una domanda sulle risorse disponibili per affrontare le conseguenze dei conflitti in corso.

Papa a Napoli: serve presenza Stato, no spazio a malavita

Napoli, 8 mag. (askanews) – Di fronte a situazioni di disuguaglianza sociale, divario economico, gap tra centro e periferie, “realtà che talvolta assumono dimensioni preoccupanti, la presenza e l’azione dello Stato è più che mai necessaria per dare sicurezza e fiducia ai cittadini e togliere spazio alla malavita organizzata”. Così il Papa nell’incontro in piazza del Plebiscito, a Napoli, con la città partenopea.

“In questo contesto – ha aggiunto – sono tanti i napoletani che coltivano il desiderio di una città riscattata dal male e guarita dalle sue ferite. Spesso si tratta di veri e proprio eroi del sociale, donne e uomini che si prodigano ogni giorno con dedizione, talvolta anche solo col portare avanti fedelmente il proprio dovere, senza apparire”.

Italia-Usa, Meloni: noi facciamo nostri interessi, americani i loro

Milano, 8 mag. (askanews) – “Entrambe comprendiamo quanto sia importante il rapporto transatlantico, ma entrambi allo stesso modo comprendiamo quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali. Quindi l’Italia difende i propri interessi nazionali esattamente come fa gli Stati Uniti ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, al suo arrivo a Milano, parlando dell’incontro con Rubio.

Un incontro, ha proseguito Meloni, “molto ampio, molto costruttivo tra nazioni che chiaramente sono Nazioni alleate, un incontro nel quale abbiamo trattato tanto i temi il tema dei rapporti bilaterali, quanto ovviamente le grandi questioni e gli scenari internazionali: crisi in Medio Oriente, sicurezza, libertà di navigazione, quindi stretto di Hormuz”. Inoltre, “abbiamo parlato di alcuni dossier che sono particolarmente importanti per l’Italia, perché l’Italia storicamente gioca un ruolo e penso alla Libia e al Libano”, ha sottolineato la premier Ovviamente abbiamo parlato di Ucraina, abbiamo parlato di Cina, della prossima visita del presidente americano, quindi insomma sicuramente proficuo, sicuramente costruttivo, sicuramente franco”.

Il Papa in papamobile tra migliaia di fedeli a piazza del Plebiscito

Napoli, 8 mag. (askanews) – Una folla festante ha accolto, tra canti e musiche, Papa Leone arrivato in piazza del Plebiscito, a Napoli.

Il Pontefice, a bordo della papamobile, ha salutato le migliaia di persone presenti nella piazza simbolo della città partenopea.

Papa a Pompei e Napoli, appello per la pace e monito contro malavita

Napoli, 8 mag. (askanews) –

(Di Serena Sartini)

Una visita di dieci ore, tra Pompei e Napoli, per ‘festeggiare’ il primo anno di pontificato. Papa Leone sceglie la città mariana e il capoluogo campano per il suo primo viaggio in Italia del 2026. “Che bella giornata, quante benedizioni. Io mi sento il primo benedetto per poter venire qui al santuario della Madonna nel giorno della supplica e nel giorno dell’anniversario. Grazie a tutti voi”, dice il Papa salutando – a braccio – i 20mila fedeli radunati davanti al Santuario.

Le campane suonano a festa per l’arrivo di Prevost, quinta visita di un Papa a Pompei, da dove parte un forte appello alla pace. “Il Dio della pace illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo”. “La carezza di Dio”, aggiunge il Pontefice, è la risposta alla “nostra umanità provata dal peccato e sempre incline a prevaricazioni, sopraffazioni e guerre”, sottolinea. Mette in guardia, il Papa, da “un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana”. Ed ancora: “Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono”.

Nel pomeriggio l’abbraccio a Napoli. “Sono venuto qui per trovare questo calore che solo Napoli sa offrire. Grazie per questa accoglienza”, dice arrivando al Duomo. Prevost solleva l’ampolla contenente il sangue di San Gennaro, che si era sciolto qualche giorno fa, mostra la reliquia e la bacia. Un momento commovente è l’incontro con Patrizia Mercolino, madre di Domenico Caliendo, il bambino di quasi due anni e mezzo morto lo scorso 21 febbraio nel capoluogo campano a causa di un trapianto di cuore fallito.

Poi il giro in papamobile tra i 50mila fedeli radunati in piazza Plebiscito. La Napoli “mille colori” che deve diventare “un’unica tavola dove nessuno è escluso”. E dove, di fronte alle ferite, al divario economico che ancora esiste, “la presenza e l’azione dello Stato è più che mai necessaria per dare sicurezza e fiducia ai cittadini e togliere spazio alla malavita organizzata”. Un lungo applauso accompagna il monito di Leone, che lancia infine un appello al Patto educativo: “Radunate le forze, lavorate insieme, camminate uniti – Istituzioni, Chiesa e società civile” per una Napoli “migliore e più bella”.

Fausto Lama riparte da sé con nuova musica che racconta l’amore

Milano, 8 mag. (askanews) – Fausto Lama riparte da se, da un racconto autentico del suo nuovo mondo dopo il divorzio sentimentale e artistico da California, compagna dei Coma Cose. Tre singoli che anticipano un album che uscirà in ottobre, l’ultimo si chiama Burrocacao, una ballad dal sound contemporaneo che si muove tra intimità e disillusione. Nell’epoca in cui tutto va veloce, c’è anche il fast love.

“Allora, questo pezzo è nato quasi per caso, è un po’ una fotografia dell’ultimo anno vissuto. Parla di avventure, parla di relazioni e, appunto, ributtandomi nel mare di questo mondo affettivo, ho riscontrato che ci sono un sacco di cose diverse. Io vengo da una relazione lunga, quindi è normale, quando ti ributti nel mare vedere che le cose sono cambiate. Penso sia anche un momento storico difficile. Questa canzone racconta di storie un po’ così passeggere, racconta di sentimenti un po’ volatili, racconta di contrasti, però anche di cose belle, perché poi in realtà tutte queste esperienze ti arricchiscono e forse ti preparano anche a qualcosa di più bello e più duraturo. Però, intanto, viviamo il presente”.

Dopo anni di percorso condiviso con i Coma_Cose, Fausto prosegue il suo percorso solista, sviluppando un progetto che si sta svelando brano dopo brano, scritto di istinto, lasciando spazio a sentimenti e immediatezza.

“E tutte queste canzoni sono scritte così, molto di getto, e mi sono anche educato a non ritoccarle. Mi piace che siano così spontanee, come anche questa. È un nuovo modo di scrittura e mi ci sto trovando bene”.

Questo nuovo capitolo prenderà forma anche dal vivo nei prossimi mesi. Il debutto live sarà al MI AMI Festival di Milano sabato 23 maggio, Fausto porta per la prima volta sul palco il suo progetto solista.

“Non credo che porterò canzoni Coma_Cose perché è un percorso bellissimo, sono stati dieci anni stupendi, ma è giusto adesso lasciare spazio ai percorsi solisti. Spero che ci sarà il modo in futuro, con Francesca ce lo siamo detti, che ci saranno sicuramente occasioni magari per ricondividere il palco in un futuro e quello sarà il momento di ritirarle fuori dal cilindro. Però per adesso canterò le mie”.

Non vi aspettate dunque di sentire “Cuoricini”. “In questo momento della mia vita i Coma_Cose sono, ripeto, sono una bellissima avventura che però è messa in una stanza chiusa a chiave, in attesa di un giorno di essere riaperta. Canterò le canzoni inedite, fondamentalmente ai concerti si potranno sentire le canzoni nel disco, che sarà anche un modo per rodarle, per vedere come il pubblico le sente. Tanto sono ancora aperte, il disco verrà chiuso in autunno e quindi magari qualcosa durante l’estate cambia”.

Napoli, il Papa mostra e bacia l’ampolla con il sangue di San Gennaro

Napoli, 8 mag. (askanews) – Cattedrale di Napoli gremita per Papa Leone XIV. Il Pontefice Leone ha baciato e mostrato ai fedeli l’ampolla contenente il sangue di San Gennaro, che si era sciolto in precedenza, presa dalla Real Cappella del Tesoro e portata prima, tra gli applausi dei fedeli, sull’altare maggiore.

Mentre il Pontefice mostrava la reliquia, è partito il coro “Papa Leone, Papa Leone”.

A Mobile in Alabama, Africatown e l’ultima eco della tratta

Mobile (Alabama, Usa), 8 mag. (askanews) – A Sud negli Stati Uniti d’America la storia si racconta attraverso le sue strade, dove ogni tappa è una voce, ogni edificio una memoria che continua a essere custodita. E nel 2026 il viaggio si arricchisce perché la conoscenza ha il potere di plasmare la storia e di smuovere le montagne. Gli eventi che hanno segnato il Movimento per i Diritti Civili negli Stati Uniti d’America e in particolare in Alabama lo dimostrano e lasciano profondamente colpiti. Per questo anche in un tour nel Sud degli States non possono mancare i luoghi del Civil Rights Trail, come sottolineano con i loro consigli anche Travel South Usa, Sweet Home Alabama e Visit Mobile.

Sheila Flanagan, manager e curatrice dell’Historic Avenue Cultural Center: “Questo edificio è uno dei pochi edifici dell’epoca della segregazione che utilizziamo ancora e che integriamo nel paesaggio quotidiano di Mobile, in Alabama. Fu inaugurato nel 1931 su richiesta della comunità afroamericana, che desiderava avere accesso alla sede principale della biblioteca in Government Street. Naturalmente, quello era il culmine della segregazione, e quindi la richiesta fu respinta”, ci dice.

I muri parlano e raccontano un cammino impervio per l’Historic Avenue Cultural Center e per lo stesso Movimento per i diritti civili. “La regione della Costa del Golfo è molto diversa da Birmingham. Mobile fu fondata dai francesi: avevamo una grande comunità creola, persone di colore libere, una comunità di confine tra neri e bianchi. Mobile è insomma diversa – e lo sapete, siamo precedenti a New Orleans. È qui che è nato il Mardi Gras, il Carnevale più antico negli USA. Questo dice molto su come si sono evolute le proteste qui. Questa è una manifestazione di strada del gruppo NOW, dopo l’assassinio di Martin Luther King. La città non concesse il permesso per la parata, ma loro marciarono lo stesso. Furono accolti da una presenza di polizia così massiccia che interruppero la marcia e passarono al boicottaggio economico. E sì, il Ku Klux Klan ha marciato a Bienville Square. Mobile è stata oscurata da Selma, Montgomery e Birmingham, ma la nostra storia dei diritti civili è unica”, aggiunge Flanagan.

Flanagan ci spiega che Mobile è una città a maggioranza di minoranze etniche e ci vivono più afroamericani che qualsiasi altro gruppo etnico. E qui spicca Africatown, un quartiere in piena espansione grazie a 2,5 milioni di dollari di fondi federali per la riqualificazione ma anche un unicum assoluto: non un semplice quartiere afroamericano, ma una comunità fondata dopo la Guerra Civile dai sopravvissuti della Clotilda, l’ultima nave negriera arrivata illegalmente negli USA nel 1860. A differenza della maggior parte degli schiavi liberati, questi riuscirono a riunirsi e attingere ai ricordi della vita in Africa per preservare lingua e cultura in uno spazio autonomo. La Clotilda – alla quale è dedicata una mostra in città – fu affondata nello stesso anno dal suo armatore per cancellare le prove del traffico, ormai illegale, di schiavi nel Mobile River, restando nascosta per oltre un secolo fino alla scoperta nel 2019. Questo relitto non è solo archeologia: è la prova materiale dell’ultimo capitolo della tratta atlantica, ma anche un oscuro presagio per altre regioni del mondo dove i flussi migratori sono dominati da violenza e sopraffazione.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Carlo Molinari

Immagini askanews

Italia-Usa, Meloni: noi facciamo nostri interessi, americani i loro

Milano, 8 mag. (askanews) – “Entrambe comprendiamo quanto sia importante il rapporto transatlantico, ma entrambi allo stesso modo comprendiamo quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali. Quindi l’Italia difende i propri interessi nazionali esattamente come fa gli Stati Uniti ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, al suo arrivo a Milano, parlando dell’incontro con Rubio.

Un incontro, ha proseguito Meloni, “molto ampio, molto costruttivo tra nazioni che chiaramente sono Nazioni alleate, un incontro nel quale abbiamo trattato tanto i temi il tema dei rapporti bilaterali, quanto ovviamente le grandi questioni e gli scenari internazionali: crisi in Medio Oriente, sicurezza, libertà di navigazione, quindi stretto di Hormuz”. Inoltre, “abbiamo parlato di alcuni dossier che sono particolarmente importanti per l’Italia, perché l’Italia storicamente gioca un ruolo e penso alla Libia e al Libano”, ha sottolineato la premier Ovviamente abbiamo parlato di Ucraina, abbiamo parlato di Cina, della prossima visita del presidente americano, quindi insomma sicuramente proficuo, sicuramente costruttivo, sicuramente franco”.

Salvini in Biennale: sono qui per porre fine alle polemiche

Milano, 8 mag. (askanews) – Il vicepremier Matteo Salvini è arrivato alla Biennale di Venezia: “Sono qui per Venezia e per la Biennale – ha detto il ministro dei Trasporti – e per mettere il mio mattoncino per porre fine a polemiche che non dovrebbero coinvolgere una realtà straordinaria come la Fondazione Biennale”. Nel giorno della manifestazione e e della chiusura di alcuni padiglioni, Salvini ha aggiunto che “l’arte, come lo sport, visto che abbiamo appena finito le Olimpiadi, debbano essere esenti da conflitti”. Salvini ha visitato il padiglione Venezia, quindi quello degli Stati Uniti e poi si è diretto a quello della Russia.

Trump posta sugli Ufo

New York, 8 mag. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump si vanta della pubblicazione di quelli che il Pentagono ha definito “nuovi e mai visti” file sugli Ufo sostenendo che con essi “le persone possono decidere da sole COSA DIAVOLO STA SUCCEDENDO”. Tuttavia quei file iniziali sono immagini torbide che potrebbero indicare qualsiasi cosa.

In un post su Truth Social, l’inquilino della Casa Bianca invita gli americani a “godersi” i file e a “divertirsi” e si vanta di avere mantenuto la promessa di diffondere i documenti riguardanti “alieni e vita extraterrestre, fenomeni aerei non identificati e oggetti volanti non identificati” nel nome di una “trasparenza completa e massima”. Nel post Trump ha criticato le amministrazioni precedenti “che hanno fallito nell’essere trasparenti su questo”.

Per capire cosa davvero sta succedendo, come suggerito da Trump, bisognerà però aspettare altri file. Quelli al momento disponibili sono foto con sfondi indefiniti grigi e punti neri. L’unica immagine che evoca una pseudo navicella di extra terrestri simile a quelle viste in film di fantascienza è semplicemente uno schizzo.

Ciclismo, Magnier conquista la prima maglia rosa al Giro

Roma, 8 mag. (askanews) – È il francese Paul Magnier la prima maglia rosa del Giro d’Italia 2026. Il velocista della Soudal Quick-Step sorprende tutti nella volata inaugurale della Nessebar-Burgas, 147 chilometri sulle strade della Bulgaria affacciate sul Mar Nero, battendo il danese Tobias Lund Andresen e il britannico Ethan Vernon. Solo quarto il grande favorito della vigilia, Jonathan Milan.

Il finale viene completamente stravolto da una maxicaduta ai 650 metri dall’arrivo che spezza il gruppo e lascia appena undici corridori a giocarsi la vittoria. Tutti gli altri restano bloccati sulla carreggiata e raggiungono il traguardo successivamente, ma senza conseguenze per la classifica grazie alla neutralizzazione dei tempi.

Per Milan tutto sembra procedere nel modo giusto fino ai tre chilometri conclusivi, poi il suo treno si disunisce tra spallate e cambi di traiettoria. Simone Consonni perde le ruote davanti e il friulano resta senza il supporto decisivo per lanciare la volata. A quel punto emerge Magnier, 22 anni, già considerato in Francia il possibile erede di Tom Boonen.

Per il corridore francese arrivano anche la maglia ciclamino della classifica a punti e la maglia bianca di miglior giovane. L’ultimo francese in rosa era stato Bruno Armirail nel 2023.

Nel finale colpisce anche la strategia prudente di Jonas Vingegaard. Il grande favorito del Giro sceglie infatti di restare nelle retrovie del gruppo, protetto dai compagni della Visma, pur rischiando eventuali distacchi, pur di evitare cadute e problemi. Alla fine il danese chiude 76°, ma con lo stesso tempo del vincitore, così come Giulio Pellizzari.

La prima tappa del Giro 109 vive anche sulla lunga fuga iniziale di Manuel Tarozzi e dello spagnolo Diego Sevilla, ripresi a 23 chilometri dall’arrivo dopo oltre 120 chilometri all’attacco. Sevilla conquista i due Gran premi della montagna e la prima maglia azzurra.

Grande entusiasmo infine sulle strade bulgare, da Nessebar a Burgas, per la sedicesima partenza dall’estero nella storia del Giro, la terza nelle ultime cinque edizioni dopo Ungheria 2022 e Albania 2025.

Domani la seconda tappa, da Burgas a Veliko Tarnovo: 221 chilometri con tre Gran premi della montagna e un finale impegnativo che potrebbe favorire attaccanti e uomini di classifica.

Italia-Usa, Meloni: con Rubio incontro costruttivo e franco

Milano, 8 mag. (askanews) – Quello con Rubio è stato un incontro “sicuramente proficuo sicuramente costruttivo, sicuramente franco tra due nazioni” che comprendono “quanto sia importante il rapporto transatlantico, ma entrambi allo stesso modo comprendiamo quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali, quindi l’Italia difende i propri interessi nazionali esattamente come fa gli Stati Uniti ed è bene che si questo ci si trovi d’accordo”. Lo ha detto la premier Giorgi Meloni al suo arrivo a Milano.

Cuore, svolta ricerca: ridotto del 36% rischio primo infarto

Roma, 8 mag. (askanews) – Ridurre del 36% il rischio di primo infarto oggi è possibile: è questo uno dei principali dati che emergono dallo studio internazionale VESALIUS-CV, presentato al 57° Congresso Nazionale ANMCO 2026 in corso a Rimini. Un risultato che segna un cambio concreto nell’approccio alla malattia cardiovascolare, perché dimostra che intervenire quando il rischio è già molto alto anche senza eventi, riduce in modo significativo il rischio di eventi maggiori.

Questa evidenza arriva in un Paese, l’Italia, in cui le malattie del sistema circolatorio restano la principale causa di morte, con più di 220.000 decessi registrati nel 20221, su un totale di oltre 720.000 morti nello stesso anno. Un peso importante che impone di ripensare il modo in cui si affronta il rischio cardiovascolare, adottando fin da subito un approccio più intensivo e mirato.

“Finora l’orientamento nella pratica clinica ha portato a concentrarsi sull’intervento terapeutico dopo un evento acuto. Afferma il dott. Massimo Grimaldi, Presidente ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) e Direttore della Cardiologia dell’Ospedale F. Mulli di Acquaviva delle Fonti (Bari). Oggi abbiamo una consapevolezza nuova. Il rischio cardiovascolare si costruisce negli anni, spesso in modo silenzioso e senza segnali riconoscibili, mentre la malattia è già in atto. Questo significa che abbiamo una finestra temporale importante in cui possiamo agire. Siamo davanti a un cambio di paradigma fondamentale per la cardiologia moderna e per il modo in cui dobbiamo prenderci cura dei pazienti”.

Lo studio VESALIUS-CV ha coinvolto oltre 12.000 pazienti seguiti per più di quattro anni, tutti caratterizzati da un rischio cardiovascolare elevato o molto elevato, senza precedenti eventi clinici. I risultati mostrano che riducendo in modo significativo il colesterolo LDL, considerato uno dei fattori causali una delle cause dirette dell’aterosclerosi, si ottiene una diminuzione concreta degli eventi cardiovascolari maggiori come infarto e ictus.

“Il dato più rilevante è proprio la riduzione del rischio di un primo evento cardiovascolare che si ottiene grazie all’utilizzo di evolocumab: questo risultato può tradursi in un impatto significativo sulla salute della popolazione e sulla vita concreta delle persone. Afferma il dott. Claudio Bilato, Vicepresidente di ANMCO, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Azienda ULSS8 berica e Direttore di Cardiologia degli Ospedali Ovest Vicentino. Significa evitare un infarto, un ictus o una complicanza che può lasciare conseguenze permanenti. La novità è che possiamo intervenire in una fase in cui il paziente non ha ancora avuto eventi, ma è già esposto a un rischio elevato. Nello studio VESALIUS-CV, l’impiego di evolocumab ha consentito di ridurre efficacemente il colesterolo LDL di oltre il 50%, raggiungendo i livelli intorno ai 45 mg/dL”.

Oggi i cardiologi hanno a disposizione strumenti sempre più precisi per valutare il rischio individuale e terapie innovative in grado di ridurre in modo marcato il colesterolo LDL rispetto ai valori iniziali. Questo consente di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi e di costruire una protezione cardiovascolare personalizzata, adattata alle caratteristiche di ogni paziente.

I dati dello studio e quelli epidemiologici sottolineano che il rischio cardiovascolare non nasce all’improvviso, ma cresce nel tempo, intercettarlo e modificarne il decorso permette di cambiare le prospettive di cura di milioni di persone.

Meloni: con Rubio dialogo franco tra alleati che difendono i loro interessi

Roma, 8 mag. (askanews) – “Ho ricevuto oggi con piacere il segretario di Stato americano Marco Rubio a Palazzo Chigi. Abbiamo avuto un ampio e costruttivo confronto, durante il quale abbiamo affrontato numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in Medio Oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina. Un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post sui social.

Meloni: con Rubio dialogo franco tra alleati che difendono loro interessi

Roma, 8 mag. (askanews) – “Ho ricevuto oggi con piacere il segretario di Stato americano Marco Rubio a Palazzo Chigi. Abbiamo avuto un ampio e costruttivo confronto, durante il quale abbiamo affrontato numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in Medio Oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina. Un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post sui social.

Pet Safety Days by Tavo: sicurezza in auto per gli animali

Milano, 08 mag. (askanews) – Viaggiare con il proprio animale domestico è ormai un’abitudine

per milioni di italiani, ma troppo spesso la sicurezza viene sottovalutata. Nascono proprio con

l’obiettivo di sensibilizzare automobilisti e famiglie i Pet Safety Days, l’iniziativa promossa da

Tavo Pets dedicata al trasporto sicuro di cani e gatti in auto. Secondo un’indagine realizzata

per l’azienda, più di una persona su due ha viaggiato con il proprio animale senza sistemi di

protezione, aumentando il rischio di distrazioni e incidenti stradali.

Un progetto che punta a diffondere maggiore consapevolezza sul tema della sicurezza dei

pet durante gli spostamenti, attraverso informazione, prevenzione e soluzioni certificate per il

trasporto in auto.

Le parole di Matteo Troncarelli, responsabile marketing Sud Europa di Tavo Pets: “Questi

due giorni di Pet Safety Days nascono proprio per sensibilizzare le persone per ciò che

riguarda il tema dei propri animali domestici. I nostri amici a quattro zampe sono sempre più

parte della famiglia ma, quando si tratta di viaggiare, ci sono sempre lacune e tantissimi rischi

che vengono sottovalutati. Quello che vogliamo fare è cercare di sensibilizzare molto di più le

persone e cercare di cambiare le abitudini dei pet lovers in Italia”

Il trasporto corretto degli animali domestici non riguarda soltanto il loro benessere, ma rientra

a pieno titolo nelle norme sulla sicurezza stradale e nella prevenzione delle distrazioni alla

guida.

L’intervista a Ettore Guidone, Vice Questore della Polizia Stradale: “La normativa attualmente

vigente in Italia è una normativa che ha ormai qualche anno ed è abbastanza vaga. È

comunque prevista dall’articolo 169 del codice della strada, la normativa base, e prevede,

sostanzialmente, una differenziazione tra il trasporto di un animale domestico e di più animali

domestici. Diciamo che il principio guida è quello di evitare che l’animale domestico

trasportato sull’autoveicolo possa essere di intralcio per il guidatore o comunque possa

impedirne la visibilità o essere oggetto di distrazione.”

I Pet Safety Days vogliono quindi accendere i riflettori su un tema ancora troppo

sottovalutato: trasportare in sicurezza gli animali domestici significa proteggere loro, ma

anche tutti gli utenti della strada. Perché anche un breve viaggio può fare la differenza

quando si parla di prevenzione e sicurezza.

Il Papa: "Napoli è mille colori, ma insanguinata dalla violenza"

Napoli, 8 mag. (askanews) – “Napoli è una città dai mille colori, in cui la cultura e le tradizioni del passato si mescolano alla modernità e alle innovazioni”: così Papa Leone, quasi a richiamare l’iconica strofa di Pino Daniele “Napule è”, nell’incontro in Duomo a Napoli con il clero. Napoli, ha aggiunto, “è una città in cui una religiosità popolare spontanea ed effervescente si intreccia con numerose fragilità sociali e con i molteplici volti della povertà; è una città antica – ha sottolineato – ma in continuo movimento, abitata da molta bellezza e nel contempo segnata da tante sofferenze e perfino insanguinata dalla violenza”.

Fotografia, mostra di Mark Lyon a Palermo dal 16 maggio

Roma, 8 mag. (askanews) – Sarà inaugurata sabato 16 maggio alle ore 18, e visitabile fino al 12 giugno al Centro Internazionale di Fotografia di Palermo, Aorta, mostra retrospettiva del fotografo americano Mark Lyon (La Jolla, 1952). Nato in California e basato in Francia da venticinque anni, Mark Lyon lavora da oltre quarant’anni in modo trasversale nel campo della fotografia, spaziando dai ritratti all’architettura, dai paesaggi alle arti visive, fino ad ambiti legati alla musica e alla letteratura. La sua ricerca ha dato origine a una trentina di serie, oltre che a numerose pubblicazioni ed edizioni e le sue opere figurano nelle collezioni permanenti di istituzioni quali il FRAC Nouvelle-Aquitaine, il Centre National des Arts Plastiques, il Musée d’Art Moderne de Paris, nonché in collezioni private internazionali. Oggi espone per la prima volta in Italia, dopo averne appassionatamente esplorato il territorio.

In mostra, oltre cinquanta immagini compongono un percorso tra luoghi, epoche e storie. Al centro di questo dialogo si distingue una serie più recente del fotografo: i ritratti realizzati alla Casa della fanciulla di Santa Ninfa (TP), tra il 2013 e il 2025. L’artista scopre questo luogo grazie a Paolo Martino, suo vicino di casa a New York, il cui padre ne era stato il fondatore.

Presentate in dittici di medio formato, queste immagini raccontano la metamorfosi tra due età della vita. Nel 2013 Lyon fotografa per la prima volta alcuni bambini in 24×36. I soggetti sono ritratti davanti a un fondo neutro, che evoca il foglio ancora bianco dell’infanzia, tutto da scrivere. Dodici anni più tardi, il fotografo ritrova quegli stessi bambini, ormai adolescenti, e realizza nuovi ritratti, questa volta con una camera a banco ottico. Sono loro a condurlo nei luoghi che frequentano, che amano e che scelgono per raccontare questo momento della loro vita. Le immagini mettono così in relazione un tempo continuo e ritrovato, e danno forma alla molteplicità delle identità. Nel lavoro di Mark Lyon, la fotografia diventa un luogo di incontro e metamorfosi.

In dialogo con questa serie, la mostra riunisce immagini realizzate nell’arco di quarant’anni, tra Francia, Stati Uniti e Italia. Dalla New York degli anni ’90, dove ritrae i grandi protagonisti della fotografia e del cinema come Bob Richardson, Richard Prince Winston & William Eggleston, il produttore Franco Rossellini; alle coppie di gemelli fotografati in varie epoche al Twins Days festival di Twinsburg. Si tratta principalmente di ritratti, spesso presentati in grande formato, nei quali il colore restituisce l’intensità di un mondo che sorprende lo sguardo del fotografo. Tra stampe digitali e analogiche emerge la grande intimità del lavoro di Mark Lyon, che racconta l’identità come una storia semplice. I soggetti fotografati, talvolta sdoppiati come accade nei ritratti di gemelli, abitano un mondo insieme antico e contemporaneo.

La versatilità della pratica fotografica di Mark Lyon non esclude alcuna emozione. Dall’imbarazzo aggraziato di un cigno alla foga di un concerto al Bataclan, le sue immagini restituiscono l’urgenza del presente. Il mezzo fotografico si rivela così capace di mettere in tensione l’immediatezza dello sguardo e la vibrazione del senso.

La mostra è a cura di Mark Lyon e Ugo Casubolo Ferro ed è accompagnata da un testo di Carla Floccari. E’ sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e dal Institut français Palermo. Aorta è visitabile al Centro Internazionale di Fotografia di Palermo tutti i giorni, dalle 09.00 alle 18.00.

Intesa Sp, Messina: Generali? Acquisizione non permessa per Antitrust

Milano, 8 mag. (askanews) – “Su Generali la mia risposta è sempre la stessa. In Italia abbiamo anche una quota significativa nel mercato assicurativo. Questo non ci permette di intraprendere transazioni nè nel sistema bancario nè in quello assicurativo in Italia, perchè incorreremmo in problematiche Antitrust”. Lo ha affermato il consigliere delegato e Group Ceo di Intesa Sanpalo, Carlo Messina, nella conference call sui risultati del primo trimestre 2026, in risposta a una domanda sul possibile interesse di Intesa a un’operazione su Generali.

“L’Antitrust per noi è aspetto cruciale che non ci consente alcuna acquisizione”, ha rinforzato Messina.

Calcio, in centinaia per i funerali di Beccalossi

Roma, 8 mag. (askanews) – Si sono svolti i funerali di Evaristo Beccalossi – una delle storiche bandiere dell’Inter – morto nella notte tra martedì e mercoledì. L’ex calciatore e dirigente sportivo avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni, il 12 maggio. Da un anno le sue condizioni di salute erano critiche dopo un malore accusato a gennaio 2025 e un lungo periodo di coma. Le esequie si sono svolte nella Chiesa Conversione di San Paolo di Brescia, città nella quale era nato. Presenti centinaia di persone per l’ultimo saluto. In prima fila insieme ai familiari anche Enrico Ruggeri, grandissimo amico del Becca. Per l’Inter presente una delegazione della dirigenza con Zanetti, Ausilio, Toldo, Catanese e Vecchi. Oltre a una delegazione dell’ Under 23, delle giovanili e Pio Esposito. Sulla bara oltre alla maglia nerazzurra, anche quella del Brescia.

Tennis, Arnaldi ritrova se stesso: De Minaur ko a Roma

Roma, 8 mag. (askanews) – Matteo Arnaldi torna a prendersi la scena agli Internazionali BNL d’Italia, diventando il nuovo idolo dei tifosi italiani che hanno riempito la nuova BNP Paribas Arena per applaudirne la rinascita dopo due stagioni complicatissime. Il ligure supera in rimonta l’australiano Alex De Minaur, numero 8 del mondo, imponendosi 4-6 7-6 6-4 al termine di una battaglia durata oltre due ore e mezza.

Tutti ricordano la storica impresa di Jannik Sinner nella semifinale di Malaga contro Novak Djokovic, quando annullò tre match point trascinando l’Italia verso la finale. Quasi nessuno, però, ricorda che fu proprio Arnaldi a spianare la strada al trionfo azzurro: nella finale contro l’Australia batté in tre set Alexei Popyrin, consegnando poi a Sinner il match decisivo contro De Minaur ed evitando che la sfida si decidesse nel doppio, da sempre terreno favorevole ai “canguri”. a i migliori.

Hormuz, M5s: Governo non forzi mano Parlamento su missione navale

Roma, 8 mag. (askanews) – “Il governo Meloni, sotto pressione da parte di Washington, non si permetta di forzare la mano con il Parlamento posizionando navi della nostra Marina in una zona ad alto rischio prima che sia siglata una pace stabile e duratura tra Iran e Stati Uniti, presupposto imprescindibile per ogni autorizzazione parlamentare. Tajani e Crosetto mercoledì prossimo ci devono spiegare esattamente dove intendono posizionare le nostre unità in attesa della pace e del via libera delle Camere, quindi in un contesto ancora di conflitto aperto che rende potenzialmente pericolose tutte le acque attorno alla penisola araba”. Lo dichiarano i parlamentari M5S delle Commissioni Difesa di Camera e Senato: Alessandra Maiorino, Bruno Marton Ettore Licheri, Arnaldo Lomuti, Marco Pellegrini e Mario Perantoni

“Devono anche chiarire – proseguono i parlamentari M5s- se questa mobilitazione avviene nell’ambito di una nuova missione ad hoc preautorizzata dal governo in via emergenziale come previsto dalla nuova legge quadro sulle missioni che però prevede il voto in Parlamento entro cinque giorni, oppure sotto il cappello di missioni già in corso come Aspides e Atalanta che però non sono state ancora prorogate dal Parlamento e sono quindi prive di coperture legali in caso di incidenti. Vogliamo anche che sia chiarita la contraddizione tra una postura ‘difensiva’ della missione e un contesto definitivamente e stabilmente pacificato che escluderebbe di per sé qualsiasi rischio di attacchi da cui difendersi”.

La protagonista di "Gloria il Musical" è la 24enne Valeria Mancini

Milano, 8 mag. (askanews) – Arriva da ottobre nei teatri italiani “Gloria il Musical”, il primo musical che celebra l’iconico repertorio di uno degli artisti italiani più conosciuti e amati al mondo, Umberto Tozzi, che ne firma anche la direzione musicale! Si tratta di una storia originale, costruita sulle note dei più grandi successi di Umberto Tozzi, che diventano il motore narrativo di uno spettacolo capace di parlare a un pubblico multigenerazionale.

Si sta concludendo la fase clou dei casting, gestiti con grande cura e attenzione da Umberto Tozzi e dalla produzione GoldenStar AM S.r.l, con l’obiettivo di valorizzare e scoprire nuovi talenti: sono state più di 2.000 le candidature complessive per tutti i ruoli e oltre 1.000 artiste per il ruolo di Gloria.

«Seguire i casting è stato un lavoro molto stimolante: ho visto tanti talenti davvero preparati e il numero di candidati che si sono proposti è straordinario – afferma Umberto Tozzi – È bello vedere come giovani artisti siano riusciti a interpretare e fare proprie le mie canzoni. Di Valeria mi ha colpito subito l’autenticità, la personalità e la presenza scenica, oltre alla sua vocalità».

Sarà Valeria Mancini, 24enne originaria di Foligno (Perugia), a interpretare la protagonista Gloria.

«Essere stata scelta per questo ruolo è per me un grandissimo onore e anche una responsabilità che mi spinge a dare il meglio di me. Interpretare Gloria mi emoziona anche perché, per la prima volta, il personaggio impresso nell’immaginario di tantissimi grazie alla hit di Umberto Tozzi avrà un volto – racconta Valeria Mancini – Mi sento molto vicina a Gloria: è una ragazza semplice, determinata e sognatrice, che rincorre il proprio sogno con tenacia e resilienza».

Gloria è una giovane donna talentuosa e determinata con un grande sogno: diventare una cantante. Il suo progetto di vita si scontra, tuttavia, con quello del padre, desideroso di vederla impiegata, come da tradizione, nell’azienda di famiglia. In contrasto con le sue visioni e guidata dall’amore infinito per la musica, Gloria prenderà la decisione di allontanarsi dalle sue origini e da una strada apparentemente già tracciata, per inseguire con determinazione il suo obiettivo.

Una favola moderna che, attraverso amori, contrasti, cadute e rinascite, racconta un percorso umano e artistico, di crescita e scoperta di sé, ma anche di messa in discussione delle proprie certezze, sulle note delle canzoni che appartengono alla memoria collettiva del nostro Paese e non solo.

«Gloria il musical è un progetto che ci ha entusiasmato sin dall’inizio, un incontro magico con Umberto con cui abbiamo condiviso la gioia della nascita dello spettacolo, l’entusiasmo nell’immaginare Gloria e tutte le varie fasi delle audizioni. Momenti importanti per noi per realizzare uno spettacolo che possa emozionare, divertire e coinvolgere il pubblico in un viaggio musicale senza tempo – ha dichiarato l’autore, produttore e regista del musical Andrea Maia – La presenza costante ed entusiasta di Umberto è il vero motore per tutti noi, tecnici e artisti coinvolti».

Il musical toccherà le principali città del nostro Paese, partendo dal 23 ottobre al 1° novembre dal Teatro Arcimboldi di Milano, per poi arrivare dal 20 al 22 novembre al Teatro Comunale di Vicenza (NUOVE DATE), dal 16 dicembre al 10 gennaio all’Auditorium della Conciliazione di Roma, dal 22 al 24 gennaio al Teatro Europauditorium di Bologna, dal 5 al 7 febbraio al Politeama Rossetti di Trieste, dal 13 al 14 febbraio al Teatro Verdi di Montecatini (Pistoia) (NUOVE DATE) e il 27 e il 28 febbraio al Teatro Team di Bari. Presto in prevendita le date di Torino, dal 5 al 9 novembre al Teatro Alfieri, e in arrivo nuovi appuntamenti in tutta Italia.

Rubio: non ho parlato con Meloni di ritiro delle truppe Usa dall’Italia

Roma, 8 mag. (askanews) – Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che, nel corso del suo incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, non hanno discusso dei dettagli specifici in merito al ritiro delle truppe statunitensi in Italia, sostenendo che quella è una decisione del presidente americano Donald Trump.

“Non abbiamo discusso di dettagli specifici del genere, ed è una decisione che spetta al presidente prendere. È una decisione che ogni presidente prende”, ha affermato Rubio, rispondendo oggi alla stampa americana che chiedeva se nel suo incontro con Meloni avesse parlato della possibilità di ritirare le truppe statunitensi dall’Italia, così come della possibilità che gli Stati Uniti si ritirino del tutto dalla Nato. “Il fatto è però – e l’ho detto pubblicamente più volte – che sono stato un forte sostenitore della Nato per tutta la mia carriera al Senato, e anche ora uno dei vantaggi di far parte della Nato è che ci consente di avere forze dispiegate in Europa in basi che ci permettono, dal punto di vista logistico, di proiettare potenza in caso di emergenze”, ha osservato Rubio.

Nel primo anniversario dell’elezione di Leone XIV. Una parola mite per il tempo ferito

Nel primo anniversario dell’elezione di Papa Leone XIV al Soglio di Pietro, desidero rivolgere al Santo Padre un pensiero di filiale gratitudine e di sincero augurio.

In questo primo anno di pontificato, il suo magistero ha mostrato una forza mite e, proprio per questo, profondamente evangelica. È stata la forza di una parola che non cerca la ribalta, ma la verità; che non insegue il consenso immediato, ma custodisce l’essenziale; che indica alla Chiesa e al mondo la via esigente della pace, del bene comune, della fraternità concreta.

Nel tempo lacerato che abitiamo, segnato da guerre, solitudini, disuguaglianze e smarrimento spirituale, la voce di Leone XIV ha ricordato a tutti che la pace non è soltanto assenza di conflitto, ma conversione dello sguardo, responsabilità verso l’altro, coraggio di disarmare i cuori prima ancora che tacciano le armi. È questo uno dei tratti più alti del suo ministero: tenere insieme contemplazione e storia, Vangelo e ferite del mondo, speranza cristiana e dovere pubblico.

Da uomo impegnato nelle istituzioni e nel servizio al bene comune, sento particolarmente prezioso il suo richiamo a un’umanità che non misuri tutto con il criterio dell’efficienza, ma torni a riconoscere la dignità irriducibile di ogni persona.

In questa prospettiva, l’attenzione ai giovani, alla loro inquietudine e al loro desiderio di futuro appare oggi come una delle urgenze decisive della Chiesa e della società. Le nuove generazioni non chiedono parole facili, ma adulti credibili; non retorica, ma fiducia; non spazi concessi con condiscendenza, ma responsabilità condivise. Hanno bisogno di una Chiesa e di istituzioni capaci di ascoltarle, accompagnarle e restituire loro la possibilità di credere che il futuro non sia soltanto minaccia, ma promessa.

Il pontificato di Leone XIV ci invita così a ricostruire alleanze: tra generazioni, tra popoli, tra istituzioni, tra fede e cultura, tra cura e giustizia. Ci ricorda che il bene comune non è una formula consumata, ma il nome concreto della speranza quando diventa opera, scelta, servizio.

Al Santo Padre giunga, dunque, in questo anniversario, il mio augurio più deferente: che il Signore sostenga il suo ministero, renda feconda la sua parola e accompagni ogni suo passo nel confermare i fratelli nella fede, nella pace e nella carità.

Mattarella a Firenze per giuramento allievi Scuola marescialli Carabinieri

Firenze, 8 mag. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato a Firenze alla Scuola marescialli e brigadieri dei carabinieri, in occasione della cerimonia di giuramento e conferimento degli alamari agli allievi del quindicesimo corso triennale, intitolato al maresciallo maggiore Oreste Leonardi, medaglia d’oro al valor civile alla memoria. La cerimonia si svolge nella caserma maresciallo maggiore Felice Maritano. Il Capo dello Stato è stato accolto dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa italiana, Luciano Antonio Portolano, dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, dalla sindaca di Firenze, Sara Funaro, e dal prefetto di Firenze, Francesca Ferrandino.

Il Papa: un anno fa l’elezione, a Pompei per affidamento a Madonna

Pompei (Na), 8 mag. (askanews) – “Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della messa e preghiera della Supplica davanti al Santuario di Pompei.

“L’aver poi scelto il nome di Leone – ha spiegato – mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio Magistero sul Santo Rosario. A tutto ciò si aggiunge la recente canonizzazione di San Bartolo Longo, apostolo del Rosario”.

Infrastrutture, Salvini incontra il ministro giapponese Yasushi Kaneko

Roma, 8 mag. (askanews) – Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha incontrato questa mattina a Milano Yasushi Kaneko, ministro giapponese del Territorio, delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo. Secondo quanto riporta il Mit con una nota, tra i numerosi temi affrontati, il colloquio ha confermato la solidità dell’amicizia tra Italia e Giappone e la comune volontà di rafforzare collaborazione e cooperazione su infrastrutture strategiche e grandi opere.

Particolare attenzione, si legge, è stata dedicata alle opportunità di coinvolgimento delle imprese italiane e giapponesi in progetti infrastrutturali innovativi, con positive ricadute in termini di investimenti, sviluppo e creazione di nuovi posti di lavoro.

È stata anche l’occasione per un confronto su infrastrutture strategiche come il Ponte sullo Stretto, a conferma dell’interesse internazionale per un’opera così strategica e ambiziosa: in Giappone vantano una consolidata esperienza nel settore, basti pensare al grande ponte dello stretto di Akashi, secondo ponte sospeso più lungo al mondo.

Nel corso dell’incontro, conclude il Mit, è stato anche toccato il tema dell’Expo giapponese del 2027, ulteriore occasione per consolidare i rapporti tra i due Paesi.

Biennale Arte 2026, Security Guarantees per Padiglione ucraino

Venezia, 8 mag. (askanews) – Il progetto del Padiglione ucraino alla Biennale Arte di Venezia 2026 affronta il tema delle garanzie di sicurezza non soddisfatte, per le quali l’Ucraina ha rinunciato al proprio arsenale nucleare nel 1996, in seguito alla firma del Memorandum di Budapest avvenuta due anni prima.

Il Memorandum di Budapest, del 1994, è un accordo politico firmato dall’Ucraina, dagli Stati Uniti d’America, dal Regno Unito e dalla Federazione Russa, in base al quale l’Ucraina ha aderito al Trattato di non proliferazione delle armi nucleari come Stato non dotato di armi nucleari in cambio di assicurazioni di sicurezza. Il progetto riflette anche sulla fragilità della pace e sulla resilienza del popolo ucraino.

Al centro del progetto Security Guarantees curato da Ksenia Malykh e Leonid Marushchak è la scultura The Origami Deer di Zhanna Kadyrova The Origami Deer. Nel 2019 l’opera è stata installata nel Parco Yuvileynyi (Giubileo) a Pokrovsk, nella regione di Donetsk, sul sito di un velivolo sovietico Su-7 con capacità nucleare smantellato. La scultura è stata collocata su un piedistallo e non era stata progettata per essere trasportata. Nel 2024, mentre il fronte di guerra si avvicinava alla città, Zhanna Kadyrova e l’ONG Museum Open for Renovation, insieme a un gruppo di specialisti e operai comunali di Pokrovsk, l’hanno evacuata. Leonid Marushchak, storico e co-curatore del Padiglione ucraino, faceva parte del gruppo di iniziativa. La mostra del Padiglione dell’Ucraina all’Arsenale della Biennale Arte 2026 presenta materiali d’archivio relativi al Memorandum di Budapest, oltre a una documentazione video dell’evacuazione della scultura e del suo viaggio verso Venezia, realizzata con la collaborazione di Natalka Dyachenko, Pavel Sterec e Max Màslo. La scultura è invece sospesa da una gru montata su un camion all’ingresso dei Giardini della Biennale. Lo stato di sospensione della scultura simboleggia l’incertezza che oggi caratterizza la vita degli ucraini e funge da metafora dello spostamento forzato.

Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura dell’Ucraina, dell’UNESCO, di Sushko Philanthropy, ZAG, Nova Post, Ajax Systems, Avrora Multimarket, Agrosem. Partner media: Suspilne Kultura, Radio Kultura, Artslooker, The Kyiv Independent.

Festival delle Nazioni: la Mitteleuropa in Umbria, da Bach a Weill

Roma, 8 mag. (askanews) – Dalle corti prussiane all’avanguardia europea, attraversando tre secoli di musica, arte e pensiero: sarà la Germania, con i Paesi di lingua germanica, la protagonista della 59ª edizione del Festival delle Nazioni, in programma dal 27 agosto all’11 settembre 2026 tra Città di Castello e numerosi centri dell’Alta Valle del Tevere umbro – toscana. Un viaggio musicale e culturale che si muove tra Berlino, Vienna, Potsdam, Monaco di Baviera e Salisburgo, trasformando per oltre due settimane l’Umbria in una vera e propria ‘capitale mitteleuropea’, dove il dialogo tra tradizione e contemporaneità diventa il filo conduttore di un cartellone diffuso tra teatri, chiese, musei e luoghi simbolo del territorio.

Alla conferenza stampa di presentazione, a Perugia, erano presenti Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria; Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria; Michela Botteghi, assessore alla Cultura del Comune di Città di Castello e, per il Festival delle Nazioni, la presidente Silvia Polidori e il direttore artistico Massimo Mercelli.

Ad aprire il Festival, giovedì 27 agosto al Teatro degli Illuminati, sarà il pianista Ramin Bahrami, protagonista di un programma che proporrà musiche di Bach, Schumann, Mozart e Beethoven, con la celebre Sonata ‘Al chiaro di luna’. Bahrami sarà anche artista in residenza e figura centrale dell’edizione, coinvolto in altri due momenti chiave: il concerto ‘Metti una sera a Sanssouci – Tra Federico il Grande di Prussia e la famiglia Bach’, in programma martedì 8 settembre a Sansepolcro, che rievoca lo storico incontro del 1747 tra Federico II di Prussia e Bach da cui nacque Das Musikalische Opfer, e lo spettacolo in prima assoluta ‘Bach Dance Concert’, che chiuderà il Festival venerdì 11 settembre, un dialogo tra musica e danza contemporanea con la Compagnia Nazionale Zappalà Danza.

Il progetto artistico, firmato dal direttore Massimo Mercelli, costruisce un percorso che parte dalle corti illuminate del Settecento, dove operava Carl Philipp Emanuel Bach, e si sviluppa attraverso le grandi capitali musicali europee, raccontando l’evoluzione del linguaggio sonoro fino al Novecento e oltre.

Figura cardine dell’intero Festival sarà Johann Sebastian Bach, presenza trasversale in numerosi concerti, accanto a compositori come Franz Schubert, Johannes Brahms, Gustav Mahler e Arnold Schönberg, fino ad arrivare al Novecento di Kurt Weill, protagonista di una serata dedicata, martedì primo settembre, con il concerto ‘Alla ricerca di Youkali’, viaggio tra teatro musicale, canzone e impegno civile legato anche al tema dell’arte degenerata.

Tra gli appuntamenti più attesi, il Trio d’archi di Salisburgo (sabato 29 agosto) con le Variazioni Goldberg nella trascrizione di Dmitry Sitkovetsky, e il pianista Tamás Érdi, protagonista domenica 30 agosto con musiche di Haydn, Mozart, Schubert e Beethoven. Lunedì 31 agosto sarà la volta della Wiener Kammersymphonie, con un repertorio che unisce Erich Wolfgang Korngold, Kurt Weill e Antonín Dvorák. Spazio anche alla musica contemporanea e alle nuove commissioni, elemento distintivo dell’edizione 2026. In programma, musiche in prima assoluta di Giovanni Falascone e Floriana Provenzano, ispirate all’arte di Nuvolo, di cui nel 2026 ricorre il centenario della nascita. Le esecuzioni saranno affidate all’Ensemble Suono Giallo nell’ambito del progetto ‘RisuonArte’, ospitato presso la Fondazione Burri, la Pinacoteca Comunale, il Museo Diocesano e il Complesso di San Domenico.

Un tributo particolarmente significativo sarà dedicato alla memoria del professore Venanzio Nocchi: in suo ricordo è stata istituita una specifica commissione per la produzione musicale, affidata quest’anno alla compositrice Floriana Provenzano, la cui opera sarà eseguita in prima assoluta nell’ambito del progetto.

Il Festival si svilupperà in modo diffuso su tutto il territorio: il Rapsodia Saxophone Quartet sarà a Lisciano Niccone giovedì 3 settembre, seguito dal Trio Chimera a San Giustino. Venerdì 4 settembre spazio a ‘Tra salotti e teatri viennesi’ a Monte Santa Maria Tiberina e allo spettacolo ‘Sorella Acqua’ a Montone, dedicato all’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi, con un repertorio che attraversa musiche di Bach, Glass, Richter ed Einaudi. Sabato 5 settembre sarà protagonista la Filarmonica Giacomo Puccini, mentre in serata il concerto ‘Brassissimo’ porterà in scena il Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique con un programma che spazia da Mozart a Leonard Bernstein e Duke Ellington.

Domenica 6 settembre riflettori su Sergey Malov e Aina Kalnciema a Città di Castello, mentre lunedì 7 settembre il Quartetto di Venezia sarà a Umbertide con un programma interamente dedicato a Beethoven, anticipando anche il percorso verso le celebrazioni del 2027.

Spazio al repertorio cameristico, con un programma affidato a Luigi Piovano (1 settembre a Citerna), incentrato sulla forma della suite e sviluppato in un dialogo tra linguaggio barocco e scrittura contemporanea.

Tra i protagonisti anche il Trio Yablonsky, atteso mercoledì 9 settembre con un programma che attraversa il repertorio dal classicismo al primo Novecento e che include una prima esecuzione assoluta di Baruch Berliner.

Il giorno successivo, giovedì 10 settembre, il giovane violinista Lodovico Parravicini, vincitore del Premio Franco Gulli 2026, sarà protagonista del concerto pomeridiano, mentre in serata l’organista Robert Lehrbaumer guiderà il pubblico in un viaggio attraverso la musica europea dal Rinascimento al Novecento.

Accanto ai grandi interpreti, il Festival conferma una forte attenzione ai giovani con il Concorso nazionale Alberto Burri (27-28 agosto), dedicato alle formazioni cameristiche under 35, e con i progetti didattici ‘Itinerari musicali’ e ‘Maestri e Allievi’, che coinvolgono studenti, scuole e istituzioni musicali del territorio in un percorso di formazione, produzione e crescita.

Un cartellone che unisce repertorio e contemporaneità, grandi nomi e nuove generazioni, e che racconta la Germania non solo come tradizione musicale, ma come laboratorio culturale europeo capace di influenzare profondamente la storia artistica e il pensiero moderno. Un Festival che non guarda soltanto al passato, ma lo rilancia nel presente e nel futuro, trasformando la musica in uno spazio di libertà, confronto e visione. (www.festivalnazioni.com).

Sayf pubblica "Santissimo", il suo primo album ufficiale

Milano, 8 mag. (askanews) – Sayf pubblica oggi “Santissimo”, il suo primo album ufficiale fuori per La Santa Srl/Atlantic Records Italy/Warner Music Italy in formato digitale e fisico in CD, CD autografato, vinile nero, vinile bordeaux autografato in tiratura limitatissima edizione “Moch amour”, e vinile bianco autografato in edizione limitatissima “Perché piango”, con una sorpresa per i collezionisti: nelle edizioni fisiche (cd e vinili) sono infatti incluse anche 2 bonus track esclusive. Sold out i vinili neri e bordeaux autografati.

“Santissimo” è il capitolo più completo e rappresentativo della musica di Sayf fino ad ora, un primo lavoro che raccoglie e amplifica tutte le sfumature della sua identità artistica: il racconto personale, l’energia dei live, la contaminazione tra generi e culture, e quella capacità naturale di passare da barre dirette a melodie apertissime con autenticità e leggerezza. Ad anticipare il progetto sono stati l’intro “Sex on la santa” e il singolo “Buona domenica”, un travolgente mix tra tradizione del cantautorato genovese e sonorità latineggianti, che dà vita ad un risultato esplosivo e dal forte impatto.

L’album, internamente prodotto da Dibla e Jiz, con la collaborazione di Willy, Laboo, Moli, Chryverde (per la bonus track “Moch amour”), e con la partecipazione dei musicisti Michele Bargiggia, Andrea Polidori, Francesco Musante e Manuel Falanski, è ricco di collaborazioni, che negli scorsi giorni sono state annunciate attraverso un post carosello realizzato insieme al celebre giornalista sportivo italiano Fabrizio Romano, replicando il suo stile legato agli annunci del calciomercato.

“Santissimo”, infatti, vede i featuring di: Geolier, Kid Yugi, Nerissima Serpe, Bresh, Tedua, Artie 5ive e Guè. La tracklist completa è stata poi resa nota con una grafica che continua a cavalcare il filone sportivo e che richiama una schedina delle scommesse, in cui ogni traccia rappresenta un pronostico, rafforzando ulteriormente l’immaginario narrativo e visivo che accompagna il disco.

A partire da oggi, 8 maggio, Sayf incontrerà il pubblico in tutta Italia con un instore tour che lo porterà nelle principali città della penisola.

Cinema, Julian Schnabel al Milano Film Fest con In the Hand of Dante

Roma, 8 mag. (askanews) – L’artista e regista Julian Schnabel sarà protagonista alla seconda edizione del Milano Film Fest, con il suo ultimo lavoro “In the Hand of Dante”: Schnabel introdurrà in sala al Piccolo Teatro la proiezione speciale venerdì 5 giugno alle 19.30, a seguire poi terrà la masterclass in dialogo tra vita, cinema e arte, in compagnia del direttore artistico del festival Claudio Santamaria e l’attrice Valeria Golino, ospite speciale per l’occasione.

Julian Schnabel – autore già di “Basquiat” e “Lo scafandro e la farfalla” – torna alla regia con “In the Hand of Dante” (USA, Italia, 2025, 153′) che vede coinvolto un cast d’eccezione, con Oscar Isaac, Gal Gadot, Jason Momoa, Gerard Butler, Al Pacino, John Malkovich e Martin Scorsese. Adattato dall’omonimo romanzo del 2002 di Nick Tosches, il film segue Oscar Isaac in un doppio ruolo: l’autore newyorkese Nick Tosches nel XXI secolo e Dante Alighieri nel XIV secolo. Nick viene ingaggiato da un boss della mafia per autenticare e poi rubare un manoscritto inestimabile, che si dice sia l’originale della Divina Commedia. Questa missione trascina Nick in un sottomondo criminale da cui è al tempo stesso disgustato e di cui è complice.

La pellicola trasgredisce i confini temporali per mostrare come l’avidità, la fede, il desiderio e la fame di significato si ripetano ciclicamente. La ricerca di questo capolavoro rivela a Nick la sua vera identità, sia come uomo del presente che come riflesso di Dante. In parte poliziesco, in parte odissea spirituale e in parte commedia tragica, il film trasforma un thriller su un libro rubato in una meditazione sull’immortalità e sul potere trascendentale dell’arte e dell’amore. Una travolgente odissea, un’opera audace firmata da un vero autore del cinema contemporaneo.

Julian Schnabel (nato nel 1951, a Brooklyn, New York) è uno degli artisti più influenti e virtuosi della scena contemporanea. La sua pratica multidisciplinare va oltre la pittura per abbracciare la scultura, il cinema, l’architettura e l’arredamento. Regista pluripremiato, è innanzitutto un pittore. Negli anni Ottanta Schnabel si afferma come uno dei principali protagonisti della neo-espressione pittorica, partecipando a mostre internazionali e portando avanti pitture monumentali e sculture caratterizzate da materiali non convenzionali. Le opere di Schnabel sono presenti nelle collezioni dei maggiori musei del mondo, tra cui il Museum of Modern Art, New York, il Whitney Museum of American Art, il Solomon R. Guggenheim Museum, New York, il Centre Georges Pompidou, Parigi, il Museo Reina Sofía, Madrid, il Tate Gallery, Londra e il Museum of Contemporary Art, Los Angeles, tra molti altri. Parallelamente al lavoro di artista, Schnabel avvia una carriera significativa nel cinema.

Nel 1996 dirige “Basquiat”, biografia del pittore Jean-Michel Basquiat, seguita nel 2000 da “Before Night Falls”, con Javier Bardem, Olivier Martinez, Johnny Depp e Sean Penn. Ha realizzato inoltre “The Diving Bell and the Butterfly” (2007), premiato a Cannes e candidato a più Oscar, e “At Eternity’s Gate” (2018) sul pittore Vincent van Gogh. Il suo film “In the Hand of Dante”, viene presentato fuori concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025, dove riceve anche il Cartier Glory to the Filmmaker Award per il contributo originale al cinema contemporaneo.

Il festival è ideato e organizzato dalla Fondazione Milano Film Fest, che unisce quattro realtà cittadine – Il Cinemino, Esterni, Fondazione Dude e Perimetro – con la direzione artistica di Claudio Santamaria. Il Milano Film Fest si propone di creare un’esperienza cinematografica e immersiva che promuova la diversità e l’innovazione nel settore, coinvolgendo attivamente la città di Milano e le sue comunità: l’impegno della Fondazione MFF, insieme al Comune di Milano – Cultura, è infatti quello di raggiungere e coinvolgere anche le numerose realtà del territorio. Per questo motivo, sarà presente in programma una sezione dedicata all’industry, che coinvolgerà i professionisti del settore cittadino e nazionale, e un calendario di eventi off, in diversi luoghi della città.

Le giurie della prossima edizione del festival, rispettivamente per i concorsi internazionali di lungometraggi e di cortometraggi, sono composte per i lungometraggi da Valeria Bruni Tedeschi, Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D’Amico, per il concorso corti da Margherita Vicario, Eduardo Scarpetta, Milena Mancini, Ludovica Rampoldi e Ludovica Nasti.

Giornata Europa, Hockey su Prato scende in campo con sport italiano

Roma, 8 mag. (askanews) – Sabato 9 e domenica 10 maggio sui campi della Serie A Elite Maschile e Femminile di Hockey su Prato, disciplina olimpica, sarà mostrato come grazie allo sport possono nascere legami, appartenenze e autentiche comunità: perché le differenze non dividono, ma fanno squadra. All’iniziativa nel fine settimana – sottolinea una nota – partecipano anche Lega Calcio Serie A, Lega Calcio Serie B, Lega Basket Serie A, Pegaso meeting per l’atletica e il Tennis & Friends a Roma.

In occasione della Giornata dell’Europa, che si celebra ogni anno il 9 maggio in ricordo della dichiarazione di Schuman presentata il 9 maggio 1950, il mondo dello sport italiano celebra e promuove i valori fondanti dell’Unione europea. In questo weekend, federazioni e leghe sportive italiane hanno scelto di portare in campo i colori ed i simboli dell’Europa. Numerose le adesioni al messaggio unificante della Giornata dell’Europa, promosse dal Ministro per lo sport e i giovani e coordinate dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme alla Rappresentanza della Commissione europea in Italia. Sui campi di tutte le partite di Serie A e Serie B per il calcio, Lega Basket Serie A, Serie A Elite Maschile e Femminile per l’Hockey su Prato, si celebrerà la giornata dell’Europa. Si uniscono alle celebrazioni anche il Pegaso meeting per l’atletica in programma allo stadio Ridolfi di Firenze ed il progetto Tennis and friends nella sua tappa di Roma.

Per quanto riguarda l’Hockey su Prato, la celebrazione prevede che nella Serie A Elite Maschile e Femminile, all’ingresso delle squadre, venga ascoltato l’inno federale, al quale seguirà quello europeo. Contemporaneamente all’ascolto dell’inno Ue un gruppo di 10 bambini e ragazzi a centrocampo sventolerà le bandierine simbolo dell’Europa.

Così Sergio Mignardi, presidente della Federazione Italiana Hockey: “La Federhockey ha abbracciato con entusiasmo l’idea di partecipare alla giornata dell’Europa perché nello sport c’è un futuro di speranza e vita migliore per tutti e permette di sognare ad ogni età. L’Hockey su Prato, gioco olimpico, da sempre è stato veicolo di messaggi di pace, inclusione, libertà, unità e dialogo: valori che coincidono con quelli dell’Europa di oggi e che sono pilastro dell’Europa di domani”.

Per sempre sì di Sal Da Vinci è il brano più ascoltato di Eurovision ’26

Milano, 8 mag. (askanews) – A pochi giorni dal debutto di Sal Da Vinci sul palco dell’Eurovision Song Contest di Vienna, “Per sempre sì” è attualmente il brano più ascoltato tra tutti quelli in gara nell’edizione 2026. Con oltre 36 milioni di stream complessivi, il brano guida la classifica globale, distanziando nettamente gli altri concorrenti e confermando ancora una volta l’Italia come protagonista assoluta sul fronte streaming.

Un successo costruito su più livelli: dalla forte viralità cross-piattaforma, che ha reso la canzone colonna sonora di migliaia di contenuti online, alla capacità di intercettare un pubblico ampio e trasversale anche fuori dai confini nazionali, fino a una crescita costante e organica che, fin dal primo rilascio, ha consolidato una fanbase solida e partecipe.

Numeri che accompagnano Sal Da Vinci verso la finale di Vienna con un consenso digitale tra i più forti di questa edizione, rafforzando il legame con il pubblico europeo e internazionale.

Nel frattempo, cresce l’attesa anche per il nuovo album “Per sempre sì”, in uscita il 29 maggio, che segna un nuovo capitolo del suo percorso artistico e anticipa un’intensa stagione live tra rassegne e grandi palchi in tutta Italia, prima della tripletta all’Arena Flegrea il 25, 26 e 27 settembre.

Ue, spiraglio a Italia su procedura deficit "se dato 2025 rivisto"

Roma, 8 mag. (askanews) – La Commissione europea conferma che non è detta l’ultima parola per l’uscita anticipata dell’Italia dalla procedura Ue per deficit eccessivo. Il 3 giugno, Bruxelles fornirà le sue valutazioni sulla base dei dati attualmente disponibili, che vedendo l’Italia con un deficit/Pil 2025 al 3,1%, superiore alla soglia prevista dal Patto di stabilità e di crescita (inferiore al 3%) non configurerebbe l’agognata uscita dalla procedura un anno prima del 2027. Tuttavia, in autunno ci sarà un ulteriore passaggio al quale, in caso di revisione del dato, la partita si potrebbe riaprire. Lo ha spiegato un portavoce della Commissione, Balazs Ujvari, rispondendo ad una domanda sulle aperture in tal senso mostrate oggi dal commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis in una intervista a La Spampa.

“Facciamo un passo alla volta. Adesso quello che abbiamo sono i dati sul 2005 per l’Italia che sono stati forniti a Eurostat. Penso che il dato sia pubblico e su questa Base la Commissione farà la sua valutazione sulla procedura di deficit eccessivo per l’Italia nel contesto del pacchetto di primavera, che vi sarà presentato il 3 giugno”, ha detto il Portavoce durante la conferenza stampa di metà giornata a Bruxelles.

Incalzato sulla questione, ha poi aggiunto “quello che è importante è che il dato viene fornito dalle autorità italiane. Questo è quello che valutiamo nella nostra analisi. Ora, se ci fosse un cambiamento nei dati, per esempio se venissero rivisti, a quel punto la Commissione potrebbe essere portata a conclusioni diverse. E avremo il pacchetto di primavera il 3 giugno”.

Ma “abbiamo anche il pacchetto di autunno – ha aggiunto – più avanti nell’anno, che ci dà un’altra opportunità per rivalutare la situazione. Questo è quello che posso dire al momento”.

Cinema, Ozpetek gira "Nella gioia e nel dolore": nelle sale a Natale

Roma, 8 mag. (askanews) – A giugno inizieranno le riprese di “Nella gioia e nel dolore”, il nuovo film di Ferzan Ozpetek che arriverà nelle sale italiane a Natale 2026, sarà interpretato da Vanessa Scalera, Sabrina Ferilli, Luca Argentero, Miguel Angel Silvestre, Mara Venier, Geppi Cucciari. Nel cast anche Liliana Bottone, Erik Tonelli, Carmine Recano, Alvise Rigo, Lorenzo Franzin e Marco Aceti. Saranno presto rivelati gli altri interpreti che arricchiscono e completano il cast.

Al centro della narrazione una diva del cinema, un gruppo di amici e il valore della memoria. Il film è un’ode all’amore e all’amicizia, capaci di resistere allo scorrere del tempo, nella gioia e nel dolore.

La sceneggiatura è firmata da Ferzan Ozpetek insieme a Carlotta Corradi ed Elisa Casseri. Dopo il grande successo di “Diamanti”, che ha registrato oltre 2,4 milioni di spettatori in Italia e distribuito in più di 100 paesi nel mondo, il nuovo progetto segna il ritorno di collaborazioni, come quelle con Vanessa Scalera e Luca Argentero, Mara Venier e Geppi Cucciari e accoglie nuove presenze tra cui Miguel Ángel Silvestre, attore spagnolo di fama internazionale e, per la prima volta in un film di Ozpetek, anche Sabrina Ferilli, tra le interpreti più amate del nostro cinema.

“Nella gioia e nel dolore” è prodotto da Marco Belardi Production, Faros Film, A1 Picture e Vision Distribution, in collaborazione con Sky. La distribuzione in Italia e nel mondo è affidata a Vision Distribution.

Venezia, la Fondazione Sandretto inaugura l’isola di San Giacomo

Venezia, 8 mag. (askanews) – L’isola di San Giacomo, nella Laguna Nord di Venezia, è la nuova sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, istituzione non profit per l’arte contemporanea nata nel 1995. Si aggiunge a quella di Torino e di Guarene, con Palazzo Re Rebaudengo e il Parco d’arte tra le colline di Langhe e Roero, e a quella in Spagna, che non ha ancora una sede stabile ma è presente con le mostre promosse nella capitale dalla Fundaciòn Sandretto Re Rebaudengo Madrid. Come è stato per ognuna di queste sedi, anche l’identità di San Giacomo nasce in stretta relazione con il luogo in dialogo con il territorio e aperto alla scena dell’arte internazionale e alle rotte culturali che a Venezia si incrociano grazie alle Biennali e alla ricca offerta espositiva delle istituzioni pubbliche e private della città. Situata fra Murano e Burano l’isola è stata un monastero femminile e un luogo di sosta aperto ai viandanti e ai naviganti che attraversavano la Laguna. Sotto Napoleone, il monastero fu demolito e l’isola di San Giacomo venne trasformata in presidio militare, poi passato nel tempo all’esercito austriaco e italiano. Le architetture religiose lasciarono spazio a polveriere, depositi di armi e strutture difensive. Dopo il 1961, cessato l’uso militare, l’isola entrò in un lungo stato di abbandono. Isola di San Giacomo 2022-2026, A Story in Images nel Project Space mostra una selezione di scatti dalle campagne fotografiche di Giovanna Silva e di Antonio Fortugno dedicate al cantiere di restauro. Acquistata nel 2018 da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Agostino Re Rebaudengo da Cassa Depositi e Prestiti, San Giacomo è stata trasformata in un laboratorio innovativo di arte e sostenibilità.

In occasione dell’inaugurazione la presidente della Fondazione Patrizia Sandretto Re Rebaudengo ha parlato ad askanews del futuro dell’isola: San Giacomo diventa ora uno spazio per residenze e mostre, un luogo di incontro per artisti, studiosi, ricercatori, pubblici dell’arte, cittadine e cittadini. I visitatori hanno potuto assistere a Fanfare/Lament: un’installazione multidimensionale site-specific che nasce dalla relazione di Matt Copson con l’Isola di San Giacomo e dalla volontà di lavorare con gli agenti naturali del luogo. In particolare, l’artista ha scelto di interagire con le correnti d’aria, immaginando una coreografia diretta dal vento e composta da tre elementi: una serie di sculture volanti che svettano sopra i tetti delle due Polveriere, delle proiezioni laser indoor e una fanfara suonata da un gruppo di musicisti. All’interno della Polveriera Est quattro animazioni laser danzano sui muri e completano la coreografia. Nella Polveriera Ovest è allestita la mostra di opere dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo Don’t have hope, be hope!, tratto da un dipinto di Walter Price del 2024: un invito a collegare il percorso espositivo alla nuova identità dell’isola, un ex presidio militare, ripensato come presidio artistico, culturale ed ecologico. Nel giardino sei opere permanenti: la scritta luminosa Patriarchy = CO2 di Claire Fontaine, GONOGO il gigantesco razzo di Goshka Macuga, Old Tree (Pink Seas) di Pamela Rosenkranz, la scultura in bronzo Nixe di Thomas Sch tte, la cappella inclinata di Hugh Hayden e l’omaggio di Mario Garcìa Torres ad Alighiero Boetti.

San Giacomo è un’isola realmente “isolata”, cioè non è collegata a reti esterne di elettricità, gas o acqua. L’energia è prodotta oggi al 100% in loco grazie a risorse rinnovabili, attraverso un sistema fotovoltaico integrato nelle architetture, abbinato a sistemi di accumulo e a una gestione intelligente dei consumi. È stato inoltre recuperato un pozzo di epoca militare, che intercetta una falda di acqua dolce sotto l’isola, reintegrando una fonte storica di approvvigionamento idrico e necessaria all’approvvigionamento dell’acqua ai fini domestici. La progettazione del verde e delle nuove piantumazioni è stata orientata a criteri di sostenibilità ambientale e di contenimento dei consumi idrici, attraverso la selezione di specie coerenti con il contesto lagunare e a basso fabbisogno idrico.

Il Papa a Pompei, campane a festa. Il giro in golfcar tra la folla

Pompei, 8 mag. (askanews) – Campane a festa per l’arrivo di Papa Leone XIV a Pompei. Un lungo giro in golfcar per il Pontefice prima della celebrazione della messa e la preghiera della supplica in piazza Bartolo Longo, davanti al Santuario.

Il Papa, dopo l’incontro con le persone provenienti da contesti di disagio sociale, è salito a bordo dell’auto scoperta per “abbracciare” la folla radunata fin dalle 7 del mattino davanti al Santuario.

Ue: caro carburante non è circostanza straordinaria per cancellazione voli

Roma, 8 mag. (askanews) – I rincari dei carburanti e del kerosene innescati dalla crisi in Medioriente non possono essere invocati dalle compagnie aeree come motivo di esenzione dai rimborsi e dalle compensazioni a favore dei passeggeri per voli eventualmente cancellati. Lo afferma la Commissione europea in una comunicazione sulle linee guida per trasporti e turismo nella Unione europea, a seguito della crisi in corso.

“I passeggeri restano tutelati dai diritti anche nelle cancellazioni dei voli. Hanno diritto a rimborsi, riprogrammazioni o risarcimenti, assistenza nell’aeroporto e compensazioni per le cancellazioni. Le compagnie aeree – afferma la Commissione – possono essere esentate da compensazioni solo se dimostrano che le cancellazioni sono state causate da circostanze straordinarie come penurie locali di carburanti. La commissione considera che gli elevati prezzi dei carburanti non vadano considerati come circostanze straordinarie”.

Al tempo stesso, la Air Services Regulation impone alle compagnie aeree “di indicare chiaramente i prezzi totali dei biglietti e di assicurare che i passeggeri non debbano subire costi inattesi”, aggiunge la Commissione.