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domenica, 18 Gennaio, 2026
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Calcio, risultati serie A: la Roma è quarta

Roma, 18 gen. (askanews) – Questa la classifica di serie A dopo Torino-Roma 0-2

Ventunesima giornata: Pisa-Atalanta 1-1, Udinese-Inter 0-1, Napoli-Sassuolo 1-0, Cagliari-Juventus 1-0, Parma-Genoa 0-0, Bologna-Fiorentina 1-2, Torino-Roma 0-2, ore 20.45 Milan-Lecce, lunedì 18 gennaio ore 18.30 Cremonese-Verona, lunedì 19 gennaio ore 20.45 Lazio-Como.

Classifica: Inter 49, Milan, Napoli 43, Roma 42, Juventus 39, Como 34, Atalanta 32, Bologna 30, Lazio 28, Udinese 26, Sassuolo, Torino, Parma 23, Cremonese, Cagliari 22, Genoa 20, Lecce, Fiorentina 17, Pisa 14, Verona 13.

Ventiduesima giornata: venerdì 23 gennaio ore 20.45 Inter-Pisa, sabato 24 gennaio ore 15 Como-Torino, ore 18 Fiorentina-Cagliari, ore 20.45 Lecce-Lazio, domenica 25 gennaio ore 12.30 Sassuolo-Cremonese, ore 15 Atalanta-Parma, Genoa-Bologna, ore 18 Juventus-Napoli, ore 20.45 Roma-Milan, lunedì 26 gennaio ore 20.45 Verona-Udinese.

Libia, Tajani: "Zona franca Misurata tappa fondamentale per export Italia"

Misurata (Libia, 18 gen. (askanews) – È stato firmato da Diego Aponte, presidente di Mediterranean Shipping Company (Msc), da Muhsin Sigutri, chairman della Misurata Free Zone, da Ammar Kanaan, presidente del consiglio di amministrazione di TiL, e da Aboobacker Manattukunday, presidente del consiglio di amministrazione di Maha Capital Partners, sotto lo sguardo vigile del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, del primo ministro libico Abdulhamid Dabaiba e del ministro degli Affari Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, l’accordo per lo sviluppo del nuovo terminal container nella zona franca del porto libico di Misurata.

“È una tappa importante – l’ha definita Tajani – per rinforzare la presenza italiana in questo Paese, con il quale abbiamo delle relazioni storicamente di altissimo profilo. Avviare la presenza di una grandissima azienda italiana come Msc, che è la più grande impresa di trasporto marittimo di container al mondo, che avrà una base nel porto di Misurata, significa, per un Paese il cui Pil dipende per quasi il 40 per cento dall’export” un passaggio “fondamentale”.

Il ministro degli Esteri ha sottolineato che “dobbiamo avere sempre più presenza nel Mediterraneo, questo porto non sarà assolutamente alternativo a quello di Gioia Tauro, anzi, sarà un modo per essere ancora più presenti” nel Mediterraneo. “Vogliamo anche far sì che le nostre imprese possano continuare a lavorare sempre di più in Libia. Misurata è la capitale economica della Libia quindi pensiamo a ulteriori investimenti. Ne abbiamo parlato durante l’incontro con il primo ministro Dabaiba”.

Riguardo al problema dell’instabilità della Libia, Tajani ha spiegato che “dobbiamo lavorare sempre di più perché ci possa essere stabilità, è un aspetto importante questo, però Misurata è un’area tranquilla, è una città tranquillissima, è la capitale economica del Paese, c’è un grandissimo porto con questa zona franca, moderna, infrastrutture bellissime, la presenza di imprese italiane del livello di MSC significa per noi poter contare di più, la nostra politica estera la fanno anche le nostre imprese da ministro del commercio internazionale. La stabilità politica è certamente un presupposto fondamentale, quindi lavoriamo affinché questo possa accadere anche insieme ad altri paesi amici, come il Qatar, la Turchia e l’Egitto, per favorire la crescita economica nell’area del Mediterraneo”.

La Zona franca di Misurata è il principale hub logistico libico e punta a diventare il ‘gateway’ verso l’Africa subsahariana. Questo mese un consorzio italo-qatariota con Msc ha assunto la gestione del porto prevedendo investimenti per 1,5 miliardi di euro per modernizzarne le infrastrutture e la logistica.

A Italia e Qatar fanno dunque riferimento le società coinvolte nel progetto di ampliamento del porto e gestione dei terminal container: la Msc e l’Al Maha Qatari Company. Secondo alcune stime, gli investimenti per lo sviluppo del porto della Zona franca di Misurata potrebbero raggiungere 2,7 miliardi di dollari in tre anni, rendendolo uno dei più importanti progetti di espansione delle infrastrutture portuali del Nord Africa.

Nel 2025 il traffico container nel porto di Misurata è cresciuto del 22 per cento. Il porto gestisce il 60 per cento del volume commerciale nazionale non petrolifero, con collegamenti stradali verso Ciad, Niger e Mali.

Zalone fa il botto, in Italia batte record storico incassi di Avatar

Roma, 18 gen. (askanews) – Fa il botto ‘Buen Camino’, la commedia con Checco Zalone diretta da Gennaro Nunziante, distribuita da Medusa Film e coprodotta con Indiana Production in collaborazione con MZL, e raggiunge un traguardo senza precedenti nella storia del cinema italiano. Con un totale di 68.823.069 euro realizzato in soli 24 giorni di programmazione (8.562.320 presenze in sala), batte il record detenuto da Avatar (68.600.000 euro) e diventa il film con il maggiore incasso di sempre al box office nazionale.

Il film ha costruito i suoi primati giorno dopo giorno, fin dal debutto nei cinema, con un impatto unico sul mercato cinematografico nazionale: un esordio record a Natale (il film incassa 5.671.922 euro realizzando il miglior risultato di sempre in Italia per un film nel giorno di Natale e superando il precedente primato di Natale a New York); una quota di mercato senza precedenti (del 78,8% che traina l’intero mercato cinematografico italiano sopra i 7 milioni di euro complessivi nella giornata di Natale, un livello che non si raggiungeva dal 2011); Santo Stefano da record (quando sfiora gli 8 milioni di euro portando il totale dei primi due giorni di programmazione a quasi 14 milioni e segnando uno dei migliori risultati di sempre per il giorno di Santo Stefano, davanti anche a titoli internazionali come Avatar – Fuoco e Cenere); Capodanno da protagonista assoluto (il primo gennaio il film incassa oltre 5 milioni di euro, portando il totale a più di 41 milioni e superando i 5 milioni di spettatori. Si tratta del terzo migliore incasso di sempre per un film nel primo giorno dell’anno, preceduto solo da ‘Tolo Tolo’ e ‘Quo Vado?’, entrambi con Checco Zalone).

Iran, Pezeshkian: ogni attacco a Khamenei sarebbe una dichiarazione di guerra

Roma, 18 gen. (askanews) – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che qualsiasi attacco alla Guida Suprema del Paese, l’ayatollah Ali Khamenei, costituirebbe una dichiarazione di guerra.

La dichiarazione, pubblicata su X, è arrivata il giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito Khamenei un “uomo malato” in un’intervista a Politico, affermando: “È tempo di cercare una nuova leadership in Iran”. Sembra essere stata la prima volta che Trump ha invocato la fine del governo di Khamenei in Iran.

Nel suo messaggio, Pezeshkian ha attribuito agli Stati Uniti e ai loro alleati la responsabilità delle difficoltà vissute dagli iraniani. Le proteste, iniziate il mese scorso a causa delle difficoltà economiche, si sono trasformate in manifestazioni di massa contro il regime. Secondo quanto riportato, migliaia di persone sarebbero state uccise durante le proteste.

Groenlandia, Macron chiederà lo strumento anticoercitivo Ue in caso di dazi Usa

Roma, 18 gen. (askanews) – Il presidente francese, Emmanuel Macron, sta lavorando per coordinare la risposta europea e chiederà l’attivazione dello strumento anticoercitivo dell’Ue in caso di nuovi dazi statunitensi.

Macron – secondo quanto trapela dal suo entourage – rimarrà in contatto con i suoi omologhi europei per tutta la giornata e chiederà, a nome della Francia, che l’Unione Europea attivi il suo “strumento anti-coercizione” se gli Stati Uniti imporranno dazi doganali nella controversia sulla Groenlandia.

Calcio, Fiorentina, vittoria nel segno di Commisso: 2-1 a Bologna

Roma, 18 gen. (askanews) – La Fiorentina gioca con il lutto al braccio per la morte del presidente Rocco Commisso e porta a casa tre punti pesanti al Dall’Ara, battendo 2-1 il Bologna in una gara dai due volti. I viola indirizzano il match nel primo tempo, dominato e chiuso con le reti di Mandragora e Piccoli, poi resistono al ritorno furioso dei padroni di casa nel finale.

La squadra di Italiano sblocca l’equilibrio al 19′, quando Mandragora sbuca sul secondo palo su assist di Gudmundsson e firma l’1-0, dedicando il gol al presidente Commisso. Il Bologna fatica a reagire e la Fiorentina ne approfitta allo scadere della prima frazione: al 45′ Piccoli raddoppia su cross di Dodò, rete confermata dal Var dopo un check per fuorigioco.

Nella ripresa i rossoblù restano a lungo sterili, mai realmente pericolosi fino ai cambi che accendono il finale. All’86’ Rowe colpisce il palo, poi all’88’ è Fabbian a riaprire la partita con un colpo di testa preciso sull’assist dello stesso Rowe. Negli ultimi minuti il Bologna si riversa in avanti, creando mischie e apprensione nell’area viola, ma la Fiorentina resiste fino al triplice fischio di Doveri.

Brutto episodio durante il minuto di raccoglimento per la morte di Commisso. Da una parte curva del Bologna è partito un fastidioso vociare, mentre altri invitavano a stare zitti. Si è sentito anche qualche fischio, subito coperto dagli applausi del resto del Dall’Ara.

Calcio, risultati serie A, Fiorentina sale a quart’ultimo posto

Roma, 18 gen. (askanews) – Questa la classifica di serie A dopo Bologna-Fiorentina 1-2

Ventunesima giornata: Pisa-Atalanta 1-1, Udinese-Inter 0-1, Napoli-Sassuolo 1-0, Cagliari-Juventus 1-0, Parma-Genoa 0-0, Bologna-Fiorentina 1-2, ore 18 Torino-Roma, ore 20.45 Milan-Lecce, lunedì 18 gennaio ore 18.30 Cremonese-Verona, lunedì 19 gennaio ore 20.45 Lazio-Como.

Classifica: Inter 49, Milan, Napoli 43, Roma, Juventus 39, Como 34, Atalanta 32, Bologna 30, Lazio 28, Udinese 26, Sassuolo, Torino, Parma 23, Cremonese, Cagliari 22, Genoa 20, Lecce, Fiorentina 17, Pisa 14, Verona 13.

Ventiduesima giornata: venerdì 23 gennaio ore 20.45 Inter-Pisa, sabato 24 gennaio ore 15 Como-Torino, ore 18 Fiorentina-Cagliari, ore 20.45 Lecce-Lazio, domenica 25 gennaio ore 12.30 Sassuolo-Cremonese, ore 15 Atalanta-Parma, Genoa-Bologna, ore 18 Juventus-Napoli, ore 20.45 Roma-Milan, lunedì 26 gennaio ore 20.45 Verona-Udinese.

Guterres sul Board of Peace: Paesi liberi di associarsi

Roma, 18 gen. (askanews) – Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres “ritiene che gli stati membri siano liberi di associarsi in diversi gruppi”. Lo ha dichiarato il suo portavoce, quando gli è stato chiesto un commento sulla bozza statunitense per il Board of Peace.

“Le Nazioni Unite continueranno a svolgere il lavoro previsto dal loro mandato”, ha affermato il vice portavoce dell’Onu, Farhan Haq. Lo statuto del Board of Peace, istituito per supervisionare lo sviluppo di Gaza nel periodo postbellico, non menziona la Striscia. Questo potrebbe suggerire che gli Stati Uniti intendano che il Board of Peace contribuisca alla risoluzione di altri conflitti nel mondo.

Tuttavia, il mandato approvato dal Consiglio di Sicurezza a novembre è limitato a Gaza e ha validità solo fino alla fine del 2027.

Compie 10 anni progetto Fieracavalli per reinserimento dei detenuti

Milano, 18 gen. (askanews) – In dieci anni sono più di 172 le persone detenute nella casa circondariale di Montorio che hanno partecipato ai corsi di formazione professionale per tecnico di scuderia. Cinquantré in tutto i diplomi consegnati alla fine del percorso di studio. Sono i numeri del progetto nato nel 2016 dalla collaborazione tra Fieracavalli, Horse Valley ASD-Corte Molon e il carcere di Montorio, con l’obiettivo di rendere il rapporto uomo-cavallo un aiuto concreto per il reinserimento sociale attraverso l’apprendimento di nuove competenze lavorative spendibili nel settore equestre.

Un’iniziativa che ha subito riscosso molto successo tra gli ospiti della struttura di Montorio, tanto da allestire nel carcere una vera e propria piccola scuderia con tre box, per consentire ai detenuti di svolgere sul posto le attività pratiche con i cavalli. Le lezioni, svolte con animali ritirati dalla carriera agonistica, alternano teoria e pratica: gestione della scuderia, etologia del cavallo, alimentazione, tecnica equestre, con contributi portati da figure specializzate quali veterinari, maniscalchi e addestratori.

Lunedì alla cerimonia di consegna degli ultimi sei diplomi rilasciati per l’anno 2024/2025 hanno partecipato per Veronafiere il presidente Federico Bricolo e il responsabile di Fieracavalli Armando Di Ruzza. Con loro Maria Grazia Bregoli, direttrice del carcere di Montorio, il comandante della Polizia penitenziaria Mario Piramide, Linda Fabrello, presidente di Horse Valley. Presenti anche gli insegnanti di Kundalini Yoga che hanno a loro volta rilasciato attestati ai partecipanti del corso dedicato alla gestione delle emozioni e della respirazione, utile per approcciarsi ai cavalli con uno stato d’animo più sereno.

“Da dieci anni questo progetto dimostra che Fieracavalli non è solo un evento, ma una comunità che si prende cura del territorio” ha spiegato il presidente Federico Bricolo, rimarcando che “offrire a persone detenute una formazione qualificante e un mestiere concreto significa restituire dignità, fiducia e una seconda possibilità di costruire un percorso reale di vita che guarda al futuro”.

“Per i detenuti si tratta di un’occasione vera e propria di trovare un’occupazione una volta usciti dal carcere” ha sottolineato la direttrice Maria Grazia Bregoli, spiegando che “molti di loro, infatti, hanno trovato lavoro in diversi centri ippici del territorio”.

“Il corso non è solo un momento di formazione professionale, ma è anche un grande occasione di condivisione, di relazione con il cavallo come mediatore, anche culturale” ha ricordato Linda Fabrello, concludendo che “molti dei ragazzi detenuti, infatti, hanno ricordi legati al cavallo nella loro vita, nella loro terra di origine: si crea così un luogo comune di relazione basato su memorie positive dell’infanzia e della famiglia”.

Oltre alle lezioni e al lavoro con i cavalli all’interno della casa circondariale, i detenuti autorizzati a operare all’esterno del penitenziario grazie ai permessi dell’Articolo 21, svolgono a Corte Molon volontariato nelle scuderie, affiancando lo staff del maneggio nella gestione quotidiana dei cavalli.

Meloni: l’ho detto a Trump, i dazi un errore, ma la strada resta il dialogo

Seul, 18 gen. (askanews) – Magari, come ha raccontato lei stessa, le era già capitato di dire privatamente a Donald Trump di non essere d’accordo con alcune delle sue posizioni. E sebbene ci tenga a precisare che, a suo giudizio, tutto è nato da un “problema di comprensione, di comunicazione”, per la prima volta Giorgia Meloni ammette pubblicamente che il presidente americano, con l’annuncio di nuovi dazi contro i Paesi europei che hanno inviato truppe in Groenlandia, ha commesso un “errore”.

Non è una differenza da poco se si pensa che, solo ieri, poco prima di partire per la Corea per l’ultima tappa della sua missione asiatica e quando la mossa dell’inquilino della Casa Bianca sembrava essere solo una minaccia, la presidente del Consiglio aveva sostenuto che in fondo quelli di Trump erano “metodi assertivi” usati però di fatto “per segnalare con maggiore forza una problematica reale”. E’ anche per questo che la premier decide una convocazione ‘fuori programma’ dei giornalisti, in una giornata che avrebbe dovuto essere tutta dedicata a impegni istituzionali chiusi alla stampa: in mattinata la visita al cimitero nazionale di Seul, dove la premier ha firmato il libro d’onore con un messaggio in cui ha sottolineato che “l’Italia e la Corea sono fianco a fianco per difendere la libertà e costruire la pace”, nel pomeriggio un incontro con imprenditori italiani per uno “scambio di vedute sullo scenario commerciale e sui margini di potenziamento”.

Impossibile, evidentemente, restare in silenzio per una intera giornata. Meloni decide di non girarci attorno: “La previsione di un aumento dei dazi nei confronti di quelle nazioni che hanno scelto di contribuire alla sicurezza per la Groenlandia, secondo me, è un errore. E, ovviamente, non la condivido”. Quello che segue fa parte di quel gioco di equilibri tra Usa e Europa che la presidente del Consiglio ha adottato sin dall’insediamento di Donald Trump oltre che del tentativo di continuare a indossare un ruolo di mediatrice tra le due sponde dell’Alatlantico. Meloni spiega di condividere “l’attenzione che la presidenza americana attribuisce alla Groenlandia e in generale all’Artico, che è una zona strategica nella quale chiaramente va evitata una eccessiva ingerenza di attori che possono essere ostili” ed è proprio in quest’ottica che secondo la premier andrebbe letta l’iniziativa Artic endurance promossa da alcuni paesi europei che non era “fatta nei confronti degli Stati Uniti, ma semmai nei confronti di altri attori”, ossia Cina e Russia.

Meloni spiega di aver detto direttamente a Trump in una telefonata di non aver condiviso la sua decisione e di aver trovato un interlocutore “interessato ad ascoltare”. D’altra parte, per la presidente del Consiglio, la strada da seguire per uscire da questa crisi è proprio quella del dialogo, da gestire nell’ambito della Nato. “Credo – sottolinea – che sia molto importante parlarsi ed evitare una escalation”. Quella con il presidente americano non è l’unica telefonata che ha avuto. La premier riferisce di aver sentito anche il segretario della Nato Marc Rutte e annuncia una serie di interlocuzioni con i leader europei che ha poi avuto nel corso del resto della giornata. E a proposito della necessità di evitare tensioni, la presidente del Consiglio nega anche che ce ne siano con la Lega proprio sul tema della Groenlandia e dei dazi, sebbene il partito di Matteo Salvini abbia addebitato ai “deboli d’Europa” ispirati da un “bellicismo parolaio e dannoso” la scelta di Trump di passare dalle parole ai fatti.

E con ogni probabilità anche di Groenlandia, oltre che di Gaza, dovrà occuparsi il Board of peace creato dal presidente americano e al quale, come annuncia ufficialmente la stessa Meloni, il nostro Paese è stato chiamato a far parte. “Penso – afferma – che l’Italia possa giocare un ruolo di primo piano nella costruzione del piano di pace” in Medio Oriente, “e quindi siamo pronti a fare la nostra parte”. Data e luogo della prima riunione non sono state ancora ufficializzate, anche se resta probabile che la prima convocazione si tenga già a margine del World economic forum a Davos. Di certo, fanno sapere fonti del governo, la premier ci sarà.

Meloni: l’ho detto a Trump, dazi un errore. Ma strada resta dialogo

Seul, 18 gen. (askanews) – Magari, come ha raccontato lei stessa, le era già capitato di dire privatamente a Donald Trump di non essere d’accordo con alcune delle sue posizioni. E sebbene ci tenga a precisare che, a suo giudizio, tutto è nato da un “problema di comprensione, di comunicazione”, per la prima volta Giorgia Meloni ammette pubblicamente che il presidente americano, con l’annuncio di nuovi dazi contro i Paesi europei che hanno inviato truppe in Groenlandia, ha commesso un “errore”.

Non è una differenza da poco se si pensa che, solo ieri, poco prima di partire per la Corea per l’ultima tappa della sua missione asiatica e quando la mossa dell’inquilino della Casa Bianca sembrava essere solo una minaccia, la presidente del Consiglio aveva sostenuto che in fondo quelli di Trump erano “metodi assertivi” usati però di fatto “per segnalare con maggiore forza una problematica reale”. E’ anche per questo che la premier decide una convocazione ‘fuori programma’ dei giornalisti, in una giornata che avrebbe dovuto essere tutta dedicata a impegni istituzionali chiusi alla stampa: in mattinata la visita al cimitero nazionale di Seul, dove la premier ha firmato il libro d’onore con un messaggio in cui ha sottolineato che “l’Italia e la Corea sono fianco a fianco per difendere la libertà e costruire la pace”, nel pomeriggio un incontro con imprenditori italiani per uno “scambio di vedute sullo scenario commerciale e sui margini di potenziamento”.

Impossibile, evidentemente, restare in silenzio per una intera giornata. Meloni decide di non girarci attorno: “La previsione di un aumento dei dazi nei confronti di quelle nazioni che hanno scelto di contribuire alla sicurezza per la Groenlandia, secondo me, è un errore. E, ovviamente, non la condivido”. Quello che segue fa parte di quel gioco di equilibri tra Usa e Europa che la presidente del Consiglio ha adottato sin dall’insediamento di Donald Trump oltre che del tentativo di continuare a indossare un ruolo di mediatrice tra le due sponde dell’Alatlantico. Meloni spiega di condividere “l’attenzione che la presidenza americana attribuisce alla Groenlandia e in generale all’Artico, che è una zona strategica nella quale chiaramente va evitata una eccessiva ingerenza di attori che possono essere ostili” ed è proprio in quest’ottica che secondo la premier andrebbe letta l’iniziativa Artic endurance promossa da alcuni paesi europei che non era “fatta nei confronti degli Stati Uniti, ma semmai nei confronti di altri attori”, ossia Cina e Russia.

Meloni spiega di aver detto direttamente a Trump in una telefonata di non aver condiviso la sua decisione e di aver trovato un interlocutore “interessato ad ascoltare”. D’altra parte, per la presidente del Consiglio, la strada da seguire per uscire da questa crisi è proprio quella del dialogo, da gestire nell’ambito della Nato. “Credo – sottolinea – che sia molto importante parlarsi ed evitare una escalation”. Quella con il presidente americano non è l’unica telefonata che ha avuto. La premier riferisce di aver sentito anche il segretario della Nato Marc Rutte e annuncia una serie di interlocuzioni con i leader europei che ha poi avuto nel corso del resto della giornata. E a proposito della necessità di evitare tensioni, la presidente del Consiglio nega anche che ce ne siano con la Lega proprio sul tema della Groenlandia e dei dazi, sebbene il partito di Matteo Salvini abbia addebitato ai “deboli d’Europa” ispirati da un “bellicismo parolaio e dannoso” la scelta di Trump di passare dalle parole ai fatti.

E con ogni probabilità anche di Groenlandia, oltre che di Gaza, dovrà occuparsi il Board of peace creato dal presidente americano e al quale, come annuncia ufficialmente la stessa Meloni, il nostro Paese è stato chiamato a far parte. “Penso – afferma – che l’Italia possa giocare un ruolo di primo piano nella costruzione del piano di pace” in Medio Oriente, “e quindi siamo pronti a fare la nostra parte”. Data e luogo della prima riunione non sono state ancora ufficializzate, anche se resta probabile che la prima convocazione si tenga già a margine del World economic forum a Davos. Di certo, fanno sapere fonti del governo, la premier ci sarà.

Dazi, Tajani: parola chiave è dialogo. Usa principale alleato

Misurata (Libia), 18 gen. (askanews) – “Io credo che parlare sia la soluzione migliore. La parola chiave è dialogo. Dialogo che non significa né arrendevolezza né debolezza, ma confronto con il nostro principale alleato che sono gli Stati Uniti. Dobbiamo sempre ricordare che gli Stati Uniti sono il nostro principale alleato con il quale dobbiamo confrontarci ma, ripeto, anche quando c’era il dibattito sui dazi sembrava il 50 per cento, poi siamo arrivati al 15 per cento e sappiamo anche qual è il linguaggio di Trump”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della cerimonia della firma della posa della prima pietra dell’ampliamento e del terminal container del porto di Misurata, in Libia, che sarà Zona franca.

Secondo il titolare della Farnesina, “l’unità dell’Occidente è fondamentale anche per tutelare i nostri interessi. Quindi dialogo, confronto”.

Cos’è l’articolo 42 del Tue. E’ applicabile alla Groenlandia?

Roma, 18 gen. (askanews) – Di fronte alle minacce di Trump sulla Groenlandia la risposta dell’Unione europea è stata (come quasi sempre) molto timida. Al momento si è concretizzata con l’invio volontario da parte di alcuni paesi (Francia, Germania e altri, in aggiunta alla Gran Bretagna, ma non Italia) di piccoli contingenti di militari per una esercitazione. Cosa che ha scatenato la reazione, a colpi di dazi, del presidente Usa.

Da quando la vicenda è iniziata si fa riferimento all’articolo 42.7 del Trattato sull’Unione europea (Tue) che è un po’ il corrispettivo dell’articolo 5 della Nato che prevede l’aiuto, da parte dei paesi alleati, a qualsiasi Stato membro in caso di attacco. Ma la Groenlandia è un territorio dallo status molto particolare, e dunque c’è effettivamente un automatismo nell’attivazione dell’articolo 42.7 in questo caso? Innanzitutto, la Groenlandia è soggetta alla sovranità danese, come confermato dalla Corte permanente di Giustizia internazionale nel 1933. Nel 1946, la Danimarca ha registrato la Groenlandia come territorio non autonomo presso le Nazioni Unite ai sensi dell’articolo 73 della Carta Onu. E’ dunque uscita dallo status coloniale per essere integrata nel Regno di Danimarca, come confermato dall’Onu nel 1954. E anche gli Stati Uniti hanno riconosciuto la sovranità danese sulla Groenlandia.

Fatta questa premessa, vediamo cosa dice l’articolo 42, paragrafo 7, del Tue: “Qualora uno Stato membro subisca un’aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri hanno nei suoi confronti l’obbligo di prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, conformemente all’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Ciò non pregiudica il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri”. Essendo parte della Danimarca, dunque, in caso di attacco scatterebbe l’articolo 42.7. Ma in realtà la questione non è così scontata. Roma, 17 gen. (askanews) – In un articolo pubblicato il 12 gennaio da “Opinio Juris” un blog dedicato alla discussione accademica sul diritto internazionale, in collaborazione con la International Commission of Jurists (Icj), Aurel Sari, docente di diritto pubblico internazionale alla Law School dell’Università di Exeter, ricorda che, a seguito di un referendum, la Groenlandia si è ritirata dalla Comunità economica europea (Cee) nel 1985 e ha ottenuto lo status di Paese e Territorio d’Oltremare (Ptom), associato alla Comunità. In quanto Ptom, la Groenlandia non fa parte dell’Ue, ma non è nemmeno un paese terzo, poiché fa parte del territorio di uno Stato membro. Per questo, alcuni esperti sostengono un’interpretazione estensiva dell’articolo 42, che riguarderebbe tutti i territori; altri, invece, propendono per una versione più restrittiva. “In effetti – nota Sari – la formulazione dell’articolo 42, paragrafo 7, Tue, può essere contrapposta alla clausola di solidarietà prevista dall’articolo 222 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue), che si riferisce in modo più restrittivo al “territorio dell’Unione”. L’articolo 42, paragrafo 7, Tue, si basa sull’articolo V del Trattato di Bruxelles modificato del 1954, che prevedeva l’assistenza reciproca nel caso in cui una delle parti di tale accordo fosse “oggetto di un attacco armato in Europa”. L’omissione di questa limitazione geografica – osserva Sari – depone a favore di un’interpretazione estensiva dell’ambito di applicazione dell’articolo 42, paragrafo 7, Tue”. Il Tfue è l’altro trattato consolidato che costituisce, insieme al Tue, il corpus del diritto primario dell’Unione europea. Il riferimento al Trattato di Bruxelles del 1954 riguarda invece la creazione di uno degli organismi internazionali “antenati” dell’Ue, l’Unione dell’Europa Occidentale (Ueo), relativa alla sicurezza militare e alla cooperazione politica tra Belgio, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Italia e Germania Ovest.

I sostenitori dell’approccio restrittivo suggeriscono che l’articolo 42, paragrafo 7, del Tue debba essere interpretato come riferito al “territorio dell’Ue”, ovvero ai territori a cui si applicano i Trattati Ue e che sono parte integrante dell’Ue. Ciò include i territori metropolitani degli Stati membri e le loro Regioni Ultraperiferiche (Rup), ma non gli Ptom, come la Groenlandia. Va notato inoltre che sull’ambito di applicazione dei Trattati Ue agli Ptom, anche la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Ue non è univoca.

Ma in caso di attacco Usa, la Danimarca potrebbe invocare l’articolo 5 del Trattato Nato? Esso prevede che “un attacco armato contro una o più” delle parti firmatarie “in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti” e di conseguenza “se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata”.

La Danimarca, in quanto membro Nato, sembrerebbe dunque pienamente titolata a invocare l’articolo 5. Questo, almeno, in punto di diritto. Senza tenere conto, dunque, della “Dottrina Donroe” di Donald Trump, che subordina il diritto internazionale alla “esigenza” degli Stati Uniti di controllare e dominare tutto il continente americano, e di “possedere” la Groenlandia.

Calcio, risultati serie A, Parma a quota 23

Roma, 18 gen. (askanews) – Questa la classifica di serie A dopo Parma-Genoa 0-0

Ventunesima giornata: Pisa-Atalanta 1-1, Udinese-Inter 0-1, Napoli-Sassuolo 1-0, ore 20.45 Cagliari-Juventus 1-0, Parma-Genoa 0-0, ore 15 Bologna-Fiorentina, ore 18 Torino-Roma, ore 20.45 Milan-Lecce, lunedì 18 gennaio ore 18.30 Cremonese-Verona, lunedì 19 gennaio ore 20.45 Lazio-Como.

Classifica: Inter 49, Milan, Napoli 43, Roma, Juventus 39, Como 34, Atalanta 32, Bologna 30, Lazio 28, Udinese 26, Sassuolo, Torino, Parma 23, Cremonese, Cagliari 22, Genoa 20, Lecce 17, Fiorentina, Pisa 14, Verona 13.

Ventiduesima giornata: venerdì 23 gennaio ore 20.45 Inter-Pisa, sabato 24 gennaio ore 15 Como-Torino, ore 18 Fiorentina-Cagliari, ore 20.45 Lecce-Lazio, domenica 25 gennaio ore 12.30 Sassuolo-Cremonese, ore 15 Atalanta-Parma, Genoa-Bologna, ore 18 Juventus-Napoli, ore 20.45 Roma-Milan, lunedì 26 gennaio ore 20.45 Verona-Udinese.

Calcio, Parma-Genoa 0-0, gli emiliani non sfondano

Roma, 18 gen. (askanews) – Altro 0-0 per il Parma dopo quello col Napoli. Al Tardini il Genoa approccia meglio il match e cerca il gol con Colombo, fermato due volte da Corvi. I padroni di casa si scuotono con un’iniziativa del solito Bernabè, il cui sinistro da fuori è disinnescato da Leali. Nella ripresa la squadra di Cuesta ci prova con più convinzione. Non crea però grandi occasioni e nel finale rischia ancora su Colombo: Corvi gli sbarra di nuovo la strada e legittima il premio di mvp del match

Un milardo di dollari per restare membri del Board of Peace per Gaza oltre 3 anni

Milano, 18 gen. (askanews) – Una bozza di statuto inviata dall’amministrazione Usa a circa 60 Paesi prevede che gli Stati membri debbano contribuire con 1 miliardo di dollari in contanti per poter mantenere l’adesione oltre i tre anni. È quanto emerge dal documento visionato da Reuters.

Secondo il testo, ogni Stato membro potrà restare in carica per un periodo massimo di tre anni dall’entrata in vigore della Carta, con possibilità di rinnovo subordinata alla decisione del presidente dell’organismo. La bozza è stata riportata per prima da Bloomberg News. Il limite triennale non si applicherebbe però ai Paesi che, entro il primo anno dall’entrata in vigore dello statuto, verseranno oltre 1 miliardo di dollari in fondi cash al cosiddetto Board of Peace. In questo caso, la durata dell’adesione sarebbe esentata dal vincolo temporale previsto per gli altri membri.

Il documento non chiarisce ulteriori criteri di governance né le modalità di utilizzo dei fondi, ma la clausola finanziaria introduce una netta distinzione tra Stati contributori e non contributori nella permanenza all’interno dell’organismo.

Sci, Federica Brignone possibile rientro a Kronplatz

Roma, 18 gen. (askanews) – Federica Brignone potrebbe partecipare allo slalom gigante di Kronplatz. La 35enne, reduce dal grave infortunio dello scorso aprile (frattura pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone), risulta iscritta in albergo e nella entry list della gara a Plan de Corones, in Alto Adige, ma lo stesso era avvenuto a Tarvisio prima che la sciatrice optasse per la cancellazione. Non c’è ancora certezza sulla sua partecipazione alla 14^ prova della Coppa del Mondo, in programma martedì 20 gennaio. C’è un altro aspetto da considerare: nei giorni scorsi Brignone ha subito una leggera insaccata al ginocchio, in allenamento a Cortina. Un problema che sembra superato pienamente, anche se la stessa Brignone nei giorni scorsi si era sentita più a suo agio sulel curve ad alta velocità di SuperG e discesa rispetto a quelle più strette di gigante dove sentiva ancora un po’ di dolore.

Questo lunedì comunque ci sarà l’estrazione dei pettorali e verrà sciolto il dubbio. Un ritorno in pista che ovviamente sarebbe un passo importantissimo verso le Olimpiadi di Milano-Cortina.

Teheran valuta il ripristino ‘graduale’ dell’accesso a Internet

Roma, 18 gen. (askanews) – Le autorità iraniane hanno dichiarato di valutare un ripristino “graduale” dell’accesso a Internet dopo aver imposto, da oltre una settimana, una vasta interruzione delle comunicazioni in tutto il Paese. Lo hanno riferito i media locali.

Questa mattina l’Afp è riuscita a collegarsi a internet dal suo ufficio di Teheran, anche se la stragrande maggioranza dei provider internet e della rete mobile resta ancora bloccata. Le chiamate internazionali in uscita sono possibili da martedì e il servizio di messaggistica sms è stato ripristinato sabato mattina. Nella tarda serata di ieri, l’agenzia di stampa Tasnim ha riferito che “le autorità competenti hanno annunciato che anche l’accesso a internet sarà gradualmente ripristinato”, senza fornire ulteriori dettagli.

Citando una “fonte informata” rimasta anonima, l’agenzia ha affermato che le applicazioni di messaggistica locali “saranno presto attivate” sull’intranet nazionale della repubblica islamica.

Il blackout delle comunicazioni, senza precedenti, è stato imposto mentre si moltiplicavano gli appelli a manifestazioni antigovernative, inizialmente scatenate dal difficile contesto economico del Paese.

Tennis, Alcaraz avanza agli Australian Open

Roma, 18 gen. (askanews) – Carlos Alcaraz vince al debutto agli Australian Open. Impegnato nel 1° turno nel match che ha chiuso la sessione serale della Rod Laver Arena, lo spagnolo ha superato la wild-card australian Adam Walton, 81 del mondo. 6-3, 7-6, 6-2 i parziali in poco più di due ore di gioco per il n°1 del ranking. Al 2° turno sfiderà il tedesco Yannick Hanfmann, 102 del ranking, con cui ha vinto l’unico precedente a livello Atp.

Inizia con una rimonta l’Australian Open di Alexander Zverev. Finalista un anno fa a Melbourne Park, il tedesco cha battuto il canadese Gabriel Diallo con il punteggio di 6-7, 6-1, 6-4, 6-2. Avanti anche Sascha Bublik, che si libera con un triplo 6-4 dello statunitense Brooksby.

Meloni a Seul vede gli imprenditori italiani, focus su scenario commerciale

Seul, 18 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato oggi a Seoul una rappresentanza di imprenditori italiani che operano in Corea.

La Corea è il quarto partner commerciale italiano in Asia, ma a livello pro capite Seoul sottolineano fonti del governo – è il primo mercato asiatico per l’export italiano. Significativa la presenza imprenditoriale italiana nella nazione, con circa 120 aziende che operano nei settori dell’industria manifatturiera, trasporti, logistica e commercio, con un fatturato complessivo di 3,2 miliardi di euro.Meloni – sottolineano le stesse fonti – ha avuto uno scambio di vedute sullo scenario commerciale e sui margini di potenziamento del tessuto imprenditoriale italiano in Corea. Seoul è tra le nazioni ad alto potenziale che il Governo italiano ha inserito nel Piano d’azione per l’export, e tra i comparti industriali italiani più attrattivi e con maggiore successo ci sono quelli del lusso, della moda e della cosmetica.

Milano-Cortina, influencer della Felicità Pedersoli tedoforo a Brescia

Roma, 18 gen. (askanews) – Simone Pedersoli, influencer italiano affetto da atrofia muscolare spinale di Tipo 2, diventato celebre per il suo approccio positivo e autentico alla vita condivisa sui social, tedoforo per un giorno a Brescia, dove la Fiamma Olimpica ha fatto tappa ieri. Nominato “l’influencer della Felicità”, con i suoi contenuti quotidiani e ironici, insegna a vedere la disabilità come parte della normalità, ispirando positività e resilienza.

Pedersoli rappresenta pienamente i valori olimpici di determinazione e coraggio. La sua capacità di trasformare una sfida personale in un punto di forza ispira inclusione e spirito di squadra, rendendolo un esempio di come superare gli ostacoli con tenacia, proprio come lo spirito delle Olimpiadi.

“La Fiamma Olimpica rappresenta il coraggio di affrontare le sfide ogni giorno, senza perdere il sorriso e la voglia di andare avanti. Per me essere Tedoforo è un modo per condividere la gioia di vivere, trasformare ciò che ci rende diversi in una forza e portare ispirazione a chi ci sta accanto. Significa sentirsi parte di qualcosa di più grande, dove ogni passo ci ricorda che insieme possiamo trasformare le sfide in momenti di crescita e positività. È un invito a guardare ogni esperienza come un’opportunità, riscoprendo il valore della condivisione”, ha dichiarato Pedersoli. Con Coca-Cola, il Viaggio della Fiamma Olimpica diventa un percorso che celebra sport, comunità e impegno sociale, trasformando l’attesa dei Giochi in un’esperienza partecipata e inclusiva.

Khamenei: Trump "criminale", migliaia di morti nelle proteste

Milano, 18 gen. (askanews) – La Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, ha definito il presidente degli Stati Uniti Donald Trump un “criminale” per il suo sostegno ai manifestanti iraniani, attribuendo ai disordini scoppiati a fine dicembre la responsabilità di “diverse migliaia” di morti.

Lo riferisce l’Ap citando un discorso trasmesso sabato dalla televisione di Stato in cui Khamenei ha parlato per la prima volta dell’entità delle vittime legate all’ondata di proteste iniziata il 28 dicembre e culminata in una repressione sanguinosa. Secondo la Guida suprema, le manifestazioni avrebbero provocato “migliaia di morti”, senza fornire ulteriori dettagli.

“In questa rivolta il presidente degli Stati Uniti è intervenuto personalmente, ha incoraggiato le persone sediziose ad andare avanti e ha detto: ‘Vi sosteniamo, vi sosteniamo anche militarmente'”, ha affermato Khamenei, che detiene l’ultima parola su tutte le questioni di Stato. Il leader ha ribadito l’accusa secondo cui Washington mira a dominare le risorse economiche e politiche dell’Iran.

Trump ha replicato chiedendo la fine del potere quasi quarantennale di Khamenei. Il botta e risposta è arrivato il giorno dopo un apparente cambio di tono del presidente Usa, che aveva affermato che “l’Iran ha annullato l’impiccagione di oltre 800 persone”, aggiungendo di “rispettare molto” tale decisione. Trump non ha però chiarito con chi abbia parlato a Teheran per confermare l’eventuale sospensione delle esecuzioni. Le sue dichiarazioni sono state lette come un possibile segnale di allontanamento dall’opzione militare.

L’agenzia ufficiale Irna ha riferito che il procuratore generale di Teheran, Ali Salehi, ha liquidato le parole di Trump come “affermazioni inutili e irrilevanti”, sottolineando che l’atteggiamento delle autorità iraniane resta “severo, preventivo e rapido”.

Nel suo intervento, Khamenei ha inoltre definito i manifestanti “soldati semplici” degli Stati Uniti, accusandoli di aver distrutto moschee e centri educativi. “Colpendo la popolazione, hanno ucciso diverse migliaia di persone”, ha concluso, tornando a indicare Washington come responsabile morale delle violenze.

Il Papa: fama e successo ‘surrogati di felicità’, illusioni passeggere

Roma, 18 gen. (askanews) – “All’approvazione, al consenso, alla visibilità viene data spesso un’importanza eccessiva, tale da condizionare le idee, i comportamenti e gli stati d’animo delle persone, da causare sofferenze e divisioni, da produrre stili di vita e di relazione effimeri, deludenti, imprigionanti. In realtà, non abbiamo bisogno di questi ‘surrogati di felicità'”. Lo ha detto il Papa durante l’Angelus in piazza San Pietro.

“La nostra gioia e la nostra grandezza – ha aggiunto – non si fondano su illusioni passeggere di successo e di fama, ma sul saperci amati e voluti dal nostro Padre che è nei cieli”. Il Papa prende spunto dalla figura di Giovanni il Battista, che, dice “riconosce in Gesù il Salvatore, ne proclama la divinità e la missione al popolo d’Israele e poi si fa da parte, esaurito il proprio compito”.

“Il Battista è un uomo molto amato dalle folle, al punto da essere temuto dalle autorità di Gerusalemme – osserva il Pontefice -. Sarebbe stato facile per lui sfruttare questa fama, invece non cede per nulla alla tentazione del successo e della popolarità. Davanti a Gesù, riconosce la propria piccolezza e fa spazio alla grandezza di Lui”. “Quanto è importante per noi, oggi, la sua testimonianza”, prosegue Leone.

Controlli al Piper, sequestro preventivo dello storico locale

Roma, 18 gen. (askanews) – Sequestro preventivo dello storico locale Piper di Roma. Secondo quanto si apprende, sarebbero state riscontrate una serie di anomalie nel locale di via Tagliamento. Riscontrate modifiche strutturali all’impianto, alcune assenze di certificazioni, rischi sotto il profilo dell’evacuazione di emergenza, carenze nelle condizioni igieniche sanitarie, presenza di un numero di avventori di gran lunga superiori rispetto alla capienza prevista per l’impianto. “Si attende ora la convalida dell’autorità giudiziaria”, riferiscono le fonti. Il controllo è avvenuto dopo l’una di questa notte da parte della divisioni amministrativa della questura di Roma. Controlli che si sono intensificati nell’anno giubilare e che non sono aumentati in seguito alla strage di Crans-Montana.

Groenlandia, gelo Ue-Usa dopo annuncio dazi. Meloni: sono un errore

Milano, 18 gen. (askanews) – Sale la tensione tra Stati Uniti ed Europa dopo l’annuncio del presidente Donald Trump di imporre dazi del 10% a otto Paesi europei colpevoli, secondo la Casa Bianca, di opporsi al controllo americano della Groenlandia. La decisione resa nota sabato, spiega l’Ap, ha scatenato reazioni durissime in Europa, dove si teme un serio deterioramento dei rapporti transatlantici.

La mossa di Trump apre un test potenzialmente pericoloso per le alleanze tra Washington e l’Europa. Nei giorni scorsi diversi Paesi europei hanno inviato truppe in Groenlandia, ufficialmente per esercitazioni di sicurezza artica. Il presidente Usa ha lasciato intendere di voler usare i dazi come leva per forzare negoziati con la Danimarca e altri partner europei sullo status del territorio, semiautonomo e parte del Regno danese, ritenuto strategico per la sicurezza nazionale americana.

I Paesi colpiti sarebbero Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia. Restano però forti dubbi su come Washington potrebbe applicare concretamente le tariffe, dato che l’Unione europea opera come mercato unico. Secondo un diplomatico europeo, inoltre, non è chiaro quale base giuridica interna potrebbe essere utilizzata dagli Stati Uniti, se non il ricorso a poteri economici d’emergenza oggi contestati anche davanti alla Corte Suprema.

L’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas ha avvertito che le divisioni tra Europa e Stati Uniti favoriranno Cina e Russia. “Se la sicurezza della Groenlandia è a rischio, possiamo affrontare il tema all’interno della Nato. I dazi rendono Europa e Stati Uniti più poveri e minano la nostra prosperità condivisa”, ha scritto sui social. Numerose le critiche che arrivano dall’Italia. A partire dalla premier Giorgia Meloni che ha sentito Trump e Rutte e da Seoul ha definito l’ipotesi di aumento dei tassi “un errore che non condivido”. Per la Lega invece la colpa è di chi ha avuto “smania” di inviare truppe in Groenlandia, mentre Calenda ha definito la mossa illegale e ha auspicato l’applicazioni di dazi paritetici da parte dell’Ue. Critiche sono arrivate anche dagli Stati Uniti. Il senatore democratico Mark Kelly ha accusato Trump di voler far “pagare di più gli americani per ottenere territori che non servono”, avvertendo che il danno alla reputazione e alle relazioni internazionali di Washington “ci rende meno sicuri”.

Intanto a Nuuk capitale della Groenlandia e a Copenaghen si sono svolte manifestazioni di protesta con diverse migliaia di persone in cui spiccavano i cappellini con scritto Make America Go Away e cartelli con la scritta Yankee Go Home.

L’Unione europea ha convocato per domenica sera una riunione d’emergenza degli ambasciatori per valutare una risposta comune. In una dichiarazione congiunta, il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno espresso piena solidarietà a Danimarca e Groenlandia, avvertendo che “i dazi rischiano di innescare una spirale pericolosa” e assicurando che l’Europa “resterà unita e coordinata nella difesa della propria sovranità”.

Dure anche le reazioni politiche. In Francia, il leader del Rassemblement National Jordan Bardella ha parlato di “ricatto commerciale” e chiesto la sospensione dell’accordo sui dazi siglato lo scorso anno con Washington. Intanto i ministri degli Esteri di Danimarca e Norvegia sono attesi a Oslo per una conferenza stampa sulla crisi.

1919, Sturzo e i popolari dalla parte dell’America di Wilson

Sorprende ai giorni nostri la negligenza con la quale si guarda alla vicenda storica del Partito popolare. È anche colpa nostra, perché abbiamo lasciato che si depositasse la polvere dell’oblio e diventasse uno stile intellettuale la presa di distanza dal cattolicesimo politico, con la sua stratificazione materiale, tra luci e ombre, e il suo retaggio di grandezza e contraddizioni. Sturzo lo si cita, quando dice bene, ma non lo si studia e quindi non lo si capisce. Quello che ha fatto si piega alla banalità del discorso odierno, privo di spessore, di chi coltiva l’illusione di una novità senza passione e senza esperienza.

Il contesto storico

Come ricordare la nascita del Partito popolare? C’è qualcosa in quell’evento che si riveste di luminosa attualità. L’Italia era uscita vincitrice dalla Grande guerra. Tuttavia, sulla scia di un evento di portata eccezionale, costato più di  seicentomila morti e circa un milione di feriti, l’opinione pubblica entrò subito nella spirale di delusione e frustrazione per quella che fu denominata la “vittoria mutilata”. Fu l’innesco di una crisi che nel giro di un triennio determinò il successo del fascismo. La classe dirigente non seppe contrastare il disordine del dopoguerra.

Prima dell’Appello ai liberi e forti, Sturzo presentò il 17 novembre del 1918, in un discorso memorabile tenuto a Milano, le sue considerazioni sulle “novità” prodotte dalla guerra. Fece chiarezza su un punto: i cattolici dovevano essere consapevoli che l’Europa e l’occidente avevano di fronte l’imponenza di una palingenesi sociale. Erano crollati gli imperi, s’alzava la bandiera della libertà, cresceva la speranza di un nuovo ordine, fondamentalmente più giusto. La pace doveva rappresentare l’orizzonte insuperabile, mai più soggetto a rimozioni, della nuova era delle nazioni e dei popoli.

Contro vecchi e nuovi imperialismi

Sturzo, in contrasto con il sentimento pubblico dell’epoca, si schierò dalla parte dell’America di Wilson. Ai primi di gennaio del 1919 il Presidente degli Stati Uniti venne in Italia ma fu accolto con freddezza e malcelata diffidenza. I suoi famosi 14 punti per la pace contemplavano (al punto 9) una troppo debole adesione alle aspettative dell’Italia sui territori dell’Istria e della Dalmazia. Ebbene,  nell’Appello presentato a distanza di pochi giorni dalla visita del Presidente americano risuonavano parole di coraggiosa condivisione  di un disegno di rottura con ogni sorta di imperialismo, per una pace durevole. 

i popolari erano nel giusto

Se la storia non si ripete, tant’è che oggi si deve constatare amaramente come l’America sia lontana dall’idealismo wilsoniano, non per questo si annulla la portata dei suoi insegnamenti. Quel che conta, per noi, è che il Partito popolare si costituì con l’armatura di un programma che avrebbe potuto scongiurare, se adottato dalle forze popolari dell’epoca, la tragedia della dittatura. Di questo dobbiamo essere orgogliosi, anche quando una verità così significativa collassa sotto il peso di un enorme scollamento tra coscienza cristiana e azione politica, con l’abbandono per superficialità e presunzione dei valori costituivi del popolarismo. 

M.O., Meloni: invitati nel board of peace, da Italia ruolo primo piano

Seoul, 18 gen. (askanews) – “Siamo stati invitati a far parte del board of paeace” per Gaza, “penso che l’Italia possa giocare un ruolo di primo piano”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa a Seoul, ultima tappa della sua missione in Asia.

“Penso – ha spiegato – che l’Italia possa giocare un ruolo di primo piano nella costruzione del piano di pace” in Medio Oriente, “e quindi siamo pronti a fare la nostra parte. Del resto mi pare” che l’Italia sia “un attore molto attivo nella regione, in buoni rapporti con tutti gli altri attori regionali, e quindi siamo contenti e faremo del nostro meglio per dare il nostro contributo, che pensiamo possa fare la differenza”.

Calcio, risultati serie A, la Juventus frena

Roma, 17 gen. (askanews) – Questa la classifica di serie A dopo Cagliari-JUvenbtus 1-0

Ventunesima giornata: Pisa-Atalanta 1-1, Udinese-Inter 0-1, Napoli-Sassuolo 1-0, ore 20.45 Cagliari-Juventus 1-0, domenica 18 gennaio ore 12.30 Parma-Genoa, ore 15 Bologna-Fiorentina, ore 18 Torino-Roma, ore 20.45 Milan-Lecce, lunedì 18 gennaio ore 18.30 Cremonese-Verona, lunedì 19 gennaio ore 20.45 Lazio-Como.

Classifica: Inter 49, Milan, Napoli 43, Roma, Juventus 39, Como 34, Atalanta 32, Bologna 30, Lazio 28, Udinese 26, Sassuolo, Torino 23, Cremonese, Parma 22, Genoa, Cagliari 19, Lecce 17, Fiorentina, Pisa 14, Verona 13.

Ventiduesima giornata: venerdì 23 gennaio ore 20.45 Inter-Pisa, sabato 24 gennaio ore 15 Como-Torino, ore 18 Fiorentina-Cagliari, ore 20.45 Lecce-Lazio, domenica 25 gennaio ore 12.30 Sassuolo-Cremonese, ore 15 Atalanta-Parma, Genoa-Bologna, ore 18 Juventus-Napoli, ore 20.45 Roma-Milan, lunedì 26 gennaio ore 20.45 Verona-Udinese.

Francesco, l’anniversario che non consola

A ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, la Chiesa indice per il 2026 uno speciale Anno Giubilare che non si limita a custodire una memoria, ma espone il presente a una domanda radicale. Dopo il Giubileo della Speranza, questo tempo francescano appare come una verifica silenziosa e inesorabile: la speranza annunciata ha preso corpo nella vita, oppure si è arrestata al livello del linguaggio?

Francesco non fu mai una figura pacificata.

In un Medioevo attraversato da guerre, diseguaglianze e religiosità ambigue, egli scelse la nudità evangelica come gesto di rottura. Non costruì un sistema spirituale, né offrì una sintesi dottrinale rassicurante: consegnò la propria esistenza al Vangelo senza difese. Per questo resta sorprendentemente contemporaneo: non perché si adatti al nostro tempo, ma perché lo giudica, rivelandone le illusioni e le paure.

Il Decreto della Penitenzieria Apostolica – pubblicato il 16 gennaio – che proclama l’Anno giubilare richiama il cuore della spiritualità francescana: la misericordia come atto creativo. Il Perdono d’Assisi rimane uno dei gesti più audaci della tradizione cristiana, una grazia sottratta a ogni logica di merito, di calcolo e di controllo. In Francesco, la misericordia non nasce da un generico sentimento di benevolenza, ma dalla convinzione radicale che Dio stesso ha rinunciato a ogni forma di potere per farsi prossimo.

Il perdono, così inteso, non consola: disarma.

In un tempo che moltiplica i discorsi su pace, inclusione e sostenibilità, Francesco resta una misura scomoda. La sua povertà non è ideologia, ma spoliazione; la pace non è equilibrio, ma disarmo; la fraternità non è uno slogan, ma esposizione reale all’altro, fino a lasciarsi ferire, convertire e persino salvare dalla sua presenza. È una fraternità che non protegge, ma consegna.

Se l’Anno di San Francesco si ridurrà a celebrazione devota, avrà mancato il suo scopo. Se invece saprà trasformare la speranza in responsabilità, mettendo in crisi il nostro rapporto con potere, possesso e perdono, allora non sarà un anniversario, ma un evento spirituale. Otto secoli dopo, Francesco continua a fare ciò che ha sempre fatto: non offrire consolazioni, ma aprire uno spazio in cui Dio possa ancora passare.

La Russia senza futuro: il gelo della guerra e il ritorno al passato

Nel cuore dell’inverno russo, mentre il Paese celebra lo Staryj Novyj God – il “Vecchio Anno Nuovo” secondo il calendario giuliano – l’autore dell’analisi pubblicata su AsiaNews utilizza la forza simbolica di questo doppio Capodanno per descrivere una Russia prigioniera del proprio passato. Tra nevicate che isolano le città e rituali religiosi che promettono purificazione, il presente viene congelato e il futuro rimosso.

Una società senza “immagine del futuro”

Secondo sondaggi e testimonianze raccolti da sociologi e analisti indipendenti, oggi in Russia non esiste una vera rappresentazione condivisa del futuro. Dopo quattro anni di guerra contro l’Ucraina, le élite politiche e religiose appaiono concentrate esclusivamente sulla distruzione del presente, giustificata da mitologie storiche e religiose. La narrazione oscilla tra l’idea di una “guerra santa” contro l’Occidente e quella di una semplice “operazione militare speciale”, mentre la vita quotidiana dei cittadini è segnata da tasse crescenti, sacrifici economici e repressione.

Ottimismo retorico, paura reale

Un “sondaggio estremo”, promosso da ambienti vicini a Novaja Gazeta, ha chiesto ai russi di immaginare il Paese tra cinquant’anni. I risultati restituiscono un’immagine fortemente ideologizzata: una “grande Russia” territorialmente espansa, demograficamente più numerosa, tecnologicamente avanzata, guidata da una mano forte. Ma sotto questa superficie ottimistica emergono crepe significative: una minoranza consistente teme declino demografico, impoverimento e ulteriore compressione delle libertà. Non a caso, i più pessimisti sono imprenditori e categorie direttamente colpite dall’economia di guerra.

Il nodo religioso e lo scontro delle Ortodossie

Al centro della riflessione vi è il ruolo della Chiesa ortodossa russa, che alimenta una visione apocalittica del presente e del futuro. La propaganda della “guerra santa”, ben precedente all’era Putin, si intreccia oggi con lo scontro tra le Chiese ortodosse in Ucraina: quella filo-moscovita e quella autocefala. Questo conflitto religioso diventa simbolo di uno scontro di civiltà più ampio, in cui la “de-nazificazione” dell’Ucraina si accompagna a una vera e propria “de-ortodossizzazione” imposta dall’alto.

Un Paese congelato in attesa di disgeli

La tesi di fondo è netta: la Russia appare destinata a un lungo “inverno politico e morale”, una fase di congelamento in cui tutto resta immobile, tra repressione e adattamento passivo della società. L’assenza di una speranza esplicitamente formulata – incarnata, fino alla sua morte, dalla figura di Aleksej Naval’nyj – pesa come un vuoto strutturale. Il futuro, conclude l’autore, non potrà essere pensato senza interrogarsi sul destino religioso e spirituale del Paese: quale Ortodossia, quale Cristianesimo, quale identità per i popoli dell’Europa orientale nei prossimi decenni?

 

Leggi l’articolo originale su AsiaNews:

👉 https://www.asianews.it/notizie-it/Il-‘Vecchio-Anno-Nuovo’-di-una-Russia-‘congelata-nella-guerra’-64657.html

L’Uruguay di Pepe Mujica, un’eccezione democratica

Un presidente fuori dagli schemi

In occasione della firma dell’accordo tra l’Unione Europea e i paesi del Mercosur, risulta interessante approfondire le dinamiche politiche che hanno caratterizzato questi ultimi nel corso dei decenni.

Uno degli esempi più significativi è l’Uruguay, che ha avuto come presidente una delle figure più iconiche a livello mondiale: José Alberto Mujica Cordano, noto come “Pepe” Mujica. Considerato il presidente più umile del mondo, Mujica ha attraversato la guerriglia, una durissima prigionia dalla quale è uscito perdonando i suoi carcerieri, fino ad assumere la guida del paese.

Dalla prigionia alla guida del Paese

Dopo tredici anni di detenzione, con il ritorno della democrazia nel 1985 fu liberato grazie a un’amnistia generale e fondò il Movimento di Partecipazione Popolare all’interno della coalizione di sinistra nota come Frente Amplio. Nel 2009 vinse le elezioni presidenziali e promosse riforme progressiste che hanno trasformato l’Uruguay in un vero e proprio laboratorio sociale.

Tra queste: la legalizzazione della marijuana (prima al mondo), la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e la depenalizzazione dell’aborto.

Sobrietà personale e critica del consumismo

Mujica si distinse inoltre per il suo stile di vita austero, rifiutando di vivere nel palazzo presidenziale e continuando a risiedere nella sua fattoria, spostandosi con una Volkswagen Maggiolino del 1987. Donò il 90% del suo stipendio presidenziale a programmi di edilizia sociale, si oppose al consumismo sfrenato ed è celebre la sua frase:

«I poveri non sono quelli che hanno poco, ma quelli che desiderano troppo».

La sua filosofia non era ideologica, ma pragmaticamente orientata alla realtà: invece di reprimere i fenomeni sociali, scelse di regolarli e sottrarli alla criminalità, concentrandosi sulla protezione dei diritti individuali.

Riforme sociali e risultati concreti

Oltre alle riforme etiche già citate, Mujica promosse un aumento del 50% in termini reali del salario minimo e ridusse il tasso di povertà, che al suo insediamento era pari al 40%, facendolo crollare al 12%.

Estese inoltre la giornata lavorativa di otto ore ai lavoratori agricoli, precedentemente esclusi, sviluppò l’edilizia sociale per le famiglie indigenti tramite il Plan Juntos e promosse l’UTEC (Universidad Tecnológica del Uruguay) per favorire l’accesso all’istruzione anche ai giovani delle zone rurali.

Un’eccezione democratica nel continente

Queste politiche si sono tradotte in risultati economici significativi: crescita costante del PIL nel periodo 2010-2015 (+75%), disoccupazione scesa al minimo storico del 5,6%, rendendo l’Uruguay il paese più equo dell’America Latina secondo l’indice di Gini.

Ovviamente, tali riforme non sono state esenti da critiche da parte dei settori più conservatori, ma hanno caratterizzato il paese come un’eccezione democratica e liberale nel continente.

Un’eredità che resiste al cambio di governo

Ciò è dimostrato dal fatto che, nonostante il cambio di governo del 2020 e l’arrivo del centrodestra guidato da Luis Lacalle Pou, queste riforme sono rimaste pilastri strutturali della società uruguaiana. Il paese continua a vantare la classe media più numerosa dell’America Latina e i livelli di disuguaglianza più bassi.

La riforma meno nota, ma altrettanto importante, riguarda la transizione energetica: oggi l’Uruguay genera quasi il 98% della sua elettricità da fonti rinnovabili, come eolico e idroelettrico.

Persistono naturalmente alcune criticità, come la sicurezza urbana e il costo della vita – non a caso l’Uruguay è soprannominato la Svizzera del Sud – ma le riforme non sono state abolite dal governo successivo, poiché si sono consolidate come parte dell’identità nazionale di un paese attento ai diritti individuali.

Una lezione per l’Europa

Con i dovuti distinguo, e senza semplificare eccessivamente la complessità, sarebbe importante che la sinistra europea e quella italiana traessero ispirazione da un esempio come questo: una visione fondata su principi essenziali, capace di tradursi in politiche concrete, può trasformare un paese e rendere i cittadini protagonisti consapevoli del processo di cambiamento.

La vitalità del vuoto: se non c’è spazio il Nuovo nasce altrove

“…perché non c’era posto 

per loro nell’albergo” (Luca, 2,7).

 

Che cos’è che ‘fa vivere’? 

Una domanda esistenzialista, privata quanto si vuole, ma che è fuoriuscita da tempo dai lettini degli psicanalisti ed ha contagiato anche organizzazioni e istituzioni, visto che queste, in un tempo di eclisse dell’autorità e delle obbedienze, stanno oggi logorandosi su come risultare attrattive e rigenerative per le persone cui si rivolgono, non avendo più nessun farmaco di sicuro successo. Lo abbiamo qui scritto a proposito delle chiese che non agganciano più l’inespresso spirituale delle persone. Od anche a proposito di relazioni vitali che le istituzioni non sono capaci di intercettare, di suscitare, di dimostrare. Di testimoniare.

“Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati”

 Questo conosciuto e sempre suggestivo aforisma di Brecht dice molte cose sul nutrire aspettative di cambiamento se non addirittura rigenerazioni vitali quando non c’è spazio.

Per accogliere la novità di un bambino i genitori preparano lo spazio in casa. Il primo spazio che però manca al Nuovo è dentro di noi. Ognuno è totalmente riempito di se stesso. 

Senza spazio sono percepiti anche soggetti istituzionali, enti, strutture e mondo organizzativo.

È proprio questo il sotteso della 50ma Settimana Sociale del 2024 a Trieste, il cui tema è stato “Al cuore della Democrazia, partecipare tra storia e futuro”. Ogni istituzione oggi è ‘senza’: chiese senza fedeli, partiti senza iscritti, associazioni senza soci, famiglie senza figli (e senza adulti),… Osservava  nella presentazione in Università Cattolica a settembre 2023 la Prof.ssa Granata del Comitato Scientifico e Organizzatore: “La gente in fondo non è distante, ma dentro non ci vuole più stare, non riesce più a starci; non è tanto ‘contro’ ma fa senza, e se si andasse a vedere ci si accorgerebbe che è accampata fuori”. Magari anche non distante, ma fuori.

Fare posto. Cioè spazi liberi per far riabitare. Anche rischiando

Nel 1969 Prezzolini pubblica Dio è un rischio (poi rieditato con un carteggio inedito con Papa Paolo VI), che lo scrittore dichiara essere “il commiato d’un vecchio dai giovani d’oggi e un annunzio a coloro che nasceranno dai giovani d’oggi”.

Prezzolini dice subito che “chiunque abbia un Dio che debba trovare un posto” bisogna si domandi di che dio si tratta se non sa dove metterlo. Ma, appunto, Dio è un rischio. Il contrario del dio degli eserciti dei tanti poteri in guerra nel mondo. Nessuno checché giuri sulla Bibbia o il Corano vuol mettersi in casa questo rischio. Sicché pregare è qualsiasi cosa fuorché un Ascolto, perché nessuno ha più un briciolo di silenzio  per sentire altro da se stesso.

Quando tutto torna il Nuovo non nasce

Ma… a cosa serve il Nuovo? A respirare, a vivere. Essere davvero vivi, e non semplicemente viventi, dice Jullien. La capacità di esistere fuori dall’immediata realtà, di aprirsi al futuro e alla Relazione con l’altro.

È l’evento improvviso, in-audito, che ci rivela a noi stessi. Quella cosa che il filosofo e sinologo francese, ateo, trova nel quarto Vangelo (Risorse del cristianesimo – Ma senza passare dalla via della fede, Ponte alle Grazie, 2019).

Il cristianesimo? L’imbattersi in una Rivelazione che dona vita piena

Nel Vangelo di Giovanni viene infatti concepita per la prima volta la possibilità di un evento radicalmente nuovo, inaudito appunto, completamente privo di legami con quanto lo precede, che può cambiare l’esistenza personale e la Storia in maniera decisiva. Viene offerta la possibilità di una vita autentica, vita zampillante e sovrabbondante, vita intesa come sviluppo ed espansione delle possibilità e delle consapevolezze.

Le risorse che esistono ancora inalterate nel cristianesimo hanno per Jullien ‘un potere luminoso’, capace di far sorgere il giorno da qualsiasi notte.

 

N.B. Prima parte, il seguito dell’articolo sarà pubblicato domani.

Groenlandia, Von der Leyen: Ue difenderà unita propria sovranità

Milano, 17 gen. (askanews) – “L’integrità territoriale e la sovranità sono principi fondamentali del diritto internazionale. Sono essenziali per l’Europa e per la comunità internazionale nel suo complesso. Abbiamo costantemente sottolineato il nostro interesse transatlantico comune per la pace e la sicurezza nell’Artico, anche attraverso la Nato. L’esercitazione danese pre-coordinata, condotta con gli alleati, risponde alla necessità di rafforzare la sicurezza nell’Artico e non rappresenta una minaccia per nessuno. L’Ue è pienamente solidale con la Danimarca e il popolo della Groenlandia. Il dialogo rimane essenziale e siamo impegnati a portare avanti il processo avviato già la scorsa settimana tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti. I dazi doganali comprometterebbero le relazioni transatlantiche e rischierebbero di innescare una pericolosa spirale discendente. L’Europa rimarrà unita, coordinata e impegnata a difendere la propria sovranità”. Lo ha affermato in un post su “X” la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen

Referendum, l’Anm: partita aperta, noi sempre pronti al dialogo

 

 

Roma, 17 gen. (askanews) – “Come direbbe Voltaire nel migliore dei mondi possibili i decreti attuativi si scrivono nel momento in cui la riforma è definitivamente approvata. Mi rendo conto che forse è più comodo scriverli ancora adesso, mi rendo conto che forse potrebbe essere in qualche modo difficile spiegare a chi in qualche modo è un competitore sul referendum, beh intanto venite a scrivere i decreti attuativi. Quindi su questo punto io credo che non si debba avere particolare stupore, poi se qualcuno che crede di dover collaborare prima su un qualcosa che a tutt’oggi è oggettivamente ipotetico, non mi stupisco assolutamente”.

Così ha detto il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, in una pausa del Comitato direttivo centrale dell’associazione.

Il presidente Parodi ha poi aggiunto: “Come abbiamo detto fin dal 5 marzo dello scorso anno, l’Anm ha un atteggiamento di assoluta apertura verso il dialogo, verso il governo. Noi siamo disponibili a parlare su tutto, certamente prima di tutto dei temi che ci riguardano in maniera diretta: i precari, le assunzioni. Sui decreti attuativi, se ci chiameranno, certamente ci presenteremo. Noi non ci siamo mai rifiutati – al di là del confronto politico sarebbe stata una brutta immagine quella dell’Anm che si oppone politicamente al Governo – ma sui temi tecnici, sulle norme, non abbiamo nessun motivo di non dialogare, di non dare, se possibile, il nostro contributo”.

 

La Spezia, Valditara: consentire a presidi di installare metal detector

Milano, 17 gen. (askanews) – “Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole, diciamo, di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d’intesa con il prefetto, dei metal detector”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara intervistato a “4 di Sera Weekend” su Retequattro, in merito all’omicidio del 18enne Abanoub Youssef assassinato da un compagno di scuola in un istituto tecnico di La Spezia.

Calcio, risultati serie A, Il Napoli aggancia il Milan

Roma, 17 gen. (askanews) – Questa la classifica di serie A dopo Napoli-Sassuolo 1-0

Ventunesima giornata: Pisa-Atalanta 1-1, Udinese-Inter 0-1, Napoli-Sassuolo 1-0, ore 20.45 Cagliari-Juventus, domenica 18 gennaio ore 12.30 Parma-Genoa, ore 15 Bologna-Fiorentina, ore 18 Torino-Roma, ore 20.45 Milan-Lecce, lunedì 18 gennaio ore 18.30 Cremonese-Verona, lunedì 19 gennaio ore 20.45 Lazio-Como.

Classifica: Inter 49, Milan, Napoli 43, Roma, Juventus 39, Como 34, Atalanta 32, Bologna 30, Lazio 28, Udinese 26, Sassuolo, Torino 23, Cremonese, Parma 22, Genoa, Cagliari 19, Lecce 17, Fiorentina, Pisa 14, Verona 13.

Ventiduesima giornata: venerdì 23 gennaio ore 20.45 Inter-Pisa, sabato 24 gennaio ore 15 Como-Torino, ore 18 Fiorentina-Cagliari, ore 20.45 Lecce-Lazio, domenica 25 gennaio ore 12.30 Sassuolo-Cremonese, ore 15 Atalanta-Parma, Genoa-Bologna, ore 18 Juventus-Napoli, ore 20.45 Roma-Milan, lunedì 26 gennaio ore 20.45 Verona-Udinese.

Dazi, Costa: sto coordinando risposta congiunta di Stati membri Ue

Milano, 17 gen. (askanews) – “È molto importante ricordare che siamo qui non solo per affermare la creazione della zona economica più ampia del mondo, ma anche per inviare un messaggio molto chiaro al mondo. Oggi non c’è bisogno di conflitti ma di pace; non c’è bisogno di conflitti tra Paesi ma di cooperazione. È fondamentale difendere sempre il diritto internazionale, ovunque esso sia. Se vogliamo la prosperità, dobbiamo aprire i mercati e non chiuderli, dobbiamo creare zone di integrazione economica e non aumentare i dazi doganali. Quello che possiamo dire è che l’Unione europea sarà sempre molto ferma nella difesa del diritto internazionale, ovunque esso sia, e naturalmente a partire dal territorio degli Stati membri dell’Unione europea. Per ora sto coordinando una risposta congiunta degli Stati membri dell’Unione europea su questo tema”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, parlando dei dazi Usa nel corso della conferenza stampa al termine della cerimonia della firma del Mercosur.

“Se la Russia invade l’Ucraina – ha evidenziato Costa – dobbiamo alzarci per difendere l’integrità territoriale, la sovranità e il diritto internazionale in Ucraina. Se i diritti umani vengono violati in Venezuela, dobbiamo alzarci per difendere i diritti umani in Venezuela”.

Mercosur, Fitto: intesa importante e bilanciata con tanti benefici

Milano, 17 gen. (askanews) – “Oggi è stato firmato l’accordo con il Mercosur. Un’intesa importante e bilanciata, i cui benefici non sono solo economici, ma anche geopolitici e di stabilità delle relazioni internazionali. L’accordo rafforza la posizione dell’UE in uno scenario globale sempre più complesso e apre nuove opportunità concrete per i nostri territori e le nostre imprese”. Lo ha scritto su “X” Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea con deleghe alla Coesione e alle Riforme.

“L’accordo con il Mercosur – ha spiegato – rafforza la strategia europea di diversificazione degli scambi con partner affidabili; contribuisce a una maggiore sicurezza economica, rendendo più solide e diversificate le catene di approvvigionamento; crea nuove opportunità per le imprese europee, con un forte potenziale di crescita dell’export; tutela e valorizza i prodotti europei di qualità, proteggendo le indicazioni geografiche dalle imitazioni; consolida il ruolo geopolitico dell’Europa in America Latina”.

“Nell’accordo con il Mercosur – ha aggiunto Fitto – sono previste clausole di salvaguardia eccezionali a tutela dei nostri agricoltori e dei settori più sensibili: quote di importazione molto limitate per i prodotti sensibili, introdotte in modo graduale; i meccanismi di salvaguardia più forti mai previsti, per intervenire rapidamente in caso di squilibri o danni ai produttori europei; controlli rafforzati e audit rigorosi sulle importazioni, per garantire il pieno rispetto degli standard europei di sicurezza alimentare e sanitaria; un impegno concreto verso l’allineamento degli standard di produzione; un fondo di sicurezza da 6,3 mld a sostegno dell’agricoltura”.

Piantedosi: Pacchetto Sicurezza arriverà in Cdm entro fine mese

Milano, 17 gen. (askanews) – “E’ un provvedimento che è frutto del lavoro delle ultime settimane, degli ultimi mesi dei tecnici del Viminale, che fa tesoro un po’ delle esperienze proprio degli ultimi tempi. Ha un buon stato di maturazione e ci sarà una concertazione a Palazzo Chigi tra i ministeri interessati e dopodiché giungerà presumibilmente entro la fine del mese in Consiglio dei ministri per essere approvato”. Lo ha detto nel corso di un’intervista rilasciata al Tg5 il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in merito al cosiddetto Pacchetto Sicurezza.

Groenlandia, Trump: dazi del 10% ai Paesi Ue che hanno inviato truppe

Roma, 17 gen. (askanews) – I Paesi dell’Europa che si sono opposti all’annessione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti saranno soggetti a dazi doganali del 10 per cento. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump.

Sul suo social network Truth Social, il presidente degli Stati Uniti ha accusato i Paesi europei di giocare un “gioco pericoloso”. La “Danimarca, la Norvegia, la Svezia, la Francia, la Germania, il Regno Unito, i Paesi Bassi e la Finlandia si sono recati in Groenlandia, per ragioni sconosciute”, ha ricordato.

“Questi Paesi, che si stanno impegnando in questo gioco pericoloso, stanno assumendo rischi insostenibili e inaccettabili. È quindi imperativo, al fine di proteggere la pace e la sicurezza globali, adottare misure forti affinché questa situazione potenzialmente pericolosa giunga rapidamente e definitivamente al termine”, ha aggiunto il presidente statunitense.

Conte: governo salva politici da inchieste, non italiani dal caro vita

Roma, 17 gen. (askanews) – “Aumenta il carrello della spesa del 24%, l’energia del 34% rispetto a 2021. Avevamo proposto in legge di bilancio il salario minimo, il taglio delle tasse e misure per la perdita di potere d’acquisto” finanziando le misure con un “robusto taglio per spese folli programmate per il riarmo. Continuano a fare annunci come se fosse il primo giorno e sta scadendo la legislatura. Le uniche leggi che funzionano sono quelle per salvare i politici dalle inchieste, ma chi salva gli italiani dal caro vita?”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte arrivando all’assemblea M5S Lazio.

Musk chiede fino a 134 mld usd di danni a OpenAI e Microsoft

Milano, 17 gen. (askanews) – Elon Musk chiederà a OpenAI e Microsoft un risarcimento danni compreso tra 79 e 134 miliardi di dollari perché l’azienda di ChatGpt lo avrebbe ingannato abbandonando le sue radici no-profit e stringendo una partnership con Microsoft. L’avvocato di Musk, riporta Bloomberg, ha dettagliato la richiesta di risarcimento danni in un atto depositato venerdì, il giorno dopo che un giudice federale ha respinto il tentativo di OpenAI e Microsoft di evitare il processo che si terrà a fine aprile a Oakland, in California.

La valutazione dei danni parte dal presupposto che Musk avrebbe diritto a una parte dell’attuale valutazione di 500 miliardi di dollari di OpenAI, in cui aveva investito 38 milioni di dollari quando è stata fondata nel 2015. Musk ha lasciato OpenAI nel febbraio del 2018 in disaccordo con il fondatore Sam Altman sulla natura della startup e nel 2023 ha fondato la sua società xAI.

“Non vedo l’ora che inizi il processo. Le scoperte e la testimonianza vi lasceranno a bocca aperta”, ha scritto Musk su X. “La causa intentata da Musk è infondata e fa parte della sua tattica di molestie, non vediamo l’ora di dimostrarlo al processo”, ha affermato OpenAI in una nota.

Calcio, Udinese-Inter 0-1, decide Lautaro Martinez

Roma, 17 gen. (askanews) – L’Inter passa a Udine e porta a casa tre punti pesanti grazie al gol di Lautaro Martinez nel primo tempo. Al Bluenergy Stadium finisce 0-1: dominio nerazzurro nella prima frazione, ripresa più complicata con l’Udinese che cresce ma senza riuscire a trovare il pari.

La squadra di Chivu parte forte e costruisce diverse occasioni: Dimarco e Akanji sfiorano il vantaggio, poi al 15′ arriva l’episodio decisivo. Pio Esposito illumina con un tocco di prima, Lautaro salta l’uomo, protegge palla e con un preciso destro all’angolino batte Okoye. L’Inter continua a spingere e chiude il primo tempo in controllo.

Nella ripresa l’Udinese alza il baricentro e prova a rientrare in partita. Sommer è attento sulla conclusione di Piotrowski, mentre Okoye tiene in piedi i friulani sul mancino di Mkhitaryan. Al 61′ il gol di Dimarco viene annullato per fuorigioco di Pio Esposito. Al 70′ scoppia la polemica per il fallo di Carlos Augusto su Davis al limite: solo giallo, con i padroni di casa che chiedono il rosso.

Nel finale l’Inter si copre con i cambi, soffre ma regge: decisiva una chiusura di Akanji su Davis. Dopo quattro minuti di recupero arriva il triplice fischio di Di Bello. L’Inter vince di misura, l’Udinese esce a testa alta ma senza punti.

Calcio, risultati serie A, Inter a +6 sul Milan

Roma, 15 gen. (askanews) – Questa la classifica di serie A dopo Udinese-Inter 0-1

Ventunesima giornata: Pisa-Atalanta 1-1, Udinese-Inter 0-1, ore 18 Napoli-Sassuolo, ore 20.45 Cagliari-Juventus, domenica 18 gennaio ore 12.30 Parma-Genoa, ore 15 Bologna-Fiorentina, ore 18 Torino-Roma, ore 20.45 Milan-Lecce, lunedì 18 gennaio ore 18.30 Cremonese-Verona, lunedì 19 gennaio ore 20.45 Lazio-Como.

Classifica: Inter 49, Milan 43, Napoli 40, Roma, Juventus 39, Como 34, Atalanta 32, Bologna 30, Lazio 28, Udinese 26, Sassuolo, Torino 23, Cremonese, Parma 22, Genoa, Cagliari 19, Lecce 17, Fiorentina, Pisa 14, Verona 13.

Ventiduesima giornata: venerdì 23 gennaio ore 20.45 Inter-Pisa, sabato 24 gennaio ore 15 Como-Torino, ore 18 Fiorentina-Cagliari, ore 20.45 Lecce-Lazio, domenica 25 gennaio ore 12.30 Sassuolo-Cremonese, ore 15 Atalanta-Parma, Genoa-Bologna, ore 18 Juventus-Napoli, ore 20.45 Roma-Milan, lunedì 26 gennaio ore 20.45 Verona-Udinese.

Mercosur, sottoscritto ad Asuncion l’accordo di libero scambio con l’Ue

Roma, 17 gen. (askanews) – L’Unione Europea e il Mercato Comune del Sud (Mercosur) hanno sottoscritto ad Asuncion, in Paraguay, un accordo di libero scambio che darà vita a una delle aree di libero commercio più grandi del mondo, composta da 750 milioni di persone.

“La mattina ci accoglie per essere testimoni di un evento storico: la firma dell’accordo di associazione tra il Mercosur e l’Ue”, ha sottolineato il presidente del Paraguay, Santiago Pena, presiedendo la firma del trattato al teatro San José de Flores di Asuncion.

Unione Europea e Mercosur hanno firmato un Accordo di Partenariato e un Accordo Commerciale Provvisorio che rappresentano una tappa storica nei rapporti tra le due regioni e una piattaforma ambiziosa per rafforzare le loro relazioni economiche, diplomatiche e geopolitiche.

L’accordo firmato oggi creerà una delle più grandi zone commerciali al mondo, coprendo un mercato di circa 700 milioni di consumatori. L’accordo offrirà nuove opportunità commerciali alle imprese di tutta l’Ue, determinando un aumento stimato del 39 per cento delle esportazioni annuali verso il Mercosur (per un valore di circa 49 miliardi di euro), sostenendo al contempo centinaia di migliaia di posti di lavoro nell’Ue.

L’accordo invia inoltre un forte segnale geopolitico, dimostrando l’impegno condiviso dell’Ue e del Mercosur a favore del multilateralismo e dell’ordine internazionale basato su norme condivise.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e i leader dei Paesi del Mercosur hanno assistito alla firma dell’Accordo di Partenariato Ue-Mercosur (EMPA) e dell’Accordo Commerciale Provvisorio Ue-Mercosur da parte del commissario europeo per il Commercio Maros Sefcovic e dei suoi omologhi del Mercosur.

L’accordo creerà un’ampia gamma di opportunità economiche nell’Ue, attraverso ad esempio l’eliminazione dei dazi sulle esportazioni dell’Ue, compresi i prodotti agroalimentari e i principali prodotti industriali come automobili, macchinari e prodotti farmaceutici, consentendo alle imprese europee un risparmio di 4 miliardi di euro all’anno in dazi. E attraverso la semplificazione, l’accelerazione e una maggiore sicurezza degli investimenti nelle principali catene di approvvigionamento, comprese le materie prime critiche e i beni correlati.

L’accordo offrirà accesso alla regione del Mercosur per gli agricoltori e i produttori alimentari europei. Si prevede che l’intesa aumenterà fino al 50 per cento le esportazioni agroalimentari dell’Ue verso il Mercosur, grazie alla riduzione dei dazi su prodotti agroalimentari chiave dell’Ue, come vino, bevande alcoliche, latticini e olio d’oliva. E grazie anche alla protezione di 344 Indicazioni Geografiche dell’UE, prodotti
alimentari e bevande tradizionali di alto valore, da concorrenza sleale e imitazioni.

“Oggi due regioni affini aprono un nuovo capitolo di opportunità per oltre 700 milioni di cittadini. Con questo partenariato vantaggioso per entrambe le parti, abbiamo entrambi da guadagnare: economicamente, diplomaticamente e geopoliticamente”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, commentando la firma dell’accordo tra Unione Europea e Mercosur.

“Le nostre imprese creeranno esportazioni, crescita e posti di lavoro”, ha aggiunto Von der Leyen, “Ci sosterremo a vicenda nelle nostre transizioni verde e digitale. E il nostro segnale al resto del mondo è chiaro: l’Ue e il Mercosur scelgono la cooperazione invece della competizione e il partenariato invece della polarizzazione”.

Oggi l’Unione Europea e il Mercosur hanno firmato un accordo di Partenariato e un accordo commerciale provvisorio, considerati una tappa storica tra le due regioni e una piattaforma ambiziosa per rafforzare le relazioni economiche, diplomatiche e geopolitiche. L’accordo firmato oggi creerà una delle più grandi zone commerciali al mondo, coprendo un mercato di circa 700 milioni di consumatori. L’accordo offrirà significative nuove opportunità commerciali per le imprese di tutta l’Ue, determinando un aumento stimato del 39 per cento delle esportazioni annuali verso il Mercosur (per un valore di circa 49 miliardi di euro), sostenendo al contempo centinaia di migliaia di posti di lavoro nell’Ue.

“L’accordo Ue-Mercosur rappresenta un importante impulso per il libero scambio, aiuta a diversificare i nostri legami economici e riduce pericolose dipendenze”. Lo ha sottolineato Kaja Kallas, Alto rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell’Ue, commentando l’intesa siglata oggi.

“In un mondo soggetto a shock”, ha aggiunto, “invia un chiaro segnale dell’impegno dell’Europa verso partenariati forti e affidabili, basati su valori e principi condivisi. Questo accordo riguarda più dei soli volumi commerciali. È una scelta geostrategica per l’Europa e segna l’inizio di una nuova era nella cooperazione Ue-America Latina”.

“È stato un lungo percorso, ma l’Accordo tra Unione Europea e Mercosur, che crea la più grande area di libero scambio al mondo, arriva nel momento giusto, quando ne abbiamo più bisogno”. Lo ha scritto su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, presente ad Asuncion in Paraguay per la firma dell’intesa.

Maltempo, piogge forti e temporali su Calabria, Sicilia e Sardegna

Roma, 17 gen. (askanews) – La formazione di una complessa area depressionaria tra la Penisola Iberica e le regioni del Nord-Africa, in lento movimento verso il nostro Paese, porterà flussi umidi e instabili sulla Calabria e sulle due Isole Maggiori, con precipitazioni diffuse e persistenti, anche a carattere di rovescio o temporale di forte intensità.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che estende quello emesso nella giornata di ieri. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso prevede dal mattino di domani, domenica 18 gennaio, precipitazioni diffuse e persistenti, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sulla Calabria e sulla Sicilia, in estensione, dal pomeriggio, alla Sardegna, in particolare sui settori orientali e meridionali delle tre regioni. fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Sulla base dei fenomeni meteo previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, domenica 18 gennaio, allerta gialla sulla Calabria, gran parte della Sicilia e sulla Basilicata ionica.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile, insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

Zelensky: Ucraina non è mai stata e non sarà mai ostacolo alla pace

Roma, 17 gen. (askanews) – “L’Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace”. Lo ha dichiarato sui social il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Oggi la delegazione ucraina è già negli Stati Uniti: Rustem Umerov, Kyrylo Budanov e Davyd Arakhamiia. Verso sera, ora di Kiev, mi aspetto i primi resoconti riguardo ai loro incontri”, ha scritto Zelensky su Telegram.

“Il compito principale della delegazione ucraina è presentare un quadro completo e accurato di quello che sta accadendo e delle conseguenze degli attacchi russi”, ha proseguito, “Tra le conseguenze di questo terrore c’è il discredito del processo diplomatico: le persone perdono fiducia nella diplomazia, e gli attacchi russi minano costantemente anche le limitate opportunità di dialogo che esistevano prima. La parte americana deve comprenderlo. È necessario anche fare progressi sui documenti che sono in preparazione”. “L’Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace, e ora spetta ai nostri partner determinare se la diplomazia avanza”, ha aggiunto il presidente ucraino, “Ringrazio tutti coloro che stanno con noi, che stanno con l’Ucraina. Gloria all’Ucraina!”.

Referendum, Parodi: pronti a ogni data, se rinvio non dipende da noi

Roma, 17 gen. (askanews) – “Noi osserviamo, noi non siamo stati promotori di queste firme, non abbiamo collaborato, abbiamo osservato con grande attenzione, perché comunque ciò che viene dai cittadini credo che debba essere sempre oggetto di attenzione da parte di tutti. Se la data verrà rinviata noi ne prenderemo atto, ma noi ci stiamo regolando come se si dovesse votare, come è stato stabilito il 22, quindi calibriamo le nostre attività sul 22 se sarà un’altra data non dipende da noi”.

Così Cesare Parodi, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati(Anm) rispondendo a una domanda su un possibile rinvio della data del referendum.

“È successo anche questo – ha aggiunto – mi hanno accusato di voler decidere io la data del referendum. Ecco, io spero che davvero molte persone non pensino che io mi volessi arrogare il compito di decidere la data del referendum. Noi attendiamo il 22, se non sarà il 22 ci organizzeremo per essere pronti anche in una data successiva, se sarà così”.

Platea presenta la passeggiata verso sud di Linda Carrara

Milano, 17 gen. (askanews) – Platea Palazzo Galeano presenta da sabato 17 gennaio a giovedì 12 marzo 2026 Passeggiata (verso sud), personale dell’artista Linda Carrara a cura di Gaspare Luigi Marcone, con cui si apre la programmazione espositiva promossa dall’associazione lodigiana per il 2026. Cresciuta sulle rive dell’Adda, l’artista ha compiuto varie perlustrazioni e analisi dei territori bagnati dal fiume; ha ricalcato porzioni della riva con colori acrilici su di una tela sottile con un pennello dalle setole morbide, arrivando a mettere a registro forme, linee e frammenti del paesaggio fluviale.

Linda Carrara ha descritto il processo di lavorazione e l’opera: “Chi conosce il mio lavoro sa quanto l’Adda sia importante nella visione paesaggistica che sto portando avanti. L’Adda è il punto di unione tra il paese dove sono nata e Lodi. Ed è per questo che Platea mi ha coinvolta in questo progetto. Siamo andati insieme a scoprire le sponde dell’Adda di Lodi e abbiamo individuato posti dove poter lavorare; poi giorno dopo giorno, l’anno scorso sono venuta a lavorare en plein air sulle sponde dell’Adda. Da questo è nato l trittico che presento qui nella vetrina di Platea intitolato Passeggiata verso sud proprio perché, rispetto a Villa D’Adda, che sta nel Parco Adda Nord, Lodi è verso sud.

L’opera che ho realizzato è un frottage ed è una tecnica che mi aiuta proprio a rubare la forma del paesaggio piuttosto che a rappresentarlo. È la materia del paesaggio stesso che si imprime e si calca nella tela per darci l’essenza del paesaggio stesso e della materia di cui è composto. Quello che vediamo nella vetrina è un trittico che ha un aspetto astratto, dunque n’astrazione di paesaggio. E passando davanti alla finestra immagino che le persone possano in qualche modo capire che si parla di paesaggio senza vederne le forme. Si vedono delle forme che sembrano macroscopiche o microscopiche, dunque degli ingrandimenti estremi di materia piccolissima o delle visioni satellitari. Credo che le persone siano affascinate da questa restituzione pittorica che mi offre la natura. Ci sentiamo immersi in questa materia del paesaggio e non solo in contemplazione”. Il paesaggio per Lidia Carrara non è da intendersi strettamente come immagine visiva soltanto da ammirare, ma in modo più ampio, sociale e multisensoriale: clima, temperature, colori, stagioni, corpi intervengono nel risultato finale dell’opera che è un continuo scambio fra l’artista e la natura.

Il progetto Platea Palazzo Galeano è realizzato grazie ai contributi del Comune di Lodi e dei main partner Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di Tutela del Grana Padano e dei partner tecnici Solux Led Lighting Technology e Verspieren Broker di Assicurazione.

L’ultimo episodio del palinsesto espositivo 2025 Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry a cura di Gabriella Rebello Kolandra si terrà sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio 2026 in Piazza del Broletto a Lodi: il laboratorio di editoria effimera condotto dall’artista Marvin Gabriele Nwachukwu che invita cittadini e turisti a trasformare la piazza in una redazione temporanea.

Sci, Giovanni Franzoni terzo nella discesa maschile a Wengen

Roma, 17 gen. (askanews) – Altro capolavoro di Giovanni Franzoni che, dopo la vittoria di ieri nel superG, con l’alto pettorale 28 è arrivato terzo in 1.34.04 nella discesa di Wengen. Successo numero 52 in carriera e quarto in serie nella libera del Lauberhorn, invece, per lo svizzero Marco Odermatt che in 1.33.14 si è nettamente imposto su un tracciato molto accorciato a causa del vento in quota e con tempi risultati addirittura più bassi di quelli registrati nel superG, vinto da Franzoni in 1.45.19. Sul podio si è piazzato al secondo posto l’austriaco Vincent Kriechmayr (1.33.93), ma poi per l’Italia si sono il sesto tempo (1.34.14) di Dominik Paris – dopo una gran gara che l’ha visto mancare il suo quarto podio a Wengen per soli sei centesimi di secondo -, il decimo dell’intramontabile Christof Innerhofer e il 12° di Florian Schieder. Domani a Wengen si chiude con lo slalom speciale sulla ripida e tortuosa pista Maennlichen. L’Italia spera nel terzo podio in tre giorni puntando su Alex Vinatzer.