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Ucraina, Tajani su accordo Usa-Russia: “Scelta rischiosa”

Bruxelles, 15 ott. (askanews) – “E’ stata una scelta rischiosa e non condivisibile quella effettuata di riaprire il mercato ai russi”, ha dichiarato d a Bruxelles il ministro degli Esteri Antonio Tajani, commentando l’accordo sul gasolio raggiunto da Russia e Stati Uniti e annunciato dal presidente americano Donald Trump.

“Riteniamo che le sanzioni sia lo strumento più forte per convincere i russi a sedersi al tavolo della pace”, ha aggiunto, “adesso bisogna assolutamente fare in modo che la Russia si sieda al tavolo dei negoziati insieme all’Ucraina”.

A Fondazione Elpis la collettiva Phantom Armour

Milano, 15 ott. (askanews) – Dal 15 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 negli spazi al pianterreno e al primo piano della Lavanderia, la Fondazione Elpis presenta la mostra collettiva Phantom Armour a cura di Veronica Botta: opere pre-esistenti, nuove produzioni e interventi site-specific di Giammarco Cugusi, Sarah Margnetti, Luca Petti, Maria Positano, Lorenzo Zerbini abitano lo spazio in un percorso corale. Il progetto non si sviluppa come una successione di lavori autonomi, ma come un organismo espositivo fatto di corrispondenze, presenze e rimandi.

Veronica Botta ha introdotto ad askanews il progetto: “Il tema della mostra è l’armatura fantasma, un tema che introduce una contraddizione di per sé: associa il tema dell’armatura, una struttura che può appunto essere di offesa o di protezione e poi si rifà a tutto un sistema simbolico e anche estetico molto specifico, al tema del phantom, elemento evanescente, fantasma, e così perde la sua attuale funzione e la propria matericità e si apre a questa nuova forma di visione e di immaginario. È un invito agli artisti a declinarlo, articolarlo secondo ciò che evoca all’interno della loro pratica, della loro ricerca artistica, quindi può rifarsi a un sistema di esoscheletri, di sistemi di protezioni, strutture difensive, piuttosto che meccanismi di attacco che possono essere tanto reali quanto immaginari; poi allo stesso tempo può rifarsi a un’idea di amuleto, di ornamento. Ognuno degli artisti coinvolti ha trovato il suo modo per interpretare questo tema all’interno del progetto: dall’installazione specifica, agli interventi sonori, dalle opere che possono essere attraversate, a quelle che si dissolvono o modificano la propria materia durante il corso della mostra. E la stessa mostra è proprio intesa come una sorta di percorso. L’invito è a visitarla in diversi momenti perché ci sono delle opere che possono trasformarsi nel percorso, ci sono delle opere luminose che cambiano completamente lo spazio, delle altre che si rivelano solo attraverso la luce del sole che fa generare delle ombre. È un invito a tornare a rivedere queste opere e questa mostra in diversi momenti. Ci sono anche degli elementi che sono nascosti nello spazio o degli interventi sonori che appaiono solo in un determinato momento e quindi è un invito effettivamente anche a lasciarsi liberi di perdere qualcosa, qualche frammento e poterlo poi riscoprire in un secondo momento”. Le sculture di Maria Positano in Esercizio alla mancanza sono due calchi di uno scudo della collezione del Museo Civico Gaetano Filangeri, realizzati in un materiale solubile, sottoposti all’azione dell’acqua tramite vaporizzazione e contatto diretto durante tutta la durate della mostra rendono fisicamente evidente come l’artista si è interrogata sulla perdita della memoria storica e sulle problematiche di conservazione. Giammarco Cugusi in Santa Lucia utilizza dispositivi di controllo come gli occhi della santa e al primo piano bracci meccanici in movimento con supporti luminosi che creano un passaggio di luce di cui non è possibile anticipare il percorso nello spazio. Sulle due finestre del piano terra, Sarah Margnetti realizza interventi pittorici site-specific in cui mani fuori scala trattengono e manovrano delle tende come a regolare l’esposizione della luce nella stanza. Le crisalidi in bronzo di Lorenzo Zerbini ricordano una specie di farfalla estinta a Milano e la tenda in alluminio repellente per insetti diventa una soglia proteggendo, ma anche dividendo lo spazio. Infine ci sono gli ibridi fra vegetale e animale di Luca Petti con l’elemento sonoro che irrompe occasionalmente. Luce, suono, materia sono in continuo mutamento.

Il progetto è accompagnato da un Public Program tra cui un evento performativo ideato da Giammarco Cugusi in occasione di Santa Lucia il 12 dicembre e un workshop di lavorazione di metalli, condotto da ASTRA ASTRA ASTRA e Margherita Potenza il 7 novembre.

Francia, Pierrakakis: fiducioso che percorso di bilancio sarà attuato

Roma, 15 ott. (askanews) – “Ho fiducia che il percorso di bilancio proposto dal governo francese sarà attuato”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze della Grecia e presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, intervenendo al dibattito “Debate on the Global Economy: Forging Resilient and Dynamic Economies for the Future”.

“Vediamo differenze nei rendimenti obbligazionari, non vediamo frammentazione in Europa”, ha detto.

Pierrakakis ha richiamato l’esperienza della Grecia, dove quindici anni fa gli effetti dei mercati obbligazionari furono avvertiti direttamente. “Portiamo con noi un’esperienza nazionale. Ma, come ho detto all’inizio, siamo attenti, non siamo allarmati, perché ci troviamo in un contesto diverso”.

“Le banche sono molto meglio capitalizzate rispetto al passato. Abbiamo un quadro istituzionale diverso rispetto a quello del 2010 – ha spiegato. “Abbiamo un quadro di bilancio che gli Stati stanno applicando o, anche quando se ne discostano, tornano verso l’equilibrio”.

Il presidente dell’Eurogruppo ha comunque richiamato le difficoltà legate alla frammentazione geopolitica, agli elevati costi energetici e alle pressioni sui conti pubblici. “Il deficit medio dieci anni fa era dell’1,7%, ora è del 3,5%”, ha detto riferendosi all’Europa, indicando anche maggiori esigenze di spesa sociale e di investimento.

“Mettere in ordine i conti pubblici” deve accompagnarsi alle riforme, ha proseguito. “I mercati guardano alla vostra traiettoria di bilancio e, soprattutto in un contesto di rendimenti elevati, la osservano con molta più attenzione”. Occorre però “realizzare le riforme contemporaneamente”.

Accanto agli interventi nazionali, servono riforme comuni per rimuovere gli ostacoli interni al mercato europeo.

“La frammentazione in Europa è una tassa strategica”, ha detto Pierrakakis, richiamando un calcolo del Fmi secondo cui le barriere esistenti equivalgono a dazi del 110% nei servizi e del 40% nel manifatturiero. “Queste barriere devono essere rimosse”.

Istat: in Italia 5,4 milioni di persone in povertà assoluta, Sud più colpito

Milano, 15 ott. (askanews) – Sono oltre 5,4 milioni le persone in povertà assoluta in Italia nel 2025, pari al 9,3% della popolazione residente. Il fenomeno resta stabile rispetto all’anno precedente, così come l’incidenza tra le famiglie, che si attesta all’8%, per un totale di oltre 2,1 milioni di nuclei coinvolti. È quanto emerge dal report dell’Istat sulla povertà in Italia nel 2025, che conferma anche la stabilità della povertà relativa, che riguarda quasi 8,7 milioni di persone.

Sul fronte della povertà relativa, le famiglie coinvolte sono oltre 2,8 milioni, pari al 10,8% del totale, rispetto al 10,9% del 2024. Gli individui in questa condizione sono il 14,8% della popolazione, dal 14,9% dell’anno precedente.

Il quadro della povertà assoluta presenta differenze significative sul territorio. Il Mezzogiorno si conferma la ripartizione più colpita, con un’incidenza del 9,6% tra le famiglie, pari a circa 813mila nuclei. Seguono il Nord-ovest, con il 7,7%, e il Nord-est, con il 7,4%. Il Centro registra il valore più basso, pari al 6,3%.

Anche tra gli individui le percentuali più elevate si osservano nel Sud e nelle Isole, dove l’incidenza supera l’11%. Seguono il Nord-ovest, con l’8,8%, e il Centro, con il 7,4%.

I minori sono la fascia d’età più esposta alla povertà assoluta. Nel 2025 l’incidenza raggiunge il 12,5%, coinvolgendo circa un milione e 136mila bambini e ragazzi. Tra i giovani dai 18 ai 34 anni si attesta al 12,1%, per quasi un milione e 198mila persone. La quota scende all’8,9% tra i 35-64enni e al 6,1% tra gli over 65, pari a oltre 891mila individui.

Resta critica anche la situazione delle famiglie numerose. L’incidenza della povertà assoluta raggiunge il 19,2% tra i nuclei con almeno cinque componenti e il 10,5% tra quelli con quattro. Tra le coppie con tre o più figli, la quota sale al 16,9%, mentre si attesta al 16,4% nelle famiglie di altra tipologia, nelle quali possono convivere più nuclei o altri componenti. Sopra la media anche le famiglie monogenitore, con un’incidenza dell’11,5%.

Il livello di istruzione e la condizione lavorativa della persona di riferimento del nucleo familiare continuano a rappresentare fattori determinanti. Quando la persona di riferimento ha almeno un diploma di scuola secondaria superiore, l’incidenza della povertà assoluta è del 4,4%. Sale invece all’11,9% se il titolo di studio non supera la licenza media e al 12,3% in caso di sola licenza elementare.

Anche la posizione professionale fa la differenza. Tra le famiglie con persona di riferimento occupata come dipendente, l’incidenza è dell’8,5%, ma raggiunge il 14,3% tra quelle in cui è un operaio o assimilato. Il dato sale al 20,7% tra le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione, mentre scende al 5,2% tra quelle con persona ritirata dal lavoro.

Quanto all’intensità della povertà assoluta, indicatore che misura quanto la spesa mensile delle famiglie povere sia mediamente inferiore alla soglia di povertà, il dato nazionale resta stabile al 18,5%. Nel Mezzogiorno si registra invece un aumento dal 18,5% al 19%, legato soprattutto alla crescita nelle Isole.

L’Istat segnala infine un miglioramento nei comuni con meno di 50mila abitanti, esclusi quelli periferici delle aree metropolitane, dove l’incidenza della povertà assoluta scende dall’8,9% al 7,4%. Negli altri contesti urbani il fenomeno resta sostanzialmente stabile.

Manovra da 23 miliardi, sostegno a imprese, investimenti e famiglie. Coperture da banche e giochi

Roma, 15 ott. (askanews) – Il ministero dell’Economia e delle finanze ha comunicato che è stato inviato alla Commissione europea e al Parlamento italiano il Documento programmatico di bilancio 2027. Una manovra che vale all’incirca 23 miliardi di euro con al centro il sostegno alle imperese e alle famiglie. L’impatto complessivo è stimato per lo 0,54% del Pil, all’incirca 12,4 miliardi di euro.

“In coerenza con gli indirizzi approvati dal Parlamento in occasione dell’esame del Dpfp e della Relazione adottata ai sensi dell’articolo 6 della legge n. 243 del 201220, il governo pone al centro della politica di bilancio la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, nonché il sostegno alle imprese e gli investimenti”, si legge nel Documento Programmatico di Bilancio.

Per qaunto riguarda le coperture si legge: “Il miglioramento della capacità di programmazione della spesa contribuirà a rendere più efficace l’impiego delle risorse disponibili e a sostenere il conseguimento degli obiettivi della manovra. Concorrono al finanziamento della manovra, inoltre, misure a carico del settore finanziario e in materia di giochi”. In particolare, dal settore finanziario, per la prossima Manovra, è atteso un contributo dello 0,21% del Pil che corrisponderebbe a poco meno di 5 miliardi. Dai giochi si attende un contributo dello 0,03% del Pil che corrisponde a circa 700 milioni. Inoltre oltre un miliardo dovrebbe arrivare dai tagli ai ministeri, con la revisione della spesa per lo 0,05% del Pil.

Nella prossima Manovra, il Dpb destina lo 0,10% del Pil, che corrisponde a circa 2,3 miliardi, mentre al settore della Difesa viene assegnato lo 0,19% del Pil che corrisponde a circa 4 miliardi. Alle infrastrutture viene destinato lo 0,13% del Pil che corrisponde a circa 3 miliardi di euro.

In ogni caso, “la definizione puntuale degli interventi che confluiranno nel disegno di legge di bilancio di prossima presentazione al Parlamento terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee finalizzate alla migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia”.

A Bruxelles un Consiglio europeo "complesso", bilancio e Ucraina tra nodi

Bruxelles, 15 ott. (askanews) – Tra i temi al centro del dibattito del Consiglio europeo a Bruxelles spiccano due questioni cruciali quanto “complesse”: l’Ucraina e il Multiannual Finacial Framework (MFF), il bilancio pluriennale europeo.

La trattativa sull’MFF entrerà nel vivo questo pomeriggio, sulla base della nego-box presentata dalla Presidenza irlandese. Due gli ‘schieramenti’ in campo: da un lato i ‘frugali’ (Germania e Paesi del nord) che chiedono maggiori tagli al budget (già ridotto dell’8% nella proposta irlandese), dall’altra gli “Amici della coesione”, di cui fa parte l’Italia, riuniti questa mattina in un pre-summit. Questi ultimi, in particolare, mirano a evitare riduzioni di risorse alla Politica agricola comune e ai fondi per la Coesione.

Altri temi caldi del summit sono gli aumenti del costo dell’energia, su cui gli Stati chiedono interventi urgenti, e la questione dell’Ucraina (domani ci sarà anche Volodymyr Zelensky), resa ancor più rilevante dopo l’accordo Usa-Russia sul gasolio. A questo proposito – secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche – nelle dichiarazioni finali ci dovrebbe essere anche un passaggio critico sulla decisione di Donald Trump. I leader discuteranno anche della richiesta (che viene anche da Kiev) di nominare un negoziatore europeo, anche se non è prevista una decisione.

I rapporti con la Cina, la competitività e i migranti sono altri temi all’ordine del giorno. Proprio sulla discussione sui migranti pesa la questione di Ceuta con la decisione italiana di sospendere Schengen: fonti diplomatiche non escludono un confronto anche acceso tra il primo ministro (dimissionario) spagnolo Pedro Sanchez e la premier Giorgia Meloni.

Il Consiglio (definito “molto complesso” da fonti europee) si concluderà nel pomeriggio di domani.

Bonetti: «Il centro deve tornare a fare il centro»

La solidarietà a Meloni e il rispetto delle donne

Presidente, in premessa ai contenuti di questo dibattito, anche io ho due ragioni per le quali esprimerle la mia e la nostra solidarietà.

La prima per le inaccettabili parole che le sono state rivolte dalla portavoce del Governo russo: Presidente, lei ha ben fatto a denunciare come negativo l’accordo di Trump e Putin; è affar suo perché è affare nostro, dell’Italia e dell’Europa.

Il secondo motivo riguarda il suo stigmatizzare la presenza, in quest’Aula, di un linguaggio di svilimento, misogino – dai lapdog ai vezzeggiamenti –, e su questo torno sulle ragioni per le quali io ho, personalmente, fatto una battaglia per difendere la presenza delle donne in questo Parlamento.

E non l’ho fatto, Presidente, per preservare – come qualcuno dal suo partito mi ha accusato – la mia poltrona o la poltrona delle altre colleghe, ma per preservare la presenza e il ruolo svolto dalle donne in questo Parlamento dall’inizio della storia della Repubblica, anche nella tutela di un linguaggio che non offendesse le donne, in quest’Aula e fuori di qua.

Questo è stato l’oggetto dell’intervento a titolo personale di Angela Maria Guidi Cingolani, la prima donna a prendere la parola in questa Assemblea costituente, a luglio del 1946.

Ucraina, difesa europea e scudo democratico

Detto questo, Presidente, noi abbiamo apprezzato la postura del suo discorso, abbiamo apprezzato le parole che ha usato nel ribadire il posizionamento dell’Italia a sostegno dell’Ucraina, nella costruzione di una solida azione europea a difesa del nostro continente, nelle proposte che ha avanzato e che avanzerà per contrastare l’enorme questione del costo dell’energia che grava sulle imprese e sulle famiglie.

Sono le idee che Azione sta tenacemente portando avanti, che anche il nostro segretario Calenda ha portato al tavolo di discussione con il Governo e con le altre forze politiche.

Siccome siamo una forza seria, riconosciamo e apprezziamo quando il Governo le accoglie, così come la ringraziamo, sentitamente, del fatto che ha riconosciuto e accolto la nostra proposta di introdurre uno scudo democratico a difesa del processo democratico.

E lasciatemi dire che, viste le parole che abbiamo sentito echeggiare oggi in quest’Aula, ne abbiamo decisamente bisogno, di questo scudo democratico.

Da donna dell’opposizione, ho apprezzato particolarmente la chiarezza dimostrativa con cui ha argomentato perché le spese per la difesa siano necessarie per custodire la libertà, la democrazia e la coesione sociale del nostro Paese, ma questo è un compito che appartiene a tutti noi e che noi riconosciamo appartenere a tutti noi.

Quindi, la semplificazione mentitrice di chi mette in opposizione le spese della difesa con le spese per la sanità e per la coesione sociale altro non fa che rinnegare questo impegno.

 

Il diritto di veto e le contraddizioni della maggioranza

Ma, proprio in virtù di questa chiarezza che noi le riconosciamo, ci sconcerta e ci offende invece l’arroganza con cui la sua maggioranza ci ha impedito di discutere in quest’Aula di uno dei punti oggi in oggetto del dibattito, cioè il diritto di veto.

Su questo, invece, noi, Presidente, la pensiamo diversamente da lei ed è lecito che sia così in democrazia. Pensiamo che l’Europa debba essere fatta più solida e più forte, non contrapponendo la dimensione europea a quella dello Stato.

Vogliamo un’Europa decidente e federata, perché pensiamo che solo in questo modo l’Europa sappia non solo coordinare e regolare, ma anche agire, generare e proteggere.

Noi la pensiamo come un suo alleato, Forza Italia, sul punto del diritto di veto, che la pensa diversamente da lei e dalla Lega.

Siccome la vostra maggioranza è orgogliosamente sicura della scelta che sta facendo di governare unita in Italia e divisa in Europa, io domando: ma perché non possiamo parlare serenamente in quest’Aula delle differenze che avete anche tra di voi, per esempio sul diritto di veto, come si fa in una democrazia matura?

Questo impedimento ci lascia sconcertati ed è una delle ragioni per le quali noi ci asterremo sulla vostra risoluzione.

Al di là della chiarezza delle sue parole, la seconda domanda è: dopo cosa accadrà?

Perché è vero che adesso la sua autorevolezza e fermezza sulla difesa dell’Ucraina ha tenuto la barra dritta del Governo e glielo riconosciamo, ma mentre lei parlava il suo Vicepremier a Bruxelles ha detto: va bene, sì, li abbiamo aiutati a Kiev, però basta, non è che li possiamo aiutare all’infinito.

Mentre lei parlava, arrivavano le agenzie del Vicepremier Salvini che la contraddiceva.

Allora, è in virtù di questa contraddizione che mi sembra molto motivato il nostro voto di astensione oggi, pur riconoscendole invece una condivisione di massima sulle linee, in particolare, della politica sulla difesa estera e del sostegno e della difesa dell’Ucraina.

 

Le risoluzioni e le divisioni del campo largo

Detto questo, arrivo alle altre dichiarazioni di voto che è doveroso fare: noi voteremo contro la risoluzione di AVS e del MoVimento 5 Stelle, ci asterremo sulla risoluzione del Partito Democratico – in alcune parti condivisibile e in altre, invece, abbiamo visioni e distanze significative –, voteremo a favore delle risoluzioni di Italia Viva e di +Europa.

Perché quello che abbiamo visto oggi rispetto alla giornata di ieri è stata l’ulteriore metamorfosi.

Ieri abbiamo visto i partiti del campo largo, anche la parte riformista, un po’ posseduta dalla figura del Presidente Conte, che giustamente ieri, nel pomeriggio, ha rivendicato con orgoglio che aveva non solo influenzato, ma sostanzialmente portato tutto il campo largo a firmare una risoluzione che contraddiceva l’identità e la visione stessa di questi partiti.

Noi siamo molto contenti perché oggi, invece, la parte riformista di questo campo largo è tornata ad assumere l’identità che ha e a scrivere una risoluzione che noi condividiamo e sulla quale voteremo a favore.

 

L’appello: «Il centro deve tornare a fare il centro»

Su questo e tornando anche sui punti che, invece, noi poniamo e portiamo avanti, lasciatemi concludere questo primo ragionamento – e poi arrivo, invece, alla parte sulla nostra risoluzione – facendo un altro ragionamento politico.

Oggi noi ci siamo un po’ trovati al dibattimento su da che parte deve stare il centro, se a destra o a sinistra.

Siccome mi sembra evidente, colleghi di Forza Italia, colleghi di Italia Viva, colleghi di +Europa, colleghi della parte di chi si riconosce in una tradizione di centro, che la pensiamo uguale, uniti per esempio sul tema europeo della politica europea, l’invito è unico: forse il centro deve tornare a fare il centro, e farlo anche per sostenere in un Parlamento quella politica che porta il Paese nell’ancoraggio giusto a livello europeo.

 

La risoluzione di Azione: sostegno all’Ucraina e difesa comune

E qual è questa politica che noi abbiamo scritto nella nostra risoluzione?

E ringraziamo il Ministro Foti anche per averne accolto delle parti che, ovviamente, sono in linea con l’azione che il Governo sta portando avanti.

Noi vogliamo continuare a difendere il continente europeo, difendendo senza se e senza ma la popolazione ucraina.

Non abbiamo paura e non ci vergogniamo a dire, come ci ha chiesto il Ministro Crosetto, che serve inviare delle armi per difendere quella popolazione che oggi è massacrata dai bombardamenti della Russia.

Pensiamo che si debba fortemente insistere per un’azione europea di sanzioni nei confronti della Russia, utilizzando eventualmente anche i beni russi congelati.

Pensiamo che la difesa europea vada perseguita in modo forte, costante, ma pragmatico, quindi non ci riconosciamo in chi dice: nessuna arma, nessuna risorsa agli eserciti nazionali, solo quando avremo un esercito europeo.

L’esercito europeo e la difesa europea si fanno rafforzando le difese nazionali e obbligandole ad avere una condivisione, una compartecipazione in un’azione comune, strategica e sinergica a livello europeo.

 

Green Deal, energia e competitività industriale

Insistiamo nel dire che serve una revisione del Green Deal, perché serve una politica industriale che torni a far marciare la competitività delle imprese italiane, non disconoscendo gli obiettivi sulla transizione climatica, ma perseguendo quel mix strategico, fondamentale, delle rinnovabili con il nucleare e riportando l’Italia e l’Europa a quella autonomia strategica, anche di innovazione e di competitività.

Su questo, siamo d’accordo con voi che gli ETS vadano sospesi e ci auguriamo che, non solo nel prossimo Consiglio europeo, Presidente, lei rappresenti questa visione anche di unità nazionale, ma che la prossima legge di bilancio, che chiederà un rigore e una determinazione nelle scelte da fare anche a livello italiano per la diminuzione dei costi dell’energia, lo faccia con questa visione strategica e sinergica che solo nel contesto di un’Unione europea più forte e più coesa può vedere anche l’Italia più forte.

Cantiere politico: la ricostruzione di una cultura popolare

Ho avuto modo di leggere il libro che Beppe Fioroni ha di recente proposto, e vorrei anzitutto esprimere all’autore, non solo per la lunga amicizia, un sincero ringraziamento per il suo lavoro. Tante cose sono ben raccolte e proposte.

Anzitutto i valori politici fondanti, insieme al richiamo ai più grandi maestri di tutti noi, da Luigi Sturzo ad Alcide De Gasperi, da Andreotti a Moro. Poi ci sono molti spunti per un programma politico, non elenchi di cose da fare, ma per chi e perché farle e, soprattutto, come farle. Poi c’è un intenso e convinto richiamo al tema della formazione politica. Insomma, tanta roba.

 

Una tradizione che attraversa gli schieramenti

Alla presentazione di questo contributo sono intervenuti rappresentanti della storia democristiana e popolare oggi collocati in diversi schieramenti: nel centrodestra, nel centrosinistra, al centro. Ne è scaturito un dibattito serio, pacato, dove, chiudendo gli occhi, risultava difficile attribuire con certezza una paternità ai pensieri espressi. Abbiamo ascoltato, serenamente, riflessioni di sinistra da chi poi la storia ha oggi collocato a destra e viceversa. Anche in questo caso, tanta roba.

Se si stava cercando un’altra prova della necessità – e della potenzialità – storica di reincarnare questa tradizione e questo pensiero, Fioroni ci ha offerto un’occasione importante. Ora credo che bisogna portare avanti questo impegno e misurarlo con le contingenze e con i tempi della politica.

 

Il Melonellum e i rischi per la democrazia

Non sappiamo ancora con quale legge elettorale esattamente voteremo. Non sarei certo che la Consulta possa prendere decisioni stravolgenti. Non la penso certo come Giuliano Amato, che si è esposto addirittura a sostenere il Melonellum.

È una legge sbagliata in radice, perché esaspera un bipolarismo difficile, perché contiene un avanzamento in tema di “premierato”, perché assicura un premio di maggioranza sproporzionato in circostanze davvero confuse, perché finge di introdurre le preferenze, ovvero la libera scelta di un eletto da parte degli elettori. Arianna Meloni si è subito precipitata a parlare di Terza Repubblica. Questa destra vuole assolutamente lasciare un segno e squilibrare la Costituzione repubblicana e antifascista.

Se la Consulta dovesse intervenire con mano pesante, il governo sarebbe costretto a porvi mano nuovamente. Ma lasciamo stare queste riflessioni, sono del tutto premature.

Certo, per andare avanti sulla strada che Fioroni intensamente individua, ci vorrebbe una legge sostanzialmente proporzionale, magari con piccoli correttivi per favorire la formazione di una maggioranza politica in Parlamento. Questa legge oggi non l’abbiamo, e assai probabilmente non l’avremo nel breve-medio periodo.

Una tenda permanente per ricostruire la politica

Rimane però viva e forte l’esigenza di portare avanti il lavoro. Mesi fa su questo giornale ho scritto che bisognerebbe creare almeno una tenda permanente, uno spazio attrezzato dove incontrarsi, dove elaborare cultura politica, dove fare formazione politica utile.

Purtroppo non abbiamo un istituto o un’istituzione. Quel poco che c’è, senza bisogno di far nomi, è in mani accademiche, di persone assai valide, ma inidonee a sviluppare il lavoro che occorrerebbe fare, per riunire e ricucire esperienze e ambienti.

 

Il vuoto della formazione civica

La Chiesa italiana ha scelto da tempo di abbandonare la formazione politica, e questo è un bene, ma non svolge neanche adeguata formazione civica dei laici, al senso dell’odierna comunità, ai problemi della convivenza civile in un mondo frammentato.

Anche da questa parte non ci si può aspettare un intervento, almeno nel medio periodo. C’è tanto meraviglioso volontariato, ma non c’è un indirizzo lucido alla formazione di una comunità.

Ecco, credo che uno dei nodi da sciogliere sia proprio questo: con quale strumento si prosegue? Anche perché sull’esigenza di procedere c’è un consenso più ampio di quello che si vede.

 

Distinguere i tempi, mantenere la coerenza

Volutamente non mi addentro nella stretta contingenza politica e su ciò che sarà meglio fare per determinare la sconfitta della destra e la formazione di una coalizione politica – e di un governo – capace di fare quelle riforme sociali delle quali il Paese ha urgente bisogno.

Credo che i due piani oggi debbano rimanere seriamente distinti, ma anche legati da una significativa coerenza.

Padre Vittorio, un francescano “custode” di San Pietro

di Ennio Chiodi

Un vuoto pieno di vita

Quando, nel maggio del 2021, è stato chiamato a far parte della “gerarchia” al governo della Chiesa, come segretario del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Padre Vittorio Francesco Viola, frate minore francescano, ha lasciato un grande vuoto tra i fedeli della Diocesi di Tortona, dove aveva svolto la sua attività pastorale per sette anni.

Un vuoto, tuttavia, “pieno” della vita che ha diffuso nelle parrocchie diocesane, negli oratori, nelle famiglie, nelle associazioni, nei cuori dei fedeli e di chi ha imparato subito a volergli bene. Un vuoto “pieno” del suo sorriso contagioso; di sogno e di bellezza, due delle parole da lui preferite; di quella commozione spontanea e sincera che non riesce a controllare quando raccoglie il dolore e la gioia delle persone, quando racconta dell’amore del Signore e invita a non disperarsi perché “la Pasqua sta per arrivare”, quando coinvolge i fedeli a respirare, ad annusare, il profumo del nardo, il prezioso unguento cosparso da Maria di Betania sui piedi di Gesù.

 

La chiamata di Leone XIV

Monsignor Vittorio Viola, piemontese di Biella, 61 anni compiuti il 4 ottobre, giorno di San Francesco, tifoso del Torino, appassionato di ciclismo, in questi giorni affronta un nuovo trasloco, chiamato da Papa Leone XIV agli incarichi di vicario generale per la Città del Vaticano, arciprete della Basilica di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro.

Sotto il colonnato arriva un uomo di Dio, colto e umile, sobrio ed empatico, entusiasta e discreto, forte di una consolidata esperienza pastorale, istituzionale, amministrativa e liturgica. Leone lo cercava e lo ha trovato. Lui dovrà trovare la giusta misura per la gestione e la valorizzazione di quei luoghi.

 

Le radici francescane, da Assisi alla Porziuncola

Francescano di vocazione, Padre Vittorio ha vissuto attorno ad Assisi e alla Porziuncola una parte fondamentale della sua formazione e della sua esperienza religiosa. Ha frequentato l’Istituto Teologico di Assisi. A Santa Maria degli Angeli è stato ordinato sacerdote. Della Porziuncola è stato “Custode” e del Convento di Santa Chiara “Guardiano”. Alla Porziuncola, il 7 dicembre del 2014, è stato ordinato vescovo.

 

Il servizio alla Chiesa e la cura della casa comune

Anche al Dicastero ha lasciato un contributo continuo e rilevante. Le voci che indicano un suo contributo riservato, ma rilevante, nell’ottobre del 2024, alla stesura dell’ultima enciclica di Papa Bergoglio, la “Dilexit nos”, non sono mai state smentite.

Al luglio 2025 risale la presentazione con Papa Prevost della “Missa pro custodia creationis”, nel quadro della cura della “casa comune” e della promozione di nuovi cammini per un’ecologia umana e integrale.

Oggi lo attende un compito delicato in un luogo sacro per la comunità dei cristiani e strategico per la Chiesa.

Ue, Dombrovskis: rivedremo al rialzo le previsioni crescita sul 2026

Roma, 15 ott. (askanews) – La commissione europea rivedrà al rialzo le previsioni di crescita economica sul 2026 in occasione delle prossime stime autunnali. Lo ha annunciato il commissario europeo all’economia, Valdis Dombrovskis durante un dibattito alle assemblee autunnali di Fondo monetario internazionale Banca mondiale, a Bangkok. “L’economia europea si sta dimostrando più resiliente e alzeremo le previsioni di crescita per quest’anno – ha detto -. Questo grazie agli investimenti visti finora”.

Giuseppe Lazzati, la fede che diventa impegno nella città dell’uomo

La vocazione del laico nella Chiesa

Quando, con la Lumen Gentium, i Padri conciliari presentarono la Chiesa come «un popolo adunato nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo», la visione ecclesiologica di Giuseppe Lazzati (1909-1986) trovò un significativo riconoscimento. Al centro della sua riflessione stavano il rapporto tra consacrazione e secolarità e la valorizzazione della presenza del laico nella Chiesa e nel mondo.

Formatosi nell’ambiente dei cosiddetti “professorini” dell’Università Cattolica, della quale sarebbe divenuto rettore, Lazzati fu maestro di generazioni di giovani, testimone di un cristianesimo capace di coniugare rigore spirituale, formazione culturale e responsabilità civile.

La sua esperienza si comprende alla luce della vocazione dei primi discepoli narrata dal Vangelo di Giovanni: essi ascoltarono e seguirono Gesù. Ascolto e sequela rappresentano i fondamenti di ogni autentica chiamata cristiana. Lazzati, pur essendo maestro, continuò sempre a sentirsi discepolo.

 

Consacrazione e secolarità

L’approvazione ecclesiale degli istituti secolari rappresentò per Lazzati un traguardo importante. La consacrazione, nella sua prospettiva, non sottrae il cristiano al mondo, ma ne rafforza la responsabilità verso le realtà temporali.

Come scrisse in Consacrazione e secolarità (AVE, 1987), «la secolarità, come indole propria e peculiare dei laici, determina anche lo stato di consacrazione». Non si tratta dunque di due condizioni contrapposte, ma di dimensioni che concorrono a definire una specifica vocazione.

Lazzati dedicò a questa intuizione gran parte della propria esistenza, anche attraverso l’Istituto secolare Cristo Re, da lui fondato e guidato per quasi quarant’anni. Il suo insegnamento trovò espressione nelle lezioni raccolte in L’impegno secolare, pubblicato nel 1986.

 

La Parola e la responsabilità civile

Per Lazzati, la prima fonte della vita cristiana è l’ascolto della Parola di Dio. Non una semplice conoscenza intellettuale, ma un incontro che trasforma l’esistenza e orienta l’agire.

La Parola è avvenimento, azione divina nella storia. Da essa il credente riceve luce per la mente e forza per la volontà, secondo una prospettiva che richiama l’insegnamento di san Tommaso d’Aquino.

Ma questa dimensione spirituale non conduce all’isolamento. Al contrario, alimenta una vocazione sociale e civile che Lazzati testimoniò nella scuola, nell’università e nella vita pubblica, attraversando le tragedie della guerra e le difficoltà della ricostruzione.

Fu anche protagonista della stagione costituente. La sua concezione della politica non coincideva con la ricerca del potere, ma con il servizio alla polis, alla comunità degli uomini.

 

Il personalismo e la mediazione

Nella formazione di Lazzati ebbe grande importanza il personalismo cristiano, anche attraverso il pensiero di Jacques Maritain ed Emmanuel Mounier. La persona umana, nella sua dignità irriducibile, costituisce il riferimento essenziale dell’azione politica e dell’impegno ecclesiale.

Da questa impostazione deriva il valore della mediazione, intesa come capacità di dialogo, confronto e costruzione del bene comune. Una mediazione che non attenua la fedeltà ai principi, ma permette di tradurli responsabilmente nella complessità della storia.

La Lumen Gentium afferma che ai laici spetta «cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio». Lazzati fece di questa indicazione il programma della propria vita.

 

Una lezione per le nuove generazioni

Il suo insegnamento conserva una particolare attualità. La Chiesa ha bisogno di un laicato più formato, consapevole e meno emotivo, capace di discernere la propria vocazione senza confondere spiritualità e appartenenza, testimonianza e ricerca del consenso.

Anche la mia esperienza di consacrato nel Terzo Ordine Domenicano mi porta a riconoscere il valore di questa distinzione e la necessità di rispettare la specificità delle diverse chiamate.

Lazzati invita a costruire comunità aperte, capaci di incontrare i lontani, rispettare le differenze e riconoscere negli ultimi il volto di Cristo.

La sua eredità non appartiene soltanto alla storia del cattolicesimo italiano. È una proposta educativa, spirituale e civile rivolta soprattutto ai giovani, perché sappiano assumere le responsabilità del proprio tempo senza smarrire il primato della coscienza e della fede.

In questa prospettiva risuona ancora la preghiera evangelica che ben riassume il senso della sua testimonianza: «Mane nobiscum, Domine, quia vesperascit». Resta con noi, Signore, perché si fa sera.

Ucraina, gli Usa hanno proposto agli europei lo sblocco di alcuni asset russi

Roma, 15 ott. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno proposto ai paesi europei di sbloccare parte degli asset russi, trasferendoli a uno strumento finanziario ad hoc controllato da Washington, nel tentativo di rilanciare i negoziati di pace. Lo riporta oggi il Financial Times, citando quattro fonti, secondo cui la proposta sarebbe stata avanzata dagli inviati del presidente americano Steve Witkoff e Jared Kushner nell’incontro che si è tenuto a Miami il 10 ottobre, a cui hanno partecipato funzionari di Ucraina, Francia, Germania, Regno Unito, Unione Europea e Nato.

Un funzionario americano ha detto al Ft che l’uso dei beni russi congelati è stato discusso nell’ambito di un accordo di pace complessivo, precisando che le modalità di sblocco e la destinazione dei fondi sono ancora oggetto di confronto. La stessa fonte ha riferito di discussioni su come gli asset possano essere impiegati una volta conclusa la guerra.

Secondo un’altra fonte, i delegati europei hanno respinto con forza il piano, dicendosi contrari a cedere il controllo dei beni russi o a restituirne anche solo una parte a Mosca.

Inoltre, gli Stati Uniti stanno valutando di allentare le sanzioni contro le navi della cosiddetta “flotta ombra”, utilizzate per il trasporto di petrolio e prodotti petroliferi provenienti da Paesi come Russia, Iran e Venezuela, nel tentativo di ridurre i costi di trasporto marittimo globale, che hanno raggiunto livelli record. Lo riporta l’agenzia di stampa Reuters, citando un funzionario Usa.

Il funzionario ha precisato che Washington sta valutando la possibilità di consentire il trasporto di “petrolio lecito” a bordo delle navi sanzionate, escludendo quindi il petrolio russo e iraniano. L’obiettivo, ha aggiunto, sarebbe quello di far uscire dal Golfo maggiori quantità di prodotti raffinati e greggio.

Ucraina, Zelensky: riprenderemo gli attacchi alle raffinerie russe

Roma, 15 ott. (askanews) – L’Ucraina riprenderà ad attaccare le raffinerie di petrolio russe in risposta alle offensive di Mosca. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky in un’intervista al Financial Times nel corso della quale ha espresso risentimento per la “pericolosa” interruzione della condivisione di informazioni di intelligence da parte degli Stati Uniti e per il depotenziamento del servizio satellitare Starlink.

“Il divieto di colpire le raffinerie di petrolio è stato revocato. Ne abbiamo abbastanza”, ha detto Zelensky, spiegando che aveva sospeso per tre giorni gli attacchi, in linea con il “cessate il fuoco energetico” annunciato domenica scorsa dal presidente americano Donald Trump, mentre Mosca ha continuato a colpire le infrastrutture energetiche ucraine.

Elon Musk ha spiegato ieri su X che i sistemi Starshield”, la divisione della sussidiaria Starlink di SpaceX, specializzata nella creazione di satelliti in orbita terrestre bassa per fornire nuove capacità militari spaziali agli Stati Uniti e ai loro alleati, sono di proprietà e sotto il controllo del governo statunitense ed “eventuali limitazioni alla velocità o all’utilizzo sono stabilite dalle forze armate Usa e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti”.

Anche questa notte l’Ucraina è stata bersaglio di intensi attacchi russi. Almeno tre persone sono morte e altre sei sono rimaste ferite a Kropyvnytskyi, capoluogo dell’oblast ucraino di Kirovohrad. Lo ha riferito il governatore Andrii Raikovych, precisando su Telegram che la città e l’area circostante sono state colpite da un “intenso” attacco russo. Due persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite negli attacchi lanciati la scorsa notte dalla Russia nell’oblast ucraino di Dnipropetrovsk. Lo ha reso noto il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleksandr Hanja, precisando in un post su Telegram che le forze russe hanno lanciato oltre 10 anni in cinque distretti.

Giappone, gli italiani scoprono nuove mete oltre Tokyo e Kyoto

Rimini, 14 ott. (askanews) – Tokyo, Kyoto e Osaka restano le mete più frequentate dagli italiani che visitano il Giappone per la prima volta, ma cresce l’interesse per località meno conosciute e per esperienze legate alla cultura e alle tradizioni locali. Al TTG Travel Experience di Rimini, Ken Toyoda, direttore esecutivo per l’Italia della Japan National Tourism Organization (JNTO), ha spiegato la strategia dell’ente per distribuire meglio i flussi turistici, promuovendo regioni ancora poco esplorate e incoraggiando i viaggi anche in autunno e inverno. A favorire le partenze, secondo Toyoda, anche il cambio euro-yen, che rende il Giappone meno costoso di quanto molti italiani immaginino.

“Il 70-80% degli italiani che vanno in Giappone lo visita per la prima volta – spiega Toyoda – Per questo scelgono destinazioni famose come Tokyo, Osaka, Kyoto o Kanazawa. Ma recentemente le cose stanno cambiando: visitano anche località meno battute e cercano maggiormente esperienze culturali. Sta cambiando anche il modo di viaggiare degli italiani”.

“Ci sono moltissimi posti, come Hokkaido, l’isola più settentrionale, con paesaggi e cultura un po’ diversi. Oppure – aggiunge Toyoda – la regione di Tohoku, a nord di Tokyo, un luogo molto bello, poco conosciuto, fuori dai percorsi più battuti. Poi c’è Kyushu, nel sud del Giappone, oppure Okinawa, un’isola tropicale. Sono destinazioni che consiglio”.

“Gli italiani pensano che il Giappone sia caro – osserva l’esperto – che tutto costi molto. Ma in questo momento non è affatto così, perché l’euro è più forte dello yen. Quando vengono in Giappone rimangono molto sorpresi: il soggiorno e il cibo sono economici. È la cosa che sorprende di più gli italiani”.

“Stiamo lavorando con gli operatori turistici in Italia per promuovere anche le aree meno conosciute, non soltanto Tokyo e Kyoto. Ci sono moltissimi altri luoghi interessanti e cerchiamo di incoraggiare il settore turistico a proporli. Gli italiani di solito vogliono venire in primavera o in estate, ma anche l’autunno e l’inverno sono ottime stagioni. Per questo promuoviamo anche questi periodi”, conclude Toyoda.

Tourism Hub: il viaggio è diventato un nuovo status symbol

Rimini, 14 ott. (askanews) – Viaggiare è diventato anche un modo per esprimere la propria identità, al punto che una destinazione turistica può rappresentare un nuovo status symbol. È la tendenza descritta al TTG di Rimini da Matteo Prato, CEO di Tourism Hub, agenzia specializzata nella promozione di destinazioni internazionali come Australia e Tahiti. Dagli Australian Open alle grandi maratone, gli eventi sportivi attirano sempre più viaggiatori. E mentre l’intelligenza artificiale cambia il modo di cercare informazioni e organizzare le vacanze, Prato sottolinea il valore della consulenza umana per trasformare le proposte in esperienze di viaggio.

“Il turismo sta diventando una commodity – afferma Prato – Se fino a 30 anni fa lo status symbol era avere una macchina particolare, oggi fare il viaggio è diventato un elemento distintivo per comunicare chi siamo”.

“Le destinazioni – prosegue – stanno integrando sempre di più gli eventi sportivi nella loro strategia di offerta e tanti più turisti decidono di di affiancare la partecipazione a un grande evento con la scoperta turistica, per cui è un fenomeno sicuramente da cavalcare che per moltissime destinazioni sta diventando un motore importante”.

“Tourism hub di particolare ha un team estremamente appassionato e competente, un network di connessioni sul mercato estremamente profondo. Questo ci posiziona tra i leader di settore. E unito a una grande riconoscibilità sul mercato e a un’attenzione ai canali digitali che sono uno strumento di evoluzione e di potenziamento dell’attività del futuro”, conclude il leader di Tourism Hub.

Sestriere, la Via Lattea punta sul turismo tutto l’anno

Rimini, 14 ott. (askanews) – Dalle piste da sci alle escursioni in alta quota anche d’estate. Il comprensorio della Via Lattea e quello di Bardonecchia, entrambi controllati dal fondo britannico iCON Infrastructure, puntano a rafforzare l’offerta turistica delle montagne piemontesi. I consorzi della zona hanno unito le forze per promuovere il territorio e allungare la stagione oltre i mesi invernali, grazie anche all’utilizzo estivo degli impianti di risalita. A vent’anni dalle Olimpiadi di Torino 2006, nuovi progetti riguardano anche il recupero delle infrastrutture olimpiche, tra cui l’area di Pragelato, destinata a ospitare un centro per il biathlon e lo skiroll. Ne parla Massimo Bonetti, presidente del Consorzio Turismo Sestriere.

“Negli ultimi anni – spiega Bonetti – il Fondo inglese di investimento iCON ha acquistato gli impianti sciistici della via Lattea, di Bardonecchia, della Colomion e ha creato un unico polo sciistico tra i più grandi in Europa. Per la promozione, per la gestione integrata di questo tipo di attività è stata creata un’associazione fra i consorzi turistici di valle, in modo che si possa fare una promozione integrata di tutto il territorio. Questo permette di dare una maggiore fruibilità agli impianti di risalita e quindi al sistema neve, con grandi investimenti nelle nuove tecnologie di innevamento programmato, ma soprattutto ci permette di creare una destagionalizzazione e quindi di dare la possibilità anche in estate, ma anche tra la primavera e l’autunno, di raggiungere le alte quote con gli impianti di risalita, che sono omologati per il trasporto dei pedoni. Quindi anche i pedoni possono godere di questo refrigerio, di questo fresco e andare in altitudine a prendere un pochettino di fresco. Chiaramente trovano un sistema di outdoor molto importante, molto presente, trovano i rifugi, trovano tutta una serie di servizi, anche non legati prettamente al mondo della neve che possono essere usufruiti”.

“A vent’anni dall’evento olimpico – osserva Bonetti – abbiamo avuto un’eredità molto importante. Sono rimasti i villaggi, quindi sono stati ristrutturati e messi a servizio della clientela, ma soprattutto le infrastrutture e le strutture olimpiche. Per un esempio dei trampolini di salto di Pragelato, c’è un grandissimo progetto che li sta riqualificando conuno stadio internazionale del Biathlon. Quindi anche questa è un’eredità importante che i giusti investimenti e le giuste modifiche ci ha portato ad avere un’offerta molto importante”.

Ex Ilva, commissari straordinari: Taranto e Genova non chiudono

Milano, 14 ott. (askanews) – “I Commissari ribadiscono che Taranto e Genova continuano a produrre e continueranno a farlo nei prossimi mesi, con il richiamo del personale necessario dalla Cigs, mentre per Novi Ligure si lavora a una soluzione dello stesso tipo. Le brevi sospensioni tecniche previste tra una fase e l’altra sono parte di un piano di continuità produttiva e occupazionale, non di una cessazione dell’attività”. E’ quanto si legge in un comunicato dei Commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.

I Commissari confermano così che gli stabilimenti dell’ex Ilva di Taranto e di Genova non chiudono e continuano a produrre. In particolare per Taranto i Commissari hanno avviato con alcune principali imprese siderurgiche italiane un accordo per l’attività di “laminazione conto Terzi”. L’attività ha già portato alla sottoscrizione, con tre società, di ordini per la laminazione conto terzi di circa 365.000 tonnellate di bramme. I Commissari hanno già richiamato il personale degli impianti marittimi e del trasporto ferroviario. Il programma prevede il richiamo dalla Cigs del personale di esercizio e manutenzione del Treno Nastri 2 nei primi giorni di novembre, la laminazione dal 10 novembre al 14 dicembre e la messa in sicurezza degli impianti entro il 19 dicembre. Una seconda fase è programmata dal 7 gennaio per tutto il mese, e si sta lavorando per ampliare gli ordini e definire accordi con altri operatori per l’intero primo semestre 2027.

Anche lo stabilimento di Genova non cessa la produzione: le linee di zincato, decapato e banda stagnata proseguono la lavorazione, con l’impiego delle maestranze, fino a fine novembre. Parallelamente, sul modello di Taranto, i Commissari conducono trattative avanzate con operatori esterni per accordi commerciali, anche di “laminazione conto Terzi”, a sostegno delle stesse linee. La finalizzazione è prevista entro circa 10 giorni. Gli accordi assicureranno allo stabilimento una fornitura di 35.000 tonnellate mensili di coils, con il richiamo del personale necessario a partire dall’11 gennaio.

Novi Ligure, assicurano i commissari, non sarà soggetta a chiusura: a tal fine, spiegano, è stato attivato un piano di intervento volto a contenere gli effetti della contrazione produttiva, salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali e tutelare l’indotto. La principale criticità è oggi rappresentata dalla disponibilità di coils con caratteristiche idonee alla laminazione nel sito. I Commissari, ritengono comunque che entro il primo trimestre 2027 “sarà possibile, ragionevolmente, trovare le medesime soluzioni già individuate per Taranto e Genova”.

Astoi: il viaggio organizzato punta su esperienze e assistenza

Rimini, 14 ott. (askanews) – Gli italiani non rinunciano a viaggiare, ma riducono la durata delle vacanze, scelgono alberghi meno costosi e cercano nuove esperienze. L’Osservatorio Astoi Confindustria Viaggi, presentato al TTG di Rimini, registra per l’autunno-inverno ricavi in calo di circa il 4% e prezzi dei viaggi in aumento medio dell’8%. Tra le cause, i rincari e le tensioni geopolitiche. Pier Ezhaya, presidente di Astoi, racconta come cambiano le scelte dei viaggiatori e l’offerta dei tour operator.

“L’osservatorio di Astoi, Confindustria Viaggi – spiega Ezhaya – evidenzia un rallentamento di circa il 4% sui numeri dell’anno scorso. Questo però riteniamo sia ampiamente giustificato dalla crisi geopolitica che ha interessato il Medio Oriente e quindi tutto sommato è un dato che possiamo accettare con equilibrio e razionalità. È indubbio che l’aumento del carburante aereo, che è passato da 700 alla tonnellata anteguerra a 1.600 attuali, si sta facendo sentire sui prezzi dei biglietti aerei. Gli italiani però non rinunciano a viaggiare, accorciano un po’ la durata del viaggio, magari scendono di un gradino nella scelta del livello dell’albergo, ma tutto sommato effettuano la loro vacanza col budget di spesa che hanno a disposizione”.

Per Ezhaya, “sicuramente c’è anche un nuovo bisogno emergente. Le persone non cercano solo la destinazione, ma il motivo, la passione, l’esperienza che vogliono vivere in quel determinato luogo. Quindi anche la cultura, l’incontro coi territori, con le popolazioni locali, con la gastronomia, sono tutte ragioni che portano i clienti ad andare in alcune località ad effettuare alcuni tipi di viaggi. Per noi operatori ovviamente è la miglior risposta che ci proviene dal mercato e quindi ci siamo attrezzati per soddisfare nuovi bisogni”

“Il turismo organizzato – conclude – ha diversi vantaggi: innanzitutto assicura la vacanza perché chi viaggia col turismo organizzato è assistito prima, durante e dopo il viaggio, ma in secondo luogo viaggiare col turismo organizzato significa entrare più in profondità nelle destinazioni, vederle più a fondo, quindi non è solo un fatto di garanzia, ma un modo di vivere la vacanza con più rotondità e più profondità”.

Menopausa, i sintomi restano un tabù

Roma, 14 ott. (askanews) – Si parla sempre più apertamente di menopausa, ma molte donne continuano a nasconderne i sintomi e a convivere con disturbi che incidono sulla qualità della vita. È quanto emerge da una ricerca AstraRicerche per Bayer Italia, condotta su mille donne tra i 50 e i 70 anni, in vista della Giornata mondiale della menopausa del 18 ottobre.

Il 70,6% delle intervistate percepisce una maggiore apertura sul tema rispetto al passato, ma per il 65,2% se ne parla ancora troppo poco.

Le parole di Rossella Nappi, Presidente International Menopause Society: “Le donne in menopausa possono soffrire di sintomi moderati severi sul versante del sistema nervoso centrale, in particolar modo le vampate di calore, i disturbi del sonno e tutto ciò riguardo ad esso. I disturbi dell’umore, la nebbia cognitiva, la fatica e così via. Questi sintomi impattano fortemente sulla qualità della vita e uno degli errori più comuni che si fanno è che la menopausa, essendo naturale, debba essere sopportata dalle donne. Questo è un gravissimo errore da un punto di vista clinico, ma soprattutto è un’omissione nei confronti della cura della donna. Ma per il 65,2% se ne parla ancora troppo poco”.

Vampate e insonnia sono tra i disturbi più impattanti: il 40,7% delle intervistate riferisce problemi del sonno moderati o severi, mentre il 37,3% soffre di vampate di intensità moderata o severa.

Nuovamente, Rossella Nappi, Presidente International Menopause Society: “Oggi la ricerca scientifica ci ha messo a disposizione nuove armi formidabili che vanno direttamente al bersaglio. Per esempio, terapie per le vampate di calore, l’insonnia e tutto quello che ruota intorno sono delle molecole innovative che vanno a colpire quella zona del cervello senza essere psicofarmaci che è responsabile del meccanismo della vampata di calore”.

L’obiettivo, sottolinea la ricerca, è favorire un dialogo più aperto con i professionisti sanitari, per individuare soluzioni adatte alle esigenze individuali e non considerare i sintomi come qualcosa da sopportare.

Si torna a ridere con il GialappaShow, tutte le novità e le conferme

Milano, 14 ott. (askanews) – Parodie, nuovi personaggi e battute a raffica, torna la nuova stagione del GialappaShow dal 19 ottobre, ogni lunedì alle ore 21.30, in prima visione assoluta su TV8, anche in simulcast su Sky e in streaming su NOW. Giorgio Gherarducci e Marco Santin ancora alla guida di un affiatato gruppo di comici, per uno show che si rinnova ogni anno. “Bisogna rinnovarsi sempre, uno dei segreti è togliere i personaggio prima che stufino la gente, e quindi sempre roba nuova, che secondo me è positivo”.

New entry Max Angioni. “Mi hanno isolato, bullizzato e schernito, quindi tutto bene, tutto secondo i piani”. Spazio anche alla satira politica. “C’è una delle nostre mini fiction, con il ritorno di Doc Doc, che è stato radiato dall’albo e si lancia in politica fondando un partito. Il suo avversario che fonda un altro partito politico è Max Angioni, sarà una battaglia senza esclusione di colpi. Nella prima puntata ci sarà un filmato: Buon compleanno governo, che raccoglie le min… ate dette da chi sta al potere, abbiamo dovuto tagliarle o non andavamo più in onda noi”.

Poi c’è l’inossidabile Mago Forest, mattatore sul palco da ben otto stagioni, affiancato da un conduttore ospite a puntata, si comincia con un grande ritorno: Simona Ventura. “È stato fantastico. Io ci ho lavorato per la prima volta a Zelig, ma i Gialappi ci hanno lavorato trent’anni fa, per questo ritorno di questa figliol prodiga si era pensato di sacrificare un presentatore grasso ma non ne hanno trovato uno”. Nuovi e vecchi personaggi che il pubblico ha imparato ad amare, e che in ogni edizione riservano novità a cominciare da Brenda Lodigiani nei panni di Federica Sciarelli. “

Mi sono chiesta cosa sta facendo adesso Federica, come vive questa pensione, se il mercoledì guarda “Chi l’ha visto”, con chi lo vede. Sono ossessionata da Federica Sciarelli tanto da doverla fare”. Immancabile la “serie Sensualità a corte”. “Sono tanti anni che lo facciamo e la gente è affezionata, siamo gli Sbirulini del 2000”. Ubaldo Pantani, torna nei panni dello spassosissimo Gineprio. “È un nerd dell’amore, e la sua frase “io sono a posto così” si può adattare a tante situazioni della vita, perchè in fondo chi si accontenta gode”. Ma c’è molto di più e le risate sono assicurate.

Teacher Life Skills, le imprese finanziano la formazione docenti

Roma, 14 ott. (askanews) – L’83% degli insegnanti italiani dichiara che le attività di apprendimento professionale seguite nei dodici mesi precedenti hanno avuto un impatto positivo sul proprio insegnamento, contro una media OCSE del 55%: il dato arriva dall’indagine TALIS 2024 dell’OCSE, nella nota Paese curata per l’Italia dall’INVALSI. La stessa rilevazione indica dove si concentra la domanda di formazione: il 21% dei docenti mette al primo posto i metodi per sostenere l’apprendimento socio-emotivo degli studenti, il 20% la gestione della classe e il 17% l’insegnamento in contesti multiculturali o multilingue. Tra chi è all’inizio della carriera le percentuali salgono: gestione della classe al 27%, metodi socio-emotivi al 24%. Su questo segmento si colloca Teacher Life Skills, programma ideato e organizzato da OSM Education e sostenuto da Investhero insieme ad altre imprese del territorio.

Il percorso, rivolto a insegnanti, formatori ed educatori, alterna webinar online e giornate di formazione in presenza. La partecipazione è gratuita per i docenti e volontaria. I contenuti riguardano comunicazione empatica, ascolto attivo, capacità di motivare, gestione del tempo, consapevolezza personale e benessere di chi insegna.

Il mondo sta cambiando rapidamente e con esso anche le sfide che insegnanti e studenti affrontano ogni giorno. Crediamo che investire nella crescita personale e professionale dei docenti significhi offrire loro nuovi strumenti per accompagnare questo cambiamento e, attraverso di loro, contribuire alla crescita delle nuove generazioni , dichiara Alessandro Del Saggio, tra i sostenitori dell’iniziativa.

I dati TALIS dimensionano anche benessere e tecnologia. Sul benessere professionale, il 10% dei docenti italiani riferisce molto stress sul lavoro (19% la media OCSE) e il 4% un impatto molto negativo sulla salute mentale (10% OCSE). Sul fronte tecnologico, il 25% degli insegnanti italiani ha usato strumenti di intelligenza artificiale contro il 36% della media OCSE, e tra chi non li ha usati il 69% indica la mancanza di conoscenze e competenze necessarie.

Un imprenditore che investe sulla formazione di un singolo docente non sta aiutando una persona. Sta potenzialmente cambiando la traiettoria di centinaia di studenti nel corso di una carriera , osserva Del Saggio.

Il finanziamento arriva dai budget di responsabilità sociale d’impresa di un gruppo di aziende, tra cui Investhero, Fortimed Italia, Eco Costruzioni Moderne, Granulati Zandobbio, Project For Building, JIA, PFC 2000, Orobica Inerti e Teamecommerce. La formula destina le risorse alla formazione dei docenti invece che alla dotazione materiale dei singoli istituti, il canale più battuto del sostegno privato alla scuola.

Gli insegnanti che partecipano non lo fanno perché qualcuno ha detto loro che sono inadeguati , sottolinea Del Saggio. Lo fanno perché hanno scelto di continuare a crescere. Quella scelta merita rispetto e supporto, non burocrazia .

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha portato in cattedra oltre 37.000 docenti con le immissioni in ruolo dell’anno scolastico 2026/27. L’età media degli insegnanti italiani, secondo TALIS 2024, è di 48 anni contro i 45 della media OCSE: la formazione in servizio è il canale principale di aggiornamento.

Il futuro della scuola non si costruisce solo con le riforme ministeriali , afferma Del Saggio. Si costruisce ogni giorno nelle aule, con insegnanti che hanno gli strumenti per stare bene, per comunicare meglio, per accendere qualcosa nei ragazzi. Questo è il lavoro che vogliamo sostenere. Il programma prosegue con nuove edizioni territoriali, con il calendario diffuso attraverso gli istituti aderenti.

Mobilità, in Italia 1 famiglia su 5 fatica per i costi

Roma, 14 ott. (askanews) – “In Italia quasi 5 milioni di famiglie, 1 su 5, faticano a sostenere il costo della mobilità e in quasi 1 comune su 10 le alternative all’auto non sono sufficienti. È il possesso forzato dell’auto: non puoi farne a meno anche quando non te la puoi permettere”. così Esther Marchetti, Clean Transport Advocacy Manager di Transport&Environment Italia durante la presentazione del rapporto sul transport poverty, commissionato da T&E, la principale organizzazione europea per la decarbonizzazione dei trasporti, a TESSA, agenzia di ricerca dell’Università degli Studi della Tuscia.

La povertà dei trasporti non coincide con la povertà economica: misura costi di mobilità insostenibili (affordability), disponibilità di alternative all’auto (availability) e accessibilità dei servizi fondamentali, come lavoro, scuola, sanità (accessibility). Dal report emerge un quadro a tinte fosche: costi in crescita nonostante i salari fermi, (nel 2024 le famiglie hanno speso in media 297 euro al mese per i trasporti, il 10,78% del budget); caro carburante che incide in maniera preponderante almeno sulle 643.189 famiglie comprese nelle fasce più povere della popolazione; auto – sia nuove che usate – appannaggio di pochi che se le possono permettere e quasi un comune su dieci (9,7%) è ad alta criticità per scarsità di treni, trasporto pubblico e collegamenti alle principali arterie stradali, soprattutto lungo l’arco alpino e appenninico, nelle isole e nelle aree interne del Sud.

“Tagliare le accise può servire in emergenza, ma costa miliardi, vale per tutte le persone allo stesso modo senza distinzione di reddito e il problema rimane. Quelle risorse vanno invece indirizzate per offrire alternative all’auto dove si può e auto e auto pulite e accessibili economicamente dove invece l’automobile resta necessaria. Possiamo continuare a rincorrere le emergenze oppure possiamo intervenire sulle cause del problema e proteggere le famiglie nel tempo” conclude Marchetti.

Meloni verso un Consiglio Ue complicato, per l’Italia focus su energia e Ucraina

Bruxelles, 14 ott. (askanews) – Un Consiglio europeo “più complicato del previsto, e già l’agenda era molto complicata”. Così un diplomatico a Bruxelles definisce il summit in programma domani e venerdì nella capitale belga.

Sul tavolo la trattativa sul Multiannual Financial Framework (MFF), il bilancio dell’Unione, ma anche la questione “urgentissima” del costo dell’energia e la crisi in Ucraina, che vive un momento particolare dopo la decisione di Donald Trump sul gasolio russo.

Venerdì a Bruxelles è atteso il leader ucraino Volodymyr Zelensky. Giorgia Meloni, questa mattina in Senato, ha ribadito il “sostegno” dell’Italia, che “non è un’alternativa alla pace” ma al contrario “la rende possibile”. La premier è anche però tornata a chiedere un maggior protagonismo dell’Europa, con la nomina di un negoziatore (senza risparmiare ‘frecciate’ a Francia e Germania, che insieme al Regno Unito “ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme”). E del negoziatore si parlerà in Consiglio, anche perchè – si spiega a Bruxelles – ora è Zelensky che lo chiede pressantemente. Non ci sarà però una decisione, ma un confronto sull'”identikit”, che deve essere di alto profilo. Quanto all’uscita di Trump, anche Meloni l’ha criticata in quanto “molto rischiosa e contradditoria”, che mina anche il sistema di sanzioni messo in campo dall’Ue. Le stesse critiche che, secondo quanto si apprende, dovrebbero essere contenute anche nelle conclusioni del Consiglio.

Sul tema del costo dell’energia si confronteranno due ‘blocchi’ di Paesi. Da un lato quelli (i nordici, la Germania, i Paesi Bassi, ma anche Spagna e Portogallo) che ritengono che il problema reale sia la dipendenza dai fossili e quindi chiedono di accelerare sulla riduzione di tale dipendenza, dall’altro quelli (Italia, insieme – tra gli altri – a Polonia, Romania, Austria, Grecia) che chiedono alla Commissione di avanzare delle proposte e di tener conto, nel negoziato sulla revisione dell’Ets, dell’esigenza di continuare a sostenere l’industria europea.

Sul bilancio europeo il summit segnerà l’inizio della vera discussione, a partire dalla nuova nego-box messa a punto dalla presidenza irlandese (che non piace a nessuno). L’Italia è tra i capofila degli “Amici della coesione”, coloro che si oppongono ai tagli alla Politica agricola comune e ai fondi per la coesione. I tagli generali proposti dall’Irlanda (8%) per far felici i ‘frugali’, però, non convincono Roma perchè indeboliscono un bilancio già scarso, soprattutto sulle sfide della competitività. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa vorrebbe chiudere entro dicembre, prima dell’inizio delle tante tornate elettorali europee, ma non è facile. “Non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data. Noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l’Italia”, ha ammonito Meloni. Molto si giocherà anche sull’incremento delle risorse proprie. Le proposte sono molte: il roll over del Newx Generation Eu, o possibili strumenti di debito mirati (ma c’è il ‘no’ frugali). “Ma di questo si parlerà solo l’ultima notte del negoziato, per non bruciare le carte”, prevede un diplomatico di lungo corso. Per quanto riguarda la flessibilità che Meloni aveva chiesto vista l’impennata dell’inflazione, non sarà oggetto del Consiglio, anche se la premier potrebbe mettere il tema sul tavolo.

In ‘scaletta’ anche il Medio Oriente, con in particolare il ripristino della libertà di navigazione. L’Italia ha chiesto il potenziamento della missione Aspides, che è l’unica cosa – viene fatto notare – che può dare all’Ue una rilevanza critica nella regione.

Sul tavolo anche la questione dell’allargamento (l’Italia spinge per l’accelerazione su Montenegro e Albania). La Commissione, la scorsa settimana, ha anche rilanciato il tema dell’adeguamento del processo decisionale con il superamento del voto all’unanimità. Tema su cui la presidente del Consiglio è nettamente contraria: “Non sono d’accordo sul superamento dell’unanimità in Europa. Credo che l’Europa debba essere inclusiva e non impositiva, credo che esistano degli strumenti migliori che possono creare un equilibrio tra l’efficacia e l’efficienza e l’inclusività rispetto a quello che si propone col superamento del voto all’unanimità”. Strumenti che sono, in primo luogo, le cooperazioni rafforzate, per lei.

Infine la questione dei migranti, tema da sempre al centro dell’agenda di Meloni. Il testo delle conclusioni, si prevede, sarà “molto articolato” e con “passi da gigante” sulla linea italiana. Non mancheranno però – è facile ipotizzarlo – ‘scintille’ con Pedro Sanchez, peraltro in campagna elettorale, sulla questione di Ceuta e della sospensione di Schengen (che peraltro scade domani e, probabilmente, sarà rinnovata). Un “diritto”, ha rivendicato, esercitato “sulla base di una valutazione di sicurezza. Peraltro “si tratta di uno strumento utilizzato regolarmente dal 2026 a oggi, gli Stati membri vi hanno fatto ricorso quasi 500 volte e inoltre in 30 casi i controlli hanno riguardato direttamente l’Italia. La Francia mantiene controlli alla frontiera con noi da oltre 10 anni e quindi è difficile sostenere che l’Italia non abbia il diritto di utilizzare uno strumento che nei suoi confronti è stato utilizzato decine di volte”.

Sovraindebitamento, convegno alla Camera

Roma, 14 ott. (askanews) – “Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza è una buona norma ma molte persone hanno difficoltà di accesso alle misure loro destinate. Abbiamo deciso di proporre alcune modifiche al Codice come lo stop temporaneo ai pignoramenti – uno stop automatico, che scatti per legge senza bisogno di attendere un provvedimento, per dare il tempo al debitore di poter preparare le pratiche -, l’esclusione automatica dalla liquidazione dell’unica macchina del debitore se serve per lavorare o per curarsi, senza doverla chiedere e ottenere volta per volta, la riduzione dei tempi della giustizia e dell’accesso alle pratiche affinché il debitore abbia certezza dell’esdebitazione e maggiore flessibilità per i piani di rientro perché non ha senso proporre piani rigorosi che il debitore non può rispettare. Sono misure di buon senso economico perché non solo aiutano chi è in difficoltà ma offrono maggiori garanzie ai creditori stessi sulla possibilità di rientrare del credito”. Lo ha dichiarato Letizia Giorgianni, deputato di Fratelli d’Italia in Commissione Bilancio a Montecitorio, intervenuta nel corso del convegno “Ripartire si può. Dai debiti alla ripartenza: nuove tutele per chi vuole tornare a lavorare e produrre” svoltosi presso la Sala Regina della Camera dei deputati.

Sono diversi i profili di chi può trovarsi schiacciato dai debiti, come ha spiegato Elvira Carpentieri, avvocato dello Sportello ‘Ripartenza Consumerismo’: “Ripartire è possibile e fortunatamente la legge italiana ce lo permette, offrendo una seconda opportunità grazie a un meccanismo che funziona, anche se ha bisogno di manutenzione. La persona sovraindebitata nella maggior parte dei casi non è lo scialacquatore o il furbetto che poi presenta il conto allo Stato: sono pensionati che hanno avuto problemi di salute, genitori separati, famiglie che necessitano di cure continuative per uno dei figli. Non sono persone che hanno sbagliato i conti: è la vita che ha cambiato le cifre. E la manutenzione deve partire da punti precisi. Serve una sospensione automatica delle procedure esecutive dal momento in cui il debitore affida l’incarico all’organismo di composizione della crisi: una protezione che scatta per legge – non una concessione da chiedere – a tempo determinato, con il giudice informato dal primo giorno e con decadenze automatiche per chi non fa sul serio. Serve che l’unica autovettura della famiglia resti fuori dalla liquidazione di diritto, in automatico, quando è necessaria per lavorare, per curarsi o per far studiare i figli: oggi la sua sorte dipende dalla sensibilità del singolo tribunale, e una prassi non è un diritto – la prassi si concede, il diritto si pretende. Serve una via di ristrutturazione per chi ha chiuso un’attività e oggi vive di stipendio o di pensione. E servono piani di rientro sostenibili, perché il piano sostenibile paga e il piano strangolato salta. Dobbiamo mettere queste persone in grado di onorare i propri debiti, come hanno sempre fatto: rendendo il debito sostenibile, nell’interesse loro e dei loro creditori”.

A illustrare gli obiettivi delle modifiche è stata Carolina Varchi, segretario di presidenza della Camera dei deputati: “Ripartire si può e si deve. Abbiamo constatato una difficoltà di accesso alle norme attualmente in vigore e crediamo che sia il caso di allargare ulteriormente la platea per consentire a più famiglie e imprese di poter ripartire dopo un momento di difficoltà. La nostra proposta di legge va in questa direzione anche in termini di snellimento della procedura da sovraindebitamento, con tutele che operino in automatico, per legge, senza aggiungere passaggi e udienze, e con costi più sostenibili per chi ne fa richiesta”.

A dare la misura del fenomeno, con i dati ufficiali, è stato Francesco Cacciola, avvocato, presidente dell’Osservatorio nazionale sul debito: “L’Italia vive un paradosso: le famiglie sono tra le meno indebitate d’Europa – lo certifica la Banca d’Italia – e insieme, secondo l’ISTAT, 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta. Non è la febbre di chi ha speso troppo: è la caduta di chi non ha rete. E la domanda di queste procedure cresce: i procedimenti aperti in un anno sono passati da circa 7.000 nel 2023 a oltre 10.600 nel 2025, secondo i dati del Ministero della giustizia. Ma quasi sei su dieci finiscono in liquidazione, nei piani omologati i creditori recuperano in media tra il 23 e il 38 per cento del dovuto, e la sola omologazione richiede tra i quattordici e i sedici mesi. Intanto ogni anno vanno all’asta circa settantacinquemila immobili, aggiudicati quasi sempre sotto il valore di stima: la famiglia perde la casa e, quando il ricavato non basta, conserva il debito – è la pagina in cui perdono tutti. I numeri dicono una cosa semplice: quando una tutela scatta subito e una soluzione ordinata arriva prima del colpo di martello, si chiude prima e si perde meno, per i debitori come per i creditori”.

Le conclusioni sono state affidate a Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo: “Bisogna ripartire per forza, non si può lasciare nessuno indietro. Ci stiamo lavorando, anche se con i tempi della politica non andiamo troppo d’accordo. Ma li dobbiamo rispettare. Entro la fine della legislatura cercheremo di portare a casa quello che serve fare, ovvero dei correttivi alla legge sul sovraindebitamento – a partire dalle tutele automatiche, che non costano nulla e cambiano tutto – perché così non va”.

Acque sacre, corpi contemporanei: Fonteverde ripensa il benessere

San Casciano dei Bagni, 13 ott. (askanews) – A Fonteverde la storia sembra essersi fermata ai tempi antichi, con la pace tra i colli toscani e un’aura importante determinata anche dai recenti scavi di San Casciano dei Bagni, che hanno scoperto come quest’acqua, calda e dalle proprietà terapeutiche, fosse sacra sin dai tempi degli etruschi.

Massimo Dorino, general manager di Fonteverde Lifestyle & Thermal Retreat, professionista con una lunga e prestigiosa carriera nella ospitalità di lusso quando gli chiediamo chi sono i vip che frequentano questi luoghi, si tiene sul vago: “Bella domanda. Sono parecchi, diciamo che sono parecchi”. Poi però ci parla di una clientela internazionale a prevalenza americana, ma la parte importante resta quella italiana – dice – con “il Lazio che la fa da padrona”. Insomma come gli antichi, anche i romani di oggi amano questi luoghi.

Ma i tempi mutano velocemente e bisogna tenerne conto.

Elisa Ciacci, cosmetologa di Fonteverde Lifestyle & Thermal Retreat: “Rispetto al passato la clientela, le persone sono cambiate” spiega Ciacci. “Abbiamo avuto proprio un’evoluzione delle persone. Una volta la persona era più tranquilla, veniva più per una cura termale. Adesso c’è bisogno proprio di rallentare, c’è bisogno di ascoltare le persone. A volte tutto ciò che si vede non è ciò che serve, ma solamente l’apparenza. Infatti capita spesso di guardare una pelle, di ascoltarla, di vedere che serve una cosa, ma la signora ha bisogno di tutt’altro. Magari ha bisogno di un massaggio antistress viso e di lavorare a livello un po’ più inconscio e più profondo”.

Il team è coeso. Il Maestro Dipu, celebre guru delle discipline orientali e ayurvediche che opera da oltre vent’anni presso la struttura, considerato uno dei migliori terapisti olistici a livello internazionale e inserito da Tatler tra i migliori terapisti al mondo, spiega che il corpo e la mente sono in continua evoluzione. “In medicina ayurvedica non esistono le malattie psicosomatiche perché non c’è una spiegazione. Qualsiasi cosa che il tuo corpo esprime, c’è sempre una spiegazione del perché, o non dormi, non mangi, o fai cose non regolari: la medicina ayurvedica vede tutta la globalità del tuo corpo e dopo personalizza, con quello che ti serve”.

Del team Fonteverde fa parte anche la nutrizionista Angela Faralli che ci spiega come la dieta mediterranea aggiornata, introduce il fattore tempo con una nuova piramide alimentare basata sui ritmi biologici dell’organismo. Una visione molto vicina a quella ayurvedica.

E del fattore tempo si tiene conto in tutte le strutture del gruppo Italian Hospitality Collection, non soltanto a Fonteverde. Secondo un nuovo approccio: inserire il benessere nel proprio calendario, trasformandolo in un impegno concreto con sé stessi.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Linda Verzani

Zelensky: "Tradito" da Trump per l’accordo sul gasolio con Putin

Roma, 14 ott. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto di essersi sentinto “tradito” dall’annuncio del presidente americano Donald Trump di una tregua energetica e di un accordo sul gasolio con il presidente russo Vladimir Putin. Intervistato dal giornalista Piers Morgan, alla domanda se si sia sentito tradito, Zelensky ha risposto: “Sì, ma è più complicato, non riguarda solo me e i miei sentimenti. Il nostro paese deve sopravvivere”.

“È un peccato perdere un partner forte, ma non per colpa nostra – ha proseguito -, non stiamo vendendo il nostro Paese. Per noi non si tratta di affari. Si tratta delle nostre vite. È il nostro paese, la nostra casa, i nostri figli”.

Secondo Zelensky, “i consiglieri di Trump stanno sbagliando”: “Non so chi lo stia spingendo verso la parte sbagliata. Questa non è la parte giusta della storia”.

Milano, Aster & Vesper: no-alcohol si fa notare al The Lounge Bar

Milano, 14 ott. (askanews) – A Milano, bere bene non significa più necessariamente bere alcolici. Al The Lounge Bar del Westin Palace Milan, la nuova carta I Veri Gaudenti – diario immaginario di un barman alyrettanto immaginario – dedica ai cocktail analcolici uno spazio interessante, elevandoli da semplice alternativa a esperienze di mixology a tutti gli effetti. A rappresentarli sono Aster & Vesper, due personaggi inventati, gemelli circensi che incarnano le due anime del no-alcohol: la luce e la meraviglia del giorno, l’ombra e il mistero della notte.

“Il no alcohol è un aspetto molto importante su cui concentrarci”, spiega Ilaria Sfondrini, Director of Food & Beverage del The Westin Palace Milan. “Non vogliamo più quel mix di succhi: il low alcohol e il no alcohol possono essere un cocktail a tutti gli effetti, che nulla ha da invidiare alla mixologia e alle preparazioni dei cocktail alcolici”.

Il primo dei due fratelli, Aster, è la versione più gioiosa e frizzante del circo: popcorn, soda e mela costruiscono un drink luminoso, giocoso e immediato, pensato per la convivialità e per chi cerca freschezza senza alcol. Vesper, invece, racconta il momento in cui le luci si spengono e il tendone si riempie di silenzio. Al centro ci sono il tè nero cinese Lapsang Souchong, il rosmarino affumicato e l’arancia amara: note profonde, resinose e leggermente affumicate che danno al cocktail carattere, struttura e una personalità decisa.

Non è una scelta isolata, ma il segno di un cambiamento più ampio. La carta indica per ogni drink la gradazione – dalle proposte alcohol free a quelle low e medium-high – per consentire a ciascun ospite di scegliere con consapevolezza. “Voler bere meno, con una gradazione alcolica più bassa, senza rinunciare al gusto”: così Sfondrini riassume la filosofia dietro I Veri Gaudenti.

Con Aster & Vesper, il The Lounge Bar, nel cuore di Milano, afferma che il piacere del cocktail non dipende dall’alcol, ma dalla qualità degli ingredienti, dall’equilibrio e dalla capacità di raccontare una storia. E ovviamente, dalla buona compagnia nel luogo giusto.

Al “SAP NOW AI Tour Milan” le soluzioni per l’Autonomous Enterprise

Milano, 14 ott. (askanews) – Oltre 1.800, tra executive, imprenditori, esperti di settore e partner, hanno partecipato a Milano al SAP NOW AI Tour, l’appuntamento dedicato alla business community SAP in Italia; al centro la visione dell’Autonomous Enterprise, un nuovo modello di organizzazione in cui dati, applicazioni e intelligenza artificiale lavorano insieme per rendere i processi aziendali più agili, adattivi e intelligenti, mantenendo le persone al centro delle decisioni.

“In modo da poter offrire a tutte le persone che lavorano in azienda un processo decisionale che viene suggerito dall’intelligenza artificiale, opzioni di business su cui però l’individuo rimane al centro e ha sempre la capacità e il dovere di decidere. Prendere una decisione è un modo quindi di cambiare, evolvere il modo di lavorare, mantenendo l’individuo al centro di tutto” ha dichiarato Augusta Spinelli, President Europe, Middle East and Africa (EMEA), SAP.

Una trasformazione che sta già interessando il tessuto industriale del nostro Paese.

“Ogni settore, ogni azienda, a prescindere dalle dimensioni, può avere beneficio dall’utilizzo dell’AI. Quindi la cosa importante è avere tre caratteristiche: avere una base dati semanticamente affidabile, avere dei processi integrati e strutturati e avere dei buoni sistemi di governance. Tutti questi elementi li mettiamo a disposizione nella nostra piattaforma. Le aziende che hanno adottato le nostre piattaforme in cloud sono quelle più adatte, e che possono intraprendere questo percorso in una chiave evolutiva e senza grossi sforzi trasformativi” aggiunge Carla Masperi, Amministratore Delgato, SAP Italia.

L’intelligenza artificiale sta cambiando le nostre vite e il modo di lavorare. Quali prospettive e quali rischi.

“La chiave fondamentale è comprendere la dinamica che è intorno a noi, guardare la propria professionalità ed evolverla. Perché l’intelligenza artificiale non sostituirà mai le persone. Ma queste capacità, queste tecnologie stanno cambiando il nostro modo di lavorare. Ci sono degli skills che saranno più importanti di altri nel futuro. Ognuno di noi ha quindi la possibilità e il dovere di far evolvere la propria professionalità, utilizzando queste capacità” prosegue la dottoressa Spinelli.

L’AI si sta affermando sempre più come una leva strategica per la crescita e la competitività, ma deve essere gestita.

“I benefici sono potenzialmente enormi, sono recuperi di produttività e un migliore governo dei processi aziendali. Quindi tantissima curiosità, tantissime aspettative, occorre però dare alle aziende i giusti passi, il giusto ABC per intraprendere in maniera efficace e di successo questo percorso” conclude la dottoressa Masperi.

Calcio, Milan, Amorim "In un top club se non vinci è dura"

Roma, 14 ott. (askanews) – “È normale che in un top club ci siano critiche. Ho capito dalla terza partita con la Juve come funziona qui. In un top club, se non vinci è dura”. Così Ruben Amorim, allenatore del Milan, alla vigilia della sfida contro il Salisburgo, valida per la seconda giornata di Europa League. “Dobbiamo convivere con questo. Proverò a migliorare e a vincere le partite. Presseremo di più, creeremo più occasioni”, ha aggiunto il tecnico, tornando anche sulle recenti critiche attribuite al proprietario Gerry Cardinale. “Abbiamo parlato per decidere dove fare la prossima preparazione estiva”, ha spiegato. Amorim ha inoltre aperto alla possibilità di dare spazio ai giovani, a partire da Francesco Camarda: “Sta facendo molto bene in allenamento, è pronto, ha fiducia”. Sul proprio progetto tecnico ha concluso: “Ho un piano chiaro. Se ci sarà tempo lo porterò avanti, altrimenti passerò oltre”.

Calcio, Atalanta, Sarri: "Pafos più forte del nome che porta

Roma, 14 ott. (askanews) – “Affrontiamo una squadra più forte del nome che porta, piena di qualità tecnica. Sicuramente ci sarà anche da soffrire”. Così Maurizio Sarri, allenatore dell’Atalanta, alla vigilia dell’esordio in Conference League contro il Pafos, in programma giovedì alle 21. Il tecnico ha fatto il punto anche sulle condizioni di Scalvini, che “non ha un infortunio molto grave, per fortuna, però per qualche giorno deve stare a riposo” e probabilmente salterà anche la partita contro il Milan. Sul possibile alternarsi di Scamacca e Krstovic in attacco, Sarri ha spiegato che “il ballottaggio fa parte del calcio moderno”, soprattutto in un calendario fitto di impegni. Infine, sulle ambizioni europee della squadra, indicata tra le favorite dal ranking, ha tagliato corto: “Il ranking è fatto dei risultati del passato e quindi non ha nessuna importanza”.

Gioco responsabile, l’impegno di FAIR: “Comunicazione decisiva”

Roma, 14 ott. (askanews) – La comunicazione come strumento indispensabile per promuovere e diffondere la cultura di un gioco responsabile. E’ questo l’impegno principale di FAIR, fondazione nata con l’obiettivo di diffondere strumenti di prevenzione, ponendo la comunicazione al centro dei cambiamenti di settore.

“Gli obiettivi e le priorità della Fondazione FAIR – sottolinea Stefano De Vita, Direttore Generale di Fondazione FAIR – riguardano la prevenzione sul gioco problematico. Questo è il tema centrale del dibattito che stiamo portando avanti. Tutti quanti parlano di malattia, ma quando si arriva alla malattia è troppo tardi. Per Fondazione FAIR è centrale lavorare sulla prevenzione, ovvero su quelle tematiche che arrivino alle persone per capire quali sono le azioni che devono mettere in atto per poter mitigare eventuali dischi del gioco d’azzardo”.

La Fondazione Fair è nata per sviluppare una cultura del Gioco Responsabile, in cui ogni giocatore si senta tutelato, contribuendo a rendere il mondo del gioco più consapevole. “Oggi ci sono delle linee guida che Agcom ha emesso, che danno delle indicazioni chiare su come arrivare alle persone e come comunicare. Spesso si fa confusione tra comunicazione e pubblicità e oggi si parla chiaramente di una comunicazione di tipo sociale. Questo è un tema molto innovativo e nuovo per il settore e quindi bisognerà parlarne, verificare e soprattutto monitorare quali sono gli effetti futuri di questo di questo tipo di comunicazione”, conclude De Vita.

Gioco responsabile, per 8 italiani su 10 la sfida è la comunicazione

Roma, 14 ott. (askanews) – Per più di otto italiani su dieci, le priorità del settore del gioco sono la prevenzione della dipendenza, la tutela di minori e ragazzi e il contrasto al gioco illegale, ma il 59% giudica ancora inadeguato ciò che oggi viene fatto per prevenire e contrastare i disturbi da gioco d’azzardo. È quanto emerge dall’Osservatorio sulla comunicazione nel gioco, realizzato da Fondazione FAIR con Ipsos Doxa, e presentato oggi a Roma nel corso del Fair Forum, nella sua seconda edizione, la giornata di confronto che ha riunito istituzioni, autorità di settore, mondo accademico e imprese attorno al tema della comunicazione del gioco responsabile.

La ricerca è stata presentata da Ilaria Ugenti, Reputation Leader di Ipsos Doxa: “Quest’anno abbiamo voluto ascoltare il punto di vista dell’opinione pubblica perché ci preme capire quale è il substrato all’interno del quale si andranno ad innestare le nuove linee guida per una comunicazione a favore del gioco responsabile. Siamo in una situazione in cui c’è un processo di maturazione in corpo, una crescente consapevolezza da parte dell’opinione pubblica rispetto alle tematiche del gioco responsabile”, sottolinea Ugenti. “Questo è il momento cruciale in cui segnare un cambio di passo dal punto di vista di una presa di coscienza del settore, che possa segnare un recupero reputazionale e di fiducia da parte prima di tutto dell’opinione pubblica”.

La ricerca nasce per capire quanto i messaggi utilizzati oggi da istituzioni e operatori riescano realmente a far conoscere rischi, strumenti di tutela e comportamenti utili a prevenire situazioni problematiche. Obiettivi, questi, tra le principali azioni di Fondazione FAIR. La ricerca fotografa un’opinione pubblica che guarda al settore con alcune riserve soprattutto per quanto riguarda il digitale che viene associato spesso a maggiore accessibilità, ingresso al gioco in età più giovane e maggiore rischio di dipendenza. Resta però bassa la familiarità con il tema.

“Attualmente – prosegue Ugenti – circa quattro italiani su 10 dichiarano di avere familiarità con il concetto. Chi crede nel concetto di gioco responsabile nella sua implementabilità enfatizza proprio la diffusione di una cultura del gioco sane e questo segna un dirimente cambio di passo rispetto alle aspettative nei confronti del settore”.

Il messaggio più netto che emerge riguarda la comunicazione. Per gli intervistati, perché sia efficace deve essere chiara, concreta e rivolta a tutta la popolazione, non solo a chi gioca.

Ttg, Frisoni: in Emilia-Romagna 35 milioni di presenze in 8 mesi

Rimini, 14 ott. (askanews) – Nei primi otto mesi del 2026 l’Emilia-Romagna ha registrato 35 milioni di presenze turistiche, 25 milioni delle quali sulla Riviera, con una crescita trainata soprattutto dagli stranieri. A tracciare il bilancio della stagione è Roberta Frisoni, assessora al Turismo, Commercio e Sport della Regione Emilia-Romagna, a margine del Ttg Travel Experience in corso alla fiera di Rimini.

“E’ andata molto bene – ha detto Frisoni -. Stiamo ampliando i mercati: Germania, Austria e Svizzera la fanno da padrone, ma anche Polonia e Inghilterra si stanno affacciando sempre di più. I turisti da questi paesi stanno bene da noi e allungano anche la loro permanenza”.

Per i prossimi mesi l’assessora ha indicato come priorità l’accessibilità dall’estero, con “una politica forte per avere più aeroporti connessi con il mondo”, e il rinnovamento dell’offerta di comuni e operatori privati: “Metteremo 27 milioni di euro per sostenere il settore ricettivo nella riqualificazione delle strutture”.

Ziello (FnV): “Sostegno multidimensionale non a Kiev ma a italiani”

Roma, 14 ott. (askanews) – Mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni era impegnata nelle comunicazioni al Parlamento in vista del prossimo Consiglio europeo, durante le quali ha definito l’accordo fatto da Trump “rischioso”, i vannacciani hanno annunciato che voteranno contro la risoluzione del centrodestra alla Camera. Il leader della componente a Montecitorio Edoardo Ziello ha detto:

“Voteremo contro la risoluzione della premier Meloni, perché prevede un sostegno multidimensionale all’Ucraina, per noi l’unico sostegno multidimensionale dovrebbe essere dato agli italiani che stanno sopportando rincari dei costi, sono stremati, auspicavamo che il potenziale di risorse per l’Ucraina fosse distratto e inviato al comparto del bilancio per le famiglie, invece non è stato così”.

Tenendo uno striscione con la scritta “Ora tocca all’Italia” i deputati di Futuro Nazionale con Vannacci si sono dati appuntamento davanti a Montecitorio per applaudire all’accordo Usa-Russia sul gasolio che rappresenta, hanno detto, “una lezione per l’Italia”.

Firenze, intesa tra Opera del Duomo e GetYourGuide

Firenze, 14 ott. (askanews) – Garantire massima trasparenza a chi acquista online e proteggere l’intero complesso monumentale di Piazza Duomo dal fenomeno del secondary ticketing e del bagarinaggio digitale. Con questo obiettivo l’Opera di Santa Maria del Fiore e la piattaforma globale GetYourGuide, insieme al Comune di Firenze, hanno presentato l’accordo che estende al web le regole di accesso, visita e vendita.

“Noi cerchiamo in qualche maniera, – spiega Lorenzo Lucchetti, Direttore dell’Opera di Santa Maria del Fiore- con l’aiuto anche ovviamente delle grandi OTA, quindi GetYourGuide piuttosto che tutti gli altri, di trovare un modo e una collaborazione che ci permetta poi di poter veicolare sul mercato i titoli di ingresso nella maniera più corretta e più limpida possibile per il visitatore”.

“Il secondo obiettivo -aggiunge Pio Macchiarulo, Responsabile Relazioni Istituzionali in Italia di GetYourGuide- è quello di assicurare che i contenuti di queste esperienze siano in linea con le regole che l’Opera del Duomo ha dato a tutti gli operatori accreditati”.

Al bando quindi le offerte non conformi o le informazioni fuorvianti, come la dicitura non consentita “skip the line”. Dall’avvio dell’operazione sono già state disattivate oltre dieci esperienze irregolari.

Centrodestra, C. De Luca: non siamo competitor Lupi, supereremo il 3%

Roma, 14 ott. (askanews) – “Non giochiamo una partita per fare il miglior perdente, non giochiamo a perdere. Abbiamo una prospettiva importante di poter rappresentare nel centrodestra una novità che va ben oltre il 3%”. Lo ha detto il leader di Sud Chiama Nord Cateno De Luca parlando con i giornalisti davanti a Montecitorio.

“Ci tengo a sottolinearlo perché mi si fanno domande rispetto all’amico Lupi: non siamo competitor di Lupi. Il nostro obiettivo è avere oltre il 3% e ci sono tutte le condizioni per poterlo realizzare”, ha aggiunto con riferimento al sistema elettorale che prevede entrino in Parlamento solo le liste che superano lo sbarramento del 3% e, sotto questa soglia, la lista che in coalizione risulti come miglior perdente.

Parmigiano Reggiano non solo in tavola: al Ttg diventa una meta

Rimini, 14 ott. (askanews) – Tra spiagge, città d’arte e isole lontane, al Ttg di Rimini c’è una destinazione che si può anche grattugiare. Il Parmigiano Reggiano arriva alla fiera del turismo con dieci caseifici e un’ambizione: essere un luogo, non solo un sapore.

“Oggi lanciamo il progetto ‘Vivi Parmigiano Reggiano’ – spiega Cristiano Casa, destination manager Consorzio Parmigiano Reggiano -: vogliamo che il Parmigiano Reggiano non sia più riconosciuto soltanto come il prodotto straordinario che è, ma diventi anche una destinazione. L’idea è che tra qualche anno, grazie al lavoro che stiamo portando avanti, si possa dire: ‘Vado a passare un fine settimana nel Parmigiano Reggiano'”.

Motori, città d’arte, opera. “L’idea – continua Casa – è creare un sistema che unisca tutto quello che è l’offerta culturale e turistica del nostro territorio, e ovviamente il Parmigiano Reggiano può essere la chiave d’accesso per vivere questo territorio e le sue esperienze”.

La zona d’origine della Dop conta già 4 milioni di visitatori l’anno. Il traguardo è portarne 300mila dentro i caseifici entro il 2029, tra caldaie di rame, casari al lavoro e scalere di forme in stagionatura. E i tour operator ci credono.

“Abbiamo visto una squadra che lavora già molto bene – dice Dina Ravera, presidente di Destination Italia -, perché ha saputo coinvolgere tutti i soggetti del territorio nel trasformare un prodotto in una destinazione. Noi vogliamo portare maggiore professionalità nella costruzione dell’offerta e nella sua distribuzione nel mondo. Saremo al loro fianco e faremo di tutto perché questo progetto diventi un punto di riferimento e un modello per altre grandi eccellenze italiane che vogliono rafforzare il proprio marchio trasformando il loro territorio in una destinazione”.

Un formaggio come bussola per uscire dalle rotte più battute. Una direzione che piace anche a chi organizza la fiera. “La vera sfida – ricorda Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group – è evitare che i turisti siano tutti nello stesso momento nello stesso luogo e quindi cercare di valorizzare, ed è una delle sfide di questa manifestazione, anche i luoghi meno conosciuti e meno visitati, in modo che si abbia una distribuzione più omogenea sul territorio nazionale”.

Al Ttg intanto il viaggio comincia dall’assaggio: pianura o montagna, la prossima meta si sceglie con il palato.

WSJ: Netflix taglia 1.000 posti di lavoro, top dal 2022 (il 6% dello staff)

New York, 14 ott. (askanews) – A una settimana dalla pubblicazione dei suoi conti trimestrali, Netflix ha deciso di eliminare circa mille posti di lavoro nel mondo, pari al 6% del suo staff in quello che rappresenta il round di licenziamenti maggiore dal giugno 2022 (quando annunciò ila prima perdita trimestrale di abbonati in oltre 10 anni). Lo scrive il Wall Street Journal citando una email inviata ai dipendenti dai co-CEO Greg Peters e Ted Sarandos.

I tagli si concentrerano nei team legale, di prodotto, tech e risorse umane.”La nostra missione – intrattenere il mondo – è ambiziosa, e riuscirci richiede disciplina su dove diamo priorità alle nostre persone e risorse”, hanno scritto.Il colosso dello streaming alle prese con un rallentamento della crescita degli abbonati e dell’engagement, intende “continuare a investire in modo aggressivo nelle aree ad alto impatto”, hanno aggiunto i co-CEO aggiungendo che farlo significa “fare scelte mirate in tutta l’azienda così da poter continuare a dare risultati ai nostri membri, partner, dipendenti e investitori”.

Calcio, Gattuso: "Trovare dentro di noi le energie per andare avanti"

Roma, 14 ott. (askanews) – “L’ambiente non è semplice, ma fin dal primo giorno ho detto che non volevo sentire alibi”. Gennaro Gattuso, tecnico della Lazio, richiama la squadra alla concentrazione e alla capacità di reagire alle difficoltà in un videomessaggio inviato in occasione del “Premio Internazionale Eccellenza Euro-Mediterraneo”, dove ha ricevuto un riconoscimento per il suo percorso sportivo e per i valori testimoniati dentro e fuori dal campo.

“Giochiamo senza tifosi e ne siamo consapevoli, ma voglio che la squadra resti concentrata. Dobbiamo trovare dentro di noi le energie per andare avanti, ci dobbiamo alimentare da soli, soprattutto nei momenti di difficoltà”, ha detto Gattuso, sottolineando però la disponibilità e l’impegno del gruppo: “Ho trovato ragazzi straordinari, che mi stanno seguendo con grande disponibilità e impegno. Per me è un onore allenarli”.

Il tecnico ha ringraziato per il premio, soffermandosi sul significato delle motivazioni che hanno accompagnato il riconoscimento. “Credo che non mollare mai e continuare a credere in qualcosa sia fondamentale”, ha spiegato.

In conclusione, Gattuso ha dedicato una riflessione ai giovani e al rapporto con le nuove generazioni. “Hanno conoscenza e capacità. Il problema è che spesso parliamo di loro, diciamo che sono diversi, ma raramente ci chiediamo cosa facciamo noi per ascoltarli o per metterli nelle condizioni di migliorarsi”, ha affermato.

“Negli ultimi anni ho compiuto un passaggio fondamentale: ho messo da parte tutto ciò che ho vissuto personalmente e ho capito che, quando si allena una squadra e si lavora con i giovani, bisogna prima di tutto ascoltarli e aiutarli a esprimere il meglio di sé”, ha concluso.

Gonzalo Rubalcaba e Billy Cobham ospiti a Pomigliano Jazz in Campania

Roma, 14 ott. (askanews) – Dopo la pausa di fine estate, Pomigliano Jazz in Campania torna con la sessione autunnale della XXXI edizione, in programma dal 28 ottobre al 14 novembre 2026. I concerti attraversano Napoli, Pomigliano d’Arco e Avella, con artisti e progetti che mettono in dialogo il jazz con la canzone d’autore, la musica antica, il flamenco e l’elettronica.

Il primo appuntamento è per il 28 ottobre al Teatro Mediterraneo di Napoli con Gonzalo Rubalcaba e “Gonzalo Plays Pino”, l’album in cui il pianista cubano rilegge la musica di Pino Daniele, candidato ai Latin Grammy 2026 nella categoria Best Latin Jazz/Jazz Album. Il progetto rinnova il dialogo tra la scrittura del cantautore napoletano e il jazz, a un anno dal doppio anniversario del 2025, quando si sono ricordati i 70 anni dalla nascita e i 10 dalla scomparsa di Pino Daniele. Rubalcaba torna a Pomigliano Jazz dopo il successo del concerto in anteprima del 22 luglio ad Avella, dove si era esibito con il quartetto First Meeting, insieme a Chris Potter, Larry Grenadier ed Eric Harland. Sul palco Gonzalo Rubalcaba sarà affiancato da Daniele Sepe, Aldo Vigorito, Claudio Romano, Giovanni Imparato, Giovanni Francesca e Maria Pia De Vito.

Il 3 novembre al Teatro Gloria di Pomigliano d’Arco la serata vedrà in apertura Luis Di Gennaro al piano solo: “Prima di Sketches” esplora le radici spagnole del capolavoro di Miles Davis e Gil Evans. A seguire, “A New Sketches of Spain” mette in dialogo la danza e la coreografia di Israel Galván con la musica dal vivo e gli arrangiamenti di Michael Leonhart, nell’anno del centenario della nascita di Davis.

Il 5 novembre, sempre al Teatro Gloria, il set di Valentina Ranalli Quartet con “Seta”, progetto che unisce scrittura originale e jazz vocale contemporaneo, lascerà il posto poi a Javier Girotto e Francesco Nastro, con la partecipazione di Hamilton de Holanda. L’occasione è la presentazione di “Napoli (Nàpoles)”, il nuovo album prodotto da Itinera / TCSette, in uscita proprio il giorno del concerto: un percorso tra musica antica, canzone napoletana e improvvisazione.

Il 10 novembre al Teatro Mediterraneo di Napoli arriva Billy Cobham con “Time Machine”. Tra i batteristi che hanno segnato la storia della jazz fusion, con “Time Machine” Cobham riprende alcuni momenti centrali della propria carriera e li mette in dialogo con il presente, in una musica che unisce jazz, rock, precisione ritmica e improvvisazione. Con lui sul palco Victor Cisternas al basso, Carl Mörner alla chitarra, Jorge Vera alle tastiere, Bjorn Arko al sax, Antonio Baldino alla tromba e Andrea Andreoli al trombone. La serata si apre con “Max Unlimited”, performance solista di Claudio Romano dedicata a Max Roach, figura decisiva nell’evoluzione della batteria jazz.

Il 13 novembre al Teatro Biancardi di Avella sarà protagonista Joe Barbieri con “Big Bang”, progetto nel quale l’artista napoletano è tornato a mescolare canzone d’autore, jazz e sonorità world. Il 14 novembre la stessa sala ospita “Interferenze Sonore”, la performance in solo di Marco De Falco tra elettronica, jazz e improvvisazione, con alcune tracce del nuovo lavoro “Spiral – Phase#2” presentate in anteprima. A seguire, il Bobo Stenson Trio: il pianista svedese è una delle voci più riconoscibili del jazz europeo, capace di unire libertà improvvisativa, attenzione al suono e suggestioni provenienti dalla musica classica e dalle tradizioni popolari. Per questa data sarà affiancato da Christian Spering al contrabbasso e Jon Fält alla batteria.

“Con gli appuntamenti autunnali di Pomigliano Jazz in Campania continuiamo a promuovere un progetto che mette in relazione territori, artisti e comunità, facendo incontrare la nostra tradizione musicale con i linguaggi della scena internazionale”, spiega Onofrio Cutaia, Assessore alla Cultura, agli Eventi e al Personale della Regione Campania.

“Da Napoli a Pomigliano d’Arco e Avella, la musica diventa occasione di scoperta e partecipazione, capace di avvicinare pubblici differenti e di creare nuove connessioni tra i luoghi della cultura. È questa la direzione in cui la Regione Campania intende continuare a investire: sostenere una cultura che sappia fare rete e diffondere opportunità su tutto il territorio, dando spazio al confronto tra generazioni e alla formazione dei più giovani. Il dialogo tra il jazz, la canzone napoletana e le sonorità di altri Paesi esprime un tratto profondo della nostra identità: la capacità di accogliere e rinnovarsi, mantenendo vive le proprie radici. Portare queste esperienze nei teatri, affiancando ai concerti laboratori e iniziative aperte alla comunità, significa rendere la cultura parte integrante della vita quotidiana e un’occasione concreta di crescita condivisa”, aggiunge.

Accanto ai concerti, il festival propone Young Jazz Lab, con laboratori di coro e orchestra e concerti tra ottobre e novembre. Da ottobre a dicembre, nell’atrio della biglietteria della Stazione Circumvesuviana di Pomigliano d’Arco, sarà inoltre visitabile “Sound Stories – Jazz ed altre Storie”, mostra a ingresso gratuito. Pomigliano Jazz continua così a portare la musica in luoghi diversi del territorio, creando occasioni di ascolto e incontro tra linguaggi e generazioni.

La XXXI edizione di Pomigliano Jazz in Campania è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura e dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio ed è promossa e finanziata dalla Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali, con i Fondi di Coesione Italia 21-27 nell’ambito delle azioni di valorizzazione del patrimonio UNESCO e degli Itinerari Culturali della Campania. Il festival è organizzato dalla Fondazione Pomigliano Jazz, in partenariato con i Comuni di Pomigliano d’Arco, Avella e Cimitile, e con l’Instituto Cervantes di Napoli.

Ex Ilva, a Genova operai in corteo. Salis incontra i lavoratori

Genova, 14 ott. (askanews) – Continua la protesta degli operai dello stabilimento ex Ilva di Genova. Dopo un’altra notte in tenda davanti alla prefettura, poco prima delle 9 è partito un corteo, anche con i mezzi da lavoro, per la strade del centro, contro l’annunciata chiusura degli impianti del Nord a partire dal 15 novembre. È il terzo giorno di mobilitazione, molti i disagi per il traffico.

La sindaca di Genova Silvia Salis ha incontrato nuovamente i lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano in piazza De Ferarri. Per evitare il fermo dell’impianto, operai e sindacati chiedono che vengano acquistati sul mercato i coils – le bobine di acciaio – o le bramme necessarie ad alimentare lo stabilimento di Cornigliano. Una soluzione a cui starebbe lavorando il governo. Ma, nell’attesa, continua la mobilitazione e il presidio a oltranza davanti alla prefettura.

Armando Palombo della Rsu Fiom Cgl dello stabilimento ex Ilva di Genova: “Questa mattina è venuto il presidente della Regione, adesso è arrivata anche la sindaca di Genova, non ci ha portato notizie buone e definitive, ma ci ha detto che oggi può essere una giornata positiva. Registriamo questo ennesimo messaggio – ha concluso il sindacalista rivolgendosi ai lavoratori in corteo – che ovviamente non calma la nostra pazienza”. “Continuiamo così, disciplinati, organizzati ma pronti a tutto”, ha aggiunto.

Parco Archeologico del Colosseo, apre al pubblico la mostra "Saffo"

Roma, 14 ott. (askanews) – Apre al pubblico la mostra “Saffo”, dal 15 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, presso le Uccelliere Farnesiane sul Palatino, nel Parco archeologico del Colosseo.

La mostra – dedicata all’unica grande voce femminile sopravvissuta della letteratura greca arcaica, Saffo di Lesbo – è promossa dal Parco archeologico del Colosseo e con l’organizzazione di Electa, ed è curata da Silvia Romani.

Rappresenta il secondo atto del progetto espositivo dedicato alle figure femminili più moderne dell’antichità, ponendosi in continuità con la mostra dedicata a Penelope (19 settembre 2024 – 12 gennaio 2025) ospitata negli stessi spazi.

“La mostra – ha dichiarato il direttore del Parco archeologico del Colosseo, Simone Quilici – offre al pubblico la possibilità di conoscere una delle figure più popolari della lirica greca, indagandone sia la fortuna attraverso i secoli che il suo aspetto misterico, così come rivelato dalla critica letteraria più recente che, da un lato, fa risalire la sua poetica allo spirito di Orfeo e, dall’altro lato, riconduce la sua pratica al sostrato spirituale della Grecia arcaica, in cui la trasmissione dei culti e del sapere iniziatico era affidato alla donna. Sorprendentemente, si arriva così a comprendere quanto la modernità di Saffo possa invero trovare molteplici corrispondenze in una tradizione culturale ancora non pienamente compresa”.

Nuovo orizzonte per il mercato automobilistico elettrico italiano

Milano, 14 ott. (askanews) – Il mercato automobilistico italiano si apre a nuovi protagonisti e nuove strategie di distribuzione. Tra questi GAC, gruppo automobilistico con sede a Guangzhou, in Cina, che entra nel nostro Paese con una proposta dedicata alla mobilità elettrica, affidandosi ad ATFlow per la distribuzione.

Una scelta che apre il portfolio della società del gruppo Autotorino e punta a intercettare l’evoluzione di un settore sempre più orientato verso l’elettrico e verso nuovi marchi internazionali.

“ATFlow è un’azienda italiana che si occupa di importazione e distribuzione di autovetture di brand internazionali, creando partnership esclusive sul territorio italiano. Cerchiamo di mettere in comunicazione quella che è un’esigenza sempre più fine del cliente italiano con un’offerta sempre più complessa di costruttori internazionali, portandoci un’eredità di 61 anni in questo mercato e quindi grande consapevolezza di quello che il cliente nostrano cerca” ha dichiarato Mattia Vanini, Presidente ATFlow e Vicepresidente di Autotorino.

Tra i modelli presentati c’è AION V, SUV elettrico pensato per un utilizzo quotidiano ma anche per i lunghi viaggi, con un’autonomia fino a 510 chilometri e una ricarica dal 10 all’80% in 24 minuti.

“AION V è un SUV 100% elettrico. Un prodotto molto interessante perché racchiude tanti aspetti di rilevanza sul mercato. Parliamo di un prodotto di 4,60 metri, molto spazioso e quindi perfetto per chi ha bisogno di spazio per la famiglia, ma non solo. Ha un’ottima qualità costruttiva interna, quindi ti offre, nelle versioni proposte sul mercato, tanto contenuto ad un posizionamento-prezzo molto interessante considerando la media del segmento” ha aggiunto Steven Fariello, Marketing Coordinator & Product Manager di GAC.

E se AION V guarda soprattutto a comfort e versatilità, AION UT punta sulla mobilità urbana senza rinunciare allo spazio. Un progetto nato in Cina ma disegnato a Milano, dal GAC Advanced Design Milano, e premiato al Torino Automotive Design Award 2026.

“Qui nasce la storia che viene da due grandi fattori che si incontrano: il primo è il design tipicamente europeo, italiano per la precisione, con caratteri distintivi, proporzioni ben bilanciate, volumi e superfici morbide apprezzate dal pubblico nostrano. E poi l’incontro con la tecnologia di derivazione cinese. Questo connubio emerge in dettagli ed elementi come i fari anteriori, ma anche nei proiettori e nelle forme geometriche posteriori, così come nella tecnologia presente all’interno della vettura” ha concluso Daniele Costa, Chief Interior Designer di GAC Advanced Design Milan.

Due modelli, dunque, per entrare in un mercato sempre più competitivo, con GAC che punta a combinare tecnologia, design e mobilità elettrica per conquistare anche il pubblico italiano.

Il prof. Vincenzo Schettini riporta la fisica nei teatri d’Italia

Milano, 14 ott. (askanews) – Vincenzo Schettini, il professore di fisica più amato del web, è pronto a tornare a teatro. Dopo il successo dello scorso show che ha registrato 100.000 spettatori e oltre 100 repliche, Schettini salirà sul palcoscenico di prestigiosi teatri italiani con “Viaggio al centro della fisica – Lo spettacolo della conoscenza”. Una rappresentazione teatrale dove fisica, illusione e tecnologia si fondono dando vita a un’esperienza unica. Parole chiave dello spettacolo saranno tempo, musica, energia, mistero, conoscenza, universo e vita.

Scritto da Vincenzo Schettini, Graziano Cutrona e Paolo Ruffini, con la regia dello stesso Ruffini e prodotto da Vera Produzione, lo spettacolo debutterà il 22 gennaio da Piacenza e a seguire toccherà Bergamo, Assisi, Torino, Milano, Mantova, Trento, Conegliano, Roma, Fermo, Pesaro, Varese, Firenze, Bologna, Lecce, Bari, Reggio Calabria, Catanzaro, Rende, Napoli, Catania, Palermo, Cagliari e Sassari. Un viaggio lungo tutta l’Italia per continuare a “rendere la fisica un vero spettacolo” e coinvolgere il pubblico in un’esperienza teatrale capace di sorprendere tutti, dagli appassionati della materia, ai semplici curiosi alla ricerca di risposte e naturalmente anche tutti i fan del professore più celebre dei social.

In “Viaggio al centro della fisica – Lo spettacolo della conoscenza” sarà proprio il concetto di viaggio a essere protagonista dello show. Il prof prenderà per mano gli spettatori in un cammino fatto di scoperte, meraviglie e sorprese da vivere insieme. “Il teatro si trasformerà in un’enorme cabina di comando dove il pubblico siederà insieme a me e tutto partirà – ha dichiarato Vincenzo Schettini – “Sarà un viaggio, e allo stesso tempo una lezione, alla scoperta di noi stessi, dell’impatto che la vita, le tecnologie, le scoperte, e persino i sentimenti, hanno su di noi e sulla nostra crescita personale”. E ancora, uno sguardo verso le stelle che per secoli hanno guidato i viaggiatori e che continuano a essere avvolte dal mistero e sono cariche di magia, nonostante il progresso della conoscenza e il sapere che ci è stato tramandato.

Grazie alla sua simpatia e competenza scientifica, il prof Schettini è riuscito a creare intorno a sé una community di studenti, genitori, insegnanti e semplici curiosi, che trova nelle sue risposte e nelle sue spiegazioni, dei suggerimenti e degli spunti che riecheggiano nella vita quotidiana. Sono milioni le persone che lo seguono e che dal debutto sui social, datato 2017, apprezzano la sua passione e il suo amore per la fisica.

Dal palcoscenico dei social a quello del teatro, Vincenzo Schettini è pronto a far innamorare ancora una volta il suo pubblico, raccontando il viaggio da una prospettiva nuova e sorprendente.

RSV, ok AIFA a nuova cura preventiva per i neonati

Roma, 14 ott. (askanews) – Arriva in Italia, dopo l’approvazione dell’AIFA, clesrovimab, un anticorpo monoclonale a dose fissa per la prevenzione del virus respiratorio sinciziale (RSV) nei neonati e nei lattanti. Il farmaco garantisce una protezione rapida e prolungata contro un’infezione che rappresenta la prima causa di ricovero per bronchioliti e polmoniti infantili.

L’impegno per un rapido accesso all’innovazione a tutela dei più piccoli è stato sottolineato da Nicoletta Luppi, Presidente e AD di MSD Italia:

“Come MSD siamo pronti a offrire non solo questa tecnologia innovativa, che permetterà di proteggere i bambini fin dai loro primissimi giorni di vita, ma ci impegniamo anche ad affiancarvi una corretta informazione. È questo l’elemento fondamentale affinché un’innovazione simile possa raggiungere tutti i piccoli che hanno bisogno di essere protetti fin dai loro primi respiri”.

Un’opportunità che garantisce vantaggi e semplicità organizzativa anche per i servizi di prevenzione territoriale, come spiegato dal Dott. Michele Conversano, Consulente della ASL di Taranto:

“L’organizzazione dell’immunizzazione contro l’RSV per neonati e bambini è un processo molto complesso, che coinvolge diverse discipline: dai Dipartimenti di Prevenzione con i centri vaccinali, incaricati di gestire l’intera campagna, fino alle Neonatologie, alle Pediatrie e, soprattutto, ai Pediatri di libera scelta. Avere a disposizione un farmaco a dosaggio unico ci semplifica notevolmente il lavoro, sia nella distribuzione che per un avvio tempestivo. È fondamentale partire entro i primi di ottobre, così da garantire la somministrazione dell’anticorpo monoclonale ai nuovi nati nelle neonatologie già dal primo del mese”

In questo scenario è fondamentale il ruolo della pediatria sul territorio e la vicinanza alle famiglie.

“Dal primo ottobre, i pediatri di famiglia immunizzano tutti i lattanti nati tra il primo aprile e il 30 settembre dell’anno in corso. L’immunizzazione avviene tramite anticorpi monoclonali, utili a prevenire l’insorgenza della bronchiolite da virus respiratorio sinciziale. Avere a disposizione un ulteriore anticorpo monoclonale ci permetterà sicuramente di lavorare al meglio per ridurre sempre di più i casi di bronchiolite da RSV” ha concluso Antonio D’Avino, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).

L’autorizzazione di questa nuova profilassi, già approvata dalla Commissione Europea, rappresenta un passaggio cruciale per tutelare la salute dei neonati fin dai primi mesi di vita e ridurre in modo significativo la pressione sulle strutture ospedaliere durante la stagione epidemica.

"Vita da adulti" è il nuovo singolo di Angelina Mango

Milano, 14 ott. (askanews) – Esce il 16 ottobre Vita da adulti (Latarma Records, distribuito da Ada/Warner Music Italy), il nuovo singolo di Angelina Mango, che sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e sarà in rotazione radiofonica. A distanza di un anno esatto dall’uscita di caramé, l’album pubblicato a sorpresa nell’ottobre 2025, Angelina Mango pubblica Vita da adulti, una storia di cambiamento ed evoluzione personale, che fotografa un momento preciso: quando da adulti ci si ritrova a ricordare le immagini del passato interrogandosi su chi siamo diventati e, allo stesso tempo, su come affronteremo il futuro. Scritto da Angelina Mango e prodotto da Michelangelo, il brano racconta la bellezza di una quotidianità fatta di piccoli gesti: una casa che è un posto sicuro, l’affetto del proprio cane, una vita fatta di cose semplici dal valore inestimabile. In questo brano il presente, “la vita da adulti”, è vissuta con lo sguardo curioso e coraggioso di chi non ha mai smesso di giocare. Luci da accendere, disegni da incorniciare, quadri che aspettano di trovare il loro posto sulle pareti: il brano è fatto di immagini casalinghe che raccontano il piacere di costruire qualcosa di proprio, imparando giorno dopo giorno ad apprezzare la semplicità del quotidiano. Tra piccole avventure raccontate con tenerezza e la capacità di riderci sopra, la vita adulta si rivela un’esperienza che emoziona, soprattutto se vissuta insieme. Il singolo arriva dopo Canto d’amore, pubblicato lo scorso giugno con Marco Mengoni a due anni dalla loro prima collaborazione su Uguale a me, e dopo l’estate di NINA CANTA NEI Teatri d’estate, il tour prodotto e organizzato da Live Nation che ha portato Angelina in alcuni dei luoghi più suggestivi d’Italia. Un percorso che prosegue il racconto iniziato con caramé, l’album pubblicato a sorpresa nell’ottobre 2025, il cui titolo compone le prime parole del disco: l’incipit di una lettera intima che si trasforma in presentazione e apre un viaggio di sincerità e costruzione. Un lavoro in cui Angelina ha scritto e prodotto tutti i brani, affiancata alla produzione da Giovanni Pallotti e più volte dal fratello Filippo. Lo scorso marzo, a conclusione del tour Nina canta nei teatri, l’artista ha inoltre pubblicato a sorpresa quattro brani riarrangiati per la dimensione teatrale dello show, nelle loro caramé live version registrate durante le prove generali del tour.

150 anni di innovazione per una sanità più accessibile

Firenze, 14 ott. (askanews) – Centocinquant’anni di storia, ma lo sguardo rivolto soprattutto al futuro. Al quartier generale di Sesto Fiorentino, Lilly Italia continua a celebrare il suo anniversario con un incontro dedicato a una delle sfide più importanti della sanità contemporanea: garantire a tutti, indipendentemente dal genere e dalle condizioni sociali, le stesse opportunità di accesso alle cure. Salute che include è il titolo dell’iniziativa, che mette al centro il rapporto tra innovazione, prevenzione e disuguaglianze sanitarie.

Da sempre sviluppiamo innovazioni che cambiano la vita delle persone – spiega Elias Khalil, President e General Manager di Lilly Italia – e credo che non siano molte le aziende che possono affermare di aver cambiato la storia della medicina come ha fatto la nostra. Il nostro obiettivo è individuare i bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti e cercare di rispondere attraverso l’innovazione. È parte integrante della nostra missione .

In occasione del confronto sulla salute della donna, realizzato con la supervisione scientifica di UN Women, sono stati inoltre presentati i dati IQVIA, relativi al divario di genere nell’accesso alle cure, nella prevenzione e nella salute mentale.

Il report presentato oggi parla chiaro – sostiene Federico Villa, Assistant VP Corporate Affairs & Patient Access di Lilly Italia -. L’84% delle donne italiane considera la salute una priorità, ma soltanto il 39% riesce a renderla tale nella propria quotidianità. I fattori che contribuiscono a questo divario sono molteplici, ma certamente uno dei principali è rappresentato dalle difficoltà di accesso alla diagnosi e alle prestazioni sanitarie, dovute anche alle lunghe liste d’attesa .

Solo permettendo a ciascuno di curarsi e migliorare la propria salute si può contribuire al benessere collettivo. Ed è proprio da questa convinzione che Lilly intende partire, cercando di ridurre le disuguaglianze prima di tutto all’interno della propria realtà aziendale.

Vogliamo colmare questo divario partendo da casa nostra, dai nostri dipendenti, perché siamo convinti che soltanto agendo prima di tutto all’interno della nostra realtà possiamo chiedere anche agli altri di fare altrettanto – dichiara Manuela Schumann, Vice President HR & Site Services di Lilly Italia -. La sfida per il futuro è riuscire a individuare tempestivamente i bisogni delle persone, che cambiano continuamente, anche in relazione all’evoluzione dell’ambiente che ci circonda .

È da questa consapevolezza che prende forma l’impegno di Lilly per i prossimi anni: rafforzare il dialogo con le istituzioni, promuovere una maggiore equità nell’accesso alle cure e trasformare i risultati della ricerca in opportunità concrete per i pazienti. Una sfida che non riguarda soltanto l’industria farmaceutica, ma l’intero sistema sanitario.

Papa, medici: decorso post-operatorio regolare. Valori nella norma

Città del Vaticano, 14 ott. (askanews) – “Questa mattina il Santo Padre ha eseguito gli esami del sangue e la radiografia del torace previsti dopo l’intervento. Gli esiti confermano un decorso post-operatorio regolare: i valori sono nella norma per il tipo di intervento eseguito”. E’ quanto comunicano in un bollettino, tramie la Sala stampa della Santa Sede, il dott. Luigi Carbone e il prof. Stefano Margaritora sul decorso post operatorio di Papa Leone XIV, dopo l’intervento chirurgico di ieri al Policlinico Gemelli di Roma.

“Il Santo Padre – si conclude – ha svolto la fisioterapia respiratoria ed ha iniziato a camminare in stanza. Ha ripreso una regolare alimentazione facendo colazione e pranzo. Il decorso procede secondo quanto previsto”.

Mazzi: “Turismo da record, Italia sopra Francia e Spagna”

Rimini, 14 ott. (askanews) – “I numeri sono eccezionali, anche i dati usciti adesso a settembre sono numeri da record: c’è il +5% di presenze rispetto all’anno scorso, che era già un anno eccezionale. Con 535 milioni e mezzo di presenze in Italia siamo al di sopra della Francia e al di sopra della Spagna, che è stata sempre la lepre d’Europa e sembrava irraggiungibile”. Lo ha detto il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, a margine della cerimonia di inaugurazione del Ttg a Rimini.

“Dobbiamo essere sempre più ospitali e lavorare sulla formazione per qualificare i professionisti e i giovani che possono entrare in questo comparto, considerando che occupa 3.300.000 persone, vale il 13% del Pil e genera 240 miliardi di fatturato – ha aggiunto il ministro – oggi il turista vale doppio. Il turista è un cliente e lo dobbiamo trattare bene: non solo può ritornare, ma soprattutto può diventare il nostro più grande alleato e ambasciatore. Quando torna nel suo Paese consiglierà ai propri contatti digitali e reali di visitare l’Italia”, ha concluso Mazzi.

Automotive e sicurezza: la sfida di DEKRA al Forum

Milano, 14 ott. (askanews) – Nel pieno della grande trasformazione della mobilità globale, l’industria dell’automobile si trova ad affrontare una fase cruciale. La transizione in atto va ormai ben oltre il semplice passaggio dai motori termici a quelli elettrici, impattando su ogni anello della catena del valore. È proprio in questo scenario che si è inserito il contributo di DEKRA al recente incontro di #FORUMAutoMotive a Milano.

“Siamo presenti nel settore automotive fin dall’inizio della nostra storia: con oltre un secolo di esperienza, continuiamo a investire per garantire la massima sicurezza di tutti i veicoli di nuova generazione. Questo vale sia per i controlli che precedono l’immissione del prodotto sul mercato, sia per le verifiche periodiche come le revisioni. In questo ambito siamo il primo operatore al mondo, con più di 32 milioni di revisioni eseguite ogni anno” ha dichiarato Toni Purcaro, Presidente DEKRA Italia.

La trasformazione del settore non riguarda solo l’elettrificazione, ma un insieme di fattori che include la connettività, i sistemi d’assistenza alla guida, le nuove normative di sicurezza e accesso ai dati.

“La transizione verso l’elettrico non sta progredendo con l’accelerazione inizialmente ipotizzata. Il mercato delle auto elettriche rimane prevalentemente un mercato di sostituzione; tuttavia, per quanto i prezzi siano in parte scesi, i modelli ad oggi disponibili mantengono costi ancora troppo elevati e un tasso di obsolescenza che di certo non incentiva il cambio d’auto. A questo si aggiunge l’incertezza sulle scadenze, come i continui dubbi sullo stop ai motori endotermici, che sta generando molta confusione e perplessità nei consumatori” ha aggiunto Purcaro.

L’espansione dei marchi asiatici, inoltre, è stato uno dei temi dibattuti e viene vista come un’opportunità di crescita.

“La normativa europea si applica in modo uniforme a tutti i produttori. Di conseguenza, pur partendo da contesti geografici differenti, qualsiasi veicolo commercializzato in Europa possiede le autorizzazioni necessarie, avendo soddisfatto tutti gli standard e i controlli di conformità richiesti. Questo principio non deve essere visto come una semplice leva competitiva, ma come una garanzia fondamentale per tutti gli utenti della strada” ha concluso Purcaro.

Dall’appuntamento milanese, dunque, emerge un messaggio chiaro: la trasformazione in atto non lascia spazio a esitazioni. Per valorizzare la transizione servono azioni concrete, standard elevati e la capacità di integrare le nuove tecnologie senza mai scendere a patti con la sicurezza di chi viaggia.