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Referendum, Fratoianni (Avs): “Vittoria che cambia l’aria del Paese”

Roma, 23 mar. (askanews) – “Una straordinaria vittoria della Repubblica e della Costituzione, una vittoria che cambia l’aria del Paese nel segno dell’alternativa, per dare della speranza, per alzare i salari, per dire basta alla precarietà, per ricostruire il diritto alla salute e all’istruzione, per un’Italia migliore”. Così il leader di Avs Nicola Fratoianni, commentando l’esito del referendum sulla giustizia.

Referendum, giovani, comitati civici e campo largo bocciano riforma

Roma, 23 mar. (askanews) – Roma, 23 mar. (askanews) – Giovani, comitati civici e campo largo. E’ questo il mix vincente che ha bocciato la riforma della magistratura attraverso il referendum confermativo del 22-23 marzo. Il risultato delle urne non lascia spazio alle interpretazioni: il ‘No’ ha ottenuto il 53,60% contro il 46,40% per il ‘Sì’.

La carica degli elettori più giovani è stata una delle chiavi che spostato l’ago della bilancia verso il ‘No’. E’ quanto emerge dai dati di Opinio Rai: tra i 18-34 anni, il 61,1% ha votato ‘No’ contro il 38,9% che si è espresso per il ‘Sì’. Tra i 35-54 anni, il 53,3% ha messo una croce sul ‘No’, il 46,7% sul ‘Sì’. Oltre i 55 anni, il 50,7% ha votato a favore del ‘Sì’, il 49,3% per il ‘No’.

Analizzando il voto dei singoli partiti, secondo una rilevazione di Swg, gli elettori del centro sinistra hanno seguito convintamente le indicazioni dei propri leader: l’86% di chi vota per Alleanza verdi e sinistra si è espresso per il ‘No’, appena il 2% per il Sì; quelli del Pd si sono fermati al 75% (5% per il Sì), seguiti dagli elettori di M5s al 67% (5% per il Sì). Discorso diverso nel centrodestra, dove una componente importante è stata rappresentata dagli astenuti: il 68% di chi vota FdI ha messo una croce sul ‘Sì’, un 8% ha votato ‘No’, un 24% non è andata a votare; in Forza Italia, il 60% ha promosso la riforma anche se, sempre un 8% ha votato contro e un 32% si è astenuto. Nella Lega un 57% dei propri elettori ha scelto il ‘Sì’, un 6% il No’, mentre il 37% ha disertato le urne.

La vittoria netta del ‘No’ al referendum sulla riforma della magistratura si materializza anche sulla cartina geografica dell’Italia. Diciassette regioni su venti hanno bocciato il testo firmato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

Pollice verso in molte regioni governate dal centrodestra, come il Piemonte, la Liguria, il Lazio, le Marche, l’Abruzzo, la Basilicata. Vera e propria débacle per il Sì anche in Calabria e Sicilia con i presidenti di Regione entrambi di Forza Italia.

Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia sono le uniche tre regioni in cui i risultati delle urne hanno premiato la riforma costituzionale. Il distacco più ampio, a livello regionale, è stato registrato in Campania, con il ‘No’ al 65,23% e il Sì al 34,77%. A Napoli e provincia il Sì si è fermato al 28,52% il No al 71,48%.

Entrando nel dettaglio: Valle d’Aosta Sì 48,19%, No 51,81%; Piemonte Sì 46,51%, No 53,49%; Lombardia Sì 53,67% No 46,33%; Veneto Sì 58,41% No 41,59%; Trentino Alto Adige Sì 49,38%, No 50,62%; Friuli Venezia Giulia, Sì 54,47% No 45,53%; Emilia Romagna, Sì 42,79%, No 57,21%; Liguria Sì 42,96%, No 57,04%; Toscana Sì 41,86%, No 58,14%; Umbria Sì 48,32%, No 51,68%; Lazio Sì 45,43%, No 54,57%; Abruzzo Sì 48,22%, No 51,78%; Campania Sì 34,77%, No 65,23%; Basilicata Sì 39,97%, No 60,03%; Puglia Sì 42,86%, No 57,14%; Molise Sì 45,26%, No 54,74%; Calabria Sì 42,77%, No 57,23%; Sicilia Sì 39,02%, No 60,98%; Sardegna Sì 40,53%, No 59,47%.

Mieloma Multiplo, Ail lancia il video talk “MettiaMoci Comodi”

Roma, 23 mar. (askanews) – Marzo è il mese della sensibilizzazione sul Mieloma Multiplo, una patologia che ogni anno colpisce in Italia circa 6.000 persone, il secondo tumore del sangue per diffusione dopo i linfomi. Ma nonostante la sua rilevanza epidemiologica, resta ancora oggi una patologia poco conosciuta. Per questo, dal 2021, l’Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma (AIL) ha scelto di dedicare proprio nel mese di marzo i propri servizi informativi a questa neoplasia, rinnovando così il proprio impegno a fianco dei pazienti ematologici. E’ stato lanciato un video talk “MettiaMoci Comodi”, uno spazio di dialogo e confronto dedicato alle conseguenze osteoarticolari del mieloma e all’importanza di un approccio multidisciplinare centrato sulla persona. A guidare il confronto è Andrea Grignolio, divulgatore e Professore Associato di Storia della Medicina e Bioetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele. Nel mieloma multiplo il danno osseo rappresenta uno degli aspetti più rilevanti e impattanti della malattia.

Nicola Giuliani Professore Ordinario Ematologia Università di Parma, ha spiegato: “Il mieloma multiplo, unico fra i tumori del midollo osseo, è caratterizzato da questa peculiarietà, capacità di distruggere l’osso, perché le cellule di mieloma che derivano dalle nostre plasmacellule che producono gli anticorpi, direttamente o indirettamente interagendo con l’ambiente del midollo osseo inducono la produzione di fattori che attivano le cellula osteoplastiche, che sono quelle deputate a mangiare l’osso. Dall’altra parte determinano un effetto soppressorio sulle cellule che sono invece deputate a produrre tessuto osseo”.

Spesso i primi segnali si manifestano con dolore persistente, fratture o difficoltà nei movimenti, con ricadute immediate sull’autonomia e sulla qualità di vita. “Il primo segnale – ha raccontato un paziente – è stato un crollo verticale durante una mezza maratona. Ero un runner, mi allenavo costantemente e durante la corsa ho avuto un forte dolore alla colonna. Questo crollo è stato il primo di 11 crolli vertebrali che ho avuto a distanza di 2-3 anni in cui ho subito tre vertebro-plastiche. Il dolore è stato il primo sintomo”.

Affrontare il danno osseo significa prendersi cura della persona nella sua interezza, non soltanto della patologia. Significa dare valore alla mobilità, all’indipendenza, alla possibilità di continuare a sentirsi attivi.

Antonio Robecchi Majnardi Direttore U.O. Medicina Riabilitativa Istituto Auxologico Italiano, ha aggiunto: “E’ cambiata molto la consapevolezza sull’importanza dell’esercizio, sia per gli aspetti di cura della patologia, per gli aspetti di prevenzione, l’importanza dell’esercizio anche per il tono dell’umore delle persone, perché stare fermi a vedere la propria vita di tutti i giorni limitata è qualcosa che nell’ambito di un percorso di cura, appesantisce la vita di tutti i giorni, a maggior ragione ora che la malattia viene cronicizzata dalla terapia di base”.

Nel talk ci si sofferma anche sull’importanza di un approccio multidisciplinare, sul ruolo del movimento e sugli stili di vita e una sana alimentazione come parte integrante del percorso terapeutico.

Referendum, Renzi: Meloni anatra zoppa, suoi dubiteranno di lei

Roma, 23 mar. (askanews) – “Da oggi Giorgia Meloni è un’anatra zoppa, ovviamente nel senso tecnico giuridico del termine, prima o poi inizieranno a dubitare di lei i suoi, a me è successo, per lei parte un anno di via Crucis”. . Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi parlando dell’esito del referendum sulla riforma della magistratura. “Quando parla il popolo, il palazzo deve ascoltare e spero che qualcuno non faccia il don Abbondio”, ha concluso Renzi

Editoria, Gedi passa al gruppo greco Antenna: acquisito il 100%

Milano, 23 mar. (askanews) – Gedi passa di mano: i greci di Antenna Group hanno annunciato l’acquisizione del gruppo editoriale.

K Group, proprietaria di Antenna Group, ha acquisito il 100% di Gedi Gruppo Editoriale da Exor, inclusi il quotidiano la Repubblica, i brand radiofonici Radio Deejay, Radio Capital, m2o, insieme a HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni.

Con l’acquisizione di Gedi, spiega, Antenna rafforzerà una realtà indipendente di primo piano nel settore dell’informazione e dell’intrattenimento con base in Italia, con una solida presenza a livello internazionale e un appeal globale. (fonte immagine: K Group)

Referendum, l’applauso del Comitato per il No ai primi exit poll

Roma, 23 mar. (askanews) – Un piccolo applauso ha salutato i primi exit poll del referendum che vedono in vantaggio il No, seppur sul filo, al “Comitato “Società Civile per il No al referendum costituzionale”, riunito Centro Congressi Frentani, a Roma.

Una attesa ottimista dopo i primi numeri fra i presenti, dove si aspetta anche l’arrivo di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil e Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No.

Acqua, Barrile (Utilitalia): tema frammentazione risorse

Roma, 23 mar. (askanews) – Annamaria Barrile (Direttore Generale di Utilitalia), è intervenuta in occasione del convegno “Acqua, Agricoltura e Salute: innovazione e ricerca per la sicurezza, la qualità e la sostenibilità”, promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti.

Per Barrile “la frammentazione della gestione è un tema enorme per la gestione della risorsa idrica, con 4 ministeri che se ne occupano, autorità nazionali e territoriali, operatori dimensionati industriali che sono i nostri associati ma ci sono ancora tanti operatori piccoli e addirittura gestioni in economia. Ma c’è tanta voglia di fare sistema nonostante questa frammentazione”.

Referendum, Tajani: per attività governo non cambia nulla

Roma, 23 mar. (askanews) – “Per l’attività di governo non cambia nulla: lo abbiamo detto per tutta la campagna elettorale, noi abbiamo unicamente chiesto un voto sul merito della riforma, non un voto sull’esecutivo. Il voto sul governo sarà l’anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male. E di sicuro troveranno ancora una volta insieme Forza Italia con le altre forze del centro-destra”. Lo dichiara sul risultato del referendum il vicepremier e segretario di Fi Antonio Tajani in una nota.

Al via la sesta edizione del Meeting Music Contest

Roma, 23 mar. (askanews) – Un contest che è ormai un punto di riferimento per i giovani artisti e band emergenti, capace di intercettare e valorizzare nuovi talenti provenienti da tutta Italia. È il Meeting Music Contest, giunto quest’anno alla sesta edizione, promosso dal Meeting per l’amicizia fra i popoli – il più grande evento culturale e giovanile europeo – e dal MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, la più importante piattaforma di scouting della scena musicale indipendente italiana.

Lunedì 23 marzo 2026, nella sala stampa della Regione Emilia-Romagna a Bologna, si è svolta la conferenza di presentazione del contest, che si avvale del sostegno della Regione Emilia-Romagna e della collaborazione di Made Officina Creativa. Erano presenti Roberta Frisoni, assessora al Turismo, Commercio e Sport della Regione Emilia-Romagna, Otello Cenci responsabile Spettacoli del Meeting di Rimini, Giordano Sangiorgi, fondatore e patron del MEI. Alla conferenza ha partecipato anche il vincitore della scorsa edizione, Davide Amati, che ha offerto al pubblico un assaggio del proprio talento.

Contest aperto a band e giovani artisti da 14 a 40 anni Il tema di quest’anno, ispirato al titolo del Meeting di Rimini 2026, “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, invita i partecipanti a confrontarsi con una forza capace di muovere la realtà e la vita delle persone. Un amore che non appiattisce le differenze ma le fa dialogare, che non paralizza ma mette in movimento, che spinge ciascuno a uscire da sé per costruire qualcosa di nuovo.

Giovani artisti e band (14-40 anni) avranno l’opportunità di presentare un brano inedito e una cover reinterpretata, per accedere alle fasi finali del contest. Dopo la selezione, gli 8 semifinalisti si esibiranno a luglio al Club Hobo’s di Rimini, mentre i finalisti saliranno sul palco del Meeting per la finale, in programma sabato 22 agosto 2026 al Palco Piscine Ovest della Fiera di Rimini, nell’ambito della 46ª edizione del Meeting. Le iscrizioni vanno dal 30 marzo al 31 maggio.

Una giuria di esperti del settore musicale, coordinata da Giordano Sangiorgi (MEI) e Otello Cenci (Meeting), valuterà le performance e decreterà il vincitore.

Il contest offrirà ai vincitori un pacchetto di premi pensato per favorire l’ingresso nel mondo professionale (descritti in dettaglio nella scheda evento): live al MEI 2026, registrazione del singolo, distribuzione digitale, ufficio stampa, promozione social continuativa, buoni sconto, un microfono e altri premi in via di definizione

“Il Meeting Music Contest 2026 – ha sottolineato l’assessora regionale Roberta Frisoni – rappresenta un’iniziativa di grande rilevanza per il territorio riminese, non solo sotto il profilo culturale e musicale, ma anche dal punto di vista turistico e promozionale. Inserito nel contesto del Meeting di Rimini, uno dei più importanti eventi culturali e giovanili a livello europeo, contribuisce ad arricchire l’offerta complessiva della destinazione, attirando centinaia di partecipanti, artiste e artisti emergenti, operatori del settore e pubblico proveniente da tutta Italia”.

Nelle due serate live, semifinale e finale, sottolinea l’assessora, “Rimini diviene un palcoscenico diffuso, generando ricadute positive sull’indotto turistico locale. Il contest riveste inoltre un ruolo strategico nella valorizzazione dei giovani talenti, offrendo opportunità concrete di crescita professionale e visibilità”.

A completare questo ecosistema, il Mei – Meeting delle etichette indipendenti, partner dell’iniziativa, “consolida ulteriormente il legame tra musica e territorio attraverso la realizzazione di eventi di riferimento anche in altri contesti, come Eufonica, la fiera della musica indipendente, vetrina del contest, che si tiene a maggio a Bologna. Il Meeting Music Contest non è quindi soltanto un concorso musicale, ma un progetto integrato capace di coniugare turismo, cultura e sviluppo dei giovani talenti, rafforzando il posizionamento del territorio riminese come destinazione dinamica, attrattiva e culturalmente vivace”.

“Con la sesta edizione del Meeting Music Contest siamo particolarmente fieri della collaborazione tra il Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e MADE Officina Creativa, insieme ai tanti partner che ogni anno contribuiscono alla realizzazione dell’evento e agli artisti coinvolti come giurati”, commenta Otello Cenci, responsabile Spettacoli del Meeting e co-direttore artistico del Contest. “Questa sinergia si riflette anche nella crescente partecipazione di giovani artisti, segno di un forte desiderio di esprimersi e di confrontarsi. Il contest è un’occasione concreta per mettersi alla prova e incontrare maestri e professionisti, trasformando in alcuni casi una passione in un percorso. Crediamo che la creatività sia uno strumento essenziale per conoscere se stessi, leggere la realtà e contribuire alla costruzione culturale e sociale”.

“Il Meeting Music Contest si conferma come uno dei contest di riferimento della nuova scena musicale cantautorale pop-rock d’autore italiana. Lo dimostrano, da un lato, la grande partecipazione e, dall’altro, la qualità dei finalisti e dei vincitori, molti dei quali proseguono con successo il proprio percorso artistico”, prosegue Giordano Sangiorgi, fondatore e patron del MEI e co-direttore artistico del Contest.

“In un contesto in cui la canzone d’autore e il pop-rock incontrano maggiori difficoltà rispetto al mainstream commerciale, il valore di questa iniziativa diventa ancora più evidente. Il Meeting Music Contest, insieme al MEI e al Meeting per l’amicizia fra i popoli, intende infatti offrire uno spazio concreto ai giovani talenti che propongono contenuti più profondi e complessi, legati alla dimensione della musica dal vivo. Un luogo in cui la qualità artistica e il significato dei testi possano trovare ascolto, al di là delle logiche del consumo immediato. Per questo il Meeting Music Contest continua a rappresentare un punto di riferimento per i giovani artisti emergenti di maggiore interesse”.

Con oltre 300 partecipanti nell’edizione 2025, il Meeting Music Contest si conferma tra le iniziative più rilevanti del panorama musicale emergente italiano, capace di valorizzare il talento e accompagnarlo in un percorso di crescita reale.

Referendum, Tajani: ci inchiniamo a volontà popolo, grande prova

Roma, 23 mar. (askanews) – “Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia”. Lo afferma Antonio Tajani, segretario di Fi e vicepremier, in una nota di commento all’esito del referendum.

“Noi – prosegue – abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto”.

Acqua, Gargano (Anbi): entrata anche in conflitti bellici

Roma, 23 mar. (askanews) – Massimo Gargano (Direttore Generale di ANBI) in occasione del convegno “Acqua, Agricoltura e Salute: innovazione e ricerca per la sicurezza, la qualità e la sostenibilità”, promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti, è intervenuto evidenziando come “L’acqua purtroppo è entrata anche nei conflitti bellici, lo abbiamo visto in Iran, lo abbiamo visto dopo l’inizio della guerra in Ucraina, la vediamo tutti i giorni con i disperati sulle carrette del mare che mettono a rischio la propria vita andando a cercare migliori condizioni dettate spesso proprio dalla mancanza d’acqua”. Ma cosa può fare l’Europa, cosa può fare l’Italia, e cosa fanno i consorzi di bonifica: “molte cose, ma ne dico una, insieme a Coldiretti l’Anbi ha presentato un piano invasi che va nella direzione di raccogliere l’acqua quando è in eccesso, e vediamo i danni derivati dai cambiamenti climatici, per metterla a disposizione quando manca”.

Meloni: rispettiamo la decisione degli italiani, noi andiamo avanti

Roma, 23 mar. (askanews) – “Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”. Così su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso e noi come sempre rispettiamo la loro decisione. Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia” ha affermato poi la presidente del Consiglio in un video pubblicato sui social.

Referendum, Meloni: rammarico per occasione persa

Roma, 23 mar. (askanews) – “Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso e noi come sempre rispettiamo la loro decisione. Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social. Bac

Vivere in una colonia su Marte, l’esperienza immersiva “Cast for Mars”

Milano, 23 mar. (askanews) – Vivere in una colonia su Marte tra moduli abitativi, laboratori, allarmi e tempeste. È l’idea alla base di “Cast for Mars”, un’esperienza immersiva che ridefinisce i confini tra teatro, cinema e intrattenimento, trasformando i visitatori in colonizzatori chiamati a gestire risorse, orientarsi in ambienti ostili e affrontare imprevisti.

L’obiettivo è far vivere, in modo il più possibile realistico, cosa significhi stare su Marte, mescolando elementi scientifici e narrazione. Non uno spettacolo tradizionale ma un percorso tra teatro, tecnologia e giochi di ruolo: i partecipanti si muovono tra scenari futuristici, ma dal gusto retrò, come ha spiegato Francesco Fiore, produttore esecutivo di Cast For Mars con lo studio creativo AlterAgent: “È come entrare in un film che succede mentre si è dentro, con scenografie, attori e tecnologia che raccontano una storia: quella di un simulatore di vita su Marte”, ha sottolineato.

L’esperienza punta a coinvolgere il pubblico in prima persona, mettendolo di fronte alle difficoltà concrete della vita in condizioni estreme. Si fronteggiano tempeste di sabbia, ad esempio, e l’unico modo per salvarsi è il lavoro di squadra.

Ma il messaggio va oltre la fantascienza: raccontare Marte per riflettere, attraverso un’esperienza divertente, anche sulla fragilità della vita sulla Terra. Il progetto è stato testato e messo a punto a Treviglio, alle porte di Milano, e ha contatti già avviati in alcune regioni, a partire dall’Asia.

Referendum, Bonelli: c’è opposizione maggioritaria nel paese

Roma, 23 mar. (askanews) – “Oggi per noi è un segnale importante. Principalmente per noi è un segnale perché abbiamo la responsabilità di costruire un’alternativa perché c’è una opposizione nel paese, maggioritaria, e su quello vogliamo cominciare a costruire un’alternativa basata sui programmi e sui reali bisogni dell’Italia”. Così il leader di Avs Angelo Bonelli, su La 7.

Per quanto riguarda Avs, Bonelli ha puntualizzato: “noi abbiamo l’ambizione di andare sopra il 10% “.

Verona celebra la Giornata della Poesia tra imprese e università

Verona, 23 mar. (askanews) – Alla Biblioteca Capitolare di Verona, per la Giornata mondiale della Poesia, la parola poetica si è seduta allo stesso tavolo di imprenditori e formatori. Incontri, letture e dialoghi internazionali hanno esplorato il rapporto tra creatività, responsabilità e innovazione.

Il primo appuntamento ha messo a confronto cultura e sistema produttivo, con l’obiettivo di portare la dimensione poetica dentro la vita delle imprese. Nel corso dell’incontro è stato siglato un accordo tra Accademia Mondiale della Poesia, Confindustria Veneto e Fondazione Bevilacqua La Masa per sviluppare progetti comuni tra arte, poesia e impresa.

“L’impresa è fatta da uomini – afferma Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto – viene misurata con numeri e dati, ma l’imprenditore prima di tutto è uomo e si muove attraverso emozioni. Anche l’intuito di un imprenditore è un’emozione, un feeling, una sensazione. La poesia può aiutare l’imprenditore, l’impresa e il mondo dell’impresa a muoversi in queste direttrici.

Un confronto che guarda anche al rapporto tra innovazione e dimensione umana del lavoro. Per Emanuela Lucchini, delegata all’innovazione e alla ricerca in Confindustria Veneto, “trovare strade nuove, percorsi nuovi permette all’animo umano di emergere, cioè di andare oltre, di ricercare quello che è ancora incognito e quindi si sposano molto bene la poesia con l’innovazione nell’impresa”.

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Accanto al tema dell’innovazione è emerso anche quello del benessere umano e sociale. Laura Troisi, segretario Generale dell’Accademia Mondiale della Poesia: “Noi crediamo che sia importante che la poesia entri nelle imprese, nella vita delle imprese. Infatti questo evento ha come titolo il respiro della poesia per le vita delle imprese, proprio perché la poesia dà la visione e questo è fondamentale”.

Il programma si è aperto anche alla dimensione internazionale con il Premio Catullo, andato alla poetessa Gabriella Sica, e un confronto tra università, poesia e formazione. Per due giorni poeti e studiosi da diversi Paesi si sono confrontati per sul presente e sul futuro della poesia, in un dialogo tra culture e generazioni chiuso da un reading internazionale.

Referendum, Lupi: nessuna resa conti, avanti con legge elettorale

Milano, 23 mar. (askanews) – Nella maggioranza “non ci sarà nessuna resa dei conti. Dovremo lavorare ancora di più per le grandi sfide che abbiamo davanti: da quelle economiche alle riforme, compresa, piaccia o non piaccia, la legge elettorale. Dobbiamo lavorare a un sistema che garantisca la governabilità, che è fondamentale, altrimenti si tornerà a governi tecnici che hanno già prodotto i risultati che abbiamo visto”. Lo ha detto il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, ospite dello speciale di Quarta Repubblica su Retequattro.

Referendum, Renzi: sonora sconfitta per Meloni. Dimissioni? Io lasciai tutto

Roma, 23 mar. (askanews) – “Mi pare la che partita sia sostanzialmente chiusa, il No, a sorpresa, ha vinto il referendum, lo dico chiaramente: oggi si consuma un fatto politico enorme, quando il popolo parla il palazzo deve ascoltare. Meloni ci ha raccontato di essere benedetta dal consenso popolare, hanno scelto di esautorare il Parlamento, Giorgia Meloni ha scelto di portare un copia e incolla di ciò che avevano scritto negli uffici e non una riforma, oggi c’è una sconfitta sonora del governo e del modo arrogante con cui ha voluto fare questa riforma costituzionale”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi parlando a Radio Leopolda.

“Dimissioni? Io non voglio suggerire a Meloni cosa fare, io so cosa si prova quando si perde un referendumn costituzionale, ma noi avevamo fatto un lavoro parlamentare”, “io lasciai tutto quando lo persi, Palazzo Chigi e il partito”, “oggi non ascoltare la voce del popolo è da don Abbondonio, è doloroso ma si può mantenere la dignità”, ha sottolineato Renzi.

A bocca aperta: il nuovo allestimento Oral-B da Explora

Roma, 20 mar. (askanews) – Educare all’igiene orale fin dalla tenera età tramite esperienze ludiche. Ad Explora, il Museo dei Bambini di Roma, è stato inaugurato il nuovo percorso d’apprendimento interattivo che consente ai bambini di scoprire la propria bocca, ma anche tutte le buone abitudini per una giusta esecuzione della pulizia dentale. Ancora in prima fila Oral-B, il brand leader di Procter&Gamble, che da sempre insiste per informare correttamente sull’igiene orale.

L’intervista a Jessica D’Avino, Direttrice Marketing e Media Oral Care Italia di Procter & Gamble: “Oral-B continua ad innovare anno su anno per portare delle pratiche di buona igiene orale a tutti, anche ai bambini. Dallo spazzolino elettrico oscillante rotante al giusto dentifricio al floro. Quindi questo bellissimo progetto, “A bocca aperta” ha proprio l’obiettivo di promuovere la cultura della prevenzione ai bambini in modo divertente ed ingaggiante, e fa parte del progetto più ampio di P&G per l’Italia di sostenere il benessere delle famiglie e delle nuove generazioni”

Le parole del Dottor Marco Moscati, Membro del consiglio direttivo SIOI e Odontoiatra pediatrico: “Bisogna coinvolgere le famiglie affinché i bambini spazzolino i denti almeno due volte al giorno, possibilmente con uno spazzolino elettrico, con un dentifricio florato, con una concentrazione di floro adatta all’età del bambino, che il genitore si impegni a portare il bambino dal dentista pediatrico per dei controlli periodici, e soprattutto che l’alimentazione riduca il più possibile la frequenza degli attacchi acidi e in generale l’assunzione di zucchero.”

Sperimentare, crescere e conoscere. Al Museo dei Bambini di Roma l’apprendimento viene facilitato da dei percorsi ad-hoc creati per divertire ma soprattutto stimolare la curiosità dei bambini.

Il commento di Patrizia Tomasich, Presidente Explora, Museo dei Bambini di Roma: “Abbiamo sentito l’esigenza di richiedere un supporto, in questo caso l’abbiamo fatto a Oral-B e Procter & Gamble, per realizzare un nuovo allestimento dedicato a questo. Ma anche perché sappiamo tutti che l’igiene dentale, l’igiene della nostra bocca, è strettamente collegata con tutto quello che è il nostro corpo. È importante che si offra ai bambini la possibilità di giocare con un tema divertente ma complesso.”

Le parole della Dr.ssa Anna Maria Musolino, Resp.le UOS Pediatria dell’emergenza Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: “È molto importante perché la salute orale rientra a tutto tondo nella salute generale dei bambini e anche degli adulti. La società italiana di pediatria ha a cuore la prevenzione e la salute a tutto tondo e certamente prevenire le malattie del cavo orale con una corretta igiene orale sin dai primi anni di vita può realmente aiutare ad avere poi una salute migliore. Insegnare ai bambini è importante perché i bambini apprendono molto più di quanto noi non possiamo immaginare, è importante insegnarlo però anche ai genitori. “

Un sorriso ben curato non è solo sinonimo di sane abitudini ma anche di una completa consapevolezza sull’igiene orale. Adottare fin dai primi anni di vita le giuste routine permette di prevenire moltissime patologie nella cavità orale, assicurando il benessere generale dell’individuo.

Digitale, al via la seconda edizione del canale di cofinanziamento

Roma, 23 mar. (askanews) – Annunciata dall’Impresa sociale Fondo per la Repubblica Digitale l’attivazione della seconda edizione del canale di cofinanziamento, con una dotazione complessiva di oltre 9 milioni di euro. L’iniziativa è finalizzata a sostenere progetti e interventi congiunti dedicati allo sviluppo delle competenze digitali e alla promozione dell’inclusione sociale, economica e lavorativa.

L’iniziativa – parte del Piano Strategico 2025-2026 approvato dal Comitato di Indirizzo Strategico del Fondo per la Repubblica Digitale a febbraio dello scorso anno – si configura come uno strumento volto a rafforzare la collaborazione tra soggetti privati for profit e non profit, con l’obiettivo di amplificare l’impatto delle azioni formative sul territorio.

Il canale di cofinanziamento, che attualmente mette a disposizione circa 9,5 milioni di euro grazie a un ulteriore stanziamento pari a 5 milioni di euro deliberato dal Comitato di indirizzo strategico del Fondo, rappresenta uno strumento strategico per la valorizzazione delle risorse. Esso consente infatti di sostenere progetti congiunti, favorendo la messa in comune di competenze ed esperienze e rafforzando la collaborazione tra soggetti diversi attraverso logiche di coprogettazione.

Con la nuova edizione del Regolamento, l’Impresa sociale rinnova il proprio impegno a sostenere iniziative in collaborazione con altri enti erogatori che condividono gli obiettivi e la mission del Fondo, ovvero sostenere opportunità formative in ambito digitale che promuovano l’inserimento professionale e l’inclusione sociale delle persone, con particolare attenzione alle categorie più fragilidella popolazione. Le risorse del Fondo potranno coprire fino al 50% del costo complessivo dei progetti, mentre la restante quota dovrà essere garantita da uno o più cofinanziatori. Il contributo minimo richiedibile al Fondo è pari a 100.000 euro.

Per Alessio Butti, Sottosegretario di Stato con delega all’Innovazione tecnologica: “Per il Governo rafforzare le competenze digitali rappresenta un obiettivo centrale per accompagnare il Paese nelle sfide della trasformazione tecnologica in corso. Per questo motivo, è fondamentale promuovere collaborazioni strategiche nella formazione digitale tra soggetti diversi, con l’obiettivo di rafforzare la competitività e favorire uno sviluppo economico e sociale inclusivo. L’attivazione del canale di cofinanziamento del Fondo per la Repubblica Digitale sostiene questo approccio, incentivando la condivisione di risorse, competenze ed esperienze per realizzare interventi ad alto impatto sul territorio nazionale e sulle persone. In questo quadro, l’azione del Fondo continua a rappresentare un elemento chiave per garantire continuità, visione e capacità di attuare iniziative efficaci a sostegno delle competenze digitali e dello sviluppo del Paese”.

Per Giovanni Azzone, Presidente di Acri: “Il cofinanziamento delle iniziative è da sempre uno strumento utilizzato dalle Fondazioni di origine bancaria, perché consente di attivare un effetto leva sulle risorse disponibili e favorisce il coinvolgimento di una pluralità di soggetti. In questo modo si aggregano competenze ed esperienze diverse e si rafforza l’impatto degli interventi. È quindi particolarmente positivo che il Fondo per la Repubblica Digitale prosegua con decisione in questa direzione, dedicando un apposito canale al cofinanziamento per coinvolgere soggetti profit e non profit, incluse le stesse Fondazioni di origine bancaria, con l’obiettivo di sviluppare le competenze digitali nel Paese. Investire sulle competenze digitali significa infatti incidere anche su altre disuguaglianze che attraversano la nostra società, da quelle sociali a quelle economiche e lavorative”.

Per Giovanni Fosti, Presidente del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale: “Con l’avvio della seconda edizione del canale di cofinanziamento vogliamo dare un’ulteriore opportunità concreta alle persone e ai territori che rischiano di restare esclusi dalla trasformazione digitale. La prima edizione ha già mostrato il valore di questa iniziativa, sostenendo iniziative come vIvA, Good Loop e STEMvolution, capaci di promuovere formazione e inclusione digitale su tutto il territorio nazionale. Per la seconda edizione, il Fondo prosegue in questa direzione, mettendo a disposizione circa 9,5 milioni di euro per progetti che valorizzano collaborazioni, condivisione di risorse e competenze per favorire uno sviluppo equo e inclusivo. Questo rappresenta anche un’opportunità per le Fondazioni di origine bancaria di accedere esse stesse allo strumento, nell’ottica di rafforzare l’impatto reale sui territori e sulle persone. Un ringraziamento speciale va proprio a tutte le Fondazioni che, insieme al Governo, rendono possibile questa iniziativa e sostengono la crescita delle competenze digitali dove più serve.”

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE. Il canale di cofinanziamento è rivolto a enti erogatori privati (cofinanziatori) e a soggetti privati senza scopo di lucro (enti attuatori) che intendono, insieme al Fondo per la Repubblica Digitale, sostenere o realizzare interventi per la formazione e l’inclusione digitale su tutto il territorio nazionale.

Le iniziative possono essere originate e svolte nelle seguenti differenti modalità:

• bandi a evidenza pubblica elaborati e promossi congiuntamente dal Fondo per la Repubblica Digitale con altri cofinanziatori in funzione di enti erogatori, su tematiche di interesse comune; • progetti proposti direttamente da un ente privato senza scopo di lucro e sostenuti almeno al 50% da uno o più cofinanziatori in funzione di enti erogatori; • progetti individuati congiuntamente dal Fondo per la Repubblica Digitale con altri cofinanziatori, realizzati da enti privati senza scopo di lucro e sostenuti almeno al 50% dai cofinanziatori.

Eventuali soggetti interessati a realizzare un’iniziativa congiunta, in linea con gli ambiti di intervento del Fondo, che preveda il diretto coinvolgimento dell’Impresa sociale in qualità di co-realizzatore e cofinanziatore dell’intervento, possono contattare direttamente gli Uffici del Fondo. Selezione delle proposte

Il processo di selezione si articola in due momenti: una prima fase di presentazione dell’idea progettuale e una seconda fase di progettazione esecutiva, riservata esclusivamente alle proposte ritenute idonee. Le proposte saranno esaminate in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse disponibili. Per accedere alla seconda fase, le idee progettuali dovranno rispettare specifici requisiti, tra cui: coerenza con la missione del Fondo, con particolare riferimento a interventi di formazione e inclusione digitale; condivisione preliminare della proposta progettuale con uno o più cofinanziatori; coerenza complessiva tra bisogni, obiettivi, risorse e tempi di realizzazione; durata compresa tra 12 e 24 mesi; previsione di attività dedicate alla valutazione di impatto. Il Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale esaminerà tutte le idee progettuali inviate entro il 31 dicembre 2026. I termini di chiusura potranno essere anticipati in caso di esaurimento delle risorse o posticipati in caso di presenza di residui. In tal caso ne verrà data comunicazione pubblica sul sito del Fondo, all’interno della pagina dedicata. Per informazioni e per candidarsi: cofinanziamento@fondorepubblicadigitale.it

ABB a MCE: innovazione, efficienza e soluzioni per l’HVACR

Sesto San Giovanni, 23 mar. (askanews) – Un’evoluzione continua per coniugare efficienza energetica, affidabilità operativa e gestione intelligente degli impianti. È in questo scenario del settore HVAC-R che ABB si propone come partner tecnologico in grado di offrire una visione integrata che mette in relazione controllo motore, supervisione degli edifici e qualità dell’energia, con l’obiettivo di garantire prestazioni elevate e sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita delle applicazioni.

Alla vigilia della Mostra Convegno Expocomfort, dal 24 al 27 marzo 2026, presso Fiera Milano Rho, a cui ABB parteciperà da protagonista, Stefano Cossu, Segment Manager HVAC-R dell’azienda, ha illustrato quali saranno le novità presentate: “Il cuore della nostra offerta è rappresentato dalla famiglia di drive ACH580, che presenteremo nelle novità IP66 certificato outdoor e package drive con sezionatori e fusibili. Avremo poi, a completare l’offerta, la parte di supervisione dell’edificio con un focus particolare dedicato al mondo dei data center. Attraverso i nostri prodotti è possibile monitorare l’edificio o il data center, ottimizzare i carichi e garantire la resilienza necessaria dall’infrastruttura”.

Il cuore della proposta di ABB, dunque, è rappresentato dagli azionamenti per il controllo delle applicazioni HVACR, con un fine chiaro: offrire il drive giusto per ogni applicazione significa ottimizzare consumi, prestazioni e affidabilità, agevolare il cliente nell’integrazione delle unità.

“All’interno del building, motori e drive consentono di ridurre i consumi, ottimizzare i costi operativi e chiaramente fare efficientamento. Questo garantisce un ritorno di investimento che può essere dell’ordine di mesi e non di anni. In questo senso noi aiutiamo le aziende a fare di più, utilizzando minore energia. L’energia all’interno di un building si trasforma in movimento in tantissime applicazioni, anche stando nell’ombra. Pensiamo a un ascensore, a una scala mobile e naturalmente ai sistemi di ventilazione e condizionamento dell’aria” ha proseguito Cossu.

L’intento di ABB, dunque, mira a essere protagonista nel cambio di passo del settore HVAC-R.

“Per quanto riguarda il settore HVAC-R, si tratta di un settore la cui tecnologia è in evoluzione, specialmente negli ultimi anni. C’è una particolare attenzione all’impianto ambientale, ad esempio con l’adozione di nuovi refrigeranti naturali. Ai sistemi HVAC vengono richieste performance sempre più elevate e una continuità operativa chiaramente massima per le applicazioni che sono mission critical. In questo, ABB si colloca come partner tecnologico strategico, capace di unire una visione integrata di controllo motore, supervisione degli edifici e chiaramente power quality” ha concluso Cossu.

Con questa proposta integrata, ABB conferma la propria capacità di accompagnare il settore HVACR verso modelli sempre più efficienti e performanti, offrendo tecnologie che dialogano tra loro per creare valore in ogni progetto e applicazione.

Referendum, per istituti sondaggi No in leggero vantaggio

Roma, 23 mar. (askanews) – No in leggero vantaggio sul Sì al referendum sulla riforma della magistratura, secondo i principali istituti sondaggistici.

Negli instant poll di YouTrend per SkyTg24, il No viene dato al 51,5%, il Sì invece al 48,5%.

Secondo l’Intention poll di Tecnè per Rete4 il No si colloca fra il 49 e il 53 per cento, il Sì fra il 47 e il 51 per cento.

Il primo exit poll del Consorzio Opinio Italia per la Rai accredita il Sì tra il 47 e il 51% e il No tra il 49 e il 53%.

L’affluenza è stimata di poco inferiore al 60%.

Marracash e Guè di nuovo insieme dal vivo a Milano

Milano, 23 mar. (askanews) – Marracash e Guè di nuovo insieme dal vivo. A dieci anni da “Santeria” torna la coppia iconica del rap italiano con un evento imperdibile all’Ippodromo Snai San Siro di Milano: sabato 12 settembre 2026.

Biglietti disponibili dalle ore 14:00 di domani, martedì 24 marzo, su ticketone.it. Un’occasione irripetibile per il pubblico di rivivere, in un’unica e potente dimensione live, uno dei sodalizi artistici più rilevanti della scena urban italiana.

Il 12 settembre 2026 all’Ippodromo Snai San Siro i due artisti porteranno sul palco tutti i successi confezionati insieme in 20 anni di carriera ma anche la forza, l’energia e l’estetica di un album, Santeria (Universal – 2016) che ha ridefinito il suono e l’immaginario del rap italiano in un dialogo continuo tra passato, presente e futuro.

I biglietti per lo show di Marra e Guè, organizzato e prodotto da Friends & Partners, saranno disponibili da domani martedì 24 marzo alle ore 14.00 su TicketOne e nei circuiti abituali. Per info: friendsandpartners.it.

Referendum, seggi chiusi alle 15. Exit-poll, risultati e commenti

Roma, 23 mar. (askanews) – Di seguito exit-poll, risultati e commenti sulla consultazione referendaria sulla Giustizia, dopo la chiusura dei seggi alle 15. Per gli exit-poll il “no” è avanti, ma la forbice non è tanto ampia da dare certezze.

– 15:18 Affluenza al 58,58% (36.103 seggi su 61.533).

-15:09 Referendum, exit poll Rai: sì 47-51%, No 49-53%.

-15:06 Affluenza al 58,92% (3.655 seggi su 61.533).

-15:05 Instant poll Swg per La7: No 49%-53%, Sì 47%-51%.

Calcio, Gattuso: "Serve serenità. Ho puntato sul gruppo"

Roma, 23 mar. (askanews) – “Serenità” è la parola chiave. Gennaro Gattuso detta la linea alla vigilia della semifinale playoff mondiale contro l’Irlanda del Nord, tra gestione degli infortuni, scelte di gruppo e approccio mentale. “Non posso stordire i giocatori con dieci video al giorno. Devono sapere cosa fare, ma con leggerezza. Non sono degli scappati di casa: hanno vinto trofei, scudetti, un Europeo”.

Sulla gestione degli uomini, il ct è netto: “Se capisco che qualcuno è titubante non posso forzare. I rapporti umani vengono prima. Se un giocatore non sta bene ed è convinto, è inutile insistere: rischieremmo solo infortuni”. Da qui anche la decisione condivisa con Federico Chiesa di lasciare il ritiro: “Si è presentato, ma aveva qualche problema. Abbiamo deciso insieme che era inutile restasse”.

Capitolo condizione fisica: Sandro Tonali “oggi farà un lavoro a basso carico, spero di averlo domani”, mentre Gianluca Mancini ha solo un affaticamento e Riccardo Calafiori “non dovrebbe avere nulla di serio”. Su Alessandro Bastoni, Gattuso elogia la professionalità: “È a Coverciano da ieri mattina e sta lavorando per esserci giovedì”.

Il ct difende anche le scelte di gruppo, come quella di puntare su Giacomo Raspadori: “Ho deciso di dare continuità a chi mi ha dato risposte e con cui abbiamo costruito un buon clima. Le porte restano aperte per tutti”. E su Manuel Locatelli: “È cresciuto molto, ha qualità fisiche e tecniche. Ha fiducia, un rigore sbagliato non lo condizionerà”.

Parole anche sugli interisti: “Di Federico Dimarco si diceva tutto e continua ad avere grandi numeri. Con Nicolò Barella parlo ogni giorno: da lui voglio ritmo, intensità e qualità”.

Sulla scelta di giocare a Bergamo: “È stata mia, ringrazio Gravina e Buffon. È uno stadio che può diventare un catino. A San Siro rischi divisioni tra tifosi, lì invece ho visto grande sostegno anche nei momenti difficili”.

Infine, l’avversario: “L’Irlanda del Nord ha meno qualità ma grande cuore, corre molto e va in verticale. Sui calci piazzati fa paura: la parola chiave è attenzione”. E sulla pressione: “È normale sentirla. Solo chi è senza sangue non la sente”.

Ue-Mercosur, dal 1° maggio accordo in applicazione provvisoria

Bruxelles, 23 mar. (askanews) – La Commissione europea ha compiuto oggi l’ultimo passo procedurale necessario per l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale interinale Ue-Mercosur (ITA), in modo che possa cominciare ad avere effetto dal prossimo primo maggio.  

Questo ultimo passo era l’invio, da parte della Commissione, di una “nota verbale” al Paraguay, custode legale dei trattati del Mercosur. La nota informa sull’attivazione dello strumento di applicazione dell’accordo commerciale interinale (Ita), in linea con quanto aveva deciso il Consiglio Ue il 9 gennaio scorso.

Per poter inviare la nota verbale bisognava che almeno uno dei quattro paesi del Mercosur avesse ratificato l’accordo. L’Ita si applicherà provvisoriamente dal primo maggio al commercio tra l’Ue e tutti i paesi del Mercosur che avranno completato le procedure di ratifica e ne daranno comunicazione entro la fine di marzo. Argentina, Brasile e Uruguay lo hanno già fatto, mentre il Paraguay ha recentemente ratificato l’accordo e si prevede che invierà a breve la sua notifica.

“L’applicazione provvisoria – spiega la Commissione in una nota – garantisce l’eliminazione dei dazi su determinati prodotti fin dal primo giorno, creando regole prevedibili per gli scambi commerciali e gli investimenti. Le imprese, i consumatori e gli agricoltori dell’Ue potranno quindi iniziare a beneficiare immediatamente dell’Accordo, mentre i settori sensibili dell’economia dell’Unione (soprattutto in campo agricolo, ndr) saranno pienamente protetti da solide garanzie”.

“L’applicazione provvisoria – sottolinea la Commissione -garantirà inoltre una più solida collaborazione tra Ue e Mercosur su questioni globali urgenti come i diritti dei lavoratori e il cambiamento climatico. Creerà catene di approvvigionamento più resilienti e affidabili, cruciali in particolare per il flusso prevedibile di materie prime critiche”.

Gli esportatori, ricorda la nota, potranno approfondire le modalità per trarre vantaggio da questo accordo attraverso la piattaforma  “Access2Markets”. Tutte le informazioni saranno presto disponibili online.

“Oggi è un passo importante per dimostrare la nostra credibilità come partner commerciale di primaria importanza. La priorità ora – ha dichiarato il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic – è quella di trasformare questo accordo Ue-Mercosur in risultati concreti, fornendo agli esportatori dell’Unione la piattaforma necessaria per cogliere nuove opportunità di commercio, crescita e occupazione”.

“L’applicazione provvisoria – ha rilevato il commissario – ci consentirà di iniziare a mantenere questa promessa”. E ha concluso: “Sono impaziente di vedere questo accordo realizzare il suo potenziale, rafforzando la nostra economia e consolidando la nostra posizione nel commercio globale, mentre completiamo tutte le procedure democratiche”.

Da notare che l’attivazione dell’Accordo provvisorio Ita non dovrà attendere la ratifica da parte del Parlamento europeo. Questa ratifica è stata rimandata a causa di una richiesta, inoltrata dall’Assemblea di Strasburgo alla Corte europea di Giustizia, di giudicarne la compatibilità dell’Accordo con i Trattati Ue. In caso di voto contrario dell’Europarlamento, l’Accordo Ita cadrebbe, mentre in caso di approvazione non cambierebbe nulla, e potrebbe continuare a essere applicato provvisoriamente. Per la parte esclusivamente commerciale, di competenza comunitaria, non è richiesta infatti la ratifica degli Stati membri che è necessaria, invece, per il più ampio Accordo di partenariato Ue-Mercosur.  

Violet Grohl ha pubblicato fa il nuovo singolo "595"

Milano, 23 mar. (askanews) – Violet Grohl ha pubblicato pochi giorni fa il nuovo singolo “595”, disponibile in radio da venerdì 27 marzo, accompagnato dal videoclip ufficiale, primo estratto dal suo album di debutto “Be Sweet To Me”, la cui uscita è prevista il 29 maggio 2026.

Ispirato a una t-shirt vintage che pubblicizzava una linea telefonica erotica, il nuovo brano “595” è una traccia provocante e sensuale, carica di scosse sonore e con un ritornello incisivo: “I’ll be your 1-900-G spot, baby / 595 I’m on the line / You won’t last”.

L’album con cui la cantautrice debutterà nella scena musicale, “Be Sweet To Me” è stato registrato tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 nello studio casalingo del produttore Justin Raisen a Los Angeles, insieme a un gruppo di musicisti riuniti nello spirito delle session della Wrecking Crew degli anni ’60 e ’70. “THUM”, il primo brano scritto da Violet con i suoi collaboratori, è stato influenzato dal packaging old-school di uno smalto anti-onicofagia che l’artista aveva portato con sé in studio, contribuendo a definirne il sound ruvido. “Self help me / Self help myself / Chew my bitter fingers”, canta con un timbro graffiante, in contrasto con la dolcezza della sua voce.

“Entrare in studio e registrare mi è sembrata la strada che dovevo seguire”, racconta la giovane cantautrice. L’artista ha subito trovato sintonia con il produttore Justin Raisen: “la prima impressione è stata che fosse molto più matura della sua età. Ha una voce straordinaria ed è completamente sé stessa, senza compromessi”. “Tutto è stato scritto in studio”, racconta Violet Grohl. “Arrivavo con una playlist di ispirazione, passavamo un po’ di tempo ad ascoltare e poi iniziavamo a scrivere”. “Violet ha una conoscenza incredibile di tutti gli stili musicali; ogni playlist era diversa”, dice Raisen, citando trip hop, new wave, black metal scandinavo, folk acustico anni ’70 e vocal jazz. “Mi ha fatto scoprire molte cose che non conoscevo; la sua conoscenza enciclopedica della musica è impressionate”, continua. A metà delle registrazioni, l’energia del progetto è cambiata. “L’atmosfera che avevo inizialmente in mente non mi sembrava più autentica rispetto a quello che provavo”, racconta. “Avevo bisogno di suoni più pesanti, chitarre dense e riverberi estremi. È stato liberatorio trasformare il dolore e la tristezza in qualcosa di concreto”.

Le canzoni di “Be Sweet To Me” nascono dall’immediatezza del presente e si caratterizzano per un approccio impressionistico, fortemente influenzato dall’amore di Violet Grohl per il cinema, in particolare per il lavoro di David Lynch. In questo contesto si inserisce “Bug In A Cake”, brano melodico che richiama le presenze paranormali legate al recente trasferimento dell’artista nella casa della nonna paterna, una figura per lei fondamentale. A gennaio, Violet Grohl ha pubblicato “What’s Heaven Without You”, un brano suggestivo scritto dopo gli incendi di Altadena a Los Angeles, anch’esso ispirato a Lynch. “Applefish” è una ballata slowcore cupa e stratificata, segnata dal peso della mortalità, mentre la shoegaze “Last Day I Loved You” racconta la perdita del senso di sé. “Cool Buzz” prende in giro le incoerenze morali di certi ragazzi punk che predicano valori progressisti ma non lasciano spazio alle donne nei loro ambienti musicali.

La musica alternativa tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 rappresenta un’influenza costante nel suo percorso artistico: “C’è qualcosa di così potente in quel periodo, dai messaggi all’estetica, è autentico e crudo”, afferma l’artista. Pixies, Soundgarden, Cocteau Twins, The Breeders, PJ Harvey, The Muffs, Björk, Alice in Chains, L7 e Juliana Hatfield: influenze fondamentali nel percorso dell’artista, che racconta: “Ascolto questa musica da quando ero bambina”.

“La musica, che sia farla o semplicemente amarla, è ciò che unisce la mia famiglia”, racconta Grohl, citando suo padre Dave Grohl dei Foo Fighter e i nonni paterni, che suonavano e cantavano in gruppi locali. Violet canta e suona da sempre, ha imparato da autodidatta l’ukulele e poi la chitarra, portandoli con sé tra scuola e tour. “Verso i 12 anni ho capito che mi piaceva guardare gli altri fare musica, e che forse potevo farla anche io”, racconta. “Scrivevo anche poesie, e questo ha acceso il desiderio di trasformare le esperienze dolorose in arte”. In precedenza, il suo modo di scrivere era timido e solitario, spesso confinato nella sua stanza. “Lavorare in uno spazio collaborativo mi ha aiutata ad aprirmi anche a livello lirico”, dice. “Ma mi ha anche permesso di sperimentare con generi e strumenti che normalmente non avrei scelto”.

Tennis, Korda, così è nata l’impresa: "Fede e lucidità"

Roma, 23 mar. (askanews) – Impresa a Miami per Sebastian Korda, che elimina Carlos Alcaraz e vola agli ottavi del Masters 1000 al termine di una delle migliori prestazioni della sua carriera. Un successo costruito su lucidità, coraggio e una strategia eseguita con grande precisione, nonostante il rischio rimonta nel secondo set.

“C’erano due parole chiave nella mia testa: impegno e fiducia. Stamattina stavo leggendo la Bibbia, un passaggio dice che tutto è possibile per chi crede. È stata la cosa che mi sono ripetuto per tutta la partita”, ha spiegato l’americano, sottolineando anche l’importanza dell’approccio mentale: “Volevo controllare quello che potevo controllare: restare positivo, lucido, coinvolto in ogni punto”.

Decisiva anche la scelta tattica di non forzare oltre misura. “Contro i top player spesso cercavo troppo, oggi ho provato a essere più ‘normale’, usando la velocità della mia palla. Dovevo essere aggressivo ma in modo controllato”. Obiettivo chiaro: togliere ritmo allo spagnolo e impedirgli di comandare lo scambio. “La varietà era fondamentale, non volevo che girasse attorno al rovescio per comandare con il dritto”.

Korda ha scelto spesso la via della rete, accettando il rischio: “Sapevo che sarebbe stato difficile, ma era l’unico modo per metterlo in difficoltà”. Momento chiave sul finale del secondo set, quando l’americano ha mancato la chiusura prima di reagire: “Ero un po’ teso, ma ho resettato all’inizio del terzo set e sono tornato a lottare punto su punto”.

Determinante anche il lavoro con il nuovo team, in particolare con Ryan Harrison, oltre al supporto del padre Petr Korda. “Con Ryan lavoriamo molto sul dritto per renderlo più aggressivo. Mio padre mi conosce meglio di chiunque altro, c’è un confronto continuo”.

Una vittoria che può segnare una svolta dopo anni complicati dagli infortuni: “Negli ultimi anni sono stato anche mesi senza giocare. Ora devo trovare continuità e rimettermi spesso in situazioni come questa”. Una crescita che passa dalla fiducia: “Devo continuare così: credere e restare costante”.

Giornate Fai, 540mila visitatori. Stadio Maradona il luogo più visto

Roma, 23 mar. (askanews) – Sono stati 540.000 i visitatori dei luoghi aperti sabato e domenica per le Giornate Fai di Primaveera. Il luogo più visto – riferisce una nota – è stato lo stadio Maradona a Napoli; a seguire Roma con la Corte Suprema di Cassazione presso il Palazzo di Giustizia e con il Palazzo della Cancelleria.

Grazie a questo straordinario risultato, le Giornate Fai si confermano il più importante evento di piazza dedicato al multiforme patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. In occasione di questa grande “festa diffusa” della cultura hanno aperto le loro porte 780 luoghi d’arte, storia e natura in 400 città in tutte le regioni – spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili – con visite a contributo libero rese possibili grazie all’impegno di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI e di 17.000 Apprendisti Ciceroni, studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano.

In entrambi i giorni si è registrato un eccezionale successo di pubblico, con code ordinate in attesa di entrare in numerosi luoghi visitabili, specchio dell’interesse vivo e appassionato dei cittadini per le bellezze, spesso inattese e sempre sorprendenti, che caratterizzano ogni angolo d’Italia. Grazie alle “Giornate di Primavera” il FAI ha dato dunque la possibilità a centinaia di migliaia di persone, tra cui tantissimi giovani, di esercitare con senso civico e curiosità il proprio “diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità”, come definito nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948), e ha anche potuto raccontare la sua missione di utilità pubblica di cura, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano e le attività istituzionali che porta avanti ogni giorno.

Tra i partecipanti alle Giornate FAI di Primavera anche il Ministro Giuseppe Valditara che sabato mattina ha accolto i visitatori al Palazzo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, progettato da Cesare Bazzani nel 1912 ed eccezionalmente aperto nel fine settimana per sottolineare il grande valore educativo dell’evento.

Il luogo più visitato è stato lo Stadio Diego Armando Maradona a Napoli, secondo posto per la Corte Suprema di Cassazione, con sede presso il Palazzo di Giustizia a Roma, sempre a Roma terzo posto per il Palazzo della Cancelleria, quarto posto per Porta Nuova e Cavallerizza presso il C.M.E. “Sicilia” a Palermo, mentre chiude la classifica dei primi cinque il Giardino storico di Villa Sgariglia a Grottammare (AP). Le regioni che hanno registrato maggiore pubblico sono state Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Anche i Beni del FAI regolarmente aperti al pubblico hanno partecipato alla grande festa delle Giornate di Primavera, accogliendo migliaia di visitatori: il Bene più visto è stato Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia (PD), secondo posto a parimerito per Villa Gregoriana a Tivoli (RM) e Villa del Balbianello a Tremezzina (CO), terza posizione per Villa Necchi Campiglio a Milano.

A Fondazione ICA Milano The Second Shadow di Dozie Kanu

Milano, 23 mar. (askanews) – La Fondazione ICA Milano presenta fino al 23 maggio 2026 The Second Shadow. Dozie Kanu Mirroring Marc Camille Chaimowicz, with Shared Echoes and Kindred Spirits, una nuova mostra che mette in relazione due generazioni di artisti e due modi distinti di abitare lo spazio espositivo: curata da Rita Selvaggio con il supporto di Giulia Civardi l’esposizione è prodotta in collaborazione con Nicoletta Fiorucci Foundation. La bipersonale trasforma le sale della Fondazione ICA Milano in un campo di trasmissione affettiva, in cui l’eredità è riattivazione. L’artista Dozie Kanu ha raccontato ad askanews il suo lavoro.

La stanza di Chaimowicz, ispirata a Jean Cocteau, si configura come un interno domestico e teatrale al tempo stesso: un ambiente abitato da oggetti carichi di memoria e intimità che evocano il cineasta francese. A vent’anni di distanza, Dozie Kanu entra in questa architettura sensibile come in un archivio vivente e ne propone una stanza gemella, non per imitazione ma per rifrazione. The Second Shadow è la sua risposta e il suo contrappunto: un ambiente che sposta le coordinate dell’opera storica, interrogandola. Le opere, scelte all’interno della collezione di Nicoletta Fiorucci e integrate nel lavoro di Kanu, non operano come omaggi né come riferimenti dichiarativi, ma come elementi di attivazione. Là dove Chaimowicz rende Cocteau una figura domestica, immersa in un paesaggio mentale intimo e teatrale, Kanu fa di Chaimowicz stesso un’architettura affettiva: una forma che si rigenera nella relazione con altre opere. La frase di Cocteau Mirrors should think longer before they reflect diventa principio generativo della mostra, chiamando l’immagine a sospendere il proprio riflesso, a interrogarsi prima di restituirsi.

A completare idealmente il percorso, nell’ambito della mostra è prevista la proiezione del film Il testamento di Orfeo (1960) di Jean Cocteau presso il Cinema Godard di Fondazione Prada giovedì 21 maggio 2026. ICA Milano ringrazia Banca Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale della Fondazione, Valsoia ed Enel per il supporto alla programmazione e alle attività di ICA Milano.

L’Iran smentisce Trump: nessun negoziato in corso

Roma, 23 mar. (askanews) – L’Iran ha fatto filtrare oggi, attraverso l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, che non ci sarebbero stati i colloqui di cui il presidente Usa Donald Trump ha parlato, nel rimandare di cinque giorni eventuali attacchi contro le centrali elettriche iraniane, e che la decisione del leader americano sarebbe dovuta al fatto che Teheran ha raggiunto un elevato livello di deterrenza.

“Nessun negoziato è stato avviato e non ce n’è alcuno in corso”, ha detto una “fonte informata” a Tasnim, aggiungendo che “con questo tipo di guerra psicologica né lo stretto di Hormuz tornerà alla situazione precedente alla guerra né la calma tornerà sui mercati energetici”.

La fonte citata da Tasnim, un alto responsabile della sicurezza, sostiene che il presidente statunitense avrebbe rinunciato all’attacco dopo che le minacce militari iraniane hanno acquisito credibilità sul piano della deterrenza.

La stessa fonte ha aggiunto che sull’arretramento di Trump avrebbe pesato anche la pressione dei mercati finanziari e la minaccia rappresentata dai titoli di Stato all’interno degli Stati uniti e dell’Occidente.

Il responsabile ha inoltre affermato che, dall’inizio della guerra a oggi, alcuni mediatori hanno trasmesso messaggi a Teheran, ma la risposta iraniana sarebbe stata negativa: la difesa – scrive Tasnim – continuerà fino al raggiungimento del livello di deterrenza ritenuto necessario.

Tennis, al via prevendita biglietti SuperTennis Arena Bnl Roma

Roma, 23 mar. (askanews) – Una SuperTennis Arena completamente nuova è pronta ad accogliere gli spettatori al Foro Italico in occasione degli Internazionali BNL d’Italia 2026, in programma a Roma dal 28 aprile al 17 maggio.

Da oggi, lunedì 23 marzo sarà possibile acquistare online i biglietti per questo stadio, destinato a diventare una delle grandi novità e uno dei punti di maggiore attrazione della prossima edizione del torneo. La vendita sarà attiva sulla piattaforma ufficiale dell’evento (https://ticketing.internazionalibnlditalia.com/) e sul circuito TicketOne.

La SuperTennis Arena sorgerà a pochi passi dal Campo Centrale, accanto all’ex Ostello della Gioventù lungo Viale delle Olimpiadi. Una collocazione strategica che contribuirà a rendere ancora più coinvolgente e dinamica l’esperienza del pubblico all’interno del Parco del Foro Italico.

Per questo nuovo impianto non sono previsti abbonamenti: sarà infatti possibile acquistare esclusivamente biglietti giornalieri, così da offrire maggiore flessibilità agli appassionati.

I tesserati della Federazione Italiana Tennis e Padel potranno inoltre usufruire di agevolazioni dedicate: riduzione del 20% per i possessori di tessera Atleta (agonista e non agonista); riduzione del 10% per i possessori di tessera Socio ed eSports.

Atletica, Mei: "Vogliamo ospitare a Roma i Mondiali nel 2029″

Roma, 23 mar. (askanews) – “Il record di medaglie d’oro è una bellissima notizia. Essere stati per una serata in testa al medagliere è qualcosa di clamoroso: qui partecipano tutti i Paesi del mondo, l’atletica non è uno sport elitario. Una cosa è ‘giocare’ contro 7-8 nazioni, una cosa contro 200”. Tre ori come mai accaduto in 41 edizioni dei Mondiali (21 indoor, 20 outdoor), record di podi ai Mondiali indoor con 5 medaglie e il miglior piazzamento di sempre nel medagliere, in terza posizione, classifica a punti che dice quinto posto: il presidente FIDAL Stefano Mei esprime piena soddisfazione per la spedizione azzurra a Torun, in Polonia. Tre giorni che danno continuità alla meravigliosa scia di successi dell’atletica italiana iniziata con i 5 ori delle Olimpiadi di Tokyo cinque anni fa, proseguita con due Coppe Europa e un fiume di medaglie assolute e giovanili, passando per il primato di medaglie (7) dei Mondiali di Tokyo dello scorso settembre.

“Il movimento c’è, è in salute e continua a dimostrarlo – sottolinea Mei -. Abbiamo vinto in specialità da sempre ritenute difficilissime. Zaynab Dosso si è scrollata di… dosso tutte le paure e ha vissuto una grande stagione invernale. Nadia Battocletti sa perfettamente come muoversi anche nelle indoor, sa interpretare qualunque distanza nel modo giusto. Andy Diaz si è riscattato dai Mondiali di Tokyo. Per Larissa Iapichino è un argento di carattere, Mattia Furlani esemplare dopo una notte insonne. Sono state poche le controprestazioni, ne conto 2-3 al massimo. E tutto questo nonostante la carenza di impiantistica nel nostro Paese: faccio appello a tutte le amministrazioni perché capiscano l’importanza di avere strutture al coperto per l’atletica”.

Una nuova sfida è alle porte. “In questa settimana dialogheremo con il Governo per ospitare a Roma i Mondiali nel 2029 o nel 2031 – annuncia Mei -. Ci presentiamo con un bel biglietto da visita, non solo Torun ma anche le cinque stagioni passate. Riportare l’evento in Italia a 42 anni da Roma ’87, e con questa squadra azzurra fenomenale, vorrebbe dire promuovere l’atletica ai massimi livelli con effetti per 4-5 generazioni di atleti italiani. Entro il 3 aprile andrà presentato a World Athletics il dossier di candidatura. La scelta è prevista per settembre”.

E intanto mancano meno di cinque mesi all’appuntamento internazionale intorno a cui ruota la stagione all’aperto, i Campionati Europei di Birmingham: “Cercheremo di portare in Gran Bretagna una squadra più larga possibile per difendere il record delle 24 medaglie di Roma – le parole del presidente – So bene quanto sia complesso. Ma il team, ne sono certo, sarà davvero competitivo”.

Trump: colloqui molto positivi con l’Iran per la totale fine della guerra

Roma, 23 mar. (askanews) – “Sono lieto di riferire che gli Stati Uniti d’America e il Paese dell’Iran hanno avuto, negli ultimi due giorni, conversazioni molto positive e produttive riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth. Trump ha ordinato “cinque giorni di tregua di qualsiasi attacco militare contro centrali elettriche e infrastrutture energetiche iraniane” dopo colloqui “positivi” con Teheran.

“Sulla base del tenore e del tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive, che proseguiranno per tutta la settimana, ho incaricato il Dipartimento della Guerra di rinviare qualsiasi attacco militare contro centrali elettriche e infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, subordinatamente al successo degli incontri e delle discussioni in corso”, ha detto Trump.

La danza anima I Macchiaioli a Palazzo Reale

Milano, 23 mar. (askanews) – Nell’anniversario della conclusione delle Cinque Giornate di Milano, domenica 22 marzo 2026 una speciale performance della Società di Danza ha animato le sale della mostra I Macchiaioli a Palazzo Reale. L’Italia risorgimentale e il contributo storico-artistico che il movimento apportò alla causa dell’Unità sono tra i temi principali dell’esposizione, evocati dalle opere di pittori – spesso reduci dalle battaglie della Seconda Guerra d’Indipendenza – che scelsero il pennello come strumento di coscienza civile, ritraendo soldati, paesaggi e scene di vita popolare per affermare un’identità nazionale che doveva ancora compiersi. Danzatori in abiti d’epoca hanno ricreato una festa da ballo ottocentesca con valzer, quadriglie, mazurke e polke all’interno dello spazio espositivo.

I Macchiaioli ricostruisce la breve, ma intensa esperienza del movimento dal 1848 al 1872, data della morte di Giuseppe Mazzini, esule e clandestino in patria: Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati e Raffaello Sernesi. In questo coro di personalità diverse, a essere comune fu la scelta della macchia, una tecnica pittorica innovativa modulata con il contributo di tutti gli esponenti del movimento. Firenze, destinata a diventare dal 1865 al 1871 capitale provvisoria del nuovo Regno d’Italia, fu negli anni Sessanta dell’Ottocento il laboratorio di questa esperienza unica che vide coinvolti, oltre a loro, toscani di origine, altri giovani pittori ribelli provenienti dalle diverse città della Penisola. A partire dalla loro rivalutazione avvenuta tra le due Guerre Mondiali e proseguita fino a oggi, le opere dei Macchiaioli, incompresi dai contemporanei come in seguito capiterà agli Impressionisti, sono entrate nei grandi musei e in prestigiose collezioni private. Milano è la città dove a partire dagli anni Venti del Novecento è avvenuta la loro riscoperta sia sul versante della critica che del collezionismo.

Prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e Civita Mostre e Musei, I Macchiaioli è frutto degli ultimi studi da parte dei tre più autorevoli esperti italiani del movimento: il progetto espositivo è infatti ideato e curato da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca. La mostra vede coinvolti come prestatori i più importanti musei italiani che custodiscono le opere dei Macchiaioli, come l’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera, le Gallerie degli Uffizi e Palazzo Pitti, il Museo del Risorgimento e la Galleria di Arte Moderna di Milano, la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno e numerose collezioni private. L’esposizione, visitabile fino al 14 giugno 2026, si avvale del partenariato dell’Istituto Matteucci di Viareggio, e vede come main sponsor Pirola Pennuto Zei & Associati e come sponsor BPER Banca Private Cesare Ponti.

Alexia è pronta a far ballare con The Party-Back to the Dancefloor

Milano, 23 mar. (askanews) – Alexia è pronta a far scatenare tutti in pista con “The Party – Back to the Dancefloor”, il live-evento in programma il 26 marzo al Fabrique di Milano. Una serata speciale pensata per celebrare il legame profondo tra l’artista e la musica dance che l’ha resa celebre in tutto il mondo.

Sul palco del Fabrique prenderà vita una vera e propria festa della dance, un viaggio attraverso la carriera di Alexia costellata di hit che hanno fatto ballare generazioni di pubblico in tutto il mondo. In scaletta non mancheranno i suoi brani più amati, da “Summer IsCrazy” a “Uh La La La”, fino a “Me and You”, insieme ad altri successi che hanno segnato la storia della dance italiana.

Lo show è costruito come una vera e propria celebrazione dell’universo dance di Alexia, con una direzione artistica curata dalla stessa artista e la direzione creativa affidata a Carolina Stamerra Grassi. Sul palco, accanto all’artista, sarà presente un corpo di ballo composto da sei ballerini, con le coreografie curate da Thomas Signorelli, mentre la dimensione musicale dello show sarà affidata a una band dal vivo composta da Alberto De Rossi alla chitarra, Pasquale Cosco al basso, Nicola Lombardi alle tastiere, Enrico Carugno alla batteria e Lorenza Rocchiccioli ai cori.

Questo live arriva dopo mesi intensi che hanno visto Alexia protagonista sui palchi internazionali, con date tra Europa e grandi eventi all’estero, tra cui Città del Messico, dove ha conquistato il pubblico con due live accolti da un entusiasmo straordinario. Parallelamente, l’artista ha inaugurato una nuova fase creativa con i singoli “I Feel Feelings” e “Follow”, brano dal sound contemporaneo e dal messaggio di autenticità e connessione reale, recentemente riproposto anche nella versione “Follow (Ale De Tuglie Remix)”. “The Party – Back to the Dancefloor” è prodotto da A1 Concerti.

I biglietti sono disponibili in prevendita su Ticketone.

Eddie Brock annuncia "L’amarsi Tour 2026", al via da Milano

Milano, 23 mar. (askanews) – Eddie Brock è stato tra i protagonisti della 76ª edizione del Festival di Sanremo con “Avvoltoi”, il brano che lo ha portato per la prima volta sul palco dell’Ariston e che segna un passaggio importante nel suo percorso musicale. L’artista ha iniziato a farsi notare dal grande pubblico grazie al successo di “Non è mica te”, brano certificato Disco d’Oro dalla FIMI, con 27,6 milioni di streaming solo su Spotify.

Dopo “Amarsi è la rivoluzione (Deluxe)”, uscito il 6 marzo 2026, che ha debuttato al 10° posto delle classifiche di vendita Fimi per i Vinili e all’11º posto per le vendite del formato fisico, l’artista dà il via al suo primo tour con “L’amarsi Tour 2026” al via da Milano il prossimo 26 Marzo, con tappe in tutta Italia, la dimensione live al centro del progetto.

Eddie Brock presenterà live “Amarsi è la rivoluzione (Deluxe)” durante “L’amarsi Tour 2026”, in partenza giovedì 26 marzo da Milano (Santeria Toscana), con date già annunciate a Roma (Largo Venue) il 29 marzo, il 3 aprile a Napoli (Duel Club) e il 4 aprile a Catania (ECS Dogana). Durante l’estate il tour arriverà a Firenze il 25 giugno (Anfiteatro delle Cascine), il 5 luglio a Brescia (Arena Campo Marte, Brescia Summer Music), il 7 luglio a Caserta (Belvedere di San Leucio), il 30 luglio a Gallipoli – LE (Parco Gondar, Oversound Music Festival), il 2 agosto ad Ancona (Piazza Cavour, Dorico Festival), il 4 agosto a Pescara (Porto Turistico, Zoo Music Fest), il 18 agosto a Bagheria – PA (Piccolo Parco Urbano), per concludersi il 22 agosto a Cattolica – RN (Arena della Regina). Un calendario che attraversa club, festival e piazze italiane, confermando la dimensione live come parte centrale del progetto Eddie Brock e come spazio privilegiato di incontro con il pubblico.

Iran, le notizie più importanti del 23 marzo sulla guerra

Roma, 23 mar. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di lunedì 23 marzo sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge ormai tutti i Paesi del Golfo e il Libano, con gravi ripercussioni sull’economia globale.

-11:39 Un alto funzionario degli Emirati arabi uniti ha criticato i “grandi” Paesi arabi e islamici per il mancato sostegno ai Paesi del Golfo di fronte a quella che ha definito l'”aggressione iraniana”, accusando le principali organizzazioni regionali di assenza e incapacità.

-10:17 Iran, Washington Post: Mojtaba Khamenei “ferito e isolato”.

-09:34 Iran, media: un caccia Usa abbattuto in Kuwait.

-09:11 Iran, dopo raid aerei black out diffusi a Teheran.

Come sono andate le amministrative in Francia

Roma, 23 mar. (askanews) – I socialisti e i loro alleati hanno mantenuto il potere nelle quattro principali città francesi – Parigi, Marsiglia, Lione e Lille – in una tornata elettorale locale che offre speranze ai partiti tradizionali in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno. Nella capitale, rispettando i pronostici, l’ha spuntata il candidato socialista Emmanuel Gregoire con il 50% dei voti e senza il testa a testa previsto alla vigilia.

La vittoria di Gregoire a Parigi conferma la reputazione della capitale come città prevalentemente di sinistra. Il suo predecessore, Anne Hidalgo, aveva lasciato il segno con politiche fortemente anti-auto, generalmente apprezzate dagli elettori. La candidata di destra Rachida Dati – ex ministra dal carattere combattivo sotto i presidenti Nicolas Sarkozy ed Emmanuel Macron – si è rivelata una figura divisiva e il suo imminente processo per corruzione potrebbe aver allontanato parte dell’elettorato. A incidere è stato anche il sostegno ricevuto tra i due turni da Sarah Knafo, esponente dell’estrema destra, dopo il suo ritiro dalla corsa.

Anche i nuovi protagonisti dell’estrema sinistra e dell’estrema destra hanno registrato progressi – in particolare a Nizza si impone un alleato di Marine Le Pen, e a Roubaix, nel nord il partito della sinistra radicale La France Insoumise (Lfi).

A Nizza ha vinto Eric Ciotti, leader del partito Udr, una netta vittoria sull’uscente Christian Estrosi, ex esponente LR passato al centro macroniano. Il risultato è stato salutato dal RN come il segnale di una nuova destra emergente, non più frenata da tabù nella collaborazione con Marine Le Pen. Il RN ha inoltre confermato la sua forza nei piccoli centri di provincia, con vittorie a Montargis, Carcassonne e La Seyne-sur-Mer, pur perdendo la guida di Villers-Cotterets, a nord di Parigi.

Ma la principale lezione della serata è stata, secondo degli analisti, il fallimento delle alleanze tra la sinistra tradizionale e LFI, con gli elettori che si sono orientati verso il centro e la destra in storiche roccaforti del Partito Socialista (PS) come Clermont-Ferrand e Brest.

Al contrario, in città come Parigi, Marsiglia e Lille – dove i sindaci socialisti uscenti hanno evitato accordi con l’estrema sinistra, anche a causa delle accuse di ‘ntisemitismo settario’ ivolte a quest’ultima – le amministrazioni di sinistra sono state riconfermate con ampio margine.

Lione – dove il sindaco ambientalista Gregory Doucet ha invece stretto un’alleanza con Lfi riuscendo comunque a vincere – è stata considerata un caso a sé, anche per via della debole campagna del candidato di destra, l’imprenditore Jean-Michel Aulas.

“La mia conclusione da questa serata è che Lfi non vince nulla – e, peggio ancora, è Lfi a determinare le sconfitte”, ha dichiarato Pierre Jouvet, segretario generale del PS.

Erano state avanzate richieste di boicottaggio nei confronti di Lfi dopo che uno dei suoi assistenti parlamentari era stato incriminato per istigazione all’omicidio di uno studente di estrema destra a Lione. Il leader del partito, Jean-Luc Melenchon, aveva inoltre scatenato polemiche quando, in un discorso, era sembrato ironizzare sul fatto che il defunto finanziere Jeffrey Epstein fosse ebreo.

Tuttavia, dopo il primo turno di voto della settimana precedente, molti candidati socialisti ed ecologisti hanno deciso di accantonare le riserve e stringere accordi con Lfi, in quelle che la destra ha definito “alleanze della vergogna”, nella speranza di assicurarsi la vittoria.

Queste alleanze tra sinistra e estrema sinistra non hanno però dato i risultati sperati nemmeno a Tolosa, Strasburgo, Poitiers, Limoges e Tulle. Quest’ultima è il feudo elettorale dell’ex presidente socialista Francois Hollande, i cui appelli al boicottaggio di Lfi sono rimasti inascoltati.

Reagendo ai risultati di domenica sera, Manuel Bompard di Lfi ha tuttavia sottolineato la vittoria al primo turno nella periferia parigina di Saint-Denis e il successo a Roubaix. “Questa sera abbiamo dimostrato che nulla può fermare un popolo in movimento. L’anno prossimo la nuova Francia spazzerà via il mondo di Macron e le sue politiche nefaste”, ha affermato.

Il Rassemblement National (RN) – di gran lunga il partito più popolare nei sondaggi pre-presidenziali – non è riuscito a conquistare i suoi obiettivi a Marsiglia e Tolone, dove i suoi avversari si sono compattati. A Marsiglia, il candidato dei Repubblicani (Lr) è rimasto in corsa spaccando il voto di destra.

I veri vincitori della serata restano comunque i partiti tradizionali di sinistra, destra e centro. Il partito pro-Macron Renaissance ha ottenuto un risultato incoraggiante a Bordeaux, dove l’ex ministro Thomas Cazenave – sostenuto da centro e destra – dovrebbe scalzare il sindaco ambientalista uscente. Momento significativo anche a Le Havre, in Normandia, dove l’ex primo ministro di Macron, Édouard Philippe, è stato dichiarato vincitore. Philippe è considerato un forte candidato centrista per le presidenziali del 2027, ma aveva promesso di candidarsi solo in caso di vittoria nella sua città.

Nel complesso, le elezioni confermano la crescente forza dell’estrema sinistra nelle periferie delle grandi città, dove si concentrano la classe lavoratrice immigrata e il cosiddetto “proletariato intellettuale”. Allo stesso tempo, RN consolida la propria presenza nella Francia provinciale, al di fuori dei grandi centri urbani.

Alla fine, però, sono stati i partiti tradizionali a ottenere il maggior numero di vittorie, alimentando la speranza che, in un eventuale ballottaggio presidenziale contro candidati estremisti, possano prevalere. Resta però una grande incognita: cosa accadrebbe se, al secondo turno delle presidenziali, si affrontassero due candidati polarizzati all’opposto?

L’Agenzia internazionale dell’energia: rischiamo la peggiore crisi energetica in decenni

Roma, 23 mar. (askanews) – Il mondo potrebbe affrontare la peggiore crisi energetica degli ultimi decenni a causa della guerra in Medio Oriente. È il monito lanciato da Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), che ha descritto una situazione “molto grave”.

“A oggi, abbiamo perso 11 milioni di barili al giorno, ovvero più delle due grandi crisi petrolifere messe insieme”, ha dichiarato al National Press Club di Canberra, facendo riferimento alle crisi degli anni Settanta. “All’epoca, per ciascuna di queste crisi, il mondo ha perso circa cinque milioni di barili al giorno, cioè, sommando le due, 10 milioni di barili al giorno”, ha spiegato Birol.

Seggi riaperti fino alle 15 per il Referendum, oggi il verdetto sulla riforma della Magistratura

Roma, 23 mar. (askanews) – Seggi riaperti fino alle 15 in tutta Italia, per oltre 45 milioni di elettori italiani (altri 5,5 milioni sono residenti all’estero,) chiamati al referendum per dire si’ o no all’entrata in vigore della riforma costituzionale della magistratura, una legge costituzionale presentata dal Governo e approvata definitivamente in Parlamento il 30 ottobre 2025, ma senza raggiungere la maggioranza dei due terzi. Quando si verifica questo risultato, l’articolo 138 della Costituzione consente di chiedere un referendum confermativo per lasciare la decisione di approvare o meno la riforma direttamente i cittadini.

Sulla scheda di colore verde gli elettori si esprimono con un Sì o con un No al quesito: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?”. In pratica, sì o no a modificare i sette articoli della Costituzione che disciplinano la Magistratura.

Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione, non è previsto alcun quorum. La consultazione sarà valida a prescindere dal numero di votanti e la riforma sarà approvata o respinta sulla base della maggioranza dei voti validamente espressi. Il risultato è valido qualunque sia l’affluenza.

I seggi restano aperti fino alle 15. Quando verrà rilevato dal Viminale il dato definitivo sull’affluenza. Nella prima giornata di votazione, ieri, l’affluenza ha superato il 46%. Quella definitiva sarà rilevata oggi a chiusura seggi quando, senza soluzione di continuità, avrà inizio lo scrutinio e la conta dei sì e dei no alla riforma della Costituzione. Nel pomeriggio è atteso il verdetto.

Per votare bisogna presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Se la tessera è completa o è stata smarrita è possibile richiedere un duplicato all’ufficio elettorale del Comune di residenza.

In alcuni seggi del Veneto, inoltre, agli elettori viene consegnata una seconda scheda e trovano al seggio anche una seconda urna: per eleggere con elezioni suppletive due nuovi deputati alla Camera per il tempo che resta della legislatura. Si tratta dei seggi nei collegi elettorali di Rovigo (2-01) e Selvazzano (2-02) dove si vota per sostituire Alberto Stefani, eletto alla Presidenza della Regione Veneto, e Massimo Bitonci, nominato assessore regionale al commercio e alle imprese, entrambi dirigenti della Lega.

Per rimpiazzare Alberto Stefani nel collegio uninominale Veneto 2-01, la coalizione di centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati e UdC) candida Alberto Di Rubba. Quarantasette anni, commercialista originario di Bergamo e tesoriere nazionale della Lega dal 2023, Di Rubba da diversi anni è alle prese con una vicenda giudiziaria. Il principale avversario, sostenuto da Partito Democratico, Italia Viva e Alleanza Verdi e Sinistra, è Giacomo Bovolenta: avvocato quarantaquattrenne, è già stato consigliere comunale a Porto Tolle. Terzo candidato, con la lista Italia Resiste Libera, il 56enne Giuseppe Padoan. Per quanto riguarda il seggio di Selvazzano Dentro, il centrodestra candida Giulio Centenaro. E’ stato consigliere regionale nella lista “Zaia Presidente” e amministratore locale a Santa Giustina in Colle. Alle ultime regionali è arrivato primo tra i non eletti. La coalizione di centrosinistra (Pd, Italia Viva e AVS) candida invece Antonino Stivanello, già sindaco del suo comune.

Tennis, Alcaraz: "Contro di me diventano tutti Federer"

Roma, 23 mar. (askanews) – “Contro di me diventano tutti Roger Federer”. Così il numero uno del mondo Carlos Alcaraz aveva commentato a Indian Wells la vittoria su Arthur Rinderknech, lasciando intravedere una certa frustrazione per il livello degli avversari contro di lui. Un tema riemerso dopo la sconfitta a Miami Open contro l’americano Sebastian Korda.

“Quando vinci molto, gli altri hanno più da guadagnare che da perdere”, ha spiegato Alcaraz in conferenza stampa. “I giocatori contro di me non sentono la stessa pressione che provano di solito. È un po’ fastidioso, ma bisogna accettarlo e dare il 100%”.

Il murciano ha riconosciuto di non aver trovato soluzioni nel match perso, pur sottolineando di avere “molte armi” per mettere in difficoltà i rivali. “Devo essere pronto, perché giocheranno sempre così. Korda è stato sopra il suo livello abituale, ma io ero lì. Devo gestire meglio i momenti chiave”.

Ora per Alcaraz è tempo di pausa: “Tornerò a casa per rilassarmi qualche giorno con famiglia e amici. La stagione sulla terra battuta è alle porte: voglio ricaricare le batterie e prepararmi al meglio”.

Calcio, Italia, Chiesa out: convocato Cambiaghi

Roma, 23 mar. (askanews) – L’Italia è in ritiro a Coverciano in vista della semifinale dei playoff per i Mondiali contro l’Irlanda del Nord. Tegola per il ct Gennaro Gattuso, che perde Federico Chiesa: l’esterno ha lasciato il ritiro e non sarà disponibile per le prossime due gare. Al suo posto convocato Nicolò Cambiaghi.

Resta da valutare soprattutto la situazione di Alessandro Bastoni, vero dubbio della vigilia dopo l’infortunio alla tibia: il difensore è già a Coverciano e sta seguendo le terapie, ma in caso di forfait è pronto Federico Gatti. Monitorati anche Gianluca Mancini, alle prese con un lieve problema al polpaccio, Gianluca Scamacca, fermo per una lesione all’adduttore destro ma comunque presente in ritiro, e Sandro Tonali.

La squadra appare in gran parte definita, con qualche dubbio sulla fascia destra tra Raoul Bellanova (Palestra) e Matteo Politano, mentre in attacco Francesco Pio Esposito prova a insidiare Moise Kean e Mateo Retegui.

Nel pomeriggio il programma prevede la conferenza stampa del ct alle 14 e il primo allenamento alle 17. La semifinale è in calendario giovedì 26 marzo alle 20.45 a Bergamo; eventuale finale martedì 31 marzo, in trasferta, contro la vincente di Galles-Bosnia.

È riemersa l’isola degli astenuti

Un dato che cambia il quadro

L’Italia è tornata alle urne. E c’è tornata con un’intensità che pochi, davvero, avevano messo in conto. Alle 23 di ieri l’affluenza ha raggiunto il 46,07 per cento: un livello che, nei referendum celebrati su due giornate di voto, non si era visto in questo scorcio di secolo. È il primo dato politico, il più netto, il più difficile da relativizzare. Qualcosa si è rimesso in moto nel corpo elettorale. E non per inerzia.

Il tema della giustizia, da sola, probabilmente non basterebbe a spiegare una simile mobilitazione. Evidentemente, essa ha finito per rappresentare altro da sé. Quindi ha assunto il valore di una prova generale della politica italiana, quasi fosse il luogo simbolico in cui si sono addensate tensioni più profonde: il giudizio sul governo, la tenuta dell’opposizione, la credibilità dei due schieramenti, il senso stesso della partecipazione democratica.

Il ritorno degli astenuti

Da anni il grande racconto pubblico era quello dell’astensione come destino. Una lenta ma continua ritirata dei cittadini dalla cittadella politica, quasi un fatto strutturale, irreversibile. Le ore di questo referendum ci consegnano invece un segnale diverso: l’isola degli astenuti, che si riteneva sprofondata per sempre, è riemersa. Non sappiamo ancora se si tratti di una riapparizione episodica o dell’inizio di un’inversione di tendenza. Sappiamo però che il fenomeno esige di essere preso sul serio.

Non basta dire che la campagna referendaria ha acceso lo scontro tra destra e sinistra. Sarebbe una spiegazione comoda, ma insufficiente. La dialettica bipolare, da sola, non genera automaticamente partecipazione. Talvolta, anzi, la consuma. Qui deve esserci qualcosa di più: una inquietudine civile, una domanda di orientamento, forse perfino la percezione che il passaggio in gioco non sia soltanto tecnico o giuridico, ma investa l’equilibrio complessivo del sistema democratico.

Oltre la lettura meccanica

A questo punto ogni previsione resta sospesa al gancio del dubbio. I sondaggisti parlano stamane di situazione imprevedibile. Ed è comprensibile. Con un’affluenza così alta, il voto si sottrae alle letture prefabbricate. Diventa più difficile ridurlo a somma di appartenenze consolidate. E tuttavia un punto appare già chiaro: il risultato, quale che sia, non potrà essere derubricato.

Se vincerà il governo, rivendicherà il consenso come una investitura politica. Se invece il responso delle urne suonerà come una bocciatura, l’opposizione ne farà il segnale di una possibile svolta, caricandolo di significati che vanno ben oltre la materia referendaria. In un caso o nell’altro, il voto di queste ore si proietta già sulle prossime elezioni politiche.

La domanda vera

Ma la questione decisiva da oggi è un’altra. Da dove nasce, esattamente, questa volontà di partecipazione? È qui che l’analisi deve scavare più a fondo, senza accontentarsi delle semplificazioni correnti. Forse gli italiani hanno avvertito che, dietro il quesito sulla giustizia, si agitava una domanda più larga sul potere, sulle garanzie, sull’assetto della Repubblica. Forse hanno sentito che era il momento di tornare a contarsi.

Quando il voto riprende quota, la politica farebbe bene a non limitarsi a registrare il dato. Dovrebbe interrogarsi sulle ragioni profonde che lo hanno prodotto. Perché, se davvero gli astenuti hanno ricominciato a muoversi, allora non siamo soltanto davanti a una consultazione riuscita. Siamo forse davanti a un passaggio che obbliga tutti a ripensare il rapporto tra cittadini e politica, cogliendo uno spiraglio di sole oltre la spessa nuvolaglia della post democrazia.

Il Centro di Calenda: una riflessione prima dell’esito referendario

Un bipolarismo senza cultura di governo

Anche a prescindere dal peso elettorale e dal concreto riscontro tra i cittadini, un fatto è indubbio sin da ora. E cioè, il futuro Centro – elezioni 2027, come ovvio – riformista, plurale, democratico e di governo di Calenda e di tutti coloro che condivideranno quel progetto, ha un grande merito. Ovvero, mettere a nudo che la radicalizzazione politica da un lato e la polarizzazione ideologica dall’altro che caratterizzano i due schieramenti maggioritari tutto possono fare tranne una cosa: garantire una piena, convinta, efficace e rassicurante cultura di governo.

Perché questo era, e resta, il tarlo corrosivo di questo singolare bipolarismo all’italiana. Perché, alla fine, va pur detto.

La sinistra e il ritorno della “superiorità morale”

Da un lato abbiamo una coalizione di sinistra e progressista che ha riscoperto e riattualizzato un vecchio tic del comunismo italiano. Ossia, delegittimare eticamente l’avversario/nemico in virtù di una del tutto presunta ma sempre sbandierata “superiorità morale” e, al contempo, perseguire l’obiettivo di annientare e distruggere l’odiato nemico politico.

È, del resto, il comportamento che viene perseguito da ormai molto tempo dalle quattro sinistre italiane. La sinistra radicale e massimalista del Pd della Schlein, la sinistra populista e demagogica dei 5 Stelle di Conte, la sinistra estremista ed ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis e la sinistra classista e pan-sindacale del capo della Cgil Landini. Perché il vero collante culturale e cemento ideologico di questo cartello elettorale è attaccare frontalmente e violentemente la coalizione di centrodestra, ritenuta inidonea moralmente, eticamente, politicamente e culturalmente a governare il nostro Paese.

Il centrodestra e i limiti dell’azione di governo

Sul versante opposto, il centrodestra, seppur con meno violenza verbale e furore ideologico, presenta anch’esso evidenti criticità. Malgrado la statura politica e la postura istituzionale della premier Giorgia Meloni, emergono quotidianamente limiti che frenano una coerente, efficace e lungimirante azione di governo. La conseguenza è semplice: questo bislacco bipolarismo vive all’insegna della contrapposizione frontale, spesso aspra e senza sconti. Al punto che anche di fronte al tema drammatico della guerra quasi ai confini del nostro Paese, l’unica preoccupazione della sinistra radicale, massimalista e populista è quella di lavorare alacremente per il “tanto peggio tanto meglio”, che si somma con le difficoltà dell’attuale Governo di elaborare una strategia sufficientemente condivisa e realisticamente praticabile.

La necessità di un Centro politico

Ecco perché la presenza di un luogo politico centrista, chiaramente orientato al governo e alieno da qualsiasi inclinazione ideologica – e men che meno di natura moralistica – in questa precisa fase politica del nostro Paese è destinata a far emergere le pesanti e strutturali contraddizioni di questo innaturale e strampalato bipolarismo.

Un luogo politico utile non solo per rilanciare le ragioni di un Centro popolare, liberale, riformista, democratico e di governo ma, soprattutto, indispensabile per rafforzare e consolidare la qualità della nostra democrazia, la credibilità delle nostre istituzioni democratiche e la stessa efficacia dell’azione di governo.

Un’identità da ritrovare

Questa è, oggi, anche l’unica possibilità per rilanciare le ragioni politiche, culturali e, soprattutto, programmatiche di un Centro che non può continuare a svendersi a destra o, peggio ancora, annullarsi a sinistra, ma deve rimarcare la propria peculiarità e originalità nella cittadella politica contemporanea.

Houellebecq e il paradosso della libertà di morire

Una critica che spiazza il progressismo

Nel dibattito contemporaneo sull’eutanasia, spesso incardinato su parole chiave come “dignità” e “compassione”, la posizione di Michel Houellebecq introduce un elemento di rottura. Nella sua intervista di ieri a “La Lettura”, lo scrittore francese smonta con lucidità le categorie più utilizzate nel discorso pubblico, giudicandole non solo deboli, ma addirittura fuorvianti.

Houellebecq rifiuta esplicitamente l’idea che l’eutanasia possa essere giustificata in nome della dignità: «mi pare falso». Ancora più netta è la sua presa di distanza dall’argomento della compassione, che egli riconduce al suo significato originario: alleviare la sofferenza, non sopprimere chi soffre. È una distinzione elementare, ma oggi tutt’altro che scontata.

Il primato ambiguo della libertà

Resta, secondo Houellebecq, un solo argomento autentico: la libertà. «La libertà di morire mi sembra l’unico argomento vero», afferma. E tuttavia, proprio questo argomento — il più forte sul piano teorico — si rivela, a suo giudizio, insufficiente.

Qui si coglie il punto più interessante della sua riflessione. La libertà individuale, elevata a criterio ultimo, non basta a fondare una scelta che implica la soppressione della vita. Non perché la libertà sia irrilevante, ma perché non è mai un assoluto astratto: è sempre situata, condizionata, esposta a pressioni culturali e sociali.

In questa prospettiva, la “libertà di morire” rischia di diventare una formula ambigua, che nasconde più di quanto riveli.

Una falsa conquista civile

Houellebecq contesta inoltre la rappresentazione dell’eutanasia come nuova frontiera dei diritti civili. L’idea che si tratti di una battaglia progressista — inevitabile e quasi obbligata — viene radicalmente messa in discussione.

Al contrario, egli rovescia il paradigma: eutanasia e suicidio assistito non sarebbero il segno di un progresso, ma «soluzioni del passato». Una tesi controcorrente, che merita attenzione. Se la modernità si misura anche nella capacità di curare, alleviare, accompagnare, allora il ricorso alla morte come risposta al dolore appare, paradossalmente, un arretramento.

Il tempo della medicina e la responsabilità della società

Il passaggio forse più denso dell’intervista è quello in cui Houellebecq richiama le possibilità della medicina contemporanea: «oggi siamo in grado di combattere il dolore». Non è un’affermazione tecnica, ma culturale.

Se il dolore può essere affrontato — non sempre eliminato, ma reso sopportabile — allora la scelta eutanasica non può essere letta semplicemente come atto di autodeterminazione. Diventa, piuttosto, un indice delle carenze della società: nella cura, nella relazione, nella capacità di accompagnare la fragilità.

È qui che la sua riflessione si fa, implicitamente, politica.

Una provocazione da prendere sul serio

La forza della posizione di Houellebecq sta nel sottrarre il tema dell’eutanasia alle semplificazioni ideologiche. Non offre soluzioni, ma costringe a riconsiderare le categorie dominanti.

Soprattutto, invita a interrogarsi su una domanda di fondo: una società che riconosce come diritto la possibilità di morire è davvero più libera, o semplicemente più sola?

Una provocazione scomoda, ma difficilmente eludibile.

Cristo Patiens, la bellezza che riemerge dal tempo

Un’indagine sulla bellezza come via alla conoscenza

Con Cristo Patiens, Maria Francesca Carnea propone un lavoro che si colloca tra saggio storico e meditazione culturale. La filosofa calabrese sceglie un punto di partenza concreto — un ritrovamento artistico — per aprire un discorso più ampio sulla bellezza come chiave di accesso alla conoscenza.

Il libro non si limita a descrivere un’opera o un contesto locale. Piuttosto, costruisce un percorso che mette in relazione territorio, memoria e identità, restituendo dignità a luoghi e testimonianze spesso marginali nel racconto nazionale.

 

Il ritrovamento di Cirò: un’opera e il suo significato

Il cuore del volume è il rinvenimento di un dipinto nella chiesa di San Giovanni Battista, a Cirò, nel crotonese. L’opera raffigura un vescovo del Quattrocento e custodisce, nel medaglione centrale, l’immagine del Cristo Patiens: il Cristo sofferente, segnato dal dolore ma carico di significato salvifico.

Questo dettaglio iconografico conferisce al dipinto un valore particolare. Non si tratta solo di un elemento decorativo, ma di un segno teologico e culturale che rimanda a una precisa visione della sofferenza e della redenzione. Carnea ne coglie la portata e la inserisce in una lettura più ampia, capace di collegare arte, fede e storia.

 

Tra archeologia e memoria viva

Uno degli aspetti più riusciti del libro è la capacità di tenere insieme rigore e partecipazione. La narrazione accompagna il lettore tra le pietre delle chiese antiche, senza indulgere in descrizioni eccessivamente tecniche.

Si avverte, piuttosto, un rispetto profondo per il passato: le chiese non sono solo edifici, ma luoghi in cui si è depositata la vita delle comunità. Le immagini, gli affreschi, le architetture diventano tracce di un tempo in cui la costruzione materiale coincideva con un progetto spirituale.

In questo senso, l’archeologia non è mai fine a sé stessa. È uno strumento per comprendere come le generazioni precedenti abbiano dato forma alla propria visione del mondo.

 

Una lingua più semplice per un messaggio forte

Rispetto a una certa tradizione saggistica, Carnea adotta un registro che tende alla chiarezza. L’impianto resta colto, ma l’esposizione si fa più lineare, permettendo al lettore di seguire senza difficoltà il filo del discorso.

Emblematico è il richiamo al proverbio in vernacolo, legato alla memoria familiare:

“L’acqua scorre dove trova pendenza, l’amore dove trova speranza.” È una sintesi efficace del senso complessivo del libro: la storia segue percorsi tracciati, ma è la speranza a orientare davvero il movimento umano.

 

Un umanesimo della speranza

Nel suo esito più profondo, Cristo Patiens è un invito a rileggere il patrimonio culturale come risorsa viva. Non si tratta solo di conservare, ma di comprendere e trasmettere.

La bellezza, in questa prospettiva, non è un ornamento. È una forma di conoscenza che contribuisce a costruire una società più consapevole, capace di riconoscere il valore della persona e del bene comune.

Carnea suggerisce, senza forzature, che il recupero delle radici culturali può diventare un atto di responsabilità civile. E proprio da un piccolo centro della Calabria arriva un segnale che va oltre i confini locali.

 

Scheda del volume

Autore: Maria Francesca Carnea

Titolo: Il Cristo Patiens – La bellezza di un ritrovamento in Chone/Cirò (KR) – Storia, Chiese, Archeologia

Referendum, affluenza record nel primo giorno: il dato definitivo supera il 46%

Roma, 23 mar. (askanews) – Nella prima giornata di urne aperte per il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, l’affluenza è stata del 46,07%. Si tratta del dato definitivo diffuso dal Viminale (61.532 sezioni su 61.533), tramite la piattaforma Eligendo. Secondo i dati del ministero dell’Interno, all’ultimo referendum costituzionale nel 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari, alle ore 23, aveva votato il 39,37%. Alla tornata per i referendum abrogativi su cittadinanza e lavoro dello scorso anno, il primo giorno si era recato alle urne intorno al 23% degli aventi diritto.

Municipali Francia, socialista Grégoire vince "battaglia di Parigi"

Roma, 22 mar. (askanews) – La battaglia di Parigi l’ha vinta Emmanuel Grégoire, e non è un dettaglio locale ma il primo vero fatto politico delle municipali francesi. Nella capitale, dove il secondo turno era diventato un test nazionale sulla capacità della sinistra di resistere e della destra di ricompattarsi, il socialista ha respinto Rachida Dati e ha conservato alla gauche il municipio simbolicamente più pesante del paese. Non a caso Anne Hidalgo ha scandito: “Oggi consegno a Emmanuel Grégoire le chiavi della città”, mentre lo stesso Grégoire ha riconosciuto il debito politico verso la sindaca uscente: “So che non sarei qui se Anne Hidalgo non mi avesse dato la sua chance”. E’ da questa vittoria che bisogna partire per leggere il resto del voto, perché Parigi dice che il Partito socialista, pur indebolito sul piano nazionale, conserva ancora una capacità di consenso nelle grandi città.

Da qui emerge il primo asse dell’analisi: la tenuta, e in parte il rilancio, della sinistra urbana. Marsiglia resta a Benoît Payan, che ha battuto il candidato vicino alla destra lepenista del Rassemblement national (Rn) e ha confermato che nelle metropoli il voto continua a premiare candidature amministrative e coalizioni capaci di apparire come argine, più che come avanguardia ideologica. Perfino dove il Rn può rivendicare una crescita, come appunto a Marsiglia, i suoi dirigenti hanno cercato di trasformare la sconfitta in un segnale strategico, parlando di un “risultato storico” nonostante la mancata conquista della città.

Questo però non autorizza a parlare di una sinistra pacificata o di una formula replicabile ovunque. Il dato vero, almeno tra i risultati finora disponibili, è che la gauche ha funzionato quando ha saputo dosare unità e distanza da La France insoumise a seconda dei territori. A Parigi Grégoire ha vinto con una sinistra unita ma senza Lfi; a Marsiglia l’uscita di scena della candidatura insoumise ha evitato la dispersione del voto; a Roubaix, invece, Lfi può rivendicare un successo proprio. A Lione il quadro va trattato con cautela: le prime stime danno Grégory Doucet in vantaggio su Jean-Michel Aulas, ma il risultato non va ancora presentato come pienamente consolidato e definitivo. Più che un fronte compatto, si vede una sinistra che resta plurale e tattica, forte soprattutto dove riesce a non trasformare le sue divisioni in un regalo per gli avversari.

Il secondo asse riguarda il Rassemblement national. Sarebbe sbagliato raccontare queste municipali come una sua débâcle: il partito non prende Marsiglia né Tolone, e questo è un sollievo per i partiti tradizionali, ma continua ad avanzare nel radicamento locale e soprattutto ottiene una vittoria di enorme valore politico a Nizza con Eric Ciotti, ex gollista ormai alleato del Rn. E’ qui che il voto cambia davvero tono. Nizza non dice solo che l’estrema destra può vincere; dice che una parte della destra classica può vincere insieme a lei. Per questo la frase di Christian Estrosi, sconfitto dopo oltre diciotto anni da sindaco, pesa più del suo caso personale: “Il fronte repubblicano è morto questa sera a Nizza”. E’ una dichiarazione di sconfitta, ma anche la fotografia di una trasformazione più ampia del sistema politico francese.

Il terzo asse è quello della destra e del centro moderato, che escono dal voto con un bilancio meno uniforme ma tutt’altro che marginale. Edouard Philippe, rieletto al Havre, resta il dirigente che più chiaramente può presentarsi nel 2027 come candidato dell’ordine istituzionale e della competenza amministrativa. Bruno Retailleau, dal canto suo, ha subito cercato di dare una lettura nazionale del voto sostenendo che Les Républicains sono “sempre la prima forza politica locale” e che “esiste un’altra via” tra “gli ideologi” di La France insoumise e i “demagoghi” del Rassemblement national. Poi ha alzato il tono contro la gauche, denunciando “accordi della vergogna” con “la peggiore sinistra” e sostenendo che la “melenchonizzazione” della vita politica “è un veleno”. E’ una lettura interessata, ma non priva di fondamento dal suo punto di vista: la destra municipale francese continua ad avere una rete territoriale robusta. Il problema, semmai, è che questa rete oggi è attraversata da una domanda strategica sempre più divisiva: competere contro il Rn o saldarsi con esso, come ha mostrato proprio il caso Ciotti.

La conclusione, allora, è che queste municipali non consegnano un vincitore del 2027, ma chiariscono il terreno su cui si giocherà la presidenziale. Parigi mostra che la sinistra di governo non è affatto finita. Marsiglia e Tolone mostrano che il Rn incontra ancora un limite nelle grandi città quando gli altri riescono a non disunirsi troppo. Nizza, però, dimostra che la barriera politica tra destra ed estrema destra è molto più porosa di prima. E Le Havre conferma che Philippe resta in corsa come figura nazionale credibile. In altre parole, la Francia che esce da questo voto resta tripolare, ma con frontiere mobili: la sinistra tiene nelle metropoli, il Rn continua a premere, la destra tradizionale cerca di non farsi schiacciare e intanto discute se resistere o convergere. E’ questa, più dei singoli municipi, la vera eredità politica delle municipali.

Poste annuncia Opas su Tim: offerta da 10,8 miliardi, obiettivo delisting

Milano, 22 mar. (askanews) – Terremoto in casa Tim. A poco più di un anno dall’ingresso nell’azionariato, Poste, a sorpresa, ha annunciato in serata il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) sull’operatore telefonico, di cui il gruppo di Del Fante è già primo azionista con una quota del 27,3% (che scenderebbe al 20,1% post conversione risparmio). L’offerta, se dovesse andare a buon fine, riporterebbe Telecom nell’orbita pubblica poichè il gruppo risultante avrebbe lo Stato come azionista di maggioranza. Quest’ultimo, infatti, attualmente è socio di Poste con una quota del 65% circa, tramite Cdp (35%) e Mef (29,25%). Nel gruppo nascente, la presenza dello Stato come azionista con oltre il 50% è garanzia, assicura Poste, di “una governance stabile” nel lungo periodo.

Obiettivo dichiarato dell’offerta è acquisire l’intero capitale di Tim e procedere alla revoca dalla quotazione. Il delisting favorirebbe “gli obiettivi di integrazione, creazione di sinergie e crescita tra Poste e Tim”. Per il gruppo delle tlc guidato da Pietro Labriola – che domani riunisce il cda per l’avvio del processo di valutazione dell’offerta – sarebbe un addio alla Borsa, dove era sbarcata nel 1997 con la stagione delle privatizzazioni.

Tornando ai termini dell’Opas, il corrispettivo fissato è pari a 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste e una componente in contanti pari a 0,167 euro per ogni azione Tim conferita, con una valorizzazione di 0,635 euro e un premio del 9,01%, pari a un corrispettivo di circa 10,8 miliardi. L’operazione – che sarà efficace con adesioni pari al 66,67% del capitale – dovrebbe perfezionarsi entro la fine di quest’anno.

L’offerta punta a “dare vita a un unico gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane”, scrive Poste, creando “un pilastro strategico dell’economia nazionale”. La nuova realtà potrebbe contare su ricavi pari a circa 26,9 miliardi di euro, un Ebit aggregato pro-forma di circa 4,8 miliardi e oltre 150mila dipendenti, con posizioni di leadership nei principali settori di attività.