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Chi era Madre Cabrini, la patrona dei migranti venerata negli Usa

Denver, 20 giu. (askanews) – Importante per l’America ma anche per l’Italia, per gli italiani, per i migranti di oggi e per i discendenti di chi emigrò ormai in tempi lontani: Madre Cabrini, con la sua vita straordinaria, è stata citata più volte e oggi con la visita di Papa Leone XIV a Pavia, il suo nome torna di nuovo alla ribalta. Lei religiosa e fondatrice della congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, venne mandata nelle Americhe proprio da Leone XIII e morì a Chicago, la città natale di Prevost, nel 1917. In queste immagini di askanews si può ammirare il Cabrini Shrine, il santuario da lei fondato e a lei dedicato ai piedi delle Rocky Mountains, in Colorado.

Ma perché questa santa è così importante, oggi più che mai? A spiegarcelo Alisa DiGiacomo, storica e autrice del libro “Italy in Colorado”.

“Madre Cabrini, Santa Cabrini, in realtà la prima santa americana canonizzata in America, è significativa per il Colorado”, precisa. “Ma prima di parlare del Colorado, Santa Cabrini ha avuto un impatto mondiale. Incredibile da pensare ma è una delle prime donne nella Chiesa cattolica che sia riuscita a fondare un proprio ordine. E penso che questo dimostri quanto fosse difficile farlo in quel periodo. La sua attenzione è sempre stata rivolta alla sua cura per le persone, per i più bisognosi. Non a caso è la santa patrona degli immigrati. Per il Colorado, è significativa perché le venne chiesto di venire qui, alla luce della situazione nello Stato nel 1904 per gli immigrati italiani. La prima cosa che fece, fu fondare una scuola in Colorado. Poi fondò un orfanotrofio, comprò un terreno, oggi il Santuario di Cabrini (Cabrini Shrine)”.

Il Cabrini Day è una festività dello Stato del Colorado che si celebra ogni anno il primo lunedì di ottobre, in onore di questa straordinaria filantropa. Ma in cosa consiste l’eredità di Francesca S. Cabrini?

“Si chiama Cabrini Day, ed è, di fatto, la prima festa statale retribuita della nazione che onora una donna, il che è anche molto significativo. Quindi tutto questo è legato agli italoamericani, ma anche alla sua eredità e a ciò che ha fatto per aiutare le persone in Colorado, e questa è ancora la missione del santuario, un luogo accogliente per chiunque voglia venire a riflettere e vedere la bellezza che circondava gli orfani di allora, soprattutto le bambine orfane. Per loro era davvero straordinario andare ‘al Cabrini’ e vivere le montagne del Colorado”, spiega DiGiacomo.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio di Claudia Berardicurti e Linda Verzani

Immagini askanews

Si ringrazia Brand Usa, Visit Colorado e Visit Denver

Meloni a Trump: mia popolarità non la riguarda, pensi alla sua

Roma, 20 giu. (askanews) – “Presidente Trump, questi attacchi costanti e immotivati sono insensati. Quanto alla mia popolarità, essere suo amico non l’ha certo aiutata, né dipende dal mio rapporto con lei. La mia popolarità dipende dalla mia capacità di difendere l’interesse nazionale italiano, ed è esattamente ciò che ho sempre fatto”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, replica al presidente degli Stati Uniti dopo il nuovo attacco su Truth.

“La mia popolarità non la riguarda. Le suggerisco di concentrarsi sulla sua”, aggiunge.

MotoGp, Bagnaia torna al successo nella Sprint di Brno

Roma, 20 giu. (askanews) – Francesco Bagnaia ritrova il successo e conquista la Sprint Race del Gran Premio della Repubblica Ceca sul circuito di Brno. Il pilota Ducati, scattato dalla prima fila, prende il comando fin dalla partenza e gestisce con autorevolezza i dieci giri di gara, resistendo nel finale al ritorno di Ai Ogura e centrando la sua prima vittoria Sprint dalla Malesia 2025.

Alle spalle del due volte campione del mondo chiude proprio Ogura, protagonista di un altro fine settimana di alto livello dopo la pole position ottenuta in mattinata con il record della pista. Il giapponese della Aprilia Trackhouse, partito dalla prima casella, prova fino all’ultimo a mettere pressione a Bagnaia, ma deve accontentarsi della seconda posizione. Sul gradino più basso del podio sale Marc Marquez, autore di una gara in rimonta e capace di mantenere il contatto con i primi fino alla bandiera a scacchi.

Quarta posizione per Fabio Di Giannantonio, seguito da Jorge Martin, Raul Fernandez ed Enea Bastianini. Gara complicata invece per Marco Bezzecchi: il leader del Mondiale era in quinta posizione quando è finito nella ghiaia a pochi giri dal termine, perdendo punti preziosi nella corsa al titolo.

La Sprint di Brno è stata caratterizzata anche da numerose cadute. Oltre a Bezzecchi, non hanno concluso la gara Pedro Acosta, Maverick Vinales, Diogo Moreira e Luca Marini, tutti scivolati in diverse fasi della corsa senza conseguenze fisiche rilevanti.

Determinante anche la scelta delle gomme. Bagnaia ha optato per la mescola soft al posteriore, riuscendo a mantenere un ritmo elevato fin dalle prime battute e costruendo un margine sufficiente per contenere il recupero di Ogura, che aveva invece scelto la media in vista di un possibile vantaggio nella seconda parte della gara.

Per Bagnaia si tratta della 14ª vittoria Sprint in carriera, risultato che interrompe un digiuno durato 238 giorni e rilancia le ambizioni del pilota Ducati in vista della gara lunga di domenica. Con questo successo il piemontese raggiunge inoltre quota 34 podi Sprint complessivi, eguagliando il primato condiviso da Jorge Martin e Marc Marquez.

L’appuntamento con il Gran Premio della Repubblica Ceca è ora fissato per domenica alle 14, quando sul tracciato di Brno andrà in scena la gara lunga che potrebbe rimescolare ulteriormente le carte nella lotta per il Mondiale MotoGP.

Iran, attacchi israeliani in Libano: chiuso lo Stretto di Hormuz

Roma, 20 giu. (askanews) – Il comando militare centrale iraniano ha annunciato di aver chiuso lo Stretto di Hormuz a causa degli attacchi israeliani nel Libano meridionale, descrivendoli come una violazione dell’accordo dell’Iran con gli Stati Uniti.

“Si annuncia che lo stretto di Hormuz sarà chiuso al traffico navale. Si precisa che questo primo passo è una risposta alla violazione degli impegni da parte del nemico e, se l’aggressione continuerà, saranno pianificate e adottate ulteriori misure per costringere il nemico a rispettare i propri obblighi”, ha dichiarato il quartier generale centrale Khatam al Anbiya in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato.

Trump: Meloni vuole tornare a essere amica degli Usa per avere consensi…

Roma, 20 giu. (askanews) – Giorgia Meloni “sta andando male in Italia in termini di popolarità” e ora, “dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare ad essere nostra amica per migliorare i suoi consensi. No, grazie!!!”. Lo ha scritto sul suo social Truth il presidente americano, Donald Trump, lanciando nuove accuse alla presidente del Consiglio italiano.

“La presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, mi ha chiesto più e più volte di fare una foto con me durante il vertice del G7 in Francia”, ha detto in apertura di post tornando sull’episodio Trump, che aveva in precedenza sottolineato che la premier italiana lo aveva “implorato” di scattare questa foto e che lui aveva provato “dispiacere” per lei.

“Sta andando male in Italia in termini di popolarità”, ha proseguito l’inquilino della Casa Bianca parlando di Meloni, “forse perché si è opposta agli Stati Uniti d’America, un Paese che ama davvero e protegge l’Italia, quando si è trattato di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare un’arma nucleare (ma, del resto, anche la NATO ha fatto lo stesso!)”.

“Non ci ha nemmeno permesso di utilizzare le piste di atterraggio o le basi aeree italiane, creando un notevole inconveniente logistico, e questo nonostante gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere l’Italia e gli altri cosiddetti alleati della NATO”, ha concluso Trump, “Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare ad essere nostra amica per migliorare i  suoi consensi. No, grazie!!!”.

No Tav, proteste a Chiomonte: scontri manifestanti-polizia

Milano, 20 giu. (askanews) – Nottata di tensione nell’area del cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione a Chiomonte, in Val di Susa. Secondo quanto riferito dall’edizione online de La Stampa, un gruppo di attivisti No Tav ha preso d’assalto le recinzioni che delimitano l’area protetta del cantiere in Val Clarea, scontrandosi con le forze dell’ordine presenti sul posto.

Stando alla ricostruzione riportata dal quotidiano torinese, i manifestanti si sono inizialmente concentrati al presidio dei Mulini per poi raggiungere la zona del cantiere attraverso i sentieri della valle. Alcune decine di attivisti, in parte con il volto coperto, hanno tentato di sfondare le grate e le recinzioni a protezione del cantiere lanciando pietre e altri oggetti contro gli agenti schierati a difesa dell’area. Le forze dell’ordine polizia hanno respinto i manifestanti servendosi di lacrimogeni e idranti.

Carburanti, il Codacons esorta: adeguare al ribasso i listini alla pompa

Milano, 20 giu. (askanews) – In un mese le quotazioni del petrolio hanno registrato un calo verticale di quasi il -24%, ma per gli automobilisti i vantaggi alla pompa, anche per effetto della riduzione del taglio delle accise, sono stati decisamente inferiori, creando una sproporzione che pesa ogni giorno sulla spesa per i rifornimenti di carburante. Lo afferma il Codacons, pronto ad iniziative legali a tutela degli automobilisti italiani.

Il 20 maggio scorso il Brent, indice di riferimento per il mercato europeo, chiudeva attorno ai 105 dollari al barile, mentre oggi le quotazioni si attestano sugli 80 dollari, con un crollo verticale del -23,8% – analizza il Codacons – Nello stesso periodo il prezzo medio del gasolio alla pompa è passato da 1,980 a 1,937 euro al litro, con un calo di appena il -2,2%, dato su cui però pesa anche la riduzione dello sconto fiscale sul diesel decisa dal governo, mentre il prezzo medio della benzina in un mese è sceso da 1,961 a 1,841 euro/litro, con un calo -6,1%.

Nonostante il petrolio non sia l’unica variabile che incide sui prezzi finali alla pompa, è evidente lo squilibrio che in questa fase sta interessando i listini dei carburanti, che come al solito salgono a velocità della luce quando aumenta il greggio, ma scendono troppo lentamente quando le quotazioni del petrolio calano. Per tale motivo il Codacons, “se non si registrerà una immediata e decisa riduzione dei prezzi ai distributori, è pronto a rivolgersi alle Procure della Repubblica e all’Antitrust affinché accertino eventuali fenomeni speculativi a danno dei consumatori”.

Iran, in Svizzera i negoziatori Usa e iraniani per primi colloqui

Roma, 20 giu. (askanews) – L’inviato statunitense Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi si incontrano oggi in Svizzera per i primi colloqui dopo l’intesa firmata nei giorni scorso, mentre il cessate il fuoco in Libano sembra rilanciare gli sforzi per trasformare un accordo provvisorio sulla guerra con l’Iran in un assetto regionale duraturo.

Israele e Hezbollah hanno concordato venerdì un cessate il fuoco in Libano, promettendo la fine dell’escalation dei combattimenti che aveva messo in dubbio i negoziati tra Stati Uniti e Iran, cruciali per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per la stabilizzazione delle forniture petrolifere.

Witkoff raggiunge in Svizzera Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, già presente sul posto, secondo Axios. Araqchi dovrebbe invece oggi, ha aggiunto il sito.

Incendio in un resort di Santo Domingo, muore una turista italiana

Roma, 20 giu. (askanews) – Le autorità di Santo Domingo hanno confermato all’ambasciatore d’Italia il decesso di una cittadina italiana coinvolta nell’incendio del resort in zona Bayahibe. In ospedale l’ambasciatore ha incontrato il marito della signora F.V. e gli ha offerto l’assistenza dell’ambasciata assieme agli incaricati del resort che stanno seguendo tutti gli altri italiani coinvolti nell’incendio.

La signora F.V. sarebbe stata colta da una crisi respiratoria mentre era in spiaggia, dove era accorsa assieme agli altri turisti per evacuare le stanze dell’hotel. Ha perso conoscenza inalando monossido di carbonio quando un’ondata di fumo proveniente dal sito incendiato l’ha investita. E’ stata trasportata in ospedale con un’auto privata. Continua l’opera di assistenza e di verifica sulla condizioni dei connazionali da parte dei funzionari diplomatici italiani. Il governo della Repubblica Dominicana ha inviato il capo della protezione civile e due ministri sul luogo del disastro; sono state tenute riunioni operative con l’ambasciata d’Italia e i responsabili del resort per garantire assistenza durante l’emergenza. Al momento non si registrano altre vittime legate direttamente o indirettamente all’incendio, sono in corso altre verifiche.

MotoGP, Ogura in pole a Brno davanti a Di Giannantonio

Roma, 20 giu. (askanews) – Ai Ogura sorprende ancora e conquista la pole position del Gran Premio della Repubblica Ceca di MotoGP sul circuito di Brno. Il pilota giapponese del team Trackhouse Aprilia abbassa ulteriormente il record della pista fermando il cronometro sull’1:51.139, un tempo straordinario che gli vale la prima posizione in griglia e conferma quanto di buono mostrato già nelle pre-qualifiche.

Per Ogura, al secondo anno nella classe regina, si tratta di un risultato storico. A 25 anni e 4 mesi diventa infatti il più giovane pilota giapponese a conquistare una pole position in MotoGP, superando il primato che apparteneva a Daijiro Kato. Il talento nipponico conferma così la crescita mostrata nel corso della stagione e regala ad Aprilia una partenza davanti a tutti in un weekend che potrebbe rivelarsi molto importante.

Accanto a lui in prima fila scatteranno due Ducati. Fabio Di Giannantonio conquista il secondo tempo, confermando l’ottimo stato di forma evidenziato nelle ultime uscite, mentre Francesco Bagnaia centra la sua migliore qualifica stagionale con il terzo crono. Il due volte campione del mondo ha mostrato segnali incoraggianti su un tracciato reso più veloce dal recente rifacimento dell’asfalto.

La seconda fila sarà aperta da Marco Bezzecchi, quarto e tra i protagonisti del fine settimana dopo il brillante venerdì. Alle sue spalle partirà Marc Marquez, costretto a ricostruire la propria qualifica dopo la cancellazione di un giro veloce per superamento dei limiti della pista. Sesto tempo per il sorprendente brasiliano Diogo Moreira, debuttante in MotoGP, autore di una prestazione di alto livello in sella alla Honda.

Completano le prime dieci posizioni Raul Fernandez, Pedro Acosta, Franco Morbidelli e Jorge Martin. Lo spagnolo, campione del mondo in carica, sarà chiamato a una gara in rimonta e dovrà inoltre scontare due long lap penalty per l’incidente provocato al via del Gran Premio d’Ungheria.

Nel pomeriggio è in programma la Sprint Race, mentre la gara lunga si disputerà domenica sul circuito ceco, con Ogura chiamato a difendere una pole conquistata con una prestazione destinata a entrare nella storia recente del tracciato di Brno.

Fratoianni: spazio per tutti c’è, non serve somma algebrica

Bologna, 20 giu. (askanews) – “C’è spazio per tutti”. Così il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni risponde a margine dell’incontro “Lavoro, il cuore della democrazia” alla Festa della Fiom-Cgil di Bologna sulla possibilità di includere il centro nel campo largo.

“Da un lato ci dicono ‘Non vi vedete, non vi riunite, non prendete un’iniziativa’, poi ci vediamo, ci riuniamo, prendiamo un’iniziativa e ci dicono ‘Ma manca quello’ – spiega Fratoianni -. Poi se c’era quello ci avrebbero detto ‘Ma manca quell’altro’ e così via fino all’infinito”.

Il centro “lo rispetto moltissimo, ma è fatto di tante iniziative – prosegue -. Quando ci sarà un indirizzo chiaro sapremo anche a chi mandare una proposta. La fase di scrittura del programma comincerà a settembre, ci sarà tempo per coinvolgere tutti coloro che hanno interesse a costruire un’alternativa”.

Ma avverte: “La somma algebrica non serve a niente. Quello che serve è la coesione di una proposta che abbia al centro un punto di riferimento, la Costituzione italiana. È arrivato il momento, invece che di provare a scassarla, di attuarla e rilanciarla”.

Spazi da non perdere, a Taurianova Festival dell’Infanzia

Roma, 20 giu. (askanews) – Creare tre spazi-gioco per bambini e famiglie in cui applicare un metodo educativo-pedagogico centrato sull’apprendimento tramite il gioco, le emozioni e le esperienze sensoriali. È stato l’obiettivo del progetto “Giochiamo a crescere”, selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che ha creato tre poli per l’infanzia a Reggio Calabria, Gioiosa Ionica e Taurianova, promuovendo contesti educativi inclusivi e partecipati a sostegno dello sviluppo dei più piccoli e del ruolo delle famiglie.

In particolare, a Taurianova, dall’8 al 10 maggio, si è svolto il Festival dell’Infanzia “Giochiamo a Crescere”, coinvolgendo bambini, famiglie, educatori, operatori sociali e istituzioni in tre giornate di gioco e confronto sui temi del benessere e dell’educazione condivisa.

Nel corso del Festival, scuole, servizi educativi e spazi pubblici si sono trasformati in luoghi di incontro e sperimentazione. Laboratori creativi, percorsi sensoriali, attività motorie, letture animate, esperienze musicali, educazione alimentare e attività legate alle emozioni hanno permesso ai bambini di apprendere attraverso il gioco, valorizzando curiosità, creatività e relazioni.

La partecipazione è stata significativa: con oltre 60 famiglie, per circa 150 bambini complessivamente coinvolti nelle attività. Sono stati realizzati 14 laboratori, calibrati sulle diverse fasce d’età e distribuiti nelle tre giornate.

Accanto alle attività per l’infanzia, il Festival ha dedicato spazio anche agli adulti con incontri su educazione emotiva, consapevolezza genitoriale e nutrizione pediatrica. Momenti di confronto che hanno favorito il dialogo tra famiglie e professionisti, rafforzando la rete educativa del territorio.

Importante anche il coinvolgimento della comunità locale: scuole, servizi, associazioni, Terzo Settore e amministrazione comunale hanno collaborato in un’ottica di comunità educante, a sostegno dei diritti dell’infanzia e delle famiglie.

Più che un evento, “Giochiamo a Crescere” si conferma uno spazio di comunità capace di generare relazioni, partecipazione e fiducia. Un’esperienza che lascia un patrimonio di competenze e legami e che ribadisce come investire sull’infanzia significhi investire sul futuro dei territori, attraverso una rete condivisa tra bambini, famiglie e istituzioni.

Italia-Usa, Salvini: non mi pento del sostegno a Trump



Roma, 20 giu. (askanews) – “Chi attacca il presidente del Consiglio attacca tutto il governo e attacca tutta l’Italia. Ciò ovviamente non compromette i rapporti fra due paesi amici, fra due popoli amici”. Così Matteo Salvini, parlando con i giornalisti a Milano.

A chi gli chiede se si sia pentito del suo sostegno a Trump, Salvini risponde che “non mi devo pentire, mi dolgo e mi pento. Mi pento e mi dolgo quando vado a confessarmi in chiesa”. Vi sentite ancora trumpiani? “Io mi sento italiano, sono vicepresidente del Consiglio e voglio avere buoni rapporti con tutti”.

Infine a chi gli chiede se parteciperà alla festa per il 4 luglio a villa Taverna, il vicepremier replica che “la mia agenda la faccio settimana per settimana, quindi le posso dire dove vado oggi pomeriggio, in Piazza San Carlo, e dove vado domani con mia figlia”.

Maria Grazia Spillantini, una vita a Cambridge per studiare le demenze

Roma, 20 giu. (askanews) – Maria Grazia Spillantini, neuroscienziata, studia le malattie degenerative del cervello da quasi quaranta anni in Gran Bretagna: è la protagonista del nuovo episodio di Italiane della Scienza”, un podcast della rubrica SGUARDI prodotta da askanews e ideata da Alessandra Quattrocchi.

Spillantini in un laboratorio di ricerca a Cambridge fece il dottorato con l’incoraggiamento di Rita Levi Montalcini, poi provò a tornare in Italia al CNR, dove si scontrò con il nepotismo, così tornò a Cambridge, all’università, per fare ricerca come voleva. Abbiamo parlato dell’ambiente accademico e della ricerca in Italia e dei suoi mali; dello Spillantini Lab e delle speranze per l’Alzheimer, il Parkison e la demenza fronte temporale.

Rita Levi Montalcini incoraggiava gli scienziati quando si può tornare in Italia. Lei a un certo punto ci ha provato al CNR; cos’è che non ha funzionato?

“Vengo da un paesino delle montagne. Non avevo santi in paradiso e sono arrivate altre persone che invece ne avevano molti e quindi il mio posto era ambito” racconta. “Rita ha provato a farmi andare da lei, ho ancora la lettera scritta di trasferimento. Però era in pensione, quindi non era possibile. E un giorno mi disse ‘Cara, cosa vuoi fare in questo ambiente?’ E a quel punto era come se mi desse la benedizione di fare quello che volevo. Scrissi immediatamente al CNR che dava le dimissioni. Tornai tre giorni dopo in Inghilterra, trovai un post da post-doc all’università di Cambridge e ora sono trent’anni che sono lì, prima da post-doc poi come lecturer, e dal 2007 come professore ordinario”.

Così l’Italia decenni fa ha perso un’altra ricercatrice che oggi a Cambridge guida il suo “Spillantini Lab” dove si fa ricerca su tutti i tipi di demenza; ha identificato il ruolo della sinonucleina che è componente dei depositi di proteine nei malati di Parkinson e di demenza con corpi di Lewy, ha identificato le mutazioni del gene MEPT come cause ereditarie della demenza fronte temporale.

“Ora sappiamo molto di più di quello che è associato con la malattia e quindi che cosa la causa” spiega. “Ancora non c’è una cura, però negli ultimi cinque anni sono stati fatti dei passi notevoli, e quindi si spera che qualcuno di tutti questi farmaci che sono testati al momento possa funzionare. E questi farmaci sono soprattutto indirizzati alla neuro patologia che causa la disfunzione cerebrale. Il meccanismo generale è lo stesso: ci sono delle proteine normalmente presenti nel nostro cervello, che a un certo punto non sappiamo per quale ragione in alcune persone iniziano a non andare più dove dovrebbero. Rimangono nel mezzo della cellula senza una direzione ben precis,a e quando si incontrano due che sono complementari, iniziano a formare dei piccoli aggregati. Probabilmente si formano sempre, solo che nel cervello dei giovani si possono degradare, quindi vanno e vengono, ma con l’età la capacità del nostro cervello di degradarli è molto, molto ridotta e quindi cominciano a reclutare quello che hanno intorno. Così vengono fuori le placche e questi aggregati più grandi che si possono poi vedere nel cervello dei pazienti, nelle placche dell’Alzheimer e i corpi di Lewy, nel Parkinson o altri nel motoneurone disease”.

Lo sforzo è dunque trovare delle medicine che blocchino la malattia. Anche quando si troveranno, “il problema” dice Spillantini “è soprattutto nelle forme che non sono ereditarie, quindi non sono prevedibili. Quindi è quello che si sta cercando di fare: capire qual è l’inizio per non aspettare quando ad esempio la persona o la persona con il Parkinson non si muove più bene; capire prima per evitare che ci sia questa diffusione di tutti questi aggregati nel cervello”.

Spillantini racconta anche la sua amicizia di giovane scienziata con Rita Levi Montalcini: “Ho un ricordo bellissimo, lei mi chiamò per una interview a Roma, cominciò subito a mettermi a mio agio e si mise al microscopio. Mi fece vedere come sezionare un embrione di pollo con l’ago. Cominciammo a parlare di tutto, della mia famiglia, del lavoro, cosa facevo a Firenze, e poi passavano delle persone nel corridoio e le salutava; da quel momento poi nacque una specie di profonda amicizia.” Nella sua esperienza al CNR ha incontrato, dice, un modo di fare ricerca molto diverso da quanto accade fuori Italia: “se tu vuoi fare ricerca non c’è bisogno di firmare il cartellino; vuoi andare a lavorare. Il problema è che alcuni esperimenti non finiscono alle cinque, alle sei; e quindi anche con altre ragazze saltavamo i cancelli per andare a mangiare la pizza e si ritornava indietro. E poi c’era un po’ di nepotismo. Per me alla fine andarmene è stato un bene. Ma io conosco tanti italiani che molto spesso non avevano qualche santo in paradiso e si sono ritrovati che l’unico modo per poter fare quello per cui avevano passione, era andare all’estero e solo così hanno avuto successo. Come si fa a cambiare in Italia non lo so. E poi è nel nostro carattere forse… siamo abituati così”.

“Italiane della scienza” è un podcast reperibile su tutte le piattaforme di streaming, sul canale YouTube di SGUARDI e nella sezione “SGUARDI” del sito di askanews.

Mondiali, Montella, "Questa Turchia meritava di più"

Roma, 20 giu. (askanews) – Delusione e orgoglio nelle parole di Vincenzo Montella dopo l’eliminazione della Turchia dal Mondiale 2026. La sconfitta per 1-0 contro il Paraguay, arrivata dopo il ko all’esordio con l’Australia, condanna la nazionale turca all’uscita anticipata dal torneo nonostante prestazioni giudicate positive dal commissario tecnico italiano.

Montella fatica a spiegare quanto accaduto nelle prime due gare del Gruppo D. “È davvero incredibile, arriviamo da due prestazioni di altissimo livello in cui abbiamo calciato 65 volte verso la porta senza riuscire a segnare e abbiamo concesso pochissimo agli avversari. Eppure quel poco che abbiamo concesso è stato trasformato in gol”, ha dichiarato il tecnico, sottolineando come una situazione del genere non gli fosse mai capitata in 35 anni di calcio.

Il Paraguay ha colpito dopo appena 64 secondi con Matias Galarza, trovando il vantaggio che ha deciso la sfida nonostante i 32 tentativi offensivi della Turchia. Un copione simile a quello dell’esordio contro l’Australia, quando la squadra di Montella aveva creato molto senza riuscire a concretizzare.

Il ct ha comunque difeso i suoi giocatori: “Non si può dire che sia mancato lo spirito, l’anima o la voglia di lottare. La squadra ha dato tutto fino all’ultimo secondo. Mi dispiace tantissimo per il popolo turco e soprattutto per i calciatori, perché hanno lasciato tutto sul campo”. Già nei giorni precedenti Montella aveva chiesto maggiore sostegno per una squadra giovane, invitando a non farsi condizionare dalle critiche dopo la sconfitta inaugurale.

La Turchia, tornata al Mondiale dopo 24 anni di assenza e accreditata alla vigilia come una delle possibili sorprese del torneo, chiude così anzitempo la propria avventura iridata. Resta da disputare l’ultima gara del girone contro gli Stati Uniti, ormai priva di effetti sulla qualificazione.

Mondiali di calcio: risultati, classifiche e calendario

Roma, 20 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia ed Erzegovina, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 Scozia-Marocco 0-1 20/06 Brasile-Haiti 3-0 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Brasile, Marocco 4, Scozia 3, Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 Turchia-Paraguay 0-1 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia, Paraguay 3, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 (Toronto): Germania-Costa d’Avorio ore 22 21/06 (Kansas City): Ecuador-Curaçao ore 02 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 0

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 (Houston): Olanda-Svezia ore 19 20/06 (Monterrey): Giappone-Tunisia ore 06 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Svezia 3, Olanda, Giappone 1, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 (Los Angeles): Belgio-Iran ore 21 22/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Egitto ore 03 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 (Atlanta): Spagna-Arabia Saudita ore 18 22/06 (Miami): Uruguay-Capo Verde ore 00 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 3, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 (New York): Argentina-Austria ore 21 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina, Austria 3, Giordania, Algeria 0

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Colombia 3, Portogallo, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 3, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Il nuovo Faust e il tramonto della politica

Faust nell’età dell’apparato

Ogni epoca inventa il proprio Faust. Il nostro non vive più nello studio oscuro del sapiente inquieto, tra libri, formule e desiderio di sapere. Abita i laboratori dell’innovazione, le piattaforme digitali, le architetture dell’intelligenza artificiale, i linguaggi dell’efficienza, della previsione, della prestazione.

Non firma più il patto con il sangue. Lo sottoscrive, più silenziosamente, ogni volta che rinuncia alla domanda sul senso; ogni volta che accetta che il possibile diventi automaticamente necessario; ogni volta che confonde il progresso con l’espansione illimitata della potenza.

Faust non è solo l’uomo che vuole conoscere. È l’uomo che non sopporta più la propria finitezza. Vuole oltrepassare ogni soglia, dominare l’enigma, sottrarre la vita al mistero. Non accetta che vi siano dimensioni dell’esistenza che chiedano contemplazione più che possesso, ascolto più che controllo, sapienza più che calcolo.

In questo senso, Faust è una figura permanente dell’Occidente: l’ombra di una civiltà che ha imparato a trasformare il mondo, ma che spesso ha smarrito la domanda decisiva: trasformarlo per che cosa? Per quale uomo? Verso quale forma di convivenza?

Il nostro tempo sembra aver ereditato da Faust non tanto la fame del sapere, quanto l’insofferenza verso la misura. Ogni fragilità appare come una disfunzione da correggere, ogni lentezza come un difetto del sistema, ogni mistero come un problema non ancora risolto.

Non demonizzare lo sviluppo tecnologico

Non si tratta di demonizzare lo sviluppo tecnologico. Esso cura, protegge, connette, salva vite, apre possibilità impensabili. Il problema non è lo strumento in sé, ma la sua mitizzazione: il momento in cui smette di servire l’uomo e comincia a presentarsi come destino; non ci aiuta più soltanto a vivere meglio, ma pretende di dirci che cosa sia una vita riuscita.

L’apparato diventa mito quando ciò che è misurabile appare più vero di ciò che non lo è. Quando legame, tenerezza, gratuità, memoria, coscienza, perdono e speranza diventano realtà secondarie, perché non interamente traducibili nel linguaggio della prestazione.

Qui si comprende la lucidità di Emanuele Severino. Nel suo pensiero, la tecnica non resta semplice mezzo: tende a diventare apparato dominante, forza che non serve più a scopi stabiliti altrove, ma impone il proprio fine, cioè realizzare tutto ciò che è possibile. Il nodo, allora, non riguarda solo la crisi dei partiti o l’impoverimento delle classi dirigenti. Riguarda la difficoltà crescente della politica a governare processi tecnico-economici che procedono secondo una logica propria.

La politica, nella sua forma più alta, dovrebbe essere il luogo in cui una comunità decide ciò che vale. Non solo ciò che conviene, funziona o produce consenso immediato. Dovrebbe interrogare il senso, ordinare i mezzi, riconoscere la misura, custodire il fragile, impedire che la potenza si trasformi in arbitrio.

Quando però rinuncia a questa funzione, resta amministrazione dell’esistente. Diventa gestione dell’apparato, manutenzione del mercato, adattamento a forze che non riesce più a orientare. Il tramonto della politica, allora, non è semplicemente il declino dei partiti: è la perdita della capacità collettiva di dire che cosa è giusto, umano, degno; e che cosa, invece, non lo è, anche se tecnicamente possibile.

Quando la tecnica diventa visione del mondo

In questo scenario, Faust e Severino si incontrano. Faust rappresenta il desiderio illimitato di oltrepassamento; Severino mostra il mondo in cui quel desiderio diventa struttura storica, apparato, destino. Il mito diventa sistema.

Papa Francesco ha chiamato questa dinamica “paradigma tecnocratico”. Non si tratta soltanto di avere molti strumenti a disposizione, ma di assumere una forma mentale: la realtà come materiale disponibile, il corpo come piattaforma modificabile, la società come sistema da ottimizzare, la persona come insieme di funzioni, dati, bisogni e prestazioni.

Questo paradigma non è neutro. Ogni dispositivo porta con sé una visione implicita dell’uomo. Una scuola pensata solo per misurare produce un certo tipo di studente. Una sanità governata solo da indicatori produce un certo tipo di cura. Una comunicazione modellata solo sull’immediatezza produce una parola più rapida, forse, ma spesso più povera.

Il nodo, dunque, non è solo tecnologico. È antropologico. La domanda non è quanta innovazione possiamo produrre, ma quale idea di persona stiamo silenziosamente costruendo attraverso i dispositivi che generiamo.

Se l’uomo viene pensato come macchina imperfetta, il sistema tenderà a correggerlo. Se viene pensato come consumatore, tenderà a prevederlo e orientarlo. Se viene pensato come dato, tenderà ad archiviarlo. Se viene pensato come prestazione, tenderà a selezionarlo. Ma se viene riconosciuto come persona, allora ogni apparato dovrà restare al suo posto: grande, prezioso, necessario, ma non sovrano.

È qui che il richiamo alla custodia dell’umano nel tempo dell’intelligenza artificiale assume un valore decisivo. Una potenza così ampia chiede un discernimento ancora più alto. Non basta domandarsi che cosa gli strumenti possano fare. Occorre chiedersi quale soggetto stiano formando, quale società stiano preparando, quale idea di libertà stiano imponendo.

Gli scarti della cultura dell’illimitato

L’innovazione assolutizzata alimenta una cultura dell’illimitato. Non sempre rumorosa o aggressiva: spesso elegante, seducente, razionale, vestita di neutralità. Promette efficienza, sicurezza, rapidità, personalizzazione, controllo. Ma sotto questa promessa può nascondersi una trasformazione inquietante: l’idea che tutto ciò che esiste debba essere reso disponibile, modificabile, prevedibile.

Il corpo diventa piattaforma. Il desiderio diventa dato. L’attenzione diventa mercato. Il lavoro diventa algoritmo. La relazione diventa interfaccia. La fragilità diventa errore.

Ma una civiltà incapace di riconciliarsi con la propria misura finisce per scaricare la propria durezza sui più fragili.

Perché la vulnerabilità non scompare: si sposta sui più deboli, su chi non tiene il ritmo, su chi non rende, su chi non può essere accelerato, potenziato, ottimizzato.

Ogni società che divinizza la prestazione finisce per generare scarti.

Qui Faust incontra i poveri, i malati, gli anziani, i disabili, i bambini, gli esclusi: tutti coloro che ricordano al mondo che la persona non vale perché è efficiente, ma perché porta in sé una dignità indisponibile. La loro presenza è una protesta silenziosa contro l’idolatria della potenza.

Ritrovare i fini, custodire l’umano

C’è allora una suggestione spirituale potente, che attraversa anche la Magnifica Humanitas di Leone XIV: da un lato Babele, l’uomo che costruisce verso l’alto per farsi un nome; dall’altro la via di Neemia, la pazienza di chi ricostruisce mura e legami, fino al Magnificat, il canto che rovescia la logica della supremazia e guarda la storia dal basso, dalla parte degli umili e degli affamati. Babele è l’immaginario del dominio. Il Magnificat è l’immaginario della grazia.

Nel tempo dell’innovazione mitizzata, questa opposizione diventa decisiva. Babele può oggi assumere la forma di una torre di dati, algoritmi, sistemi predittivi e poteri concentrati. Il Magnificat ricorda invece che la grandezza non coincide con il dominio, che il futuro non nasce dall’arroganza della potenza, ma dalla disponibilità di chi sa ricevere, custodire, generare.

La questione decisiva, allora, non è fermare il progresso. Sarebbe impossibile e ingiusto. La questione è sottrarlo al mito, ricondurlo alla misura dell’umano, riconsegnarlo a una promessa comune.

Serve una politica capace di non ridursi a gestione dell’apparato. Un’economia che non pieghi ogni innovazione alla sola logica del profitto. Una scuola che non formi soltanto operatori funzionali, ma coscienze capaci di discernimento. Una cultura che educhi alla profondità. Una spiritualità che ricordi all’uomo che non è Dio, e proprio per questo può restare umano.

Ritrovare una direzione significa tornare a porre domande elementari e immense: questa innovazione rende l’uomo più libero o più dipendente? Rafforza i legami o li sostituisce? Protegge i fragili o li rende invisibili? Aumenta la giustizia o concentra il potere? Serve la vita o la organizza fino a svuotarla?

Domande spirituali

Sono domande politiche, non tecniche. Domande spirituali, non solo procedurali. Nessun algoritmo può porle al posto nostro, perché riguardano il senso ultimo della convivenza.

Forse il nostro tempo ha bisogno di uscire dal sortilegio faustiano: non rinunciando al sapere, ma liberandolo dalla volontà di dominio; non rifiutando gli strumenti, ma impedendo loro di diventare religione; non esaltando il limite come condanna, ma riconoscendolo come soglia.

Il vero dramma del nostro tempo non è avere macchine troppo potenti. È avere domande troppo deboli. È possedere strumenti immensi e non sapere più per quale promessa usarli. È inseguire la supremazia mentre si perde la sapienza.

Per questo Faust ci riguarda ancora. Non come personaggio letterario, ma come figura della nostra inquietudine. E per questo il tramonto della politica non è una questione riservata ai filosofi: è la soglia del nostro presente.

Se la politica non torna a pensare i fini, se la cultura non torna a educare il desiderio, se la spiritualità non torna a custodire il cuore, l’apparato continuerà a crescere. Ma non è detto che, insieme a esso, maturi anche la nostra coscienza.

Il compito più urgente, forse, è proprio questo: diventare meno ossessionati dalla potenza e più capaci di responsabilità. Costruire sistemi intelligenti, certo, ma senza rinunciare a formare coscienze. E soprattutto smettere di chiedere alla macchina di salvarci dalla nostra finitezza, imparando ad abitarla senza disperazione.

Perché l’uomo non si salva diventando padrone di tutto. Si salva quando riconosce che la vita non è possesso, ma affidamento; non dominio, ma cura; non supremazia, ma relazione.

Longo, Moscati e Toniolo: tre vie al bene comune

Quando si accostano figure come Bartolo Longo, Giuseppe Moscati e Giuseppe Toniolo, si potrebbe cedere alla tentazione di leggerle separatamente: Longo come uomo della conversione e della devozione mariana, Moscati come medico santo, Toniolo come economista e pensatore sociale. Eppure, a uno sguardo più profondo, un filo unitario le attraversa: la capacità di trasformare la fede in responsabilità storica, cioè in opere, pensiero, scelte e servizio concreto alla persona.

Il tratto comune è chiaro: in loro la fede non diventa mai rifugio intimistico né semplice pratica religiosa. Al contrario, si fa presenza operosa dentro le contraddizioni del proprio tempo. E non era un tempo semplice: la modernità avanzava rapidamente, la questione sociale si aggravava, le povertà cambiavano volto, il rapporto tra Chiesa e società attraversava tensioni profonde. Ciascuno di loro, con vocazione diversa, seppe abitare quella stagione senza nostalgia, senza paura e senza ridurre il cristianesimo a presidio identitario. Lo vissero come forza propulsiva, capace di aprire strade, generare opere e ricomporre legami.

Longo: la pietà popolare non è evasione

Bartolo Longo è forse il caso più emblematico di una grazia capace di attraversare le fratture dell’esistenza e di trasformarle in principio di rinascita personale e sociale. La sua biografia è segnata da passaggi drammatici, da smarrimenti, da una ricerca inquieta che lo conduce lontano dalla fede e poi, radicalmente, a una vita nuova. Ma ciò che colpisce non è soltanto la conversione: è la forma che essa assume. Longo non si limita a tornare a Dio; sceglie di restituire socialmente la misericordia ricevuta. Accanto alla diffusione del Rosario e alla nascita del Santuario di Pompei, promuove opere educative e sociali, attenzione ai poveri, ai figli dei carcerati, ai più fragili. In lui la pietà popolare non è evasione: diventa motore di promozione umana.

Qui emerge un primo nodo, che lo lega agli altri due: tutti comprendono che la fede autentica possiede una forma pubblica, storica e relazionale. Non è un fatto privato nel senso riduttivo del termine, ma una sorgente che genera legami, istituzioni e responsabilità.

La carità competente di Giuseppe Moscati

Se Bartolo Longo mostra come la conversione possa diventare opera sociale, Giuseppe Moscati rivela in modo luminoso come la competenza professionale possa farsi carità intelligente. Moscati non è soltanto un medico buono: è un medico rigoroso, studioso, scientificamente autorevole, pienamente inserito nella ricerca e nella cura del suo tempo. La sua santità non contrappone fede e scienza, ma le custodisce in un’unità superiore: la scienza come strumento di servizio alla dignità della persona. È questo a renderlo moderno in senso pieno.

Nel suo stile di cura, il malato non è mai ridotto a caso clinico, a funzione biologica, a numero di reparto. In ogni paziente Moscati riconosce una storia, una sofferenza, una dignità inviolabile. Per questo la sua medicina è insieme clinica e umana, scientifica e spirituale. Non cede né al sentimentalismo né al tecnicismo: proprio in questa sintesi risiede la sua grandezza. In un’epoca come la nostra, nella quale il rischio della spersonalizzazione della cura è altissimo, Moscati appare come una figura profetica. Ci ricorda che il sapere professionale, se non è attraversato da un’etica della prossimità, può diventare freddo; ma anche che la generosità, senza competenza, rischia di restare inefficace.

Il legame con Longo e Toniolo diventa allora evidente: la fede, per essere credibile, deve generare mediazioni concrete. Non basta proclamare il bene; occorre dargli forma storica, renderlo visibile nelle istituzioni, nelle opere, nelle professioni e nelle relazioni sociali. In Longo questa mediazione prende corpo nell’educazione, nell’accoglienza dei più fragili e nella capacità di trasformare la devozione in promozione umana. In Moscati si esprime nella medicina come luogo di carità competente, dove la scienza non cancella il volto del malato, ma lo custodisce. In Toniolo passa attraverso il pensiero economico-sociale, l’elaborazione culturale e la costruzione di un ordine civile più umano, capace di rimettere al centro la persona, il lavoro, la famiglia e il bene comune.

Toniolo e la santità del pensiero sociale

Giuseppe Toniolo offre la terza dimensione di questo filo conduttore: quella della carità pensata, della fede che si fa cultura, analisi della società e proposta di un ordinamento più giusto. Comprende con straordinaria lucidità che non basta limitarsi agli effetti visibili della povertà; occorre interrogare le cause, i meccanismi economici, i modelli di sviluppo, il rapporto tra mercato, Stato, corpi intermedi, lavoro e famiglia. In lui la spiritualità non è separata dalla riflessione sociale: ne è la sorgente profonda.

La sua lezione resta decisiva perché anticipa un’intuizione fondamentale della migliore tradizione sociale cristiana: la comunità umana non si salva né con l’individualismo né con il collettivismo, ma attraverso una trama di relazioni, istituzioni e responsabilità orientate alla persona.

Toniolo vede che l’economia non è neutrale: produce effetti antropologici, educativi e morali. Per questo insiste sulla necessità di una cultura sociale capace di coniugare libertà e giustizia, iniziativa e solidarietà, efficienza e dignità. Il suo pensiero economico-politico nasce da questa convinzione: il mercato non può essere lasciato a se stesso, come se fosse un meccanismo impersonale e autosufficiente; deve essere inscritto in un ordine etico e sociale orientato al bene comune. Per Toniolo l’economia è sempre economia della persona e della comunità: riguarda il lavoro, la famiglia, i corpi intermedi, la partecipazione, la giustizia distributiva, la responsabilità delle istituzioni. In questo senso anticipa molte intuizioni della dottrina sociale contemporanea, perché comprende che un ordine sociale giusto non si costruisce né con l’individualismo liberista né con l’assorbimento statalista della persona, ma attraverso un equilibrio vivo tra libertà economica, solidarietà sociale e responsabilità politica.

Una santità immersa nella complessità

Se Bartolo Longo incarna la forza trasformativa della conversione e Giuseppe Moscati la santità della cura, Toniolo incarna la santità del pensiero sociale. Longo ci mostra che la fede può edificare luoghi; Moscati che può guarire corpi e anime ferite; Toniolo che può orientare strutture e processi storici. Tre percorsi diversi, un’unica logica: servire la persona perché in essa si riconosce un valore che viene prima di ogni utilità.

C’è poi un altro elemento, di grande importanza: la loro è una santità non evasiva. Nessuno dei tre fugge la complessità del proprio tempo, nessuno sceglie una spiritualità disincarnata. Tutti accettano la fatica della storia: la povertà materiale e morale, la malattia, le disuguaglianze, le tensioni culturali, i cambiamenti sociali. Questo li rende figure esemplari anche oggi, in una fase segnata da smarrimento e frammentazione. Essi testimoniano che alla crisi non si risponde con il cinismo né con la lamentazione, ma con vite capaci di generare senso, cura e opere.

Il filo che tiene uniti Bartolo Longo, Giuseppe Moscati e Giuseppe Toniolo può essere espresso così: la santità come forma alta di responsabilità civile. Non una santità separata dalla storia, ma immersa nelle sue ferite; non una fede ridotta a devozione privata, ma tradotta in cura, giustizia, cultura e promozione umana. In loro il Vangelo non appare come discorso astratto, ma come forza viva, capace di attraversare biografie, professioni, istituzioni e lacerazioni sociali.

Per questo continuano a parlarci. In tempi segnati da polarizzazioni, solitudini e impoverimenti, materiali e simbolici, queste tre figure ci consegnano una lezione comune: la fede matura non separa interiorità e storia, preghiera e azione, amore di Dio e servizio all’uomo. E ci ricordano che la vera grandezza spirituale non consiste nel sottrarsi al proprio tempo, ma nell’abitarlo con intelligenza, compassione e coraggio.

La corona del Rosario come simbolo unitario

Un passaggio ulteriore aiuta a comprendere meglio il nesso tra queste tre figure: il riferimento alla Madonna di Pompei. Attraverso Bartolo Longo, la devozione mariana introduce una dimensione decisiva, quella della mediazione spirituale che diventa forza storica. Nel suo significato più autentico, infatti, la devozione a Maria non allontana dal mondo, ma educa ad abitarlo con maggiore profondità evangelica. La corona del Rosario può così diventare una chiave simbolica per rileggere insieme Longo, Moscati e Toniolo. Come grani di una stessa corona, essi restano distinti, ma sono tenuti insieme da un unico filo: la fede che si traduce in responsabilità verso la persona e la vicenda comune.

In Bartolo Longo il Rosario si fa rinascita personale e opera sociale; in Giuseppe Moscati si fa prossimità verso il malato, delicatezza della cura, intelligenza della carità; in Giuseppe Toniolo si fa discernimento storico, pensiero sociale, ricerca di un ordine economico e civile più umano e giusto. Così la Madonna di Pompei non appare soltanto come il segno di una devozione, ma come il richiamo a una spiritualità incarnata, paziente, popolare e generativa, capace di unire preghiera e azione, interiorità e bene comune.

Verso il 2027: attualità di un’eredità

Questa prospettiva ha trovato una significativa conferma in un recente incontro tenutosi a Roma, promosso dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori insieme alle fondazioni, agli istituti, alle associazioni e alle realtà formative italiane che si richiamano al pensiero e all’eredità del Beato Giuseppe Toniolo. In quella sede è stata condivisa la decisione di avviare un percorso nazionale in vista del quindicesimo anniversario della beatificazione, che ricorrerà nel 2027.

Tra le scelte più rilevanti emerse dall’incontro vi è l’organizzazione di tre appuntamenti nazionali – uno al Nord, uno al Centro e uno al Sud del Paese – dedicati alla figura di Toniolo e alla sua attualità. Gli incontri intendono approfondire alcuni temi centrali della sua lezione: la pace, l’economia al servizio della persona, la dignità del lavoro, la responsabilità dei cattolici nella vita pubblica e la costruzione di un nuovo umanesimo nel tempo dell’intelligenza artificiale.

L’obiettivo non è soltanto commemorare Toniolo, ma rilanciarne il pensiero come bussola culturale, sociale ed ecclesiale per leggere le sfide del presente: guerre, nazionalismi, crisi del diritto internazionale e nuove disuguaglianze. Dentro questo cammino, l’appuntamento del Sud assume un valore particolare, perché consente di rileggere Toniolo accanto a Bartolo Longo e Giuseppe Moscati, come parte di una medesima responsabilità cristiana verso la storia.

Pompei e la civiltà della cura

Si comprende allora perché abbia senso celebrare insieme queste tre figure proprio al Sud e sotto lo sguardo della Madonna di Pompei. Non si tratta di una semplice coincidenza geografica, né di un accostamento devozionale. Pompei, nella vicenda di Bartolo Longo, non è soltanto un santuario: è il segno di una fede capace di rifare il tessuto umano di un territorio. Là dove vi erano povertà, marginalità, abbandono educativo e ferite sociali, la preghiera non si è chiusa in se stessa, ma ha generato opere, accoglienza, istruzione e promozione umana. Per questo Pompei può essere letta come una grande parabola meridionale: il luogo in cui il Rosario diventa linguaggio di riscatto e la devozione mariana si fa responsabilità verso la storia.

In questa luce, Longo, Moscati e Toniolo non vengono accostati per omogeneità biografica, ma perché rappresentano tre risposte necessarie alle domande profonde del Mezzogiorno e, più in generale, del nostro tempo. Longo mostra che nessuna vita è definitivamente perduta e che la conversione può diventare opera sociale. Moscati ricorda che il Sud ferito ha bisogno di una cura competente, umana, non burocratica, capace di vedere nel malato non un numero, ma un volto. Toniolo offre il pensiero necessario perché la carità non resti gesto episodico, ma diventi cultura sociale, ordinamento, responsabilità istituzionale, bene comune. Il Sud, infatti, non ha bisogno soltanto di consolazione; ha bisogno di mediazioni forti: educative, sanitarie, economiche, comunitarie e spirituali.

Maria rimanda alla vita degli uomini

Ecco perché la Madonna di Pompei può diventare la chiave più alta di questa celebrazione. Maria non trattiene a sé, ma rimanda alla vita concreta degli uomini; non sottrae alla storia, ma insegna ad attraversarla con fede, pazienza e coraggio. La corona del Rosario, in questo senso, non è soltanto un oggetto di pietà: è l’immagine di un popolo che tiene insieme ferite e speranze, dolori e responsabilità. Ogni grano può richiamare una forma della santità: la conversione che edifica, la cura che consola e guarisce, il pensiero sociale che orienta la convivenza. Il filo che li unisce è lo stesso: una fede che non evade, ma genera vita, opere e futuro.

Per questo celebrare Longo, Moscati e Toniolo al Sud, davanti alla Madonna di Pompei, significa affermare che la spiritualità cristiana non è estranea alla costruzione della città. Al contrario, quando è autentica, diventa una forza mite e tenace di rigenerazione. Pompei dice che anche dalle periferie, dalle terre segnate da fragilità antiche e nuove, può nascere una civiltà della cura, della giustizia e del bene comune. E forse proprio il Sud, con le sue contraddizioni e la sua sete di riscatto, può comprendere meglio questa lezione: non basta pregare senza costruire, non basta costruire senza curare, non basta curare senza pensare le cause profonde della sofferenza sociale.

 

Pompei, Sala Marianna De Fusco, 18 giugno 2026 – «Curare, educare e costruire». Fede e bene comune nel pensiero e nelle opere di Bartolo Longo, Giuseppe Moscati e Giuseppe Toniolo.

De Toni, dall’ingegneria alla «città felice». E il caos? Talvolta inibisce anche lui

Un ingegnere attento alla filosofia, un uomo delle istituzioni senza paura della complessità, un cattolico con le radici nel popolarismo sturziano, ma senza aver vissuto l’esperienza democristiana: tutto questo illumina il tratto originale di un percorso, privato e pubblico, che si snoda lungo l’asse di un impegno consapevolmente indirizzato ad affrontare le sfide della vita. In filigrana compare l’Italia com’era un tempo (povera, soprattutto nel nordest ancora preindustriale) e come invece si presenta oggi, fiorente nonostante le carenze di una classe dirigente povera di storia e di cultura politica, ostaggio delle semplificazioni imposte dal bipolarismo.

Un ingegnere prestato alla complessità

Alberto Felice De Toni arriva in libreria con Una vita surfando sull’orlo del caos (Guerini e Associati), poco meno di duecento pagine in cui un settantunenne di Curtarolo, in provincia di Padova, ripercorre il tragitto che lo ha portato dalle difficili condizioni del secondo dopoguerra veneto alla guida del capoluogo friulano. Ma chi conosce il suo iter accademico sa che il titolo non è una semplice metafora letteraria: l’“orlo del caos” è il filo conduttore di una produzione scientifica che De Toni costruisce da vent’anni, da Prede o ragni (2005) a Visione evolutiva (2010), fino a In equilibrio dinamico all’orlo del caos (2020) — una vera e propria scuola di pensiero sulla gestione della complessità applicata alle organizzazion (e virtualmente estesa alla politica, sebbene alla politica nutrita di sogni e di speranza).

Dalla cattedra al municipio

Ingegnere chimico, ricercatore e poi ordinario a Udine, preside di Facoltà, rettore dell’ateneo friulano dal 2013 al 2019 (anno in cui organizza il G7 University), segretario generale della Fondazione CRUI fino al 2021: il libro racconta questa traiettoria come la costruzione progressiva di un metodo, prima che come una carriera. È il passaggio, quasi naturale per la tradizione cittadina, dal rettorato alla politica attiva che nel 2023 lo porta a sindaco di Udine.

Surfare la politica: tra ordine e disordine

È qui che la teoria diventa pratica di governo. De Toni guida una coalizione di centrosinistra ampia ed eterogenea con una “maggioranza a geometria variabile”, come ama sottolineare nei suoi discorsi: troppo ordine, spiega, trasformerebbe la coalizione in una caserma; troppo disordine, in una Babilonia. Il fine dichiarato non è l’amministrazione ordinaria ma la “felicità pubblica”, un paradigma che lui considera essenziale per dare forma e concretezza a un nuovo riformismo comunitario. È un punto su cui vale la pena soffermarsi: la sintesi tra rigore tecnico-scientifico e afflato comunitario richiama, pur in un contesto laico e civico, le categorie fondamentali del pensiero sociale cristiano in ordine alla promozione del bene comune. 

Di lui è stato detto che ha sempre mostrato la capacità di “trasferire entusiasmo a tutti” (Gaetano Manfredi). Peccato che questo entusiasmo non arrivi a motivarlo come artefice a pieno titolo della rigenerazione del cattolicesimo democratico italiano. Evidentemente la scienza della complessità espone i suoi limiti – per quanto lo riguarda – di fronte alla macroscopica frantumazione di un mondo politico e intellettuale che pure rappresenta il filone più ricco e interessante del riformismo di governo del secondo Novecento. Purtroppo anche De Toni, una volta tanto, ha paura del caos.

Annalisa, tra eros e teologia: una hit estiva parla di grazia e trasgressione

Fra le matrici culturali del libertinismo vi è quella teologica. Paradossalmente, la stessa del puritanesimo (si guardi in proposito agli studi del compianto Giulio Giorello e di Pietro Adamo): la concezione protestante della salvezza “per grazia soltanto”. Provo a volgarizzare il percorso logico: se la salvezza non dipende dai nostri comportamenti, bensì solo dall’amore e dalla misericordia indicibili e senza prezzo del Signore, possiamo godere delle gioie della vita e dei piaceri naturali senza troppe inibizioni e senza sensi di colpa.

La cantautrice Annalisa, dunque, nel brano Canzone estiva, davvero attinge a un «pensiero non cattolico». Ella, poi, non canta “sei il mio sogno erotico”, ma «sei nel mio sogno erotico». Non un’infatuazione superficiale e solo carnale, come pure l’aggettivo “erotico” potrebbe suggerire; piuttosto “mi sei dentro, sei nella mia vita, almeno in quella notturna e onirica, brucio di passione per te” e sarei disposta a stravolgere la mia esistenza.

A proposito di discorsi teologici, nella minuscola comunità metodista del mio paesino d’origine (Palombaro), non mancavano (lo segnalavo proprio al professor Pietro Adamo) accenti blasfemi, e non solo per irridere alla tradizione cattolica. Qui situerei un altro passaggio del brano di Annalisa: «Mi vuoi più suora o pornodiva?».

Insomma, ha proprio ragione la showgirl, che dà prova anche in ciò di padroneggiare mirabilmente il senso del paradosso: a dispetto del titolo, «questa non è una canzone estiva».

Mondiali di calcio: risultati, classifiche e calendario

Roma, 19 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia ed Erzegovina, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 (Boston): Scozia-Marocco ore 00 20/06 (Philadelphia): Brasile-Haiti ore 03 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Scozia 3, Brasile, Marocco 1 Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 (San Francisco): Turchia-Paraguay ore 06 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia 3, Paraguay, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 (Toronto): Germania-Costa d’Avorio ore 22 21/06 (Kansas City): Ecuador-Curaçao ore 02 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 0

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 (Houston): Olanda-Svezia ore 19 20/06 (Monterrey): Giappone-Tunisia ore 06 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Svezia 3, Olanda, Giappone 1, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 (Los Angeles): Belgio-Iran ore 21 22/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Egitto ore 03 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 (Atlanta): Spagna-Arabia Saudita ore 18 22/06 (Miami): Uruguay-Capo Verde ore 00 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 3, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 (New York): Argentina-Austria ore 21 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina, Austria 3, Giordania, Algeria 0

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Colombia 3, Portogallo, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 3, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Dal 27 giugno è "Rio Dreams, il carnevale dell’estate ai Tucul"

Roma, 19 giu. (askanews) – Ad ognuno il suo! Accontentare tutti non è impresa facile, ma neppure impossibile. Arriva la quarta edizione della rassegna estiva multidisciplinare che in un solo luogo unisce musica, teatro, comicità, illusionismo, cinema e cultura pop, che vedrà sul palco a ferragosto l’attesissimo concerto di Michele Zarrillo. C’è un’arte per ogni sensibilità con “Rio Dreams, il carnevale dell’estate ai Tucul”, la kermesse ideata dal Direttore artistico Daniele Micelli, che nell’omonimo villaggio di Tor San Lorenzo, nel comune di Ardea (RM) si prepara dal 27 giugno e fino al 30 agosto 2026 a dare vita ad un ricco cartellone di eventi con un focus ben preciso: inclusione, condivisione, accessibilità. Non solo serate di intrattenimento sotto le stelle ma un programma fitto di esperienze a portata di mano.

Cultura, animazione, spettacoli, giochi per una estate senza confini, senza barriere e con oltre 60 giorni dedicati al divertimento e alle emozioni formato famiglia, e non solo. Attività diurne, come baby show, schiuma party, laboratori di magia, cinema all’aperto, experience con dinosauri animatronic, cacce al tesoro, campagne di educazione e gioco per gli amici a quattro zampe, lasciano il posto alle stelle che, non solo brilleranno nel cielo, ma anche sul palco, grazie ad alcuni grandi nomi dello spettacolo italiano, tra cui: Icaro (tributo a Renato Zero 11 luglio), Davide Spada (Show di magia 16 luglio), Pippo Franco (spettacolo 18 luglio), Experience K – Pop (tributo a Demon Hunters 30 luglio). E ancora il 31 luglio grande evento musicale con Maurizio Mattioli, Alberto Laurenti e I Rumba de Mar nello spettacolo “Da Carosone a Califano”, mentre l’1 agosto sul palco notte cabaret con Enzo Salvi e Valentina Paoletti, opening Antonio Delle Donne.

Ma non è finita. 8 agosto Gran galà della Magia con Mago Lupis, Laura De Paulis, Mirko Menegatti, Ernesto Planas, Kay La Ferrera, The Phobias, 11 agosto Commedia “Vacanze Rumene” con Christian Generosi, Fabrizio Gaetani, Mauro Bellisario, 13 agosto cabaret con Antonello Costa, 15 agosto grande attesa per il concerto di Michele Zarrillo, ed inoltre live show con l’imitatore Gigi Vigliani (17 agosto), Jackson One (tributo a Michael Jakcson 18 agosto) e tanti altri appuntamenti da non perdere, come gli spettacoli pirotecnici a cura di Pirotecnica Agretto e la sfilata dei carri allegorici a tema Rio de Janeiro con la partecipazione dei Tierra Brasil’s.

Nato, i 75 anni di JFC Naples: Mediterraneo resta centrale

Napoli, 19 giu. (askanews) – L’Alleanza Atlantica ebbe una nascita difficile. Anche con l’evidenza di una minaccia comune tangibile – l’espansionismo sovietico – non era facile superare vecchi pregiudizi tra nazioni che in alcuni casi erano state nemiche durante il secondo conflitto mondiale. E tuttavia ci si riuscì e uno dei risultati fu la creazione del Joint Force Command (JFC) Naples. Proprio di questo comando a Lago Patria, Napoli, si sono festeggiati i 75 anni Presente il generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della difesa, Francois-Maire Gougeon, Deputy Assistant Secretary General for Defence Policy and Planning della Nato e l’ammiraglio George M. Wikoff, della marina degli Stati Uniti, che oltre a JFC Naples, comanda le forze navali Usa in Europa e le forze navali Usa in Africa.

L’Italia e la città di Napoli hanno accolto Wikoff alcuni mesi fa, quando succedeva all’ammiraglio Usa Stuart Benjamin Munsch.

Come è stata l’accoglienza e il rapporto con il Paese ospitante?, gli chiediamo. “Ho vissuto in molte parti del mondo e svolto diversi incarichi all’estero. Posso dire che ciò che rende unica questa area è lo spirito della comunità napoletana, il supporto che offre a questo comando e le relazioni che riusciamo a costruire. Ho avuto l’opportunità di incontrare studenti, rappresentanti religiosi e autorità civili. Sento davvero che il team di JFC Naples fa parte della comunità locale, ed è una relazione molto speciale di cui sono entusiasta”, dice.

Durante l’evento importanti momenti come il ricordo dei caduti con la deposizione di una corona, uno spettacolare lancio con le bandiere del comando, della Nato e dell’Italia, e anche un annullo filatelico commemorativo di Poste Italiane.

L’Alleanza sta davvero cambiando. Noto è che il successore di Wikoff non sarà più americano, ma italiano.

“Ci sono 32 nazioni coinvolte nell’Alleanza, ed è un’alleanza molto forte. Come ho detto, è l’insieme delle nazioni che fa la forza. Non si tratta di un singolo Paese, ma del contributo collettivo. Sono assolutamente fiducioso che, con una leadership italiana in questo comando, fortemente concentrata sull’importanza del fianco sud e sud-orientale, il comando continuerà a prosperare e a operare con successo”, spiega.

Gli chiediamo da stratega militare americano, come valuta l’importanza strategica del Mediterraneo e il futuro ruolo di JFCNaples.

“Il fatto che questo comando sia rimasto nello stesso luogo per 75 anni dimostra chiaramente l’importanza del Mediterraneo e delle nazioni che si affacciano su entrambe le sue sponde. Evidenzia anche quanto sia cruciale la stabilità in questa regione. Sono molto fiducioso per il futuro del comando, che continuerà a svolgere la sua missione di deterrenza e difesa, creando al tempo stesso le condizioni per la stabilità nei Paesi membri della NATO e contribuendo a proteggere il nostro fianco sud”, dichiara.

Le parole dell’ammiraglio Wikoff restituiscono l’immagine di un comando che, pur evolvendo in un contesto geopolitico “dinamico”, resta ancorato a due pilastri fondamentali: la cooperazione tra alleati e il radicamento nel territorio che lo ospita. Napoli, in questo senso, non è solo una sede operativa, ma parte integrante della proiezione strategica della NATO nel Mediterraneo.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

Centrosinistra, i leader Pd-M5s-Avs cantano sul palco insieme "Bella ciao"

Bologna, 19 giu. (askanews) – La campagna elettorale del campo largo parte da Bologna. Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni salgono insieme sul palco della Festa della Fiom-Cgil per l’incontro “Lavoro, il cuore della democrazia” e aggiungono un tassello al percorso dell’alleanza progressista.

Il messaggio è unitario: aperti ad altre forze, ma non è questione di sigle o di incontri di vertice. “Bisogna parlare con le persone, costruire il programma tra la gente”, ripetono i leader. Da settembre si parte con la scrittura comune delle proposte, dal salario minimo allo “sblocca stipendi”, dalla sanità ai diritti.

L’impegno, preso pubblicamente da Schlein, è chiaro: “Non faremo mai più il regalo alla destra di andare divisi”. Conte guarda alle nuove forze civiche “che vengono dal basso”, Fratoianni chiede “ambizione” per un’alternativa che “cambi tutto”.

A chiudere la serata, i tre leader insieme sul palco cantano Bella ciao con la platea della Fiom. La campagna è ufficialmente aperta.

Italia-Usa, Schlein: attacchi Trump a Meloni inaccettabili, destra apra occhi

Bologna, 19 giu. (askanews) – “Gli attacchi del presidente Trump alla presidente del Consiglio Meloni sono inaccettabili, da respingere con forza. Noi non accettiamo attacchi né insulti rivolti al governo del nostro Paese e continueremo a difendere le istituzioni italiane”. Lo ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, a Bologna per un’iniziativa del campo largo alla Festa della Fiom-Cgil.

“Ci aspettiamo però che lo faccia, e cominci a farlo di più, anche la destra di questo Paese e che capisca quanto è stata sbagliata la strategia di un atteggiamento remissivo verso Trump e questa amministrazione americana – ha aggiunto Schlein -. Un atteggiamento che non solo non ha portato risultati, ma che ha danneggiato l’interesse nazionale. Si è visto sui dazi, si è visto sulla spesa militare al 5%, si è visto sulle guerre illegali volute da Trump e Netanyahu”.

Per la leader dem “dopo il deprecabile episodio di oggi questo governo e questa destra devono finalmente aprire gli occhi sul fatto che quella strategia è stata fallimentare. Serve tutt’altro approccio nella politica estera di questo Paese”.

FII Priority Europe 2026, Lepore: orgogliosi di essere parte

Roma, 19 giu. – Roma si conferma in questi giorni una piattaforma di dialogo globale, capace di riunire istituzioni, investitori, rappresentanti del mondo economico e protagonisti dell’innovazione in un confronto sulle grandi traiettorie di sviluppo dei prossimi anni. In un contesto internazionale di primo piano, con la presenza di ministri, capi di Stato, leader globali e oltre mille partecipanti provenienti da diversi Paesi, MS Desk ha preso parte al FII PRIORITY Europe 2026 Summit, promosso con il sostegno dell’Arabia Saudita e del Public Investment Fund. Un appuntamento che guarda al futuro dell’Europa, alla sua capacità di attrarre capitali, rafforzare relazioni strategiche e contribuire a modelli di crescita più sostenibili, competitivi e condivisi. A margine dell’evento, l’Avv. Giuseppe Lepore, Presidente di MS Desk Italy, ha dichiarato:

“Siamo fieri, come MS Desk, di essere presenti in questo contesto internazionale e in un evento che vede riuniti rappresentanti ai massimi livelli. Ringraziamo l’Arabia Saudita e il Fondo PIF per aver organizzato e sostenuto questa importante occasione di confronto. Siamo qui per raccogliere e condividere prospettive, guardando al ruolo che l’Europa e i Paesi partner potranno avere nei prossimi anni nella costruzione di nuove opportunità di crescita, investimento e sviluppo sostenibile. Occasioni come questa sono fondamentali per rafforzare il dialogo tra sistemi economici, istituzioni e attori internazionali”.

Taser, Antigone: sette morti dall’introduzione in Italia

Milano, 19 giu. (askanews) – Almeno sette persone sono morte in Italia dopo essere state colpite dal taser da quando il dispositivo è entrato stabilmente nelle dotazioni delle forze di polizia nel marzo del 2022. È uno dei dati evidenziati nel rapporto “Taser in Italia. Storia, controversie e rischi della pistola a impulsi elettrici” presentato a Roma da Antigone.

L’associazione sostiene che la definizione di arma “meno letale” rischi di essere fuorviante e richiama l’attenzione sui possibili effetti sanitari derivanti dall’impiego del dispositivo, soprattutto nei confronti di persone in condizioni di fragilità psicologica o sotto l’effetto di sostanze.

Secondo il dossier, quattro dei sette decessi censiti si sono verificati nel solo 2025. Antigone sottolinea inoltre come in numerosi casi le vittime fossero soggetti con problemi psichiatrici o dipendenze, categorie per le quali diversi organismi internazionali raccomandano particolare cautela.

Il rapporto ricorda anche che negli Stati Uniti un’inchiesta dell’agenzia Reuters ha documentato oltre mille decessi associati all’uso del taser, mentre studi indipendenti hanno evidenziato possibili rischi di aritmie cardiache e fibrillazione ventricolare.

Alla luce di questi elementi, Antigone chiede una sospensione cautelativa dell’utilizzo del dispositivo fino alla realizzazione di studi scientifici indipendenti che ne certifichino la sicurezza e l’istituzione di una commissione scientifica permanente incaricata di monitorarne gli effetti.

Missione Baltica: l’Ordine di Malta rafforza i legami per la pace

Roma, 19 giu. (askanews) – Diplomazia umanitaria e cooperazione internazionale. Si è conclusa la missione ufficiale del Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, Fra’ John T. Dunlap, nei Paesi Baltici. Un viaggio tra Lituania, Lettonia ed Estonia – che ha segnato un importante passo avanti nel rafforzamento dei rapporti bilaterali tra l’Ordine e le istituzioni locali. Il fulcro della visita è stato il dialogo sulla pace e la gestione delle crisi globali, con uno sguardo particolare al conflitto in Ucraina.

In Lituania, la missione si è aperta all’insegna della spiritualità con l’inaugurazione del 6° Congresso Apostolico Mondiale sulla Misericordia a Vilnius. Qui, il Gran Maestro ha incontrato il Presidente Gitanas Naus da, ribadendo l’importanza della carità e del volontariato: una rete, quella lituana, che conta oltre 2.000 persone impegnate quotidianamente al servizio dei più fragili.

In Lettonia, la visita ha assunto un valore storico, celebrando i trent’anni di relazioni diplomatiche. Nei colloqui istituzionali con il Presidente Edgars Rink vi s, è emersa la volontà comune di ampliare il raggio d’azione dell’Ordine, non solo in campo assistenziale ma anche nella gestione dei rifugiati, consolidando strutture d’eccellenza come il centro diurno “Sarah’s Garden” per pazienti affetti da demenza.

Infine, l’Estonia. A Tallinn, il momento chiave è stato la firma di un nuovo Accordo di Cooperazione con il Ministero degli Esteri. Un’intesa che apre la strada a progetti comuni per il sociale e la protezione dei civili, supportata dall’attività quotidiana di centinaia di volontari che lavorano, tra l’altro, per contrastare l’isolamento degli anziani.

Questo viaggio non ha solo riaffermato il ruolo storico dell’Ordine di Malta, ma ne ha proiettato la missione verso il futuro, attraverso la creazione di una nuova Delegazione degli Stati Baltici, ponte ideale tra fede, assistenza e impegno civile nel cuore dell’Europa.

Italia-Usa, Sanchez: solidarietà a Meloni, attacco inqualificabile

Bruxelles, 19 giu. (askanews) – “Tutta la mia solidarietà” alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L’ha espressa il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez interpellato durante la conferenza stampa finale al termine del consiglio europeo.

Sanchez ha detto di aver espresso “pubblicamente” la solidarietà “rispondendo alla domanda” in conferenza stampa ma, ha aggiunto, “anche in privato durante il Consiglio europeo le ho trasmesso la mia solidarietà di fronte a questo attacco che non è né politico né personale, non saprei come qualificarlo”.

Nucleare, Sogin incontra canadese Candu: focus su nuove tecnologie

Roma, 19 giu. (askanews) – Gian Luca Artizzu, amministratore delegato di Sogin, la società pubblica incaricata del decommissioning degli impianti nucleari italiani, ha ricevuto Todd Smith, vicepresidente Marketing & business development di Candu Energy, società canadese del gruppo AtkinsRéalis, specializzata nella costruzione di reattori nucleari.

La riunione, avvenuta alla presenza di Patrizia Giuliotti, Delegata commerciale dell’ambasciata del Canada in Italia, “è stata un’occasione di confronto e di scambio di informazioni su temi legati all’innovazione e alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie nel settore nucleare”, spiega Sogin.

“Particolare attenzione è stata dedicata alle competenze tecniche e ingegneristiche nella gestione dell’intero ciclo nucleare, ambito nel quale Sogin rappresenta un’eccellenza grazie all’esperienza maturata nelle attività di decommissioning degli impianti nucleari italiani e nella gestione dei materiali radioattivi”.

Sogin e Candu hanno espresso “la reciproca volontà di mantenere aperto il confronto e di esplorare possibili future opportunità di collaborazione nei campi dell’ingegneria avanzata, dell’innovazione tecnologica, della gestione dei materiali nucleari e della formazione specialistica”.

L. elettorale, stop commissione fino a lunedì, ok a prerogative capo Stato

Roma, 19 giu. (askanews) – Comincia a prendere forma l’impianto della riforma elettorale proporzionale del centrodestra anche se la commissione Affari costituzionali della Camera che sta esaminando il testo si fermerà fino a lunedì sera, forse anche martedì mattina, per via della questione di fiducia posta dal governo al decreto Casa.

Tra ieri e oggi sono stati approvati tre emendamenti della maggioranza messi a punto per venire incontro ai dubbi di costituzionalità: il primo riguardava la rappresentanza nelle regioni Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, il secondo sulle liste circoscrizionali plurime. L’emendamento chiarisce che “il premio di governabilità è assegnato, nelle diverse circoscrizioni, a liste circoscrizionali appositamente presentate per un totale di settanta seggi complessivi” alla Camera e “trentacinque seggi complessivi” al Senato.

Infine questa mattina è stato approvato l’emendamento che garantisce le prerogative del capo dello Stato anche se la legge prevede l’indicazione del premier nel programma elettorale. Un principio difeso da tutta la maggioranza e anche dalla ministra delle Riforme Casellati che è intervenuta nel corso dei lavori in commissione: Il capo dello Stato mantiene la sua “autonomia” assicura la ministra “è una questione di chiarezza nei confronti dei cittadini, ma questo non significa che ci sia un obbligo da parte del presidente della Repubblica”.

Le opposizioni invece hanno votato compattamente contro e sollevato dubbi su questa previsione: “La destra forza la mano fino ad aggirare la Costituzione. In questo modo la figura del Presidente della Repubblica viene messa da parte, umiliata”, ha osservato Filiberto Zaratti di Avs.

Resta da votare poi un altro emendamento di maggioranza che introduce l’obbligo di doppia candidatura: ossia “ai fini dell’attribuzione del premio di governabilità il candidato nelle liste circoscrizionali è tenuto a candidarsi in almeno uno dei collegi plurinominali della circoscrizione in cui è stata presentata” la sua lista “in una delle liste ad essa collegate”.

Per mantenere l’impegno ad andare in aula entro il 26 giugno l’ufficio di presidenza ha stabilito un “contingentamento” degli interventi in dichiarazione di voto e questo ha suscitato le critiche delle opposizioni (e anche alcune tensioni nel corso del dibattito di ieri) che ora chiedono al Presidente della Camera Lorenzo Fontana di spostare il calendario della legge elettorale a metà luglio. In ogni caso i voti sono proseguiti a rilento e sono ancora centinaia le proposte di modifica da votare. I relatori di maggioranza hanno chiesto l’accantonamento degli emendamenti sulle preferenze, tema oggetto di una “sfida” interna al centrodestra con Fdi e Nm determinati a ripresentare il tema in aula. L’impressione delle opposizioni è che proprio per evitare un voto in commissione sulle preferenze la settimana prossima il Presidente Nazario Pagano imporrà la “tagliola” sugli emendamenti e porterà il ddl Bignami puntuale in assemblea entro venerdì anche se all’inizio della prossima settimana si dovrebbe riunire una nuova conferenza dei capigruppo. Di fatto, insomma, i giorni per l’esame in commissione si sono ridotti ormai a poco più di due.

Al via il format The Visionary Exchange

Milano, 19 giu. (askanews) – Le aziende e i brand di successo individuano tra gli obiettivi principali un orizzonte chiaro: comprendere come cambiano le persone. E con esse le loro aspettative, le loro modalità di acquisto e tante altre abitudini correlate. Con questa idea nasce The Visionary Exchange, il nuovo format ideato da Scalapay, piattaforma leader del Buy Now, Pay Later nel Sud Europa, che ha riunito leader, manager ed esperti provenienti dal mondo del retail, della moda, del travel e della cultura. “Con The Visionary Exchange vogliamo creare un appuntamento fisso con professionisti e grandi brand di settore in cui scambiare opinioni su achievement personali, che poi possono avere anche un impatto nelle carriere professionali. Il core, comunque, resta quello di creare un luogo in cui si possono togliere un po’ gli abiti di tutti i giorni ed essere autentici” ha dichiarato Luca Scelsa, CFO di Scalapay. Una prima edizione tenutasi a Milano che ha coinvolto tantissimi rappresentanti dei player più importanti della scena mondiale. In un contesto informale, ma non per questo meno performante.

“Il percorso che ci porta al risultato è proprio quello che ci fa capire come trovare nuovi risultati e nuovi successi. Senza quel percorso rimarremmo statici, senza trovare nuove innovazioni nel futuro” ha aggiunto Andrea Colaianni, Luxury Expert ex LVMH and Kering. Scalapay ha voluto creare uno spazio di confronto e di discussione. Dove poter mettere a terra idee e piani di sviluppo. Dove poter dare risposte alle richieste più attuali. Una indicazione generale su tutte: comprendere i cambiamenti culturali in atto si lega strettamente alla capacità delle aziende di innovare. Per cementare ancor di più quel legame tra brand e cliente finale.

Cinema, Nastri d’Argento: premi speciali a Giannini, Bouchet, Rigillo

Roma, 19 giu. (askanews) – A Giancarlo Giannini, Barbara Bouchet e Mariano Rigillo i primi riconoscimenti annunciati dai Giornalisti Cinematografici che mercoledì prossimo 24 giugno festeggeranno, con i vincitori dell’edizione 2026, anche gli 80 anni dei Nastri d’Argento, nati insieme alla Repubblica Italiana, proprio nel giugno del 1946.

Premi significativi come il Nastro d’Argento Siae per la Sceneggiatura che quest’anno va a Giulia Calenda, dopo il riconoscimento andato nei giorni scorsi a Napoli per la serialità a Ilaria Macchia. Per Giannini, Bouchet e Rigillo si tratta di omaggi a tre diverse performance che hanno siglato il loro ruolo da protagonisti nel cinema dell’ultima stagione.

Per Giancarlo Giannini Nastro ad una voce straordinaria, che dopo anni di eccellenza anche nel doppiaggio, in questo caso è premiata per la sorprendente performance nel film di Giulio Base “Il Vangelo di Giuda”, in cui ha dato incredibilmente corpo ad un protagonista costantemente in primo piano nonostante la sua invisibilità. Un escamotage narrativo che rappresenta un valore aggiunto ad ogni lettura e questa volta costruisce, insieme al regista, Giulio Base, un tessuto narrativo emozionante in un film che riesce, così, a nascondere il volto e l’identità del suo protagonista nell’ombra di una continua suggestione.

Decisamente inedita per la sua storia dedicata alla commedia la scelta di un Nastro d’Argento a Barbara Bouchet per un’interpretazione lontana dal cliché molto amato con il quale la Bouchet ha a lungo convissuto diventando l’icona di successo della commedia sexy più apprezzata anche da Quentin Tarantino. Riceve il Nastro per l’interpretazione in “Finale: Allegro” di Emanuela Piovano, film nel quale affronta con delicatezza il tema della vecchiaia e anche del fine vita attraverso le riflessioni di una donna che ha vissuto libera e fiera delle sue scelte. La sua è una performance che chiude, appunto, con un finale allegro e, come suggerisce il titolo, davvero libero.

Ancora un grande attore, protagonista di una splendida carriera teatrale ma spesso ‘prestato’ anche al cinema: è Mariano Rigillo, oltre trecento spettacoli di successo in palcoscenico e una cinquantina di interessanti personaggi regalati al cinema: insieme alla Fondazione Claudio Nobis che sostiene non solo i giovani interpreti ma anche il valore del teatro, un Premio per la preziosa performance in cui oggi restituisce – nel film opera prima di Massimiliano Gallo “La salita” – carisma e umanità ad un testimone della cultura e del teatro di tutti i tempi come il grande Eduardo.

Giulia Calenda è stata e continua ad essere autrice di film molto amati dal pubblico oltreché accolti con attenzione e apprezzamento dalla stampa fin dal suo esordio, quando ha subito ottenuto il suo primo Nastro d’Argento. Come motiva il presidente Siae – Salvatore Nastasi, “Giulia Calenda, sceneggiatrice tra le più eclettiche nel panorama della scrittura per il cinema, ha svelato e continua a dimostrare una sensibilità speciale nel racconto delle dinamiche familiari, non solo nei momenti di ordinaria quotidianità ma anche quando la storia affronta passaggi più difficili, in cui gli equilibri si incrinano e la serenità lascia spazio alle ombre del conflitto”.

Musica, fuori il nuovo album di Ultimo "Il giorno che aspettavo"

Roma, 19 giu. (askanews) – Esce oggi il nuovo album di Ultimo “Il giorno che aspettavo”, pubblicato sotto etichetta indipendente Ultimo Records, a due settimane da Ultimo 2026 – La favola per sempre, il concerto evento con il maggior numero di biglietti venduti nella storia della musica italiana, un record di 250mila presenze, polverizzato in sole tre ore e a un anno di distanza, a Roma Tor Vergata.

A due anni dall’ultimo progetto discografico, il settimo album di inediti dall’inizio della carriera del cantautore romano, contiene dieci brani, tra cui l’ultimo singolo Romantica, ed è disponibile nei seguenti formati fisici: CD standard, CD autografato, Vinile standard e Vinile autografato.

Interamente scritto e composto da Niccolò Moriconi, è un percorso in dieci tappe, come 10 sono i brani che mettono al centro l’urgenza emotiva e la cifra stilistica che da sempre caratterizzano il percorso di Ultimo.

Un viaggio partito dal successo registrato in radio e in streaming da Acquario, proseguito sulle note dell’intensa ballad piano e voce Questa insensata voglia di te e sfociato nell’energia dirompente di Romantica, già colonna sonora dell’estate di Ultimo.

Ogni brano è accompagnato da un simbolo, e ogni simbolo raffigura un tatuaggio di Ultimo, a sottolineare quanto ci sia nell’album del lato più intimo del cantautore.

“Il giorno che aspettavo è un titolo che rappresenta quello che è per me il 4 luglio – racconta Ultimo – sia quello del 2026 dove farò il mega concerto di Tor Vergata davanti a 250.000 persone, sia il 4 luglio del 2019, una data che ho tatuata sul collo, quella del mio primo Stadio Olimpico. È un disco che comprende dieci brani e ognuno ha un legame con un momento diverso della mia vita che associo in maniera assolutamente personale a uno dei tatuaggi che porto addosso”.

L’immagine scelta per accompagnare il disco, e impressa sulla cover firmata da Corrado Grilli, richiama un universo sospeso tra sogno e realtà: uno scenario cosmico attraversato dal simbolo dell’infinito, firma visiva ormai ricorrente nel racconto di Ultimo.

“Il simbolo rappresentato sulla cover, l’infinito, è quello che ho scelto di tatuare dove di solito si porta la fede, perché mi sento sposato con le mie canzoni e col mio pubblico. L’infinito racconta il mio modo di mettere la musica davanti a tutto, racconta un percorso iniziato dal mio primo disco, album dopo album, e il mio rapporto col pubblico, costruito negli anni, soprattutto live, concerto dopo concerto, fino ad un evento come quello di Tor Vergata”.

“Il giorno che aspettavo” è un viaggio più che mai intenso, interamente scritto e composto da Niccolò Moriconi, prodotto dallo stesso Ultimo a quattro mani con Yoshi, fatta eccezione per Questa insensata voglia di te, prodotta in toto da Niccolò Moriconi, e segna un nuovo pilastro del percorso umano e artistico del cantautore romano, in uno dei momenti più importanti della sua carriera.

“Ho passato quest’anno aspettando questo singolo giorno, e vivo questo momento cercando di sentire più che analizzare. Il live di Roma Tor Vergata è stata una visione di anni fa, un’idea nata in un momento in cui non si sapeva neanche se si sarebbe potuto fare un concerto così, e siamo arrivati qui dopo un lavoro costante e immenso iniziato un anno e mezzo fa. È come se ci fosse una connessione tra la visione di un qualcosa e la sua realizzazione, come se dentro di me fosse già accaduto”.

Pochi giorni fa sui social dell’artista sono apparsi i primi disegni di quello che sarà il palco del live dei record, con numeri e dimensioni impressionanti, per una struttura mastodontica già in costruzione, che promette di lasciare a bocca aperta. Le squadre di professionisti sono al lavoro in questi giorni sul palco che sarà lungo 140 metri, su cui si ergeranno le 34 torri della struttura alte 33 metri. 2500 i metri quadri di schermo led ad alta risoluzione, e oltre 1500 i punti luce, con oltre 18 maxischermi posizionati lungo tutta l’area dello show, e 36 torri delay con audio e luci. A 60 metri da terra e sostenuta da due gru un’enorme struttura metallica luminosa di 21 metri per 10 di altezza, raffigurante la firma di Ultimo, sovrasta un gigantesco simbolo dell’infinito (firma visiva ormai ricorrente intorno a cui ruota tutto il concept del progetto), con a bordo corpi illuminanti, che si animerà grazie a motori a velocità variabile, tra i 46 in totale, a cui sono affidate tutte le movimentazioni dello spettacolo. Dal palco principale si apre una passerella anch’essa a forma di infinito lunga 30 metri.

Rinnovata Casa dello Studente del Politecnico di Milano

Milano, 19 giu. (askanews) – È stata inaugurata la rinnovata Casa dello Studente “Leonardo da Vinci” del Politecnico di Milano, realizzata nel 1934 nel quartiere Città Studi, a pochi passi dalla sede storica dell’Ateneo, e rimessa a nuovo con un massiccio intervento di riqualificazione e ammodernamento. La scelta non è stata casuale, visto che in questo giorno l’ateneo si è issato all’87esimo posto nel QS World University Rankings.

“Il nostro obiettivo è continuare ad ampliare e dare opportunità agli studenti che vogliono studiare al Politecnico di Milano. Per loro è ammesso farlo indipendentemente dalle condizioni economiche, quindi è importante per noi sviluppare residenze studentesche. Questa è quella più antica che abbiamo a Milano, perché questo edificio del 1934, e aveva bisogno ovviamente di essere ristrutturata per essere resa più efficiente dal punto di vista energetico” ha dichiarato Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano.

La struttura conta 420 posti alloggio, 84 in più rispetto alla precedente configurazione. Ma non è la sola novità, visto che è stato riqualificato anche l’auditorium, così come la storica palestra è stata convertita in un campo da beach volley indoor: ambienti rinnovati per rispondere a tutte le esigenze degli studenti, per un investimento complessivo di 35,6 milioni di euro. Ha parlato così Graziano Dragoni, Direttore Generale del Politecnico di Milano: “L’esigenza è nata negli anni 2000, quando abbiamo deciso di sviluppare, anticipando i tempi, un processo di internazionalizzazione che oggi porta al Politecnico circa 9000 studenti internazionali. A Milano ce ne sono circa 20000, quindi quasi la metà sono “i nostri”. Conseguentemente c’erano elementi di inclusività e attrattività a cui la residenza risponde in pieno”.

La residenza è pensata per ospitare anche persone con disabilità.

“Attenzione all’accessibilità per dare l’opportunità alle persone con handicap di poter risiedere nelle residenze universitarie. E’ un investimento importante, ma riteniamo sia fondamentale per poter continuare ad attrarre sempre le migliori menti, indipendentemente dalle loro condizioni economiche” ha concluso Sciuto.

Ora che la riqualificazione è stata completata, grazie agli investimenti ministeriali e regionali, il Politecnico di Milano può vantare una Casa dello Studente all’avanguardia, aumentando ancor di più il prestigio e l’attrattività di un ateneo in costante crescita.

UniCredit: prima parte Ops Commerzbank si chiude con adesioni al 12,51%

Milano, 19 giu. (askanews) – La prima parte dell’Ops di UniCredit su Commerzbank si è chiusa con adesioni definitive pari al 12,51% del capitale. L’offerta, avviata il 5 maggio, è terminata martedì 16 giugno a mezzanotte. Il dato provvisorio relativo alla sola mattinata di martedì era del 12,41%.

UniCredit già possiede direttamente il 26,77% di azioni: con le adesioni all’Ops la quota diretta nella banca tedesca sale così al 39,28%. Considerando anche il derivato con regolamento in azioni pari al 3,22% del capitale, la partecipazione sale al 42,5%. Sommando poi anche il 13,2% detenuto tramite strumenti regolati per cassa, la potenziale partecipazione complessiva aggregata in Commerzbank è pari al 55,7%.

Ora si aprirà una finestra di due settimane aggiuntive di possibili adesioni (Additional Acceptance Period), dal 20 giugno fino al 3 luglio, come previsto dalla normativa tedesca. La pubblicazione dei dati finali è attesa l’8 luglio.

Caldo rovente, domenica "bollino rosso" in 8 città (domani 5)

Roma, 19 giu. (askanews) – Arriva il primo vero fine settimana con temperature bollenti su tutta Italia, soprattutto al centro-nord. Secondo l’aggiornamento quotidiano del Bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, domenica 21 giugno saranno da “bollino rosso” 8 città: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Rieti e Torino; “bollino arancione” per altre 8: Frosinone, Latina, Pescara, Roma, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo.

Per domani, 20 giugno, il Bollettino vede 7 città da “bollino arancione” (Bolzano, Frosinone, Latina, Milano, Rieti, Roma, Verona) e 5 con “bollino rosso” (Bologna, Brescia, Firenze, Perugia, Torino).

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili. Il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Bambini invisibili, Unicef tra guerre, povertà e disagio mentale

Roma, 19 giu. (askanews) – “La situazione di bambini e adolescenti nel mondo è abbastanza complessa, potrei definirla drammatica. I dati che abbiamo come Unicef sono relativi a quasi mezzo miliardo di bambini che sono coinvolti direttamente o indirettamente dai conflitti internazionali. Ricordo che non sono soltanto quelli più noti ma ci sono circa 60 focolai di guerra in tutto il mondo. Questo non influisce soltanto sulla sopravvivenza dei bambini, ma anche sulla loro salute, la cultura, l’insegnamento. Questo riduce di molto la loro possibilità di guardare al futuro. La richiesta ai governi è quella di un cessate il fuoco globale. Non si può investire in un’economia di guerra che si basa sulle armi e sulla corruzione. Unicef agisce in tutto il mondo anche dal punto di vista della comunicazione, della doverosità, della forza dell’applicazione dei principi della convenzione dell’infanzia e dell’adolescenza in 190 Paesi e in tutti i territori che sono in qualche modo coinvolti non solo dalle guerre ma anche dalle carestie ed eventi climatici. E’ un’azione forte, importante che ci impone a un dovere ulteriore quello di continuare a essere più presenti sui territori”. Lo ha affermato Nicola Graziano, presidente del Comitato Unicef Italia, nel corso del Cnpr forum “Bambini invisibili, l’Unicef tra guerre, povertà e disagio mentale” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

Il focus sulla situazione nella Capitale è stato illustrato da David Santodonato, presidente del Comitato Unicef Roma: “La situazione della capitale è quella che si può riscontrare in tutte le grandi città del paese. Dobbiamo ripensare il concetto di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, chiederci cosa si fa realmente e cosa servirebbe davvero fare. I bambini e gli adolescenti vivono un periodo particolarmente complesso. Pensiamo al disagio mentale, che nelle grandi città è ancora più acuito, sintomo di un intero sistema che non funziona. Oggi i giovani hanno strumenti tecnologici per conoscere tutto. Ma loro non sempre hanno gli strumenti intellettuali per riuscire ad interpretare ciò che vedono e leggono. E tutto ciò può caricarli di ansia e stress come mai prima. Pensiamo alle emergenze ambientali, sociali, alle guerre, che oggi i bambini e i ragazzi possono vedere nel dettaglio: queste informazioni, come vengono processate dai giovani? Serve una società che si curi realmente del loro benessere. L’Unicef si fa carico anche di questi problemi, ma chiediamo l’aiuto di tutti; le istituzioni, la politica, la scuola, la cultura, la famiglia”.

L’impatto delle crisi internazionali su bambini e adolescenti è stato evidenziato da Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia: “Nel mondo ci sono 500 milioni di bambini che vivono in aree di conflitto distribuite in 60 Paesi. La domanda è: come raccontiamo le loro storie, quando troppo spesso nessuno ne parla? Siamo concentrati sulle guerre e sulla distruzione in Iran e Libano, ma continuiamo a ignorare che ogni anno muoiono 3mila bambini nelle acque del Mediterraneo mentre cercano di fuggire da fame, povertà e condizioni climatiche estreme. Nel mondo ci sono 150 milioni di bambini colpiti da malnutrizione cronica e il Sudan rappresenta oggi una delle più grandi emergenze umanitarie del pianeta. Anche in Europa continuano a morire minori vittime di violenza e sono oltre 13 milioni i bambini che necessitano di assistenza umanitaria senza ricevere sufficiente attenzione. Per chi, come noi, deve raccogliere fondi e sostenere interventi umanitari, tutto questo rappresenta un grande dilemma morale, soprattutto in un’epoca storica in cui aumentano le spese militari mentre si riducono gli aiuti alla cooperazione internazionale. Con le stesse risorse investite negli armamenti si potrebbero combattere povertà, fame e disuguaglianze, offrendo un futuro diverso a milioni di bimbi nel mondo”.

Il ruolo dei sostenitori privati è stato messo in evidenza da Carlo Maiorca, responsabile dei rapporti con le imprese e gli enti del Comitato Unicef di Roma: “L’Unicef sostiene le proprie attività quasi esclusivamente grazie a donazioni e lasciti provenienti da privati. Per noi questo contributo è fondamentale perché consente di finanziare numerosi progetti umanitari in tutto il mondo. Anche le istituzioni potrebbero offrire un sostegno concreto, sebbene ciò avvenga raramente e soprattutto nell’ambito di specifici programmi di cooperazione internazionale. Nel corso della nostra attività registriamo, però, una grande sensibilità da parte di cittadini, dirigenti pubblici, aziende private e multinazionali, che scelgono di sostenere l’Unicef attraverso donazioni, partecipazione a progetti dedicati o iniziative condivise. È molto importante anche il coinvolgimento diretto dei territori perché rappresenta un’opportunità preziosa per diffondere messaggi di solidarietà e inclusione. Lo scorso anno abbiamo riscontrato una partecipazione significativa da parte delle imprese, che sono riuscite a coinvolgere attivamente dipendenti e collaboratori nelle nostre iniziative, rendendoli protagonisti dei valori e dei messaggi che l’Unicef porta avanti ogni giorno”. Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Eleonora Linda Lecchi, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Bergamo: “Nel mondo milioni di bambini sono colpiti da guerre, povertà e cambiamenti climatici, mentre le risorse per affrontare queste emergenze diventano sempre più difficili da reperire. In questo contesto il lavoro dell’UNICEF è fondamentale. Anche in Italia, dove oltre un milione di minori vive in povertà assoluta e cresce il disagio giovanile, il sostegno di privati, aziende e professionisti è indispensabile per garantire un futuro migliore ai bambini più fragili. I professionisti, attraverso il proprio impegno sociale, possono svolgere un ruolo determinante nel sostenere progetti e iniziative a tutela delle nuove generazioni”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Milioni di bambini nel mondo vivono una condizione di invisibilità causata da guerre, povertà, carestie ed emergenze climatiche. Spesso privi di identità anagrafica e di tutele, diventano vittime di sfruttamento e abusi. Le guerre producono conseguenze devastanti sui minori, tra perdita dei familiari, traumi psicologici e negazione del diritto all’istruzione. La povertà estrema compromette la loro crescita personale e il loro futuro. Per questo è necessario superare la semplice assistenza umanitaria e garantire diritti, protezione e strutture educative capaci di restituire dignità e opportunità a queste giovani vite”.

Diritto, Lexroom apre a Roma

Roma, 19 giu. (askanews) – Lexroom apre una sede a Roma e accelera la sua crescita nel mercato legale europeo. La scale-up milanese, fondata nel 2023 da Paolo Fois, Martina Domenicali e Andrea Lonza, ha chiuso un round Series B da 50 milioni di dollari e ha raggiunto 18 milioni di euro di ARR nei primi sei mesi del 2026, tra i risultati più rilevanti nel panorama legal AI d’Europa. La scelta della Capitale non è casuale. Roma ospita il più grande Ordine degli Avvocati d’Italia, con oltre 32.900 iscritti tra avvocati e praticanti, e rappresenta il cuore istituzionale del sistema normativo nazionale. La nuova sede nasce per consolidare il dialogo con istituzioni, associazioni professionali, università e organismi regolatori, in una fase in cui l’intelligenza artificiale sta ridefinendo profondamente il lavoro giuridico.

“Essere presenti nella Capitale significa contribuire attivamente al dibattito sul futuro della professione legale”, spiega Martina Domenicali, co-founder e Chief Revenue Officer della società.

Il contesto di mercato è favorevole. Secondo il Rapporto Censis-Cassa Forense 2026, oltre il 55% degli avvocati italiani utilizza già strumenti di intelligenza artificiale, una quota che sale al 70% tra gli under 40, con più di sei professionisti su dieci che dichiarano un miglioramento concreto della produttività.

Lexroom adotta un approccio cosiddetto “data-first”, che combina modelli di AI generativa con un patrimonio proprietario di oltre sei milioni di fonti normative, giurisprudenziali e regolatorie certificate. Un modello che, secondo la società, la distingue dai principali competitor internazionali orientati invece a un approccio “LLM-first”. La piattaforma è oggi utilizzata da oltre 12.000 clienti tra Italia, Spagna e Germania.

Nei prossimi mesi l’azienda prevede il lancio di nuovi moduli specializzati nel diritto penale e nella tutela dei consumatori, un ampliamento dell’offerta enterprise e l’apertura di nuovi mercati europei, con l’obiettivo di espandersi in un nuovo Paese ogni tre mesi. Sul fronte occupazionale, sono previste circa 100 nuove assunzioni entro fine 2026, per portare il team a 200 persone. Il target di fatturato ricorrente annuo è fissato a 40 milioni di euro entro la fine dell’anno.

La scelta della Capitale non è casuale. Roma ospita il più grande Ordine degli Avvocati d’Italia, con oltre 32.900 iscritti tra avvocati e praticanti, e rappresenta il cuore istituzionale del sistema normativo nazionale. La nuova sede nasce per consolidare il dialogo con istituzioni, associazioni professionali, università e organismi regolatori, in una fase in cui l’intelligenza artificiale sta ridefinendo profondamente il lavoro giuridico. “Essere presenti nella Capitale significa contribuire attivamente al dibattito sul futuro della professione legale”, spiega Martina Domenicali, co-founder e Chief Revenue Officer della società.

Il contesto di mercato è favorevole. Secondo il Rapporto Censis-Cassa Forense 2026, oltre il 55% degli avvocati italiani utilizza già strumenti di intelligenza artificiale, una quota che sale al 70% tra gli under 40, con più di sei professionisti su dieci che dichiarano un miglioramento concreto della produttività.

Lexroom adotta un approccio cosiddetto “data-first”, che combina modelli di AI generativa con un patrimonio proprietario di oltre sei milioni di fonti normative, giurisprudenziali e regolatorie certificate. Un modello che, secondo la società, la distingue dai principali competitor internazionali orientati invece a un approccio “LLM-first”. La piattaforma è oggi utilizzata da oltre 12.000 clienti tra Italia, Spagna e Germania.

Nei prossimi mesi l’azienda prevede il lancio di nuovi moduli specializzati nel diritto penale e nella tutela dei consumatori, un ampliamento dell’offerta enterprise e l’apertura di nuovi mercati europei, con l’obiettivo di espandersi in un nuovo Paese ogni tre mesi. Sul fronte occupazionale, sono previste circa 100 nuove assunzioni entro fine 2026, per portare il team a 200 persone. Il target di fatturato ricorrente annuo è fissato a 40 milioni di euro entro la fine dell’anno.

Trump attacca Meloni: mi ha implorato per foto. Premier replica: invenzioni (PUNTO)

Roma, 19 giu. (askanews) – Dal “disgelo” del G7 alla nuova, pesante, rottura. Il nuovo capitolo del rapporto tra Giorgia Meloni e Donald Trump arriva con una breve intervista telefonica a La7, in cui il tycoon commenta gli incontri avuti con la premier italiana al summit di Evian.

Il rapporto è “immutato, non c’è stato tra noi neanche bisogno di parlare, non è che ci sono state tra noi recriminazioni o che abbiamo parlato di quello che è successo nelle ultime settimane”, aveva spiegato Meloni ai giornalisti in Francia.

Oggi, però, è arrivata l’intervista a La7, in cui Trump dice, testualmente che a Evian “She begged me for a picture! She wanted a picture with me so badly. I would haven’t done it, but I felt sorry for her!” Ovvero: “Mi ha implorato di fare una foto! Voleva tantissimo una foto con me. L’avrei anche non fatta, ma mi dispiaceva per lei!”.

A strettissimo giro, da Bruxelles, la reazione di Meloni. “Certe cose – afferma in un video sui social – meritano una risposta immediata: le dichiarazioni di Trump sono totalmente inventate. Sono francamente allibita, non so perché il presidente Usa si comporti così con gli alleati. Non è la prima volta che accade: posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’occidente, con i nemici degli Usa, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai”.

Mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani annulla il proprio viaggio a Miami per le “le gravi e offensive parole” di Trump, da Palazzo Chigi arriva anche la presa di posizione di Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: “I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti”.

La maggioranza fa quadrato intorno a Meloni. “Le parole di Trump sono ingiustificate e inaccettabili”, secondo Maurizio Lupi (Nm). Per la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati (Fi), “quella di Donald Trump è una battuta sgangherata, vergognosa e neppure credibile” mentre secondo Galeazzi Bignami, il presidente Usa “soffre la leadership” della leader italiana.

Anche Carlo Calenda (Az) difende la premier, “Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché”.

Di sfumature diverse le reazioni del campo largo. “È del tutto inaccettabile che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali”, sottolinea il leader M5s Giuseppe Conte. Per Matteo Renzi, “le frasi di Trump sono orripilanti, come sempre. Finalmente se ne è accorta anche la presidente Meloni. Nicola Fratoianni afferma che “verrebbe francamente voglia di esprimere solidarietà a Giorgia Meloni. Se non fosse che tutto questo è il risultato delle sue scelte e della subalternità a Trump”. Durissimo Angelo Bonelli (Avs): “Penso che sia necessario salvaguardare la dignità degli italiani e penso che la cosa migliore sia che Meloni si faccia da parte”.

Giornata internazionale contro leucemie, linfomi e mieloma

Roma, 19 giu. (askanews) – Il 21 giugno si celebra la Giornata nazionale contro le leucemie, linfomi e mieloma. Per l’occasione, AIL ha organizzato una conferenza stampa dove, grazie alla partecipazione di medici, esperti e professori provenienti da tutta Italia, si è articolato un ampio dibattito sull’importanza della ricerca, ma soprattutto delle terapie sperimentali e non, che possono cambiare radicalmente la vita delle persone affette da neoplasie ematologiche.

Le parole di Giuseppe Toro, Presidente AIL: “Da oltre 55 anni AIL è vicino ai pazienti ematologici. Il paziente ha bisogno di una serie di servizi e AIL mette a disposizione case, sostegno psicologico, viaggi solidali, assistenza domiciliare. Tutto ciò serve ad alleviare, ad aiutare il paziente nell’ affrontare una malattia.”

L’intervista al Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli: “AIL è un’istituzione fondamentale in questo Paese per il supporto che dà in maniera globale ai malati e alle loro famiglie. AIL si distingue per tutta una serie di iniziative, promuove l’aiuto nell’assistenza logistica ai familiari dei malati, paga borse di studio a giovani talenti in attesa che possano avere una strutturazione nell’istruzione ospedaliera universitaria in cui si stanno formando.”

Stare a fianco del paziente lungo il percorso di cura è fondamentale. Grazie ai passi da gigante nel campo della R&S, oggi guarire definitivamente non è una rarità come un tempo, ma si può ancora fare di più.

L’intervento di Paolo Corradini, Professore di Ematologia presso l’Università degli Studi di Milano: “Oggi, di fatto, se dopo la prima linea il paziente non è in risposta completa noi siamo scontenti: il livello delle nostre aspettative per il paziente è salito vertiginosamente. Chiaramente la risposta completa può anche significare non essere guarito del tutto dal mieloma, magari anche a distanza anche di 10, 12, 15 anni possono esserci ricadute. Però se si diventa asintomatici, è sinonimo di un’ottima qualità della vita.”

Il messaggio, rivolto a pazienti e familiari: non siete soli nella vostra battaglia. Grazie anche al lavoro incessante delle 83 sezioni AIL distribuite sul territorio nazionale, ogni battaglia vinta contro i tumori del sangue è un piccolo passo avanti verso un mondo libero dalle neoplasie ematologiche.

Pitti Uomo, WP: tanti brand, ma uniti da una grande storia

Firenze, 19 giu. (askanews) – Al Pitti Uomo 2026 WP – Lavori in corso presenta le novità delle collezioni dei suoi brand: Baracuta, Blundstone, Barbour, Filson, Universal Overall e BD Baggies.

“WP rappresenta, distribuisce ed è proprietaria di moltissimi marchi – ha spiegato ad askanews il Global Sales Manager Marco Giacca -. Hanno tutti in comune un aspetto, la storia, l’heritage, fantastici archivi e dunque ci fregiamo, devo dire, di tante medaglie di marchi anche molto diversi per certi aspetti, ma accomunati da una grande storia, dagli Stati Uniti, all’Inghilterra, all’Australia”.

In questa prospettiva di continuare a guardare al mondo, la presenza a Pitti Uomo assume rilevanza. “Pitti per noi è sempre stata una culla – ha concluso Giacca – per mostrare al mondo le nostre idee e devo dire che con questi marchi abbiamo la fortuna di parlare a tutti i Paesi, ci sono gli Stati Uniti, tantissima Asia e ovviamente la nostra Europa e in particolare l’Italia”.

MotoGp Brno: Marquez il più veloce nelle Libere 1

Roma, 19 giu. (askanews) – È di Marc Marquez il miglior tempo nelle prove libere 1 del Gran Premio di Brno della MotoGP. Lo spagnolo della Ducati chiude in 1:53.303, precedendo Fabio Quartararo e Raul Fernandez, al termine di una sessione caratterizzata da diverse cadute e scivolate.

Marquez è anche protagonista di una scivolata nel finale in curva 7, senza conseguenze per il pilota, che era comunque riuscito a mantenere la prima posizione.

Alle sue spalle si piazza Quartararo, autore di un ottimo giro nel finale, mentre Raul Fernandez conferma il buon avvio di weekend con il terzo tempo. In casa Ducati, Francesco Bagnaia chiude sesto, a circa quattro decimi dal compagno di squadra, mentre Fabio Di Giannantonio è ottavo.

Sessione complicata per Marco Bezzecchi, sedicesimo, mentre Alex Marquez, al rientro dopo l’incidente di Barcellona, chiude diciottesimo. In difficoltà anche Jorge Martin, alle prese con problemi tecnici e con una scivolata nel corso della sessione.

Nel pomeriggio si torna in pista alle 15 per le pre-qualifiche, decisive per l’accesso diretto al Q2.

Pitti Uomo, Psycho Bunny: colore, estate e tessuti naturali

Firenze, 19 giu. (askanews) – L’idea del brand è creare capi classici e Basic per chi in realtà non lo è. Con questo spirito che vuole sfidare le convenzioni Psycho Bunny si presenta anche a Pitti Uomo 2026 con alcune connotazioni particolari per le collezione Primavera Estate 2027.

“Tutti i materiali che usiamo – ha detto ad askanews Stefano Lora, distributore di Psycho Bunny per l’Italia – sono naturali, in particolare il Pima Cotton che utilizziamo sia nelle t-shirt che nelle polo e poi tutti i dettagli sui nostri prodotti e le nostre stampe. Grande protagonista sicuramente il colore, non soltanto in maniera forzata, ma anche molto tono su tono con i colori pastello. Queste sono un po’ le le caratteristiche principali”.

La prospettiva estiva è particolarmente significativa. “C’è questa idea di di leggerezza, di estate, di voglia di di mare, di sole – ha aggiunto il manager – e lo stand stesso è ispirato a Miami, ai resort di Miami. Il marchio è nato a a New York, quindi insomma la vocazione è sempre americana”.

E la presenza a Pitti Uomo assume rilevanza anche per questo guardare al grande mondo “Sicuramente – ha concluso Lora – è la fiera ancora più importante per il mercato almeno europeo, se non internazionale, quindi essere qui per noi è un punto di partenza importante per il canale wholesale”.

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Capire ciò che sfugge all’interpretazione: Pierre Huyghe a Basilea

Basilea, 19 giu. (askanews) – Trasformare uno dei musei più importanti d’Europa in un organismo che cambia, si muove, respira e ospita una serie di continue soglie che mettono in discussione il senso stesso di ciò che, imprudenti, chiamiamo realtà. La Fondation Beyeler di Basilea ospita una importante retrospettiva di Pierre Huyghe, uno degli artisti che al tempo stesso creano e disfano il senso del presente, che aprono porte sul diverso, che pensano a una relazione con l’altro, con il non umano. La mostra è curata, insieme ad Anne Stenne, da Mouna Mekouar. “La Fondation Beyeler ha in collezione diverse opere di Pierre Huyghe – ci ha detto – ed è sempre interessata a esporre artisti innovativi e radicali, che mettono in discussione lo stesso formato delle mostre, la nozione di opera d’arte, che cos’è e come andrebbe esposta. E in relazione alla storia del museo è decisivo poter presentare qui il lavoro di Huyghe”.

Un lavoro che porta le pareti a vibrare per seguire il respiro di un organo artificiale che, sott’acqua, vive insieme alla mostra. Un lavoro che è fatto di nebbia e di esseri senza volto che si muovono su un pianeta misterioso e alieno, in cerca forse di vita, forse di identità. Un lavoro che scava nella storia del luogo, che crea immagini mentali tra uomo e macchina, che lascia a dei robot il compito di montare essi stessi il film che documenta quello che fanno nel deserto di Atacama. Tutto, insomma, è un’immagine mentale, come le rocce che vengono dal nostro passato più remoto e galleggiano sopra la grande esplosione del Cambriano.

“Descrivere questa misteriosa sensazione che si prova nel cercare di capire qualcosa che sfugge a ogni interpretazione – ha aggiunto la curatrice – è un modo per capire il lavoro di Pierre, che non ha una sola definizione e che si muove su molteplici livelli, che lo rendono rilevante, inoltre lui lavora moltissimo con lo spazio, cambiandone continuamente l’atmosfera”.

E così accade che all’interno della struttura progettata da Renzo Piano dei pannelli si muovano sul soffitto, come i monoliti di 2001 di Kubrick, modificando luci e ombre del museo e certificando quell’idea di vita ibrida che, a fine percorso, ci appare sotto forma di un verme primordiale che si muove sulla soglia di una porta, una creatura riconoscibile e fantascientifica al tempo stesso, figlia di un muto mistero.

“Lui lavora con tutti gli strumenti più moderni, come l’intelligenza artificiale o altre tecnologie che oggi ci circondano – ha concluso Mouna Mekouar -. Ma li usa come un mezzo per costruire il suo mondo e questo rende la sua arte non solo parte della storia, ma anche del presente. E siccome sono in continuo cambiamento ed evoluzione, sono anche parte del futuro”.

Il futuro, per l’appunto. Presenza sottile che, tra tutte le possibili forme, qui sembra prendere soprattuto quella della nebbia, una sorta di apparizione della Nube della non conoscenza che, come vuole la tradizione filosofica, porta una più vera forma di conoscenza. La stessa sensazione che ci lascia la mostra di Pierre Huyghe. (Leonardo Merlini)

Tajani cancella il viaggio a Miami: parole gravi e offensive su Meloni

Roma, 19 giu. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani annulla il proprio viaggio a Miami in seguito alle parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Le gravi e offensive parole del presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno”.

Pitti Uomo, Herno punta su una linea dedicata al viaggio

Firenze, 19 giu. (askanews) – Una proposta di moda maschile volutamente trasversale per attraversare con equilibrio, funzionalità, leggerezza ed eleganza i mesi più caldi: con questa idea Herno partecipa a Pitti Uomo 2026, portando anche una nuova proposta.

“Le novità – ha detto ad askanews il presidente di Herno, Claudio Marenzi – sono molte e direi una su tutte: la parte Flight che è dedicata al viaggio, in effetti abbiamo fatto anche una capsule collection con una valigeria per cui ci sono delle delle dei trolley molto particolari, e questa collezione è fatta da prodotti che abbiano sia il processo produttivo, ma anche tessuti adatti a a questa attività, per cui ingualcibili, traspiranti e e impermeabili, impacchettabili, addirittura uno diventa un cuscino da da viaggio, per cui tutto una un guardaroba che serve sia per il viaggio, ma in più funzionale, ma anche esteticamente corretto”.

Il messaggio è quello di capi da indossare che diventano una forma di geografia personale, oltre che uno stile. E la presenza all’evento fiorentino per il brand è una costante.

“Pitti Uomo per i grandi marchi, ma anche per i piccoli e medi – ha aggiunto Marenzi – è sempre veramente molto importante perché qui è non è più neanche una fiera, questo è un happening dove la produzione, la distribuzione e la comunicazione si incontrano per fare il punto della situazione della stagione, per cui è fondamentale”.

Roma, al Cinema in Piazza Kojima, Winding Refn, Noé, Argento

Roma, 19 giu. (askanews) – La Fondazione Piccolo America ha annunciato un altro appuntamento della XII edizione de Il Cinema in Piazza a Roma: per tre giorni, quattro delle voci più influenti e intransigenti della cultura visiva contemporanea si riuniranno per un incontro pubblico. Come anticipato da Deadline, il genio del game designer Hideo Kojima, i registi di culto Nicolas Winding Refn e Gaspar Noé e il maestro del brivido Dario Argento, saranno i protagonisti di una Challenge a suon di cinque Carte Blanche curate dagli stessi autori.

Quattro giocatori, tre giorni di cinefilia pura, dal 4 al 6 luglio: uno storico incontro tra visionari che hanno influenzato profondamente generazioni di registi, creatori di videogiochi e narratori in tutto il mondo.

Dalla rivoluzionaria fusione tra cinema e narrazione interattiva realizzata da Kojima, all’estetica autoriale al neon di Refn, passando per il cinema sensoriale e radicale di Noè e la continua reinvenzione dell’horror da parte di Argento, il programma offrirà al pubblico un’opportunità per scoprire le influenze creative, le passioni e le ossessioni cinematografiche che accomunano queste figure.

In particolare, avrà luogo il primo incontro tra Hideo Kojima e uno degli autori che hanno più contribuito alla sua formazione di cinefilo, il maestro dell’horror Dario Argento.

La challenge si articolerà in cinque appuntamenti distribuiti tra il Cinema Troisi e le aree de Il Cinema in Piazza, ovvero San Cosimato, Cervelletta e Monte Ciocci, trasformando Roma in un punto d’incontro internazionale per il cinema di genere, il cinema d’autore e la sperimentazione audiovisiva, con quattro dei suoi più celebri rappresentanti.

Creatore delle leggendarie saghe Metal Gear Solid e Death Stranding, Hideo Kojima è considerato il primo vero autore nel mondo dei videogiochi capace di fondere linguaggio cinematografico e interattività in una forma espressiva unica. Al suo fianco Gaspar Noé (Irreversible, Vortex, Climax), punto di riferimento del cinema provocatorio e sensoriale d’oltralpe, e Nicolas Winding Refn (Drive, Only God Forgives, The Neon Demon), regista danese Prix de la mise en scène a Cannes e maestro di un cinema estetico e ultra-neon; infine Dario Argento (Profondo Rosso, Suspiria, Inferno), il cineasta che ha ridefinito le regole dell’horror e del thriller globale, influ enzando generazioni di autori in tutto il mondo, compresi gli stessi Kojima e Refn.

Sabato 4 luglio Gaspar Noé presenterà il suo Lux Eterna alle 12:00 al Cinema Troisi. La stessa sera a San Cosimato, nel cuore di Trastevere, Hideo Kojima e Gaspar Noé dialogheranno su Jigoku di Nobuo Nakagawa. Domenica 5 luglio sarà interamente dedicata al viaggio visivo di Nicolas Winding Refn: il regista, in dialogo con Dario Argento, aprirà il pomeriggio del Cinema Troisi con la proiezione speciale in anteprima del suo Her Private Hell – presentato quest’anno a Cannes – per poi spostarsi nella cornice della Cervelletta, dove parteciperà a un incontro storico: Argento, Refn, Kojima e Noé presenteranno insieme Profondo Rosso, capolavoro del maestro italiano. A chiudere la serata una proiezione di mezzanotte del cult vampiresco The Hunger (Miriam si sveglia a mezzanotte) di Tony Scott per celebrare, a dieci anni dalla scomparsa, il suo indimenticabile protagonista David Bowie.

La maratona si concluderà lunedì 6 luglio con Hideo Kojima, che incontrerà nuovamente il pubblico per un doppio evento: la proiezione di Female Prisoner Scorpion: Jailhouse 41 di Shunya Ito, alle 18:00 al Cinem a Troisi, e successivamente l’omaggio a Sergio Leone con Il buono, il brutto e il cattivo, alle 21:15 a Monte Ciocci.

Italia-Usa, Conte: inacettabili parole Trump su Meloni

Roma, 19 giu. (askanews) – “L’Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico. È del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto. La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere mai sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza”. Così sui social, il presidente di M5s, Giuseppe Conte, commenta le ultime dichiarazioni di Donald Trump su Giorgia Meloni, diffuse da La7.

Turismo, Tajani lancia Viaggiare Sicuri 2026: "scaricate l’app"

Roma, 19 giu. (askanews) – “Vogliamo dare tutte le informazioni necessarie perché i nostri concittadini, quando viaggiano, corrano il minor numero di rischi possibili”. Con questo obiettivo il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presentato, presso l’Unità di Crisi della Farnesina, la nuova campagna Viaggiare Sicuri per l’estate 2026 rivolta ai milioni di italiani che nei prossimi mesi si sposteranno all’estero per vacanza, lavoro o studio.

La Farnesina ha aggiornato il portale e l’applicazione dedicata ai viaggiatori, introducendo nuove funzionalità e potenziando il sistema di informazione e assistenza. “L’invito che facciamo è quello di consultare sempre il sito Viaggiare Sicuri e utilizzare l’app”, ha spiegato Tajani, sottolineando che gli utenti possono trovare informazioni dettagliate su ogni Paese, comprese indicazioni operative, avvisi di sicurezza e raccomandazioni sulle aree da evitare.

Per promuovere lo strumento il ministero avvierà una campagna di comunicazione sui social network, in televisione e sulla stampa. Saranno coinvolti anche testimonial del mondo dello sport che collaborano con la diplomazia italiana.

Tajani ha inoltre annunciato un aggiornamento delle indicazioni relative all’Iran e all’area del Golfo alla luce del miglioramento della situazione regionale: “da oggi riapre la nostra ambasciata a Teheran”, ha dichiarato, spiegando che il nuovo quadro consente una revisione delle raccomandazioni ai viaggiatori.