13.8 C
Roma
domenica, 8 Febbraio, 2026
Home Blog

Giappone, Meloni: congratulazioni e buon lavoro alla mia amica Sanae

Roma, 8 feb. (askanews) – “Congratulazioni di cuore al Primo Ministro Sanae Takaichi per l’importante successo conseguito alle elezioni per il rinnovo della Camera dei Rappresentanti del Giappone”. Lo afferma su X il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, allegando al messaggio una immagine di un suo incontro con l’esponente nipponica.

“Le nostre Nazioni – prosegue – sono unite da una profonda amicizia e da un partenariato strategico che continua a rafforzarsi grazie al rapporto di fiducia sincera e di collaborazione costruttiva che abbiamo saputo costruire in questi anni tra i nostri Governi”.

“Porto sempre negli occhi e nel cuore la straordinaria accoglienza ricevuta durante la mia visita di gennaio, che ha ulteriormente consolidato il legame tra le nostre Nazioni. L’Italia continuerà con convinzione a camminare al fianco del Giappone per affrontare insieme le sfide globali, promuovere crescita, sicurezza e stabilità e rendere ancora più profondo il rapporto che ci unisce. Buon lavoro alla mia cara amica Sanae – conclude Meloni – e al nuovo Parlamento giapponese”.

Treni, Mit: chiederemo risarcimenti danni milionari ai responsabili

Roma, 8 feb. (askanews) – “Una volta individuati i responsabili”, il ministero di Infrastrutture e trasporti “presenterà richiesta di risarcimento dei danni milionari perpetrati”. Lo annuncia lo stesso Mit con una nota sui “sabotaggi sincronizzati alle linee ferroviarie avvenuti nella giornata di ieri, che hanno causato ritardi e disagi a migliaia di passeggeri per i quali è stata aperta un’inchiesta per terrorismo”.

“È pronta un’azione decisa – aggiunge il Mit – per mettere fine a simili azioni di inammissibile gravità che creano solamente disagi a milioni di italiani”. (fonte immagine: MIT)

Arrestato a Dubai il presunto attentatore di Alekseyev

Roma, 8 feb. (askanews) – Le autorità di Dubai hanno arrestato e consegnato alla Russia un uomo sospettato di aver sparato e ferito gravemente un alto ufficiale dei servizi d’intelligence russi, il generale Vladimir Alekseyev. Lo ha riferito dall’FSB, il servizio federale di sicurezza di Mosca, secondo quanto riportano i media russi.

L’annuncio è arrivato due giorni dopo che un uomo armato aveva colpito tre volte Alekseyev sulle scale del suo palazzo a Mosca, lasciandolo in condizioni critiche. A quanto hanno riferito i media russi, l’alto ufficiale non sarebbe più in pericolo di vita.

Secondo i media russi, che citano l’FSB, si tratta di un cittadino russo sulla sessantina, Lyubomir Korba, fuggito negli Emirati arabi uniti dopo l’attacco e successivamente consegnato alle autorità russe. Le immagini televisive mostravano agenti mascherati dell’FSB scortare un uomo bendato da un piccolo jet atterrato in Russia durante la notte. Le stesse fonti hanno aggiunto che un presunto complice sarebbe stato arrestato a Mosca mentre un altro sarebbe riuscito a fuggire in Ucraina.

Il presidente russo Vladimir Putin ha telefonato all’omologo degli Emirati Mohamed bin Zayed Al Nahayan per l’assistenza fornita nell’arresto di Korba, un cittadino russo che sarebbe però nato in una regione, Ternopil, inglobata nella Repubblica socialista sovietica di Ucraina ai tempi dell’Urss.

Gli investigatori russi sostengono che agenti dell’intelligence ucraina avrebbero incaricato Korba portare a termine l’attentato, compiuto venerdì con una pistola Makarov dotata di silenziatore in un complesso residenziale a circa undici chilometri dal Cremlino.

Nessuna parte ha rivendicato l’attacco contro Alekseyev, ma il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov lo ha definito “un attentato terroristico” e ha sostenuto che fosse destinato a sabotare i colloqui tra Russia, Ucraina e Stati uniti per porre fine alla guerra.

Le agenzie di intelligence ucraine hanno colpito in passato numerosi ufficiali russi e funzionari installati da Mosca nei territori occupati, accusandoli di crimini di guerra. Il ministro degli esteri ucraino Andrii Sybiha ha tuttavia dichiarato che Kiev non avrebbe avuto alcun ruolo nella sparatoria contro Alekseyev, suggerendo che possa trattarsi di una vicenda legata a lotte interne russe.

Alekseyev, nato in Ucraina, è vicedirettore dell’intelligence militare russa, il Gru, struttura del ministero della difesa nota per organizzare operazioni clandestine all’estero. E’ stato uno dei principali ufficiali incaricati di fornire informazioni a Putin durante l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022 ed è stato indicato come una figura centrale nel controllo delle compagnie militari private russe. Nell’estate del 2023 aveva fatto parte della delegazione inviata a trattare con Yevgeny Prigozhin durante la breve rivolta del gruppo Wagner.

Dopo quell’episodio Alekseyev era ritenuto in disgrazia a Mosca e, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stato brevemente fermato per i suoi legami con Wagner, ma aveva poi mantenuto il proprio incarico.

Alekseyev è oggetto di sanzioni statunitensi per il presunto coinvolgimento in interferenze nelle elezioni presidenziali americane del 2020 e di misure restrittive britanniche per il caso dell’avvelenamento con agente nervino novichok a Salisbury nel 2018.

Calcio, risultati serie A, Parma, scatto salvezza

Roma, 8 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della serie A dopo BOlogna-Parma 0-1:

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, Genoa-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 2-2, domenica 8 febbraio ore 12.30 Bologna-Parma, ore 15 Lecce-Udinese, ore 18 Sassuolo-Inter, ore 20.45 Juventus-Lazio, lunedì 9 febbraio ore 18.30 Atalanta-Cremonese, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 55, Milan 50, Napoli 49, Juventus 45, Roma 43, Como 41, Atalanta 36, Lazio, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce, Fiorentina 18, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Calcio, Bologna-Parma 0-1, Ordonez sbanca il Dall’ara al 94’

Roma, 8 feb. (askanews) – Colpaccio del Parma nel derby emiliano- la squadra di Cuesta vince 1-0 in trasferta contro il Bologna grazie al goal segnato da Ordonez al 94′. I padroni di casa ci provano fino alla fine ma Corvi salva i tre punti.

Gli uomini di Italiano partono bene ma dopo soli 22′ restano in dieci. Pobega interviene da dietro con la gamba alta su Keita. L’arbitro inizialmente lo ammonisce ma viene richiamato dal VAR ed estrae il rosso.

A fare la partita sono comunque i padroni di casa anche se i due portieri non sono particolarmente impegnati.

All’inizio della ripresa Dallinga spreca una grande occasione poi il Parma troverebbe il vantaggio grazie ad un autogol di Castro, ma l’arbitro annulla in seguito a revisione al VAR per la posizione irregolare di Pellegrino che si trovava davanti all’avversario.

Poco dopo anche il Parma resta in dieci per il doppio giallo a Troilo. Nel finale Orsolini entra e colpisce il palo in acrobazia. Ordonez invece trova la conclusione giusta mentre Corvi evita due volte il clamoroso pareggio.

Sanremo, Meloni: solidarietà a Pucci, clima di intimidazione e odio

Roma, 8 feb. (askanews) – “Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui. Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia”. Così la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, su X.

“È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco – continua la premier – Ma anche questo racconta il doppiopesismo della sinistra, che considera ‘sacra’ la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide. La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa”.

Olimpiadi, Ascani: nel cuore di Milano legame tra cultura e sport

Milano, 8 feb. (askanews) – Non solo sport ma anche cultura dello sport nella Milano dei Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026. Non a caso uno dei luoghi simbolo e un po’ intellettuali del capoluogo meneghino, il Parco Anfiteatro romano e Antiquarium Alda Levi è interamente dedicato alla cultura generata, e anche ai film ispirati, dai cinque cerchi. Da “Cammina, non correre” (1966) con uno splendido Cary Grant al controverso documentario “Olympia – Festa di popoli” (1938) di Leni Riefenstahl sino a “13 giorni in Francia” (1968) di Claude Lelouch.

L’educazione è protagonista. Ben rappresentati i valori che lo sport trasmette.

Franco Ascani, Membro Commissione Cultura Patrimonio Olimpico CIO e Presidente della Fédération Internationale Cinema Television Sportifs – FICTS (Federazione a cui aderiscono 130 Nazioni, riconosciuta dal CIO – Comitato Internazionale Olimpico), dal 1996.

“Sono il presidente della Federazione Internazionale del Cinema e Televisione Sportive che raccoglie 130 paesi nel mondo in 5 continenti – dice Ascani – per promuovere le immagini olimpiche nel mondo. In questo senso, in questa direzione, siamo qui oggi in Via dei Amicis 17 a Milano, nel chiostro di un convento del 1500 che è stato trasformato e allestito in una sede, tra virgolette, olimpica dove, attraverso la realizzazione di mostre, abbiamo 280 foto, cimeli sportivi, compresa la torcia olimpica di Cortina 56 portata da Zeno Colò e proiezioni in diretta delle trasmissioni e la storia dei giochi di tutti i tempi. Abbiamo realizzato questo momento che abbiamo chiamato, ‘I Giochi nel Chiostro – La Casa degli Sport Olimpici’. In Via dei Amicis, vicino alle colonne di San Lorenzo, sopra la Milano Romana, abbiamo lanciato questo legame tra la cultura e lo sport, così come le iniziative che la Fédération Internationale Cinema Television Sportifs – FICTS, porta avanti in 40 sedi contemporaneamente in questi giorni, nei musei, nelle biblioteche, nei palazzi storici per legare lo sport alla cultura”.

Ascani coordina l’organizzazione annuale di 20 Festival nei cinque Continenti e ha portato la Fiamma Olimpica nel cuore di Milano in Piazza della Conciliazione, attraversando uno dei luoghi più rappresentativi del tessuto urbano milanese. Un passaggio che unisce tradizione, storia e spirito olimpico e celebra i valori dello sport.

“I Giochi nel Chiostro – La Casa degli Sport Olimpici”, un Progetto, inserito nell’ambito dell’Olimpiade Culturale, realizzato dalla FICTS. L’iniziativa è aperta gratuitamente al pubblico (previo accredito su: https://www.sportmoviestv.net/accredito-i-giochi-nel-chiostro/) per tutto il periodo dei Giochi (6 febbraio – 15 marzo).

Elezioni in Giappone: il partito di Takaichi ha la maggioranza assoluta

Roma, 8 feb. (askanews) – Sanae Takaichi ha vinto la sua scommessa. Nelle elezioni per la Camera dei rappresentanti, il suo Partito liberaldemocratico ha raggiunto da solo la maggioranza assoluta di 233 seggi, quando mancano ancora molti seggi da scrutinare. Lo segnala la Tv pubblica NHK.

La formazione di governo ha conquistato finora 173 collegi uninominali e 60 seggi proporzionali, arrivando così alla soglia necessaria per governare senza alleati.

Sul fronte dell’opposizione, il cartello del centro riformista sarebbe invece in forte calo rispetto ai 172 seggi detenuti prima del voto, con una consistenza che si attesterebbe attorno a circa la metà.

Gli exit poll diffusi dalla televisione pubblica, dal canto loro, segnalano che la formazione del primo ministro potrebbe superare i 300 seggi da sola. Il Partito liberaldemocratico governa assieme alla formazione minore di coalizione Partito dell’innovazione giapponese.

Milano-Cortina, Sofia Goggia bronzo in discesa libera

Roma, 8 feb. (askanews) – Terzo posto per Sofia Goggia alle spalle della statunitense Johnson e della tedesca Aicher nella discesa olimpica di Milano-Cortina, sulla pista Olympia delle Tofane. È la sua terza medaglia in tre Olimpiadi consecutive, oro a Pyeongchang, argento a Pechino e bronzo a Cortina. Nella sua Cortina che doveva essere anche quella di Lindsey Vonn , ma per l’amerciana è finita nel peggiore dei modi, a bordo di un elicottero e urla strazianti lasciate sulla pista. La vittoria è comunque americana perché c’è il trionfo di Breezy Johnson, già campionessa Mondiale in carica. Sesta Pirovano, decima Brignone, undicesima Nicol Delago.

Milano-Cortina, Brignone: "Contenta, diverso se l’anno scorso"

Roma, 8 feb. (askanews) – “Sono contenta della mia performance, visto come sono arrivata qui. So che se fossi arrivata qua l’anno scorso sarebbe stato diverso”. Federica Brignone commenta a Rai Sport, la discesa di Cortina che l’ha vista chiudere intorno al decimo posto quando ancora devono scendere tutte le atlete. “Chiaramente non sono quella dell’anno scorso, non ho gli stessi chilometri, non ho la stessa fiducia, non ho quello che avevo l’anno scorso, per cui sono molto molto contenta di quello che ho fatto oggi – ha aggiunto -. Per me fare comunque una prestazione del genere, per come stavo anche solo la settimana scorsa, è tanta roba ed è la prima tappa di un percorso olimpico ancora molto lungo”.

Strage Crans, a fuoco il memoriale improvvisato

Roma, 8 feb. (askanews) – Un memoriale dedicato alle vittime dell’incendio di Capodanno a Crans Montana, che ha causato oltre quaranta morti nella località sciistica svizzera, è andato a sua volta a fuoco nelle prime ore di oggi. Lo ha annunciato la polizia locale, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa France Presse.

Installata nei pressi del luogo della tragedia, la struttura improvvisata ricoperta di fiori, candele e messaggi di cordoglio è stata interessata da un incendio intorno alle 6 del mattino, secondo quanto riferito dalle autorità regionali.

La polizia del Vallese ha comunicato su X che “i pompieri sono riusciti a domare rapidamente l’incendio” e che è stata aperta un’inchiesta per accertare le cause del rogo che ha colpito il memoriale, inizialmente collocato di fronte al bar distrutto dalle fiamme e successivamente spostato poco più lontano.

Le immagini trasmesse domenica dalla televisione pubblica RTS mostravano, dietro un paravento bianco e il nastro della polizia, la sommità annerita della copertura in tela a forma di igloo eretta per proteggere il memoriale dalle intemperie.

Milano-Cortina, le medaglie di oggi e di domani

Roma, 8 feb. (askanews) – Queste le medaglie che saranno assegnate oggi e domani (X, gare senza italiani) alle Olimpiadi di Milano-Cortina: Medaglie di oggi 11:30 Sci alpino – Discesa (D), GARE DA MEDAGLIE 12:30 Sci di fondo – 20 km skiathlon (U), GARE DA MEDAGLIE 14:05 Biathlon – Staffetta mista (X), GARE DA MEDAGLIE 14:26 Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), Finale B 14:29 Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), FINALE 14:36 Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), Finale B 14:39 Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), FINALE 16:00 Pattinaggio di velocità – 5000 m (U), GARE DA MEDAGLIE 18:32 Slittino – Singolo (U), GARE DA MEDAGLIE ?? Germania – M. Langenhan (52.902) 23:00 Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X), Classifica generale Stati Uniti – 44.00 Medaglie di domani 10:30 Sci alpino – Combinata a squadre (U), GARE DA MEDAGLIE 12:30 Sci freestyle – Slopestyle (D), FINALE 17:30 Pattinaggio di velocità – 1000 m (D), GARE DA MEDAGLIE 19:00 Salto con gli sci – Trampolino piccolo (U), GARE DA MEDAGLIE 19:30 Snowboard – Big Air (D), FINALE

Maltempo, il Papa: prego per le popolazioni colpite, specialmente per Niscemi

Roma, 8 feb. (askanews) – “Assicuro la mia preghiera per le popolazioni del Portogallo, del Marocco, della Spagna” e “dell’Italia meridionale, specialmente di Niscemi in Sicilia, colpite da inondazioni e frane. Incoraggio le comunità a rimanere unite e solidali”. Lo ha detto Papa Leone XIV parlando ai fedeli in piazza San Pietro dopo la recita dell’Angelus. “Assicuro la mia preghiera per le popolazioni del Portogallo, del Marocco, della Spagna – in particolare di Grazalema in Andalusia – e dell’Italia meridionale – specialmente di Niscemi in Sicilia -, colpite da inondazioni e frane. Incoraggio le comunità a rimanere unite e solidali, con la materna protezione della Vergine Maria”.

In Giappone chiusi i seggi: per gli exit poll Takaichi si rafforza

Roma, 8 feb. (askanews) – Le elezioni per il rinnovo della Camera dei rappresentanti giapponese si sono svolte oggi e l’orario di chiusura – le 20 (12 in Italia) – è arrivato. Con esso, sono stati diffusi degli exit poll. Quelli svolti dall’agenzia di stampa Kyodo, mostrano un rafforzamento del Partito liberaldemocratico della premier Sanae Takaichi, che raggiungerebbe la maggioranza assoluta (233 seggi) auspicata dalla leader.

Sempre secondo gli exit poll, insieme al Partito dell’innovazione del Giappone, il campo di governo raggiungerebbe la cosiddetta maggioranza super stabile, pari ad almeno 261 seggi, sufficiente a controllare la gestione parlamentare. Il fronte riformista di centro sarebbe invece in calo rispetto ai 167 seggi precedenti. Il partito nazionalista Sanseito risulterebbe in crescita, mentre il movimento Team Mirai avrebbe conquistato per la prima volta un seggio alla Camera.

Il Partito liberaldemocratico tornerebbe così a recuperare la maggioranza autonoma persa nelle elezioni dell’ottobre 2024. Takaichi aveva indicato come linea di demarcazione il mantenimento della maggioranza di governo e aveva lasciato intendere che, in caso contrario, avrebbe rassegnato le dimissioni. Il co-presidente del blocco centrista Yoshihiko Noda aveva invece fissato come obiettivo quello di superare la consistenza precedente e diventare la prima forza parlamentare.

La maggioranza super-stabile consente di controllare le presidenze delle 17 commissioni permanenti e di disporre di un numero di membri superiore a quello delle opposizioni in ciascun organismo. Sarebbe la prima volta dal voto del 2021 che il campo di governo raggiunge questo livello alla Camera. Pur restando in minoranza al Senato, la premier intende fare leva sul risultato elettorale per chiedere la collaborazione delle forze di opposizione nella gestione dei lavori parlamentari.

Secondo le stime, il Partito dell’innovazione e il Partito democratico per il popolo potrebbero collocarsi attorno ai risultati precedenti. Il Partito comunista, Reiwa Shinsengumi e le formazioni Minshuto no Kai e Yuukoku Rengo rischierebbero invece di non mantenere la stessa consistenza. Il Partito conservatore giapponese punterebbe a entrare in Parlamento, mentre per il Partito socialdemocratico non emergerebbero al momento prospettive concrete di conquista di seggi.

Gli scrutini reali potrebbero, tuttavia, essere rallentati dalle forti precipitazioni nevose che stanno interessando in questi giorni buona parte del Giappone.

Russia, arrestato il presunto aggressore del generale Alexeyev

Roma, 8 feb. (askanews) – Lyubomir Korba, ritenuto l’autore materiale del tentato assassinio del generale Vladimir Alexeyev, numero due dei servizi russi, è stato arrestato da un tribunale di Mosca. Lo riferiscono i media russi.

Gli inquirenti lo hanno identificato come il diretto responsabile dell’attacco e la corte ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere come misura preventiva.

Secondo quanto riferito dalla portavoce del Comitato investigativo russo, Svetlana Petrenko, è stato aperto un procedimento penale per tentato omicidio, traffico illecito di armi e tentato omicidio di un militare.

Korba, secondo Petrenko, sarebbe un cittadino russo nativo di Ternopol, una regione che ai tempi dell’Unione sovietica faceva parte della Repubblica socialista sovietica d’Ucraina.

Nel quadro dell’indagine è stato fermato anche un presunto complice, il cittadino russo Viktor Vasin, arrestato a Mosca e incriminato per tentato omicidio di un militare e traffico illecito di armi. Petrenko ha aggiunto che le attività investigative proseguono.

Milano-Cortina, il programma di oggi

Roma, 8 feb. (askanews) – Dallo sci alpino al biathlon, passando per snowboard, pattinaggio di velocità e pattinaggio di figura: la seconda giornata delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 offre all’Italia un ventaglio ricchissimo di opportunità da podio.

Il programma si apre alle 11.30 con la discesa libera femminile sulla mitica Olympia delle Tofane, a Cortina. Gli occhi sono puntati su Sofia Goggia e Federica Brignone, ma attenzione anche a Laura Pirovano, pronta a giocarsi le sue chance a sorpresa.

Da Cortina ci si sposta poi a Livigno per il gigante parallelo di snowboard, disciplina nella quale l’Italia si presenta altamente competitiva: al maschile gli azzurri hanno dominato la stagione di Coppa del Mondo con cinque successi su sette gare, mentre anche il settore femminile promette risultati importanti.

In contemporanea prende il via ad Anterselva il biathlon, con la staffetta mista che vedrà protagonisti Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer, subito a caccia di una medaglia.

Nel pomeriggio riflettori su Davide Ghiotto, impegnato nei 5.000 metri di pattinaggio di velocità, mentre la sera sarà dedicata alla chiusura del team event di pattinaggio di figura.

Completano il quadro di giornata gli incontri del girone di doppio misto di curling: per Constantini e Mosaner è previsto un doppio appuntamento, prima contro la Repubblica Ceca e poi contro la Gran Bretagna.

Questi gli azzurri in gara oggi, domenica 8 febbraio, alle Olimpiadi di Milano-Cortina: 09:00 – 10:30 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, qualificazioni – Livigno Snow Park Elisa Caffont, Jasmin Coratti, Lucia Dalmasso, Sofia Valle 09:30 – 10:55 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, qualificazioni – Livigno Snow Park Maurizio Bormolini, Mirko Felicetti, Roland Fischnaller, Aaron March 11:30 – 13:40 – Sci alpino – Discesa D – Tofane Alpine Skiing Centre Federica Brignone, Nicol Delago, Sofia Goggia, Laura Pirovano 12:30 – 13:50 – Sci di fondo – Skiathlon U – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Elia Barp, Martino Carollo, Davide Graz, Federico Pellegrino 13:00 – 13:20 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, ottavi di finale – Livigno Snow Park 13:24 – 13:44 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, ottavi di finale – Livigno Snow Park 13:48 – 13:58 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, quarti di finale – Livigno Snow Park 14:00 – 14:10 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, quarti di finale – Livigno Snow Park 14:05 – 15:40 – Biathlon – Staffetta mista – Anterselva Biathlon Arena Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer 14:12 – 14:17 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, semifinali – Livigno Snow Park 14:19 – 14:24 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, semifinali – Livigno Snow Park 14:26 – 14:31 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, finali – Livigno Snow Park 14:35 – 16:35 – Curling – Fase a gironi doppio misto: Italia-Repubblica Ceca – Cortina Curling Olympic Stadium Stefania Constantini, Amos Mosaner 14:36 – 14:41 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, finali – Livigno Snow Park 16:00 – 18:00 – Pattinaggio di velocità – 5000 m U – Milano Ice Park Davide Ghiotto, Riccardo Lorello, Michele Malfatti 17:00 – 18:00 – Slittino – Singolo U, Heat 3 – Cortina Sliding Centre Leon Felderer, Dominik Fisch¡naller, Alex Gufler 18:34 – 19:30 – Slittino – Singolo U, Heat 4 – Cortina Sliding Centre Leon Felderer, Dominik Fisch¡naller, Alex Gufler 19:05 – 21:05 – Curling – Fase a gironi doppio misto: Italia-Gran Bretagna – Cortina Curling Olympic Stadium Stefania Constantini, Amos Mosaner 19:30 – 21:45 – Snowboard – Big Air D, qualificazioni – Livigno Snow Park Questo il programma di sabato 8 febbraio delle Olimpiadi di Milano Cortina (X gara senza italiani in gara): 09:00 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), qualificazioni 09:30 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), qualificazioni 10:00 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), turno di eliminazione 10:05 – Curling – Misto, preliminari: Norvegia – Repubblica Ceca 10:05 – Curling – Misto, preliminari: Corea del Sud – Estonia 10:30 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), turno di eliminazione 11:30 – Sci alpino – Discesa (D), GARA DA MEDAGLIE 12:30 – Sci di fondo – 20 km skiathlon (U), GARA DA MEDAGLIE 13:00 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), ottavi di finale (1 -8 serie) 13:24 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), ottavi di finale (1 -8 serie) 13:48 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), quarti di finale 14:00 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), quarti di finale 14:05 – Biathlon – Staffetta mista (X), GARA DA MEDAGLIE 14:12 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), semifinali 14:19 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), semifinali 14:26 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), finale B 14:29 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (D), finale 14:36 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), finale B 14:39 – Snowboard – Slalom gigante parallelo (U), FINALE 14:35 – Curling – Misto, preliminari: Canada – Svezia 14:35 – Curling – Misto, preliminari: Regno Unito – Svizzera 14:35 – Curling – Misto, preliminari: Stati Uniti – Estonia 14:35 – Curling – Misto, preliminari: Italia – Repubblica Ceca 16:00 – Pattinaggio di velocità – 5000 m (U), GARA DA MEDAGLIE 16:40 – Hockey su ghiaccio – Donne, Gruppo B: Francia – Svezia 17:00 – Slittino – Singolo (U), 3 manche 18:32 – Slittino – Singolo (U), GARA DA MEDAGLIE 19:05 – Curling – Misto, preliminari: Italia – Regno Unito 19:05 – Curling – Misto, preliminari: Stati Uniti – Svezia 19:05 – Curling – Misto, preliminari: Svizzera – Norvegia 19:05 – Curling – Misto, preliminari: Canada – Corea del Sud 19:30 – Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X), libero coppie 19:30 – Snowboard – Big Air (D), qualificazioni 20:45 – Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X), libero donne 21:10 – Hockey su ghiaccio – Donne, Gruppo A: Repubblica Ceca – Finlandia 21:55 – Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X), libero uomini 23:00 – Pattinaggio artistico – Gara a squadre (X), classifica generale Questo il programma di lunedì 9 settembre delle Olimpiadi di Milano-Cortina 10:05 Curling – Misto, preliminari: Svizzera-Canada 10:05 Curling – Misto, preliminari: Italia-Stati Uniti 10:05 Curling – Misto, preliminari: Norvegia-Corea del Sud 10:05 Curling – Misto, preliminari: Repubblica Ceca-Estonia 10:30 Sci alpino – Combinata a squadre (U), GARE DA MEDAGLIA 12:10 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo B: Giappone-Italia 12:30 Sci freestyle – Slopestyle (D), FINALE 16:40 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo B: Germania-Francia 17:00 Slittino – Singolo (D), 1 manche 17:30 Pattinaggio di velocità – 1000 m (D), GARE DA MEDAGLIA 18:05 Curling – Misto, semifinale: N.N.-N.N. 18:05 Curling – Misto, semifinale: N.N.-N.N.

18:43 Slittino – Singolo (D), 2 manche 19:00 Salto con gli sci – Trampolino piccolo (U), GARE DA MEDAGLIA 19:20 Pattinaggio artistico – Danza su ghiaccio (X), programma corto 19:30 Snowboard – Big Air (D), FINALE 20:40 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo A: Svizzera-Stati Uniti 21:10 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo A: Canada-Repubblica Ceca

Giovanni Bachelet: le firme, la Cassazione e ciò che si muove sotto la cresta dell’onda

La campagna referendaria entra nel vivo, tra incontri, assemblee e un clima che segnala fermento diffuso. Una recente ordinanza della Cassazione ha riportato al centro il tema delle firme e della sovranità popolare. Ne parliamo con Giovanni Bachelet, presidente del Comitato per il No al referendum.

Professore, buongiorno. So che in questi giorni è continuamente in giro, tra manifestazioni e incontri. La campagna sta entrando nel vivo e, parlando con le persone, si avverte che sotto la cresta dellonda qualcosa si muove. Partiamo da qui: che idea si è fatto della decisione della Cassazione?

Sì, qualcosa d’importante si muove. Come nel caso del TAR, attendevo l’esito con rispetto e curiosità. Ma, una volta conosciuta l’ordinanza, credo che il commento più vero non sia tecnico. È arrivato pochi minuti dopo, in forma privata, dalla mia consuocera Laura: “È la prima volta in vita mia – ha detto – che firmo qualcosa che ha successo”.

In questa frase c’è il senso profondo della decisione. La Cassazione ha riconosciuto che le 500mila firme non sono un elemento accessorio o formale, ma un veicolo della sovranità popolare, sullo stesso piano dell’iniziativa parlamentare.

In effetti, l’ordinanza della Suprema Corte sembra parlare direttamente ai cittadini. È come se dicesse che partecipare non è inutile, che firmare conta davvero. È così?

Sì, ed è un messaggio molto importante. Le firme non sono un fastidio da tollerare né un inciampo procedurale. Sono uno strumento costituzionale attraverso cui la sovranità popolare prende parola.

Il segnale che arriva è chiaro: l’impegno civico può produrre effetti reali. In una fase in cui molti avvertono distanza e chiusura da parte delle istituzioni, questo riconoscimento ha un valore politico e democratico forte.

Veniamo allora alla politica. Palazzo Chigi sta pagando un prezzo per la fretta? Per quella corsa avviata dal Parlamento su una riforma che non ha ammesso confronto né emendamenti?

Un primo prezzo è già stato pagato. A metà gennaio, la scelta di fissare la data del voto al 22-23 marzo senza alcuna condivisione con l’opposizione – come invece era sempre accaduto in passato – ha prodotto un effetto immediato: in tre o quattro giorni le firme sono passate da 300mila a mezzo milione.

Il prezzo più significativo, però, lo vedremo il giorno del voto. Perseverare in una logica di forzatura e di prepotenza istituzionale ha sempre un costo politico. E prima o poi, nello scenario della battaglia referendaria, quel costo finirà per emergere.

Milano Cortina, Lorenzo Fontana: violenze da condannare senza se

Roma, 8 feb. (askanews) – “Esprimo la mia vicinanza e solidarietà alle Forze dell’ordine che, ancora una volta, si ritrovano ad affrontare scontri e aggressioni da parte di alcuni manifestanti. Addirittura, contro le Olimpiadi di Milano-Cortina. Immagini che nessuno vorrebbe vedere, gesti violenti da condannare senza se e senza ma. Un abbraccio a chi si adopera per la riuscita dei Giochi e deve affrontare anche queste situazioni assurde”. Così afferma il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in un post sui social network.

Meloni: chi manifesta contro le Olimpiadi è nemico dell’Italia

Roma, 8 feb. (askanews) – “Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata. Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani, che manifestano ‘contro le Olimpiadi’, facendo finire queste immagini sulle televisioni di mezzo mondo. Dopo che altri hanno tranciato i cavi della ferrovia per impedire ai treni di partire”. Così afferma in un post sui social la presidente del consiglio, Giorgia Meloni. “Solidarietà, ancora una volta, alle Forze dell’ordine, alla città di Milano, e a tutti coloro che vedranno il loro lavoro vanificato da queste bande di delinquenti”, aggiunge.

Milano-Cortina, il medagliere dopo la prima giornata

Roma, 8 feb. (askanews) – Questo il medagliere dopo la prima giornata dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina

Medagliere # Paese O A B Tot 1 Giappone 1 1 1 3 1 Italia 1 1 1 3 1 Norvegia 1 1 1 3 4 Svezia 1 1 0 2 5 Svizzera 1 0 0 1 6 Slovenia 0 1 0 1 7 Canada 0 0 1 1 7 Cina 0 0 1 1

Paesi senza medaglia: Albania, Andorra, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaigian, Belgio, Benin, Bolivia, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Cile, Cipro, Colombia, Corea del Sud, Croazia, Danimarca, Ecuador, Emirati Arabi Uniti, Eritrea, Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Giamaica, Grecia, Guinea Bissau, Haiti, Hong Kong, India, Iran, Irlanda, Islanda, Israele, Kazakistan, Kirghizistan, Kosovo, Lettonia, Libano, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Madagascar, Malesia, Malta, Marocco, Messico, Moldavia, Monaco, Mongolia, Montenegro, Nigeria, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Pakistan, Polonia, Porto Rico, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, San Marino, Serbia, Singapore, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Taiwan, Thailandia, Trinidad e Tobago, Turchia, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Uzbekistan, Venezuela.

Calcio, risultati serie A, oggi in campo Inter e Juventus

Roma, 8 feb. (askanews) – Sfuma il successo in rimonta per la Fiorentina che ribalta la gara ma poi subisce il pari del Toro nel recupero. Finisce 2-2 l’ultimo anticipo della 24esima giornata. Parte in salita la gara della squadra di Vanoli: al 26′ i granata si portano in vantaggio grazie a un gol di Casadei. Nella ripresa la Fiorentina alza il ritmo e in 6′ la ribalta: Salomon accorcia le distanze e poi Kean trova la rete del vantaggio. Il Toro ci prova e nel recupero trova il 2-2 con Maripan. Questi i risultati e la classifica:

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, Genoa-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 2-2, domenica 8 febbraio ore 12.30 Bologna-Parma, ore 15 Lecce-Udinese, ore 18 Sassuolo-Inter, ore 20.45 Juventus-Lazio, lunedì 9 febbraio ore 18.30 Atalanta-Cremonese, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 55, Milan 50, Napoli 49, Juventus 45, Roma 43, Como 41, Atalanta 36, Lazio, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma, Cremonese e Genoa 23, Lecce, Fiorentina 18, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Milano-Cortina, gli azzurri in gara oggi

Roma, 8 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara oggi, domenica 8 febbraio, alle Olimpiadi di Milano-Cortina:

09:00 – 10:30 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, qualificazioni – Livigno Snow Park Elisa Caffont, Jasmin Coratti, Lucia Dalmasso, Sofia Valle

09:30 – 10:55 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, qualificazioni – Livigno Snow Park Maurizio Bormolini, Mirko Felicetti, Roland Fischnaller, Aaron March

11:30 – 13:40 – Sci alpino – Discesa D – Tofane Alpine Skiing Centre Federica Brignone, Nicol Delago, Sofia Goggia, Laura Pirovano

12:30 – 13:50 – Sci di fondo – Skiathlon U – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Elia Barp, Martino Carollo, Davide Graz, Federico Pellegrino

13:00 – 13:20 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, ottavi di finale – Livigno Snow Park

13:24 – 13:44 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, ottavi di finale – Livigno Snow Park

13:48 – 13:58 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, quarti di finale – Livigno Snow Park

14:00 – 14:10 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, quarti di finale – Livigno Snow Park

14:05 – 15:40 – Biathlon – Staffetta mista – Anterselva Biathlon Arena Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer

14:12 – 14:17 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, semifinali – Livigno Snow Park

14:19 – 14:24 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, semifinali – Livigno Snow Park

14:26 – 14:31 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, finali – Livigno Snow Park

14:35 – 16:35 – Curling – Fase a gironi doppio misto: Italia-Repubblica Ceca – Cortina Curling Olympic Stadium Stefania Constantini, Amos Mosaner

14:36 – 14:41 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, finali – Livigno Snow Park

16:00 – 18:00 – Pattinaggio di velocità – 5000 m U – Milano Ice Park Davide Ghiotto, Riccardo Lorello, Michele Malfatti

17:00 – 18:00 – Slittino – Singolo U, Heat 3 – Cortina Sliding Centre Leon Felderer, Dominik Fisch­naller, Alex Gufler

18:34 – 19:30 – Slittino – Singolo U, Heat 4 – Cortina Sliding Centre Leon Felderer, Dominik Fisch­naller, Alex Gufler

19:05 – 21:05 – Curling – Fase a gironi doppio misto: Italia-Gran Bretagna – Cortina Curling Olympic Stadium Stefania Constantini, Amos Mosaner

19:30 – 21:45 – Snowboard – Big Air D, qualificazioni – Livigno Snow Park

Dal sindacato alla politica: le tracce indelebili dell’azione di Franco Marini

Una lezione che resiste al tempo

Franco Marini non c’è più da cinque anni ma la modernità del pensiero, della cultura e della tradizione del cattolicesimo sociale restano intatti. Anzi, proprio di fronte alla perdurante crisi culturale di una politica sempre più autoreferenziale, personale e leaderistica, rileggere il magistero politico – nonché culturale, sociale ed istituzionale – di chi ha saputo imprimere un segno nel dibattito politico italiano, è un esercizio utile se non addirittura indispensabile.

E questo per la semplice ragione che, ieri come oggi, la politica ha un senso e può svolgere una reale funzione solo se è ancorata ed espressione di una cultura politica.

Politica come cultura e rappresentanza

Dopodiché, come ovvio e persino scontato, sono necessari altri ingredienti: da una robusta, qualificata ed autorevole classe dirigente ad un progetto e ad una visione da mettere in campo; da un riconosciuto radicamento territoriale ad una chiara ed esplicita rappresentatività sociale e culturale.

Quelli che un tempo si chiamavano semplicemente “pezzi di società” da rappresentare nell’agone politico.

Dal sindacato alle istituzioni

Ora, e partendo proprio dalla concreta esperienza prima e a lungo nel sindacato Cisl come dirigente nazionale e poi come leader politico di partito e di governo e anche come esponente di primo piano delle istituzioni, il leader abruzzese ha saputo imprimere una sterzata decisiva ai fini di una presenza attiva, protagonista e mai gregaria del pensiero cattolico sociale nelle dinamiche concrete della vita pubblica italiana. E cioè:

– difendere e promuovere i ceti popolari e meno abbienti nelle sedi politiche ed istituzionali deputate;

– rafforzare la qualità della democrazia difendendo i principi costituzionali, dove il contributo della tradizione e della cultura del cattolicesimo popolare e sociale è stato decisivo nonché significativo;

– rafforzare la democrazia nel sindacato e nei partiti, dove l’hanno visto per molti anni protagonista e leader indiscusso;

– infine, una modalità laica e sempre rispettosa nel declinare concretamente l’ispirazione cristiana nelle dinamiche politiche.

Principi, valori, stile

Principi, valori e uno stile chiari ed inequivoci che hanno fatto di Marini, come di altri leader e statisti di quella cultura politica – da Carlo Donat-Cattin a Guido Bodrato – un punto di riferimento importante e miliare nella storia e nel cammino concreto del cattolicesimo sociale. Una cultura, un pensiero, una storia ed una tradizione che non possono essere banalmente e qualunquisticamente archiviati.

Contro il nulla della politica”

Anche di fronte al “nulla della politica”, per dirla con una felice espressione di Mino Martinazzoli pronunciata molti anni fa e che, purtroppo, continua ad essere quantomai attuale.

Ma per ridare smalto ed un ruolo a questa cultura e a questa tradizione, e per ricordare anche la concreta esperienza di un uomo come Franco Marini, non ci si può ridurre a giocare un ruolo gregario, politicamente ininfluente e culturalmente irrilevante.

O protagonisti o gregari

“I cattolici indipendenti eletti nelle liste del Pci” non erano il suo modello preferito come, del resto, non lo erano le presenze passive e del tutto testimoniali in altri partiti.

Amava dire che nella politica, come nel sindacato, “o si è protagonisti o si è gregari”. Un protagonismo, però, né arrogante né presuntuoso. Ma, al contrario, un protagonismo politico, culturale e sociale.

Questa è la lezione concreta che dobbiamo trarre, oggi, da una persona che ha saputo segnare da protagonista la storia, il cammino e il percorso difficile ma entusiasmante del cattolicesimo sociale nella vita pubblica del nostro Paese.

Il “Futuro europeo” contro il “Futuro nazionale” di Vannacci

Una novità…già vista

Sulla nascita del nuovo partito di Roberto Vannacci, dichiaratamente anti-democratico e anti-egualitario, si è già detto molto. E temo se ne dirà ancora. Mi accodo, in punta di piedi.

Nel 1995 il Movimento Sociale Italiano in, con la svolta di Fiuggi e la leadership di Gianfranco Fini, decise di cambiare nome: da MSI ad Alleanza Nazionale. Un passaggio pensato per prendere le distanze dall’eredità fascista di un partito fondato nel 1946 da esponenti della Repubblica Sociale Italiana, tra cui Giorgio Almirante, Pino Romualdi e Arturo Michelini.

La mossa fu politicamente accorta: liberarsi degli “odori” del fascismo storico e avvicinarsi al centro elettorale moderato, allora egemonizzato da Berlusconi. I risultati arrivarono: dal 5% circa del MSI si passò a oltre il 13% di AN, con l’ingresso per la prima volta al governo.

Una strategia che Giorgia Meloni ha in larga parte ripreso, riuscendoci pienamente, e che oggi tenta di consolidare occupando porzioni di centro politico e sociale, anche grazie alla debolezza dell’opposizione.

L’“Ur-fascismo” secondo Umberto Eco

È singolare che proprio nel 1995, nello stesso anno della svolta di Fiuggi, Umberto Eco – intervenendo a un simposio alla Columbia University di New York – formulasse la sua celebre tesi sull’“Ur-fascismo”, il “fascismo eterno”.

Secondo Eco, il fascismo storico può morire, ma non muore la sua ideologia profonda: un insieme di abitudini culturali, istinti e pulsioni che riaffiorano ciclicamente. Patria e nazione assolutizzate, culto della tradizione e del capo carismatico, razzismo, populismo, disprezzo delle minoranze, ostilità verso gli omosessuali, uso strumentale della religione cattolica come leva identitaria. Mussolini, ricordava Eco, citava spesso Dio e non disdegnava di farsi chiamare “l’uomo della Provvidenza”.

Queste pulsioni, scriveva Eco, non scompaiono mai. Ci accompagnano. Forse aveva colto qualcosa di profetico – lui che da giovane aveva frequentato l’Azione cattolica e servito la Messa – ma soprattutto aveva colto nel segno.

Un Futuro nazionale” che guarda al passato

Con Vannacci non siamo di fronte a un progetto che guarda al futuro europeo, ma a un’operazione che rivendica un “Futuro nazionale” fondamentalmente rivolto all’indietro. Un partito personale, fondato e controllato dal suo leader, generale di formazione militare, affascinato da una visione putiniana del potere e da una concezione solitaria del comando.

È l’ennesimo partito-marchio, con il cognome del fondatore ben impresso sull’insegna. E forse dovremmo persino ringraziare il cielo che, questa volta, non si tratti dell’ennesimo partito di centro.

Una nuova destra dai valori antichi

Siamo a un quarto del Terzo millennio e ci troviamo davanti a una nuova sinistra e, parallelamente, a una nuova destra. Ma “nuova” solo nel calendario. I valori di fondo restano quelli delle destre storiche: identità gelose, territori da difendere, ossessione per la purezza etnica, paura del diverso.

Una destra che confida nella presa su un elettorato tricolore disperso, insicuro e spaventato, simile a quello di altri movimenti europei estremi, con lo sguardo rivolto al trumpismo e al nazionalismo statunitense del “Make America Great Again”. Una visione fuori dalla realtà geopolitica: un sovranismo solitario, ottocentesco, mescolato a razzismo e all’ossessione per la “sostituzione etnica” legata alle migrazioni.

È il “mondo al contrario” raccontato da Vannacci: non un mondo da comprendere e governare, ma da respingere in blocco perché incompatibile con le sue convinzioni personali. Le stesse che Eco avrebbe definito pulsioni del fascismo permanente: odio per le minoranze, esaltazione delle maggioranze, nostalgia littoria, regressione elevata a valore. Fino all’affermazione brutale secondo cui le persone omosessuali dovrebbero “farsi una ragione” perché “non sono normali”.

Lillusione sovranista nellera delle potenze globali

Questa destra guarda alle élite, ma mostra vuoti preoccupanti. Propone una chiusura identitaria tanto irrealistica quanto pericolosa, soprattutto di fronte a potenze globali come Stati Uniti, Russia e Cina. Pensare che uno Stato europeo possa affrontare da solo queste sfide è semplicemente ridicolo.

L’Europa è debole e divisa, ma proprio per questo ha bisogno di più integrazione, non di meno. Come ripete spesso Mario Draghi, in un contesto di “ordine globale defunto” l’alternativa è un federalismo pragmatico: senza di esso l’Unione rischia di essere sottomessa, divisa e deindustrializzata. Un’analisi rafforzata dagli interventi puntuali di Sergio Fabbrini sulle pagine del Sole 24 Ore.

Il grande assente: la povertà

C’è infine un’assenza che pesa più di tutte. Nel “Futuro nazionale” di Vannacci non trova spazio l’8,4% delle famiglie italiane – circa 5,7 milioni di persone – che, secondo l’Istat, vivono in povertà assoluta.

Un futuro che ignora questa realtà non è un progetto politico: è un esercizio ideologico.

Roma 1849. Quando la Repubblica formò la politica italiana

La crisi dello Stato pontificio e l’emergere della questione nazionale

La proclamazione della Repubblica romana il 9 febbraio 1849 fu l’esito di un processo politico complesso, maturato all’incrocio tra la crisi dello Stato pontificio, le dinamiche del Risorgimento italiano e le trasformazioni dell’Europa post-restaurativa. Più che una parentesi rivoluzionaria, l’esperienza repubblicana può essere letta come un laboratorio di formazione politica per un’intera generazione proveniente dalle fila del movimento nazionale e come uno snodo decisivo nel processo di secolarizzazione dello spazio pubblico.

Dopo il lungo pontificato di Gregorio XVI, segnato da censura, repressione del dissenso e condanna delle correnti cattolico-liberali – incarnate da figure come Rosmini, Gioberti e D’Azeglio – lo Stato pontificio appariva sempre più distante da una società in movimento. Questa linea accentuò il divario tra istituzioni e opinione pubblica, in un contesto europeo già investito dal processo di secolarizzazione e dalla crescente politicizzazione delle masse.

L’elezione di Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti) nel 1846 aprì inizialmente una fase di aspettative diffuse. Le prime riforme – l’amnistia per i detenuti politici, l’istituzione della Guardia civica, una maggiore apertura alla circolazione delle idee – sembrarono collocare il papato al centro di un possibile percorso riformatore. Tali concessioni, in parte sollecitate dalla pressione popolare, finirono per ampliare gli spazi di agibilità politica privandoli, tuttavia, di un solido assetto istituzionale capace di fronteggiare le contraddizioni che il nuovo principio di nazionalità faceva emergere.

Il 1848 e il fallimento della mediazione riformista

Il 1848 rese questa ambiguità insostenibile. La concessione delle Costituzioni e la guerra contro l’Austria posero il pontefice di fronte a una scelta irreversibile, risolta con l’Allocuzione del 29 aprile 1848, che sancì la rottura con il movimento nazionale italiano. Si aprì così un vuoto politico che nessuna soluzione moderata riuscì più a colmare.

In questo contesto si colloca la figura di Pellegrino Rossi, giurista di formazione europea e interprete di un estremo tentativo di riforma dello Stato pontificio. Rossi fu progressivamente schiacciato da una duplice delegittimazione: considerato troppo conservatore dai democratici e dai repubblicani, e al tempo stesso eccessivamente liberale dai settori più reazionari. Il suo assassinio, avvenuto il 15 novembre 1848, segnò il fallimento definitivo di ogni ipotesi di riforma dall’interno e accelerò la radicalizzazione dello scontro. La responsabilità dell’omicidio venne attribuita a Luigi Brunetti, figlio del capopopolo Angelo Brunetti detto Ciceruacchio; entrambi saranno fucilati durante la fuga verso il Veneto, divenendo figure simboliche di quella stagione rivoluzionaria.

Roma come spazio politico e laboratorio generazionale

La fuga di Pio IX a Gaeta e l’attivismo diplomatico del cardinale Giacomo Antonelli per ottenere l’intervento delle potenze cattoliche europee contribuirono ad acuire il conflitto. Roma divenne così il punto di convergenza dei democratici italiani, trasformandosi in uno spazio politico di straordinaria intensità. Figure centrali del movimento nazionale democratico, come Mazzini, Garibaldi, Mameli, Pisacane, Saffi, Armellini, insieme a molti altri, trovarono nella capitale un luogo di sperimentazione concreta di pratiche politiche, di confronto ideologico e di mobilitazione popolare.

Le elezioni del 21 e 22 gennaio 1849 e la convocazione dell’Assemblea costituente segnarono un passaggio decisivo: la sovranità popolare, le libertà civili e religiose, l’ampliamento della partecipazione politica – con un coinvolgimento significativo anche del mondo femminile – ridefinirono linguaggi e orizzonti della politica.

Costituzione, sacrificio e sconfitta

La Costituzione del 3 luglio 1849, promulgata dalla loggia del Campidoglio, pur soffocata dall’intervento militare francese, rappresentò uno dei testi costituzionali più avanzati dell’Ottocento. In essa si affermavano principi destinati a riemergere nella Carta repubblicana del 1948.

Anche la restaurazione del potere pontificio non riuscì a cancellarne l’impatto culturale e simbolico, né a rimuovere la frattura prodotta nel rapporto tra autorità religiosa e modernità politica.

Il 1849 romano fu anche un luogo di sacrificio. Goffredo Mameli, poeta dell’inno nazionale, trovò proprio a Roma la morte durante la difesa della Repubblica, incarnando emblematicamente la saldatura tra idealismo, impegno politico e azione militare che caratterizzò quella stagione.

Memoria civile e luoghi del 1849

Il volume di Monsagrati, “Roma senza papa. La Repubblica romana del 1849”, resta un classico imprescindibile per comprendere il carattere di apprendistato democratico dell’esperienza repubblicana. La memoria di quella stagione ha continuato a sedimentarsi nel tempo anche attraverso il cinema di Luigi Magni, la cui trilogia romana – “Nell’anno del Signore” (1969), “In nome del Papa Re” (1977), “In nome del popolo sovrano” (1990) – ha restituito con straordinaria efficacia la complessità dello Stato pontificio e della Repubblica tra Restaurazione e ideali risorgimentali, mostrando al grande pubblico la dimensione umana e politica della transizione.

Accanto alla storiografia e al cinema, anche i luoghi della memoria svolgono un ruolo essenziale. Il Museo della Repubblica romana al Gianicolo e il Mausoleo Ossario Garibaldino, che accoglie i resti dei caduti nelle battaglie per Roma dal 1849 al 1870, costituiscono oggi spazi di sedimentazione della memoria civile.

Conclusione

A oltre un secolo e mezzo di distanza, la Repubblica romana continua a interrogare il presente, in quanto resta un osservatorio privilegiato per comprendere non solo la genesi della modernità politica italiana, ma anche i processi di formazione di una classe dirigente democratica, maturata all’interno del movimento nazionale, destinata a lasciare un’impronta duratura nella storia italiana.

Michele Federico Sciacca, un pensatore controcorrente

Un maestro inquieto e dialogante

«Non posso fare a meno di comunicare con gli altri, con i giovani, con quanti hanno interesse a discutere certi problemi; è necessità mia fecondare degli spiriti, suscitare problemi e sentirmi fecondato dagli altri», diceva di sé Michele Federico Sciacca, morto a Genova il 24 febbraio 1975 dopo una vita trascorsa nell’insegnamento universitario.

Maestro venerato e temuto da generazioni di studiosi, il filosofo siciliano (era nato a Giarre, presso Catania, nel 1908) viene ricordato nel convegno “Attualità di un pensatore nel 50° della morte”, organizzato giovedì 19 e venerdì 20 febbraio presso i Musei Diocesani Carlo Maria Martini di Milano dal Centro Internazionale di Studi Rosminiani, insieme ai tanti enti culturali e accademici legati in qualche modo alla sua vita.

 

Unimpronta profonda nel Novecento italiano

Dalle università di Pavia e di Genova (in cui fu docente dal 1946 alla morte) ai centri di studi di Gallarate e di Bolzano, dei quali fu cofondatore e animatore, senza dimenticare i periodici quali “Città di Vita”, “Giornale di metafisica”, “Humanitas” e “Rivista Rosminiana”, da lui fondati o diretti: ovunque rimane, a mezzo secolo di distanza, la traccia lasciata dalla forte personalità di Sciacca nel panorama culturale italiano del Novecento.

Un cattolico critico, fedele e scomodo

Intellettuale davvero “scomodo”, perché immune dalle allucinazioni sul trionfo inevitabile del marxismo o sull’ineluttabilità del pensiero debole portate avanti da molti suoi contemporanei, Sciacca è stato a lungo vittima di un immeritato oblio anche nel mondo cattolico di allora, al quale non lesinò critiche analoghe a quelle dell’ultimo Maritain, senza mai diminuire la propria assoluta fedeltà alla Chiesa.

 

Rosmini e il sistema della verità”

Proprio nel servizio della Chiesa alle prese con le sfide della modernità, Sciacca promosse la riscoperta e la rilettura dinamica del pensiero di Antonio Rosmini, in cui individuò quel “grande e fedele maestro” – come lo definirà Giovanni Paolo II – autore di un efficace “sistema della verità”, capace di confrontarsi con le filosofie contemporanee figlie del pensiero debole, del post-umanesimo e della “morte di Dio”.

In questa chiave si colloca anche la fondazione, nel 1966 a Stresa, del Centro Internazionale di Studi Rosminiani, di cui fu il primo presidente, riunendo nella casa in cui visse lo stesso Rosmini un importante archivio storico, una biblioteca specializzata, un museo e una casa editrice per dare fomento agli studi sul grande Roveretano. Le iniziative da lui intraprese hanno dato nuovo e fondamentale impulso a quel processo, lento ma inarrestabile, culminato nella Nota dottrinale del 2001 con cui la Congregazione per la Dottrina della Fede ha chiarito l’ortodossia delle teorie di Rosmini, permettendo la sua beatificazione nel 2007.

Il convegno

Il convegno, aperto dal card. Angelo Bagnasco, sarà concluso dallo scrittore Marcello Veneziani, con la partecipazione di numerosi relatori dal mondo accademico. L’ingresso è libero.

 

Per il programma clicca qui

’L’immaginario mediterraneo nella storia d’Italia’ di Claudio Fogu

Roma, 7 feb. (askanews) – A dispetto dei tempi, ‘L’immaginario mediterraneo nella storia d’Italia’ di Claudio Fogu, ordinario di Italian Studies alla University of Southern California Santa Barbara, sollecita la riflessione ad andare oltre la contingenza e a ipotizzare una ‘mediterraneizzazione’ dell’Europa, nutrendo il concetto di ‘emporion’, quella rete intrisa di sincretismo e meticciato etnico-culturale che ha saputo costruire ponti; al posto di quei confini frutto di un processo che ha ancorato l’Italia al nord Europa dopo aver ‘spaccato’ lo Stivale in due, marginalizzandone il Sud.

Docente da trent’anni negli Usa, italiano con cittadinanza americana, Fogu racconta il suo libro e risponde a domande sulla stretta attualità a cavallo oggi tra il “capitalismo americano” alla Donald Trump il cui modello “non è Adam Smith ma Las Vegas” e un’Europa sotto scacco di sovranismi e nazionalismi.

Nel documento pubblicato dalla casa Bianca sulla Strategia per la sicurezza nazionale, Trump sostiene che ‘L’America è forte e di nuovo rispettata perché stiamo seminando la pace in tutto il mondo… è un Paese più sicuro, più ricco, più libero, più grande e più potente che mai’. L’America reale ci crede o qualcosa sta cambiando e cosa? “Il fenomeno Trump non può misurarsi con il crederci o non crederci. Trump è un classico giocatore d’azzardo che conosce l’arte del bluff quanto quella del perdere su un tavolo e rilanciare quindi su di un altro. È la cartina tornasole di un capitalismo americano che avendo già perso la partita globale con la Cina rivela finalmente che il suo modello non è Adam Smith ma Las Vegas. Una parte del paese – afferma Fogu – avendo creduto che la ‘caduta del muro di Berlino’ avesse significato la ‘fine della storia’ e l’apertura di una Pax Americana definitiva, si trova quindi spaventata e rancorosa rispetto alla fine del sogno Americano e cerca un eroe che la riscatti. Trump è l’immagine più pura di quello che il mondo ha sempre pensato degli americani; ora gli americani hanno finalmente la possibilità di rispecchiarsi in essa, e, naturalmente, una buona parte di essi (per fortuna la maggioranza) ne è orripilata, ma sa anche che in quell’immagine c’è un fondo di verità. L’America trumpiana vuole scrollarsi di dosso l’ossequio e il debito culturale che per secoli ha coltivato nei confronti dell’Europa, né più né meno come fece l’Impero Romano quando voltò le spalle al Mediterraneo greco degli empori per gettare la sua ragnatela imperiale trasformandolo in Mare Nostrum. L’Europa dovrebbe oggi giocare il ruolo che Cartagine giocò nel disperato tentativo di correggere la marcia romana verso l’Imperium, chiedendo aiuto, consiglio e ausilio ai nostri fratelli mediterranei, africani e asiatici”.

In questo momento di sovranismi e nazionalismi, in un’Europa in cui il discorso pubblico ha sdoganato la re-migrazione, il libro invita a tornare a riflettere sulla costruzione europea, mediterraneizzando l’Europa. Che significa? “Il punto di partenza del mio libro sta nel riconoscere che l’idea tanto quanto il nome stesso ‘Mediterraneo’ sono frutto della mente coloniale europea, quella cinquecentesca che, mentre andava alla conquista di territori oltre oceano, territorializzava con questo nome i tanti mari che fino a quel momento avevano portato nomi locali. L’Impero di Filippo II di braudeliana memoria creava così un Mare Nostrum europeo che, anche senza mai cadere sotto il suo esclusivo controllo è rimasto sempre un ‘lago cristiano’. Per gli arabi e i turchi che si affacciano su questo stesso mare, esso rimane il ‘mare bianco’ o il ‘mare dei Rom’, cioè dei romani-latini-cristiani. Dico questo per chiarire che ogni volta che si parla di Mediterraneo o di mediterraneità dobbiamo sempre ricordarci di questa matrice originaria di stampo territorializzante e coloniale. Ma bisogna anche riconoscere l’altro polo entro cui oscilla l’immaginario mediterraneo, quello che io chiamo dell’emporion, e cioè del sincretismo e meticciato etnico-culturale, del senso di comune appartenenza ad uno spazio di interazione costante (che può ovviamente portare anche allo scontro). In una parola, dell’identità che si forma non ‘radicandosi’ nella territorialità ma nell’incontro con gli altri. Il mare aliorum (mare ‘di’ altri) che oggi ci spaventa è l’altra matrice della mediterraneità verso cui l’Europa può e deve orientarsi.

Qual è il ruolo che può assumere l’Italia? “Il mio invito a mediterraneizzare l’Europa, raccolto e amplificato a Palermo anche da Leoluca Orlando, significa prima di tutto ricordare all’Italia che essa può giocare un ruolo primario nell’opporre la matrice mediterranea a quella sovranista che sta investendo l’Europa, non solo adottando finalmente il principio dello jus soli ma andando molto oltre ad esso, nella direzione che Luigi Einaudi auspicava nel 1919 difronte alla crisi di Fiume e dalla quale Altiero Spinelli partì nel concepire il manifesto di Ventotene: ‘Occorre, scriveva Einaudi, creare il meccanismo che riunirà tutti i popoli del mondo in un’unica rete, che, privandoli a poco a poco di parti della loro sovranità, li abituerà all’idea degli Stati Uniti del Mondo’. Le parole chiave qui sono ‘poco a poco’. Il pensiero a rete mediterranea deve saper erodere gradualmente l’idea di identità e sovranità legata alla ‘cittadinanza’ a favore di una poetica delle relazioni tra i popoli, senza però ricadere in forme premoderne di sudditanza”.

Milano-Cortina, il medagliere dopo la prima giornata

Roma, 7 feb. (askanews) – Questo il medagliere dopo la prima giornata dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina Pos. Paese Oro Ar Br Tot 1 Italia 1 1 1 3 2 Svezia 1 1 0 2 3 Svizzera 1 0 0 1 4 Norvegia 0 1 1 2 5 Canada 0 0 1 1

Paesi senza medaglie (0) Albania, Andorra, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaigian, Belgio, Benin, Bolivia, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Cile, Cina, Cipro, Colombia, Corea del Sud, Croazia, Danimarca, Ecuador, Emirati Arabi Uniti, Eritrea, Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Giamaica, Giappone, Grecia, Guinea Bissau, Haiti, Hong Kong, India, Iran, Irlanda, Islanda, Israele, Kazakistan, Kirghizistan, Kosovo, Lettonia, Libano, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Madagascar, Malesia, Malta, Marocco, Messico, Moldavia, Monaco, Mongolia, Montenegro, Nigeria, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Pakistan, Polonia, Porto Rico, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, San Marino, Serbia, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Taiwan, Thailandia, Trinidad e Tobago, Turchia, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Uzbekistan, Venezuela.

Calcio, risultati serie A, Napoli a -1 dal Milan

Roma, 7 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Genoa-Napoli 2-3

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, Genoa-Napoli 2-3, ore 20.45 Fiorentina-Torino, domenica 8 febbraio ore 12.30 Bologna-Parma, ore 15 Lecce-Udinese, ore 18 Sassuolo-Inter, ore 20.45 Juventus-Lazio, lunedì 9 febbraio ore 18.30 Atalanta-Cremonese, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 55, Milan 50, Napoli 49, Juventus 45, Roma 43, Como 41, Atalanta 36, Lazio, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 26, Parma, Cremonese e Genoa 23, Lecce 18, Fiorentina 17, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Treni, Salvini: i boicottaggi sono gravissimi atti di terrorismo

Roma, 7 feb. (askanews) – “Gravissimo. Tra scioperi selvaggi, blocchi dei binari e delle stazioni, boicottaggi e veri e propri atti di terrorismo, le provano tutte per danneggiare l’Italia. Eppure sono anni in cui sulla rete ferroviaria registriamo il massimo storico di cantieri, investimenti, treni circolanti e passeggeri trasportati. L’Italia fatta dalle persone di buona volontà corre, come dimostrano queste straordinarie Olimpiadi fortemente volute dalla Lega, perché è piu forte dell’odio e della violenza di pochi criminali. E nessuno più li giustifichi o li chiami “bravi ragazzi”…Avanti, senza paura”. Lo scrive sui social il vicepremier ministro di Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, segretario della Lega.

Milano-Cortina, gli azzurri in gara domani

Roma, 7 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara domani, domenica 8 febbraio febbraio, alle Olimpiadi di Milano-Cortina:

09:00 – 10:30 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, qualificazioni – Livigno Snow Park Elisa Caffont, Jasmin Coratti, Lucia Dalmasso, Sofia Valle

09:30 – 10:55 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, qualificazioni – Livigno Snow Park Maurizio Bormolini, Mirko Felicetti, Roland Fischnaller, Aaron March

11:30 – 13:40 – Sci alpino – Discesa D – Tofane Alpine Skiing Centre Federica Brignone, Nicol Delago, Sofia Goggia, Laura Pirovano

12:30 – 13:50 – Sci di fondo – Skiathlon U – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Elia Barp, Martino Carollo, Davide Graz, Federico Pellegrino

13:00 – 13:20 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, ottavi di finale – Livigno Snow Park

13:24 – 13:44 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, ottavi di finale – Livigno Snow Park

13:48 – 13:58 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, quarti di finale – Livigno Snow Park

14:00 – 14:10 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, quarti di finale – Livigno Snow Park

14:05 – 15:40 – Biathlon – Staffetta mista – Anterselva Biathlon Arena Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer

14:12 – 14:17 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, semifinali – Livigno Snow Park

14:19 – 14:24 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, semifinali – Livigno Snow Park

14:26 – 14:31 – Snowboard – Slalom gigante parallelo D, finali – Livigno Snow Park

14:35 – 16:35 – Curling – Fase a gironi doppio misto: Italia-Repubblica Ceca – Cortina Curling Olympic Stadium Stefania Constantini, Amos Mosaner

14:36 – 14:41 – Snowboard – Slalom gigante parallelo U, finali – Livigno Snow Park

16:00 – 18:00 – Pattinaggio di velocità – 5000 m U – Milano Ice Park Davide Ghiotto, Riccardo Lorello, Michele Malfatti

17:00 – 18:00 – Slittino – Singolo U, Heat 3 – Cortina Sliding Centre Leon Felderer, Dominik Fisch­naller, Alex Gufler

18:34 – 19:30 – Slittino – Singolo U, Heat 4 – Cortina Sliding Centre Leon Felderer, Dominik Fisch­naller, Alex Gufler

19:05 – 21:05 – Curling – Fase a gironi doppio misto: Italia-Gran Bretagna – Cortina Curling Olympic Stadium Stefania Constantini, Amos Mosaner

19:30 – 21:45 – Snowboard – Big Air D, qualificazioni – Livigno Snow Park

Governo cambia quesito referendum ma non la data. Ok dal Colle: ma rispetto per Cassazione

Roma, 7 feb. (askanews) – Il lungo testo dell’ordinanza era stato condiviso già ieri sera nella chat con i ministri. Ma la convocazione del Cdm in un sabato mattina arriva inaspettata anche per i responsabili dei vari dicasteri. Il governo sceglie di affrontare subito il problema aperto ieri dalla decisione dell’Ufficio centrale della Corte di Cassazione di accogliere il nuovo quesito per la riforma del referendum sulla Giustizia nella versione proposta da quindici giuristi promotori della raccolta delle firme di 500mila cittadini.

A palazzo Chigi, in una riunione che dura mezz’ora, ci sono in presenza Giorgia Meloni, il sottosegretario Alfredo Mantovano, i ministri Antonio Tajani, Francesco Lollobrigida, Andrea Abodi, Eugenia Roccella. In cinque si collegano dalla Prefettura di Milano (Piantedosi, Nordio, Santanché, Giuli e Casellati), ai quali si aggiungono, sempre da remoto, Tommaso Foti (da Piacenza), Luca Ciriani (da Pordenone), Adolfo Urso (da Bolzano).

Ed è la presidente del Consiglio a prendere subito la parola per spiegare in che modo si intende procedere: ossia con una precisazione del quesito, come indicato dalla stessa ordinanza, senza però toccare la data della consultazione che resta, come già previsto, fissata per il 22 e 23 marzo. “Riteniamo non ci siano ragioni per uno slittamento, se ci dovessero essere ricorsi vedremo”, avrebbe tagliato corto Meloni. Dopo è Mantovano a entrare nel merito dell’ordinanza: spiega di essersi confrontato con gli uffici e che, appunto, è sufficiente correggere il testo del quesito, integrandolo con la specifica degli articoli della Costituzione interessati dalla riforma.

La presidente del Consiglio sente anche telefonicamente il capo dello Stato, che poche ore dopo firma il dpr, mentre dal Quirinale si fa sapere che il presidente Sergio Mattarella ha considerato la strada scelta dal governo come “ineccepibile”, la “più corretta” giuridicamente. E, tuttavia, dal Colle arriva anche un invito a tutti a “rispettare la Cassazione e le sue decisioni”.

Anche nel corso della stessa riunione dell’Esecutivo, riferiscono più fonti, sono vari gli interventi dei ministri, spesso indignati, che puntano l’attenzione proprio sulle motivazioni dell’ordinanza, con più di un accenno alla presenza in quell’ufficio da una parte di una ex parlamentare del Pd, Donatella Ferranti, e dall’altra di Alfredo Guardiano, schierato per il No alla riforma. In molti resta la convinzione che dietro ci sia un intento dilatorio, che l’obiettivo fosse quello di fare slittare la consultazione fino a metà aprile per dare più tempo ai contrari di raffozzarsi.

Sono però molti gli esponenti del centrodestra che sostengono in chiaro ciò che i ministri si sono detti nel chiuso della stanza del Consiglio. A far deflagrare la polemica politica è però soprattutto il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che fa esplicito riferimento a entrambi i componenti e sostiene che “basta dare uno sguardo ai giudici della Corte di Cassazione che hanno deciso la riformulazione del quesito” per “rendersi conto che non si può più attendere per ridare terzietà alla magistratura” votando, per l’appunto, sì al referendum. A puntare il dito, anche i penalisti che, con il presidente del comitato per il sì Francesco Petrelli, definiscono “un fatto grave e preoccupante che nell’elenco dei giudici che hanno assunto questa decisione compaiano magistrati che partecipano attivamente alle manifestazioni per il No o che hanno una storia pubblica chiaramente riconducibile a quelle posizioni”. A difendere il lavoro dei giudici è però il primo presidente della Cassazione, Pasquale D’Ascola, che interviene per puntualizzare che “le decisioni degli organi giudiziari possono essere sempre criticate sul piano tecnico con argomenti giuridici” ma “non sono tollerabili illazioni sul piano personale nei confronti dei giudici, che si risolvono in una delegittimazione della funzione giurisdizionale”.

Per la responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, certe affermazioni contro i magistrati vanno classificati nella categoria “prepotenze istituzionali” mentre per il suo collega di partito, Federico Fornaro vanno considerate alla stregua di “liste di proscrizione”. Con i giudici della Cassazione si schiera anche l’Anm. Certe dichiarazioni, dicono, “sono inaccettabili perché lesive della immagine e del ruolo della Corte” e “indignano quanti hanno a cuore le istituzioni democratiche del Paese, presidio di convivenza civile e di tutela dei diritti di tutti”.

America’s Cup,Schlein: solidarietà e vicinanza Pd al sindaco Manfredi

Roma, 7 feb. (askanews) – “Al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, la solidarietà e la vicinanza mia personale e di tutta la comunità del Pd per le offese minacciose ricevute oggi. Come sempre condanniamo con forza le manifestazioni che incitano alla violenza ed escono dalla normale e salutare dialettica democratica. Sosteniamo l’amministrazione di Napoli che sta facendo un lavoro straordinario per la città e per Bagnoli e ne difendiamo l’impegno. Caro Gaetano, siamo con te, vai avanti per rendere sempre più Napoli la città che merita di essere”. Lo dichiara la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein

Milano-Cortina, Lollobrigida oro nel pattinaggio velocità

Roma, 7 feb. (askanews) – Medaglia d’oro per Francesca Lollobrigida nei 3000 metri di pattinaggio velocità alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Una vittoria incredibile, ottenuta stabilendo anche il nuovo record olimpico. Quello di Francesca Lollobrigida è il primo oro nel pattinaggio di velocità al femminile nella storia azzurra. Le uniche vittorie erano stati quelli di Fabris e dell’inseguimento maschile a Torino 2006. L’unica atleta italiana ad aver vinto un oro olimpico nel giorno del suo compleanno era stata Antonella Palmisano a Tokyo, prima di Francesca Lollobrigida che oggi compie 35 anni. L’azzurra dopo il trionfo nei 3000 metri è andata subito a cercare il figlio per un abbraccio.

Olimpiadi, la blogger cinese a Milano: ecco come tifo per il Dragone

Milano, 7 feb. (askanews) – Yang Zhao è nata a Jilin ed è una nota blogger cinese, giunta a Milano proprio ieri, giornata di apertura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.

In abiti tradizionali, ci appare come il miglior sostenitore della squadra olimpica del Dragone.

“Ciao, mi chiamo Yang, sono cinese e ora vivo in Francia. Sono venuta a Milano per un evento TikTok qui in città”.

Le chiediamo se ha qualche passione tra i giochi invernali. Ci dice : lo sci. E ci racconta che numerosi atleti della squadra olimpica del suo Paese di provenienza giungono proprio dalla sua città natale, nella Manciuria meridionale.

“Vengo da una città chiamata Jilin. È una città nel nord-est della Cina, quindi d’inverno fa molto freddo, e dunque siamo bravi negli sport invernali, ovvero quelli che si svolgono sulla neve”.

Jilin è una delle città più antiche della Cina nord-orientale, con quattro famose montagne che la circondano.

La squadra olimpica cinese è davvero numerosa. La sosterrete?, le chiediamo. “Certo”.

E come si fa il tifo in cinese?

Ovvero “Forza squadra sportiva cinese!”

MUVE e Bevilacqua La Masa ad Arte Fiera con i loro atelier

Bologna, 7 feb. (askanews) – Ad Arte Fiera 2026 presente anche lo stand nato della collaborazione fra la Fondazione Bevilacqua La Masa e i Musei Civici di Venezia con le opere degli atelier degli artisti in residenza nelle due istituzioni. Il progetto lo ha raccontato ad askanews Camilla Mozzato, curatrice degli atelier d’artista: ” In questa mostra, Fondazione Bevilacqua La Masa, in collaborazione con i Musei Civici di Venezia, racconta il percorso appena iniziato di un gruppo di artisti selezionati, 28 per la precisione, 13 in residenza a Mestre e 15 in residenza a Venezia. Gli artisti sono appena arrivati negli atelier e dunque la presenza all’interno di uno stand di una fiera importante come quella di Bologna è davvero un punto importantissimo per l’inizio della loro carriera. La formula degli atelier della Bevilacqua La Masa, storicamente in collaborazione con i musei civici veneziani nello specifico negli spazi dell’Emeroteca dell’arte di Mestre, danno a gruppo di artisti davvero un’opportunità specialissima, quello di avere degli spazi in cui poter creare, sbagliare, riformulare, ridiscutere ed entrare in contatto con la pratica di altri colleghi e altre colleghe, affinché la definizione dell’artista che vogliono diventare domani sia più chiara. È un’occasione che capita davvero una volta nella vita: quella di avere la possibilità di progettare, di creare, appunto di riformulare senza l’obiettivo finale di un successo, ma solo nell’ottica di ragionare, pensare e capire dove si vuole andare”.

Rugby, Italia debutto da urlo al Sei Nazioni:18-15 alla Scozia

Roma, 7 feb. (askanews) – Il Sei Nazioni dell’Italia di Gonzalo Quesada incomincia con una vittoria pazzesca allo Stadio Olimpico di Roma, in un’atmosfera magica resa ancora più intrigante dalla pioggia battente. L’Italia vince 18-15: è un successo meritato per Paolo Garbisi e soci, che fermano gli scozzesi. Dopo le critiche rimediate a novembre a seguito di 2 sconfitte filate, la Scozia non riesce a risollevarsi da un periodo grigio nonostante il talento a disposizione, il prestigio e i tantissimi tifosi che seguono ovunque questa squadra sulle note di “Flowers of Scotland”. L’avvio dell’Italia è dirompente e disorienta la nazionale avversaria, che poi tenta la rimonta. Gli Azzurri, nonostante gli infortuni, partono alla grande e realizzano due mete nel primo quarto d’ora di gioco con Lynagh e Menoncello. Garbisi trasforma solo la seconda, ma poi segna la punizione del 15-7 che risponde alla meta scozzese di Dempsey. Nella ripresa altra meta ospite di Horne, ma il piede di Garbisi e la difesa commovente nel finale garantiscono la vittoria azzurra

Olimpiadi, la Milano antagonista scende in piazza con le Utopiadi

Milano, 7 feb. (askanews) – ProPal, No Ice, diverse realtà antagoniste milanesi contro gli sprechi dei Giochi Olimpici e ambientalisti. L’ormai abituale corteo del fine settimana ProPal, il primo con numeri di rilievo dopo la manifestazione di Torino, é partito da Piazzale Medaglie d’Oro a Milano riunendo diverse anime.

“Ice=SS”, “Giochi d’inverno, giochi d’inferno” tra gli slogan esposti durante il corteo, con riferimenti alle Utopiadi, le iniziative di contestazione dell’area antagonista contro i giochi olimpici Milano Cortina 2026. Performance musicali, canti sulla purezza della montagna e una esibizione per ricordare le centinaia di larici abbattuti per far spazio alla pista da bob dei Giochi Olimpici.

Il percorso del corteo nella zona Sud del centro cittadino, verso il quartiere Corvetto, in periferia con un passaggio in via Brembo, nei pressi di Corso Lodi e all’altezza della parte posteriore del Villaggio Olimpico.

Referendum, Bignami: bene attacchi Pd, confermano su Cassazione ho detto cose giuste

Roma, 7 feb. (askanews) – “Oggi è davvero una bella giornata perchè tanti esponenti del Partito Democratico mi hanno attaccato, che di solito significa che ho detto delle cose giuste. ‘La Meloni prende le distanze da Bignami’, ‘Bignami è la solita camicia nera fascista’. Sono le solite cose, in realtà. Ma che cosa ho detto di così giusto da farli arrabbiare più o meno tutti? Ho detto che è un pò strano che dei giudici di Cassazione, chiamati ad esprimersi su una richiesta del Comitato per il No, guarda caso diano ragione al Comitato per il No. E fin qui… poi vai a vedere e scopri che un giudice, non voglio fare il nome di Donatella Ferranti, era un deputato del Pd, un altro giudice tra qualche giorno andrà a un bel convegno e parlerà, ed è un convegno per il No; un altro giudice ancora ha scritto qualche tempo fa che bisogna essere contro il sorteggio”. In un video postato sui social il capogruppo Fdi Giangaleazzo Bignami controreplica alle critiche delle opposizioni e punta ancora piu’ dritto il dito contro i giudici della Cassazione che hanno accolto la richiesta dei giuristi di modificare il testo del quesito referendario.

“A me – contrattacca il presidente dei deputati Fdi- hanno insegnato al primo anno di giurisprudenza che il giudice dovrebbe essere terzo imparziale, invece qua abbiamo giudici già schierati per il No che, incredibile, danno ragione al Comitato per il No. Un altro buon motivo per votare sì”.

Al via le gare anche in Val di Fiemme, tante presenze e aria di festa

Val di Fiemme, 7 feb. (askanews) – La Val di Fiemme attende oltre 40 mila persone nei giorni di picco delle Olimpiadi, per le strade c’è aria di festa e le gare stanno già entrando nel vivo. Marco Selle, ex direttore tecnico della nazionale italiana di sci di fondo

“Abbiamo lavorato bene per tantissimo tempo. Sono state presi all’Olimpia e non c’era nessuna alternativa alla Val di Femme per far disputare le gare di salto, combinata nordica e soprattutto di sci di fondo”.

In arrivo le prime medaglie olimpiche al femminile dopo lo skiathlon, sarà la volta del salto dal trampolino Nh, tutte gare che promettono spettacolo. Pietro De Godenz, presidente del Comitato Nordic Ski.

“Sono convinto che le piste a detta degli atleti sia qui a Lago di Tesero che ai Trampolini sono perfette, il tempo sembra che ci aiuti quindi sicuramente speriamo solo in qualche soddisfazione anche dal punto di vista del medagliere.

Un’organizzazione già rodata da tre mondiali di sci di fondo e 500 gare di coppa del mondo, la Val di Fiemme si conferma come punto cardine di queste Olimpiadi diffuse.

“C’è tanta gente, meno male che sono tutti educati e gentili”.

La prima gara dello sci nordico femminile alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è un dominio scandinavo con oro e argento alla nazionale svedese e bronzo alla Norvegia.

FS: "Gravi danni da sabotaggio all’infrastruttura ferroviaria"

Roma, 7 feb. (askanews) – Il gruppo FS denuncia “gravi danni all’infrastruttura ferroviaria” questa mattina, “riconducibili ad azioni di sabotaggio, che hanno provocato disagi alla circolazione dei treni, attualmente in progressiva ripresa” sulla linea Ancona-Rimini, nell’area di Pesaro, e allo snodo di Bologna.

Con un comunicato, la società riferisce che sulla linea Ancona-Rimini, Qin prossimità di Pesaro, è stato segnalato un incendio doloso che ha interessato una cabina dedicata alla movimentazione di uno scambio. A seguito dell’intervento dei Vigili del Fuoco e dei rilievi effettuati dalle Autorità competenti, i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono intervenuti immediatamente – si legge – riuscendo a ripristinare uno dei due binari e a consentire la ripresa parziale della circolazione. Sono tuttora in corso le attività tecniche per il completo ripristino dell’infrastruttura danneggiata”.- “Un secondo episodio si è verificato a Bologna – prosegue il comunicato di FS – dove la sala operativa di RFI ha rilevato un’anomalia sulla bretella ferroviaria di collegamento tra la linea Bologna-Venezia e la stazione AV di Bologna. I tecnici di RFI, giunti tempestivamente sul posto, hanno accertato il danneggiamento doloso di alcuni cavi essenziali per i sistemi di circolazione e hanno immediatamente informato la Polfer. Conclusi i rilievi alle ore 11, il personale tecnico di Rete Ferroviaria Italiana ha operato senza interruzioni per il ripristino dell’infrastruttura, consentendo la riattivazione della circolazione alle ore 12.30”.

Durante l’interruzione, i treni hanno registrato ritardi e cancellazioni, poiché la fermata era possibile presso la stazione di Bologna in superficie. “Le donne e gli uomini del Gruppo FS, impegnati nelle attività di manutenzione e nell’assistenza ai passeggeri, sono intervenuti con rapidità e professionalità per limitare i disagi, ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile e garantire il massimo supporto alle persone coinvolte”, conclude il gruppo.

Olimpiadi, la Milano antagonista scende in piazza

Milano, 7 feb. (askanews) – ProPal, No Ice, diverse realtà milanesi contro gli sprechi dei Giochi Olimpici, ambientalisti. L’ormai abituale corteo del fine settimana ProPal, il primo con numeri di rilievo dopo la manifestazione di Torino, é partito da Piazzale Medaglie d’Oro a Milano riunendo diverse anime e realtà antagoniste.

Ice=SS, “Giochi d’inverno, giochi d’inferno” tra gli slogan esposti durante il corteo, con riferimenti alle Utopiadi, le iniziative di contestazione dell’area antagonista contro i giochi olimpici Milano Cortina. Performance musicali, canti sulla purezza della montagna e una esibizione per ricordare le centinaia di larici abbattuti per far spazio alla pista da bob dei Giochi Olimpici.

Il percorso del corteo nella zona Sud del centro cittadino, verso il quartiere Corvetto, in periferia con un passaggio in via Brembo, nei pressi di Corso Lodi e all’altezza della parte posteriore del Villaggio Olimpico.

Milano olimpica e viabilità, un volontario: “Pensavo molto peggio”

Milano, 7 feb. (askanews) – Milano si è svegliata in una calma quasi olimpica questa mattina all’indomani della cerimonia di apertura dei Giochi invernali Milano Cortina 2026. A parte qualche fenomeno localizzato, la viabilità risulta scorrevole in attesa della manifestazione con corteo prevista oggi dalle ore 15 con ritrovo in piazzale Medaglie d’Oro.

Ma è difficile muoversi a Milano con le Olimpiadi?

Lo chiediamo a un volontario del gruppo driver di Milano Cortina 2026 che si occupa proprio di mobilità.

“In questo periodo devo dire che il traffico è gestito abbastanza bene, quindi non è difficilissimo. Pensavo molto peggio, onestamente”, ci dice.

Siamo davanti all’NH Milano Touring, una delle strutture centrali di Milano coinvolte nell’accoglienza per le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. Situato in Via Iginio Ugo Tarchetti 2, l’hotel funge da punto di riferimento logistico per vari gruppi legati alla “famiglia olimpica”, incluse federazioni e personale di supporto.

Incontriamo anche l’iraniana Zara.

Da dove vieni?

“Vengo dall’Iran e sono qui come parte del team Trasporti. E’ una bellissima esperienza per noi”.

E cosa ne pensi delle Olimpiadi invernali a Milano?

“Penso che portino molte opportunità all’Italia”.

Milano-Cortina, Giorgetti: emozione irripetibile, dopo tanto lavoro

Roma, 7 feb. (askanews) – “L’emozione è irripetibile perché sono le Olimpiadi, credo che nessuno di noi, ahimè, rivivrà le Olimpiadi in Lombardia e a Bormio”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia e Finanze, Giancarlo Giorgetti, commentando a Lombardia Notizie TV, da Bormio, la discesa libera.

“Due medaglie importanti – ha detto – in una disciplina importante. Poi, c’è il lavoro di tutti questi anni, tra tante difficoltà, tante incertezze e, alla fine, sono sogni che diventano realtà e questo bisogna sottolinearlo”.

Guardando alla Lombardia e all’impegno della Regione del presidente Attilio Fontana, il ministro Giorgetti ha concluso: “Beh, devo dire che le immagini di ieri della cerimonia inaugurale e di oggi con questa cartolina incredibile dalla Valtellina, con il meteo ci ha dato una mano, con una spolverata giusta di neve, faranno ricordare per sempre questo evento. Dunque, un orgoglio, un orgoglio particolare, perché da lombardi siamo protagonisti di tutta questa storia”.

Sempre ai microfoni di Lombardia Notizie TV, il presidente della Regione Attilio Fontana ha dichiarato: “Oggi il tempo è stato magnifico e la gente entusiasta. Anche ieri sera è andata benissimo, nel senso che siamo veramente riusciti a dimostrare cos’è la Lombardia, cos’è l’Italia, cosa riusciamo a fare, cosa riusciamo a generare. Credo che una presentazione migliore fosse difficile da immaginare e ritengo anche di poter dire che tutto il mondo l’abbia pensato”. (fonte immagine: Lombardia TV)

Referendum, Mattarella firma Dpr su nuovo quesito

Roma, 7 feb. (askanews) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha adottato il DPR recante: “precisazione del quesito del referendum popolare confermativo del testo della legge costituzionale concernente norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della corte disciplinare”, deliberato dal Consiglio dei ministri odierno. Prima della riunione di governo che ha varato il nuovo testo sul referendum il capo dello Stato ha avuto un colloquio con la premier Giorgia Meloni. A giudizio del Presidente dunque, confermano dal Quirinale, la soluzione individuata dal consiglio dei ministri è giuridicamente corretta.

Milano-Cortina, Ventura (VDP): professionalità opere strategiche

Roma, 7 feb. – In occasione dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina, VDP Srl sottolinea il valore strategico dell’evento anche sotto il profilo professionale, tecnico e ambientale. Per noi di VDP – dichiara l’Amministratore Unico, Francesco Ventura – l’avvio ufficiale delle Olimpiadi rappresenta un momento di ulteriore coinvolgimento e responsabilità, avendo contribuito agli aspetti ambientali della Variante di Longarone per ANAS e operando oggi nell’ambito di un Contratto Quadro con SIMICO, la società incaricata della realizzazione delle opere legate a Milano Cortina .

Si tratta di un’occasione di confronto di grande valore, che conferma come le Olimpiadi non siano soltanto un evento sportivo di rilievo internazionale, ma un progetto complesso e di lungo periodo, capace di incidere profondamente sul territorio, sulla sostenibilità ambientale e sulla qualità delle infrastrutture , prosegue.

Essere parte di questo percorso significa contribuire a una visione che integra sviluppo, tutela dell’ambiente e responsabilità verso le comunità locali. Un approccio che da sempre guida il lavoro di VDP e che trova in Milano Cortina un banco di prova di straordinaria importanza .

Milano Cortina, Malagò: oltre 5 miliardi di valore aggiunto

Roma, 7 feb. (askanews) – “I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 rappresentano un unicum nella storia dei Giochi e un modello innovativo e coraggioso per gli eventi sportivi che verranno. È l’Olimpiade dei territori, basata su un approccio improntato alla sostenibilità e alla valorizzazione delle infrastrutture esistenti, che valorizzerà lo spirito e le bellezze italiane con eccellenze di ogni tipo. Infine Milano Cortina raggiungerà un traguardo storico anche in termini di equilibrio di genere: con il 47 per cento di atlete, saranno i Giochi Invernali più gender balanced di sempre”. Lo ha detto in una intervista a Milano Finanza il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò.

Dopo il grazie alle “circa 36 mila persone che hanno lavorato e stanno lavorando a Milano Cortina tra operai, hostess, testimonial e funzionari della fondazione” Malagò, rispondendo a Roberto Sommella di Milano Finanza: “È stata una corsa contro il tempo e non dimentichiamo che da quando è cominciata l’avventura noi abbiamo attraversato quattro governi, con interlocutori diversi e in più ci sono stati Covid e guerre. Di fatto abbiamo organizzato le Olimpiadi negli ultimi due anni e mezzo con un’accelerazione impressionante”.

Comunque – ha assicurato Malagò – “a livello economico ci saranno nell’immediato formidabili benefici per il Paese: ci sono studi di tre università che indicano valori tra 5,2 e 5,5 miliardi di euro di valore aggiunto e circa 36.000 nuovi addetti”. E “i Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 rappresentano un modello innovativo: valorizzano territori diversi, riutilizzano impianti esistenti e coinvolgono comunità più ampie. È un progetto in linea con le indicazioni del Cio e con l’evoluzione che il movimento olimpico internazionale ritiene necessaria. La scelta di distribuire le competizioni tra più località permette di ottimizzare le risorse, ridurre l’impatto ambientale e mettere in luce eccellenze già presenti sul territorio. E offre all’Italia l’opportunità di raccontarsi attraverso molteplici identità e culture unite in un’unica grande narrazione”. Dopo le parole di Papa Leone XIV e del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per una “tregua olimpica” il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, rispondendo a Milano Finanza, spiega: “Condivido le parole di gratitudine della presidente Coventry per il messaggio del Papa sulla tregua olimpica e condivido il pensiero di Mattarella. Le Olimpiadi cercano di unire le persone e dobbiamo continuare a credere nei nostri valori. I Giochi devono rappresentare un messaggio universale di dialogo. Nei giorni scorsi abbiamo inaugurato al Villaggio Olimpico di Milano il Murale della Tregua, che ha l’obiettivo di ricordare che lo sport può essere un veicolo di pace”.

Rispetto ai costi ed alle prospettive Malagò ha aggiunto: “Io sostengo una tesi: ci sono due Olimpiadi. La prima va dal 6 al 22 febbraio (Giochi Olimpici, ndr) e dal 6 al 15 marzo (Paralimpiadi, ndr). Poi comincia una seconda Olimpiade, legata al concetto di legacy e su cui abbiamo lavorato molto: progetti nelle scuole in tutta Italia, promozione dei valori olimpici, iniziative con gli sponsor e riqualificazione delle infrastrutture, che negli anni potranno accogliere manifestazioni sportive, concerti, grandi eventi. A Milano il Villaggio Olimpico sarà riconvertito in uno studentato ampliando l’offerta abitativa per i giovani e valorizzando un’area strategica della città. Anche la nuova arena di Santa Giulia e l’Ice Park di Fiera Milano Rho sono asset significativi: quest’ultimo diventerà un padiglione multifunzionale in grado di rafforzare il ruolo del capoluogo lombardo nel settore dei grandi eventi”.

Sul medagliere. “Esiste la missione di migliorare il numero formidabile di 17 medaglie ottenuto a Pechino 2022”. È deluso per l’esclusione dal board del Cio?, ha chiesto il quotidiano. “Accetto con serenità l’esito del voto. Ho sempre considerato i ruoli internazionali come un servizio al movimento sportivo, non come un traguardo personale. Ho ritenuto giusto candidarmi perché l’Italia non era più rappresentata, ma continuerò a lavorare con la stessa passione e lo stesso impegno di sempre, mettendo a disposizione esperienza, relazioni e senso delle istituzioni, come ho fatto in tutti questi anni”.

Milano-Cortina, Brignone: "Decideremo cosa è meglio per me"

Roma, 7 feb. (askanews) – “Le sensazioni sono buone, mi sono sentita meglio anche negli atterraggi. Nel pomeriggio faremo una riunione per decidere cosa è meglio per me”. Così Federica Brignone dopo le prove della libera femminile della discesa in programma domani. Soddisfatta Sofia Goggia: “Sono contenta delle mie linee e del feeling -le parole di Sofia Goggia- Ho provato le cose che volevo, eccetto la prima traversa: quella mi ha dato problemi ieri come a tante altre. La mia chiave sta molto lì, analizzando questa seconda prova”. Poi sulla cerimonia di apertura, che l’ha vista accendere il braciere a Cortina: “Un’emozione molto intensa , poi prendere la torcia dalle mani di Gustavo (Thoeni, ndr) è stato un immenso onore per me, come anche poterlo accendere in simultanea con Tomba e Compagnoni a Milano”

I milanesi olimpici: “Un grande orgoglio per la nostra città”

Milano, 7 feb. (askanews) – “Un grande orgoglio per la nostra città. È bello vedere tutto questo movimento internazionale, l’inaugurazione della ceremonia innaugurale è stata stupenda, un sacco di artisti, quindi hanno veramente fatto delle cose bellissime che arricchiscono sicuramente la città di Milano, quindi un grande orgoglio”. Così una signora milanese commenta la manifestazione olimpica che ha preso il via tra Milano e Cortina. “Sicuramente porterà tanta edilizia e tante infrastrutture che poi resteranno e tanto movimento, commercio e turismo che arricchiranno la nostra città durante questo periodo. E penso che rimarranno anche questi effetti nel futuro”.

“Sicuramente pensavo in un traffico, in un disastro della città, invece devo dire che è gestito tutto molto bene, è stato tutto organizzato a livello di sicurezza”, commenta un altro milanese.

Sulla cerimonia di inaugurazione, anche una riflessione su uno dei grandi simboli di Milano: il tram che per quelli del posto significa “modernità”. “L’emozione è stata forte, tutta la scenografia di San Siro è stata fantastica, vedere Valentino Rossi che pilota il tram con Mattarella a bordo e poi vedere il sincronismo anche con gli altri, con Predazzo e Cortina”.

Immagini askanews

Milano-Cortina, Buonfiglio: "Due medaglie grande emozione"

Roma, 7 feb. (askanews) – “È una grandissima emozione iniziare con due medaglie e abbracciare Giovanni e Dominik. Questo è il premio per il loro impegno. La tensione era tale che non sono nemmeno riuscito a vedere la gara: ho alzato la testa solo dopo il traguardo, quando ho sentito l’urlo”. Lo dice il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, dopo la doppia medaglia in discesa libera con l’argento di Giovanni Franzoni e il bronzo di Dominik Paris alle Olimpiadi di Milano Cortina. “I miei complimenti vanno al presidente della Fisi Flavio Roda”, sottolinea Buonfiglio.