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Ditonellapiaga annuncia i primi appuntamenti live estivi

Milano, 20 mar. (askanews) – Sulla scia del successo di Che fastidio! (BMG/Dischi Belli), al vertice della classifica EarOne Airplay come brano più trasmesso e ascoltato in radio e in tv che ha raggiunto il record per la maggiore audience in sole tre settimane dalla sua release con 391.588.331 ascolti, Ditonellapiaga annuncia oggi i primi appuntamenti estivi che da giugno a settembre la vedranno calcare i palchi dei principali festival italiani.

I primi appuntamenti, prodotti da Magellano Concerti, vedranno la cantautrice esibirsi il 26 maggio al Cooltura Fest a L’Aquila, 4 giugno ad AteneiKa a Cagliari, il 18 giugno a Sguardi Live di Rivoli, il 28 giugno a L’Umbria che spacca di Perugia, il 2 luglio al Tanta Robba Festival di Cremona, il 3 luglio all’NXT di Bergamo, il 15 luglio a Suoni di Marca di Treviso, il 16 luglio al Men/Go Music Fest di Arezzo, il 31 luglio al Mind Festival di Montecorsaro, il 1° agosto all’Effetto Venezia di Livorno, il 3 agosto al Rotonda by La Mobiliare di Locarno, il 9 agosto al Festival dell’Aspide di Roccadaspide, l’11 agosto al Mish Mash Festival di Milazzo, il 4 settembre al Trento Live Fest di Trento e il 12 settembre al Pride Village di Padova. Seguirà un aggiornamento del calendario.

I biglietti per le nuove date sono disponibili a partire da oggi, venerdì 20 marzo, sui circuiti di vendita e prevendita abituali. Maggiori informazioni su https://magellanoconcerti.it/tour/210/ditonellapiaga-live-2026.

Ad anticipare il ritorno live per l’estate 2026, il nuovo progetto discografico Miss Italia fuori per BMG/Dischi Belli da venerdì 10 aprile e da ora disponibile in preorder. Dopo un momento di smarrimento identitario musicale, Miss Italia nasce come reazione alla necessità di fermarsi e rimettere tutto in discussione per ritrovarsi, indagando il rapporto con i canoni, con la percezione degli altri e con l’idea di essere “giusti”. Interamente scritto e composto dalla stessa Margherita -insieme ad Alessandro Casagni che ne ha anche curato la produzione- nel nuovo album entra in gioco l’ironia pungente e dissacrante di Ditonellapiaga che ritrova la sua voce sbarazzina e volutamente fuori dal coro, proprio come il suo nome. Su sonorità elettroniche e sfumature pop-dance, la cantautrice esplora le crepe dello star system, punzecchia i suoi miti e le sue maschere, trasformando le contraddizioni di questo mondo in una parodia lucida, ironica e intelligente.

Ditonellapiaga tornerà live nei club in autunno con due speciali appuntamenti: il 27 novembre 2026 all’Atlantico di Roma e il 30 novembre 2026 al Fabrique di Milano. I biglietti dei live di Roma e Milano sono già disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita e prevendita abituali.

Miss Italia -disponibile in preorder- sarà su tutte le piattaforme digitali e acquistabile in due formati fisici: CD e vinile colorato rosa trasparente Collector’s Edition in edizione limitata.

Geely auto talks: connected mobility in Italia vale 3,36 miliardi

Napoli, 20 mar. (askanews) – La sfida principale della Connected Mobility per il futuro riguarda competenze e formazione: il 75% delle aziende fatica a trovare specialisti in elettrificazione, AI, guida autonoma e sostenibilità, i cosiddetti “talenti del domani”. È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, con un contributo scientifico dell’Università di Napoli Federico II, presentata durante la prima tappa del roadshow Geely Auto Talks powered by Jameel Motors a Napoli. Il mercato italiano della mobilità connessa è cresciuto del 16% a fine 2024, raggiungendo un valore di 3,36 miliardi di euro, ma resta un gap tra innovazione tecnologica e nuove professioni. Il settore automotive cambia paradigma: non bastano più motori eccellenti, servono competenze trasversali per un ecosistema di mobilità integrato.

Per Marco Santucci, Managing Director di Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr:”Questo è il punto più importante, l’allineamento. Quando io parlo di ecosistema parlo appunto di riuscire ad allineare quelli che sono tre pilastri fondamentali che io definisco il triangolo magico del sistema Italia. Da un lato le istituzioni che ovviamente danno un po’ la direzione che se allineati con l’industria riescano a dare una direzione dove il sistema Italia può crescere e può progredire essendo più competitivo con quello che è il mondo nel quale stiamo lavorando anzi vivendo e crescendo. Se unito a questa direzione univoca tra industria e istituzioni c’è anche la formazione, quindi il mondo universitario, si riesca a far crescere quelle competenze che piano piano entreranno al mondo del lavoro”. L’evento ha mostrato che AI, guida autonoma e infrastrutture smart stanno già rivoluzionando la mobilità urbana, con nuove figure chiave come coordinatori di trasporto e supervisori di Control Room. La presenza del Ministero dell’Università e della Ricerca ha sottolineato l’importanza di sviluppare nuovi talenti e opportunità lavorative.

Francesca Mandato, funzionario del Ministero dell’Università e della Ricerca: “Dal DM 226 del 2021 sono stati previsti dei dottorati industriali, cioè le università possono aprire collaborazioni con le imprese, coinvolgendole già nell’offerta formativa e nella gestione dei dottorati stessi. L’università si è aperta al mondo del lavoro dal 2021, e ora questi dottorati industriali possono essere istituiti pienamente”. Lo studio evidenzia anche un preoccupante gap professionale: una posizione su quattro nel settore IT e Data Management resta scoperta, spingendo le aziende a formare internamente i talenti per sopperire alla carenza di specialisti esterni. Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility, Politecnico di Milano, spiega: “Oggi la mobilità sta vivendo una trasformazione epocale, più sostenibile, sicura e intelligente. Servono competenze adeguate, perché tre aziende su quattro lamentano carenze. Inoltre, nei grandi eventi come le Olimpiadi, le tecnologie forniscono dati cruciali per prendere decisioni in tempo reale”.

Dopo l’evento di Napoli, il tour nazionale di Geely Auto e Jameel Motors prosegue in Italia per promuovere le competenze della mobilità del futuro, unendo la visione industriale del gruppo cinese con l’eccellenza italiana. Un impegno concreto che vedrà anche il finanziamento di dottorati di ricerca e borse di studio in collaborazione con il MUR.

Lupi: Bossi punto di riferimento in politica oltre che un amico

Milano, 20 mar. (askanews) – “Per tutti noi Umberto Bossi è stato, oltre che un amico per tanti anni, anche un punto di riferimento di come intendeva la politica, quella forte, vigorosa, rivoluzionario ma anche amante delle istituzioni. Insieme Bossi e Berlusconi hanno fondato poi il centrodestra quello che vediamo oggi, capace finalmente di tornare ad una politica che rappresentasse pezzi di popoli vivi, con il suo linguaggio che tante volte, almeno all’inizio, non condividevo”. Così Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati, a Milano, a margine della maratona oratoria a favore del Sì al Referendum del centrodestra che è stata anche l’occasione per ricordare Umberto Bossi, morto giovedì sera a Varese all’età di 84 anni.

“Era un collega parlamentare e io credo che Bossi sia stato un punto di riferimento e lo è sempre stato. Le volte che arrivava in Parlamento nonostante la sua malattia era circondato da tutti noi, gli chiedevamo dei pareri, discutevamo di Milano, esprimeva i suoi giudizi nel modo con cui ovviamente era capace lui di esprimerlo”, ha aggiunto. “Non si dimentica nessuno quando uno costruisce un pezzo di storia e Umberto oggettivamente piaccia o non piaccia, con tutte le sue contraddizioni, almeno all’inizio, per chi come me è entrato nel 1993 in consiglio comunale” ha concluso Lupi “è stato ed è e continua ad essere un punto di riferimento per tutti”.

Balboni: “Il nostro è il No di Elia: difendiamo la Costituzione”

APPELLO – Nel solco di Leopoldo Elia: cattolici democratici per il No 

 

Nell’ottobre 1997, durante i lavori della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali, il giurista Leopoldo Elia – allora vicepresidente della Commissione – intervenne con grande fermezza nel dibattito sulla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura.

Quando venne presentato un emendamento che proponeva una diversa composizione del CSM, con la separazione tra magistratura giudicante e magistratura requirente, Elia prese la parola controcorrente. Disse in quella circostanza:

“Signor presidente, colleghi, ho avuto più volte l’occasione di esprimere la mia opinione contraria all’articolazione del CSM in due sezioni: una per i magistrati giudici e l’altra per i magistrati pubblici ministeri. Ho ritenuto che questa disgiunzione rappresenti una fuga in avanti e non garantisca quegli effetti positivi che da essa deriverebbero secondo i sostenitori di questa riforma. Pertanto, in coerenza con opinioni fortemente maturate, voterò contro l’emendamento alternativo Fontan C. 122.122 (costituzione di due CSM), mentre mi asterrò nella votazione dell’emendamento Follieri S. 122.216, che prevede le due sezioni”.

Facendo tesoro del suo alto e meditato insegnamento, rivolgiamo oggi questo appello ai cattolici democratici — ma non solo a loro — affinché si esprimano con un NO nel referendum costituzionale del 22-23 marzo.

La riforma proposta utilizza infatti la separazione delle carriere e l’istituzione di CSM separati – addirittura tre –  come leva per intervenire profondamente sull’ordinamento della magistratura, mettendo in discussione l’equilibrio costituzionale che garantisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura nello Stato di diritto costituzionale.

Balboni Enzo
(Promotore dell’appello)

De Siervo Ugo
(Presidente emerito della Corte costituzionale)

Pajno Alessandro
(Presidente emerito del Consiglio di Stato)

 

Allegretti Umberto

Bigon Anna Maria

Buzzacchi Camilla

Cabiddu Maria Agostina

Cacioli Enzo

Caimi Luciano

Canalis Monica

Cariola Agatino

Carli Massimo

Castagnetti Pierluigi

Chieffi Lorenzo

Corradini Luciano

Costa Silvia

Cosulich Matteo

D’Andrea Antonio

D’Andrea Giampaolo

D’Andrea Luigi

Dau Michele

Delrio Graziano

De Martin Gian Candido

De Toni Felice Alberto

Di Gaspare Giuseppe

Di Giovan Paolo Roberto

D’Ubaldo Lucio

Fasoli Maria Grazia

Galbiati Domenico

Garavaglia Mariapia

Ganino Mario

Giovagnoli Agostino

Grassi Stefano

Guerini Lorenzo

Lanzinger Gianni

Magrin Valentina

Miraglia Anna Maria

Morese Raffaele

Novelli Cecilia

Paterniti Giuseppina

Pizzolato Filippo

Politi Fabrizio

Rossi Emanuele

Sangiorgi Giuseppe

Tabacci Bruno

Tavazza Maria Paola

Toia Patrizia

 

Maratona referendum centrodestra diventa momento di ricordo per Bossi

Milano, 20 mar. (askanews) – In piazza San Carlo, in pieno centro a Milano, l’iniziativa referendaria del centrodestra, intitolata “Insieme per il sì – Maratona oratoria”, è diventata anche un momento per ricordare il fondatore della Lega, con il gazebo che ha ospitato una foto del “senatùr” e un libro per le condoglianze sul quale molti si sono fermati a scrivere un pensiero o a lasciare una firma per rendere omaggio al fondatore della Lega morto a 84 anni giovedì sera a Varese.

Padel, Parma: ai quarti derby azzurro tra Orsi e Parmigiani-Stellato

Roma, 20 mar. (askanews) – Sarà derby azzurro nei quarti di finale femminili del Fip Silver Mediolanum Padel Cup in corso al Pro Parma Sport Center. Da una parte – si legge in una nota – Carolina Orsi, in coppia con la spagnola Letizia Manquillo, dall’altra Martina Parmigiani ed Emily Stellato, compagne di Nazionale e protagoniste di tanti successi con l’Italpadel. Orsi e Manquillo hanno superato il primo turno battendo le spagnole Vazquez/Vera, mentre Parmigiani e Stellato si sono imposte con un netto 6-1, 6-0 su Pattacini/Scrinzi. Le tre azzurre condividono un percorso importante in Nazionale, con l’argento agli Europei 2024, il bronzo ai Mondiali dello stesso anno e un ulteriore bronzo europeo conquistato nel 2025.

Nel tabellone maschile prosegue il cammino di Riccardo Sinicropi e Matteo Platania, che hanno centrato l’accesso ai quarti di finale al termine di una sfida equilibrata, vinta contro gli argentini Mauricio A. Rivero e Francisco Britos con il punteggio di 6-3, 6-7, 7-6. Per la coppia azzurra, formata dall’esperienza di Sinicropi e dal talento del 19enne Platania, si tratta di uno dei migliori risultati nel circuito FIP Silver. Nei quarti affronteranno il paraguaiano Facundo Dehnike e l’argentino Dylan Cuello.

Intanto, nei dati della Federazione Internazionale Padel, l’Emilia-Romagna si conferma tra le aree più dinamiche del Paese, con 685 campi e 255 club, numeri che la collocano al quinto posto in Italia per diffusione del padel. A livello provinciale, Bologna guida la classifica con 144 campi, seguita da Modena (140), mentre Parma si attesta al terzo posto con 72 impianti, alla pari con Rimini e davanti a Forlì-Cesena (57), Reggio Emilia (55) e Ravenna (51). Un dato particolarmente significativo riguarda proprio Parma, che registra la media più alta tra numero di campi e club (3,6).

Bossi, Gelmini: un guerriero, ha rappresentato la buona politica

Roma, 20 mar. (askanews) – “È stato un guerriero, ha amato profondamente la politica, ha vissuto per la politica, riusciva a parlare con le persone più semplici, dagli operai agli imprenditori, ha saputo interpretare le sensibilità profonde del Nord. Ci mancherà, voglio esprimere le mie condoglianze alla famiglia e alla comunità della Lega”.

Così Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, parlando a Milano a margine di quello che doveva essere un evento per il Sì al Referendum, diventato un ricordo di Umberto Bossi.

“Funerali di Stato? Non compete a me ma saranno moltissimi i militanti e i cittadini che lo ricorderanno con affetto e stima perché Umberto Bossi rappresenta la buona politica” ha aggiunto Gelmini.

Delmastro, Conte a Meloni: la "manina" si chiama stampa libera

Roma, 20 mar. (askanews) – “Poco fa la presidente Meloni se l’è presa con una manina, la solita manina che quando c’è la chiamata degli italiani al voto tira fuori il caso Delmastro. E ha detto che il comportamento di Delmastro è stato ‘un po’ leggero’. Io dico che il presidente del Consiglio dovrebbe preoccuparsi non della manina che ha tirato fuori la notizia: in un ordine democratico si chiama stampa libera e indipendente, che deve controllare il potere”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, concludendo a Roma la manifestazione di chiusura della campagna del M5S per il No al referendum costituzionale.

“Invece – ha aggiunto rivolgendosi alla premier – dovresti preoccuparti della manina di chi a dicembre 2024 a Biella, erano quattro del tuo partito dal notaio, compreso il sottosegretario Delmastro, e hanno firmato la costituzione di una società con una ragazza diciottenne e l’hanno nominata amministratrice, per fare affari con il noto prestanome del clan Senese. E ti devi preoccupare anche dalla manina di chi ha firmato per chiedere all’Inps i soldi della cassa Covid, una truffa (allusione al procedimento che riguarda la ministra del Turismo Daniela Santanchè, ndr). Sono manine di tua competenza!”, ha concluso Conte.

La Russa: Bossi amico sincero, mi pento di non essere andato a trovarlo

Milano, 20 mar. (askanews) – “Abbiamo voluto trasformare questo incontro, che il coordinamento del centrodestra aveva organizzato per il referendum, per ricordare Umberto Bossi. Ricordare Umberto Bossi significa ricordare una persona che ha veramente cambiato la politica in Italia. Ho perso un amico, un amico sincero. L’avevo sentito meno di due mesi fa, gli avevo promesso che sarei andato a trovarlo ma non ce l’ho fatta e me ne rammarico”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha ricordato Umberto Bossi, scomparso giovedì sera a Varese all’età di 84 anni.

Arrivando in piazza San Carlo, in pieno centro a Milano, dove una iniziativa referendaria del centrodestra è diventata anche un momento per ricordare il fondatore della Lega, La Russa ha detto: “Rimane forte la memoria politica di chi, partendo da posizioni politiche che non erano le mie, all’inizio parlava di secessione, ma poi seppe trovare la strada per contribuire a costruire un centrodestra molto forte senza rinunciare a nulla delle sue idee di tutela e difesa della milanesità, del Nord più in generale, della Lombardia”.

“Il dato più importante è la sua disponibilità anche a rinunciare a qualcosa della sua postura pur di dare alle sue idee un ruolo importante a livello nazionale – ha aggiunto – A Roma, con la destra e con Berlusconi. Quando ricordiamo la nascita del centrodestra un ruolo importante spetta a Umberto Bossi”.

Il presidente del Senato, infine, ha ricordato che “due mesi fa mi aveva chiamato lui, alla fine gli ho detto ‘voglio venire a trovarti’, lui mi ha detto che mi aspettava. Mi pento di non essere riuscito a trovare il tempo ed è un cruccio che mi porto dietro”.

Oggi saluto in "famiglia" a Bossi. Salvini in dubbio, poi arriva

Gemonio (Va), 20 mar. (askanews) – Il portoncino di villa Bossi a Gemonio si apre solo quattro volte, in tutta la giornata. Per far entrare – è mattina presto – Marco Reguzzoni e poco dopo Giancarlo Giorgetti. Nel primo pomeriggio arriva Attilio Fontana. Alle 18 arriva anche Matteo Salvini. Solo a loro la famiglia concede di venire a rendere l’ultimo omaggio al fondatore della Lega Nord.

Insieme al ministro dell’Economia e all’ex capogruppo alla Camera, la moglie Manuela e i figli Roberto, Renzo ed Eridanio decidono per i funerali in forma pubblica, nella città simbolo del Carroccio, Pontida. Il segretario della Lega Matteo Salvini lo apprende dalle agenzie, in diretta radiofonica. Eppure il vice premier aveva annullato tutti gli impegni, aveva annunciato che sarebbe rientrato su Milano “con il primo volo” e fatto cenno – durante la diretta con Radio Libertà – ad un “ritorno a Varese”, oggi. Che arriva solo nel tardo pomeriggio. Per tutto il giorno aleggia l’incertezza sulla possibilità che al segretario venga data la possibilità di presentarsi a Gemonio: in radio Salvini non dice se andrà o meno: “Mi fermo alla riservatezza e lavoriamo per accompagnare e celebrare degnamente Umberto”, dice Salvini mentre a casa Bossi ci sono appunto Reguzzoni e Giorgetti. A collegamento in corso, il suo ufficio stampa ribadisce il rispetto di “tempi e scelte della famiglia Bossi” e che “appena possibile daremo informazioni” ma negli stessi minuti le agenzie battono la notizia, fatta filtrare dalla famiglia, che i funerali saranno domenica a Pontida. Il segretario non può che adeguarsi: “Chi è in Lega ha due famiglie, quella d’origine e la Lega. Non siamo un partito ma una comunità. Quando qualcuno lascia una comunità, è l’intera comunità che lo vuole salutare. Se sarà a Pontida domenica vorrà dire che la famiglia si troverà domenica lì”.

Poi alle 18 l’auto blu di Salvini arriva a sorpresa davanti al cancello. Il segretario entra senza parlare, uscirà un’ora e mezza dopo, e anche in questa occasione non parlerà con i giornalisti. Diffonderà una noto poco dopo: “È stato un incontro molto emozionante, caratterizzato da toccanti riflessioni umane e politiche. Domenica saremo in tanti ad abbracciare Umberto nella sua Pontida”, dice Salvini.

Una comunità che però a Gemonio non si fa vedere. In tutta la giornata sono non più di una ventina le persone che passano a casa Bossi. Qualche amico di lunga data, qualche militante duro e puro che contesta l’attuale segreteria: “Salvini ha ammazzato il sogno della Padania libera”. Qualche mazzo di fiori, una bandiera con Alberto da Giussano, lo striscione di chi si proclama “giovane padano per sempre”. Anche a Gemonio la tensione tra la vecchia Lega Nord e la Lega Salvini premier emerge, così come nel filo diretto a Radio Libertà, con tanti che chiamano per contestare la Lega nazionale. Ma la visita di Salvini forse aiuterà a stemperare il clima in vista dei funerali.

Intanto il segretario mantiene la sua linea: “Un conto sono le battaglie del 1995, anche io allora ero sul Po. Nel 2026 un movimento autonomista, federalista, identitario non può che essere sovranista a difesa della stessa identità in Europa. Altrimenti mentre combattiamo per l’autonomia di comuni e regioni, a Bruxelles ti fregano i quattrini”, dice Salvini. “Voglio una Lega gagliarda, diceva Bossi. E penso l’abbia costruita bene e la ritrovi bene questa Lega gagliarda, in forma, determinata, in crescita, ancora oggi spesso sola contro tutti: siamo nati così, cresciuti così, probabilmente ci ha anche irrobustiti nella mente e nel fisico”.

Ditonellapiaga tra i super ospiti del Pride Village 2026 a Padova

Roma, 20 mar. (askanews) – Il Pride Village annuncia i primi super ospiti della sua diciannovesima edizione: Ditonellapiaga, Boss Doms, Samuele Sartini, Albertino, Alexia e Cristina D’Avena. L’evento, organizzato da Heddy Media, si svolgerà dal 5 giugno al 12 settembre 2026 alla Fiera di Padova.

È Ditonellapiaga il primo nome di punta annunciato per Pride Village 2026. Reduce dal successo di Sanremo, il 12 settembre il Village ospiterà una delle date del suo tour estivo, che farà tappa nei principali festival italiani da giugno a settembre.

Insieme a Ditonellapiaga, il Pride Village 2026 ha svelato i primi nomi di un cartellone come sempre molto ricco. Sul palco di Padova arriverà Boss Doms, produttore e musicista di Achille Lauro, protagonista del tour nei palazzetti sold out in tutta Italia. Atteso anche Samuele Sartini, uno dei producer italiani più affermati sulla scena internazionale: con Seek Bromance — fenomeno globale da oltre 180 milioni di visualizzazioni su YouTube — e la recente Seek Love con Alok, ha confermato la sua capacità di conquistare i dancefloor di tutto il mondo.

Tra i protagonisti delle serate anche Albertino, direttore artistico di Radio m2o e tra i principali artefici del fenomeno soft clubbing milanese con il format m2o Morning Club.

Sarà poi il momento di Alexia, icona della dance italiana con oltre 6 milioni di album venduti nel mondo, attesa il prossimo 26 marzo al Fabrique di Milano con il concerto-evento The Party – Back to the Dancefloor. Ci sarà al Village anche Cristina D’Avena, regina indiscussa delle sigle dei cartoni animati.

I biglietti per Pride Village 2026 sono disponibili dal 20 marzo 2026 su Ticketmaster e sui principali circuiti di prevendita. Maggiori informazioni su www.pridevillage.it

Delmastro, Meloni: se caso più ampio, giustizia farà suo corso

Roma, 20 mar. (askanews) – La questione Delmastro “non c’entra niente” con il referendum, e comunque “se fosse invece più ampia, perché io, ripeto, parlo degli elementi che conosco”, “se ci fossero altri problemi, chiaramente la magistratura farà il suo corso. Perché, guardi un po’, anche se vince il sì, i magistrati faranno il loro lavoro, anzi lo faranno molto meglio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata durante lo speciale referendum del Tg La7 in onda stasera.

La Russa: Delmastro? Per una foto non si è mai dimesso nessuno…

Milano, 20 mar. (askanews) – “Per una foto non si è mai dimesso nesssuno”. Così Ignazio La Russa, presidente del Senato, a margine di una iniziativa in ricordo di Umberto Bossi a Milano in piazza San Carlo, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, dovesse dimettersi.

Inizialmente La Russa si era limitato a dire: “Non lo so, non conosco la situazione, se ha dei procedimenti…”. Poi incalzato dai cronisti che gli chiedevano se avesse visto la foto di Delmastro con Mauro Caroccia, condannato definitivamente con l’aggravante mafiosa, ha detto: “Non so se è un condannato non conosco questa vicenda sicuramente uno si dimette se ha commesso degli atti gravi se ci sono condanne. Per una foto non si è mai dimesso nessuno”.

Delmastro, Schlein: già ieri Meloni doveva chiedere dimissioni

Roma, 20 mar. (askanews) – Giorgia Meloni avrebbe già dovuto chiedere le dimissioni di Andrea Delmastro. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante la registrazione dello ‘Speciale sì o no’ dedicato al referendum, che andrà in onda questa sera su La7.

“Ieri Giorgia Meloni avrebbe dovuto pretendere le dimissioni di Delmastro e invece, rivolgendosi a me, ha detto ‘io l’ho appreso dai giornali’. E ha aggiunto: ‘Questo dovrebbe farci riflettere su un certo modo di fare giornalismo’. Io credo che questo debba far riflettere piuttosto sul suo modo di scegliere i sottosegretari alla giustizia”, ha spiegato.

“Delmastro – ha sottolineato la Schlein – era già stato condannato per aver rivelato delle informazioni segrete per usarle contro di noi in aula e ha mentito su questa vicenda. Pare che, anche dopo la condanna in appello di questo signore condannato per essere prestanome del clan Senese, abbia continuato a frequentare quel locale”.

Ha concluso la leader Pd: “Lui ha fondato una società con la figlia diciottenne di un uomo che era già stato indagato per mafia e che poi è stato condannato per mafia. È possibile che un sottosegretario alla giustizia fondi delle società senza sapere con chi le sta fondando?”.

Delmastro, Meloni: è stato leggero leggero. Manina? Messo in conto

Roma, 20 mar. (askanews) – “Ovviamente parlerò con Delmastro, con il quale non sono riuscita a parlare perché lei sa che sono tornata praticamente stanotte dal Consiglio europeo, dopodiché però io guardo i fatti che conosciamo ora e che io conosco dalla stampa, non so da chi li conosca la stampa”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata durante lo speciale referendum del Tg La7 in onda stasera.

Pensa a una manina? “Non lo so, non mi interessa, sono cose che a volte accadono, ma insomma anche qui eventualmente l’ho messo in conto. Se ci fosse una manina vorrebbe dire che questa è la cosa peggiore che si ha sul governo della Repubblica italiana? Questo fatto? Beh è interessante, perché il fatto di Delmastro che cosa dice? Dice che c’è un sottosegretario di Stato che acquista le quote di un ristorante con dei soci incensurati. E che quando scopre che non uno dei soci, ma il padre di uno dei soci ha problemi con la giustizia, vende quelle quote. Attenzione, non vende quelle quote quando la notizia esce sul giornale, vende le quote quando lo scopre. Questa è la cosa peggiore che si ha contro il governo italiano? Certo, abbiamo dei sottosegretari leggeri, Delmastro è stato leggero. Da qui a dire che Delmastro è connivente con la criminalità organizzata quando è uno che sta sotto scorta per il lavoro che fa contro la criminalità organizzata e segnatamente sul carcere duro, secondo me ce ne passa. Ma se ci fosse stata una manina che dice ‘oh gli ultimi giorni di campagna elettorale tiriamo fuori la cosa peggiore che abbiamo col governo’, gli italiani valuteranno”.

Lei accetterebbe che fosse questa? “Sì io accetterei che fosse questa”, ha aggiunto

52 Ludlow nella project room di Fondazione ICA Milano

Milano, 20 mar. (askanews) – Fondazione ICA Milano espone nella project room per la prima volta in assoluto tre opere tratte dalla serie 52 Ludlow realizzate da Giovanni Stefano Ghidini, parte di un ampio progetto sviluppato dall’artista nell’arco di venticinque anni. A partire dal 1997, sul tetto di un edificio al 52 Ludlow Street nel Lower East Side di New York, Ghidini ha coltivato girasoli cresciuti fino a due metri di altezza, trasformandoli in presenze monumentali e antropomorfe. In questi anni l’artista ha costruito un vasto archivio di negativi. Nel 2022 Ghidini ha iniziato a realizzare stampe al platino in collaborazione con un maestro stampatore.

Gianni Ghidini è un fotografo il cui lavoro, per decenni, è stato silenzioso e privato. I girasoli diventano i suoi autoritratti. L’artista ha raccontato ad askanews: “Sono Giovanni Stefano Ghidini, vivo a New York e questo è quello che faccio. Sono venticinque anni di lavoro che ho fatto sopra un tetto di Chinatown a New York: per 25 anni ho piantato dal seme e poi ho scolpito la pianta fino ad arrivare quasi alla morte della pianta e alla fine l’ho fotografata. È un percorso che ogni anno dura tipo nove mesi. È stata dura ma insomma ce l’abbiamo fatta. Richiede molto tempo, il tempo in questo caso è un tempo che è completamente diverso dal tempo reale. Ci vuole molta pazienza, grande pazienza e poi non puoi andare da nessuna parte, devi stare lì tutti i giorni perché la pianta magari la devi girare leggermente per dargli le forme. Ora arriva la parte della stampa, perché per venticinque anni non ho mai stampato nulla, ho raccolto tutti i negativi e ora c’è il lavoro di editing e il lavoro di editing probabilmente mi porterà via altri cinque sei, sette o dieci anni. Per cui è un lavoro che alla fine durerà probabilmente quasi tutta la vita. La stampa è al platino ed è molto complicata da fare, molto anche costosa. Una persona che arriva a New York in cima un palazzo a Chinatown, in un posto isolato dove non conosce nessuno. È la vita di un emigrante italiano. Tutto abbastanza autobiografico quello che racconto. I momenti della mia vita da emigrante negli Stati Uniti. Questo è il senso del lavoro”.

Le tre opere di 52 Ludlow selezionate da Giovanni Stefano Ghidini con la curatela di Alberto Salvadori restano visibili nella project room di Fondazione ICA fino al 23 maggio 2026.

Fondazione ICA Milano ringrazia Banca Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale della Fondazione, Valsoia ed Enel per il supporto alla programmazione e alle attività istituzionali.

Energia, i risultati del vertice Ue e cosa ha ottenuto l’Italia

Bruxelles, 20 mar. (askanews) – La Commissione europea comincerà a consultare da lunedì prossimo le autorità italiane sulle soluzioni a breve termine che sono state proposte dal governo nel suo ‘Decreto bollette’ per affrontare il caro energia, con riferimento alle specificità della situazione nazionale, e proporrà successivamente, con la revisione del sistema Ets di compravendita dei permessi di emissione di CO2, anche delle soluzioni di medio termine. Tra queste, in particolare, la continuazione ‘oltre il 2035’ della concessione di quote di emissioni gratuite all’industria ad alto consumo energetico (invece dello stop finora previsto al 2034), e misure contro la volatilità dei prezzi dell’Ets, che hanno impatto sul prezzo dell’energia elettrica.

E’, in sintesi, quanto ha indicato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, rispondendo ai giornalisti durante la conferenza stampa al termine del Consiglio europeo, la notte scorsa a Bruxelles.    

‘A causa del mix energetico molto diverso nei vari Stati membri, non è possibile adottare un approccio valido per tutti. L’approccio – ha spiegato von der Leyen – deve essere molto mirato, adattato alla situazione dei singoli Stati membri e temporaneo’. In questo contesto, ha detto, ‘ci impegniamo a collaborare strettamente con il governo sul decreto italiano, seguendo le linee guida delle conclusioni del Consiglio europeo’ che fanno riferimento a misure mirate in materia di energia per affrontare l’aumento dei costi in bolletta conseguenti ai rincari delle fonti fossili causati dalla crisi in Medio Oriente. ‘Da lunedì – ha annunciato – inizieranno le consultazioni e siamo fiduciosi di poter fare progressi per affrontare i problemi specifici dell’Italia, nel breve termine’.

‘Nel medio termine – ha continuato von der Leyen -, credo anche che la prossima revisione dell’Ets (prevista a luglio, ndr)  affronterà altre questioni specifiche importanti per l’Italia, come la proroga per le quote gratuite per le industrie ad alta intensità energetica o la volatilità dei prezzi dell’Ets’.    

Per quanto riguarda il breve termine, altre indicazioni sulla posizione della Commissione riguardo al ‘Decreto bollette’ e alle decisioni prese da altri Stati membri per contrastare l’emergenza rincari le ha date oggi la portavoce per l’Energia e il Clima dell’Esecutivo comunitario, Anna-Kaisa Itkonen: ‘Valuteremo, caso per caso, l’impatto dei meccanismi nazionali di emergenza per limitare gli effetti degli alti prezzi del gas sull’elettricità’, ha riferito la portavoce. Per la Commissione, ha spiegato, è importante verificare il modo in cui questi provvedimenti sono stati progettati (il ‘design’), per ‘evitare distorsioni del mercato interno, preservare i segnali di investimento a favore delle energie pulite, evitare un aumento della domanda di gas’. Gli Stati membri, ha ricordato infine Itkonen, ‘possono già utilizzare la compensazione dei costi indiretti dell’Ets per neutralizzare fino all’80% dell’impatto delle quote di emissione sull’elettricità per le industrie ad alta intensità energetica’.

Le misure del decreto italiano, dunque, saranno esaminate alla luce della loro conformità con la legislazione in vigore. Le condizioni indicate dalla portavoce sembrano escludere, ad esempio, la possibilità di ‘sterilizzare’ gli effetti dell’Ets sulle centrali termoelettriche alimentate a gas, perché questo sarebbe chiaramente un segnale di investimento contro le energie pulite, invece che in loro favore, e promuoverebbe un aumento della domanda di gas, invece di evitarlo.  

Per le misure di medio termine, la Commissione intende innanzitutto riesaminare i criteri di riferimento (‘benchmark’) in termini di efficienza energetica e di emissioni, in base ai quali si decide quali impianti, in ogni comparto industriale ad alta intensità energetica, possono ricevere i permessi di emissione gratuiti. Gli impianti che hanno prestazioni inferiori a quelle del valore di riferimento stabilito per il loro specifico comparto devono acquistare i permessi di emissione, quelli che lo superano possono avere le quote gratuite. Abbassando o elevando il valore di riferimento, la Commissione può determinare un aumento o una riduzione (anche fino all’eliminazione totale, che in effetti finora era prevista per il 2034) dei permessi di emissione gratuiti. Questo, quindi, è lo strumento che con tutta probabilità la Commissione userà per mantenere più a lungo i permessi di emissione gratuiti oggi esistenti. Ma sarà necessario rivedere anche il regolamento sui ‘dazi climatici’ Cbam (‘Carbon Border Adjustment Mechanism’), che prevede l’eliminazione progressiva delle quote gratuite.  

La seconda questione di medio termine, quella della volatilità dei prezzi dell’Ets, sarà affrontata invece attraverso l’uso della ‘riserva di stabilità’, ovvero una numero importante di permessi di emissione che la Commissione tiene in riserva e che, in caso di rincari eccessivi delle quote di CO2, può immettere massicciamente sul ‘mercato del carbonio’, aumentandone la liquidità con un incremento dell’offerta.  

Il governo italiano appare molto soddisfatto dei risultati del Consiglio europeo e degli annunci di von der Leyen. Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si tratta di ‘una svolta storica’, che  indica che ‘finalmente l’Europa si muove sulla strada indicata dall’Italia: una strada condivisa da un sempre crescente e più ampio fronte di Stati membri’.

Secondo Urso, ‘è di grande rilevanza il riconoscimento che la prossima revisione dell’Ets affronterà, da subito, proprio le questioni rilevanti per il nostro paese, come l’estensione delle quote gratuite per le industrie energivore e la volatilità del prezzo delle quote Ets, condizionata anche dalla speculazione finanziaria. Altrettanto significativo è che la Commissione lavorerà già da lunedì con il nostro governo proprio su quanto previsto dal decreto bollette, ‘per affrontare – come riconosciuto dalla stessa von der Leyen – le specificità italiane”.

In realtà, va notato che, se la proroga per le quote di CO2 gratuite era effettivamente una delle richieste dell’Italia, e di diversi altri paesi, non c’è invece alcuna traccia, nelle conclusioni del Consiglio europeo, come nelle posizioni espresse dalla Commissione, dell’ipotesi di ‘sospendere’ l’Ets, rivendicata dal governo italiano. E anche l’intervento annunciato da von der Leyen contro la volatilità dei prezzi dell’Ets, attraverso l’attivazione della ‘riserva di stabilità’, è molto diverso da quanto chiedeva l’Italia, ovvero l’introduzione di un ‘cap’ (un tetto di prezzo massimo) per le quote di emissione, o un meccanismo (che appare molto complicato da realizzare) per escludere la componente Ets dal prezzo dell’elettricità prodotta con le rinnovabili.  

Durante la conferenza stampa della notte scorsa, Von der Leyen è stata chiarissima nella difesa dell’Ets. ‘Oggi devo dire, – ha osservato – che la giornata della riunione del Consiglio europeo è stata molto positiva per il sistema di scambio delle emissioni. Perché, sullo sfondo della crisi, è apparso chiaro che siamo vulnerabili perché dipendiamo dalla volatilità dei prezzi globali dei combustibili fossili. E ciò che importiamo come combustibili fossili fa aumentare i prezzi perché abbiamo il ‘merit order’ nel sistema del mercato energetico’. Il ‘merit order’ è il meccanismo marginale di formazione del prezzo che, soprattutto in Italia, fa quasi sempre pagare l’elettricità al prezzo della fonte più cara, il gas.  

‘Il sistema di compravendita delle emissioni, in vigore da circa 20 anni – ha ricordato la presidente della Commissione -, ha ridotto le emissioni mentre l’economia è cresciuta. Ma soprattutto, ha rappresentato un forte incentivo agli investimenti nelle tecnologie pulite. E le tecnologie pulite sono le fonti di energia a basse emissioni di carbonio, come il nucleare e le energie rinnovabili. Come si può vedere sulla mappa dei diversi Stati membri con i loro diversi mix energetici, maggiore è la quota di energie rinnovabili e nucleare, più bassi sono i prezzi, perché queste fonti energetiche sono prodotte localmente e non sono volatili. Vale anche il contrario: maggiore è la quota di gas come fonte energetica, più alti sono i prezzi e maggiore è la volatilità’.   La necessità di mantenere l’Ets pienamente in funzione è poi sottolineata anche nelle conclusioni del vertice Ue. Nel testo c’è un esplicito riferimento al fatto che devono essere preservati ‘i segnali di investimento a lungo termine’ e sostenuta ‘l’accelerazione della produzione di energia rinnovabile e a basse emissioni di carbonio’. Inoltre, si invita la Commissione a presentare, ‘entro luglio 2026 al più tardi’, una revisione del sistema Ets ‘al fine di ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e mitigarne l’impatto sui prezzi dell’elettricità’, ma ‘preservando al contempo il ruolo essenziale dell’Ets nella transizione climatica ed energetica attraverso un segnale di prezzo basato sul mercato per le emissioni di carbonio che stimoli gli investimenti e l’innovazione’.

Libano, p. Montes: qui manca tutto, la guerra porta solo distruzione

Roma, 20 mar. (askanews) – “Manca tutto, l’elettricità, l’acqua, la casa è un disastro. Abbiamo i materassi per terra per ospitare i rifugiati che vengono dal sud. Ma siamo in guerra. E questa è la situazione”: a parlare ad askanews è padre Luis Montes, religioso del Verbo Incarnato, da trent’anni in Medio Oriente e ora in Libano, a quattro chilometri da Harissa, poco più a nord della capitale Beirut.

“I giovani stanno perdendo fiducia nel futuro – dice -l’ingiustizia porta odio. Ho visto tante guerre. In Iraq dicevano che c’erano le armi di distruzione di massa, poi hanno distrutto la Siria, la Libia, lo Yemen. Per noi è molto doloroso vedere i potenti del mondo che portano morte e distruzione”.

Per il religioso, questa guerra non ha motivo di esistere. “C’erano i negoziati, li hanno fermati nel pieno delle trattative. Alcuni dicono che l’Iran non si fermerà perché gli Stati Uniti e Israele hanno ammazzato per due volte i negoziati. E’ un disastro – ribadisce padre Luis – sono guerre decise dal di fuori che si potevano evitare. È un circolo letale: Hezbollah attacca Israele perché Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran. È la legge dell”occhio per occhio, dente per dente’. Alla fine rimarremo tutti ciechi”.

“Ogni giorno vediamo i missili che vanno a Beirut, vediamo il fumo che sale, si sentono le esplosioni. Ma qui siamo al sicuro. Il Libano – osserva ancora il religioso – vive una forte crisi economica, da molti anni, la gente è impoverita, la guerra porta povertà, dolore, odio e distruzione”.

Padre Luis racconta il loro lavoro a fianco di chi non ha nulla. “Abbiamo un’opera di misericordia per disabili, anziani, bambini, rifugiati, gli abbandonati, gli ultimi. E in questo periodo di guerra accogliamo rifugiati che arrivano dal sud del Libano, scappano dai bombardamenti. Fra alcune settimane dovremo lasciare questa casa che resterà solo per i rifugiati. Noi continueremo a fare accoglienza più a nord del paese”. Da qui l’appello ad un aiuto. “Abbiamo bisogno di fondi, per questo chiediamo aiuto a tutti. Potete donare su https://gofund.me/d72ea21ac”, conclude il religioso.

Meloni: sinistra buttato in caciara, da noi qualche fallo reazione

Roma, 20 mar. (askanews) – “Sicuramente non è stata una bella campagna elettorale anche perché c’è stato questo tentativo di buttarla in caciara, come si dice a Roma, di individuare il nemico” ed è questo “che mi ha convinto a buttarmi su questo tema, consapevole che ci sarebbe stata l’accusa di politicizzazione” perché volevo spiegare nel merito, i toni sono stati negativi soprattutto da parte della sinistra, “c’è stato qualche fallo di reazione anche nella nostra metà campo e quindi complessivamente non è stata una bella campagna elettorale”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata durante lo speciale referendum del Tg La7 in onda stasera.

Alta tensione sui titoli di Stato, spread Btp-Bund chiude a 92 punti

Milano, 20 mar. (askanews) – Titoli di Stato sotto pressione sui timori di una fiammata dell’inflazione, spinta dai prezzi energetici a causa della guerra in Iran, e quindi di una stretta monetaria. Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso in netto rialzo a 91 punti dagli 82 di ieri, con il rendimento del decennale italiano che è schizzato al 3,94% (+17 pb), un balzo superiore a quelli del resto dell’obbligazionario pubblico dell’eurozona, a livelli che non vedeva da luglio 2024, e il tasso sul Bund a 10 anni salito al 3,03%.

In aumento di 10 punti base i titoli decennali francesi (3,74%) e spagnoli (3,56%). Il rendimento dei titoli di Stato britannici (Gilt) a 10 anni è balzato sopra la soglia del 5%, il livello più alto dalla crisi finanziaria del 2008.

Oggi Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo della Bce e presidente della Bundesbank, ha lasciato intendere che Francoforte potrebbe aumentare i tassi di interesse già nella riunione di fine aprile se l’inflazione dovesse continuare a peggiorare. “Allo stato attuale, è plausibile che le prospettive di inflazione a medio termine possano deteriorarsi e che le aspettative di inflazione possano aumentare in modo sostenuto, il che significherebbe che probabilmente sarebbe necessario un orientamento più restrittivo della politica monetaria”, ha affermato.

Bossi, Fontana a Gemonio: Lega perde chi l’ha inventata, io un amico

Gemonio (Va), 20 mar. (askanews) – “Oggi la Lega perde chi l’ha inventata e io perdo un amico”. Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, arrivando a Gemonio per rendere omaggio a Umberto Bossi. “L’avevo sentito l’ultima volta la settimana prima delle Olimpiadi”, racconta Fontana prima di entrare nella villa del fondatore della Lega, accolto dal figlio Renzo Bossi.

Calcio, Spalletti: "Totale disponibilità al rinnovo"

Roma, 20 mar. (askanews) – Vigilia di campionato per la Juventus, attesa dalla sfida contro il Sassuolo con in palio punti pesanti nella corsa Champions. L’allenatore bianconero Luciano Spalletti mantiene il focus sul campo e dribbla le domande sul mercato: “Mi sentirei un idiota a rispondere ora. Non conviene parlarne pubblicamente”.

Il tecnico apre invece alla possibilità di prolungare il rapporto con il club: “Durante la sosta ci sarà meno stress e più tempo. Da parte mia c’è totale disponibilità a sentire cosa la società vorrà dirmi”. Un incontro è atteso nei prossimi giorni per discutere il rinnovo.

Sulla sfida imminente, Spalletti sottolinea il peso della qualificazione europea: “Entrare in Champions cambia tutto per un giocatore, ma questa pressione è un privilegio. Dobbiamo viverla con entusiasmo, pur sapendo che comporta dei rischi”.

Massima attenzione al Sassuolo, squadra che il tecnico considera tra le più organizzate del campionato: “Per idee di calcio è una delle migliori, sa costruire dal basso e ribaltare l’azione. Bisognerà essere pronti e aggressivi”. E un riconoscimento all’allenatore neroverde Fabio Grosso: “È molto bravo, guardo sempre il lavoro degli allenatori che affrontiamo”.

Capitolo formazione: restano dubbi in attacco, dove Dušan Vlahovic è ancora in bilico dopo un nuovo fastidio accusato in rifinitura. “Abbiamo un paio di giocatori con qualche problema, decideremo all’ultimo momento”, spiega Spalletti, lasciando aperta l’ipotesi di confermare un reparto offensivo più leggero.

Ballottaggio anche tra i pali, con Mattia Perin e Michele Di Gregorio in competizione: “Entrambi sono al top. Questo periodo senza giocare ha fatto bene a Di Gregorio, l’ho visto molto determinato. Sceglierò in extremis”.

Infine, un messaggio alla squadra in vista del rush finale: “Mancano nove partite, 810 minuti. Non si può essere sempre migliori degli avversari, ma bisogna saper riconoscere i momenti e fare le scelte giuste. La scelta viene prima del gesto tecnico”.

MotoGp, Acosta il più veloce nelle prime libere in Brasile

Roma, 20 mar. (askanews) – Pedro Acosta si prende la prima sessione della storia della MotoGP a Goiania per il Gp del Brasile di MotoGp, secondo appuntamento del Motomondiale. Sessione disputata su pista bagnata ma in progressivo miglioramento: il pilota Ktm ha preceduto Miller (unico competitivo con le gomme slick) e Bezzecchi (Aprilia). 4° Marc Marquez, per larghi tratti in testa alla classifica, nono Pecco Bagnaia. Programma posticipato di 1 ora: alle 20, le Pre-qualifiche con in palio i primi 10 pass per il Q2 del sabato.

Difesa, americana Nuburu punta di nuovo su Tekne: accordo per il 70%

Milano, 20 mar. (askanews) – Nuburu società americana quotata a Wall Street attiva nel settore Difesa ha siglato un accordo con Tekne per acquisire il 70% della società subordinatamente all’autorizzazione prevista dalla normativa italiana sul Golden Power. Nuburu che ha già ricevuto uno stop dal governo all’acquisizione di Tekne la scorsa estate fa segnare un rialzo del 22,1% a 0,21 dollari.

Tekne, con sede operativa a Ortona (Chieti), è un operatore specializzato in ingegneria della difesa e nella progettazione, produzione e allestimento di veicoli industriali, speciali e militari. Grazie all’intervento di Nurburu, la società prevede di generare circa 50 milioni di euro di ricavi nel 2026 e 100 milioni nel 2027, riflettendo una forte crescita trainata da veicoli speciali dual use e programmi di guerra elettronica.

L’accordo tra Nuburu e Tekne fa seguito a un piano di cooperazione strategica progressiva avviato nel 2025, frutto del confronto con gli stakeholder istituzionali, e finalizzato a strutturare un quadro coerente con le priorità strategiche della difesa italiana. Una volta completata, l’operazione consentirà a Nuburu di consolidare le attività di Tekne

L’intesa prevede l’ottenimento da parte Nuburu, che detiene attualmente il 2,9% del capitale Tekne, di una quota complessiva del 70%, subordinatamente all’autorizzazione prevista dalla normativa italiana sul Golden Power, la cui notifica da parte delle società è prevista nel mese di aprile.

Nel dettaglio, oltre a circa 3,5 milioni di euro in linee di finanziamento collegate al magazzino, Nuburu ha già fornito a Tekne 13 milioni di euro a titolo di finanziamento soci che sarà convertito in capitale di Tekne. Inoltre, alla firma del nuovo accordo e con l’obiettivo di dare continuità alla produzione di Tekne e garantire i livelli occupazionali esistenti, Nuburu ha fornito ulteriori 3,7 milioni di euro.

L’accordo prevede che, all’ottenimento dell’autorizzazione di legge, i finanziamenti siano convertiti in capitale di Tekne sulla base di una valutazione della società di 52 milioni di euro e Nuburu sottoscriva un ulteriore aumento di capitale di 13 milioni di euro, alla medesima valutazione della società, venendo così a detenere una partecipazione pari al 57,1% del capitale sociale (fully diluted) oltre al 2,9% già detenuto. È previsto infine che Nuburu acquisirà un ulteriore 10% di Tekne dagli attuali azionisti.

“Nell’ultimo anno abbiamo lavorato intensamente con consulenti specializzati per sviluppare un quadro industriale allineato agli interessi nazionali italiani, consentendo al contempo a Nuburu di costruire una solida piattaforma tecnologica per la difesa radicata nel Paese”, ha dichiarato Alessandro Zamboni, presidente e Co-Ceo di Nuburu.

Un nuovo orizzonte nella cura dell’emofilia A e B

Milano, 20 mar. (askanews) – In Italia arriva una nuova opzione terapeutica per l’emofilia. È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la rimborsabilità di un trattamento innovativo per l’emofilia A e B severa senza inibitori, nasce Marstacimab, sviluppato da Pfizer che apre nuove prospettive nella gestione della malattia. Nel nostro Paese sono circa 5.000 le persone che convivono con questa patologia rara, che, nel tempo, può compromettere articolazioni, autonomia e qualità della vita. La nuova opzione terapeutica ha un approccio diverso rispetto alle terapie tradizionali, perché non sostituisce i fattori della coagulazione ma agisce riequilibrando il sistema emostatico, contribuendo a ridurre i sanguinamenti. Abbiamo parlato con Maria Elisa Mancuso, Referente Centro Malattie Emorragiche presso IRCCS Humanitas Research Hospital e Professoressa a Contratto presso Humanitas University:

“Marstacimab sicuramente favorisce una aderenza migliore al trattamento di profilassi, che è lo standard di cura nell’emofilia per prevenire gli episodi emorragici, perché è somministrabile per via sottocutanea, con infusioni solo una volta a settimana. Storicamente nell’emofilia questa è una grossa rivoluzione, perché da sempre siamo stati abituati a somministrazioni endovenose ogni 2-3 giorni, quindi chiaramente c’è un bel passo avanti. È un farmaco efficace e sicuro, quindi la prevenzione dei sanguinamenti restituisce alle persone con emofilia una qualità di vita normale e anche uno stile di vita normale”.

L’impegno di Pfizer nelle malattie rare e, in particolare, nell’emofilia prosegue da oltre quarant’anni e lo sviluppo di Marstacimab rappresenta i continui progressi ottenuti. È poi intervenuta Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer in Italia:

“L’impegno di Pfizer nelle malattie rare, in particolare nell’emofilia, prosegue da oltre 40 anni con l’introduzione dei fattori ricombinanti, che hanno cambiato la storia naturale di questa patologia. L’impegno però in ricerca e sviluppo non si è affermato. Volevamo comunque andare oltre e cercare anche di migliorare quello che è il carico della terapia su questi pazienti. E quindi oggi ci siamo riusciti a farlo, oggi abbiamo la possibilità di offrire una nuova opzione di trattamento, un anticorpo monoclonale per pazienti adolescenti e adulti con diagnosi di emofilia severa o bisensi inibitori”.

Accanto agli aspetti clinici, resta fondamentale l’attenzione alla qualità della vita, all’autonomia e al supporto psicologico. È poi intervenuto Andrea Buzzi, Presidente di Fondazione Paracelso:

“Oggi l’emofilia può essere ben compensata, ben curata, ben affrontata sul piano clinico, però noi abbiamo visto rispetto all’enorme evoluzione che c’è stata nel corso dei decenni sulla strategia terapeutica di questa malattia, abbiamo visto che i livelli di ansia e di preoccupazione, in particolare bisogna dire delle mamme e dei papà, questa malattia viene gestita per procura dei genitori. Noi dobbiamo aiutare i genitori a trasmetterla, a inquadrarla, a collocarla nella giusta posizione dentro la propria vita”.

Un’innovazione che punta a semplificare la gestione della malattia e a migliorare l’aderenza alle terapie. Perché oggi l’obiettivo non è solo controllare i sanguinamenti, ma permettere alle persone con emofilia di vivere con maggiore libertà.

Delmastro, Conte: dimissioni, Meloni prigioniera del sottosegretario?

Roma, 20 mar. (askanews) – “Delmastro si deve dimettere stasera, non può più entrare al ministero (della Giustizia, ndr) un personaggio del genere. Meloni deve azzerare anche il gruppo dirigente del Piemonte perché in società c’erano altri tre alti dirigenti di Fratelli d’Italia piemontesi”. Così il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte, intervistato a Tagadà, su La7, a proposito del sottosegretario alla Giustizia.

Meloni “è prigioniera di Delmastro, di Santanchè, dei suoi compagni di partito che in giunta siciliana sono accusati di corruzione, sono accusati di malversazione. Meloni è prigioniera perché hanno condiviso insieme una storia, battaglie e dei segreti evidentemente”, ha detto ancora.

Reguzzoni: funerali Bossi a Pontida una scelta simbolo

Gemonio, 20 mar. (askanews) – “Appuntamento per tutti a Pontida, gli amici che hanno voluto bene a Umberto sanno che questa è una scelta assolutamente simbolo, con chi gli ha voluto bene ci vediamo all’Abbazia di Pontida”. Lo ha detto Marco Reguzzoni, ex capogruppo della Lega alla Camera, lasciando la casa di Umberto Bossi a Gemonio e ricordando i funerali di domenica dell’ex leader leghista morto a 84 anni.

Usa, cresce l’allerta sicurezza per i Mondiali di calcio 2026: timori su possibili attacchi

Roma, 20 mar. (askanews) – Cresce l’allerta sicurezza per i Mondiali di calcio 2026, in programma a giugno e luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico, in un contesto internazionale segnato dall’aumento del rischio di attentati legati alla guerra con l’Iran e a possibili azioni di ritorsione.

Secondo briefing d’intelligence esaminati da Reuters, estremisti e criminali potrebbero prendere di mira la competizione in questione. Tra i possibili scenari indicati figurano attacchi alle infrastrutture di trasporto, disordini civili e azioni di singoli individui radicalizzati. A tal proposito, le forze dell’ordine americane hanno innalzato il livello di vigilanza dall’inizio del conflitto con Teheran, temendo reazioni dirette o indirette sul territorio.

Le valutazioni arrivano da documenti redatti da funzionari federali e statali statunitensi insieme alla FIFA, la federazione internazionale che governa gli sport del calcio. Ed emergono mentre il regime iraniano lancia avvertimenti minacciosi: “Da ora in poi i centri turistici e ricreativi nel mondo saranno insicuri per i nemici”, ha dichiarato oggi il portavoce dell’esercito Sardar Shekarchi.

A complicare i preparativi per gli imminenti Mondiali di calcio, vi è il ritardo nell’erogazione di un pacchetto da 625 milioni di dollari di fondi federali destinati alla sicurezza, previsti da un disegno di legge di spesa approvato nel luglio 2025. La Federal Emergency Management Agency (FEMA) aveva indicato fine gennaio come termine per la distribuzione; ma i fondi sono stati assegnati solo questa settimana, dopo le pressioni di autorità locali e organizzatori.

Tale ritardo rappresenta un peso considerevole su una macchina organizzativa già sotto pressione. Stati e città ospitanti sono difatti nelle fasi finali della pianificazione dell’evento, con il tempo per acquistare tecnologie e attrezzature che è ormai più che limitato. “Sarà estremamente difficile rispettare i tempi”, ha avvertito Mike Sena, presidente della National Fusion Center Association.

In un contesto di questo tipo, va considerato anche il rischio di possibili minacce interne. Un rapporto di intelligence del dicembre 2025 del New Jersey, Stato che ospiterà la finale del torneo, cita recenti attacchi domestici, complotti sventati e una crescente propaganda estremista. Viene inoltre indicato il rischio di assembramenti spontanei legati a tensioni tra Paesi partecipanti.

Un ulteriore rapporto del 2025 menziona un post online che incoraggerebbe azioni contro la rete ferroviaria durante il torneo, con riferimento alle partite sulla costa occidentale di Stati Uniti e Canada.

Sul piano interno, il clima politico statunitense ha un peso specifico. Le misure restrittive sull’immigrazione volute dall’amministrazione Trump alimentano in tal senso i timori di proteste e tensioni. Secondo analisti della FIFA, l’attivismo anti-ICE potrebbe abbassare la soglia “per azioni ostili da parte di estremisti o lupi solitari”.

Restano inoltre incognite legate ai divieti di viaggio imposti a decine di Paesi. Tra questi l’Iran, la cui partecipazione al Mondiale continua a essere incerta, che sta discutendo con la FIFA lo spostamento delle proprie partite in Messico, a causa del conflitto in corso con gli Stati Uniti. Restrizioni riguardano anche tifosi di Haiti, Costa d’Avorio e Senegal, tutte qualificate al torneo.

Ogni partita, avvertono i responsabili locali, avrà un impatto comparabile a quello di un Super Bowl. “Le amministrazioni locali e le forze dell’ordine avranno il loro bel da fare”, ha dichiarato la deputata del New Jersey Nellie Pou, la quale ha aggiunto che, per garantire un’organizzazione adeguata, e un piano di sicurezza stabile, “servono tutte le risorse disponibili, subito”.

(di Gabriele De Angelis)

Gas, Pichetto: difficile fare stime su prezzi, sono ministro non mago

Milano, 20 mar. (askanews) – “Faccio il ministro, non il mago. Quando siamo passati dai 28-30 euro, il dato di riferimento quando ho fatto il decreto tre settimane fa, ai 72 euro di ieri mattina, le stime diventano molto difficili da fare”. Così il ministro dell’ Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dei 70 anni di Cesi.

Riguardo le imprese “stanno certamente soffrendo. Settori fortemente gasivori come ceramica ed elettronica soffrono enormemente”, ha aggiunto. “Con 102.000 imprese a media tensione, superare i 150 euro sul Pun (Prezzo Unico Nazionale) significa che chi non ha contratti a prezzo fisso predeterminato ne soffre tantissimo. Dipende dal margine dell’impresa e dal peso dell’energia sui costi”, ha concluso Pichetto.

Oro calato del 4,5% in un mese, pesano Fed e dollaro forte

Roma, 20 mar. (askanews) – I prezzi dell’oro sono scesi ancora, avviandosi alla terza chiusura settimanale negativa consecutiva a causa del rafforzamento del dollaro e dell’atteggiamento prudente della Federal Reserve sui tassi. Il lingotto ha perso circa il 4.5% del suo valore nell’ultimo mese. Gli investitori restano cauti in attesa di segnali più chiari sull’inflazione USA, che finora hanno spinto il biglietto verde ai massimi, rendendo il lingotto meno appetibile.

Al momento, l’oro spot è scambiato a 4.556,94 dollari l’oncia, in deciso calo di 91,28 dollari (-1,96%). I futures sull’oro con scadenza ad aprile 2026 si attestano a 4.579,60 dollari l’oncia, in flessione di 26,10 dollari (-0,57%).

Gas, Pichetto: fiducioso che da metà aprile si partirà con stoccaggi

Roma, 20 mar. (askanews) – “Credo che possiamo partire con gli stoccaggi nell’ottica 2026-2027 verso metà aprile”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dei 70 anni del Cesi.

“La valutazione va fatta rispetto alla capacità delle pompe, alla portata a quanto si riesce a iniettare. È una questione di tempi”, ha detto.

“Non si può mai essere pronti per un conflitto. Dobbiamo essere pronti a ricostituire gli stoccaggi entro fine anno. L’Italia parte da una condizione migliore rispetto al resto d’Europa, con molte fonti alternative di approvvigionamento. Sono abbastanza fiducioso che da metà aprile si possano ricostituire gli stoccaggi in modo adeguato”.

Ue, Urso: su Ets "svolta storica, riconosciute le ragioni dell’Italia"

Roma, 20 mar. (askanews) – “Le posizioni espresse dalla presidente Von der Leyen e le successive decisioni assunte stanotte dal Consiglio europeo indicano che finalmente l’Europa si muove sulla strada indicata dall’Italia: una strada condivisa da un sempre crescente e più ampio fronte di Stati membri”. Lo dichiara con un comunicato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, definendo la posizione espressa una “una svolta storica”.

“È di grande rilevanza – continua Urso – il riconoscimento che la prossima revisione dell’ETS affronterà, da subito, proprio le questioni rilevanti per il nostro Paese, come l’estensione delle quote gratuite per le industrie energivore e la volatilità del prezzo degli ETS, condizionata anche dalla speculazione finanziaria. Altrettanto significativo è che la Commissione lavorerà già da lunedì con il nostro Governo proprio su quanto previsto dal decreto bollette ‘per affrontare – come riconosciuto dalla stessa von der Leyen – le specificità italiane'”.

“Ancora una volta il Presidente Meloni è riuscito, quando pochi lo ritenevano possibile, a far breccia indicando con responsabilità la strada giusta all’Europa e tutelando al meglio gli interessi della nostra Nazione, delle nostre imprese, del nostro sistema sociale e produttivo”, ha concluso il ministro.

Carburanti, Pichetto: durata taglio accise dipende da stop Hormuz

Milano, 20 mar. (askanews) – Sulla durata del decreto per il blocco delle accise sui carburanti al momento in vigore per 20 giorni “vediamo man mano, perché non sappiamo quale sarà il quadro fra 20 giorni”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dei 70 anni di Cesi a Milano.

“Se i sei Paesi che hanno firmato l’impegno per liberare lo Stretto di Hormuz, riuscissero a liberarlo – ha detto – questo avrebbe immediatamente un effetto sul prezzo e automaticamente potrebbe far venir meno le condizioni che ci hanno portato a intervenire”.

Usa, allarme sicurezza Mondiali: timori per possibili attacchi

Roma, 20 mar. (askanews) – Cresce l’allerta sicurezza per i Mondiali di calcio 2026, in programma a giugno e luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico, in un contesto internazionale segnato dall’aumento del rischio di attentati legati alla guerra con l’Iran e a possibili azioni di ritorsione.

Secondo briefing d’intelligence esaminati da Reuters, estremisti e criminali potrebbero prendere di mira la competizione in questione. Tra i possibili scenari indicati figurano attacchi alle infrastrutture di trasporto, disordini civili e azioni di singoli individui radicalizzati. A tal proposito, le forze dell’ordine americane hanno innalzato il livello di vigilanza dall’inizio del conflitto con Teheran, temendo reazioni dirette o indirette sul territorio.

Le valutazioni arrivano da documenti redatti da funzionari federali e statali statunitensi insieme alla FIFA, la federazione internazionale che governa gli sport del calcio. Ed emergono mentre il regime iraniano lancia avvertimenti minacciosi: “da ora in poi i centri turistici e ricreativi nel mondo saranno insicuri per i nemici”, ha dichiarato oggi il portavoce dell’esercito Sardar Shekarchi.

A complicare i preparativi per gli imminenti Mondiali di calcio, vi è il ritardo nell’erogazione di un pacchetto da 625 milioni di dollari di fondi federali destinati alla sicurezza, previsti da un disegno di legge di spesa approvato nel luglio 2025. La Federal Emergency Management Agency (FEMA) aveva indicato fine gennaio come termine per la distribuzione; ma i fondi sono stati assegnati solo questa settimana, dopo le pressioni di autorità locali e organizzatori.

Tale ritardo rappresenta un peso considerevole su una macchina organizzativa già sotto pressione. Stati e città ospitanti sono difatti nelle fasi finali della pianificazione dell’evento, con il tempo per acquistare tecnologie e attrezzature che è ormai più che limitato. “Sarà estremamente difficile rispettare i tempi”, ha avvertito Mike Sena, presidente della National Fusion Center Association.

In un contesto di questo tipo, va considerato anche il rischio di possibili minacce interne. Un rapporto di intelligence del dicembre 2025 del New Jersey, Stato che ospiterà la finale del torneo, cita recenti attacchi domestici, complotti sventati e una crescente propaganda estremista. Viene inoltre indicato il rischio di assembramenti spontanei legati a tensioni tra Paesi partecipanti.

Un’ulteriore rapporto del 2025 menziona un post online che incoraggerebbe azioni contro la rete ferroviaria durante il torneo, con riferimento alle partite sulla costa occidentale di Stati Uniti e Canada.

Sul piano interno, il clima politico statunitense ha un peso specifico. Le misure restrittive sull’immigrazione volute dall’amministrazione Trump alimentano in tal senso i timori di proteste e tensioni. Secondo analisti della FIFA, l’attivismo anti-ICE potrebbe abbassare la soglia “per azioni ostili da parte di estremisti o lupi solitari”.

Restano inoltre incognite legate ai divieti di viaggio imposti a decine di Paesi. Tra questi l’Iran, la cui partecipazione al Mondiale continua a essere incerta, che sta discutendo con la FIFA lo spostamento delle proprie partite in Messico, a causa del conflitto in corso con gli Stati Uniti. Restrizioni riguardano anche tifosi di Haiti, Costa d’Avorio e Senegal, tutte qualificate al torneo.

Ogni partita, avvertono i responsabili locali, avrà un impatto comparabile a quello di un Super Bowl. “Le amministrazioni locali e le forze dell’ordine avranno il loro bel da fare”, ha dichiarato la deputata del New Jersey Nellie Pou, la quale ha aggiunto che, per garantire un’organizzazione adeguata, e un piano di sicurezza stabile, “servono tutte le risorse disponibili, subito”. (di Gabriele De Angelis)

La strana storia del blogger russo ex filo-Putin finito in clinica psichiatrica

Roma, 20 mar. (askanews) – Un blogger russo, storicamente schierato su posizioni filo-Cremlino , è stato ricoverato in un ospedale psichiatrico dopo aver pubblicato dichiarazioni critiche nei confronti del presidente Vladimir Putin e dell’offensiva russa in Ucraina. Lo ha confermato l’agenzia di stampa France Presse citando fonti dell’ospedale di San Pietroburgo dove si trova ora Ilia Remeslo, giurista e blogger noto in particolare per aver scritto e testimoniato contro l’oppositore Alexei Navalny, morto in una prigione russa due anni fa.

Remeslo ha pubblicato martedì su Telegram “cinque ragioni” per cui ha “smesso di sostenere Vladimir Putin”. “Vladimir Putin non è un presidente legittimo, Vladimir Putin deve dimettersi ed essere giudicato come criminale di guerra e ladro”, ha accusato sul suo canale seguito da oltre 100mila persone. Il blogger, 42 anni, ha anche denunciato l’offensiva in Ucraina come “un vicolo cieco” che ha causato “uno o due milioni di vittime” ed è condotta “unicamente a causa dei complessi di Putin”.

Ilia Remeslo ha inoltre criticato “l’assenza” di opposizione, “la repressione della libertà di internet e dei media” nel Paese e “un mandato senza fine” di Putin, aggiungendo che i russi hanno “bisogno di un nuovo presidente moderno”.

Queste dichiarazioni hanno scioccato la comunità dei blogger sostenitori dell’offensiva russa in Ucraina, entrata nel suo quinto anno. Alcuni hanno persino ipotizzato che il suo account Telegram fosse stato hackerato. L’interessato ha quindi registrato un video confermando di essere l’autore dei messaggi, aggiungendo anche “una sesta ragione” per non sostenere Putin: “Una folle attrazione per il lusso”, accusando il presidente russo di possedere “una ventina di residenze-castelli”.

Remeslo ha pubblicato un ultimo messaggio online mercoledì sera. Giovedì, il blog di informazione filo-Cremlino Baza ha annunciato che era stato internato. Contattato oggi dall’Afp, l’ospedale psichiatrico numero 3 di San Pietroburgo ha confermato che “Ilia Borisovic Remeslo” vi è stato ricoverato giovedì e che la sua famiglia, inclusa la moglie, è stata informata. L’ospedale si è rifiutato di fornire dettagli sul suo stato di salute.

Questo ospedale, fondato nel 1870 e intitolato a Ivan Skvortsov-Stepanov, uno dei creatori della censura politica nell’Urss, è noto per essere stato un luogo di internamento di dissidenti politici repressi in epoca sovietica. Dall’inizio dell’offensiva contro l’Ucraina nel 2022, il Cremlino ha intensificato la repressione contro l’opposizione.

Iran, Trump: senza di noi, la Nato è una "tigre di carta"

Roma, 20 mar. (askanews) – “Senza gli Stati Uniti, la Nato è una tigre di carta!”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul proprio profilo Truth.

“Ora quella lotta è militarmente vinta, con pochissimo pericolo per loro, si lamentano dei prezzi elevati del petrolio che sono costretti a pagare, ma non vogliono aiutare ad aprire lo Stretto di Hormuz, una semplice manovra militare che è l’unica ragione dei prezzi alti del petrolio”, ha proseguito Trump, minacciando che “così facile da fare per loro, con così poco rischio. codardi, e ce ne ricorderemo”.

I Muse annunciano il decimo album in studio, "The WOW! Signal"

Milano, 20 mar. (askanews) – I Muse, giganti del rock inglese e vincitori di GRAMMY® Award, annunciano il loro prossimo decimo album in studio, “The WOW! Signal”, in uscita il 26 giugno su etichetta Warner Records — di seguito la tracklist. L’annuncio è stato davvero fuori dal mondo, con i Muse che hanno diffuso la notizia dallo spazio! In collaborazione con Sent Into Space, la band ha inviato un tablet appositamente progettato a 33 km di altezza nell’atmosfera per presentare in anteprima il video di “Be With You”, mentre un secondo pacco conteneva degli adesivi per un’edizione in vinile in tiratura limitata che i fan potranno richiedere.

“The WOW! Signal” segna il ritorno dei MUSE con un nuovo album dopo l’acclamato “Will Of The People” del 2022, che ha debuttato al primo posto nelle classifiche “Top Rock Albums” e “Top Alternative Albums” di Billboard. Invitando a tuffarci in pieno nel mondo del nuovo album, i Muse condividono il potente singolo di lancio, “Be With You”, insieme a un video musicale ufficiale con protagonista Ella Balinska (Resident Evil, The Occupant).

“Be With You” si apre con il suono di un imponente organo da chiesa e la voce altrettanto epica di Matt Bellamy, mentre si concentra su un momento intenso “It seems my light’s been swallowed up, I’ve used up every ounce of luck / I need to leap into the fire, find a higher power, and reach for something new.” Ma ben presto il brano si trasforma in un’elettronica trascinante e, alla fine, in un rock bruciante, mentre la prospettiva del narratore passa dallo sconforto alla determinazione: “I feel my life has just begun, it can’t just be with anyone / It’s got to be with you.” Diretto da Nico Paolillo (Deafheaven, BAD OMENS), il video di “Be With You” dà vita a questo momento elettrizzante con straordinari dettagli cinematografici. Mentre un alone rosso avvolge la luna, Balinska inizia a notare strani fenomeni e sembra trascinata nella notte da una forza superiore. Alla fine incontra un uomo pervaso dalla stessa strana energia e insieme assistono a un fenomeno al tempo stesso bellissimo e terrificante.

The WOW! Signal prende il nome da uno dei misteri interstellari più affascinanti del secolo scorso: un potente impulso radio della durata di 72 secondi rilevato nel 1977, proveniente dalla costellazione del Sagittario, con una larghezza di banda e un’intensità che suggerivano una possibile origine extraterrestre. L’astronomo che scoprì l’anomalia cerchiò la sequenza ormai iconica “6EQUJ5” e scrisse “WOW!” sulla stampa accanto ad essa, dando questo nome al segnale e consolidando la sua posizione nella tradizione scientifica e nella cultura popolare.

Sebbene “Be With You” sia solo il primo assaggio di “The WOW! Signal”, i temi comuni tra la canzone e questo fenomeno parlano delle forze che alimentano il nuovo album dei MUSE: un mix di mistero cosmico, speranza esistenziale e l’esaltante possibilità di entrare in contatto con qualcosa di molto più grande di noi stessi.

Lega, il ministro Giorgetti a casa di Bossi a Gemonio

Gemonio, 20 mar. (askanews) – Nelle immagini il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lascia la casa a Gemonio di Umberto Bossi, morto a 84 anni.

Giorgetti era arrivato alle 9 questa mattina e si è trattenuto a lungo con la famiglia. I funerali si svolgeranno domenica a Pontida.

Il "Re Del Valzer" André Rieu torna live in Italia

Milano, 20 mar. (askanews) – A novembre dello scorso anno è andata in scena l’attesa prima volta di André Rieu in Italia, all’Unipol Forum di Milano: biglietti esauriti in meno di un mese dall’annuncio del concerto e 10.000 spettatori entusiasti arrivati da tutta Italia. A grande richiesta, il “Re Del Valzer” è tornato con tre nuovi concerti evento nel nostro Paese – prodotti da VignaPR e VIVO Concerti – con i 60 elementi della sua Johann Strauss Orchestra. Dopo il successo di Bologna, oggi è a Torino all’Inalpi Arena e sabato 21 marzo 2026 a Milano all’Unipol Forum. I biglietti saranno disponibili in prevendita dalle ore 10:00 di venerdì 24 ottobre su Ticketone.it, l’unico circuito ufficiale per questi tre concerti.

Con oltre 40 milioni di album venduti, 4 miliardi di visualizzazioni su YouTube, oltre 20 milioni di follower sui social e più di 700.000 spettatori all’anno in oltre 80 concerti in tutto il mondo, André Rieu è uno degli artisti di maggior successo e più amati dei nostri tempi. Ha inoltre all’attivo finora 500 Dischi di Platino, 270 Dischi D’Oro, 30 Primi posti nelle classifiche di vari Paesi nel mondo, 10 album nella Top Ten delle classifiche UK, innumerevoli Awards dal 1995 in poi, fra i quali 3 Classic Brit Award consecutivi per l'”Album of The Year” nel 2011, 2012, 2013 e l’SSE Best Live Award nel 2018, ma soprattutto il record assoluto di incassi per un artista di “Classica” nella storia di Billboard.

Durante ogni sua esibizione il pubblico viene trascinato in un universo di melodie incantevoli mentre André Rieu dirige la Johann Strauss Orchestra – la più numerosa orchestra privata al mondo con i suoi 60 elementi – il coro e molteplici solisti, in un repertorio che varia da capolavori classici a celebri valzer, passando attraverso successi popolari, colonne sonore e brani d’opera. Fra i brani che hanno reso famose le sue straordinarie performance dal vivo citiamo The Lonely Shepherd dalla colonna sonora di Kill Bill di Quentin Tarantino, il Bolero di Ravel, il Second Waltz di Shostakovich – uno dei più conosciuti di Rieu, definito il “Re del Valzer Moderno”. Non mancano popolarissime hit come Can’t Help Falling in Love di Elvis Presley o My Way di Frank Sinatra, ma anche Mambo N°5 di Lou Bega, senza dimenticare il nostro Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu. Fra i maestri che lo hanno ispirato Rieu cita Johann Strauss, “un imprenditore e un artista gigantesco allo stesso tempo, aveva cinque orchestre contemporaneamente e componeva musica straordinaria” e infatti Il Danubio Blu non manca mai nei live di André.

L’energia straordinaria dei suoi spettacoli – vere e proprie performance che sprigionano gioia e romanticismo – è un elemento decisivo per il pubblico di André Rieu. I suoi concerti sono esperienze immersive uniche: un’esplosione di luci, messe in scena elaborate con visual e schermi di grande effetto, costumi sontuosi, un coinvolgimento straordinario quando il Maestro e l’Orchestra raggiungono il palco attraversando la folla sulle note del Gladiatore, ma soprattutto la partecipazione calorosa di un pubblico fra i più diversificati per età e provenienza, che trova terreno comune nel celebrare la Musica in un’atmosfera di pura magia.

Dice André: “Le emozioni sono il fattore chiave! Quando un brano mi arriva al cuore, so che farà breccia anche nel vostro cuore. Non vedo l’ora di tornare a Milano e di suonare per la prima volta a Bologna e Torino, ho aspettato questo momento e so che anche il pubblico italiano lo ha desiderato a lungo, mi aspetto di vedervi tutti ballare e cantare al concerto!”

Nuoto, Cameron McEvoy fa il record mondiale nei 50 sl

Roma, 20 mar. (askanews) – Cameron McEvoy è il nuovo uomo più veloce del pianeta in acqua. Il 31enne australiano ha stabilito il record del mondo nei 50 metri stile libero con il tempo di 20″88 durante l’Open di Shenzhen, in Cina, migliorando di tre centesimi il precedente primato di 20″91 appartenente al brasiliano César Cielo, realizzato nel 2009 a San Paolo nell’era dei costumoni.

Campione olimpico della specialità ai Giochi di Parigi 2024, McEvoy conferma il suo dominio nello sprint più breve del nuoto, dopo i titoli mondiali conquistati nel 2023 e nel 2025. L’australiano, originario della Gold Coast, abbassa sensibilmente il proprio personale (21″06 nel 2023) e apre una nuova era nella distanza regina della velocità.

“L’obiettivo era scendere sotto i 22 secondi”, ha dichiarato dopo la gara, sottolineando la crescita progressiva che lo ha portato al primato. Per l’impresa incassa anche un premio di 20mila dollari. McEvoy, che in passato sognava di diventare astronauta, continua a viaggiare a velocità “stellari”, ma stavolta lo fa in corsia.

Calcio, i convocati di Gattuso per i playoff, c’è Chiesa

Roma, 20 mar. (askanews) – Prenderà il via domenica sera con il raduno fissato al Centro Tecnico Federale di Coverciano la ‘missione Mondiale’ della Nazionale, impegnata giovedì 26 marzo (ore 20.45, diretta Rai 1) allo Stadio di Bergamo nella semifinale dei play-off con l’Irlanda del Nord. In caso di successo, martedì 31 marzo l’Italia si giocherebbe poi il pass per il Mondiale in trasferta con la vincente della sfida tra Galles e Bosnia ed Erzegovina. Le due semifinaliste sconfitte del percorso A dei play-off (Italia-Irlanda del Nord/Galles-Bosnia ed Erzegovina), il 31 marzo saranno invece chiamate a disputare un’amichevole. Un match che gli Azzurri giocherebbero comunque in trasferta, a Cardiff o a Zenica.

Sono 28 i calciatori convocati dal Ct Gennaro Gattuso e il volto nuovo è quello di Marco Palestra, difensore del Cagliari classe 2005 alla prima chiamata in Nazionale maggiore. Torna a vestire la maglia azzurra Federico Chiesa, campione d’Europa nel 2021 e lontano dalla Nazionale da EURO 2024. Prima convocazione con Gattuso anche per Giorgio Scalvini e Niccolò Pisilli, assenti rispettivamente dal marzo e dal novembre 2024.

L’ELENCO DEI CONVOCATI

Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli);

Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Napoli);

Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle);

Attaccanti: Federico Chiesa (Liverpool), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta).

Iran, piano Aie: tagliare consumi con limiti velocità e targhe alterne

Roma, 20 mar. (askanews) – L’International Energy Agency ha presentato oggi sul proprio sito ufficiale una serie di azioni dal lato della domanda per attenuare gli impatti economici sui consumatori derivanti dalle interruzioni dei mercati petroliferi causate dalla guerra in Medio Oriente.

Il conflitto ha innescato la “più grande interruzione di fornitura nella storia del mercato petrolifero globale”, con il transito attraverso lo Stretto di Hormuz ridotto al minimo.

Secondo l’Agenzia, “le sole misure dal lato dell’offerta non possono compensare completamente l’entità dell’interruzione”, rendendo l’intervento sulla domanda uno strumento critico e immediato per migliorare l’accessibilità economica e sostenere la sicurezza energetica.

Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Iea, ha dichiarato: “La guerra in Medio Oriente sta creando una grave crisi energetica, inclusa la più grande interruzione di fornitura nella storia del mercato petrolifero globale. In assenza di una rapida risoluzione, gli impatti sui mercati energetici e sulle economie sono destinati a diventare sempre più severi”.

Il nuovo rapporto identifica dieci misure attuabili rapidamente da governi, imprese e famiglie per ridurre i consumi. Tra le principali azioni figurano il lavoro da casa dove possibile, la riduzione dei limiti di velocità autostradali di almeno 10 km/h, l’incentivo all’uso del trasporto pubblico e la rotazione dell’accesso delle auto private nelle grandi città.

Il piano suggerisce inoltre di aumentare il car sharing, promuovere la guida efficiente per i veicoli commerciali, dirottare l’uso del GPL dai trasporti verso usi essenziali ed evitare i viaggi aerei dove esistono opzioni alternative.

Infine, l’Agenzia invita a passare a soluzioni di cottura moderne ed elettriche e a sfruttare la flessibilità nell’industria implementando misure di efficienza a breve termine. (Fonte immagine: IEA)

Tokyo punta su Trump: Giappone accelera investimenti negli Usa

Roma, 20 mar. (askanews) – Il Giappone sta accelerando più di qualunque altro grande partner commerciale degli Stati uniti nel trasformare le intese sui dazi con Donald Trump in progetti industriali concreti. Dopo il vertice di ieri alla Casa Bianca tra il presidente americano e la premier Sanae Takaichi, Tokyo ha annunciato una seconda tornata di investimenti e finanziamenti fino a 73 miliardi di dollari, che porta a circa 109 miliardi il valore complessivo dei progetti già messi sul tavolo nelle prime due tranche, cioè quasi un quinto del pacchetto da 550 miliardi concordato nell’accordo quadro bilaterale del luglio 2025.

La nuova tranche si concentra interamente sull’energia e comprende fino a 40 miliardi di dollari per piccoli reattori modulari sviluppati da Ge Vernova Hitachi in Tennessee e Alabama, 17 miliardi per impianti di generazione elettrica a gas in Pennsylvania e altri 16 miliardi per strutture analoghe in Texas.

La prima tranche, annunciata a febbraio, includeva invece un progetto per diamanti sintetici industriali, un’infrastruttura per l’export di greggio statunitense e un progetto di generazione a gas, per un totale di circa 36 miliardi.

E’ proprio questa rapida traduzione dell’intesa in singoli dossier industriali a distinguere il Giappone: la Corea del sud ha approvato solo il 12 marzo la legge necessaria a rendere operativi i suoi impegni da 350 miliardi, mentre l’Unione europea procede ancora su un binario più politico e regolatorio, con un voto del Parlamento europeo arrivato solo ieri per far avanzare la legislazione collegata all’accordo con Washington.

Per Tokyo, però, non si tratta soltanto di commercio. Il governo giapponese ha scelto di non rimettere in discussione il patto con Washington neppure dopo la sentenza con cui il 20 febbraio la Corte suprema degli Stati uniti ha bocciato i dazi globali imposti da Trump sotto la legge sui poteri economici d’emergenza. La cautela giapponese nasce dal timore che un irrigidimento nei confronti della Casa Bianca possa tradursi in nuove pressioni tariffarie attraverso altri strumenti legali, soprattutto in comparti sensibili come l’auto, che resta centrale per l’economia nipponica. Non a caso, già a fine febbraio Tokyo aveva chiesto che il nuovo regime tariffario americano non peggiorasse il trattamento concordato l’anno scorso.

Il vertice Trump-Takaichi ha inoltre allargato il perimetro della cooperazione oltre l’energia. I due paesi hanno presentato un piano d’azione congiunto sulle terre rare e i minerali critici per costruire alternative alla dipendenza dalla Cina, con 13 progetti indicati come prioritari e l’avvio di un gruppo di lavoro dedicato anche allo sviluppo delle risorse minerarie nei fondali marini. In altre parole, il pacchetto giapponese non serve solo a difendere l’accesso al mercato americano, ma punta a inserirsi nella più ampia strategia di sicurezza economica degli Stati uniti.

Resta però il nodo della sostenibilità finanziaria e industriale. Già a febbraio il ministro Ryosei Akazawa aveva ammesso che sui primi accordi restavano da sciogliere diversi dettagli, compresi parametri essenziali come i tassi attesi e la redditività dei singoli progetti. Il 13 marzo Mitsubishi Ufj Financial Group ha poi segnalato che monitorerà attentamente l’impatto sulla liquidità di eventuali nuovi prestiti collegati al pacchetto americano, mentre sullo sfondo continuano a circolare ipotesi su ulteriori iniziative, come una possibile fabbrica avanzata negli Usa affidata a Japan Display, che però resta per ora allo stadio delle indiscrezioni.

Il punto politico è che il Giappone sta assumendo un’esposizione molto più diretta e molto più rapida di altri alleati degli Stati uniti. Se i progetti energetici e industriali annunciati tra febbraio e marzo andranno davvero in porto, Tokyo potrà presentarsi come il partner più affidabile della nuova strategia americana di reindustrializzazione. Ma se costi, tempi e ritorni economici dovessero deragliare, il governo Takaichi rischierebbe di trasformare il negoziato sui dazi in una scommessa onerosa per banche, industria e finanza pubblica giapponese.

Nato, mercoledì caccia italiani hanno intercettato un aereo russo

Roma, 20 mar. (askanews) – Caccia italiani hanno intercettato l’altro ieri un velivolo russo nello spazio aereo del Mar Baltico nell’ambito delle attività Nato di sorveglianza rafforzata. Lo ha reso noto oggi il Comando aereo dell’Alleanza atlantica su X. “Mercoledì jet da combattimento italiani dell’Aeronautica militare, schierati presso la base di Amari in Estonia per la missione di Enhanced Air Policing della Nato, hanno intercettato un aereo russo Su-30 sul Mar Baltico”, si legge in un messaggio diffuso sui social. “I velivoli italiani hanno attivato un’operazione di Alpha Scramble nell’ambito delle attività Eastern Sentry della Nato, insieme a jet di Finlandia e Svezia, per garantire la sicurezza dello spazio aereo dell’Alleanza”, prosegue la nota.

Due morti per il crollo di un casale nel Parco degli Acquedotti a Roma

Roma, 20 mar. (askanews) – A Roma due persone, la cui identità è in fase di identificazione, sono state trovate morte all’interno del Casale del Sellaretto – una ex casa cantoniera in Via delle Capannelle 221, nel Parco degli Acquedotti – probabilmente uccise dal crollo della struttura causato da una esplosione.

Ieri sera era stato sentito un boato proveniente dal fabbricato, una struttura abbandonata ed usata come riparo da senza fissa dimora. Questa mattina è stato rinvenuto un cadavere: giunti sul posto Polizia, Vigili del Fuoco e Scientifica hanno poi trovato il secondo corpo senza vita. In corso le operazioni per escludere presenza di altre persone coinvolte. Sul posto, a supporto, anche la Polizia Locale di Roma Capitale con il VII Gruppo Tuscolano.

Gas, Pichetto: fiducioso che da metà aprile si partirà con stoccaggi

Roma, 20 mar. (askanews) – “Oggi siamo al 20 marzo e fino al 20 marzo ci siamo arrivati. Garantisco che nei prossimi 10 giorni” manterremo questi livelli di approvvigionamento. “Credo che possiamo partire con gli stoccaggi nell’ottica 2026-2027 verso metà aprile”. Lo ha affermato il ministro dell’ Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dei 70 anni del Cesi.

“La valutazione va fatta rispetto alla capacità delle pompe, alla portata a quanto si riesce a iniettare. E’ una questione di tempi”, ha detto.

“Non si può mai essere pronti per un conflitto. Dobbiamo essere pronti a ricostituire gli stoccaggi entro fine anno. L’Italia parte da una condizione migliore rispetto al resto d’Europa, con molte fonti alternative di approvvigionamento. Sono abbastanza fiducioso che da metà aprile si possano ricostituire gli stoccaggi in modo adeguato”. Riguardo l’ipotesi di un piano per incentivare gli stoccaggi, il Ministro ha risposto “si tratta di valutare qual è il momento opportuno; è un po’ come saper leggere il futuro rispetto a cosa sta succedendo purtroppo a due passi da noi”.

"Ricostruire Gaza", la Global Sumud Flotilla riparte dai porti italiani

Roma, 20 mar. (askanews) – La Global Sumud Flotilla torna a salpare da vari porti italiani nel corso del prossimo mese con “almeno cento barche con migliaia di partecipanti da 50 paesi”. L’obiettivo, si spiega, “non è più limitato a portare aiuti umanitari e rompere il blocco navale che da quasi 20 anni tiene sotto assedio le acque di Gaza – un assedio illegittimo secondo il diritto internazionale, che viene ignorato e normalizzato da tantissimi governi occidentali, tra cui quello italiano”, ma “su richiesta della popolazione palestinese alla Flotilla parteciperanno medici, costruttori, educatori e altri figure fondamentali alla ricostruzione della Striscia”.

“È uno sforzo guidato da chi la Palestina la vive, a differenza del piano ‘Riviera di Gaza’ propinato dal cosiddetto Board of Peace di Trump e Kushner: un nodo turistico e finanziario che ignora totalmente la volontà di una popolazione che da anni sopravvive a occupazione e genocidio. In un mondo in cui le guerre imperversano sulla pelle dei civili, la resistenza e resilienza dei palestinesi – in arabo, appunto, ‘sumud’ – sono il faro del viaggio di solidarietà e speranza che guida la Global Sumud Flotilla”.

Questo viaggio, spiegano ancora dalla Sumud, “parte proprio dall’Italia, che ancora è complice della produzione di armamenti venduti a Israele, in particolare tramite Leonardo S.p.A, partecipata statale che collabora producendo droni armati, radar, cyber-sicurezza, sistemi missilistici e infrastrutture digitali di sorveglianza, come rivelato dal dossier di Rossana De Simone per BDS. E mentre il Consiglio dei Ministri riferisce ‘grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti’ della guerra iniziata da Israele e Stati Uniti in Iran e in tutto il Medio Oriente, l’Italia continua a fornire armi e a ospitare basi militari statunitensi senza battere ciglio. La flotilla è l’alternativa solidale e pragmatica all’inazione e alla complicità del governo Meloni e lo dimostrerà con una serie coordinata di partenze da diversi porti italiani, per raggiungere la Sicilia e salpare insieme per Gaza”.

La partenza delle barche sarà accompagnata da “talk, concerti ed eventi partecipati da civili e personalità pubbliche solidali alla causa”: Livorno 22 marzo; Ancona 22 marzo; Civitavecchia e Napoli 29 marzo; Bari 4-7 aprile. Appuntamenti in altri porti italiani sono in via di definizione e saranno comunicati nei prossimi aggiornamenti.

“In un momento in cui l’attenzione sulla Palestina si affievolisce, fagocitata dalle mire imperialiste di Stati Uniti e Israele, la Global Sumud Flotilla torna a salpare in direzione della popolazione palestinese e di tutti i popoli oppressi”, conclude la Global Sumud Flotilla.

Iran, le notizie più importanti del 20 marzo sulla guerra

Roma, 20 mar. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di venerdì 20 marzo sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge ormai tutti i Paesi del Golfo e il Libano, con gravi ripercussioni sull’economia globale.

-10:26 Iran, Crosetto: per come conosco il Paese, è molto difficile il cambio di regime.

-10:00 Iran: ucciso il portavoce dei pasdaran, generale Naeini.

-09:30 Iran, Guterres: commessi crimini di guerra nel conflitto in Medioriente, da entrambe le parti.

-09:04 Tajani: Italia impegnata a favorire la de-escalation.

Guterres (Onu): sono stati commessi crimini di guerra nel conflitto in Medioriente

Roma, 20 mar. (askanews) – Ci sono motivi per ritenere che nel conflitto in Medio Oriente possano essere stati commessi crimini di guerra da entrambe le parti. Lo ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Mercoledì, Israele ha attaccato il giacimento di gas naturale South Pars in Iran, spingendo Teheran a lanciare un attacco di ritorsione contro una grande infrastruttura energetica in Qatar. “Se ci sono attacchi contro l’Iran o dall’Iran contro infrastrutture energetiche, penso che ci siano ragionevoli motivi per ritenere che possano costituire un crimine di guerra”, ha dichiarato Guterres al quotidiano Politico in un’intervista.

Il crescente numero di vittime civili rende entrambe le parti del conflitto vulnerabili a possibili accuse di crimini di guerra, ha aggiunto. “Non vedo alcuna differenza. Non importa chi prenda di mira i civili. È totalmente inaccettabile”, ha affermato il segretario generale.

La fine del conflitto in Medio Oriente dipende dalla volontà politica degli Stati Uniti, ha detto Guterres.

“La guerra deve fermarsi…e credo che sia nelle mani degli Stati Uniti farla cessare. È possibile, ma dipende dalla volontà politica di farlo”, ha aggiunto.

Secondo il segretario generale dell’Onu, la strategia di Israele è eliminare le capacità militari dell’Iran. Ha inoltre affermato di non aver parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dall’inizio degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran.

Il 28 febbraio, gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi congiunti contro obiettivi in Iran, anche a Teheran, causando danni e vittime civili. L’Iran ha risposto colpendo il territorio israeliano e strutture militari statunitensi in Medio Oriente.

Inizialmente, Stati Uniti e Israele hanno sostenuto che il loro attacco “preventivo” fosse necessario per contrastare la minaccia percepita derivante dal programma nucleare iraniano, ma in seguito hanno chiarito di voler vedere un cambiamento di potere in Iran.

Ungheria verso il voto: la difficile sfida di Magyar a Orban

Roma, 20 mar. (askanews) – A tre settimane dalle elezioni legislative del 12 aprile, l’Ungheria si presenta come un paese diviso non solo tra due leader, Viktor Orban e Peter Magyar, ma tra due idee opposte del proprio futuro politico. Le manifestazioni rivali del 15 marzo a Budapest, nel giorno della festa nazionale, hanno mostrato con evidenza questa frattura: da una parte il premier nazional-conservatore che chiede ai suoi una nuova “vittoria storica”, dall’altra il capo di Tisza che accusa il sistema di essere ormai ridotto alla difesa del potere “a ogni costo”. Al di là dell’impatto simbolico delle due piazze, il dato politico è che, per la prima volta da molti anni, Orban affronta una sfida davvero competitiva.

I sondaggi indipendenti più recenti danno infatti Tisza avanti. Una rilevazione del 21 Research Centre, pubblicata l’11 marzo, assegna al partito di Magyar il 53% tra gli elettori decisi contro il 39% di Fidesz; tra tutti gli elettori il vantaggio scende, ma resta significativo, 38% a 30%. La stessa indagine stima, in uno scenario lineare, 115 seggi a Tisza e 78 a Fidesz. Ma la campagna è ancora apertissima: gli indecisi restano numerosi e il partito di governo continua a citare sondaggi alternativi, spesso condotti da istituti ritenuti vicini all’area governativa, che descrivono una corsa molto più equilibrata o addirittura favorevole a Orban.

Qui poi entra in gioco il vero cuore del voto ungherese: il sistema elettorale. Il parlamento di Budapest ha 199 seggi, dei quali 106 sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria secca, mentre 93 vengono distribuiti con liste nazionali in un sistema proporzionale corretto da un meccanismo compensativo. In pratica, gli elettori con residenza in Ungheria esprimono due voti, uno per il candidato del collegio e uno per la lista nazionale. Non è però una proporzionale pura: i voti “in eccesso” maturati nei collegi vengono trasferiti alle liste, e questo produce un premio strutturale per il partito più forte sul territorio.

Il punto decisivo è che in Ungheria non vengono recuperati soltanto i voti dei candidati sconfitti, ma anche parte di quelli dei candidati vincitori, cioè i consensi non strettamente necessari per conquistare il seggio. Questo significa che chi domina nei collegi non solo porta a casa il mandato, ma rafforza anche il proprio bottino nella quota proporzionale. E’ uno dei motivi per cui il sistema viene considerato fortemente favorevole al vincitore. L’Osce/Odihr ricorda inoltre che nel 2024 sono stati ridisegnati i confini di 39 collegi uninominali, più di un terzo del totale, con Budapest che ha perso due seggi a vantaggio della contea di Pest, il territorio che circonda la capitale.

Tradotto in termini elettorali, questo vuol dire che vincere il voto nazionale potrebbe non bastare a Magyar. Fidesz conserva infatti una forza capillare nelle aree rurali, nei piccoli centri e in gran parte della provincia, mentre Tisza appare più forte a Budapest e nelle città maggiori. In un sistema dove i collegi pesano più della metà dei seggi, una serie di vittorie strette nelle campagne può valere più di larghi successi urbani concentrati in poche circoscrizioni. Uno studio dell’Osw, il centro studi polacco per l’Europa orientale, stima che Tisza avrebbe bisogno di un vantaggio nazionale di circa 3 punti per assicurarsi una maggioranza parlamentare, mentre Fidesz potrebbe restare maggioritario anche con un risultato vicino alla parità, o perfino leggermente inferiore a quello dell’opposizione.

Il precedente del 2022 spiega bene questa distorsione. Allora Fidesz ottenne il 54,13% del voto di lista e conquistò 135 seggi su 199, mantenendo la maggioranza dei due terzi. L’opposizione, pur forte nella capitale, fu travolta nel resto del paese. In altre parole, il sistema elettorale non traduce soltanto il consenso: lo amplifica. Ed è proprio per questo che le legislative del 12 aprile non sono un semplice referendum sulla popolarità di Orban, ma una prova di resistenza per l’architettura politica che il leader ungherese ha costruito dal suo ritorno al potere nel 2010.

A rendere ancora più difficile la sfida dell’opposizione è il contesto della campagna. L’Odihr, che ha dispiegato una missione di osservazione per il voto del 12 aprile, ha segnalato già nella sua valutazione preliminare preoccupazioni sulla debole separazione tra stato e partito, sulla trasparenza del finanziamento politico, sulla concentrazione del mercato dei media e sulla copertura sproporzionata a favore della forza di governo da parte dell’emittente pubblica. Sono rilievi che si aggiungono al giudizio molto severo formulato dall’Osce dopo il voto del 2022, quando le elezioni furono definite ben amministrate sul piano tecnico ma segnate dall’assenza di un vero “level playing field”, cioè di condizioni reali di parità. Negli ultimi giorni anche la libertà di stampa è tornata sotto i riflettori, dopo l’allontanamento forzato di due giornalisti di Telex da un evento elettorale legato a Fidesz.

Sul terreno dei contenuti, Orban continua a impostare la campagna come una scelta tra “guerra e pace”, sostenendo che i suoi avversari trascinerebbero l’Ungheria nel conflitto in Ucraina. E’ una linea che gli consente di saldare insieme nazionalismo, paura della guerra e polemica permanente con Bruxelles. Ma il premier arriva a questo appuntamento anche con un’economia debole: tre anni di quasi stagnazione, aumento del costo della vita, deficit intorno al 5% del pil per più anni consecutivi e difficoltà nel rilancio industriale, compreso il settore delle batterie su cui il governo aveva puntato molto. Magyar, ex uomo del sistema Orban poi divenuto suo antagonista, prova invece a presentarsi come una destra europeista e anti-corruzione: promette di sbloccare i fondi europei congelati, investire in sanità, istruzione e trasporti, e riallineare Budapest a Unione europea e Nato, pur mantenendo prudenza sull’adesione accelerata dell’Ucraina all’Ue.

Per questo il voto del 12 aprile ha una portata che supera i confini ungheresi. Orban si è appena presentato al Consiglio europeo come il leader che continua a bloccare il prestito da 90 miliardi di euro a Kiev, esasperando ancora una volta i partner europei. Una sua vittoria consoliderebbe dunque non solo il modello interno dell'”democrazia illiberale”, ma anche il ruolo dell’Ungheria come fattore di veto dentro l’Unione. Una vittoria di Tisza, al contrario, aprirebbe una fase nuova ma non necessariamente semplice: come osservano diversi analisti, anche battendo Fidesz nelle urne, l’opposizione dovrebbe poi misurarsi con istituzioni, regole e centri di potere plasmati in quindici anni di dominio orbaniano. La vera battaglia, insomma, non si giocherà soltanto nelle due piazze di Budapest, ma collegio per collegio, nella provincia che ha garantito a Orban la sua lunga egemonia. Ed è lì, molto più che nella capitale, che si capirà se il 12 aprile sarà l’inizio di una transizione o l’ennesima riconferma del sistema costruito da Fidesz, magari indebolito ma ancora vivo.