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Mondiali 2026, si alza il sipario: spettacolo all’Azteca

Roma, 11 giu. (askanews) – I Mondiali 2026 prendono ufficialmente il via con una cerimonia d’apertura spettacolare allo Stadio Azteca di Città del Messico, teatro per la terza volta nella storia di una inaugurazione iridata. 48 squadre, tre Paesi ospitanti e un evento che ha unito musica, cultura e calcio in uno show lungo circa 90 minuti.

Al centro del campo, tra danze e coreografie, è apparsa una grande Coppa del Mondo “di carta” emersa dal sottosuolo, simbolo della tradizione messicana. Subito dopo, il palco si è acceso con i Maná, protagonisti del primo momento musicale della serata.

Lo spettacolo ha visto anche la partecipazione di Shakira, J Balvin e Burna Boy, che hanno presentato per la prima volta l’inno ufficiale del torneo, tra coreografie e un’ampia presenza di ballerini. Spazio anche a un tocco italiano con Andrea Bocelli, che si è esibito in mezzo al campo circondato dalle bandiere di tutte le nazionali partecipanti.

Presente anche il presidente della FIFA Gianni Infantino, che ha mostrato la Coppa del Mondo al centro dell’Azteca prima dell’inizio dei fuochi d’artificio che hanno chiuso la cerimonia.

Terminato lo show, è iniziata la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica. Una novità di questa edizione riguarda l’ingresso delle squadre: tutti i giocatori, titolari e riserve, sono scesi in campo insieme per gli inni nazionali, disposti attorno al cerchio di centrocampo.

Nel corso della cerimonia, grande spazio anche alla rappresentazione delle culture dei Paesi ospitanti e alla sfilata delle 48 bandiere delle nazionali partecipanti, in un clima di festa globale che ha aperto ufficialmente il Mondiale più grande di sempre.

Italia-Sudcorea, Mattarella: in Asia appianare ogni fonte di tensione

Roma, 11 giu. (askanews) – “L’auspicio della Repubblica Italiana è che anche in Asia sia al più presto appianata ogni fonte di tensione. Mi riferisco anzitutto alla stabilizzazione della penisola coreana, riponendo speranza nella Sua politica di dialogo. Penso alle dispute marittime nell’Indo-pacifico e ai rischi di alterazione degli equilibri. Penso alle sofferenze della popolazione in Myanmar, agli scontri di confine tra Tailandia e Cambogia”. Così il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, nel corso del brindisi al Quirinale con il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung.

“La strada che la civiltà suggerisce è quella del dialogo e della cooperazione, per poter vivere in pace e affrontare le questioni comuni perché globali del tempo presente: le proficue esperienze dell’associazionismo regionale, basti guardare all’ASEAN, sono, in questo senso, preziose”, ha aggiunto.

“Va contrastato e fermato il diffondersi di una deriva di conflittualità permanente, talvolta predatoria, lesiva della libertà negli scambi, di navigazione, che impedisce di puntare a esistenze dignitose. Nessuno meglio del popolo coreano può cogliere quanto la comunità internazionale abbia bisogno di tendere verso l’ideale racchiuso nel concetto di “jeong”: la ricerca di un’armonia nelle relazioni sedimentata nel tempo, grazie alla frequenza delle interazioni, delle occasioni di incontro e di condivisione”, ha aggiunto il capo dello Stato.

Mattarella ha poi citato “l’esempio illuminante” degli scritti della premio Nobel Han Kang, che, “attraverso i suoi romanzi, ci ricorda l’importanza di coltivare l’empatia tra gli esseri umani, oltre i confini e le barriere, e ci invita ‘a non dimenticare mai che ogni singola persona che incontriamo appartiene all’umanità'”.

Meloni cambia strategia e infiamma derby a destra: Vannacci fa gioco sinistra

Roma, 11 giu. (askanews) – Un po’ magari sarà stata anche una questione di orgoglio, di difesa della propria storia. Ma c’è principalmente un calcolo comunicativo nella scelta di Giorgia Meloni di alzare il tiro contro Roberto Vannacci, di attaccarlo per rivendicare che la “vera destra” è ancora quella che siede a palazzo Chigi. L’occasione sono le comunicazioni in Parlamento in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Un discorso che per sua natura si incentra sempre sulle prospettive di crisi internazionali, a cominciare da Ucraina e Medio Oriente, e sui grandi snodi presenti e futuri dell’Unione. Ma, come da prassi, anche una opportunità per controbattere alle critiche dell’opposizione. Cosa che è puntualmente accaduta anche in questo caso, soprattutto dopo la battuta sessista del deputato del Ms5 Francesco Silvestri.

La differenza, questa volta, è che in quella “opposizione” Giorgia Meloni inserisce anche le truppe parlamentari, da poco rinforzate con quattro nuovi ingressi, di Futuro nazionale. La premier risponde formalmente a Emanuele Pozzolo, deputato di Fdi fino al famoso caso dello sparo di Capodanno, tra i primi ad aderire ai vannacciani alla Camera. “Per difendere l’interesse nazionale stiamo facendo quello che c’è scritto nel nostro programma, per realizzare il quale siete stati eletti nelle fila del centrodestra in questo Parlamento”, è il primo attacco della premier a tutti i neo adepti del generale. Il secondo è il siluro che invia al diretto interessato, una risposta implicita anche alla sua intervista della scorsa sera da Lilli Gruber. “Per ben sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme a Schlein, Conte, Renzi e compagnia… Votare contro la fiducia a un governo significa votare per mandare a casa quel governo, io penso – afferma – che fare quello che serve alla sinistra non sia mai difendere l’interesse nazionale. E quindi non mi si parli di vera destra perchè la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”.

E’ un cambio di strategia maturato nelle ultime settimane tra i piani alti di palazzo Chigi e quelli di via della Scrofa. Dopo la scissione di Vannacci dalla Lega, infatti, in Fratelli d’Italia aveva preso piede l’idea che ignorarlo avrebbe contribuito a sgonfiarlo. Di più, che lasciare un velo di ambiguità sulla sua possibilità di restare nell’alveo della coalizione di centrodestra, avrebbe scoraggiato le opposizioni (e i media di area) dal ‘pompare’ il fenomeno. Ancora pochi giorni fa, per esempio, Arianna Meloni non sbatteva la porta e ne faceva una questione di adesione allo “spirito” ai “principi” e “ai programmi”.

Una strategia che però, sondaggi alla mano, non sembra pagare e che ha fatto scattare l’allarme rosso nel partito di maggioranza relativa. Dove si guarda con una certa preoccupazione anche all’indebolimento della Lega e si ragiona persino delle prospettive di un immediato futuro in cui la leadership non sia più di Matteo Salvini. Da qui la decisione di cominciare ad attaccare Vannacci, con il concreto rischio di aumentarne notorietà e visibilità, ma nella speranza che invece alla fine nell’elettorato di riferimento possa essere vincente la narrazione che lo descrive in fin dei conti alla stregua dei partiti di sinistra, oltre che più vicino a molti di loro su temi come i rapporti con la Russia. Non è un caso che per descrivere certi slogan riportati in voga dal generale, i meloniani della generazione Atreju abbiano ritirato fuori la categoria del ‘fasciobar’, ovvero i fascisti da bar, che utilizzavano da giovani. Una nuova scommessa, per una diversa strategia che si lega anche alla riforma della legge elettorale: il premio di maggioranza, è la speranza, incentiva il voto utile dunque penalizza chi è fuori della coalizione. E chissà se alla fine si realizzerà invece la ‘profezia’ di Matteo Renzi, uno tra i primi a invitare a non sottovalutare il generale. “Meloni – diceva nel transatlantico in Senato – non può permettere che Vannacci se ne vada. Con lui dentro lei ha un problema ma ha la certezza di vincere, vedrete che alla fine farà di tutto per riprenderselo”.

Meloni cambia strategia e infiamma il derby a destra: Vannacci fa gioco sinistra

Roma, 11 giu. (askanews) – Un po’ magari sarà stata anche una questione di orgoglio, di difesa della propria storia. Ma c’è principalmente un calcolo comunicativo nella scelta di Giorgia Meloni di alzare il tiro contro Roberto Vannacci, di attaccarlo per rivendicare che la “vera destra” è ancora quella che siede a palazzo Chigi. L’occasione sono le comunicazioni in Parlamento in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Un discorso che per sua natura si incentra sempre sulle prospettive di crisi internazionali, a cominciare da Ucraina e Medio Oriente, e sui grandi snodi presenti e futuri dell’Unione. Ma, come da prassi, anche una opportunità per controbattere alle critiche dell’opposizione. Cosa che è puntualmente accaduta anche in questo caso, soprattutto dopo la battuta sessista del deputato del Ms5 Francesco Silvestri.

La differenza, questa volta, è che in quella “opposizione” Giorgia Meloni inserisce anche le truppe parlamentari, da poco rinforzate con quattro nuovi ingressi, di Futuro nazionale. La premier risponde formalmente a Emanuele Pozzolo, deputato di Fdi fino al famoso caso dello sparo di Capodanno, tra i primi ad aderire ai vannacciani alla Camera. “Per difendere l’interesse nazionale stiamo facendo quello che c’è scritto nel nostro programma, per realizzare il quale siete stati eletti nelle fila del centrodestra in questo Parlamento”, è il primo attacco della premier a tutti i neo adepti del generale. Il secondo è il siluro che invia al diretto interessato, una risposta implicita anche alla sua intervista della scorsa sera da Lilli Gruber. “Per ben sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme a Schlein, Conte, Renzi e compagnia… Votare contro la fiducia a un governo significa votare per mandare a casa quel governo, io penso – afferma – che fare quello che serve alla sinistra non sia mai difendere l’interesse nazionale. E quindi non mi si parli di vera destra perchè la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”.

E’ un cambio di strategia maturato nelle ultime settimane tra i piani alti di palazzo Chigi e quelli di via della Scrofa. Dopo la scissione di Vannacci dalla Lega, infatti, in Fratelli d’Italia aveva preso piede l’idea che ignorarlo avrebbe contribuito a sgonfiarlo. Di più, che lasciare un velo di ambiguità sulla sua possibilità di restare nell’alveo della coalizione di centrodestra, avrebbe scoraggiato le opposizioni (e i media di area) dal ‘pompare’ il fenomeno. Ancora pochi giorni fa, per esempio, Arianna Meloni non sbatteva la porta e ne faceva una questione di adesione allo “spirito” ai “principi” e “ai programmi”.

Una strategia che però, sondaggi alla mano, non sembra pagare e che ha fatto scattare l’allarme rosso nel partito di maggioranza relativa. Dove si guarda con una certa preoccupazione anche all’indebolimento della Lega e si ragiona persino delle prospettive di un immediato futuro in cui la leadership non sia più di Matteo Salvini. Da qui la decisione di cominciare ad attaccare Vannacci, con il concreto rischio di aumentarne notorietà e visibilità, ma nella speranza che invece alla fine nell’elettorato di riferimento possa essere vincente la narrazione che lo descrive in fin dei conti alla stregua dei partiti di sinistra, oltre che più vicino a molti di loro su temi come i rapporti con la Russia. Non è un caso che per descrivere certi slogan riportati in voga dal generale, i meloniani della generazione Atreju abbiano ritirato fuori la categoria del ‘fasciobar’, ovvero i fascisti da bar, che utilizzavano da giovani. Una nuova scommessa, per una diversa strategia che si lega anche alla riforma della legge elettorale: il premio di maggioranza, è la speranza, incentiva il voto utile dunque penalizza chi è fuori della coalizione. E chissà se alla fine si realizzerà invece la ‘profezia’ di Matteo Renzi, uno tra i primi a invitare a non sottovalutare il generale. “Meloni – diceva nel transatlantico in Senato – non può permettere che Vannacci se ne vada. Con lui dentro lei ha un problema ma ha la certezza di vincere, vedrete che alla fine farà di tutto per riprenderselo”.

Taormina, Helen Mirren: Zalone? Spero mi voglia nel suo prossimo film

Taormina (Me), 11 giu. (askanews) – Al Taormina Film Festival è il giorno di Can Yaman. L’attore e modello turco interprete di Sandokan è stato accolto da una folla di fan, si è concesso ad autografi e selfie e ha incontrato un pubblico composto soprattutto da giovani, rispondendo alle loro domande. Ma alla 72esima edizione del Festival è arrivata anche Helen Mirren, attrice premio Oscar che sarà premiata alla carriera nella serata dedicata ad Anna Magnani con la proiezione di “Bellissima” di Luchino Visconti a 75 anni dall’uscita, al Teatro Antico, in versione restaurata.

A proposito di Anna Magnani, ha detto: “Un’attrice e una persona brillante, ne ho sempre ammirato l’autenticità, era così, sempre se stessa senza pretendere di essere qualcun altro. Mi piacerebbe essere Anna Magnani”. E sull’amicizia con Checco Zalone, dopo la sua partecipazione a “La Vacinada”, video di una canzone divertente in cui invitava tutti a vaccinarsi, ha commentato:.

“Fa una pizza buonissima, è bravissimo a cucinare la pizza” ha detto. “Mi piacerebbe essere nel suo prossimo film, spero me lo chieda”, ha concluso scherzando.

Guerini: Italia unico Paese G7 senza strategia di sicurezza nazionale

Milano, 11 giu. (askanews) – “Noi siamo il Paese del G7 che non si è ancora dotato di una strategia di sicurezza nazionale. Tutti i Paesi del G7 si sono dotati di una strategia di sicurezza nazionale”. Lo ha detto il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, intervenendo a “Diplosec2026”, promosso dal Centro di Studi Internazionali e Strategici della Luiss Guido Carli.

“È stato fatto un passo importante perché il governo ha pubblicato un mese e mezzo fa un Dpcm che avvia il percorso per la strategia di sicurezza nazionale” ha precisato Guerini, spiegando che “avevo presentato una proposta di legge perché il percorso fosse governato da norma primaria, però va bene anche il Dpcm”.

Per il presidente del Copasir, una strategia di sicurezza nazionale è necessaria perché “disegna un quadro degli interessi di sicurezza nazionale che vanno preservati”, informa l’attività dei soggetti pubblici e privati coinvolti nella difesa di questi interessi, mette in campo uno strumento per gestire situazioni di crisi e abitua a una visione coordinata e multisettoriale della sicurezza nazionale.

“È anche uno strumento di comunicazione”, ha proseguito, aggiungendo che “le strategie di sicurezza nazionale sono tutte pubbliche. Vengono presentate, vengono fatte conoscere, vengono offerte al dibattito pubblico. Cultura della sicurezza e cultura della difesa necessitano coraggio nell’affrontare il dibattito pubblico e fiducia nel destinatario delle informazioni che vengono consegnate perché si sviluppi un dibattito pubblico consapevole”.

Guerini ha quindi richiamato anche la sua esperienza al ministero della Difesa sul tema delle risorse. “L’atteggiamento anche delle Forze armate era: abbiamo bisogno di risorse ma non parliamone” ha detto, e allora “io dissi no, noi dobbiamo dire al Parlamento se riteniamo che quelle risorse siano fondamentali per la sicurezza del nostro Paese, dobbiamo rendere edotto il Parlamento di che risorse chiediamo e perché le chiediamo”.

“Il Parlamento deve essere messo nelle condizioni di essere informato e di essere responsabile delle scelte che fa”, ha precisato, concludendo che “c’è bisogno di avere coraggio per affrontare il dibattito pubblico, per far crescere cultura della sicurezza, che deve penetrare dentro l’opinione pubblica di un Paese in termini di consapevolezza e di giudizio rispetto alle scelte che vengono fatte”.

Farmaci vegetali e nuove prospettive terapeutiche

Milano, 11 giu. (askanews) – Farmaci vegetali per un modello terapeutico innovativo e funzionale. Bionorica ha annunciato l’ingresso nel mercato italiano introducendo la Fitoingegneria, con l’intenzione di superare il concetto di “naturale” come semplice origine vegetale, puntando invece a un prodotto supportato da standard farmaceutici, evidenze cliniche e controllo scientifico, come spiegato da Manuel Cavallin, Country Head Italy di Bionorica: “Oggi è il momento giusto in Italia.

C’è sempre una maggiore attenzione verso l’utilizzo appropriato delle terapie e in questa sfida, oltretutto mondiale e soprattutto italiana dell’antibiotico-resistenza, possiamo giocare un ruolo importante, perché possiamo aiutare i clinici con una maggiore educazione sulla possibilità di avere farmaci vegetali nell’ambito salute della donna e delle vie respiratorie, che sono i due principali settori dell’antibiotico-resistenza. Aiutandoli a comprendere che ci sono nuove soluzioni di tipo farmacologico, possiamo aiutare la comunità scientifica ad affrontare questa sfida. Ecco perché è importante l’arrivo di Bionorica con i propri farmaci con evidenze scientifiche in Italia”.

Quello che Bionorica vuole offrire sarà un farmaco vegetale che si distingua per affidabilità, riproducibilità, evidenza clinica e ruolo clinico definito, come sottolineato da Mario Dell’Agli, Professore Ordinario di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano: “Il farmaco vegetale è un prodotto che presenta delle caratteristiche nuove, molto vicine, anzi sovrapponibili, al farmaco classico di sintesi, con la differenza che appunto è vegetale. Quindi è un prodotto naturale di elevata qualità, che ha seguito un iter da farmaco e che, quindi, a tutti gli effetti può prevenire determinate patologie o essere curative”.

Per l’azienda, produrre e commercializzare un farmaco vegetale rappresenta, secondo Andrea Genazzani, Professore Ordinario Emerito di Ostetricia e Ginecologia e Presidente ISGE, un cambio di paradigma anche dal punto di vista farmacologico: “Il farmaco vegetale è la capacità di purificare da un’origine vegetale delle sostanze delle quali si è dimostrata, e si è provata, l’efficacia clinica nella terapia di patologie della nostra specie. Quindi è una sostanza che era presente in natura, era presente a livello delle piante ed è stata purificata ed estratta e utilizzata come farma”.

Alla base del modello Bionorica vi è la Fitoingegneria (Phytoneering), un approccio che integra ricerca approfondita della natura, controllo della filiera, standardizzazione industriale e qualità farmaceutica. “Il valore non è la pianta in sé, ma il metodo che la rende clinicamente affidabile” afferma Dr. Marco Linari, Direttore commerciale e vice CEO di Bionorica. “Attraverso la Fitoingegneria trasformiamo le piante accuratamente selezionate in un sistema terapeutico controllato, standardizzato e riproducibile. È questo che distingue il farmaco vegetale da integratori e dispositivi medici”. Con il proprio ingresso in Italia, Bionorica punta a introdurre una nuova cultura del farmaco vegetale, contribuendo all’evoluzione del rapporto tra natura, scienza e medicina.

Ue, Dombrovskis: flessibilità extra anche per sussidi a famiglie e imprese

Roma, 11 giu. (askanews) – Alla Commissione europea “stiamo lavorando ai preparativi per fornire maggiori dettagli sull’attuazione della flessibilità supplementare” sulle clausole nazionali di sospensione del Patto di stabilità e di crescita, che oltre alle spese in difesa ora si allarga anche a 0,3% di Pil l’anno per misure sulla transizione energetica. “L’idea fondamentale è che le misure che riducono la nostra dipendenza dai carburanti fossili sono ammissibili”, ha spiegato commissario europeo all’economia, Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

Si tratta di misure “che riguardino sia ampi progetti di investimenti su rinnovabili o reti verdi, ma anche sussidi a famiglie o imprese che riducano la loro dipendenza sui fossili, come cambiando i sistemi di riscaldamento per passare a pannelli solari o a altre fonti”, o per passare “da benzina a diesel con misure a sostegno della mobilità elettrica: anche queste possono essere supportate”, ha detto.

Iran, Trump annuncia: annullati attacchi previsti questa notte

Roma, 11 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver “annullato gli attacchi e i bombardamenti programmati contro l’Iran per questa notte”.

“Sulla base del fatto che le discussioni con la Repubblica Islamica dell’Iran sono state portate al massimo livello della leadership iraniana e approvate, io, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America, ho cancellato gli attacchi e i bombardamenti programmati contro l’Iran per questa sera. Le discussioni e i punti finali sono stati approvati, sia nel concetto sia nei minimi dettagli, da tutte le parti coinvolte, tra cui Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrain, Kuwait, Giordania, Egitto e altri. Il blocco navale resterà pienamente in vigore fino al completamento di questa transazione — la data e il luogo della firma saranno annunciati a breve”, ha specificato Trump sul suo social Truth.

Poste Italiane lancia la nuova campagna antifrode

Roma, 11 giu. (askanews) – Rafforzare la consapevolezza dei cittadini e promuovere comportamenti sicuri nella gestione dei dati personali e delle attività online. Con questo obiettivo Poste Italiane rinnova il proprio impegno nella prevenzione delle frodi digitali attraverso la nuova campagna di sensibilizzazione “Un truffatore non può fare nulla senza di te”. Per raggiungere il più alto numero di persone, Poste Italiane ha attivato tutti i principali canali di contatto con la clientela. I contenuti informativi sono disponibili sul sito Poste.it, nella sezione “Sicurezza Online”, sui canali social dell’azienda, sui circa 23 mila display presenti negli oltre 12.700 mila uffici postali, e sui 9000 ATM Postamat della rete. Il servizio del TG Poste.

L.elettorale, 4 modifiche centrodestra. Muro emendamenti da opposizioni

Roma, 11 giu. (askanews) – La maggioranza tira dritto sulla legge elettorale e, come centrodestra, presenta solo quattro emendamenti in commissione Affari costituzionali della Camera al testo ‘Bignami bis’. Si propone, tra l’altro, l’obbligo della doppia candidatura (nel listino circoscrizionale del premio e nella lista proporzionale), rinviando invece all’aula il tema dell’introduzione delle preferenze.

Dalle opposizioni è invece un ‘muro’ di emendamenti: circa 770 proposte di modifica tra cui, a firma Pd-M5S-Avs-Iv e +Europa, 322 emendamenti unitari soppressivi, compreso quello che punta a cancellare l’obbligo di indicazione del candidato premier.

Una “battaglia comune”, sottolineano la segretaria dem Elly Schlein, il presidente Cinque Stelle Giuseppe Conte, i leader Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, perché “ormai il governo Meloni pensa soltanto a garantire se stesso, dimenticandosi di famiglie e imprese”. L’accusa reiterata: la “destra vuole forzare la mano” perché “teme di perdere le prossime elezioni politiche. È il tentativo di riscrivere le regole del gioco, introducendo meccanismi che allontanano i cittadini dalla scelta dei propri rappresentanti e concentrano ancora più potere nelle mani dei leader di partito”, sottolineano.

Unitari anche gli emendamenti del ‘campo largo’ ribattezzati di “riduzione del danno”, sui fuori sede (a prima firma M5S), sul Trentino Alto Adige (a prima firma Pd), sugli scorrimenti (a prima firma Pd) e sulla parità di genere (a prima firma Avs). Due proposte riguardano il proporzionale con collegi uninominali alla Camera e al Senato e sono targati Avs, Pd, +Europa e Iv (non dal Movimento che mira al proporzionale puro più le preferenze). Mentre Pd, M5S, Avs e +Europa hanno depositato anche un testo sulle firme digitali. I singoli gruppi hanno poi presentato emendamenti con “obiettivo ostruzionistico”, la maggior parte dei quali è arrivata da Avs con 293 testi.

+Europa punta ad un nuovo ‘Mattarellum’, un sistema maggioritario basato su collegi uninominali, l’ancoraggio del premio di maggioranza a una soglia minima di affluenza elettorale, tra il 70 e l’80% oltre a due opzioni anti-premio da inserire direttamente sulla scheda. Il segretario Riccardo Magi propone pure di cambiare il nome agli articoli sulla Camera e sul Senato con ‘Nuova legge fascista Acerbo’: “Più che una provocazione – spiega – è un atto di denuncia necessaria davanti a una legge che sottrae agli elettori qualunque potere, e pretende persino di trasformare una minoranza politica in maggioranza parlamentare”.

Anche Azione è per una “radicale riscrittura” del testo della maggioranza e guarda a un proporzionale “puro” e a un premio del 5% solo se viene superato il 50% dei voti validi.

Tornando agli emendamenti di maggioranza, in particolare per quanto riguarda l’obbligo di doppia candidatura si prescrive che “il candidato nelle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’attribuzione del premio è tenuto a candidarsi in almeno uno dei collegi plurinominali della circoscrizione in cui è stata presentata la lista circoscrizionale in cui è candidato, in una delle liste ad essa collegate” e si chiede di ritoccare l’articolo sull’indicazione del candidato premier precisando che si attua “nel rispetto del principio di rappresentanza nazionale di cui all’articolo 67 della Carta, mantenendo il rispetto delle prerogative del Presidente della Repubblica”. Un’altra modifica riguarda il nodo del Trentino Alto Adige.

Sette le proposte di modifica di Futuro Nazionale di Vannacci (preferenze, meno quote ‘rosa’, raccolta firme digitale e ordine alfabetico nelle liste uninominali). La ‘componente’ Maie del gruppo Noi Moderati chiede misure sugli italiani all’estero.

Intanto l’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali ha votato, a maggioranza, un calendario serrato per consentire l’approdo del testo in aula il 26 giugno (come già stabilito dalla capigruppo): lunedì le dichiarazioni di inammissibilità, martedì l’avvio delle votazioni che proseguiranno da mercoledì 17 giugno a mercoledì 24 giugno, anche “nelle giornate di sabato e domenica”, e giovedì 25 giugno è atteso l’ok al mandato ai relatori Alessandro Colucci (Nm), Igor Iezzi (Lega), Nazario Pagano (Fi) e Angelo Rossi(Fdi), a riferire in Assemblea.

Un “ritmo” che le opposizioni definiscono una “forzatura evidente che non consente un approfondito e serio confronto su una norma fondamentale per la vita democratica del Paese. Siamo di fronte a un soliloquio della maggioranza” che vuole una legge “cucita su misura senza alcuna reale apertura al dialogo con le opposizioni”.

Bce risponde al caro energia con la prima stretta monetaria dal 2023

Roma, 11 giu. (askanews) – La Banca centrale europea vara la sua prima stretta monetaria da oltre due anni e mezzo. Una risposta ai balzi dei prezzi dell’energia e al rafforzamento dell’inflazione, innescati dalla crisi nello stretto di Hormuz. Una mossa limitata, con l’istituzione che da un lato mostra di volersi muovere con cautela, dall’altro rileva che l’economia dell’area euro, per quanto con delle previsioni di crescita limate, resta orientata all’espansione.

Il Consiglio direttivo di giugno si chiude senza sorprese. La Bce ha alzato di 0,25 punti percentuali i livelli guida e il principale riferimento, che resta il tasso sui depositi e sale così al 2,25%. Si tratta del primo aumento dei tassi dal settembre del 2023, quando l’istituzione operò l’ultimo rialzo in occasione della precedente fase di aumento inflazionistico (all’epoca i tassi di riferimento erano stati aumentati al 4%).

“La decisione di oggi è stata presa all’unanimità, senza eccezioni: non abbiamo discusso, né dibattuto alcuna altra alternativa proposta rispetto a quella che è stata raccomandata dal nostro capo economista. Nessuna discussione di sorta”, ha riferito la presidente Christine Lagarde, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

“Il Consiglio si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”. Ma deciderà le prossime mosse volta per volta, senza vincolarsi ad un percorso predeterminato.

Oggi la Bce ha anche rivisto al rialzo le previsioni di inflazione – al 3 percento nel 2026, cui dovrebbe seguire un 2,3 percento nel 2027 e un 2 percento nel 2028 – e limato quelle di crescita economica: più 0,8 percento del Pil quest’anno, cui dovrebbe seguire più 1,2 percento il prossimo e più 1,5 percento nel 2028.

Ma nonostante queste limature “non siamo in un contesto in cui la crescita è assente o sotto grave minaccia – ha voluto rimarcare Lagarde -. E si può fare molto di più, con riforme strutturali, incoraggiando un mercato europeo che non abbia ostacoli al commercio, facendo l’unione dei risparmi e degli investimenti” per sostenere l’attività, per cui “incoraggiamo tanto” queste manovre.

Nel frattempo, sul caro vita “stiamo iniziando a vedere un allargamento dell’inflazione nell’economia, sia in termini diretti sia in termini indiretti, ma a questo punto non ancora come effetti di secondo livello, ma staremo estremamente attenti”, ha detto.

“Vediamo i prezzi dell’energia ampliarsi nell’economia, è per questo che abbiamo preso oggi questa decisione” sui tassi di interesse. “L’inflazione si sta allargando, l’inflazione di fondo, tutto questo punta nella direzione di dover alzare i tassi di interessi. Dato il nostro compito di ripristinare la stabilità dei prezzi abbiamo preso questa decisione”. (di Roberto Vozzi).

Premio Agnes tra eccellenze e giovani, Venier:con Biagio forte legame

Roma, 11 giu. (askanews) – Il premio Biagio Agnes diventa maggiorenne. Si è tenuta nella Sala A di via Asiago la conferenza stampa di presentazione della XVIII edizione del riconoscimento intitolato allo storico direttore generale della Rai negli anni Ottanta, che anticipa la cerimonia di premiazione in programma il 25 giugno in Piazza di Spagna a Roma e poi in onda il 3 luglio in seconda serata su Rai 1. Presenti, tra gli altri, i conduttori della cerimonia, i due “mattatori”, Alberto Matano e Mara Venier: “E’ un’eccellenza, adesso non so bene quanti ne ho presentati, ma tanti, c’è anche un legame affettivo importante”, ha spiegato parlando a margine con i giornalisti. “Biagio Agnes è stato il mio testimone di nozze quando mi sono sposata, ormai sono 20 anni, con Nicola, per cui il legame affettivo è fortissimo”, ha ricordato.

“Il premio Agnes comunque porta fortuna ed è sempre un riconoscimento a chi si accosta a questo lavoro, c’è il grande giornalismo, l’esperienza, e poi c’è il talento, i giovani, che vanno premiati e incoraggiati, perché questo lavoro è più vivo che mai”, ha detto Matano.

Intervenuti all’incontro inoltre la figlia di Biagio Agnes, Simona Agnes, componente del Consiglio di Amministrazione Rai, il direttore Intrattenimento Prime Time Williams di Liberatore, l’assessore ai Grandi Eventi del Comune di Roma Alessandro Onorato, e l’ad Rai – e membro della giuria presieduta da Gianni Letta – Giampaolo Rossi:

Il premio “rappresenta un grande momento di incontro, di celebrazione del valore del giornalismo e del valore della televisione – ha affermato l’ad Rossi, sottolineando – ma il premio Biagio Agnes è anche un premio al mondo della divulgazione, della cultura e dell’informazione in senso lato”.

Ed ecco i premiati dell’edizione 2026: Premio per la carta stampata a Paolo Bricco (Il Sole 24 Ore); Premio Inviati a Giovan Battista Brunori (Ufficio Rai per il Medio Oriente a Gerusalemme) e Andrea Nicastro (Corriere della Sera); il Premio Corrispondenti va a Rosalba Castelletti (La Repubblica) e Leonardo Panetta (Mediaset); il Premio Speciale Libertà di Stampa è stato attribuito a La Stampa e al direttore Andrea Malaguti e alla redazione tutta (in seguito all’irruzione degli antagonisti di Askatasuna il 29 novembre 2025).

Il Premio per la Televisione è stato assegnato a Gerry Scotti (Mediaset) e a Stefano De Martino (Rai); il premio alla Carriera è stato conferito a Lino Banfi (che il 9 luglio compirà 90 anni), il Premio Audiovisivo va alla serie “Sandokan”; Premio Giornalismo Sportivo alla vice-direttrice de La Gazzetta dello Sport Arianna Ravelli; Premio Generazione Digitale-Podcast ad Andrea Gerli (Rai) e Guglielmo Nappi (Il Messaggero); Premio Giornalista Scrittore a Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio; Premio Divulgazione scientifica a Vincenzo Schettini; Premio Under Trenta a Valentina Pigliautile (Il Messaggero); Premio Comunicazione creativa a “Tutti suonano Sanremo” della direzione Comunicazione Rai.

Volkswagen, Blume: 19mila esuberi in Germania entro fine 2026

Milano, 11 giu. (askanews) – La cura dimagrante di Volkswagen in Germania corre più veloce del previsto: entro fine anno le uscite nella sola Volkswagen saranno già 19mila, con accordi vincolanti firmati per oltre 28mila al 2030. Sono i numeri che il Ceo Oliver Blume porterà all’assemblea degli azionisti del 18 giugno.

“Alla sola Volkswagen, inclusi Sachsen e Osnabrück, avremo ridotto l’organico di 19mila unità entro fine anno”, si legge nel documento diffuso in vista dell’assemblea. In totale, aggiunge il manager nel testo, sono già stati conclusi oltre 28mila accordi vincolanti per uscite entro il 2030. Non si tratta di licenziamenti unilaterali ma di uscite concordate con sindacati e consiglio di fabbrica, soprattutto prepensionamenti e buonuscite, senza licenziamenti forzati per ragioni aziendali.

La riduzione rientra nel programma che prevede circa 50mila posti in meno in Germania entro il 2030 tra Volkswagen, Audi, Porsche e la controllata software Cariad; per la sola Volkswagen, l’intesa di fine 2024 fissa oltre 35mila posti in meno al 2030, insieme a un taglio della capacità produttiva tedesca.

Blume presenterà il piano costi come una delle principali aree di intervento. Nel 2025 i costi di fabbrica dei siti tedeschi Volkswagen sono già stati ridotti di oltre il 20% e, tra accordi collettivi e ridimensionamenti, il gruppo ha ottenuto risparmi strutturali per circa 1 miliardo di euro, con l’obiettivo di 6 miliardi di risparmi netti annui al 2030.

Il nodo dei costi si intreccia con quello della capacità. Volkswagen partiva da una rete globale tarata su 12 milioni di veicoli l’anno prima del Covid, mentre oggi ritiene realistico un livello attorno a 9 milioni. Negli ultimi due anni sono state eliminate circa 2 milioni di unità in Europa e Cina, un ulteriore taglio di 500mila unità è stato avviato in Cina e — annuncia Blume — i prossimi interventi in Europa e Germania saranno “di portata analoga”. Un’indicazione che conferma quanto anticipato ad aprile a Manager Magazin: una riduzione della capacità europea di circa un milione di unità entro il 2028, concentrata principalmente su Volkswagen e Audi.

Il quadro resta difficile. Il 2025 si è chiuso con ricavi per circa 322 miliardi di euro, sostanzialmente stabili, ma con un risultato operativo sceso a 8,9 miliardi e un margine al 2,8%, penalizzato da effetti straordinari e dazi Usa per quasi 9 miliardi. Le tariffe statunitensi, secondo Blume, hanno un “impatto massiccio” sul Nord America, con un effetto negativo di circa 5 miliardi l’anno; il gruppo considera però gli Usa l’area col maggior potenziale di crescita, tra rilancio del marchio Scout, nuovo stabilimento in North Carolina e possibili localizzazioni Audi.

Il ceo avverte che nel 2026 le condizioni per l’industria si sono ulteriormente deteriorate per il conflitto in Medio Oriente, il calo dei volumi e una concorrenza sempre più intensa. Nel discorso non viene citato direttamente l’Iran, ma il riferimento geopolitico si aggiunge a dazi, barriere commerciali e pressione sulle catene di fornitura.

Per il 2026 il gruppo conferma un risultato operativo sopra il 2025, con margine tra il 4% e il 5,5%, flusso di cassa netto automotive tra 3 e 6 miliardi e liquidità netta tra 32 e 34 miliardi. La rotta al 2030 — meno complessità, meno piattaforme, rete produttiva allineata ai mercati, investimenti più selettivi — è per Blume necessaria in un mercato europeo dove i costruttori cinesi spingono con prezzi giudicati “non economicamente sostenibili”, mettendo sotto pressione volumi e redditività.

Iran, Tajani: coalizione può intervenire soltanto con cessate fuoco

Roma, 11 giu. (askanews) – “La coalizione internazionale, della quale noi siamo pronti a far parte, può intervenire soltanto quando ci sarà un cessate il fuoco”, ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, osservando il ruolo della coalizione in merito al conflitto riacceso in Iran.

“Adesso serve arrivare a un cessate il fuoco. Una volta raggiunto, ci impegneremo tutti per garantire la libertà di navigazione. Questo è il punto fondamentale”, ha sottolineato Tajani, in un punto stampa Luiss per la quarta edizione di Diplosec 2026, il forum promosso dal Centro di Studi Internazionali e Strategici (Ciss).

Nuovi standard per la transizione ambientale e industriale

Roma, 11 giu. (askanews) – Presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, si è tenuto il convegno “Respiriamo il Futuro. Tecnologia e sostenibilità per la salute respiratoria”, organizzato da Chiesi Italia, che punta a integrare nel proprio modello industriale Ricerca e Sviluppo, innovazione e sostenibilità. Si punta all’adozione di nuovi standard condivisi come il protocollo PAS 2090:2025 per prodotti e processi con un minore impatto ambientale, inclusa la conversione dei dispositivi inalatori medici con gas propellenti.

“L’aspetto più importante è quello di ridurre le emissioni che derivano dal propellente residuo nei nostri PMDI. Per fare questo, stiamo investendo fortemente su una transizione, quindi sul riuscire ad avere PMDI con un nuovo propellente, l’HFA 152°, che ridurrà del 90% l’emissione carbonica” ha dichiarato Raffaello Innocenti, Ceo & Managing Director di Chiesi Italia.

In Italia, asma e Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) colpiscono circa quattro milioni di persone e le patologie respiratorie croniche sono tra le principali cause di morte. Per affrontare questa emergenza serve un approccio sistemico e integrato, coerente con il paradigma One Health.

“L’apparato respiratorio rappresenta benissimo il paradigma del concetto One Health, cioè l’interazione tra salute e ambiente. Quindi questo ci impone di avere un atteggiamento omnicomprensivo nell’approccio alle condizioni respiratorie, che partono sicuramente dalla prevenzione e dall’attenzione all’ambiente” ha commentato Paola Rogliani, Presidente della Società Italiana di Pneumologia.

Interventi essenziali per garantire sostenibilità dei sistemi sanitari nel lungo periodo, rafforzando l’integrazione tra politiche sanitarie, ambientali e di salute pubblica.

Auto, Hormuz chiuso strozza le forniture: Basf teme stop produzione

Milano, 11 giu. (askanews) – La guerra in Iran torna a stringere la morsa sull’industria automobilistica mondiale. Con le tensioni tra Washington e Teheran in nuova intensificazione, i transiti commerciali nello Stretto di Hormuz si sono di fatto azzerati: secondo i dati di ship-tracking raccolti da Bloomberg, ieri hanno attraversato lo stretto solo quattro navi, per lo più legate all’Iran, e questa mattina non è stato registrato alcun passaggio, contro una media pre-crisi di oltre 90 al giorno. E dal cuore dell’industria europea arriva un avvertimento pesante: per Basf, il colosso chimico tedesco tra i principali fornitori del settore auto, la crisi rischia di fermare le linee di montaggio nella seconda metà dell’anno.

Parlando ai giornalisti a Francoforte, il ceo Markus Kamieth ha spiegato che le carenze di materiali stanno diventando sempre più probabili e potrebbero bloccare catene di fornitura gestite “just in time” come quelle della produzione automobilistica, e che il conflitto sta già contribuendo alla scarsità di input come zolfo ed elio, quest’ultimo cruciale anche per le batterie. “È un rischio al ribasso che vedo per la seconda metà di quest’anno”, ha detto Kamieth, evocando il pericolo “strisciante” che un materiale a un certo punto non sia più disponibile. Basf fornisce all’industria auto vernici, plastiche, catalizzatori e materiali per batterie.

L’esposizione dei costruttori non è uniforme, e per l’Europa il conto rischia di essere il più salato. I gruppi europei vendono in Medio Oriente quasi quattro volte i volumi dei nordamericani e i più esposti risultano Stellantis e Renault; in una nota di inizio marzo Bernstein indicava in Stellantis il gruppo europeo con l’esposizione maggiore, alla luce delle sue difficoltà complessive. Nel lusso, Lamborghini ad aprile ha dichiarato lo stop di vendite e consegne nel Golfo, mentre Ferrari ha ripreso le spedizioni su rotte marittime alternative e cargo aereo, senza cancellazioni di ordini. Tra i giapponesi, il ceo di Nissan Ivan Espinosa ha segnalato che il conflitto sta interrompendo la distribuzione nel Medio Oriente, secondo mercato di export del gruppo, e Toyota ha ridotto la produzione dei modelli destinati all’area, incluso il Land Cruiser, mentre altri (Mazda, Subaru) hanno sospeso produzione o export verso la regione.

Sul fronte delle materie prime, il danno più difficile da riassorbire riguarda l’alluminio. Aluminium Bahrain (Alba), la più grande fonderia al mondo, ha dichiarato forza maggiore e tagliato la produzione del 19%, non potendo spedire attraverso Hormuz, mentre Qatalum, joint venture tra Norsk Hydro e Qatar Aluminium, ha fermato gli impianti per carenza di gas. I produttori del Golfo valgono circa il 9% dell’alluminio primario mondiale; i futures Lme hanno superato i 3.400 dollari e secondo Cru potrebbero spingersi verso i 4.000 dollari la tonnellata.

Sotto pressione anche gli oli base, materia prima dei lubrificanti per motori: l’Europa ne importava dal Golfo il 72% (dati Argus Media) e circa il 40% della fornitura globale dalla regione è ferma o impossibilitata a spedire, tra danni all’impianto di Shell in Qatar colpito da missili iraniani, forze maggiori in Bahrain ed Emirati e tetti all’export decisi dalla Corea del Sud. Per Hormuz passa inoltre circa un terzo del commercio mondiale di metanolo, ingrediente chiave di resine, vernici e plastiche.

S&P avverte infine che un conflitto prolungato renderebbe strutturale l’inflazione dei costi di produzione, come nella crisi dei semiconduttori, e con margini sottili i rincari di acciaio, plastiche e noli finiranno sui prezzi al consumatore.

Genova, Salis: molto positivo che si parli così tanto della città

Genova, 11 giu. (askanews) – “Credo che non si sia mai parlato così tanto di Genova come in questo momento e credo che questo sia qualcosa di molto positivo per la città perché è stata sui giornali internazionali come mai nella nostra storia, per elementi positivi: elementi di dinamismo, eventi legati ai giovani, devo dire anche per elementi di posizionamento della città che la rendono visibile e sempre più interessante, in questo senso credo non ci sia niente di sbagliato”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis durante la conferenza stampa convocata per fare il punto sul primo anno del suo mandato.

Cinema, Helen Mirren: come può Israele replicare crimini dopo Shoah?

Taormina, 11 giu. (askanews) – “Le forze del male sono ovunque, persino in un paese come Israele, dove pensi: Dio mio, questo è ciò che vi è successo come popolo con la Shoah, come potete anche solo pensare di replicare su un altro popolo le stesse azioni che sono state subite dal vostro? Si chiamano crimini contro l’umanità”. Così Helen Mirren, super-ospite della 72esima edizione del Taormina Film Festival, ha risposto durante un incontro con i giornalisti a una domanda sulle accuse di sionismo che le sono state rivolte. In particolare l’attrice premio Oscar è stata vittima tempo fa di una aggressione verbale a Londra da parte di un attivista pro-Palestina che l’ha insultata chiamandola “p…sionista”. “Uno squilibrato”, ha commentato Mirren.

“Ho degli amici fantastici in Israele – ha proseguito Helen Mirren – la comunità artistica e quella intellettuale israeliana sono composte da persone straordinarie. Essendo nata alla fine della Seconda Guerra Mondiale, sono cresciuta nell’Europa del dopoguerra. La consapevolezza nella generazione dei miei genitori di ciò che era accaduto con l’Olocausto era così profonda, così importante. Di conseguenza, per me la nascita di Israele è stata un momento cruciale, anche se forse è stato fatto nel modo completamente sbagliato e nel posto sbagliato, non lo so. Ma qualcosa doveva succedere dopo l’orrore dell’Olocausto”.

“Ho molti amici ebrei, i miei primi due fidanzati erano ebrei: uno francese e uno inglese – ha poi raccontato l’attrice – Fu proprio con il mio fidanzato ebreo inglese che andai in Israele per la prima volta e lavorai in un kibbutz. Quindi ho visto la realtà dall’interno. E già allora vidi cose che mi turbarono profondamente. Parliamo di circa sei mesi dopo la Guerra dei Sei Giorni, quindi molto tempo fa”.

Al Taormina Film Festival Helen Mirren viene premiata alla carriera, il 12 giugno, durante una serata dedicata ad Anna Magnani con la proiezione di “Bellissima” di Luchino Visconti al Teatro Antico in versione restaurata, a 75 anni dall’uscita.

Governo, Foti: Meloni a Bruxelles a testa alta, requiem politico campo largo

Roma, 11 giu. (askanews) – “In un quadro internazionale segnato da sfide sempre più complesse, dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente, dalla crisi energetica fino alle questioni legate alla sicurezza europea, il governo guidato da Giorgia Meloni si presenta al Consiglio europeo con una posizione chiara e pienamente rappresentativa dell’interesse nazionale. Con buona pace di chi, dall’opposizione, nel dibattito parlamentare e in modo poco originale, ha continuato a insistere sull’irrilevanza dell’Italia in Europa”. Così il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti.

“Viene facile pensare – continua – quale rilevanza potrebbe avere l’Italia con un campo largo al governo, atteso che anche oggi l’opposizione si è presentata con 6 posizioni diverse, a partire dal sostegno, o meno, all’Ucraina. Quasi che una pace giusta e duratura si possa realizzare per magia e non grazie ad un’azione coordinata dell’Unione Europea con gli Stati Uniti, la NATO e i partner del G7. Nei fatti è la coerenza del governo Meloni che ha consentito all’Italia di tornare ad essere un interlocutore autorevole nei principali tavoli internazionali, contribuendo a sviluppare la sicurezza europea e sostenendo con convinzione il percorso di integrazione nell’Europa dei Balcani occidentali. A fronte di questa chiarezza, sottolineata dalla risoluzione unitaria della maggioranza, emerge tutta la fragilità delle opposizioni. Le profonde divisioni emerse tra le opposizioni assumono i contorni di un vero e proprio requiem politico per chi ha come unica stella polare il potere, certificando l’inesistenza di un’alternativa credibile alle proposte e all’azione del governo Meloni”.

“Una solidità e una chiarezza di visione – sottolinea Foti – che il Presidente Meloni rappresenterà al Consiglio europeo, anche con riferimento al futuro Quadro finanziario pluriennale, entrando nel merito delle singole proposte e dell’indirizzo delle risorse che verranno ipotizzate e, sempre e comunque, tutelando l’interesse nazionale. In una fase storica e politica che richiede responsabilità, autorevolezza e scelte chiare – conclude – il governo Meloni si presenta a Bruxelles a testa alta, con una maggioranza parlamentare solida e con una visione della politica europea che l’opposizione nostrana non può che invidiare, così come attestano i molteplici voti contrari alle risoluzioni presentate dai 6 gruppi che la compongono”.

Salis: resto sindaca di Genova senza sottrarmi a dibattito nazionale

Genova, 11 giu. (askanews) – “Io sono la sindaca di Genova e rimango la sindaca di Genova. Che ci sia un’attenzione nazionale su Genova è un dato di fatto. Il fatto che faccia la sindaca di Genova non vuol dire che non entrerò nel dibattito nazionale perché i temi del dibattito nazionale hanno ricadute ogni giorno sulla nostra città”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, rispondendo ad una domanda di un giornalista durante la conferenza stampa convocata per fare il punto sul primo anno del suo mandato.

“Sulle interviste – ha aggiunto la prima cittadina – basta una frase per cambiare il senso di quello che si dice, basta riportare la prima parte della risposta senza mettere il prosieguo e chiaramente la risposta diventa un’altra cosa, ma fa parte dell’informazione e del fatto che un articolo di giornale deve diventare attrattivo, quindi se Bloomberg avesse riportato tutta la risposta non sarebbe stato attrattivo, è il gioco delle parti”.

“Un conto – ha sottolineato Salis – è dire ‘sicuramente sono proposte che fanno riflettere, ma io sono la sindaca di Genova’, un conto è dire ‘mi hanno fatto una proposta e questo mi ha fatto riflettere’. Sono due cose diverse, è sempre la stessa risposta ma viene riportata solo la prima parte”.

Iran, Trump: stasera nuovi attacchi. E Kharg torna nel mirino Usa

Roma, 11 giu. (askanews) – Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti torneranno a colpire l’Iran “molto duramente” in serata, sostenendo che gran parte delle capacità militari offensive e difensive iraniane sarebbe già stata neutralizzata. In un post su Truth, il presidente Usa ha affermato che Washington assumerà in futuro il controllo dell’isola di Kharg e di altre infrastrutture energetiche iraniane, arrivando a dominare i mercati petroliferi e del gas del Paese “come fatto con il Venezuela”. Kharg ospita il principale terminal petrolifero iraniano ed è considerata cruciale per l’economia della Repubblica islamica.

Un eventuale controllo americano dell’isola consentirebbe effettivamente di bloccare gran parte delle esportazioni petrolifere iraniane e offrirebbe una piattaforma avanzata per operazioni contro il territorio iraniano. Un’operazione del genere, tuttavia, presenterebbe notevoli difficoltà logistiche e militari.

In un’intervista a Fox News, Trump ha poi sostenuto che Teheran si troverebbe già in una condizione di resa di fatto: “Si sono già arresi, ma non se ne rendono conto”. Secondo l’emittente Usa, il presidente americano vorrebbe che l’eventuale firma di un futuro accordo tra Stati Uniti e Iran avvenisse in Svizzera. L’agenzia iraniana Fars riferisce che l’Iran considera obiettivi militari tutte le attività economiche riconducibili a Elon Musk in Medio Oriente. Tra i possibili bersagli citati figura anche una stazione terrestre regionale del sistema satellitare Starlink.

Pakistan, India, Russia, Cina, Turchia e Arabia Saudita hanno espresso preoccupazione per la nuova escalation e hanno invitato Stati Uniti e Iran a riprendere il dialogo. Mosca ha avvertito che nuovi attacchi potrebbero avere conseguenze sull’economia globale, mentre Pechino ha sottolineato che il ricorso alla forza non risolverà le cause del conflitto. L’Arabia Saudita ha esortato a intavolare nuovi negoziati con la mediazione di Pakistan e Qatar.

Calcio, Juventus: Comolli verso addio da amministratore delegato

Roma, 11 giu. (askanews) – Si profila un cambio ai vertici della Juventus: Damien Comolli non sarà più l’amministratore delegato del club bianconero. La decisione, secondo quanto trapela, sarebbe stata presa dalla proprietà, che sta lavorando per definire un nuovo Ceo e un nuovo assetto dirigenziale in vista del rilancio societario.

Si attende ora soltanto l’ufficialità, mentre proseguono le valutazioni interne per ridisegnare la struttura del club. L’obiettivo della proprietà sarebbe quello di imprimere una svolta dopo una stagione complicata e il mancato raggiungimento degli obiettivi sportivi principali.

Nelle ultime ore si sono susseguiti incontri e riunioni per definire il futuro della dirigenza, con l’ipotesi sempre più concreta di un profondo rinnovamento dei vertici societari.

Comolli, secondo quanto riportato, avrebbe continuato a operare anche nelle ultime settimane su mercato e gestione sportiva, ma la riflessione complessiva della proprietà avrebbe portato alla scelta di un cambio di rotta.

Il club bianconero, dunque, si prepara a una fase di transizione gestionale, con la ricerca di un nuovo amministratore delegato che possa guidare la riorganizzazione interna e il rilancio del progetto tecnico e sportivo.

Premio Agnes, Mara Venier: “So’ la zia de tutti, fra un po’ la nonna”

Roma, 11 giu. (askanews) – “Si premiano le eccellenze, e poi è un premio che va a 360 gradi, nel senso che c’è la televisione, la musica, i grandi giornalisti, i giovani giornalisti. Va bene premiare i grandi giornalisti, ma è molto importante dare la possibilità ai giovani, come sempre viene fatto, di partecipare e di essere premiati a un premio così importante. Io ormai so’ la zia de tutti, fra un po’ la nonna, ma vado avanti con la zia, mi conviene”: lo ha detto la conduttrice Mara Venier, a margine della presentazione della XVIII edizione del Premio Biagio Agnes nella sala di via Asiago, che, come da tradizione, condurrà, assieme ad Alberto Matano, la cerimonia di premiazione in programma il 25 giugno da Piazza di Spagna a Roma e poi in onda il 3 luglio in seconda serata su Rai1.

Matano: anche in epoca AI, giornalismo è sempre fatto da esseri umani

Roma, 11 giu. (askanews) – “In un’epoca in cui la realtà sembra un film di fantascienza e un uso distorto della tecnologia, come l’Intelligenza Artificiale, può alterare la realtà, il premio Agnes ci ricorda che il giornalismo è fatto da esseri umani che sono cruciali sempre nel racconto e nella verità”: così il conduttore Alberto Matano, a margine della presentazione della XVIII edizione del Premio Biagio Agnes nella sala di via Asiago, che, come da tradizione, condurrà, assieme a Mara Venier, la cerimonia di premiazione in programma il 25 giugno a Piazza di Spagna a Roma e poi in onda il 3 luglio in seconda serata su Rai1.

“Il premio Agnes comunque porta fortuna ed è sempre un riconoscimento a chi si accosta a questo lavoro, c’è il grande giornalismo, l’esperienza, e poi c’è il talento, i giovani, che vanno premiati e incoraggiati, perché questo lavoro è più vivo che mai”, ha aggiunto.

Ucraina, Mattarella: molto opportuno che l’Ue si presenti con una voce sola

Roma, 11 giu. (askanews) – E’ “molto opportuno che l’Unione europea – nei confronti dell’Ucraina e della Russia – si presenti con una voce sola”. E’ l’opinione espressa, secondo quanto si apprende, dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso del pranzo di oggi con la premier Giorgia Meloni e i ministri competenti in vista del prossimo Consiglio europeo.

L’incontro di oggi è stato anche l’occasione per fare il punto alla vigilia di importanti appuntamenti: non solo il consiglio europeo ma anche il G7 a Evian che si terrà all’inizio della prossima settimana, il bilaterale con la Francia il 25 giugno a Cannes. Subito dopo si terrà il vertice NATO ad Ankara ai primi di luglio.

Il capo dello Stato ha anche ascoltato la relazione del ministro della Salute Orazio Schillaci sull’Ebola. Fissata anche la data del 23 ottobre per la Conferenza sulla droga a San Patrignano.

Tennis, Mboko si ritira, Queen’s già finito per Serena Williams

Roma, 11 giu. (askanews) – Si chiude anticipatamente l’esperienza nel doppio al torneo del Queen’s per Serena Williams e Victoria Mboko. La coppia non potrà proseguire nel torneo sull’erba londinese a causa del ritiro della giovane canadese per un problema al ginocchio destro.

Mboko, già uscita sconfitta nel singolare contro Karolina Pliskova, ha annunciato l’impossibilità di scendere in campo per i quarti di finale del torneo di doppio, interrompendo così il cammino della coppia dopo la vittoria all’esordio.

Per Williams si trattava del primo evento ufficiale dopo quasi quattro anni, dall’US Open 2022, e il rientro aveva già attirato grande attenzione del pubblico londinese. In campo, la statunitense aveva mostrato buone sensazioni al fianco della giovane canadese, anche nel successo contro le teste di serie Erin Routliffe e Nicole Melichar-Martinez.

Il forfait impedisce così la sfida contro Laura Siegemund e Leylah Fernandez, attesa nei quarti, deludendo i tifosi presenti per il ritorno della campionessa americana nel circuito. Williams è comunque attesa al prossimo appuntamento nel doppio del WTA 500 di Berlino, dove farà coppia con Karolina Muchova.

Formula1, Antonelli: "Non penso al Mondiale ma al percorso"

Roma, 11 giu. (askanews) – Testa bassa e concentrazione sul lavoro. È il messaggio lanciato da Andrea Kimi Antonelli nella conferenza stampa che precede il weekend del Gran Premio di Barcellona. Il giovane pilota della Mercedes, reduce dall’entusiasmo per il successo conquistato a Monaco, invita a non guardare troppo avanti e a restare concentrati sul percorso di crescita.

“L’anno di esperienza è stato fondamentale per capire cosa è buono o meno durante il weekend e non solo”, spiega Antonelli. “Poter tornare su una pista dopo averla già affrontata l’anno prima permette di riequilibrare le energie e diventare più consapevole del proprio potenziale. Anche il rapporto con il team si rafforza sempre di più”. Quanto alle prospettive iridate, il bolognese mantiene i piedi per terra: “Per ora non penso al campionato. So quale opportunità c’è e voglio capitalizzarla, ma non voglio guidare pensando sempre a quello. La mia attenzione è sul processo di crescita durante la stagione e sulla guida”.

Antonelli ha poi ricordato un momento delicato vissuto dodici mesi fa. “Un anno fa ho avuto una fase in cui dubitavo di me stesso, ma oggi non più. Si matura come piloti e come persone. Quel periodo difficile mi ha aiutato a conoscermi meglio e sono grato di averlo vissuto. Certo, ci sono ancora domande su quanto posso migliorare e fino a dove posso arrivare, ma servirà ancora del tempo”.

Fondamentale, nel suo percorso, il sostegno delle persone più vicine. “Senza dubbio la famiglia e mio padre, che è una vera roccia. Insieme a mia madre sono le persone che mi conoscono meglio. Mi hanno sempre indirizzato sulla strada giusta. E poi c’è il team: faccio parte del programma junior Mercedes dal 2018. Toto Wolff e Bono mi conoscono bene, ma da tutti ricevo grande sostegno in ogni momento”.

Guardando al weekend spagnolo, Antonelli ha ricordato i festeggiamenti di Monaco con la squadra dopo il podio canadese. “È stato bello celebrare con il team in acqua, anche se non voglio sapere cosa ci fosse nel porto…”, scherza. “Ma adesso il presente è Barcellona. Cercheremo di ripeterci anche se non sarà facile. Sarà un fine settimana importante per capire il reale potenziale del pacchetto portato in Canada, dove le condizioni erano particolari. Gli avversari sono molto vicini e vedremo quanto potremo essere competitivi”.

Tennis, Montepremi record per Wimbledon, 74,4 milioni di euro

Roma, 11 giu. (askanews) – Record per il montepremi di Wimbledon Championships 2026. L’All England Lawn Tennis Club ufficializza infatti una dotazione complessiva di 64,2 milioni di sterline, pari a circa 74,4 milioni di euro, con un incremento del 20% rispetto all’edizione 2025. Si tratta dell’aumento annuale più consistente nella storia del torneo londinese.

L’incremento riguarda in particolare i primi turni del tabellone principale e le qualificazioni, con aumenti superiori al 20%, una scelta che arriva anche in risposta alle richieste avanzate nei mesi scorsi da tennisti e tenniste sul tema della distribuzione dei premi negli Slam, soprattutto a favore dei giocatori meno affermati.

Nelle qualificazioni, i premi salgono a 20.000 sterline per il primo turno (+29%), 32.000 sterline per il secondo (+23%) e 50.000 sterline per il turno decisivo (+20%).

Nel tabellone principale, chi viene eliminato al primo turno riceverà 80.000 sterline (+21%), mentre il secondo turno vale 126.000 sterline (+26%) e il terzo 185.000 sterline (+23%). Gli ottavi di finale garantiscono 300.000 sterline (+25%), i quarti 480.000 (+20%) e le semifinali 900.000 (+16%).

Per il finalista sconfitto il premio sale a 1,8 milioni di sterline (+18%), mentre il vincitore del singolare maschile e femminile incasserà 3,6 milioni di sterline, con un aumento del 20% rispetto allo scorso anno.

Il terzo Slam stagionale prenderà il via il 29 giugno sui campi in erba di Londra.

Lagarde: "Crescita ridotta ma non assente, né sotto grave minaccia"

Roma, 11 giu. (askanews) – Nell’area euro, nonostante le difficoltà dovute ai rincari dell’energia e le limature alle previsioni sul Pil “non siamo in un contesto in cui la crescita è assente o sotto grave minaccia. E si può fare molto di più, con riforme strutturali, incoraggiando un mercato europeo che non abbia ostacoli al commercio, facendo l’unione dei risparmi e degli investimenti” per sostenere l’attività, per cui “incoraggiamo tanto” queste manovre. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

Lagarde: "Crescita ridotta ma non assente, né sotto grave minaccia"

Roma, 11 giu. (askanews) – Nell’area euro, nonostante le difficoltà dovute ai rincari dell’energia e le limature alle previsioni sul Pil “non siamo in un contesto in cui la crescita è assente o sotto grave minaccia. E si può fare molto di più, con riforme strutturali, incoraggiando un mercato europeo che non abbia ostacoli al commercio, facendo l’unione dei risparmi e degli investimenti” per sostenere l’attività, per cui “incoraggiamo tanto” queste manovre. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

Taormina Film Festival, arriva Can Yaman: bagno di folla

Taormina, 11 giu. (askanews) – Bagno di folla a Taormina per “Sandokan” Can Yaman, arrivato al Palacongressi per un incontro con il pubblico e tanti ragazzi al Taormina Film Festival.

Occhiali da sole, completo grigio, cravatta, l’attore e modello turco ha richiamato numerosi fan, soprattutto giovani, pronti a farsi firmare autografi e a scattare foto. Yaman è tra gli ospiti più attesi di questa 72esima edizione e durante l’incontro con il pubblico ha parlato di Sandokan, dei ruoli che ha interpretato, dei suoi sogni di quando era ragazzo, come di diventare un avvocato internazionale, incoraggiando i ragazzi presenti a impegnarsi e a perseguire i loro obiettivi.

Crans Montana, verso credito supplementare per vittime incendio

Roma, 11 giu. (askanews) – Il parlamento vallesano ha approvato oggi un progetto di decreto a favore delle vittime dell’incendio di Crans-Montana e l’assegnazione di un credito supplementare di 10,18 milioni di franchi. Il testo è stato adottato con 109 voti contro 2 e 7 astensioni.

Lo scorso 14 gennaio, a due settimane dal rogo del bar “Le Constellation” che è costato la vita a 41 persone, il Consiglio di Stato aveva scelto di mettere a disposizione un aiuto d’urgenza di 10mila franchi per ciascuna delle vittime ricoverate in ospedale o decedute. Otto giorni più tardi, aveva deciso di farsi carico delle spese per il funerale e di rimpatrio.

Il decreto, della durata limitata a cinque anni, prevede così di sottoporre al Gran Consiglio l’autorizzazione a versare il suddetto aiuto d’urgenza e a confermare la presa a carico, anch’essa a fondo perso, delle spese funerarie e di rimpatrio delle salme, per un importo massimo di 820.000 franchi. Il documento regolamenta inoltre il prefinanziamento del contributo di solidarietà unico di 50.000 franchi concesso dalla Confederazione.

Oggi, i deputati non hanno discusso il contenuto del decreto. Questo è stato accettato in un’unica lettura.

(Con fonte: Ats).

Tim: incassato rimborso da 1 miliardo per canone concessorio 1998

Milano, 11 giu. (askanews) – Tim ha incassato, in data odierna, il rimborso relativo al canone concessorio 1998, pari a un importo di poco superiore a 1 miliardo di euro. Il pagamento fa seguito alla sentenza della Corte di Cassazione che, lo scorso dicembre, ha confermato in via definitiva la restituzione, chiudendo così un contenzioso durato oltre 20 anni.

L’importo incassato include il canone originario, pari a oltre 500 milioni, più la rivalutazione monetaria e gli interessi maturati. Come già comunicato al mercato, il relativo provento, di natura non ricorrente, è stato interamente contabilizzato nel 2025. L’incasso determina invece un effetto netto positivo sulla posizione finanziaria dell’esercizio in corso, già incluso nella guidance finanziaria per il 2026, di poco inferiore a 1 miliardo.

Achille Lauro show all’Olimpico: lo sogno da 25 anni

Roma, 11 giu. (askanews) – “L’Olimpico? Sono contentissimo. E’ un po’ che aspettavamo questo momento. E’ un cosa che sogni per 25 anni e poi accade. Io scrivo canzoni da quando ho 15 anni e ora, dopo tanti concerti suonati in ogni dove, arrivo all’Olimpico. E dire che i primi concerti a Roma mi affittavo i locali, pagavo e mi mettevo in scaletta”. Achille Lauro incanta la ‘sua’ Roma, e l’Olimpico è il punto di partenza. E’ emozionato, si dice “felice”, e annuncia il raddoppio, sempre all’Olimpico, per il 2027. “Dopo il 30 giugno, apriamo la data dell’1 luglio”, dice incontrando la stampa alla vigilia dello show nella Capitale.

“Lo spettacolo – racconta l’artista – ripercorre a livello narrativo una rappresentazione del paradiso dell’Eden, degli incoscienti giovani prima di essere catapultati sulla terra. È questo il filone narrativo che lega lo spettacolo. E’ una figata… La mia fortuna in questi anni – prosegue – è di aver avuto tanti brani diventati parte della storia della mia fan base, della mia storia personale. Questo show si regge sulle canzoni e si crea una magia bellissima. Dopo i 15 palazzetti e la data zero a Rimini, ora siamo all’Olimpico. È un anno particolarmente fortunato”.

Taormina Film Festival, Fernanda Torres: ispirata dal cinema italiano

Taormina (Me), 11 giu. (askanews) – “Io amo il cinema italiano, Guadagnino è incredibile, ‘La grande bellezza’ che film, l’Italia è sempre un’ispirazione, amo il cinema italiano”.

Così Fernanda Torres, attrice brasiliana candidata all’Oscar per “Io sono ancora qui” di Walter Salles, protagonista al Taormina Film Festival del panel ‘Donne oltre lo sguardo’ alla 72esima edizione.

“Le donne oggi penso siano meno perse degli uomini, perché il mercato è ancora molto aperto agli uomini ma credo che le donne facciano la differenza, Jane Campion è un genio, Bàrbara Paz, così tante donne fanno la differenza nel cinema e anche nel mondo penso, oggi trovo gli uomini molto più persi delle donne”, ha spiegato l’attrice.

La bagarre alla Camera su Meloni e le "ginocchiere"

Roma, 11 giu. (askanews) – “Ginocchiere”. E’ questa parola che trasforma il dibattito, a tratti abbastanza soporifero, sulle comunicazioni della premier alla Camera – prassi consolidata in vista di ogni Consiglio europeo, il prossimo è il 18 e 19 giugno -, in qualcos’altro. Molto più di un (prevedibile) confronto acceso sulla linea di politica estera del governo perchè, tra polemiche, attestati di solidarietà e richieste di istruttoria rivolte alla Presidenza della Camera, ritorna, a sorpresa, la ‘poetica’ dell’underdog. Giorgia Meloni, tra un crescendo di applausi della sua maggioranza, coglie appieno il momento e l’occasione e rivendica la propria storia, quella che l’ha portata “senza mai indossare ginocchiere” a Palazzo Chigi.

Il copyright dell’espressione, da cui ha origine la piega che prende la mattinata a Montecitorio, è del deputato M5s Francesco Silvestri, secondo il quale il governo non ha raddrizzato la sua linea rispetto al rapporto con Netanyahu e con Trump: “Lei non ha rialzato la schiena – ha detto l’esponente Cinquestelle rivolgendosi alla premier -, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda. Noi abbiamo bisogno di un leader completamente diverso e spero che tra qualche mese” ci sarà.

Il deputato e questore di Fratelli D’Italia Paolo Trancassini solleva la questione definendo “vergognose” le parole rivolte a Meloni: “Si sa cosa si intende quando si dice che una donna, di fronte a un uomo, si è messa le ginocchiere. Mi auguro si apra un’istruttoria su quanto è stato detto” perchè “c’è un limite a tutto”. Da parte sua il capogruppo di Fdi, Galeazzo Bignami, accusando le opposizioni di “difendere la dignità della donna a corrente alternata”, chiede la sospensione per Silvestri che “dovrebbe rassegnare le dimissioni”. E quando torna al banco della presidenza la Dem Anna Ascani, alla guida dell’emiciclo al momento dell’intervento di Silvestri, si scusa per il mancato intervento, spiegando di “non aver colto quel senso che è stato poi detto”.

Infine Meloni, che chiude la sua replica potendo contare su un argomento sempre rivendicato in campagna elettorale e ora offerto su un piatto d’argento dall’uscita del pentastellato. “Quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una persona che senza mai indossare le ginocchiere è arrivata dove è arrivata, senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie… vi dà fastidio – accusa con tono risentito – che la prima donna premier in Italia sia arrivata dalla destra perchè voi non siete stati capaci di proporla”. Ciliegina sulla torta l’inesauribile questione sull’uso degli articoli femminili e maschili. “So che la collega Boldrini si è indignata perchè prima il collega Vigna si rivolgeva a me dicendo ‘signor presidente’, so che la collega Boldrini è molto mobilitata su queste materie, è una posizione che rispetto ma che non condivido – affonda Meloni – e mi chiedo se sia questo il punto del rispetto delle donne o sia piuttosto ascoltare un collega che non mi invita a indossare delle ginocchiere, mi dice che ho indossato delle ginocchiere”.

La Bce alza i tassi di 0,25 punti al 2,25%, è il primo aumento dal 2023

Roma, 11 giu. (askanews) – La Banca centrale europea ha rotto gli indugi operando un primo rialzo dei tassi, in risposta ai rincari dell’energia e alla generale accelerazione dell’inflazione nell’eurozona innescate dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Si tratta del primo aumento dei tassi da parte della Bce dal settembre del 2023, quando operò l’ultimo rialzo in occasione della precedente fase di rialzo inflazionistico (all’epoca i tassi di riferimento erano stati aumentati al 4%).

Oggi, in linea con le aspettative, il consiglio direttivo alzato di 0,25 punti percentuali i livelli guida e il principale riferimento, che resta il tasso sui depositi, sale così al 2,25%. “Il Consiglio si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine – reciyta un comunicato diffuso al termine della riunione -. Il conflitto in Medio Oriente sta generando pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi è solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo shock potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro”.

La Bce precedentemente aveva portato i tassi al 2% nel giugno del 2025 e da allora non li aveva più modificati. Oggi la Bce ha anche rivisto al rialzo le previsioni di inflazione e limato quelle di crescita economica.

Meloni contro i vannacciani: altro che vera destra, votate con la sinistra

Milano, 11 giu. (askanews) – “Per difendere l’interesse nazionale stiamo facendo quello che c’è scritto nel nostro programma, per realizzare il quale siete stati eletti nelle fila del centrodestra in questo Parlamento. Cionostante per ben sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme a Schlein, Conte, Renzi e compagnia… Votare contro la fiducia a un governo significa votare per mandare a casa quel governo, io penso che fare quello che serve alla sinistra non sia mai difendere l’interesse nazionale. E quindi non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, replicando alle osservazioni del vannacciano Pozzolo nel corso del dibattito sul Consiglio europeo.

Bce alza i tassi di 0,25 punti al 2,25%, primo aumento dal 2023

Roma, 11 giu. (askanews) – La Banca centrale europea ha rotto gli indugi operando un primo rialzo dei tassi, in risposta ai rincari dell’energia e alla generale accelerazione dell’inflazione nell’eurozona innescate dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Si tratta del primo aumento dei tassi da parte della Bce dal settembre del 2023, quando operò l’ultimo rialzo in occasione della precedente fase di rialzo inflazionistico (all’epoca i tassi di riferimento erano stati aumentati al 4%).

Oggi, in linea con le aspettative, il consiglio direttivo alzato di 0,25 punti percentuali i livelli guida e il principale riferimento, che resta il tasso sui depositi, sale così al 2,25%. “Il Consiglio si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine – reciyta un comunicato diffuso al termine della riunione -. Il conflitto in Medio Oriente sta generando pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi è solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo shock potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro”.

La Bce precedentemente aveva portato i tassi al 2% nel giugno del 2025 e da allora non li aveva più modificati. Oggi la Bce ha anche rivisto al rialzo le previsioni di inflazione e limato quelle di crescita economica.

Calderone alla Cgil: Dl lavoro non apre assolutamente ai contratti pirata

Roma, 11 giu. (askanews) – “Non è assolutamente così”. Così il ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha risposto alle critiche della Cgil al decreto lavoro e, in particolare, al fatto che il provvedimento lasci la porta aperta ai contratti pirata.

“Credo che la risposta più importante l’abbiano data tutte le parti sociali che hanno commentato positivamente il salario giusto e il decreto primo maggio – ha detto a margine del congresso della Uila – bisogna guardare a come hanno letto il decreto per esempio la Cisl e la Uil e nello stesso tempo anche alle valutazioni delle associazioni datoriali. Non è una questione di chi è bravo e chi è cattivo. Per noi è importante dare una lettura univoca, che è quella che la presidente Meloni ha ribadito anche ieri all’assemblea di Confcommercio e che io ribadisco con forza”.

Calderone ha sottolineato che “la nostra scelta di campo è stata quella di dare un’indicazione chiara sui nostri punti di riferimento: la determinazione del trattamento economico complessivo (Tec) e, quindi, del salario giusto”. Riferimenti legati ai “contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative – ha aggiunto – per noi quello fa la differenza nella scelta. Abbiamo tenuto conto non solo della rappresentatività delle organizzazioni stipulanti, ma anche della qualità dei contratti e del fatto che ai lavoratori deve essere garantito un salario dignitoso, giusto”.

Taormina Film Festival, Can Yaman: ognuno ha battaglie, sorridere sempre

Taormina, 11 giu. (askanews) – “Avete visto come è rilassato Sandokan anche mentre combatte? Il suo personaggio mi ha insegnato tanto. Ognuno di noi è un guerriero, abbiamo tutti le nostre battaglie nella vita ma non bisogna mai dimenticare di sorridere, magari potessimo essere tutti Sandokan”.

Così Can Yaman, incontrando il pubblico e tanti ragazzi in delirio, al Taormina Film Festival.

L’attore e modello turco è stato accolto da un bagno di folla, con fan in attesa per selfie e autografi, ha parlato della sua carriera, dei ruoli interpretati e della prossima serie in cui sarà un avvocato – è laureato in giurisprudenza- e ha risposto a molte domande sul suo personaggio di Sandokan che lo ha reso famosissimo in Italia.

Rispondendo a una domanda sull’IA, Yaman ha detto: “Ho iniziato a usarla due settimane fa, mi ha risposto così bene a una domanda che mi ha lasciato a bocca aperta. Se usata bene può essere utile ma non credo possa sostituire gli artisti, il loro cuore, se arrecherà danni si vedrà, ma gli artisti serviranno sempre”.

Centrosinistra, Salis: campo largo è imprescindibile per vincere

Genova, 11 giu. (askanews) – “Il campo largo è uno degli ingredienti, per me imprescindibile, per vincere le elezioni. Non può bastare perché poi serve il programma e il candidato o la candidata visto che siamo in tempi di personalismi e il peso dei candidati è importante”. Lo ha affermato la sindaca di Genova Silvia Salis durante la conferenza stampa convocata per fare il punto sul primo anno del suo mandato.

“Quando mi sono candidata – ha aggiunto Salis – la presenza di tutti era la mia richiesta perché non volevo passare mesi con il centrodestra a farci le pulci su chi c’è e chi non c’è. Io sono sicura di rimanere a fare la sindaca e non cambierò mai idea perché è il mandato che mi hanno dato”.

Il Papa: per i migranti rotte legali e soccorso. Non abituarci a contare i morti

Roma, 11 giu. (askanews) – “La dignità umana esige vie legali e sicure, soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione, e politiche che permettano a ogni persona di vivere con dignità nella propria terra. Se esiste il diritto di cercare rifugio quando la vita è minacciata, esiste anche il diritto di non dover migrare: il diritto di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza violenza, senza che la terra diventi inabitabile, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri, senza che le armi distruggano il futuro dei bambini. Non possiamo abituarci a contare i morti. La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso durante l’incontro con le realtà di accoglienza dei migranti al Porto di Arguineguín sull’isola di Gran Canaria.

“Da quest’isola – ha detto ancora – vorrei che la voce di coloro che hanno parlato oggi raggiungesse chi ha in mano responsabilità decisive – autorità civili, parlamenti, governi e organizzazioni internazionali – e anche le comunità cristiane, le altre tradizioni religiose e tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute. Ogni barca che arriva non porta solo migranti; porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?”, ha domandato concludendo.

Auto, la mobilità elettrica nel mosaico italiano delle Ztl

Roma, 11 giu. (askanews) – Su circa 500 zone a traffico limitato attive in Europa, ben 446 si trovano in Italia. E’ un vero e proprio mosaico quello descritto dal nuovo report dell’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, presentato oggi a Roma, nel quale lancia una sfida: passare dalla confusione normativa a una mobilità tecnologicamente avanzata. Su questi temi si sono confrontati l’ANCI in rappresentanza dei Comuni Italiani, i gestori delle infrastrutture per la mobilità elettrica e i costruttori di auto estere.

“Unrae si è posta a disposizione per la realizzazione di una cabina di regia nazionale – dichiara Roberto Pietrantonio, presidente di Unrae – sarebbe importante fornire al conducente di un’auto X, esattamente con tempo reale, le informazioni veloci, facili, necessarie per sapere in quella città a che ora posso accedere, come posso accedere, se posso accedere e se, per accedere, devo pagare qualcosa. Ecco, Unrae è a disposizione. Ha dichiarato anche collaborazione con l’Anci a tale scopo. Già forniamo un servizio limitato a centri urbani più grossi. Sarebbe bello poter avere una copertura totale nazionale”.

Un ruolo chiave per superare queste sfide è quello della tecnologia. “Noi come Toyota stiamo sviluppando oltre, diciamo, a tutte le tecnologie elettrificate di cui Toyota è sicuramente oggi una azienda leader, stiamo sviluppando anche tutti quelli che sono i sistemi di sicurezza attiva – spiega Alberto Santilli, CEO di Toyota Motor Italia – sistemi di sicurezza attiva che rendono le nostre automobili sempre più sicure e rendono sempre più sicure le nostre città in cui le nostre automobili si muovono. Sistemi di sicurezza che hanno come obiettivo quello, come dire, di supportare il guidatore in tutte quelle che possono essere le manovre e in tutti quei momenti in cui il guidatore compie, diciamo, delle manovre errate o ha delle disattenzioni. I nostri sistemi di sicurezza hanno proprio questo obiettivo, quello di entrare in funzione nel momento in cui il guidatore non compie determinate, diciamo, determinate azioni”.

E le case automobilistiche fanno la loro parte sulla transizione energetica, con nuove soluzioni per i consumatori. “Noi come Honda stiamo seguendo un approccio step by step nella transizione energetica, dando dei prodotti affidabili e accessibili con tecnologie low-emission – dice Simone Mattogno, direttore generale auto di Honda Italia – quindi a basse emissioni ma ad alte prestazioni, passando per un approccio step by step, come detto prima, quindi iniziando con powertrain full-hybrid e powertrain plug-in hybrid che uniscono i vantaggi del dell’elettrico a una motorizzazione endotermica, soprattutto al di fuori delle aree metropolitane. Quindi ciò significa che nelle aree metropolitane il cliente viaggia praticamente al 95% in elettrico e al di fuori dell’area metropolitana viaggia in una modalità mista a seconda delle condizioni di della strada e del traffico”.

Il Papa alle Canarie: se guardiamo i migranti come nostri figli la coscienza non ha più scuse

Roma, 11 giu. (askanews) – La “conversione dello sguardo” inizia “quando il migrante smette di essere ‘uno dei tanti’, smette di essere una categoria e una cifra. Solo allora comprendiamo che quella bambina potrebbe essere nostra figlia, quei volti parte della nostra famiglia. E allora, la coscienza non ha più scuse”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso durante l’incontro con le realtà di accoglienza dei migranti al Porto di Arguineguín sull’isola di Gran Canaria.

“La misericordia – ha ricordato – inizia con piccoli gesti: a volte con qualche biscotto e un po’ di latte; altre volte, con cinque pani e due pesci. Non si tratta di risolvere tutto, ma di mettere tutto nelle mani di Dio e di essere presenti là dove l’essere umano soffre, dove le risorse non bastano e non c’è una lingua comune, ma dove ancora possono parlare i gesti. Grazie di cuore a tutti coloro che si uniscono ai soccorsi, all’accoglienza e all’accompagnamento, testimoniando che la misericordia concreta può salvare e cambiare molte vite”, ha concluso Prevost.

ENGIE ed Heineken, ad Assemini nasce il nuovo parco fotovoltaico

Cagliari, 11 giu. (askanews) – Ad Assemini, alle porte di Cagliari, è entrato in funzione il nuovo parco fotovoltaico realizzato da ENGIE Italia per HEINEKEN Italia all’interno dello storico birrificio Ichnusa. Oltre 15 mila pannelli solari installati su una superficie di 137 mila metri quadrati, una potenza complessiva di 8,6 megawatt e una produzione attesa di circa 15 gigawattora all’anno. Numeri che consentiranno di coprire il 100 per cento del fabbisogno elettrico diurno dello stabilimento, facendo del sito uno dei principali esempi italiani di produzione rinnovabile integrata direttamente in un impianto industriale. Alla base dell’operazione c’è un accordo di fornitura energetica di lungo periodo, un Power Purchase Agreement della durata di quindici anni, che punta a garantire energia rinnovabile e maggiore stabilità dei costi. Abbiamo parlato con Monica Iacono – CEO ENGIE Italia:

“La partnership di ENGIE con Heineken è un esempio molto concreto di come supportiamo la transizione energetica dei nostri clienti industriali, con soluzioni che riescono a coniugare sostenibilità e competitività. Attraverso la combinazione tra impianti di energia rinnovabili sul sito delle aziende, e strumenti contrattuali di fornitura di lungo periodo possiamo garantire, non solo energia pulita, ma anche una maggiore stabilità dei prezzi nel lungo periodo, raggiungendo importanti risparmi. È un modello che replichiamo con tante aziende su tutto il territorio nazionale. Abbiamo l’obiettivo di raggiungere 200 MW di capacità installata, entro il 2030. Il valore di progetti come quelli realizzati nel birrificio Ichnusa è proprio questo: accelerare la decarbonizzazione, rafforzare la resilienza energetica delle imprese e, allo stesso tempo, migliorare l’efficienza riducendo i costi operativi”.

Quello di Assemini è un investimento che si inserisce nel più ampio percorso di ammodernamento dello stabilimento Ichnusa, avviato negli ultimi anni. Per HEINEKEN Italia il nuovo impianto rappresenta una tappa strategica nel percorso di crescita sostenibile dell’azienda e uno dei progetti più significativi sviluppati dal gruppo in Europa. È poi intervenuto Alexander Koch – Amministratore Delegato Heineken Italia:

“È un progetto sviluppato insieme ad ENGIE che ci permette di produrre energia elettrica pulita localmente. Questo ci permette di coprire il 100% del nostro fabbisogno diurno. È un passo importante nel percorso di crescita sostenibile della nostra azienda e, soprattutto, un punto di riferimento tra i progetti fotovoltaici del gruppo Heineken in Europa. Il sole della Sardegna accompagna da sempre i momenti in cui si beve una Ichnusa, e da oggi questo sole accompagna anche il modo in cui la produciamo”.

Con l’avvio del nuovo parco fotovoltaico, il birrificio Ichnusa compie dunque un passo importante verso una produzione sempre più sostenibile. Un progetto che unisce innovazione industriale, sicurezza energetica e riduzione delle emissioni, confermando il ruolo crescente delle energie rinnovabili nei processi produttivi delle grandi aziende e indicando una possibile strada per la competitività dell’industria italiana nei prossimi anni.

Mondiali, il pallone che racconta il mondo

Un secolo di storia e potere

I Mondiali di calcio non sono soltanto il più importante evento sportivo del pianeta. Da quasi un secolo rappresentano uno straordinario osservatorio geopolitico, capace di raccontare i cambiamenti della società, delle relazioni internazionali e dei costumi collettivi.

Dalla prima edizione del 1930 ai tornei del XXI secolo, la Coppa del Mondo ha accompagnato guerre, ricostruzioni, globalizzazione e rivoluzioni tecnologiche. Ospitare un Mondiale è diventato uno strumento di prestigio internazionale, come dimostrano il Qatar nel 2022 e il prossimo torneo del 2026 organizzato da Stati Uniti, Canada e Messico, simbolo di una nuova dimensione continentale dello sport.

 

La Partita del Secolo” e lItalia davanti alla tv

Per l’Italia, i Mondiali rappresentano una parte importante della memoria nazionale. Prima ancora dei quattro titoli conquistati nel 1934, 1938, 1982 e 2006, c’è una partita entrata nella leggenda: il 4-3 contro la Germania Ovest nella semifinale di Messico ’70.

La cosiddetta “Partita del Secolo” fu molto più di una vittoria sportiva: diventò un evento capace di unire milioni di italiani davanti alla televisione e di consegnare all’immaginario collettivo una delle pagine più emozionanti dello sport mondiale.

 

Da Pertini alle Notti Magiche”

Dodici anni dopo arrivò il trionfo del 1982. L’Italia di Bearzot e Paolo Rossi vinse il Mondiale in Spagna, regalando al Paese un momento di orgoglio e riscatto in anni segnati da tensioni politiche e sociali. Indimenticabile l’esultanza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini nella finale di Madrid.

Nel 1990 furono invece le “Notti Magiche” a conquistare il cuore degli italiani. Pur senza vincere il torneo, il Mondiale organizzato in casa rappresentò uno dei momenti di maggiore partecipazione popolare della storia repubblicana. Infine, nel 2006, la vittoria di Berlino contro la Francia riportò il Paese sul tetto del mondo in uno dei momenti più difficili per il calcio italiano.

 

Un torneo che fotografa il presente

Oggi i Mondiali continuano a essere molto più di una competizione sportiva. Raccontano l’ascesa di nuove potenze economiche, l’evoluzione delle identità nazionali, il ruolo dei social media e la crescente influenza dello sport nelle relazioni internazionali.

Le nazionali sono sempre più multiculturali, i calciatori diventano figure globali e il calcio si intreccia con temi come diritti, sostenibilità e inclusione.

Per questo, ogni Mondiale rappresenta qualcosa di più di un torneo. È una fotografia del mondo in un determinato momento storico. E per l’Italia resta soprattutto un patrimonio di emozioni condivise, capace di attraversare generazioni diverse, dalla “Partita del Secolo” del 1970 alle notti trionfali di Madrid e Berlino.

Anche per questi motivi la mancata qualificazione della nostra nazionale ci farà vivere questo evento come spettatori esterni e non da protagonisti, dentro e fuori dal campo.

Non si ferma la caccia allo straniero in Irlanda del Nord

Roma, 11 giu. (askanews) – Dopo due notti di tensione e violenze nell’area di Belfast, il segretario di Stato britannico per l’Irlanda del Nord, Hilary Benn, ha accusato alcuni utenti dei social media di alimentare i disordini e ha lanciato un appello a fermare quella che ha definito una spirale di odio e intimidazioni, riferisce il Guardian.

Le proteste sono esplose dopo l’accoltellamento di Stephen Ogilvie, avvenuto lunedì nella capitale nordirlandese. Per l’aggressione è stato incriminato il trentenne sudanese Hadi Alodid con l’accusa di tentato omicidio. Da quel momento manifestazioni contro l’immigrazione hanno preso piede in diverse aree della città, degenerando in alcuni casi in scontri e vandalismi.

La seconda notte di proteste ha visto nuovi episodi di violenza nell’area di Newtownabbey, a nord di Belfast, dove crica 300 persone hanno dato vita a nuovi scontri con la polizia. Sono stati incendiati veicoli e cassonetti, mentre contro gli agenti sono volati mattoni e bombe molotov. La polizia ha risposto utilizzando anche i cannoni ad acqua. Il bilancio è di 12 poliziotti feriti e 16 arresti. Secondo le autorità, alcuni gruppi avrebbero inoltre cercato di dirigersi verso una struttura alberghiera ritenuta destinata a ospitare migranti.

Benn ha puntato il dito contro la diffusione online di informazioni personali e contenuti incendiari legati ai disordini. Il ministro ha definito “completamente inaccettabile” la pubblicazione di indirizzi privati di persone che potrebbero diventare obiettivo di intimidazioni o aggressioni e ha ricordato che le piattaforme social hanno la responsabilità di rimuovere i contenuti illegali.

Il ministro ha anche riferito di segnalazioni riguardanti persone appartenenti a minoranze etniche fermate per strada e interrogate sulla propria nazionalità: “abbiamo ricevuto segnalazioni di persone fermate nelle loro auto e interrogate sulla propria nazionalità mentre andavano al lavoro, ed è qualcosa di completamente inaccettabile”, ha affermato.

Interpellato a Bbc sulla natura delle violenze, Benn non ha usato mezzi termini: “Se si prendono di mira le persone in base al colore della loro pelle, come altro si possono definire? È teppismo razzista”. Pur condannando con fermezza gli episodi degli ultimi giorni, ha sottolineato che si tratta delle azioni di “un piccolo numero di teppisti” e non dell’immagine reale dell’Irlanda del Nord.

Anche la famiglia di Ogilvie ha preso le distanze dalle proteste e ha invitato a fermare la disinformazione che si sta diffondendo online attorno all’accoltellamento.

Taormina, da Campion a House of the Dragon: si accende il red carpet

Taormina (Me), 11 giu. (askanews) – Tanti i fan a Taormina per il primo red carpet di questa 72esima edizione del Taormina Film Festival. A dare il via alle passerelle vista mare, alcuni dei protagonisti di “House of the Dragon”, Tom Glynn-Carney, Harry Collett, Bethany Antonia, Phoebe Campbell e Steve Toussaint, che si sono concessi a foto e autografi prima di presentare l’anteprima del pimo episodio della terza stagione dell’attesa serie Hbo al Teatro Antico.

Sul tappeto rosso hanno sfilato tra gli altri Francesca Archibugi, Clotilde Courau, Romana Maggiora Vergano, Paola Minaccioni, Emile Hirsch, Paola Egonu, la madrina Anna Valle, Malika Ayane e la giuria di questa edizione, capitanati dalla regista Jane Campion e formata da Miyako Bellizzi, Francine Maisler, Akinola Davies Jr., Holly Hunter, Sue Kroll e Pietro Castellitto.