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Anitec-Assinform: il mercato digitale ha raggiunto 84,4 miliardi

Roma, 1 lug. (askanews) – Nel rapporto “Il Digitale in Italia 2026” presentato alla Camera da Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende del digitale, realizzato in collaborazione con NetConsulting cube, nel 2025 il mercato digitale in Italia ha registrato un incremento del 3,4% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 84,4 miliardi di euro. Una crescita superiore rispetto al PIL nazionale con andamenti differenziati tra i diversi segmenti.

Lo sviluppo più rilevante ha riguardato i Servizi ICT che hanno raggiunto i 18,8 miliardi spinti dallo sviluppo di soluzioni di Intelligenza Artificiale, cybersecurity e cloud.

Nel Rapporto il digitale si consolida come asset decisivo per il Paese, divenendo una leva strategica di competitività, produttività e sicurezza, mentre l’IA rappresenta il segmento più dinamico in assoluto. Nonostante un contesto economico complesso, il mercato digitale continua la sua crescita coinvolgendo tutti i principali comparti produttivi.

“Il digitale non è più un settore come gli altri, ma è una componente strutturale della crescita del Paese, una leva di competitività, un fattore di sicurezza nazionale, uno strumento fondamentale per migliorare la qualità dei servizi pubblici e quindi anche la produttività delle imprese. Il mercato digitale continua a espandersi più dell’economia nel suo complesso, coinvolgendo tutti i principali comparti produttivi, dalla manifattura alla sanità, dalla pubblica amministrazione all’energia” ha dichiarato Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La trasformazione digitale si conferma una leva strategica per migliorare efficienza, qualità dei servizi e competitività del Paese.

“Gli obiettivi per il futuro sono quelli di collaborare sempre di più con le istituzioni. Oggi, questo sarà il messaggio che daremo per creare insieme, non solo come settore di mercato con l’istituzione ma insieme anche all’università e agli istituti di ricerca, un piano industriale pluriennale che permetta di avere una visione di lungo termine, con degli incentivi per le imprese che lo adotteranno. E’ quindi rivolto alle piccole e medie imprese che adotteranno il digitale. L’idea è quella di condividere con tutti un piano che sia accettabile e congruo, per poter realizzare questo per i prossimi anni” ha aggiunto Massimo Dal Checco, Presidente Anitec-Assinform.

La sfida dei prossimi anni sarà quella di trasformare la crescita del mercato digitale in crescita del Paese contribuendo a rendere l’Italia più produttiva, più sicura, più semplice e più vicina a cittadini e imprese.

Ristorazione collettiva: innovazione e diversificazione

Vicenza, 1 lug. (askanews) – Il Gruppo Serenissima Ristorazione è uno dei principali operatori italiani nella ristorazione collettiva e commerciale.

Grazie agli oltre 12 mila collaboratori, più di 50 milioni di pasti prodotti ogni anno e un fatturato consolidato che nel 2025 ha superato i 620 milioni di euro, Serenissima conferma un trend di crescita costante e strutturale.

Le parole di Tommaso Putin, vice presidente Serenissima Ristorazione: “Abbiamo superato i 620 milioni di euro di fatturato con un EBITDA di circa 40 milioni di euro e un utile netto di oltre 16 milioni di euro e più di 12.000 collaboratori. Nell’ultimo triennio il nostro gruppo ha investito più di 80 milioni di euro. Questi 80 milioni di euro sono serviti per il potenziamento delle nostre strutture logistiche. Infatti abbiamo delle piattaforme acquisti che servono i nostri centri e sono rivolti verso l’Ho.Re.Ca.. Abbiamo inoltre potenziato notevolmente il nostro centro di produzione di Boara Pisani in provincia di Padova.”

Un ruolo centrale in questa strategia è ricoperto da La Vela di Vicenza, centro direzionale che ospita Rossi Giants, la società del Gruppo che si rivolge all’ Ho.re.Ca a cui fornisce alimenti e bevande e la nuova Serenissima Corporate Academy: qui si concentrano le attività di formazione dei collaboratori del Gruppo e quelle di, ricerca e sperimentazione a supporto dell’evoluzione dell’offerta gastronomica.

Nuovamente Tommaso Putin: “L’ultimo anno è stato l’ anno di apertura della nostra Academy: è rivolta alla formazione dei nostri collaboratori e oltre alla formazione ci siamo concentrati sullo studio di nuove soluzioni alimentari, in particolare quelle per il canale l’ Ho.Re.Ca. e per i mercati internazionali, oltre che per la linea destinata alle navi da crociera e quella per le compagnie aeree.”

All’interno di questo percorso si inserisce anche il lavoro di Imperiali Chef, il brand del Gruppo specializzato nella produzione di piatti pronti e semilavorati freschi e surgelati, che rappresenta oggi uno degli asset di crescita e diversificazione.

Ancora Tommaso Putin: “Il brand Imperiali Chef è stato sviluppato per l’ Ho.Re.Ca. e la GDO, oltre che per diversificare la nostra offerta nel segmento delle compagnie aeree e delle navi da crociera. È un brand in cui abbiamo investito molto. Abbiamo una lunga tradizione che abbiamo sviluppato nell’ambito della ristorazione collettiva, abbiamo lo stabilimento di produzione dei pasti di Boara Pisani che è uno dei più grandi e innovativi d’Europa ad utilizzare la tecnologia del Cook & Chill, Questa esperienza e questo know how sviluppati in oltre 40 anni di attività ci hanno consentito sviluppare questa linea di piatti pronti e di semi lavorati che sono rivolti alla GDO, all’ Ho.Re.Ca. e ai mercati internazionali”.

Dalla ristorazione collettiva al catering aereo e crocieristico, dai semilavorati per il canale Ho.Re.Ca. fino ai piatti pronti destinati alla GDO, il Gruppo continua così a sviluppare un’offerta ampia e articolata, senza dimenticarsi della sostenibilità

In chiusura, le parole del vice-presidente Tommaso Putin: “Il tema della sostenibilità è cruciale per la nostra azienda. Il nostro settore è un settore che ha un fortissimo impatto ambientale. Di conseguenza il nostro obiettivo è quello di ridurre al minimo questo impatto. Quest’anno abbiamo pubblicato per la prima volta il nostro bilancio di sostenibilità secondo le linee guida europee della CSRD. Il bilancio di sostenibilità misura l’impatto che ha la nostra attività sullambiente oltreall’impatto economico, sociale e di governance.Molto significativo e motivo di orgoglio è anche il rating ESG che ha ottenuto il nostro gruppo: siamo la prima azienda della ristorazione collettiva ad avere conseguito la validazione “GIF Responsible Organization” (Get It Fair).

Un modello che racconta la traiettoria di Serenissima Ristorazione: crescita industriale, innovazione di prodotto e valorizzazione della filiera come elementi distintivi di un Gruppo che continua a evolvere nel panorama food italiano e internazionale.

Obesità, al via la sfida per attuare la legge 149/2025

Roma, 1 lug. (askanews) – Istituzioni, società scientifiche, Regioni e associazioni dei pazienti si sono riuniti presso il Senato della Repubblica per chiedere una piena e concreta attuazione della Legge n.149/2025, la prima al mondo che riconosce l’obesità come malattia progressiva e recidivante, a quasi nove mesi dalla sua approvazione.

E’ il messaggio lanciato dal convegno parlamentare “Obesità: la legge c’è. Ora costruiamo il sistema”, promosso su iniziativa del senatore di Fratelli d’Italia Raoul Russo, membro della 5 Commissione permanente Bilancio del Senato: “L’obesità non è semplicemente uno stigma come lo è stato per tanti anni, ma è una vera e propria patologia alla quale ne sono correlate tante altre. Penso a quelle metaboliche, alle oncologiche e alle cardiovascolari. Facendo un’opera di protezione seria e di cura dell’obesità, cosa che è sempre facile da fare, e grazie ai progressi della scienza medica, noi non semplicemente affrontiamo questo tema, ma affrontiamo tante altre malattie che impattano in maniera importante sulla qualità di vita dei nostri cittadini e anche sulla spesa sanitaria” ha dichiarato.

“È una legge molto importante, perché è la prima al mondo a riconoscere l’obesità come una malattia. C’è impegno soprattutto perché l’obesità richiama l’attenzione sulla prevenzione, che è il tema che stiamo affrontando con grande impegno da più di un anno al Ministero, ed è uno stimolo per fare più prevenzione. Puntiamo sui corretti stili di vita, dobbiamo fare in modo che le italiane e gli italiani si ammalino di meno se vogliamo continuare ad avere un Servizio Sanitario Nazionale sostenibile e universale per tutti come recita la Costituzione.” ha aggiunto Orazio Schillaci, Ministro della Salute

La sfida adesso è quella di trasformare il principio in presa in carico reale, perché in Italia l’obesità è una delle principali sfide di salute pubblica.

“Dobbiamo ragionare anche in termini di prevenzione e attenzione, cambiando la prospettiva da questo punto di vista. Non possiamo più pensare all’obesità solo come alla riduzione del peso corporeo, ma significa prevenire tutte queste patologie che si dicevano, che sono almeno 200. Mettiamole in conto e mettiamo in conto quanto risparmio c’è nella prevenzione e nel recupero di forza lavoro, perchè tutto questo è fondamentale” ha concluso Silvio Buscemi, Presidente della Società Italiana dell’Obesità (SIO).

Il convegno si è concluso con l’obiettivo di consolidare un’agenda condivisa per il 2026-2027, rendere operativo l’Osservatorio per lo Studio dell’Obesità presso il Ministero della Salute, definire il programma nazionale sull’obesità, completare l’aggiornamento dei percorsi assistenziali, rafforzare il raccordo con le Regioni e individuare soluzioni concrete per l’accesso ai trattamenti.

Nuovo collegamento aereo tra Venezia e Il Cairo

Venezia, 1 lug. (askanews) – EGYPTAIR, compagnia aerea di bandiera egiziana, ha inaugurato il nuovo collegamento diretto tra Venezia e Il Cairo, operativo con due voli settimanali tra l’aeroporto Marco Polo e la capitale egiziana. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, l’ambasciatore d’Egitto in Italia, Bassam Essam Rady e il General Manager per Italia e Malta, Salah Tawfik.

Con questa nuova rotta, Venezia diventa il terzo scalo italiano servito dalla compagnia dopo Roma Fiumicino e Milano Malpensa, già collegati stabilmente con Il Cairo, rafforzando la connettività tra Italia ed Egitto.

Sul fronte dei collegamenti, infatti, Roma e Milano sono servite con frequenze fino a due voli giornalieri. Dal 2 luglio, inoltre, da e per Malpensa, nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato le frequenze saliranno a tre giornalieri.

“Questo collegamento Venezia-Il Cairo non è soltanto l’apertura di una nuova rotta, ma è la connessione tra due città iconiche nel Mediterraneo. Abbiamo scelto Venezia come terzo polo dall’Italia, perché il nord-est è un’area molto dinamica. Iniziamo con due voli settimanali e colleghiamo il nostro network il lunedì a venerdì dall’aeroporto Marco Polo” ha dichiarato Marco Naguib, Business Development Manager EGYPTAIR Italy

Nel mercato italiano la compagnia ha trasportato oltre 285mila passeggeri nel 2024/25, registrando una crescita del 6,5% rispetto all’anno precedente.

“Abbiamo avuto un buon riscontro nelle prenotazioni e contiamo di inserire la terza frequenza già da ottobre 2026. Mettiamo a disposizione 10.000 posti per l’estate e contiamo di raddoppiarli per l’inverno 2027” ha concluso Naguib.

La nuova rete di collegamenti rafforza la presenza della compagnia in Italia, consolidando i flussi tra il Nord e il Centro del Paese e l’hub del Cairo, da cui sono possibili proseguimenti verso destinazioni in Africa, Medio Oriente e Asia.

Bce, Lagarde: "Non lasceremo che il genio dell’inflazione esca dalla lampada"

Roma, 1 lug. (askanews) – Eurolandia non si trova in una situazione di stagflazione: “Ripeterò quello che ho detto” varie volte, con stagflazione si intende “una situazione, un concetto degli anni ’70 che non penso si stia replicando”. Nell’area euro “siamo ai massimi livelli di occupazione, continua a salire”, con rallentamenti “ma sta continuando a salire”. E sull’inflazione “stiamo prendendo tutti i passi giusti per assicurare che abbiamo stabilità dei prezzi, non lasceremo che l’inflazione esca dalla lampada del genio. Prenderemo le misure necessarie”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde durante il forum annuale di Sintra.

Quirinale, Salvini: Meloni la vedo bene ovunque ma è presto per parlarne

Roma, 1 lug. (askanews) – Un esponente di destra al Quirinale? “Ci penseremo a tempo debito”, ha risposto ai cronisti il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini.

“Ripeto, ho 60.000 case da recuperare, da restituire ai cittadini. Di Quirinale parleremo a tempo debito”, ha detto Salvini, lasciando il Senato al termine dei lavori sul decreto Piano Casa.

Alla domanda se vedrebbe bene Giorgia Meloni come presidente della Repubblica, Salvini ha replicato: “Giorgia Meloni la vedo bene ovunque, però la vedo bene come rinnovato presidente del Consiglio nell’autunno dell’anno prossimo. Però – ha concluso – abbiamo ancora più di un anno di lavoro da fare, quindi è presto per parlare di tutto”.

Belgio, rogo in un palazzo di dieci piani ad Anversa: morti intrappolati dalle fiamme partite dal primo piano

Roma, 1 lug. (askanews) – Almeno sei persone sono morte a causa di un grave incendio scoppiato in un palazzo di dieci piani ad Anversa, in Belgio. Diversi i feriti, tra cui alcuni alcuni gravi. Lo riporta Vtm Nieuws. Le immagini trasmesse dalla rete televisiva mostrano anche persone che cercano di sfuggire dalle fiamme e dal denso fumo nero arrampicandosi su balconi e finestre anche a notevole altezza

Gli abitanti del palazzo sono stati evacuati, compresi sessanta residenti di un edificio adiacente. I vigili del fuoco sono ancora alla ricerca di vittime all’interno.

“Si è trattato di un’operazione su vasta scala, sul posto sono presenti più di dieci autopompe”, ha spiegato a Le Soir Marie De Clercq, dei vigili del fuoco di Anversa.

Secondo le prime informazioni, l’incendio sarebbe partito dal piano terra.

(foto screenshot da immagini Vtm Nieuws)

Bce, Lagarde: alzati tassi perché avevamo tutte le condizioni per farlo

Roma, 1 lug. (askanews) – Il rialzo dei tassi Bce di giugno “lo abbiamo fatto perché avevamo le circostanze monetarie perfette per farlo. Incluse le aspettative di mercato, la decisione era ovvia ed era così ovvia che l’abbiamo avuta unanime”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde durante un dibattito al forum annuale di Sintra, in Portogallo difendendo nuovamente la stretta monetaria del mese scorso”.

“Ora stiamo informando tutti su come arriviamo alla nostra linea, in modo che quelli che sono interessati possano valutare di cosa teniamo conto”, ha aggiunto in riferimento alla rimozione della forward guidance.

Cinema, Moretti, Genovese, Martone, Amelio nel listino 01 Distribution

Roma, 1 lug. (askanews) – Da Paolo Genovese a Nanni Moretti, passando per Gianni Amelio e Mario Martone. Tanti i titoli italiani e internazionali in arrivo nella prossime stagione con 01 Distribution, che ha svelato il proprio listino alla 15esima edizione di Ciné – Giornate di Cinema a Riccione.

Si parte il 26 agosto, con anteprime nelle arene estive dal 10 al 18, con “La vendetta perfetta – Bear country” di Derrick Borte, con Russell Crowe, Luke Evans e Aaron Paul. Il 2 settembre sarà la volta di “Sunny dancer” di George Jacques, con Bella Ramsey, James Norton e Neil Patrick Harris, seguito il 10 settembre da “The echo chamber” di Andrea Pallaoro, con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, prodotto da Indigo Film con Rai Cinema.

L’8 ottobre uscirà “L’estranea” di Paolo Strippoli, coproduzione Italia-Francia-Belgio con Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi e Adriano Giannini. Il 15, invece “Je so’ pazzo” di Nicola Prosatore, con Massimiliano Caiazzo e Antonia Truppo, mentre il 29 ottobre arriverà “Un tranquillo funerale di famiglia” di Massimiliano Bruno, con un cast corale che comprende tra gli altri Diego Abatantuono, Stefania Sandrelli e Carlo Buccirosso.

A novembre, il 12, debutterà “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, prodotto da Lotus Production (Leone Film Group) con Rai Cinema, in collaborazione con Disney+: nel cast Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini e Stefano Accorsi. A dicembre è molto atteso il nuovo film di Nanni Moretti, “Succederà questa notte”, con Louis Garrel, Jasmine Trinca ed Elena Lietti, in uscita il 3.

Senza data ancora annunciata, arriveranno anche “Bianco” di Daniele Vicari, con Alessandro Borghi e Pierre Deladonchamps; “Scherzetto” di Mario Martone con Toni Servillo e Serena Rossi; “Nessun dolore” di Gianni Amelio, ancora con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea; e “Cambogia” di Valerio Lundini, che firma anche la regia oltre a recitare con Benedetta Porcaroli e Sonia Bergamasco.

Sul fronte internazionale spiccano “Pressure” di Anthony Maras, con Brendan Fraser e Andrew Scott; “The riders” di Edward Berger, targato A24, con Brad Pitt e Julianne Nicholson; “Wife and dog” di Guy Ritchie, con Rosamund Pike, Anthony Hopkins e Benedict Cumberbatch; e “Paper tiger” di James Gray, con Scarlett Johansson, Miles Teller e Adam Driver. Chiudono il listino le produzioni francesi: “L’amore immortale” di Alexandre Castagnetti, con Romain Duris e Deva Cassel, e “Just an illusion – La mia famiglia quasi perfetta” di Éric Toledano e Olivier Nakache, con Louis Garrel e Camille Cottin.

Uvet porta in Emilia R. “BizTravel Lab”: imprese e geopolitica

San Lazzaro di Savona (BO), 1 lug. (askanews) – Proteggere le persone, leggere la geopolitica, far dialogare tecnologia e relazione umana: il business travel non è più una questione di spostamenti, ma di equilibri. Da qui nasce BizTravel Lab, il format del Gruppo Uvet che debutta in Emilia-Romagna e mette allo stesso tavolo travel manager, aziende e vettori della mobilità, da Emirates a Ita, fino a Trenitalia. Una giornata per cercare, come recita il titolo, “a ognuno la sua misura”: fra guerra e pace.

“È un territorio ricco, pieno di diversità aziendale – ricorda Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet -: c’è l’azienda di famiglia, la multinazionale, l’azienda quotata in borsa, e lo spirito imprenditoriale è molto sentito. È un territorio concreto, per cui abbiamo cercato di creare un sistema di relazioni su questo territorio per il futuro”.

La scelta dell’Emilia-Romagna non è di facciata: manifattura avanzata, export, aziende che competono in Europa. È qui che Uvet – la cui joint venture con Amex GBT ha superato 1,11 miliardi di giro d’affari – prova a tradurre la propria scommessa tecnologica in servizio concreto.

“Pensiamo che il valore che possiamo trasmettere ai nostri clienti – spiega Patanè – sia fondamentale, concreto, misurabile. Il fatto di avere investito nell’intelligenza artificiale, quindi nei dati e nella base dati dei nostri clienti, permette di conoscerli meglio. Quindi eroghiamo servizi più personalizzati. Questa è l’aspettativa di mercato che noi abbiamo”.

Resta la domanda che attraversa tutte le sessioni dei lavori: in un mondo che si automatizza, l’intelligenza artificiale basta a tenere le imprese sul mercato?

“Sicuramente sì – risponde il presidente del Gruppo Uvet -. Poi bisogna vedere dove e che tipo di aziende possono farlo. Non è onnivora su tutto, però nei servizi sicuramente sì, possono resistere meglio a questo contesto. Le aziende possono innovare, aumentare la produttività, far crescere i profitti, ma anche i costi: perché anche l’adozione dell’intelligenza artificiale ha un costo, ti porta a un investimento e devi saperlo gestire”.

Trovare la propria misura, appunto. Fra guerra e pace, fra uomo e macchina, le imprese cercano l’equilibrio. E il viaggio, alla fine, è solo il modo in cui lo si racconta.

Russia, l’opposizione ‘sistemica’ si muove: sfida o assist al Cremlino?

Roma, 1 lug. (askanews) – La cosiddetta “opposizione sistemica” russa si muove in vista delle elezioni per la Duma di Stato, in calendario dal 18 al 20 settembre. Invano da più parti si sarebbe tentato di convincere il presidente Vladimir Putin a far rinviare il voto, temendo che il sistema elettorale controllato non regga alle pressioni del momento: peggioramento della situazione economica, inflazione, difficoltà nelle imprese e quotidiane per i russi, legate alla guerra.

Il rapper Guf, nome d’arte di Alexei Dolmatov, entrerà in Nuova Gente, secondo quanto riferito alla Tass. Il partito ha spiegato che alla formazione si stanno unendo “idoli di diverse generazioni”, che rivendicano valori come libertà e maggiore apertura per la società, soprattutto per giovani e ceto medio. Non è stato precisato se Dolmatov sarà candidato alla Duma. Il rapper è noto anche per la condanna, a inizio anno, a un anno di carcere sospeso in seguito a una lite per un Iphone.

Nuova Gente (Novye Lyudi) è un partito fondato nel 2020 dall’imprenditore Alexei Nechaev, patron dell’azienda cosmetica Faberlic. E’ considerato un partito di opposizione sistemica, ovvero formalmente alternativo alla formazione governativa Russia Unita, ma ammesso e integrato nel quadro politico controllato dal Cremlino. In sostanza, potrebbe fungere da raccoglitore di consensi e mitigare il calo di favore del partito al potere.

La mossa si inserisce in una campagna elettorale segnata da forti tensioni interne al sistema di potere russo. Nelle scorse settimane, settori dell’intelligence e dell’apparato di sicurezza – in particolare i vertici dell’Fsb – avrebbero tentato di convincere Vladimir Putin a rinviare le elezioni. Secondo fonti che circolano su siti di riferimento dell’opposizione emigrata, come Meduza, per i “siloviki” andare al voto in queste condizioni rappresenterebbe un rischio, e non possono essere escluse turbolenze neppure per il sistema blindato dall’esclusione di qualsiasi vera voce di dissenso.

Al rinvio si sarebbero opposti il blocco politico dell’amministrazione presidenziale guidato da Sergej Kiriyenko, e lo stesso Putin, per cui il voto avrebbe anche la funzione di dimostrare che in Russia le elezioni si tengono regolarmente, a differenza dell’Ucraina, dove il processo elettorale è sospeso a causa della guerra.

Il presidente ha quindi confermato che le elezioni si svolgeranno “nei termini previsti dalla legge”, intervenendo al congresso di Russia Unita a Mosca a inizio settimana.

Al congresso del partito di governo si è concretizzato uno degli sviluppi più significativi: Dmitrij Medvedev non è entrato nella lista dei candidati. L’ex presidente ed ex premier, che è presidente di Russia Unita e vicepresidente del Consiglio di sicurezza, puntava a rientrare nella lista elettorale del partito per rilanciare il proprio peso politico.

Fonti vicine al Cremlino hanno tuttavia segnalato dubbi sulla sua reale popolarità e su un profilo troppo legato alla linea apertamente pro-guerra.

La lista finale di Russia Unita, che sarebbe stata vagliata direttamente da Putin, sarà guidata dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov, seguito dal sindaco di Mosca Sergej Sobyanin. La scelta di Lavrov è considerata funzionale al posizionamento di Russia Unita come “partito del presidente”: un volto riconoscibile e leale, ma meno ingombrante di Medvedev nella gestione della campagna.

I sondaggi di Fom e Vtsiom collocano Russia Unita intorno al 35%, mentre rilevazioni interne indicherebbero numeri ancora più bassi. Per il partito del potere, l’obiettivo resta avvicinarsi al 50%, soglia a rischio sullo sfondo dei crescenti problemi con il carburante e della stanchezza della società per la guerra.

Assoreca: bonifiche valgono 43 miliardi

Roma, 1 lug. (askanews) – Un mercato da 43 miliardi di euro, con 3,5 miliardi di fatturato annuo e circa 25mila occupati. Sono i numeri del settore delle bonifiche ambientali in Italia, presentati da Assoreca alla Camera dei Deputati nel corso di un confronto promosso dall’onorevole di Fratelli d’Italia Silvio Giovine, membro della commissione Attività produttive, in sinergia con Alessandro Benigno, manager di The Skill Group. All’incontro sono giunti i saluti istituzionali del sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro.

“Le bonifiche ambientali rappresentano una sfida decisiva per la competitività del sistema produttivo e per la capacità dell’Italia di attrarre investimenti. Restituire valore ai siti contaminati significa creare opportunità di sviluppo, favorire la rigenerazione dei territori e coniugare crescita economica e tutela dell’ambiente , ha dichiarato l’onorevole Giovine, sottolineando la necessità di un confronto stabile con gli operatori del settore per rendere più efficaci e rapidi i processi di recupero delle aree interessate. Ringrazio l’onorevole Giovine e il sottosegretario Barbaro per aver portato al centro del dibattito le istanze delle imprese impegnate nella tutela ambientale. Il dialogo con le istituzioni è fondamentale per consentire al settore di crescere e contribuire allo sviluppo del Paese”, ha affermato Angelo Merlin, presidente di Assoreca.

In Italia sono oltre 36.800 i siti interessati da procedimenti di bonifica a livello regionale e comunale. La superficie complessiva da risanare supera i 500 milioni di metri quadrati tra siti di interesse nazionale e aree locali: un patrimonio territoriale ancora in larga parte da recuperare e valorizzare. Secondo stime relative a settori comparabili, ogni euro investito in bonifiche genera oltre due euro di benefici in termini di salute pubblica, rigenerazione urbana e coesione sociale.

Per Assoreca, a vent’anni dall’entrata in vigore del Testo Unico Ambientale, è arrivato il momento di una revisione organica della normativa. “In questi anni il D.Lgs. 152/2006 è stato modificato oltre duecento volte. È necessario aprire una riflessione sul modello di codificazione ambientale più adatto alle sfide attuali. Una normativa moderna non è soltanto un’esigenza giuridica, ma una scelta strategica per la competitività, la sostenibilità e il futuro dell’Italia”, ha aggiunto Merlin.

Il presidente dell’associazione del sistema confindustriale che rappresenta le imprese attive nei settori ambiente, sicurezza, energia e salute ha indicato quattro priorità per la riforma: adeguare il quadro normativo alla revisione costituzionale degli articoli 9 e 41; accelerare l’aggiornamento degli allegati tecnici, in particolare per i contaminanti emergenti come i Pfas; coordinare le discipline della bonifica e del danno ambientale; introdurre obblighi assicurativi o procedure di due diligence ambientale nelle operazioni di trasferimento d’impresa.

Semplificare non significa abbassare la guardia sul fronte della protezione ambientale – ha sottolineato il sottosegretario Barbaro – significa, al contrario, renderla più efficace, più certa, più credibile. Il Governo è pienamente consapevole di questa sfida e il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sta lavorando con determinazione per costruire un quadro normativo che sappia coniugare rigore ambientale e competitività del sistema produttivo nazionale. In questo percorso, il contributo di Assoreca e delle realtà della filiera tecnico-scientifica che essa rappresenta è prezioso e non può essere ignorato”.

A chiudere i lavori è stato Gianni Andrea Mannucchi, consigliere di Assoreca, che ha evidenziato le opportunità del mercato delle bonifiche ambientali in un quadro di contesto in continua evoluzione.

Basilicata, Stupor Mundi: Federico II rivive al Castello di Lagopesole

Roma, 1 lug. (askanews) – Dal 30 giugno Federico II di Svevia torna ad abitare il Castello di Lagopesole, in Basilicata, attraverso una grande installazione artistica. Immagini in movimento proiettate sulla facciata del castello, ambienti sonori diffusi nello spazio e interventi di light design, costruiscono un racconto sospeso tra storia e visione contemporanea. È questo il cuore di Federico II – Stupor Mundi, la nuova installazione artistica ideata e diretta dal regista di cinema e teatro di origini lucane Nicola Ragone, con testi di Andrea Di Consoli, musiche originali di Carmine Iuvone e illustrazioni e animazioni di Studio Cliché, in collaborazione con Alessandra Uricchio.

A distanza di secoli, la figura di Federico II continua a interrogare il presente, diventando simbolo di dialogo tra mondi diversi, tra cultura, potere e spiritualità. L’installazione artistica, realizzata nell’ambito del progetto “Fantastico Medioevo”, promosso dalla presidenza della giunta della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, unisce videomapping, light art, architettura della luce e ricerca sonora in un’esperienza immersiva della durata di circa 25 minuti.

A dare voce al racconto saranno tre personaggi che accompagnano lo spettatore lungo l’intera esperienza. Tra questi, Bianca Lancia, interpretata da Isabella Ragonese, presenza femminile centrale nella vita dell’imperatore, che contribuisce a restituire la dimensione più intima e sentimentale della vicenda. L’installazione, inaugurata il 30 giugno nel cortile maggiore del Castello di Lagopesole, luogo significativo per il legame tra Federico II e la Basilicata, continuerà ad attivarsi per tutti i sabati di luglio e agosto. Il videomapping diventa parte integrante della narrazione: immagini, luce e suono accompagnano lo spettatore in un racconto immersivo e contemporaneo dedicato alla figura dell’imperatore svevo. La light art interviene come elemento emotivo, mentre la partitura sonora alterna registri differenti – dall’elettronica a suggestioni corali e sacre – seguendo le trasformazioni interiori del protagonista.

È proprio attraverso questo intreccio di linguaggi visivi e sonori che Federico II emerge come figura complessa: sovrano, uomo di cultura, stratega politico, ma anche simbolo di dialogo tra Oriente e Occidente, tra conoscenza e spiritualità. La regia di Nicola Ragone accompagna questa complessità costruendo un racconto sospeso tra dimensione storica e tensione emotiva, trasformando il castello in un corpo narrante e in uno spazio mentale attraversato da memoria, potere, amore e perdita. La narrazione intreccia uno sguardo storico e una dimensione più intima e soggettiva, trasformando il sovrano in una presenza viva attraversata da conflitti, memoria e potere.

Federico II – Stupor Mundi si inserisce nel più ampio percorso artistico di Nicola Ragone che intreccia cinema, teatro, arti visive e linguaggi immersivi. Regista, sceneggiatore e autore, ha vinto il Nastro d’Argento per il cortometraggio Sonderkommando, selezionato in oltre 120 festival internazionali e premiato con più di 50 riconoscimenti. Negli anni ha sviluppato una ricerca che attraversa cinema di finzione e documentario, teatro, opera lirica, videomapping e performance multimediali, collaborando, tra gli altri, con Ettore Scola, Daniele Ciprì, Stefano Bollani e Rodrigo D’Erasmo. Il suo lavoro rivolge particolare attenzione alla dimensione analogica dell’immagine, dalla pellicola Super 8 e 16mm fino alla fotografia medio formato.

Ragone è inoltre direttore artistico di Storie Parallele Film Festival di Salandra, in provincia di Matera, che negli anni si è distinto non solo come punto di riferimento per il genere documentaristico ma soprattutto per aver dato voce alle aree interne della Basilicata. È anche socio fondatore della casa di produzione Fargo, impegnata nello sviluppo di progetti cinematografici e audiovisivi. Tra maggio e giugno Nicola Ragone è stato ospite dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi diretto da Antonio Calbi, dove ha preso parte a una residenza artistica dedicata alla sua ricerca creativa.

Gianna Nannini esce con "America inc." feat Marracash

Milano, 1 lug. (askanews) – Fuori venerdì 3 luglio “America inc.”, di Gianna Nannini feat Marracash in radio e su tutte le piattaforme digitali in tutto il mondo, per EMI / Universal Music Italia.

America è uno dei più grandi successi nella carriera della rocker internazionale, in una nuova straordinaria versione, prodotta dalla stessa Gianna a quattro mani con Dardust, e ricantata a due voci con Marracash, colosso del rap italiano.

Cambia anche l’iconica cover, che originariamente raffigurava la Statua della Libertà con un vibratore al posto della fiaccola, che in questa rivisitazione appare sciolta, come a voler restituire una fotografia dello scenario odierno del colosso statunitense, lontano dalla gloria del sogno americano.

“Ho dato una rinfrescata all’America – dichiara Gianna Nannini – l’ho ricantata e ospitato MARRA, si è squagliato il sogno e il vibratore a stelle e strisce, ora è America inc.”.

Gianna Nannini col suo nuovo “America inc.” feat Marracash è il primo capitolo che spalanca al suo pubblico le porte di Giannagold: un progetto che guarda lontano, due anni di musica e live per celebrare 50 anni dalla prima pubblicazione (l’album Gianna Nannini), che l’ha consacrata come la rocker europea per eccellenza.

“L’incontro con Gianna è stato mitologico – racconta Marracash – e lo è stato anche essere contattato da lei proprio per collaborare a questo brano. America è un pezzo iconico, e in questa versione rinfrescata si attualizza, rappresentando un sogno che si è sciolto davanti ai nostri occhi. Gianna è l’icona del rock, del femminismo, e ciò che ci accomuna davvero è l’autenticità: siamo due grandi urlatori ma soprattutto due persone senza peli sulla lingua.

Anche il rock e il rap hanno qualcosa comune, non cercano di compiacerti o di indorarti la pillola, dicono le cose come stanno.”

L’uscita del singolo anticipa la pubblicazione di una nuova edizione di California, ristampa dello storico album del 1979, il disco dalla svolta rock che, proprio con il singolo America, aveva fatto approdare Gianna Nannini ai primi posti delle classifiche anche in Germania e nel Nord Europa.

Cnpr forum: acqua emergenza da gestire o risorsa su cui investire?

Roma, 1 lug. (askanews) – “Per molti anni l’Italia ha affrontato il tema dell’acqua prevalentemente in una logica emergenziale, intervenendo quando la siccità era già in corso. Oggi possiamo dire che si sta cercando di costruire una strategia più strutturale di lungo periodo. Penso innanzitutto al decreto che abbiamo approvato sull’emergenza idrica e la siccità che ha introdotto sia la figura del con commissario straordinario nazionale per accelerare quelli che sono gli interventi e superare i ritardi burocratici e a questo si è affiancato il piano nazionale degli interventi infrastrutturali per la sicurezza del settore idrico che rappresenta uno dei più importanti strumenti di programmazione degli ultimi anni, direi da quando è nata la Repubblica, uno strumento del genere non si è mai avuto. Il piano ha individuato con il bando del 2024 circa 400 opere strategiche tra acquedotti, invasi, reti di adduzioni e sistemi di approvvigionamenti. Le domande hanno superato 12 miliardi di Euro. Nel 2025 è già stata finanziata una tranche con 954 milioni e adesso si sta lavorando per finanziare un’ulteriore tranche di circa 900 milioni di euro”. Lo ha dichiarato Giorgio Maria Bergesio (Lega) vicepresidente della commissione Industria del Senato, intervenuto nel corso del Cnpr forum “Acqua, emergenza da gestire o risorsa su cui investire?” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

Lo stop alla politica dell’emergenza arriva da Patty L’Abbate (M5s) vicepresidente della commissione Ambiente della Camera: “La politica delle emergenze non va bene. Bisogna agire in termini di prevenzione. Ho presentato una proposta di legge sulla gestione della risorsa idrica che, insieme alla sicurezza energia, è una delle criticità più elevate in Italia e nel mondo. Non abbiamo sistemi aggiornati per gestire i nuovi fenomeni meteorologici con periodi lunghi di siccità e piogge torrenziali e improvvise. Di fronte a questa emergenza interveniamo sempre dopo, paghiamo il danno ma non mettiamo a punto una programmazione chiara. Le azioni da mettere in campo per assicurare la fornitura di acqua ai tre macrosistemi come le famiglie, le imprese e il comparto agricolo, che ne consuma il 70%, sono diversificate. Bisogna agire sulla decarbonizzazione e sull’adattamento evitando gli sprechi, considerando che nelle nostre condotte scontiamo il 45% di perdite. Poi il riutilizzo delle acque reflue, ad oggi vengono impiegate solo per il 4%, e la contabilità ambientale con la water footprint per considerare anche l’acqua indiretta nei prodotti. Per ultimo, i certificati blu, inseriti nella mia proposta di legge, come i certificati bianchi sono necessari per evitare gli sprechi della risorsa blu”.

Rivendica l’azione del governo Massimo Milani (FdI) segretario della commissione Ambiente a Montecitorio: “Abbiamo un Piano per le risorse idriche del 2018 che questo governo ha sostenuto e implementato con investimenti importanti grazie alle risorse del Pnrr con 4,5 mld di euro e a settembre dello scorso anno un primo stralcio di 1 mld per una visione di lungo periodo che richiede finanziamenti costanti. Risorse utilizzate per il 40% nel centro Sud dove c’è necessità di nuovi invasi oltre alla risistemazione e pulizia di quelli esistenti; oltre al decreto Siccità del 2023 con il quale il governo ha individuato un commissario e una cabina di regia interministeriale dedicata a questo tema e alle progettazioni, è stato dato un ruolo importante a Sogesid soggetto attuatore di questi interventi. Atti concreti che il governo ha introdotto costantemente con diversi progetti pilota e altri finanziati in ambito dei soggetti gestori di ambiti ottimali per il riutilizzo delle acque reflue domestiche e lo stesso vale per le imprese con una spinta costante all’innovazione e alla sensibilizzazione per la riduzione dei consumi di acqua attraverso l’implementazione di bacini di raccolta, di filtrazione e di depurazione. Tutte linee d’azione improntate all’economia circolare”. Punta il dito sulle perdite della rete idrica Marco Simiani (PD) componente della commissione Ambiente della Camera dei deputati: “Dobbiamo distinguere due cose. Una è il tema della crisi idrica nel nostro Paese, per la quale esistono piani che sono stati approfonditi anche dal Commissario che ha cercato di individuare soluzioni adeguate ma anche quali siano le risorse da mettere in campo per mettere a sistema il comparto idrico italiano. C’è un costo di tre miliardi e mezzo di lavori in tutta Italia, di cui la maggior parte al Sud e nelle isole dove c’è una situazione più complicata. Ci sono città come Potenza che hanno quasi il 70 per cento di perdite e in Sicilia dove le perdite superano il 55 per cento. La media in tutta Italia si aggira intorno al 41 per cento di perdite. Altro aspetto fondamentale riguarda il tema dello spreco e del riutilizzo dell’acqua. Attraverso la depurazione potremmo riutilizzare l’acqua non soltanto in agricoltura ma anche per le attività industriali. C’è poi da considerare tutto il sistema di riconvogliamento delle acque piovane che noi potremmo lavorare non solo negli invasi ma anche nei sistemi industriali dove il riciclo dell’acqua potrebbe essere riutilizzato”.

Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Roma, ha evidenziato come “il principio ‘chi inquina paga’ renda corretto attribuire alle imprese i costi del trattamento degli scarichi, sottolineando però la necessità di accompagnare la transizione ambientale con investimenti, innovazione tecnologica e sistemi intelligenti di monitoraggio. Ha richiamato l’importanza di soluzioni integrate, differenziate in base ai diversi settori produttivi, evidenziando anche le difficoltà economiche soprattutto per le PMI, tra costi elevati, rischi di perdita di competitività internazionale e carenza di competenze tecniche. Tra le possibili soluzioni ha indicato il ricorso alla finanza sostenibile, l’utilizzo di dati in tempo reale, l’introduzione di figure specializzate come i water manager e sistemi avanzati di controllo degli impianti industriali”. Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “In Italia esiste il PNACC, il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, che individua le azioni necessarie per affrontare la crisi climatica. Tuttavia, la lentezza degli investimenti e un approccio ancora troppo emergenziale ci portano spesso a intervenire solo quando i bacini sono vuoti e si ricorre alle autocisterne. Oggi siccità e ondate di calore non sono più eventi eccezionali, ma fenomeni strutturali destinati ad aumentare. Per garantire sicurezza idrica e sostenere famiglie, agricoltura e industria serve una strategia chiara basata su tre priorità: riduzione delle perdite nelle reti idriche, modernizzazione dell’irrigazione agricola e riuso delle acque reflue. Su questi fronti la politica appare ancora troppo incerta”.

Srebrenica, il podcast "Enclave" dà voce a sopravvissuto del genocidio

Roma, 1 lug. (askanews) – A pochi giorni dal 31esimo anniversario del genocidio di Srebrenica, l’Associazione Italiana Podcasting (ASSIPOD) dedica un nuovo appuntamento di “Podcast in Circolo” a una delle pagine più dolorose della storia europea contemporanea: giovedì 9 luglio, dalle 19 alle 20.30, negli spazi di BASE Milano, il pubblico potrà confrontarsi con Silvia Longhi, autrice insieme a Samuele Sciarrillo del podcast narrativo “Enclave – Sopravvivere a Srebrenica”, in un incontro dal titolo “Parliamo di Confini”.

L’iniziativa arriva alla vigilia dell’11 luglio, giornata in cui ricorre l’anniversario del genocidio di Srebrenica del 1995, riconosciuto dalla giustizia internazionale come l’unico genocidio avvenuto in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Attraverso la voce di Nedžad Avdic, sopravvissuto alle esecuzioni di massa e testimone chiave al Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia, il podcast ricostruisce una vicenda che continua a interrogare il presente sui temi della memoria, della giustizia e della responsabilità collettiva.

Il progetto nasce da un lavoro di ricerca sul campo. Longhi e Sciarrillo hanno registrato le testimonianze direttamente a Srebrenica, percorrendo insieme ad Avdic i luoghi del genocidio e intrecciando il suo racconto con gli interventi di storici, antropologi forensi e giornalisti che hanno documentato quegli eventi. Un podcast che non si limita alla ricostruzione storica, ma invita a riflettere sui segnali che ancora oggi attraversano i conflitti contemporanei.

L’iniziativa rientra in “Podcast in Circolo”, il format di ASSIPOD che ogni mese propone l’ascolto condiviso di un podcast seguito da un confronto tra pubblico e autori, sul modello dei gruppi di lettura. Dopo aver affrontato temi come identità, famiglia, lavoro, pace e inclusione, il nuovo appuntamento sarà dedicato ai confini e alla memoria di Srebrenica.

L’appuntamento del 9 luglio è al centro culturale Base Milano, via Bergognone 34, Gate B – Music Room – 2 Piano. L’incontro sarà moderato da Dimitrij Zanusso e Alessandro Casale ed è accessibile anche a persone con mobilità ridotta.

Per partecipare è richiesta la prenotazione online (posti limitati) su su: https://www.eventbrite.it/e/podcast-in-circolo-enclave-tickets-1992319224432?aff=oddtdtcreator

Ucraina, Zaluzhny vuole candidarsi, Zelensky chiede di ripensarci (e intanto valuta elezioni in autunno)

Roma, 1 lug. (askanews) – L’ex comandante in capo dell’esercito ucraino e attuale ambasciatore a Londra, Valery Zaluzhny, ha confermato durante un incontro con il presidente Volodymyr Zelensky la propria intenzione di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali. Come riportato da Ukrainska Pravda, il presidente ucraino ha avuto un confronto con l’ex comandante Zaluzhny in seguito all’annuncio delle dimissioni del premier britannico Keir Starmer per comprendere le prossime mosse di Londra, un alleato fondamentale per Kiev.

Nel corso del confronto, la prima parte sembrerebbe essere stata dedicata al partenariato strategico con la Gran Bretagna e alle conseguenze delle dimissioni di Starmer sulle relazioni tra i due Paesi. Successivamente, il presidente ucraino si è soffermato sulle prossime elezioni.

Secondo quanto emerge da Ukrainska Pravda, Zelensky ha osservato che le dinamiche positive sul fronte e il consolidamento della società creano una finestra di opportunità per il processo elettorale. Tuttavia, il presidente ucraino avrebbe sottolineato che il compito principale è evitare una spaccatura interna che potrebbe sorgere a causa della competizione tra lui e Zaluzhny.

“Zelensky ha affermato che la situazione sul fronte si è evoluta positivamente di recente, la società rimane abbastanza coesa e, pertanto, si è aperta una finestra di opportunità per lo svolgimento delle elezioni. Tuttavia, il compito principale è quello di svolgerle in modo tale che il Paese non subisca una nuova spaccatura interna e, pertanto, ha continuato il presidente, è necessario evitare i rischi che comporterebbe lo scontro tra Zelensky e Zaluzhny”, riferisce la fonte al media ucraino.

Quando Zelensky gli ha posto la domanda diretta sulla sua partecipazione alle elezioni, Zaluzhny avrebbe risposto affermativamente: “Sì, parteciperò”.

Ukrainska Pravda informa che, durante il suo soggiorno a Kiev, Zaluzhny ha incontrato anche il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale, Rustem Umerov, il quale avrebbe cercato di convincere il generale a rifiutarsi di partecipare alle elezioni, sostenendo che ciò avrebbe comportato rischi per la campagna militare e per lo Stato.

“Hanno ripetuto praticamente gli stessi argomenti: il possibile rischio di una spaccatura nella società, il pericolo di una campagna elettorale eccessivamente conflittuale e i rischi per lo Stato”, riferiscono le fonti al media ucraino, sottolineando che, tuttavia, la posizione dell’ex comandante ucraino non è cambiata. Le stesse fonti, vicine alla Bankova, sede della presidenza ucraina, aggiungono inoltre che, prima di congedarsi, avrebbero detto a Zaluzhny: “Fratello, pensaci ancora una volta”.

Ucraina, media: Zelensky valuta elezioni in autunno Budanov e Zaluzhny i possibili sfidanti

Roma, 1 lug. (askanews) – Durante una riunione tenuta dal gruppo ristretto vicino al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, è emersa la possibilità tenere le elezioni in Ucraina il prossimo autunno, riferisce Ukrainska Pravda sulla base di fonti vicine al governo di Kiev. La riunione si è svolta a metà giugno, presieduta da Volodymyr Zelensky con la partecipazione del capo del suo ufficio, Kyrylo Budanov, e del vice responsabile per la sicurezza, Oleh Tatarov. Per il Parlamento era presente il leader della maggioranza, David Arakhamia, mentre per il governo ha partecipato il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov e il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale Rustem Umerov.

Dalla riunione, è emerso che in base ai sondaggi elettorali al primo turno circa il 33% degli elettori già orientati al voto sceglierebbe l’attuale presidente, seguito dal principale potenziale sfidante di Zelensky, l’ambasciatore ucraino nel Regno Unito Valery Zaluzhny, accreditato di circa il 22%.

Un altro possibile candidato, il cui consenso è cresciuto costantemente negli ultimi mesi, è Budanov, che raccoglie il sostegno di quasi il 14%.

La dinamica positiva avrebbe rafforzato Zelensky al punto che, durante l’incontro, sarebbe stata discussa seriamente l’ipotesi di elezioni già alla fine dell’autunno.

La logica è semplice, specifica il media ucraino, in una fase di crescita del consenso, il presidente potrebbe puntare alla rielezione prima che il quadro politico cambi nuovamente.

Fondazione Fagioli al 24th World Congress of Psychotherapy di New York

Roma, 1 lug. (askanews) – Nei giorni scorsi a New York presso il quartier-generale dell’ONU e il Graduate Center della CUNY, si è tenuto il 24th World Congress of Psychotherapy organizzato dalla World Federation for Psychotherapy (WFP) dal titolo “Psychotherapy, Mental Health and Human Rights- Caring for Vulnerable Populations, Healthcare Professionals, and Humanitarian Relief Workers” con la sponsorizzazione delle Nazioni Unite. La Fondazione Massimo Fagioli rende noto di aver preso parte ai lavori del Convegno mondiale con 38 tra ricercatori e professionisti della salute mentale che hanno partecipato a 3 simposi, 5 panel e 14 poster in cui sono state presentate ricerche incentrate sulle diverse declinazioni della teoria della nascita di Massimo Fagioli.

Lo scambio scientifico “è stato di grande apertura ed arricchimento in cui registriamo sia il crescente interesse a livello internazionale da parte di esperti del settore verso la teoria della nascita, che numerosi punti di contatto di quest’ultima con le ricerche che vengono condotte in diversi paesi nel mondo”, fa sapere la fondazione in un comunicato.

“La ricerca sulla cura della malattia mentale nel mondo, e sugli esseri umani più in generale, dimostrano il loro carattere libero e senza frontiere in cui siamo felici di partecipare e di contribuire, per affermare un diritto umano che ancora fatica ad affermarsi con certezza nel panorama giuridico”, aggiungono.

“Per restituire le bellissime sensazioni che abbiamo riportato da questo viaggio incredibile, ci ispiriamo alle parole che ci ha concesso la professoressa Silvia Olarte (professoressa in Clinical Psychiatry presso ‘New York Medical College’ e past-president de ‘Association of Women Psychiatrist’) al termine del simposio organizzato dai nostri ricercatori su psicoterapia di gruppo e teoria della nascita, in cui si è parlato di diritti umani, di uguaglianza, razzismo, di violenza sulle donne e psicoterapia di gruppo inclusiva e basata su una precisa cornice teorica: ‘you were playing like an orchestra without score’ (eravate musicali come un’orchestra senza partitura)”, ha ricordato la Fondazione Massimo Fagioli, che ringrazia tutte le volontarie e i volontari che hanno preso parte, e permesso, la realizzazione di questa importante esperienza della teoria della nascita nel mondo.

Musica, è morto Victor Willis, fondatore dei Village People

Roma, 1 lug. (askanews) – Victor Willis, il cantante dei Village People, storico gruppo disco degli anni Settanta, è morto all’età di 74 anni. Lo ha annunciato lo stesso gruppo con un post sui suoi account social ufficiali.

“E’ con profonda tristezza che vi annunciamo la scomparsa di Victor Willis, frontman dei Village People. Victor si è spento lunedì 30 giugno 2026 a seguito di una malattia breve ma grave”, si legge nell’annuncio pubblicato sulla pagina ufficiale del gruppo.

Era il frontman e co-autore dei più grandi successi del gruppo, tra i quali l’intramontabile ‘YMCA’, ‘Go West’ e ‘In the Navy’. Victor Willis interpretava, a seconda delle esibizioni, i personaggi del poliziotto e dell’ufficiale della Marina.

Daniele Novara: "Il giudizio non serve, la scuola aiuti a crescere"

Roma, 1 lug. (askanews) – “Nella scuola oggi si respira troppa ansia fra studenti, insegnanti e famiglie. Sempre più spesso l’esperienza scolastica viene vissuta come un luogo di giudizio, e questo rischia di bloccare l’apprendimento. La paura di sbagliare provoca più danni degli errori stessi. Occorre cambiare prospettiva, la valutazione non può essere una sentenza, né tanto meno un giudizio statico. Deve diventare un’opportunità di crescita”: lo afferma Daniele Novara, noto pedagogista piacentino e fondatore del CPP (Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti), autore di best seller come “Nessuno si educa da solo” o “Urlare non serve a nulla”, mentre si avvicina la data del convegno online “Il giudizio non serve” in programma il 31 agosto 2026.

“L’insegnante non è chiamato a stabilire chi vale e chi non vale, ma ad accompagnare gli alunni nel loro percorso, riconoscendone i progressi e i cambiamenti – prosegue Novara, sottolineando – La valutazione evolutiva nasce proprio dalla necessità di osservare il percorso anziché fermarsi al risultato di una verifica, sostenere il miglioramento invece di evidenziare soltanto le mancanze. Una scuola che valorizza i passi avanti permette agli studenti di apprendere senza paura e agli insegnanti di vivere il proprio ruolo con maggiore efficacia e serenità”.

“Con il convegno online ‘Il giudizio non serve’ vogliamo offrire strumenti concreti e pratiche immediatamente applicabili nella didattica quotidiana. Cambiare è possibile e ogni insegnante può contribuire a costruire una scuola più accogliente, relazionale e capace di mettere al centro la crescita di ogni alunno”, ha concluso.

Musica, Immagini e Parole dall’Acqua al Golfo dei Poeti

Roma, 1 lug. (askanews) – Lerici torna ad essere un crocevia internazionale di arte, incontri e bellezza. Dal 22 luglio al 2 agosto le stelle della musica classica e i grandi talenti internazionali si danno appuntamento nel Golfo dei Poeti per la decima edizione del Lerici Music Festival, con prime assolute contemporanee, opere, concerti sinfonici e spettacoli nei luoghi più suggestivi della cittadina ligure. L’Acqua è il filo conduttore simbolico, un omaggio al legame indissolubile che unisce Lerici al mare.

Dieci anni di musica, centinaia di artisti provenienti da tutto il mondo, una crescita costante che ha reso il Lerici Music Festival una delle realtà più riconosciute del panorama musicale.

Le parole di Gianluca Marcianò, Direttore artistico del Lerici Music Festival: “Visto che cominciavamo questo percorso di elementi naturali, ho pensato che si dovesse partire proprio dall’acqua. L’acqua che ha ispirato, attraverso il mare che ha bagnato il Golfo dei Poeti, tutti i grandi poeti e artisti che sono passati per Lerici. L’acqua che ha ispirato tantissimi musicisti, è diventato quindi molto facile costruire questo programma che va dal jazz alla musica da camera, alla musica sinfonica, all’opera e a tanto altro. È un programma pieno di artisti giovani e di artisti originali, ma anche di grandissimi nomi che sono star nel mondo della musica.”

Il Festival di Lerici attrae turisti da tutto il mondo rendendo questo piccolo comune, cuore del Golfo dei Poeti, una meta prestigiosa della musica internazionale

Il commento di Marco Russo Sindaco di Lerici: “Lerici è un comune che storicamente vede la presenza di tantissimi intellettuali e artisti che hanno colto ispirazione da quello che è il nostro paesaggio, la nostra natura, il nostro mare. Il Festival di Lerici va in questa direzione, valorizzando questo concetto e questa identità. È un evento che è arrivato alla decima edizione, è cresciuto tantissimo, ma soprattutto quello che entusiasma noi Lericini è il fatto che ci sia una visione di crescita ulteriore dell’evento, della manifestazione, che ha fatto sì che si sia potuto riportare Lerici al centro del mondo.”

La decima edizione del Festival è stata presentata a Roma alla Camera dei Deputati. Un’occasione per illustrare il programma della nuova edizione e il tema che lo attraversa “Musica, Immagini e Parole dall’Acqua” restituendo il percorso di un progetto culturale che, anno dopo anno, ha saputo coniugare eccellenza artistica, visione internazionale e radicamento nel territorio. Un traguardo straordinario per un evento nato come piccolo festival di provincia.

L’intervento dell’ On. Federico Mollicone: “Un traguardo straordinario per un evento nato come un piccolo Festival di provincia. Questa è la ricchezza dei nostri Festival, io sono stato a Lerici, ho potuto vedere la valorizzazione che viene fatta attraverso la cultura, una piccola città che diventa un grande punto di riferimento internazionale proprio grazie alla cultura, grazie a questo Festival, che è sostenuto anche dalla Regione Liguria e dai Mecenati. Penso sia un esempio a livello nazionale della capacità di fare rete internazionale con la musica, soprattutto in un periodo geopolitico difficile come questo.”

Ogni concerto del Lerici Music Festival si trasforma in un’esperienza che coinvolge pubblici diversi e valorizza il patrimonio di un territorio meraviglioso come la Liguria attraverso un rapporto profondo e unico con la sua storia e la sua gente

Wsj: Trump ha valutato nuovi raid sull’Iran ma poi ha scelto diplomazia. Colloqui tecnici a Doha

Roma, 1 lug. (askanews) – Colloqui tecnici indiretti tra Stati uniti e Iran sono in corso a Doha, con Qatar e Pakistan nel ruolo di mediatori. Lo ha riferito a Reuters una fonte con conoscenza diretta dei negoziati.

Secondo la fonte, l’inviato statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, hanno incontrato martedì il premier qatariota per preparare il terreno alle sessioni tecniche di oggi, ma non partecipano direttamente ai colloqui.

Il ministero degli Esteri del Qatar ha confermato che il primo ministro Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, che è anche ministro degli Esteri, ha incontrato Witkoff e Kushner. Secondo Doha, il colloquio si è concentrato sul memorandum d’intesa tra Stati uniti e Iran e sugli sforzi per promuovere sicurezza e stabilità nella regione attraverso dialogo e diplomazia. Nel confronto sono stati affrontati anche gli sviluppi regionali, compreso il cessate il fuoco in Libano.

Ma, “al momento non sono previsti incontri ad alto livello tra le parti iraniana e americana nell’ambito del meccanismo negoziale adottato”, ha detto un portavoce del ministero degli Esteri, secondo la Cnn.

I contatti arrivano in una fase di forte incertezza. Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti ufficiali statunitensi, Trump negli ultimi giorni ha valutato un possibile ritorno alla guerra con l’Iran, tenendo diversi colloqui con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il capo degli Stati maggiori riuniti, generale Dan Caine, sulla possibilità di nuovi attacchi.

Secondo le fonti, Trump ha tuttavia deciso in questa fase di restare sulla via diplomatica. I colloqui, hanno riferito i funzionari, si sono concentrati sulla possibilità che gli Stati uniti abbandonino i negoziati e lancino un attacco su vasta scala contro l’Iran, un’opzione descritta da alcuni come un modo per “finire il lavoro”.

Secondo il rapporto, Trump ha detto ai suoi collaboratori di ritenere che una nuova ondata di attacchi potrebbe far deragliare i contatti diplomatici e ridurre le possibilità di arrivare, alla fine, allo smantellamento del programma nucleare iraniano.

Per questo, secondo le fonti, il presidente preferisce al momento limitarsi ad attacchi mirati contro l’Iran nel caso in cui Teheran violi il memorandum d’intesa. Fonti dell’amministrazione hanno inoltre riconosciuto che una ripresa della guerra equivarrebbe a un’implicita ammissione del fallimento dell’accordo con l’Iran.

TEDxTursi, la Basilicata si racconta a piedi nudi sulla sabbia

Roma, 1 lug. (askanews) – Quindici paia di scarpe lasciate sulla sabbia. È l’immagine che il TEDx Tursi ha voluto imprimere nella mente di chi, domenica 28 giugno 2026, è salito sul palco allestito sulla riva del mare di Scanzano Jonico, in provincia di Matera. Una scelta tanto scenografica quanto simbolica, che ha dato corpo al tema dell’edizione: la visione del futuro.

Battezzato “visione 2.0”, il filo conduttore ha tenuto insieme l’impatto dell’intelligenza artificiale, l’innovazione economica, il benessere, la sostenibilità e l’energia. Quindici voci provenienti dalle istituzioni, dall’impresa, dalla formazione e dall’innovazione si sono date il cambio sul palco improvvisato tra le onde. A dare peso istituzionale ed economico all’iniziativa, un parterre di rilievo: tra gli speaker Francesco Somma, fresco di nomina a vicepresidente nazionale di Confindustria, e il deputato Salvatore Caiata, entrambi intervenuti da relatori, oltre a Margherita Sarli per l’APT, l’ente lucano per la promozione turistica.

A spiegare l’ambizione del progetto è l’organizzatore Giando Santamaria: l’idea è trasformare la Basilicata la “terra di mezzo” tra due mari in un polo capace di catalizzare l’attenzione politica, imprenditoriale e culturale. Stiamo portando creator, influencer, VIP e politici a parlare ogni anno di temi diversi. Quest’anno è la visione, ma la visione che vogliamo fare noi è quella di far conoscere la Basilicata grazie al TEDx , racconta. Una terra prima considerata di passaggio, oggi messa al centro della scena.

La location ha fatto da sola metà del lavoro. Il Sabbia d’Oro Beach Club di Scanzano Jonico è stato infatti incoronato “Re del Mare 2026” al Gran Galà dei Beach Club, superando Versilia e Sardegna. Per Giuseppe Ferrara, CEO del lido che ha ospitato l’evento, l’obiettivo è far conoscere una Basilicata inedita, alternativa alle mete blasonate come la Costa Smeralda e la Versilia, dimostrando che si può fare impresa anche fuori dai circuiti resort. Con lavoro, dedizione e soprattutto visione siamo arrivati a essere decretati migliore spiaggia in Italia , sottolinea. Il TEDx, svolto per la prima volta al mondo a piedi nudi sulla sabbia, è la ciliegina che testimonia la volontà di valorizzare il Metapontino e Scanzano.

Tra gli interventi più sentiti, quello di Serena Amato, presidente di una scuola di vela. Ha raccontato il momento in cui ha deciso di “prendere il timone” perché la scuola, ciò che l’aveva salvata, rischiava di affondare. Ma la sua voce si è alzata soprattutto contro il lavoro stagionale, definito una metodica disumana e inaccettabile nell’Italia del 2026: assumere giovani istruttori a maggio per licenziarli a settembre nega loro la possibilità di costruire progetti, una famiglia, un futuro. La sua proposta è netta: destagionalizzare anche la barca a vela.

Sul versante della salute, Stefano Scavia ha portato sul palco l’idea che abbiamo imparato a guardare ma disimparato a vedere . Una consapevolezza maturata da neolaureato, quando si è reso conto che l’eccellenza mostrata ai congressi non sempre coincide con la pratica quotidiana, perché spesso è difficile da accettare per il paziente. La sua scelta è stata offrirla in forma più semplice e accessibile. Oggi, ha spiegato, i pazienti si informano prima della visita: pur dovendo talvolta correggere idee sbagliate, questo costruisce le basi per un dialogo costruttivo e un rapporto medico-paziente migliore.

Dietro la scelta di Scanzano Jonico si legge una tendenza più ampia. Il Sud, e la Basilicata in testa, inizia a costruirsi un’attrattività fatta di eventi esperienziali capaci di tenere insieme turismo, impresa e divulgazione.

Il vicepresidente Usa Vance attacca: "Preoccupanti" le posizioni del Vaticano sull’immigrazione

Roma, 1 lug. (askanews) – Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, cattolico, ha definito “preoccupanti” le posizioni del Vaticano sull’immigrazione e si è dichiarato in disaccordo con alcune valutazioni espresse dalla Santa Sede dopo le critiche di Papa Leone XIV alla stretta migratoria dell’amministrazione Trump.

In una intervista a FoxNews, Vance ha detto di ritenere che “alcune delle cose arrivate dal Vaticano sulla questione dell’immigrazione in particolare siano preoccupanti e, in ultima analisi, non sono d’accordo”.

Secondo quanto riportato da Reuters, il vicepresidente americano ha aggiunto di non avere un atteggiamento “ostile” verso la leadership cattolica contraria alle politiche migratorie della Casa Bianca, ma di volere invitare al confronto in quanto “la migrazione di massa ha delle vittime”.

Papa Leone XIV, primo pontefice statunitense, ha più volte espresso critiche alla linea dell’amministrazione Trump sull’immigrazione. Di recente il papa ha affermato che “i sistemi politici nonrispondono al grido dei poveri, dei migranti e di coloro che il mondo considera emarginati”.

Il Papa ha anche chiesto una “profonda riflessione” negli Stati Uniti sul trattamento riservato ai migranti, parlando di procedure irrispettose e trattamenti “inumani”. etniche, anche per timori di profilazione razziale.

Inflazione eurozona si attenua al 2,8% a giugno, pressi -0,1% su mese

Roma, 1 lug. (askanews) – A giugno i prezzi al consumo nell’insieme dell’area euro hanno mostrato una limatura dello 0,1 per cento dal mese precedente, mentre il tasso di inflazione su base annua si è attenuato al 2,8%, quasi mezzo punto percentuale in meno rispetto al 3,2% di maggio. Lo riporta Eurostat con la stima preliminare.

In frenata anche la voce energia, al più 8,7% annuo a giugno dal più 10,8% di maggio e un meno 1,7 per cento su base mensile.

Dati che confermano un calmieramento del quadro inflazionistico quindi, proprio dopo che la Bce ha operato un primo rialzo dei tassi di interesse per l’area euro che da giorni gli esponenti del direttorio dell’istituzione difendono in ogni occasione.

I Lefebvriani non rispondono all’appello del Papa: con l’ordinazione dei vescovi è scisma

Città del Vaticano, 1 lug. (askanews) – Con la messa di consacrazione dei nuovi quattro vescovi che si sta tenendo a Econe in Svizzera, si sta sancendo, di fatto, lo scisma dalla Chiesa cattolica romana da parte dei seguaci della Fraternità San Pio X. Una celebrazione in diretta social e tradotta in sei lingue, evidentemente per dare il massimo fragore all’iniziativa che ha Chiesa cattolica ha cercato, per tanti anni, di evitare e scongiurare, non ultima con l’appello di ieri dello stesso Papa Leone XIV che ha chiesto agli aderenti alla fraternità di desistere da un atto “grave” e di non “lacerare” la Chiesa.

Presieduta da mons. Alfonso de Galarreta, la celebrazione è stata coadiuvata da mons. Bernard Fellay in qualita’ di co-consacrante. I quattro vescovi nominati sono: don Pascal Schreiber (Svizzera), don Michael Goldade (Stati Uniti), don Michel Poinsinet de Sivry (Francia), don Marc Hanappier (Francia). Da parte sua il Superiore Generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, nell’omelia, è tornato a chiedere all’autorità ecclesiastica di “comprendere queste consacrazioni”, definendole un “evento storico, spartiacque nel quale e’ impossibile restare indifferente”.

Egitto, rilasciata la cittadina italiana Nessy Guerra: è a casa insieme alla figlia

Roma, 1 lug. (askanews) – Dopo l’intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’ambasciatore d’Italia al Cairo, Agostino Palese, ha ottenuto il rilascio della cittadina italiana Nessy Guerra. La donna ha fatto rientro nella propria abitazione insieme alla figlia Aisha, secondo quanto si apprende da fonti informate.

Le autorità di polizia egiziane avrebbero motivato il fermo con l’esecuzione di un provvedimento che riconoscerebbe al padre della minore, Tamer Hamouda, il diritto di vedere la figlia. Le stesse autorità, riferiscono le fonti, non avrebbero tuttavia fornito ulteriori dettagli sul provvedimento.

Al via a Roma l’Esquilino Jazz Festival

Roma, 1 lug. (askanews) – Dodici serate di musica dal vivo, a ingresso gratuito, e una programmazione che attraversa le il panorama del jazz contemporaneo, tutto questo è Esquilino Jazz Festival, dall’1 al 12 luglio 2026, negli Horti Magici di Piazza Vittorio Emanuele II a Roma. Quarta edizione per la rassegna musicale che negli ultimi anni si è affermata come uno degli appuntamenti culturali estivi più riconoscibili del Rione Esquilino, offrendo un calendario e un’esperienza artistica e sociale capace di mettere in relazione cittadini, visitatori, residenti del quartiere e turisti attraverso il linguaggio universale della musica.

Ogni sera, dalle 21:00 alle 23:00, il pubblico potrà assistere a concerti dal vivo immersi nel verde dello spazio urbano rigenerato all’interno dei Giardini di Piazza Vittorio, nella suggestiva location della casina liberty di Horti Magici, uno dei luoghi di aggregazione culturale e sociale più caratteristici del quartiere. A curare il progetto: Gatsby Cafè e Horti Magici, che hanno realizzato oltre centinaia di concerti dal 2016 a oggi, sviluppando una forte capacità curatoriale capace di creare una comunità di ascolto attiva e fidelizzata.

L’edizione 2026 si sviluppa come un vero e proprio percorso curatoriale dedicato al jazz come linguaggio aperto, in costante trasformazione: ogni serata è costruita intorno a differenti filoni musicali, alternando jazz originale, pop jazz, sonorità brasiliane, latin jazz, tango jazz, influenze balcaniche, afro jazz e contaminazioni con R&B ed elettronica, in un dialogo continuo tra tradizione e sperimentazione.

Tra i nomi più attesi dell’edizione 2026 spiccano il sassofonista britannico Trevor Watts, protagonista della serata conclusiva insieme a Jamie Harris, il pianista e compositore Pino Jodice con il progetto Tribute to Morricone in Jazz e la partecipazione speciale di Gianni Oddi, oltre a musicisti di riconosciuta esperienza come Pasquale Innarella, Fabrizio Mocata e Stefano Rossini. Un cartellone che conferma la vocazione della manifestazione alla valorizzazione della scena musicale romana accanto ad artisti di rilievo nazionale e internazionale, favorendo il confronto tra generazioni, percorsi artistici e culture differenti, proprio come il quartiere che la ospita.

«L’Esquilino Jazz Festival nasce dal desiderio di rendere la musica un’occasione di incontro e di partecipazione per tutti – spiegano gli organizzatori – Anche quest’anno proponiamo dodici serate gratuite che raccontano il jazz nella sua straordinaria capacità di dialogare con linguaggi, culture e tradizioni diverse. Siamo orgogliosi di portare negli Horti Magici artisti affermati e nuove progettualità, creando uno spazio aperto in cui residenti, visitatori e appassionati possano condividere un’esperienza culturale accessibile e di qualità. In un quartiere multiculturale come l’Esquilino, il jazz rappresenta il linguaggio ideale per costruire relazioni, valorizzare le differenze e rafforzare il senso di comunità».

Nato nel 2023 come progetto di attivazione culturale dello spazio pubblico, l’Esquilino Jazz Festival ha ospitato nelle precedenti edizioni alcuni tra i principali protagonisti della scena jazz italiana e internazionale, tra cui Roberto Gatto, Stefano Di Battista, Francesco Bearzatti, Joel Holmes, Lorenzo Tucci, Max Ionata, Maurizio Giammarco, Greg Burke e Fabrizio Sferra.

Missioni internazionali, il quadro di fronte a "crisi sovrapposte"

Roma, 1 lug. (askanews) – Quaranta missioni e operazioni internazionali, 26 sotto egida di organizzazioni internazionali e 14 su base bilaterale o in coalizione, una forza media di circa 7.500 militari e un contingente massimo autorizzato di 11.900 unità. E’ il quadro dell’impegno italiano all’estero per il 2026 illustrato dal comandante del Comando operativo di vertice interforze, generale di corpo d’armata Giovanni Maria Iannucci, in audizione davanti agli uffici di presidenza delle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera.

La pianificazione, ha spiegato Iannucci, si muove in “scenari di crisi sovrapposte” e possibili disimpegni di partner internazionali. Da qui l’esigenza di un sistema di sicurezza “agile e flessibile”, capace di rispondere a minacce improvvise e di tutelare infrastrutture critiche e libera navigazione. Per l’Italia, ha detto, l’area di “contestazione permanente” va “dal Golfo di Aden al Canale di Suez” e nel 2025 la minaccia ha inciso sulla logistica e sulla competitività dei porti italiani. La presenza navale costante è quindi un “fattore di mitigazione del rischio” a tutela dei flussi commerciali ed energetici.

Accanto alle missioni è confermata la scheda per le forze ad alta e altissima prontezza, fino a circa 6.500 unità, legata anche al comando italiano della Allied Reaction Force della NATO. Previste inoltre due nuove missioni bilaterali, in Iraq e Somalia, per sostenere architetture di sicurezza locali e prevenire instabilità con effetti diretti su Medio Oriente, Corno d’Africa e interessi italiani.

BALCANI

Nei Balcani l’obiettivo è “la stabilizzazione dell’area”. In Kosovo l’Italia schiera circa mille militari nella KFOR, oltre a una componente specializzata dei Carabinieri e alla partecipazione a EULEX Kosovo. In Bosnia-Erzegovina esprime il comando di EUFOR Althea e impiega circa 300 militari, con una compagnia di manovra, una task force intelligence e cinque elicotteri.

Nel complesso il quadrante balcanico impegna 1.300 unità, che possono salire a 1.950 con la riserva operativa. Iannucci ha sottolineato che KFOR e Althea sono “parte terza” e “garanzia anche per la popolazione”, in un’area segnata da forte instabilità politica che per ora non si è tradotta in crisi di sicurezza. In Bosnia l’Italia sostiene anche le LOT, piccole presenze diffuse sul territorio, utili a leggere le dinamiche locali.

FIANCO EST

Sul fianco est prosegue il contributo ai dispositivi NATO per rafforzare deterrenza, difesa e sorveglianza. L’Italia schiera circa 300 militari in Lettonia, 750 in Bulgaria, dove è nazione guida del battle group multinazionale, e 260 in Ungheria. Sul piano della difesa aerea e missilistica, Iannucci ha ricordato l’impiego del Samp-T in Slovacchia, Lituania, Estonia e Turchia, spiegando che “la difesa aerea missilistica in ambito NATO è integrata”.

Nel dominio aereo l’impegno massimo è di 387 militari e 19 velivoli. Dopo l’Estonia, è in corso lo schieramento in Romania e da agosto è prevista una task force a Siauliai, in Lituania, con circa 180 militari e quattro Eurofighter. Gli assetti italiani hanno effettuato 74 “alpha scramble” nel 2025 e 42 nel 2026, soprattutto per monitorare attività e sconfinamenti russi nello spazio aereo alleato.

Prosegue il sostegno all’Ucraina attraverso EUMAM Ukraine e NATO Security Assistance and Training for Ukraine, NSATU. L’Italia ha svolto circa 75 corsi e addestrato 2.280 militari ucraini. Il contingente massimo autorizzato per il quadrante est è di 3.040 unità.

MEDITERRANEO

Nel Mediterraneo, “area di prioritario interesse strategico nazionale”, l’impegno si articola tra dimensione operativa e cooperativa. Il dispositivo principale resta Mediterraneo Sicuro, dal mare Balearico fino a Suez. L’Italia mantiene inoltre il comando di EUNAVFOR MED Irini, ospitata al Covi, partecipa a NATO Sea Guardian e alle Standing Naval Forces dell’Alleanza.

Il dispositivo operativo vale circa 1.600 unità, che diventano 1.800 includendo la cooperazione con i Paesi costieri. In Nord Africa resta centrale la Libia. Iannucci ha ricordato il ruolo italiano nell’addestramento delle forze speciali delle due componenti libiche: “Abbiamo avuto un ruolo da protagonista” nel consentire loro di lavorare assieme. Possibile, ha aggiunto, la firma dell’accordo per il Maritime Rescue Coordination Center di Bengasi, speculare a quello già realizzato a Tripoli.

MEDITERRANEO ORIENTALE E MEDIO ORIENTE

In Libano l’Italia mantiene circa 1.200 militari tra UNIFIL e MIBIL. Dal 2024, nella missione bilaterale si innesta anche il Military Technical Committee for Lebanon, promosso dall’Italia con altre cinque nazioni per sostenere le Forze Armate libanesi e fornire assistenza umanitaria.

Sul futuro di UNIFIL, Iannucci ha spiegato che “entro la fine dell’anno dovrebbe essere prevista la chiusura di UNIFIL nella sua configurazione attuale”. Il governo libanese, ha riferito, chiede però una presenza ONU evolutiva, anche “con un ruolo e dei numeri forse diversi”, come “parte terza” di monitoraggio. L’Italia, ha detto, la sostiene.

A favore della popolazione palestinese prosegue l’operazione Levante, con aiuti, supporto sanitario e trasporti di minori bisognosi di cure. Restano attive anche MIADIT Palestina, EUBAM Rafah ed EUPOL COPPS.

In Iraq e Kuwait la Difesa ha rimodulato il dispositivo dopo il peggioramento del quadro securitario. Nell’ambito di Operation Inherent Resolve era previsto un massimo di circa 950 unità, ma diverse componenti sono state ridislocate in Arabia saudita, Giordania e Italia. Anche NATO Mission Iraq si è temporaneamente rischierata a Napoli. La nuova missione bilaterale italiana, ha spiegato Iannucci, nasce in modo complementare: “La bilateralità non è mai contro”, ma serve a sostenere training, advising and assisting dopo la fine dell’attività di OIR in Iraq da settembre. Nel quadrante il contingente massimo è di 2.900 unità.

AFRICA E SAHEL

Nel Sahel il fulcro resta il Niger, dove prosegue la MISIN. Iannucci ha rivendicato la scelta di restare anche quando altri partner occidentali si sono ritirati, perché il Paese è “il baricentro dei flussi di instabilità provenienti dal Sahel e dal Corno d’Africa”. Dopo l’attentato vicino alla base 101, sono state rafforzate le misure di sicurezza.

Il generale ha parlato di un interesse del governo nigerino a riaprire ai Paesi occidentali, “probabilmente con la sola eccezione della Francia”. In prospettiva, se vi saranno le condizioni, potrebbe essere utile una presenza nell’area di Agadez. Resta invece congelata, per ragioni di sicurezza, l’ipotesi Burkina Faso. Nel Sahel è previsto un contingente massimo di 650 unità.

CORNO D’AFRICA, MAR ROSSO E OCEANO INDIANO

Nel Corno d’Africa l’impegno principale resta in Somalia, dove l’Italia è il maggiore contributore e detiene il comando di EUTM Somalia. Partecipa anche a EUCAP Somalia e alla MIADIT Somalia, con base a Gibuti. Sempre a Gibuti opera la Base militare italiana di supporto, definita da Iannucci “un hub di fondamentale importanza” per le missioni regionali e la libertà di navigazione.

Sul mare, l’Italia partecipa ad Atalanta contro la pirateria, ad Aspides per la protezione del traffico mercantile nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso, e alle Combined Maritime Forces, assumendo a breve il comando della CTF 150. Aspides, ha detto Iannucci, è “non solo un’operazione dell’Unione europea, ma una parte integrante del dispositivo di difesa nazionale”, perché la sicurezza del Mar Rosso e l’afflusso delle merci verso i porti italiani sono essenziali per l’economia.

Sul possibile sminamento di Hormuz, l’Italia ha preposizionato due cacciamine a Gibuti per poter operare, se autorizzata da governo e Parlamento, “nel giro di pochi giorni”. Senza preposizionamento, ha ricordato il generale, servirebbero circa 25 giorni dall’Italia. L’ipotesi è impiegare due cacciamine, una nave logistica e una nave scorta. Nel quadrante, che comprende anche EUMAM Mozambico e la MFO nel Sinai, il contingente massimo autorizzato è di 1.200 unità.

Egitto, ottenuto il rilascio della cittadina italiana Nessy Guerra

Roma, 1 lug. (askanews) – Dopo l’intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’ambasciatore d’Italia al Cairo, Agostino Palese, ha ottenuto il rilascio della cittadina italiana Nessy Guerra. La donna ha fatto rientro nella propria abitazione insieme alla figlia Aisha, secondo quanto si apprende da fonti informate.

Le autorità di polizia egiziane avrebbero motivato il fermo conl’esecuzione di un provvedimento che riconoscerebbe al padre della minore, Tamer Hamouda, il diritto di vedere la figlia. Le stesse autorità, riferiscono le fonti, non avrebbero tuttavia fornito ulteriori dettagli sul provvedimento.

Mattarella ricorda strage Dacca: impegno contro terrorismo

Roma, 1 lug. (askanews) – “A dieci anni dall’attentato terroristico all’Holey Artisan Bakery di Dacca rinnovo le più sentite espressioni di cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime. Quel vile atto di barbara violenza tolse la vita a donne e uomini di diverse nazionalità e credo religioso, colpiti mentre condividevano un luogo di convivio e amicizia, quanto di più distante da un’abietta manifestazione di intolleranza. I terroristi volevano seminare odio, alimentare contrapposizione tra la popolazione del Bangladesh e la comunità internazionale. Ne è invece scaturita rafforzata la solidarietà e la consapevolezza del valore del dialogo tra i popoli e il comune impegno contro la violenza”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Nel ricordo commosso delle vittime, nove gli italiani, insieme a cittadini bangladesi, giapponesi, indiani e statunitensi – aggiunge – l’Italia riafferma con determinazione l’impegno al contrasto al terrorismo di ogni matrice, in raccordo con le attività promosse dalla comunità internazionale. La affermazione dei princìpi di civiltà esige rigore nel contrasto alla minaccia terroristica, per costruire società sicure, aperte e solidali”.

Il disastro combinato da Trump a Hormuz

Una guerra che cambia gli equilibri strategici

Ancora non sappiamo se la tregua fragile fra USA e Iran si convertirà in un solido accordo di pace. Lecito dubitarne, obbligatorio sperarlo. Ma una cosa sappiamo con certezza: il disastro ai danni del commercio internazionale e della libertà di navigazione provocato dall’improvvida guerra voluta dal duo Netanyahu-Trump.

Qualsiasi siano le condizioni finali dell’ipotetico trattato di pace che dovrebbe scaturire dalle trattative previste nei 60 giorni successivi all’Accordo dei 14 punti (i primi dei quali sono trascorsi nel più totale caos comunicativo) all’Iran dei pasdaran è stata di fatto offerta l’opportunità di comprendere nel concreto quanto strategico per la difesa attiva del proprio regime potesse divenire lo Stretto di Hormuz, un’arma assai più potente di quella possibile bomba nucleare che peraltro gli iraniani non hanno mai fabbricato né esiste prova che fossero realmente in procinto di riuscirvi.

 

Hormuz, da corridoio libero a leva geopolitica

Il collo di bottiglia attraverso il quale transita(va) un quinto del greggio e del gas liquido mondiale, oltre a un quantitativo imponente di fertilizzanti indispensabili per l’agricoltura e quindi per l’alimentazione umana, è ora considerato da Teheran un lascito assegnatole dalla geografia non più a disposizione di chiunque senza il suo permesso (e sta cercando di convincere l’altro stato rivierasco dello Stretto, l’Oman, a fare proprio questo convincimento).

L’idea è di trasformare il “choke point” in una sorta di passaggio vincolato ad una assistenza al suo attraversamento garantita dallo stesso Iran per la quale si dovrà pagare un contributo economico. Sostanzialmente una gabella mascherata. Di fatto un’arma di deterrenza che riscrive le regole della libera circolazione marina. Assolutamente inaccettabile. Da tutti.

 

La sconfitta strategica degli Stati Uniti

Ma a questo punto si è arrivati a causa dello scellerato conflitto avviato da Washington e Tel Aviv. E per quanto il focoso inquilino della Casa Bianca sbraiti, minacci, insulti, egli non è riuscito a evitare che fra i 14 punti dell’Accordo sottoscritto dalle parti ve ne sia uno nel quale in modo un po’ surrettizio l’Iran si garantisce “la futura gestione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz”.

Hormuz prima della guerra era aperto e totalmente free access. Ora verrà riaperto, ma col duplice rischio di venire richiuso a ogni possibile mutamento di scenario o di venire sottoposto a una specie di pedaggio. Trump sostiene di aver vinto su tutta la linea e di aver riaperto Hormuz, ma in realtà è vero il contrario. La fiche che gli iraniani hanno messo sul tavolo è un precedente nefasto, oltre che una debacle statunitense: la potenza americana deriva in larga misura dalla superiorità navale sugli oceani, tale da garantire il controllo dei più importanti choke points e con esso la libertà di navigazione garantita a chiunque e dunque il concreto supporto allo sviluppo dell’economia globale della quale gli USA sono stati sinora i principali beneficiari.

Non solo. Con un ulteriore ricaduta, invero ironica, per le imbarcazioni occidentali le quali – come ha osservato Elisabeth Braw su Foreign Policy – per poter pagare le fees agli iraniani dovrebbero veder revocate dai loro paesi le sanzioni in vigore proprio in capo a Teheran.

 

Il rischio di contagio fino al Mar Rosso

Ma non è tutto. Perché a questo punto anche Bab el-Mandeb, l’altro collo di bottiglia mediorientale, porta d’accesso al Mar Rosso e poi a Suez e dunque al Mediterraneo, dal quale transita un altro 12% del commercio globale, rischia d’essere posto sotto scacco. Dagli Houthy, il proxy iraniano insediato nello Yemen da oltre dieci anni impegnato in un conflitto (dal 2022 ufficialmente interrotto da una tregua che però non si è mai trasformata in una pace) contro sauditi ed emiratini protettori del legittimo governo yemenita.

Gli Houthy hanno già dimostrato di poter compiere atti ostili contro le navi che solcano il Mar Rosso e ora per essi la “tentazione” di inventarsi una specie di pedaggio da far pagare alle petroliere in attraversamento è forte. Un atto di pirateria palesemente inaccettabile, evidentemente. Ma intanto l’idea si è fatta strada nelle menti dei capi della milizia yemenita e potrebbe risaltar fuori alla prossima crisi, tutt’altro che improbabile nel caos attuale.

Il dovere di un “campo degasperiano” nella nuova stagione della Repubblica

Le radici popolari e il rischio dellapprodo a destra

Seguo con sofferenza le scelte di alcuni amici, i quali da molto tempo, pur di sopravvivere a livello parlamentare, hanno deciso di avvicinarsi e/o aderire ai partiti del vincitore di turno che, dopo l’esperienza berlusconiana, sono ancora quelli di Forza Italia o dello stesso partito della Meloni. Amici già collegati alla storia della sinistra sociale democratico cristiana come la corrente di Forze Nuove ( Donat Cattin e Gerardo Bianco), ridotti al ruolo di cavalieri serventi del partito di Berlusconi o di Fratelli d’Italia. Tralascio il caso più emblematico di Gianfranco Rotondi che ho sempre considerato “ il miglior fico del bigoncio” dell’ultima generazione DC, il quale è impegnato a trasformare il partito degli eredi almirantiani in una sorta di rinnovata e improbabile nuova Democrazia Cristiana, assumendo così più il ruolo di un neo conservatore lontano mille miglia dalla tradizione popolare e democratico cristiana.

Più emblematico il caso dell’amico Giorgio Merlo, custode intelligente della storia della sinistra sociale DC e dei suoi leader più autorevoli, come Carlo Donat Cattin, Guido Bodrato, Sandro Fontana e Franco Marini, il quale da un pò di tempo, accanto alla pubblicazione eccellente dei suoi libri, è impegnato a tessere la tela al centro della destra, con l’idea che quella dovrebbe essere la destinazione più opportuna di ciò che rimane per gli ex DC e Popolari.

 

La questione del centro e la legge elettorale

Da molto tempo scrivo che per ricomporre il centro nuovo della politica italiana ampio e plurale, capace di mettere insieme quanto rimane delle tradizioni popolari, democratico cristiana, liberale e riformista socialista, alternativo alla destra e alla sinistra, servirebbe una legge elettorale di tipo proporzionale, con l’abbandono della quale si accelerò la fine della DC.

Il governo di centro destra al quale Merlo sembra offrire, come Rotondi, il suo sostegno, sta, invece, marciando a passo svelto verso una legge elettorale che non a caso ho definito “super truffa”, considerando che la “legge truffa” così connotata dai comunisti nel 1953 contro De Gasperi, stabiliva un premio di maggioranza alla lista che avesse ottenuto almeno il 51% del consenso elettorale, mentre nella versione del “melonellum”, il premio viene assegnato alla lista che ottenga il 42% ( nella prima stesura il 40%) dei voti. Si aggiunga il venir meno dei collegi uninominali del Sud, per cui questa legge super truffa assumerebbe il carattere di una sorta di Legge Acerbo 2.0, potendo garantire a una minoranza il totale controllo di tutte le cariche istituzionali repubblicane: maggioranza parlamentare, capo del governo, Presidente del consiglio, Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale……

 

Preferenze, rappresentanza e critica ai nominati

Come Cavazzoni al tempo del PPI di Sturzo, questi due amici finiscono con l’assumere così il ruolo di palafrenieri della destra post almirantiana, con totale disconoscimento delle loro radici democratico cristiane.

Anche l’ultima sortita di Merlo a difesa delle tesi di Forza Italia e della Lega contro le preferenze, se, da un lato, esprime la preoccupazione legittima verso la degenerazione corruttiva del denaro nel favorire la scelta degli eletti, dall’altra, sembra misconoscere l’alternativa attuale di liste di “nominati”, tra i quali probabilmente gli amici aspirano di essere inclusi, ossia la realtà di scelte politiche fatte dai vertici dei partiti senza alcuna autonomia per il voto degli elettori, ridotti a scegliere tra liste di nominati predeterminati.

 

Lappello per unalternativa degasperiana

Da parte mia continuo a ritenere essenziale per l’area cattolico democratica, liberale e cristiano sociale, scegliere di far parte di “un campo degasperiano” alternativo alla destra nazionalista e sovranista e distinto e distante dalla sinistra ancora alla ricerca della propria identità. In questo momento, tuttavia, è dovere primario prepararci a sostenere l’iniziativa di amici già pronti ad attivare le procedure di legge per adire alla Corte costituzionale, non appena la “legge super truffa” venisse approvata, considerando quest’ultima un autentico colpo contro il sistema democratico e costituzionale italiano.

Ponti contro muri: la lezione della geostoria

I ponti che la storia può trasformare in muri

È scolpita in noi l’instancabile esortazione di papa Francesco a costruire ponti, non muri. Tante volte, comunque, i ponti vi sono già; veri e propri ponti naturali. Non solo: nel corso dei decenni e dei secoli, i ponti possono trasformarsi in muri e viceversa.

Qualche esempio. Sia la Russia sia l’Ucraina potrebbero rappresentare – e talora hanno rappresentato – dei formidabili ponti tra l’Oriente e l’Occidente, quasi sospesi fra Europa e Asia. La Federazione russa, in particolare, potrebbe fungere da vero e proprio “mediatore culturale” con la Repubblica popolare cinese. Invece sono sotto gli occhi di tutti le rovine e il sangue di un conflitto che pare interminabile.

 

Le frontiere del dialogo e le contraddizioni del presente

E che dire della Finlandia, fascinosa terra di confine e di dialogo, oggi più che mai intimorita dall’autocrazia di Mosca?

O della Turchia, a lungo ponte addirittura fra tre continenti: Asia, Africa ed Europa. Eppure macchiata del sangue degli armeni e dei curdi, fra gli altri, e sempre pronta a reprimere le spinte all’apertura e alla libertà dei ragazzi e delle ragazze di Istanbul.

Mi è capitato già di sottolineare, poi, il ruolo del Regno Unito di ponte naturale con il Nord-America: speriamo che le pulsioni volte alla chiusura e all’implosione non prevalgano.

 

De Gasperi e la vocazione europea dei ponti

Guardando alla geostoria, inoltre, emerge come lo stesso Impero asburgico, in particolare in alcuni momenti, abbia rappresentato una formidabile fucina di dialogo e di convivenza sovranazionale, pur se divorato da mille contraddizioni. Basterebbe rileggere, al riguardo, l’opera di Stefano Trinchese, con la prefazione di Pietro Scoppola, “L’altro De Gasperi. Un italiano nell’impero asburgico. 1881-1918”. Alcide, allora, aveva ancora come cognome Degasperi (una sola parola) e proprio in quegli anni maturò la consapevolezza del pericolo mortale rappresentato dai nazionalismi. Lì è il seme della sua visione dell’unità europea.

Costruire ponti, dunque, e, accanto a ciò, riscoprire la vocazione originaria di quelli che ora sono muri insanguinati.

Chi formerà gli esperti di domani?

La gavetta, quel passaggio indispensabile verso la competenza

L’AI può sostituire molte attività. Ma se sostituisce anche la gavetta, chi costruirà l’esperienza di cui avremo bisogno tra vent’anni?

C’è una domanda che in questi mesi rimbalza ovunque: l’intelligenza artificiale toglierà il lavoro? È la domanda che si fanno manager, professionisti, lavoratori. È una domanda legittima. Ma ce n’è un’altra, molto meno discussa, che riguarda il futuro ancora più da vicino. Se l’AI comincia a fare il lavoro dei più giovani, chi diventerà, tra vent’anni, l’esperto a cui chiederemo aiuto?

Nessuno nasce esperto. Un giornalista parte dalle brevi. Un avvocato dalle ricerche. Un consulente dalle slide. Un programmatore dai bug scritti da altri. Un tempo quella fase aveva un nome. Oggi lo si sente sempre meno: gavetta. È il tempo in cui non si è ancora bravi, ma si sta facendo esperienza, sotto lo sguardo di chi sa già e dice: rifallo. È lì che si forma non solo la competenza tecnica, ma il criterio: la capacità di intuire che qualcosa non torna, prima ancora di saperlo spiegare.

 

Quando il sapere diventa algoritmo

Quella fascia di compiti comincia a scomparire. Non per cattiveria di qualcuno, ma per semplice convenienza. Le attività più ripetitive, tipiche dei ruoli junior, sono anche quelle che l’AI riesce ad automatizzare con maggiore efficacia. È qui che il fenomeno smette di essere soltanto economico.

L’AI non si limita a eseguire compiti al posto di qualcuno. Codifica il sapere. Trasforma in algoritmo processi che fino a ieri vivevano nella testa e nelle mani di chi li conosceva e che si trasmettevano osservando, sbagliando, chiedendo. Un sapere digitalizzato è efficiente, preciso, scalabile. Ma è muto.

Se il primo gradino sparisce, non sparisce solo un lavoro entry level. Sparisce il percorso attraverso cui una persona costruisce il proprio criterio professionale. Tra vent’anni rischiamo di avere professionisti capaci di usare strumenti potentissimi senza aver mai imparato, attraverso i propri errori e il confronto con qualcuno più esperto, quando fidarsi di quei risultati e quando metterli in discussione.

Le macchine possono calcolare, possono perfino decidere. Soltanto un essere umano può chiedersi se una regola, applicata a quel caso concreto, serve la persona o la tradisce. Questa capacità non si scarica come un software. Si costruisce un gradino alla volta.

 

Il ruolo decisivo delle piccole e medie imprese

C’è un punto che riguarda l’Italia più di altri Paesi. Le piccole e medie imprese. Le grandi organizzazioni possono costruire percorsi strutturati, programmi interni, mentori dedicati. Le PMI, invece, spesso sono la gavetta: il giovane impara accanto al titolare, in un apprendistato fatto di sguardi più che di slide, dove la fiducia cresce insieme alla competenza. Se l’AI assorbe proprio quei compiti elementari, molte piccole imprese rischiano di perdere il principale strumento con cui hanno sempre trasmesso il mestiere, senza avere la struttura per sostituirlo con percorsi organizzati.

C’è poi un vuoto che pesa più di tutti. Questo tema resta quasi assente dal dibattito pubblico. Si discute di sicurezza, trasparenza, diritto d’autore, responsabilità. Molto meno di come proteggere il primo gradino attraverso cui un giovane diventa, un giorno, il professionista capace di guidare altri.

 

La domanda che interpella scuole, imprese e istituzioni

Eppure le scuole di mestiere, le associazioni professionali e tutti quei luoghi in cui esperienza e competenza possono ancora essere trasmesse esistono già. La vera domanda è se stiano ripensando il proprio ruolo in un mondo cambiato o se continuino a ripetere modelli pensati per un’altra epoca.

Non è un discorso contro l’AI. È un discorso sulla persona che dovrà saperla guidare e su chi avrà avuto la possibilità di diventare quella persona. La dignità di un giovane non sta soltanto nel trovare un lavoro. Sta nel poter percorrere, come chiunque prima di lui, la strada che porta dal non sapere ancora al saper fare, con qualcuno disposto a dirgli rifallo e a restare lì mentre lo dice.

Una società che automatizza sempre più attività dovrebbe chiedersi con la stessa serietà come continuerà a formare le persone da cui dipenderà il suo futuro.

Non ti propongo una risposta, perché non credo che esista già. Ti lascio la domanda che a me non dà pace e che vorrei portare a chi siede attorno a un tavolo, che sia una scuola, un’impresa, un’associazione o un’istituzione: nel posto in cui hai responsabilità, oggi, qualcuno sta ancora imparando il mestiere sbagliando davanti a te? E se la risposta è no, chi formerà la persona che un giorno dovrà prendere il tuo posto?

Mondiali, Francia agli ottavi, Svezia travolta 3-0

Roma, 1 lug. (askanews) – La Francia stacca il pass per gli ottavi di finale del Mondiale 2026 con una prestazione autoritaria, superando 3-0 la Svezia nel sedicesimo di finale disputato a New York. La nazionale di Didier Deschamps domina dall’inizio alla fine, trascinata dalla doppietta di Kylian Mbappé e dal gol di Bradley Barcola. Agli ottavi la francia affronterà il Paraguay il 4 luglio alle 23

I francesi prendono subito il controllo della gara, creando numerose occasioni. Zetterstrom tiene a galla la Svezia con diversi interventi decisivi, mentre Mbappé colpisce un palo a porta praticamente vuota e Olise centra il legno con una spettacolare rovesciata. Dopo un gol annullato a Mbappé per fuorigioco, il vantaggio arriva allo scadere del primo tempo: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, l’attaccante francese firma l’1-0 al 45′, realizzando il suo quinto centro nel torneo.

Nella ripresa la Francia continua a spingere e al 53′ trova il raddoppio con Barcola, servito da un brillante Olise al termine di un’azione personale. I Bleus amministrano senza particolari rischi, continuando però a creare occasioni, con Zetterstrom ancora protagonista per evitare un passivo più pesante.

Il definitivo 3-0 arriva al 74′, quando Olise confeziona un altro assist perfetto per Mbappé, che supera nuovamente il portiere svedese e chiude definitivamente i conti. Nel finale Deschamps concede la standing ovation ai suoi protagonisti, richiamando in panchina Mbappé e Olise tra gli applausi del pubblico.

La Francia conferma così la propria candidatura al titolo mondiale, mentre per la Svezia termina il cammino nella competizione dopo una prova generosa ma insufficiente contro la superiore qualità dei Bleus.

Trump: convention repubblicana di midterm a Dallas il 9-10 settembre

Milano, 1 lug. (askanews) – “Si terrà a Dallas, in Texas, uno dei miei posti preferiti al mondo. Sarà fantastico! Non è mai successo prima e sarà un evento davvero storico”. Lo scrive Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti d’America, sul suo social Truth sulla convention repubblicana di metà mandato: “Dallas – prosegue – sarà al centro della scena il 9 e 10 settembre mentre celebriamo la nostra nazione, i nostri successi e il nostro brillante futuro. L’età dell’oro dell’America è appena iniziata!”

“I prezzi del petrolio stanno calando drasticamente, anche se stiamo denuclearizzando l’Iran. Stiamo mantenendo le promesse di cui i politici hanno parlato per decenni, ma che non hanno mai realizzato”, ha proseguito il capo della Casa Bianca. “All’evento saranno presenti i nostri laboriosi americani, i nostri grandi innovatori, imprenditori, produttori, soccorritori e creatori di posti di lavoro che stanno alimentando l’età dell’oro della nostra nazione e dimostrando che i giorni migliori dell’America sono ancora davanti a noi. Ci sarà anche tanto grande intrattenimento: sarà un raduno come nessun altro! Il 250esimo compleanno dell’America si avvicina e insieme stiamo costruendo le fondamenta per i prossimi 250 anni di grandezza americana” ha aggiunto.

Il "sì" di Taylor Swift e Travis Kelce: capolavoro di privacy a NY

Milano, 1 lug. (askanews) – A New York molti già lo definiscono il matrimonio dell’anno, ma sinora non c’è certezza e si usa ancora il condizionale: Taylor Swift e Travis Kelce dovrebbero sposarsi con una serie di eventi al Madison Square Garden, che ospiterà due appuntamenti privati nei prossimi giorni, secondo fonti citate da ABC News e altri media. Il primo incontro, riservato e intimo, partirà giovedì alle 18 locali e accoglierà circa 100 invitati; la vera celebrazione prenderà il via venerdì pomeriggio con un aperitivo dalle 16 locali e proseguirà fino alle prime ore di sabato, non prima delle 4, con una partecipazione stimata attorno alle 1.000 persone.

Per garantire la massima privacy, agli ospiti e a tutto il personale (venditori e sicurezza compresi) sarà severamente vietato l’uso dei telefoni cellulari all’interno della struttura, dicono le fonti. La produzione – le nozze sono organizzate con l’aiuto del wedding planner delle celebrità Mark Seed – ha inoltre ottenuto permessi per chiudere al pubblico e al traffico i tratti di West 31st Street e West 33rd Street per tutta la durata degli eventi; saranno montate tende e tettoie attorno agli ingressi per impedire al pubblico di intravedere arrivi e partenze. Almeno per ora, invece, Settima e Ottava Avenue rimarranno aperte a pedoni e veicoli.

La scelta delle date è simbolica: la festa si svolge alla vigilia delle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, un periodo già di per sé segnato da un grande afflusso di visitatori a New York. Gli organizzatori e gli sposi hanno puntato su riservatezza e controllo totale delle immagini e delle informazioni, alimentando ulteriormente la curiosità dei fan e dei media su ogni dettaglio – dagli arrivi alle mise degli invitati.

Ma c’è chi ne dubita. In un’apparizione del 29 giugno al programma CBS Mornings, RoseMarie Terenzio, ex capo dello staff di John F. Kennedy Jr., ha affermato di non credere che il matrimonio si terrà effettivamente al Madison Square Garden. La Terenzio si occupò dell’organizzazione del matrimonio segreto di John Kennedy con Carolyn Bessette, celebrato con una piccola cerimonia a Cumberland Island, in Georgia, quasi 30 anni fa.

Sebbene Terenzio abbia affermato di credere che Swift potrebbe organizzare qualcosa per i suoi fan al Madison Square Garden, pensa che le voci sul matrimonio al MSG possano essere un depistaggio, in linea con una popolare teoria dei fan secondo cui Swift starebbe volutamente disseminando falsi indizi sulle nozze. La stessa Terenzio ha utilizzato dei depistaggi, lasciando falsi itinerari di un viaggio in Irlanda in giro per l’ufficio prima del matrimonio Kennedy-Bessette.

Il caso Lunin e la minaccia di ammutinamento scuote Mosca

Milano, 30 giu. (askanews) – “È possibile un ammutinamento su vasta scala che coinvolga l’esercito in Russia? Putin dovrebbe temere un colpo di stato militare?” Domande impensabili per la Russia solo fino a qualche mese fa, ma oggi se le pone il sito di opposizione Meduza dopo un caso altrettanto sorprendente: Alexander Lunin, ex comandante di una squadra di ricognizione del battaglione volontario Sudoplatov, è stato arrestato e trattenuto per 11 giorni dopo aver pubblicato un appello-video rivolto al presidente russo Vladimir Putin, in cui denunciava maltrattamenti ai danni dei soldati e avvertiva di un possibile ammutinamento se le condizioni non fossero cambiate. Lo ha riferito il 27 giugno un canale Telegram che ha pubblicato la versione di un amico della famiglia; la moglie Tatyana ha successivamente confermato via social che l’uomo è vivo, raccontando inoltre irruzioni notturne di persone che si sono presentate come poliziotti nella loro abitazione nella regione di Voronež.

Il video di Lunin, che ha raccolto milioni di visualizzazioni, denuncia torture e pressioni sui soldati affinché consegnino denaro e obbediscano a ordini “stupidi e suicidi”. Nell’appello il militare minacciava che, se non fosse stato ricevuto “al Cremlino” per parlare direttamente con Putin, l’esercito avrebbe potuto rivolgere le armi contro il potere centrale. Dmitry Peskov, portavoce del presidente, ha commentato la vicenda definendo la dichiarazione “piuttosto strana” e dichiarando di non averla ancora esaminata ufficialmente.

In seguito alla risonanza mediatica, Lunin ha detto di aver ricevuto un invito a Mosca non da Putin ma da Vitaly Borodin, figura legata a iniziative filo-Cremlino; Lunin avrebbe accettato l’invito per esporre le sue lamentele e i casi di abuso accumulati. Ha inoltre annunciato l’avvio di una raccolta sistematica di prove — fotografie, video, date, luoghi, numeri di unità, dati delle vittime e dei testimoni — su presunti crimini commessi contro il personale coinvolto nella campagna russa in Ucraina, con l’intento di presentare il materiale alla leadership del Paese.

Secondo il racconto della moglie, il 26 giugno Lunin sarebbe partito in auto per Mosca; nella notte persone travestite da agenti avrebbero perquisito la loro casa a Lizinovka senza esibire documenti, mentre Tatyana non riusciva a contattare il marito per diverse ore. Dopo aver pubblicato un video su TikTok per rassicurare sull’incolumità del coniuge, la donna lo avrebbe poi rimosso e aggiornato i social chiedendo di non diffondere informazioni o rilasciare interviste, su richiesta del marito.

La vicenda solleva interrogativi sulla libertà di espressione e sulla gestione interna delle forze volontarie coinvolte nel conflitto ucraino, mentre la richiesta di Lunin di parlare direttamente alla leadership riflette una crescente tensione tra combattenti sul campo e i vertici politici e militari. Le autorità russe non hanno ancora fornito chiarimenti ufficiali sul fermo e sulle circostanze dell’irruzione nella casa della famiglia.

Del Vecchio Jr diserta assemblea Delfin, sì ai conti da 7 soci

Milano, 30 giu. (askanews) – Il colpo di scena arriva già all’appello: Leonardo Maria Del Vecchio diserta l’assemblea dei soci di Delfin, convocata per approvare il bilancio e deliberare sulla distribuzione delle cedole. Gli altri sette eredi di Leonardo Del Vecchio, scomparso il 27 giugno di quattro anni fa, vanno avanti: i conti del 2025 vengono approvati con voto unanime dei presenti, con l’utile netto che si attesta in area 1,5 miliardi. Non passa l’aumento dei dividendi fino all’80% dei profitti, le cedole restano quindi inchiodate alla distribuzione del 10% dell’utile. Agli otto azionisti vanno 150 milioni, 18,75 milioni a testa.

Leonardo Maria Del Vecchio, che puntava a rilevare il 25% della sorella Paola e del fratello Luca, ha spiegato in una lettera al board la decisione di non presentarsi in Lussemburgo, nemmeno attraverso un legale. Il figlio del fondatore ha stigmatizzato le “gravi criticità irrisolte” emerse negli ultimi mesi e ha denunciato di non aver ricevuto la documentazione aziendale necessaria a valutare il progetto di bilancio 2025, ritenendo di “non essere nelle condizioni di prendere parte all’assemblea”.

L’attacco al board di Delfin da parte di Leonardo Maria è su tutta la linea. Del Vecchio Jr spiega di aver chiesto un impegno da parte del consiglio ad analizzare seriamente la sua proposta di acquisto delle quote di Luca e Paola Del Vecchio, approvata dagli azionisti nell’assemblea del 27 aprile, ma per settimane alcuni membri del Board – scrive – “si sono limitati a sollevare eccezioni generiche su presunti limiti legali”, senza mai approfondire nel merito la richiesta.

Nei giorni in cui board restava “silente”, viene fatto sapere, alcuni consiglieri avrebbero intrattenuto comunicazioni informali con una parte soltanto dei soci, generando – sottolinea Leonardo Maria – “confusione e sfiducia”. Nello stesso periodo, a fronte delle richieste di accesso a documentazione aziendale indispensabile anche per le interlocuzioni con le banche finanziatrici, Del Vecchio Jr segnala di non aver mai ottenuto riscontro scritto, ricevendo “solo risposte telefoniche”. Quando il consiglio è stato sollecitato a esprimersi formalmente, il board si è diviso con il presidente Francesco Milleri a sostenere le tesi di Leonardo Maria e l’amministratore delegato Romolo Bardin sull’altro fronte.

Nella dura lettera al consiglio, Leonardo Maria si riserva di impugnare le delibere prese dall’assemblea con il voto favorevole di Rocco Basilico. La posizione di Basilico, figlio di primo letto della mamma di Leonardo Maria, Nicoletta Zampillo, finisce ancora una volta nel mirino. Leonardo Maria contesta l’iscrizione nel registro dei soci di Basilico, avvenuta nel 2022, e denuncia “un’ingiustificabile inerzia” del Board, che non risulterebbe aver mai svolto un’analisi della vicenda nonostante le obiezioni sue e di sua madre.

I sette soci di Delfin presenti in assemblea hanno approvato l’istituzione di un collegio di commissari ai conti, deliberando la nomina di Lara Forte e Fabio Scoyni, mentre non è passato, con decisione unanime dei presenti, Marco Talarico, che era stato proposto per lo stesso ruolo da Leonardo Maria.

Pirelli prevede piano di investimenti negli Usa da 1-1,2 mld di dollari

Milano, 30 giu. (askanews) – Il cda di Pirelli è stato informato di un piano di investimenti pluriennale per gli Stati Uniti fra 1 e 1,2 miliardi di dollari circa, già preso in considerazione durante il precedente mandato. L’investimento, spiega una nota del gruppo, sarà inserito all’ordine del giorno di una prossima riunione del consiglio per la relativa approvazione e consentirà un aumento della capacità produttiva negli Stati Uniti, incluso lo sviluppo della tecnologia Cyber Tyre.

Pirelli, infatti, grazie alle modifiche nella propria governance stabilite dal Dpcm Golden Power, ha potuto concordare con il BIS (US Department of Commerce Bureau of Industry and Security) termini di massima che consentono l’introduzione del Cyber Tyre nel mercato statunitense. Il piano di espansione sosterrà la crescita del segmento High Value in Nord America e rafforzerà la strategia local-for-local anche in tale mercato, come già avviene in Cina e in Europa.

Il piano di investimenti è previsto costituisca parte integrante del prossimo piano industriale e non avrà impatti sui target 2026. Il progetto, che si svilupperà in più esercizi, non modificherà il profilo di investimento della società, mantenendo l’usuale livello del rapporto tra investimenti e ricavi pari a circa il 7%.

Tris live per Rkomi a Milano, aperta la terza data

Milano, 30 giu. (askanews) – Accompagnato da un ringraziamento al pubblico dell’artista dai suoi canali, arriva l’annuncio di una terza data per Rkomi a Milano, dopo che, anche i biglietti per il secondo live, sono andati immediatamente venduti.

Rkomi a Milano: l’artista triplica quindi l’appuntamento e sarà sul palco del Fabrique anche l’11 novembre 2026 per tre serate uniche e imperdibili dalla setlist speciale. Suonerà infatti tutti i brani tratti dai suoi primi, amatissimi lavori Dasein Sollen (2016), Io in Terra (2017) e Ossigeno EP (2018), oltre alla speciale anteprima live di A Milano, un EP di inediti in uscita in autunno: una versione espansa del brano da 8 minuti pubblicato il 23 giugno sui suoi social in omaggio al decennale di Dasein Sollen.

Le prevendite per la terza data dell’11 novembre di Rkomi a Milano sono disponibili da subito attraverso tutti i circuiti autorizzati.

Si è chiuso ufficialmente il Cremonini live, si chiude un capitolo

Milano, 30 giu. (askanews) – “È stato un lungo abbraccio fino all’ultimo inchino di #Cremoninilive26. Grazie di cuore a ogni persona che ha reso questo tour il più bello della mia carriera. È stato un lungo percorso che mi ha portato dai teatri ai club, ai palasport, agli stadi e alle grandi arene, esattamente dove, 27 anni fa, ho avuto la fortuna di sognarlo. Provo un senso di grande liberazione oggi, gratitudine, entusiasmo e desiderio per il futuro” ha scritto Cesare Cremonini. Si è chiuso ufficialmente il Cremonini live26, il progetto che nell’ultimo anno ha portato Cesare Cremonini dagli stadi ai grandi spazi aperti, attraversando alcuni dei luoghi più simbolici della musica dal vivo in Italia. Con 950 mila biglietti venduti in meno di un anno, il CREMONINI LIVE entra tra i capitoli più significativi della sua storia artistica. Un risultato che arriva dopo oltre venticinque anni di carriera e che assume oggi il valore di una svolta, più che di un traguardo. Se il Cremonini live26 ha rappresentato il punto più alto di un percorso costruito negli anni, ciò che si intuisce oggi è la volontà di cambiare prospettiva. Cremonini ha già annunciato, durante il tour, l’arrivo di un nuovo progetto. Un lavoro che nasce dall’esigenza di spingersi oltre i confini tracciati finora e dal desiderio di rimettere in discussione il proprio linguaggio musicale. Con il Cremonini live26 si chiude una stagione straordinaria della sua carriera, che ha portato il live italiano in una dimensione sempre più ambiziosa. Cremonini guarda ora avanti, verso un nuovo territorio che ha già iniziato a prendere forma. Questo momento straordinario della carriera di Cesare Cremonini sarà raccontato con un grande evento televisivo che andrà in onda a settembre in prima serata su Rai1.

L.elettorale, ‘persa’ per strada norma tra Bignami 1 e 2. Maggioranza corregge

Roma, 30 giu. (askanews) – Nel tormentato iter della legge elettorale, c’è anche una norma ‘persa per strada’ tra il Bignami 1 e il Bignami 2. Ed è così che il comitato dei nove della commissione ha approvato, a maggioranza, un ‘aggiuntivo’ per inserire nel testo approdato in aula alla Camera la parte ‘dimenticata’. Che verrà presentato davanti all’assemblea come emendamento della commissione e su cui si potranno fare i subemendamenti.

“C’era stato un errore materiale e quindi sarà inserita questa parte che per errore non è stata riportata nel trasferimento del cosidetto copia-incolla. Non è un problema di natura politica, ma di natura tecnica”, ha tenuto a precisare il presidente di commissione Nazario Pagano (Fi), interpellato in proposito. La questione tuttavia era dirimente, riguardando uno dei meccanismi di riparto dei seggi. Non lana caprina in una legge elettorale.

Rkomi raddoppia a Milano, seconda data al Fabrique

Milano, 30 giu. (askanews) – Vista l’enorme richiesta nei primi minuti dall’apertura della prevendita che ha fatto registrato un soldout immediato per l’appuntamento live del 3 novembre, si aggiunge una seconda data per Rkomi a Milano: l’artista sarà sul palco del Fabrique anche il 4 novembre 2026 per due serate uniche e imperdibili dalla setlist speciale. Suonerà infatti tutti i brani tratti dai suoi primi, amatissimi lavori Dasein Sollen (2016), Io in Terra (2017) e Ossigeno EP(2018), oltre alla speciale anteprima live di A Milano, un EP di inediti in uscita in autunno: una versione espansa del brano da 8 minuti pubblicato il 23 giugno sui suoi social in omaggio al decennale di Dasein Sollen.

Le prevendite per la seconda data del 4 novembre di Rkomi a Milano sono disponibili da subito attraverso tutti i circuiti autorizzati. Per info: https://www.friendsandpartners.it Una produzione: Friends & Partners e Vivo Concerti

Comitato per la remigrazione consegna firme per la proposta di legge

Roma, 30 giu. (askanews) – Il comitato per la “remigrazione” e la “riconquista”, fondato da realtà di destra estrema come CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani, ha depositato le 150mila firme raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione al servizio testi normativi della Camera dei deputati.

“Le firme sono state consegnate. Ora tocca alla politica, a quelli che parlano di remigrazione. Noi crediamo ci sia bisogno di una proposta radicale, vedremo se la metteranno in atto”, ha detto l’esponente di Casapound Luca Marsella. E a chi gli chiedeva se ci fossero stati contatti con Roberto Vannacci, ha dichiarato:

“Noi non abbiamo sentito Vannacci, non abbiamo un’interlocuzione con questo governo, né con nessun partito. Chiaramente portiamo la nostra proposta di legge, hanno il nostro numero di telefono. Chi vorrà interloquire con noi ci può chiamare, siamo disponibili a discutere ma non faremo passi indietro né faremo ammorbidire questa proposta di legge” ha aggiunto.

I cronisti gli hanno fatto notare l’assenza di parlamentari, tra cui Domenico Furgiuele (ex leghista ora con Roberto Vannacci), il quale aveva tentato di ‘ospitare’ una conferenza stampa del comitato a Montecitorio, la cui sala era stata occupata però da deputati di Pd-M5S e Avs che ne avevano impedito lo svolgimento. E Marsella ha rispos: “Non c’erano neanche quelli del Pd, non c’era Fratoianni, non c’era Orfini, il M5S. Si sono arresi. Oggi decretiamo la sconfitta dell’antifascismo, siamo entrati in Parlamento. Abbiamo portato la nostra proposta di legge. L’antifascismo oggi muore, finalmente. Ci siamo tolti dalle palle l’antifascismo”.

Salvatore Ferrara, vicepresidente del comitato Remigrazione e Riconquista e capitano della Rete dei Patrioti: “Appena sarà confermato che le firme son buone, noi ci auguriamo che Vannacci faccia seguire alle parole i fatti. Prenda la nostra Pdl, la discuta e la faccia approvare”.

Ivan Sogari, vicepresidente del Comitato Remigrazione e Riconquista ha aggiunto: “Adesso andremo avanti e continueremo a sollecitare la classe politica”.

“La Meloni ha detto una piccola parte di quello che è la remigrazione. La nostra proposta è molto più articolata” e prevede anche “l’abolizione del decreto flussi e speriamo che da domani Meloni e il governo lavorino per superare il decreto flussi”.

La Corte Suprema Usa boccia la legge Trump sullo ius soli

Roma, 30 giu. (askanews) – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato l’iniziativa del presidente Donald Trump volta a revocare il diritto universale alla cittadinanza statunitense per i bambini nati nel Paese.

“I bambini nati negli Stati Uniti da genitori presenti illegalmente o temporaneamente sono soggetti alla giurisdizione degli Stati Uniti e sono cittadini dalla nascita ai sensi della clausola sulla cittadinanza del Quattordicesimo Emendamento”, si legge nella sentenza.

Il provvedimento è assai significativo anche per le sue implicazioni sociali, politiche ed economiche: in termini pratici, si stima che una sentenza favorevole all’Amministrazione avrebbe potuto significare la revoca della cittadinanza a 250.000 bambini nati negli Stati Uniti ogni anno, alcuni dei quali sarebbero divenuti apolidi.

Un museo storico si rinnova per il futuro: la nuova GAM di Torino

Torino, 30 giu. (askanews) – Uno sguardo sul futuro, che però vuole portare in sé tutta la storia di un museo importante per Torino. È stato presentato al Teatro Regio il grande progetto di riqualificazione, rilancio e valorizzazione della GAM, Civica Galleria d’arte Moderna e Contemporanea torinese.

“Senza enfasi – ha detto ad askanews Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino Musei – questa è davvero una giornata storica per la GAM, per la Fondazione Torino Musei e per la città. Ci apprestiamo a rinnovare quello che è stato lo spirito, assolutamente unico, innovativo, originario che ha caratterizzato la nascita del progetto. Infatti innovazione e avanguardia sono un po’ le linee guida che connotano anche il più complessivo progetto di rigenerazione riprendendo e facendo evolvere proprio quello spirito avanguardistico che ha caratterizzato la sua nascita”.

L’intervento sulla GAM, definita ora 4.0, nasce dalla volontà di immaginare i musei del futuro e rappresenta uno dei più importanti progetti di rigenerazione e innovazione museale in Europa, con un investimento di 27,5 milioni di euro sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo. E il concorso internazionale di progettazione è stato vinto dallo studio MVRDV di Rotterdam, con Balance Architettura ed EP&S Group di Torino.

“È un edificio con una storia molto particolare – ci ha spiegato Winy Maas, socio fondatore dello studio olandese – con un background modernista che definirei un modernismo soft oppure emozionale. E mi piaceva molto l’idea di mantenere questo spirito anche nel nuovo progetto per dedicarsi non solo all’atto di ripulire, ma anche di aprire sempre di più. Credo che abbiamo creato una sorta di laboratorio per lavorare sulla storia e andare oltre. Per questo sono molto orgoglioso che in qualche modo questa sfida ci possa portare a una visione di quello che dovremo fare dopo”.

“Abbiamo capito sin da subito – ha aggiunto Alberto Lessan di Balance Architettura – che Torino aveva fatto questo bando per fare non solo una riqualificazione del progetto, ma per davvero generare uno spazio museale del futuro. Quindi queste sono state le promesse. Allora si è agito direttamente sull’oggetto, che peraltro aveva dei vincoli della soprintendenza, abbiamo cercato di capire come potevamo riuscire a fare in modo che questo edificio, questo luogo, riuscisse ad avere più spazio espositivo. Quindi abbiamo iniziato a pensare che l’ampliamento non dovesse essere un ampliamento esterno, ma un ampliamento interrato. Il cuore del progetto, a tutti gli effetti, è quindi questo grande spazio interrato che diventa un polmone aggiuntivo, uno spazio espositivo aggiuntivo”.

Con questo progetto, che ha ricevuto forte sostegno anche dall’amministrazione comunale, il museo diretto da Chiara Bertola vuole sia riaffermare la propria vocazione sperimentale, sia offrirsi come una nuova tipologia di piazza civica per la città di Torino.

Lavoro, Calderone: cala l’incidenza degli infortuni, ma non basta

Roma, 30 giu. (askanews) – “Rispetto a dicembre 2022, a distanza di quattro anni, abbiamo al lavoro un milione di persone in più, sottoposte a un regime di prevenzione dei rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Per quanto riguarda l’incidenza degli infortuni, soprattutto quelli mortali, vediamo fortunatamente una regressione. Lo dice l’Inail”. Così il ministro del Lavoro, Marina Calderone, nel corso dell’informativa alla Camera su salute e sicurezza.

“Certamente, non è sufficiente – ha detto – l’obiettivo di tutti è ridurre il numero degli infortuni. La sicurezza sul lavoro richiede l’impegno continuo di istituzioni, imprese e sindacati”. Secondo Calderone è necessario “affermare una cultura della prevenzione condivisa” e “solo un’alleanza stabile tra tutti i soggetti coinvolti può costruire ambienti di lavoro più sicuri, moderni e rispettosi della persona. Nessuna misura di vigilanza, per quanto efficace, può sostituire la consapevolezza individuale e collettiva dei rischi e delle responsabilità. Per questo abbiamo promosso un approccio fondato sulla prevenzione e sulla responsabilizzazione di tutti gli attori”.

La sicurezza sul lavoro “deve diventare parte integrante dell’organizzazione del lavoro, della progettazione degli ambienti produttivi, dei processi formativi e delle scelte imprenditoriali – ha aggiunto – è un investimento sulla qualità del lavoro, sulla competitività delle imprese e sulla sostenibilità del sistema economico”.

Le attività ispettive e di controllo sono passate da circa 100mila verifiche nel 2022 a oltre 157mila nel 2025, con un incremento superiore al 50%, ha proseguito Calderone. “Le sole attività ispettive dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) sono più che raddoppiate nello stesso periodo (da 63.571 nel 2022 a 130.579 nel 2025) – ha affermato – l’attività ispettiva contrasta e sanziona le irregolarità, ma è anche un’occasione per diffondere la cultura della legalità e della sicurezza: promuove comportamenti corretti, favorisce l’emersione delle irregolarità e migliora le condizioni di lavoro”.

Il ministro ha assicurato che “nel 2026 proseguiremo lungo il percorso avviato dall’inizio della legislatura, secondo cinque direttrici fondamentali: completare l’attuazione del decreto-legge n. 159 del 2025, per rendere pienamente operativi gli strumenti introdotti; rafforzare la cultura della prevenzione, con nuove iniziative rivolte ai giovani, alla scuola e al mondo delle imprese; consolidare la strategia nazionale 2026-2030 e integrare gli strumenti programmatori delle amministrazioni coinvolte; potenziare le attività di vigilanza, completando i programmi di assunzione e utilizzando in modo sempre più efficace le tecnologie digitali e le banche dati integrate; contrastare il lavoro irregolare, il caporalato e le forme di sfruttamento, con particolare attenzione ai settori più esposti e alle categorie più vulnerabili”.

L’obiettivo resta quello di “sostenere un sistema in cui la sicurezza sia parte integrante della qualità del lavoro e della competitività delle imprese – ha aggiunto – i risultati del 2025 dimostrano che è possibile rafforzare la tutela attraverso prevenzione, formazione, vigilanza e responsabilità condivisa. Molto è stato fatto, molto resta da fare. La sicurezza non è un traguardo definitivo, ma un percorso continuo di miglioramento che accompagna l’evoluzione del mondo del lavoro e della società. Il Governo intende proseguire su questa strada, nella convinzione che la tutela della vita, della salute e della dignità di chi lavora sia uno dei più alti doveri della Repubblica. I risultati raggiunti dimostrano che investire nella prevenzione produce effetti concreti. Sono un punto di partenza, non un punto di arrivo. Ogni lavoratore deve poter tornare a casa, al termine della propria giornata di lavoro, nelle stesse condizioni in cui l’ha iniziata”.

Quanto all’emergenza caldo “mi pare ingiusto dire che ci siamo accorti in ritardo” della questione, “considerato che la norma con cui abbiamo adottato il protocollo clima è dello scorso anno”, ha rilevato Calderone.

“L’intervento fatto con il decreto infrastrutture non è ribadire che una norma c’è, ma fare in modo che la misura degli ammortizzatori sociali emergenziali venga destinata anche nel 2026 – ha aggiunto – sappiamo guardare i numeri e per quanto riguarda i dati del 2025 abbiamo visto che le risorse stanziate a suo tempo sono sono state utilizzate per meno di quell’importo messo nel decreto infrastrutture. Questo non vuol dire che se dovessimo essere in una situazione in cui dobbiamo rifinanziare la misura, perché abbiamo messo in protezione delle realtà che sono praticamente superiori o perlomeno vicine alla dotazione, non si possa fare. Anzi, siamo assolutamente disponibili a farlo”.

Pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia, la Lega contro l’assassino "straniero". Poi la retromarcia

Roma, 30 giu. (askanews) – Un comunicato stampa sull’omicidio del pizzaiolo Raffaele Stipa a Reggio Emilia, ucciso “per essersi rifiutato di regalare l’ennesima pizza ad uno straniero”. Cancellato e ‘corretto’ poco dopo, perché in realtà l’uomo arrestato per l’aggressione è italiano. E’ il cortocircuito comunicativo di cui è stata protagonista questa mattina la Lega dell’Emilia Romagna.

Alle 10.54 Tommaso Fiazza, capogruppo della Lega in Regione, inviava un comunicato dal titolo “Chi uccide per una pizza non può avere posto nella nostra comunità. Avanti con la remigrazione”. Nella nota Fiazza affermava che “Raffaele Stipa è morto perché ha fatto ciò che ogni commerciante fa ogni giorno: ha difeso il frutto del proprio lavoro. Questa è una tragedia che colpisce tutta l’Emilia-Romagna e che impone una riflessione seria, senza ipocrisie: un uomo è stato accoltellato e ucciso per essersi rifiutato di regalare l’ennesima pizza ad uno straniero. Non siamo davanti a un episodio di ordinaria criminalità, ma all’ennesima dimostrazione di una violenza incompatibile con il nostro modo di vivere. Chi arriva in Italia deve comprendere che qui il lavoro si rispetta, le regole si rispettano e a un ‘no’ non si risponde con un coltello”.

Alle 11.33 la correzione e la richiesta di annullare il comunicato “alla luce delle nuove informazioni diffuse dagli inquirenti”. Ovvero che il presunto killer è italiano.

Infine, nel primo pomeriggio, la nota ‘corretta’: “Raffaele Stipa è morto perché ha fatto ciò che ogni commerciante fa ogni giorno: ha difeso il proprio lavoro. È stato ucciso dietro il bancone della sua pizzeria per una lite che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe nata da una pizza e da un debito pregresso”. Certo, “le prime ricostruzioni della vicenda, diffuse da quotidiani nazionali e agenzie di stampa, sono state corrette dagli inquirenti, confermando che l’assassino è italiano, ma c’è un elemento che non cambia: un commerciante è stato ucciso mentre lavorava. E puntualmente si ricomincia a parlare di fragilità, dipendenze e disagi. Basta alibi. Nessuna condizione personale può attenuare la gravità della violenza”.

Pd e M5s stigmatizzano l’atteggiamento leghista. “Il mio pensiero va – prima di tutto – alla vittima, Raffaele Stipa, alla sua famiglia, ai suoi parenti e amici, cui porgo le mie condoglianze: un fatto terribile, che sconvolge tutta la comunità di Reggio Emilia e interroga l’intero Paese”, afferma la deputata Dem reggiana Ilenia Malavasi. Che sottolinea poi la “violenta reazione a episodi come questo, alimentata anche da esponenti politici di una destra che, sui social e sui mezzi di comunicazione, tende unicamente a fomentare una caccia al colpevole, ovviamente di origine straniera. Siamo abituati con leggerezza a scrivere le condanne prima di conoscere i fatti, guidati dal pregiudizio”.

“Lo vediamo quotidianamente: Salvini e il suo partito, prima parlano e poi pensano. Ma quanto accaduto oggi, con esponenti della Lega dell’Emilia Romagna che hanno inviato dei comunicati stampa parlando di remigrazione per il killer di un pizzaiolo a Reggio Emilia per poi chiedere alle agenzie di stampa di non pubblicarli appena scoperto che l’assassino era italiano, dimostra quanta malafede, strumentalizzazione e propaganda ci sia dietro questa proposta. Le responsabilità ovviamente sono in primis di chi si è reso artefice di questa figuraccia, ma d’altronde l’esempio gli viene dall’alto e cioè da un ministro che fa propaganda su tutto e non fa mai il lavoro per il quale viene pagato dai cittadini”, afferma Francesco Silvestri, deputato M5S alla Camera.