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Usa, contrazione occupazione allontana rischio rialzo immediato tassi Fed

New York, 7 ago. (askanews) – A Wall Street, le cattive notizie tornano a essere buone notizie. L’inattesa contrazione dell’occupazione americana a luglio, quando sono stati persi 23.000 posti di lavoro, porta i trader a credere che non ci sia bisogno di un rialzo immediato dei tassi di interesse. Questo spiega perché il dollaro sia in calo, l’S&P 500 tocchi nuovi record, il Dow Jones Industrial Average tenti di riagguantare i 54.000 punti conquistati per la prima volta in settimana e i Treasury vengono acquistati con un conseguente calo dei loro rendimenti. Tuttavia, tra gli strategist l’impressione è che un singolo rapporto non cambia l’approccio della Federal Reserve, che al massimo si prende tempo per monitorare l’andamento dell’inflazione.

In una nota ai clienti Don Rissmiller di Strategas fa notare che una perdita di occupazione “significa che a settembre la Fed si prenderà probabilmente una pausa”. Tuttavia, aggiunge, “i falchi dell’FOMC probabilmente continueranno a enfatizzare i dati sull’inflazione”, da oltre cinque anni oltre il target del 2%.

Secondo Marco Casiraghi, economista di Evercore ISI, “la Fed rimane concentrata sul ripristino della stabilità dei prezzi, come sottolineato da [Kevin] Warsh dopo la riunione dell’FOMC di luglio e da altri membri dell’FOMC da allora. Una Fed che dà priorità all’inflazione significa che dati deboli sul mercato del lavoro da soli non porterebbero l’FOMC a mantenere i tassi invariati, ma alzerebbero l’asticella per un aumento in termini di letture future dell’inflazione”.

E’ d’accordo Ellen Zentner di Morgan Stanley Wealth Management, secondo cui i dati della settimana prossima sull’inflazione sono ancora più importanti. In vista dell’indice dei prezzi al consumo di luglio in arrivo mercoledì prossimo e quello dei prezzi alla produzione del giorno successivo, lei sostiene che “se quei dati dovessero risultare più alti del previsto, un mercato del lavoro più freddo potrebbe non bastare a zittire le richieste di aumenti [dei tassi] all’interno della Fed, o ad abbassare le aspettative al fuori di essa”.

Stando a CME, le probabilità di tassi fermi al 3,5-3,75% nella riunione che finirà il 16 settembre sono salite al 58,1% dal 45% di ieri.

Usa, con l’IA creati per la prima volta 16 nuovi virus

New York, 07 ago. (askanews) – Per la prima volta degli scienziati hanno usato l’intelligenza artificiale per creare 16 nuovi virus non presenti in natura, alimentando speranze per nuovi progressi medici ma anche timori per la biosicurezza: il rischio è che si inventino patogeni letali da usare come nuove armi biologiche. Come emerso da uno studio pubblicato sulla rivista Science, gli scienziati della Standford University e dell’Arc Institute, un’organizzazione di ricerca di Palo Alto (California), hanno insegnato all’AI a riconoscere i modelli della struttura del DNA in natura, e poi a usare quei dati per generare migliaia di combinazioni di genomi.

Del totale, gli scienziati ne hanno costruiti e testati circa 300 in laboratorio e hanno scoperto che 16 erano virus vivi. Quei virus infettano i batteri ma non possono colpire gli esseri umani. Stando allo studio, l’AI è arrivata a generare ciò che l’evoluzione naturale avrebbe potuto impiegare milioni di anni.Il modello AI usato si chiama Evo, una sorta di ChatGPT. Come la chatbot di OpenAI risponde a domande grazie a un apprendimento basato su una vasta gamma di testi, Evo ha fatto training usando le sequenze genetiche di milioni di animali, piante, microbi e virus. In totale, Evo ha attinto a 9.000 nucleotidi, blocchi molecolari che compongono il DNA.Consapevoli dei potenziali pericoli, mentre addestravano Evo i ricercatori non hanno fornito al modello dati sui virus che infettano gli esseri umani. La settimana scorsa il National Institutes of Health ha introdotto una nuova politica per fermare la ricerca scientifica che mette a rischio la vita vietando agli scienziati di fare esperimenti che rendono gli agenti biologici più pericolosi. Non c’è tuttavia consenso nel giudicare il pericolo associato a un virus creato dall’AI.

Roggero, Salvini lo visita in carcere: no pressioni su grazia, profilo basso

Roma, 7 ago. (askanews) – Mario Roggero nel carcere di Bollate “lavora tutto il giorno giorno e abbiamo tutta la determinazione per essere vicino a lui alla famiglia, anche quando magari i riflettori si spengono, anche quando la gente va in vacanza. Sta affrontando decine di migliaia di euro di spese legali, quindi cercheremo anche nel concreto di essergli vicino e di chiedere agli italiani di dare una mano”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a margine della sua visita al carcere di Bollate, nel milanese, dove da tre settimane è detenuto il gioielliere di Grinzane Cavour Mario Roggero.

“Poi ci ha chiesto di andare avanti sulla norma che eviterà in futuro risarcimenti danni ai parenti dei rapinatori e dei ladri – continua Salvini -, perché risarcire le famiglie di qualcuno che va a rapinare un onesto lavoratore è qualcosa di impensabile”. “Quindi mi auguro che il Parlamento alla ripresa si unisca tutto, maggioranze e opposizioni, in una norma di civiltà, risarcire i danni di rapinatori a mano armata non è non è morale non è giusto”, sottolinea. “Con la moglie ci scambiamo reciproche riflessioni, cerco di esserci”, “sulla grazia non ho detto nulla nè io nè lui, profilo assolutamente basso, riconoscimento della condanna che c’è, poi chiunque farà le sue valutazioni nei modi e nei tempi che riterrà, non c’è nessuna pressione”, ha concluso Salvini.

Arabia Saudita-Pakistan-Turchia serrano i ranghi con un patto di difesa

Roma, 7 ago. (askanews) – Tre potenze sunnite che serrano i ranghi, preoccupate dalla crescente aggressività di Israele e dell’Iran sciita e dalla sempre maggiore difficoltà del loro storico alleato, gli Stati Uniti, di contenere i disordini regionali. E’ questo, in estrema sintesi, il quadro che ha spinto oggi Pakistan, Arabia Saudita e Turchia a firmare alla Mecca l'”Accordo di Difesa Congiunta”, che stabilisce che “qualsiasi attacco armato contro uno qualsiasi degli Stati sarà considerato un attacco contro tutti”.

L’accordo, siglato nella città santa dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dal premier pachistano Shehbaz Sharif, ha dunque lo scopo di rafforzare la deterrenza collettiva contro qualsiasi atto di aggressione esterna ma al di là di questo, almeno stando alle dichiarazioni diffuse oggi, non fornisce dettagli sugli impegni assunti da ogni Paese. Non è chiaro, insomma, fino a che punto l’accordo vincoli le tre potenze regionali a una specifica azione militare di difesa reciproca.

Innegabile, però, la portata simbolica di un segnale del genere. “Tre degli Stati più influenti del mondo musulmano si riuniscono in un momento di forte incertezza, a dimostrazione di una crescente volontà tra le potenze regionali e di medio livello di coordinarsi più strettamente in materia di sicurezza”, ha commentato a Reuters Abdulaziz Sager, presidente del Gulf Research Center, un think tank con sede in Arabia Saudita. Va ricordato che la Turchia possiede il secondo esercito più grande della Nato, che l’Arabia Saudita, oltre a ospitare i luoghi più sacri dell’Islam, è uno dei maggiori esportatori di petrolio al mondo, e che il Pakistan è l’unico Paese musulmano dotato di armi nucleari. In quest’ottica l’accordo trilaterale “potrebbe rafforzare il peso diplomatico e di difesa collettivo dei tre Paesi, contribuendo al contempo all’emergere di un’architettura di sicurezza maggiormente orientata a livello regionale”, ha aggiunto Sager.

Sebbene Turchia e Pakistan, ai margini del Medio Oriente, abbiano evitato attacchi ritorsivi diretti e significativi da parte dell’Iran, entrambi sono ansiosi di fermare i conflitti che minacciano la loro sicurezza e le loro economie. Per l’Arabia Saudita poi, tre anni di conflitti in Medio Oriente hanno messo a dura prova le sue esportazioni di petrolio e i suoi ambiziosi piani di sviluppo, sollevando seri interrogativi sull’affidabilità della sua storica scelta di affidarsi, per la propria sicurezza, alla protezione “dell’ombrello” statunitnese.

Proprio su questo “nervo scoperto” si sono concentrate le critiche arrivate dall’Iran. “I sauditi dovrebbero sapere che un accordo di carta con la Turchia e il Pakistan non garantirà loro la sicurezza, così come anni di sfruttamento unilaterale degli americani non l’hanno garantita. Riformate le vostre politiche in modo da non dover implorare la sicurezza dagli altri”, ha scritto su X Ebrahim Rezaei, parlamentare e membro della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera dell’Iran.

Da Israele invece, almeno finora, non sono arrivati commenti. L’accordo, fanno notare diversi analisti, non è comunque un “fulmine a ciel sereno”, piuttosto consolida legami militari e strategici di lunga data. Il Pakistan – ricorda Reuters – fornisce addestramento e assistenza tecnica alle forze saudite da decenni, mentre Turchia e Pakistan si sono scambiati navi da guerra e aerei da addestramento. L’Arabia Saudita è un importante acquirente di droni dalla Turchia. Il Pakistan ha schierato circa 8.000 soldati, aerei da combattimento, droni e un sistema di difesa aerea nel regno saudita e ha avviato negoziati con il Kuwait per fornire sicurezza in cambio di cooperazione energetica e investimenti.

Tennis, Jasmine Paolini salta Cincinnati

Roma, 7 ago. (askanews) – Jasmine Paolini non giocherà il Wta 1000 di Cincinnati, in programma in Ohio dal 13 al 23 agosto. L’azzurra, ferma da Wimbledon per un problema al piede sinistro (che non le ha permesso di giocare neanche i tornei di Washington e di Toronto), lo ha annunciato con una storia su Instagram: “Abbiamo deciso di non partecipare nemmeno al torneo di Cincinnati. Dopo la finale dello scorso anno, non vedevo l’ora di tornare, ma il mio obiettivo è essere pronta al 100% per lo US Open e per il resto della stagione. Grazie per il sostegno”.

Arabia Saudita-Pakistan-Turchia serrano i ranghi con patto difesa

Roma, 7 ago. (askanews) – Tre potenze sunnite che serrano i ranghi, preoccupate dalla crescente aggressività di Israele e dell’Iran sciita e dalla sempre maggiore difficoltà del loro storico alleato, gli Stati Uniti, di contenere i disordini regionali. E’ questo, in estrema sintesi, il quadro che ha spinto oggi Pakistan, Arabia Saudita e Turchia a firmare alla Mecca l'”Accordo di Difesa Congiunta”, che stabilisce che “qualsiasi attacco armato contro uno qualsiasi degli Stati sarà considerato un attacco contro tutti”.

L’accordo, siglato nella città santa dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dal premier pachistano Shehbaz Sharif, ha dunque lo scopo di rafforzare la deterrenza collettiva contro qualsiasi atto di aggressione esterna ma al di là di questo, almeno stando alle dichiarazioni diffuse oggi, non fornisce dettagli sugli impegni assunti da ogni Paese. Non è chiaro, insomma, fino a che punto l’accordo vincoli le tre potenze regionali a una specifica azione militare di difesa reciproca.

Innegabile, però, la portata simbolica di un segnale del genere. “Tre degli Stati più influenti del mondo musulmano si riuniscono in un momento di forte incertezza, a dimostrazione di una crescente volontà tra le potenze regionali e di medio livello di coordinarsi più strettamente in materia di sicurezza”, ha commentato a Reuters Abdulaziz Sager, presidente del Gulf Research Center, un think tank con sede in Arabia Saudita. Va ricordato che la Turchia possiede il secondo esercito più grande della Nato, che l’Arabia Saudita, oltre a ospitare i luoghi più sacri dell’Islam, è uno dei maggiori esportatori di petrolio al mondo, e che il Pakistan è l’unico Paese musulmano dotato di armi nucleari. In quest’ottica l’accordo trilaterale “potrebbe rafforzare il peso diplomatico e di difesa collettivo dei tre Paesi, contribuendo al contempo all’emergere di un’architettura di sicurezza maggiormente orientata a livello regionale”, ha aggiunto Sager.

Sebbene Turchia e Pakistan, ai margini del Medio Oriente, abbiano evitato attacchi ritorsivi diretti e significativi da parte dell’Iran, entrambi sono ansiosi di fermare i conflitti che minacciano la loro sicurezza e le loro economie. Per l’Arabia Saudita poi, tre anni di conflitti in Medio Oriente hanno messo a dura prova le sue esportazioni di petrolio e i suoi ambiziosi piani di sviluppo, sollevando seri interrogativi sull’affidabilità della sua storica scelta di affidarsi, per la propria sicurezza, alla protezione “dell’ombrello” statunitnese.

Proprio su questo “nervo scoperto” si sono concentrate le critiche arrivate dall’Iran. “I sauditi dovrebbero sapere che un accordo di carta con la Turchia e il Pakistan non garantirà loro la sicurezza, così come anni di sfruttamento unilaterale degli americani non l’hanno garantita. Riformate le vostre politiche in modo da non dover implorare la sicurezza dagli altri”, ha scritto su X Ebrahim Rezaei, parlamentare e membro della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera dell’Iran.

Da Israele invece, almeno finora, non sono arrivati commenti.

L’accordo, fanno notare diversi analisti, non è comunque un “fulmine a ciel sereno”, piuttosto consolida legami militari e strategici di lunga data. Il Pakistan – ricorda Reuters – fornisce addestramento e assistenza tecnica alle forze saudite da decenni, mentre Turchia e Pakistan si sono scambiati navi da guerra e aerei da addestramento. L’Arabia Saudita è un importante acquirente di droni dalla Turchia. Il Pakistan ha schierato circa 8.000 soldati, aerei da combattimento, droni e un sistema di difesa aerea nel regno saudita e ha avviato negoziati con il Kuwait per fornire sicurezza in cambio di cooperazione energetica e investimenti.

Intesa Sanpaolo: a Ferragosto Gallerie d’Italia aperte gratuitamente

Milano, 7 ago. (askanews) – Le quattro sedi di Milano, Napoli, Torino e Vicenza delle Gallerie d’Italia, polo museale di Intesa Sanpaolo, saranno aperte gratuitamente al pubblico sabato 15 agosto in occasione di Ferragosto.

“Rinnoviamo l’apertura straordinaria e gratuita a Ferragosto – ha detto Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e direttore Generale delle Gallerie d’Italia – per sottolineare il valore sociale dell’impegno in arte e cultura di Intesa Sanpaolo. I progetti espositivi temporanei, la bellezza dei dipinti, delle sculture e delle fotografie in mostra, l’originalità e l’ampiezza dei temi affrontati sono motivazioni per scegliere le Gallerie d’Italia o per tornare a visitarle. I palazzi storici, le collezioni d’arte, le esposizioni e le partnership con i principali musei del mondo rendono Progetto Cultura uno dei più significativi programmi culturali conosciuti in Europa”.

Alle Gallerie d’Italia di Milano è aperta la mostra Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento, curata da Chiara Rabbi Bernard in collaborazione con Bozar – Centre for Fine Arts Brussels. Il percorso espositivo, costruito con rigore scientifico e attraverso opere prestigiose di grandi maestri come Botticelli, Michelangelo, Tiziano, Dürer, Cranach e altri importanti artisti, propone un confronto tra i protagonisti del Rinascimento italiano e nord-europeo, in particolare fiammingo, per indagare costanti e varianti del gusto e dello stile. È inoltre visitabile la mostra Arnaldo Pomodoro. Una vita. Le grandi opere delle Collezioni Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro, curata da Luca Massimo Barbero e Federico Giani e dedicata a uno dei più importanti protagonisti dell’arte contemporanea italiana e internazionale del secondo Novecento, in occasione del centenario della sua nascita.

Alle Gallerie d’Italia di Napoli è visitabile la mostra OBEY: Power to the peaceful, curata da Giuseppe Pizzuto e dedicata all’artista statunitense Shepard Fairey, in arte OBEY, uno degli artisti più influenti della scena urbana contemporanea. Realizzata in collaborazione con Wunderkammern, la mostra esplora uno dei temi più cruciali del nostro tempo: la pace come scelta attiva e responsabilità collettiva.

Alle Gallerie d’Italia di Torino è possibile ammirare la mostra fotografica Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno, curata da Arianna Rinaldo. Il progetto The Day May Break è una serie di circa sessanta opere articolata in quattro capitoli, che ritrae persone e animali colpiti dal cambiamento climatico, dal degrado e dalla devastazione ambientale. Per la prima volta alle Gallerie d’Italia di Torino sono presentati insieme tutti e quattro i capitoli della serie, compreso l’ultimo, commissionato da Intesa Sanpaolo. Prosegue inoltre la mostra Diana Markosian. Replaced, curata da Brandei Estes. Realizzata su committenza originale di Intesa Sanpaolo, presenta in anteprima assoluta il nuovo progetto di una delle più interessanti protagoniste della fotografia contemporanea internazionale.

Alle Gallerie d’Italia di Vicenza è visitabile la raccolta di pittura veneta del Settecento, che offre un affascinante itinerario nell’ultima splendida stagione della Serenissima attraverso le ironiche scene di vita quotidiana di Pietro Longhi e le luminose vedute dei grandi vedutisti. La collezione di icone russe, tra le più importanti d’Occidente e presentata secondo rinnovati criteri museografici, accompagna il visitatore in un suggestivo viaggio alla scoperta della spiritualità ortodossa.

Time in Jazz al via: Amii Stewart, Diodato e i 100 anni di Miles Davis

Roma, 7 ago. (askanews) – Time in Jazz al via: dopo il prologo di tre giornate a giugno, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu vivrà da questo sabato 8 agosto e fino a domenica 16, il clou della sua trentanovesima edizione, con Berchidda (Ss) come sempre al centro di un percorso che coinvolgerà altri quindici comuni del Nord Sardegna: Alà dei Sardi, Arzachena, Banari, Bortigiadas, Budoni, Loiri Porto San Paolo, Luras, Oschiri, Olbia, Porto Rotondo, Puntaldia, San Teodoro, Sant’Antonio di Gallura, Tempio Pausania (l’Agnata), Viddalba.

L’edizione 2026 sotto il titolo ‘Kind of blue’, preso in prestito dal suo storico album del 1959, rende omaggio a Miles Davis nel centenario della nascita del grande trombettista afroamericano. Un tributo che attraversa l’intero cartellone e che si traduce non solo in una serie di concerti dedicati alla sua musica, ma anche in un percorso capace di mettere in dialogo linguaggi, discipline e territori, nel segno della curiosità e della ricerca che da sempre caratterizzano Time in Jazz.

Il cartellone riunisce alcune delle personalità più autorevoli e innovative del jazz, e non solo. In questa edizione assumono un ruolo centrale i trombettisti e i numerosi omaggi, espliciti o ispirati, a Miles Davis. Tra questi spiccano Paolo Fresu con il suo collaudato spettacolo tra musica e teatro ‘Kind of Miles’; l’americano Nicholas Payton affiancato dal sassofonista Rick Margitza, il chitarrista Charlie Hunter e il batterista Greg Hutchinson in ‘The Music of Miles / Coltrane’, un progetto dedicato sia al centenario della nascita di Davis sia a quello di John Coltrane; Giovanni Falzone, che insieme alla Libera Band presenterà ‘Suite for Miles’, una produzione realizzata su commissione di Time in Jazz; e Flavio Boltro, alla guida del Miles Smiles Quartet, formazione nata proprio per celebrare il centenario del grande trombettista americano, al quale il festival intitola anche il Premio Miles Ahead che verrà consegnato al rapper e cantautore italo-tunisino Sayf.

Il lascito artistico di Miles Davis è imprescindibile anche per il percorso musicale del trombettista norvegese Nils Petter Molvær, di scena a Berchidda con la riproposizione dal vivo di ‘Khmer’, il suo album diventato un punto di riferimento fin dalla prima uscita, trent’anni fa, per la capacità di fondere jazz, elettronica e ricerca sonora. Dalla Norvegia arriverà anche Bugge Wesseltoft, pianista, compositore e produttore, tra i principali interpreti del nu-jazz contemporaneo, che presenterà una versione interamente solistica di ‘Am Are’, progetto che prosegue il percorso delle sue pubblicazioni per pianoforte solo, iniziato nel 2007.

La tromba è lo strumento di elezione anche di Markus Stockhausen, atteso in duo con l’iraniano Alireza Mortazavi, compositore e virtuoso del santur, l’antenato persiano del pianoforte; di Fabrizio Bosso, in arrivo con il suo quartetto e il repertorio del nuovo album ‘Routes’; di Luca Aquino, affiancato dal fisarmonicista Natalino Marchetti; e di Giorgio Li Calzi, artefice insieme a Valerio Corzani nel ruolo di narratore del progetto ‘Nica’s Dream. I musicisti di jazz e i loro tre desideri’. Completano la schiera di trombettisti la catalana Andrea Motis con il suo Guitar Trio, e la giovane Matilde Gori (classe 2001), anche lei in trio, alla quale sarà assegnato a Berchidda il Premio Biorepack, il riconoscimento promosso dal consorzio nazionale per il riciclo delle bioplastiche compostabili, partner del festival, destinato all’artista più visionario presente in cartellone.

Gli strumenti a fiato hanno un ruolo di primo piano anche nella Bandakadabra, protagonista della tradizionale traversata musicale da Livorno a Golfo Aranci a bordo di una nave Sardinia Ferries; nella Koro Almost Brass, nel gruppo Satoyama e nella storica Banda Musicale ‘Bernardo De Muro’, dove Paolo Fresu ha mosso i suoi primi passi tra le note prima di intraprendere la carriera che l’ha reso uno dei musicisti italiani più apprezzati a livello internazionale.

Tra tanti ottoni spicca il basso tuba di Theon Cross, una delle figure chiave della nuova scena londinese, la stessa da cui arriveranno a Berchidda anche i Kokoroko con la loro miscela di fiati, ritmi afro, synth e groove coinvolgenti per animare la tradizionale festa di Ferragosto che chiuderà la serie di concerti in programma sul palco centrale del festival in Piazza del Popolo. E l’indomani, domenica 16 agosto, spetteranno infine al ‘padrone di casa’, Paolo Fresu, gli ultimi squilli di tromba nel collaudato e affiatatissimo duo col bandoneonista Daniele di Bonaventura, a suggellare il trentanovesimo Time in Jazz nell’ormai consueto ultimo atto in scena alla Peschiera di San Teodoro.

Nel frattempo altri omaggi in musica saranno stati offerti nell’arco delle nove giornate: Dado Moroni proporrà una sua personale visione ‘pianistica’ del mondo di Miles Davis, mentre il contrabbassista Attilio Zanchi renderà tributo a un altro gigante del jazz, Charles Mingus. Jazz ma non solo anche in questa edizione del festival: ecco quindi Apparat, da oltre vent’anni una delle figure più influenti della musica elettronica tedesca; ecco poi Amii Stewart, un’artista che ha affascinato generazioni di fan con la sua voce potente e la sua carismatica presenza; ed ecco Diodato, uno dei cantautori più intensi ed eleganti della scena italiana, che domenica 9 sarà il protagonista del tradizionale concerto tributo a Fabrizio De André a L’Agnata, uno degli eventi più attesi di ogni edizione di Time in Jazz, come testimonia, anche quest’anno, l’immancabile tutto esaurito.

Il festival sarà anche l’occasione per esporre in vetrina alcune delle produzioni varate dai ‘cantieri’ di Insulae Lab, il centro di produzione musicale di Time in Jazz: ‘Atlantide. Il soffio, il suono, il mare’ dell’Atlantis Quartet guidato da un altro trombettista, Francesco Lento; ‘Universal Chords’ del sassofonista Raffaele Casarano e il chitarrista ungherese Ferenc Snétberger; ‘Elektro Dixie’, un progetto che si muove tra passato e futuro mettendo insieme due batteristi, Stefano Bagnoli e Christian Meyer, Giuseppe Vitale al pianoforte e alle tastiere, e Federico Malaman al basso elettrico; e poi ‘La storia siamo noi’, dove lo scrittore Flavio Soriga racconta vicende e personaggi della storia sarda accompagnato dalle atmosfere musicali di Gianluca Pischedda al violoncello e all’elettronica.

Si riconosce sotto l’insegna di Insulae Lab anche Time After Time, la serie di appuntamenti con la musica dal vivo in programma dopo i concerti serali nella piazzetta antistante il palco di Piazza del Popolo a Berchidda. Anche quest’anno, il compito di guidare le danze è affidato al talento dell’organetto diatonico Pierpaolo Vacca, chiamato a suonare con un artista ogni sera diverso: lo si vedrà quindi duettare con Francesco Piu, tra i protagonisti della chitarra blues in Italia, con la cantante e producer Suz e il chitarrista Davide Angelica, con il trombonista Filippo Vignato, e con WhiteFang, ovvero il chitarrista e cantante Luca Cadeddu Palmas affiancato da Fabio Bruno al basso e Alessandro Di Felice alla batteria. Poi, ancora musica nelle notti berchiddesi: spente le luci sul palco di Time After Time, sale alla consolle Renton con i suoi dj set tra techno, house e minimal, reminiscenze funky, disco e bass music.

A completare il ricco e multiforme palinsesto musicale, torna anche quest’anno il FestivalBar, la vetrina di solisti e gruppi in scena ogni sera in un diverso bar di Berchidda: ospiti in questa edizione la musicista elettronica Gold Mass, il duo indie folk Pick n’ Bow di Samuele Rampani e Virginia Sutera, il trio rock’n’roll/rockabilly The Dangerous 3, e il duo di musica elettronica TAAL di Luigi Mastandrea e Fabio Arcifa.

Insieme alla musica, Time in Jazz ribadisce la sua vocazione di festival capace di intrecciare linguaggi, esperienze e generazioni. Torna così Time to Read, la rassegna dedicata ai libri e ai loro autori, che accompagnerà il pubblico con incontri e dialoghi a ‘Sa colte ‘e su ‘oltiju’, il giardino di Sa Casara, l’ex caseificio ora sede dell’associazione Time in Jazz a Berchidda. Ospiti quest’anno il critico e storico del jazz Ashley Kahn, autore di uno dei saggi di riferimento sul capolavoro discografico di Miles Davis ‘Kind of Blue’, Salvatore Niffoi con ‘La rosa e lo spiedo’ (La nave di Teseo, 2026), Alessandro Bergonzoni con ‘Aprimi cielo. Dieci anni di raccoglimento, articolato’ (Garzanti, 2020), Paola Caridi con il suo ultimo libro ‘La voce di Gaza’.

Reno Brandoni presenterà invece il suo ‘L’urlo di Miles’ (casa editrice Le Ruzzole, 2026) nel tradizionale evento di Ferragosto nella campagna intorno a Berchidda, dove il festival trascorre la giornata con tutta una serie di appuntamenti in programma nelle chiesette campestri di San Michele e di Santa Caterina. Qui, oltre al sempre affollatissimo pranzo a base dei piatti tipici della cucina locale, il pubblico ritroverà Alessandro Bergonzoni protagonista di uno speech nel suo inconfondibile stile affabulatorio, ironico e dissacrante, fatto di giochi di parole, calembour e battute surreali.

La trentanovesima edizione di Time in Jazz salpa dunque gli ormeggi sabato 8 di buon mattino e inizia il suo viaggio alle 7.45 con un evento ormai immancabile di Time in Jazz: la traversata marittima in musica dal porto di Livorno a quello sardo di Golfo Aranci (arrivo alle 16.45) a bordo di una motonave della Sardinia Ferries; un appuntamento che si rinnova per la ventunesima estate consecutiva grazie alla partnership del festival con la compagnia delle navi gialle. A bordo quest’anno, la Bandakadabra, potente marching band capace di affrontare qualsiasi linguaggio musicale con una travolgente carica di energia. Giulio Piola e Daniele Raimondi alle trombe, Kim Gianesini al sax tenore, Simone Capitaneo al trombone, Luca Bellodi al sousafono, Alessandro Orefice al rullante e Gipo Di Napoli alla cassa trasformeranno il viaggio in un prologo festoso: fiati in movimento, ritmi coinvolgenti, improvvisazioni che si mescolano al rumore del mare e al passo lento della nave. Sarà un modo diverso di entrare nel festival, quasi un rito di passaggio: la musica che accompagna il tragitto verso l’isola, come un primo respiro collettivo.

Poi, sbarcata in Sardegna, la Bandakadabra porterà le sue note e i suoi ritmi nei giorni successivi per le vie di Berchidda, scorrazzando in parata musicale tutte le sere verso il tramonto, e la mattina di martedì 11 in un’esibizione all’Aeroporto Olbia Costa Smeralda – S.A. Principe Karim Aga Khan IV. Sulla terra ferma, la giornata inaugurale vive il suo primo evento nel tardo pomeriggio, alle 18, al Golf Club di Puntaldia (con ingresso libero e gratuito) con un’artista che ha affascinato più generazioni di fan con la sua voce potente e la sua carismatica presenza scenica: Amii Stewart. La cantante statunitense presenta ‘Back to my Roots’, lo show in cui propone i suoi grandi hit e classici del R&B in nuove versioni. La scaletta annuncia brani come ‘Knock on Wood’, che nel 1979 decretò il suo successo planetario, ‘Friends’, ‘Try Love’, ‘Grazie perché’, ‘Love Ain’t No Toy’, insieme a reinterpretazioni di pezzi iconici come ‘Ain’t Nobody’ di Chaka Khan e ‘Use Me’ di Bill Withers, ma anche nuovi titoli, come ‘Mama’ e il recente singolo ‘Funk’. Ad accompagnare Amii Stewart sul green di Puntaldia, una formazione che schiera Paolo Paracchini al basso, Dario Tanghetti alle percussioni, Riccardo del Togno alle tastiere, Giuseppe Tringali alla batteria, Jeanne Hadley alla chitarra e cori, per la direzione artistica di Simone Cohen.

In serata si resta ancora sulla costa nordorientale, a Porto Rotondo, dove il Teatro all’aperto ‘Mario Ceroli’ accoglierà alle 21.30 (anche qui con ingresso libero e gratuito) la trombettista, cantante e compositrice Andrea Motis con il suo Guitar Trio in cui è affiancata dai chitarristi Josep Traver e Jurandir dã Silva. Classe 1995, con il suo stile fatto di misura, delicatezza e una naturalezza che incanta, la musicista catalana è una delle voci più sorprendenti del jazz europeo degli ultimi anni. Oltre a un’importante collaborazione con Quincy Jones, Andrea Motis ha condiviso il palco con altre leggende come Milton Nascimento, Omara Portuondo e il Buena Vista Social Club, Esperanza Spalding e Yo-Yo Ma. Al suo attivo una dozzina di album che abbracciano l’intero spettro dei suoi interessi, dal jazz classico al funk passando per la musica brasiliana. Con Josep Traver e Jurandir dã Silva alle chitarre e con Jaques Morelenbaum special guest al violoncello, Andrea Motis ha firmato lo scorso febbraio il suo nuovo album: ‘Intimate’, come promette il titolo, è una conversazione musicale intima e confidenziale, caratterizzata da delicatezza, calore e sincerità emotiva. In questo album, la musicista catalana rivela il suo lato più raffinato, mettendo la sua voce al centro e intrecciando linee di tromba sobrie in un contesto acustico essenziale.

Sempre in serata, ma a Berchidda, la giornata inaugurale propone primo appuntamento con il FestivalBar, la vetrina di solisti e gruppi ospitata ogni sera da un diverso bar del paese. Apre la serie, alle 21.30 al Muretto Café, il duo indie folk Pick n’ Bow di Samuele Rampani e Virginia Sutera con un repertorio di canzoni inedite in inglese, arrangiate con chitarra, voce, violino e stompbox.

Anche il primo appuntamento in agenda domenica (9 agosto) è a Berchidda: a mezzogiorno si inaugurano le mostre allestite negli spazi de Sa Casara, la sede di Time in Jazz; in esposizione le fotografie scattate l’anno scorso durante il festival da Francesca Sara Cauli e David Morresi: ‘What a Wonderful World’, come dichiara il titolo, è il racconto per immagini della passata edizione di Time in Jazz, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni. CasArt è invece l’esposizione permanente della Collezione di Arte contemporanea nata nel 1997 in seno al progetto PAV (Progetto Arti Visive), grazie al contributo degli artisti che hanno partecipato alle iniziative del festival nel corso del tempo. Ad accompagnare l’inaugurazione delle mostre, che resteranno aperte per tutta la durata del festival, un brindisi in collaborazione con la Cantina Sociale Giogantinu.

Nel tardo pomeriggio, alle 18, il festival raggiunge L’Agnata, nei pressi di Tempio Pausania, luogo simbolico e carico di memoria, per vivere uno dei momenti clou di ogni edizione, come prova anche in questa occasione il tutto esaurito: il Concerto per Fabrizio De André con cui Time in Jazz, in collaborazione con la Fondazione a lui intitolata, rende omaggio al grande cantautore genovese nei luoghi che elesse a suo buen retiro. Il protagonista quest’anno è Diodato, uno dei cantautori più intensi ed eleganti della scena nazionale, molto amato dal pubblico e tra i più premiati.

Palazzo Chigi: l’Italia non accetta imposizioni sulle frontiere

Roma, 7 ago. (askanews) – “L’Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale ed il controllo delle frontiere”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi.

“Non intendiamo in nessun caso – viene precisato – rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna, almeno fino al 15 agosto e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia”.

“In quella data – aggiunge la nota del governo – come annunciato dalle stesse autorità spagnole, è infatti attesa a Ceuta una nuova ondata migratoria.

Dunque, “solo quando si avrà la certezza che non vi saranno rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia, che non vi sia una nuova ondata, che non ci siano migranti irregolari diretti verso il territorio europeo, si potrà rivedere quanto già deciso”. Palazzo Chigi aggiunge che la linea sul controllo delle frontiere viene ribadita “senza pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna, analogamente a decisioni simili adottate in passato al governo italiano, ad esempio nei confronti della Slovenia, e da governi europei nei confronti dell’Italia e della stessa Spagna”.

“Nel momento in cui tutte queste condizioni dovessero venire meno – prosegue la nota della presidenza del Consiglio – l’Italia è pronta a continuare un confronto costruttivo con il Governo di Madrid”.

Conclude palazzo Chigi: “Nel frattempo le autorità di frontiera italiane faranno di tutto per garantire la massima agibilità ai cittadini spagnoli ed europei che, é importante sottolinearlo, non sono interessati dal ripristino dei controlli ai confini aerei e marittimi”.

"We are italians": Saturnino e Ray Gelato ospiti The Italian Society

Roma, 7 ago. (askanews) – Nasce per sorprendere una nuova orchestra di swing italiana “The Italian Society”, spinta da un’esigenza semplice e profonda al di là delle logiche di mercato: fare musica per il puro gusto di farla. Questa visione speciale debutta oggi, venerdì 7 agosto, su tutte le piattaforme digitali con il primo singolo inedito “We Are Italians”.Per questo esordio, l’orchestra accoglie due ospiti d’eccezione: Saturnino, tra i bassisti più noti e riconoscibili della scena italiana, e Ray Gelato, sassofonista e cantante britannico considerato un punto di riferimento dello swing internazionale.

Il brano introduce l’universo sonoro ideato dal produttore e compositore Diego Buongiorno: un ensemble di circa 25 musicisti e tre grandi voci, scelte appositamente per la loro forte personalità artistica: Coky Ricciolino, Frankie Micheli e Gabrio Gentilini.

Tre interpreti dai percorsi differenti, chiamati a essere il cuore pulsante della formazione. Tre cantanti schierati contemporaneamente in prima linea che, in perfetto stile Rat Pack, fondono la tradizione e l’eleganza tecnica del bel canto con la freschezza interpretativa di oggi, giocando su un’intesa magnetica e di grande respiro.

La presenza di Saturnino e Ray Gelato arricchisce “We Are Italians”, unendo la grande tradizione orchestrale italiana a una dimensiona globale. Una scelta mossa dall’entusiasmo e dal significato più autentico del verbo inglese to play: suonare, ma anche giocare, sperimentare e farsi sorprendere, dove la cura degli arrangiamenti sposa la massima libertà dell’interpretazione.

La formazione guarda all’immaginario d’oro dello swing senza alcuna nostalgia. Il passato è il punto di partenza per un repertorio originale, costruito su partiture raffinate, grandi performance e un’energia collettiva travolgente.

“C’è un proverbio che dice: male non fare, paura non avere – commenta Saturnino – Io invece dico: musica fare, paura non avere. Oggi tutti sono spaventati e si chiedono come affrontare il mercato musicale. Ma il mercato non si affronta: si fa musica. E quando la musica è vera, trova la sua strada”.

“È stato un grande piacere registrare con The Italian Society – aggiunge Ray Gelato – Ci siamo incontrati per la prima volta durante le sessioni in uno studio di Londra e l’intesa è stata immediata. Sono un gruppo di musicisti straordinari, pieni di talento, e ci siamo divertiti molto a registrare le mie parti vocali per il brano originale We Are Italians. Sono davvero felice di aver preso parte a questo progetto.”

Registrato tra Londra e gli storici Forum Studios di Roma, “We Are Italians” si avvale degli arrangiamenti orchestrali di Tiziano Liburdi e del mix di Fabio Patrignani, unendo dinamica orchestrale e respiro internazionale. L’identità visiva del lancio è invece affidata agli scatti del fotografo Fabrizio Cestari.

Il singolo apre la strada a un percorso ricco di imminenti pubblicazioni e collaborazioni importanti, che culminerà con l’uscita dell’album di debutto prevista per l’autunno 2026. Un racconto in musica firmato The Italian Society, prodotto da Diego Buongiorno, dove l’autenticità e la libertà di dare forma alle idee tornano al centro della scena discografica.

MotoGp, Alex Marquez il più veloce nelle Libere 1 a Silverstone

Roma, 7 ago. (askanews) – Alex Marquez firma il miglior tempo nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Gran Bretagna della MotoGp, sul circuito di Silverstone. Lo spagnolo del Team Gresini ha fermato il cronometro in 1’58″692, precedendo di 173 millesimi l’Aprilia di Marco Bezzecchi e di 282 la Ktm di Pedro Acosta.

Quarto tempo per Raul Fernandez con l’Aprilia Trackhouse, mentre Fabio Di Giannantonio ha chiuso quinto con la Ducati VR46. Il campione del mondo Marc Marquez, sulla Ducati ufficiale, ha ottenuto il sesto crono, a meno di mezzo secondo dal fratello Alex.

Settimo il giapponese Ai Ogura, secondo nella classifica iridata, davanti al leader del Mondiale Jorge Martin, ottavo. Completano la top ten Franco Morbidelli, nono, e Francesco Bagnaia, decimo con l’altra Ducati ufficiale.

La sessione si è disputata su una pista ancora poco gommata, condizione che ha spinto i piloti ad affrontare il tracciato con prudenza. Pedro Acosta è stato protagonista anche di una scivolata senza conseguenze alla curva 15 nelle fasi iniziali delle prove. Più indietro gli altri italiani: Luca Marini ha chiuso tredicesimo, seguito da Enea Bastianini quattordicesimo.

Calcio, Juve, Spalletti: "Mercato ok", domani l’Inter

Roma, 7 ago. (askanews) – Abbiamo lavorato bene sul mercato e siamo tranquilli”. Luciano Spalletti promuove le mosse della Juventus alla vigilia dell’amichevole contro l’Inter a Perth, soffermandosi soprattutto sulla gestione della rosa in vista della nuova stagione. “Il campionato sarà caratterizzato dal fatto che si giocherà il giovedì e la domenica. L’Europa League ti impegna più della Champions e sarà difficile far giocare sempre gli stessi”, ha spiegato il tecnico bianconero, sottolineando la necessità di un maggiore turnover.

Sul reparto offensivo, dopo la partenza di Dusan Vlahovic, Spalletti si è detto fiducioso: “Abbiamo acquistato calciatori che, nella loro somma, riusciranno a superare quei numeri. Non è importante avere un solo attaccante da 20 gol. Kolo Muani riempie bene l’area, Alajbegovic può fare gol e con il lavoro di tutti riusciremo a sopperire”.

L’allenatore guarda all’amichevole contro i nerazzurri come a un test significativo: “Sono partite che ti fanno capire se stai lavorando nella direzione giusta. L’Inter è una squadra tostissima, tra le più forti del campionato, e dovremo essere compatti per tutta la gara”.

Spalletti ha anche chiuso definitivamente il capitolo delle polemiche nate nell’ultimo confronto tra Juventus e Inter: “Non abbiamo creato grossi strascichi e non abbiamo più riparlato di quei comportamenti in campo. Vogliamo soltanto fare una bella partita e imparare qualcosa per arrivare al loro livello”.

Sul mercato, il tecnico ha escluso un interesse concreto per il difensore del Parma Alessandro Circati: “È un giocatore promettente, ma in questo momento abbiamo altri obiettivi e una rosa molto ampia”. Parole di apprezzamento, infine, per il nuovo Director of Performance Darren Burgess, definito “un punto di forza della Juventus”.

In conferenza è intervenuto anche Andrea Cambiaso, che ha spento le voci di mercato: “Ogni estate escono tante notizie, ma io sono molto contento e orgoglioso di rappresentare la Juventus”. Il difensore ha aggiunto che la squadra sta assimilando sempre meglio le idee di Spalletti: “Lavorare con lui fin dall’inizio della preparazione è un vantaggio. Siamo entusiasti e vogliamo crescere”.

Europei nuoto, Paltrinieri quarto nella 3 km

Roma, 7 ago. (askanews) – Gregorio Paltrinieri chiude ai piedi del podio nella tre chilometri knockout sprint agli europei di Nuoto di Parigi. Il 31enne carpigiano – tesserato per Fiamme Oro e Coopernuoto e allenato al Centro Federale di Ostia da Fabrizio Antonelli – risale fino alle prime posizioni dopo essere scivolato indietro, ma non riesce a completare la rimonta e termina quarto in 6’17″0. A conquistare il titolo europeo è l’ungherese David Betlehem, autore di una gara tatticamente perfetta. Il magiaro evita la bagarre nelle fasi più caotiche dello stretto campo gara dell’Île aux Cygnes. Poi piazza l’allungo e tocca in 6’12″9. Argento e bronzo alla Francia con Marc-Antoine Olivier (6’16″2) e Logan Fontaine (6’16″4) con Paltrinieri preceduto soltanto al photofinish. Dopo il bronzo conquistato nella cinque chilometri sulla Senna, l’azzurro rincorreva il podio europeo nella knockout sprint, distanza nella quale aveva già raccolto il quarto posto ai Mondiali di Singapore 2025 e il quinto agli Europei di Stari Grad 2025. Tra i dieci finalisti anche Andrea Filadelli. Il 25enne ligure – tesserato per Marina Militare e Superba Nuoto – chiude decimo in 6’29″6. Si ferma in semifinale Domenico Acerenza.

“Sentivo che ne avevo di più – commenta Gregorio Paltrinieri – Ho ricevuto tante botte, come sempre, negli ultimi 500 metri. Stavo risalendo, ma non c’è spazio: il campo gara della Senna è strettissimo. Non ho una partenza forte come gli altri e quindi mi ritrovo un attimo indietro nei primi giri di boa. Nell’imbuto finale sono stato anche sfortunato e imbottigliato. Sono sempre salito sul podio in Coppa del Mondo nella knockout sprint e oggi era come in una Coppa del Mondo perché ci sono tutti. Il livello è allucinante. Siamo tutti medagliati olimpici”. “Non è stata brutta la gara, è stato brutto il risultato – spiega il 31enne carpigiano campione di tutto – Mi sto sentendo sempre meglio giorno dopo giorno. Purtroppo poi le medaglie non arrivano. Si vive anche di emozioni, non solo di risultati. È stato bello comunque disputare questa gara e mi sono divertito anch’io. Ora testa alla prova a squadre: siamo una grande staffetta e dobbiamo prenderci la rivincita. Ripartirò fiducioso, però sì, c’è da lavorare”. Infine una battuta sul ritiro di Gabriele Detti: “Definirlo compagno di squadra è riduttivo, è un compagno di vita, di tutto. È stato il mio più grande avversario e uno dei miei più grandi amici. Ci siamo divisi ad un certo punto, ma abbiamo continuato a sentirici e stare vicini. Mi fa strano perché è una parte anche di me. Sono contento di tutto quello che abbiamo realizzato insieme e gli auguro un grande futuro”.

Europei nuoto, Taddeucci bronzo nella knockout sprint

Roma, 7 ago. (askanews) – Un’altra medaglia per Ginevra Taddeucci. La regina della Senna aggiunge un altro capitolo alla sua straordinaria settimana europea conquistando il bronzo nella tre chilometri knockout sprint. La 29enne fiorentina di Lastra a Signa – già oro nella dieci e nella cinque chilometri – completa il tris di podi individuali in una gara spettacolare dominata dalla tedesca Isabel Gose. Sul circuito dell’Île aux Cygnes, con la Tour Eiffel a fare da sfondo, Taddeucci – tesserata per Fiamme Oro e AC Group CC Napoli e allenata da Giovanni Pistelli – chiude al terzo posto in 6’44″8 alle spalle di Gose (6’41″0) e dell’ungherese Bettina Fabian (6’44″1). Eliminate in semifinale Linda Caponi, bronzo nella 10 km, e Rebecca Rimoldi, all’esordio continentale.

“Per me la knockout sprint non è una gara difficile, di più – afferma una sorridente Ginevra Taddeuci – Più si accorcia, più diventa complicata. Avevo in batteria la Gose, l’avversaria da tenere d’occhio. Cercavo sempre di arrivare seconda così da averla sempre accanto. Non mi è piaciuto molto il cambio di programma: di solito la semifinale è unica”. “Preferisco gareggiare tutti i giorni senza pausa – prosegue Ginevra – Ho cercato di entrare e di non sentire troppe sensazioni. Alla fine sono andata più di orgoglio che di altro. Sono felice per quello che mi scrivono e per quello che ho realizzato. Soprattutto in questa gara per me veramente difficile perché non sono veloce anche se riesco un po’ a riprendermi alla fine”. Infine sulla Senna: “Oggi non abbiamo trovato arbusti o cose del genere. La Senna non sarà pulitissima, ma è fortunata di sicuro”. (Foto di Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM)

Piantedosi: stop Schengen fino al 15, poi vedremo. È sicurezza nazionale

Roma, 7 ago. (askanews) – “Le polemiche” sulla reintroduzione del Trattato di Schengen con la Spagna, dopo i fatti di Ceuta, “sono da respingere al mittente. Abbiamo adottato questa misura con l’unico obiettivo di tutelare la sicurezza nazionale: lo faremo limitatamente, quando avremo consapevolezza che il pericolo è passato saremo contenti prima di tutto per la Spagna, poi per l’Europa e poi anche per l’Italia”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi intervenendo a Sorrento al tour di Fratelli d’Italia “Bar Italia”.

“Gli stessi organi di intelligence e di sicurezza spagnoli – ha ricordato – hanno dichiarato che è abbastanza fondato quell’appello a ripetere questo tentativo di evasione” dal Marocco a Ceuta “il prossimo 15 agosto: quindi probabilmente, mi auguro che non avvenga, ci sono una serie di elementi che è difficile sostenere che non possano comporre un livello di attenzione” per l’Italia.

“Noi abbiamo dato subito la solidarietà alla Spagna e siamo pronti a darla, non solo con dichiarazioni di principio, ma anche in tutti i contesti e in tutti i modi in cui concretamente questa si può dare tra Paesi che compongono l’Unione Europea, e ho personalmente anche un rapporto di amicizia col collega spagnolo: non c’è nessun dubbio da questo punto di vista, però tuteliamo ovviamente gli interessi della nostra nazione e anche gli interessi di sicurezza nazionale, secondo i canoni dei regolamenti europei”.

La sospensione del Trattato, ha proseguito, “è temporanea”, ma “vedremo, dopo il 15 agosto”, se ripristinare la libera circolazione o meno: “Si osserverà questa minaccia” di un nuovo ‘esodo’ dal Marocco, ma in ogni caso la misura “è fatta con modalità mirate, selettive, diretta a chi non è appartenente a Paesi Ue. I cittadini spagnoli intervistati dai servizi giornalistici nei vari scali aeroportuali hanno dichiarato che ‘ci hanno chiesto semplicemente i documenti, siamo passati oltre, ci abbiamo messo 15 secondi’: quindi non c’è nessun aggrave”.

“Ritengo che questa reazione scomposta fatta anche nel dibattito nazionale sia legata solo al fatto che evidentemente si ritiene un governo come quello spagnolo, a guida socialista, come intangibile secondo la nostra opposizione, per cui” sospendere Schengen “lo possono fare tutti, ma non si può toccare un governo a guida socialista”, ha concluso Piantedosi.

Unipol, Laterza: quota SpaceX asset volatile, non la terremo a lungo

Milano, 7 ago. (askanews) – La plusvalenza potenziale per Unipol dalla quota detenuta in SpaceX si è dimezzata da fine giugno a ai giorni attuali. Lo ha detto l’Ad del gruppo assicurativo, Matteo Laterza, durante la conference call con gli analisti sui risultati del primo semestre 2026, puntualizzando che si tratta di una partecipazione “non strategica”. “La partecipazione in SpaceX è una componente eccezionale, estremamente volatile. Non è una quota strategica. Cercheremo di captare le opportunità e eventualmente di fare un disinvestimento appena ci saranno le giuste condizioni di mercato”.

“Al 30 giugno 2026 – ha poi aggiunto – eravamo a circa 200 milioni di euro di irrealizzato, oggi siamo circa a metà. Ma ogni singolo giorno muta: è un asset molto molto volatile. Non pensiamo di tenere questo investimento per molto tempo”.

Laterza ha voluto poi sottolineare che il segmento della gestion finanziaria di Unipol è “molto forte indipendentemente” dalla quota di SpaceX. “Abbiamo circa il 6% di rendimento anche senza. E’ un segmento con un andamento molto forte e significativo, grazie aanche al forte contributo da dividendi e cedole”.

Per quanto riguarda la gestione finanziaria, nel primo semestre la redditività lorda degli investimenti finanziari assicurativi del Gruppo (portafoglio settore Danni e settore Vita Patrimonio) ha registrato un rendimento complessivo pari all’8,1% degli asset investiti, di cui un 5,1% derivante da cedole e dividendi e 3,1% da realizzi e valutazioni. Al risultato ha contribuito anche la plusvalenza da valutazione sul titolo SpaceX per complessivi 211 milioni di euro, al lordo del relativo effetto fiscale. Anche al netto del contributo di SpaceX, la redditività lorda degli investimenti si attesterebbe al 6%, livello superiore rispetto all’analogo periodo del 2025.

"Tarek da Colorare Live", Rancore lancia il tour europeo da Dublino

Roma, 7 ago. (askanews) – Dopo le esplorazioni dello Xenoverso con il nuovo album “Tarek da Colorare” e le date estive che lo stanno portando sui palchi dei festival di tutta Italia (prossima data il 10 agosto al Dromos Festival a Masullas, Oristano), Rancore è pronto a superare i confini con le date europee di “Tarek da Colorare live”, che partirà il 24 novembre dal The Sound House di Dublino.

Le altre date, prodotte e organizzate da Django Music e in continuo aggiornamento, del tour europeo sono: 27 novembre, Lark di Berlino, 4 dicembre Colours Hoxton a Londra, il 5 dicembre il Pilar a Bruxelles, il 7 dicembre il Toekomstmuziek ad Amsterdam, il 10 dicembre all’Uplouad di Barcellona e l’11 dicembre al Clamores di Madrid.

Rancore porterà anche nelle capitali europee tutta la sua energia e il suo incredibile talento, trasformando ogni concerto in un’esperienza viva e pulsante. Sarà l’occasione perfetta per immergersi nelle sfumature del nuovo album “Tarek da Colorare, che ha esordito al #3 posto nella classifica FIMI/NIQ per album e supporti fisici.

I biglietti del tour sono disponibili online e nei punti vendita abituali. Info biglietti al seguente link: https://linktr.ee/rancorelive2026.

La Spagna dà l’ultimatum all’Italia: ritiri stop a Schengen entro domenica

Roma, 7 ago. (askanews) – Il governo spagnolo ha dato ufficialmente all’Italia un ultimatum per revocare, entro domenica, le restrizioni imposte agli arrivi dalla Spagna via mare e via aerea, a seguito dell’arrivo di oltre 70.000 migranti a Ceuta. In caso contrario, adotterà misure reciproche. E’ quanto si legge in un comunicato dell’esecutivo di Pedro Sanchez, dopo quanto avevano fatto trapelare alcune fonti. Il premier ha interrotto oggi le ferie a Lanzarote per presiedere una riunione di coordinamento sulla crisi migratoria di Ceuta, durante cui ha affermato che saranno utilizzati “tutti gli strumenti e le risorse dello Stato necessari” per riportare “nel più breve tempo possibile” la città autonoma alla “piena normalità”.

Nella nota rivolta all’Italia il governo spagnolo ricorda che il 1° agosto Roma ha reintrodotto i controlli alle frontiere con la Spagna, compromettendo la mobilità di migliaia di passeggeri e creando incertezza giuridica nel pieno della stagione estiva.

La Spagna sottolinea che tale misura, senza precedenti nella storia recente, è stata adottata senza preavviso, unilateralmente e “con argomentazioni pretestuose che non rispettano né il Codice delle frontiere Schengen né la verità”.

Le argomentazioni avanzate dal governo spagnolo, già ripetute nei giorni scorsi, sono le seguenti: in primo luogo, nessuno dei migranti entrati illegalmente a Ceuta la scorsa settimana poteva o può entrare liberamente nell’area Schengen, poiché la città autonoma di Ceuta gode di uno status speciale al suo interno dal 1991. In secondo luogo, grazie alla collaborazione del Regno del Marocco, “praticamente tutti sono già rientrati”. Inoltre, secondo Frontex, l’Italia è lo Stato membro che ha registrato il maggior numero di attraversamenti irregolari negli ultimi anni, “con cifre doppie rispetto a quelle della Spagna”.

Madrid sostiene inoltre che, dal 2022, l’Italia non si conforma al Regolamento di Dublino, generando un ulteriore onere di pressione migratoria sugli altri Stati membri.

Nonostante ciò, la Spagna sottolinea di non aver mai imposto controlli all’Italia e di averle anzi sempre dimostrato solidarietà, accogliendo alcuni dei migranti arrivati a Lampedusa nel 2023 e aprendo regolarmente i propri porti ai migranti soccorsi sulla rotta del Mediterraneo centrale. Di conseguenza, il Governo spagnolo considera il provvedimento adottato dal Governo italiano “ingiusto, contrario agli interessi dell’Ue e discriminatorio nei confronti della popolazione spagnola”.

Pertanto, il governo spagnolo esorta il Governo italiano a porre rimedio alla situazione, a porre fine ai controlli “e a trattare gli spagnoli come tutti gli altri cittadini europei”.

“Se non lo farà entro domenica 9 agosto, la Spagna sarà costretta ad adottare misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei suoi cittadini”, ha aggiunto. Oggi alla riunione governativa in videoconferenza hanno partecipato i ministri della Difesa Margarita Robles, dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, dell’Inclusione e Migrazioni Elma Saiz, della Gioventù Sira Rego e il segretario di Stato agli Esteri Diego Martinez Belio. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sulla situazione a Ceuta dopo l’ingresso di oltre 70.000 migranti a partire dal 30 luglio. Secondo il governo, la maggior parte delle persone è già rientrata in Marocco, mentre circa 150 migranti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’exclave spagnola su suolo nordafricano. L’esecutivo di Madrid ha inoltre esaminato nuove misure di assistenza per i migranti ancora presenti nella città autonoma e iniziative per rafforzare la sicurezza e il benessere della popolazione locale.

(con fonte Servimedia).

Migranti, Sanchez interrompe le ferie: ogni mezzo dello Stato per Ceuta

Roma, 7 ago. (askanews) – Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha interrotto le ferie a Lanzarote per presiedere oggi una riunione di coordinamento sulla crisi migratoria di Ceuta, durante cui ha affermato che saranno utilizzati “tutti gli strumenti e le risorse dello Stato necessari” per riportare “nel più breve tempo possibile” la città autonoma alla “piena normalità”.

Il governo ha reso noto che alla riunione in videoconferenza hanno partecipato i ministri della Difesa Margarita Robles, dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, dell’Inclusione e Migrazioni Elma Saiz, della Gioventù Sira Rego e il segretario di Stato agli Esteri Diego Martinez Belío.

Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sulla situazione dopo l’ingresso di oltre 70.000 migranti a partire dal 30 luglio. Secondo il governo, la maggior parte delle persone è già rientrata in Marocco, mentre circa 150 migranti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere Ceuta. L’esecutivo ha inoltre esaminato nuove misure di assistenza per i migranti ancora presenti nella città autonoma e iniziative per rafforzare la sicurezza e il benessere della popolazione locale. (Con fonte Servimedia)

Banche, First Cisl: boom utili, oltre 15 mln per le 5 più grandi in I sem

Roma, 7 ago. (askanews) – Prosegue nel primo semestre del 2026 la crescita della redditività dei cinque maggiori gruppi bancari italiani. Gli utili netti si attestano complessivamente a oltre 15 miliardi di euro, in aumento del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante la sostanziale stabilità degli interessi netti (- 0,2%). È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl sui conti di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Bper.

A sostenere la crescita degli utili, riporta un comunicato, sono soprattutto l’aumento delle commissioni nette (+ 6,3%) e il forte incremento del risultato dell’attività assicurativa (+24,2%), che confermano il peso crescente del risparmio gestito e dei servizi di wealth management nella composizione dei ricavi bancari.

Risultati trainati dall’attività assicurativa e dalle commissioni, che ora secondo l’analisi ammontano al 39% dei ricavi totali. Risparmio gestito e wealth management sono sempre più centrali. Costo del lavoro stabile, ma dal dicembre 2022 la flessione rispetto ai ricavi è di quasi 9 punti. E nel frattempo prosegue la riduzione delle filiali e dell’occupazione, rileva First Cisl.

Cifre che, da un lato, rassicurano sulla solidità del sistema bancario della Penisola, quindi anche sulla sua capacità di supportare l’economia reale in questa fase di incertezza. Dall’altro potrebbero alimentare il dibattito nel governo sull’ipotesi di chiedere nuovi “contributi” agli istituti di credito, ipotesi su cui si è già schierato il vicepremier e ministro di Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini: “Sarà sicuramente una proposta della Lega nella prossima Legge di Bilancio”, ha detto.

“Le banche italiane stanno facendo guadagni come mai nella storia della Repubblica italiana. Diciamo che siccome stanno facendo profitti enormi grazie anche alla stabilità, alla serietà e alla garanzia del Governo, una parte di questi profitti – ha affermato – che arrivano dai conti corenti degli italiani, sono da reinvestire aiutando le famiglie e le imprese in difficoltà”.

Usa, -23.000 posti lavoro a luglio, secondo dato peggiore del 2026

New York, 07 ago. (askanews) – L’occupazione americana a luglio si è contratta inaspettatamente. Il mese scorso gli Stati Uniti hanno perso 23.000 posti di lavoro (escluso il settore agricolo) rispetto a giugno. Lo ha comunicato il Bureau of Labor Statistics. Si tratta del secondo dato peggiore dell’anno dopo quello di febbraio, l’unico altro mese negativo. Le stime erano per la creazione di 83.000 posti dopo i 20.000 aggiunti a giugno (dato rivisto da 57.000). Il dato di maggio è stato abbassato di 66.000 posti da 129.000 a 63.000. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1% dal 4,2% di giugno dove era visto restare.

Ultimatum della Spagna all’Italia: revochi lo stop a Schengen o ci saranno conseguenze

Roma, 7 ago. (askanews) – Il governo spagnolo ha lanciato un ultimatum all’Italia affinché “rettifichi” la sua posizione e “ponga fine ai controlli alle frontiere” sui cittadini spagnoli, una restrizione adottata dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni in seguito allìingresso di massa di migranti dal Marocco a Ceuta. Lo scrive El Mundo citando fonti del Palazzo della Moncloa.

Se l’Italia non lo farà entro domenica 9 agosto, il governo spagnolo di Pedro Sanchez sostiene che sarà costretto ad “adottare misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità” dei propri cittadini.

Secondo le fonti, la sospensione temporanea della libera circolazione tra i viaggiatori dei due Paesi – in vigore da sabato scorso – “sta compromettendo la mobilità di migliaia di persone e generando incertezza giuridica nel pieno della stagione estiva”. “Questa misura, senza precedenti nella storia recente, è stata adottata senza preavviso, unilateralmente e con argomentazioni pretestuose, incompatibili sia con il Codice delle frontiere Schengen sia con la verità”, hanno aggiunto le fonti. A questo proposito, il governo spagnolo sottolinea che l’Italia ignora il fatto che “nessuno dei migranti entrati irregolarmente a Ceuta la scorsa settimana poteva o può entrare liberamente nell’area Schengen, poiché la città autonoma gode di uno status speciale al suo interno” e che “praticamente tutti sono già rientrati in Marocco”.

L’esecutivo spagnolo aggiunge infine che l’Italia è “lo Stato membro che ha registrato il maggior numero di attraversamenti irregolari negli ultimi anni, con cifre doppie rispetto a quelle della Spagna”.

Caldo in leggero calo: domani e domenica 19 città in "bollino rosso"

Roma, 7 ago. (askanews) – Il caldo estremo che da giorni avvolge l’Italia sembra dare qualche piccolo segnale di cedimento, con le città in “bollino rosso” in leggero calo nei prossimi giorni.

Secondo l’ultimo bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, aggiornato ad oggi, domenica 9 agosto saranno 19 le città in “bollino rosso”: si tratta di Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Viterbo, Catania, Genova, Palermo, Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria; “bollino arancione” per Bolzano e “giallo” per Brescia, Cagliari, Milano, Torino, Trieste, Venezia e Verona.

Oggi, venerdì 7 agosto, invece ancora “bollino rosso” per 26 città su 27 (tutte tranne Bolzano in “giallo”), mentre domani, 8 agosto, le città in “rosso” saranno 19: Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Viterbo, Catania, Genova, Palermo, Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria; “bollino giallo” per Bolzano, Brescia, Cagliari, Milano, Torino, Trieste, Venezia e Verona.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Arabia Saudita, Turchia e Pakistan firmano l’accordo di difesa "La Mecca"

Roma, 7 ago. (askanews) – Pakistan, Arabia Saudita e Turchia hanno firmato “l’Accordo di Difesa Congiunta La Mecca, che stabilisce che qualsiasi attacco armato contro uno qualsiasi degli Stati sarà considerato un attacco contro tutti”. E’ quanto ha reso noto il ministero degli Esteri pachistano.

L’accordo è stato siglato nella città santa dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, dal Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan e dal premier pachistano, Shehbaz Sharif.

Mps, Lovaglio: valutiamo ogni opzione per preservare integrità banca

Milano, 7 ago. (askanews) – Mps chiude il primo semestre dell’anno con risultati sopra le attese del mercato, registrando un utile in crescita oltre 1,1 miliardi e ricavi a 4,02 miliardi, esclude che ci sia ad oggi un progetto su Banco Bpm dopo lo stop alle trattative per una fusione tra pari, ma non svela ancora le carte sulle opzioni strategiche allo studio per difendersi dall’Opas di Intesa Sanpaolo e preservare l’integrità del Monte.

Nonostante la strada per l’istituto guidato da Carlo Messina è sempre più spianata, la partita non sembra però chiusa per l’AD del Monte, Luigi Lovaglio, visto che, oltre a Ubs e Bofa, ha ingaggiato un altro advisor finanziario, l’americana KBW. E sul futuro della banca, nel corso della conference call con gli analisti, cita più volte l’Odissea, nelle sale in questi giorni con la pellicola di Christopher Nolan: “alcune rotte si chiudono e altre si aprono, dal nostro porto sicuro continueremo il nostro viaggio, pienamente convinti dell’importanza di esplorare ogni opzione in grado di creare valore a lungo termine per i nostri stakeholder”. Tra le possibili leve quella di un dividendo straordinario. Dal punto di vista procedurale, qualora il cda decidesse in tal senso, “abbiamo tutto il tempo, ci vogliono 30 giorni per convocare l’assemblea”, ha spiegato Lovaglio.

Anche sulla partecipazione in Generali “ogni decisione futura verrà valutata nell’interesse degli azionisti di Mps”. La quota nel Leone è “nice to have”, ha ribadito (“ma sembra che venga considerata una cosa molto importante da avere anche da parte di altri”).

Le opzioni strategiche saranno valutate da “una posizione di forza”, ha spiegato Lovaglio, “grazie alla solida posizione patrimoniale” (Cet1 al 16,3%, con un ampio cuscinetto di capitale pari a 680 punti base) e “preservando l’integrità della rete”. L’obiettivo, ha sottolineato più volte, è conservare l’integrità della banca. Un riferimento alla spartizione delle filiali tra Intesa e Unipol/Bper se andrà in porto l’offerta. “Sono fermamente convinto che frammentare una rete non crea più valore”, ha detto. “Mps è oggi un asset strategico per l’economia italiana, ha un valore sistemico, ma questo valore dipende dalla integrità della banca stessa”. E porta come esempio la funzionalità di una centrale elettrica: “se la si divide a metà, ciascuna parte può anche rimanere in piedi, ma si rischia di perdere potenza, si riduce la capacità di erogare energia dove serve. Per il settore bancario vale lo stesso principio. Mps non è una semplice somma di filiali, è una rete di relazione, competenza e fiducia. Le filiali non sono edifici, sono antenne che ogni giorno captano i segnali dell’economia reale. Se il sistema perde potenza, le imprese ricevono meno energia, ovvero meno credito”. “La concorrenza – ha detto ancora Lovaglio – sopravvive grazie alla presenza di una pluralità di attori e un campione nazionale dovrebbe rafforzare il tessuto competitivo del paese, non ridurlo, altrimenti la corona potrà anche diventare più grande, ma il regno diventerà più piccolo”.

Su Banco Bpm, preso atto dell’addio al progetto di aggregazione tra pari (“rispettiamo la loro decisione e andiamo avanti”), l’AD di Mps ha smentito le indiscrezioni di stampa di una possibile offerta di Siena direttamente sull’istituto guidato da Giuseppe Castagna: “Oggi non stiamo parlando di nessuna operazione con Banco Bpm”, ha risposto. E anche qui torna con la metafora dell’Odissea: “alcune rotte si chiudono e altre si aprono, ed essendo un navigatore esperto so che possono cambiare i venti. A volte i venti ti spingono verso la tua destinazione, a volte ti riportano al porto da cui si è partiti. La nostra responsabilità non è tanto prevedere i venti, perché è impossibile, ma essere pronti a sfruttare i venti migliori a vantaggio dei nostri azionisti”. In che direzione magari lo si saprà dopo agosto. “Sto pensando se dovervi dire che ci rivederemo a novembre (con l’approvazione dei risultati trimestrali, ndr) o se probabilmente ci vedremo prima, vedremo”, ha detto sibillino Lovaglio chiudendo la call.

Bce informata da Usa su vendite euro per manovra su yen solo ex post (FT)

Roma, 7 ago. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno informato la Bce solo a posteriori dell’utilizzo di euro, la scorsa settimana, per la manovra congiunta effettuata con il Giappone per puntellare lo yen, che era calato ai minimi storici sul dollaro. Lo riporta il Financial Times, citando fonti anonime secondo cui il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent avrebbe riferito dell’accaduto alla presidente Bce, Christine Lagarde solo sabato, mentre la manovra è stata portata avanti il giorno prima, venerdì 31 luglio.

Gli Usa, di concerto con Tokyo, hanno venduto euro per acquistare yen, in modo da rafforzare la valuta nipponica senza che parallelamente si deprezzase il dollaro.

Ma averlo fatto senza, quantomeno, informare prima gli europei è qualcosa su cui fonti della Bce manifestano un chiaro disappunto al qutidiano. “Non è mai accaduto prima”, in molti decenni di cooperazione tra banche centrali e ministeri del Tesoro: “è triste e molto eclatante”, aggiungono le fonti.

Conte: Meloni non ha trovato 5 minuti per verità su Delmastro-Santanchè

Roma, 7 ago. (askanews) – “Sono passate ore… Ma 5 minuti ancora non li ha trovati”. Lo scrive su X il leader M5s Giuseppe Conte proseguendo il botta e risposta con la premier Giorgia Meloni, iniziato ieri dopo l’audizione di Conte nella commissione di indagine sul Covid. La premier aveva scritto sui social, replicando alle parole di Conte, che la commissione non è “un plotone di esecuzione” contro di lui nè si tratta di “un processo a una persona” perchè “la verità sulla pandemia non è un attacco politico. E’ un diritto degli italiani”.

Conte aveva rilanciato, spiegando di essere sempre stato disponibile a rispondere a domande e chiedendo conto a Meloni di altre “verità” a proposito delle chat di Delmastro e del caso Santanchè nonchè della gestione della pandemia da parte delle Regioni di centrodestra “che avete scudato dalle domande”: “Io oggi sono stato per ore a rendere conto e a rispondere. Tu li hai 5 minuti per rispondere all’Italia?”.

Thailandia, sparatoria in una scuola di Bangkok: 7 morti

Roma, 7 ago. (askanews) – Sette persone sono morte e altre 15 sono rimaste ferite in una sparatoria avvenuta in una scuola di Bangkok, in Thailandia. Stando a quanto riportato dal Bangkok Post, le vittime sono tre insegnanti, tre studenti e il presunto responsabile, uno studente trovato morto all’interno dell’edificio.

Il presunto responsabile della sparatoria avvenuta oggi in una scuola alla periferia di Bangkok ha ucciso anche i nonni prima di raggiungere l’edificio scolastico. Lo ha detto il ministro della Sanità thailandese, Pattana Promphat, citato dalla Bbc.

La polizia ha precisato che la pistola calibro 9 mm usata nella scuola apparteneva al nonno, che era un insegnante. Secondo la
polizia, il responsabile, uno studente di 14 anni, ha aperto il fuoco contro insegnanti e studenti prima di togliersi la vita
.

Covid, Campo largo unito difende Conte: "ha ristabilito verità, destra si arrenda"

Roma, 7 ago. (askanews) – “L’audizione di Giuseppe Conte di ieri davanti alla Commissione d’inchiesta sul Covid ha rappresentato una boccata d’ossigeno per un’istituzione della Repubblica che era stata drammaticamente delegittimata da una maggioranza – con Fratelli d’Italia in testa – che ha preferito usarla per la sua propaganda politica. Conte, che all’epoca della pandemia era alla guida del Paese, ha scelto di metterci la faccia, di ristabilire la verità della lotta al Covid, ha restituito dignità al ruolo della politica intesa come servizio alla collettività. Nessuna bagarre politica, ma risposte di ampio respiro e di alto profilo istituzionale. Dopo anni di menzogne e di accuse tanto ridicole quanto gravi da parte di una maggioranza che sembra aver dimenticato il dramma che il nostro Paese ha attraversato, sono bastate poche ore per riportare al centro del dibattito un quadro trasparente e dettagliato, spazzando via teorie strampalate e fake news”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta i capigruppo del centrosinistra di Pd Cinque Stelle Avs e Italia Viva nella nella Commissione d’inchiesta sul Covid Ylenia Zambito, Alfonso Colucci, Filiberto Zaratti e Annamaria Furlan.

“Ora- aggiungono- è il caso che la destra si arrenda di fronte al fallimento della sua crociata, soprattutto perché finisce di fare male al Paese, alle sue istituzioni, alla memoria delle vittime del Covid e a tutti coloro che si sono sacrificati durante la pandemia”.

Caldo almeno fino a Ferragosto: attesi 38-39 gradi a Roma e Milano

Milano, 7 ago. (askanews) – L’anticiclone di origine nordafricana continuerà a dominare sull’Italia almeno fino a Ferragosto, con temperature che dall’inizio della prossima settimana potranno raggiungere 38-39 gradi anche a Roma e Milano. Prima della nuova intensificazione del caldo, venerdì 7 agosto infiltrazioni di aria più fresca atlantica favoriranno temporali al Nord, che potranno risultare localmente violenti, con un temporaneo calo delle temperature.

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo.it, indica per venerdì una progressiva estensione dell’instabilità dalle Alpi alla Pianura Padana. I primi temporali sono attesi al mattino sulla fascia alpina, con una diminuzione delle temperature di circa 5 gradi nei settori centro-orientali. Nel primo pomeriggio i fenomeni raggiungeranno la fascia prealpina e le alte pianure, per poi estendersi dal tardo pomeriggio e in serata alla Pianura Padana, soprattutto nelle aree a nord del Po. In pianura il calo termico dovrebbe fermarsi a 2-3 gradi.

L’elevato calore e l’umidità accumulati dall’inizio della quarta ondata, indicata a partire dal 28 luglio, possono favorire lo sviluppo di celle temporalesche intense. Nel fine settimana l’instabilità dovrebbe invece diminuire, con rovesci prevalentemente confinati alle zone montuose.

Da lunedì l’alta pressione tornerà a rafforzarsi e ad ampliarsi. Le previsioni indicano temperature fino a 7-8 gradi superiori alle medie del periodo in Italia, con Roma e Milano vicine ai 39 gradi. Il caldo interesserà anche una parte dell’Europa: a Parigi sono previsti 37 gradi, mentre valori elevati potranno estendersi fino alla Germania e, secondo le proiezioni, avvicinarsi alla Danimarca. Tedici definisce questa configurazione una “Heat Dome” euro-africana, una cupola di calore di origine subtropicale estesa su una vasta parte del Mediterraneo.

Le proiezioni disponibili indicano la possibilità che il caldo prosegua senza cambiamenti sostanziali fino al 18 agosto. Una rinfrescata viene ipotizzata intorno al 19 agosto, ma potrebbe essere di breve durata e interessare soprattutto il Nord e il versante adriatico. Per venerdì 7 agosto al Nord sono previsti sole e caldo al mattino, seguiti da temporali dal pomeriggio sulle Alpi e in Pianura Padana. Al Centro prevarranno condizioni soleggiate, con temporali pomeridiani sull’Appennino; al Sud i fenomeni potranno interessare l’Appennino e la Sicilia. Sabato 8 agosto il Nord resterà in prevalenza soleggiato e caldo, con temporali soprattutto sulle Alpi. Al Centro sono previsti temporali sull’Appennino in un contesto prevalentemente soleggiato, mentre al Sud dovrebbe prevalere il tempo stabile. Domenica 9 lo scenario sarà simile, con temporali soprattutto alpini al Nord e appenninici al Centro e condizioni stabili al Sud.

Unipol, +42% a 1,06 mld utile netto gruppo I semestre (con Bper)

Milano, 7 ago. (askanews) – Il Gruppo Unipol ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto consolidato reported pari a 913 milioni di euro, in crescita del 46,8% rispetto al 30 giugno 2025, che include il contributo della partecipazione in Bper relativamente al solo primo trimestre 2026. Il risultato comprensivo del contributo della collegata Bper per l’intero semestre, ricalcolato sulla base delle informazioni finanziarie recentemente diffuse dalla banca, si attesta a 1.056 milioni di euro (+42%). Il risultato netto del Gruppo Assicurativo risulta pari a 1.043 milioni di euro (+41,1%). Il miglioramento dei risultati economici, sottolinea Unipol in una nota, “è determinato dal positivo andamento tecnico del core business assicurativo, nonché dal maggior contributo della gestione finanziaria” grazie anche alla valutazione della partecipazione in SpaceX.

Il Combined ratio al 30 giugno 2026 si attesta al 91,8%, “in linea con gli obiettivi di fine Piano Strategico” e il Solvency ratio è al 259%, con il Solvency ratio del Gruppo Assicurativo al 290%.

La redditività tecnica, spiega la nota di Unipol, è trainata, in particolare, “dall’eccellente performance del business Non-Auto” che registra un Combined ratio dell’88,3%, in miglioramento di 3 punti percentualo grazie anche all’apporto del comparto Salute, che chiude il periodo con un Combined ratio pari a 86,6% (anch’esso in miglioramento di 3 p.p. rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente).

Nei primi sei mesi del 2026, la raccolta diretta assicurativa, al lordo delle cessioni in riassicurazione, è stata pari a circa 9 miliardi di euro, in crescita del +3,9% rispetto al dato normalizzato di fine giugno 2025 pari a circa 8,7 miliardi di euro. In particolare, la raccolta netta nei Danni si è attestata a circa 5 miliardi di euro (+3,6%) e nel Vita a circa 4,1 miliardi (+4,4%). I volumi sono stati sostenuti, in particolare, dal comparto Auto (2,428 mld di euro, +6%), dal canale bancassicurazione Danni (346 mln di euro, +10,1%), e dal business Salute (691 mln di euro, +4,1%).

Il risultato ante imposte del settore Danni è pari a 885 milioni di euro rispetto a 520 milioni di euro dei primi sei mesi dell’esercizio 2025. Il risultato ante imposte del settore Vita è pari a 238 milioni di euro, in aumento rispetto ai 180 milioni di euro dello stesso periodo dell’esercizio precedente.

Il risultato ante imposte del settore Collegate bancarie è pari a 103 milioni ed espone il consolidamento pro quota del risultato consolidato di Bper limitatamente al primo trimestre 2026, in riduzione rispetto ai 122 milioni di euro dell’analogo periodo dello scorso anno. Sulla base delle informazioni finanziarie aggiornate per l’intero primo semestre 2026, il contributo di Bper al risultato del Gruppo si attesterebbe a 246 milioni di euro.

Il risultato ante imposte del settore Altre Attività sale a 51 milioni di euro (da 47 mln al 30 giugno 2025) grazie anche al contributo positivo di Gruppo Una, attiva nel settore alberghiero, grazie anche all’effetto traino delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, che registra un utile ante imposte di 20 milioni di euro (+70,1%).

Per quanto riguarda la gestione finanziaria, la redditività lorda degli investimenti finanziari assicurativi del Gruppo (portafoglio settore Danni e settore Vita Patrimonio) registra un rendimento complessivo pari all’8,1% degli asset investiti, di cui un 5,1% derivante da cedole e dividendi e 3,1% da realizzi e valutazioni, “pur in un contesto di mercato influenzato da molteplici elementi di incertezza geopolitica, commerciale e macroeconomici”. A tale risultato contribuisce anche la plusvalenza da valutazione sul titolo SpaceX per complessivi 211 milioni di euro, al lordo del relativo effetto fiscale. Anche al netto del contributo di SpaceX, la redditività lorda degli investimenti si attesterebbe al 6%, livello superiore rispetto all’analogo periodo del 2025.

Il patrimonio netto consolidato ammonta, al 30 giugno 2026, a 11,813 miliardi di euro (da 10,715 mld di fine 2025), quello di pertinenza del Gruppo a 11,503 miliardi (da 10,391 mld di fine 2025).

Terrorismo, 16enne arrestato nel Grossetano per associazione jihadista

Milano, 7 ago. (askanews) – Un sedicenne italiano di origine straniera, residente in provincia di Como, è stato arrestato dalla polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni di Milano. Il ragazzo è indagato per “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale” e per “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”. Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi in provincia di Grosseto, dove il giovane si trovava in vacanza insieme con la famiglia.

L’indagine è stata condotta dalla Sezione Antiterrorismo della Digos della Questura di Milano, coadiuvata dalla Digos di Como e dal Servizio per il Contrasto all’Estremismo ed al Terrorismo Esterno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Gli accertamenti sono partiti da una segnalazione dell’Aisi relativa a un utente attivo su una piattaforma di messaggistica istantanea che, attraverso diversi profili, diffondeva contenuti di propaganda jihadista e favorevoli all’Isis.

Gli approfondimenti investigativi e i servizi svolti sul territorio hanno ricondotto quei profili al sedicenne, che non aveva precedenti di polizia e fino a quel momento non era emerso in ambienti radicali. Le successive attività telematiche hanno portato gli investigatori a individuare un profilo utilizzato dal minore con riferimenti allo Stato Islamico e diverse chat nelle quali venivano condivisi contenuti jihadisti, neonazisti e antisemiti. Gli accertamenti hanno inoltre rilevato un frequente utilizzo di Vpn e di altri strumenti destinati a offuscare i dati. Attraverso questi sistemi il ragazzo accedeva a un noto sito di propaganda di Daesh.

Nelle scorse settimane l’autorità giudiziaria ha quindi delegato alla Digos di Milano l’esecuzione di una perquisizione personale e informatica. L’attività ha portato all’acquisizione di un ingente quantitativo di file digitali sullo Stato Islamico tradotti in diverse lingue, oltre a video e immagini di propaganda relativi a sessioni di addestramento, esecuzioni e anasheed, assieme a contenuti di matrice suprematista e neonazista. Dalle conversazioni acquisite dagli investigatori è inoltre emerso che il sedicenne avrebbe manifestato esplicitamente il proprio sostegno all’Isis e avrebbe affermato di avere collaborato in passato alla realizzazione di contenuti di propaganda dell’organizzazione terroristica. Nel materiale esaminato è stato trovato anche un video in lingua russa, idioma perfettamente comprensibile al giovane, con il logo dello Stato Islamico e contenuti relativi alla fabbricazione di un ordigno esplosivo improvvisato attraverso materiali di facile reperibilità.

Gli elementi raccolti hanno delineato un avanzato percorso di radicalizzazione del minore e hanno fatto emergere interazioni con soggetti organici a Daesh. Sulla base di questi riscontri la Procura minorile di Milano ha chiesto al Gip l’adozione della misura cautelare, successivamente eseguita dalla polizia.

Sulla politica estera passava il discrimine tra Dc e populismo

La politica estera come cartina di tornasole

Per capire la gigantesca e persin mastodontica differenza tra la prima Repubblica – o meglio, la Democrazia Cristiana – e ciò che capita concretamente oggi nella politica italiana, sia a destra ma soprattutto a sinistra, è sufficiente riflettere su come viene pensata, gestita e governata la nostra politica estera. E, soprattutto, su come si pensa di declinarla nell’agenda politica nazionale. Certo, già conosciamo le coalizioni che al loro interno contemplano posizioni non soltanto diverse ma addirittura alternative sul tema specifico. E questo avviene proprio su temi decisivi per l’identità e la credibilità di un Paese come, ad esempio, le alleanze internazionali, la collocazione occidentale o meno, il giudizio sui vari Paesi nello scacchiere mondiale e, in ultimo ma non per ordine di importanza, le scelte politiche concrete che vengono assunte a livello nazionale e sul fronte europeo.

 

Il campo largo e le contraddizioni del programma

Ora, e all’insegna dell’ennesimo e sempre più inquietante escamotage trasformistico ed opportunistico del capo dei 5 Stelle Conte, assistiamo basiti al fatto che nell’alleanza di sinistra e progressista prima si dovrebbe indicare il capo con le miracolistiche e fatidiche primarie e poi si costruisce il programma. Va pur detto che, anche di fronte a queste simpatiche e anacronistiche trovate, nel cosiddetto “campo largo” si può tranquillamente unire l’alfa e l’omega, essendo una coalizione che contiene al suo interno il tutto e il contrario di tutto. È persino inutile fare l’elenco dei protagonisti e degli attori politici perché sono sotto gli occhi di tutti. Ma l’unico dato che emerge, e che è persino inconfutabile talmente è oggettivo, è che non si può chiamare un’alleanza politica e di governo un mero cartello elettorale unito solo e soltanto – lo dicono gli stessi protagonisti – dall’odio implacabile nei confronti del nemico giurato. Perché, per fare un solo esempio concreto, è sbalorditivo, per non dire divertente, prendere atto che il capo del piccolo partito personale di Italia Viva, Renzi – che dice di essere un riformista, di centro e con una poderosa e qualificata cultura di governo – condivide sostanzialmente l’impostazione del populista Conte pur di contribuire ad annientare e distruggere il nemico politico che non ha più diritto di cittadinanza. A proposito di democrazia dell’alternanza… È un atteggiamento, questo, che non merita ulteriori commenti se non quello di rilevare che ormai da quelle parti sono saltate anche le più basilari ed elementari regole che dovrebbero disciplinare un normale confronto politico e di governo.

 

Leredità della Dc e la sfida della credibilità

Ecco perché quando, ancora oggi, parliamo del magistero, del ruolo, della funzione e dell’esperienza politica e di governo della Democrazia Cristiana e dei suoi leader e statisti non possiamo esimerci dal dire che quello era il modello normale, concreto, trasparente e cristallino – nonché credibile e politicamente efficace – su come si dovrebbero comportare i partiti politici, su come costruire un’alleanza di governo e, soprattutto, su come presentarsi di fronte agli elettori. Perché, per tornare alle fondamenta, non esiste coalizione senza un programma condiviso, non esiste un’alleanza politica senza una cultura di governo e, in ultimo, non esiste una classe dirigente quando vincono l’improvvisazione, la casualità, il pressappochismo e la fantasia. Questo è, semplicemente e guarda caso, il populismo demagogico e qualunquista di marca grillina. La politica, la cultura di governo, l’autorevolezza dei leader e la credibilità di un progetto politico abitano da un’altra parte. Con buona pace dei media e della stampa progressista, televisiva e non.

L’abbraccio. Conte e Schlein alla prova decisiva

Oltre i pregiudizi sul dialogo a sinistra

Per i commentatori politici è abbastanza difficile comprendere e spiegare le pulsioni e i fenomeni che caratterizzano la collaborazione politica tra il Partito democratico e il Movimento Cinque Stelle.

Queste difficoltà nascono da varie ragioni, ma soprattutto sono basate su pregiudizi.

Molti sono infatti coloro che, non solo a destra, sperano che questa alleanza non decolli. Altri hanno un insuperabile giudizio negativo verso il Movimento. Altri immaginano la politica come quella scritta nei trattati universitari: teorie prive di fatti e vita concreta.

Per Elly Schlein e Giuseppe Conte, dunque, il percorso è reso complicato anche da questo clima di salottiero scetticismo che circonda le loro iniziative.

Proviamo ad analizzare meglio le cose.

È indubitabile che la costituzione della coalizione che dovrà affrontare e battere il governo Meloni nel 2027 passa per la forza e la tenuta del patto tra Pd e Movimento Cinque Stelle. Intorno a questo asse portante, che dovrebbe raccogliere non meno del 35% dei voti, si dovranno aggregare le altre forze e i partiti.

 

Dal modello dellUlivo alla necessità di una coalizione politica

L’esperienza del centrosinistra, a partire dal 1996, è stata soprattutto quella delle coalizioni uliviste, dove lo scopo era di incollare intorno al Pd più forze e frammenti possibili per contrastare il moloch del centrodestra, a trazione fascio-berlusconiana, che disponeva di potenti televisioni e di mezzi finanziari notevoli. Una sorta di trumpismo ante litteram.

L’Ulivo prodiano non è mai stato una vera coalizione politica, ma solo una generosa armata che ha avuto, a partire dal 2001, un modesto impatto riformatore nell’azione di governo, e quindi una fragile tenuta e durata. Un’armata che conteneva un Pd a vocazione maggioritaria, sostanzialmente incapace di formare coalizioni politiche.

Oggi il Paese è come a un bivio: la maggioranza che sostiene il governo Meloni non è più maggioranza reale nel Paese. Sopravvive con espedienti securitari e grazie al collante del potere e della paura del vuoto.

Se questa maggioranza perderà, sa bene di essere destinata a dissolversi e a non riemergere più sulle stesse basi.

Sembra essere una parabola ormai al termine.

Naturalmente l’avverarsi di questo esito dipende anche dalla forza politica della coalizione alternativa di centrosinistra.

 

La sfida del 2027 e il valore delle alleanze

Ecco, dunque, la responsabilità dei due principali partiti. Non è oggi in discussione la lealtà e l’affidabilità di Giuseppe Conte che, da alcuni anni, lavora nella direzione di dare uno stabile profilo istituzionale al Movimento e, al tempo stesso, di non perdere il carattere della propria storia, nata fuori e contro i partiti della prima stagione repubblicana.

Elly Schlein, la cui figura è molto discussa nei circoli politici, perché troppo “diversa” e quasi “aliena”, ha mantenuto tonico il Pd in questi anni, ha superato prove assai dure, ha dimostrato notevoli capacità di mediazione e di adattamento.

I protagonisti di questa fase, pur molto diversi, non hanno del tutto perso il Dna della nostra storia politica.

De Gasperi e Moro sono sempre stati convinti della necessità di dare al Paese governi di coalizione politica parlamentare. Per cinque decenni l’Italia è cresciuta così.

Le leggi elettorali improvvisate degli ultimi tempi hanno creato una sorta di spinta al maggioritario, che rende oggi necessaria la presenza di coalizioni politiche forti già al momento del voto.

Il cantiere del centrosinistra è in moto per questo. Per definire una base politico-programmatica su pochi punti essenziali.

Già nel 2022 ci sarebbe stato un altro esito se si fosse formata questa coalizione.

L’alleanza tra la Dc e il Partito socialista non fu certo meno rissosa e impegnativa, dagli anni Sessanta agli Ottanta.

Il quadro oggi è certo molto diverso, ma il nodo della formazione di una coalizione politica, coesa nella direzione e in alcuni principali obiettivi, è la sfida da vincere. Tutti i democratici dovrebbero augurarsi che si riesca in questa impresa, il cui esito positivo aprirebbe davvero uno scenario nuovo e motivante anche per molti cittadini oggi scoraggiati.

Ciao maestro, magari ci incontreremo al prossimo Autogrill

Il brano Autogrill del maestro Francesco Guccini è il principale motivo musicale della mia terza silloge poetica, tanto che, in quarta di copertina, è riportato il componimento intitolato Bionda senza averne laria, già proposto nella seconda raccolta (l’unica poesia che ho pubblicato due volte). A precederlo, un’introduzione esplicativa: «“Noi siamo un colloquio”, scriveva il grande Hölderlin. Siamo dunque frutto ed espressione dei nostri incontri, dei dialoghi interiori e di quelli con l’altro/a da noi. Il senso di un incontro non è (necessariamente) nel “lieto fine”, in verità piuttosto improbabile. I versi che seguono, ad esempio, un po’ sanciscono una sorta di ritorno in me stesso, dopo un’esperienza “estatica”, in senso etimologico. Meglio: un ritorno “in me”, ma in “un me” che non è più lo stesso. E le parole del brano Autogrill, di Francesco Guccini, mi aiutano in maniera formidabile a dire ciò».

Ed ecco la strofa chiave, a mio avviso, del maestro: «Bella d’una sua bellezza acerba, bionda senza averne l’aria /  Quasi triste, come i fiori e l’erba di scarpata ferroviaria / Il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere / Che tracciavo con un dito dentro ai cerchi del bicchiere».

Grazie al mio amico Massimo Mezzetti, sindaco di Modena, proprio nella città emiliana avrei voluto presentare le poesie, coinvolgendo Guccini, che, per il tramite dei familiari, si era detto pronto, appena le condizioni di salute glielo avrebbero permesso. Invece il quadro clinico è peggiorato, fino al decesso.

Egli è stato un artista e un pensatore: c’è tanta filosofia nella sua scrittura e nella sua musica. Sospeso, direi, fra sogno utopico, disillusione e lucida visione dei fatti. Ora più che mai, sento anche miei i versi che seguono, del brano Addio: «io, Francesco Guccini, eterno studente / perché la materia di studio sarebbe infinita / e soprattutto perché so di non sapere niente». Prendeva posizione, come è noto, ma al tempo stesso infrangeva barriere: un emiliano “in odor di Toscana”. Tanto da esser cresciuto e da conoscere la morte nella frazione di Pavana, in provincia di Pistoia. E da aver sempre votato Psi, pur considerato dai più quasi come il comunista per antonomasia. Un anarco-comunista, forse.

La sua cifra non era l’osteria, bensì l’umanità.

Francesco Guccini, la voce che ha attraversato le generazioni

Lincontro con un autore fuori dagli schemi

«Se avessi già previsto tutto questo, dati causa e pretesto…». Appena appresa la notizia della scomparsa di Francesco Guccini, mi è subito tornato in mente questo celebre incipit de LAvvelenata. Quelle parole certo non racchiudono il senso della sua lunga vicenda artistica, ma in me hanno evocato immediatamente la prima volta che ascoltai una sua canzone e, poi, perché quel testo richiama con efficacia la struttura culturale e il pensiero di un autore che ha fatto dell’interrogarsi costantemente, dell’ironia, dell’inquietudine e della libertà intellettuale il tratto distintivo della propria opera artistica.

Da questa riflessione, infatti, inizia anche il mio ricordo personale.

Ricordo ancora quando, poco più che quattordicenne, iniziai ad ascoltare Guccini. Ero un giovane militante del cattolicesimo democratico, cresciuto in un ambiente nel quale l’impegno sociale, la partecipazione e la responsabilità erano valori quotidiani. Confesso che, inizialmente, il suo linguaggio mi lasciò sorpreso. Alcuni testi sembravano lontani dalla mia formazione e dalla mia sensibilità.

Poi, negli anni successivi, imparai ad ascoltare e ad approfondire le sue opere con la giusta attenzione e fui particolarmente colpito dai suoi messaggi e dalla profondità delle domande che poneva.

Raccontava il tempo, la memoria, le fragilità dell’uomo, la libertà, le sconfitte, le contraddizioni della società e della politica. Erano poesie affidate alla musica.

Non sempre ero d’accordo con lui, ma questo è umano e naturale. Questa distanza, però, non ha mai rappresentato un ostacolo. Al contrario, è diventata per me un’occasione di crescita.

 

Il dialogo come occasione di crescita

La migliore tradizione del cattolicesimo democratico, quella a cui mi sono ispirato sin da adolescente e che si richiama a figure come Dossetti, La Pira, Moro, Donat Cattin e Bachelet, mi ha insegnato che la forza delle proprie idee non si misura dalla capacità di evitare il confronto, ma dalla disponibilità ad affrontarlo senza pregiudizi. Dialogare con chi ha una cultura diversa non significa rinunciare alla propria identità; significa renderla più consapevole, più matura e, forse, più incisiva.

Anche per questo Guccini è entrato, quasi naturalmente, nella colonna sonora della mia vita.

La mia generazione ha avuto il privilegio di crescere in una stagione irripetibile della canzone d’autore italiana. Guccini, Lucio Dalla, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Antonello Venditti e altri straordinari interpreti hanno saputo raccontare un Paese in trasformazione, accompagnando la crescita civile e umana di milioni di persone. Ognuno con il proprio linguaggio, con la propria sensibilità e con le proprie idee. Quelle canzoni hanno attraversato le nostre assemblee, i viaggi, le amicizie, gli anni degli studi, dell’impegno associativo, politico e sindacale, le speranze e le delusioni di una generazione che cercava di cambiare il mondo senza smettere di interrogarsi su sé stessa.

 

Uneredità che appartiene a tutti

Oggi viviamo un tempo nel quale tutto sembra consumarsi rapidamente: anche la musica, spesso, nasce e muore nel giro di poche settimane. Guccini apparteneva invece a un’epoca nella quale ogni parola veniva scelta con cura, ogni verso custodiva un significato, ogni canzone chiedeva di essere ascoltata e non soltanto semplicemente sentita.

Non celebriamo soltanto un grande artista: rendiamo omaggio, insieme a lui, a una stagione politica e culturale nella quale era ancora possibile confrontarsi duramente sulle idee, senza rinunciare al rispetto dell’altro e senza trasformare ogni differenza in una contrapposizione insanabile.

Le sue convinzioni appartenevano alla sua persona. Le sue canzoni appartengono ormai a tutti noi.

Salutiamo infine Francesco Guccini con un testo che, per quanto mi riguarda, non posso non riprendere: «Perché noi tutti ormai sappiamo, che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge; in ciò che noi crediamo Dio è risorto; in ciò che noi vogliamo, Dio è risorto“.

Mps: utile netto semestre oltre 1,1 miliardi (+25,3%), sopra le attese

Milano, 7 ago. (askanews) – Il gruppo Mps chiude il primo semestre 2026 con un utile netto di oltre 1,1 miliardi (+25,3%), dopo aver registrato nel secondo trimestre un risultato di 610 milioni (+27,3%), sopra le attese del mercato. I ricavi del gruppo salgono a 4,024 miliardi (+4,1%), col dato del secondo trimestre che batte il consensus a 2,065 miliardi. A fine giugno, il Cet1 ratio fully loaded sale al 16,3%, con ampio buffer di capitale rispetto ai requisiti regolamentari (circa 680 punti base), che consente “un’elevata flessibilità strategica”, sottolinea la banca.

“Proseguono, con il supporto degli advisor – informa Mps dopo l’annuncio dell’Opas di Intesa Sanpaolo e lo stop alle trattative con Banco Bpm per una fusione tra pari -, le analisi delle opzioni strategiche, secondo un approccio rigoroso e finalizzato alla massimizzazione del valore nel lungo periodo per tutti gli stakeholder”. In aggiunta agli advisor finanziari già designati, la banca si avvarrà anche di Keefe, Bruyette & Woods, A Stifel Company. Procedono, infine, secondo i piani le attività per l’integrazione di Mediobanca, con il completamento previsto nel quarto trimestre dell’anno.

Covid, ‘Conte-day’ in commissione: "non sono un eroe ma un uomo corretto, non troverete nulla"

Milano, 6 ago. (askanews) – Tre ore di relazione, due ore di domande da parte dei commissari. Il Conte-day in commissione Covid occupa tutto il pomeriggio, nel palazzo di San Macuto che ospita le Bicamerali. E si apre con il colpo di scena orchestrato dall’ex premier: un documento “ricevuto in forma anonima” sul caso delle mascherine della JC Electronics, che Conte consegna ai commissari e che già lunedi scorso ha portato alla Procura di Roma. Un documento che però – ribatte la società – non è una novità, rivendicando che la conformità delle mascherine fornite sia stata già accertata dalle autorità competenti.

Fatto sta che Conte sceglie il contrattacco, e insiste – anche rispondendo alle domande dei commissari – sulla transazione da 100 milioni ‘chiusa’ recentemente e che il centrosinistra da tempo contesta al governo in carica: “Ho l’obbligo di diffidare la presidenza del Consiglio, costituita in giudizio, che ha avuto la responsabiità di indirizzare l’Avvocatura dello Stato. Come è possibile che si realizza la follia che in attesa di un giudizio cautelare lo Stato non aspetta e liquida in fretta e furia 100 milioni a un imprenditore che ne fattura 4, quando per settimane non avete trovato 6 milioni per le mammografie…”. Insomma, “ho l’obbligo di segnalare al ministero della Salute e alla presidenza del Consiglio che c’è da approfondire parecchio” perchè “è di interesse pubblico se sono stati pagati 100 milioni che possono essere il corrispettivo di mascherine contraffatte. Una transazione da 100 milioni senza aspettare il giudizio cautelare è una assurdità giuridica ed economica, sotto ogni punto di vista”.

Oltre alla questione JC Electronics, l’altro aspetto su cui Conte insiste, davanti a una Commissione che definisce “un plotone d’esecuzione contro di me”, è l’assoluta legalità delle sue azioni: “Potete scavare quanto volete, non troverete mai qualcosa di illecito per quanto mi riguarda perchè comportamenti illeciti non ci sono mai stati”. Ancora: “Non mi considero un eroe, ho semplicemente fatto il mio dovere” e “anche se non posso essere certo di aver preso sempre la decisione giusta, ho sempre agito con massimo scrupolo e in buona fede”.

E anche qui Conte contrattacca: “Ho svolto il mio compito con disciplina e onore e non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia perchè queste ombre si estendono anche sugli uomini e le donne dello Stato che si sono battuti per salvaguardare la comunità nazionale. Sono loro – dice rivolto ai commissari del centrodestra – i veri patrioti che erano in prima fila. Poi ci sono gli speculatori su una grave tragedia dai quali non ricordiamo alcun gesto utile al Paese”. Accusa che Conte rivolge in particolare a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia, anche riconoscendo lo stile diverso di un altro avversario, Silvio Berlusconi: in lui “ho trovato un esponente politico con senso di responsabilità per il bene del Paese, con la consapevolezza che l’obiettivo era la salvaguardia del Paese. Altri avevano una visione politica, in termini di noi e loro, di nemici da abbattere, senza pensare alle conseguenze sul Paese. Neppure la pandemia è stata una momento di tregua, anzi hanno alzato sempre più i toni e il livello dello scontro”.

E contro FdI Conte solleva un altro argomento: “Sono stati presentati oltre mille esposti nei miei confronti, poi le indagini della procura di Bergamo. Non mi sono mai lamentato per queste indagini, non ho mai tentato di delegittimare i giudici titolari delle inchieste, alludendo a una loro presunta politicizzazione come spesso purtroppo capita di sentire adesso”. Altre frecciate Conte le riserva al “governo dei migliori”: “Io sono andato via a febbraio 2021”, dopo aver “avviato il piano vaccinale nel segno della libertà di scelta”, “poi c’è stato un altro governo che ha governato per oltre un anno”. Ma attenzione: “Non sto cercando i voti No Vax, li lascio tutti a voi… ho detto un’altra cosa, che quando abbiamo avviato la campagna vaccinale abbiamo ritenuto” di non mettere l’obbligo vaccinale “e mi sono speso per questa soluzione, non voglio usurpare altre scelte che non ho fatto”.

Quello che invece Conte rivendica è innazitutto di aver “salvato centinaia di migliaia di vite”. Poi di aver gestito la pandemia “nel rispetto della Costituzione”, consapevole del rischio che un evento di quella portata “avrebbe potuto compromettere la tenuta democratica del Paese”. E poi di aver fatto da esempio anche ad altri Paesi: “I nostri DPCM venivano tradotti in tutte le cancellerie d’Europa, eravamo un modello”. Sempre in tema di Europa, Conte si ascrive il merito di aver determinato “una reazione unitaria” da parte della Ue, fino ad arrivare a “rompere il tabù degli Eurobond”.

I toni si scaldano – in poche occasioni – solo nella fase delle domande. Con Fdi che lamenta: “Conte ha dato risposte molto lunghe per guadagnare tempo, ma l’audizione non può diventare un suo show”. Con l’opposizione che ironizza: “Capisco che Fdi si aspettasse altro”, dice Zaratti. Ma si tratta solo di un primo round: il 14 settembre Conte tornerà in commissione Covid.

Guccini, Meloni: l’ho amato e mi ha formato, continuerò a cantarlo

Roma, 6 ago. (askanews) – “Francesco Guccini ha interpretato inquietudini e ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni. Conosco a memoria molto dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici. “Cirano” e “Cristoforo Colombo” sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale”. E’ quanto afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l’ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto – al di là delle differenze – sarà sempre la mia bussola”, conclude Meloni.

Europei Tuffi, Pellacani è pokerissimo: 5 ori in 5 gare

Roma, 6 ago. (askanews) – Cinque gare, cinque medaglie d’oro. Chiara Pellacani firma agli Europei di tuffi di Parigi 2026 un’impresa senza precedenti per il movimento italiano e si conferma la nuova regina dei tuffi continentali. La ventitreenne romana completa uno straordinario en plein conquistando anche il titolo nel sincro femminile dal trampolino da tre metri insieme a Elisa Pizzini, dopo aver già trionfato nel Team Event mixed, nel sincro misto con Matteo Santoro, dal trampolino da un metro e nel trampolino da tre metri individuale.

Nell’ultima giornata di gare arriva il sigillo definitivo su una settimana perfetta. Pellacani e Pizzini dominano la finale con 308.07 punti, precedendo le ucraine Kseniia Bochek e Diana Karnafel e le tedesche Lena Corona Hentschel e Jette Müller. Una prova autoritaria che consegna all’Italia il decimo titolo europeo femminile nel sincro dal trampolino e permette a Pellacani di salire a undici ori europei complessivi in carriera.

Per la romana il successo ha anche un forte valore simbolico. La piscina dell’Olympic Aquatic Centre di Saint-Denis era la stessa nella quale, ai Giochi di Parigi 2024, aveva sfiorato il podio olimpico con due quarti posti. Due anni dopo è diventata il teatro della sua consacrazione. “Quei Giochi mi hanno dato più consapevolezza”, ha ripetuto durante la rassegna francese, dimostrando di aver trasformato quella delusione nella spinta decisiva verso la maturità agonistica.

Classe 2002, Pellacani è considerata da anni il volto del futuro dei tuffi italiani. Ha debuttato in Nazionale a soli 14 anni e nel 2018, appena quindicenne, è diventata la più giovane azzurra a conquistare un titolo europeo. Da allora ha costruito un percorso costellato di medaglie continentali, podi mondiali e partecipazioni olimpiche, fino al primo oro iridato conquistato nel sincro misto con Matteo Santoro.

La sua crescita è passata anche dagli Stati Uniti. Dopo due stagioni alla Louisiana State University si è trasferita all’Università di Miami, dove si è laureata in psicologia e frequenta un master in management sportivo. L’esperienza nel circuito universitario NCAA le ha permesso di confrontarsi con un livello competitivo elevato e di sviluppare un approccio ancora più professionale alle gare.

Solare, determinata e ormai punto di riferimento della squadra azzurra, Pellacani ha raccolto l’eredità delle grandi campionesse del passato senza rinunciare a costruire una storia tutta sua. I cinque ori conquistati a Parigi rappresentano il capolavoro della sua giovane carriera e la consacrano tra le protagoniste assolute dello sport italiano. (Foto / DBM)

Europeo Tuffi, Pellacani-Pizzini oro nei 3mt sincro

Roma, 6 ago. (askanews) – Chiara Pellacani ed Elisa Pizzini sono le nuove campionesse europee nel sincro 3m donne. Una gara nel segno della perfezione delle azzurre che hanno chiuso con 308.07 punti. Argento per le ucraine Bochek-Karnafel (278.40) e alle tedesche Hetnschel-Muller (274.59). Chiara Pellacani riscrive la storia dei tuffi completando l’en-plein: 5 ori in altrettante gare. La 23enne romana ha conquistato i successi nel team event, nel sincro misto con Matteo Santoro, dal metro e nel trampolino 3 metri individuale. L’azzurra era già riuscita a vincere cinque medaglie a Roma 2022, ma stavolta sono del metallo più prezioso. Per Elisa Pizzini, 21enne veronese, invece, è la prima medaglia europea in carriera. L’Italia torna sul gradino più alto del podio europeo nel trampolino 3 metri sincro femminile dopo l’oro di Roma 2022 conquistato da Chiara Pellacani ed Elena Bertocchi.

Mediobanca sigla il I semestre con risultati da record, utile +6% a 711 mln

Roma, 6 ago. (askanews) – Mediobanca ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con risultati da record: una crescita dei ricavi del 6%, a quota 1,948 miliardi di euro; il risultato operativo lordo è salito del 12% a 1,173 miliardi, mentre l’utile netto è aumentato del 6% a 711 milioni di euro.

Con un comunicato, Mediobanca riporta un livello di redditività (Rote) al 14,9% sul periodo in esame e un coefficiente di solidità patrimoniale (Cet1) al 15,9%. Sul secondo trimestre riferisce di una accelerazione dei risultati con ricavi cresciuti dell’8% a circa 1 miliardo e un utile netto salito del 15% a 388 milioni di euro.

“Abbiamo chiuso il primo semestre dell’anno con ricavi ed utile netto ai migliori livelli di sempre, ottenendo una performance solida, attesa proseguire anche per i prossimi mesi malgrado il contesto operativo e di mercato caratterizzato da elevata incertezza”, ha commentato L’Amministratore Delegato e Direttore Generale Alessandro Melzi d’Eril. “Un andamento commerciale vivace nell’attività di erogazione nella divisione Consumer Finance così come un’accelerazione delle commissioni nell’ultimo trimestre (in aumento del 15% t/t), in particolare nelle attività di Corporate & Investment Banking (+31% t/t), hanno bilanciato la fase di stabilizzazione del Wealth Management, che chiude, comunque, il semestre con masse in crescita a 117 miliardi di euro”.

“Il semestre conferma, inoltre, la disciplina mantenuta in questa fase di transizione e pone le fondamenta per proseguire efficacemente il processo di integrazione con Banca MPS, su cui restiamo pienamente concentrati. In questo percorso, sono sempre più convinto che la solidità del modello, la vicinanza alla clientela e la determinazione e qualità delle nostre persone contribuiranno a generare valore per tutti gli stakeholder, valorizzando una storia di 80 anni al servizio del sistema Paese”.

Calcio, Uefa contro Infantino: "Boicottiamo i tornei Fifa"

Roma, 6 ago. (askanews) – Il braccio di ferro tra Uefa e Fifa si fa sempre più duro. La confederazione europea conferma la linea di rottura nei confronti della gestione di Gianni Infantino e ribadisce la minaccia di boicottare le competizioni organizzate dalla federazione mondiale.

In una nota ufficiale, l’Uefa ha spiegato che “è rimasta invariata la perdita di fiducia nella presidenza di Gianni Infantino”, sottolineando come non siano arrivate risposte sufficienti sulle contestate proposte di privatizzazione delle principali competizioni internazionali.

“Le proposte di privatizzare le competizioni più importanti dovevano essere ritirate e doveva essere garantito che tentativi di snaturare il gioco in questo modo non si ripeteranno mai più. Queste condizioni non sono state soddisfatte”, si legge nel comunicato.

La frattura nasce dai piani della Fifa di coinvolgere investitori privati nella gestione e nella partecipazione economica di alcuni grandi eventi calcistici. Un progetto che ha provocato forti reazioni in Europa, dove molte federazioni hanno manifestato il proprio dissenso nei confronti dell’attuale governance.

Infantino, nei giorni scorsi dal Marocco, aveva ammesso che alcune proposte avevano generato incomprensioni e aveva parlato di errori di comunicazione, riuscendo però a incassare il sostegno dei vertici della Fifa e a evitare una richiesta formale di dimissioni.

Le rassicurazioni, tuttavia, non hanno convinto l’Uefa, che ora chiede un cambio di rotta. La posizione di Nyon è netta: senza un passo indietro della Fifa, il calcio europeo è pronto a non partecipare agli eventi organizzati dalla federazione mondiale.

Una crisi istituzionale che rischia di aprire uno dei conflitti più importanti nella storia recente del calcio, con il possibile scontro tra le due principali istituzioni del movimento internazionale.

La Guardia civil: serio il rischio di un nuovo attraversamento il 15 agosto a Ceuta

Roma, 6 ago. (askanews) – La Guardia Civil spagnola valuta seriamente il rischio di un nuovo tentativo di ingresso collettivo di migranti a Ceuta il 15 agosto, sulla base di un appello all’azione che circola da giorni sui social network, ma sottolinea che al momento non è possibile stimare il numero dei possibili partecipanti né attribuirne con certezza la paternità. È quanto emerge da un documento di sei pagine, basato su fonti aperte, visionato dall’emittente pubblica RTVE e dettagliato dai media spagnoli.

Secondo il rapporto, “il rischio che l’evento si concretizzi è reale, ma l’entità è incerta”. L’esito dipenderà dalle misure preventive adottate dal Marocco lungo le strade, nelle stazioni, nella zona di Fnideq e sulla costa, oltre che dal rafforzamento dei controlli da parte della Spagna.

L’analisi conclude che “la convocazione è reale e documentata” su Facebook, WhatsApp e Instagram: sui social sono stati condivisi messaggi con date, punti di partenza e indicazioni logistiche. La Guardia Civil precisa tuttavia che la conclusione “rigorosa” dell’indagine non è che “ci sarà un assalto il 15 agosto”, bensì che “esiste una convocazione digitale attiva e potenzialmente mobilitante per quella data”, mentre esecuzione, dimensioni e responsabili restano da confermare.

Sono stati esaminati sia media spagnoli sia marocchini, oltre a gruppi sui principali social con centinaia di migliaia di iscritti. E più che il numero dei membri dei gruppi, appaiono significativi la coincidenza della data del 15 agosto, riferimenti geografici ricorrenti, le discussioni sull’organizzazione del passaggio e la persistenza dei messaggi nel tempo. Contemporaneamente sono diffuse online informazioni false sull’apertura della frontiera, sulla concessione automatica dell’asilo, su presunti aiuti economici e sull’impossibilità di respingere i migranti una volta arrivati a Ceuta.

Quanto all’origine dell’iniziativa, la Guardia Civil afferma che non vi sono elementi per attribuirla al governo marocchino, ai suoi servizi di sicurezza o a specifiche organizzazioni criminali dedite al traffico di migranti. Allo stesso tempo, è ritenuto “errato” considerarla un fenomeno del tutto spontaneo.

Commissione del Senato Usa accusa Antony Fauci di oltraggio al Congresso

New York, 06 ago. (askanews) – La commissione per la Sicurezza interna e gli affari governativi del Senato americano ha votato per accusare l’epidemiologo Anthony Fauci, uno degli architetti della risposta americana alla pandemia da Covid-19, di oltraggio al Congresso per essersi avvalso della facoltà di non rispondere alle audizioni della settimana scorsa.

Rand Paul, il repubblicano che presiede la commissione ha due opzioni: cercare di ottenere un voto finale al Senato, dove tuttavia servono 60 voti che il GOP non ha (ne detiene solo 53), o inviare il caso direttamente al dipartimento di Giustizia che poi deciderà se procedere con accuse penali.

All’inizio dei lavori odierni, Paul aveva insistito sul fatto che il voto odierno non riguarda le “opinioni”, le “politiche” o “qualsiasi cosa abbia detto da un podio sei anni fa”. Per lui il voto è “sul fatto che un testimone che ha ricevuto il beneficio di una grazia (preventiva) federale (da parte dell’ex presidente Joe Biden) possa essere costretto da questa commissione a rispondere alle domande e poi ignorare quell’ordine senza conseguenze”.

MotoGP, Torna Bezzecchi: "Non al 100% ma lotterò fino alla fine"

Roma, 6 ago. (askanews) – Marco Bezzecchi torna in pista a Silverstone dopo l’operazione alla clavicola sinistra in seguito alla caduta durante le qualifiche del Gran Premio di Germania di MotoGP all’inizio dell’estate. Il romagnolo prepara il rientro in gara con un obiettivo preciso: recuperare la condizione fisica e restare agganciato alla lotta per il Mondiale MotoGP. Il pilota Aprilia, reduce da un periodo complicato tra cadute, infortuni e punti persi in classifica, arriva al weekend britannico a 22 punti dal compagno di squadra Jorge Martin.

Il ritorno in sella è già una prima vittoria per il romagnolo, che però non nasconde le difficoltà del momento. “Non mi sento troppo male, ma è un periodo difficile, non sono al top. La spalla non fa troppo male, ma anche il ginocchio sinistro si è infortunato. Vedremo domani, in sella alla moto”, ha spiegato nella conferenza piloti alla vigilia di Silverstone.

Bezzecchi sa che difficilmente potrà puntare subito al massimo risultato: “Non ho troppe possibilità questa volta di puntare al podio, nonostante abbia vinto qui l’anno scorso. Se avrò la possibilità di lottare ci proverò, ma la risposta l’avrò solo dopo essere montato in sella”.

La priorità sarà soprattutto ritrovare il feeling con la moto senza forzare: “Quest’anno correrò con una mentalità diversa. Non voglio pensare troppo alla prestazione, solo salire sulla moto”.

Silverstone resta comunque un circuito speciale per il pilota Aprilia, che lo apprezza per le sue caratteristiche tecniche: “È un tracciato molto completo con frenate forti, rettilinei lunghi, cambi di direzione e curve scorrevoli. È complicato da interpretare: ha una curva dopo l’altra e se sbagli la prima, sbagli anche le successive. Però mi piace tantissimo”.

Durante la pausa estiva Bezzecchi ha lavorato soprattutto sul recupero fisico: “Ho cercato di recuperare, non ho mai smesso di allenarmi. Tutta l’estate sono andato in palestra, ogni giorno, ma ho provato la moto solo una volta, poco prima di venire qui”.

Con ancora molti punti in palio tra Sprint Race e Gran Premi, il pilota dell’Aprilia punta sulla continuità: “È importante essere costante, perché ci sono tanti punti in palio ancora; si può perdere e guadagnare molto rapidamente”.

Dalla prima parte di stagione, segnata anche da momenti difficili, Bezzecchi dice di aver tratto insegnamenti importanti: “S’impara sempre di più nei momenti difficili, ma col team ho un rapporto molto forte. Tutti mi sono stati vicini, sempre. Continuerò a fare tutto ciò che serve, a casa come in pista, per lottare fino alla fine”.

La corsa al titolo resta dunque un obiettivo concreto: “Gli avversari sono tosti, ma credo di poter essere in lotta. Ora penso a rientrare discretamente qui a Silverstone e a limare gli ultimi dettagli dal punto di vista fisico, poi da Aragon sarà una guerra”.

Calcio, Roma, Pellegrini rinnova. Accordo per un’altra stagione

Roma, 6 ago. (askanews) – Lorenzo Pellegrini e la Roma ancora insieme. Dopo settimane di attesa e indiscrezioni, il centrocampista giallorosso ha trovato l’accordo con il club per il rinnovo del contratto, scaduto lo scorso giugno. Il capitano romanista si prepara dunque a vestire ancora la maglia della squadra della sua città.

L’intesa è arrivata dopo l’accelerazione delle ultime ore. Le trattative non erano entrate inizialmente nel vivo, anche perché Pellegrini era impegnato nel recupero da un infortunio e lavorava per ritrovare la migliore condizione fisica.

Secondo quanto riportato da Sky Sport, il nuovo accordo prevede un prolungamento per un’altra stagione. Il centrocampista classe 1996, 30 anni, continuerà quindi la sua esperienza in giallorosso, iniziata nel settore giovanile e proseguita con il ritorno alla Roma nel 2017 dopo la parentesi al Sassuolo.

Marcinelle, Braca: “Il mio docu per chi ha perso i nonni o i padri”

Roma, 6 ago. (askanews) – “Questo documentario è nato per commemorare i settant’anni della tragedia di Marcinelle, ma anche per raccontare la dolorosa vita che hanno fatto tanti emigranti italiani sia in Belgio, nelle miniere, ma anche in altri posti del mondo. Allo stesso tempo vuole essere un segno di speranza per le nuove generazioni, per quelli che hanno perso i nonni o i padri in questa tragedia affinché possano comunque superare un dolore che è ancora molto vivo dentro di loro. Ecco, attraverso il documentario, attraverso le loro rappresentazioni fotografiche, perché hanno fatto delle mostre teatrali, c’è un riscatto. Ecco perché si chiama ‘Il fiore delle terre nere'”. Così il regista Salvatore Braca ha definito, a margine della presentazione in anteprima della sua opera alla Farnesina, il documentario sulla tragedia di Marcinelle “Il fiore delle terre nere”, che andrà in onda domenica 9 agosto su Rai Uno.

Vela, a settembre Porto Cervo capitale dei maxi yacht

Roma, 6 ago. (askanews) – Due settimane di grande vela internazionale attendono la Costa Smeralda. A settembre Porto Cervo tornerà infatti protagonista con due degli appuntamenti più prestigiosi del calendario mondiale dedicato agli yacht d’altura: la 36ª Maxi Yacht Rolex Cup, in programma dal 6 al 12 settembre, e la 23ª Rolex Swan Cup, dal 13 al 19 settembre.

Organizzate dallo Yacht Club Costa Smeralda in collaborazione con l’International Maxi Association e con il supporto di Rolex, le due manifestazioni richiameranno nelle acque dell’Arcipelago di La Maddalena alcune tra le imbarcazioni più competitive ed eleganti del panorama internazionale, confermando Porto Cervo come uno dei templi mondiali della vela.

La Maxi Yacht Rolex Cup vedrà al via una flotta vicina alle 40 unità superiori ai 60 piedi, con due titoli iridati in palio: il Rolex IMA Maxi 1 World Championship e il Rolex IMA Maxi Grand Prix World Championship. A difendere i successi conquistati nel 2025 saranno il WallyCento Galateia di David Leuschen e Chris Flowers, campione nella classe Maxi 1, e il wallyrocket71 Django 7X del socio YCCS Giovanni Lombardi Stronati, vincitore nella categoria Maxi Grand Prix.

Tra i protagonisti attesi figurano grandi nomi della vela d’altura come Leopard 3, V, Magic Carpet E, Tilakkhana, My Song, Capricorno e Deep Blue nella Maxi 1, mentre nella Maxi Grand Prix torneranno a sfidarsi Jolt, Bella Mente, Proteus, Jethou e Balthasar. Atteso anche il debutto di Northstar III, il nuovo JV76 del socio YCCS Peter Dubens.

Grande attenzione sarà riservata anche ai multiscafi, con sei iscritti: Allegra, Coco de Mer, Gaea, Highland Fling 18, Layla e Sophia, quest’ultimo primo trimarano nella storia della Maxi Yacht Rolex Cup.

Il programma alternerà le spettacolari regate costiere tra le isole dell’Arcipelago di La Maddalena alle prove a bastone nelle acque davanti a Porto Cervo per le classi Maxi 1 e Maxi Grand Prix. Una combinazione di percorsi e condizioni che rappresenta da sempre una delle caratteristiche più apprezzate della manifestazione.

Dal 13 al 19 settembre sarà invece la volta della Rolex Swan Cup, organizzata dallo Yacht Club Costa Smeralda insieme a Nautor Swan. L’edizione 2026 avrà un significato speciale perché coinciderà con il 60° anniversario della fondazione del cantiere finlandese e ha già raggiunto quota 167 iscrizioni, con un limite massimo fissato a 170 imbarcazioni.

La flotta celebrerà tutta la storia del marchio Swan, dalla capostipite Tarantella, il primo Swan 36 costruito nel 1966 e recentemente restaurato, fino ai modelli più moderni come gli Swan 128 Be Cool e Raijin e il nuovo Swan 80 Elvi.

Saranno rappresentate tutte le anime del mondo Nautor Swan: dalle classi One Design di ClubSwan Racing agli yacht storici della categoria ClubSwan Legacy, fino ai modelli moderni di ClubSwan Spirit. A unire idealmente le due settimane sarà lo Swan 65 Shirlaf di Giuseppe Puttini, varato nel 1976 e protagonista sia della Maxi Yacht Rolex Cup sia della Rolex Swan Cup nel suo cinquantesimo anniversario.

La stagione sportiva dello Yacht Club Costa Smeralda proseguirà poi fino a ottobre con la J/70 Cup and Italian Championship, in programma dal 2 al 4 ottobre. Un calendario che conferma la volontà dello YCCS di mantenere Porto Cervo al centro della vela internazionale anche oltre i mesi di maggiore affluenza turistica, contribuendo ad allungare la stagione e a valorizzare il territorio. (Credit Rolex/Carlo Borlenghi)

MotoGp, il calendario del motomondiale e i vincitori

Roma, 6 ago. (askanews) – Questo il calendario del MotoGp 2026 ed i vincitori:

GP Thailandia (Buriram, Thailandia, 1 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Brasile (Goiânia, Brasile, 22 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Texas (Austin, Stati Uniti, 29 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Spagna (Jerez de la Frontera, Spagna, 26 aprile) vincitore: Alex Marquez (Gresini Racing) GP Francia (Le Mans, Francia, 10 maggio) vincitore: Jorge Martin (Aprilia) GP Catalogna (Barcellona, Spagna) vincitore: Fabio Di Giannantonio (Ducati) GP Italia (Mugello, Italia, 31 maggio) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Ungheria (Balaton, Ungheria, 7 giugno) vincitore: Marc Marquez (Ducati) GP Repubblica Ceca (Brno, Repubblica Ceca, 21 giugno) vincitore: Marc Marquez (Ducati) GP Paesi Bassi (Assen, Paesi Bassi, 28 giugno) vincitore: Ai Ogura (team Trackhouse Racing, Aprilia) GP Germania (Sachsenring, Germania, 12 luglio) vincitore: Marc Marquez (Ducati)

GP Regno Unito (Silverstone, Regno Unito, 9 agosto) GP Aragona (Aragón, Spagna, 30 agosto) GP San Marino (Misano, Italia, 13 settembre) GP Austria (Red Bull Ring, Austria, 20 settembre) GP Giappone (Motegi, Giappone, 4 ottobre) GP Indonesia (Mandalika, Indonesia, 11 ottobre) GP Australia (Phillip Island, Australia, 25 ottobre) GP Malesia (Sepang, Malesia, 1° novembre) GP Qatar (Lusail, Qatar, 8 novembre) GP Portogallo (Portimão, Portogallo, 22 novembre) GP Comunità Valenciana (Valencia, Spagna, 29 novembre)