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Salute mentale, rompere il silenzio delle donne

Milano, 8 ott. (askanews) – Una donna su tre sperimenta ansia o depressione nel corso della propria vita. Eppure parlare apertamente del proprio benessere mentale resta difficile: secondo un’indagine Lanc me-Ipsos, l’80% delle donne ammette di dire “sto bene” anche quando non è così. È da questa realtà che nasce “I’m Fine”, il progetto globale di Lanc me per sensibilizzare sulla salute mentale femminile e favorire una maggiore attenzione ai primi segnali di disagio.

In Italia, Lanc me ha scelto Telefono Amico come partner per portare avanti questo messaggio, puntando sull’ascolto e sulla possibilità di trovare uno spazio libero dal giudizio in cui esprimere ciò che si prova.

“Avere uno spazio è fondamentale per fare chiarezza nei propri pensieri, riordinarli e dare l’opportunità di esprimere il proprio malessere. Senza che sia una mera questione di genere, la donna affronta nella vita molte fasi particolarmente delicate, anche dal punto di vista biologico: dall’adolescenza al ciclo mestruale, fino alla maternità, all’allattamento e alla menopausa. In questo senso, si trova ad affrontare una complessità maggiore rispetto al resto della popolazione” ha dichiarato Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia.

Una collaborazione che nasce dalla volontà di affrontare il tema non soltanto attraverso la sensibilizzazione, ma anche con strumenti concreti di prevenzione e di consapevolezza: nell’ambito del progetto viene infatti messo a disposizione di tutte le donne un test di autovalutazione clinicamente validato – disponibile sul sito della campagna IMFINE.COM – che aiuta a identificare precocemente i segnali di rischio e a favorire un intervento tempestivo.

“Lanc me è un marchio globale che si occupa di bellezza. Ma la bellezza non è soltanto come appariamo, dipende soprattutto da come ci sentiamo. Per questo abbiamo deciso di avviare una partnership negli Stati Uniti con l’associazione ADAA, specializzata nei disturbi d’ansia e depressione femminile, e di affiancarla a livello locale con Telefono Amico Italia. Vogliamo declinare questo grande progetto sul territorio per stare vicini alle donne e affrontare un tema sempre più urgente come la salute mentale, che rappresenta la naturale estensione dei nostri valori” ha aggiunto Letizia Galeotti, General Manager di Lanc me Italia.

“I’m Fine” invita così a prestare maggiore attenzione al proprio benessere mentale, superando il silenzio e la difficoltà di mostrarsi vulnerabili. Un percorso che parte da un gesto semplice: riconoscere quello che si prova e trovare il coraggio di parlarne.

"Faccia a faccia con Putin", l’incontro con lo "zar" di Stefano Polli

Roma, 8 ott. (askanews) – Osservare Vladimir Putin da vicino, coglierne gli sguardi, i gesti, le reazioni alle domande. Ma soprattutto comprendere il modo in cui il leader del Cremlino costruisce il proprio racconto della realtà, attraverso un linguaggio misurato, un’ironia sottile e una straordinaria capacità di governare il confronto, facendo della comunicazione uno strumento di potere. È questa l’esperienza che Stefano Polli, giornalista e analista di politica internazionale, già vicedirettore dell’ANSA, racconta nel suo nuovo libro “Faccia a faccia con Putin”, pubblicato da Rubbettino Editore nella collana La Nuova Europa (pp. 132, euro 15) in libreria dal 23 ottobre.

Il volume nasce da un’esperienza giornalistica straordinaria: Polli è stato l’unico giornalista italiano a intervistare Vladimir Putin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina.

È il 5 giugno 2024. Nella sede della Gazprom a San Pietroburgo, affacciata sul Golfo di Finlandia, il presidente russo incontra un ristretto gruppo di giornalisti delle principali agenzie di stampa internazionali. Tra loro c’è Polli, seduto esattamente di fronte a Putin, a poco più di un metro di distanza dall’uomo che ha deciso l’invasione dell’Ucraina e che, con le sue scelte, ha contribuito a sconvolgere gli equilibri internazionali.

Non è soltanto il resoconto di un’intervista eccezionale. È un viaggio dentro il sistema di potere russo, un tentativo di comprendere il pensiero di Vladimir Putin attraverso le sue parole, i suoi atteggiamenti, le sue strategie e le contraddizioni della narrazione con cui il Cremlino giustifica la guerra.

Polli racconta un Putin freddo, lucidissimo, capace di parlare per ore senza consultare appunti, di alternare l’ironia alle minacce, di ricostruire con precisione la propria versione della storia e di riportare continuamente il confronto sul terreno che gli è più favorevole.

Ma che cosa vuole davvero Putin? Qual è il disegno che si nasconde dietro l’invasione dell’Ucraina? E fino a dove è disposto a spingersi nello scontro con l’Occidente? Sono alcune delle domande intorno alle quali si sviluppa il libro.

Durante l’intervista Polli affronta direttamente uno dei temi più delicati del conflitto: la decisione di alcuni Paesi occidentali di consentire all’Ucraina di utilizzare i propri missili per colpire obiettivi in territorio russo. La risposta di Putin è un avvertimento all’Occidente e apre uno degli scenari più inquietanti del confronto tra Mosca e la NATO.

Il presidente russo risponde anche a una domanda dell’ANSA sui rapporti con l’Italia, distinguendo la posizione italiana da quella di altri Paesi europei e lasciando intravedere, nelle sue dichiarazioni, la possibilità di una futura ripresa delle relazioni tra Roma e Mosca.

Ma la parte forse più significativa del libro è quella che va oltre le parole pronunciate durante l’intervista.

Polli osserva da vicino il metodo comunicativo di Putin, la sua capacità di costruire una narrazione coerente e persuasiva e la visione di una Russia chiamata, secondo il Cremlino, a riconquistare un ruolo centrale nell’ordine mondiale. Il giornalista cerca di individuare le ragioni più profonde della guerra, oltre le giustificazioni ufficiali diffuse dalla propaganda russa.

Il racconto si allarga poi ai cinque giorni trascorsi a San Pietroburgo: la vita quotidiana in un Paese in guerra, le conseguenze delle sanzioni, l’economia russa, il rapporto con la Cina e con il Sud globale. Fino a interrogarsi sulla trasformazione della guerra moderna e sulla possibilità che il conflitto tra Russia e Ucraina possa estendersi al continente europeo.

L’esperienza diretta del giugno 2024 diventa così il punto di partenza di un’analisi che arriva fino all’estate del 2026, affrontando il controverso rapporto tra Putin e Donald Trump, le difficoltà della diplomazia, l’evoluzione del conflitto e il ruolo di un’Europa chiamata a confrontarsi con un ordine internazionale profondamente cambiato.

Con lo sguardo dell’inviato e l’esperienza dell’analista di politica internazionale, Polli offre al lettore qualcosa di diverso da una semplice ricostruzione geopolitica: la testimonianza di chi ha potuto osservare personalmente uno dei protagonisti centrali della politica mondiale contemporanea.

“Faccia a faccia con Putin” è anche una riflessione sul giornalismo, sulla necessità di interrogare il potere senza diventarne il megafono e sull’importanza di distinguere i fatti dalla propaganda, soprattutto quando l’informazione stessa diventa uno strumento di guerra.

Stefano Polli, scrittore e analista di politica internazionale, ha legato la sua carriera all’ANSA, di cui è stato inviato speciale e vicedirettore. Ha seguito i maggiori conflitti dagli anni Novanta a oggi e i più importanti summit mondiali. Tra i pochi a entrare in Corea del Nord, ha intervistato Fidel Castro ed è l’unico giornalista italiano ad aver incontrato Vladimir Putin dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

Giovani e sostenibilità, il peso del digitale

Milano, 8 ott. (askanews) – Il digitale non è senza impatto. Per il 46% degli Under 30 italiani, quello delle nuove tecnologie è ormai paragonabile all’impatto ambientale dei combustibili fossili o della deforestazione. È uno dei dati che emerge dalla terza edizione dell’Osservatorio Giovani & Sostenibilità di Angelini Industries, presentato a Milano presso il Salone della CSR, che fotografa una generazione sempre più attenta anche alla dimensione sociale della sostenibilità.

Un’indagine nata per ascoltare e comprendere l’evoluzione delle aspettative dei giovani, anche davanti alle nuove sfide legate all’intelligenza artificiale e al cosiddetto “bioma digitale”. Per Angelini, conoscere queste sensibilità significa anche orientare il proprio percorso di sostenibilità e responsabilità sociale.

“Questo ci dimostra alcuni elementi: il primo è che c’è una grandissima consapevolezza che porta anche a delle piccole-grandi azioni e poi, di conseguenza, nell’utilizzo più saggio di queste nuove tecnologie. Il secondo è che, accanto alla consapevolezza sui temi ambientali, sta emergendo una consapevolezza sugli impatti sociali delle attività delle imprese” ha dichiarato Isabella Falautano, Group Chief Sustainability & Communication Officer di Angelini Industries.

Ma il rapporto con le nuove generazioni passa anche dalla formazione e dalla possibilità di trasformare le competenze in opportunità professionali. È questa la direzione di Angelini Academy, che ha aperto i propri programmi anche all’esterno, creando nuovi collegamenti tra università e imprese.

“Il nostro sistema scolastico produce dei perfetti professionisti, molto bravi e con competenze tecniche che, magari, noi che lavoriamo in azienda da più tempo abbiamo anche un po’ in obsolescenza. Sono fantastici nell’utilizzo delle tecnologie emergenti. Quello che magari manca, e che non permette ai ragazzi e alle ragazze giovani di esprimere al meglio subito il loro potenziale, è capire il contesto in cui si trovano” ha aggiunto Tiziana Carnicelli, General Manager di Angelini Academy.

Dalla consapevolezza sull’impatto della tecnologia alla formazione, il messaggio che arriva dai giovani è chiaro: la sostenibilità non riguarda solo l’ambiente, ma anche le persone e il loro futuro. E proprio su questo terreno si gioca la sfida tra competenze, innovazione e mondo del lavoro.

Calcio, Ceferin si ricandida alla presidenza Uefa

Roma, 8 ott. (askanews) – Aleksander Ceferin accoglie la richiesta unanime delle 55 federazioni nazionali Uefa e annuncia la candidatura per un ultimo mandato alla presidenza dell’organizzazione. La decisione è stata comunicata a Berlino durante un incontro con i presidenti e i segretari generali delle federazioni europee. Ceferin punta così a proseguire la sua guida oltre il 2027: la rielezione sarà sottoposta al 51esimo Congresso Ordinario Uefa, in programma ad Astana, in Kazakistan, il 22 aprile 2027.

Negli ultimi mesi tutte le 55 federazioni avevano chiesto al presidente di rivedere la precedente decisione di non ricandidarsi. “Desidero ringraziare le federazioni nazionali per la fiducia che hanno riposto in me. Negli ultimi anni abbiamo affrontato sfide straordinarie e lo abbiamo fatto come un’unica squadra”, ha detto Ceferin. “C’è ancora molto lavoro importante da portare avanti e, per questo, ho accolto la loro richiesta. La mia ambizione rimane la stessa: continuare a mantenere unito il calcio europeo, rafforzare il nostro movimento e lasciare una Uefa pronta ad affrontare le sfide della prossima generazione”.

Nel suo intervento il presidente ha ringraziato anche la famiglia per il sostegno alla scelta: “Questa decisione richiede molto anche a loro e non avrei potuto prenderla senza la loro comprensione e il loro sostegno”.

L’incontro di Berlino ha affrontato anche il tema della governance della Fifa. Uefa e tutte le federazioni nazionali, con l’eccezione dell’Associazione delle Federazioni Calcistiche dell’Azerbaigian, hanno concordato una linea comune sulle riforme necessarie nell’organizzazione mondiale. Le federazioni hanno ribadito di aver perso la fiducia nell’attuale leadership della Fifa, sostenendo che una riforma istituzionale debba essere accompagnata anche da un cambiamento ai vertici.

Per il calcio europeo serve una leadership “rispettata e capace di unire”, radicata nel mondo del calcio, con esperienza e visione, in grado di ottenere la fiducia delle diverse regioni e impegnata su sviluppo, riforme, integrità e indipendenza.

Le discussioni sulla riforma e sul futuro della leadership della Fifa proseguiranno nelle prossime settimane tra le federazioni Uefa e con le federazioni delle altre confederazioni. Un nuovo incontro delle 55 federazioni nazionali europee è previsto entro il 17 novembre 2026.

Terravision: appello per la parità d’accesso nell’UE

Roma, 8 ott. (askanews) – Un messaggio chiaro e diretto quello mandato da Giovanni Fabi, Presidente di Terravision Electric S.p.A. ai vertici delle autorità italiane e straniere. Il tema in questione è l’apertura a marchi esteri come Flibco per quanto riguarda la gestione di stalli di servizi di linea, in direzione aeroporto, presso la stazione di Milano Centrale e il contemporaneo blocco ricevuto dal gruppo da parte dell’aeroporto di Bruxelles-Charleroi.

Sulle scrivanie del sindaco di Milano Giuseppe Sala, del Governatore della Lombardia Attilio Fontana, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e del Vicepresidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo Matteo Ricci è arrivata una lettera che richiede gli stessi principi di trasparenza, non discriminazione e parità d’accesso sia in territorio nazionale che in territorio UE.

Nel 2006 Terravision ha presentato l’interesse di avere uno stallo da e per l’aeroporto Bruxelles-Charleroi vedendosi però chiudere la porta a favore di una sub-concessione a Flibco fino al 2034, azienda già subentrata alla società italiana all’aeroporto di Londra Stansted nel 2024.

La volontà non è quella di alzare barriere commerciali, ma di mettere la tutela dei passeggeri al primo posto grazie a regole trasparenti e uguali per tutti.

Ok della Ue all’Italia sulla clausola di salvaguardia per spese in difesa ed energia

Roma, 8 ott. (askanews) – Via libera della Commissione europea alla richiesta dell’Italia di attivare la clausola nazionale di salvaguardia sul Patto di stabilità e di crescita, per le spese supplementari in difesa e infrastrutture di energia. “Oggi rappresenta un passo importante nella procedura prevista dalla salvaguardia nazionale. Lo scorso 11 settembre abbiamo ricevuto dall’Italia una richiesta di attivazione. L’Italia è il 19esimo Paese a farne richiesta. Abbiamo valutato la richiesta e la nostra valutazione ha concluso che nel caso dell’Italia l’attivazione della clausola non mette a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche nel breve periodo. In altri termini, la nostra valutazione è positiva”, ha riferito un portavoce della commissione europea, Balazs Ujvari durante la conferenza stampa di metà giornata Ora la questione passa al Consiglio europeo “che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo, a quel punto la clausola potrà essere ufficialmente attivata dall’Italia”, ha spiegato.

Mps, Credit Agricole: non aderiremo a Ops su Banco Bpm

Milano, 8 ott. (askanews) – Credit Agricole gela Mps e respinge ufficialmente l’Ops su Banco Bpm, di cui i francesi sono i primi azionisti con una quota a ridosso del 30%. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo Credit Agricole, Olivier Gavalda. “Abbiamo deciso” di non offrire le azioni nell’ambito dell’offerta, ha affermato durante una conferenza stampa a Francoforte, secondo quanto riportano le agenzie internazionali.

Un’altra “gelata” sui piani dell’AD del Monte, Luigi Lovaglio, di rispondere all’Opas di Intesa Sanpaolo con le due Ops su Banco Bpm e Banca Generali. Dopo l’appoggio di Delfin e di Edizione dei Benetton all’offerta di Ca’ de Sass, questa mattina il gruppo Caltagirone ha dichiarato che non voterà a favore delle operazioni straordinarie all’ordine del giorno all’assemblea del Monte del 29 ottobre, portando il fronte del “no” a circa un terzo del capitale.

Calcio, Gasperini: "Scudetto in tre anni, magari anticipiamo".

Roma, 8 ott. (askanews) – “Scudetto entro tre anni? Magari anche prima”. Gian Piero Gasperini si gode l’ottimo avvio di stagione della sua Roma e non nasconde le ambizioni in vista della sfida di domenica contro il Como. In un’intervista al Corriere di Bergamo, il tecnico giallorosso parla anche del suo passato e del legame mai interrotto con Bergamo.

“Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare. Però siamo consapevoli che la strada è lunga. Nel football non esistono vie diritte o percorsi netti. Ci saranno alti e bassi. Se riusciremo a gestirli, chissà…”, dice Gasperini parlando dello scudetto.

Il tecnico torna poi sul suo passato all’Atalanta e sul 3-4-3, modulo che ha segnato la sua carriera: “Il punto più alto l’ho raggiunto con l’Atalanta. È il mio modo di vedere il calcio, ma i numeri contano fino a un certo punto. L’aspetto fondamentale è giocare da squadra: credere in un lavoro collettivo, nel quale gli attaccanti difendono e i difensori attaccano”.

Gasperini ricorda anche il difficile periodo all’Inter: “L’esonero dall’Inter è stato forse il momento peggiore. Però ho saputo rialzarmi. E devo tanto all’Atalanta, che ha continuato a darmi fiducia, anche quando i risultati non arrivavano”.

Bergamo, però, resta nel cuore dell’allenatore: “È stata la tappa più lunga e intensa della mia esistenza da girovago del pallone. Non ho rimpianti, ma provo una profonda nostalgia per una comunità dove mi ero integrato perfettamente. Non a caso ci torno spesso. Mi manca tutto, di Bergamo”. E sul futuro non chiude la porta: “Un mio ritorno? Non lo escludo, ho sempre casa lì”.

Capossela, esce oggi "Oltre il bosco", primo estratto da Milk Wood Bar

Roma, 8 ott. (askanews) – Un villaggio addormentato, il vento di sale che arriva dal mare, le vite che nel sonno si spogliano delle loro difese e lasciano affiorare desideri, paure e ricordi. È dalla notte di primavera nel “bosco di latte” immaginato dal poeta gallese Dylan Thomas, che prende forma “Oltre il bosco”, il primo brano estratto da Milk Wood Bar, il nuovo album di Vinicio Capossela in uscita il 22 gennaio 2027 per BMG.

“Oltre il bosco” apre le porte all’immaginario che attraversa il nuovo disco: quello di Under Milk Wood, il poema per voci di Dylan Thomas che ha ispirato il progetto artistico sviluppato da Capossela prima nel radiodramma Sotto il bosco di latte, poi nella sua prima “Ballad Opera” E morte non avrà dominio e che a gennaio 2027 approderà nell’album Milk Wood Bar.

“Dorme il bosco / e dal mare / soffia un vento di sale”. Il testo di “Oltre il bosco” riprende la descrizione iniziale dei sogni degli abitanti di Llareggub, il villaggio immaginario in riva al mare in cui è ambientato Under Milk Wood. È il sonno a riportare il mondo a una condizione d’infanzia, innocente. Dal villaggio lo sguardo poi si allarga fino a comprendere chi ascolta: siamo sonnambuli nella vita / e muoviamo a tentoni / la parte è scritta / ma non la sappiamo. Il bosco di latte diventa così anche una rappresentazione della condizione umana, popolato da esistenze che procedono senza conoscere fino in fondo la propria parte.

Le due strofe finali fanno riferimento a due dei protagonisti principali di questo lavoro, Dylan Thomas, che anima le esistenze di Llareggub come guardandole da dietro il buco della scrittura, e Renato Striglia, il dj radiofonico e amico di Capossela prematuramente scomparso che per anni aveva lavorato a una versione italiana di Under Milk Wood e alla cui memoria è dedicato l’intero progetto.

A uno dei versi più celebri di Thomas, l’immagine della palla lanciata nel cielo e mai più ricaduta, Capossela affianca quella di Renato, che amava tuffarsi: il tuffo che un giorno facesti / Renato / quel volo / non è terminato. La palla e il tuffo restano entrambi sospesi, due voli che non toccano più terra. Un’immagine che ritorna anche nella copertina di Oltre il bosco, dove Renato, giovanissimo, è ritratto durante un tuffo, nell’aria.

Oltre il bosco contiene così le coordinate di Milk Wood Bar: chi abita quel mondo, chi lo ha scritto e chi lo ha sognato.

Il pubblico avrà l’occasione di ascoltare in anteprima dal vivo “Oltre il bosco” insieme alle altre 14 canzoni che comporranno il nuovo album, durante la tournée di “E morte non avrà dominio” che dopo il debutto al Romaeuropa Festival arriverà il 9 e 10 ottobre 2026 al Teatro Due di Parma, il 14 ottobre al Teatro delle Muse di Ancona, il 21 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli, il 24 ottobre al Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro, il primo e 2 novembre al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, il 4 e 5 novembre al Politeama Genovese di Genova, l’8 e il 9 novembre al Teatro Massimo di Cagliari, l’11 novembre al Teatro Comunale di Sassari (nuova data), il 18 novembre al Teatro Sociale di Como, il 22 e 23 novembre al Teatro Colosseo di Torino, il 2 e il 3 dicembre al Teatro Duse di Bologna, il 5 dicembre al Teatro Lyrick di Assisi, il 6 dicembre al Teatro Galli di Rimini, il 19 dicembre al Teatro Goldoni di Livorno e il 21 dicembre al Teatro Verdi di Firenze. Lo spettacolo è una produzione IMARTS, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa.

Durante la tournée teatrale, gli spettatori riceveranno una cartolina attraverso cui potranno accedere ad un portale esclusivo che gli consentirà di preordinare l’album e di ricevere in omaggio due oggetti speciali: la locandina del concerto autografata con un testo inedito dell’artista e un sottobicchiere del Milk Wood Bar.

Calcio, Inter, infortunio per Curtis Jones: stop di tre settimane

Roma, 8 ott. (askanews) – Tegola per l’Inter a due giorni dalla sfida contro il Parma, valida per la sesta giornata di campionato. Cristian Chivu dovrà fare a meno di Curtis Jones, fermatosi durante l’allenamento.

Gli esami diagnostici hanno evidenziato un risentimento muscolare all’adduttore. Per il centrocampista inglese, arrivato in estate dal Liverpool, si prospetta uno stop di circa tre settimane.

Jones sarà quindi costretto a saltare le prossime cinque partite dell’Inter: la gara con il Parma, l’impegno di Champions League contro il Club Brugge e successivamente le sfide di campionato contro Bologna e Fiorentina, oltre alla gara europea con lo Shakhtar Donetsk.

Bce: "Piena discrezionalità" su mosse future data l’alta incertezza

Roma, 8 ott. (askanews) – Al Consiglio direttivo della Bce del 9 e 10 settembre, in cui è stato deciso un nuovo rialzo dei tassi, con cui il riferimento per l’eurozona è stato portato al 2,50%, i componenti del direttorio hanno concordato che resta importante “evitare di dare qualsivoglia indicazione sul futuro dei tassi e mantenere la piena discrezionalità per le prossime riunioni”.

Le decisioni dovranno continuare a essere basate sui dati e su una ampia valutazione del quadro, “prendendo semplicemente atto dell’elevata incertezza e delle incognite sulle prospettive di inflazione, con diversi scenari possibili: il Consiglio direttivo in reagirà in base alle circostanze”. Lo riportano i verbali della riunione, pubblicati oggi dalla Bce.

I banchieri cebtrali hanno concordato sul fatto che “la comunicazione deve restare neutrale, senza suggerire che il rialzo dei tassi sia stato un passo in una determinata direzione, né che sia stato l’ultimo rialzo”. Bisogna “mantenere alta la vigilanza”, spiega il documento.

I componenti del direttorio “hanno ampiamente concordato sul fatto che le prospettive di inflazione si sono deteriorate”. Ci si attende che i rincari dell’energia si trasferiscano gradualmente all’inflazione di fondo e ai prezzi dei beni alimentari. E il miglioramento delle prospettive economiche potrebbe a sua volta contribuire a far salire l’inflazione di fondo.

Tuttavia “l’incertezza resta elevata”. I rincari dell’energia, peraltro, sono legati a fattori geopolitici “che potrebbero rapidamente invertirsi”. E finora gli effetti indiretti del caro energia sono stati contenuti, mentre la moderazione del mercato del lavoro potrebbe frenarne effetti più ampi. Ad ogni modo “tutti concordano sul fatto che i rischi sull’inflazione sono rialzo”.

Ma il documento rileva anche come “non tutti i rischi” sull’inflazione “vadano nella stessa direzione”.

È stato notato che la risposta monetaria “deve restare proporzionata e che il tasso dei depositi, al 2,50%, resta nell’ambito della fascia di neutralità secondo le stime dei tecnici. Un altro rialzo era opportuno anche per cementare la credibilità del direttorio nel suo impegno sulla stabilità dei prezzi”.

Oggi, intervenendo a una conferenza di Societe Generale, il capo economista della Bce, Philip Lane ha rilevato che l’attuale shock sull’energia è considerato “uno shock di medie dimensioni e che quello che ci serve è una risposta misurata”, ha detto.

Il Nobel per la letteratura è andato a Anne Carson

Roma, 8 ott. (askanews) – Il premio Nobel per la Letteratura 2026 è stato assegnato all’autrice canadese Anne Carson, “per la sua opera audace e innovativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea”. Lo ha annunciato il comitato Nobel riunito a Stoccolma.  Anne Carson è una poeta e traduttrice dal greco classico. La sua opera più nota in Italia è “Autobiografia del rosso”, edita dalla Nave di Teseo.

Anne Carson è nata nel 1950 a Toronto, in Canada. Nel 1981 ha pubblicato la sua tesi di dottorato in Studi Classici intitolata Odi et Amo Ergo Sum e, nel corso di tutta la sua carriera, ha coniugato la scrittura poetica con la traduzione e l’insegnamento in diverse università.

“Quasi tutta la sua produzione letteraria si è concentrata sull’intersezione tra l’ossessione del filologo per le parole e il desiderio del poeta di nuovi significati. Lei stessa ha identificato l’etimologia delle parole come punto di partenza di tutto il suo lavoro”, ha osservato Anders Olsson, il presidente del Comitato Nobel.

Tra le sue opere principali ci sono: Eros the Bittersweet (1986), saggio sull’amore e sul desiderio ispirato a Saffo; The Glass Essay (1995), poema lungo che intreccia poesia, autobiografia e riflessione su Emily Brontë; Autobiography of Red (1998), originale riscrittura del mito di Gerione in forma di romanzo in versi; The Beauty of the Husband (2001), racconto poetico e ironico sul tradimento; Nox (2010), elegia dedicata al fratello Michael che combina immagini, testi e la traduzione di Catullo; Float (2016), raccolta di ventidue libretti sperimentali e Wrong Norma (2024), opera ibrida e performativa. Tra le sue reinterpretazioni dei classici spiccano inoltre If Not, Winter (2002), Elektra (2001), Antigonick (2012) e Bakkhai (2015).

Tennis, Djokovic: "Jannik e il team faranno delle scelte sagge"

Roma, 8 ott. (askanews) – “Pensare a lungo termine è una scelta intelligente: è importante concedersi più anni di carriera, così da avere più possibilità di raggiungere tutti i propri obiettivi”. A dirlo è Novak Djokovic che, arrivato a Shanghai dopo il trionfo all’Atp 500 di Pechino, ha commentato la decisione di Jannik Sinner di chiudere in anticipo la stagione 2026 per l’infortunio al ginocchio. Ragionare sul futuro – come aveva sottolineato l’altoatesino quando ha annunciato la sua decisione – è una scelta saggia secondo Nole, che in carriera ha fatto i conti con diversi problemi fisici. “Non ho sentito Sinner da quando si è infortunato, lo contatterò per sapere come sta – ha spiegato il serbo in conferenza stampa – In carriera ho attraversato diversi infortuni importanti, so quanto sia difficile”.

Djokovic, che ha ricordato anche il lungo infortunio di Rune, ha evidenziato quanto sia complesso soprattutto il rientro in campo, tra la gestione fisica e mentale: “Quando sei lontano così a lungo, per tornare devi affrontare molte più cose rispetto a quelle che normalmente devi gestire. Soprattutto dal punto di vista mentale. Dal punto di vista fisico sai quando sei pronto, ma poi c’è l’aspetto mentale. Se in campo e pensi: “Sono davvero completamente guarito e libero di fare questo movimento?”. Per lui, se si tratta del ginocchio, ovviamente questo condiziona tutto. Ogni singolo movimento. Sono sicuro che lui e il suo team stiano facendo scelte sagge. E, da quel che ho visto, ha detto che sta pensando a lungo termine. È una scelta intelligente, sostengo pienamente questo pensiero perché ho sempre cercato di avere una visione di insieme. È importante concedersi più anni di carriera, così da avere più possibilità di raggiungere tutti i propri obiettivi”.

MotoGp, Marquez: "Il format 2027 accorcia le carriere? Io sono alla fine"

Roma, 8 ott. (askanews) – “Il format 2027 accorcia le carriere? È vero. Ma tanto io sono già alla fine”. Marc Marquez scherza sul nuovo formato della MotoGP, che dal prossimo anno introdurrà una seconda sessione di qualifiche dedicata alla gara Sprint, aumentando ulteriormente gli impegni per i piloti nel fine settimana. A 33 anni e con nove titoli mondiali alle spalle, lo spagnolo della Ducati guarda con ironia a un cambiamento che potrebbe rendere ancora più intenso il calendario.

La battuta arriva alla vigilia del Gran Premio d’Indonesia, con Marquez in piena corsa per il titolo insieme al compagno di marca Jorge Martin e a Marco Bezzecchi. In classifica Martin precede Marquez di appena due punti, mentre il pilota Aprilia resta in agguato. Mandalika, secondo le indicazioni della vigilia, potrebbe essere un circuito favorevole proprio all’Aprilia: “Sembra una pista adatta all’Aprilia e ai suoi piloti, quindi cercheremo di restare il più vicino possibile a loro”, ha spiegato Marquez.

Lo spagnolo arriva in Indonesia con maggiore fiducia rispetto allo scorso anno: “Adesso sto meglio e anche la moto è migliorata molto”. L’obiettivo è quindi rimanere agganciato ai rivali e sfruttare ogni occasione per raccogliere punti.

Martin, dal canto suo, non considera il GP indonesiano più importante degli altri appuntamenti: “Tutte le gare hanno la stessa importanza, dobbiamo cercare di fare punti”. Il leader del Mondiale si dice però soddisfatto del livello raggiunto dalla sua Aprilia: “Mi sento molto fiducioso, sia per i risultati sia per le sensazioni che ho sulla moto. Mi sento più veloce e sembra che ormai abbiamo una soluzione per ogni problema, riuscendo sempre a individuare quella corretta”.

Bezzecchi, reduce dalla vittoria dello scorso anno a Mandalika, riconosce invece che la pressione è soprattutto sui due contendenti al titolo: “La pressione è un po’ di più su Jorge e Marc”. Per il pilota Aprilia l’obiettivo è restare nella partita iridata, sfruttando anche le caratteristiche di una pista che potrebbe esaltare la sua moto.

Tennis, Sinner iscritto all’One Point Slam degli Australian Open

Roma, 8 ott. (askanews) – C’è un primo possibile impegno nel calendario di Jannik Sinner per il 2027. Il n. 1 al mondo è tra i partecipanti annunciati al One Point Slam degli Australian Open, l’evento che mette in palio un milione di dollari australiani, in cui si gioca un solo punto per partita. Oltre a Sinner, figurano anche Carlos Alcaraz, Coco Gauff e Naomi Osaka. Il One Point Slam è in programma mercoledì 13 gennaio (durante l’Opening Week) sulla Rod Laver Arena e vedrà protagonisti 32 giocatori, tra tennisti professionisti, giocatori provenienti dai circoli australiani e wild card. Sinner aveva partecipato alla prima edizione del One Point Slam lo scorso gennaio, venendo eliminato a sorpresa dall’australiano Jordan Smith, poi vincitore della competizione.

“Il One Point Slam è diverso da qualsiasi altro evento nello sport mondiale – ha spiegato Tom Larner, Chief Tennis Officer di Tennis Australia – Avere stelle come Sinner, Alcaraz, Gauff e Osaka già confermate, insieme ai tennisti australiani che si qualificheranno attraverso le competizioni locali, rappresenta esattamente lo spirito di questo evento: unire le persone attraverso il tennis in modo emozionante e inclusivo”.

Ok Ue a Italia su clausola salvaguardia per spese difesa e energia

Roma, 8 ott. (askanews) – Via libera della Commissione europea alla richiesta dell’Italia di attivare la clausola nazionale di salvaguardia sul Patto di stabilità e di crescita, per le spese supplementari in difesa e infrastrutture di energia. “Oggi rappresenta un passo importante nella procedura prevista dalla salvaguardia nazionale. Lo scorso 11 settembre abbiamo ricevuto dall’Italia una richiesta di attivazione. L’Italia è il19esimo Paese a farne richiesta. Abbiamo valutato la richiesta e la nostra valutazione ha concluso che nel caso dell’Italia l’attivazione della clausola non mette a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche nel breve periodo. In altri termini, la nostra valutazione è positiva”, ha riferito un portavoce della commissione europea, Balazs Ujvari durante la conferenza stampa di metà giornata

Ora la questione passa al Consiglio europeo “che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo, a quel punto la clausola potrà essere ufficialmente attivata dall’Italia”, ha spiegato.

L. elettorale, Meloni: ora italiani potranno scegliere tutto

Roma, 8 ott. (askanews) – “Con l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale, quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Il centrodestra – aggiunge – reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent’anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta. Allo stesso tempo introduciamo regole pensate per favorire la stabilità e la coerenza parlamentare di qualunque governo, indipendentemente dal suo colore politico. Perché chi vince le elezioni deve poter governare, e chi viene eletto deve rispondere agli elettori che lo hanno scelto. Introduciamo anche il voto fuori sede per studenti, lavoratori e caregiver familiari, nei casi previsti dalla legge: una risposta concreta a una richiesta avanzata da tanti cittadini, soprattutto giovani, che vivono lontano dal proprio Comune di residenza. Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani”.

“E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso – conclude – oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini”.

Tumori cerebrali, da Siena la sfida della biopsia virtuale

Siena, 8 ott. (askanews) – Nella cornice della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, è stato presentato il progetto GLIOGEN-X, che punta a verificare se le immagini di risonanza magnetica cerebrale contengono già le informazioni necessarie a caratterizzare il profilo molecolare dei gliomi.

Finanziato dallo European Innovation Council con quasi 4 milioni di euro, durerà quattro anni ed è uno dei soli sette selezionati nell’ambito del bando Pathfinder Challenges dedicato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa nella diagnosi e nel trattamento dei tumori.

“Siena Imaging è una piccola start-up nata nel 2017 come spin-off dell’Università di Siena. È cresciuta piano piano, sviluppando software per l’analisi di immagini di risonanza magnetica cerebrale. Questi software hanno avuto riscontro sia a livello accademico che commerciale: già durante il lungo periodo di incubazione, quando lavoravamo ancora nel laboratorio dell’Università diretto dal professor De Stefano, varie case farmaceutiche ci richiedevano i nostri servizi. Così, nel 2017, abbiamo deciso di fare il grande passo e siamo diventati una piccola e media impresa incubata in Toscana Life Sciences.” ha dichiarato Marco Battaglini, CEO e cofondatore di Siena Imaging.

Il profilo molecolare di un glioma, fondamentale per la diagnosi e per scegliere il trattamento, può essere conosciuto attraverso l’analisi del tessuto tumorale. Una procedura invasiva che, però, non è sempre praticabile.

“Quello che possiamo garantire alla controparte di Siena Imaging è un’enorme quantità di dati provenienti dalla clinica, dai trattamenti, dalla radiologia e dal profilo molecolare, che viene centralizzato al Nord in un unico laboratorio sottoposto a rigorosi controlli di qualità” ha aggiunto Federico Roncaroli, Professore di Clinical Neuropathology e principal investigator dell’Università di Manchester.

“L’Universitat Oberta de Catalunya metterà a disposizione la propria esperienza nel campo del federated learning per contribuire a gestire nel modo più efficace i dati del progetto, consentendo agli ospedali del Regno Unito di mantenere i dati all’interno del Paese e ottimizzando, al contempo, la capacità di calcolo necessaria per il nuovo algoritmo di rilevazione dei gliomi” ha detto Ferran Prados Carrasco, Principal Investigator del Fundaciò per la Universitat Oberta de Catalunya (FUOC).

Un progetto che mette insieme ricerca, medicina e intelligenza artificiale e che, per la Fondazione Toscana Life Sciences, rappresenta anche la dimostrazione della capacità del territorio senese di competere a livello europeo.

“Ci tengo a sottolineare la grande competitività del bando a cui abbiamo partecipato e che ci ha portato a questo risultato così importante. Trattandosi di bandi europei estremamente selettivi, la nostra vittoria dimostra innanzitutto la capacità dei nostri ricercatori di collocarsi all’avanguardia nella ricerca” ha concluso Francesco Frati, presidente di TLS.

La sfida dei prossimi quattro anni sarà dunque capire se una risonanza magnetica possa raccontare molto più di ciò che oggi riusciamo a vedere: fino a rivelare, senza bisogno di un intervento invasivo, la stessa biologia del tumore.

Le novità della nuova legge elettorale

Roma, 8 ott. (askanews) – Sistema “misto”, cioè proporzionale con premio di maggioranza, obbligo di indicazione del premier, capilista bloccati e preferenze scelte con le crocette in un elenco di candidati. Ecco le novità previste dalla legge elettorale voluta da Giorgia Meloni e approvata oggi in via definitiva dalla Camera.

PREMIO DI MAGGIORANZA. E’ fisso, cioè consiste in un numero predeterminato di seggi – 70 alla Camera e 35 al Senato – assegnato, in entrambe le Camere, alla lista o alla coalizione di liste vincitrice che abbia ottenuto almeno il 42 per cento dei voti in ciascuna della due Camere. In assenza di tali presupposti – anche solo in una Camera – il premio non viene assegnato in nessuna delle due Camere e anche i seggi del premio vengono ripartiti in maniera proporzionale.

TETTO AI SEGGI. I seggi del premio di maggioranza si sommano a quelli che il vincitore ha ottenuto con la parte proporzionale ma la legge stabilisce un tetto massimo: alla Camera 220 seggi, al Senato 113. Nel caso di superamento del tetto, i seggi eccedenti sono sottratti alla lista assegnataria del premio nella parte proporzionale. Dal tetto massimo sono esclusi i seggi degli eletti all’estero (8 deputati e 4 senatori).

CAPILISTA BLOCCATI E TRE PREFERENZE. Le liste dei collegi plurinominali saranno composte da un capolista bloccato e da un elenco di sei candidati tra i quali gli elettori potranno scegliere con le crocette fino a tre preferenze. Per l’attribuzione del premio invece i partiti dovranno presentare liste a livello circoscrizionale, che in caso di coalizione di liste saranno le stesse per tutta la coalizione. La composizione del cosiddetto “listone”, che entra in blocco in caso di vittoria del premio di maggioranza, è demandata ad accordi interni alle coalizioni.

NESSUNA ALTERNANZA DI GENERE. Abolita l’alternanza di genere per i capilista prevista invece dal Rosatellum. È prevista solo un’alternanza formale: i candidati, compreso il capolista, sono collocati secondo un ordine alternato di genere. Ma, non essendo le liste bloccate, si tratta di un ritocco che non garantisce quote di genere perchè l’elezione avviene comunque in ordine di preferenze ottenute. Nel complesso delle candidature presentate da ogni lista, nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento.

SBARRAMENTO. Lo sbarramento resta al 10% per le coalizioni di liste e al 3% per le liste singole o coalizzate, salvo il ripescaggio, per ogni coalizione di liste, della prima lista coalizzata rimasta al di sotto di tale soglia.

INDICAZIONE DEL PREMIER. Le forze politiche devono indicare nel programma elettorale il nome e il cognome della persona proposta per l’incarico di presidente del Consiglio. In caso di coalizione, la persona proposta è la stessa per tutte le forze politiche coalizzate. Il nome e il cognome del premier però non compaiono sulla scheda elettorale. La mancata indicazione del nominativo produce, come già previsto per la mancata presentazione del programma, l’inammissibilità delle liste.

STRETTA SULLA RACCOLTA FIRME. I partiti non presenti in Parlamento che intendono correre alle prossime elezioni politiche dovranno raccogliere almeno 6mila firme in ogni collegio per presentare le liste, ovvero circa 450mila. Per chi invece ha un gruppo o una componente in almeno una delle due camere al momento della convocazione dei comizi – ad esempio Più Europa o Futuro Nazionale con Vannacci – resta l’obbligo di raccogliere almeno 1.500 firme per collegio. Per i partiti costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due camere al 31 dicembre 2025, ad esempio Azione, Avs e Noi Moderati, è prevista invece l’esenzione dalla raccolta firme. Esenzione contenuta in una norma transitoria della riforma elettorale che deroga alla legge vigente secondo cui è esonerato solo chi ha gruppi in entrambe le Camere da inizio legislatura.

CANDIDATURE. Il candidato nelle liste circoscrizionali presentate per l’attribuzione del premio di governabilità deve candidarsi nella posizione di capolista in almeno uno dei collegi plurinominali. Possibili le pluricandidature con il limite massimo di cinque candidature di collegio.

CIRCOSCRIZIONI ESTERO. Sono ridotte da quattro a due le ripartizioni geografiche per l’elezione della Camera dei deputati (Europa e Americhe-Asia-Oceania-Antartide) e da quattro a una al Senato denominata circoscrizione Estero.

PIU’ FACILE LA RACCOLTA FIRME PER CANDIDARSI ALL’ESTERO. Nonostante l’ampiezza delle circoscrizioni, frutto dell’accorpamento da quattro a due alla Camera e da 2 a uno al Senato, rimane immutato il numero di almeno 500 firme previste dalla legge Tremaglia per ciascuna delle ripartizioni in cui è suddivisa la circoscrizione Estero. Nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti costituiti in gruppo parlamentare, anche in una sola delle due Camere, nella legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi elettorali e per i partiti e gruppi politici che nell’ultima elezione hanno presentato candidature con proprio contrassegno e hanno ottenuto almeno un seggio in una delle due Camere.

VOTO AI FUORI SEDE. Viene istituito presso l’ufficio elettorale di ciascun comune, l’elenco degli elettori fuori sede ammessi a votare nel comune di temporaneo domicilio per le elezioni della Camera e del Senato, per il Parlamento europeo e per i referendum. Entro il 31 dicembre di ciascun anno gli elettori che per motivi di studio e di lavoro sono temporaneamente domiciliati in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune di iscrizione elettorale, possono chiedere l’iscrizione nell’elenco per votare per le elezioni previste nell’anno successivo nel comune di temporaneo domicilio se la durata della permanenza prevista in quest’ultimo è di almeno 9 mesi. Gli elettori che hanno maturato i 9 mesi dopo la data del 31 dicembre, entro trenta giorni dalla data in cui i requisiti di fuori sede vengono soddisfatti e comunque non oltre il quarantacinquesimo giorno precedente alla data delle elezioni, possono chiedere di essere iscritti nell’elenco dei fuorisede dove sono domiciliati. Disciplina a parte per gli elettori che sono lontani dal comune di residenza per motivi di salute. Se ricevono assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico in una regione diversa da quella di residenza per un periodo di almeno tre mesi durante il quale ricade la data delle elezioni possono richiedere, non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente il voto, di essere iscritti nell’elenco dei fuorisede per votare nel comune di temporaneo domicilio. Nel corso dell’esame al Senato, la disciplina prevista per le persone malate è stata estesa anche ai caregiver familiari e ai genitori o familiari conviventi di un minore che sia in cura lontano dalla sua residenza.

Legge elettorale, Schlein: cambiatevela da soli, vinceremo comunque

Roma, 8 ott. (askanews) – “Noi voteremo convintamente contro”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein concludendo il suo intervento in aula sulla legge elettorale. “Le regole della democrazia non possono essere piegate alle esigenze di chi governa oggi, perché il potere che oggi esercitate vi è affidato per un tempo. Cambiatevi pure da soli questa legge elettorale, perché tanto noi saremo in grado con la nostra alleanza progressista di vincere con qualunque legge elettorale e cambiare in meglio la vita degli italiani”, ha concluso.

Rai: Sanremo Giovani, svelata la Commissione musicale

Milano, 8 ott. (askanews) – Si completa la squadra chiamata a valutare i giovani artisti che aspirano a partecipare al percorso di selezione verso il Festival di Sanremo. La Commissione Musicale di Sanremo Giovani 2026 e Area Sanremo sarà composta da sette personalità rappresentative del mondo della musica, della radio, della televisione e della produzione artistica: Fabio Volo, Carlo Pastore, il Maestro Pino Perris, Noemi, Ema Stokholma, oltre al Direttore artistico Stefano De Martino e al vicedirettore Intrattenimento Prime Time Claudio Fasulo. La Commissione avrà il compito di esaminare e valutare le proposte artistiche dei candidati che prenderanno parte alle selezioni dell’edizione 2026 di Sanremo Giovani e Area Sanremo individuando i talenti che accederanno alle successive fasi del percorso. Il primo impegno è previsto per la fine di ottobre con le audizioni dal vivo, solo per i 60 artisti iscritti a Sanremo Giovani che avranno superato la prima fase, nella Sala A di via Asiago. Al termine delle audizioni emergeranno 15 artisti di Sanremo Giovani, che andranno ad aggiungersi ai 15 artisti provenienti da Area Sanremo, per un totale di 30 giovani talenti. Il percorso proseguirà poi con una nuova fase di selezioni dal vivo, che si svolgeranno a Sanremo in due week end del mese di novembre, alla presenza del direttore artistico Stefano De Martino. Da queste audizioni usciranno i 6 finalisti, equamente suddivisi tra i due percorsi: tre provenienti da Sanremo Giovani e tre provenienti da Area Sanremo. Per consentire la più ampia partecipazione possibile, è stata inoltre decisa la proroga del termine per la presentazione delle candidature. Le iscrizioni, inizialmente previste in chiusura venerdì, resteranno aperte fino a lunedì 12 ottobre alle ore 18.00. Tutte le informazioni e le modalità di partecipazione sono disponibili sui canali ufficiali di Sanremo Giovani e Rai.

All’Esquilino Romadiffusa, tra luoghi storici e contenuti contemporanei

Roma, 8 ott. (askanews) – Arriva nel quartiere Esquilino il 10 e l’11 ottobre la quinta edizione di Romadiffusa, il festival multidisciplinare itinerante che ogni anno attraversa un’area diversa della città per far scoprire e mettere in rete luoghi e realtà che non hanno ceduto a processi di standardizzazione e rischiano di scomparire, come botteghe artigiane, librerie, studi d’artista, biblioteche, musei, palazzi storici, ma anche cortili nascosti, bar e osterie storiche, spazi creativi, gallerie. Si realizza così una sorta di rete tra luoghi storici della città e contenuti contemporanei, inediti, originali.

Anche in questa edizione Romadiffusa coinvolge artisti, musicisti, performer e designer nella creazione di contenuti site-specific. Ora per due giorni, nel quartiere più multiculturale della città, Piazza Vittorio ospiterà musica, talk e performance, l’Accademia Costume & Moda la videoproiezione di R di Martino e un’installazione site-specific di Numero Cromatico, il Nuovo Mercato Esquilino gli interventi di otto artisti tra cui Fiamma Montezemolo, Wu Ming 2 e Lorenzo Teodonio, Lulù Nuti e Andreco.

Romadiffusa è stata creata nel 2021 da Sara D’Agati con Maddalena Salerno, ha un team tutto al femminile, e sta mappando l’intera città, di cui vuole far emergere una nuova narrazione. D’Agati ha spiegato: “Quello che noi vogliamo raccontare sono gli aspetti contemporanei e vibranti e lo facciamo tramite la messa in rete di tutte quelle che sono le competenze culturali contemporanee del territorio, quindi dagli studi d’artista alle botteghe artigiane, agli artist run spaces. Anche una modalità di fruizione diversa della cultura, nel senso che noi poi quello che andiamo a fare durante il festival è utilizzare il territorio come un palcoscenico diffuso. Cerchiamo di contrastare questo trend dei luoghi tutti uguali, che si chiamano allo stesso modo, che non restituiscono quella che è l’identità della città”.

Intesa San Paolo mobilita 20 mld per Pmi di commercio, artigianato e turismo

Milano, 8 ott. (askanews) – Un patto per la crescita e la competitività. Intesa Sanpaolo, attraverso la Divisione Banca dei Territori, lancia un piano da 20 miliardi di euro dedicato alle piccole e piccolissime imprese di commercio, artigianato e turismo per favorire ricadute economiche e stabilità occupazionale nelle diverse aree del Paese. Il gruppo guidato da Carlo Messina mette così a disposizione 20 miliardi per nuovi finanziamenti in innovazione, digitalizzazione e riqualificazione, oltre ad agevolazioni sui sistemi di pagamento digitali con l’azzeramento delle commissioni per importi fino a 20 euro effettuati con il Pos fisico.

Le misure, illustrate oggi a Milano, nascono dal confronto e dalla continua collaborazione con le principali associazioni di categoria dei settori commercio, artigianato e turismo: rinnovati in questa sede gli accordi con Confcommercio, Federalberghi e Confartigianato. Nel dettaglio, per il commercio le misure prevedono: azzeramento totale delle commissioni su Pos per importi fino a 20 euro, con condizioni agevolate sopra questa soglia sui pagamenti digitali e iniziativa dedicata sul canone del Pos. Circa 3 miliardi di transazioni all’anno, per un controvalore di transato di circa 40 miliardi, che vede quindi un ulteriore contributo di Intesa Sanpaolo all’economia reale stimato in circa 100 milioni di minori costi a beneficio dei piccoli esercenti.

Per l’artigianato previste soluzioni di finanziamento dedicate agli investimenti in digitale ed energia, agevolazioni sulle linee di anticipo fatture per supportare la gestione della liquidità e condizioni dedicate sulle soluzioni POS per agevolare l’accettazione dei pagamenti digitali, anche in mobilità. Per il turismo l’obiettivo è sostenere gli investimenti di riqualificazione energetica delle strutture ricettive, agevolare la gestione finanziaria della stagionalità attraverso nuovi strumenti come le linee di “Anticipo Prenotazioni Alberghiere”, che consentono di gestire i picchi stagionali con maggiore flessibilità e a condizioni più vantaggiose oltre ad un’offerta dedicata per l’accettazione dei pagamenti digitali.

Introdotta la nuova soluzione di finanziamento “Prima Rata Zero”, grazie a cui per le linee di credito fino a 50.000 euro la banca si farà carico del pagamento della quota d’interessi della prima rata, oltre al pagamento della quota interessi in occasione delle rate di fine 2027 e 2028 (Bonus Natale).

“L’iniziativa di Intesa Sanpaolo che ci coinvolge in prima persona, ci fa sentire meno soli”, ha commentato Bernabò Bocca, presidente Federalberghi. “Nel nostro percorso così accidentato, sottoposto ai pericolosi imprevisti che l’attualità riserva inevitabilmente all’andamento delle nostre aziende, in questo percorso noi, oggi, siamo accompagnati dal più grande gruppo bancario italiano che si mette al nostro fianco, consentendoci di proseguire nell’intento di fare il bene dell’Italia. Con i finanziamenti destinati alle necessità delle nostre piccole e medie imprese si sostiene il sistema Paese, il cui tessuto primario è fatto del lavoro di quelle aziende di prossimità, a volte minime, che con il loro fare operoso riescono ad arricchire i nostri territori. Siamo fieri di essere integrati in questo patto di sistema che ha il merito di rappresentare una visione, quella di sostenere i piccoli miracoli dell’imprenditorialità italiana, con finanziamenti diluiti nel tempo, unica condizione per garantire ossigeno all’economia dell’Italia e permetterne il continuo sviluppo”.

“Le piccole imprese stanno affrontando una fase complessa che, nonostante le difficoltà, impone di accelerare gli investimenti per mantenere competitività e capacità di crescita – ha sottolineato Marco Granelli, presidente Confartigianato -. Per questo oggi serve un credito più vicino agli imprenditori, in grado di comprenderne progetti, competenze, potenzialità e specificità territoriali. È su questa logica che si fonda la collaborazione con Intesa Sanpaolo, per rafforzare un dialogo banca-impresa ispirato alla conoscenza e alla fiducia. Soddisfare le esigenze creditizie degli artigiani e delle piccole imprese significa sostenere la forza produttiva del made in Italy”.

Per promuovere le nuove misure, Intesa Sanpaolo e le associazioni di categoria hanno avviato il roadshow “Vicini a chi fa impresa ogni giorno”, con le prime tappe dedicate al commercio che si sono già svolte a Padova, Firenze e Napoli. L’iniziativa proseguirà nei prossimi mesi con nuovi incontri organizzati insieme alle altre associazioni per rafforzare il dialogo diretto con le imprese sui territori e trasformare i bisogni locali in opportunità di sviluppo.

Bankitalia sull’inflazione: le imprese si aspettano altri rincari in 12 mesi

Roma, 8 ott. (askanews) – “Le imprese si attendono ulteriori aumenti nei prossimi dodici mesi” dei prezzi di vendita “legati soprattutto ai prezzi delle materie prime: la maggior parte delle aziende interessate dai rincari ascrivibili al conflitto dichiara di averli trasmessi in parte o del tutto ai propri prezzi”. Lo evidenzia la Banca d’Italia nell'”Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita – 3° trimestre 2026″.

“Le aspettative di inflazione restano sostanzialmente stabili, con una lieve riduzione sugli orizzonti più brevi rispetto ai valori riportati nel precedente trimestre. I prezzi di vendita hanno continuato a crescere in tutti i comparti, con una dinamica rispetto alla precedente rilevazione sostanzialmente stabile nell’industria in senso stretto e nei servizi e più contenuta nelle costruzioni”, si legge nel report.

Governo, Meloni: io "ciociara"? Orgogliosa se mi definiscono così

Roma, 8 ott. (askanews) – “Borgatara, pesciarola, ortolana. E poi tanto altro: ‘regina di Coattonia’, ‘vacca’, ‘rana dalla bocca larga’, ‘str****’. E così via. In questi anni ho ricevuto epiteti di ogni tipo. Personali, sul mio fisico, sulla mia famiglia, sulle mie origini. Ma oggi si cambia registro. E il livello cambia. Perché un signore del Partito democratico, tal Floriano Della Bella, ha detto in una seduta del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una ‘ciociara, nella maniera più dispregiativa’. E per questo è stato richiamato dal presidente dell’aula, altro esponente del Pd, che aggiunge: “Per favore, usi termini consoni al suo ruolo”. Lo ha scritto sui suoi canali social la premier Giorgia Meloni.

“Quindi, per questi signori, essere ‘ciociari’ – ha sottolineato – è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale ad insultarlo. Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale. Mi spiace per loro, ma io non la penso così. E sono orgogliosa di essere definita ciociara. Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia. Terra di Papi e condottieri, di Santi e artisti, di letterati e poeti. Cicerone, Caio Mario, Bonifacio VIII, San Tommaso d’Aquino, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Nino Manfredi e tanti altri uomini e donne che nel corso del tempo hanno fatto la nostra storia”.

“Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione. Ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma ad essere ignoranti sono solo loro. Viva la Ciociaria!”, ha concluso Meloni.

Germania, vacilla la diga contro l’AfD. Günther: «Il centro deve reagire»

Un voto che scuote la CDU

Non è più soltanto questione di percentuali elettorali. Dopo le sconfitte di Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore, la crisi della CDU investe direttamente il rapporto con l’AfD e la tenuta della Brandmauer, il «muro tagliafuoco» eretto dai partiti democratici contro ogni collaborazione con l’estrema destra.

L’episodio che riaccende lo scontro arriva dalla Sassonia-Anhalt, dove l’esponente dell’AfD Tobias Rausch è stato eletto presidente del Landtag con 48 voti. AfD e BSW ne disponevano insieme di 44. Nel segreto dell’urna sono dunque arrivati almeno quattro consensi da altri gruppi. Non è possibile stabilire da dove, ma il sospetto che alcuni possano provenire dalla CDU ha fatto scattare l’allarme.

 

Merz: incompatibile con i nostri valori

Del resto, lo stesso Friedrich Merz parla di «cesura storica» e manda un messaggio al proprio partito: «Chi dà il proprio voto all’AfD fa il gioco degli estremisti e distrugge credibilità. Con i valori del mio partito, la CDU, questo non è compatibile».

Il cancelliere non accusa nessuno, proprio perché il voto era segreto. Ma aggiunge che chi elegge un rappresentante dell’estrema destra alla guida di un Parlamento regionale deve «conciliarlo con la propria coscienza».

È un intervento che assume un significato particolare mentre dentro la CDU continua la discussione su come recuperare gli elettori passati all’AfD: inseguirla sui suoi temi oppure ricostruire una proposta autonoma di centro?

 

Günther: «Dovere del centro»

Daniel Günther, presidente dello Schleswig-Holstein e figura dell’ala moderata e centrista della CDU, sceglie nettamente la seconda strada. «Per noi vale senza eccezioni: nessuna collaborazione con gli estremisti di destra». Se qualcuno dell’Unione avesse votato Rausch, aggiunge, «non avrebbe agito secondo i valori dell’Unione».

Ma la frase politicamente più interessante viene subito dopo: «La politica di centro ha oggi più che mai il dannato dovere di risolvere insieme i problemi del Paese».

È qui che il caso della Sassonia-Anhalt supera i confini del Land. La CDU ha appena scoperto, con il tracollo nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, quanto profonda sia la sua crisi di Volkspartei (Partito di popolo). Günther indica una risposta: non attenuare la Brandmauer, ma rendere nuovamente credibile il centro.

Per Merz la questione diventa sempre più stringente: fermare l’AfD senza rincorrerla e ricostruire, nello stesso tempo, quel rapporto con l’elettorato che le ultime urne hanno mostrato drammaticamente indebolito.

La Dc riscoperta e il centro ancora da costruire

Una riscoperta singolare

Che strana e singolare è la politica italiana. Dopo averla ridicolizzata, insultata, denigrata, criminalizzata e rinnegata, ora quasi c’è una rincorsa a esaltare le sue gesta, il suo modo d’essere, il suo progetto politico e, soprattutto, il suo stile. Parliamo, guarda un po’, della Democrazia cristiana.

Guitti, saltimbanchi, aspiranti comici, centristi improvvisati e personaggi in cerca d’autore appaiono in pubblico come se fossero depositari della cultura degasperiana, della politica di centro e, peggio ancora, quasi come gli eredi naturali della Democrazia cristiana.

Nel frattempo, i grandi opinionisti e commentatori della carta stampata e della tv — sempre gli stessi, come ovvio e da copione — esaltano il ruolo e la funzione storica del centro democristiano dopo avere insolentito e duramente contestato, per svariati lustri, se non decenni, tutto ciò che era anche solo lontanamente riconducibile alla vita concreta della Democrazia cristiana.

 

La credibilità non si improvvisa

Ora, al di là di simili ridicolaggini, una cosa sola merita di essere approfondita. Come possono essere credibili coloro che a destra, ma soprattutto a sinistra, il centro e la storia democristiana non li hanno mai studiati neanche per scherzo?

Com’è possibile assistere impotenti a questo sfoggio di centrismo da parte di personaggi noti più per il trasformismo strisciante e strutturale che li ha caratterizzati che per una coerenza politica e culturale di fondo?

Non si tratta, cioè, di rivendicare il monopolio esclusivo del centro politico nel nostro Paese. Ma è indubbio che l’estraneità quasi antropologica di molti di questi sedicenti centristi indebolisce, se non addirittura ridicolizza, la necessità di riaffermare le ragioni politiche di un centro democratico, riformista e autenticamente di governo.

I “centrini” dei due schieramenti

La controprova arriva direttamente dalle concrete vicende dei due schieramenti maggioritari. Nel cosiddetto “campo largo” ormai è quasi una comica. Come si possono contare oltre dieci sigle centriste che rivendicano, all’unisono, di rappresentare loro e soltanto loro un centro democratico e riformista?

È di tutta evidenza che c’è qualcosa che non quadra. E non è un caso, di conseguenza, che proprio questi infiniti “centrini” non trovino uno straccio di convergenza politica e programmatica: sono accomunati solo e soltanto da ambizioni personali a difesa dei “rispettivi cari”, per dirla con un’antica e felice espressione di Giulio Andreotti.

Nel campo alternativo, il centrodestra, la situazione non è granché migliore, anche se le forze centriste, da quelle parti, sono di meno e quindi sono meno conflittuali tra loro.

 

Una cultura da tradurre in progetto

Comunque sia, al di là di qualsiasi polemica politica e men che meno personale, forse è arrivato il momento di dire ad alta voce che il centro, la politica di centro e un programma di centro devono essere declinati anche e soprattutto da chi, storicamente, culturalmente e politicamente, è più affine a quella sensibilità ideale e valoriale.

E questo per evitare che il centro, ancora una volta, venga strattonato a destra e a manca senza riuscire a giocare un ruolo politico importante, se non addirittura decisivo.

Come, del resto, richiederebbe l’attuale contesto politico italiano, caratterizzato da un pericoloso ritorno della deriva degli “opposti estremismi” o degli “opposti populismi”, come si dice oggi con un linguaggio più contemporaneo.

Gioberti e Leopardi, l’amicizia ignorata nel racconto di Cazzullo

Ieri sera Aldo Cazzullo, in Una giornata particolare su La7, ha raccontato Giacomo Leopardi sull’onda del suo “Infinito”. Nel corso della trasmissione non è emerso, però, un rapporto che merita attenzione: l’amicizia con Vincenzo Gioberti, filosofo e politico sabaudo, fra le figure più importanti del nostro Risorgimento. Un tassello utile anche per ritrovare, accanto al poeta, il pensatore.

 

Un viaggio e sette lettere

I due si conobbero a Firenze nel 1828, nell’ambiente di Giovan Pietro Vieusseux. Il 10 e l’11 novembre viaggiarono insieme verso Recanati, dove Leopardi rientrava dopo il soggiorno toscano. La consuetudine proseguì per lettera: del carteggio ci sono pervenuti sette testi, sei di Gioberti e uno di Leopardi, datati fra il 1829 e il 1833.

Non erano semplici scambi di cortesie. Nella lettera del 12 gennaio 1829 Gioberti ricorda che Leopardi gli aveva chiesto di abbandonare i cerimoniali, scrivere con familiarità e mandare lettere lunghe, come agli amici intimi. Affiora un bisogno di conversazione e vicinanza: il futuro protagonista della politica italiana confida all’amico anche le proprie difficoltà di salute e di studio.

«Non solo amato, ma… adorato»

La testimonianza più intensa arriva dopo la morte del poeta. Nel Primato morale e civile degli Italiani, del 1843, Gioberti scrive: «Essendo io stato suo amico, avendolo, non solo amato, ma sto per dire adorato». Celebra l’ingegno leopardiano, ma anche la rettitudine, la modestia e la generosità dell’uomo.

L’affetto conviveva con un dissenso profondo. Gioberti contestava le conclusioni scettiche e materialistiche dell’amico, senza negarne il rigore. Nella sua lettura, Leopardi aveva avuto il coraggio di portare quelle premesse alle conseguenze estreme. La divergenza religiosa non cancellava la stima: alimentava un confronto che continuò negli scritti giobertiani.

Due filosofi davanti all’infinito

Giova ricordare, a questo riguardo, che Emanuele Severino ha dedicato a Leopardi un libro, Il nulla e la poesia, in cui gli riconosce una straordinaria statura filosofica. È una prospettiva che invita a leggere insieme i versi e il pensiero, senza relegare quest’ultimo a semplice commento della sofferenza personale.

Dunque, recuperare la testimonianza di Gioberti significa allargare il ritratto di Leopardi e illuminare un incontro fra percorsi diversi della cultura italiana. Da una parte la ricerca di un fondamento religioso e civile; dall’altra l’interrogazione radicale sull’esistenza. La loro amicizia conserva una lezione: si può dissentire sulle questioni ultime e riconoscere nell’altro una grandezza che ci riguarda.

Il Papa affronta la battaglia culturale

La visita del Papa in Francia, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, ha stimolato una rinnovata riflessione sul rapporto tra politica e religione. In un momento in cui il principio democratico è sotto attacco, il contributo delle risorse cattoliche al dibattito nazionale assume un’importanza significativa. La distinzione tra sfera politica e religiosa, a cui la laicità francese si ispira, non preclude un dialogo potenzialmente fecondo tra i due ambiti, soprattutto in un contesto in cui la base religiosa del populismo, persino in una società laica come quella francese, si manifesta attraverso la tentazione di rifugiarsi nell’identità culturale nazionale e di mettere in discussione la democrazia.

Nel contesto di questa crisi della democrazia liberale, la rinascita della religione si manifesta in quello che il politologo Olivier Roy definisce un tentativo di “controrivoluzione culturale”. Questa controrivoluzione sta emergendo negli Stati Uniti, guidata da intellettuali cattolici post-liberali, e sostiene i movimenti populisti europei con l’obiettivo di smantellare la cultura europea, incentrata sul liberalismo e sulla democrazia. Nel dicembre 2025, la Casa Bianca ha pubblicato un documento intitolato “Strategia di Difesa Nazionale” che prevede “il declino della civiltà europea ” .  In Francia, i progetti degli imprenditori e miliardari Vincent Bolloré e Pierre-Édouard Stérin si inseriscono in questa reazione controculturale, il cui obiettivo è un ritorno a quella che definiscono un’antropologia cristiana basata sui valori della famiglia tradizionale e sulle radici nazionali. Ma, come sottolinea Olivier Roy, questo approccio non è appoggiato dalle autorità ecclesiastiche. Gli ultimi due papi hanno respinto questo nazionalismo cristiano, che contraddice l’universalità della Chiesa, ricordandoci che se esiste un’antropologia cristiana, essa si fonda sulla chiamata alla fratellanza universale ( Fratelli tutti , 2020). Dare priorità al nazionalismo rispetto all’universalità della Chiesa e rendere la fede facoltativa a favore della difesa di una cultura cattolica “senza Cristo” (Éric Zemmour) sono argomenti che sono stati alla base della rottura della Chiesa con Charles Maurras e Action Française. La difesa di una cultura cattolica in cui i valori dell’ordine e dell’autorità prevalgono sul messaggio evangelico è inaccettabile. La crescente paura del caos fa sì che, al minimo incidente, che i leader populisti sanno sfruttare, si radichi una sorta di arcaica morale contadina (controllo sociale, capri espiatori, vendette, ecc.), priva dello spirito di solidarietà e mutuo soccorso che si trova nei villaggi.

Di fronte alla minaccia del caos, la sociologa Eva Illouz e Olivier Roy invocano la necessità di “reinventare l’Illuminismo”. Questi due intellettuali, fedeli al modello socialdemocratico, sono tra le poche voci che ancora difendono un liberalismo filosofico e politico caro alla Francia fin dalla Rivoluzione. Nella battaglia culturale che contrappone le nazioni europee alla Russia di Putin e all’America di Maga, nuove idee sono davvero necessarie. La battaglia culturale non è una questione di comunicazione; richiede idee per comprendere le grandi trasformazioni contemporanee. La Rivoluzione francese non avrebbe potuto essere intrapresa senza il contributo dei filosofi. La scomparsa della democrazia cristiana e della socialdemocrazia, così come concepite in Francia e in Europa da intellettuali cristiani (come Marc Sangnier, Jacques Maritain, Emmanuel Mounier e Paul Ricœur), fa sì che la difesa dell’Europa sia ora associata a un ripiegamento nelle politiche identitarie e al rifiuto dell’immigrazione. Potrebbe una nuova ondata di immaginazione politica provenire dalla Chiesa? L’impatto delle recenti encicliche fa ben sperare. Essi auspicano una politica di fraternità, che trascenda le appartenenze religiose ed etniche, per creare un nuovo contratto sociale. In questo dialogo senza precedenti tra religione e politica, sia la Chiesa che la democrazia potrebbero trovare rinnovamento.

 

1 Olivier Roy, L’impossibile controrivoluzione culturale , Seuil, 2026, p. 110.

2 Eva Illouz, La civiltà delle emozioni. Intervista con Elena Scappaticci , Seuil, 2025, p. 183.

Per accedere all’articolo sul sito di Études

https://www.revue-etudes.com/article/le-pape-face-a-la-bataille-culturelle/29006#ArticleAuthor24360

Francesco, il Santo che non si lascia addomesticare

Oltre le ricorrenze

Sarebbe bene che la riflessione su san Francesco non si fermasse alla ricorrenza di un qualche anniversario annuale o centenario, ma costituisse un appuntamento ricorrente, in quanto la società in generale e la politica in particolare possono trarre stimolo dalle provocazioni che provengono dalla vita e dall’opera del Santo assisiate, per affrontare questioni e cercarne soluzioni attraverso le mediazioni concrete che sono proprie della politica.

Voglio dire che il messaggio francescano non può costituire di per sé un progetto politico, eppure la politica può trarre da quel messaggio motivi di riflessione e di azione, cui dare traduzione politica più o meno parziale. Il che apporta un qualche miglioramento, piccolo o grande che sia, di cui ci priveremmo se quel messaggio fosse confinato nell’ambito religioso o spirituale, in nome di una politica che pretendesse di essere autosufficiente nella formulazione dei problemi e nella loro risoluzione.

Invece la politica si nutre di questioni che provengono dalla vita e dal pensiero, dai diversi approcci esistenziali e culturali, per proporre impostazioni che, fondate sulla dignità umana e finalizzate al bene comune, permettono di migliorare la convivenza civile.

 

Le voci che interrogano la politica

Per rispondere a questo compito sono tante le voci che la politica deve ascoltare, e le voci dei filosofi e dei poeti possono svolgere un ruolo importante; non meno importante, anzi, potrebbe essere la voce dei santi: canonizzati e no. Che poi, a ben vedere, queste figure sono santificate dopo la loro morte, mentre da vive sono criticate o trascurate o dileggiate, per cui la politica farebbe bene a tenerle presenti sempre.

La storia di san Francesco può esserne un esempio paradigmatico, perché non solo in vita ma anche dopo la morte è stato motivo di inciampo, nonché di contrastanti interpretazioni e valutazioni. Da tutto ciò la politica può essere fecondata.

A proposito delle diverse immagini di san Francesco, Carlo Bo, in un suo scritto del 1981, che abbiamo citato in un precedente articolo su queste stesse colonne, ha posto un problema cruciale quando, di fronte all’ipotesi di fantasia «se tornasse san Francesco», si è chiesto: «Prima di tutto saremmo in grado di riconoscerlo?».

 

Tra verità e leggenda

Il che significa porre il problema di distinguere, nella conoscenza che abbiamo di san Francesco, tra verità e leggenda, tra messaggio e racconto, e l’opzione di Carlo Bo si pone decisamente sul versante della radicalità del Santo. Certamente, sta qui il nucleo essenziale di san Francesco.

Eppure, ritengo che pure l’immagine meno realistica o, in qualche modo, edulcorata non vada trascurata. Per certi aspetti potrebbe costituire un primo approccio al Santo, a condizione che si abbia contezza della parzialità dell’approccio, per cui si ha poi bisogno di andare oltre questo tipo di immagine per incontrare san Francesco anche nella sua crudezza esistenziale.

In ogni caso, pur nelle diverse modalità, la provocazione di Francesco non viene meno: può essere più o meno forte, ma ad essa non ci si deve sottrarre.

 

Benigni e Testori, due sguardi

Due recenti libri mi pare che aiutino a comprendere come questa diversità di approcci vada tenuta presente. Mi riferisco al libro di Roberto Benigni intitolato Francesco. Il Cantico e al libro di Giovanni Testori intitolato San Francesco, il barbaro di Dio, pubblicati in questi giorni rispettivamente da Einaudi e da Il Saggiatore.

Il libro dell’attore Benigni si lega al suo spettacolo per l’odierno centenario della morte di san Francesco, mentre il libro dello scrittore Testori comprende un intervento del 1981, scritto per il centenario della nascita, che fu anche l’occasione dello scritto di Carlo Bo. Ebbene, sono due approcci molto diversi quello di Benigni e quello di Testori.

Il testo di Benigni s’iscrive, rinnovandola, nella tradizione del Santo di cui innamorarsi, per la sua capacità di anticipare i tempi su tante questioni: dell’ambiente, della donna, della pace, del lavoro, dell’economia. «Un uomo che diventa santo senza smettere di essere un uomo. Un uomo che ha sconvolto – sconvolto! – la spiritualità di tutto il mondo fino ad oggi».

 

Il «barbaro» e la radicalità

Il testo di Testori invece punta al «grande, roccioso, umile, assoluto, tronchico, cruciato e inevitabile Santo d’Assisi», mettendone in evidenza la «mancanza di bellezza». Tommaso da Spalato nel 1266 lo aveva descritto così: «Portava un abito sudicio; la persona era spregevole, la faccia senza bellezza».

Per lui la povertà non era la condizione da cui emancipare gli uomini, ma «stato di mancanza» che rende possibile essere riempiti da Dio; l’obbedienza non era sottomissione, ma intima «liberazione». Testori lo definisce «più leone e toro che agnello; o agnello e vittima, in quanto leone e toro».

Quindi, «un realismo senza scampo» è quello di Testori, il quale vuole avvicinare a un uomo che le vesti del «barbaro» ha scelto e indossato ogni giorno.

 

Incontrare Francesco

Dunque, questi due libri sono molto diversi: in antitesi o in alternativa per l’approccio e per lo stile. Tuttavia, proprio per questo danno a pensare, e mi sembra che la loro contemporanea pubblicazione offra un’indicazione importante, che sintetizzerei in questo modo: ciò che conta è incontrare san Francesco, avvertire la sua specificità, a prescindere dal fatto che la si consideri primazia ovvero profezia.

Ciò che conta è incontrarlo e avvertire che il Santo di Assisi trova nella figura di Gesù di Nazaret il suo riferimento esplicativo: Francesco come «alter Christus», e non solo per le stimmate.

Marco Masini torna live nei palazzetti: “Un viaggio per 3 generazioni”

Milano, 8 ott. (askanews) – Una vita per la musica e sul palco, Marco Masini torna ad emozionare il pubblico dal vivo nei grandi spazi dei palasport con 5 date a Milano, Firenze, Padova, Roma e Napoli.

“Porto 35, anzi 36 anni di musica e porto un po’ di maturità in più acquisita in tutto questo percorso. Porto più brani, porto più storia, e più storie, perché in questi tanti anni abbiamo raccolto un po’ le emozioni di tutti e abbiamo cercato di trasformarle in musica, cercando di rispettare anche un cambiamento generazionale”.

Marco Masini negli anni è stato capace di innovarsi e di aprirsi al nuovo, ma rimanendo fedele a se stesso.

“L’abbiamo fatto anche ultimamente con Federico al Festival di Sanremo, cercando di unire due generazioni, la mia e la sua, per arrivare addirittura a una terza. Ecco, questo è un viaggio per tre generazioni”.

Un viaggio emozionante che si tinge di tante atmosfere diverse alternando la dinamicità, l’energia e l’intimità con cui Marco racconta la sua storia.

“Credo che la musica sia una scoperta e l’unica maniera per scoprirla ogni giorno, un po’ come l’amore per non farlo morire, sia proprio quella di andare alla scoperta delle nuove musiche, dei nuovi sistemi per fare musica, per i nuovi modi di ascoltarla”.

Autore, cantante e musicista, Marco Masini non ha paura dell’intelligenza artificiale, con una eccezione.

“A me l’intelligenza artificiale spaventa soltanto applicata alle armi, per il resto non mi spaventa niente, perché ci aiuterà a guarire anche da certe malattie, a trovare certe soluzioni, a raggiungere obiettivi con più facilità e immediatezza. Nella musica, come in tutte le cose, starà la creatività di chi usa l’intelligenza artificiale a far si che uno sia più bravo di un altro a comunicare più emozioni. Il futuro non si può fermare, il futuro dovremmo fermarlo soltanto quando ci distruggerà”.

Ferrara entra nel sistema dei poli culturali BPER

Ferrara, 7 ott. (askanews) – Palazzo Barbantini-Koch apre una nuova pagina della propria storia e diventa il Polo Culturale di Ferrara de La Galleria BPER. Lo storico edificio di corso della Giovecca, progettato all’inizio del Novecento come sede della Cassa di Risparmio di Ferrara, torna così a essere un luogo aperto alla città dopo un importante intervento di recupero e rifunzionalizzazione.

“Il nostro desiderio è che questa diventi una vera e propria infrastruttura culturale restituita alla comunità. Per noi è un passo fondamentale, pienamente in linea con gli obiettivi del nostro piano industriale: consideriamo infatti la cultura una leva strategica per integrarci a fondo nei territori e con le comunità in cui e con cui operiamo” ha dichiarato Fabio Cerchiai, Presidente di BPER.

Il nuovo spazio nasce con l’obiettivo di mettere in dialogo arte, architettura e memoria.

” Ferrara si arricchisce di un nuovo spazio culturale aperto alla cittadinanza. All’interno del palazzo è ospitata l’esposizione permanente, uno scrigno di storia e arte tra passato e presente: un percorso che raccoglie il nucleo originario dell’ex Cassa di Risparmio, arricchito da opere della corporate collection di BPER. Il tutto è connesso da un itinerario legato all’archivio storico dell’istituto un patrimonio documentale di grande rilievo allestito all’interno della sala dell’ex Consiglio, trasformata così in un punto di incontro tra arte antica e moderna per raccontare la storia dell’edificio” ha aggiunto Sabrina Bianchi, Responsabile di La Galleria BPER.

Un progetto che è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Ferrara, in collaborazione con Fondazione di Ferrara e Soprintendenza.

“È fondamentale che le amministrazioni collaborino con le istituzioni bancarie, le associazioni e le imprese. Questo fare squadra arricchisce il panorama culturale, sia dal lato della fruizione che da quello dell’offerta. L’obiettivo comune resta sempre il servizio alla comunità: per questo oggi è una giornata di festa, valorizzata da un allestimento straordinario” ha concluso l’Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli.

La sinergia tra istituzioni e privati permette così non solo di recuperare un patrimonio architettonico di pregio, ma anche di arricchire l’offerta culturale di Ferrara con uno spazio di condivisione e crescita per cittadini e visitatori.

Il beato Rosario Livatino Patrono dei Magistrati italiani

Roma, 7 ott. (askanews) – Il beato Rosario Angelo Livatino, “primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire” (Leone XIV), con decreto del 7 ottobre 2026 è stato dichiarato dal Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti Patrono dei Magistrati italiani.

In tutte le fasi dell’iter di discernimento e approvazione, i Vescovi italiani hanno sostenuto la richiesta del Comitato promotore, riconoscendo nella figura del giudice Livatino un modello di riferimento, uno speciale intercessore per quanti ogni giorno amministrano la giustizia.

“Il giudice Livatino si è distinto quale autentico uomo di legge e fedele servitore dello Stato. Nel suo servizio alla collettività, è stato capace di contemperare nell’esercizio delle sue funzioni la verità con la carità, la scienza giuridica con l’etica cristiana e l’atto del giudicare con un discernimento illuminato dalla fede e dalla preghiera”, sottolinea il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Silvestri (24ORE Cultura): gestione del MUDEC know-how prezioso

Milano, 7 ott. (askanews) – In occasione della presentazione Al MUDEC – Museo delle Culture della mostra Matisse. Il mondo in una stanza, a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, l’Amministratore Delegato di 24 ORE Cultura Federico Silvestri ha fatto un bilancio della gestione del MUDEC: “Questi anni sono stati una bellissima cavalcata e un lungo percorso perché parliamo di dodici anni in cui sono successe tante cose. Innanzitutto abbiamo preso in mano una situazione che era molto diversa da oggi. Questo era un edificio non esattamente splendente e in una zona in quel momento della città un po’ depressa e quindi da lì siamo partiti. Abbiamo creato il MUDEC che oggi tutti conoscono e credo che sia stato un grande contributore della riscossa di questa zona della città che oggi è una delle zone più frequentate. 24 ORE Cultura è uno dei principali player di mercato nell’attività espositiva originaria, quindi noi questo continueremo a farlo. Siamo molto attenti a vedere quello che propone lo scenario, potrebbe essere un’altra o altre concessioni. Comunque noi abbiamo già da tempo avviato delle attività, per esempio siamo molto attivi nelle attività di advisory, perché l’esperienza di gestione del MUDEC è un’unicum in Italia: nel senso che questa è una concessione di spazi, quindi vuol dire che tutto quello che è avvenuto all’interno di questo museo negli ultimi dodici anni è stato a cura, a spese e grazie al know-how di 24 ORE cultura. Questo è un know-how prezioso che noi mettiamo a disposizione delle istituzioni e delle imprese che hanno voglia di investire nell’arte e nella cultura e questo è assolutamente coerente con la mission che ci siamo dati”.

Russell Crowe in concerto con la sua band il 1 luglio 2027 a Marostica

Roma, 7 ott. (askanews) – Il primo luglio 2027 Russell Crowe, premio Oscar per Il Gladiatore, porta in piazza Castello l’Indoor Garden Party, il tour europeo in cui il divo di Hollywood lascia il set per imbracciare la chitarra e guidare la sua band come voce solista. Quella di Marostica è, al momento, l’unica data italiana del tour ed è anche il primo, straordinario annuncio della XIII edizione del Marostica Summer Festival Volksbank, organizzata da DuePunti Eventi in collaborazione con la Città di Marostica e con il supporto di Fondazione Banca Popolare di Marostica – Volksbank.

Un’occasione per scoprire un volto meno conosciuto ma tutt’altro che nuovo di una delle star del cinema mondiale: quello del musicista e del narratore che non ha mai smesso di salire sul palco.

L’Indoor Garden Party nasce nel 2009 in un pub alle porte di Londra di proprietà di Michael Parkinson, leggenda dei talk show britannici, e da allora è cresciuto in modo libero e istintivo, tra serate improvvisate e amici musicisti. “L’Indoor Garden Party è un evento, una band, un happening – spiega Crowe – È qualcosa di fluido: i musicisti cambiano, ma è sempre in grande. È come un festival in cui riunisco persone che ammiro, musicisti e cantastorie, e insieme mettiamo in piedi uno spettacolo”.

Oggi Crowe lo porta in tour. “Questa band ha un carattere preciso. Ha un groove”, racconta. “Facciamo molte canzoni che raccontano storie, ma sappiamo anche di essere lì per scrollarci di dosso la polvere e regalare al pubblico una bella serata”.

È una formazione cementata da amicizie che durano da oltre trent’anni. Accanto a Crowe ci sono Dave Kelly alla batteria, Stewart Kirwan alla tromba, Stu Hunter al pianoforte, Chris Kamzelas alla chitarra e James Haselwood al basso. Con loro c’è la voce splendida, graffiante e potentissima dell’irlandese Lorraine O’Reilly, che canta con Crowe dal 2017.

La musica, per Crowe, viene prima del cinema. “Il mio percorso verso il cinema è cominciato suonando nelle band, andando in tour, pubblicando dischi. Dalla musica sono passato al teatro musicale e, quasi per miracolo, un regista mi ha visto in Blood Brothers e mi ha chiesto di fare un provino”. Il resto è storia: oltre quaranta riconoscimenti internazionali, dall’Oscar ai Golden Globe, dai BAFTA ai SAG Award. Eppure l’amore per l’immediatezza del live è rimasto intatto.

“Che si tratti di canzoni o di film, si parte sempre da una storia”, sottolinea Crowe. “La band oscilla tra R&B, gospel, canzoni country sporche e sanguinose, valzer cupi e cori trascinanti da cantare tutti insieme. Dovrebbe essere una bella serata”.

Marostica Summer Festival Volksbank è organizzato da DuePunti Eventi in collaborazione con la Città di Marostica e con il supporto di Fondazione Banca Popolare di Marostica – Volksbank.

Milano, l’assessore Sacchi: presto un nuovo bando per il MUDEC

Milano, 7 ott. (askanews) – In occasione della presentazione Al MUDEC – Museo delle Culture della mostra Matisse. Il mondo in una stanza, a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, ha parlato della futura gestione del MUDEC: “Per il MUDEC è andata deserta una gara di affidamento.Si conclude un positivo rapporto con un soggetto culturale privato imprenditoriale, 24 ORE Cultura. È andata deserta la gara, mio intendimento è quello di ribandire una nuova gara, di mettere a bando nuovamente quello che sono servizi, le funzioni, la gestione di questo importante museo e di farlo speditamente perché io credo che non ci sia nulla di male quando una gara va deserta – è una cosa che può succedere, abbiamo ovviamente messo delle condizioni che non hanno trovato mercato come si dice nel gergo concorsuale – andare speditamente verso un nuovo bando di gara e andare ad affidare in mani sicure la co-gestione del MUDEC che sapete è un territorio storicamente comune, ibrido tra l’amministrazione comunale e il soggetto che andiamo ad individuare attraverso gare pubbliche. Quindi il mio auspicio è ovviamente nel rispetto delle regole stringenti, ma anche delle aspettative che abbiamo per questo importantissimo museo (che ci ha dato anche delle grandi soddisfazioni e ce ne darà anche più. Non vi preoccupate che rimarrà un museo, rimarrà un grande istituto della cultura) è di andare a fare il massimo per restituire un servizio all’altezza di questo museo ai cittadini”.

Generali: la sfida della longevità tra protezione e futuro

Roma, 7 ott. (askanews) – La longevità cambia il modo di vivere, ma anche le esigenze di protezione, salute e previdenza. È questo il tema al centro del Longevity Day “Generali Partner del Paese 2026”.

In Italia si vive in media fino a circa 84 anni, ma in buona salute solo fino a 58. E nei prossimi decenni aumenterà significativamente il rapporto tra popolazione anziana e persone in età lavorativa.

Le parole di Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia: “C’è un grande bisogno di assistenza e di cure, proprio alla luce di questi ulteriori ventisei anni di scarto tra la speranza di vita in salute e la longevità. È quindi evidente che si tratti di un tema cruciale, che deve vedere il coinvolgimento attivo non soltanto delle imprese private, ma anche delle istituzioni e del settore pubblico”.

Una trasformazione che coinvolge famiglie, imprese e sistema sociale, tra maggiore bisogno di assistenza, spese sanitarie e pressione sulla previdenza.

L’intervista a Massimo Monacelli, General Manager Generali Italia: “Abbiamo creato una nuova business unit interamente dedicata alla salute e al welfare, proprio con l’obiettivo di offrire ai nostri clienti e ai cittadini italiani una proposta di valore più completa. Rispetto alla polizza assicurativa tradizionale, questa include assistenza, servizi a valore aggiunto e la prevenzione, intesa come pilastro fondamentale per tutelare il benessere nel tempo, specialmente alla luce del continuo aumento dell’aspettativa di vita”.

Il commento di Marco Oddone, Amministratore Delegato Alleanza assicurazioni: “Il tema della non autosufficienza non riguarda soltanto chi si trova ad affrontarla in prima persona, ma colpisce l’intero nucleo familiare, chiamato a gestire un momento estremamente complesso. Per questo è fondamentale muoversi in anticipo: informarsi, prevenire e tutelarsi prima che la necessità si presenti. Bisogna iniziare a fare cultura su questo punto all’interno delle nostre comunità e tra tutti i cittadini.”.

Generali punta così a integrare previdenza complementare, protezione, salute e assistenza. Nel primo semestre del 2026 la raccolta premi della Country Italia ha raggiunto circa 14 miliardi di euro, mentre le masse previdenziali si attestano a 40 miliardi. Un modello che punta dunque a trasformare l’allungamento della vita da sfida sociale a opportunità di crescita, benessere e sviluppo per il Paese.

Running, 40 mila alla mezza maratona di Roma: record di iscritti

Roma, 7 ott. (askanews) – Saranno 40 mila i runner al via della terza edizione della Wizz Air Rome Half Marathon by Brooks, in programma domenica 18 ottobre a Roma. Il dato, emerso oggi durante la presentazione in Campidoglio, segna il record della manifestazione, con le iscrizioni chiuse già a luglio e una crescita del 68% rispetto al 2025.

Particolarmente significativa la presenza femminile, che raggiunge il 50% del totale. Una percentuale in costante crescita dalle 7.300 donne della prima edizione, pari al 42%, alle 9.000 del 2025, il 45%, fino alle circa 20 mila runner attese quest’anno. Sempre più giovane anche il profilo dei partecipanti: il 58% ha tra i 18 e i 34 anni.

La mezza maratona conferma inoltre una forte vocazione internazionale. Il 78% degli iscritti arriva dall’estero, con aumenti particolarmente rilevanti delle partecipazioni da Germania (+148%), Polonia (+146%), Spagna (+131%) e Regno Unito (+122%). In crescita anche gli arrivi dalle Americhe, con Stati Uniti (+11%), Brasile (+23%), Messico (+24%) e Argentina (+20%). Sono oltre 180, infine, i partecipanti provenienti da Australia e Nuova Zelanda.

Novità anche per il percorso. Per la prima volta una gara podistica partirà dalle mura Aureliane, con la starting line allestita in corrispondenza degli archi di via di Porta Ardeatina, tra viale delle Terme di Caracalla e via Cristoforo Colombo. Confermato invece il traguardo delle prime due edizioni, con l’arrivo in via degli Annibaldi, davanti al Colosseo.

“In appena tre anni la Wizz Air Rome Half Marathon è diventata un punto di riferimento per il panorama italiano e internazionale del running”, ha dichiarato Stefano Mei, presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Per Mei, il sold out raggiunto già a luglio “è il segnale dell’interesse suscitato da questo evento”, in un momento nel quale il running vive “un periodo d’oro” e le manifestazioni registrano una crescita anche in termini economici e turistici.

“La mezza maratona di Roma è già una delle più importanti e ambite al mondo, con le iscrizioni sold out già da tre mesi”, ha sottolineato Alessandro Onorato. L’assessore ha definito la manifestazione “una scommessa vinta”, ricordando le ricadute sociali, economiche, turistiche e di immagine per la città. “31 mila runner arrivano dall’estero, anche dal Brasile, dalla Nuova Zelanda e dall’Australia”, ha aggiunto.

Il programma si svilupperà anche oltre la gara. Il villaggio di Ostiense sarà aperto dal venerdì e proporrà, tra le iniziative, check-up gratuiti realizzati con il Gemelli, la Longevity Run, la corsa con i propri cani e un charity program destinato alla raccolta di fondi per associazioni no-profit.

Petrolio, Aie: ok Paesi a completare rilasci già decisi prima possibile

Roma, 7 ott. (askanews) – A una riunione che si è tenuta oggi i Paesi che aderiscono all’Agenzia internazionale per l’energia hanno concordato di accelerare il rilascio delle scorte che era stato già deciso lo scorso marzo, con una iniziativa congiunta in risposta al primo shock sui prezzi di energia e petrolio innescato dal conflitto in Iran, e ora si sono impegnati a completare questo rilascio “il prima possibile”. Lo riporta un comunicato diffuso dall’Aie al termine degli incontri.

Ad oggi, nell’ambito degli impegni che erano stati sottoscritti a marzo sono stati rilasciati circa 325 milioni di barili equivalenti. “Il pieno rilascio delle scorte già deciso porterebbe approssimativamente 100 milioni di barili sul mercato”, dice l’Aie.

Matisse. Il mondo in una stanza: il sostegno di Alpitour World

Milano, 7 ott. (askanews) – Alpitour World, attraverso Turisanda1924, esclusivo brand di viaggi del gruppo, sostiene Matisse. Il mondo in una stanza, la grande mostra a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti, in programma al MUDEC – Museo delle Culture di Milano dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027, prodotta da 24 ORE Cultura in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza. Tommaso Bertini, Chief Corporate & Tour Operating Marketing Officer Alpitour World: “Il Museo delle Arti e delle Culture ci sembra essere un luogo simbolico per raccontare il viaggio attraverso l’arte. Abbiamo trovato tantissime analogie tra il nostro mondo, quello dei viaggi, e quello dell’arte, perché entrambi hanno in comune il fatto di avvicinare i popoli, ridurre le distanze e vedere il mondo con prospettive differenti. In particolare il caso di Matisse ci racconta proprio un artista che è stato influenzato tantissimo nella sua arte grazie ai viaggi. Nel nostro piccolo crediamo che comunque anche chi viaggia e vede Paesi lontani e orizzonti diversi possa avere l’opportunità di tornare a casa con uno sguardo cambiato, con un’apertura mentale maggiore e arricchito culturalmente. Per questo motivo la collaborazione con il MUDEC che per noi è molto importante e siamo molto contenti di essere qui anche oggi a sostenere questa nuova iniziativa”.

La partnership biennale tra Alpitour World, con Turisanda1924, e 24 ORE Cultura, avviata a marzo 2025 ha l’obiettivo di valorizzare il viaggio come strumento di conoscenza, scoperta e trasformazione personale. Un percorso condiviso che promuove il dialogo tra culture e incoraggia una lettura del mondo aperta, curiosa e consapevole. Nell’ambito della collaborazione con il MUDEC, Turisanda1924 contribuirà, inoltre, alla realizzazione di una serie di iniziative dedicate all’inclusione culturale, all’accessibilità e alla formazione. Tra queste, un Open Day il 12 novembre con 1.000 ingressi gratuiti, pensato per favorire la diffusione dei valori dell’arte, della cultura e del viaggio, quattro visite guidate serali in programma il 24 ottobre, 21 novembre, 9 gennaio e 23 gennaio 2027, oltre a laboratori educativi sviluppati insieme al team scientifico e didattico del Museo, tra cui attività dedicate alle famiglie, nelle date del 26 dicembre e 9 gennaio.

Mattarella concede tre grazie. Anche al gioielliere Gianni, uccise due rapinatori

Milano, 7 ott. (askanews) – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato – ai sensi di quanto previsto dall’art. 87 comma 11 della Costituzione – tre decreti di grazia, in ordine ai quali il Ministro della Giustizia a conclusione della prescritta istruttoria ha formulato avviso favorevole.

Il primo decreto di clemenza individuale è stato adottato in favore di A. A., nato nel 1972, condannato alla pena complessiva di anni sette di reclusione per delitti in materia di stupefacenti e altro. Nel concedere la grazia per la pena residua da espiare (anni cinque, mesi cinque e giorni dieci) il Presidente della Repubblica ha tenuto conto dei pareri favorevoli di entrambe le Autorità giudiziarie competenti e delle gravissime e irreversibili condizioni di salute del condannato, in ragione delle quali è stato, da tempo, disposto il differimento dell’esecuzione della pena.

Gli altri due decreti di grazia hanno riguardato Guido Gianni, nato nel 1960, condannato alla pena di anni dodici e mesi quattro di reclusione per i delitti di duplice omicidio e tentato omicidio, commessi nel 2008, nell’ambito di un tentativo di rapina di cui è stato vittima all’interno della propria gioielleria. Il Capo dello Stato ha concesso la grazia parziale, che ha estinto anni tre e mesi due di reclusione, tenendo presente il parere favorevole formulato dal magistrato di sorveglianza ed in considerazione del periodo di pena già espiata (cinque anni e tre mesi). Per effetto del provvedimento di grazia parziale, l’interessato dovrà espiare un residuo di pena detentiva, inferiore a quattro anni, tale quindi da consentire al competente Tribunale di sorveglianza l’eventuale applicazione dell’istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale (art. 47 dell’ordinamento penitenziario).

G. B., nato nel 1981, condannato alla pena di anni dieci di reclusione per delitti in materia di stupefacenti, commessi tra il 2002 e il 2009. Nel concedere la grazia parziale – che ha estinto un anno e nove mesi della pena detentiva ancora da espiare – il Capo dello Stato ha tenuto conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza, nel quale si è dato atto del mutamento di vita del condannato, che ha già avviato e consolidato un percorso di reinserimento sociale, lavorativo e familiare, e delle condizioni di salute di una sua figlia minore. Anche in questo caso, a seguito dell’atto di clemenza la pena residua da espiare rientra nel limite che consente l’eventuale concessione della misura alternativa dell’affidamento in prova.

Milano, al MUDEC la mostra “Matisse – Il mondo in una stanza”

Milano, 7 ott. (askanews) – Il MUDEC – Museo delle Culture presenta Matisse. Il mondo in una stanza, a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti: il percorso abbraccia l’intero arco dell’opera dell’artista in 8 sezioni e riunisce circa 100 opere tra dipinti, lavori su carta, sculture e fotografie, provenienti da prestigiosi istituti internazionali:

Chiara Gatti ha raccontato la mostra ad askanews: “Questa mostra racconta un Matisse forse diverso da quello che conosciamo dai libri di scuola. È un Matisse viaggiatore, un Matisse ricercatore, un Matisse fotografo, un Matisse collezionista. È Matisse che gira il mondo e che scopre con grande curiosità e grande interesse le culture di altri Paesi. Queste culture nutrono il suo immaginario e punteggiano i suoi atelier. Da qui il titolo Il mondo in una stanza perché all’interno di queste stanze a Parigi, a Vence, a Nizza, lui colleziona oggetti che diventano punti di riferimento e anche di ispirazione per i suoi dipinti, le sue incisioni, le sue sculture, all’interno delle quali ritornano, ma come una sorta di teatro sincretico, questi elementi che lui in un certo senso rimonta, non con un riferimento a una precisa cultura, ma come una grande apertura, un grande sguardo sul mondo intero. La mostra è divisa in otto sezioni, ciascuna delle quali affonda in un particolare della sua ricerca: dalla storia delle sue modelle, alle quali abbiamo dato anche dei nomi fino ad oggi in realtà sconosciuti, al suo rapporto con Tahiti che è stato il grande viaggio della sua vita, fino al suo rapporto con l’arte africana e l’arte islamica e con quello che all’epoca veniva definito oriente, secondo un’invenzione che oggi in una logica post-coloniale chiaramente è parola non corretta, ma che all’epoca invece rappresentava un orizzonte ricco di fermento, ricco di immaginazione e che ha nutrito moltissima arte di quell’epoca”.

Il punto di forza dell’esposizione è la precisione filologica: Matisse. Il mondo in una stanza mette in primo piano l’ibridazione, la coesistenza, nell’opera di Matisse, di arabeschi islamici e geometrie dell’abbigliamento rumeno, maschere Gelede Yoruba e icone russe medievali. Seguire questi molteplici percorsi geo-culturali significa portare alla luce ciò che spesso si nasconde sotto la superficie elegante delle sue opere: l’ambiguità, la tensione, la complessità di un’immaginazione creativa che si è nutrita di mondi lontani per costruire uno dei linguaggi visivi più sperimentali del Novecento.

La mostra, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e promossa dal Comune di Milano – Cultura, è realizzata in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza ed è sostenuta da Unipol come Main Sponsor e supportata come Sponsor da Turisanda1924, esclusivo brand di viaggi di Alpitour World, da Enel e da BPER Banca.

Ue, da Lega risoluzione per fermare finanziamenti a realtà islamiste

Roma, 7 ott. (askanews) – Fermare l’infiltrazione dei Fratelli Musulmani in Europa e bloccare i finanziamenti alle realtà legate al fondamentalismo islamico. E’ l’obiettivo della risoluzione dei “Patrioti per l’Europa contro l’entrismo islamista”, illustrata oggi all’Eurocamera di Strasburgo da Susanna Ceccardi, vicepresidente del gruppo parlamentare europeo dei Patrioti e prima firmataria della risoluzione.

La risoluzione sarà votata domani in plenaria e punta a fermare – è stato spiegato – tutti i finanziamenti alle associazioni che veicolano propaganda islamista, come Femyso ed Enar.

“La votazione di domani potrebbe essere un primo passo fondamentale per trasformare questo impegno politico in una legislazione concreta. L’Europa non può più permettersi di voltarsi dall’altra parte: dobbiamo riconoscere la minaccia, affrontarla e dotarci degli strumenti giuridici necessari per difendere le nostre società, le nostre istituzioni e le nostre libertà”, ha spiegato Ceccardi.

“Dobbiamo decidere se consegnare ai nostri figli un’Europa libera e democratica o una teocrazia che sottomette le donne e cancella i diritti. L’islam politico e i Fratelli Musulmani sono una minaccia da fermare e scardinare: la nostra risoluzione serve a questo”, ha affermato Anna Maria Cisint, altra firmataria della risoluzione. “Non parliamo più soltanto di rischi: ho appena scoperto e denunciato alla Procura di Padova un tribunale islamico che decide le controversie secondo i dettami della sharia, sostituendosi alle nostre leggi”, ha aggiunto.

Secondo Silvia Sardone “serve una svolta nelle istituzioni europee: per anni ci sono stati finanziamenti a realtà islamiste, convegni ed eventi con associazioni legate ai Fratelli Musulmani, campagne di comunicazione con immagini di donne con il velo islamico. Non è accettabile che il Parlamento europeo favorisca attività di chi sogna di imporre la sharia in Europa”.

Il capodelegazione della Lega al Parlamento europeo, Paolo Borchia, ha sottolineato invece “il coraggio di denunciare una strategia di infiltrazione subdola, silenziosa e violenta”.

Al punto stampa hanno partecipato anche Fabrice Leggeri del Rassemblement National, coordinatore dei Patrioti nella commissione Libe, Tom Vandendriessche del Vlaams Belang e António Tânger Corrêa di Chega.

Accanto alla proposta dei Patrioti, la Lega ha depositato e sottoscritto emendamenti per rafforzare il testo del Partito Popolare Europeo. Tra le priorità, il contrasto all’imposizione del velo e ai luoghi di culto abusivi e non autorizzati, con maggiore trasparenza e controllo sul rispetto delle norme.

Per Meloni vigilia "serena" sulla legge elettorale. E ragiona sul taglio delle accise

Spalato, 7 ott. (askanews) – Tutto sembra ostentare tranquillità, a cominciare dall’agenda degli impegni nazionali e internazionali che prosegue come nulla fosse. La stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si dice serena “come sempre”. Le priorità in questo momento sembrano essere altre, prima di tutto il caro carburanti e una manovra da costruire con poche risorse. Domani pomeriggio sarà ad Ascoli per partecipare a una inaugurazione e oggi, alla vigilia del voto finale segreto sulla legge elettorale, la premier partecipa a Spalato alla riunione del Med9, gruppo informale che nella città croata si è riunito “con l’obiettivo di portare una prospettiva integrata nelle più ampie scelte strategiche dell’Ue”, come spiega il padrone di casa, il primo ministro, Andrej Plenkovic.

Quello di domani, comunque vada a finire, resta comunque un passaggio spartiacque. Un inciampo della maggioranza significherebbe, come Meloni ha fatto capire più volte, crisi di governo e ritorno anticipato alle urne. Uno spauracchio che al momento sembra aver avuto la meglio sui deputati preoccupati di mantenere il seggio più a lungo possibile (e in alcuni casi di arrivare alla agognata pensione), visto che il centrodestra è passato indenne attraverso un primo voto segreto la settimana scorsa e tre fiducie tra ieri e oggi. Ma il via libera alla riforma del voto, al netto dell’incognita Consulta, cambia la regole del gioco e di conseguenza si intreccia a doppio filo non soltanto con la questione della data delle prossime Politiche ma anche con il tema di cosa fare, e con quali risorse, in questi mesi di campagna elettorale permanente che separano il governo dalla fine della legislatura.

Nel Radisson hotel che ospita il summit e che si affaccia sull’altra sponda dell’Adriatico, uno dei temi centrali è proprio quello dell’energia. Per Giorgia Meloni nell’immediato significa confrontarsi con il caro carburante e con il prezzo del gasolio che è tornato a schizzare verso l’alto dopo che, a seguito del venir meno dei benefici fiscali del governo, è aumentato il prezzo anche sulla rete di distribuzione Eni, la compagnia che per prima aveva deciso di fissare un price cap. Un tema che incide direttamente sulle tasche, e sull’umore, dell’elettorato. La premier, di fatto, prende tempo sulle prossime mosse ma si dice pronta “a intervenire di nuovo particolarmente con il meccanismo delle accise mobili”. Ma sul quando e se elenca una serie di subordinate. “Al mese di settembre – spiega la presidente del Consiglio – noi abbiamo circa 160 milioni che possono essere spesi con questo obiettivo, quello su cui ci stiamo interrogando è se sia più efficace spendere queste risorse in questo momento nel quale comunque ci sono delle misure di contenimento o tenerla come provvista per quando quelle misure di contenimento dovessero terminare”. Dipende “dalla tenuta del cap” che Meloni auspica “si possa pienamente ripristinare” nelle prossime ore.

Ma, anche in chiave elettorale, il grande tema con cui il governo si deve confrontare sono le (poche) risorse a disposizione per la manovra dopo la mancata uscita dalla procedura di infrazione europea. Il vertice di Spalato per la premier è la prima occasione per parlare di persona con Ursula von der Leyen della lettera che ha inviato alla Commissione europea per chiedere che si tenga conto dell’impatto della spirale inflattiva sui conti pubblici, “miliardi in più che dovremo spendere senza averlo deciso”. Per Meloni questo andrebbe “oggettivamente valutato nei limiti di aumento della spesa consentita”, non solo perché non è un problema che pone solo l’Italia ma anche perché non si tratta di chiedere “spesa libera perché vogliamo essere particolarmente allegri”. Se ne parlerà di certo al Consiglio europeo in programma la prossima settimana e, nel caso, si tratta di una discussione lunga che prevede una serie di passaggi, ma intanto la premier registra di aver trovato “ascolto” e “interesse”.

L’esito della trattativa può fare la differenza sull’andamento della campagna elettorale ma anche sulla sua durata. Il mantra nel centrodestra è quello di arrivare fino a fine legislatura, addirittura a novembre, prevedendo un anticipo della manovra dell’anno prossimo. A premere per questo orizzonte, per ragioni tutte interne, sono gli alleati di Lega e Forza Italia e finora pubblicamente Giorgia Meloni ha sempre confermato che intende andare avanti fino alla fine. Ma dentro Fratelli d’Italia l’ipotesi di un voto a primavera inoltrata, magari un election day con le Comunali, non viene escluso. Andare oltre con il fiato corto e gli avversari che a sinistra, ma soprattutto a destra, si rafforzano è uno scenario che la premier vuole scongiurare.

Calcio, Arbitri, Fabbri per Como-Roma

Roma, 7 ott. (askanews) – Sarà Bonacina di Bergamo a dirigere Iter-Parma, in programma sabato alle ore 18 a San Siro. Maresca è stato designato per Genoa-Fiorentina. Como-Roma affidata a Fabbri di Ravenna. Questi gli arbitri designati a dirigere gli incontri della setsa giornata di serie A:

Genoa – Fiorentina, sabato 10 ottobre ore 15.00, Maresca di Napoli (Colarossi-Fontemurato), VAR Abisso, AVAR Camplone

Inter – Parma, sabato 10 ottobre ore 18.00, Bonacina di Bergamo (Fontani-Barone), VAR Paterna, AVAR Massimi

Napoli – Frosinone, sabato 10 ottobre ore 20.45, Feliciani di Teramo (Berti-Perrotti), VAR Cosso, AVAR Gariglio

Como – Roma, domenica 11 ottobre ore 12.30, Fabbri di Ravenna (Imperiale-Baccini), VAR Gariglio, AVAR Abisso

Lazio – Monza, domenica 11 ottobre ore 15.00, Collu di Cagliari (Bahri-Moro), VAR Di Paolo, AVAR Volpi

Lecce – Bologna, domenica 11 ottobre ore 15.00, Pairetto di Nichelino (Ceccon-Scarpa), VAR Mazzoleni, AVAR Dionisi

Sassuolo – Milan, domenica 11 ottobre ore 18.00, Fourneau di Roma 1 (Palermo-Rossi L.), VAR Santoro, AVAR Meraviglia

Cagliari – Juventus, domenica 11 ottobre ore 20.45, Marcenaro di Genova (Rossi C.-Lo Cicero), VAR Camplone, AVAR Maggioni

Atalanta – Venezia, lunedì 12 ottobre ore 18.30, Tremolada di Monza (Regattieri-Giuggioli), VAR Meraviglia, AVAR Piccinini

Torino – Udinese, lunedì 12 ottobre ore 20.45, Crezzini di Siena (Cavallina-Zezza), VAR Volpi, AVAR Camplone

Tennis, Medvedev fa visita allo spettatore colpito

Roma, 7 ott. (askanews) – Daniil Medvedev si è recato in ospedale per andare a trovare lo spettatore che aveva colpito, in maniera involontaria, con una pallina nella semifinale dell’Atp 500 di Pechino contro Novak Djokovic. Secondo quanto riportato da Spaziotennis, il russo ha regalato al tifoso una racchetta con la scritta “I’m sorry” (ovvero “ti chiedo scusa”) sul manico. La foto è stata originariamente pubblicata su Xiaohongshu (conosciuto a livello internazionale come RedNote), una nota piattaforma social cinese. L’immagine, forse scattata da un testimone oculare o una persone vicina allo spettatore coinvolto nell’incidente a Pechino, è stata rapidamente ripresa e condivisa sui principali social network.

Per Meloni vigilia "serena" su legge elettorale. E ragiona su taglio accise

Roma, 7 ott. (askanews) – Tutto sembra ostentare tranquillità, a cominciare dall’agenda degli impegni nazionali e internazionali che prosegue come nulla fosse. La stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si dice serena “come sempre”. Le priorità in questo momento sembrano essere altre, prima di tutto il caro carburanti e una manovra da costruire con poche risorse. Domani pomeriggio sarà ad Ascoli per partecipare a una inaugurazione e oggi, alla vigilia del voto finale segreto sulla legge elettorale, la premier partecipa a Spalato alla riunione del Med9, gruppo informale che nella città croata si è riunito “con l’obiettivo di portare una prospettiva integrata nelle più ampie scelte strategiche dell’Ue”, come spiega il padrone di casa, il primo ministro, Andrej Plenkovic.

Quello di domani, comunque vada a finire, resta comunque un passaggio spartiacque. Un inciampo della maggioranza significherebbe, come Meloni ha fatto capire più volte, crisi di governo e ritorno anticipato alle urne. Uno spauracchio che al momento sembra aver avuto la meglio sui deputati preoccupati di mantenere il seggio più a lungo possibile (e in alcuni casi di arrivare alla agognata pensione), visto che il centrodestra è passato indenne attraverso un primo voto segreto la settimana scorsa e tre fiducie tra ieri e oggi. Ma il via libera alla riforma del voto, al netto dell’incognita Consulta, cambia la regole del gioco e di conseguenza si intreccia a doppio filo non soltanto con la questione della data delle prossime Politiche ma anche con il tema di cosa fare, e con quali risorse, in questi mesi di campagna elettorale permanente che separano il governo dalla fine della legislatura.

Nel Radisson hotel che ospita il summit e che si affaccia sull’altra sponda dell’Adriatico, uno dei temi centrali è proprio quello dell’energia. Per Giorgia Meloni nell’immediato significa confrontarsi con il caro carburante e con il prezzo del gasolio che è tornato a schizzare verso l’alto dopo che, a seguito del venir meno dei benefici fiscali del governo, è aumentato il prezzo anche sulla rete di distribuzione Eni, la compagnia che per prima aveva deciso di fissare un price cap. Un tema che incide direttamente sulle tasche, e sull’umore, dell’elettorato.

La premier, di fatto, prende tempo sulle prossime mosse ma si dice pronta “a intervenire di nuovo particolarmente con il meccanismo delle accise mobili”. Ma sul quando e se elenca una serie di subordinate. “Al mese di settembre – spiega la presidente del Consiglio – noi abbiamo circa 160 milioni che possono essere spesi con questo obiettivo, quello su cui ci stiamo interrogando è se sia più efficace spendere queste risorse in questo momento nel quale comunque ci sono delle misure di contenimento o tenerla come provvista per quando quelle misure di contenimento dovessero terminare”. Dipende “dalla tenuta del cap” che Meloni auspica “si possa pienamente ripristinare” nelle prossime ore.

Ma, anche in chiave elettorale, il grande tema con cui il governo si deve confrontare sono le (poche) risorse a disposizione per la manovra dopo la mancata uscita dalla procedura di infrazione europea. Il vertice di Spalato per la premier è la prima occasione per parlare di persona con Ursula von der Leyen della lettera che ha inviato alla Commissione europea per chiedere che si tenga conto dell’impatto della spirale inflattiva sui conti pubblici, “miliardi in più che dovremo spendere senza averlo deciso”. Per Meloni questo andrebbe “oggettivamente valutato nei limiti di aumento della spesa consentita”, non solo perché non è un problema che pone solo l’Italia ma anche perché non si tratta di chiedere “spesa libera perché vogliamo essere particolarmente allegri”. Se ne parlerà di certo al Consiglio europeo in programma la prossima settimana e, nel caso, si tratta di una discussione lunga che prevede una serie di passaggi, ma intanto la premier registra di aver trovato “ascolto” e “interesse”.

L’esito della trattativa può fare la differenza sull’andamento della campagna elettorale ma anche sulla sua durata. Il mantra nel centrodestra è quello di arrivare fino a fine legislatura, addirittura a novembre, prevedendo un anticipo della manovra dell’anno prossimo. A premere per questo orizzonte, per ragioni tutte interne, sono gli alleati di Lega e Forza Italia e finora pubblicamente Giorgia Meloni ha sempre confermato che intende andare avanti fino alla fine. Ma dentro Fratelli d’Italia l’ipotesi di un voto a primavera inoltrata, magari un election day con le Comunali, non viene escluso. Andare oltre con il fiato corto e gli avversari che a sinistra, ma soprattutto a destra, si rafforzano è uno scenario che la premier vuole scongiurare.

"Prima del rumore", il nuovo format di Max Proietti su Raiplay Sound

Roma, 7 ott. (askanews) – Dopo il grande successo del libro “Gli occhi del Male” la voce di Max Proietti, giovane fenomeno del true crime da migliaia di followers sul web tra i più amati e seguiti in Italia, torna protagonista con “Prima del rumore” il suo nuovo podcast che dal 14 ottobre sarà disponibile con l’attesissima prima puntata su Raiplay Sound.

Prima del Rumore, scritto e curato dallo stesso Max Proietti, è un podcast in sei puntate con cadenza settimanale, che torna su sei casi di cronaca nera molto diversi tra loro: Donato Bilancia, Dennis Nilsen, Aileen Wuornos, Dennis Rader, il caso JonBenét Ramsey e l’omicidio di Desirée Piovanelli.

“Prima del rumore – dichiara Max Proietti – è un progetto al quale tengo in particolare modo, un podcast in cui la mia passione per la pscologia e il crime esce nella sua essenza più pura. Ogni puntata ricostruisce i fatti, le indagini e i processi partendo dai documenti disponibili. Le confessioni vengono messe accanto alle prove, le versioni alle sentenze, e quello che sappiamo viene tenuto separato da ciò che negli anni è diventato racconto. Al centro restano le vittime, le loro vite e le conseguenze lasciate sui familiari e sui sopravvissuti. I colpevoli non diventano personaggi da ammirare e il dolore non viene usato come spettacolo. Prima del rumore prova a tornare a ciò che è accaduto prima che titoli, soprannomi e immagini prendessero il posto delle persone”.

“Ammettiamolo, siamo tutti affascinati dal true crime – prosegue – ci chiediamo da sempre quale sia il motivo per cui il Male con la M maiuscola sia in grado di ammaliarci così tanto, non smettiamo di provare brividi pensando al fatto che – certo – “il mostro è tra noi”, ma allo stesso tempo il suo operato è frutto di disturbi psicologici e traumi sociali che invece dalla nostra possono sembrare tanto lontani. Prima del rumore è allo stesso tempo un viaggio nelle ombre dell’animo umano, un tentativo di svelare cosa si nasconde dietro il male. Ogni episodio ci spingerà a guardare oltre l’orrore superficiale, fino a toccare le profondità di vite segnate da scelte estreme e irreversibili”.

Festa Roma, ad Anthony Ippolito il Premio Progressive alla Carriera

Roma, 7 ott. (askanews) – Anthony Ippolito, 27 anni, riceverà il Premio Progressive alla Carriera nel corso della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgerà dal 13 al 25 ottobre 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Lo ha annunciato il presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, su proposta della direttrice artistica, Paola Malanga.

L’attore statunitense, acclamato per il ruolo di George Wright nella serie Grand Army, per la sua interpretazione di Al Pacino nella miniserie The Offer, e per la versione giovane del personaggio di Adam Sandler nel film Pixels di Chris Columbus, riceverà il premio in occasione dell’anteprima di I Play Rocky, diretto dal premio Oscar Peter Farrelly e presentato nella sezione Grand Public, in cui Ippolito è protagonista nei panni di Sylvester Stallone: a consegnare il riconoscimento la Direttrice Artistica della Festa del Cinema di Roma, Paola Malanga.

Il Premio Progressive alla Carriera, che prende il nome dal Concorso della Festa di Roma, intende valorizzare e incoraggiare una carriera in pieno movimento, giovane e già straordinaria, capace di attraversare con dinamismo mondi e generazioni differenti mantenendo lo sguardo rivolto al futuro.

Mafia, "Scarpinato eroe, Santanchè ci minaccia": nuovo scontro M5S-FdI

Roma, 7 ott. (askanews) – Una lettera indirizzata a Ignazio La Russa, presidente del Senato, per chiedere provvedimenti contro la senatrice Daniela Santanchè (FdI), ex ministra del Turismo: è l’ultimo strascico dello scontro violentissimo in corso fra il Movimento 5 stelle e Fratelli d’Italia sui temi delle inchieste di mafia e del ruolo in commissione parlamentare Antimafia dei rispettivi rappresentanti. Dal gruppo M5S spiegano che la richiesta formale del gruppo M5S al presidente La Russa è in corso di elaborazione ma ad anticiparla ci ha pensato il presidente dei senatori stellati, Luca Pirondini, in una dichiarazione alle telecamere e ai cronisti resa più solenne dalla presenza contestuale di buona parte dei suoi colleghi di gruppo: “Siamo qua oggi per denunciare un fatto molto grave, ovvero che dopo un nostro intervento nel quale abbiamo detto che la senatrice Santanchè (di FdI, ndr) è indagata per truffa all’Inps, la senatrice Santanchè è partita dal suo scranno, è venuta in mezzo ai nostri scranni per minacciarci, dicendoci ‘dovete stare attenti, dovete stare molto attenti'”. A La Russa i 5 stelle chiedono di “tutelare le istituzioni e non i compagni di partito. Di prendere i provvedimenti che sono previsti dal regolamento del Senato”. Ad innescare la miccia in aula un infuocato intervento dello stesso Pirondini, che definisce “eroe dell’antimafia” Roberto Scarpinato, ex magistrato oggi senatore M5S, nel mirino di FdI e della Procura di Caltanissetta per i suoi rapporti con l’ex collega Gioacchino Natoli.

“Fratelli d’Italia, il partito di Daniela Santanchè indagata per truffa all’Inps, di Augusta Montaruli condannata per peculato, di Andrea Delmastro, che come sapete non ha bisogno di presentazioni perché è già noto per tutto quello che ha combinato, ci chiede – tuona dai banchi del Movimento – di sostituire Roberto Scarpinato e nelle ore successive ce l’hanno chiesto anche altri soggetti di Fratelli d’Italia: ce l’ha chiesto Chiara Colosimo, la presidente della commissione parlamentare antimafia, la quale per chi non lo sapesse è molto amica di Luigi Ciavardini, terrorista nero condannato per la strage di Bologna in cui ci sono stati 85 morti e 200 feriti”.

L’intervento non manca di suscitare le reazioni della maggioranza. Gianluca Cantalamessa della Lega cita le intercettazioni delle telefonate fra Scarpinato e Natoli, finite per vie mai chiarite sui giornali, dicendo di Scarpinato che “sporca e infanga tutta la Commissione antimafia”. Per Raoul Russo di FdI il tema mette in luce “l’ipocrisia di chi vuole continuare a difendere un parlamentare – non un magistrato, un parlamentare, che quindi ha la responsabilità di un parlamentare – che è stato dichiarato, in un atto giudiziario, depistante, ossia uno che ha volutamente lavorato nella commissione in cui dovrebbe essere una persona di garanzia, per depistare delle indagini”. Sulla stessa lunghezza d’onda, ispirata alle formulazioni dei magistrati nisseni, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: “Noi – dice – a volte abbiamo criticato i magistrati, mi pare strano che voi che avete una teologia della magistratura, quando dicono cose che non vi fanno comodo, dite che sono dei bugiardi”.

Per Walter Verini del Pd “non esiste che qualcuno, qualche gruppo o qualche parlamentare possa cacciare da una commissione bicamerale un altro parlamentare: è una cosa incostituzionale”, e in ogni caso “si può sbagliare, chiunque di noi può sbagliare o fare cose non opportune, ma pretendere di cacciare dalla Commissione parlamentare antimafia due persone che si chiamano Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato, questa è una cosa che non esiste, perché questi hanno speso la vita contro le mafie”. Peppe De Cristofaro di AVS esprime “totale solidarietà” a Scarpinato e aggiunge: “Che la maggioranza di Governo attacchi il senatore Scarpinato” ma “al tempo stesso, faccia scudo su quello che ha combinato in questi anni Andrea Delmastro sulle bisteccherie, sugli affari, sulle cose che faceva a Roma, a 700 chilometri da casa, davvero la dice lunga su dove è precipitato il dibattito pubblico di questo Paese”.

Nel frattempo Scarpinato annuncia una querela, dopo la pubblicazione di un video che lo riguarda sul profilo social dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro: “Anzichè dire fesserie e calunnie su di me farebbe bene – scrive l’ex magistrato – a dire al suo partito di tirare fuori dalla cassaforte le sue chat con il prestanome di un clan mafioso e consegnarle alla magistratura di Milano che le chiede da mesi”.

Confronto non meno “caldo” alla Camera, dove il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi replica così alle accuse contro Scarpinato rievocando le grandi stragi dell’era repubblicana: “Vediamo chi ha depistato in questo paese a partire da Portella della Ginestra alla strage di Capaci, la strage di Bologna, l’omicidio di Piersanti Mattarella, piazza della Loggia. Sapete perchè volete depistare e coprire le tracce di quelle stragi? Perché tutte quella stragi portano a casa vostra”. “Se il Movimento 5 stelle – è la replica del capogruppo di Fdi a Montecitorio, Galeazzo Bignami – vuole essere, come si dimostra essere, strumento in mano a persone che vogliono depistare le indagini per l’attentato e la morte di Paolo Borsellino faccia pure ma la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica, le nostre istituzioni non possono permettersi di essere uno strumento in mano alla malavita organizzata”.