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Bce, fari su nuove previsioni e possibile stretta anti inflazione

Roma, 11 giu. (askanews) – Fari dei mercati puntati sulle decisioni della Banca centrale. Alle 14 e 15, al termine del Consiglio direttivo, l’istituzione di Francoforte comunicherà le sue mosse e l’attesa prevalente è che venga operato un primo rialzo dei tassi di interesse in risposta all’ondata di rincari dell’energia e rafforzamenti dell’inflazione, innescata dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz.

Contestualmente verranno pubblicate le previsioni aggiornate dei tecnici della Bce su crescita economica e inflazione. In particolare, queste ultime saranno determinanti per la scelta che verrà operata dai banchieri centrali e anche per l’orientamento nei mesi successivi.

Alle 14 e 45 la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. Sarà anche il debuto a un direttorio del nuovo vicepresidente, il croato Boris Vujcic. Nelle ultime settimane ha ripetutamente ribadito che le decisioni vengono prese volta per volta, sulla base dell’evolversi dei dati, senza vincolarsi ad alcun percorso predeterminato, ma il persistere delle tensioni in Medioriente, in particolare sullo stretto chiave per le forniture globali di greggio, con tentativi di tregua che regolarmente si infrangono in nuove tensioni, alimenta l’aspettativa di un intervento sui tassi.

Risulta infatti sempre più scomodo, per la Bce, il mantenimento di un livello del costo del denaro ritenuto neutrale a fronte di un quadro di pressioni inflazionistiche in aumento. A metà mattina l’euro è poco mosso a quota 1,1542 sul dollaro.

I mercati danno per scontato da tempo una mossa rialzista: già ad aprile si sono verificati netti aumenti dei tassi di interesse sui prestiti bancari in Italia, proprio in attesa degli aumenti dei livelli di riferimento che (domani) potrebbe decidere la Bce.

Ad aprile, secondo le rilevazioni della Banca d’Italia, il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, i mutui si è collocato al 3,91 per cento, dal 3,81 nel mese precedente). Il Tasso sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,41 per cento (10,34 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,56 per cento, dal 3,38 nel mese precedente. (fonte immagine: ECB 2026).

Ucraina, Meloni: Ue individui rappresentante autorevole

Milano, 11 giu. (askanews) – “Una volta stabilito in maniera univoca l’obiettivo del negoziato” con Mosca, “occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei. Procedere a tentoni, con formati variabili, non adeguatamente rappresentativi, produce solo frammentazione, confusione, debolezza. Il tema non è chi faccia o meno parte di questo formato, ma il fatto che allo stato nessun formato ha la legittimità per parlare a nome dell’intera Europa. Per questo motivo sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole, investita della fiducia degli Stati membri”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Europeo.

La premier ha ricordato che per “contribuire a costruire le condizioni della pace” occorre “costruire solide garanzie per l’Ucraina” e “un’architettura di sicurezza di lungo periodo. Preservare l’unità euroatlantica, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, non è facile ma necessario. Coordinamento non significa delega. Diverse condizioni dipendono dall’Europa, impattano sull’Europa ed è l’Europa a doverle negoziare. La nostra fermezza nei confronti della Russia non deve trasformarsi in cecità diplomatica o autoesclusione. Continuo a porre il tema che l’Europa avvii una riflessione comune e pragmatica sulle modalità di una sua interazione con Mosca. La Ue deve essere pronta a guidare questo dialogo, farebbe un errore a subirlo”.

Meloni: nostra linea non cambia, sostegno a Ucraina e pressione su Mosca

Roma, 11 giu. (askanews) – “La nostra solidarietà all’Ucraina resta piena, convinta, concreta sosteniamo attivamente la sua difesa, la resilienza del suo sistema energetico, la sicurezza dei suoi impianti nucleari, progetti per la ricostruzione. La nostra linea non cambia: sostenere Kiev e mantenere la pressione su Mosca rappresentano ancora oggi a nostro avviso l’unico modo concreto di creare condizioni che possano costringere all’apertura di una seria stagione negoziale per questo sosteniamo il 20º pacchetto di sanzioni europee perché fino a quando la Russia rifiuterà un cessato il fuoco e l’avvio di trattative reali sarà necessario mantenere alta la pressione politica ed economica”. Lo ha detto la premier, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio Ue.

Sindacati “amici” del Governo? Una frase di Donzelli chiama in causa la CISL

Una frase che pesa

Ieri, nel corso della trasmissione Cinque Minuti di Bruno Vespa, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Giovanni Donzelli, nel confronto con l’esponente del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini, ha affermato che le misure del Governo sul modello salariale, alternative al salario minimo legale, avrebbero raccolto il consenso di tutte le organizzazioni sindacali ad eccezione della CGIL, «compresa la UIL, che non è certo amica del Governo».

Una frase che merita qualche riflessione.

 

Il nodo dellautonomia sindacale

Se infatti la UIL viene esplicitamente esclusa dal novero degli “amici del Governo”, la domanda sorge spontanea: gli altri sindacati che hanno condiviso quelle stesse misure dovrebbero forse essere considerati tali?

Naturalmente sarebbe una conclusione sbagliata. Il sindacato non dovrebbe essere amico né nemico di alcun Governo. Dovrebbe semplicemente essere autonomo e giudicare i provvedimenti nel merito, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori.

Se un autorevole esponente della maggioranza lascia intendere che la UIL non è “amica” del Governo, mentre altri sindacati sembrerebbero esserlo, ci aspettiamo una pronta e chiara precisazione in particolare da parte della CISL.

 

Una percezione pericolosa

E ciò non per alimentare polemiche, ma per difendere appunto un principio fondamentale: l’autonomia sindacale non può essere oggetto di interpretazioni politiche.

Il rischio, altrimenti, è quello di rafforzare una percezione già diffusa nell’opinione pubblica: che esistano organizzazioni più vicine al Governo di turno e altre più indipendenti. Una rappresentazione che non fa bene né al sindacato né al confronto democratico.

La storia della CISL, come quella della UIL e della CGIL, è fondata sull’autonomia dai governi e dai partiti. Proprio per questo sarebbe utile che la stessa CISL ricordasse con chiarezza che il dialogo con le istituzioni non equivale alla vicinanza politica e che la condivisione di alcuni provvedimenti non trasforma nessuno in un “amico” dell’Esecutivo.

 

La domanda a Daniela Fumarola

Certo, le parole di Donzelli possono essere state infelici o semplicemente formulate male; ma quando non vengono smentite da chi ne sarebbe indirettamente coinvolto, finiscono inevitabilmente per alimentare interrogativi, dubbi o sospetti.

Dunque, se la UIL non è “amica del Governo”, come ha certificato a modo suo Donzelli, sarebbe interessante sapere se la CISL ritiene di esserlo. Per storia e tradizione, nulla autorizza a crederlo. Proprio per questo, allora, sarebbe opportuno ascoltarla direttamente dalla Segretaria Generale, Daniela Fumarola.

La parodia del “partito dei sindaci” domani in scena a Roma

A pochi giorni dal 2 giugno, Roma tornerà a ospitare un’onorata squadra di amministratori locali. Ma tra i due appuntamenti esiste una differenza sostanziale.

Il 2 giugno oltre seicento sindaci, in rappresentanza delle comunità italiane, hanno aperto la Festa della Repubblica. Erano lì come espressione delle istituzioni territoriali, salutati con affetto dal Presidente della Repubblica e dai cittadini per il ruolo di raccordo che svolgono tra Stato e comunità locali.

Domani, invece, un altro gruppo di amministratori locali — nel solco del “partito dei sindaci”, evocato più volte negli ultimi trent’anni — si riunirà con l’obiettivo di dare vita a una nuova formazione politica al fianco di Schlein e Conte (sembra più di quest’ultimo). Non più rappresentanti di un limpido disegno politico, bensì di logiche strumentali.

 

Il limite strutturale del partito dei sindaci”

In effetti, la prima domanda è stringente: quali istanze politiche nuove porterebbe questa formazione che non trovano già spazio nei partiti presenti in Parlamento?

La Costituzione incoraggia la partecipazione politica, ma qui emerge una peculiarità: il quasi “partito dei sindaci” sarebbe composto da persone che esercitano una funzione istituzionale temporanea. E proprio la temporaneità rappresenta il suo limite principale.

Ogni anno le elezioni amministrative modificano profondamente la composizione degli enti locali. Chi oggi entra nel progetto potrebbe uscirne nel giro di pochi mesi o alla fine del mandato. Una quota significativa della classe dirigente sarebbe dunque destinata a un ricambio continuo.

È difficile immaginare, in queste condizioni, la costruzione di una visione politica stabile, con un chiaro indirizzo politico nazionale. Più realistico pensare, a sprezzo del ridicolo, a una forma di rappresentanza corporativa degli amministratori locali.

 

Governare un Comune non significa governare il Paese

Vale la pena ripeterlo. Amministrare bene una città è certamente un merito, non implica automaticamente la capacità di interpretare gli interessi generali della nazione.

La comunità nazionale non coincide con la semplice somma delle comunità locali. Governare il Paese richiede una visione complessiva: politica estera, economia, coesione sociale, rapporti internazionali, equilibrio istituzionale.

Per questo il rischio è che il cosiddetto “partito dei sindaci” o degli amministratori locali si trasformi soprattutto in uno strumento di selezione elettorale: sindaci popolari che cercano nel Parlamento una naturale prosecuzione della propria carriera amministrativa.

Il meccanismo non è nuovo. In passato anche organizzazioni economiche e associazioni di categoria hanno cercato una rappresentanza diretta nelle assemblee legislative per presidiare i propri interessi.

 

Un cartello elettorale più che un nuovo soggetto politico

Se si osservano le finalità dichiarate del progetto, invero molto esile, appare evidente la natura prevalentemente elettorale dell’operazione.

Più che un nuovo partito nazionale, sembra delinearsi un cartello politico-amministrativo costruito attorno alla notorietà -locale dei suoi aderenti.

Resta allora un interrogativo finale: questa nuova offerta politica riuscirà davvero a parlare a quel vasto elettorato che da anni diserta le urne? Oppure interesserà soprattutto chi già vive dentro i circuiti della rappresentanza istituzionale, in specie quella del proteiforme campo largo?

La risposta, naturalmente, spetta ai lettori. Ma sarà interessante capire quanti dei sindaci applauditi il 2 giugno come simboli delle autonomie locali sceglieranno ora di trasformare quel consenso civico in una personale prospettiva politica nazionale. Non siamo ai tempi di Rutelli o Bassolino.

Libertà e caso

Capita di sentirsi in balia del caso; di eventi rispetto ai quali non abbiamo alcun controllo. Eppure è proprio nella casualità che si annidano la libertà e la possibilità.

Se il filosofo Martin Heidegger scorge il massimo della libertà proprio nella necessità e nel destino, io mi ritrovo con il compianto Salvatore Veca che citava Marx, a proposito di Epicuro: “infelicità è vivere nella necessità; ma non è necessario vivere nella necessità”.

Il caso è un guizzo, un’occasione, un invito. È esso a caratterizzare gli incontri, quelli veri.

Si tratta, in definitiva, della dimensione creativa, originale, inedita. Non tutto è riducibile alla ripetizione di una sorta di copione. Non tutto è riproposizione del già visto, del già vissuto.

Il caso è come uno squarcio rispetto alla stanca trama del non-senso. È un po’ così anche in politica: l’imprevisto, l’imponderabile possono essere alleati e promotori della libertà. Lì è l’evento.

La mistica della pietra: Leone XIV e la torre di Cristo di Gaudí

Il Papa davanti alla torre del Cristo

Alle 19.30 di ieri sera, nella Basilica della Sagrada Família di Barcellona, Papa Leone XIV ha inaugurato la torre di Gesù Cristo, la più alta dell’intero complesso progettato da Antoni Gaudí e oggi la più alta chiesa del mondo. La cerimonia, culminata con la benedizione della nuova torre e con lo svelamento della targa commemorativa della visita papale, si è svolta nel giorno esatto del centenario della morte del grande architetto catalano.

Con questo gesto simbolico si chiude anche la tappa barcellonese del viaggio apostolico di Leone XIV in Spagna, prima della partenza per le Canarie. Ma ciò che resterà non sarà soltanto la cronaca di una visita pastorale. Alla Sagrada Família il Papa ha voluto parlare il linguaggio della verticalità, della trascendenza e della speranza.

 

Gaudí, il mistico della luce

Antoni Gaudí non concepì mai la Sagrada Família come un semplice monumento. La immaginò come una “Bibbia di pietra”, un organismo vivente capace di raccontare il mistero cristiano attraverso luce, geometrie, simboli naturali e slancio verso l’alto.

Negli ultimi anni della sua vita l’architetto catalano abbandonò ogni altro incarico per dedicarsi esclusivamente al tempio espiatorio. Dormiva nel cantiere, viveva quasi da asceta e considerava il proprio lavoro una missione religiosa. Non a caso Papa Francesco lo dichiarò venerabile, riconoscendo il carattere spirituale della sua opera.

La nuova torre di Gesù Cristo rappresenta il culmine di questa visione: 172 metri e mezzo d’altezza, volutamente inferiori di pochi metri alla collina del Montjuïc, perché — secondo Gaudí — l’opera dell’uomo non deve superare quella di Dio.

 

Una cattedrale contro il vuoto

La Sagrada Família nasce nel pieno della modernità industriale, ma sembra parlare soprattutto al nostro tempo. In un’epoca dominata dalla velocità, dalla frammentazione e dall’individualismo, Gaudí costruisce lentamente un’opera destinata a superare la vita del suo autore. È il contrario della cultura dell’immediato.

Per questo la torre inaugurata da Leone XIV assume oggi un significato che va oltre l’architettura religiosa. Essa ricorda all’Europa che una civiltà non vive soltanto di mercati, algoritmi e tecnica, ma anche di simboli condivisi, di memoria spirituale e di desiderio dell’infinito.

La verticalità della torre non è un’esibizione di potenza. È una domanda rivolta all’uomo contemporaneo: verso cosa stiamo andando?

 

La fede come costruzione paziente

La storia stessa della Sagrada Família contiene una lezione civile. Il tempio è stato edificato grazie a offerte popolari, attraversando guerre, crisi economiche e mutamenti politici. È un’opera incompiuta che continua a crescere nel tempo, quasi un’immagine della Chiesa e forse dell’Europa stessa.

Leone XIV, sostando davanti alla tomba di Gaudí e inaugurando la torre centrale del tempio, ha voluto probabilmente indicare proprio questo: il cristianesimo non è nostalgia del passato, ma costruzione paziente di un ordine umano capace di elevare senza schiacciare.

Nel cuore della Catalogna, tra pietra, luce e preghiera, il Papa ha ricordato che esiste ancora un linguaggio capace di unire bellezza e fede. E che perfino una torre può diventare una professione di speranza.

Berlinguer, Meloni: si può fare politica senza demonizzare avversario

Roma, 11 giu. (askanews) – “Nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa, voglio ricordare con rispetto una figura che ha rappresentato un punto di riferimento per la sinistra italiana e uno dei protagonisti della storia politica della Repubblica, Enrico Berlinguer. Ricordo anche il gesto di Giorgio Almirante, che volle rendere omaggio al feretro del suo avversario politico. Un segno di rispetto umano e istituzionale che ancora oggi richiama il valore di un confronto politico fermo negli ideali ma rispettoso delle persone. Perché si può fare politica secondo visioni diverse, anche diametralmente opposte, senza per forza demonizzare l’avversario”. Con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricorda Enrico Berlinguer, segretario del Pci dal 1972 fino alla sua morte avvenuta l’11 giugno 1983.

“Senza rinunciare al confronto, anche acceso, e allo stesso tempo alla consapevolezza di appartenere tutti alla stessa comunità nazionale. Il nostro compito è servire l’Italia e gli italiani. L’ho sempre pensato e sostenuto: le idee forti non temono il confronto”, conclude la premier.

Iran, gli Stati Uniti tornano alla "diplomazia coercitiva"

Roma, 11 giu. (askanews) – La nuova ondata di attacchi statunitensi annunciata ieri sera dal presidente Donald Trump ha seguito il copione delle precedenti, così come la reazione iraniana: in attesa di vedere se il tutto avrà qualche effetto positivo sui negoziati che la stessa casa Bianca definisce ormai da giorni come sul punto di concludersi con un accordo.

Lo stesso Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha del resto definito i raid come “un atto di diplomazia coercitiva”, dopo che Teheran aveva affermato di voler valutare lo stato delle trattative – un atteggiamento che la Casa Bianca aveva criticato come uno “stallo” voluto di cui l’iran avrebbe dovuto pagare il prezzo.

Sul campo, il Centcom ha lanciato nella notte una serie di attacchi lungo la costa iraniana e su altri obbiettivi quali “sistemi di sorveglianza, sistemi di comunicazione e postazioni di difesa aerea iraniani in tutto il Paese” e altri “obiettivi iraniani che rappresentavano una minaccia per le forze statunitensi e le navi mercantili internazionali in transito nelle acque regionali”, prima di dichiarare concluse le operazioni.

L’Iran da parte sua ha risposto annunciando di aver colpito diciotto obbiettivi statunitensi nelle basi di Ali Al-Salem e Ahmad Al-Jaber in Kuwait e nella base aerea di Sheikh Isa in Bahrein, oltre al quartier generale della Quinta Flotta e altre due basi militari americane in Iraq e Giordania; soprattutto, Teheran ha annunciato la chiusura totale dello Stretto di Hormuz, notizia peraltro successivamente smentita dagli Stati Uniti.

Sul piano diplomatico, le trattative in Qatar sarebbero ancora in corso e un punto che lo stesso Trump ha tenuto a sottolineare è che Israele non ha partecipato alle operazioni militari. La Casa Bianca sembra avere fretta di arrivare ad un’intesa che permetta la riapertura dello Stretto senza scontentare troppo l’alleato israeliano – per trattare sul nucleare, il vero nodo del contendere, ci sarà tempo dopo; se la “diplomazia coercitiva” servirà allo scopo lo si vedrà nelle prossime ore.

Achille Lauro show all’Olimpico: lo sogno da 25 anni, magia bellissima

Roma, 11 giu. (askanews) – “L’Olimpico? Sono contentissimo. E’ un po’ che aspettavamo questo momento. E’ un cosa che sogni per 25 anni e poi accade. Io scrivo canzoni da quando ho 15 anni e ora, dopo tanti concerti suonati in ogni dove, arrivo all’Olimpico. E dire che i primi concerti a Roma… mi affittavo i locali, pagavo ….e mi mettevo in scaletta”. Achille Lauro incanta la ‘sua’ Roma, e l’Olimpico è il punto di partenza. E’ emozionato, si dice “felice”, e annuncia il raddoppio, sempre all’Olimpico, per il 2027. “Dopo il 30 giugno, apriamo la data dell’1 luglio”, dice incontrando la stampa alla vigilia dello show nella Capitale.

“Lo spettacolo – racconta l’artista – ripercorre a livello narrativo una rappresentazione del paradiso dell’Eden, degli incoscienti giovani prima di essere catapultati sulla terra. È questo il filone narrativo che lega lo spettacolo. E’ una figata… La mia fortuna in questi anni – prosegue – è di aver avuto tanti brani diventati parte della storia della mia fan base, della mia storia personale. Questo show si regge sulle canzoni e si crea una magia bellissima. Dopo i 15 palazzetti e la data zero a Rimini, ora siamo all’Olimpico. È un anno particolarmente fortunato”.

Sul palco anche Antonello Venditti, con cui suona “Notte prima degli esami”. “Per me, da romano, è un grande onore – dice – sono cresciuto con lui. Se c’era un ospite da avere all’Olimpico era lui, perché rappresenta l’adolescenza ed è un simbolo per questa città”.

Dopo Roma, lo show si sposta a San Siro, a Milano, dove Lauro ha invitato anche i familiari e i giovani coinvolti nel rogo di Crans-Montana. Il suo brano “Perdutamente” è diventato una sorta di simbolo in ricordo delle vittime, dopo che la mamma di Achille Barosi la cantò al funerale del ragazzo. “Lontano dai riflettori, da Sanremo, a luci spente sono andato a trovare i ragazzi in ospedale e la famiglia di Achille. È una tragedia che ha colpito tutto il Paese, c’è poco da aggiungere. Ma se la musica è riuscita a fare del bene anche solo per un minuto, ha avuto un senso”.

Parlando di possibili progetti in tv, dopo l’esperienza di X Factor (“sono stati due anni bellissimi e molto positivi”, dice), Achille Lauro precisa: “Ho tante idee, ma niente di sicuro. Mi piacerebbe entrare in qualcosa in cui non sono entrato prima, per portare la mia visione. Uno spettacolo d’autore, ben scritto e coinvolgendo personalità che interessano a me. Ma per ora è solo nebbia nella mia testa, ci sono tante idee ma nulla di confermato”. E la direzione artistica del Festival di Sanremo? “Mi piacerebbe, dopo tutto quello che ho fatto: l’ho trattato come fosse il mio spettacolo, sempre, mai entrati in un format ma uno spettacolo nello spettacolo. Dopo Carlo (Conti, ndr), che per me è un colosso, adesso c’è Stefano De Martino, immagino che farà un grandissimo lavoro”. 

Poi la ‘nuova’ passione, la moda. “La moda è stato un grandissimo strumento per me per raccontare la mia musica. È stata sempre una mia grandissima passione e oggi avere la fiducia di un brand d’abbigliamento per fare quello che desideri non è cosa da poco”. Infine, il cinema. “Non penso di essere un tuttologo. Voglio cercare di fare il massimo nella musica e ora aprire questa finestra nella moda, queste ora sono le mie due grandi passioni e voglio portarle oltre la mia immaginazione. Poi se un giorno nascesse qualcosa nel cinema legato alla musica, vedremo… ma al momento voglio fare questo”.

In 60mila per Achille Lauro all’Olimpico: "Roma sei uno spettacolo"

Roma, 10 giu. (askanews) – Achille Lauro incanta i 60mila fan dell’Olimpico nella prima data negli stadi del 2026. “Finalmente a casa, Roma”, esordisce l’artista che apre lo show con “Amor”, il brano dedicato alla ‘sua’ città. “Roma sei uno spettacolo infinito, sei incredibile”.

Si susseguono nuovi e vecchi successi, fino a Perdutamente, diventato brano simbolo-omaggio alle vittime di Crans Montana, e a Cristina, con una dedica alla madre. Ma anche a “tutte le mamme, a chi non è diventata mamma, a chi ha cresciuto i figli da sola”, dice.

Ed ancora Amore disperato, “lo dedico a quella persona che mi ha salvato la vita”, fino a “16 marzo”, passando per “Me Ne frego”, “Rolls Royce”, “Domenica”.

Pensato come un’opera in più atti, lo show “Comuni Immortali” si sviluppa attraverso un filo narrativo che accompagna il pubblico tra le molteplici incarnazioni artistiche di Achille Lauro. Ogni capitolo dello show racconta una diversa fase della sua evoluzione creativa, attraversando i generi che ha saputo esplorare e reinventare nel corso degli anni e riportando sul palco i brani che hanno contribuito a costruire un immaginario unico nel panorama italiano.

Federale agitato, ma riorganizzazione Lega ancora in stand by

Milano, 10 giu. (askanews) – Servirà un altro Consiglio federale già convocato per la prossima settimana, per provare a trovare un accordo nella Lega sulla riorganizzazione del partito. Il confronto di oggi, (“Franco”, lo definiscono tutti, per non dire che di stracci ne sono volati parecchi), non è bastato a raggiungere un punto di incontro tra Matteo Salvini e i ‘nordisti’ guidati da Luca Zaia.

Che la riunione non fosse di routine lo dimostrano le presenze: tutti fisicamente a Roma, anche i governatori delle Regioni del Nord. E anche la durata: tre ore piene. Ma ancora nessun passo avanti. Da quanto viene riferito, gli interventi che si sono susseguiti sono serviti solamente a ribadire le posizioni in campo. Salvini che non intende ‘splittare’ la Lega: per non rischiare di vedersi sfilare il partito nel Nord, ma anche perchè la legge elettorale rende non conveniente l’opzione. E Zaia, i governatori e i capigruppo che insistono sulla necessità di un cambio di rotta, di un ritorno alle origini, alla Lega “sindacato dei territori”.

Il risultato è che al Federale oggi non si è proceduto ad alcuna nomina, nè si è deciso alcunchè sul possibile congresso per le modifiche allo Statuto, su cui è al lavoro con una ipotesi di mediazione Roberto Calderoli. Ci si rivedrà dunque la prossima settimana, per capire come rilanciare il partito. Matteo Salvini parla di squadra, di organizzazione, di temi da cavalcare nell’anno che manca alle Politiche. E al termine della riunione si limita a far sapere di essere “determinato a rafforzare sempre di più la Lega, valorizzando il grande impegno degli amministratori (apprezzati in tutti i territori) all’interno del partito”. Come e chi sarà valorizzato, è ancora tutto da decidere.

Per parte sua Zaia ribadisce la sua convinzione che “più identità c’è, più consenso c’è”, e spiega che “c’e solo una Lega, non ne esistono due”. Intanto oggi “abbiamo fatto un bellissimo federale, ciascuno ha potuto esporre le proprie idee. Penso sia stato anche costruttivo visto e considerato che poi molti interventi sono stati assolutamente in linea con l’idea di essere vicini ai cittadini. Si va in questa direzione e ci incontreremo ancora”, ha assicurato.

Ma in attesa della quadra e del ‘ritiro’ in programma a Treviso a inizio luglio, resta il nervosismo per i sondaggi favorevoli a Vannacci, cui fanno da corollario le voci di nuove uscite. ‘Il Foglio’ parla addirittura della vice segretaria Silvia Sardone, che però smentisce. Ma intanto l’ex generale prosegue la sua marcia, e stasera torna in tv per una intervista con Lilly Gruber in cui vuole presentare il suo progetto.

Mondiali, Trump: faremo entrare negli Usa solo gli stranieri "giusti"

Roma, 10 giu. (askanews) – Le autorità statunitensi stanno lavorando per garantire che solo gli stranieri “giusti” possano entrare negli Stati uniti in occasione dei Mondiali di calcio del 2026. Lo ha detto oggi il presidente Usa Donald Trump, rispondendo ai giornalisti alla Casa bianca.

“Ci stiamo lavorando molto attentamente per assicurarci che le persone giuste entrino nel nostro paese”, ha dichiarato Trump, interpellato sulle preoccupazioni dei visitatori dei Mondiali per i rigidi requisiti sui visti.

Ieri la Fifa ha confermato che l’arbitro somalo Omar Artan non potrà dirigere partite ai Mondiali del 2026, dopo che gli è stato vietato l’ingresso negli Stati uniti.

La Federcalcio iraniana ha inoltre dichiarato che gli Stati uniti hanno annullato le quote destinate ai tifosi della Repubblica islamica, mentre alcuni membri della delegazione della nazionale iraniana non hanno ottenuto il visto.

Meloni in Parlamento in vista del Consiglio Ue (e G7). Il Centrodestra lima la risoluzione

Roma, 10 giu. (askanews) – Il supporto all’Ucraina e l’allargamento, il bilancio a lungo termine dell’Unione europea (MFF), le sfide connesse all’economia e alla competitività globale, comprese le richieste dell’Italia, ad esempio sulla revisione del meccanismo ETS. E naturalmente la situazione in Medio Oriente, con la crisi in Iran che sembra vivere una nuova fiammata, con Donald Trump che oggi ha annunciato che “attaccheremo molto duramente” Teheran. Sono questi i temi principali su cui ruoterà l’intervento che Giorgia Meloni terrà domani prima alla Camera e poi al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo.

Per quanto riguarda l’allargamento, Meloni (che la settimana scorsa non è andata, all’ultimo momento, al vertice di Tivat in Montenegro) deve fare i conti con una maggioranza che ha posizioni diversificate, con la Lega che pochi giorni fa ha ribadito un secco “no” a un’accelerazione dell’ingresso di Kiev nell’Ue. Sì all’Ucraina, ma al termine della guerra, la posizione espressa da Fdi, con la premier che ha spesso ripetuto come la “priorità” sia la “riunificazione” con i Balcani Occidentali.

Per quanto riguarda la competitività e la risposta alla crisi energetica, dopo la flessibilità ottenuta nei giorni scorsi (anche se per investimenti ‘verdi’ e non per gli sconti carburante), Meloni continua a chiedere una revisione drastica del meccanismo ETS, lasciando anche capire di essere pronta a intervenire ancora sui carburanti, in particolare per l’autotrasporto. “Quando si parla di sostenibilità – ha sottolineato questa mattina a Confcommercio – noi certo dobbiamo parlarne in chiave ambientale ma dobbiamo anche ampliare il concetto alla qualità della vita complessiva esattamente come quando parliamo di sostenibilità non dobbiamo mai dimenticare quella economica e sociale e qui voi sapete che dall’inizio del nostro mandato siamo schierati sullo stesso fronte nel sostenere un approccio pragmatico e non ideologico alla transizione ecologica. Il lavoro che stiamo facendo in Europa sui tanti dossier sta lì a dimostrarlo: la richiesta ad esempio pressante che stiamo portando avanti per rivedere il sistema Ets, per diminuire l’impatto sul trasporto pesante, per rivedere l’Ets marittimo che rischia di penalizzare enormemente i nostri porti a vantaggio dei porti del Nordafrica senza alcun beneficio tra l’altro in termini di riduzione delle emissioni inquinanti nel Mediterraneo. Per la stessa ragione non abbiamo smesso di sostenere l’acquisto del carburante per l’autotrasporto sia in via ordinaria sia reagendo all’aumento dei prezzi causato dalla crisi dello stretto di Hormuz: se noi vogliamo contenere l’effetto inflazionistico della crisi energetica sui cittadini e allo stesso tempo salvare un settore che fa muovere e vivere la nazione, come un’altra crisi quella del covid ci ha ampiamente dimostrato, non bisogna avere paura di fare quello che è giusto fare”.

C’è poi la situazione in Medio Oriente – Iran ma anche Israele e Palestina – e, più complessivamente, dei rapporti con Donald Trump. Secondo alcune fonti governative, Meloni starebbe lavorando a un ‘blitz’ a Washington prima della pausa estiva, per cercare di riallacciare un rapporto sfilacciato. I due dovrebbero vedersi comunque al G7 in programma a Evian dal 15 al 17 giugno, anche se non è detto che il tycoon sia presente per tutte le giornate del summit (anche l’anno scorso, in Canada, se ne andò prima della fine). Sarà comunque un vertice, quello francese, molto complesso proprio nell’ottica dei rapporti tra il presidente Usa e gli alleati europei, anche in vista del summit Nato di luglio. A proposito di rapporti, i due appuntamenti a distanza ravvicinata – G7 e Consiglio europeo – potrebbero essere anche l’occasione per un chiarimento tra Meloni, Emmanuel Macron e Friedrich Merz dopo l’incrinatura causata dall’incontro a quattro (anche con Keir Starmer) di domenica scorsa con Vladimir Zelensky a Londra.

Per quanto riguarda maggioranza e opposizione, il centrodestra sta ‘limando’ la propria risoluzione per tenere insieme tutti i partiti da Forza Italia alla Lega, che ha posizioni divergenti rispetto agli alleati su alcuni temi (ad esempio sull’Ucraina, come detto).

Il centrosinistra, invece, si presenta diviso con ogni componente che porterà il proprio testo. “In materia di politica estera siamo molto vicini su tantissime posizioni, su tantissimi dossier per noi centrali, come ad esempio il ripristino della legalità internazionale, il fatto di condannare tutti gli attacchi illegali anche delle grandi potenze a partire dagli Stati Uniti come di Israele, che stanno seminando il disordine nell’ordine mondiale – ha detto oggi il leader M5s Giuseppe Conte -. Poi per quanto riguarda specificamente la questione dell’Ucraina c’è una diversità di impostazione, di visione e di risoluzione dei problemi col Partito democratico in particolare, non con AVS; perché riteniamo che la svolta è l’unica possibile”. Questa, ha assicurato, “è una questione che chiariremo all’interno del progetto progressista perché la riteniamo sicuramente un dossier fondamentale. Ma su tutto il resto c’è molta più vicinanza con le altre forze progressiste rispetto alle incolmabili distanze che stanno venendo fuori all’interno della maggioranza di governo”.

Padel, Fip Silver Palermo: da giovedì il via al main draw

Roma, 10 giu. (askanews) – Dopo la fase di qualificazione, prende il via giovedì al Country Time Club di Palermo il main draw del Fip Silver Mediolanum Padel Cup, torneo della Federazione Internazionale Padel. L’evento, giunto alla terza edizione, rappresenta uno degli appuntamenti di riferimento del circuito internazionale FIP e mette in palio punti preziosi per il ranking mondiale.

Ancora una volta – si legge in una nota – Palermo si conferma crocevia del padel azzurro. Tra i protagonisti più attesi ci sono gli azzurri Marco Cassetta e Lorenzo Di Giovanni, medaglia di bronzo l’Italia agli ultimi Europei. Cassetta farà il suo esordio in coppia con lo spagnolo Pedro Melendez nell’ultimo incontro di giornata sul Campo Centrale contro una coppia proveniente dalle qualificazioni. Esordio in serata anche per Di Giovanni, che insieme a Federico Galli affronterà gli olandesi Du Pree e Hazebroek.

Accanto ai big, spazio anche alla nuova generazione del padel italiano. Riflettori puntati sull’agrigentino Matteo Platania, in campo con Matteo Sargolini contro una coppia proveniente dalle qualificazioni, e su Giuseppe Fino, che farà il suo debutto al fianco di Juan Manuel Lasgoity contro i francesi Basso-Biron. In gara anche Noa Bonnefoy e Michele Brambilla, due dei giovani più promettenti del panorama nazionale, che hanno debuttato la scorsa settimana all’Italy Major Premier Padel di Roma.

Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani siciliani Stefano Indomenico e Gabriele Laurino, entrambi appena convocati per gli Europei juniores, e al settore femminile, rappresentato da atlete già inserite nel percorso delle nazionali giovanili come Aurora Buscaino, Giulia Di Battista. Sarà la palermitana Emanuela Dolce ad aprire il programma del tabellone principale in coppia con Martina Mantova contro le spagnole Del Rio-Martinez.

Mondiali calcio, Allianz: torneo vale 9,1 mld per Pil Nord America

Milano, 10 giu. (askanews) – I Mondiali di calcio 2026 saranno i più grandi di sempre, ma l’impatto macroeconomico per Stati Uniti, Messico e Canada resterà relativamente contenuto. Secondo un report di Allianz Research, il torneo, allargato per la prima volta a 48 squadre (fra cui l’Iran), 104 partite e 16 città ospitanti, genererà nei mesi di giugno e luglio un impulso al Pil nordamericano stimato in 9,1 miliardi di dollari.

Il beneficio maggiore andrà agli Stati Uniti, che ospiteranno 78 partite su 104, inclusa la finale nell’area di New York: l’effetto sul Pil è stimato in 6,1 miliardi di dollari, pari a circa 0,1 punti percentuali di crescita trimestrale. Più contenuto in valore assoluto, ma più rilevante rispetto alla dimensione dell’economia, l’impatto in Messico, pari a 1,7 miliardi di dollari e 0,3 punti percentuali di Pil. Per il Canada il contributo atteso è di 1,3 miliardi, pari a 0,2 punti.

Allianz stima circa 6,5 milioni di presenze negli stadi durante le sei settimane del torneo, di cui 2,6 milioni di visitatori internazionali e 4 milioni di spettatori domestici. La spesa turistica complessiva legata all’evento dovrebbe raggiungere circa 8 miliardi di dollari, al netto degli effetti di sostituzione, con 6,8 miliardi di esportazioni turistiche e 1,2 miliardi di consumi interni.

Il torneo sarà però più un forte shock temporaneo di domanda che un vero motore strutturale di crescita. A differenza di Qatar 2022 o di altri grandi eventi, Nord America 2026 non richiederà nuovi stadi: tutte le sedi erano già operative e gli investimenti riguarderanno soprattutto ristrutturazioni, adeguamenti e infrastrutture di accoglienza. Questo rende l’evento più efficiente dal punto di vista del capitale investito, ma riduce l’effetto moltiplicatore degli investimenti.

I benefici si concentreranno soprattutto su turismo, trasporti, alberghi, ristorazione, retail e intrattenimento. Il settore alberghiero è indicato da Allianz tra i principali vincitori, con tassi di occupazione attesi tra il 90% e il 95% nelle città più esposte e aumenti delle tariffe del 15-20% in alcune sedi dopo il sorteggio. Le pressioni maggiori sono previste a Vancouver e Toronto, dove la capacità ricettiva è più limitata rispetto alle grandi città statunitensi.

Anche le compagnie aeree dovrebbero trarre vantaggio dal torneo, grazie alla domanda aggiuntiva su rotte domestiche e internazionali e a una capacità ancora vincolata. Secondo Allianz, la crescita programmata dei posti nel secondo trimestre 2026 è pari a circa l’1% negli Stati Uniti, allo 0,4% in Messico e al 2,1% in Canada, un contesto che potrebbe sostenere tariffe e ricavi unitari.

Non mancano però i rischi. L’evento si svolgerà su tre Paesi, con sistemi di visti, controlli di frontiera e procedure di ingresso differenti. Per Allianz, le barriere amministrative, in particolare negli Stati Uniti, potrebbero frenare parte dei flussi internazionali e ridistribuire la domanda verso Canada e Messico. Pesano anche possibili congestioni negli aeroporti, capacità alberghiera limitata in alcune città e costi di sicurezza.

Il report sottolinea infine che i ricavi commerciali della Fifa saranno molto superiori alle precedenti edizioni. Per il ciclo 2023-2026 il potenziale giro d’affari è stimato in 13 miliardi di dollari, contro 6,6 miliardi nel ciclo 2019-2022, grazie soprattutto a diritti tv, biglietti, hospitality, marketing e licensing. Per le economie ospitanti, invece, il Mondiale 2026 consegnerà vincitori settoriali chiari, ma un impatto complessivo limitato rispetto alla dimensione dei tre Paesi.

Banche, Conte: accumulano profitti mentre il Pil è quasi a zero

Bruxelles, 10 giu. (askanews) – Le banche italiane continuano a fare extraprofitti mentre il Paese ha un Pil vicino alla crescita zero e le condizioni dell’accesso al credito per le famiglie e le imprese non migliorano; occorre dunque una tassa sui profitti straordinari con effetto redistributivo. Lo ha affermato il leader del M5s, Giuseppe Conte, incontrando i giornalisti oggi a Bruxelles, a margine della seconda edizione di “Parlami d’Europa”, l’incontro dei giovani del Movimento con i deputati al Parlamento europeo.

Alla richiesta di dare un giudizio sulle grandi manovre in corso tra le banche italiane (e che coinvolgono Mediobanca, Intesa San Paolo, Mps e le Generali, Banco Bpm), Conte ha risposto: “Il giudizio nostro, innanzitutto, è che sia fatto tutto secondo le regole di mercato. Però sicuramente c’è una prospettiva di più ampio respiro che ci riguarda e ci preme molto: noi abbiamo ormai – ha rilevato – una crescita prossima allo zero, grazie a questo governo, che addirittura con 209 miliardi che gli abbiamo lasciato (con riferimento al Pnrr, ndr), è stato capace di riportare l’Italia agli ultimi posti, addirittura nelle proiezioni del 2027 ultima tra i paesi del G20 e ultima in Europa per crescita del Pil. Allora ci chiediamo: com’è possibile che il Paese sia prossimo allo zero per la crescita del Pil, e invece le banche continuino ad accumulare profitti addirittura straordinari rispetto anche alla media degli ultimi anni? C’è qualcosa che non va”.

“C’è qualcosa che non va – ha ripetuto il leader del M5S – perché è tutta una remunerazione degli azionisti del capitale investito, ma non c’è un miglioramento del credito in Italia. Non vediamo assolutamente un accesso facile al credito per quanto riguarda gli artigiani, per quanto riguarda le famiglie, le famiglie monoreddito in difficoltà, per quanto riguarda le imprese, per quanto riguarda i cittadini. Ecco, questo è un problema che dobbiamo risolvere”, ha sottolineato Conte.

Insomma, “stiamo andando verso concentrazioni bancarie sempre più stringenti, diciamo; ma nello stesso tempo a noi, che guardiamo all’economia reale e guardiamo con grande diffidenza a quella che potrebbe essere la speculazione finanziaria, a noi preme molto il fatto che ci sia un credito agevolato. E soprattutto – ha aggiunto -, oggi abbiamo l’urgenza di recuperare risorse: dall’industria delle armi, dalla tassa sugli extra profitti delle banche, questi utili straordinari che sono al di fuori di una regolamentazione ordinaria del mercato. Non siamo nell’ambito della fisiologia del mercato, ma siamo di fronte a eventi straordinari, profitti straordinari”. E perciò, ha argomentato Conte, “è giusto un intervento redistributivo che ci potrebbe consentire su questi vari fronti, pensiamo anche alle industrie energetiche, di recuperare decine e decine di miliardi, che oggi servono assolutamente per famiglie e imprese”.

A un giornalista che ricordava come la tassa sugli extraprofitti delle banche voglia farla anche Matteo Salvini, il leader dei M5S ha replicato: “Salvini vuole fare tante cose, ma vediamo che se le cose poi non si studiano, come per il Ponte sullo Stretto, se non si fanno sulla base della competitività, con regole, leggi e regolamenti, poi alla fine che cosa succede? Che ti trovi con un progetto ormai fallato, un progetto vecchio del 2005 che è stato riesumato in barba a tutte le regolamentazioni europee”.

“A questo punto poi, c’è anche l’ombra della corruzione che si allunga su questo progetto, e buttiamo soldi… Dobbiamo recuperare quei tredici miliardi e mezzo; è la cosa più seria che si possa fare per rafforzare il tesoretto, anzi il tesorone, che serve per rilanciare questo paese, per rilanciare e far crescere questo paese a beneficio delle famiglie, delle imprese e dei giovani”, ha concluso Conte.

Bce, domani nuove previsioni e possibile stretta tassi anti inflazione

Roma, 10 giu. (askanews) – Fari dei mercati sulle decisioni della Banca centrale europea domani, al termine del Consiglio direttivo. L’istituzione di Francoforte comunicherà le sue scelte alle 14 e 15, l’attesa prevalente è che venga operato un primo rialzo dei tassi di interesse in risposta all’ondata di rincari dell’energia e rafforzamenti dell’inflazione, innescata dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz.

Sempre domani, verranno pubblicate contestualmente le previsioni aggiornate dei tecnici della Bce su crescita economica e inflazione. In particolare, queste ultime saranno determinanti per la scelta che verrà operata dai banchieri centrali e anche per l’orientamento nei mesi successivi.

Alle 14 e 45 la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. Nelle ultime settimane ha ripetutamente ribadito che le decisioni vengono prese volta per volta, sulla base dell’evolversi dei dati, senza vincolarsi ad alcun percorso predeterminato, ma il persistere delle tensioni in Medioriente, in particolare sullo stretto chiave per le forniture globali di greggio, con tentativi di tregua che regolarmente si infrangono in nuove tensioni, alimenta l’aspettativa di un intervento sui tassi.

Risulta infatti sempre più scomodo, per la Bce, il mantenimento di un livello del costo del denaro ritenuto neutrale a fronte di un quadro di pressioni inflazionistiche in aumento. In serata l’euro risale lievemente a quota 1,1552 sul dollaro.

I mercati danno per scontato da tempo una mossa rialzista: già ad aprile si sono verificati netti aumenti dei tassi di interesse sui prestiti bancari in Italia, proprio in attesa degli aumenti dei livelli di riferimento che (domani) potrebbe decidere la Bce. Ad aprile, secondo le rilevazioni della Banca d’Italia, il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, i mutui si è collocato al 3,91 per cento, dal 3,81 nel mese precedente). Il Tasso sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,41 per cento (10,34 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,56 per cento, dal 3,38 nel mese precedente.

Taormina, Tiziana Rocca: donne possono fare sinergia, serve equal pay

Taormina (Me), 10 giu. (askanews) – Alla 72esima edizione del Taormina Film Festival donne protagoniste, spiega la direttrice artistica Tiziana Rocca, poco dopo la conferenza inaugurale.

“Tante donne protagoniste, ci sarà anche un panel ‘Donne oltre lo sguardo’ per fare il punto con tante donne importanti per capire che forse possono fare sinergia e bisogna sensibilizzare attraverso la comunicazione che è importante raggiungere anche una parità di budget nei film, per le donne registe, equal pay per le donne protagoniste e i loro colleghi, quindi è molto importante” ha dichiarato.

“Jane Campion – presidente di giuria di questa edizione – mi ha ringraziata dicendomi che ha fatto anche lei questa battaglia da giovane e che è importante per le nuove generazioni. Io sono un direttore donna ma c’è ancora molto da fare; è giusto che un festival del cinema parli dell’attualità, le donne possono dare un grande contributo nel cinema. Infatti nella nostra giuria di sette elementi cinque sono donne”, ha concluso Tiziana Rocca.

Iran, Trump: "Attaccheremo molto duramente"

New York, 10 giu. (askanews) – Dopo essersi lamentato della lentezza dell’Iran nei negoziati con gli Stati Uniti e dopo avere detto che Teheran dovrà “pagare il prezzo”, il presidente americano Donald Trump ha risposto oggi a richieste di chiarimento della stampa dichiarando: “Li attaccheremo. Li attaccheremo molto duramente”.

Parlando dallo Studio Ovale, un giornalista gli ha chiesto se intendesse riprendere i bombardamenti. Trump ha risposto che sulla base di quanto successo all’elicottero Apache abbattuto lunedì al largo dell’Oman “abbiamo il diritto di farlo”. “Hanno abbattutto una macchina incredibile. Prima hanno detto di non averlo fatto, poi lo hanno ammesso”, ha aggiunto.

Ucraina, la risoluzione del M5S: stop aiuti militari, Ue spinga diplomazia

Roma, 10 giu. (askanews) – Stop aiuti militari e verifica approfondita dei requisiti dell’Ucraina per l’adesione all’Unione europea: sono questi alcuni dei passaggi chiave del dispositivo della risoluzione che il M5S proporrà al voto delle aule parlamentari domani, in occasione delle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026.

Il M5S propone, al punto 3 del dispositivo finale, che il Parlamento impegni il Governo, “a fronte del perdurante conflitto bellico russo-ucraino e preso atto dell’ormai consolidato posizionamento delle parti, a promuovere un inedito protagonismo dell’Unione europea nell’approccio alla risoluzione della crisi per imprimere una concreta e reale svolta politico-diplomatica con una prospettiva multilaterale per l’immediato cessate il fuoco, affinché l’Europa possa tornare ad essere protagonista politica nella promozione e costruzione di un ordine internazionale fondato sulla pace, sul dialogo, sul rispetto dei diritti umani, sulla giustizia sociale, considerato il provato contesto geopolitico internazionale aggravato dalle continue violazioni del diritto internazionale”.

Al punto 4, propone di vincolare l’esecutivo “a interrompere gli aiuti militari alle autorità governative ucraine, implementando allo stesso tempo le misure di sostegno umanitario e gli aiuti alla popolazione civile e nel prossimo futuro a sostenere il processo di ricostruzione, nell’interesse del popolo ucraino e della stessa Europa”. Al punto 5 del dispositivo della risoluzione M5S si impegna il Governo “nell’ambito dell’accelerazione per l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea, ad adottare le opportune iniziative in sede europea volte a verificare e garantire il principio merit-based che subordina la membership al rispetto dei criteri di Copenaghen e all’adozione dell’acquis comunitario”.

Taormina Film Festival, Anna Valle madrina: la Sicilia mi appartiene

Taormina (Me), 10 giu. (askanews) – Anne Valle, madrina del 72esimo Taormina Film Festival, alla vigilia della serata d’apertura al Teatro Antico ha parlato del suo ruolo in questa edizione, della Sicilia, a cui “sente di appartenere”, ha raccontato e di una regista che ama e che è protagonista al festival in veste di presidente di giuria, Jane Campion.

“Visto che la sicilianità è un tema importante di questa edizione hanno pensato a me – ha detto – io sono siciliana di adozione fin da adolescente, essendo figlia di una siciliana questa terra mi appartiene e sento di appartenerle in qualche modo”. “In questa edizione porterò sì lo sguardo di una addetta ai lavori ma anche di una persona che ha voglia ancora di guardare a un film o a un corto con stupore, come una tavola bianca su cui scrivere ancora delle emozioni” ha aggiunto l’attrice.

E parlando delle star in arrivo a Taormina: “Ho avuto l’opportunità di incontrare e spero di poter ancora parlare con la presidente di giuria, la regista Jane Campion, che ha saputo creare dei personaggi femminili indimenticabili, almeno tre che io ho amato tantissimo, basta pensare a ‘Lezioni di piano’ o a ‘Il potere del cane’, il suo modo di fare cinema mi è sempre piaciuto” ha detto ad askanews.

Il Papa: la dignità della persona umana è sacra, non dipende da ricchezze o ruoli

Roma, 10 giu. (askanews) – “E’ una gioia incontrare questa sera tutti voi che, in modi diversi, siete concretamente legati all’assistenza, all’accompagnamento e alla promozione di coloro che ne hanno più bisogno, soprattutto nei tempi che stiamo vivendo, nei quali sembra essersi perso il senso della sacra dignità della persona umana. Come cristiani siamo chiamati al compito di rendere presente l’amore di Dio per ogni uomo e ogni donna, nel tessuto della storia”. Lo ha detto Papa Leone XIV, nel suo discorso durante l’incontro nella Chiesa di Sant Agustí a Barcellona.

“Il libro della Genesi – ha ricordato – ci narra che ‘Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò’. In ciò risiede la dignità inalienabile di ogni essere umano, che non dipende dalle capacità che possiede, dalle ricchezze che accumula o dal ruolo che svolge, ma dal dono che lo precede e lo eccede, dato da Dio come espressione del suo amore che non viene mai meno”.

“Il Signore ci invita ad accogliere ogni donna come sorella e ogni uomo come fratello. Vi incoraggio affinché, uniti ai vostri pastori, continuiate ad animare questi apostolati, dando testimonianza del Vangelo e mostrando al mondo la bellezza della vita cristiana, che anticipa qui e ora la giustizia e la pace che saranno perfette nel Regno di Dio. Siate, quindi, testimoni credibili della speranza cristiana nel servizio sollecito ai fratelli e alle sorelle che, in una condizione di vita precaria, segnata dalla privazione, dalla fragilità o dalla marginalizzazione, oltre all’aiuto materiale e al sostegno morale, necessitano di Dio, della sua amicizia, della sua benedizione, della sua Parola, dei suoi Sacramenti e della proposta di un percorso di crescita e di maturazione nella fede”, ha concluso Papa Leone.

Iran, Trump: potrei ordinare nuovi attacchi a ponti e centrali energia

New York, 10 giu. (askanews) – Il presidente americano, Donald Trump, ha segnalato la possibilità di nuovi attacchi contro i ponti e le centrali elettriche dell’Iran già da oggi. Lo riferisce Trey Yingst di Fox News secondo cui il presidente Usa ha detto “potrei continuare” a colpire l’Iran dopo gli attacchi di ieri sera in risposta all’abbattimento di un elicottero Apache Usa al largo dell’Oman. “Hanno avuto una possibilità di siglare un accordo e sopravvivere”, ha aggiunto il leader Usa secondo cui Teheran ha continuato a “spingere gli Stati Uniti avanti” nei colloqui di pace ma con pochi progressi.

Start Up, Urso verso testo unico per il settore

Roma, 10 giu. (askanews) – “Noi abbiamo assoluto bisogno di rendere il nostro Paese più efficiente e la strada che stiamo percorrendo è sicuramnete importante soprattutto per sostenere le sturt up. Per questo stiamo incalzando la commissione europea a rendere immediatamente esecutiva la riforma del 28esimo regime che consente di registrare in 24 ore/48 ore in sede europea la propria attività in un sistema armonizzato tra i Paesi dell’Unione Europea. Di fatto un grande incentivo di sostegno e supporto alle start up perché possano crescere e diventare delle imprese innovative”. Così il ministro delle Imprese del Made in Italy Adolfo Urso intervenendo al Forum delle PA a Roma.

“Nel contempo – ha spiegato – abbiamo deciso di realizzare il testo unico sulle start up. Abbiamo incentivato gli investimenti delle casse previdenziali delle start-up, processo che dobbiamo completare e che può diventare anche un modello in Europa. E’ nostra intenzione perfezionare questi elementi innovativi dal punto di vista legislativo in un testo unico sulle start up in modo tale che sia più facile poi per chiunque voglia iniziare la propria attività, poterlo fare in maniera più organica comprensiva, appunto disponendo di un testo unico sulle start up”.

Stabilità di governo. Parole o fatti?

La stabilità come strumento e non come slogan

Da più di qualche tempo si sente parlare di garantita “stabilità”  di governo, come se fosse un obiettivo e non lo strumento pratico del progetto di governo finalizzato alla trasformazione del Paese. Lo scopo di ricordarla – la stabilità – consiste nel sottolineare che siamo sempre  alla solita ‘vulgata’ di quei governi che poi la storia civile del Paese ha spazzato via. Per l’ uomo della strada (o per quel ceto medio che non c’è più), da sempre, “stabilità “ ha un significato preciso: diminuire le distanIze ‘sociali’  tra le aree del Paese, che abbisognano di soluzioni pratiche e di tempi determinati preventivamente.

Tutti gli strati sociali ambiscono alla “stabilità” come sistema in cui esercitare un’operosa attività che abbia almeno un medio termine, per poter concretizzare e ‘misurare’ gli obiettivi raggiunti. Diversamente, sarebbe un’altalena di caotiche iniziative senza sugo né prospettiva. Insomma un ‘juste mileu’ che sia argine e sponda di un liberalismo aperto e creativo. Quindi, una sorta di restituzione di coraggio per chi vuole rischiare economicamente e, allo stesso tempo, un contesto che eviti avventurismi approssimativi. In più, la stabilità creerebbe il clima degli studi analitici che, per poter essere portati a termine, hanno bisogno di comprensibili spazi temporali. Con il conseguente risultato di ‘costruire’ un’opinione pubblica sedimentata e non frammentaria.

 

Il cittadino medio e il bisogno di speranza

L’ uomo della strada, cioè il cittadino medio o comune, ne sarebbe il primo fruitore: comincerebbe a recuperare il sogno della speranza e si sentirebbe ‘coinvolto’ anche “da e nel” progetto politico di un governo alternativo. Si aspetta, anzi egli pretende dopo tanta attesa, soprattutto da chi ha demonizzato i suoi predecessori, perché il nuovo governo prometta e “spieghi come” :

:

  1. intervenire rapidamente a rimuovere la disoccupazione;
  2. promuovere una sanità che davvero funzioni;
  3. riavviare il sistema giudiziario che, in tempi ragionevoli, elimini l’arretrato e restituisca ai Comuni le preture e gli organici giudiziari;
  4. riqualificare e “proteggere economicamente” la scuola  pubblica sia per le strutture sia per un normale e condiviso “lavoro didattico”, senza ostacolare (con il pressappochismo) chi tenta autonomamente la strada di un sistema educativo “paritario” e legalmente riconosciuto negli standard culturali statuali;
  5. aggiornare il sistema di reclutamento delle forze lavoro (trasparente e ridefinito a livello nazionale), in accordo con i sindacati, per un diverso e molto più umano sistema retributivo, equiparando le tabelle stipendiali (senza distinzioni pubblico-privato a tutti i livelli);
  6. elaborare una nuova politica dei trasporti pubblici, cui possono accedere, con notevole sconto, tutti i lavoratori pendolari e prevedere per tutti i cittadini dello Stato un abbonamento annuale per l’intera rete regionale e nazionale. In più, per tutti i pensionati una ‘carta ferroviaria’ gratuita per la regione di residenza, ‘quota forfettaria’ annuale per tutta la rete nazionale;
  7. ridefinire gli stanziamenti nei ministeri, con la riduzione degli esperti esterni, che non devono eccedere l’ 1% del personale di ruolo;
  8. ridefinire il numero dei parlamentari regionali (almeno riducendone il 5O %, (salvo iper le piccole regioni al 20%). Gli stipendi tabellari uguali a quelli degli altri dipendenti;
  9. trasformare tutti i consorzi (provinciali, regionali) restituendone la gestione allo Stato/Enti locali di competenza; etc…,eliminando stipendi da capogiro.

 

Il cittadino medio e il bisogno di speranza

Insomma, quel “ceto medio”, che nell’ultimo quarto di secolo ha visto perdere più del 50% del suo potere d’acquisto, potrebbe rendersi conto che finalmente il nuovo governo  enumererebbe concretamente ‘poche cose’ (si fa per dire), per le quali, grazie alla stabilità potrebbe realizzare, impegnandosi anche a continuare e/o migliorare iniziative pregresse, portandole a conclusione, monitorandone – settimana per settimana –  i risultati, onde evitare sprechi e negligenze.

Quando, quindi, si parla e discute di ‘stabilità’, quello che interessa ai cittadini non è il suo significato semantico, bensì la sostanza, cioè i risultati che essa ha prodotto. Se, di conseguenza, la ‘stabilità’ è soltanto un ‘feticcio’ che riproduce – assimilandolo – il pregresso tempo (cioè, della “cagnara fuori” e del “nullismo o quasi dentro”), allora questo lemma ha il sapore della menzogna e della falsità. Esso è soltanto un ‘refrain’, che non interessa né entusiasma più nessuno. Quell’uomo della strada non è  tanto sciocco, perché è in grado di misurare ogni giorno il suo portafogli con quello di coloro che lo rappresentano. Si accorgerebbe subito della magagna e che il conto non torna. Perciò si sente defraudato. Ma se i ‘suoi’ conti tornano, sarebbe il primo a ritornare al voto, a sostenere la squadra di governo perché “finalmente” realizzatrice del programma o di sue parti consistenti

Dunque, quando ci avventuriamo in parole come “stabilità”, l’uomo della strada (ora ex-ceto medio) si farebbe serio e prodigo di entusiasmo, perché il governo dice “pane al pane…”,  restituendo alla parola “stabilità”  la sua sostanza ‘operativa’. Per l’ uomo della strada, insomma,  “stabilità”  significa far funzionare il “corpo” del Paese, in modo tale che la salute, il lavoro e la cultura possono migliorare,  con interventi strutturali, per ottenere concreti risultati, se i mezzi usati siano concepiti con uno sguardo alle nuove trasformazioni geopolitiche nelle quali ci muoviamo, consapevoli, come qualche tempo fa, della nostra “missione equilibratrice e non offensiva” nel mondo. Solo riagganciando ai valori portanti della nostra storia costituzionale tutti gli altri popoli cointeressati ad uno sforzo comune, (senza sudditanze e senza affrettati allarmismi), si può evitare la crisi sociale: perciò, l’uomo della strada chiede di tentare di essere più pratici, partendo, fin da subito, da una premessa imprescindibile: riduciamo i costi del personale politico, applichiamo un sistema fiscale progressivo, prendiamo dagli extra profitti bancari ciò che spetta allo Stato, gettando il tutto sulla  bilancia di chi sta diventando sempre più povero. Quindi, anche l’economia ritornerebbe nell’ingranaggio della politica.

Il valore autentico della stabilità

La “stabilità” riacquisterebbe, perciò, il suo autentico valore. Giustizia. In ultima analisi, se non ci riallineiamo alle nostre tradizioni di fattività, che mettano al primo posto sicurezza e lavoro, di questo passo anche i pochi giovani rimasti decideranno prima o poi di orientarsi per litorali più lontani, ove il merito e la normalità sono sinonimi di civiltà. All’ uomo della strada (ancora più ex ceto medio) non resterebbe che contare le aumentate sconfitte, che non è detto che dureranno in eterno. Perciò, quel ceto “medio” si aspetta un nuovo “centro” politico non inteso soltanto come posizionamento tra due ali, ma come strumento equilibratore, come “focus” dinamico, cioè di autentica trasformazione della società, in cui tutti i cittadini si sentano protagonisti. Rivoluzione sociale di un percorso condiviso. I Maritain o i Morin o i La Pira sarebbero finalmente rasserenati nel loro sonno eterno, perché una nuova società di pace e di giustizia sociale è capace di tracciare il proprio orizzonte politico con una visione filosofica della politica.

Taormina Film Festival, arriva il cast di “House of the Dragon”

Taormina, 10 giu. (askanews) – Le prime star internazionali accendono il Taormina Film Festival. Una folla di fan ha accolto il cast della terza stagione di “House of the Dragon”, presentata in anteprima al festival: in tanti sono arrivati al Palacongressi per vedere da vicino e scattare una foto a Steve Toussaint, Harry Collett, Bethany Antonia e Phoebe Campbell prima della conferenza stampa.

Al festival l’anteprima del primo episodio della terza stagione della serie apre la 72esima edizione del Festival, con la proiezione al Teatro Antico.

Ed è solo l’inizio, fino al 14 giugno sono attesi molti ospiti, italiani e internazionali, da Helen Mirren a Russell Crowe.

Petra Hedorfer resta ceo Ente Nazionale Germanico Turismo fino al 2031

Roma, 10 giu. (askanews) – Il consiglio di amministrazione dell’Ente Nazionale Germanico per il Turismo (German National Tourist Board – GNTB) ha riconfermato Petra Hedorfer nel ruolo di amministratrice delegata per i prossimi 5 anni. Con il rinnovo del mandato di ceo fino al 31 ottobre 2031, il GNTB riafferma il proprio impegno a favore della continuità, dell’esperienza e di una leadership internazionale di successo del marchio Germania per i prossimi cinque anni.

Brigitte Goertz-Meissner, presidente del Consiglio di Amministrazione del GNTB, ha dichiarato: “Petra Hedorfer gode di un’eccellente reputazione sia in Germania sia a livello internazionale come una delle figure di riferimento del turismo incoming. Coniuga chiarezza strategica, leadership globale del brand e una trasformazione guidata dall’innovazione. Sotto la sua guida, il GNTB si è evoluto da tradizionale organizzazione di marketing a forza pionieristica nel turismo internazionale. Da oltre vent’anni, insieme al suo team, analizza gli sviluppi dei mercati globali, i potenziali di crescita, le tendenze emergenti e i temi orientati al futuro, posizionando con successo la Destinazione Germania tra i protagonisti del turismo internazionale. In particolare, alla luce delle attuali sfide geopolitiche, il Consiglio di Sorveglianza del GNTB continua a riporre la propria fiducia nell’esperta leadership di Petra Hedorfer per rafforzare la competitività della Germania e il suo posizionamento di lungo periodo nel mercato turistico globale”.

Dopo aver completato gli studi in economia e scienze sociali, Petra Hedorfer ha iniziato la propria carriera professionale nei settori del commercio al dettaglio e del management culturale. Nel 1998 ha assunto la responsabilità del marketing globale del GNTB, diventando Chief Marketing Officer nel 2000 e Amministratrice Delegata nel 2003.

In questo ruolo ha rafforzato il posizionamento della Germania come destinazione turistica innovativa, orientata al servizio e di alta qualità, in un mercato internazionale sempre più competitivo. È stata tra le prime sostenitrici dei mercati emergenti ad alto potenziale dell’Europa sud-orientale e dell’Asia e ha promosso con costanza la trasformazione digitale sia all’interno dell’organizzazione sia lungo l’intera filiera turistica. Inoltre, Petra Hedorfer ricopre numerosi incarichi e ruoli consultivi nel settore turistico, nel mondo accademico e nell’ambito delle politiche pubbliche.

Ucraina, Conte: col Pd impostazioni diverse, serve svolta negoziale

Roma, 10 giu. (askanews) – “Se voi fate con molta onestà una valutazione per quanto riguarda la situazione attuale politica del centrodestra, voi vedrete che su ogni questione loro non solo si dividono, ma litigano più o meno furiosamente e ormai più o meno platealmente. Per quanto riguarda noi, lei ha parlato della risoluzione: in materia di politica estera siamo molto vicini su tantissime posizioni, su tantissimi dossier per noi centrali, come ad esempio il ripristino della legalità internazionale, il fatto di condannare tutti gli attacchi illegali anche delle grandi potenze a partire dagli Stati Uniti come di Israele, che stanno seminando il disordine nell’ordine mondiale”. Lo ha detto Giuseppe Conte, leader del M5S, rispondendo ai cronisti che a Bruxelles gli hanno chiesto conto delle divisioni nel centrosinistra sulla politica estera e in particolare sulla guerra in Ucraina.

“Poi – ha proseguito l’ex presidente del Consiglio – per quanto riguarda specificamente la questione dell’Ucraina c’è una diversità per quanto riguarda di impostazione, di visione e di risoluzione dei problemi col Partito democratico in particolare, non con AVS; perché riteniamo che la svolta è l’unica possibile. Riteniamo che continuare a scommettere sulla vittoria militare è una follia, visto il fallimento di questi anni. E riteniamo e siamo ancora più convinti che ci avevamo visto giusto sin dall’inizio che se avessimo investito su quel che costa nulla, zero, cioè dialogo e diplomazia, anziché continuare a buttar soldi per un’escalation militare che ha comportato oggettivamente anche per la popolazione ucraina tantissime distruzioni di città, devastazioni e centinaia, migliaia di morti. E allora a quel punto lì riteniamo che sia improcastinabile oggi essere protagonisti di una svolta negoziale”.

“Purtroppo l’Italia non è invitata, non partecipa ormai neppure al vertice di Londra, non ha partecipato al vertice dei Balcani con l’Unione europea, ma da questo punto di vista questa è una questione che chiariremo all’interno del progetto progressista perché la riteniamo sicuramente un dossier fondamentale. Ma ripeto su tutto il resto c’è molta più vicinanza con le altre forze progressiste rispetto alle incolmabili distanze che stanno venendo fuori all’interno della maggioranza di governo”.

Ponte sullo Stretto, Morelli: “Il percorso va pienamente avanti

Roma, 10 giu. (askanews) – “Stiamo ad osservare cosa valuterà la magistratura. È chiaro che dal punto di vista puramente amministrativo non cambia assolutamente nulla, quindi il percorso va pienamente avanti”. Lo ha affermato il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, interpellato sull’indagine annunciata ieri dalla Procura di Roma sul Ponte sullo stretto di Messina a margine di un panel al Forum PA.

“L’obiettivo – ha spiegato – è di realizzare la più grande infrastruttura del secolo, non per il Meridione ma per il Paese e l’Europa. Quindi contrasto con grande forza chi ha sostenuto che vi siano divergenze tra Italia ed Europa su questa infrastruttura”, che è stata inserita nelle direttrici infrastrutturali chiave della Unione europea.

“Quindi l’obiettivo comune è di ottenere il risultato – ha concluso Morelli – fare il Ponte. Chiaro che ci sono criticità in fase di discussione e soluzione. Ne abbiamo affrontate tante, affrontiamo anche questa e andiamo avanti”.

Commissione Covid, bagarre in Aula alla Camera, M5s grida "onestà"

Roma, 10 giu. (askanews) – Bagarre in aula alla Camera sulla vicenda della commissione Covid. Lo scontro nasce dopo l’intervento della deputata di Fdi Alice Buonguerrieri che critica la richieste delle opposizioni di chiedere lo scioglimento della commissione. “Conte annuncia querele per tutti – ha detto -, trovo molto singolare che voglia denunciare chi ricerca la verità ma non abbia ancora denunciato chi ha speso il suo nome su queste gravi vicende. Noi non accettiamo lezioni di coraggio da chi parla di gestione della pandemia dappertutto ma non ha avuto il coraggio di riferire in commissione. Noi non abbiamo nulla da nascondere e lei presidente Conte?”.

Alfonso Colucci del M5s ha ribadito che la “commissione è completamente delegittimata e abbiamo scritto ai presidenti di Camera e Senato per denunciare le gravi irregolarità che avvengono continuamente: i commissari esercitano pressione verso i cittadini auditi, urla, minacce, perfino il presidente che stacca il microfono. Cinque cittadini sono stati auditi in un commissariato di polizia da soggetti che non sono parlamentari ma consulenti nominati da Fdi. Non abbiamo paura di nulla, non abbiamo nulla da nascondere” ha urlato Colucci. Quindi il collega Aiello è stato richiamato dal vicepresidente Sergio Costa.

La seduta è stata sospesa quando i deputati del M5s hanno cominciato a gridare “onestà, onestà”. Alla ripresa dopo qualche minuto Colucci ha ribadito: “Chiediamo la rimozione del presidente Lisei perchè inadatto e la riconduzione della commissione in un perimetro di legittimità parlamentare”.

“E’ inaccettabile che ogni volta che si pone una questione sulla comissione Covid si risponde accusando per far diventare quest’aula un megafono per opportunità politica mentre parliamo di temi che sono istituzionali”, ha detto Gian Antonio Girelli del Pd sollecitando “i presidenti di Camera e Senato a rispondere nel merito perchè quanto accaduto è davvero grave e lesivo del ruolo del Parlamento. Se si vuole parlare di scandali dovremmo parlare di Regione Lombardia. E l’elenco sarebbe lunghissimo ma non lo abbiamo mai fatto. E’ intollerabile che chi ha le maggiori colpe faccia il maestrino”.

Il vicepresidente Costa ha concluso il dibatitto assicurando che “so che il presidente Fontana è in contatto con il presidente La Russa su questa vicenda”.

Governo, Conte: Meloni dice "faremo" ma la legislatura è in scadenza

Roma, 10 giu. (askanews) – “Per quanto riguarda Meloni, oggi intervento all’assemblea di Confcommmercio ha dichiarato che per lei è come se fosse il primo giorno, se avesse appena iniziato. È proprio così: non ci siamo accorti di quattro anni di governo e zero proposte”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando a Bruxelles, a margine di una iniziativa del suo partito con i giovani sul futuro dell’Europa.

“Il problema – ha aggiunto – è che ormai la legislatura è in scadenza e quindi oggi può semplicemente dire agli italiani ‘faremo, diremo’, ma probabilmente non sarà più lei a Chigi. Potrà dire dall’opposizione, ma a fare semmai saranno i prossimi governi, speriamo siamo noi”.

“Veramente abbiamo perso una grande opportunità, perché la longevità può essere assolutamente una premessa per far bene, ma se non fai nulla diventa addirittura una aggravante di responsabilità”, ha concluso l’ex premier.

Lavoro, Calderone: divieto decisioni su rapporti demandate solo all’IA

Roma, 10 giu. (askanews) – L’articolo 41 dello schema di decreto legislativo di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento del Parlamento e del Consiglio europeo, che stabilisce regole armonizzate di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione, è “molto importante perché introduce il divieto di decisioni esclusivamente automatizzate. Non potrà avvenire che decisioni che incidono sul rapporto di lavoro come assunzione, modifica delle condizioni contrattuali, licenziamento e sanzioni disciplinari siano adottate esclusivamente da un sistema automatizzato”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Marina Calderone, in conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri.

“Invece – ha aggiunto – deve sempre intervenire una persona fisica che abbia un potere decisionale in merito, che possa fare le adeguate valutazioni. Sono previsti anche degli oneri e obblighi di trasparenza nei confronti dei lavoratori e soprattutto la nullità nel caso dei licenziamenti che siano adottati in violazione del divieto di decisioni demandandole solo ed esclusivamente ai sistemi di intelligenza artificiale”.

Usa, a maggio inflazione salita al 4,2% annuo, massimo da 3 anni

New York, 10 giu. (askanews) – I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono saliti in linea alle stime ma al massimo di tre anni fa circa, colpa degli effetti della guerra in Medio Oriente. Stando al Bureau of Labor Statistics, il mese scorso i prezzi sono saliti del 4,2% rispetto allo stesso mese del 2025, un livello che non si vedeva dell’aprile 2023. Il dato di aprile era stato al 3,8%. Mese su mese il dato e’ cresciuto dello 0,5%, come atteso, dopo un +0,6% di aprile.

Il dato “core”, ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, ha registrato un balzo annuale del 2,9% dal 2,8% di aprile, come atteso. L’incremento su aprile e’ stato dello 0,2%, leggermente meglio del consenso pari a un +0,3%. I prezzi dell’energia sono saliti in un mese del 3,9% dopo essere cresciuti del 3,8% ad aprile e del 10,9% a marzo. Anno su anno l’incremento e’ stato del 23,5%. I prezzi del cibo sono cresciuti dello 0,2% su aprile e del 3,1% sul maggio del 2025. La media settimanale degli stipendi è scesa dello 0,2% a maggio.

Giorgetti: i costi dei diritti sportivi sono incompatibili con le tv pubbliche

Roma, 10 giu. (askanews) – “Per quanto riguarda la concorrenza con altre piattaforme qui c’è un tema di risorse non banale perché quando si fa riferimento ai diritti sportivi c’è stata una escalation di costo che è difficilmente compatibile con la gestione delle reti pubbliche e questo vale non soltanto in Italia ma credo che sia un fatto abbastanza diffuso in Europa”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo ad una domanda nel corso dell’audizione all’VIII Commissione del Senato sulla riforma della RAI.

“Peraltro è un tema anche di scelte” ha aggiunto “credo che sia di interesse, diciamo così, non tanto per il pluralismo dell’informazione, ma per il tifo avere la possibilità di vedere Sinner o Cobolli… Qualcuno potrà dire ‘no è più importante avere tre diversi telegiornali piuttosto che Cobolli’, però questo si trova in un terreno che credo che possa essere sconfinato”.

Lazio, Bankitalia: crescita 2025 moderata (+0,6%), sopra media nazionale

Roma, 10 giu. (askanews) – Crescita moderata nel 2025 per l’economia del Lazio, in un contesto caratterizzato da un’elevata incertezza del quadro geopolitico internazionale. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (Iter) della Banca d’Italia, il prodotto è aumentato in termini reali dello 0,6 per cento, un valore lievemente superiore a quello medio nazionale e più contenuto rispetto al 2024. L’attività economica è stata sostenuta principalmente dai consumi privati e dagli investimenti, soprattutto quelli in lavori pubblici legati agli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e del Giubileo. Un contributo positivo è provenuto anche dall’incremento delle esportazioni di beni. E’ la fotografia scatta dal Rapporto “L’economia del Lazio”, presentato oggi presso la Sede di Roma della Banca d’Italia.

Secondo l’analisi, tutti i settori hanno registrato un’espansione nel 2025, fatta eccezione per l’agricoltura. Nell’industria la crescita è stata trainata nuovamente dall’export del comparto farmaceutico che ha raggiunto la metà delle vendite all’estero della regione. Le costruzioni hanno beneficiato degli investimenti in opere pubbliche.

Il settore dei servizi, la cui rilevanza nel Lazio è superiore alle altre regioni, ha registrato una crescita contenuta nonostante i segmenti legati al turismo abbiano tratto beneficio dai maggiori afflussi di visitatori stranieri, anche in connessione con l’evento giubilare. Le condizioni economiche e finanziarie delle imprese sono rimaste favorevoli: una quota elevata di aziende ha chiuso l’esercizio in utile e la liquidità finanziaria, già abbondante, è ulteriormente salita.

L’andamento del mercato del lavoro è stato moderatamente positivo, prosegue Bankitalia. L’occupazione è cresciuta, ma a un ritmo più contenuto dell’anno precedente, in linea con quanto accaduto nel resto del Paese. L’aumento si è concentrato nei servizi e nelle costruzioni e ha riguardato soltanto i lavoratori con almeno 50 anni, mentre per quelli di età inferiore si è intensificata la flessione. Il tasso di disoccupazione è diminuito, riflettendo anche un maggiore numero di inattivi. Informazioni preliminari suggeriscono che nell’ultimo biennio le retribuzioni nel settore privato siano cresciute in termini reali, dopo la flessione registrata nel periodo 2021-23.

Secondo lo studio, l’aumento dell’occupazione e delle retribuzioni ha sostenuto il reddito disponibile delle famiglie residenti in regione; il potere di acquisto è stato tuttavia frenato dal rialzo dell’inflazione. Le decisioni di risparmio sono apparse improntate alla cautela, in un contesto di elevata incertezza. Nel frattempo nel Lazio la ricchezza nominale delle famiglie rimane leggermente superiore alla media nazionale, sebbene nel periodo 2014-24 sia diminuita in misura maggiore in termini reali. La quota di nuclei familiari in condizioni di povertà relativa è sensibilmente inferiore a quella del Paese. Al suo interno la regione continua a caratterizzarsi per la presenza di ampi divari territoriali: l’area urbana di Roma mostra livelli medi di reddito più elevati.

Anche da una lettura più ampia delle condizioni economiche e sociali attraverso gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) emergono condizioni più favorevoli nella capitale. All’interno dell’area romana questi vantaggi si accompagnano a una più marcata disuguaglianza nella distribuzione dei redditi familiari, che nel corso dell’ultimo decennio si è ulteriormente accentuata.

Secondo il rapporto, il credito bancario al settore produttivo ha ripreso a espandersi con vigore, beneficiando di condizioni di costo ulteriormente migliorate. L’incremento dei prestiti si è concentrato fra le aziende più grandi, riflettendo in larga parte una maggiore domanda orientata agli investimenti, pur in presenza di un’ampia disponibilità di risorse interne. Il credito alle famiglie ha continuato a crescere, sostenuto da una più elevata domanda, sia di mutui per l’acquisto di abitazioni sia di credito al consumo. La qualità del credito si è mantenuta su livelli soddisfacenti, con un tasso di deterioramento leggermente diminuito. Il risparmio di famiglie e imprese sotto forma di depositi bancari e titoli in custodia presso il sistema bancario è nuovamente aumentato; il valore complessivo dei titoli, in particolare, ha registrato un forte incremento, trainato da azioni e titoli di Stato.

La spesa primaria degli enti territoriali del Lazio è salita: a fronte di uscite correnti rimaste invariate, quelle in conto capitale sono cresciute in misura significativa, sospinte da una forte espansione degli investimenti fissi lordi. L’incremento di questa componente è riconducibile in larga parte ai Comuni, in particolare a quello di Roma Capitale, sostenuto dagli interventi legati al PNRR e al Giubileo 2025. Nonostante il forte recupero osservato a partire dal 2019, la spesa per investimenti pro capite rimane inferiore ai livelli medi italiani. Le entrate degli enti territoriali hanno mostrato un andamento moderatamente positivo, con una crescita più sostenuta per i Comuni rispetto agli altri livelli di governo. Il debito delle Amministrazioni locali è diminuito, sebbene resti elevato nel confronto nazionale, soprattutto per effetto della componente riconducibile alla Regione.

Infine, le indicazioni congiunturali per l’anno in corso appaiono in deterioramento, condizionate dalle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente. Le imprese industriali e dei servizi si attendono un fatturato stabile e una spesa per investimenti in calo, in base all’indagine della Banca d’Italia. L’aumento dei prezzi dei beni energetici potrebbe riflettersi negativamente sui redditi reali e sulle decisioni di spesa delle famiglie. L’incertezza è destinata a rimanere elevata, aumentando i rischi di un ulteriore peggioramento del clima di fiducia di imprese e famiglie. In questo contesto l’attività economica continuerebbe a beneficiare principalmente del sostegno degli investimenti ancora in fase di realizzazione, riconducibili al PNRR e al Giubileo.

Valditara: l’IA entra nel curriculum formativo a scuola

Milano, 10 giu. (askanews) – “Entra nel curriculum formativo l’intelligenza artificiale. Entra in modo esplicito, forte, prepotente per quanto riguarda i licei. Per quanto riguarda le scuole elementari vi sono cenni che già abbiamo inserito nelle indicazioni nazionali del primo ciclo: innanzitutto abituare il bambino al linguaggio dell’IA. Per esempio, faccio l’esempio più semplice e più comprensibile, il tema dell’algoritmo: conoscere innanzitutto che cosa voglia dire l’algoritmo”. Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri.

“Partiamo innanzitutto dalle nuove linee guida sull’educazione civica che vengono richiamate: occorre educare e formare i giovani alla consapevolezza dei rischi legati all’IA, dei rischi legati all’utilizzo dei social e dei devices, ma in particolare, per quanto riguarda l’aspetto qui in gioco, dell’intelligenza artificiale” ha spiegato il ministro, spiegando che “poi c’è tutto il tema dei risvolti etici connessi con l’IA. Questo è il primo punto di intervento” ha proseguito, aggiungendo che “il secondo punto di intervento è il potenziamento delle competenze scientifiche attraverso l’utilizzo dell’IA. Il terzo punto di intervento – ha concluso – è l’orientamento nei confronti dei giovani per una scelta consapevole dei percorsi successivi, in particolare con riferimento a quei percorsi che afferiscano alle discipline Stem”.

Piantedosi: con l’IA alla polizia nessun "Grande Fratello" per i cittadini

Milano, 10 giu. (askanews) – “Non c’è nessun Grande Fratello generalizzato, perché è vietato l’utilizzo di banche date biometriche create con raccolta massiva e generalizzata, quindi non mirata di dati dal web”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, illustrando nella conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi il contenuto del Dgls che disciplina l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte delle forze di polizia.

L’utilizzo dell’IA, ha sottolineato il ministro, “può avvenire in tempo reale solo in casi eccezionali e ‘ex ante’ la commissione di reati soltanto quando c’è il pericolo di minacce grave e specifiche, come con finalità di terrorismo, o in presenza di altri reati di particolare allarme sociale. Oppure ancora quando c’è necessità per la ricerca di persone scomparse o vittime di tratta, sequestro di persona e sfruttamento sessuale”.

Le procedure saranno patricolarmente stringenti: “Il confronto avviene solo con banche date di riferimento. Serve una richiesta del questore, quindi dell’autorità di pubblica sicurezza, che poi va indirizzata al procuratore della Repubblica e quindi poi una necessaria autorizzazione della autorità giudiziaria”, ha chiarito Piantedosi che ha subito aggiunto: “Sono previsti meccanismi di valutazione di impatto sui diritti fondamentali prima dell’uso”.

L’uso dell’IA ‘ex post’ alla commissione di reati riguarda “soprattutto i sistemi di videosorveglianza, di riconoscimento facciale e di utilizzo dei dati biometrici – ha spiegato ancora Piantedosi -. Anche qui sono previste numerose garanzie: ad esempio l’obbligo di conservare per solo 7 giiorni i dati biometrici raccolti per creare la base di riferimento. E’ inoltre vietato prendere decisioni che incidono negativamente sulla persona basandosi solo sul risultato del riconoscimento facciale così come è vietata qualsiasi forma di identificazione biometrica generalizzata e non mirata scollegata, da uno specifico reato dopo procedimento penale”.

Inps, De Felice: Piattaforma unica ascolto e IA, servizi e decisioni migliori

Roma, 10 giu. (askanews) – Una piattaforma unica per raccogliere, integrare e analizzare i feedback di cittadini e stakeholder, trasformando l’ascolto in uno strumento di miglioramento dei servizi e supporto alle decisioni. È il progetto presentato da Diego De Felice, direttore centrale Comunicazione INPS, nel corso dell’evento “Il nuovo ecosistema di ascolto INPS: migliorare l’efficacia dei servizi per incrementare il valore pubblico generato”, organizzato nell’ambito di Forum PA.

Il percorso, riporta un comunicato, avviato nel 2025 e destinato a completarsi nel 2027, punta a superare la frammentazione degli attuali sistemi di rilevazione attraverso un ecosistema integrato che unisce comunicazione, innovazione tecnologica e governo dei dati.

“L’obiettivo è centralizzare le informazioni provenienti dai diversi canali, costruire dashboard unificate e utilizzare i dati per comprendere meglio bisogni ed esigenze degli utenti, migliorando la qualità dei servizi e rafforzando la fiducia dei cittadini”, ha spiegato De Felice.

Elemento qualificante del progetto è l’utilizzo concreto dell’intelligenza artificiale, alimentata da una base dati proprietaria costruita attraverso milioni di feedback raccolti dall’Istituto.

Secondo De Felice, la nuova piattaforma consentirà di eliminare duplicazioni, ottimizzare risorse e creare un sistema stabile di ascolto e analisi, mantenendo all’interno dell’INPS il presidio strategico delle competenze e dei dati.

Mondiali 2026, al via il torneo più grande di sempre

Roma, 10 giu. (askanews) – È il Mondiale dei record e delle prime volte. Da domani prende il via la Coppa del Mondo 2026 organizzata da Stati Uniti, Canada e Messico, la prima ospitata da tre Paesi e la prima con 48 nazionali partecipanti invece delle tradizionali 32. Un torneo destinato a entrare nella storia non solo per le dimensioni senza precedenti, ma anche per il suo peso economico, mediatico e geopolitico.

L’edizione nordamericana rappresenta il progetto più ambizioso mai realizzato dalla FIFA. Le squadre passano a 48, le partite aumentano fino a 104 e il calendario si estende per oltre un mese, con la finale in programma il 19 luglio. La manifestazione coinvolge 16 città e tre nazioni, trasformando il Mondiale in un gigantesco evento continentale capace di mobilitare milioni di tifosi e generare ricavi senza precedenti per federazioni, sponsor e broadcaster.

Accanto all’entusiasmo per il calcio, non mancano però le incognite. La complessità logistica è enorme: le distanze tra le sedi sono spesso di migliaia di chilometri, con trasferimenti che interesseranno squadre, tifosi e operatori. Sullo sfondo restano inoltre le tensioni geopolitiche internazionali e i temi legati ai controlli alle frontiere e alle politiche migratorie, aspetti che hanno già accompagnato la vigilia del torneo.

La FIFA punta comunque a trasformare il Mondiale in una celebrazione globale. Per la prima volta nella storia sono previste tre cerimonie di apertura, una in ciascuno dei Paesi ospitanti. Si comincia l’11 giugno a Città del Messico prima della sfida inaugurale tra Messico e Sudafrica, per poi proseguire il giorno successivo a Toronto e a Los Angeles con eventi dedicati a Canada e Stati Uniti. Musica, spettacolo e identità culturali saranno il filo conduttore di una formula pensata per rappresentare l’intero continente nordamericano.

Anche il protocollo prepartita sarà rinnovato. La FIFA ha introdotto un nuovo cerimoniale per gli inni nazionali: in campo entreranno non solo i titolari ma l’intera rosa disponibile, con le squadre schierate una di fronte all’altra attorno al cerchio di centrocampo e alle spalle delle rispettive bandiere nazionali. Un format studiato per aumentare il coinvolgimento emotivo dei protagonisti e rafforzare il senso di appartenenza alla maglia nazionale.

Sul campo, intanto, l’attenzione è tutta per le grandi favorite. L’Argentina campione del mondo in carica cerca la conferma, mentre Brasile, Francia, Inghilterra, Spagna e Germania puntano a riportare il trofeo a casa. Gli Stati Uniti sognano di sfruttare il fattore campo per compiere un salto di qualità definitivo nel panorama calcistico mondiale.

Tra spettacolo, interessi economici e nuove sfide organizzative, il Mondiale 2026 si presenta come il più grande evento calcistico mai realizzato. Un torneo chiamato a ridefinire il futuro della Coppa del Mondo e a misurare la capacità della FIFA di gestire una manifestazione dalle dimensioni mai viste prima.

Dal punto di vista delle favorite, il gruppo di testa resta quello tradizionale: Argentina, Brasile (di Carletto Ancelotti), Francia, Inghilterra, Spagna e Germania. L’Argentina campione in carica punta sulla continuità del progetto vincente, mentre la Francia resta tra le selezioni più complete per qualità e fisicità. Il Brasile cerca invece una nuova identità vincente, affidandosi a una generazione di talento offensivo.

Tra le possibili stelle del torneo (presenti i sempiterni Messi e Cristiano Ronaldo) spiccano i protagonisti già affermati come Kylian Mbappé, Jude Bellingham e Vinícius Júnior, insieme ai leader tecnici delle rispettive nazionali. Attesa anche per le nuove generazioni emergenti, pronte a imporsi in un contesto globale come quello mondiale. Il torneo potrebbe così consacrare nuovi talenti o rafforzare definitivamente i campioni già affermati sul palcoscenico internazionale.

Ance, Brancaccio: modello Pnrr per fondi Ue, riforme e legge urbanistica

Roma, 10 giu. (askanews) – Usare il “modello Pnrr, con gli opportuni correttivi” in modo da riuscire a sfruttare i fondi europei “che questo paese non non spende”, proprio ora che il Pnrr va a chiudersi. “Continuare con le riforme, combattere fortemente le ideologie tra chi dice ‘cambiamenti climatici sì e chi dice cambiamenti climatici no'”. Perché in Italia “abbiamo strumenti di mitigazione, interventi di efficientamento dell’energia, la rigenerazione urbana, abbiamo le competenze, le tecnologie e sicuramente con la volontà politica di portarle avanti. Bisogna cercare alleanze”. E poi “questo paese ha disperatamente bisogno di una legge” sull’urbanistica. È la ricetta delinata da Federica Brancaccio, presidente dell’Ance intervenuta oggi ad un dibattito al Forum PA.

Su questi temi “è assolutamente fondamentale che si faccia rete, che si faccia sistema, anche perché le opere che già esistono vanno portate avanti. Serve che nessun anello della catena salti. Noi come associazione da anni lavoriamo a un cambio di approccio, anche di tencologie e cultura, sui temi di rigenerazione urbana, dell’adattamento climatico, dell’efficientamento energetico. Di come come intervenire sui territori può migliorare l’ambiente o i consumi”.

Brancaccio ha però rimarcato che l’edilizia è “in assoluto il settore che richiede più autorizzazione della PA, ovviamente per gli appalti ma anche per iniziative private”.

Quanto alla rigenerazione urbana e a cosa serva “per andare nella direzione giusta: un quadro normativo chiaro. Questo paese ha disperatamente bisogno di una legge – ha detto -. Ci si muove su una materia regolata da una legge urbanistica del 1942, quando non c’erano né la Costituzione, né le Regioni. È veramente un grande caos quindi serve e, speriamo di arrivarci, un quadro normativo dove ci si possa muovere adeguatamente”.

Per quanto riguarda il piano casa “noi cosa chiediamo -ha proseguito la presidente Ance -? Chiediamo di continuare a lavorare sulle riforme. Il Pnrr ha avuto la riforma del codice dei contratti. Riforme e semplificazioni hanno fatto sì che il Pnrr sia andato molto meglio di ogni rosea aspettativa, perché godeva di semplificazioni, riforme e monitoraggio. Quindi un quadro chiaro, un governo centrale, una cabina di regia che non andava a invadere le autonomie degli altri enti ma era una guida, uno stimolo, e dava anche alcune risposte, perché non tutti gli enti territoriali hanno una struttura adeguata”.

Questo è il motivo per cui “chiediamo che si applichi il modello Pnrr con gli opportuni correttivi, perché sappiamo anche che cosa non funziona, ora sulla spesa di quei fondi strutturali europei che questo paese non spende. Siamo preoccupati per il tracollo del dopo Pnrr? E il piano casa richiede del tempo? Ma ci sono i soldi dei fondi europei”, ha sottolineato Brancaccio.

E poi c’è anche “il tema del risparmio delle famiglie italiane che non entra nell’economia. Quindi continuare con le riforme, combattere fortemente le ideologie. Abbiamo le competenze, le tecnologie e sicuramente la volontà politica di portarle avanti e di cercare alleanze”, ha concluso.

Calcio, stop alle trasferte per i tifosi di Torino e Juventus

Roma, 10 giu. (askanews) – Trasferte vietate per i tifosi di Torino e Juventus per le prime dieci giornate del prossimo campionato, fino al 3 novembre. È questa la decisione del Ministero dell’Interno dopo i disordini avvenuti tra ultras in occasione del derby del 24 maggio scorso.

Il provvedimento prevede la chiusura dei settori ospiti negli stadi in cui granata e bianconeri giocheranno in trasferta e il divieto di vendita dei biglietti per le stesse gare ai residenti nelle regioni coinvolte. In particolare, non potranno acquistare i tagliandi i residenti in Piemonte per le partite del Torino e quelli residenti in Piemonte e Lombardia per gli incontri della Juventus.

La tifoseria granata era già stata colpita da misure restrittive nella stagione appena conclusa a seguito degli episodi verificatisi durante Torino-Verona dell’11 aprile, che avevano portato anche al divieto di trasferta a Cremona e Udine.

L’applicazione del provvedimento sarà affidata caso per caso ai prefetti delle province interessate dalle singole partite. Resta ancora da chiarire se il divieto sarà esteso anche alle eventuali amichevoli estive delle due squadre.

Mondiali, l’arbitro somalo respinto: "Interrogato 11 ore"

Roma, 10 giu. (askanews) – L’arbitro somalo Omar Artan non potrà partecipare ai Mondiali 2026 dopo essere stato respinto all’ingresso negli Stati Uniti, dove era arrivato per motivi legati alla competizione FIFA.

Secondo quanto raccontato dallo stesso direttore di gara in un’intervista al New York Times, Artan sarebbe stato sottoposto a un lungo interrogatorio durato circa 11 ore prima di essere trattenuto in una cella di detenzione e successivamente imbarcato su un volo di ritorno verso Istanbul. Il fischietto ha dichiarato di aver presentato tutta la documentazione necessaria, compresi i certificati e i materiali ufficiali della FIFA, sostenendo di essere in possesso dei requisiti richiesti per l’ingresso nel Paese.

Artan, premiato come miglior arbitro africano, ha riferito di essere stato sottoposto anche a domande relative alla situazione politica in Somalia e ad alcuni gruppi attivi nel Paese. Al termine della procedura, le autorità statunitensi gli avrebbero negato il visto senza fornire spiegazioni dettagliate, limitandosi a un diniego di ingresso.

Il caso ha avuto conseguenze immediate sulla sua partecipazione ai Mondiali, con la FIFA che ha confermato l’impossibilità per il direttore di gara di prendere parte al torneo. Le autorità sportive hanno precisato di non avere competenza sulle decisioni migratorie del Paese ospitante, che resta responsabile delle autorizzazioni di ingresso.

TonyPitony svela il calendario completo del tour estivo

Milano, 10 giu. (askanews) – TonyPitony svela il calendario completo del tour estivo, prodotto da TOSC S.R.L. e in co-produzione con XLR Produzioni S.R.L.: oltre 30 date e 130mila biglietti già venduti nei principali festival italiani, numeri che confermano il suo status di fenomeno musicale più imprevedibile e irresistibile del momento. Giovedì 11 giugno 2026 si terrà il concerto di TonyPitony al Circolo Magnolia di Milano, ma è solo un aperitivo per i fan milanesi, in attesa del grande appuntamento con il suo ConcerTony è per venerdì 4 settembre all’Ippodromo Snai San Siro di Milano, per una serata che promette un grande show. Si tratta infetti dell’unico artista italiano headliner agli I-Days Milano Coca-Cola 2026, uno dei festival più importanti d’Europa. I bigliettony sono già disponibili su Ticketmaster, Ticketone e Vivaticket. Molte date del tour estivo sono già sold out.

11 giugno 2026 – Milano @ Circolo Magnolia // Sold out 18 giugno 2026 – Casalgrande (RE) @ Mosa Festival 19 giugno 2026 – Zero Branco (TV) @ Villa Guidini 20 giugno 2026 – Udine @ Castello di Udine // Sold out 22 giugno 2026 – Udine @ Castello di Udine // Sold out 23 giugno 2026 – Ferrara @ Ferrara Summer Festival 25 giugno 2026 – Perugia @ L’Umbria che spacca // Sold out 30 giugno 2026 – Firenze @ Visarno Arena 1 luglio 2026 – Collegno (TO) @ Flowers Festival // Sold out 2 luglio 2026 – Legnano @ Rugby Sound // Sold out 3 luglio 2026 – Cremona @ Tanta Robba Festival // Sold out 5 luglio 2026 – Pescara @ Terrasound 10 luglio 2026 – Cosenza @ Rendano Arena 11 luglio 2026 – Bari @ Fiera del Levante 15 luglio 2026 – Bologna @ Sequoie Music Park // Sold out 16 luglio 2026 – Vicenza @ Jamrock Festival // Sold out 17 luglio 2026 – Collegno @ Flower Festival // Sold out 20 luglio 2026 – Cagliari @ Fiera di Cagliari 21 luglio 2026 – Sassari @ Abbabula Festival 23 luglio 2026 – Genova @ Balena // Sold out 24 luglio 2026 – Pisa @ Pisa Summer Knights 25 luglio 2026 – Caserta @ Caserta Summer Festival 30 luglio 2026 – Catania @ Villa Bellini// Sold out 31 luglio 2026 – Ragusa @ Castello di Donnafugata 1 agosto 2026 – Bagheria (PA) @ Piccolo Parco Urbano // Sold out 3 agosto 2026 – Bagheria (PA) @ Piccolo Parco Urbano 7 agosto 2026 – Bellaria Igea Marina @ Beky Bay 8 agosto 2026 – Senigallia @ Mamamia 9 agosto 2026 – Termoli @ Arena del Mare 42° 15° 11 agosto 2026 – Gallipoli @ Parco Gondar 12 agosto 2026 – Messina @ Mish Mash 13 agosto 2026 – Catania @ Villa Bellini // Nuova data 27 agosto 2026 – Romano D’Ezzellino (VI) @ Ama Music Festival // Nuova data 29 agosto 2026 – Roma @ Cavea Auditorium Parco della Musica // Nuova data

Tennis, Musetti, salta il Queen’s: ritorno a Wimbledon

Roma, 10 giu. (askanews) – Nuovo stop per Lorenzo Musetti, che posticipa ancora il rientro in campo e rinuncia alla partecipazione al torneo del Queen’s, uno degli appuntamenti chiave della stagione sull’erba in vista di Wimbledon.

Il tennista carrarino, alle prese con il recupero dopo il problema fisico accusato nelle ultime settimane, non prenderà quindi parte al torneo londinese ATP 500 e punta direttamente allo Slam sull’erba di Wimbledon, in programma a fine giugno.

La decisione arriva per evitare rischi in una fase delicata del recupero, con lo staff tecnico che preferisce non forzare i tempi dopo gli ultimi problemi muscolari che avevano già condizionato il suo percorso recente.

Il Queen’s Club Championships, tradizionale torneo di preparazione a Wimbledon, si conferma così ancora una volta una tappa mancata per il giocatore italiano, che concentrerà tutte le energie sul completo ristabilimento fisico.

Le condizioni di Musetti saranno monitorate nei prossimi giorni, con l’obiettivo di arrivare allo Slam londinese nelle migliori condizioni possibili.

Mondiali, Messi torna e segna. In 90.000 in Alabama

Roma, 10 giu. (askanews) – L’Argentina campione del mondo chiude la preparazione al Mondiale 2026 con una convincente vittoria per 3-0 contro l’Islanda e ritrova il suo uomo simbolo, Lionel Messi. Entrato nella ripresa dopo aver recuperato da un problema muscolare al bicipite femorale sinistro, il capitano dell’Albiceleste ha lasciato subito il segno, realizzando una rete e contribuendo al successo della squadra guidata da Lionel Scaloni.

Nell’amichevole disputata ad Auburn, in Alabama, davanti a 90.000 spettatori, l’Argentina ha sbloccato il risultato dopo appena otto minuti grazie a Valentín Barco. La squadra sudamericana ha mantenuto il controllo della gara per tutto l’incontro e nella ripresa ha accolto il ritorno in campo di Messi, rimasto inizialmente in panchina per precauzione dopo l’infortunio accusato con l’Inter Miami CF.

La Pulce è entrata al 69′ e dopo appena un minuto ha illuminato il gioco servendo Lautaro Martínez, atterrato in area dal portiere islandese. Dal dischetto è stato lo stesso Messi a trasformare il rigore del 2-0, confermando di aver pienamente recuperato la condizione in vista dell’esordio mondiale. Nel finale è arrivata anche la rete di Thiago Almada per il definitivo 3-0.

Per Messi si tratta del 117° gol con la maglia dell’Argentina e di un segnale importante a pochi giorni dall’inizio della rassegna iridata. Secondo i media argentini e internazionali, il fuoriclasse di Rosario ha mostrato subito la sua influenza sul gioco, partecipando direttamente alle azioni decisive della partita.

L’Argentina si presenterà così al Mondiale con rinnovata fiducia e con il proprio capitano nuovamente al centro del progetto tecnico. I campioni in carica debutteranno nel Gruppo J contro l’Algeria, prima di affrontare Austria e Giordania nella fase a gironi.

Canto d’amore è il nuovo singolo di Angelina Mango con Marco Mengoni

Milano, 10 giu. (askanews) – Esce il 12 giugno Canto d’amore (Latarma Records, distribuito da Ada/Warner Music Italy), il nuovo singolo di Angelina Mango con Marco Mengoni, che vede nuovamente i due cantautori collaborare in una canzone riflessiva e autentica. Il brano, che uscirà venerdì su tutte le piattaforme digitali e sarà in rotazione radiofonica, è scritto dalla stessa Angelina Mango con Marco Mengoni e Jacopo Ettore, composto da Jacopo Ettore e Nicola Lazzarin, e prodotto da Cripo e Giovanni Pallotti e attinge alle radici mediterranee dei canti popolari su una produzione contemporanea e sofisticata.

Canto d’amore parla di contrasti, di come gli esseri umani riescano a essere perfetti e imperfetti insieme, sicuri e insicuri allo stesso tempo; racconta l’esigenza comune di accettare la propria autenticità, della voglia di sbagliare senza colpevolizzarsi, abbandonando la ricerca di perfezione che ci viene richiesta, in ultima analisi di essere pienamente umani.

La coralità è centrale in questo brano: i cori incalzanti diventano ritornelli trascinanti e potenti, con le voci di Marco e Angelina che si fondono con le altre anche a riflettere la loro voglia e necessità di stare in mezzo all’umanità, che arricchisce e non spaventa.

Il brano arriva a distanza di due anni dalla prima collaborazione dei due artisti sulle note di Uguale a me, contenuto nel primo album di Angelina, Poké melodrama.

Angelina Mango avrà l’occasione di portare nuovamente la sua musica dal vivo dal 17 luglio, con Nina canta nei teatri d’estate, tour prodotto e organizzato da Live Nation. Con questa nuova tournée il pubblico potrà rivivere ancora una volta i suoi brani in un’atmosfera intima di condivisione, che prenderà forma in luoghi in cui musica, arte e natura si uniscono, per dar vita a spettacoli unici e suggestivi tra anfiteatri, teatri all’aperto, castelli, piazze d’armi e una cava.

Nina canta nei teatri d’estate inizierà il 17 luglio al Teatro Romano di Verona, per poi proseguire con le date di Caserta (20 luglio – Belvedere di San Leucio), Palermo (22 luglio – Teatro di Verdura), Taormina (24 luglio – Teatro Antico), Porto Recanati (28 luglio – Arena Beniamino Gigli), Roma (30 luglio – Auditorium Parco della Musica – Cavea), Castiglioncello (2 agosto – Castello Pasquini), Assisi (5 agosto – La Rocca), per concludersi a Matera (8 agosto – Cava del Sole).

Perché a Belfast è scattata la caccia allo straniero

Roma, 10 giu. (askanews) – Violenti scontri sono scoppiati a Belfast, in Irlanda del Nord, ieri sera durante delle manifestazioni anti-immigrazione organizzate per protestare contro un accoltellamento attribuito a un rifugiato sudanese. Immagini di un autobus e di auto incendiati, oltre a diverse case in fiamme hanno fatto il giro del mondo. Il sospetto, Hadi Alodid, 30 anni, secondo la stampa britannica, è stato posto in custodia cautelare per quattro settimane questa mattina dal tribunale di Belfast dopo essere stato accusato di tentato omicidio ai danni di Stephen Ogilvie, circa 40 anni, di minacce di morte a un tecnico di radiologia del servizio sanitario nazionale (Nhs) e possesso di un coltello, secondo Press Association. Secondo quanto riferito dai media britannici, la vittima ha perso un occhio a seguito dell’accoltellamento e presenta diverse ferite sulla testa.

La polizia nordirlandese e le autorità britanniche avevano ripetutamente lanciato appelli alla calma durante la giornata, temendo disordini dopo che un video dell’attacco con il coltello, diffuso dall’estrema destra, aveva sconvolto la nazione. Figure dell’estrema destra, come l’attivista Tommy Robinson, avevano lanciato appelli alle proteste sui social. La polizia ha escluso al momento l’ipotesi di terrorismo, sebbene il movente dell’attacco rimanga ancora poco chiaro. Il video ha suscitato indignazione in tutto il Paese e una condanna unanime da parte della classe politica britannica. Il primo ministro Keir Starmer ha definito l’attacco “ripugnante” su X e ha condannato gli appelli lanciati online a scendere in piazza.

Richard Tice, vice leader di Reform UK, partito di estrema destra in forte ascesa guidato da Nigel Farage che ha fatto della lotta all’immigrazione il suo cavallo di battaglia, ha organizzato questa mattina una conferenza stampa in cui ha annunciato una “giornata di azione nazionale” il 4 luglio. Tice si è infuriato quando un giornalista gli ha chiesto se i disordini di Belfast potessero essere collegati all’incitamento di Nigel Farage, che la settimana precedente aveva esortato la gente a reagire con “pura e fredda rabbia” all’omicidio di Henry Nowak, il 18enne inglese accoltellato da un immigrato che dichiarò falsamente di aver subito un attacco a sfondo razziale da parte della vittima che praticamente in fin di vita fu assurdamente ammanettata dalla polizia. Farage per ha pronunciato quelle parole martedì mattina della scorsa settimana. Quella stessa notte, una protesta a Southampton era degenerata in violenza.

Carburanti, Meloni: non aver paura di far quello che va fatto

Roma, 10 giu. (askanews) – “Quando si parla di sostenibilità non dobbiamo mai dimenticare quella economica e sociale. Dall’inizio del mandato siamo schierati per un approccio non ideologico e pragmatico sulla transizione”, ad esempio con la “richiesta di rivedere il sistema Ets, limitare l’impatto sull’autotrasporto, la modifica dell’Ets marittimo. Non abbiamo smesso di sostenere l’acquisto di carburante dell’autotrasporto, per contenere la spinta inflazionistica e salvare” il settore, perchè “non bisogna avere paura di fare quel che è giusto fare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea di Confcommercio.

“Quando si parla di sostenibilità – ha sottolineato – noi certo dobbiamo parlarne in chiave ambientale ma dobbiamo anche ampliare il concetto alla qualità della vita complessiva esattamente come quando parliamo di sostenibilità non dobbiamo mai dimenticare quella economica e sociale e qui voi sapete che dall’inizio del nostro mandato siamo schierati sullo stesso fronte nel sostenere un approccio pragmatico e non ideologico alla transizione ecologica. Il lavoro che stiamo facendo in Europa sui tanti dossier sta lì a dimostrarlo: la richiesta ad esempio pressante che stiamo portando avanti per rivedere il sistema Ets, per diminuire l’impatto sul trasporto pesante, per rivedere l’Ets marittimo che rischia di penalizzare enormemente i nostri porti a vantaggio dei porti del Nordafrica senza alcun beneficio tra l’altro in termini di riduzione delle emissioni inquinanti nel Mediterraneo. Per la stessa ragione non abbiamo smesso di sostenere l’acquisto del carburante per l’autotrasporto sia in via ordinaria sia reagendo all’aumento dei prezzi causato dalla crisi dello stretto di Hormuz se noi vogliamo contenere l’effetto inflazionistico della crisi energetica sui cittadini e allo stesso tempo salvare un settore che fa muovere e vivere la nazione, come un’altra crisi quella del covid ci ha ampiamente dimostrato, non bisogna avere paura di fare quello che è giusto fare”.

È morta Patrizia Caselli, conduttrice e showgirl

Roma, 10 giu. (askanews) – È morta a 66 anni Patrizia Caselli, attrice, conduttrice televisiva, showgirl e cantante che ha segnato una stagione della televisione italiana tra gli anni Ottanta e Novanta. La notizia della scomparsa è stata diffusa attraverso i suoi profili social, dove nelle ultime ore si moltiplicano messaggi di cordoglio e ricordi da parte di colleghi, amici e telespettatori. Da tempo combatteva contro una grave malattia: nel giugno del 2024 aveva raccontato pubblicamente di essere affetta da un tumore al terzo stadio, confessando la propria paura di fronte alla diagnosi.

Nata a Udine il 13 maggio 1960, Caselli aveva iniziato la carriera giovanissima, lavorando anche con Nanni Loy. Il successo arrivò soprattutto nelle televisioni private, tra Antennatre e Telealtomilanese, dove si impose come showgirl e conduttrice. In quegli anni condivise spesso il palco con Walter Chiari, con il quale visse una lunga relazione sentimentale conclusasi nel 1987.

Nel corso degli anni aveva raccontato con ironia il rapporto con Chiari, ricordando un’esistenza imprevedibile e ricca di incontri con protagonisti della cultura e dello spettacolo italiano. Una relazione intensa e spesso tormentata, che contribuì a renderla un volto molto noto al grande pubblico.

Parallelamente alla televisione, Caselli si dedicò anche alla musica incidendo diversi 45 giri e al teatro. Recitò nello spettacolo “Hai mai provato con l’acqua calda?” insieme a Walter Chiari e Ivana Monti, mentre successivamente prese parte alla riedizione di “Mi è caduta una ragazza nel piatto” accanto a Domenico Modugno.

L’esordio in Rai arrivò nel 1987 con il varietà estivo “Bella d’estate” su Rai2, ancora al fianco di Walter Chiari. Successivamente entrò nel cast di “Chi tiriamo in ballo?”, programma condotto da Gigi Sabani. Negli anni Novanta raggiunse la piena notorietà conducendo con Piero Vigorelli il contenitore pomeridiano “Detto tra noi”, trasmissione che accompagnò il pubblico per tre stagioni e che nel 1994 si trasformò in La vita in diretta. Nello stesso periodo guidò anche il quiz del mezzogiorno “Se fosse…”, ereditando una fascia televisiva resa popolare da Raffaella Carrà.

Dopo il 1994 scelse di allontanarsi dalla televisione per seguire ad Hammamet Bettino Craxi, al quale fu legata sentimentalmente per circa nove anni, fino alla morte dell’ex presidente del Consiglio nel 2000. Più volte aveva ricordato la vicinanza all’uomo politico durante gli anni difficili successivi a Mani Pulite.

Dopo la scomparsa di Craxi sposò il medico Alberto Bossi, con il quale adottò un figlio, François. Proprio pensando al figlio aveva raccontato il dolore e le preoccupazioni legate alla malattia, confessando di non sentirsi pronta a lasciarlo. Negli anni Duemila era tornata sporadicamente al cinema con i film La fabbrica del vapore di Ettore Pasculli e Dentro la città di Andrea Costantini.

Con la sua scomparsa se ne va una delle figure più riconoscibili della televisione italiana di fine Novecento, protagonista di una stagione di profonda trasformazione del piccolo schermo tra emittenti private e servizio pubblico.