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Calcio, risultati di A: scatto Udinese, quota 35

Roma, 2 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 27esima giornata dopo Udinese-Fiorentina 3-0

27^ GIORNATA Parma-Cagliari 1-1, Como-Lecce 3-1, Verona-Napoli 1-2, Inter-Genoa 2-0, Cremonese-Milan 0-2, Sassuolo-Atalanta 2-1, Torino-Lazio 2-0, Roma-Juventus 3-3, Pisa-Bologna 0-1, Udinese-Fiorentina 3-0.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 53, Roma 51, Como 48, Juventus 47, Atalanta 45, Bologna 39, Sassuolo 38, Udinese 35, Lazio 34, Parma 33, Cagliari, Torino 30, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

28^ GIORNATA venerdì 6 marzo 20.45 Napoli-Torino, sabato 7 marzo 15.00 Cagliari-Como, 18.00 Atalanta-Udinese, 20.45 Juventus-Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce-Cremonese, 15.00 Bologna-Verona, 15.00 Fiorentina-Parma, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Iran, Meloni: Ue non avvisata, crisi diritto figlia dell’attacco a Kiev

Roma, 2 mar. (askanews) – Un conflitto che è stato deciso “senza il coinvolgimento dei partner europei” ma che sul suolo del Vecchio continente ci è già arrivato, come dimostra il drone che ha colpito nella notte la base della Royal Air Force a Cipro. A sera, a più di 48 ore dall’attacco e dopo una giornata in cui le opposizioni hanno invocato a gran voce un suo intervento in Parlamento, Giorgia Meloni, decide di parlare in prima persona della “preoccupante” situazione che si è creata in Iran e nell’area del Golfo dopo la decisione di Usa e Israele di attaccare Teheran. Pochi minuti per dire che il governo ha messo tra le sue priorità il rientro degli italiani rimasti bloccati, ma anche per dare una lettura del contesto con quella dose di equilibrismo ormai costante in politica internazionale, soprattutto quando di mezzo c’è l’America di Donald Trump.

E così, oltre all’ammissione di un certo stupore per la mancata condivisione con i Paesi europei da parte dello storico alleato, la presidente del Consiglio esprime più in generale i suoi timori per la “crisi del diritto internazionale”. Una crisi per la quale, tuttavia, non indica esplicitamente corresponsabilità americane ma che considera “figlia” dell’attacco della Russia all’Ucraina e di quella “stagione di caos” diventata “inevitabile” dopo che “un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino”. La premier concorda sul fatto che “non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche” e che, nonostante gli sforzi a cui ha partecipato anche l’Italia, il tentativo di un accordo sul nucleare di Teheran “ha fallito”. Ma dopo l’attacco di Usa-Israele, osserva, “l’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi” sebbene nulla può andare meglio “se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati”.

L’estensione del conflitto a quell’area così strategica per i fragili equilibri del Medio Oriente ha colto di sorpresa le cancellerie europee e, ovviamente anche l’Italia. D’altra parte, dice Meloni, “sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga”. I timori, sono quelli di una guerra dalla durata più lunga di quanto non si fosse temuto all’inizio, ma anche di trovarsi impreparati di fronte a attacchi che dovessero tornare a toccare il suolo europeo. Lo dicono, praticamente in chiaro, il ministro degli Esteri e quello della Difesa, ascoltati oggi nelle commissioni Esteri di Camera e Senato e protagonisti anche di serrati botta e risposta con le opposizioni, schierate in audizione con quasi tutti i loro leader: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. La crisi in Iran potrebbe essere lunga, durare “giorni, forse settimane”, apre scenari “finora mai considerati” e “incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale”, hanno spiegato Tajani e Crosetto. Siamo, ha detto quest’ultimo, in una fase in cui “la possibilità di azioni che giudichiamo folli è superiore alla nostra capacità di immaginazione”. Un attacco simile a quello avvenuto negli Emirati, ha osservato, “sarebbe peggio in Italia, perché le difese da queste nuovi armi che sono soprattutto i droni” sono “molto più difficili rispetto alle armi tradizionali”. Toccato anche il tema del sostegno di tipo militare che potrebbe essere richiesto. “Abbiamo ricevuto richieste di aiuto logistico e di forniture di materiali da parte dei Paesi del Golfo, che coincidono anche con la protezione dei nostri militari presenti nell’area”, ha fatto sapete Tajani. Proprio su questo prossimamente tornerà a riferire Crosetto che durante l’audizione è stato bersagliato soprattutto per la sua presenza (e poi permanenza) a Dubai nelle ore in cui era già esploso il conflitto. A sera arriva anche il sostegno di Giorgia Meloni che, però, somiglia tanto a una mera difesa d’ufficio. “Non ha mai smesso di fare il suo lavoro”, si è limitata a dire la premier.

Ci sono poi due immediate conseguenze della crisi di cui il governo si è dovuto occupare: il rischio di attacchi terroristici (oggi al Viminale Piantedosi ha riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza) e il costo dell’energia e delle materie prime già schizzato a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz.

Calcio, risultati di A: Bologna in corsa europea

Roma, 2 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 27esima giornata dopo Pisa-Bologna 0-1

27^ GIORNATA Parma-Cagliari 1-1, Como-Lecce 3-1, Verona-Napoli 1-2, Inter-Genoa 2-0, Cremonese-Milan 0-2, Sassuolo-Atalanta 2-1, Torino-Lazio 2-0, Roma-Juventus 3-3, Pisa-Bologna 0-1, ore 20.45 Udinese-Fiorentina.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 53, Roma 51, Como 48, Juventus 47, Atalanta 45, Bologna 39, Sassuolo 38, Lazio 34, Parma 33, Udinese 32, Cagliari, Torino 30, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

28^ GIORNATA venerdì 6 marzo 20.45 Napoli-Torino, sabato 7 marzo 15.00 Cagliari-Como, 18.00 Atalanta-Udinese, 20.45 Juventus-Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce-Cremonese, 15.00 Bologna-Verona, 15.00 Fiorentina-Parma, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Calcio, Pisa-Bologna 0-1: decide Odgaard all’86esimo

Roma, 2 mar. (askanews) – Colpo esterno del Bologna che passa 1-0 sul campo del Pisa nel posticipo della 27ª giornata di Serie A. Decide una prodezza di Odgaard all’86’, al termine di una gara in cui i toscani, a secco di vittorie da 15 giornate, giocano un secondo tempo di grande intensità ma si arrendono alle parate di Skorupski.

La squadra di Italiano, reduce da quattro successi nelle ultime cinque gare in tutte le competizioni, soffre più del previsto all’Arena Garibaldi. Nel primo tempo meglio i rossoblù sul piano del possesso (61%), ma le occasioni più clamorose sono una per parte: traversa di Caracciolo di testa per il Pisa e palo di Castro per il Bologna.

Nella ripresa i padroni di casa alzano ritmo e baricentro. Moreo sfiora il vantaggio sugli sviluppi di corner, Leris impegna Skorupski in uscita e Stojilkovic vede un colpo di testa salvato sulla linea. Il Bologna si affida alle ripartenze e alle rotazioni dalla panchina: dentro Orsolini e Odgaard per cambiare volto all’attacco.

Quando il pari sembra scritto, all’86’ arriva l’episodio decisivo. Odgaard controlla al limite e lascia partire un destro immediato che non dà scampo a Nicolas: è il quinto centro in campionato per il centrocampista danese e vale tre punti pesanti. Nel finale forcing del Pisa, con dentro Iling-Junior per il tutto per tutto, ma il risultato non cambia.

L’attacco all’Iran impatta sui mercati: oro, petrolio e gas su, Borse giù

Milano, 2 mar. (askanews) – Bilancio complesso e articolato sui mercati mondiali nel giorno della riapertura dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran nello scorso fine settimana, con l’uccisione della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e le conseguenti rappresaglie di Teheran nei confronti di Paesi vicini. L’elevarsi del grado delle tensioni geopolitiche e l’acuirsi delle incertezze sulle prospettive economiche globali ha prodotto da un lato un ulteriore incremento del prezzo dell’oro, bene rifugio per eccellenza, con i future Usa che hanno sfiorato i 5.433,75 dollari l’oncia per poi assestarsi a un livello inferiore e dall’altro una prevista impennata dei prezzi di gas e petrolio legati alle paure di una possibile prolungata una interruzione dei flussi navali commerciali nello Stretto di Hormuz, da dove transita circa un quinto del petrolio e del Gnl mondiale ogni giorno. I future sul Brent hanno raggiunto un massimo intraday a 81,89 dollari al barile, quelli sul Wti hanno toccato i 74,99 dollari al barile. Alla borsa di Amsterdam il prezzo del gas naturale è schizzato fino a un massimo di 49,14 euro al MWh dopo l’annuncio dell’interruzione da parte di QatarEnergy della produzione di Gnl nell’impianto più grande al Mondo, per poi attestarsi a fine giornata sui 43,300 euro al MWh (+35,49%).

Forti ribassi, invece, sono stati accusati dai mercati azionari internazionali. L’onda è partita dall’Asia, con Tokyo che ha ceduto l’1,44% e anche le altre altre Borse del continente che hanno chiuso in rosso. Stessa sorte è toccata poi alle Borse europee: Milano ha terminato con un rosso dell’1,97% Francoforte ha ceduto il 2,69%, Londra l’1,24%, Parigi il 2,17%, Madrid il 2,72%. Decisamente meno impattata appariva, intanto, Wall Street che dopo un avvio in flessione annullava i cali. A risentire dell’ondata di vendite in Europa sono stati in particolare i titoli di Banche, Assicurazioni e Lusso e quelli del comparto Automotive. Bene invece, come ci si aspettava, quelli legati al settore Oil, saliti sulla scia dei rialzi del petrolio, e quelli della Difesa.

Poco impattati i govies europei, mentre la moneta unica si è indebolita nei confronti del dollaro, calando sotto quota 1,17, ai minimi da oltre un mese.

Gli analisti parlano di reazioni tutto sommato composte e non drammatiche dei mercati. Ma incombono grandi interrogativi e forti preoccupazioni. Le variabili da tenere sotto osservazione sono principalmente la durata del conflitto e la sua possibile estensione a livello geografico. Da queste dipenderanno le future evoluzioni e i calcoli dei livelli di rischiosità, nonchè gli impatti inflattivi.

Drone dall’Iran sulla base britannica a Cipro, il conflitto lambisce l’Ue

Roma, 2 mar. (askanews) – Il conflitto con l’Iran lambisce l’Unione europea dopo che nella notte un drone ha colpito la base della Royal Air Force ad Akrotiri, a Cipro, territorio sovrano britannico. L’episodio è avvenuto poco dopo mezzanotte ora locale (le 23 nel Regno Unito) e ha provocato danni limitati, senza vittime, hanno riferito dal ministero della Difesa di Londra e dalle autorità cipriote. Fonti cipriote hanno riferito a Reuters che sarebbe stato il movimento sciita filo iraniano Hezbollah a colpire Cipro con droni-kamikaze lanciati dal Libano.

Per il ministro della Difesa Guido Crosetto, “l’attacco a Cipro ha un significato superiore a quello che finora gli abbiamo attribuito”. Se viene colpita una base di un Paese non direttamente coinvolto, ha osservato riferendo in Parlamento, “quanti altri Stati possono trovarsi a rischio?”. Crosetto ha parlato di una fase in cui “la possibilità di azioni che giudichiamo folli è superiore alla nostra capacità di immaginazione”, richiamando alla massima attenzione.

Il governo britannico ha parlato di un “presunto attacco con drone”, al quale le forze armate hanno reagito attivando i protocolli di sicurezza. In via precauzionale, Londra ha disposto il trasferimento dei familiari del personale militare che vive nella base in alloggi alternativi sull’isola. La base, ha assicurato il ministero, “continua a operare normalmente”.

Il portavoce della presidenza cipriota, Konstantinos Letymbiotis, ha confermato che si è trattato di un drone non pilotato e che il Consiglio di Sicurezza nazionale resta in sessione permanente. A seguito dell’attacco è stato rinviato un incontro informale dei ministri degli Affari europei dell’Ue previsto a Cipro.

Secondo fonti citate dai media britannici, jet sono decollati nel tentativo di intercettare il velivolo senza pilota. La Grecia ha annunciato l’invio di una fregata e di caccia F-16 a sostegno della sicurezza dell’isola.

L’episodio si inserisce nell’escalation seguita ai raid israelo-americani sull’Iran e segna un’estensione diretta delle tensioni alle porte dell’Unione europea.

“Questa notte un drone iraniano ha colpito la pista d’atterraggio di una base cipriota e di una base britannica. Ha provocato per fortuna solo danni lievi, ma il messaggio è inequivocabile: nessuno sarebbe al riparo da un Iran dotato di missili oltre che dell’arma atomica”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle comunicazioni alle Commissioni Esteri e Difesa del Senato. Tajani ha aggiunto che l’Italia ha ricevuto richieste di supporto da Paesi alleati, anche in relazione alla protezione dei militari presenti nell’area.

Da Londra, la ministra degli Esteri Yvette Cooper ha definito l’episodio una dimostrazione della “gravità del modo sconsiderato in cui opera il regime iraniano”, pur ribadendo che il Regno Unito non è stato coinvolto negli attacchi contro Teheran.

Meloni: Usa e Israele hanno deciso di attaccare senza coinvolgere i partner europei

Roma, 2 mar. (askanews) – “Noi non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche” ma l’accordo sul nucleare “è fallito e Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare senza il coinvolgimento dei partner europei”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista al Tg5.

In merito all’attacco in corso “mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino. Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos”.

“Attualmente – ha spiegato Meloni – il governo è impegnato a dare assistenza alle migliaia di italiani che sono rimasti bloccati, particolarmente nei paesi del Golfo. Siamo in contatto con quei Paesi, siamo in contatto con i nostri partner europei, l’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi ma penso che nulla possa andare meglio se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati”.

“Posso dirle – ha concluso la premier rispondendo ad una domanda – che il ministro Crosetto non ha mai smesso di fare il suo lavoro”.

Iran, lettera opposizioni: subito Meloni in Parlamento

Roma, 2 mar. (askanews) – Le opposizioni chiedono formalmente alla presidente del consiglio Giorgia Meloni di riferire in parlamento sulla crisi in Medioriente. In una lettera inviata ai presidenti di camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, Pd, M5s, Avs, Più Europa, Iv e Azione sollecitano una convocazione “urgente” della la presidente del Consiglio e spiegano: “La natura e la portata della crisi in atto investono infatti la politica estera e di sicurezza nella sua dimensione complessiva e strategica, incidendo su profili che attengono alla collocazione internazionale dell’Italia, ai suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale e dai trattati, alla sicurezza energetica, alla tutela dei cittadini italiani presenti nell’area e alla stabilità dell’intero quadrante mediorientale”.

Iran, Crosetto in audizione ha detto che era a Dubai "perché c’erano i miei figli"

Roma, 2 mar. (askanews) – “Siccome in alcuni interventi è emerso un fatto che io consideravo personale, però che sta avendo rilevanza politica, non mi costa nulla toccarlo. Anche perché questo fatto non è emerso da uno scoop giornalistico è emerso dal fatto che io l’ho detto”, ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, in audizione nelle Commissioni congiunte di Camera e Senato, chiarendo le ragioni della sua permanenza a Dubai.

“Ero a Dubai perché avevo deciso di concedermi un periodo di vacanza – ha raccontato il ministro – e potevo scegliere di partire in maniera istituzionale e poi ricollegarmi alla mia famiglia, o partire direttamente con loro. Sarei potuto partire subito, ma sono rimasto nel bunker con gli altri italiani.

“C’erano i miei figli, io ho fatto questa valutazione”, ha sottolineato Crosetto, spiegando che “gli Emirati non erano coinvolti, ma erano tra i pochi Paesi dell’area a essere contrari all’attacco”. “Forse dovevo abbandonare là i miei figli e tornare in Italia, ma sono rimasto”. “Questa è la parte privata che mi dispiace dover rendere pubblica”, ha specificato Crosetto. “Nonostante anche parte dell’opposizione mi abbia detto perché non li porti con te nell’aeroporto vuoto – ha proseguito il ministro – non li ho portati perché mi sembrava istituzionalmente sbagliato farlo e rientreranno con le possibilità che hanno tutti gli altri italiani”.

“Qualcuno ha detto: ‘Ma se tu sei in vacanza non fai il ministro’ – ha osservato Crosetto ancora – No, faccio il ministro come quando volo all’estero; io all’estero mi collego quotidianamente con il ministero, ho gli strumenti per farlo in modo sicuro, non ho mai perso di vista un soldato italiano, una base, nulla in Italia”.

(foto di archivio)

Italiani bloccati a Dubai, musicisti su MSC: “Surreale, ma qui sicuri”

Roma, 2 mar. (askanews) – La caduta di un detrito a Dubai ripreso in diretta da chi è in crociera. Da sabato 28 febbraio circa 5.000 persone, tra passeggeri appena imbarcati ed equipaggio, sono ferme nel porto della città più popolosa degli Emirati Arabi Uniti a bordo della MSC Euribia, che fa il giro dei principali porti del Golfo. Tra di loro anche i due trombettisti e amici Tony Santoruvo e Pietro Latte, che ad askanews hanno raccontato:

“Era un po’ surreale la situazione perché c’erano tanti passeggeri che prendevano il sole e poi magari si vedeva del fumo in cielo”, ricorda Latte. “Dappertutto si parla di Dubai sotto attacco, la questione è molto più confinata di quello che sembra all’esterno”, spiega.

“Trecentocinquanta intercettazioni tra missili e droni, caduti in Paesi sparsi, tra cui anche Dubai. Quello che ad esempio è esploso a Palm Jumeirah, era un detrito di un drone”, ricorda Tony Santoruvo.

“Soprattutto chiediamo veramente con il cuore di cercare di filtrare le notizie e di non diffondere fake news”, aggiungono.

Il capitano e le autorità locali consigliano di non lasciare la nave, ritenuta il “posto più sicuro”, dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele contro l’Iran, mentre il Golfo è bloccato, lo spazio aereo è chiuso e in cielo sono visibili scie di missili o nuvole di fumo.

“Siamo bloccati da sabato (28 febbraio), l’inizio della crociera sarebbe stato sabato poi è rimasta bloccata per quanto accaduto. Fortunatamente noi siamo in nave, ci tengo a precisare che stiamo bene e non ci manca niente, siamo molto tranquilli, il capitano fa comunicazioni molto spesso durante il giorno, la situazione è abbastanza sotto controllo”, spiega Pietro Latte.

“Ieri (domenica) c’è stato un gruppo di italiani andati in ansia, però alla fine il comandante ha avuto un incontro diretto con loro, noi ci sentiamo molto tranquilli”, rassicurano.

La Farnesina ha attivato la “Task Force Golfo” che rafforza il lavoro dell’Unità di Crisi per far fronte

alle migliaia di richieste di assistenza degli italiani bloccati nei Paesi del Golfo.

“Attendere, soprattutto, avere pazienza, perché non possiamo fare molto di più che aspettare le direttive dalla varie ambasciate o consolati”, aggiunge Pietro.

“L’unica cosa che possiamo immaginare è che gli aeroporto si sblocchino e riusciamo a tornare a casa o che riescano a creare dei corridoi sicuri, ma sono supposizioni che noi stiamo facendo”, sottolineano i due trombettisti.

“Navighiamo a vista giorno per giorno, i nostri superiori ci dicono se si continua o non si continua con lo show, fino a ieri il Carousel Lounge era pieno, le persone ballavano sulla nostra musica, attendiamo di vedere oggi”, concludono i due musicisti.

Stellantis: immatricolazioni febbraio +27,7%, quota sale al 34%

Milano, 2 mar. (askanews) – Stellantis chiude il mese di febbraio con immatricolazioni in crescita del 27,7% pari al doppio del mercato (+14%), a 53.592 unità. La quota del gruppo è salita al 34% rispetto al 30,4% di febbraio 2024. Lo si apprende da dati Dataforce elaborati da Stellantis. Nei primi due mesi le vendite sono aumentate del 19,9% a 100.108 unità, pari a una quota del 33,3% (+2,6 pp).

Il gruppo Stellantis e il marchio Fiat rimangono saldamente al primo posto della classifica italiana di vendite. Fiat, in particolare, ha registrato a febbraio 21.269 immatricolazioni pari al 13,5% di quota (in crescita di 2,8 pp rispetto a febbraio dello scorso anno). Pandina si conferma la best seller del mercato italiano con 12.612 unità che arrivano a quasi 26.000 unità dall’inizio dell’anno. In crescita costante anche Grande Panda con 5.500 immatricolazioni a febbraio.

Da primato il risultato di Leapmotor che ha consolidato la propria ascesa nel mercato italiano della mobilità elettrica. A febbraio, il brand, attivo in Italia nell’ambito della joint venture Leapmotor International che fa capo a Stellantis, ha ottenuto un risultato storico con 5.006 immatricolazioni, una quota di mercato vetture del 3,2% e, nel mercato privati, del 6%. Si tratta di una performance complessiva che segna un incremento del 2.196% rispetto allo stesso mese del 2025 e posiziona Leapmotor come il marchio con la crescita più rapida dell’intero panorama competitivo, soprattutto rispetto ai principali concorrenti asiatici. Leapmotor, grazie soprattutto alla T03 che si è confermata l’auto elettrica più venduta in Italia, a febbraio è salita sul gradino più alto del podio sia nel mercato totale Bev, con quota del 39,1%, sia nel canale dei privati con il 51,4%.

Nei veicoli commerciali, infine, Fiat Professional conferma la leadership in Italia a febbraio con 3.640 immatricolazioni pari al 23,7% di quota di mercato. Il brand si impone nei 4 segmenti del mercato in cui è presente: Ducato, il van più venduto in Italia, nel segmento dei Large Van, Scudo nel Medium Van, Doblò nel Compact Van e Panda Van nel “Car Derived”.

Auto: immatricolazioni febbraio +14% a 157.334 unità

Milano, 2 mar. (askanews) – Prosegue la crescita del mercato auto. A febbraio le immatricolazioni sono aumentate del 14,04% a 157.334 unità. Lo rende noto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nei primi due mesi le immatricolazioni sono aumentate del 10,2% a 299.373 unità.

I trasferimenti di proprietà sono stati 513.810 a fronte i 498.103 passaggi registrati a febbraio 2025, con un aumento del 3,15%.

Il volume globale delle vendite mensili, pari a 671.144 unità, ha interessato per il 23,44% vetture nuove e per il 76,56% vetture usate.

Nella top ten i primi tre modelli sono tutti brand Stellantis: Fiat Panda, Jeep Avenger, e Leapmotor T03.

Il Mobile World Congress compie 20 anni a Barcellona

Barcellona, 2 mar. (askanews) – Ha preso il via a Barcellona il Mobile World Congress, che celebra il suo ventesimo anniversario come appuntamento di riferimento globale per il mondo della tecnologia mobile.

La manifestazione, organizzata da GSMA, si svolge fino al 5 marzo negli spazi della Fira de Barcelona – Gran Via. Attesi circa 110.000 visitatori da oltre 200 Paesi, con più di 2.900 stand distribuiti nei padiglioni della fiera.

Al centro dell’edizione 2026 c’è l’ecosistema degli smartphone e della mobilità. Tra i principali produttori presenti figurano Samsung, Xiaomi, Honor, Oppo, Vivo, Huawei e Realme. Accanto ai brand di dispositivi, trovano spazio anche i protagonisti delle piattaforme e dei chipset per il mobile, come Qualcomm e MediaTek, insieme agli operatori e ai fornitori di tecnologie che supportano lo sviluppo degli smartphone di nuova generazione.

Il tema scelto per questa edizione è “The IQ Era”, con un’attenzione particolare all’intelligenza artificiale applicata al mobile, alle reti avanzate e ai nuovi servizi digitali. Un’edizione celebrativa che guarda al futuro, partendo da vent’anni di evoluzione della telefonia e della connettività.

Conti pubblici, l’uscita dell’Italia dalla procedura Ue per deficit eccessivo rischia di slittare

Roma, 2 mar. (askanews) – Rischia di slittare di un anno l’anelata uscita dell’Italia dalla procedura europea per deficit eccessivo. Anche se non è ancora detta l’ultima parola. Oggi l’Istat ha pubblicato i dati preliminari sui conti pubblici 2025 della Penisola.

E, contestualmente a una revisione al ribasso della stima sulla crescita economica dello scorso anno – al più 0,5% a fronte dello 0,7% indicato a fine gennaio – il rapporto tra disavanzo di Bilancio e Pil vine indicato al 3,1%. Per quanto in calo rispetto al 2024, il dato non appare sufficiente al chiudere in anticipo la procedura Ue.

Lo scorso novembre, infatti, nel presentare le previsioni economiche di autunno, il commissario europeo agli Affari economici, Valdis Dombrovskis aveva spiegato che l’uscita dalla procedura era possibile questa primavera, ma appunto a condizione che il deficit italiano fosse “confermato sotto il 3% del Pil”. In quelle previsioni Bruxelles stimava il deficit dell’Italia proprio al 3% del Pil.

Il dato di oggi, tuttavia, è provvisorio e “suscettibile di modifiche a conclusione del processo di notifica per deficit eccessivo, il 21 aprile 2026, se dovessero essere disponibili informazioni più aggiornate”, ha puntualizzato l’Istat.

All’Istat ha fatto eco il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: “E’ un dato provvisorio, prima delle comunicazioni che l’Italia farà all’Ue. Cercheremo di capire le valutazioni Istat. Peccato per il colpo di coda del Superbonus condomini – ha aggiunto – causa principale del dato di oggi”.

Per parte sua la Commissione Ue, tramite un portavoce ha “preso atto dei dati preliminari” sui conti pubblici dell’Italia forniti dall’Istat”. Ora “questi dati verranno trasmessi a Eurostat – ha aggiunto – che li valuterà e, il 22 aprile, pubblicherà le statistiche certificate” sulle finanze pubbliche. “La Commissione – ha spiegato il portavoce – valuterà la situazione del deficit dell’Italia nell’ambito del Pacchetto di primavera del semestre europeo, sulla base del risultato del 2025”.

Secondo un’altra fonte comunitaria, il 21 maggio la Commissione presenterà le sue previsioni economiche aggiornate. E il 3 giugno, posto che si tratta di date indicative, dovrebbe presentare il “Pacchetto di primavera” del Semestre Europeo, con le raccomandazioni sulla uscita – o la non uscita – dalle procedure per deficit eccessivo degli stati membri.

Al via la 2^ edizione dell’Open Week di Noi Distribuzione

Milano, 2 mar. (askanews) – Cinque giorni per scoprire da vicino il mondo del retail moderno. Dal 2 al 6 marzo 2026 torna la Open Week di Noi Distribuzione, il progetto promosso da Federdistribuzione con il sostegno delle aziende associate, pensato per avvicinare i giovani alle opportunità professionali della Distribuzione Moderna. Un settore che, con circa 450 mila lavoratori, si caratterizza per un’elevata stabilità occupazionale come conferma una recente ricerca realizzata da Federdistribuzione in collaborazione con PwC Italia: i contratti a tempo indeterminato rappresentano l’86,3% del totale, un dato superiore rispetto alla media nazionale. Significativo anche il tasso di occupazione femminile, pari al 62,1%, ben al di sopra della media italiana.

“La Distribuzione Moderna è un settore in grande crescita in termini occupazionali. Ma è in grande evoluzione, cresce e si modifica in funzione di quelle che sono le esigenze della società dei consumi. Investe molto in tecnologia e proprio per questo ha necessità di attrarre giovani talenti, con nuove opportunità occupazionali nell’ambito tecnologico, della logistica e in tutte le tematiche che oggi vengono affrontate, anche dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che sarà un altro elemento importante nelle attività delle imprese della Distribuzione Moderna” ha dichiarato Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione.

Per il 2026 si stima un fabbisogno di circa 20 mila posizioni, tra nuove assunzioni, inserimento di nuovi profili professionali e sostituzione delle uscite, soprattutto nell’area vendite e nei servizi operativi, ma crescono anche i profili legati all’innovazione e alle nuove tecnologie.

“Dal 2 al 6 marzo torna Open Week di Noi Distribuzione, l’iniziativa dedicata ai giovani, dove le imprese si aprono per proporre le opportunità di lavoro che sono in grado di offrire. E’ un’iniziativa alla seconda edizione, nella prima ha avuto molto successo e la riproponiamo. Le imprese avvieranno diverse iniziative nell’ambito territoriale dove sono presenti” ha aggiunto Buttarelli.

Un settore dinamico, radicato nei territori e capace di offrire percorsi professionali diversificati. La Open Week punta proprio a questo: raccontare il retail con una voce nuova e mostrare ai giovani che dietro ogni punto vendita c’è un mondo di opportunità.

Bankitalia, nel Piano Strategico 2026-2028 fari su euro digitale e IA

Roma, 2 mar. (askanews) – Bankitalia ha pubblicato il Piano strategico 2026-2028. Annessa al documento, la lettera del governatore, Fabio Panetta, che ha descritto le linee guida dell’istituto per il prossimo triennio.

Il documento presenta una strategia che tiene conto di un contesto segnato da “tensioni geopolitiche e frammentazione economica”, spiega il governatore nella missiva, sfide che richiedono una Banca capace di “agire in maniera proattiva ai mutamenti del contesto e agli shock esterni”.

Tra i pilastri del piano spicca l’innovazione tecnologica. Panetta ha sottolineato la necessità di puntare sullo “sviluppo e la valorizzazione del capitale umano aziendale con il ricorso all’intelligenza artificiale”, con l’obiettivo di rendere i processi operativi e decisionali più efficienti.

Sul fronte monetario, resta centrale il “rafforzamento del ruolo della Banca nei sistemi di pagamento”, con un impegno diretto nella “realizzazione della moneta digitale di banca centrale” per garantire sovranità e sicurezza.

Il governatore ha poi ribadito l’importanza di un presidio costante sulle “tecnologie emergenti e dirompenti”, come l’IA e il calcolo quantistico, che rappresentano “un’eccezionale opportunità di innovazione” ma richiedono attenzione. Il piano punta infine a comunicare “con efficacia i risultati dell’azione istituzionale”, confermando l’impegno per la transizione ecologica e la tutela della legalità nel sistema finanziario.

La strategia, spiega infine Panetta “si tradurrà in azioni misurabili e monitorabili nel tempo”.

Conti pubblici, rischia di slittare stop procedura Ue su deficit Italia

Roma, 2 mar. (askanews) – Rischia di slittare di un anno l’anelata uscita dell’Italia dalla procedura europea per deficit eccessivo. Anche se non è ancora detta l’ultima parola. Oggi l’Istat ha pubblicato i dati preliminari sui conti pubblici 2025 della Penisola.

E, contestualmente a una revisione al ribasso della stima sulla crescita economica dello scorso anno – al più 0,5% a fronte dello 0,7% indicato a fine gennaio – il rapporto tra disavanzo di Bilancio e Pil vine indicato al 3,1%. Per quanto in calo rispetto al 2024, il dato non appare sufficiente al chiudere in anticipo la procedura Ue.

Lo scorso novembre, infatti, nel presentare le previsioni economiche di autunno, il commissario europeo agli Affari economici, Valdis Dombrovskis aveva spiegato che l’uscita dalla procedura era possibile questa primavera, ma appunto a condizione che il deficit italiano fosse “confermato sotto il 3% del Pil”. In quelle previsioni Bruxelles stimava il deficit dell’Italia proprio al 3% del Pil.

Il dato di oggi, tuttavia, è provvisorio e “suscettibile di modifiche a conclusione del processo di notifica per deficit eccessivo, il 21 aprile 2026, se dovessero essere disponibili informazioni più aggiornate”, ha puntualizzato l’Istat.

All’Istat ha fatto eco il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: “E’ un dato provvisorio, prima delle comunicazioni che l’Italia farà all’Ue. Cercheremo di capire le valutazioni Istat. Peccato per il colpo di coda del Superbonus condomini – ha aggiunto – causa principale del dato di oggi”.

Per parte sua la Commissione Ue, tramite un portavoce ha “preso atto dei dati preliminari” sui conti pubblici dell’Italia forniti dall’Istat”. Ora “questi dati verranno trasmessi a Eurostat – ha aggiunto – che li valuterà e, il 22 aprile, pubblicherà le statistiche certificate” sulle finanze pubbliche. “La Commissione – ha spiegato il portavoce – valuterà la situazione del deficit dell’Italia nell’ambito del Pacchetto di primavera del semestre europeo, sulla base del risultato del 2025”.

Secondo un’altra fonte comunitaria, il 21 maggio la Commissione presenterà le sue previsioni economiche aggiornate. E il 3 giugno, posto che si tratta di date indicative, dovrebbe presentare il “Pacchetto di primavera” del Semestre Europeo, con le raccomandazioni sulla uscita – o la non uscita – dalle procedure per deficit eccessivo degli stati membri.

Galaxy S26 Ultra e il suo schermo che protegge da occhi indiscreti

Barcellona, 2 mar. (askanews) – Uno schermo che si oscura lateralmente e lascia visibili i contenuti solo a chi guarda frontalmente. Sul Galaxy S26 Ultra la privacy passa dal display, con una funzione pensata per proteggere dati e informazioni personali da occhi indiscreti e anche in luoghi affollati.

Il Privacy Display, attivabile con un click, limita l’angolo di visione senza compromettere luminosità e qualità dell’immagine. È una funzione esclusiva del modello Ultra della nuova gamma S26 che intercetta una esigenza piuttosto comune, come ha spiegato Nicolò Bellorini, Vice President Mobile Samsung Electronics Italia: “Oggi lo smartphone contiene tutti i dati più privati che abbiamo, sia per la vita personale che quella professionale, e dobbiamo poterlo usare ovunque senza avere preoccupazioni circa i nostri dati. Quindi questa modalità si può attivare e disattivare senza compromettere la qualità dell’immagine mai e si può customizzare per alcune applicazioni, l’applicazione della banca o alcune notifiche più private che noi vogliamo proteggere. Solo per quelle posso avere il Privacy Display attivo”.

È partendo da questa funzione che Samsung ha presentato il Galaxy S26 Ultra al Mobile World Congress di Barcellona che punta anche su un comparto hardware e software pensato per un utilizzo intensivo: display ad alta luminosità, prestazioni potenziate per multitasking e intelligenza artificiale, e una gestione più evoluta della sicurezza dei contenuti.

Allo stand Samsung alla fiera del Mobile di Barcellona trovano spazio anche altre novità. “Ovviamente qua a Barcellona, all’MWC, vedi tutte le novità a livello globale, anche dei prodotti che non sono oggi in commercio in Europa e in Italia, come il Trifold o anche tutta l’esperienza dei nostri visori e tutto l’ecosistema Samsung. Una novità che noi stiamo introducendo adesso sono le Buds 4, la quarta generazione delle nostre Buds, direi ancora più integrate e ottimizzate per l’AI, insieme all’S24 Ultra danno un’esperienza totalmente integrata, basta un long press sull’auricolare e posso conversare con il mio motore di AI preferito, Perplexity, Gemini o Bixby, come voglio”, spiega il manager Samsung.

Iran, Conte: da Crosetto varie versioni sul viaggio a Dubai

Roma, 2 mar. (askanews) – “Ministro Crosetto, questo non è un fatto personale, ma lei si è ritrovato lì, ha dichiarato, per impegni familiari, in Emirati Arabi, a Dubai con un viaggio privato. Poi invece è stato chiarito che c’era un incontro istituzionale col suo omologo emiratino. Poi ancora era andato lì perché non c’erano rischi. Oggi ha dichiarato invece che è andato lì perché ha capito che c’erano rischi, voleva mettere in salvo la sua famiglia. Mi chiedo allora degli altri italiani che ne è. Ecco, queste sono le ragioni per cui poi gli italiani e noi non possiamo sentirci tutelati da questo governo”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo nel dibattito sull’audizione dei ministri degli Esteri Antonio Tajani e della Difesa Guido Crosetto di fronte alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Ex Ilva, sindacati: 24 ore di sciopero dopo l’incidente mortale

Roma, 2 mar. (askanews) – Dopo l’incidente nell’impianto ex Ilva di Taranto, costato la vita a un lavoratore, Fim, Fiom e Uilm proclamano 24 ore di sciopero a partire dalla giornata di oggi di tutti i dipendenti diretti e in appalto.

I sindacati esprimono “profondo cordoglio per la tragica perdita di Loris Costantino in un grave infortunio mortale sul lavoro all’ex Ilva di Taranto. La perdita di vite umane sul fronte occupazionale rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni – proseguono – riteniamo inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo il superamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione”.

Fim, Fiom e Uilm da tempo rivendicano “l’urgenza di interventi di manutenzione strutturali e controlli più severi sugli impianti e sui processi produttivi. Gli infortuni mortali di Claudio Salamida e di Loris Costantino si dovevano evitare. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta. La convocazione odierna a Palazzo Chigi deve servire a tutelare la vita e la salute dei lavoratori prima di tutto e a risolvere la vertenza. Chiediamo alle istituzioni di intervenire con fermezza e responsabilità, la tutela della vita delle dei lavoratori resta il nostro impegno fondamentale”.

Giustizia, Ferro (Interno): Oltre 18.000 beni confiscati

Roma, 2 mar. (askanews) – “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti: negli ultimi tre anni abbiamo destinato oltre 18.000 beni confiscati alla criminalità, trasformandoli in presìdi di legalità, sicurezza e welfare per i territori”. Lo ha dichiarato Wanda Ferro, sottosegretario al Ministero dell’Interno, intervenendo al congresso “Presidio di legalità nell’interesse della collettività. L’Amministratore giudiziario guarda al futuro senza dimenticare il passato: snodo strategico o criticità del sistema dei sequestri?”, promosso dal Sinageco, sindacato nazionale Amministratori Giudiziari e Coadiutori, presieduto da Giovanni Mottura, al centro congressi “Roma Eventi Fontana di Trevi”.

Ferro ha ricordato i protocolli sottoscritti con numerose Regioni, alcune delle quali hanno investito risorse significative, come la Calabria con 44 milioni di euro, ma anche Sicilia e Campania. Determinante il lavoro di squadra con associazioni di categoria, mondo imprenditoriale e ABI, soprattutto per affrontare il tema dei crediti revocati al momento del sequestro. “Continueremo a migliorare, anche grazie al contributo degli amministratori giudiziari, rendendo più rapide ed efficaci le procedure per colpire gli interessi della criminalità organizzata”. Sulla centralità di questa figura è intervenuto Walter Verini, componente della Commissione parlamentare Antimafia, sottolineando l’importanza di una rappresentanza sindacale e proponendo consultazioni permanenti per rafforzare, non indebolire, gli strumenti di prevenzione. “Non basta il sequestro: bisogna guardare anche al dopo. Il fallimento dello Stato si verifica quando un bene confiscato non riesce a restare sul mercato”.

Giovanni Mottura ha ricordato che gli amministratori giudiziari iscritti all’albo sono 4.500 e chiedono il riconoscimento del proprio ruolo. Senza valorizzare questo segmento si rischia di vanificare l’impegno di istituzioni, forze dell’ordine, magistratura e Agenzia. Servono progettualità e risorse per garantire continuità gestionale di immobili e imprese. Lo Stato non deve diventare imprenditore, ma deve fare la propria parte per assicurare sostenibilità e rilancio nel segno della legalità.

Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione e al Merito, ha evidenziato come i beni confiscati siano presìdi fondamentali per la collettività e ha ribadito il ruolo della scuola nel contrasto alla cultura mafiosa. Le lezioni di legalità registrano grande partecipazione e interesse. Nell’ambito dell’educazione civica sono stati firmati protocolli con le forze dell’ordine, anche alla luce dei recenti episodi di violenza giovanile, segnale di una disgregazione sociale che impone un approccio multidisciplinare fatto di prevenzione, supporto psicologico, rieducazione e attenzione alle fragilità attraverso una didattica personalizzata.

Il direttore dell’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati, prefetto Maria Rosaria Laganà, ha posto l’accento su una collaborazione più strutturata e proattiva con amministratori e coadiutori, fin dalla fase del sequestro, per conoscere tempestivamente potenzialità e criticità dei beni e rendere più efficace il percorso di destinazione. “Molti beni hanno valore economico e culturale, ma soprattutto simbolico: rappresentano la riaffermazione dello Stato”.

Antonio Balsamo, sostituto procuratore generale della Cassazione, ha ricordato che l’amministratore giudiziario è insieme gestore di patrimoni sequestrati, ausiliario del giudice e protagonista di cambiamento sociale. In Sicilia la lotta alla mafia ha segnato il riscatto di un popolo e oggi costituisce un’identità nazionale da proiettare in Europa. La cultura della legalità, come insegnava Paolo Borsellino, deve essere un movimento morale capace di coinvolgere soprattutto i giovani.

Leonardo Guarnotta, segretario della Fondazione Falcone ed ex magistrato del Pool Antimafia, ha sottolineato l’importanza del dialogo con le nuove generazioni quale prosecuzione ideale della stagione del maxiprocesso: trasformare la memoria in impegno concreto per rafforzare lo Stato di diritto. Efrem Romagnoli ha richiamato l’attenzione sulle complessità operative: gestire imprese significa affrontare continuità produttiva, rapporti di lavoro e mercato; anche per gli immobili la vera sfida è la valorizzazione. Occorrono strumenti legislativi più incisivi per rendere produttivi i beni destinati a finalità sociali. Infine Antonio Uva ha indicato come prioritaria la tracciabilità delle risorse sequestrate: sul Fondo Unico Giustizia risultano circa 5 miliardi di euro, ma manca chiarezza sulla destinazione. Le risorse confiscate devono essere trasparenti e riconoscibili, “con un’etichetta”, nel rispetto della responsabilità verso la collettività.

Sanremo, al Villaggio del Festival 2026 tanti big e boom social

Sanremo, 2 mar. (askanews) – Una settimana, di musica, divertimento, enogastronomia, e molto di più, Il Villaggio del Festival 2026 è stato l’isola felice a Sanremo fuori dal centro. “È stata una settimana interessante e entusiasmante. Abbiamo aperto con un’inaugurazione davvero che ci ha reso felici per la partecipazione. Durante tutta la settimana abbiamo avuto tanti artisti, cantanti big del Festival, ma anche giovani, studenti e istituzioni che ci sono venuti a trovare” spiega Giuseppe Grande

Direttore Villaggio del Festival.

Sono stati davvero tanti i big arrivati al Villaggio del Festival, a cominciare da Enrico Nigiotti, Ermal Meta, Raf, Le bambole di Pezza, Lda e AKA7even, ma anche Eddie Brock, Mecna, Cristina d’Averna, Mario Biondi, Roy Paci, il Maestro Enrico Melozzi, Fabrizio Bosso e tanti tanti altri. Un successo confermato da numeri importanti.

“Abbiamo avuto oltre 5 milioni di visualizzazioni sui canali social collegati al Villaggio del Festival e oltre un milione di interazioni. Sono dati davvero che ci hanno reso felici e hanno attestato che Il Villaggio del Festival è piaciuto, è stato seguito per la qualità dei contenuti e la qualità delle persone che hanno collaborato all’evento” continua Grande.

Grande spazio ai giovani, il Villaggio ha ospitato i quattro concorrenti in gara delle nuove proposte a cominciare dal vincitore Nicolò Filippucci, la talentuosa Angelica Bove, ma anche Mazzariello e Blind, El Ma & Soniko. Non poteva mancare neppure il conduttore Gianluca Gazzoli. Dietro a tutto questo c’è un progetto e tanto lavoro.

“Credere negli obiettivi partendo dalle intuizioni. Perché sono le intuizioni quelle che poi ti fanno diventare grande un evento” aggunge il direttore.

Ma è già tempo di guardare al futuro. “Il lavoro inizia praticamente il mese dopo la fine del Festival. Ci si siede a tavolino, si inizia a pensare, a creare, perché prima di scoprire bisogna sempre creare. Questa è una frase a cui sono molto affezionato”.

Tram deragliato, c’è un errore nell’identità di una vittima

Milano, 2 mar. (askanews) – Non è il senegalese di 56 anni la seconda vittima dell’incidente tramviario avvenuto venerdì 27 febbraio in viale Vittorio Veneto a Milano. Secondo quanto si apprende in ambienti giudiziari milanesi, si è verificato uno scambio di persona nelle prime fasi successive alla tragedia dovuto a un errore nell’indentificazione della vittima.

L’uomo indicato inizialmente come deceduto si trova in realtà ricoverato in rianimazione in ospedale codice rosso. La seconda vittima è invece un uomo originario dell’Africa Centrale, già identificato dagli inquirenti, che stanno cercando di mettersi in contatto con i familiari.

Honor presenta il Robot Phone, con braccio robotico e camera mobile

Barcellona, 2 mar. (askanews) – Un braccio robotico che spunta dal classico rettangolo dello smartphone, con una camera che si muove in diverse direzioni e osserva l’ambiente circostante. Al Mobile World Congress di Barcellona, Honor ha mostrato un concept che prova a spingere lo smartphone oltre i suoi limiti tradizionali.

Si tratta del primo progetto concreto sviluppato all’interno dell’Alpha Plan, la strategia con cui Honor punta a integrare l’intelligenza artificiale in modo più profondo e fisico nei dispositivi personali. Come ha spiegato Pier Giorgio Furcas, Deputy General Manager Italia e Svizzera di Honor: “Oggi siamo felicissimi di aver visto il primo progetto sviluppato dell’Alpha Plan che è il Robot Phone, il primo robot smartphone che cambia un po’ il settore in maniera disruptive”.

Il concept combina intelligenza artificiale e movimento. Dal corpo del telefono emerge un sistema meccanico con gimbal e fotocamera, capace di ruotare, seguire i soggetti e adattare l’inquadratura in tempo reale. Non è solo una questione di ripresa video, ma di interazione.

“Questa camera ha dei comportamenti molto simili a quelli dell’essere umano: può essere triste, può essere felice, danzare quando sente una musica, perché non è passiva ma attiva. Nel momento in cui viene fuori comincia a riconoscere l’ambiente circostante e a capire che tipo di supporto può dare all’utente finale”.

Il Robot Phone si inserisce in una visione più ampia, che Honor chiama Augmented Human Intelligence: dispositivi capaci di combinare intelligenza, consapevolezza spaziale e relazione con l’utente. Una direzione che alla fiera del Mobile di Barcellona passa anche dal nuovo pieghevole Magic V6, con uno schermo ancora più resistente delle versioni precedenti e una batteria più sottile e potente, e dalla presentazione del suo primo robot umanoide. Segnali di come Honor stia allargando il proprio ecosistema, guardando a dispositivi intelligenti e robotici pensati per affiancare le persone nella vita quotidiana.

Scherma, rinvio tutte le gare di coppa del mondo per crisi Iran

Roma, 2 mar. (askanews) – La Federazione Internazionale di Scherma ha disposto il rinvio di tutte le gare di Coppa del Mondo del prossimo weekend, slitta dunque anche il Trofeo Luxardo di Padova, storica tappa del circuito iridato di sciabola maschile.

“Vista l’attuale situazione globale, la relativa incertezza e il crescente numero di delegazioni che potrebbero non essere in grado di viaggiare o di rientrare nei propri Paesi a causa, ad esempio, di cancellazioni dei voli, il Comitato Esecutivo della FIE ha deciso di rinviare le seguenti competizioni:

Il Cairo (EGY), Coppe del Mondo di fioretto, 5-8 marzo 2026

Padova (ITA), Coppa del Mondo di sciabola maschile, 6-8 marzo 2026

Atene (GRE), Coppa del Mondo di sciabola femminile, 6-8 marzo 2026.

Questa decisione di forza maggiore – si legge nella comunicazione della FIE alle Federazioni nazionali – è stata adottata al fine di garantire, come priorità assoluta, la sicurezza dell’intera famiglia della scherma e di assicurare che le delegazioni non siano private della partecipazione per ragioni al di fuori del loro controllo.

Inoltre, il Comitato Esecutivo della FIE continuerà a monitorare quotidianamente la situazione e a collaborare con gli organizzatori in merito a possibili nuove date”.

Sci, Brignone conclude la stagione: "Il fisico chiede il conto"

Roma, 2 mar. (askanews) – Federica Brignone ha concluso a Soldeu la sua stagione agonistica. Lo ha annunciato la Fisi con un comunicato. La due volte campionessa olimpica di supergigante e gigante a Milano Cortina 2026, rientrata in pista dopo il terribile infortunio del 3 aprile 2025, ha deciso di non prendere parte né alle prossime tappe di Coppa del mondo in programma da venerdì 6 a domenica marzo in Val di Fassa, né ai successivi fine settimana di Are del 14/15 marzo (gigante e slalom) e delle finali in Norvegia dal 21 al 25 marzo.

“Credo di avere chiesto molto al mio corpo nel corso di questi mesi – dichiara Brignone al sito Fisi -. Dal giorno stesso in cui mi sono infortunata ho dedicato tutta me stessa all’obiettivo di partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ottenendo il doppio risultato di portare la bandiera tricolore e di salire sul podio. Ce l’ho fatta addirittura in due occasioni, salendo oltretutto sul gradino più alto del podio. Ho provato a proseguire la stagione, adesso però il mio fisico mi sta presentando il conto. Quindi approfitto della stagione ormai al capolinea per concedermi una pausa e continuare successivamente al meglio la riabilitazione, che è stata logicamente forzata nel corso di tutto questo tempo per arrivare al miracolo che siamo stati capaci di compiere. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nel sogno olimpico e mi hanno permesso di rimettermi in piedi e partecipare a questa stagione”.

Formula1, Fia: valutazioni in corso sul conflitto

Roma, 2 mar. (askanews) – Mohammed Ben Sulayem, presidente della FIA (l’organo che regolamenta la Formula 1), ha pubblicato un post sulle valutazioni in corso dopo l’inizio del conflitto in Medio Oriente. Nel calendario F1 sono previsti infatti due Gran Premi nelle zone interessate dalla guerra: GP Bahrain, quarto appuntamento (10-12 aprile) e GP Arabia Saudita, quinto appuntamento (17-19 aprile): “In qualità di Presidente della FIA, i miei pensieri sono rivolti a tutte le persone colpite dai recenti eventi in Medio Oriente – scrive Mohammed Ben Sulayem sul suo profilo -. Siamo profondamente rattristati per la perdita di vite umane e siamo vicini alle famiglie e alle comunità coinvolte. In questo momento di incertezza, auspichiamo calma, sicurezza e un rapido ritorno alla stabilità. Il dialogo e la protezione dei civili devono restare delle priorità” “Siamo in stretto contatto con i nostri Club Membri, i promotori dei campionati, le squadre e i colleghi sul campo, e monitoriamo gli sviluppi con attenzione e responsabilità. La sicurezza e il benessere guideranno le nostre decisioni mentre valutiamo i prossimi eventi in programma in quell’area per il Campionato del Mondo FIA Endurance e il Campionato del Mondo FIA di Formula 1. La nostra organizzazione si fonda sull’unità e su obiettivi condivisi. Questa unità conta oggi più che mai”

Istat: nel 2025 Pil a +0,5%, deficit-Pil cala al 3,1%

Roma, 2 mar. (askanews) – Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,5% rispetto al 2024. Lo ha reso noto l’Istat rivedendo al ribasso la precedente stima, diffusa il 30 gennaio, che dava una crescita a +0,7%.

Nel 2025 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,1%, a fronte del -3,4 % nel 2024. Ad ottobre scorso, nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, il governo prevedeva di raggiungere il 3,0%. Un’eventuale discesa sotto il 3% permetterebbe all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo.

Il debito è salito al 137,1% dal 134,7% del 2024. Il saldo primario è positivo e pari a 16.860 milioni di euro, con un’incidenza sul Pil pari a +0,7% da +0,5% del 2024, soprattutto per la forte crescita delle entrate (+46,5 miliardi). Il saldo di parte corrente è anch’esso positivo e pari a 48.576 milioni di euro in miglioramento rispetto al 2024 (era 36.218 milioni). Questo risultato rispecchia una crescita delle entrate correnti (+41,8 miliardi) più sostenuta di quella delle uscite correnti (+29,4 miliardi).

Dal lato della domanda interna si è registrato un incremento in volume del 3,5% degli investimenti fissi lordi e dello 0,9% dei consumi finali nazionali rispetto al 2024. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le importazioni di beni e servizi sono salite del 3,6% e le esportazioni dell’1,2%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente alla dinamica del Pil in volume per 1,5 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta e della variazione delle scorte sono stati negativi per 0,7 e 0,2 punti rispettivamente.

Il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume dello 0,3% nell’industria in senso stretto, del 2,4% nelle costruzioni e dello 0,3% nelle attività dei servizi, mentre si è registrata una lieve flessione dello 0,1% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca.

Nel 2025 la pressione fiscale complessiva è risultata pari al 43,1%, in aumento rispetto all’anno precedente (era 42,4%), per effetto di una crescita delle entrate fiscali e contributive (+4,2%) superiore a quella del Pil a prezzi correnti (+2,5%). “La pressione fiscale è aumentata di 0,7 punti percentuali”, ha spiegato l’Istituto.

Il Conto consolidato delle Amministrazioni pubbliche sarà trasmesso all’autorità statistica europea, come da Regolamento, entro il 31 marzo. Il conto – ha spiegato l’Istat – è suscettibile di modifiche a conclusione del processo di notifica per deficit eccessivo, il 21 aprile 2026, se dovessero essere disponibili informazioni più aggiornate.

A Milano il conducente del tram indagato per disastro ferroviario

Milano, 2 mar. (askanews) – Scatta l’iscrizione nel registro degli indagati per l’autista del tram deragliato venerdì pomeriggio lungo viale Vittorio Veneto, a Milano, provocando due vittime e una cinquantina di feriti. L’uomo, un 60enne con oltre 35 anni di esperienza in Atm, è accusato di omicidio colposo, lesioni colpose e disastro ferroviario.

Nel frattempo gli agenti della polizia locale si sono presentanti nella sede di Atm per un’acquisizione di documenti utili per lo sviluppo dell’inchiesta coordinata dalla pm Elisa Calanducci e diretta dal procuratore Marcello Viola. Gli inquirenti hanno acquisito documenti sulle comunicazioni tra la conducente e la centrale della municipalizzata milanese dei trasporti per far luce sulla tragedia.

Conti pubblici, l’Istat: nel 2025 il deficit-Pil cala al 3,1%

Roma, 2 mar. (askanews) – Nel 2025 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,1%, a fronte del -3,4 % nel 2024. Lo ha reso noto l’Istat.

Il saldo primario, ossia l’indebitamento netto meno la spesa per interessi, misurato in rapporto al Pil è stato pari a +0,7% (+0,5% nel 2024). Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,5% rispetto al 2024. Lo ha reso noto l’Istat rivedendo al ribasso la precedente stima, diffusa il 30 gennaio, che dava una crescita a +0,7%.

Nel 2025 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 2.258.049 milioni di euro correnti, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente.

Dal lato della domanda interna si è registrato un incremento in volume del 3,5% degli investimenti fissi lordi e dello 0,9% dei consumi finali nazionali rispetto al 2024. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le importazioni di beni e servizi sono salite del 3,6% e le esportazioni dell’1,2%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente alla dinamica del Pil in volume per 1,5 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta e della variazione delle scorte sono stati negativi per 0,7 e 0,2 punti rispettivamente.

Il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume dello 0,3% nell’industria in senso stretto, del 2,4% nelle costruzioni e dello 0,3% nelle attività dei servizi, mentre si è registrata una lieve flessione dello 0,1% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca.

Al Consolato dell’Iran a Milano murale con Trump seduto su lapide Khamenei

Roma, 2 mar. (askanews) – È apparso al Consolato Generale della Repubblica Islamica dell’Iran a Milano un murale di aleXsandro Palombo che raffigura il presidente degli Stati Uniti Donald Trump seduto su una lapide con la scritta “RIP Khamenei”. L’opera, che l’artista aveva già realizzato a gennaio nei pressi del Consolato degli Stati Uniti, assume oggi un valore sorprendentemente premonitore alla luce della morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei, avvenuta nelle scorse ore in seguito ai raid americani e israeliani.

Nel murale Trump è ritratto con le braccia conserte sopra la lapide dell’ayatollah, che ha governato l’Iran per 37 anni dal 1989 fino alla sua morte ed è considerato il leader iraniano più longevo dopo lo Shah Mohammad Reza Pahlavi. Negli ultimi anni Palombo ha dedicato numerosi lavori alla situazione iraniana e ai diritti civili nel Paese, e la presenza del murale davanti al Consolato iraniano si inserisce in questo percorso. Su questo stesso muro erano apparse opere come The Cut del 2022, con Marge Simpson che si taglia i capelli in solidarietà a Mahsa Amini, e Freedom del 2024, ispirata alla vicenda della studentessa Ahoo Daryaei fermata dalla polizia morale dopo un gesto di protesta nel campus dell’Università Azad di Teheran.

Il murale si configura come un testamento visivo che attraversa il tempo e si inserisce nel corpus di opere con cui Palombo continua a denunciare il regime iraniano e a raccontare le trasformazioni sociali e i diritti umani in Iran.

Conflitto Iran scuote borse europee: Piazza Affari male con banche

Milano, 2 mar. (askanews) – L’inasprirsi del conflitto in Medio Oriente scuote i mercati. A Milano il Ftse Mib cede il 2,36% a 46.095,78 punti mentre l’All Share arretra del 2,35%. Nel resto del Vecchio Continente non va meglio: il Dax cede il 2,31%, il Cac40 l’1,93, l’Ibex di Madrid il 3%. Limitano le perdite intorno all’1% Londra e Amsterdam.

Sul listino principale milanese, le vendite risparmiano pochi titoli. Alle perdite si sottraggono, infatti, solo le azioni del comparto della difesa e gli energetici, sostenuti dalla corsa del prezzo del greggio e del gas: Leonardo sale del 5,11%, in scia anche all’imminente commessa da 1 miliardo da parte del governo britannico per la costruzione di elicotteri. Corrono poi Eni (+4,12%) e Fincantieri (+1,66%) seguite a distanza da Italgas (+0,82) e Tenaris (+0,74%).

Crolla invece Stellantis che lascia su terreno il 5,33% a 6,571 euro. Vendite anche sui titoli bancari con Bper Banca a 4,7%, Mps (-4,35%), Unicredit (-4,32%), Popolare di Sondrio (-4,30%) e Intesa Sanpaolo (-4,27%). Male anche i titoli del lusso con Cucinelli (-4,25%) e Moncler (-4,21%).

Intanto il petrolio continua la sua corsa col Brent che si mantiene a ridosso degli 80 dollari al barile e il Wti che supera i 73 dollari (+9%). Anche il gas continua a infiammarsi: il Ttf ad Amsterdam sale del 24,7% a 39,86 euro al MWh. Sul fronte valutario il cambio euro/dollaro è in calo dello 0.91% con la moneta unica scambiata a 1,17 dollari.

Il governo Uk ha firmato un contratto da 1 miliardo per gli elicotteri Leonardo

Milano, 2 mar. (askanews) – Il governo britannico ha firmato il contratto da un miliardo di sterline per la costruzione di elicotteri militari di Leonardo. Lo riporta una nota dell’esecutivo inglese, dopo le anticipazioni di venerdì da parte dei media locali.

Il nuovo accordo con Leonardo, spiega la nota, fornirà alle Forze Armate inglesi 23 nuovi elicotteri di medio carico New Medium Helicopter, Nmh) che potrebbero essere impiegati insieme ad altri velivoli senza equipaggio, e apre la strada a futuri ordini militari internazionali da realizzare nel Regno Unito, con una quota di produzione per la Gran Bretagna superiore al 40%. Sono circa 20 i Paesi che richiedono nuovi elicotteri di medio carico. Insieme agli altri elicotteri di Leonardo, gli ordini internazionali per NMH potrebbero generare oltre 15 miliardi di sterline di esportazioni nei prossimi 10 anni.á La produzione di elicotteri avverrà nello stabilimento Leonardo di Yeovil, nel Somerset, sostenendo 3.300 posti di lavoro. Di questi, 650 lavorano direttamente sugli elicotteri di medio caricoe un numero maggiore è coinvolto nei sistemi autonomi e fornisce supporto e produzione continuativi alle flotte di elicotteri Merlin e Wildcat.

La cancelliera Rachel Reeves, ha affermato che l’accordo apre la strada a futuri ordini per l’esportazione dell’elicottero AW149 da costruire nel Regno Unito, il che potrebbe portare alla creazione di 600 posti di lavoro.

Per il Segretario alla Difesa, John Healey, l’accordo renderà Yeovil “l’orgogliosa sede della produzione mondiale di elicotteri militari di Leonardo, costruendo elicotteri di livello mondiale per le nostre forze armate e i nostri alleati in tutto il mondo per molti anni a venire”.

Carburanti, prezzi in deciso rialzo con gasolio ai massimi da 11 mesi

Roma, 2 mar. (askanews) – In deciso rialzo i prezzi di benzina e gasolio alla pompa, con nuovi rialzi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Il gasolio è al livello più alto da oltre undici mesi, dal 28 febbraio 2025. Ma è solo l’inizio: gli aumenti che si registrano questa mattina non tengono infatti conto del balzo delle quotazioni petrolifere registrato questa mattina dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, sabato mattina. Il Brent è balzato del 10% superando gli 80 dollari al barile negli scambi infragiornalieri (l’ultima chiusura sopra gli 80 dollari risale al luglio 2024). Gli effetti sui prezzi alla pompa si vedranno a partire da domani. A preoccupare è anche il gas, con il Ttf schizzato del 30% negli scambi infragiornalieri.

Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Ip ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy ed elaborati da Staffetta Quotidiana, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,673 euro/litro (+3 millesimi, compagnie 1,682, pompe bianche 1,655), diesel self service a 1,728 euro/litro (+8, compagnie 1,738, pompe bianche 1,706). Benzina servito a 1,813 euro/litro (+3, compagnie 1,860, pompe bianche 1,725), diesel servito a 1,865 euro/litro (+7, compagnie 1,913, pompe bianche 1,774). Gpl servito a 0,690 euro/litro (+1, compagnie 0,701, pompe bianche 0,678), metano servito a 1,404 euro/kg (invariato, compagnie 1,415, pompe bianche 1,394), Gnl 1,232 euro/kg (-1, compagnie 1,239 euro/kg, pompe bianche 1,227 euro/kg).

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,778 euro/litro (servito 2,038), gasolio self service 1,829 euro/litro (servito 2,088), Gpl 0,829 euro/litro, metano 1,464 euro/kg, Gnl 1,321 euro/kg.

In Kuwait diversi aerei militari Usa sono precipitati, equipaggi illesi

Roma, 2 mar. (askanews) – “Diversi aerei da combattimento americani sono precipitati questa mattina” in Kuwait, ha reso noto il ministero della Difesa locale, precisando che gli equipaggi “sono sopravvissuti e illesi” e sono stati evacuati e trasferiti in ospedale per controlli sanitari. Le loro condizioni sono “stabili”, è stato aggiunto.

Il ministero della Difesa kuwaitiano ha precisato inoltre che si sta coordinando con l’alleato statunitense in merito alle “circostanze dell’incidente” e sta proseguendo le indagini sulle “cause dell’incidente”.

PhotoVogue Festival 2026 racconta come le donne si raccontano

Milano, 2 mar. (askanews) – Per il suo decimo anniversario PhotoVogue Festival viene ospitato dall’1 al 4 marzo 2026 nella Biblioteca Nazionale Braidense a Milano: attraverso l’uso delle teche e la realizzazione di esposizioni a libro il festival si integra con il luogo che lo ospita. L’edizione 2026, a cura di Alessia Glaviano, con il tema Women by Women celebra le modalità con cui le donne si esprimono e si immaginano, mettendo in discussione l’idea che diritti, visibilità e riconoscimento femminili siano acquisiti e garantiti, evidenziando come conquiste sociali un tempo sicure possano essere sempre più minacciate nel clima politico e culturale attuale. Con un palinsesto di 4 mostre di immagini e contributi visivi, 8 video documentari, 1 stand-up comedy, 5 conversazioni e 20 tavole rotonde, PhotoVogue Festival esplora il modo in cui immagine, fotografia e video possano contribuire a costruire identità e a sfidare i paradigmi visivi dominanti.

Alessia Glaviano, Head of Global PhotoVogue and Festival Director, ha raccontato ad askanews: “Siamo felici di essere alla Braidense per la decima edizione del PhotoVogue Festival, dopo 10 anni di attività. Il primo festival 10 anni fa nel 2016 era stato dedicato a The Female gaze. Torniamo su questo tema 10 anni dopo con Women by women in una società che è radicalmente cambiata e anche il discorso critico sulla fotografia è cambiato. Se 10 anni fa ancora leggevamo lo sguardo femminile come un contraltare in contrapposizione a quello maschile, oggi vediamo nel lavoro di tutte queste incredibili artiste un’autonomia e un prendersi lo spazio. Come si raccontano queste donne? Quello che secondo me è molto importante ed è una delle ragioni per cui ho pensato a questo tipo di allestimento – un racconto corale, scrivere un libro insieme di cui ogni artista è un capitolo – non esiste uno sguardo femminile, esiste la complessità di individui diversi ognuno con una sua visione. È un discorso orizzontale e non verticale, è un lavoro corale dove ogni voce è rilevante e importante. Alle mostre si accompagna un programma di quattro giorni di talk dove andremo più a fondo rispetto a tutti i temi trattati dalle artiste. PhotoVogue è una realtà globale. Non è una realtà italiana, non è una realtà occidentale, è una realtà globale che parla a tutti e che parla alle donne di tutto il mondo”.

Il PhotoVogue Festival è co-curato da Caterina De Biasio, Visual Editor di PhotoVogue, e Daniel Rodrìguez Gordillo, Senior Manager of Education and Community Initiatives di Condé Nast ed organizzato in collaborazione con la Pinacoteca di Brera e la Biblioteca Nazionale Braidense ed è patrocinato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana.

L’Iran non negozia, il fronte si allarga: operazione Idf in Libano

Roma, 2 mar. (askanews) – Il conflitto in Medio Oriente si allarga, con l’azione militare congiunta di Stati Uniti e Israele che prosegue in Iran – con la rappresaglia dei missili balistici iraniani – e le Idf (Forze di Difesa israeliane) che hanno annunciato l’apertura di un nuovo fronte in Libano, con l’avvio di un’operazione contro Hezbollah che nella notte ha già provocato 31 morti e quasi 150 feriti. Esplosioni continuano a susseguirsi anche in Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

Il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ha respinto qualunque negoziato con gli Stati Uniti, accusando il presidente Donald Trump di aver seminato “il caos” in Medio Oriente con l’offensiva lanciata insieme a Israele. Trump, da parte sua, ha dichiarato al New York Times di avere “tre ottime scelte” per guidare la repubblica islamica dopo la conferma della morte della Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Quest’ultimo, ha aggiunto, aveva provato “due volte” a ucciderlo.

Il primo ministro indiano Narendra Modi ha dichiarato di aver parlato con il suo omologo israeliano e di aver chiesto una fine “rapida” del conflitto dopo i raid contro l’Iran. “L’India ribadisce la necessità di una rapida cessazione delle ostilità”, ha scritto su X dopo il colloquio telefonico Modi, che aveva incontrato Benjamin Netanyahu giovedì a Gerusalemme.

La sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dei paesi del Golfo Persico devono essere pienamente rispettate, ha dichiarato oggi la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, commentando la situazione in Medio Oriente. – I raid di Israele e Stati Uniti hanno provocato almeno 27 morti nel nord-ovest dell’Iran in due giorni. Lo ha riferito lunedì un funzionario iraniano, Majid Farshi. Mentre il ministero della Salute di Israele ha segnalato che sono 777 le persone ricoverate negli ospedali.

Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), tenente generale Eyal Zamir, ha approvato i piani per proseguire l’operazione contro l’Iran. Lo hanno dichiarato le Idf. Zamir ha spiegato all’esercito israeliano che “molti altri giorni di combattimenti ci attendono”.

Il governo di Cipro ha confermato un attacco con drone alla base britannica di Akrotiri, vicino a Limassol. Attacco che ha ricevuto la condanna della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha ribadito oggi di essere “in contatto costante con le sedi diplomatiche italiane in Medioriente” e di seguire “le condizioni di tutti gli italiani, civili e militari, che sono nell’area”.

Il petrolio continua a correre: Brent a 80 dollari al barile (+10%)

Milano, 2 mar. (askanews) – L’escalation del conflitto in Medio Oriente, dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran e le conseguenti rappresaglie della Repubblica Islamica, ha fatto schizzare, come previsto nel weekend, il prezzo del petrolio. I future del Brent con consegna a maggio stanno accelerando la cosa al rialzo toccando, a ridosso delle 9, gli 80 dollari al barile. Già in apertura di contrattazioni il Brent aveva superato gli 80 dollari per poi scendere sotto. Ora il Brent sale del 9,83% a 80,03 dollari al barile. Corre anche il Wti con consegna ad aprile che sale del 9,16% a 73,31 dollari

Le borse europee aprono in profondo rosso: Dax -2,43%. A Milano Ftse Mib -2%

Milano, 2 mar. (askanews) – Dopo un weekend ad alta tensione per l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e le conseguenti rappresaglie su diversi Paesi dell’area da parte della Repubblica islamica, le borse europee aprono in profondo rosso. Il Dax perde il 2,43%, il Ftse 100 lo 0,85%, il Cac40 il 2,34%. Male anche l’Aex di Amsterdam (-1,02%) e l’Ibex di Madrid che crolla del 3,11%.- I timori di una escalation del conflitto in Medio Oriente, pesano sull’avvio di Piazza Affari che apre la prima seduta della settimana in forte calo. Il Ftse Mib ai primi minuti di scambio cede il 2,09% a 46.221 punti, mentre l’All Share cede l’2,25%.

Trump: Khamenei ha provato ad uccidermi due volte

Roma, 2 mar. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha affermato che l’Ayatollah Ali Khamenei ha tentato di farlo uccidere due volte, ma Trump si è rallegrato di aver ucciso Khamenei per primo, ha riferito ABC News.

Trump ha rilasciato questo commento durante una chiamata con Jonathan Karl, corrispondente capo da Washington per ABC News.

“Il presidente Trump mi ha detto questo sulla morte dell’ayatollah Khamenei: ‘L’ho preso prima che lui prendesse me. Ci hanno provato due volte. Beh, l’ho preso prima io’. Questo è un riferimento a quello che l’intelligence statunitense ritiene fosse un complotto per uccidere Trump nel 2024”, ha scritto Karl in un post su X.

Crosetto: a Dubai ero senza scorta, accelerazione inattesa

Roma, 2 mar. (askanews) – “Sono venuto” a Dubai “perché le informazioni disponibili non lasciavano presagire una tale accelerazione. E quando ho capito che ù a differenza di altre volte ù ci sarebbe potuto essere anche un attacco agli Emirati Arabi Uniti, ho deciso di portare a casa la mia famiglia”. Lo dice, alludendo all’operazione militare in Iran avviata congiuntamente da Stati Uniti e Israele, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, che in un’intervista a Repubblica chiarisce di aver effettuato il viaggio senza scorta.

“Dovevano partire la mattina (e quindi saremmo arrivati tranquillamente), ma per un mio impegno istituzionale ad Abu Dhabi abbiamo preso il volo del pomeriggio”, prosegue. “Il fatto di trovarsi bloccato non è una cosa su cui fare polemica soprattutto perché la reazione che ha colpito Dubai non era stata ipotizzata da nessuno come conseguenza immediata”.

“Io non sono andato di nascosto, ma essendo una questione familiare non ho voluto scorte, né codazzi e ho usato una compagnia aerea civile. Cosa che faccio da tre anni sempre. Anche quando avevo sulla testa una taglia Wagner. Nulla di segreto. Secondo me è un esempio semmai virtuoso”, chiarisce il ministro. “Per il resto non penso che l’opposizione sia preoccupata dei miei rischi personali, ma solo alle polemiche e infatti chiede dimissioni. Per cosa? Perché l’Iran ha attaccato Dubai? Sono preoccupati della mia salute, ma poi fanno polemiche inventate. Non meritano la fatica che ho dedicato al servizio della nazione in questi anni. Lo dico con sofferenza, ma è così”.

Tennis, Darderi trionfa a Santiago, quinto titolo Atp

Roma, 2 mar. (askanews) – Cordoba, Marrakech, Bastad, Umago e adesso anche Santiago del Cile. Luciano Darderi conquista il quinto titolo Atp in carriera, ancora sulla sua amata terra rossa. Stavolta al Chile Open, torneo Atp 250, grazie alla vittoria su Yannick Hanfmann, n. 81 al mondo, con il punteggio di 7-6, 7-5 in un’ora e 49 minuti. La conclusione di una domenica straordinaria per il tennis italiano, iniziata con il trionfo di Flavio Cobolli ad Acapulco, proseguita con il primo titolo Challenger di Federico Cinà e chiusa in bellezza da Luciano con il titolo a Santiago.

L’azzurro è il giocatore con più titoli vinti su questa superficie nelle ultime 52 settimane (4 trionfi) e da luglio 2025 ha un record di 16 vittorie e 2 sconfitte che diventa 21-2 considerando anche le partite a livello Challenger. “È una sensazione davvero fantastica – le parole di Darderi durante la cerimonia di premiazione – Non mi aspettavo di vincere questa settimana qui perché non ero mai andato oltre i quarti di finale qui, quindi sono molto felice. È la mia seconda finale dell’anno, quindi conquistare un titolo così presto è molto importante e mi dà molta fiducia per il resto della stagione”. Primo campione italiano di sempre al Chile Open, Darderi è a un passo dall’ingresso in top 20: attualmente n. 21 al mondo, Luli è lontano soltanto 66 punti da Francisco Cerundolo e nei Masters 1000 di Indian Wells e Miami dovrà scartare complessivamente appena 30 punti.

Calcio, risultati di A: oggi si chiude con Bologna e Fiorentina

Roma, 2 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 27esima giornata dopo Roma-Juventus 3-3

27^ GIORNATA Parma-Cagliari 1-1, Como-Lecce 3-1, Verona-Napoli 1-2, Inter-Genoa 2-0, Cremonese-Milan 0-2, Sassuolo-Atalanta 2-1, Torino-Lazio 2-0, Roma-Juventus 3-3, lunedì 2 marzo ore 18.30 Pisa-Bologna, ore 20.45 Udinese-Fiorentina.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 53, Roma 51, Como 48, Juventus 47, Atalanta 45, Sassuolo 38, Bologna 36, Lazio 34, Parma 33, Udinese 32, Cagliari, Torino 30, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

28^ GIORNATA venerdì 6 marzo 20.45 Napoli-Torino, sabato 7 marzo 15.00 Cagliari-Como, 18.00 Atalanta-Udinese, 20.45 Juventus-Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce-Cremonese, 15.00 Bologna-Verona, 15.00 Fiorentina-Parma, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Calcio, Roma e Juve corsa per la Champions nel segno di Gatti

Roma, 2 mar. (askanews) – All’Stadio Olimpico finisce 3-3, ma è un pareggio che pesa come una vittoria per la Juventus e come un’occasione sfumata per la Roma. I bianconeri, sotto fino al 93′, restano a -4 dai giallorossi e tengono viva la rincorsa Champions. La Roma mastica amaro per due punti quasi in tasca, ma rivendica prestazione e crescita.

L’equilibrio del primo tempo si spezza al 39′, quando Wesley disegna un destro da applausi che gela la Juve. È il lampo che accende l’Olimpico e premia una Roma intensa, ordinata, capace di alternare pressione e gestione. Nella ripresa, però, la squadra di Luciano Spalletti cambia passo: Conceiçao inventa l’1-1 con una giocata altrettanto bella, riaprendo una partita che sembrava scivolare via.

La Roma reagisce da grande squadra. In dieci minuti rimette la freccia con Ndicka e poi con Malen: 3-1 e inerzia tutta giallorossa. Sembra finita. E invece no. Boga riaccende la speranza juventina, accorcia le distanze e costringe la Roma a un finale di sofferenza. Al 93′ è Gatti a trovare il colpo del 3-3, un’incornata che vale un punto e tiene accesa la corsa al quarto posto.

Gian Piero Gasperini, lucido nell’analisi, non si lascia travolgere dall’emotività: “Il bicchiere è mezzo pieno. Mezzo vuoto solo per il gol a tempo scaduto che ci fa male, vedi sfumare due punti quasi in tasca. Il calcio è questo, i gol sono validi anche nei secondi finali”. Poi aggiunge: “Con due punti in più sarebbe stato un bel passo, ma così è un buon risultato. C’è un grande rammarico, ma la prestazione è stata superlativa. Si va avanti”.

E ancora, con una punta di orgoglio: “Se loro hanno esultato come una vittoria, noi dovremmo andare in depressione? Siamo avanti di quattro punti!”. L’ammissione finale riguarda la gestione: “Bisogna avere la forza a cinque minuti dalla fine di andare ancora forte, invece siamo rimasti un po’ fermi”. Su Pisilli non ha dubbi: “Tremendo, strepitoso, benissimo sotto tutti i punti di vista. Una grande partita”.

Dall’altra parte Spalletti si prende il carattere dei suoi: “Sotto l’aspetto della volontà il voto è 110 e lode, mentre sotto l’aspetto della qualità qualcosa abbiamo lasciato. Vedere la squadra riprendere questa partita mi fa ben sperare per un grande finale di stagione”. Sui gol subiti ammette: “Sono troppi, ma contro la Roma non è semplice”. E sulla rincorsa Champions è chiarissimo: “Vivo per quella posizione lì, diamole una forma”.

L’ultima parola è di Federico Gatti, l’eroe del 93′: “Dispiace perché dovevamo venire qua e vincere. Ma siamo ancora vivi”. È la fotografia della serata: una Roma bella e incompiuta, una Juve imperfetta ma indomabile. La Champions resta lì, a quattro punti, e la volata è tutt’altro che chiusa.

L’esercito inglese segnala un sospetto attacco con drone contro la base a Cipro

Roma, 2 mar. (askanews) – L’esercito britannico ha reagito a un “presunto attacco con drone” avvenuto nella notte tra domenica e lunedì contro la sua base aerea a Cipro. Lo ha indicato il ministero della Difesa di Londra, in seguito ai raid israelo-americani in Iran.

“Le nostre forze armate hanno risposto a un presunto attacco con drone contro la base della Royal Air Force ad Akrotiri, a Cipro, avvenuto a mezzanotte” ora locale, le 23 in Gran Bretagna, ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa del Paese. Non sono state segnalate vittime nell’immediato.

Sale il prezzo dell’oro (+1,9): il conflitto spinge la domanda di beni rifugio

Milano, 2 mar. (askanews) – Prezzi dell’oro in aumento lunedì dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, uccidendo la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei, aumentando le tensioni geopolitiche e approfondendo l’incertezza economica globale.

L’Oro spot, poco dopo le 7 ora italiana, è in rialzo dell’1,9%, attestandosi a 5.377,72,39 dollari l’oncia. I futures sull’oro statunitense corrono del 2,67% a 5.388,20 dollari.

L’oro, bene rifugio per eccellenza, ha già raggiunto livelli record quest’anno a causa dell’accresciuta incertezza politica ed economica globale. Ora le tensioni esplose in Iran rischiano di innescare una nuova corsa per i lingotti, accanto a un altro bene rifugio come l’argento che questa mattina sale dell’1,32%.

In Libano 31 morti nell’ondata di attacchi lanciati da Israele

Roma, 2 mar. (askanews) – Oltre 30 persone sono state uccise e quasi 150 ferite in un’ondata di attacchi lanciati da Israele questa mattina presto contro diversi obiettivi in Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese.

“Secondo i dati preliminari, ci sono 31 morti e 149 feriti a seguito di attacchi aerei israeliani”, ha annunciato il centro operativo di emergenza del Ministero della Salute.

Questa mattina, una fonte sanitaria ha riferito di almeno 20 morti e 50 feriti a causa di attacchi israeliani alla periferia meridionale della capitale e in diverse aree del sud del Libano.

Fumo nei pressi dell’ambasciata Usa in Kuwait, esplosioni a Doha, Dubai e Manama

Roma, 2 mar. (askanews) – Una nube di fumo si è alzata in cielo nei pressi dell’ambasciata degli Stati Uniti in Kuwait. Lo hanno riferito testimoni oculari all’agenzia di stampa Reuters: nella zona sono stati visti vigili del fuoco e ambulanze. Forti esplosioni sono state avvertite a Doha (Qatar), a Dubai (Emirati Arabi Uniti) e a Manama (Bahrein). Giornalisti della France Presse hanno riferito di aver sentito diverse forti detonazioni nelle capitali di Qatar e Bahrein, così come nella città più popolosa degli Emirati Arabi Uniti.

Esplosioni sono state avvertite anche a Gerusalemme, così come nella regione di Tel Aviv, nel centro di Israele, dove sono risuonate le sirene dopo l’annuncio dell’esercito di lanci di missili iraniani.

“Poco fa, le forze armate israeliane hanno identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello stato di Israele”, ha dichiarato l’esercito, aggiungendo che la difesa antiaerea è stata attivata per intercettarli e invitando la popolazione a raggiungere i rifugi.

Corre il prezzo del petrolio: il Brent balza del 7,6% a 78,4 dollari

Milano, 2 mar. (askanews) – Alla riapertura dei mercati volano i i prezzi del petrolio, dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, che ha portato alla morte della Guida Suprema Alì Khamenei, e le successive rappresaglie di Teheran verso i Paesi vicini. Sui mercati asiatici il future del Brent con consegna a maggio 2026, intorno alle 7 ora italiana, salgono del 7,6% a 78,41 dollari al barile, dopo aver superato gli 80 dollari alla riapertura degli scambi (venerdì aveva chiuso a poco meno di 73 dollari). Anche i future del Wti con consegna ad aprile scambiano sopra i 71 dollari al barile, portandosi in rialzo del 6,67%.

Alla vigilia gli analisti avevano ampiamente previsto un rialzo di questa portata. I timori del mercato petrolifero sono legati alla chiusura del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 25% del petrolio e del gas mondiale. Domenica l’attività si era quasi fermata totalmente fermata, con centinaia di petroliere bloccate nelle acque aperte del Golfo davanti allo Stretto. Non sembra aver un grosso impatto la mossa dell’Opec+, che nella riunione di domenica ha concordato di aumentare la propria produzione di 206.000 barili al giorno a partire da aprile, meno di quanto alcuni trader avessero ipotizzato alla vigilia.

Conte straparla sul presunto caso Crosetto

Il grande statista Giuseppe Conte (noto come “Giuseppi”, al tempo del suo primo feeling con Trump) chiede le dimissioni del Ministro Crosetto perché – mentre USA e Israele attaccavano l’Iran – se ne stava ignaro a Dubai, in visita privata con la famiglia.

Una polemica sbagliata

Al tempo stesso si è scatenata una polemica per il suo rientro in Italia con un volo militare. Come se, in un momento come questo, lo Stato non abbia il dovere, non il diritto, di riportare in sede il Ministro della Difesa, ovunque sia nel mondo e per qualsiasi motivo, pubblico o privato, vi sia.

Questo governo di Destra non l’ho sostenuto e non lo sosterrei mai, neppure sotto tortura. Lo considero una sciagura per il Paese.

Tuttavia questa uscita del M5S, alle solite, mi pare strampalata e priva di ogni pur timido fondamento.

Le ambiguità del governo in politica estera

Come altri esponenti dell’opposizione hanno detto, la dura critica politica che si può e si deve rivolgere al Governo e alla sua Presidente – non ad un Ministro – é semmai quella di aver mantenuto una linea di politica internazionale ambigua, spesso in distonia con gli altri principali Paesi europei e di non aver fatto mistero di una certa “ontologica” assonanza con la visione etica e politica e con la “dottrina internazionale” di Trump.

Per fare questo, il M5S – e non da solo – dovrebbe però dimostrare di non avere la coda di paglia. Per esempio, dovrebbe fare ammenda delle sue posizioni spesso coincidenti con quelle della Amministrazione Americana – in primis sul conflitto in Ucraina – e dovrebbe poter dimostrare una sua coerenza, difficilmente riscontrabile, nelle questioni che riguardano il rafforzamento politico e militare dell’Unione Europea.

Occorre serietà da parte dell’opposizione

Da una opposizione seria, che volesse conquistare credibilità e affidabilità non solo presso i suoi tifosi, ma presso la maggioranza degli italiani – soprattutto in momenti internazionalmente così drammatici – ci si dovrebbero aspettare posizioni, visioni e atteggiamenti ben diversi.

Ma forse è illusorio attenderseli da una opposizione che – al pari della maggioranza di governo – non ha alcun vero punto strategico in comune sul futuro del Paese e men che meno sulla Politica europea ed estera.