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La cultura azerbaigiana protagonista a Roma

Roma, 23 giu. (askanews) – Per due giorni il cuore di Roma ha parlato la lingua della cultura azerbaigiana. Il 18 e 19 giugno, musica e cinema hanno fatto da ponte tra Azerbaigian e Italia nell’ambito delle Giornate della Cultura Azerbaigiana.

Le iniziative, che hanno raccolto una grande cornice di pubblico con più di 1100 partecipanti, sono state inaugurate, il 18 giugno, alla Casa del Jazz con il concerto “Il Suono del Caspio: Jazz dell’Azerbaigian”.

All’evento ha partecipato il ministro della Cultura della Repubblica dell’Azerbaigian, in visita ufficiale in Italia, Adil Karimli, la cui partecipazione ha conferito particolare rilievo istituzionale al programma, confermando lo stato eccellente delle relazioni culturali tra i due Paesi, testimoniate anche dalla presenza di rappresentati del ministero della cultura italiano e della direttrice generale dell’ICCRO.

La serata ha reso omaggio a una delle espressioni artistiche più originali dell’Azerbaigian: il jazz nazionale, nato dall’incontro tra le sonorità del mugham, antica tradizione musicale del Paese, e l’improvvisazione del jazz occidentale. Sul palco si sono alternati alcuni tra i più prestigiosi interpreti della scena musicale azerbaigiana e internazionale, guidando il pubblico in un viaggio sonoro tra tradizione e modernità. Un dialogo musicale che ha intrecciato le melodie della memoria italiana con le voci e le suggestioni dell’Azerbaigian.

Le celebrazioni sono proseguite il 19 giugno presso la Casa del Cinema con la proiezione del film “Taghiyev: Petrolio”, dedicato alla figura di Haji Zeynalabdin Taghiyev, tra i più importanti industriali, mecenati e filantropi della storia dell’Azerbaigian. La proiezione ha offerto al pubblico italiano l’opportunità di approfondire la conoscenza di una personalità che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

A fare i saluti istituzionali in entrambe le occasioni, l’Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, Rashad Aslanov, il quale ha sottolineato l’importanza di eventi come questi per incentivare il dialogo, la comprensione reciproca e l’amicizia tra i popoli.

Le Giornate della Cultura Azerbaigiana, organizzate dal Centro Culturale della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, hanno costruito un ponte tra Oriente e Occidente, accolto con grande favore dal pubblico romano.

L’ippodromo di San Siro celebra galoppo e valore dell’ippica

Milano, 23 giu. (askanews) – L’Ippodromo Snai San Siro di Milano si conferma ancora una volta il cuore pulsante dell’ippica italiana. Una giornata di grande sport ha acceso i riflettori sulla Oaks d’Italia – Tattersalls 2026, una delle prove più prestigiose del galoppo nazionale, che quest’anno ha incoronato la netta vincitrice Piccola Piuma, protagonista di una prestazione dominante davanti al pubblico delle grandi occasioni.

Un appuntamento che rappresenta uno dei momenti più attesi dell’intera stagione e che ribadisce il prestigio internazionale dell’impianto milanese.

“Questa giornata, dal punto di vista ippico, chiude il primo semestre. Noi oggi offriamo anche esperienze diverse al nostro pubblico, che stiamo attraendo a San Siro con animazione per i bambini, battesimo della sella e combattimenti di ju jitsu. Questo perché, questo luogo meraviglioso di Milano, non deve soltanto creare eventi durante il mondo ippico, ma anche momenti continuativi per famiglie, giovani e appassionati di ippica e non” ha detto Marco Chantre Bompiani, direttore Ippodromi Snai.

L’Ippodromo Snai San Siro non è soltanto un impianto sportivo, ma un luogo simbolo per la città di Milano, capace di coniugare tradizione, spettacolo e valorizzazione del territorio.

“L’ippodromo si sta aprendo anche a manifestazioni che non sono solo nel mondo equestre ma che, come istituzione e come Sottosegretario allo Sport ai Giovani, voglio portare nelle scuole per renderne conto. Ma parliamo anche di altre discipline, perché questo spazio lo vediamo sia come metratura che come bellezza paesaggistica, che deve essere ancora più conosciuto e ancora più valorizzato. Quindi come istituzioni cerchiamo di fare la nostra parte” ha aggiunto Federica Picchi, Sottosegretario con delega allo Sport e Giovani della Regione Lombardia.

L’ippica continua inoltre a rappresentare un settore strategico, che unisce sport, cultura, allevamento e occupazione, mantenendo vivo un patrimonio di competenze e passioni che appartiene alla storia del nostro Paese.

“L’ippica è tradizione, è un qualcosa che parte da molto lontano, che è molto antico. In questo posto, come galoppatoio, ha una storia che risale a qualche anno ed è importante perché si tratta di un momento di condivisione a livello territoriale. Sicuramente vogliamo cercare di riportarlo ai fasti di un tempo” ha concluso Barbara Catizzone, Dirigente del Masaf.

Tra emozioni, tradizione e grandi protagonisti in pista, la giornata del 21 giugno conferma ancora una volta il ruolo centrale dell’Ippodromo Snai San Siro nel panorama ippico nazionale e internazionale, punto di riferimento per uno sport che continua a guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Schlein: pezzo establishment mal sopporta donna progressista a palazzo Chigi

Roma, 23 giu. (askanews) – Chi non vede bene l’idea di una guida “progressista” per palazzo Chigi dovrà “farsene una ragione”, Elly Schlein è convinta che ci siano tante manovre in corso per cercare di influenzare la scelta del prossimo presidente del consiglio, ma assicura di essere pronta a vincere anche questa sfida. Durante la sua replica finale in direzione, secondo quanto riferisce chi era presente, la leader Pd avrebbe spiegato: “Ovvio che c’è un pezzo di establishment che malsopporta una leadership progressista a palazzo Chigi. Poi io sconto anche il fatto di essere una donna, di stare con un’altra donna e di avere quarant’anni… Ma andremo avanti lo stesso, se ne facciano una ragione”.

Insomma, una sua premiership sarebbe osteggiata da ambienti conservatori, che non vogliono una figura di sinistra al governo, che mantengono un approccio maschilista verso le leadership femminili e che tende a chiudere le porte alle generazioni più giovani. Ma, avrebbe assicurato, “andremo avanti lo stesso, se ne facciano una ragione”.

Il mestiere di capire e il coraggio di trovare soluzioni

Roma, 23 giu. (askanews) – Capire il presente per costruire il futuro. È questo il messaggio al centro della presentazione del libro di Ciro Di Pietro “Il mestiere di capire e il coraggio di trovare soluzioni”, presentato nella Sala Caduti di Nassirya a Palazzo Madama.

Un volume che nasce dalla consapevolezza di vivere in un tempo caratterizzato da cambiamenti rapidi e profondi, tra trasformazioni economiche, innovazione tecnologica, nuove dinamiche sociali e sfide globali sempre più complesse.

“La pubblicazione – ha sottolineato l’autore – nasce da una convinzione semplice oggi: non basta più commentare i problemi, bisogna comprenderli fino in fondo e avere il coraggio di indicare una strada. Capire è un mestiere perché richiede ascolto, esperienza, studio e capacità di leggere la realtà oltre le apparenze. È necessario assumersi le responsabilità di proporre soluzioni concrete. Questo libro è il racconto di un metodo, un percorso umano e professionale, ma anche un invito a non restare spettatori davanti alle difficoltà del nostro tempo”.

Ad aprire i lavori è stato il senatore Luigi Nave che ha posto l’accento sulla necessità di recuperare una visione di lungo periodo nelle scelte politiche.

“Mentre le famiglie si interrogano ogni giorno su come arrivare a fine mese e su cosa mettere in tavola, la politica dovrebbe avere il compito di guardare avanti e programmare il futuro del Paese. Oggi – ha sostenuto Nave -, invece, assistiamo a un governo che rincorre l’emergenza e la quotidianità, senza riuscire a costruire una visione di lungo periodo capace di garantire stabilità economica, crescita e capacità di programmazione”.

Il dibattito si è poi concentrato sul tema dell’analisi e del metodo come strumenti indispensabili per orientarsi in una società caratterizzata da una continua sovrabbondanza di informazioni.

“In una società bombardata di informazioni che si bruciano in un minuto e che nessuno contestualizza – ha detto Fulvio Baldi, procuratore europeo presso la Corte di Cassazione -, nessuno inquadra in un sapere più sistematico ciò che accade. Viviamo in un tempo in cui non si distingue più ciò che è davvero importante dal dettaglio e in cui tutto sembra stare sullo stesso piano. Probabilmente vanno recuperati metodi tradizionali di analisi, ma per farlo occorre qualcuno capace di utilizzarli e trasmetterli alle nuove generazioni”.

Baldi ha inoltre evidenziato come il metodo rappresenti uno strumento essenziale per affrontare e risolvere le difficoltà del presente: “Il problema non è quasi mai irrisolvibile. Bisogna analizzare l’esistente e trarre dall’esistente il meglio, con calma, raziocinio e soprattutto con metodo. Questo libro suggerisce proprio un approccio razionale e concreto, senza dimenticare l’umanità, la famiglia, l’amicizia e l’amore per la propria terra”.

Secondo Alessandro Caramiello, presidente dell’intergruppo Sviluppo Sud, Aree Fragili e isole minori, “oggi più che mai istituzioni, professionisti e cittadini hanno il dovere di analizzare i problemi con profondità e avere il coraggio di costruire soluzioni concrete. Iniziative come questa rappresentano un importante momento di confronto culturale e civile per il Paese. Il libro di Ciro Di Pietro offre una riflessione attuale e necessaria sul valore della comprensione in un tempo segnato da cambiamenti rapidi e complessi”.

Al centro del confronto anche il ruolo dell’impresa e la trasformazione della figura dell’imprenditore contemporaneo, chiamato oggi a confrontarsi non soltanto con la produttività ma anche con nuove responsabilità sociali, normative e organizzative.

“C’è stata un’evoluzione nella figura dell’imprenditore del XXI secolo”, ha evidenziato l’avvocato Amedeo Di Pietro, numero uno dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto. “Se un tempo il focus era quasi esclusivamente sulla capacità produttiva e sulla ricchezza generata dall’azienda, oggi un’azienda – ha aggiunto – deve coniugare competitività e rispetto delle regole, tutela del lavoro e sostenibilità sociale. La vera sfida è avere la capacità di interpretare i cambiamenti del mercato e ripensare l’impresa attraverso processi di turnaround, mantenendo occupazione, produttività e responsabilità sociale”.

L’incontro ha così offerto una riflessione ampia sul rapporto tra conoscenza, responsabilità e capacità di visione, evidenziando come comprendere la complessità del presente sia oggi una delle competenze più necessarie per istituzioni, imprese e cittadini.

Flotilla, Tajani: liberati i due italiani detenuti in Libia

Roma, 23 giu. (askanews) – “Sono felice di poter annunciare la liberazione di Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani della Flotilla, che erano detenuti da un mese in Libia. Insieme a loro è stato affidato al nostro Console a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana, che abbiamo seguito e assistito in questi giorni”. Lo annuncia su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Grazie a un intenso lavoro diplomatico, in coordinamento tra il Ministero degli Esteri e Palazzo Chigi, domani faranno finalmente rientro in Italia. Ringrazio il personale della Farnesina e la nostra intelligence per l’ottimo lavoro svolto”, conclude Tajani.

L.elettorale, Meloni: è per stabilità Italia, devastante tornare indietro

Roma, 23 giu. (askanews) – “Fermo restando che” la riforma della legge elettorale “è un’iniziativa del Parlamento”, io “sono d’accordo” perché “sarebbe un peccato tornare indietro”, anzi sarebbe “devastante”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata da Maurizio Belpietro a ‘Il giorno della Verità’.

“Oggi a commento delle dimissioni di Kir Starmer, e io in tre anni vedrò ora il terzo primo ministro britannico, Nigel Farage diceva siamo diventati l’Italia di qualche anno fa, cioè abbiamo un primo ministro che cambia ogni anno. Purtroppo è la verità, adesso io mi arrabbio sempre quando gli altri parlano di noi come esempio negativo, però è la verità. Oggi noi siamo visti come un’ancora di stabilità in un’Europa instabile. Ieri eravamo l’Italia instabile in un’Europa tendenzialmente stabile. Ora, io spero che l’Europa diventi più stabile, ma sicuramente non voglio che l’Italia torni a essere instabile”, ha aggiunto.

Migranti, Meloni: fiera di "maggioranza Giorgia" al Parlamento europeo

Roma, 23 giu. (askanews) – Il nuovo regolamento europeo sui rimpatri “cambia molto, sono fiera di questo provvedimento, sono molto fiera sia stato approvato con una maggioranza Giorgia, qualcosa che in Italia conosciamo bene, il centrodestra italiano funziona bene, avevo detto da tempo che avrei provato” a portarlo in Europa. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni all’evento ‘Il giorno della Veirtà’ intervistata dal direttore del quotidiano Maurizio Belpietro.

“Mi piace che questa maggioranza si materializzi spesso in Europa perché è diversa da quella che ha eletto Ursula von der Leyen, che invece mette insieme culture diametralmente opposte”, ha aggiunto. “Oggi abbiamo un regolamento rimpatri e norme chiare perché c’è una maggioranza diversa che ha sostenuto quelle norme”, ha insistito.

Regeni, la Procura chiede una condanna all’ergastolo e tre a 17 anni

Roma, 23 giu. (askanews) – Una condanna all’ergastolo e tre pene a 17 anni e sei mesi di reclusione. Queste le richieste della Procura di Roma, al termine della requisitoria dell’aggiunto Sergio Colaiocco, nel processo per il sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni, al Cairo tra gennaio e febbraio 2016, ad opera di 4 agenti dei servizi di sicurezza egiziani.

Secondo il magistrato nel processo, lungo quasi due anni, è stato accertato coinvolgimento necessario dei più alti vertici della National Security. Il nucleo probatorio di maggiore rilevanza – è stato aggiunto – si basa sulle dichiarazione dei due cittadini palestinesi arrestati e tenuti nel carcere clandestino degli apparati di sicurezza del Cairo dove tenuto prigioniero e torturato Giulio Regeni.

“Questo processo non consegna una verità emotiva od intuitiva, ma che ha il valore della concordanza delle prove e degli elementi a carico degli imputati. Il dibattimento ha provato, oltre ogni ragionevole dubbio, la responsabilità” degli accusati, ha argomentato il magistrato.

“Vi consegnamo 10 anni di ricerca ostinata della verità”, ha aggiunto. “Siete chiamati a dire se esistono zone franche alla sostanza del diritto. La vostra decisione sarà letta ben oltre quest’aula”. La pena – ha sottolineato – è che l’impunità non è un destino necessario. “Si chiede l’affermazione della penale responsabilità di tutti gli imputati”.

Italia-Usa, Meloni: non vedo rischi contraccolpi economici

Roma, 23 giu. (askanews) – “Mi auguro di no, credo di no, non vedo francamente contraccolpi, mi pare che appunto la nostra attività e i nostri rapporti vadano bene anche nelle ultime settimane, anche negli ultimi mesi, tanto a livello istituzionale quanto a livello economico”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo a “Il giorno della Verità”.

“Del resto sono due sistemi che hanno una storia di cooperazione talmente antica, talmente solida, che non è che non si cancella o ridiscute per una discussione sui social media”, ha aggiunto.

Social, Mattarella: tentazione politica di usarli per propaganda a senso unico

Roma, 23 giu. (askanews) – “La mia impressione è che la politica, non solo in Italia, non abbia ancora elaborato un rapporto maturo, adeguato con questi mezzi di comunicazione”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un’intervista su Instagram all’influencer Chiara Piotto sui nuovi mezzi digitali e il loro rapporto con la politica.

“La tentazione di adoperarli come mezzi pervasivi di propaganda prevale sulla possibilità di farne veicoli di colloquio, di dialogo – osserva il capo dello Stato -. Inoltre la dimensione ristretta dei messaggi che possono essere collocati accentua negli operatori politici la spinta all’assertività e alla radicalizzazione delle posizioni più che la capacità di vederli come occasioni di incontro. La propaganda a senso unico non è adatta al confronto anzi ne rifugge. Credo che avrebbero molto da guadagnare se sui social ricercassero e offrissero occasioni di ascolto soprattutto nei confronti dei giovani”.

Sostenibilità e aziende, il metodo Refe e gli obiettivi ESG

Roma, 23 giu. (askanews) – Come accompagnare la transizione verso il successo sostenibile, come affrontare il tema del management della sostenibilità, della strategia e misurazione degli impatti ESG, della comunicazione e del coinvolgimento informato e consapevole di stakeholder, cittadini e consumatori. Sono domande alle quali rispondere non è facile se non partendo da una visione, da un approccio e da un metodo ben preciso.

Focus quindi sugli aspetti economici, sociali e ambientali nella governance, nelle operation e nella comunicazione di imprese e organizzazioni, per promuovere successo sostenibile e un nuovo modello di sviluppo. La strada la indica Refe, protagonista dal 2006 nella costruzione di percorsi innovativi per una reake convergenza strategica tra i diversi livelli di responsabilità, migliorando dunque le performance ESG.

Cristiana Rogate, presidente e fondatrice di Refe:

“Oggi la sostenibilità è una leva di competitività per le aziende, di vantaggio competitivo e reputation. Abbiamo capito che non è solo compliance, come dimostrato dalla deregulation della Commissione europea, non è moda, non è solo leva di marketing, come la direttiva sul greenwashing ci insegna. La sostenibilità. Ma è certamente una lega di vantaggio competitivo perchè ci permette di conseguire continuità aziendale come capacità di produrre valore nel tempo. Oggi il valore non può solo coincidere con i vantaggi economici, ma anche rispetto agli impatti che abbiamo in ambito sociale. C’è ovviamente il tema green e il tema governance, in sintesi appunto ESG”.

Abbiamo parlato di reputazione, quindi di rapporto di fiducia rispetto al proprio percorso di sostenibilità. Non solo termini economici dunque. Come si declina tutto questo in ambito aziendale?

“Di fatto l’impresa deve conoscere e governare la sua catena del valore perchè la reputazione non nasce da un problema di comunicazione ma nasce quando non c’è coerenza tra ciò che l’azienda dichiara, come si comporta, come decide e ciò che fa e gli impatti che produce. Fondamentale dunque che la filiera diventi parte di una gestione integrata dove le attenzioni alle tre dimensioni sono condivise. Fino al consumatore finale. Pensiamo alla filiera del cibo. Al centro ci deve essere fiducia e affidabilità”.

Come ci si deve approcciare allora per far sì che tutto questo sia veramente nella catena del valore di una impresa? Venti anni di esperienza sul campo, aziendale, pubblico, terzo settore, cosa vi portano a dire?

“Certamente non si può governare ciò che non si misura e non si può gestire ciò che non si conosce. Noi lo chiamiamo Rendersi conto per Rendere conto”.

Giorgetti: con Guido (Crosetto) nessun conflitto su spese Difesa

Roma, 23 giu. (askanews) – “Il mestiere del ministro dell’Economia è avere conflitti con tutti i ministri, non soltanto con il ministro della Difesa. Tutti legittimamente chiedono stanziamenti e chi deve fare quadrare il bilancio deve dosare in modo saggio e opportuno gli stanziamenti. Non c’è nessun conflitto con Guido (Crosetto ndr.) che vive una situazione particolare, ci sono impegni internazionali che l’Italia deve onorare”.

Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo a “Il giorno della Verità”, parlando degli stanziamenti per la Difesa in ambito degli impegni assunti nella Nato come ha ricordato il ministro per la Difesa, Guido Crosetto.

“Il tema di come dovremo affrontare – ha aggiunto il ministro – questa esigenza sulla Difesa lo affronteremo in questa chiave”.

Conte: scettico su patrimoniale, feci studiare ipotesi, non funziona

Roma, 23 giu. (askanews) – “Sono perplesso e scettico sulla proposta di una patrimoniale. Quando ero a palazzo Chigi e dovevamo far ripartire il Paese ho fatto valutare questa ipotesi ma il dossier poi l’ho buttato nel cestino. Non ha funzionato in Svezia, in Danimarca, in Francia, Olanda, in Belgio e tanti altri paesi…. perché non funziona? Perché tu puoi anche dire che è una formula bellissima questa, ma innanzitutto il problema primo che abbiamo avuto è come fai a quotare il patrimonio?… Bisogna cercare di rendere sicuramente progressivo il nostro sistema ma nel segno dell’equità fiscale. Quello che oggi è un problema serio dell’Italia è che tutta la tassazione è su sull’Irpef”.

Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervistato sul palco della kermesse del quotidiano La Verità, a Roma all’Acquario romano.

Gaza, Conte: “Per rapporto Onu bambini presi di mira, Meloni agisca”

Roma, 23 giu. (askanews) – Lo avevamo già denunciato che c’era un genocidio in atto che non risparmiava i bambini, avevamo notizie che alcuni di questi bambini non erano caduti sotto le bombe o attacchi indiscriminati ma erano presi di mira con colpi da cecchini, ora ne abbiamo la riprova da parte di una commissione indipendente istituita dall’Onu. Oggi il problema è il solito: come mai chi parla di orgoglio nazionale, chi è al governo, non si assume la responsabilità di tutelare l’orgoglio nazionale, di riconoscere lo stato della Palestina, di introdurre sanzioni economiche e finanziarie, anche se tardivamente, contro Netanyahu e i suoi sodali, di strappare tutti gli accordi, memorandum, attenzione, addirittura di cooperazione militare oltre che di cooperazione economica con Israele, come mai non ritira quel ruolo e non rinnega quel ruolo di osservatore del Board of Peace che va su un cappellino Maga e che oggi va restituito al mittente, Trump?. Allora questo è orgoglio nazionale, tutto il resto sono chiacchiere”.

Così il leader M5s Giuseppe Conte, a margine dell’incontro “Il giorno della Verità” organizzato all’Acquario Romano dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, ha commentato un rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite secondo cui le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, commettendo genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra a Gaza.

UniCredit, Orcel: M&A in Italia? Noi osservatori, non vedo oggi opportunità

Milano, 23 giu. (askanews) – “L’Italia è fondamentale per noi, quindi, alle giuste condizioni, se si presenterà un’opportunità, la valuteremo. Ma al momento siamo solo osservatori e per la prima volta ci piace molto essere osservatori e non attori, in realtà è piuttosto divertente”. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, nel corso della Mediobanca Ceo Conference rispondendo a una domanda sull’M&A in Italia. “Per ora osserviamo, vediamo cosa succederà – ha proseguito -. Se ci sarà un’opportunità, come sempre, agiremo. Ma al momento non ne vediamo nessuna”.

“Troppe persone continuano a considerare UniCredit una banca italiana, lo siamo, ma non del tutto – ha sottolineato Orcel -. Siamo estremamente orgogliosi delle nostre radici e della nostra storia, ma il 55-60% della banca non si trova in Italia e questo è importante perché noi ci vediamo come una banca paneuropea e vogliamo essere tra i primi tre in ogni paese, vogliamo essere i più redditizi in ogni paese e cogliamo le opportunità in ogni paese, ma non c’è un’ossessione. Anzi, potrebbe essere controproducente per noi essere troppo grandi in un solo paese”.

“Il nostro obiettivo è creare più valore di chiunque altro. Non vinciamo se siamo i più grandi, non vinciamo se siamo i più potenti. Vinciamo se, a livello strutturale, riusciamo a creare più valore di chiunque altro – ha spiegato Orcel -. Abbiamo opportunità di crescita superiori a quelle di chiunque altro sul mercato. Queste opportunità di crescita, a nostro avviso, saranno accelerate dalle dinamiche attuali in termini di fusioni, acquisizioni, contromosse: poiché le persone sono impegnate in questo e poiché il nostro piano è focalizzato sulla crescita, possiamo accelerare l’aumento della quota di mercato. Questo è lo status quo per noi – ha concluso il numero uno di UniCredit -, e vediamo l’opportunità di migliorare ulteriormente il piano in Italia in termini di quote di mercato, e possiamo farlo senza spendere un centesimo”.

Italia-Usa, Crosetto: io a Villa Taverna? Hamburger sempre buonissimi

Roma, 23 giu. (askanews) – “Quand’è? Che giorno è? Giovedì. Se ho tempo volentieri, gli hamburger sono sempre stati buonissimi”: ha risposto brevemente così il ministro della Difesa Guido Crosetto, parlando con i giornalisti al termine dell’intervista del direttore Maurizio Belpietro alla kermesse del quotidiano La Verità a Roma, a chi gli chiedeva se giovedì 2 luglio andrà a Villa Taverna (residenza dell’ambasciatore Usa in Italia) per le celebrazioni del 4 luglio e del 250esimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti.

Lucca Comics si presenta agli Uffizi: 60 anni per una Legacy

Firenze, 23 giu. (askanews) – Lucca Comics & Games ha presentato la propria nuova edizione a Firenze, nella biblioteca degli Uffizi. Un luogo speciale, scelto per annunciare i 60 anni della manifestazione, che nel 2026 sarà dedicata al tema della “Legacy”. Emanuele Vietina, direttore del festival che ogni anno porta in Toscana centinaia di migliaia di persone, ha presentato così l’appuntamento che si terrà dal 28 ottobre all’1 novembre: “Legacy – ha detto il direttore ai cronisti – è il tema di questo sessantesimo anniversario, perché questa è un’eredità del passato che si tuffa nel futuro. Costante dialogo con i maestri del passato per gli artisti, devo dire che con questa citazione newtoniana Claudio Castellini la racconta in modo straordinario, ci sediamo sulle spalle di giganti per guardare più lontano. Ma questo è anche il movimento e l’eredità di una community, quella di Luca Comics & Games, che ogni anno con le sue scelte, con le sue attività e con le sue iniziativa plasma il grande gioco di Lucca, perché Lucca è un legacy game, è un gioco in cui i suoi visitatori la modificano e ogni volta che rimettiamo dopo ogni edizione il gioco nella scatola, questo non è mai come prima”.

Il manifesto per l’edizione 2026 del festival è stato affidato a Claudio Castellini. “Mettere insieme un gruppo di personaggi così noti a coloro che conoscono la cultura di Lucca Comics and Games e doverli anche reinterpretare nel rispetto di personaggi di altri autori noti – raccontato Castellini ad askanews – non era un compito facile, perché dovevano essere loro, ma al tempo stesso reinterpretati attraverso la mia cifra stilistica. Mi piace rendere comunque omaggio al passato semplicemente aggiungendo quel tocco autoriale che mi caratterizza, ma sempre nel rispetto del personaggio così come il pubblico lo ricorda e lo ama”.

Tra gli ospiti del festival ci sarà un autore notissimo come Frank Miller, padre de Il Cavaliere oscuro, ma anche di 300 e di Sin City, e con lui molti altri grandi personaggi dal vasto universo del fumetto. “C’è un enorme rapporto con il Giappone – ha aggiunto Vietina – ma anche con tutto l’Estremo oriente, ci saranno autori coreani, autori del fumetto taiwanese, ma evidentemente il rapporto con il Giappone è un rapporto privilegiato nell’anno del 160esimo anniversario dei rapporti diplomatici fra Italia e Giappone e maestri come Go Nagai”.

Proprio il creatore di Mazinga e Goldrake, ma anche di una rilettura della Divina Commedia, sarà l’ospite più importante del festival, che quest’anno celebra anche i 30 anni di una loro fenomeno che dal Giappone ha conquistato il mondo come i Pokémon.

Lavoro, Calderone: patto sindacati su contrattazione "un passo avanti"

Roma, 23 giu. (askanews) – “Guardo con molto interesse ciò che è frutto dell’interlocuzione dei sindacati più rappresentativi che hanno siglato un patto sulla contrattazione e sulla rappresentanza. In quel patto si dicono delle cose importanti, si dice per esempio che il trattamento economico complessivo è cosa buona e giusta. E questo io credo che sia un passo avanti, soprattutto per alcune componenti del mondo sindacale, ma io credo che sia un passo avanti per il nostro paese nel momento in cui vogliamo scrivere una storia di qualità e una storia di lavoro di qualità”. Lo ha detto Elvira Calderone ministro del lavoro e delle politiche sociali intervenendo del Rendiconto sociale 2025 e della Relazione di fine mandato 2022-2026 del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (Civ) dell’Inps in corso a Roma.

“Poi abbiamo certamente da migliorare l’efficienza e l’efficacia anche di quegli strumenti che la contrattazione, la buona contrattazione mette a disposizione delle imprese e dei lavoratori. Mi riferisco anche a tutto il sistema che poi va sotto il nome di bilateralità – ha detto – di fondi di solidarietà, e perché no anche di patronati che devono in questo caso svolgere quella che è la loro funzione istituzionale, che è quella di essere quell’anello di congiunzione tra lo Stato e i cittadini”.

La filiera della pasta: tra ricerca, industria e tecnologia

Campobasso, 23 giu. (askanews) – Si tratta di uno degli elementi che più contraddistinguono l’Italia e la rappresentano nel mondo: la pasta. Un piatto democratico che significa famiglia, tradizione e quotidianità. Per molti considerato un piatto banale, ma in realtà è una delle espressioni più autentiche dell’eccellenza italiana. Ma quello che si vede sugli scaffali, dietro racconta molto di più. Non è solo un prodotto: è agricoltura, ricerca, industria, tecnologia, qualità, sostenibilità, logistica, mani esperte e scelte, molto spesso, coraggiose.

Per scoprire tutto questo una delle eccellenze italiane della filiera ha aperto le porte della propria casa. La famiglia Ferro, proprietari dello storico marchio “La Molisana” dal 2011 nel cuore del Molise, ci ha accolto per mostrarci realmente cosa c’è dietro un pacco di pasta. Una famiglia di mugnai molisani da 4 generazioni che nel 2011 decise di dare nuova vita al marchio a seguito del doppio fallimento, raccogliendo una sfida difficile: fare impresa in Molise. Con i dati che ci riportano un territorio in crisi a causa della perdita di posti di lavoro ed una grande fuga di giovani. Ne abbiamo parlato con Rossella Ferro, Direttore marketing La Molisana:

“La Molisana vive di questo territorio e porta il suo nome nel logo, nel brand. È un’azienda estremamente radicata nel Molise. Ed è un’azienda che a livello di prodotto gode dei benefici di un territorio che è un’arcadia, un vero e proprio territorio vergine, un territorio poco industrializzato e quindi estremamente puro ed incontaminato”.

Nel mondo, Italia compresa, i dati di consumo di pasta si attestano a 17 milioni di tonnellate. L’Italia è il primo consumatore e produttore mondiale di pasta, con circa il 25% del totale. Il restante 75% della pasta è prodotto fuori dai confini italiani. Alcuni grandi Paesi produttori extra-UE operano, tuttavia, in contesti competitivi molto diversi da quello italiano, con costi del lavoro, costo dell’energia, politiche pubbliche sulle materie prime e dinamiche valutarie non comparabili. Ha così aggiunto Rossella Ferro, Direttore marketing La Molisana:

“Dal 2018 abbiamo pensato che potesse essere un passo giusto, per valorizzare ancora di più il Made in Italy, riuscire a promuovere ancora di più le colture di grano duro locali, questo pur essendo consapevoli che anche in questo caso avremmo raccolto una sfida importante. Per il prodotto che noi vendiamo in Italia, impieghiamo solo grano italiano che proviene dalle regioni del centro sud particolarmente vocate alla produzione di grano duro. Queste regioni sono: il Molise, l’Abbruzzo, la Puglia, il Lazio e le Marche”.

Sostenibilità, efficienza industriale e qualità sono i tre pilastri che oggi attirano e costruiscono un consumatore fidelizzato. In particolare la sostenibilità è sempre più al centro delle azioni di un’azienda. Proprio per questo i paesi membri dell’ONU con la sottoscrizione dell’Agenda 2030 hanno stilato un piano di 17 punti per lo Sviluppo Sostenibile. Un piano a cui “Molisana” tende e lo fa con garanzie di tracciabilità e sicurezza alimentare, ricerca di prodotti innovativi con garanzia di elevati standard di qualità, forte riduzione dei consumi delle materie prime per gli imballaggi, iniziative per l’efficientamento energetico, gestione e riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, recupero dei materiali di scarto ed acqua, ed infine una cura dei dipendenti volta anche allo sviluppo sociale ed alla crescita dei talenti. Tutto questo per offrire una filiera fatta di qualità e di trasparenza. Così ha parlato Flavio Ferro, Direttore Operativo La Molisana:

“La nostra è una filiera verticale ed integrata, con un’attività basata sul 100% di grano italiano, ed una sostenibilità spinta grazie anche ad un packaging compostabile e con un processo altamente sostenibile fatto di trigenerazione spinta oltre l’80%”.

Un marchio, quello della Molisana, che è potuto tornare ai vertici del mercato non solo grazie agli investimenti della famiglia Ferro (200 mln di euro), ma anche ad una visione a lungo raggio e che puntasse su qualità, tracciabilità e trasparenza. Un fatturato che cresce di anno in anno. Una produzione in perenne crescita: 6.500 quintali al giorno, 60 autotreni in movimento che permettono di raggiungere oltre 100 paesi, offrendo ben 13 linee di produzione. Questo ha permesso a “La Molisana” di diventare numero 2 in Italia per quota di mercato, classica più integrale (11,3%), e leader nel campo della pasta integrale. Una filiera produttiva alle spalle che opera per portare sugli scaffali e sulle tavole quello che potrebbe sembrare un banale pacco di pasta, ma che in realtà racconta molto di più.

A Roma la mostra-evento "L’Estremo Oriente e l’Italia. Visioni d’arte a confronto"

Roma, 23 giu. (askanews) – Si è svolta a Palazzo Brancaccio la mostra-evento “L’Estremo Oriente e l’Italia. Visioni d’arte a confronto”, un appuntamento dedicato al dialogo tra culture, linguaggi visivi e sensibilità artistiche differenti. L’iniziativa, organizzata da IBA Investment Art & Finance, come ha spiegato Danilo Gigante, consulente unico di IBA, si inserisce all’interno di un più ampio progetto internazionale curato dalla professoressa e critica d’arte Serenella Baccaglini, avviato nel 2024 a Padova.

La mostra ha proposto al pubblico un percorso suggestivo attraverso opere capaci di mettere in relazione l’immaginario orientale e quello italiano, in un confronto artistico fondato su simboli, memoria, identità, tempo e metamorfosi. A Palazzo Brancaccio sono state esposte 51 opere d’arte, tra creazioni inedite e lavori provenienti da collezioni private, firmate da artisti contemporanei di rilievo quali Alina Ditot, Daniela L. Dumbrava, Taya Vysochanska, Paolo De Cuarto, Mario Stefano e Simona Amato, nota come Simonè.

Le opere presentate hanno dato vita a un racconto visivo intenso e ricco di suggestioni, offrendo ai visitatori un’esperienza emozionale e culturale di particolare impatto. Elemento distintivo dell’evento è stato il contributo di IBA Investment Art & Finance, che ha reso possibile l’inclusione di 37 opere provenienti da collezioni private, offrendo così al pubblico l’opportunità di ammirare opere normalmente non accessibili.

Alla mostra ha partecipato un numeroso pubblico, insieme a ospiti di prestigio tra cui Matteo Viviani, Amedeo Goria e Nicola Acunzo. L’appuntamento romano rappresenta una tappa significativa di un progetto destinato a proseguire con nuovi eventi previsti per settembre e dicembre 2026, in prestigiosi contesti museali e istituzionali.

Un percorso che conferma la volontà di rafforzare il rapporto tra artisti, collezionismo privato, istituzioni e diffusione culturale, valorizzando l’arte contemporanea come spazio di incontro, confronto e dialogo internazionale.

Italiani e finanza: il rapporto tra risparmi e investimenti

Roma, 10 giu. (askanews) – L’Italia è un Paese storicamente noto per la sua scarsa propensione al rischio finanziario. E, stando alla sesta edizione dell’Osservatorio “Change Lab Italia 2030” di Groupama Assicurazioni, sembra che tale abitudine non sia cambiata. Tra i tanti spunti interessanti emersi dall’indagine “Soldi, Soldi, Soldi: l’Italia e l’educazione finanziaria che non c’è”, emerge la percentuale di popolazione che vorrebbe l’educazione finanziaria nelle scuole, ben il 67.7%.

L’intervista a Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni: “Come nelle edizioni precedenti, l’Osservatorio è stato molto onesto e lucido da parte degli italiani, che ritengono di essere un popolo di risparmiatori ma allo stesso tempo evidenziano una mancanza di cultura finanziaria.”

A frenare il passo, però, non sono solo la carenza di conoscenze (29,8%) o la limitata disponibilità economica (40,2%), ma un rapporto con il denaro che continua a restare confinato nella sfera domestica.

“È necessaria la presenza di un team dedicato ad accompagnare i clienti in questa mutazione verso la competenza finanziaria. Servono delle persone in grado di ascoltare, interpretare i bisogni ma anche orientare il cliente nella miriade di soluzioni possibili. Tutto ciò, si costruisce attorno alla vita reale di persone reali, che hanno priorità, necessità, progetti e fragilità.”

L’Italia procede, dunque, a due velocità: un presente paralizzato dall’incertezza – dove il 45,9% dei cittadini è privo di qualsiasi protezione contro i grandi imprevisti – e un futuro che punta sulla tecnologia.

“L’intelligenza artificiale è un’alleata che non sostituirà la persona umana. Come Groupama ci stiamo già muovendo per restare a fianco delle persone: “Consigli”, il nostro hub editoriale, serve per tradurre la complessità del risparmio e della previdenza finanziaria. Ma anche “Giochiamo d’anticipo”, progetto di educazione finanziaria nelle scuole medie.”

La VI edizione dell’Osservatorio rivela un dato significativo: ciò che frena gli italiani è, soprattutto, di natura psicologica: il 56% del campione rimanda le decisioni strategiche, con il 19,4% che, addirittura, lo fa sistematicamente.

Le parole di Aminata Gabriella Fall, divulgatrice ed educatrice finanziaria: “Un dato curioso che emerge dalla ricerca: i giovani sono preparati sugli strumenti speculativi, ma hanno gravi lacune per ciò che riguarda gli strumenti di gestione della liquidità. È un segnale di speranza: ciò implica che i giovani comprendono i meccanismi più complessi, ma hanno bisogno di qualcuno che gli spieghi come la gestione del patrimonio sia formata da un mix di prudenza e ascolto delle proprie esigenze e obiettivi.”

Avere coscienza del mondo finanziario odierno e capire come, nonostante gli strumenti di intelligenza artificiale siano sempre più al centro della nostra quotidianità, il vero vantaggio competitivo è, e resterà, l’essere umano.

Il Cnr: il riscaldamento globale accelera, la svolta dal 2013-2014

Milano, 23 giu. (askanews) – Diversi studi scientifici cercano di stabilire se il riscaldamento globale stia subendo un’accelerazione ma, a causa di fattori naturali nella variabilità del clima da un anno all’altro, per esempio l’oscillazione del Pacifico legata a El Niño, che incidono nelle tendenze globali, i risultati sono stati finora piuttosto contrastanti. In questo quadro si inserisce una ricerca congiunta dell’Università dell’Aquila e dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia) che ha applicato un metodo statistico robusto all’analisi di serie di temperature medie globali. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Climate, evidenzia un punto di cambiamento significativo nel tasso di aumento delle temperature a partire dal 2013-2014 e una rapidità di aumento circa raddoppiata nell’ultimo decennio rispetto ai precedenti.

“Nel nostro lavoro – spiega Umberto Triacca del Dipartimento di ingegneria e scienze dell’informazione e matematica (Disim) dell’Università dell’Aquila, primo autore dell’articolo – siamo partiti da uno studio recente di colleghi stranieri che, una volta depurate cinque diverse serie di temperature globali dai fattori di variabilità naturale, riscontravano effettivamente un cambiamento nel tasso di riscaldamento dai primi anni del decennio scorso. Tuttavia, come mostriamo, la loro analisi statistica non rendeva assolutamente affidabili i risultati. Abbiamo così applicato una metodica diversa, evidenziando un chiaro punto di svolta nel 2013-2014, anni da cui il tasso di aumento della temperatura globale è addirittura raddoppiato, da 0,16-0,18 °C/decennio a 0,34-0,42”.

L’aumento misurato in gradi centigradi per decennio è quindi doppio negli ultimi 10 anni rispetto al periodo prima del 2013-2014. “I nostri risultati sono estremamente affidabili e valgono per tutte le serie considerate, che vengono dai centri di ricerca più importanti: NASA, NOAA, HadCRU, Berkeley ed ERA5”, aggiunge Antonello Pasini (Cnr-Iia), autore corrispondente dell’articolo. “Lo sviluppo di questi studi sarà collegare questo cambio di passo della temperatura globale alle sue possibili cause, naturali o dovute all’azione umana, cercando analoghi punti di cambiamento in altre variabili causali come le emissioni antropogeniche di solfati o le proprietà di riflettività del pianeta. Dopo queste analisi statistiche potremo analizzare l’evoluzione del sistema clima con i nostri modelli dinamici e di intelligenza artificiale”.

“Nell’attuale contesto, in cui assistiamo a un nuovo cambiamento ma non ne comprendiamo ancora le cause specifiche, riteniamo che diventi ancora più importante agire negli ambiti che possiamo controllare e ridurre al minimo, per quanto possibile, l’impatto umano sull’aumento delle temperature”, conclude Pasini.

Atletica, Jacobs nei 100 di Parigi contro Lyles, poi in Austria

Roma, 23 giu. (askanews) – Due gare in quattro giorni per lanciarsi verso l’obiettivo stagionale degli Europei di Birmingham. Sono stati ufficializzati i prossimi due impegni agonistici di Marcell Jacobs. L’azzurro campione olimpico dei 100 metri e della 4×100 di Tokyo incontrerà di nuovo l’oro olimpico del 2024 Noah Lyles dopo la sfida del Golden Gala Pietro Mennea: domenica saranno in pista a Parigi per l’ottava tappa della Wanda Diamond League allo stadio Charlety. Sul rettilineo della capitale francese, Jacobs troverà anche gli altri due statunitensi Jordan Anthony e Trayvon Bromell, il britannico Jeremiah Azu, il trio di velocisti africani Emmanuel Eseme (Camerun), Ferdinand Omanyala (Kenya) e Akani Simbine (Sudafrica). Jacobs riparte dal 9.99 dello stadio Olimpico, tempo con cui è tornato sotto il ‘muro’ a distanza di ventidue mesi dalla finale dei Giochi di Parigi quando corse in 9.85. Il miglior accredito stagionale tra i partecipanti è il 9.88 che ha incoronato Lyles ‘re di Roma’ il 4 giugno. Tra i temi del meeting, anche la nuova sfida degli 800 tra la svizzera Audrey Werro e l’olandese Femke Bol. Prevista la diretta streaming domenica 28 giugno su RaiPlay Sport 2 dalle 18 alle 20, diretta tv su Sky Sport Uno e Sky Sport Arena negli stessi orari. Differita tv su RaiSport dalle 21 alle 23.

Breve e cordiale scambio Tajani-Conte a “Il giorno della Verità”

Roma, 23 giu. (askanews) – Breve incontro e scambio cordiale di battute tra il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani e il leader M5s Giuseppe Conte all’incontro “Il giorno della Verità” organizzato dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro a Roma, all’Acquario Romano, in cui entrambi sono stati chiamati come ospiti.

I due si sono incrociati tra un intervento e l’altro sul palco e Belpietro li ha anche invitati a “salire entrambi” per condividere quello di cui stavano parlando, ma Tajani ha lasciato la sala mentre Conte saliva per il suo intervento.

Usa, Tajani: noi alleati leali, no sudditi, continuiamo nostro lavoro

Roma, 23 giu. (askanews) – “Noi continuiamo a fare il nostro lavoro, siamo alleati leali, non siamo sudditi, difendiamo i nostri interessi, nonostante i dazi l’export italiano negli Usa è aumentato quindi evidentemente agli americani il made in Italy piace”.

Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo, a margine dell’incontro “Il giorno della Verità” organizzato dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro a Roma, all’Acquario Romano, a una domanda se ritenesse che ci potessero essere eventuali ripercussioni nelle relazioni Italia-Usa dopo il botta e risposta degli ultimi giorni fra Donald Trump e Giorgia Meloni.

Usa, Belpietro: “Sono partner decisivo, non credo cambierà nulla”

Roma, 23 giu. (askanews) – “I rapporti (con gli Stati Uniti) devono continuare, come ha detto il presidente del Consiglio che credo spiegherà meglio quest’oggi qual è la sua opinione in materia e soprattutto ci spiegherà come sia nato questo dissidio, così lo vogliamo chiamare?…, con il presidente Trump”.

Così Maurizio Belpietro a margine di “Il giorno della Verità”, evento organizzato dal quotidiano da lui diretto a Roma, all’Acquario Romano, con ospiti tra gli altri il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il leader M5s Giuseppe Conte.

Ripercussioni dagli Usa? “Anche quando c’era la grande preoccupazione per i dazi, tutti pensavano che sarebbero crollate le esportazioni italiane nei confronti degli Stati Uniti, poi quando abbiamo visto i risultati hanno visto che le esportazioni sono cresciute. L’America comunque rimane un partner importante, un partner veramente decisivo e credo non cambierà nulla da questo punto di vista” ha risposto Belpietro.

E sull’evento organizzato a Roma, ha detto: “La nostra filosofia è mettere a punto tutti i temi di cui si discute e si è discusso in queste settimane anzi direi in questi mesi e cercare di fare un po’ il punto con i ministri per capire dove sta andando questo Paese”.

Calcio, Ufficiale, Gattuso nuovo allenatore della Lazio

Roma, 23 giu. (askanews) – Gennaro Gattuso è ufficialmente il nuovo allenatore della Lazio, con un contratto di due anni. Ecco il comunicato del club: “La S.S. Lazio S.p.A. comunica di aver affidato l’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra al sig. Gennaro Gattuso. La Società accoglie con soddisfazione il nuovo allenatore, nella convinzione che la sua esperienza, professionalità e determinazione possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi sportivi del Club”.

Ucraina: a Kostyantynivka situazione grave, ma non collasso

Roma, 23 giu. (askanews) – Nell’Ucraina orientale, nell’Oblast di Donetsk, prosegue la battaglia per Kostyantynivka, uno dei nodi strategici situato a sud-ovest dell’asse Sloviansk-Kramatorsk, considerata punto di accesso al principale complesso urbano ancora controllato da Kiev nel Donbass.

Il ministero della Difesa russo sostiene che le unità del Gruppo di Forze Meridionale stiano conducendo operazioni offensive in più direzioni, affermando di “distruggere i gruppi nemici nella parte sud-occidentale della città” e di consolidare progressi in un’area considerata chiave per la prosecuzione dell’offensiva nel Donetsk.

Alcuni media russi stimano che Mosca possa controllare fino all’80% di Kostyantynivka. Una ricostruzione che, tuttavia, entra in contrasto con le valutazioni dell’Institute for the Study of War (ISW), secondo cui le affermazioni russe sui progressi nella città – così come in altri settori come Lyman – sarebbero spesso amplificate o non verificabili, talvolta accompagnate da materiale video di dubbia autenticità.

Secondo analisti ucraini citati dall’ISW, la fanteria russa sarebbe riuscita a penetrare da sud ed est, raggiungendo alcune aree periferiche settentrionali. Tuttavia, ciò non implicherebbe il controllo della città, che resta una “zona grigia” fortemente contesa.

L’ISW evidenzia inoltre che l’avanzata russa procede a un ritmo estremamente lento, inferiore ai 100 metri al giorno, un dato attribuito in larga parte all’efficacia dei droni ucraini nel colpire logistica e unità in movimento. In risposta, le forze russe avrebbero intensificato le operazioni contro gli equipaggi di droni ucraini, considerati un elemento decisivo per mantenere il controllo del campo di battaglia e permettere l’avanzata della fanteria nelle aree esposte.

Sul piano operativo, fonti ucraine indicano che la campagna di attacchi a medio raggio contro la logistica russa nei territori occupati del sud non avrebbe ancora prodotto effetti significativi sul fronte di Kostyantynivka. Parallelamente, le forze russe continuerebbero a ricorrere a tattiche di infiltrazione e alla neutralizzazione sistematica delle unità di droni, una strategia già osservata anche nella battaglia di Pokrovsk.

Al festival "Eoliè" a Lipari un’opera subacquea per Sebastiano Tusa

Milano, 23 giu. (askanews) – A Lipari (Messina) la sesta edizione di “Eoliè – Arte, Letteratura e Società” avrà al centro una grande installazione subacquea di Jason deCaires Taylor dedicata alla memoria di Sebastiano Tusa. Il festival, promosso e organizzato dall’associazione culturale “Un Sanpietrino”, si svolgerà da venerdì 3 a lunedì 6 luglio 2026 con il tema “Mistero e Abisso”.

L’opera di deCaires Taylor sarà realizzata nella piscina naturale di Sottomonastero, ai piedi dell’Acropoli di Lipari. L’installazione rappresenterà Tusa in viaggio verso l’ignoto e renderà omaggio al lavoro dell’archeologo nella valorizzazione del patrimonio sommerso del Mediterraneo.

Il tema scelto per il 2026 prende ispirazione dal versetto “Abyssus abyssum invocat” e attraversa il rapporto tra uomo e mare, memoria e conoscenza, profondità naturali e interiori. L’abisso diventa una chiave di lettura delle profondità del Mediterraneo, della storia delle Eolie e della coscienza umana, in un programma costruito tra arte, filosofia, letteratura, architettura e confronto istituzionale.

Il cartellone riunirà artisti, scrittori, architetti, musicisti e divulgatori. Tra i protagonisti figurano Giuseppe Agnello, scultore mediterraneo contemporaneo, e Marco Tamburro, esponente dell’arte urbana italiana, che realizzerà due grandi murales insieme con le scuole eoliane. Il programma comprende anche le fotografie di grotte e abissi di Carlos Solito e la presenza dell’artista emergente Giuditta Sin.

Alla rassegna parteciperanno Carlo Ratti, architetto, urbanista e direttore del Mit Senseable City Lab, il filosofo e scrittore Marcello Veneziani, la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, lo storico e scrittore Giordano Bruno Guerri e l’autore e divulgatore culturale Riccardo Pedicone, noto al pubblico come Ricky Pedi. Sull’isola è atteso anche Jago. Nel corso dell’estate è inoltre prevista la partecipazione del presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco.

Un panel sarà dedicato al confronto politico-istituzionale. La manifestazione ha il patrocinio del ministero della Cultura, del ministero del Turismo, della Commissione europea, della Regione Siciliana attraverso gli assessorati ai beni culturali e al turismo, del comune di Lipari e del Parco Archeologico delle Isole Eolie. Il festival è sostenuto da Enel, Ferrovie dello Stato, Fondazione Federico II e Liberty Lines.

Dopo le giornate di luglio a Lipari, “Eoliè” proseguirà ad agosto e settembre anche sulla terraferma. A Patti (Messina) e a Tindari prenderà forma “Eoliè-off”, con ospiti tra cui padre Antonio Spadaro e Andrea Camiolo.

Schlein alla direzione Pd: l’alleanza progressista è già realtà, va allargata non ristretta

Roma, 23 giu. (askanews) – “L’alleanza progressista è già una realtà, dobbiamo allargare ancora, non certo restringere”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla direzione del partito.

“L’alleanza dovrà lavorare nei prossimi mesi a costruire il programma dell’alternativa. Non partiamo da zero, abbiamo già un grado di avanzamento importante”.

Ma la costruzione del programma, ha avvertito, dovrà essere fatta nel paese, “con la gente” e non “nel chiuso delle nostre stanze”.

Schlen: Pd prima forza coalizione, senza pretese di egemonia

Roma, 23 giu. (askanews) – Nella costruizione dell’alleanza progressista “noi faremo la nostra parte, il Partito democratico avverte la responsabilità che deriva dall’essere la prima forza dell’opposizione e la interpreta senza alcuna pretesa di autosufficienza né di egemonia, ma con quello spirito che io ho sempre definito testardamente unitario”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, parlando alla direzione del partito.

“Siamo qui per costruire qualcosa di più largo di noi – ha spiegato – per generare il nuovo e per farlo insieme, per essere convincenti. Perché l’Italia ha bisogno di un’alternativa credibile e quell’alternativa non può che essere plurale e aperta al futuro”.

Nations Award Cultura, Taormina celebra Cucinella, Hawass e Mazzantini

Roma, 23 giu. (askanews) – Dal 25 al 28 giugno il ventennale dei Nations Award amplia il proprio orizzonte e accende i riflettori sul valore della cultura come strumento di dialogo tra i popoli. Al centro dell’edizione 2026 tre personalità di assoluto prestigio internazionale: l’architetto Mario Cucinella, l’egittologo Zahi Hawass e la scrittrice Margaret Mazzantini.

In occasione della XX edizione, i Nations Award rafforzano la propria identità di laboratorio internazionale delle idee e si presentano come un grande appuntamento dedicato alla cultura, al cinema e al pensiero contemporaneo.

Dal 25 al 28 giugno Taormina ospiterà artisti, intellettuali, scienziati e protagonisti della scena internazionale in un programma che culminerà con il Gala al Teatro Antico di sabato 27 giugno. Accanto ai protagonisti della cultura, saranno presenti alcuni tra i volti più rappresentativi del cinema italiano e internazionale: Sergio Castellitto, maestro dell’interpretazione e della regia italiana; Alessandra Mastronardi, attrice apprezzata per la sua versatilità e per una carriera che spazia tra produzioni nazionali e internazionali; Michele Morrone, interprete che ha conquistato il pubblico mondiale grazie ai suoi ruoli cinematografici; e Margherita Mazzucco, giovane attrice rivelazione del panorama italiano, che vestirà il prestigioso ruolo di madrina della serata di gala, accompagnando il pubblico nel corso della celebrazione del ventennale dei Nations Award.

Tra i protagonisti dell’edizione 2026 spicca Mario Cucinella, uno degli architetti italiani più autorevoli a livello internazionale e punto di riferimento mondiale nel campo della sostenibilità ambientale. Fondatore dello studio MCA – Mario Cucinella Architects, il suo lavoro rappresenta una sintesi tra innovazione tecnologica, responsabilità sociale e rispetto del territorio. La sua visione ha contribuito a ridefinire il rapporto tra uomo, città e ambiente, trasformando l’architettura in uno strumento concreto per affrontare le grandi sfide del cambiamento climatico e della qualità della vita urbana. Il suo riconoscimento ai Nations Award sottolinea il valore dell’architettura come espressione culturale capace di incidere sul futuro delle comunità.

Grande attesa anche per Zahi Hawass, considerato il più celebre egittologo vivente e ambasciatore universale della conoscenza storica. Le sue straordinarie scoperte archeologiche, gli studi dedicati a Tutankhamon e il costante lavoro di divulgazione hanno avvicinato milioni di persone al patrimonio dell’antico Egitto. Hawass rappresenta un ponte ideale tra il passato e il presente e testimonia il ruolo fondamentale della cultura nella tutela della memoria collettiva dell’umanità.

Il Nations Award celebrerà inoltre Margaret Mazzantini, una delle voci più autorevoli della letteratura italiana contemporanea. Scrittrice tradotta in decine di Paesi, autrice di romanzi che hanno saputo raccontare le fragilità, le passioni e le grandi trasformazioni del nostro tempo, Mazzantini ha costruito un percorso artistico capace di unire profondità narrativa e sensibilità civile. Le sue opere hanno contribuito a rafforzare il ruolo della letteratura come strumento di riflessione, empatia e dialogo interculturale.

Anche quest’anno il programma sarà arricchito dagli appuntamenti di Thinkingreen, il salotto dedicato alla sostenibilità ambientale che vedrà confrontarsi esperti, istituzioni e protagonisti del mondo scientifico, economico e culturale sui temi della transizione ecologica, dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile.

Anche quest’anno il programma prevede momenti di approfondimento dedicati ad alcune delle principali questioni ambientali al centro del dibattito internazionale: dall’emergenza climatica all’inquinamento, dalla gestione dei rifiuti al turismo sostenibile, fino al rapporto tra alimentazione, territorio e cambiamenti climatici.

Il Nations Award conferma così il proprio format, che unisce cinema, temi legati alla sostenibilità e valorizzazione del territorio siciliano, con Taormina al centro di un confronto tra cultura e questioni di attualità. La cerimonia conclusiva si terrà nella prestigiosa cornice del Teatro Antico di Taormina sabato 27 giugno a partire dalle 21 e sarà condotta dall’attrice Barbara Tabita e dal giornalista Andrea Morandi. Attrice, autrice e conduttrice siciliana, Barbara Tabita è una delle interpreti più versatili del panorama artistico italiano, protagonista di numerose produzioni teatrali, cinematografiche e televisive, apprezzata per la sua capacità di coniugare talento, ironia ed eleganza. Al suo fianco, il giornalista e critico musicale Andrea Morandi, firma autorevole del giornalismo culturale italiano, autore di libri e interviste ai più importanti protagonisti della scena musicale internazionale.

I Nations Award – Thinkingreen, guidati da Michel Curatolo e la cui direzione artistica è curata da Marco Fallanca – si svolgono sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, del Senato della Repubblica e Regione Siciliana, con il patrocinio e il sostegno di Regione Siciliana, ARS e Parco Archeologico di Naxos; con il patrocinio del Comune di Taormina, Città Metropolitana di Messina, Fondazione Taormina, A.S.M., Fondazione Taormina Arte Sicilia, Università degli Studi di Messina, Ordine degli Architetti, Fondazione Architetti nel Mediterraneo Messina, Istituto Nazionale di Bioarchitettura, Ordine degli Ingegneri, Consiglio Notarile di Messina, Barcellona, Patti e Mistretta, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina e Tourism Bureau Messina.

Euro cala sotto 1,14 dollari per la prima volta da un anno

Roma, 23 giu. (askanews) – Il dollaro accelera i rafforzamenti nel pomeriggio, schiacciando ulteriormente l’euro che torna sotto quota 1,14 sul biglietto verde, per la prima volta da un anno a questa parte. Nel pomeriggio la valuta condivisa ha segnato un minimo di sessione a 1,1387 dollari, su valori che non si registravano dagli inizi del giugno 2025.

La nuova recente dinamica di rafforzamento del dollaro è iniziata la scorsa settimana, dopo che il direttorio della Federal Reserve, che ha confermato i livelli dei tassi di interesse, ha spazzato via le ipotesi di nuovi tagli al costo del danaro.

Giovedì 25 giugno 250 anni di pianoforte per "Classica al Tramonto"

Roma, 23 giu. (askanews) – Continua giovedì 25 giugno nella maravigliosa cornice dell’Orto Botanico “Classica al Tramonto”, la rassegna estiva dell’Istituzione Universitaria dei Concerti (Iuc), con un doppio concerto interamente dedicato al pianoforte: alle 20,30 il pianista Alessandro Simoni con un programma che propone un percorso, fra Bach, Chopin, Beethoven, Skrjabin e Kurbatov che attraversa la letteratura pianistica dal primo ‘700 all’inizio del XXI secolo, mettendo in relazione forme, linguaggi e sensibilità differenti, dalla rigorosa architettura barocca fino alle sonorità contemporanee.

Il Preludio e Fuga BWV 854 dal Clavicembalo ben temperato II di Bach si fonda su un impianto contrappuntistico in cui la chiarezza della disposizione delle voci convive con una significativa densità imitativa. La Sonata Op. 10 n. 3 di Beethoven si colloca in una fase di ridefinizione della forma-sonata dove, accanto alla chiarezza strutturale dei movimenti estremi, il Largo e mesto introduce un livello di intensificazione espressiva. Nella produzione pianistica di Chopin, la Mazurka Op. 24 n. 1 rielabora infatti i tratti ritmico-metrici della danza polacca. Con la Sonata op. 30 n. 4, Skrjabin porta a esito la crisi della sintassi tonale funzionale: la forma unitaria e continua dissolve la segmentazione in movimenti, l’organizzazione armonica privilegia campi sonori e tensioni intervallari. Infine il brano “Lost in Darkness” op. 34 di Kurbatov si inserisce in una prospettiva contemporanea in cui il pianoforte è concepito come spazio di esplorazione timbrica e la scrittura privilegia parametri come densità, registro e articolazione, rispetto allo sviluppo tematico in senso tradizionale.

Alle ore 21.30 il secondo concerto, che vedrà il debutto alla IUC del pianista austriaco Martin Noebauer con il recital “Beethoven: Sturm” che propone tre celeberrimi pezzi di repertorio, la Sonata Op. 27 No. 2 “Chiaro di luna”, la Sonata n. 17 in re minore, Op. 31 n. 2 “La tempesta”, la Sonata Op. 57 “Appassionata”.

Sebbene nessuno di questi titoli sia stato dato dal compositore, “Al chiaro di luna”, “Tempesta” e “Appassionata” hanno probabilmente contribuito alla straordinaria popolarità di questi capolavori. Beethoven è radicato nel classicismo, ma la sua musica appare spesso, per certi aspetti, perfino più “romantica” di quella successiva. È difficile infatti trovare pagine che esprimano con altrettanta immediatezza e intensità un’ampia gamma di emozioni, inclusi il senso di tragedia e il destino con cui questo gigante della musica dovette confrontarsi. Solo cinque anni dopo il primo gruppo delle 32 sonate, dedicato a Haydn, Beethoven scrive opere dal carattere quasi fantastico, lontane dalla pura forma classica. La “Sonata quasi una fantasia” (titolo autentico della celebre “Al chiaro di luna”), potrebbe valere per tutte e tre le sonate in programma con i loro slanci emotivi, bruschi mutamenti e ricche sfumature sonore.

Trump ribatte: l’Iran ha accettato pienamente le ispezioni nucleari

Roma, 23 giu. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che l’Iran ha accettato “pienamente e completamente” ispezioni nucleari “al massimo livello” per un periodo indefinito, sostenendo che senza questa intesa non ci sarebbero ulteriori negoziati.

In un messaggio pubblicato su Truth, Trump ha rivendicato una “vittoria” degli Stati Uniti e ha accusato i media di cercare di ridimensionarla. “Nonostante le loro proteste e le false dichiarazioni contrarie, unite al tamburo battente delle fake news, che stanno facendo tutto il possibile per rendere la vittoria degli Stati uniti il più piccola e insignificante possibile, l’Iran ha pienamente e completamente accettato ispezioni nucleari al massimo livello a lungo nel futuro, all’infinito”, ha scritto.

Secondo Trump, l’intesa servirà a garantire quella che ha definito “onestà nucleare”. “Se non avessero accettato questo, non ci sarebbero ulteriori negoziati”, ha affermato. Il presidente Usa ha aggiunto che, sulla base di questa e di altre “grandi concessioni” da parte iraniana, ha accettato di consentire allo Stretto di Hormuz di restare aperto, “senza ulteriore blocco navale”. Trump ha precisato tuttavia che tutte le navi resteranno in posizione nel caso in cui fosse necessario ripristinare il blocco, scenario che al momento ha definito “altamente improbabile”.

Trump ha inoltre spiegato che il denaro e le misure collegate allo sblocco da parte del Tesoro Usa finiranno in un conto vincolato controllato dagli Stati uniti e saranno usati per acquistare alimenti e forniture mediche “esclusivamente dagli Stati uniti”, inclusi mais, grano e soia prodotti dagli agricoltori americani.

“Queste sono cose di cui l’Iran ha disperatamente bisogno. È una crisi umanitaria e ritengo necessario aiutare ora, prima che sia troppo tardi”, ha scritto il presidente. “I colloqui stanno andando bene”.

In un secondo messaggio, Trump ha affermato che ieri 19 milioni di barili di petrolio sono transitati attraverso lo Stretto di Hormuz, definendo il dato “un record assoluto”. “I prezzi del petrolio stanno crollando e il mondo è un posto molto più sicuro”, ha scritto.

Putin: l’Occidente parla di guerra con la Russia, siamo pronti a rispondere

Roma, 23 giu. (askanews) – I Paesi occidentali “mentono” quando evocano il rischio di una guerra con la Russia, perché vogliono giustificare il riarmo e l’aumento delle spese militari. Lo ha detto Vladimir Putin, secondo cui la Russia è pronta a una adeguata risposta alle minacce.

“Vediamo che, se in precedenza i Paesi della Nato si limitavano a sostenere il regime di Kiev, giunto al potere in modo illegale attraverso un colpo di Stato armato, ora in Occidente si parla apertamente del fatto che si stanno preparando alla guerra con noi, aumentando i bilanci militari offensivi”, ha affermato il capo dello Stato durante l’incontro con i laureati delle università del Ministero della Difesa, del Ministero delle Situazioni di Emergenza, dell’FSB, del FSO, della Guardia Nazionale Russa (Rosgvardia), del Ministero degli Interni, del Comitato Investigativo e del Servizio Penitenziario Federale.

“La Russia è pronta a reagire prontamente e adeguatamente a qualsiasi minaccia interna ed esterna”, ha detto il leader russo.

Inps: 834.658 pensioni previdenziali nel 2025, in 4 anni quasi -5%

Roma, 23 giu. (askanews) – Nel 2025 l’Inps ha liquidato 834.658 pensioni previdenziali (445.749 alle donne e 388.909 agli uomini), in calo rispetto al dato registrato nel 2024 (861.949 di cui 454.544 alle donne e 407.405 agli uomini) e ancor più rispetto al 2022 (878.369, in quattro anni il calo è stato pari al 4,976%). E’ quanto rileva il rendiconto sociale dell’istituto, sottolineando che questo calo è determinato soprattutto dalle restrizioni introdotte recentemente nel sistema previdenziale.

I pensionati Inps sono 15.435.694 di cui 7.426.392 maschi (48,1%) e 8.009.302 femmine (51,9%), in calo rispetto ai 15.765.032 pensionati del 2022. Le pensioni vigenti Inps risultano essere 16.454.684.

Gli importi medi delle pensioni previdenziali vigenti e liquidate dall’Inps evidenziano una rilevante differenza tra i due generi, che, nel caso degli assegni di vecchiaia, raggiunge il 45% in meno per le donne.

Per tutte le gestioni delle Ivs vigenti (invalidità, vecchiaia e superstiti) e delle Ivs liquidate, nei dati relativi agli importi medi mensili, dunque, l’Inps segnala una sostanziale differenza tra i due generi. Le variazioni degli importi medi delle pensioni osservate nel 2025, sottolinea l’istituto, devono essere interpretate alla luce dell’andamento dei prezzi al consumo. Nel dettaglio, l’inflazione media tra il 2022 e il 2024 risulta essere pari al 15,4%. Pertanto, incrementi degli importi medi rappresentano una crescita del valore nominale del trattamento pensionistico; mentre incrementi inferiori riflettono una riduzione del potere d’acquisto dei pensionati.

L’istituto evidenzia inoltre uno scostamento, in crescita negli anni, tra gli importi delle pensioni vigenti e quelle liquidate (-148 euro mensili per le pensioni di anzianità dei maschi), a dimostrazione di un tendenziale e preoccupante calo del valore medio delle pensioni.

Aumenta ancora l’età media di pensionamento passando, per le donne, da 64,4 anni del 2022 ai 65,4 anni del 2025; per i maschi, da 63,7 anni del 2022 ai 64,1 anni del 2025. E’ quanto rileva il rendiconto sociale 2025 dell’Inps.

I tempi di accoglimento, sia della gestione pubblica che di quella privata, nella maggior parte dei casi non superino i 30 giorni. In particolare, le pensioni Ivs (invalidità, vecchiaia e superstiti) appartenenti alla gestione privata vengono definite entro 30 giorni per circa il 78,9% delle pensioni totali; mentre le pensioni di vecchiaia e anticipate appartenenti alla gestione pubblica vengono pagate entro 30 giorni per circa l’84,8% delle pensioni totali.

Per le pensioni anticipate si riduce nettamente il numero dei beneficiari di Opzione donna (3.860 nel 2025 rispetto alle 26.427 del 2022) e delle quote (dalle 112.982 del 2021 alle 5.643 del 2025; da ultimo quota 103 con il ricalcolo contributivo con appena 4.868 beneficiari), prosegue l’Inps.

La riduzione di Opzione donna, riferisce l’istituto, è riconducibile al fatto che la misura non è più attiva per la maturazione di nuovi requisiti, pur restando esercitabile da parte delle lavoratrici che avevano già perfezionato i requisiti entro le scadenze previste. Crescono i trattamenti di Ape sociale rispetto all’anno precedente, diminuiscono i trattamenti a favore dei lavoratori precoci, mentre risultano in lieve calo i lavori usuranti.

Alla Camera scontro tra opposizioni e Futuro nazionale: siete razzisti, superato ogni limite

Roma, 23 giu. (askanews) – Acceso scontro nell’aula della Camera tra le opposizioni e i parlamentari di Futuro nazionale. Le opposizioni hanno stigmatizzato il comportamento dei deputati vannacciani di ieri sera, durante il dibattito sul Piano Casa e hanno contestato il processo verbale della seduta.

Nel processo verbale, ha detto il dem Andrea Casu in apertura dei lavori questa mattina, “vi è stato un richiamo all’ordine nei confronti della deputata Bakkali, volevamo contestualizzare che quel richiamo all’ordine è avvenuto in un momento in cui ci sono stati continui interventi di chiara matrice razzista che hanno colpito la sensibilità non solo della Bakkali, ma di tutti i parlamentari della Repubblica che si riconoscono nei valori della Costituzione. Sappiamo che nel resoconto stenografico c’è una più ampia spiegazione” ma – è la richiesta – occorre “valutare un approfondimento di indagine” perché “i lavori di ieri sera – ha concluso Casu – hanno rappresentato un passaggio particolarmente grave nella storia della Repubblica”.

Si è associato Marco Grimaldi di Avs secondo il quale nel processo verbale si dovrebbe parlare “con il linguaggio giusto”, cioè “di razzismo istituzionale. Perché il problema non è dare a noi degli amici degli islamici come se fosse una malattia, il problema è che si sono usati dei potenziali nomi di cittadini italiani come se avere un nome diverso dalla radice italica fosse un segno di demarcazione. Ieri si è toccato il fondo, quelle parole sono anticostituzionali”, ha concluso. Il “tentativo di sdoganare il razzismo e la remigrazione, che è una deportazione, credo non sia tollerabile in un contesto come questo, della democrazia e della repubblica che nasce dalla resistenza al fascismo”, ha sottolineato il Cinque Stelle Andrea Quartini.

Nessun intervento dai banchi della maggioranza. A prendere la parola sono stati invece i deputati di Futuro nazionale. Per primo Edoardo Ziello che ha protestato contro quello che ha definito “un tentativo di strumentalizzazione politica”. Ziello ha rivendicato la “posizione assunta ieri per fare una battaglia per chiedere al governo di inserire un criterio per garantire agli italiani i primi posti nelle graduatorie pubbliche per le case popolari, non c’è stato niente di razzista, niente di violento o anticostituzionale”.

“Non c’entra niente la prima casa agli italiani”, ha replicato il capogruppo di Azione Matteo Richetti esprimendo alla dem Bakkali “qualcosa di più della solidarietà”. Oggi, ha proseguito, “dovremmo alzare il livello di attenzione, anche la presidenza quando le persone diventano bersaglio. La collega Bakkali sono giorni che sui social è presa di mira, e in quest’aula con questa facilità si fa riferimento fino alla dimensione personale. Non ci si nasconda dietro a slogan vergognosi per alimentare l’odio”.

A chiedere un intervento dell’ufficio di presidenza della Camera, è stato il dem Federico Fornaro, il quale ha sottolineato che è stato “superato il limite. Si è arrivati alla generalizzazione di nomi di battesimo di persone straniere. Il problema non è se quel singolo cittadino abbia compiuto atti contro la legge ma solo per l’appartenenza a un’etnia. Noi crediamo che, se ci dovessero essere gli estremi come noi riteniamo, l’ufficio di presidenza debba assumere tutti i provvedimenti del caso. Ieri si è superato quello che non doveva essere superato, cioè il richiamo a ricordi di un passato che nella storia italiana pesa ancora, il 1938 e le leggi razziali”.

Tra gli interventi dei vannacciani l’ex Fdi Emanuele Pozzolo: “ci siamo rotti le balle – ha detto – del politicamente corretto”. E poi Rossano Sasso, il quale ieri sera aveva detto tra le proteste del Pd e della deputata Bakkali: “nelle nostre case popolari, sui citofoni, non abbiamo più Giuseppe, non abbiamo più Maria, non abbiamo più Francesco. Abbiamo Omar, abbiamo Mohamed, abbiamo Abdul. E questo, cari colleghi della sinistra a noi di Futuro nazionale non va giù”. “L’estrema sinistra e parte del centrodestra – ha rincarato oggi la dose – ci dà dei razzisti perché chiediamo che le case popolari vadano prima agli italiani. La nostra è un’opinione politica. Voi – ha concluso – siete razzisti con gli italiani. Fatevene una ragione: abbiamo diritto di parola e finché saremo qui diremo ‘Prima gli italiani'”.

Meno zuccheri e più funzionalità nella caramella del futuro

Roma, 23 giu. (askanews) – Il 95% degli italiani le consuma, ed uno su tre lo fa almeno 3/4 volte a settimana. Italiani e caramelle sono da sempre stati un binomio perfetto ma, come qualsiasi altro settore, anche quello della confetteria è in forte evoluzione. Unione Italiana Food, Associazione aderente a Confindustria, ha realizzato lo scorso aprile un’indagine con il contributo dei principali player del settore per mettere in luce, dal punto di vista dell’innovazione, come saranno le “caramelle del futuro” .

L’intervista a Roberta Russo, Responsabile Comunicazione e Media Relations di Unione Italiana Food: “Le caramelle in Italia sono un prodotto molto amato ed hanno una storia pluricentenaria. Nonostante ciò, le aziende italiane sono anche molto forti nell’innovazione, andando incontro a quelle che sono le esigenze dei consumatori, giovani e meno giovani. Di 35-40 ricette che vengono sviluppate ogni anno, ben 10-15 arrivano sugli scaffali del supermercato, quindi si ha una fortissima spinta innovativa. Tra i gusti più amati dagli italiani, che quotidianamente consumano caramelle, arrivando a picchi di 3-4 volte a settimana, le preferite sono quelle alla menta, anche balsamica, quelle agli agrumi e alla liquirizia.”

Meno zuccheri, coloranti funzionali e ingredienti a base vegetale: la caramella del domani si candida ad un posto sempre più saldo nella quotidianità degli italiani.

Nuovamente Roberta Russo, Responsabile Comunicazione e Media Relations di Unione Italiana Food: “Il settore delle caramelle ha un’innovazione che va sempre più verso le esigenze del consumatore, quindi in primo luogo la parte ingredientistica. Si utilizza meno zucchero, vengono utilizzati anche ingredienti di origine vegetale, magari vegani o con delle funzionalità, per esempio vitamine, fibre, probiotici. Ciò avviene proprio per andare incontro alle nuove esigenze. Inoltre l’innovazione va anche nei processi produttivi: per esempio, si da’ sempre più attenzione alla sostenibilità. Le confezioni hanno un packaging sempre più ripensato proprio in quest’ottica, quindi magari di carta o riciclabili. Anche i processi produttivi si affidano a materie prime che derivano da energie sostenibili, divenendo dunque rinnovabili.”

Giugno è il Candy Month, ossia il mese dedicato alle caramelle in tutte le loro forme e sapori. Quale miglior occasione, dunque, per esaltare la tradizione della confetteria nel nostro Paese, con la consapevolezza che il futuro è già tra di noi.

Milano, Meloni: onore a Imprezzabile, servitore dello Stato

Roma, 23 giu. (askanews) – “Ho appreso con profondo dolore della morte dell’agente della Polizia Locale di Milano Francesco Imprezzabile, che ha perso la vita mentre era in servizio, durante un inseguimento. A nome del Governo italiano esprimo il più sincero cordoglio e la mia vicinanza alla sua famiglia, agli amici e ai colleghi. Chi indossa una divisa mette ogni giorno la propria vita al servizio degli altri. L’Italia non dimentica il sacrificio di chi lavora con dedizione e professionalità per garantire la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle regole. Onore a Francesco, servitore dello Stato. Che la terra ti sia lieve”. Così su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Brexit, dieci anni dopo il sovranismo logora l’Ue ma dall’interno

Roma, 23 giu. (askanews) – Dieci anni oggi dal referendum per la Brexit, e l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea non ha innescato l’effetto domino temuto nel 2016. Londra ha nel frattempo bruciato il sesto premier in un decennio, con le dimissioni ieri di Keir Starmer. Ma la tesi che oggi circola negli ambienti analitici europei è che l’addio britannico all’Unione Europea non abbia sconfitto il sovranismo europeo, piuttosto ne ha cambiato la strategia, diventata ‘interna’. I partiti che un tempo promettevano l’uscita dall’Ue hanno imparato che la via più efficace non è lasciare l’Unione, ma condizionarla rimanendo dentro.

A sostegno di tale lettura c’è il quadro dell’opinione pubblica europea. Secondo lo Standard Eurobarometer 105 realizzato tra il 12 marzo e il 5 aprile scorsi, nei 27 Stati membri quasi tre quarti degli europei ritengono che il proprio Paese abbia beneficiato dell’appartenenza all’Ue. Il sondaggio, realizzato su 26.415 cittadini europei intervistati, conferma un consenso elevato verso la membership e indica una tendenza più ampia: il 75% dichiara di sentirsi cittadino dell’Unione, lo stesso risultato registrato nella primavera del 2025 e lo stesso massimo storico.

In un contesto internazionale molto incerto, l’Ue è percepita come un fattore di stabilità dal 73% degli europei, sei punti in più rispetto alla rilevazione precedente. Il sostegno a una politica comune di difesa e sicurezza tra gli Stati membri raggiunge l’81%, ai livelli più alti degli ultimi vent’anni. Anche la fiducia nell’Unione cresce: il 51% degli intervistati dichiara di fidarsi dell’Ue, tre punti in più rispetto all’Eurobarometro dell’autunno 2025.

Gli incrementi più marcati si registrano in Francia, con un aumento di 11 punti, in Danimarca, più 9, e in Portogallo, più 8. Le dichiarazioni di fiducia sono particolarmente alte tra i giovani tra i 15 e i 24 anni, al 61%. Il sondaggio segnala anche un cauto rafforzamento dell’ottimismo: il 60% degli europei si dice ottimista sul futuro dell’Ue, quota che sale al 68% tra i più giovani. Questi numeri sembrano confermare la lettura rassicurante emersa dopo la Brexit: l’esperienza britannica avrebbe reso politicamente meno credibile l’ipotesi di abbandonare l’Unione. Ma il consenso verso l’appartenenza non coincide necessariamente con la capacità dell’Ue di governare i conflitti interni.

Secondo Fenja Tramsen, Programme Assistant nel programma European Politics and Institutions dello European Policy Centre, “la Brexit non ha sconfitto il sovranismo europeo; lo ha rafforzato, insegnando ai partiti sovranisti a lavorare dall’interno anziché minacciare l’uscita”.

In Francia il Rassemblement National ha accantonato la Frexit, cioè l’ipotesi di uscita francese dall’Unione europea; il Partito per la Libertà olandese, PVV, ha lasciato cadere il Nexit, l’uscita dei Paesi Bassi dall’Ue; e l’estrema destra di Alternative fur Deutschland, AfD, in Germania presenta l’uscita dall’Unione come ipotesi estrema, non programmatica.

La rinuncia alla “Exit” ha tolto dal programma sovranista l’elemento più rischioso, quello che poteva essere contrastato richiamando i costi della Brexit. Si è così affermata una strategia di pressione interna, che sembra mirare a bloccare, diluire o riorientare le decisioni europee usando le regole dell’Unione.

Il punto debole non è più il consenso dei cittadini all’appartenenza, piuttosto la capacità delle istituzioni di decidere. Il caso più evidente è l’uso del veto. L’Ungheria tra il 2011 e il 2025 ha rappresentato 19 dei 46 veti registrati nell’Ue, più del doppio dello Stato membro successivo.

Anche al Parlamento europeo, il gruppo Patrioti per l’Europa ha lavorato per indebolire il Green Deal o opporsi al Patto sulla migrazione. Il meccanismo politico è circolare: il blocco alimenta l’immagine di un’Unione inefficiente, e l’inefficienza diventa materiale di campagna per chi ha contribuito a produrla.

Ecco i 5 finalisti della seconda edizione del Reply AI Music Contest

Roma, 23 giu. (askanews) – Musica e intelligenza artificiale si incontrano al Reply AI Music Contest per esplorare il rapporto tra AI e live performance. La competizione ideata da Reply e realizzata in collaborazione con il Kappa FuturFestival, uno dei principali festival europei dedicati alla musica elettronica e all’innovazione culturale, annuncia i cinque finalisti selezionati da una giuria internazionale composta da professionisti del mondo musicale e creativo: Agoria, Max Cooper, Fleur Shore, Tini Gessler, Ali Demirel, Albi Scotti, Oliver Bohl e Sarah Grimaldi, una nuova generazione di innovatori che utilizzano tecnologie AI per esplorare nuove forme di integrazione tra suono, arti visive e performance live.

La creatività come nuova forma di immaginazione, Imaginatio Nova, è il tema dell’edizione 2026 del contest, che invita a scoprire come l’estro umano si rigeneri attraverso l’incontro con la tecnologia. L’ampia partecipazione registrata testimonia il successo del Reply AI Music Contest: oltre 1.400 candidature provenienti da 45 Paesi e più di 300 performance presentate, con una crescita superiore al 55% rispetto all’edizione precedente.

I cinque progetti selezionati raccontano la varietà di linguaggi che oggi caratterizzano la sperimentazione artistica supportata dall’AI, dalla performance audiovisiva più immersiva alla cultura club contemporanea. Tra i finalisti del Reply AI Music Contest figura Violeta Valcheva (Spagna), artista multimediale con base a Barcellona che sviluppa performance immersive in cui composizione sonora, immagini generate dall’AI e ambienti visivi interattivi si fondono in un unico racconto esperienziale. Accanto a lei, il collettivo spagnolo POLARIS, che porterà sul palco un live show audiovisivo costruito sulla collaborazione tra musicisti, visual artist e performer. Il progetto esplora le potenzialità dell’intelligenza artificiale come strumento creativo condiviso, dando vita a una performance in cui suono e immagine dialogano in tempo reale. L’Italia sarà rappresentata da Ciauru, alias Simone Privitera, DJ e producer che integra strumenti di intelligenza artificiale all’interno di una pratica musicale radicata nella scena elettronica contemporanea. Il suo progetto combina produzione musicale, visual AI generated e influenze culturali eterogenee, trasformando il live set in un’esperienza multisensoriale. Dagli Stati Uniti arriva Yichu Li (New York), artista e innovatrice creativa che utilizza l’AI per sviluppare nuove forme di espressione audiovisiva. La sua ricerca si muove tra arte digitale, design computazionale e sperimentazione musicale, proponendo una riflessione sul ruolo delle tecnologie generative nella creazione contemporanea. Completa la selezione Paraframe & Avis Vox, duo internazionale con base a Francoforte che unisce melodic techno, performance vocale e visual design; la loro proposta esplora nuove modalità di interazione tra artista e macchina, creando ambienti audiovisivi immersivi in cui musica, immagine e AI convergono in una narrazione unica.

Questa selezione – rendono noto gli organizzatori – è il risultato di un progetto che conferma il progressivo interesse verso un nuovo ecosistema multidisciplinare che connette la musica e l’intelligenza artificiale. I cinque finalisti si esibiranno con i propri live set sul Nova Stage powered by Reply (attivo fino alla conclusione del Kappa FuturFestival) venerdì 3 e sabato 4 luglio. Al termine delle performance, la giuria proclamerà il vincitore del contest.

“Vedo l’AI come un’Intelligenza Alternativa. Il suo scopo non è imitare ciò che i musicisti sanno già fare, ma rendere possibile ciò che senza di essa sarebbe impossibile. L’obiettivo è improvvisare insieme all’AI e provare nel creare con essa lo stesso piacere che si prova utilizzando qualsiasi altro strumento o mezzo espressivo tradizionale”, commenta Agoria.

“Quello che mi ha colpito nelle proposte ricevute per questa seconda edizione dell’AI Music Contest è la diversità degli approcci creativi”, afferma Filippo Rizzante Chief Technology Officer Reply. “I finalisti non utilizzano l’intelligenza artificiale come un semplice strumento tecnico, ma come un nuovo mezzo espressivo per esplorare territori artistici differenti. Dai live audiovisivi immersivi alle sperimentazioni tra suono, immagine e interazione, emerge una generazione di artisti che sta contribuendo a ridefinire il concetto stesso di performance. È entusiasmante vedere come l’AI possa amplificare l’immaginazione umana, aprendo possibilità creative che fino a pochi anni fa non esistevano”, aggiunge.

L’AI Music Contest fa parte del programma Reply Challenges, un programma di competizioni tecnologiche e creative che testimonia l’impegno di Reply nello sviluppo di modelli formativi innovativi, capaci di coinvolgere le nuove generazioni.

Il processo per l’uccisione di Regeni, il procuratore: hanno tolto a Giulio la condizione di essere umano

Roma, 23 giu. (askanews) – “Gli abbiamo dato il colpo di grazia”. Così ha iniziato il procuratore aggiunto della Capitale, Sergio Colaiocco, scandendo le parole in arabo, aprendo la requisitoria nel processo ai 007 egiziani che sequestrarono, torturarono ed uccisero Giulio Regeni, tra il 25 gennaio ed il 3 febbraio del 2016. “Ciò che qui si giudica non è la semplice soppressione di una vita umana. Ciò che qui si giudica è l’esercizio metodico, freddo, organizzato della violenza su un uomo inerme. Ciò che qui si giudica è il sequestro di una persona sottratta ad ogni garanzia”, ha detto il magistrato. “Ciò che qui si giudica è la tortura protratta come strumento di dominio. E quell’uomo aveva un nome, un volto, una storia: Giulio Regeni, un cittadino italiano, un giovane ricercatore. Un uomo libero”, ha spiegato.

Giulio Regeni “il 25 gennaio del 2016 entra, inconsapevole, in una zona d’ombra in cui il diritto cessa di esistere e al suo posto subentra soltanto la nuda forza. Da quel momento Giulio non è più una persona. Diventa un corpo sequestrato. Diventa un soggetto da piegare, diventa un destinatario di violenza”. Così ha detto il procuratore aggiunto di Roma, Sergio Colaiocco, nel corso della requisitoria nel processo per la morte del ricercatore universitario, in cui sono sotto accusa 4 agenti dei servizi di sicurezza egiziani.

“Diventa, per chi lo detiene – ha detto ancora il magistrato – materia su cui esercitare il potere assoluto. E questa è la prima, sconvolgente verità che il presente processo ci consegna: Regeni fu privato non soltanto della libertà e della vita. Fu privato della sua stessa condizione di essere umano titolare di diritti. Fu collocato in uno spazio in cui non esistevano più legge, controllo, difesa, limite. Uno spazio in cui il potere aveva assunto la forma dell’arbitrio puro. Ma vi è una seconda verità, ancor più drammatica. A compiere tutto questo – alla luce delle prove che il dibattimento ha progressivamente fatto emergere – non furono criminali comuni, non furono uomini della malavita. Furono uomini dello Stato, appartenenti agli apparati di sicurezza. Furono, cioè, proprio coloro ai quali uno Stato affida l’uso legittimo della forza”.

Insomma – ha detto ancora Colaiocco – è qui che “il delitto assume una dimensione ulteriore. Quando la forza istituzionale, nata per proteggere, diventa forza di oppressione; quando la funzione pubblica, nata per garantire sicurezza, si converte in strumento di tortura, allora non è colpita soltanto la singola vittima”. E ancora: “E’ colpita l’idea stessa di civiltà giuridica, è colpito il principio che nessun potere può esistere senza responsabilità. È colpita la nozione, elementare e insieme solenne, che sopra lo Stato vi deve essere la legge”, aggiunge.

“Il processo che oggi arriva a conclusione non è stato, sin dal suo nascere, un processo come gli altri. Esso è stato un processo contro il silenzio, contro il silenzio di chi non voleva parlare. Di chi non voleva collaborare, di chi confidava che il tempo cancellasse le tracce. È stato un processo contro la menzogna. Contro le ricostruzioni artificiose, contro i depistaggi”, ha detto il procuratore aggiunto della Capitale,nel corso della requisitoria nel processo per la morte di Giulio Regeni.

Il magistrato ha argomentato poi che “secondo l’ordine naturale delle cose, questi fatti avrebbero dovuto essere accertati e giudicati nel luogo in cui furono commessi. Sarebbe stato compito dell’Egitto ricercare i responsabili, assicurare le prove, offrire alla vittima e alla comunità internazionale una risposta di giustizia”. Ma quel che “si è progressivamente rivelato è stato l’esatto contrario: un sistema di ostacoli, di opacità, di resistenze, di chiusure che ha reso via via evidente una conclusione tanto semplice quanto drammatica. Che questo processo, se non fosse stato celebrato in Italia, non sarebbe stato celebrato in nessun luogo”.

Brexit, dieci anni dopo il sovranismo logora l’Ue, ma da dentro

Roma, 23 giu. (askanews) – Dieci anni oggi dal referendum per la Brexit, e l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea non ha innescato l’effetto domino temuto nel 2016. Londra ha nel frattempo bruciato il sesto premier in un decennio, con le dimissioni ieri di Keir Starmer. Ma la tesi che oggi circola negli ambienti analitici europei è che l’addio britannico all’Unione Europea non abbia sconfitto il sovranismo europeo, piuttosto ne ha cambiato la strategia, diventata ‘interna’. I partiti che un tempo promettevano l’uscita dall’Ue hanno imparato che la via più efficace non è lasciare l’Unione, ma condizionarla rimanendo dentro.

A sostegno di tale lettura c’è il quadro dell’opinione pubblica europea. Secondo lo Standard Eurobarometer 105 realizzato tra il 12 marzo e il 5 aprile scorsi, nei 27 Stati membri quasi tre quarti degli europei ritengono che il proprio Paese abbia beneficiato dell’appartenenza all’Ue. Il sondaggio, realizzato su 26.415 cittadini europei intervistati, conferma un consenso elevato verso la membership e indica una tendenza più ampia: il 75% dichiara di sentirsi cittadino dell’Unione, lo stesso risultato registrato nella primavera del 2025 e lo stesso massimo storico.

In un contesto internazionale molto incerto, l’Ue è percepita come un fattore di stabilità dal 73% degli europei, sei punti in più rispetto alla rilevazione precedente. Il sostegno a una politica comune di difesa e sicurezza tra gli Stati membri raggiunge l’81%, ai livelli più alti degli ultimi vent’anni. Anche la fiducia nell’Unione cresce: il 51% degli intervistati dichiara di fidarsi dell’Ue, tre punti in più rispetto all’Eurobarometro dell’autunno 2025.

Gli incrementi più marcati si registrano in Francia, con un aumento di 11 punti, in Danimarca, più 9, e in Portogallo, più 8. Le dichiarazioni di fiducia sono particolarmente alte tra i giovani tra i 15 e i 24 anni, al 61%.

Il sondaggio segnala anche un cauto rafforzamento dell’ottimismo: il 60% degli europei si dice ottimista sul futuro dell’Ue, quota che sale al 68% tra i più giovani.

Questi numeri sembrano confermare la lettura rassicurante emersa dopo Brexit: l’esperienza britannica avrebbe reso politicamente meno credibile l’ipotesi di abbandonare l’Unione. Ma il consenso verso l’appartenenza non coincide necessariamente con la capacità dell’Ue di governare i conflitti interni.

Secondo Fenja Tramsen, Programme Assistant nel programma European Politics and Institutions dello European Policy Centre, “la Brexit non ha sconfitto il sovranismo europeo; lo ha rafforzato, insegnando ai partiti sovranisti a lavorare dall’interno anziché minacciare l’uscita”.

In Francia il Rassemblement National ha accantonato la Frexit, cioè l’ipotesi di uscita francese dall’Unione europea; il Partito per la Libertà olandese, PVV, ha lasciato cadere il Nexit, l’uscita dei Paesi Bassi dall’Ue; e l’estrema destra di Alternative fur Deutschland, AfD, in Germania presenta l’uscita dall’Unione come ipotesi estrema, non programmatica.

La rinuncia alla “Exit” ha tolto dal programma sovranista l’elemento più rischioso, quello che poteva essere contrastato richiamando i costi della Brexit. Si è così affermata una strategia di pressione interna, che sembra mirare a bloccare, diluire o riorientare le decisioni europee usando le regole dell’Unione.

Il punto debole non è più il consenso dei cittadini all’appartenenza, piuttosto la capacità delle istituzioni di decidere. Il caso più evidente è l’uso del veto. L’Ungheria tra il 2011 e il 2025 ha rappresentato 19 dei 46 veti registrati nell’Ue, più del doppio dello Stato membro successivo.

Anche al Parlamento europeo, il gruppo Patrioti per l’Europa ha lavorato per indebolire il Green Deal o opporsi al Patto sulla migrazione. Il meccanismo politico è circolare: il blocco alimenta l’immagine di un’Unione inefficiente, e l’inefficienza diventa materiale di campagna per chi ha contribuito a produrla.

MotoGp, Marc Márquez rinnova con Ducati fino al 2028

Roma, 23 giu. (askanews) – Marc Márquez ha firmato il prolungamento del contratto con la Ducati per altre due stagioni, estendendo così la sua permanenza nel team ufficiale almeno fino al termine del Mondiale 2028. L’accordo conferma la centralità del campione nel progetto sportivo della Ducati, che lo considera uno dei pilastri anche nella nuova fase tecnica e regolamentare della MotoGP.

Il rinnovo era ormai nell’aria da mesi e rappresenta la naturale prosecuzione di un rapporto consolidato dopo l’arrivo del pilota nel box ufficiale. Márquez, che ha ritrovato competitività e risultati dopo il passaggio in Ducati, continuerà quindi a guidare la Desmosedici in una fase cruciale per lo sviluppo futuro della categoria.

L’accordo copre le stagioni 2027 e 2028, con il pilota che resterà legato al marchio italiano fino ad almeno 35 anni di età. Il rinnovo si inserisce anche nel contesto di un mercato piloti in evoluzione e delle prossime modifiche regolamentari della MotoGP, che porteranno a un nuovo ciclo tecnico dal 2027.

“Sono rosso! Sono davvero felice – dice Marc Marquez nel comunicato ufficiale Ducati – di questo nuovo accordo con il Ducati Lenovo Team e di continuare a fare parte di questa famiglia. Quando ho deciso di venire in Ducati, ero convinto che questo fosse il progetto in assoluto più competitivo. Hanno creduto in me e abbiamo costruito un rapporto basato sulla fiducia e il duro lavoro. Con questo rinnovo, hanno ribadito ancora una volta questo impegno, rispettando i miei tempi e dandomi la tranquillità di cui avevo bisogno per prendere la decisione corretta. Nel nostro primo anno insieme, abbiamo lottato per il titolo e l’abbiamo vinto: un risultato dal valore inestimabile che conferma che la strada che avevamo scelto era quella giusta. Continuo a gareggiare perché amo questo sport e voglio impegnarmi a raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi. Sono convinto che questo sia il posto giusto per farlo. Finché sarò qui, darò tutto me stesso per dipingere il futuro di rosso”.

Il futuro di Mps, Lovaglio: valuteremo l’opzione migliore nell’interesse di tutti

Roma, 23 giu. (askanews) – Mps valuterà l’opzione migliore nell’interesse di tutti. L’amministratore delegato del Monte, Luigi Lovaglio, parla in pubblico per la prima volta dopo l’annuncio dell’Opas di Intesa Sanpaolo sul gruppo e la proposta di fusione avanzata da Banco Bpm e lascia aperta ogni strada. Ma, ci tiene a sottolineare, se il processo di consolidamento nel settore è salutare per il Paese lo è altrettanto garantire la concorrenza e tutelare l’indipendenza di una banca come il Monte Paschi.

“C’è un processo in corso, ci sono delle regole e voglio attenermi a queste: il cda è completamente impegnato ad analizzare tutte le opzioni nell’interesse di tutti gli stakeholder e degli azionisti, questo è un dovere che mi sento di confermare al mercato”, ha dichiarato davanti alla platea di investitori riuniti in Piazzetta Cuccia. E a proposito delle regole scattate con l’annuncio dell’Opas, Lovaglio ha garantito: “la passivity rule esiste per proteggere gli azionisti e noi la rispettiamo pienamente. Il dovere di un cda è quello di analizzare, valutare e cercare l’opzione migliore nell’interesse dei nostri azionisti, ed è proprio quello che stiamo facendo”.

“Accogliamo con favore tutto l’interesse che circonda Mps – ha proseguito -. La sua rinascita negli ultimi anni ci ha portato a essere un operatore di punta, altamente attraente. E quando una banca viene riconosciuta anche a livello istituzionale come un gioiello, è chiaro che lo standard di qualsiasi operazione diventa naturalmente più elevato. Quindi per noi è importante continuare a lavorare in questa direzione, perché credo davvero che il nostro dovere sia quello di rendere il valore di Mps ancora più riconoscibile di quanto non lo sia oggi”. Lovaglio torna così a difendere il suo progetto di integrazione di Mediobanca all’indomani dell’approvazione all’unanimità dei progetti di scissione: “credo sempre di più che la combinazione rappresenti una delle migliori iniziative per affrontare le sfide del mercato e per offrire ai nostri clienti servizi unici e completi. E’ un’opportunità unica per il mercato, che potrà beneficiare dei servizi specifici che siamo in grado di offrire”.

Il consolidamento nel settore bancario, ha sottolineato l’AD di Mps, “è utile, è salutare, ma deve anche garantire che il mercato sia ben servito, e affinché il mercato sia ben servito in un paese è necessario un facile accesso al credito per le famiglie, le pmi e le grandi imprese, è necessario che si garantisca una rapida trasmissione del risparmio all’economia reale. Un buon sistema può servire molto bene il Paese se la concorrenza è forte in tutti i segmenti e con tutta la diversità richiesta in un mercato moderno. E penso che in questa direzione – ha concluso Lovaglio -, Mps sia uno dei più importanti operatori indipendenti e penso che questo sia un bene per il cliente, per i nostri dipendenti, per i territori in cui operiamo e, in definitiva, è un bene per il Paese”.

Mps, Lovaglio: valuteremo l’opzione migliore nell’interesse di tutti

Milano, 23 giu. (askanews) – Mps valuterà l’opzione migliore nell’interesse di tutti. L’amministratore delegato del Monte, Luigi Lovaglio, parla in pubblico per la prima volta dopo l’annuncio dell’Opas di Intesa Sanpaolo sul gruppo e la proposta di fusione avanzata da Banco Bpm e lascia aperta ogni strada. Ma, ci tiene a sottolineare, se il processo di consolidamento nel settore è salutare per il Paese, lo è altrettanto garantire la concorrenza e tutelare l’indipendenza di una banca come il Monte Paschi.

“C’è un processo in corso, ci sono delle regole e voglio attenermi a queste: il cda è completamente impegnato ad analizzare tutte le opzioni nell’interesse di tutti gli stakeholder e degli azionisti, questo è un dovere che mi sento di confermare al mercato”, ha dichiarato davanti alla platea di investitori riuniti in Piazzetta Cuccia. E a proposito delle regole scattate con l’annuncio dell’Opas, Lovaglio ha garantito: “la passivity rule esiste per proteggere gli azionisti e noi la rispettiamo pienamente. Il dovere di un cda è quello di analizzare, valutare e cercare l’opzione migliore nell’interesse dei nostri azionisti, ed è proprio quello che stiamo facendo”.

“Accogliamo con favore tutto l’interesse che circonda Mps – ha proseguito -. La sua rinascita negli ultimi anni ci ha portato a essere un operatore di punta, altamente attraente. E quando una banca viene riconosciuta anche a livello istituzionale come un gioiello, è chiaro che lo standard di qualsiasi operazione diventa naturalmente più elevato. Quindi per noi è importante continuare a lavorare in questa direzione, perché credo davvero che il nostro dovere sia quello di rendere il valore di Mps ancora più riconoscibile di quanto non lo sia oggi”. Lovaglio torna così a difendere il suo progetto di integrazione di Mediobanca all’indomani dell’approvazione all’unanimità dei progetti di scissione: “credo sempre di più che la combinazione rappresenti una delle migliori iniziative per affrontare le sfide del mercato e per offrire ai nostri clienti servizi unici e completi. E’ un’opportunità unica per il mercato, che potrà beneficiare dei servizi specifici che siamo in grado di offrire”.

Il consolidamento nel settore bancario, ha sottolineato l’AD di Mps, “è utile, è salutare, ma deve anche garantire che il mercato sia ben servito, e affinché il mercato sia ben servito in un paese è necessario un facile accesso al credito per le famiglie, le pmi e le grandi imprese, è necessario che si garantisca una rapida trasmissione del risparmio all’economia reale. Un buon sistema può servire molto bene il Paese se la concorrenza è forte in tutti i segmenti e con tutta la diversità richiesta in un mercato moderno. E penso che in questa direzione – ha concluso Lovaglio -, Mps sia uno dei più importanti operatori indipendenti e penso che questo sia un bene per il cliente, per i nostri dipendenti, per i territori in cui operiamo e, in definitiva, è un bene per il Paese”.

Rar

I musei di Basilea, le mostre per Art Basel che vanno oltre la fiera

Basilea, 23 giu. (askanews) – Una città culturalmente sempre vivace, che ospita una delle fiere d’arte più importanti al mondo, Art Basel, e che intorno a questo evento offre una serie di musei di primo piano a livello internazionale e una serie di mostre importanti che convivono con la fiera e vanno oltre. Basilea, anche in una tarda primavera caldissima, è una città affascinante che ospita in questo 2026 la mostra di Pierre Huyghe alla Fondation Beyeler, con tutta la forza di una ricerca che cambia in profondità l’idea di arte e di esposizione. Il Museum Tinguely propone due esposizioni principali, la prima dedicata a “Labouring Bodies”, una collettiva che esplora, dal punto di vista femminista, la relazione complessa tra corpi e tecnologia, la seconda dedicata all’artista australiana Angelica Mesiti, che, con una installazione indimenticabile, ragiona sui rituali del quotidiano e delle comunità.

C’è poi il Kunstmuseum Basel, che propone mostre su Helen Frankenthaler, Cao Fei e sui “First Homosexuals”. Anita Haldemann è una curatrice del museo: “Per noi è importantissimo avere la fiera a Basilea – ci ha detto – perché porta visitatori da tutto il mondo che possono avere tempo per visitare i musei e le mostre in città, ma anche le nostre collezioni. È interessante vedere quanti collezionisti, quanti dealer, ma anche artisti ogni anno visitano la nostra collezione, quindi è un’opportunità unica per presentarci a un pubblico globale. Art Basel è un amplificatore per tutta la scena culturale e dei musei di Basilea”.

E se nel caos dei giorni di Art Basel, tra vernissage, anteprime e cene, si trova anche un momento per attraversare il Reno su un battello, ecco che in qualche modo l’esperienza si completa: l’arte dà una forma alla città, ma la città continua a vivere con il suo ambiente e ad affermare il proprio stile, anche quando le luci della fiera si spostano altrove.

Carburanti, Mimit: proseguono cali, verde 1,829 euro-lt, diesel 1,922

Roma, 23 giu. (askanews) – Quattordicesimo giorno consecutivo di ribassi dei prezzi dei carburanti: secondo i dati dell’osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, questa mattina i prezzi medi alla pompa in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale registrano un valore pari a 1,829 euro al litro per la benzina e 1,922 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, aggiunge il Mimit con una nota, il prezzo medio self è di 1,926 euro al litro per la benzina e 2,013 euro al litro per il gasolio.