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Le Camere in vacanza per un mese da oggi

Roma, 6 ago. (askanews) – Con l’ok al ddl coltiva Italia e il rinvio della legge sul cinema a settembre, anche la Camera va in vacanza. L’appuntamento è tra un mese circa, il 9 settembre con una sfilza di decreti da convertire. Anche se, alla ripresa, gli occhi saranno puntati soprattutto sul Senato, che ha chiuso per ferie ieri, ma vedrà i componenti della commissione Affari Costituzionali tornare tra i banchi già i primi di settembre per un esame lampo della legge elettorale attesa in aula il 9 settembre con un timing già scandito che porterà all’approvazione finale il 15.

La data cerchiata in rosso è quella del primo settembre quando è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti alla legge elettorale sia in commissione che in aula, una modalità inedita che però conferma l’intenzione di Fdi di inviare il testo alla Camera per la terza lettura a metà mese. A Montecitorio è probabile che la riforma fortemente voluta dalla premier Giorgia Meloni approdi il 30 settembre in aula in modo da avere i tempi contingentati a ottobre e approvarla definitivamente prima dell’avvio della legge di bilancio che quest’anno avrà il suo iter principale proprio alla Camera.

Dopo l’accordo siglato nel centrodestra per l’introduzione delle preferenze, sarà presentato un emendamento unitario di maggioranza identico a quello firmato alla Camera solo da Fdi, Noi Moderati e Udc poi bocciato col voto segreto. Salvo un lieve ritocco sull’alternanza di genere: il candidato immediatamente successivo al capolista bloccato deve essere di genere diverso dal capolista. Un ritocco che però non aggiunge nulla alla presenza femminile visto che i candidati successivi al capolista – unico nome bloccato – saranno eletti in ordine di preferenze conquistate e non a scorrimento. La lieve modifica è destinata a far discutere perché ritenuta da diverse parlamentari comunque penalizzante rispetto all’obbligo in vigore con il Rosatellum secondo cui nessuno dei due generi può superare il 60% dei capilista a livello nazionale.

Se il Senato partirà con lo sprint sulla legge elettorale, l’aula di Montecitorio dovrebbe riprendere da dove ha sospeso: con il testo unico sul cinema che, assicura il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, “sarà approvato definitivamente dall’Aula durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il 9 settembre: un bel segnale a tutta la categoria e un forte significato simbolico”. Per il resto alla Camera settembre sarà un mese di decreti. Ne esaminerà ben tre in prima lettura: quello sullo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell’immobile degli uffici giudiziari di Bolzano, da inviare al Senato, con scadenza il 21 settembre. Poi ci sarà il decreto prezzi dei carburanti e ILVA, sempre da inviare al Senato. Nel provvedimento, che scade il 25 settembre, confluiranno anche la proproga del taglio approvata dal Consiglio dei ministri del 4 agosto scorso. Non è escluso tuttavia un nuovo Cdm agostano che intervenga per rinnovare il taglio delle accise che scade il 25 agosto. Altro decreto atteso alla Camera quello sulla Pubblica amministrazione e per i campi flegrei colpiti dal recente sisma.

Al Senato toccherà l’esame in prima lettura del decreto sull’obbligo di compostabilità di alcune tipologie di imballaggi approvato nell’ultimo Cdm del 4 agosto. Quindi dovrebbe arrivare l’ok alla delega al governo sull’energia nucleare sostenibile, già approvata alla Camera e il via libera al collegato alla manovra in materia di agricoltura, il cosiddetto Coltiva-Italia approvato alla Camera prima di andare in ferie.

Nel mese di chiusura, si approfitterà di un restyling dell’impianto video dell’aula della Camera. L’anno scorso la pausa estiva era stata dedicata al cambio dei microfoni nell’emiciclo, quest’anno sarà la volta delle telecamere. Sarà istallato un impianto più moderno, in alta risoluzione.

In anteprima a Locarno79 "Armony", film di Albertini con Mastandrea

Roma, 6 ago. (askanews) – É stato presentato in anteprima al 79esimo Locarno Film Festival mercoledì sera 5 agosto in Piazza Grande “Armony”, il nuovo film di Dario Albertini con Valerio Mastandrea nel ruolo di Armony accanto alla giovane Aurora Cherchi. A completare il cast Clara Tramontano, Pamela Schettino, Nando Paone, Elena Lietti, Francesca Antonelli con Asia Argento e la partecipazione straordinaria di Ornella Muti. Il film sarà distribuito nelle sale italiane da I Wonder Pictures da marzo 2027.

Una famiglia felice a modo suo. Stramba agli occhi esterni, piena d’amore vista da vicino. È quella formata da Armony, un camionista di 55 anni a suo agio solo in compagnia della sua solitudine che, dopo la scomparsa della sorella, è costretto a prendersi cura della nipotina di 6 anni, Carlotta. E delle sue amiche, Pamela, un’anziana transgender, e Jenny, la giovane vicina di casa incinta. Una famiglia felice a modo suo fino a quando i servizi sociali minacciano di portare via Carlotta, e Armony è costretto ad affrontare un difficile percorso per ottenerne la tutela legale.

Dichiara Dario Albertini “In Armony ho voluto esplorare i legami familiari attraverso la solitudine. L’arrivo di una nipotina sconosciuta costringe il protagonista a mettersi in gioco: per me era fondamentale mostrare come l’inatteso possa riaccendere il senso di responsabilità”.

“Armony” è prodotto da Annamaria Morelli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, Francesco Tatò per Damocle, Andrea Scrosati per Fremantle. Una produzione The Apartment, società del gruppo Fremantle, Damocle, con Rai Cinema e con la partecipazione di HBO Max. Le vendite internazionali sono affidate a True Colours.

Il film è diretto da Dario Albertini, che è anche autore del soggetto; la sceneggiatura è firmata dallo stesso Albertini e da Simone Ranucci. Il direttore della fotografia è Emilio M. Costa (C.C.S.), il montaggio è di Chiara Vullo. La scenografia è curata da Daniele Frabetti, i costumi da Martina Merlino. La colonna sonora è firmata da Dario Albertini e Ivo Parlati.

Da oggi Camere un mese in vacanza, a settembre sprint su l.elettorale

Roma, 6 ago. (askanews) – Con l’ok al ddl coltiva Italia e il rinvio della legge sul cinema a settembre, anche la Camera va in vacanza. L’appuntamento è tra un mese circa, il 9 settembre con una sfilza di decreti da convertire. Anche se, alla ripresa, gli occhi saranno puntati soprattutto sul Senato, che ha chiuso per ferie ieri, ma vedrà i componenti della commissione Affari Costituzionali tornare tra i banchi già i primi di settembre per un esame lampo della legge elettorale attesa in aula il 9 settembre con un timing già scandito che porterà all’approvazione finale il 15.

La data cerchiata in rosso è quella del primo settembre quando è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti alla legge elettorale sia in commissione che in aula, una modalità inedita che però conferma l’intenzione di Fdi di inviare il testo alla Camera per la terza lettura a metà mese. A Montecitorio è probabile che la riforma fortemente voluta dalla premier Giorgia Meloni approdi il 30 settembre in aula in modo da avere i tempi contingentati a ottobre e approvarla definitivamente prima dell’avvio della legge di bilancio che quest’anno avrà il suo iter principale proprio alla Camera.

Dopo l’accordo siglato nel centrodestra per l’introduzione delle preferenze, sarà presentato un emendamento unitario di maggioranza identico a quello firmato alla Camera solo da Fdi, Noi Moderati e Udc poi bocciato col voto segreto. Salvo un lieve ritocco sull’alternanza di genere: il candidato immediatamente successivo al capolista bloccato deve essere di genere diverso dal capolista. Un ritocco che però non aggiunge nulla alla presenza femminile visto che i candidati successivi al capolista – unico nome bloccato – saranno eletti in ordine di preferenze conquistate e non a scorrimento. La lieve modifica è destinata a far discutere perché ritenuta da diverse parlamentari comunque penalizzante rispetto all’obbligo in vigore con il Rosatellum secondo cui nessuno dei due generi può superare il 60% dei capilista a livello nazionale.

Se il Senato partirà con lo sprint sulla legge elettorale, l’aula di Montecitorio dovrebbe riprendere da dove ha sospeso: con il testo unico sul cinema che, assicura il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, “sarà approvato definitivamente dall’Aula durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il 9 settembre: un bel segnale a tutta la categoria e un forte significato simbolico”. Per il resto alla Camera settembre sarà un mese di decreti. Ne esaminerà ben tre in prima lettura: quello sullo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell’immobile degli uffici giudiziari di Bolzano, da inviare al Senato, con scadenza il 21 settembre. Poi ci sarà il decreto prezzi dei carburanti e ILVA, sempre da inviare al Senato. Nel provvedimento, che scade il 25 settembre, confluiranno anche la proproga del taglio approvata dal Consiglio dei ministri del 4 agosto scorso. Non è escluso tuttavia un nuovo Cdm agostano che intervenga per rinnovare il taglio delle accise che scade il 25 agosto. Altro decreto atteso alla Camera quello sulla Pubblica amministrazione e per i campi flegrei colpiti dal recente sisma.

Al Senato toccherà l’esame in prima lettura del decreto sull’obbligo di compostabilità di alcune tipologie di imballaggi approvato nell’ultimo Cdm del 4 agosto. Quindi dovrebbe arrivare l’ok alla delega al governo sull’energia nucleare sostenibile, già approvata alla Camera e il via libera al collegato alla manovra in materia di agricoltura, il cosiddetto Coltiva-Italia approvato alla Camera prima di andare in ferie.

Nel mese di chiusura, si approfitterà di un restyling dell’impianto video dell’aula della Camera. L’anno scorso la pausa estiva era stata dedicata al cambio dei microfoni nell’emiciclo, quest’anno sarà la volta delle telecamere. Sarà istallato un impianto più moderno, in alta risoluzione.

Energia, Arera rafforza vigilanza mercato elettrico: forte rialzo prezzi

Roma, 6 ago. (askanews) – Arera, l’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente, ha disposto il rafforzamento dell’Unità di vigilanza sul mercato elettrico, in stretto coordinamento con il Gestore dei mercati energetici e con Terna, a fronte del forte rialzo del Prezzo unico nazionale dell’energia elettrica, salito a circa 207 euro/MWh.

Il rafforzamento del monitoraggio si collega alle attività che l’Autorità sta già portando avanti nell’ambito del quadro europeo Remit, che disciplina l’integrità e la trasparenza dei mercati energetici all’ingrosso.

“L’attuale incremento dei prezzi – spiega Arera – appare riconducibile principalmente a fattori oggettivi che stanno interessando l’intero contesto energetico europeo. Tra questi, la persistente scarsità dell’offerta di gas sui mercati internazionali, l’aumento della domanda elettrica dovuto alle elevate temperature e le limitazioni alla produzione di energia in diversi Paesi europei a causa delle condizioni climatiche eccezionali. Allo stato attuale, non emergono evidenze di anomalie di mercato tali da spiegare l’andamento dei prezzi”.

“Il rafforzamento dell’attività di vigilanza rappresenta una misura prudenziale finalizzata ad assicurare un monitoraggio ancora più tempestivo e approfondito dell’evoluzione dei prezzi, dei volumi scambiati e dei comportamenti degli operatori”.

“Voglio rassicurare cittadini, imprese e operatori sul fatto che l’Autorità sta monitorando il mercato con la massima attenzione, utilizzando tutti gli strumenti di vigilanza a propria disposizione”, dichiara Nicola Dell’Acqua, presidente di Arera. “Continueremo a presidiare il corretto funzionamento del mercato attraverso gli strumenti di monitoraggio e controllo già previsti dalla regolazione, al fine di garantire che i prezzi riflettano correttamente le dinamiche di domanda e offerta e che il mercato operi nel pieno rispetto delle regole di trasparenza, concorrenza e integrità”.

Club Tenco: "Per noi Francesco Guccini punto di riferimento assoluto"

Roma, 6 ago. (askanews) – “Per noi del Club Tenco Francesco Guccini non era solamente un cantautore. Era un punto di riferimento assoluto, uno dei primissimi che ha creduto nella forza visionaria dell’idea di Amilcare Rambaldi: presente già prima della rassegna e della nascita del Premio Tenco, molto generoso in tutti questi anni”. Così il Club Tenco in una nota ricorda Francesco Guccini.

“Con alcuni di noi il rapporto era diventato un legame profondo e fraterno. Dell’intellettuale e del cantautore sappiamo tutto: ha rivoluzionato la direzione della canzone italiana, ha creato una dignità letteraria che prima era messa in discussione, perché la canzone sembrava un’arte di serie B.”, si legge nel testo.

“Francesco Guccini è stato un artista straordinario, che ha abbracciato tutte le potenzialità della canzone: da quella di lotta a quella intima, dagli americani ai francesi, lui è stato un raccordo e un caleidoscopio di capacità artistiche. Il Club Tenco non sarebbe stato lo stesso senza Francesco Guccini: La nostra gratitudine è immensa, il nostro dolore incolmabile”, conclude la nota.

Napoli, Siglato protocollo Commercialisti e Autorità Portuale

Roma, 6 ago. (askanews) – “Con la sottoscrizione di questo protocollo d’intesa rafforziamo una collaborazione strategica tra l’Autorità di Sistema Portuale e l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli. L’Autorità Portuale amministra la più importante area industriale della Campania e poter contare sul contributo di un Ordine professionale che affianca e sostiene il sistema imprenditoriale del territorio rappresenta un valore aggiunto. Oggi Napoli, grazie al suo porto, è tornata a ricoprire un ruolo centrale nel Mediterraneo. Abbiamo completato gli interventi finanziati dal PNRR e disponiamo di nuove risorse per proseguire il percorso di sviluppo, realizzando un’infrastruttura sempre più moderna, efficiente e capace di rispondere alle esigenze del traffico commerciale e turistico”.

Lo ha dichiarato Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità Portuale a margine della firma del Protocollo d’intesa tra l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli e l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale per la promozione della cultura e dell’economia del mare, lo sviluppo delle competenze professionali e l’attivazione di forme di collaborazione nei settori portuale, marittimo, logistico e retroportuale, siglato nella sede dei professionisti partenopei a piazza dei Martiri.

Soddisfatto Matteo De Lise, presidente Odcec Napoli: “Ringrazio il presidente Cuccaro per aver promosso e sottoscritto questo protocollo d’intesa, che rafforza la collaborazione tra l’Autorità Portuale e l’Ordine dei Commercialisti. Il porto rappresenta il principale motore economico del nostro territorio ed è fondamentale che i progetti e le iniziative dell’Autorità siano compresi e valorizzati da cittadini, imprese e investitori. Napoli ha bisogno di uno scalo moderno ed efficiente e il lavoro che il presidente Cuccaro sta portando avanti va proprio in questa direzione. Siamo convinti che lo sviluppo del porto possa diventare il punto di partenza per una nuova fase di crescita della città, con i commercialisti chiamati a svolgere un ruolo di primo piano. L’America’s Cup rappresenta una straordinaria opportunità, ma deve essere solo l’inizio di un percorso di rilancio stabile e duraturo dell’intera area portuale. Il porto di Napoli è il più importante del Mezzogiorno sotto il profilo economico e strategico: una sua riorganizzazione può generare un impatto significativo non solo per la città, ma per tutto il Sud Italia”.

Alla Camera bagarre e bende opposizioni dopo no a uso chat Delmastro

Roma, 6 ago. (askanews) – Bagarre mercoledì alla Camera dopo il no dell’Aula alla richiesta della Procura di Roma di utilizzare le chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (Fdi) e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese. A scrutinio segreto – richiesto da Pd, Avs e M5s – i sì alla relazione della Giunta per le autorizzazioni (contraria alla richiesta) sono stati 206, i no 133.

Originale protesta in Aula dei deputati Avs – al termine della dichiarazione di voto di Elisabetta Piccolotti – durante la quale gli esponenti si sono messi una benda bianca sugli occhi.

E poi la protesta dei 5Stelle, al termine dell’intervento del leader Giuseppe Conte: i deputati e contestualmente i senatori pentastellati – durante le comunicazioni di Giorgetti – hanno sollevato i cellulari inscenando un’azione simbolica di protesta e richiamando la campagna #fuorilechat promossa in queste settimane dal Movimento 5 Stelle.

Infine, mercoledì, si è tenuta anche la prima conferenza stampa di Futuro Nazionale alla Camera: l’ex generale Roberto Vannacci ai giornalisti, al termine di un incontro fiume, a proposito del ruolo dentro o fuori la coalizione di centrodestra:

“Un’alleanza di centrodestra sulla rotta giusta, gli stessi obiettivi che la stessa alleanza di centrodestra si era data all’inizio del mandato. Se guardate a quelli che erano i propositi di inizio mandato, non mi sembra che siano così diversi da quelli che Fn sta proponendo in questo momento”.

Guccini, Cristiano De André: voce libera, tra poesia e impegno civile

Roma, 6 ago. (askanews) – “Con la scomparsa di Francesco Guccini se ne va una parte fondamentale della storia del cantautorato italiano. Come mio padre, ha rappresentato una voce libera, capace di raccontare il nostro Paese con poesia, impegno civile e spirito di resistenza. La sua è una perdita immensa per la cultura italiana e per tutti coloro che nelle sue canzoni hanno trovato uno sguardo lucido, umano e vero sulla realtà. Ciao Francesco. Che la terra ti sia lieve”: così Cristiano De André sui suoi social ricorda Francesco Guccini.

Le ultime sul caldo

Roma, 6 ago. (askanews) – Dopo il record storico di oggi con tutte e 27 le città prese in considerazione in “bollino rosso”, il picco di questa quarta ondata di calore sembra passato, anche se i prossimi saranno comunque giorni bollenti in gran parte dell’Italia, soprattutto al Centro-Sud.

Secondo l’ultimo bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, aggiornato ad oggi, sabato 8 agosto le città in “bollino rosso” scendono infatti a 21. Saranno Bologna, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Viterbo, Catania, Genova, Palermo, Trieste, Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria.

Prevista una tregua al Nord, con “Bollino giallo” per Bolzano, Brescia, Milano, Torino, Venezia e Verona.

Domani invece, venerdì 7 agosto, ancora “bollino rosso” per 26 città su 27: Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo, Catania, Genova, Palermo, Trieste, Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria. Si “salva” solo Bolzano, prevista in “bollino giallo”.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Commerzbank, Orlopp: non prevediamo cambiamenti su governance a breve

Roma, 6 ago. (askanews) – Commerzbank non prevede cambiamenti a breve termine alla sua governance, a seguito del completamento dell’offerta di UniCredit. Tutte le approvazioni necessarie delle autorità sono attese per il quarto trimestre di quest’anno. “Ed è per questo che è così importante mantenere un dialogo costruttivo, in modo da poter fare tutto correttamente e bene insieme”, ha spiegato l’amministratore delegato, Bettina Orlopp durante una conferenza stampa dopo la pubblicazione dei risultati di bilancio.

Con UniCredit “ci siamo sentiti costantemente. Non dobbiamo dimenticare che ci parliamo regolarmente da ottobre 2024. Queste discussioni sono sempre costruttive e professionali. Quindi, naturalmente, sono già in corso delle discussioni, perché ci sono alcuni dettagli tecnici da chiarire, una volta ottenute le approvazioni normative. E per il resto, ovviamente, lavoreremo insieme – ha proseguito – per trovare una soluzione che speriamo sia costruttiva e valida”.

Dato che le due banche si trovano in una posizione di competitori sul mercato della Germania, bisogna soppesare anche questo aspetto, oltre a quelli della tutela degli azionisti e delle richieste delle autorità di vigilanza bancaria. Orlopp ha spiegato che con le trattative delle prossime settimane e mesi con UniCredit si conta, auspicabilmente, di arrivare anche a una “dichiarazione congiunta”.

“Si tratta ancora di una situazione particolare. Perché c’è ancora un numero molto elevato di azionisti di minoranza e perché restiamo nella stessa posizione competitiva”, ha proseguito.

Interpellata sulla possibilità che UniCredit assuma il controllo della banca tedesca già nel quarto trimestre: “Cosa significa ‘controllo’? Controllo significa che abbiamo un azionista di maggioranza, certo. Ma la banca rimane comunque quotata in borsa. E continuerà ad esserlo”. Orlopp ha citato il caso della controllata polacca di Commerzbank, che continua ad operare in maniera indipendente e non è in concorrenza con la banca tedesca. Quindi sulla governance “non sono previsti cambiamenti a breve termine”, ha detto. Piuttosto “non vediamo l’ora di presentarvi ulteriori risultati, speriamo da record”.

Quanto a eventuali assemblee degli azionisti: “Ci sarà sicuramente un’assemblea ordinaria. Se ce ne sarà una straordinaria, non posso rispondere. A questa domanda dovrà rispondere UniCredit”, ha concluso. (Fonte immagine: Commerzbank AG).

Caldo, sabato città in "bollino rosso" calano a 21. Tregua al Nord

Roma, 6 ago. (askanews) – Dopo il record storico di oggi con tutte e 27 le città prese in considerazione in “bollino rosso”, il picco di questa quarta ondata di calore sembra passato, anche se i prossimi saranno comunque giorni bollenti in gran parte dell’Italia, soprattutto al Centro-Sud.

Secondo l’ultimo bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, aggiornato ad oggi, sabato 8 agosto le città in “bollino rosso” scendono infatti a 21. Saranno Bologna, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Viterbo, Catania, Genova, Palermo, Trieste, Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria.

Prevista una tregua al Nord, con “Bollino giallo” per Bolzano, Brescia, Milano, Torino, Venezia e Verona.

Domani invece, venerdì 7 agosto, ancora “bollino rosso” per 26 città su 27: Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo, Catania, Genova, Palermo, Trieste, Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria. Si “salva” solo Bolzano, prevista in “bollino giallo”.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Venezia83, omaggio a Hugo Pratt: proiezione speciale di "Hugo a Venezia"

Roma, 6 ago. (askanews) – La Biennale di Venezia ha annunciato insieme alla Settimana Internazionale della Critica e alle Giornate degli Autori la proiezione speciale fuori concorso de “Il desiderio di essere inutile – Hugo a Venezia”, omaggio al celebre fumettista Hugo Pratt, diretto da Stefano Knuchel e prodotto da Fiumi Film.

In occasione del centenario della sua nascita, che ricorrerà nel 2027, la Biennale di Venezia, la Settimana Internazionale della Critica e le Giornate degli Autori celebrano insieme il percorso di un artista le cui storie sono molto più di semplici avventure: sono riflessioni sul viaggio, sulla libertà, sull’identità e sul desiderio di conoscere l’altro.

Con il suo tratto essenziale ed elegante e una narrazione colta e poetica, Hugo Pratt ha rivoluzionato il fumetto, dimostrando come la letteratura disegnata possa raccontare la complessità dell’animo umano con la stessa intensità del romanzo e del cinema. Ancora oggi è considerato uno dei maggiori maestri del fumetto d’autore e la sua eredità continua a ispirare artisti, scrittori e lettori in tutto il mondo.

La proiezione speciale de “Il desiderio di essere inutile – Hugo a Venezia” si terrà nella Sala Casinò del Palazzo del Casinò (Lido di Venezia) sabato 12 settembre alle 15. Il film conclude la trilogia dedicata a Pratt, iniziata con “Hugo in Africa” (2009) e proseguita con “Hugo in Argentina” (2021). Il documentario non si limita a raccontare la biografia dell’autore, ma esplora la nascita del suo immaginario artistico e il modo in cui viaggi, incontri e culture diverse hanno contribuito alla costruzione della sua opera. Il racconto si sviluppa tra Venezia, luogo delle origini, il Pacifico, simbolo dell’avventura e dell’altrove, e la Svizzera, spazio della memoria e degli ultimi anni di vita. Attraverso materiali d’archivio, fotografie, documenti inediti e le registrazioni esclusive delle conversazioni tra Hugo Pratt e il biografo Dominique Petitfaux, il film restituisce un ritratto intimo dell’autore e della sua visione del mondo.

Il titolo “Il desiderio di essere inutile” richiama una celebre espressione di Hugo Pratt e racchiude un duplice significato. Da un lato rappresenta la rivendicazione del fumetto come forma d’arte, a lungo considerata marginale ma elevata da Pratt a linguaggio di grande valore letterario e artistico; dall’altro esprime una filosofia di vita fondata sulla libertà, sul rifiuto di ridurre l’esistenza a una funzione o a un’utilità e sulla disponibilità ad accogliere l’imprevisto e l’avventura. Il titolo costituisce inoltre un omaggio al libro di conversazioni tra Hugo Pratt e Dominique Petitfaux (“Le désir d’être inutile: Souvenirs et réflexions”), divenuto un testo fondamentale per comprendere il percorso umano e artistico dell’autore. Arricchito dalle testimonianze di Patrizia Zanotti, Dominique Petitfaux, Thierry Thomas e Marco Steiner, il documentario conclude una ricerca cinematografica durata vent’anni, restituendo Hugo Pratt come uno dei più importanti autori della letteratura disegnata e una figura ancora oggi capace di parlare al pubblico contemporaneo.

Hugo Pratt (1927-1995) è stato uno dei più grandi autori di fumetti del Novecento, capace di trasformare questo linguaggio in una vera forma di letteratura. Nato a Rimini e cresciuto a Venezia, trascorse l’infanzia tra le calli della laguna e gli anni difficili della Seconda guerra mondiale, esperienze che segnarono profondamente la sua sensibilità. La sua vita fu caratterizzata da continui viaggi: visse in Etiopia, Argentina, Inghilterra, Francia e Svizzera, entrando in contatto con culture, paesaggi e tradizioni diverse che alimentarono costantemente il suo immaginario. Pratt non fu soltanto un disegnatore, ma un instancabile esploratore, affascinato dalla storia, dalla geografia, dalla letteratura e dai miti di ogni popolo. Tutto ciò confluisce nelle sue opere, dove realtà e fantasia si intrecciano con naturalezza. La sua creazione più celebre è Corto Maltese, un marinaio libero, ironico e anticonvenzionale che attraversa il mondo inseguendo più la curiosità che la ricchezza. Attraverso questo personaggio, Pratt racconta un’epoca di grandi cambiamenti storici, popolata da rivoluzionari, poeti, pirati, spie e sognatori. Tuttavia, la sua produzione artistica è molto più ampia e comprende opere come Gli scorpioni del deserto, ambientata durante la Seconda guerra mondiale in Africa; Anna nella giungla, una delle sue prime serie d’avventura; Wheeling, ispirata alla storia della frontiera nordamericana; Jesuit Joe, che affronta il tema dell’identità e della giustizia attraverso la figura di un giovane meticcio canadese, e Cato Zulu, ambientata nell’Africa coloniale. Attraverso questi racconti, Pratt dimostra una straordinaria capacità di unire documentazione storica, immaginazione e riflessione umana. Le sue storie non sono semplici avventure, ma riflessioni sul viaggio, sulla libertà, sull’identità e sul desiderio di conoscere l’altro. Il suo tratto essenziale ed elegante, unito a una narrazione colta e poetica, ha rivoluzionato il fumetto, dimostrando che una tavola disegnata può emozionare, far riflettere e raccontare la complessità dell’animo umano con la stessa intensità di un romanzo. Ancora oggi Hugo Pratt è considerato un punto di riferimento imprescindibile per il fumetto d’autore e la sua eredità continua a ispirare artisti, scrittori e lettori di tutto il mondo.

Addio a Francesco Guccini: il poeta del Mulino ha chiuso il suo lungo viaggio

Si è spento questa mattina a Pavana, fra le sue montagne e il sussurro dell’Appennino, Francesco Guccini. Aveva 86 anni. Lo hanno stretto fino all’ultimo l’amore della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei suoi cari, in quel rifugio tosco-emiliano che per lui non è mai stato un semplice indirizzo, ma una vera e propria postura dell’anima.

La famiglia ha comunicato che, nel rispetto delle volontà dell’artista, le esequie si terranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata, chiedendo che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità. Una cerimonia commemorativa aperta a chi lo ha amato verrà invece organizzata nel mese di settembre.

Con la sua scomparsa se ne va l’ultimo grande gigante della canzone d’autore italiana, l’uomo che ha trasformato la quotidianità in epica. Nato a Modena il 14 giugno 1940, figlio di un impiegato postale originario della Toscana e di una casalinga emiliana, Guccini si trasferì a Bologna nel 1961: la città sarebbe diventata il cuore pulsante della sua vita artistica e umana, il luogo dove la voce roca e il timbro popolare si sarebbero fatti linguaggio universale.

Guccini non è stato soltanto un cantautore: è stato una bussola per intere generazioni che nelle sue parole hanno imparato a leggere il mondo, a dubitare delle certezze e a non piegarsi mai ai compromessi del potere. Nei suoi testi conviveva il registro aulico e quello popolare, la citazione colta e il racconto d’osteria, l’esistenzialismo e l’ironia bonaria. Da “La locomotiva”, inno di rabbia sociale diventato manifesto di intere generazioni, ad “Auschwitz”, grido di memoria contro l’orrore della Storia, fino ai ritratti umanissimi di osti, amici e compagni di strada che popolano il suo ultimo album, “Canzoni da Osteria”, disco d’oro pubblicato nel novembre 2023: Guccini ha sempre scelto di raccontare l’Italia dal basso, senza mai concedersi alla retorica.

Le sue condizioni di salute si erano aggravate nell’ultimo periodo, dopo il ricovero ospedaliero del 2025 e una parziale cecità che negli ultimi anni lo aveva progressivamente allontanato dalle scene, senza però intaccarne la lucidità e l’ironia proverbiali.

Oggi che le sue parole tacciono e il vino degli incontri si fa ricordo, resta la consapevolezza che le sue storie non smetteranno di camminare. Francesco Guccini ha tirato giù la serranda, ma la sua locomotiva lanciata contro l’ingiustizia continua a correre, e non si fermerà.

A Toni Servillo il Premio Faraglioni Capri International 2026

Roma, 6 ago. (askanews) – Sarà una serata all’insegna del cinema, del teatro, della musica e della cultura quella della 31esima edizione del Premio Faraglioni Capri International, in programma domenica 30 agosto nel suggestivo scenario del Chiostro Grande della Certosa di San Giacomo, tra i luoghi più affascinanti e ricchi di storia dell’Isola Azzurra.

Protagonista assoluto dell’evento sarà Toni Servillo, uno dei più autorevoli interpreti del panorama artistico internazionale, capace di rappresentare l’eccellenza del teatro e del cinema italiano nel mondo. Al Maestro sarà conferito il prestigioso riconoscimento che, da oltre trent’anni, celebra le personalità che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della cultura, della musica, del cinema e dello spettacolo.

Prima della consegna del Premio, sarà lo stesso Toni Servillo ad offrire al pubblico un suo intervento teatrale, un momento artistico dedicato che aprirà la cerimonia e accompagnerà gli spettatori in un viaggio attraverso il suo straordinario percorso umano e professionale, rendendo ancora più intensa una serata pensata come autentico omaggio alla sua carriera.

Servillo ha accolto con emozione il conferimento del Premio Faraglioni Capri International, dichiarando: “Sono grato a Capri Arte e ai fratelli Damino per aver voluto conferirmi il Premio Faraglioni Capri International, che nelle trenta precedenti edizioni ha onorato tanti nomi prestigiosi della musica, del cinema e dello spettacolo dal vivo. Sono inoltre lieto di essere premiato in uno dei luoghi della Campania più apprezzati nel mondo per storia, cultura e bellezze naturali”.

L’omaggio del Premio Faraglioni arriva in una stagione particolarmente significativa per l’artista. Per la sua interpretazione ne “La grazia” di Paolo Sorrentino, Toni Servillo ha infatti conquistato la Coppa Volpi alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, oltre al suo quinto Nastro d’Argento e al Globo d’Oro come Miglior Attore, confermando ancora una volta il suo straordinario prestigio artistico anche a livello internazionale.

A condurre la serata sarà la giornalista RAI Eleonora Daniele.

Ad arricchire il programma saranno anche gli omaggi musicali di Simona Molinari, tra le interpreti più eleganti della scena musicale italiana contemporanea, vincitrice della Targa Tenco e artista capace di fondere con raffinata personalità jazz, canzone d’autore e sonorità moderne, e del duo Ebbanesis, formato da Viviana Cangiano e Serena Pisa, protagoniste di un originale percorso artistico dedicato alla tradizione musicale napoletana. Per l’occasione proporranno alcuni brani tratti dal loro apprezzato progetto ispirato al Così fan tutte di Mozart, con adattamento di Andrej Longo e riduzione musicale di Leandro Piccioni e Mario Tronco, una rilettura originale del capolavoro mozartiano attraverso la storica tradizione della posteggia napoletana.

Il Premio Faraglioni Capri International che sarà consegnato dal Sindaco Paolo Falco, consiste in una scultura in argento raffigurante i celebri Faraglioni dell’Isola, simbolo di Capri nel mondo, fissata su una base in marmo che richiama il colore del mare caprese, realizzata dai Maestri Argentieri di Pierino Gioielli di Anacapri.

Il premio è ideato, prodotto e organizzato da Capri Arte dei fratelli Aldo e Bruno Damino.

L’iniziativa si avvale del patrocinio morale e della collaborazione istituzionale della Città di Capri. Partner ufficiali della manifestazione sono il Grand Hotel Quisisana, Polis Consulting, e Kimbo, storico Main Sponsor dell’evento.

Cinema, "Robin Hood, il prezzo del sangue" in sala dal 12 agosto

Roma, 6 ago. (askanews) – Un fuorilegge che ha vissuto tra menzogne, crimini e vendette, il cui passato lo ha condannato a un’esistenza tormentata e consumata dal peso delle proprie scelte. È il “nobile” bandito di Sherwood, proposto in versione rivista e corretta da Robin Hood – il prezzo del sangue (The Death of Robin Hood), nuovo film di Michael Sarnoski (che firma regia e sceneggiatura), con Hugh Jackman nei panni del protagonista, affiancato nel cast da Jodie Comer (“Killing Eve” e “The Last Duel”) e Bill Skarsgård (“Nosferatu” e “John Wick – Capitolo 4”), in arrivo nelle sale italiane il 12 agosto con I Wonder Pictures.

Il film ridefinisce completamente il mito del celebre eroe di Sherwood, presentandolo non come un paladino della giustizia ma come un efferato bandito tormentato dai crimini del suo passato. La trama si concentra su un Robin Hood ormai anziano, stanco e gravemente ferito dopo quella che credeva fosse la sua ultima battaglia, costretto a fare i conti con la colpa, il rimorso e il peso del sangue versato durante la sua vita violenta.

L’idea di The Death of Robin Hood nasce nel 2024 come una reinterpretazione dark della figura leggendaria di Robin Hood. La visione di Michael Sarnoski promette di trasformare il mito dell’eroe in una storia più realistica e drammatica. Dietro le quinte, la produzione è sostenuta da A24, insieme a Lyrical Media e Ryder Picture Company, realtà famose per la loro attenzione a progetti audaci e innovativi (è stato prodotto da A24 “Everything Everywhere All at Once”, che ha trionfato alla 95ª edizione dei Premi Oscar nel marzo 2023). I diritti di distribuzione statunitense sono stati acquisiti da A24 durante il Marché du Film del Festival di Cannes. Le riprese principali sono iniziate a febbraio 2025 in Irlanda del Nord, tra Belfast Harbour Studios, Silent Valley, Glenarm e Murlough Bay. I paesaggi aspri e suggestivi hanno contribuito a creare un’atmosfera cupa e riflessiva, lontana dai set più “romantici” delle versioni classiche. Dopo mesi di post-produzione, il film arriva in sala un periodo dominato dai blockbuster familiari per un target e un’esperienza differenti.

Guccini, Prodi: perdo un amico, ci lascia un grande poeta

Roma, 6 ago. (askanews) – “Ci ha lasciato un grande poeta, un grande musicista e un uomo generoso che tutti noi, con affetto, chiamavamo il ‘maestrone’. Con la scomparsa di Francesco Guccini perdo un amico che solo poche settimane fa sono andato a trovare: mi piaceva chiacchierare con lui e mi mancherà poterlo fare ancora. Le sue canzoni hanno segnato la cultura di intere generazioni, comprese quelle più giovani, perchè Guccini ha saputo trasmettere valori e cultura attraverso la sua musica e i suoi libri. Amatissimo da Bologna, la sua notorietà come musicista e come scrittore non era certo limitata all’Emilia. Una terra che ha fortemente amato e raccontato, con tutta la poesia dei suoi versi che tradivano il grande affetto che lo legava alla sua terra. Il mio pensiero più affettuoso va alla moglie, alla figlia, a tutta la sua famiglia e ai tantissimi che gli hanno voluto bene”. Lo afferma Romano Prodi, ex presidente del Consiglio.

Guccini, Schlein: non ha mai smesso di stare dalla parte degli ultimi

Roma, 6 ago. (askanews) – “Con la chitarra e con le parole Francesco Guccini ha raccontato le ingiustizie, i sogni, le rabbie e le speranze del nostro Paese. E l’Italia delle province, delle fabbriche, delle partenze e dei ritorni, senza retorica. Non ha mai smesso di stare dalla parte degli ultimi e di dire la verità, anche quando era scomoda. In un tempo di slogan e rumore, ci ha ricordato il valore del pensiero, della memoria, della bellezza. Alla famiglia e a tutte e tutti quelli che gli hanno voluto bene va il cordoglio più profondo mio personale di tutta la comunità democratica”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

Grazie di Curtatone, torna a Ferragosto la Fiera delle Grazie

Grazie di Curtatone, 6 ago. (askanews) – Grazie di Curtatone (Mantova) si prepara ad accogliere, dal 13 al 16 agosto, oltre 100mila visitatori per l’Antichissima Fiera delle Grazie, in programma in occasione della Festa dell’Assunta e dedicata all’arte madonnara.

Cuore della manifestazione è il 52° Incontro Nazionale dei Madonnari, in programma dal 13 al 15 agosto. Per la prima volta gli artisti avranno a disposizione due giorni e due notti per realizzare le loro opere: saranno 140 i madonnari italiani e internazionali impegnati sul sagrato del Santuario della Beata Vergine delle Grazie, trasformato per l’occasione in un atelier a cielo aperto.

L’edizione 2026 è dedicata al messaggio di San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della sua morte, e introduce il marchio “Madonnari delle Grazie”, nato per valorizzare gli artisti e il legame con il borgo. Tra le novità anche il progetto “888”, un cammino di quasi 400 chilometri da Grazie ad Assisi che coinvolgerà otto artiste, attraversando undici città e quattro regioni, tra musica, danza, arte e spiritualità.

La fiera proporrà inoltre circa 200 espositori, incontri, spettacoli, celebrazioni religiose, iniziative per le famiglie e i sapori della tradizione mantovana, con il tradizionale panino con il cotechino. A fare da sfondo il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, il fiume Mincio e la fioritura dei fiori di loto.

L’edizione 2026 punta così a coniugare tradizione e nuove progettualità, confermando Grazie di Curtatone come luogo simbolo di una tradizione artistica unica.

Ucraina, missili nordcoreani alla Russia? Mosca: del tutto logico

Roma, 6 ago. (askanews) – La Corea del Nord ha già avviato il dispiegamento in Russia di un’unità missilistica destinata a sostenere gli attacchi contro l’Ucraina e sta addestrando nuove truppe in vista di un ulteriore possibile invio al fianco delle forze di Mosca. È quanto sostiene l’intelligence militare ucraina (Gur), secondo cui l’unità sarebbe composta da circa 90 militari, sei lanciatori e fino a 120 missili balistici KN-23 e KN-24, con base prevista nella regione russa di Voronezh. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Mosca punta a far arrivare altri 30.000 militari nordcoreani, mentre, secondo l’intelligence sudcoreana, Pyongyang ha avviato il reclutamento di personale per un nuovo dispiegamento in Russia.

Le indiscrezioni, rilanciate da Reuters sulla base di fonti dell’intelligence ucraina, stanno trovando ampio spazio anche sui media russi, con commenti in odore di conferma.

Il primo vicepresidente della commissione Difesa della Duma, Aleksej Zhuravlyov, ha dichiarato a Gazeta.ru che sarebbe “del tutto logico” per la Russia utilizzare armamenti forniti da un partner strategico come la Corea del Nord. Il deputato ha affermato che Pyongyang è l’unico alleato ad aver sostenuto Mosca anche con proprie truppe e ha aggiunto che non vi sarebbe “nulla di censurabile” nell’impiego di lanciatori e missili nordcoreani contro l’Ucraina. Zhuravlyov auspica inoltre un contributo militare anche da parte di India e Cina. Tra Russia e Corea del Nord è in vigore il Trattato di partenariato strategico globale, firmato nel giugno 2024, che contiene una clausola di assistenza militare reciproca in caso di aggressione armata, a differenza del Trattato di partenariato strategico globale sottoscritto con Teheran nel gennaio 2025, che non prevede un analogo obbligo di mutua difesa.

Nella stessa direzione si colloca un’analisi pubblicata dal sito russo Stolitsa.ru, che cita il celebre ‘voenkor’ (corrispondente militare) Aleksandr Kots. Pur affermando di non poter verificare le informazioni diffuse dall’intelligence ucraina e dai media occidentali, l’articolo sostiene che “sarebbe ottimo se fosse vero”.

L’articolo ricorda che il KN-23 è un missile balistico tattico con gittata di circa 700 chilometri e testata da 500 chilogrammi, mentre il KN-24 ha una gittata di circa 400 chilometri e una testata da 400 chilogrammi. Entrambi vengono indicati come analoghi rispettivamente del russo Iskander-M e dell’americano Atacms e destinati a colpire depositi, aeroporti, infrastrutture e altri obiettivi nelle retrovie ucraine.

Reuters evidenzia come il possibile dispiegamento rappresenterebbe un ulteriore passo nell’approfondimento della cooperazione militare tra Mosca e Pyongyang. Dalla fine del 2024 la Corea del Nord ha inviato in Russia migliaia di militari, impiegati in particolare nella regione di Kursk, oltre ad aver annunciato l’invio di mille genieri e cinquemila operai militari per le operazioni di sminamento e ricostruzione.

Le valutazioni ucraine e di altre fonti indipendenti attribuiscono a Pyongyang la fornitura alla Russia di milioni di proiettili d’artiglieria e mortaio, sistemi di artiglieria, lanciarazzi multipli e missili balistici KN-23 e KN-24. Secondo l’intelligence militare ucraina, entro l’inizio del 2025 sarebbero già stati consegnati 148 missili di questo tipo, mentre continuerebbe anche il reclutamento di nuovo personale destinato a un eventuale impiego in Russia.

Il Papa ai giovani: osate credere, diventate umani, andiamo ai margini

Roma, 6 ago. (askanews) – “Cari giovani, oggi l’Europa e il mondo intero cercano in voi nuovi santi: osate credere nella parola del Vangelo, diventate umani con la libertà di Gesù Cristo, abbracciate sorella povertà! Il titolo del vostro incontro – Go! – è una missione, un invio su strade di cui non abbiamo le mappe, perché si aprono ascoltando il cuore, obbedendo allo Spirito, seguendo il Risorto dove ha voluto precederci. Go! Andate! O meglio ancora: andiamo! Let’s go! Ai margini, dove l’ingiustizia e la prepotenza di pochi negano la dignità e i sogni di molti, di troppi figli e figlie di Dio”. Così Papa Leone XIV durante l’omelia nella Messa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, con i partecipanti all’incontro “GO! Franciscan Youth Meeting 2026”.

“Siamo qui per vincere la rassegnazione e la paura, per sciogliere i dubbi che trattengono anche noi, come trattenevano gli apostoli. Gesù ci chiama a dialogare con la sua storia, per scrivere nuove pagine di storia”, ha proseguito il Papa, ricordando che “la ragione per cui San Francesco, ottocento anni dopo la sua morte, ci attrae ancora, sta nella magnifica umanità che lo portò ad abbandonare le vie già tracciate, perché se ne aprisse una nuova, più coerente col cammino di Gesù. Anche in una città già da secoli cristiana, come Assisi, questo apparve rivoluzionario”.

Eurozona, a giugno vendite commercio tornano a calare: -0,3% da maggio

Roma, 6 ago. (askanews) – Sono tornate a calare a giugno le vendite realizzate dal commercio al dettaglio nell’insieme dell’eurozona: di un meno 0,3% rispetto al mese precedente, che segue la risalita dello 0,4% di maggio che, a sua volta, si era verificata dopo una contrazione dello 0,4% su aprile. I dati sono stati riferiti da Eurostat, secondo cui nel confronto su base annua la dinamica di crescita delle vendite si è smorzata allo 0,7%, a fronte del più 1,9% di maggio.

A giugno le vendite di alimentari di bevande e tabacchi hanno segnato il calo più netto, meno 0,5% dal mese precedente, mentre le vendite di prodotti non alimentari – carburanti esclusi – sono calate dello 0,4%. Le vendite di carburanti per autotrasporto sono rimbalzate dell’1,5%, tenuto presente che i dati forniti da Eurostat sono in volumi, e quindi non risentono dei prezzi, dopo due mesi di forti cali (-3,6% ad aprile -1,8% a maggio).

Addio a Francesco Guccini, il cantautore italiano è morto a 86 anni

Roma, 6 ago. (askanews) – Francesco Guccini è morto questa mattina a Pavana (Pistoia) all’età di 86 anni . Lo rende noto la famiglia sottolineando che “nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata”. La famiglia, “nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto”. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre.

Calcio, Fifa: piena fiducia a Infantino dopo il caso dei fondi privati

Roma, 6 ago. (askanews) – La Fifa ribadisce la piena fiducia nel presidente Gianni Infantino e archivia definitivamente il progetto che prevedeva un possibile coinvolgimento di fondi privati nella gestione dei Mondiali, riconoscendo però errori nella gestione della vicenda.

Al termine della riunione del Consiglio direttivo svoltasi a Rabat, in Marocco, la Federcalcio mondiale ha diffuso una nota nella quale ammette che “il processo avrebbe dovuto essere gestito diversamente” e che, dopo la diffusione della proposta sui media, “sono stati commessi degli errori”. La Fifa rende noto che sono state presentate scuse formali al Consiglio e alle 211 federazioni affiliate, con l’impegno a evitare il ripetersi di situazioni analoghe. È stata inoltre annunciata una revisione interna, i cui risultati saranno presentati nella prossima riunione del Consiglio.

La federazione precisa che la proposta è stata ritirata e “non è più oggetto di discussione”, sottolineando tuttavia che tutte le procedure seguite sono state svolte “nel pieno rispetto del quadro normativo Fifa”. L’organizzazione aggiunge che continuerà a collaborare con le federazioni affiliate per sostenere lo sviluppo del calcio attraverso il programma FIFA Forward.

Nel comunicato viene inoltre ribadito il pieno sostegno del Segretario generale e dei membri del Consiglio direttivo presenti a Rabat nei confronti di Infantino, definito l’unico funzionario eletto dalle 211 federazioni affiliate. Lo stesso presidente ha confermato la propria fiducia nel Segretario generale e nell’amministrazione della Fifa, evidenziando la necessità di migliorare ulteriormente i processi decisionali, la comunicazione e l’interazione tra gli organi di governo dell’organizzazione.

Secondo la Fifa, gli esiti dell’incontro in Marocco contribuiranno a rafforzare la governance dell’organizzazione, a ripristinare la fiducia e a preparare in modo “unito e trasparente” le prossime grandi sfide del calcio mondiale.

Atletica, Kelly Doualla nella finale dei 100 ai Mondiali Under 20

Roma, 6 ago. (askanews) – Dopo 30 anni un’azzurra torna in finale nei 100 metri ai Mondiali under 20: merito della sedicenne Kelly Doualla che dopo la batteria vince anche la sua semifinale a Eugene con 11.36 (-0.2), sesto crono complessivo. L’ultima finalista era stata Manuela Levorato, settima nel 1996, in precedenza c’era riuscita Giada Gallina nel 1992. Finale nella notte tra giovedì e venerdì, diretta su eurovisionsport.com. Nei 100 maschili Daniele Orlando (10.41/+0.1) resta a tre centesimi dall’accesso alla finale, nei 5000 la migliore è Sofia Ferrari (17esima).

“Stasera rispetto a stamattina c’è un’aria più afosa e ‘pesante’ – commenta Doualla -. Può essere anche colpa dell’incendio non lontano da qui perché hanno consegnato anche le mascherine a chi facesse fatica a respirare. Sono comunque felice perché sono approdata in finale, quindi non poteva andare meglio di così. La finale di domani? Spero di essere tranquilla, di non avere pensieri che mi disturbino: è una finale mondiale, non ho nulla da perdere, spero di viverla il più felicemente possibile e di giocarmela”. (Foto GRana/Fidal)

Tennis, Arnaldi batte Marozsan e vola al terzo turno a Montreal

Roma, 6 ago. (askanews) – Buona la prima per Matteo Arnaldi al Masters 1000 di Montreal. Il tennista ligure supera all’esordio l’ungherese Fábián Marozsán con il punteggio di 7-5, 2-6, 6-4 e conquista l’accesso al terzo turno del torneo canadese dopo oltre due ore di battaglia.

Arnaldi ha costruito il successo con il consueto atteggiamento aggressivo, trovando il break decisivo nel dodicesimo game del primo set per chiudere 7-5. Nel secondo parziale ha invece pagato un passaggio a vuoto, complici alcuni doppi falli che hanno consentito a Marozsán di riequilibrare l’incontro imponendosi 6-2.

Nel set decisivo il sanremese ha ritrovato solidità, strappando il servizio all’avversario sul 4-3. Pur sprecando un match point e rischiando di riaprire la sfida nel game conclusivo, ha mantenuto lucidità nei momenti chiave, chiudendo l’incontro con un ace e due servizi vincenti.

Al terzo turno Arnaldi affronterà l’olandese Tallon Griekspoor, protagonista di un torneo fin qui brillante. Griekspoor ha infatti eliminato prima Lorenzo Sonego e poi la testa di serie numero uno Alexander Zverev. L’unico precedente tra Arnaldi e l’olandese risale all’ultimo Roland Garros, dove l’azzurro si impose in tre set.

L’Antitrust multa monopattini, e-bike sharing attivi a Roma per 2,675 mln

Roma, 6 ago. (askanews) – L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha concluso le istruttorie, avviate a novembre 2025, nei confronti dei tre operatori autorizzati a svolgere il servizio di micromobilità (e-bike e monopattini elettrici) nel territorio del Comune di Roma, per il periodo 2023-2026.

Bird, Dott e Lime sono state sanzionate complessivamente per 2,675 milioni di euro per aver ostacolato la fruizione dei pacchetti di corse gratuite (c.d. Pass), riservati agli abbonati annuali Metrebus, il titolo di viaggio per il trasporto pubblico locale romano, secondo gli obblighi assunti dagli operatori in sede di aggiudicazione del servizio.

In particolare, l’Autorità ha ritenuto che le tre società abbiano adottato misure e strutture organizzative inadeguate a gestire le richieste degli utenti, rendendo faticosa l’attivazione e lunga l’attesa per il rilascio dei Pass e, di conseguenza, riducendo il tempo a disposizione degli utenti per poterne fruire.

Inoltre, nei confronti di Bird, l’Autorità ha accertato anche un’altra pratica commerciale scorretta e cioè la disattivazione arbitraria degli account, senza un’informativa preventiva sulle circostanze che la legittimavano e senza un contraddittorio con gli utenti.

“Le condotte sanzionate – spiega l’Autorità – hanno un forte impatto sui consumatori, perché le tre società hanno limitato la fruizione di un servizio di mobilità che è complementare al trasporto pubblico locale e più sostenibile, grazie all’uso di mezzi meno inquinanti”.

Picardi, Sportface TV al fianco del CONI

Roma, 6 ago. (askanews) – “Mettere la nostra tecnologia al servizio dello sport e degli atleti azzurri realizza pienamente la missione per cui Sportface TV è nata: ampliare l’accesso e la diffusione degli eventi sportivi. Siamo orgogliosi di contribuire, al fianco del Comitato Organizzatore Taranto 2026, della RAI e del CONI, a rendere i Giochi del Mediterraneo totalmente fruibili al pubblico più ampio possibile, in modo semplice e veloce”, dichiara Alessandro Picardi, Presidente di Nexting, società editrice di Sportface TV.

Sportface TV sarà infatti il partner tecnologico della copertura streaming dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 realizzata dal CONI attraverso i canali di Italia Team TV. Accanto alla programmazione televisiva curata dalla RAI, il CONI affiancherà il servizio pubblico con una copertura complementare pensata per ampliare l’offerta editoriale e permettere al pubblico di seguire un numero ancora maggiore di gare. Sportface TV metterà a disposizione la propria infrastruttura tecnologica per la distribuzione in streaming dei contenuti, curando l’intera catena di delivery: acquisizione dei flussi, gestione della programmazione, distribuzione multipiattaforma e fruizione su web app e applicazioni iOS e Android.

La collaborazione si inserisce nel rapporto già consolidato tra Sportface TV e il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che vede la piattaforma impegnata nella valorizzazione dei momenti celebrativi degli atleti azzurri, anche presso Casa Italia. L’obiettivo è duplice: garantire agli appassionati un accesso semplice e continuativo alle competizioni e assicurare visibilità a tutte le discipline e a tutti gli atleti impegnati nella manifestazione, comprese quelle che trovano meno spazio nella programmazione generalista.

Una sinergia tra servizio pubblico, istituzione sportiva e partner tecnologici che rappresenta un esempio concreto di collaborazione al servizio dello sport italiano, finalizzata a promuovere i valori dei Giochi del Mediterraneo e ad assicurare la massima visibilità alla manifestazione e ai suoi protagonisti.

Bce: la crescita rischia una frenata, l’inflazione nuovi rialzi

Roma, 6 ago. (askanews) – Nell’area euro “le prospettive di crescita sono soggette a rischi al ribasso” mentre “per le prospettive di inflazione i rischi sono orientati al rialzo” e in questio contesto, soggetto ad elevata incertezza con il conflitto in Medioriente il Consiglio direttivo della Bce ribadisce il suo impegna “a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine”.

Lo scorso 23 luglio l’istituzione ha deciso di confermare i livelli dei tassi di interesse e, come riporta il Bollettino economico “segue con attenzione l’intensità e la durata dello shock” sull’energia, assieme ai suoi effetti indiretti e di secondo impatto.

Con i tassi attuale la Bce “mantiene una posizione favorevole che consente di affrontare l’incertezza causata dal conflitto. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio seguirà un approccio guidato dai dati, in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”. La Bce ribadisce anche che “non intende vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Ad ogni modo, la Bce rileva un “lieve miglioramento dell’attività economica dell’area euro nel secondo trimestre del 2026”, nonostante il freno dal conflitto in Medioriente. La disoccupazione, al 6,2 per cento a maggio resta “in prossimità dei minimi storici”, ma imprese e famiglie si attendono che il mercato del lavoro rimanga più debole rispetto al periodo precedente al conflitto e “gli indicatori prospettici segnalano che la crescita economica rimarrà modesta a breve termine”, è la fotografia scattata nel Bollettino.

Carburanti, Mimit: riunita Commissione allerta prezzi dopo taglio accise

Roma, 6 ago. (askanews) – Si è svolto al ministero delle Imprese e del Made in Italy un nuovo incontro della Commissione di Allerta Rapida di Sorveglianza dei Prezzi con la partecipazione del sottosegretario Mara Bizzotto. La riunione, riporta il Mimit con un comunicato, tenutasi anche in videocollegamento, è stata convocata dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, Benedetto Mineo, su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

L’incontro si inserisce nel percorso di monitoraggio avviato nei mesi precedenti e ha consentito di fare il punto sull’andamento dei mercati energetici, con particolare riferimento ai prodotti petroliferi e ai carburanti. La riunione si è svolta a seguito della decisione del Consiglio dei Ministri di prorogare il taglio delle accise sul gasolio fino al 25 agosto.

Al tavolo hanno preso parte i rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), della Guardia di Finanza, di Banca d’Italia, dell’Antitrust, di ARERA, ART, CONSOB, dell’Istat, di ISMEA, Unioncamere, delle Regioni e delle associazioni dei consumatori. Hanno inoltre partecipato l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’Agenzia delle Entrate, i sindacati, gli esperti di settore e tutte le categorie rappresentative della filiera e del trasporto (FAIB Confesercenti, FEGICA, FIGISC, Federmetano, ANISA, Assopetroli-Assoenergia, UNEM, Assogasliquidi, Confetra, Conftrasporto, Assocostieri, Confindustria e le sigle ad essa associate).

Nel corso del confronto, prosegue il comunicato, è stato illustrato il lavoro di monitoraggio svolto dalla Commissione in un delicato contesto di incertezza internazionale, con particolare attenzione ai principali ambiti strategici. Sono stati analizzati gli effetti della riduzione fiscale sul gasolio introdotta a fine luglio, rilevando un progressivo adeguamento dei listini da parte della rete distributiva. È stato inoltre approfondito il regime speciale di controllo previsto dal DL 33/2026, che consente al Garante di segnalare alla Guardia di Finanza gli impianti caratterizzati da potenziali anomalie di prezzo, al fine di attivare verifiche mirate lungo l’intera filiera e prevenire eventuali fenomeni speculativi.

Particolare attenzione è stata riservata anche alle ripercussioni sulle filiere produttive, con il monitoraggio del gasolio agricolo, dei fertilizzanti e dei noli marittimi. In tale ambito sono state rilevate pressioni rialziste sul gasolio agricolo e sui noli delle petroliere, legate ai rischi geopolitici, mentre le quotazioni internazionali dei fertilizzanti a base di urea hanno mantenuto una sostanziale stabilità.

È stato infine esaminato il quadro inflazionistico alla luce dei dati provvisori Istat di luglio, che evidenziano un rallentamento dell’inflazione (NIC al +2,8%) e una decelerazione dei beni energetici non regolamentati, in linea con l’andamento medio dell’area euro.

Il sottosegretario Mara Bizzotto, conclude il comunicato, ha espresso apprezzamento per l’efficacia dell’attività di monitoraggio svolta dalla Commissione e dall’apparato di controllo, confermando la determinazione del Governo nel proseguire le azioni volte alla tutela del potere d’acquisto di famiglie e lavoratori e alla salvaguardia della competitività dell’intero sistema produttivo.

Bper: utile semestre record, aggiorna piano al 2028 con 7,5 mld ai soci

Milano, 6 ago. (askanews) – Bper chiude il migliore semestre di sempre, con un utile netto consolidato ordinario pari a oltre 1,32 miliardi (+14,7%) e aggiorna il proprio piano “B:Dynamic |Full Value 2027”, innalzando ulteriormente le proprie ambizioni per il 2028, alla luce anche dei risultati del primo anno superiori agli obiettivi.

I ricavi core nel periodo gennaio-giugno sono stati pari a 3,56 miliardi (+2,6%) grazie alla contribuzione del margine di interesse (+1,4%) e delle commissioni nette (+4,8%). Solida la posizione di capitale, con un Cet1 ratio pari al 15% ed elevata generazione organica di capitale pari a 1,3 miliardi. Grazie proprio alla forte generazione di capitale, Bper prevede ora di remunerare gli azionisti con un payout complessivo pari o superiore all’85%, attraverso una combinazione equilibrata di dividendi cash e acquisti di azioni proprie, corrispondente a una remunerazione complessiva di circa 7,5 miliardi nel periodo 2025-2028. L’utile netto è stimato in circa 2,7 miliardi nel 2028, con il Cet1 ratio previsto su livelli superiori al 14,5%, nonostante la maggiore remunerazione degli azionisti. Nel 2028, i ricavi totali sono previsti in aumento a circa 8 miliardi, con un Cagr del 2,3%, il margine di interesse a 4,7 miliardi, con le commissioni nette attese in aumento a 3 miliardi. Il CapEx IT cumulato ammonterà a circa 600 milioni nel periodo 2026-2028.

Bper, ha dichiarato l’amministratore delegato Gianni Franco Papa, “ha realizzato ancora una volta risultati eccellenti nel secondo trimestre e nel primo semestre, che assumono ancora più valore alla luce dell’impegno eccezionale profuso per completare l’integrazione di Banca Popolare di Sondrio. Abbiamo dimostrato di essere capaci di gestire e trasformare ogni discontinuità in opportunità di crescita sostenibile e costruito un assetto che ci rende oggi pronti a tutte le sfide future”.

Il cda di Bper ha rappresentato l’opportunità di avanzare a BFF Bank una manifestazione di interesse, allo stato non vincolante, finalizzata all’acquisizione delle sole attività afferenti ai business dei pagamenti e di banca depositaria.

In occasione della riunione del cda per l’approvazione dei risultati al 30 settembre, che si terrà il 4 novembre, Bper prevede di sottoporre una proposta di distribuzione di un acconto sul dividendo cash, per un importo complessivo pari a circa 700 milioni. Intanto, il cda odierno ha disposto l’interruzione dell’esecuzione del contratto di Total Return Swap, con la conseguente cristallizzazione della posizione lunga riferibile al derivato. Al 31 luglio, tale posizione lunga risulta pari al 7,95% del capitale.

Dare un’anima al futuro

[…] La tecnica lasciata a se stessa non democratizza, ma concentra potere e rischia di produrre oligopoli non solo economici, ma cognitivi. I dati non sono una semplice merce nelle mani di pochi soggetti privati o di poche grandi piattaforme globali: riguardano la vita concreta delle persone, e per questo devono essere custoditi e regolati come una risorsa che appartiene all’intera comunità.

Torna utile qui, come bussola operativa, il principio di sussidiarietà caro alla Dottrina sociale della Chiesa: le grandi piattaforme non possono imporsi dall’alto su persone, famiglie, comunità locali, istituzioni educative e territori, decidendo unilateralmente cosa gli individui debbano desiderare o scegliere. Bene comune, solidarietà, destinazione universale dei beni, sviluppo umano integrale non sono parole d’archivio: sono strumenti vivi per abitare questo passaggio d’epoca.

Se i dati diventano potere e orientano le decisioni collettive, non possono restare senza regole. Se l’innovazione trasforma il lavoro, la risposta non è l’adattamento passivo dell’uomo alla macchina, ma una nuova stagione di formazione, tutela e partecipazione. Se la medicina si affida ad algoritmi raffinati, questi devono aiutare la cura, non sostituire l’incontro tra medico e paziente, un punto decisivo per chi opera in istituzioni come l’Istituto Toniolo e la fondazione Policlinico Gemelli: ricerca, formazione e cura non possono separarsi da un’antropologia della persona.

C’è un ulteriore filo che l’enciclica invita a non spezzare: quello tra ecologia integrale e quella digitale. Non sono due questioni parallele, ma una sola responsabilità: prendersi cura della casa comune significa oggi prendersi cura anche degli ambienti cognitivi in cui viviamo, non solo dell’aria che respiriamo. Occorre formare persone capaci di usare l’intelligenza artificiale senza esserne dominate. Ma non basta istruire: bisogna educare. L’istruzione dà competenze, l’educazione dà criteri: forma la libertà, il giudizio, la capacità di rispondere delle proprie scelte. L’istruzione insegna a usare uno strumento; l’educazione ne fa comprendere il senso. Lancio una proposta: creare luoghi stabili di alfabetizzazione critica, non incontri occasionali. Bisogna insegnare cosa sono gli algoritmi, come funzionano le piattaforme ma soprattutto porsi, insieme, la domanda che precede ogni tecnicalità: quale idea di libertà, quale idea di persona vogliamo difendere?

L’enciclica è forte anche sulla guerra tecnologica: nessun algoritmo può rendere moralmente accettabile la guerra, e l’ultima responsabilità sulle decisioni di vita e di morte deve restare umana.

E una parola contro il cinismo travestito da re-alismo: la pace non è ingenuità, è politica alta, pazienza diplomatica, costruzione di giustizia. La vera sfida non è costruire macchine intelligenti, ma impedire che l’uomo diventi meno umano.

Non dobbiamo scegliere tra tecnologia e umanità: sarebbe una falsa alternativa. Magnifica humanitas ci consegna un compito più alto: non diventare architetti di Babele, ma costruttori di comunione. Non fermare il futuro, ma dargli un’anima.

Giuseppe Fioroni

Vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi superiori di Milano

Giuseppi, la Schlein e le luci dell’Est

Conte e Zelensky, un matrimonio impossibile

Sarà così fino alle prossime elezioni politiche. Il popolo italiano sarà in balia del mare tempestoso delle contraddizioni. I partiti si svenano per piantare la bandierina di una identità che li distingua ciascun dall’altro e ancor più sperando di darsene una, ricorrendo a sfumature che possano aiutarli nel progetto. Nel contempo tra un passo avanti e due indietro parlano di un programma su cui tutti insieme appassionatamente dovrebbero concordare nel mentre segnano invece ferocemente le proprie diverse posizioni.

A rompere gli indugi questa volta è stato Conte che senza preamboli di nobilità ha messo i piedi nel piatto dicendo che di soldi per la guerra di altri non se ne parla. Irritato e gonfiandosi al pari dell’incredibile Hulck dice che per l’Ukràjna non dà il semaforo verde. Così la materia della politica estera è il sentiero impraticabile da dover praticare.

Ha esternato il suo pensiero non ricorrendo a preamboli. La sua idea gli è sgusciata fuori dallo sterno beccandosi il rimbrotto della Schlein per l’eccesso di sincerità. Con la sua parola è andato fuori dai confini, come fosse uno straniero che parla una lingua difficilmente comprensibile, lasciando esterrefatta la segretaria del PD, atterrita per le conseguenze di quel parlare ardito.

Trangugianti prove di pace

Poi si sono trovati in una colazione di lavoro per ricomporre ciò che non si incastra a meno che non si amputino gli spigoli acuminati dei pezzi del puzzle del campo largo. I due leaders, seduti al tavolo, si saranno reciprocamente mandati qualche boccone di traverso senza lasciar intravedere il principio di soffocamento.

Una reinterpretazione della storia

Giuseppi non ha volutamente tenuto in alcun conto la prudenza richiesta quando si trattano questioni roventi come gli “esteri”. E’ impetuoso e si muove come un impavido escursionista estero. La regina Ester salvò, priva di timori, il destino degli Ebrei in Persia e per farlo conservò accortamente in segreto la sua identità per riuscire nell’intento. Conte è rimasto piuttosto ispirato al fatto che in nome di quella donna indicava una stella da seguire, una luce con cui abbagliare da subito oggi i miscredenti e quanti ancora tardano ad uniformarsi al suo convincimento di lasciar stare Zelensky al suo destino. Nascondersi ancora non ha più alcun senso.

A volte ritornano ma non è detto

Per lui è ora di smetterla di guardare ossessivamente ad Est del mondo, è ora di tornare primariamente alle cose nostrane. Estrella Morente è una cantante nota per aver ben interpretato la celebre canzone Volver, il ritorno, per intenderci. Nei passaggi del testo si legge: «Delle luci così lontane, stanno segnando il mio ritorno». Sarà questa la sua legittima ambizione ma deve sapersi guardare dalla smania del potere soprattutto se si tratta di una stella morente che ha nel suo DNA la fine della sua storia.

La partita decisiva, al centro, si gioca prima delle urne

La lezione della Spagna

Il “Centro” politico italiano dovrebbe guardare alla Spagna. Comprendo l’immediata perplessità, ma insisto. Precisando, però: intendo certo la Spagna, ma non la politica di quel paese, bensì la sua nazionale di calcio campione del mondo.

Una squadra nella quale c’è solo una stella predestinata a divenire, forse, un fuoriclasse (però negli Stati Uniti in questo mese non si è accesa) ma oltre ad essa, prima e più di essa, c’è un gruppo compatto di giocatori eccellenti – tutti titolari, inclusi i 4 che subentrano nel secondo tempo: 4, non 10 – ognuno dei quali sa esattamente quale sia il proprio compito in campo. Un ruolo che gli è stato assegnato dal selezionatore, un tecnico serio, preparato e privo di ogni smania di protagonismo. Grandi capacità individuali, impegno collettivo di squadra, precisa esecuzione del piano di gioco. Risultato finale: spettacolo calcistico e obiettivo centrato.

Ebbene, fuor di metafora: se il Centro politico italiano sapesse adottare uno schema di lavoro simile, e si affidasse a una guida capace, ferma ma non invadente, potrebbe conseguire buoni risultati. Ma al momento non ha nulla di tutto ciò. E senza un deciso cambio di gioco è destinato a perdere, sconfitto dalla logica binaria del sistema elettorale dello scontro perenne a tinte forti fra i due poli, dal massimalismo veicolato dai social.

 

Un elettorato in attesa di una proposta unitaria

Una situazione che non piace, non è gradita a molti italiani – bel oltre il 10% – che manifestano la propria insoddisfazione rifugiandosi nell’astensionismo, oppure nel voto per uno dei poli (preferenzialmente quello di destra) senza alcun entusiasmo, con un convincimento assai limitato.

A questa fascia di elettori – alcuni conservatori ma non reazionari, altri progressisti ma non massimalisti, altri ancora “centristi” per convinzione – occorrerebbe offrire una sola proposta politica, una sola lista, un solo partito. Elettori ai quali importa avere uno strumento – da votare – attraverso il quale contestare e contrastare l’esasperazione dei toni, l’indisponibilità ad ogni forma di mediazione, la perenne contestazione di quello che fa l’avversario, la sgrammaticatura tipica dei talk show e molte altre nefaste modalità dello scontro politico odierno.

Su questo giornale da tempo e con ampiezza e profondità di motivazioni è stata segnalata questa necessità, e con essa lo spazio politico che la interpreterebbe. Se solo lo strumento per rispondervi finalmente nascesse. E invece.

 

Il progetto prima dellio

E invece in campo vi sono molti giocatori – alcuni ottimi, altri un po’ meno, certo nessun fuoriclasse ma oggigiorno la politica non è in grado di proporne, non è proprio cosa – ognuno dei quali ha un suo disegno, gioca una sua partita senza mai guardare al potenziale collettivo che potrebbe sorgere da quella moltitudine di esperienze e capacità.

Manca la volontà, e ovvio senza di essa non si può neppure immaginare un qualsiasi risultato. E così ognuno procede per conto suo: dai centristi più centristi, a quelli che si pongono nel Campo Largo a sinistra senza neppure essere degnati di un saluto (e di una foto comune), a quelli che (si chiamano Riformisti) restano nel Pd e sono sistematicamente sbeffeggiati dalla base di un partito che ha scelto una sua linea di sinistra (e non più di centrosinistra come era nelle intenzioni fondative) e poco o punto considerati da una leadership che li ha sempre ritenuti un inevitabile ma fastidioso rumore di fondo e niente più.

Un immobilismo generale, una mancanza di coraggio e una carenza di iniziativa che verrà pagato molto duramente.

A meno che non si cambi. Occorrerebbe un de la Fuente, a definire le coordinate del gioco e i ruoli di ognuno. Ma soprattutto ci vorrebbe un po’ di buona volontà, una generosa disponibilità ad anteporre il progetto all’io e alle vicende personali.

C’è ancora un po’ di tempo (assai poco, in verità). Possibile che si continuino a preferire ipotesi percentuali minime quando si potrebbe, al contrario, unendo le forze, puntare a un risultato a due cifre?

Banco BPM guarda a Crédit Agricole Italia: “Una fusione industrialmente molto solida”

Una nuova prospettiva dopo lo stop a MPS

Il futuro del risiko bancario torna a ruotare attorno a Banco BPM. Archiviata la trattativa con Monte dei Paschi di Siena,

l’amministratore delegato Giuseppe Castagna indica nella possibile integrazione con Crédit Agricole Italia uno scenario credibile e coerente dal punto di vista industriale.

«Valuteremo», ha spiegato il manager, sottolineando che un’eventuale fusione rappresenterebbe una soluzione «molto solida». Nessuna decisione è stata assunta, ma il dossier resta aperto e sarà esaminato tenendo conto della creazione di valore per tutti gli azionisti, in particolare quelli di minoranza.

 

Il ruolo decisivo del gruppo francese

Le dichiarazioni di Castagna arrivano in un momento di profonda evoluzione degli assetti del credito italiano. Crédit Agricole, già principale azionista di Banco BPM con una partecipazione vicina al 30%, aveva espresso nelle scorse settimane la propria preferenza per un’integrazione tra Banco BPM e la sua controllata italiana, giudicandola più convincente rispetto all’ipotesi di fusione con Monte dei Paschi.

L’orientamento del gruppo francese ha contribuito al definitivo tramonto del progetto con MPS, riaprendo il confronto sulle possibili aggregazioni che potrebbero ridisegnare il sistema bancario nazionale.

 

Conti in crescita e strategie aperte

Le aperture sul fronte delle operazioni straordinarie arrivano mentre Banco BPM presenta risultati economici superiori alle attese e rivede al rialzo le proprie prospettive di redditività. Un quadro che rafforza la posizione negoziale dell’istituto e gli consente di affrontare con maggiore serenità le future scelte strategiche.

Per il momento non esistono trattative formalmente avviate né un calendario definito. Il messaggio dell’amministratore delegato è tuttavia chiaro: qualora si aprissero opportunità di consolidamento in grado di rafforzare il gruppo e creare valore, Banco BPM è pronto a prenderle in considerazione con pragmatismo e senza preclusioni.

 

Una nuova prospettiva dopo lo stop a MPS

Il futuro del risiko bancario torna a ruotare attorno a Banco BPM. Archiviata la trattativa con Monte dei Paschi di Siena,

l’amministratore delegato Giuseppe Castagna indica nella possibile integrazione con Crédit Agricole Italia uno scenario credibile e coerente dal punto di vista industriale.

«Valuteremo», ha spiegato il manager, sottolineando che un’eventuale fusione rappresenterebbe una soluzione «molto solida». Nessuna decisione è stata assunta, ma il dossier resta aperto e sarà esaminato tenendo conto della creazione di valore per tutti gli azionisti, in particolare quelli di minoranza.

 

Il ruolo decisivo del gruppo francese

Le dichiarazioni di Castagna arrivano in un momento di profonda evoluzione degli assetti del credito italiano. Crédit Agricole, già principale azionista di Banco BPM con una partecipazione vicina al 30%, aveva espresso nelle scorse settimane la propria preferenza per un’integrazione tra Banco BPM e la sua controllata italiana, giudicandola più convincente rispetto all’ipotesi di fusione con Monte dei Paschi.

L’orientamento del gruppo francese ha contribuito al definitivo tramonto del progetto con MPS, riaprendo il confronto sulle possibili aggregazioni che potrebbero ridisegnare il sistema bancario nazionale.

 

Conti in crescita e strategie aperte

Le aperture sul fronte delle operazioni straordinarie arrivano mentre Banco BPM presenta risultati economici superiori alle attese e rivede al rialzo le proprie prospettive di redditività. Un quadro che rafforza la posizione negoziale dell’istituto e gli consente di affrontare con maggiore serenità le future scelte strategiche.

Per il momento non esistono trattative formalmente avviate né un calendario definito. Il messaggio dell’amministratore delegato è tuttavia chiaro: qualora si aprissero opportunità di consolidamento in grado di rafforzare il gruppo e creare valore, Banco BPM è pronto a prenderle in considerazione con pragmatismo e senza preclusioni.

Risoluzione ‘campo largo’ su Giorgetti agita Pd, tensione con i Riformisti

Roma, 5 ago. (askanews) – La spaccatura non è stata messa agli atti solo perché alla fine la risoluzione Pd-M5s-Avs non è stata votata, da regolamento è stata preclusa dopo il voto di quella di maggioranza, ma sul piano politico è stata un’altra giornata tesa nel centrosinistra. Questa volta, però, le tensioni sono tutte interne al Pd, il documento unitario tra i dem e M5s-Avs evita strappi con gli alleati ma provoca un subbuglio tra i democratici e a lamentarsi non sono solo quelli della minoranza. Lorenzo Guerini ribadisce che lui – e gli altri ‘riformisti’ – non avrebbero votato comunque il documento, ma anche nell’area di Stefano Bonaccini il malumore era evidente. Una polemica messa in conto dal quartier generale Pd, che non intende lasciare a Giuseppe Conte il monopolio della linea contro il riarmo.

La tensione era esplosa già ieri sera, quando la minoranza ha letto sulle agenzie la bozza della risoluzione unitaria. “Così non è condivisibile, speriamo che la notte porti consiglio”, era stato il commento a caldo. Ma il testo depositato stamattina è esattamente quello diffuso ieri sera e i ‘riformisti’ erano già pronti ad assentarsi al momento del voto quando, appunto, si è capito che il testo non sarebbe proprio stato messo ai voti in quanto ‘precluso’ a norma di regolamento.

Un aiuto a limitare la spaccatura, ma Elly Schlein ha voluto comunque parlare della vicenda con Guerini. Un chiarimento, utile a preservare i rapporti personali, ma che non scioglie il nodo politico. Guerini, racconta più di un parlamentare, ha avuto anche un paio di scambi più ‘franchi’ con Peppe Provenzano e Chiara Braga, anche in questo caso terminati con un rasserenamento sul piano personale.

Quello che appunto non è risolto è il dato politico. Ha spiegato Guerini: “Ho espresso, una volta visto il testo, le mie riserve che mi avrebbero portato a non sostenerla”. Ma le proteste con il quartier generale hanno riguardato anche il metodo, la scelta di non condividere prima con la minoranza un testo su un argomento storicamente delicato per il partito e per la coalizione. I ‘riformisti’, peraltro, hanno votato i testi di Iv e Più Europa (che non sono stati preclusi), per sottolineare la loro posizione a favore del Safe e della difesa europea.

Uno dei sostenitori della Schlein minimizza: “Si sono arrabbiati, va bene. Devono segnalare la loro posizione, bene così. Ma noi abbiamo fissato una linea. E le cose scritte nella risoluzione le abbiamo già votate tante altre volte”. Insomma, l’accusa è di avere sollevato una polemica strumentale, per avere visibilità, perché il no al 5% del Pil per le spese Nato, il no al riarmo a livello nazionale e il no allo scostamento di bilancio per le spese militari sono posizioni già espresse dal Pd.

Lo dice esplicitamente Provenzano: la risoluzione “contiene le posizioni già più volte espresse e formulazioni che abbiamo già votato in mozioni unitarie recentemente con tutte le forze di opposizione della nostra alleanza”.

“Certo – ribatte un parlamentare della minoranza – peccato che le altre volte nei testi che presentavamo c’erano anche tanti punti per spiegare nel dettaglio che il sostegno all’Ucraina non è in discussione, che noi vogliamo investire nella difesa europea e via dicendo. Se togli quella parte resta solo… Conte”.

E’ questa la critica più politica che viene mossa dalla minoranza: il leader M5s già domenica aveva strappato su Ucraina e primarie, ora gli si concede una mozione unitaria che M5s festeggia come “molto soddisfacente”, in questo modo diventa lui quello che detta la linea. Argomento respinto dai parlamentari schleiniani: “Non è così, quelle sono le nostre posizioni, le abbiamo votate più volte, non cambia niente”.

Ma tutti sanno che non finisce qui, “Conte farà così per tutte le prossime settimane, fino alle primarie”, dice un parlamentare schleiniano. “Dobbiamo farcene una ragione e non cadere ogni volta in queste trappole in cui finiamo per scontrarci tra di noi”.

Vertice a casa Meloni con Tajani, Salvini e Lupi: bilancio e priorità ripresa

Roma, 5 ago. (askanews) – Un vertice a casa della premier Giorgia Meloni con i vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega, e Antonio Tajani, leader di Fi, e Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, si è tenuto questo pomeriggio. La riunione tra i leader della maggioranza, durata all’incirca due ore, secondo quanto viene riferito, è servita a fare il punto prima della pausa di agosto sulle cose fatte e sulle priorità da affrontare alla ripresa a settembre. Tra queste la legge elettorale, con il via libera politico all’intesa siglata oggi dagli sherpa che porterà alla presentazione al Senato il primo settembre di un emendamento unitario del centrodestra per introdurre le preferenze.

Banco Bpm, Castagna: Agricole Italia? Valuteremo, ritengo fusione molto solida

Milano, 5 ago. (askanews) – “Valuteremmo questa potenziale opportunità qualora diventasse concreta e realizzabile, nell’interesse di tutti gli azionisti della banca. Devo dire che, da un punto di vista industriale, ritengo che si tratti di una fusione molto solida”. Così l’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, in merito alla possibile fusione con il Credit Agricole Italia, ipotesi preferita dal socio francese. “In merito alla loro dichiarazione – ha detto -, secondo cui preferirebbero una fusione con noi, devo dire che questa è sempre stata una possibilità che, da 2-3-4 anni a questa parte, da quando sono diventati nostri azionisti, è rimasta sul tavolo come potenziale opportunità”.

“Naturalmente, se questa operazione dovesse concretizzarsi in un determinato momento, dovremo trovare una soluzione che soddisfi tutti gli altri azionisti di Banco Bpm”, ha sottolineato Castagna.

Alla domanda, infine, sulla possibile posizione del Governo sul peso dei francesi nell’eventuale operazione con il Credit Agricole Italia, Castagna si è limitato a rispondere: “francamente, non conosco la posizione del governo, ci sono regole e opportunità da rispettare, e non voglio addentrarmi in questioni che esulano da ciò che posso cercare di decidere”.

Conti pubblici, Governo incassa sì su clausola Ue. Lega ottiene modifica a risoluzione

Roma, 5 ago. (askanews) – La maggioranza porta a casa l’ok all’avvio della procedura per l’attivazione della clausola di salvaguardia, con il massimo per l’energia, ovvero lo 0,6% del Pil, e lo 0,9%, al di sotto del massimo possibile, per le spese per la difesa. Nel doppio passaggio alla Camera e al Senato, per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti il percorso è stato meno accidentato rispetto a quanto ipotizzato alla vigilia, anche se la Lega non ha rinunciato a mettere in evidenza la propria posizione non esattamente in linea con quella degli alleati.

A Montecitorio, questa mattina, il Carroccio ha chiesto e ottenuto una modifica alla risoluzione, già piuttosto “annacquata” per evitare problemi. Il confronto in maggioranza, nella sala del governo a fianco dell’Aula, è andato avanti per una ventina di minuti e al termine è arrivato il “ritocco”: il paragrafo che impegnava il governo “per il finanziamento delle misure relative alla difesa, a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma SAFE” è stato modificato chiedendo di valutare anche altri strumenti di finanziamento e comunque di privilegiare l’uso dei fondi SAFE per sistemi difensivi. Il paragrafo ora impegna il governo “per il finanziamento delle misure relative alla difesa a valutare il ricorso a diverse condizioni di finanziamento ive incluse, ove ritenute complessivamente vantaggiose, quelle di cui al programma SAFE preordinando in ogni caso via prevalente l’utilizzo dei fondi a sistemi tecnologici difensivi e di sicurezza nazionale”.

Al Senato, nel pomeriggio, il ‘successo’ è stato rivendicato da Claudio Borghi, uno dei più ‘euroscettici’ del Carroccio. “Abbiamo chiesto un cambiamento della risoluzione perché prima la formulazione aveva in sé un giudizio di valore – spiega Borghi -, ossia diceva il Safe è più conveniente, e invece no, non possiamo saperlo perché ha un tasso variabile. Non conviene indebitarsi col Safe perché i tassi possono andare al 12 e al 15, l’unica cosa che so è che se salgono il debito pubblico italiano va in sofferenza. La Germania infatti non partecipa e non capisco perché non possiamo fare la stessa cosa? A meno che noi non siamo i fratelli poveri e abbiamo regole diverse da quelle degli altri, chi pensa che l’Ue sia il paradiso deve riflettere perché così non è”.

“Schermaglie dimostrative”, commenta un esponente del centrodestra (non leghista). La partita vera si giocherà tutta sulla manovra, con la speranza – per Giorgia Meloni e il governo – di poter uscire dalla procedura di infrazione con la revisione dei dati Eurostat a settembre. Anche perchè, come ha spiegato Giorgetti, “nel caso in cui la procedura per deficit eccessivo non venga chiusa anticipatamente alla luce di una revisione” l’attivazione della clausola comporterebbe “un peggioramento dei conti pubblici negli anni successivi tale da determinare un deficit superiore al 3%”. Il titolare del Mef ha anche sottolineato che “alla ripartizione delle risorse” derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia “nei diversi esercizi finanziari e alla predisposizione delle disposizioni necessarie per l’attuazione degli interventi si procederà, con la prossima manovra di bilancio” dopo che il Parlamento avrà deliberato lo scostamento di bilancio. E’ proprio alla legge di bilancio che adesso di guarda: dopo la pausa si aprirà il cantiere e, nell’anno elettorale, tutti i partiti sono pronti a mettere le proprie richieste sulla scrivania del ministro.

Delmastro, Camera dice no a uso chat con Caroccia: in aula bagarre e proteste opposizioni

Roma, 5 ago. (askanews) – L’Aula della Camera ha detto no alla richiesta della Procura di Roma di utilizzare le chat tra Andrea Delmastro (Fdi) e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese. A scrutinio segreto – richiesto da Pd, Avs e M5s – i sì alla relazione della Giunta per le autorizzazioni (contraria alla richiesta) sono stati 206 i no 133.

La seduta, accesa fin da subito, è stata infuocata dall’intervento del capogruppo di Fdi Galeazzo Bignami, che ha tra l’altro attaccato l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

“La proposta della Giunta di negare l’autorizzazione al sequestro della corrispondenza dell’onorevole Delmastro Delle Vedove non costituisce alcuna interferenza nell’attività giudiziaria, ma rappresenta il corretto e responsabile esercizio di una competenza che la Costituzione attribuisce espressamente alla Camera”, ha detto nella sua relazione il deputato di Forza Italia Pietro Pittalis, relatore di maggioranza del dossier. Di tutt’altro avviso i due relatori di minoranza Federico Gianassi del Pd (“Significa mettere bastoni tra le ruote a un’indagine della magistratura che riguarda reati gravissimi”) e la pentastellata Carla Giuliano (“Una farsa con cui la maggioranza vuole impedire alla Procura di acquisire chat che ritiene rilevanti in un’indagine per riciclaggio e reati aggravati dall’agevolazione mafiosa”).

In Aula, per i 5stelle, in dichiarazione di voto interviene il leader Giuseppe Conte che accusa Giorgia Meloni, che “non ci mette la faccia”. “Se Meloni fosse stata qui che cosa avrebbe detto oggi ai cittadini: cari cittadini qui oggi parliamo di uno scudo. Lo scudo contro il carovita? Contro il crollo degli stipendi? Contro il calo della produzione industriale? Contro il boom delle ore di cassa integrazione? Contro il caro carburante? No, parliamo di uno scudo degli amici di partito. Prima è stata scudata la Santanchè, oggi Delmastro. Queste sono le priorità rispetto ai bisogni dei cittadini”, ha detto. Quando il leader M5s Giuseppe Conte ha terminato l’intervento i deputati e contestualmente i senatori pentastellati – durante le comunicazioni di Giorgetti – hanno sollevato i cellulari inscenando un’azione simbolica di protesta e richiamando la campagna #fuorilechat promossa in queste settimane dal Movimento 5 Stelle. Una protesta ripetuta anche al termine della seduta di Montecitorio.

Protesta in Aula anche dei deputati Avs: al termine della dichiarazione di voto di Elisabetta Piccolotti i deputati del suo gruppo hanno messo una benda bianca sugli occhi. “Non è possibile chiudere gli occhi agli italiani, non si può bendare l’Italia, aprite la scatola in cui avete chiuso la faina Delmastro”, ha detto Piccolotti.

“Il governo dovrebbe occuparsi dei problemi degli italiani non dei propri. Tutte le vostre energie sono impegnate a salvare voi stessi”, ha attaccato la segretaria Pd Elly Schlein, che ha chiamato direttamente in causa la presidente del Consiglio. “Se Meloni aveva detto che non avrebbe coperto più nessuno perchè sta facendo il contrario? Consentite l’acquisizione delle conversazioni, lasciate che emerga la verità”. “Vi chiediamo di votare a favore dell’autorizzazione – ha concluso – di non impedire di cercare la verità su fatti connessi alle mafie, altrimenti non vogliamo mai più sentir nominare Paolo Borsellino e dire che sarebbe stato un ministro di questo governo perchè la memoria dei servitori dello Stato che hanno sacrificato la vita appartiene a tutti, appartiene alla Costituzione e oggi suggerirebbe di votare tutti insieme per far fare il loro lavoro ai magistrati nel contrasto alle mafie”.

In un’atmosfera già ‘calda’ è intervenuto, per ultimo, Bignami, con un discorso durissimo, in cui ha tirato in ballo l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. “E’ incredibile che Conte pur di attaccare Meloni citi il diritto alla difesa dei mafiosi – ha detto – quando Scarpinato chiede di non aprire le sue chat tutti zitti, quando sono quelle di Delmastro c’è voyerismo spiccato”. Bignami ha puntato il dito anche contro il Pd: “Quello che dite è farina del vostro sacco o dei mafiosi incontrati quando siete andati da Cospito al 48 bis? Avete messo Delmastro nel mirino da quando ha rivelato quello che avete fatto con Cospito. I mafiosi hanno detto che andrebbe fatto saltare in aria, non come accade con Ranucci o Lavitola, per noi i mafiosi sono una minaccia seria”. E poi l’affondo su Scalfaro. “Per noi – ha detto il capogruppo – fu una sconfitta il fatto che Msi non riuscì a fare eleggere Paolo Borsellino, presidente della Repubblica. La sinistra fece eleggere Oscar Luigi Scalfaro che un anno dopo liberò 300 mafiosi al 41 bis”. Parole che hanno suscitato la viva protesta delle opposizioni e che hanno costretto la vicepresidente della Camera Anna Ascani a intervenire chiedendo al meloniano “rispetto per un presidente della Repubblica”, “non si può offendere la più alta carica dello Stato”. Ma Bignami ha proseguito: “Scalfaro fu eletto proprio a seguito delle dimissioni di Cossiga, presidente della Repubblica per il quale la sinistra chiese l’impeachment”.

Per Bignami, alla ripresa della seduta, le opposizioni hanno chiesto provvedimenti: censura e sospensione. “Si scusi per aver offeso la memoria di Oscar Luigi Scalfaro oppure c’è l’art. 60 del nostro regolamento che censura con interdizione questo comportamento”, ha chiesto in Aula il vicepresidente di Avs Marco Grimaldi.

Delmastro, opposizioni chiedono censura Bignami."E Fontana difenda Parlamento"

Roma, 5 ago. (askanews) – Opposizioni all’attacco in aula alla Camera dopo l’intervento del capogruppo Fdi Galeazzo Bignami contro Scalfaro. Pd, M5s, Avs e Iv hanno chiesto con fermezza una convocazione dell’ufficio di presidenza per prendere provvedimenti verso l’esponente di Fdi che ha sfociato a loro avviso nel “vilipendio”. Debora Serracchiani ha poi invocato la presenza del presidente della Camera Lorenzo Fontana a difesa delle prerogative parlamentari sulle visite di ispezione in carcere messe , a loro avviso, in discussione da Bignami. “Dopo aver sfidato con toni macista la presidente di turno Ascani, dopo aver ingiuriato i parlamentari che sono andati a fare visita in un penitenziario, Bignami ha accusato la massima istituzione dello Stato di aver fatto liberare mafiosi: si scusi per aver offeso la memoria di Oscar Luigi Scalfaro oppure c’è l’art. 60 del nostro regolamento che censura con interdizione questo comportamento”, ha detto il vicepresidente di AVS alla Camera Marco Grimaldi dopo “l’inaccettabile d’intervento del capogruppo di FdI Bignami”.

Per Andrea Casu del Pd “ci sono limiti che non possono essere varcati, attaccare in quel modo indegno una figura come Scaflaro che ha dedicato tutta la vita a difendere la Costituzione in maniera indegna e irrispettosa anche verso la presidenza. E’ gravissimo aver negato un diritto ai parlamentari della giunta delle autorizzazioni perché non volete che si sappia cosa ha fatto Delmastro e attaccate Scalfaro per negare la Costituzione ma la Costituzione esiste e resiste. Verso quello che è successo ci devono essere valutazioni del caso”.

“Il dibattito è sempre più un esercizio di dileggio, diffamazione, travisamento della verità in modo doloso per creare una rappresentazione diversa, questo è gravemente offensivo verso le istituzioni e il parlamento . Stasera poi c’è stata una forma di vero e proprio vilipendio verso il presidente emerito Scalfaro . Le istituzioni si servono con sobrietà – ha detto Alfonso Colucci M5s -non si possiedono con arroganza. La fermezza della difesa delle prerogative del Quirinale è premessa della difesa dei diritti dei cittadini, il Quirinale è garanzia dell’ordinamento, dell’unità della Repubblica. Ci dissociamo dal degrado del dibattito parlamentare e delle istituzioni”.

Roberto Goachetti per Iv ha ricordato che c’è già un precedente nel regolamento su questo tipo di comportamenti “quando M5s pronunciava parole simili verso Napolitano ma quello che è più grave sono le indegne parole che il capogruppo Fdi è stato capace di dire verso un’ attività che è non solo un onore ma un dovere, ossia svolgere ispezione all’interno delle carceri per verificare le condizioni dei detenuti, non si va solo quando c’è il mio amico ad aspettare la grazia”. La vicepresidente Anna Ascani ha risposto assicurando che “l’ufficio di presidenza valuterà se e come intervenire in questo caso”.

Ma il dibattito non si è concluso perché Debora Serracchiani del Pd ha sollevato un altro tema: “le visite in carcere sono una prerogativa costituzionale dei parlamentari, chiedo che il presidente Fontana che so essere nel suo ufficio, scenda per difendere le prerogative parlamentari – ha detto -. Fontana scenda, venga e spieghi che cosa significa visita ispettiva e siccome c’è anche il ministro Nordio credo debba dire qualcosa, spiegare che un parlamentare grazie alla Costituzione vanno negli istituti per chiedere che siano migliorate le condizione di vita e lavoro, qui c’è una lesione delle nostre prerogative, dica Fontana cosa intende fare”. Una richiesta a cui si è associato anche il M5s criticando anche il voto di Nordio a favore di Delmastro.

Delmastro, Bonelli (Avs): chiediamo sospendere Bignami, offese e bugie su Scalfaro

Roma, 5 ago. (askanews) – “Da Bignami offese volgari nei confronti di Oscar Luigi Scalfaro, con una menzogna inaccettabile e con offese pronunciate in Aula, accusando Scalfaro di aver liberato 300 mafiosi. Non è consentito a nessuno, tantomeno al capogruppo di Fratelli d’Italia, insultare volgarmente l’ex presidente della Repubblica per difendere l’indifendibile Andrea Delmastro, già condannato in secondo grado per rivelazione di segreto d’ufficio. In virtù di ciò, come Alleanza Verdi e Sinistra chiediamo che siano presi provvedimenti nei confronti di Bignami e che venga sospeso”. Lo ha dichiarato il leader Avs Angelo Bonelli, co portavoce di Europa Verde.

“Oggi Fratelli d’Italia – prosegue Bonelli- ha impedito alla Procura di accertare la verità e il Parlamento è stato trasformato in uno scudo per proteggere Andrea Delmastro. Prima hanno impedito ai deputati di conoscere gli atti, poi hanno bloccato le indagini. Chi teme quelle chat? Cosa deve essere nascosto agli italiani? È la logica dell’omertà istituzionale, della casta che si considera intoccabile e usa le istituzioni per salvarsi. Giorgia Meloni guida il governo dell’impunità”.

Giorgetti incassa ok a clausola salvaguardia, il massimo su energia

Roma, 5 ago. (askanews) – Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ottiene il via libera dal Parlamento all’avvio della procedura per l’attivazione della clausola di salvaguardia, con il massimo per l’energia, ovvero lo 0,6% del Pil e lo 0,9%, al di sotto del massimo possibile, per le spese per la Difesa. La giornata è iniziata presto in Aula alla Camera, dove il ministro ha iniziato le sue comunicazioni affermando che “oggi, in una situazione in cui non è ancora definita la disciplina contabile di bilancio nella nuova legge organica di bilancio, e in assenza di una procedura formale, il governo ha ritenuto doveroso presentarsi davanti al Parlamento e richiedere al Parlamento stesso l’autorizzazione a intavolare questa trattativa con la Commissione europea”.

“La clausola originaria – ha poi spiegato – era quella sulla difesa ed era 1,5% all’anno. Quello che c’è di nuovo è che, nell’ambito di questo 1,5%, uno 0,3% all’anno per un massimo di 0,6%, può essere dedicato alla sicurezza energetica. Quindi noi sicuramente chiederemo tutto il massimo, poi vediamo cosa ci dicono, della sicurezza energetica cioè 0,3 più 0,3 uguale 0,6%” mentre “per la parte di difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%”.

Giorgetti, speficando che lo scostamento sarà proposto al Parlamento tra settembre e ottobre e “sarà definito in termini puntuali, sia in termini quantitativi sia in termini di temporalizzazione” aggiungendo che “alla ripartizione delle risorse” derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia “nei diversi esercizi finanziari e alla predisposizione delle disposizioni necessarie per l’attuazione degli interventi si procederà, con la prossima manovra di bilancio”, dopo che il Parlamento avrà deliberato lo scostamento di bilancio.

Nella replica alla Camera, Giorgetti ha poi confidato che “è una scelta dificile venire a chiedere lo scostamento per la Difesa, credo che in passato se avessimo assunto scelte difficili e impopolari anche in materia di energia non saremmo in condizioni di dipendenza, di non autonomia sulla sovranità. Credo che però la politica si dica anche assunzione di responsabilità. Io ho giurato sulla Costituzione della Repubblica e all’articolo 52 c’è scritto che è sacro dovere del cittadino sostenere la Difesa e devo dire che per cultura sono molto sensibile alla cultura del dovere e davanti al dovere non si scappa, non si scantona non si diserta ed è per questo che sono qui oggi”.

Nel suo intervento al Senato, Giorgetti ha poi specificato che lo scostamento per l’energia sarà concentrato nel 2027 e 2028, essendo il 2026 a ottobre giunto quasi al termine.

La giornata si è quindi conclusa con l’accoglimento da entrambi i rami del Parlamento, prima dalla Camera, poi dal senato, della risoluzione di maggioranza che impegna il Governo ad avviare la procedura per la richiesta della clausola nazionale di salvaguardia per le spese “volte a rafforzare la esilienza del sistema energetico e la sicurezza del relativo approvvigionamento, nei limiti complessivi dello 0,6 per cento del PIL nel periodo di riferimento” e “in materia di difesa, anche relative agli investimenti, nei limiti dello 0,9 per cento del PIL nel periodo di riferimento”.

La risoluzione impegna inoltre il governo “a presentare al Parlamento, a seguito dell’adozione della raccomandazione da parte del Consiglio che autorizza ad avvalersi della clausola e dell’aggiornamento del quadro di finanza pubblica, la relazione” che “nelle more del completamento dell’attività del gruppo di lavoro sulla riforma della normativa di contabilità e finanza pubblica…autorizzi il ricorso allo scostamento dal percorso della spesa netta indicato nel Piano strutturale di bilancio”.

Delmastro, Conte: Meloni lontana dai cittadini, scuda amichetti

Roma, 5 ago. (askanews) – “Se Meloni fosse stata qui che cosa avrebbe detto oggi ai cittadini: cari cittadini qui oggi parliamo di uno scudo. Lo scudo contro il carovita? Contro il crollo degli stipendi? Contro il calo della produzione industriale? Contro il boom delle ore di cassa integrazione? Contro il caro carburante? No, parliamo di uno scudo degli amici di partito. Prima è stata scudata la Santanchè, oggi Delmastro. Queste sono le priorità rispetto ai bisogni dei cittadini”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte intervenendo in aula alla Camera in dichiarazione di voto sulla richiesta della Procura di Roma per il sequestro delle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (Fdi) e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan senese.

“Dimostrate di essere anni luce lontani dai bisogni dei cittadini e dall’onore delle istituzioni”, ha aggiunto. “Smettetela di invocare Paolo Borsellino, di richiamarvi alle sue idee e al suo pensiero, di riempirvi la bocca del concetto che la sovranità appartiene al popolo, perché il popolo si è espresso: 15 milioni di voti hanno detto basta a fare riforme per tutelare la vostra casta”, ha sottolineato.

“La vostra idea di giustizia è quella del marchese del grillo: io sono io e voi nulla. Severissimi con gli studenti, con gli operai che perdono il lavoro, con i minorenni che vengono criminalizzati, però con i vostri amici e amichetti costruite uno statuto privilegiato, un regime scudato. Io non ho molto da chiedervi oggi perché avete già macchiato con disonore le istruzioni però voglio dire ai cittadini che si battono per la legalità che le cose possono cambiare: c’è un’altra Italia e toccherà a noi tirare fuori le istituzioni dalle sabbie mobili in cui le avete precipitate. Cancelleremo tutte le norme che avete scritto che sono vergognose”, ha concluso.

Domus o caserma vigili? La scoperta al Celio a Roma con lavori PNRR

Roma, 5 ago. (askanews) – Una domus aristocratica o, più probabilmente, una caserma dei vigili del fuoco di Roma, è stata portata alla luce qui al Celio, uno dei sette colli di Roma. Sono le nuove scoperte archeologiche seguite agli scavi durati diversi mesi e costati circa 2 milioni di euro, condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura nell’ambito degli interventi finanziati dal PNRR, durante i lavori di consolidamento del muraglione storico di Villa Celimontana (o Villa Mattei al Celio).

“Cosa poteva essere, una domus? Un edificio di personalità di alto rango? Oppure, come sembra, una caserma legata alla coorte V dei Vigiles, i vigili del fuoco di Roma”, ha spiegato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma.

“È uno dei nostri 152 interventi PNRR della missione Caput Mundi”, ha sottolineato Porro, ricordando che ne sono stati conclusi 147 interventi entro la scadenza del 30 giugno.

Il complesso è appoggiato al muraglione preesistente, in una posizione estremamente panoramica. Otto ambienti, di cui cinque completamente scavati, decorati con mosaici pavimentali e affreschi di grande pregio, che appartengono a un edificio del II Secolo D.C., rimaneggiato successivamente nel III, sono stati mostrati in anteprima alla stampa. Tra i ritrovamenti più significativi un grande mosaico con un èmblema marino, mentre la natura dell’edificio resta al momento oggetto di studio. Simona Morretta, responsabile scientifica dello scavo. Che fine faranno questi magnifici ritrovamenti?

“Le strutture murarie non sono in buono stato di conservazione – ha spiegato ad askanews Simona Morretta, responsabile scientifica dello Scavo – Pertanto non possiamo lasciarlo a cielo aperto, per il momento reinterreremo, con la prospettiva di trovare un finanzimamento per far progettare e realizzare una copertura adeguata, ma armoniosa, che si inserisca degnamente all’interno della villa storica”, ha aggiunto Morretta.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Alessandra Franco

Immagini askanews

Ex Ilva, gli industriali si mobilitano per la "cordata italiana"

Roma, 5 ago. (askanews) – Restano 80 giorni prima che scatti la chiusura definitiva dell’area a caldo dell’ex Ilva, imposta dalla sentenza della Corte d’appello di Milano. Dal tavolo convocato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) con Confindustria, Federacciai, Federmeccanica e le principali imprese siderurgiche italiane emerge però una possibile via d’uscita per la produzione di Taranto. “Come ha detto il presidente Orsini e confermato il presidente di Federacciai Gozzi a seguito del tavolo odierno, ci sono le condizioni per valutare la possibilità di realizzare una cordata italiana promossa dal sistema industriale italiano per fare una sua proposta che consenta il salvataggio e rilancio della produzione siderurgica a Taranto”, ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al question time alla Camera.

A parlarne per primo, infatti, è stato lo stesso Orsini, che al termine del tavolo ha aperto all’ipotesi di “una cordata italiana che abbia a cuore l’industria di base”, resa possibile dalle nuove condizioni relative allo stabilimento. Confindustria, ha spiegato il presidente, sta lavorando per coinvolgere imprenditori disposti a investire nel Paese, con un piano industriale che tuteli i quasi 10.800 lavoratori coinvolti.

Anche il presidente di Federacciai Antonio Gozzi ha confermato la disponibilità ad approfondire il dossier per “verificare se sussistano le condizioni e le possibilità per promuovere una cordata di operatori siderurgici italiani finalizzata al rilancio degli impianti non interessati dal blocco disposto dalla sentenza”, auspicando che un eventuale coinvolgimento diventi un impegno condiviso dell’intero Sistema Italia.

Sulla stessa lunghezza d’onda Federmeccanica: “Le imprese italiane si trovano coinvolte in un quadro molto critico che ovviamente non hanno né cercato né voluto, ma non ci tireremo certo indietro”, ha affermato il presidente Simone Bettini. “Come abbiamo detto più volte, non possiamo permetterci di fare a meno dell’ex Ilva. Il Governo deve assumersi la responsabilità e creare tutte le condizioni per salvaguardare l’integrità dell’ex Ilva portando avanti la decarbonizzazione, tutelando allo stesso tempo la manifattura italiana e l’occupazione. Non possiamo permetterci che scoppi una bomba sociale e industriale”.

Sul fronte giudiziario, Urso ha spiegato che non ci sono margini: “gli altoforni dell’area a caldo non potranno più essere riattivati”. Da qui la necessità di disinnescare la “bomba sociale”, il cui esito sarebbe la desertificazione industriale della città.

Parallelamente al tavolo sulla cordata, al Mimit si è discusso anche di nuovi investimenti sul territorio di Taranto e della Puglia. Sul tavolo sono arrivate manifestazioni di interesse da Pirelli, che secondo quanto riferito da Urso starebbe valutando un progetto fino a 100 milioni di euro capace di generare circa mille nuovi posti di lavoro, e da altri gruppi tra cui Webuild, Renexia del gruppo Toto, Vestas, Zero Group, Statkraft e Innovation Group.

Un quadro che dal territorio viene però letto con maggiore cautela. “Sono uscito dalla riunione peggio di come sono entrato”, ha commentato il presidente della Regione Puglia Antonio De Caro, per il quale il confronto sui nuovi investitori ha lasciato in ombra il vero nodo: un polo siderurgico decarbonizzato, con i forni elettrici, che resti a Taranto. De Caro ha chiesto che lo Stato assuma un ruolo di garante in qualsiasi intesa, soprattutto se in gioco ci sono risorse pubbliche.

Richieste simili sono arrivate dal sindaco di Taranto Piero Bitetti, secondo cui qualsiasi valutazione potrà arrivare solo di fronte a “una proposta certa, completa”, con un piano industriale che abbia lo Stato come garante e preveda tutele per i lavoratori.

Nel frattempo le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm hanno riferito di aver inviato il documento unitario “Piano Straordinario Nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva” a tutte le forze politiche di Governo e opposizione, alle Regioni e ai Sindaci coinvolti, a Federmeccanica e a Confindustria.

Domani la vicenda sarà di nuovo al Mimit, per il terzo giorno consecutivo, con un incontro con le associazioni che rappresentano le imprese dell’indotto dello stabilimento di Taranto, finalizzato ad approfondire le prospettive produttive e industriali del sito e le conseguenze sul sistema produttivo locale.

Europei nuoto, l’Italian acrobatic team è di bronzo

Roma, 5 ago. (askanews) – L’italian acrobatic team conquista la medaglia di bronzo con 219.2645 punti, superando di sette l’Ucraina (tradizionalmente molto forte nelle spinte) e sale sul podio insieme a due super potenze del nuoto artistico come NAB (le russe atlete neutrali) e Spagna agli europei di nuoto in corso a Parigi. “Le medaglie sono tutte belle ma questa è la più bella delle tre perché eravamo in emergenza e l’abbiamo desiderata e sudata con tutte noi stesse”, afferma il tecnico responsabile delle squadre azzurre Roberta Farinelli. Le azzurre sono penultime in ordine di apparizione e quando si tuffano hanno ben chiara la fotografia della gara. E allora si va a tutta: due salti, due piattaforme, due balance e una combine. Tre minuti di show con un DD un pochino più basso per non rischiare di rovinare tutto con il BM. La torretta è cambiata ma la squadra non ne ha risentito ed è stata coesa e determinata quanto e più di prima. Una medaglia di bronzo, la terza consecutiva, da condividere anche con Sofia Tabbiani che per infortunio ha dovuto rinunciare ma che è stata ben sostituita in quella posizione da Alessia Macchi.

Internazionale a Ferrara, la 20esima edizione dal 2 al 4 ottobre

Milano, 5 ago. (askanews) – Torna dal 2 al 4 ottobre Internazionale a Ferrara, il festival di giornalismo che quest’anno compie 20 anni, organizzato da Internazionale, il settimanale che porta in Italia il meglio della stampa straniera, e dal Comune di Ferrara. Oltre 200 professioniste e professionisti dell’informazione provenienti da oltre 30 Paesi, si incontreranno per discutere di intelligenza artificiale e memoria collettiva, femminismo ed estremismi, conflitti globali e identità locali, migrazioni e integrazioni, diritti da difendere e da conquistare. Uno slalom virtuoso tra i temi forti della contemporaneità con, tra gli altri, la scrittrice australiana Sarah Ahmed, l’architetta palestinese Yara Sharif, il giornalista statunitense Jon Lee Anderson, l’esperta di sicurezza climatica Olivia Lazard, lo scrittore Nicola Lagioia – che al festival presenterà in anteprima il suo nuovo romanzo -, la scrittrice e giornalista ucraina Anna Romandash, attiviste e attivisti internazionali come la brasiliana Flavia da Silva Candido e il birmano Maw Htun Aung, lo storico israeliano Omer Bartov e il poeta e scrittore palestinese Mohammed El Kurd.

Torna al festival anche Zerocalcare per due dialoghi esclusivi, uno con Simon Paré-Poupart, operatore ecologico e scrittore la cui storia è diventata un caso letterario in Canada e negli Stati Uniti, e l’altro con la filosofa e scrittrice albanese, Lea Ypi.

Il logo che da sempre accompagna la manifestazione, rivisitato ogni anno in un dettaglio piccolo ma significativo, è il pianeta antropomorfo disegnato da Anna Keen: quest’anno batte un tamburo, per festeggiare il 20esimo anniversario del festival e portare l’attenzione sulle molte crisi emergenti e quelle dimenticate.

‘Quest’anno il nostro mondino accoglie le persone con un rullo di tamburo, come un banditore che arriva in città per dare notizie urgenti – ha spiegato Chiara Nielsen, vicedirettrice di Internazionale e direttrice di Internazionale a Ferrara -. Volevamo richiamare l’attenzione dei nostri lettori e delle persone che verranno a Ferrara su vecchie e nuove crisi e sulle guerre che si sono moltiplicate quest’anno. Le tensioni internazionali stanno seriamente minacciando la convivenza pacifica tra Stati e anche la crisi climatica è oramai sotto gli occhi di tutti’. E continua Nielsen ‘Con questo simbolo vogliamo quindi portare l’attenzione sul tempo delle decisioni e dell’azione: non possiamo più aspettare. Con la 20esima edizione di Internazionale a Ferrara affronteremo tutti questi temi, ma lo faremo, ancora una volta, tutti insieme’.

Prospettive sui conflitti: Israele, Palestina e Ucraina. I conflitti che dilaniano il nostro tempo sono al centro dei talk. La sociologa Micol Meghnagi, esperta in politiche della memoria e rappresentazioni sociali della Shoah, dialogherà con lo storico israeliano Omer Bartov nell’incontro dal titolo ‘Nell’abisso, dal sionismo al genocidio’, e parteciperà al talk ‘Il mondo dopo il 7 ottobre’ con l’attivista indiano autore del saggio ‘Il mondo dopo Gaza’ Pankaj Mishra e il giornalista statunitense Adam Shatz. Il poeta e scrittore palestinese Mohammed El Kurd rifletterà con Catherine Cornet, giornalista di Internazionale, su come i mezzi d’informazione raccontano i palestinesi, tra disumanizzazione e non riconoscimento del loro diritto all’autodeterminazione. Sulla questione palestinese interverrà anche lo scrittore Nasser Abou Srour, liberato nell’ottobre del 2025 dopo più di trent’anni in un carcere israeliano, mentre sarà proiettato al cinema Apollo il film ‘Palestina 36’, di Annemarie Jacir, che racconta la rivolta palestinese del 1936 contro il dominio coloniale britannico e le tensioni legate alla crescente immigrazione ebraica. Il Bakota Hub, nell’omonimo villaggio nell’ovest dell’Ucraina, è un centro culturale che ospita intellettuali ucraini, giornalisti, ricercatori e artisti internazionali. Saranno presenti al festival due delle residenti: Anna Romandash, scrittrice e giornalista ucraina, e la fotografa Robin Alysha Clemens, con una importante testimonianza diretta dai luoghi lontani dal fronte.

L’Europa tra visione sul futuro e lezioni del passato. I diritti e il futuro tecnologico dell’Europa sono al centro del dibattito con esperti e insider capaci di dare una visione ampia e al contempo specifica su temi di grande complessità. Si parlerà del futuro tecnologico e digitale dell’Unione Europea tra sovranità e sudditanza, nell’incontro organizzato nell’ambito del progetto ‘Europa2057’ in collaborazione con il Berggruen Institute, insieme a esperti come l’economista Francesca Bria, autrice del piano ‘Eurostack’, la specialista di sicurezza climatica Olivia Lazard e l’esperto di geopolitica dell’Università di Pechino Xiaoyu Lu. Ancora sul digitale in Europa e sulle sfide per la competitività del settore, il panel organizzato in collaborazione con la DG connect della Commissione europea al quale parteciperà anche il giornalista ed ex direttore europeo dei TED Talks, Bruno Giussani. La giornalista svedese Julia Lindblom presenterà un’inchiesta sui lavoratori invisibili dell’IA, assieme alla sindacalista honduregna Jennifer Paz e all’attivista keniana Angela Chukunzira. L’integrazione alle frontiere orientali dell’Europa, tra derive autoritarie e proteste giovanili, sarà il tema del talk con il reporter georgiano Giorgi Lomsadze, il giornalista investigativo rumeno Madalin Necsutu e la storica serba Dubravka Stojanovic. Dai temi della giustizia e del dopoguerra nei Balcani, uniti all’eredità del Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia, prenderà avvio il dibattito sul progetto ‘Resolution 808’, con la giornalista e politologa olandese Jorie Horsthuis in dialogo con il fotografo Martino Lombezzi e la giurista Alessandra Annoni. Ancora Europa nell’incontro realizzato in collaborazione con Gruppo FS, dove gli scrittori Linda Maggiori, autrice di Guida per viaggiatori senz’auto (Edizioni Epoké), e Gianni Montieri affronteranno il tema della sfida di una mobilità davvero sostenibile, in un contesto in cui crisi climatica e tensioni internazionali mettono alla prova l’integrazione europea portando al centro del dibattito i collegamenti ferroviari.

Un focus sui molti Sud del mondo. Dalla giustizia nelle favelas brasiliane, al nodo dell’impunità in Cile, fino alle figure e ai miti che popolano l’immaginario politico del Burkina Faso e degli altri paesi del Sahel. L’attivista brasiliana di Rio de Janeiro, Flavia da Silva Candido, che da anni si batte per i diritti umani e la giustizia razziale nelle favelas, racconterà le reti di solidarietà e gli spazi di confronto internazionali. L’attivista e politico birmano Maw Htun Aung, esponente del Governo di Unità Nazionale del Myanmar, dialogherà con Angela Napoletano, giornalista di Avvenire, su una guerra civile che prosegue da oltre cinque anni e di cui non sappiamo quasi nulla. Philippe Sands, avvocato che ha partecipato al processo della Corte penale internazionale per l’estradizione dell’ex presidente cileno Pinochet, parlerà del suo ultimo libro ’38 Londres Street o sull’impunità’ con la giurista Micaela Frulli. Si affronterà anche il tema della rivoluzione sociale operata da Thomas Sankara, ex presidente del Burkina Faso, e degli usi e abusi della sua figura da parte dei leader militari al potere nella regione attualmente, con l’antropologo africanista Marco Aime e l’economista sierraleonese e ugandese Yarri Kamara. Un’installazione di Medici senza frontiere con le foto di Nicolò Filippo Rosso riaccenderà l’attenzione su una delle crisi umanitarie più gravi al mondo: quindici anni dopo la separazione tra Sudan e Sud Sudan la regione è ancora segnata da attacchi ai civili e alle strutture sanitarie.

Adolescenti fra migrazioni e sfide tecnologiche. Due incontri realizzati in collaborazione con Cidas affronteranno temi urgenti che riguardano i più giovani. Con Virginia Costa per il Servizio Centrale, Alessia Detto della Cooperativa Cidas e Rodolfo Mesaroli di Civico Zero Onlus si parlerà di minori non accompagnati e di come costruire alleanze territoriali durature per una presa in carico stabile e qualificata. Giovani e Intelligenza artificiale, invece, sarà al centro del talk al quale parteciperanno il sociologo, Giovanni Boccia Altieri, la pedagogista Alessia Dulbecco e la divulgatrice e insegnante, Anna Rita Longo.

Libri che raccontano passato, presente e futuro. ‘Meridione per principianti’ è un dialogo tra l’autore Nicola Lagioia e l’autrice, Premio Campiello e Premio Strega, Donatella Di Pietrantonio, sul bisogno di andarsene o restare, tra provincia e meridione. L’autrice friulana Giada Messetti presenta il suo ultimo libro ‘Quando tornano le rondini’ in occasione del quarantennale dal devastante sisma in Friuli del 1976. Messetti, autorevole sinologa, presenterà anche ‘Nella testa del dragone’, una lezione-spettacolo sulla Cina ispirata al suo omonimo saggio. L’argentina Gabriela Cabezón Cámara, voce non convenzionale di una nuova generazione di scrittori, presenta ‘Le bambine dell’aranceto’. Vincitore del National Book Award 2025, Cabezón Cámara racconta in chiave immaginifica l’epopea di Catalina de Erauso: donna basca figlia di soldati, che sotto spoglie maschili raggiunse le Americhe. La professoressa Maria Silvia Vaccarezza, filosofa dell’educazione, presenta ‘Santi Influencer’, un saggio che esplora etica, vizi e virtù degli idoli digitali, assieme agli studenti del Liceo Carducci di Ferrara. La giornalista di Internazionale Annalisa Camilli commenta ‘Operazione Massacro’ di Rodolfo Walsh – titolo del 1957 sul golpe argentino – pubblicato quest’anno in una nuova edizione, in dialogo con il reporter investigativo americano Jon Lee Anderson, in un interessante confronto sul giornalismo d’inchiesta. Un omaggio alla letteratura la performance ‘Romanzi mondo’ del giornalista Leonardo Merlini che porterà il pubblico dentro romanzi così grandi da essere veri e propri universi: da Don Chisciotte a Moby Dick, ma anche le opere di Roberto Bolaño e David Foster Wallace.

Una prospettiva femminista e queer. Come ogni anno sono molte le giornaliste, attiviste, autrici e intellettuali che portano uno sguardo lucido su temi di grande attualità, attraverso la lente della parità di genere e dell’identità queer. Tre incontri a teatro, in collaborazione con inGenere.it, la rivista online che analizza la contemporaneità in una prospettiva di genere. Si comincia con ‘Chi paga il conto’, il dialogo fra due economiste femministe, Marcella Corsi, Sapienza Università di Roma e Sheba Tejani, King’s College London, per analizzare le nuove disuguaglianze e le sfide del futuro. Si continua con Elke Krasny, ricercatrice urbana ed esperta di storiografie critiche del femminismo che affronterà il tema della giustizia ecologica nell’incontro ‘Città che curano’. ‘Femminismo spaziale’, invece, porterà un approccio femminista e queer nell’esplorazione dello spazio durante l’incontro con Eleanor S. Armstrong, sociologa e ricercatrice accademica britannica, attualmente Space Research Fellow presso l’Università di Leicester.

Un programma per bambini e giovani adulti. Il programma ‘Fuoriclasse’, inaugurato lo scorso anno, torna con un palinsesto di eventi dedicati a ragazze e ragazzi dai 14 ai 18 anni, affrontando temi identitari per questa zona di confine tra l’infanzia e l’età adulta. In programma incontri sull’attivismo e sul fumetto, ma anche la mini rassegna di video reportage a cura di Arte, tre storie dal Canada al Kenya fino all’India di adolescenti che hanno deciso di non stare a guardare. Uno spazio dedicato anche ai bambini e alle bambine, con la programmazione Kids, ispirata alla proposta editoriale di Internazionale Kids, la pubblicazione rivolta ai più piccoli.

Le rassegne. Tornano anche le rassegne di Internazionale: gli audiodocumentari di Mondoascolti in collaborazione con Audible, società Amazon leader nella produzione e distribuzione di intrattenimento audio di qualità (audiolibri, podcast e serie audio) e i documentari di Mondovisioni a cura di CineAgenzia in collaborazione con Internazionale e Coop Alleanza 3.0, che quest’anno parleranno di abusi sessuali, culture wars negli Stati Uniti, tecnologia della sorveglianza, regolamentazione del digitale, guerra a Gaza e donne in Afghanistan.

La voce degli artisti. Attesissimi gli incontri con gli interpreti delle contraddizioni della contemporaneità. L’esperienza individuale di Zerocalcare diventa uno strumento per sollevare importanti questioni politiche e morali nel talk con la filosofa e scrittrice albanese Lea Ypi. Il fumettista e intellettuale romano incontrerà anche Simon Paré-Poupart, canadese laureato in sociologia che da 20 anni lavora come operatore ecologico, diventato un caso letterario internazionale con il libro autobiografico Spazzatura! Diario di un netturbino (che uscirà in Italia a settembre per Alegre). È previsto anche un ascolto guidato di musica con il cantautore e produttore discografico Iosonouncane.

Umorismo di emergenza. Uno spettacolo realizzato in collaborazione con Medici senza frontiere dove testimonianze dal campo e comicità si incontrano per riflettere su guerre, crisi umanitarie e sul modo in cui vengono raccontate dai mezzi di informazione e dalla politica. Insieme agli operatori di Msf, gli stand up comedian Max Angioni, Chiara Becchimanzi, Monir Ghassem, Roberto Lipari, Yoko Yamada.

Secondo il Copasir è in aumento la minaccia terroristica filo-jihadista

Roma, 5 ago. (askanews) – “È stato evidenziato, inoltre, un complessivo innalzamento della minaccia legata all’estremismo islamico in Europa e, in particolare, a un attivismo filo-jihadista, registratosi dopo l’attacco condotto da Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023”. Così si afferma in un passo della relazione del Copasir trasmessa oggi al Parlamento.

Sulla base anche di quanto riferito in tre diverse audizioni del direttore dell’Aisi, Bruno Valensise, il Copasir ricorda come “sono stati illustrati i principali profili di minaccia interna, con particolare riferimento a quelli legati all’estremismo e al terrorismo, nonché le attività di prevenzione e contrasto svolte dall’intelligence”.

Ed insomma “è emerso, inoltre, come si tratti, nella maggior parte dei casi, di integralisti islamici attivi sul web, cosiddetti ‘islamonauti’, appartenenti alla ‘generazione Z’, di origine straniera, seppur nati e cresciuti anche in Italia, di recente trasferitisi in altri Stati europei. Inoltre, diffusi sentimenti di odio antisionista, antiamericano e antioccidentale”.

“Diffusi sentimenti di odio antisionista, antiamericano e antioccidentale emergono in circuiti estremisti online frequentati anche da italiani, con alcuni utenti che manifestano interesse all’autoaddestramento e talora anche disponibilità a trasferirsi in zone di Jihad, se non ad attivarsi sul territorio nazionale”.

Inoltre – si spiega – “l’attenzione è stata rivolta all’allargamento della crisi in Medio Oriente al Libano e all’Iran, che ha contribuito anche a riportare in primo piano la cosiddetta minaccia sciita, promanante da organizzazioni e individui direttamente o indirettamente collegati alla teocrazia iraniana”.

El-Sayed ha vinto le primarie Dem per il Senato in Michigan

New York, 5 ago. (askanews) – Il progressista Abdul El-Sayed ha vinto le primarie democratiche in Michigan contro la deputata moderata Haley Stevens e ora punta a conquistare alle elezioni di novembre un seggio al Senato. L’Associated Press e altri media Usa hanno annunciato la vittoria di colui che sarebbe il primo senatore musulmano nel caso di vittoria alle Midterms contro il candidato repubblicano Mike Rogers. Stando ad AP, l’americano di origini egiziane ha vinto a cifra singola con un vantaggio di meno di 20.000 voti.

Calcio, Inter e Milan 1-1 a Perth nel primo derby di stagione

Roma, 5 ago. (askanews) – Si chiude sull’1-1 il primo derby della stagione tra Milan e Inter, disputato a Perth davanti a oltre 50mila spettatori e aperto dal commosso omaggio a Franco Baresi. Prima del fischio d’inizio le due squadre hanno osservato un minuto di silenzio, mentre i giocatori rossoneri sono scesi in campo indossando il numero 6 in memoria della leggenda milanista scomparsa il 31 luglio. Al 6′ di gioco il match è stato nuovamente interrotto per un lungo applauso dell’intero stadio.

Sul piano tecnico, il Milan parte meglio, confermando il pressing alto voluto da Ruben Amorim. I rossoneri sfiorano il vantaggio al 18′ quando Musah, servito da Loftus-Cheek al termine di una bella azione corale, colpisce in pieno il palo con un destro a incrociare. In precedenza Cissè e Chukwueze avevano già creato qualche grattacapo alla difesa nerazzurra.

Con il passare dei minuti, però, l’Inter di Cristian Chivu cresce, prende il controllo del possesso e chiude in avanti il primo tempo con le occasioni di Pio Esposito e Zielinski, fermati dalle parate di Torriani.

L’avvio della ripresa conferma il momento favorevole dei nerazzurri. Al 52′ arriva il vantaggio: Lavelli lavora bene spalle alla porta, Barella apre il gioco e mette un pallone perfetto al centro dell’area dove Dimarco, lasciato colpevolmente libero, deve soltanto appoggiare in rete l’1-0.

L’Inter continua a spingere e sfiora il raddoppio con Mkhitaryan e Lavelli, trovando però un attento Torriani. Amorim cambia allora quasi tutta la squadra inserendo, tra gli altri, Leao, Modric, Gonçalo Ramos, Jashari e Nkunku. Proprio i nuovi ingressi danno nuova energia al Milan: Leao accende la manovra e Provedel, entrato nella ripresa tra i pali dell’Inter, salva su Nkunku.

All’83’ arriva l’episodio decisivo. Nkunku cade in area dopo un contrasto con Carlos Augusto e l’arbitro concede il calcio di rigore tra le proteste nerazzurre. Dal dischetto lo stesso attaccante rossonero è impeccabile e firma l’1-1 all’84’ con un destro potente sotto la traversa.

Nel finale l’Inter prova a riportarsi avanti, ma Torriani si supera ancora respingendo una conclusione angolata di Calhanoglu. Dopo tre minuti di recupero arriva il triplice fischio: il primo derby dell’estate termina in parità, con indicazioni positive per entrambe le squadre. Il Milan conferma intensità e qualità nel pressing, mentre l’Inter cresce alla distanza e mostra una buona organizzazione di gioco. Un test utile per Chivu e Amorim, nel segno del ricordo di Franco Baresi.