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Lavoro, bozza accordo imprese-sindacati su rappresentanza e salario giusto

Roma, 21 set. (askanews) – Imprese e sindacati definiscono una prima bozza di accordo sui principi generali relativi alla rappresentanza e alla contrattazione collettiva. Il documento, di sette pagine, che Askanews è in grado di anticipare, arriva dopo una serie d’incontri a livello tecnico che proseguiranno domani e si concluderanno, probabilmente, con la firma di un accordo quadro in un incontro già fissato il 28 settembre in Confindustria.

L’obiettivo dell’accordo “è regolare – si legge nella bozza – i comportamenti negoziali delle organizzazioni, sia datoriali che sindacali, nell’ambito della contrattazione collettiva, al fine di individuare i contratti collettivi ‘di riferimento’ che, per essere tali, devono essere sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali che siano ‘comparativamente più rappresentative’ a livello nazionale, in base ai criteri declinati nel presente documento, prendendo a riferimento esclusivamente il settore di attività, la tipologia e natura giuridica di impresa (imprese artigiane, imprese cooperative, altre imprese)”.

La definizione e l’applicazione delle regole previste dall’accordo “non intendono in alcun modo incidere sull’autonomia di ciascuna organizzazione di rappresentanza né sul diritto della stessa di determinare liberamente le proprie politiche associative”. Non intendono, inoltre, “incidere sulla libertà negoziale delle singole organizzazioni di rappresentanza”.

Le parti (Cgil, Cisl e Uil e quattordici associazioni d’impresa) concordano che l’individuazione dei contratti collettivi di riferimento è “funzionale per la determinazione del salario giusto”, ai sensi Dl 62/2026 e concordano che “la loro integrale applicazione costituisce condizione per accedere a tutte le agevolazioni fiscali e contributive”. Nel documento le parti precisano che “i contratti collettivi nazionali stipulati da soggetti non dotati della maggiore rappresentatività comparata nello specifico settore preso in considerazione rimangono validi, pur non costituendo i contratti collettivi ‘di riferimento’ ai fini dell’individuazione del salario giusto e del riconoscimento degli incentivi di legge”.

Quindi, l’applicazione integrale di un diverso contratto collettivo di settore che garantisce ai lavoratori un trattamento economico e normativo uguale a quello del contratto collettivo di riferimento dà diritto di accedere a tutti, “purché sia rispettata la distinzione per tipologia e natura giuridica di impresa”. Per definire la rappresentanza le parti ritengono siano necessari criteri distinti, rispettivamente per le organizzazioni sindacali e per le organizzazioni datoriali.

Per le prime, le parti concordano che “la misurazione della rappresentanza sindacale si fonda sulla combinazione tra dato associativo e consenso elettorale, cioè iscritti e dati elettorali (voti espressi) nelle elezioni per le rappresentanze sindacali, con l’obiettivo di rendere più solido e trasparente il criterio di misurazione della rappresentatività”. Per le seconde vengono presi in considerazione criteri di natura qualitativa e quantitativa: storicità dell’organizzazione, l’appartenenza ad organizzazioni di rappresentanza europea riconosciute come partner nel dialogo sociale europeo, istituti finalizzati a sostenere forme di welfare contrattuale, maggiore diffusione del contratto tra i lavoratori del settore”.

Imprese e sindacati concordano anche sulla necessità di “assicurare con il massimo rigore l’individuazione dei perimetri contrattuali, che costituiscono una delle questioni più complesse ai fini della misurazione della rappresentanza”. A tal fine, la sfera di applicazione di ciascun contratto nazionale “dovrà essere definita in relazione ai processi produttivi, all’attività prevalente esercitata e ai relativi codici Ateco di riferimento”. Le nuove regole non devono, però, pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo della corretta misurazione della rappresentanza.

Le parti ritengono necessario definire principi e regole universalmente condivise e, per questo fine, concordano che il presente accordo “è aperto alla sottoscrizione delle organizzazioni sindacali e datoriali che, condividendone le finalità, accettano l’integrale applicazione dei suoi contenuti e si obbligano a rispettarne le previsioni ivi contenute”.

La sottoscrizione dell’intesa o la successiva adesione alla stessa “impegna le parti a ricondurre al modello prefigurato con il presente accordo i singoli contratti collettivi nazionali”. Confermata, poi, la volontà di “finalizzare il lavoro di verifica e razionalizzazione dei perimetri contrattuali e relativa ‘trasposizione’ in lista di codici Ateco, in coerenza con le finalità perseguite dalla riforma dell’archivio contratti presso il Cnel”. Confermato inoltre l’impegno a verificare “nei rispettivi contratti collettivi nazionali, non si dia corso ad impropri allargamenti dei perimetri di applicazione e, quindi, ci si attenga rigorosamente al rispetto dei perimetri tenendo conto delle attività caratterizzanti il settore”.

Imprese e sindacati si impegnano a costituire “un organismo unico che svolga un’opera di monitoraggio e segnalazione di eventuali comportamenti non conformi”. La presenza di un contratto “di riferimento” in un determinato settore “non esclude la validità di altri contratti, ancorché sottoscritti da organizzazioni di rappresentanza non comparativamente più rappresentative a livello nazionale in quel determinato settore e per quella tipologia di impresa”, conclude il documento. Le parti “considerano dunque necessario che tutti i soggetti che aderiranno a questo accordo si astengano dal porre in essere, sul piano delle relazioni sindacali, ivi comprese le iniziative di bilateralità collegate al welfare, azioni o iniziative finalizzate a destrutturare il quadro di riferimento della contrattazione collettiva secondo i principi declinati nel presente accordo, sia dal lato sindacale che datoriale”.

Minerali critici, Rubio e Tajani: "Collaboriamo strettamente"

Roma, 21 set. (askanews) – “E’ un piacere essere qui con il vice primo ministro” italiano e “ormai un buon amico. I nostri due Paesi collaborano strettamente e siamo molto lieti di firmare questo memorandum d’intesa su un tema cruciale, che sappiamo essere oggetto di costante attenzione: quello dei minerali critici. L’Italia è stata un partner eccellente e con cui vogliamo continuare a collaborare; quindi, grazie”. Lo ha affermato il segretario di Stato americano Marco Rubio firmando, a New York, il memorandum di intesa Italia-Usa sui minerali critici insieme al ministro degli Esteri e viceprmier Antonio Tajani.

“Grazie mille Marco – ha risposto Tajani -. È molto importante siglare questo memorandum d’intesa; come sapete, l’Italia è un Paese industriale, la seconda potenza industriale d’Europa. Per quanto riguarda il commercio siamo quarti al mondo, e i prezzi delle materie prime sono per noi fondamentali. Questo accordo con gli Stati Uniti rappresenta un punto chiave per la nostra strategia e per la nostra politica industriale”.

Sul fonte delle materie prime critiche, ha proseguito Tajani, “stiamo collaborando con gli Stati Uniti; abbiamo partecipato a un importante evento organizzato a Washington e questo ne costituisce il seguito. Vogliamo competere a livello internazionale ed è importante poter contare su prezzi contenuti per queste materie prime; perciò, questo accordo è di grande importanza. Oggi compiamo un passo avanti molto significativo insieme agli Stati Uniti”, ha concluso Tajani.

L.elettorale, discussione lampo in Commissione Camera, domani emendamenti

Roma, 21 set. (askanews) – Una discussione generale lampo, con pochissimi deputati presenti, quasi tutti di opposizione, si è svolta oggi in commissione Affari Costituzionali alla Camera sulla legge elettorale. La riforma voluta dal centrodestra, dopo le modifiche del Senato, è arrivata a Montecitorio in terza lettura blindata: la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha già annunciato che per “un fatto di chiarezza” il governo porrà la questione di fiducia, dunque non ci sarà spazio per ulteriori cambiamenti.

I costituzionalisti sentiti oggi in audizione – Gaetano Azzariti, Michele Ainis, Francesco Clementi – hanno confermato alcuni dubbi di costituzionalità ma l’unico punto che Fdi concorda possa non passare al vaglio della Corte Costituzionale è quello sulle firme – almeno 6000 a collegio – necessarie ai partiti che non sono in Parlamento per presentare liste alle elezioni. Un articolo che, anche se cassato, non comprometterebbe il funzionamento della legge.

Un proporzionale con premio di maggioranza che, secondo il commento della sondaggista Alessandra Ghisleri basato sui dati di OnlyNumbers per Porta a Porta, favorirebbe il campo largo in misura maggiore rispetto all’attuale legge elettorale, il Rosatellum. Con entrambi i sistemi di voto, e Vannacci fuori dal centrodestra, la coalizione guidata da Meloni sarebbe destinata alla sconfitta stando alle attuali intenzioni di voto ma se si votasse con il Rosatellum il vantaggio del centrosinistra sarebbe solo di 27 seggi tra Camera e Senato mentre con la riforma salirebbe a 118.

Dati che non convincono chi a via della Scrofa si occupa di leggi elettorali: con il Rosatellum Fdi arriverebbe al massimo a 60 seggi. Altro che 69, come rilevato da OnlyNumbers. Anche perché questa volta, a differenza del 2022, Pd e M5s sarebbero alleati nei collegi. Che con il Rosatellum la sconfitta del centrodestra sarebbe meno amara tuttavia è emerso anche la scorsa settimana dalle simulazioni YouTrend. Proiezioni che non convincono chi nella maggioranza segue il tema da vicino e sospetta che siano uscite ad arte in vista del voto finale sulla riforma – a scrutinio segreto – per alimentare i dubbi su un testo travagliato che già a luglio ha visto i franchi tiratori in azione.

Domani intanto alle 16 scadrà il termine per gli emendamenti: dalle opposizioni ne arriveranno pochi, unitari e di merito sui temi della parità e dell’alternanza di genere che la riforma voluta da Meloni non prevede; sulle firme per cancellare una norma che, secondo Riccardo Magi (Più Europa), ostacola “in modo abnorme la partecipazione di nuove forze politiche”; sulla possibilità di raccogliere le sottoscrizioni in modalità digitale come già avviene per il referendum; e sulle preferenze. La commissione è convocata tutta la settimana – sabato e domenica compresi – ma è difficile che si arrivi a lavorare nel weekend.

Il testo è atteso in aula per la discussione generale martedì 29 poi a ottobre sarà esaminato con tempi contingentati entro la settimana che termina il 9 ottobre. I voti di fiducia saranno 3 quanti sono gli articoli modificati al Senato. Quindi il voto finale e segreto.

Energia, Foti: applicheremo il decreto bollette anche senza l’Ue

Bologna, 21 set. (askanews) – Il settore della ceramica, come gli altri energivori, “soffre per il costo dell’energia”, e sul decreto legge bollette “purtroppo ad oggi non c’è stata una convergenza con il commissario europeo rispetto alla sua applicazione”. Lo ha detto Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr, a margine dell’inaugurazione del Cersaie a Bologna. “Penso siano maturi i tempi per i quali o si conviene di dare via libera alle norme del decreto legge – che risale alla primavera di quest’anno ed è quindi convertito e maturo per l’applicazione – o diversamente noi l’applicheremo”, ha aggiunto. “E se si riterrà di aprire una procedura di infrazione, la vedremo poi nel corso degli anni”.

A Formello la nona edizione di Itaca

Formello, 21 set. (askanews) – “Più mi sferza il vento, più affondo le mie radici”. Con questo spirito si è chiusa a Formello la nona edizione di Itaca – Viaggio tra le idee. Per tre giorni, Piazza San Lorenzo si è trasformata nell’agorà del dibattito politico e culturale italiano, attirando un vero bagno di folla. Un evento ideato da Giuseppe Emanuele Cangemi Vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio e realizzato dall’associazione Itaca 2.0, guidata dal suo presidente Giuseppe Santeusanio.

Le parole di Pino Cangemi Vice presidente Consiglio regionale del Lazio: “In questa edizione il personaggio chiave è Laerte, padre di Ulisse, che mette le mani nella terra, e le sprofonda nelle radici, quelle radici che non gelano: sono la nostra storia, la nostra cultura e la nostra tradizione. La cosa importante è la presenza del governo, la presenza forte del governo nazionale e soprattutto i tanti amministratori, amministratori di destra e di sinistra che si confronteranno sui grandi temi della politica nazionale, a partire dalla giustizia, ma anche sicurezza, scuola e quei temi che sono in agenda politica del governo.”

Tre giorni di incontri, oltre 70 relatori tra giornalisti, intellettuali e massimi rappresentanti delle istituzioni. Un evento straordinario, che anche quest’anno ha fatto di Formello il crocevia del dibattito nazionale

L’intervista a Gian Filippo Santi sindaco di Formello: “In un posto piccolo come Formello si può discutere di tante idee importanti anche a livello nazionale, anzi io spererei che da Formello possa partire un messaggio molto importante, non solo per i nostri territori, ma anche a livello nazionale e internazionale vista la qualità dei tanti ospiti che verranno”.

Presente il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato sulla crisi del diritto internazionale e i complessi scenari geopolitici globali.

Il commento di Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: “I cittadini hanno la possibilità di ascoltare tanti protagonisti della politica e dell’economia che rispondono ai quesiti, non soltanto alla battuta che si fa in televisione ma a un modo per comprendere meglio quello che fa il governo, quello che fa l’opposizione. Insomma io credo che i cittadini abbiano il diritto di sapere soltanto quando si sa, si può essere liberi, quindi la conoscenza è in fondo il messaggio di Itaca”.

Seguitissimo anche il focus dedicato alle Regioni d’Italia, che ha visto il confronto diretto tra i governatori di Sicilia, Lazio e Piemonte: Renato Schifani, Francesco Rocca e Alberto Cirio.

Francesco Rocca, Presidente Regione Lazio parla così in merito a Itaca 2026: “Io credo che il programma di Itaca di quest’anno sia uno dei più belli degli ultimi anni per ricchezza, per profondità, per spessore e anche proprio per questa apertura al dialogo non soltanto con la maggioranza, che io ho l’onore di rappresentare nel Lazio, ma anche con l’opposizione, quindi in un dialogo vivo, reale, proprio per migliorare la vita all’interno delle nostre comunità.”

Una straordinaria kermesse politico culturale, che ha alzato la qualità delle proposte e del dibattito su temi chiave come: sicurezza e legalità; riforme istituzionali; pubblica amministrazione; sanità e prevenzione; giustizia e sistema carcerario; sviluppo del territorio e delle infrastrutture, ma anche intelligenza artificiale, energia nucleare e cultura.

Itaca è stata anche quest’anno un viaggio delle idee che si incontrano, dell’ascolto che supera le distanze e del coraggio di sedersi tutti sotto lo stesso cielo, per disegnare la rotta e immaginare insieme il nostro futuro.

Meloni accelera su burqa, in Parlamento già molte proposte Lega e Fdi

Roma, 21 set. (askanews) – La “crociata” contro il burqa e il niqab nelle scuole ha, da oggi, il sigillo della premier Giorgia Meloni. Che ieri, con il suo annuncio a Fenix, la festa di Gioventù nazionale, ha impresso lo sprint per far uscire dai cassetti i progetti di legge in materia che sono stati depositati in Parlamento. La premier non ha specificato se si tratterà di un decreto legge o di un ddl, ma lo ha consegnato all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di giovedì prossimo. Il primo a gongolare è Roberto Vannacci: su X ha postato un video dal titolo ‘Meloni e il centrodestra inseguono Vannacci’. In mano un ombrellino, come le guide turistiche, “così non vi perdete”.

Dall’inizio della legislatura, il tema di vietare l’uso del velo integrale, è stato messo più volte nero su bianco dalla Lega, poi nell’ottobre dello scorso anno anche il partito della premier, Fratelli d’Italia, ha presentato una legge sul separatismo islamico, in cinque articoli, in una conferenza stampa a Montecitorio con la responsabile immigrazione di Fdi Sara Kelany, l’allora sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, il capogruppo Galeazzo Bignami e il responsabile del programma Francesco Filini, schierati in sala Tatarella. L’articolo 5 vieta l’uso di “indumenti” che coprano il volto o di qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento di una persona, e quindi il velo integrale, “in luoghi pubblici, aperti al pubblico”, scuole e università, “esercizi commerciali e uffici”.

Nella stessa giornata era arrivata la reazione della Lega di Matteo Salvini: “bene che Fdi ci segua in questa battaglia”. A conferma del derby sempre più serrato sui temi dell’immigrazione, la sicurezza e i rapporti con l’Islam. Un derby proseguito, qualche mese dopo, con un altro ddl depositato anche in Senato dal partito di Matteo Salvini per introdurre il “delitto di costrizione all’occultamento del volto”. Tanti gli emendamenti disseminati qui e là dalla Lega nei diversi decreti sicurezza e ora pure nel ddl che contiene la stretta su acquisto e revoca della cittadinanza, targato Igor Iezzi, in commissione Affari costituzionali della Camera.

Con lo sprint impresso da Meloni, ci sono le premesse affinché la Pdl sul separatismo islamico, a prima firma Kelany, incardinata a gennaio scorso, possa giungere a meta. Forse, visto che non si sa ancora quando si andrà ad elezioni.

Il provvedimento oltre al divieto di indossare il burqa, introduce anche il carcere per chi chiede e produce “certificati di verginità”, innalza le pene per i matrimoni forzati contro chi fa “leva su precetti religiosi”, impone la tracciabilità dei finanziamenti per moschee e luoghi di culto, introduce il reato di chi professa “idee fondate sulla superiorità o l’odio religioso”. A marzo, a questo provvedimento sono state abbinate due proposte della Lega sul radicalismo e le moschee, a prima firma Bordonali e Iezzi (entrambe sottoscritte dall’ex leghista Gianangelo Bof passato nella ‘sporca dozzina’ di Futuro nazionale), che allargano ulteriormente il perimetro degli interventi.

Non è escluso che, però, si preferisca circoscrivere la norma al mondo della scuola legandola solo all’altra proposta lanciata da Meloni: un tetto del 30% di studenti stranieri nelle classi. Ma il responsabile del programma Filini ha puntualizzato che il ministro Valditara “sta lavorando a questo provvedimento da un po’ di tempo” e che “probabilmente si accorperà con altri disegni di legge, tra cui quello di Fdi in discussione alla Camera, che prevede appunto il divieto di burqa e niqab nei luoghi pubblici e non solo nelle scuole. Credo che verrà incardinato dopo la legge elettorale”. Per la candidata sindaco di Milano per la Lega, la vicesegretaria del partito Silvia Sardone, il burqa dovrebbe essere vietato ovunque.

In Italia, contrariamente ad altri paesi europei, a partire dalla Francia, non esiste una legge specifica che vieti il velo integrale per motivi religiosi. La materia è regolata dalle norme generali di pubblica sicurezza ed è disciplianata dall’art. 5 della legge n. 152 del 1975 che vieta l’uso, senza giustificato motivo, di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico. Ed è sul “giustificato motivo” che si è giocata la ‘partita’ in questi anni, con alcune interpretazioni giurisdizionali a favore della legittimità a motivo della convinzione religiosa o culturale.

Mentre le opposizioni attaccano la premier accusandola di demagogia e di fare la campagna elettorale sulla pelle dei bambini, e di spostare il focus dai problemi reali della scuola, il deputato vannacciano Rossano Sasso, il quale a giugno aveva presentato una risoluzione in commissione Cultura contro l’islamizzazione delle scuole, poi approvata, che impegnava il governo a legiferare in tal senso, afferma: “Più Vannacci cresce, più il centrodestra moderato ci insegue e recupera la trebisonda. Bene. Ora barra dritta e subito la legge anti-islamizzazione voluta dal generale Vannacci”.

Tra chi si affida ai dati per capire la complessità dei fenomeni, il portale di informazione scolastica la ‘Tecnica della Scuola’, fa notare l’esiguità del numero delle alunne che in Italia indossano il velo integrale: su quasi un milione di studenti stranieri nelle scuole italiane, poco più di un terzo è legato alla religione musulmana; e si calcola una sola alunna con burqa ogni 660 classi.

Sardegna protostorica, al via a Parigi la valutazione UNESCO

Roma, 21 set. (askanews) – La commissione Nazionale Unesco ha scelto di sostenere la proposta del ministero della Cultura: i monumenti sacri della civiltà nuragica rappresenteranno l’Italia a Parigi.

E’ la svolta che si attendeva nel cammino verso il riconoscimento UNESCO avviato nel 2020 dall’Associazione “Sardegna terra di nuraghi”, sostenuta da un movimento popolare che negli anni ha coinvolto l’intera Isola, dando valore universale al senso identitario e avviando un importante percorso di valorizzazione, tutela e accessibilità dei siti nuragici.

“Siamo grati alla commissione nazionale Unesco e al ministero della Cultura per aver scelto l’istanza relativa alla spiritualità e alla sacralità dei monumenti della civiltà nuragica per andare a Parigi a rappresentare l’Italia all’Unesco” dichiara Pierpaolo Vargiu, presidente Associazione Sardegna Terra di Nuraghi. “Per la Sardegna è un momento estremamente importante e di grande orgoglio. Credo sia motivo di orgoglio per l’Italia intera perché il riconoscimento di questa civiltà che ha lasciato un patrimonio straordinario e unico al mondo nella nostra terra, può diventare se adeguatamente narrata un volano culturale e di sviluppo straordinario per la Sardegna e per l’Italia”.

Villaggi nuragici, torri in pietra, pozzi sacri, tombe dei giganti sono testimonianza viva di un’antica civiltà e di un popolo che più di 3mila anni fa ha abitato la Sardegna e qui ha costruito torri alte fino a 30 metri, con una capacità ingegneristica fuori dal comune.

La Sardegna possiede un patrimonio unico al mondo: non esiste altro posto che abbia conservato 20.000 monumenti di epoca preistorica e protostorica in 24.000 km quadrati di territorio.

Oggi che anche il Ministero crede nel valore profondo della spiritualità e sacralità dei monumenti dell’antica civiltà sarda comincia una nuova pagina di Storia che finalmente la Sardegna e l’Italia potranno raccontare al mondo.

Mattarella: la scuola è la più efficace leva di integrazione, è aperta a tutti. Valditara: no discriminazioni

Amatrice, 21 set. (askanews) – “La scuola deve includere, recuperare, ricostruire. I nostri bambini, i nostri studenti sono avanti a noi per tante cose, ma sappiamo che hanno bisogno di trovare fiducia, che il disagio può nascondersi nei loro comportamenti. Può nascondersi persino ai genitori. Serve padronanza degli strumenti tecnici, ma servono anzitutto valori umani. Nella scuola la convivenza e il rispetto devono prevalere mettendo al bando la violenza”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice.

“La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati”, ha sottolineato Mattarella, ricordando: “La scuola prepara tutti, ‘E’ aperta a tutti’: così dispone l’art. 34 della Costituzione”. Infatti, il suo scopo è “stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale”.

“Guardate al futuro con fiducia, non guardate mai al passato ma sempre con fiducia nel futuro”. E’ il consiglio rivolto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, agli studenti della scuola Onnicomprensiva “Sergio Marchionne” di Amatrice dove si svolge l’inaugurazione dell’anno scolastico.

Il capo dello Stato ha anche partecipato insieme ad Alberto Angela ad una piccola “intervista” da parte degli studenti degli istituti superiori e ha raccontato che la sua materia preferita era “la storia” insieme ad una “pessima grafia”. Poi ha rinnovato il suo monito sulla cultura: “La cultura aiuta a pensare e rende liberi, è libertà”.

Infine commentando un progetto degli studenti con l’intelligenza artificiale ha sottolineato che “non potrà mai essere una macchina al posto di un insegnante che sa capire quando un ragazzo è preparato o incerto”.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo ad Amatrice per il nuovo anno scolastico, alla presenza del capo dello Stato, ha ribadito la “necessità dell’integrazione degli studenti stranieri, in tutte le decisive sfumature dell’espressione che va sempre pensata nella sua complessità”.

“Evitare alla radice qualunque discriminazione – ha aggiunto -rimuovere le cause anche linguistiche di una inaccettabile marginalizzazione, con particolare attenzione all’effettiva padronanza della lingua italiana perché senza la conoscenza della nostra lingua, non c’è vera integrazione, non c’è successo scolastico e non c’è un futuro all’interno della nostra società. Ecco perché è così importante”.

Ambiente, a Firenze si conclude “Look Up Clean Up” di Save the Planet

Firenze, 21 set. (askanews) – Sesta e ultima tappa a Firenze per “Look Up Clean Up”, la campagna nazionale promossa da Save the Planet con il sostegno di Enegan e Neogreen per diffondere le buone pratiche di salvaguardia ambientale. Al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino si è tenuto un confronto tra esperti e istituzioni sui temi della sostenibilità e del turismo responsabile, seguito nel pomeriggio dall’attività dei volontari al Parco delle Cascine.

“Non solo serve un’attività di volontariato, ma -sottolinea Elena Stoppioni, presidente di Save the Planet- serve anche un’attività di presa di coscienza, perché prendersi cura della città vuol dire sicuramente farsi parte attiva della sua pulizia, ma anche prevenire il degrado. Nel giorno prima del World Cleanup Day, la giornata mondiale di attivismo, che, tramite l’ONU, ha concesso il logo e il patrocinio a questa nostra iniziativa, vogliamo lanciare un messaggio forte, quello del colibrì: fare la propria parte aiuta a spegnere l’incendio del nostro pianeta”.

La tappa fiorentina, realizzata anche grazie a Fondazione Destination Florence, Host Destination Partner dell’evento, ha ottenuto il patrocinio del Comune di Firenze.

“Io, come sindaca di Firenze, sto investendo tanto sia su tutta la parte della sostenibilità ambientale, col Piano del Verde, in cui abbiamo raddoppiato le risorse come Amministrazione comunale sia per piantare alberi, che per depavimentare e per altre azioni”, afferma la sindaca di Firenze, Sara Funaro. “Abbiamo annunciato anche un progetto ambizioso con due strade alberate per quartiere che partirà e andrà avanti; ma dall’altra parte c’è il tema del rispetto del territorio. E qui ci sono tante persone che questo tema lo conoscono bene e accompagnano le città verso una sensibilizzazione collettiva”, aggiunge Funaro.

A fare da cornice anche gli scatti del concorso fotografico promosso con la FIAF, esposti al Maggio Musicale. Si chiude così il tour che ha toccato anche Brisighella, Capo Peloro, Treviso, Otranto e Bardonecchia, mettendo al centro la tutela del territorio e la collaborazione tra cittadini e istituzioni.

Milano, Sardone: più che il Cencelli, cittadini scelgano il candidato

Milano, 21 set. (askanews) – “Io sono pronta, e più che al Cencelli mi rifarei ai cittadini. Io da sempre dico le primarie. Delle primarie ho parlato con Matteo quando abbiamo fatto le primarie a Milano della Lega, chiesi appunto di poterle fare con tutto il centrodestra. Non è certo la Lega che si è opposta alle primarie, ma non è che sono l’unico metodo”. Lo ha detto la vice segretaria della Lega Silvia Sardone, arrivando in via Bellerio a Milano per il consiglio federale.

“Insomma, se vogliamo fare la fine delle ultime tornate elettorali, il metodo migliore è indicare i candidati, ma non solo per Milano, vale per Roma, vale per Napoli, vale per Torino, per Bologna, a due mesi al voto: quella non credo che sia una strategia vincente, efficace. Quindi io sono per avere il nominativo subito. Se fossi io ne sarei molto onorata e sono pronta. Se non fossi io, bene. Diciamo questo nome, perché immagino che anche gli altri dovranno in qualche modo organizzare la campagna elettorale, magari anche se sono meno conosciuti, farsi conoscere, scrivere insieme il programma elettorale, noi l’abbiamo già buttato giù”, ha aggiunto.

Mattarella: scuola più efficace leva integrazione, crei legami non ghetti

Amatrice, 21 set. (askanews) – “La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice.

“La scuola prepara tutti, ‘E’ aperta a tutti’: così dispone l’art. 34 della Costituzione”, ha ricordato il capo dello Stato secondo il quale il suo scopo è “stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale”.

Mattarella: violenza scuola intollerabile, serve etica condivisa

Amatrice, 21 set. (askanews) – “Sono intollerabili gli episodi di violenza e sopraffazione ai danni di ragazze e sono inaccettabili anche quelle forme più ovattate di oppressione nei loro confronti, quelle pretese miserabili di supremazia e di impossessamento”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice.

Il capo dello Stato cita “il bullismo che infierisce sul più debole, la diversità e la debolezza che diventano causa di umiliazione, il disinteresse di chi volta le spalle davanti ad atti di viltà travestiti da bravate”.

Ma per il Presidente “più che un codice di comportamento la scuola deve aiutare a riconoscere un’etica condivisa. Gli insegnanti non devono, quindi, essere lasciati soli dalla società e le istituzioni non devono recedere dalla loro responsabilità in contesti difficili. Con un impegno rinnovato per sconfiggere la dispersione scolastica”.

Mattarella: scuola deve includere, convivenza e rispetto, no violenza

Amatrice, 21 set. (askanews) – “La scuola deve includere, recuperare, ricostruire. I nostri bambini, i nostri studenti sono avanti a noi per tante cose, ma sappiamo che hanno bisogno di trovare fiducia, che il disagio può nascondersi nei loro comportamenti. Può nascondersi persino ai genitori. Serve padronanza degli strumenti tecnici, ma servono anzitutto valori umani. Nella scuola la convivenza e il rispetto devono prevalere mettendo al bando la violenza”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice.

Addio a Sandro Mazzola, l’Inter saluta la sua bandiera

Roma, 21 set. (askanews) – L’ultimo applauso, quello della sua gente, ha accompagnato Sandro Mazzola fuori dalla Basilica di Sant’Ambrogio. Milano ha salutato così la sua bandiera nerazzurra, scomparsa il 19 settembre a 83 anni. Ai funerali, celebrati nella basilica milanese, c’erano gli ex compagni, le vecchie glorie dell’Inter e tanti tifosi. Il feretro, all’uscita intorno alle 16.10, è stato accolto da un lungo applauso. Mazzola sarà sepolto nel cimitero di Monza.

A ricordarlo, a nome dell’Inter, è stato il presidente Giuseppe Marotta, che ha affidato a una lunga lettera il ritratto di un campione diventato nel tempo soprattutto un esempio. “I campioni passano, gli esempi restano”, ha scritto Marotta, sottolineando il compito del club di custodire la memoria e trasmetterla alle nuove generazioni.

“Perché la memoria non è polvere da museo: è una lezione che cammina”, ha aggiunto il presidente nerazzurro, indicando in Mazzola un modello di umiltà, rispetto per compagni e avversari, sacrificio, cultura del lavoro e appartenenza. “Finché un ragazzo, indossando questa maglia, si ricorderà di Sandro, Sandro non se ne sarà mai andato”.

Nella lettera c’è anche il ricordo del campione. Mazzola fu protagonista della Grande Inter di Helenio Herrera e di Angelo Moratti, conquistando quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Nella finale di Vienna del 1964 segnò una doppietta contro il Real Madrid. Una carriera costruita in diciassette stagioni con una sola maglia, quella nerazzurra, dopo essere entrato nell’Inter da ragazzo.

Marotta ha ricordato anche l’altra grande sfida della carriera di Mazzola, quella con il Milan e con Gianni Rivera. Il primo derby arrivò il 24 febbraio 1963, quando Sandro aveva vent’anni e segnò dopo appena tredici secondi. Con la Nazionale vinse l’Europeo del 1968 e fu finalista al Mondiale del 1970, chiudendo con 70 presenze e 22 gol.

Ma per Marotta la grandezza di Mazzola andava oltre i numeri. “Era nove senza essere centravanti, otto senza essere centrocampista: ai ruoli preferiva il talento, agli schemi la fantasia”, ha scritto. E ancora: “Era un prodigio che la logica non sa spiegare”. Un talento accompagnato da un uomo “tenace e dignitoso”, sempre pronto a battersi per i compagni.

Il presidente dell’Inter ha ricordato anche gli ultimi anni, quando Mazzola continuava a vivere il rapporto con il club da tifoso. Nel maggio scorso era tornato a San Siro insieme a Gianfranco Bedin, Renato Cappellini e Aristide Guarneri, accolto dal popolo nerazzurro “come si accoglie un pezzo di casa”. E nel 2024 aveva festeggiato la Seconda Stella vivendo da tifoso la notte del derby del 22 aprile.

A Sant’Ambrogio è arrivato anche il messaggio di Massimo Moratti, letto da monsignor Carlo Faccendini. “Grazie per l’eredità che ci lasci per il ricordo del tuo stile, della determinazione e caparbietà. Grazie per i gol bellissimi che ci hanno fatto gioire. Raggiungi i campioni della Grande Inter del cui prestigio godiamo ancora adesso”, ha scritto l’ex presidente nerazzurro.

Tra gli ex compagni presenti alle esequie anche Gianfranco Bedin e Mario Muraro, mentre Gianfelice Facchetti ha ricordato il legame tra Mazzola e suo padre Giacinto. All’uscita della basilica, il pubblico nerazzurro ha accompagnato l’ultimo viaggio di Sandro con un applauso. Un saluto alla bandiera della Grande Inter, ma anche a un uomo che, come ha scritto Marotta, “non è mai stato un monumento”: è rimasto uno di famiglia.

Petrolio sempre più giù, anche il Brent torna sotto 100 dollari

Roma, 21 set. (askanews) – Continuano ad accentuarsi nel tardo pomeriggio i ribassi dei prezzi del petrolio, con il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord che a sua volta cade sotto la soglia psicologica dei 100 dollari, segnando un calo di oltre il 4,55% a quota 99,14 dollari.

A New York il West Texas Intermediate, che era sceso sotto quota 100 già venerdì scorso, crolla del 5,40% a 94,88 dollari. Collassi che seguono le impennate delle precedenti settimane e fanno sperare in calmimenti dei prezzi dei carburanti.

A favorire i nuovi ribassi le dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump: in una intervista a Fox News ha aperto a un possibile incontro con il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian a margine dell’assemblea generale dell’Onu.

Tajani: mai pensato di offendere le donne, mie parole fraintese

Roma, 21 set. (askanews) – “Mi spiace molto che siano state fraintese alcune mie affermazioni estrapolate da un discorso molto più articolato. Mi scuso se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto, ma io non ho mai pensato di offendere le donne, non l’ho mai fatto in vita mia, né nella vita privata né nella vita pubblica”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine dell’inaugurazione degli uffici Simest e Ice a New York.

“Faccio un esempio per tutti – ha proseguito Tajani: proprio a difesa del diritto delle donne ho nominato e ho voluto nominare ambasciatore in Iran e ambasciatore in Afghanistan due donne, proprio per dare un segnale molto chiaro che in tutto il mondo non si possono calpestare i diritti delle donne. Questo è un esempio, ne potrei fare altri 100 ma non voglio fare polemiche né alimentare polemiche voglio soltanto dire che non devono essere strumentalizzate alcune frasi”, ha sottolineato il ministro.

Eccellenza e tradizione: il mare incontra il design in Triennale

Milano, 21 set. (askanews) – Storie di tradizione, di eccellenza, di rispetto del tempo. Quelle di Grupo Consorcio e di Triennale Milano. Ricorrenze che si intrecciano: 75 anni per l’azienda, 100 per l’ente. Per celebrare questo Triennale ha aperto i suoi archivi sottolineando i temi della convivialità, del mare e della conservazione. Tutti argomenti che vivono in Grupo Consorcio, azienda ormai stabilmente ai vertici nel mercato delle conserve di tonno premium e delle acciughe di alta qualità del Cantabrico. Un settore che, come rivelano i dati Circana presentati all’evento, raggiunge un valore complessivo da 2,1 miliardi di euro e che nel segmento Premium registra una crescita superiore alla media del Largo Consumo.

“Consorcio festeggia 75 anni e porta questo prodotto sulle tavole degli italiani fin dal 1950. Negli anni il mercato del tonno si è evoluto moltissimo: sta gradualmente passando da un consumo prevalentemente di scorta, in cui si acquista la scatoletta da tenere in dispensa, a una scelta d’acquisto sempre più consapevole” ha dichiarato Dario De Stefano, General Sales Manager di Grupo Consorcio Italia.

Ed ecco che la creatività e l’artigianalità esaltata da Triennale, si mostra nella manualità delle sobadoras, le donne sfilettatrici, che lavorano come da tradizione una materia prima di altissimo livello. Il tutto alla presenza tra gli altri di Jesus Gomez, Ceo di Grupo Consorcio, e Valeria Piaggio, Vicepresidente e nipote del fondatore.

“Vogliamo trasmettere al consumatore un concetto ben preciso: quello dell’artigianalità 100% del Cantabrico. È un impegno concreto, perché in tutti i nostri stabilimenti, sia a Santona che a Colindres lavoriamo a soli 50 metri dal porto del Cantabrico, dove acquistiamo la gran parte della nostra materia prima. Quando parliamo della calma citiamo il concetto della cura che i nostri dipendenti hanno del prodotto dall’inizio alla fine” ha aggiunto Eduardo Sanfilippo, Chief Marketing & Communication di Grupo Consorcio.

La riscoperta del tempo e della qualità. Due delle direttrici che rendono famosa l’Italia in tutto il mondo.

Cinema, "L’Estranea" conquista il pubblico del Toronto Film Festival

Roma, 21 set. (askanews) – Prosegue il percorso internazionale de “L’Estranea”, il nuovo film di Paolo Strippoli, che dopo la presentazione in concorso alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia conquista il pubblico del Toronto International Film Festival, dove si aggiudica il secondo posto del People’s Choice Midnight Madness Award presented by Rogers, ambito premio assegnato dal pubblico del festival.

Il film si è classificato First Runner-Up, alle spalle del canadese “Ladies and Gentlemen, Brian Mulroney” di Matthew Rankin e davanti ad “Arrested Memory” di SABU. “Un risultato particolarmente incoraggiante”, ha commentato la produttrice Marina Marzotto, “visto che lo scorso anno a classificarsi secondo per lo stesso premio è stato il fenomeno del boxoffice Obsession “. Un risultato inedito per un film italiano nella storia dei riconoscimenti della Midnight Madness del TIFF.

Dopo Venezia e Toronto, “L’Estranea” sarà in competizione anche al Busan International Film Festival, nella sezione internazionale World Cinema. L’anteprima del film è in programma per il primo weekend, venerdì 9 ottobre, ed ha registrato il sold out in meno di un’ora, nonostante l’arena Open Cinema, (la più grande in Asia) offra oltre 3.000 posti.

Venezia, Toronto e Busan costituiscono così il grande slam del percorso festivaliero internazionale de “L’Estranea”, che è già stato selezionato in concorso anche in molti altri festival internazionali tra i quali, già annunciati: Austin, Beyond LA, SLASH, Rio de Janeiro, Ghent, Sitges e Chicago.

“L’Estranea” scritto e diretto da Paolo Strippoli, co-sceneggiato insieme a Salvatore de Chirico, è interpretato da Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. In Italia uscirà in sala l’8 ottobre con 01 Distribution.

Cinema, a Milano corner dedicato a "Verity" durante la Fashion Week

Roma, 21 set. (askanews) – In occasione della Milano Fashion Week arriva il “Verity Corner”: un’edicola a tema che porta nel cuore della città italiana della moda l’atmosfera di “Verity”, il thriller psicologico diretto da Michael Showalter con Anne Hathaway e Dakota Johnson, tratto dall’omonimo bestseller di Colleen Hoover (It Ends with Us – Siamo noi a dire basta), nelle sale italiane dal primo ottobre, distribuito da Eagle Pictures.

Da domani, martedì 22, fino a lunedì 28 settembre, Largo Augusto si trasformerà in un’esperienza immersiva sospesa tra moda e mistero. Il “Verity Corner” sarà aperto tutti i giorni dalle 11:00 alle 19:00 (inaugurazione il 22 alle 17:30).

Ad accogliere i visitatori ci saranno diversi ambienti dedicati all’universo di “Verity”: l’edicola sarà brandizzata con lo stile del film; le pareti saranno dedicate al romanzo di Colleen Hoover che lo ha ispirato, in collaborazione con l’editore Sperling and Kupfer, e con bottiglie di vino a tema; uno specchio, posizionato all’esterno diventerà un punto per scattarsi una foto. Infine, “la parete dei segreti”: proprio come nel film, dove nulla è ciò che sembra, una parete all’interno dell’edicola invita gli ospiti a rivelare una verità inconfessabile. Ognuno potrà scriverla su un post-it e lasciarla nell’apposito spazio.

Tratto dal romanzo bestseller di Colleen Hoover, il film segue Lowen Ashleigh (Dakota Johnson), una scrittrice in difficoltà che si trasferisce nella remota tenuta dei Crawford per fare da ghostwriter alla celebre autrice Verity Crawford (Anne Hathaway). Dopo aver scoperto quelli che sembrano essere gli inquietanti appunti autobiografici di Verity, Lowen deve fare i conti con le torbide e distorte confessioni sul marito di lei, Jeremy (Josh Hartnett), trovando difficile distinguere la finzione dalla realtà, la manipolazione dall’attrazione e l’opportunità dall’ossessione.

Lettera morta ma non troppo: appeal europeo per gourmet californiani

Sonoma, 21 set. (askanews) – Si chiama Dead Letter e non a caso. Si trova dove un tempo c’era l’ufficio postale nella città di Sonoma. La lettera sarà pure morta, ma lo chef è in forma.

Tanto che a passare come un cliente qualsiasi abbiamo avvistato (nientepopodimenoche!) Brian Limoges, lo chef di Enclos fresco di III stella Michelin e pure una Michelin Green Star.

Ma da dove nasce l’idea di Dead Letter e perché proprio qui in una piazza storica in piena valle del vino californiana?

Lo abbiamo chiesto a John Toulze che ha origini francesi e che ogni giorno affronta, in tutta serenità il peso della cucina europea e il suo ruolo rispetto a quella californiana.

Parliamo delle sue origini francesi: cosa porta del suo bagaglio in questo ristorante?

“Credo soprattutto la sensibilità, sai? Lasciare che il cibo sia semplicemente cibo. Penso sia uno stile diverso, una selezione di ingredienti diversa, un adattamento diverso. Ma, in fin dei conti, il mio background francese mi dice che il cibo è piacere. Il cibo dovrebbe essere il fulcro della tavola. Il cibo dovrebbe essere ciò attorno a cui costruiamo la nostra giornata. Credo che questo apportino le mie origini”, spiega.

Ducati, de Pascale: “Le istituzioni pretendono di essere ascoltate”

Bologna, 21 set. (askanews) – “Su Ducati è stato un incontro positivo. Al di là di uno scenario ancora non prevedibile, il messaggio arrivato alla casa madre è molto chiaro: le istituzioni italiane, in maniera corale, pretendono di essere ascoltate e di partecipare alle scelte strategiche di un brand che per l’Italia è strategico”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, a margine dell’inaugurazione del Cersaie a Bologna, sul futuro della casa motociclistica alle prese con le voci di cessione dopo le decisioni del gruppo Volkswagen.

Ducati, ha sottolineato, “è uno dei simboli dell’ingegneria italiana a livello globale, della competenza e della capacità degli italiani di saper progettare, inventare, tenere insieme design e performance”.

Da qui, ha spiegato de Pascale, “è assolutamente giustificato il ruolo che il governo italiano deve e vuole esercitare”. “Il governo terrà monitorata la situazione e credo che nelle prossime ore ci sarà un incontro anche tra Volkswagen e l’esecutivo italiano”, ha aggiunto. “Noi siamo presenti, il ministro non ha escluso nessuno strumento, né di governance, né regolatorio, né di coinvolgimento di attori istituzionali italiani: c’è attenzione per un’azienda che va benissimo, un fiore all’occhiello dell’industria italiana dal punto di vista sportivo, delle vendite e della performance”.

Grillo da Fedez: M5S partito normale, ma non posso fondarne un altro

Roma, 21 set. (askanews) – Non una nuova “discesa in campo”, forse solo un momento di nostalgia per quando mezza Italia pendeva dalle sue labbra: Beppe Grillo si ripresenta al pubblico grazie alla platea di Pulp podcast (con una robusta componente di giovani e nativi digitali) che gli viene offerta da Fedez e Mr. Marra sulla loro piattaforma Youtube. Nell’intervista poche battute su Giuseppe Conte (soprannominato reverendo Jones, “l’uomo che sussurrava ai cavilli”) ma erano già state anticipate qualche giorno fa, e un fiume confusionario e inarrestabile come ai bei tempi dei teatri sold out e delle piazze piene del Movimento 5 stelle.

Primo passaggio, obbligato, è sulla vicenda del figlio condannato in primo grado per un caso di stupro: nessuna domanda dei conduttori ma una sorta di dichiarazione spontanea del comico genovese. Ciro, racconta, “sta attraversando un momento un po’ particolare, di un’enorme pesantezza” ma “si è laureato, 110 e lode, ha fatto una famiglia, una bambina stupenda, ha una moglie straordinaria, studia per diventare avvocato penalista e gridare al mondo un po’ la sua innocenza”. In un’ora e venti di registrazione c’è spazio per i ricordi della sua gioventù: da rappresentante di abbigliamento a cabarettista quasi per caso, e per qualche amarezza personale: “Stanno cancellando la mia memoria, fanno un festival dedicato a Baudo e non mi chiamano, mi tolgono dall’elenco dei vincitori del David, tagliano l’intervista di Cazzullo a Gino Paoli che parlava bene di me…”

Non manca la rivendicazione dei suoi meriti di innovatore e di appassionato di tecnologie come l’intelligenza artificiale, ma Grillo confessa di prendere “appunti morbosamente a mano” e ricorda come con Gianroberto Casaleggio, l’altro fondatore del Movimento 5 stelle, “una grande persona”, si completavano a vicenda perché “aveva la sintesi, era un manager”. Obiettivo di entrambi “era immettere nella politica un sentimento. Il sentimento di provare a cambiare la vita dei più disagiati”.

L’interesse degli intervistatori, però, è portarlo sull’attualità, sul conflitto con il nuovo M5S guidato da Conte, che “adesso è un partito normale”, dice l’ex garante. “Sono stato estromesso, vabbè”, ma, precisa, “non ho rimpianti”. Difende la sua scelta di promuovere una azione legale per cercare di riprendersi il simbolo del M5S, “anche per dare anche valore al reverendo Jones (sempre Conte, ndr). Perché lui dovrebbe avere la sua faccia col suo stemma”. Però fra una critica e l’altra concede in qualche modo l’onore delle armi ai suoi vecchi seguaci: “Io non ce l’ho col Movimento. Sono anche persone in gamba, per l’amor di Dio: qui parliamo di uno spirito che non c’è più, quindi è uno spirito completamente diverso. Non vedo una rinascita del Movimento coi valori, perché è passato, però vedo che alcune cose sono compostabili, cioè sono dentro. Hanno detto ‘sei stato polverizzato’: sono stato polverizzato, nella polvere c’è ancora però dei semi di qualcosa”.

Personalmente, però, giura di non voler fare il bis in politica: “Come faccio io a fondare un partito, a organizzarlo? No, no, mi dispiace, ma non ho il potere di farlo, non ho le facoltà di farlo”. E scherza su una sua ipotetica candidatura, citando i suoi precedenti teatrali con gli ologrammi, utili, afferma, anche al premier indiano Modi e al leader della sinistra francese Mèlenchon per i loro risultati elettorali: “Io ero già lì anni prima. Il programma? Ma chi è che legge un programma? Se io dovessi candidarmi, supponi se io mi dovessi candidare, direi signori sono Grillo, vi fidate? Io non vi dico più niente. Ho già detto tutto, che cazzo volete da me? Datemi il voto e basta, fatela finita”.

Grillo non apprezza la politica del presente. Da un lato spiega i successi della destra di AfD in Germania con “la paura” che i migranti suscitano nelle periferie, mentre fanno comodo, sostiene, ai benestanti dei centri cittadini che vedono il vantaggio della disponibilità di badanti e altri lavori per i quali non c’è più la manodopera. Ma in generale, osserva l’ex leader carismatico del M5S, “l’intelligenza artificiale, l’algoritmo impara, la democrazia no. Siamo rimasti fermi con delle istituzioni del paleolitico” ed ecco “che ci buttiamo nel fascismo, nel nazionalismo, nella bandiera, la patria… sono malattie infantili. Come gli orecchioni”. Una battuta la dedica anche al fondatore di Futuro nazionale, Roberto Vannacci. Secondo Grillo ad aiutarlo sono i giornalisti che lo criticano: “Il futuro di Vannacci sono le domande con un sottile astio sotto, perché lui risponde…”

Si dice poco interessato al caso Ranucci, anche se alla trasmissione Report, che in passato si è occupata anche di lui, riserva una stilettata: “Le indagini venivano fatte come se volessero arrivare a un punto prestabilito”. Del resto, la Rai “non è più niente, è una tv commerciale, gestita male, con 13mila dipendenti. La mia proposta era di vendere e a privati seconda e terza rete, fare una rete come Arté, finanziata ma senza pubblicità”.

Cinema, torna il Matiff: apertura il 26 settembre con Castellitto

Roma, 21 set. (askanews) – Dal 26 settembre al 4 ottobre 2026 torna a Matera il Matiff (Matera International Film Festival), che per la sua settima edizione sceglie il Mediterraneo come tema e orizzonte narrativo di un viaggio tra cinema d’autore, anteprime internazionali, incontri con artisti e professionisti dell’industria audiovisiva, masterclass, letteratura e musica.

La settima edizione si aprirà il 26 con la cerimonia inaugurale e Sergio Castellitto, che accompagnerà la proiezione di “L’uomo delle stelle” di Giuseppe Tornatore, film scelto per introdurre il tema dell’edizione: il Mediterraneo come spazio di incontri, storie, identità e contaminazioni culturali. Nel corso della serata, Castellitto riceverà anche il Matiff Award “Acqua del cinema”.

Al centro della nuova edizione, un concorso internazionale articolato in sette categorie: lungometraggi, cortometraggi, documentari, animazione, spot pubblicitari, videoclip e sceneggiature. Le opere selezionate saranno valutate da una giuria d’eccezione e si contenderanno i riconoscimenti del Festival. Sono 815 gli autori iscritti quest’anno, provenienti da 57 Paesi del mondo. Matera e Riva dei Ginepri accoglieranno per nove giorni registi, attori, produttori, sceneggiatori e rappresentanti di importanti realtà cinematografiche internazionali. Un programma articolato che affianca alle proiezioni il Mama – Matera Film Market, spazio di confronto e formazione rivolto ai professionisti del settore, e una serie di appuntamenti dedicati ai grandi protagonisti del Novecento, al dialogo tra i popoli e al valore sociale del cinema.

Giunto alla settima edizione, sotto la presidenza di Leonardo Fuina e la direzione artistica di Valentina Castellani-Quinn, il Matiff rafforza così la propria identità internazionale e il legame con il territorio lucano, trasformando Matera in un luogo d’incontro tra culture, linguaggi, visioni e nuove traiettorie dell’audiovisivo. Madrina di questa edizione, la global speaker, curatrice d’arte e attivista per i diritti umani Felicia Cigorescu, ideatrice de “Il Cantico del Mediterraneo”. “Essere madrina e curatrice d’arte del Matiff in questa edizione dedicata al Mediterraneo è per me un invito a riportare al centro ciò che ci rende profondamente umani – ha dichiarato – credo che lo spirito, inteso come dimensione interiore e ricerca di senso, appartenga a ogni essere umano, al di là di ogni fede, cultura o appartenenza. L’arte e il cinema possono ricordarcelo: possono aprire uno spazio dentro di noi in cui tornare a riconoscerci, incontrarci e sentirci parte di un’umanità comune”.

La giuria internazionale è presieduta da Deirdre Hopkins, responsabile dei lungometraggi presso i Bafta Awards. Ad affiancarla Gary Shapiro, produttore cinematografico ed ex Senior Vice President di Sony Pictures, e Julie Carmen, attrice e produttrice cinematografica statunitense.

Il programma riunisce produzioni italiane e internazionali, prime mondiali, anteprime italiane e incontri con autori, interpreti e produttori. Eventi centrali le masterclass con Sergio Castellitto e Alessandro Gassmann. Tra gli altri ospiti attesi Lina Sastri, che presenterà il cortometraggio “La mancanza”, e Ronn Moss, che incontrerà invece il pubblico in occasione della proiezione del documentario “Soap Fever”.

Il Matiff renderà inoltre omaggio a Robert Redford con la proiezione di “Milagro”, in partnership con Universal Pictures, e alla presenza dell’attrice Julie Carmen. L’omaggio a Robert Redford sarà accompagnato anche da una masterclass con Julie Carmen, che condividerà con il pubblico la propria esperienza artistica e il ricordo della collaborazione con il regista.

Il programma internazionale comprenderà anche “The Present” di Farah Nabulsi, vincitore del premio Bafta come miglior cortometraggio britannico nel 2021 e candidato ai Premi Oscar nello stesso anno, e “My Father and Qaddafi” di Jihan K, candidato agli Academy Awards 2027 come miglior documentario. Jihan K dialogherà con il pubblico al termine della proiezione. Ampio spazio sarà riservato anche al cinema italiano: il regista Antonio Capuano, al quale sarà conferito un premio alla carriera, e l’attrice Teresa Saponangelo, presenteranno “Il buco in testa”. In programma anche “Elvira Notari – Oltre il silenzio” di Valerio Ciriaci.

La mattina di domenica 27 settembre sarà dedicata alle scuole e al pubblico più giovane, con un programma speciale realizzato insieme a Rainbow. Al centro dell’appuntamento, la proiezione del primo episodio della nuova stagione di “Mermaid Magic”, la serie animata creata e prodotta da Iginio Straffi.

Tra le produzioni internazionali spicca, inoltre, la prima mondiale di “The Awakening” di Matt Routledge, interpretato da Kevin Spacey e presentato dal produttore Matt Hookings. Completano il programma “Horn Maker” di Juliette Marquis; i progetti “Auber89” e “I nemici del popolo”, presentati dal produttore Paolo Maria Spina, e la prima italiana di “Fade Away” di Ramin Niami, presente per incontrare il pubblico. Nel ventesimo anniversario della scomparsa di Oriana Fallaci, il Matiff dedicherà un appuntamento alla sua opera e al progetto teatrale internazionale “Fallaci – A One Woman Show”, con la partecipazione di Edoardo Perazzi, nipote della scrittrice e curatore dell’Archivio Fallaci, e dello sceneggiatore Gary Hoffman.

Il presidente della Cei Zuppi: la scuola sia inclusiva, inaccettabile dipenda dal luogo di nascita

Roma, 21 set. (askanews) – “Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo. Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace”. E’ quanto scrive il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, nella prolusione del Consiglio permanente della Cei, che si apre oggi a Roma.

“In questi giorni – sottolinea – le scuole hanno riaperto i cancelli: tornano domande che riguardano tutti, non solo chi insegna o studia. La questione educativa non è un tema tra gli altri, né si riduce a programmi e metodologie. Tocca il cuore della nostra convivenza. Educare significa accompagnare una persona a diventare libera, capace di cercare la verità, di riconoscere il bene, di entrare in relazione con gli altri e di assumere responsabilmente il proprio posto nel mondo. I recenti episodi di violenza – ha dibadito Zuppi – ci interrogano profondamente e devono spingerci a una presenza rinnovata nel mondo educativo”.

“All’inizio dell’anno scolastico – prosegue il capo dei vescovi italiani – non auguriamo soltanto buoni risultati. Auguriamo alle nostre scuole di essere comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità; luoghi in cui nessuno si senta escluso; laboratori di umanità in cui la tecnologia sia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia. Auguriamo loro di custodire il tempo lento dell’ascolto, dello studio, della meraviglia, del confronto vero, senza i quali nessuna libertà interiore può crescere. La scuola non è uno spazio da attraversare in fretta: è, ancora oggi, un cantiere decisivo del nostro futuro comune”.

Cnn, Ms Now e Politico fanno causa a Trump: vietare accesso alla Casa Bianca viola primo emendamento

Roma, 21 set. (askanews) – CNN, MS Now e Politico hanno annunciato di voler fare causa all’amministrazione Trump dopo che il presidente statunitense ha vietato l’accesso delle emittenti alla Casa Bianca.

I gruppi mediatici hanno dichiarato oggi di aver avviato un’azione legale per tutelare i propri diritti sanciti dal Primo Emendamento e per difendere il principio secondo cui il governo non decide cosa la stampa debba riportare o pubblicare.

“Senza preavviso né procedura, la Casa Bianca ha revocato le credenziali dei nostri giornalisti perché si opponeva al nostro lavoro di reportage”, hanno dichiarato in un comunicato. “Questo minaccia la libertà di stampa e il diritto del pubblico a un giornalismo indipendente, libero da interferenze governative”.

Le tre testate giornalistiche chiedono un’ordinanza provvisoria che impedisca al presidente americano di intraprendere ulteriori azioni per attuare il divieto e che obblighi la Casa Bianca a ripristinare immediatamente gli accrediti stampa.

La causa sostiene che il presidente americano e i membri della sua amministrazione abbiano vietato l’accesso ai propri giornalisti “con l’esplicito scopo di escludere giornalisti e testate giornalistiche con linee editoriali sgradite all’amministrazione Trump”.

Salis: il campo progressista è pronto a governare il Paese

Genova, 21 set. (askanews) – “Essendo parte del campo progressista come sindaca ma prima ancora come elettrice, penso che sia un campo pronto a governare. Detto questo, bisogna ritornare a parlare al cuore delle persone e non volare troppo alti”. Lo ha affermato la sindaca di Genova, Silvia Salis, rispondendo alla domanda di un giornalista sul campo largo, a margine di una conferenza stampa sul Fuori Salone Nautico 2026 a Genova.

“Negli anni – ha aggiunto la prima cittadina – un po’ questa distanza della sinistra dal cuore delle persone l’abbiamo pagata e ora non dobbiamo più fare questo errore. Noi non dobbiamo parlare alla pancia, non dobbiamo stimolare la paura e sentimenti negativi di aggressività, però dobbiamo ritornare a parlare al cuore delle persone. In questo senso credo che la sinistra possa ritrovare la sua identità”.

Il segretario al Tesoro Usa: dal 23 settembre i voli iraniani cesseranno le operazioni

Roma, 21 set. (askanews) – A partire dal 23 settembre, le compagnie aeree iraniane non potranno più effettuare voli né ricevere servizi di assistenza a terra a causa delle sanzioni: lo ha dichiarato oggi il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent.

“Il 23 settembre, tutte le compagnie aeree iraniane cesseranno le operazioni a livello globale. E come avverrà? Se atterreranno, non potranno ricevere carburante o servizi di assistenza all’atterraggio, né potranno essere venduti biglietti per i loro voli; in caso contrario, verrebbero tagliate fuori dal sistema basato sul dollaro”, ha spiegato alla CNBC.

L’8 settembre, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni a 27 compagnie aeree, oltre che a diverse entità straniere e a un individuo, per il loro sostegno al settore dell’aviazione iraniano, nell’ambito delle più recenti misure adottate contro Teheran.

A fine agosto, Bessent aveva annunciato una campagna di isolamento economico mirata alla Repubblica islamica e ai Paesi che la sostengono.

Le misure hanno l’obiettivo di bloccare tutte le potenziali fonti di reddito che finanziano Teheran.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha inviato una lettera ai funzionari delle Nazioni Unite e agli Stati membri esortandoli a condannare questo tentativo di coercizione economica.

L’Islanda dopo il referendum: un piede in UE e l’altro negli USA

Isafjordur (Islanda), 19 set. (askanews) – A metà strada tra l’Europa e l’America, Isafjordur è la capitale dei Fiordi Occidentali in Islanda. La città è la più a ovest del nord Europa ed è il luogo ideale per capire che cosa è accaduto, solo qualche settimana fa, con il referendum sulle trattative per l’ingresso dell’isola di ghiaccio nell’Unione europea.

“La popolazione islandese ha votato contro la ripresa dei negoziati che erano stati avviati nel 2010 e poi si erano fermati. Il 53% ha risposto di no e il 47% di sì alla domanda sulla volontà di riprenderli. Nella capitale, Reykjavik, la maggior parte degli intervistati si è espressa a favore, mentre nelle zone rurali i contrari hanno vinto” ci racconta Gylfi Òlafsson il sindaco Isafjordur dove oltre il 60% della popolazione ha votato no.

L’islanda è un paese che non ha esercito, anche se non è neutrale.

“Questo è sempre stato un aspetto molto importante delle nostre relazioni internazionali che si basano principalmente su tre pilastri. Uno è l’appartenenza alla NATO, ne siamo membri dal 1949. Siamo membri dello Spazio economico europeo e lo siamo dai primi anni ’90 e, in terzo luogo, facciamo parte delle Nazioni Unite. Per questo ci sentiamo al sicuro”.

Legata all’Europa per cultura, l’Islanda ha un rapporto con gli Stati Uniti molto stretto.

“L’Islanda è sempre stata un mix tra Europa e America. Durante la Seconda Guerra Mondiale, c’era l’esercito britannico, poi quando gli inglesi andarono via, arrivò l’esercito degli Stati Uniti. I rapporti sono sempre stati amichevoli fino al 2006, quando l’esercito americano se n’è andato perché doveva dare priorità al Medio Oriente. Siamo sempre stati molto amichevoli con tutti, come se avessimo un piede in Europa e l’altro negli Stati Uniti”.

L’Islanda dopo la crisi economica del 2008, sta vivendo un grande momento di espansione che la rende molto appetibile.

“Direi che non siamo contenti del fatto che Donald Trump ha immaginato l’Islanda come parte degli Stati Uniti. Ma essendo una nazione molto piccola, dobbiamo esportare e importare parecchio e dobbiamo avere buone relazioni con tutti”.

Isafjordur, con una popolazione di circa 2.600 abitanti, per due mesi all’anno non vede sorgere il sole, per questo il primo cittadino che è un pianista e compositore ha ideato una festa e una canzone per celebrare il ritorno alla luce. Un semplice esempio di come questa popolazione di ceppo vichingo sia orgogliosa delle proprie origini e tradizioni. Isafjordur cerca così di restare in equilibrio tra due mondi.

Nazionale di calcio, Mancini: "Riconquisterò chi si sente tradito"

Roma, 21 set. (askanews) – All’inizio della sua seconda avventura alla guida della Nazionale, è un Roberto Mancini ottimista e solare quello che parla da Coverciano, indicando la strada dell’Azzurro che verrà: “Sono sicuro che qualcosa nei prossimi quattro anni porteremo a casa, non inizio mai per perdere”, ha detto Mancini, “c’è bisogno di vincere e dobbiamo cercare di farlo in fretta. Siamo positivi, di giocatori qualcosa mi intendo”. Quando racconta il suo ritorno a Coverciano dopo tre anni, il Mancio quasi si commuove: “Quando sono tornato ero molto felice, abbiamo passato momenti molto belli insieme. Per me è un grande piacere. Ai ragazzi i concetti saranno semplici: per vincere devi essere una squadra che gioca bene, che si diverte e che ha voglia di fare qualcosa di importante. Dirò loro di divertirsi, perché nello sport se non ti diverti non raggiungi risultati. Abbiamo una fortuna, il nostro lavoro è la nostra passione”.

“Vogliamo dominare e vincere” Principi di gioco chiari per la sua Nazionale-bis: “Io parto per avere una squadra che domina, che gioca bene, che dia sempre il massimo. Non si può sempre vincere ma noi partiremo per fare questo, per vincere. Siamo tutti positivi”. Gli obiettivi sono ambiziosi: “Sono qua per vincere il più velocemente possibile. Sono curioso di vedere i ragazzi più giovani, di costruire una squadra con questi ragazzi. Sono certo che avremo delle belle soddisfazioni. Non sappiamo quanto tempo servirà, ma dovremo essere veloci nel capire i giocatori che abbiamo e capire cosa potranno darci in futuro. Abbiamo partite importanti, subito ufficiali e senza possibilità di sbagliare. Dobbiamo vincere e risalire nel ranking”.

Mancini ha in mente una Nazionale “intergenerazionale”: “Dai giocatori esperti mi aspetto che diano una mano all’inserimento dei giovani. Dai giovani che mettano a disposizione tutto ciò che hanno, i giovani spesso giocano tranquilli e spensierati, fanno cose che i più vecchi magari non fanno perché pensano troppo”. Il Ct sa che i tifosi sono rimasti scottati dalle ultime delusioni azzurre: “Se un tifoso si sente tradito può arrabbiarsi, è comprensibile, per riconquistarli dobbiamo fare le cose per bene e riportare la Nazionale dove merita”. Una battuta anche su due importanti interlocutori: Malagò e la neo-capo delegazione Bianchedi: “Con il presidente Malagò ho parlato, è tranquillo e noi dobbiamo pensare al nostro lavoro a cominciare dalla partita col Belgio. Diana Bianchedi ha fatto la storia di uno sport importantissimo come la scherma conquistando grandi risultati. La conoscevo da tempo, ha vissuto momenti indimenticabili per lo sport italiano, non può che esserci utile”. Infine un’occhiata alla Serie A, con i nuovi ritmi che sta imponendo al calcio italiano: “Ho sempre pensato che in Italia si giocasse a un ritmo inferiore per i troppi falli fischiati. Questo nuovo metro di giudizio lo apprezzo molto. Il fatto che nel nostro campionato sia sparito lo 0-0 è molto più divertente. Sicuramente ci saranno partite senza gol”.

Ex Ilva, Urso: magistratura ha creato un labirinto sull’azienda

Bologna, 21 set. (askanews) – “Siamo finiti in un labirinto, un labirinto che la magistratura ha creato intorno a questa azienda”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine del Cersaie a Bologna, sulla vicenda dell’ex Ilva. La Corte di Cassazione, ha ricordato, “ha deciso, e questo ha sorpreso tutti visti i tempi usuali, di riunirsi in Sezioni Unite tra pochi giorni, il 20 ottobre, per giudicare il ricorso dei commissari rispetto alla sentenza”, mentre la Corte d’appello di Milano dovrà a sua volta decidere se sospenderla in attesa della decisione. “Siamo fiduciosi che prevalga la ragione su ogni ideologia, il diritto al lavoro che va coniugato con la salute e con l’ambiente, e la certezza del diritto”, ha aggiunto.

Nel frattempo, ha spiegato Urso, il governo ha realizzato, “sotto la regia del sottosegretario Mantovano, un primo provvedimento già oggetto di confronto con i sindacati”, sia per la tutela dei lavoratori “e quando parlo di lavoratori parlo anche di quelli dell’indotto, i primi a subire l’impatto di un’eventuale decisione della magistratura”, sia per “l’accelerazione nella reindustrializzazione dell’intera area”, con interventi da implementare nei prossimi giorni. “Tutti siamo in attesa di chi ha il potere di decidere lo spegnimento degli impianti, cioè della magistratura”, ha concluso.

Ducati, Urso: “E’ giunto il momento che torni in mani italiane”

Bologna, 21 set. (askanews) – “Credo che sia giunto il momento che questa azienda torni pienamente nelle mani italiane”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’inaugurazione del Cersaie a Bologna, sul futuro della Ducati, al centro delle voci di una possibile cessione dopo i tagli annunciati da Volkswagen.

“Stamattina abbiamo incontrato lo staff straordinario attorno a Claudio Domenicali e i rappresentanti dei lavoratori che contribuiscono a questo grande successo del Made in Italy – ha spiegato Urso -. Siamo qui per garantire loro che il sistema Italia, il governo nazionale con gli enti locali, la Regione, il Comune e Confindustria, presente anche il presidente Orsini, è impegnato in modo coeso per tutelare questa azienda orgoglio del Made in Italy, con tutti gli strumenti a nostra disposizione”.

Sulla possibilità di una cordata italiana, Urso ha confermato che “stiamo lavorando”, pur sottolineando la necessità di un confronto diretto con la casa madre tedesca: “Lo avrò tra qualche giorno, per capire quale sia l’intendimento di questa grande multinazionale, se davvero intendono vendere, con quali tempistiche e con quali modalità”. “Noi siamo in campo, pronti a ogni evenienza per trovare una soluzione che sia sostenibile nel tempo e che consenta a questa azienda, ove fosse davvero ceduta, di tornare in mano italiana”, ha concluso.

Energia, Orsini: “Rischio deindustrializzazione entro il 2030”

Bologna, 21 set. (askanews) – Sul costo dell’energia c’è un rischio concreto di deindustrializzazione. Lo ha ribadito il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine dell’inaugurazione del Cersaie a Bologna.

“Noi lo stiamo dicendo: i nostri imprenditori, ma anche quelli dell’alimentare e non solo della ceramica, dicono che se continua così, nel 2030 sono obbligati a produrre in altri Paesi”, ha affermato il leader degli industriali. Un divario, ha spiegato, evidenziato dalla recente missione in Argentina e Brasile: “Il costo del gas è di 6 euro al megawattora per l’impresa, dove il costo della manodopera è la metà”.orsini

“Io non voglio parlare di costo della manodopera, perché siamo un Paese responsabilmente sociale e ambientale e su questo possiamo fare addirittura meglio – ha precisato Orsini – ma sui costi energetici o noi facciamo i compiti a casa o diventa difficile tenere il tessuto industriale”.

I media ucraini: domani Zelensky inconterà Trump negli Stati Uniti

Roma, 21 set. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky incontrerà domani negli Stati Uniti il presidente americano Donald Trump. Lo riferiscono i media ucraini, sottolineando che l’Ufficio del presidente ucraino non ha fornito dettagli sull’ordine del giorno dell’incontro. Zelensky dovrebbe arrivare negli Stati Uniti in serata.

L’imminente incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Volodymyr Zelensky potrebbe
portare a dei progressi nella risoluzione del conflitto in Ucraina: lo ha dichiarato il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance. “Sono sempre ottimista sul fatto che faremo dei progressi… Credo che Trump incontrerà il presidente Zelensky domani o dopodomani. Quindi sono certo che si registreranno dei buoni progressi”, ha proseguito. Il conflitto legato all’Ucraina è “difficile da risolvere”, ha aggiunto il vicepresidente. “Continueremo a cercare di risolverlo. Penso che alla fine si risolverà? Sì. È solo questione di tempo”, ha concluso.

Il Papa: l’Ia sia uno strumento di pace

Roma, 21 set. (askanews) – “In un mondo segnato da conflitti e divisioni, lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale richiede una visione ispirata alla sapienza e alla carità, affinché il progresso tecnologico possa essere al servizio della dignità di ogni persona e rafforzare i legami che uniscono la famiglia umana”. Così Papa Leone XIV in un messaggio ai partecipanti di “AI4Peace”, simposio globale biennale che si tiene oggi e domani alla Pontificia Università Lateranense, dedicato alle opportunità e alle sfide poste dall’Intelligenza artificiale nei processi di prevenzione e risoluzione dei conflitti, nella tutela dei diritti umani e nella costruzione di nuovi modelli di governance.

Nel messaggio – riferiscono i media vaticani – il Papa ha poi citato la sua enciclica Magnifica Humanitas, quando afferma che “il disegno di misericordia di Dio continua a dispiegarsi nella storia anche oggi” e “diventa una bussola nell’era digitale per vivere la nostra vita secondo il Vangelo”.

Alla luce di questa consapevolezza, il Papa incoraggia ad “approfondire come l’Intelligenza Artificiale, guidata da una autentica attenzione al bene degli altri, possa favorire il dialogo, la riconciliazione e la solidarietà tra i popoli, contribuendo a trasformare i frutti dell’innovazione tecnologica in strumenti di pace”.

Grillo da Fedez: posso dare idee non fondare un partito

Milano, 21 set. (askanews) – “La mia intelligenza artificiale è questa qua: scrivo a matita senza dirlo a nessuno. Parlo di intelligenza artificiale poi ho questo tipo di intelligenza morbosa di appuntarmi tutto con la matita. Come faccio io a fondare un partito a organizzarlo? No, no, mi dispiace, ma non ho il potere di farlo, non ho le facoltà di farlo”. Lo ha detto l’ex garante del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, ospite del podcast di Fedez e Mr. Marra. “Io – ha aggiunto – posso dare degli input, ho delle idee straordinarie sull’ambiente, sulla religione, sulle cose… la religione, guardate come entra adesso nell’economia, nella finanza la religione. Questo carattere forte della religione è dovuto al fatto che a Gerusalemme non hanno mai fatto un manicomio… perché si doveva anche fare un pochino… la religione è proprio il morbo di Alzheimer della filosofia”.

Tra le altre cose, ha detto: “L’intelligenza artificiale, l’algoritmo impara, la democrazia no. Siamo rimasti fermi con delle istituzioni del paleolitico, con una tecnologia che vorticosamente ci gira attorno in questo presente vorticoso; e non ti muovi più di lì, vai indietro piuttosto. Il futuro è certo, è il passato che non è più certo. È questo che mi stupisce, ecco che ci buttiamo nel fascismo, nel nazionalismo, nella bandiera, la patria… sono malattie infantili. Come gli orecchioni”.

Grillo da Fedez ha anche difeso il figlio: “Sono qui per la mia famiglia, sono tutti vostri fans, soprattutto mio figlio Ciro. Che sta attraversando un momento un po’ particolare, di un’enorme pesantezza, che sta risolvendo, perché io l’ho visto da bambino 19enne a maturare così, con questa spada di Damocle che ha sulla testa”. Si è laureato, 110 e lode, ha fatto una famiglia, una bambina stupenda, ha una moglie straordinaria, studia per diventare avvocato penalista e gridare al mondo un po’ la sua innocenza. Sta studiando e vuole difendersi anche da solo, gridare la sua innocenza al mondo”, ha aggiunto Grillo.

Tv, "Ready or Not": su RaiPlay l’esordio di Claire Frances Byrne

Roma, 21 set. (askanews) – Sarà disponibile dal 26 settembre in esclusiva su RaiPlay “Ready or Not”, film irlandese diretto da Claire Frances Byrne e scritto da Lynn Ruane, che mette al centro della scena tre amiche inseparabili e un’estate che segna la fine dell’adolescenza. Presentato in anteprima mondiale al Dublin International Film Festival, “Ready or Not” ha ricevuto il Michael Dwyer Discovery Award al Seattle International Film Festival. La produzione è di Ruth Coady per Gaze Pictures, con il supporto di Screen Ireland.

Periferia di Dublino, 1998. Katie ha dodici anni ed è pronta a passare un’estate spensierata con le amiche Danny e Sarah. Mentre gioca a calcio nel campo della chiesetta locale, il suo migliore amico Steo le chiede un bacio: è l’inizio di un turbolento rito di passaggio verso un mondo adulto a cui la ragazza non è preparata. Inseparabili e cresciute nello stesso quartiere, Katie, Danny e Sarah condividono sogni, paure, prime esperienze e il desiderio di immaginare un futuro diverso da quello che sembra già scritto per loro. Dietro alla leggerezza dell’estate emergono progressivamente le pressioni della comunità, le aspettative legate al genere e dinamiche di potere che rendono sempre più sottile il confine tra gioco e pericolo. Durante una festa accade qualcosa che modifica per sempre l’equilibrio tra le tre amiche: ognuna reagisce in modo diverso tra rabbia, silenzio e negazione.

Il film affronta così il tema del consenso e dei confini personali senza trasformarsi in un racconto didattico: sono i gesti, gli sguardi, i silenzi e le pressioni quotidiane a raccontare ciò che spesso rimane non detto. La sceneggiatura è firmata da Lynn Ruane, scrittrice, attivista e politica irlandese, autrice del memoir bestseller “People Like Me”, al suo debutto come sceneggiatrice cinematografica.

“Ready or Not” è un coming-of-age che sceglie di osservare l’adolescenza senza idealizzarla né demonizzarla. La regista Claire Frances Byrne, al debutto nel lungometraggio dopo una carriera di cortometraggi selezionati e premiati in festival internazionali, ha scelto un approccio basato sull’osservazione. La macchina da presa resta vicina alle ragazze, come una presenza discreta all’interno del gruppo, mentre il lavoro con le attrici ha puntato sulla costruzione di un’intimità autentica. Alcune delle scene più importanti sono nate da un’improvvisazione guidata e dalla fiducia costruita durante il lavoro sul set. Anche il linguaggio visivo segue questa impostazione. La camera a mano e la luce prevalentemente naturale contribuiscono a creare un senso di immediatezza, mentre la Dublino degli anni Novanta viene restituita senza nostalgia. Case, strade, abiti e ambienti sono quelli reali di un quartiere working-class, evitando una rappresentazione idealizzata dell’epoca.

Ex Ilva, Urso: magistratura ha creato un labirinto sull’azienda

Bologna, 21 set. (askanews) – “Siamo finiti in un labirinto, un labirinto che la magistratura ha creato intorno a questa azienda”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine del Cersaie a Bologna, sulla vicenda dell’ex Ilva. La Corte di Cassazione, ha ricordato, “ha deciso, e questo ha sorpreso tutti visti i tempi usuali, di riunirsi in Sezioni Unite tra pochi giorni, il 20 ottobre, per giudicare il ricorso dei commissari rispetto alla sentenza”, mentre la Corte d’appello di Milano dovrà a sua volta decidere se sospenderla in attesa della decisione. “Siamo fiduciosi che prevalga la ragione su ogni ideologia, il diritto al lavoro che va coniugato con la salute e con l’ambiente, e la certezza del diritto”, ha aggiunto.

Nel frattempo, ha spiegato Urso, il governo ha realizzato, “sotto la regia del sottosegretario Mantovano, un primo provvedimento già oggetto di confronto con i sindacati”, sia per la tutela dei lavoratori “e quando parlo di lavoratori parlo anche di quelli dell’indotto, i primi a subire l’impatto di un’eventuale decisione della magistratura”, sia per “l’accelerazione nella reindustrializzazione dell’intera area”, con interventi da implementare nei prossimi giorni. “Tutti siamo in attesa di chi ha il potere di decidere lo spegnimento degli impianti, cioè della magistratura”, ha concluso.

Multa Ue da 403 milioni a Google per l’uso della geolocalizzazione dei dati

Roma, 21 set. (askanews) – La Commissione per la protezione dei dati ha multato Google per 403 milioni di euro a seguito di un’indagine sul trattamento dei dati di geolocalizzazione da parte di Google.

La Commissione per la protezione dei dati ha annunciato oggi infatti la sua decisione finale a seguito di un’indagine su Google Ireland Limited. Questa indagine d’ufficio è stata avviata dalla Dpc, in qualità di autorità di controllo principale per Google, nel febbraio 2020, a seguito della ricezione di reclami da parte di diverse organizzazioni europee per la tutela dei consumatori, tra cui Beuc, in merito al trattamento dei dati di geolocalizzazione da parte di Google in relazione a determinati servizi e prodotti.

L’oggetto dell’indagine riguardava il trattamento dei dati di geolocalizzazione da parte di Google in tre funzionalità specifiche: “Attività web e app”, “Cronologia delle posizioni” e “Precisione della posizione”, nel periodo compreso tra la data di applicazione del Gdpr, il 25 maggio 2018, e il 4 febbraio 2020.

La decisione, presa dai Commissari per la protezione dei dati, Des Hogan, Dale Sunderland e Niamh Sweeney, stabilisce che Google ha violato il Gdpr. In particolare le violazioni sono in relazione a la liceità e la correttezza del trattamento dei dati di localizzazione nelle attività Web e App e nella cronologia delle posizioni, i suoi obblighi di responsabilità ai sensi del GDPR non essendo in grado di dimostrare la conformità al principio di liceità, correttezza e trasparenza in merito al trattamento dei dati personali in Location Accuracy; i suoi obblighi di trasparenza rispetto a tutte e tre le caratteristiche di cui sopra; e la sua conservazione dei dati di geolocalizzazione nelle Attività Web e App e nella Cronologia delle posizioni.

Il Dpc ha imposto sanzioni amministrative per un totale di 403 milioni di euro e ha ordinato a Google di adeguare le proprie procedure di trattamento dei dati entro 6 mesi.

Carta Dedicata a Te, 500 euro a novembre e 500 ad aprile 2027

Roma, 21 set. (askanews) – Prende il via per il quarto anno consecutivo la Carta Dedicata a Te, la misura voluta dal Governo Meloni per sostenere le famiglie italiane in maggiore difficoltà economica e, al tempo stesso, promuovere il consumo delle produzioni agroalimentari nazionali di qualità.

‘Sarà disponibile oltre 1 miliardo di euro, 1.000 euro per famiglia. Una scelta concreta che rafforza il sostegno ai nuclei più fragili e che consentirà a oltre 1,1 milioni di famiglie di trovare accreditati i primi 500 euro sulla propria carta il prossimo 4 novembre e altri 500 euro ad aprile 2027’. Lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova campagna della Carta Dedicata a Te tenuta oggi al Masaf.

Insieme a Francesco Lollobrigida hanno preso parte alla presentazione anche il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, il Presidente dell’INPS, Gabriele Fava, il Direttore Generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco, il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, in qualità di presidente nazionale dell’ANCI, intervenuto in videocollegamento, e il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, in rappresentanza della GDO.

La legge di bilancio per il 2026 ha previsto uno stanziamento complessivo di 1 miliardo di euro, pari a 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Per il 2026, in particolare, alle risorse già stanziate si aggiungono i residui non utilizzati nel 2025, pari a circa 91 milioni di euro. Pertanto, l’ammontare complessivo delle risorse disponibili è pari a 591.029.831 euro.

Dal 4 novembre, i 1.177.597 nuclei familiari residenti in Italia, indicati dai Comuni, composti da almeno 3 componenti e con ISEE inferiore a 15.000 euro, privi di altri contributi di inclusione sociale o sostegno alla povertà, troveranno accreditati i primi 500 euro sulla propria Carta. Una seconda tranche da 500 euro sarà erogata a partire da aprile 2027. Il primo acquisto dovrà essere effettuato entro il 16 dicembre. La mancata attivazione entro questa data comporta la non fruibilità della Carta e la conseguente decadenza dal contributo. Alla Carta Dedicata a Te, promossa dai Ministeri dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, dell’Economia, e del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con Poste Italiane, INPS e ANCI, dal 2023 al 2027 sono stati destinati complessivamente 2,7 miliardi di euro.

‘Continuiamo a sostenere il potere d’acquisto degli italiani e, allo stesso tempo, a valorizzare il lavoro delle nostre filiere agricole e agroalimentari, favorendo l’acquisto di prodotti di qualità, DOP e IGP – ha aggiunto Lollobrigida – Il Governo Meloni sin dal suo insediamento ha pensato alle famiglie. Non abbiamo mai smesso di seguire con attenzione quelle che erano le difficoltà degli italiani e non lasciamo indietro nessuno. Nessun assistenzialismo, ma sostegno vero per aiutare le famiglie ad acquistare beni di prima necessità e, allo stesso tempo, valorizzare il lavoro e la qualità delle nostre filiere agroalimentari’.

‘La Carta Dedicata a Te si inserisce pienamente in un sistema integrato di progettualità che il Governo sta rafforzando con determinazione, affiancando agli interventi di inclusione e di contrasto alla povertà misure concrete a tutela del potere d’acquisto dei nuclei familiari più fragili. Dalle misure di sostegno immediato ai percorsi dell’Assegno di Inclusione e del Supporto per la Formazione e il Lavoro, fino al rafforzamento dei servizi territoriali del Programma Nazionale Inclusione, la nostra visione è chiara: la protezione sociale non è mai assistenzialismo passivo, ma una rete di protezione dinamica che viaggia di pari passo con la promozione della buona occupazione’, ha sottolineato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.

‘In questo progetto l’INPS svolge un ruolo strategico, individuando le famiglie attraverso i dati ISEE e utilizzando le informazioni già disponibili per raggiungere chi ha diritto al sostegno. È un nuovo modello di prossimità. Non è più il cittadino a dover cercare l’amministrazione, ma è l’Istituto ad avvicinarsi alle persone, intercettandone bisogni e diritti. La prossimità diventa così capacità di esserci prima, con servizi più semplici, tempestivi e mirati. È il nuovo corso dell’INPS, un welfare che, grazie ai dati e alla trasformazione digitale, riduce le distanze tra Stato e cittadini e rende i diritti sociali realmente accessibili, portando la protezione pubblica là dove serve’, ha dichiarato il presidente dell’INPS Gabriele Fava.

Il contributo viene erogato attraverso carte elettroniche di pagamento, prepagate e ricaricabili, messe a disposizione da Poste Italiane. ‘Grazie alla rete capillare di oltre 12.000 Uffici Postali, che ogni giorno rappresentano il punto di contatto più vicino tra lo Stato e i cittadini, e all’avanguardia tecnologica della nostra infrastruttura, Poste Italiane garantisce ancora una volta la distribuzione e l’accessibilità di questa nuova misura di sostegno – ha commentato Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste Italiane – L’Azienda consolida dunque il proprio ruolo di pilastro strategico e sociale per il Paese, confermandosi riferimento nella gestione del welfare nazionale’. ‘Accogliamo con favore questa misura che dà un respiro alle famiglie contro l’inflazione sui beni di prima necessità, confermando la disponibilità a collaborare con Governo e INPS per garantire aiuti rapidi e trasparenti – ha sottolineato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi intervenuto in videocollegamento in qualità di presidente dell’ANCI – In questo spirito di piena cooperazione, siamo pronti a un confronto per affinare ulteriormente gli strumenti a disposizione. Unire l’esperienza e la sensibilità dei nostri Servizi Sociali alle risorse centrali ci permetterà di rispondere in modo ancora più capillare, puntuale ed efficace ai bisogni reali delle nostre comunità’.

Con la Carta sarà possibile acquistare beni alimentari di prima necessità, con particolare attenzione alle produzioni delle filiere italiane e ai prodotti DOP e IGP, contribuendo così a sostenere le famiglie e il lavoro di agricoltori, allevatori e imprese agroalimentari italiane.

Anche per quest’anno il Masaf ha rinnovato le convenzioni con le principali insegne della grande distribuzione organizzata. I possessori della Carta potranno beneficiare di uno sconto aggiuntivo del 15%, cumulabile con le promozioni già presenti nei punti vendita aderenti delle catene che hanno sottoscritto le convenzioni: Federdistribuzione, ANCC Coop, ANCD Conad e Lidl.

‘La Carta Dedicata a Te è un’importante iniziativa del Governo che dà un aiuto concreto a oltre un milione di famiglie, mettendo a disposizione di ogni beneficiario circa 500 euro da utilizzare per la spesa di beni di prima necessità. Grazie alla sensibilità e all’impegno economico delle imprese della distribuzione, fin dalla prima edizione abbiamo messo a disposizione dei beneficiari la possibilità di incrementare il valore del plafond della carta del 15%, attraverso una scontistica dedicata e usufruendo anche di tutte le promozioni in corso. Il rinnovo della convenzione per gli anni 2026 e 2027 conferma l’attenzione che le imprese della Distribuzione Moderna hanno verso le persone e le famiglie economicamente più fragili’, ha concluso il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, in rappresentanza della GDO.

Inoltre, per dare un ulteriore contributo alle persone in difficoltà, con la legge di bilancio 2025 il Governo Meloni ha reso strutturale la dotazione di 50 milioni di euro annui per il Fondo Nazionale Indigenti, istituito presso il Masaf. Per il 2026, le risorse disponibili, destinate all’acquisto di derrate alimentari per le fasce più fragili della popolazione, al fine di garantire l’accesso al cibo buono e sano per tutti, sono pari a 54,9 milioni di euro. Il paniere di prodotti include alimenti di qualità e ad alto valore nutrizionale provenienti dalle filiere agroalimentari italiane, con l’inserimento di diverse categorie a marchio IG.

Petaluma, la “città ideale” americana tra cinema e riuso

Milano, 21 set. (askanews) – Da “Peggy Sue si è sposata” ad “American Graffiti”, fino all’immaginario domestico dei Peanuts, Petaluma sembra incarnare una certa idea della tipica città americana: strade ordinate, edifici storici, quartieri riconoscibili e una vita comunitaria ancora visibile.

Situata nella contea di Sonoma, a nord di San Francisco, la cittadina conserva un centro storico di 96 edifici riconosciuti come parte dell’Historic Commercial District, inserito nel National Register of Historic Places. Ma Petaluma non è soltanto un set cinematografico. È anche una comunità nella quale il senso civico passa attraverso gesti quotidiani, come un mercatino svuota-casa.

“Liberarsi degli oggetti serve a fare spazio a cose nuove”, racconta una residente impegnata nella vendita. “Preferisco che qualcuno li porti a casa invece di vederli finire nella spazzatura. Molte cose hanno un valore sentimentale e non dovrebbero essere sprecate. Inoltre, questi mercatini aiutano a creare una comunità: incontri i vicini, conosci nuove persone e a volte ritornano anche clienti di anni prima”.

Il riuso, qui, non viene presentato soltanto come una scelta ecologica o economica. È una forma semplice di responsabilità collettiva: ciò che non serve più a una persona può diventare utile per qualcun’altra. La vendita di mobili, dischi, vestiti e oggetti domestici prolunga la vita delle cose e, nello stesso tempo, produce relazioni.

La stessa idea di continuità attraversa la storia cinematografica di Petaluma. George Lucas vi girò gran parte di “American Graffiti”, mentre Francis Ford Coppola utilizzò le sue strade e le sue architetture vittoriane per “Peggy Sue Got Married”. Una città conservata nel tempo, dunque, ma non immobile: capace di trasformare il passato in memoria, il superfluo in risorsa e il vicinato in comunità.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Gualtiero Benatelli

Immagini askanews

Sanremo, De Martino: 24 artisti in gara, voto on line e serata Eurovision

Roma, 21 set. (askanews) – Ventiquattro artisti in gara, 23 + 1 da Sanremo giovani, il voto on line per il pubblico, e tre gare separate che decreterà il vincitore della 77esima edizione del Festival di Sanremo, quello della serata dei duetti e quello della serata performance che decreterà il vincitore che poi rappresenterà l’Italia all’Eurovisione. Lo ha annunciato il nuovo presentatore e direttore artistico del Festival di Sanremo, Stefano De Martino, nel suo primo incontro con la stampa per la presentazione del nuovo regolamento del Festival, in programma dal 16 al 20 febbraio.

Nel Maclemburgo la CDU affonda: Merz resiste, ma per quanto ancora?

La tenaglia SPD-AfD

Friedrich Merz resiste, ma dal Meclemburgo-Pomerania arriva per la CDU un risultato che segna uno spartiacque. Il 4,9%, contro il 13,3% del 2021, lascia per la prima volta nella storia della Repubblica federale i cristiano-democratici fuori da un Landtag. 

Più ancora del risultato, impressionano i flussi. Secondo Infratest dimap, circa 32 mila elettori CDU del 2021 sono passati all’AfD e 25 mila alla SPD: rispettivamente, all’incirca il 26 e il 21% dei 121.583 voti ottenuti cinque anni fa. Quasi metà del vecchio bacino democristiano è dunque scivolata verso i due poli opposti. La CDU perde a destra e a sinistra, stretta nella tenaglia della polarizzazione. 

La grande mobilitazione mancata

Eppure si è votato molto: l’affluenza è balzata dal 70,8 al 78,1%. Ma la nuova mobilitazione ha premiato soprattutto l’AfD, capace di conquistare circa 66 mila ex non votanti. 

La CDU ne ha raccolto ben poco. Ancora più allarmante è il dato generazionale: tra i nuovi elettori ottiene appena il 2%, contro il 32% dell’AfD e il 25% della Linke. 

La rabbia della periferia

Il contesto aiuta a leggere il voto. Il Meclemburgo-Pomerania conta appena 1,57 milioni di abitanti, distribuiti in un territorio largamente rurale e senza grandi centri urbani. Anche la presenza straniera, 6,5%, rimane molto inferiore alla media tedesca (14,9%).

Ma proprio qui si può rintracciare il fattore scatenante di questa rivoluzione elettorale. Più che la dimensione assoluta dell’immigrazione può aver pesato la percezione della rapidità del cambiamento, dentro un territorio demograficamente fragile. Nel 2025 il Land ha registrato un saldo migratorio positivo di oltre ottomila persone. Il voto sembra così raccontare anche lo smarrimento di una Germania rurale, periferica e sentimentalmente senza protezione, nella quale l’accelerazione del mutamento sociale alimenta insicurezza e protesta.

Fuori dal Landtag, ma con le mani libere

Per la CDU è una disfatta. E tuttavia l’esclusione dal parlamento può produrre un effetto paradossale: evitarle di restare intrappolata nella ricerca di una maggioranza con SPD, Linke e Verdi. Con AfD prima forza e gli altri partiti indisponibili a governare con essa, l’aritmetica consegna infatti una maggioranza a rosso-rosso-verdi. 

La CDU può quindi tentare di ricostruirsi dall’esterno, recuperando identità e autonomia. Ma il problema che il voto consegna a Merz resta intatto: come tornare a essere partito di centro quando gli elettori fuggono contemporaneamente verso destra e verso sinistra?

Calcio, Daniel Maldini negativo al test sulle sostanze stupefacenti

Roma, 21 set. (askanews) – Daniel Maldini è risultato negativo al test per l’assunzione di sostanze stupefacenti effettuato dopo l’incidente stradale in cui è rimasto coinvolto una settimana fa a Milano. L’attaccante del Cagliari e della Nazionale, a segno nell’ultimo turno di campionato contro l’Udinese, è risultato infatti “al di sotto del limite di cut off”, secondo quanto emerso dagli accertamenti eseguiti dopo l’incidente, nel quale sono rimaste lievemente ferite cinque persone.

Gli esami, disposti dagli investigatori della Polizia locale e ora destinati alla Procura, indicano dunque che il risultato del test “non è compatibile” con la guida in stato di alterazione psicofisica. Si tratta degli accertamenti effettuati in ospedale dopo l’incidente e relativi alla presenza di sostanze stupefacenti.

Nell’immediatezza dello schianto, invece, Maldini era risultato positivo all’etilometro. La circostanza aveva portato gli agenti al ritiro della patente. L’esito degli esami sulle sostanze stupefacenti aggiunge ora un elemento agli accertamenti condotti dagli investigatori sull’incidente.

Prezzi dei carburanti ancora in rialzo, diesel a 2,335 euro/l

Roma, 21 set. (askanews) – Prezzi dei carburanti ancora in rialozo sulla rete. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna – lunedì 21 settembre 2026 – il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,155 euro/l per la benzina e 2,335 e/l per il gasolio.

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,245 e/l per la benzina e 2,414 e/l per il gasolio.

Governo: Boccia (Pd): legislatura è finita, serevono elezioni al piu’ presto

Roma, 21 set. (askanews) -“La Presidente del Consiglio, ad un certo punto, è anche capo della maggioranza e deve decidere se sottoporre all’attenzione del Capo dello Stato un eventuale anticipo. Noi lo aspettiamo, perché penso che la storia di questa legislatura sulle riforme sia finita. Insomma, il referendum costituzionale in qualche modo è stato l’epitaffio della legislatura. Riforma della giustizia bocciata, autonomia distrutta dalla Consulta, premierato nascosto in un cassetto. Sulla legge elettorale non tornano i conti, perché non sappiamo come uscirà dalla Camera e il testo secondo me sarà modificato dalla Consulta. La verità è che la destra si è schiantata sulle riforme.Ha avuto quatto leggi di bilancio a disposizione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: le disuguaglianze sono aumentate, i problemi che doveva affrontare, salari e costi energia su tutti, non li ha risolti. Io direi che l’agonia di questo governo può terminare”. Lo ha affermato il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia, ospite a Rai News 24.

Roma, 21 settembre 2026 Inviato da iPhone

La Russa: Meloni al Colle grande vantaggio per Italia, ma in un domani

Roma, 21 set. (askanews) – Giorgia Meloni “ancora non si vede sul Colle più alto, perché ha voglia di continuare questa opera di grande azione politica a favore dell’Italia e degli italiani nel ruolo di premier che, secondo me è corretto che duri almeno 10 anni”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ai microfoni di ‘Ping-Pong’ su Rai Radio 1. “Noi siamo fautori della continuità, della stabilità. Dopo quasi cinque anni sta dimostrando – unico caso – che può farcela. Credo che debba cercare di dimostrare che è 10 anni il periodo giusto. Per i successivi cinque anni ne parliamo. Credo che sia un grande vantaggio per l’Italia avere Giorgia Meloni presidente della Repubblica, ma un domani”, ha aggiunto.

Confartgianato: le pmi pagano l’energia 3,7 mld in più della media Ue

Roma, 21 set. (askanews) – Le micro e piccole imprese italiane pagano per l’elettricità 3,7 miliardi di euro in più rispetto alla media europea, con un peso del fisco in bolletta maggiore del 47,4% rispetto all’Ue. Lo rileva Confartigianato in un’analisi presentata alla 22esima edizione dell’annuale convention “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, organizzata dalla Confederazione in collaborazione con i suoi Consorzi energia Caem, CEnPI, Multienergia. L’evento si svolge dal 21 al 23 settembre a Domus de Maria (Cagliari).

Secondo il rapporto di Confartigianato, la bolletta elettrica delle piccole imprese italiane è oggi tra le più costose d’Europa: 25,99 centesimi di euro/kWh, un prezzo che supera del 17,9% la media Ue (22,04 centesimi/kWh) e che colloca l’Italia al terzo posto nell’Unione europea, dietro Irlanda (28,33 centesimi) e Germania (26,06 centesimi).

A gonfiare il costo dell’elettricità dei piccoli imprenditori italiani contribuisce il prelievo fiscale e parafiscale in bolletta (accise e oneri generali): è superiore del 47,4% rispetto alla media Ue, con un carico pari a 5,44 centesimi/kWh, il terzo più alto in Europa dopo Polonia (7,41 centesimi) e Cipro (7,32 centesimi).

Il fisco in bolletta cala al crescere dei consumi: le grandi imprese energivore italiane registrano, infatti, un prelievo fiscale inferiore alla media europea, mentre le imprese con i consumi minori, inferiori a 20 MWh, subiscono il divario più elevato, pari addirittura al +75,5% nel confronto con l’UE. Quindi, più l’impresa è piccola, maggiore è lo svantaggio rispetto all’Europa.

Confartigianato ha stilato la classifica delle regioni e province con il maggiore extracosto “elettrico” pagato dalle piccole imprese rispetto alla media europea. In testa alla graduatoria regionale si posiziona la Lombardia con 700 milioni di euro, seguita da Veneto (376 milioni), Emilia-Romagna (338 milioni), Puglia (280 milioni), Toscana (265 milioni), Piemonte (262 milioni), Campania (247 milioni) e Sicilia (239 milioni).

A livello provinciale, il maggiore divario della bolletta elettrica delle piccole imprese rispetto all’Europa si registra a Brescia (135 milioni), Milano (123 milioni), Napoli (108 milioni), Taranto (100 milioni), Bergamo (97 milioni), Torino (89 milioni), Verona (82 milioni), Treviso (66 milioni), Vicenza (66 milioni), Padova (66 milioni), Udine (66 milioni) e Varese (66 milioni)

“Il caro-energia – sottolinea il presidente di Confartigianato Marco Granelli – frena la competitività delle piccole imprese. Tra gli interventi strutturali da attuare con urgenza c’è il riequilibrio del carico fiscale e degli oneri generali di sistema nelle bollette elettriche delle diverse dimensioni di imprenditori, perché oggi penalizza le piccole aziende costrette a pagare anche per i grandi energivori. Le nostre imprese non chiedono privilegi, ma regole chiare e condizioni eque per competere in Europa. Se vogliamo difendere il made in Italy e accompagnare davvero le imprese nella transizione energetica, non possiamo continuare a far pagare alle più piccole un prezzo più alto proprio per l’energia che serve a produrre”.

Xi Jinping questa settimana negli Usa per incontrare Trump

Roma, 21 set. (askanews) – Il presidente cinese Xi Jinping sarà negli Stati uniti da mercoledì a venerdì per una visita di Stato che dovrebbe culminare giovedì 24 settembre nel secondo vertice dell’anno con il presidente Usa Donald Trump. Si tratta della prima visita di Stato del leader cinese negli Stati uniti dal 2015 – che però è stato in America nel 2023 in occasione della riunione Apec – e di una nuova tappa nel tentativo delle due maggiori economie mondiali di stabilizzare rapporti ancora segnati dalle tensioni sul commercio, la tecnologia e la sicurezza.

Trump dovrebbe compiere un gesto diplomatico non abituale recandosi personalmente mercoledì alla base aerea di Andrews, nei pressi di Washington, per accogliere Xi al suo arrivo. Il programma ufficiale entrerà nel vivo giovedì con la cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca, una rassegna militare nel Giardino delle rose e i colloqui tra le due delegazioni. In serata è prevista una cena di Stato alla quale sono stati invitati alcuni dei principali esponenti dell’industria tecnologica e finanziaria americana, tra cui Elon Musk, Jeff Bezos, Tim Cook e Jensen Huang. Venerdì Trump ospiterà Xi per un incontro più ristretto alla Casa Bianca, seguito da una visita agli Archivi nazionali prima della partenza del presidente cinese.

Sarà il secondo faccia a faccia tra Xi e Trump nel giro di quattro mesi. I due leader si erano incontrati a Pechino a maggio, durante la visita di Stato del presidente americano in Cina, concordando di lavorare alla costruzione di quella che i due governi hanno definito una “relazione costruttiva di stabilità strategica”. Il vertice di Washington servirà ora a verificare quanto di quella impostazione possa essere tradotto in intese concrete.

Il commercio resta uno dei dossier principali. La tregua raggiunta lo scorso anno a Busan ha ridotto il rischio di una nuova escalation tariffaria, senza tuttavia eliminare le divergenze. Washington continua a premere per un maggiore accesso alle terre rare e ai minerali critici cinesi e per maggiori acquisti di prodotti americani, mentre Pechino chiede un allentamento delle restrizioni statunitensi sulle tecnologie avanzate e delle misure che colpiscono le imprese cinesi.

A preparare il terreno per il vertice sono stati ieri a New York il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng. Le due parti hanno concordato di rendere operativo un organismo bilaterale destinato a individuare categorie di prodotti non sensibili sulle quali ridurre gli ostacoli commerciali e di avviare un dialogo specifico sull’intelligenza artificiale.

Proprio l’Ia dovrebbe essere uno dei temi più delicati dei colloqui tra Xi e Trump. Washington ha proposto un meccanismo di comunicazione tra i due Paesi per segnalare incidenti legati ai sistemi di Ia che possano assumere rilevanza per la sicurezza nazionale. Al tempo stesso, resta aperto il confronto sull’accesso delle aziende cinesi ai semiconduttori più avanzati e ai modelli americani.

Gli Stati uniti accusano alcune società cinesi di aver ottenuto capacità tecnologiche statunitensi senza autorizzazione, accuse respinte da Pechino, che considera le restrizioni americane un tentativo di ostacolare il proprio sviluppo tecnologico.

Sul tavolo vi saranno anche Taiwan e le altre questioni di sicurezza che continuano a dividere le due potenze, oltre ai rapporti economici della Cina con l’Iran e al contrasto al traffico dei precursori chimici utilizzati per produrre fentanyl. Su Taiwan, Pechino continua a chiedere agli Stati uniti di ridurre il sostegno militare all’isola, mentre Washington mantiene i propri rapporti con Taipei nel quadro della legislazione americana vigente.

Xi arriva a Washington dopo una serie di appuntamenti internazionali con cui Pechino ha cercato di rafforzare il proprio ruolo diplomatico, ultimo dei quali il vertice dei Brics a Nuova Delhi. Quello della Casa Bianca potrebbe inoltre non essere l’ultimo incontro dell’anno tra i due presidenti: nuove occasioni di confronto potrebbero arrivare al vertice dell’Apec in programma a Shenzhen a novembre e al G20 di Miami a dicembre.

Alta pressione in arrivo, ma resistono delle piogge al Sud

Roma, 21 set. (askanews) – La nuova settimana vedrà l’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre a garanzia di una maggiore stabilità atmosferica su gran parte dell’Italia. Faranno eccezione il Sud e la Sicilia, ancora interessati da una residua circolazione depressionaria responsabile delle ultime piogge. Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma l’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre sull’Europa occidentale e su parte del bacino del Mediterraneo. Si tratta di una vasta area semi-permanente di alta pressione di origine oceanica che, quando si estende verso est, ostacola l’arrivo delle perturbazioni atlantiche, portando tempo soleggiato e venti deboli.

Questo assetto garantirà una forte stabilità atmosferica in avvio di settimana su buona parte del Paese, con prevalenza di cieli sereni e temperature ancora oltre le medie climatiche di circa 4-5 gradi. In città come Torino, Milano e Bologna sono previsti valori massimi intorno ai 28-29°C, che sfioreranno i 30°C a Firenze e Roma.

Calabria e Sicilia, al contrario, risentiranno ancora degli effetti della circolazione depressionaria in allontanamento. Questa configurazione manterrà un’instabilità residua, con la possibilità di nuove precipitazioni sia nel corso di lunedì 21 che di martedì 22.

Un generale cambio di circolazione è atteso per mercoledì 23, in concomitanza con l’equinozio d’Autunno e con l’arrivo di correnti più fresche provenienti dal Nord Europa. Questo flusso d’aria porterà a un generale calo delle temperature, riallineando i valori alla media stagionale. A seguire, il cedimento dell’alta pressione permetterà l’ingresso di un nuovo fronte instabile, che interesserà inizialmente le regioni del Nord-Est per poi estendersi verso il Centro-Sud, portando nuove piogge e un generale rinforzo dei venti.

In Germania Afd vince in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Berlino a Linke

Roma, 21 set. (askanews) – Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito un “disastro” le due sconfitte subite dal suo partito, l’Unione Cristiano Democratica (CDU), alle elezioni locali, ma ha ribadito di rimanere in carica.

Nello stato nord-orientale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, la CDU non ha raggiunto la soglia del 5% necessaria per entrare in parlamento, ottenendo un risultato inferiore alle previsioni che già indicavano il peggior risultato di sempre per il partito in quest’area.

Per quanto concerne, invece, il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), continua la sua crescita a livello di consensi, ma è improbabile che possa riuscire a governare poiché gli altri partiti si rifiutano di collaborare con esso.

Infatti, secondo i risultati preliminari annunciati dalla commissione elettorale nelle prime ore di oggi, l’AfD ha ottenuto il 38,2% dei voti domenica. Il Partito Socialdemocratico (SPD), guidato dalla presidente del Land Manuela Schwesig, ha raccolto il 35,5% dei voti.

Il partito socialista della Sinistra (6,5%) e il partito ambientalista dei Verdi (5,7%) sono stati gli unici altri partiti ad entrare nel parlamento regionale.

La CDU del cancelliere Friedrich Merz ha subito perdite disastrose, non riuscendo a ottenere un seggio in parlamento con appena il 4,9% dei voti.

Nel frattempo, a Berlino, il partito al governo, la CDU, si avviava a essere sconfitto dal partito di sinistra Die Linke.

Le due elezioni locali si sono svolte domenica, due settimane dopo che la CDU ha visto dimezzarsi i propri voti nello stato della Sassonia-Anhalt, dove l’ AfD ha ottenuto una netta vittoria.Ieri in conferenza stampa Merz ha ribadito ai giornalisti che avrebbe portato avanti i piani del suo governo di coalizione per approvare un pacchetto di riforme economiche, fiscali e del welfare.

“Le riforme devono arrivare”, ha insistito il cancelliere tedesco. “Mi assumo questa responsabilità perché voglio far progredire il nostro Paese”.