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MPMLegal Awards 2026, l’eccellenza italiana ed internazionale

Roma, 22 giu. (askanews) – Nella prestigiosa cornice di Villa del Cardinale, affacciata sul Lago di Albano, si è svolta la seconda edizione degli MPMLegal Awards 2026, evento ideato da MPMLegal per celebrare l’eccellenza italiana ed internazionale nei settori delle istituzioni, dell’imprenditoria, dello sport, dello spettacolo, dell’innovazione e dell’impegno sociale. La giornata ha avuto inizio con la tavola rotonda dal titolo: “Intelligenza Artificiale e Lavoro in Italia: Opportunità o Minaccia”. Un confronto di alto profilo dedicato ad uno dei temi più attuali e strategici per il futuro del Paese: l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro, tra nuove opportunità di crescita economica e professionale e le sfide legate alla tutela dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori. Un confronto che ha visto partecipare figure illustri come il Dott. Vincenzo Caratelli, Segretario Nazionale CISAL Terziario, il Dott. Federico Iadicicco, Presidente ANPIT, l’Avv. Fortunato Costantino, membro del Comitato di Presidenza dell’Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale, il Sen. Marco Silvestroni, Segretario della Presidenza del Senato della Repubblica e Senatore del collegio e la Dott.ssa Valeria Vittimberga, Direttore Generale dell’INPS.

Queste le parole della Dott.ssa Valeria Vittimberga, Direttore Generale dell’INPS: “Quello dell’Inps è sicuramente un osservatorio privilegiato sul mondo del lavoro, sulle trasformazioni tecnologiche che lo stanno attraversando, prima di tutto l’intelligenza artificiale che costituisce da una parte una grande opportunità di sviluppo di nuove tecnologie, di partecipazione dei lavoratori, di capacità di implementazione della parte più creativa e della messa in evidenza delle capacità umane più profonde, ma nell’altra anche una minaccia, se non governata, di andare a sottrarre dal mondo del lavoro dei posti di lavoro”.

È poi intervenuto il Sen. Marco Silvestroni, Segretario della Presidenza del Senato della Repubblica e Senatore del collegio: “Un’iniziativa veramente di pregio, anche perché comunque il parterre era un parterre importantissimo e il ruolo della politica deve essere quello di cercare sempre di più, di cercare di avere e di dare un senso all’intelligenza artificiale che sia quello di riuscire a dargli un’etica e una coscienza attraverso l’uomo”.

La serata, condotta dalla celebre voce italiana Luca Ward, è proseguita con la cerimonia di consegna degli MPMLegal Awards 2026. Riconoscimenti assegnati a personalità che si sono distinte per il loro contributo professionale, istituzionale e umano. Infine abbiamo parlato con Luca Ward, attore e doppiatore:

“Uno studio legale importante, all’avanguardia, che è proiettato soprattutto verso il nuovo, questo è fondamentale ed è importante, non a caso è stato proprio l’avvocato Marco Mastracci che ha registrato il mio marchio vocale, sono stato il primo in Italia, grazie a loro, perché sono stati loro a trovare la chiave giusta, perché in Italia non ne sapevamo nulla, grazie a loro siamo riusciti a farlo”.

La seconda edizione degli MPMLegal Awards si è confermata ancora una volta come un appuntamento di riferimento dedicato all’eccellenza, all’innovazione e alla costruzione di un futuro fondato su competenza, sostenibilità e valorizzazione del capitale umano.

Il Corno fortunato, il libro-spettacolo dell’attrice Giulietta Revel

Roma, 22 giu. (askanews) – “Il Corno fortunato” racconta la storia di Al De Vito (italoamericano di terza generazione, laureato ad Harvard, ndr), erede di un grosso impero di pomodori pelati di origine italiana, anzi napoletana, perché il bisnonno era napoletano, che decide di tornare a Napoli. Avrà la meraviglia di scoprire una Napoli che non si aspettava. Una Napoli piena di calore, piena di allegria, piena di misteri, piena di tanti strati che vanno scoperti uno per uno”. A raccontarlo è l’attrice e regista Giulietta Revel che domani, martedì 23 giugno, alle ore 20.30, al Teatro de Servi di Roma, presenta il suo nuovo libro “Il Corno Fortunato”, edito da Baldini+Castoldi. Un format originale che, partendo dal film in fase di realizzazione tra Napoli e New York, approda prima alla versione editoriale e poi all’adattamento teatrale, invertendo la sequenza tipica della transmedialità italiana, che parte quasi sempre dalla pagina scritta per poi irradiarsi verso altri linguaggi.

“E’ la storia di un corno – prosegue l’attrice e regista – che ha 5 generazioni di età, che è partito da Napoli nei primi del Novecento, è andato in America e adesso ritorna in Italia, perché l’erede di questa famiglia importantissima che produce pomodori sente il richiamo delle radici e vuole tornare a Napoli. Noi raccontiamo questa storia – ribadisce – che è un viaggio iniziatico alla scoperta di Napoli, una scoperta dei valori napoletani che sono quelli della leggerezza, della gioia di vivere, del senso magico dell’esistenza”. “Vogliamo trasmettere un po’ di gioia perché credo che ce ne sia bisogno. E poi ci saranno anche delle canzoni napoletane che, come sappiamo, sono candidate per diventare patrimonio UNESCO. Rendiamo omaggio a questa tradizione”, conclude Giulietta Revel.

Tennis, Sinner: "Sto bene fisicamente e mentalmente"

Roma, 22 giu. (askanews) – Jannik Sinner si dice pronto per Wimbledon, terzo Slam della stagione di cui è campione in carica, e conferma di attraversare un buon momento di forma a una settimana dall’inizio del torneo, previsto il 29 giugno sull’erba dell’All England Club.

“Mi sento bene, abbiamo lavorato molto nelle ultime settimane, quindi fisicamente sono in un ottimo momento”, afferma Sinner in un’intervista a Vogue. Il numero 1 del mondo spiega di aver sfruttato il periodo dopo il Roland Garros per recuperare e allenarsi: “Avevo bisogno di un buon blocco di allenamento per rafforzare il corpo. Mi sono ripreso bene, ma la cosa più importante è stare bene mentalmente”.

Sinner racconta di aver alternato allenamento e riposo: “Mi sono preso una settimana di pausa con amici e familiari, poi siamo tornati subito al lavoro perché ci aspetta un periodo molto intenso, anche in vista della stagione americana”. L’azzurro sottolinea di essere soddisfatto della preparazione: “Cerchiamo di sfruttare ogni giornata, sono molto soddisfatto della mia condizione fisica e mentale”.

Sul ritorno in campo a Wimbledon, il tennista evidenzia le difficoltà iniziali: “Non ho giocato partite sull’erba, quindi i primi match saranno delicati. Il modo in cui inizierò sarà molto importante”.

Parlando del circuito, Sinner dedica un pensiero a Carlos Alcaraz: “Il tennis ha bisogno di lui, gli auguro una pronta guarigione”.

Tra i temi extra sportivi, il numero 1 del mondo racconta le sue passioni: golf, Lego, Formula 1 e attenzione crescente per la moda, settore che dice di conoscere sempre meglio negli ultimi anni.

Wimbledon prenderà il via il 29 giugno con Sinner impegnato nel debutto da campione in carica.

Sicilia protagonista nel percorso di decarbonizzazione

Palermo, 22 giu. (askanews) – Amazon accelera il proprio percorso di decarbonizzazione in Italia e in Europa, puntando a coniugare crescita del business e sostenibilità ambientale. Dall’e-commerce alla logistica, fino ai servizi cloud e all’intelligenza artificiale, l’azienda investe in soluzioni per ridurre l’impatto delle proprie attività e raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette di CO2 entro il 2040. Un ruolo centrale è affidato all’approvvigionamento di energia da fonti carbon-free. In Italia, Amazon ha contribuito allo sviluppo di otto progetti rinnovabili su scala industriale e ha installato impianti fotovoltaici in 32 siti logistici, per un totale di 40 progetti che alimentano la rete elettrica nazionale con energia pulita. La Sicilia è al centro di questa strategia: sette degli otto parchi solari sviluppati dall’azienda si trovano infatti nell’isola. Abbiamo parlato con Giulia Gasparini, Country Manager di Amazon Web Services (AWS) in Italia:

“Amazon e AWS hanno firmato nel 2019 The Climate Pledge, un impegno concreto a raggiungere entro il 2040 le zero emissioni di anidride carbonica. Abbiamo oltre 700 progetti in tutto il mondo ed un esempio concreto è proprio il parco che stiamo visitando oggi qui in Sicilia, uno dei sette che vengono appunto ospitati nell’isola. Per tre anni consecutivi, Amazon e AWS sono stati tra i più grandi acquirenti di energia carbon free nel mondo e questo è dimostrazione che all’impegno preso con The Climate Pledge sono seguiti risultati altrettanto concreti”.

Accanto agli investimenti nelle rinnovabili, AWS punta sull’efficienza delle proprie infrastrutture cloud, progettate per ridurre consumi energetici ed emissioni, consentendo alle aziende clienti di diminuire la propria impronta carbonica. Sul territorio siciliano questi obiettivi si traducono in impianti innovativi che sostengono la transizione energetica e la crescita delle energie rinnovabili come quello recentemente installato tra Camporeale e Gibellina. È poi intervenuto Lupo Leonardi, Principal del team Clean Energy di Capital Dynamics:

“Questi due progetti che stiamo vedendo oggi sono due progetti importanti per il Capital Dynamics e anche per la transizione energetica italiana e sono tra i due progetti più grossi realizzati sul territorio nazionale italiano e si estendono su un’area di 400 ettari. Hanno una peculiarità che sono stati sviluppati come progetti agrivoltaici pertanto permettono di generare energia sostenibile ma allo stesso tempo valorizzare il terreno sottostante”.

Gli investimenti in energia pulita e infrastrutture sostenibili generano inoltre benefici economici e occupazionali per le comunità locali, contribuendo allo sviluppo di nuove competenze e tecnologie. L’impegno ambientale riguarda anche la gestione delle risorse idriche: Aws punta a diventare water positive entro il 2030, restituendo alle comunità più acqua di quanta ne consumi nelle proprie operazioni. Un percorso che dimostra come innovazione digitale e sostenibilità possano procedere insieme verso un modello di crescita più efficiente e responsabile.

Almasri, Conte: condannato in Libia, Italia disonorata dal Governo

Roma, 22 giu. (askanews) – “A proposito dei grandi successi internazionali di questi 4 anni: ricordate Almasri, accusato di gravi crimini anche contro i bambini che il Governo Meloni ha riaccompagnato a casa con un volo di Stato con la nostra bandiera? Ebbene, la Libia ha fatto una figura migliore della nostra. Lo hanno arrestato, fatto processare e ieri è stato condannato”. Lo ha scritto Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle, sui suoi canali social.

“Solo l’Italia – ha sottolineato l’ex presidente del Consiglio – si è cimentata nel disonorevole compito di sottrarlo alla giustizia internazionale, mettendolo al riparo dal mandato di arresto come un qualunque Stato-canaglia che viola gli ordini di arresto della Corte penale internazionale, con tanto di deferimento per il nostro Paese di fronte all’assemblea degli Stati. Hanno coperto di disonore l’Italia. Un grande Paese, patria del diritto, loro malgrado”, ha concluso Conte.

Cantautour a Roma, il mix tra musica e borghi artistici del Lazio

Roma, 22 giu. (askanews) – Giovedì 25 giugno CantauTour fa tappa a Roma, al Largo Venue, alle 20.30. Protagonisti sul palco Vitto, Leimannoia e Cosmonauti Borghesi. CantauTour è il progetto vincitore del Bando LazioSound Touring 2025 che unisce la musica le tre giovani realtà cantautoriali originarie della regione Lazio e alcuni club storici e luoghi di interesse artistico e culturale della Regione. Largo Venue è un progetto di riqualificazione urbana e uno spazio polifunzionale dedicato all’intrattenimento culturale in zona Prenestina, vetrina ideale per la nuova musica italiana ed internazionale, adatto a tutta la famiglia, a due passi da San Lorenzo e dal Pigneto. Biglietti disponibili.

In un tempo in cui il digitale è diventato un canale di ascolto e visione predominante, CantauTour, ideato e prodotto da Emanuele Marafini, vuole restituire centralità alla musica live, portando il pubblico in location suggestive, dove i luoghi della cultura riprendono vita grazie alla musica con spazi che si aprono alle live performance di giovani musicisti e musiciste emergenti ma di grande carisma ed impatto.

Sul palco Vitto, Leimannoia e Cosmonauti Borghesi, tre stili differenti, tre approcci al cantautorato personali ed intensi, accomunati non solo dalla capacità di raccontare sentimenti intimi e forti e dall’essersi aggiudicati negli ultimi anni diversi riconoscimenti, ma anche dall’aver vinto tutti e tre il bando LazioSound Recording: Vitto nel 2024, Cosmonauti Borghesi e Leimannoia nel 2025. I Cosmonauti Borghesi inoltre, dopo aver partecipato a Sanremo Giovani 2024 e X Factor 2025, hanno vinto il bando recording del Nuovo Imaie nell’anno corrente. In occasione della prima tappa del CantauTour, sul palco della Festa della Musica di Lanuvio, ai tre artisti citati si aggiunge Brezza, giovane cantautore di Latina fresco vincitore della categoria Cantautorato per LazioSound 2026.

Obesità, Olesen (Novo Nordisk): Italia strategica

Roma, 22 giu. (askanews) – “Novo Nordisk nasce come azienda focalizzata sul diabete, ma oggi guarda più in generale alle malattie croniche, comprese quelle associate all’obesità. Il nostro approccio è multifattoriale: non riguarda solo la cura, ma anche le ricadute positive sul piano economico e ambientale. Lo chiamiamo Triple Bottom Line, il triplo traguardo”.

Lo ha detto Jens Pii Olesen, General Manager Italia di Novo Nordisk Italia. “L’Italia è diventata estremamente importante per Novo Nordisk in produzione e ricerca, soprattutto dopo l’acquisizione del gruppo Catalent per 16,5 miliardi di dollari, che include uno stabilimento nel Paese (Anagni), con un investimento di oltre 1 miliardo. Sul fronte R&D, oggi stiamo conducendo in Italia oltre 40 studi clinici su nuove terapie, con il potenziale di generare altrettanti nuovi prodotti”.

Parlando di obesità, Olesen ha sottolineato che “ancora troppe poche persone sono consapevoli delle conseguenze dell’eccesso di peso: una malattia che è associata a circa 200 complicanze cliniche. L’obesità incide anche sulla qualità di vita, sulla possibilità di praticare attività sportiva con conseguenze anche legate al rischio di esclusione sociale e alla produttività. I circa sei milioni di persone con obesità stimati in Italia vivono una condizione che coinvolge anche le famiglie e comporta rischi elevati, a partire dalle malattie cardiovascolari. Si tratta di una patologia cronica che per circa il 70% ha una componente genetica e preoccupa il fatto che oggi la prevalenza tra bambini e adolescenti sia tra le più alte in Europa. Per questo serve la collaborazione di tutti: istituzioni, associazioni e media. Mi sento però di fare i complimenti all’Italia per il Piano nazionale della prevenzione, che riconosce per la prima volta l’obesità e gli adolescenti come punto d’attenzione importante per il Paese Un traguardo importante che arriva dopo altri primati italiani, come la prima legge al mondo che riconosce l’obesità come una malattia cronica complessa e recidivante, includendola anche nell’aggiornamento del Piano Nazionale Cronicità. La strategia deve quindi essere sistemica. Occorre individuare con maggiore precisione le pratiche che funzionano e sono in grado di prevenire le conseguenze più gravi per le persone e generare valore per il sistema e superare quelle che non hanno prodotto risultati. Investire nella salute dei cittadini significa anche generare benefici per il benessere sociale complessivo”, ha concluso.

Milano, Salvini: io il più votato a primarie Lega, ma faccio ministro

Milano, 22 giu. (askanews) – “Le primarie innanzitutto sono state un bellissimo momento di ascolto e di democrazia: in due giornate fra le più calde dell’anno avere 10.000 persone che sono venute a dire la loro è importante, che in più di 5.000 abbiano scritto Salvini per me è motivo di orgoglio. Io sto facendo il ministro, conto di fare il ministro”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, parlando con i giornalisti a margine del sopralluogo al cantiere della Caserma Montello, dando una indicazione numerica sulle “preferenze” che sarebbero state espresse nelle primarie leghiste sul sindaco di Milano. “Non ho fatto lo spoglio, ma sono stato il più votato”, ha assicurato.

Libri, torna la Bridget Jones made in Italy con "A volte è complicato"

Roma, 22 giu. (askanews) – Torna Arabella, definita la “Bridget Jones made in Italy “(da Elle). Più consapevole, ancora imprevedibile, con il suo lavoro nel funerario reinventato nell’era digitale. Tra relazioni imperfette, desideri che ritornano, ironia, leggerezza riflessiva e uno sguardo acuto sull’attualità, la storia di una donna che impara a scegliere chi diventare.

Una quotidianità forgiata dagli addii che, ironia della sorte, sembra proprio non volerne sapere della parola “fine”. È da qui che prende forma A volte è complicato, il nuovo romanzo della giornalista e scrittrice lucana, ma bolognese d’adozione, Isa Grassano, pubblicato da Giraldi Editore.

Dopo l’amato Un giorno sì un altro no, l’autrice riporta tra le pagine Arabella, la protagonista che lavora nel funerario trasformando ricordi, assenze e memorie in contenuti digitali, ma è più consapevole, ironica e inquieta, sentimentale e lucida nel raccontare quel territorio emotivo dove le relazioni adulte smettono di essere semplici. Un territorio fatto di libertà e sensi di colpa, sorprese e ritorni di fiamme, desiderio e paure, di crepe invisibili e quel bisogno di “voler vivere”, ma anche di ascoltare il cuore, in più di un senso. Tra colpi di fulmine, messaggi improvvisi e ritorni che accendono la pelle, Arabella si ritrova così davanti alle domande più scomode: esistono davvero le seconde possibilità? Chi vogliamo davvero diventare?

Un romanzo che, con leggerezza riflessiva, un pizzico di sarcasmo e uno sguardo contemporaneo sull’attualità, parla sì di sentimenti, di uomini – Ludo in primis – ma soprattutto di identità e del coraggio di smettere di aspettare.

Accanto ad Arabella si muove Sara, amica, confidente e grillo parlante, presenza fondamentale in una trama che racconta anche quanto i legami possano cambiare forma e diventare nuovi modi di sentirsi famiglia. Isa Grassano è stata definita una “cacciatrice di storie”. Forse perché raccoglie emozioni ovunque: su un treno, ascoltando distrattamente una conversazione in autobus, nel racconto di un’amica, nelle parole di una sconosciuta sentite per caso al tavolo accanto in un ristorante, per strada. Osserva, intercetta, trattiene dettagli minuscoli e li trasforma in personaggi vivi, imperfetti, in cui ci si ritrova.

E non si possono dimenticare i luoghi. Da Roma a Bologna, da Sorrento alle Dolomiti Lucane, il romanzo trasporta in angoli pieni di luce, odori, dettagli e memoria e, allo stesso tempo, dentro le crepe invisibili delle persone. Le fontane, i monumenti e le strade della capitale, mentre dentro qualcosa vacilla. Un pranzo vista mare che riaccende la passione. I portici bolognesi sotto cui si cammina per schiarirsi le idee. Le montagne lucane che riportano alla parte più autentica di sé. Ogni città, ogni paese, non fa da sfondo: partecipa. Respira insieme ai personaggi, accompagnando emozioni, dubbi e cambiamenti, e restituendo a chi legge anche la voglia di partire. Persino i cimiteri diventano gallerie open air.

A raccontare l’anima del romanzo A volte è complicato contribuisce anche la copertina: una valigia aperta, una décolleté rossa e una sneakers. Due strade, due energie, due modi diversi di stare nel mondo. In mezzo, “quel passo che non è mai quello più facile”. Come si legge tra le pagine: “Eppure continuiamo a camminare, perché sono proprio quei segni silenziosi di resistenza a testimoniare che, nonostante tutto, siamo ancora qui”.

Lega, Salvini: oggi tavolo importante, non ci sono situazioni interne

Milano, 22 giu. (askanews) – “Questo è un tavolo importante, non ci sono situazioni interne. C’è un assestamento di bilancio con miliardi da investire, c’è il Piano a Casa in corso, ci sono piccolissimi problemi di discussione con la più grande potenza al mondo che sono gli Stati Uniti d’America, c’è il tema sicurezza, c’è l’Autonomia, ci sono comuni e regioni che giustamente sono arrabbiate con l’Europa che vuole tagliare fondi all’agricoltura e fondi di Coesione. Quindi temi di discussione su cui sindaci, presidenti di province e governatori possano discutere ce ne sono a iosa. Non mi appassionano le beghe giornalistiche”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, a margine di un sopralluogo al cantiere della Caserma Montello di Milano, a proposito del tavolo con i territori che si insedierà per provare ad appianare le divergenze interne al partito tra i ‘salviniani’ e l’ala ‘nordista’.

La Crimea nel mirino dell’Ucraina: Kiev punta ad isolare la penisola

Roma, 22 giu. (askanews) – L’Ucraina intensifica la strategia volta a isolare la Crimea dalla Russia, colpendo infrastrutture logistiche ed energetiche nella penisola occupata da Mosca dal 2014. In questo contesto, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato oggi che le autorità russe stanno adottando provvedimenti per contenere l’impatto degli attacchi condotti da Kiev.

Le autorità della Crimea hanno introdotto una serie di misure straordinarie dopo il recente attacco con droni nella penisola di Kerch, che secondo il bilancio ufficiale ha causato quattro morti e ventotto feriti.

Oltre al razionamento del carburante, a causa delle azioni ucraine contro le infrastrutture della rete elettrica sono state introdotte restrizioni al consumo energeticoin tutta la penisola affacciata sul Mar Nero. Le autorità crimeane hanno inoltre annunciato la sospensione della vendita di carburante presso le stazioni di servizio della penisola, sia tramite pagamenti in contanti sia con altre modalità, compresi i buoni, per cittadini e imprese private. Le forniture saranno riservate esclusivamente agli enti e ai servizi governativi.

Anche a Sebastopoli sono state adottate restrizioni. Il governatore Mikhail Razvozhaev ha reso noto che, per preservare le scorte disponibili, il carburante non sarà distribuito alla popolazione nelle giornate del 22 e 23 giugno. Il rifornimento sarà consentito soltanto ai mezzi di emergenza e ai veicoli impegnati nei servizi essenziali per la città.

Nell’ambito delle misure di risparmio energetico, l’illuminazione stradale sarà inoltre spenta e tutti gli eventi pubblici sono stati cancellati a partire dal 22 giugno e fino a nuova comunicazione.

Le autorità locali hanno invitato la popolazione a mostrare comprensione e collaborazione di fronte alle restrizioni introdotte per far fronte all’emergenza.

L’eccezionalità della situazione è evidenziata anche dalla decisione russa di sospendere fino al primo settembre i campi estivi per bambini, compreso il celebre “Artek”, e le attività turistiche, per “ragioni di sicurezza pubblica”.In un’intervista, il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha previsto che, in un prossimo futuro, la penisola di Crimea verrà ulteriormente isolata dalla Russia a causa degli attacchi dei droni ucraini.

“La Crimea viene isolata dai droni. E in un futuro prossimo, sembra che la Crimea si trasformerà in un’isola. E questo potrebbe portare a conseguenze del tutto inaspettate per i russi. Non posso dire altro”, ha dichiarato Fedorov in un’intervista al canale YouTube Pressing. “In altre parole, per i russi inizia l’inferno, con cui è molto difficile far fronte. E noi abbiamo questa finestra di opportunità. La logistica viene tagliata, la Crimea viene isolata. E questo si riflette nell’est. Esiste una correlazione diretta tra quanto colpiamo la logistica e quante azioni d’assalto avvengono sulla prima linea”, ha osservato il ministro ucraino.

Il Papa al Pam: tecnologia spesso usata come strumento di morte

Roma, 22 giu. (askanews) – “Il mondo di oggi potrebbe vivere senza fame”; “servono più risorse”; e ancora l’invito alla pace, riflettendo sul fatto che “i conflitti vengono ‘alimentati’ più facilmente di quanto le persone vengano nutrite”. Tanti i temi toccati da Papa Leone XIV, in visita alla sede di Roma del World Food Programme, il Programma Alimentare Mondiale, a Roma, a Parco dei Medici, a dieci anni dalla visita di Papa Francesco.

Accolto da un lungo applauso dell’assemblea plenaria nell’auditorium, il Pontefice nel suo discorso ha invitato a opporsi “alla mercificazione dei bisogni umani fondamentali. Il cibo, l’acqua e l’assistenza sanitaria – ha detto – non possono essere subordinati a considerazioni di mercato o a interessi geopolitici”.

Poi, nel corso di un intervento pronunciato a braccio davanti al personale del Programma Alimentare Mondiale (Pam), che ha voluto incontrare e ringraziare per il loro lavoro, Leone ha parlato del mondo di oggi afflitto da guerre e divisioni, chiamando in causa anche la tecnologia:

“Anziché aiutarci a creare un mondo migliore in cui vivere, la tecnologia viene spesso utilizzata come strumento di guerra, distruzione e morte”.

Hangover Girl è il nuovo singolo di M¥SS KETA con Miss Bashful

Milano, 22 giu. (askanews) – Hangover Girl è il nuovo singolo di M¥SS KETA con Miss Bashful, in uscita venerdì 26 giugno su tutte le piattaforme digitali per Island Records / Universal Music Italia.

Ci sono ragazze che arrivano in ufficio con il caffè in mano. E poi ci sono le Hangover Girl. Con il nuovo singolo M¥SS KETA firma fotografia tanto lucida quanto dissacrante di una generazione che rifiuta di scegliere tra nightlife e quotidianità, tra ultimo drink e prima call del mattino, tra dancefloor e metropolitana delle 8.

Attraverso l’ironia tagliente che da sempre caratterizza il suo immaginario artistico, M¥SS KETA crea un inno dedicato a chi balla fino all’alba e poche ore dopo è già davanti a un computer, dietro un bancone o in fila per timbrare il cartellino.

Ad accompagnare M¥SS KETA c’è Miss Bashful, artista, performer e figura di culto della nuova club culture europea. Amanti della vita notturna e delle infinite pieghe che questa può prendere, le due artiste firmano la loro prima collaborazione su una traccia tanto elegante quanto anfetaminica, perfettamente in bilico tra glamour e collasso.

Sulla produzione piano house a 142 BPM di RIVA sfrecciano mantra extrabeat sostenuti da cassa ghetto house, campioni di organo, pad Jupiter-8 e bassi sub-juke: un cocktail sonoro ad alta intensità che trasforma i postumi in attitudine.

Ossessione di Samurai Jay da record: è doppio disco di platino

Milano, 22 giu. (askanews) – Ossessione, il brano con cui Samurai Jay ha debuttato alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, è certificato doppio disco di platino. Il singolo si conferma inoltre al primo posto della classifica Top of the Music FIMI per la sedicesima settimana consecutiva, stabilendo il record di permanenza al vertice nell’era digitale. Con questo risultato, eguaglia anche il primato raggiunto da Shakira con il brano Waka Waka.

Ossessione, inoltre, detiene il record per il maggior numero di giorni alla #1 nella Top 50 Italia di Spotify, con oltre 1,5 milioni di stream giornalieri su tutte le piattaforme e più di 100 milioni di stream totali. A questi si aggiungono oltre 14 milioni di visualizzazioni su YouTube e più di 1,3 milioni di creazioni su TikTok, mentre nella Top 200 Global di Spotify ha raggiunto la posizione #164, il piazzamento più alto ottenuto finora.

Lo scorso 22 maggio è uscito Amatore, un disco dedicato a chi ama e a chi fa di questi sentimenti il motore con cui portare avanti le proprie passioni. Amatore nasce dall’incontro tra Samurai Jay, Vito Salamanca e Luca Stocco, amici e musicisti uniti dalla stessa passione per la musica e dalla consapevolezza di chi sa cosa vuole raccontare. L’album è strutturato come se fosse un percorso, ogni brano è un mondo a sé ma tutti si legano in una sequenza emotiva precisa, per essere vissuta dall’inizio alla fine. Questo disco è il risultato di un percorso umano e artistico, le sue tracce contengono le esperienze che hanno plasmato Samurai Jay nel tempo, trasformate in musica con la stessa autenticità con cui sono state vissute.

Samurai Jay sarà inoltre protagonista del tour Amatore in concerto sui palchi di Napoli e Milano. Gli appuntamenti, prodotti da Vivo Concerti e Thaurus, sono previsti il 3 dicembre alla Casa della Musica di Napoli e il 9 dicembre al Fabrique di Milano, e saranno l’occasione per ascoltare dal vivo il nuovo album Amatore. I biglietti sono disponibili su www.vivoconcerti.com e in tutti i punti vendita autorizzati da mercoledì 3 giugno 2026.

Chris de Sarandy in radio con "Good Old Days", un mix di pop e indie

Milano, 22 giu. (askanews) – Chris de Sarandy lancia il nuovo singolo “Good Old Days”, dal 26 giugno in radio. Il perfetto mix di pop solare e sfumature indie racchiude il senso di libertà assoluta di un tramonto estivo con gli amici di sempre. Dopo aver dominato le classifiche europee come voce e autore della hit mondiale “Cynical” (firmata con twocolors & Safri Duo), il cantautore britannico resetta tutto e torna con un brano autentico, capace di infilarsi sotto la pelle al primo ascolto e nato dalla stessa spontaneità che l’artista condivide sui social, dove i suoi video virali al pianoforte nelle stazioni ferroviarie superano regolarmente i 7 milioni di visualizzazioni. Chris de Sarandy (ormai berlinese d’adozione) con una voce profonda e roca, è diventato celebre anche grazie alle sue esibizioni come artista di strada (busker), ora dà il via a una nuova era con oltre 350 milioni di stream globali e 2,2 milioni di ascoltatori mensili su Spotify.

Bce, Lagarde difende il rialzo dei tassi e si mostra fiduciosa sull’inflazione

Roma, 22 giu. (askanews) – Alla Bce “siamo fiduciosi che con le misure monetarie appropriate l’inflazione tornerà a livello obiettivo” del 2% sul medio termine. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, nelle dichiarazioni introduttive per una audizione al Parlamento europeo.

Lagarde ha ricordato che secondo le ultime previsioni dei tecnici dell’istituzione, l’inflazione salirà al 3% quest’anno per poi moderarsi al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028. “Tuttavia le prospettive restano incerte – ha aggiunto – con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica”.

La presidente ha di fatto difeso la decisione di alzare i tassi di interesse presa lo scorso 17 giugno, dopo il netto calmieramento dei prezzi di petrolio e gas a seguito degli accordi tra Usa e Iran. La scelta ormai fatta risulta “solida in tutto il panorama di scenari possibili preparati dai tecnici – ha sostenuto – significa che in qualunque scenario un rialzo dei tassi era opportuno. E gli sviluppi recenti sono rimasti nell’ambito degli scenari considerati”.

“Con questa decisione, restiamo ben posizionati per navigare nell’incertezza causata dalla guerra. Monitoreremo attentamente gli sviluppi e seguiremo un approccio basato sui dati – ha aggiunto – in cui le decisioni vengono prese, volta per volta, per determinare la linea monetaria appropriata”.

Secondo Lagarde “la Bce è ben attrezzata per svolgere i suoi compiti. La nostra strategia aggiornata fornisce un quadro chiaro per valutare gli shock, gestire i rischi e calibrare la nostra risposta. Ci consente di rispondere in maniera proporzionata agli sciocchi fronteggiamo e restare ancorati ai nostri obiettivi di medio termine sulla stabilità dei prezzi”.

“Ma la politica monetaria non può neutralizzare pienamente l’impatto di questi shock. Rafforzare le resilienze strutturali, specialmente nel settore dell’energia – ha concluso – sarà essenziale per ridurre le vulnerabilità dell’area euro agli shock sul lato dell’offerta”.

Lagarde: fiduciosi che con misure appropriate inflazione tornerà al 2%

Roma, 22 giu. (askanews) – Alla Bce “siamo fiduciosi che con le misure monetarie appropriate l’inflazione tornerà a livello obiettivo” del 2% sul medio termine. Lo ha afferma la presidente della Bce, Christine Lagarde, nelle dichiarazioni introduttive per una audizione al Parlamento europeo.

Lagarde ricorda che secondo le ultime previsioni dei tecnici dell’istituzione, l’inflazione salirà al 3% quest’anno per poi moderarsi al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028.

“Tuttavia le prospettive restano incerte – aggiunge – con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica”. La decisione di alzare i tassi di interesse presa lo scorso 17 giugno dalla Banca centrale europea risulta “solida in tutto il panorama di scenari possibili preparati dai tecnici, significa che in qualunque scenario un rialzo dei tassi era opportuno. E gli sviluppi recenti sono rimasti nell’ambito degli scenari considerati”. “Con questa decisione, restiamo ben posizionati per navigare nell’incertezza causata dalla guerra. Monitoreremo attentamente gli sviluppi e seguiremo un approccio basato sui dati – aggiunge – in cui le decisioni vengono prese, volta per volta, per determinare la linea monetaria appropriata”.

Gabry Ponte annuncia "DNA", il nuovo singolo con Jovanotti

Milano, 22 giu. (askanews) – Manca sempre meno a “San siro dance 2026”: dopo il successo di “Tik Tak”, il brano uscito lo scorso maggio con Salmo, Gabry Ponte annuncia “DNA”, il nuovo singolo in collaborazione con Jovanotti disponibile dal prossimo 26 giugno.

“DNA” non è semplicemente un brano, ma l’incontro tra due mondi che hanno profondamente segnato la musica italiana degli ultimi trent’anni, una collaborazione naturale che sembra scritta nel destino. Da un lato Gabry Ponte, il DJ italiano più ascoltato al mondo e il primo a riempire lo stadio di San Siro con la sua musica. Dall’altro Jovanotti, il pioniere che ha ridefinito prima le sonorità urban e poi il pop in Italia, un hit-maker da sempre amatissimo.

Il brano unisce i beat potenti e l’energia contagiosa di Gabry Ponte con la scrittura iconica e la capacità di parlare al cuore della gente di Jovanotti. Il risultato è un pezzo dance che trasmette la sensazione dei finestrini abbassati e di quella voglia irrefrenabile di partire per un viaggio.

Una collaborazione nata spontaneamente dalla condivisione di background e di una stessa visione artistica.

Dopo essersi riconfermato ancora una volta il dj-producer italiano più ascoltato al mondo, oltre al #2 artista italiano più ascoltato all’estero secondo la classifica Spotify Wrapped 2025 ed essersi esibito all’Arena di Verona in occasione della Cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026, Gabry Ponte tornerà a far ballare lo Stadio San Siro di Milano con “San Siro Dance 2026” powered by RTL 102.5, in programma sabato 27 giugno 2026. Per info e biglietti su www.livenation.it.

Dopo il concerto evento dello scorso giugno, che lo ha incoronato primo dj ad esibirsi nel tempio dello sport e della musica live di Milano – con uno show sold out da 56 mila presenze – Gabry Ponte sarà nuovamente protagonista assoluto di una serata imperdibile che catapulterà i fan in una grande festa all’insegna delle sue hit che hanno lasciato e continuano a lasciare un segno nella storia della musica dance. La scaletta sarà un susseguirsi continuo di grandi successi, dai più recenti – con cui ha collezionato due dischi di diamante – fino alle hit intramontabili che lo hanno reso un’icona internazionale, per dare vita a uno show (co-prodotto da Gekai On Stage e Live Nation) unico nel suo genere. Scarica qui il video dell’annuncio.

Con lo storico live dello scorso anno a San Siro, l’artista è entrato di diritto nella ristrettissima cerchia di DJ capaci di riempire uno stadio con un headlining show, unendosi a Tiësto, David Guetta, DJ Snake e Alok.

Il Papa: “Aiuti ostacolati da politica e ideologie, le armi no”

Roma, 22 giu. (askanews) – Papa Leone è entrato nell’Auditorium della sede del Programma Alimentare Mondiale a Roma accolto da lungo applauso dell’assemblea plenaria. La visita di Leone arriva dieci anni dopo quella di Papa Francesco.

“È importante riconoscere che ‘mentre le forme di aiuto e i progetti di sviluppo sono ostacolati da decisioni politiche complesse e incomprensibili, da visioni ideologiche distorte e da barriere doganali impenetrabili, le armi non lo sono'”: è stato l’allarme lanciato dal Pontefice nel suo discorso. Leone ha citato un passaggio del discorso di Papa Francesco nel 2016.

“In realtà i conflitti vengono alimentati più facilmente di quanto le persone vengano nutrite. Questa realtà riflette non solo carenze operative ma anche un fondamentale squilibrio nelle priorità politiche e morali”, ha aggiunto.

Lucio Corsi torna live nei Palasport in autunno con tre date

Milano, 22 giu. (askanews) – “Lucio Corsi – Palasport 2026” segna il debutto di Lucio Corsi nei palazzetti italiani, con tappe a Firenze, Roma e Milano. Dopo l’esperienza del “Tour Europeo 2026”, Lucio tornerà alla dimensione live in autunno mentre è impegnato alla realizzazione di nuova musica, come mostrato in questo reel mentre suona al pianoforte un brano inedito. Grande attesa per il tour prodotto da Magellano Concerti, che farà tappa il 27 novembre al Nelson Mandela Forum di Firenze, il 5 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma e l’11 dicembre all’Unipol Forum di Milano. Info e biglietti su magellanoconcerti.it. Le date nei Palasport rappresentano un nuovo e importante traguardo nel percorso artistico di Lucio Corsi, cantautore capace di costruire un immaginario unico e riconoscibile: «A fine anno torno sul palco. Con me ci sarà tutta la banda al completo più sezione di fiati, percussioni, cori e Francis Delacroix. Saranno tre date: Firenze, Roma e Milano» «Proprio al Mandela Forum nel 2008 vidi un concerto che mi cambiò la vita – ricorda l’artista – Fui folgorato dal suono della chitarra nera di Neil Young. Ero un ragazzino e da quella notte in poi non ho desiderato altro che dei capelli lunghi e una chitarra elettrica. Sono passati diciotto anni e a dicembre salirò su quel palco con i capelli lunghi e una chitarra. Nera.» La scaletta accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso il repertorio di Lucio Corsi, affiancato dalla sua band, un ensemble ricco di sonorità e strumenti che spaziano dalla chitarra ai fiati, fino alle percussioni. Dai primi progetti pubblicati fino a “Volevo essere un duro”, il brano presentato a Sanremo 2025, il cantautore è pronto a tornare alla musica dal vivo, una dimensione a lui particolarmente cara. Gli appuntamenti arrivano a coronamento di un anno di successi e riconoscimenti, che lo ha portato ad esibirsi per la prima volta sui palchi dei club delle principali città europee, attraversandole insieme ai suoi musicisti in tour bus. Cantautore toscano, Lucio riesce a rendere armonioso il rock d’autore e le sonorità folk insieme, trasformando le sue atmosfere surreali in poesia e legando un mondo a tratti grottesco ad una struttura musicalmente ricchissima. Ha debuttato alla 75esima edizione del Festival di Sanremo con il singolo “Volevo essere un duro”, classificandosi secondo e vincendo il Premio della Critica “Mia Martini”, entrando nel cuore del pubblico, per poi rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2025 di Basilea, ottenendo il quinto posto. Il singolo è stato primo tra i brani indipendenti più suonati dalle radio per 10 settimane (Earone) ed è oggi certificato disco di platino.

Elezioni Figc, Malagò: "Nuova epoca per calcio italiano"

Roma, 22 giu. (askanews) – Giovanni Malagò rilancia la visione di una nuova fase per il calcio italiano, tra riforme strutturali, crescita economica e centralità dei giovani, sottolineando la necessità di superare divisioni interne e puntare su una strategia condivisa per il futuro.

Nel suo intervento, Malagò richiama innanzitutto il valore delle radici del movimento calcistico italiano, chiarendo però che non devono essere interpretate come semplice nostalgia. “Le nostre radici non sono solo nostalgia, bisogna farle diventare stimolo per il futuro. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano”, afferma, indicando un percorso di trasformazione che parte dalla storia ma guarda con decisione all’innovazione e alla competitività internazionale.

Il presidente sottolinea inoltre il ruolo centrale della Federazione nel sistema sportivo nazionale, evidenziando la necessità di un’azione ispiratrice e inclusiva. “La Figc deve essere fonte di ispirazione e io devo convivere con voi perché vi sentiate ognuno protagonista. Bisogna ottenere ricavi supplementari anche con marketing, commerciale. E’ una sfida complicatissima. A tenere schiena dritta si ottiene molto di più”, dichiara, ponendo l’accento sulla dimensione gestionale ed economica come elemento decisivo per la sostenibilità del calcio italiano.

Ampio spazio anche al tema dell’unità e della governance. Malagò invita a superare logiche di contrapposizione interna, richiamando la necessità di un approccio comune tra le diverse componenti del sistema sportivo. “Mettiamo da parte i personalismi. Tutti e tre (Aniene, Coni, Fondazione Milano-Cortina, ndr) erano torri di Babele e abbiamo raggiunto l’unanimità”, afferma, sottolineando come la collaborazione abbia già prodotto risultati concreti in altri contesti istituzionali e organizzativi.

Nel suo intervento vengono affrontati anche i nodi strutturali che il calcio italiano deve ancora risolvere, dalle infrastrutture agli incentivi fiscali, fino ai modelli di sviluppo dei settori giovanili e del calcio femminile. “Problematiche? Impiantistica, sgravi fiscali, calcio femminile scommesse, decreti crescita e dignità. La parola giovani però è ricorrente. La B ha evidenziato loro indispensabilità. E poi come fai a non abbracciare la riforma Zola?”, osserva, evidenziando come il tema delle nuove generazioni resti centrale nel processo di rinnovamento del sistema.

Infine, Malagò ribadisce il proprio impegno personale verso il movimento calcistico italiano e la volontà di contribuire a un progetto di lungo periodo. “Sono figlio della Figc, ho cercato solo uno scopo, fare grande l’Italia. Così al Circolo Aniene vincente, così al Coni e a Milano-Cortina dove c’era da rischiare l’osso del collo e abbiamo inventato un modello che è di riferimento. Penso che quando sono venuti da me degli amici, a partire dalla Serie A, hanno pensato a che quello che sono riuscito a fare in contesti apparentemente lontani, ma vicini, si possa ripetere in Figc. Pur non avendo mai avuto l’ansia, avverto ogni minuto che passa uno spaventoso peso della responsabilità, che però vivo da quando sono nato”, conclude.

Fidanza: “Polemicha Meloni-Trump chiusa, superare diatribe”

Milano, 22 giu. (askanews) – “Riteniamo che queste diatribe debbano essere superate, e non a caso Giorgia Meloni ha dichiarato chiusa questa polemica col Presidente Trump. Non risponderà più a questo tipo di critiche e non parteciperà a più a questo dibattito perché la nostra stella polare è tenere insieme l’interesse nazionale, e lo stiamo facendo in maniera molto determinata, con l’unità dell’Occidente”. Lo ha detto Carlo Fidanza, europarlamentare per Fratelli d’Italia a margine dell’Assemblea Annuale dei Soci dell’American Chamber of Commerce in Italy, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” a Milano commentando lo scontro a distanza e lo scambio di accuse tra la premier italiana e il presidente Usa.

“È una polemica che il presidente Meloni ha dichiarato chiusa e per noi è chiusa. Ci saranno nei prossimi giorni, importanti momenti di celebrazione per una festa importante per gli Stati Uniti, i 250 anni della loro fondazione. Ci saranno momenti in Italia e negli Stati Uniti, penso al Veliero Vespucci che è un orgoglio nazionale che è in navigazione per New York dove participerà alla parata navale. Quindi andiamo avanti cercando di dare risposte a quello che è l’interscambio che non è mai venuto meno, che anzi si è riafforzato. I dati di questi giorni ci dicono che l’Italia è diventato il quarto paese esportatore nel mondo, superando in maniera stabile il Giappone, e questo è avvenuto proprio grazie all’interscambio commerciale con gli Stati Uniti, nonostante i dazi che secondo molti avrebbero dovuto affossare il nostro commercio internazionale. Questo è un dato molto positivo che deriva anche dagli investimenti importanti del governo e quindi andiamo avanti in questa direzione” ha aggiuntio Fidanza.

Nuova accusa di doping per Schwazer: procedimento in Germania

Roma, 22 giu. (askanews) – Nuova vicenda giudiziaria e sportiva per Alex Schwazer. Il 41enne altoatesino è finito nuovamente sotto accusa per doping dopo che l’agenzia antidoping tedesca ha avviato un procedimento nei suoi confronti per una presunta positività all’eritropoietina (Epo).

Secondo quanto emerso, il controllo sarebbe collegato ai Campionati tedeschi di marcia su strada disputati il 26 aprile scorso, gara nella quale Schwazer aveva conquistato la vittoria facendo segnare il tempo di 3h01’55″, indicato come record italiano e tra le migliori prestazioni mondiali stagionali.

L’atleta sarebbe risultato positivo sia ai test ematici sia a quelli urinari per l’assunzione di eritropoietina, la stessa sostanza per la quale era stato squalificato dopo i Giochi Olimpici di London 2012 Summer Olympics. In attesa della definizione del procedimento, nei suoi confronti è stata disposta una sospensione provvisoria.

La documentazione è stata inoltre trasmessa alla magistratura ordinaria tedesca. In Germania, come in Italia, il doping costituisce infatti anche un reato penale, oltre a rappresentare una violazione delle norme sportive.

Schwazer ha convocato una conferenza stampa nel pomeriggio per fornire la propria versione dei fatti. Si tratta di una nuova svolta in una vicenda che accompagna la carriera del marciatore da oltre un decennio. Dopo la prima squalifica del 2012 e il lungo contenzioso legato alla successiva positività del 2016, l’atleta aveva sempre sostenuto di essere stato vittima di un complotto internazionale. Una storia che negli anni ha diviso opinione pubblica e mondo sportivo, fino a diventare oggetto di un documentario distribuito da Netflix.

L’eventuale conferma della positività rappresenterebbe la terza contestazione per doping nella carriera dell’olimpionico di Beijing 2008 Summer Olympics, tornato all’attività agonistica dopo aver scontato una squalifica di otto anni.

Crolla (AmCham): “Trump e Meloni? Anche i migliori amici litigano”

Milano, 22 giu. (askanews) – “Tanti leader politici interpretano i paesi che guidano, hanno dei caratteri forti e come sempre gli amici, anche i migliori amici, litigano per rinforzare poi di conseguenza la loro amicizia. Quindi la interpreto così, non ci vedo disegni politici strani dei quali noi non ci occupiamo. In ogni caso sicuramente sapremo trovare una rinnovata amicizia”. Lo ha detto Simone Crolla, Consigliere Delegato della American Chamber of Commerce in Italy a margine dell’Assemblea Annuale dei Soci dell’American Chamber of Commerce in Italy a Milano in merito alla tensione tra la Premier Meloni e il Presidente degli Stati uniti Trump.

Sanità digitale: le criticità del sistema Italia

Milano, 22 giu. (askanews) – (In collaborazione con GS1 Italy) – La sanità italiana rischia di arrivare impreparata alle prossime scadenze europee sulla sicurezza e la tracciabilità di farmaci e dispositivi medici. È quanto emerge da una ricerca realizzata da Fondazione GIMBE con il supporto di GS1 Italy, presentata a Milano. I numeri raccontano una supply chain ancora poco digitalizzata: oltre l’80% delle strutture trascrive manualmente i dati dei farmaci in ingresso e quasi la metà non integra i sistemi di magazzino con le cartelle cliniche elettroniche. Un ritardo che potrebbe pesare soprattutto in vista dell’entrata in vigore, nel 2027, del nuovo sistema europeo anticontraffazione dei farmaci.

Un quadro che evidenzia la necessità di accelerare il percorso di innovazione del Servizio Sanitario Nazionale e di intervenire rapidamente sulle principali criticità organizzative e tecnologiche.

“La priorità principale è quella di dare chiarezza al quadro normativo, perché mancano ancora oggi quattro decreti attuativi, e anche alle procedure operative che le aziende sanitarie ospedaliere devono applicare per essere adempienti alle normative europee. Il secondo è un tema infrastrutturale, perché molte realtà hanno ancora processi parzialmente o totalmente cartacei e hanno magazzini che non sono digitalizzati o robotizzati. Il terzo è un tema di formazione di professionisti, sia per quanto riguarda le digital skills che le tematiche di queste normative. Infine, è assolutamente fondamentale che la filiera possa integrare tutte queste informazioni fin dalla nascita dei prodotti” ha dichiarato Marco Mosti, Direttore generale di Fondazione GIMBE.

Tra le possibili soluzioni c’è l’adozione degli standard globali GS1, già utilizzati a livello internazionale per garantire identificazione univoca, tracciabilità e interoperabilità lungo tutta la filiera sanitaria. Strumenti che possono supportare gli ospedali sia nell’adeguamento alle normative europee sia nel miglioramento dell’efficienza dei processi e della sicurezza delle cure.

“Gli standard GS1 non sono solo un codice a barre da posizionare su un farmaco o su un dispositivo medico, perché questo richiede la compliance normativa attuale, ma sono un fattore abilitante che entra in tutti i processi ospedalieri: dalla logistica in ingresso fino alla cura del paziente in un reparto ospedaliero, addirittura fino al letto della persona assistita” ha aggiunto Giada Necci, Industry Engagement Senior Manager di GS1 Italy.

Secondo gli esperti, la digitalizzazione della supply chain sanitaria non rappresenta soltanto un obbligo normativo, ma un’opportunità concreta per migliorare la gestione di farmaci e dispositivi medici, ridurre gli errori e rafforzare la sicurezza dei pazienti. Una sfida che il sistema sanitario italiano è chiamato ad affrontare nei prossimi mesi, prima delle importanti scadenze europee previste per il 2027.

Elezioni Figc, Gravina: "Lascio con la coscienza pulita"

Roma, 22 giu. (askanews) – “Lascio la Federazione con la coscienza pulita di chi ha dato tutto, anche commettendo errori, ma senza mai tirarsi indietro”. Con queste parole Gabriele Gravina ha salutato l’Assemblea elettiva della Figc che dovrà scegliere il suo successore alla guida della Federcalcio.

Nel suo intervento, il presidente dimissionario ha spiegato che la decisione di lasciare l’incarico è stata “convinta, meditata e molto sofferta”, definendola una scelta di “dignità personale e responsabilità istituzionale”. Gravina ha sottolineato di aver restituito il mandato per evitare che la Federazione fosse “trascinata in un vortice” di divisioni e personalizzazioni.

Il numero uno uscente della Figc ha invitato il movimento a guardare oltre il cambio al vertice: “I problemi del calcio italiano non si risolvono cambiando il presidente della Figc”. Secondo Gravina, servono invece “una riforma coraggiosa dei campionati, investimenti seri nei vivai e una politica che voglia essere partner e non parte”.

Nel corso del discorso ha riconosciuto anche errori nella gestione del sistema: “Abbiamo sbagliato il tempo delle nostre scelte, affrettando quelle di prospettiva e ritardando quelle strutturali”. Una riflessione che si accompagna alla denuncia di una situazione più profonda: “Il calcio italiano vive una crisi di identità culturale prima ancora che economica”.

Gravina ha inoltre polemizzato sul tema dei vivai, sostenendo che “per finanziare i vivai il governo non ha speso un euro” e accusando la politica di aver “fatto il male del calcio”. Ha poi ricordato che “la nostra federazione non si può misurare con l’esito dei calci di rigore”, rivendicando il ruolo sociale e organizzativo della Figc oltre i risultati sportivi.

Non è mancata una battuta in apertura sulle elezioni federali: “Auguri ai due candidati, non faccio distinzione tra amici e diversamente amici”, ha detto, con un riferimento alle recenti dichiarazioni del ministro Andrea Abodi.

Giffoni56, 104 opere in concorso: "Le cose impossibili" il tema 2026

Roma, 22 giu. (askanews) – Si è chiusa la selezione dei titoli in concorso di #Giffoni56, il celebre festival di cinema per ragazzi in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno) dal 17 al 25 luglio. Saranno 104 le opere in concorso, 42 lungometraggi e 62 cortometraggi, provenienti da tutto il mondo e scelti tra migliaia di candidature internazionali, a raccontare il presente e il futuro delle nuove generazioni, attraverso lo sguardo universale del cinema.

Il percorso di crescita, la costruzione dell’identità personale, il rapporto tra genitori e figli, il bisogno di appartenenza, la memoria storica, l’inclusione, la salute mentale, la sostenibilità ambientale e il superamento delle disuguaglianze sociali, sono alcuni dei grandi temi che attraverseranno questa edizione attraverso i titoli in concorso. Un mosaico di storie che mette al centro le fragilità, i desideri, le paure e le speranze di bambini, adolescenti e giovani adulti, restituendo un ritratto autentico e profondamente contemporaneo delle trasformazioni che interessano le nuove generazioni.

‘Le cose impossibili’, Il tema dell’edizione 2026, attraversa idealmente l’intera selezione. I film invitano a superare confini geografici, culturali e personali, dimostrando come ciò che appare irraggiungibile possa, al contrario, trasformarsi in una concreta possibilità di cambiamento attraverso il coraggio, la solidarietà, l’ascolto e la capacità di immaginare nuovi orizzonti.

I film di Elements +3 accompagnano i più piccoli in un viaggio fatto di scoperta, meraviglia e prime grandi conquiste personali. Attraverso racconti poetici e avventure animate, la selezione di quest’anno esplora temi universali come la scoperta di sé, il valore dell’amicizia, il rispetto per la natura e la capacità di osservare il mondo con curiosità e immaginazione. La ricerca del proprio posto nel mondo e l’accettazione delle proprie unicità attraversano molte delle storie in programma. Personaggi timidi, fragili o insicuri imparano a trasformare le difficoltà in occasioni di crescita, come accade in ‘Bug’s Story’ (Norvegia, regia di Natalia Malykhina Bratli), ‘Dancing Friend’ (Croazia, Germania, regia di Elena Walf), ‘Grounded’ (Nuova Zelanda, regia di Chris Callus), ‘Little Dandelion’ (Repubblica Ceca, regia di Adéla Honová), ‘Cloud Fish’ (Belgio, Francia, regia di Noé Garcia), ‘Rub’ (Portogallo, Spagna, regia di Júlia Francino) e ‘The Little Train’ (USA, regia di Angel Wang), dove i protagonisti imparano a riconoscere il proprio valore e a guardare il mondo da una nuova prospettiva. Il potere delle relazioni e della collaborazione è un altro grande protagonista della selezione. La nascita di amicizie inaspettate, la gestione dei piccoli conflitti e la scoperta dell’aiuto reciproco emergono in ‘A Very Special Meal’ (Croazia, Germania, regia di Elena Walf), ‘Backstreet Birds’ (Lituania, regia di Gertruda Nemcauskaite), ‘Found!’ (Belgio, Francia, regia di Juliette Baily), ‘In a Faraway Forest: Apple of Discord’ (Croazia, Slovenia, regia di Timon Leder), ‘Jam and Wood’ (Croazia, Germania, regia di Elena Walf), ‘Once Upon a Starry Night’ (Portogallo, Russia, regia di Masha Rumyantseva), ‘Something Greater Than You’ (USA, regia di Gordon LePage) e ‘Battery Grandma’ (Corea del Sud, regia di Jeon Seungbae), dove il sostegno reciproco diventa lo strumento più prezioso per affrontare le sfide quotidiane.

La natura è un’altra grande protagonista di Elements +3 e si trasforma in uno spazio di scoperta, equilibrio e meraviglia. Foreste, paludi, cieli, neve e piccoli ecosistemi invitano i bambini a riscoprire il legame con il mondo che li circonda e il rispetto per ogni forma di vita, come accade in ‘Aller and Retour’ (Italia, regia di Lucia Bulgheroni e Michele Greco), ‘An Incident in the Bunny Village’ (Lettonia, regia di Evalds Lacis), ‘Bats and Bugs’ (Svizzera, regia di Lena von Döhren), ‘In the Shadow of the Heron’ (Francia, regia di Nicolas Bianco-Levrin), ‘Sketches on Ice’ (Belgio, Francia, regia di Marion Auvin), ‘The Stick’ (Svezia, regia di Pernilla Olsson) e ‘Rimsky-Korsakov. Flight of the Bumblebee’ (Bielorussia, Russia, regia di Natalia Chernysheva).

La curiosità e l’immaginazione diventano infine strumenti privilegiati per conoscere il mondo. Attraverso viaggi fantastici, piccole esplorazioni quotidiane e avventure sorprendenti, i protagonisti invitano i più piccoli a lasciarsi guidare dalla meraviglia. Lo raccontano ‘Galileo and the Fable of Sounds’ (Italia, regia di Luca Di Cecca), ‘Konigiri-kun – Let’s Eat!’ (Giappone, regia di Mari Miyazawa), ‘Piccolo Piccolo’ (Francia, Svizzera, regia di Marta Gennari), ‘The Winter Cat’ (Italia, regia di Aurora Cesarini, Silvia Sabbatini e Marta Zanoni), ‘Derring-Do’ (Croazia, Germania, regia di Elena Walf), ‘Mouse in the House’ (Germania, regia di Rebecca Van Houten), ‘Ideal’ (Russia, regia di Alexander Eifman), ‘Snorri, Catch Me If You Candy!’ (Germania, regia di Thierry Marchand) e ‘Till the Sun Sets’ (Regno Unito, regia di Charlotte White), che accompagna i bambini nell’ultimo giorno di vita dei dinosauri sulla Terra.

Tra animali parlanti, piccoli eroi del quotidiano, mondi fantastici e avventure in miniatura, Elements +3 conferma la propria vocazione a raccontare l’infanzia come uno spazio di scoperta continua, dove ogni esperienza diventa un’occasione per imparare a conoscere sé stessi, gli altri e il mondo che ci circonda.

Storie di crescita, coraggio e scoperta di sé accompagnano i giovani protagonisti della selezione Elements +6. Attraverso avventure straordinarie, misteri da risolvere e prime sfide personali, i film in concorso invitano i giurati a riflettere sul valore dell’amicizia, della responsabilità, della tutela dell’ambiente e dell’importanza di trovare il proprio posto nel mondo. I lungometraggi in concorso: ‘Born in the Jungle’ (Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, regia di Edmunds Jansons, che ha già partecipato a Giffoni nel 2019 con il film ‘Jacob, Mimmi and the Talking Dogs’), dove una bambina affronta la giungla venezuelana per ritrovare il fratello scomparso; ‘Children of Liberty’ (Francia, Lussemburgo, Belgio regia di Rémy Schaepman e Léahn Vivier-Chapas, opera prima), ambientato nella New York del 1941; ‘Curly Burly’ (Danimarca, regia di Jan Rahbek), storia di un piccolo troll curioso e insofferente alle regole; ‘Garuda: Dare to Dream’ (Indonesia, Taiwan, Corea del Sud regia di Ronny Gani, opera prima. Il regista ha grande esperienza come digital artist e animatore in film come ‘The Avengers’, ‘Eternals’, ‘Aquaman’, solo per citarne alcuni), che racconta il sogno di un ragazzo di entrare nella nazionale di calcio; ‘Smartie and Me’ (Polonia, Slovacchia, regia di Kacper Lisowski, opera prima), dove il legame con un cane randagio si trasforma in un’avventura contro le ingiustizie; ‘Splish Splash Forever!’ (Svizzera, regia di Natascha Beller), che mette al centro il valore dell’impegno civico e dell’amicizia; e ‘Super Furball and the Lying Squirrel’ (Finlandia, regia di Joona Tena), una nuova avventura ecologista della piccola supereroina impegnata a proteggere la foresta e i suoi animali. Anche i cortometraggi di Elements +6 affrontano con sensibilità temi universali come il rapporto con la natura e la salvaguardia del pianeta: ‘Alby – The Last Tree’ (Italia, regia di Alessandro Parrello) e ‘Nora’s Ark’ (Croazia, Norvegia, regia di Endre Lund Eriksen e Isak Gjertsen). La scoperta di sé e il superamento delle proprie insicurezze emergono in ‘Jeans’ (Italia, regia di Gaia Marotta), mentre la fantasia, la curiosità e il desiderio di esplorare il mondo animano ‘Cosmonaut’ (Svizzera, regia di Zoltán Horváth) e ‘The Little Hotel Detective’ (Paesi Bassi, regia di Julia van Braak). I legami affettivi, l’empatia e il valore dell’incontro con l’altro sono invece al centro di ‘Chica’ (Brasile, regia di Matheus Malburg e João Victor Silva), ‘Saba’ (Stati Uniti, regia di Liron Topaz) e ‘Sahbi’ (Italia, regia di Ivana Esposito).

I film di Elements +10 accompagnano il pubblico nel delicato passaggio dall’infanzia alla preadolescenza, affrontando temi profondi e universali come la costruzione della propria identità, il valore delle relazioni familiari e amicali, la fragilità umana, il coraggio di affrontare il cambiamento e la capacità di guardare al mondo con consapevolezza e speranza.

Tra i lungometraggi in concorso, ‘Back to Tottori’ (Norvegia, regia di Arild Ostin Ommundsen e Silje Salomonsen), un intenso racconto sul legame tra due sorelle alla ricerca di una nuova forza comune; ‘Barry and Me’ (Germania, Svizzera, regia di Markus Welter), una grande avventura ambientata sulle Alpi che racconta la nascita del leggendario cane San Bernardo attraverso una storia di amicizia e solidarietà, sarà distribuito in Italia da Bim Distribuzione; ‘Children of the Resistance’ (Francia, regia di Christophe Barratier, film candidato anche agli Oscar), che porta sullo schermo il coraggio di tre ragazzi impegnati nella Resistenza francese durante l’occupazione nazista.

Affrontano invece il tema della fragilità personale e della crescita ‘Just Call Me Frida’ (Germania, regia di Katja Benrath), un racconto delicato sull’ansia, la malattia e la scoperta della vita, e ‘King of the Wanderers’ (Paesi Bassi, regia di Janne Schmidt), che esplora il rapporto tra una figlia e un padre affetto da schizofrenia. Al centro del passaggio dall’infanzia all’adolescenza troviamo inoltre ‘Mira’ (Danimarca, regia di Marie Limkilde, opera prima), dedicato alle amicizie, alle prime insicurezze e alla ricerca della propria identità, e ‘Olivia and the Invisible Earthquake’ (Spagna, Belgio, Svizzera, Cile, Francia, regia di Irene Iborra, opera prima), una storia di resilienza che affronta con fantasia e tenerezza il tema delle difficoltà economiche e della solidarietà.

Anche la selezione dei cortometraggi affronta questioni di grande attualità e vicine alla sensibilità dei preadolescenti. L’inclusione, l’accettazione delle diversità e il valore dell’amicizia sono al centro di ‘9 Million Colors’ (Norvegia, Germania, regia di Bára Anna Stejskalová), mentre ‘América’ (Perù, regia di Javier Arias-Stella) racconta la determinazione di una bambina nel perseguire i propri sogni nonostante le difficoltà quotidiane.

Il coraggio di affrontare la malattia e la capacità di trasformare la fragilità in forza sono protagonisti di ‘Baldies – What About My Hair?’ (Repubblica Ceca, regia di Eliška Soffer Podzimek), mentre ‘Captain No 10’ (Iran, regia di Masoud Mansoori) denuncia il fenomeno del lavoro minorile, mostrando il calcio come spazio di libertà e riscatto.

Lo sport, il cinema e la cultura diventano invece strumenti di cambiamento sociale in ‘The Champion’s Mural’ (Italia, regia di Massimiliano Pacifico), ambientato nella Napoli dei murales dedicati a Diego Armando Maradona.

Le relazioni tra fratelli, la pressione sociale e le sfide della crescita emergono in ‘Dream Team’ (Norvegia, regia di Tone Andersen) e ‘Rabbit Heart’ (Germania, regia di Stella Fachinger), mentre ‘The Flowers of Malva’ (Francia, regia di Anna Lys, Rémy Berlemont, Alice Hamel, Chen-Yun Hu, Ludivine Lebourg, Estelle Martin e Agathe Ribout) affronta con delicatezza il dramma della guerra attraverso lo sguardo protettivo di una nonna verso la propria nipote.

I film di Generator +13 raccontano il delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza, esplorando il bisogno dei ragazzi di trovare il proprio posto nel mondo e di costruire la propria identità di fronte a relazioni familiari complesse, disuguaglianze sociali e profonde fragilità emotive.

Il rapporto con gli adulti e la ricerca di figure di riferimento attraversano molte delle opere selezionate: ‘The Altar Boys’ (Polonia, regia di Piotr Domalewski), vincitore del Gran Premio al Festival del Cinema Polacco di Gdynia, segue un gruppo di adolescenti che, delusi dall’inerzia della comunità adulta, decide di combattere le ingiustizie sociali con metodi tanto idealistici quanto pericolosi; ‘Hold Onto Me’ (Cipro, Danimarca, Grecia, Stati Uniti, opera prima), opera prima della regista cipriota Myrsini Aristidou, racconta il tentativo di una ragazzina di ricostruire il rapporto con un padre assente; mentre ‘Risa and the Wind Phone’ (Argentina, regia di Juan Cabral) affronta il tema dell’elaborazione del lutto attraverso un racconto sospeso tra realismo e dimensione fantastica.

La selezione si sofferma anche sulle disuguaglianze sociali e sul desiderio di emancipazione. ‘Bros’ (Spagna, Messico, Belgio, regia di Carol Rodríguez Colás e Marina Rodríguez Colás) segue tre adolescenti della periferia di Barcellona alle prese con i confini invisibili imposti dalle differenze economiche e culturali, mentre ‘Everyone’s Sorry Nowadays’ (Belgio, Germania, Paesi Bassi, regia di Frederike Migom), tratto dal romanzo di Bart Moeyaert, racconta il difficile equilibrio di una tredicenne che cerca il proprio spazio all’interno di una famiglia frammentata.

I legami familiari, la memoria e il senso di appartenenza sono al centro di ‘Gugu’s World’ (Brasile, regia di Allan Deberton), che esplora il rapporto tra un ragazzo e la nonna sullo sfondo di un territorio in trasformazione, e di ‘Trad’ (Irlanda, regia di Lance Daly), un viaggio attraverso il Paese che celebra la musica tradizionale irlandese come strumento di identità, condivisione e trasmissione culturale tra le generazioni. Nel cast anche Aidan Gillen, il Petyr ‘Littlefinger’ Baelish della serie TV ‘Game of Thrones’.

Un filo conduttore particolarmente evidente attraversa i film di della sezione Generator +15: il delicato passaggio verso l’età adulta, raccontato attraverso adolescenti chiamati a confrontarsi con il peso delle responsabilità, la costruzione della propria identità e la complessità delle relazioni familiari, affettive e sociali. I protagonisti si trovano spesso ad affrontare situazioni che li costringono a ridefinire il proprio posto nel mondo, tra desiderio di appartenenza, bisogno di emancipazione e ricerca di una nuova consapevolezza di sé.

Le dinamiche familiari occupano un ruolo centrale in ’22 Lengths’ (Germania, regia di Mia Maariel Meyer), ‘A Family’ (Paesi Bassi, Belgio, regia di Mees Peijnenburg. Il film sarà distribuito in Italia da Wanted Cinema) e ‘Morten’ (Estonia, Lituania, regia di Ivan Pavljutškov, opera prima), dove i giovani protagonisti si confrontano con fragilità domestiche, assenze genitoriali e la difficile ricerca di un equilibrio emotivo. La scoperta della propria identità sentimentale e sessuale è invece al centro di ‘Lemonade Blessing’ (Stati Uniti, opera prima del regista Chris Merola) e ‘Skiff’ (Belgio, Paesi Bassi, Svezia, regia di Cecilia Verheyden), due racconti che affrontano il tema della crescita attraverso relazioni capaci di mettere in discussione convinzioni, desideri e legami familiari. Uno sguardo fortemente contemporaneo caratterizza ‘Nipster’ (Svezia, regia di Sunniva Eir Tangvik Kveum, opera prima), che riflette sui meccanismi di radicalizzazione e sul bisogno di appartenenza che può rendere gli adolescenti particolarmente vulnerabili ai movimenti estremisti. Infine, ‘Sad Girlz’ (Messico, Spagna, Francia, opera prima della regista Fernanda Tovar) affronta con grande sensibilità temi urgenti come il consenso, la violenza di genere e il valore profondo dell’amicizia femminile, raccontando il difficile percorso di costruzione dell’identità durante l’adolescenza.

La sezione Generator +18 propone un viaggio intenso e profondamente contemporaneo attraverso le fragilità, le inquietudini e le sfide che accompagnano il delicato passaggio all’età adulta. I protagonisti dei film selezionati sono giovani e adulti alle prese con il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo, chiamati ad affrontare temi urgenti e universali come la salute mentale, il bullismo, la violenza, il senso di colpa, il reinserimento sociale, il bisogno di appartenenza e la costruzione della propria identità. Le opere in concorso, provenienti da diversi Paesi e culture, condividono uno sguardo sensibile e realistico sulle conseguenze che le scelte individuali e collettive possono avere sulla vita delle persone, raccontando percorsi di fragilità ma anche di resilienza, in cui il desiderio di rinascita si confronta costantemente con il peso del passato e con le difficoltà del presente. Molte delle storie mettono al centro personaggi che cercano una seconda possibilità: adolescenti costretti a fare i conti con il senso di responsabilità verso gli altri, giovani donne impegnate a ricostruire nuovi legami affettivi, ragazzi alla ricerca della propria identità e persone che tentano di riconquistare fiducia in sé stesse e nel futuro. I sette film selezionati sono ‘3 Weeks After’ (Serbia, Italia, Lussemburgo, Bulgaria, Croazia, regia di Miroslav Terzic. Distribuzione italiana a cura di Nightswim), ‘The Girls from Above’ (Francia, Belgio, opera prima di Bérangère McNeese), ‘Hearts on Fire’ (Francia, regia di Aurélien Peyre, opera prima), ‘Rain Fell on the Nothing New’ (Germania, opera prima di Steffen Goldkamp), ‘Rosemead’ (Stati Uniti, opera prima di Eric Lin, con Lucy Liu nel cast), ‘Weightless’ (Danimarca, opera prima di Emilie Thalund) e ‘You Believe in Angels, Mr. Drowak?’ (Germania, Svizzera, opera prima di Nicolas Steiner). In questa edizione, sei dei sette titoli sono opere prime.

I documentari della sezione Gex Doc offrono uno sguardo profondo e contemporaneo sulle nuove generazioni, raccontando il delicato percorso di costruzione dell’identità personale e del senso di appartenenza attraverso esperienze di crescita, trasformazione e cambiamento. Le opere in programma accompagnano i protagonisti in momenti decisivi della loro vita, mettendo in luce il ruolo fondamentale delle relazioni familiari, dell’amicizia e delle comunità di riferimento nella definizione di sé. Molti film affrontano il tema dell’affermazione della propria identità e della ricerca di un equilibrio tra autonomia individuale e bisogno di essere accolti. ‘Adam’s Apple’ (Stati Uniti, regia di Amy K. Jenkins) racconta il percorso di crescita di un adolescente transgender e il valore del sostegno familiare nell’affrontare il cambiamento; ‘Almost Forever’ (Svezia, Finlandia, regia di Lia Hietala e Hannah Reinikainen) osserva cinque anni di vita di un gruppo di adolescenti alle prese con amicizia, amore e costruzione della propria identità in una società sempre più influenzata dai social media; ‘One in a Million’ (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, regia di Itab Azzam e Jack MacInnes) segue il lungo percorso di una giovane rifugiata siriana tra esilio, integrazione e ricerca delle proprie radici. Il rapporto con la famiglia e il significato dell’appartenenza emergono con particolare intensità in ‘The Beauty of Errors’ (Finlandia, Norvegia, Svezia, regia di Jukka Kärkkäinen), una riflessione delicata sul legame tra un padre e un figlio di fronte alla necessità di imparare a lasciarsi andare, e in ‘On My Own Terms’ (Polonia, regia di Tadeusz Chudy, opera prima), che racconta il percorso verso l’indipendenza di due fratellastri cresciuti in un orfanotrofio e il loro confronto con le responsabilità della vita adulta. Altri documentari esplorano il rapporto tra fragilità personali, resilienza e capacità di immaginare nuovi orizzonti. ‘Bugboy’ (Grecia, Francia, Danimarca, regia di Lucas Paleocrassas) trasforma la passione di un adolescente per il mondo degli insetti in un racconto poetico sull’accettazione di sé, mentre ‘The Fabulous Time Machine’ (Brasile, regia di Eliza Capai) segue un gruppo di bambine del sertão brasiliano che, attraverso il gioco e l’immaginazione, affrontano temi universali come le differenze di genere, le disuguaglianze sociali e la costruzione del proprio futuro.

La selezione dei cortometraggi di Parental Experience propone un intenso viaggio attraverso le relazioni familiari, la costruzione dell’identità e le fragilità che accompagnano il passaggio dall’infanzia all’età adulta. I film invitano genitori e figli a confrontarsi su temi di grande attualità, offrendo uno sguardo profondo sulle difficoltà della crescita, sul bisogno di appartenenza e sulla ricerca di un equilibrio tra protezione e autonomia. Le dinamiche familiari e la complessità dei rapporti tra genitori e figli attraversano ‘Bowl Cut’ (Francia, regia di Tamara Vittoz), ‘The Stranger’ (Italia, regia di Federica Corti), ‘Rage’ (Spagna, regia di Fran Moreno Blanco e Santi Pujol Amat), ‘One, Two, One Hundred’ (Italia, regia di Emanuele Gallo), ‘The Streak’ (Italia, Gian Piero Rotoli) e ‘Where We Sit Together’ (Taiwan, regia di Joshua Yang), opere che riflettono sulle distanze emotive, sulle assenze, sulle incomprensioni e sul bisogno universale di sentirsi accolti all’interno della propria famiglia. La costruzione dell’identità personale e il delicato passaggio verso l’età adulta sono invece al centro di ‘Sister of Mine’ (Svezia, regia di André Vaara), ‘Two Minutes’ (Germania, regia di Yael van Altena), ‘Ultra Strong’ (Canada, regia di Catherine Lepage) e ‘Strong as a Lion’ (Francia, regia di Nathan Villanneau), che affrontano temi come la rivalità tra fratelli, il bullismo, l’autostima, il giudizio degli altri e la difficile ricerca del proprio posto nel mondo. La memoria storica, la tutela dell’identità culturale e le conseguenze della discriminazione emergono con forza in ‘Julka’ (Bulgaria, Croazia, Italia e Slovenia, regia di Valeria Cozzarini) e ‘Rukeli’ (Italia, regia di Alessandro Rak), due opere che riportano alla luce pagine dolorose della storia europea e invitano a riflettere sul valore della libertà, sulla difesa delle minoranze e sulla necessità di preservare la memoria collettiva. Le ferite lasciate dai conflitti, il tema dello sradicamento e la capacità di resistere alle avversità trovano spazio in ‘It’s Quiet Now’ (Kosovo, regia di Flaka Kokolli), mentre ‘A Sparrow’s Song’ (Germania, regia di Tobias Eckerlin) affronta il tema del lutto e del potere rigenerante dell’empatia, mostrando come anche il più piccolo gesto di cura possa diventare un simbolo di rinascita. I

Infine, ‘Summer Delivery’ (Cina, regia di Lam Can-zhao) celebra il valore delle tradizioni e la forza dei piccoli gesti quotidiani, ricordando come siano spesso le esperienze più semplici a custodire il significato più profondo dei legami affettivi e della condivisione.

Lo sport come strumento di salute pubblica

Rimini, 22 giu. (askanews) – Lo sport non è soltanto competizione, ma può diventare un vero strumento di salute pubblica. È questo il messaggio forte lanciato da Novo Nordisk in occasione di Velo-city, il summit mondiale dedicato alla mobilità sostenibile andato in scena a Rimini. L’iniziativa, che rientra sotto il programma globale Cities for better Health, ha coinvolto istituzioni, associazioni di pazienti, esperti del settore e grandi campioni dello sport, con l’obiettivo di promuovere il legame sempre più stretto tra attività fisica, salute, qualità della vita e prevenzione delle malattie croniche, in particolare condizioni come diabete e obesità.

Le parole dell’Onorevole Roberto Pella, Vicepresidente ANCI: “Voglio ringraziare il governo che ha messo a disposizione oltre 100 miliardi su quello che è il tema delle ciclovie, che hanno interessato tutti i comuni. Il fatto di aver investito molto anche sul PNRR dando iniziative concrete ai comuni, con delle best practices che stanno avendo un grande successo, e grande anche il lavoro che il ministro Abodi sta portando avanti all’interno del governo. Sono certo che nonostante il PNRR sia alla conclusione, i comuni e il governo sapranno trovare ulteriormente risorse per continuare in questa programmazione che non guarda all’oggi ma soprattutto che guarda al domani. Abbiamo dato una risposta ad un sentimento, ad una richiesta molto forte. Ringrazio Sport e Salute, partner istituzionale, che insieme ad ANCI e al Dipartimento dello Sport. Sta portando avanti dei progetti splendidi, progetti che hanno superato oltre i 110 milioni rispetto ai già importanti, significativi 15 milioni che erano stanziati.”

In questo contesto, iniziative come Bici in Comune possono incidere concretamente sulla vita dei cittadini, andando oltre la semplice costruzione di nuove piste ciclabili e contribuendo a diffondere una cultura del benessere attraverso il movimento.

Nuovamente, l’Onorevole Roberto Pella, Vicepresidente ANCI: “Questo è l’obiettivo che io mi prefisso, cercando di vivere la politica guardando al futuro e non all’oggi ma al dopodomani, al futuro dei figli o dei nipoti. Passare dal Ministero della Sanità al Ministero della Salute al Ministero del Benessere, vuol dire aver centrato perché oggi per abbattere i costi sanitari c’è solo una regola, fare stimolare l’attività fisica.”

Una testimonianza importante anche quella di Jacopo Colladon, ciclista del Team Novo Nordisk Pro Cycling, la prima e unica squadra al mondo di ciclisti professionisti con diabete tipo 1, nata per ispirare, informare e dare forza a tutte le persone con diabete e per promuovere uno stile di vita attivo e sano.

Il commento di Jacopo: “Secondo me proprio grazie a quello sport si può cambiare la visione per le persone che soffrono di questa patologia perché il diabete non è assolutamente un ostacolo, anzi grazie ad esso puoi raggiungere qualcosa che le persone non riescono ad ottenere appunto perché hai un’ispirazione maggiore a fare di più.”

Da Velo-city arriva dunque un messaggio chiaro e carico significato. L’80 per cento della popolazione italiana, infatti, non raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica e il 35 per cento è totalmente sedentario. Il futuro della salute passa anche dalla prevenzione, dal movimento e da una nuova cultura dello sport come alleato fondamentale del benessere quotidiano.

Papa Leone arriva nella sede del World Food Programme a Roma

Roma, 22 giu. (askanews) – Papa Leone è arrivato nella sede del World Food Programme, il Programma Alimentare Mondiale, a Roma, a Parco dei Medici. Il Pontefice è stato accolto da Cindy Hensley McCain, ex direttore esecutivo Pam, Carl Skau, direttore esecutivo ad interim e Carla Barroso Carneiro, presidente dell’executive board.

Il Papa visiterà l’installazione del Premio Nobel per la Pace, poi ci sarà un momento di silenzio e preghiera davanti al Muro della Memoria, infine firmerà il libro d’onore. Successivamente, si recherà nell’Auditorium per i saluti e il discorso.

Al termine, Prevost si recherà nel giardino per incontrare i dipendenti e rivolgere loro un saluto. La visita di Leone al Programma Alimentare Mondiale avviene a dieci anni da quella di Papa Francesco, nel 2016.

Elezioni Figc, confermato in blocco il Consiglio federale

Roma, 22 giu. (askanews) – All’hotel Rome Cavalieri Waldorf Astoria di Roma l’assemblea elettiva federale che dovrà scegliere il nuovo presidente della Figc tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Prima del nuovo presidente, va eletto il nuovo consiglio federale. Sono 245 i delegati accreditati su 273, di conseguenza su 516 voti ne saranno espressi 460. La prima votazione per il nuovo presidente della Figc dovrebbe essere poco dopo le 14. Con Silvia Vallini il programma dei lavori dell’Assemblea

Come da previsioni, confermato in blocco il consiglio federale. In C Gallazzi batte Macchia. Di seguito la composizione: Chiellini, Marotta e Campoccia per la A, Simonelli consigliere di diritto; Gozzi per la B, Bedin consigliere di diritto; Gallazzi per la C, Marani consigliere di diritto; Ortolano, Bazzerla, Pedrazzini, Fantazzini e Tambaro per la Lnd; Calcagno, Biondini, Gama e Bernardi per l’Aic; Camolese e Citta per l’Aiac

Milano, Salvini: io il più votato a primarie Lega, ma faccio ministro

Milano, 22 giu. (askanews) – “Le primarie innanzitutto sono state un bellissimo momento di ascolto e di democrazia: in due giornate fra le più calde dell’anno avere 10.000 persone che sono venute a dire la loro è importante, che in più di 5.000 abbiano scritto Salvini per me è motivo di orgoglio. Io sto facendo il ministro, conto di fare il ministro”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, parlando con i giornalisti a margine del sopralluogo al cantiere della Caserma Montello, dando una indicazione numerica sulle “preferenze” che sarebbero state espresse nelle primarie leghiste sul sindaco di Milano.

“Non ho fatto lo spoglio, ma sono stato il più votato”, ha assicurato.

Le proposte di Vannacci: studenti over 14 possono lavorare, macchine possono sostituire i migranti nei campi

Roma, 22 giu. (askanews) – “Questi immigrati hanno costituito quello che Marx definiva l’esercito industriale di riserva del padrone togliendo i diritti ai lavoratori e facendoli lavorare per un salario non adeguato. Quindi rimandandoli a casa sbloccheremmo una situazione assurda e porteremo gli italiani stessi, che raccoglievano fragole, olive e pomodori trenta/quaranta anni fa, probabilmente a rivolgersi anche a questi lavori. O porteremo gli imprenditori a meccanizzare le Aziende agricole perchè non avranno più un esercito di riserva industriale del padrone e sarà conveniente farli raccogliere a delle macchine piuttosto che a delle persone che hanno tutto il diritto di restare a casa propria e di cercare di realizzarsi a casa propria”. Lo ha detto il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, a margine di un evento a Palazzo San Macuto.

Un’altra proposta di Vannacci riguarda gli studenti over, che secondo il leader di Fn possono andare al lavoro così si accorcerebbero tempi della pensione. “Dare la possibilità a chi ha compiuto 14 anni di poter lavorare chiaramente non in miniera, ma lavori che facevamo in tantissimi 20/30/40 anni fa e che devono essere in connubio con l’attività di apprendimento”. “Oggi – ha aggiunto – lo studente medio ha tre mesi di vacanza durante i quali potrebbe tranquillamente dare una mano alla bottega dei genitori, fare il cameriere, fare l’aiuto bagnino, fare l’aiuto cuoco, fare una un’enormità di attività che non solo gli consentirebbero di guadagnare qualcosa ma anche di cominciare più presto a contribuire per la propria pensione. Ci lamentiamo che andiamo in pensione troppo tardi ma se si inizia a contribuire prima si accorciano questi tempi”.

“È una cosa importantissima che contribuisce anche alla funzione scolastica di formare il cittadino e il professionista, perché se uno comincia a lavorare prima e comincia a entrare nel mondo del lavoro prima, diventa già da prima un professionista che potrà mettere a favore della collettività e di se stesso le proprie professionalità non appena finito il ciclo scolastico”, ha concluso.

Cosa succede dopo le dimissioni del premier Gb Starmer

Roma, 22 giu. (askanews) – Keir Starmer ha gettato la spugna la vittoria del sindaco di Manchester, Andy Burnham, alle suppletive di Makerfield hanno di fatto costretto il leader del Labour a rassegnare le dimissioni, anche se è probabile che il Primo ministro rimanga comunque a Downing Street fino a settembre.

Una proroga che servirebbe a garantire una transizione senza troppi scossoni all’interno del Labour e dello stesso esecutivo, dando tempo a Burnham di scegliere con calma la propria futura squadra di governo e le sue priorità politiche; un passaggio di consegne all’interno del partito ordinato e gestito a livello di capi di gabinetto, senza mettere a rischio la continuità dell’azione politica.

Detto questo, gli scenari possibili sono essenzialmente due: il primo, quello preferito dal campo di Burnham, lo vedrebbe eletto per acclamazione dal partito parlamentare, senza alcuno sfidante – o quanto meno, nessuno che possa raggranellare il supporto minimo di 81 deputati. L’ormai ex sindaco di Manchester diverebbe così leader del partito – e, di conseguenza, del governo dato che godrebbe implicitamente della fiducia della grande maggioranza dei parlamentari laburisti.

In tal caso, nel corso della transizione il governo uscente si assicurerebbe di garantire che i preparativi per la legge di bilancio autunnale procedano regolarmente, anche se le scelte politiche sulle priorità di spesa sarebbero in ultima analisi di Burnham.

Il secondo scenario vede invece l’emergere di uno o più sfidanti alla guida del partito – in teoria, compreso lo stesso Starmer se ottenesse il sostegno necessario – con il conseguente voto degli iscritti. Le tempistiche possono variare, ma i precedenti variano fra le sei settimane e mezza e i tre mesi di tempo: in ogni caso è probabile dunque a un passaggio di consegne dopo l’estate.

Mentre il partito (ed eventualmente gli iscritti) decide e gli staff trattano, Starmer rimarrebbe al timone sia pure con un margine di manovra politico piuttosto limitato – sufficiente tuttavia per far approvare qualche provvedimento particolarmente significativo: un modo per lasciare dietro di sé una qualche eredità politica positiva nell’arco di un mandato iniziato con grandi speranze ma terminato in un sostanziale fallimento.

Un fallimento fra l’altro che è possibile valutare come soprattutto personale: Burnham ha vinto con largo margine in una circoscrizione che era sì laburista ma che nelle recenti amministrative aveva visto la vittoria del Reform Uk di Nigel Farage. Il messaggio dell’elettorato sembra essere che i voti ci sono ancora, ma non per Starmer.

Migranti, Vannacci: rimandiamoli a casa, italiani possono tornare nei campi

Roma, 22 giu. (askanews) – “Questi immigrati hanno costituito quello che Marx definiva l’esercito industriale di riserva del padrone togliendo i diritti ai lavoratori e facendoli lavorare per un salario non adeguato. Quindi rimandandoli a casa sbloccheremmo una situazione assurda e porteremo gli italiani stessi, che raccoglievano fragole, olive e pomodori trenta/quaranta anni fa, probabilmente a rivolgersi anche a questi lavori. O porteremo gli imprenditori a meccanizzare le Aziende agricole perchè non avranno più un esercito di riserva industriale del padrone e sarà conveniente farli raccogliere a delle macchine piuttosto che a delle persone che hanno tutto il diritto di restare a casa propria e di cercare di realizzarsi a casa propria”. Lo ha detto il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, a margine di un evento a Palazzo San Macuto.

Biennale Teatro chiude con 10mila presenze, Dafoe confermato

Venezia, 22 giu. (askanews) – La Biennale Teatro 2026 diretta da Willem Dafoe, si è chiusa facendo registrare 10.000 presenze e sale piene al 90%. Il direttore artistico è stato confermato nell’incarico anche per il prossimo biennio 2027-2028 del settore Teatro dal CdA della Biennale di Venezia. Per il presidente Pietrangelo Buttafuoco “Dafoe ha portato la ricerca, la tradizione, il rito e la cura. L’attenzione del suo programma si è concentrata sulla coralità, sul teatro che si fa con la carne umana, con lo spirito e con il sudore”.

“Sono grato per l’opportunità di continuare il mio lavoro come direttore della Biennale Teatro – ha commentato Dafoe -. Questi ultimi due anni di stretto coinvolgimento con la Biennale mi hanno permesso di esplorare il potere e la magia di quell’arte totale che è il teatro. Sono onorato di proseguire il mio lavoro con il Presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, con l’intera e dedicata squadra della Biennale di Venezia e con Valentina Alferj e Andrea Porcheddu, partendo dalle basi gettate in questi primi due anni. Un’esplorazione appassionata in cui il fare teatro nasce da un impulso creativo e può non avere un obiettivo esplicito, ma è pienamente impegnato e non perde mai di vista la convinzione che sia l’esperienza collettiva a contare”.

Parole che raccontano di una Biennale Teatro che ha parlato a pubblici diversi, ha proposto forme teatrali diverse e geografie lontanissime. Ma sempre con un’idea di pluralità e di rituale, con un’attenzione all’umano e al diverso, che già era contenuta nel titolo programmatico di AlterNative. E da queste differenti esperienze, da questi differenti modi di stare sul palco, emerge soprattutto un senso del teatro oggi come spazio vivo e consapevole, che forse è l’eredità migliore che possiamo portare con noi da questa Biennale il cui simbolo probabilmente resterà il Leone d’argento Mario Banushi, una artista giovane, ma già capace di una visione intensa e profonda.

Londra, Starmer annuncia le dimissioni e si commuove

Roma, 22 giu. (askanews) – Con una dichiarazione fuori Downing Street, un commosso sir Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da leader del partito laburista e quindi da primo ministro britannico. “La domanda che il mio partito si sta ponendo ora è se io sia la persona più adatta a guidarci verso le prossime elezioni generali”, ha affermato non riuscendo a trattenere le lacrime alla fine del suo discorso, “Ho ascoltato la risposta del mio gruppo parlamentare a questa domanda e accetto quella risposta con serenità. Ogni decisione che ho preso è stata dettata dal mettere al primo posto il Paese che amo. Per questo motivo mi dimetterò da leader del Partito Laburista. Ho parlato questa mattina con Sua Maestà per informarlo della mia decisione”.

“Chiederò al Comitato esecutivo nazionale del Partito Laburista di definire un calendario, con l’apertura delle candidature il 9 luglio e la conclusione entro la pausa estiva”, ha aggiunto, “In caso di competizione, questo garantirà che un nuovo leader sia in carica prima della ripresa del (lavoro del) Parlamento a settembre”. Alcuni ministri del governo ù tra cui il vice premier David Lammy ù erano all’esterno del numero 10 di Downing street per assistere alla dichiarazione di Starmer.

“Rimarrò primo ministro fino al completamento della procedura e farò tutto il possibile per garantire un passaggio di potere ordinato”, ha assicurato Starmer, “Darò al mio successore il mio pieno e incondizionato sostegno: erediterà una Gran Bretagna molto più forte di quella che ho ereditato io due anni fa, più preparata alle sfide future e meglio in grado di garantire al Partito Laburista un secondo mandato”. “Voglio ringraziare tutti gli amici e colleghi che mi sono stati accanto in questi ultimi sei anni, per il loro straordinario impegno, servizio e sostegno”, ha aggiunto riuscendo a fatica a trattenere le lacrime, “Voglio ringraziare lo straordinario staff di Downing Street e il nostro eccezionale servizio civile, che dedica la propria vita al servizio pubblico”. “E quando lascerò il più importante incarico del Paese, passerò più tempo nel ruolo più importante: essere il miglior marito possibile per la mia fantastica moglie, che è stata una roccia al mio fianco nei momenti belli e in quelli difficili, e il miglior padre possibile per i miei splendidi figli, che sono il mio orgoglio e la mia gioia. Grazie mille”, ha concluso, prima di abbracciare la moglie Victoria. Prima dell’atteso annuncio delle dimissioni, Starmer ha ripercorso – e rivendicato – i risultati raggiunti dal suo esecutivo.

“Due anni fa è stato il momento più orgoglioso della mia vita: un nuovo governo laburista, il primo dopo 14 anni, una pagina della storia del nostro Paese che si è voltata. Dopo anni di delusione e disperazione, c’era la possibilità di cambiare in meglio la vita di milioni di persone. È per questo che sono entrato in politica”, ha ricordato, “Il percorso fino a quel punto non è stato facile. Sei anni fa ho ereditato un Partito Laburista politicamente, finanziariamente e moralmente in bancarotta. Mi è stato detto più e più volte che il mio partito era finito, che era destinato alla storia, che una maggioranza alle elezioni generali ù e ancor meno una maggioranza schiacciante ù era impossibile. Ma abbiamo dimostrato che si sbagliavano”. “Abbiamo cambiato il nostro partito, estirpando il veleno dell’antisemitismo, ristabilendo la fiducia nell’economia, nella difesa e nella sicurezza nazionale, e diventando un partito che ancora una volta si è presentato con orgoglio a favore, e non contro, la nostra bandiera nazionale”, ha sottolineato. “Il duro lavoro del cambiamento aveva un unico obiettivo: non il potere per il potere, ma migliorare la Gran Bretagna”, ha messo in luce, “Costruire un Paese più giusto, con dignità e rispetto, dove tutti siano visti e valorizzati, con ricchezza e opportunità per tutti, non solo per pochi privilegiati. E guardate che cosa abbiamo ottenuto in appena due anni: un’economia più forte e in crescita più rapida rispetto ai nostri pari; salari in aumento più rapidamente dell’inflazione ogni singolo mese da quando siamo al governo; investimenti assicurati; infrastrutture in costruzione; la fine dell’austerità; il calo più rapido delle liste d’attesa dell’NHS (Servizio sanitario nazionale) da 17 anni; il più grande miglioramento dei diritti dei lavoratori e degli affittuari da una generazione; il più grande aumento della spesa per la difesa dalla Guerra Fredda”. “Abbiamo ridotto gli attraversamenti dei piccoli barconi, chiuso gli hotel per richiedenti asilo, protetto i giovani dai social media, e riscattato mezzo milione di bambini dalla povertà grazie alle scelte che ho fatto. La nostra reputazione nel mondo è stata ristabilita, con la Gran Bretagna che è tornata a difendere la dignità, il rispetto e lo stato di diritto, sostenendo il commercio, l’Ucraina e i nostri valori, e ricostruendo le relazioni con i nostri alleati in Europa. Cambiamento promesso da un governo laburista, cambiamento perseguito da un governo laburista, cambiamento realizzato da un governo laburista. Ma so che le domanda che sono poste ora non è chi fosse più adatto a cambiare il Partito Laburista o a portarci al governo per iniziare il lavoro vitale di migliorare la vita di milioni di persone. Quelle domande hanno già avuto risposta”.

Gb, Starmer annuncia le dimissioni e si commuove

Roma, 22 giu. (askanews) – Con una dichiarazione fuori Downing Street, un commosso sir Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da leader del partito laburista e quindi da primo ministro britannico. “La domanda che il mio partito si sta ponendo ora è se io sia la persona più adatta a guidarci verso le prossime elezioni generali”, ha affermato non riuscendo a trattenere le lacrime alla fine del suo discorso, “Ho ascoltato la risposta del mio gruppo parlamentare a questa domanda e accetto quella risposta con serenità. Ogni decisione che ho preso è stata dettata dal mettere al primo posto il Paese che amo. Per questo motivo mi dimetterò da leader del Partito Laburista. Ho parlato questa mattina con Sua Maestà per informarlo della mia decisione”.

“Chiederò al Comitato esecutivo nazionale del Partito Laburista di definire un calendario, con l’apertura delle candidature il 9 luglio e la conclusione entro la pausa estiva”, ha aggiunto, “In caso di competizione, questo garantirà che un nuovo leader sia in carica prima della ripresa del (lavoro del) Parlamento a settembre”.

Alcuni ministri del governo — tra cui il vice premier David Lammy — erano all’esterno del numero 10 di Downing street per assistere alla dichiarazione di Starmer.

Frankenthaler e Cao Fei, due grandi mostre per il Kunstmuseum Basel

Basilea, 22 giu. (askanews) – Arte Basel è il grande evento artistico che ogni anno trasforma la città nel centro del sistema dell’arte, ma intorno alla fiera la città svizzera, al confine tra Francia e Germania, è anche un polo estremamente vivace, con un’offerta museale di alto livello. Una delle istituzioni principali è il Kunstmuseum, che a una collezione importante affianca mostre temporanee come quella dedicata a Helen Frankenthaler, grande pittrice astratta americana.

“Quello che forse molte persone non sanno – ha detto ad askanews la curatrice Anita Haldemann – è che Frankenthaler è stata molto importante per lo sviluppo della pittura, ma anche della scultura, nel XX secolo, perché ha ispirato nuove pratiche, come per esempio il versare i materiali sulle superfici, non solo dipingerle. Ha ispirato artisti come Lynda Benglis o Richard Serra o anche Sam Gilliam. Ha davvero avuto un grande impatto sullo sviluppo dell’arte nel secolo scorso”.

La mostra copre sei decenni e presenta più di 50 opere, con diversi capolavori. Per la prima volta, poi, i dipinti di Frankenthaler sono accostati a opere che vanno dal XV al XX secolo con le quali la sua pittura ha dialogato. L’offerta del Kunstmuseum poi propone altre due esposizioni temporanee dedicate all’artista cinese Cao Fei, “Testimonies to the near future”, e “The First Homosexuals”, dedicata alla pittura tra ottocento e Novecento e alla “nascita di nuove identità”.

“Con la mostra di Cao Fei – ha aggiunto Anita Haldemann – ci rivolgiamo anche a un pubblico più giovane, più curioso verso nuove pratiche e anche verso l’arte asiatica, che non avevamo mai esplorato finora. Con la mostra sui primi omosessuali ci concentriamo sul tema dell’omosessualità in pittura, ma anche su un’epoca che è stata importante per creare un’immagine dell’omosessualità”.

Le mostre sono poi in dialogo con le collezioni del museo, cui resta sempre dedicata una parte importante degli spazi espositivi.

Il ministro degli esteri israeliano: non ci ritireremo dalla zona di sicurezza in Libano

Roma, 22 giu. (askanews) – “Non abbiamo ambizioni territoriali in Libano, ma non ci ritireremo dalla zona di sicurezza per esporre i nostri cittadini agli attacchi di Hezbollah e a una possibile invasione”: lo ha affermato il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, sul suo profilo di X.

“Israele rispetterà il cessate il fuoco in Libano finché Hezbollah non lo violerà” ha proseguito, aggiungendo che la sovranità del Libano è stata “violata per decenni, e continua ad esserlo, dall’occupazione indiretta dell’Iran attraverso Hezbollah”.

Sa’ar, che ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo neozelandese, ha inoltre chiesto lo smantellamento di Hezbollah, “nell’interesse sia del Libano sia di Israele”.

Londra, la crisi di Starmer e i possibili scenari della transizione

Roma, 22 giu. (askanews) – Il premier britannico Keir Starmer sembra avere politicamente le ore contate: dopo la vittoria di Andy Burnham alle suppletive di Makerfield, le dimissioni potrebbero arrivare già oggi. Ma è probabile che l’attuale Primo ministro rimanga a Downing Street fino a settembre.

Una proroga che servirebbe a garantire una transizione senza troppi scossoni all’interno del Labour e dello stesso esecutivo, dando tempo a Burnham di scegliere la propria futura squadra di governo, con due scenari possibili secondo la stampa britannica.

Il primo vedrebbe Burnham eletto per acclamazione dal partito parlamentare, senza alcuno sfidante – o quanto meno, nessuno che possa raggranellare il supporto minimo di 81 deputati; nel corso della transizione il governo in carica si assicurerebbe di garantire che i preparativi per la legge di bilancio procedano regolarmente, anche se le scelte politiche sulle priorità sarebbero di Burnham.

Il secondo scenario vede invece uno o più sfidanti alla guida del Labour, con il conseguente voto fra gli eletti che sarebbe difficile far svolgere in un tempo inferiore ai tre mesi. comunque vada, Starmer rimarrebbe al timone sia pure con un margine di manovra politico piuttosto limitato – sufficiente tuttavia per far approvare qualche provvedimento particolarmente significativo.

Prima sessione dei colloqui Teheran-Usa in Svizzera: ecco i punti chiave

Roma, 22 giu. (askanews) – Iran e Stati Uniti hanno concluso nelle prime ore di lunedì una prima sessione di colloqui con l’obiettivo di mettere fine in modo duraturo al conflitto in Medio Oriente. Riunite in un hotel di lusso sul Burgenstock, nelle Alpi svizzere, le delegazioni di Iran e Stati Uniti hanno compiuto “progressi incoraggianti”. Lo hanno dichiarato i governi di Pakistan e Qatar in una nota congiunta.

Le due parti si sono “accordate su una tabella di marcia finalizzata a raggiungere un accordo definitivo entro 60 giorni, gettando così le basi per l’avvio immediato di nuovi colloqui tecnici” che proseguiranno per il resto della settimana. Ecco che cosa c’è da sapere finora:

– Accordo definitivo entro 60 giorni

Teheran e Washington si sono accordate su “una tabella di marcia finalizzata a raggiungere un accordo definitivo entro 60 giorni, gettando così le basi per l’avvio immediato di nuovi colloqui tecnici”, hanno scritto i mediatori di Pakistan e Qatar in un comunicato congiunto.

Uno dei punti chiave sarà la questione del programma nucleare iraniano. Nel testo del protocollo d’intesa già firmato, l’Iran promette che “non acquisirà né svilupperà armi nucleari”. L’accordo finale sarà ratificato da una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

– Sicurezza dello Stretto di Hormuz

Le due parti hanno inoltre concordato di istituire una “linea di comunicazione (…) con l’obiettivo di garantire un passaggio sicuro alle navi commerciali nello Stretto di Hormuz”, una via marittima strategica attraverso la quale transita normalmente circa il 20 per cento degli idrocarburi mondiali. L’Iran ne aveva annunciato la chiusura dopo attacchi israeliani in Libano contro Hezbollah, suo alleato.

Secondo il protocollo d’intesa, il traffico commerciale dovrà essere completamente ripristinato entro 30 giorni dal completamento delle operazioni di sminamento dello stretto.

Teheran intende tuttavia imporre dei “diritti di pedaggio” per i servizi forniti lungo questa rotta, che “non tornerà alla situazione precedente alla guerra”, aveva avvertito il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.

– Conflitto in Libano

“Le parti hanno concordato la creazione di una cellula di gestione dei conflitti, che riunirà le parti coinvolte e la Repubblica del Libano, coordinata dai mediatori, al fine di garantire il rispetto della cessazione delle operazioni militari in Libano”, hanno aggiunto i mediatori.

Teheran esige che l’accordo che pone fine alle ostilità si applichi anche al Libano. Tuttavia, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha assicurato che l’esercito non si ritirerà dal sud del Paese. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha comunque riferito di “progressi significativi per mettere fine alla guerra in Libano”.

– Asset congelati e petrolio

Il ministro degli Esteri iraniano ha inoltre annunciato che “le esportazioni di petrolio e di prodotti petrolchimici non sono più soggette a restrizioni, il blocco è stato revocato, alcuni beni congelati sono stati sbloccati ed è stato avviato un importante piano di ricostruzione e sviluppo dell’Iran”.

Secondo il protocollo d’intesa, tale piano dovrebbe ammontare ad “almeno 300 miliardi di dollari”.

Fine vita, i vescovi francesi chiamano i fedeli alla preghiera

Una novena in vista del voto

La Conferenza episcopale francese ha promosso una novena di preghiera per la vita (21-29 giugno), in vista del voto finale dell’Assemblea nazionale sul disegno di legge relativo al fine vita, previsto il 30 giugno.

L’iniziativa invita i cattolici francesi a unirsi quotidianamente nella preghiera affinché il dibattito politico e culturale su una materia così delicata sia illuminato dalla responsabilità morale e dal rispetto della dignità della persona.

I vescovi hanno predisposto nove intenzioni di preghiera, una per ciascun giorno, da accompagnare con la recita del Padre Nostro, dell’Ave Maria e del Gloria. L’auspicio espresso dall’episcopato è che lo Spirito Santo «illumini le coscienze e rinnovi la speranza», favorendo una maggiore consapevolezza del valore di ogni vita umana.

Lo scontro sul disegno di legge

Il provvedimento che torna all’esame dell’Assemblea nazionale mira a introdurre in Francia una forma di legalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito. Si tratta di uno dei temi più controversi della legislatura, capace di attraversare trasversalmente i tradizionali schieramenti politici.

La discussione ha già evidenziato profonde divisioni sia tra i parlamentari sia nell’opinione pubblica. In precedenza il Senato aveva approvato il testo sulle cure palliative, mostrando invece forti riserve sul progetto riguardante il suicidio assistito.

Per la Chiesa francese, la risposta alla sofferenza non può consistere nell’interruzione volontaria della vita, ma nell’accompagnamento umano, medico e spirituale della persona fino al termine naturale della sua esistenza.

L’appello della Chiesa alla responsabilità

Nei mesi scorsi i vescovi francesi hanno espresso preoccupazione per quella che hanno definito una possibile «imprudenza morale», sottolineando anche il rischio di ignorare le divisioni emerse all’interno delle istituzioni rappresentative.

Nel presentare la novena, l’episcopato ha richiamato le recenti parole di Papa Leone XIV sulla necessità di custodire ogni vita umana dal concepimento alla morte naturale. Un richiamo che la Chiesa di Francia considera non una rivendicazione confessionale, ma un principio di civiltà fondato sul riconoscimento della dignità intrinseca di ogni persona.

La settimana che conduce al voto del 30 giugno assume così un significato che va oltre il confronto legislativo: per molti credenti rappresenta un’occasione di riflessione sul rapporto tra libertà, solidarietà e tutela della vita umana nelle società contemporanee.

Stare nella complessità per ritrovare il futuro comune

La crisi non è solo politica

C’è una domanda che precede molte discussioni sulla politica contemporanea. Non riguarda soltanto i partiti, i governi, le classi dirigenti, la crisi della rappresentanza o la distanza crescente tra cittadini e istituzioni. È una domanda più profonda: che cosa accade all’uomo quando la politica non riesce più a tradurre la vita concreta in decisione pubblica?

Quando la politica non legge, non interpreta, non sceglie, non costruisce; quando resta impigliata nella comunicazione permanente, nell’emergenza continua, nella gestione tattica del consenso; quando vede i problemi ma non li trasforma in prassi, non è in crisi soltanto un sistema istituzionale. È in crisi una certa idea di uomo. O, meglio, è in crisi il rapporto tra l’uomo e le mediazioni che gli permettono di abitare il mondo.

Per questo la crisi politica del nostro tempo va letta anche come crisi antropologica. Non perché l’uomo sia cambiato nella sua natura più profonda, ma perché sono mutate le forme attraverso cui egli si percepisce, si racconta, si lega agli altri, guarda al futuro, attraversa la fragilità, riconosce l’autorità, costruisce appartenenza.

L’uomo contemporaneo è più informato, più connesso, più esposto, più sollecitato. Vive dentro una moltiplicazione di strumenti e, nello stesso tempo, dentro una rarefazione dei fini. Può comunicare con tutto il mondo, ma fatica a riconoscersi dentro una comunità. Può accedere a quantità immense di informazioni, ma non sempre dispone di luoghi capaci di trasformare l’informazione in giudizio, il giudizio in responsabilità, la responsabilità in partecipazione.

La politica come mediazione dell’umano

La politica, nel suo significato più alto, non è mai stata soltanto amministrazione del potere. È stata, e dovrebbe tornare a essere, una grande forma di mediazione umana. Serve a trasformare la paura in protezione, il bisogno in diritto, il conflitto in decisione, la sofferenza sociale in politiche pubbliche, la solitudine in legame, la complessità in orientamento.

Quando questa funzione si indebolisce, la persona resta esposta a forze che fatica a decifrare. Non diventa automaticamente più libera; diventa spesso più vulnerabile, più adattiva, più disorientata. Il mercato, la tecnica, gli algoritmi, la finanza globale, le piattaforme digitali, la comunicazione istantanea e le nuove forme di potere impersonale non sono fenomeni esterni alla vita quotidiana. Entrano nel modo in cui l’uomo desidera, lavora, consuma, vota, teme, spera, costruisce relazioni.

È qui che l’antropologia può aiutarci a capire. L’uomo non è un individuo autosufficiente, chiuso nella propria libertà astratta. È un essere relazionale, fragile, simbolico, storico, istituzionale. Ha bisogno di legami, linguaggi condivisi, luoghi, regole, riconoscimento, memoria, futuro.

Arnold Gehlen, nella sua antropologia delle istituzioni, ha mostrato che l’essere umano, proprio perché non è interamente guidato dall’istinto, ha bisogno di strutture capaci di stabilizzare l’esperienza.

Le forme istituzionali non sono semplici apparati amministrativi: sono strutture di mediazione sociale, cornici normative e simboliche che ordinano l’esperienza, stabilizzano le aspettative, trasformano i bisogni individuali in questioni collettive e rendono la vita umana socialmente abitabile.

Quando le istituzioni perdono autorevolezza e la sfera pubblica non riesce più a ordinare le priorità collettive; quando si svuotano i corpi intermedi, la scuola fatica a essere presidio educativo, i servizi territoriali intercettano tardi la sofferenza e il lavoro non produce più identità e futuro, non viene meno soltanto l’efficienza del sistema. Si indebolisce una parte dell’architettura dell’umano.

Una mutazione antropologica

Pier Paolo Pasolini, negli Scritti corsari, aveva intuito con largo anticipo che il consumismo non era soltanto un modello economico, ma una forza capace di produrre una vera mutazione antropologica. Cambiavano i corpi, i desideri, i linguaggi, i gesti, le appartenenze. L’omologazione non passava più soltanto attraverso il comando politico, ma attraverso la seduzione dei consumi, l’interiorizzazione di nuovi modelli di vita, la perdita di culture popolari, comunitarie, territoriali.

Oggi quella mutazione appare ulteriormente radicalizzata. Non agisce soltanto il consumo, ma l’intreccio tra mercato globale, tecnica, piattaforme digitali, accelerazione sociale, individualismo competitivo e impotenza della politica. L’uomo non vive più soltanto dentro società complesse; vive dentro sistemi globalizzati che producono interdipendenza, velocità, vulnerabilità condivise, crisi simultanee, legami lunghi e responsabilità difficili da rappresentare.

Qui sta un passaggio decisivo: la complessità non è un’anomalia da eliminare. È il risultato ineludibile di un mondo globalizzato. Non possiamo più immaginare una politica capace di riportare tutto a un ordine semplice, lineare, immediatamente leggibile. Il nostro tempo non chiede di fuggire dalla complessità, ma di imparare ad abitarla.

Stare nella complessità significa riconoscere che i problemi sociali raramente hanno una sola causa e una sola risposta. Il disagio giovanile non è soltanto questione familiare, scolastica o sanitaria: è intreccio di fragilità emotive, trasformazioni educative, precarietà del futuro, solitudine digitale, crisi della mediazione adulta. La povertà non coincide solo con la mancanza di reddito: è esclusione relazionale, abitativa, formativa, sanitaria, culturale. L’invecchiamento non è un semplice dato demografico: ridefinisce il welfare, la cura, la casa, la medicina territoriale, i legami tra generazioni. Le migrazioni non sono solo emergenza di confine: chiamano in causa guerre, disuguaglianze, clima, lavoro, demografia, rapporti geopolitici.

Un pensiero pubblico che rifiuta questa complessità scivola inevitabilmente nella semplificazione. E la semplificazione, nel tempo della paura, diventa spesso propaganda. Promette soluzioni immediate a problemi stratificati. Cerca colpevoli invece di costruire responsabilità. Produce slogan invece di processi. Ma una società complessa non si governa con riflessi semplici. Si governa con pensiero lungo, istituzioni competenti, mediazioni robuste, presenza territoriale e capacità di decisione.

L’uomo davanti a sistemi che corrono

Ulrich Beck, con La società del rischio, ha letto la contemporaneità come una condizione costretta a gestire pericoli spesso prodotti dal suo stesso sviluppo. Hartmut Rosa, nei suoi lavori sull’accelerazione e sulla risonanza, ha mostrato come la velocità sociale possa impedire all’uomo di entrare in un rapporto profondo con il mondo. Byung-Chul Han, in testi come La società della stanchezza e Psicopolitica, ha interpretato il soggetto contemporaneo come soggetto prestazionale, spinto non solo a obbedire, ma a sfruttare se stesso in nome dell’efficienza, della visibilità, della performance.

Sono prospettive diverse, ma convergono su un punto: l’uomo contemporaneo è dentro una trasformazione profonda. Non vive solo in un mondo più difficile; vive in un mondo in cui le mediazioni tradizionali si sono indebolite mentre i sistemi sono diventati più potenti, più veloci, più impersonali.

La politica mostra qui tutta la sua insufficienza quando nomina le crisi, le comunica, le insegue, talvolta le spettacolarizza, ma fatica a tradurle in scelte durevoli. Vede l’invecchiamento, ma non costruisce sempre un welfare adeguato alla nuova longevità. Vede il disagio giovanile, ma spesso risponde con misure episodiche. Vede la fragilità psichica, ma non sempre organizza reti di cura territoriale. Vede le periferie, ma non sempre le trasforma in luoghi di cittadinanza. Vede le aree interne, ma raramente le assume come questione nazionale. Vede la solitudine, ma continua a trattarla come fatto privato.

La crisi della vita collettiva, allora, non consiste soltanto nel decidere poco. Consiste nel non riuscire più a tradurre l’umano in forme stabili di cura, tutela e responsabilità. È questa la frattura più grave. Il dolore resta senza riconoscimento, il bisogno senza diritto, la rabbia senza parola pubblica, la paura senza protezione. Non diventano progetto, servizio, legame istituzionale.

In questo vuoto si alimentano disincanto, astensionismo, sfiducia, risentimento, ricerca di appartenenze semplificate. Se la politica non costruisce luoghi di riconoscimento, altri dispositivi occupano lo spazio: il mercato, l’algoritmo, la propaganda, la tribù digitale, il leader carismatico, la comunità del rancore.

La democrazia svuotata

Colin Crouch, in Post-democrazia, ha indicato una condizione in cui le forme democratiche restano in piedi, ma la sostanza della decisione appare sempre più compressa da poteri economici, tecnocratici e comunicativi. Le elezioni continuano, i parlamenti funzionano, i governi si alternano, ma cresce la sensazione che i grandi orientamenti siano altrove, fuori dalla portata effettiva dei cittadini.

Robert Putnam, in Bowling Alone, ha mostrato da un’altra prospettiva quanto il declino del capitale sociale indebolisca la democrazia: senza fiducia, partecipazione, reti associative e legami civici, la democrazia diventa procedura povera di vita.

Il punto, però, non è cedere al lamento. La nostalgia non basta. Non si tratta di rimpiangere meccanicamente i partiti di massa, le vecchie appartenenze o le ideologie del Novecento. Sarebbe una risposta troppo comoda e insufficiente. Il mondo è cambiato davvero. Sono cambiati il lavoro, la famiglia, il territorio, la comunicazione, il rapporto tra generazioni, la percezione del tempo, la vulnerabilità dei giovani, la struttura delle disuguaglianze.

La risposta non può essere restaurativa. Deve essere generativa.

Una politica antropologicamente fondata

Occorre ricostruire una politica antropologicamente fondata. Una politica che torni a chiedersi non solo quale consenso ottenere, quale emergenza tamponare, quale equilibrio preservare, ma quale idea di uomo custodire. Perché ogni scelta pubblica contiene sempre un’antropologia implicita.

Una politica del lavoro dice che cosa pensa della dignità. Una politica della scuola dice che cosa pensa della crescita umana. Una politica sanitaria dice che cosa pensa della fragilità. Una politica abitativa dice che cosa pensa della stabilità biografica. Una politica migratoria dice che cosa pensa dell’altro. Una politica per gli anziani dice che cosa pensa della memoria, della dipendenza, della cura. Un’agenda pubblica per i giovani dice se una società crede ancora nel futuro oppure si limita a consumarlo.

Dire “rimettere l’uomo al centro” non basta più. È una formula troppo usata, talvolta svuotata. Bisogna chiedersi quale uomo.

La politica come traduzione

Da qui discende una prima risposta: la politica deve tornare a essere traduzione.

Traduzione del dolore sociale in servizi. Traduzione della paura in protezione. Traduzione della solitudine in prossimità. Traduzione della povertà educativa in investimento formativo. Traduzione dell’invecchiamento in welfare territoriale. Traduzione della fragilità psichica in presa in carico. Traduzione delle disuguaglianze in redistribuzione, sviluppo delle capacità, opportunità. Traduzione della rabbia in partecipazione. Traduzione del conflitto in istituzioni giuste.

Questa traduzione richiede luoghi. Non può avvenire solo nei palazzi del potere o negli studi televisivi. Ha bisogno di comuni, scuole, servizi sociali, distretti sociosanitari, cooperative, parrocchie, associazioni, università, sindacati, centri culturali, presidi territoriali, case di comunità, biblioteche, spazi giovanili.

Ha bisogno di una nuova infrastruttura civile della prossimità. Se il Novecento ha costruito grandi organizzazioni collettive, il nostro tempo deve generare reti di mediazione più leggere, più territoriali, più competenti, più capaci di ascolto, ma non meno politiche.

Educare alla complessità

La scuola, in questo scenario, è decisiva. Non può essere caricata di ogni responsabilità, né trasformata nel capro espiatorio delle fragilità sociali. Ma resta uno dei pochi luoghi in cui una società incontra quasi tutti i suoi figli.

In una società che produce solitudine, la scuola è uno degli ultimi laboratori di legame. In una società accelerata, è uno dei pochi luoghi in cui si può ancora educare al tempo lungo. In una società frammentata, può aiutare a ricostruire un vocabolario comune.

Ma soprattutto la scuola può educare alla complessità. Può insegnare che la realtà non si lascia imprigionare in formule facili, che i problemi vanno compresi nelle loro connessioni, che il pensiero critico non consiste nel sospettare di tutto, ma nel distinguere, argomentare, collegare, assumere responsabilità.

Un welfare non solo riparativo

Anche il welfare va ripensato in chiave antropologica. Non come somma di prestazioni, ma come architettura della vita buona possibile. Un welfare puramente riparativo arriva spesso quando la ferita è già profonda. Serve invece un sistema capace di prevenzione, prossimità, continuità, integrazione tra sociale e sanitario, tra scuola e territorio, tra famiglie e servizi, tra istituzioni e comunità.

La fragilità non può essere trattata come eccezione. È una dimensione ordinaria dell’umano. Una politica matura non la rimuove, non la privatizza, non la moralizza: la assume come criterio di costruzione pubblica.

Ritrovare i fini

C’è poi una questione culturale più ampia. Una società può avere molti strumenti e pochi fini. Può essere efficiente e disperata, connessa e sola, veloce e senza direzione. La politica deve tornare a interrogarsi sul senso della convivenza.

Non basta amministrare compatibilità. Non basta inseguire emergenze. Non basta promettere sicurezza senza ricostruire fiducia.

Che cosa ci tiene insieme? Per chi costruiamo le città? Quale futuro consegniamo ai giovani? Quale posto diamo agli anziani, ai poveri, ai malati, agli stranieri, agli esclusi? Quale idea di libertà vogliamo difendere?

La risposta possibile, dunque, non è una nuova retorica dell’umano. È una nuova pratica delle mediazioni.

Abitare il mondo che cambia

Per questo la politica deve tornare a essere arte della mediazione incarnata. Non teatro del potere, non pura gestione dell’esistente, non comunicazione dell’istante, ma lavoro paziente con cui una comunità trasforma la vita ferita in destino comune.

La politica ricomincia quando smette di limitarsi a descrivere la crisi e torna a generare istituzioni, servizi, legami, educazione, lavoro, casa, cura, futuro.

In fondo, il suo valore antropologico si misura qui: nella capacità di impedire che la persona venga lasciata sola davanti alla complessità. Una politica che non traduce produce spaesamento. Una politica che non sceglie produce abbandono. Una politica che non media produce rancore. Una politica che non custodisce l’umano consegna la vita collettiva alle forze impersonali del mercato, della tecnica, della paura.

La sfida del nostro tempo non è semplificare artificialmente il mondo, ma imparare ad abitarlo. Essa nasce da processi globali che hanno intrecciato economie, territori, culture, tecnologie, migrazioni, crisi ambientali, sistemi informativi e destini individuali. Non possiamo cancellarla. Possiamo però darle forma politica.

I cattolici democratici, se sapranno liberarsi dalla nostalgia e tornare a essere interpreti creativi del presente, potrebbero offrire a questa stagione una cultura della mediazione alta, popolare e responsabile: non per occupare uno spazio vuoto, ma per restituire alla democrazia un pensiero lungo, una misura umana e una speranza comune.

Per una democrazia più forte tra partiti e referendum

Ottant’anni fa nasceva la Repubblica italiana, se ne parla molto. Spesso, però, si sottovaluta un punto: quella che sarebbe divenuta la “Repubblica dei partiti” nasceva da un referendum.

Non solo; in occasione del recente referendum confermativo, Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione “Luca Coscioni”, notava come la mobilitazione delle forze politiche determinasse una più alta partecipazione al voto referendario.

Il legame storico tra partiti e referendum

È vero che i partiti della cosiddetta Prima Repubblica vivevano spesso con fastidio, se non con insofferenza, le iniziative referendarie. E tuttavia per l’esito di referendum davvero storici, quali quello sul divorzio, nel 1974, è stata decisiva la straordinaria mobilitazione delle forze politiche. Pietro Nenni, proprio nel ’74, giunse a parlare di “rivincita rispetto al 1948”.

Detto altrimenti: vi era un nesso forte e oggettivo tra la “Repubblica dei partiti”, pur soggettivamente infastidita dalle sollecitazioni soprattutto dei radicali, e quella “dei referendum”.

Rigenerare la partecipazione democratica

Per contro, alla costitutiva fragilità delle forze politiche del XXI secolo ha fatto da pendant il mancato raggiungimento del quorum in occasione dei referendum abrogativi. Partiti deboli e spaventati non hanno saputo cogliere le sfide referendarie, contribuendo al loro fallimento. Quasi costretti, invece, a mobilitarsi nei referendum confermativi, per i quali non è previsto il quorum, hanno contribuito a determinarne l’esito.

Naturalmente non sarebbe possibile né auspicabile un ritorno al Novecento. Per provare a rigenerare la nostra democrazia, però, dovremmo lavorare al fine di rendere i soggetti politici più autorevoli e rappresentativi delle istanze popolari e, nello stesso tempo, per rilanciare la vicenda referendaria, anche abbassando il quorum.

Franco Marini, il combattente che citava la Rerum novarum

na tradizione che continua a parlare al presente

Esiste un filo robusto che attraversa la storia del cattolicesimo sociale italiano, la vicenda della Cisl e l’idea di una politica fondata sulla centralità della persona, del lavoro e della solidarietà. Un patrimonio culturale e civile che ha saputo tradursi in esperienza concreta grazie all’impegno di uomini e donne capaci di trasferire quei valori nelle dinamiche reali della società, nel pieno rispetto dell’autonomia della politica e della laicità dell’azione sindacale.

Tra questi protagonisti, Franco Marini occupa un posto di assoluto rilievo. La sua esperienza rappresenta una delle espressioni più significative di quella tradizione che ha coniugato ispirazione cristiana, sensibilità sociale e riformismo democratico. Nei suoi discorsi risuonava spesso la forza evocativa dell’a storica enciclica di Leone XIII, la  Rerum novarum, nel cui solco si pone la recente Magnifica humanitas di Papa Prevost.

Dalla Cisl all’imprgno politico: il percorso di un riformista

Prima alla guida della Cisl e poi nelle istituzioni e nei partiti, Marini ha incarnato una cultura politica che affonda le proprie radici nel cattolicesimo sociale. Dalla Democrazia Cristiana al Partito Popolare Italiano, dalla Margherita al Partito Democratico, il suo percorso è stato caratterizzato dalla costante ricerca di un equilibrio tra giustizia sociale, dialogo e responsabilità di governo.

La sua figura è stata quella di un interprete autorevole di una sinistra sociale di ispirazione cristiana, capace di arricchire il riformismo italiano con una visione fondata sul lavoro, sulla partecipazione e sulla coesione comunitaria. Un approccio che ha contribuito a rendere più credibile e concreto il progetto riformatore nel nostro Paese.

Il libro di Merlo parla di una sfida ancora aperta

È proprio questo intreccio tra cultura, sindacato e politica che Giorgio Merlo mette a fuoco nel suo ultimo libro. L’autore evidenzia come il patrimonio del cattolicesimo sociale conservi ancora oggi una sorprendente attualità, purché non venga relegato a testimonianza nostalgica o a semplice presenza simbolica all’interno delle organizzazioni politiche e sindacali.

Il messaggio che emerge dal volume è chiaro: il pensiero sociale cristiano può continuare a svolgere una funzione decisiva nella società contemporanea se rimane protagonista, offrendo idee, proposte e capacità di mediazione. Nel sindacato come nella politica, nel mondo associativo come in quello culturale, questa tradizione non appartiene soltanto alla memoria del Novecento. È una risorsa ancora viva, capace di contribuire alla costruzione di una società più giusta e più coesa.

Calcio, Mondiali 2026: risultati, classifiche e calendario

Roma, 22 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia ed Erzegovina, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 Scozia-Marocco 0-1 20/06 Brasile-Haiti 3-0 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Brasile, Marocco 4, Scozia 3, Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 Turchia-Paraguay 0-1 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia, Paraguay 3, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 Germania-Costa d’Avorio 2-1 21/06 Ecuador-Curaçao 0-0 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania 6, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 1

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 Olanda-Svezia 5-1 20/06 Giappone-Tunisia 4-0 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Olanda, Giappone 4, Svezia 3, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 Belgio-Iran 0-0 22/06 Nuova Zelanda-Egitto 1-3 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Egitto 4, Belgio, Iran 2, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 Spagna-Arabia Saudita 4-0 22/06 Uruguay-Capo Verde 2-2 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna 4, Capo Verde, Uruguay 2, Arabia Saudita 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 3, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 (New York): Argentina-Austria ore 21 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina, Austria 3, Giordania, Algeria 0

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Colombia 3, Portogallo, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 3, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Trump: difeso Italia per decenni, ora non difende noi, non va bene

Roma, 21 giu. (askanews) – Nuovo attacco del presidente Usa Donald Trump all’Italia e alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Dopo aver speso trilioni di dollari per la NATO, l’Italia e il suo Primo Ministro non si sognerebbero nemmeno di farsi coinvolgere con la Repubblica Islamica dell’Iran e la sua gravissima minaccia nucleare. Per decenni li abbiamo difesi, ma quando sono stati messi alla prova, non sono stati in grado di difendere noi e il resto del mondo. Non va bene!”, scrive su Truth.

Mondiali di calcio: risultati, classifiche e calendario

Roma, 21 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia ed Erzegovina, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 Scozia-Marocco 0-1 20/06 Brasile-Haiti 3-0 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Brasile, Marocco 4, Scozia 3, Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 Turchia-Paraguay 0-1 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia, Paraguay 3, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 Germania-Costa d’Avorio 2-1 21/06 Ecuador-Curaçao 0-0 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania 6, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 1

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 Olanda-Svezia 5-1 20/06 Giappone-Tunisia 4-0 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Olanda, Giappone 4, Svezia 3, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 (Los Angeles): Belgio-Iran ore 21 22/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Egitto ore 03 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 Spagna-Arabia Saudita 4-0 22/06 (Miami): Uruguay-Capo Verde ore 00 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna 4, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 3, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 (New York): Argentina-Austria ore 21 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina, Austria 3, Giordania, Algeria 0

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Colombia 3, Portogallo, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 3, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Lorenzo Mark Finn vince il Giro Next Gen

Roma, 21 giu. (askanews) – Lorenzo Mark Finn chiude in grande stile il suo Giro Next Gen Carta Giovani Nazionale, conquistando la Maglia Rosa e imponendosi anche nella Villa Sant’Angelo-L’Aquila Tudor ITT. Il due volte campione del mondo ha fatto segnare il tempo di 29’03″, precedendo di 15″ il campione nazionale irlandese Adam Rafferty e di 32″ il campione nazionale belga, nonché ex Maglia Rosa, Matisse Van Kerckhove. Più lontani Mateo Ramirez e Henrique Bravo, che hanno comunque difeso il podio dall’assalto del vincitore di Piana delle Mele, Aubin Sparfel, quarto sia nella cronometro sia nella classifica generale. Finn riporta così l’Italia sul tetto del Giro Next Gen quindici anni dopo il successo di Mattia Cattaneo, oggi suo compagno di squadra alla Red Bull. La squadra festeggia anche la conquista della Maglia Tricolore, sempre sulle spalle di Finn, della Maglia Rossa, vinta dal vincitore della seconda tappa Davide Donati, e della Classifica Superteam. Sul podio finale sono stati premiati anche il britannico Mattie Dodd, vincitore della Maglia Azzurra, e Javier Cubillas, vincitore della Maglia Bianca.

MotoGp, Bagnaia: "Non siamo ancora pronti per vincere"

Roma, 21 giu. (askanews) – “Non siamo pronti per vincere, ma ci stiamo arrivando piano piano. Sapevamo che oggi mi sarebbero mancati due decimi per poter pensare alla vittoria, però ho provato a fare il possibile”. Così spiega Pecco Bagnaia ai microfoni di Sky dopo il terzo posto ottenuto nel Gp di Brno. “Sono riuscito a tenere veramente un buon ritmo – continua – finché sono stato davanti accusavo molto il drop del posteriore però tutto sommato riuscivo a gestirlo. Non avevo le vibrazioni grazie a qualche modifica sulla moto ma avevo tanto floating, quindi la moto tendeva a muoversi tanto forse per la temperatura della gomma, e mi dava abbastanza fastidio”. Sul calo nella parte finale della corsa, quando è stato superato da Marquez e Ogura: “Finché sono stato davanti era gestibile, quando mi hanno superato ho dovuto lasciarli andare subito perché molto probabilmente mi sarei steso. Ho iniziato ad avere tanto sottosterzo e non riuscivo più a portare velocità in curva. Fortunatamente avevo un buon gap su Di Giannantonio e appena mi sono rimesso a spingere sono riuscito ad andare abbastanza bene. Sicuramente non sono ancora i risultati che credo di poter ottenere, perché secondo me la possibilità di lottare con Marc c’è, però ci stiamo arrivando”. Sul bilancio complessivo del fine settimana a Brno: “Sapevo che questa è una buona pista e abbiamo ottenuto tantissimi punti tra ieri e oggi, quindi il bilancio è sicuramente positivo anche e soprattutto a livello di feeling. Siamo contenti e dobbiamo lavorare così, le aspettative sono sempre più alte però lavorando in questo modo sicuramente ci arriveremo. Per vincere devo essere messo meglio, voglio avere un po’ di percentuale in più, al momento ci stiamo avvicinando. Rispetto all’inizio dell’anno sto capendo meglio le cose, sicuramente riuscire a fermarla meglio e farla girare meglio aiuta a non consumare troppo la gomma dietro e oggi secondo me siamo stati abbastanza bravi”.