Cesare osserva e manda ambasciatori
Cesare da tempo non rientra in città. Ma di certo non sta senza far nulla. Ormai la strategia di liberarsi della ex amata Cleopatra è fallita miseramente. Stringere i cordoni della borsa non ha prodotto il risultato che si aspettava; i sesterzi sono arrivati dai Federati europei in base ad un’alleanza che lo stesso Cesare aveva promosso, e quindi meglio continuare ad osservare.
Solo che, osservando durante la canicola, la saggia Giulia, moglie paziente, nota che presto dagli Alemanni si terrà un’elezione.
Le elezioni, in casa Cesare, significano accordi nuovi da siglare o patti da rinnovare. Solo che questa regione di casa alemanna è contraria alla politica inclusiva di una capitale dell’impero che è molto lontana dall’amata Alemannia.
Cesare manda ambasciatori a sondare orientamento politico e possibile patto da siglare. Nel frattempo Cleopatra/Meloni veleggia in Sardegna per meglio sopportare la canicola o va dagli Apuli per ristorare le forze consumate dal faticoso governare. L’impero è vasto e molti sono i conflitti che sorgono, e i Federati e gli Alleati esterni cominciano a notare che la regina degli Egizi cerca di governare “con la leva del carro tirata”; sta frenando, questo è certo.
Meno certo è quando scenderà dal carro per riprendere la sua nave e tornare nell’amato Egitto.
La manovra degli Alemanni
Intanto gli ambasciatori lavorano. Gli Alemanni sono convinti che devono salvaguardare gli interessi del territorio loro e che il patto dei Federati europei è diventato un vincolo troppo stretto. Non se ne vogliono andare perché ci sono dei vantaggi, ma vorrebbero tentare di scardinare il patto con una manovra dal basso.
Questo stesso tentativo lo hanno fatto, senza grande successo, gli Hungari con il loro leader tanto caro a Cleopatra/Meloni. Ma ora gli Alemanni sono più forti e, nella loro piccola regione della grande Alemannia, contano di vincere.
Subito gli ambasciatori rientrano da Cesare e riferiscono. Al Divo imperatore non sfugge che gli Alemanni sono della stessa pars della regina Cleopatra/Meloni: la tradizione locale (quella egizia trapiantata nella Roma repubblicana), il rispetto dei confini (dell’impero che altri hanno costruito e difeso, cioè Cesare e i cittadini di Roma e d’Italia e non gli Egizi) e l’economia locale senza schiavi di altri popoli.
Perfetto! Il Divo Cesare prepara il suo piatto.
L’ottovolante degli Hungari
Gli Alemanni vincono a mani basse, come avevano detto gli ambasciatori. E gli Hungari? E Cleopatra/Meloni?
Il primo già si immagina in sala macchine dell’ottovolante con cui costringerà la pars, che finora è stata a guardare, ad andare su e giù, urlando ad ogni curva e ad ogni discesa, per il piacere suo e di quelli che, guardando, pensano di avere facile la vittoria finale, godendo nel mettere a dura prova lo stomaco di quei poveretti della pars di quelli che stanno a guardare.
Minaccia stragi che non può fare e si contenta dell’ottovolante.
Cleopatra guarda a destra
Cleopatra/Meloni non si accorge di nulla. Poi si guarda il fianco destro, quello che non avrebbe mai guardato perché presidiato da lei stessa, la grande regina chiamata dal popolo (Cesare, per la verità, come ben sappiamo) a salvare l’impero, e scorge un’ombra… un elmo.
Guarda meglio. Caspita! È un elmo alemanno!
“Che ci fanno qui?”, si domanda sconcertata.
L’ombra avanza e presto scopre che l’elmo appartiene ad un uomo imponente. L’Alemanno saluta con un breve cenno del capo e occupa tutto lo spazio libero.
La regina si alza le vesti. Costui le sta pestando il mantello. Si ritrae. È piccola.
Lui la guarda e le fa cenno con la mano…
“Fattè più in là, che sto stretto.”
Oddio. L’hanno sorpassata a destra. E so’ pure grossi.
E resta muta.
La regina non ha più niente da dire
Sì, proprio muta, non dice nulla. Sgomento? Forse. Tattica? Forse. Ma la verità è che non ha niente da dire.
Che vergogna! Lei che era il presidio dell’impero, il leader che tutti avrebbero voluto e che solo gli Italici potevano godere di tanta gloria.
Non sono forse le cose che lei stessa sbandierava quattro anni fa, appena arrivata a Roma?
La tradizione, i patti federati da rivedere, i confini da presidiare, gli schiavi da rimandare indietro (e Iddio solo sa quanti sesterzi sono costate queste sue soluzioni!), il nuovo passo verso il futuro “radioso”, ecc.
Poi i mesi sono passati e la grande destra riformatrice immaginata da Cleopatra/Meloni si è piegata su se stessa come un origami, sempre più piccola, fino a stare in una mano: poche politiche di nessun respiro.
Ma eccola qui, la grande regina. Le fa ombra — e tanta ombra — un guerriero alemanno.
Silenzio!
Che se te sente, regina mia, questo c’ha l’ascia dietro la schiena ben nascosta. Altro che orlo del mantello: questo te spazza in un momento!