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Vetro e mare a Orange Beach in Alabama, l’arte giovane della Wolf Bay

Orange Beach (Alabama, Usa), 28 mag. (askanews) – Immersa in un’area di poco meno di due ettari, affacciata sulla scenografica Wolf Bay, l’esperienza artistica di Orange Beach in Alabama è in riva al mare, aperta a tutti. Ed estremamente giovane. Ci troviamo al Coastal Art Center, suggestiva galleria d’arte con opere di artisti della Costa del Golfo, ma anche laboratorio per cimentarsi nella soffiatura del vetro. Ed è proprio qui che conosciamo Athan Martin, chief artist del Coastal Art Center: “C’è qualcosa in questo lavoro che mi attrae”, ci dice.

Come hai iniziato? gli domandiamo.

“Beh, molto tempo fa vivevo sotto un ponte e… no, no, scherzo. Ho iniziato quando avevo 15 anni. Ho ricevuto un’istruzione parentale a casa che mi ha permesso di iniziare a lavorare il vetro ai tempi delle superiori. Ho fatto una vacanza nell’Ovest poco più di nove anni fa. Proprio prima di iniziare qui, ho seguito un corso di soffiatura del vetro con un paio di artisti a Sedona, nel deserto dell’Arizona. E prima di tutto questo, sono anche un fabbro per hobby: lo faccio da quando avevo nove anni, oltre ad avere sempre avuto questo interesse per il vetro. Venivo qui un giorno a settimana quando mi è scoppiata una vera e propria passione. Ho letteralmente detto a mia madre in quel momento: ‘Guarda mamma, hai due possibilità. O ci trasferiamo in Arizona, così posso lavorare con quei ragazzi, oppure troviamo un negozio vicino a casa nostra’”.

Sei mai stato a Venezia?, gli chiediamo.

“Non ci sono mai stato. In realtà non ho mai lasciato il paese. Però è assolutamente nella mia lista delle cose da fare prima di morire”.

Si dice che l’Alabama sia la patria di molte persone di talento che fanno ciò che amano. E Wolf Bay in questo senso è non solo una meta – suggerita da Sweet Home Alabama e Travel South USA – capace di offrire al visitatore un luogo che unisce paesaggio, creatività e senso di comunità. Non solo una cartolina sul mare, ma anche l’incontro con un’America autentica, giovane nello sguardo e profondamente legata alla propria idea di frontiera, intesa oggi come ricerca, espressione di sé e libertà.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

La Porta (Odcec): raccontare sostenibilità con responsabilità

Roma, 28 mag. (askanews) – “Il ruolo dei professionisti nel mondo della sostenibilità non è soltanto tecnico, ma anche educativo. Le professioni che mettono in relazione competenze tecniche e operatori economici svolgono una funzione preziosa. Sensibilizzare le imprese verso modelli di gestione sostenibili, attenti all’ambiente, alla società, agli stakeholder, ai fornitori e ai dipendenti rappresenta già un importante contributo alla crescita civile del Paese. Il nostro compito è accompagnare le aziende nei percorsi normativi, contabili e organizzativi legati alla sostenibilità, ma anche promuovere una nuova cultura della responsabilità. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani, che domani potranno trasformare questi valori in azioni concrete”. Lo ha dichiarato Antonella La Porta, Consigliere delegato dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, presieduto da Matteo De Lise, intervenendo al workshop su sostenibilità, intelligenza artificiale e comunicazione responsabile organizzato da FERPI, ODCEC Napoli e Ordine dei Giornalisti della Campania, nella Sala Ulisse della Stazione Marittima di Napoli, nell’ambito del Green Med Expo & , ymposium 2026.

Sulla stessa linea Raffaele Ianuario, consigliere delegato dell’ODCEC di Napoli: “Il compito dei dottori commercialisti è accompagnare le imprese verso una nuova visione fondata sulla sostenibilità. Gli imprenditori devono diventare soggetti sempre più consapevoli, prestando attenzione non solo agli aspetti ambientali, ma anche a quelli sociali e di governance. È una sfida già iniziata e irreversibile. Anche se l’Unione Europea ha alleggerito alcuni obblighi, le imprese coinvolte trascineranno con sé l’intera filiera, insieme al sistema bancario, favorendo una diffusione sempre più ampia della cultura ESG”. Sul tema della comunicazione responsabile Assia Viola, delegata FERPI Campania ha evidenziato che “la sostenibilità è un tema estremamente delicato, soprattutto in un’epoca caratterizzata dalla diffusione delle fake news e dal rischio di greenwashing. Anche l’intelligenza artificiale può amplificare queste criticità. Per questo è fondamentale creare un dialogo tra il mondo della comunicazione, i giornalisti e i commercialisti che accompagnano le imprese nei percorsi ESG. Solo attraverso un lavoro di squadra sarà possibile parlare di sostenibilità in modo concreto, basandosi su impatti reali e verificabili, evitando slogan privi di contenuti”.

Vanni Fondi, presidente della Commissione Sostenibilità dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, ha sottolineato: “In Campania siamo stati pionieri nella creazione di una Commissione dedicata alla sostenibilità. L’abbiamo voluta non per insegnare, ma per imparare e approfondire un tema in continua evoluzione. Oggi la sostenibilità non riguarda più soltanto l’ambiente, ma coinvolge aspetti culturali, sociali e legati al lavoro. Per questo è impossibile restarne fuori: la sostenibilità è ormai parte integrante della nostra società e del nostro modo di lavorare e comunicare”.

Cappellini: “Rossobruni” nato da esperimento fasciocomunista in Donbass

Roma, 28 mag. (askanews) – Dopo il Salone del libro di Torino, Stefano Cappellini ha presentato il suo nuovo libro “Rossobruni. Quando gli estremi si uniscono per colpire la democrazia” (Utet, pp. 208) alla Mondadori di Galleria Colonna a Roma. Alla presentazione sono intervenuti Flavia Perina ed Enrico Mentana e, a sorpresa, un “rossobruno” in carne e ossa, Marco Rizzo.

Il libro uscito il 19 maggio per Utet indaga quella zona di confine e di convergenza tra estremi politici che dovrebbero, a rigor di logica, escludersi a vicenda, e invece finiscono per confondersi: il cosiddetto “rossobrunismo”. L’autore, vice-direttore de “La Repubblica” spiega:

“Prendendo in prestito l’espressione da un grande scrittore Antonio Pennacchi potremmo definirli i fasciocomunisti, quelli che mettono insieme l’estrema destra e l’estrema sinistra”, ha spiegato ad askanews.

“La parola nasce negli anni Novanta, come uso frequente, nasce soprattutto in Francia. Si diffonde quando si comincia a raccontare degli ambienti di estrema destra che però vogliono emanciparsi da quel mondo e abbattere gli steccati tra destra e sinistra e ormai è diventata abbastanza frequente”.

Cappellini nel libro ripercorre accuratamente la storia di questo fenomeno per poi arrivare, tra gli altri, ai neofascisti e nostalgici del bolscevismo che combattono in Ucraina dalla stessa parte, quella di Putin. Il Donbass è definito “il più incredibile esperimento fasciocomunista”:

“Sì è partita dal Donbass, perché mai come nel Donbass si è visto quanto questa situazione di commistione tra destra e sinistra sia forte e pressante”.

“Sicuramente la saldatura di idee anti-democratiche, dell’una e dell’altra parte, in questo c’è anche il minimo comun denominatore di fondo”, spiega Cappellini.

Obiettivo dei “rossobruni”, che si riproducono numerosi durante le gravi crisi sociali, è “separare il popolo dalla democrazia”:

“Sicuramente il Movimento 5 Stelle è quello che più di tutti ha pescato dall’arsenale rossobruno. Rafforzare la democrazia e convincere il popolo che la democrazia è un sistema pieno di difetti ma fin qui il migliore mai escogitato dall’uomo”, ha concluso.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Carlo Molinari

Immagini askanews

Al Senato incontro dedicato alla malattia di Huntington

Roma, 28 mag. (askanews) – Si è svolto presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, l’incontro dedicato alla malattia di Huntington, promosso dal Senatore Filippo Melchiorre con la collaborazione della Fondazione Lirh. L’obiettivo è accendere i riflettori sulla patologia, rafforzare la consapevolezza pubblica e promuovere una rete concreta di sostegno per pazienti e famiglie.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti, operatori sanitari, ricercatori e familiari in un momento di confronto dedicato alle prospettive di presa in carico e alle necessità della comunità Huntington italiana.

Il prossimo obiettivo sarà quello di istituire una Giornata Nazionale dedicata a questa malattia. Ha parlato così il Senatore della Repubblica Filippo Melchiorre: “Oggi lanciamo questa proposta. L’Italia sarebbe il primo paese d’Europa a portare avanti questa iniziativa. Io sono particolarmente orgoglioso e fiero di portare avanti tutto questo, perché quello che non è conosciuto e oscuro bisogna farlo venire alla luce e quindi aiutare anche le comunità scientifiche a conoscere e riconoscere la malattia, a riconoscere la sofferenza e il dolore”.

Ma in che modo la politica sostiene i malati e tutti coloro che gravitano attorno alla malattia di Huntington?

“La malattia di Huntington è una malattia rara. Rivendico con orgoglio che l’Italia in diagnosi, presa in carico e cura dei pazienti affetti da malattie rare, è seconda al mondo e prima in Europa. Un dato positivo che va declinato in positivo per i pazienti” ha dichiarato Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato per la salute con delega per le malattie rare.

C’è bisogno di una presa in carico globale e di una considerazione del malato. “Il mio impegno per la malattia di Huntington parte da molto lontano. Quando ero una studentessa di dottorato presso l’Istituto Superiore di Sanità, mi sono occupata della malattia di Huntington proprio attraverso la ricerca di base. Da lì, incontrando i pazienti e i professionisti che se ne occupano, ho capito che c’è proprio bisogno di un’assistenza, di una presa in carico globale, di una considerazione della persona che ne è affetta, ma soprattutto dell’intera famiglia. E quindi adesso, dal punto di vista istituzionale, sono qui per dare il mio pieno supporto” ha detto Maria Luisa Scattoni, direttrice centro nazionale malattie rare ISS.

Ma cos’è la malattia di Huntington?

“Colpisce la mente e il corpo. Colpendo la mente isola le persone, le rende fragili e queste si sentono discriminate e stigmatizzate da sempre. Quindi è una di quelle condizioni che possono offrire opportunità, attraverso il miglioramento della conoscenza, di comprendere come prevenire una malattia neurodegenerativa, perché si può conoscere in anticipo con un test genetico e quindi si potrà curare prima che si presenti” ha spiegato Ferdinando Squitieri, neurologo, direttore scientifico Fondazione Lirh.

L’incontro ha rappresentato un’occasione di dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e famiglie, confermando la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla malattia di Huntington e di rafforzare strumenti di supporto, informazione e ricerca di una cura.

Dreamland, quando la natura si integra nella città

Bergamo, 28 mag. (askanews) – La corsa verso il futuro, verso l’evoluzione tecnologica, scientifica e industriale non può prescindere dalla tutela del patrimonio naturalistico. Anche in ambito urbanistico, il modello ‘smart city’ tende a coniugare le innovazioni tecnologiche con l’attenzione per l’impatto ambientale. A Bergamo il parco natura protetta ‘Dreamland’ è un esempio di integrazione naturalistica all’interno delle città. Il parco, inaugurato tre anni fa da Legami, azienda leader nel settore gift & stationery, è ad oggi una delle più grandi aree metropolitane riconvertite alla biodiversità: all’interno del sito, il quale si estende per oltre 30 ettari, sono state identificate 25 specie di insetti impollinatori e 51 specie di piante.

Alberto Fassi, fondatore e CEO di Legami, ha dichiarato: “Dreamland è una delle nostre iniziative più importanti in termini di sostenibilità ambientale e oggi compie tre anni. Si tratta di un parco natura protetta in un contesto urbano, parliamo di un’area di circa 32-33 ettari in cui abbiamo voluto fare un passo indietro come esseri umani per fare in modo che la natura facesse un passo in avanti, affinché si riappropriasse di spazi”.

A tre anni dall’apertura di Dreamland, è stato o inaugurato il kilometroverde : un intervento forestale lineare di 1 km composto da oltre 1.500 tra alberi e arbusti, una barriera verde tra l’area di Dreamland e l’autostrada A4 che protegge lo sviluppo della biodiversità locale in un contesto fortemente antropizzato. La correlazione tra Legami e Dreamland è semplice: riscoprire il valore della coesistenza tra uomo e natura, con quest’ultima intesa come forza evocativa capace di incentivare fantasia e creatività, caratteristiche generative e arricchenti.

“E’ un inizio perché, ogni anno, noi destiniamo una parte importante dei nostri utili a questi progetti di iniziative di sostenibilità sia ambientale che sociale. Noi veicoliamo tutte le nostre risorse nel progetto di costruire il parco urbano più grande che esista in Europa. Per cui è estremamente ambizioso” prosegue Fassi.

Da questo connubio nasce ‘We are Dreamers’ – La battaglia delle fragole, il primo libro scritto da Alberto Fassi, fondatore e CEO di Legami, ovvero un romanzo di avventura che suggerisce ai giovani di sognare, di lasciarsi andare alla fantasia per tracciare rotte autentiche e per intrecciare trame solide e durature nelle pagine della vita.

“Ho presentato, al Salone del Libro di Torino, il nostro primo libro. Si chiama ‘We are Dreamers’ ed è l’inno dei nostri valori. Raccontiamo un’avventura di quattro ragazzi e il messaggio che trasmettiamo è che bisogna credere in sé stessi e quindi, essere diversi, non è un limite. Raccontiamo così la forza dei legami” conclude Fassi.

Orsini da Modena: è momento responsabilità, stop a battaglie politiche

Modena, 28 mag. (askanews) – “Fiducia, coraggio e responsabilità”: sono le tre parole che il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, indica come fondamentali per il futuro del Paese. Un messaggio lanciato a margine del convegno inaugurale del Motor Valley Fest a Modena, con l’appello a mettere da parte le “battaglie elettorali o politiche” sulle priorità che fanno bene all’Italia e all’Europa: “É arrivato il momento della responsabilità”.

L’Italia, ha osservato Orsini, “sta ancora facendo bene nonostante tutto”, con un export in crescita verso quota 700 miliardi, ma “potremmo fare ancora di più”. Tra i “fardelli”, la concorrenza globale di chi “ha caratteristiche totalmente diverse dalle nostre”: “La Cina oggi non ha responsabilità né sociale né ambientale e noi ci siamo creati la regola sulle emissioni di carbonio”. Il risultato, ha denunciato, è che l’Italia paga “tasse carboniche” a cinesi e americani “per oltre 70 miliardi”, una “pazzia”.

Di qui l’auspicio che “l’Europa si snellisca, faccia meno burocrazia e metta al centro queste priorità”. Orsini ha richiamato i temi affrontati in assemblea, dai salari – “tutti dobbiamo fare i compiti a casa” – alle politiche per i giovani: “Serve fare presto sul piano casa per trattenere i nostri ragazzi, lavorare sul merito e attrarre giovani dall’estero in modo regolare”, anche perché “ci mancheranno 5 milioni di persone in età lavorativa nel 2040”.

Rifiuti industriali, Italia chiamata alla sfida dello smaltimento

Milano, 28 mag. (askanews) – Lo smaltimento dei rifiuti industriali, in particolare quelli del siderurgico, è da sempre un tema delicato. Sta però diventando stringente in virtù delle nuove normative europee, che imporranno ad ogni Paese di gestire e trattare lo smaltimento direttamente negli impianti locali di produzione, senza la possibilità di potersi appoggiare ad altre nazioni europee. Se n’è parlato in un convegno ad hoc organizzato dal CIEC – Consorzio Imprenditori Economia Circolare – tenutosi presso il Grattacielo Pirelli di Milano. Ha parlato così Remo Bordini, Presidente di CIEC: “Il Consorzio Imprenditori Economia Circolare nasce nel 2021 per volontà di alcuni imprenditori, che volevano creare un contenitore, all’interno del quale si potessero stimolare nuove iniziative e, con una voce unica, portare all’esterno le loro difficoltà e le loro aspettative nel campo del recupero, del trattamento e dello smaltimento rifiuti industriali”.

Al tavolo istituzioni, aziende e ambientalisti, per discutere della necessità di trovare al più presto soluzioni per individuare siti idonei. Il problema riguarda, in particolare, regioni come la Lombardia, caratterizzate da un elevato tessuto produttivo. “Il sistema produttivo lombardo è leader in Italia e si fonda sulla trasformazione delle materie prime. Quelle che riusciamo a produrre derivano dal recupero dei rifiuti e pertanto riusciamo a non intaccare le materie prime. Questo settore, nel corso degli anni, si è ampliato sempre di più. Oggi siamo in grado di fornire 35 milioni di tonnellate di materia di recupero al sistema produttivo lombardo” ha aggiunto Bordini.

In tal senso, un’entità come il CIEC non può che rappresentare un punto di riferimento prezioso sul tema, ma ci sono dei rischi di varia natura da tenere in considerazione. Per adeguarsi in maniera efficace e permettere alle aziende di lavorare al meglio e senza intoppi, è fondamentale la sinergia tra imprese, istituzioni e stakeholder. “Si lavorerà su due temi: il primo è il rapporto con le istituzioni, perché abbiamo la necessità di avere un quadro normativo e di utilizzazione delle risorse innovativo, moderno e non vessatorio ma propositivo. Chiediamo di essere ai tavoli decisionali per poter collaborare e costruire un sistema propositivo. Il secondo è uscire alla popolazione e portare alla gente le informazioni che mancano su questo sistema produttivo, che è innovativo e leader in campo europeo” ha concluso Bordini.

L’entrata in vigore del Regolamento UE 2024/1157, che rafforza il principio di prossimità nella gestione dei rifiuti, renderà quindi progressivamente più complesso il ricorso allo smaltimento transfrontaliero. La sfida è importante e ha come obiettivo quello di ridurre l’impatto del trasporto e favorire la chiusura locale del ciclo.

Modena, La Russa: corretta perizia psichiatrica ma Islam ha armato El Koudri

Roma, 28 mag. (askanews) – “Il reato di strage già si consuma col tentativo. In questo caso l’imputazione può essere di strage poi ci vuole l’elemento soggettivo, naturalmente. È su quello che stanno indagando con la eventuale perizia psichiatrica che è corretta: cioè un magistrato non può esimersi dal considerare se chi ha agito era in grado di intendere e di volere. Ma non è questa la domanda, la domanda è un’altra. È importante per lui, se deve essere condannato in un modo o in un altro modo, qual è l’imputazione, ma l’esame politico e culturale del fatto è che il fatto è terrorismo”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel corso della registrazione di Dritto e Rovescio che andrà in onda stasera su Rete4.

“Poi se chi l’ha commesso lo ha commesso perché è pazzo o perché voleva commetterlo con lucidità, è secondario. Non c’è dubbio – ha aggiunto La Russa – che l’Islam ha armato anche una persona con problemi psichiatrici per commettere qualcosa che è esattamente in linea con la predicazione del terrorismo islamico”.

Fdi ora punta ok definitivo entro estate. La Russa ‘sonda’ opposizioni

Roma, 28 mag. (askanews) – L’obiettivo è sempre stato quello di “fare prima possibile”. Ma ora che è stato depositato il testo bis, che contiene già una serie di modifiche concordate nella maggioranza, il timing comincia a essere più definito. E dentro Fratelli d’Italia a questo punto cominciano a considerare davvero realistico che il via libero definitivo alla nuova legge elettorale possa arrivare entro l’estate. Dunque, non più solo alla Camera come finora si era più prudentemente ipotizzato, ma anche al Senato.

Certo, questo vorrebbe dire tagliare il traguardo praticamente a ridosso della chiusura ‘per ferie’ del Parlamento, ma il calcolo è presto fatto e a via della Scrofa l’idea comincia a prendere piede. Perché l’approdo in aula a Montecitorio il 26 giugno consente, come prevede il regolamento, di contingentare i tempi della discussione il mese successivo. Il primo disco verde, si ragiona, potrebbe dunque arrivare intorno al 15-16 luglio e a quel punto ci sarebbero circa tre settimane per chiudere la pratica nell’altro ramo del Parlamento. Un lasso di tempo non lunghissimo che può essere preso in considerazione mettendo in conto un voto finale con la fiducia.

“Vedremo se ci sarà lo spazio per farlo considerando gli altri provvedmenti in esame, non mettiamo limiti alla provvidenza”, ragiona un alto dirigente del partito di Giorgia Meloni che già mette le mani avanti rispetto a possibili proteste dell’opposizione sulla compressione dei tempi spiegando che comunque di questa riforma in senso proporzionale con premio di maggioranza “sono mesi che ne parliamo”. A pesare sull’idea di tentare lo sprint finale è anche l’obiettivo di evitare il rischio che la maggioranza possa perdere slancio sul tema, visto che notoriamente la legge elettorale scalda Lega e Forza Italia molto meno di Fdi. Insomma, accelerare le tappe servirebbe anche a evitare che alla ripresa estiva, all’interno dello stesso centrodestra, possano ripartire distinguo o nuove richieste di modifica che, inevitabilmente, comporterebbero un terzo passaggio parlamentare con tutti i rischi del caso.

Il timing dell’esame al Senato è al momento, ovviamente puramente teorico. “Se c’è la volontà politica ci sono i tempi: non è un problema di tempi, il percorso, l’iter delle leggi prima di tutto è sempre figlio della volontà politica”, ha detto due giorni fa Ignazio La Russa. E proprio il presidente del Senato, peraltro notoriamente grande cultore della materia, martedì ha riunito i capigruppo di maggioranza e opposizione per fare il punto sui lavori d’aula e ne ha approfittato per proporre informalmente di valutare o meno l’eventualità di avviare “più liberamente, senza i riflettori puntati”, dunque prima dell’arrivo del testo dalla Camera, eventuali “punti in comune da suggerire sin da ora intervenendo nel dibattito”. Una ipotesi che però ha lasciato freddi i partiti di opposizione.

Tra i quali in molti si chiedono se l’obiettivo della presidente del Consiglio non sia quello di andare al voto anticipato a ottobre, ‘ringalluzzita’ dal voto delle amministrative e magari potendo beneficiare anche nel frattempo di una soluzione della crisi in Iran e del blocco dello Stretto di Hormuz. “La legge elettorale la facciamo, a scanso di equivoci, per le elezioni che si terranno nel 2027, a scadenza naturale della legislatura. So che qualcuno fa finta di sperarci, ma in realtà anche l’opposizione ha il terrore di tornare alle urne, ma noi la legge elettorale la facciamo per il bene degli italiani e non per interesse di partito”, dice però il responsabile Organizzazione di Fdi, Giovanni Donzelli.

Resta il timore che il Bignami bis non scongiuri del tutto il rischio di uno stop della Consulta. Tra le misure criticate dagli esperti e non corrette c’è l’esclusione del Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta dal computo generale. Quegli elettori non pesano sul risultato complessivo del premio. Come ha notato il costituzionalista Stefano Ceccanti: “sS tratta di un problema che riguarda il principio dell’eguaglianza del voto. Non è un dettaglio tecnico: è un problema costituzionale serio

L.elettorale, Conte: improbabile collaborare a testo maggioranza

Roma, 28 mag. (askanews) – “La legge elettorale non è tra le priorità degli italiani e non li appassiona. La maggioranza che sta andando in scadenza cerca di acconciarsi una legge per perpetuare il potere e rimanere ancorati alle poltrone. Abbiamo già detto che questo testo non va bene e allontana ancora di più gli eletti dagli elettori. Le segreterie di partito fanno tutto, liste, listini e listoni, e gli italiani non possono mai esprimersi. Improbabile per noi collaborare a questo testo”. Così il leader M5s, Giuseppe Conte, incontrando i cronisti davanti a Montecitorio.

Ucraina, Conte: non può entrare adesso in Europa, no condizioni

Roma, 28 mag. (askanews) – “L’Ucraina non può entrare adesso in Europa, non ci sono le condizioni. C’è un problema serio, l’Europa a 27 oggi è sparita, che non ha voce e che nelle crisi internazionali non è pervenuta. C’è un deficit politico che riguarda anche le regole di funzionamento. Prevedere altri nuovi Paesi senza rivedere il quadro è una soluzione non raccomandabile”. Così il presidente M5s, Giuseppe Conte, incontrando i cronisti davanti a Montecitorio.

“Per essere ricompresi in Europa bisogna fare un lungo percorso impegnativo di adeguamento della legislazione. Come richiesto per esempio ai paesi dei Balcani. Fare entrare adesso l’Ucraina non è all’ordine del giorno”, ha aggiunto.

“Il mutuo soccorso previsto dal Trattato ci porterebbe in guerra contro la Russia domani mattina. A questo proposito domando: possibile che l’Europa non abbia ancora trovato un negoziatore? Ancora adesso sono riuniti a Cipro e non c’è nessuna soluzione. Lavoriamo ai problemi più urgenti e cerchiamo di programmare il futuro dell’Europa senza andare avanti in modo random con provvedimenti estemporanei”.

“Per l’Ucraina e altri Paesi si può pensare a uno statuto di partner privilegiato, godendo di benefici reciprocamente”, ha detto ancora.

Grandi Ospedali: edizione 2027 affidata alla Regione Liguria

Roma, 28 mag. (askanews) – “La quinta edizione dei Grandi Ospedali è stata un grande successo anche per il potenziamento del network degli Ambassador. Tutto ciò è determinante perché si sta creando sempre più una forte comunità di direttori generali e di direzioni strategiche, che tendono a fare sinergia e a portare avanti una visione sempre nuova e al passo con i tempi ed in linea con il concetto dei Grandi Ospedali”.

“Quest’anno, con la quinta edizione, anche grande soddisfazione perché avverrà il passaggio della staffetta, ormai diventata famosa, con il Niguarda di Milano e quindi con la Regione Lombardia. Il testimone verrà passato alla Regione Liguria e, più specificatamente, all’Azienda IRCCS Metropolitana Ligure che raccoglie tutti i grandi ospedali: il Policlinico San Martino, Villa Scassi e anche l’Ospedale IRCCS Gaslini pediatrico”.

“Credo che sia forse la prima volta che abbiamo due IRCCS insieme, quello pediatrico e quello per adulti, che fanno parte di questo network. Dobbiamo cercare di fare un grosso lavoro durante tutto l’anno per avviarci al meglio alla prossima edizione”.

Ferrari, Vigna: chi vede Luce non capisce le critiche arrivate

Modena, 28 mag. (askanews) – “Io penso poco alle critiche, andiamo avanti sulla nostra strada, ognuno dice la sua ma non l’hanno vista la macchina, la devi vedere”.

Così il ceo di Ferrari, Benedetto Vigna, al Motor Valley Fest a Modena, dopo le critiche a Luce. Chi vede dal vivo la prima Ferrari elettrica, “non capisce le critiche” ha affermato l’amministratore delegato del Cavallino, raccontando i riscontri raccolti nei giorni della presentazione.

“Stamattina tre persone mi hanno scritto: la compro perché mi piace”, ha raccontato Vigna, citando alcuni dei commenti ricevuti. Tra questi, i “complimenti per il coraggio e la determinazione” mostrati “nel definire ciò che vuole essere l’auto del futuro”, e l’apprezzamento per aver “rivisto il concetto dell’elettrica integralmente, non semplicemente cambiando due pezzi, cambio e motore”.

A colpirlo, ha aggiunto, è stata soprattutto la reazione di “una decina di persone di varie nazionalità” incontrate una sera: “Non capiamo queste critiche”, gli avrebbero detto. “L’unica ragione può essere che la devi vedere: dal vivo è molto bella e molto innovativa”.

Organizzazione pronto soccorso: nuove proposte Grandi Ospedali

Roma, 28 mag. (askanews) – “Abbiamo appena finito la moderazione del tavolo di lavoro che vedeva coinvolti i pronto soccorso e dove abbiamo affrontato la tematica importante della gestione dei flussi. È stata una tavola di lavoro molto attiva dalla quale sono uscite diverse proposte”.

“L’idea era quella di arrivare a condividere una serie di priorità fra tutte le proposte e renderle esportabili. Io stesso arrivo da un pronto soccorso, quello del Niguarda, che è grande ed importante. Siamo assolutamente convinti che una serie di modelli organizzativi che noi abbiamo testato siano esportabili in tante altre realtà grandi che sono presenti sul territorio”.

“Ci piacerebbe che poi alla fine il lavoro di questo tavolo fosse realmente spendibile anche in tanti altri pronto soccorso, perché esiste davvero la possibilità di lavorare meglio e soprattutto in sicurezza”.

Questo emerge dall’intervista a Giorgio Gadda, Coordinatore infermieristico Pronto Soccorso, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda Milano, durante l’evento Grandi Ospedali.

De Pascale: dalla Motor Valley una lezione per l’Italia e l’Europa

Modena, 28 mag. (askanews) – Dalla Motor Valley, “in un momento così difficile”, arriva “anche una lezione per il nostro Paese e per il nostro continente”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, a margine del convegno inaugurale dell’ottava edizione del Motor Valley Fest, in corso a Modena dal 28 al 31 maggio.

“La Motor Valley rappresenta forse l’esempio più importante a livello globale di come una manifattura di eccellenza possa diventare un prodotto turistico, in realtà ha prodotto un effetto circolare, perché dall’industria si è creato un prodotto turistico, ma il far lavorare insieme questi grandi brand nella valorizzazione di un prodotto turistico in realtà poi ha creato moltissime forme di collaborazione anche in ambito industriale”, ha detto de Pascale.

“Un sistema di imprese di eccellenza che a differenza di tanti altri ambiti dimostra di saper collaborare e lavorare insieme e forse che è anche qualcosa da insegnare al Paese, perché in un tempo nel quale l’industria dell’auto, quella delle quattro ma anche delle due ruote in Europa stenta, la Motor Valley ha dei parametri e dei dati completamente opposti, è in totale controtendenza e quindi l’auspicio è anche che dallo studio che abbiamo presentato, realizzato da Nomisma, a momenti di approfondimento come questo, possano anche suonare un po’ la sveglia all’industria italiana, all’industria europea, tracciando delle ruote che sono vincenti”.

“L’obiettivo – ha detto ancora – è di continuare ad essere la seconda manifattura d’Europa come Italia e di essere un grande protagonista della manifattura mondiale come Europa. Ecco, chiaramente questi due obiettivi non si possono raggiungere senza l’Emilia Romagna, non sia per l’Italia che per l’Europa, competere a livello globale sulla manifattura è impossibile senza il know-how straordinario delle imprese, dei lavoratori e delle lavoratrici che ci sono in questa Regione”.

Calcio, Brasile in ansia per Neymar: lesione al polpaccio

Roma, 28 mag. (askanews) – Nuovo stop per Neymar, che rischia seriamente di saltare l’esordio del Brasile al prossimo Mondiale. Il numero 10 verdeoro ha riportato una lesione muscolare di secondo grado al polpaccio sinistro, confermata dagli esami strumentali effettuati a Teresópolis e comunicati dal medico della nazionale Rodrigo Lasmar.

L’infortunio risale al 17 maggio, durante una partita con il Santos, e inizialmente era stato ipotizzato un problema meno grave. La risonanza magnetica ha invece evidenziato un danno muscolare più serio, con tempi di recupero stimati tra le due e le tre settimane.

“Si tratta di una lesione di secondo grado, non di un semplice edema. Si prevede che tornerà disponibile tra 2-3 settimane”, ha spiegato Lasmar, confermando lo stop forzato dell’attaccante.

Il Brasile dovrà quindi fare a meno del suo fuoriclasse nelle amichevoli di preparazione contro Panama (31 maggio) ed Egitto (6 giugno). In forte dubbio anche la sua presenza all’esordio mondiale contro il Marocco, in programma il 13 giugno, appuntamento chiave per il cammino della Seleção.

Lo staff medico continuerà a monitorare quotidianamente le condizioni del giocatore, nella speranza di recuperarlo almeno per la fase iniziale del torneo. La situazione resta comunque delicata e tiene in apprensione tutto l’ambiente brasiliano.

A Fano 24a edizione del BrodettoFest

Roma, 28 mag. (askanews) – A Fano torna il BrodettoFest, festival unico nel panorama nazionale dedicato alla cucina di mare italiana, a cura di di Confesercenti Pesaro e Urbino e in collaborazione con il Comune di Fano, Regione Marche, Let’s Marche e Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Un evento che unisce tradizione e innovazione, presentato nella conferenza stampa tenutasi a Roma presso il MASAF. Dal 30 maggio al 2 giugno è in programma la 24a edizione. “E’ un modo per raccontare il mondo della pesca attraverso un prodotto straordinario, perché mette il mondo della pesca in condizione di raccontarsi in modo tradizionale ma anche innovativo. A Fano, nella festa del Brodetto, si raccontano tradizioni ma anche innovazioni, come la trasformazione che permette di garantire, all’interno delle mense scolastiche, un ottimo pesce che proviene dai nostri mari. E’ questa la sfida” ha dichiarato Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

“Siamo qui per raccontare la 24° edizione del Festival del Brodetto. Un evento che sta diventando internazionale e che, con il sostegno importante che ha dato in questi anni il Governo, ha avuto un rinnovato rilancio in termini reputazionali ma, soprattutto di internazionalizzazione. Infatti, già da anni, se ne parla anche nelle fiere. Il Governo ha avuto l’intelligenza di capire che, per aiutare il settore primario della pesca, e per creare una supply chain di alto valore, bisogna partire anche dalla nostra grande cultura dell’enogastronomia, perché è quella che tira sul valore del prodotto” ha aggiunto Mirco Carloni, Presidente XIII Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati.

Tanti appuntamenti sul lungomare di Fano e un palinsesto che va oltre la semplice celebrazione gastronomica. Il Villaggio del Gusto raccoglie il meglio delle zuppe regionali, delle tipicità del territorio e marinare, mentre lo Spazio Bro – La cucina dei pescatori, porta in scena la ricetta autentica del brodetto fanese.

“Il Festival del Brodetto non è soltanto un elemento di identità territoriale, ma è una sintesi tra mare, territorio, comunità e lavoro perché, ovviamente, oltre che uno straordinario evento he si rinnova ormai da tanti anni, è appunto l’espressione della cultura marinara della città di Fano, ma più in generale di tutto il litorale costiero marchigiano” ha concluso Enrico Rossi, Vice Presidente Regione Marche e Assessore alla Pesca Marittima

Grande protagonista di questa edizione è la Gara Nazionale dei Brodetti e delle Zuppe di pesce, con i migliori chef d’Italia chiamati a confrontarsi per conquistare il titolo nella finale di Fano. Imperdibili il Brodetto Boat, per vivere aperitivi, pranzi e cene in mare aperto, e il BrodettoStage, con concerti, spettacoli, cabaret e poesia per trasformare Fano in un grande palcoscenico sul mare. Infine, con i Cooking Show del Palabrodetto, grandi chef si sono promessi di reinterpretare il brodetto tra innovazione e tradizione.

Ucraina, Conte: non può entrare adesso in Europa, no condizioni

Roma, 28 mag. (askanews) – “L’Ucraina non può entrare adesso in Europa, non ci sono le condizioni. C’è un problema serio, l’Europa a 27 oggi è sparita, che non ha voce e che nelle crisi internazionali non è pervenuta. C’è un deficit politico che riguarda anche le regole di funzionamento. Prevedere altri nuovi Paesi senza rivedere il quadro è una soluzione non raccomandabile”. Così il presidente M5s, Giuseppe Conte, incontrando i cronisti davanti a Montecitorio.

“Per essere ricompresi in Europa bisogna fare un lungo percorso impegnativo di adeguamento della legislazione. Come richiesto per esempio ai paesi dei Balcani. Fare entrare adesso l’Ucraina non è all’ordine del giorno”, ha aggiunto.

“Il mutuo soccorso previsto dal Trattato ci porterebbe in guerra contro la Russia domani mattina. A questo proposito domando: possibile che l’Europa non abbia ancora trovato un negoziatore? Ancora adesso sono riuniti a Cipro e non c’è nessuna soluzione. Lavoriamo ai problemi più urgenti e cerchiamo di programmare il futuro dell’Europa senza andare avanti in modo random con provvedimenti estemporanei”.

“Per l’Ucraina e altri Paesi si può pensare a uno statuto di partner privilegiato, godendo di benefici reciprocamente”, ha detto ancora.

Sal Da Vinci emozionato e grato presenta l’abum “Per sempre sì”

Milano, 28 mag. (askanews) – Una festa a sorpresa a Milano per celebrare i mesi straordinari che hanno consacrato Sal Da Vinci tra i protagonisti della scena musicale italiana e internazionale. Il vincitore di Sanremo che si è anche classificato quinto a Eurovision, senza voce per un colpo di freddo, ha voluto comunque raccontare come è nato il suo nuovo album “Per sempre sì”. Come sempre emozionato e grato ma anche un po’ incredulo per tutto l’affetto ricevuto.

“Mi piaceva il fatto di questo arrivo di un progetto discografico nuovo dopo quasi quattro anni. Tutto quello che è accaduto in questi due anni mi ha letteralmente sorpreso, in senso positivo, miracolosamente. Le canzoni raccontano gli assunti di possibilità. Questo viaggio di questo disco è un viaggio abbastanza particolare perché è partito in un mondo due anni fa, e poi è arrivato naturalmente negli ultimi tempi a prendere una piega totalmente diversa. E’ stato anche molto faticoso rimescolare le cose, è partito con una canzone che poi mi ha cambiato la vita in musica che è “Rossetto e caffè” che tutti voi conoscete che è una canzone che credo che abbia fatto veramente tanto in giro non solo in Italia. Mi è capitato proprio l’altra sera di cantarla a Toronto e a Montreal, non con questa voce, però stavo molto meglio. Però sentire cantare le canzoni è come un po’ un figlio che tu consegni alla vita”.

Il progetto mette al centro l’amore, la famiglia, la resilienza e la forza dei sentimenti, con il suo stile autentico e popolare. Sal Da Vinci con la sua tenacia ma anche con tanto cuore racconta un mosaico di emozioni, immagini e legami raccolti lungo il percorso umano e artistico. “E allora spesso mi rivolgo alle ragazze, a quelli più giovani, di non mollare mai, anche se la vita certe volte magari presenta delle soluzioni a metà. No, se voi credete nelle vostre possibilità, nella vostra forza, nel vostro intento, non mollate, perseverate, perché poi arriva è di una dolcezza unica”.

L’uscita dell’album anticipa una lunga stagione live che porterà Sal Da Vinci prima all’estero, con concerti negli Stati Uniti dedicati alle comunità italiane, e successivamente sui palchi italiani per il tour estivo 2026.

Ciclismo, Giro: Magnier domina a Pieve di Soligo

Roma, 28 mag. (askanews) – Arriva la rivincita dei velocisti nella 18ª tappa del Giro d’Italia, con arrivo a Pieve di Soligo dopo una frazione nervosa e resa ancora più selettiva dal terribile Muro di Ca’ del Poggio affrontato a circa 5 chilometri dal traguardo.

Nonostante i tentativi degli uomini di classifica di spezzare il gruppo nel finale, gli sprinter resistono e riescono a ricucire il piccolo margine creatosi, preparando una volata compatta decisa negli ultimi metri. A imporsi è il francese Paul Magnier, che firma il terzo successo in questa edizione battendo allo sprint Edoardo Zambanini e Jonathan Milan. Vingegaard resta in maglia rosa

Decisivo il lavoro della Soudal Quick-Step negli ultimi chilometri, con il lancio perfetto che ha permesso a Magnier di prendere la posizione ideale prima dell’ultima curva e lanciare la progressione vincente. Il francese si conferma così lo sprinter più in forma della corsa e torna anche in maglia ciclamino.

Alle sue spalle, ordine d’arrivo compatto con tutti i migliori velocisti del gruppo, mentre la fuga iniziale viene completamente annullata dopo una lunga giornata di controllo e accelerazioni del gruppo maglia rosa.

La tappa, caratterizzata da 171 chilometri mossi e circa 2000 metri di dislivello, ha vissuto il momento chiave proprio sulla salita del Muro di Ca’ del Poggio, dove il ritmo imposto dalle squadre dei big ha selezionato il gruppo senza però riuscire a impedire il ricongiungimento in vista del finale.

Per Magnier si tratta della conferma definitiva come uomo da battere nelle volate di questo Giro, in una giornata che ribadisce il dominio degli sprinter quando il percorso concede spazio alle ruote veloci.

Ferrari Luce, de Pascale: l’Emilia-Romagna deve tifare e tifa Ferrari

Modena, 28 mag. (askanews) – “L’Emilia-Romagna deve tifare e tifa Ferrari”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, a margine del convegno inaugurale del Motor Valley Fest a Modena, ha commentato le polemiche seguite alla presentazione di Luce, la nuova auto elettrica del Cavallino.

“È chiaro che è una scelta disruptive e, come tutte le scelte di questo tipo, desta attenzione – ha osservato de Pascale – Ma io ci credo: la Ferrari è una storia di grande successo e penso che continuerà a scrivere pagine di successo. Siamo tutti fiduciosi”.

Il presidente ha quindi richiamato un parallelo con lo sport: “Un po’ come nello sport, bisogna fare il tifo, anche nei momenti in cui ci sono interrogativi”. Di qui l’invito del territorio a sostenere il marchio di Maranello: “L’Emilia-Romagna deve tifare e tifa Ferrari”.

Le stazioni di ricarica prezioso asset strategico

Milano, 28 mag. (askanews) – Le stazioni di ricarica elettrica, rappresentano un prezioso asset strategico per centri commerciali, retail park, outlet e high street. Si è parlato di questo al MAPIC Italy, l’evento più importante dedicato al mercato immobiliare commerciale in Italia e punto di riferimento per il Retail Real Estate, che si è svolto il 27 e 28 maggio nei padiglioni di Rho Fiera a Milano.

Un tema, quello degli spazi dedicati alla ricarica, molto caro a Powy, società che possiede, sviluppa e gestisce la principale rete indipendente italiana di infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici. Ha parlato così Costantino Fassino, Chief Business Development and Sales Officer di Powy: “Nel Real Estate abbiamo tanti partner attuali e partner futuri. Li chiamo partner perché sono soggetti con i quali facciamo degli investimenti di lungo termine e non semplicemente dei clienti. E’ un ambito, quello rappresentato dal MAPIC, nel quale ormai operiamo con successo da tanti anni”.

Il potenziamento dell’infrastruttura elettrica, per favorire una mobilità sempre più sostenibile, passa attraverso la creazione di stazioni di ricarica, che diventano un prezioso asset strategico. “La ricarica non è più un elemento opzionale, ma diventa un elemento funzionale affinché il retail park possa davvero attrarre i clienti e offrire un servizio completo. Il nostro obiettivo è quello di creare valore per il centro commerciale e dare modo al cliente di poter avere un’esperienza di ricarica, come dico sempre, “in ombra” rispetto alla sua esperienza di shopping. Quindi per fare in modo che la ricarica non sia un problema, ma che avvenga mentre lui fa la sua esperienza commerciale” ha proseguito Fassino.

Powy gode di un network composto da diverse tipologie di infrastrutture di ricarica (da quick, a fast ad ultra-fast), situate in location altamente strategiche e in grado di fornire energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili, così da offrire soluzioni all’avanguardia, adatte a tutte le esigenze. “Siamo uno dei pochissimi operatori sul mercato che offre soluzioni di ricarica che vanno dalla bassa tensione, con ricarica lenta a 22kW, fino all’HPC. Quindi una soluzione di ricarica con tempi che variano a seconda delle esigenze del centro commerciale e del cliente. Proprio perché ogni centro commerciale è una storia a sé, noi non forniamo pacchetti standard, ma vogliamo studiare con i nostri partner soluzioni che siano customizzate per loro e per i loro clienti. In questo noi siamo leader di mercato in questo momento” ha concluso Fassino.

Powy guarda al futuro e alle nuove opportunità di sviluppo, mantenendo sempre al centro il tema della sostenibilità. In questo contesto, il MAPIC Italy si conferma un acceleratore di incontri tra professionisti e realtà anche molto diverse tra loro, capaci però di convivere e collaborare per dare nuova vita e nuovo valore agli spazi.

Grandi Ospedali 2026, Milano capitale della sanità

Milano, 28 mag. (askanews) – Il sistema sanitario italiano si confronta sulle grandi sfide del futuro. A Milano, all’Università Bicocca, torna “Open Meeting Grandi Ospedali”, la 5 edizione della due giorni che riunisce istituzioni, direzioni sanitarie, università e professionisti per trasformare il confronto in proposte concrete per la sanità pubblica. Al centro del dibattito: innovazione, telemedicina, pronto soccorso, sostenibilità e nuovi modelli organizzativi.

Per l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, partner dell’iniziativa diretta da Koncept, l’evento rappresenta un’occasione strategica di confronto tra le eccellenze della sanità italiana e un momento fondamentale per condividere esperienze e migliorare concretamente la qualità delle cure.

L’intervista ad Alberto Zoli, Direttore Generale, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano: “Quest’anno è il Niguarda che ospita questa manifestazione perché è stato l’ospedale, insieme ad un’altra struttura, in Valtellina, hanno creato l’ospedale olimpico. Fisicamente è stato un riferimento e il testimone che è passato da Torino a Milano dimostra che si riconosce la funzione di un grande ospedale per l’organizzazione e la gestione del servizio medico, anche per un evento importante e soprattutto unico.”

Nel corso della manifestazione spazio anche alla seconda edizione del Premio “Salus Excellentia”, riconoscimento assegnato alle personalità che hanno contribuito all’innovazione e alla valorizzazione della sanità italiana.

Le parole di Mario Giovanni Melazzini, Direttore Generale Welfare di Regione Lombardia: “Sono emozionato e grato di aver ricevuto questo bellissimo premio. Mi fa capire effettivamente quanto nel corso della mia lunga carriera sono riuscito ad ottenere ciò che mi sono sempre posto come obiettivo, cioè il bene del prossimo, del paziente.”

L’Open Meeting punta inoltre sul ruolo degli “Ambassador della Sanità”, una rete di professionisti e manager chiamati a condividere competenze e visioni per costruire modelli sanitari sempre più efficaci e sostenibili.

Il commento del Dott. Paolo Petralia, Direttore Generale, AOUI Verona e Coordinatore degli Ambassador della Sanità: “La comunità degli ambassador della sanità italiana sono un gruppo di direttori generali attualmente in carica, piuttosto che a riposo, che hanno deciso di continuare il loro impegno a servizio della sanità del nostro Paese. Tutto questo promuovendo il percorso e il progetto dei grandi ospedali giunto alla quinta edizione, costruendo una comunità autodeterminata, libera, tra pari e che progetta, pensa e orienta.”

Il cuore di Grandi Ospedali si esprime attraverso i laboratori di design thinking, nei quali le sfide strategiche di Regione e aziende sanitarie vengono trasformate in proposte progettuali concrete da team multidisciplinari attraverso un metodo co-creativo. La cifra distintiva dell’Open Meeting è proprio questa: passare dagli obiettivi strategici a progetti reali.

"Un combattente italiano morto in battaglia in Ucraina"

Roma, 28 mag. (askanews) – Memorial – International Volunteers for Ukraine ha dato notizia, attraverso il suo canale Facebook, del fatto che un combattente italiano, Alex Pineschi, sarebbe morto in Ucraina. “Aiutateci a onorarlo, in modo che non sia dimenticato. Il nostro amato fratello italiano Alex Pineschi, che serviva in Ucraina come volontario, è caduto sul campo di battaglia. Onore, gloria e gratitudine al nostro fratello”, si legge sul post di Memorial. La notizia al momento non è stata confermata da altre fonti.

MotoGp, Bagnaia: "Non mi vedo in lotta per il titolo"

Roma, 28 mag. (askanews) – Atmosfera già caldissima al Mugello alla vigilia del Gran Premio d’Italia MotoGP, con i piloti italiani protagonisti della conferenza stampa che ha aperto il weekend toscano. Riflettori puntati soprattutto su Francesco Bagnaia, Marco Bezzecchi e Fabio Di Giannantonio, chiamati ad analizzare il momento del campionato e le prospettive sul circuito del Mugello.

Bagnaia ha ammesso le difficoltà vissute nelle ultime stagioni: “Non mi sto adattando alla moto negli ultimi due anni e sto faticando parecchio a essere competitivo. Stiamo provando a trovare soluzioni”. Il pilota Ducati ha invitato alla prudenza anche nella corsa iridata: “Io non mi vedo al momento in lotta per il titolo”. Sul fine settimana italiano, però, resta ottimista: “È il weekend migliore della stagione, arrivi in pista direttamente da casa tua e senti tutta la passione del pubblico”.

Il campione piemontese ha parlato anche della sicurezza e del dibattito sugli abbassatori, escludendo che siano la causa principale degli incidenti in partenza: “La prima curva è sempre stata pericolosa. In alcune piste è più difficile disingaggiare l’abbassatore, ma non credo che gli infortuni siano aumentati per questi congegni”. Bagnaia ha poi sottolineato l’importanza della Safety Commission, chiedendo maggiore partecipazione da parte dei piloti: “È una mezz’ora molto importante, bisogna avere più voce in certe situazioni”.

Fiducioso ma prudente anche Bezzecchi, che sogna il successo davanti al pubblico di casa: “Vincere al Mugello sarebbe un sogno, ma dobbiamo iniziare il weekend nel miglior modo possibile”. Il romagnolo ha definito il GP italiano “molto speciale” grazie al calore dei tifosi: “Per noi italiani il pubblico è super rumoroso e sentiamo tutta la loro spinta”. Anche lui ha frenato sui discorsi mondiali: “È troppo presto per parlare del campionato, con due gare a weekend puoi guadagnare o perdere tanti punti”.

Di Giannantonio, reduce da settimane positive, ha raccontato l’emozione del weekend toscano: “Per noi italiani è un fine settimana pazzesco”. Il pilota VR46 ha spiegato di aver recuperato bene dopo le ultime fatiche: “Abbiamo avuto tante emozioni, è stato meglio resettare”. Sul casco speciale preparato per il Mugello ha aggiunto: “L’idea nasce dai colori della mia auto dei sogni, che sono riuscito a comprare quest’anno”.

I tre piloti italiani si sono trovati concordi anche sul ritorno di Marc Marquez, considerato subito competitivo nonostante i problemi fisici recenti. “Non si può mai escludere il campione in carica dalla lotta per il titolo”, ha detto Bezzecchi, mentre Bagnaia ha rivelato di aver parlato con lo spagnolo in mattinata: “Sta piuttosto bene, è più preoccupato per la spalla che per il piede”.

Intanto il programma del weekend entrerà nel vivo venerdì mattina con le prime prove libere della MotoGP, in diretta su Sky e NOW dalle 10.45.

Sinner fuori da Parigi: "Nessuno è un robot, farò controlli"

Roma, 28 mag. (askanews) – “Può succedere, nessuno è un robot”. Così Jannik Sinner commenta in conferenza stampa il malore accusato durante il match perso al secondo turno del Roland Garros. L’azzurro, avanti di due set, ha progressivamente perso energie fino alla sconfitta, spiegando di aver accusato un improvviso crollo fisico nel corso del terzo parziale.

“Difficile dire se quello che è successo oggi è uguale ad altri episodi nel passato – ha dichiarato Sinner -. Altre volte mi sono tirato fuori da situazioni così. Oggi non avevo energie”. Il numero uno del mondo ha raccontato di non essersi sentito bene già al mattino: “Non ho dormito bene, stamattina non mi sentivo al meglio. Poi ho fatto una doccia e mi sono ripreso. Durante il match mi è arrivata come una botta nel terzo set. Oggi non ho visto la via d’uscita. Normalmente non mi succede”.

Il tennista altoatesino ha escluso rimpianti sulla programmazione degli ultimi mesi: “Non è giusto guardare indietro e dire che ho giocato troppo o che avrei dovuto saltare Madrid o Roma. Devo ancora parlare con il team, farò dei controlli per capire cosa è successo oggi. Mi fa bene non giocare nessun torneo. Ho giocato tanto”.

Sinner ha poi ammesso la difficoltà nell’accettare il ko: “È lo sport, può succedere. Certo, è difficile da accettare, considerando la mia posizione. A metà del terzo set non trovavo più nessuna energia. Il caldo? Sì, era caldo, ma non terribilmente. Ora ho davvero bisogno di recuperare anche mentalmente”.

Sul tema delle condizioni climatiche è intervenuto anche Flavio Cobolli, vincitore oggi del suo match di secondo turno contro il cinese Yibing Wu: “Credo che le condizioni siano veramente difficili e giocare con questo caldo sia molto complicato. Tenere la stessa energia, concentrazione e lucidità per tante ore non è facile”. Cobolli ha spiegato di stare limitando il lavoro in campo per preservare energie in vista delle partite.

Intanto al torneo parigino resta alta l’attenzione sulle cosiddette heat rules, il protocollo introdotto dall’Atp nel 2026 per tutelare atleti e staff dalle temperature estreme. Le misure si basano sull’indice WBGT, che tiene conto non solo della temperatura dell’aria ma anche di umidità, ventilazione e irraggiamento solare. La soglia per la sospensione immediata dei match all’aperto è fissata a 32,2°C di WBGT, parametro che al momento non è stato ancora raggiunto sui campi del Roland Garros.

Samurai Jay annuncia i live di Amatore in Concerto a Napoli e Milano

Milano, 28 mag. (askanews) – Samurai Jay – tra gli artisti più riconoscibili del momento che sta continuando a dominare le classifiche con il brano Ossessione – annuncia le date live di Amatore in concerto con tappa a Napoli e Milano. Gli appuntamenti, prodotti da Vivo Concerti e Thaurus, sono previsti giovedì 3 dicembre 2026 alla Casa della Musica di Napoli e mercoledì 9 dicembre 2026 al Fabrique di Milano e saranno l’occasione per ascoltare dal vivo il nuovo album amatore. I biglietti saranno disponibili online su www.vivoconcerti.com da venerdì 29 maggio 2026 alle ore 14:00 e in tutti i punti vendita autorizzati da mercoledì 3 giugno 2026 alle ore 11:00. Samurai Jay ha recentemente pubblicato il nuovo album AMATORE, un progetto che racconta la sua passione per la musica, la vita e l’amore attraverso un percorso emotivo fatto di esperienze personali e autenticità artistica. Dal disco è stato estratto anche il singolo FLAMENCO PARANOIA, attualmente in rotazione radiofonica. Dopo il successo ottenuto negli ultimi mesi, quest’estate l’artista è pronto a conquistare anche il palco del Red Valley Festival, dove si esibirà per la prima volta all’Olbia Arena il 15 giugno. Samurai Jay ha partecipato al Festival di Sanremo 2026 con Ossessione, singolo che sta attualmente continuando a dominare classifiche e piattaforme streaming. È il primo brano del Festival di Sanremo 2026 ad aver ottenuto la certificazione Disco di Platino, stabile da 12 settimane al primo posto della Top Of The Music FIMI / NIQ. Ossessione ha superato i 100 milioni di stream complessivi, conquistando anche la vetta della Top 50 Italia di Spotify e diventando virale su TikTok con oltre 1,3 milioni di video creati dagli utenti.

Musica, a Levico Terme un’estate dedicata a Ezio Bosso

Roma, 28 mag. (askanews) – Sarà un’estate dedicata a Ezio Bosso quella che Levico Terme ospiterà dal 7 giugno al 20 settembre con “Ezio Bosso – Bruno Lucchi, Insieme”, progetto culturale nato per raccontare il legame umano e artistico tra il maestro torinese e lo scultore Bruno Lucchi.

Non un semplice festival, ma un percorso diffuso tra musica, scultura, fotografia e memoria, che trasformerà la cittadina trentina in uno spazio di incontro tra linguaggi artistici diversi e pubblico proveniente da tutta Italia. Per oltre tre mesi, concerti, recital, fotografie e installazioni accompagneranno il pubblico dentro l’universo artistico e umano di Bosso attraverso lo sguardo e l’esperienza di chi lo ha conosciuto, frequentato e condiviso con lui un tratto di strada artistica e personale.

Cuore dell’iniziativa, quattro concerti affidati a musicisti che hanno condiviso il percorso artistico di Bosso, accanto a una grande esposizione di 44 sculture di Lucchi mai esposte prima in città e che trovano nuova vita all’interno di un percorso che unisce arte, luce e paesaggio e che saranno installate tra il centro storico e Vetriolo.

L’iniziativa prosegue con una mostra fotografica di 62 immagini, a colori e non, dedicate al maestro torinese dall’amico Bruno Lucchi, ospitata nella Sala Schweizer del Palazzo delle Terme. L’inaugurazione è in programma domenica 7 giugno alle ore 18.00 alle Terme di Levico, con la cerimonia ufficiale e il primo concerto.

“Ezio Bosso – Bruno Lucchi, Insieme” vuole essere non solo un omaggio a due grandi artisti italiani, ma anche un’esperienza culturale capace di unire musica contemporanea, arti visive e valorizzazione del territorio in un dialogo aperto al pubblico nazionale e internazionale.

Bruno Lucchi ha ricordato così il suo incontro con Bosso: “L’ho incontrato anni fa dopo che degli amici mi avevano regalato un suo cd, l’ho ascoltato ed è stato un colpo di fulmine. Era la registrazione della sinfonia n.2. In seguito, andai ad ascoltarlo e vederlo a Fiesole per la Festa della musica, poi in numerose altre località, da Mantova a Busseto, anche a Torino quando faceva le prove aperte ed iniziammo a frequentarci. L’idea dell’evento levicense è nata dopo la sua scomparsa. Nel corso degli anni gli avevo scattato molti ritratti in foto e gli avevo dedicato molte opere sia tridimensionali sia su carta”.

Le quattro ensemble che si esibiranno nel programma concertistico del Festival “Insieme” riuniscono musicisti che, in momenti diversi del loro percorso artistico, hanno suonato con il maestro Ezio Bosso, condividendo visione, sensibilità e ricerca artistica musicale. Ciascuna formazione conserva un legame diretto con il percorso umano e musicale del compositore torinese, contribuendo, oggi, a mantenere viva la visione artistica, attraverso performance che mettano in luce le composizioni e il pensiero di Bosso.

Domenica 7 giugno (ore 18) alle Terme di Levico T. in programma il Concerto Zero Piano Trio: “Clouds”; Giacomo Agazzini violino, Feryanto Demichelis pianoforte, Claudia Ravetto violoncello. Sabato 11 luglio, (ore 20.30) in centro Levico T. il Concerto “Radici” Francesco Mazzonetto pianoforte. Sandro Laffranchini violoncello. Sabato 29 agosto (ore 20.30), Terme di Levico T.: Concerto-Recital “Mi chiamo Ezio Amanda Sandrelli voce narrante, Francesco Mazzonetto pianoforte. Domenica 20 settembre ore 18 Spiaggia libera Levico T: Concerto Recital “La Musica sussurra e ci svela la Vita” Domenico Lazzaroni trombone, Ghiara Bosco corno, Danilo Sisto contrabbasso, Costantin Beschieru e Diana Mustea violino, Laura Menegozzo viola, Daniele Bonini e Dorian Dionisi pianoforte, Caterina Salizzato violoncello, Giacomo Segulia voce narrante e Anna Somma ballerina.

L’evento nasce da un’idea di Graziella Falchi, presidente dell’Associazione Culturale Horus, ed è promosso dalle Terme di Levico e Vetriolo insieme a istituzioni e realtà culturali del territorio.

Anita Raja: Cassandra di Christa Wolf? Una donna che impara a vedere

Roma, 28 mag. (askanews) – Sonia Bergamasco legge “Cassandra” di Christa Wolf. Una serata dedicata al “potere della parola femminile” – in un affollatissimo giardino del Goethe Institut a Roma – per celebrare il romanzo pubblicato nel 1983 in Germania, diventato un classico contemporaneo, e mai così attuale, e la sua “scopritrice”, nonché traduttrice, Anita Raja, accompagnata dal marito e scrittore Domenico Starnone, fresca vincitrice della Goethe-Medaille 2026, una delle maggiori onorificenze del Governo tedesco.

“Emozionata, commossa, sono molto contenta di questo riconoscimento e molto contenta della vostra presenza qui così numerosa”, ha esordito Raja.

“Christa Wolf trasforma questa vicenda mitica in un romanzo di formazione, più che la donna destinata a non essere creduta, la donna che impara a vedere a dispetto della volontà degli Dei e di quella degli uomini”, ha dichiarato Raja.

“Cassandra”, pubblicato in Italia nel 1984 dalla casa editrice E/O e oggi riedito in vista del centenario dalla nascita della grande scrittrice tedesca (1929-2029), è stata l’occasione per ripercorrere – in un dialogo condotto dalla filosofa Ilaria Gaspari – il rapporto tra Raja e Wolf, l’invito a tradurla avvenuto “per puro caso”, perché di madre tedesca e andando alla scoperta di talenti dell’est per la casa editrice di Sandro Ferri e Sandra Ozzola:

“Mi hanno proposto di tradurlo e io, sicuramente con una grande incoscienza a pensarci oggi, l’ho tradotto. È stata la mia prima traduzione di Christa Wolf”, ha ricordato Raja.

“Ho imparato da Christa Wolf come si maneggia una parola, sfrondandola dei significati accumulati nel tempo, sfogliandola, eliminando uno strato dopo l’altro, come se fosse una cipolla”, ha raccontato l’ex direttrice e fondatrice della Biblioteca europea di Roma.

“Molti di voi forse non lo ricordano, ma questa frase ‘tra uccidere e morire c’è una terza via: vivere’, è stato uno slogan delle manifestazioni pacifiste e femministe. Mi sembra più che mai attuale”, ha concluso Raja.

L’evento è stato organizzato da Goethe-Institut ed Edizioni e/o, in collaborazione con Biblioteche di Roma e Biblioteca Europea. Con il sostegno dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Alessandra Franco

Immagini askanews

Il Natale arriva in anticipo a Milano con i panettoni

Milano, 18 mag. – (servizio pubbliredazionale) E’ arrivato in anticipo il Natale al TUTTOFOOD di Milano, fermandosi nello stand di IDB Industria Dolciaria Borsari, house of brands che ogni anno regala oltre 3.000 referenze e perfeziona più di 150 ricette di dolci lievitati, dai mignon ai grandi formati. Prodotti esclusivi, che giocano con consistenze diverse, pensati per offrire un’esperienza equilibrata, golosa e avvolgente. Ha parlato così Andrea Muzzi, CEO e Presidente di IDB: “E’ aria di Natale assolutamente si e qui lo abbiamo proprio allestito sotto forma di soffitto di panettoni. Quest’anno presentiamo diverse novità, come tutti gli anni. Una per eccellenza è il panettone sacher, quindi abbiamo fatto un panettone con impasto al cacao, confettura di albicocca e ricoperto di cioccolato”.

Prodotti solidi e riconoscibili, oltre che buoni, che abbiano valore nel tempo e che possano parlare con autenticità ai consumatori, soprattutto per quanto riguarda il mercato delle ricorrenze.

“Il mercato delle ricorrenze sta vivendo un momento abbastanza interessante sotto certi aspetti, perché comunque c’è stato un innalzamento notevole della qualità, un innalzamento notevole di posizionamento di prezzo, ma è anche un momento difficile perché comunque c’è molta concorrenza, ma c’è anche molta attenzione al cliente. Quindi si cerca un po’ di limitare l’uso di zuccheri” ha aggiunto Muzzi.

Un’elevazione dell’esperienza verso nuove frontiere sensoriali, che invitano a gustare non solo con il palato ma anche con gli occhi.

Axios: accordo raggiunto Usa-Iran, manca solo il via libera di Trump

New York, 28 mag. (askanews) – I negoziatori di Usa e Iran hanno raggiunto un accordo su un Memorandum of Understanding di 60 giorni che allungherebbe il cessate il fuoco siglato tra i due paesi l’8 aprile scorso e lancerebbe negoziati sul programma nucleare iraniano. Lo scrive il sito americano Axios, secondo cui il presidente americano non ha ancora dato il suo via libera.

Stando ad Axios, Trump vuole qualche giorno per pensarci. Se approvata, l’intesa comporterebbe la rimozione del blocco marittimo imposto dagli Stati Uniti sulle navi dirette verso o in partenza da porti iraniani nello Stretto di Hormuz, dove la navigazione sarebbe senza limiti. Cio’ significa che nessun pedaggio verrebbe imposto dall’Iran, che rimuoverebbe tutte le mine dalla via d’acqua entro 30 giorni.

Stando a un funzionario citato da Axios, la rimozione del blocco navale degli Stati Uniti “avverrà in proporzione al ripristino della navigazione commerciale”. Sempre secondo il sito, stando al Memorandum of Understanding l’Iran si impegna a non perseguire un’arma nucleare. Durante la finestra di 60 giorni, si discutera’ dell’uranio altamente arricchito di cui Teheran e’ dotata e di come smantellarlo.

Gli Stati Uniti si impegneranno a discutere l’alleggerimento delle sanzioni e il rilascio dei fondi iraniani congelati come parte delle trattative. L’intesa includera’ anche una discussione su un meccanismo per aiutare l’Iran a iniziare a ricevere merci e aiuti umanitari.

Energia, Orsini: in Italia il costo è diventato insostenibile

Modena, 28 mag. (askanews) – In Italia “il costo dell’energia è diventato insostenibile” e rischia di pesare sulla competitività delle imprese: è l’allarme lanciato dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine del convegno inaugurale del Motor Valley Fest a Modena.

“Abbiamo bisogno di mantenere le nostre produzioni in Italia e di fare in modo che qualcuno veda l’Italia come un’opportunità”, ha spiegato Orsini, secondo cui per crescere servono “condizioni abilitanti” a partire dal costo dell’energia. Da qui l’indicazione, emersa nell’assemblea di Confindustria due giorni fa, di “mettere a terra il prima possibile le 4.000 concessioni delle rinnovabili”, un fronte su cui l’Emilia-Romagna “è tra le regioni che stanno funzionando meglio”.

Orsini ha quindi messo in guardia dalle “miopie”: “Quando si parla di eliminare il gas è impossibile, perché se vogliamo le fonti rinnovabili serve per forza un cuscinetto: il gas sarà fondamentale anche dopo”. Sul nucleare, l’invito alla sperimentazione: “Noi siamo quelli che fanno le centrali nucleari in giro per il mondo, perdere questa opportunità di indotto sarebbe una pazzia”. Per il presidente degli industriali, “mi auguro che almeno sulla sperimentazione tutti i partiti possano essere d’accordo”: non farlo, ha concluso, “vuol dire solo ideologia”.

L. elettorale, La Russa ipotizza confronto, opposizioni "fredde"

Roma, 28 mag. (askanews) – Opposizioni “fredde”: questa, a quanto si apprende da fonti parlamentari, la reazione, nei giorni scorsi, dei gruppi di minoranza nel corso di un pranzo dei presidenti di gruppo con il presidente del Senato, Ignazio La Russa, alla proposta di quest’ultimo di una iniziativa per avviare un confronto preventivo sulla legge elettorale senza aspettare l’esito dell’esame della Camera. Le opposizioni si sono dette indisponibili sia per ragioni di metodo che per motivazioni più strettamente politiche, “di fronte al comportamento della maggioranza alla Camera” su contenuti e tempistica forzata dell’esame del ddl.

Al pranzo, non il primo di questo genere nel quadro dei rapporti istituzionali a palazzo Madama, “non si è parlato – dicono – solo di legge elettorale, c’è anche il nodo del ddl fine vita che arriva in aula la prossima settimana”.

False fatture per 1,5 milioni, indagata a Milano la deputata Brambilla

Milano, 28 mag. (askanews) – La deputata di Noi Moderati, Michela Vittoria Brambilla, è indagata a Milano per false fatturazioni. L’inchiesta, che coinvolge anche altre persone, ha portato a una serie di perquisizioni condotte dalla Guardia di Finanza in società di produzioni televisive tra Milano, Torino a Roma, oltre che nella sede dell’Enci, Ente Nazionale Cinofilia Italiana.

Nel mirino degli inquirenti milanesi – come anticipato dall’edizione online di “Repubblica” e confermato da fonti investigative – sono finiti false fatturazioni per circa 1,5 mln di euro legate a un giro di sponsorizzazioni a favore del programma televisivo “Dalla parte degli animali” condotto dalla stessa Brambilla.

Ferrari, Orsini: fiducia su elettrico, ma io scelgo il motore

Modena, 28 mag. (askanews) – La prima Ferrari full elettrica? “Vediamo cosa succederà, ma Ferrari ha sempre saputo guardare al futuro”. Anche se, da appassionato di motori, “se dovessi prendere una Ferrari oggi la prenderei col motore”. E’ la reazione del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine del convegno inaugurale del Motor Valley Fest a Modena.

“È un mio gusto personale”, ha precisato Orsini, ricordando di avere “tutte le macchine a motore”. Nessun pregiudizio, però, sulla svolta elettrica del Cavallino: “Vediamo cosa succederà”, ha ripetuto, ribadendo la fiducia in un marchio che “ha sempre saputo guardare al futuro”.

Il presidente degli industriali ha colto l’occasione per rilanciare il tema della neutralità tecnologica: “Dobbiamo puntare sulla neutralità tecnologica”, ha affermato, indicando come errore dell’Europa quello di “non mettere al centro la sperimentazione anche sulle tecnologie che abbiamo”. “Il litio non ce l’abbiamo, lo compriamo”, ha aggiunto, criticando la scelta di delegare le tecnologie ad altri continenti: “Abbiamo visto quello che è successo: un disastro”.

80 Repubblica, Camera ricorda voto donne tra lotta a patriarcato e "orrenda schwa"

Roma, 28 mag. (askanews) – Ottanta anni fa, in Italia, milioni di donne entrarono per la prima volta in una cabina elettorale. Era la prima volta che la voce delle donne valeva anche agli occhi dello Stato e le donne italiane risposero in massa, sostenendo lunghe code – a cui erano abituate dagli anni dei razionamenti alimentari della guerra – per recarsi a votare.

“Stringevano in mano le schede come biglietti d’amore” ha scritto la giornalista, scrittrice, femminista Anna Garofalo, ricordando così il clima di quel 2 giugno 1946 e finendo citata in diversi interventi, durante la seduta di oggi dell’aula della Camera. Una ricorrenza, quella del voto alle donne, celebrata con toni molto diversi tra maggioranza e opposizioni, tra le proteste con cartelli sulla parità di genere del Movimento Cinquestelle, l’omaggio di Fratelli d’Italia alla “sua” premier, la sinistra che chiama alla lotta al patriarcato, la Lega che bolla come “orrenda” la schwa, il simbolo del linguaggio inclusivo.

“Sembra di essere tornate alle code per l’acqua, per i generi razionati. Abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d’esame, ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome”: è ancora Anna Garofalo, citata dalla capogruppo Dem Chiara Braga che, a sua volta, avverte: “I diritti non sono mai conquistati per sempre”. Allora, nel giugno del ’46, “le donne uscirono dalle pareti domestiche in cui il fascismo le aveva chiuse tornando protagoniste e partecipi”. Oggi, “molto è stato fatto grazie alle battaglie delle donne, ma sappiamo che molti altri capitoli devono essere scritti perchè persistono diseguaglianze inaccettabili”, insiste Braga, “stereotipi” e “una violenza fisica e verbale” che in Italia continua a colpire troppe donne.

“Oggi abbiamo il dovere di dire che quella conquista non è compiuta, c’è il diritto formale di partecipare ma non quello di decidere – osserva Francesca Ghirra, deputata di Avs – basta vedere che in quest’aula la presenza femminile è poco più del 33%” e alle ultime elezioni comunali ci sono state “solo nove candidate sindache su 77 candidati sindaco nei capoluogo di provincia”. Insomma, conclude Ghirra, “il patriarcato non è un residuato folcloristico del passato ma qualcosa di vivo. Una donna autorevole viene definita aggressiva, mentre un uomo viene definito determinato”. In questa legislatura, prosegue Gilda Sportiello del Movimento Cinquestelle, “per la prima volta, la presenza delle donne è calata, nei consigli comunali siamo circa 3 su 10, solo il 15% delle donne è sindaca. Non lo vogliamo subire questo sistema di potere: il patriarcato. La nostra presenza sembra essere tollerata e mai messa al centro”. Al termine dell’intervento di Sportiello le deputate e i deputati del M5S espongono in aula cartelli per chiedere una vera parità di genere.

Dai banchi della maggioranza l’omaggio del partito di maggioranza relativa è tutto per la sua leader. E’ la deputata di Fratelli d’Italia Grazia Di Maggio a ricordare che “una donna è arrivata alla guida del governo, Giorgia Meloni, cresciuta da una madre sola, in un quartiere popolare di Roma, militante fin da ragazzina, in un’area politica in cui tutto era più difficile, non per concessione, non per delle quote ma perchè gli italiani l’hanno votata”. E se l’azzurra Patrizia Marrocco osserva che “la democrazia funziona meglio quando uomini e donne partecipano insieme alla vita della Repubblica”, la deputata del Carroccio Simonetta Matone rievoca i tempi bui, anche per le donne, del fascismo, ricordando, da ex magistrato, quando le donne non potevano amministrare la giustizia perchè “le sentenze avrebbero profumato di sugo e non potevano essere emesse durante il ciclo mestruale: questo si diceva, questo era il livello del dibattito”.

Ma, attenzione, avverte Matone, “la parità non passa per le o che diventano a, per l’orrenda schwa o attraverso le sceneggiate che abbiamo visto in Parlmento, bensì per una società che cancelli violenza e femminicidi”. E’ sbagliato per Matone “immettere nel nostro occidente modelli familiari inaccettabili” perchè la parità “passa attraverso la condanna del vero patriarcato che impera nell’altra metà di mondo e di cui non parliamo mai”.

Tennis, Sinner eliminato al Roland Garros

Roma, 28 mag. (askanews) – Jannik Sinner saluta il Roland Garros nel modo più amaro. Il n. 1 al mondo esce di scena al secondo turno, battuto dall’argentino Juan Manuel Cerundolo con il punteggio di 3-6, 2-6, 7-5, 6-1, 6-1 in 3 ore e 19 minuti. Una partita segnata dal malessere accusato da Sinner per via del caldo nel terzo set: dal 5-1, l’azzurro ha perso 18 degli ultimi 20 game disputati.

Una partita che cambia completamente volto nel terzo set, quando Sinner – avanti di due parziali e sul 5-1 – accusa un improvviso malessere fisico, probabilmente legato al grande caldo di Parigi. L’azzurro, apparso in evidente difficoltà, perde sei game consecutivi e consegna il set all’argentino. Durante un cambio di campo Sinner chiede l’intervento del fisioterapista: “Non mi sento bene, ho bisogno di vomitare”, le parole del campione altoatesino, che lascia temporaneamente il campo per ricevere assistenza. Fino a quel momento il match era stato dominato dall’italiano, aggressivo negli scambi e impeccabile al servizio. Cerundolo, numero 56 del ranking Atp, sembrava incapace di contenere il ritmo imposto da Sinner, bravo a conquistare rapidamente i primi due set grazie a un tennis offensivo e a continui serve and volley. L’inerzia però cambia improvvisamente nel terzo parziale. Sul 5-2 Sinner inizia a rallentare vistosamente nei movimenti, cerca punti rapidi e appare piegato sulle ginocchia tra uno scambio e l’altro. Cerundolo ne approfitta, recupera entrambi i break di svantaggio e chiude il set 7-5. Da quel momento il match diventa un monologo dell’argentino. Nel quarto set Sinner fatica a muoversi e perde rapidamente campo. Cerundolo domina 6-1 in appena 29 minuti, mentre il numero 1 del mondo prova a restare aggrappato alla partita con coraggio ma senza lucidità. Anche nel quinto set l’azzurro tenta di reagire, annulla una palla break e prova a variare con il serve and volley, ma le energie ormai sono al minimo. Cerundolo chiude 6-1, firmando la più importante vittoria della sua carriera. “Mi dispiace per Jannik, sono stato fortunato. Merita di vincere tanti Slam, spero possa recuperare rapidamente”, ha dichiarato Cerundolo a fine match. Per Sinner si interrompe così il cammino parigino e anche una lunga serie positiva. L’ultima eliminazione dell’azzurro nei primi due turni di uno Slam risaliva proprio al Roland Garros 2023.

Ferrari, Vigna replica a Montezemolo: “Il Cavallino su Luce resta”

Modena, 28 mag. (askanews) – Ferrari non toglierà il Cavallino Rampante dalla sua prima elettrica, Luce, come chiesto dall’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo nella sua dura critica dopo la presentazione: “Nella vita sono abituato a fare ciò che dico io, non ciò che mi dicono gli altri”. Così l’amministratoredelegato del Cavallino, Benedetto Vigna, a margine del convegno inaugurale del Motor Valley Fest a Modena, ha replicato alle critiche piovute sul nuovo modello da più parti, dal mondo dell’auto alla politica.

Sul fronte del mercato, Vigna ha rivendicato un avvio positivo: “Abbiamo aperto gli ordini ieri mattina e diversi clienti, soprattutto nuovi, li hanno già piazzati”. A riprova dell’interesse, ha riferito di aver ricevuto bonifici da importanti istituti bancari: “La vogliono subito”. Le prime consegne, ha annunciato, partiranno l’anno prossimo, quando saranno possibili anche “le prove su strada camuffate”.

Clima, record di maggio in Val Padana: Moncalieri a 38,2 gradi

Milano, 27 mag. (askanews) – Fine maggio, temperature da piena estate e record secolari che cadono uno dopo l’altro. La precoce ondata di calore che ha investito l’Europa occidentale è arrivata tra il 26 e il 27 maggio anche sulle regioni settentrionali italiane, con nuovi primati per il mese registrati lungo la Val Padana dagli osservatori della Società Meteorologica Italiana.

A Moncalieri, al Collegio Carlo Alberto, dove la serie storica Smi comincia nel 1865, la temperatura massima ha raggiunto i 38,2 gradi nella capannina sulla facciata nord dell’edificio, superando il record stabilito appena il giorno prima, 37,6 gradi, e il precedente primato del 24 maggio 2009, 36,5 gradi. Sulla terrazza ventilata dell’osservatorio il valore massimo è stato di 35 gradi, anche questo un record per la serie più recente, iniziata nel 2002.

Nuovo primato anche a Piacenza, al Collegio Alberoni, con 35,1 gradi nella serie su prato attiva dal 1961, oltre i 34,8 gradi del 25 maggio 2009. A Parma, in piazzale Santa Croce, nella serie Smi-Università di Parma iniziata nel 1878, la massima è arrivata a 36,4 gradi, ritoccando il record fissato il giorno prima a 35,9. Sempre a Parma, la notte ha segnato un nuovo estremo di temperatura minima per maggio: 22,6 gradi.

Per Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, la cupola di calore sull’Europa occidentale è eccezionale soprattutto per anticipo stagionale e intensità. “Soprattutto i record su Francia e Regno Unito, con i 35 gradi a Londra il 26 maggio, record assoluto per il mese”, osserva.

Il caldo non riguarda solo l’aria. Il Mediterraneo occidentale mostra già anomalie molto forti, in alcune aree oltre i 4 gradi sopra la media del periodo. “Mari caldi sono una fonte di vapore disponibile per generare precipitazioni più intense qualora si realizzino condizioni perturbate”, spiega Mercalli. Le notti tropicali, con temperature superiori ai 20 gradi, aggiunge, diventano “soprattutto un disagio per il sonno e la salute, in particolare nei centri urbani”. Quando il caldo diventa così intenso e persistente da modificare lavoro, scuola, trasporti e vita nelle città, la risposta diventa brutale nella sua semplicità: “O condizionatore o sofferenza!”, dice Mercalli.

In Italia, spesso, il caldo finisce nel repertorio consueto dei consigli stagionali: bere acqua, stare all’ombra, attenzione ad anziani e bambini. Indicazioni utili, ma insufficienti se non si parla di cause, responsabilità e adattamento strutturale. Per Mercalli il limite è chiaro: “Non c’è abitudine all’approfondimento scientifico delle notizie di mera cronaca”.

I modelli indicano nei prossimi giorni un possibile nuovo impulso caldo, in particolare su Spagna e Francia. Mercalli ricorda che “le previsioni sono oggi affidabili sull’orizzonte di una settimana, con tendenza accettabile fino a 15 giorni. Oltre non è possibile spingersi”. Alla domanda se questi episodi vadano ancora chiamati eventi estremi o se rappresentino ormai il nuovo clima europeo, Mercalli sceglie entrambe le definizioni: “Sono e sempre saranno eventi estremi per le loro conseguenze, ma rappresentano anche l’assetto sempre più ricorrente del nuovo clima europeo”.

80 anni della Repubblica, l’aula ricorda il voto alle donne

Roma, 28 mag. (askanews) – Ottanta anni fa, in Italia, milioni di donne entrarono per la prima volta in una cabina elettorale. Era la prima volta che la voce delle donne valeva anche agli occhi dello Stato e le donne italiane risposero in massa, sostenendo lunghe code – a cui erano abituate dagli anni dei razionamenti alimentari della guerra – per recarsi a votare.

“Stringevano in mano le schede come biglietti d’amore” ha scritto la giornalista, scrittrice, femminista Anna Garofalo, ricordando così il clima di quel 2 giugno 1946 e finendo citata in diversi interventi, durante la seduta di oggi dell’aula della Camera. Una ricorrenza, quella del voto alle donne, celebrata con toni molto diversi tra maggioranza e opposizioni, tra le proteste con cartelli sulla parità di genere del Movimento Cinquestelle, l’omaggio di Fratelli d’Italia alla “sua” premier, la sinistra che chiama alla lotta al patriarcato, la Lega che bolla come “orrenda” la schwa, il simbolo del linguaggio inclusivo.

“Sembra di essere tornate alle code per l’acqua, per i generi razionati. Abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d’esame, ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome”: è ancora Anna Garofalo, citata dalla capogruppo Dem Chiara Braga che, a sua volta, avverte: “I diritti non sono mai conquistati per sempre”. Allora, nel giugno del ’46, “le donne uscirono dalle pareti domestiche in cui il fascismo le aveva chiuse tornando protagoniste e partecipi”. Oggi, “molto è stato fatto grazie alle battaglie delle donne, ma sappiamo che molti altri capitoli devono essere scritti perchè persistono diseguaglianze inaccettabili”, insiste Braga, “stereotipi” e “una violenza fisica e verbale” che in Italia continua a colpire troppe donne.

“Oggi abbiamo il dovere di dire che quella conquista non è compiuta, c’è il diritto formale di partecipare ma non quello di decidere – osserva Francesca Ghirra, deputata di Avs – basta vedere che in quest’aula la presenza femminile è poco più del 33%” e alle ultime elezioni comunali ci sono state “solo nove candidate sindache su 77 candidati sindaco nei capoluogo di provincia”. Insomma, conclude Ghirra, “il patriarcato non è un residuato folcloristico del passato ma qualcosa di vivo. Una donna autorevole viene definita aggressiva, mentre un uomo viene definito determinato”. In questa legislatura, prosegue Gilda Sportiello del Movimento Cinquestelle, “per la prima volta, la presenza delle donne è calata, nei consigli comunali siamo circa 3 su 10, solo il 15% delle donne è sindaca. Non lo vogliamo subire questo sistema di potere: il patriarcato. La nostra presenza sembra essere tollerata e mai messa al centro”. Al termine dell’intervento di Sportiello le deputate e i deputati del M5S espongono in aula cartelli per chiedere una vera parità di genere.

Dai banchi della maggioranza l’omaggio del partito di maggioranza relativa è tutto per la sua leader. E’ la deputata di Fratelli d’Italia Grazia Di Maggio a ricordare che “una donna è arrivata alla guida del governo, Giorgia Meloni, cresciuta da una madre sola, in un quartiere popolare di Roma, militante fin da ragazzina, in un’area politica in cui tutto era più difficile, non per concessione, non per delle quote ma perchè gli italiani l’hanno votata”. E se l’azzurra Patrizia Marrocco osserva che “la democrazia funziona meglio quando uomini e donne partecipano insieme alla vita della Repubblica”, la deputata del Carroccio Simonetta Matone rievoca i tempi bui, anche per le donne, del fascismo, ricordando, da ex magistrato, quando le donne non potevano amministrare la giustizia perchè “le sentenze avrebbero profumato di sugo e non potevano essere emesse durante il ciclo mestruale: questo si diceva, questo era il livello del dibattito”.

Ma, attenzione, avverte Matone, “la parità non passa per le o che diventano a, per l’orrenda schwa o attraverso le sceneggiate che abbiamo visto in Parlmento, bensì per una società che cancelli violenza e femminicidi”. E’ sbagliato per Matone “immettere nel nostro occidente modelli familiari inaccettabili” perchè la parità “passa attraverso la condanna del vero patriarcato che impera nell’altra metà di mondo e di cui non parliamo mai”.

Ucraina, Donzelli: ingresso ora porterebbe guerra in Ue

Roma, 28 mag. (askanews) – “Il sostegno all’Ucraina è per noi fondamentale” ma “è chiaro che un ingresso dell’Ucraina nelll’Unione europea in questo momento, non in una condizione di raggiunta pace con la Russia, vorrebbe dire estendere la guerra a tutta l’Europa per quelle che sono le norme europee, quelli che sono gli accordi internazionali. Quindi finché non viene raggiunta la pace è comprensibile la posizione che auspica Salvini”. Lo ha detto il responsabile Organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, a margine dell’iniziativa organizzata dal Dipartimento comunicazione del partito di via della Scrofa dal titolo ‘Istantanea Digitale’ incentrata sul futuro della comunicazione, tra IA, nuovi media e nuovi linguaggi.

“Raggiunta la pace – ha aggiunto – è invece ben comprensibile la posizione che auspica Tajani di un ingresso anche dell’Ucraina in Europa, quindi dipende dal momento in cui si prende in considerazione l’ingresso”.

L.elettorale, Donzelli: la facciamo per 2027, elezioni a scadenza naturale

Roma, 28 mag. (askanews) – “La legge elettorale la facciamo, a scanso di equivoci, per le elezioni che si terranno nel 2027, a scadenza naturale della legislatura. So che qualcuno fa finta di sperarci, ma in realtà anche l’opposizione ha il terrore di tornare alle urne, ma noi la legge elettorale la facciamo per il bene degli italiani e non per interesse di partito”. Lo ha detto il responsabile Organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, a margine dell’iniziativa organizzata dal Dipartimento comunicazione del partito di via della Scrofa dal titolo ‘Istantanea Digitale’ incentrata sul futuro della comunicazione, tra IA, nuovi media e nuovi linguaggi.

Urso: l’Europa delle regole ideologiche non è la nostra

Bruxelles, 28 mag. (askanews) – “L’Europa delle regole, che ora deve attraversare un processo di revisione convulso, nel tentativo di rimuovere quello che ha messo” sul tavolo in precedenza, con il Green Deal, “non è la nostra Europa”, Lo ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, incontrando i giornalisti a Bruxelles a margine del Consiglio Competitività dell’Ue.

La Commissione, ha rilevato Urso, é stata “costretta in pochi mesi a presentare dieci pacchetti ‘omnibus’ di semplificazione” della legislazione già approvata, e secondo il ministro “ciò significa che l’Europa ha sbagliato”.

“Non è con le regole che si impone una tecnologia”, come il “tutto elettrico”, che “non è una religione imposta”, ha osservato Urso. “Questo – ha continuato – lo facevano in Unione Sovietica. Non nell’Unione europea che è fondata sul principio delle libertà, non delle regole. Non della burocrazia, ma della libertà: dalle regole ideologiche e dalla burocrazia soffocante”.

Insomma, “non c’è più tempo da perdere”, ha sottolineato il ministro. E ha ripetuto: “L’Europa non ha più tempo. Ha tanti orologi, ha tante regole che scandiscono i minuti, i secondi, ma non ha più tempo a disposizione”.

A un giornalista che ricordava come “l’Europa delle regole” sia stata una scelta obbligata, perché non è possibile fare una vera e propria politica industriale europea (dato che il Trattato sul funzionamento dell’Unione non consente misure di armonizzazione in questo settore), e che chiedeva se l’Italia sia o no a favore di una politica industriale europea, almeno nei settori strategici in cui sarebbe essenziale, Urso ha risposto: “Noi chiediamo molto più semplicemente all’Europa che non ci impedisca di fare una politica industriale”.

La richiesta all’Ue, ha spiegato ancora il ministro, è “che non impedisca ai singoli Stati di realizzare una guida industriale. Noi chiediamo all’Europa di concentrarsi su quello che serve davvero al nostro continente e di lasciare liberi gli Stati, le imprese, le famiglie, i cittadini di operare, all’interno di un contesto costituzionale, come ritengono meglio per raggiungere gli stessi obiettivi”.

Ma questo non significa quindi essere contrari a una politica industriale europea, e a favore, invece, di una politica industriale nazionale? Rivolto al giornalista che aveva posto questa domanda, Urso ha risposto: “Non è così; e non fraintenda, come al solito fate, le nostre parole, non comprendendo le ragioni di fondo dell’Europa, perché siete legati per primi a una visione ideologica della realtà, quando la realtà si impone da sé. L’Europa del Green Deal fu concepita quando il mondo appariva come il Mulino bianco: senza conflitti e senza confini. Quel mondo esiste ancora? Le guerre si sono raddoppiate in due anni. Circondano l’Europa. Perdurano da quattro anni nel nostro continente. Si sono spezzate le catene di approvvigionamento. Mercati tradizionali si sono chiusi. La prima potenza industriale è diventata la Cina. Le sembra poco? Le è sufficiente per comprendere?” Il giornalista a questo punto ha ricordato che la Cina ha una politica industriale centralizzata, mentre l’Europa non ce l’ha, proprio perché alcuni Stati membri, come l’Italia, non la vogliono. “La politica industriale – ha replicato ancora Urso – dipende da tanti fattori. Come faccio a spiegarlo? Che la politica industriale dipende dal mercato unico dell’energia. Il mercato unico dell’energia – ha chiesto – è fondamentale sì o no per realizzare una politica industriale? E’ chiaro che in queste cose ci sono argomenti in cui è prioritario il ruolo dell’Europa. E argomenti in cui diventa prioritario il ruolo dello Stato”.

“L’Europa – ha sottolineato il ministro – deve concentrarsi su quello che è prioritario per l’Europa e per noi. Da fare insieme. E come abbiamo dimostrato con tutto quello che abbiamo fatto in questa legislatura, noi abbiamo sin dall’inizio prospettato una visione chiara”.

“Nel campo della politica industriale”, ha rivendicato Urso, si troveranno “sempre, sempre, non solo oggi, mie dichiarazioni favorevoli alla nascita dei campioni industriali europei. Sempre. Nel primo incontro con la Vestager (la ex commissaria europea alla Concorrenza, Ndr), quasi quattro anni fa, cosa dissi? Rimuovete quelle regole troppo opprimenti che privilegiano la concorrenza all’aggregazione, e impediscono che nascano campioni europei come quelli che dobbiamo creare per fronteggiare non la concorrenza interna, ma soprattutto la concorrenza esterna”.

Il ministro ha insistito sul fatto di essere sempre stato coerente nelle sue dichiarazioni, “sul nucleare, sui campioni europei, sulla politica industriale, sulla politica energetica; perché noi, a differenza degli altri, siamo in Europa”, ha concluso Urso, ricordando di aver garantito “una presenza continua, assidua in Europa, con tutto il Governo, e non da comparse, ma da protagonista, presentando innumerevoli proposte di riforma”.

Urso: L’Europa delle regole ideologiche non è la nostra Europa

Bruxelles, 28 mag. (askanews) – “L’Europa delle regole, che ora deve attraversare un processo di revisione convulso, nel tentativo di rimuovere quello che ha messo” sul tavolo in precedenza, con il Green Deal, “non è la nostra Europa”, Lo ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, incontrando i giornalisti a Bruxelles a margine del Consiglio Competitività dell’Ue.

La Commissione, ha rilevato Urso, é stata “costretta in pochi mesi a presentare dieci pacchetti ‘omnibus’ di semplificazione” della legislazione già approvata, e secondo il ministro “ciò significa che l’Europa ha sbagliato”.

“Non è con le regole che si impone una tecnologia”, come il “tutto elettrico”, che “non è una religione imposta”, ha osservato Urso. “Questo – ha continuato – lo facevano in Unione Sovietica. Non nell’Unione europea che è fondata sul principio delle libertà, non delle regole. Non della burocrazia, ma della libertà: dalle regole ideologiche e dalla burocrazia soffocante”.

Insomma, “non c’è più tempo da perdere”, ha sottolineato il ministro. E ha ripetuto: “L’Europa non ha più tempo. Ha tanti orologi, ha tante regole che scandiscono i minuti, i secondi, ma non ha più tempo a disposizione”.

A un giornalista che ricordava come “l’Europa delle regole” sia stata una scelta obbligata, perché non è possibile fare una vera e propria politica industriale europea (dato che il Trattato sul funzionamento dell’Unione non consente misure di armonizzazione in questo settore), e che chiedeva se l’Italia sia o no a favore di una politica industriale europea, almeno nei settori strategici in cui sarebbe essenziale, Urso ha risposto: “Noi chiediamo molto più semplicemente all’Europa che non ci impedisca di fare una politica industriale”.

La richiesta all’Ue, ha spiegato ancora il ministro, è “che non impedisca ai singoli Stati di realizzare una guida industriale. Noi chiediamo all’Europa di concentrarsi su quello che serve davvero al nostro continente e di lasciare liberi gli Stati, le imprese, le famiglie, i cittadini di operare, all’interno di un contesto costituzionale, come ritengono meglio per raggiungere gli stessi obiettivi”.

Ma questo non significa quindi essere contrari a una politica industriale europea, e a favore, invece, di una politica industriale nazionale? Rivolto al giornalista che aveva posto questa domanda, Urso ha risposto: “Non è così; e non fraintenda, come al solito fate, le nostre parole, non comprendendo le ragioni di fondo dell’Europa, perché siete legati per primi a una visione ideologica della realtà, quando la realtà si impone da sé. L’Europa del Green Deal fu concepita quando il mondo appariva come il Mulino bianco: senza conflitti e senza confini. Quel mondo esiste ancora? Le guerre si sono raddoppiate in due anni. Circondano l’Europa. Perdurano da quattro anni nel nostro continente. Si sono spezzate le catene di approvvigionamento. Mercati tradizionali si sono chiusi. La prima potenza industriale è diventata la Cina. Le sembra poco? Le è sufficiente per comprendere?”

Il giornalista a questo punto ha ricordato che la Cina ha una politica industriale centralizzata, mentre l’Europa non ce l’ha, proprio perché alcuni Stati membri, come l’Italia, non la vogliono. “La politica industriale – ha replicato ancora Urso – dipende da tanti fattori. Come faccio a spiegarlo? Che la politica industriale dipende dal mercato unico dell’energia. Il mercato unico dell’energia – ha chiesto – è fondamentale sì o no per realizzare una politica industriale? E’ chiaro che in queste cose ci sono argomenti in cui è prioritario il ruolo dell’Europa. E argomenti in cui diventa prioritario il ruolo dello Stato”.

“L’Europa – ha sottolineato il ministro – deve concentrarsi su quello che è prioritario per l’Europa e per noi. Da fare insieme. E come abbiamo dimostrato con tutto quello che abbiamo fatto in questa legislatura, noi abbiamo sin dall’inizio prospettato una visione chiara”.

“Nel campo della politica industriale”, ha rivendicato Urso, si troveranno “sempre, sempre, non solo oggi, mie dichiarazioni favorevoli alla nascita dei campioni industriali europei. Sempre. Nel primo incontro con la Vestager (la ex commissaria europea alla Concorrenza, Ndr), quasi quattro anni fa, cosa dissi? Rimuovete quelle regole troppo opprimenti che privilegiano la concorrenza all’aggregazione, e impediscono che nascano campioni europei come quelli che dobbiamo creare per fronteggiare non la concorrenza interna, ma soprattutto la concorrenza esterna”.

Il ministro ha insistito sul fatto di essere sempre stato coerente nelle sue dichiarazioni, “sul nucleare, sui campioni europei, sulla politica industriale, sulla politica energetica; perché noi, a differenza degli altri, siamo in Europa”, ha concluso Urso, ricordando di aver garantito “una presenza continua, assidua in Europa, con tutto il Governo, e non da comparse, ma da protagonista, presentando innumerevoli proposte di riforma”.

Ferrari, Vigna difende Luce: "Il Cavallino resta"

Milano, 28 mag. (askanews) – Benedetto Vigna tira dritto sulla Ferrari Luce. Alla prima uscita pubblica dopo la presentazione della prima elettrica del Cavallino, accolta da molte critiche soprattutto sul design, il Ceo di Ferrari ha scelto il Motor Valley Fest per difendere il progetto, respingere le bordate arrivate dall’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo e ribadire che lo stemma del Cavallino Rampante sulla Luce “resterà”. Reazione positiva del titolo in Borsa: durante la tavola rotonda con il Ceo Vigna, Ferrari si è apprezzata passando da 287 a 290 euro e fa ora segnare un rialzo dell’1,4%.

La risposta più diretta è arrivata proprio sul simbolo Ferrari, che Montezemolo aveva invitato a togliere dalla Luce dopo una critica molto dura al nuovo modello. “Nella vita sono abituato a fare ciò che dico io, non ciò che mi dicono gli altri”, ha detto Vigna, spiegando di pensare “poco alle critiche” e di preferire lavorare sul futuro. Il numero uno di Maranello ha rivendicato un approccio “scientifico” alla nuova vettura e ha invitato a vederla dal vivo prima di giudicarla.

Vigna ha sostenuto che i riscontri raccolti dai clienti sono molto diversi dal dibattito pubblico. La Luce, ha detto, è piaciuta a “clienti esistenti e a clienti nuovi”, con ordini già avviati e “bonifici” ricevuti da importanti istituti bancari. “Stamattina tre persone mi hanno scritto: la compro perché mi piace”, ha raccontato, citando anche i complimenti ricevuti per il “coraggio” e per avere ripensato integralmente il concetto di auto elettrica.

Il design resta il punto più discusso. Vigna lo ha spiegato con il cambio di architettura: se non c’è più un grande motore da alloggiare, anche cofano e proporzioni cambiano. “Devi vederla per capire che non è copiata dai cinesi, non ha nulla a che fare con le elettriche di altri player”, ha aggiunto, definendo “banale” il solo confronto sulle performance: la sfida è unire prestazioni, percezione e gusto dei clienti.

Sulla strategia industriale, il messaggio è stato di continuità multi-energia. “Forse questa presenza eccessiva di Luce può aver fatto capire a qualcuno che andiamo solo sull’elettrico. Invece la risposta è ‘anche'”, ha detto Vigna. Ferrari continuerà a produrre tutte le motorizzazioni, da una Testarossa ibrida a un’Amalfi termica-turbo, dalla Purosangue V12 all’elettrica. “La risposta ultima è quella dei clienti”, ha sintetizzato.

Anche sul prezzo, indicato intorno al mezzo milione di euro, Vigna non ha arretrato: “L’innovazione va fatta pagare”. Non farlo, ha spiegato, significherebbe fare “tre torti”: ai lavoratori, alla filiera e alla tecnologia. Sul valore residuo e sulla risposta del mercato ha scelto invece una citazione di Newton: “Posso prevedere il moto dei corpi celesti, non l’entusiasmo delle persone”. Numeri specifici sugli ordini arriveranno alla prossima conference call.

La discussione su Luce si inserisce in un contesto più ampio di raffreddamento dell’elettrico nel lusso. Al Motor Valley Fest McKinsey ha indicato che le Bev super premium possono perdere fino al 60% del valore in 3-5 anni, il doppio rispetto a termiche e ibride, mentre le termiche sopra i 500mila euro in edizione limitata possono rivalutarsi fino al 60%. Allo stesso tempo, il 19% dei clienti luxury valuta una Bev come prossima auto.

La prudenza è emersa anche da Lamborghini. Stephan Winkelmann, presidente e amministratore delegato della casa di Sant’Agata, ha ribadito che “non faremo l’auto elettrica” e che il quarto modello sarà plug-in hybrid, alla luce di una domanda Bev in calo. Ma ha evitato attacchi a Ferrari: “Non godo delle difficoltà degli altri, anzi gioisco se vanno bene perché siamo dei gentiluomini”.

Sul piano politico-industriale, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha espresso fiducia nella capacità di Ferrari di guardare al futuro, pur ammettendo che, da appassionato, oggi sceglierebbe una Ferrari “col motore”. Il punto, per Orsini, è la neutralità tecnologica: l’Europa ha sbagliato a imporre una sola tecnologia all’automotive e deve rimettere al centro competitività, ricerca e sviluppo.

Bce: alcuni nel Consiglio erano favorevoli a rialzo tassi già ad aprile

Roma, 28 mag. (askanews) – Al Consiglio direttivo di fine aprile aprile della Banca centrale europea “alcuni esponenti” hanno rilevato che la decisione, presa pure all’unanimità, di lasciare invariati i tassi di interesse nella prospettiva di avere maggiori informazioni per la riunione di giugno era comunque “al limite” (a close call) e che “non si sarebbero opposti ad alzare i tassi se questo fosse stato (proposto) sul tavolo”. Lo riportano i verbali della riunione del 29 e 30 aprile, pubblicati oggi dalla Bce.

“Alzare i tassi in quella riunione avrebbe inviato un segnale anche più forte sulla determinazione a riportare l’inflazione al livello obiettivo in maniera tempestiva – è stata la testi di questi esponenti -. L’opzione di aspettare ad alzare i tassi aveva perso quota dall’ultima riunione ed è diventato sempre più improbabile che l’approccio del ‘guardare oltre’ risulti appropriato”.

A dispetto di queste obiezioni “tutti hanno mostrato la volontà di schierarsi con la decisione di mantenere invariati tassi, sulla base del fatto che non vi era una urgenza immediata di un rialzo nella riunione attuale, posto che la comunicazione mettesse in rilievo l’impegno a fissare la linea per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo nel medio termine”.

In generale, il contenuto del documento rafforza l’aspettativa di un orientamento ad alzare i tassi a giugno, quando saranno disponibili i maggiori informazioni e sarà più chiara la portata e la durata del conflitto in Medioriente, così come del conseguente shock sui prezzi dell’energia.

Ebola, Tedros (Oms) va in RD Congo: "Bisogna agire ora"

Roma, 28 mag. (askanews) – Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è in viaggio verso la Repubblica Democratica del Congo, epicentro della nuova epidemia di Ebola. Lo ha annunciato lui stesso in un post su X. “L’Ebola è tornata. La provincia di Ituri è la più colpita. Sarò sul campo con i nostri team dell’Oms, i nostri partner e gli straordinari operatori sanitari che non hanno mai smesso di lottare, tutti sotto la guida del Governo della Repubblica Democratica del Congo – ha scritto Tedros Ghebreyesus -. Questo Paese ha sconfitto l’Ebola per ben 16 volte. La diciassettesima non sarà diversa. Ma dobbiamo agire ora, insieme”, sottolinea il direttore generale dell’Oms.

Ferrari, l’Ad Vigna replica a Montezemolo: "Il Cavallino su Luce resta"

Modena, 28 mag. (askanews) – Ferrari non toglierà il Cavallino Rampante dalla sua prima elettrica, Luce, come chiesto dall’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo nella sua dura critica dopo la presentazione: “Nella vita sono abituato a fare ciò che dico io, non ciò che mi dicono gli altri”. Così l’amministratore delegato del Cavallino, Benedetto Vigna, a margine del convegno inaugurale del Motor Valley Fest a Modena, ha replicato alle critiche piovute sul nuovo modello da più parti, dal mondo dell’auto alla politica.

“In realtà penso poco alle critiche, mi piace lavorare sul futuro”, ha spiegato Vigna, rivendicando “un approccio scientifico” nella progettazione della nuova vettura. “Andiamo avanti per la nostra strada, anche perché abbiamo feedback più positivi dai clienti”. Quanto ai detrattori, ha aggiunto, “li capisco, perché non l’hanno vista: se uno non vede la macchina non è in grado di capire”.

Sul fronte del mercato, Vigna ha rivendicato un avvio positivo: “Abbiamo aperto gli ordini ieri mattina e diversi clienti, soprattutto nuovi, li hanno già piazzati”. A riprova dell’interesse, ha riferito di aver ricevuto bonifici da importanti istituti bancari: “La vogliono subito”. Le prime consegne, ha annunciato, partiranno l’anno prossimo, quando saranno possibili anche “le prove su strada camuffate”.

80 anni Repubblica, cartelli in aula camera M5s su mancata parità uomo-donna

Roma, 28 mag. (askanews) – Al termine dell’intervento di Gilda Sportiello sugli 80 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne, le deputate e i deputati del M5S hanno esposto in Aula cartelli con su scritto: “1 donna su 4 lascia il lavoro una volta madre”, “Stesso lavoro, stessa paga”, “Italia ultima in UE per occupazione femminile”, “La maternità non è una condanna”, “34% di donne nei vertici aziendali”, “Solo il 15% di sindache”, “Nei consigli regionali solo il 25% di donne”, “Amministrative 2026: 9 candidate sindache, 77 candidati sindaci”, “In Parlamento solo il 33% di donne”.