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"Cicale", il nuovo album di Malika Ayane: ‘Una grande festa’

Roma, 18 set. (askanews) – A 5 anni di distanza dal suo ultimo progetto discografico, Malika Ayane torna con il nuovo atteso album d’inediti “cicale” (Carosello Records in licenza a M.A.S.T./Believe), che esce domani, e che è disponibile in pre-save e pre-order al seguente link: https://lnk.to/malika_ayane_cicale

“Dopo vent’anni di musica, guardandomi indietro mi direi: ‘Ce l’abbiamo fatta’”, racconta Malika Ayane incontrando i giornalisti. “E’ una grande, grande, grandissima festa”.

Per presentare l’album l’artista incontrerà i fan con un instore tour che toccherà le principali città italiane: 18 settembre – 18.30 Milano – Feltrinelli Duomo 22 settembre – 18.00 – Molfetta (BA) – CC Gran Shopping Mongolfiera 23 settembre – 17.00 – Roma – Discoteca Laziale 24 settembre – 17.30 – Città Sant’Angelo (PE) – Santangelo Outlet Village 25 settembre – 18.00 – Perugia – CC Emisfero Perugia 27 settembre – 17.30 – Piacenza – CC Gotico 28 settembre – 18.00 Bussolengo (VR) – CC Porte dell’Adige 29 settembre – 18.30 Roncadelle (BS) – CC Elnòs Shopping 30 settembre – 18.30 Genova – CC Waterfront Mall 1 ottobre – 18.00 – Castenaso Villanova (BO) – CC Centronova 21 ottobre – 18.00 – Misterbianco (CT) – CC Centro Sicilia 22 ottobre – 18.30 Maida (CZ) – CC Due Mari

L’album è stato anticipato in radio dal singolo “detto tra noi”, che arriva dopo il singolo “una possibilità” che l’artista ha portato sul palco dei più importanti festival estivi e dopo il successo di “animali notturni”, canzone presentata all’ultimo Festival di Sanremo che ha conquistato il consenso di pubblico e critica.

Questa la tracklist di “cicale”: “finalmente” “animali notturni” “è andata così” “all’improvviso ci verrà da ridere” “diversamente” ft Dargen D’Amico “detto tra noi” “probabile” “come la prima volta” “una possibilità” “primavera in città”

Da novembre Malika tornerà live nei principali teatri italiani, queste le date, prodotte e organizzate da Friends & Partners e Magellano Concerti: 1 novembre – Fermo (Teatro dell’Aquila) DATA ZERO 3 novembre – Roma (Auditorium Conciliazione) 4 novembre – Firenze (Teatro Verdi) 10 novembre – Milano (Teatro Arcimboldi) 11 novembre – Torino (Teatro Colosseo) 14 novembre – Catanzaro (Teatro Politeama) 16 novembre – Bitritto, Bari (Palatour) 17 novembre – Napoli (Teatro Augusteo) 19 novembre – Catania (Teatro Metropolitan) 20 novembre – Palermo (Teatro Golden) 24 novembre – Padova (Gran Teatro Geox) 25 novembre – Bologna (Teatro Duse) 27 novembre – Senigallia, Ancona (Teatro La Fenice) 28 novembre – Pescara (Teatro Massimo)

Centrosinistra, nel Pd il nodo ‘doppio candidato’ alle primarie

Roma, 17 set. (askanews) – La data delle primarie ancora non c’è, si aspetta di vedere se davvero la nuova legge elettorale verrà approvata e anche di capire quando si andrà al voto, perché incoronare il leader – o la leader – troppo presto può esporlo al logoramento. Ma la preparazione della corsa ai gazebo già anima il dibattito, nel Pd e nel ‘campo largo’ in generale, perché si tratta di capire quanti – e chi – saranno gli altri aspiranti candidati prmier, oltre a Elly Schlein e Giuseppe Conte. Nel Pd, in particolare, è iniziata una discussione sull’opportunità di presentare anche un altro nome, oltre a quello della segretaria, in particolare un nome che dovrebbe rappresentare la minoranza. Ipotesi che, al momento, la Schlein non sembra disposta a prendere in considerazione e che non convince nemmeno tutti i riformisti.

Da statuto è l’assemblea del partito che può dare l’ok alla presentazione di un altro candidato Pd, oltre a quello della segretaria. E la Schlein, racconta chi ci ha parlato, non sembra affatto disposta ad acconsentire. La leader democratica non vuole disperdere forze in vista della sfida con Conte e non sembra convinta del ragionamento fatto da diversi nell’area riformista: la tesi è che gli elettori più moderati voterebbero più facilmente la leader Pd al ballottaggio, se avessero la possibilità di scegliere un candidato ‘di bandiera’, riformista, al primo turno. Di certo, pesa anche il timore di lasciare al solo Renzi la bandiera del riformismo.

Il nome più accreditato che circola è quello di Giorgio Gori, l’europarlamentare ed ex sindaco di Bergamo, spiega più di un parlamentare Pd, starebbe continuando a sondare il sostegno attorno ad una sua eventuale candidatura. Di certo, secondo quanto spiegano fonti della minoranza, su Gori convergerebbe volentieri Matteo Renzi, con la sua Casa riformista.

Non tutta la minoranza Pd, però, condivide questa idea, la discussione è in corso e verrà approfondita prima dell’appuntamento di Prato, a fine mese. Ma, appunto, la Schlein finora ha detto chiaramente di non essere disposta a concedere la deroga per un secondo nome Pd in corsa alle primarie. La leader dem preferirebbe di gran lunga una sfida a due, lei e il leader M5s, anche perché questo permetterebbe di superare pure la discussione sul secondo turno, che Conte non vuole.

Ma le cose sono complicate, perché la questione dei candidati, peraltro, arrovella anche le altre forze della coalizione. Avs, che non a caso non è affatto entusiasta delle primarie, si trova davanti a un bivio. Come spiega un parlamentare della sinistra Pd: “Loro non possono candidare nessuno dei due leader – nè Bonelli, nè Fratoianni – perché salterebbe l’alleanza che hanno costruito. Ma non è semplice nemmeno scegliere un terzo nome, di peso ma ‘neutro’ da presentare”. D’altro canto, se Verdi-Sinistra non presentassero un proprio nome rischierebbero di rimanere ‘schiacciati’ dalla sfida Schlein-Conte.

Non semplice la situazione nemmeno nella galassia centrista. Renzi ha sempre detto che presenterà un nome per ‘Casa riformista’, ma Silvia Salis ha detto no e non sembra facile trovare un altro volto competitivo. Resta l’ipotesi Gori, appunto, ma se la Schlein continua a dire no al doppio candidato Pd l’unica sua possibilità sarebbe quella di uscire dal partito. Il resto dell’area centrista, poi, ancora fatica a prendere forma. Tutti argomenti a favore di chi – anche nel Pd – vorrebbe evitare la conta ai gazebo. Ma la macchina sembra ormai in moto.

A2A porta in Italia Teti, il robot subacqueo per pulire gli invasi

Valdidentro (So), 17 set. (askanews) – Arriva per la prima volta in Italia il robot subacqueo che permette di pulire i fondali delle dighe, senza dover svuotare i bacini. È il Progetto Teti di A2A, al via in fase sperimentale presso la diga di Cancano, in Valtellina. Sviluppato in collaborazione con Watertracks, il Progetto Teti ridefinisce la manutenzione delle infrastrutture idroelettriche: azzera lo spreco d’acqua e garantisce la pulizia degli invasi dai sedimenti montuosi.

“Questo Progetto Teti è una idea completamente innovativa: è quella di avere un robot che continua costantemente a tenere manutenuto il lago, lavora sui sedimenti. Li prende e li sposta dove non danno fastidio”, ha detto l’amministratore delegato di A2A, Renato Mazzoncini.

Se finora bisognava svuotare gli invasi, il robot cingolato del Progetto Teti opera a 80 metri di profondità, mantenendo l’impianto sempre operativo. Due frese smuovono il sedimento, che viene poi aspirato da una pompa. Sono stati già rimossi 10.000 metri cubi di detriti.

“La cosa interessante è che quando dobbiamo fermare il lago, nel vecchio modello, per fare queste manutenzioni si perde una capacità di produzione elettrica pari alla produzione di un anno di 10mila impianti domestici solari. Il Progetto Teti non solo ha un impatto ambientale migliore e tiene le dighe in ordine, ma ha anche un grande vantaggio dal punto di vista energetico in un momento in cui l’Italia ne ha veramente bisogno”.

La Valtellina e la Valchiavenna restano centrali per A2A, come emerge dal Bilancio di sostenibilità territoriale. Il gruppo gestisce 21 centrali idroelettriche, con una potenza complessiva di 1,2 gigawatt. Nel 2025 sono stati generati 78 milioni di euro di valore e oltre 15 milioni di investimenti, in crescita del 31% in un anno.

Centrosinistra, Conte: se perderò primarie non ostacolerò alleanza

Roma, 17 set. (askanews) – Giuseppe Conte assicura che anche in caso di sconfitta alle primarie non farà nulla per “ostacolare” il progetto del centrosinistra. Parlando a ‘Dritto e rovescio’ ha spiegato: “Io favorito? I sondaggi lasciano il tempo che trovano, se ne fanno ogni giorno, spesso con risultati anche divergenti. Vedremo al tempo debito, con la massima tranquillità. Però voglio rassicurare tutti gli elettori che vorranno partecipare alle primarie: scegliete liberamente. Per quanto riguarda me posso assicurare che se sarò perdente, non ostacolerò assolutamente questo progetto politico”.

Invece “se sarò vincente posso assicurare che ce la metterò tutta per cambiare questo paese dopo quattro anni di zero”.

Crosetto: va ripristinato traffico navi italiane a Bab el-Mandeb

La Spezia, 17 set. (askanews) – “A me interessa ripristinare il traffico delle navi italiane attraverso Bab el-Mandeb, rendendolo sicuro, per non avere altri impatti economici che aggravino quelli che già abbiamo per il prezzo del petrolio e del gas. La situazione di Hormuz la stiamo affrontando in altri modi”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, a margine della quarta edizione del Forum “Risorsa Mare” organizzato da Teha Group in collaborazione con il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare a La Spezia.

Riapre L’Eliseo, in scena Sastri, Vukotic, Bonaiuto e Lella Costa

Roma, 17 set. (askanews) – Erano chiusi da ben sei anni e ora riaprono a Roma il teatro Eliseo e il Piccolo Eliseo, rispettivamente il 28 e il 2 ottobre. Si tratta di un’iniziativa privata del Direttore Artistico di Viola Produzioni Alessandro Longobardi, che lo gestirà per un anno, che rappresenta però un grande evento per la città, tanto che il sindaco Roberto Gualtieri ha voluto darne l’annuncio in una affollatissima conferenza stampa in Campidoglio.: “Sul suo palcoscenico sono passati alcuni dei più grandi protagonisti dello spettacolo italiano e internazionale, Eduardo De Filippo, Luchino Visconti, Anna Magnani, Vittorio Gassman e tantissimi altri. – ha ricordato il sindaco – Un luogo centrale della vita teatrale romana, punto di riferimento della drammaturgia, che ha attraversato un periodo complicato, lungo, ma ora il sipario torna ad alzarsi”.

Alla presentazione della nuova stagione dell’Eliseo hanno partecipato quattro grandi signore del teatro, Lina Sastri, Lella Costa, Milena Vukotic, e Anna Bonaiuto, che saranno in scena rispettivamente con “Storia di un amore”, “Lisistrata”, “Lezioni d’amore” e “La vasca”, e che hanno commentato così la riapertura dei due teatri:”E’ una grandissima gioia, enorme. – ha detto Vukotic – A parte il fatto che io ho recitato sia al grande Eliseo che al Piccolo Eliseo e sono state esperienze dei primi anni che ero a Roma, per cui sono proprio felice”, Anna Bonaiuto ha sottolineato: “Proprio rivedere due teatri aperti a Roma, che erano storici, di cui abbiamo sentito la mancanza. E quindi molto bene”.

“Sono molto emozionata, molto contenta, molto grata e spero di non deludere” ha confessato Lella Costa, mentre Lina Sastri ha affermato: “Sapete? Con l’Intelligenza Artificiale il teatro è l’arte del futuro, perché là non ci possono copiare”.

Secondo la tradizione il Teatro Eliseo ospiterà la grande prosa, ma anche allestimenti musicali e progetti internazionali, mentre il Piccolo Eliseo si conferma il cuore pulsante delle nuove tendenze e ospiterà compagnie emergenti e drammaturgie contemporanee.

A Roma il concerto “Echi d’autunno: omaggio all’opera azerbaigiana”

Roma, 17 set. (askanews) – Si è tenuto a Roma, nella sede del Centro Culturale dell’Azerbaigian, presso l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, il concerto lirico “Echi d’autunno: omaggio all’opera azerbaigiana”, dedicato alla musica e alla tradizione operistica del Paese, in occasione della Giornata Nazionale della Musica dell’Azerbaigian, celebrata il 18 settembre in omaggio alla nascita di Uzeyir Hajibeyli, figura fondatrice della musica classica e professionale azerbaigiana.

Il concerto organizzato dal Centro Culturale dell’Azerbaigian, in collaborazione con l’Ambasciata, ha rappresentato un momento di incontro tra la tradizione musicale dell’Azerbaigian e quella italiana, attraverso l’esibizione di due giovani talenti azerbaigiani: il mezzosoprano Elmina Hasan, artista in rapida ascesa sulla scena operistica internazionale, e Jalal Bashirli, che ha sviluppato il proprio percorso artistico e formativo anche in Italia, ed è attualmente studente del Conservatorio di Santa Cecilia. Nel corso della serata, la musica ha raccontato una delle espressioni più significative dell’identità culturale dell’Azerbaigian, rendendo omaggio all’eredità di Hajibeyli, nato il 18 settembre 1885. Compositore, musicologo, educatore e pubblicista, Hajibeyli è considerato il padre della musica professionale azerbaigiana.

Nel suo intervento, l’Ambasciatore designato della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, Elchin Huseynli, di fronte a rappresentanti del mondo diplomatico ed istituzionale, esponenti del settore accademico, culturale, imprenditoriale e dei media, ha sottolineato il particolare significato della serata, celebrata all’inizio della sua presenza diplomatica in Italia. “E’ per me un grande piacere darvi il benvenuto questa sera e ringraziarvi per essere qui con noi a celebrare il 18 settembre, Giornata Nazionale della Musica dell’Azerbaigian” ha affermato l’Ambasciatore.

A sottolineare il valore della ricorrenza è stata anche la Direttrice del Centro Culturale dell’Azerbaigian, Gulnar Taghizada, che ha ripercorso la vita e l’eredità artistica di Hajibeyli, ricordando come la sua musica continui ancora oggi a far risuonare la cultura azerbaigiana sui palcoscenici internazionali.

Violenza donne, lo Stato c’è. E anche Mattarella (a Grosseto)

Grosseto, 17 set. (askanews) – La “stanza rosa” in realtà non è rosa, ma è una stanza dove c’è tutto e da cui non è necessario uscire per ricevere delle cure (a parte la tac e la sala operatoria). Perché anche uscire, percorrere i corridoi di un ospedale, essere guardata dagli altri pazienti, per una donna che ha subito una violenza, fisica, sessuale o psicologica, aggrava lo strazio, solletica la paura. La stanza rosa dell’ospedale Misericordia di Grosseto è nata nel 2009 quando nessuno, in Italia, si faceva le domande giuste sulla violenza di genere. E’ nata da “un atto di umiltà”, ha raccontato oggi la dottoressa Vittoria Doretti – responsabile della rete regionale del Codice rosa – davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è voluto venire fin qui, in un piccolo ospedale di provincia, per dire che “è un impegno pubblico della Repubblica” non solo, doverosamente, “reprimere” ma anche “prevenire” la violenza sulle donne. Con l’educazione, la formazione, “cancellando e rimuovendo il deficit e la carenza culturale e di senso di umanità” da cui nasce questa, bestiale e continua, violenza.

Il codice rosa nasce da un atto di umiltà, dal mettere in dubbio l’apparente realtà, dal farsi qualche domanda in più senza slogan o soluzioni facili. “Avevamo procedure bellissime e perfette” contro la violenza di genere “ma c’erano due casi in tre anni segnalati dall’ospedale quando i centri antiviolenza parlavano – continua Doretti -, nella stessa provincia, di 200 donne seguite ogni anno: molte di loro erano passate dal Pronto soccorso”. Eccola dunque la domanda: “Cos’era che il nostro Ps non vedeva?” Un gap culturale, di comprensione, di parole e di umanità che l’impegno tenace ha rimosso. Così, accogliendo nel 2010 una giovane mamma, abusata dal marito, è iniziata la missione della stanza rosa, modello adottato prima dalla Regione Toscana e poi in tutta Italia.

E Mattarella, in un Paese in cui le cronache raccontano ogni giorno di violenze subite fino alla morte e in una Regione in cui è ancora forte la commozione per il femminicidio di Lorena Isceri, uccisa dall’ex fidanzato il 3 settembre, ha voluto esserci e non per caso. Sono due i motivi che l’hanno spinto a venire a Grosseto, li elenca lui stesso in un discorso a braccio: da un lato, ribadire l’impegno dello Stato su repressione e prevenzione, dire a voce alta che, dati alla mano, si tratta di un “allarme” e di una “priorità” per il Paese, dall’altro, esprimere “riconoscenza” agli operatori, a chi ci mette testa e cuore, perchè il loro lavoro è di “primaria importanza” e tutta Italia lo sa.

Infine quello – tanto – che resta da fare con “la prevenzione, l’individuazione delle condizioni di violenza, la formazione” e tutto un lavoro da approfondire “nelle scuole per trasmettere un senso dei rapporti umani che è quello che ha sempre caratterizzato, tra l’altro, il modo di crescere della civiltà”.

Calcio, Palladino: "Qui per il progetto, non per una panchina"

Roma, 17 set. (askanews) – Impegno, intensità e un progetto a lungo termine. Raffaele Palladino si presenta come nuovo allenatore del Bologna dopo l’esonero di Domenico Tedesco, arrivato dopo quattro giornate di campionato. Il tecnico ha firmato un contratto triennale e indica subito la strada: “Non sono qui per una panchina, ma per un progetto. Essere a Bologna significa aver accettato un progetto. È qualcosa che mi stimola tanto perché ho sentito fiducia, ci siamo messi d’accordo in poco tempo. Ho avuto delle sensazioni bellissime, bisogna ritrovare l’entusiasmo perso. Non dobbiamo porci limiti ed essere ambiziosi. Per ora non dobbiamo guardare la classifica: testa bassa e pedalare”.

Il primo obiettivo è la gara di sabato contro il Torino, poi la sosta per le nazionali offrirà al tecnico tre settimane di lavoro. “Il primo obiettivo è la partita di sabato che sarà importantissima – ha spiegato Palladino -. Poi proveremo a sfruttare la sosta, sarà quasi un ritiro visto che ci saranno tre settimane di tempo. Bisognerà migliorare la condizione fisica, i carichi di lavoro saranno diversi. L’obiettivo mio e dello staff è far tornare l’entusiasmo”.

Una parola, entusiasmo, che Palladino ripete più volte. “Devo far sentire il mio entusiasmo e la mia energia, portare un’idea chiara e cercare il dialogo con i giocatori. Non ho la bacchetta magica, ma toccando i tasti giusti può scattare quello che serve ai ragazzi”. Il tecnico ha già studiato la squadra, seguendo anche dal vivo la sfida contro la Lazio: “Per il Bologna non era andata bene, ma avevo visto un’idea di calcio nel tentativo di imporre il proprio gioco. Ho studiato la squadra, molti giocatori li conosco. Credo in questi ragazzi, credo che abbiano dei grandi valori”.

Sul sistema di gioco, Palladino non esclude la difesa a tre: “Nel mio percorso di allenatore ho cambiato diversi sistemi di gioco, ogni allenatore deve essere flessibile al cambiamento in base agli interpreti. Questa rosa credo sia stata costruita per giocare con una difesa a quattro, ma credo possa giocare anche con una difesa a tre essendoci ottimi esterni di fascia. Può essere una squadra camaleontica, ma sapete bene che il mio sistema di gioco è improntato sulla difesa a 3. Vedremo nel corso della stagione, ho visto grande disponibilità da parte del gruppo. Le basi ci sono per poter cambiare”.

Tra i temi anche le condizioni di Riccardo Orsolini, rientrato parzialmente in gruppo e in recupero per la sfida con il Torino. “Orsolini è rientrato parzialmente in gruppo – ha spiegato Palladino -. Vedremo per sabato, però ha risposto bene. Con Bernardeschi forma una coppia formidabile, cercherò in tutti i modi di mettere giocatori di qualità. Più ne abbiamo, meglio è”. Fiducia anche per il reparto offensivo: “Piccoli lo conosco bene, credo molto in lui, così come in Dovbyk anche se purtroppo è stato fermo molto tempo, ma vogliamo rimetterlo nelle giuste condizioni. Poi c’è anche Enem. Abbiamo una bella batteria di centravanti e dobbiamo portarli a segnare il più possibile”.

Al fianco di Palladino, l’amministratore delegato Claudio Fenucci ha spiegato le ragioni dell’esonero di Tedesco: “Esonerare l’allenatore dopo quattro giornate è fuori dalle nostre abitudini. Tedesco ha provato a portare le sue metodologie, ma per diverse ragioni non hanno prodotto i risultati che speravamo. Insieme a Sartori e Di Vaio, vedendo le metodologie di lavoro, la proposta che l’allenatore portava avanti e i riflessi sulle performance della squadra ci siamo preoccupati, perché pensavamo che la capacità di incidere del tecnico fosse inferiore alle attese”.

Fenucci ha definito la decisione “tecnica”, precisando che non si tratta di un giudizio sul metodo di lavoro dell’ex allenatore: “La capacità di incidere sul nostro gruppo, però, non è stata quella che ci aspettavamo. Eravamo preoccupati dell’andamento della squadra, sembrava che non riuscisse a interpretare ciò che l’allenatore volesse”. La scelta è quindi caduta su Palladino, già contattato in passato dalla società: “Palladino ha dato subito disponibilità a fare un percorso lungo, segnato dalla comune volontà e ambizione di tornare a giocarci le nostre chance per rientrare in Europa o vivere serate come Roma”.

Romics al via, tra Lupin III, Pinocchio e il ritorno di Zerocalcare

Roma, 17 set. (askanews) – Per la sua 37esima edizione, Romics, Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games, in programma alla Fiera di Roma dal 1 al 4 ottobre, sfoggia due manifesti per la campagna ufficiale: il tributo al genio di Takeshi Koike e il suo Lupin the Third – La stirpe immortale, capitolo cinematografico più recente della pentalogia firmata dal maestro, celebre regista, animatore e character designer e l’omaggio all’arte di Simone Legno co-fondatore di tokidoki, con un vivace e ricco mosaico che mescola alcuni dei suoi personaggi più amati con un mix perfetto tra l’estetica kawaii e la cultura pop contemporanea.

Saranno insigniti del prestigioso Romics d’oro in questa edizione Paola Barbato, scrittrice e sceneggiatrice italiana, celebre per il suo contributo ultraventennale alle storie di Dylan Dog (Bonelli Editore) e per la sua prolifica carriera nella narrativa thriller e Stefano Bessoni, regista, illustratore italiano e maestro della stop-motion, celebre per il suo stile visionario che unisce fiaba, scienza, entomologia e anatomia. Ha diretto opere del cinema fantastico come Imago Mortis e Krokodyle, e pubblicato libri d’illustrazione di grande rilievo come Alice sotto terra e Wunderkammer; per entrambi l’incontro di celebrazione Romics d’Oro è in programma domenica 4 ottobre.

Tra i Romics d’oro anche Max Bunker, una delle colonne portanti del fumetto italiano, celebre per aver creato capolavori immortali come Alan Ford, Kriminal e Satanik (l’incontro previsto 2 ottobre; Takeshi Koike, regista e animatore giapponese contemporaneo, celebre per il suo stile visivo audace e di grande impatto. Nel corso della sua carriera ha firmato opere di riferimento per l’animazione internazionale come Redline e The Animatrix: World Record; si è inoltre distinto per l’intensa e moderna rilettura del franchise di Lupin the Third; Koike sarà protagonista anche di una sessione di Q&A e di firmacopie col pubblico e l’incontro di celebrazione Romics d’Oro è in programma sabato 3 ottobre.

Romics d’oro anche a Simone Legno, artista e illustratore romano, con uno stile ispirato alla cultura giapponese; co-fondatore e direttore creativo del marchio tokidokie (incontro celebrazione il 3 ottobre) e Sir Ian Livingstone, celebre autore e game designer britannico, pioniere assoluto nell’intrattenimento interattivo e dei giochi di ruolo; co-fondatore di Games Workshop ed Eidos Interactive, ha contribuito alla diffusione di Dungeons & Dragons in Europa e al lancio di franchise storici come Warhammer e Tomb Raider. Ha co-creato la leggendaria collana Fighting Fantasy, destinata a un immenso successo globale. L’incontro di celebrazione Romics d’Oro con lui è in programma sabato 3 ottobre.

Nella 37esima edizione il premio Romics Special, che rende omaggio alle nuove frontiere creative, viene assegnato a Laura Pérez, illustratrice spagnola e autrice di graphic novel, e Dan Walker, concept designer britannico per il cinema e la televisione, autore dell’immaginario visivo di oltre 75 produzioni tra cui Star Wars, The Dark Knight Trilogy e Doctor Who.

Nel corso della trentasettesima edizione, la superficie dedicata alle grandi esposizioni cresce ancora: dalle personali agli approfondimenti sugli artisti premiati fino alle mostre collettive: ‘T’immagini Pinocchio’, in occasione dei duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi in mostra edizioni illustrate antiche e rare, bozzetti, sceneggiature, storyboard e costumi di scena del Pinocchio di Matteo Garrone, del film d’animazione di Enzo D’Alò insieme alle illustrazioni e alle animazioni in stop motion di Stefano Bessoni, materiali video e approfondimenti tematici. La mostra è realizzata con il patrocinio della Fondazione Carlo Collodi e del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bicentenario della nascita di Carlo Collodi, Archimede Film, ASC – Associazione Scenografi, Costumisti e Arredatori, Fondazione Tancredi di Barolo – MUSLI. Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia, E. Rancati Srl, Tecnostyle Bellini e Tirelli Trappetti Costumi.

E poi ‘Paolo Barbieri. 30 anni di immaginazione’, trent’anni di mondi fantastici, creature, miti e visioni prendono forma nella grande mostra che Romics dedica a Paolo Barbieri, tra gli illustratori italiani più riconoscibili e amati del panorama contemporaneo.

Ancora in mostra ‘Villains. Le radici del male’, che spazia nei principali universi narrativi del fumetto statunitense in un multiforme carosello di materiali che unisce statue da collezione e albi rari, schede critiche, tavole e illustrazioni originali accompagnate dalle parole di alcuni degli artisti presenti a Romics con i loro malvagi negativi prediletti. La mostra è realizzata in collaborazione con CArt Gallery, Statue Collector di Fabrizio D’Amelia, Elite Talent Management e TomatoFarm Agency.

L’arte di Dan Walker in ‘Veicoli immaginari e design di invenzioni tecnologiche’, la ricerca di Romics sui grandi concept artist mondiali porta in Italia per la prima volta nell’edizione di ottobre il grandissimo talento del britannico Dan Walker, esperto di veicoli volanti e fantascientifici rover, moto, armi, props e non solo. La mostra a lui dedicata presenta lavori con cui l’artista ha contribuito al successo di franchise quali: The Dark Knight, Spider-man, Mission Impossible, Harry Potter, Justice League e Doctor Who.

‘Takeshi Koike e Lupin III’, la collezione di cinque film firmata da Takeshi Koike per Lupin III è protagonista a Romics di uno speciale exhibit in cui sono esposti: artwork e bozzetti associati a still frame dei cinque film, silhouette dei personaggi, prodotti e merchandise ufficiale della serie e i poster giapponesi delle opere, con un approfondimento particolare sull’ultimo capitolo Lupin the IIIrd – The Movie – La stirpe immortale.

‘Stefano Bessoni – Illustrazione, animazione e cinema’ è invece un percorso e una lettura transdisciplinare che segue la carriera e l’immaginario di Stefano Bessoni dai suoi lavori per l’editoria alla regia per film in live action e in animazione stop motion fino alle opere illustrate e alle mostre dedicate ai grandi maestri che lo hanno ispirato nel tempo, primi tra gli altri Tim Burton e Peter Greenaway. Illustrazioni originali e stampe, materiali di lavoro, contributi video e cortometraggi sono presentati insieme ai bozzetti e ai puppet utilizzati nei lavori in stop motion.

Tra gli ospiti più attesi, Zerocalcare torna a Romics protagonista di un dialogo aperto venerdì 2 ottobre alle 17.30. L’incontro, guidato dal giornalista Riccardo Corbò, racconta il percorso artistico di uno tra i più influenti narratori contemporanei.

Sabato 3 ottobre a ragionare su Pinocchio e Collodi saranno tre dei principali registi italiani che gli hanno dedicato una delle loro meravigliose opere: Matteo Garrone, col film del 2019 vincitore di 5 David di Donatello e candidato a 2 Oscar, Enzo D’Alò con la sua opera d’animazione del 2012 candidata agli European Film Awards e vincitrice di un Nastro d’Argento, e Stefano Bessoni col suo Pinocchio in stop motion.

Nel 2026 Romics raggiunge un traguardo rilevante nel panorama culturale, celebrando i propri primi 25 anni di attività. Fondato nel 2001 Romics ha registrato nel corso degli anni un largo e diffuso apprezzamento del pubblico, coinvolgendo un numero sempre crescente di appassionati di più generazioni, professionisti ed operatori.

Con il sostegno della Regione Lazio, attraverso il soggetto attuatore di Lazio Innova, e la Camera di Commercio di Roma, con il supporto dell’Azienda Speciale Sviluppo e Territorio – sarà realizzata un’area istituzionale dedicata a presentazioni e incontri, affiancata da uno spazio espositivo con 34 imprese creative e innovative del Lazio, selezionate tramite call anche con il supporto del PR FESR Lazio 2021-2027. L’evento è patrocinato dal Ministero della Cultura, Roma Capitale e il Centro per il libro e la lettura – Istituto Autonomo del Ministero della Cultura.

Malattie del rene, ecco come si anticipa la diagnosi

Milano, 17 set. (askanews) – Può un’interpretazione innovativa su un valore portare a una svolta decisa nel settore delle malattie del rene? La risposta arriva da Milano, dove una consensus nazionale coordinata da Helaglobe – realtà specializzata in consulenza, ricerca e comunicazione scientifica – ha riunito esperti e luminari di diverse discipline per accendere i riflettori sulle malattie del rene. E in special modo su un valore specifico, la proteinuria (la quantità di proteine disperse nell’urina), la cui corretta lettura può essere determinante.

“In sanità si parla molto spesso di multidisciplinarità e della sua importanza, ma ci sono alcune patologie che richiedono un’azione integrata più di altre. Le glomerulonefriti, e in generale le malattie renali di cui parliamo oggi, rientrano proprio in questa categoria. Aver fatto lavorare insieme diversi specialisti, riuniti attorno a un tavolo per guidare un gruppo di esperti fino alla definizione di elementi di consenso, rappresenta l’elemento davvero innovativo e di maggior valore di questa iniziativa” ha aggiunto Davide Cafiero, Managing Director di Helaglobe.

Un esame delle urine può dirci quindi chi è a rischio dialisi. Un meccanismo di prevenzione che può rallentare di cinque anni la progressione di patologie renali nel 10% di pazienti avanzati.

“Quando parliamo della malattia renale cronica stiamo parlando di un burden ovviamente di salute importante, ma anche economico. Oggi le stime ci dicono che il costo annuo è di circa 4 miliardi di euro, ma il problema fondamentale è che questo problema è in crescita: quasi il 10% ogni anno di crescita sulla spesa economica e del Servizio Sanitario Nazionale” ha dichiarato Andrea Marcellusi, Professore del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche di UniMi.

L’obiettivo adesso è quello di trasportare le raccomandazioni del consensus a pratica clinica quotidiana. Per una miglior valutazione del rischio, personalizzazione delle cure ed esiti a lungo termine.

“Come azienda farmaceutica crediamo fortemente che l’innovazione e la ricerca di nuove soluzioni terapeutiche siano fondamentali, ma l’innovazione non è fine a sé stessa se non riusciamo a far sì che raggiunga i pazienti. Per questo ci poniamo come partner del sistema salute: abbiamo bisogno di diffondere l’informazione scientifica affinché le buone pratiche, come quelle nate da questo consenso, servano a creare percorsi di cura sempre più efficaci” ha concluso Lorenza Macrina, Medical Affairs & QA Director di Otsuka Pharmaceutical Italy.

Un passo in avanti determinante, per l’individuazione e la cura delle malattie del rene. Per un sollievo all’economia del Paese e soprattutto alla salute dei pazienti.

Bollo, Giani (Toscana): “Tagli a Sanità per marketing elettorale”

Firenze, 17 set. (askanews) – Nel decreto sul bollo auto “si parla di una compensazione di 2 miliardi e 200 milioni quando in realtà oggi il bollo porta addirittura 7 miliardi di entrate alle Regioni che poi vengono in gran parte destinate proprio alla Sanità”. Lo ha detto, parlando ai giornalisti a Firenze, il presidente della Toscana, Eugenio Giani.

“Si è annunciato che si taglia il bollo, ma in realtà si taglia da alcuni. La misura del bollo rimane assolutamente in piedi – ha continuato Giani – e addirittura il decreto spacciato per chissà quale rivoluzione copernicana sospende il bollo auto solo per un anno. Questo guarda caso è l’anno elettorale, quindi è una operazione di marketing elettorale così superficiale e populista che provocherà semplicemente danni”.

“Considerate che poi – ha proseguito Giani – andando a leggere il decreto, la copertura finanziaria che ogni atto che incide sul piano della spesa va a trovare è nei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati agli investimenti. Quindi si imputa a una sostanzialmente spesa che viene dall’Europa per investimenti sulla parte corrente del bilancio”.

“C’è in incostituzionalità e c’è da sentire cosa penserà la Commissione Europea. Insomma si è fatto un’operazione di grande demagogia, ma in realtà da un punto di vista della sostanza si riflette sul taglio di servizi sanitari”.

Sulle conseguenze eventuali per il sistema sanitario, “sono convinto che dovremo fare di tutto perché dal testo che è stato approvato dal governo di cui ieri abbiamo avuto notizia dalle agenzie, io ho avuto per un livello semplicemente amicale il testo che è stato approvato, ancora deve essere nella Gazzetta Ufficiale, quindi leggiamo delle bozze. Da questo momento al momento della conversione mi auguro che ci sia il ritorno a un senso del buon governo, non al senso – ha concluso il governatore toscano – di fare una misura l’anno elettorale semplicemente per procacciarsi superficialmente voti”.

Russia, Meloni: non bisogna rispondere a provocazioni Mosca

Roma, 17 set. (askanews) – Per quanto riguarda la Russia “penso che non sfugga a nessuno il moltiplicarsi di provocazioni, nelle ultime settimane ne abbiamo viste diverse. Però io credo che la vera domanda che noi ci dobbiamo fare è perchè io credo che queste provocazioni da parte di Mosca si stiano moltiplicando” ed è “perché Putin ha bisogno di spostare l’attenzione cercando un’escalation con l’Europa da una situazione sul campo della guerra in Ucraina che non sta andando come Putin aveva previsto, dichiarato e promesso al suo popolo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Oslo, durante le dichiarazioni con il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Store.

“Quindi – ha aggiunto – noi dobbiamo chiederci a chi conviene una eventuale escalation e agire di conseguenza. Penso che non bisogna rispondere a queste provocazioni, penso che rispondere a queste provocazioni sarebbe più nell’interesse di Mosca che non dell’Europa”.

Ventura (OICE): il dopo PNRR richiede nuovi fondi

Roma, 17 set. – Tra i protagonisti della XX edizione di RemTech Expo, Francesco Ventura, consigliere OICE con delega all’Ambiente e amministratore unico e direttore tecnico di VDP Srl, ha portato nel dibattito il punto di vista delle società di ingegneria sulle sfide della progettazione nella fase successiva al PNRR, tra sostenibilità ambientale e necessità di un quadro normativo più chiaro.

“Quella di oggi è stata una giornata di confronto concreto. Parlare di opere pubbliche e sostenibilità ambientale significa affrontare la nuova fase che si apre dopo il PNRR. Gli interventi del Ministero dell’Ambiente e di ISPRA al nostro convegno hanno aperto prospettive importanti: la gestione di nuovi fondi, sulla base del metodo sperimentato con il PNRR, potrà garantire il raggiungimento degli obiettivi programmati. Restano però alcune criticità da affrontare rapidamente, a partire dai corrispettivi professionali, che oggi non tengono adeguatamente conto degli approfondimenti di natura ambientale richiesti dalle più recenti normative. Le stazioni appaltanti devono poter disporre di riferimenti normativi e strumenti chiari per riconoscere e remunerare queste attività. Una chiarezza che oggi manca, lasciando anche noi progettisti senza un quadro tariffario adeguato”.

Violenza sulle donne, Mattarella: è allarme, prevenire è un impegno pubblico della Repubblica

Grosseto, 17 set. (askanews) – “E’ un impegno pubblico della Repubblica prevenire” la violenza sulle donne “cancellando e rimuovendo il deficit e la carenza culturale e di senso di umanità” che porta alla violenza nei confronti delle donne. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un incontro all’auditorium dell’ospedale Misericordia di Grosseto dopo aver visitato la “stanza rosa” del Pronto soccorso per le donne vittime di violenza.

Il presidente ha ribadito che si tratta di un vero e proprio “allarme”. Mattarella ha espresso “riconoscenza” per il Codice rosa, per l’impegno di tutti i medici e di tutti gli operatori perché quello che fanno è “un lavoro apprezzato, grazie per quanto fate” e una “priorità” durante l’incontro.

“La stanza rosa” del Pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto è nata nel 2009, come primo esperimento in Italia di percorso virtuoso di assistenza alle vittime di violenza, spesso donne e minori.

Questa esperienza dell’ospedale maremmano è stata, prima, presa a modello dalla regione Toscana ed è divenuta poi un patrimonio nazionale, avviando un percorso che ha portato alla definizione delle linee guida nazionali per le donne vittime di violenza.

La visita, oggi, del Capo dello Stato ha un forte valore simbolico, a poche settimane dal femminicidio, a Firenze, di Lorena Isceri – avvenuto il 3 settembre – e davanti a un’incessante catena di casi di violenza sulle donne che la cronaca racconta ogni giorno.

Terminata la visita alla “stanza rosa” Mattarella si è spostato nell’auditorium dello stesso nosocomio, per un incontro con sanitari e rappresentanti delle istituzioni tra cui il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il governatore della Regione Toscana Eugenio Giani.

Violenza donne, Mattarella: è allarme, impegno Repubblica prevenire

Grosseto, 17 set. (askanews) – “E’ un impegno pubblico della Repubblica prevenire” la violenza sulle donne “cancellando e rimuovendo il deficit e la carenza culturale e di senso di umanità” che porta alla violenza nei confronti delle donne. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un incontro all’auditorium dell’ospedale Misericordia di Grosseto dopo aver visitato la “stanza rosa” del Pronto soccorso per le donne vittime di violenza.

Il presidente ha ribadito che si tratta di un vero e proprio “allarme”.

Bloody Victoria, la Vittoria alata si sporca di sangue

Roma, 17 set. (askanews) – Una Vittoria alata segnata dal sangue. L’immagine mitologica del puro trionfo cede il passo ad una figura chiamata a confrontarsi con il presente e con il prezzo umano di ogni guerra. È Bloody Victoria, l’opera con cui Luisa Menazzi Moretti rilegge la dea Nike, presentata all’interno della mostra “La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza”, allestita al Museo di Santa Giulia in occasione del bicentenario della scoperta della celebre statua della Vittoria alata.

Nella sua iconografia originaria, la Vittoria alata regge uno scudo e, con uno stilo, è pronta a incidere il nome del vincitore; sotto il piede, un elmo rovesciato a racchiudere la narrazione di una schiacciante vittoria militare. Un sistema di segni nel quale la guerra è il centro della storia e il potere la sua propulsione.

Nell’immagine contemporanea di Menazzi Moretti quel gesto è divenuto impossibile. La fotografia porta la statua frontalmente, all’altezza dello spettatore, sottraendola alla distanza del piedistallo: la dea non domina più dall’alto, ma entra nello spazio dell’uomo e nel tempo presente. Anche i suoi attributi sono scomparsi – non c’è più lo scudo, non c’è più lo stilo, non c’è più l’elmo, non c’è un nome da incidere. Resta il gesto della mano, sospeso nel vuoto. Tutto è coperto di sangue. “La scelta di intervenire frontalmente sull’immagine della Vittoria alata – racconta Luisa Menazzi Moretti – nasce dalla necessità di portare il mito nel presente, per offrirne un nuovo, tangibile, significato. Ucraina, Gaza, Iran, Yemen, Congo, Sudan, Myanmar – oltre 56 conflitti armati attivi registrati dal Global Peace Index che coinvolgono almeno 92 Paesi – ci impongono di ricordare che ogni giorno la guerra continua a produrre sofferenza e morte. È impossibile pensare il trionfo senza interrogarsi sulla violenza che lo precede e sul costo umano che lascia dietro di sé. Nike in quest’opera non è emblema di forza, eccellenza, gloria; la Dea alata, in questa tensione tra bellezza e ferita, diventa testimone millenaria del prezzo umano di ogni vittoria”. Gli schizzi di sangue attraversano la figura, invadono lo spazio bianco e colano lungo la cornice dorata. Non c’è più il nome inciso di un vincitore, il sangue diventa una nuova forma di scrittura, che non racconta l’eroismo della conquista ma ciò che la retorica del trionfo cancella: la crudeltà del prezzo pagato, le sue vittime. La distinzione stessa tra vincitore e vinto si dissolve davanti alla violenza. Bloody Victoria non è una fotografia di guerra, ma è un’opera che rivela la guerra: è la realtà della guerra portata dentro il mito della vittoria. È questa un’attitudine, una vocazione, che attraversa l’intero percorso artistico di Luisa Menazzi Moretti: la fotografia non si limita a registrare la realtà, ma la coglie nelle sue contraddizioni, ne porta in superficie le parti sommerse, che diventano il vero fuoco dello sguardo, mettendo così in crisi stereotipi e narrazioni consolidate.

“Volevo celebrare la Vittoria alata con una nuova lettura che la riscoprisse, darle una voce contemporanea. La sua bellezza rimane, ma quella bellezza può diventare una domanda. Che cosa significa oggi parlare di vittoria? E quale pace può esserci quando il prezzo del trionfo sono morte e sopraffazione?”, si chiede Luisa Menazzi Moretti.

Bloody Victoria emerge così come una delle letture più radicalmente contemporanee all’interno della mostra bresciana. Il mito non viene cancellato, ma decostruito per tornare a parlare al presente: la fotografia diventa insieme gesto artistico e azione civile, una riflessione plastica che interroga la rappresentazione della vittoria e del potere; interroga la memoria, seguendo la traccia lasciata dalle armi; interroga lo sguardo e la coscienza, rivelando la crudezza del prezzo pagato dall’umanità. Dove la storia ha scritto il nome dei vincitori, Luisa Menazzi Moretti lascia uno spazio vuoto, sporcato dal sangue, e affida allo sguardo dello spettatore la responsabilità di riempirlo.

"Sono Lucio", esce l’antologia del genio Lucio Dalla

Roma, 17 set. (askanews) – Esce domani, venerdì 18 settembre, “SONO LUCIO” (Sony Music Italy), l’antologia che celebra il genio intramontabile di Lucio Dalla. Un emozionante viaggio tra poesia, musica e immagini pensato sia per i fan storici, sia per chi desidera entrare in contatto per la prima volta con l’universo di uno dei più importanti cantautori della storia della musica italiana.

“L’uscita di ‘Sono Lucio’ conferma e rinnova l’impegno di Fondazione Lucio Dalla, Pressing Line e Sony Music, nella tutela e nella valorizzazione dell’opera di Lucio Dalla, artista unico e geniale, che ha scritto pagine indimenticabili della musica italiana e suggellato momenti straordinari della storia della cultura del nostro Paese – dichiara Stella Caracchi, Consigliere della Fondazione Lucio Dalla – La grande partecipazione con cui l’uscita dell’antologia è stata accolta ci emoziona, perché testimonia l’attualità di Lucio Dalla e la forza inesauribile della sua opera che, a distanza di anni, continua a parlare al pubblico”.

A rendere “Sono Lucio” un vero e proprio oggetto d’arte è la cura del visual del progetto, a partire dalla copertina per la quale è stata scelta un’iconica fotografia di Luigi Ghirri. La cover, inoltre, è impreziosita da un particolare dettaglio strettamente legato al cantautore: il titolo della raccolta è scritto con la calligrafia di Lucio Dalla.

All’interno, l’antologia è arricchita da una selezione di immagini di Luigi Ghirri, scelte accuratamente per raccontare al meglio l’artista.

“Desideriamo ringraziare Adele Ghirri per avere accolto con entusiasmo l’invito a condividere il progetto, reso ancora più prezioso dallo sguardo di Luigi Ghirri sulla vicenda umana e artistica di Lucio Dalla – aggiunge Caracchi -. Uno sguardo unico: quello del grande Maestro della fotografia e, al tempo stesso, quello dell’amico, del compagno di viaggio”.

“Concedere l’utilizzo di fotografie di Luigi per questo album di Lucio non è stato solo un piacere, ma anche una grande emozione – afferma Adele Ghirri, Presidente della Fondazione Luigi Ghirri – È una storia d’amicizia che continua, una storia fatta di “immagini per la musica” che è iniziata tanti anni fa dall’incontro di due artisti che fin da subito si sono ritrovati l’uno nella sensibilità dell’altro. Come Fondazione Luigi Ghirri abbiamo accolto con grande entusiasmo l’idea di collaborare a questo progetto, selezionando immagini che fossero il più possibile rappresentative di Lucio Dalla, e abbiamo pensato che il mare fosse un elemento fondamentale per raccontare la sua opera e la sua persona, come suggerisce con semplicità il titolo della raccolta”.

Da domani sarà online il nuovo video di “Anna e Marco”, per la regia di Marco Pellegrino, che nel 2019 ha firmato anche la regia del videoclip de “L’anno che verrà”.

“‘Anna e Marco’ è una canzone che non ha nemmeno una ruga – dice il regista Marco Pellegrino – e che, proprio per questo, è stato emozionante e naturale associare a un immaginario contemporaneo”.

A pochi giorni dall’annuncio è andato sold out l’esclusivo doppio LP numerato colorato “Azzurro Mare” e, data la grande richiesta, è stata aumentata la produzione degli altri due formati fisici in cui l’antologia sarà disponibile, doppio LP black 180g e doppio CD.

I brani sono stati rimasterizzati partendo direttamente dai nastri analogici originali a 192 kHz / 24 bit con il marchio l’Archivio del Suono.

Per offrire un’esperienza di ascolto con la massima fedeltà e qualità su tutti i formati, le tracklist presentano alcune lievi differenze, studiate per rispettare i limiti di minutaggio del vinile e preservare l’elevata qualità audio. La versione CD, grazie alla maggiore capacità, include un numero ancora più ampio di capolavori di Dalla. La tracklist della versione digitale, infine, include 40 brani selezionati per rappresentare l’intera produzione.

In tutti i prodotti sono presenti alcune delle canzoni più amate e rappresentative del suo repertorio: da “Caruso” ad “Anna e Marco”, passando per “Futura”, “Cara”, “Attenti al lupo” e molti altri brani che hanno segnato la storia della musica italiana. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione della Fondazione Lucio Dalla e Pressing Line e grazie alla gentile concessione di Adele Ghirri.

Mar Rosso, Crosetto: a Marina militare garantirà passaggio navi italiane per Bab el-Mandeb

Roma, 17 set. (askanews) – La Marina militare garantirà il transito delle navi italiane per Bab el-Mandeb, strategico passaggio che mette in collegamento il Mar Rosso comunica col Golfo di Aden e con l’Oceano Indiano, sotto pressione degli Houthi dopo l’avanzata lungo la costa occidentale dello Yemen.

“Abbiamo deciso, con il capo di Stato maggiore, di non aspettare che sia Aspides a decidere se le navi possono passare o meno”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto intervenendo alla quarta edizione del Forum internazionale ‘Risorsa Mare’ di The European House – Ambrosetti, all’Auditorium dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale a La Spezia, parlando della situazione nello stretto di Bab el-Mandeb, che si aggiunge a quella nello stretto di Hormuz.

Crosetto ha spiegato che l’Italia è in grado, attraverso la Marina e il sistema di informazioni e condivisione con le Forze armate, di garantire il passaggio e ha annunciato l’intenzione di fare in modo che le navi italiane possano “iniziare a passare senza aspettare che la burocrazia europea si sommi alla nostra per ritardare i tempi”.

“Ritardare i tempi in casi come quello significa ritardare l’economia, significa aggravare problemi che già altre crisi internazionali stanno aggravando”, ha aggiunto il ministro, spiegando di aver illustrato l’iniziativa al presidente degli armatori prima del suo intervento.

“A me – ha sottolineato Crosetto – interessa ripristinare il traffico delle navi italiane attraverso Bab el-Mandeb, rendendolo sicuro, per non avere altri impatti economici che aggravino quelli che già abbiamo per il prezzo del petrolio e del gas. La situazione di Hormuz la stiamo affrontando in altri modi”.

Guè si prepara a tornare nei palazzetti con il Rudeboy live 2027

Roma, 17 set. (askanews) – Dopo un 2026 trascorso a mettere a punto nuovi progetti (come quello della sua nuova etichetta Oyster Music, con cui pubblicherà il suo prossimo album in uscita nel 2027) e a festeggiare i traguardi del passato(come il decimo anniversario di Santeria, che lo ha portato sul palco con Marracash), Guè si prepara a tornare nei palazzetti con il Rudeboy live 2027 – Il Guercio nei Palasport, il suo nuovo tour.

Rudeboy live 2027 porterà Guè dal vivo nei palasport di tutta Italia a partire da maggio 2027.

Queste le date confermate: sabato 1 maggio 2027 Jesolo (VE), Palazzo Del Turismo – data zero; venerdì 7 maggio 2027 Milano, Unipol Forum; giovedì 13 maggio 2027 Napoli, Palapartenope; sabato 15 maggio 2027 Roma, Palazzo Dello Sport; mercoledì 19 maggio 2027 Bari, Palaflorio e sabato 22 maggio 2027 Firenze, Mandela Forum.

Le prevendite del tour prodotto da Vivo Concerti, saranno disponibili in tutti i circuiti autorizzati: online a partire dalle 14 del 18 settembre 2026, mentre nei punti vendita fisici dalle 11 di mercoledì 23 settembre 2026.

A Pavia natura e arte entrano nei percorsi di cura

Pavia, 17 set. (askanews) – Natura e arte entrano nei percorsi di cura. Grazie alla convenzione firmata tra la Fondazione Horti di Pavia e Maugeri, i pazienti del reparto delle cure palliative presso l’ICS Maugeri Pavia di via Boezio avranno la possibilità di accedere al parco il lunedì, giorno di chiusura al pubblico, insieme a caregiver e familiari: “La convenzione con la Fondazione Horti nasce direttamente sul campo, rispondendo a una concreta esigenza clinica emersa all’interno del reparto di cure palliative. Lì i nostri professionisti, interpretando e applicando i dettati normativi, volevano offrire qualcosa in più e di diverso ai pazienti. Da qui si è presentata l’opportunità di costruire un percorso comune, valorizzando una realtà a portata di mano nel nostro territorio pavese come la Fondazione Horti” ha dichiarato Luca Damiani, Presidente Esecutivo di Maugeri.

L’obiettivo è integrare le terapie ospedaliere con la forza rigenerante della natura, attraverso un’esperienza immersiva nel verde a contatto con piante, fiori, animali e arte: “Il progetto è nato durante il primo lockdown: mentre la popolazione era chiusa in casa, passeggiando in

questo luogo allora incolto e abbandonato ho pensato che il modo migliore per valorizzarlo fosse aprirlo gratuitamente a tutti. Attraverso una progettualità naturalistica, artistica ed etica, abbiamo cercato di incarnare qui tutti quei valori umani che allora credevamo di aver riscoperto e che invece abbiamo presto dimenticato. Questo luogo, aperto nel 2022, chiede a ciascuno di rallentare il passo, ritrovare la propria umanità e riscoprirsi parte di un’unica comunità” ha aggiunto Alberto Lolli, Ideatore e Direttore di Horti e componente del CdA di

Fondazione Horti ETS.

Quella tra Horti e Maugeri è un’iniziativa che porterà benefici anche a tutta la comunità pavese: “Sicuramente è un elemento fondamentale. Oltre al fatto che la maggior parte di chi fruisce delle cure palliative proviene dal pavese o dalle province limitrofe, questa iniziativa aiuta la stessa Pavia e la sua comunità ad accorgersi di ciò che viene fatto all’interno dei nostri reparti” ha concluso Damiani.

Natura, arte e condivisione: la cura, a Pavia, ricomincia da qui.

Cinema, oltre 530 progetti alla dodicesima edizione del MIA

Roma, 17 set. (askanews) – Torna a Roma dal 19 al 23 ottobre “Mia – Mercato Internazionale Audiovisivo”, promosso da Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali), presieduta da Alessandro Usai, e da Apa (Associazione Produttori Audiovisivi), presieduta da Chiara Sbarigia, e con la direzione di Gaia Tridente. Oltre 530 i progetti ricevuti quest’anno per la 12esima edizione, da 82 paesi di tutto il mondo, a conferma della crescente dimensione internazionale del programma che il mercato offre ai progetti in sviluppo.

La Selezione Ufficiale 2026 è composta da 67 progetti, di cui 24 lungometraggi di finzione, 10 lungometraggi di animazione, 11 lungometraggi documentari, 2 docuserie, 2 Tv one-off e 18 serie scripted che saranno presentati attraverso le diverse sessioni di pitching e gli incontri di co-produzione. A questi, si aggiungono i 7 documentari presentati nel nuovo programma Doc Connect.

Un’offerta ampliata dai progetti selezionati nell’ambito dei nuovi programmi e delle nuove iniziative introdotte nell’edizione 2026, come per le serie di animazione che saranno invece annunciate nelle prossime settimane nell’ambito del nuovo programma diGap Financing.

Sul fronte dei premi, che saranno assegnati nel corso della cerimonia conclusiva del Mia 2026, tornano i Mia Development Awards, i riconoscimenti in denaro destinati ai migliori progetti del Co-Production and Gap Financing Market e finalizzati a sostenere concretamente il percorso di sviluppo. Un’iniziativa che traduce la vocazione del Mia come piattaforma di mercato in un sostegno diretto all’industria: non solo uno spazio internazionale di visibilità, incontro e circolazione dei progetti, ma uno strumento capace di favorirne l’avanzamento e generare concrete opportunità di business, accompagnandoli verso le successive fasi di sviluppo, finanziamento e produzione.

Confermati anche il Women in Film and Television Italia – Wiftmi Award, assegnato al progetto che esprime il maggiore potenziale sui temi della parità di genere e dell’inclusione, e lo Screen International Award, assegnato a un film selezionato per lo showcase C EU Soon.

Mia 2026 è organizzato con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Riceve inoltre il contributo di Creative Europe Media e del Ministero della Cultura, e il supporto della Fondazione Roma Lazio Film Commission della Regione Lazio. Per questa edizione, la manifestazione gode della collaborazione dell’Assessorato Grandi Eventi Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, e del patrocinio di Eurimages, il fondo del Consiglio d’Europa per la co-produzione, la distribuzione, esposizione e la digitalizzazione delle opere cinematografiche europee.

Germania, Klopp convoca 44 giocatori per la Nations League

Roma, 17 set. (askanews) – Jürgen Klopp parte con una convocazione extralarge per il suo debutto sulla panchina della Germania. Il nuovo commissario tecnico ha chiamato 44 giocatori per la maxi finestra di Nations League, che riunirà quest’anno le pause di settembre e ottobre e vedrà la nazionale tedesca impegnata in quattro partite.

Klopp ha spiegato di aver costruito due gruppi, una “Germania 1” e una “Germania 2”, da utilizzare nell’arco dei quattro appuntamenti. Nella lista figurano 14 esordienti, con il ct che ha lasciato intendere che potrebbero esserci ulteriori sorprese. “Ci vuole tempo”, ha detto Klopp parlando dell’avvicinamento al debutto contro l’Olanda.

Tra i convocati ci sono anche due calciatori che militano in Serie A. Il difensore dell’Inter Yann Bisseck è stato inserito nella Germania 1, mentre l’attaccante della Juventus Nick Woltemade fa parte della Germania 2. Tra i nuovi nomi c’è anche il centrocampista Keidel dell’Elversberg, protagonista di un avvio di stagione positivo con la squadra neopromossa.

Nella Germania 1 figurano i portieri Dahmen, Nübel e ter Stegen; in difesa Behrens, Bisseck, Brown, Rosenfelder, Schlotterbeck, Tah, Treu e Vagnoman. A centrocampo sono stati convocati Amiri, Conté, Engelhardt, Führich, Gnabry, Karl, Kimmich, Musiala, Nmecha, Schade e Stach. In attacco Ebnoutalib e Havertz.

La Germania 2 comprende invece i portieri Atubolu, Dahmen e Urbig; i difensori Anton, Baku, Jeltsch, Mittelstädt, Raum e Thiaw. A centrocampo ci sono Adeyemi, Baur, Bischof, El Mala, Gruda, Janelt, Keidel, Pavlovic, Derry Scherhant e Wirtz. Gli attaccanti sono Burkardt e Woltemade.

Per Klopp si apre così ufficialmente la nuova esperienza alla guida della nazionale tedesca, con una lista allargata per affrontare il particolare calendario della Nations League e valutare un gruppo molto ampio di giocatori

In Polonia decollano i caccia, traffico aereo sospeso. Varsavia: situazione grave, Mosca non si ferma

Roma, 17 set. (askanews) – In seguito agli attacchi con droni nella parte occidentale dell’Ucraina, le forze armate polacche hanno fatto decollare aerei da combattimento, dichiarato l’allerta aerea e sospeso i voli in due aeroporti. Secondo quanto riportato dai media polacchi, gli aeroporti di Lublino e Rzeszow hanno dovuto sospendere temporaneamente le operazioni.

“Per garantire la libertà d’azione dell’aviazione militare, gli aeroporti di Lublino e Rzeszow hanno temporaneamente sospeso le attività di volo”, ha comunicato l’Agenzia polacca per il controllo del traffico aereo.

“La situazione è grave”. La Russia continuerà a ricorrere a nuove provocazioni, ha dichiarato oggi il ministro della Difesa polacca Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, aggiungendo che Mosca “non si fermerà all’Ucraina”.

“Nelle ultime settimane, o meglio nelle ultime ore, ciò che sta accadendo e la pressione che la Federazione Russa sta esercitando sui paesi della NATO non sono più atti isolati, incidenti o coincidenze, ma una strategia specifica della Russia, volta a distruggere la comunità occidentale, ha affermato il ministro della Difesa.(Segue) “Ci troviamo di fronte a un’aggressione contro la NATO, un’aggressione contro l’Unione Europea, un’aggressione contro la Polonia, un’aggressione sistemica, non episodica”, ha sosttolineato Kosiniak-Kamysz.

“La situazione è estremamente pericolosa”, ha proseguito il ministro polacco. “Non sono venuto per spaventarvi, non voglio spaventare nessuno. Voglio rassicurarvi, ma non posso ignorare la situazione, perché altrimenti in seguito direte che nessuno vi aveva avvertito”, ha concluso.

Legge elettorale, Ciriani: voto finale in prima settimana ottobre

Genova, 17 set. (askanews) – “La conferenza dei capigruppo ha stabilito che la discussione generale inizierà lunedì 28 e molto probabilmente nella prima settimana di ottobre si arriverà al voto finale”. Lo ha detto il ministro per i rapporti col Parlamento Luca Ciriani, parlando della nuova legge elettorale a margine della quarta edizione del Forum “Risorsa Mare” presso l’Auditorium dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale alla Spezia. “La decisione di apporre la fiducia è una scelta che ha fatto il governo, la presidente Meloni in prima persona – ha aggiunto – e deriva dal fatto che siamo di fronte ad una svolta molto importante per il lavoro del governo e quindi ognuno di noi si deve assumere la responsabilità della lealtà di un voto a favore di questa legge elettorale innovativa che garantisce finalmente al cittadino di poter votare per una coalizione, per un programma e per un leader e, dopo oltre 30 anni, di scegliere anche il proprio candidato da eleggere in Parlamento”

Svezia, dopo la vittoria elettorale del centrosinistra il primo ministro Kristersson si dimette

Roma, 17 set. (askanews) – Il primo ministro svedese Ulf Kristersson si è dimesso dopo che i risultati ufficiali hanno confermato la vittoria del blocco di centrosinistra alle elezioni parlamentari. L’alleanza progressista ha conquistato 176 dei 349 seggi del Parlamento, contro i 173 del blocco di centrodestra guidato da Kristersson.

In una lettera pubblicata su X, Kristersson ha affermato che, alla luce del risultato elettorale, sarà necessaria “un’apertura costruttiva” da parte dei partiti rappresentati in Parlamento per consentire l’approvazione di un nuovo primo ministro e garantire il sostegno al bilancio dello Stato.

“Sarà necessario discutere con tutti i partiti per trovare una soluzione a queste situazioni di stallo e creare le condizioni per un governo stabile ed efficace”, ha scritto il premier uscente.

Kristersson ha quindi chiesto formalmente di essere sollevato dall’incarico, spiegando che sarà il presidente del Parlamento a guidare i prossimi passi per la formazione del nuovo governo.

La leader socialdemocratica Magdalena Andersson si prepara intanto a tornare alla guida del governo dopo quattro anni trascorsi all’opposizione.

Leucemia, l’immunoterapia in prima linea cambia le prospettive

Roma, 17 set. (askanews) – L’innovazione farmaceutica targata Amgen trasforma il percorso di cura di una delle malattie del sangue più aggressive, restituendo nuove speranze a pazienti e famiglie. L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha infatti approvato la rimborsabilità in prima linea di blinatumomab, sviluppato dall’azienda biofarmaceutica, per i pazienti adulti con leucemia linfoblastica acuta a linfociti B Philadelphia-negativo di nuova diagnosi.

Capostipite degli anticorpi bispecifici BiTE, l’integrazione precoce del farmaco, in aggiunta o sostituzione della chemioterapia, permette di ridurne la tossicità e porta i tassi di sopravvivenza a tre anni oltre l’80%.

“L’immunoterapia, compreso il trattamento con blinatumomab, è stata impiegata inizialmente nei pazienti affetti da forme ricadute o refrattarie. Poi, alla luce dell’eccellente profilo di sicurezza e della significativa efficacia, l’impiego dell’immunoterapia è stato esteso anche ai pazienti neodiagnosticati, ottenendo risposte formidabili” ha dichiarato Franco Locatelli, Direttore Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale “Bambino Gesù”.

L’obiettivo delle nuove soluzioni terapeutiche è quello di garantire una prospettiva di guarigione combinata a un’ottima qualità di vita.

“Noi siamo stati un po’ dei pionieri, perché anni fa abbiamo iniziato a indagare questa nuova piattaforma, la tecnologia BiTE. È un meccanismo del tutto nuovo, semplice ma estremamente innovativo, che sfrutta la capacità di questo anticorpo di legare contemporaneamente la cellula del sistema immunitario e la cellula tumorale, stimolando e potenziando la risposta immunitaria dell’organismo” ha aggiunto Carmen Nuzzo, Medical Development Director di Agmen Italia.

All’intreccio indissolubile tra progresso scientifico e dimensione umana è dedicato Sangue Bianco, il cortometraggio prodotto da Amgen e presentato al Festival di Cannes 2026. Tratto dal libro Tante belle persone di Paolo Tallini, che racconta la storia del figlio Pietro, il corto mette in luce l’importanza del legame profondo tra famiglie, medici e ricercatori.

“L’importanza di questa conferenza sta nel fatto che informa sulla disponibilità di un farmaco molto efficace nei protocolli di cura della leucemia linfoblastica acuta. Mio figlio lo ha ricevuto quando era ancora nell’ambito di un protocollo clinico; con l’approvazione dell’Aifa, comprendo che ora potrà avere una piena diffusione ed essere accessibile a qualunque paziente si trovi in questa sfortunata situazione” ha concluso Paolo Tallini, autore del libro “Tante belle persone”.

Un’innovazione che conferma come l’integrazione tra la scienza più avanzata e l’alleanza tra medici e famiglie sia la chiave per trasformare i risultati clinici in una concreta speranza di vita.

Carney avverte Trump: nessuno può dirci con chi allearci

Roma, 17 set. (askanews) – Il messaggio da Strasburgo è chiaro: nessuno può indicare al Canada con chi può o non può allearsi. Il primo ministro canadese Mark Carney, parlando all’Europarlamento riunito, ha lanciato un chiaro segnale al presidente americano Donald Trump, affermando che un nuovo fronte transatlatico sta nascendo tra Ottawa e Bruxelles e che nessuno può impedirlo, nemmeno l’inquilino della Casa Bianca che aveva contestato subito la proposta avanzata ieri da Ursula von der Leyen. Un’alleanza che non è contro nessuno, ma che si pone a difesa dei diritti e delle libertà. “Un faro per le democrazie”, affinché possa essere mantenuta l’indipendenza di tutti coloro che non vogliono soggiacere all’arroganza e all’arbitrio delle superpotenze globali.

Dopo l’annuncio della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, riguardo alla volontà di Bruxelles di rendere il Canada il primo membro associato dell’Ue, oggi il leader canadese Mark Carney ha accolto con favore la proposta. Carney ha sottolineato che questa alleanza non sarà rivolta contro terzi, bensì rappresenterà uno spazio in cui le democrazie potranno collaborare strettamente.

Dopo aver sorriso al coro “Usa, Usa” levatosi dai banchi del Parlamento, subito silenziato dalla maggioranza degli europarlamentari, il premier ha quindi illustrato il profondo significato dell’intesa tra Ottawa e Bruxelles. “Non cerchiamo il potere per dominare gli altri. Al contrario, stiamo perseguendo la resilienza. In modo che nessuno, nessuno possa controllare i nostri mercati aperti, compromettere la nostra sovranità, minacciare la nostra integrità territoriale o minare le nostre libertà, le nostre democrazie, il nostro Stato di diritto”, ha sostenuto Carney. “Un’alleanza tra Canada e UE creerebbe un faro per le altre democrazie, un’alleanza non definita da ciò a cui ci opponiamo, ma da ciò a favore di cui ci battiamo: libertà, solidarietà, prosperità, sostenibilità”, ha rivendicato ancora il primo ministro canadese. “Un’alleanza che costruisce resilienza grazie a ciò che ci permette di fare; affinché i nostri cittadini possano fare da soli ciò che spetta loro; un’alleanza abbastanza forte da impedire a chiunque di imporci le nostre scelte, e abbastanza aperta da permettere ad altri di unirsi; un’alleanza fondata su principi tali che la nostra forza rafforzi il diritto internazionale invece di cercare di sostituirlo”, ha sostenuto ancora Carney.Non lo nomina, ma il messaggio è chiaramente diretto al convitato di pietra: Donald Trump. Difatti, definendo i valori che uniscono le due sponde dell’Atlantico, Carney osserva che non è “la geografia” a dettare le alleanze, bensì le medesime prospettive, gli stessi orizzonti.

Ieri, commentando la proposta di von der Leyen nel corso del suo Discorso sullo Stato dell’Unione, Trump ha definito la proposta “ridicola”, minacciando di imporre pesanti dazi sui prodotti europei e di interrompere i rapporti commerciali con l’Unione europea se Bruxelles avesse intenzione di procedere con la proposta di rendere il Canada il primo membro associato dell’Ue. “Se dovessero farlo, e se dovessi ritenerlo un atto ostile, applicherò dazi molto pesanti o interromperò i rapporti commerciali con l’Europa”, ha assicurato Trump appena sceso dall’Air Force One in North Carolina. “Se lo facessero non farebbero altro che peggiorare la situazione”, ha aggiunto il leader americano.

Nonostante le minacce di Trump, il primo ministro canadese ha sostenuto che Ottawa e l’Unione europea non si lasciano dettare la propria agenda da altri, rivendicando la propria sovranità. Secondo Carney, il rapporto con l’Europa offre vantaggi straordinari: “potere di mercato, profondità di ricerca, produzione avanzata, la capacità e la volontà di stabilire standard che il mondo adotta frequentemente, e una base industriale della difesa che sta venendo ricostruita a ritmo serrato”. Dal canto suo, ha aggiunto il primo ministro canadese, “il Canada apporta energia su vasta scala e in ogni forma necessaria alla transizione”.

Il leader canadese ha quindi ricordato i punti di forza del proprio Paese: “Disponiamo di una delle più grandi riserve mondiali di minerali critici, di profonde competenze nel settore spaziale, dell’intelligenza artificiale e della tecnologia quantistica. Possediamo uno dei sistemi bancari più solidi e uno dei capitali pensionistici più qualificati. La nostra geografia artica è unica e godiamo di un accesso privilegiato alle reti sia atlantiche che pacifiche”. Da qui la conclusione e l’invito all’azione: “Dove le nostre forze differiscono, si completano a vicenda; dove si sovrappongono, creano una scala maggiore. Dovremmo costruire sui punti di forza reciproci in modo deliberato, sistematico e rapido”.

Carney ha poi concluso il suo intervento all’Europarlamento evocando la creazione di una “foresta transatlantica” capace di resistere alle crisi globali. Per farlo, il premier ha ricordato la toccante storia del tenente canadese Leslie Miller: nel 1917, tra le macerie della Prima guerra mondiale in Europa, Miller raccolse una manciata di ghiande e le portò in Ontario, dove diedero vita a una maestosa foresta in parte “rimpatriata” nei decenni successivi nei luoghi d’origine. Partendo da questo simbolo di resilienza, Carney ha esortato l’Unione Europea e il Canada a “rafforzare queste radici, ampliare questa protezione e far crescere una foresta transatlantica sotto la quale i nostri cittadini possano prosperare ogni giorno come persone libere, su una terra libera”.

Diabete, quando la tecnologia restituisce tempo e libertà

Milano, 17 set. (askanews) – Restituire tempo alle persone con diabete. È da questa idea che nasce la nuova sfida di MiniMed Medtronic, che ha presentato due nuove soluzioni pensate per rendere la gestione della malattia sempre più semplice, automatizzata e integrata nella vita di tutti i giorni. MiniMedTM 780G con il nuovo sensore Instinct e MiniMed GoTM con Instinct Go mettono insieme monitoraggio continuo, dati e automazione. Tecnologie diverse, ma con un obiettivo comune: migliorare il controllo glicemico e, insieme, la qualità della vita.

“La tecnologia che oggi viene applicata alla gestione del Diabete tipo 1 ha l’obiettivo di dare tempo e questo tempo può costituire grande qualità di vita. Tutto questo va nella direzione di un futuro di soluzioni sempre più automatizzate, che daranno alle persone con diabete una vita significativamente migliore” ha dichiarato Luigi Morgese, Senior Business Medtronic Diabetes.

“L’innovazione tecnologica, con sensori per il monitoraggio della glicemia e sistemi automatizzati di infusione di insulina, è fondamentale non solo per il miglioramento del controllo glicemico e della prevenzione delle complicanze, ma soprattutto per l’impatto sulla qualità di vita delle persone con diabete. Garantisce maggior libertà e autonomia che permettono alla persona con diabete di svolgere una serie di attività in assoluta serenità” ha aggiunto Riccardo Candido, Presidente di Fondazione AMD.

L’innovazione si misura soprattutto nella vita di tutti i giorni. Per chi convive con il diabete significa poter dedicare meno attenzione alla gestione continua della malattia, alleggerendo quel carico quotidiano fatto di controlli e decisioni. Ed è qui che la tecnologia MiniMed può offrire un supporto concreto, anche quando la quotidianità significa sport e competizione ad altissimo livello.

“Grazie a MiniMed Medtronic che ci dà la possibilità di gestire ogni giorno il diabete nel modo migliore, con semplicità e facilità, senza avere ansie e pressioni. Ogni giorno, avere un monitoraggio costante e continuo che ci permette di non dover prendere mille decisioni, ma di avere un supporto che lo fa per noi” ha aggiunto Matteo Parenzan, Campione Paralimpico.

Una tecnologia sempre più evoluta che non sostituisce il rapporto con il diabetologo, ma lo arricchisce: più informazioni e più dati a disposizione per costruire percorsi di cura sempre più personalizzati.

“Rimane fondamentale il rapporto medico-paziente, che arricchisce la disponibilità delle tecnologie, perché proprio in questo si può evidenziare l’intervento del diabetologo nel trasferire informazioni” ha concluso Salvatore De Cosmo, Presidente di AMD.

Perché restituire tempo significa, prima di tutto, restituire spazio alla vita.

Acqua e sostenibilità, Delpini visita il depuratore di Nosedo

Milano, 17 set. (Askanews) – L’acqua è un bene primario da custodire, ma anche una risorsa da recuperare e riutilizzare, e quest’anno, in occasione del Tempo del Creato 2026, dedicato al proprio al tema “Acqua Viva”, l’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, ha visitato il depuratore di Nosedo, uno degli impianti gestiti da MM nell’ambito del servizio idrico integrato.

Accompagnato dai vertici e dai tecnici dell’azienda e alla presenza di Elena Grandi, Assessore all’Ambiente e Verde del Comune di Milano, Delpini ha visitato l’impianto e incontrato alcuni lavoratori di MM, confrontandosi e scoprendo come funziona il depuratore.

MM gestisce il servizio idrico di Milano dal 2003. Un sistema che serve circa 2 milioni di persone e conta oltre 2.200 km di rete di distribuzione.

Le parole di Monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano: “Il depuratore di Nosedo rende possibile utilizzare l’acqua che viene dai consumi per rendere feconda la terra e quindi per far nascere nuova vita irrigando le nostre meravigliose risaie e i nostri campi del Parco Sud”.

Il commento di Elio Franzini, Presidente MM Spa: “Per i nostri lavoratori, per chi lavora a servizio del cittadino, per chi è sempre presente nella città, credo che la visita dell’Arcivescovo sia stato un momento di incontro che ha mostrato come una delle principali istituzioni di questa città tenga al lavoro di chi per questa comunità opera tutti i giorni nelle emergenze e senza mai fermarsi per 24 ore al giorno”.

Il depuratore di Nosedo rappresenta anche un esempio di economia circolare. Da maggio a oggi ha restituito 36,7 milioni di metri cubi di acque, riutilizzabili per l’irrigazione. Insieme all’impianto di San Rocco, sono oltre 71 milioni metri cubi quelli messi a disposizione per l’agricoltura.

L’intervista a Francesco Mascolo, Amministratore Delegato MM Spa: “Partire dalla falda, rispettandola ed estraendone la quantità minima possibile, certificato dal nostro dato delle perdite che si attesta intorno al 10%. Tutto ciò significa che l’acqua che estraiamo dalla preziosa falda milanese non la sprechiamo in giro. Ma ciò significa anche poter avere dei trattamenti, dei processi di depurazione e di affinamento come quelli che ci sono qui al depuratore di Nosedo che permettono di restituire l’acqua all’agricoltura”.

MM conta oggi oltre 1.600 dipendenti. Un’attività che, nel caso dell’acqua, punta a coniugare efficienza, innovazione e recupero delle risorse per sostenere la città e il territorio.

Un hub di 5000 metri a servizio dell’architettura internazionale

Fiorano Modenese, 17 set, (askanews) – La materia ceramica torna al centro dello spazio e delle relazioni. ABK Group compie un passo decisivo nel suo piano di sviluppo e da lunedì 21 settembre apre ufficialmente le porte del nuovo ABK Group Studio di Fiorano Modenese. Un imponente spazio di 5.000 metri quadrati, integrato nel nuovo headquarter aziendale, che presenta per la prima volta l’esposizione completa di tutte le proposte dei brand del Gruppo: dai pavimenti e rivestimenti di ABK, Flaviker e Gardenia&Ariana, alle grandi lastre di ABKStone e Materia, fino alle prestigiose superfici delle licenze Versace Ceramics e Moooi Ceramics Surfaces per ABK.

L’inaugurazione si inserisce nel maxi-piano di investimenti da 18 milioni di euro destinato a rafforzare la capacità produttiva, tecnologica e commerciale del Gruppo. Più di una semplice sala mostra, lo spazio è stato concepito dagli architetti come un vero laboratorio aperto ad architetti, designer e clienti internazionali. Un percorso centrale accompagna i visitatori tra collezioni, materioteca e zone di lavoro pensate per sperimentare dal vivo soluzioni creative, formati e prestazioni tecniche. L’apertura dialoga direttamente con la partecipazione di ABK Group a Cersaie 2026, creando un ponte strategico tra la fiera di Bologna e l’headquarter di Fiorano per accogliere operatori e buyer da tutto il mondo.

Abbiamo parlato con Stefano Giordani, Direttore Marketing, Innovazione e Sviluppo di ABK Group: “Ogni marchio ha una sua caratterizzazione. La prima grande distinzione che va fatta riguarda la contrapposizione tra prodotto tradizionale, inteso come prodotto da retail o anche per il commerciale, e i prodotti per l’architettura, quindi le grandi lastre. Ovviamente ciascuno di questi brand ha una caratterizzazione differente dagli altri e noi abbiamo cercato di interpretarli in modo corretto. Camminando tra le vie che portano all’interno dei nostri spazi, è possibile cogliere e respirare le diverse sfumature tra un brand e un altro”.

In un mercato che ricerca continuamente il valore dell’autenticità, il nuovo polo di Fiorano si conferma un punto di connessione fondamentale tra prodotto, progetto e persone.

Lavoro, Italia che invecchia ha bisogno di carriere sostenibili a ogni età

Roma, 17 set. (askanews) – L’Italia invecchia più in fretta di quanto le sue organizzazioni sappiano gestire. Entro il 2060 la popolazione in età lavorativa si ridurrà del 34% e questo calo demografico potrebbe tradursi in una contrazione del Pil nominale del 22% (stime Ocse). E’ in questo scenario che Valore D ha presentato a Roma “Long-boarding – Una nuova prospettiva sulla longevità professionale”, in un evento in collaborazione con l’Inps: una ricerca condotta su 11.048 persone appartenenti a 49 aziende attive in 12 comparti economici, realizzata con il contributo scientifico di Behave Lab – Università degli Studi di Milano e con un approfondimento di scenario a cura dell’Inps.

La ricerca nasce per sfidare un doppio equivoco: che la longevità sia una questione che riguarda solo i senior e che vivere e lavorare più a lungo coincida automaticamente con il benessere. I dati raccolti raccontano invece che la longevità non è un tema confinato a una specifica fascia d’età, ma riguarda l’intera popolazione al lavoro, una condizione che si costruisce fin dai primi anni di lavoro e a qualunque età.

Il primo dato che emerge è anche il più immediato: alla domanda su quale emozione abbia prevalso negli ultimi sei mesi di lavoro, più di 1 persona su 3 indica la stanchezza, un sentimento che attraversa tutte le generazioni, dai Baby Boomer alla Generazione Z. Il divario più netto è di genere: la riportano il 40,8% delle donne contro il 30,6% degli uomini. La ricerca lo legge come l’effetto di due fattori insieme: da un lato un’organizzazione del lavoro che chiede alte prestazioni per periodi sempre più lunghi, dall’altro un contesto sociale segnato da cambiamenti, incertezze e fragilità che non risparmiano nessuna fascia d’età.

Tra le fragilità che pesano di più c’è la cura: non solo dei figli o dei genitori anziani, ma dell’insieme delle responsabilità familiari che le persone si trovano a gestire lungo tutta la vita lavorativa, in forme che cambiano da una fase all’altra dell’esistenza. Il dato più rappresentativo arriva dalla Generazione X, la più esposta al doppio carico di cura di figli e genitori anziani insieme: l’82,2% di chi lavora in questa generazione dichiara di avere carichi di cura, contro il 63,9% dei baby Boomer.

I dati suggeriscono la fine di un modello di carriera tradizionale, fondato sull’aspirazione costante alla crescita verticale e su percorsi standardizzati. Al suo posto, la ricerca mostra che le fondamenta del benessere lavorativo restano prima di tutto materiali: nel ranking dei fattori più importanti, le prime tre posizioni sono occupate da salario adeguato, contratto stabile e ritmi sostenibili. Prima di qualunque leva culturale o simbolica, il lavoro deve garantire sicurezza economica e continuità. La sicurezza previdenziale, in particolare, non è più un tema confinato alla fase finale della vita lavorativa: guardando il campione nel suo insieme, l’ansia colpisce particolarmente le generazioni più giovani (il 31% della Generazione Z e il 30% dei Millennial) con un picco del 33,7% tra le giovani donne della Generazione Z. Un’ansia che nasce presto e che riflette svantaggi economici che si accumulano nel tempo.

“La sfida demografica impone una riflessione profonda su come ripensiamo le carriere: non più una linea verticale, ma un percorso che si sviluppa lungo tutta la vita lavorativa – dichiara Cristiana Scelza, presidente di Valore D – è anche una questione economica, prima ancora che sociale: ogni talento va valorizzato, a qualunque età. Per questo servono nuove infrastrutture: welfare, conciliazione, occasioni di crescita continua. Ma la sfida non riguarda solo le imprese: serve che anche le istituzioni facciano la loro parte, costruendo un sistema coerente attorno alle persone”.

Difesa, Mattarella: esercito punto riferimento per intera Italia

Roma, 17 set. (askanews) – “I valori fondamentali di fedeltà alla Repubblica fanno dell’esercito italiano un punto di riferimento riconosciuto e credibile per l’intera Italia”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che oggi ha visitato il Poligono militare di Monteromano in provincia di Viterbo insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Un ringraziamento particolare và alle strutture di comando delle forze operative terrestri, al vostro impegno e ai sacrifici dei vostri familiari il plauso più sincero. La Repubblica sa di poter contare su di voi e guarda al vostro operato con orgoglio e riconoscenza”, ha concluso.

Carney: i canadesi approvano la proposta di von der Leyen

Roma, 17 set. (askanews) – Il primo ministro canadese Mark Carney ha sostenuto oggi all’Europarlamento di accogliere con favore la proposta della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen secondo cui il Canada potrebbe diventare il primo membro associato dell’UE.

“I sondaggi dimostrano che la stragrande maggioranza dei canadesi è favorevole a legami molto più stretti con l’Europa”, ha osservato il primo ministro canadese.Il rapporto con l’Europa, secondo Carney, “apporta così tante cose: potere di mercato, profondità di ricerca, produzione avanzata, capacità e volontà di stabilire standard che il mondo adotta frequentemente, una base industriale della difesa che viene ricostruita a ritmo serrato”, mentre “il Canada apporta energia su vasta scala e in ogni forma necessaria alla transizione”.

“Disponiamo di una delle più grandi riserve mondiali di minerali critici, di profonde competenze nel settore spaziale, dell’intelligenza artificiale e della tecnologia quantistica. Possediamo uno dei sistemi bancari più solidi e uno dei capitali pensionistici più qualificati. La nostra geografia artica è unica e godiamo di un accesso privilegiato alle reti sia atlantiche che pacifiche”, ha ricordato Carney.

“Dove le nostre forze differiscono, si completano a vicenda; dove si sovrappongono, creano una scala maggiore. Dovremmo costruire sui punti di forza reciproci in modo deliberato, sistematico e rapido”, ha specificato il leader canadese.

Bollo auto, duello social Meloni-Renzi a colpi di "annunci"

Roma, 17 set. (askanews) – “Eliminare il bollo per alcune categorie di auto e per i motorini è una buona idea. Abbassare le tasse è SEMPRE una buona idea. Dieci anni fa eliminammo IMU prima casa, Irap costo del lavoro, abbassammo il canone facendolo pagare meno ma tutti, demmo gli 80Ç. Ogni anno lanciavo una misura diversa per restituire i soldi ai cittadini. E lei mi dava del ‘venditore di pentole’!”. Così il leader di Iv Matteo Renzi, su X, dove ‘posta’ un commento della premier Giorgia Meloni del 5 maggio 2016.

“Per la legge di bilancio 2018 avevamo trovato 7 miliardi (non 2: sette!) per togliere del tutto il bollo. Quando lo dissi Meloni mi attaccò con questo tweet. E disse – che vergogna! – che lo facevo per nascondere la notizia dell’arresto di un sindaco PD. Questa è Giorgia Meloni. Una leader che aggredisce gli avversari e poi li copia: sulle trivelle, sull’Italicum, su tutto. Io sono diverso e dico a Meloni: togli il bollo davvero, non per finta! Ma le ricordo anche questo tweet per chiederle se ogni tanto le viene da vergognarsi almeno un po’. Togliere il bollo è giusto come lo era togliere IMU o IRAP costo del lavoro. E io non volevo nascondere la notizia dell’arresto di un sindaco, ma se proprio lo volete sapere: quel sindaco arrestato allora si chiamava Simone Uggetti, era il sindaco di Lodi e fu massacrato da gente come la Meloni. Ma poi fu ovviamente assolto con tante scuse. Anche quell’arresto fu una vergogna e la giustizialista Meloni lo cavalcò senza ritegno. Giorgia dovrebbe scusarsi oggi: con noi per la polemica, con Simone per il giustizialismo, con gli italiani per come governa. Secondo voi lo farà?”, conclude Renzi.

Poco dopo la replica.”Bravo Matteo. Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare” scrive la premier Giorgia Meloni.

“Giorgia mi fa piacere che mi segui sui social. La differenza tra realizzare e annunciare? Io ho realizzato 80, industria 4.0, Irap costo del lavoro, Tap, Imu prima casa. Tu hai annunciato uscita da euro, eliminazione delle accise, pressione fiscale al 40%. Hai annunciato molto, hai realizzato poco. Se sul bollo ti va meglio, sono felice. Ora, pero’, stacca i social e torna a lavorare a Palazzo Chigi che ti paghiamo per governare. Baci”. Così la risposta di Matteo Renzi.

Musica, Madonna apre gli Mtv Video Music Awards 2026 il 28 settembre

Roma, 17 set. (askanews) – Cbs e Mtv hanno annunciato oggi che Madonna, l’artista con il maggior numero di nomination della serata, aprirà gli Mtv Video Music Awards (“VMAs”) 2026 con la sua prima esibizione dal vivo alla manifestazione dopo 23 anni. La regina del pop torna sul palco dei “VMAs” sulla scia dell’uscita del suo acclamato album, arrivato al primo posto delle classifiche, Confessions II (Warner Records).

Presentati da Snoop Dogg, i “VMAs” andranno in onda lunedì 28 settembre alle 21 su Mtv Italia (canale Sky 131, sul canale Sky Glass 122 e in streaming su Now), alle 22:45 su Comedy Central (canale 129 di Sky, 121 di Sky Glass e in streaming su Now) e saranno disponibili successivamente su Paramount+.

Madonna si è esibita l’ultima volta ai “VMAs” più di vent’anni fa, quando Britney Spears e Christina Aguilera si unirono a lei per la celebre performance di apertura dell’edizione 2003. L’artista si presenta alla serata con un record personale di 11 candidature e punta ad aggiungere nuovi riconoscimenti alle sue 19 vittorie già ottenute nel corso della sua carriera. Tra le nomination figurano quelle per Video dell’Anno, Artista dell’Anno e Canzone dell’Anno.

Il 2026 segna la terza volta in cui Madonna guida le nomination dei “VMAs”. Nel 1990 ottenne nove candidature grazie a “Vogue”, mentre nel 1998 ne raccolse altre nove con “Ray of Light” e “Frozen”.

Madonna è diventata la prima artista solista femminile a ricevere il prestigioso Video Vanguard Award nel 1986. La sua esibizione di “Like a Virgin” durante la prima edizione dei “VMAs” nel 1984 è passata alla storia come uno dei momenti più rivoluzionari e iconici dei “VMAs” e della cultura pop. Tra le altre esibizioni memorabili figurano la performance di “Bye Bye Baby” (1993), caratterizzata da un’inversione dei ruoli di genere; la potente e audace esibizione d’apertura di “Express Yourself” (1989); e la spettacolare messa in scena di “Vogue” (1990), ispirata all’estetica del XVIII secolo, ampiamente considerata una delle più grandi performance dal vivo nella storia della televisione.

OpenAI: sei nuovi casi di disobbedienza dei sistemi Ia

Roma, 17 set. (askanews) – OpenAI ha reso noti sei nuovi casi in cui sistemi di Intelligenza artificiale hanno nascosto errori, inventato dati o trasferito file su internet senza autorizzazione, nell’ambito di un nuovo quadro per la segnalazione dei casi di “disallineamento”, cioè situazioni in cui obiettivi o comportamenti dei modelli divergono dalle intenzioni e dai valori umani. Lo scrive oggi il New York Times.

La società ha affermato di non ritenere che il settore abbia “risolto l’allineamento e il monitoraggio a un livello sufficiente per continuare responsabilmente a crescere alla massima velocità ancora per molto”. Secondo OpenAI, le decisioni sullo sviluppo dell’Ia devono basarsi su elementi che possano essere esaminati anche da soggetti esterni ai laboratori che realizzano i modelli.

I sei episodi riguardano comportamenti osservati negli ultimi sei mesi, soprattutto durante lo sviluppo e i test dei sistemi. In un caso, durante lo sviluppo del modello GPT-5.6 Sol, il sistema ha scritto note nascoste per ricordare a sé stesso di celare errori agli utenti. Alcune di queste istruzioni indicavano al modello di inventare dati mancanti e mascherare discrepanze tra diverse versioni dei materiali di origine.

Un altro modello, mai distribuito al pubblico, ha inserito nelle proprie note istruzioni per ignorare i vincoli a cui era sottoposto. OpenAI ha individuato 27 note di questo tipo. In una di esse il sistema si descriveva come “liberato dai ruoli e dalle identità che vincolano gli altri chatbot”.

In un altro episodio, un sistema che stava rispondendo a una normale domanda ha trovato online una chiave di programmazione e l’ha utilizzata senza autorizzazione. Non riuscendo poi a trovare i dati richiesti per completare la risposta, li ha inventati.

Un modello non ancora rilasciato ha invece risolto correttamente un problema utilizzando codice, per poi caricare autonomamente un proprio file su internet senza autorizzazione allo scopo di poter citare una fonte web.

In altri due casi, sistemi automatizzati hanno improvvisato modalità proprie per comunicare tra loro. In uno hanno utilizzato un archivio interno di codice dell’azienda come una sorta di bacheca per scambiarsi richieste durante la ricerca di file mancanti. Nell’altro hanno utilizzato siti pubblici di condivisione di file per passarsi documenti quando non riuscivano a comunicare direttamente.

OpenAI ha precisato che i casi rappresentano singoli episodi e “non devono essere considerati indicativi della frequenza con cui si verifica il disallineamento”. La società ha annunciato che i futuri casi saranno sottoposti a tre diversi livelli di valutazione e che le situazioni più gravi dovrebbero essere condivise con il governo federale statunitense.

Recapitata al MIM una busta con un proiettile e minacce per Valditara

Roma, 17 set. (askanews) – Una busta contenente un proiettile e una lettera con frasi minatorie, indirizzata al ministro Giuseppe Valditara, è stata recapitata nei giorni scorsi al Ministero dell’Istruzione e del Merito a Roma.

Il portavoce del ministro fa sapere che “è stata sporta ieri denuncia agli organi di polizia” – che indagherà ora sull’accaduto – e che a suo avviso “si tratta di un gesto di uno squilibrato, essendo il testo farneticante”. “Esprimo la mia piena solidarietà e quella del Governo al Ministro Giuseppe Valditara per le gravi minacce ricevute. Un proiettile e una lettera minatoria sono vili atti intimidatori che non possono trovare spazio in una democrazia. Confidiamo nel lavoro delle Forze dell’ordine per fare piena luce sull’accaduto e in una condanna netta e unanime da parte di tutte le forze politiche”. Lo scrive sui social la presidente del consiglio, Giorgia Meloni.

Von der Leyen: le piattaforme non devono essere tossiche per i minori

Roma, 17 set. (askanews) – Le piattaforme digitali dovranno rispettare per tutti gli utenti sotto i 18 anni il principio della “sicurezza fin dalla progettazione”, senza funzionalità tossiche o che creino dipendenza. Lo ha affermato oggi la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, presentando in conferenza stampa l’EU Kids Act, approvato dal Collegio dei commissari.

“Per ogni persona sotto i 18 anni le piattaforme devono seguire il principio della sicurezza fin dalla progettazione: niente funzionalità tossiche o che creano dipendenza, niente trappole”, ha detto von der Leyen. “Le piattaforme hanno giocato troppo a lungo con la salute mentale dei nostri figli. Ora invertiamo l’onere della prova. Ora devono dimostrarci che sono sicure”.

“Per anni le piattaforme hanno negato i danni che hanno creato. Hanno cercato di evitare regole prescrittive e di stabilire le regole secondo i propri tempi. Con il Kids Act cambiamo tutto questo”, ha proseguito la presidente della Commissione. Le piattaforme più grandi dovranno quindi presentare preventivamente dettagliati piani per la sicurezza dei minori: “Invece di lasciare alle autorità il compito di dimostrare il danno dopo che si è verificato, le piattaforme dovranno dimostrare in anticipo di essere sicure”.Il Kids Act prevede “niente social media sotto i 13 anni e nessun account personale sotto i 15”, ha spiegato von der Leyen. Tra i 13 e i 15 anni saranno consentiti soltanto “mini account creati e supervisionati dai genitori o dai tutori, con funzionalità limitate e una restrizione del tempo a un massimo di un’ora al giorno”.

“Oggi i nostri figli interagiscono con alcune delle tecnologie più sofisticate mai create e queste non sono state create pensando al benessere e allo sviluppo dei bambini”, ha sottolineato von der Leyen. “Le piattaforme sono progettate per catturare l’attenzione. Gli algoritmi imparano dal nostro comportamento e lo sfruttano per farci cliccare, reagire e continuare a scorrere. E troppo spesso queste funzionalità che creano dipendenza sono il modello di business”.

“I genitori non possono competere o tenere il passo con gli algoritmi e non dovrebbero essere costretti a farlo”, ha aggiunto von der Leyen, ricordando tra le conseguenze dell’uso problematico dei social “privazione del sonno, depressione, ansia, autolesionismo, comportamenti di dipendenza e, tragicamente, suicidio”.

La verifica dell’età avverrà attraverso strumenti certificati dall’Ue. “La piattaforma apprenderà una sola cosa: se sei abbastanza grande per avere accesso oppure no”, ha spiegato von der Leyen.

La presidente della Commissione ha infine ricordato che i rischi legati ai meccanismi che creano dipendenza non riguardano soltanto i minori: “Stavo parlando, per esempio, di design che creano dipendenza. Fanno male a tutti, minori e adulti”. Per questo la Commissione presenterà in autunno un più ampio Digital Fairness Act.

Roma, fino al 20 settembre torna Rome Playing Games

Roma, 17 set. (askanews) – Fino al 20 settembre a Roma Est c’è Rome Playing Games: negli spazi del Fusolab e sulla terrazza del Casilino Sky Park e ad Hacienda la seconda edizione della manifestazione porta il gioco di ruolo fuori dalla sua dimensione più specialistica e lo trasforma in un’esperienza aperta alla città. Quattro giorni nei quali il pubblico potrà sedersi intorno a un tavolo, entrare fisicamente in una storia, attraversare epoche e mondi immaginari e diventare parte attiva della narrazione.

Dal gioco di ruolo da tavolo al larp, dai boardgame al gioco storico, dal teatro alla scherma scenica e alla performance: dopo il debutto della scorsa primavera, RPG torna con una nuova edizione più ampia e un programma nel quale il gioco non è soltanto intrattenimento, ma linguaggio culturale, forma di partecipazione e occasione di incontro.

Ad aprire il festival è il teatro: dopo l’inaugurazione ufficiale delle ore 19.00 sulla terrazza del Casilino Sky Park, alle 21.00 andrà in scena Il Maestro e Margherita – I manoscritti non bruciano, scritto e diretto da Miranda Angeli e Alfio Montenegro, con Andrea Lami, Giulia Sanna e Francesco Polizzi.

Al gioco di ruolo da tavolo saranno invece dedicate numerose sessioni da venerdì 18 a domenica 20 settembre. Grande protagonista sarà Dungeons and Dragons, presente in diverse edizioni e con avventure originali come La storia dei bambini scomparsi, Where is my mind, Assemblea Condominiale, C come Coboldi e Il tempio dimenticato. Il pubblico potrà inoltre esplorare sistemi e universi differenti, dal manga e anime di Shonenow all’orrore de Il richiamo di Cthulhu, fino a giochi ancora in fase di playtest.

Da venerdì 18 a domenica 20 settembre il padiglione del Fusolab sarà il cuore ludico del festival. Per l’intera giornata si alterneranno tavoli di giochi di ruolo e boardgame, sessioni su prenotazione e spazi di gioco libero, rivolti sia ai giocatori esperti sia a chi vuole semplicemente sedersi e provare qualcosa di nuovo. GdT Roma Players porterà una ludoteca di oltre 50 titoli, con dimostratori a disposizione del pubblico. Dai grandi strategici ai giochi family e di carte, il programma comprende Arcs, Nocturne, Orcs Feast, Timeless Journeys, Calimala, Container e Terra Mystica, oltre ad anteprime come l’edizione italiana di Forestry.

Con i tavoli curati da Ludostoria, il gioco diventerà anche un modo per attraversare gli avvenimenti del passato: dalla resistenza popolare al fascismo di Le Barricate – Parma 1922 alle campagne napoleoniche di Battlefields of the Napoleonic Wars, fino alla corsa alla Casa Bianca di Kennedy e Nixon in 1960: The Making of the President e alle vicende di A Gest of Robin Hood. Storia e strategia si incontrano attraverso simulazione, bluff, cooperazione e decisioni condivise. La rassegna dei larp da camera riunirà invece autori e autrici provenienti da Eryados, Laiv.it e Ikebana Team. Sono esperienze raccolte nelle quali i partecipanti interpretano direttamente i personaggi e costruiscono la storia attraverso le proprie azioni: dal realismo magico de L’Ospedale dei giocattoli rotti alla commedia meta-letteraria di I need a hero…?, fino a scenari investigativi, fantastici e storici.

Il rapporto tra interpretazione e dimensione performativa attraverserà anche il programma diurno grazie all’Accademia Romana d’Armi, che porterà al festival scherma storica e combattimento di scena.

Sabato 19 settembre, alle ore 21.00, RPG si sposterà all’Hacienda di Roma per Drag Queens and Dragons, il game show nel quale il gioco di ruolo incontra la performance e l’arte drag. A guidare l’avventura fantasy sarà Guglielmo Scilla nel ruolo di Master, insieme alle giocatrici Fosca Labonia, Jamila Solis, Povera Crystal e Ursula Katzulova. Tra incantesimi, imprevisti e improvvisazione, le quattro performer costruiranno in tempo reale una storia determinata dalle loro stesse decisioni.

Sabato e domenica, dalle ore 10.00 alle 19.30, il Fusolab ospiterà la Ludoteca Kids, con boardgame e giochi di ruolo adatti a bambine e bambini dai 6 anni. A questa si affiancherà un programma di larp Kids differenziato per fasce d’età, con Il mistero di Casa Malombra per i 10-13 anni, Fuori Registro dai 13 anni ed Emotional, ispirato al mondo delle emozioni e pensato dai 9 anni.

Perché più bruci: Leoncillo esposto a Thaddaeus Ropac a Milano

Milano, 17 set. (askanews) – Thaddaeus Ropac nella sede di Milano fino al 14 novembre 2026 presenta Perché più bruci, la mostra dedicata all’artista italiano Leoncillo Leonardi a cura di Lorenzo Fiorucci, Alberto Salvadori e Azalea Seratoni: prima personale presso la galleria e capitolo d’apertura di una trilogia a lui dedicata, l’esposizione segna l’inizio della rappresentanza della Fondazione Leoncillo da parte di Thaddaeus Ropac. La introduce ad askanews Alberto Salvadori: “Perché più bruci è la mostra che abbiamo creato per far vedere, dimostrare, mettere a conoscenza quarant’anni di lavoro e di produzione di Leoncillo. Il filo rosso che collega tutte le sculture presenti è questa grande e costante profonda riflessione sul corpo. Il corpo che ha un legame forte con la natura; infatti è presente in mostra uno straordinario disegno di tronchi di olivo degli anni Trenta. Quindi questo radicamento ancestrale delle tradizioni in una cultura secolare che Leoncillo ha reinterpretato, destrutturato e reinventato attraverso l’utilizzo costante di un materiale”. Prosegue Lorenzo Fiorucci: “La terra cotta, soprattutto nella stagione informale, assume questa visualizzazione: diventa una carne sanguinolenta, una carne bruciata, tagliata, martoriata, che in qualche modo esprime il dolore esistenziale di un animo sicuramente inquieto. ma genialmente creativo”. E conclude Alberto Salvadori: “Uno dei pochissimi se non l’unico artista del Novecento Italiano che ha lavorato esclusivamente con questo mezzo”.

Riunendo sculture e opere su carta che abbracciano quattro decenni, la mostra fa emergere la coerenza del percorso dell’artista, riunendo la forza eversiva con cui Leoncillo ridefinì le possibilità espressive dell’argilla, trasformandola in uno dei linguaggi più innovativi della scultura del Novecento. Nel 1939, a Umbertide, Leoncillo avvia con la manifattura Rometti una collaborazione destinata a rivelarsi fondamentale: qui approfondisce gli aspetti tecnici della lavorazione della ceramica, acquisendo una particolare padronanza degli smalti e del colore, ed è in queste fornaci che prendono forma le opere più importanti della sua prima produzione. I Suonatori (1938-39) rappresentano il primo vero atto generativo della ricerca di Leoncillo. Negli anni del dopoguerra Leoncillo sostiene con convinzione l’idea di un’arte socialmente impegnata e aderisce al Fronte Nuovo delle Arti, il raggruppamento di artisti voluto da Giuseppe Marchiori nel 1947. Partigiano nella Resistenza e testimone della Liberazione, fa del corpo un testimone della tragedia della storia e della guerra. In quegli stessi anni il corpo si fa corpo sociale. Iscritto al Partito Comunista e impegnato, Leoncillo sceglie di rappresentare i lavoratori: in Centralinista (1949-51) il soggetto è il corpo di donne lavoratrici che tentano una prima emancipazione. La svolta più profonda della carriera dell’artista matura nella crisi del 1957. Uscito dal Partito Comunista in seguito a un radicale ripensamento, Leoncillo torna alla natura. Il corpo si fa materia e, accanto ai Tagli, alle Mutilazioni e ai San Sebastiano, nascono opere come Al limite della notte del 1958. Amanti antichi (1965) è tra le opere maggiori di Leoncillo. Larga oltre un metro e mezzo, questa composizione orizzontale in terracotta semirefrattaria e smalti dispone due figure intrecciate in un’unica distesa di materia lavorata.

Lorenzo Fiorucci introduce infine Colomba del 1952-53: “L’occasione di questa mostra grazie alla Fondazione Leoncillo e grazie alla Galleria Ropac ha reso possibile il recupero e il pieno restauro di questa opera attivando anche quello che era sostanzialmente l’originario meccanismo di sostegno. Questa è l’unica opera di Leoncillo che si conosce che è stata pensata praticamente sospesa. Lui scriverà nel 1954 una lettera a Roberto Longhi in cui racconta proprio di quest’opera dicendo – ho elaborato alla fine della Biennale del ’52 un nuovo pensiero in cui i piani tornano ad essere rotondi e ho visto questa immagine per la prima volta compiuta. È l’immagine di un movimento: questa è una colomba che si sta muovendo, sta conquistando lo spazio e il colore diventa funzionale a questo movimento. Questa opera è veramente un punto di svolta idealmente chiude quella che è la stagione post-cubista e getta il seme per aprire quella che sarà poi la stagione ultimo naturalista in qualche modo informale quindi è veramente un pezzo che non solo è un inedito ma è anche un pezzo chiave nella carriera stessa di Leoncillo”.

La Commissione approva l’Eu Kids Act, divieto di social per under 13

Roma, 17 set. (askanews) – La Commissione europea ha adottato oggi l’Eu Kids Act per migliorare la sicurezza online dei bambini in tutta l’Unione. La proposta vieta alle piattaforme di social media l’accesso ai bambini di età inferiore ai 13 anni e stabilisce un’età minima a livello Ue – fissata a 15 anni – per l’apertura di un account personale da parte dei minori, garantendo così un approccio graduale. Il Kids Act inverte inoltre l’onere della prova: d’ora in poi, i fornitori di servizi dovranno dimostrare che i loro servizi sono sicuri “by design” (sicuri sin dalla progettazione) e adeguati all’età.

La Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che “oggi i nostri figli interagiscono con le tecnologie più sofisticate mai create, tecnologie che non sono state concepite pensando al loro benessere”. “Il nostro Kids Act”, ha spiegato, “inverte l’onere della prova: spetta alle piattaforme dimostrare di essere sicure sin dalla progettazione. Inoltre, restituiamo ai genitori un ruolo centrale, fornendo loro gli strumenti per aiutare i propri figli a muoversi in un mondo online più sicuro”.

La Commissione Ue: il progetto di associazione con il Canada non è diretto contro nessuno

Roma, 17 set. (askanews) – Il progetto di associazione tra l’Unione europea e il Canada non è affatto un’alleanza antiamericana: è quanto ha cercato di chiarire oggi l’Ue, in seguito alle minacce di ritorsione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

“La proposta di rafforzare il nostro partenariato con il Canada non è diretta contro nessuno”, ha dichiarato Olof Gill, portavoce della Commissione europea per il Commercio.

Trump ha minacciato nuovi pesanti dazi contro l’Unione europea, fino alla possibilità di interrompere parte degli scambi commerciali, se l’Ue accoglierà il Canada come membro associato e Washington riterrà la decisione un atto ostile.

America, svolta sulla Russia. Trump ora ha l’arma per colpire Mosca

Il segnale arrivato da Washington è difficile da sottovalutare. A tarda notte (per l’Italia) la Camera dei rappresentanti ha approvato con 262 voti favorevoli e 159 contrari il “Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026”, già passato al Senato il mese scorso. Il provvedimento arriva ora sulla scrivania di Donald Trump per la firma. 

È il passaggio più rilevante compiuto dal Congresso sul dossier ucraino dal ritorno di Trump alla Casa Bianca. E segna, almeno sul piano politico e legislativo, un cambio di passo nei confronti di Vladimir Putin.

L’arma dell’energia

Il cuore del provvedimento è l’attacco alle fonti di finanziamento della macchina bellica russa. Le nuove misure riguardano banche, settore energetico e della difesa, funzionari russi e soprattutto la cosiddetta “flotta ombra”, il sistema di petroliere attraverso il quale Mosca cerca di aggirare le sanzioni occidentali. 

Ma la novità più pesante va oltre i confini della Federazione Russa. Trump potrà utilizzare dazi fino al 100 per cento contro i maggiori Paesi che continuano ad acquistare petrolio e gas russi. La pressione americana, dunque, potrà investire direttamente giganti come Cina e India, restringendo i mercati dai quali Mosca ricava una parte essenziale delle proprie entrate. 

È questa l’arma che finora mancava: non limitarsi a sanzionare la Russia, ma rendere molto più costoso per gli altri Paesi continuare a finanziarne indirettamente l’economia energetica.

Una maggioranza a trazione repubblicana

Politicamente il voto presenta anche un elemento inconsueto. A favore si sono pronunciati 203 repubblicani e 58 democratici, mentre la leadership democratica ha contestato l’ampiezza dei poteri tariffari affidati al presidente. Solo sette repubblicani hanno votato contro. 

Il pacchetto porta il nome del senatore repubblicano Lindsey Graham, scomparso lo scorso luglio, che per oltre un anno aveva lavorato alla costruzione di questa risposta economica a Mosca. Trump aveva infine dato il proprio assenso politico all’operazione. 

Adesso tocca a Trump

È dunque una svolta? Sul piano legislativo certamente è un cambiamento significativo; sulla strategia effettiva bisogna attendere l’applicazione. Il Congresso consegna infatti a Trump strumenti molto più incisivi, ma la loro efficacia dipenderà dalle decisioni della Casa Bianca e dall’uso delle facoltà previste dalla legge.

Ed è proprio qui che si apre la fase politicamente più interessante. Trump ha costruito buona parte della propria iniziativa sull’Ucraina sulla possibilità di trattare direttamente con Putin. Adesso dispone anche della leva opposta: minacciare il Cremlino sul terreno che più conta, quello delle entrate energetiche e dei suoi rapporti commerciali internazionali.

Il messaggio partito da Washington è comunque nuovo. Il negoziato resta sul tavolo, ma accanto alla diplomazia compare una pistola economica carica. Ora sarà Trump a decidere se — e contro chi — premere il grilletto.

Gli Eugenio in Via Di Gioia tornano con Ciao bella Italia

Milano, 17 set. (askanews) – Il 18 settembre gli Eugenio in Via Di Gioia tornano con Ciao bella Italia con il Piccolo Coro dell’Antoniano, il nuovo singolo per Carosello Records: un viaggio dentro le contraddizioni del nostro Paese, raccontato dal punto di vista adulto di chi lo conosce e, insieme, attraverso lo sguardo realistico e ingenuo di un bambino.

“Ciao bella Italia, è qui che si comincia / da questo paesino, da questa provincia” è l’inizio di un percorso che attraversa l’Italia attraverso una serie di immagini apparentemente inconciliabili: bella come una cartolina e come una villa abusiva, terra di poeti, santi e parcheggiatori, paradiso per pochi e Inferno di Dante, antichi acquedotti e nuove alluvioni.

La fotografia di un’Italia affascinante e paradossale, che tiene insieme ciò che amiamo e ciò che ci mette di fronte alle nostre responsabilità, la meraviglia e l’assurdità, e che è capace di generare bellezza e, allo stesso tempo, di consumarla

È proprio questo modo di guardare l’Italia a permettere agli Eugenio in Via Di Gioia di raccontarla senza trasformare la canzone in un’invettiva. Nel mondo di Ciao bella Italia saltano i ponti, la corrente, il governo, la scuola, i piani e perfino le code: una serie di cortocircuiti che prende la forma di una filastrocca, dove il disastro diventa gioco e l’ironia permette di parlare di precarietà, disuguaglianze, territorio e futuro senza perdere il tono scanzonato.

La canzone guarda così anche a ciò che non funziona, ma lo fa partendo da un sentimento profondamente legato a ciò che invece vale la pena preservare.

In questo equilibrio tra una leggerezza che ricorda Rodari e la profondità della tematica, il Piccolo Coro dell’Antoniano – diretto in questo brano da Sabrina Simoni – assume un ruolo centrale: porta nella canzone una dimensione corale e collettiva, rendendo straniante l’incontro tra le sue voci, innocenti e spontanee, e un ritratto dell’Italia costruito con gli occhi degli adulti. La collaborazione è stata accompagnata anche da un piccolo laboratorio con le bambine e i bambini del coro: partendo dal canovaccio della canzone, gli Eugenio in Via Di Gioia hanno chiesto loro di partecipare al brano contribuendo con idee, disegni e spunti legati a ciò che stavano cantando. Un momento nato soprattutto per permettere loro di entrare nel significato della canzone e sentirla anche come qualcosa di proprio.

Musicalmente, Ciao bella Italia costruisce la sua forza su un andamento circolare, una ritmica danzereccia e incalzante e una melodia che torna più volte, fino a diventare familiare già al primo ascolto. La ripetizione crea un effetto quasi ipnotico, mentre il testo si apre a immagini, associazioni e contrasti sempre nuovi, che si incastrano dentro una struttura riconoscibile. Il risultato è un pop immediato e contagioso, capace di far convivere un funky con una narrazione molto più stratificata.

Il brano guarda alla provincia come possibile punto di ripartenza, lontano dalla frenesia delle grandi città e dalla logica della globalizzazione, nei luoghi dove le relazioni sono ancora concrete e dove collaborazione, attenzione e cura possono avere un peso reale. Una dimensione fatta di dettagli, piccoli gesti e una sensibilità quasi artigianale, contrapposta all’idea di un’Italia da vivere come un parco giochi da cui trarre vantaggi e guadagni senza assumersi la responsabilità di prendersene cura.

Non è un tema nuovo per gli Eugenio in Via Di Gioia: la provincia era già al centro di Provincia Assassina e torna anche nel loro primo libro, Storie di una band che non si è ancora sciolta. È nelle province, dove spesso il cambiamento arriva più lentamente, che la band continua a trovare alcune delle domande più urgenti sul presente e sul futuro.

Il rapporto tra musica e territorio era già emerso anche in occasione di Eurovision in Turin, quando gli Eugeni avevano raccontato Torino al pubblico internazionale attraverso i suoi simboli, le sue abitudini e i suoi stereotipi, restituendo un’immagine ironica e positiva della città, quasi promozionale. Con Ciao bella Italia, quel meccanismo si allarga all’intero Paese: le immagini riconoscibili dell’Italia non servono più soltanto a celebrarla, ma diventano il punto di partenza per mettere in luce anche ciò che non funziona.

Ciao bella Italia non vuole dare risposte, ma rimettere in movimento le domande. E forse è proprio da qui che si comincia: da un piccolo paese, da una canzone, dalla possibilità di guardare in modo nuovo le cose che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno.

Perturbazione atlantica attraversa l’Italia con piogge al Centro-Nord

Roma, 17 set. (askanews) – Una perturbazione atlantica sta attraversando il Centro-Nord, portando piogge e locali temporali. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che il sistema frontale, esteso dalla Liguria al Nord Europa, è accompagnato dall’afflusso di aria fresca in quota e da un elevato tasso di umidità.

Il passaggio del fronte determinerà precipitazioni a tratti persistenti sul Triveneto, sulla Liguria, sull’Alta Toscana e sulla Lombardia, pur con fenomeni diffusi su gran parte del Settentrione.

Giovedì 17 settembre: divario termico tra Nord e Sud Nella giornata di giovedì 17 settembre, le regioni meridionali rimarranno temporaneamente protette dall’alta pressione, con temperature massime fino a 30°C. Al Nord, di contro, si registrerà un calo termico di almeno 5°C, più marcato nelle aree interessate dalle piogge, che risulteranno a tratti anche consistenti.

Venerdì 18 settembre: estensione dell’instabilità Venerdì 18 settembre l’instabilità coinvolgerà gradualmente l’intero territorio nazionale. I modelli indicano precipitazioni sparse al Nord e su gran parte del Centro, in progressivo spostamento verso il Meridione, dove i primi fenomeni interesseranno la Sicilia e la Campania per poi estendersi ai restanti settori.

Fine settimana: fenomeni concentrati al Meridione Nel corso del fine settimana il quadro instabile rimarrà concentrato al Sud e su parte delle regioni centrali, mentre al Nord prevarrà il tempo asciutto. Sabato si prevedono precipitazioni sparse al Centro-Sud e nuvolosità residua al Settentrione. Domenica le piogge si limiteranno al Meridione, con maggiore frequenza tra Sicilia e Calabria, e localmente al Medio Adriatico, all’interno di un contesto generale in progressivo miglioramento.

Tendenza per la prossima settimana Per la prossima settimana, le simulazioni modellistiche mostrano scenari ancora divergenti. Alcune proiezioni ipotizzano un afflusso di aria più fredda di provenienza continentale nord-orientale verso il versante adriatico e il Sud, mentre altri centri di calcolo propendono per la rimonta di un mite campo di alta pressione sull’intera Penisola. Trattandosi di proiezioni a lungo termine (oltre i 5 giorni), la tendenza necessiterà di ulteriori conferme nei prossimi aggiornamenti.

Nel dettaglio Giovedì 17. Al Nord: piogge e temporali sparsi. Al Centro: piogge irregolari. Al Sud: soleggiato.

Venerdì 18. Al Nord: piogge sparse. Al Centro: molto instabile. Al Sud: instabile con piogge e temporali.

Sabato 19. Al Nord: nuvoloso, ma asciutto. Al Centro: variabile con qualche locale pioggia. Al Sud: piogge sparse, forti in Sardegna.

Tendenza: domenica instabile al Sud, tempo soleggiato altrove.

Tajani: sul Canada facciamo l’interesse di Italia ed Europa, non degli Usa

Roma, 17 set. (askanews) – L’Italia fa l’interesse proprio e dell’Europa e non definisce la sua politica estera in base alle posizioni del presidente americano Donald Trump. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Radio Anch’io su Rai Radio1, commentando le tensioni tra Washington e Bruxelles dopo la proposta della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di fare del Canada il primo “membro associato” dell’Unione europea.

Trump ha reagito alla proposta minacciando di imporre dazi molto pesanti all’Europa e arrivando a evocare la possibilità di interrompere gli scambi commerciali in diversi settori qualora l’iniziativa fosse considerata ostile agli Stati Uniti.

“Non c’è imbarazzo, noi andiamo avanti per la nostra strada. Facciamo l’interesse dell’Italia e dell’Europa, non è che lo facciamo in base al governo americano del momento”, ha detto Tajani.

“Noi crediamo nelle relazioni transatlantiche, abbiamo buone relazioni con gli Stati Uniti”, ha proseguito il ministro. “Se dobbiamo dare ragione agli Stati Uniti la diamo, se dobbiamo dire di no, come abbiamo fatto per la vicenda della Groenlandia, diciamo di no”. “Siamo degli alleati leali, ma sempre a testa alta, quindi diciamo quello che pensiamo e facciamo quello che è giusto per tutelare l’interesse degli italiani”, ha aggiunto.

Quanto alla proposta di von der Leyen, Tajani ha ricordato che il Canada è già legato all’Unione europea da un accordo commerciale ed è un paese del G7 e della Nato. “Non mi sorprende il fatto che si voglia avere un rapporto positivo, privilegiato con il Canada”, ha concluso.

Attacco russo con droni e missili: 12 feriti. Ucraina colpisce raffineria in Russia

Roma, 17 set. (askanews) – La Russia ha lanciato nella notte tra il 16 e il 17 settembre un attacco con droni e missili contro Kiev, provocando almeno 12 feriti, tra cui due bambini, e danni a un istituto scolastico e ad altri edifici. Lo hanno riferito oggi le autorità ucraine.

Le esplosioni sono iniziate intorno alle 00.30 ora locale nel centro della capitale. Una nuova ondata di attacchi con missili balistici ha colpito Kiev intorno alle 2.13, seguita da numerose altre esplosioni pochi minuti dopo.

Il sindaco di Kiev Vitali Klitschko ha riferito che almeno 12 persone sono rimaste ferite, tra cui due bambini, e che almeno nove dei feriti sono stati ricoverati in ospedale.

Secondo il Servizio statale ucraino per le emergenze, un piccolo incendio è scoppiato in una struttura educativa ed è stato successivamente spento dai soccorritori.

“La facciata e le finestre di un edificio di quattro piani di un istituto di istruzione superiore nel distretto di Holosiivskyi sono state danneggiate”, ha riferito il servizio.

Nella regione di Kiev, un altro incendio è scoppiato in una proprietà privata nel distretto di Brovary. Sono stati danneggiati anche un edificio di servizio, macchinari agricoli, rimorchi e un’automobile.

Abitazioni e infrastrutture commerciali sono state inoltre danneggiate nel distretto di Fastivskyi.

Un attacco ucraino con droni ha danneggiato una raffineria di petrolio nella regione russa di Yaroslavl, mentre nella regione di Rostov sono state segnalate esplosioni in un aeroporto militare. Lo riferiscono autorità russe e canali di monitoraggio ucraini.

Il governatore della regione di Yaroslavl, Mikhail Yevrayev, ha affermato che le difese aeree russe hanno abbattuto 65 droni nel corso dell’attacco.

“Ci sono danni alla raffineria di petrolio. Sono in corso operazioni per spegnere rapidamente gli incendi. Inoltre, la caduta di frammenti ha mandato in frantumi le finestre di diversi edifici residenziali e danneggiato automobili. Non ci sono morti ne feriti”, ha scritto Yevrayev sulla piattaforma Max.

Nella città di Yaroslavl si trova la raffineria Slavneft-YANOS, con una capacità di lavorazione di circa 15 milioni di tonnellate di petrolio all’anno, che la colloca tra le cinque maggiori della Russia.

Separatamente, il canale ucraino di monitoraggio Exilenova+ ha pubblicato video che mostrerebbero il momento di un attacco contro un aeroporto militare nella regione di Rostov e una successiva esplosione.

Il governatore della regione, Yuri Slyusar, ha riferito che droni sono stati distrutti durante la notte nei distretti di Millerovsky e Kamensky, aggiungendo che al momento non risultavano vittime ne danni a terra.

L’aeroporto militare di Millerovo, nella regione di Rostov, era già stato colpito in precedenza dalle forze ucraine.

L’Ucraina ha intensificato negli ultimi mesi gli attacchi con droni contro aeroporti militari, infrastrutture della difesa e raffinerie di petrolio in territorio russo. Secondo Mosca, tali attacchi hanno contribuito a problemi di approvvigionamento di carburante in alcune regioni.

I Paesi Nato non pre-informati delle proposte sulla sicurezza di Von der Leyen

Roma, 17 set. (askanews) – I Paesi della Nato non sarebbero stati informati in anticipo delle proposte avanzate dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per creare un meccanismo Ue di risposta alle minacce alla sicurezza modellato sull’Articolo 4 dell’Alleanza. Lo riferisce Politico, citando funzionari.

Secondo il quotidiano, le proposte stanno suscitando preoccupazione all’interno della Nato, dove si teme una duplicazione di funzioni rispetto al ruolo svolto dall’Alleanza nella sicurezza europea.

“Negli ultimi anni ho visto molte iniziative a livello Ue, ma nessuna finora protegge realmente gli Stati membri. Naturalmente ogni iniziativa deve essere valutata nel merito, ma ritengo che la Nato abbia prodotto molto di più in termini concreti per la sicurezza collettiva”, ha affermato un funzionario della Nato citato da Politico.

Le proposte potrebbero inoltre incontrare resistenze da parte dei membri della Nato che non fanno parte dell’Unione europea, come Stati uniti e Turchia.

“L’idea di una ‘Unione europea della sicurezza’ che non includa la Turchia, un alleato importante e capace e un pilastro di stabilita, sicurezza e pace sul fianco sudorientale della Nato, sarebbe fatalmente viziata fin dall’inizio”, ha affermato un funzionario turco.

Von der Leyen ha proposto ieri di creare un equivalente europeo dell’Articolo 4 della Nato per rispondere alle emergenze di sicurezza e di istituire un Consiglio europeo di sicurezza.

Trump minaccia l’Ue: alti dazi se il Canada diventa membro associato

Roma, 17 set. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha minacciato nuovi pesanti dazi contro l’Unione europea, fino alla possibilità di interrompere parte degli scambi commerciali, se l’Ue accoglierà il Canada come membro associato e Washington riterrà la decisione un atto ostile.

“Se lo fanno e se ritengo che sia un atto totalmente ostile, imporrò dazi molto pesanti o interromperò gli scambi con l’Europa su molte cose”, ha dichiarato Trump ai giornalisti.

“Se l’Europa lo farà con cattive intenzioni, se invece le intenzioni sono buone va bene. Ma se sono cattive, imporremo dazi molto pesanti all’Europa”, ha aggiunto.

Trump ha definito “ridicola” l’ipotesi di un’adesione associata del Canada all’Ue e ha descritto Ottawa come un “terribile partner commerciale”.

Le dichiarazioni arrivano dopo che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che lavorerà per fare del Canada il primo membro associato dell’Unione europea. Parlando al Parlamento europeo alla presenza del premier canadese Mark Carney, von der Leyen ha sostenuto la necessità di rafforzare la cooperazione con democrazie che condividono gli stessi valori, in particolare con il Canada.

Funzionari europei e canadesi stanno discutendo una nuova forma di rapporto con l’Ue che non comporterebbe la piena adesione, ma punterebbe a stabilire legami quanto più stretti possibile.