Luiz Inácio Lula da Silva è stato rieletto presidente del Brasile, il quarantesimo della storia repubblicana. Al ballottaggio di domenica ha battuto il senatore di estrema destra Flavio Bolsonaro con il 52% contro il 48%.
Il risultato ha un valore storico. Dalla fine della dittatura militare, che durò dal 1964 al 1985, nessun candidato arrivato secondo al primo turno era mai riuscito a vincere il ballottaggio. Flavio Bolsonaro aveva chiuso la prima tornata in testa con il 47%, due punti percentuali e 2,2 milioni di voti più del leader progressista. Lula ha ribaltato quel vantaggio completando quella che i lanci definiscono una rimonta senza precedenti nella storia democratica del Paese.
Il ringraziamento ai giovani e il tema delle piattaforme digitali
Nel suo primo discorso dopo la vittoria, Lula ha voluto ringraziare il popolo brasiliano e in particolare «la generosità della gioventù brasiliana», che si è battuta «a difesa della nostra democrazia». Ha poi riconosciuto il lavoro di chi si è impegnato attraverso le piattaforme digitali, che, ha detto, «vogliamo difendere da interferenze estere» e «vogliamo regolare». Un’impresa «mostruosa», l’ha definita, con cui «abbiamo guadagnato molti voti». Il presidente ha inoltre assicurato che collaborerà con il Parlamento, dove la destra esce rafforzata dal voto.
La contestazione di Bolsonaro
Di tono opposto il primo intervento di Flavio Bolsonaro dopo la sconfitta. «È impossibile riconoscere il risultato di questo voto in queste condizioni», ha dichiarato, annunciando che chiederà l’annullamento. Al centro delle sue accuse c’è la decisione della Corte Suprema di prorogare di due ore le operazioni di voto: «Per la prima volta nella storia del Brasile un giudice ha allungato le operazioni di voto, ha cambiato le regole in corso. È inspiegabile quello che è successo».
La risposta del Tribunale elettorale
A replicare è stato il presidente del Tribunale superiore elettorale, Kassio Nunes Marques, che domenica sera ha confermato la vittoria di Lula. «Abbiamo piena sicurezza sull’intero processo elettorale», ha affermato, escludendo che la proroga dell’orario possa aver modificato il risultato. Ha però riconosciuto che la misura ha creato difficoltà, perché adottata dopo l’orario inizialmente fissato, precisando che sono state prese le misure necessarie per attuarla.
Nunes Marques ha raccontato di aver telefonato a entrambi i candidati al termine dello scrutinio. A Lula ha rivolto il riconoscimento della giustizia elettorale per la partecipazione al processo democratico e per la vittoria alle urne; a Bolsonaro le congratulazioni per la campagna e per il risultato ottenuto al suo primo tentativo di conquistare la presidenza.
Il Parlamento di centrodestra riconosce l’esito
Il fatto politicamente più rilevante è la posizione dei vertici del Parlamento. I presidenti del Senato, Davi Alcolumbre, e della Camera, Hugo Motta, entrambi di partiti di centrodestra, si sono congratulati con Lula e hanno difeso la regolarità del voto, nonostante la contestazione dello sfidante.
Alcolumbre ha definito le urne elettroniche, più volte attaccate dall’estrema destra, un «patrimonio» della democrazia brasiliana. Ha inoltre annunciato che il Parlamento lavorerà per la «pacificazione»: «Un Paese diviso non fa bene né al popolo brasiliano né alle istituzioni». Motta ha sottolineato che il popolo ha fatto la sua scelta attraverso le urne.
Le reazioni internazionali: Trump e Bruxelles
Sul piano internazionale le reazioni vanno in direzioni opposte. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha messo in dubbio la vittoria di Lula, paragonandola a quella di Joe Biden nelle presidenziali americane del 2020, di cui non ha mai riconosciuto l’esito. «Hanno semplicemente applicato il manuale di Joe Biden in Brasile», ha detto. «Bolsonaro aveva un grande vantaggio al primo turno ed era il chiaro favorito per vincere il secondo. Ma i comunisti non cedono il potere una volta che lo ottengono». Trump non ha fornito alcuna prova di irregolarità.
Netto il messaggio della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che su X ha scritto: «In Brasile hanno vinto la democrazia e il multilateralismo». E ancora: «Il partenariato tra l’Europa e il Brasile è fiorente. Resteremo al vostro fianco negli anni a venire». Von der Leyen ha aggiunto che insieme si continuerà a lavorare per un commercio libero e aperto, per un ordine globale basato su regole e per ambiziosi obiettivi in ambito climatico.
Cosa guardare adesso
Il nuovo mandato si apre con un Paese diviso quasi a metà e con uno sfidante che non riconosce la sconfitta. Tre le questioni da seguire: se la richiesta di annullamento avrà un seguito formale e con quale esito; se la linea della «pacificazione» indicata dai presidenti di Senato e Camera reggerà; e come Lula riuscirà a governare con un Parlamento in cui la destra si è rafforzata.



















































