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“(S)he works I care”, sicurezza stradale con Milano Serravalle

Dorno, 25 giu. (Askanews) – Milano Serravalle – Milano Tangenziali aderisce alla campagna europea “(S)he Works I Care”, promossa da ASECAP – l’associazione europea dei concessionari autostradali – e sostenuta in Italia da AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori). L’obiettivo è sensibilizzare gli utenti della strada sull’importanza di adottare comportamenti prudenti e responsabili per la tutela degli operatori che ogni giorno lavorano lungo la rete autostradale.

“Abbiamo deciso di aderire alla campagna della sicurezza (S)he Works I Care perché ne condividiamo perfettamente e concretamente il messaggio. Dietro ogni intervento di assistenza, dietro ogni cantiere e dietro ogni intervento di manutenzione ci sono persone che ogni giorno lavorano sulla rete autostradale per garantire la sicurezza e la mobilità di tutti” ha dichiarato Roberta Loiacono, Direttore Comunicazione, Marketing e Relazioni Esterne di Milano Serravalle – Milano Tangenziali.

Marco Colloredo, Direttore Operations, Esercizio, Innovazione e Strategia di Milano Serravalle – Milano Tangenziali, ha poi evidenziato le azioni utili per ridurre il rischio di incidenti: “Le azioni sono l’insieme di altre azioni, in particolare la gestione corretta delle infrastrutture. Quindi gli investimenti sull’infrastruttura, sulle manutenzioni e un approccio predittivo alle manutenzioni, nonché lo sviluppo di tutti i sistemi di gestione del traffico intelligenti, per poter ridurre l’incidentalità e migliorare il traffico”.

Presso lo spazio climatizzato nell’area di servizio di Dorno Ovest sulla Autostrada A7 in direzione Genova, si può partecipare ad attività ludico-informative di sensibilizzazione dedicate alla sicurezza stradale.

Sempre Colloredo ha spiegato quali comportamenti degli automobilisti possono fare la differenza per la sicurezza degli operatori che lavorano: “Operare su un’autostrada è estremamente complesso. C’è un rischio molto alto per i nostri operatori, sia per quelli di manutenzione che per quelli di viabilità. Quello che chiediamo è che ci sia una responsabilizzazione da parte di tutti gli utenti sul rispetto del codice della strada, in particolare sul controllare la segnaletica, i PMV, la segnaletica di cantiere e rallentare seguendo le indicazioni che vengono date dall’autostrada”.

Presente anche Ragazzi On The Road APS, associazione non profit che si occupa di educazione alla legalità e alla sicurezza stradale rivolta ai giovani.

Alessandro Invernici, fondatore e vicepresidente di Ragazzi On The Road, ci ha indicato i comportamenti più a rischio e gli errori che incontrano più spesso.

“Noi crediamo che più si riesce a responsabilizzare i giovani e più si può offrire loro esperienze vere, concrete e senza filtri come amiamo ripetere. Con l’esperienza di On The Road possiamo certamente avvicinarli a quello che è il rischio da evitare”.

Presso l’hub organizzato, fino a sabato 27 giugno i viaggiatori possono prendere parte a quiz e giochi interattivi, ricevere informazioni e consigli utili sui

comportamenti corretti e virtuosi da adottare in tema di sicurezza stradale non solo per rispettare chi guida, ma anche chi lavora.

All’aeroporto Fiumicino salta servizio ferroviario: le code per i taxi

Roma, 25 giu. (askanews) – Code impressionanti di viaggiatori in attesa di prendere taxi all’aeroporto di Roma-Fiumicino. Chi è sbarcato in queste ore nello scalo romano si è ritrovato senza servizio ferroviario disponibile a causa di un “guasto” sulla tratta che da Fiumicino porta alla stazione Termini e viceversa, con cancellazioni e forti ritardi.

I disagi sono iniziati alle 7.30, quando – secondo Trenitalia – sono stati segnalati rallentamenti tra Roma Ostiense e Roma Tuscolana “per verifiche tecniche alla linea elettrica dopo il passaggio di un treno”. Sono state attivate corse sostitutive con i bus.

Nuove soluzioni per aiutare la ricerca onco-ematologica

Milano, 25 giu. (askanews) – Una missione che si traduce in termini concreti, in investimenti costanti e continui per la salute delle persone. Johnson & Johnson è da oltre trent’anni in primissima linea in ricerca e sviluppo, con strategie volte a sviluppare nuove soluzioni per patologie gravi, come quelle relative all’onco-ematologia, tumori genito-urinari e tumori solidi come quello del polmone. Una delle patologie più diffuse che si sta cercando oggi di trattare con metodi innovativi e terapie target. “Il tumore del polmone oggi ha tante distinte patologie in una, che sono valutate attraverso il profilo biomolecolare. Per ogni sottodivisione abbiamo delle cure differenti, quindi non si può parlare di una aspettativa di vita unica, ma di tante aspettative diverse di vita, a seconda del sottotipo di tumore del polmone. Grazie all’avanzamento tecnologico e farmaceutico, oggi si riesce a parlare di una reale cronicizzazione, per una percentuale di pazienti che è al di sopra del 50%” ha dichiarato Diego Cortinovis, direttore di Oncologia Medica della Fondazione IRCCS di San Gerardo dei Tintori (Monza).

Tra i tumori dell’apparato genito-urinario, le novità riguardano il trattamento del carcinoma uroteliale e prostatico. Con passi avanti enormi, grazie a ricerca e sviluppo, rispetto agli ultimi vent’anni.

“Il trattamento del tumore della prostata è stato completamente rivoluzionato nel corso degli ultimi anni, principalmente grazie all’utilizzo di terapie innovative che spesso vengono somministrate simultaneamente, allo scopo di migliorare i tassi di cura dei nostri pazienti. E’ sempre molto importante considerare che il tumore della prostata è una patologia estremamente eterogenea, che alcune volte addirittura non merita neanche di essere trattata, almeno inizialmente. Abbiamo capito che la biologia, essendo eterogenea, merita trattamenti differenti. In alcuni pazienti un trattamento intensificato è ciò che fa la differenza, in altri anche l’osservazione può essere molto importante, se la malattia lo permette, per garantire una qualità di vita opportuna e idonea” ha aggiunto Alberto Briganti, Professore Ordinario di Urologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Un percorso ancora lungo e difficile, che Johnson & Johnson porta avanti con costanza. A riprova di questo, gli oltre 50 abstract presentati dall’azienda ai prestigiosi congressi dell’American Society of Clinical Oncology e della European Hematology Association. Un impegno solido e continuo al servizio delle persone in difficoltà.

Pirelli, ok soci a nuovo cda: vince lista Camfin, Tronchetti sarà presidente

Milano, 25 giu. (askanews) – Via libera dall’assemblea degli azionisti di Pirelli al nuovo cda che vedrà il ritorno di Marco Tronchetti Provera alla presidenza del gruppo, con la lista presentata da Camfin e Mtp & C. che è stata votata dal 58,07% del capitale rappresentato in assemblea.

Il nuovo board di Pirelli è composto da 15 componenti (di cui 11 indipendenti) e resterà in carica per i prossimi tre esercizi. Di questi, 12 sono tratti dalla lista di Camfin e Marco Tronchetti Provera & C., di cui tre espressi dalle minoranze. Nel dettaglio, si tratta di: Marco Tronchetti Provera (oggi vicepresidente esecutivo e candidato alla presidenza, la cui elezione è però demandata alla prima riunione del nuovo cda); Andrea Casaluci (che sarà confermato amministratore delegato); Michele Carpinelli; Luca Rovati; Giovanni Tronchetti Provera; Alessia Carnevale; Roberto Diacetti; Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini; Costanza Esclapon de Villeneuve; Claudia Parzani, Veronica Squinzi e Michela Zeme. Diacetti, Diaz della Vittoria Pallavicini ed Esclapon sono stati indicati dal Comitato dei gestori, inglobando così nella lista di maggioranza la lista di minoranza che abitualmente viene presentata dalle Sgr italiane. Mossa che, riferiscono fonti di mercato, è stata apprezzata dagli investitori istituzionali.

Il gruppo cinese Sinochem piazza tre candidati (di cui due indipendenti), così come prescritto dal Golden Power del Governo italiano, nelle persone di: Zhang Haitao; Xi Xiaohong; Wang Kun. La lista del veicolo Marco Polo International Italy è stata votata dal 41,9% del capitale presente.

Locarno79, Virginie Efira riceverà il Leopard Club Award

Roma, 25 giu. (askanews) – A Virginie Efira andrà il Leopard Club Award di Locarno79. Il festival, che si svolgerà dal 5 al 15 agosto, renderà omaggio all’attrice consegnandole il Leopard Club Award in Piazza Grande la sera di venerdì 7 agosto. Nel corso del Festival, presenterà “Soudain” di Ryusuke Hamaguchi, per il quale ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile durante l’ultimo Festival di Cannes. Per il primo film del regista giapponese realizzato in lingua francese e ambientato prevalentemente al di fuori del suo paese d’origine ha imparato a recitare in parte in giapponese.

Negli ultimi dieci anni, Virginie Efira si è affermata come una delle figure più importanti del cinema in lingua francese. Vincitrice del premio César come Migliore attrice nel 2023 per “Revoir Paris” (2022) di Alice Winocour, ha preso parte a numerosi progetti sorprendenti e formalmente innovativi diretti da alcuni degli autori più originali del cinema contemporaneo. È stata inoltre presente in concorso a Cannes con “Histoires parallèles” (2026) di Asghar Farhadi, in cui ha recitato al fianco di Isabelle Huppert e Vincent Cassel.

Oltre ai titoli di maggiore successo, la carriera di Efira è segnata da collaborazioni che l’hanno consacrata come una delle attrici emergenti più promettenti del cinema europeo contemporaneo. In “Elle” (2016) e in “Benedetta” (2021), diretti dal regista e produttore olandese Paul Verhoeven, si è calata nei panni di personaggi complessi e provocatori, difficili da classificare in modo univoco. Sotto la direzione di Justine Triet, regista e sceneggiatrice acclamata per “Anatomia di una caduta” (2023), Efira si è distinta per le sue interpretazioni in “Victoria” (2016) e “Sibyl” (2019).

Giona A. Nazzaro, direttore artistico del festival, ha commentato: “Virginie Efira incarna l’essere interprete e attrice con una sensibilità unica. Audace e riflessiva, istintiva e ironica, la sua presenza ha offerto al cinema mondiale uno sguardo unico e capace di reinventarsi continuamente. Da Verhoeven ad Hamaguchi e oltre, non ha mai smesso di interrogare le sue possibilità d’artista, permettendo a noi di gioire di un talento in movimento costante e liberissimo. Virginie Efira incarna la bellezza audace di essere attrice, oggi”.

Il Leopard Club, l’organizzazione che sostiene il Locarno Film Festival, omaggia ogni anno con il Leopard Club Award una grande personalità del cinema che, attraverso la sua opera, ha saputo lasciare un segno nell’immaginario collettivo. Tra le celebrità premiate figurano Faye Dunaway, Mia Farrow, Andy García, Stefania Sandrelli, Adrien Brody, Meg Ryan, Hilary Swank, Kasia Smutniak, Daisy Edgar-Jones, Irène Jacob ed Emma Thompson.

Tor Bella Monaca, un progetto per superare i pregiudizi

Roma, 25 giu. (askanews) – Dal percorso di co-progettazione del progetto BELLA – Fateci Spazio è emerso come Tor Bella Monaca sia un quartiere di cui molti parlano, ma che pochi conoscono davvero. Anche chi lo abita non sempre è consapevole delle risorse, delle opportunità e delle realtà che il territorio offre.

Per contribuire a superare i pregiudizi che ancora lo circondano, è stata ideata un’azione che utilizza le cartoline, simbolo del viaggio e della scoperta. Attraverso una cartolina si racconta un luogo e si crea una connessione tra persone che vivono nella stessa città, ma che spesso non si incontrano.

Le parole di Claudia Bernabucci, Presidente dell’Associazione Cubo Libro: “Progetti come Bella cercano di raccontare, insieme a tante altre iniziative, un altro volto, quello vero, quello vissuto realmente e non da cronaca delle periferie. Noi stiamo crescendo un sistema fatto di etichette e stereotipi che diamo sui luoghi senza renderci conto dell’impatto che questi hanno sulle persone e magari i bambini, le bambine, le ragazze, le ragazze che crescono in quei luoghi. I luoghi di periferia sono molto spesso i luoghi in cui il sistema concentra categorie di descrizioni come il disagio, come lo spaccio, come la povertà. Ma sono in realtà luoghi ricchi di complessità dove il numero delle persone amplifica il numero delle possibilità e delle storie che contengono.”

L’obiettivo è avvicinare Tor Bella Monaca al resto di Roma, favorendo una conoscenza più autentica del quartiere.

L’intervista a Maria Sole Piccioli, responsabile Education ActionAid: “Portiamo delle cartoline che ritraggono Tor Bella Monaca ma come se fosse un vero e proprio posto turistico. Le cartoline sono state realizzate insieme a bambini e bambine delle scuole di Tor Bella Monaca proprio per lanciare un messaggio diverso: la periferia non è un luogo di disagio, di povertà e di spaccio o quantomeno non è solo quello ma è un luogo vivo pieno di speranza.”

In occasione del 24 giugno, Giornata Nazionale delle Periferie Urbane, un gruppo di giovani ha distribuito le cartoline nelle fermate più frequentate della Linea C, invitando i passanti a scoprire il quartiere oltre gli stereotipi.

Italia-Usa, Rubio: Trump "è molto contrariato con l’Italia"

Roma, 25 giu. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump “è molto contrariato” con l’Italia, ha dichiarato oggi il segretario di Stato americano Marco Rubio, sostenendo altresì che “le nostre relazioni con l’Italia continuano senza ostacoli a tutti i livelli, incluso quello militare”.

Sollecitato dai giornalisti presenti in Bahrein, Rubio ha osservato che le relazioni tra Roma e Washington rimangono buone, come buono è il suo rapporto con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolineando che l’accordo sui minerali critici verrà firmato.

“Sì, ho parlato con lui (Tajani, ndr) venerdì scorso, quando ha deciso – venerdì o sabato, il giorno in cui hanno deciso di non venire. Abbiamo una serie di accordi su minerali critici e altre cose che sono già pronti, e verranno firmati a tempo debito”, ha sostenuto Rubio, aggiungendo che “Ne usciremo, come ho detto a loro”.

“Ho un buon rapporto con lui (Tajani,ndr)”, ha sottolineato Rubio, informando che è stato chiamato per la decisione di non dare seguito al Business forum di Miami. “Mi ha chiamato per dirmi che non sarebbe venuto a Miami. Io stavo comunque venendo qui, quindi alla fine è andata bene”, ha detto Rubio.

Tuttavia, ha spiegato Rubio, “penso che avrebbero dovuto comunque venire, ma detto questo avevamo alcuni accordi pronti da firmare. Li firmeremo comunque presto. Troveremo solo un altro posto dove farlo”.Secondo Rubio, il presidente Trump “sente che, non solo l’Italia ma anche altri Paesi, in un momento in cui stavamo affrontando una minaccia non solo per noi ma soprattutto per l’Europa, molti Paesi europei non hanno fatto abbastanza. Non si sono impegnati”.

“L’Italia, purtroppo, è tra questi. Ma ne usciremo e lavoreremo su questo” ha aggiunto Rubio, specificando che le posizioni di Trump “su questo sono molto chiare, non dovrebbero sorprendere nessuno. Le ha ripetute più volte, anche ieri. E sono sicuro che questi temi torneranno anche al vertice NATO tra un paio di settimane”.

La cena sarda di Vannacci e Alemanno: “Leader FN è la prima speranza”

Roma, 25 giu. (askanews) – Il patto suggellato da un abbraccio. Così Gianni Alemanno arriva al ristorante Ca Sardiga, Roma Nord, nel suo primo giorno da uomo libero per la cena con Roberto Vannacci che si prende la scena. “Avete scelto un ristorante sardo? Boh… In Italia si mangia bene ovunque”, scherzano l’ex sindaco e l’ex generale.

L’ex sindaco di Roma, uscito dal carcere di Rebibbia dopo avere scontato quasi un anno e mezzo per traffico d’influenze e abuso d’ufficio, è pronto a dare una mano al leader di Futuro Nazionale (FN). Il tavolo sardo dei ‘futuristi’ è infatti l’occasione per certificare la confluenza di Indipendenza! nel partito di Vannacci. I due, prima della cena si sono ‘concessi’ alle domande della stampa, tra battute e assist.

“Sento di avere una persona di esperienza, una persona che ha fatto politica per 40 anni, cosa che io non ho fatto, ho fatto altro. Conto di poter attingere da questa esperienza”, ha spiegato Vannacci.

“Il fatto nuovo della politica italiana, non ve lo devo dire io è Roberto Vannacci. Non è questione di fare i salvatori, è questione della novità e della voglia di fare e di essere coerenti, poi per noi la Folgore è sempre stata un mito. Una persona che ha tre lauree si mette in politica, viva Dio è sangue fresco che serve alla nostra nazione”, ha aggiunto Alemanno.

Circa una ventina i commensali, oltre ai due protagonisti, ci sono alcuni deputati ‘strappati’ alla Lega e a Fdi (Sasso, Furgiuele, Ziello e Pozzolo), quelli che l’ex generale chiama la “sporca dozzina” e l’europarlamentare, ex leghista, Antonio Rinaldi. Due le donne: Annamaria Frigo e Caterina Galli. L’intesa è servita:

“‘O la destra è sociale o non è’. Cito un certo Giorgio Almirante… Pur non avendo esperienza politica, qualche cosa la ricordo”, ha detto Vannacci tra gli applausi dei presenti.

E sui rapporti con il centrodestra di Giorgia Meloni hanno ribadito:

“Ringrazio Gianni – osserva Vannacci – perché ha ripetuto quello che avevo detto io. Giorgia Meloni sicuramente ha il mio numero di telefono; se non lo ha, sa come recuperarlo, è una persona capace – ha sottolineato Vannacci – Io sono sempre disponibile”.

“Il leader di Futuro nazionale è lui. Ci confronteremo su tutto e troveremo la linea”, dice Alemanno.

“Anche il programma può cambiare, non prendetelo come una cosa granitica. Futuro nazionale è un partito futurista non siamo persone che scrivono cose sulla pietra e poi la lasciano là, siamo il partito che evolve in base a quelle che sono le necessità e gli interessi degli italiani”, ha spiegato Vannacci.

“Gianni è molto gentile, non credo di essere l’ultima speranza, farò di tutto per riportare l’Italia la rango che le spetta”, ha detto Vannacci. “Non ho detto l’ultima speranza, ho detto la prima speranza”, ha concluso Alemanno.

Terremoti in Venezuela, il Paese in ginocchio. Diecimila i dispersi. Partita macchina dei soccorsi

Roma, 25 giu. (askanews) – Due successive scosse di terremoto superiori alla magnitudo 7 (la seconda di magnitudo 7,5) hanno messo in ginocchio il Venezuela, in quello che è l’episodio sismico più grave degli ultimi 126 anni di storia del Paese. Il bilancio ufficiale ma ancora provvisorio delle vittime reso noto dalla presidenza venezuelana è di 164 morti e 971 feriti, ma sono in pieno corso le operazioni di ricerca dei dispersi ed è probabile che possa aggravarsi notevolmente nelle prossime ore.

Secondo le stime preliminari dell’US Geological Survey (Usgs) che ha utilizzato modelli predittivi per stimare il bilancio delle vittime, probabilmente ammonterebbe a migliaia, con una probabilità sostanziale di superare i diecimila morti.

Si cercano migliaia di persone. Secondo El Nacional è stata lanciata una piattaforma digitale per i cittadini per segnalare le persone scomparse e al momento l’elenco su desaparecidosterremotovenezuela.com arriverebbe a circa diecimila dispersi.

La situazione è apparsa particolarmente grave nella capitale Caracas, dove le forniture idriche e di corrente elettrica sono state parzialmente interrotte, così come nelle aree più gravemente colpite; metropolitana e i servizi ferroviari sono stati sospesi per consentire le operazioni di soccorso e recupero.

L’aeroporto internazionale Simon Bolivar, che serve la capitale, è stato chiuso dopo aver subito gravi danni, mentre sarebbero invece rimaste sostanzialmente illese tutte le principali infrastrutture petrolifere ed energetiche del Paese. La macchina degli aiuti, nazionali e internazionali, si è messa in moto immediatamente: la Casa Bianca ha offerto il proprio aiuto, al momento per le operazioni di soccorso ma il Segretario di Stati Marco Rubio ha precisato che le necessità economiche verranno valutate in seguito; l’Fmi ha stanziato un fondo iniziale di 200 milioni di dollari.

Anche il governo italiano ha offerto il proprio aiuto: il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha parlato con la presidente ad interim venezuelana, Delcy Ridriguez, e ha ricordato come l’Unità di Crisi della Farnesina e il personale dell’Ambasciata d’Italia e del Consolato Generale a Caracas siano “pienamente operativi per verificare le condizioni di sicurezza dei connazionali e prestare ogni necessaria assistenza”.

“Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e delle vittime prodotte dal sisma, siamo pronti a prestare supporto e chiederemo alla Ue di attivare il ‘meccanismo di protezione civile’ per coordinare e finanziare interventi di emergenza”, ha concluso Tajani, al quale Rodriguez ha risposto con un messaggio di ringraziamento.

Il governo sta predisponendo l’invio nel più breve tempo possibile di personale dell’Unità di crisi della Farnesina, del ministero della Difesa, dei Vigili del fuoco e della Protezione civile; Tajani ha annunciato anche la partenza dei velivoli dell’Aeronautica militare per sostenere le operazioni di assistenza: “Il governo farà tutto il possibile per aiutare il popolo venezuelano ed essere vicino alla grande comunità italiana che vive lì”.

La macchina degli aiuti, nazionali e internazionali, si è messa in moto immediatamente: la Casa Bianca ha offerto il proprio aiuto, al momento per le operazioni di soccorso ma il Segretario di Stati Marco Rubio ha precisato che le necessità economiche verranno valutate in seguito; l’Fmi ha stanziato un fondo iniziale di 200 milioni di dollari.

Anche il governo italiano ha offerto il proprio aiuto: il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha parlato con la presidente ad interim venezuelana, Delcy Ridriguez, e ha ricordato come l’Unità di Crisi della Farnesina e il personale dell’Ambasciata d’Italia e del Consolato Generale a Caracas siano “pienamente operativi per verificare le condizioni di sicurezza dei connazionali e prestare ogni necessaria assistenza”.

“Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e delle vittime prodotte dal sisma, siamo pronti a prestare supporto e chiederemo alla Ue di attivare il ‘meccanismo di protezione civile’ per coordinare e finanziare interventi di emergenza”, ha concluso Tajani, al quale Rodriguez ha risposto con un messaggio di ringraziamento.

Il governo sta predisponendo l’invio nel più breve tempo possibile di personale dell’Unità di crisi della Farnesina, del ministero della Difesa, dei Vigili del fuoco e della Protezione civile; Tajani ha annunciato anche la partenza dei velivoli dell’Aeronautica militare per sostenere le operazioni di assistenza: “Il governo farà tutto il possibile per aiutare il popolo venezuelano ed essere vicino alla grande comunità italiana che vive lì”.

Vannacci: Meloni proibisca di chiedere voto segreto su preferenze

Roma, 25 giu. (askanews) – “Se veramente Meloni e Fratelli d’Italia vogliono le preferenze e vogliono una politica di destra che ridia sovranità al popolo chiami i capigruppo degli altri partiti della coalizione e proibisca loro di chiedere il voto segreto quando l’emendamento verrà discusso in aula. Metteteci la faccia ogni tanto e fate vedere agli elettori chi di voi non vuole restituire la sovranità al popolo e la dignità al Parlamento”. Lo scrive sui social il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, pubblicando dei video del 2014 e del 2019 in cui la premier si esprimeva a favore delle preferenze.

“Meloni – afferma Vannacci in un video – manda in cavalleria le preferenze, lei che si è sempre spesa per una legge che le contenesse invece guida un’alleanza di centrodestra che nella realtà non le vuole. Perché non vuole ridare la sovranità al popolo ma vuole mantenere il potere nelle segreterie dei partiti. E allora cosa hanno fatto? Le hanno accantonate in commissione e adesso quando arriveranno in aula ci sarà un gruppo tipo Noi Moderati o Azione al quale hanno pagato la marchetta, o la Lega che chiederà il voto segreto così il Parlamento voterà contro le preferenze senza esporsi e far vedere al popolo chi effettivamente non vuole ridare la sovranità al popolo. Futuro Nazionale è l’unico partito che sta combattendo per ridare sovranità al popolo”.

Teheran cita il segretario Nato Rutte e attacca: Italia e Romania partecipi dell’aggressione all’Iran

Roma, 25 giu. (askanews) – Italia e Romania “sono esplicitamente citate dal segretario generale della Nato come partecipanti all’aggressione contro l’Iran”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica, Esmail Baqaei, in un post in cui ha linkato l’intervista a Fox News del segretario generale dell’alleanza atlantica, Mark Rutte.

“Questa è una chiara e schiacciante ammissione della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno stato sovrano membro delle Nazioni Unite ù una palese violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Nazioni Unite”, ha denunciato Baqaei. “L’Organizzazione e i singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze che ne derivano”.

“L’Italia e la Romania”, ha aggiunto, “sono esplicitamente citate dal Segretario Generale della Nato come partecipanti all’aggressione contro l’Iran. Insieme a tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l’aggressione statunitense e israeliana contro l’Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di collaborare a questo palese atto di aggressione e alla commissione di atrocità di massa contro il popolo iraniano a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas, etc…”.

Cei, Zuppi: patto religioni prezioso come quello padri Costituenti

Roma, 25 giu. (askanews) – “Molto si sono chiesti, se le religioni fossero state unite prima, durante e anche dopo la Seconda Guerra Mondiale e se i cristiani fossero stati uniti, per condannare quel paganesimo del nazismo. La divisione indebolisce”. Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale italiana, a margine della firma del Patto fra le religioni dal titolo: “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”.

Zuppi ha ricordato anche che questo Patto tra religioni è in linea con il metodo usato nel patto tra i padri costituenti per la costituzione della Repubblica italiana.

“Certamente, è il metodo che ha regalato questi 80 anni di fondamento comune. E oggi lo dirò anche al Presidente della Repubblica che ci riceverà. È il metodo anche nelle diversità. – ha aggiunto – C’erano allora come restano evidentemente tra le religioni, occorre invece cercare quello che unisce e, imparare a vivere insieme”.

“Il sincretismo – ha aggiunto – c’è quando non c’è dialogo, allora sì che è pericoloso. Il relativismo c’è proprio perché si è dialogato troppo poco”, ha concluso Zuppi.

Ritardi e guasti ai treni, Salvini incontra i vertici Fs. Donnarumma prepara l’uscita

Roma, 25 giu. (askanews) – Questa mattina, a quanto si apprende, il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, avrebbe fatto una visita ai vertici delle Fs in relazione ai ritardi che in queste settimane si stanno verificando nella circolazione dei treni. L’incontro si sarebbe poi spostato nella sala operativa della Stazione Termini, ufficialmente per ragionare sul Piano industriale.

Quello che risulta, ci sarebbe comunque l’intenzione di arrivare a una uscita consensuale anticipata dell’amministratore delegato del gruppo, Stefano Antonio Donnarumma, il cui mandato ha la scadenza naturale dopo l’approvazione del bilancio 2026, ovvero tra marzo e aprile prossimi. Nella tarda mattina il manager ha convocato tutte le prime file del gruppo.

Martedì scorso, Salvini aveva convocato un incontro al Mit con i vertici di Fs, Trenitalia, Rfi, Anas, Fs Engineering e Fs security, per fare il punto della situazione dei trasporti in vista dell’estate. Al termine dell’incontro, in una nota congiunta tra ministero e Ferrovie dello Stato, si dichiarava la volontà di ridurre al minimo i disagi per i passeggeri, in relazione ai 1.300 cantieri attivi sull’intera rete ferroviaria. Nella stessa nota si dichiarava che la puntualità dei treni nei primi 15 giorni di giugno risulta migliorata del 7%. Ma oggi si registra una nuova giornata di passione per il trasporto regionale, con la circolazione sospesa tra Roma Ostiense e Roma Tuscolana per verifiche tecniche alla linea elettrica dopo il passaggio di un treno.

Intanto fonti Mit fanno trapelare elementi consistenti sul destino di Donnarumma: “Il Ministro ha espresso soddisfazione per i target PNRR raggiunti che vedono FS vicina al traguardo dei 25 miliardi di euro e per l’enorme sforzo dell’azienda nel coniugare 1.300 cantieri al giorno con un miglioramento della puntualità del 7% a giugno 2026 rispetto allo stesso mese del 2025. Il Ministro ha inoltre evidenziato l’importanza del volume degli investimenti negli ultimi due anni e il ritorno all’utile per 30 milioni di euro nell’ultimo bilancio dell’azienda”, scrivo fonti del Mit.

“Il lavoro svolto in questi due anni segna un forte avanzamento del Piano Strategico con focus sui cantieri programmati in quest’estate e nei prossimi mesi- aggiungono le fonti -. Salvini ha ringraziato l’AD per il lavoro svolto e gli oltre 90 mila dipendenti FS che ogni giorno svolgono una funzione essenziale. Entrambi concordano sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti per far partire la fase due dell’azienda, chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr, con a capo una figura scelta dall’interno”. “Nei prossimi giorni – concludono – l’AD Donnarumma chiuderà i dossier più importanti prima di consegnare le dimissioni”.

Le opposizioni nopn tardano ad attaccare con il Pd che rilancia: “Le dimissioni che servirebbero sono quelle di Salvini”. “Fallimento nei trasporti di Meloni e Salvini ultimo atto. In attesa di sapere quando arriveranno e quanto costeranno agli italiani le dimissioni dell’amministratore delegato del gruppo FS Donnarumma, pendolari, lavoratori e cittadini continuano a pagare ogni giorno il conto dei ritardi e delle scelte politiche sbagliate del Governo. Le dimissioni che servirebbero davvero sono quelle del peggior Ministro dei trasporti della storia della Repubblica”. Lo dichiarano in una nota Antonio Misiani, responsabile economia e finanze, imprese e infrastrutture del Pd e Andrea Casu, deputato Pd e vice presidente della Commissione trasporti della Camera.

Mattarella e Meloni alla cerimonia per 80 anni Assemblea Costituente

Roma, 25 giu. (askanews) – L’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera per partecipare alla cerimonia per gli 80 anni dalla prima seduta dell’Assemblea Costituente. La premier è entrata parlando al telefono.

Il capo dello Stato è stato accolto in piazza Montecitorio dai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana prima di recarsi nella sala del governo, dove, oltre a Meloni e ai ministri, c’era il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso.

Durante la cerimonia, dopo l’intervento di Mattarella, l’esibizione, con un repertorio verdiano, dell’orchestra e del coro del teatro dell’Opera di Roma, diretta dal Maestro Michele Mariotti.

Cei, Zuppi: religioni condannino uso violenza per giustificare guerre

Roma, 25 giu. (askanews) – “Se già tutte le religioni condannassero la violenza e condannano la violenza, e non giustificassero mai l’uso della violenza, già questo è un segnale importantissimo, perché non si può utilizzare la religione per giustificare le mani alzate contro il proprio fratello”. Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale italiana, a margine della firma del Patto fra le religioni dal titolo “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”.

“La Fratelli Tutti di Papa Francesco – ha aggiunto Zuppi – resta una grande grammatica che raccoglie questi 40 anni di cammino dello spirito di Assisi e lo rilancia. Qui siamo perfettamente in questa stessa direzione. In un mondo che purtroppo, al contrario, facilmente fa crescere le divisioni, la logica della forza, del passare sopra gli altri, del vivere senza gli altri. Questo è un ottimo segnale perché le religioni guardano al futuro senza nessun sincretismo”.

Taormina, al via la XX edizione del Nations Award – Thinkingreen

Roma, 25 giu. (askanews) – Al via la XX edizione del Nations Award – Thinkingreen, in programma a Taormina dal 25 al 27 giugno 2026. La manifestazione, che celebra il dialogo tra cinema, cultura, sostenibilità e impegno sociale, si arricchisce di nuovi prestigiosi ospiti italiani e internazionali e vede l’attrice Margherita Mazzucco nel ruolo di madrina dell’evento. Accanto a lei anche Madalina Ghenea, che si aggiungono ai protagonisti già annunciati, tra cui Sergio Castellitto, Margaret Mazzantini, Alessandra Mastronardi,Michele Morrone, Ozge Ozpirincci e Zahi Hawass, uno degli archeologi più celebri al mondo, noto per le sue ricerche sull’antico Egitto e per le importanti scoperte legate a Tutankhamon, confermando la vocazione del Nations Award a riunire a Taormina grandi personalità del panorama artistico e culturale contemporaneo.

Margherita Mazzucco sarà una delle figure centrali dell’evento, avendo ricevuto l’incarico di madrina della manifestazione. L’attrice, diventata celebre a livello internazionale grazie al ruolo di Elena Greco nella serie L’amica geniale, rappresenta una delle voci più interessanti della nuova generazione del cinema italiano. La sua presenza contribuirà a rafforzare il legame tra il festival e i giovani talenti, portando a Taormina uno sguardo contemporaneo e sensibile sui temi della cultura e dell’impegno sociale.

Tornerà inoltre al Nations Award anche Madalina Ghenea, attrice e modella romena attiva in numerose produzioni cinematografiche internazionali, che negli anni ha costruito una carriera tra cinema, televisione e moda, collaborando con importanti registi e affermandosi come una presenza di rilievo nel panorama artistico internazionale.

Anche quest’anno il programma prevede momenti di approfondimento dedicati ad alcune delle principali questioni ambientali al centro del dibattito internazionale: dall’emergenza climatica all’inquinamento, dalla gestione dei rifiuti al turismo sostenibile, fino al rapporto tra alimentazione, territorio e cambiamenti climatici.

Il Nations Award conferma così il proprio format, che unisce cinema, temi legati alla sostenibilità e valorizzazione del territorio siciliano, con Taormina al centro di un confronto tra cultura e questioni di attualità. La cerimonia conclusiva si terrà nella prestigiosa cornice del Teatro Antico di Taormina sabato 27 giugno a partire dalle 21 e sarà condotta dall’attrice Barbara Tabita e dal giornalista Andrea Morandi.

I Nations Award – Thinkingreen, guidati da Michel Curatolo e la cui direzione artistica è curata da Marco Fallanca – si svolgono sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, del Senato della Repubblica e Regione Siciliana, con il patrocinio e il sostegno di Regione Siciliana, ARS e Parco Archeologico di Naxos; con il patrocinio del Comune di Taormina, Città Metropolitana di Messina, Fondazione Taormina, A.S.M., Fondazione Taormina Arte Sicilia, Università degli Studi di Messina, Ordine degli Architetti, Fondazione Architetti nel Mediterraneo Messina, Istituto Nazionale di Bioarchitettura, Ordine degli Ingegneri, Consiglio Notarile di Messina, Barcellona, Patti e Mistretta, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina e Tourism Bureau Messina.

Italia bollente, venerdì e sabato "bollino rosso" in 18 città

Roma, 25 giu. (askanews) – Si va verso il fine settimana più caldo e torrido degli ultimi anni per l’Italia: secondo l’aggiornamento quotidiano del Bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, domani e sabato saranno 18 le città (sulle 27 considerate) da “bollino rosso”: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.

Domani, venerdì 26 giugno, “bollino giallo” per altre 9 città (Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste) e nessun “bollino arancione”; sabato 27 giugno invece l’afa aumenta e arriva il “bollino arancione” per 5 città (Campobasso, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste), mentre resta il “bollino giallo” per altre 3 (Cagliari, Catania e Messina).

Oggi, giovedì 25 giugno, sono 17 le città da “bollino rosso” (Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo); 1 “bollino arancione” (Genova); 9 in “Bollino giallo” (Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste).

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Biennale, Guatemala e l’eroismo silenzioso de “Las Invisibles”

Roma, 25 giu. – Il Guatemala torna alla 61° Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia con “Las Invisibles”, un progetto espositivo profondo e polifonico curato da Stefania Pieralice e Elsie Wunderlich. Ospitata nell’affascinante Spazio Berlendis a Cannaregio 6301, la mostra dà voce a chi, per secoli, è rimasto nell’ombra, trasformando il sacrificio quotidiano in un atto di resistenza culturale.

Al centro della narrazione ci sono le donne delle comunità Maya: madri e mogli che offrono la propria esistenza alla collettività. Il loro gesto quotidiano – macinare il mais sul comal rovente – è un rito che nutre la famiglia ma logora il corpo, fino a cancellare le impronte digitali. “Le impronte svaniscono, portando via passato e futuro, ma ciò che resta è un’identità comunitaria incrollabile,” spiega la curatrice Stefania Pieralice, autrice di numerosi approfondimenti critici, pubblicati su riviste di settore, riguardanti il ruolo della donna in America Latina: “In queste donne, il silenzio non è assenza, ma uno spazio di moderazione etica e resilienza eroica.”

La mostra si inserisce perfettamente nel tema della Biennale 2026, “In Minor Keys” di Koyo Kouoh. Le donne guatemalteche rappresentano quelle “tonalità minori”: ecosistemi sociali ricchissimi che sopravvivono all’interno di strutture politiche vaste e spesso oppressive. Le opere in mostra configurano snodi affettivi e mentali che ogni artista conosce e restituisce all’osservatore dove il percorso di liberazione, da un destino legato a una divisione dei ruoli, passa attraverso la consapevolezza che “Donna non si nasce, lo si diventa”, come scrive Simone de Beauvoir.

“Election Day”, dal 9 luglio il nuovo film di Giorgio Amato

Roma, 25 giu. (askanews) – La complessità umana, con tutte le sue fragilità e debolezze, in contrapposizione con la leggerezza dei social. Viviamo nell’era del giudizio istantaneo che in una manciata di secondi può trasformare una persona in un bersaglio oppure in un eroe. Queste alcune delle tematiche trattate nel nuovo film Election Day, scritto e diretto da Giorgio Amato, che vanta un cast eccezionale a partire dai protagonisti Angela Finocchiaro e Giorgio Tirabassi.

La pellicola, prodotta da Alessandro Carpigo e Bruno Frustaci per la Sunshine e distribuita da Medusa, racconta le vicissitudini della deputata Renata Innocenti nel corso di una notte, quella dello spoglio elettorale, che deciderà il suo destino. Pronta a ricoprire l’incarico di Ministro della Pubblica Istruzione cadrà invece nel baratro dopo la notizia che il suo compagno, il cronista sportivo Carlo De Santis, nelle stesse ore si trova al centro di un caso mediatico per aver insultato, durante una intervista, un calciatore di origini africane. Nel cast Antonio Gerardi, Crisula Stafida, Giulia Gualano, Camilla Icardi, Livio Kone, con la partecipazione di Maria Amelia Monti, che si muovono in uno scenario ricco di tensione ma anche di slanci emotivi, in un ritmo serrato che descrive come una lente d’ingrandimento l’ipocrisia che spesso accompagna l’odierna società. Contrasti, provocazioni, strategie, ma anche la certezza che l’amore resta il motore in grado di sconfiggere gli ostacoli.

Il film sarà presentato in anteprima nazionale a Roma alla XXVI edizione di “Notti di Cinema a Piazza Vittorio”, nella serata di lunedì 29 giugno, con parte del cast presente alla proiezione e il regista Giorgio Amato. L’uscita nelle sale cinematografiche a partire da giovedì 9 luglio 2026.

Rinnovabili alla sfida della domanda in crescita e reti sature

Roma, 25 giu. (askanews) – Il mercato delle energie rinnovabili in Italia sta attraversando una fase ricca di contraddizioni: a fronte di una domanda esplosiva per le comunità energetiche, la nuova capacità installata nel 2025 si è fermata a 5.620 MW, registrando un calo del 8,8% rispetto all’anno precedente a causa dei limiti strutturali della rete elettrica nazionale. In questo scenario complesso, il fotovoltaico non è più una tecnologia da spiegare, ma una leva economica concreta per imprese e territori. La vera sfida, oggi, è rendere il sistema capace di trasformare questa domanda in investimenti realmente realizzabili e bancabili.

È in questo contesto di mercato che emerge eGreen, realtà con sede operativa a Cosenza e legale a Milano, guidata da Pierluigi Benemerito. Attivo nel settore dal 2011, Benemerito ha impresso all’azienda una direzione chiara: eGreen non si posiziona come semplice installatore, ma opera come ESCo (Energy Service Company) certificata, un operatore strutturato in grado di ridurre il rischio decisionale e operativo di chi investe.

Il modello di business si fonda su un approccio che integra indissolubilmente competenze tecniche, solidità esecutiva e visione finanziaria, quest’ultima maturata dal founder anche attraverso una precedente esperienza nel settore fintech in cui ha fondato e gestito una piattaforma di lending crowdfunding.

Questo approccio integrato si traduce in un accompagnamento totale del cliente: dall’analisi preliminare alla realizzazione dell’impianto, fino alla gestione degli incentivi e alla manutenzione. Un elemento di forte differenziazione sul mercato è l’introduzione di una garanzia contrattuale sulla produzione: se l’impianto fotovoltaico non produce i kilowattora messi nero su bianco in fase di progettazione, eGreen interviene economicamente per coprire la differenza, dimostrando una solidità progettuale che rassicura gli investitori in un settore a volte percepito come opaco.

La capacità di un operatore strutturato si misura anche nella gestione delle complessità infrastrutturali. A fronte di tempi di allaccio che in alcune zone della Calabria e non solo hanno superato anche i due anni e mezzo, eGreen ha introdotto rigorosi protocolli interni nella fase preliminare per valutare l’effettiva fattibilità tecnica e temporale dei progetti.

Benemerito evidenzia un paradosso: la transizione energetica richiede più impianti rinnovabili, ma in molte aree la rete non offre ancora una visibilità operativa sufficiente per programmare gli investimenti con rapidità. Mappe e indicatori pubblici aiutano a capire se un’area è potenzialmente critica, ma prima della TICA non consentono sempre di valutare con sufficiente certezza quanta capacità sia realmente disponibile, con quali opere e in quali tempi dichiara Benemerito e continua proprio questa incertezza crea un collo di bottiglia che rallenta la scelta di un operatore come eGreen nel decidere se puntare su un determinato territorio con soluzioni di autoconsumo diretto, produzione o, eventualmente, con progetti legati alle BESS, contribuendo alla stabilizzazione della rete .

È proprio in questo spazio, tra domanda dei territori e complessità della rete, che il ruolo di un operatore strutturato diventa decisivo. Perché la transizione energetica non si misura solo nei grandi piani nazionali, ma anche nella capacità di trasformare iniziative locali in progetti tecnicamente sostenibili, finanziabili e gestibili nel tempo.

Sul terreno, qualcosa si muove dal basso. Ad Arena, in provincia di Vibo Valentia, lo scorso autunno sei imprenditori locali hanno promosso una comunità energetica rinnovabile basata su un impianto da 858 kWp, oggi in fase di realizzazione ed atteso operativo entro fine anno. Un progetto che una ricaduta sul territoriale potenziale su circa 500 famiglie, affidando a eGreen per l’impostazione complessiva del progetto dalla valutazione preliminare alla strutturazione tecnico-finanziaria.

Il caso è emblematico. Le CER nascono dalla spinta dei territori, ma faticano a raggiungere la scala necessaria per reggersi economicamente. Le comunità energetiche rappresentano uno strumento ad alto valore sociale e territoriale osserva Benemerito, ma serve un’evoluzione che consenta anche l’ingresso di attori in grado di investire senza snaturare la funzione collettiva. Il passaggio da iniziativa di quartiere a modello replicabile richiede competenze finanziarie e gestionali che nei piccoli centri, semplicemente, non ci sono.

Accanto ai nodi infrastrutturali, il settore continua inoltre a fare i conti con la variabilità dei costi legata alle tensioni globali. Componenti essenziali come rame, trasformatori, quadri elettrici e cablaggi risentono in modo diretto dell’instabilità internazionale sottolinea Benemerito. In questo contesto, diventa ancora più importante la capacità di programmare per tempo gli interventi, proteggere i cantieri già pianificati e mantenere la sostenibilità economica dei nuovi investimenti anche in uno scenario di prezzi e tempi di fornitura meno prevedibili.

Il fotovoltaico ha smesso da tempo di essere soltanto una questione di sensibilità ambientale. È diventato Ingegneria di sistema, trasparenza dei dati, velocità amministrativa. La transizione energetica italiana si gioca qui: non sulla volontà di farla, ma sulla possibilità concreta di realizzarla.

Mattarella: la Repubblica è di tutti. Il fascismo mise a rischio l’unità d’Italia.

Roma, 25 giu. (askanews) – “La Repubblica è di tutti”. E’ il principio scandito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del suo intervento in aula alla Camera in occasione degli 80 anni della prima seduta dell’assemblea costituente.

“Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell’Assemblea Costituente – ha ricordato il capo dello Stato – tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri”.

“Al contrario – ha sottolineato Mattarella – si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti. La fecondità della stagione costituente la abbiamo misurata nella salute delle istituzioni repubblicane: né rivoluzione in corso tradita né rivoluzione annunciata, come pure qualcuno presumeva di prefigurare, bensì sapiente indirizzo dell’equilibrio tra i diritti dei cittadini e quelli della comunità”.

Nel ripercorrere la storia della Repubblica, il capo dello Stato ha ricordato che il fascismo mise a rischio l’unità d’Italia. La Costituente, ha sottolineato, fu “un’assemblea sovrana senza il tributo di una spartizione del governo dei suoi territori ad opera delle potenze alleate come sarebbe toccato, invece, ad altri Paesi dell’Asse, dove questo movimento non si manifestò”.

“Una classe dirigente non compromessa col regime fascista – regime che aveva messo a rischio la stessa unità d’Italia – fu in grado di assumere le responsabilità della transizione, in attesa del voto”.

“Nonostante l’inettitudine manifestata dalla monarchia, l’Italia non era ‘terra di nessuno’. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini. E il Governo Militare Alleato si trovò a dover interloquire con loro”, ha osservato.

Il beach club più amato dal pubblico nel 2026 è a Palmi

Roma, 25 giu. (askanews) – Il turismo balneare italiano è da anni al centro di una contraddizione difficile da ignorare: da un lato 42 milioni di turisti che nel 2024 hanno generato 28,3 miliardi di euro di valore aggiunto dal mare, dall’altro una percezione sempre più diffusa tra i vacanzieri di servizi standardizzati, prezzi fuori controllo e un’esperienza che ha perso autenticità. Gallipoli, Tropea, Rimini: le mete più gettonate d’Italia sono diventate sinonimo di sovraffollamento e speculazione stagionale, dove un ombrellone può costare 100 euro e il cliente è intercambiabile. In questo contesto, la notizia che il beach club più amato dal pubblico d’Italia nel 2026 si trovi a Palmi (RC), in Calabria, suona come uno schiaffo al sistema.

Il Lido Tahiti, stabilimento balneare affacciato sul Tirreno con vista sulle Eolie e a pochi passi dallo Scoglio dell’Isola, ha conquistato il primo posto nella “Guida ai migliori beach club d’Italia 2026”, curata da Andrea Guolo e Tiziana Di Masi e pubblicata da Morellini, che censisce oltre 300 strutture italiane.

Domenico Parisi, titolare e gestore del lido, ha ricevuto il premio al Gran Galà dei Beach Club d’Italia di Milano. Il riconoscimento nasce da un contest su Instagram e quindi da un voto popolare: è stato il pubblico a scegliere il Lido Tahiti come beach club più amato d’Italia, trasformando il premio in un indicatore concreto della soddisfazione dei clienti. Anche il ristorante interno “Il Fico” ha ottenuto un importante risultato, classificandosi terzo in Italia nella categoria “ristorante nei beach club”, a conferma di un modello che unisce cucina identitaria e accoglienza autentica in un territorio rimasto a lungo ai margini del turismo organizzato.

Parisi, che guida la struttura dai 18 anni e ne ha raccolto l’eredità dal padre, fondatore nel 1965, sottolinea il valore del riconoscimento: Avevo pensato di rallentare, anche per le difficoltà legate alla gestione e alle concessioni demaniali, ma questo risultato mi ha spinto a investire ancora. Premi come questi danno una carica incredibile .

Nel 2026 la Calabria si presenta con 27 Bandiere Blu, quattro in più rispetto agli anni precedenti, e con il 97% dei 649 punti monitorati classificati come “eccellenti”, dato che la colloca ai vertici nazionali per qualità delle acque. Tuttavia la regione continua a scontare carenze infrastrutturali e una ricettività frammentata, che limitano l’arrivo di flussi turistici organizzati.

In questo contesto si inserisce la storia del Lido Tahiti. Palmi è il posto più bello del mondo, con un mare straordinario e lo Scoglio dell’Ulivo a un chilometro e mezzo, ma mancano i posti letto , osserva Parisi. La sua reputazione si è costruita soprattutto sulla qualità del servizio e sulla fidelizzazione della clientela.

Il modello del Lido Tahiti va contro le tendenze del settore orientate al lusso esperienziale. Parisi punta su prezzi accessibili, pesce fresco acquistato quotidianamente dai pescatori locali e ricette tradizionali calabresi reinterpretate con equilibrio. Anche il nome del ristorante, “Il Fico”, richiama il territorio. Tra i piatti simbolo c’è la “stuccatura di mare”, versione marinara di una ricetta povera della tradizione. La richiesta di cucina tradizionale è molto alta. Con lo chef Massimiliano Genova riproponiamo questi sapori e il pubblico apprezza , spiega.

La struttura impiega fino a 40-45 dipendenti in agosto e mantiene almeno 20 lavoratori anche in inverno. Una scelta che Parisi difende per garantire continuità e non dover ricostruire ogni anno il personale. La destagionalizzazione, con l’apertura durante tutto l’anno, è stata inoltre segnalata dalla giuria come esempio virtuoso a livello nazionale, offrendo agli ospiti la possibilità di vivere il mare e il ristorante in ogni stagione.

Il riconoscimento del 2026 non è il primo per il Lido Tahiti. Nel 2011 la struttura aveva già vinto il premio Oscar Lifestyle dalla Rivista nazionale Spiagge d’Italia, e negli anni successivi aveva collezionato riconoscimenti come miglior beach club della Calabria e miglior ristorante sul mare della regione. La direzione futura è quella della ‘vita lenta’: meno eventi rumorosi, più momenti di qualità. Un DJ per un’ora al tramonto, musica morbida, un aperitivo in riva al mare. ‘Il tema del momento è la vita lenta, lo stare bene. Vedo persone che vengono per un caffè la mattina e se ne vanno a mezzanotte’, osserva Parisi.

La capacità attrattiva del luogo è confermata anche da presenze inattese. Christian Vieri ha trascorso tre giorni consecutivi al Lido Tahiti durante una vacanza nella zona, tornando ogni giorno nonostante fosse ospite in strutture di lusso a Tropea. Giulia Salemi e Pierpaolo Pretelli hanno frequentato lo stabilimento per più stagioni di fila. Non come testimonial pagati, ma come clienti. Una distinzione che Parisi non sottolinea esplicitamente, ma che emerge chiaramente dal racconto.

Mattarella: fascismo mise a rischio l’unità d’Italia

Roma, 25 giu. (askanews) – Il fascismo mise a rischio l’unità d’Italia. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del suo intervento in aula alla Camera in occasione degli 80 anni della prima seduta dell’assemblea costituente.

La Costituente, ha sottolineato, fu “un’assemblea sovrana senza il tributo di una spartizione del governo dei suoi territori ad opera delle potenze alleate come sarebbe toccato, invece, ad altri Paesi dell’Asse, dove questo movimento non si manifestò”.

“Una classe dirigente non compromessa col regime fascista – regime che aveva messo a rischio la stessa unità d’Italia – fu in grado di assumere le responsabilità della transizione, in attesa del voto”.

“Nonostante l’inettitudine manifestata dalla monarchia, l’Italia non era ‘terra di nessuno’. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini. E il Governo Militare Alleato si trovò a dover interloquire con loro”, ha osservato.

Israele smentisce gli Usa: nessun ritiro dal Libano meridionale

Roma, 25 giu. (askanews) – Le forze armate israeliane hanno smentito la notizia di un parziale ritiro dal Libano meridionale diffusa da fonti del Dipartimento di Stato americano: è quanto riporta il Times of Israel. Sebbene un possibile ritiro sia stato oggetto di discussione nel corso dei negoziati diretti fra Israele e Libano nessuna istruzione in merito è ancora arrivata dai vertici politici, secondo il comunicato diffuso dalle Idf.

Le fonti non avevano specificato né l’entità né la zona esatta del ritiro, precisando che il controllo della sicurezza nell’area sarebbe stato trasferito all’esercito libanese, secondo un modello che sarebbe poi stato replicato a tutta la regione occupata da Israele.

80 Costituente, Mattarella: la Repubblica è di tutti

Roma, 25 giu. (askanews) – “La Repubblica è di tutti”. E’ il principio scandito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del suo intervento in aula alla Camera in occasione degli 80 anni della prima seduta dell’assemblea costituente.

“Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell’Assemblea Costituente – ha ricordato il capo dello Stato – tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri”.

“Al contrario – ha sottolineato Mattarella – si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti. La fecondità della stagione costituente la abbiamo misurata nella salute delle istituzioni repubblicane: né rivoluzione in corso tradita né rivoluzione annunciata, come pure qualcuno presumeva di prefigurare, bensì sapiente indirizzo dell’equilibrio tra i diritti dei cittadini e quelli della comunità”.

Olio DOP Sardegna e biologico, perché è garanzia di qualità

Roma, 25 giu. (askanews) – La Sardegna è una terra che porta con sé un’identità forte, che si riflette anche nella cultura dell’olivo e nella produzione di olio. Un patrimonio riconosciuto dalla Denominazione di Origine Protetta, che garantisce qualità, tutela e valorizzazione a un prodotto simbolo dell’isola.

Ne abbiamo parlato con Luca Carrone, Presidente Coop. Costa degli Olivi di Orosei: “La Denominazione di Origine Protetta è una garanzia qualitativa perché c’è un ente terzo che verifica e certifica che il prodotto sia lavorato nelle caratteristiche presenti nel disciplinare, sempre a tutela della sardità e del consumatore.”

La Cooperativa Costa degli Olivi ha scommesso sulla qualità: olivo biologico, raccolta curata e trasformazione attenta. Vuole offrire un olio che non è “un olio qualsiasi”, ma il risultato di una scelta decisa. “Da quest’anno la Cooperativa ha deciso di convertire tutti i suoi terreni in biologico, quindi abbiamo una doppia garanzia, la DOP Sardegna che riguarda l’autenticità del prodotto, e la gestione culturale dell’uliveto nel suo rispetto e di quello degli organismi che vivono al suo interno, quindi senza l’utilizzo di prodotti di sintesi o chimici” prosegue Carrone.

Una serie di caratteristiche attentamente ricercate, sfruttando le qualità organolettiche delle olive del territorio sardo.

Così Giuseppina Lai della Coop. Costa degli Olivi: “Il nostro olio è prodotto soprattutto dalla varietà Bosana, rispecchia quindi il sentore di carciofo, erba fresca e oliva. È mediamente amaro e mediamente piccante, il che lo rende molto prezioso anche in cucina.”

Un altro passaggio decisivo per la qualità è l’estrazione dell’olio, che avviene nel frantoio della Cooperativa e attraverso macchinari di ultima generazione:

“Con i cambiamenti climatici che stiamo attraversando, abbiamo bisogno di macchinari che ci permettano di controllare la temperatura, cercando di abbassare quella di processo. Una delle ultime tecnologie aggiunte in frantoio riguarda gli ultrasuoni, grazie ai quali riusciamo ad avere lo stesso prodotto consumando meno energia” afferma Carrone.

La Cooperativa offre diverse tipologie di olio, pensate per rispondere a gusti ed esigenze differenti: “Il nostro olio Costa degli Olivi, che sia DOP Sardegna o biologico, viene accompagnato da altri prodotti che risultano molto preziosi, come gli olii aromatizzati molto usati in cucina, dal basilico all’aglio, dal peperoncino fino agli agrumati, come la rarissima pompia” conclude Giuseppina Lai.

Terremoti in Venezuela, Tajani: verifichiamo la presenza di italiani intrappolati

Roma, 25 giu. (askanews) – “Ci sono decine e decine di palazzi crollati, quindi speriamo che non ci siano italiani, ma con tanti nostri connazionali che vivono lì, anche con doppio passaporto, potrebbe esserci qualcuno che sia rimasto intrappolato. Stiamo verificando”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Rainews24.

Tajani ha confermato di avere “dato disponibilità al sostengo italiano e dell’Unione europea”: ma “tocca al Venezuela chiedere di cosa ha bisogno”, ha precisato. “Sono solo i primi momenti, siamo disposti a fare ciò che è necessario, ad aiutare. Ci sono tanti italo-venezuelani, siamo pronti ad aiutare anche i nostri connazionali”, ha commentato il ministro.

Cinema, UCI Cinemas lancia campagna ‘dona un gioco’ per Toy Story 5

Roma, 25 giu. (askanews) – In occasione del recente arrivo di “Toy Story 5” nelle sale, UCI Cinemas invita le famiglie a prendere parte a un’iniziativa benefica lanciata con il contributo della Caritas diocesana di Roma.

La campagna ‘Play Them Forward: dona un giocattolo e regalagli una seconda vita’, incoraggia le famiglie che visiteranno gli UCI Cinemas Porta di Roma, UCI Cinemas Roma Est e UCI Luxe Maximo nel fine settimana 27-28 giugno, a donare giocattoli usati, ma in buono stato.

Play Them Forward: dona un giocattolo e regalagli una seconda vita trae ispirazione da una verità semplice ma profonda: milioni di famiglie in tutta Europa hanno giocattoli inutilizzati in casa, spesso troppo cari o legati emotivamente per essere gettati via, ma che hanno ancora molto da offrire. La campagna invita le famiglie a cambiare la prospettiva e a contribuire con un gesto, un giocattolo alla volta, conferendo quelli in buono stato direttamente nei punti di raccolta “Play Them Forward” che si troveranno nei cinema UCI coinvolti (UCI Romaest, UCI Porta di Roma e UCI Luxe Maximo); il materiale raccolto sarà poi ritirato, valutato e distribuito dalla Caritas diocesana di Roma a bambini e famiglie in situazioni di fragilità, accolti presso i propri servizi.

“Toy Story ha sempre parlato di amore, immaginazione e di ciò che accade quando qualcosa, che un tempo era prezioso, viene abbandonato. Con Play Them Forward, abbiamo voluto trasformare quel legame emotivo in qualcosa di significativo per le famiglie. Questa campagna parla di nostalgia, comunità e del dare ai giocattoli una nuova storia di cui far parte”, ha dichiarato Ramon Biarnes, Managing Director Southern Europe and Northern Europe di Odeon Cinemas Group.

Nel nuovo film, dopo che lo sceriffo Woody ha lasciato Bonnie per aiutare i giocattoli abbandonati a ritrovare i loro proprietari, è Jessie ad aver assunto il comando nella stanza della bambina, affiancata da Buzz Lightyear come sua fidata spalla. L’equilibrio conquistato viene però sconvolto quando Bonnie, che ha ormai otto anni, riceve un misterioso pacco e si innamora immediatamente di Lilypad, un tablet high-tech a forma di rana. Intelligente, interattivo e irresistibile, Lilypad diventa il nuovo centro dell’attenzione durante i momenti di gioco, mettendo seriamente in crisi il ruolo e l’importanza dei giocattoli tradizionali. Per Buzz, Jessie e il resto della banda, l’arrivo di Lilypad rappresenta un rivale temibile, che li costringerà a confrontarsi con il cambiamento, a ridefinire il proprio posto nella vita di Bonnie e a scoprire cosa significhi davvero essere un giocattolo in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia.

Vintage accessibile e il nuovo dress watch iConicus di Berios

Roma, 25 giu. – Cinquanta licenziamenti in un colpo solo. Breitling li ha annunciati nelle scorse settimane, e il segnale è arrivato forte a tutto il comparto orologiero svizzero: la turbolenza non risparmia nessuno. Le tensioni geopolitiche legate ai conflitti in Medio Oriente hanno azzoppato le esportazioni, i grandi marchi arrancano per difendere quote di mercato, l’intero settore è costretto a ripensarsi. Eppure ed è un paradosso solo apparente il mercato vintage degli orologi cresce del 15 percento su base annua, mentre l’orologeria italiana mette a segno un incremento tra il 5 e il 7 percento annuo. Proprio in questo spazio si inserisce il ritorno di Berios, marchio fondato nel 1959 a Brescia, sparito dai radar per oltre vent’anni, che oggi ricompare con una proposta quasi provocatoria: orologi originali svizzeri a partire da 450 euro.

La vicenda ha radici lontane. Negli anni Cinquanta un orologiaio bresciano avvia una collaborazione con La Chaux-de-Fonds, il distretto svizzero simbolo dell’orologeria. Il marchio resta attivo per circa quarant’anni, poi si spegne tra il 2002 e il 2004. Dopo un periodo di oblio e alcuni tentativi di riregistrazione da parte di terzi, nel 2023 la holding guidata da Marcello Cioli acquisisce Berios insieme a oltre 270 orologi nuovi mai commercializzati, realizzati con materiali e meccanismi di alta qualità recuperati da fondi di magazzino. Noi abbiamo acquisito, come holding, un marchio, che è Berios. Io lo chiamo uno storico marchio di orologeria precisa Cioli, presidente della Holding Berios e di Berios Italia. La scelta non è casuale: evita la definizione istituzionale di “marchio storico” e preferisce fondare la narrazione su elementi verificabili, come certificati di garanzia originali del 1959 e documentazione recuperata presso orologerie ancora attive.

Il cuore commerciale dell’operazione è la collezione vintage, articolata in tre fasce di prezzo: quarzo a 450 euro, meccanico a 700 e automatico a 850 euro. La segmentazione riprende quella adottata dall’industria svizzera dopo la crisi del quarzo giapponese. Tutti i modelli restano sotto i mille euro, in un segmento che continua a mostrare vitalità. Parliamo di un lusso accessibilissimo e destinato ad acquisire valore nel tempo sintetizza Cioli. Berios si colloca tra i grandi marchi e il mondo dei micro-brand, verso i quali il manager è critico. Molti piccoli operatori, sostiene, si limitano ad assemblare componenti standard e a vendere online senza strutture solide. Berios, al contrario, garantisce due anni di copertura e un servizio post-vendita, in un mercato dove l’offerta è spesso frammentata e poco trasparente.

Anche la comunicazione segue una linea diversa. In dodici mesi la pagina Instagram ha superato i 2.000 follower senza ricorrere all’acquisto di pubblico. In una nicchia come l’orologeria, ogni follower organico rappresenta un potenziale cliente.

La struttura resta volutamente leggera: una decina di collaboratori, un magazzino in provincia di Padova e la possibilità di aprire una sede operativa a Roma. Nessun apparato produttivo da sostenere e la possibilità di osservare il mercato prima di espandersi.

L’espansione ha già un nome: Iconicus, una collezione automatica di produzione svizzera che segnerà il ritorno di Berios alla manifattura. Il target oscillerà tra i 3.500 e i 4.500 euro al pubblico anticipa Cioli. Il posizionamento riflette la rivalutazione dei modelli automatici Berios degli anni Settanta. Il lancio è previsto nel 2027 e la selezione dei partner svizzeri è già iniziata. In un settore caratterizzato da scarsa trasparenza e strategie basate sulla rarità artificiale, l’ingresso di operatori indipendenti con proposte accessibili può modificare alcuni equilibri. Il vintage, in questa prospettiva, non è solo una categoria merceologica, ma un modello di business che valorizza archivi dimenticati, riduce gli sprechi e offre prodotti con una storia documentabile.

(Servizio Pubbliredazionale)

Terremoti in Venezuela, situazione pesante a Caracas. Blackout, stop servizi, morti e feriti sotto le macerie

Roma, 25 giu. (askanews) – I terremoti che hanno colpito il Venezuela nelle scorse ore hanno provocato diffuse interruzioni dei servizi pubblici, blackout, sospensioni dei trasporti e danni pesanti alle infrastrutture, mentre il governo ha annunciato l’arrivo di squadre di soccorso dall’estero.

La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha detto in un discorso televisivo che almeno 32 persone sono morte e oltre 700 sono rimaste ferite. Il bilancio, ha precisato, non comprende ancora le vittime dello stato di La Guaira, indicato come l’area più colpita, dove decine di edifici sono crollati.

Rodriguez ha riferito che le forniture domestiche di gas sono state interrotte nelle aree colpite e che il servizio idrico è stato sospeso in parte di Caracas e in diversi stati settentrionali. Blackout sono stati registrati nella capitale e nello stato di La Guaira, anche se la rete elettrica resta funzionante nel resto del paese. Secondo testimonianze locali, in gran parte di Caracas manca ancora la corrente elettrica.

La metropolitana e i servizi ferroviari sono stati sospesi per consentire le operazioni di soccorso e recupero. L’aeroporto internazionale Simon Bolivar, che serve la capitale, è stato chiuso dopo aver subito gravi danni. Le lezioni sono state cancellate per il resto della settimana.

La presidente incaricata ha detto che squadre di soccorso inizieranno ad arrivare in Venezuela entro poche ore da Stati uniti, Repubblica dominicana, El Salvador, Messico e Qatar. Anche Cina, Brasile e diversi paesi dei Caraibi hanno offerto sostegno.

Rodriguez ha invitato la popolazione a segnalare persone disperse o danni alle abitazioni attraverso una piattaforma governativa normalmente usata per monitorare le interruzioni dei servizi pubblici. Separatamente, centinaia di persone risultano segnalate come disperse su un sito non ufficiale e in gruppi sui social.

Il governo ha messo a disposizione hotel e rifugi per chi ha perso la casa o non può rientrare nelle abitazioni danneggiate dai terremoti.

80 Costituente, La Russa: prezioso anniversario di Storia e Identità

Roma, 25 giu. (askanews) – “In questa solenne Aula celebriamo oggi un prezioso anniversario di Storia e Identità nazionale. Ottanta anni fa, con il referendum istituzionale prima e l’elezione dell’Assemblea Costituente poi, la sovranità tornò pienamente nelle mani del popolo italiano. Si compì una scelta di rinascita”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo in Aula alla Camera in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dalla prima seduta dell’Assemblea Costituente, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle più alte cariche istituzionali.

“L’Italia conobbe il suo primo, vero suffragio universale: una mobilitazione straordinaria in cui anche le donne scrissero da protagoniste una pagina indelebile della nostra storia democratica”, ha aggiunto.

Motogp, Bagnaia passa in Aprilia

Roma, 25 giu. (askanews) – Francesco Bagnaia ha firmato un contratto di quattro anni con Aprilia Racing a partire dal 2027. Il pilota italiano correrà in sella alla RS-GP al fianco di Marco Bezzecchi, completando così la formazione tricolore della Casa di Noale in MotoGP.

L’ingaggio di Bagnaia si conferma come un tassello di grande valore per Aprilia Racing che, con l’arrivo di un tre volte Campione del Mondo, consolida ulteriormente la propria posizione al top della MotoGP. Questo accordo conferma anche la solidità del progetto di Aprilia Racing alla vigilia della rivoluzione tecnica del 2027, che vedrà l’introduzione dei nuovi motori da 850cc.

I numeri di Francesco Bagnaia sono impressionanti: fin dal suo esordio in Moto3 nel 2013, il pilota italiano ha dimostrato un talento eccezionale e una grande determinazione, doti che gli hanno permesso di conquistare tre titoli iridati, uno in Moto2 nel 2018 e due consecutivi in MotoGP nel 2022 e 2023 con un totale di 41 vittorie, 86 podi e 35 pole position. Un palmarès che fa di Bagnaia uno dei piloti italiani più vincenti in top class, dietro solo a Giacomo Agostini e Valentino Rossi.

“Michele Colaninno ed io – le parole del Ceo di Aprilia Racing, Massimo Rivola – condividiamo l’idea di sostenere l’Italia e per questo abbiamo entrambi pensato a Marco e Pecco insieme per il prossimo capitolo di Aprilia Racing. L’arrivo di Bagnaia rappresenta una conferma del valore dello sport italiano, che in questi ultimi mesi si è distinto a livello mondiale grazie alle imprese di Kimi Antonelli in Formula 1, di Jannik Sinner nel tennis e di Federica Brignone ai Giochi Olimpici di Milano Cortina. Per questo accogliere Pecco ci riempie d’orgoglio e dà un’ulteriore spinta allo sport italiano nel mondo. Daremo a lui e alla sua famiglia un caloroso benvenuto, ma prima cercheremo di batterlo! Avere un pluricampione del Mondo è una responsabilità che non vediamo l’ora di prenderci.”

Bce, prospettive inflazione incerte, non si vincola a percorso tassi

Roma, 25 giu. (askanews) – La guerra in Medioriente “sta generando pressioni inflazionistiche” e nel suo ultimo Bollettino economico la Banca centrale europea rivendica che la decisione di alzare i tassi di interesse dei due settimane fa risulta “solida sulla base di un’ampia gamma di scenari, su come lo shock potrebbe evolversi e influenzare nel medio termine l’area euro”.

Le prospettive restano incerte, “con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica. Le piene implicazioni della guerra, per l’inflazione e la crescita sul medio termine, dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia”, aggiunge a Bce.

Nella pubblicazione l’istituzione ribadisce che prenderà le prossime decisioni sui tassi di interesse in base ai dati e le valuterà “volta per volta”, a ogni riunione del Consiglio direttivo, il quale “non si vincola a un particolare percorso predeterminato sui tassi”.

Proprio mentre, tuttavia, una esponente del Comitato esecutivo, la tedesca Isabel Schnabel sostiene in un’intervista a Die Zeit che “dalla prospettiva attuale dovremmo alzare i tassi ulteriormente per portare l’inflazione al nostro obiettivo del 2%”. Peraltro sostiene questa posizione mentre con gli ultimi cali i prezzi del petrolio sono tornati sotto i livelli precedenti alla guerra in Iran.

Lavoro, Calderone: quasi 1 mld di incentivi per il lavoro al Sud

Roma, 25 giu. (askanews) – “Il decreto primo maggio è diventato legge dello Stato. Il provvedimento introduce il salario giusto e collega tale salario a un trattamento economico complessivo riconosciuto nei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative”. Così il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone ha commentato il decreto primo maggio a margine dell’evento “Welfare, lavoro e coesione sociale”, promosso da Noi Moderati a Roma.

“L’obiettivo del governo – ha aggiunto – è quello di offrire ai lavoratori, ai giovani e alle giovani donne una maggiore opportunità di vedere riconosciuta la loro professionalità e il loro impegno lavorativo, avendo una retribuzione giusta che possa consentire a tutti di vivere un’esistenza libera e dignitosa, come indicato nella Costituzione. La norma prevede anche incentivi per le aziende che assumono giovani, donne e lavoratori svantaggiati, che si trovano in una zona particolare, ovvero quella della Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno. Questi incentivi ammontano a quasi 1 miliardo di euro, nello specifico 934 milioni di euro, a disposizione di chi investe nell’occupazione di qualità e soprattutto nell’occupazione a tempo indeterminato”.

Centrosinistra, Delrio (Pd): noi diversi da M5s e Avs, non ha senso blocco

Roma, 25 giu. (askanews) – “Non ha senso parlare di blocco: quando si fanno le alleanze tutti devono avere uguale dignità. Non ci possono essere primogeniture di nessun tipo. E, soprattutto, non ha senso parlare di blocco perché il Pd deve fare il Pd. Noi siamo molto differenti da 5 Stelle e Avs e abbiamo un ruolo diverso nella coalizione. Siamo il partito più grande e abbiamo l’obbligo di dare un profilo di governo alla nostra presenza nella coalizione. Per essere davvero il perno dell’alleanza dobbiamo dimostrare di governare i problemi, quei problemi che oggi la destra alla Vannacci pensa di risolvere con formule a dir poco crudeli”. Così il senatore Dem, Graziano Delrio, in un’intervista al Corriere della sera.

“Prendiamo il tema dell’immigrazione, noi non possiamo solo indignarci per le parole di Vannacci ma dobbiamo proporre delle soluzioni. L’immigrazione è una grande benzina nel motore della destra. Noi dobbiamo combattere quella irregolare e spiegare che ci può essere solo quella regolare e perciò dobbiamo cambiare la fallimentare Bossi-Fini che, di fatto, impedisce gli ingressi regolari nel Paese come ben sanno le imprese”, ha spiegato.

Casa, Fimaa: intervenire su fisco e regole per rilanciare le locazioni

Roma, 25 giu. (askanews) – Per rivitalizzare il mercato delle locazioni abitative è necessario intervenire sia sugli aspetti fiscali, sia su quelli normativi. È quanto ha spiegato Maurizio Pezzetta, vicepresidente vicario di Fimaa Italia-Confcommercio, nel corso di un lungo incontro con il senatore Lucio Malan, Capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Madama.

“Attualmente, in Italia si contano circa 35,6 milioni di unità residenziali, di cui – facendo una stima prudenziale – tra i 5,5 e i 6 milioni risultano sfitte” ha evidenziato Pezzetta. “Se venissero reimmesse sul mercato si risolverebbe immediatamente il problema dell’emergenza abitativa. Tuttavia, i proprietari non si sentono tutelati a sufficienza con l’attuale quadro normativo e preferiscono rinunciare a una fonte di reddito. Gli interventi che proponiamo puntano pertanto a garantire certezza dei diritti e degli obblighi delle parti, favorire contratti più chiari e trasparenti, ridurre i rischi di contenzioso e morosità, con l’obiettivo finale di incentivare l’offerta di immobili”.

Tra gli interventi di natura fiscale, la Federazione propone di esentare dall’Imu gli immobili locati con canone concordato (beneficio riconosciuto alle persone giuridiche che andrebbe esteso a quelle fisiche) o di dimezzare l’imposta su quelli locati con contratti 4+4; in alternativa, nei casi di morosità, i proprietari dovrebbero essere esentati dal pagamento dell’Imu e delle imposte sui canoni non percepiti. La Fimaa chiede inoltre di applicare aliquote agevolate sulle locazioni di lungo periodo e di introdurre agevolazioni fiscali per i proprietari che concedono in locazione immobili a categorie svantaggiate, come studenti, giovani lavoratori e famiglie a basso reddito.

Per quanto riguarda gli interventi normativi, la Federazione propone di riconoscere il contratto di locazione quale titolo esecutivo e la creazione di una banca dati nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità, sul modello dei sistemi informativi utilizzati per l’accesso al credito. Considerando le profonde trasformazioni del mercato del lavoro, sarebbe poi opportuno introdurre una maggiore flessibilità nella durata dei contratti di locazione ad uso abitativo.

Pezzetta ha poi illustrato le proposte di riforma della professione, contenute nel disegno di legge AS 1894 di modifica della Legge 39/1989, soffermandosi tra le altre cose sull’importanza della formazione continua, sull’accesso alla professione tramite percorso universitario, sulla necessità di introdurre l’obbligo di forma scritta per il conferimento dell’incarico e sull’utilità di un conto corrente dedicato per gli agenti immobiliari al fine di gestire le risorse economiche dei clienti in fase di compravendita. Malan ha riconosciuto la bontà e la necessità di diverse proposte, chiedendo approfondimenti e dettagli.

Infine, sono state brevemente illustrate dal vicepresidente Vicario le proposte di modifica al disegno di legge delega per l’adozione del codice dell’edilizia e delle costruzioni, veicolate dalla Federazione e presentate in Commissione Ambiente alla Camera, e che puntano in particolare ad agevolare i cambi di destinazione d’uso degli uffici in abitazioni, favorire le procedure di compravendita, digitalizzare i procedimenti amministrativi e rivedere la disciplina relativa agli immobili esecutati.

Riforma elettorale, via libera in Commissione tra scontro sulle firme e nodo preferenze

Commissione, maggioranza compatta e tagliola sugli emendamenti

La maggioranza porta a casa l’ok della commissione Affari Costituzionali della Camera alla riforma elettorale nei tempi previsti, senza alcuna concessione alle opposizioni ed evitando il voto sul nodo che divide il centrodestra: quello delle preferenze. Un tema rinviato all’esame in aula che, dopo la discussione generale prevista per venerdì 26, sarà contingentato con tempi che saranno stabiliti dalla conferenza dei capigruppo del primo luglio.

L’esenzione dalla raccolta firme divide il Parlamento

Lo scontro ieri si è acceso sull’unica norma approvata prima che il presidente della Commissione Nazario Pagano (Fi) applicasse la tagliola facendo decadere più del 50% degli emendamenti: l’esonero dalla raccolta delle firme necessarie per la presentazione delle liste, attualmente previsto per i partiti costituiti in gruppo parlamentare in entrambe le Camere all’inizio della legislatura, viene esteso ai partiti che hanno un gruppo parlamentare, in almeno una delle due Camere, costituito entro il 31 dicembre 2025. Il vannacciano Edoardo Ziello, che non ha partecipato al voto finale sulla riforma, lo definisce “un emendamento marchetta per Azione”. Oltre al partito di Carlo Calenda, in realtà, la norma ‘salva’ dalla raccolta anche Avs, Italia Viva e Noi Moderati mentre lascia fuori Futuro Nazionale, Più Europa e il Partito Liberaldemocratico di Marattin. Questo solo parlando degli eletti. Se si osserva invece la galassia centrista che guarda al centrosinistra, l’emendamento approvato fa storcere il naso a molti che addirittura lo leggono come un ostacolo sulla via del campo largo.

Il caso Vannacci e gli equilibri nel centrodestra

I vannacciani ostentano tranquillità: “Considerando che abbiamo oltre 110 mila iscritti quindi le abbiamo già raccolte”, dice Ziello. È evidente che la norma dà al partito dell’ex generale un nuovo argomento contro quel centrodestra da cui sta dragando voti. Un’eventualità che in Fratelli d’Italia fino a ieri dicevano di voler evitare tanto che l’ipotesi a cui si stava lavorando era quella di un’esenzione estesa anche ai partiti presenti in Parlamento con una componente di minimo 5 parlamentari.

Ieri però, all’esito di una riunione di maggioranza – presenti i 4 relatori con Giovanni Donzelli (Fdi), Stefano Benigni (Fi) e i capigruppo in commissione, l’azzurro Paolo Emilio Russo e il meloniano Urzì – le cose sono cambiate e Angelo Rossi (Fdi), ormai definito sia da maggioranza che opposizione “il portavoce” dei relatori, ha annunciato la riformulazione di un emendamento Richetti lasciando fuori dalla deroga il partito dell’ex vicesegretario della Lega. 


Di fronte al sospetto che sia arrivato proprio dal partito di via Bellerio l’ordine di ostacolare l’ascesa del generale, un parlamentare salviniano doc nega: “Per loro non cambia nulla. Anzi in realtà gli abbiamo regalato un mese di campagna elettorale durante la raccolta firme”. Ma qualcuno fa anche notare che chi ha l’obbligo di raccogliere le firme deve farlo sotto liste di candidati già definite e questo potrebbe essere un disincentivo al passaggio con Vannacci per gli esponenti leghisti che sentono la propria ricandidatura in bilico. Nella maggioranza inoltre non si nasconde il ragionamento sulla difficoltà oggettiva cui va incontro chi deve raccogliere le firme. Lo sanno quanti nel centrodestra ricordano ancora quando col Pdl non riuscirono a presentare le liste alle regionali nel Lazio nel 2010.

Le proteste delle opposizioni

Furioso, anche per lo stop alla raccolta firme digitale, il leader di Più Europa Riccardo Magi annuncia mobilitazioni “nei prossimi giorni in Parlamento e nel paese contro questo sfregio alla democrazia parlamentare”. Per la dem Chiara Braga è “un altro passo per salvare sé stessa e tentare di vincere a tutti i costi le elezioni, una riforma elettorale pericolosa e incostituzionale”. Vittoria Baldino (M5s) lancia un appello: “Facciamo in modo di non dare uno spettacolo indecoroso in aula. Cerchiamo di fare qualcosa sul voto dei fuori sede e sulle preferenze, tutti quei nodi che non siete stati in grado si sciogliere prima di tutto al vostro interno”.

I prossimi passaggi in Aula

Dopo la discussione generale di venerdì 26, la riforma è già calendarizzata all’ultimo punto dell’ordine del giorno di martedì 30 ma è probabile che l’esame non inizi prima del 6 luglio. Molto ravvicinata invece la scadenza del termine degli emendamenti: dovrebbe essere lunedì 29 alle 9. Non è stata ancora ufficializzata ma gli uffici legislativi dei vari gruppi sono già al lavoro per mettere a punto le proposte di modifica in tempo per quella data.

Fonte: Askanews

Mondiali 2026, il calcio preso a pallonate

Un pallone in crisi di identità

I Mondiali di Calcio in corso in questi giorni richiedono uno sforzo geografico non da poco. U.S.A. Messico e Canada sono i territori interessati e vantano innegabilmente considerevole vastità. Si corre il rischio di una spersonalizzazione dell’evento, una incapacità di uno spettatore di sentirsi finalmente a casa, in competizione con un altro tifoso che segue una gara in un altro Paese, entrambi legittimati a dire di avere davvero la patente che conta per la circostanza.

Sullo sfondo è anche una impresa, non solo sportiva, tra chi arriva per prendere parte all’evento venendone respinto e chi, al contrario, giunto alla meta lascia il campo, con relative critiche per l’abbandono.

Passaporti ma non per tutti

Omar Artan è il bravissimo arbitro somalo che è stato respinto, dopo estenuanti verifiche e ispezioni, alla frontiera americana e rimandato indietro per questioni di sicurezza. Lo hanno scandagliato come neanche il “VAR” sarebbe in grado. Forse se la potente macchina organizzativa avesse verificato per tempo la praticabilità di quel professionista gli avrebbero da principio risparmiato un viaggio ed una delusione e il patimento di un sostanziale arbitrio. La UEFA ha deciso di compensarlo facendogli arbitrare la Supercoppa Europea. Non è bastato il suo visto diplomatico a consentirgli di mettere piede negli U.S.A. E’ rimasto vittima anche dello scontro tra la UEFA e la FIFA così che il mondo del pallone ha perso l’opportunità di darsi una veste di decenza.

Storie di soldi e divieti

Bene si sarebbe fatto da parte di tutti gli attori in gioco di ritirarsi dal cimento e tornarsene tutti a casa. I Mondiali sarebbero naufragati e si sarebbero visto confini deserti e stadi vuoti. Nessuno ha avuto il coraggio di fare la prima mossa ed è questo lo scandalo imperdonabile. Frontiere bollenti anche per la delegazione iraniana ed in particolare per i calciatori Taremi e Torabi sottoposti a minuziosi accertamenti che ne hanno rallentato gli spostamenti. L’intero team sta patendo i ridotti i tempi di recupero tra un match ed un altro. La burocrazia, anche qui, si è data da fare non previgentemente ma solo al momento di approdo degli sportivi.

Un diverso andirivieni

C’è poi chi è stato criticato per commiatarsi almeno temporaneamente dalle gare per assistere alla nascita del proprio figlio, una priorità su qualunque altra cosa. E’ il caso di Jeremy Doku, uomo della formazione belga, che si è dato un criterio non condiviso da tutti. L’impegno sportivo è passato in secondo piano rispetto alla paternità, ciò anche se in Francia si è detto che, tutto sommato, il padre durante l’episodio della nascita è una figura inutile. C’è chi arriva e viene rimandato indietro e chi approda e invece poi si congeda. 

Ci si può però confortare con la novità a favore di sponsor per cui, a metà di ogni tempo della partita, i calciatori possono idratarsi per trovare ristoro. Sono secondi preziosi per far passare nei media un po’ di pubblicità. Tradotto in soldoni, una vera schifezza ed un ulteriore inchino al marketing dello spettacolo mentre lo sport è messo all’angolino.

Il timore della FIFA

Infantino per primo dovrebbe idratare la propria opacità di conduzione della FIFA per tentare di rinsavire o difendere il “Calcio” ora tristemente snaturato. E’ un fantino abile a rimanere in sella al comando di un destriero a breve irriconoscibile. C’è chi rimpiange Blatter e questo non suona proprio di complimento o che urlerebbe con troppa pudicizia: “datti all’ippica”!

Anche la cultura fa la sua parte

Il trambusto delle esclusioni e di confini preclusi non riguarda solo il pianeta Calcio. Allo scrittore israeliano Eshkol Nevo, è stata contestata la sua partecipazione al festival “Il Libro Possibile” in Puglia. Anche Erri DeLuca non se l’è vista bene al Salerno Letteratura Festival. Anche alla Fiera “Più libri più liberi” a Roma le cose non sono affatto corse lisce come l’olio.

E’ un momento in cui l’umanità mette paletti ed è a secco di risorse, di parole e di capacità di confronto. Non sarà una veloce idratazione a far riguadagnare la sapienza smarrita anche tra i leaders politici del mondo. Occorrerebbe qualcosa di meglio di oltre che un semplice shampoo o una lavata di capo a chi ha perso la bussola.

Ci vorrebbe una figura come il profeta Elia a cui il libro del Siracide si ispira quando si legge “Tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l’ira prima che divampi…”.La pazienza sta per finire ma di saggi all’orizzonte neanche l’ombra.

Giovani, politica e promessa democratica

Oltre il disincanto

L’ultimo appuntamento referendario sulla giustizia ha mostrato che il rapporto tra nuove generazioni e sfera pubblica non può essere letto con categorie troppo semplici. Non siamo davanti a una fascia d’età assente, ma a soggetti selettivi: si mobilitano quando riconoscono una posta in gioco credibile, quando una scelta tocca diritti, libertà, orizzonte di vita e dignità delle istituzioni. Il punto, allora, non è ricondurli “dentro” percorsi tradizionali, ma capire quale offerta civile sia ancora in grado di meritare fiducia.

Il disincanto nasce spesso da una frattura di riconoscimento. Molti non rifiutano l’impegno: respingono riti senza effetti, linguaggi chiusi, carriere interne, appartenenze immobili. Le forme storiche della militanza novecentesca possono restare memoria importante, ma non bastano più come metodo.

I temi che accendono presenza

Questa generazione si muove dove vede vita concreta. Lavoro non precario, casa, salute mentale, ambiente, pace, diritti, scuola, università, mobilità sociale, povertà educativa, solitudine, disuguaglianze territoriali: non sono semplicemente “temi giovanili”, ma la nuova questione del Paese. L’azione pubblica torna credibile quando smette di chiedere consenso e ricomincia a costruire condizioni reali di avvenire.

Per i cattolici democratici la domanda è più esigente. Non basta convocare i ragazzi in nome della tradizione. Occorre mostrare che quella storia è ancora generativa: personalismo, solidarietà, sussidiarietà, popolarismo e giustizia sociale non sono parole da convegno, ma strumenti per leggere l’oggi.

La domanda del 2027

Alle soglie delle prossime elezioni politiche del 2027, l’interrogativo diventa inevitabile: vogliamo limitarci a cercare il voto dei giovani nelle ultime settimane di campagna elettorale, oppure intendiamo costruire con loro, da adesso, una nuova infrastruttura democratica?

Non possono essere evocati solo come categoria elettorale, segmento comunicativo o platea da intercettare con qualche slogan sulla modernità. Devono diventare soggetti reali di elaborazione collettiva.

Una proposta a Il Domani d’Italia

Per questo sarebbe importante che la testata Il Domani d’Italia si facesse promotrice, nei prossimi mesi, di un incontro aperto alle nuove generazioni: non un convegno celebrativo, non una liturgia per addetti ai lavori, ma un cantiere reale di ascolto e proposta. Un luogo in cui studenti, lavoratori precari, amministratori locali, volontari, operatori sociali, associazionismo e cultura cattolico-democratica possano sedersi allo stesso tavolo e nominare le questioni decisive del nostro tempo.

L’obiettivo non dovrebbe essere parlare “ai” giovani, ma parlare “con” loro: ascoltarne linguaggi, paure, desideri, competenze e forme inedite di impegno. Da questo confronto potrebbero nascere piste operative su lavoro, casa, salute mentale, scuola, ambiente, partecipazione, povertà educativa e territori.

Una nuova pedagogia civile

La presenza civica non si riaccende con appelli generici né con convocazioni rituali. Ha bisogno di presidi riconoscibili, capaci di trasformare il disagio in parola condivisa e la parola in decisione. Servono scuole di formazione civile radicate nelle comunità, laboratori di coprogettazione nei quartieri e nei piccoli comuni, assemblee consultive, servizio civile e volontariato strutturato.

In questa prospettiva, partecipare non significa aderire a un contenitore già pronto, ma entrare in un processo di corresponsabilità. Le nuove leve devono poter leggere i bisogni del proprio ambiente, discutere soluzioni, misurarsi con vincoli amministrativi, costruire progetti, verificarne gli effetti. Solo così la democrazia torna a essere esperienza concreta: non una parola distante, ma una pratica quotidiana capace di incidere sulla vita delle persone.

L’esperienza che diventa metodo

Qui può essere decisivo il contributo di deputati e senatori di lungo corso dell’area democratico-cristiana e riformista. Non figure chiamate a difendere un passato immobile, ma testimoni di metodo istituzionale: possono offrire cultura delle istituzioni, senso del limite, capacità di mediazione e conoscenza delle comunità locali.

Possono aiutare chi si affaccia oggi alla vita pubblica a comprendere che la politica non è soltanto protesta istantanea, ma costruzione paziente di processi; non solo testimonianza morale, ma traduzione delle domande sociali in norme, bilanci, servizi e responsabilità.

Riavvicinare i giovani alla democrazia significa restituire alla politica la sua promessa più alta: non il governo stanco dell’esistente, ma la cura del possibile. È qui che i cattolici democratici possono ancora dire una parola: se sapranno evitare ogni ripiegamento identitario, ascoltare senza paternalismo e trasformare l’esperienza accumulata in generatività pubblica.

Nove mesi di silenzio sulla legge che tutela i lavoratori più fragili

Le tutele previste dalla legge

La legge 18 luglio 2025 n. 106 riguarda come è noto la tutela dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, croniche e invalidanti. Essa prevede – oltre ai 24 mesi anche frazionabili di assenza (non retribuita e senza contributi figurativi, riscattabili a totale carico dell’interessato) per patologie oncologiche, immunodepressive, croniche e invalidanti in concomitanza al possesso del 75% di invalidità certificata – anche la conservazione del posto per i soggetti richiedenti.

All’inizio del corrente anno scolastico che volge al termine (le lezioni sono finite, mancano gli orali della maturità) erano state segnalate situazioni di docenti che – pur trovandosi nelle condizioni di patologie certificate e di invalidità, oltre ad essere titolari di legge 104/92 – in taluni casi, senza preavviso e senza il loro consenso, rischiavano di essere assegnati ad altra sede, spesso più disagiata e lontana dal domicilio e senza alcuna spiegazione, se non un eventuale motivo di organizzazione interna, a discrezione del dirigente scolastico.

Conservazione del posto o anche della sede?

La conservazione del posto e della sede di servizio appare – per queste categorie di lavoratori che la legge 106/2025 intende tutelare – un diritto non contestabile: tanto è vero che questi docenti sono esclusi dalle graduatorie di istituto dei perdenti posto.

Ciò vale sia per i titolari di legge 104/92 ex art. 3 comma 3, ma anche per chi è in possesso dei requisiti previsti dall’art. 3 comma 1 se accompagnati da un’invalidità superiore ai 2/3 e questo in base alla previsione normativa dell’art. 21 della medesima legge 104/1992, con tutte le tutele previste, ivi compresa l’esclusione dalla graduatoria interna per l’individuazione dei perdenti posto e la non trasferibilità del soggetto.

Le eventuali variazioni di sede disposte d’ufficio con modalità difformi all’art. 21 della legge 104 potrebbero contrastare con lo spirito della legge 106 che – prevedendo che i due anni di assenza per grave patologia sono frazionabili – non solo depone per la conservazione del posto di lavoro ma anche della sede lavorativa.

Il precedente della Cassazione e l’interrogazione parlamentare

La Corte di Cassazione – Sez. Lavoro – con sentenza n. 29990/2019 ha stabilito che assegnare sedi diverse senza motivazioni oggettive può configurare una violazione del principio di parità di trattamento, specialmente se tra i lavoratori vi sono situazioni di tutela come la disabilità.

Al riguardo, in data 10 settembre 2025, era stata presentata un’interrogazione parlamentare a risposta scritta da parte degli onorevoli Serracchiani, Furfaro, Girelli e Malavasi, per conoscere l’orientamento dei Ministeri della Funzione Pubblica e dell’Istruzione e del Merito con riferimento alla questione della coincidenza tra conservazione del posto di lavoro e conservazione della sede di servizio.

Ad oggi, tuttavia – è trascorso l’intero anno scolastico – non risulta che queste attese risposte siano state date ai deputati interpellanti. Ne consegue che, in previsione del prossimo anno scolastico, la questione sollevata resta ancora senza una indicazione circa il problema posto all’attenzione dell’Amministrazione, ai suoi più alti vertici.

Una questione ancora aperta

Si consideri che il lungo iter legislativo che ha portato all’approvazione della legge 106/2025 era stato attivato proprio con un disegno di legge depositato dall’onorevole Debora Serracchiani, per questo motivo ampiamente titolata a presentare l’interrogazione, confidando in una conferma della ratio del provvedimento legislativo.

Trattandosi di invalidi, malati cronici, immunodepressi e oncologici, quando la legge 106 si esprime per una conservazione del posto di lavoro nell’arco di due anni frazionabili di assenza, dovrebbe riferirsi all’accezione più estensiva del termine, che comprende non il “posto” in senso astratto ma anche la sede lavorativa effettiva. Altrimenti un lavoratore che necessita di periodi che la legge 106 gli riconosce per curarsi rischia, rientrando tra un periodo e l’altro, di essere “sballottato” in sedi diverse.

A questa interrogazione parlamentare, dopo nove mesi – pari a un anno scolastico e a una gravidanza – non è stata ancora data risposta. È auspicabile che essa giunga prima dell’inizio del prossimo anno scolastico.

 

Per leggere l’interrogazione

Futuristi a cena con Vannacci-Alemanno. "A noi!", "Lode a Dio, Re, dama e a me"

Roma, 24 giu. (askanews) – La cena si apre con il ‘codice etico’ dei cavalieri medievali. Si sente declamare: “la lode a Dio, la spada al Re, il cuore alla dama e l’onore a me”. Un po’ tavola di Re Artù? Il tavolo dei ‘futuristi’, nel ristorante di cucina sarda a Roma Nord, però è rettangolare e accoglie una ventina di commensali, tra cui il leader Roberto Vannacci e l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno uscito oggi dal carcere di Rebibbia. Ci sono alcuni deputati che Vannacci ha ‘strappato’ alla Lega e a Fdi (Sasso, Furgiuele, Ziello e Pozzolo), quelli che l’ex generale chiama la “sporca dozzina” e l’europarlamentare, ex leghista, Antonio Rinaldi. Subito dopo, tutti in piedi, è il momento del segno della croce e poi scatta il brindisi: “A noi”. Le dame sono solo due: Annamaria Frigo e Caterina Galli.

Un’occasione per certificare la confluenza di Indipendenza!ell’ex sindaco Alemanno nel neo-partito Futuro nazionale di Vannacci. “Farò di tutto per riportare l’Italia al rango che le spetta: quello di una nazione di grande civiltà, di grande storia, una nazione che ha fatto la storia dell’Europa”, afferma l’ex generale che poi, sollecitato, cita Giorgio Almirante: “mi sembra che qualcuno precedentemente avesse detto: ‘O la destra è sociale o non è’. Cito un certo Giorgio Almirante… Pur non avendo esperienza politica, qualche cosa la ricordo”.

Infatti sui rapporti con il centrodestra di Giorgia Meloni ribadisce: “Vannacci amplia il portafoglio della destra sempreché la destra voglia fare davvero la destra”. E comunque puntualizza che Fn avrà “la sua squadra pronta per Roma e per Milano. Così come l’avrà pronta a partire dal 2027 per tutti gli appuntamenti” elettorali, Politiche comprese.

I due, prima della cena a base di antipasti e purceddu, si sono ‘concessi’ alle domande della stampa, tra abbracci e assist. “il leader di Futuro nazionale è lui. Ci confronteremo su tutto e troveremo la linea”, dice Alemanno. Anche se non ci sarà sovrapposizione tra tutti i temi, del carcere avranno da parlare. “Ringrazio Gianni – osserva Vannacci – perché ha ripetuto quello che avevo detto io. Giorgia Meloni sicuramente ha il mio numero di telefono; se non lo ha, sa come recuperarlo, è una persona capace – ha sottolineato Vannacci – Io sono sempre disponibile”. E poi: Alemanno “ha un’esperienza che io non ho in politica, quarantennale. Conto di poter attingere da questa esperienza, è una persona che vuole ancora dare qualcosa all’Italia”.

Ma il ‘vero’ vertice scatta alla fine della cena: in un tavolo dove si trattengono a parlottare per oltre un’ora Vannacci, Alemanno, Massimo Arlechino e il responsabile del programma Lorenzo Gasperini. Un programma che ancora non è stato reso pubblico seppur declamato all’assemblea di Fn dallo stesso Vannacci per punti principali. “Futuro Nazionale – ha precisato l’ex parà della Folgore – è un partito futurista. Non siamo persone che scrivono le cose su una pietra e poi le lasciano là. Siamo un partito che evolve in base a quelle che sono le necessità e gli interessi degli italiani”.

Primo sì a l.elettorale con norma anti-Vannacci. Scontro su raccolta firme

Roma, 24 giu. (askanews) – La maggioranza porta a casa l’ok della commissione Affari Costituzionali della Camera alla riforma elettorale nei tempi previsti, senza alcuna concessione alle opposizioni ed evitando il voto sul nodo che divide il centrodestra: quello delle preferenze. Un tema rinviato all’esame in aula che, dopo la discussione generale prevista per venerdì 26, sarà contingentato con tempi che saranno stabiliti dalla conferenza dei capigruppo del primo luglio.

Lo scontro oggi si è acceso sull’unica norma approvata prima che il presidente della Commissione Nazario Pagano (Fi) applicasse la tagliola facendo decadere più del 50% degli emendamenti: l’esonero dalla raccolta delle firme necessarie per la presentazione delle liste, attualmente previsto per i partiti costituiti in gruppo parlamentare in entrambe le Camere all’inizio della legislatura, viene esteso ai partiti che hanno un gruppo parlamentare, in almeno una delle due Camere, costituito entro il 31 dicembre 2025. Il vannacciano Edoardo Ziello, che non ha partecipato al voto finale sulla riforma, lo definisce “un emendamento marchetta per Azione”. Oltre al partito di Carlo Calenda, in realtà, la norma ‘salva’ dalla raccolta anche Avs, Italia Viva e Noi Moderati mentre lascia fuori Futuro Nazionale, Più Europa e il Partito Liberaldemocratico di Marattin. Questo solo parlando degli eletti. Se si osserva invece la galassia centrista che guarda al centrosinistra, l’emendamento approvato fa storcere il naso a molti che addirittura lo leggono come un ostacolo sulla via del campo largo.

I vannacciani ostentano tranquillità: “Considerando che abbiamo oltre 110 mila iscritti quindi le abbiamo già raccolte”, dice Ziello. È evidente che la norma dà al partito dell’ex generale un nuovo argomento contro quel centrodestra da cui sta dragando voti. Un’eventualità che in Fratelli d’Italia fino a ieri dicevano di voler evitare tanto che l’ipotesi a cui si stava lavorando era quella di un’esenzione estesa anche ai partiti presenti in Parlamento con una componente di minimo 5 parlamentari.

Oggi però, all’esito di una riunione di maggioranza – presenti i 4 relatori con Giovanni Donzelli (Fdi), Stefano Benigni (Fi) e i capigruppo in commissione, l’azzurro Paolo Emilio Russo e il meloniano Urzì – le cose sono cambiate e Angelo Rossi (Fdi), ormai definito sia da maggioranza che opposizione “il portavoce” dei relatori, ha annunciato la riformulazione di un emendamento Richetti lasciando fuori dalla deroga il partito dell’ex vicesegretario della Lega. Di fronte al sospetto che sia arrivato proprio dal partito di via Bellerio l’ordine di ostacolare l’ascesa del generale, un parlamentare salviniano doc nega: “Per loro non cambia nulla. Anzi in realtà gli abbiamo regalato un mese di campagna elettorale durante la raccolta firme”. Ma qualcuno fa anche notare che chi ha l’obbligo di raccogliere le firme deve farlo sotto liste di candidati già definite e questo potrebbe essere un disincentivo al passaggio con Vannacci per gli esponenti leghisti che sentono la propria ricandidatura in bilico. Nella maggioranza inoltre non si nasconde il ragionamento sulla difficoltà oggettiva cui va incontro chi deve raccogliere le firme. Lo sanno quanti nel centrodestra ricordano ancora quando col Pdl non riuscirono a presentare le liste alle regionali nel Lazio nel 2010.

Furioso, anche per lo stop alla raccolta firme digitale, il leader di Più Europa Riccardo Magi annuncia mobilitazioni “nei prossimi giorni in Parlamento e nel paese contro questo sfregio alla democrazia parlamentare”. Per la dem Chiara Braga è “un altro passo per salvare sé stessa e tentare di vincere a tutti i costi le elezioni, una riforma elettorale pericolosa e incostituzionale”. Vittoria Baldino (M5s) lancia un appello: “Facciamo in modo di non dare uno spettacolo indecoroso in aula. Cerchiamo di fare qualcosa sul voto dei fuori sede e sulle preferenze, tutti quei nodi che non siete stati in grado si sciogliere prima di tutto al vostro interno”.

Dopo la discussione generale di venerdì 26, la riforma è già calendarizzata all’ultimo punto dell’ordine del giorno di martedì30 ma è probabile che l’esame non inizi prima del 6 luglio. Molto ravvicinata invece la scadenza del termine degli emendamenti: dovrebbe essere lunedì 29 alle 9. Non è stata ancora ufficializzata ma gli uffici legislativi dei vari gruppi sono già al lavoro per mettere a punto le proposte di modifica in tempo per quella data.

Iran, Craxi (FI): voli partiti da basi Italia rispettano accordi

Roma, 24 giu. (askanews) – “Tutti i voli che sono partiti dalle basi italiane hanno rispettato il diritto internazionale e gli accordi internazionali in vigore tra il nostro Paese e gli Stati Uniti d’America”. Così Stefania Craxi, capogruppo al Senato di Forza Italia, sollecitata da un cronista a proposito delle dichiarazioni del segretario della Nato Rutte che a Fox News ha detto che dall’Italia sono partiti 500 voli a supporto dell’operazione Usa contro l’Iran.

“Qualsiasi azione partita dall’Italia risponde ad accordi internazionali e sono azioni di tipo logistico in partenza per altri Paesi, punto”, ha ribadito Craxi a margine di un evento sullo spazio alla Camera.

Flotilla, gli abbracci per Centrone e Alberizia all’arrivo a Fiumicino

Roma, 24 giu. (askanews) – Domenico “Nico” Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia accolti dagli abbracci di attivisti, amici e familiari all’aeroporto di Roma Fiumicino, dopo essere stati rilasciati martedì dalle Forze Armate Arabe Libiche (LAAF) affiliate al generale Khalifa Haftar. I due connazionali, rispettivamente di 33 e 67 anni, erano stati arrestati assieme ad altri 8 volontari internazionali il 24 maggio scorso, mentre tentavano di negoziare nei pressi di Sirte il passaggio del “Land Convoy”.

A Fiumicino anche la sorella di Domenico Centrone, Maria Rosaria, che nei giorni scorsi aveva diffuso sui social un commosso appello video per chiedere la liberazione del fratello e per ringraziare le autorità italiane, e in particolare il console italiano a Bengasi, Filippo Colombo, per i loro sforzi.

Con Centrone e Alberizia è sbarcato a Roma anche l’attivista uruguayano liberato Matias Rodriguez; sono infatti tutti transitati per Tunisi, insieme a un altro volontario, il tunisino Achraf Khoja.

Calcio, il tabellone di Coppa Italia, via il 9 agosto

Roma, 24 giu. (askanews) – La Lega Calcio Serie A ha diramato il tabellone completo della Coppa Italia. In finale, c’è la possibilità di un incrocio tra Inter e Juventus, mentre Inter e Milan si potrebbero incrociare in semifinale. Questo tutto il percorso:

Turno preliminare – domenica 9 agosto 2026 Ascoli-Potenza, LR Vicenza-Catania, Arezzo-Union Brescia, Benevento-Ravenna

Trentaduesimi – domenica 16 agosto 2026 Genoa-Ascoli/Potenza, Catanzaro-Sudtirol, Lazio-Mantova, Lecce-Palermo*, Torino-Carrarese, Monza-Avellino, Cremonese-Sampdoria, Parma-LR Vicenza/Catania, Cagliari-Arezzo/Union Brescia, Hellas Verona-Virtus Entella, Sassuolo-Cesena, Frosinone-Juve Stabia, Udinese-Padova, Venezia-Modena, Pisa-Empoli, Fiorentina-Benevento/Ravenna

Sedicesimi – 2 e 15 settembre 2026 Genoa/Ascoli/Potenza-Catanzaro/Sudtirol Lazio/Mantova-Lecce/Palermo Torino/Carrarese-Monza/Avellino Cremonese/Sampdoria-Parma/LR Vicenza/Catania Cagliari/Arezzo/Union Brescia-Hellas Verona/Virtus Entella Sassuolo/Cesena-Frosinone/Juve Stabia Udinese/Padova-Venezia/Modena Pisa/Empoli-Fiorentina/Benevento/Ravenna

Ottavi di finale – 2 dicembre, 16 dicembre 2026 e 13 gennaio 2027 Inter contro la vincente di Genoa/Ascoli/Potenza-Catanzaro/Sudtirol Bologna contro la vincente di Lazio/Mantova-Lecce/Palermo Milan contro la vincente di Torino/Carrarese-Monza/Avellino Como contro la vincente di Cremonese/Sampdoria-Parma/LR Vicenza/Catania Roma contro la vincente di Cagliari/Arezzo/Union Brescia-Hellas Verona/Virtus Entella Juventus contro la vincente di Sassuolo/Cesena-Frosinone/Juve Stabia Atalanta contro la vincente di Udinese/Padova-Venezia/Modena Napoli contro la vincente di Pisa/Empoli-Fiorentina/Benevento/Ravenna

Quarti di finale – 3 e 10 febbraio 2027 Area Inter-Bologna Area Milan-Como Area Roma-Juventus Area Atalanta-Napoli

Semifinali – 3 marzo 2027 andata, 21 marzo 2027 ritorno Vincente area Inter-Bologna contro vincente area Milan-Como Vincente area Roma-Juventus contro vincente area Atalanta-Napoli

Finale – 19 maggio 2027 Finale tra le due vincenti delle semifinali.

Contro il caldo ci vuole “pazienza”, tra ombrellini, parchi e fontane

Roma, 24 giu. (askanews) – Prosegue l’ondata di caldo estremo in Italia. A Roma, nella piazza della Basilica di San Giovanni, romani e turisti si rinfrescano tra gli zampilli delle fontane inaugurate per il Giubileo 2025, poco più di un anno fa. “Sopravviviamo così (mettere cerotto bambini zampilli) con un po’ d’acqua e di ombra possibilmente – racconta una mamma che ha portato i bimbi a rinfrescarsi alle fontane – È un’ora tosta, ma piuttosto di stare in casa si cerca un po’ di frescura in qualche modo”, aggiunge.

Sotto il solleone di fine giugno si cerca di combattere l’afa e l’umidità, il cui apice è atteso per il fine settimana, in tanti modi:

“Come sopravvive in questi giorni di caldo? Con la pazienza… E basta”, racconta questo signore romano.

“Camminiamo e ci asciughiamo e beviamo molta acqua”, dice questa coppia di turisti argentini mentre aspetta l’autobus.

E poi c’è chi si copre con ombrellini parasole e chi è costretto a lavorare sotto al sole: “Abbiamo degli orari ridotti, fino alle 12.30, poi stacchiamo e riprendiamo alle 16”, ha spiegato un operaio che ha fatto un intervento alle fontane.

“È molto molto caldo”, ribadisce una turista con l’ombrellino. “Questo è il nostro primo giorno”, affermano le tre giovani turiste straniere.

Anche a Milano il caldo non dà tregua. Al Castello Sforzesco i turisti, si riparano all’ombra degli alberi o con ombrellini. Acqua fresca, gelati e ventilatori portatili offrono un minimo refrigerio prima di affrontare i musei.

“Non mi aspettavo delle temperature del genere, la notte tutto sommato passa, ma durante il giorno fa davvero molto caldo”, dice sconsolato un turista cileno.

Nato, Meloni: l’Europa si assuma la responsabilità su difesa e sicurezza

Roma, 24 giu. (askanews) – “Partiamo chiaramente tutti dalla stessa consapevolezza l’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e di sicurezza portando avanti con decisione il cammino che ha intrapreso per una componente europea più solida dell’alleanza atlantica, più forte in un’ottica di complementarietà con la colonna americana, valorizzando le eccellenze che possediamo e incentivando la nascita di un robusta base industriale europea”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni con gli altri leader al termine dell’incontro in formato E5 a Berlino.

Ucraina, Meloni: impegno per pace giusta, possibile solo con sostegno a Kiev

Roma, 24 giu. (askanews) – “Sull’Ucraina ribadiamo il nostro impegno per una pace giusta e duratura all’interno di uno scenario che richiede prima di tutto garanzie di sicurezza efficaci per la nazione aggredita. Ma niente è possibile se noi non continuiamo a sostenere Kiev fino a quando non sarà possibile avere una pace giusta e duratura”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni con gli altri leader al termine dell’incontro in formato E5 a Berlino.

“L’Italia come sapere in questo senso continua a essere impegnata, in particolare siamo impegnati per quanto riguarda le infrastrutture critiche e la resilienza energetica, fronte decisivo che il presidente Zelensky ha rimarcato anche nei giorni scorsi durante il G7 e il Consiglio europeo”, ha aggiunto.

Nato, Meloni: Europa si assuma responsabilità su difesa e sicurezza

Roma, 24 giu. (askanews) – “Partiamo chiaramente tutti dalla stessa consapevolezza l’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e di sicurezza portando avanti con decisione il cammino che ha intrapreso per una componente europea più solida dell’alleanza atlantica, più forte in un’ottica di complementarietà con la colonna americana, valorizzando le eccellenze che possediamo e incentivando la nascita di un robusta base industriale europea”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni con gli altri leader al termine dell’incontro in formato E5 a Berlino.

Salvini rinvia il "ritiro" leghista: prima Tavolo chiuda lavori

Milano, 24 giu. (askanews) – Più spazio al Tavolo dei territori, per approfondire ed elaborare proposte. Solo quando questo lavoro di ricognizione sarà terminato, si terrà il “ritiro programmatico” inizialmente previsto il 4 e 5 luglio. Matteo Salvini fissa una nuova road map del confronto interno alla Lega, e anche stavolta lo fa tramite una nota del responsabile Enti locali Stefano Locatelli.

Prima di mettere intorno al tavolo parlamentare ministri e governatori, serviranno dunque altre tre riunioni del Tavolo dei territori: una la prossima settimana, e “seguiranno altre due riunioni già programmate, anche con la partecipazione di ospiti esterni chiamati a fornire contributi e approfondimenti su specifiche tematiche: attuazione dell’autonomia in tutte le regioni, sicurezza urbana, sanità e abbattimento delle liste d’attesa, attuazione del Piano Casa, accelerazione delle ZES, ambiente, rigenerazione urbana e sostegno alle aree ad alto tasso di inquinamento”. Nelle prossime settimane dunque “i componenti del Tavolo svilupperanno proposte operative sui singoli temi, valorizzando le esperienze e le esigenze provenienti dai territori”. Solo al termine di questo percorso di approfondimento e “una volta definito il quadro delle proposte elaborate dal Tavolo, sarà convocata la due giorni programmatica con il Segretario Federale e tutti i parlamentari della Lega, finalizzata a definire le priorità e le battaglie politiche da portare avanti in vista del 2027”, chiarisce Locatelli.

Un esito che “congela” al momento la situazione, e che non sorprende l’ala nordista del partito: “ce lo aspettavamo”. Il confronto interno che da tempo i governatori del Nord sollecitano viene così rinviato. “Al Tavolo porteremo sicuramente il nostro contributo – spiegano ad esempio dalla Lombardia – ma il punto è che bisogna ragionare sulla linea politica: ad esempio, come possiamo essere sovranisti in Europa e federalisti in Italia? E stiamo sempre fuori dai giochi nel gruppo dell’estrema destra, oppure scegliamo una collocazione che ci consenta di portare anche a Bruxelles le istanze delle aziende del Nord? Poi c’è il ‘modo’ con cui stiamo al governo: il piano casa è iper centralista, sulla riforma dei medici di medicina generale abbiamo detto no alla riforma Schillaci ma senza sentire i territori, dove sulle case di comunità le Regioni si scontrano quotidianamente con i medici di base. E ancora, per la crescita si continua a puntare sugli exploit del Sud grazie al Pnrr una tantum, oppure proviamo a rafforzare le punte di diamante? E soprattutto, abbiamo portato dentro Vannacci, ci siamo collocati in quel ‘segmento’ dello spettro politico, e ora subiamo la concorrenza del generale”.

Ma i fedelissimi del segretario non ci stanno a questa rappresentazione: “La discussione interna sta diventando surreale. Al Tavolo chi vuole proporre idee per il Nord è liberissimo di farlo, se le ha… Ma più che altro sembra che ‘parliamo più di Nord’ sia solo uno slogan per coprire la mancanza di una elaborazione politica. Si portano solo questioni nominali e organizzative, ma se Zaia diventasse il gran capo di tutte le Leghe al Nord, cosa dice? A parte i temi etici… cosa vuole dire?”. E allora, è la conclusione del ragionamento, “viene il dubbio che sia tutto strumentale”. Sicuramente “abbiamo la necessità di rilanciare il messaggio sulla sicurezza, ma dobbiamo anche tarare meglio la comunicazione: Fontana dice che Roma ruba i soldi al Nord, ma a Roma c’è Giorgetti…”.