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Kate, prima missione in Italia dopo la malattia: “Vorrei tornare”

Reggio Emilia, 13 mag. (askanews) – Le mani nella creta. Le domande, una dietro l’altra, sui bambini. Una giornata intensa a Reggio Emilia per la principessa del Galles Catherine: primo viaggio in Italia dopo la malattia, e primo passo della missione internazionale del Royal Foundation Centre, l’organizzazione che lei guida nel Regno Unito sui temi della prima infanzia. Sulla porta del Centro Loris Malaguzzi, prima di salutare, una sola annotazione: “Mi spiace non aver avuto più tempo per scoprire tutte le altre cose che fate qui”. Maddalena Tedeschi, presidente di Reggio Children.

“Avevamo preso contatti con loro – spiega Maddalena Tedeschi, presidente di Reggio Children -, conoscevamo degli interlocutori comuni e quindi abbiamo mandato molto materiale anche per farci conoscere, per far conoscere Reggio Approach e poi di fatto qualche settimana fa è venuto un gruppo di persone della Royal Foundation per partecipare ad un gruppo di studio e programmato da Reggio Children”.

La mattinata era cominciata in piazza Prampolini, con il sindaco Marco Massari e cinquanta bambini ad attenderla. In municipio la consegna del Primo Tricolore, massima onorificenza della città. Poi l’arrivo al Centro Malaguzzi e l’atelier di creta in mezzo a pedagogisti e atelieristi. Elena Maccaferri, pedagogista del Comune di Reggio Emilia

“Ha iniziato subito, con grande piacere, a lavorare con la creta – ricorda Elena Maccaferri, pedagogista del Comune di Reggio Emilia -. Faceva tantissime domande, era molto interessata ai bambini e ai loro processi. Si sentiva una grande competenza sul tema del benessere. Un dialogo intenso, ma molto umano, molto alla mano”.

Domande sulla creatività, sui cento linguaggi, sulla partecipazione dei genitori. E sui bambini con disabilità: come arrivano a esprimersi. Tra le mani della principessa la creta che si trasforma in piccole colombe, “un work in progress”, come dirà sorridendo lei stessa. Poi l’incontro con educatori arrivati da Messico, Brasile e Colombia per studiare il modello reggiano. Marco Spaggiari, atelierista.

“Si è interessata a tutto quello che si può fare con i bambini nei contesti educativi – spiega Marco Spaggiari, atelierista -. Ha chiesto come dividiamo i gruppi, come allestiamo i materiali”.

A salutarla, un mazzo di fiori. Nel pomeriggio la visita a una scuola d’infanzia comunale. “Magari torno”, ha lasciato detto sulla porta. “Magari con meno persone”.

Tedeschi: “Mi ha colpita la domanda di Kate sui bimbi disabili”

Reggio Emilia, 13 mag. (askanews) – “La cosa che mi ha colpita in assoluto è stata una domanda molto precisa: qual è la relazione tra i cento linguaggi e i bambini con difficoltà fisiche o mentali?”. Maddalena Tedeschi, presidente di Reggio Children, racconta così la visita della principessa del Galles Catherine al Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia, prima missione internazionale della consorte dell’erede al trono britannico dopo la malattia.

“E’ stata un’emozione molto forte – spiega Tedeschi -. Quando è arrivata con questo sorriso, con questa immediata curiosità, è stato tutto molto vicino, molto empatico”. La principessa, secondo la presidente, non si è limitata ad ascoltare: “Ci ha posto tantissime domande, molto precise, molto puntuali. È stato davvero un confronto vero, intorno ai temi dell’educazione, del valore dei cento linguaggi, della creatività, della partecipazione dei genitori”.

E’ sul fronte dell’inclusione, però, che la richiesta di Kate Middleton ha più colpito chi l’ha accolta. “Le abbiamo raccontato che la possibilità di attraversare diversi modi per conoscere – non soltanto la parola ma il gesto, l’incontro con la creta, le materie e gli strumenti diversi – è una possibilità per apprendere e per fare domande agli altri compagni e agli adulti”, spiega Tedeschi. La principessa, che stava lavorando proprio con la creta, ha chiesto esempi concreti: “Abbiamo parlato di bambini in carrozzina o che utilizzano il deambulatore per camminare e che però chiedono di poter usare alcune strutture dei parchi delle nostre scuole, perché sono state progettate in modo sintonico alle loro possibilità, con la capacità di sfidare sé stessi e di essere insieme agli amici”.

Arriva in sala il film di Dario D’Ambrosi "Il principe della Follia"

Roma, 13 mag. (askanews) – Arriva nelle sale italiane il 14 maggio “Il Principe della Follia”, il nuovo film scritto e diretto da Dario D’Ambrosi, presentato in anteprima alla XX edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Proiezioni Speciali. Un’opera che mette al centro la fragilità umana e la dignità degli invisibili. Giovedì alle 20.30 al Cinema Adriano a Roma, in occasione dell’uscita del film, è in programma un saluto in sala alla presenza del regista e del cast.

“Il Principe della Follia” affronta con lucidità e senza compromessi il tema della malattia, della disabilità e dell’emarginazione, restituendo voce a chi troppo spesso resta invisibile.

La storia si sviluppa nell’arco di una notte che si trasforma in un viaggio disturbante tra ricordi, rimorsi e verità nascoste. Al centro, il dolore di un uomo segnato dalla malattia e quello di una famiglia schiacciata da un peso difficile da sostenere: non ci sono colpevoli né facili assoluzioni, ma esseri umani fragili che cercano una via per ritrovare sé stessi.

Accanto alla prova intensa e autentica di Stefano Zazzera, affetto da Parkinson nella vita reale, il film si regge su un cast solido e riconoscibile che contribuisce a dare profondità e verità al racconto. Tra questi: Alessandro Haber, Andrea Roncato, Carla Chiarelli e Mauro Cardinali, affiancati da un ensemble di interpreti che restituisce con rigore e sensibilità la complessità dei rapporti familiari e umani.

D’Ambrosi costruisce così un racconto che alterna visioni poetiche e momenti di crudo realismo, portando lo spettatore dentro un’esperienza emotiva diretta, senza filtri. È un cinema che guarda la realtà per quello che è, senza abbellimenti, e che chiede allo spettatore di fare altrettanto.

Il film è stato realizzato con il contributo di Marche Film Commission e del Ministero della Cultura – Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo. È prodotto da Giovanni Saulini e Silvia Innocenzi per Red Post Production e distribuito da Notorious Pictures.

Bresh, fuori il 15 maggio il nuovo singolo "Da Dio"

Roma, 13 mag. (askanews) – Esce venerdì 15 maggio il nuovo singolo di Bresh “Da Dio”. Il brano – prodotto da Shune e che sarà in radio dal 22 maggio – arriva dopo il precedente “Introvabile” e racconta di quanto a volte la vita sia capace di sorprendere quando consapevolmente si sceglie di non avere più il controllo su tutto. E così, l’unica cosa da fare diventa arrendersi e lasciarsi trasportare dal caos e dagli imprevisti che capitano lungo il cammino.

E intanto, dopo il successo delle 3 date in Europa, a Parigi, Londra e Barcellona, Bresh sarà impegnato a luglio in 4 appuntamenti Sold out di “Mare Nostrum” al Porto Antico di Genova, quattro live che lo vedranno tornare a esibirsi dal vivo nella propria città (1-3-4 e 5 luglio). Il 10 luglio sarà poi in concerto a Roma all’Auditorium Parco della Musica

RTL 102.5 è radio partner di Mare Nostrum.

L.elettorale, allo studio modifiche su premio e soglie ma non decolla dialogo

Roma, 13 mag. (askanews) – Non decolla il dialogo sulla legge elettorale. All’indomani del giro di telefonate dei capigruppo di maggioranza alla Camera con i loro omologhi dell’opposizione, al tavolo del centrodestra si siedono soltanto Azione, il Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin e le autonomie. E il giudizio sulla proposta di riforma del centrodestra non è positivo: “Esorto Meloni a prendere la legge elettorale, metterla in un cestino, tanto è per metà incostituzionale, e lavorare su ciò che conta”, il giudizio di Carlo Calenda.

Il confronto a questo punto sarà in commissione Affari Costituzionali alla Camera dove proseguono dal 28 aprile a spron battuto le audizioni e in tre giorni saranno concluse. Il timing immaginato dal presidente Nazario Pagano (Fi), oltre a quelle già programmate per domani, è di audire i restanti esperti martedì 19 e mercoledì 20, chiudendo quindi con una settimana di anticipo rispetto a quanto ipotizzato. L’esame della riforma entrerà quindi nel vivo con l’adozione di un testo base – che con molta probabilità sarà la proposta del centrodestra allargata al voto all’estero e ai fuori sede – e la fase emendativa che porterà sicuramente a dei cambiamenti.

Il centrodestra sta studiando delle modifiche in modo particolare sull’entità del premio di maggioranza e sulla soglia necessaria per raggiungerlo. Il testo all’esame stabilisce che, alla Camera, non sia possibile per la coalizione che si aggiudica il premio di governabilità (un massimo di 70 seggi) superare la cifra limite di 230 seggi su 384. A questi 230 poi dovranno essere aggiunti i seggi eventualmente ottenuti dalla lista aggiudicataria del premio nelle circoscrizioni Estero, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige (16 in tutto) con l’eventualità di raggiungere una maggioranza definita dagli esperti eccessiva e a rischio di censura da parte della Corte Costituzionale. Questo tetto massimo potrebbe essere abbassato: ieri il professor Roberto D’Alimonte proponeva a 220 o 215 ma Fdi considera questo abbassamento eccessivo. Il partito della premier Meloni sarebbe intenzionato invece a lasciare com’è il tetto massimo di seggi al Senato che quindi resterebbe di 114.

Altra modifica allo studio della maggioranza, secondo quanto riferito da chi segue da vicino il dossier, sarebbe l’innalzamento al 42 della soglia del 40% dei voti necessaria a ottenere il premio. Se da un lato infatti il premio potrebbe risultare eccessivo, dall’altro non è esclusa l’ipotesi in cui la coalizione vincente non avrebbe i seggi sufficienti per la maggioranza assoluta. Come evidenziato dal servizio studi della Camera infatti “in un contesto in cui basta il 40 per cento dei voti per aggiudicarsi il premio, ed a maggior ragione, in caso di attribuzione del premio al ballottaggio, non è detto che i seggi ottenuti al proporzionale, sommati ai 70 del premio, consentano di ottenere 201 seggi”. Nell’ipotesi in cui “il vincitore del premio ottenga il 40 per cento dei voti, e che non vi sia dispersione del consenso sotto la soglia di sbarramento, tale 40 per cento di voti corrisponderà a circa il 40 per cento dei 314 seggi distribuiti proporzionalmente, ossia a 126 seggi, che sommati ai 70 del premio, non raggiungono la maggioranza assoluta dei 400 seggi dell’Assemblea”.

Questa situazione si potrebbe verificare, ancor di più, in caso di ballottaggio, cioè in un contesto in cui chi si aggiudica il premio lo fa avendo ottenuto meno del 40 per cento dei voti. Con ogni probabilità il centrodestra metterà mano anche alla previsione del ballottaggio tra le due liste o coalizioni che superino il 35% nel caso nessuno abbia raggiunto il 40% che serve a far scattare il premio.

Dopo le polemiche confermato il concerto di Kanye West alla RCF Arena

Roma, 13 mag. (askanews) – Dopo le polemiche, è stato confermato il concerto di Ye – Kanye West il 18 luglio 2026 alla RCF Arena di Reggio Emilia. Lo annunciano gli organizzatori in una nota.

I fan sanno che Ye (Kanye West) sta preparando uno show immersivo senza precedenti che porterà Reggio Emilia e tutta l’Italia al centro della scena dei grandi eventi musicali mondiali, si legge nella nota. Nelle scorse settimane c’erano stati appelli a cancellare l’evento per le reiterate dichiarazioni antisemite fatte dall’artista in precedenza e per le quali ha tentato di scusarsi.

La RCF Arena, gestita da C.Volo S.p.A., con capienza 103 mila persone, è già stata negli ultimi anni il palcoscenico di grandi produzioni internazionali ospitando artisti come Harry Styles, Rammstein e AC/DC.

Biglietti disponibili su Ticketmaster e Vivaticket. Chi acquista il biglietto con Pre e After Party, potrà accedere all’Iren Green Park (boulevard della RCF Arena) dalle 11 per lo show firmato da Zamna (inizio alle 12), il format nato a Tulum in Messico, oggi uno dei brand più importanti al mondo per la musica elettronica e per le esperienze immersive legate ai festival.

Tennis, Ruud in semifinale agli Internazionali

Roma, 13 mag. (askanews) – Casper Ruud torna in semifinale agli Internazionali d’Italia. Per la quarta volta in carriera il norvegese è tra i migliori quattro al Foro Italico (dopo 2020, 2022 e 2023) grazie alla vittoria su Karen Khachanov con il punteggio di 6-1, 1-6, 6-2. Una partita segnata da uno stop di oltre due ore per pioggia, quasi da montagne russe per Ruud. Dominante nel primo parziale, il norvegese ha faticato alla ripresa dopo l’interruzione. Nel terzo set, però, ha ritrovato la qualità dei colpi per conquistare un posto in semifinale contro Darderi o Jodar.

Accoglienza e solidarietà, “Ponti di fraternità” sulle orme di S.Francesco

Roma, 13 mag. (askanews) – In un tempo segnato da guerre, crisi umanitarie, migrazioni forzate e nuove fratture sociali, il messaggio fraterno di San Francesco d’Assisi risuona con forza e torna di grande attualità. In questo contesto si inserisce “Ponti di fraternità: storie di accoglienza sulle orme di Francesco”, l’iniziativa promossa da Antoniano in occasione dell’ottavo centenario dalla morte del Santo di Assisi per analizzare le nuove sfide dell’accoglienza. In uno scenario di crescente fragilità, in cui dall’Ucraina al Libano ci si confronta con le conseguenze di quella che Papa Francesco definì una “terza guerra mondiale a pezzi”, a Roma si sono riunite le voci della rete francescana e della Comunità di Sant’Egidio per un momento di riflessione sui valori di pace e convivenza, con le testimonianze dirette dal fronte e di chi ha potuto resistere e ricominciare grazie alla solidarietà.

Fra Giampaolo Cavalli, Direttore di Antoniano: “Siamo qui perché ogni giorno siamo impegnati nell’accoglienza di tantissime persone, in modi diversi, che arrivano da storie faticose e ultimamente ancora più faticose, perché la guerra sta impattando sia sulla nostra vita qui che sulla vita di tante persone in giro per il mondo”.

Le conseguenze dell’instabilità globale, unite al peso del carovita, non investono solo chi giunge nel nostro Paese fuggendo dalla guerra, ma anche il tessuto sociale locale, cambiando profondamente il volto della povertà in Italia. I dati dell’Osservatorio sulla povertà di Antoniano fotografano le richieste dei nuclei familiari e dei singoli individui, sia italiani che stranieri, che bussano alle porte della rete solidale di “Operazione Pane”: l’aiuto alimentare resta la richiesta principale per chi si rivolge alla rete solidale, ma cresce il bisogno di supporto per il pagamento delle utenze e l’orientamento al lavoro, insieme a una vulnerabilità sanitaria ed emotiva.

Fra Giampaolo Cavalli, Direttore di Antoniano: “Sono mamme, sono giovani, sono anziani che non riescono più ad arrivare a fine mese. Persone che già avevano una vita impegnativa e faticosa da un punto di vista economico e che con la crisi che stiamo vivendo diventa troppo faticoso e alle volte insostenibile. Gli aumenti quasi tutti con doppia cifra di percentuale raccontano di un allargarsi di questa situazione che poi un po’ tutti tocchiamo per mano e vediamo, anche se purtroppo resta sempre un po’ invisibile”.

La missione di “Operazione Pane” di Antoniano non si ferma però ai confini nazionali, ma raggiunge direttamente i cuori dei conflitti. Grazie alle realtà francescane attive in Siria e in Ucraina infatti, la rete garantisce complessivamente una media di oltre 26.000 pasti al mese, portando aiuti concreti laddove le tensioni globali colpiscono più duramente.

Fra Giampaolo Cavalli, Direttore di Antoniano: “Noi siamo vicini a realtà francescane in Ucraina e in Siria in modo particolare, che sono contesti molto faticosi, e sosteniamo i nostri frati che lì sono vicini al territorio e alle persone che hanno dei bisogni primari molto forti. Cibo prima di tutto, ma anche la possibilità di avere un luogo sicuro dove stare, un luogo protetto per sopravvivere a questo tempo di guerra. Sono due territori in cui la guerra ha fatto disastri e continua a farli”.

Di fronte a un mondo sempre più frammentato, l’evento “Ponti di fraternità: storie di accoglienza sulle orme di Francesco” ricorda così che l’accoglienza e la cura dell’altro sono le uniche vere risposte alla logica dello scontro.

La regista iraniana Raha Shirazi presenta a Roma "A War on Women"

Roma, 13 mag. (askanews) – Dopo il grande successo di pubblico e di critica ricevuto al Toronto International Film Festival (TIFF) e alla 17ª edizione del Bif&st – Bari International Film&Tv Festival, arriva a Roma A WAR ON WOMEN, il nuovo e potente lavoro della regista iraniana Raha Shirazi, già accolto come una delle opere più urgenti e necessarie dell’anno. Un film che rompe il silenzio e restituisce finalmente profondità storica, politica ed emotiva alla lotta delle donne iraniane contro il regime teocratico, trasformando una vicenda spesso raccontata come cronaca in una memoria viva di resistenza collettiva. Promosso con il sostegno di Amnesty International, il documentario sarà protagonista di due importanti appuntamenti romani che vedranno coinvolti protagonisti del cinema, dell’attivismo e del giornalismo italiano:

-Il primo appuntamento è fissato per venerdì 15 maggio alle ore 20.30: la regista Raha Shirazi incontrerà il pubblico in un’anteprima esclusiva al cinema Nuovo Sacher.

-Il secondo appuntamento si terrà invece mercoledì 20 maggio alle ore 18 nella suggestiva cornice del giardino della magnolia alla Casa Internazionale delle Donne a Trastevere, luogo simbolo delle battaglie per i diritti e la libertà femminile, dove sarà presentato ufficialmente il trailer del film in vista dell’uscita nelle sale prevista per il 28 maggio. Per l’occasione, Raha Shirazi sarà in dialogo con l’attivista Pegah Moshir Pour, tra le voci più autorevoli del dibattito contemporaneo sui diritti delle donne iraniane, con la moderazione dell’attivista Michela Bonafoni.

Per la stampa sarà inoltre possibile intervistare Raha Shirazi e Pegah Moshir Pour a partire dalle ore 17 presso la Casa Internazionale delle Donne.

Quella che ha portato le donne iraniane al centro dell’attenzione globale dopo la morte di Mahsa Amini non è una rivolta improvvisa, né un’esplosione inattesa. A WAR ON WOMEN scava più a fondo e racconta una verità diversa: una resistenza lunga, ostinata, che attraversa il tempo. Una lotta iniziata ben prima del 2022 e costruita giorno dopo giorno per oltre quarant’anni, tra repressione, silenzi imposti e piccoli, potentissimi gesti di disobbedienza quotidiana.

Prodotto da Rosamont, Doppio Nodo – Double Bind, Eolo Film Productions, Minerva Pictures, Luce Cinecittà con Rai Cinema, il film è un viaggio intenso e necessario dentro una storia spesso rimossa: quella della lotta delle donne contro l’unico regime teocratico al mondo. Dalle prime proteste contro l’obbligo del velo dopo la rivoluzione del 1979 fino alle immagini delle giovani che oggi sfidano il pericolo nelle strade, il racconto intreccia vite personali e dimensione politica, tessendo un filo continuo che unisce generazioni, esili e ritorni impossibili. Attraverso filmati privati, rari materiali d’archivio e riprese clandestine girate in Iran, il documentario costruisce uno sguardo diretto e intimo, capace di riportare alla luce ciò che per troppo tempo è rimasto invisibile. Le voci di sette donne straordinarie – tra cui Mahnaz Afkhami, Masih Alinejad, Golshifteh Farahani e Shaparak Shajarizadeh – si fondono in una narrazione corale fatta di coraggio e resistenza. Attiviste, madri, artiste, prigioniere, esiliate: una rete viva e ininterrotta di donne che hanno trasformato l’oppressione in azione.

Al cuore del film c’è anche la storia personale della regista Raha Shirazi, cresciuta in Iran e costretta a lasciare il Paese da bambina, quando l’esilio divenne inevitabile. Un ricordo – una porta che si chiude, un divieto imposto sul corpo di una bambina – diventa la chiave per comprendere un intero sistema. Da lì nasce un racconto che intreccia memoria privata e storia collettiva, restituendo tutta la continuità di una resistenza che non si è mai interrotta.

A WAR ON WOMEN si afferma come un’opera destinata a lasciare un segno profondo nel dibattito culturale e civile contemporaneo. Non è soltanto la cronaca di un’oppressione, ma la testimonianza viva di una forza che attraversa il tempo e che oggi, più che mai, chiede al mondo di non voltarsi dall’altra parte. Una storia che non appartiene soltanto all’Iran, ma a tutte le donne che, ovunque, continuano a lottare per la libertà.

Il film ha ricevuto il sostegno del MiC Direzione generale cinema e audiovisivo, Fondo regionale per l’audiovisivo FVG.

Cinema, Iervolino replica a Bacardi: "Accuse surreali, è accanimento"

Roma, 13 mag. (askanews) – “Leggo con stupore l’ennesimo tentativo di associare il mio nome a vicende, profili anonimi e attività rispetto alle quali non ho alcun collegamento. Non so neppure chi sia il soggetto identificato come ‘Mellamelina’, non l’ho mai conosciuto, né ho mai autorizzato o incaricato nessuno di compiere attività intimidatorie o diffamatorie nei confronti di chicchessia”: è la replica di Andrea Iervolino, imprenditore e produttore cinematografico italo-canadese, diretta a Monika Bacardi, che lunedì 11 maggio aveva denunciato “contenuti intimidatori e diffamatori diffusi tramite social network” dopo la trasmissione Report andata in onda il 3 maggio su Rai 3, mentre prosegue la battaglia legale tra i due ex soci di ILBE (Iervolino & Lady Bacardi Entertainment) poi ridenominata Sipario Movies.

“Trovo inoltre surreale che venga citata una presunta società canadese, ‘AIC Studio’, che risulterebbe non più operativa da anni. Questo elemento, da solo, dimostra il livello di approssimazione e inconsistenza di certe ricostruzioni”, si legge in un comunicato diffuso da Iervolino.

“Alla luce del fatto che, nelle precedenti vicende societarie, documentazioni e ricostruzioni utilizzate da Capone e Monika Bacardi per attaccarmi sono state contestate anche in sede giudiziaria, con valutazioni del Tribunale di Roma che hanno evidenziato profili di scarsa attendibilità e la presenza di elementi manipolati o comunque non affidabili, credo sia legittimo interrogarsi su ciò che continua a emergere contro di me attraverso dinamiche mediatiche sempre uguali, costruite su insinuazioni, materiale controverso e collegamenti privi di reali riscontri”, sottolinea il produttore.

“Ed è proprio per questo che continuo a ritenere che ci sia un evidente accanimento nei miei confronti, portato avanti a tutti i costi anche dopo che certe operazioni mediatiche non hanno prodotto l’effetto diffamatorio che qualcuno evidentemente sperava”, accusa.

“Non posso escludere che determinati contenuti o dinamiche vengano addirittura alimentati dagli stessi ambienti che poi tentano di attribuirmeli, soprattutto considerando quanto già emerso in passato sulla non attendibilità di parte del materiale utilizzato contro di me. Continuerò a difendere la mia reputazione con determinazione, nelle sedi opportune, con la serenità di chi sa di non avere nulla da nascondere”, conclude Iervolino.

A Milano nasce il più grande polo archivistico cittadino d’Europa

Milano, 13 mag. (askanews) – Nasce la Nuova Cittadella degli Archivi, un’infrastruttura unica in Europa che porta la capacità complessiva del polo archivistico comunale a 200 chilometri lineari di documenti, rendendolo il più grande archivio cittadino d’Europa, secondo solo a quello di Parigi che è però archivio nazionale. Con l’inaugurazione del nuovo impianto meccanizzato della Cittadella degli Archivi di via Gregorovius 7, nel cuore del quartiere Niguarda, oggi Milano compie un salto di scala nella gestione, conservazione e valorizzazione della propria memoria documentale.

Protagonista del nuovo impianto – inaugurato oggi alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, degli assessori Gaia Romani (Servizi civici e Partecipazione) e Tommaso Sacchi (Cultura), del Direttore di Cittadella Francesco Martelli, del Presidente di MM Elio Franzini, di Alberto Ponchio (Senior Director of Marketing, Campari Group) – è “Ansperto”, il robot archivista di ultima generazione che affianca “Eustorgio”.

La scelta del nome non è casuale: Ansperto, vescovo milanese del IX secolo, fu protagonista di una stagione fondamentale per la conservazione e la diffusione del sapere, chiamando a Milano i monaci irlandesi ad ampliare e consolidare lo Scriptorium Ambrosianum, facendone uno dei grandi centri di copiatura e trasmissione dei testi antichi. Un richiamo che, idealmente, lega la missione contemporanea della Cittadella a una tradizione millenaria.

Dal punto di vista tecnologico, la nuova Cittadella degli Archivi si colloca ai massimi livelli internazionali. Il nuovo impianto garantisce condizioni ottimali di conservazione grazie a sistemi avanzati di climatizzazione controllata e ambienti deossigenati con azoto, che eliminano il rischio di incendi e di formazione di muffe della carta. Sono state realizzate vasche di raccolta dell’acqua progettate per resistere a eventi estremi come alluvioni e allagamenti, mentre la movimentazione automatizzata dei faldoni avviene ad alta velocità, con livelli di precisione e sicurezza elevatissimi.

Parallelamente, il sito nel cuore del quartiere Niguarda investe con decisione nella sfida della digitalizzazione. Sono stati installati dei nuovi scanner ad altissima tecnologia per la riproduzione dei documenti e sistemi innovativi di tracciatura basati su NFC e RFID, che consentono una gestione avanzata e trasparente dei flussi documentali. Fondamentale sarà, inoltre, il proseguimento della collaborazione con le università milanesi, partner preziosi ed essenziali nella valorizzazione del patrimonio documentale e nel dialogo fra ricerca e innovazione.

“Con l’inaugurazione del nuovo impianto meccanizzato della Cittadella, Milano dimostra quanto gli archivi, la loro conservazione e gestione, siano fondamentali per permettere alla memoria documentale di continuare a essere materia viva, fondamento di cultura, riferimento di studio e civiltà per la società contemporanea – spiega il Sindaco di Milano Giuseppe Sala -. Grazie ai robot Eustorgio e Ansperto, l’innovazione tecnologica è diventata strumento abilitante del sapere e della conoscenza, contribuendo a rendere la Cittadella degli Archivi del Comune di Milano il più grande archivio cittadino europeo. Non possiamo che essere fieri di questo risultato: guardiamo con molto interesse alle proficue collaborazioni che uno spazio di archiviazione documentale di tale portata può attivare, a beneficio della città, delle e dei milanesi”.

L’ampliamento di Cittadella consente oggi al Comune di Milano di considerare sostanzialmente risolta la gestione dei propri archivi cartacei, aprendo una nuova fase, ovvero quella della messa a disposizione di spazi e competenze per l’intero territorio metropolitano. Sono infatti già numerose – e in continua crescita – le richieste da parte di istituzioni culturali, fondazioni, enti e realtà associative, spesso custodi di patrimoni documentali di grande valore storico e sociale ma non di spazi adeguati per conservarli, a conferma di un “boom archivistico” che vede i poli di conservazione protagonisti della vita culturale contemporanea. In questo contesto, il polo di via Gregorovius intende rafforzare la propria vocazione culturale, confermandosi non solo come infrastruttura amministrativa ma come sito che offre servizi e opportunità di interazioni e aggregazione per il quartiere. Un risultato che arriva a valle di un percorso avviato negli ultimi anni, durante i quali l’Archivio del Comune di Milano si è affermato come uno dei più avanzati e vivaci nel panorama internazionale, capace di coniugare innovazione tecnologica, efficienza amministrativa, ma anche grande apertura culturale e artistica.

“Questo raddoppio della Cittadella degli Archivi – dichiara l’assessora ai Servizi civici, Quartieri e Partecipazione Gaia Romani – arriva al termine di un percorso di crescita e valorizzazione che in questi anni ha saputo unire innovazione, cultura e partecipazione, anche grazie al lavoro e alla visione del direttore Francesco Martelli. Abbiamo aperto la Cittadella alla città, trasformandola da luogo esclusivamente dedicato agli archivi, in uno spazio vivo, animato da mostre, progetti artistici e iniziative civiche. Un luogo che custodisce la memoria di Milano, ma che allo stesso tempo dialoga ogni giorno con i cittadini e rappresenta ormai un presidio riconosciuto per il quartiere Niguarda”.

“Negli ultimi anni stiamo assistendo, giustamente, a un rinnovato e significativo interesse verso gli archivi – aggiunge l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi -. Documentali, artistici, librari, fotografici o audiovisivi, gli archivi stanno tornando al centro dell’attenzione pubblica, perché custodiscono la memoria collettiva e, allo stesso tempo, ci aiutano a interpretare il presente e immaginare il futuro. La rinnovata Cittadella degli Archivi, inoltre, racconta bene anche una trasformazione culturale più ampia: l’incontro tra il patrimonio custodito nei depositi e le tecnologie più innovative. Quelli che un tempo venivano immaginati come spazi ‘polverosi’ oggi diventano luoghi dinamici, attraversati dalla digitalizzazione, dalla catalogazione avanzata e da nuovi strumenti di accesso e consultazione. È proprio questa commistione tra memoria e innovazione a rendere gli archivi della Cittadella contemporanei e sempre più centrali nella vita culturale della città”.

In occasione dell’inaugurazione del nuovo impianto di archiviazione, Campari rinnova il proprio legame con Milano con “The Red View – Beyond The Surface”, progetto culturale aperto al pubblico dal 14 al 16 maggio presso la Cittadella degli Archivi del Comune di Milano. Attraverso una mostra a cura di Galleria Campari, podcast live e un murales di Gio Pastori, l’iniziativa valorizza la memoria collettiva della città e racconta Milano come luogo di creatività, cultura e sperimentazione.

TUTTOFOOD 2026, tradizione e innovazione nella salumeria italiana

Milano, 13 mag. (askanews) – Citterio conferma la propria partecipazione a TUTTOFOOD 2026, appuntamento strategico per il settore agroalimentare a livello nazionale e internazionale, in programma a Rho Fiera Milano dall’11 al 14 maggio. Un’occasione importante per rafforzare il posizionamento del brand in Italia e all’estero e cogliere nuove opportunità di sviluppo e collaborazione, mettendo sempre al centro tradizione, innovazione, qualità e trend globali.

Il commento di Alessandro Riva, Direttore Marketing Citterio: “Per Citterio è un momento di incontro molto importante con i propri clienti internazionali ed italiani, per presentare quello che è il nuovo posizionamento del brand, che è sempre più vicino al consumatore finale, cercando di fornire gusto, servizio e tradizione. Il mercato dei consumi in Italia è rimasto piuttosto flat, con un 2025 positivo e una crescita di circa il 3,5%*. Noi siamo andati oltre questa cifra, crescendo dell’8,7%*, quindi guadagnando quota nell’insieme dei mercati che ci contraddistinguono. Il mercato internazionale, invece, gode di una dinamica più positiva, nel senso che le esportazioni continuano a crescere grazie alla forza del Made in Italy: Citterio, infatti, realizza mediamente due terzi del proprio fatturato all’estero”.

Lo spazio per questa edizione 2026 (Padiglione 3 – Stand A01) è caratterizzato da un allestimento di forte impatto visivo, progettato per un’esperienza immersiva e rappresentativa del brand. Un punto di incontro tra il patrimonio storico e il percorso evolutivo del gruppo che, ai prodotti della tradizione, affianca le più recenti innovazioni.

Continua Alessandro Riva, Direttore Marketing Citterio: “Abbiamo lavorato su come rendere il salume protagonista di occasioni di grande convivialità nella vita di tutti i giorni: i salumi, infatti, sono in grado di regalare dei momenti di piacere molto semplice, dove al centro troviamo la qualità e il gusto di Citterio. Inoltre, molto importanti rimangono la praticità e il servizio dei prodotti, per andare incontro alle necessità del consumatore moderno, che si confronta con una quotidianità sempre più dinamica”.

L’azienda presenta anche le novità che accompagneranno tutto il 2026, per una visione strategica che punta a consolidare il proprio ruolo di riferimento nel panorama della salumeria italiana nel mondo.

Alessandro Riva, Direttore Marketing Citterio, torna a parlare delle innovazioni di prodotto: “A Tuttofood presentiamo diverse novità per il mercato italiano, come il Guanciale a fette, prodotto 100% italiano, che rappresenta una naturale evoluzione di quello che è stato il bacon: un prodotto di successo, apprezzato per la qualità, il gusto e la praticità del servizio offerti. Abbiamo poi tutta una parte snack, sulla quale stiamo andando a costruire un ampliamento della gamma con gusti e modalità di consumo differenti. Infine, per il mercato estero abbiamo presentato una grande novità in termini di affettati: una gamma premium con una vaschetta preformata ed una grafica raffinata, che chiamiamo linea Gourmet, dove sono presenti i migliori salumi della tradizione italiana, di alta qualità”.

A questa presenza si affianca anche lo spazio espositivo di Consorzio Italia del Gusto, di cui Citterio è entrata a far parte da quest’anno. Una partecipazione che rafforza il legame con i valori di italianità, innovazione ed eccellenza condivisi con il Consorzio.

*Dati Circana – Totale Italia I+S+LSP Affettati, Snack e Cubetti – dicembre 2025 -Vendite a valore

Calcio, Simonelli: "Aspettiamo risposta Ministero altrimenti Tar"

Roma, 13 mag. (askanews) – “Prendiamo atto della decisione del Prefetto ma non la condividiamo. Abbiamo fatto una proposta al Ministero degli Interni, per trovare una soluzione che è quella di dare la nostra disponibilità ad anticipare alle 12 l’inizio di tutte e 5 le partite”. Lo ha detto il presidente della Lega di serie A, Ezio Simonelli, dopo l’Assemblea della Lega di serie A. “Ci auguriamo di ricevere una risposta a questa nostra proposta entro sera. Se non dovessimo avere una risposta entro sera dovremmo comunque presentare ricorsa al TAR”.

Kate visita la scuola Anna Frank. Un bimbo: "Torni?". "Sì, certo"

Reggio Emilia, 13 mag. (askanews) – Li chiamano gli asili più belli del mondo. E oggi pomeriggio la principessa del Galles ne ha visitato uno: la scuola dell’infanzia comunale Anna Frank di Reggio Emilia, ultima tappa di una giornata che ha portato Kate Middleton – al suo primo viaggio in Italia dopo la malattia – a immergersi nel “Reggio Approach”. Sulla soglia, mentre stava per congedarsi, è stato un bambino a rompere il protocollo: “Puoi venire un’altra volta qui?”, le ha chiesto. “Sì, certo”, ha risposto Sua Altezza Reale in italiano. Una promessa ribadita poco dopo alle insegnanti: “Tornerò”.

L’ultima tappa della giornata reggiana – la terza per la consorte dell’erede al trono britannico, in città per il suo primo viaggio in Italia dopo la malattia – si è chiusa con un bagno di folla più intimo ma intenso, tra bambini, educatrici, pedagogiste e famiglie. Ad accogliere la principessa, Federico Ruozzi, presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia del Comune di Reggio Emilia, insieme alla pedagogista Teresa e all’insegnante Elisa, che hanno illustrato a Kate la filosofia educativa reggiana mostrandole gli spazi. Per nulla intimoriti da telecamere e cronisti, anche i più piccoli hanno conversato con lei e le hanno mostrato disegni, opere e lavori in corso. “Un conto è studiare l’approccio, vederlo è meraviglioso”, ha detto la principessa ad alcune mamme.

In atelier i bambini stavano realizzando un progetto sulle “forme del vento”, tra collage, pittura e disegno; nella sezione dei cinque anni gli alunni interpretavano dal vero alcuni fiori – annusati, studiati, toccati e battezzati con nomi propri – riportandoli poi su carta. A colpire particolarmente Kate la continuità tra spazi interni ed esterni e l’architettura tipica delle scuole del Reggio Approach: l’interno ruota intorno a una “piazza” sulla quale si affacciano le sezioni, gli atelier e perfino la cucina, dove i bambini possono entrare a chiedere alle cuoche cosa si mangia e a volte a cucinare insieme.

La scuola Anna Frank è una delle 36 strutture comunali che incarnano il Reggio Approach – “gli asili più belli del mondo”, come vengono chiamati nel settore. E’ nata nel 1964 “voluta dal quartiere per il quartiere”, come ha raccontato a Kate la pedagogista Teresa, ricordando di essere stata insegnante in un’altra città prima di innamorarsi del modello reggiano. “Capisco perché”, ha commentato la principessa. La scelta del nome, deciso da un’assemblea pubblica del quartiere, voleva essere – le hanno spiegato – “una visione per le nuove generazioni: che sarebbero cresciute in pace e in libertà”.

L’ultimo incontro è stato con le cuoche, davanti a una carrellata di specialità reggiane “rivisitate”. L’erbazzone, fresco di Dop, ha catturato l’attenzione della principessa, che ha chiesto la ricetta e ne ha mangiato una fetta. Poi la foto di gruppo con i bambini festanti e una rosa bianca in regalo, prima di salire in auto.

Concluso il percorso di formazione “Lab Bootcamp 2.0”

Milano, 13 mag. (askanews) – Si è conclusa la seconda edizione del “Lab Bootcamp 2.0”, progetto formativo realizzato dal Centro di Ricerca e Alta Formazione in Health Administration dell’Università degli Studi di Milano, con il contributo non condizionante di Roche Diagnostics Italia mirato a potenziare il ruolo della medicina di laboratorio.

La seconda edizione ha coinvolto 35 professionisti del settore della Medicina di Laboratorio provenienti da ospedali, università e strutture private di tutta Italia in attività di formazione in aula e attività pratiche.

Ha parlato così Federico Lega, Responsabile scientificio “Lab Bootcamp 2.0”: “Il “Lab Bootcamp” del 25-26, organizzato dall’Università degli Studi di Milano in partnership con Roche, si è caratterizzato per due grandi elementi importanti.

La prima era la multidisciplinarietà della presenza in aula. Avevamo sicuramente i medici di laboratorio, ma avevamo i biologi, avevamo gente che si occupa di microbiologia, avevamo anche i trasfusionisti. Questa multidisciplinarietà ha arricchito, chiaramente, la discussione e la conversazione in aula, perché ci ha permesso di lavorare su percorsi di miglioramento che sono settoriali, ma allo stesso tempo che incrociano tutti gli ambiti che vedono la diagnostica di laboratorio, coinvolta oggi, nella grande sfida di produrre valore per le proprie aziende e per il sistema per cui si lavora”.

Il Lab Bootcamp 2.0 non è solo un corso di alta formazione, ma un investimento strategico su una nuova generazione di leader capaci di guidare il cambiamento nella diagnostica.

Ha parlato così Ramiro Pena, Healthcare Development Director Roche Diagnostics: “Si conclude il percorso della “Bootcamp 2.0″, la seconda versione di questo percorso formativo per valorizzare la diagnostica all’interno del Sistema Sanitario Nazionale. Un percorso che ha coinvolto professionisti delle diverse settorialità ospedaliere, territoriali, banco di sangue e trasfusionale anatomia patologica. Ha visto, dall’anno scorso, una crescita delle competenze manageriali in ottica di rinforzare il valore della diagnostica in vitro per sfruttare tutti I benefici per I pazienti italiani”.

Un impegno, quello di Roche Diagnostics, che guarda al futuro, con la consapevolezza dell’importanza di potenziare oggi le competenze dei professionisti per costruire la sanità di domani.

Tumore al polmone, nuova terapia ora rimborsata

Milano, 13 mag. (askanews) – Una nuova speranza per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule: in Italia è ora rimborsata una nuova terapia di Johnson&Johnson. Si tratta della combinazione sottocutanea amivantamab e lazertinib come trattamento di prima linea per le forme avanzate di tumore con mutazioni comuni dell’EGFR.

Il tumore del polmone resta una delle principali sfide dell’oncologia moderna: rappresenta l’85% dei casi tra le forme non a piccole cellule e, in circa un paziente su cinque, presenta mutazioni dell’EGFR.

L’intervista a Silvia Novello, Professore di oncologia medica presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino: “Abbiamo già capito che abbiamo a che fare con pazienti diversi con diverse oncogene addiction, che sono i bersagli, quelli che noi possiamo utilizzare per dare indicazioni prognostiche e per avere nuove opzioni di cura. Stiamo parlando dei pazienti EGFR mutati nella popolazione caucasica all’incirca il 14% dei pazienti che noi quotidianamente vediamo nei nostri ambulatori. Sono pazienti che nel corso del tempo hanno acquisito un tempo di sopravvivenza e un tempo libero dalla malattia superiore rispetto alla media di pazienti che si ammala di tumore polmonare proprio grazie alle innovazioni”.

Il nuovo regime con amivantamab e lazertinib agisce su due fronti: blocca i segnali di crescita tumorale e contrasta i meccanismi di resistenza, senza ricorrere alla chemioterapia.

Le parole di Antonio Passaro, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano: “La possibilità di migliorare le aspettative di vita e di trattamento dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule e mutazione di EGFR sta cambiando in modo radicale, grazie alle nuove opzioni terapeutiche. E’ di questo che si è parlato nella conferenza stampa sulla combinazione particolare di Amivantanab, un anticorpo bispecifico quindi un nuovo tipo di molecola insieme a Lazertinib, un inibitore tirosinokinasico un farmaco orale per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule, mutazione di EGFR mai pre-trattati per la malattia avanzata. Si è visto come migliorare il trattamento con una combinazione ad oggi garantisce un miglior controllo di malattia, una miglior risposta nel tempo e anche una migliore sopravvivenza globale”.

L’approvazione e la rimborsabilità in Italia segnano dunque un traguardo cruciale: un’innovazione che unisce efficacia clinica, precisione terapeutica e attenzione alla qualità di vita, aprendo una nuova fase nella lotta contro il tumore del polmone.

Credito al consumo, svolta digitale con milioni di transazioni

Roma, 13 Mag. – Il mercato del credito al consumo in Italia sta affrontando una trasformazione radicale, con il settore del Buy Now Pay Later che ha registrato una crescita mentre migliaia di piccole imprese e professionisti faticano ancora a gestire i pagamenti dei clienti e le insolvenze. In Campania, questa rivoluzione sta prendendo forma attraverso sistemi innovativi che hanno già raggiunto oltre 17.000 esercenti, processato 2 milioni di pagamenti e coinvolto 1 milione e mezzo di clienti, dimostrando come il Sud Italia stia guidando il cambiamento.

Antonio Ponticiello, esperto del settore con 26 anni di esperienza e responsabile per la Campania di uno dei principali operatori del mercato, testimonia questa trasformazione dal campo: ‘Oggi gli studi odontoiatrici e le cliniche che prima gestivano i pagamenti rateali in modo informale si ritrovano con clienti che disattendono gli impegni presi. Noi siamo diventati la soluzione perché facciamo incassare tutto e subito, eliminando il rischio di insolvenza’.

La formula del pagamento dilazionato, che permette ai consumatori di acquistare subito e pagare in rate senza costi aggiuntivi utilizzando semplicemente un bancomat o una carta di credito, sta diventando un catalizzatore fondamentale per la crescita dell’economia locale. Il sistema funziona attraverso una cessione di credito: quando il cliente utilizza la carta nel POS abilitato, l’esercente apre una linea di credito che viene immediatamente acquisita dalla società finanziaria, che paga tutto e subito al negoziante assumendosi il rischio.

‘Quindici anni fa, quando ho iniziato a proporre questo sistema, venivo percepito come un folle’, racconta Ponticiello. ‘I negozianti non erano abituati, ma io facevo capire loro quanto quella soluzione potesse spingere il consumatore finale ad avvicinarsi alla loro attività e generare passaparola. Oggi quella che sembrava follia è diventata necessità’.

Il cambiamento più significativo riguarda proprio la mentalità degli esercenti. Spiega Ponticiello ‘se inizialmente il sistema veniva visto con diffidenza, oggi rappresenta uno strumento indispensabile per aumentare il ticket medio di vendita e acquisire nuovi clienti’. E continua ‘un esempio concreto viene dal settore dell’ottica: un cliente che entra con un budget di 200 euro per degli occhiali può permettersi il modello da 500 euro pagandolo in comode rate, aumentando così sia la soddisfazione del consumatore che il fatturato del negozio’.

Contrariamente agli stereotipi che vedono il Nord Italia come più ricettivo alle innovazioni, la Campania ha dimostrato maggiore elasticità mentale nell’abbracciare questi nuovi sistemi di pagamento. ‘Il Sud ha avuto l’elasticità di capire un attimo prima il valore di questa innovazione’, sottolinea Ponticiello. ‘Non parliamo di grandi differenze temporali, ma la voglia di riscatto e la capacità di adattamento hanno fatto la differenza’.

Il sistema si è espanso rapidamente in diversi settori merceologici, dalle palestre ai centri estetici, dagli studi odontoiatrici all’arredamento. La trasformazione digitale del credito al consumo sta anche creando nuove opportunità occupazionali, anche se emerge un problema generazionale preoccupante. ‘Quando faccio colloqui con ragazzi di vent’anni e chiedo loro quali sono i loro sogni, guardano nel vuoto’, rivela Ponticiello. ‘È un problema che va oltre il nostro settore e riguarda l’intero sistema formativo italiano’.

Nonostante le difficoltà nel trovare personale motivato, il settore continua a crescere e ad evolversi. Le partnership con grandi player del commercio elettronico, come quella che vede il sistema di pagamento dilazionato integrato in Amazon come opzione di pagamento, dimostrano come questa modalità di acquisto stia diventando mainstream.

Guardando al futuro, le prospettive del mercato sono chiare: la dilazione dei pagamenti diventerà sempre più centrale nelle strategie commerciali. ‘Arriveremo al punto dove 8 vendite su 10 saranno gestite attraverso un sistema di dilazione’, prevede Ponticiello. ‘La differenza la faranno quegli istituti finanziari che offriranno soluzioni sempre più evolute e vicine all’esperienza di acquisto dell’utilizzatore finale’.

La rivoluzione del Buy Now Pay Later in Campania dimostra come l’innovazione finanziaria possa nascere anche dal Sud Italia, sfidando pregiudizi e creando modelli di business che poi vengono replicati a livello nazionale. Con 17.000 esercenti già attivi e numeri in costante crescita, il sistema sta ridefinendo non solo come compriamo, ma anche come le piccole imprese possono competere in un mercato sempre più digitalizzato.

Il successo di questa trasformazione dipenderà dalla capacità di continuare a innovare e di creare esperienze di acquisto sempre più fluide e integrate, mantenendo al centro le esigenze sia dei consumatori che degli esercenti. In un contesto economico dove il potere d’acquisto è sempre più polarizzato, questi strumenti rappresentano un ponte fondamentale per mantenere viva l’economia locale e permettere a tutti di accedere a beni e servizi essenziali.

Ciclismo, Giro, Arrieta vince a Potenza, Eulalio maglia rosa

Roma, 13 mag. (askanews) – Igor Arrieta conquista la quinta tappa del Giro d’Italia 2026 al termine di una giornata caotica e spettacolare da Praia a Mare a Potenza, segnata dalla pioggia battente, dal freddo e da numerose cadute. Lo spagnolo della UAE Team Emirates-XRG beffa nel finale il portoghese Afonso Eulalio, che però si consola indossando la Maglia rosa strappata a Giulio Ciccone dopo una lunghissima fuga.

Un finale irreale quello vissuto sulle strade lucane. Arrieta ed Eulalio, protagonisti dell’azione decisiva, restano soli al comando negli ultimi chilometri nonostante le condizioni proibitive. A dieci chilometri dall’arrivo sembra fatta per il portoghese della Bahrain Victorious, ma la corsa cambia ancora volto. Prima cade Arrieta in curva, riesce a ripartire dopo il cambio bici ma perde terreno. Poco dopo finisce a terra anche Eulalio. I due si ritrovano insieme per un ultimo chilometro tesissimo e pieno di errori: Arrieta va lungo in curva e sbaglia persino strada, poi riesce a rientrare e superare il rivale negli ultimi metri andando a prendersi la vittoria di tappa.

Alle loro spalle arriva Thomas Silva, mentre Giulio Ciccone conclude più attardato dopo una giornata vissuta quasi interamente in difesa. L’abruzzese prova a limitare i danni tirando personalmente il gruppo Maglia rosa sulle salite verso Potenza, ma il distacco accumulato dalla fuga si rivela decisivo. Eulalio, partito con un ritardo di 1’11″ in classifica generale, riesce così a sfilare il simbolo del primato al corridore italiano.

La tappa viene pesantemente condizionata dal maltempo sin dalle prime battute. Pioggia incessante, grandine, temperature vicine agli 8 gradi e persino nebbia accompagnano i corridori lungo tutta la frazione. Sulla Montagna Grande di Viggiano Arrieta cambia ritmo e seleziona definitivamente la corsa, mentre il gruppo dei migliori perde progressivamente terreno. Fondamentale anche il Red Bull Km, con gli abbuoni che contribuiscono alla nuova classifica generale.

Numerose le cadute e i ritiri nel corso della giornata. Grande spavento anche per diversi corridori finiti fuori strada nelle discese rese viscide dalla pioggia. Nonostante tutto, la corsa riesce comunque a regalare spettacolo in una delle frazioni più dure e imprevedibili di questa edizione.

Domani il Giro propone la Paestum-Napoli, una tappa che sulla carta sembra destinata ai velocisti e che dovrebbe offrire una giornata più tranquilla agli uomini di classifica dopo il caos lucano.

Cura e sostenibilità, AIOP Lombardia: esempio sistema lombardo

Roma, 13 mag. (askanews) – AIOP Lombardia rappresenta una componente significativa del sistema sanitario e sociosanitario regionale, con oltre 16mila posti letto, pari a circa il 35% dei posti letto complessivi in regione. Il contributo del privato accreditato emerge anche sul piano della capacità produttiva: le strutture ospedaliere private convenzionate assicurano circa il 38% dei ricoveri, il 50% delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e più del 90% dei posti letto accreditati in ambito socio-assistenziale in Lombardia. Un ruolo che si riflette anche nella mobilità sanitaria: oltre il 70% dei cittadini che arrivano da fuori regione per curarsi in Lombardia trova risposta nelle strutture private accreditate.

Il dato è emerso nel corso dell’Assemblea 2026 di AIOP Lombardia, dal titolo “Cura & Sostenibilità. Prospettive e sfide future per la sanità lombarda”, che si è svolta presso il Belvedere Silvio Berlusconi di Palazzo Lombardia, con il patrocinio di Regione Lombardia e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Presidente Attilio Fontana e dell’Assessore al Welfare Guido Bertolaso. Nel corso della giornata si sono confrontati esponenti delle istituzioni regionali, del mondo dei media, clinici e manager della sanità.

“Il nostro è un ecosistema che si fonda sulla collaborazione tra pubblico e privato: un modello che nel tempo ha saputo generare valore, competenze ed eccellenze riconosciute. Un modello che vogliamo continuare a valorizzare, nella convinzione che attraverso collaborazione e responsabilità condivisa sia possibile garantire ai cittadini una sanità sempre più efficiente”, ha sottolineato il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel messaggio rivolto all’Assemblea promossa da Aiop Lombardia.

“In Lombardia – ha detto Michele Nicchio, Presidente di Aiop Lombardia – abbiamo costruito una combinazione equilibrata tra pubblico e privato accreditato. Una combinazione che non divide, ma moltiplica valore; che non sovrappone funzioni, ma integra competenze; che non alimenta una competizione sterile, ma una competizione utile, orientata agli esiti, all’efficienza e alla qualità delle cure. Il privato accreditato non è una sanità parallela, ma una componente regolata, misurabile e integrata del servizio sanitario regionale”.

Aiop Lombardia conta 105 strutture associate (7 IRCCS, 43 ospedali, 55 RSA) e quasi 33mila professionisti tra medici, infermieri, Oss, tecnici e personale amministrativo.

“È importante preservare la capacità organizzativa del sistema privato accreditato a contratto – continua Nicchio – evitando di introdurre rigidità che potrebbero indebolirne il contributo alla tenuta complessiva della sanità lombarda. La sostenibilità sanitaria non si misura solo nella quantità di risorse disponibili, ma nella capacità di trasformarle in accesso, qualità, continuità delle cure e risposte concrete ai bisogni dei cittadini. Per questo il tema non può essere affrontato con categorie vecchie, come se pubblico e privato accreditato fossero due mondi separati o alternativi”.

Tra i temi trattati l’abbattimento delle liste d’attesa in Lombardia. “Al privato – ha spiegato Bertolaso – in futuro verranno affidate sempre maggiori responsabilità per centrare il target principale che ci siamo prefissati, ovvero abbattere totalmente le liste d’attesa nella nostra regione. L’obiettivo è continuare a fare squadra e risolvere le esigenze dei nostri cittadini. Abbiamo una cabina di regia centralizzata presso la Direzione Welfare della Regione, che quotidianamente individua le criticità importanti e più significative nell’ambito dell’erogazione delle prestazioni richieste. Ogni giorno recuperiamo migliaia di richieste che non avevano avuto risposta”.

Sul Cup Unico, Nicchio ha infine precisato: “AIOP Lombardia conferma la piena adesione del privato accreditato al percorso avviato da Regione Lombardia per il CUP unico regionale. La volontà delle strutture associate non è mai venuta meno: le agende sono state rese disponibili da tempo e, in questi mesi, si è lavorato per superare alcuni passaggi tecnico-organizzativi e tecnologici necessari all’integrazione con il sistema regionale. L’obiettivo è di completare il passaggio tra il vecchio e il nuovo sistema con la stragrande maggioranza delle strutture entro la fine dell’anno”.

Durante l’Assemblea, moderata da Nicola Porro, sono intervenuti Sandro Iannaccone (Direttore del Dipartimento di Riabilitazione e Recupero Funzionale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano), Pietro Mortini (Direttore dell’U.O. di Neurochirurgia e Professore ordinario presso l’Università Vita-Salute San Raffaele), Giulia Bonezzi (giornalista de Il Giorno), Sara Monaci (giornalista de Il Sole 24 Ore), Simona Ravizza (giornalista del Corriere della Sera), Gabriele Pelissero (Presidente di AIOP Nazionale), Emanuele Monti (Presidente della IX Commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia del Consiglio regionale lombardo ed executive board member di AIFA), Carlo Borghetti (componente della III Commissione Sanità del Consiglio regionale lombardo), Dario Beretta (Presidente della Sezione Ospedaliera AIOP Lombardia), Alessandro Bariani (Presidente della Sezione Sociosanitaria AIOP Lombardia), Valerio Marcellino (Presidente ARIS Lombardia) e Alberto Dotti (ANISAP Lombardia).

Meloni: noi non austeri ma seri, debito cresce per Superbonus

Milano, 13 mag. (askanews) – Giorgia Meloni rivendica una politica econmomica di “serietà e non di austerità”, sostenendo che il rapporto debito-Pil cresca “solo per colpa del Superbonus”.

Rispondendo all’interrogazione del Movimento 5 Stelle, nel corso del question time in Senato, la presidente del Consiglio afferma: “Io incontro sempre diciamo una certa contraddizione nelle accuse che voi muovete a questo governo: veniamo accusati da una parte di fare austerità e dall’altra parte veniamo redarguiti per l’aumento del rapporto debito-Pil. Solo che temo che le due cose non siano esattamente insieme. Noi non abbiamo fatto una politica di austerità. Noi abbiamo aumentato i salari, abbiamo tagliato le tasse, abbiamo sostenuto l’occupazione, abbiamo sostenuto gli investimenti, abbiamo rafforzato le pensioni più basse. E nonostante questo lavoro che noi abbiamo fatto, avremmo anche potuto uscire dalla procedura di infrazione, se non avessimo dovuto fare i conti con centinaia di miliardi di euro bruciati in misure elettorali senza controllo. Il rapporto debito-PIL cresce solo grazie al Superbonus: 174 miliardi di euro, quattro volte di quanto preventivato. Sapete quando finiremo in Italia di pagare il Superbonus? Nel 2027, cioè quando sarà finito il nostro mandato. Noi abbiamo avuto dei colleghi che hanno sperperato risorse ipotecando i cinque anni successivi perché sapevano che non avrebbero dovuto loro assumersi la responsabilità di quelle scelte e poi ci fanno la morale… la morale francamente mi pare eccessiva. Noi non faremo lo stesso, non perché facciamo una politica di austerità ma perché facciamo una politica di serietà. Siamo persone serie che si assumono le loro responsabilità e non le scaricano a chi viene dopo di loro”.

Tennis, Lorenzo Musetti niente Roland Garros per infortunio

Roma, 13 mag. (askanews) – Niente Roland Garros per Lorenzo Musetti. Dopo il problema alla coscia sinistra accusato agli Internazionali d’Italia, l’azzurro si è sottoposto oggi agli esami strumentali che – come annunciato dallo stesso giocatore – hanno evidenziato “una lesione al retto femorale, che mi costringerà ad alcune settimane di riposo e recupero”. Per questo motivo Musetti non parteciperà all’Atp 500 di Amburgo e, soprattutto, al Roland Garros che scatterà a Parigi il prossimo 24 maggio. “Purtroppo questo mi impedisce di partecipare ai tornei di Amburgo e al Roland Garros, una notizia che mi pesa enormemente – scrive Musetti su Instagram – Grazie di cuore al pubblico di Roma per l’affetto straordinario: è stato il motivo per cui, pur non al 100%, ho voluto scendere in campo e dare tutto nel torneo di casa. Vi terrò aggiornati”.

Per Musetti è il secondo infortunio stagionale dopo il problema all’aduttore della coscia destra che l’aveva costretto al ritiro nei quarti degli Australian Open, contro Novak Djokovic. Fermo nel mese di febbraio (con il forfait per lo swing sudamericano sulla terra rossa), Musetti era rientrato nel circuito a Indian Wells per poi giocare i tornei europei sulla terra rossa. Adesso un nuovo stop che avrà effetti anche sulla classifica. Lorenzo perderà gli 800 punti della semifinale dello scorso anno al Roland Garros e scivolerà sicuramente fuori dalla top 15.

Gb, Kate al Malaguzzi: vorrei tornare, peccato non avere più tempo

Reggio Emilia , 13 mag. (askanews) – “Siete gentilissimi. E’ stata un’esperienza fantastica”. Sono le parole con cui la principessa del Galles Catherine si è congedata dal Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia, dopo aver ricevuto in dono dalla presidente Maddalena Tedeschi un mazzo di fiori al termine della visita di studio dedicata al “Reggio Emilia Approach”. A chi le chiedeva se avesse trovato quello che si aspettava, Kate Middleton ha risposto: “Sì, assolutamente. Mi spiace non aver avuto più tempo per rimanere più a lungo e scoprire tutte le altre cose che fate qui”.

Cuore della visita è stato un laboratorio di atelier con la creta, guidato dall’atelierista Marco Spaggiari. La principessa si è confrontata con un gruppo di insegnanti, atelieristi e pedagogisti reggiani sui principi che ispirano l’approccio pedagogico riconosciuto in tutto il mondo. “Ha iniziato subito, con grande piacere, a lavorare con la creta, faceva tantissime domande, era molto interessata ai bambini e ai loro processi”, racconta Elena Maccaferri, pedagogista del Comune di Reggio Emilia, presente all’incontro. “Ha posto domande interessanti: si sentiva una grande competenza sul tema del benessere”.

Tra le curiosità della consorte dell’erede al trono britannico, anche il rapporto tra scuole d’infanzia e famiglie. “Ha chiesto quali ricadute abbia lavorare in questo modo con le famiglie per sentirsi comunità”, spiega ancora la pedagogista. “E’ stato un dialogo intenso, ma anche molto umano e alla mano. La principessa ha lavorato intorno agli alfabeti di creta e ad altre modalità via via più complesse: come ha detto lei stessa, è ‘in process'”. Uscendo dalla sala – in un passaggio descritto da chi era presente come “molto confidenziale” – Sua Altezza Reale ha aggiunto un proposito: “Magari torno. Magari con meno persone”.

Centrosinistra, Conte: tavolo su programma verosimilmente dopo estate

Roma, 13 mag. (askanews) – Ora è il momento “deliberativo” delle “100 piazze” che “si riuniranno in tutta Italia sabato e domenica per offrire proposte, soluzioni per quello che sarà il programma progressista. Poi ci sarà un processo di affinamento delle proposte e, poi, a giugno inoltrato, e quindi ragionevolmente prima della fine dell’estate, noi saremo in condizione di portare quelle che sono le sensibilità del popolo” del Movimento. Così il presidente M5s Giuseppe Conte, parlando con i cronisti nel transatlantico della Camera, rispondendo “verosimilmente” a chi chiedeva se a settembre potrebbe esserci finalmente il tavolo di coalizione sul programma.

A chi chiedeva delle primarie, Conte ha replicato: “lavoriamo al programma condiviso, tutto il resto arriva dopo. Altrimenti qualsiasi ipotesi andiamo a fare rischia di essere divisiva. Lavoriamo a un programma”.

Ferrovie dello Stato presenta i cantieri per il 2026

Roma, 13 mag. (askanews) – Più di 1300 cantieri attivi quotidianamente e 11,6 miliardi di euro investiti nel 2025. Sono questi i numeri del Gruppo Rete Ferroviaria Italiana, che grazie anche alle risorse del PNRR è riuscita a dare un impulso deciso ai propri lavori. Apertura di nuove tratte e potenziamento di quelle esistenti: il 2027 si presenta come un anno storico per Ferrovie dello Stato.

L’intervista all’Amministratore Delegato e Direttore Generale RFI, Aldo Isi: “Per il 2025 abbiamo raggiunto 11,6 miliardi in investimento, un record assoluto che contiamo di ripetere nel 2026 con circa 1.300 cantieri operativi. È uno sforzo importante dell’azienda che stiamo facendo con tutto il nostro personale, con le aziende partner e che ci consente di guardare all’obiettivo del PNRR con grande ottimismo”.

Da sempre Ferrovie dello Stato si impegna per garantire trasparenze e sensibilità verso i propri consumatori. Per questo motivo, di concerto al programma dei lavori previsti, è stato presentato anche un calendario con le interruzioni forzate delle tratte, per garantire a tutti la possibilità di organizzarsi anzitempo.

L’Amministratore Delegato e Direttore Generale RFI, Aldo Isi, torna sui lavori in dirittura d’arrivo: “Le prossime tappe sono portare avanti gli investimenti che stiamo facendo con i primi rilasci infrastrutturali. Abbiamo importanti attività, conclusioni di attività con i primi rilasci nel nord di Genova, quindi sulla Milano-Genova, sulla Brescia-Verona-Vicenza, nei prossimi mesi cominceranno le corse prova sulla Napoli-Bari, importante tassello del sud con l’attivazione a giugno-luglio del 26 della variante Napoli-Cancello. Proseguono poi i cantieri in Sicilia e in Calabria per la Salerno-Reggio Calabria e per la Palermo-Catania-Messina”.

Sempre basandosi sui numeri, RFI ha registrato una crescita nel volume degli investimenti, del 49% rispetto al 2023, sintomo di come il Gruppo FS sia tra i principali investitori infrastrutturali del Paese.

Ancora un estratto dell’intervista all’Amministratore Delegato e Direttore Generale RFI, Aldo Isi: “Dobbiamo comunicare per tempo le attività individuando magari anche delle soluzioni condivise con i nostri stakeholder istituzionali: mi riferisco alle regioni e i comuni che ci accompagnano. Un intervento in tal senso importante è il famoso Ponte di Firenze, o Ponte Alpino. Abbiamo condiviso con la regione e con i comuni una modalità realizzativa che permette, con 4 giorni di interruzione nel mese di luglio per la demolizione e poi per la ricostruzione, che ci ci consentirà di restituire un’infrastruttura nuova ai servizi della città”.

Priorità assoluta alle esigenze dei consumatori e obiettivo riduzione disagi al minimo. Il gruppo FS, che ha in progetto canteri sparsi in tutta Italia, non si dimentica gli stakeholders principali, e fissa come obiettivo salvaguardare le direttrici principali della mobilità, sopratutto in ottica turismo. Insieme ad una campagna informativa moderna e diretta ai consumatori, il Gruppo FS si candida, anche per gli anni a venire, ad essere motore trainante della mobilità Italiana e non solo.

Fn, Vannacci: faccio appello a Buttafuoco, si candidi con noi

Roma, 13 mag. (askanews) – “Candiderei un cittadino italiano di fede musulmana, assolutamente. Anzi, lancio un appello: Pietrangelo Buttafuoco lo accetterei a braccia aperte nelle mie liste. Accetto musulmani, valdesi o buddisti purché si rifacciano a principi, valori e ideali di Futuro Nazionale.” così il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci a L’Aria che tira su La7.

“Il nostro 4% è solo la partenza, è destinato a crescere. Futuro Nazionale è una destra autentica, vera, pura e sincera, che non ha vergogna di fare la destra. Ha proprio lo scopo di rinforzare la destra che sta governando il Paese. Se correremo da soli o meno lo decideremo alla vigilia delle elezioni”, ha detto ancora Vannacci.

IA, Mattarella: non il clima migliore per regole globali condivise

Roma, 13 mag. (askanews) – “Occorrerebbero regole globali” perchè l’Intelligenza artificiale “è uno strumento che ha dimensione globale. Certo il clima ora non è il migliore per regole globali condivise ma speriamo si ripristini rapidamente. Ma è bene avere presente il tema perchè tocca meccanismi” che hanno a che fare con “la coscienza del paese, che lo fanno crescere nella sua consapevolezza”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella alla cerimonia al Quirinale in occasione del 145° anniversario dell’istituzione della Società Italiana degli Autori ed Editori – SIAE.

“L’IA pone una sfida totalmente nuova – ha sottolineato il capo dello Stato -, che richiede una riflessione preliminare: ogni volta che la scienza produce uno strumento nuovo pone anche all’umanità un bivio, una scelta da compiere tra un uso positivo o perverso. Questa volta la sfida è particolamente elevata perchè chiama in causa la sfera intellettiva, ci sono quindi benefici potenziali ma insidie maggiori. Occorre una regolamentazione seria che riguarda anche la tutela del diritto d’autore, dell’utilizzo rispettoso e non abusivo delle opere intellettuali, di arte e cultura”.

Endurance, il Fuxiateam brilla ai Campionati Italiani 2026

Roma, 13 mag. (askanews) – Il Fuxiateam chiude da protagonista i Campionati Italiani di Endurance 2026, disputati dal 7 al 10 maggio a Montalcino, centrando un risultato che fotografa la qualità del lavoro svolto: 13 binomi partiti e 13 binomi al traguardo. Un 100% completion rate che, in una disciplina complessa e selettiva come l’endurance equestre, rappresenta molto più di una statistica e dimostra preparazione, gestione, qualità del lavoro quotidiano e profondo rispetto per il cavallo. Il bilancio complessivo del team di Italia Endurance Stables & Academy parla di tre vittorie, cinque secondi posti, un terzo posto e quattro piazzamenti in top ten, dai pony fino alle categorie internazionali di massimo livello.

A brillare è stato innanzitutto il settore pony, da sempre uno dei pilastri del progetto Fuxiateam. Vittoria Monetti insieme a Ringo ha conquistato il titolo di Campionessa Italiana Pony 2026, al termine di una gara affrontata con maturità, precisione e grande determinazione. Accanto a lei, la vittoria di Giulia Nocito e Sirio e il secondo posto di Costanza Monetti, sempre con Sirio, nel Trofeo Nazionale Pony A.

Nel Campionato Italiano Assoluto CEI3* sui 160 km, la gara più prestigiosa e impegnativa dell’intera manifestazione, Greta Bistoletti e Demon Melograno hanno conquistato uno straordinario secondo posto assoluto, laureandosi Vice Campioni Italiani Assoluti 2026. Un risultato di grande valore tecnico e sportivo, ottenuto nella competizione che rappresenta il massimo livello dell’endurance nazionale, dove gestione, esperienza, resistenza e lucidità fanno la differenza dopo 160 chilometri di gara.

Sempre nella CEI3* 160 km, è arrivato anche l’ottavo posto di Costanza Laliscia con Zagara di Chia. La pluricampionessa umbra ha inoltre centrato altri due risultati di prestigio, confermandosi tra le grandi protagoniste dell’intera manifestazione: il secondo posto nel Criterium CEI2* 120 km con Horezzanese Larzac e la vittoria nella CEI2* 120 km della domenica con Ines de Callupolo.

Importanti anche i risultati ottenuti nelle altre categorie: il secondo posto di Aurora Laurenzi e Salida nel Criterium CEN A Under 14, il secondo posto di Federico Valeri e Diadema Agylla nella CEI1* 100 km, il terzo posto di Paolo Campetella e Jelamina de Callupolo nella CEN B 84 km.

Completano il bilancio i piazzamenti in top ten ottenuti da Federico Valeri nella CEI2* 120 km, Alice Laurenzi nella CEI1* 100 km e Matilde Cecchetti nella CEN B 84 km.

I Campionati Italiani 2026 confermano così il Fuxiateam tra le realtà di riferimento dell’endurance nazionale e internazionale, capace di distinguersi per continuità di risultati, qualità tecnica e solidità del gruppo.

Energia, Fratoianni: misure anticrisi bipartisan ? No ad appelli retorici e ipocriti

Roma, 13 mag. (askanews) – “Non so cosa voglia dire appellarsi genericamente all’unità, in questo Paese tutti fanno appelli all’unità a cominciare dal governo, ma l’unità si fa su cosa concrete e nella chiarezza. C’è chi propone l’unità sull’emergenza energetica mentre le famiglie e le imprese sono sempre più in difficoltà con le bollette. Ma cosa significa l’unità sull’energia? Significa approdare al nucleare? Se così fosse noi siamo contrari per dirle una e via così. Bisogna capire qual è la direzione di marcia”. Lo ha affermato il leader Avs Nicola Fratoianni, parlando in piazza Montecitorio sulla possibilità di convergenze bipartisan su misure economiche contro la crisi energetica.

“Sull’energia io sono per unirci ma nel segno del superamento della dipendenza dall’energia fossile – prosegue il leader rossoverde – per la nostra economia e per la nostra vita quotidiana. Io sono per unirci nel segno degli investimenti sull’energie rinnovabili, perché questa è l’unica strategia di sicurezza e autonomia per il nostro Paese. Ed è in grado di sottrarre il mondo e non solo noi al ricatto delle compagnie energetiche o alle guerre per fare un esempio. L’appello all’unità privo di una declinazione – conclude Fratoianni – è un appello retorico e non serve a niente”.

"Calma metafisica", Ermal Meta canta l’estate tra leggerezza e impegno

Milano, 13 mag. (askanews) – Sarà dal 15 maggio in radio e su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo di Ermal Meta “Calma metafisica”(Columbia Records/Sony Music Italy).

“Calma metafisica racconta l’assurdo, un’estate alla “don’t look up”. Divertimento a tutti i costi, leggerezza e spensieratezza ad alto rischio. Ma si, in fondo è estate. Chi se ne frega!” Dichiara l’artista. Un brano di forte impatto che l’artista lo ha fatto ascoltare al pubblico in anteprima durante il live di Milano, ancora una volta Emal dimostra che “si può parlare di temi importanti ballando sulla sabbia”.

Le sonorità accattivanti della produzione curata da Dardust accompagnano il racconto di una vita che scorre con apparente normalità tra il mare e le evasioni estive nonostante ciò che accade non molto lontano. Il videoclip esalta questo contrasto con immagini patinate e distopiche di un’estate di altri tempi, tra costumi da bagno anni ’60, ombrelloni a strisce bianche e rosse e immagini di bagnanti felici che vivono sereni la loro giornata al mare nonostante aerei da guerra che passano minacciosi sopra le loro teste e bombe che scoppiano nelle vicinanze.

Mentre va avanti il tour nei più importanti club italiani, nuove date si aggiungono al calendario estivo. Dalla dimensione più intima dei club fino all’apertura delle grandi venue estive, Ermal prosegue anche il suo percorso sui palchi, con una serie di concerti che attraverseranno tutta la penisola.

Di seguito il calendario del tour outdoor, prodotto e organizzato da Friends and Partners:

01 giugno 2026 – Carloforte (SU), Girotonno 14 giugno 2026 – Floridia (SR), Piazza del Popolo 17 luglio 2026 – Mondovì (CN), Wake Up Festival – Movì, Piazza Unità d’Italia 21 luglio 2026 – Montesilvano (PE), Arena Dei Fiori NUOVA DATA 23 luglio 2026 – Sperone (Av), Area Mercato NUOVA DATA 25 luglio 2026 – Porto Recanati (MC), Arena Beniamino Gigli 30 luglio 2026 – Bevagna (PG), Festival Internazionale Green Music / Piazza Filippo Silvestri, live piano e voce + talk NUOVA DATA 03 agosto 2026 – Marina di Pietrasanta (LU), La Versiliana Festival 06 agosto 2026 – L’Aquila, Nell’ombra Della Musica Italiana / Scalinata Di San Bernardino NUOVA DATA 07 agosto 2026 – Santa Severa (RM), Castello Di Santa Severa NUOVA DATA 08 agosto 2026 – Santa Maria di Castellabate (SA), Villa Matarazzo 10 agosto 2026 – Acri (CS), Estate Acrese, Anfiteatro Romano 08 settembre 2026 – Luogosanto (SS), Piazza Incoronazione 15 settembre 2026 – Lanciano (CH), Piazza Plebiscito NUOVA DATA

Qui il calendario delle prossime date del tour nei club: 18 maggio 2026 – Venaria Reale (TO), Concordia 20 maggio 2026 – Roma, Atlantico 22 maggio 2026 – Molfetta (BA), Eremo Club 23 maggio 2026 – Napoli, Casa della Musica

I biglietti per il tour nei club e per le date estive sono disponibili in prevendita su Ticketone e sui circuiti di vendita abituali. Per informazioni www.friendsandpartners.it.

Con Trump in Cina anche Elon Musk, Huang e il regista Ratner

Roma, 13 mag. (askanews) – Non solo funzionari di governo, ma anche membri della famiglia, grandi manager della tecnologia e della finanza, e perfino esponenti del cinema. La delegazione che accompagna il presidente Usa Donald Trump nell’attesa visita in Cina conferma il taglio economico e negoziale del viaggio a Pechino, dove il capo della Casa bianca punta a ottenere da Xi Jinping un’apertura più ampia del mercato cinese alle imprese americane.

Accanto a Trump viaggiano il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il rappresentante Usa per il Commercio Jamieson Greer e il vicecapo di gabinetto della Casa bianca Stephen Miller. Hegseth è alla sua prima missione in Cina da quando ha assunto l’incarico e, secondo Cna, sarebbe anche il primo capo del Pentagono da decenni ad accompagnare un presidente americano in una visita in Cina, una scelta che segnala il peso dei dossier strategici e militari nel vertice.

Rubio è una presenza politicamente sensibile. Il segretario di Stato è sottoposto a sanzioni da Pechino per le sue posizioni sulla Cina, sugli uiguri e su Hong Kong, ma le autorità cinesi hanno fatto capire che non gli sarebbe stato impedito l’ingresso nel paese. Una foto diffusa dalla Casa bianca, in cui Rubio appare a bordo dell’Air Force One con una tuta grigia Nike, ha attirato molta attenzione sui social per il paragone con un abbigliamento simile indossato dall’ex presidente venezuelano Nicolas Maduro.

Assente invece la first lady Melania Trump, che aveva accompagnato il presidente nella visita del 2017 e i cui scambi con Peng Liyuan, la moglie di Xi, avevano allora avuto ampia eco mediatica. Questa volta, al seguito di Trump sono stati visti il figlio Eric Trump e la moglie Lara Trump, ex co-presidente del Comitato nazionale repubblicano, fotografati alla Joint Base Andrews prima della partenza per Pechino, secondo quanto riporta Channel News Asia.

a parte più visibile della delegazione, tuttavia, è quella dei grandi manager americani. A bordo o al seguito del viaggio figurano il fondatore di Tesla e SpaceX Elon Musk, l’amministratore delegato di Apple Tim Cook, l’amministratore delegato di GE Aerospace Larry Culp, quello di Boeing Kelly Ortberg e il numero uno di Nvidia Jensen Huang. La presenza di Huang, inizialmente non prevista nella lista dei manager in viaggio, è stata confermata dopo che il capo di Nvidia è stato visto salire sull’Air Force One durante uno scalo di rifornimento in Alaska, secondo Cna.

La delegazione economica comprende anche Cristiano Amon di Qualcomm, Larry Fink di BlackRock, Dina Powell McCormick di Meta, già vice consigliera per la Sicurezza nazionale nell’amministrazione Trump, e Chuck Robbins di Cisco Systems. Reuters ha spiegato che i manager al seguito del presidente provengono in larga parte da società che hanno interessi diretti da sbloccare in Cina, a cominciare da Nvidia, che punta ad avere margini per vendere chip avanzati per l’intelligenza artificiale sul mercato cinese.

Trump ha spiegato il senso politico della presenza dei Ceo con un messaggio su Truth Social, annunciando che avrebbe chiesto a Xi di “aprire” la Cina alle imprese americane perché “queste persone brillanti” possano operare nel paese. “Sarà la mia prima richiesta”, ha scritto il presidente Usa, trasformando la delegazione imprenditoriale in uno degli strumenti centrali della visita.

C’è infine una presenza più inattesa, quella del regista Brett Ratner, autore della saga Rush Hour e del documentario su Melania Trump. La sua portavoce ha spiegato al Guardian che Ratner userà il viaggio per cercare location in vista di Rush Hour 4, che dovrebbe essere girato in larga parte in Cina.

A Reggio Emilia anche Chiara e Sara, le fan della Royal Family

Reggio Emilia, 13 mag. (askanews) – In mezzo alla folla radunata in piazza Prampolini per accogliere la principessa del Galles c’è anche chi della Royal Family ha fatto la passione di una vita. Sono Chiara Simonini, di Modena, e Sara Morelli, di Ferrara: due fan italiane della monarchia britannica che non si sono fatte sfuggire la trasferta reggiana di Kate Middleton.

“Seguiamo la Royal Family sia in Italia sia all’estero”, raccontano. Una passione che le ha portate al Giubileo di Platino di Elisabetta II – Chiara ha organizzato per l’occasione un picnic londinese con la propria community -, poi al funerale della Regina, all’incoronazione di Carlo III, fino a Edimburgo per non perdersi nessuna apparizione. Lo scorso aprile erano anche a Ravenna, dove sono riuscite a stringere la mano a Carlo e Camilla durante la visita di Stato. “Quindi questa volta, che ci vengono così vicino, siamo fortunate”, sorridono.

Chiara gestisce un negozio di oggettistica vintage di provenienza inglese; Sara cura una pagina Instagram interamente dedicata ai Royal. Si sono presentate in piazza con quello che ormai è diventato il loro “segno particolare”: abiti nei colori della Union Jack, “perché ci piacciono e magari così ci nota”. Sperano di riuscire a consegnare alla principessa un mazzo di fiori e una vecchia figurina Panini con un giovanissimo William bambino, “visto che è venuta qua per i bambini”.

Energia, Schlein: inaccettabili extra-profitti a danno famiglie

Milano, 13 mag. (askanews) – “Non è possibile continuare ad avere le bollette più care d’Europa, mentre ci sono grandi partecipate pubbliche che maturano extra profitti e tutte le altre imprese e famiglie italiane che non riescono a pagare le bollette. Su questo si può fare tanto, si può chiedere un tetto al prezzo del gas a livello europeo, si può aumentare la produzione di rinnovabili in un Paese in cui vorrebbe dire dare lavoro di qualità in quantità e anche creare buona impresa a partire dal sud di questo Paese. Il costo della vita è una delle principali preoccupazioni degli italiani insieme al fatto che sei milioni di italiani non si riescono più a curare. Quando il governo avrà finito di occuparsi delle sue beghe interne magari si potrà occupare dei problemi degli italiani. Altrimenti non si deve preoccupare perché ce ne occuperemo noi non appena vinceremo le elezioni”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando a margine dell’Ecofuturo festival’.

Ritrovata la donna scomparsa con i 2 figli: stanno bene ma vogliono restare irreperibili

Milano, 13 mag. (askanews) – Sonia Bottacchiari è stata rintracciata insieme con i figli di 14 e 16: sono in buone condizioni di salute e “si trovano in una sistemazione adeguata”. Lo hanno comunicato i carabinieri, spiegando che la Procura di Piacenza non renderà pubblico il luogo in cui i tre si erano rifugiati. Secondo l’Arma infatti, Bottacchiari ha manifestato timori legati alla possibilità che il posto venga scoperto e ha chiarito che, in quel caso, potrebbe rendersi di nuovo irreperibile.

Alle ricerche e agli accertamenti hanno lavorato i carabinieri dei Comandi provinciali di Udine e di Piacenza. La donna si era resa irreperibile dal 20 aprile scorso, quando aveva lasciato Castell’Arquato (Piacenza) insieme con suoi due ragazzi e i quattro cani di famiglia.

Le indagini proseguono, al momento, con l’ipotesi di reato di “sottrazione consensuale di minorenni” e “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”. Gli accertamenti dovranno ricostruire i contorni dell’allontanamento, che allo stato viene ritenuto consensuale. Al momento della scomparsa la destinazione indicata da Bottacchiari era il Friuli Venezia Giulia: in particolare una vacanza di alcuni giorni, con rientro previsto il 24 aprile, e l’ipotesi di un campeggio a Gemona del Friuli (Udine). Le ricerche si erano poi concentrate nella zona di Tarcento (Udine), dove era stato agganciato l’ultimo segnale telefonico tra il 21 e il 22 aprile e dove era stata ritrovata l’auto.

Nella valutazione degli inquirenti pesa anche il quadro familiare raccontato dalla donna, indicato come fortemente problematico. La procura punta a un lavoro di ascolto sulle questioni sollevate da Bottacchiari, con l’obiettivo di verificare un possibile rientro suo e dei due minori nel luogo di residenza. Per i figli resta centrale il ritorno a una vita stabile e gli accertamenti dovranno tenere conto del loro benessere e della reintegrazione nel contesto sociale e scolastico. Prima dell’allontanamento, i due ragazzi seguivano infatti il percorso scolastico con continuità e profitto.

Ludoil Enerfy firma accordo per rilevare la maxiraffineria di Priolo

Roma, 13 mag. (askanews) – Ludoil Capital S.r.l., società controllata interamente dalla holding Ludoil Energy S.p.A., ha firmato con GOI Energy S.r.l. Un accordo per l’acquisizione della partecipazione detenuta da quest’ultima nel capitale sociale di ISAB S.r.l., società proprietaria della maxi raffineria di Priolo Gargallo e delle infrastrutture industriali, logistiche ed energetiche ad essa afferenti.

L’operazione prevede una struttura articolata in due fasi, secondo quanto riporta un comunicato, la prima delle quali relativa al 51% delle quote e subordinata, tra l’altro, al positivo esito del procedimento di notifica da avviarsi dinanzi al Governo italiano ai sensi della normativa sui poteri speciali in materia di attività di rilevanza strategica nazionale, oltre all’ottenimento delle autorizzazioni Antitrust e regolatorie applicabili.

L’impianto, situato in provincia di Siracusa, nei comuni di Priolo Gargallo, Augusta e Melilli, costituisce il più grande complesso di raffinazione in Italia, con una capacità autorizzata di 20 milioni di tonnellate annue e una capacità bilanciata di 15 milioni di tonnellate annue, e rappresenta un’infrastruttura strategica per la sicurezza energetica nazionale. Con questa operazione, un asset industriale essenziale per il Paese ritornerà sotto una guida italiana. L’acquisizione, prosegue il comunicato, segna l’avvio di una nuova fase per ISAB, che si trasformerà in una Energy Company, con un portafoglio integrato che spazia dal processing di greggio alle bioenergie avanzate, configurandosi come hub strategico per i flussi energetici tra Europa, Africa, America e Medio Oriente. La conduzione sarà improntata a un modello fondato sulla creazione di valore condiviso, affinché ISAB rafforzi il proprio ruolo a tutela degli approvvigionamenti e continui a generare prosperità per il territorio e per il Paese.

Nel medio periodo, l’indirizzo industriale sarà orientato al bio-processing avanzato. Il piano prevede la progressiva introduzione di nuove filiere dedicate alla produzione di Hydrotreated Vegetable Oil (HVO), Sustainable Aviation Fuel (SAF), BioOlio, bioetanolo di seconda generazione e BioETBE: un insieme articolato di vettori energetici rinnovabili in linea con le direttrici europee in materia di decarbonizzazione.

Gli investimenti saranno strutturati in coerenza con i requisiti della Direttiva europea RED III, a conferma dell’impegno del Gruppo verso standard di sostenibilità riconosciuti sui mercati internazionali. A integrazione della componente bio, prosegue il comunicato, il sito dispone già oggi di una centrale elettrica e di cogenerazione da 540 MW e potrà beneficiare della realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili per ulteriori 20 MW. Tale traiettoria si inscrive in un più ampio percorso di evoluzione del distretto industriale di Priolo, già interessato da significativi investimenti nella bioraffinazione, che contribuiscono a proiettare il territorio siracusano quale hub di riferimento per la transizione energetica nel Mediterraneo.

Sul piano occupazionale, l’attuale organico sarà integralmente preservato, assicura Ludoil. ISAB rappresenta un patrimonio di competenze ingegneristiche maturato in decenni di attività in Sicilia, cuore storico della raffinazione e della petrolchimica italiana. Si tratta di un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale, che Ludoil intende valorizzare e proiettare su scala internazionale. Il piano di crescita e i nuovi impianti previsti potranno inoltre generare ulteriori opportunità occupazionali per il territorio, anche attraverso sinergie con il mondo dell’istruzione e della ricerca.

La complementarità tra le capacità commerciali e infrastrutturali di Ludoil e le competenze industriali di ISAB abiliterà un’integrazione verticale della filiera, dalla fase di approvvigionamento al downstream, fino alla distribuzione. La dote del Gruppo comprende: depositi costieri, infrastrutture logistiche, una rete di stazioni di rifornimento e un mix diversificato di impianti di generazione da fonti rinnovabili, dal biometano al fotovoltaico, fino all’eolico.

L’operazione proietta Ludoil nel ruolo di principale Multi-Energy Company privata italiana, con ricavi consolidati attesi superiori a 10 miliardi di euro annui, conclude il comunicato, collocando il Gruppo tra i primi operatori italiani per fatturato e tra i protagonisti della trasformazione del sistema energetico nazionale. (fonte immagine: Ludoil).

Ritrovata la donna scomparsa con i due figli: stanno bene

Milano, 13 mag. (askanews) – Sonia Bottacchiari è stata rintracciata insieme con i figli di 14 e 16: sono in buone condizioni di salute e “si trovano in una sistemazione adeguata”. Lo hanno comunicato i carabinieri, spiegando che la Procura di Piacenza non renderà pubblico il luogo in cui i tre si erano rifugiati. Secondo l’Arma infatti, Bottacchiari ha manifestato timori legati alla possibilità che il posto venga scoperto e ha chiarito che, in quel caso, potrebbe rendersi di nuovo irreperibile.

Alle ricerche e agli accertamenti hanno lavorato i carabinieri dei Comandi provinciali di Udine e di Piacenza. La donna si era resa irreperibile dal 20 aprile scorso, quando aveva lasciato Castell’Arquato (Piacenza) insieme con suoi due ragazzi e i quattro cani di famiglia.

Le indagini proseguono, al momento, con l’ipotesi di reato di “sottrazione consensuale di minorenni” e “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”. Gli accertamenti dovranno ricostruire i contorni dell’allontanamento, che allo stato viene ritenuto consensuale. Al momento della scomparsa la destinazione indicata da Bottacchiari era il Friuli Venezia Giulia: in particolare una vacanza di alcuni giorni, con rientro previsto il 24 aprile, e l’ipotesi di un campeggio a Gemona del Friuli (Udine). Le ricerche si erano poi concentrate nella zona di Tarcento (Udine), dove era stato agganciato l’ultimo segnale telefonico tra il 21 e il 22 aprile e dove era stata ritrovata l’auto.

Nella valutazione degli inquirenti pesa anche il quadro familiare raccontato dalla donna, indicato come fortemente problematico. La procura punta a un lavoro di ascolto sulle questioni sollevate da Bottacchiari, con l’obiettivo di verificare un possibile rientro suo e dei due minori nel luogo di residenza. Per i figli resta centrale il ritorno a una vita stabile e gli accertamenti dovranno tenere conto del loro benessere e della reintegrazione nel contesto sociale e scolastico. Prima dell’allontanamento, i due ragazzi seguivano infatti il percorso scolastico con continuità e profitto.

Electrolux, Schlein: licenziamenti vanno ritirati, Meloni agisca

Roma, 13 mag. (askanews) – “I 1.700 licenziamenti della multinazionale Electrolux vanno ritirati”. Lo dice la segreteria del Partito democratico, Elly Schlein esprimendo “piena solidarietà ai lavoratori, coinvolti in una vertenza lunga e complessa che seguo da molti anni e che non può chiudersi così”.

Aggiunge la leader Pd: “Non possono essere i lavoratori a pagare le ristrutturazioni aziendali. Va salvaguardata la presenza del settore elettrodomestico nel nostro paese a partire dalla ricerca e lo sviluppo”.

Per la Schlein “il tavolo convocato da Urso tra sindacati e azienda il 25 maggio prossimo non è sufficiente se palazzo Chigi non prende direttamente in mano i dossier delle drammatiche crisi industriali che stanno attraversando il paese, dall’automotive all’acciaio. E’ ora che ci sia una presa in carico di Meloni: un paese senza politiche industriali è destinato al declino. Non si può più fare finta di nulla e rivendicare risultati che non ci sono”.

Fonti P.Chigi: nessun vertice segreto, Meloni in Grecia per forum Europa-Golfo

Roma, 13 mag. (askanews) – “Nessun vertice segreto questo fine settimana in Grecia”. Lo precisano fonti di Palazzo Chigi spiegando che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “parteciperà sabato 16 maggio a un incontro con i Leader del Sud Europa presenti per continuare a discutere di possibili iniziative coordinate per la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo centrale e orientale quale seguito immediato della dichiarazione a 4 (Italia, Grecia, Cipro, Malta) concordata a margine del Consiglio Europeo informale di Cipro del 24 aprile”.

Nello stesso pomeriggio, informa Palazzo Chigi, la premier interverrà, sempre in Grecia, “allo Europe-Gulf Forum, piattaforma di dialogo politico tra i Paesi europei e del Golfo, che si riunirà per la prima volta su impulso dell’Atlantic Council e di Antenna Group, iniziativa che Meloni aveva già sostenuto in un intervento in video in occasione del suo lancio ufficiale nel settembre 2025. Meloni aprirà i lavori insieme al Primo Ministro del Qatar”.

La mattina seguente la premier “si recherà a Cipro per una visita bilaterale concordata già lo scorso febbraio, in occasione dell’incontro a Roma con il Presidente Christodoulides”.

Al forum Europa-Golfo di sabato pomeriggio parteciperanno alcuni Leader del Sud Europa ma non solo (sarà presente anche il Presidente della Finlandia Stubb) e Leader del Golfo, a partire dai Primi Ministri del Qatar e del Kuwait. Saranno presenti anche i vertici di alcune Istituzioni Finanziarie internazionali quali FMI e BCE. Non sono invece coinvolti, precisano le fonti di Palazzo Chigi, gruppi quali BlackRock o JP Morgan, come apparso erroneamente su alcuni organi di stampa.

Trump da Xi Jinping: un summit per rilanciare la coesistenza tra potenze

Roma, 13 mag. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump è atteso in serata a Pechino per un vertice di due giorni con il presidente cinese Xi Jinping che si annuncia più come un esercizio di stabilizzazione che come l’avvio di una nuova stagione nei rapporti tra le due maggiori potenze mondiali. La visita, la prima di un presidente statunitense in Cina da quasi nove anni, prevede il cerimoniale delle grandi occasioni: colloqui nella Grande sala del popolo, una cena di Stato, una cerimonia del tè e, secondo le attese, anche una tappa al Tempio del Cielo, uno dei luoghi simbolici del potere imperiale cinese.

Il vertice arriva in una fase in cui Washington e Pechino cercano di preservare una fragile tregua dopo mesi di tensioni commerciali, restrizioni tecnologiche, sanzioni e ritorsioni sulle terre rare. L’obiettivo più realistico è evitare una nuova escalation e dare forma a qualche risultato immediatamente spendibile: maggiori acquisti cinesi di prodotti agricoli statunitensi, possibili ordini per centinaia di aerei Boeing, un canale di confronto sull’intelligenza artificiale e forse un nuovo meccanismo bilaterale per gestire commercio e investimenti.

Alla vigilia della visita, il vicepresidente del Consiglio di stato cinese He Lifeng e il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent hanno avuto in Corea del sud colloqui preparatori con il viceministro cinese del Commercio Li Chenggang. Pechino li ha definiti scambi ‘franchi, approfonditi e costruttivi’ su questioni economiche e commerciali di interesse comune e sull’espansione della cooperazione pragmatica. E’ il segnale che le due parti vogliono arrivare al faccia a faccia fra Trump e Xi con almeno una cornice negoziale già delineata.

Trump, partito con una delegazione che include alcuni dei nomi più pesanti dell’economia americana, punta a ottenere risultati visibili. Con lui sono stati indicati, tra gli altri, il capo di Nvidia Jensen Huang, Elon Musk di Tesla, Tim Cook di Apple e il vertice di Boeing Kelly Ortberg. Durante il viaggio il presidente Usa ha detto di voler chiedere a Xi di ‘aprire’ la Cina perché i leader d’impresa americani possano ‘fare la loro magia’ e contribuire a portare la Repubblica popolare ‘a un livello ancora più alto’. E’ una formula che riassume bene l’impostazione americana: meno ambizione di ridisegnare l’intero rapporto con Pechino, più attenzione all’accesso al mercato e stabilità.

Il contrasto con la campagna elettorale del 2024 è evidente. Trump aveva promesso di colpire la Cina più duramente di qualsiasi altro partner economico, evocando dazi del 60 per cento o più e la possibilità di togliere a Pechino il trattamento commerciale preferenziale ottenuto con l’ingresso nell’Organizzazione mondiale del commercio. Oggi, dopo la risposta cinese ai dazi e soprattutto dopo le restrizioni sulle terre rare e sui magneti necessari all’industria americana, la Casa bianca appare più cauta. In ogni caso, le aspettative per il vertice sono limitate.

Gli analisti citati dai media statunitensi parlano di un incontro caratterizzato da diffidenza strategica e simbolismo, ma di limitate ambizioni. La formula coglie il punto: Trump e Xi hanno interesse a mostrarsi in grado di gestire la rivalità, ma nessuno dei due sembra pronto a concessioni strutturali. Washington vuole evitare nuove interruzioni nelle forniture di terre rare e minerali critici. Pechino vuole prevedibilità, soprattutto in una fase di rallentamento dell’economia interna, debolezza dei consumi e pressioni deflazionistiche.

Il commercio resta il primo dossier. Le due parti dovranno decidere se prorogare la tregua che ha finora evitato nuove tariffe e contromisure. Si discute anche della creazione di un ‘board of trade’, un organismo incaricato di supervisionare gli impegni sugli acquisti e di dare un quadro più istituzionale alla relazione economica. Per Washington, un annuncio su Boeing, soia, etanolo, carne bovina e sorgo consentirebbe a Trump di tornare a casa con risultati concreti. Per Pechino, il vantaggio sarebbe mostrare che il dialogo con gli Stati uniti è tornato su binari più prevedibili senza cedere sui principi fondamentali.

La Cina, però, non vuole apparire in posizione difensiva. La stampa ufficiale ha preparato il vertice con una serie di commenti dal tono fiducioso ma fermo. Il Quotidiano del Popolo ha scritto che le relazioni sino-americane ‘non possono tornare al passato, ma possono avere un futuro migliore’ e ha descritto la visita come un nuovo punto di partenza in una fase storica diversa. Il giornale del Partito comunista ha sostenuto che, dopo anni di scontri e negoziati, il rapporto è diventato ‘più eguale’ e che la Cina ha dimostrato, con la disponibilità a ‘parlare e osare combattere’, di poter difendere i propri diritti e interessi.

Nella lettura cinese, la fase iniziata con la guerra commerciale del primo mandato Trump e proseguita con le nuove tensioni degli ultimi mesi ha modificato il modo in cui Washington guarda Pechino. Il Quotidiano del popolo ha accusato alcuni settori americani di restare prigionieri della logica del gioco a somma zero, del ‘tu perdi, io vinco’ e del ‘tu sali, io scendo’. La linea ufficiale è che Cina e Stati uniti debbano allargare la ‘torta’ della cooperazione, perché ‘quando Cina e Stati uniti cooperano, il mondo è in pace; quando Cina e Stati uniti combattono, il mondo è turbato’.

Il punto più sensibile resta Taiwan. Pechino considera l’isola il cuore dei propri interessi fondamentali e il principale limite da non superare nei rapporti con Washington. Il premier cinese Li Qiang ha ribadito la scorsa settimana a una delegazione di senatori Usa che la questione di Taiwan è la ‘prima linea rossa inviolabile’ nelle relazioni sino-americane. Oggi anche l’Ufficio cinese per gli affari di Taiwan ha usato toni duri, affermando che la determinazione a opporsi all’indipendenza dell’isola è ‘salda come una roccia’ e che la capacità di ‘schiacciare’ le spinte indipendentiste è ‘indistruttibile’.

Trump ha alimentato l’incertezza dicendo che parlerà con Xi anche delle vendite di armi americane a Taipei. ‘Il presidente Xi vorrebbe che non lo facessimo, e ne parlerò con lui’, ha detto. La frase è stata letta da diversi osservatori come un possibile scostamento dalla linea tradizionale degli Stati uniti, che forniscono armi a Taiwan ma non riconoscono l’isola come Stato indipendente e non accettano formalmente di consultare Pechino sulle vendite militari. Gli analisti ritengono improbabile un cambiamento esplicito della politica americana, ma anche una modifica verbale, ad esempio dal ‘non sostenere’ l’indipendenza di Taiwan all”opporsi’ a essa, avrebbe un forte valore politico e aumenterebbe le inquietudini a Taipei.

Anche Tokyo seguirà il vertice con grande attenzione. Il Giappone è già in tensione con Pechino dopo le parole della premier Sanae Takaichi, che ha definito una crisi su Taiwan una possibile ‘situazione minacciosa per la sopravvivenza’ del Giappone. Per la Cina, Taiwan può diventare un cuneo fra Washington e i suoi alleati asiatici. Ma Pechino potrebbe evitare di spingere troppo, perché anche la leadership cinese ha interesse a preservare l’apparenza di stabilità.

Il secondo grande dossier geopolitico è l’Iran. La guerra pesa sull’economia globale, sui prezzi dell’energia e sulla politica interna americana. Washington vuole che Pechino faccia pressione su Teheran e contribuisca alla riapertura piena delle rotte energetiche, a partire dallo stretto di Hormuz. Un alto funzionario statunitense ha detto che si aspetta che Trump ‘applichi pressione’ sulla Cina perché usi la propria influenza sull’Iran. Per Pechino gli incentivi sono ambigui: da un lato, in quanto grande acquirente di petrolio mediorientale e potenza esportatrice, vuole stabilità e libertà di navigazione; dall’altro, un coinvolgimento americano prolungato nel Golfo può apparire politicamente vantaggioso.

Le accuse americane di sostegno cinese ai programmi missilistici e di droni iraniani rischiano di complicare il quadro. Il Tesoro Usa ha colpito negli ultimi giorni individui e società accusati di sostenere Teheran, inclusi soggetti in Cina e a Hong Kong, e ha già sanzionato raffinerie cinesi legate al greggio iraniano. Pechino ha reagito ordinando alle imprese di non conformarsi alle sanzioni statunitensi, pur avendo, secondo alcune ricostruzioni, chiesto alle banche di essere prudenti con i finanziamenti ai raffinatori colpiti. L’ambasciatore cinese negli Stati uniti Xie Feng ha respinto le accuse di aiuto militare all’Iran come ‘notizie false’ e ha ribadito che la Cina sostiene gli sforzi diplomatici utili al ripristino della pace.

L’intelligenza artificiale sarà un altro banco di prova. Le due potenze discutono della possibilità di creare un canale per evitare incidenti e gestire i rischi legati all’Ia, ma la cooperazione non cancella la competizione tecnologica. Solo nelle ultime settimane l’amministrazione Trump ha accusato Pechino di sottrarre modelli americani di intelligenza artificiale su scala industriale. Restano in vigore le restrizioni all’export di chip avanzati verso la Cina, mentre Xi potrebbe usare il controllo cinese su terre rare e materiali critici come leva per ottenere un allentamento dei vincoli. Il Congresso americano, però, ha già introdotto proposte per limitare ulteriormente la vendita di tecnologie sensibili.

Sul piano militare, il vertice si svolge mentre negli Stati uniti cresce il dibattito sugli arsenali consumati dalla guerra in Iran. Secondo analisi citate dalla stampa asiatica, le scorte di alcuni missili e sistemi di difesa aerea si sono ridotte in modo significativo, con il rischio di indebolire la capacità americana di sostenere un conflitto prolungato nell’Indo-Pacifico. E’ un elemento che Pechino conosce bene, anche se gli esperti avvertono che sfruttare apertamente questa vulnerabilità potrebbe provocare una dura reazione americana. Più probabile, per ora, che la Cina mantenga la leva dei minerali critici come strumento latente, capace da sola di moderare le scelte di Washington.

Il cerimoniale avrà un ruolo non secondario. Le immagini di Trump e Xi al Tempio del Cielo, luogo in cui gli imperatori delle dinastie Ming (1368-1644) e Qing (1644-1912) offrivano sacrifici al cielo per invocare buoni raccolti, servirebbero a sottolineare l’importanza attribuita da Pechino alla relazione. Nel 2017 Xi aveva già riservato a Trump un trattamento eccezionale, facendolo cenare nella Città proibita, gesto mai concesso a un leader straniero dalla fondazione della Repubblica popolare. Anche questa volta la Cina punta a una scenografia di grande impatto, mentre Trump ha sempre attribuito grande valore alla narrazione visiva del potere.

Il rapporto personale tra i due leader resta una variabile importante. Trump ha più volte definito Xi un amico e un leader che rispetta profondamente. Secondo ricostruzioni della stampa americana, i due hanno mantenuto nel tempo anche uno scambio di lettere, una sorta di canale personale parallelo alla diplomazia ufficiale. Ma la cordialità non elimina la diffidenza. Trump arriva indebolito politicamente dalla guerra in Iran e preoccupato per l’impatto economico dei prezzi dell’energia. Xi, pur saldamente al potere, deve gestire una fase difficile per l’economia cinese e ha bisogno di evitare una crisi improvvisa con Washington.

Il risultato più probabile del vertice è dunque una pausa, non una svolta. Ci potranno essere annunci su acquisti, cooperazione economica, fentanyl, intelligenza artificiale e stabilità energetica. Potrà essere prorogata la tregua commerciale e potranno essere fissati nuovi incontri, anche in vista del vertice Apec che la Cina ospiterà a Shenzhen in novembre e del G20 previsto negli Stati uniti a dicembre. Ma le questioni strutturali resteranno aperte: Taiwan, semiconduttori, terre rare, sanzioni, ruolo militare americano nell’Indo-Pacifico e competizione per la leadership tecnologica.

Per questo il vertice di Pechino appare soprattutto come un tentativo di guadagnare tempo. Trump vuole mostrare agli elettori risultati economici tangibili e un rapporto personale capace di contenere le crisi. Xi vuole dimostrare che la Cina tratta con gli Stati uniti da pari a pari e non arretra sui propri interessi fondamentali. Entrambi hanno bisogno di stabilità, ma nessuno dei due sembra disposto a ridurre davvero la rivalità che definisce il rapporto tra Washington e Pechino.

Papa, Massimo Franco: con Leone XIV il Vaticano guarda alle Americhe

Roma, 13 mag. (askanews) – “Robert Francis Prevost è un cittadino americano e non può essere accusato di essere antiamericano. Ma per il presidente Donald Trump la ‘tragedia’ è che Papa Leone sia ‘pro Americas’, con una visione unitaria dell’America del Nord, di quella centrale e di quella del Sud che punta a una crescita comune piuttosto che a chiusure e contrapposizioni interne, e vuole offrire agli Stati Uniti un approccio alle problematiche e alle crisi internazionali diverso da quello attuale”. È l’analisi di Massimo Franco, editorialista del Corriere della Sera, alla presentazione del suo ultimo saggio, ‘Papi, dollari e guerre’, all’Istituto Italiano di Cultura diretto da Francesco Bongarrà.

In prima fila, in una sala gremita ad ascoltare le riflessioni di Franco — secondo cui l’elezione di un Papa statunitense ha sancito il “tramonto dell’eurocentrismo di un Vaticano impoverito e diviso” — anche il Nunzio Apostolico nel Regno Unito, Monsignor Miguel Maury Buendía, e il vice ambasciatore d’Italia a Londra Riccardo Smimmo. Sul palco, insieme a John Hooper, corrispondente dell’Economist dall’Italia e dal Vaticano, il giornalista esperto d’Oltretevere ha raccontato la nuova stagione della Chiesa cattolica a un anno dall’inizio del pontificato del primo Papa americano e a pochi giorni dagli attacchi del presidente americano nei confronti del suo connazionale eletto dai cardinali a guidare la Chiesa cattolica. Un Papa che, osserva Franco dopo aver descritto un percorso “in cui il cattolicesimo americano ha spesso giocato un ruolo cruciale”, al di là delle apparenze vuole essere “segno di unità per la Chiesa”, aprendo così una nuova fase di coesione interna.

Trump da Xi Jinping: un summit per rilanciare coesistenza potenze

Roma, 13 mag. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump è atteso in serata a Pechino per un vertice di due giorni con il presidente cinese Xi Jinping che si annuncia più come un esercizio di stabilizzazione che come l’avvio di una nuova stagione nei rapporti tra le due maggiori potenze mondiali. La visita, la prima di un presidente statunitense in Cina da quasi nove anni, prevede il cerimoniale delle grandi occasioni: colloqui nella Grande sala del popolo, una cena di Stato, una cerimonia del tè e, secondo le attese, anche una tappa al Tempio del Cielo, uno dei luoghi simbolici del potere imperiale cinese.

Il vertice arriva in una fase in cui Washington e Pechino cercano di preservare una fragile tregua dopo mesi di tensioni commerciali, restrizioni tecnologiche, sanzioni e ritorsioni sulle terre rare. L’obiettivo più realistico è evitare una nuova escalation e dare forma a qualche risultato immediatamente spendibile: maggiori acquisti cinesi di prodotti agricoli statunitensi, possibili ordini per centinaia di aerei Boeing, un canale di confronto sull’intelligenza artificiale e forse un nuovo meccanismo bilaterale per gestire commercio e investimenti.

Alla vigilia della visita, il vicepresidente del Consiglio di stato cinese He Lifeng e il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent hanno avuto in Corea del sud colloqui preparatori con il viceministro cinese del Commercio Li Chenggang. Pechino li ha definiti scambi ‘franchi, approfonditi e costruttivi’ su questioni economiche e commerciali di interesse comune e sull’espansione della cooperazione pragmatica. E’ il segnale che le due parti vogliono arrivare al faccia a faccia fra Trump e Xi con almeno una cornice negoziale già delineata.

Trump, partito con una delegazione che include alcuni dei nomi più pesanti dell’economia americana, punta a ottenere risultati visibili. Con lui sono stati indicati, tra gli altri, il capo di Nvidia Jensen Huang, Elon Musk di Tesla, Tim Cook di Apple e il vertice di Boeing Kelly Ortberg. Durante il viaggio il presidente Usa ha detto di voler chiedere a Xi di ‘aprire’ la Cina perché i leader d’impresa americani possano ‘fare la loro magia’ e contribuire a portare la Repubblica popolare ‘a un livello ancora più alto’. E’ una formula che riassume bene l’impostazione americana: meno ambizione di ridisegnare l’intero rapporto con Pechino, più attenzione all’accesso al mercato e stabilità.

Il contrasto con la campagna elettorale del 2024 è evidente. Trump aveva promesso di colpire la Cina più duramente di qualsiasi altro partner economico, evocando dazi del 60 per cento o più e la possibilità di togliere a Pechino il trattamento commerciale preferenziale ottenuto con l’ingresso nell’Organizzazione mondiale del commercio. Oggi, dopo la risposta cinese ai dazi e soprattutto dopo le restrizioni sulle terre rare e sui magneti necessari all’industria americana, la Casa bianca appare più cauta. In ogni caso, le aspettative per il vertice sono limitate.

Gli analisti citati dai media statunitensi parlano di un incontro caratterizzato da diffidenza strategica e simbolismo, ma di limitate ambizioni. La formula coglie il punto: Trump e Xi hanno interesse a mostrarsi in grado di gestire la rivalità, ma nessuno dei due sembra pronto a concessioni strutturali. Washington vuole evitare nuove interruzioni nelle forniture di terre rare e minerali critici. Pechino vuole prevedibilità, soprattutto in una fase di rallentamento dell’economia interna, debolezza dei consumi e pressioni deflazionistiche.

Il commercio resta il primo dossier. Le due parti dovranno decidere se prorogare la tregua che ha finora evitato nuove tariffe e contromisure. Si discute anche della creazione di un ‘board of trade’, un organismo incaricato di supervisionare gli impegni sugli acquisti e di dare un quadro più istituzionale alla relazione economica. Per Washington, un annuncio su Boeing, soia, etanolo, carne bovina e sorgo consentirebbe a Trump di tornare a casa con risultati concreti. Per Pechino, il vantaggio sarebbe mostrare che il dialogo con gli Stati uniti è tornato su binari più prevedibili senza cedere sui principi fondamentali.

La Cina, però, non vuole apparire in posizione difensiva. La stampa ufficiale ha preparato il vertice con una serie di commenti dal tono fiducioso ma fermo. Il Quotidiano del Popolo ha scritto che le relazioni sino-americane ‘non possono tornare al passato, ma possono avere un futuro migliore’ e ha descritto la visita come un nuovo punto di partenza in una fase storica diversa. Il giornale del Partito comunista ha sostenuto che, dopo anni di scontri e negoziati, il rapporto è diventato ‘più eguale’ e che la Cina ha dimostrato, con la disponibilità a ‘parlare e osare combattere’, di poter difendere i propri diritti e interessi.

Nella lettura cinese, la fase iniziata con la guerra commerciale del primo mandato Trump e proseguita con le nuove tensioni degli ultimi mesi ha modificato il modo in cui Washington guarda Pechino. Il Quotidiano del popolo ha accusato alcuni settori americani di restare prigionieri della logica del gioco a somma zero, del ‘tu perdi, io vinco’ e del ‘tu sali, io scendo’. La linea ufficiale è che Cina e Stati uniti debbano allargare la ‘torta’ della cooperazione, perché ‘quando Cina e Stati uniti cooperano, il mondo è in pace; quando Cina e Stati uniti combattono, il mondo è turbato’.

Il punto più sensibile resta Taiwan. Pechino considera l’isola il cuore dei propri interessi fondamentali e il principale limite da non superare nei rapporti con Washington. Il premier cinese Li Qiang ha ribadito la scorsa settimana a una delegazione di senatori Usa che la questione di Taiwan è la ‘prima linea rossa inviolabile’ nelle relazioni sino-americane. Oggi anche l’Ufficio cinese per gli affari di Taiwan ha usato toni duri, affermando che la determinazione a opporsi all’indipendenza dell’isola è ‘salda come una roccia’ e che la capacità di ‘schiacciare’ le spinte indipendentiste è ‘indistruttibile’.

Trump ha alimentato l’incertezza dicendo che parlerà con Xi anche delle vendite di armi americane a Taipei. ‘Il presidente Xi vorrebbe che non lo facessimo, e ne parlerò con lui’, ha detto. La frase è stata letta da diversi osservatori come un possibile scostamento dalla linea tradizionale degli Stati uniti, che forniscono armi a Taiwan ma non riconoscono l’isola come Stato indipendente e non accettano formalmente di consultare Pechino sulle vendite militari. Gli analisti ritengono improbabile un cambiamento esplicito della politica americana, ma anche una modifica verbale, ad esempio dal ‘non sostenere’ l’indipendenza di Taiwan all”opporsi’ a essa, avrebbe un forte valore politico e aumenterebbe le inquietudini a Taipei.

Anche Tokyo seguirà il vertice con grande attenzione. Il Giappone è già in tensione con Pechino dopo le parole della premier Sanae Takaichi, che ha definito una crisi su Taiwan una possibile ‘situazione minacciosa per la sopravvivenza’ del Giappone. Per la Cina, Taiwan può diventare un cuneo fra Washington e i suoi alleati asiatici. Ma Pechino potrebbe evitare di spingere troppo, perché anche la leadership cinese ha interesse a preservare l’apparenza di stabilità.

Il secondo grande dossier geopolitico è l’Iran. La guerra pesa sull’economia globale, sui prezzi dell’energia e sulla politica interna americana. Washington vuole che Pechino faccia pressione su Teheran e contribuisca alla riapertura piena delle rotte energetiche, a partire dallo stretto di Hormuz. Un alto funzionario statunitense ha detto che si aspetta che Trump ‘applichi pressione’ sulla Cina perché usi la propria influenza sull’Iran. Per Pechino gli incentivi sono ambigui: da un lato, in quanto grande acquirente di petrolio mediorientale e potenza esportatrice, vuole stabilità e libertà di navigazione; dall’altro, un coinvolgimento americano prolungato nel Golfo può apparire politicamente vantaggioso.

Le accuse americane di sostegno cinese ai programmi missilistici e di droni iraniani rischiano di complicare il quadro. Il Tesoro Usa ha colpito negli ultimi giorni individui e società accusati di sostenere Teheran, inclusi soggetti in Cina e a Hong Kong, e ha già sanzionato raffinerie cinesi legate al greggio iraniano. Pechino ha reagito ordinando alle imprese di non conformarsi alle sanzioni statunitensi, pur avendo, secondo alcune ricostruzioni, chiesto alle banche di essere prudenti con i finanziamenti ai raffinatori colpiti. L’ambasciatore cinese negli Stati uniti Xie Feng ha respinto le accuse di aiuto militare all’Iran come ‘notizie false’ e ha ribadito che la Cina sostiene gli sforzi diplomatici utili al ripristino della pace.

L’intelligenza artificiale sarà un altro banco di prova. Le due potenze discutono della possibilità di creare un canale per evitare incidenti e gestire i rischi legati all’Ia, ma la cooperazione non cancella la competizione tecnologica. Solo nelle ultime settimane l’amministrazione Trump ha accusato Pechino di sottrarre modelli americani di intelligenza artificiale su scala industriale. Restano in vigore le restrizioni all’export di chip avanzati verso la Cina, mentre Xi potrebbe usare il controllo cinese su terre rare e materiali critici come leva per ottenere un allentamento dei vincoli. Il Congresso americano, però, ha già introdotto proposte per limitare ulteriormente la vendita di tecnologie sensibili.

Sul piano militare, il vertice si svolge mentre negli Stati uniti cresce il dibattito sugli arsenali consumati dalla guerra in Iran. Secondo analisi citate dalla stampa asiatica, le scorte di alcuni missili e sistemi di difesa aerea si sono ridotte in modo significativo, con il rischio di indebolire la capacità americana di sostenere un conflitto prolungato nell’Indo-Pacifico. E’ un elemento che Pechino conosce bene, anche se gli esperti avvertono che sfruttare apertamente questa vulnerabilità potrebbe provocare una dura reazione americana. Più probabile, per ora, che la Cina mantenga la leva dei minerali critici come strumento latente, capace da sola di moderare le scelte di Washington.

Il cerimoniale avrà un ruolo non secondario. Le immagini di Trump e Xi al Tempio del Cielo, luogo in cui gli imperatori delle dinastie Ming (1368-1644) e Qing (1644-1912) offrivano sacrifici al cielo per invocare buoni raccolti, servirebbero a sottolineare l’importanza attribuita da Pechino alla relazione. Nel 2017 Xi aveva già riservato a Trump un trattamento eccezionale, facendolo cenare nella Città proibita, gesto mai concesso a un leader straniero dalla fondazione della Repubblica popolare. Anche questa volta la Cina punta a una scenografia di grande impatto, mentre Trump ha sempre attribuito grande valore alla narrazione visiva del potere.

Il rapporto personale tra i due leader resta una variabile importante. Trump ha più volte definito Xi un amico e un leader che rispetta profondamente. Secondo ricostruzioni della stampa americana, i due hanno mantenuto nel tempo anche uno scambio di lettere, una sorta di canale personale parallelo alla diplomazia ufficiale. Ma la cordialità non elimina la diffidenza. Trump arriva indebolito politicamente dalla guerra in Iran e preoccupato per l’impatto economico dei prezzi dell’energia. Xi, pur saldamente al potere, deve gestire una fase difficile per l’economia cinese e ha bisogno di evitare una crisi improvvisa con Washington.

Il risultato più probabile del vertice è dunque una pausa, non una svolta. Ci potranno essere annunci su acquisti, cooperazione economica, fentanyl, intelligenza artificiale e stabilità energetica. Potrà essere prorogata la tregua commerciale e potranno essere fissati nuovi incontri, anche in vista del vertice Apec che la Cina ospiterà a Shenzhen in novembre e del G20 previsto negli Stati uniti a dicembre. Ma le questioni strutturali resteranno aperte: Taiwan, semiconduttori, terre rare, sanzioni, ruolo militare americano nell’Indo-Pacifico e competizione per la leadership tecnologica.

Per questo il vertice di Pechino appare soprattutto come un tentativo di guadagnare tempo. Trump vuole mostrare agli elettori risultati economici tangibili e un rapporto personale capace di contenere le crisi. Xi vuole dimostrare che la Cina tratta con gli Stati uniti da pari a pari e non arretra sui propri interessi fondamentali. Entrambi hanno bisogno di stabilità, ma nessuno dei due sembra disposto a ridurre davvero la rivalità che definisce il rapporto tra Washington e Pechino.

Videogame, in Italia 14,2 mln di giocatori, mercato stabile vale 2,4 mld

Roma, 13 mag. (askanews) – Il mercato dei videogiochi in Italia nel 2025 si conferma stabile. Dopo la crescita degli ultimi anni, il settore entra in una fase di consolidamento, mentre si trasformano le modalità di consumo: gli italiani giocano di più e in modo diverso, con un crescente ricorso a modelli digitali, mobile e servizi in abbonamento. È la fotografia scattata dal rapporto “I videogiochi in Italia nel 2025”, realizzato da Ipsos per IIDEA, l’associazione che rappresenta l’industria del videogioco, e come riporta un comunicato presentato oggi a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito di un evento dedicato all’evoluzione del settore tra innovazione digitale, nuove forme di fruizione e tutela dei giocatori.

Un mercato stabile, trainato dal software e dal digitale Nel 2025 il mercato italiano dei videogiochi vale circa 2,4 miliardi di euro, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente (-1%). A trainare i ricavi, si legge, sono i contenuti software, che rappresentano il 77% del totale con circa 1,8 miliardi di euro (-1%). Il comparto hardware mostra dinamiche differenziate: le console crescono del 3% sfiorando i 400 milioni di euro, mentre gli accessori scendono del 5% a 152 milioni.

Secondo lo studio, i videogiocatori in Italia sono 14,2 milioni, un dato sostanzialmente in linea rispetto all’anno precedente. A crescere è invece il tempo dedicato al videogioco, che raggiunge una media di 7 ore e 53 minuti a settimana. Il coinvolgimento supera le 9 ore settimanali tra gli uomini, si attesta sopra le 5 ore tra le donne e arriva fino a 15 ore tra gli adolescenti (12-17 anni). Il pubblico resta prevalentemente maschile (60%) e giovane, con circa il 60% degli utenti sotto i 35 anni.

Lo smartphone si conferma il dispositivo più diffuso, con 11,1 milioni di giocatori e 929 milioni di euro di ricavi, pari a oltre metà del mercato software. Le console coinvolgono 6,5 milioni di utenti, prosegue lo studio, e rappresentano la piattaforma con il più alto livello di engagement (circa 6 ore settimanali), generando 643 milioni di euro. Il PC resta più di nicchia, con 3,7 milioni di giocatori e 111 milioni di euro di ricavi.

Il mercato dei videogiochi completi (console e PC) vale circa 560 milioni di euro. Il digitale rappresenta il 59% del totale (328 milioni di euro), mentre il formato fisico pesa ancora per il 41% (231 milioni di euro). Nel fisico, il retail dei nuovi prodotti incide per il 31% (174 milioni di euro), mentre l’usato vale il 10% (58 milioni di euro). Il quadro evidenzia una progressiva crescita del digitale, ma anche la persistenza di un ecosistema fisico ancora significativo.

Si consolida il modello degli abbonamenti, che nel 2025 genera 153 milioni di euro: il 59% legato alle console, il 35% a singoli giochi o publisher e il 6% al mobile. Il dato conferma la transizione verso modelli di fruizione continuativa e servizi. Le classifiche dei videogiochi più venduti confermano la centralità dei grandi brand internazionali, dice ancora l’analisi, con titoli come EA SPORTS FC 26, EA SPORTS FC 25, Grand Theft Auto V, Hogwarts Legacy e Red Dead Redemption 2 tra i più diffusi.

Tra le nuove uscite si distinguono EA SPORTS FC 26, Battlefield 6 e Assassin’s Creed Shadows, che hanno rapidamente conquistato il pubblico. Inoltre, i videogiocatori si informano sempre più attraverso canali digitali e social. Il 24% utilizza YouTube e piattaforme video, il 23% i social media e il 22% siti specializzati, mentre una quota simile si affida al confronto diretto con amici e familiari. Gli influencer incidono per il 10%.

YouTube resta il principale punto di riferimento (23%), seguito da WhatsApp (18%), Instagram (17%), Facebook (14%) e TikTok (13%). Cresce anche il ruolo dello streaming, con YouTube Gaming (14%) e Twitch (10%) tra le piattaforme più utilizzate per contenuti live e on-demand. Secondo Cédric Mimouni, Vice Presidente di IIDEA “il 2025 conferma un mercato in fase di consolidamento nei valori, ma in profonda evoluzione sul piano dei comportamenti e dei modelli di consumo. La crescente centralità del digitale, l’espansione dei servizi in abbonamento e l’aumento del tempo di utilizzo indicano una trasformazione strutturale che sta ridisegnando le modalità con cui i videogiochi vengono fruiti e monetizzati. In questo scenario, il settore si conferma una componente sempre più rilevante dell’economia dell’intrattenimento, con prospettive di crescita legate alla capacità di innovare, rafforzare la competitività e offrire maggiore valore al pubblico”.

Per Thalita Malagò, Direttrice Generale e Consigliera Delegata di IIDEA la presentazione del rapporto al Mimit “ha rappresentato un momento confronto tra istituzioni e industria sui principali temi del settore, dall’evoluzione dei modelli di business alla sicurezza dei giocatori online, anche alla luce delle nuove politiche digitali europee e degli aggiornamenti del sistema PEGI. In un contesto in trasformazione, resta centrale garantire un equilibrio tra la tutela del pubblico e un quadro competitivo capace di sostenere lo sviluppo del settore in Italia e in Europa”.

Carlo III: mondo sempre più pericoloso, rafforzare i legami con la Ue

Roma, 13 mag. (askanews) – “Un mondo sempre più pericoloso e instabile minaccia il Regno Unito, e il conflitto in Medio Oriente ne è solo l’esempio più recente. Ogni elemento della sicurezza energetica, della difesa e dell’economia nazionale sarà messo alla prova”. Lo ha dichiarato re Carlo III nel suo King’s Speech in Parlamento, in cui illustrerà le linee guida delle politiche del governo del premier laburista Keir Starmer. “Il mio governo risponderà a questo mondo con fermezza e si impegnerà a creare un Paese equo per tutti. I miei ministri prenderanno decisioni che proteggano la sicurezza energetica, della difesa e dell’economia del Regno Unito a lungo termine”, ha proseguito il monarca.

“Difenderanno i valori britannici di decenza, tolleranza e rispetto per le differenze sotto la nostra bandiera comune e sfrutteranno il potenziale dell’orgoglio che si respira in tutto il Paese per le sue comunità. Il mio governo adotterà misure urgenti per contrastare l’antisemitismo e garantire che tutte le comunità si sentano al sicuro”, ha concluso.

“I miei ministri introdurranno una legislazione per sfruttare le nuove opportunità commerciali, tra cui un disegno di legge per rafforzare i legami con l’Unione Europea”, lo ha annunciato re Carlo III.

“In questo mondo instabile, il mio governo continuerà a perseguire una politica estera basata su una serena valutazione dell’interesse nazionale. Continuerà a sostenere con fermezza il coraggioso popolo ucraino, che combatte in prima linea per la libertà”.

“I miei ministri si impegneranno a migliorare le relazioni con i partner europei, un passo fondamentale per rafforzare la sicurezza europea. Il mio governo continuerà a promuovere una pace duratura in Medio Oriente e la soluzione dei due Stati in Israele e Palestina”, ha proseguito il monarca. “Manterrà inoltre l’incrollabile impegno del Regno Unito nei confronti della Nato e dei suoi alleati, anche attraverso un costante aumento della spesa per la difesa”, ha concluso.

La Commissione Ue: non ci sono cancellazioni di viaggi né penurie di kerosene

Roma, 13 mag. (askanews) – In Europa ad oggi non si registrano cancellazioni di massa di prenotazioni di voli e viaggi vacanze, che anzi sono in lieve aumento rispetto allo scorso anno, né tantomeno penurie di kerosene o carburante per i voli. Lo ha affermato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas durante una conferenza stampa.

“Ricordo che l’Unione europea dispone del miglior sistema a livello mondiale per quanto riguarda la tutela dei passeggeri e i risarcimenti – ha detto -. E questo è un messaggio molto importante sia per gli operatori europei sia per tutti quelli che vogliono venire a visitare l’Europa, che è, vi ricordo, la prima destinazione turistica a livello mondiale”.

“Perché è una regione particolarmente stabile – ha aggiunto l’eurocommissario – e sicuramente invitiamo quindi tutti che coloro che sono interessati a venire in Europa a farlo: non vi deluderà non ci saranno problemi. E chiaramente le vacanze saranno particolarmente piacevoli”. (fonte immagine: European Union).

Commissione Ue: non ci sono cancellazioni di viaggi né penurie di kerosene

Roma, 13 mag. (askanews) – In Europa ad oggi non si registrano cancellazioni di massa di prenotazioni di voli e viaggi vacanze, che anzi sono in lieve aumento rispetto allo scorso anno, né tantomeno penurie di kerosene o carburante per i voli. Lo ha affermato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas durante una conferenza stampa.

“Ricordo che l’Unione europea dispone del miglior sistema a livello mondiale per quanto riguarda la tutela dei passeggeri e i risarcimenti – ha detto -. E questo è un messaggio molto importante sia per gli operatori europei sia per tutti quelli che vogliono venire a visitare l’Europa, che è, vi ricordo, la prima destinazione turistica a livello mondiale”.

“Perché è una regione particolarmente stabile – ha aggiunto l’eurocommissario – e sicuramente invitiamo quindi tutti che coloro che sono interessati a venire in Europa a farlo: non vi deluderà non ci saranno problemi. E chiaramente le vacanze saranno particolarmente piacevoli”. (fonte immagine: European Union).

Tennis, Alcaraz: con Sinner rivalità senza odio

Roma, 13 mag. (askanews) – La rivalità con Carlos Alcaraz e Jannik Sinner può diventare una delle grandi sfide del tennis moderno, ma senza odio o tensioni personali. Lo racconta lo stesso tennista spagnolo in un’intervista concessa a Vanity Fair, realizzata prima della rinuncia al Masters 1000 di Madrid e pubblicata mentre il numero 2 del mondo è fermo per un problema al polso che lo costringe a saltare sia gli Internazionali d’Italia sia il Roland Garros.

“Ci aiutiamo a vicenda a dare il nostro meglio – spiega Alcaraz parlando del rapporto con Sinner -. Lottiamo per lo stesso obiettivo, ma non c’è bisogno di odiarsi perché vogliamo la stessa cosa. Quando competi a questi livelli, avere una stretta amicizia è complicato, ma si può fare e io sono assolutamente a favore”.

Il campione spagnolo evita però paragoni con le grandi rivalità del passato: “Le rivalità sono processi lunghi. La nostra non è ancora paragonabile a quelle storiche del tennis perché abbiamo ancora tanti anni davanti. Speriamo di continuare a giocare uno contro l’altro tante volte, magari in molte finali, dividendoci i tornei più importanti”.

Alcaraz si sofferma anche sul momento delicato vissuto a causa dell’infortunio al polso e sulle difficoltà nel gestire la pressione del circuito. “Anche noi siamo umani – racconta -. Ci sono giorni buoni e cattivi, a volte ci si sveglia senza voglia di fare nulla ma bisogna comunque presentarsi. In alcuni momenti non mi sono fermato per prendermi una pausa e questo mi ha portato a non giocare bene e a infortunarmi”.

Il tennista spagnolo parla anche della necessità di trovare equilibrio tra carriera e vita privata: “So di vivere la vita che ho sempre sognato, ma a volte vorrei avere più momenti per me stesso, per fare le cose che farebbe un ragazzo di 22 anni. Cerco di non pensare ai 12 o 15 anni di carriera che potrei avere davanti, perché mi sentirei sopraffatto. Non voglio diventare schiavo del tennis”.

Calcio, Abete: "Figc? Non sono il candidato dei poteri forti"

Roma, 13 mag. (askanews) – “Sono un’espressione di una continuità anche significativa all’interno del mondo della federazione, che non è basata sui poteri forti, ma su un certo tipo di coerenza e certi tipi di comportamento. Sono sereno e fiducioso. La candidatura c’è ed è formalmente presentata”. Lo ha spiegato il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete all’ingresso del Consiglio federale, annunciando di aver formalizzato la candidatura alla presidenza Figc. “Il rischio del mondo del calcio non è il livello qualitativo delle persone – e non c’è bisogno che io dica il livello di Malagò – ma che si individui le persone e non i programmi condivisi”, ha aggiunto Abete. “La Lega Pro non si è ancora espressa? Ha posto un problema di metodo, quello di parlare di contenuti”.

La Ue propone nuove regole e tutele sui biglietti dei treni Interrail

Roma, 13 mag. (askanews) – La Commissione europea ha presentato delle proposte legislative per uniformare maggiormente i sistemi di prenotazione e le tutele dei passeggeri su prenotazioni e acquisti di viaggi regionali, a lunga distanza e transfrontalieri nella Unione europea, in particolare focalizzata su treni e trasporto ferroviario e sui biglietti Interrail.

Con un comunicato, l’esecutivo comunitario rileva che attualmente risulta difficile effettuare confronti e identificare le soluzioni più adeguate, in particolare sui viaggi transfrontalieri e specialmente sui treni. “Molti passeggeri trovano ostacoli quando cercano di combinare diversi servizi di trasporto. Acquistare biglietti ferroviari multipli che coinvolgano diverse compagnie può essere complesso, in ampia misura a causa della frammentazione dei sistemi di prenotazione – afferma Bruxelles – e della forte presenza di alcune compagnie ferroviarie”.

Inoltre, secondo la Commissione, le tutele dei passeggeri sono limitate sui viaggi ferroviari che coinvolgano biglietti multipli tra diversi operatori. La proposta annunciata intende intervenire su questi ostacoli, consentendo prenotazioni singole tra più operatori rendendo il mercato più trasparente accessibile, prosegue il comunicato.

“Ai passeggeri sarà possibile trovare, paragonare e acquistare servizi combinati da diversi operatori ferroviari con unico biglietto – si legge – che potrà essere acquistato con una singola transazione su una piattaforma di prenotazioni di loro scelta”, che sia un portale indipendente o il servizio di prenotazioni dell’operatore stesso.

La proposta prevede nuove tutele su assistenza, riprogrammazione e risarcimenti per le mancate coincidenze su percorsi con più operatori. Ora l’esecutivo comunitario presenterà le normative proposte al consiglio dell’Unione europea (i governi) e al Parlamento europeo per avviare la procedura legislativa ordinaria.

Treni, Ue propone nuove regole e tutele sui biglietti interrail

Roma, 13 mag. (askanews) – La Commissione europea ha presentato delle proposte legislative per uniformare maggiormente i sistemi di prenotazione e le tutele dei passeggeri su prenotazioni e acquisti di viaggi regionali, a lunga distanza e transfrontalieri nella Unione europea, in particolare focalizzata su treni e trasporto ferroviario e sui biglietti Interrail.

Con un comunicato, l’esecutivo comunitario rileva che attualmente risulta difficile effettuare confronti e identificare le soluzioni più adeguate, in particolare sui viaggi transfrontalieri e specialmente sui treni. “Molti passeggeri trovano ostacoli quando cercano di combinare diversi servizi di trasporto. Acquistare biglietti ferroviari multipli che coinvolgano diverse compagnie può essere complesso, in ampia misura a causa della frammentazione dei sistemi di prenotazione – afferma Bruxelles – e della forte presenza di alcune compagnie ferroviarie”.

Inoltre, secondo la Commissione, le tutele dei passeggeri sono limitate sui viaggi ferroviari che coinvolgano biglietti multipli tra diversi operatori. La proposta annunciata intende intervenire su questi ostacoli, consentendo prenotazioni singole tra più operatori rendendo il mercato più trasparente accessibile, prosegue il comunicato.

“Ai passeggeri sarà possibile trovare, paragonare e acquistare servizi combinati da diversi operatori ferroviari con unico biglietto – si legge – che potrà essere acquistato con una singola transazione su una piattaforma di prenotazioni di loro scelta”, che sia un portale indipendente o il servizio di prenotazioni dell’operatore stesso.

La proposta prevede nuove tutele su assistenza, riprogrammazione e risarcimenti per le mancate coincidenze su percorsi con più operatori. Ora l’esecutivo comunitario presenterà le normative proposte al consiglio dell’Unione europea (i governi) e al Parlamento europeo per avviare la procedura legislativa ordinaria.

Eurozona avanti piano, crescita I trimestre +0,1%, occupati +0,1%

Roma, 13 mag. (askanews) – Crescita economica e dell’occupazione a rilento a inizio 2026 nell’area euro e nell’intera Unione europea. Nei primi tre mesi dell’anno il Pil aggregato dell’eurozona è salito di un marginale 0,1%, secondo quanto riporta Eurostat. Guardando all’intera Unione si è registrato un più 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

Nel confronto su base annua la crescita si è smorzata al più 0,8% nell’eurozona e al +1% nella Ue, a fronte del più 1,3% e più 1,4%, rispettivamente, che si era registrato a fine 2025.

Per quanto riguarda il numero di occupati, nel primo trimestre la crescita si è limitata allo 0,1% sia nell’eurozona sia nell’intera Ue. La crescita su base annua, riporta ancora Eurostat, è stata dello 0,5% nell’area euro e dello 0,6% nella UE. (fonte immagine: Eurostat).

Crociere, Costa punta su libertà e flessibilità per l’estate 2026

Genova, 13 mag. (askanews) – Nella difficile situazione internazionale che stiamo vivendo, segnata soprattutto dall’incertezza, cresce il bisogno di soluzioni di viaggio più fluide come la crociera, dove il cliente possa sentirsi accompagnato e non debba gestire troppi passaggi o imprevisti. La crociera concentra, infatti, in un’unica esperienza trasporto, ospitalità, ristorazione, intrattenimento e scoperta di più destinazioni, riducendo però la complessità organizzativa.

“Credo che la crociera – spiega Luigi Stefanelli, Vice President Worldwide Sales Costa Crociere – risponda esattamente alle esigenze attuali del consumatore. Innanzitutto iniziamo dai dati: le statistiche ci dicono che c’è una grossa fetta di mercato che ha assolutamente intenzione di viaggerà quest’estate, a conferma del fatto che l’intenzione di viaggio è lì. La crociera rappresenta un prodotto sicuramente a tutto tondo perché in un’unica piattaforma diamo la possibilità al cliente di godere di ospitalità, gastronomia e intrattenimento, ovviamente con la possibilità di visitare destinazioni diverse ogni giorno. E mi piace sottolineare l’importanza del ‘tutto organizzato’ che in un contesto come quello attuale probabilmente gioca un valore ancora superiore rispetto al solito, contrariamente al turismo fai da te che è soggetto in questo momento a tutta una serie di incertezze”.

E in vista dell’estate 2026, tra i viaggiatori cresce anche la richiesta di flessibilità. Per questo Costa Crociere ha lanciato la formula “Cambia Gratis” che permette ai clienti di scegliere e prenotare il proprio itinerario nel Mediterraneo sapendo di avere una possibilità in più se le esigenze dovessero cambiare.

“Abbiamo di recente lanciato sul mercato – conferma il Vice President Worldwide Sales Costa Crociere – questa nuova formula del cambio data gratuito che risponde appunto alla necessità del consumatore di avere maggiore flessibilità e maggiore anche serenità se vogliamo, nel momento della prenotazione. Il contesto è complesso come dicevamo e con questa formula fondamentalmente diamo la possibilità ai nostri clienti di prenotare con totale serenità la loro vacanza nel Mediterraneo con Costa Crociere dandogli la possibilità di cambiare, qualora fosse necessario, la data di partenza per tutte quelle crociere che partono entro il 30 settembre”.

E per l’estate 2026 Costa Crociere propone un’offerta molto variegata tra il Mediterraneo e il Nord Europa.

“Abbiamo tre itinerari – sottolinea Stefanelli – nel Mediterraneo Occidentale, tre itinerari nel Mediterraneo Orientale e poi due navi che performano in realtà più di un itinerario nel Nord Europa. Quindi un’offerta molto variegata in termini di scelta appunto di destinazioni, ovviamente con il nostro marchio di fabbrica che è la piattaforma ‘Sea & Land’, ovvero la possibilità che diamo al nostro cliente di sfruttare, di godere non solo delle destinazioni che avrà l’opportunità di conoscere ma anche del mare che entra a tutto tondo nell’esperienza di Costa Crociere grazie al concetto che abbiamo lanciato ormai da circa due anni delle ‘Sea Destinations’. Per farvi degli esempi concreti, lanciamo quest’anno delle assolute novità da questo punto di vista, con la ‘Sea Destination’ nel Golfo Aranci, che darà la possibilità appunto di immergersi in un’esperienza a 360 gradi al tramonto, con luci appunto del tramonto, musiche e gastronomia pensate ad hoc per questo genere di evento, piuttosto che una ‘Land Destination’, quindi un’esperienza totalmente nuova, come il bagno nelle acque cristalline di Tavolara”.