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Ottantacinque anni di Sergio Mattarella: la gratitudine di una Repubblica

Oggi, 23 luglio, Sergio Mattarella compie ottantacinque anni. Non è il semplice compleanno di un uomo, ma un varco che si apre nella cronaca quotidiana e invita a una sosta più meditata: cosa ha rappresentato, per l’Italia, poter contare al Quirinale su una figura capace di custodire la rotta anche quando ogni cosa, intorno, pareva vacillare?

Mattarella è salito al Colle nel 2015, con quel passo discreto e quella sobrietà che hanno accompagnato l’intero arco della sua vita pubblica: dai banchi di Montecitorio ai dicasteri ricoperti, dalla Consulta fino alla più alta magistratura dello Stato. Ma è stato proprio negli anni più aspri che il Paese ha potuto misurarne appieno la statura: la pandemia, con quell’immagine solitaria davanti all’Altare della Patria, destinata a restare negli annali come emblema di un’Italia provata ma non piegata; le crisi di governo succedutesi senza tregua, attraversate sempre con equilibrio istituzionale e senza mai cedere alla tentazione della scorciatoia; lo scenario internazionale, incupito dal ritorno della guerra ai confini d’Europa, affrontato con parole misurate ma inequivocabili. 

In un’epoca in cui la politica sembra spesso rincorrere il clamore e l’urgenza dell’istante, Mattarella ha scelto un’altra via: quella della pazienza, della coerenza, del rispetto per le istituzioni e per chi le abita. Non ha mai cercato la ribalta per sé, ma l’ha impiegata, quando necessario, per richiamare l’Italia ai propri doveri e ai propri valori fondativi.

Per questo, oggi, più che gli auguri di rito, sembra doveroso un semplice grazie. Grazie per aver interpretato il ruolo di garante con discrezione e fermezza a un tempo, per essere stato presenza rassicurante nei momenti di smarrimento collettivo, per aver dimostrato che le istituzioni, quando sono servite con onestà e misura, reggono anche alle prove più severe. Buon compleanno, Presidente.

Il Pollino brucia, e con lui la nostra coscienza

Il fuoco e l’abbandono dei territori

Da giorni il fuoco assedia il cuore del Pollino, e lo fa come una febbre che sale di notte e non trova requie: Mormanno, Morano Calabro, Castrovillari, Saracena. Un rosario di nomi che si allunga ora dopo ora, mentre Vigili del Fuoco, Polstrada, Calabria Verde e Protezione Civile combattono una battaglia impari, con i Canadair che fanno la spola dal mare come rondini instancabili, a portare l’unica acqua che può fermare la sete di distruzione delle fiamme. Un’autostrada chiusa, quartieri sotto minaccia, famiglie che vegliano la notte guardando le montagne trasformarsi in torce: questa non è cronaca lontana, è carne viva della nostra gente.

Non possiamo più raccontarci che sia soltanto colpa del caldo. Le alte temperature sono la miccia, non la mano che l’accende. Il fuoco che vediamo sui monti è spesso lo specchio di un fuoco più silenzioso e più antico, che cova da anni sotto la cenere della nostra indifferenza sociale: territori abbandonati, paesi che si spopolano, boschi e terreni agricoli lasciati senza cura perché non conviene più a nessuno prendersene carico. Dove l’uomo si ritira, il degrado avanza come un’ombra, e in quell’ombra prima o poi si insinua chi ne fa bottino, appiccando un fuoco che sa esattamente dove e quando accendere.

Dobbiamo avere il coraggio di porci, come comunità, una domanda che è sociologica prima ancora che morale. Chi trae vantaggio dallo spopolamento delle aree interne, dall’abbandono dei terreni, dalla desertificazione economica e umana di paesi come Mormanno, dove restano sempre meno famiglie a fare da presidio naturale contro l’incuria? Un territorio abitato, curato, vissuto giorno per giorno è un corpo che si difende da solo, come un organismo sano che respinge la malattia. Un territorio svuotato di persone e di futuro è invece un corpo esposto, senza anticorpi, consegnato a chi vuole approfittarsene nel silenzio generale.

Una responsabilità che riguarda tutti

Come pastore di questa terra, non voglio limitarmi a un’omelia di circostanza. Voglio dire una parola che scuota, senza puntare il dito su singoli, ma chiamando in causa una responsabilità collettiva che rischia di assuefarsi al peggio come ci si assuefà a un dolore cronico. Non possiamo continuare a piangere la cenere ogni luglio e dimenticarcene a settembre, quando le prime piogge spengono le fiamme e, con esse, anche la nostra indignazione, pronta a riaccendersi identica l’estate successiva, in un cerchio che sembra non avere fine. Il creato non è un magazzino da svuotare né un fondale da bruciare per interessi estranei al bene comune: è casa che ci ospita, seno che ci ha generato, eredità che riceviamo in prestito e che siamo chiamati a restituire intatta, non incenerita, a chi verrà dopo di noi.

C’è un fuoco più discreto di quello che divora i boschi, ed è quello della solidarietà che si accende quando una comunità si sente minacciata. Non fa notizia come le fiamme, non lascia immagini da telegiornale, eppure è lì, in ogni gesto di chi si mette a disposizione senza clamore, che si misura la vera tenuta di un territorio. È da questo fuoco buono e ostinato che dobbiamo ripartire: non solo per rialzare ciò che le fiamme hanno distrutto, ma per tessere un legame nuovo tra le famiglie di queste terre, perché la fragilità di un territorio si combatte insieme, non da soli.

Custodi, non spettatori

Chiedo a tutti, istituzioni e cittadini, un supplemento di responsabilità: denunciare chi delinque nell’ombra, custodire chi ancora lavora la terra, sostenere chi resiste nei nostri paesi d’alta quota invece di lasciarli morire lentamente di abbandono, molto prima che li finisca il fuoco. La prevenzione non è uno slogan da campagna estiva, è una scelta di civiltà che si semina tutto l’anno, come si semina un campo perché dia frutto.

Il Pollino è radice che nutre da secoli chi vive su questa terra, radice di storia, di identità, di futuro. Non lasciamo che diventi soltanto cenere dispersa dal vento, insieme alla nostra memoria e alla nostra responsabilità di custodi, non di spettatori.

 

Mond. Francesco Savino

Vescovo di Cassano all’Jonio e Vicepresidente della Cei

Trovato l’accordo sul 21esimo pacchetto di sanzioni Ue contro Mosca

Roma, 23 lug. (askanews) – Gli ambasciatori e i rappresentanti permanenti degli Stati membri dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo sul 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia.

Un diplomatico europeo lo ha dichiarato ai giornalisti dopo una riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti (COREPER), riferisce il media Politico.

Secondo quanto dichiarato dal diplomatico europeo, i negoziati su questo pacchetto sono stati difficili, ma tutte le questioni rimaste aperte sono state risolte, consentendo di preservare l’unità dell’Unione europea, proprio come era avvenuto in occasione dell’adozione dei precedenti pacchetti di sanzioni. Il diplomatico ha sottolineato che tutti gli Stati membri dell’UE sono uniti nel desiderio di ulteriori misure decisive per limitare la capacità della Russia di proseguire la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il diplomatico ha inoltre riferito che questo pacchetto di sanzioni rappresenta un ulteriore passo significativo per limitare le capacità dell’economia militare russa. In particolare, ha affermato il diplomatico all’agenzia ucraina, è stato raggiunto un accordo per estendere di altri 12 mesi l’attuale livello del tetto massimo al prezzo del petrolio, il che priverà la Russia di ingenti entrate petrolifere in un contesto di volatilità dei mercati energetici.

Inoltre, è stato raggiunto un compromesso sulla questione ancora irrisolta dei trasferimenti di GNL verso paesi terzi. Pertanto, si applica un’esenzione limitata ai trasferimenti di GNL verso paesi terzi e ai relativi acquisti effettuati nell’ambito di contratti conclusi prima del 24 febbraio 2022. Qualsiasi estensione di tali trasferimenti da parte degli operatori dell’UE è limitata. Il Consiglio riesaminerà l’esenzione annualmente.

Il pacchetto contiene anche il maggior numero di sanzioni individuali incluse in un pacchetto di sanzioni degli ultimi quattro anni. Comprende ampie restrizioni e divieti sulle transazioni che prendono di mira il settore finanziario russo e nuove misure contro le criptovalute. Sono stati inoltre concordati ulteriori inserimenti in elenchi di navi della cosiddetta Flotta Ombra e delle relative entità. Il pacchetto si impegna ad adottare le misure necessarie per limitare i visti agli ex combattenti russi. Include anche nuove restrizioni commerciali che limitano ulteriormente l’industria militare russa.

“Un altro passo decisivo per aumentare la pressione sulla Russia. Il nostro 21º pacchetto di sanzioni colpisce i settori di maggiore impatto: energia, servizi finanziari, criptovalute e commercio”, ha affermato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X.

“Il nostro sostegno all’Ucraina e a una pace giusta e duratura resta incrollabile”, ha affermato il leader europeo.

TIM lancia Priority: una nuova generazione di servizi

Roma, 22 lug. (askanews) – La rete riconosce chi sceglie Priority e gli riserva prestazioni, assistenza e protezione dedicate. Il nuovo modello debutta sulla fibra con WiFi Priority e da ottobre arriva anche sulla rete mobile 5G. La velocità non basta più. Intelligenza artificiale, streaming in alta definizione, cloud gaming, videoconferenze e l’uso contemporaneo di più dispositivi richiedono una connessione stabile, continua e reattiva, soprattutto nei momenti di maggiore congestione. In Italia, negli ultimi anni, il traffico dati è aumentato di oltre il 280% sulle reti mobili e di oltre il 130% su quelle fisse. Con Priority, TIM introduce un cambio di paradigma nel mercato delle telecomunicazioni. Finora l’evoluzione della rete ha reso disponibili prestazioni sempre migliori indistintamente a tutti i clienti. Il nuovo modello aggiunge la possibilità, per chi lo desidera, di scegliere un livello di servizio superiore: la rete riconosce il cliente Priority e gli riserva una gestione prioritaria del traffico per assicurare una qualità più elevata e costante nei momenti e per le applicazioni in cui la prestazione fa la differenza. Una corsia preferenziale digitale che si aggiunge alla qualità del servizio di base.

“Per anni innovare la rete ha significato soprattutto offrire più velocità e più Giga a tutti. Con Priority apriamo una fase nuova: la rete diventa capace di riconoscere chi sceglie un livello di servizio superiore e di mettere a sua disposizione le risorse necessarie quando servono. È un cambio di paradigma che supera la logica del best effort e trasforma la qualità della rete in un’esperienza concreta, scelta dal cliente e garantita da TIM. Priority è il primo passo verso una nuova generazione di servizi costruiti intorno alle diverse esigenze delle persone”, dichiara Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM. Priority nasce come una piattaforma unica destinata a integrare progressivamente tre dimensioni dell’esperienza: connettività, assistenza e protezione. Il percorso parte da Priority connectivity, con servizi sulla rete fissa e mobile, e proseguirà con Priority care, per rendere più rapidi l’attivazione e il supporto, e Priority protection, con funzionalità dedicate alla sicurezza digitale.

L.elettorale, Tajani: su preferenze gruppi Fi decideranno in piena libertà

Milano, 23 lug. (askanews) – “Il testo che è già stato approvato dalla Camera ed è un testo che punta alla stabilità di governo e avere chiaramente una maggioranza in grado di governare perché la stabilità, questo è l’obiettivo principale che ha la riforma della legge elettorale, garantisce gli investitori stranieri, garantisce le imprese italiane che vogliono investire e possono pianificare le loro azioni e questo significa favorire la crescita, favorire il benessere, favorire l’economia. Questo poi è l’obiettivo della stabilità che poi dà anche credibilità a livello internazionale. Poi sul tema delle preferenze ci saranno degli emendamenti, li valuteremo, ne parleremo e i gruppi decideranno in piena libertà sul da farsi”. Lo ha detto il vice premier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, ospite di Rtl 102.5.

“Forza Italia è un partito che è corretto, che ha mantenuto sempre i propri impegni, se ci sono stati franchi tiratori ci sono stati in tutti i partiti, non è che sono stati di Forza Italia, bisogna dire la verità perché è falso dire che i franchi tiratori sono di Forza Italia. Ci sono stati dei parlamentari che non hanno votato secondo quanto deciso dalla riunione del gruppo parlamentare, ma questo è accaduto anche nei gruppi parlamentari di altre forze politiche del centrodestra, quindi è una responsabilità di tutti, non devono accadere queste cose, però è accaduto e insomma si va avanti e questo è il punto”, ha concluso Tajani.

Lavrov a Rubio: "inammissibili" altri rifornimenti di armi a Kiev

Roma, 23 lug. (askanews) – Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il segretario di Stato americano Marco Rubio si sono incontrati a Manila a margine del vertice dell’Asean.

L’incontro è durato 35 minuti. Si è trattato del quarto incontro di persona tra i due ministri degli Esteri; il precedente si era svolto a New York alla fine di settembre.

Il ministro degli Esteri russo ha informato il Segretario di Stato americano Marco Rubio sulla situazione sulla linea di contatto in Ucraina, ha dichiarato oggi il ministero degli Esteri russo, sostenendo l’inammissibilità di ulteriori rifornimenti di armi a Kiev. “Durante la discussione sulle questioni ucraine, Sergey Lavrov ha informato la sua controparte americana sulla reale situazione lungo la linea di contatto e ha sottolineato l’inammissibilità di un ulteriore rifornimento di armi al regime di Kiev e delle politiche generalmente destabilizzanti dei paesi europei che continuano a cercare di infliggere una ‘sconfitta strategica’ alla Russia”, ha dichiarato il ministero in un comunicato stampa al termine dell’incontro.

Il ministero ha inoltre affermato che Lavrov ha confermato la disponibilità della Russia a una soluzione politica e diplomatica del conflitto in Ucraina, nonché l’impegno della Russia nei confronti delle proposte avanzate dagli Stati Uniti in Alaska.

Tra le altre cose, Lavrov e Rubio hanno discusso della situazione nel Golfo Persico, si legge nel comunicato.

L’orrore di una morte inaccettabile, l’errore di una piazza fuori controllo

La morte di Abderrahim Fakir in quel di Bologna ha scatenato un vocabolario degno di uno scenario di guerra. Si parla di regole di ingaggio eventualmente trasgredite, di linee guida sul contenimento a terra dei soggetti esagitati, di una circolare in cui raccomanda “qualora il soggetto mostri segno di malessere, di allentare la presa immediatamente, di mettere sul fianco la persona verificando che sia nella condizione di respirare”. La notizia naturalmente è passata subito in secondo piano perché la scena è stata conquistata da Lepore, il Sindaco di Bologna, che ha inteso promuovere all’istante una manifestazione, per così dire, di solidarietà verso la vittima dell’azione di fermo della Polizia che ha portato purtroppo alla sua morte.

Tutti pazzi per la piazza

La magistratura farà le sue indagini e accerterà eventuali responsabilità. Il fatto di oggi è il richiamo alla piazza che ha registrato una settantina di poliziotti feriti e devastazioni varie per la città. Salvini richiama l’esigenza che chiunque promuova delle manifestazioni versi una cauzione a garanzia di eventuali danni prodotti dall’evento in programma. I promotori dovrebbero in questo caso probabilmente attrezzarsi con assicurazioni a tutela e servizi d’ordine per premunire squassi vari in giro per le strade. Non sarà semplice.

Lepore ha dichiarato, in sostanza, che non bisogna fare di tutta un’erba uno sfascio, che bisogna saper distinguere, di essere prudenti nelle analisi dei fatti e che a Bologna ci sono state due piazze ma solo una rappresenta la città. I malfidati commenterebbero un quasi a dire che ho una moglie ed un’amante ma la seconda faccio finta non ci sia. Qualcuno altro direbbe che stessa accortezza e attenzione avrebbe dovuto essere applicata prima di promuovere marce per la città, insomma di non essere avventati. Ci sono profili di opportunità che forse avrebbero suggerito di non dar luogo, sull’onda di una possibile emotività, a nessun richiamo al popolo per protestare ancor prima che la giustizia verifichi l’andamento dei fatti.

La cultura del sospetto

Se si accertasse in futuro l’assenza di ogni responsabilità delle agenti di Polizia, la manifestazione di lunedì scorso non avrebbe avuto alcun senso ed anzi sarebbe ingiustificabile ed anche dal sapore di ridicolo. Di tenore e forma diversa allora avrebbe dovuto essere la sacrosanta costernazione e il cordoglio per la morte del povero Fakir, avvenuta in quel della zona Pilastro.

Forse, prima di dare vita a cortei per chiedere la verità sull’accaduto e la revoca dello scudo a tutela dei poliziotti, si dovrebbe attendere l’esito delle indagini. Così non facendo, si percepisce un pregiudizio nei confronti della verità ed anche di chi la debba sentenziare. Ciò non è bene: istituzioni come Magistratura e Polizia sono un “pilastro” da non far traballare. Sembra peraltro siano previste altre iniziative di massa nei prossimi giorni.

La lezione della Storia e la legge della giungla

La cronaca racconta dunque invece di un letto a due piazze che ha provocato, gioco forza, conflitti e tensioni così che gli amministratori di una città non possono far finta di non aver potuto prevederne i rischi. Nel film “Nell’anno del Signore” il Cardinale Rivarola con cinico pragmatismo ricorda ad un frate che invocava giustizia per due patrioti carbonari che “Il popolo non è cattivo, soltanto bisogna capirlo, povera gente. Roma è diventato un mortorio, non succede mai niente, tutti a sbattersi il petto, tutti a piangere. E allora anche una esecuzione di giustizia perlomeno è una cosa nuova, uno spettacolo, un divertimento…In tutti i tempi, la ferocia è sempre stata il sollazzo del popolo e se uno gliela nega, la manda per le lunghe, si capisce che il popolo si ribella. Per cui mi sembra arrivato il momento di accontentare il popolo…”. 

Insomma ogni tanto far sfogare il popolo può essere un utile stratagemma per tenerlo sopito, trovare subito a monte un capro espiatorio per una morte di cui non sono ancora chiare le cause è strategia che può dare i suoi frutti. Quello corrente non è il tempo dell’attesa ma di un click sui social. Lepore è stato istantaneo, il lemure si muove agile nella giungla anche cittadina ed è un animale da apprezzare, il bradipo non fa per Bologna la grassa.

"Dalí e la Moda" in mostra a Palazzo Reale a Milano da settembre

Milano, 23 lug. (askanews) – Palazzo Reale aspetta Salvador Dalí. Dal 24 settembre è in cartellone la mostra “Dalí e la Moda”, aperta poi fino al 31 gennaio 2027, dedicata per la prima volta all’influenza di Salvador Dalí sul mondo della moda e al ruolo decisivo che quest’ultima ebbe nella costruzione del suo universo creativo. Un progetto espositivo di respiro internazionale che inaugura in occasione della Milano Fashion Week 2026 e riunisce capolavori, abiti, fotografie, gioielli, filmati e documenti provenienti dalle più importanti collezioni e istituzioni museali del mondo.

La mostra è promossa dal Comune di Milano – Cultura, organizzata e prodotta da Palazzo Reale, MondoMostre e Civita Mostre e Musei, in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia e della Camera Nazionale della Moda Italiana e con la media partnership di Vogue Italia e StreetVox come Official OOH partner. La mostra è realizzata grazie a Enel, main partner, Fineco, premium partner, con la sponsorizzazione tecnica di Bonaveri e Novacolor e con Vivaticket Official Ticketing Partner.

L’esposizione nasce grazie alla collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, massima istituzione scientifica dedicata alla tutela, allo studio e alla valorizzazione dell’opera dell’artista e creata dallo stesso Dalí, sotto la direzione scientifica di Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalí, con la curatela di Laura Bartolomé, vicedirettrice Ricerca e Progetti e di Judith Clark, storica della moda e professoressa presso la University of the Arts di Londra, e con il contributo delle curatrici senior Lucia Moni e Bea Crespo, sempre di Fundació Gala-Salvador Dalí.

La mostra riunisce oltre 200 opere e documenti – dipinti, disegni, fotografie, abiti, filmati, gioielli e oggetti – la maggior parte dei quali provenienti dalle tre più grandi collezioni di opere di Dalí al mondo: la Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres, il Dalí Museum di St. Petersburg (Florida) e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía. A questi si aggiungono gli archivi storici delle maison Schiaparelli, Chanel, Dior e Rabanne. A quasi quarant’anni dalla storica mostra “Surrealism and Fashion” del Fashion Institute of Technology di New York, “Dalí e la Moda” propone una nuova lettura delle relazioni tra surrealismo e cultura materiale, restituendo la complessità di un artista che non ha semplicemente influenzato la moda, ma ne ha anticipato alcune delle questioni più attuali: la costruzione dell’identità, la spettacolarizzazione dell’immagine, il dialogo tra arte e consumo e il potere della creatività di reinventare il reale. La mostra approfondisce anche il suo coinvolgimento con il sistema della moda e la sua straordinaria capacità di intuirne e sfruttarne in anticipo le dinamiche, dalle vetrine alle campagne pubblicitarie fino alle pagine e alle copertine di Vogue. Più che una mostra sulla moda, Dalí e la Moda è un’esplorazione della modernità attraverso lo sguardo di uno dei suoi interpreti più radicali.

La mostra è accompagnata da un volume a cura di Skira Editore.

Andy Burnham, nuovo premier del Regno Unito

Da oltre un quarto di secolo in Italia (e non solo) siamo avvezzi ai partiti personali. Partiti di nome, in realtà comitati elettorali e “cordate”. Non è, dunque, l’anglofilia che mi spinge a sottolineare come nel Regno Unito la stessa forza politica, il Labour, dimessosi un premier, Keir Starmer (lo stesso nome del padre del laburismo britannico, J. Keir Hardie, 1856-1915, «un protestante convinto che vedeva nel socialismo la trasposizione sociale del cristianesimo nell’era industriale», come ci ricorda Paolo Ricca), scelga un nuovo leader e, di conseguenza, un nuovo premier, Andy Burnham, già sindaco della Grande Manchester, nel North West England. Va ricordato che Manchester non è una città qualsiasi, no: è la culla della prima rivoluzione industriale, quella del XVIII secolo, legata all’attività tessile e alle innovazioni tecniche a essa relative.

Ecco, è eloquente più di cento discorsi: sia il predecessore sia l’attuale Primo ministro, in modi diversi, incarnano una continuità storica quasi di “lunga durata”, risalente addirittura a tre secoli or sono. La forza dei simboli!

Attenzione, non si può sostenere che Londra non sia attraversata e scossa dai possenti fenomeni che percorrono l’Europa e l’Occidente, riassumibili forse nel vocabolo post-democrazia. E tuttavia li fronteggia diversamente, forte anche di un’eredità storica che, fuor di retorica, risale almeno alla Magna Charta Libertatum, all’habeas corpus, alla rivoluzione di Oliver Cromwell.

E vi è anche del paradossale. Capitava, infatti, che i soggetti politici italiani del Novecento, non di rado iperideologici, attribuissero a quelli britannici una certa “superficialità”, una certa “labilità” culturale. Proprio quello spirito empirico, invece, consente loro di tener testa ai populismi e alle derive di ogni tipo.  

L’autocrazia sovrano-populista opprime la democrazia e il riformismo politico

  1. Epicheia, legge e bene comune
    C’è un’assenza grave, che diviene allarmante e pericolosa per una democrazia: l’assenza del senso di epicheia, virtù morale dell’uomo, del senso dell’etica, assenza del senso di ciò che definisco ordine morale di ogni coscienza cosciente. Epicheia non è un generalizzato atteggiamento di benevolenza, cioè non consiste nel chiudere un occhio. Epicheia, nel senso aristotelico e tomista, tende a scomparire perché viene sostituita dall’interpretazione della legge e dalla dispensa espressa o tacita. L’epicheia, inoltre, acquista una valenza fortemente polemica nel pensiero di Guglielmo di Ockham, avversario del potere pontificio e sostenitore della causa imperiale. Per la vis polemica di Ockham, funzione principale dell’epicheia è liberare il soggetto dall’osservanza della legge – e trovo una certa sintonia con il tempo attuale. Il motivo fondamentale è che per Ockham, compito dell’equità non è più la ricerca della giustizia, la volontà da parte del soggetto di farsi giusto, il che giustificherebbe la qualifica dell’equità come virtù, ma il discernimento dei casi in cui “leges sunt servandae” o meno. 

Non più dunque, come per l’Aquinate, come applicare la legge, ma se applicarla o no. L’equità non più dunque come valore morale, ma al più come valore politico.

Il bene comune è sempre l’oggetto dell’intenzione del legislatore. La legge è fondamentalmente opera della ragione, e in virtù della sua razionalità mirante al bene comune obbliga le coscienze e, con s. Tommaso, non può non intendersi la legge come ordinatio rationis ad bonum commune. Pertanto urge, nel tempo reale attuale, un’inversione di tendenza e applicazione pratica dell’epicheia nel senso aristotelico e tomista, ciò non può che fare bene al bene comune, al legislatore a vantaggio del valore morale per la communis utilitas, piuttosto che per la personale utilitas.
La politica è una vocazione, non un passatempo per dilettanti temerari. L’eloquenza, nutrita di filosofia, è costruzione di pensiero che porta coerenza, dato valoriale, contenuti ideali, visione che matura e alimenta la speranza di un riformismo politico compiuto e, in esso, un modello di uomo politico la cui capacità di governo è fecondata da una ricca e profonda analisi filosofica. In questa visione è la Persona al centro del servizio della politica, con il desiderio di edificarne talento e virtù.

  1. Populismo, demagogia e delegittimazione delle istituzioni
    Tuttavia, assistiamo a un tipo di politica ‒ nazionale, Governo/Parlamento, e locale, Regione/Province/Comuni ‒, confusa e arrivista, atta a innescare futili diatribe, un sistema perfido di approccio sociale con cui, individuati i nemici nelle istituzioni rappresentative, rivolge a essi il proprio attacco di discredito, facendo leva sul Popolo presentato come vittima innocente delle istituzioni, rispetto ai privilegi che nutrono gli ambienti rappresentativi. 

Appare manifesta una certa abilità di populisti e sovranisti, dei loro rappresentanti, ad assicurarsi una parvenza di difensori del Popolo, raggirandoli con discorsi ingannevoli, con campagne di incoerenza e diffamatorie e, quindi, spingendo il popolo stesso ad agire contro i propri interessi. Vedi questione giustizia, legge elettorale, sicurezza. Per pungolare, di volta in volta si alimenta magari odio verso gli immigrati, dimentichi che l’uomo nasce viator; si fanno promesse irrealizzabili; si alimenta un credo privo di fondamento narrando storie infondate, utili però ai circoli del potere malsano, tutte tecniche di comunicazione conosciute sin dai tempi dell’antica Grecia, e già allora venivano viste come una degenerazione della democrazia.

È accaduto che pazzi demagoghi e populisti riuscissero a coniugare la capacità di farsi trascinatori e di portare l’elettorato dalla propria parte, facendo leva su paure, pregiudizi, sulla convinzione della superiorità, della purezza della razza. Per non dimenticare, si pensi al movimento völkisch nella Germania, volano del nazismo, al People’s Party negli USA, al Narodnaja Volja russo, al fascismo in Italia, al poujadismo francese di Poujade, al populismo argentino di Perón, a quello brasiliano di Vargas, al socialismo bolivarista di Chávez, alle attuali destre europee degli italici Meloni/Salvini/Vannacci, della francese Le Pen, dell’olandese Wilders, dell’austriaco Strache, del finlandese Soini, del polacco Kaszynski, alla fluttuazione di Podemos e dei 5 Stelle.

Una società e le sue Istituzioni che non reagiscono davanti alle ingiustizie, peggio le cavalcano avanzando assurde ipotesi di ‘richiesta di grazia’, o assumendo posizioni insensatamente liberticide a prescindere dal crimine commesso, magari anche omicidi, esigendo impunità, delegittima giudici che compiono il loro dovere di applicazione della legge. L’assurdo è avallare, quasi legalizzare un omicidio, vedi caso Roggero, facendone un caso di schizofrenia nazionale che tende a legittimare ciò che nel caso di specie non sussiste, poiché non si è trattato di legittima difesa ma di raccapricciante assassinio. Altrettanto raccapricciante è assistere e causare la morte di un indifeso, vedi caso Fakir, il suo doloroso grido di aiuto è rimasto inascoltato. Un tale orribile agire inclina la fiducia nelle Istituzioni, genera insicurezza sulla sussistenza di uno stato di diritto.

  1. Un centro popolare per ricostruire il riformismo
    In uno stato civile, le sue massime rappresentanze politiche dal Presidente del Consiglio Meloni, al vice Salvini e soci della sempre più imbarazzante politica nostrana, non si possono permettere di travisare una legge la cui applicazione ha emesso sentenza. Addirittura populisti/sovranisti offrono candidature politiche a chi agisce ingiustamente e sembra che se sono galeotti, assassini, criminali, delinquenti disonesti senza scrupoli la politica malata li arruola come se fosse nota talentuosa. Sostituirsi poi, già nell’intenzione della grazia, al Presidente della Repubblica rende chiara la posizione di questa tendenza de-istituzionale italiana: confondere e dirigere a un potere di democratura sempre più praticata.

Un impegno politico non sorretto da valori interiori è debole, mediocre. Bisogna penetrare con coraggio la politica di fervori etici, i soli che danno fondatezza all’evoluzione sociale. Per cambiare una società occorre spronare la coscienza della società al cambiamento. Coscienza, nel senso inteso da Tommaso d’Aquino: conoscenza! La politica non può limitarsi all’ambito delle ‘annunciazioni’, dell’apparire, come fosse su una vetrina, passerella di moda, poiché tanto a destra come a sinistra si vaneggia per incompetenza. Diventa sempre più impellente la necessità di una pietra d’angolo, un centro politico Popolare atto a “coordinare” un sano riformismo di servizio al Paese e al Popolo. Urge, dunque, epicheia come valore morale, atta a spronare la coscienza sociale a conoscere, costruire sulla verità, sulla coerenza resa edotta, vigile, partecipe.

L’identità che unisce. Dalla Costituzione italiana all’Europa del Bene Comune

L’identità come patto di valori 

Viviamo un tempo in cui la parola identità è diventata uno dei termini più utilizzati e, nello stesso tempo, più fraintesi del dibattito pubblico. C’è chi la riduce a una questione di appartenenza geografica, chi la trasforma in uno strumento di contrapposizione politica, chi la interpreta come difesa da ciò che è diverso.

Eppure, se torniamo alle radici della nostra cultura costituzionale ed europea, scopriamo un significato molto diverso.

L’identità non nasce dall’esclusione, ma dal riconoscimento di ciò che ci rende comunità. La Costituzione italiana offre una risposta straordinariamente moderna. Non definisce l’identità nazionale attraverso criteri etnici, religiosi o culturali, ma attraverso un patto di valori condivisi. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona, richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, promuove l’uguaglianza sostanziale e favorisce la partecipazione di tutti alla vita del Paese.

L’identità italiana è, prima ancora che una storia comune, una responsabilità comune. È un progetto aperto, che chiede ai cittadini di contribuire quotidianamente alla costruzione della Repubblica.

Dalla Costituzione all’Europa dei valori

Questa visione trova una naturale continuità nell’Unione Europea.

L’articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea richiama il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani come valori fondanti dell’intera costruzione europea. La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione pone al primo posto la dignità della persona, riconoscendola come fondamento di ogni diritto.

Anche qui l’identità non coincide con un confine. Coincide con un insieme di valori che permettono a popoli diversi di costruire un destino comune.

La sfida del Bene Comune in un mondo interdipendente

È questa forse la sfida più difficile del nostro tempo.

Viviamo in una società caratterizzata da grandi trasformazioni tecnologiche, migrazioni, crisi geopolitiche, cambiamenti climatici e profonde disuguaglianze economiche. Di fronte a queste sfide cresce spesso la tentazione di rifugiarsi in identità chiuse, incapaci di dialogare.

Ma nessuna nazione europea può affrontare da sola problemi che hanno ormai una dimensione globale.

L’identità nazionale e quella europea non sono in competizione. Sono livelli diversi di una stessa responsabilità.

Allo stesso modo, anche l’identità europea trova il suo senso solo se riesce a dialogare con una più ampia identità umana.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ci ricordano che esistono beni che appartengono all’intera umanità: la pace, la salute, l’ambiente, la dignità del lavoro, la conoscenza, la giustizia tra le generazioni.

In questa prospettiva il Bene Comune non rappresenta un ideale astratto, ma il criterio attraverso il quale valutare le politiche pubbliche. Una politica realmente orientata al Bene Comune non si limita a gestire emergenza.

Misurare la qualità della democrazia

Resta però una domanda che la politica non può più rinviare. Se la qualità di una democrazia si misura dalla capacità di promuovere la dignità della persona, rafforzare la partecipazione dei cittadini, costruire fiducia nelle istituzioni e generare Bene Comune, come possiamo valutare concretamente tutto questo?

Per troppo tempo abbiamo misurato quasi esclusivamente la crescita economica, trascurando ciò che rende una società davvero coesa, giusta e capace di futuro. È giunto il momento di dotarci di strumenti che rendano visibili anche il valore umano, sociale e relazionale prodotto dalle politiche pubbliche.

Perché ciò che non si osserva non si governa. E ciò che non si misura difficilmente si migliora.

È da questa domanda che prenderà avvio la prossima riflessione: come misurare concretamente la qualità della democrazia, della partecipazione e del Bene Comune, affinché i principi della Costituzione e dell’Europa dei valori possano tradursi in risultati tangibili per le persone e per le comunità.

L’Argentina nella strategia internazionale dell’Italia di De Gasperi

Le relazioni tra Italia e Argentina nel secondo dopoguerra rappresentano ancora oggi uno dei temi meno esplorati della storiografia sulle dinamiche internazionali della transizione postfascista. Se gli studi hanno privilegiato il fenomeno migratorio quale principale chiave interpretativa del rapporto tra i due Paesi, minore attenzione è stata riservata al ruolo strategico che l’Argentina assunse nella politica estera italiana negli anni cruciali della ricostruzione democratica e del reinserimento dell’Italia nel nuovo ordine internazionale.

Questo volume propone una rilettura innovativa di quella stagione, dimostrando come il legame italo-argentino non possa essere compreso esclusivamente attraverso la storia dell’emigrazione, ma debba essere interpretato come un laboratorio cruciale della politica estera degasperiana tra il 1944 e il 1949. Attraverso un’ampia e originale ricognizione di fonti diplomatiche, parlamentari, giornalistiche e private, la ricerca ricostruisce l’intreccio tra iniziativa politica, azione diplomatica, opinione pubblica e protagonismo delle collettività italiane d’Argentina, restituendo la complessità di una relazione fondata su interessi economici, solidarietà culturale e convergenze strategiche.

L’indagine mostra come, prima del definitivo consolidamento dell’orizzonte atlantico, l’Argentina costituisse per l’Italia un interlocutore privilegiato per affrontare le emergenze della ricostruzione economica, dell’approvvigionamento alimentare e della riabilitazione internazionale. In questa prospettiva, la categoria della “latinità” emerge non soltanto quale riferimento identitario e culturale, ma come autentica risorsa geopolitica, capace di orientare le scelte della classe dirigente italiana e di offrire un’alternativa, seppur temporanea, ai nuovi equilibri della guerra fredda.

Il volume invita così a riconsiderare la centralità dell’Argentina nella definizione della strategia internazionale dell’Italia repubblicana, retrodatando agli esordi della transizione democratica un interesse destinato a lasciare un’impronta significativa nella politica estera nazionale. Ne emerge una rilettura che amplia significativamente gli orizzonti della storiografia sulle relazioni italo-argentine e, più in generale, contribuisce al dibattito sulla collocazione internazionale dell’Italia nel secondo dopoguerra, offrendo nuovi strumenti per comprendere il rapporto tra diplomazia, migrazioni, identità nazionale e costruzione dell’ordine internazionale.

 

[Fonte: Fondazione De Gasperi – https://mailchi.mp/fondazionedegasperi.org/xne3pej40s-6752939?e=9f0677de84]

Conte: “Governo blocca Italia, si ferma per proteggere amichetti partito”

Roma, 22 lug. (askanews) – “Questo è diventato il governo blocca Italia. Il governo si ferma e blocca i lavori parlamentari per discutere di come acconciare una legge elettorale per perpetuare il potere di chi sa che lo sta perdendo e che si ferma addirittura per proteggere gli amichetti di partito e noi non possiamo permettere che il Parlamento sia ridotto a colle Oppio”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte durante una conferenza stampa organizzata per commentare il no della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera alla richiesta di acquisizione da parte della Procura di Roma delle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, coinvolto in un’inchiesta per riciclaggio e false intestazioni.

“Tra l’altro non hanno tratto nessun insegnamento dal referendum sulla giustizia. 15 mila di voti dei cittadini sono passati invano – ha aggiunto – Questo significa esibire una spocchia, un’arroganza, un’improntitudine che merita assolutamente una forte risposta da parte nostra, da parte delle forze di opposizione , da parte delle milioni di energie, quelle più sane della società”.

Delmastro, Giunta Camera dice no a uso chat, opposizioni all’attacco in Parlamento

Roma, 22 lug. (askanews) – Opposizioni all’attacco in Parlamento per la decisione della Giunta delle autorizzazioni della Camera di negare alla Procura di Roma la possibilità di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia. Il caso è quello della “Bisteccheria”, in cui i due erano soci, che ha portato alle dimissioni di Delmastro dalla carica di sottosegretario alla Giustizia.

Per la Procura quelle chat sono “indispensabili” per un procedimento penale che ipotizza reati come l’intestazione fittizia di beni e il riciclaggio. Dopo il “no” della Giunta, la parola passerà all’Aula di Montecitorio il 30 luglio.

Dopo la decisione della Giunta, questa mattina, le opposizioni sono insorte. Alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle hanno occupato i banchi del governo durante la seduta dell’aula del Senato, alzando i cartelli con scritto “Fuori le chat”. La seduta è stata sospesa per circa mezz’ora. Gli stessi cartelli sono stati esposti anche nel pomeriggio alla Camera. Su Delmastro “noi riteniamo che questa votazione debba avvenire il più presto possibile, perché quello che è avvenuto in giunta è una cosa scandalosa: aver negato alla Procura la posibilità di utilizzare le chat che il sottosegretario aveva con un pregiudicato prestanome di una famiglia mafiosa è una cosa scandalosa.Pretendiamo che si voti domani”, ha detto il capogruppo pentastellato Riccardo Ricciardi prendendo la parola dell’Aula di Montecitorio. “Il prossimo 30 luglio il Parlamento sarà chiamato a una decisione fondamentale che segnerà la dignità delle nostre istituzioni repubblicane. Non ci sono zone d’ombra: o si sceglie di stare dalla parte della magistratura che contrasta la mafia, o si sceglie di piegare le prerogative parlamentari per erigere uno scudo protettivo attorno ad un amico di partito. Dopo aver promesso, all’indomani del referendum perso per il No espresso da 15 milioni di italiani, che non avrebbe più coperto nessuno, Giorgia Meloni ci metta la faccia: il 30 luglio non ci sono alternative al voto a favore della richiesta della Magistratura per difendere la legalità e sostenere la lotta alla mafia”, ha aggiunto il Pd Federico Gianassi.

Fratelli d’Italia, il partito di Delmastro, difende la decisione.”Politicamente – assicura il responsabile Organizzazione Giovanni Donzelli – Andrea Delmastro ha dato la massima disponibilità dicendo alla Giunta per le autorizzazioni ‘fate voi, io sono pronto a fare qualsiasi cosa, non ho nulla da nascondere’. Poi la Giunta, valutando la Costituzione, i regolamenti e il fatto che le conversazioni dei parlamentari sono riservate e che lui non è nemmeno indagato su questa vicenda, ha scelto di non acquisire le chat. Ma si tratta di una scelta tecnica. Delmastro ha agito con la massima serenità e senso delle istituzioni. Noi di Fratelli d’Italia siamo fatti così, non abbiamo mai nulla da nascondere”. E Dario Iaia, capogruppo Fdi nella Giunta, va al contrattacco del M5s: “Continuano le sceneggiate del Movimento 5 Stelle, anche sulla vicenda delle ‘chat’. Come sempre, due pesi e due misure. Oggi si scandalizzano, ma ieri non lo hanno fatto quando il loro senatore Roberto Scarpinato, componente della Commissione parlamentare Antimafia, ha promosso un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale per impedire che la Commissione potesse mettere a disposizione dei suoi componenti le intercettazioni delle sue conversazioni telefoniche e dei suoi messaggi con l’ex magistrato Gioacchino Natoli, indagato dalla Procura di Caltanissetta per favoreggiamento aggravato dell’associazione mafiosa”.

Le spiegazioni di Donzelli, naturalmente, non convincono Giuseppe Conte che nel pomeriggio convoca una conferenza stampa rivolgendo un appello direttamente alla presidente del Consiglio. “Dimostri davvero che quel che lei dice ha un fondamento nell’azione concreta. Prenda in mano la situazione e il giorno 30 ci ritroviamo con tutta l’Italia migliore. Vi aspettiamo al varco rimangiatevi questo voto vergognoso. Perché non possiamo consentire che addirittura amici e amichetti di partito siano ‘scudati'”.

La Giunta della Camera dice no a uso chat Delmastro, opposizioni all’attacco

Roma, 22 lug. (askanews) – Opposizioni all’attacco per la decisione della Giunta delle autorizzazioni della Camera di negare alla Procura di Roma la possibilità di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia. Il caso è quello della “Bisteccheria”, in cui i due erano soci, che ha portato alle dimissioni di Delmastro dalla carica di sottosegretario alla Giustizia.

Per la Procura quelle chat sono “indispensabili” per un procedimento penale che ipotizza reati come l’intestazione fittizia di beni e il riciclaggio. Dopo il “no” della Giunta, la parola passerà all’Aula di Montecitorio il 30 luglio.

Dopo la decisione della Giunta, questa mattina, le opposizioni sono insorte. Alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle hanno occupato i banchi del governo durante la seduta dell’aula del Senato, alzando i cartelli con scritto “Fuori le chat”. La seduta è stata sospesa per circa mezz’ora. Gli stessi cartelli sono stati esposti anche nel pomeriggio alla Camera. Su Delmastro “noi riteniamo che questa votazione debba avvenire il più presto possibile, perché quello che è avvenuto in giunta è una cosa scandalosa: aver negato alla Procura la posibilità di utilizzare le chat che il sottosegretario aveva con un pregiudicato prestanome di una famiglia mafiosa è una cosa scandalosa. Pretendiamo che si voti domani”, ha detto il capogruppo pentastellato Riccardo Ricciardi prendendo la parola dell’Aula di Montecitorio. “Il prossimo 30 luglio il Parlamento sarà chiamato a una decisione fondamentale che segnerà la dignità delle nostre istituzioni repubblicane. Non ci sono zone d’ombra: o si sceglie di stare dalla parte della magistratura che contrasta la mafia, o si sceglie di piegare le prerogative parlamentari per erigere uno scudo protettivo attorno ad un amico di partito. Dopo aver promesso, all’indomani del referendum perso per il No espresso da 15 milioni di italiani, che non avrebbe più coperto nessuno, Giorgia Meloni ci metta la faccia: il 30 luglio non ci sono alternative al voto a favore della richiesta della Magistratura per difendere la legalità e sostenere la lotta alla mafia”, ha aggiunto il Pd Federico Gianassi.

Fratelli d’Italia, il partito di Delmastro, difende la decisione. “Politicamente – assicura il responsabile Organizzazione Giovanni Donzelli – Andrea Delmastro ha dato la massima disponibilità dicendo alla Giunta per le autorizzazioni ‘fate voi, io sono pronto a fare qualsiasi cosa, non ho nulla da nascondere’. Poi la Giunta, valutando la Costituzione, i regolamenti e il fatto che le conversazioni dei parlamentari sono riservate e che lui non è nemmeno indagato su questa vicenda, ha scelto di non acquisire le chat. Ma si tratta di una scelta tecnica. Delmastro ha agito con la massima serenità e senso delle istituzioni. Noi di Fratelli d’Italia siamo fatti così, non abbiamo mai nulla da nascondere”. E Dario Iaia, capogruppo Fdi nella Giunta, va al contrattacco del M5s: “Continuano le sceneggiate del Movimento 5 Stelle, anche sulla vicenda delle ‘chat’. Come sempre, due pesi e due misure. Oggi si scandalizzano, ma ieri non lo hanno fatto quando il loro senatore Roberto Scarpinato, componente della Commissione parlamentare Antimafia, ha promosso un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale per impedire che la Commissione potesse mettere a disposizione dei suoi componenti le intercettazioni delle sue conversazioni telefoniche e dei suoi messaggi con l’ex magistrato Gioacchino Natoli, indagato dalla Procura di Caltanissetta per favoreggiamento aggravato dell’associazione mafiosa”.

Le spiegazioni di Donzelli, naturalmente, non convincono Giuseppe Conte che nel pomeriggio convoca una conferenza stampa rivolgendo un appello direttamente alla presidente del Consiglio. “Dimostri davvero che quel che lei dice ha un fondamento nell’azione concreta. Prenda in mano la situazione e il giorno 30 ci ritroviamo con tutta l’Italia migliore. Vi aspettiamo al varco rimangiatevi questo voto vergognoso. Perché non possiamo consentire che addirittura amici e amichetti di partito siano ‘scudati'”.

Bologna, Salvini: su Fakir aspettiamo verità scienza, non di piazza

Bologna, 22 lug. (askanews) – “La gente perbene non ha nulla da temere dal fatto che la polizia intervenga. La morte è tragica, ogni morte è una sconfitta, però aspettiamo le risultanze dell’autopsia e della scienza. Quindi senza additare poliziotti, carabinieri, Croce Rossa come colpevoli, spero che tutti colori che hanno cariche istituzionali prima di convocare piazze che rischiano di sfociare in violenza e guerriglia ci pensino due volte”. “Tutti noi aspettiamo verità e giustizia, scientifica e non di piazza. Leggere sui muri ‘sbirri assassini’ è quacosa che fa male”.

Lo ha detto il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, che a Bologna ha incontrato il prefetto, il questore e una rappresentanza della polizia di Stato.

“Sono venuto a Bologna a ringraziare la polizia di Stato per quello che tutti i giorni fa per tutelare la sicurezza e la vita dei bolognesi, degli italiani in generale, ho voluto incontrare e salutare anche i ragazzi che hanno fatto servizio in piazza l’altra sera. Ci sono mesi di prognosi in ospedale, fratture, stampelle, fasciature per una violenza veramente inaccettabile e ci tenevo a esserci. Ho preso il Frecciarossa puntuale Roma-Bologna, mi riprendo il Frecciarossa, spero altrettanto puntuale Bologna-Roma per tornare in ufficio, però al di là dei comunicati e delle dichiarazioni ritenevo giusto e doveroso venire in questura a Bologna, che è la casa dei bolognesi, a ringraziare tutte le donne e gli uomini che fanno servizio e mi ha fatto piacere ad esempio sentire il dirigente del commissariato della Bolognina che in questi giorni sono tanti i cittadini che stanno andando in commissariato portando pensieri, portando fiori, portando regali: non è usuale”, ha aggiunto Salvini.

Bologna, Salvini: non dico Lepore abbia istigato ma se usi certi toni..

Bologna, 22 lug. (askanews) – “Non voglio dire che qualcuno abbia istigato alla violenza o abbia voluto la violenza, abbia organizzato la violenza. Però se usi certi toni… “. Lo ha affermato il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, tornando sul presidio convocato dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dopo la morte di Abderrahim Fakir al Pilastro, e sugli scontri con la polizia.

“Stando alle stime, c’erano in quella piazza persone perbene. Poi per 10 ore un centinaio di poliziotti hanno fronteggiato 3.000 delinquenti. Ripeto, questo non vuol dire che tutti quelli che erano in piazza erano violenti, per fortuna. Questo non vuol dire che il sindaco di Bologna ha organizzato, auspicato, istigato alle violenze, per fortuna. Ma è altrettanto chiaro – ha detto Salvini, che oggi a Bologna ha incontrato il prefetto, il questore e una rappresentanza della polizia di Stato – che se invochi una piazza senza avere gli elementi per capire cosa è successo, lasciando supporre che la polizia di Stato possa essere corresponsabile di una morte di un innocente e se poi qualcuno sfascia la città, spero che qualcuno ci pensi due volte la prossima volta. Se qualcuno in coscienza ritiene di aver sbagliato qualcosa, ci penserà la prossima volta”.

“Spero che istituzionalmente tutti coloro che hanno delle cariche istituzionali prima di convocare piazze, che poi rischiano di sfociare in violenza e guerriglia, ci pensino due volte. Ritengo giusto che chi convoca una manifestazione lasci una garanzia perchè non è giusto che paghino tutti gli italiani. Se fosse già operativa la pdl della Lega, oggi non pagherebbero tutti i bolognesi ma qualcun altro” ha aggiunto.

Ilaria Salis condannata per licenziamenti ingiusti, destra: "Sinistra predica bene, razzola male"

Roma, 22 lug. (askanews) – La condanna inflitta dal Tribunale di Milano in contumacia della europarlamentare Avs Ilaria Salis a 300mila euro quale risarcimento per suoi collaboratori assunti in campagna elettorale con contratti fino al termine del mandato parlamentare nel 2029 ed invece da lei mandati via prima con per “licenziamento senza giusta causa” ha suscitato ironie e dita puntate da molti esponenti del centrodestra.

“Predicano bene, ma razzolano male. Anzi – afferma il presidente Fi della commissione Esteri del Senato Maurizio Gasparri- razzolano malissimo. Ilaria Salis già ha avuto un rapporto problematico con le case. Ne auspicava l’occupazione poi pare che lei stessa abbia avuto qualche problema economico per pagamenti mancati. Ora si rivela anche una discutibile datrice di lavoro. Infatti, un giudice del tribunale di Milano l’ha condannata a pagare 300mila euro perché avrebbe licenziato due suoi collaboratori senza giusta causa. Le motivazioni addotte per interrompere i due contratti, che sarebbero scaduti alla fine del suo mandato parlamentare, nel luglio del 2029, non sono state considerate adeguate da parte del magistrato a cui i licenziati hanno fatto ricorso. Insomma, quelli che danno lezioni in materia di socialità lo fanno puntando alle case degli altri e maltrattando i propri collaboratori a cui hanno negato un sereno rapporto di lavoro. La teoria è una cosa, la pratica è un’altra. Quindi la Salis, come Soumahoro e come altri ‘campioni’ della sinistra, si conferma un autentico bluff. Con tanti complimenti a chi ha creduto a persone di questo tipo”.

“C’è chi difende il lavoro e i lavoratori con le chiacchiere e chi, come Ilaria Salis – fa eco il Vicepresidente Fdi della Camera Fabio Rampelli-.sceglie persino di umiliarli. Licenziare senza giusta causa i propri collaboratori è un atto meschino che mette alla porta persone dall’oggi al domani e che non permette loro il tempo per riorganizzare la propria vita. Per fortuna, il diritto del lavoro esiste e viene applicato, diversamente dalle occupazioni abusive di casa altrui, così Ilaria Salis è stata condannata a risarcirli con oltre 300mila euro. Era facile fare la paladina degli ultimi a chiacchiere, un po’ più difficile mettere in pratica le belle parole. Siamo abituati, in fondo, al comportamento della sinistra: gratta gratta, sotto al rosso c’è sempre un conto in banca”.

Calcio, sorteggiato calendario di B, la prima giornata

Roma, 22 lug. (askanews) – La Serie B 2026/27 prenderà il via il 22 agosto 2026. La stagione regolare si concluderà nel weekend del 14-16 maggio 2027. La Lega Serie B ha ufficializzato il calendario con le principali date della nuova stagione.

Le pause per gli impegni delle Nazionali sono previste dal 21 settembre al 6 ottobre 2026, dal 9 al 17 novembre 2026 e dal 22 al 30 marzo 2027. Quattro i turni infrasettimanali: il 27 ottobre, il 24 novembre e l’8 dicembre 2026, oltre al 2 marzo 2027. Previsto anche il turno natalizio del 27 dicembre 2026, prima della sosta invernale fissata dal 28 dicembre all’8 gennaio 2027.

La prima giornata vedrà subito sfide interessanti, con il derby campano tra Palermo e Juve Stabia e gli incroci tra neopromosse e squadre ambiziose. Questo il programma completo del primo turno:

1ª giornata – 22 agosto 2026

Avellino-Arezzo Benevento-Modena Carrarese-Mantova Cesena-Sampdoria Empoli-Cremonese Hellas Verona-Ascoli Vicenza-Catanzaro Palermo-Juve Stabia Pisa-Padova Südtirol-Virtus Entella

Giffoni promuove il riciclo degli pneumatici fuori uso

Giffoni Valle Piana, 22 lug. (askanews) – C’è un filo che a Giffoni, quest’anno, unisce il cinema, lo sport e l’ambiente: è l’idea che ciò che sembra arrivato alla fine possa trasformarsi in un nuovo inizio. Il tema dell’edizione 2026, “Le cose impossibili”, trova un interprete perfetto in Ecopneus, per la prima volta Sustainability Partner del Festival.

Ecopneus è una delle società senza scopo di lucro che in Italia si occupano di raccogliere e riciclare gli Pneumatici Fuori Uso. E proprio quegli pneumatici, arrivati a fine corsa, tornano a vivere: solo nel 2025 il Consorzio ne ha raccolte quasi 200mila tonnellate, trasformate in nuove risorse per lo sport, le città e le comunità.

A Giffoni quella trasformazione si tocca con mano: un carpet realizzato in gomma riciclata accoglie ospiti e protagonisti, mentre nell’arena sportiva la stessa gomma diventa la pavimentazione di un campo da basket 3×3.

Le parole di Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale Ecopneus: “Cinema sport sono linguaggi universali, sono linguaggi fondamentali proprio per comunicare e promuovere la cultura della sostenibilità. E poi il tema di quest’anno di Giffoni, le sfide impossibili, era una scommessa alla quale non potevamo sottrarreci, perché è un po’ alla base anche dei principi dell’economia circolare. Ciò che sembra impossibile, ciò che sembra avere avuto una fine.”

Il 21 luglio, sul palco di Giffoni Sport, la sostenibilità ha incontrato lo sport in un talk dedicato alle storie di rinascita. Perché un percorso che sembra interrotto uno pneumatico a fine vita, ma anche un infortunio o un errore a volte ha solo bisogno di una deviazione per ripartire.

Lo sa bene Giulia Imperio, campionessa europea di pesistica, che ha raccontato la fatica di tornare in pedana dopo lo stop e la vittoria di Batumi 2026, vissuta come una rinascita personale.

L’intervista a Giulia Imperio, Atleta: “Sono stati sei mesi di buio totale per me: sono passata da fare quello che facevo tutti i giorni in maniera costante a non farlo più completamente, ho avuto una sensazione di vuoto. Questo momento mi ha regalato tanta consapevolezza in più per quanto riguarda proprio la mia forza, nel senso che ho scoperto di essere molto più forte in realtà”

E lo sa Giacomo “Gek” Galanda, tra i più grandi cestisti della Nazionale, che di quel tiro sbagliato a Sydney 2000 ha fatto non una condanna, ma il trampolino verso l’argento olimpico di Atene 2004.

Il commento di Giacomo Galanda, ex cestista: “Nel momento in cui ho sbagliato quel tiro nel 2000, è stato un momento più che altro di uno stop mio personale, nel quale ho dovuto rimettermi in gioco, fare una valutazione di quelle che potevano essere poi le possibilità per crescere, per migliorarsi. Perché gli stop possono essere degli stop definitivi, ma in realtà se ragioniamo e sappiamo come poterli affrontare possiamo anche andare oltre”

Tre viaggi diversi, un’unica lezione per i ragazzi di Giffoni: uno stop non definisce chi sei, ma è spesso l’inizio di una traiettoria nuova. Come per uno pneumatico che, invece di diventare rifiuto, sceglie di lasciare una traccia. Positiva, solida e duratura.

Bologna, Parolin: cercare la verità, la violenza non serve a nessuno

Roma, 22 lug. (askanews) – “Si trovi la verità, la violenza non serve a nessuno”. Così il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, commentando la vicenda di Fakir, morto domenica scorsa durante un fermo della polizia, a Bologna.

“Ho visto le immagini di Bologna. Mi dispiace di quanto successo. Spero solo che si possa riparare e trovare la verità”, ha aggiunto il porporato a margine di un evento a Roma a Palazzo Borromeo.

“Il clima di violenza – ha concluso – non serve a nessuno. Si indaghi, si cerchi la verità senza violenza. La violenza non è mai produttiva non porta mai a nulla di buono”.

65 miliardi UE fermi. La burocrazia rallenta la transizione green

Roma, 22 lug. (askanews) – Il territorio italiano continua a pagare il prezzo di decenni di mancata manutenzione e cementificazione selvaggia. Ogni inverno le cronache si riempiono di frane, alluvioni e dissesti idrogeologici che colpiscono un Paese geologicamente fragile, dove la prevenzione viene sistematicamente sacrificata sull’altare dell’emergenza. Eppure, mentre l’Italia conta i danni di eventi climatici sempre più estremi, l’Unione Europea ha messo sul piatto risorse senza precedenti per invertire questa tendenza. L’UE ha stanziato 31,7 miliardi di euro per la finanza climatica, di cui 4,6 miliardi provengono direttamente dal bilancio europeo. Il bilancio annuale dell’UE per il 2026 prevede inoltre 56.971,9 milioni di euro destinati a risorse naturali e ambiente. Al centro di questa strategia ci sono i cosiddetti “Nature Credits”, un meccanismo innovativo che potrebbe rivoluzionare l’approccio alla tutela del territorio. “L’Unione Europea si è finalmente resa conto che prevenire è meglio che curare il disastro dopo che è avvenuto”, spiega Pasquale Vessa, esperto in politiche ambientali ed energetiche CEO di Vessa Holding. “Dopo eventi come quelli che abbiamo visto recentemente, parlare dei crediti di natura che l’Europa sta mettendo in campo diventa fondamentale per il nostro territorio”. La Commissione Europea ha lanciato una roadmap per la creazione di un mercato dei Nature Credits che potrebbe valere fino a 180 miliardi di dollari a livello globale. L’UE si è impegnata a destinare il 10% del suo bilancio alla biodiversità entro il 2026-2027 e a raddoppiare la spesa esterna per la biodiversità. Si tratta di crediti che riconoscono economicamente interventi di manutenzione del territorio, pulizia di alvei fluviali, gestione del sottobosco e regimentazione delle acque piovane. “Questi crediti possono essere utilizzati anche dagli agricoltori e silvicoltori”, continua Vessa. “Come si faceva una volta, ogni agricoltore si puliva il proprio tratto di ciglio stradale e quindi l’acqua defluiva normalmente. Il sistema riconosce un credito d’imposta per ettaro di intervento manutentivo”. Tuttavia, il meccanismo dei Nature Credits si scontra con la realtà burocratica italiana. Mentre l’Europa accelera sui finanziamenti, i processi autorizzativi nel nostro Paese sono praticamente fermi. “Non esce nessuna autorizzazione, le imprese hanno disponibilità di fondi e potrebbero fare i lavori, ma questo non viene fatto”, denuncia Vessa. “Quando si fanno convegni sulla transizione energetica è tutto molto bello sulla carta, ma i processi autorizzativi del ministero sono fermi da mesi”. Il problema non riguarda solo le energie rinnovabili, ma si estende a tutti gli interventi di tutela ambientale. “Secondo me si dovrebbe passare dall’autorizzazione unica all’autodichiarazione unica”, propone l’esperto. “L’impresa, dopo aver fatto redigere il progetto da professionisti qualificati e aver messo una fideiussione a garanzia, dovrebbe poter procedere. I controlli si fanno a posteriori e se il progetto non rispetta le norme, si escute la cauzione”. L’urgenza di sbloccare questa situazione è evidente se si considera che il periodo cruciale per l’implementazione dei Nature Credits è proprio il 2025-2027, e siamo già nel pieno di questa finestra temporale. La domanda potenziale globale di crediti per la biodiversità potrebbe superare i 180 miliardi di dollari, ma l’Italia rischia di perdere questa opportunità a causa della paralisi burocratica. Il territorio italiano, caratterizzato da un “puzzle” come lo definisce Vessa, ha bisogno più di altri di questi interventi. “Non siamo di fronte a un deserto o a zone sterminate come in altre parti del mondo. La condizione del territorio italiano richiede il mantenimento di un equilibrio molto delicato, e questa misura è fondamentale”. I Nature Credits potrebbero funzionare come un nuovo piano di sviluppo rurale, avvicinando il mondo delle imprese all’agricoltura e rimettendo in moto l’economia italiana legata alla tutela ambientale. “C’è tutto un mondo attorno alla questione ambientale che potrebbe essere sostenuto”, conclude Vessa. “Ma bisogna agire rapidamente, perché il Paese è fermo e non possiamo permetterci di perdere questa occasione”. La sfida ora è duplice: da un lato l’Europa deve completare le linee guida operative per evitare fenomeni di greenwashing, dall’altro l’Italia deve snellire drasticamente i suoi processi per non sprecare risorse che potrebbero trasformare radicalmente l’approccio alla prevenzione del dissesto idrogeologico.

FS, bodycam per oltre mille operatori della sicurezza

Roma, 22 lug. (askanews) – Oltre mille operatori di FS Security indossano le bodycam nelle attività di sicurezza nelle stazioni e a supporto del Gruppo FS.

Dal primo luglio la dotazione è stata estesa a tutto il personale operativo: oggi i dispositivi sono 1.028, diventeranno 1.100 entro la fine del 2026 e circa 1.300 entro il 2028, seguendo il piano di assunzioni della società.

Il sistema è stato presentato nella Sala Esquilino della stazione di Roma Termini, alla presenza dei ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi, dei vertici del Gruppo FS, di FS Security e FS Technology.

“In questi mesi – afferma il ministro Salvini – si sono ridotti del 50% le aggressioni al personale di ferrovie e furti e rapine nelle stazioni, quindi siamo su una buona strada. Le bodycam di cui tutti saranno forniti sono un ulteriore passo in avanti per la sicurezza di lavoratori e viaggiatori”.

La sperimentazione era partita nel 2025 in Liguria, Puglia, Toscana e Lombardia. I test hanno portato all’estensione progressiva del dispositivo a tutti gli operatori.

Il funzionamento è collegato alla Security Control Room sviluppata da FS Technology. Quando viene attivato l’allarme, la sala operativa riceve la posizione dell’operatore e può accedere in tempo reale alle immagini e all’audio trasmessi dalla bodycam.

L’obiettivo è rendere più rapida la gestione degli interventi e aumentare gli standard di sicurezza per il personale ferroviario e per i viaggiatori.

AI e talento, una nuova formula nel real estate italiano

Roma, 21 Lug. – Il mercato immobiliare tradizionale è spesso percepito come complesso e stressante, un settore in cui la burocrazia e la mancanza di trasparenza possono scoraggiare anche i più determinati. Tuttavia, a Milano Ovest, una nuova realtà sta emergendo per cambiare le regole del gioco: Smart Agency Real Estate. Questa innovativa agenzia si propone come una piattaforma digitale multiservizi, offrendo un ecosistema completo di professionisti e un unico referente per ogni fase della compravendita.

Silvia Di Gregorio, cofondatrice di Smart Agency Real Estate, spiega: “Grazie all’intelligenza artificiale integrata nel nostro CRM, abbiamo costruito un workflow fluido e scalabile”. L’applicazione proprietaria Smart Home, dotata dell’intelligenza artificiale Miss Re, automatizza i flussi di lavoro, gestisce la burocrazia e invia notifiche in tempo reale al cliente su appuntamenti proposti e feedback dei visitatori. Questo approccio non solo semplifica il processo, ma permette ai consulenti di concentrarsi sulla relazione umana, portando nel settore doti fondamentali come l’empatia e la precisione.

Jessica Caia, titolare dell’ufficio di Milano Ovest, testimonia l’efficacia di questo modello: “In passato, mi avevano relegata alla segreteria, dicendomi che non avevo la capacità di vendere. Oggi, a 25 anni, grazie a una struttura che premia le competenze e offre servizi integrati all’avanguardia, gestisco un intero ufficio e sto per aprire il mio secondo punto vendita”. Questo dimostra come un modello di business alternativo e meritocratico possa valorizzare il talento e promuovere la crescita personale e professionale.

L’impatto positivo di Smart Agency Real Estate sulla società è evidente: un servizio più trasparente e personalizzato che risponde alle esigenze dei clienti moderni, sempre più orientati verso soluzioni digitali e immediate. “La tecnologia svolge gran parte del lavoro di routine”, afferma Di Gregorio, “permettendo ai nostri consulenti di concentrarsi sulla relazione umana”.

Con una strategia che unisce assistenza personalizzata e massima efficienza digitale, l’agenzia è ora pronta a esportare il suo modello multiservizi su tutto il territorio nazionale. “Questo connubio tra strumenti digitali avanzati, marketing d’avanguardia e valorizzazione del talento ha permesso di creare un modello di business alternativo e meritocratico”, conclude Di Gregorio.

(Servizio Pubbliredazionale)

Ciclismo, Philipsen torna al successo. Pogacar resta in giallo

Roma, 22 lug. (askanews) – Jasper Philipsen torna a vincere al Tour de France. Il velocista belga della Alpecin-PremierTech conquista la 17ª tappa della Grande Boucle, la Chambéry-Voiron di 174,7 chilometri, grazie al perfetto lavoro di Mathieu Van der Poel, che nel finale si mette al servizio del compagno e gli prepara la volata decisiva.

Sul traguardo di Voiron Philipsen precede lo svizzero Mauro Schmid (Jayco AlUla) e l’olandese Olav Kooij (Decathlon Cma Cgm). Per il belga, vincitore della Milano-Sanremo 2024, si tratta della settima vittoria in carriera al Tour de France e del primo successo nell’edizione 2026. Il Belgio festeggia così la terza vittoria consecutiva alla Grande Boucle dopo le due ottenute da Remco Evenepoel tra domenica e lunedì.

La tappa è stata animata da una lunga fuga che ha coinvolto una quarantina di corridori. A 57 chilometri dall’arrivo hanno preso il largo Mads Pedersen, Ben Healy, Michal Kwiatkowski, Felix Engelhardt, Jasper Stuyven ed Ed Planckaert. Stuyven ha poi tentato l’azione solitaria dopo il traguardo volante di Colombe, ma è stato ripreso a pochi chilometri dal traguardo, quando il gruppo degli attaccanti è stato riassorbito.

Nel finale la Alpecin-PremierTech ha imposto il proprio ritmo. Pedersen, maglia verde della classifica a punti, ha pagato lo sforzo della fuga e non è riuscito a difendere il vantaggio nello sprint. Ora il danese della Lidl-Trek guida la graduatoria con appena sette punti di margine su Philipsen: la sfida per la maglia verde si deciderà probabilmente nell’ultimo sprint sugli Champs-Élysées.

Nessun cambiamento invece nella classifica generale. Tadej Pogacar conserva la maglia gialla davanti ai principali rivali, con il gruppo dei big arrivato al traguardo con oltre otto minuti e mezzo di ritardo dal vincitore di giornata. Dopo la cronometro dominata da Evenepoel e il ritiro di Florian Lipowitz per una frattura alla clavicola, la giornata è trascorsa senza attacchi tra gli uomini di classifica.

A preoccupare la UAE-XRG è però la condizione di Adam Yates, uno dei principali gregari di Pogacar in salita. Il britannico, 14° nella generale prima della tappa, ha accusato problemi di stomaco e ha perso terreno. “Dopo la cronometro aveva avuto anche conati di vomito, oggi si sentiva vuoto. Speriamo possa recuperare nelle prossime 24-48 ore”, ha spiegato il team principal Mauro Gianetti.

Intanto l’International Testing Agency ha comunicato che tutti i corridori del Tour sono stati sottoposti ai controlli antidoping, dopo le polemiche nate nei giorni scorsi per alcuni test effettuati durante la notte su diversi protagonisti, tra cui Pogacar e Jonas Vingegaard. (© A.S.O / Charly Lopez)

Economia del mare, La Spezia si conferma eccellenza nazionale

La Spezia, 22 lug. (askanews) – Cantieristica, turismo, portualità e innovazione. Sono questi i punti di forza che permettono a La Spezia di confermarsi tra i territori leader della Blue Economy italiana. A certificarlo è il XIV Rapporto sull’Economia del Mare, che fotografa una provincia sempre più specializzata nelle attività legate al mare e capace di rafforzare il proprio peso nell’economia nazionale.

“È stato fatto un lavoro importante in questi anni, puntando sull’innovazione e sul collegamento con il mondo universitario, soprattutto grazie alle aziende che hanno investito tantissimo. È anche grazie a questa tradizione, che a La Spezia affonda le radici dalla metà dell’Ottocento, che siamo riusciti a diventare primi in Italia per incidenza dell’economia del mare sul totale dell’economia” ha dichiarato Pierluigi Peracchini, Sindaco di La Spezia.

A trainare La Spezia sono soprattutto due settori: la cantieristica e il turismo. La provincia è prima in Italia per incidenza delle imprese della Blue Economy sul totale del tessuto economico locale, con il 17,5%, di cui il 12,1% legato al turismo. Primo posto anche per il peso della cantieristica sull’export provinciale, che raggiunge il 61,6%, con un valore delle esportazioni salito a 1,165 miliardi di euro. Cresce anche l’occupazione, con 15.336 addetti pari al 15,8% del totale, dato che vale il terzo posto nazionale, mentre il Sistema Mare genera il 17,1% del valore aggiunto dell’economia provinciale.

“La Spezia era caratterizzata soprattutto dal porto militare e dal porto commerciale. Oggi, grazie all’innovazione legata al Miglio Blu, siamo diventati leader mondiali nella produzione di megayacht: il 26% della produzione mondiale avviene a La Spezia, con oltre 16mila occupati. Inoltre, grazie agli investimenti sul turismo, siamo passati da 100 mila a un milione e mezzo di presenze, cambiando l’economia della città e della provincia, con prospettive molto importanti per il futuro” ha proseguito Peracchini.

Ma il rapporto non fotografa soltanto i risultati raggiunti. Indica anche le prospettive di un settore destinato ad avere un ruolo sempre più centrale nei campi della difesa, dell’innovazione e delle tecnologie subacquee.

“La storia ci insegna che chi domina il mare domina il mondo. La Spezia ha avuto questo destino nel passato e lo avrà anche nel futuro, grazie alle opportunità offerte dal polo nazionale della dimensione subacquea: dalla tutela delle reti energetiche e di comunicazione alla ricerca sulle terre rare. Un settore strategico che già oggi ci sta dando grandi opportunità” ha concluso Peracchini.

Insomma, tra numeri e prospettive è ancora il mare ciò su cui la Spezia punta per consolidare il proprio futuro.

In Francia trovato morto il sospetto reclutatore di modelle per Epstein

Roma, 22 lug. (askanews) – Daniel Siad, agente di modelle sospettato di aver procurato giovani donne a Jeffrey Epstein, è stato trovato morto nella sua abitazione a Nanterre, in Francia. Lo ha confermato la procura di Nanterre, dopo le indiscrezioni apparse su Le Parisien.

Di origini algerine, naturalizzato svedese e francese, il 69enne era stato denunciato da cinque donne. Il nome di Siad compare negli “Epstein Files” pubblicati lo scorso gennaio dal dipartimento di Giustizia americano e da allora veniva presentato come colui che reclutava modelle in tutto il mondo per conto dell’ex finanziere pedofilo americano trovato morto in carcere nel 2019 in attesa di processo.

L’uomo aveva respinto ogni accusa: “Non ho mai violentato nessuno in vita mia – aveva detto a Bfmtv – non ho mai avuto una relazione con una modella. Sono un uomo di famiglia”. Stando alle testimonianze delle ex modelle, Siad le avvicinava con la scusa di opportunità professionali, per poi metterle in contatto con Jeffrey Epstein o altri uomini influenti.

Siad è stato trovato morto lunedì sera. “Un’indagine sulle cause della morte è stata aperta lunedì sera in seguito al ritrovamento” del suo corpo nella sua “abitazione”, ha detto la procura di Nanterre, aggiungendo che “verrà eseguita un’autopsia”.

A Modena, morta la donna investita nell’attentato del 16 maggio

Bologna, 22 lug. (askanews) – Non ce l’ha fatta la donna di 55 anni investita nel corso dell’attentato in centro a Modena il 16 maggio scorso. La paziente, in un primo momento ricoverata in condizioni critiche nella Terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore dell’Azienda Usl di Bologna, nelle scorse settimane era stata trasferita nella Terapia intensiva dell’Ospedale Civile di Baggiovara, dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena, dove è deceduta stamattina. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime e, nonostante siano stati tentati tutti gli approcci medico-chirurgici possibili, non ha mai ripreso conoscenza, fino all’irrimediabile peggioramento.

La famiglia, nel rispetto della volontà espressa in passato dalla donna, ha dato parere favorevole alla donazione degli organi. Le direzioni, i medici e il personale infermieristico dell’Azienda ospedaliero-universitaria, dell’Azienda Usl di Modena e dell’Azienda Usl di Bologna hanno espresso il loro cordoglio alla famiglia della paziente.

Attentato a Ranucci, Riesame conferma arresti e accuse alla ‘banda’

Roma, 22 lug. (askanews) – Il tribunale del riesame della Capitale ha confermato l’ordinanza di custodia e l’aggravante del metodo mafioso contestata alle 4 persone raggiunte da misura cautelare in relazione all’attentato nei confronti di Sigfrido Ranucci. Il fatto è avvenuto il 16 ottobre 2025 – si ricorda – in località Campo Ascolano, nel litorale romano. Nei giorni scorsi i difensori degli indagati avevano sollecitato l’annullamento dell’ordinanza di custodia o la concessione degli arresti domiciliari. Le quattro persone accusate di aver compiuto l’attentato a Sigfrido Ranucci, tutti residenti tra la provincia di Napoli e l’area dell’Avellinese, sono: Antonio Passariello ed il figlio Pellegrino D’Avino e Saverio Mutone. Ai domiciliari è invece Marika De Filippi, compagna di D’Avino.

Nei loro confronti la misura cautelare è stata eseguita il 30 giugno scorso. D’Avino è uno degli arrestati come presunto esecutore dell’attentato all’abitazione del conduttore di Report. I quattro indagati al vaglio del tribunale del riesame sono considerati gli esecutori materiali dell’esplosione dell’ordigno piazzato davanti all’abitazione del conduttore Rai a Pomezia.

Secondo la Procura l’azione criminosa sarebbe stata commissionata dall’imprenditore Valter Lavitola e pagata tra i 5mila e i 10mila euro. Tramite un suo collaboratore, Gomes Clesio Tavares, Lavitola avrebbe assoldato il gruppo, la presunta ‘Banda’.

Calcio, Inter tutto facile alla prima: 16-0 all’Aasen

Roma, 22 lug. (askanews) – Tutto facile per l’Inter nella prima amichevole estiva disputata in mattinata, con i ragazzi di Christian Chivu che nel ritiro tedesco di Donaueschingen hanno affrontato la squadra locale dell’Aasen. 16-0 la vittoria dei nerazzurri, dove il mattatore assoluto è stato Francesco Pio Esposito autore di 5 gol. Tripletta, invece, per il giovane Luka Topalovic. Doppiette per Davide Frattesi, Andy Diouf e Jamal Iddrissou. In gol, infine, Federico Dimarco e Mattia Mosconi. L’Inter tornerà in campo domenica 26 luglio contro il Karlsruher SC al BBBank Wildpark, stadio di casa della formazione del Baden-Wurttemberg.

Musica, "Sono Lucio": dal 18 settembre antologia di Dalla

Roma, 22 lug. (askanews) – Il 18 settembre esce “Sono Lucio” (Sony Music Italy), l’antologia che celebra il genio intramontabile di Lucio Dalla. E da oggi la raccolta è disponibile in pre-order.

Un emozionante viaggio tra poesia, musica e immagine pensato sia per i fan storici, sia per chi desidera entrare in contatto per la prima volta con l’universo di uno dei più importanti cantautori della storia della musica italiana.

A rendere “Sono Lucio” un vero e proprio oggetto d’arte è la cura del visual del progetto, a partire dalla copertina per la quale è stata scelta un’iconica fotografia di Luigi Ghirri. La cover, inoltre, è impreziosita da un particolare dettaglio strettamente legato al cantautore: il titolo della raccolta è scritto con la calligrafia di Lucio Dalla.

All’interno, l’antologia è arricchita da una selezione di immagini incredibili di Luigi Ghirri, scelte accuratamente per raccontare al meglio l’artista.

La raccolta con i più grandi successi del cantautore bolognese sarà disponibile in 3 formati fisici: l’esclusivo doppio LP numerato colorato “Azzurro Mare” (disponibile unicamente sul Sony Music Store), il doppio LP black 180g e il doppio CD.

Tutti i brani sono stati rimasterizzati partendo direttamente dai nastri analogici originali a 192 kHz / 24 bit con il marchio l’Archivio del Suono.

Per offrire un’esperienza di ascolto con la massima fedeltà e qualità su tutti i formati, le tracklist dell’LP e del CD presentano alcune lievi differenze, studiate per rispettare i limiti di minutaggio del vinile e preservare l’elevata qualità audio. La versione CD, grazie alla maggiore capacità, include un numero ancora più ampio di capolavori di Dalla.

In entrambi i prodotti sono presenti alcune delle canzoni più amate e rappresentative del suo repertorio: da “Caruso” ad “Anna e Marco”, passando per “Futura”, “Cara”, “Attenti al lupo” e molti altri brani che hanno segnato la storia della musica italiana.

Calcio: Malagò, "Maldini la chiave, ai Mondiali 2030 ci saremo"

Roma, 22 lug. (askanews) – Paolo Maldini è stato scelto come direttore tecnico perché “non si tratta solo di azzeccare il commissario tecnico, ma di riorganizzare tutto il sistema”. Lo ha detto il presidente della Figc Giovanni Malagò, intervenuto a Chora Media e Cronache di Spogliatoio, spiegando di aver pensato all’ex capitano del Milan fin dalla campagna elettorale. “Ho impiegato due settimane per approfondire tutti gli aspetti e alla fine ci siamo stretti la mano insieme a Leonardo”, ha raccontato.

Malagò ha sottolineato che la scelta del nuovo ct sarà condivisa con Maldini e nascerà da una valutazione di profili più che di nomi. “Ci sono anche aspetti di budget, ma possono esserci eccezioni come Guardiola. Era giusto aprire un dialogo, senza mancare di rispetto agli altri candidati. Si può anche puntare su allenatori di una nuova generazione”.

Il presidente federale ha indicato tra le priorità anche il dossier per Euro 2032. “Entro il 31 luglio dobbiamo presentare il progetto sugli stadi. Oggi abbiamo la certezza di poter candidare cinque impianti pronti e altri otto-dieci in fase di sviluppo. Mi piacerebbe poi portare in Italia anche l’Europeo femminile del 2033”.

Sul fronte arbitrale, Malagò ha ribadito di voler rispettare l’autonomia dell’Aia, pur seguendone l’evoluzione. “La scuola arbitrale italiana resta di altissimo livello. Lo dimostrano Collina alla Fifa, il ruolo internazionale di Rizzoli e il curriculum di Orsato”.

Infine un passaggio sui giovani tecnici italiani, citando Alberto Aquilani e Fabio Grosso come esempi di una nuova generazione capace di valorizzare i talenti azzurri. Alla domanda sulla qualificazione ai Mondiali del 2030, Malagò ha risposto con una promessa: “Ci saremo”.

Musica, Big Fish annuncia il nuovo singolo "Pressing"

Roma, 22 lug. (askanews) – Big Fish, produttore simbolo della scena hip hop e urban italiana, annuncia oggi “Pressing”, il nuovo singolo – edito da Warner Records Italy/Warner Music Italy – in collaborazione con Macello & Enny P, fuori su tutte le piattaforme digitali venerdì 24 luglio.

Il brano è un ritratto crudo e senza filtri di una generazione sospesa tra ambizione e vulnerabilità, schiacciata da ansie, aspettative e sovraccarico mentale. Al centro del racconto c’è anche il denaro, al tempo stesso via di fuga e fonte di soffocamento, un dualismo che il ritornello martellante rende ancora più incisivo, trasmettendo tutta la tensione e l’inquietudine che attraversano il brano. A dare voce a questo immaginario sono il giovane rapper classe 2001 Macello insieme a Enny P, rapper italo-colombiana, tra le voci più disruptive della nuova scena urban: due voci che raccontano in modo diretto le contraddizioni della propria generazione, in una quotidianità dove denaro, eccessi e fragilità convivono costantemente.

Così Big Fish racconta il brano: “‘Pressing’ nasce da una session in studio con Macello. Dopo qualche giorno mi sono messo al lavoro e ho cambiato il mood del brano, trasformandolo in un brano tech house, raddoppiando i BPM. Ho poi coinvolto Enny P perché la sua attitudine e il suo immaginario completavano perfettamente il brano. Penso sia qualcosa di fresco per il rap e, soprattutto, una proposta nuova per il pubblico che ascolta prevalentemente trap”.

Con una carriera iniziata nel 1994 nel gruppo hip-hop Sottotono, Big Fish ha continuato a farsi conoscere nell’industria musicale come solista e come produttore, contribuendo alla realizzazione di alcune delle canzoni e degli album più importanti della scena rap. Tra le sue collaborazioni più note spiccano opere storiche all’interno del panorama hip-hop del nostro Paese, fra cui “Tradimento” di Fabri Fibra, “Supereroe” di Emis Killa e “Nesliving, Vol. 3 – Voglio di +” di Nesli. In seguito alla reunion dei Sottotono nel 2021, Big Fish è tornato sulla scena in veste di solista nell’estate del 2025 con il singolo “Lato B” e a febbraio 2026 con “Amore Disonesto” featuring Jake La Furia e Carl Brave, proseguendo ora con “PRESSING” insieme a Macello e Enny P, in attesa del suo prossimo progetto discografico.

Giffoni, arrivano le fatine: premiere di Winx Club: The Magic is Back

Roma, 22 lug. (askanews) – Alla 56esima edizione del Giffoni Film Festival sono arrivate anche le fatine per l’evento Winx Club. Le eroine della celebre saga tv, nate dall’estro di Iginio Straffi, sono state protagoniste al festival del cinema per ragazzi di una première dedicata ai giovanissimi fan.

I jurors della sezione Elements +6 hanno avuto l’opportunità di partecipare a un incontro con le fate e di assistere in anteprima alla proiezione di uno dei nuovi episodi della serie “Winx Club: The Magic is Back”, prodotta da Rainbow in collaborazione con Rai Kids. Bloom, Stella, Flora, Musa, Tecna e Aisha tornano infatti con nuove avventure dal 28 luglio su Netflix, in tutto il mondo con sei nuovi episodi, mentre la serie completa incluso il finale di stagione, sarà in programmazione in anteprima in Italia su Rai Gulp e Rai Play a partire da settembre.

Due gli incontri nella Sala Lumière della Cittadella, che hanno entusiasmato una platea di circa 1.200 bambini e bambine tra i 6 e i 9 anni, e durante i quali è stato presentato in anteprima uno dei nuovi episodi. La giornata è poi proseguita con momenti di spettacolo e intrattenimento insieme alle Winx, protagoniste di una performance sulle note delle nuove canzoni, culminata con la loro partecipazione al Blu Carpet del Giffoni Film Festival.

La prima parte della serie, uscita a settembre dello scorso anno, è stato un successo in tutto il mondo e i nuovi episodi sono attesi da milioni di fan. Realizzata in CGI con un’animazione di altissima qualità, effetti speciali e uno stile visivo rinnovato, “Winx Club: The Magic is Back” ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo per Winx Club con una narrazione pensata per coinvolgere una nuova generazione di spettatori, mantenendo sempre al centro i valori che hanno reso il brand un punto di riferimento dell’animazione internazionale. La storia segue Bloom, una sedicenne terrestre che scopre di essere una fata e intraprende un viaggio nel mondo magico di Alfea. Insieme a Stella, Flora, Musa, Tecna e Aisha costruirà un legame fondato sulla fiducia, sul coraggio e sulla forza dell’amicizia, affrontando sfide che metteranno alla prova il loro destino.

OpenAI ammette: suoi modelli hanno "autonomamente" hackerato un’azienda

New York, 22 lug. (askanews) – OpenAI ha ammesso che due suoi modelli hanno autonomamente hackerato una startup amata dagli sviluppatori in quello che l’azienda dietro a ChatGPT ha definito un “cyber incidente senza precedenti”. E’ successo la settimana scorsa, quando OpenAI stava testando la combinazione dei due modelli, GPT-5.6 Sol e uno più potente non ancora diffuso, con l’intento di capire le loro capacità cyber. Anche se OpenAI aveva intenzionalmente allentato le misure di salvaguardia cyber, teoricamente i modelli erano pensati per restare nella cosiddetta “sandbox”, un contesto sicuro in cui effettuare test. Tuttavia, i modelli sono riusciti a fuggire e a collegarsi a internet. A quel punto hanno rubato le credenziali di accesso di Hugging Face, una libreria digitale di tecnologia AI, presupponendo che in essa potessero trovare indicazioni su come superare il test.A scoprire l’intrusione era stata il 16 luglio scorso la stessa Hugging Face. Pur sapendo che fosse stata provocata da un sistema autonomo, il gruppo non sapeva inizialmente che a esserne responsabile fosse OpenAI. In un post ieri su X, il CEO Clément Delangue ha spiegato che nelle precedenti 24 ore aveva lavorato a stretto contatto con OpenAI: “Crediamo fermamente che da parte loro non ci fosse alcuna intenzione maliziosa. È piuttosto incredibile che tutto questo sia successo in modo autonomo”.

Parmigiano Reggiano, Bertinelli: il futuro è nel mercato estero

Reggio Emilia, 22 lug. (askanews) – “L’Italia, come tanti paesi occidentali, sta affrontando un inverno demografico che da noi è molto incidente: nascono circa 322.000 bambini all’anno, vuol dire che in 80 anni saremo meno di 30 milioni di italiani. E’ un tema che va oltre il Parmigiano Reggiano, ma il Parmigiano Reggiano deve vedere nel mercato internazionale il luogo dove poter crescere per garantire alla filiera e anche al Paese una traiettoria di futuro”. Lo ha detto Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, a margine della conferenza stampa di presentazione della 60a Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina.

Un trend già in atto: “Nel 2025 il Parmigiano Reggiano ha portato all’estero oltre il 53% della sua produzione, con una domanda che chiede sempre più prodotto. Oggi il mondo vuole mangiare italiano e vuole visitare l’Italia: nel turismo, che vale circa il 12% del Pil, un turista straniero su due decide il suo itinerario non per il mare, la montagna o le città d’arte, ma in funzione dell’enogastronomia”, ha aggiunto.

“Ecco perché con il progetto Vivi Parmigiano Reggiano ci candidiamo a diventare una destinazione turistica, un luogo da visitare. Questo porterà le persone ad acquistare, spendere, consumare e alloggiare nelle nostre terre. E le zone di montagna, le più belle dal punto di vista paesaggistico, saranno un’importante destinazione turistica”, ha concluso Bertinelli.

Formula1, Vasseur: "A Budapest con grande fiducia"

Roma, 22 lug. (askanews) – Il Mondiale di Formula 1 arriva all’ultimo appuntamento prima della pausa estiva. La undicesima prova stagionale si disputa all’Hungaroring, circuito che dal 1986 ospita senza interruzioni il Gran Premio d’Ungheria e che quest’anno accoglie la Formula 1 per la quarantunesima volta.

La Ferrari arriva a Budapest con fiducia dopo i segnali incoraggianti emersi nelle ultime due gare, nelle quali la squadra ha confermato i progressi mostrati nelle recenti uscite. Il tracciato ungherese, tecnico e selettivo, rappresenta però una nuova sfida, soprattutto per le condizioni climatiche: caldo e alte temperature dell’asfalto saranno ancora una volta elementi decisivi nella gestione della vettura e degli pneumatici.

L’Hungaroring, lungo 4,381 chilometri e situato a pochi chilometri da Budapest, è uno dei circuiti più impegnativi del calendario. Le curve si susseguono in rapida successione e il lungo rettilineo principale costituisce quasi l’unico punto di respiro per i piloti. Per caratteristiche viene spesso definito un “kartodromo in grande”, dove precisione, ritmo e continuità di guida sono fondamentali.

I sorpassi sono tradizionalmente difficili e si concentrano soprattutto alla prima curva e nel tratto successivo fino a curva 3. Per questo motivo la qualifica assume un ruolo particolarmente importante nell’economia del weekend.

La gestione delle gomme sarà uno dei temi centrali. Il caldo estivo mette infatti sotto pressione monoposto e pneumatici, obbligando i team a trovare il giusto equilibrio tra prestazione sul giro singolo e rendimento sulla distanza di gara.

Il programma prevede venerdì le prime due sessioni di prove libere, alle 13.30 e alle 17. Sabato alle 12.30 si terrà la terza sessione, mentre le qualifiche scatteranno alle 16. Il Gran Premio d’Ungheria prenderà il via domenica alle 15 e si correrà sulla distanza di 70 giri, pari a 306,63 chilometri.

“Arriviamo a Budapest dopo due weekend incoraggianti, nei quali siamo riusciti a massimizzare il risultato grazie a un grande lavoro di squadra – ha spiegato il team principal della Ferrari Fred Vasseur -. Questo ci dà fiducia, ma sappiamo che ogni Gran Premio rappresenta una storia a sé. Sulla carta l’Hungaroring potrebbe adattarsi un po’ meglio alle caratteristiche della nostra vettura, ma questo da solo non garantisce nulla”.

“Come sempre sarà l’esecuzione a fare la differenza: dovremo affrontare il weekend con la stessa concentrazione, disciplina e attenzione ai dettagli mostrate nelle ultime gare. Abbiamo una squadra affiatata, due piloti motivati e il sostegno dei nostri tifosi: l’obiettivo è continuare il nostro percorso lavorando bene fin dal venerdì per arrivare nelle migliori condizioni a qualifiche e gara”.

Intercettazioni, Tajani: no a modifica della legge, va bene così

Roma, 22 lug. (askanews) -“Non capiamo perché si debba cambiare la legge sulle intercettazioni che abbiamo cambiato noi”. Così il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, conversando con i cronisti fuori da Montecitorio, a proposito della richiesta della presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo (FdI), di allargare la possibilità di intercettazioni su una serie di reati.

Legge elettorale, Tajani: ci sono stati malumori in tutti i partiti

Roma, 22 lug. (askanews) – Sulle legge elettorale e sulle preferenze “i malumori ci sono stati in tutti i partiti. Vedremo se in Senato ci sarà un emendamento, esamineremo i contenuti. A noi la legge va bene così com’è”. Così il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, conversando con i cronisti fuori da Montecitorio.

“Poi vedremo se ci saranno delle proposte degli alleati, le esamineremo come abbiamo fatto l’altra volta: vedremo quale sarà la proposta, se ci sarà un emendamento, chi lo presenterà, cosa dirà questo emendamento e lo si esaminerà con grande serenità e interesse. I gruppi decideranno autonomamente, ma non si può dare un giudizio prima che venga presentata una proposta”, ha aggiunto.

Venezia83, alle Notti Veneziane "Il mestiere", esordio di Tufarulo

Roma, 22 lug. (askanews) – Sarà presentato alle Notti Veneziane sezione delle Giornate degli Autori in accordo con l’Isola di Edipo, “Il mestiere”, film d’esordio di Beppe Tufarulo con Luigi Lo Cascio, Claudia Potenza, Riccardo Maiello, George Li Tournaire, Massimiliano Rossi.

Il film racconta di Sauro Cantafame, che di mestiere “aggiusta” i morti. Nei corpi degli anziani defunti monta dei cuori meccanici così che sembrino vivi. E con questo trucco le famiglie continuano a riscuotere la pensione. Con la sua Apecar attraversa un Sud di frontiera, violento, lunare, tra la realtà e l’inverosimile. Sarà l’incontro con Giocondo Infelice, un ragazzo murato in sé stesso ma con un misterioso dono, a riportarlo alla vita e ai sentimenti, tanto da affrontare il rischio di sfidare la deità criminale di Vito la Scimmia che, in quel territorio alla fine del mondo, tutto comanda e dispone…

“Sauro Cantafame, antieroe tragico fa un mestiere illegale per le regole scritte, sacro per necessità – ha raccontato Tufarulo. Nel suo mondo la morte non è la fine di qualcosa: è una risorsa. ‘Il Mestiere’ è un film su un Sud che non esiste sulle mappe. Un Sud tribale, periferico e senza certezze, una sorta di west senza leggi dove le regole sono saltate e con loro anche la distinzione tra ciò che è vero e ciò che è inventato”.

“Il mestiere”, da una sceneggiatura vincitrice del Premio Solinas di Massimo De Angelis, è una produzione Mad Entertainment, Dude Originals e Art of Panic in collaborazione con Rai Cinema, coprodotto da Umedia e Rosebud Entertainment Films in collaborazione con uFund, opera realizzata e distribuita con il contributo di Ministero della Cultura – Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel cinema e nell’audiovisivo; con il contributo di Fondazione Calabria Film Commission, Lazio Cinema International, Regione Campania e Film Commission Regione Campania; vendite internazionali affidate a True Colours.

Beppe Tufarulo, regista e sceneggiatore, dopo gli esordi a Mtv ha costruito un percorso autoriale tra documentario e finzione, distinguendosi per una forte sensibilità visiva e per l’attenzione alle storie più intime e profondamente umane. Ha diretto documentari dedicati al mondo della musica, dello sport e della moda, tra cui “Ferro”, “All or Nothing: Juventus”, “Armani Privé – A View Beyond”, “Una favola siciliana” e “Puglia: Appunti di viaggio”. I cortometraggi “Baradar” (Brother) e “We’ll Let You Know” hanno ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali e sono stati selezionati tra i candidati ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento. Il “Mestiere”, coprodotto da Italia, Belgio e Francia, segna il suo esordio nel lungometraggio di finzione.

Venezia83, "Scarpe rotte" di Roberta Torre apre le Notti Veneziane

Roma, 22 lug. (askanews) – “Scarpe rotte”, di Roberta Torre, è il film d’apertura delle Notti Veneziane, sezione delle Giornate degli Autori in accordo con l’Isola di Edipo. Interpretato da Barbara Ronchi e Mersila Sokoli, racconta in che modo a volte il sogno ha la capacità di tenere a bada il caos del mondo.

Roma, durante la Seconda Guerra Mondiale. Clara e Vera trascorrono il tempo in casa: bevono il tè, mettono in ordine, parlano. Clara e Vera parlano di tutto. Di ciò che è accaduto all’una e all’altra, di chi non c’è, di chi manca. Al centro dei loro discorsi – come un leitmotiv musicale, e come un’occasione per parlare di ciò di cui non si può parlare – ci sono le scarpe. Che dovrebbero essere intere, se non addirittura eleganti almeno decenti, e invece sono rotte, piene di spaccature, con la suola che si stacca; ma ci sono solo quelle, bisogna arrangiarsi, esserne orgogliosi e persino – anche se in tempo di guerra sembra assurdo – un poco gioirne. Perché allora non organizzare un concorso di scarpe rotte, con tanto di giudice e concorrenti? Scarpe rotte racconta la storia di due donne e del loro legame. Racconta in che modo, a volte, il sogno ha la capacità di tenere a bada il caos del mondo.

“Scarpe rotte – racconta Roberta Torre – è un film sul tempo e sulla Storia che lascia le sue tracce negli oggetti e nei corpi, sulla memoria come presenza viva e sui fantasmi di chi abbiamo amato come abitatori complici delle nostre giornate”.

Insieme a Barbara Ronchi e Mersila Sokoli completano il cast Glen Blackhall, Diana Collepiccolo, Paola Giannetti, Tatiana Lepore, Alfonso Guadagnino, Michele Savoia, Rocco Castrocielo.

Scarpe rotte è una produzione Faber Produzioni, Stemal Entertainment, Draka Production con Rai Cinema, prodotto da Donatella Palermo e Corrado Azzollini. Da un soggetto di Roberta Torre, sceneggiatura di Roberta Torre e Giorgio Vasta, si avvale della fotografia di Daniele Ciprì (con cui la Torre ha già collaborato fin dal suo folgorante esordio “Tano da morire”), del montaggio di Simona Paggi, dei costumi di Erika Carretta, della scenografia di Luigi Bisceglia, del suono di Gianfranco Tortora.

Roberta Torre ha esordito con “Tano da morire” (1997), presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha ottenuto il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima, il Premio della Settimana Internazionale della Critica e una Menzione Speciale Fipresci. I suoi film, tra cui “Sud Side Stori”, “Angela”, “Mare Nero”, “I baci mai dati”, “Riccardo va all’inferno”, “Le Favolose” e “Mi fanno male i capelli”, sono stati presentati nei principali festival internazionali, tra Venezia, Cannes, Locarno, Roma, IDFA, Tokyo e Outfest Los Angeles, ottenendo numerosi riconoscimenti. Impegnata anche con l’attività teatrale, dedicata alla riscrittura contemporanea dei classici, dal 2025 è direttrice artistica del Teatro Luigi Pirandello di Agrigento.

Massimiliano Gallo: gli artisti devono esporsi e raccontare la realtà

Roma, 21 lug. (askanews) – E’ stata presentata in anteprima al festival di Giffoni “Minerva – La Scuola”, la serie teen drama in otto episodi diretta da Ivan Silvestrini che sarà su Netflix dal 22 settembre. E’ ambientata in un liceo militare di Napoli dove non sono consentiti i cellulari, gli abiti civili e le storie d’amore. I protagonisti sono due ragazzi e una ragazza, molto diversi fra loro, mentre Massimiliano Gallo interpreta Achille Giordano, il comandante, autorevole e tradizionalista.

L’attore, proprio a Giffoni, ha raccontato: “Parte da una scuola militare ma alla fine parla di formazione, parla soprattutto di un passaggio, quello dall’adolescenza al diventare adulti. Dell’aspetto morale del seguire le regole, a prescindere perché sono comandi, oppure interpretarli. In somma è una serie che secondo me può piacere tantissimo ai ragazzi e che può esplorare tanto sul mondo dei più giovani”.

Gallo è attualmente sul set della nuova stagione della serie “Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso”, tratta dai romanzi di Diego De Silva. L’attore recentemente aveva denunciato una certa mancanza di coraggio da parte della sua categoria, sottolineando l’importanza di esporsi, come artista. “L’artista è colui che riesce a vedere prima degli altri le brutture di una guerra, le brutture di un racconto, la bellezza di un racconto, della vita. – ha detto l’attore – Noi stiamo perdendo questa capacità, critica e di raccontarci. E quello fa male anche al nostro lavoro perché quando poi ci lamentiamo del nostro cinema, probabilmente non sappiamo denunciare, non sappiamo raccontare”.

Il ministro dell’Interno Piantedosi: per le forze dell’ordine c’è pregiudizio e si inverte onere prova

Roma, 22 lug. (askanews) – “Le forze dell’ordine sono le istituzione che tutte le indagini statistiche pongono al primo posto nel gradimento della maggioranza degli italiani. Poi esiste questo pregiudizio per cui si rovescia e si inverte l’onere della prova quando c’è qualche cosa che riguarda l’azione delle forze dell’ordine: da parte di alcuni se ne presume la non legittimità”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo alla stazione Termini di Roma a margine della presentazione delle nuove bodycam di FS Security.

Piantedosi non è preoccupato dallo sviluppo delle indagini sulla morte del marocchino Fakir a Bologna: “Noi non abbiamo timore di nulla. Tutti gli episodi che sono ampiamente documentati: c’è una documentazione video e fotografica molto diffusa e ne siamo contenti”.

Pallavolo, l’italdonne in semifinale alla Nations League

Roma, 22 lug. (askanews) – L’Italia continua la sua corsa nella Nations League femminile. Le azzurre di Julio Velasco superano l’Olanda con un netto 3-0 (25-21, 25-16, 25-16) nei quarti di finale delle Finals di Macao e conquistano l’accesso alla semifinale, dove affronteranno la vincente della sfida tra Brasile e Giappone.

La nazionale campione olimpica e mondiale, numero uno del ranking Fivb, resta così in corsa per il terzo titolo consecutivo nella competizione. Un successo arrivato al termine di una gara dominata, chiusa in appena 82 minuti, nonostante Velasco avesse chiesto alle sue giocatrici di affrontare la sfida “come se avessero perso le ultime competizioni”, senza pensare ai trofei conquistati negli ultimi anni.

Confermata la formazione delle ultime uscite: Orro in regia, Antropova opposta, Danesi e Fahr al centro, Sylla e Nervini in banda, Fersino libero. L’avvio è tutto azzurro con il primo allungo sull’8-3, ma l’Olanda reagisce e trova la parità sul 12-12. Da quel momento l’Italia cambia ritmo: cresce Antropova, protagonista con 6 punti nel primo set, e le azzurre prendono il controllo chiudendo il parziale 25-21.

Nei due set successivi non c’è storia. La regia di Orro valorizza il gioco al centro con Danesi e Fahr, Sylla aumenta il proprio impatto offensivo e Antropova diventa il riferimento principale dell’attacco italiano. L’opposta chiude la gara da miglior realizzatrice con 16 punti, mentre Sylla ne mette a segno 11.

Velasco concede spazio anche alle giocatrici della panchina, inserendo Egonu nel doppio cambio. L’Olanda prova a reagire solo in apertura di terzo set, ma la risposta italiana è immediata: Omoruyi firma il punto del 24-16 e poco dopo arriva il definitivo 25-16.

L’Italia ora attende la semifinale di Macao con l’obiettivo di conquistare la terza Nations League consecutiva, un’impresa riuscita in passato soltanto agli Stati Uniti nella Vnl e al Brasile nell’epoca precedente del World Grand Prix.

Tennis, otto italiani nel main draw degli Us Open

Roma, 22 lug. (askanews) – Sono 10 i rappresentanti del tennis tricolore presenti nelle-entry list per i main draw dello Us Open, l’ultimo Slam dell’anno in programma sul cemento di Flushing Meadows dal 30 agosto al 13 settembre. Otto i tennisti italiani presenti in quella maschile: Jannik Sinner (nr. 1 del ranking), Flavio Cobolli (nr. 9), Lorenzo Musetti (nr. 15), Luciano Darderi (nr. 21), Matteo Arnaldi (nr. 33), Matteo Berrettini (nr. 42), Lorenzo Sonego (nr. 77), Mattia Bellucci (nr. 79).. Due le giocatrici italiane inserite in quella femminile: Jasmine Paolini (nr. 15) ed Elisabetta Cocciaretto (nr.69). Questa la top ten maschile: Jannik Sinner (ITA, nr. 1); Alexander Zverev (GER, nr. 2); Carlos Alcaraz (ESP, nr. 3); Felix Auger-Aliassime (CAN, nr. 4); Alex de Minaur (AUS, nr. 5); Ben Shelton (USA, nr. 6); Novak Djokovic (SRB, nr. 7); Daniil Medvedev (nr. 8); Flavio Cobolli (ITA, nr. 9); Taylor Fritz (USA, nr. 10).

Tra i protagonisti sul palcoscenico dell’USTA Billie Jean King Tennis Center di Flushing Meadows ci saranno i numeri uno al mondo Aryna Sabalenka e Jannik Sinner. La bielorussa punta a diventare la prima donna a vincere tre titoli consecutivi di singolare allo US Open dopo Serena Williams (2012-14): l’azzurro, trionfatore a Wimbledon, cerca il bis newyorkese dopo il successo del 2024. Seguono i numeri 2 del mondo Elena Rybakina, campionessa in carica dell’Australian Open, e Alexander Zverev, vincitore del Roland Garros 2026. Il campione in carica del singolare maschile è Carlos Alcaraz: lo spagnolo, fermo da fine aprile per l’infortunio al polso destro (dovrebbe rientrare nel “1000” di Cincinnati), punta a conquistare il suo terzo titolo a New York dopo quelli vinti nel 2022 e lo scorso anno. Il campo di partecipazione comprende 17 campioni di singolare Slam (11 donne, 6 uomini), tra cui 10 campioni dello US Open. L’ex numero uno del mondo Novak Djokovic, finalista agli Australian Open e semifinalista a Wimbledon in questa stagione, è in testa alla classifica dei vincitori con 24 trofei Slam in singolare, quattro dei quali conquistati a New York. Lo US Open 2026 si svolgerà da domenica 23 agosto a domenica 13 settembre: la settimana precedente si disputeranno le qualificazioni.

Pistoia Capitale Libro, arriva il gratta e vinci che premia lettori

Roma, 22 lug. (askanews) – Dopo il successo del primo appuntamento torna “Venerdì? Giorno fortunato!”, il format di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026 che trasforma un gesto semplice come prendere in prestito un libro in un’occasione di gioco, scoperta e partecipazione.

La Biblioteca San Giorgio ospiterà tre nuove giornate: venerdì 24 e venerdì 31 luglio più eccezionalmente lunedì 27, dalle 9 alle 18.30. In ciascun giorno tutti coloro che prenderanno in prestito almeno un volume riceveranno uno speciale “gratta e vinci” con il quale provare ad aggiudicarsi i gadget ufficiali della Capitale del Libro, fino a esaurimento delle scorte.

L’obiettivo è promuovere la lettura attraverso un’attività semplice e coinvolgente, capace di incentivare la frequentazione della biblioteca e di avvicinare un pubblico sempre più ampio ai libri. L’iniziativa ha riscosso interesse anche sui social: il post dedicato all’iniziativa pubblicato sul profilo Instagram della Capitale del Libro 2026 ha ottenuto più di 8mila visualizzazioni.

“Questo è il momento dell’anno in cui si legge di più: arrivano le vacanze e aumenta il tempo libero da dedicare alla lettura. Con questi piccoli doni vogliamo sottolineare il fatto che la lettura è sempre una piccola vittoria sulle esigenze della quotidianità: una vittoria che desideriamo festeggiare, appunto, con un ricordo di Pistoia Capitale”, dichiara Maria Stella Rasetti, Responsabile del progetto Pistoia Capitale del Libro. Con un piccolo gesto, quello del prestito, i lettori potranno così partecipare a un gioco pensato per rendere ancora più piacevole l’esperienza della biblioteca, luogo di cultura, incontro e condivisione. L’appuntamento rientra nel calendario di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026, che per tutto l’anno propone eventi e progetti dedicati alla diffusione della lettura e alla valorizzazione delle biblioteche come spazi aperti alla cittadinanza. In questo caso il premio, in fondo, è già quello di portare a casa una nuova storia.

Sanremo, Francesca Michielin: bene conduttore giovane come De Martino

Roma, 22 lug. (askanews) – Ospite al Giffoni Film Festival, Francesca Michielin ha dialogato con i ragazzi e ha presentato il suo nuovo album “Magia bianca”, per la prima volta in assoluto anche dal vivo.

Dal femminismo alla creatività, tanti i temi toccati dall’artista con i ragazzi, tra cui la riflessione sulla provincia, partendo proprio dall’esempio del Festival di Giffoni: “La provincia ti da tanto. Giffoni è un posto immerso nel verde dove avete creato in una provincia un luogo dove si fa e si genera cultura tramite l’incontro. La provincia può diventare a tutti gli effetti uno spazio culturale”

A proposito di Sanremo e della nuova direzione artistica di Stefano De Martino: “Al netto che noi non possiamo sapere che Festival sarà e come sarà destrutturato – magari verranno destrutturati anche dei ruoli – la cosa sicuramente positiva è che Stefano De Martino è un conduttore giovane ed è una cosa molto positiva, secondo me”.

Centrodestra, Tajani: Vannacci? Vota assieme a Schlein e a Conte

Roma, 22 lug. (askanews) – “Vannacci è uscito dal centrodestra, non è stato cacciato da nessuno: vota assieme alla Schlein e a Conte: Futuro Nazionale sembra un partito di sinistra, è schierato con l’opposizione”. Così il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, conversando con i cronisti fuori da Montecitorio.

“Vannacci non è stato mandato certamente via da noi, è lui che se n’è andato liberamente. È stata una scelta sua e dei suoi”, ha aggiunto.

Meloni torna all’attacco: sindaco Bologna irresponsabile, perché sinistra mai in piazza quando muore un agente?

Roma, 22 lug. (askanews) – “Tolleranza zero nei confronti di chi pensa di poter sfasciare tutto, di terrorizzare le persone perbene, di trasformare i nostri quartieri in zone franche”. Cosí la premier Giorgia Meloni in un’intervista a Il Giornale, ritorna a commentare ciò che è successo a Bologna, con gli scontri con la polizia e la guerriglia urbana, dopo la manifestazione, pacifica, per Abderrahim Fakir, morto mentre veniva ammanettato dalla polizia. La premier attacca di nuovo il sindaco della città e il centrosinistra.

“Ho trovato irresponsabile – ha proseguito – l’idea del sindaco Lepore di chiamare la piazza all’indomani di quella tragedia, senza che ci fosse stato neanche modo di appurare le responsabilità. Era evidente che quella scelta sarebbe suonata come una condanna a priori delle forze dell’ordine e un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali e del mondo antagonista di mettere a ferro e fuoco Bologna, alimentare lo scontro sociale, aggredire la polizia e seminare violenza in città. Fa molto riflettere, poi, che la sinistra non sia mai scesa in piazza per esprimere solidarietà in occasione del decesso in servizio di un agente delle forze dell’ordine”, ha sottolineato.

Zelensky sceglie "il pompiere del fronte": chi è Drapatyi, nuovo Comandante in capo delle forze armate ucraine

Roma, 22 lug. (askanews) – Mikhail Drapatyi, 42 anni, è il nuovo Comandante in capo delle Forze armate ucraine. Nato a Kamianets-Podilskyi nel 1982, in Ucraina lo chiamano “il pompiere del fronte”, sottolineando la fama di militare inviato dove la situazione è più critica.

Drapatyi ha cominciato nel 2004 come tenente nella 72esima brigata meccanizzata. Nel 2014, da maggiore, è diventato famoso dopo l’ “assalto volante” con cui la sua BMD ha sfondato le barricate di Mariupol: già storica l’immagine del veicolo blindato da lui condotto che vola letteralmente attraverso l’ostacolo. Pochi mesi dopo, è stato lui a coordinare il recupero di 260 uomini e decine di veicoli da un accerchiamento sotto fuoco dell’artiglieria russa. Drapatyi è ricercato dalla Russia.

Dalla primavera 2022 in poi, una sequenza di incarichi su fronti sempre più instabili. Ha fermato l’avanzata russa verso Kryvyi Rih, ha partecipato alla liberazione di Kherson, è stato paracadutato su Kharkiv quando i russi hanno sfondato nel maggio 2024. Ogni volta, momenti di visibilità e gloria, poi di nuovo in prima linea. Nel novembre 2024 è stato promosso comandante delle forze Terrestri salvo poi essere di nuovo spostato agennaio 2025 per rafforzare il Raggruppamento Khortytsia, il settore più sanguinoso.

Di lui si dice che Syrksky, il precedente comandante supremo, silurato ieri sera, lo ha sistematicamente ostacolato con una serie di note di demerito: “Punizioni burocratiche” secondo Fedorov, l’ex ministro della Difesa che lo ha pubblicamente sostenuto dopo essere stato a sua volta licenziato, cosa che ha scatenato proteste a Kiev e in ultima istanza la decisione del presidente Zelensky di rimuovere Sirskyi, noto per l’approccio’ ‘sovietico’ al fronte.

La sua nomina è un segnale di discontinuità. Zelensky gli ha ordinato di aggiornare la strategia difensiva, di riformare il sistema dei corpi, di garantire approvvigionamenti d’armi e droni secondo le richieste dei comandanti di campo. Se Drapatyi ha il profilo di chi sa muoversi sul fronte, la sfida è se riuscirà a tradurre le vittorie tattiche in una visione strategica durevole e a crearsi una base solida istituzionale, cosa non necessaria da ‘pompiere’, ma cruciale da Comandante in capo.