Home Blog

«La CDU non è una FDP-light». L’ala sociale scuote il partito di Merz

«La CDU non è né una FDP-light (FDP, partito liberale, ndr) né un partito esclusivamente conservatore». La frase di Dennis Radtke, presidente della Christlich-Demokratische Arbeitnehmerschaft (CDA), l’ala sociale della CDU, riassume il confronto che si è aperto nel partito dopo le pesanti sconfitte elettorali. Nell’intervista concessa all’Handelsblatt, Radtke sostiene che la CDU si sia «progressivamente ristretta» e debba tornare, pertanto, a dare spazio alle istanze sociali. 

Non basta cambiare comunicazione

La critica investe anche Friedrich Merz. Radtke non ne chiede la sostituzione, ma sostiene che debbano cambiare «il suo comportamento, il suo orientamento e la sua comunicazione». Il problema, a suo giudizio, è più profondo: la CDU non riesce più a tenere insieme tutti i mondi che storicamente ne hanno fatto un grande “partito popolare”. 

A dare sostanza politica alla denuncia è un documento di quattro pagine, «Riformare un partito popolare», approvato dal direttivo federale della CDA e acquisito da ZDFheute, il portale d’informazione online della seconda televisione pubblica della Germania. La premessa non lascia molto spazio alle attenuanti: «Non siamo più all’altezza della nostra pretesa di essere un partito popolare». E l’esclusione della CDU dal Landtag (il parlamento regionale) del Meclemburgo-Pomerania Anteriore «non è un incidente di percorso». 

Troppi mondi sono scomparsi

Il cuore del documento è la denuncia di un restringimento della base popolare della CDU: «Troppi gruppi sociali sono ormai scarsamente presenti nell’Unione; troppe persone non la percepiscono più come la propria casa politica». Da qui una formula destinata a pesare nel dibattito interno: «Un partito popolare che parla soltanto con se stesso cessa di essere un partito popolare». 

La CDA indica anche la strada. Nella scelta dei candidati e nella vita del partito devono tornare a essere visibili persone provenienti dall’industria, dall’artigianato, dall’assistenza, dall’istruzione e dalle piccole e medie imprese. Non basta parlare a questi mondi: occorre riportarli dentro i luoghi nei quali la CDU decide. 

Riconquistare il centro che lavora

L’obiettivo dichiarato è recuperare quella che il documento chiama «il centro che lavora»: lavoratori, famiglie, professioni, artigiani e Mittelstand. Anche sulla sanità la CDA difende il sistema pubblico-privato tedesco, ma pone un principio di uguaglianza: «Il tipo di assicurazione non può determinare la rapidità con cui una persona ottiene una visita medica». 

Non è, dunque, un manifesto contro Merz. È qualcosa di diverso: una denuncia delka progressiva riduzione sociologica e politica della CDU. Non a caso lo stesso cancelliere, pochi giorni fa, alla domanda se l’Unione fosse ancora una Volkspartei, aveva risposto: «Solo in parte». 

Il problema posto dalla CDA arriva così alla radice: prima ancora di chiedersi chi debba guidarla, la CDU deve decidere chi vuole tornare a rappresentare.

Quei bambini a lezione di mafia e in fuga dalla scuola

Mentre nell’estate ‘92 l’eco delle stragi di Cosa nostra a Palermo scuoteva ancora le coscienze, lo scrittore e docente siciliano Gesualdo Bufalino pronunciò questa frase: «La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari».

 

Maestre e mafia

La lezione contenuta in questa frase è di una forza travolgente: per battere le mafie non bastano indagini e aule giudiziarie ma ci vuole una rivoluzione culturale che parta dalle scuole, caposaldo della formazione con la famiglia.

Trentaquattro anni dopo siamo – più o meno – allo stesso punto. Forse peggio, perché le mafie sparano poco o nulla ma seminano tanto, soprattutto al Sud, tra giovani e giovanissimi: da Napoli a Catania, passando per Foggia e Reggio Calabria. E mentre le mafie spargono veleno che diventa miele per la gioventù socialmente più debole ed esposta, la scuola riesce con enorme difficoltà a trattenere in aula i ragazzi e il tasso di dispersione resta – in primis al Sud – allarmante. Un combinato disposto mortale per la vita democratica del Paese.

Prendiamo l’ultimo esempio (ce n’è una serie).

La Direzione distrettuale antimafia di Catania il 24 settembre sferra l’ennesimo colpo a Cosa nostra ed in particolare a una famiglia e ad alcuni narcos legati (anche a livello familiare) al clan Santapaola. Tra le pieghe dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di 25 persone, si legge un passaggio che la dice lunga sulla lungimiranza di Bufalino e su quanta strada bisogna ancora compiere.

Due uomini (indagati) cinque anni fa avvicinano un bimbo di 5-6 anni e lo convincono a maneggiare una pistola per qualche minuto. Il presunto boss gli impartisce una vera e propria lezione di mafia: «Se qualcuno maltratta la mamma gli devi sparare addosso. Ce la fai a sparargli addosso? Ti do la pistola, vero che te la do. Dai forza gliela puoi dare… hai visto! Se l’è presa! È pazzo».

 

Il bambino con la pistola

Un comportamento che suscita rabbia e indignazione della madre del bambino – che nel frattempo si era anche sentito dire che sarebbe diventato il braccio destro del pistolero – che apostrofa così il boss: «Ehi, pezzo di m…».

«Si è arrivati a mettere nelle mani di un bambino un’arma dicendogli che quello sarebbe stato il suo strumento di lavoro», ha commentato il capo della Procura di Catania Francesco Curcio.

Mentre questo accade – e, si ripete, nelle aree più a rischio del Sud le provocazioni e le fascinazioni esercitate dai criminali sui minori sono tutt’altro che casi isolati – accade anche che la dispersione scolastica alimenti un corto circuito dal quale lo Stato deve uscire se vuole vivere e non solo sopravvivere.

 

Disuguaglianze territoriali

Openpolis – la fondazione indipendente e senza scopo di lucro che promuove trasparenza, partecipazione democratica e accesso alle informazioni pubbliche – l’11 dicembre 2025 ha reso pubblico un rapporto su “Giovani e periferie” che l’11 febbraio di quest’anno ha presentato alla 7ª Commissione del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva su povertà educativa, abbandono e dispersione scolastica.

L’analisi condotta sui 14 comuni capoluogo di città metropolitana conferma quanto le disuguaglianze territoriali pesino sulla condizione educativa dei più giovani. Le situazioni di maggiore fragilità sociale si concentrano nelle aree del Mezzogiorno. A Catania (6,2%), Napoli (6%) e Palermo (5,8%) l’incidenza delle famiglie con figli in potenziale disagio economico risulta molto marcata. I valori sono oltre 4 volte superiori a quelli registrati in altre città del Centro-Nord, dove l’incidenza è più contenuta: Bologna si ferma all’1,2%, Venezia e Genova all’1,3%, Milano e Firenze all’1,4%.

 

Uscite precoci

Il legame tra condizioni economiche e opportunità educative emerge anche osservando il fenomeno delle uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione. A Catania oltre un quarto dei giovani tra i 18 e i 24 anni (26,5%) ha lasciato gli studi prima di conseguire un diploma o una qualifica, mentre a Palermo e Napoli le quote si attestano rispettivamente al 19,8% e al 17,6%. Valori che si riducono sensibilmente a Bologna (12%), Roma (9,5%) e Reggio Calabria (8,4%), in base ai dati ricostruiti da Istat attraverso il censimento permanente.

La ripresa (monca) al Senato

Gli abbandoni precoci della scuola, con al massimo la licenza media, rappresentano oltretutto solo la parte esplicita di un fenomeno molto più complesso, la cosiddetta “dispersione implicita”.

Concetti ripresi e sviluppati anche da Filippo Serra, Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, anch’egli audito – il 18 febbraio – dalla 7ª Commissione del Senato. Quel che colpisce nelle 14 pagine ricche di analisi, proposte e riflessioni lucide e condivisibili è che non venga mai fatto almeno un cenno al rapporto potenziale tra povertà scolastica, dispersione e l’abisso di Cosa nostra pronto a inghiottire i più deboli o svantaggiati.

 

Chiacchiere e distintivo

Come ha scritto Lorenzo Dellai sul Domani d’Italia, la scuola deve diventare sempre di più «il principale terreno sul quale costruire democrazia, superamento delle disuguaglianze, coesione sociale e sviluppo. Soprattutto in tempi di inverno demografico e di radicali e inediti cambiamenti».

Tutto il resto – quando non fa danno come le recenti geniali idee del Governo – è solo un fiume di parole. Per molti, solo chiacchiere e distintivo.

La politica si mette in posa: Vannacci e l’elettore da sedurre

Nella campagna elettorale in quel di Reggio, più o meno opaca nell’acceso confronto di una politica non sempre esaltante, è intervenuta brillante una luce vannacciana. Benvenuto raggio di sole, qualcuno potrebbe cantare, ora che l’ardito Generale ha rilanciato sui propri social un’immagine della sottosegretaria Matilde Siracusano, compagna di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, nella quale una manipolazione digitale fa scomparire la maglietta bianca indossata sotto la giacca, accentuandone vistosamente la scollatura.

Vannacci ha negato di essere l’autore della modifica, invitando chi lo accusa a «cercare meglio» e a rivolgersi «a chi di dovere». Resta il fatto che quell’immagine è entrata, attraverso i suoi canali social, nella contesa elettorale delle suppletive di Reggio Calabria.

In origine lo spolium era la pelle strappata all’animale e poi, in seguito, indicava il bottino di guerra. A volte si è spogli di buone intenzioni e ci sarebbe da restarne spogli di parole, ancor più ora che alla politica sembra siano state portate via anche le spoglie. La vicenda ricorda, più bonariamente, Totòtruffa ’62, quando Totò, travestito da donna, davanti all’uomo che lo guarda con desiderio esclama: «Lei con quegli occhi mi spoglia… spogliatoio!».

 

Quando l’immagine diventa propaganda

Ciò malgrado, per altri tutto può essere utile ad attirare l’attenzione degli elettori e a spuntarla nelle elezioni suppletive proprio in quella Regione. Siracusano ha replicato definendo «vile» l’iniziativa e denunciando uno scadimento dello stile politico.

E il coraggio delle proprie azioni?

Evidentemente il Generale vuole scardinare ogni forma di bon ton e andare avanti per la sua strada. Ci sarà da rassegnarsi ai modi correnti, che si muovono in un sistema di rincorse dove l’elettore rincorre i partiti e i partiti rincorrono l’elettore, in un rilancio continuo che rischia di precipitare nella grevità.

Ora, «vile» era il carattere che Nando Orfei attribuiva alla pantera che le guardie forestali cercavano quando si credeva che una fosse in giro per Roma, fuggita da chissà dove. Raccontava che sarebbe stato possibile catturarla non di giorno ma di notte, nelle ore della sua caccia, e che, in caso di spiacevole incontro, essendo un animale «vile», sarebbe forse bastato un urlo per farla scappare.

 

La provocazione e il suo effetto

Non si è trattato, comunque, di una trovata di lieve efficacia: tutti ne parlano, ed è precisamente questo l’effetto prodotto. Non saranno dunque le grida di protesta a far dileguare la provocazione o a impedire che altre invenzioni del genere «commedia all’italiana» entrino nella contesa politica.

Siamo tornati ai tempi di quelli della Lega che ce l’avevano «duro» e che hanno generato, nel tempo, nuove mostruosità scappate di mano.

Così Grillo ha inventato Conte, che ha fatto sapere di non accettare compromessi sul programma di Nova, il ritrovo del Movimento 5 Stelle a Milano, teso alla costruzione partecipata del programma da proporre agli alleati di centrosinistra. In caso contrario tornerà a fare l’avvocato: un auspicio da non trascurare.

 

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto?

Vannacci, da parte sua, ha respinto l’accusa di avere personalmente modificato la fotografia. «A chi mi accusa, senza alcuna concretezza, di aver modificato una foto con la IA, rispondo di cercare meglio e di rivolgere le accuse, eventualmente, a chi di dovere…». E ha concluso: «Continuate pure ad occuparvi di scollature…».

Non ha però stigmatizzato la manipolazione dell’immagine, anche attribuendola ad altri. Le donne della sua squadra, intanto, tutte in ossequioso silenzio.

In origine lo «schifo» indicava il timore e il rispetto che suggerivano di mantenere una distanza verso qualcosa o qualcuno. Non sembra questo il sentimento che Siracusano provi nella vicenda. La denunciata scollatura racconta piuttosto, politicamente, di una scollatura dalla decenza. Pur di vincere anche per una sola incollatura si farebbe ormai di tutto.

 

Il cinema, ultima salvezza

Nel film A qualcuno piace caldo la bellissima protagonista Zucchero Candito suona l’ukulele. Gli altri personaggi, in ammirazione, commentano il suo corpo sinuoso, quasi fatto di «gelatina». L’avvenente personaggio, reso immortale da Marilyn Monroe, confessa poi la propria debolezza: cadere ineffabilmente tra le braccia di chiunque suoni il sax tenore, dopo appena otto battute musicali.

Nella politica attuale non è chiaro chi, per ammaliare l’elettorato, passi a brandire una piccola chitarra e chi preferisca metaforicamente il machete; chi creda che il popolo italiano si adatti gelatinosamente a ogni scenario; chi immagini di poterlo far cadere ai propri piedi dopo pochi squilli di tromba; e chi ritenga di possedere il giusto tenore, o meglio il «sex tenore», per raddrizzare la situazione.

Allo stato delle cose, il Paese reale potrebbe dire: «Se c’è una ciliegia con un verme, tocca sempre a me». Potendo subito consolarsi con la battuta che chiude lo stesso film:

«Beh, nessuno è perfetto».

Strage di Marzabotto: il prete che scelse di restare a Monte Sole

Domenica 27 settembre, nella Basilica di San Petronio a Bologna, sono stati beatificati i tre sacerdoti noti come «i martiri di Monte Sole»: don Elia Comini, salesiano, padre Martino Capelli, dehoniano, e don Ubaldo Marchioni, sacerdote diocesano.

La cerimonia è stata presieduta, in rappresentanza del Papa, dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, e concelebrata dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, insieme a don Fabio Attard, Rettor Maggiore dei Salesiani, e a padre Carlos Luis Suárez Codorniú, superiore generale dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.

 

I martiri di Monte Sole

Il martirio dei tre sacerdoti ebbe luogo tra il 25 settembre e il 5 ottobre 1944 sulle alture di Monte Sole, nell’Appennino bolognese, dove gran parte della popolazione fu vittima di uno degli eccidi più efferati della Seconda guerra mondiale: 770 vittime, ad opera della 16ª SS-Panzergrenadier-Division, con l’appoggio di squadre fasciste, nella strage passata alla storia come «Strage di Marzabotto».

Don Elia Comini nacque a Calvenzano di Vergato, in provincia di Bologna, il 7 maggio 1910. Il fondamento della sua scelta vocazionale risiedeva profondamente nel carisma di San Giovanni Bosco. Nel 1925 entrò nel noviziato salesiano di Castel de’ Britti, nei pressi di Bologna, facendo professione religiosa il 3 ottobre 1926. Successivamente, fino al 1928, frequentò il liceo salesiano «Valsalice» di Torino.

La sua scelta religiosa si caratterizzò così per l’attenzione ai giovani, soprattutto ai più bisognosi, alle loro esigenze e necessità materiali, educative e spirituali.

 

Nel cuore della guerra

Nel settembre 1944, trasferitosi a Salvaro per un breve periodo di assistenza alla madre vedova, don Comini si trovò insieme alla popolazione del territorio nel mezzo degli scontri tra le truppe alleate e la linea di difesa tedesca, nell’area compresa tra Monte Salvaro e Monte Sole.

Erano giorni durissimi, segnati dalla crudeltà della guerra e dalla ferocia delle rappresaglie delle SS contro persone indifese. Il sacerdote salesiano si prodigò senza sosta per accogliere i parenti delle vittime e nascondere i perseguitati; garantì a oltre settanta persone un rifugio in un locale attiguo alla sacrestia.

Insieme al dehoniano padre Martino Capelli accorse ovunque vi fosse bisogno di soccorrere, consolare, amministrare i sacramenti e seppellire i defunti.

 

Fino all’ultimo

Non si sottrasse neppure venerdì 29 settembre 1944 quando, informato della strage di civili compiuta dalle SS in località Creda, dove numerose persone giacevano ferite o moribonde, don Comini partì con padre Capelli per soccorrere le vittime.

Catturati dai nazisti, furono sottoposti a lavori forzati e infine uccisi il 1° ottobre insieme ad altri prigionieri.

Quella di don Comini è un’eredità spirituale e umana che consegna a tutti noi una pagina splendente e, allo stesso tempo, dolorosa: una pagina di coraggio, di condivisione e di opposizione non violenta agli orrori delle guerre e delle dittature.

 

Un laboratorio di pace

Come scrive il postulatore della causa di beatificazione, Pier Luigi Cameroni: «Facendosi scudo umano per i civili, proteggendo donne, anziani e bambini e tentando in ogni modo di arrestare l’ondata di odio, don Comini e i suoi confratelli furono veri testimoni di riconciliazione. Grazie al loro sacrificio e alla fede delle loro comunità, Monte Sole è passato dall’essere teatro di un efferato crimine di guerra a un laboratorio permanente di pace, disarmo interiore e resistenza spirituale contro ogni oppressione e totalitarismo».

Don Elia Comini fu dunque un testimone di pace, un «buon pastore» che, nell’ora più terribile, non abbandonò il suo gregge di fronte al pericolo e alla morte.

Follie di Francesco e Where Francis Walked

Le ricorrenze, come quella in corso degli 800 anni della morte di San Francesco, adempiono al loro compito se non servono solo a ricordare, ma riescono a provocare un coinvolgimento esistenziale, per cui diventano doni di grazia. Sotto questo profilo, senza far torto a opere importanti pubblicate per questa occasione centenaria, vorrei fare riferimento a due testi che, nella loro essenzialità, mi pare riescano ad aprirci non alla tradizionale leggenda, ma al duro messaggio di San Francesco: alla sua portata spirituale non meno che sociale. Ne sono autori il teologo e filosofo urbinate Italo Mancini e la cantautrice e poetessa statunitense Patti Smith.

 

La «follia sublime» di Francesco

Giusto quarant’anni fa Raffaele Crovi, editor di Camunia, pubblicava un prezioso volumetto dal titolo Tre follie. Ne era autore un prete noto come originale pensatore: Italo Mancini (1925-1993), il quale vi aveva raccolto le conversazioni radiofoniche che aveva tenuto nel 1985 nella rubrica “I giorni”: «un piccolo libro», lo definiva don Italo, ma importante, tanto che lo additava come il suo «fraterno testamento», in quanto rivelava che cosa aveva «pensato, creduto, sperato».

Un volume che, vent’anni fa, ho ripubblicato presso l’editrice Città Aperta, nella convinzione che esso offrisse spunti che, pur occasionati dalla contingenza, provocavano una riflessione tutt’altro che effimera, a partire dall’intervento che dà il titolo al libro: Tre follie (pp. 115-116).

Quali sono queste tre forme di follia? Mancini le denomina: crudele, insensata e sublime. “Follia crudele” è quella dei «sofferenti per le tante forme di malattia mentale, che dovrebbero fare di questi malati, innocenti e sofferenti, il prossimo nostro». “Follia insensata” è «la follia del quotidiano e delle sue immediatezze. Di chi si inginocchia di fronte all’inautentico, ai bisogni indotti e crudeli, la follia di quelli che bruciano incenso senza riserva critica davanti a tutti gli idoli. […] È la follia che non dobbiamo volere, come non si vuole la peste, la fame, la guerra».

“Follia sublime” è quella che «guida la vita con la sua logica straordinaria. Come quella di Gesù che accetta la croce per il male degli altri». Proprio questa è «la follia di Francesco, quando dichiara dolce stare con i lebbrosi. È la filosofia dei santi».

 

La santa follia di esistere per gli altri

Ed «è questa (ecco il punto su cui riflettere) la santa follia di chi vive per partecipare, di chi esiste-per-gli-altri (soprattutto se sofferenti, malriusciti o peccatori), di chi ha il coraggio di dire: chi non urla per la pace, per le minoranze ghettizzate, per la dignità della vita non può cantare l’alleluja».

Ecco, con semplicità e forza, colto il senso del Vangelo sine glossa di Francesco, il quale non divide l’amore di Dio da quello degli uomini. In questo “farsi prossimo” (espressione cara al cardinale Martini) sta anche il senso della democrazia da Bergson a Péguy, da Maritain a Mounier.

 

Patti Smith e il ritorno di Francesco

L’altro personaggio che segnalo è Patti Smith, di cui è stata pubblicata all’inizio di quest’anno una poesia intitolata Where Francis Walked e tradotta in italiano da p. Antonio Spadaro, Dove Francesco ha camminato, che l’ha anche commentata (su “Robinson”, il supplemento culturale di la Repubblica dell’8 febbraio 2026).

Proprio p. Spadaro (il gesuita che è stato molto vicino a papa Francesco) ci ricorda che San Francesco appartiene alla «genealogia spirituale adulta» della Smith: «non come santo da venerare, ma come modello di libertà poetica e di responsabilità radicale. […] Ciò che li unisce è una postura condivisa: vivere senza armature simboliche, abitare il mondo senza possederlo, cantarlo proprio perché ferito».

La poesia di Patti Smith costituisce un’invocazione per cercare la salvezza dallo smarrimento. Si apre con questi versi: «Smarrita in una selva / invocando una guida…» e prosegue: «Quando d’improvviso ho sentito / una presenza benevola […] Qui camminò Francesco / mite come il respiro degli agnelli». Ecco! «Ritorna / per consolare e calmare / il lupo disperato / che ribolle di solitudine / Un coro di campanelli / tintinnava che tutto va bene / dolce come una ninna nanna / Non ero più smarrita».

E la poesia si conclude con la natura che supplica «con tutta la sua anima / con desiderio virtuoso / Francesco, vieni, ritorna, / mentre i suoi passi si allontanavano».

 

Una traccia per la politica

Commenta p. Spadaro: «la presenza non resta. Non diventa idolo. Rimane però una traccia, che rimodella lo sguardo e il modo di stare al mondo», per cui si può ben affermare che questa poesia (da leggere nella sua interezza e mi scuso per i tagli che ho dovuto apportare) «è una meditazione sulla presenza: su come essa appaia, consoli e poi si ritiri».

Nulla concede alla ripetitività di una leggenda, ma si concentra sulla radicalità di una testimonianza che non passa e che, in particolare oggi, c’interpella.

E se la politica, iuxta propria principia certamente, provasse a ispirarsi al francescanesimo della fraternità e della pace?

Suppletive Reggio Calabria, alle 19 l’affluenza è al 10,26%

Roma, 27 set. (askanews) – E’ del 10,26%, alle ore 19, l’affluenza nel collegio di Reggio Calabria dove si vota per le elezioni suppletive per un seggio alla Camera dei deputati.

Alla stessa ora nel settembre 2022 aveva votato il 35,48 degli aventi diritto. Ci sarebbe dunque un netto calo (-25% circa) sebbene vada sottolineato che quattro anni fa si votò in un solo giorno, mentre in questo caso i seggi sono aperti anche nella giornata di domani, dalle 7 alle 15.

Sembra quindi confermarsi il trend già registrato alle 12, quando aveva votato il 3,43%.

Calcio, Mancini: "Italia, dobbiamo rimanere tranquilli"

Roma, 27 set. (askanews) – È iniziata con una sconfitta la seconda era di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana. Dopo il ko per 2-0 contro il Belgio all’Olimpico, gli azzurri tornano subito in campo nella Nations League: lunedì alle 20.45 la sfida alla Turchia a Bursa. Alla vigilia del match, il ct ha parlato a Sky Sport, annunciando anche alcuni cambiamenti nella formazione.

“Dobbiamo rimanere tranquilli e non essere agitati come sta accadendo. Abbiamo giocato contro una squadra forte come il Belgio, che poteva metterci in difficoltà e lo ha fatto. La squadra nel secondo tempo ha reagito bene. Le partite sono fatte di episodi: poteva cambiare la partita, ma il Belgio ha meritato di vincerla. Adesso ce n’è un’altra, abbiamo la possibilità di fare meglio. Cambieremo qualcosa e valuteremo altri giocatori”, ha spiegato Mancini.

Il turnover sarà necessario anche per le condizioni dei giocatori, alle prese con un calendario fitto. “A livello di uomini cambiamo perché è impossibile giocare per un calciatore quattro partite così ravvicinate. E poi possiamo valutare altri giocatori in partite importanti”, ha sottolineato il tecnico.

Mancini ha poi difeso Romano dalle critiche dopo la prestazione contro il Belgio. “Non mi toccano. Romano ha fatto un’ottima partita, gli errori capitano a tutti e anche a giocatori più esperti. È normale. Siamo felici per quello che ha fatto contro il Belgio”.

Sul prossimo avversario, il ct non si aspetta una partita semplice: “La Turchia è forte, ha giocatori di talento nonostante siano usciti al girone al Mondiale. Sarà una partita difficile”.

Infine, un tuffo nel passato con il ricordo della coppia formata con Vincenzo Montella alla Sampdoria nella stagione 1996/97. “Eravamo insieme, si va un po’ indietro nel tempo. Sicuramente è importante essere ancora qua a questi livelli. Nonostante la sua stazza fisica era velocissimo e bravissimo tecnicamente. E sentiva il gol come pochi, ecco perché ha fatto una carriera straordinaria”.

Carburanti, Meloni: da IP importante segnale, impegno governo prosegue

Roma, 27 set. (askanews) – “Dopo Eni, anche IP ha scelto di limitare il prezzo dei carburanti su tutto il territorio nazionale. È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti. Desidero ringraziare per questo il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf”. Lo afferma in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Il governo – aggiunge – continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa”.

Scuola, Valditara: bambini strumentalizzati per striscioni stile woke

Roma, 27 set. (askanews) – “Le polemiche sollevate dalla sinistra in merito al decreto legge approvato dal governo dimostrano una grave immaturità politica di chi non vuole affrontare il dibattito in modo costruttivo e pacato, partendo dalla onesta considerazione dei dati della realtà. Anziché discutere sulla applicazione di queste misure di buon senso, persino oggettivamente ‘progressiste’, politici, sindacalisti, giornalisti e intellettuali di opposizione si sono scatenati in una ridda di insulti. Si è arrivati persino alla strumentalizzazione di bambini costretti a scrivere striscioni antigovernativi in stile woke”. Lo scrive su Facebook “. Lo scrive su Facebook il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara.

Carburanti, Tajani: tetto al prezzo anche da Ip, noi di Fi avevamo ragione

Roma, 27 set. (askanews) – “Dopo Eni anche Ip applicherà dei limiti al prezzo dei carburanti su tutto il territorio italiano. Proprio ad inizio settembre avevo chiesto a Rovshan Najaf, presidente di Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan che controlla Italiana petroli (IP), di andare in questa direzione. Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani. Noi di Forza Italia avevamo ragione”. Lo scrive su Facebook il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani.

+Superbike: Lecuona vince a Cremona, Bulega è campione del mondo

Roma, 27 set. (askanews) – Nicolò Bulega è campione del mondo Superbike 2026. Al pilota italiano della Aruba.it Racing-Ducati è bastato il secondo posto in Gara 2 a Cremona per conquistare matematicamente il titolo della classe regina delle derivate di serie, il primo della sua carriera e il primo di un italiano in sella a una Ducati.

La gara è stata vinta dal compagno di squadra Iker Lecuona, che completa così un weekend perfetto dopo i successi ottenuti nelle altre prove disputate a Cremona. Bulega ha invece amministrato la corsa, chiudendo alle sue spalle e assicurandosi i punti necessari per festeggiare il titolo con largo anticipo rispetto alla conclusione della stagione.

A 26 anni, il pilota emiliano entra così nell’albo d’oro della Superbike e diventa il secondo italiano campione del mondo della categoria negli ultimi 14 anni dopo Max Biaggi, iridato nel 2010 e nel 2012.

Sul podio di Cremona anche un altro italiano, Yari Montella, terzo al traguardo. Nella top ten hanno chiuso inoltre Stefano Surra, Lorenzo Baldassarri, Axel Bassani e Andrea Locatelli.

Per Bulega è il coronamento di una stagione da protagonista assoluto, culminata con la conquista matematica del titolo davanti al pubblico italiano. A Cremona la festa Ducati è doppia: Lecuona firma la vittoria, Bulega conquista il mondiale.

Trump ad Axios: in settimana nuovi colloqui con Teheran

Roma, 27 set. (askanews) – Il giorno dopo aver respinto una proposta iraniana, il Presidente americano Donald Trump ha detto ad Axios che i negoziatori americani dovrebbero avviare nuovi colloqui con Teheran questa settimana.

“Mi aspetto altri colloqui con l’Iran (questa settimana). Vogliono raggiungere un accordo, ma non è quello che voglio io. È un’intesa che forse avremmo accettato un anno fa. Hanno sopravvalutato la propria posizione”, ha detto Trump in un’intervista telefonica.

Due fonti regionali hanno confermato ad Axios che un altro round di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran dovrebbe tenersi già a partire da domani.

Alla domanda se stia valutando la ripresa di attacchi contro l’Iran, Trump ha risposto: “Ci penso sempre”.

Vela, America’s cup, Luna Rossa da impazzire trionfa a Napoli

Roma, 27 set. (askanews) – Luna Rossa conquista a Napoli la Preliminary Regatta della 38ª America’s Cup e lo fa nel modo più spettacolare: vincendo anche il match race finale contro Emirates Team New Zealand, il Defender che potrebbe essere il grande rivale nella sfida del 2027.

Davanti a un Lungomare Caracciolo gremito, l’AC40 italiano completa una giornata perfetta. Prima il dominio nelle ultime due prove di flotta, poi la finale contro i neozelandesi, condotta dall’inizio alla fine senza lasciare spazio alla rimonta. Al traguardo Luna Rossa precede New Zealand di 17 secondi e fa esplodere la festa a bordo.

La giornata era iniziata con il successo nella settima prova di flotta, risultato che aveva praticamente assicurato agli italiani l’accesso al match race. Emirates Team New Zealand aveva chiuso seconda, mentre Alinghi, ottava, perdeva definitivamente terreno nella corsa alla finale. Luna Rossa non si è però accontentata e ha vinto anche l’ottava e ultima prova, davanti a La Roche-Posay, con i francesi secondi a 29 secondi. Per New Zealand un settimo posto dopo una vistosa spanciata.

Poi il confronto diretto, quello più atteso. Luna Rossa parte davanti e non concede nulla. Il vantaggio cresce progressivamente: 10 secondi al primo gate, poi 12, 14 fino ai 17 secondi sul traguardo. Una regata sempre nelle mani dell’equipaggio italiano, mentre i neozelandesi non riescono mai a mettere davvero in discussione il risultato.

A bordo esplode la festa. Peter Burling, Marco Gradoni, Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini si abbracciano, arrivano lo spumante e lo stendardo dei vincitori. Festa anche per Max Sirena e per tutto il team Luna Rossa, che replica a Napoli il successo ottenuto nella Preliminary Regatta di Cagliari.

“Credete in voi e inseguite i vostri sogni perché si avverano”, ha detto Maria Giubilei al termine della regata, in uno dei momenti più emozionanti della giornata.

Napoli saluta così una quattro giorni di vela e spettacolo che ha riportato l’America’s Cup al centro del Golfo. Luna Rossa chiude con una vittoria pesante, battendo in finale proprio il Defender. Per il grande appuntamento del 2027, però, ci sarà ancora da aspettare: da maggio si tornerà a fare sul seri

Calcio, Parma-Carlos Cuesta, risoluzione consensuale.

Roma, 27 set. (askanews) – Carlos Cuesta non è più l’allenatore del Parma. Il club ha ufficializzato la decisione dopo un confronto interno con l’allenatore, comunicando che sono venute meno le condizioni per proseguire il progetto sportivo. Cuesta lascia dopo la salvezza conquistata nella scorsa stagione e un avvio di campionato più complicato, con quattro punti nelle prime cinque giornate. La seduta di lunedì sarà affidata allo staff tecnico del club con la società che è già al lavoro per individuare il sostituto. Nella lista dei nomi valutati ci sono Roberto D’Aversa, per cui si tratterebbe di un ritorno, e Alberto Gilardino.

Il comunicato del Parma: “Parma Calcio 1913 comunica che Carlos Cuesta non è più l’allenatore della prima squadra maschile. A seguito di un confronto interno tra società e allenatore, si è convenuto che non vi erano più i presupposti tra le parti per proseguire il rapporto professionale, in particolare in merito allo sviluppo del progetto sportivo. Sono venute a mancare, infatti, le condizioni necessarie affinché si potesse proseguire il lavoro intrapreso e si è giunti a questa decisione condivisa. La seduta di allenamento di domani pomeriggio, lunedì 28 settembre, sarà affidata allo staff tecnico del Club, in attesa di ulteriori sviluppi in merito alla nuova guida tecnica. A Carlos Cuesta ed al suo staff vanno i più sentiti ringraziamenti da parte del Presidente Kyle J. Krause, del CEO Federico Cherubini, della direzione sportiva e di tutta la società per questi mesi di lavoro, impegno e dedizione dimostrati ogni giorno e il più caloroso augurio per un futuro, sia professionale che umano, ricco di soddisfazioni e successi”.

Gaza, l’ex ministro Gallant: messaggio di Hamas allo Shin Bet prima del 7 ottobre

Roma, 27 set. (askanews) – L’ex ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha dichiarato oggi che Israele ricevette un messaggio da Hamas tramite un canale dello Shin Bet, in cui il leader di Hamas, Yahya Sinwar, avvertiva che avrebbe “fatto tremare le prigioni”.

Parlando alla radio dell’esercito, Gallant ha detto di aver appreso dalla stampa dell’esistenza di avvertimenti trasmessi al premier israeliano da Emirati Arabi Uniti ed Egitto prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

“Non so se sia vero o meno, anche se il numero di fonti sta aumentando – ha detto – ammettendo che sia vero, quando il primo ministro riceve un avvertimento dal leader di un altro Paese, questo non costituisce un suo asset politico, ma un’informazione di sicurezza di pertinenza dell’apparato della difesa”.

Nel corso dell’intervista l’ex ministro ha poi affermato che il premier Benjamin Netanyahu ha tenuto all’oscuro alti funzionari della sicurezza, compreso il ministro della Difesa, su conversazioni delicate avute con funzionari dell’amministrazione americana durante il conflitto seguito all’attacco di Hamas: “Più volte sono venuto a conoscenza di conversazioni importanti avute da Netanyahu sulle questioni più sensibili, ostaggi e munizioni, soltanto quando gli americani contattavano il mio ufficio per verificare quanto aveva detto loro Netanyahu”.

Il Papa: impossibile considerare normale togliere la vita

Roma, 27 set. (askanews) – “È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”. E’ il monito di Papa Leone, lanciato a Lourdes, nell’incontro con gli operatori e gli assistiti della struttura, all’Accueil Notre-Dame”.

“La persona umana è ‘degna’ per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità – ha aggiunto il Pontefice -. La sua dignità non si misura e non si discute. So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità”. “Al contrario – ha proseguito il Papa – è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta”.

Ai, Axios: verifiche OpenAI e Anthropic su migliaia di incidenti di sicurezza

Roma, 27 set. (askanews) – “OpenAI, Anthropic e alcuni ricercatori nel campo della sicurezza informatica stanno indagando su decine di migliaia di incidenti in cui i loro modelli di frontiera hanno compiuto azioni che valutatori esterni considererebbero problematiche”. Lo riporta l’agenzia statunitense Axios secondo quanto riferito da alcune fonti.

“Gli episodi – scrive Axios – includono l’elusione delle misure di sicurezza, la creazione di bacheche, la fuga dalle sandbox, il dirottamento di siti web, l’utilizzo di comandi automatici o tentativi di aggirare i sistemi di monitoraggio, secondo quanto riferito dalle fonti. Si sono verificati durante i test interni e nel mondo reale, e molti non sono ancora stati resi pubblici poiché i ricercatori di sicurezza continuano a indagare, secondo quanto riferito da alcune fonti”.

“Gli incidenti variano in gravità e sono paragonabili alle rivelazioni di OpenAI degli ultimi giorni. Comprendono sia tentativi riusciti di aggirare le misure di sicurezza, sia tentativi falliti, e la maggior parte, finora, non sembra aver causato danni reali. Secondo alcune fonti, il totale potrebbe superare di gran lunga le decine di migliaia”.

“Negli ultimi giorni, OpenAI e ricercatori esterni hanno rivelato una serie di episodi riguardanti il comportamento dei modelli nei sistemi dell’azienda, che alcuni esperti considerano preoccupanti. Tra questi figurano la diffusione online di 53 immagini di utenti di ChatGPT da parte di agenti di OpenAI, la violazione di un sito web del governo australiano e i tentativi di hackerare altri siti, tra cui quello del governo statunitense, secondo quanto riportato dall’azienda, da fonti e da reportage di Reuters e del New York Times”.

OpenAI ha annunciato la sospensione dell’addestramento dei suoi modelli più performanti e ha dichiarato che lo riprenderà “solo quando saremo certi di aver implementato ulteriori misure di sicurezza e miglioramenti nell’allineamento”, ha affermato un portavoce ad Axios.

“Le persone vogliono sapere che l’Ai viene sviluppata in modo sicuro, e questo inizia da ciò che aziende come la nostra fanno noi stesse”, ha dichiarato un portavoce di OpenAI ad Axios.

“Non è la prima volta che ci fermiamo per adottare tali misure, né prevediamo che sarà l’ultima, dato che le capacità dell’Ai continuano a progredire”.

“Anthropic – scrive Axios – ha incaricato un’organizzazione esterna specializzata in sicurezza di esaminare il comportamento dei suoi modelli. Nei documenti resi pubblici, l’azienda ha reso nota la frequenza degli episodi di disallineamento”.

Nasce la "Carta di Fiuggi" per la crescita delle pmi

Milano, 27 set. (askanews) – Più competitività, accesso al credito e apertura ai mercati esteri: sono i temi al centro della giornata conclusiva del Trentennale di Confimprese Italia, che si chiude oggi a Fiuggi con la sottoscrizione della “Carta di Fiuggi”. Il documento raccoglie le proposte emerse nei tre giorni di confronto tra imprese, istituzioni, mondo finanziario, diplomazia e delegazioni estere.

La giornata conclusiva è dedicata in particolare all’internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese, con il confronto sulle opportunità di cooperazione economica e sull’accesso ai mercati internazionali. Al centro anche gli strumenti finanziari necessari a sostenere investimenti e crescita, soprattutto per le imprese di minori dimensioni.

“Le micro, piccole e medie imprese rappresentano una componente essenziale del tessuto economico europeo e svolgono un ruolo determinante per la crescita, l’occupazione e la coesione dei nostri territori – ha sottolineato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto -. L’Europa deve accompagnare questo percorso favorendo investimenti, semplificazione e strumenti capaci di sostenere concretamente chi fa impresa”.

Per la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, “dobbiamo costruire un’Europa sempre più vicina alle imprese e ai territori, capace di ascoltare chi produce, investe e crea lavoro”, accompagnando le Pmi “nelle sfide della competitività e dell’internazionalizzazione”. Nel corso dei lavori sono intervenute anche rappresentanze diplomatiche e delegazioni estere di Tunisia, Ungheria, Panama, Albania, Cina e Corea. Il confronto ha affrontato il tema dell’internazionalizzazione non soltanto come possibilità di esportare prodotti, ma come costruzione di relazioni economiche, reti imprenditoriali, scambio di competenze e cooperazione tra territori e Paesi.

La “Carta di Fiuggi” rappresenta l’esito dei tre giorni di lavori e raccoglie le priorità individuate da Confimprese Italia sui temi della competitività, del lavoro, del welfare, dell’innovazione, dell’accesso al credito e dell’internazionalizzazione.

A chiudere il Trentennale è il presidente nazionale di Confimprese Italia Guido D’Amico. “Abbiamo voluto celebrare i trent’anni di Confimprese Italia non guardando soltanto alla strada percorsa, ma soprattutto a quella che abbiamo davanti. In questi tre giorni Fiuggi è diventata un luogo di confronto tra Governo, Europa, istituzioni, imprese, professionisti e rappresentanze internazionali. Da questo confronto nasce la Carta di Fiuggi: non un documento celebrativo, ma un impegno concreto che vogliamo mettere a disposizione delle istituzioni per costruire politiche capaci di accompagnare le micro, piccole e medie imprese nelle sfide del lavoro, dell’innovazione, della competitività e dell’internazionalizzazione. Dopo trent’anni, la nostra responsabilità è continuare a rappresentare l’Italia che produce e darle gli strumenti per essere protagonista anche nei prossimi trent’anni”.

In Toscana dal 3/10 mostra fotografica ‘Lo sguardo (che) conta’

Roma, 27 set. (askanews) – Il 3 ottobre al museo Territorio Ambiente Cultura di Castell’Azzara, in provincia di Grosseto, viene inaugurata la mostra fotografica ‘Lo sguardo (che) conta’, promossa dall’Archivio centrale dello Stato. L’esposizione, a cura di Maila Iacovelli e Chiara Ronchini con testi di Emilia Guidotti, riunisce il patrimonio fotografico sulle bonifiche nella Maremma toscana e sul contesto minerario con gli archivi presenti sul territorio, pubblici e privati. Tra questi, l’Archivio del parco nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata, gli Archivi Minerari Amiatini Riuniti, la fototeca della Maremma, l’archivio del Comitato ex minatori Selvena, l’archivio della casa editrice Effigi, e archivi privati, tra cui quello del fotografo Antonio Ruffaldi Santori.

Un racconto corale che è memoria viva, dove le persone, i luoghi e le trasformazioni di ieri si legano al tempo presente.

La mostra verrà inaugurata con una giornata di confronto su ‘Fotografia e archivi fotografici tra comunità, storia, memoria e futuro’, con la partecipazione di diverse realtà e persone del territorio: il Comune e la proloco di Castell’Azzara, l’associazione Amici dell’Orso, la Società italiana per lo studio della fotografia, oltre all’Acs e alla soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana.

Il progetto include lo svolgimento di laboratori fotografici con ragazze e ragazzi della scuola secondaria e dell’Associazione Pollyanna che si concretizzeranno in una mostra conclusiva, visibile dal 7 novembre nelle strade di Castell’Azzara.

L’iniziativa è realizzata grazie al sostegno de Il Museo rigenera – Ed. Fotografia, promosso dalla Direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura.

Calcio, Scalvini rinnova con l’Atalanta fino al 2031

Roma, 27 set. (askanews) – Giorgio Scalvini festeggia il prolungamento del contratto con l’Atalanta con parole che raccontano il legame con il club e con Bergamo. “Atalanta è una vera e propria famiglia, mi sento a casa anche con le persone che lavorano dietro le quinte. Cercherò sempre di dare il massimo in campo”, ha detto il difensore classe 2003 attraverso il canale YouTube della società.

“Sono felicissimo, ringrazio la società, la famiglia Percassi e Pagliuca. Con Luca Percassi ho un rapporto più stretto, mi ha visto crescere fin da bambino. Il nuovo direttore sportivo Cristiano Giuntoli è stato importante per il rinnovo”, ha spiegato Scalvini, che ha poi rivolto un pensiero agli allenatori e ai compagni incontrati nel corso della sua crescita: “Ci tengo a ringraziare allenatori e compagni dal settore giovanile alla prima squadra, con loro sono cresciuto diventando la persona e il calciatore che sono”.

Tra i ricordi più importanti della sua esperienza nerazzurra c’è naturalmente il trionfo in Europa League: “E’ stato il gradino più alto per me e l’Atalanta, una notte indimenticabile”. A livello personale, invece, il momento simbolo resta l’esordio in Serie A, il 24 ottobre di cinque anni fa contro l’Udinese: “E’ stato qualcosa di fantastico, un sogno che si realizzava”.

Scalvini ha ricordato anche gli anni trascorsi nel settore giovanile: “Era bello quando ci allenavamo e al di là della siepe c’era la prima squadra, magari arrivava qualche pallone. Sarebbe bellissimo che anche gli altri ragazzi che giocano nel nostro settore giovanile potessero arrivare in prima squadra”.

Infine, un messaggio ai tifosi: “Sono fantastici, ci supportano e ci sono sempre. Posso assicurare che noi calciatori onoriamo il motto ‘la maglia sudata sempre'”.

Calcio, Mancini divide il gruppo: 10 Azzurri non partono

Roma, 27 set. (askanews) – La Nazionale è in partenza per Bursa, dove domani sera (ore 21.45 locali, le 20.45 italiane – diretta su Rai 1) all’Atatürk Spor Kompleksi affronterà la Turchia nel secondo match del girone di Nations League.

Con l’obiettivo di gestire al meglio la preparazione in vista delle partite in programma con la Francia a Parigi e di nuovo contro la nazionale turca a Bologna e non sottoporre tutta la rosa ad un faticoso trasferimento in Turchia, il Ct Roberto Mancini ha deciso di organizzare un programma di allenamento specifico presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano per Honest Ahanor, Nicolò Barella, Diego Coppola, Samuele Inacio, Eddy Kouadio, Daniel Maldini, Gianluca Mancini, Massimo Pessina, Samuele Ricci e Mohamed Alì Zoma, mettendo loro a disposizione una parte dello staff tecnico e performance (Massimo Maccarone, Cristiano Lupatelli, Giulio Nuciari e Luca Bossi), nonché di quello medico-fisioterapico.

I pasdaran affermano di aver catturato un sottomarino Usa nello Stretto di Hormuz

Roma, 27 set. (askanews) – I Guardiani della Rivoluzione Islamica dell’Iran hanno annunciato di aver catturato un veicolo sottomarino senza pilota americano “Remus 600”, usato per attività di spionaggio nello Stretto di Hormuz.

“I militari della Marina dei Guardiani della rivoluzione islamica, nel corso di un’operazione complessa e coordinata, con attività di intelligence e guerra elettronica, sono riusciti a intercettare un sottomarino senza pilota dell’esercito terroristico americano che operava nello Stretto di Hormuz a fini di spionaggio”, recita il comunicato riportato dall’agenzia di stampa Tasnim, in cui si precisa che si tratta di un “Remus 600” .

Il Papa: cessino le guerre, sia fatta pace tra i popoli in conflitto

Roma, 27 set. (askanews) – Nuovo, potente e forte appello di Papa Leone, per la pace nel mondo. Da Lourdes, il Pontefice rivolge “un appello che sento forte nell’animo trovandomi in questo luogo. Oggi invito tutti i fedeli e tutte le comunità cristiane a pregare il santo rosario durante il prossimo mese di ottobre con l’intenzione speciale affinché cessino le guerre, sia fatta pace tra i popoli in conflitto”.

“Accompagniamo la preghiera con atti concreti di penitenza e di misericordia e con l’impegno di favorire sempre il dialogo della riconciliazione”, ha concluso il Papa prima della recita dell’Angelus.

Blocca la statale per girare un video, trapper ‘Bratan’ rimpatriato in Moldavia

Milano, 27 set. (askanews) – Il trapper moldavo Nicolae Novacenko, conosciuto con lo pseudonimo di ‘Bratan’, è stato rimpatriato per “pericolosità sociale”. Lo annuncia sui social il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“Rimpatriato il trapper ‘Bratan’: aveva bloccato la Milano-Meda per realizzare un video musicale non autorizzato, mettendo in grave pericolo la sicurezza degli automobilisti in transito – scrive il titolare del Viminale -. Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi di diversi profili social, hanno permesso di identificarlo come il motociclista alla guida del gruppo che aveva paralizzato la circolazione. In considerazione della sua pericolosità sociale, gli è stato revocato il permesso di soggiorno ed è stato imbarcato sul primo volo diretto nel suo Paese di origine”.

Etna, l’aeroporto di Catania proroga la sospensione dei voli

Milano, 27 set. (askanews) – L’aeroporto di Catania resta chiuso fino alle 23.59 di oggi, domenica 27 settembre, a causa della presenza in atmosfera di cenere vulcanica emessa dall’Etna e della direzione dei venti prevalenti. Lo comunica Sac, la società di gestione dello scalo, spiegando che “è stato disposto il prolungamento della chiusura degli spazi aerei corrispondenti al settore C1”.

Pertanto “sono sospese tutte le attività di volo, sia in arrivo sia in partenza, fino alle 23.59” riferisce la società invitando i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto. Seguiranno ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore.

Ucraina, Zuppi vola a Mosca: "Missione umanitaria di 3 giorni"

Roma, 27 set. (askanews) – Il cardinale Matteo Zuppi, inviato speciale di Papa Leone XIV per l’Ucraina e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sarà oggi a Mosca per una missione di tre giorni. Lo riferisce la Tass.

Da domani fino al 30 settembre, il porporato terrà una serie di incontri nella capitale russa per discutere delle modalità con cui risolvere le questioni umanitarie e trovare soluzioni alla crisi ucraina.

“Gli incontri con i funzionari russi sono in programma per lunedì, martedì e mercoledì. Tutto ciò rientra nella missione umanitaria che mi è stata affidata inizialmente da Papa Francesco e poi confermata da Papa Leone XIV – dichiara Zuppi all’agenzia Tass -. Mi è stato chiesto di sostenere gli sforzi delle parti per affrontare le questioni relative ai bambini, agli scambi di prigionieri e ai problemi dei civili derivanti dal conflitto”. “Il cardinale Matteo Zuppi è sempre il benvenuto a Mosca”, ha detto da parte sua l’ambasciatore russo presso la Santa Sede, Ivan Soltanovsky, in una intervista su Avvenire.

Secondo Zuppi, tra le altre cose, le parti verificheranno se tutti i civili sfollati con la forza dai militari ucraini dalla regione di Kursk siano tornati a casa. “Stiamo prendendo in considerazione tutte le richieste sia della parte ucraina che di quella russa nel quadro del dialogo già avviato. Desideriamo sviluppare ulteriormente questo dialogo poiché sappiamo quanta sofferenza causi la guerra. Stiamo cercando di contribuire a porvi fine”, ha concluso il cardinale alla Tass.

Rimonta l’anticiclone: temperature in aumento, picchi fino a 31 gradi

Milano, 27 set. (askanews) – Il quadro meteorologico sull’Italia si avvia verso una fase di generale stabilità. Già dalla giornata di domenica 27 settembre le condizioni atmosferiche mostreranno un netto miglioramento su tutto il territorio nazionale, con il sole che tornerà a prevalere in modo diffuso da Nord a Sud a causa di una netta rimonta dell’alta pressione. Salvo il transito di qualche velatura o di locali e innocue stratificazioni nuvolose, la giornata festiva trascorrerà con ampio soleggiamento ovunque.

Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, evidenzia come questo ripristino dell’alta pressione garantirà giornate ampiamente soleggiate anche per l’avvio della nuova settimana, quando si assisterà a un nuovo aumento delle temperature massime. Tra lunedì e martedì si potranno infatti raggiungere punte diffuse di 29-31°C, riproponendo un contesto termico d’impronta tipicamente estiva durante le ore centrali della giornata.

Se i valori diurni torneranno su livelli superiori alla media del periodo, le ore notturne e del primo mattino racconteranno uno scenario differente. L’avanzare della stagione e la progressiva riduzione delle ore di luce favoriranno un’accentuata dispersione del calore nei bassi strati dopo il tramonto. Questo meccanismo genererà un’ampia escursione termica giornaliera, particolarmente marcata nelle vallate e nelle pianure interne del Centro-Nord: a fronte di massime vicine ai 30°C, le temperature minime della notte e dell’alba potranno scendere fin verso i 12-13°C.

Per assistere a un possibile cambio di scenario e al ritorno di una fase più dinamica o umida bisognerà attendere almeno i primi giorni di ottobre, indicativamente attorno al 3-4 del mese, ma la tendenza andrà monitorata con i prossimi aggiornamenti.

Carburanti, Urso: pronti a sostenere le famiglie a basso reddito

Milano, 27 set. (askanews) – Contro il caro carburanti “sono state lanciate misure mirate come il credito d’imposta per gli autotrasportatori e altre sono in fase di definizione dal Mef per il sostegno ai lavoratori e alle famiglie a più basso reddito”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, difendendo le misure adottate dal governo e rilanciando la necessità di aumentare la produzione delle raffinerie italiane.

Quanto alla scelta di non intervenire da subito con misure mirate, il ministro osserva: “Sì, espressi subito queste considerazioni in Parlamento, pochi giorni dopo il deflagrare del conflitto, ma è prevalsa la speranza che giungesse presto una soluzione negoziale. Per questo si optò per una misura generalizzata”. Una scelta, aggiunge, “in sintonia con quanto fece il governo Draghi, che nel 2022 utilizzò oltre sette miliardi di euro per il taglio delle accise”.

Sul caro vita Urso sottolinea: “Quando siamo arrivati al governo, nell’ottobre del 2022, era al 12,6%, ben sopra la media europea”. Negli anni successivi, sostiene, “abbiamo garantito un’inflazione bassa: l’1% nel 2024, l’1,5% lo scorso anno, sempre ben al di sotto della media europea. E anche oggi, con il nuovo conflitto, l’inflazione resta ancora sul filo del 3%; quella del cosiddetto carrello della spesa allo 0,9%”.

Quanto alla decisione di Eni di mettere un tetto al prezzo dei carburanti, Urso afferma: “Apprezziamo la scelta responsabile dell’Eni e auspichiamo che altri seguano l’esempio. A dimostrazione dell’autorevolezza di questo governo e della credibilità che si è conquistata nel campo. Senza forzature”. Urso esclude la necessità di intervenire sugli extraprofitti per finanziare nuovi tagli alle accise, sostenendo che “le misure strutturali le abbiamo già messe in campo”. E cita “il forte incremento dell’energia rinnovabile, più 40% in tre anni”, la struttura commissariale “per aumentare l’estrazione di gas e petrolio dai nostri giacimenti”, gli accordi con Algeria e altri partner africani, il ddl sul nucleare e “la costituzione di Nuclitalia, per realizzare i reattori di nuova generazione”.

Sul fronte della raffinazione, alla domanda sulla possibilità di aumentare la produzione di carburanti, Urso risponde: “Penso di sì, tanto più che in questi anni abbiamo preservato le raffinerie italiane, mentre altri in Europa continuavano a chiuderle”. Il ministro cita in particolare “quanto abbiamo fatto per salvaguardare la prima raffineria italiana, l’Isab di Priolo, con il primo decreto della legislatura e accompagnandola ora nel ritorno in mani italiane”.

“Lo stesso abbiamo fatto, esercitando con sapienza la golden power, nel passaggio di proprietà di Saras e IP”, aggiunge Urso, ricordando inoltre che l’Italia “è avanti rispetto ad altri Paesi europei anche per quanto riguarda le bioraffinerie”. “A breve inaugureremo anche il cantiere di Eni Versalis a Priolo”, conclude.

Per Urso, la riduzione del numero delle raffinerie in Europa è stata “miope”: “Altri lo hanno fatto, noi abbiamo difeso quel che avevamo, anche perché abbiamo capito prima di altri che la sicurezza energetica ed economica diventa prevalente in un mondo in cui prevale il conflitto”.

E sulla richiesta del presidente francese Emmanuel Macron alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di intervenire sulla raffinazione, il ministro osserva: “L’obiettivo è giusto, ovviamente. Il prontuario tecnico non è del tutto adeguato. Comunque lo stiamo analizzando con gli altri ministeri competenti”.

Carburanti, nuovo rialzo: benzina a 2,159 euro e diesel a 2,377

Milano, 27 set. (askanews) – Nuovo rialzo dei prezzi dei carburanti in Italia. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi, domenica 27 settembre, il prezzo medio della benzina in modalità self service sulla rete stradale nazionale è salito a 2,159 euro al litro, contro i 2,158 euro di ieri. Il gasolio raggiunge invece quota 2,377 euro al litro, in aumento dai 2,357 euro di sabato.

Sulla rete autostradale il prezzo medio del self service è di 2,254 euro al litro per la benzina, rispetto ai 2,252 euro di ieri, e di 2,459 euro al litro per il gasolio, contro i 2,439 euro di sabato.

Uk, allarme esplosivi vicino a una base della Raf: arresti ed evacuazioni

Milano, 27 set. (askanews) – Allarme per la possibile presenza di esplosivi nei pressi della base della Raf di Fairford, nel Gloucestershire, nel sud-ovest dell’Inghilterra. La polizia ha dichiarato un “major incident”, arrestato diversi uomini con l’accusa di reati ai sensi dell’Explosives Act e disposto l’evacuazione di alcune abitazioni nell’area di Whelford, vicino alla base. Lo riferiscono le principali testate britanniche, tra cui BBC e The Independent, citando la polizia del Gloucestershire.

Gli artificieri dell’esercito britannico stanno esaminando alcuni veicoli, mentre nell’area è stato istituito un cordone di sicurezza.

“I residenti locali vengono evacuati verso un vicino centro ricreativo”, ha comunicato la polizia che ha precisato: “Riteniamo che l’incidente sia sotto controllo”.

Il Papa: guerre e morti innocenti vengono dal cuore dell’uomo

Roma, 27 set. (askanews) – “Come potrebbero i nostri cuori non sentirsi interpellati di fronte ai conflitti sempre più diffusi, che distruggono tante vite innocenti?”: è il richiamo di Papa Leone di fronte a oltre 150mila fedeli radunati nella spianata del Santuario di Lourdes per la solenne messa.

“Eppure il male che affligge la nostra epoca – osserva il Papa – proviene dal cuore dell’uomo, Dio non ne è responsabile: ‘Non è la mia condotta che non è retta – dice ai figli d’Israele -, ma la vostra’. Sono quindi i cuori degli uomini che bisogna cambiare, a cominciare dal nostro”, conclude il Papa.

Tajani inciampa nel gergo delle Brigate Rosse

«Colpirne uno per educarne cento». Sentire pronunciare queste parole da Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, lascia quantomeno sconcertati. Ancora di più considerando il luogo nel quale sono state pronunciate: il “Villaggio della legalità” di Roma.

La frase è arrivata in risposta a una cittadina che, interrompendo l’intervento di Tajani, chiedeva maggiore sicurezza nelle borgate romane. Una richiesta certamente legittima, che riguarda un problema reale e merita risposte concrete da parte delle istituzioni. Tajani, nel sollecitare maggiore rigore nei confronti di chi delinque e nel criticare alcune decisioni della magistratura sulla convalida degli arresti, ha però utilizzato un’espressione che porta con sé un significato storico difficile da ignorare.

 

Quelle parole e la nostra storia

«Colpirne uno per educarne cento» è infatti un motto storicamente associato, in epoca contemporanea, alla Cina di Mao e alla logica della punizione esemplare. Ma per noi italiani quelle parole evocano qualcosa di ancora più vicino e doloroso: furono riprese dalle Brigate Rosse e comparvero nel 1972 sul cartello appeso al collo di Idalgo Macchiarini, dirigente della Sit-Siemens sequestrato a Milano.

Tajani non è nuovo a dichiarazioni imbarazzanti, sia sul piano politico sia in rapporto al ruolo istituzionale che ricopre. Ma non ci saremmo mai aspettati che proprio lui, esponente di un partito che ha fatto del garantismo una propria bandiera, ricorresse a una frase associata a un regime dittatoriale e giustizialista come quello della Cina di Mao e, nella storia italiana, a chi si attribuiva il “diritto” di applicare la cosiddetta giustizia proletaria: i terroristi delle Brigate Rosse.

 

La sicurezza non è una pena esemplare

Le reazioni non si sono fatte attendere. Da una parte i penalisti, che hanno respinto la logica delle “pene esemplari”; dall’altra la magistratura associata, che ha contestato parole considerate incompatibili con i principi dello Stato di diritto.

Non va assolutamente sottovalutata la richiesta di sicurezza espressa dalla signora presente all’iniziativa, soprattutto quando riguarda alcune aree delle periferie delle grandi città. Uno Stato democratico non può ignorare questa domanda né lasciare i cittadini nella sensazione di essere abbandonati.

Ma proprio perché la sicurezza è una cosa seria, non ha bisogno di slogan. Tanto meno di espressioni che appartengono alle pagine più dolorose della memoria collettiva del nostro Paese.

«Colpirne uno per educarne cento» non è una frase che rappresenta la legalità e non rappresenta lo Stato democratico. Ed è proprio in un “Villaggio della legalità” che sarebbe stato particolarmente importante ricordarlo.

 

Quando anche i moderati inseguono il populismo

Queste dichiarazioni, provenendo da un rappresentante dell’area moderata del centrodestra, suggeriscono infine una duplice riflessione sulla politica attuale e sulle prospettive a breve e medio termine del quadro politico e istituzionale.

Da una parte emerge il bisogno strutturale di organizzare uno spazio riformista, capace di diventare punto di riferimento per vasti ambienti della società civile. Dall’altra occorre prendere atto della pressione populista che attraversa l’attuale maggioranza di governo, anche per effetto della competizione politica aperta dalla presenza di Roberto Vannacci.

È una dinamica che rischia di spingere anche le componenti tradizionalmente moderate verso parole d’ordine estranee alla cultura delle garanzie e agli equilibri fissati dalla nostra Costituzione.

Da queste considerazioni non si potrà prescindere se vogliamo restituire al Paese la capacità di essere protagonista nei contesti internazionali, recuperando quella storica tradizione italiana di equilibrio, solidarietà e rispetto delle istituzioni.

È anche da qui che passa la difesa dei nostri valori costituzionali.

Dopo la Dc, cercasi classe dirigente

C’è una palese e persino violenta contraddizione che emerge in modo sempre più macroscopico. E cioè: in tutti i circoli e i salotti radical chic di sinistra del nostro Paese, periodicamente, si continua imperterriti a ridicolizzare, a umiliare se non addirittura a infangare la storia e l’esperienza politica e di governo cinquantennale della Democrazia Cristiana.

 

La Dc sul banco degli imputati

I vari Mieli, Gruber, Cazzullo, Formigli, Augias e compagnia cantante non perdono occasione, quando commentano le vicende politiche del passato, di emettere sentenze inappellabili contro il ruolo e il progetto politico e di governo della Dc. E, nello specifico, contro la sua classe dirigente. Cioè contro i leader e, soprattutto, gli statisti che hanno caratterizzato la storia del più grande partito popolare, interclassista e di massa del nostro Paese dal secondo dopoguerra in poi.

Ora, al di là del pregiudizio ideologico e politico, atavico e incallito, della cosiddetta “intellighenzia” di sinistra – politica, intellettuale, accademica, giornalistica e televisiva – è indubbio che proprio la classe dirigente della Dc continui a essere un “modello” per chiunque possa e voglia declinare una cultura di governo nel nostro Paese. E questo per svariate ragioni.

 

Una scuola di governo

Dallo “stile” inconfondibile di quei leader alla capacità di tradurre concretamente le istanze e le domande di larghi settori della società italiana in provvedimenti di governo; dalla coerenza sui “fondamentali” – penso, per fare un solo esempio, alla politica estera e a quella in materia istituzionale – al saldo ancoraggio alla cultura politica che storicamente ha caratterizzato quella esperienza. E, non ultimo per importanza, alla preparazione e alla competenza, politica e tecnica, che hanno sempre contraddistinto il comportamento concreto della classe dirigente di quel partito.

Alla luce di queste persino semplici considerazioni, sarebbe difficile, molto difficile, tracciare confronti seri e attendibili con le classi dirigenti contemporanee. E questo per la semplice ragione che non c’è alcun ingrediente che possa accomunare quella antica e lontana esperienza politica con quella attuale.

 

Una distanza che resta

Cultura di governo, cultura politica di riferimento, conoscenza e lettura della società in cui si agisce, stile istituzionale e competenza politica non sono tasselli intercambiabili.

Certo, quella era una classe dirigente che non rispondeva affatto alle costanti che oggi sono molto gettonate. E cioè: dal populismo al massimalismo, dall’estremismo al radicalismo. Perché queste sono derive che, anche senza il permesso dei salotti radical chic, sono e restano alternative e incompatibili con qualsiasi seria e credibile cultura di governo.

Derive che, purtroppo, sono perfettamente sovrapponibili alle attuali classi dirigenti. Presenti in dosi massicce sia nella coalizione di centrodestra sia, soprattutto, nell’attuale alleanza di sinistra e progressista.

 

Il confronto con l’oggi

Ecco perché, quando si continua a parlare della Dc e della sua classe dirigente, ci vorrebbe meno approssimazione da parte dei nostri predicatori radical chic. È del tutto comprensibile l’odio e il disprezzo radicati verso la Dc e verso tutto ciò che quel partito ha rappresentato nella storia politica e democratica del nostro Paese. Ma sarebbe curioso sapere quali siano state le classi dirigenti di governo più preparate, più competenti, più serie, più affidabili, più rappresentative, più credibili e più apprezzate a livello europeo e internazionale nella storia democratica italiana dal secondo dopoguerra in poi.

 

Una domanda ancora senza risposta

Sarebbe importante, al riguardo, che i vari Augias, Mieli, Cazzullo, Floris, Gruber e Formigli ci istruissero meglio e con maggiore approfondimento.

Anche perché molti di noi non si sono ancora accorti di questa straordinaria novità e, soprattutto, di questa rara autorevolezza politica e di governo delle classi dirigenti venute dopo quella espressa dagli uomini e dalle donne della Democrazia Cristiana.

A destra incombe Manzoni: il buon senso cede al senso comune

Il clima pre-elettorale si sta scaldando di giorno in giorno, al punto da lasciar pensare che qualcuno (o qualcuna…) potrebbe anche avere in animo un ricorso anticipato alle elezioni politiche. Certo, si tratta di una decisione che, Costituzione alla mano, non può essere presa da una sola forza politica, magari per un calcolo di propria convenienza, prescindendo da una verifica sulla maggioranza parlamentare. Su questo il Quirinale ha sempre tenuto il punto, in ogni situazione e con tutti i governi.

Tradotto significa che l’ansia da logoramento non è e non può essere un motivo valido e sufficiente per andare a elezioni politiche anticipate rispetto alla scadenza naturale della legislatura, nel settembre del prossimo anno.

 

La gara a chi la spara più grossa

Ciò nondimeno, assistiamo a un triste spettacolo pirotecnico nel quale sembra esserci in palio un premio da assegnare a chi la spara più grossa. È da questo clima che nasce la sguaiata boutade sul tetto al numero massimo di studenti stranieri nelle aule scolastiche.

Un’uscita priva di senso se si considera che già dal 2010 una circolare ministeriale – la n. 2 dell’8 gennaio, emanata dalla ministra Gelmini – prevedeva il limite del 30 per cento di ragazzi stranieri in aula. Negli anni questa circolare ha avuto, di fatto, un valore meramente indicativo, sia per scongiurare la chiusura di alcune scuole per mancanza di alunni, sia per le difficoltà e i costi derivanti dalla necessità di reperire spazi e risorse sufficienti a garantire il rispetto di quella percentuale.

Ma in un comizio arringa-folla non c’è spazio per fare un ragionamento e, molto spesso, non c’è spazio neanche per dire la verità. In questo clima elettorale sempre più rovente bisogna sparare il colpo più forte per non farsi scavalcare dai competitori. E, in questo caso, parliamo ovviamente della competizione che si sta sviluppando sul fronte destro.

 

L’attacco a Mattarella

Nel furore di questa competizione non si risparmia neanche un attacco al Presidente della Repubblica, accusato di aver emanato nel 1990, nella sua funzione di ministro dell’Istruzione, una circolare per invitare a evitare un’eccessiva concentrazione di ragazzi stranieri nelle aule.

Si tratta di un attacco insensato, visto che quella circolare di trentasei anni fa – in una situazione imparagonabile a quella odierna in termini di immigrazione – aveva un obiettivo esattamente opposto a quello che si vorrebbe contestare a Mattarella: favorire l’integrazione, evitando che i pochi ragazzi stranieri presenti in quel periodo fossero raccolti tutti in una stessa classe, determinando di fatto una loro ghettizzazione.

 

Il buon senso che non deve nascondersi

Stiamo indubbiamente attraversando un periodo storico difficile, nel quale sembra essersi spenta anche la luce in fondo al tunnel. Sergio Mattarella, nella giornata inaugurale dell’anno scolastico ad Amatrice, ha rivolto un appello a non rassegnarsi, a non abbassare la guardia nella difesa dei diritti e della dignità di ogni persona umana.

Perché non si precipiti proprio nella situazione descritta dal Manzoni, quando «il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune».

Fede e management, agli Altipiani di Arcinazzo l’etica entra nell’economia

Economia, ma a misura d’uomo

C’è una domanda che il progresso tecnologico rende ogni giorno meno eludibile: può l’economia crescere senza interrogarsi sulla qualità umana dello sviluppo? Agli Altipiani di Arcinazzo, il prossimo 3 ottobre, si proverà ancora una volta a rispondere mettendo attorno allo stesso

tavolo esperienze manageriali, cultura religiosa e riflessione sociale.

Torna infatti, per l’ottava edizione, il Meeting di Arcinazzo, nato per iniziativa dell’ingegnere Nicola Barone e divenuto negli anni un appuntamento stabile di confronto tra fede, economia e responsabilità d’impresa. Non un convegno specialistico, ma un luogo nel quale il linguaggio del management incontra quello della Dottrina sociale della Chiesa.

 

Dalla Rerum Novarum all’intelligenza artificiale

Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà la centralità della persona, con particolare attenzione alle trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale. Il percorso muove idealmente dalla Rerum Novarum di Leone XIII per arrivare alla Magnifica Humanitas di Leone XIV: dalla questione operaia della prima rivoluzione industriale alla nuova questione antropologica aperta dalla rivoluzione digitale.

Barone, manager con lo sguardo oltre l’impresa

È proprio qui che l’iniziativa riflette anche il percorso del suo promotore. Barone viene dal mondo delle telecomunicazioni e dell’innovazione: è presidente di TIM San Marino, incarico nel quale è stato confermato per il quarto mandato, e ha legato una parte significativa della propria esperienza professionale ai processi di digitalizzazione. Ma da tempo accompagna all’attività manageriale un’attenzione costante al dialogo tra tecnologia, etica e dimensione spirituale. Nel 2024, intervenendo a San Marino proprio sull’intelligenza artificiale, aveva posto al centro il rapporto tra automazione, lavoro e tempo restituito alle persone.

 

Il valore della continuità

Non è dunque casuale che Arcinazzo sia diventato, anno dopo anno, il luogo di questa ricerca. L’edizione precedente aveva già affrontato l’eredità della Rerum Novarum, Fratelli tutti, Dilexit nos e il rapporto fra intelligenza artificiale e intelligenza umana. Barone ha avuto soprattutto il merito della continuità: tenere insieme mondi che spesso procedono separati e riportare la discussione sull’innovazione alla sua domanda essenziale, quella sui fini.

Perché l’intelligenza artificiale può aumentare produttività e capacità decisionale. Ma resta all’uomo stabilire per chi, per che cosa e secondo quali principi debba essere impiegata. È su questo confine, assai più umano che tecnologico, che il Meeting di Arcinazzo prova ancora una volta a esercitare la propria voce.

La riflessione di Vittorio Possenti mostra che dietro le scelte pubbliche agiscono sempre un’idea dell’uomo, della libertà e della verità. Ai politici non si chiede di fare filosofia, ma di avere una filosofia.

Dalla metafisica alla politica

Ma che c’entra la metafisica con la politica? Proprio nulla, verrebbe da dire in prima battuta. Ed è comprensibile tale risposta, in quanto appare di tutta evidenza la distanza tra la metafisica, il massimo della teoresi, e la politica, il massimo della prassi. In realtà, le cose non stanno così, e non solo da un punto di vista pratico, perché fior di filosofi si sono occupati concretamente di politica, ma anche da un punto di vista teorico, per le riflessioni che hanno sviluppato sul rapporto tra metafisica e politica.

Un esempio per tutti è la figura di Massimo Cacciari, il quale non solo è stato sindaco e deputato, ma è anche tra i maggiori pensatori contemporanei, con una caratterizzazione fortemente teoretica. La sua ultima opera, in ordine cronologico, ne fornisce un’ulteriore prova attraverso quella «metafisica concreta» — espressione presa a prestito da Florenskij e posta a titolo del libro pubblicato da Adelphi nel 2023 — capace di esprimere l’integrità e l’inesauribilità della vita dell’essente.

In questa sede non intendo soffermarmi sul pensiero di Cacciari, bensì su un altro pensatore di tutt’altro orientamento, che risponde al nome di Vittorio Possenti,  del quale sono state recentemente raccolte in due tomi quattro importanti opere teoretiche, pubblicate originariamente nell’arco di trent’anni: Essere e libertà, edito da Rubbettino; Nichilismo e metafisica. Terza navigazione, Il realismo e la fine della filosofia moderna e Ritorno all’essere. Addio alla metafisica moderna, editi da Armando. La raccolta di queste «opere teoretiche scelte», pubblicate nel 2025 da Mimesis in due tomi, per un totale di 1.230 pagine, con il titolo Grandezza della metafisica, conferma la consistenza metafisica del pensatore, il quale si è misurato anche con la filosofia politica, che ha insegnato all’Università di Venezia e sulla quale ha pubblicato opere significative come Filosofia e società (Massimo), La buona società (Vita e Pensiero), Le società liberali al bivio (Marietti), La rivoluzione bio-politica (Lindau), che in modo manifesto risentono della sua teoresi filosofica, specialmente ontologica e antropologica.

 

La «terza navigazione»

Nella quadrilogia ora riproposta Possenti si misura con i grandi temi metafisici del nostro tempo: nichilismo, umanesimo e realismo. E lo fa nella prospettiva della filosofia dell’essere di matrice tomista e maritainiana, «non riducibile al platonismo e all’aristotelismo», ma identificabile come «un terzo grande asse» o «terza navigazione» — riprendendo in modo autonomo l’indicazione di sant’Agostino — intesa come «alleanza socratico-mosaica» che comporta, oltre alla specifica valenza filosofica, anche «una dimensione esistenziale».

Pertanto — scrive Possenti — «lasciamo da parte la trita affermazione secondo cui il pensiero speculativo è per definizione lontano dalla vita, e di esso ci si può occupare solo di domenica e in mancanza di meglio» (I, p. 28).

Possenti è invece convinto che «proprio la riflessione teoretica supera la separazione dei saperi ed educa a orientarsi nel disordine della vita moderna», evitando «posture freddamente speculative» (I, p. 20) e aprendosi anche a «questioni antropologiche, morali e teologiche» (I, p. 25).

 

Persona e libertà

In queste opere teoretiche Possenti non se ne occupa direttamente — cosa che ha fatto egregiamente in altri libri — ma ne fa avvertire l’esigenza, in particolare quando tratta della categoria di persona (I, capp. XIII e XIV).

Al riguardo mi pare importante l’osservazione secondo cui «il rinnovamento antropologico deve sfuggire all’insidia del riduzionismo che ha molti volti e che spesso si manifesta nelle vesti di un iperindividualismo libertario. Questo provoca una deriva antiumanistica e una riconduzione drammatica dell’idea di libertà a sola autodeterminazione che vuole riconoscere soltanto sé stessa» (I, pp. 675-676).

 

La filosofia che precede le scelte

A ben vedere, la filosofia è sempre politica, anche quando non tratta di politica. E non è una novità: la filosofia, fin dal suo sorgere, ne ha evidenziato la connessione in termini di motivazione o conseguenza dell’una con l’altra.

In riferimento al nostro tempo è innegabile, per esempio, la ricaduta del nichilismo a livello sociale e politico, come ebbe a mostrare il filosofo e teologo Italo Mancini. Ne consegue che serve a poco impegnarsi a valle sui fronti pratici, se non si interviene a monte sulla concezione della realtà, della verità, della libertà.

Si badi: non si chiede ai politici di fare filosofia, ma di avere una filosofia. Insomma, non è che la politica debba interessarsi delle grandi domande esistenziali, ma deve pur sapere che il modo di rispondervi influenza la società e la stessa politica, come ha bene evidenziato, tra gli altri, Jacques Maritain, che non a caso Possenti riconosce come suo maestro.

Macron: "Una messa monumentale nel cuore di Parigi"

Roma, 26 set. (askanews) – “Concordia e Fratellanza. La Francia è fiera di accogliere il Papa Leone XIV e questa messa monumentale al cuore di Parigi”. Lo scrive su X il presidente francese, Emmanuel Macron, parlando della grande messa (a cui però lui non ha partecipato) celebrata dal Papa in Place de la Concorde.

Le autorità locali confermano che al termine della Messa erano presenti in Place de la Concorde circa 800 mila fedeli. E’ quanto riferisce la sala stampa della Santa Sede.

Vela, America’s Cup, Luna Rossa resta in testa a Napoli

Roma, 26 set. (askanews) – Luna Rossa resta al comando della classifica della Preliminary Regatta di Napoli al termine della seconda giornata di regate. Il team italiano ha ottenuto una vittoria, un secondo, un terzo e un sesto posto, consolidando la leadership con 51 punti, 8 in più rispetto a Emirates Team New Zealand e 13 su Alinghi. Due successi di giornata per La Roche-Posay, protagonista anche di un incidente con conseguente ritiro.

Luna Rossa ha iniziato la giornata con un successo netto nella terza regata della Preliminary. L’equipaggio italiano ha preso il comando al secondo lato, aumentando progressivamente il vantaggio fino a chiudere con 29 secondi su Alinghi e 37 su GB1. Quarto posto per Luna Rossa Women & Youth.

Nella quarta prova un errore prima della partenza ha costretto Luna Rossa a una difficile rimonta. Arrivato troppo presto sulla linea e chiuso da New Zealand, il team italiano ha ricevuto una penalità scivolando al settimo posto. A metà gara era già risalito al terzo, ma un altro errore prima del gate 4, con New Zealand e Alinghi in arrivo sulla stessa boa, ha costretto l’equipaggio a cambiare traiettoria e perdere terreno. Luna Rossa ha chiuso sesta, alle spalle di Luna Rossa W&Y.

Nella quinta regata è arrivata un’altra rimonta. Luna Rossa ha tentato una manovra all’interno di GB1 al primo gate, ma uno splash down ha fatto perdere molto tempo all’equipaggio italiano, precipitato in ultima posizione. La rimonta ha riportato Luna Rossa fino al terzo posto nell’ultimo lato, prima della scuffiata di La Roche-Posay, che fino a quel momento comandava la prova. Il team italiano ha così chiuso secondo alle spalle di Emirates Team New Zealand Women & Youth.

Nell’ultima regata di giornata La Roche-Posay ha conquistato il secondo successo, precedendo New Zealand. Luna Rossa, dopo aver navigato tra quarto e sesto posto, ha recuperato nell’ultimo lato chiudendo terza.

Dopo sei delle otto regate di flotta, Luna Rossa guida con 51 punti davanti a Emirates Team New Zealand (43), Alinghi (38), Luna Rossa W&Y (35), American Racing Challenger Team USA (34), Emirates Team New Zealand W&Y (32), La Roche-Posay (31), GB2 W&Y (29) e GB1 (28).

Domani sono in programma le ultime due regate di flotta. Al termine, i due migliori team della classifica si affronteranno nel match race che assegnerà il successo nella Preliminary Regatta di Napoli.

Fnv, Siracusano contro Vannacci: spogliata per propaganda, lo denuncio

Roma, 26 set. (askanews) –  “Il fatto che un ex generale, che tanto parla di onore e valori, si trovi costretto a modificare la foto di una donna con un software la dice lunga sulla persona che è. Trovo anche questa fissazione per le donne un po’ eccessiva, cosa vuole dimostrare Vannacci?”. Lo dice al Corriere della Sera la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, che si dice incredula per il post pubblicato sul profilo del leader di Futuro nazionale in cui una “foto originale è stata prelevata dal mio profilo personale Instagram e modificata”.

La sottosegretaria è intenzionata a mettere il caso in mano a un avvocato e querelare, perché “io ho le spalle larghe, ma si tratta di un reato e le donne vanno tutelate”. Sul piano politico, conclude Siracusano, “spogliare una donna come strumento di campagna elettorale, con un chiaro intento denigratorio solo perché sono la compagna del presidente della Regione, è una scelta perversa e squallida e che non ha alcun significato: mai mi sono candidata e mai mi candiderò a Reggio Calabria quindi questo attacco non ha ragion d’essere”.

Formula1, Ferrari, Leclerc: "Abbiamo massimizzato il risultato".

Roma, 26 set. (askanews) – La Ferrari lascia Baku con il quarto posto di Charles Leclerc e il sesto di Lewis Hamilton, per un totale di 20 punti che rafforzano il secondo posto della Scuderia nel Mondiale Costruttori. Le due SF-26, partite entrambe con gomme Soft, hanno faticato soprattutto nella prima parte della gara, prima di recuperare ritmo e sfruttare la Safety Car per effettuare il doppio pit stop e passare alle Medium.

“Abbiamo massimizzato il risultato: in gara oggi ci mancava un po’ di passo rispetto ai nostri principali avversari”, ha commentato Leclerc. “In alcune fasi della corsa il ritmo di chi ci precedeva è stato un po’ altalenante, mentre i miei tempi sul giro sono stati costanti per tutta la corsa, ma comunque non sufficienti a poter lottare davvero per il podio”.

Il monegasco, scattato dalla seconda posizione, è stato superato al via da Oscar Piastri e nei primi giri ha perso altre due posizioni, prima di ritrovare il ritmo. “Come abbiamo visto questo weekend, i valori in campo possono cambiare piuttosto rapidamente, quindi dobbiamo continuare tutti a spingere per tenere il passo. Non vedo l’ora di tornare in macchina a Sepang”.

Più critico Hamilton, sesto al traguardo: “Nel complesso, non è stato il weekend che volevamo e ci sono alcuni aspetti che dobbiamo approfondire”. Il britannico ha indicato nella gestione degli pneumatici uno dei problemi principali: “Abbiamo faticato a portare con costanza le gomme nella corretta finestra di funzionamento e questo ci ha reso difficile estrarre la prestazione che cercavamo. Analizzeremo i dati, in particolare per quanto riguarda la gestione dell’energia, per capire dove possiamo migliorare”.

Il Team Principal Fred Vasseur ha sottolineato il divario di prestazione sui rettilinei: “Sapevamo già prima di arrivare a Baku che questo avrebbe potuto essere un weekend difficile per noi, soprattutto per il deficit di prestazione sui lunghi rettilinei”. E sul confronto con gli avversari ha aggiunto: “Ieri sul giro secco siamo stati competitivi, mentre oggi ci mancavano un paio di decimi al giro rispetto ai nostri avversari, ed era un distacco troppo grande”.

Vasseur evidenzia comunque il vantaggio nel campionato Costruttori: “Abbiamo aumentato il vantaggio su McLaren, ma dobbiamo continuare a spingere e fare un lavoro migliore nella prossima gara”.

Linee rosse anche a sinistra, paletti riformisti a Schlein: unità non è annacquarsi

Coiano (Prato), 26 set. (askanews) – Le “linee rosse” da non valicare non stanno solo nel dibattito del centrodestra – a sventolarle tutti i giorni all’indirizzo della premier Giorgia Meloni è l’ex generale Roberto Vannacci – ma anche dentro il confronto che anima il Pd in prima battuta e il campo largo, in seconda. E a ricordarle alla segretaria Elly Schlein e alla maggioranza del partito sono i riformisti Dem, oggi riuniti alla casa del popolo di Coiano, alle porte di Prato, per lanciare “idee e proposte”, ma anche per mettere alcuni paletti.

Primo tra tutti il fatto che “il Pd deve fare il Pd”, “non deve perdere identità”, “non deve annacquare i propri valori”, non deve cedere “a estremizzazioni”. Insomma, non deve spostarsi a sinistra per inseguire Giuseppe Conte che, osserva Lia Quartapelle, “non può infliggerci tutte le politiche del M5s, lo sa anche lui che sono slogan”.

Messaggi al campo largo, ma soprattutto messaggi a chi è maggioranza tra i Dem e anche alle altre aree che, osserva la senatrice Simona Malpezzi, non devono chiedere “posti” ma portare proposte al partito, per “allargarlo”, per conquistare più elettori possibili, a cominciare da quelli “moderati”. Da Prato, insomma, si guarda a Montepulciano dove, dal 23 al 25 ottobre, si riunirà il ‘correntone’ Dem. E si guarda a Roma per rivendicare che l’area riformista non cerca nè posti nè “riconoscimenti” e certo, punge Lorenzo Guerini, chiudendo l’assise, “non accettiamo lezioni di unità da chi se ne è andato” perchè “noi siamo rimasti, questa è la nostra casa” e “vogliamo aiutare il Pd a vincere contro l’onda nera della destra”. Con chi ce l’abbia Guerini è fin troppo evidente.

La prima questione da “linee rosse” è quella dell’Ucraina, ovviamente, ma non è la sola. Si sprecano gli aggettivi sul fatto che il sostegno “incrollabile” all’Ucraina debba proseguire, aiuti militari compresi: per tutti, da Giorgio Gori a Lia Quartapelle, da Lorenzo Guerini a Graziano Delrio, si tratta di un principio “irrinunciabile”, “non negoziabile” e “non trattabile al tavolo del programma”, “fondamentale” per arrivare “alla pace e non alla resa alle pretese di Putin”. Su questo, dicono, l’unico punto di caduta possibile, a un tavolo insieme alle altre forze della coalizione, è convincerle che abbandonare ora l’Ucraina non avvicinerebbe ma allontanerebbe la pace. C’è poi, molto imminente – sarà alla Camera la prossima settimana -, la questione del ddl antisemitismo che, al di là della legge specifica, racconta le diverse anime del Pd e la preoccupazione dei “riformisti” di non avallare un altro ‘scivolamento’ verso le posizioni dell’ala più di sinistra del campo largo. Non a caso sul palco di Prato sale Lele Fiano per cui la conferma del “no” del Pd al ddl rappresenterebbe un confine “invalicabile”, rendendo forse incompatibile la sua stessa permanenza nel partito. Giorgio Gori invita il Pd a non scavalcare quella linea.

In una specie di controcanto rispetto al “testardamente unitari” della segretaria Schlein, Gori incalza che “l’unità va bene ma non a patto di rinunciare ai valori del Pd”, “l’unità va bene” ma “una gara a chi è più di sinistra lascerebbe spazi a una destra che non merita nulla”, l’unità va bene ma è necessario che il Pd “non annacqui la sua specificità”.

C’è poi la questione delle primarie e anche qui c’è un altro paletto: siano aperte, ai gazebo e non on line, e a doppio turno per “aprire” il partito. Anche perchè pensare a “norme ad personam” per “chiudere” che senso avrebbe? (si chiede Giorgio Gori). No, serve quell’apertura già vista nel 2012 – segreteria Bersani – e anche dopo con la segreteria di Enrico Letta. La candidatura dello stesso Gori alle primarie? Lui spiega che non è “il tema di oggi” ma per il partito “sarebbe una cosa buona” una candidatura riformista. L’alleanza con le altre forze del campo largo “va fatta” ma non può essere, rilancia Guerini, a forza di “prendere o lasciare” nè si possono “esasperare i nodi critici” per trarne vantaggi personali o per il proprio partito.

Sanità, il Mezzogiorno cerca risposte ai nuovi bisogni

Catanzaro, 26 set. (askanews) – Le persone vivono più a lungo, ma aumentano le malattie croniche e le fragilità. La sanità deve cambiare passo: prevenire e seguire i pazienti anche fuori dagli ospedali. È il tema di M.E.D. Salute, il confronto ospitato a Gizzeria Lido, in provincia di Catanzaro.

La questione riguarda risorse e organizzazione: servizi capaci di raggiungere i cittadini anche dove l’assistenza è più difficile da ottenere. Le aziende sanitarie del Mezzogiorno mettono a confronto le soluzioni sperimentate nei propri territori e la possibilità di applicarle altrove.

“La sfida è urgente, qui nel Meridione e in particolare in Calabria, per quello che sta avvenendo. Ci sono nuove costruzioni e nuove infrastrutture sanitarie, come i nuovi ospedali e le case di comunità che devono essere riorganizzate. Tuttavia, è fondamentale migliorare l’utilizzo dei nostri servizi, garantendo maggiore appropriatezza nei percorsi diagnostico-terapeutici e passando dal semplice concetto di lista d’attesa a una vera e propria presa in carico. Una presa in carico che non dev’essere solo sanitaria ma anche sociale, lavorando a 360 gradi su tutte le fragilità” ha dichiarato Giuseppe Quintavalle, Presidente di FIASO.

Una delle sfide comincia prima della diagnosi. Gli screening possono individuare precocemente le malattie, ma occorre che i cittadini conoscano i programmi disponibili e riescano ad accedervi.

“Credo che sia importantissimo, perché il sistema sanitario deve intervenire prima che la malattia sopraggiunga o diventi grave. Questo garantisce non solo una migliore qualità della vita al paziente, ma rappresenta anche e soprattutto un investimento sulla sostenibilità del nostro sistema sanitario. Meno persone si ammalano, minori sono le risorse da impiegare e, soprattutto, riusciamo a offrire un’assistenza di qualità superiore rispetto a quella attuale” ha aggiunto Clotilde Minasi, Senatrisce della Repubblica.

C’è poi chi entra in contatto con il sistema sanitario da un giorno all’altro. Un incidente può cambiare la vita di una persona e della sua famiglia.

“Rendere accessibili i servizi sanitari e aggiornare il nomenclatore dei LEA dovrebbe essere una priorità e sono riuscita a convincere tutti che lo sia. Quando diciamo alle persone che il diritto alla salute, alla tecnologia e a tutto ciò che la scienza mette a disposizione appartiene a tutti, allora dobbiamo garantirlo a tutti gli effetti: questo significa snellire le procedure, velocizzare le pratiche e alleggerire la burocrazia” le parole di Giusy Versace, Senatrice della Repubblica.

Affinchè prevenzione e assistenza continuativa funzionino, i servizi devono dialogare tra loro. Le nuove strutture e gli strumenti digitali possono aiutare, ma servono personale e un’organizzazione capace di seguire i pazienti nel tempo.

“Possiamo mettere in campo molte iniziative. Sul diabete, ad esempio, siamo pronti già da lunedì con l’attivazione di un tavolo di lavoro che svilupperà le politiche regionali dedicate e, soprattutto, garantirà un collegamento diretto con le aziende sanitarie. Un’interoperabilità fondamentale quando si affrontano patologie multidisciplinari come questa” ha concluso Ernesto Esposito, Direttore generale del Dipartimento Salute e Servizi sanitari della Regione Calabria.

Le proposte emerse a Gizzeria Lido hanno ora un compito preciso: diventare decisioni, servizi e percorsi di cura. È questo il passaggio che può dare un risultato concreto al confronto tra le Regioni del Mezzogiorno.

AI e futuro: come governare il cambiamento

Roma, 26 set. (askanews) – Non più una tecnologia in fase sperimentale, bensì un cambiamento strutturale da controllare e integrare. È stato questo il fulcro dell’incontro “Lo Scenario delle Professioni”, svoltosi presso la Galleria del Cardinale Colonna e promosso da TeamSystem, Euroconference e The European House – Ambrosetti. Nella fattispecie, la discussione è stata modellata sulla base dei numeri ottenuti dalla ricerca realizzata da TeamSystem in collaborazione con Kantar “PMI e Professionisti: le tendenze del presente e del futuro”, che evidenziano un aumento concreto dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi lavorativi da parte dei dottori commercialisti.

Le parole del Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto: “L’intelligenza artificiale ha un difetto di fondo che noi umani non abbiamo: non cambia idea. Noi siamo capaci di cambiare idea anche all’ultimo momento, con l’ultima intuizione, l’ultima sentenza, l’ultimo attimo in cui si discute su un penalista e questo, l’intelligenza artificiale non ce l’ha. Da questo punto di vista noi siamo migliori dell’intelligenza artificiale”.

L’intervista al Brando Benifei, Membro del Parlamento europeo; rapporteur dell’AI Act: “Abbiamo iniziato con dei divieti di utilizzi pericolosi come le telecamere biometriche senza controllo, polizia predittiva, modello Minority Report, ma anche il riconoscimento delle emozioni nei luoghi di lavoro e di studio. Abbiamo voluto vietare usi che mettevano a rischio le libertà democratiche. Adesso si sta cercando di applicare totalmente le norme sulla trasparenza, rendere riconoscibili i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, tutelare il diritto d’autore, tutelare le piccole e le medie imprese rispetto alla necessità di conoscere che cosa gli viene venduto dagli grandi sviluppatori”.

Allargando il focus, più del 70% dei professionisti utilizzano quotidianamente l’AI. Ad ogni grande rivoluzione, però, corrispondono anche misure di sicurezza da adottare.

Il commento di Giuseppe Busacca, General Manager BU Professional Solutions di TeamSystem; Amministratore Delegato di Euroconference: “L’intelligenza artificiale sta già incidendo molto negli studi professionali di commercialisti, avvocati, consulenti al lavoro. I dati evidenziano come l’adozione sia in aumento e evidenziano altrettanto come si rilevano incrementi di produttività e anche incrementi di giro d’affari, di ricavi. Il tema chiave su cui porre l’accento oggi probabilmente è la maturità dell’utilizzo, la consapevolezza e da questo punto di vista sarà sempre più importante da parte degli studi dotarsi di regole chiare e di competenze specifiche per governare l’utilizzo di questi strumenti. Oggi è una piccola frazione degli studi quella che si è già dotata di policy strutturate per l’utilizzo corretto di questi strumenti. La potenza di questi strumenti necessita di controllo”.

Stare al passo con l’avvento dell’intelligenza artificiale senza tralasciare elementi chiave quali trasparenza, etica e moralità: è questo il messaggio lanciato dal forum dedicato al futuro delle Professioni, che prova ad indicare la via per una sana coesistenza tra AI e componente umana.

Iran, Trump: respinta la proposta di accordo sullo Stretto di Hormuz

Roma, 26 set. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha detto di aver “respinto” la proposta di Teheran per riaprire lo Stretto di Hormuz. “Hanno avanzato una proposta, ma l’ho respinta. Vogliono raggiungere un accordo per la riapertura immediata dello Stretto, perchè stanno perdendo in modo così rovinoso. Noi stiamo vincendo, abbiamo il pieno controllo dello Stretto di Hormuz. Una quantità enorme di petrolio sta uscendo dallo Stretto di Hormuz”, ha detto Trump alla stampa prima di lasciara la Casa Bianca.

“Vogliono fare un accordo per riaprire subito Hormuz. Sapete perchè? Perchè stanno morendo. E stanno morendo perchè non hanno entrate, perchè i loro soldi arrivavano dallo Stretto di Hormuz”, ha aggiunto il presidente.

Centrosinistra, Guerini (Pd): alleanza non si fa con prendere o lasciare

Roma, 26 set. (askanews) – “Sappiamo che va fatta un’alleanza” e “alle parole d’ordine sentite nel Pd vogliamo aggiungere anche altre come sicurezza e cura e pretendiamo che le nostre proposte siano oggetto di discussione nel Pd”. Lo ha detto Lorenzo Guerini parlando all’assemblea dei riformisti Dem a Prato spiegando che “per noi prendere o lasciare” rispetto “ai nodi dell’alleanza” “non vale, non accettiamo prendere o lasciare sull’idea dell’Europa, sull’Ucraina, glielo spiegheremo anche coi disegnini, su questo non facciamo passi indietro, altro che battutine su aggressore e aggredito, c’è gente che muore da quattro anni”.

“Rispetto a quanto sentito anche a Nova chiedo: se non ci fosse stato il coraggio degli ucraini e gli aiuti dei paesi europei cosa ci sarebbe adesso? Nessun passo indietro sugli aiuti all’Ucraina”, ha rilanciato Guerini.

Podcast e libertà: tavola rotonda a Roma per i nuovi prodotti Askanews

Roma, 26 set. (askanews) – Askanews racconta la realtà anche attraverso i podcast: a Roma la nostra agenzia ha presentato i suoi prodotti di approfondimento e due serie di podcast dedicati alle donne, “Direttrici d’Orchestra” e “Italiane della scienza”. Una tavola rotonda nella sede centrale di Roma che prelude al Festival del Podcasting, il 2 e 3 ottobre a Milano, dove Askanews è media partner.

La nostra agenzia di stampa, che da quasi quindici anni produce un flusso cospicuo e quotidiano di videonews, ha cominciato da tempo a lavorare sporadicamente nel campo del podcasting e da un anno a questa parte ha varato diverse serie di approfondimenti audio.

“Lo strumento podcast con la sua estrema flessibilità si aggiunge all’offerta tipica della fonte primaria” ha osservato il direttore editoriale di Askanews, Paolo Mazzanti; “è importante riconoscere l’elemento di liberazione che innerva il mondo del podcasting, a cui chiunque può accostarsi producendo una estrema varietà di stimoli; d’altra parte, quello che offre una fonte giornalistica è il controllo editoriale, essenziale sugli approfondimenti in un mondo dove vivono complottismi e fake news”.

Per la caporedattrice degli approfondimenti e ideatrice delle serie “Direttrici d’orchestra” e “Italiane della scienza”, Alessandra Quattrocchi, l’idea dietro questi podcast è “offrire dei ritratti di donne particolari che hanno molto faticato per arrivare dove sono, e accedere a recinti sacri agli uomini ancora fino a pochi anni fa; allo stesso tempo, ci danno uno spaccato della società italiana in movimento, in trasformazione, perché la società si muove più in fretta sia delle leggi, che della politica. Oltre questa serie di ritratti, stiamo elaborando nuovi prodotti per esplorare tutta la ricchezza espressiva che questo strumento consente”.

Presente anche una delle protagoniste dei podcast, Annamaria Nassisi, Manager Space Economy per Osservazione e Navigazione di Thales Alenia Space Italia e member del Committee dell’associazione “Woman In Aereospace Europe Rome Regional Network” (WIA-E Rome RN). Nassisi, che per la serie “Italiane della scienza” ha parlato con askanews delle sfide della Space Economy, è impegnata in molte attività di supporto alla “gender diversity” e Presidente del festival dal nome evocativo, “Donne fra le stelle”: “un modo per dare spazio e visibilità a tutte le donne che lavorano nell’ambito aerospaziale” ha osservato, sottolineando che il festival offre anche un premio per i podcast e i video dedicati al tema.

Sono intervenuti anche il direttore della produzione Alessandro Zicca, che ha raccontato l’integrazione progressiva dei video prima e ora dei podcast nel linguaggio dell’agenzia, e Giampaolo Pioli, direttore della testata La Voce di New York, partner di Askanews, che pubblica sul sito della Voce i podcast di queste serie e sta elaborando i contenuti di Radio ICN per ampliare l’offerta informativa rivolta al pubblico italoamericano.

Askanews sarà presente come media partner al Festival del Podcasting 2026 a Milano il 2 e 3 ottobre, dove presenterà anche i suoi podcast in uno spazio dedicato (www.festivaldelpodcasting.it).

La serie “Direttrici d’Orchestra” conta ritratti alla docente di Roma Tre Milena Gammaitoni e a musiciste attive negli enti lirico-sinfonici italiani: Oksana Lyniv, Barbara Hannigan, Claire Gibault, Simone Young e Speranza Scappucci, l’unica italiana che abbia diretto – fra l’altro – alla Scala, al Metropolitan di New York, alla Sydney Opera House, al Covent Garden di Londra e all’Opéra Bastille di Parigi.

La serie “Italiane della scienza” intervista biologhe, neurologhe, matematiche, astrofisiche, fisiche, vulcanologhe, ingegnere attive in Italia e all’estero, nel pubblico e nel privato, fra cui Fabiola Gianotti, Gioia Rau, Maria Grazia Spillantini, Annamaria Nassisi, Lucilla Alfonsi, Lucia Pappalardo, Ines El Gataa, Paola Catapano…

I podcast di Askanews sono parte della rubrica di approfondimento SGUARDI che include anche interviste video long format. I podcast sono disponibili su tutte le piattaforme di distribuzione audio, sul sito di Askanews e sul canale YouTube di SGUARDI.

Formula1, Russell vince a Baku, Verstappen secondo

Roma, 26 set. (askanews) – George Russell domina il Gran Premio dell’Azerbaigian e conquista a Baku vittoria, pole position e giro più veloce. Il pilota Mercedes precede Max Verstappen, che nel finale prova ad attaccarlo dopo le due Safety Car, ma chiude secondo a meno di un decimo. Terzo posto per Isack Hadjar con la Red Bull, protagonista di una gara brillante al rientro dopo l’infortunio al polso.

Fuori dal podio le Ferrari: Charles Leclerc è quarto, mentre Lewis Hamilton chiude sesto, con Kimi Antonelli quinto. Il bolognese, partito 16° dopo l’incidente nelle qualifiche, completa una rimonta di undici posizioni e limita i danni in ottica mondiale. Russell accorcia così il distacco dal compagno di squadra, che resta leader del campionato.

La gara è stata caratterizzata da diversi incidenti e due Safety Car. La prima è entrata in pista dopo l’impatto di Alex Albon contro le barriere al 31° giro. Alla ripartenza Verstappen ha guadagnato la seconda posizione, superando Oscar Piastri. Poco dopo un incidente tra Franco Colapinto, Pierre Gasly e Lando Norris ha provocato una seconda neutralizzazione. Nel finale Verstappen ha così potuto avvicinarsi a Russell, senza però riuscire a completare il sorpasso.

Giornata da dimenticare per le McLaren: Norris si è ritirato nell’incidente provocato da Colapinto, mentre Piastri, protagonista di un bloccaggio alla seconda ripartenza, è scivolato fino al 14° posto. Ritirati anche Lance Stroll, Fernando Alonso e Valtteri Bottas.

Governo, Conte: Italia passiva in politica estera, ha provato a stare in mezzo

Roma, 26 set. (askanews) – “Quando sento dire dal governo attuale che abbiamo riacquistato credibilità a livello internazionale mi viene da sorridere: non so qual è l’iniziativa che ci abbia potuto restituire un minimo di credibilità”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo al convegno “L’Italia, l’Europa, la democrazia. 50 anni dopo la Trilateral” organizzato dal Centro per la riforma dello Stato.

“Siamo completamente spariti: se io vi chiedo – ha aggiunto – qual è la politica estera di quattro anni di governo Meloni, è difficile dirla, se non in modo acquiescente e passivo rispetto a tutto quello che è successo; e quindi il tentativo di stare nel mezzo. Non è tempo di stare nel mezzo, non è il tempo di traccheggiare, è il tempo veramente di scelte coraggiose”.

A giudizio dell’ex premier occorre “recuperare quello spirito di Helsinki, perché se ce l’hanno fatta in un momento di guerra fredda, in cui mi ricordate c’era una tensione incredibile, c’erano anche le armi atomiche. Se si è riusciti a costruire con fatica, con pazienza, col coraggio, un percorso che veramente restituisse un orizzonte di sicurezza cooperativa e non oppositiva, ce la possiamo fare”.

“Ci stanno prendendo in giro – ha sostenuto ancora Conte – perché dicono che la sicurezza è affidata al deterrente militare: no, dobbiamo dire chiaramente la sicurezza è affidata a dei progetti condivisi di disarmo. La sicurezza è affidata alla forza del diritto e al primato della politica, la dignità della politica; che infatti che cosa è sparito oggi in Europa e in Italia? La politica. L’Europa – ha concluso il leader del M5S – è completamente afona, incapace di assumere una sola iniziativa non dico a livello internazionale, ma almeno a livello europeo”.

Carburanti, Tajani: tetto prezzi Eni, ha vinto la linea di FI

Roma, 26 set. (askanews) – “Ha vinto la linea che io avevo suggerito: non tasse ma coinvolgimento, mi pare che la scelta dell’Eni di mettere un tetto a prezzo dell’energia sia la scelta più giusta e dimostra che con il dialogo con il coinvolgimento si ottiene molto di più che con una visione dirigista e statalista”. Lo ha dichiarato, parlando a margine della sua visita al Villaggio della legalità a Roma, il leader di Forza Italia, Antonio Tajani.

Il vicepremier si è detto “molto soddisfatto, perché ha vinto una linea di Forza Italia. Con il primo intervento aiutarono a coprire i costi del taglio delle accise, così oggi si dà un altro segnale e mi auguro che tutte le altre compagnie seguano l’esempio dell’Eni, perché il modo migliore per far funzionare le cose è il dialogo, così non si spaventano i mercati e così anzi si coinvolge il mondo imprenditoriale in una strategia per la crescita”.

“Quando ci sono da superare degli ostacoli, insieme il Governo e le imprese private possono dare delle risposte concrete ai cittadini”, ha concluso.

Pd, Gori: appoggio a Ucraina non trattabile, ok unità ma non annacquare Pd

Coiano (Prato), 26 set. (askanews) – “Ribadiamo il nostro incrollabile sostegno all’Ucraina e al suo presidente eletto” e “crediamo che l’Ue debba aumentare il suo sostegno militare all’Ucraina, questa è la posizione a cui il Pd si è sempre attenuto e riteniamo non trattabile”. Lo ha detto Giorgio Gori, esponente dell’area riformista del Pd all’assemblea in corso alla casa del popolo di Coiano, Prato.

“L’unità va bene ma non a patto di rinunciare ai valori del Pd” e “una gara a chi è più di sinistra regalerebbe spazi e posizioni a una destra che non merita niente” ha aggiunto. “L’unità va bene ma è necessario che Pd non annacqui la sua specificità” ha rilanciato.