Home Blog

Consob, Guido Stazi sarà presidente: domani attesa la nomina in Cdm

Roma, 13 lug. (askanews) – Il Governo scioglie il nodo della Consob. Secondo quanto si apprende il consiglio dei ministri in programma domani dovrebbe nominare Guido Stazi alla presidenza della commissione nazionale per le società e la Borsa.

Stazi è segretario generale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato dall’8 marzo 2022. In precedenza, sempre in Agcm è stato responsabile del comitato valutazioni economiche. E’ stato anche capo di gabinetto dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (2005-2012) e segretario generale della Consob (2013-2017).

Iran, Trump: colpiremo con grande forza stasera e domani

Roma, 13 lug. (askanews) – In un’intervista radiofonica con il conduttore Hugh Hewitt, il presidente USA Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti sferreranno un attacco “molto duro” contro l’Iran “stasera e domani”, aggiungendo che il sito segreto iraniano chiamato in codice “Pickaxe Mountain” (montagna del piccone) è un “possibile bersaglio per un bel colpo bello grosso”.

“Li colpiremo con grande forza stasera e li colpiremo con forza domani e non c’è un bel niente che possano fare al riguardo. Non hanno nulla. Non hanno nulla se non la bocca larga… Ho avuto modo di conoscerli, e sono completamente fuori di testa” è un regime di “fanatici”, ha detto Trump, affermando poi che il sito di Pickaxe Mountain è ancora nel mirino: “Lo teniamo d’occhio… probabilmente daremo un’occhiata a Pickaxe relativamente presto”.

Per Meloni sfida a ‘roulette’ preferenze. "Mi aspetto compattezza centrodestra"

Roma, 13 lug. (askanews) – Il leitmotiv, peraltro sin dagli albori della discussione sulla legge elettorale, è che la pratica è nelle mani del Parlamento. Ma se è vero che il governo formalmente ne è rimasto fuori, non c’è spettatore più interessato di Giorgia Meloni di ciò che accadrà da domani nell’aula della Camera. Non soltanto perché è stato su suo impulso che Fratelli d’Italia ha portato gli alleati ad abbracciare, non sempre con entusiasmo, un modello proporzionale con premio di maggioranza. Ma soprattutto perché è stata lei, dopo aver ottenuto il via libera sull’impianto complessivo, a non voler rinunciare alle preferenze. Una questione di coerenza rispetto a quanto sempre dichiarato, ovvero la contrarietà verso le liste bloccate, ma anche un modo per non prestare il fianco all’attacco ‘da destra’ di Roberto Vannacci. E tuttavia quello che all’inizio sembrava più un modo di piantare una bandierina, ovvero l’idea di presentarlo, pur sapendo che non sarebbe passato, per “non perdere la faccia”, a questo punto per la premier è diventato una questione dirimente.

Ed è quello che in più occasioni ha spiegato agli alleati di governo, sebbene ottenere conferme delle interlocuzioni tra i leader del centrodestra su questo tema specifico vada contro la narrazione che vuole la decisione esclusivamente affidata nelle mani del Parlamento. Tuttavia, ogni tentativo di presentare un testo condiviso è andato a vuoto e alla fine la proposta di modifica è stata avanzata soltanto da Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc. Lo schema prevede che domani, in contemporanea alle 12, si riuniscano i gruppi parlamentari della maggioranza per stabilire un orientamento di voto. E quello che i meloniani si aspettano è che l’esito degli incontri sia positivo. E’ il compromesso che è stato trovato per nascondere le divisioni. Ma non solo. I leader di Forza Italia e Lega, infatti, hanno messo in conto che sbilanciarsi a favore dell’emendamento, con una firma dei propri partiti in calce, avrebbe esposto oltremodo alle critiche la loro guida, specialmente in caso di showdown. Meloni però – viene spiegato – avrebbe chiaramente detto agli alleati di aspettarsi una prova di compattezza dalla maggioranza, a prescindere dal fatto che sull’emendamento ci si esprima con voto segreto oppure no. Non è forse un caso quindi che Matteo Salvini, dopo giorni passati a mostrare disinteresse per l’argomento legge elettorale, abbia deciso di mandare un messaggio. “Io – dice – sono sempre stato eletto sia in Europa sia nel Comune di Milano con le preferenze e quindi per quello che mi riguarda, non sarebbe un problema”.

Nelle varie riunioni avute a livello di sherpa, i meloniani hanno cercato peraltro di far passare il concetto che il sistema scelto – quello che prevede preferenze con capolista bloccato – difficilmente avrà un peso su Forza Italia e Lega che, per ragioni di percentuali di consenso, potrebbero sostanzialmente già stabilire a priori i nomi dei propri eletti.

Il voto sulla proposta, che potrebbe arrivare già domani in serata, resta tuttavia una roulette perché, la storia insegna, non c’è nessuna legge più di quella elettorale su cui la disciplina di partito fatica a fare presa. “Per la prima volta dall’inizio della legislatura l’esito del voto dell’aula non può essere scontato”, ammette un meloniano dell’inner circle. Il rischio che la maggioranza vada in frantumi, dunque, è reale. E certamente avrebbe sul prosieguo della legislatura un effetto devastante. E questo, assicura chi ci ha parlato, Giorgia Meloni lo avrebbe messo in chiaro con gli alleati.

L.elettorale, da domani alla Camera i tre giorni decisivi per la riforma

Roma, 13 lug. (askanews) – Iniziano domani i tre giorni decisivi per il destino della legge elettorale voluta dal centrodestra: un sistema proporzionale con premio di maggioranza, indicazione del premier e liste bloccate. Dopo quasi tre settimane dal via libera in Commissione, infatti, l’appuntamento è alle 14 in aula alla Camera per il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità. E già in serata potrebbero arrivare i voti più attesi e temuti: quelli sugli emendamenti che introducono le preferenze. Da sempre un pallino della premier Giorgia Meloni, pensate anche per superare il tema della dubbia costituzionalità delle liste bloccate così come concepite dall’attuale testo, le preferenze continuano a dividere la coalizione di governo che dovrà misurarsi innanzitutto con la proposta di modifica firmata Fdi, Noi Moderati e Udc depositata oggi allo scadere del termine per gli emendamenti.

La proposta – un capolista bloccato e una lista di sei nomi tra i quali esprimere fino a tre preferenze di genere alternato – in campo da diversi giorni, nonostante contatti febbrili e infinite riunioni dei cosiddetti sherpa, non ha convinto Fi e Lega che domani decideranno nelle rispettive assemblee di gruppo convocate alle 12 a Montecitorio la linea da tenere in aula. Sia nel partito di Antonio Tajani che in quello di Matteo Salvini non c’è unanimità intorno al tema quindi è probabile che non si arrivi a una convergenza palese sull’emendamento degli alleati. Se prevarrà la fedeltà alla coalizione, però, dipenderà anche dalla modalità con cui si andrà al voto.

Dalla maggioranza escludono che i venti deputati (o in alternativa un capogruppo) necessari a chiedere il voto segreto possano essere di centrodestra, si dà per scontato che la richiesta arrivi dalle opposizioni che però stanno ancora studiando la strategia da tenere in aula. Strategia che vorrebbe essere unitaria anche se già oggi l’intento di non presentare altri emendamenti in aula è stato vanificato dalla mossa di M5s che ha depositato una proposta alternativa con preferenze, premio di maggioranza ridotto, soppressione del listone e dell’indicazione del premier. A battersi per l’introduzione delle preferenze anche Futuro Nazionale con Vannacci che ha presentato un proprio emendamento.

Sono poco più di 200 le proposte di modifica da esaminare, tante – quasi tutte quelle all’articolo 1 – quelle sulle quali si può richiedere il voto segreto. Preferenze o meno, la riforma elettorale, già modificata tre volte dalla maggioranza durante l’esame in commissione, cambierà nuovamente con l’approvazione degli emendamenti unitari presentati dalla maggioranza: quelli che prevedono il voto ai fuori sede che da almeno nove mesi siano domiciliati per lavoro, studio o cura lontano dalla propria residenza previa registrazione entro il 31 dicembre in un elenco; quello sulla riduzione delle circoscrizioni Estero che diventano due alla Camera e una al Senato. Sul tavolo anche un’altra proposta di tutto il centrodestra, pensata in alternativa all’emendamento sulle preferenze, che prevede l’obbligo per i candidati nel listone legato al premio di maggioranza di candidarsi nella posizione di capilista nei collegi plurinominali: una disposizione pensata nella prospettiva di un vaglio della Consulta, particolarmente sensibile alla scarsa riconoscibilità dei candidati.

Sia domani che dopodomani è prevista la seduta notturna. I tempi sono contingentati per un totale di 22 ore di dibattito che dovrebbero esaurirsi al massimo giovedì pomeriggio anche se ai deputati di maggioranza è stata chiesta una presenza “eventuale” anche per venerdì mattina. Per la battaglia dell’aula sono precettati tutti, ministri compresi.

Mafia, Meloni: Capaci concepita per intimidire Stato, ma portò gente a reagire

Roma, 13 lug. (askanews) – Dopo la strage di Capaci è stato “chiaro a tutti che Cosa nostra non era un’invenzione, non era qualcosa d’astratto, non era qualcosa di leggendario, era reale ed era disposta a tutto per portare avanti il disegno criminale e sovversivo che aveva immaginato e cioè affermare che era più forte dello Stato, che poteva piegare le istituzioni ai propri biechi interessi, che il suo potere non conosceva limite e che quindi nessuno avrebbe potuto mettersi di traverso”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, partecipando a Palermo alla cerimonia dello svelamento della Fiat Croma su cui viaggiavano i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo.

“Giovanni Falcone – ha aggiunto – era stato uno dei primi magistrati a portare la mafia in tribunale, che significa soprattutto darle un nome, che significa processarla, che significa dire che si poteva combattere quel male. Lo ha fatto senza paura, senza paura di fare i nomi e cognomi, senza paura di inchiodare i mafiosi alle loro responsabilità, senza paura di denunciare anche la cappa di omertà che aveva fino a quel momento protetto crimini e affari, di sbattere in faccia all’opinione pubblica verità che altrimenti sarebbero state taciute. Ed è evidente che quindi per Cosa Nostra il giudice Falcone meritava una punizione esemplare, la più feroce la più violenta perché quella punizione doveva essere un monito e doveva essere un messaggio. Nessuno poteva sfidare la mafia. Solo che in quel caso Cosa nostra ha fatto un enorme errore di valutazione perché quella strage che era concepita per intimidire lo Stato e piegare la coscienza degli italiani produsse l’effetto diametralmente opposto, portò la gente a reagire, migliaia di cittadini che decisero di non voltarsi più dall’altra parte e nacque così una nuova consapevolezza civile, la consapevolezza per cui combattere la mafia diventava una responsabilità condivisa, non era più solo compito delle forze dell’ordine” e “non era solamente compito dei magistrati che pure ringraziamo per il lavoro che continuano con coraggio e con dedizione a portare avanti. Da quel dolore prese forza una mobilitazione che ha cambiato per sempre il rapporto tra gli italiani e la mafia perché gli italiani compresero esattamente allora che ognuno aveva la sua responsabilità in questa battaglia”, ha sottolineato la premier.

Calcio, Dybala prolunga con la Roma fino al 2027

Roma, 13 lug. (askanews) – Paulo Dybala e la Roma proseguono la loro avventura insieme. “Questa storia continua come volevamo tutti. Sono contento di fare un’altra stagione qui, poter difendere la maglia della Roma per me è un privilegio”. Sono queste le parole di Paulo Dybala, attaccante della Roma, con cui l’argentino accoglie il rinnovo di contratto firmato con la società giallorossa fino al 30 giugno 2027. “Ci sono state tante cose che mi hanno portato a rimanere qua, per me è un grandissimo onore. Sono contento di essere ancora qui con voi, di rivedervi all’Olimpico, in trasferta e quando suonerà quella musica (l’inno della Champions, ndr), ci guarderemo e saremo molto orgogliosi di ciò che stiamo facendo nelle notti europee”, conclude l’argentino rivolgendosi ai tifosi. Dybala, arrivato nella Capitale nel 2022 e che finora ha messo a segno 45 gol in 139 presenze, continuerà quindi a vestire la maglia giallorossa anche in questa stagione.

Nove dischi di platino per l’album Tutta Vita di Olly

Milano, 13 lug. (askanews) – L’album Tutta Vita (Epic Records/Sony Music Italy) di Olly ha conquistato oggi il nono disco di platino confermando il grande successo del disco, che si aggiunge al quarto disco di platino ottenuto la scorsa settimana da Balorda Nostalgia, brano vincitore della 75ª edizione del Festival di Sanremo. Con questi ultimi traguardi, Olly ha totalizzato durante la sua carriera 40 certificazioni complessive, di cui 30 dischi di platino e 10 dischi d’oro.

Sono inoltre sold out le date di Bologna allo Stadio Dall’Ara il 19 giugno e di Milano allo Stadio San Siro il 23 giugno del primo tour negli stadi Olly Stadi 2027 – prodotto e organizzato da Magellano Concerti – con otto date e 250 mila biglietti venduti.

Con 9 dischi di platino Tutta Vita è l’album più ascoltato del 2025, in Top 10 della classifica FIMI NIQ da 89 settimane con 24 certificazioni complessive, di cui 22 dischi di platino e 2 dischi d’oro. Il disco è un progetto capace di raccontare le esperienze e i sentimenti condivisi da un’intera generazione, ma che resta al tempo stesso profondamente intimo, perché riflette il percorso di crescita che l’artista ha condiviso con la sua famiglia di amici in dodici mesi intensi di emozioni. L’album – insieme alla sua riedizione Tutta Vita (Sempre) – ha ottenuto 30 certificazioni complessive, di cui 25 dischi di platino e 5 dischi d’oro. I brani certificati disco di platino sono Balorda Nostalgia (quattro volte disco di platino), Per Due Come Noi (triplo platino), Questa Domenica (doppio platino), Devastante (triplo platino), Scarabocchi (doppio platino), Depresso Fortunato (disco di platino) e Quei Ricordi Là (disco di platino). Hanno invece conquistato il disco d’oro i brani Così così, È Festa, A Noi Non Serve Far L’amore, I Cantieri Del Giappone e A Squarciagola.

Il 10 luglio è uscito in digitale l’album Tutta Vita – Live (Stadio Luigi Ferraris) che contiene l’intera scaletta dei tre concerti sold out di Tutta Vita, prodotti e organizzati da Magellano Concerti, che hanno visto tornare Olly nella sua Genova gli scorsi 18, 20 e 21 giugno. L’album restituisce la forza viscerale e coinvolgente della dimensione live, dando spazio anche alla componente più intima del concerto, ovvero il set acustico, uno dei momenti più emozionanti dello show, in cui Olly si circonda della sua band e dei suoi amici di sempre per ripercorrere insieme le tappe più significative della sua storia musicale. Il formato in tiratura limitata cd e vinile contiene le versioni live delle tracce di Tutta Vita (Sempre) e sarà disponibile dal 31 luglio in vinile e CD per chi lo ha preordinato.

Il successo di Olly è stato confermato anche dai live: nel corso del 2025 e del 2026 Olly è stato protagonista di una lunga serie di concerti tutti sold out tra club (Lo rifarò, lo rifaremo Tour), palazzetti (Tutta Vita Tour), l’Ippodromo SNAI di Milano e de Il gran finale tour, con cui si è esibito allo Stadio Luigi Ferraris di Genova per le tre date evento tutte sold out di Tutti a casa con oltre 90 mila spettatori riaprendo alla musica il Luigi Ferraris dopo 22 anni dall’ultimo appuntamento live (Vasco Rossi – 20 giugno 2004). Con Il gran finale, conclusosi con le ultime date del 30 giugno al Rock in Roma (sold out) e del 3 luglio alla Reggia di Caserta, Olly ha portato a termine un anno di live che ad oggi ha coinvolto 500 mila spettatori.

Inoltre sul palco del Ferraris, durante la prima serata di Tutti a casa, Olly ha sorpreso il suo pubblico con l’annuncio del suo primo tour negli stadi previsto nell’estate del 2027 prodotto e organizzato da Magellano Concerti, con 250 mila biglietti venduti e già due date SOLD OUT a Milano e Bologna. OLLY STADI ’27 è, infatti, il nuovo imperdibile viaggio live che porterà Federico l’11 giugno a Trieste allo Stadio Nereo Rocco (data zero) e proseguirà a Torino all’Allianz Stadium il 16 giugno, a Bologna allo Stadio Dall’Ara il 19 giugno (sold out), a Milano allo Stadio San Siro il 23 giugno (sold out), a Roma il 28 giugno allo Stadio Olimpico, per poi proseguire a Bari il 3 luglio allo Stadio San Nicola, a Messina il 6 luglio allo Stadio Franco Scoglio, e infine a Padova l’11 luglio con la data conclusiva allo Stadio Euganeo. I biglietti per le date del tour sono già disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita e prevendita tradizionali

Iran, Trump reintroduce il blocco navale, vuole il 20% sulle merci

New York, 13 lug. (askanews) – L’8 luglio scorso, a margine del summit della Nato in Turchia, lo aveva segnalato. Oggi il presidente americano lo annunciato: gli Stati Uniti hanno reintrodotto il blocco navale nello Stretto di Hormuz sulle navi dirette verso o in partenza dai porti iraniani. “Stiamo reintegrando il blocco iraniano, così chiamato perché impedisce solo alle navi o ai clienti dell’Iran di entrare o uscire”, ha scritto Donald Trump in un post su Truth Social.

Descrivendo come già fatto in un’intervista a Fox News, gli Usa come “l’angelo custode” della via d’acqua, il leader Usa ha aggiunto che “per una questione di giustizia, verrà rimborsato, al tasso del 20% su tutto il carico spedito, per tutti i costi necessari a svolgere il lavoro di garantire sicurezza e protezione in questa parte del mondo molto volatile. Il processo e la formazione inizieranno immediatamente”.

Imposto il 13 aprile scorso, il blocco navale era stato rimosso il 18 giugno, all’indomani della firma di un accordo ad interim tra Usa e Iran. Le tensioni recenti con Teheran, innescate da attacchi a navi commerciali nello Stretto di Hormuz, hanno portato alla sua nuova entrata in vigore.

L’Ue verso la restrizione dell’accesso ai social media sotto i 13 anni

Bruxelles, 13 lug. (askanews) – La Commissione europea proporrà dopo l’estate, con tutta probabilità, delle restrizioni d’uso dei social media online per i minori, articolate per fasce di età, con divieto assoluto di accesso agli schermi e dispositivi digitali per i bambini fino a due anni; l’accesso sarà consentito per un tempo limitato, e solo sotto la supervisione di genitori, insegnanti od operatori sanitari, fra i tre e i 13 anni. Queste restrizioni saranno armonizzate a livello Ue.

Per i teenager dai 13 ai 18 anni, invece, vi sarà un accesso graduale, con autonomia progressiva, ma solo se le piattaforme garantiranno di essere “progettate per essere sicure” (“safe by design”) e adattate in funzione dell’età degli utenti. Per quest’ultima fascia di età si prospetta anche la possibilità che siano prese misure restrittive nazionali diverse tra loro, lasciando che siano gli Stati membri a deciderle, adattandole alle diverse realtà.

E’ quanto è emerso dalla conferenza stampa, oggi a Bruxelles, sul rapporto finale del gruppo di esperti sulla Sicurezza online dei minori, istituito dalla Commissione europea proprio per disporre di un approccio scientifico sul quale basare la sua futura proposta legislativa in questo campo. Alla conferenza stampa hanno partecipato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e i due copresidenti del gruppo speciale di esperti, Maria Melchior, direttrice dell’Istituto nazionale francese per la Salute e la Ricerca medica (Inserm), e Joerg Fegert, direttore medico del Dipartimento di Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Psicosomatica e Psicoterapia dell’Ospedale universitario di Ulm, in Germania.

Il panel di esperti ha raccomandato esplicitamente l’armonizzazione, con misure legislative obbligatorie a livello Ue, delle restrizioni all’accesso autonomo ai social media per i minori sotto i 13 anni, al fine di offrire lo stesso livello di protezione a tutti i minori nell’Unione, a prescindere dal contesto socio-economico. L’armonizzazione Ue, inoltre, consentirà di facilitare la vigilanza e l’applicazione delle regole da parte delle autorità di regolamentazione nazionali ed europee, e di fornire un unico standard di conformità per le società tecnologiche e le piattaforme online.

E’ importante notare che gli esperti hanno parlato di accesso ai “social media plus” (o “social media +”), precisando che ci sono degli usi possibili delle piattaforme online, come i giochi o altre attività che mirano a rendere gli utenti dipendenti, che non sono classificabili come social media in senso stretto. “Abbiamo riunito questo gruppo di esperti – ha detto von der Leyen rispondendo ai giornalisti – appositamente per raccogliere le prove relative alla domanda su quale sia l’approccio migliore per affrontare i rischi e i danni” per i minori causati dall’accesso autonomo ai social media, come descritti nel rapporto. “Ora leggeremo attentamente il rapporto e lo discuteremo nel Collegio dei commissari, per poi presentare una proposta dopo l’estate”, ha annunciato.

“Credo sia importante – ha continuato la presidente della Commissione – ripetere quanto abbiamo appena sentito dagli esperti, perché i due copresidenti raccomandano restrizioni armonizzate a livello europeo per l’accesso ai social media per i minori di 13 anni. E credo che l’approccio che stanno promuovendo sia graduale: si inizia dai più piccoli, i bambini in età prescolare, senza accesso agli schermi, per poi passare ai bambini sotto i 13 anni, con accesso ai social media consentito solo sotto la supervisione di genitori, tutori, insegnanti e con un tempo limitato. E poi, dai 13 anni in poi, ed è molto importante, l’accesso sarà graduale, a seconda delle prove fornite dalle piattaforme, che siano adatte all’età e sicure per gli adolescenti. Quindi è responsabilità delle piattaforme dimostrarci che sono sicure e adatte all’età. Solo questo apre la strada all’accesso ai social media dopo i 13 anni. Personalmente – ha sottolineato von der Leyen -, trovo questo approccio molto convincente”.

Quanto alla possibile “frammentazione” nell’Ue causata dalle diverse misure nazionali che alcuni Stati membri stanno già prendendo per tutelare i minori, la presidente della Commissione ha osservato: “Credo che sia stato molto utile anche per questo lavoro (del panel di esperti, ndr) poter seguire i dibattiti nei diversi Stati membri, perché siamo di fronte a un cambiamento sociale e a una crescente consapevolezza dei rischi, su cui stiamo imparando cose nuove di ora in ora. La sicurezza dei bambini online è la nostra priorità assoluta, e sappiamo che i rischi per i bambini online sono enormi, e che non dipendono dai confini nazionali degli Stati membri”.

“Quindi – ha ribadito von der Leyen – credo sia fondamentale esaminare attentamente tutte le diverse proposte dei vari Stati membri, integrarle nel nostro lavoro, e poi elaborare una proposta, come spesso facciamo nell’Unione Europea, per armonizzare l’approccio e trovare una soluzione comune”.

“Ma la cosa importante – ha concluso – è che tutti dicono che è necessario regolamentare l’accesso delle piattaforme social ai nostri figli, stabilendo a che età e in quali momenti” possano accedere, “e quali siano i prerequisiti che le piattaforme devono dimostrare di rispettare, in termini di sicurezza e di contenuti adeguati all’età”.

Calcio, Gasperini: "Mi auguro Champions basti per il bilancio"

Roma, 13 lug. (askanews) – Dal futuro di Manu Koné al rinnovo di Paulo Dybala, passando per gli obiettivi della Roma, il mercato e il Mondiale. Gian Piero Gasperini, a poche ore dal raduno dei giallorossi a Trigoria, ha fatto il punto sul momento della squadra in una lunga intervista a Radio Uno, fissando le ambizioni per la nuova stagione dopo il terzo posto conquistato nello scorso campionato.

“È stata un’estate lunga, un po’ anomala rispetto agli altri anni. È finito il campionato e ripartiamo, c’è tanta voglia di farlo. Il finale della scorsa stagione ci ha lasciato entusiasmo e voglia di riproporci”, ha spiegato il tecnico.

Secondo Gasperini, il mercato entrerà nel vivo soltanto adesso dopo una fase di attesa condizionata dal Mondiale: “Il mese di giugno è stato un po’ di paralisi per tutti. Credo che da questa settimana inizierà il vero mercato, con l’inizio della preparazione. Qualcuno arriverà a singhiozzo per gli impegni del Mondiale. Tutte le squadre mi sembrano agguerrite, lo siamo anche noi”.

L’obiettivo resta quello di consolidarsi ai vertici della Serie A, senza però fare promesse premature sullo scudetto: “A luglio tante squadre vogliono rinforzarsi, poi bisognerà vedere cosa succederà nel mercato. L’Inter è sempre la favorita, poi ci sono Milan e Juventus che vorranno migliorarsi. La Roma deve continuare il suo percorso, cercare di rimanere in alto e restare dentro la competizione che ti permette di rinforzarti ogni anno. Se riesci a farlo per più stagioni allora puoi ambire anche allo scudetto”.

Per competere servono investimenti e Gasperini attende il confronto con la proprietà: “I Friedkin arriveranno nelle prossime ore. La loro presenza sarà fondamentale perché il mercato è fatto di decisioni e risposte immediate. Ci auguriamo tutti di fare un buon mercato e di dare risposte all’entusiasmo di una città che ha già fatto tantissimi abbonamenti”.

Il tema più delicato riguarda Manu Koné. Il centrocampista francese, protagonista con la Nazionale al Mondiale, potrebbe diventare una pedina importante anche sul mercato in caso di necessità economiche del club. Gasperini non nasconde le incognite: “Koné ha fatto soprattutto nel girone d’andata molto bene, nel ritorno è stato un po’ fermo e magari per questo è arrivato meglio al Mondiale. Ha saputo conquistarsi una maglia da titolare nella Francia e questo dimostra le sue qualità”.

Sulla permanenza del francese, però, il tecnico usa prudenza: “Queste condizioni del fair play finanziario variano di squadra in squadra, non sono precise. È innegabile che la Roma sapesse di avere la necessità di ripianare i bilanci. Mi auguro che l’arrivo in Champions sia sufficiente, ma è chiaro che i bilanci sono fondamentali per le società e nelle prossime settimane ci sarà più chiarezza”.

Più ottimismo invece sul rinnovo di Dybala: “Credo che iniziando da oggi pomeriggio, finora siamo stati ai blocchi di partenza, ci siamo goduti un po’ questa estate. Ci saranno accelerazioni importanti, anche per i rinnovi”.

Gasperini ha parlato anche del Mondiale e delle condizioni climatiche negli Stati Uniti: “Ci sono due tipi di calcio: quello giocato in condizioni normali e quello ad agosto. Giocare con certe temperature non è lo stesso sport. Il Mondiale è stato molto bello per organizzazione, con gli stadi pieni, ma dal punto di vista estetico queste condizioni non sono il massimo. Le pause per dissetarsi servono”.

Infine un passaggio sulla Nazionale italiana e sulle riforme necessarie: “La rinascita non dipenderà solo dall’allenatore, deve essere un sistema. Quello attuale evidentemente non funziona e non riesce a trasmettere ai giocatori di livello quello che è il nostro calcio. Serve una riforma importante, al di là delle persone valide che ci sono nel calcio italiano”.

Il tecnico della Roma ha chiuso con un attacco alle simulazioni: “Dobbiamo fare qualcosa di meglio perché questa è la piaga peggiore del nostro calcio. È uno sport dove bisogna raggiungere un risultato, ma non attraverso questi mezzi. È qualcosa che il prossimo anno deve essere combattuto da tutti”.

Ucraina, nota congiunta Bruxelles-Kiev contro Mosca e Minsk

Roma, 13 lug. (askanews) – L’Unione Europea e l’Ucraina hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui chiedono a Russia e Bielorussia di garantire il ritorno immediato e incondizionato in Ucraina di tutti i civili ucraini detenuti arbitrariamente, deportati illegalmente e sfollati con la forza, compresi i bambini.

È quanto si legge in una dichiarazione congiunta dell’Alta rappresentante europea Kaja Kallas a nome dell’Unione europea e dell’Ucraina in merito ai civili detenuti e alle conseguenze umanitarie della guerra di aggressione della Russia.

“Chiediamo con urgenza alla Russia e alla Bielorussia di garantire il ritorno immediato, sicuro e incondizionato in Ucraina di tutti i civili ucraini arbitrariamente detenuti, deportati illegalmente e trasferiti con la forza, compresi i minori. Condanniamo fermamente il sistematico rifiuto della Russia di confermare l’identità, l’ubicazione e la sorte degli ucraini detenuti o dichiarati dispersi, in violazione dei suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani, e invitiamo tutti gli Stati a intensificare la pressione coordinata sulla Russia affinché adempia a tali obblighi senza ulteriori indugi”, si legge nella nota congiunta.”Riaffermiamo il nostro impegno per la giustizia e la piena responsabilità per i crimini internazionali e le altre violazioni del diritto internazionale commessi nel contesto della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Incoraggiamo ulteriori sforzi costanti nell’ambito del Consiglio d’Europa per la messa in funzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e della Commissione internazionale per i reclami relativi all’Ucraina”, conclude la nota.

Meloni: operazione straordinaria a Palermo, forse anche con l’esercito

Roma, 13 lug. (askanews) – “Io penso che possiamo riuscire a fare di più, che possiamo riuscire a fare ancora meglio. Allora penso che l’obiettivo di questo comitato dovrebbe essere quello di trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare una operazione straordinaria di controllo e di presidio fisso del territorio a partire dai quartieri che sono più a rischio, penso soprattutto allo Zen ma non solamente, presidio che si può garantire ovviamente con le forze di polizia ma non solamente, forse anche con il coinvolgimento dei militari dell’esercito in operazioni congiunte, se necessario possiamo anche intervenire sulle norme che oggi disciplinano ‘Strade sicure'”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento al comitato per l’ordine e la sicurezza a Palermo.

“Penso che questo sia il passo successivo che possiamo fare per rafforzare ancora di più un lavoro importante che è stato fatto e che è necessario per stroncare l’escalation di violenza che una parte di questo territorio sta vivendo”, ha aggiunto.

L.elettorale, stamattina riunione Pd-M5s-Avs ma linea resta da definire

Roma, 13 lug. (askanews) – Pd-M5s-Avs cercano una linea comune sulla legge elettorale in vista della battaglia che inizierà domani in aula alla Camera. Data per acquisita la contrarietà di tutti e tre i partiti alla riforma del centrodestra, il ‘tridente’ del campo largo lavora alla definizione di una posizione unitaria da tenere durante le votazioni di questi giorni, alcune – come quella sulle preferenze – particolarmente delicate. Stamattina, secondo quanto apprende askanews, si è tenuta una riunione tra i capigruppo dei tre partiti in commissione Affari costituzionali e i parlamentari ‘esperti’ della materia e diverse sono risultate le questioni da risolvere. Tanto che, secondo quanto viene riferito, nel pomeriggio sono previsti ulteriori passaggi – forse a un livello più alto – per provare a sciogliere i nodi.

I tre partiti sulle preferenze hanno da sempre posizioni diverse: Pd e Avs sono contrari (anche se tra i democratici tanti, a cominciare da Stefano Bonaccini, sono invece a favore), mentre i 5 stelle storicamente sono a favore.

Durante l’incontro di stamattina M5s ha annunciato la presentazione di un proprio emendamento sulle preferenze da contrapporre a quello della maggioranza, con Pd e Avs che hanno dovuto prendere atto ma che avrebbero preferito non entrare in un gioco di modifiche del testo del centrodestra perché “la legge è invotabile nel suo complesso, a prescindere dai singoli punti”. Per i 5 stelle, invece, questo emendamento è necessario per “scoprire il gioco ad una maggioranza che propone finte preferenze, e un premierato di fatto”.

C’è poi da capire anche come comportarsi in aula. Avs sembra favorevole a chiedere il voto segreto su tutti i passaggi sui quali è possibile – a cominciare proprio dalle preferenze – nella convinzione che in un Parlamento eletto con le liste bloccate “tanti, anche dentro Fdi, finirebbero per dire no ad un meccanismo che li penalizzerebbe”.

Inoltre, altra questione da decidere è se partecipare alle votazioni – soprattutto quelle più delicate – o se evitare proprio di votare per lasciare che sia il centrodestra a risolvere le proprie grane.

La linea della segretaria Pd Elly Schlein, illustrata anche nelle recenti interviste, è che la legge è inaccettabile per il premio di maggioranza abnorme e perché introduce un premierato di fatto che intacca anche le prerogative del capo dello Stato e – dunque – non è opportuno entrare in un gioco di emendamenti che comunque non cambierebbe l’impianto generale e permetterebbe alla destra di parlare di una riforma approvata anche col contributo delle opposizioni.

Il Pd farà il punto nell’assemblea congiunta di deputati e senatori fissata per domattina alle 9. Ma nel pomeriggio, appunto, ci saranno altri passaggi con gli alleati per provare a definire una tattica parlamentare unitaria.

Calcio, Inter, Khalaili non ha superato l’idoneità del Coni

Roma, 13 lug. (askanews) – Sfuma definitivamente l’arrivo di Anan Khalaili all’Inter. A ufficializzare il mancato trasferimento del terzino israeliano è stato il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta, che nel corso della conferenza stampa di inizio stagione ha spiegato come il giocatore non abbia ottenuto l’idoneità sportiva prevista dalla normativa italiana.

“Avevamo negoziato l’acquisizione di Khalaili, che non ha superato le visite di idoneità, come comunicatoci dal Coni. In Italia c’è una legge sulla tutela della salute molto severa. È una situazione di forza maggiore alla quale dobbiamo attenerci”, ha dichiarato Marotta.

L’operazione sembrava ormai definita. L’Inter aveva infatti raggiunto un accordo con l’Union Saint-Gilloise sulla base di circa 25 milioni di euro più bonus e il giocatore era arrivato a Milano venerdì scorso per sostenere le visite mediche e i test necessari al rilascio dell’idoneità agonistica. Dopo i primi controlli, però, l’Istituto di Medicina dello Sport del Coni aveva richiesto ulteriori accertamenti, rinviando il via libera definitivo. Al termine degli approfondimenti è arrivato il mancato rilascio dell’idoneità, che ha di fatto fatto decadere il trasferimento.

Il caso conferma la particolare severità della normativa italiana in materia di tutela sanitaria degli atleti professionisti. I protocolli previsti dal Coni sono tra i più rigorosi a livello internazionale e in passato hanno già impedito ad altri calciatori di ottenere l’idoneità pur continuando a giocare regolarmente all’estero, come accaduto a Christian Eriksen ed Edoardo Bove.

Calcio, Inter, Marotta e Chivu: "Siamo la squadra da battere"

Roma, 13 lug. (askanews) – L’Inter riparte da campione d’Italia con un obiettivo chiaro: confermarsi in Serie A e compiere un ulteriore salto di qualità in Champions League, senza rinunciare al modello di crescita sostenibile che ha caratterizzato gli ultimi anni. È il messaggio lanciato dal presidente Giuseppe Marotta nella conferenza stampa di apertura della nuova stagione, accanto al tecnico Cristian Chivu.

“Dobbiamo avere fame, il nostro vero nemico è l’appagamento”, ha spiegato Marotta, indicando nella mentalità il principale ostacolo dopo la conquista di scudetto e Coppa Italia. “Dal 2020 a oggi nessuna squadra è riuscita a vincere due scudetti consecutivi. Ripetersi sarebbe un traguardo storico e non vogliamo nasconderci: siamo la squadra da battere”.

Il presidente nerazzurro ha ribadito le ambizioni europee del club, pur riconoscendo il divario economico con le grandi potenze del continente. “La Champions League è la competizione più importante. Affronteremo squadre che sono vere corazzate dal punto di vista tecnico e finanziario, ma nello sport non esiste la legge secondo cui chi spende di più vince sempre. Noi vogliamo provarci fino in fondo”.

Grande spazio anche alla strategia societaria. Marotta ha sottolineato il sostegno garantito dalla proprietà Oaktree, arrivata in un momento delicato per il club e determinante nel consolidamento della situazione economica. “Siamo usciti dal settlement agreement e oggi il club è in una posizione solida. La proprietà non si è limitata alla gestione ordinaria, ma ha approvato investimenti strutturali per altri 100 milioni di euro, destinati a migliorare le infrastrutture sportive. È un modello di gestione che coniuga competitività e sostenibilità”.

Sul fronte mercato, il presidente ha invitato alla prudenza. “Viviamo un calcio profondamente cambiato. Tredici società di Serie A sono ormai di proprietà straniera e l’Italia non può competere economicamente con la Premier League. Per questo dobbiamo puntare sulla creatività, sulla capacità di individuare talenti prima degli altri e sulla valorizzazione del settore giovanile”.

Marotta ha anche evidenziato come il peso crescente di stipendi e commissioni agli agenti renda sempre più complicate le trattative. A questo proposito ha citato il caso del giovane Palestra, sfumato nonostante un accordo già raggiunto con l’Atalanta. “È stata una scelta del giocatore, legittima, ma oggi il ruolo degli agenti incide sempre di più sulle operazioni di mercato”.

Tra gli investimenti prioritari resta quello per l’esterno destro, dopo l’addio di Denzel Dumfries. “Non dobbiamo avere fretta. Manca ancora un mese e mezzo alla chiusura del mercato e sappiamo che Ausilio e Baccin stanno lavorando per individuare la soluzione migliore. Faremo investimenti, ma dovranno essere coerenti con il nostro modello economico”.

Un altro pilastro del progetto sarà il vivaio. Marotta ha ribadito la volontà di valorizzare i giovani attraverso Primavera e Under 23, sottolineando come il settore giovanile rappresenti una risorsa fondamentale per il futuro del club. “Il coraggio di lanciare i ragazzi deve essere accompagnato dalla pazienza di lasciarli crescere. È una strada che vogliamo percorrere con convinzione”.

Accanto al presidente è intervenuto Cristian Chivu, che ha ribadito l’identità della sua squadra: “Ripartiamo con entusiasmo e con la voglia di migliorare ancora. Vogliamo essere intensi, coraggiosi e flessibili. L’obiettivo è restare competitivi su tutti i fronti, senza mai perdere le motivazioni”.

Il tecnico ha confermato che l’Inter manterrà una grande elasticità tattica, adattandosi agli avversari senza rinunciare alla propria identità di gioco. Ha inoltre sottolineato l’importanza del gruppo, della crescita dei giovani e della capacità di non vivere dei successi ottenuti nella passata stagione. “Riparto sempre da zero. Non temo gli avversari, temo solo che possiamo smettere di migliorarci”.

L’Inter, dunque, apre la nuova stagione con ambizioni elevate ma con una linea ben definita: continuare a vincere senza mettere a rischio l’equilibrio economico, puntando su una gestione sostenibile, sulla valorizzazione dei giovani e sulla cultura del lavoro che, secondo Marotta, “ha riportato il club ai vertici del calcio italiano”.

Iran, Trump: diventeremo "l’angelo custode" dello Stretto di Hormuz

New York, 13 lug. (askanews) – Il presidente americano, Donald Trump, torna a dire che gli Stati Uniti gestiranno lo Stretto di Hormuz. Come se la via d’acqua tra Iran e Oman al centro dello scontro con Teheran fosse degli Usa, in un’intervista telefonica a Fox News, il leader Usa ha detto: “Terremo lo Stretto e probabilmente lo gestiremo. Diventeremo il guardiano dello stretto. Magari lo chiameremo l’angelo custode dello Stretto e dovremmo essere rimborsati per quello. Quando lo faremo, dovremo essere rimborsati perché le altre nazioni sono molto ricche. Non ci si può aspettare che lo facciamo per niente come fatto per molti anni”. Gli Stati Uniti hanno “colpito duramente” l’Iran “la scorsa notte. Ogni volta che lanciano un drone li colpiamo molto duramente. Nessuno lo sa ma avevamo un accordo e loro lo hanno violato. Lo violano sempre. Abbiamo avuto 10 accordi con questa gente e quindi li colpiremo molto duramente”. Sostenendo che l’Iran fino ad ora ha ucciso “52.000 manifestanti”, il presidente americano Donald Trump ha insinuato che la leader iraniana è “un brutto gruppo di persone, lasciate che ve lo dica. Non lo dico spesso” aggiungendo che “in questo momento, si stanno prendendo una sonora batosta” (letteralmente “calci nel c..o”).

Il presidente americano, Donald Trump, è quindi tornato a criticare l’ex Commander in Chief Barack Obama per l’accordo nucleare siglato nel 2015 con l’Iran e da cui lui ritirò gli Usa nel 2018. Trump ha sostenuto – senza fornire dettagli – che Obama ha messo su un aereo Boeing e inviato all’Iran 1,7 miliardi di dollari in cash. Poi ha aggiunto: “Obama è andato dalla parte dell’Iran, e per questo sono diventati più potenti.

Sono diventati molto più potenti grazie a Obama e (all’allora vicepresidente Joe) Biden, ma Biden probabilmente non aveva nulla da dire perché era stupido”.

FS, assemblea indica Strisciuglio Ad, nomina Tanzilli presidente

Roma, 13 lug. (askanews) – L’assemblea degli azionisti di Ferrovie dello Stato Italiane ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 2026-2028, composto da Tommaso Tanzilli, Gianpiero Strisciuglio, Pietro Bracco, Franco Fenoglio, Silvia Marzot, Loredana Ricciotti e Daniela Rota. Secondo quanto riporta un comunicato, l’Assemblea ha inoltre nominato Tommaso Tanzilli Presidente e ha invitato il nuovo Consiglio di Amministrazione a nominare Gianpiero Strisciuglio quale Amministratore Delegato.

L’Assemblea degli azionisti, si legge, ringrazia i membri del Consiglio di Amministrazione uscenti per il prezioso lavoro svolto.

Ferrara Buskers Festival, per edizione 2026 "Aspettati l’inaspettato"

Roma, 13 lug. (askanews) – Dal 26 al 30 agosto il centro storico di Ferrara tornerà a trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto per la 39esima edizione del Ferrara Buskers Festival, la manifestazione internazionale dedicata all’arte e alla musica di strada che, dal 1988, richiama in città artisti e pubblico da tutto il mondo. Come da tradizione, il Festival sarà anticipato dall’anteprima di Comacchio, in programma domenica 23 agosto.

Il tema scelto per quest’anno è “Aspettati l’inaspettato”, un invito a vivere il Festival lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla sorpresa, elementi che appartengono da sempre all’arte di strada. Il filo conduttore dell’edizione guarda verso l’Oriente, con una significativa presenza di artisti provenienti da Giappone, Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan, Iran e da numerosi altri Paesi, protagonisti di un dialogo artistico e culturale che attraverserà l’intera manifestazione.

Saranno 78 i gruppi invitati, per un totale di 259 artisti, di cui 201 Under 35, provenienti da 27 Paesi. Musicisti, performer, acrobati, giocolieri, beatboxer, danzatori e artisti di strada trasformeranno Ferrara in un luogo di incontro tra culture, linguaggi e discipline artistiche differenti.

Oltre ai 60 spettacoli al giorno divisi in slot di un’ora, il Festival proporrà 43 laboratori, 13 talk, 6 reading, 2 mostre fotografiche, workshop musicali, attività dedicate alle famiglie, iniziative sociali, spettacoli nelle RSA e nella Casa Circondariale di Ferrara, oltre al tradizionale Dopofestival dalla mezzanotte – ad ingresso gratuito nel Cortile del Castello Estense – alla scoperta dei dj set e della musica elettronica buskers, oltre alle aree dedicate allo street food e ai mercatini.

Artista dell’Anno sarà Frankie Hi-NRG MC, protagonista storico della scena hip hop italiana e scelto per la naturale sintonia tra il suo percorso artistico e i valori che da sempre caratterizzano il Ferrara Buskers Festival: libertà espressiva, attenzione ai temi sociali, autenticità e capacità di trasformare la musica in uno strumento di incontro e partecipazione.

Come per lo scorso anno, l’accesso alle attività del Festival sarà regolato da un biglietto d’ingresso dal costo volutamente contenuto, pensato per sostenere la manifestazione mantenendola accessibile al più ampio pubblico possibile. Il ticket giornaliero costerà 12 euro, mentre l’abbonamento valido per tutte le cinque giornate sarà disponibile a 25 euro, meno di cinque euro al giorno. L’ingresso sarà gratuito per i ragazzi fino ai 13 anni e per le persone con disabilità, con ulteriori agevolazioni dedicate a diverse categorie di visitatori.

Le attività del Festival inizieranno ogni giorno già dal pomeriggio. Da mercoledì a sabato gli appuntamenti prenderanno il via alle 19, mentre le esibizioni dei buskers animeranno il centro storico dalle 20 fino a mezzanotte. Domenica 30 agosto il programma si concentrerà tra le 16 e le 21, con il tradizionale Final Party a chiudere la manifestazione.

Ferrara Buskers Festival è realizzato con il patrocinio del Comune di Ferrara, Ministero della Cultura e Regione Emilia Romagna e grazie alla consolidata partnership con Gruppo Hera, main partner del Festival, che anche quest’anno accompagnerà la manifestazione con un articolato programma di iniziative dedicate alla sostenibilità ambientale e alla promozione di comportamenti responsabili.

“Il Ferrara Buskers Festival è un patrimonio della città di Ferrara, un evento che da quasi quarant’anni contribuisce a definirne l’identità culturale e a farla conoscere nel mondo”, afferma Rebecca Bottoni, Presidente dell’Associazione Ferrara Buskers Festival. “Per questo la sua crescita e la sua realizzazione nelle migliori condizioni possibili rappresentano una responsabilità condivisa: dell’organizzazione, delle istituzioni, delle realtà economiche, delle associazioni di categoria, dei cittadini e di tutti coloro che credono nel valore della cultura come bene comune. Desidero ringraziare l’Assessore alla Cultura Marco Gulinelli e l’Assessore al Commercio Francesco Carità per aver condiviso fin da subito questa visione e per il sostegno concreto che stanno dimostrando al Festival. Un ringraziamento altrettanto sentito va ad Ascom Confcommercio Ferrara, Confesercenti Ferrara, Confartigianato Ferrara, FIPE e CNA Ferrara, che hanno sposato con convinzione questo percorso, riconoscendo nel Ferrara Buskers Festival non solo un grande evento culturale, ma una risorsa strategica per la città, capace di generare valore culturale, sociale ed economico”, ha aggiunto.

“Solo lavorando insieme possiamo custodire e far crescere un progetto unico, che continua a essere il primo e l’originale festival dedicato all’arte dei buskers, un punto di riferimento internazionale capace di unire qualità artistica, accoglienza e partecipazione. È con questo spirito che vogliamo guardare al futuro: facendo squadra per preservare e valorizzare un patrimonio di tutti, mantenendone viva l’identità e l’autenticità che da sempre contraddistinguono il Ferrara Buskers Festival”, ha sottolineato ancora.

Anna raddoppia le date dei live a Milano e Roma dopo i sold out

Milano, 13 lug. (askanews) – A pochi giorni dall’uscita dell’album Million Dollar Babe, Anna – fenomeno generazionale e artista femminile più ascoltata in Italia – annuncia il Sold Out e il raddoppio delle date a Milano e Roma del Million Dollar Babe Tour, la tournée nei principali palazzetti italiani, prodotta da Vivo Concerti. I nuovi appuntamenti sono previsti domenica 13 dicembre 2026 all’Unipol Dome di Milano e domenica 20 dicembre 2026 al Palazzo dello Sport.

In seguito all’uscita del singolo White Girl Wasted, che anticipa il nuovo album Million Dollar Babe, uscito il 10 luglio, Anna torna live con una tournée, prodotta da Vivo Concerti, che arriverà nelle principali città italiane: Pesaro, Padova, Firenze, Napoli, Milano, Torino, Bologna e Roma.

I biglietti per la nuova data a Roma saranno disponibili online su www.vivoconcerti.com da martedì 14 luglio 2026 alle ore 14:00 e in tutti i punti vendita autorizzati da domenica 19 luglio 2026 alle ore 11:00. Invece, i biglietti delle altre date del tour sono già disponibili online su www.vivoconcerti.com e in tutti i punti vendita autorizzati.

Il nuovo singolo White Girl Wasted consolida il sodalizio artistico tra Anna e il produttore MILES. Il titolo si rifà ad un celebre slang americano ed è un inno pop dalle sonorità dance e clubbing, con un ritornello super catchy, bassi potenti e un beat EDM ad altissima intensità. Il 10 luglio è uscito il secondo album in studio Million Dollar Babe, un manifesto di forza, rivalsa e autodeterminazione, che attraversa le contraddizioni del successo, partendo dai concetti di ‘status’ e ‘gloria’, fino al vuoto, alla solitudine e alle illusioni che spesso l’accompagnano. Un disco che celebra la perseveranza, la libertà di essere sé stessi e la capacità di trasformare ogni ferita in consapevolezza.

Nel 2025 ha concluso il suo “VERA BADDIE TOUR”, prodotto da Vivo Concerti, con 10 date tutte sold-out nelle principali arene italiane, è risultata tra le 20 rapper più ascoltate al mondo su Spotify ed è da due anni l’artista femminile più ascoltata in Italia. Il suo album di debutto uscito nel 2024, “VERA BADDIE” (certificato 5xPlatino), è stato il disco femminile più venduto e l’album rimasto più a lungo alla prima posizione nel corso dell’anno. L’artista ha annunciato le prime date estive che la vedranno al Velodromo Paolo Borsellino a Palermo il 7 agosto, al Red Valley Festival ad Olbia il 14, a Piazza della Repubblica a Monfalcone il 23, a Villa Bellini a Catania il 28 e al Sottosopra di Bari il 13 settembre.

Anna – calendario date palasport 2026: Sabato 28 novembre 2026 | Pesaro, Vitrifrigo Arena – Data Zero Lunedì 30 novembre 2026 | Padova, Fiera di Padova Mercoledì 2 dicembre 2026 | Firenze, Mandela Forum Sabato 5 dicembre 2026 | Napoli, Palapartenope Sabato 12 dicembre 2026 | Milano, Unipol Dome – SOLD OUT Domenica 13 dicembre 2026 | Milano, Unipol Dome Nuova Data Martedì 15 dicembre 2026 | Torino, Inalpi Arena Giovedì 17 dicembre 2026 | Bologna, Unipol Arena Sabato 19 dicembre 2026 | Roma, Palazzo Dello Sport SOLD OUT Domenica 20 dicembre 2026 | Roma, Palazzo Dello Sport Nuova Data

L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

Capolista bloccato e fino a 3 preferenze, l’emendamento Fdi-Nm-Udc

Roma, 13 lug. (askanews) – Un capolista bloccato e una lista di sei nomi tra i quali esprimere fino a tre preferenze tracciando un segno nel quadrato posto a fianco del nome e del cognome. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista. È quanto prevede l’emendamento alla legge elettorale presentato da Fdi, Noi Moderati e Udc in aula alla Camera per superare il meccanismo della lista bloccata nei collegi plurinominali. Non viene modificato invece il cosiddetto listone che prevede l’assegnazione di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla coalizione che ottiene il premio di maggioranza.

Il numero dei candidati è, in ogni caso, pari a sette, compreso il capolista. Nella successione dei candidati delle liste nei collegi plurinominali, il candidato che segue immediatamente il capolista può essere dello stesso genere del capolista. A pena di inammissibilità, i candidati, a partire dal candidato che segue immediatamente il capolista, sono collocati secondo un ordine alternato di genere.

L’emendamento prevede anche che nessun candidato possa essere incluso in liste con lo stesso simbolo in più di cinque collegi plurinominali, in posizione di capolista o in una diversa posizione, a pena di nullità. Il deputato eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista e in altra posizione è proclamato nel collegio nel quale è eletto in posizione di capolista.

Se eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista, è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore cifra elettorale percentuale di collegio plurinominale. Se eletto in più collegi plurinominali con le preferenze è proclamato nel collegio nel quale ha ottenuto più voti.

Se un deputato è eletto sia nel listone legato al premio di maggioranza che nei collegi plurinominali, si intende eletto nel listone. Tra due candidati che abbiano ottenuto lo stesso numero di preferenze prevale l’ordine di presentazione nella lista.

Capolista bloccato e fino a 3 preferenze, l’emendamento Fdi-Nm-Udc

Roma, 13 lug. (askanews) – Un capolista bloccato e una lista di sei nomi tra i quali esprimere fino a tre preferenze tracciando un segno nel quadrato posto a fianco del nome e del cognome. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista. È quanto prevede l’emendamento alla legge elettorale presentato da Fdi, Noi Moderati e Udc in aula alla Camera per superare il meccanismo della lista bloccata nei collegi plurinominali. Non viene modificato invece il cosiddetto listone che prevede l’assegnazione di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla coalizione che ottiene il premio di maggioranza.

Il numero dei candidati è, in ogni caso, pari a sette, compreso il capolista. Nella successione dei candidati delle liste nei collegi plurinominali, il candidato che segue immediatamente il capolista può essere dello stesso genere del capolista. A pena di inammissibilità, i candidati, a partire dal candidato che segue immediatamente il capolista, sono collocati secondo un ordine alternato di genere.

L’emendamento prevede anche che nessun candidato possa essere incluso in liste con lo stesso simbolo in più di cinque collegi plurinominali, in posizione di capolista o in una diversa posizione, a pena di nullità. Il deputato eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista e in altra posizione è proclamato nel collegio nel quale è eletto in posizione di capolista.

Se eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista, è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore cifra elettorale percentuale di collegio plurinominale. Se eletto in più collegi plurinominali con le preferenze è proclamato nel collegio nel quale ha ottenuto più voti.

Se un deputato è eletto sia nel listone legato al premio di maggioranza che nei collegi plurinominali, si intende eletto nel listone. Tra due candidati che abbiano ottenuto lo stesso numero di preferenze prevale l’ordine di presentazione nella lista.

Max Pezzali: il pubblico torna ai live perchè facciamo un buon lavoro

Milano, 13 lug. (askanews) – Si è chiuso a San Siro con un bilancio da record il viaggio di Max Pezzali nei più grandi stadi italiani. Il Max Forever gli anni d’oro – Stadi 2026 è il tour più venduto del 2026 con i suoi oltre 683.000 biglietti per i 15 appuntamenti live. Ed è già tempo di ripartire. Max a dicembre sarà di nuovo tour nei palasport italiani, Max Gorever – Stessa storia stesso posto stesso bar. A San Siro prima del live, incontrando la stampa ha svelato qualcosa del nuovo,

“Quello che deve arrivare sarà una figata totale perché è sempre nell’onda dell’ingredienti simili, piatto diverso. Questo sarà, stessa storia, stesso posto, stesso bar che parte nei palazzetti e lì sarà proprio il ricreare l’atmosfera e le emozioni dei bar di provincia. C’è un luogo in cui io e tanti dalla mia generazioni abbiamo costruito la nostra educazione sentimentale e narrativa” ha raccontato Pezzali. Il debutto è previsto per fine anno, a partire da una vera e propria residency all’Unipol Dome Milano Santa Giulia. Prima data già tutta esaurita il 22 dicembre, e a seguire 23, 26, 27, 29 e 30 dicembre. Altra residency attende Max al Palazzo dello Sport di Roma, nel mese di gennaio 2027. Proprio dalla Capitale è arrivato il fulmineo tutto esaurito per le prime sei date in cartellone (16, 17, 19, 20, 22 e 23 gennaio 2027), e ora Roma si fa in otto con l’annuncio di due nuovi appuntamenti: lunedì 25 e martedì 26 gennaio 2027.

Poi Max ha svelato il “segreto” del incredibile suo successo”. “La cosa mi stupisce, stupisce per primo me, però la spiegazione che vi sto dando è che ci sono buone probabilità che stiamo facendo un buon lavoro sul live. Ci sono persone che tornano, ma tanti che tornano, perché non è che i 683.000 di adesso sono diversi da quelli di precedenti, dovremmo avere una popolazione di diverse centinaia di milioni di persone, invece sono persone che si sono trovate bene, che si sono divertite, sono state bene, che hanno avuto delle vibrazioni positive e che nel momento in cui escono di qui, già prenotano l’esperienza nella prossima, diciamo, declinazione di questa avventura”.

Dopo San Siro, c’è ancora tanto da fare, ma promette che tirerà anche il fiato e andrà in vacanza. “Assolutamente sì. Però ecco, in realtà poi io continuo a dire che fino ad una certa età vedi anche l’aspetto affaticante del lavoro, pensi al tempo libero. Nel mio caso il tempo libero è questo, cioè la parte divertente, non andando più in discoteca, ormai la parte divertente è salire su quel palco è averlo a disposizione. E’ uno degli intrattenimenti, cioè delle forme di intrattenimento più costose ma anche più soddisfacenti. Con la maturità della mia età, prendi solo l’aspetto della fortuna che hai di stare lì sopra, non lo vedi come una fatica, non pensi le vacanze, un po’ come diceva Marchionne, perché questi vanno in vacanza?, Sì però vabbè, si aprono autostrade” ha concluso.

Due alpinisti morti sul Gran Paradiso

Roma, 13 lug. (askanews) – Questa mattina il Soccorso Alpino Valdostano ha recuperato i corpi senza vita di due alpinisti caduti in un crepaccio sul Gran Paradiso. I due sono partiti dal rifugio Vittorio Emanuele il 9 luglio e non hanno fatto rientro. Da qui l’allarme e l’effettuazione di alcuni sorvoli in elicottero, con esito negativo. Questa mattina è stato individuato il crepaccio ed estrarre i due alpinisti che erano caduti ad una profondità di circa 20 metri. Sono stati portati ad Aosta. Le operazioni di riconoscimento sono affidate al Sagf di Entrèves-Courmayeur. E’ quanto riferisce una nota del Soccorso Alpino Valdostano.

Carburanti, Urso: pronti a interventi mirati se blocco Hormuz persiste

Roma, 13 lug. (askanews) – “Dove questo perdurare del blocco di Hormuz dovesse comportare anche un aumento del prezzo del carburante alla fonte, ovviamente noi interverremo, come abbiamo fatto fin dall’inizio, con provvedimenti come suole specifici mirati”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’evento degli Stati Generali della Space Economy dal titolo “Investimenti e finanziamenti per la Space Economy – Le opportunità”, in corso a Milano.

“Credo che questa vicenda – ha aggiunto – ci debba insegnare, che occorre realizzare, come stiamo facendo, politiche di lungo respiro per ridurre la dipendenza dall’estero e aumentare la capacità di produrre energia elettrica con fonti da noi controllate sul nostro paese, è per questo che il governo ha accelerato sulla strada delle rinnovabili la cui capacità produttiva in questi anni è aumentata di oltre il 40% ed è per questo che il governo ha riaperto la strada del nucleare civile di nuova generazione, ci auguriamo che il parlamento condivida il provvedimento entro la pausa estiva, così che i decreti attuativi si possano realizzare entro quest’anno, perché noi dobbiamo comunque prendere atto della realtà. La realtà ci impone di realizzare tutto quello che è necessario per la sicurezza energetica del nostro paese e del nostro continente, visto che il conflitto, l’indeterminantezza, l’incertezza, è il nuovo paradigma dell’epoca in cui viviamo, come dimostra quello che sta accadendo nel blocco dello stretto di Hormuz, come dimostrano le guerre, i conflitti armati, che circondano la nostra Europa”.

Venezia83, attrice francese Valérie Donzelli guiderà giuria Orizzonti

Roma, 13 lug. (askanews) – È ufficiale la composizione delle Giurie internazionali di Orizzonti e di Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, diretta da Alberto Barbera, in programma dal 2 al 12 settembre 2026.

La Giuria internazionale Orizzonti sarà presieduta dalla regista, attrice e sceneggiatrice francese Valérie Donzelli e sarà inoltre composta da: il distributore cinematografico statunitense Peter Becker, la regista hongkonghese-statunitense Elizabeth Lo, il regista e sceneggiatore messicano David Pablos e l’attrice italiana Barbara Ronchi.

Presieduta dalla sceneggiatrice e regista italiana Carolina Cavalli, la giuria internazionale Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” sarà inoltre composta dal regista britannico-nigeriano Akinola Davies Jr. e dal produttore statunitense Ted Hope.

Tutti i premi ufficiali saranno annunciati e consegnati durante la cerimonia di chiusura dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, sabato 12 settembre sul palco della Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia.

Bresh nel 2027 porterà il suo mare a Milano sabato 11 settembre

Milano, 13 lug. (askanews) – Partito lo scorso anno con il suo primo tour nei palasport e proseguito quest’anno con tre date in Europa a Parigi, Londra e Barcellona, per poi approdare nella sua Genova con quattro live Sold Out al Porto Antico e un altro Sold Out all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il viaggio di Bresh non accenna a fermarsi e nel 2027 arriverà, per la prima volta, all’Ippodromo Snai San Siro di Milano, sabato 11 settembre 2027, in occasione di I-Days Milano.

Un appuntamento unico, denominato “Milano Marea”, che si preannuncia una vera e propria festa davanti ai suoi fan. Una nuova tappa di quel viaggio a vele spiegate che sta portando Bresh su palchi sempre nuovi e diversi.

Gli utenti iscritti a My Live Nation potranno accedere alla presale dalle ore 11.00 di martedì 14 luglio, registrandosi gratuitamente su www.livenation.it. La vendita generale dei biglietti sarà aperta a partire dalle ore 11.00 di mercoledì 15 luglio su www.ticketmaster.it, www.ticketone.it e www.vivaticket.com.

A un anno di distanza dall’uscita di “Mediterraneo”, che dal momento della sua uscita è sempre rimasto nella classifica degli album più venduti della settimana, è disponibile in digitale “Mediterraneo – Dopo il mare”, la deluxe edition dell’ultimo album di BRESH. Oltre alle 16 tracce già in “Mediterraneo”, “Mediterraneo – Dopo il mare” contiene 4 brani inediti (“Dopo il mare”, “Cuore di latta”, “Tutto a puttane” e “Relax”), il nuovo singolo attualmente in radio “Da Dio”, e i brani “Introvabile” (certificato ORO) e “Serenamente” con JULI. Le foto sono di Sam Gregg. L’artwork è di Marco Giacobbe e Matteo Bonato. Il nuovo singolo “Da Dio”, prodotto da Shune, arriva dopo il precedente “Introvabile” (prodotto da Shune, Rocco Biazzi, Juli) e racconta di quanto a volte la vita sia capace di sorprendere quando consapevolmente si sceglie di non avere più il controllo su tutto. E così, l’unica cosa da fare diventa arrendersi e lasciarsi trasportare dal caos e dagli imprevisti che capitano lungo il cammino.

È inoltre online il video ufficiale del brano, diretto da Simone Mariano.

RADIO 105 è media partner di “Milano Marea”.

Max Pezzali racconta la serie sugli 883 Nord Sud Ovest Est

Milano, 13 lug. (askanews) – Dal 9 ottobre in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW andrà in onda Nord Sud Ovest Est. La leggendaria storia degli 883, che racconta l’album che avrebbe cambiato tutto, nuovi amori, concerti leggendari, il mitico Jolly Blu e l’America: tutte le emozioni dell’esplosivo 1993 di Max Pezzali e Mauro Repetto – interpretati da Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli.

Max Pezzali poco prima del grande show di San Siro che ha chiuso il tour negli stadi ha sveltato qualche novità sulla serie a cominciare da un nuovo singolo inedito.

Ho visto solo i primi tre episodi a Roma su otto complessivi però sono partiti veramente altissimi, è una cosa che mi piace tanto e non vedo l’ora di buttarmici dentro. La cosa fondamentale è che ci sarà un pezzo nuovo nella serie, che è legato alla serie fondamentalmente e che secondo me ci sta e si lega bene. Secondo me è molto adatto, molto bello e anche al di fuori della serie è qualcosa che potrebbe emozionare. (8:18) Come si titola? Non lo so, c’ un underscore, in trattino basso, come si dice dalla mie parti”.

La seconda stagione della dramedy Sky Original di Sydney Sibilia targata Sky Studios e Groenlandia, società del Gruppo Banijay, prodotta da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, che dopo Hanno Ucciso l’Uomo Ragno (tra le serie Sky Original più viste di sempre) racconterà in otto nuovi episodi le vicende che portarono al secondo e ultimo album della band di Pavia, arrivato al culmine di un successo travolgente. Nuovo il team di regia, composto da Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano, Alice Filippi. La nuova stagione è scritta da Francesco Agostini, Marco Pettenello e Sydney Sibilia. Con Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli nei panni dei due underdog che, grazie alla musica, negli anni ’90 diventarono gli improbabili eroi di una storia in grado di far cantare ed emozionare ancora oggi intere generazioni di fan, tornano nei nuovi episodi anche Ludovica Barbarito (Silvia), Davide Calgaro (Cisco), Edoardo Ferrario (Pierpaolo), Roberto Zibetti (Claudio Cecchetto) e Riccardo Armiento (Nemorino), affiancati dalle new-entry Gaia Zampighi (Michela Rossini) e Rosa Barbolini (Caterina).

A Palermo presa la banda dei kalashnikov, 15 fermi

Roma, 13 lug. (askanews) – Questa mattina, a seguito di indagini svolte da personale del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia – ha dato esecuzione a 15 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, ricorrendone i presupposti di legge sia in termini di gravità indiziaria che di pericolo di fuga, in relazione all’escalation criminale che dal novembre 2025 sta colpendo il territorio cittadino ricadente nel mandamento mafioso di Tommaso Natale / San Lorenzo. Nello specifico, si legge in una nota, 9 provvedimenti di fermo hanno riguardato soggetti indiziati della commissione dei reati di estorsione, tentata estorsione, porto e detenzione illegali di armi comuni e di armi da guerra, tutti aggravati ai sensi dell’art.416 bis punto 1 del codice penale.

I restanti provvedimenti di fermo hanno riguardato 6 soggetti ritenuti appartenenti ad una associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, operante nei quartieri di San Lorenzo e dello Zen 2, con disponibilità di armi da fuoco. Nell’indagine sono coinvolti ulteriori 7 soggetti che si trovano già in stato di detenzione per altra causa. L’odierna attività costituisce la prosecuzione di quella che, agli inizi di giugno di quest’anno, ha portato la Procura della Repubblica di Palermo ad emettere 8 provvedimenti di fermo per ulteriori fatti inquadrabili nel medesimo contesto investigativo.

“L’operazione di oggi, condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo, dimostra ancora una volta che lo Stato è presente e che in Italia non c’è spazio per l’impunità. Chi sbaglia ne risponde davanti alla giustizia, e questo è ciò che permette ai cittadini di avere fiducia nelle istituzioni. Il lavoro dell’Arma dei Carabinieri, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, segna un altro colpo importante alla criminalità organizzata. Il Governo continuerà a sostenere con tutti i mezzi e le risorse possibili l’operato delle Forze dell’Ordine, consapevole che la lotta alla mafia si combatte attraverso la presenza dello Stato, gli investimenti in sicurezza e l’impegno costante nei territori. Ai Carabinieri coinvolti in questa importante attività investigativa va il nostro sincero ringraziamento per la professionalità, il coraggio e il senso del dovere mostrati al servizio della collettività”. Lo dichiara in una nota il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Attacchi informatici ai Paesi Ue, la Francia convocherà l’ambasciatore russo

Roma, 13 lug. (askanews) – Parigi convocherà “nei prossimi giorni” l’ambasciatore della Russia in Francia dopo una “vasta campagna informatica” condotta da Mosca a fini di sabotaggio e spionaggio in una decina di Paesi europei, tra cui la Francia. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot.

“Oltre alla convocazione dell’ambasciatore, adotteremo anche sanzioni nei confronti di nove persone e quattro entità responsabili di questa campagna informatica orchestrata dall’FSB, il Servizio federale di sicurezza della Russia”, ha dichiarato Barrot ai microfoni di Bfm Tv.

Donne che hanno fatto della farmacia una missione di cura

Roma, 13 lug. (askanews) – Oltre 316.000 farmaci raccolti, più di 47.000 bambini raggiunti, 2.560 farmacie mobilitate in iniziative di solidarietà su tutto il territorio nazionale. I numeri del welfare farmaceutico italiano crescono. Dietro questi numeri, però, ci sono storie che nessun protocollo cattura. Storie di donne nel Mezzogiorno che della farmacia hanno fatto vocazione prima ancora che professione, in terre dove l’analfabetismo segnava intere generazioni e il bancone della farmacia si trasformava nel presidio sociale sempre aperto senza prenotazione.

Una di queste storie è adesso un libro. Si intitola “Con tutto l’amore che posso” e lo ha scritto Antonella Migliorati, oltre che farmacista ha conseguito un dottorato di ricerca di Biologia e Fisiopatologia cellulare presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Siena.

La protagonista è la madre quarantatré anni di servizio, in piedi dietro il banco fino a ottantatré anni ma il racconto ha inizio molto più indietro, nel 1900, quando la bisnonna dell’autrice, una giovane insegnante ventenne di Todi, accettò dal conte Pavoncelli l’incarico di fondare una scuola nel Palazzo Gala di Cerignola. Obiettivo dichiarato: combattere l’analfabetismo dilagante nelle campagne pugliesi.

Quella donna catapultata in un territorio schiacciato dal latifondismo e dalla miseria fece una cosa che oggi chiameremmo welfare comunitario ma che allora non aveva nome. Una volta insediata nel ruolo di direttrice, le venne affidata carta bianca sia sul programma scolastico che sull’organizzazione delle maestranze.

Dovendo trasformare il Palazzo Gala in una scuola, necessitavano braccia, mani, non solo insegnanti; servivano inservienti, in quanto direttrice, nominò non solo le giovani insegnanti ma assunse le ragazze madri, le giovani vedove e le donne ripudiate perché considerate “disonorate”, donando a quest’ultime dignità e lavoro.

Stipendio e dignità restituiti in un colpo solo. “Ha fatto come il suo cuore le suggeriva, ha creato una realtà che oggi chiamiamo casa famiglia” ricostruisce Migliorati.

Il marito della bisnonna, il professor Vincenzo Santoro, sempre più innamorato della moglie e proteso anch’egli da sempre verso il sociale, lasciò il suo impiego di professore di italiano e si iscrisse alla Facoltà di Farmacia a Napoli diventando farmacista nel 1900.

Tornato a Cerignola diventò nello stesso anno titolare di una delle farmacie più antiche del luogo e la intitolò “Farmacia Del Popolo”. Il dottor Vincenzo Santoro dava i preparati galenici gratuitamente a chi non se li poteva permettere.

“Da questa coppia nacquero tre figlie: Filomena, Geltrude (la nonna dell’autrice) e Tusnelda. I bisnonni di Antonella (Vincenzo e Anna) fecero studiare tutte e tre le figlie: Geltrude divenne insegnante come la madre (Anna Tiberi) mentre Filomena e Tusnelda furono tra le prime donne di Cerignola e in Italia a essersi laureate: Filomena in farmacia e Tusnelda in medicina a soli ventiquattro anni e lavorò come medico vice-primario per dieci anni al Gaslini di Genova” racconta Migliorati e continua: “nel 1930 Vincenzo Santoro a Cerignola pubblicò un annuncio di lavoro sul gazzettino dei farmacisti: -cercasi farmacista-. A questo annuncio rispose un giovane laureato, Luigi Danile, che diventò il nonno materno dell’autrice”. Dal matrimonio di Luigi e Geltrude nacque Angela Maria Rosaria, la madre di Antonella, la vera protagonista del memoir.

Professoressa di tedesco per dieci anni a Roma, fu costretta a tornare a Cerignola quando morì suo padre. “Le farmacie, a quei tempi, non si potevano vendere ma si tramandavano; diversamente, si perdeva la titolarità della farmacia a favore dello Stato” chiarisce l’autrice.

Rispettando i sacrifici dei suoi genitori e dei suoi nonni, Rosaria si iscrisse a Farmacia con quattro figli sulle spalle. “Ha detto di sì a un destino improvviso. Lei viveva a Roma, aveva quello che sognava, però nonostante tutto, fece quello che andava fatto sorretta dalla fede” narra Migliorati.

L’autrice ha iniziato il libro nei primi mesi del 2024, l’ha poi lasciato per completare un altro testo “Da mendicante a pellegrino” scritto in occasione del Giubileo ed è stato pubblicato dopo la morte della mamma avvenuta il 24 marzo, per rispettare le sue ultime volontà.

L’amore come forma di cura. È uno dei fili che tengono insieme tutto il racconto.

Tennis, Ranking Atp, Sinner nella Top ten dei numeri 1

Roma, 13 lug. (askanews) – Jannik Sinner ha iniziato la settimana numero 80 da numero 1 del mondo. L’azzurro raggiunge dunque Lleyton Hewitt, decimo giocatore per numero di settimane in vetta alla classifica in carriera da quando esiste il ranking computerizzato, nel 1973. L’azzurro ha 13.450 punti avendo confermato il titolo a Wimbledon. Grazie alla vittoria in finale, ha 4.970 punti di vantaggio su Zverev, finalista ai Championships dopo aver conquistato il suo primo titolo Slam al Roland Garros. Il tedesco ha scavalcato Carlos Alcaraz ed è tornato numero 2 del mondo, il suo best ranking. Con questo vantaggio, Sinner è sicuro di rimanere numero 1 almeno fino al lunedì successivo alla finale dello US Open (88 settimane), ma può puntare nei prossimi mesi a raggiungere le 101 settimane da n.1 di Andre Agassi, nono in questa classifica. E più avanti le 109 di Bjorn Borg, ottavo.

Per quanto riguarda il tennis italiano, oggi l’Italia può vantare quattro Top 20, otto Top 100 e 17 Top 200. Alle spalle di Sinner, si segnala il best ranking di Flavio Cobolli, salito alla posizione numero 9 dopo il secondo quarto di finale consecutivo a Wimbledon. Best ranking anche per Andrea Guerrieri, arrivato ai quarti al Challenger di Trieste, che avvicina ulteriormente l’ingresso in Top 200 (n. 219, +8). Tra i primi 20 italiani nel ranking, chi ha guadagnato più posizioni rispetto alla precedente classifica è Lorenzo Giustino, che risale 30 posizioni e rientra in Top 200 grazie alla finale al Challenger di Liegi (196).

Questa la classifica: 1 (=0) Jannik Sinner (Ita) 13.450, 2 (+1) Alexander Zverev (Ger) 8.480, 3 (-1) Carlos Alcaraz (Esp) 8.160, 4 (=0) Felix Auger-Aliassime (Can) 4.740, 5 (+1) Alex de Minaur (Aus) 4.110, 6 (-1) Ben Shelton (Usa) 3.770, 7 (+1) Novak Djokovic (Srb) 3.760, 8 (+1) Daniil Medvedev 3.670, 9 (+1) Flavio Cobolli (Ita) 3.460, 10 (-3) Taylor Fritz (Usa) 3.365, 11 (=0) Alexander Bublik (Kaz) 2.810, 12 (+2) Jiri Lehecka (Cze) 2.510, 13 (-1) Casper Ruud (Nor) 2.435, 14 (+1) Lorenzo Musetti (Ita) 2.315, 15 (+2) Learner Tien (Usa) 2.270, 16 (-3) Andrey Rublev 2.230, 17 (+2) Frances Tiafoe (Usa) 2.230, 18 (-2) Luciano Darderi (Ita) 2.210, 19 (-1) Jakub Mensik (Cze) 2.205, 20 (+3) Alejandro Davidovich Fokina (Esp) 2.160.

Esrb: economia e finanza Ue solide nonostante i venti contrari

Roma, 13 lug. (askanews) – Il sistema finanziario europeo è rimasto resiliente, in un quadro di rischi sulla stabilità finanziaria che si mantengono elevati. L’incertezza continua ad essere accentuata e se i negoziati per risolvere le tensioni sui dazi commerciali hanno portato sviluppi positivi, sul versante delle tensioni geopolitiche si sono riaccesi gli allarmismi per il conflitto in Medioriente. E’ la fotografia scatata dallo Europea Systemic Risk Board (Esrb), nel suo rapporto annuale che prende in esame gli sviluppi tra lo scorso anno e i primi mesi del 2026.

“Nonostante i venti contrari a livello globale – si legge – complessivamente le condizioni economiche e finanziarie nell’Unione europea sono rimaste solide. Questo ha sostenuto imprese e famiglie e ne sono risultate perdite limitate sul credito, per un setore bancario ben patrimonilizzato”. (fonte immagine: ESRB).

Nucleare, Pichetto: non prevedo il referendum, sarebbe un assurdo

Napoli, 13 lug. (askanews) – “Io direi che noi possiamo sperare che entro Natale, entro fine anno, il completamento delle proposte normative, procedure anche molto articolate, poi io non prevedo il referendum perché sarebbe un assurdo, lo valuteranno in futuro”. Così il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, da Napoli, per l’evento “Da Fermi al futuro. Dialoghi sull’energia nucleare sostenibile” , ideata dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in collaborazione con Unioncamere, risponde ad una domanda in merito ai tempi di esecuzione e gli obiettivi del nucleare.

Romafrica Film Festival 2026, nel film "Nyumba" Cutro diventa casa

Roma, 13 lug. (askanews) – Tre giorni di cinema, incontri, pensieri, storia e futuro, con un occhio rivolto alla diaspora ed alle “seconde generazioni”. Questo sarà il Romafrica Film Festival, il RAFF 2026, che si svolgerà per la sua dodicesima edizione, dal 16 al 18 luglio, alla Casa del Cinema di Villa Borghese ed all’Accademia d’Egitto, a Roma, con un programma pensato per portare soprattutto l’Africa che racconta sé stessa al pubblico italiano, a cura dell’Associazione Le Reseau e di Itale20.

Durante la manifestazione verranno presentate 15 opere, (5 lungometraggi, 5 documentari e 5 cortometraggi), per un totale di circa 15 ore di cinema africano, ad ingresso gratuito, in lingua originale con sottotitoli in italiano. Direttore artistico del RAFF è Antonio Flamini, presidente Cleophas Adrien Dioma.

Si comincia giovedì 16 luglio a partire dalle 18 con l’evento inaugurale all’Accademia d’Egitto di via Omero 4, con la proiezione del film egiziano “Loved, Imagined” della regista Sarah Rozik introdotto da S.E. Bassam Rady, Ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto, dalla Prof.ssa Rasha Saleh, direttrice dell’Accademia d’Egitto, dal Paolo Giuntarelli direttore dipartimento Affari Generali della Presidenza della Regione Lazio, da Cleophas Adrien Dioma, presidente RAFF e da Antonio Flamini, direttore artistico del RAFF 2026. Il film, presentato in anteprima mondiale all’El Gouna Film Festival nell’ottobre 2025. Parla di Youssef, un professore universitario solitario che viene coinvolto nel tumulto emotivo di una studentessa in cerca di aiuto per la sua relazione con Noah, ritrovandosi così al centro di un complesso triangolo sentimentale. A seguire sarà possibile visitare la “Mostra sull’antico Egitto” e poi un “light cocktail africano” nei giardini dell’Accademia.

Nella seconda giornata, venerdì 17 luglio, la rassegna si sposta alla Casa del Cinema di Villa Borghese, dove alle 15 verrà proiettato nella sala Fellini il documentario “Una goccia nell’oceano”, introdotto dalla regista Maria De Sousa originaria dell’isola equatoriale São Tomé e Príncipe, a seguire il documentario “Africa, la mia vita. Don Luigi Mazzucato e l’avventura del CUAMM” introdotto dal regista Nicola Berti e da rappresentanti del CUAMM, l’organizzazione nota come ‘Medici con l’Africa Cuamm’, ONG italiana impegnata nella promozione e tutela della salute nel continente africano. Alle 18 in anteprima europea il film drammatico, d’azione del 2026 del regista nigeriano Bem Pever “A land apart”, ambientato in una storia alternativa in cui la Nigeria non ha mai scoperto il petrolio puntando invece tutto sull’agricoltura, il film segue la lotta per il potere geopolitico scatenata dall’ascesa di una figlia illegittima nella più grande azienda agricola dell’Africa occidentale. Nel cast Richard Mofe Damijo, Sam Dede e Onyeka Onwenu. Il film è stato acclamato a livello internazionale, vincendo il premio come Miglior Film al Zanzibar International Film Festival (ZIFF 2026) a fine giugno e partecipando al Cannes Marché du Film del 2026. Alle 19.45, sempre in sala Fellini, il lungometraggio del 2025 della Costa d’Avorio “Au-dela des illusions” del regista Salif Konè, proiezione in collaborazione con l’Ambasciata della Costa d’Avorio in Italia e il Franco film festival, con introduzione alla proiezione del film a cura di S.E. Nogozène Bakayoko Ambasciatore della Repubblica della Costa d’Avorio. Un thriller criminale sulle complesse relazioni tra amicizia, ambizione, lealtà e tentazione.

Alle 21.30 nell’Arena all’aperto Ettore Scola la proiezione del film del Senegal “Dent pur dent” del regista Ottis Ba Mamadou, proiezione in collaborazione con l’Ambasciata del Senegal in Italia e il Franco Film Festival presentato al Festival Panafricano del Cinema e della Televisione di Ouagadougou-Burkina Faso (FESPACO). Introduzione alla proiezione del film a cura di S.E. Ngor Ndiaye Ambasciatore della Repubblica del Senegal. Il film racconta di Idrissa, impiegato statale nella periferia di Dakar, che perde il lavoro a causa delle restrizioni del FMI. Il film sarà preceduto dalla proiezione del cortometraggio del Senegal del 2025 “Le refus” di Meissa Wade.

La rassegna prosegue, sempre alla Casa del Cinema, sabato 18 luglio alle ore 15 in sala Fellini con la proiezione del documentario del 2026 del Camerun “Donne di montagna: il coraggio della resilienza” con l’introduzione del regista Pierre Tsapgueu Sonna. Il film è stato presentato al Bari International Film Festival (Bif&st), adotta uno sguardo intimo e antropologico per raccontare la vita quotidiana, le lotte e l’emancipazione delle donne che vivono e lavorano nelle aree montane e rurali del Camerun. Sarà preceduto dal cortometraggio “Refus” della regista francese di origine senegalese Louina Leonitta. Il programma della manifestazione prosegue alle 17 con la proiezione del documentario del 2026 “Lievete da annanze ‘o sole” introdotto dal regista di origine somale Halim Mohammed. Il film è un atto di resistenza, decoloniale che nasce dal cuore della comunità nera di Napoli. Nei suoni dell’hip hop, della drill, dell’R’n’B e della dancehall, giovani artisti trasformano la marginalità in forza collettiva, ridefinendo la città come meticcia, vibrante e universale. Sarà preceduto dal cortometraggio del Senegal “Awa” del regista Sara Gadiaga. Alle 19 il documentario “Nyumba” introdotto dal regista Francesco Del Grosso e dalla sceneggiatrice Paola Bottero. Abdulaye, Alex, Hafsa, Moussa, Sisì: sulla spiaggia di Cutro un intreccio tra il racconto corale del viaggio della speranza e quello individuale, che scava nelle loro vite precedenti in Gambia, Senegal, Sierra Leone e Somalia. La sand art, lasciando impronte indelebili, accompagna paure, dolori ed emozioni dei 5 protagonisti, che in Calabria sono sbarcati ed hanno deciso di restare. Perché hanno trovato Nyumba, casa, a Caulonia, Lamezia, Reggio Calabria, Soveria Mannelli, da dove narrano la quotidianità di affetti e di vita, fatta di accoglienza e di speranza. Dedicato agli oltre 30mila migranti risucchiati dal cimitero Mediterraneo. Il documentario sarà preceduto dal cortometraggio del 2026 “hope & shine kibera center” di Aurian Houde. Alle 20.30 nell’Arena all’aperto Ettore Scola è prevista una degustazione di vini del Sudafrica per festeggiare il “Mandela Day” e a seguire alle ore 21.30 la proiezione del film del Sudafrica “Carissa” di Jason Jacobs e Devon Delmar. Proiezione in collaborazione con l’Ambasciata del Sudafrica in Italia, presentato nel 2024 alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti. Introduzione alla proiezione del film a cura di S.E. Nosipho Nausca-Jean Jezile Ambasciatore del Sudafrica e Rappresentante Permanente presso la FAO. Carissa è una giovane donna che vive con la nonna Wilhelmiena in un piccolo villaggio incastonato tra i monti Cederberg. Wilhelmiena disapprova la mancanza di ambizione di Carissa e il suo incessante uso del telefono, che alimenta i loro continui litigi. Nel tentativo di farle cambiare direzione, la nonna trascina Carissa a una presentazione di un conglomerato aziendale, Mont Royale. Hanno in programma di rilevare la locale piantagione di tè rooibos per costruire un nuovo campo da golf con resort di lusso. L’azienda offre programmi d’istruzione per giovani candidati, che Wilhelmiena vede come un’opportunità per Carissa. Una sera arriva inaspettata la visita di Hendrik, il nonno di Carissa assente da tempo. Danneggiato dall’acquisizione di Mont Royale, in quanto coltivatore di roiboos, Hendrik offre a Carissa la possibilità di trascorrere del tempo con lui in montagna tra i campi di rooibos prima che scompaiano. Wilhemiena si oppone, ma Carissa una sera si comporta male e Wilhemiena la caccia di casa, costringendola a cercare rifugio in montagna: l’unica via di fuga disponibile.

La manifestazione partecipa al bando promozione del Dipartimento Cinema del Ministero della Cultura, ha il patrocinio del Ministero del Turismo, della Regione Lazio, dell’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibile alla Giornata della Memoria del Comune di Roma, della Fondazione Roma Lazio Film Commission, del Centro Sperimentale di Cinematografia, di Cinecittà e di CNA Roma.

Partner dell’iniziativa l’Ambasciata del Sudafrica, l’Ambasciata della Costa d’Avorio, l’Ambasciata del Senegal, l’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto, l’Accademia d’Egitto, l’Institut Françoise di Roma e il Francofilm Festival, il FESPACO (Festival Panafricano del Cinema e della Televisione di Ouagadougou) e il Luxor African Film Festival.

Media Partnership: Rainews.it

Durante la manifestazione saranno consegnate le targhe premio della manifestazione, realizzate a cura del Maestro B.Zarro.

Lo spirito dell’Ulivo, ovvero il fantasma che l’Italia evoca da trent’anni

Ruffini ci riprova. «Torniamo allo spirito dell’Ulivo» — frase che in politica italiana funziona un po’ come l’oroscopo sul giornale: va bene sempre, non impegna a nulla, e la si può ripubblicare identica ogni sei mesi cambiando solo la foto in prima pagina.

Il problema non è l’idea in sé. Un centro che prova a darsi un’anima oltre le sigle è legittimo, e l’Italia — schiacciata da vent’anni di bipolarismo urlato — ne avrebbe pure bisogno. Il problema è che l’abbiamo già sentita, questa canzone, più volte di quante ne possiamo contare: nuove sigle, nuovi contenitori, nuovi «poli» che dovevano nascere e si sono sciolti prima ancora di avere l’atto di nascita registrato. Ogni leader di quest’area, nell’ultimo ventennio, si è sentito in dovere di evocare Prodi, la bicicletta e il ’96 come si evoca un santo protettore: rassicura, fa audience, non produce voti.

E puntualmente si ripete lo stesso copione: la trasformazione in «soggetto politico» resta tutta da scrivere, le scadenze fissate somigliano più a ultimatum interni che a progetti condivisi, e i protagonisti coinvolti restano meravigliosamente incapaci di parlare con una voce sola — preferendo interviste parallele a una linea comune. Il «campo largo» che si definisce sempre per esclusione — mai senza qualcuno, mai per una proposta propria — è l’ossessione ricorrente di quest’area politica.

Vale la pena ricordarlo: il vero spirito dell’Ulivo non era la nostalgia. Era una leadership riconosciuta, un programma comune scritto prima e non dopo, e la capacità di tenere insieme sensibilità diverse sotto un progetto — non sopra le macerie di forze che faticano a riconoscersi reciprocamente. Finché la «rifondazione» si misura in interviste parallele e prime pagine contese, quello che si rilancia non è l’Ulivo: è solo il genere giornalistico del «centro che ci riprova», un pezzo che si scrive quasi da solo ogni volta che si avvicina una scadenza elettorale.

Tennis, Sinner: "Sono orgoglioso di me stesso"

Roma, 13 lug. (askanews) – “Essere di nuovo qui, come campione del torneo, significa molto per me”. Il Theatre dell’All England Club è colmo di giornalisti che lo accolgono con un lungo applauso. Jannik Sinner utilizza parole semplici per raccontare il giorno che gli ha consegnato il quinto titolo Slam della carriera; sorride timidamente nel raccontare la partita che lo ha definitivamente consegnato alla storia dei Championships.

Il bis a Wimbledon è arrivato al termine di un match intenso, contro uno straordinario Alexander Zverev: “E’ un risultato incredibile – racconta il numero 1 del mondo come riportato da Supertennis – , la partita oggi è stata molto dura. Sascha ha giocato ad un livello altissimo, entrambi abbiamo giocato una partita di altissimo livello. Giocare una finale Slam è raro e sempre speciale. Sono molto felice del risultato, sono orgoglioso di me stesso”.

L’esultanza finale è stata carica di emozioni: “Ogni Slam fa storia a sé – dice – è storia diversa, un ambiente diverso, sono sensazioni diverse. Questo per me significa molto perché è stato un torneo duro, soprattutto dopo Parigi, esattamente come era avvenuto lo scorso anno. Venendo qui ho cercato di mettermi nella miglior posizione possibile per essere competitivo; abbiamo fatto tantissimi giorni di lavoro a Monaco: giornate molto lunghe, tanti sacrifici e tutto solo per essere in questa posizione. Avere ottenuto questo risultato significa tanto, è stata una giornata incredibile”.

“Non è un fallimento se non vinci uno Slam – aggiunge – ; essere in finale, vivere questo tipo di giornate è una cosa rara. Ho vinto cinque Slam, alla fine sono solo cinque giorni così su tantissimi altri, e quando succede vuoi solo provare a godertela. Oggi è stata una giornata molto dura: se avessi perso sarebbe stata comunque una grande domenica, perché giocare una finale Slam è così raro e speciale. Non do mai nulla per scontato. Certo, se posso scegliere, scelgo questo risultato, ma alla fine ci sono sempre due giocatori in campo. Massimo rispetto per Sascha perché sta facendo qualcosa di straordinario: il suo gioco sta crescendo giorno dopo giorno. Questo è il bello del nostro sport, c’è sempre qualcuno che ti spinge al limite. Speriamo che Carlos torni presto, perché il tennis ha bisogno di lui; avere Novak ancora nel circuito, insieme a tutti i giovani che stanno arrivando, è davvero bello. Allo stesso tempo sai che devi continuare a lavorare duro per vivere momenti come questo”.

Il livello di Sinner durante il torneo è salito turno dopo turno e oggi, contro uno Zverev impressionante, in modo particolare al servizio e sul dritto, tutto è girato su pochissimi punti: “Se perdi il servizio una volta, molto probabilmente perdi il set, soprattutto contro giocatori come Sascha – spiega l’azzurro – . Contro i migliori giocatori del mondo devi stare molto attento ai tuoi turni di servizio e contro Sascha, quando serve così, è davvero difficile riuscire a strappargli il servizio. Ho cercato di capire, nei momenti importanti, come nel tie-break del secondo set, dove stesse servendo. La risposta è stata molto importante, ma dal mio punto di vista è ancora più importante provare a tenere i propri turni di servizio, e poi vedere cosa succede nei game di risposta. Parliamo di dettagli piccolissimi. Sono migliorato molto durante tutto il torneo: se guardi le prestazioni delle prime due, tre partite e poi come ho finito il torneo, il livello è sempre cresciuto. Era esattamente ciò di cui avevo bisogno, cercavo questo tipo di miglioramento. Ovviamente mentalmente devi fare uno switch per riuscirci, ma sono molto felice di come ho gestito la situazione, soprattutto quest’anno. Ora è il momento di godersela”.

Borse Asia, deciso calo dopo attacchi in Iran. A picco Seoul (-7,8%)

Roma, 13 lug. (askanews) – Tutte in forte calo le principali borse asiatiche dopo la ripresa degli attacchi americani in Iraq che hanno subito riportato al rialzo i prezzi del petrolio.

Particolarmente colpito dalle vendite il settore dei semiconduttori. La borsa di Seoul va a picco con l’indice Kospi che cede oltre il 7,8% trainata al ribasso da titoli come Samsung (-9%) e SK Hynix (-12%).

Deciso calo anche a Tokyo dove il Nikkei-225 perde circa due punti percentuali. Male anche Shanghai (-1,30%) e Singapore (-0,24%) mentre Hong Kong mantiene una leggero rialzo (+0,2%).

Ranucci e Lavitola, un’impresa italiana

Un mondo di ospiti inattesi

Il caso Sigfrido Ranucci è una tipica faccenda italiana che serve a commenti sotto l’ombrellone. Di meglio da parlare sembra che non ci sia. Sembra che Sigfrido indichi una pace vittoriosa od una vittoria in pace. Comunque la si metta non corrisponde almeno in questi giorni agli accadimenti che lo riguardano. E’ stato vittima di un tentato attentato e pare che ad ordire la faccenda sia stato il suo amico Lavitola.

Da qui infinite teorie si dipanano fino ad ingarbugliare ancora oltre la vicenda. Potrebbe trattarsi di un tradimento, non si sa per quale ragione, del suo amico fidato. Oppure di un caso montato ad arte per costruire una immagine di martire ed eroe, buona per una ipotesi di glorioso impegno in politica. Od anche più semplicemente di una azione di qualche balordo risentito dalle inchieste del giornalista che per alcuni è un eroe che alza il tappeto scoprendo le ceneri del male proprio di ogni potere.

I maligni dicono anche di un Lavitola che ispirasse Ranucci per mettere nel mirino questa o quella situazione, inchieste pari a bombe ad orologeria ed una squadra non sempre priva di interessi ed indipendenza. Potrebbero allora esserci zone d’ombra assai peggiori del solleone che picchia inclemente addosso agli Italiani.

Per altri il giornalista sarebbe, all’opposto, un costruttore di teoremi utili solo ai gonzi che credono alle sue inchieste magnificandone il mestiere e la notorietà. I più maliziosi dicono poi fantasiosamente che i costi delle querele da fronteggiare siano agevolmente pagate dalle entrate pubblicitarie di “Report”, la trasmissione che conduce e quindi va bene procedere secondo questo modo.

 

Tempo destate, di acque torbide e di congiure

La prima domanda che fanno i sarti quando un nuovo cliente è alla prima prova di un pantalone è:” Lei l’ingombro, insomma, per intenderci, il fastidio dove lo porta?”. L’allusione è ai genitali maschili che devono essere allocati da una parte o l’altra del cavallo dell’indumento.

Ranucci è un uomo che dà fastidio e che si fa fatica a piazzare da qualche parte senza che dia ulteriori disagi a chi lo avversa. Il fastidio è una miscela di superbia e ripugnanza, un sentimento che nel tempo è sfumato fino a poterlo in qualche maniera a sopportare. Ciò malgrado il suo gracidio deve essere risultato troppo molesto e quindi sembra che qualcuno lo voglia silenziare. Abituato ad essere sempre in bella mostra sullo schermo televisivo, Ranucci forse ora desidererebbe starsene, proprio lui, rannicchiato in disparte, lontano da ogni clamore, in attesa che ogni cosa si chiarisca.

Stesi al sole di una spiaggia tutto è possibile. Anche che il suo amico Lavitola abbia congiurato per questo. C’è forse, nel sottobosco di una verità che magari un giorno verrà a galla, una vite che si è sbullonata ai danni del buon giornalista facendo danni imprevisti. C’è la vita dei protagonisti, del fatto sulla bocca di tutti, ora messa in subbuglio. C’è una vite del male che si arrampica fino ad intrecciare eventuali cospirazioni difficilmente presumibili e che frutta un vino subito in aceto. Nulla a che vedere con la bellezza di un ranuncolo.

 

Lo Stivale ed i suoi antichi vizi

In un gran bel film di Bob Marshall, a titolo “Nine”, un regista, che ondeggia tra fama e desiderio di intimità, non ha chiaro come stendere la definitiva sceneggiatura del film che si accinge a girare. Si rifugia tra la moglie, l’amante, una sua grande amica ed infine una sua collaboratrice, tutto per ritrovare una identità in crisi di nitidezza. Sarà proprio la sua costumista e confidente a regalargli la formula magica ed esortativa per andare avanti con il lavoro e ritrovare il senso dei suoi passi: “Sei un bugiardo di prima classe tesoro. Vai in giro e menti per l’Italia, menti per l’Italia”.

Potrebbe tornare utile a quelli su cui i giudici hanno ora sotto tiro ed agli altri che verranno. L’Italia quando è a corto di notizie pare ispirarsi a questa formula. Il nostro è un Paese fatto così.

Una voce libera e piccola ma importante per il futuro dei cattolici in politica

Un giornale controcorrente

E adesso parlo anche de “Il Domani d’Italia”. E non per assecondare una deriva agiografica. Ma per una ragione specifica e definita. E cioè, Il Domani continua a svolgere e a declinare quotidianamente un ruolo importante per due ragioni di fondo. Che non possono essere smentite e che, del resto, sono sotto gli occhi di tutti.

La prima ragione è persin oggettiva in quanto pubblica e percepibile da tutti. Il Domani è un organo di informazione politico, culturale e programmatico. Un giornale che va controcorrente perchè non si limita a giudicare, a denigrare o, peggio ancora, ad insultare o a criminalizzare politicamente le ragioni altrui. Deriva, questa, che oggi è molto presente e gettonata sia a destra che a sinistra e dai relativi megatoni giornalistici e televisivi perchè il confronto, appunto, non avviene più attraverso tesi ed argomenti ma solo e soltanto con lo strumento della demolizione pregiudiziale – politica e personale – dell’avversario che diventa un nemico da annientare e da distruggere. Lo potremmo definire, visto che è un tema attuale, “il metodo Report” di Ranucci.

Detto con altre parole, sul Domani i temi si dibattono, si confrontano e si approfondiscono. E questa, del resto, l’antica scuola del cattolicesimo politico italiano. Sia nella sua versione giornalistica che in quella politica e culturale. Non si antepongono mai giudizi personali al merito delle questioni che erano e restano centrali per garantire e salvaguardare la qualità del dibattito e ce contrano bollico.

 Una delle poche voci del cattolicesimo politico

In secondo luogo, ed è la ragione principale, Il Domani d’Italia è una delle pochissime voci a livello nazionale – peraltro autorevoli e storiche – del cattolicesimo politico italiano. Una voce che rispecchia, del resto, la varietà e la pluralità che caratterizzano il panorama del cattolicesimo politico: nella sua versione democratica, popolare e sociale. Ma la vera specificità ed originalità del Domani resta quella di non ridursi a giocare un ruolo marginale, subalterno e del tutto periferico rispetto al tema dell’impegno, del ruolo e della funzione dei cattolici in politica.

Una specificità che porta a denunciare, laicamente e sempre con un rigoroso rispetto di tutte le posizioni in campo, i comportamenti e le scelte concrete che sono solo funzionali ad una sostanziale irrilevanza dei cattolici nella vita pubblica e democratica del nostro paese. Una voce, quella del Domani, che contribuisce quindi – attraverso una quotidiana elaborazione politica, culturale e programmatica – a qualificare il ruolo dei cattolici nella cittadella politica italiana.

 La continuità di una tradizione

Anche e soprattutto attraverso la rilettura del magistero politico, culturale, sociale e civile dei grandi leader e statisti del cattolicesimo democratico, popolare e sociale del passato. Perché al Domani si resta dell’opinione che il passato continua ad essere una fonte di esempio, e anche di apprendimento, per aggiornare e delineare un progetto politico di presenza e di impegno dei cattolici nella società contemporanea.

Una voce, libera e democratica quindi, che non si rassegna ad applaudire il ruolo dell’esperienza dei “cattolici indipendenti di sinistra” da un lato o ad applaudire il ruolo di mera testimonianza, virtuale ed astratto, nel campo variegato e composito dell’attuale destra italiana dall’altro. Ecco perché “II Domani d’Italia” è importante e forse anche decisivo nell’attuale fase politica italiana. Una voce piccola ma, come recita la miglior tradizione cattolico democratica, sono sempre “le piccole minoranze profetiche di choc a guidare la storia”. E la tradizione, la storia, il pensiero e la cultura del cattolicesimo democratico, popolare e sociale sono anche i figli e la conseguenza di quel richiamo culturale e di metodo. E “Il Domani d’Italia” cerca, senza autocompiacimento, auto esaltazione e sempre con molta umiltà, di garantire la continuità della miglior tradizione del cattolicesimo politico italiano.

De Gasperi, l’Europa e la sfida delle aree interne

Da oggi, 13 luglio, fino al 18 luglio, Montenerodomo, in Abruzzo, ospita la quinta edizione della Scuola estiva dedicata alle aree interne del Mezzogiorno. L’iniziativa riunisce studenti universitari, studiosi, amministratori e rappresentanti delle istituzioni per riflettere sulle prospettive di sviluppo dei territori segnati dallo spopolamento e dalle fragilità demografiche.

L’apertura dei lavori è affidata alla mostra Servus inutilis. Alcide De Gasperi e la politica come servizio, promossa dalla Fondazione De Gasperi e dalla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli. A seguire, una tavola rotonda con Rocco Buttiglione, Lucio D’Orazio, Armando Vittoria e Flavio Felice (autore dell’articolodi di presentazione dell’evento  pubblicato lo scorso 7 luglio su Avvenire).

Il riferimento a De Gasperi non è soltanto celebrativo. La sua idea di Europa, fondata sulla solidarietà tra i popoli, sulla cooperazione tra gli Stati e sulla responsabilità delle classi dirigenti, continua a offrire una prospettiva concreta anche per il rilancio delle aree interne. Le politiche di coesione europee, se accompagnate da una forte capacità progettuale delle comunità locali, possono infatti rappresentare un’opportunità per contrastare il declino demografico e valorizzare il patrimonio culturale e sociale del Mezzogiorno.

È un’impostazione che richiama una delle intuizioni più profonde dello statista trentino: l’Europa non come semplice spazio economico, ma come comunità di destino capace di ridurre i divari territoriali e di promuovere il bene comune. Un messaggio che conserva una particolare attualità proprio mentre il futuro delle aree interne torna al centro del dibattito pubblico.

Il cinema di Bergman: sessant’anni fa usciva  “Persona”

Altri anni e altri affanni, nel 1966 il cinema osava l’impossibile, alcuni registi realizzavano film che oggi sarebbero considerati puri deliri, velleità di menti annebbiate. Oggi le storie devono essere raccontate obbedendo alle aspettative di un pubblico che vuole soltanto una bella storia da seguire per un paio d’ore e dimenticare due ore dopo.

Oggi un film come Persona di Bergman resterebbe un’idea chiusa a doppia mandata in un cassetto. Nel 1966 invece venne considerato un capolavoro su cui riflettere, 85 minuti da inserire nella storia del cinema. I primi sei minuti, quelli dei titoli di testa, sono un magma di immagini rapidissime, ragni, agnelli, crocifissioni, obitori, un ragazzo che si sveglia dalla morte e tocca uno schermo dove appare un viso sfocato di donna, forse la salvezza. E dopo questa sarabanda inizia il film, la storia di una grande attrice che sul palco improvvisamente ha perso le parole e si è chiusa in un mutismo assoluto.

I medici hanno stabilito che non ha alcun disturbo fisico o mentale: è solo una donna che non vuole più parlare perché non trova più alcun senso nella vita. Non sa più qual è la differenza tra la finzione scenica, recitata in teatro ma anche nello scorrere dei giorni, e la verità autentica che brucia dentro e crea solo cenere.

Per aiutarla a guarire, le viene assegnata una giovane infermiera ed entrambe vengono spedite su un’isola lontana dal mondo, un frammento di roccia in mezzo al mare.

E in quella gelida desolazione le parti si invertono: la ragazza sente il bisogno di sfogarsi, di raccontare tutto di sé, anche episodi scandalosi, mentre l’attrice tace e ascolta. Le due donne diventano sempre più intime tra di loro, fino quasi a confondersi in una sola persona, cioè in una sola maschera disperatamente in bilico tra la menzogna e la verità.

L’infermiera sa che la aspetta una vita semplice e ordinata, ma sa anche che il momento in cui è stata più prossima alla rivelazione è stato l’incontro con due giovani maschi e un’altra ragazza, un’esperienza sessuale che l’ha trascinata in una zona della vita priva di regole e convenzioni e che poi l’ha portata ad abortire.

E l’infermiera ha capito anche quale è la ferita profonda dell’attrice senza più parole: un figlio non voluto, non amato, forse malato, un figlio che la adora e che lei invece ha sempre sentito come un ostacolo.

Due segreti che si confrontano: maternità, aborto, libertà, paura, vita che cerca un senso e trova solo solitudine e infelicità. Sono dialoghi tra chi parla e chi tace, parole e silenzi, tenerezza e violenze improvvise.

Come spesso accade nel cinema di Bergman, forse viene detto troppo, ogni frase sembra estratta da un dramma di Ibsen o da un testo di Kirkegaard, manca quel distacco e quella leggerezza che danno vivacità, ad esempio, ai film di Fellini, ugualmente complessi ma più fiduciosi nella forza benefica dell’immaginazione. InPersona ogni scena si muove su una lastra di ghiaccio pronta a frantumarsi e inghiottire tutto quanto. Il clima è segnato da una religiosità tetra, dove nessuno parla mai agli uccelli e alla meraviglia dell’esistenza. Ricordo ancora quei versi sorprendenti di Milo De Angelis: «Chi soffre non è profondo». Ecco, forse ci può essere una profondità felice, una sofferenza che a volte sa sorridere, un cinema che non è solo la dichiarazione di un fallimento esistenziale.

Verso la fine si vede persino Bergman che riprende una scena, forse per dire: è solo cinema, la vita è altrove, in un deserto dove talvolta nascono anche i fiori.

Fonte: L’Osservatore Romano – 11 luglio 2026

Titolo originale: Un dialogo estremo degno di Ibsen e di Kierkegaard

Tennis, Sinner batte Zverev e conquista di nuovo Wimbledon

Roma, 12 lug. (askanews) – Jannik Sinner si conferma campione a Wimbledon battendo in quattro set il tedesco Alexander Zverev in quasi quattro ora di gioco, con il punteggio di 6-7 7-6 6-3 6-4.

Jannik Sinner si conferma il re di Wimbledon. Il numero uno del mondo difende con successo il titolo conquistato dodici mesi fa e conquista il suo secondo trofeo consecutivo sull’erba dell’All England Club, battendo in finale il tedesco Alexander Zverev, testa di serie numero due, con il punteggio di 6-7 (7/9), 7-6 (7/2), 6-3, 6-4 dopo quasi quattro ore di gioco.

È stata una finale di altissimo livello, giocata sul filo dell’equilibrio per oltre due set, con entrambi i protagonisti protagonisti di una battaglia soprattutto al servizio. Nel primo parziale non si registra alcun break e il tie-break diventa inevitabile. Qui Zverev dimostra grande lucidità nei punti decisivi, annulla due set point e si impone 9-7, portandosi avanti dopo un’ora e cinque minuti di gioco.

La reazione di Sinner, però, è quella del campione. Nel secondo set l’azzurro alza progressivamente il livello del proprio tennis, trova maggiore continuità da fondo campo e aumenta l’efficacia della risposta. Anche questa volta si arriva al tie-break, ma il copione cambia completamente: il numero uno del ranking domina il gioco decisivo per 7-2, ristabilendo la parità dopo oltre due ore di una sfida intensissima.

L’inerzia del match passa definitivamente dalla parte dell’italiano. Nel terzo set Sinner continua a mettere pressione al servizio dell’avversario e, dopo aver annullato l’unica palla break concessa, trova il primo break dell’incontro nell’ottavo gioco, chiudendo poi il parziale per 6-3.

Nel quarto set Zverev prova a restare agganciato alla partita, ma Sinner appare ormai padrone del confronto. Il break decisivo arriva nel settimo game grazie a una straordinaria serie di risposte aggressive che costringono il tedesco all’errore. Da quel momento il campione altoatesino non concede più nulla nei propri turni di battuta e chiude l’incontro al primo match point con il punteggio di 6-4, alzando ancora una volta il trofeo più prestigioso del tennis mondiale.

Per Sinner si tratta del 30° titolo ATP in carriera, del sesto successo stagionale e soprattutto del quinto torneo del Grande Slam, il primo conquistato nel 2026, che consolida ulteriormente la sua leadership nel ranking mondiale. Il successo rappresenta inoltre la sua centesima vittoria nel circuito ATP, un traguardo simbolico che conferma la straordinaria continuità dell’azzurro ai massimi livelli.

Nonostante la sconfitta, Alexander Zverev esce comunque rafforzato dal torneo londinese. Grazie ai punti conquistati raggiungerà infatti la seconda posizione della classifica mondiale, superando Carlos Alcaraz, al termine di un Wimbledon che lo ha visto tornare protagonista fino all’ultimo atto.

Con il bis sull’erba di Londra, Sinner entra sempre più nella storia del tennis italiano e internazionale, confermandosi il punto di riferimento del circuito maschile e l’uomo da battere anche in questa stagione.

Iran, nuovi attacchi Usa a Bandar Abbas e a Qeshm

Roma, 12 lug. (askanews) – Diverse esplosioni sono state avvertite nel porto iraniano di Bandar Abbas e nell’area dell’isola di Qeshm. Lo riportano le agenzie iraniane Mehr e Fars, citate da Al Jazeera, mentre Axios parla di una nuova ondata di attacchi americani.

Il governatore di Qeshm, Hossein Amir Teymouri, ha dichiarato all’agenzia IRNA che “da 10 a 11 proiettili nemici” hanno colpito l’isola. Teymouri ha precisato che tutti gli obiettivi colpiti erano militari e che non si sono registrate vittime.

Poco dopo il Ministero della Difesa del Kuwait ha annunciato che tre posti di confine ed una piattaforma petrolifera offshore sono stati oggetto di “un attacco criminale” ed hanno subito “danni materiali”, in quella che potrebbe essere una rappresaglia di Teheran. Sulla piattaforma petrolifera offshore gestita dalla Kuwait Oil Company ci sarebbe anche un operaio rimasto ferito.

Braccio di ferro sullo stretto di Hormuz. Gli Usa: è aperto, traffico normale. L’Iran è chiuso

Roma, 12 lug. (askanews) – Gli Stati Uniti sono pronti a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz: lo ha reso noto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) dopo l’annuncio dell’Iran sulla chiusura della via di navigazione, ribadito successivamente dalle autorità di Teheran. “Lo Stretto di Hormuz è aperto a tutte le navi che intendono transitare legalmente in questa via navigabile internazionale. Le forze statunitensi sono posizionate e pronte a garantire che la libertà di navigazione rimanga intatta nonostante l’aggressione, le molestie, le minacce e le dichiarazioni arbitrarie dell’Iran. L’Iran non controlla lo stretto. Il traffico è libero”, si legge nel comunicato diffuso dal Centcom.

Teheran – che attraverso le parole di Mohsen Rezaee, consigliere di Khamenei, ha chiarito che Hormuz è più importante di decine di bombe atomiche – ha sua volta ribadito la chiusura dello Stretto alla navigazione: “A causa dei recenti movimenti illegali delle forze militari statunitensi nella regione, il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz non è attualmente possibile”, si legge in una nota dell’Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico, che conclude: “Non appena la stabilità e la calma saranno ripristinate, tutte le richieste saranno esaminate secondo il calendario previsto e saranno rilasciati i permessi necessari”.

MotoGp, Bezzecchi operato. Aprilia spera in Silverstone

Roma, 12 lug. (askanews) – È iniziato il recupero fisico di Marco Bezzecchi dopo l’infortunio rimediato nelle qualifiche del Gran Premio di Germania al Sachsenring. Il pilota dell’Aprilia è stato operato questa mattina alla clavicola sinistra dall’équipe del dottor Giuseppe Porcellini all’Ospedale Universitario di Sassuolo. L’intervento si è concluso con successo: la frattura “completa e scomposta” è stata ridotta e stabilizzata.

Ora per il pilota romagnolo comincia la fase di riabilitazione con l’obiettivo di tornare in pista già nel prossimo appuntamento del Mondiale, il Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone (7-9 agosto). I tempi di recupero, però, restano ancora da definire e saranno valutati nei prossimi giorni sulla base dell’evoluzione del quadro clinico.

Aprilia, attraverso una nota ufficiale, ha spiegato: “Marco è stato operato con successo dal Dottor Giuseppe Porcellini presso l’Ospedale Universitario di Sassuolo; la frattura della clavicola sinistra è stata ridotta e stabilizzata”.

La squadra di Noale ha aggiunto: “Sebbene sia ancora presto per definire i tempi di recupero, auspichiamo di avere Marco fit per il prossimo GP di Silverstone, in programma a inizio agosto. La prognosi verrà comunque sciolta nei prossimi giorni”.

Per Bezzecchi si prospettano quindi settimane di lavoro intenso durante la pausa estiva. Il rientro in Gran Bretagna non è impossibile, ma rappresenta una sfida: negli ultimi anni diversi piloti della MotoGP hanno dovuto affrontare recuperi più lunghi dopo fratture alla clavicola, tra cui Marc Marquez, che in passato ha impiegato diverse gare prima di ritrovare la piena competitività.

MotoGp, Marc Marquez trionfa in Germania

Roma, 12 lug. (askanews) – Marc Marquez si conferma il re del Sachsenring e, dopo aver firmato la pole e vinto la Sprint, trionfa anche nella gara lunga. Sul podio anche le due Trackhouse di Ogura e Fernandez. 4° Acosta, poi Martin e Bagnaia. Out Di Giannantonio e Alex Marquez. Assente Bezzecchi, operato alla clavicola. Martin resta in testa alla classifica: +14 su Ogura e +18 su Marc Marquez.

Scattato dalla pole, Marquez ha preso il comando fin dalle prime curve, contenendo inizialmente il tentativo del fratello Alex di restargli in scia. Giro dopo giro il pilota Ducati ha aumentato il passo, girando con costanza sull’1’21″ basso e costruendo un margine che gli ha consentito di amministrare la gara senza mai dare l’impressione di essere in difficoltà.

Alle sue spalle la lotta per il podio ha animato gran parte della corsa. Raul Fernandez, con la Aprilia del team Trackhouse, ha occupato a lungo la seconda posizione, ma nel finale ha dovuto cedere il passo al compagno di squadra Ai Ogura, autore di una gara in rimonta e bravo a piazzare il sorpasso decisivo a pochi giri dalla bandiera a scacchi. Il giapponese ha così completato una splendida doppietta per il team americano, chiudendo secondo davanti a Fernandez.

Ai piedi del podio ha terminato Pedro Acosta, protagonista di una gara solida ma mai in grado di inserirsi nella lotta per le prime tre posizioni. Alle sue spalle il leader del Mondiale Jorge Martin ha limitato i danni con il quinto posto. Lo spagnolo ha disputato una gara accorta, difendendosi nel finale dagli attacchi di Francesco Bagnaia, sesto al traguardo dopo una corsa nelle retrovie del gruppo di testa senza riuscire a trovare lo spunto per superare il rivale.

La gara è stata caratterizzata anche da numerosi colpi di scena. Fabio Di Giannantonio è stato il primo dei protagonisti a finire nella ghiaia, scivolando nelle fasi iniziali dopo aver perso l’anteriore. Pochi giri più tardi è caduto anche Alex Marquez, che fino a quel momento occupava la seconda posizione e sembrava l’unico in grado di seguire il fratello. Sono finiti a terra anche Joan Mir e Cal Crutchlow, entrambi senza conseguenze fisiche, mentre Maverick Vinales è stato costretto al ritiro nel finale per un problema tecnico.

Con questo successo Marc Marquez rilancia le proprie ambizioni iridate, anche se Jorge Martin mantiene la leadership del campionato. Lo spagnolo dell’Aprilia guida infatti la classifica con 14 punti di vantaggio su Ai Ogura e 18 sul pilota Ducati, ora risalito al secondo posto grazie ai 25 punti conquistati in Germania.

Il Motomondiale osserva ora una pausa estiva e tornerà in pista dal 7 al 9 agosto sul circuito di Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna, dodicesimo appuntamento della stagione.

Banche, i tassi sui nuovi mutui sono già ai massimi da quasi 2 anni

Roma, 12 lug. (askanews) – La “mini” stretta monetaria operata finora dalla Banca centrale europea è bastata a far risalire i tassi sui nuovi mutui in Italia ai massimi da quasi due anni a questa parte. A maggio, infatti, il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni ha raggiunto il 3,959%.

Per trovare un livello analogo o superiore, bisogna tornare indietro fino al all’agosto del 2024, in cui questa voce si attestava al 4,0962%, secondo le tabelle della Banca d’Italia.

Eppure all’epoca lo stesso livello di riferimento dei tassi Bce – il tasso sui depositi – era a valori nettamente superiori: il 3%. Attualmente, a seguito del rialzo da 0,25 punti percentuali effettuato a giugno, il tasso sui depositi della Bce si attesta al 2,25%. In questo caso si tratta del livello più elevato da poco più di un anno: dall’aprile del 2025.

Al tempo stesso, sempre secondo i dati della Banca d’Italia, i tassi di interesse sui depositi (conti correnti passivi) delle famiglie restano a un limitato 0,1733%, livello sostanzialmente in linea con quello dei mesi precedenti risalendo fino al luglio del 2025. Nell’agosto del 2024, invece, questa voce si attestava uno 0,366%, sempre un livello ridotto, ma leggermente superiore a quello attuale.

Questo differenziale della dinamica di risalita dei tassi potrebbe rialimentare le polemiche già sollevate nei giorni scorsi da alcune associazioni, sulla velocità con cui le banche aumentano i tassi sui prestiti che erogano a famiglie e imprese e la maggiore “cautela” che usano sui tassi con cui retribuiscono i conti correnti.

Va comunque rilevato che il livello dei tassi bancari non riflette unicamente quello che è il quadro attuale dei tassi di riferimento della Bca, ma piuttosto l’aspettativa che il settore bancario ha su quello che sarà il futuro dei tassi ufficiali. L’ultima rilevazione della Banca Italia, peraltro, è riferita a maggio, quando non era stato ancora operato il rialzo dei tassi della Bce di giugno, ma appunto la mossa era ampiamente attesa dai mercati.

Sempre a maggio, probabilmente, l’attesa dei mercati era per ulteriori possibili rialzi dopo quello di giugno, laddove la tregua raggiunta a metà mese tra Stati Uniti e Iran ha determinato una inversione dei prezzi sul petrolio, e conseguentemente un allentamento delle pressioni inflazionistiche che, potenzialmente, e se la dinamica si confermerà, potrebbe anche arrestare la Bce nella sua manovra di inasprimento.

Nei dai dei mesi successivi, quindi, anche i tassi bancari potrebbero mostrare aggiustamenti a questo nuovo scenario.

MotoGp, il calendario del motomondiale e i vincitori

Roma, 12 lug. (askanews) – Questo il calendario del MotoGp 2026 ed i vincitori:

GP Thailandia (Buriram, Thailandia, 1 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Brasile (Goiânia, Brasile, 22 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Texas (Austin, Stati Uniti, 29 marzo) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Spagna (Jerez de la Frontera, Spagna, 26 aprile) vincitore: Alex Marquez (Gresini Racing) GP Francia (Le Mans, Francia, 10 maggio) vincitore: Jorge Martin (Aprilia) GP Catalogna (Barcellona, Spagna) vincitore: Fabio Di Giannantonio (Ducati) GP Italia (Mugello, Italia, 31 maggio) vincitore: Marco Bezzecchi (Aprilia) GP Ungheria (Balaton, Ungheria, 7 giugno) vincitore: Marc Marquez (Ducati) GP Repubblica Ceca (Brno, Repubblica Ceca, 21 giugno) vincitore: Marc Marquez (Ducati) GP Paesi Bassi (Assen, Paesi Bassi, 28 giugno) vincitore: Ai Ogura (team Trackhouse Racing, Aprilia) GP Germania (Sachsenring, Germania, 12 luglio) vincitore: Marc Marquez (Ducati)

GP Regno Unito (Silverstone, Regno Unito, 9 agosto) GP Aragona (Aragón, Spagna, 30 agosto) GP San Marino (Misano, Italia, 13 settembre) GP Austria (Red Bull Ring, Austria, 20 settembre) GP Giappone (Motegi, Giappone, 4 ottobre) GP Indonesia (Mandalika, Indonesia, 11 ottobre) GP Australia (Phillip Island, Australia, 25 ottobre) GP Malesia (Sepang, Malesia, 1° novembre) GP Qatar (Lusail, Qatar, 8 novembre) GP Portogallo (Portimão, Portogallo, 22 novembre) GP Comunità Valenciana (Valencia, Spagna, 29 novembre)

Tragedia a Brno, morti due piloti in una gara di superbike

Roma, 12 lug. (askanews) – Tragedia sul circuito di Brno, in Repubblica Ceca, dove due piloti hanno perso la vita in seguito a un incidente avvenuto durante una gara del Campionato motociclistico Alpe Adria. Le vittime sono l’austriaco Philipp Steinmayr, 32 anni, e il romeno Adrian Rus-Sinner, 43 anni. Secondo una prima ricostruzione, Steinmayr si era fermato in pista per un problema tecnico subito dopo la partenza della prova della categoria Superstock 1000/Superbike ed è stato investito dalla moto di Rus-Sinner. Il pilota austriaco è morto sul colpo, mentre il romeno è deceduto successivamente in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.

In seguito all’incidente gli organizzatori hanno deciso di annullare il resto del programma del fine settimana, comprese le gare delle categorie Supersport 300 European Cup, Supersport 600 European Cup, Superstock 1000 European Cup e Women’s European Championship.

In una nota congiunta, la FIM Europe, l’Unione Motociclistica Alpe Adria, il promotore Academy, la Federazione Motoristica Rumena, l’Unione Motociclistica Balcanica e l’Autodromo di Brno hanno espresso il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime, agli amici e all’intera comunità motociclistica.

Zelensky annuncia le dimissioni della premier Svyrydenko: rimpasto di governo per nuova strategia politica

Roma, 12 lug. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato domenica le dimissioni di Yulia Svyrydenko dalla carica di Primo ministro, che ricopriva da un anno, nonché un “rimpasto di governo” che corrisponde a un cambiamento nella “strategia politica” dell’Ucraina.

“Ogni area prioritaria della politica estera sarà affidata alla responsabilità di una persona specifica con una significativa esperienza”, ha dichiarato Zelensky nel suo comunicato stampa pubblicato su Telegram, aggiungendo di aver offerto al Primo ministro uscente “un nuovo importante Ministero per le relazioni con un partner chiave”, senza specificare quale.

Il Presidente ucraino non ha fornito dettagli sulla composizione del nuovo esecutivo, né sui tempi per la sua formazione: “Conto sul fatto che, insieme ai parlamentari, effettueremo le opportune sostituzioni all’interno del governo ucraino”.