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Del Vecchio Jr diserta assemblea Delfin, sì ai conti da 7 soci

Milano, 30 giu. (askanews) – Il colpo di scena arriva già all’appello: Leonardo Maria Del Vecchio diserta l’assemblea dei soci di Delfin, convocata per approvare il bilancio e deliberare sulla distribuzione delle cedole. Gli altri sette eredi di Leonardo Del Vecchio, scomparso il 27 giugno di quattro anni fa, vanno avanti: i conti del 2025 vengono approvati con voto unanime dei presenti, con l’utile netto che si attesta in area 1,5 miliardi. Non passa l’aumento dei dividendi fino all’80% dei profitti, le cedole restano quindi inchiodate alla distribuzione del 10% dell’utile. Agli otto azionisti vanno 150 milioni, 18,75 milioni a testa.

Leonardo Maria Del Vecchio, che puntava a rilevare il 25% della sorella Paola e del fratello Luca, ha spiegato in una lettera al board la decisione di non presentarsi in Lussemburgo, nemmeno attraverso un legale. Il figlio del fondatore ha stigmatizzato le “gravi criticità irrisolte” emerse negli ultimi mesi e ha denunciato di non aver ricevuto la documentazione aziendale necessaria a valutare il progetto di bilancio 2025, ritenendo di “non essere nelle condizioni di prendere parte all’assemblea”.

L’attacco al board di Delfin da parte di Leonardo Maria è su tutta la linea. Del Vecchio Jr spiega di aver chiesto un impegno da parte del consiglio ad analizzare seriamente la sua proposta di acquisto delle quote di Luca e Paola Del Vecchio, approvata dagli azionisti nell’assemblea del 27 aprile, ma per settimane alcuni membri del Board – scrive – “si sono limitati a sollevare eccezioni generiche su presunti limiti legali”, senza mai approfondire nel merito la richiesta.

Nei giorni in cui board restava “silente”, viene fatto sapere, alcuni consiglieri avrebbero intrattenuto comunicazioni informali con una parte soltanto dei soci, generando – sottolinea Leonardo Maria – “confusione e sfiducia”. Nello stesso periodo, a fronte delle richieste di accesso a documentazione aziendale indispensabile anche per le interlocuzioni con le banche finanziatrici, Del Vecchio Jr segnala di non aver mai ottenuto riscontro scritto, ricevendo “solo risposte telefoniche”. Quando il consiglio è stato sollecitato a esprimersi formalmente, il board si è diviso con il presidente Francesco Milleri a sostenere le tesi di Leonardo Maria e l’amministratore delegato Romolo Bardin sull’altro fronte.

Nella dura lettera al consiglio, Leonardo Maria si riserva di impugnare le delibere prese dall’assemblea con il voto favorevole di Rocco Basilico. La posizione di Basilico, figlio di primo letto della mamma di Leonardo Maria, Nicoletta Zampillo, finisce ancora una volta nel mirino. Leonardo Maria contesta l’iscrizione nel registro dei soci di Basilico, avvenuta nel 2022, e denuncia “un’ingiustificabile inerzia” del Board, che non risulterebbe aver mai svolto un’analisi della vicenda nonostante le obiezioni sue e di sua madre.

I sette soci di Delfin presenti in assemblea hanno approvato l’istituzione di un collegio di commissari ai conti, deliberando la nomina di Lara Forte e Fabio Scoyni, mentre non è passato, con decisione unanime dei presenti, Marco Talarico, che era stato proposto per lo stesso ruolo da Leonardo Maria.

Pirelli prevede piano di investimenti negli Usa da 1-1,2 mld di dollari

Milano, 30 giu. (askanews) – Il cda di Pirelli è stato informato di un piano di investimenti pluriennale per gli Stati Uniti fra 1 e 1,2 miliardi di dollari circa, già preso in considerazione durante il precedente mandato. L’investimento, spiega una nota del gruppo, sarà inserito all’ordine del giorno di una prossima riunione del consiglio per la relativa approvazione e consentirà un aumento della capacità produttiva negli Stati Uniti, incluso lo sviluppo della tecnologia Cyber Tyre.

Pirelli, infatti, grazie alle modifiche nella propria governance stabilite dal Dpcm Golden Power, ha potuto concordare con il BIS (US Department of Commerce Bureau of Industry and Security) termini di massima che consentono l’introduzione del Cyber Tyre nel mercato statunitense. Il piano di espansione sosterrà la crescita del segmento High Value in Nord America e rafforzerà la strategia local-for-local anche in tale mercato, come già avviene in Cina e in Europa.

Il piano di investimenti è previsto costituisca parte integrante del prossimo piano industriale e non avrà impatti sui target 2026. Il progetto, che si svilupperà in più esercizi, non modificherà il profilo di investimento della società, mantenendo l’usuale livello del rapporto tra investimenti e ricavi pari a circa il 7%.

Tris live per Rkomi a Milano, aperta la terza data

Milano, 30 giu. (askanews) – Accompagnato da un ringraziamento al pubblico dell’artista dai suoi canali, arriva l’annuncio di una terza data per Rkomi a Milano, dopo che, anche i biglietti per il secondo live, sono andati immediatamente venduti.

Rkomi a Milano: l’artista triplica quindi l’appuntamento e sarà sul palco del Fabrique anche l’11 novembre 2026 per tre serate uniche e imperdibili dalla setlist speciale. Suonerà infatti tutti i brani tratti dai suoi primi, amatissimi lavori Dasein Sollen (2016), Io in Terra (2017) e Ossigeno EP (2018), oltre alla speciale anteprima live di A Milano, un EP di inediti in uscita in autunno: una versione espansa del brano da 8 minuti pubblicato il 23 giugno sui suoi social in omaggio al decennale di Dasein Sollen.

Le prevendite per la terza data dell’11 novembre di Rkomi a Milano sono disponibili da subito attraverso tutti i circuiti autorizzati.

Si è chiuso ufficialmente il Cremonini live, si chiude un capitolo

Milano, 30 giu. (askanews) – “È stato un lungo abbraccio fino all’ultimo inchino di #Cremoninilive26. Grazie di cuore a ogni persona che ha reso questo tour il più bello della mia carriera. È stato un lungo percorso che mi ha portato dai teatri ai club, ai palasport, agli stadi e alle grandi arene, esattamente dove, 27 anni fa, ho avuto la fortuna di sognarlo. Provo un senso di grande liberazione oggi, gratitudine, entusiasmo e desiderio per il futuro” ha scritto Cesare Cremonini. Si è chiuso ufficialmente il Cremonini live26, il progetto che nell’ultimo anno ha portato Cesare Cremonini dagli stadi ai grandi spazi aperti, attraversando alcuni dei luoghi più simbolici della musica dal vivo in Italia. Con 950 mila biglietti venduti in meno di un anno, il CREMONINI LIVE entra tra i capitoli più significativi della sua storia artistica. Un risultato che arriva dopo oltre venticinque anni di carriera e che assume oggi il valore di una svolta, più che di un traguardo. Se il Cremonini live26 ha rappresentato il punto più alto di un percorso costruito negli anni, ciò che si intuisce oggi è la volontà di cambiare prospettiva. Cremonini ha già annunciato, durante il tour, l’arrivo di un nuovo progetto. Un lavoro che nasce dall’esigenza di spingersi oltre i confini tracciati finora e dal desiderio di rimettere in discussione il proprio linguaggio musicale. Con il Cremonini live26 si chiude una stagione straordinaria della sua carriera, che ha portato il live italiano in una dimensione sempre più ambiziosa. Cremonini guarda ora avanti, verso un nuovo territorio che ha già iniziato a prendere forma. Questo momento straordinario della carriera di Cesare Cremonini sarà raccontato con un grande evento televisivo che andrà in onda a settembre in prima serata su Rai1.

L.elettorale, ‘persa’ per strada norma tra Bignami 1 e 2. Maggioranza corregge

Roma, 30 giu. (askanews) – Nel tormentato iter della legge elettorale, c’è anche una norma ‘persa per strada’ tra il Bignami 1 e il Bignami 2. Ed è così che il comitato dei nove della commissione ha approvato, a maggioranza, un ‘aggiuntivo’ per inserire nel testo approdato in aula alla Camera la parte ‘dimenticata’. Che verrà presentato davanti all’assemblea come emendamento della commissione e su cui si potranno fare i subemendamenti.

“C’era stato un errore materiale e quindi sarà inserita questa parte che per errore non è stata riportata nel trasferimento del cosidetto copia-incolla. Non è un problema di natura politica, ma di natura tecnica”, ha tenuto a precisare il presidente di commissione Nazario Pagano (Fi), interpellato in proposito. La questione tuttavia era dirimente, riguardando uno dei meccanismi di riparto dei seggi. Non lana caprina in una legge elettorale.

Rkomi raddoppia a Milano, seconda data al Fabrique

Milano, 30 giu. (askanews) – Vista l’enorme richiesta nei primi minuti dall’apertura della prevendita che ha fatto registrato un soldout immediato per l’appuntamento live del 3 novembre, si aggiunge una seconda data per Rkomi a Milano: l’artista sarà sul palco del Fabrique anche il 4 novembre 2026 per due serate uniche e imperdibili dalla setlist speciale. Suonerà infatti tutti i brani tratti dai suoi primi, amatissimi lavori Dasein Sollen (2016), Io in Terra (2017) e Ossigeno EP(2018), oltre alla speciale anteprima live di A Milano, un EP di inediti in uscita in autunno: una versione espansa del brano da 8 minuti pubblicato il 23 giugno sui suoi social in omaggio al decennale di Dasein Sollen.

Le prevendite per la seconda data del 4 novembre di Rkomi a Milano sono disponibili da subito attraverso tutti i circuiti autorizzati. Per info: https://www.friendsandpartners.it Una produzione: Friends & Partners e Vivo Concerti

Comitato per la remigrazione consegna firme per la proposta di legge

Roma, 30 giu. (askanews) – Il comitato per la “remigrazione” e la “riconquista”, fondato da realtà di destra estrema come CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani, ha depositato le 150mila firme raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione al servizio testi normativi della Camera dei deputati.

“Le firme sono state consegnate. Ora tocca alla politica, a quelli che parlano di remigrazione. Noi crediamo ci sia bisogno di una proposta radicale, vedremo se la metteranno in atto”, ha detto l’esponente di Casapound Luca Marsella. E a chi gli chiedeva se ci fossero stati contatti con Roberto Vannacci, ha dichiarato:

“Noi non abbiamo sentito Vannacci, non abbiamo un’interlocuzione con questo governo, né con nessun partito. Chiaramente portiamo la nostra proposta di legge, hanno il nostro numero di telefono. Chi vorrà interloquire con noi ci può chiamare, siamo disponibili a discutere ma non faremo passi indietro né faremo ammorbidire questa proposta di legge” ha aggiunto.

I cronisti gli hanno fatto notare l’assenza di parlamentari, tra cui Domenico Furgiuele (ex leghista ora con Roberto Vannacci), il quale aveva tentato di ‘ospitare’ una conferenza stampa del comitato a Montecitorio, la cui sala era stata occupata però da deputati di Pd-M5S e Avs che ne avevano impedito lo svolgimento. E Marsella ha rispos: “Non c’erano neanche quelli del Pd, non c’era Fratoianni, non c’era Orfini, il M5S. Si sono arresi. Oggi decretiamo la sconfitta dell’antifascismo, siamo entrati in Parlamento. Abbiamo portato la nostra proposta di legge. L’antifascismo oggi muore, finalmente. Ci siamo tolti dalle palle l’antifascismo”.

Salvatore Ferrara, vicepresidente del comitato Remigrazione e Riconquista e capitano della Rete dei Patrioti: “Appena sarà confermato che le firme son buone, noi ci auguriamo che Vannacci faccia seguire alle parole i fatti. Prenda la nostra Pdl, la discuta e la faccia approvare”.

Ivan Sogari, vicepresidente del Comitato Remigrazione e Riconquista ha aggiunto: “Adesso andremo avanti e continueremo a sollecitare la classe politica”.

“La Meloni ha detto una piccola parte di quello che è la remigrazione. La nostra proposta è molto più articolata” e prevede anche “l’abolizione del decreto flussi e speriamo che da domani Meloni e il governo lavorino per superare il decreto flussi”.

La Corte Suprema Usa boccia la legge Trump sullo ius soli

Roma, 30 giu. (askanews) – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato l’iniziativa del presidente Donald Trump volta a revocare il diritto universale alla cittadinanza statunitense per i bambini nati nel Paese.

“I bambini nati negli Stati Uniti da genitori presenti illegalmente o temporaneamente sono soggetti alla giurisdizione degli Stati Uniti e sono cittadini dalla nascita ai sensi della clausola sulla cittadinanza del Quattordicesimo Emendamento”, si legge nella sentenza.

Il provvedimento è assai significativo anche per le sue implicazioni sociali, politiche ed economiche: in termini pratici, si stima che una sentenza favorevole all’Amministrazione avrebbe potuto significare la revoca della cittadinanza a 250.000 bambini nati negli Stati Uniti ogni anno, alcuni dei quali sarebbero divenuti apolidi.

Un museo storico si rinnova per il futuro: la nuova GAM di Torino

Torino, 30 giu. (askanews) – Uno sguardo sul futuro, che però vuole portare in sé tutta la storia di un museo importante per Torino. È stato presentato al Teatro Regio il grande progetto di riqualificazione, rilancio e valorizzazione della GAM, Civica Galleria d’arte Moderna e Contemporanea torinese.

“Senza enfasi – ha detto ad askanews Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino Musei – questa è davvero una giornata storica per la GAM, per la Fondazione Torino Musei e per la città. Ci apprestiamo a rinnovare quello che è stato lo spirito, assolutamente unico, innovativo, originario che ha caratterizzato la nascita del progetto. Infatti innovazione e avanguardia sono un po’ le linee guida che connotano anche il più complessivo progetto di rigenerazione riprendendo e facendo evolvere proprio quello spirito avanguardistico che ha caratterizzato la sua nascita”.

L’intervento sulla GAM, definita ora 4.0, nasce dalla volontà di immaginare i musei del futuro e rappresenta uno dei più importanti progetti di rigenerazione e innovazione museale in Europa, con un investimento di 27,5 milioni di euro sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo. E il concorso internazionale di progettazione è stato vinto dallo studio MVRDV di Rotterdam, con Balance Architettura ed EP&S Group di Torino.

“È un edificio con una storia molto particolare – ci ha spiegato Winy Maas, socio fondatore dello studio olandese – con un background modernista che definirei un modernismo soft oppure emozionale. E mi piaceva molto l’idea di mantenere questo spirito anche nel nuovo progetto per dedicarsi non solo all’atto di ripulire, ma anche di aprire sempre di più. Credo che abbiamo creato una sorta di laboratorio per lavorare sulla storia e andare oltre. Per questo sono molto orgoglioso che in qualche modo questa sfida ci possa portare a una visione di quello che dovremo fare dopo”.

“Abbiamo capito sin da subito – ha aggiunto Alberto Lessan di Balance Architettura – che Torino aveva fatto questo bando per fare non solo una riqualificazione del progetto, ma per davvero generare uno spazio museale del futuro. Quindi queste sono state le promesse. Allora si è agito direttamente sull’oggetto, che peraltro aveva dei vincoli della soprintendenza, abbiamo cercato di capire come potevamo riuscire a fare in modo che questo edificio, questo luogo, riuscisse ad avere più spazio espositivo. Quindi abbiamo iniziato a pensare che l’ampliamento non dovesse essere un ampliamento esterno, ma un ampliamento interrato. Il cuore del progetto, a tutti gli effetti, è quindi questo grande spazio interrato che diventa un polmone aggiuntivo, uno spazio espositivo aggiuntivo”.

Con questo progetto, che ha ricevuto forte sostegno anche dall’amministrazione comunale, il museo diretto da Chiara Bertola vuole sia riaffermare la propria vocazione sperimentale, sia offrirsi come una nuova tipologia di piazza civica per la città di Torino.

Lavoro, Calderone: cala l’incidenza degli infortuni, ma non basta

Roma, 30 giu. (askanews) – “Rispetto a dicembre 2022, a distanza di quattro anni, abbiamo al lavoro un milione di persone in più, sottoposte a un regime di prevenzione dei rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Per quanto riguarda l’incidenza degli infortuni, soprattutto quelli mortali, vediamo fortunatamente una regressione. Lo dice l’Inail”. Così il ministro del Lavoro, Marina Calderone, nel corso dell’informativa alla Camera su salute e sicurezza.

“Certamente, non è sufficiente – ha detto – l’obiettivo di tutti è ridurre il numero degli infortuni. La sicurezza sul lavoro richiede l’impegno continuo di istituzioni, imprese e sindacati”. Secondo Calderone è necessario “affermare una cultura della prevenzione condivisa” e “solo un’alleanza stabile tra tutti i soggetti coinvolti può costruire ambienti di lavoro più sicuri, moderni e rispettosi della persona. Nessuna misura di vigilanza, per quanto efficace, può sostituire la consapevolezza individuale e collettiva dei rischi e delle responsabilità. Per questo abbiamo promosso un approccio fondato sulla prevenzione e sulla responsabilizzazione di tutti gli attori”.

La sicurezza sul lavoro “deve diventare parte integrante dell’organizzazione del lavoro, della progettazione degli ambienti produttivi, dei processi formativi e delle scelte imprenditoriali – ha aggiunto – è un investimento sulla qualità del lavoro, sulla competitività delle imprese e sulla sostenibilità del sistema economico”.

Le attività ispettive e di controllo sono passate da circa 100mila verifiche nel 2022 a oltre 157mila nel 2025, con un incremento superiore al 50%, ha proseguito Calderone. “Le sole attività ispettive dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) sono più che raddoppiate nello stesso periodo (da 63.571 nel 2022 a 130.579 nel 2025) – ha affermato – l’attività ispettiva contrasta e sanziona le irregolarità, ma è anche un’occasione per diffondere la cultura della legalità e della sicurezza: promuove comportamenti corretti, favorisce l’emersione delle irregolarità e migliora le condizioni di lavoro”.

Il ministro ha assicurato che “nel 2026 proseguiremo lungo il percorso avviato dall’inizio della legislatura, secondo cinque direttrici fondamentali: completare l’attuazione del decreto-legge n. 159 del 2025, per rendere pienamente operativi gli strumenti introdotti; rafforzare la cultura della prevenzione, con nuove iniziative rivolte ai giovani, alla scuola e al mondo delle imprese; consolidare la strategia nazionale 2026-2030 e integrare gli strumenti programmatori delle amministrazioni coinvolte; potenziare le attività di vigilanza, completando i programmi di assunzione e utilizzando in modo sempre più efficace le tecnologie digitali e le banche dati integrate; contrastare il lavoro irregolare, il caporalato e le forme di sfruttamento, con particolare attenzione ai settori più esposti e alle categorie più vulnerabili”.

L’obiettivo resta quello di “sostenere un sistema in cui la sicurezza sia parte integrante della qualità del lavoro e della competitività delle imprese – ha aggiunto – i risultati del 2025 dimostrano che è possibile rafforzare la tutela attraverso prevenzione, formazione, vigilanza e responsabilità condivisa. Molto è stato fatto, molto resta da fare. La sicurezza non è un traguardo definitivo, ma un percorso continuo di miglioramento che accompagna l’evoluzione del mondo del lavoro e della società. Il Governo intende proseguire su questa strada, nella convinzione che la tutela della vita, della salute e della dignità di chi lavora sia uno dei più alti doveri della Repubblica. I risultati raggiunti dimostrano che investire nella prevenzione produce effetti concreti. Sono un punto di partenza, non un punto di arrivo. Ogni lavoratore deve poter tornare a casa, al termine della propria giornata di lavoro, nelle stesse condizioni in cui l’ha iniziata”.

Quanto all’emergenza caldo “mi pare ingiusto dire che ci siamo accorti in ritardo” della questione, “considerato che la norma con cui abbiamo adottato il protocollo clima è dello scorso anno”, ha rilevato Calderone.

“L’intervento fatto con il decreto infrastrutture non è ribadire che una norma c’è, ma fare in modo che la misura degli ammortizzatori sociali emergenziali venga destinata anche nel 2026 – ha aggiunto – sappiamo guardare i numeri e per quanto riguarda i dati del 2025 abbiamo visto che le risorse stanziate a suo tempo sono sono state utilizzate per meno di quell’importo messo nel decreto infrastrutture. Questo non vuol dire che se dovessimo essere in una situazione in cui dobbiamo rifinanziare la misura, perché abbiamo messo in protezione delle realtà che sono praticamente superiori o perlomeno vicine alla dotazione, non si possa fare. Anzi, siamo assolutamente disponibili a farlo”.

Pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia, la Lega contro l’assassino "straniero". Poi la retromarcia

Roma, 30 giu. (askanews) – Un comunicato stampa sull’omicidio del pizzaiolo Raffaele Stipa a Reggio Emilia, ucciso “per essersi rifiutato di regalare l’ennesima pizza ad uno straniero”. Cancellato e ‘corretto’ poco dopo, perché in realtà l’uomo arrestato per l’aggressione è italiano. E’ il cortocircuito comunicativo di cui è stata protagonista questa mattina la Lega dell’Emilia Romagna.

Alle 10.54 Tommaso Fiazza, capogruppo della Lega in Regione, inviava un comunicato dal titolo “Chi uccide per una pizza non può avere posto nella nostra comunità. Avanti con la remigrazione”. Nella nota Fiazza affermava che “Raffaele Stipa è morto perché ha fatto ciò che ogni commerciante fa ogni giorno: ha difeso il frutto del proprio lavoro. Questa è una tragedia che colpisce tutta l’Emilia-Romagna e che impone una riflessione seria, senza ipocrisie: un uomo è stato accoltellato e ucciso per essersi rifiutato di regalare l’ennesima pizza ad uno straniero. Non siamo davanti a un episodio di ordinaria criminalità, ma all’ennesima dimostrazione di una violenza incompatibile con il nostro modo di vivere. Chi arriva in Italia deve comprendere che qui il lavoro si rispetta, le regole si rispettano e a un ‘no’ non si risponde con un coltello”.

Alle 11.33 la correzione e la richiesta di annullare il comunicato “alla luce delle nuove informazioni diffuse dagli inquirenti”. Ovvero che il presunto killer è italiano.

Infine, nel primo pomeriggio, la nota ‘corretta’: “Raffaele Stipa è morto perché ha fatto ciò che ogni commerciante fa ogni giorno: ha difeso il proprio lavoro. È stato ucciso dietro il bancone della sua pizzeria per una lite che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe nata da una pizza e da un debito pregresso”. Certo, “le prime ricostruzioni della vicenda, diffuse da quotidiani nazionali e agenzie di stampa, sono state corrette dagli inquirenti, confermando che l’assassino è italiano, ma c’è un elemento che non cambia: un commerciante è stato ucciso mentre lavorava. E puntualmente si ricomincia a parlare di fragilità, dipendenze e disagi. Basta alibi. Nessuna condizione personale può attenuare la gravità della violenza”.

Pd e M5s stigmatizzano l’atteggiamento leghista. “Il mio pensiero va – prima di tutto – alla vittima, Raffaele Stipa, alla sua famiglia, ai suoi parenti e amici, cui porgo le mie condoglianze: un fatto terribile, che sconvolge tutta la comunità di Reggio Emilia e interroga l’intero Paese”, afferma la deputata Dem reggiana Ilenia Malavasi. Che sottolinea poi la “violenta reazione a episodi come questo, alimentata anche da esponenti politici di una destra che, sui social e sui mezzi di comunicazione, tende unicamente a fomentare una caccia al colpevole, ovviamente di origine straniera. Siamo abituati con leggerezza a scrivere le condanne prima di conoscere i fatti, guidati dal pregiudizio”.

“Lo vediamo quotidianamente: Salvini e il suo partito, prima parlano e poi pensano. Ma quanto accaduto oggi, con esponenti della Lega dell’Emilia Romagna che hanno inviato dei comunicati stampa parlando di remigrazione per il killer di un pizzaiolo a Reggio Emilia per poi chiedere alle agenzie di stampa di non pubblicarli appena scoperto che l’assassino era italiano, dimostra quanta malafede, strumentalizzazione e propaganda ci sia dietro questa proposta. Le responsabilità ovviamente sono in primis di chi si è reso artefice di questa figuraccia, ma d’altronde l’esempio gli viene dall’alto e cioè da un ministro che fa propaganda su tutto e non fa mai il lavoro per il quale viene pagato dai cittadini”, afferma Francesco Silvestri, deputato M5S alla Camera.

L’Oms convoca per il 6 luglio vertice europeo sull’emergenza caldo. In Italia 5 morti in 24 ore

Roma, 30 giu. (askanews) – Il direttore di Oms Europa, il medico belga Hans Henri P. Kluge, ha convocato per il prossimo 6 luglio “i referenti nazionali responsabili delle emergenze, dell’ambiente e dei cambiamenti climatici di tutti gli Stati membri dell’OMS nella Regione europea per un incontro di valutazione dell’emergenza” caldo che sta colpendo il Vecchio Continente: “La Regione europea si sta riscaldando a un ritmo più che doppio rispetto alla media globale. Le ondate di calore non sono più eventi isolati e anomali. Sono crisi ricorrenti, che stanno diventando più frequenti, più intense e più durature. Ogni estate in cui non riusciamo a prepararci ad affrontarle è un’estate che paghiamo con vite umane”, scrive Kluge in una nota.

“In questo momento – ricorda – in tutta la Regione europea dell’OMS le persone fanno fatica a dormire. I pronto soccorsi si stanno riempiendo. I servizi di ambulanza stanno registrando numeri da record. In Francia, in alcune città le chiamate di emergenza medica sono aumentate fino al 50%. A Londra, la scorsa settimana si è registrato il numero più alto di chiamate di emergenza per condizioni potenzialmente letali che il servizio di ambulanza abbia mai registrato in un solo giorno. Il sistema di monitoraggio della mortalità spagnolo ha già stimato oltre 300 decessi in eccesso associati al caldo in pochi giorni. L’Italia ha segnalato 5 decessi in 24 ore”.

“Ma ecco cosa mi dà un po’ di rassicurazione: la prevenzione funziona! Lo sappiamo perché possiamo misurarla. Le stime indicano che, senza le misure di adattamento già in atto, nel 2023 i decessi legati al caldo nella Regione europea sarebbero stati superiori di circa l’80%. Per le persone di età pari o superiore a 80 anni, i decessi avrebbero potuto essere il doppio. Piani d’azione sul caldo e la salute, allarmi precoci, spazi di refrigerio, assistenza alle persone vulnerabili: non si tratta di esercizi burocratici, ma di misure che stanno salvando vite umane in questo preciso momento. Ne servono di più, in tutta la Regione europea”.

All’ordine del giorno del vertice del 6 luglio, prosegue il direttore OMS Europa, “ci sarà un unico punto: cosa abbiamo imparato da questa ondata di caldo, siamo pronti per la prossima e in che modo l’OMS/Europa può fornire un maggiore sostegno?”.

“Questa ondata di caldo è una prova generale. Le estati a venire saranno più difficili. Più della metà dei paesi della Regione europea non dispone ancora di un piano d’azione completo sul caldo e la salute. Questo deve cambiare – e le linee guida recentemente aggiornate dell’OMS/Europa forniscono a ogni paese, regione e città gli strumenti per agire subito. Seguite la campagna KeepCool dell’OMS/Europa: tenetevi al riparo dal caldo, mantenete fresca la vostra casa, mantenete il corpo fresco e idratato, rimanete in contatto con chi vi circonda. Il caldo è arrivato. Le soluzioni esistono. È ora di agire”, conclude Kluge.

Inps, spesa pensioni 2025 +1,4% a 325 mld con effetto rivalutazione

Roma, 30 giu. (askanews) – Il 2025 ha fatto registrare rispetto all’anno precedente un incremento della spesa per pensioni di 4,4 miliardi di euro, arrivando complessivamente a 325,06 mld, con un incremento rispetto all’anno precedente dell’1,4%. E’ quanto evidenzia il rendiconto generale 2025 dell’Inps, approvato dal consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ).

Il Civ sottolinea che questo incremento deriva quasi per intero dalla rivalutazione delle pensioni a fronte dell’inflazione registratasi l’anno precedente (il tasso di inflazione medio in Italia nel 2024 è stato dell’1%). Il 2025 ha visto un incremento della spesa per il sostegno al reddito di 0,8 miliardi, passando da 18,9 a 19,7 mld. In particolare, per la crescita dei trattamenti di disoccupazione e di integrazione salariale. Le spese per l’inclusione sociale aumentano di 2,4 mld, con una crescita dell’assegno di inclusione e del supporto per la formazione e il lavoro e un incremento delle prestazioni per le pensioni assistenziali (più 1 miliardo).

Il rapporto sul rendiconto generale 2025 presentato dal Civ contiene anche un’analisi sull’andamento delle principali voci di bilancio nell’ultimo decennio. Emerge che la composizione del bilancio, sia nella componente entrate che in quella della spesa, in questi anni è sensibilmente cambiata, in particolare nel diverso rapporto tra spese per prestazioni previdenziali e prestazioni assistenziali e di sostegno alla famiglia. Sul lato delle entrate, specularmente, tra proventi da contribuzione e trasferimenti dalla fiscalità generale. Questa tendenza evidenzia una sostanziale stabilità in termini reali delle uscite per prestazioni previdenziali, mentre vede una crescita tendenziale della spesa socioassistenziale, in particolare per le misure a sostegno della famiglia.

Con riferimento alle misure di contrasto alla povertà i provvedimenti adottati dal legislatore con l’introduzione dell’assegno di inclusione e del supporto per la formazione e il lavoro, in sostituzione del reddito e della pensione di cittadinanza, hanno determinato una contrazione della spesa. In termini contabili, nell’ultimo decennio l’attività sostenuta dai trasferimenti dalla fiscalità generale (Gias), è cresciuta costantemente, passando dal 31,83% del 2015 al 36,67% del 2025. Una parte consistente dell’incremento dei trasferimenti deriva dalla copertura dei costi degli sgravi contributivi (15.897 mln nel 2015 e 24.244 mln nel 2025). In questo ambito si sottolinea la peculiarità del 2024 con un importo cresciuto in maniera rilevante e che raggiunge i 42.428 mln per effetto dell’introduzione di uno sgravio contributivo a favore dei lavoratori. Nel 2025 questi sgravi vengono meno, in seguito alla trasformazione dello sgravio in un beneficio di natura fiscale (mediante bonus e detrazioni di imposta).

Specularmente, nel periodo 2015-2025, le prestazioni pensionistiche, comprese quelle di natura assistenziale, passano dall’88,8% all’83,6% mentre la spesa relativa alle prestazioni non pensionistiche aumentano passando dal 11,2% al 16,4%. C’è quindi una modifica sostanziale nella struttura del bilancio, una tendenza che fino ad ora ha visto ridimensionare il peso relativo della spesa pensionistica rispetto alle altre prestazioni, alcune delle quali hanno avuto un carattere di provvisorietà (i bonus di diversa natura) mentre altre hanno assunto il profilo di prestazioni di natura universalistica, in particolare l’Assegno Unico.

Roberto Ghiselli, presidente del Civ, afferma che “un dato da attenzionare è la bassa crescita della contribuzione non proporzionale, in termini reali, alla crescita occupazionale. Questo dato evidenzia una criticità in termini di volume e potere d’acquisto delle retribuzioni e sollecita a operare per una crescita qualitativa del sistema, migliorando la produttività e le retribuzioni dei lavoratori”.

"Due settimane", il singolo che segna il ritorno di Settembre

Milano, 30 giu. (askanews) – Esce venerdì 3 luglio su tutte le piattaforme digitali e in radio “Due settimane”, il singolo che segna il ritorno di Settembre il giovane cantautore napoletano, già presentato in anteprima ai Tim Summer Hits e a Battiti Live. Dopo la vittoria a Sanremo Giovani nella categoria Nuove Proposte con il brano Vertebre, con questo brano Settembre dà inizio al suo nuovo capitolo musicale con Latarma Records.

“Due settimane” è un pezzo dal ritmo travolgente e che sa di estate, di quelli da cantare a squarciagola in macchina con il vento nei capelli, direzione mare. Dietro a un sound fresco con chiari richiami agli anni ’80 e a un ritornello pop che esplode fin dal primo ascolto, il testo affronta l’attuale tema del love bombing, fotografando la fine improvvisa di una storia d’amore intensa e troppo rapida. Con parole semplici, quotidiane e dirette – tra le “cene con tua madre la domenica” e “le notti a dirci ti amo sopra ai prati” – Settembre racconta l’illusione di quelle relazioni in cui ci si ritrova ad amarsi un anno in due settimane, per poi sparire nel nulla e far finta che non ci sia stato niente, lasciando un grande senso di vuoto.

Durante l’estate Settembre sarà ospite dei più importanti palchi dei festival radiofonici italiani. Tra i primi appuntamenti live confermati ci sono il 4 luglio a Beach like a Deejay a Jesolo e l’11 luglio a Pescara con Radio Kiss Kiss.

Jasmine Paolini vince in rimonta: al secondo turno a Wimbledon

Roma, 30 giu. (askanews) – Jasmine Paolini rialza la testa e con tenacia conquista la qualificazione al 2° turno di Wimbledon, vincendo in rimonta 0-6, 6-4, 7-5 contro la statunitense Montgomery che arrivava da nove vittorie di fila sull’erba.

L’impatto col match della toscana è da dimenticare. Tanti, tantissimi gli errori sia sul dritto che sul rovescio e la strada si fa in salita fin dall’inizio col primo break concesso, ma non l’ultimo. Anche nel terzo game, che non sembra arrivare a una conclusione dopo quattro palle break neutralizzate, Paolini deve cedere e Montgomery sul velluto si prende il doppio vantaggio che si tramuterà poi in un netto 6-0. La breve pausa, però, permette all’azzurra di ricaricare le batterie – anche a livello mentale – e approccia il secondo parziale in modo diverso: completa il primo servizio e poi con scambi prolungati e dritti potenti conquista il break del 2-0. La statunitense ha la capacità di effettuare il controbreak ma sul momentaneo 5-4 a favore di Paolini, ecco lo scatto decisivo. Trova ancora soluzioni col dritto e pareggia il conto dei set sull’1 a 1 (6-4). I difetti sembrano, tuttavia, tornare a palesarsi nel terzo e decisivo parziale: troppi errori di misura col dritto e al quinto game arriva il break a favore di Montgomery, ma Jasmine non ha intenzione di mollare troppo presto e trova il controbreak del 4-4. È la svolta decisiva: Paolini prende in mano il proprio destino e, fallito un match point, va a vincere 7-5. Al secondo turno una tra Shymanovich e Golubic.

Gli Stati Uniti guidano la crescita dei prodotti italiani DOP

New York, 30 giu. (askanews) – Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato estero del Parmigiano Reggiano e diventano il punto di partenza della nuova strategia di crescita internazionale del Consorzio. I numeri parlano chiaro: nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni verso gli USA sono aumentate del 2,5%, raggiungendo circa 7 mila tonnellate.

Per questo il Consorzio ha scelto il Summer Fancy Food Show di New York, il più importante appuntamento dedicato allo specialty food del Nord America, per presentare la propria visione di sviluppo sul mercato americano.

L’intervista al Presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli: “L’edizione 2026 del Fancy Food è per noi storica. È il nuovo capitolo del Parmigiano Reggiano negli Stati Uniti. La nostra Dop esporta circa il 10 per cento della sua produzione, pari a 17 mila tonnellate, negli USA. Il nostro obiettivo è quello di raddoppiare questi dati entro otto anni. Ma per farlo, occorre ideare una strategia di valorizzazione.

Il Parmigiano Reggiano deve essere sempre più parte della vita quotidiana dei cittadini americani. Ciò vuol dire non essere un semplice pezzo di formaggio, bensì un elemento culturale.”

Nel corso della fiera è stata significativa anche la presenza delle istituzioni, con la partecipazione di rappresentanti nordamericani e italiani come l’Italian Trade Agency (ICE), e il Ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Le sue parole: “Il Parmigiano Reggiano negli Stati Uniti è presente da sempre, ma negli ultimi anni sta facendo un salto di qualità. Chi ha investito sulla protezione di altissimo profilo come il Parmigiano Reggiano nel mercato americano riesce a imporsi in qualsiasi condizione. Non esiste tariffa che possa fermare la capacità di permeare un mercato che è sempre più attento alla qualità della Dop.”

Costruire valore insieme ai partner americani, rendendo il Parmigiano Reggiano sempre più riconoscibile e autentico: questo l’obiettivo del consorzio, che vuole puntare sull’espressione del Made in Italy, riconosciuto come parte integrante della cultura gastronomica contemporanea.

Esordio vincente di Tyra Grant a Wimbledon: batte Boulter in due set

Roma, 30 giu. (askanews) – Debutto perfetto nel palcoscenico di Wimbledon e primo successo in uno Slam per Tyra Grant che, in un’ora e 7 minuti, supera l’inglese Boulter in due set (6-4, 6-2) e avanza al 2° turno. Avvio equilibrato, con errori sul servizio da una parte e dall’altra: Grant è chiamata a uscire subito da una situazione complicata ma sfrutta poi i doppi falli dell’avversaria per brekkare sul 2-1. Un vantaggio che consolida nel game successivo e che non si lascia più sfuggire. È di rovescio, in particolare, che prende il sopravvento su Boulter fino a chiudere col 6-4 il primo set. La fiducia prosegue anche nel secondo parziale e porta subito ai vantaggi l’inglese che riesce a portare a casa il primo game in battuta, ma non il terzo. Ancora i doppi falli ad aprire la strada all’azzurra, poi un dritto largo che concede il break a Grant. La 18enne non sbaglia praticamente nulla e non concede quasi punti sul servizio, al contrario di Boulter che accumula altri gratuiti e cede un altro break, quello del 5-2. Grant ha la possibilità di chiudere e centra l’obiettivo, guadagnandosi il 2° turno di Wimbledon.

Comitato remigrazione consegna firme pdl: "Antifascisti fuori dalle p…"

Roma, 30 giu. (askanews) – Il comitato per la “remigrazione” e la “riconquista”, fondato da realtà di destra estrema come CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani, ha depositato le 150mila firme raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione al servizio testi normativi della Camera dei deputati.

“Le firme sono state consegnate. Ora tocca alla politica, a quelli che parlano di remigrazione. Noi crediamo ci sia bisogno di una proposta radicale, vedremo se la metteranno in atto”, ha detto l’esponente di Casapound Luca Marsella. I cronisti fanno notare l’assenza di parlamentari, tra cui Domenico Furgiuele (ex leghista ora con Roberto Vannacci), il quale aveva tentato di ‘ospitare’ una conferenza stampa del comitato a Montecitorio, la cui sala era stata occupata però da deputati di Pd-M5S e Avs che ne avevano impedito lo svolgimento. E Marsella risponde: “Non c’erano neanche quelli del Pd, non c’era Fratoianni, non c’era Orfini, il M5S. Si sono arresi. Oggi decretiamo la sconfitta dell’antifascismo, siamo entrati in Parlamento. Abbiamo portato la nostra proposta di legge. L’antifascismo oggi muore, finalmente. Ci siamo tolti dalle palle l’antifascismo”.

A chi ricorda che l’ex parà della Folgore Roberto Vannacci la Pdl la condivide ma non del tutto, replica Salvatore Ferrara, vicepresidente del comitato Remigrazione e Riconquista e capitano della Rete dei Patrioti: “Appena sarà confermato che le firme son buone, noi ci auguriamo che Vannacci faccia seguire alle parole i fatti. Prenda la nostra Pdl, la discuta e la faccia approvare”.

“Adesso andremo avanti e continueremo a sollecitare la classe politica”, aggiunge Ivan Sogari, vicepresidente del Comitato Remigrazione e Riconquista. La premier Giorgia Meloni ha detto che la remigrazione sono i rimpatri volontari assistiti. “La Meloni ha detto una piccola parte di quello che è la remigrazione. La nostra proposta è molto più articolata” e prevede anche “l’abolizione del decreto flussi e speriamo che da domani la Meloni e il governo lavorino per superare il decreto flussi” dice Sogari, precisando che “al momento” non ci sono stati contatti con l’ex missino e sindaco di Roma Gianni Alemanno, il cui movimento “Indipendenza” è confluito in Futuro nazionale di Vannacci.

“Noi non abbiamo sentito Vannacci, non abbiamo un’interlocuzione con questo governo, né con nessun partito. Chiaramente portiamo la nostra proposta di legge, hanno il nostro numero di telefono. Chi vorrà interloquire con noi ci può chiamare – conclude Marsella – Ma non faremo passi indietro né faremo ammorbidire questa proposta di legge”. Condividendo, in questo, le parole del generale nell’interlocuzione di Futuro nazionale con il centrodestra: “Giorgia Meloni sicuramente ha il mio numero di telefono; se non lo ha, sa come recuperarlo, è una persona capace – ha sottolineato qualche giorno fa Vannacci -. Io sono sempre disponibile”.

Mondiali, Klopp: "Io ct Germania? Non è il momento"

Roma, 30 giu. (askanews) – Dopo l’eliminazione dai Mondiali, in Germania il nome più caldo per l’eventuale successione a Julian Nagelsmann è quello di Jürgen Klopp. L’ex allenatore del Liverpool, oggi responsabile del settore calcio gruppo Red Bull, era a bordo campo come opinionista e ha risposto così a MagentaTv alla domanda sul possibile ruolo da ct: “Non ci ho ancora pensato. Ho vissuto spesso anche io, da allenatore, situazioni in cui un grande sogno è andato in frantumi. Capisco che, quando si parla del commissario tecnico della Germania, venga fatto il mio nome. Ma non è il momento giusto per parlarne, soprattutto non con me”. Poi ha aggiunto: “Ho un lavoro che faccio molto volentieri. E, da quanto ho sentito, quello del ct non è un lavoro part-time. Oggi la Germania è stata eliminata e non è il momento in cui penso alla figura di Jürgen Klopp”.

Gli inviati di Trump Witkoff e Kushner a Doha (ma non previsti incontri ad alto livello con gli iraniani)

Roma, 30 giu. (askanews) – Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al-Ansari, ha annunciato oggi che gli inviati del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono arrivati a Doha per incontrare i mediatori nei negoziati con l’Iran.

Secondo quanto riferito dal portavoce qatarino, “non è previsto alcun incontro di alto livello tra Stati Uniti e Iran a Doha. I colloqui tecnici tra le parti proseguono in varie forme e la visita di Witkoff e Kushner non include negoziati diretti con l’Iran”.

Al-Ansari ha altresì aggiunto che “i negoziati riguardano diverse questioni, sia il programma nucleare sia i fondi congelati”.

Scuola, Meloni: Stato garantisca a studenti vera uguaglianza in partenza

Milano, 30 giu. (askanews) – “Dovete essere pienamente liberi quando farete le vostre scelte, non dovete avere dei limiti che sono stati precostituiti, che non dipendevano da voi, che dipendevano dalla condizione da quale arrivavate, dalla famiglia nella quale nascevate… Queste barriere vanno rimosse. La vera uguaglianza esiste davvero nel punto di partenza, non nel punto d’arrivo. Uno Stato giusto costruisce le condizioni per cui tutti devono avere le stesse opportunità, poi però dove arrivi quello lo Stato non lo può determinare, quello lo determinate voi: con la vostra capacità, con la vostra determinazione con la vostra passione. Quello che noi stiamo cercando di fare è cercare di costruire queste condizioni di partenza pari per tutti anche in una dimensione che diventa molto molto importante oggi che è la vostra capacità di confrontarvi con i vostri coetanei”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al Ministero dell’Istruzione all’evento “Gli studenti italiani in Europa”, dedicato al piano per il potenziamento dell’apprendimento delle lingue, promosso dal MIM.

Ovvero, ha sottolineato Meloni, “il più importante programma di formazione linguistica di mobilità internazionale che è stato mai realizzato in Italia per gli studenti delle scuole superiori, un investimento da 420 milioni di euro di fondi strutturali europei che noi decidiamo di destinare a questa sfida per consentire ad almeno 150.000 ragazzi e ragazzi italiane di vivere un’esperienza che consideriamo particolarmente importante, cioè trascorrere un periodo in un paese europeo”.

In particolare, ha sottolineato la premier, “crediamo che il talento dei nostri ragazzi debba meritare le stesse opportunità di tutti i loro coetanei europei, ad esempio crediamo che il talento di un ragazzo non si possa e non si debba fermare di fronte a una barriera linguistica. Se noi oggi non togliamo quella barriera, rischiamo che tantissimi giovani italiani non siano pienamente liberi domani nella loro capacità di scelta, perché hanno la barriera della lingua. E noi vogliamo fare tutto quello che possiamo per superare la barriera della lingua”. Ma non solo: “Vivere e studiare anche solo per qualche settimana, anche solo per qualche mese in un altro paese significa imparare ovviamente ad affrontare situazioni nuove, significa diventare più autonomi significa confrontarsi con persone che hanno abitudini, idee, culture, diverse dalla nostra, quindi allargare lo spazio della propria mente, della propria capacità di comprensione dell’altro. Significa acquisire sicurezza, significa imparare a cavarsela, allargare i propri orizzonti e significa per noi arricchire questa comunità, perché quando questi ragazzi che parteciperanno al progetto torneranno indietro porteranno con loro molto più di una lingua straniera meglio conosciuta, meglio parlata: porteranno nuove idee, porteranno nuove amicizie, porteranno una maggiore fiducia in loro stessi, uno sguardo più ampio sul mondo. Tutto questo sarà una ricchezza per loro, certamente, ma lo sarà anche per i loro amici, lo sarà per le loro famiglie, lo sarà per le loro classi, lo sarà per l’Italia nel suo complesso”.

Padel, Coppa dei Club Msp: il titolo nazionale resta a Roma

Roma, 30 giu. (askanews) – Sei anni dopo il trionfo del 2020, il Padel Colli Portuensi è di nuovo campione nazionale della Coppa dei Club Msp Italia di padel. Dopo aver conquistato il titolo provinciale che valeva come qualificazione alla fase nazionale, si legge in una nota, il circolo romano si è aggiudicato anche il titolo nazionale battendo in finale i romagnoli del Russi. Il Colli Portuensi succede a un’altra squadra romana, l’Eschilo, e arricchisce un palmares di grande prestigio che ora recita: due titoli nazionali, tre titoli provinciali, un titolo della Regione Lazio e cinque partecipazioni alla finale nazionale.

La finale nazionale della Coppa dei Club Msp ha visto impegnate in questo weekend, presso il Circolo 747 di Aprilia, 15 squadre per il tabellone gold, provenienti da dieci regioni d’Italia (Lazio, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Sardegna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana Umbria). Accanto al tabellone principale, spazio anche al tabellone silver, vinto dal Moma ABCoach (Lazio).

Le finali nazionali della Coppa dei Club sono state però anche nel segno dell’inclusione, con due eventi di padel mixto, uno dei quali internazionale con la presenza di sei ex calciatori che sono scesi in campo con un atleta con disabilità motoria. La coppia formata dagli spagnoli David Lopez Moreno e Marcos Cambronero si è aggiudicata l’evento internazionale di padel mixto: Lopez, ex calciatore dell’Athletic Bilbao, e Cambronero, campione del mondo e tre volte campione d’Europa di padel in carrozzina, hanno battuto in finale la Francia, che vedeva in campo l’ex romanista Vincent Candela e il campione nazionale transalpino Dorian Navarro. Si è fermata invece in semifinale l’avventura di Dario Marcolin, talent di punta di DAZN, e Gigi Di Biagio, attuale allenatore dell’Arabia Saudita Under 23, in coppia rispettivamente con Roberto Punzo e con Andrea D’Agostini. A completare il quadro dell’evento internazionale, l’olandese Gerald Sibon, ex di Ajax e Sheffield Wednesday, insieme a Robin Amerlame (medaglia d’oro in doppio alle Paralimpiadi di Sydney nel 2000 e in singolare ad Atene nel 2004) e la coppia svizzera formata dall’ex Lazio Guerino Gottardi con Luca Taramelli, che in coppia con Ludovica Renzoni si è comunque aggiudicato la finale nazionale di padel mixto, che ha visto la partecipazione di 12 coppie provenienti da tutta Italia.

“Un evento straordinario, complimenti a Msp Italia, questa manifestazione presenta tutti i valori dello sport, inclusione, rispetto, partecipazione, il sacrificio di fare sport – le parole di Mario Luciano Crea, presidente della commissione cultura, spettacolo, sport e turismo della Regione Lazio -. La Coppa dei Club è una manifestazione importante per diffusione e promozione della cultura sportiva a tutti i livelli. Abbiamo, come istituzione, il compito di promuovere e sostenere la cultura dello sport, mettendo a terra risorse finanziare importanti, sia per l’impiantistica sia per la promozione dello sport”.

CLASSIFICA FINALE

1. Padel Colli Portuensi (Lazio); 2. Russi Padel (Emilia Romagna); 3. Bombonera Padel (Abruzzo), 4. Eschilo Padel Tilt (Lazio); 5. Pad & Fit Black (Lazio); 6. Bamm (Sardegna); 7. Smash Padel (Emilia Romagna); 8. Romita Padel arancio (Umbria); 9. Triestina Padel (Friuli Venezia Giulia); 10. Livorno Padel (Toscana); 11. Nitro A (Marche); 12. Inside Padel (Umbria); 13. Padel Conegliano (Veneto); 14. Padel & Fitness Montenero (Molise); 15. 747 Padel Club (Lazio)

CATEGORIA SILVER

1. Moma ABCoach (Lazio); 2. Massa Martana Padel Burlarelli Lavorazione Pietre (Umbria); 3. TC Roseto (Abruzzo)

I My Chemical Romance a Firenze per unica data italiana del tour

Milano, 30 giu. (askanews) – Mercoledì 15 luglio alla Visarno Arena di Firenze arriveranno in Italia i My Chemical Romance, con l’unico appuntamento italiano del The Black Parade 2026, in cui suoneranno per intero il loro album capolavoro “The Black Parade”, oltre ai loro altri grandi successi. Special guest della serata sarà la band alternative-rock di New York, Interpol.

Il 2026 segna un anniversario speciale per milioni di fan in tutto il mondo: i vent’anni di “The Black Parade”, l’album che ha consacrato i My Chemical Romance come una delle band più iconiche degli anni Duemila.

Per celebrare questo traguardo, la band guidata da Gerard Way riporta sul palco i brani che hanno segnato una generazione e che ancora oggi continuano a influenzare artisti e fan in ogni parte del globo.

Uscito nel 2006, “The Black Parade” non è stato solo un disco: è diventato un manifesto culturale, con il suo immaginario teatrale, le sonorità potenti e i testi capaci di raccontare la fragilità e la forza dell’essere giovani. Canzoni come “Welcome to the Black Parade”, “I Don’t Love You” e “Famous Last Words” sono entrate nella storia del rock e hanno reso i My Chemical Romance una vera leggenda della scena alternativa.

Il tour del ventennale promette di essere un’esperienza unica: uno show spettacolare, un viaggio emozionante tra passato e presente, che riporterà sul palco tutta l’energia e la carica emotiva di una delle band più amate di sempre.

Terremoti in Venezuela, bimbo salvato dopo sei giorni sotto le macerie

Roma, 30 giu. (askanews) – La squadra internazionale giordana di ricerca e soccorso ha salvato un bambino di tre anni rimasto intrappolato per sei giorni sotto le macerie di un edificio crollato nella capitale venezuelana Caracas. Lo riferisce l’agenzia giordana Petra.

Un portavoce della Direzione della pubblica sicurezza giordana ha riferito che il salvataggio è avvenuto mentre la squadra era impegnata in operazioni di ricerca e soccorso a Caracas. Il bambino è stato trovato vivo sotto i detriti, con parametri vitali stabili.

Secondo il portavoce, i soccorritori hanno lavorato per diverse ore per rimuovere con cautela le macerie utilizzando attrezzature specializzate, monitorando continuamente le condizioni del bambino con tecnologie di imaging termico. Questo ha consentito di estrarlo in sicurezza e senza ferite.

Il bambino ha ricevuto subito le prime cure dal medico e dai paramedici della squadra, prima di essere trasferito nell’ospedale più vicino. Le autorità locali competenti sono state informate dell’accaduto.

Scuola, inaugurazione anno il 21 settembre ad Amatrice con Mattarella

Roma, 30 giu. (askanews) – La cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico avrà luogo quest’anno il 21 settembre ad Amatrice, per ricordare i 10 anni dal terremoto. E’ questa la decisione della Presidenza della Repubblica congiuntamente al Ministero dell’Istruzione e del Merito.

La cerimonia, alla quale prenderanno parte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro Giuseppe Valditara, si svolgerà presso l’Istituto omnicomprensivo “Sergio Marchionne” (ex Romolo Capranica) nella nuova sede della frazione San Cipriano.

Caldo estremo, giovedì solo 2 città con "bollino rosso". Oggi e domani 25

Roma, 30 giu. (askanews) – Si allenta nei prossimi giorni la morsa dell’afa sull’Italia.

La conferma arriva anche dal Bollettino sulle ondate di calore pubblicato dal Ministero della Salute per il quale, dopo due giorni – oggi e domani – con il record di 25 città con “bollino rosso”, giovedì 2 luglio l’arrivo di temporali e aria più fresca porteranno a 2 le città da “bollino rosso” (Catania e Reggio Calabria), una con “bollino arancione” (Messina) e le restanti 24 con “bollino giallo”.

Oggi e domani ancora però si soffrirà il caldo, con 25 città in allerta massima.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Attentato contro oligarca ucraino a Monte Carlo, il sospetto "fuggito in Francia"

Roma, 30 giu. (askanews) – Il sospettato dell’attentato dinamitardo avvenuto ieri sera a Monte Carlo contro l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, rimasto ferito, “sembra essere partito per la Francia”. Lo ha affermato il ministro di Stato del Principato, Christophe Mirmand, aggiungendo che le ricerche per catturare l’autore materiale dell’attentato “continuano”. Lo riporta Le Figaro.

Il ministro di Stato del Principato ha sottolineato la “significativa e completa” cooperazione in atto “tra i servizi giudiziari e di intelligence monegaschi e quelli francesi”.

Il principe Alberto II di Monaco ha condannato il recente attentato contro l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, che ha causato il ferimento di tre persone, affermando che si tratta di un “crimine efferato”.

“La criminale esplosione avvenuta a Monaco ha scioccato l’intera comunità monegasca. Il mio pensiero va innanzitutto alle vittime, alle loro famiglie e ai residenti direttamente colpiti da questo atto ignobile. La principessa Charlène, la mia famiglia e io desideriamo esprimere loro la nostra compassione e il nostro sostegno incrollabile”, ha dichiarato il principe Alberto II in un comunicato diffuso dal Palazzo del Principato di Monaco.

Il silenzio della preghiera

In queste ore di angoscia e di attesa desidero esprimere la mia vicinanza più sincera alla ministra Eugenia Roccella, ai suoi familiari e a quanti stanno vivendo con lei questa prova così dolorosa.

Quando una persona cara viene sottratta improvvisamente allo sguardo, la prima parola non può che essere il silenzio. Un silenzio abitato dalla preghiera, dalla speranza, dalla discrezione e dal rispetto per un dolore che nessuna parola può davvero contenere.

Penso a Luigi Cavallari, alla sua famiglia, ai soccorritori impegnati senza sosta nelle ricerche, e chiedo al Signore di sostenere Eugenia in queste ore sospese, nelle quali la fede non cancella l’angoscia, ma aiuta a non restare soli dentro l’angoscia.

In momenti come questi cadono le distanze, le appartenenze, le differenze politiche. Resta soltanto l’umano: la fragilità della vita, il legame degli affetti, il bisogno di sentirsi custoditi dalla vicinanza degli altri e dalla misericordia di Dio.

A Eugenia giunga il mio abbraccio fraterno, insieme alla preghiera perché, anche dentro questa notte, possa sentirsi accompagnata da una comunità che le vuole bene e che condivide la sua attesa.

 

Giuseppe Fioroni
Vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori

Appello del Papa ai lefebvriani: tornate sui vostri passi. Domani le ordinazioni che porterebbero a scomunica

Roma, 30 giu. (askanews) – Con una lettera dal Vaticano datata 29 giugno 2026, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Papa Leone XIV scrive a don Davide Pagliarani, Superiore Generale dei lefebvriani, la Fraternità Sacerdotale San Pio X, pregando e chiedendo “con tutto il cuore” di “tornare sui vostri passi” riguardo l’ordinazione – prevista domani 1 luglio, nel seminario svizzero di Écône – di quattro vescovi senza l’autorizzazione pontificia cui, atto che porterà a una scomunica automatica con la Chiesa di Roma.

Un ultimo appello, dunque, del Pontefice che domanda ai lefebvriani di “desistere dall’intento”, ricordando che la Chiesa è ancora “disponibile a un percorso di dialogo e di intesa”.

“Con animo paterno – scrive Leone – desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro. La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato”.

“Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione. La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo”.

“Prego per voi, perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio”, conclude il Papa.

Malattie rare senza diagnosi, si punta su genetica e IA

Bergamo, 30 giu. (askanews) – Da quattro anni l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, partner del progetto europeo ANTHEM, è impegnato su due principali filoni di ricerca: la genetica umana e lo sviluppo di tecniche innovative di acquisizione e analisi delle immagini diagnostiche, anche basate sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo è individuare le varianti genetiche responsabili di malattie rare nei pazienti pediatrici e adulti che non hanno ancora ricevuto una diagnosi, contribuendo così a rendere la medicina sempre più personalizzata.

“L’incontro di oggi rappresenta per ANTHEM una delle dimostrazioni più efficaci di come, la collaborazione tra ricercatori che hanno competenze diverse, possa tradursi in un beneficio per la comunità. Noi stiamo assistendo a come si possa effettivamente passare dal laboratorio alla corsia dell’ospedale. Questo è uno dei risultati che fondazione ANTHEM si era posta all’inizio della sua storia e si sta dimostrando un obiettivo raggiungibile” ha dichiarato Guido Cavaletti, Direttore Scientifico di Fondazione ANTHEM.

“Non c’è niente di peggio, per un paziente affetto da malattia rara, del non avere un nome per questa. ANTHEM ha contribuito tantissimo perché, attraverso la tecnologia e il suo supporto ai ricercatori, si è potuto arrivare ad una diagnosi per molti pazienti, con un approccio tecnologicamente molto avanzato, che potrà poi essere applicato a tutti coloro che hanno un problema di malattia rara non diagnosticata” ha aggiunto Ariela Benigni, Segretario Scientifico dell’Istituto Mario Negri e coordinatore delle ricerche di Bergamo.

La conclusione del progetto è prevista per novembre 2026. In occasione del congresso “Personalized medicine and digital health: achievements for rare disease patients”, ospitato nella sede del Kilometro Rosso di Bergamo, l’Istituto ha tracciato un primo bilancio delle attività svolte.

“Trenta pazienti che non avevano una diagnosi, pur con tutte le tecnologie basate sul DNA, hanno potuto ottenerla perché abbiamo scoperto quelle alterazioni che partono dalle regioni più profonde del DNA e che vengono, in modo non corretto, definite “junk DNA”. In realtà sono molto importanti proprio per regolare la funzione dell’RNA. Studiandole abbiamo potuto, per la metà dei pazienti, arrivare a una risposta” ha concluso Marina Noris, Responsabile del Centro di Genetica Umana dell’Istituto Mario Negri.

Quattro anni di lavoro che hanno portato allo sviluppo di nuove tecnologie per la genetica e l’imaging medico, rafforzando la collaborazione tra istituti di ricerca e università nella costruzione di una medicina sempre più personalizzata.

Inflazione, Istat: a giugno rallenta a +3%, carrello spesa a +1,6%

Roma, 30 giu. (askanews) – Lieve rallentamento per l’inflazione: a giugno registra una variazione nulla su base mensile e del +3% su base annua, da +3,2% del mese precedente. E’ la stima preliminare diffusa dall’Istat.

Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,5%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%); in accelerazione sono invece i prezzi degli Energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,3%) e non regolamentati (da +12,5% a +12,9%).

Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona si riduce (da +1,9% a +1,6%), come quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,4% a +4,1%).

Il mondo in una cappa di caldo: cambiamento climatico in azione

Roma, 30 giu. (askanews) – Non la si può più chiamare soltanto estate, ma ‘emergenza estate’. Una nuova geografia del rischio climatico, che si sta manifestando nello stesso momento in Europa, negli Stati Uniti, in Asia meridionale e nel Sudest asiatico: temperature record, notti senza tregua, umidità insopportabile, incendi, siccità, scuole chiuse, cantieri rallentati, reti elettriche sotto pressione, ospedali costretti ad affrontare l’impatto di un’emergenza che uccide spesso in silenzio. Il caldo estremo, un tempo percepito come evento eccezionale, sta diventando una condizione strutturale di un pianeta che si riscalda.

L’Organizzazione meteorologica mondiale ha definito “straordinaria” l’ondata che ha investito l’Europa, con record infranti in numerosi Paesi e impatti su salute, ecosistemi, agricoltura, infrastrutture e produttività del lavoro. Secondo la Wmo, l’Europa è il continente che si riscalda più rapidamente e il caldo estremo è destinato a diventare più frequente, intenso e duraturo. Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha segnalato oltre 1.300 morti in eccesso dal 21 giugno legati al caldo in Europa e più di 150 milioni di persone esposte.

I dati danno la misura del salto di scala. In Germania la località di Coschen, vicino al confine con la Polonia, ha raggiunto 41,7 gradi il 28 giugno; 252 stazioni meteorologiche hanno registrato record assoluti. L’Ungheria ha segnato un nuovo record di giugno con 40,7 gradi vicino a Budapest, la Polonia un massimo provvisorio di 40,5, l’Austria 40 gradi a Vienna. Il Regno unito ha battuto per tre giorni consecutivi il record di giugno, i Paesi Bassi hanno emesso un’allerta rossa senza precedenti per otto province, la Danimarca ha segnato un nuovo massimo assoluto con 37 gradi, la Svizzera un record di giugno a Basilea con 39 gradi. In Francia il 24 giugno è stata registrata la giornata più calda mai osservata su scala nazionale, con picchi fino a 43,8 gradi; in Spagna Bilbao ha raggiunto 42,7 gradi, il valore più alto mai registrato lì in giugno.

Ma il punto decisivo non è solo il picco diurno. Sono le notti che non rinfrescano più. La Wmo ricorda che una “notte tropicale” è quella in cui la temperatura non scende sotto i 20 gradi; durante le ondate di calore queste notti diventano sempre più comuni, soprattutto nelle città. Il corpo umano dovrebbe recuperare durante il sonno: la temperatura interna scende, il sistema cardiovascolare si alleggerisce, lo stress termico del giorno si attenua. Quando il caldo resta anche di notte, questo recupero non avviene. Per questo, avvertono gli esperti Oms-Wmo, le temperature minime possono essere più indicative del rischio sanitario del picco pomeridiano: un giorno da 38 gradi seguito da una notte fresca non ha lo stesso impatto di una giornata lievemente meno calda, ma senza sollievo notturno.

Il quadro europeo si inserisce in una tendenza globale. Uno studio pubblicato su Nature Climate Change, basato sull’indice UTCI (Indice termico universale del clima), che misura la temperatura “percepita” tenendo conto di temperatura, umidità, vento e radiazione solare, mostra che dal 1950 lo stress da caldo si è intensificato su scala mondiale. Le temperature percepite estreme sono diventate più frequenti in tutti i continenti, l’impronta geografica del caldo pericoloso si è allargata a regioni prima meno esposte, e le notti più calde dell’anno si stanno riscaldando più rapidamente dei giorni più caldi: 0,32 gradi per decennio contro 0,27 dagli anni Settanta. In alcune aree si registrano fino a 50 giorni in più all’anno di forte stress termico.

La stessa ricerca indica che l’esposizione umana è cresciuta non solo perché la popolazione mondiale è aumentata, ma perché il caldo pericoloso si è esteso. Negli anni Settanta il 55 per cento della popolazione globale viveva almeno 90 giorni l’anno in condizioni di forte stress termico; oggi la quota è salita al 70 per cento. L’esposizione ad almeno un giorno di stress termico estremo è passata dal 16 al 22 per cento della popolazione mondiale, pari a circa un miliardo di persone in più rispetto agli anni Settanta. Le aree più esposte includono Africa subsahariana, Asia meridionale e sud-orientale, penisola arabica e Mediterraneo.

Negli Stati Uniti, intanto, una cupola di calore minaccia il Midwest e la costa orientale. Secondo i dati HeatRisk della Noaa ripresi dal Washington Post, oltre 220 milioni di americani potrebbero trovarsi in condizioni di rischio “maggiore” o “estremo” entro il fine settimana, con temperature oltre i 100 gradi Fahrenheit (37,78 gradi Celsius) e indici di calore fino a circa 110, cioè 43,3 gradi Celsius, in alcune aree. La definizione di “heat dome” indica un’area persistente di alta pressione che comprime l’aria, respinge le perturbazioni e intrappola il caldo: un fenomeno meteorologico non nuovo, ma reso più pericoloso da temperature di base più elevate.

In Asia il rischio assume una forma ancora più insidiosa: non solo caldo, ma caldo umido. Climate Central rileva che i giorni di “caldo umido pericoloso”, definiti da una temperatura di bulbo umido – il valore più basso che l’aria può raggiungere per effetto dell’evaporazione dell’acqua – pari o superiore a 25 gradi, sono più che raddoppiati a livello globale dagli anni Settanta, passando in media da 10 a 23 giorni l’anno. Il caldo umido compromette il principale meccanismo di raffreddamento del corpo, cioè l’evaporazione del sudore. Per questo anche temperature apparentemente meno estreme possono diventare rischiose quando l’umidità è alta.

Il risultato è che il caldo estremo non è più solo un problema meteorologico. E’ un problema sanitario, urbano, energetico, agricolo e produttivo. Riduce la concentrazione, aumenta gli incidenti sul lavoro, aggrava malattie cardiovascolari, respiratorie e renali, colpisce gli anziani, i bambini, le donne incinte, i lavoratori all’aperto, le persone senza casa o chi vive in abitazioni mal isolate. Nelle città, cemento, asfalto e scarsità di verde creano isole di calore che aggiungono diversi gradi alla temperatura percepita: una temperatura regionale di 35 gradi può diventare 38 o 40 in una strada stretta, senza alberi e senza ventilazione.

Il cambiamento sta già modificando consumi e infrastrutture. In Europa, dove l’aria condizionata è storicamente meno diffusa che in Asia o negli Stati Uniti, le vendite di condizionatori stanno accelerando. Samsung, LG, Midea e Mitsubishi Electric segnalano un aumento della domanda nei Paesi più colpiti, dalla Francia alla Spagna, dall’Italia alla Germania e al Regno Unito. Secondo Reuters, Samsung ha registrato crescite a doppia cifra in Italia, Spagna e Francia, LG ha fatto lavorare a pieno regime alcune linee produttive e Midea ha esaurito in diversi canali alcuni modelli portatili; l’installazione negli edifici europei più vecchi resta però costosa e complessa.

Questo fatto, però, innesca un circolo vizioso nell’adattamento climatico. Più condizionatori significano più protezione immediata per le persone vulnerabili, ma anche più domanda elettrica. Se l’energia resta prodotta da fonti fossili, il raffrescamento necessario per difendersi dal caldo può contribuire ad alimentare il problema che rende quel caldo più frequente. Per questo la risposta non può essere solo individuale o tecnologica: servono piani sanitari per il caldo, allerta precoce, città più verdi, ombra, acqua, edilizia intelligente, protezione dei lavoratori, reti elettriche resilienti e una transizione energetica capace di reggere l’aumento della domanda senza aumentare le emissioni.

La cornice scientifica è ormai consolidata. L’Ipcc ha indicato come “inequivocabile” il fatto che l’influenza umana abbia riscaldato atmosfera, oceani e terre emerse. Le ondate di calore sono tra gli eventi estremi per cui il legame con il riscaldamento globale è più chiaro: ogni frazione di grado aggiuntiva aumenta la probabilità e l’intensità degli estremi caldi. La Wmo, citando l’Ipcc, avverte che il caldo estremo è destinato ad aumentare per frequenza, intensità e durata.

Eppure, proprio mentre il caldo diventa esperienza quotidiana, il dibattito politico continua a essere attraversato dal negazionismo climatico e da forme di minimizzazione o ritardo. Donald Trump resta il caso più vistoso: nel settembre 2025, all’Assemblea generale dell’Onu, ha definito il cambiamento climatico “la più grande truffa mai perpetrata al mondo”, attaccando la transizione verde europea e definendo la “carbon footprint” una frode.

Trump non è però un caso isolato. L’ex presidente ceco Vaclav Klaus ha costruito da anni una critica ideologica delle politiche climatiche, presentando il riscaldamento globale come una “dottrina” politica e una minaccia alla libertà economica. In Argentina, Javier Milei ha definito il cambiamento climatico una “menzogna socialista”, inserendolo nel suo attacco più ampio all’intervento pubblico. In Brasile, l’ex presidente Jair Bolsonaro ha incarnato una forma di negazionismo ambientale legata all’Amazzonia, contestando i dati scientifici sulla deforestazione.

In Italia, il discorso pubblico assume spesso toni meno esplicitamente negazionisti: si riconosce talvolta che il clima cambi, ma si riduce l’urgenza di agire, si enfatizzano i costi della transizione, si contrappone l’adattamento alla riduzione delle emissioni. Un caso recente è Roberto Vannacci. Il 13 giugno, durante l’assemblea costituente di Futuro nazionale, l’eurodeputato ha attaccato il Green Deal europeo e sostenuto che investire nelle rinnovabili sarebbe uno spreco, affermando che eolico e fotovoltaico produrrebbero “meno del 4 per cento” del fabbisogno energetico italiano.

E’ su questo terreno che il caldo estremo diventa anche un test politico. Le ondate di calore chiudono scuole, deformano binari, fanno saltare reti elettriche, riducono la produttività, aggravano siccità e incendi, riempiono i pronto soccorso, uccidono soprattutto chi ha meno strumenti per difendersi. Il negazionismo può sopravvivere nel linguaggio, nei comizi e nelle campagne elettorali; ma si scontra con una realtà fisica che entra nelle case, nei luoghi di cura e di lavoro.

Il caldo estremo è la forma più immediata e corporea della crisi climatica. Non è l’immagine remota di un ghiacciaio che arretra o di un oceano che sale: è la temperatura della stanza in cui si dorme, del cantiere in cui si lavora, dell’asfalto su cui si cammina, del vagone ferroviario senza aria, del reparto ospedaliero sotto pressione. E’ una condizione presente, evidente e sempre meno ignorabile.

Lo yen ai minimi da 40 anni sul dollaro, che supera quota 162

Roma, 30 giu. (askanews) – L’effetto combinato delle aspettative degli investitori di indebolimento dell’economia del Giappone, a riflesso delle ricadute della guerra in Iran, e della prudenza della Banca del Giappone nell’intervenire contro i rialzi dell’inflazione ha favorito un calo dello yen ai minimi da quarant’anni a questa parte. Secondo il Financial Times, il dollaro è salito sopra quota 162 yen per la prima volta dal dicembre del 1986, dopo che da inizio anno la valuta giapponese ha ceduto oltre il 3%.

Queste dinamiche hanno alimentato aspettative sulla possibilità che le autorità giapponesi intervengano a sostegno dello yen. Un esponente del governo ha affermato che l’esecutivo è pronto a intervenire ove si rendesse necessario.

Nelle contrattazioni mattutine il dollaro è in lieve risalzo a 162,24 yen.

Nelle scorse settimane la premier Sanao Takaichi ha annunciato un massiccio piano di investimenti pubblici e privati per alimentare la crescita economica, che si dipanerebbe su una quindicina di anni.

Il quotidinao afferma che i dettagli del piano sono limitati, in particolare non è chiaro quali sarano metodi di finanziamento, mentre alcuni operatori attribuiscono la debolezza dello yen alla lentezza della Banca del Giappone nel reagire ai rialzi inflazionistici, che comunque nell’arcipelago per quanto in aumento si attesta all’1,5%.

A giugno la banca centrale nipponica ha alzato i tassi all’1%, che è il livello più elevato del 1995, e al momento è atteso solo un altro rialzo dei tassi, da qui a gennaio.

Il livello più elevato dei tassi Usa decisi dalla federal Reserve è uno dei fattori che potrebbe maggiormente contribuire ai cali della valuta nipponica.

Gli investitori comunque non appaiono particolarmente allarmati dal quadro valutario, tenuto presente che la Borsa di Tokyo ha continuato a bruciare i record, la scorsa settimana il Nikkei ha superato per la prima volta i 72.000 punti.

La sinistra davanti alla transizione: il riformismo perduto secondo Pombeni

Una transizione che la politica fatica a interpretare

Il cuore dell’analisi di Paolo Pombeni non riguarda tanto la contingenza politica quanto il mutamento d’epoca che stiamo vivendo. L’autore invita a leggere il presente come una vera transizione storica, paragonabile, per profondità, al passaggio tra Medioevo ed età moderna. La rivoluzione digitale, l’intelligenza artificiale, la globalizzazione e la ridefinizione degli equilibri economici e culturali hanno modificato il quadro entro cui si muove la politica.

Secondo Pombeni, senza una comprensione alta di questi cambiamenti non è possibile costruire un progetto politico credibile. La politica non può limitarsi all’amministrazione del consenso né alla comunicazione quotidiana: deve tornare ad essere capacità di interpretazione della storia.

La crisi culturale della sinistra

Da qui nasce la critica alla sinistra contemporanea. Il problema, osserva Pombeni, non è soltanto elettorale, ma culturale. Le grandi sedi di elaborazione politica si sono progressivamente svuotate, sostituite dai talk show, dalla comunicazione permanente e da un dibattito pubblico sempre più superficiale.

L’autore distingue inoltre fra una tradizione riformista, che ha caratterizzato le migliori esperienze della sinistra europea e italiana, e una cultura che tende invece a leggere la realtà attraverso categorie ideologiche assolute. In questa deriva individua una forma di “neo-giacobinismo”: la tendenza a dividere il campo politico fra giusti e colpevoli, puri e impuri, con una crescente propensione alla delegittimazione morale dell’avversario.

Il riformismo come metodo, non come moderazione

Uno dei passaggi più significativi dell’articolo riguarda la definizione stessa del riformismo. Per Pombeni non significa adattarsi all’esistente né rinunciare al cambiamento. Al contrario, il riformismo rappresenta una metodologia politica che interviene sui processi reali, valuta tempi, sostenibilità, strumenti e capacità di governo delle trasformazioni.

L’autore ricorda come anche le migliori esperienze riformatrici — dai governi di centrosinistra fino alla tradizione socialista e cattolico-democratica — abbiano richiesto pazienza, gradualità e una forte elaborazione culturale. È precisamente questa cultura del cambiamento responsabile che oggi appare indebolita.

Oltre la demonizzazione dell’avversario

Pombeni dedica ampio spazio anche alla progressiva contrazione moralistica dello scontro politico. L’enfasi sul ruolo salvifico della magistratura, la demonizzazione di figure come Berlusconi, la trasformazione della Costituzione in manifesto identitario e la riduzione del confronto pubblico allo schema “noi contro loro” vengono indicati come segnali di un impoverimento della politica.

In questo clima, sostiene l’autore, il confronto sulle riforme lascia il posto alla contrapposizione permanente, mentre il dibattito sulle grandi trasformazioni economiche e sociali viene progressivamente oscurato.

Ritrovare la tradizione riformista

Nelle battute conclusive Pombeni invita la sinistra a riscoprire appieno la ricchezza della propria tradizione riformista, che non appartiene ad una sola cultura politica ma attraversa le esperienze cattolica, socialista, comunista e, in parte, anche quella liberale. È una tradizione che ha saputo accompagnare l’evoluzione della società senza cedere né all’immobilismo né al radicalismo.

L’epilogo del lungo articolo sintetizza il senso dell’intera riflessione ponendo con forza l’accento sulla necessità di superare la figura del “partito radicale di massa” grazie a un soprassalto di rigore ed equilibrio:
“La transizione storica in cui viviamo – si legge dunque alla fine – è così seria e globale che richiede la presenza di forze capaci di confrontarsi con essa a fondo, ma con grande umiltà. La sinistra dovrebbe avere una sua tradizione forte in questo campo e, nell’interesse generale, nessuno può compiacersi se essa la sta svendendo per inseguire semplicemente una sopravvivenza di facciata”.

Il problema è che in mancanza di una dialettica con un riformismo sovrano nel suo campo, distinto chiaramente dal neo-giacobinismo, la riconversione della sinistra in funzione di una sana cultura di governo si sfrangia nelle molteplici forme di aspirazioni senza sbocco politico. Sta qui il dilemma.

Dal partito personale ai “partiti-social”: quando l’Io prende il posto del Noi

Una democrazia con un popolo sempre più assente

L’impressione sulla democrazia dei nostri giorni è che, di fronte a un demos con il suo popolo ormai dimezzato e ridotto al 50% degli aventi diritto, e a un kratos che, invece di mettersi in ascolto o passare la palla e il potere a questo 50% di demos, stia emergendo la forza e il desiderio di un comando isolato e personale, depositati soltanto sulla faccia e sul nome di tanti leader con i loro “partiti-social” privati, tutti orientati alla disintermediazione.

Non si sbaglia allora di molto se si registra che la democrazia italiana dei nostri giorni è caratterizzata da una crescente voglia di protagonismo di singoli leader politici, separati e divisi, che si offrono da soli sul mercato elettorale. Nelle elezioni politiche del 2022 il Ministero dell’Interno ha dovuto ammettere ben 75 contrassegni di centro, sinistra e destra. Ed è stato il Corriere della Sera, pochi giorni fa, a contare ben dodici partiti che si dichiarano di centro e che vogliono occupare questo spazio storico della competizione politica ed elettorale.

Un posizionamento geometrico, spesso solo di comodo e abitudinario, che evita di interrogarsi sul significato sociale e sui valori che oggi dovrebbero definire tali collocazioni.

Più offerta non significa più partecipazione

Come sappiamo, ed è stato verificato dai fatti, è un grave errore supporre che aumentando l’offerta aumentino automaticamente anche la domanda e la partecipazione alle urne.

Il fatto è invece che, pur avendo spesso l’intenzione di coalizzarsi, questa offerta smisurata di partiti finisce per capovolgere il tradizionale detto di buon senso, “pochi ma buoni”, trasformandolo in “tanti ma inutili”. Il risultato è una crescente confusione attorno ai grandi valori portanti della democrazia che, a partire dal liberalismo, non sono poi così numerosi. E l’elettore, sempre più spesso, resta a casa, in pantofole.

La diagnosi di Sabino Cassese

Sabino Cassese, in un editoriale pubblicato sul Corriere della Sera il 22 giugno, è stato molto chiaro. Egli vede infatti nell’attuale fase politica «il momento della diaspora», nella quale, di fronte alla crisi delle categorie storiche di centro, destra e sinistra, si tenta di «coprire il vuoto… con valori che debbono o dovrebbero essere condivisi da tutti, invece che essere la bandiera di questo o quell’altro partito».

Questa crescita dell’offerta partitica risente senza dubbio di una componente narcisistica. Essa spinge a fondare partiti personali, movimenti e liste più o meno civiche, tutti privi di convincenti riscontri elettorali e concepiti nella sfera privata del singolo proponente, per rispondere a idee personali, a programmi personali, a contrasti personali e a una voglia di protagonismo che non si riesce o non si vuole condividere con altri.

È ancora Cassese a ricordare che manca «il collante delle piattaforme politiche per stare insieme».

Il pluralismo ridotto a una somma di leader

Si tratta di un fenomeno in crescita che, anziché aiutare il nobile pluralismo, finisce per delegittimarlo, frantumarlo in una serie di irrilevanze e perfino ridicolizzarlo, riducendolo alla faccia e al nome del leader.

È come remare in solitaria con piccole barche fragili, anziché affrontare insieme, con imbarcazioni robuste, quel mare in tempesta che caratterizza i cambiamenti d’epoca e le rivoluzioni che stiamo vivendo. Si preferisce scendere nell’agone politico da soli, invece di costruire strumenti collettivi capaci di reggere la complessità.

Dall’Io al Noi: la lezione della “Fratelli tutti”

Questa soluzione, al contrario di quanto spesso si pensa, genera soprattutto confusione, disinteresse e apatia. È una risposta che alimenta il dilagare dell’Io, con i suoi interessi e i suoi desideri, mettendo progressivamente da parte il Noi dello stare insieme e del dialogare: caratteristica fondamentale di ogni democrazia partecipata.

Restano così all’utopia cristiana della Fratelli tutti di Bergoglio e alla sua potente metafora dell’unica barca sulla quale siamo tutti imbarcati i risvolti laici, democratici, sociologici e politici che essa racchiude.

È una metafora che merita di essere richiamata spesso, perché aiuta ad affrontare il mare tempestoso del nostro tempo: le alluvioni, i terremoti, le ondate di calore, la crescita di un capitalismo finanziario 2.0 concentrato nelle mani di poche migliaia di tycoon e il fenomeno inarrestabile delle migrazioni. Problemi che riguardano tutti noi e che non possono essere affrontati da un solo individuo o da un solo leader con il proprio partitino-social privato.

Dai partiti personali ai sovranismi

Alzando lo sguardo e salendo di livello, non possiamo fare a meno di registrare come questa irragionevole tendenza all’isolamento e alle identità separate, “autonome e differenti” – come ha sostenuto per anni la Lega a partire da Pontida – abbia finito per alimentare i sovranismi e i nuovi nazionalismi che oggi attraversano l’Europa.

È una ricerca romantica, di sapore ottocentesco, di autonomie e di patrie, lontana dalla realtà geopolitica e digitale del nostro tempo. In un mondo nel quale, oltre agli Stati Uniti e alla Russia, emergono giganti come la Cina e l’India, senza dimenticare il peso crescente dell’intero Medio Oriente, l’Europa dovrebbe piuttosto accelerare il cammino verso l’unità politica e gli Stati Uniti d’Europa.

Solo così il Vecchio Continente potrà affrontare le sfide della contemporaneità, senza lasciarsi sedurre dalla solitudine dei partiti personali, dei partitini e di un nazionalismo identitario che appartiene più al passato che al futuro.

Preferenze elettorali, l’ipocrisia del dibattito e la necessità di dire la verità

Quando le preferenze funzionavano davvero

Attorno alle preferenze continua ad aleggiare una strana e singolare ipocrisia. Sì, è vero. Per lunghi 50 anni, nella cosiddetta prima repubblica, il sistema delle preferenze multiple – e quindi libere – ha rappresentato il miglior strumento per eleggere i deputati. Per il Senato, come tutti sanno, c’era un altro sistema elettorale. Il cosiddetto “provincellum”, cioè una competizione proporzionale ma disciplinata dai collegi uninominali. La competizione, cioè, avveniva all’interno del rispettivo partito. Lo stesso sistema, appunto, che valeva per eleggere i consiglieri provinciali sin quando l’ineffabile Delrio ha pensato bene di cancellare una delle poche istituzioni che funzionavano benissimo nel nostro paese. Le province, appunto. Ma c’è un particolare, peraltro decisivo, che non possiamo non citare quando parliamo di preferenze nella prima repubblica.

Perché, infatti, parliamo di una stagione politica caratterizzata dalla presenza dei grandi partiti popolari dove c’era un collegamento strettissimo tra la classe dirigente e i rispettivi elettorati. In secondo luogo c’erano le correnti – altrettanto organizzate, radicate nei territori e socialmente espressive – che permettevano a segmenti sociali e culturali di riconoscersi e di votare i propri esponenti all’interno del partito. Un esempio concreto, torinese e piemontese? Certamente. La corrente minoritaria della Dc, Forze Nuove, la cosiddetta sinistra sociale, poteva essere rappresentata in Parlamento proprio in virtù della presenza del sistema proporzionale con preferenze multiple. 

La storia ci dice che la propaganda elettorale, negli anni ’70 e ’80, nella circoscrizione torinese, era secca su quattro preferenze: Donat-Cattin, Borra, Bodrato e Porcellana. Una regola, come ovvio, che valeva per tutto il sistema politico, e per tutti i partiti popolari, di massa, organizzati e radicati nei territori.

Il contesto è cambiato, i rischi sono aumentati

Ora, e per tornare all’oggi, non possiamo non prendere atto che i partiti popolari, democratici e di massa semplicemente non ci sono più. Men che meno le correnti organizzate, espressive di precisi segmenti sociali e radicate nei territori e all’interno dei partiti. Ci sono, molto semplicemente, i contenitori elettorali e, in prevalenza, i partiti personali.

Ed è proprio in questo contesto, preciso e definito, che qualcuno vorrebbe inserire le preferenze per eleggere i futuri deputati e senatori. Certo, è di tutta evidenza che i cittadini devono potersi eleggere i propri rappresentanti. Ma se si parla di preferenze – singole o di genere, che poi è singola come tutti sanno – è anche consigliabile considerare quali sono le dinamiche concrete, e non virtuali o letterarie, che accompagnerebbero questo sistema elettorale.

Provo ad indicare alcuni profondi disvalori, e non solo nelle regioni del Sud come qualcuno ama ripetere, che oggi segnerebbero il ritorno delle preferenze. Parlo di clientele diffuse e ramificate, di voto di scambio, di ricorso alla corruzione sistematica e, in ultimo ma non per ordine di importanza, della necessità di avere ingenti somme di denaro per poter partecipare attivamente alle campagne elettorali. 

Sarebbero questi i valori fondanti, democratici, liberali e costituzionali per ridare il potere al cittadino di scegliersi i propri rappresentanti e garantire, al contempo, ai ceti popolari di approdare in Parlamento? Dio ci liberi e ci scampi da questo orizzonte. Sempreché non vogliamo fare di quei disvalori la nostra piattaforma culturale ed ideale preferita.

La strada dei collegi uninominali

E allora abbiamo le liste bloccate con la designazione dei futuri eletti da parte dei segretari di partito, scambiando il Parlamento come un grande Consiglio di amministrazione dove non si viene eletti ma semplicemente designati dall’alto? Assolutamente no.

La ricetta c’è, eccome se c’è. Visto che i partiti non ci sono più e con i partiti neanche le correnti espressione della società all’interno dei partiti stessi, la soluzione è semplicemente il ritorno dei collegi uninominali. Come li abbiamo conosciuti ai tempi del “Mattarellum”, che per molti anni ha segnato l’elezione dei deputati e dei senatori nel nostro paese.

È un sistema già collaudato, autenticamente democratico e che, soprattutto, è incompatibile con quei disvalori profondi ed incalliti che, purtroppo, accompagnano e caratterizzano il sistema delle preferenze nel nostro paese. Con tanti saluti a coloro che fingono – perché ovviamente fingono – di non sapere cos’è oggi, concretamente, e non nella letteratura astratta e virtuale, il sistema perverso e obliquo delle preferenze.

La crisi morale che attraversa la società

La sfiducia nella politica non spiega tutto

I modi di essere della politica e dei partiti alimentano da tempo stati d’animo negativi, indifferenza, apatia, distacco e rassegnazione nella società civile.

L’astensionismo e il voto di protesta sono solo alcune espressioni eclatanti di una disaffezione generale, di un discredito che getta ombre inquietanti sulle speranze di certezze e alimenta nuove difficoltà.

Osservando e cercando di decifrare – tuttavia – fatti di cronaca diffusi e ricorrenti ci si chiede fino a che punto essi siano la conseguenza diretta della malapolitica e in quale misura essi esprimano – invece – comportamenti collettivi ormai radicati e dilaganti tra di noi.

Dare tutte le colpe alla politica è uno sport nazionale assai praticato ma non deve diventare un alibi.

Anche il tessuto sociale è intriso di azioni esecrabili (corruzione diffusa, violenza sulle donne e sui minori – spesso originata all’interno del nucleo familiare – evasione fiscale, truffe, raggiri, aggressività crescente…) e animata da sentimenti negativi (sospetto, rancore, invidia, delazione, tradimento…). C’è gente che gode più della sofferenza altrui che del proprio personale benessere.

L’assuefazione al peggio e il venir meno del limite

La verità è che ci stiamo abituando reciprocamente al peggio: alzando ogni giorno l’asticella che ci separa dal senso del limite finiamo per invocare la condanna del nostro prossimo e trovare invece attenuanti per noi stessi. Giustificando le nostre azioni, minimizzandole, commettiamo la colpa peggiore: quella di accettare come “normale” un costume di relazioni sociali fondato sulla doppiezza e sull’ipocrisia.

Viviamo in un mondo di interessi, il pensiero che fa di conto di cui scriveva Martin Heidegger nel secolo scorso è diventato prevalente sui valori etici.

Anche la presenza pervasiva della tecnologia nella nostra vita quotidiana stabilisce di fatto una nuova tassonomia del tempo, delle relazioni sociali, delle occupazioni, di ciò che consideriamo prevalente.

Il denaro, il relativismo e la perdita degli strumenti interiori

Ricordo ciò che mi disse il cardinale Ersilio Tonini parlando degli insegnamenti ricevuti dal padre: “un tozzo di pane, volersi bene e la coscienza netta”. Potremmo oggi propugnare questo stile di vita? Sarebbe molto difficile proporlo in un mondo dominato dal dio denaro.

Il giustificazionismo dilagante trova attenuanti ad ogni comportamento, tra dietrologia, accomodamenti, relativismo etico.

Giuseppe De Rita mi ricordava recentemente che abbiamo abbandonato troppo in fretta la tradizione per andare incontro all’ignoto senza la valigia degli attrezzi: coscienza, rispetto, dignità, memoria, pensiero critico.

Privilegiamo le formule, gli algoritmi, i luoghi comuni a scapito della riflessione e del buon senso condiviso.

Le domande che restano aperte

Siamo passati dalla società liquida a quella trasparente a quella complessa ma i problemi di fondo restano irrisolti. Chi siamo? Cosa vogliamo realizzare? Dove vogliamo andare?

Non sono certo le coperture di comodo della privacy e della trasparenza a cui ossessivamente ci appelliamo che possono risolvere la precarietà esistenziale e le insicurezze, le solitudini del nostro tempo. Viviamo di apparenze, tra incertezze ricorrenti ma pensiamo che il prossimo acquisto ci renderà felici.

"La Chicca milanese", 99 percorsi (anche musicali) nella Milano che non ti aspetti

Milano, 29 giu. (askanews) – “Milano è una città bizzarra: inghiotte e, al tempo stesso, sfugge. Scivola via tra passi veloci e infiniti pensieri. Imparare ad apprezzarla e a conoscerla è un esercizio difficile, perché lei non aspetta, (s)corre rapida e, a volte, divora. E così finiamo per non renderci conto di ciò che ci circonda, perdiamo il piacere della scoperta dei dettagli e delle numerose gemme nascoste di cui la città è ricca. Sì, perché Milano è “timida”, non si mostra in modo ostentato; la sua bellezza va spesso cercata con pazienza e una buona dose di curiosità, imparando ad abbassare il ritmo e ad alzare un po più in là lo sguardo. Questo libro si rivolge soprattutto a chi accoglie questa sfida ed è disposto a fermarsi.” . Federica Annecchino, giornalista e autrice televisiva riassume così “La Chicca milanese. Guida alternatva per ” sentire” la citt, da pochi giorni in libreria per Meravigli.

“La Chicca Milanese – spiega Annechino – nasce come guida alternativa per scoprire luoghi unici e nascosti di cui è ricca Milano. Una sorta di guida al contrario per scovare in città le chicche più celate, quelle uniche, quelle che racchiudono una storia o una curiosità e risultano spesso sconosciute, anche ai milanesi. Generalmente le guide segnalano le attrazioni più iconiche e conosciute. La Chicca Milanese funziona esattamente all’opposto.” In 168 pagine Annechino propone 99 chicche, ciascuna associata a un brano musicale nel tentativo di dare corpo e sostanza per ciascuno dei 99 luoghi segreti di Milano al proprio unico “genius loci”. Il risultato è una vera e propria “play list urbana” che Annechino propone – giocando sul significato plurimo della parola chicca che è anche il suo soprannome familiare di sempre- come confezione pregiata di caramelle da assoporare con calma e piacere, una per volta assaporandone il gusto calati in un mood adeguato.

“Ho scelto volutamente – spiega ancora Annechino- di raccontare 99 chicche e non 100. La centesima è una pagina bianca, uno spazio aperto a ogni possibilità, pensato perché ciascun lettore possa suggerire la propria chicca: quella incontrata per caso, quella segreta, la prima di cui ha colto il genius loci. Perché Milano si rivela solo a chi sa fermarsi ad ascoltarla”.

Destra, Meloni: Vannacci come sinistra, vuole solo distruggere

Milano, 29 giu. (askanews) – “Non mi pare che ci sia grande differenza tra Vannacci e la sinistra: votano contro il governo, parlano contro di noi tutto il giorno, non vedo grandi differenze. Prima avevamo Schlein, Conte, Bonelli e compagnia cantante, oggi abbiamo Schlein, Conte, Bonelli e compagnia cantante e Vannacci. Ne prendo atto. Certo i temi sono diversi, ma poi difficilmente puoi costruire qualcosa con qualcuno che palesemente vuole solo distruggere”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite su Retequattro a Dieci Minuti.

Slanci, l’esibizione che ha incantato Bologna

Bologna, 29 giu. (askanews) – Non è forte chi non cade, ma chi cade e trova la forza di rialzarsi. Questo il messaggio dell’esibizione Slanci, tenutasi a Piazza Santo Stefano in occasione dei vent’anni di Illumia. Grazie alla oramai consolidata partnership con Bologna Festival, è stato possibile regalare a Bologna e ai bolognesi un momento unico, dove musica danza e poesia si sono unite in un’esibizione unica nel suo genere.

L’intervista al Presidente Illumia, Marco Bernardi: “Per i 20 anni di Illumia abbiamo un po’ girato il paradigma: invece di ricevere il regalo, proprio nella logica della nostra azienda, abbiamo preferito farlo noi come capita ormai da 5 anni. Sono 20 anni di salite, di discese, di ripartenze, di inciampi, di risalite. Per questo l’immagine Slanci e l’installazione che vedremo ci ha ispirato come racconto sintetico poetico della nostra storia.”

Le parole di Maddalena da Lisca, Sovrintendente e Direttore Artistico di Bologna Festival: “Lo spettacolo di Bourgeois vuole significare cadere, rialzarsi, cadere e rialzarsi questa è la storia di Illumia, per i 20 anni di Illumia ma è la storia di tutti noi, è la storia di sempre solo che la storia nuova di questa sera è che queste cadute e che questi rialzi vengano fatti in tono artistico, poetico.”

La performance artistica nasce da un’idea di Yoann Bourgeois, artista francese affermato a livelli internazionali proprio per la capacità di unire danza, circo contemporaneo, teatro fisico e bellezza estetica nelle proprie installazioni.

Ecco il suo commento: “Questa idea mi è venuta nel momento in cui ho realizzato che non ci sono altre vite da vivere. Acquisire la coscienza della morte, e che il nostro tempo non sia infinito, mi ha portato a capire che bisogna scegliere, ogni giorno, il tipo di vita da vivere.”

Una storia semplice, dove cadute, salite e momenti di difficoltà sono presenti in maniera costante. Tanto nell’esibizione quanto nella vita di tutti noi, Slanci riesce a mandare un messaggio chiaro e potente: che sia un momento di salita, di stallo o di discesa, conta fare tesoro delle esperienze e andare avanti, in una spirale infinita, quella della vita, che realmente non si ferma mai.

Sinner debutto vincente a Wimbledon, ma quanta fatica

Roma, 29 giu. (askanews) – Jannik Sinner al secondo turno di Wimbledon, ma che fatica. Il campione in carica batte al quinto set in rimonta il serbo Miomir Kecmanovic (51 del ranking) con i parziali di 4-6, 6-3, 6-7, 6-2, 6-3 in tre ore e mezza di gioco. Match caratterizzato da una caduta pericolosa ma senza conseguenza per Jannik, autore di 31 ace. Per Sinner anche una misteriosa macchia rossa sulla scarpa. Al secondo turno affronterà il portoghese Nuno Borges.

“Grazie a tutti per essere qui. E’ un onore enorme essere il primo giocatore sul Centrale, ero teso e non ho giocato al meglio. Era la prima partita sull’erba, ma l’ho ribaltata. Non era facile dopo aver perso il 3° set”, ha commentato Sinner. “Sto bene con il piede, sembra peggio di quello che è. E’ un’unghia e non volevo nemmeno disturbare Kecmanovic e non volevo portare via tempo fermando il match. C’era molto nervosismo all’inizio, anche mentalmente su un campo così ed essere campione uscente è importante e difficile. Sono contento di aver vinto, dovrò migliorare per la prossima partita ma sono soddisfatto. Ho fatto tanti errori nei primi set, è normale nelle prime partite. Ho alzato il livello quando ne avevo bisogno, lui ha giocato un grande set. Sono contento di essere al secondo turno”.

Usa, la Corte Suprema frena Trump: respinto l’appello contro Carroll e bloccato il licenziamento di Cook

Roma, 29 giu. (askanews) – La Corte Suprema ha respinto oggi l’appello del presidente Donald Trump contro la sentenza che lo condannava a pagare 5 milioni di dollari per abusi sessuali e diffamazione nei confronti della giornalista E. Jean Carroll. Lo riportano i media americani. Trump aveva fatto ricorso alla Corte Suprema lo scorso novembre per annullare la sentenza di condanna emessa nel 2023 da una giuria che lo aveva ritenuto responsabile di aggressione sessuale e diffamazione.

La Corte suprema ha anche bloccato il tentativo del presidente americano Donald Trump di licenziare la governatrice della Federal Reserve, Lisa Cook. Secondo i media americani, la decisione, adottata con cinque voti a favore e quattro contrari, rappresenta una battuta d’arresto per Trump e preserva l’indipendenza della banca centrale.

Ma la stessa Corte ha ampliato i poteri di Trump sulla burocrazia federale. La Corte Suprema ha infatti deciso che il Presidente Donald Trump può licenziare i vertici delle agenzie indipendenti senza giusta causa, autorizzando il licenziamento di un membro democratico della Commissione federale per il Commercio, Rebecca Slaughter. Stando a quanto sottolineato dai media americani, la decisione rappresenta una vittoria importante per l’amministrazione di Trump nel suo tentativo di esercitare maggiore controllo sulla burocrazia federale.

Gabry Ponte dopo il sold out di San Siro lancia il tour nei palazzetti

Milano, 29 giu. (askanews) – A un anno dal concerto evento che nel 2025 lo ha consacrato primo DJ a esibirsi allo Stadio San Siro di Milano, Gabry Ponte è tornato il 27 giugno nel tempio della musica live con un nuovo tutto esaurito. Con quasi 110.000 spettatori complessivi nelle due date evento del 2025 e 2026 allo Stadio di San Siro a Milano, Gabry Ponte conferma il suo ruolo di protagonista della scena dance mondiale oltre ad essere uno dei pochissimi DJ capaci di riempire uno stadio con un headlining show, al fianco di leggende come Tiësto, David Guetta, DJ Snake e Alok.

Il deejay-producer italiano più ascoltato al mondo – e il #2 artista italiano più ascoltato all’estero secondo la classifica Spotify Wrapped 2025 – ha regalato al pubblico una serata straordinaria catapultando i fan in una nuova grande festa all’insegna delle sue hit che hanno segnato – e continuano a segnare – la storia della musica dance mondiale. Il palco di San Siro ha accolto ospiti speciali: Jovanotti sulle note di “DNA”, singolo uscito il 26 giugno, Salmo con “Tik Tak”, il brano pubblicato lo scorso 29 maggio, e gli Eiffel 65. Ad affiancare Gabry Ponte sulle note di “Africa” dei TOTO sono state Alessia Labate, Kel e Shibui, tre artiste di riferimento della scena dance internazionale.

Durante “San Siro Dance 2026″ powered by RTL 102.52” il deejay-producer italiano più ascoltato al mondo ha annunciato a sorpresa dal palco il nuovo tour nei palazzetti “Circotron – The Dance Show”, il cui debutto è previsto nel febbraio del 2027, un’esperienza senza precedenti in cui l’energia travolgente di un dj set incontra la spettacolarità e l’arte del circo futuristico, ispirata al circo contemporaneo e realizzata attraverso il talento di performer e acrobati. Maggiori informazioni e dettagli saranno disponibili a partire da giovedì 2 luglio su www.livenation.it/

Due mondi artistici si fondono in un unico maestoso show tutto da cantare e da ballare. Il tour partirà il 27 febbraio all’Unipol Arena di Bologna, proseguirà il 6 marzo a Torino, al Inalpi Arena, il 13 marzo al Palazzo dello Sport a Roma e si concluderà il 20 marzo all’UnipolDome di Milano. CIRCOTRON promette di trasportare il pubblico in un’avventura visiva e sensoriale completamente nuova: le performance dei migliori artisti circensi del mondo diventeranno parte integrante dello spettacolo, trasformandosi in una scenografia mobile che si muove al ritmo delle iconiche hit del più celebre DJ italiano. Tutto prende vita all’interno di una scenografia fantasy/steampunk, un universo estetico sospeso tra suggestioni gotiche e atmosfere fantascientifiche, curato nei minimi dettagli per amplificare l’impatto emotivo e visivo dello show. Circotron non sarà solo uno spettacolo, ma un luogo simbolico. Una moderna “Corte dei Miracoli” ispirata alla Zion di Matrix, dove la diversità non è semplicemente accolta, ma celebrata come massima forma di libertà e potere. L’elemento più innovativo è l’annullamento delle barriere convenzionali: con il tour Circotron il confine tra palco e pubblico scompare. Gli spettatori non saranno più osservatori, bensì parte attiva di una performance immersiva, membri di una comunità di spiriti liberi uniti dalla musica e dall’arte circense. Un’opera inedita, coraggiosa e mai portata in scena prima, dove la cultura clubbing e l’arte circense si fondono per plasmare il futuro dell’intrattenimento.

“Viviamo in un mondo iper-digitalizzato, dove tutto, anche la musica, è filtrato dagli schermi degli smartphone e dei social network, per questo credo che il live sia importante come non lo è mai stato: è l’unico spazio reale in cui posso condividere delle emozioni con i miei fan e respirare la loro stessa energia. Per questo ho fatto una scelta precisa e ho deciso di alzare l’asticella. Voglio offrire al mio pubblico uno spettacolo dal forte impatto visivo, ricco e di un livello mai visto prima. Con Circotron non faremo un semplice DJ set o concerto, regaleremo un’esperienza indimenticabile.”

Germania, sparatoria a Stade: ci sono vittime. Fermato un sospetto

Roma, 29 giu. (askanews) – Almeno cinque persone sono rimaste uccise in una sparatoria avvenuta oggi a Stade, città nel nord della Germania. Lo ha reso noto la polizia, aggiungendo di aver fermato un sospetto di sesso maschile. Secondo quanto precisato alla Dpa da una fonte della polizia, i colpi di arma da fuoco sono stati esplosi vicino a un centro giovanile.

Diverse persone sono rimaste ferite, ma la polizia non ha ancora fornito un bilancio preciso.

Stade conta circa 50.000 abitanti e si trova a ovest di Amburgo.

Vasco chiude con oltre 3 milioni di biglietti venduti il tour 2026

Milano, 29 giu. (askanews) – Udine saluta il tour 2026 con due date sold out, 28 e 29 giugno, al Bluenergy Stadium. Nel 2027 Roma ospiterà dieci concerti, un mese di festa per celebrare i cinquant’anni di carriera con la più grande residency mai realizzata in Italia.

«Vado al massimo. Vado a gonfie vele.» È il bilancio più semplice, ma anche il più efficace, di Vasco Live 2026, un tour che consegna alla storia molto più di una straordinaria successione di concerti. Un road trip cantato a squarciagola. Dal primo all’ultimo secondo. Da chiunque si sia trovato a sentire anche una sola nota del concerto a chi era li per lavorare. Tutti hanno cantato. Vasco è un distributore di emozioni, emozioni di tutti i colori, che rendono ogni concerto una catarsi collettiva

La scaletta “perfetta”: La set list dei pezzi quasi sconosciuti, o dei “pezzi mancanti”, come la chiama il Kom, ha letteralmente sorpreso tutti, per primi i fan storici che la sognavano da tanto tempo ma che mai avrebbero immaginato di ritrovare tutte insieme nello stesso concerto canzoni come: “Non siamo mica gli americani, che loro possono sparare agli indiani (Vacca gli indiani)”, “Fegato spappolato”, “Sono ancora in coma”, “Alibi”, “Ciao”, “Una nuova canzone per lei” e la stessa “Vado al massimo” in un arrangiamento punk. Tutti brani che Vasco ha scritto tra il 1979 e il 1987, gli anni in cui si è costruito il mito, tra rock e poesia e che costituiscono la spina dorsale di tutta la sua discografia. Con oltre tre milioni di biglietti venduti, Vasco Live è diventato uno dei più importanti progetti di musica dal vivo in Europa. Ma i numeri, da soli, non bastano a raccontarne il significato.

Tutto è iniziato a Rimini, il 29 e 30 maggio, da quel momento il tour è diventato un lungo racconto collettivo. Ogni città ha aggiunto un capitolo, ogni concerto ha rafforzato un legame. È questo il fenomeno Vasco: trasformare un concerto in una tribù, con grandi canzoni che, pur appartenendo al passato, continuano a parlare al presente.

“Finalmente è la nostra festa”: sul palco Vasco appare ogni sera in forma straordinaria. Sorride, scherza, si emoziona e dialoga con una band che oggi sente definitivamente sua. «C’è un affiatamento pazzesco.» Gli arrangiamenti firmati da Vince Pastano hanno dato nuova energia a un repertorio immenso, mantenendone intatta l’identità.

Vasco Rossi ha aperto la stagione dei grandi eventi musicali con uno spettacolo unico, si dice in giro che sia la scaletta più bella degli ultimi anni, e totale. Uno show internazionale, di elevata tecnologia.

I numeri del tour: 504 persone al seguito, due giorni per smontare il ferro e tre per rimontarlo.

La vera magia del 2026 è stata il ritorno in stadi e location più “raccolte” (fatta eccezione per il parco urbano di Ferrara). Dopo Ferrara, dove è tornato dopo circa 40 anni, un’altra tappa storica è Olbia, dove ha fatto i suoi primi concerti nell’87, e dove è venuto Salmo a dargli il benvenuto in terra sarda.

“Vengo sotto casa vostra” era stata la promessa. E promessa è stata mantenuta. Da Rimini a Ferrara, da Olbia, da Bari ad Ancona, a Udine dove non si esibiva dal 2008.

Nel backstage il sentimento è sempre lo stesso: esausti, ma profondamente felici. Perché questo tour ha riunito padri, figli, nipoti, e ha ricordato che la gioia è qualcosa che vale sempre la pena celebrare.

Il live di Vasco continua a essere molto più di uno spettacolo. È appartenenza. È identità. È una catarsi collettiva costruita con musica, parole e verità.

Vasco Live 2026 si conclude. Ma la storia no. Perché il prossimo capitolo è già scritto.

Nel 2027 Roma ospiterà il Giubileo di Vasco: dieci concerti allo Stadio Olimpico, un mese di festa. La più grande residency mai realizzata in Italia per celebrare cinquant’anni di carriera. Un progetto destinato a segnare una nuova pagina nella storia della musica dal vivo italiana.

Non è un caso che proprio in questi giorni Keith Richards abbia dichiarato che anche i Rolling Stones stanno valutando una residency, «Suonerei a Roma». Il formato guarda al futuro. Vasco è già lì. Roma 2027. Il Giubileo del Blasco. Cinquant’anni di storia. E una storia che continua.

Siracusa, al Teatro Greco i Persiani di Eschilo anche in lingua LIS

Siracusa, 29 giu. (askanews) – Il Teatro Greco di Siracusa ha ospitato la messa in scena de “I Persiani”di Eschilo, con la regia di Àlex Ollé, per l’ultima replica la tragedia è stata anche presentata in lingua LIS. L’evento è stato promosso dall’Associazione Sicilia Turismo per Tutti e quest’anno è stato sostenuto dalla collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi (ENS) che ha visto lavorare in sinergia le sezioni provinciali di Siracusa, Catania e Ragusa.

L’iniziativa ha richiamato una delegazione di circa 70 persone sorde che, insieme alle proprie famiglie, hanno riempito i settori dedicati. Per la comunità sorda, la partecipazione alle rappresentazioni classiche non è più solo un evento isolato, ma si è trasformata nello spettacolo simbolo dell’inclusione culturale della città, ormai dal 2012. A rendere accessibile la complessa drammaturgia di Eschilo è stato il talento delle interpreti LIS. Le professioniste coinvolte – Daniela Bella per l’ENS di Catania; Salvina Magnano e Chiara Giudice per l’ENS di Siracusa; Sonia Muccio, Valeria Licitra e Evelyn Di Falco per l’ENS di Ragusa – hanno modulato la forza espressiva del corpo e dei segni per trasmettere intatta tutta la drammaticità del testo classico.

“Vedere gli occhi lucidi, i sorrisi e l’entusiasmo delle tantissime persone sorde e delle loro famiglie che hanno partecipato questa sera – ha commentato Bernadette Lo Bianco, presidente dell’associazione Sicilia Turismo per Tutti – ci ripaga di ogni sforzo e di anni di lavoro. Dal 2012 abbiamo tracciato un solco profondo: la comunità sorda ha fatto propria la bellezza delle tragedie greche e il Teatro Greco è diventato la loro casa.Questo traguardo è il frutto di un autentico lavoro di squadra. Desidero ringraziare di vero cuore la Fondazione INDA per la straordinaria sensibilità e la generosità dimostrata verso l’Ente Sordi, e l’Associazione Amici dell’INDA, che fin dal primo giorno ha creduto in noi finanziando il progetto. Un ringraziamento speciale va anche alle sezioni provinciali ENS per la preziosa collaborazione, al direttore del Parco Archeologico e a tutto il personale del Teatro per la splendida e calorosa accoglienza. Questa sera abbiamo dimostrato che quando il territorio si unisce, la Sicilia che include è la Sicilia che vince”.

Incontro medici pazienti a Trani

Trani, 29 giu. (askanews) – Un incontro tra medici e pazienti al di fuori delle mura dell’ospedale, nell’ottica non solo di diffondere una maggiore conoscenza delle patologie leucemiche, ma anche di ‘fare gruppo’, così da affrontare il percorso terapeutico con maggiore tranquillità. L’iniziativa dell’Ail ha fatto tappa sabato 27 giugno a Palazzo San Giorgio, nel centro di Trani, per un momento di confronto sulla leucemia linfatica cronica organizzato dalla sede di Barletta che ha visto, tra gli altri, la presenza di del direttore dell’Unità operativa di Ematologia con trapianto dell’ospedale Dimiccoli di Barletta, Giuseppe Tarantini. “Le cure sono completamente cambiate negli ultimi anni – racconta – adesso ci sono delle terapie che innanzitutto non sono chemioterapiche e che permettono ai pazienti di avere una vita lunga, con una ottima qualità della stessa e con la possibilità di poter anche avere terapia a durata fissa”.

Oltre a spazi di approfondimento sanitari, legati ai bisogni di salute e al percorso diagnostico terapeutico, alla presenza anche di esperti psicologi, l’incontro è stato anche occasione per una sessione di domande e risposte con i pazienti. “Questi incontri hanno l’obiettivo principale di aiutare i pazienti in questa fase – aggiunge Felice Bombaci – coordinatore nazionale del Gruppo Ail pazienti – in cui vengono diagnosticati con una parola che si chiama leucemia e che incute timore, ansia. Con la conoscenza noi cerchiamo di portare nei pazienti la consapevolezza e quindi la possibilità di diventare attori della propria patologia”.

Un percorso che si inserisce nella filosofia di umanizzare la cura, obiettivo perseguito anche nelle altre iniziative portate avanti da Ail Bat durante l’anno, con il quale si finanziano servizi essenziali come la navetta che trasporta i pazienti dalle abitazioni fino all’ospedale Dimiccoli, “oltre allo sportello psicologico curato dalla dottoressa Antonella Chieti” conclude la responsabile della sezione territoriale, Giusy Massini.

Trump: l’Iran ha chiesto un incontro, si terrà domani a Doha

Roma, 29 giu. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha scritto oggi su Truth che “l’Iran ha chiesto un incontro”, aggiungendo: “Si terrà domani a Doha”.

Intanto, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un’intervista a Fox News, ha dichiarato: “Per quanto ci riguarda, noi stiamo rispettando la nostra parte del cessate il fuoco” con l’Iran. Leavitt ha poi ribadito quanto dichiarato dal vice presidente americano JD Vance, ossia che “alla violenza risponderemo con la violenza”, aggiungendo: “Ci sono stati attacchi contro navi mercantili e gli Stati Uniti hanno risposto”.

Art Village, Raffaele Paganini nominato Direttore Artistico

Milano, 29 giu. (askanews) – Il Presidente Fabrizio Di Fiore annuncia con orgoglio l’inizio di un nuovo e prestigioso capitolo nella storia culturale dell’Art Village di Roma e Torino. La nomina di Raffaele Paganini a Direttore Artistico della struttura. Da anni punto di riferimento nella formazione, produzione e diffusione delle arti performative.

Artista di straordinario talento e figura iconica della scena internazionale, Raffaele Paganini porterà all’interno dell’Art Village il patrimonio umano, artistico e professionale. Maturato nei più importanti teatri e contesti culturali del panorama nazionale e internazionale. Una visione ampia, contemporanea e profondamente emozionale dell’arte guiderà una nuova stagione dedicata alla danza, al teatro, alla musica. E alla valorizzazione delle nuove generazioni di artisti.

“La mia idea di arte è condivisione, crescita e dialogo tra discipline e talenti differenti”, dichiara Raffaele Paganini. E continua: “L’Art Village rappresenta un luogo vivo, creativo e contemporaneo, dove dare vita a progetti culturali capaci di emozionare, ispirare e coinvolgere artisti, studenti e pubblico”.

La nomina di Paganini rappresenta molto più di un nuovo incarico. Segna l’avvio di una fase ambiziosa e innovativa per l’Art Village. Che si prepara a consolidare e rafforzare il proprio ruolo nel panorama culturale nazionale. Attraverso produzioni originali, grandi eventi, workshop, percorsi accademici e collaborazioni con artisti, professionisti e istituzioni di primo piano.

Sotto la sua direzione artistica, l’Art Village punta a diventare un laboratorio creativo permanente: uno spazio di incontro tra esperienza e futuro, tradizione e sperimentazione, talento e passione. Un luogo in cui linguaggi artistici differenti possano dialogare, generando nuove opportunità di crescita culturale e professionale.

Nei prossimi mesi sarà presentato il nuovo programma artistico firmato da Raffaele Paganini, con un calendario ricco di iniziative dedicate alla valorizzazione dei giovani talenti e alla promozione delle arti performative contemporanee, nel segno dell’eccellenza artistica, dell’innovazione e di una visione culturale capace di guardare al futuro.

Ponte Morandi, fratello vittima: c’è data sentenza, giustizia esiste

Genova, 29 giu. (askanews) – “In tanti hanno cercato di convincerci che non saremmo mai riusciti ad arrivare alla verità, che non saremmo mai riusciti a sconfiggere il gruppo Autostrade ma abbiamo finalmente una data. Ci dicevano che non avremmo mai raggiunto una sentenza in tempi brevi ma in realtà siamo soltanto all’ottavo anniversario e arriveremo a questo ottavo anniversario già con una sentenza di condanna”. Così Emmanuel Diaz, fratello di una delle vittime del crollo del Ponte Morandi, ha commentato, al termine dell’ultima udienza del processo di primo grado, l’annuncio della data della sentenza attesa per il prossimo 16 luglio.

“Il dibattimento – ha aggiunto Diaz – ci ha permesso di capire e comprendere quando queste persone che dovevano garantire la sicurezza agli utenti, in realtà si sono incaricate soltanto di massimizzare i dividendi in modo tale da garantire cifre folli al gruppo Atlanta e un dominio da parte dell’amministratore delegato sulla gestione della vita di tutti noi. Hanno ucciso 43 persone e non ci sarà mai una sentenza che vada a colmare questo vuoto e questo danno ma sicuramente è importante comprendere e diffondere questo messaggio: la giustizia esiste”.

Emmanuel Diaz, fratello del 30enne Henry che perse la vita nel crollo del viadotto autostradale, ha seguito tutte le oltre 280 udienze del maxi processo che vede imputate 57 persone tra cui l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e del gruppo Atlantia, Giovanni Castellucci.

“Ho iniziato questo viaggio – ha ricordato Diaz – nell’aula bunker, poi ci siamo spostati in quest’aula per le disposizioni relative al Covid. La prima volta che mi sono seduto qui ho detto che avrei dovuto rappresentare mio fratello, l’ho fatto in tutte le udienze, durante le varie stagioni, al caldo, al freddo. Umanamente era l’unica cosa che potessi fare per lui, cercare di fare in modo che la sua voce non si spegnesse completamente”.