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Albanese: candidarmi? Preferisco lavorare gratis contro genocidio

Genova, 26 mag. (askanews) – “State tranquilli che per il momento mi piace tantissimo lavorare a gratis per fermare il genocidio”. Lo ha detto Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, commentando le voci su una sua possibile candidatura politica, a margine della presentazione a Genova del suo nuovo libro “La luce del risveglio”.

L’afa anticipa a fine maggio, giovedì 4 città in "bollino rosso"

Roma, 26 mag. (askanews) – In arrivo le prime vere giornate di caldo intenso sull’Italia: secondo l’aggiornamento quotidiano del Ministero della Salute del Bollettino sulle ondate di calore, giovedì 28 maggio saranno da “bollino rosso” le città di Bologna, Firenze, Roma e Torino.

Si tratta di un anticipo eccezionale dell’afa sulla Penisola, con i primi “bollini rossi” dell’anno già a fine maggio: lo scorso anno i primi “bollini rossi” si ebbero il 13 giugno, nel 2024 il 20 giugno, nel 2023 il 10 giugno.

Per oggi, 26 maggio, il Bollettino vede 12 città da “bollino arancione” (Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Viterbo), che domani 27 maggio saliranno a 14 (Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Milano e Viterbo).

Giovedì non sono previste città con “bollino arancione” oltre alle 4 con “bollino rosso”.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili. Il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Stabilicum a rischio paradosso, potrebbe produrre stallo

Roma, 26 mag. (askanews) – C’è un possibile paradosso nella legge elettorale disegnata dalla maggioranza di governo, un sistema pensato per garantire stabilità che invece rischia di produrre stallo e larghe intese come il meccanismo attualmente in vigore. Le opposizioni denunciano il rischio di un premio “sproporzionato” e di fatto incostituzionale, se il vincitore dovesse avvicinarsi al 50%, ma a fronte di questo è possibile, curiosamente, anche uno scenario opposto, cioè quello di un sistema scritto per dare governabilità e che, invece, produce un ‘pareggio’. Di fatto, leggendo la relazione dell’ufficio studi parlamentare e incrociandola con i risultati delle due ultime elezioni politiche, sembra di capire che “Stabilicum” non avrebbe superato la prova né nel 2018, né nel 2022, almeno rispetto all’obiettivo dichiarato di garantire la stabilità. Il premio delineato nella proposta di legge all’esame del Parlamento sembra efficace solo ed esclusivamente nella situazione attuale, quella descritta dai sondaggi: un sistema di fatto bipolare, con due coalizioni sopra il 40% e quasi appaiate intorno al 45%.

Se si guarda alle elezioni 2022 è facile constatare che non solo il premio era inutile, ma sarebbe stato addirittura controproducente: il governo attuale è già ora il secondo più longevo di tutta la storia della Repubblica e si avvia ragionevolmente a diventare il più duraturo in assoluto, pur in assenza di “premi”. Non c’era bisogno di nessun ‘bonus’ al vincitore per garantire stabilità. Anzi, è vero il contrario: lo “Stabilicum” avrebbe dato all’attuale maggioranza di centrodestra meno deputati rispetto agli attuali 237, si sarebbe fermata intorno ai 220.

Ma, soprattutto, la legge disegnata dal centrodestra non avrebbe risolto i problemi nel 2018, quando dalle urne uscì uno stallo che produsse ben tre governi con maggioranze ogni volta diverse e che, poi, portò alla fine anticipata della legislatura. Lo “Stabilicum”, infatti, prevede un premio per la coalizione più votata, ma solo a condizione che superi il 40% dei voti. Sotto quella soglia, invece, si va al ballottaggio tra i primi due ma, di nuovo, solo se entrambi sono tra il 35% e il 40%. Se non si verificano queste condizioni il ddl prevede una ripartizione totalmente proporzionale dei seggi e, dunque, una situazione di stallo. Ora, nel 2018 la coalizione più votata fu quella di centrodestra, che però si fermò al 37% dei voti. Al secondo posto c’era M5s, con il 32% dei voti, quindi il centrosinistra intorno al 22%. Esattamente lo scenario che, nello “Stabilicum” porta alla ripartizione proporzionale, senza nessun ballottaggio e senza nessun premio.

E’ vero che le leggi elettorali condizionano anche l’assetto delle alleanze: i partiti tendono a decidere se correre da soli o meno anche in base alle “regole del gioco”. Ma la corsa solitaria del Movimento 5 stelle nel 2018 era dovuta ad una scelta identitaria che escludeva a priori alleanze con altri partiti: non c’erano le condizioni politiche per un accordo pre-elettorale tra i 5 stelle e una delle altre coalizioni in campo.

Di fatto la legge disegnata dal centrodestra sembra quasi “usa e getta”, nel senso che pare funzionare solo nella situazione attuale di sostanziale bipolarismo con le due coalizioni più o meno appaiate, almeno secondo i sondaggi. In questo contesto lo “Stabilicum” consentirebbe di evitare lo stallo – possibile con il Rosatellum, ma non scontato – attribuendo un premio allo schieramento che prende anche un solo voto in più dell’altro. Se poi i due schieramenti dovessero in futuro tornare a scomporsi si ricadrebbe in uno dei due scenari descritti sopra: o lo stallo del 2018 o, paradossalmente, la “riduzione” della vittoria come sarebbe capitato 4 anni fa.

Maggioranza tira dritto su legge elettorale, scintille con opposizione

Roma, 26 mag. (askanews) – Rinvigorita dai risultati delle elezioni amministrative, la maggioranza tira dritto sulla riforma della legge elettorale e si prepara a chiedere, domani in conferenza dei capigruppo, la calendarizzazione del testo entro giugno in aula alla Camera. Circostanza che permetterebbe di contingentare i tempi d’esame a luglio e centrare l’obiettivo dell’approvazione in un ramo del Parlamento entro la pausa estiva. L’opposizione parla di “forzatura” e chiede al centrodestra di tirare fuori il testo che si intende adottare come testo base, ovvero la proposta di legge firmata dai capigruppo Bignami, Molinari, l’ex Barelli e Lupi ma modificata nei punti più a rischio di incostituzionalità, anche alla luce delle osservazioni raccolte durante le audizioni.

“Se c’è un nuovo testo base perché iniziamo la discussione generale su un testo che di fatto loro stessi dicono che non c’è più?”, è la richiesta di Gianni Cuperlo (Pd) in commissione Affari Costituzionali dove oggi si sono svolte le ultime due audizioni sulla riforma (è stata la volta dei rappresentanti degli studenti). Richiesta appoggiata da Avs, M5s e Più Europa ma non presa in considerazione dal presidente della commissione Nazario Pagano (Fi), uno dei quattro relatori della riforma, che avvia come da calendario dei lavori la prima delle due giornate di discussione generale. “All’esito – spiega – i relatori trarranno le loro conseguenze, hanno già fatto approfondimenti, è probabile facciano le loro proposte. Sulle modalità, se intervenire con un testo o con emendamenti, non è stata assunta nessuna decisione”.

“Se la destra intende apportare modifiche sostanziali è ovvio che bisognerà ricominciare da capo con nuove audizioni”, osserva il capogruppo di Avs nella commissione Filiberto Zaratti. L’eventualità della riapertura di una nuova fase istruttoria, ad ogni modo, non impensierisce la maggioranza: “A me non risulta che sarà stravolto questo testo ma, se invece ci saranno modifiche importanti, io non ho nulla contro nuove audizioni”, dice Pagano spiegando che saranno valutate “in sede di ufficio di presidenza perché quello è il momento nel quale discutere”.

Oggetto questa mattina di una riunione degli sherpa del centrodestra, le modifiche sono: l’innalzamento dal 40 al 42% della soglia necessaria a far scattare il premio di governabilità (70 seggi alla Camera e 35 al Senato); l’abolizione del ballottaggio previsto, nel caso in cui nessuna coalizione o lista raggiunga la soglia necessaria a ottenere il premio di maggioranza, tra le due coalizioni che abbiano superato almeno il 35% dei voti; l’abbassamento del tetto massimo dei seggi che la coalizione che ottiene il premio può raggiungere: da 230 a 220 alla Camera, da 114 a 113 al Senato; una norma che preveda il proporzionale puro (quindi la non assegnazione del premio) nel caso in cui le elezioni restituiscano due maggioranze diverse alla Camera e al Senato. Dovrebbero restare fuori dal testo base – e quindi poi essere inserite in fase emendativa – le modifiche su cui la maggioranza sta lavorando in merito alla riduzione del numero di circoscrizioni all’estero.

Nessun accordo sull’eventuale modifica delle liste bloccate, su cui durante le audizioni è piovuta la critica quasi unanime di professori e costituzionalisti. Forza Italia, nel corso della riunione di questa mattina, ha ribadito il no all’ipotesi del presidente del Senato Ignazio La Russa (capilista bloccati e preferenze per gli altri candidati): “A quel punto meglio le preferenze”, puntualizza un parlamentare azzurro che segue il dossier. Il punto sarà con ogni probabilità rinviato all’esame in aula.

Intanto, sui tempi della riforma elettorale si comincia a ragionare anche a Palazzo Madama. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, interpellato sull’eventualità che la seconda lettura possa iniziare prima della pausa estiva non chiude: “Se c’è la volontà politica ci sono i tempi: non è un problema di tempi, il percorso, l’iter delle leggi prima di tutto è sempre figlio della volontà politica”.

Al Taormina Film festival il Golden Globes Prize al documentario di Tornatore

Milano, 26 mag. (askanews) – Il Taormina Film Festival, in partnership con i Golden Globes e la Artemis Rising Foundation, ha annunciato che, durante la 72esima edizione dell’evento siciliano dedicato al cinema in scena dal 10 al 14 giugno, il film-documentario “Brunello, il visionario garbato” del regista premio Oscar e Golden Globe Giuseppe Tornatore sulla vita dell’imprenditore Brunello Cucinelli verrà insignito del Golden Globes Prize for Documentary in Partnership with Artemis Rising Foundation.

Il premio, conferito dalla Artemis Rising Foundation, ogni anno dà risalto ai documentaristi la cui opera si è distinta per l’eccezionale valore creativo e la capacità di ispirare un cambiamento sociale positivo e verrà consegnato durante una cerimonia al Teatro Antico di Taormina.

“Siamo lieti e profondamente onorati che un premio internazionale tanto importante e prestigioso quale i Golden Globes abbia scelto Taormina per questa occasione speciale”, ha dichiarato Tiziana Rocca, direttrice artistica del Taormina Film Festival. “Ospitare la cerimonia di consegna di un riconoscimento così significativo a un maestro del cinema come Giuseppe Tornatore è per noi motivo di grande orgoglio e ribadisce il ruolo centrale del nostro Festival nel panorama cinematografico internazionale”.

“È un’emozione straordinaria celebrare l’arte e il talento di Giuseppe Tornatore. Il suo iconico Nuovo Cinema Paradiso e i cortometraggi innovativi su Dolce & Gabbana con Sofia Loren hanno lasciato il segno a livello generazionale, catturando l’essenza del patrimonio e della bellezza italiana per il pubblico di tutto il mondo – ha commentato Regina K. Scully, fondatrice e CEO della Artemis Rising Foundation – e siamo entusiasti di premiare il suo film-documentario dedicato a un altro grande protagonista del design italiano: Brunello Cucinelli”.

“Siamo onorati di collaborare con il Taormina Film Festival e con la Artemis Rising Foundation per celebrare Giuseppe Tornatore, un regista la cui opera ha avuto un impatto profondo sugli spettatori di tutto il mondo – ha dichiarato Helen Hoehne, Presidente dei Golden Globes – e ‘Brunello, il visionario garbato’ rispecchia la sua dedizione costante a una narrazione cinematografica al tempo stesso visivamente potente e profondamente umana. Siamo orgogliosi di celebrare il suo contributo al cinema documentario in questa edizione del Festival”.

Giuseppe Tornatore, maestro del cinema italiano, premio Oscar per “Nuovo Cinema Paradiso” nel suo documentario ripercorre la vita di Brunello Cucinelli, mescolando documentario e finzione, attraverso testimonianze, materiali d’archivio e ricordi personali. Un’opera che indaga con delicatezza il valore della bellezza, dell’etica e dei sogni.

Il Taormina Film Festival è promosso e organizzato da Fondazione Taormina Arte Sicilia, con il patrocinio e il contributo dell’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, del Ministero del Turismo, del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo e del Comune di Taormina, con il sostegno del Parco Archeologico Naxos Taormina e di Sicilia Film Commission.

Enciclica su IA, il portavoce Ue: condividiamo la visione del Papa

Bruxelles, 26 mag. (askanews) – “Condividiamo pienamente la visione di Sua Santità Papa Leone XIV e la necessità di un quadro giuridico efficace e solido per l’Intelligenza artificiale. In Europa questa non è solo una visione; è già una realtà” con “la nostra normativa sull’intelligenza artificiale, quella sui servizi digitali, sui mercati digitali e sulla protezione dei dati”.

Lo ha sottolineato, durante il briefing quotidiano per la stampa della Commissione europea oggi a Bruxelles, il portavoce per i Servizi digitali dell’Esecutivo comunitario, Thomas Regnier, rispondendo a una domanda sull’enciclica “Magnifica humanitas”, pubblicata ieri dal Papa e riguardante la dottrina sociale della Chiesa nel tempo dell’Intelligenza artificiale.

“Oggi, in Europa – ha continuato Regnier -, siamo orgogliosi di poter affermare di avere un quadro giuridico chiaro e netto. Perché è importante? Sua Santità il Papa vi ha fatto diversi riferimenti: innanzitutto, per proteggere i minori, cosa che già facciamo grazie al nostro quadro giuridico”; inoltre, vengono regolamentati “anche i modelli e i sistemi di Intelligenza artificiale che potrebbero potenzialmente esporre le donne online o, ad esempio, creare materiale pedopornografico. Questo tipo di contenuto non ha posto in Europa”, ha rilevato il portavoce.

“Abbiamo un quadro giuridico e, all’interno di tale quadro, siamo pronti a innovare e investire massicciamente per sviluppare soluzioni europee”, ha aggiunto Regnier, precisando poi che la regolamentazione dell’Ue non riguarda solo i giganti della tecnologia digitale, e non si applica solo ad alcuni di essi. “La nostra attenzione non è rivolta (solo ndr) a chi possiede questi sistemi di Intelligenza artificiale. La nostra legislazione e i nostri regolamenti si applicano a tutti i modelli operativi in ​​Europa”.

Alla domanda se l’azienda americana Palantir (specializzata nell’analisi dei “Big Data” e nell’Intelligenza artificiale per governi, forze armate, servizi di intelligence e grandi aziende private) sia sottoposta anch’essa alla regolamentazione Ue, il portavoce ha assicurato: “non ci sono scappatoie legali nella nostra legislazione”.

Le piattaforme che usano l’Intelligenza artificiale, ha spiegato Regnier, hanno obblighi diversi a seconda della categoria a cui appartengono: nella prima categoria, “ci sono solo obblighi di trasparenza che devono essere rispettati”; nella seconda categoria ci sono i modelli “ad alto rischio”, per i quali ci sono “criteri e analisi del rischio molto più precisi che devono esserci forniti”; l’ultima categoria è quella di un modello di A.I. che “violi completamente i nostri diritti fondamentali, nel qual caso è completamente vietato nell’Unione europea”, ha concluso il portavoce.

Calcio, Roma: riscattato Malen fino al 2030 -rpt

Roma, 26 mag. (askanews) – La Roma ha ufficializzato il riscatto di Donyell Malen, che resterà in giallorosso fino al 30 giugno 2030 dopo il prestito arrivato dall’Aston Villa nel mercato di gennaio. L’attaccante olandese diventa così a tutti gli effetti un giocatore della Roma, al termine di una seconda parte di stagione decisiva per il raggiungimento della qualificazione alla prossima Champions League.

L’obbligo di riscatto era legato proprio al piazzamento europeo della squadra allenata da Gasperini, centrato grazie al terzo posto finale. Un traguardo costruito anche attraverso l’impatto immediato di Malen, autore di 14 gol in campionato e 2 assist in pochi mesi, numeri che hanno inciso in modo determinante sulla corsa della squadra.

Il costo dell’operazione è stato fissato intorno ai 25 milioni di euro, cifra già concordata con l’Aston Villa al momento del prestito. La Roma ha quindi scelto di blindare l’attaccante olandese, considerato uno dei principali protagonisti della seconda parte di stagione.

“Roma in Champions non deve fare notizia”, ha commentato Paulo Dybala, sottolineando la normalità di un obiettivo ormai imprescindibile per il club giallorosso dopo il ritorno stabilmente ai vertici del campionato.

Calcio, Roma: riscattato Malen fino al 2030

Roma, 26 mag. (askanews) – La Roma ha ufficializzato il riscatto di Donyell Malen, che resterà in giallorosso fino al 30 giugno 2030 dopo il prestito arrivato dall’Aston Villa nel mercato di gennaio. L’attaccante olandese diventa così a tutti gli effetti un giocatore della Roma, al termine di una seconda parte di stagione decisiva per il raggiungimento della qualificazione alla prossima Champions League.

L’obbligo di riscatto era legato proprio al piazzamento europeo della squadra allenata da Gasperini, centrato grazie al quarto posto finale. Un traguardo costruito anche attraverso l’impatto immediato di Malen, autore di 14 gol in campionato e 2 assist in pochi mesi, numeri che hanno inciso in modo determinante sulla corsa della squadra.

Il costo dell’operazione è stato fissato intorno ai 25 milioni di euro, cifra già concordata con l’Aston Villa al momento del prestito. La Roma ha quindi scelto di blindare l’attaccante olandese, considerato uno dei principali protagonisti della seconda parte di stagione.

“Roma in Champions non deve fare notizia”, ha commentato Paulo Dybala, sottolineando la normalità di un obiettivo ormai imprescindibile per il club giallorosso dopo il ritorno stabilmente ai vertici del campionato.

Torna ai Giardini Reali di Monza il Royal Summer Stage

Roma, 26 mag. (askanews) – Torna anche quest’anno l’ormai consolidato appuntamento Royal Summer Stage ai Giardini Reali di Monza: la kermesse che celebra il tramonto in musica si divide di nuovo in due rami a luglio e a settembre, per abbracciare l’arte delle note nella sua interezza, dal nuovo folk al repertorio classico, dal jazz a qualsiasi contaminazione possibile, nel segno della libertà del linguaggio universale per eccellenza.

Sul palco alcuni dei migliori artisti del panorama internazionale con Lina e Marco Mezquida per il fado, Enrico Pieranunzi, Hamilton de Holanda Trio, Violons Barbares con le voci bulgare fino ad Orchestra Canova, ormai considerata, insieme al suo fondatore e direttore Enrico Pagano, il volto giovane, fresco ed appassionato del grande repertorio di tradizione. Nei Giardini Reali della Reggia di Monza, disegnati, come il Teatro alla Scala, da Giuseppe Piermarini, non poteva che giungere un giorno la grande musica del mondo.

E interpretando lo spirito di questi stessi giardini, tra i primi in Italia a essere trasformati “all’inglese”, modello ove la natura si sviluppa liberamente pur con lo stretto controllo artistico dell’uomo, la scelta del repertorio ha seguito da subito il fil rouge dell’improvvisazione, cuore di ogni stile, dalle tradizioni etniche di tutto il globo al jazz, passando dal DNA cameristico dell’Orchestra Canova e dalle sue incursioni nel repertorio settecentesco. Il Royal Summer Stage declina così in uno dei parchi più affascinanti del Paese un format ormai ben consolidato in realtà come il Summerstage al Central Park di New York o Schönbrunn a Vienna, introducendo per primo anche in Italia quell’informalità nella fruizione della musica che contraddistingue le culture anglosassoni e nordiche. Nelle ultime edizioni questa formula ha portato una media di ben 5.000 persone a godersi la grande musica del mondo sdraiandosi liberamente al tramonto sui magnifici prati dei Giardini Reali.

Quest’anno il programma si apre il 9 luglio con O Fado, incentrato sulla voce raffinata di Lina Cardoso Rodriguez, oggi considerata la migliore interprete del genere musicale simbolo della cultura portoghese e latina. Con alle spalle una carriera da cantante lirica, Lina ha scoperto il fado lavorando nel musical Amalia sulla vita di Amalia Rodriguez e da allora ha portato la sapienza della sua voce educata dai migliori studi al servizio della sua nuova passione musicale. Con lei sul palco l’eccellente pianista, compositore e improvvisatore catalano Marco Mezquida, vertice del nuovo pianismo per originalità di suono e intuizione artistica.

Il 10 luglio sarà la volta di Enrico Pieranunzi plays Morricone, che con il suo storico trio formato da Luca Bulgarelli al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria, proporrà arrangiamenti e trascrizioni originali di celebri temi del grande maestro italiano, trasportati nel mondo del jazz in un continuo dialogo tra l’irripetibile dono melodico di Morricone e la vocazione armonica ed improvvisativa di Pieranunzi.

Sabato 11 luglio, direttamente da Umbria Jazz, arriverà al tramonto un ensemble tra i più acclamati nel mondo per l’arte sottile di combinare tradizioni popolari e folkloriche con il jazz: Hamilton de Hollanda Trio infatti porterà sul palco Samba Jazz, la sua inedita e bollente fusione tra samba, choro, cioè il genere nato dalla rivisitazione delle danze europee nella Rio di inizio ottocento, repertorio classico e jazz, il tutto impreziosito dal virtuosismo del vincitore di cinque Latin Grammy de Hollanda al bandolim, mandolino a corde aumentate per potenziare i colori dello strumento.

Domenica 12 luglio invece triplo concerto per la giornata di chiusura del primo filone del festival: dalla tarda mattinata in capsule classica alle 11.30 e poi alle 17.00 nel Teatro di Corte della Reggia, impeccabile cornice neoclassica di grande fascino architettonico, dove sempre in un rilassato clima en plein air, la giovane Orchestra Canova guidata da Enrico Pagano proporrà un’incursione nella Vienna del Settecento, peraltro luogo di committenza della Reggia, con un impaginato Mozart-Salieri in chiave sacra fino alla Sinfonia di Haydn detta nell’800 “Mercurio” per il suo ritmo vivace.

Poi gran finale al tramonto di nuovo ai Giardini, con Violini Barbari & Voci Bulgare: il celebrato trio Violons Barbares, composto da travolgenti virtuosi provenienti da Mongolia, Bulgaria e Francia, si unirà infatti al giovane Eva Quartet, ensemble vocale di tradizione bul-gara, per un’esplosiva serata sulla Via della Seta declinata in musica.

Dopo la pausa agostana il festival riaprirà poi a settembre nei week end del 20 e 26-27 per il suo viaggio nel tempo grazie al grande repertorio classico affidato come sempre ad Orchestra Canova ed Enrico Pagano. Con la Sinfonia Pastorale di Beethoven il 20, vero inno alla natura ed idillio campestre, l’orchestra dialogherà col parco grazie alle continue mimesi del canto degli uccelli, le imitazioni del fluire dell’acqua, la pittura di una natura filtrata dall’arte dell’uomo, vero omaggio al Genius Loci dei Giardini Reali.

Il 26 e 27 Enrico Pagano ha invece pensato ad una vera e propria festa per celebrare i rinnovati giochi d’acqua del parco dopo i recenti restauri grazie alla celebre suite di Händel Water Music. Composta per la parata reale sul Tamigi del 1717, ebbe da subito grande successo e si connotò come opera destinata ad un pubblico universale, oggi si direbbe popolare, grazie anche alla grande varietà di irresistibili danze, dall’aristocratico Minuetto alla Bourrée di provenienza francese e dal carattere popolare, e ancora la Hornpipe, tipica delle isole britanniche, dal ritmo vivacemente sincopato, ma anche la Sarabanda, la Giga e il Rigaudon.

La nona edizione del Festival del Parco di Monza – manifestazione culturale ecosostenibile, che vede protagonista il Parco insieme alla Villa e ai Giardini Reali – si terrà il 18, 19, 20 e 25, 26, 27 settembre: 6 giornate di incontri con autori e personaggi noti del mondo letterario, spettacoli, laboratori, visite culturali, itinerari alla scoperta del parco e della sostenibilità. Il Festival è ideato, organizzato e promosso dal Comitato Promotore del Festival del Parco di Monza – composto da Associazione Novaluna A.P.S., Cooperativa Novo Millennio, Circolo Legambiente A. Langer Monza, Fondazione CREDA ETS, META cooperativa sociale, Musicamorfosi, Scuola Agraria del Parco di Monza – in diretto partenariato con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e con il Comune di Monza, e in stretta collaborazione con Parco Regionale Valle del Lambro.

Tennis, Arnaldi al secondo turno a Parigi

Roma, 26 mag. (askanews) – Matteo Arnaldi è al secondo turno del Roland Garros per la quarta volta su altrettante partecipazioni. L’azzurro vince una gran partita, in rimonta, contro il n.29 del seeding Tallon Griekspoor per 6-7(9) 6-3 7-6(6) 6-4. Un incontro molto duro, iniziato alle 11 e giocato tutto sotto il sole battente di Parigi. Quattro ore di lotta serrata, con tanti punti da ricordare, tra vincenti e pazzeschi recuperi. Al prossimo turno affronterà in un match molto interessante Stefanos Tsitsipas.

Ue, 26 scienziati chiedono regole distinte per prodotti smoke-free

Roma, 26 mag. (askanews) – Iniziato, lo scorso 22 maggio, il periodo di consultazione pubblica sulla revisione della direttiva dell’Unione Europea sui prodotti del tabacco e della direttiva sulla pubblicità del tabacco della Commissione Europea. Il dibattito, si è progressivamente spostato su un terreno più articolato. Non si parla più solo della riduzione del consumo, ma anche della distinzione tra categorie di prodotto profondamente diverse tra loro.

A riaccendere il confronto, la recente lettera inviata alla Commissione Europea da 26 scienziati ed esperti di salute pubblica, che chiedono di considerare con maggiore attenzione le differenze tra prodotti combustibili tradizionali e alternative smoke-free, richiamando inoltre un ampio corpus di evidenze scientifiche (131 studi) che, secondo i firmatari, non sarebbe stato adeguatamente valorizzato nel processo di revisione normativa.

Tra i principali player globali del comparto c’è una realtà come Imperial Brands, il cui portafoglio include anche prodotti di nuova generazione (NGP) come il dispositivo di tabacco riscaldato PULZE 3.0. Il tema della revisione normativa europea richiede un approccio coerente con l’evoluzione del contesto scientifico e regolatorio in corso, come ha dichiarato Enrico Ziino, Presidente di Imperial Brands Italia: “Il dibattito aperto in queste settimane da autorevoli esponenti della comunità scientifica europea conferma quanto sia importante che la revisione della Direttiva europea sui prodotti del tabacco venga affrontata con un approccio pragmatico e fondato sulle evidenze scientifiche, non su posizioni ideologiche. Continuare a trattare in modo indistinto prodotti combustibili e alternative smoke-free significa ignorare un confronto scientifico e regolatorio che a livello internazionale è ormai sempre più consolidato. Le alternative senza combustione non sono prive di rischi e devono essere regolamentate con grande rigore, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei minori. Ma proprio per questo serve una regolamentazione proporzionata, capace di distinguere tra categorie di prodotto profondamente diverse tra loro e di valutare innovazione e dati scientifici in modo oggettivo. Il rischio, altrimenti, è quello di adottare misure inefficaci rispetto agli obiettivi di riduzione del fumo che l’Europa si è posta, favorendo la crescita del mercato illecito, con prevedibili conseguenze dannose su criminalità, sicurezza dei prodotti e ricadute negative anche sul piano sanitario. Per raggiungere davvero questi obiettivi, serve quindi meno ideologia e più solidità scientifica.”

Il tema si inserisce in una fase cruciale per l’Europa, chiamata a ridefinire il quadro regolatorio dei prodotti del tabacco e della nicotina in un contesto in cui innovazione, salute pubblica e sostenibilità normativa si intrecciano sempre di più. Al centro della discussione, appunto, il principio della proporzionalità regolatoria: trattare in modo differente prodotti differenti, soprattutto alla luce del potenziale rischio ridotto associato alle alternative senza combustione rispetto alle sigarette tradizionali.

Ciclismo, Giro: Vingegaard domina anche a Carì

Roma, 26 mag. (askanews) – Jonas Vingegaard conquista anche la sedicesima tappa del Giro d’Italia e si prende definitivamente la corsa rosa. Il danese della Visma | Lease a Bike trionfa sul traguardo di Carì dopo 157 chilometri da Bellinzona, firmando il quarto successo personale in questa edizione e la prima vittoria con la maglia rosa sulle spalle. Un dominio netto, costruito con l’ennesimo scatto devastante a sette chilometri dall’arrivo, quando nessuno riesce più a resistere al ritmo imposto dal due volte vincitore del Tour de France.

Vingegaard chiude in 2h57’40″, staccando di 1’09″ l’austriaco Felix Gall e di 1’11″ Jai Hindley, con Thymen Arensman quarto a 1’14″. Alle spalle dei migliori brilla la prova di Davide Piganzoli, splendido sesto a 1’34″, protagonista di un lavoro prezioso proprio al servizio del leader della Visma prima di trovare la forza per restare con i grandi fino alle battute decisive della salita finale.

L’attacco decisivo arriva sui durissimi chilometri conclusivi verso Carì. Dopo il lavoro di Kuss e Campenaerts, Vingegaard cambia passo con naturalezza impressionante, staccando Gall e facendo immediatamente il vuoto. Nel giro di pochi chilometri il vantaggio supera il minuto, mentre alle sue spalle si riorganizza il gruppetto degli inseguitori con Hindley, Arensman, Bernal, Gee e Piganzoli.

La tappa svizzera aveva vissuto a lungo sulla fuga di giornata con Giulio Ciccone, Einer Rubio, Chris Harper, Jhonatan Narváez e Diego Ulissi protagonisti nella valle di Blenio. Ciccone aveva raccolto punti preziosi per la maglia azzurra sugli sprint in salita, ma il forcing della Visma sull’ultima ascesa aveva progressivamente annullato ogni tentativo.

In classifica generale il danese rafforza ulteriormente il primato: Gall è secondo a 4’03″, Arensman terzo a 4’27″, mentre Hindley sale al quarto posto a 5′. Piganzoli entra nella top ten ed è ora ottavo a 7’57″, risultato che conferma la crescita del giovane italiano in uno dei grandi appuntamenti della stagione.

Giornata invece da dimenticare per Giulio Pellizzari. Il talento azzurro va in crisi sull’ultima salita e perde oltre diciotto minuti dal vincitore, arrivando al traguardo insieme a Ciccone dopo una lunga sofferenza. Un passaggio a vuoto pesante in una tappa che rischia di ridimensionare definitivamente le sue ambizioni di classifica.

Salone Libro di Torino, la Rete Antonelliana all’Arena Piemonte

Roma, 26 mag. – Al Salone del Libro di Torino l’incontro “Rete Antonelliana. Cultura che unisce – L’architetto e i suoi luoghi”, appuntamento dedicato al progetto promosso dalla Regione Piemonte per valorizzare l’eredità culturale, architettonica e identitaria di Alessandro Antonelli attraverso una rete che collega territori, istituzioni e comunità.

La Rete Antonelliana nasce da un percorso avviato nel marzo 2026 su impulso di Marian Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte, in collaborazione con Abbonamento Musei, con l’obiettivo di costruire un sistema culturale diffuso capace di mettere in connessione i luoghi antonelliani presenti sul territorio piemontese.

Il progetto coinvolge amministrazioni locali, istituzioni culturali, realtà associative e territori che custodiscono opere, tracce e testimonianze legate all’architetto simbolo del Piemonte, trasformando un patrimonio diffuso in una narrazione comune e riconoscibile.

La Rete Antonelliana si inserisce all’interno di una strategia più ampia della Regione Piemonte che punta a rafforzare un nuovo sistema culturale regionale fondato sulla collaborazione tra territori, sulla valorizzazione delle identità locali e sulla capacità della cultura di generare sviluppo, turismo e partecipazione.

“La Rete Antonelliana nasce da una visione politica chiara: trasformare un patrimonio diffuso in un sistema culturale capace di unire territori e comunità attraverso un’identità comune. – dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte – L’archistar Antonelli rappresenta uno dei simboli più forti della storia architettonica e culturale del Piemonte e in particolare di Novara e della sua provincia, che custodiscono una parte fondamentale della sua eredità. La nostra volontà è costruire un progetto stabile e riconoscibile, capace di mettere in rete i luoghi antonelliani e di creare un vero brand culturale territoriale che identifichi Antonelli con il Piemonte, valorizzandone il patrimonio storico, artistico e turistico. La cultura oggi deve avere la capacità di generare connessioni e sviluppo. Mettere in rete i comuni significa rafforzare l’identità dei territori e costruire nuove opportunità di crescita, partecipazione e attrattività. La Rete Antonelliana vuole essere proprio questo: una grande infrastruttura culturale diffusa, capace di raccontare il Piemonte attraverso uno dei suoi protagonisti più straordinari”, conclude Chiarelli.

“Questo ambizioso progetto prende avvio dal desiderio corale di raccontare un architetto straordinario che ha dato forma all’identità della nostra regione. Qui al Salone Internazionale del Libro non celebriamo solo i suoi capolavori, ma un modo nuovo di fare cultura: un’alleanza tra istituzioni e comunità che parla direttamente alle persone e mette al centro la valorizzazione del territorio”, aggiunge Simona Ricci. Accanto agli appuntamenti culturali, il progetto prevede inoltre attività di promozione territoriale, percorsi di valorizzazione integrata, contenuti digitali, itinerari e iniziative capaci di coinvolgere cittadini, scuole e nuove generazioni.

Presentato l’Italy Major Premier Padel, a Roma tutte le grandi stelle

Roma, 26 mag. (askanews) – Il Foro Italico di Roma si prepara ad accogliere il primo Major della stagione del circuito Premier Padel, in programma dal 31 maggio al 7 giugno. Il BNL Italy Major Premier Padel – presentato alla stampa questa mattina al Circolo del Foro Italico – conferma il legame sempre più solido tra la Capitale e il grande padel internazionale, in un’edizione, la quinta, che vedrà in campo 240 atleti, suddivisi in 52 coppie femminili e 68 maschili, per un totale di 118 incontri distribuiti in otto giorni di gara.

In campo, sottolinea una nota, tutti i big mondiali: nel maschile occhi puntati sulla sfida tra i numeri uno del ranking Arturo Coello-Agustín Tapia e la coppia formata da Ale Galan-Fede Chingotto, vincitori delle ultime due edizioni. In prima fila anche Juan Lebron e Leo Augsburger, e il ritorno in coppia di Martin Di Nenno con l’idolo dei tifosi Paquito Navarro, finalisti nel 2022. Nel tabellone femminile guidano le campionesse in carica Delfi Brea e Gemma Triay, inseguite da Paula Josemaria-Bea Gonzalez e Ari Sanchez con Andrea Ustero.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione, sono intervenuti il presidente della Federazione Internazionale Padel Luigi Carraro, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, l’amministratore delegato di Sport e Salute Diego Nepi Molineris, il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi, l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato e l’Head Esg Strategy, Communication & Public Affairs di BNL BNP Paribas Luca Ranieri.

Carraro ha definito il Major di Roma “uno dei simboli del circuito e un evento che meglio rappresenta identità e crescita del padel internazionale”, sottolineando come al Foro Italico “sport, cultura e passione si fondano in un’atmosfera unica”. Il presidente FIP ha evidenziato la presenza di “almeno tre coppie” in grado di competere per il titolo sia nel tabellone maschile sia in quello femminile. Carraro ha inoltre ricordato la crescita globale del padel, oggi praticato in 175 Paesi da circa 38 milioni di giocatori.

Il ministro Abodi ha definito il Foro Italico “un luogo unico al mondo”, evidenziando la capacità del padel di creare un contesto sempre più interdisciplinare e inclusivo. Per Diego Nepi Molineris “il presidente Carraro è riuscito a unire in pochi anni un movimento che era frammentato, costruendo una federazione internazionale unica e un sistema coordinato tra i diversi Paesi. Roma, in questo contesto, ha un significato speciale”. “La conferma di Roma tra le sedi dei quattro Major mondiali testimonia il ruolo strategico che l’Italia ha assunto nello sviluppo del padel a livello globale e la solidità della collaborazione istituzionale tra tutti gli attori coinvolti”, ha dichiarato il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi.

Il torneo – conclude la nota – prenderà il via con le qualificazioni il 31 maggio e 1 giugno, mentre il main draw scatterà il 2 giugno. Le semifinali si disputeranno sabato 6 giugno, mentre le finali sono in programma domenica 7 giugno.

Fashion Made in Italy, la ricerca di GS1 Italy e Cikis Studio

Milano, 26 mag. (askanews) – (contenuto in collaborazione con GS1 Italy) La filiera della moda si trova oggi di fronte a una sfida cruciale: gestire una quantità crescente di dati in modo efficiente e condiviso. Tra nuove normative, richieste di trasparenza e modelli più sostenibili, il settore deve accelerare sulla digitalizzazione. Ma secondo una ricerca di GS1 Italy condotta con Cikis Studio, molte aziende sono ancora indietro. Emergono, infatti, criticità legate alla frammentazione dei dati e oneri nascosti nello scambio di informazioni, destinati a crescere con l’introduzione del Digital Product Passport, rendendo sempre più urgente una gestione condivisa ed efficiente dei dati lungo la filiera. Abbiamo parlarto con Vittorio Giordano, Industry engagement senior specialist di GS1 Italy:

“I dati sono fondamentali anche quando si parla di sostenibilità e di transizione verso modelli di business circolari, cosa che il settore tessile e d’abbigliamento sta già facendo da anni. In questo contesto il tema della collaborazione è chiave: bisogna andare a costruire, insieme a tutti gli attori della filiera, un linguaggio comune di business basato su standard come quello di GS1 Italy”.

Dal confronto con le aziende emerge anche la necessità di superare le logiche verticali e frammentate, puntando su un ecosistema integrato in cui la collaborazione tra gli attori diventi centrale per affrontare le sfide del settore. Ha così proseguito Vittorio Giordano, Industry engagement senior specialist di GS1 Italy:

“Dall’analisi che abbiamo condotto intervistando 40 aziende del settore tessile-abbigliamento insieme a Cikis Studio, è emersa una dinamica particolare quando si parla di gestione di scambio dati all’interno del settore. Infatti, è emerso come questa gestione sia complicata, farraginosa e caratterizzata da sistemi eterogenei che portano in ogni posizione della filiera a dover tradurre, gestire e modellare le informazioni in base a richieste diverse e formati diversi”.

Un quadro che trova conferma anche nei risultati della ricerca realizzata da Cikis Studio per GS1 Italy, che mette in evidenza proprio le criticità legate alla frammentazione dei dati lungo la supply chain della moda. È intervenuta infine, Serena Moro, Founder & CEO Cikis Studio:

“La ricerca di GS1 Italy ha mostrato una convergenza su una serie di sfide e di necessità nella filiera moda. Abbiamo la necessità di convergere su un sistema di dati condiviso dove ogni elemento ha una sua codifica che è condivisa lungo la filiera. Abbiamo un linguaggio comune e dei formati comuni in cui condividere i dati, ed inoltre anche una possibilità di dialogo tra piattaforme diverse”.

La trasformazione digitale della moda passa quindi da un cambio di paradigma: meno frammentazione e più condivisione dei dati, per rendere la filiera più efficiente, trasparente e competitiva.

Mirai Job Game, i dati parlano chiaro: giovani scelgono il green

Roma, 26 mag. – I giovani scelgono il green e la sostenibilità: è quanto emerge dai dati raccolti nel corso del progetto Mirai Job Game, presentati a Roma nel corso del Festival del Lavoro dal Dott. Fortunato Varone (Direttore Generale del Dipartimento Lavoro, Imprese, Aree Produttive della Regione Calabria), dalla Dott.ssa Teresa Citraro (Direttore INAIL Calabria), dalla Dott.ssa Franca Falduto (Delegata Ufficio Scolastico Regionale) e dalla responsabile del progetto, Dott.ssa Mariagrazia Muscatello.

Incentrato sull’orientamento al lavoro e rivolto agli studenti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori calabresi, il progetto, che vede la Calabria come regione pilota per l’Italia, è stato infatti ideato e promosso dal Dipartimento regionale Lavoro, Imprese e Aree produttive della Regione Calabria e realizzato da Planet Multimedia, attraverso un percorso strutturato di orientamento, formazione e confronto con il mondo delle professioni e con il coinvolgimento diretto di studenti, docenti e dirigenti scolastici. Il nome non è una scelta casuale: il termine “Mirai” in giapponese significa “futuro” e viene utilizzato per augurare una vita ricca di opportunità e di successi.

L’iniziativa è stata portata avanti attraverso i Centri per l’Impiego, che sono entrati nelle scuole per svolgere attività di orientamento e supportare gli studenti nella comprensione delle opportunità professionali e formative. Tra le attività principali del “Mirai Job Game”, una competizione educativa tra studenti con quiz e sfide sui temi del lavoro, delle competenze e della sicurezza a scuola, sicurezza stradale e nei luoghi di lavoro, utilizzando anche metodologie didattiche innovative, quali la gamification, basate su partecipazione attiva e apprendimento esperienziale.

I dati emersi dalle sessioni di gioco e orientamento tracciano una radiografia chiara delle loro aspettative: contrariamente al mito del “posto fisso a tutti i costi”, i ragazzi hanno mostrato una forte propensione per l’autonomia e l’innovazione. Green & Sustainability Manager: per questa figura professionale si è riscontrato un vero e proprio boom di preferenze . I ragazzi sono profondamente attenti all’impatto ambientale e mirano a figure professionali legate all’economia circolare e alla transizione ecologica. Altra professione molto gettonata, quella di Specialista del Digital & AI Marketing: tutto ciò che unisce creatività e algoritmi. La gestione dei brand nel metaverso o tramite intelligenza artificiale è tra i profili più scelti nel game. E poi la figura dell’Esperto di Territorial Marketing ed Enogastronomia 4.0: c’è un forte ritorno d’orgoglio per le proprie radici e un grande senso di appartenenza. Molti ragazzi esprimono il desiderio di restare in Calabria, ma applicando tecnologie moderne alla valorizzazione del territorio, del turismo e della Dieta Mediterranea.

I test del Mirai Job Game non mappano solo il cosa, ma anche il come. Alla domanda “Cosa cerchi in un lavoro?”, le risposte predominanti sono state: Flessibilità e Work-Life Balance: Il tempo libero e lo smart working (dove possibile) contano quasi quanto lo stipendio. Meritocrazia e Formazione continua: c’è una forte richiesta di aziende che investano sulla crescita delle competenze, sentita come unica vera garanzia per il futuro. Impatto Sociale: i giovani calabresi vogliono fare lavori che “servano a qualcosa”, con una forte sensibilità verso l’inclusione sociale e l’abbattimento delle barriere.

Il progetto, che vanta la Media Partnership di Rainews24, si è configurato anche come momento di confronto istituzionale tra Ministero del Lavoro, Regione Calabria, rappresentanti delle Regioni italiane, dirigenti dei Centri per l’Impiego e mondo scolastico, ed ha registrato una fortissima adesione: 10.000 gli studenti partecipanti, segno dell’interesse crescente verso strumenti di orientamento che aiutino i giovani a costruire il proprio percorso professionale, conoscere il mercato del lavoro e progettare il proprio futuro.

Il progetto rientra nel Pr Calabria Fesr Fse+ 2021/2027 – OP 4 – Azione 4.b.1 – OIS – “Territorio in Azione”.

Italia, democrazia imperfetta: presentato il Rapporto "Cittadinanze sospese"

Roma, 26 mag. (askanews) – In Italia il blocco dei diritti non nasce dall’assenza di consenso sociale. Al contrario, uno dei dati più significativi emersi dal nuovo report di Semia Fondo delle Donne, Cittadinanze sospese. Indagine tra riconoscimento formale ed esercizio dei diritti in Italia, mostra un ampio sostegno dell’opinione pubblica verso molte aree di diritto che il sistema politico, però, non riesce a tradurre in norme effettive e accessibili.

Ne emerge un quadro profondamente contraddittorio: mentre una larga parte della popolazione si dichiara favorevole all’uguaglianza di genere, alla libertà delle persone LGBTQIA+ e alla legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza, il sistema istituzionale fatica a trasformare questi orientamenti in politiche e in diritti concreti.

I dati sull’IVG ne sono un esempio evidente. Oltre il 70% della popolazione italiana sostiene la legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza – una quota ben superiore alla media mondiale del 56% – ma la legge 194/1978 si deteriora nei fatti senza alcun aggiornamento normativo. Alle crescenti percentuali di medici obiettori (57,1%), anestesisti (35,1%) e altro personale sanitario (30,9%) si aggiunge il fatto che, su 540 strutture autorizzate con reparto di ostetricia e ginecologia, quasi il 40% non eroga il servizio. Il risultato è una mobilità sanitaria forzata: nel 2023, 3.451 donne hanno dovuto spostarsi fuori dalla propria regione per accedere all’IVG; il 26,4% proveniva dalla Basilicata, il 14,2% dal Molise e il 13,9% dall’Umbria. Inoltre, soltanto quattro regioni hanno recepito le linee guida sulla deospedalizzazione dell’IVG farmacologica, mentre i contraccettivi continuano a non ricevere una copertura economica estesa e generalizzata da parte del Servizio sanitario nazionale.

La ricerca, curata da Massimo Prearo, Giulia Marchese, Marta Nicolazzi e Aurora Perego, incrocia quattro livelli di analisi – posizionamento internazionale, opinione pubblica, vissuti delle persone vulnerabilizzate e produzione legislativa – attraverso fonti nazionali ed europee e un dataset originale di 1.224 atti legislativi tra XVII e XIX legislatura.

L’analisi dei processi normativi, sviluppata su oltre dieci anni, delinea un vero e proprio “imbuto legislativo”: i diritti entrano nel dibattito pubblico, vengono discussi e spesso sostenuti dalla popolazione, ma, nonostante le numerose iniziative legislative, le proposte raramente completano il proprio iter parlamentare. Il report definisce questa dinamica un “deficit di conversione”: una frattura crescente tra società e istituzioni, nella quale il consenso sociale non trova corrispondenza né nella produzione normativa né nell’accesso reale alle tutele.

Sono questi i sintomi di una “democrazia imperfetta”: un sistema in cui i diritti possono essere formalmente riconosciuti senza essere garantiti in modo pieno, uniforme e accessibile. La ricerca mostra come l’erosione delle tutele non avvenga soltanto tramite divieti espliciti o l’assenza di nuove leggi, ma anche attraverso meccanismi meno visibili: mancata applicazione delle norme, accesso diseguale ai servizi, priorità istituzionali selettive e progressivo indebolimento dei diritti già esistenti. In questo contesto, l’impatto maggiore ricade soprattutto sulle donne, sulle persone LGBTQIA+, sulle persone razzializzate, migranti, con disabilità e sulle soggettività economicamente vulnerabili: una condizione di crescente marginalizzazione che il report definisce “cittadinanza sospesa”.

“Il movimento femminista denuncia da tempo il restringimento dello spazio civico e democratico in Italia, aggravato dall’espansione di narrative anti-diritti e dall’influenza crescente di reti politiche e culturali conservatrici attive sui temi della famiglia, dell’educazione, della salute riproduttiva e dei diritti LGBTQIA+”, dichiara Miriam Mastria, direttrice di Semia Fondo delle Donne. “Con questo report abbiamo voluto costruire un’analisi ampia e rigorosa, capace di dare sostanza e dati concreti a queste preoccupazioni”.

L’indagine si inserisce in un contesto internazionale di arretramento democratico: negli ultimi vent’anni, libertà civili e diritti politici hanno registrato un progressivo peggioramento a livello globale. Anche l’Italia, pur rimanendo formalmente una democrazia liberale, è oggi classificata tra le flawed democracies, le “democrazie imperfette”, dove il riconoscimento formale dei diritti non coincide necessariamente con il loro esercizio effettivo.

Attraverso una prospettiva femminista e intersezionale, il report analizza come genere, cittadinanza, classe, sessualità e disabilità si intreccino nella distribuzione concreta di diritti, protezioni e possibilità di partecipazione democratica.

Francesco De Gregori e il progetto Nevergreen (Perfette sconosciute)

Milano, 26 mag. (askanews) – Un film, un album live, due nuove residenze e tanti altri live, il progetto “Nevergreen (Perfette sconosciute)”, dedicato alle canzoni meno conosciute di Francesco De Gregori, è nato con la residenza del cantautore al Teatro Out Off di Milano due anni fa.

“Per spiegarvi un po’ il perché di Nevergreen, intanto chiariamo che Nevergreen è un innesto un po’ maccheronico dell’inglese fatto da me. Evergreen sono le canzoni famose, quelle che rimangono nella storia. Nevergreen secondo me può voler dire le canzoni che non sono mai diventate famose e che forse mai diventeranno famose” dice il cantautore.

Da lì, è arrivato alla 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il film “Francesco De Gregori. Nevergreen”, di Stefano Pistolini, e nei cinema di tutta Italia distribuito da Nexo Studios. Il percorso prosegue nel 2026.

“Non è l’ennesimo biopic celebrativo, non un rituale film-concerto, piuttosto un film immerso dentro la sua musica. Quello che abbiamo fatto insieme io e Stefano Pistolini era rappresentare semplicemente un musicista e la sua band al lavoro. Al lavoro davanti al pubblico, a volte. Noi abbiamo suonato in un mese circa settanta canzoni, quindi molte le ritrovavamo all’ultimo momento nel pomeriggio. Sono venuti Zucchero, Jovanotti, Elisa, Ligabue, Malika Ayane, Gianni Morandi, Pacifico. Sono venuti in totale semplicità, accettando anche loro questo gioco dell’improvvisazione, del non perfetto, del non patinato. Questa è una cosa che mi piace dire: il film non è patinato. Quello che io vado cercando è un rapporto intimo con gli spettatori” ha raccontato durante la conferenza stampa a Milano per presentare il progetto proprio al teatro Out Off.

Il 16 ottobre 2026 uscirà “Nevergreen (Perfette sconosciute)” (Caravan, Friends & Partners / distribuzione Sony Music Italy), un disco live che restituisce al pubblico il meglio dell’esperienza vissuta al Teatro Out Off. Un modo di raccontare intimo e autentico, oltre 50 anni di musica che sono una pietra miliare nella nostra storia, anche se non ci sono nuovi brani, il perchè lo spiega lo stesso De Gregori. “Saranno circa dieci anni che non sento più l’ispirazione ribollire dentro di me. Una cosa che mi dispiace, ma non ne faccio un dramma. Tecnicamente sono in grado di scrivere una canzone anche in un pomeriggio se ho l’ispirazione”.

Questo non significa smettere di suonare: “Io posso continuare a fare concerti finché mi va di fare concerti anche se non scrivo canzoni perché comunque canto le canzoni che ho scritto che sono tante e questo mi permette di continuare. Questo mestiere in pensione non si va mai, ci si va perché o ti stanchi tu o si stanca il pubblico. Quando succederà una di queste due cose non mi vedrete più, ma non farò nemmeno un grande annuncio prima, semplicemente sparirò”.

Dopo il successo della residenza del 2024 (20 concerti dal 29 ottobre al 23 novembre), Francesco De Gregori tornerà questo autunno ad esibirsi live con “Nevergreen (Perfette sconosciute)”, una serie di concerti intimi che accompagneranno ancora una volta il pubblico in un viaggio attraverso le canzoni meno conosciute e i grandi successi del vasto repertorio del cantautore. Questa volta la residenza sarà doppia: dal 27 ottobre al Teatro Sala Umberto di Roma e dal 25 novembre ritornerà al Teatro Out Off di Milano. L’intimità dei due teatri creerà un’atmosfera ogni sera irripetibile!

Sempre capace di stupire, con eleganza e una punta di ironia, come quando ha scelto di fare un disco e due concerti con Checco Zalone: “Questo fa parte un po’ delle mie stramberie, come dicevo prima, di non essere proprio allineato alle regole del mainstream, perché chi si aspetta De Gregori quello serio che fa canzoni come Generale poi magari non può immaginarsi che faccia un disco con Checco Zalone”.

Ha raccontato la guerra e la società e dopo tanti anni le sue canzoni che sono sempre attuali: “Mi addolora tutto quello che sta succedendo adesso. Non voglio dire che questo l’avessi già previsto quando ho scritto Generale o Il vestito del violinista. Non c’era bisogno di prevederlo, bastava guardarsi intorno, uscire un po’ fuori dal nostro recinto dell’Europa per capire che il mondo comunque era coinvolto in guerre, massacri, ingiustizie e cose orribili. Quelle canzoni nascono allora e valgono purtroppo anche per adesso”.

Del suo no a Sanremo spiega: da giovane aspirante cantautore ho visto quello che è successo a Tenco e ho promesso a me stesso che non ci sarei mai andato”.

Di Alessandra Velluto

L’Associazione Lombarda dei Giornalisti ricorda Walter Tobagi

Milano, 26 mag. (askanews) – Il 28 maggio 1980, in via Salaino a Milano, fu assassinato il giornalista Walter Tobagi. Quel giorno il 33enne cronista di origine umbra stava uscendo di casa per andare al lavoro al Corriere della Sera: poco prima delle 11 cadde colpito da cinque colpi di pistola esplosi da due membri della Brigata XXVIII marzo guidata da Marco Barbone.

“Tobagi non era un bersaglio casuale. Era uno dei giornalisti che analizzavano con grande attenzione il terrorismo degli anni di piombo. Nei suoi articoli cercava di spiegare struttura, linguaggio e dinamiche di quei gruppi, smontandone anche la retorica. E proprio questa sua capacità di capire e raccontare il fenomeno lo rese scomodo agli occhi dei terroristi, che lo considerarono un nemico” scrive in una nota l’Associazione lombarda dei giornalisti (Alg), che 46 anni dopo, il 28 maggio lo ricorderà alle 11 al cimitero di Cerro Maggiore (Milano) e alle 15 in via Salaino sotto la lapide posta nel punto dove si è consumato l’agguato, “come simbolo del prezzo pagato da chi cercava di raccontare e capire la violenza politica negli anni di piombo in Italia”.

“Capire e poi raccontare. L’insegnamento giornalistico che Walter Tobagi lascia a tutti noi è questo. Un valore alto che spicca ancor di più in una stagione dove l’informazione è condizionata da fattori come la velocità e il sensazionalismo che hanno poco a che fare con la qualità della notizia” ha detto il presidente dell’Alg, Paolo Perucchini, ricordando che “Walter, quando fu ammazzato, era anche presidente della Lombarda. E sindacalmente parlando, la sua visione pragmatica e riformista dell’impegno a tutela dei giornalisti resta l’illuminato indirizzo che ha caratterizzato questo ultimo decennio di Alg. E che contraddistinguerà, per forza di cose, il nostro futuro”.

Webuild, il Dg Massimo Ferrari lascia il gruppo dal 30 settembre

Milano, 26 mag. (askanews) – Webuild comunica di aver concordato con Massimo Ferrari, Direttore Generale, la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro motivata da ragioni personali e legate a nuovi progetti di vita e professionali. La risoluzione avrà effetto dal 30 settembre 2026, successivamente all’approvazione della Relazione Finanziaria Semestrale, al fine di garantire la piena continuità operativa e un ordinato passaggio delle responsabilità. Lo si legge in una nota.

“Il rapporto tra la Società e Ferrari si conclude in un clima di piena collaborazione e reciproca soddisfazione, al termine di quasi quindici anni di comune percorso professionale durante i quali il manager ha contribuito in modo significativo allo sviluppo e al rafforzamento del Gruppo”, sottolinea Webuild. Ferrari detiene 1.198.599 azioni del gruppo.

“Desidero ringraziare personalmente Massimo Ferrari per il contributo straordinario assicurato in questi anni al nostro Gruppo. Il percorso condiviso è stato caratterizzato da professionalità, lealtà e visione comune”, ha detto l’AD Pietro Salini. “La prosecuzione della collaborazione in forma consulenziale testimonia la solidità del rapporto costruito nel tempo e consentirà alla Società di continuare a beneficiare della sua esperienza”.

Nell’ambito dell’accordo sono previsti: impegni di non concorrenza; obblighi di lock-up relativi alle azioni detenute; impegni di non sollecitazione del personale; il tutto nel rispetto della Politica di Remunerazione da ultimo approvata dall’Assemblea dei soci del 29 aprile 2026.

Inoltre, è previsto un incarico di consulenza strategica a favore dell’Amministratore Delegato per un periodo di tre anni, con riferimento alle materie di sua competenza.

Orsini: allarme su caro energia e salari bassi, ora è tempo di coraggio

Roma, 26 mag. (askanews) – “E’ il tempo del coraggio”. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha lanciato un appello “a tutta la politica” per “un grande atto di responsabilità, fatto di scelte ispirate a fiducia e coraggio”. Nel suo intervento all’assemblea annuale dell’associazione, il leader degli industriali ha chiesto di agire in fretta “per tornare a una crescita del 2% l’anno” perchè sono a rischio “la nostra industria e milioni di posti di lavoro”. In platea, al centro congressi La Nuvola, ad ascoltare la sua relazione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, e molti esponenti del mondo politico, economico e sindacale.

Orsini ha rilanciato “la parola chiave dialogo” con Meloni. A tutte le parti politiche e sociali ha lanciato la proposta di muovere cinque leve per rimettere l’impresa al centro: “Energia, crescita dimensionale delle Pmi, contratti di sviluppo e innovazione, semplificazioni e riforma della 231, risorse adeguate agli obiettivi”. L’energia è la prima preoccupazione degli industriali perchè “per le imprese il prezzo dell’energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale”.

Orsini ha quindi proposto di “riportare l’energia nella competenza esclusiva dello Stato” e di “accelerare il ritorno al nucleare”, avviandone velocemente la sperimentazione. Quanto all’instabilità normativa, “è un male antico, servono certezze”. Un male non solo italiano: “Le 72 condizioni poste da Bruxelles per il via libera al decreto bollette del nostro governo sono l’ultima conferma di quanto sia lunare la burocrazia europea”.

Il leader degli industriali si è poi detto consapevole del fatto che la finanza pubblica italiana abbia “margini molto stretti”, apprezzando “la prudenza del governo nella gestione dei conti pubblici”. Alla luce di ciò ha suggerito di agire sulle “575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile”, riallocando 20 miliardi, senza aumentare il debito: “Un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola”.

Altro tema chiave della relazione di Orsini è stata la questione salariale che “resta aperta: da soli, con i nostri migliori contratti, non riusciamo a risolverla”. Le basse retribuzioni “allontanano i giovani dall’Italia” e “troppi settori offrono solo contratti a tempo e salari insufficienti”, ha avvertito. Sempre in tema di lavoro il leader di Confindustria ha ricordato il “dialogo diretto e continuo” con Cgil, Cisl e Uil e ha lanciato l’idea di un “patto di responsabilità per superare i contratti pirata, che deprimono redditi e diritti dei lavoratori e fanno concorrenza sleale a chi, come la manifattura, assicura migliori retribuzioni e migliore welfare aziendale”.

Nelle trenta pagine di relazione, ha inoltre evidenziato come “in un quadro internazionale peggiorato con la guerra in Ucraina e in Medio Oriente” l’Europa sia “sempre più necessaria”. Ma occorre un cambio di “strada e marcia” perché il conflitto è “causa di profonde crisi economiche che generano nuova povertà, erodono alleanze consolidate, trasformano l’energia e le materie prime in strumenti di ricatto”.

Orsini ha quindi insistito sulla necessità di “un mercato unico dell’energia; un vero mercato unico dei capitali e del risparmio; un debito comune per finanziare una vera politica industriale europea”. Ed è tornato a chiedere con forza “la sospensione dell’Ets”. Il rischio, altrimenti, è quello di non reggere l’urto con Stati Uniti e Cina. Già ora “la Cina sta colonizzando i nostri mercati – ha aggiunto – se l’Ue non sosterrà da subito le nostre produzioni saremo costretti al deserto industriale”. (fonte immagine: Confindustria).

Ciak! Si gira "É più difficile", tra cyberbullismo e nuove generazioni

Roma, 26 mag. (askanews) – Sono iniziate a Roma le riprese di “È più difficile”, il nuovo cortometraggio diretto da Aldo Iuliano, progetto nato nell’ambito di Cortinametraggio, prodotto da Andromeda Film e realizzato in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri. Un’opera che affronta il tema del cyberbullismo e della fragilità emotiva delle nuove generazioni, sempre più immerse in una realtà filtrata dagli schermi e dai social media.

Scritto da Francesca Romana Massaro, Roberto Ciufoli e Aldo Iuliano, il film vede come produttrice associata Maddalena Mayneri e come produttrice esecutiva Chiara Budano.

Nel cast Giacomo Covi, Alessandro Bedetti e Carolina Sala, tra i volti più interessanti della nuova generazione del cinema italiano, affiancati da interpreti di grande esperienza come Roberto Ciufoli e Maria Rosaria Russo. Completano il cast Manuel Ricco, Mathilde Serre e Alexia Cozzi, in un ensemble che mescola sensibilità, freschezza e autenticità, elementi centrali nel racconto immaginato da Aldo Iuliano.

Con una forte impronta visiva, “È più difficile” è ambientato in un surreale liceo fatto di pareti di vetro e superfici riflettenti, metafora di una generazione continuamente esposta allo sguardo degli altri, incapace di nascondersi ma spesso anche di comunicare davvero.

Nell’aula di un liceo tre carabinieri conducono un inaspettato esperimento sociale: mettere un’intera classe di fronte alla cyber-violenza subita da Andrea, ragazzo silenzioso e in disparte. L’obiettivo è spezzare il meccanismo tossico del branco e costringere il carnefice nascosto nella chat di gruppo a confrontarsi con le proprie fragilità. L’indifferenza di ognuno dei presenti renderà drammaticamente difficile questo momento.

“Ho cercato di trovare una chiave visiva che scardinasse gli stereotipi del bullo e del bullizzato ponendo lo spettatore di fronte alla gravità del silenzio nelle dinamiche di gruppo online, e allo stesso tempo mostrando la delicatezza di questi adolescenti in cerca di libertà, amore e soprattutto identità”, dichiara il regista. “Sono molto contento del cast che interpreterà i ruoli principali perché ognuno di loro ha regalato una scintilla di umanità a questo mondo in bianco e nero che abbiamo creato insieme. Viviamo un tempo di vita dove il reale s’interseca col virtuale e le emozioni si disperdono nella confusione di chi siamo diventati, e di chi ci circonda: rimanere umani e tornare all’ascolto attivo senza perdersi nel cyberspazio è necessario oltre che fondamentale per evitare tragedie che non si possono cancellare. Sono convinto che il ‘prompt del futuro’ lo scriviamo noi fidandoci della nostra natura, stando insieme nei molteplici crocevia di apprendimento che il presente ci riserva e, non voltandoci dall’altra parte. Con queste riflessioni sono arrivato alla metafora visiva finale del corto, che spero colpisca nella sua semplicità”.

Si riaccende scontro su fine vita, opposizioni denunciano "giochetti" maggioranza

Roma, 26 mag. (askanews) – Si riaccende lo scontro sul fine vita dopo che la capigruppo di Palazzo Madama, all’unanimità, aveva deciso di mettere una data certa per l’approdo in aula il 3 giugno (e, in caso di mancanza di un testo condiviso, aprire l’esame sulla proposta del dem Alfredo Bazoli). Il centrodestra ha infatti dato seguito oggi a quanto aveva annunciato nei giorni successivi e in commissione ha votato, a maggioranza, per riaprire il termine per gli emendamenti, peraltro al 9 giugno. Ci saranno anche due audizioni: con il Cnr e l’istituto superiore di Sanità.

Protestano le opposizioni che vedono in questa scelta una ‘mossa’ per “prendere tempo” a causa della difficoltà di trovare una “sintesi”, in particolare sul ‘nodo’ del Ssn, su cui ci sono sensibilità diverse all’interno del centrodestra con Fdi che non vuole assolutamente che questo venga coinvolto. Da quanto ha riferito la capogruppo di Fi Stefania Craxi, l’orientamento sul Ssn sarebbe quello di “superare il tema del sistema sanitario nazionale però non lasciando che nessuno rimanga senza assistenza gratuita”. Una posizione inaccettabile per i gruppi di minoranza. Che a questo punto chiedono che si vada in aula il 3 giugno a ‘vedere le carte’ come era stato concordato.

Lo spiega così lo stesso Bazoli che è capogruppo dem in commissione Giustizia: questo rinvio “comporta un solo, inevitabile, concreto e inaccettabile rischio: quello di fare ulteriormente slittare l’approdo in aula” per il voto. “La nostra posizione è chiarissima, e in linea con quanto deciso dai capigruppo all’unanimità. La settimana prossima (il 3 giugno) sarà l’occasione, l’unica e l’ultima, per confrontarsi in modo limpido e libero sul fine vita e di votare un testo condiviso. Qualunque decisione di rinviare in commissione il testo – sottolinea – sarà invece la pietra tombale su ogni possibilità di approvare una legge in questa legislatura. In quel caso avranno vinto le forze di maggioranza che una legge non la vogliono”.

“Da due anni stiamo discutendo su un tema che riguarda le famiglie italiane e la sofferenza delle persone”, la scelta di riaprire i termini in commissione, sostiene la vicepresidente del Senato, la dem Anna Rossomando: “E’ un problema politico perché la maggioranza non riesce a risolvere il nodo fondamentale del Ssn che per noi è imprescindibile perché riguarda il pari diritto di tutti a un bene primario”.

“Se si volevano modificare degli emendamenti già presentati si potevano presentare dei testi-2”, osserva Mariolina Castellone di M5S. Quanto alle audizioni, aggiunge, l’esistenza di uno strumento per consentire alle persone totalmente immobilizzate, le più fragili, di autosomministrarsi il farmaco “c’è già ed è stato messo a disposizione dal Cnr in Toscana. Permettiamo ai senatori di esprimersi con un voto”. Castellone paventa il rischio che il 3 giugno “i relatori del testo di maggioranza interverranno in aula per dire che i lavori non si sono conclusi e tenteranno di prendere altro tempo. Basta prese in giro e giochetti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Anna Maria Furlan (Iv). “È un atto molto grave di cui la maggioranza si prende la responsabilità. Contavamo che finalmente, dopo che i capigruppo avevano fatto questa scelta e dopo che la presidenza del Senato aveva proposto e scelto la data con i capigruppo, ci fosse un po’ di serietà”.

Per il centrodestra parla Craxi: “Non c’è nessuna volontà di perdere tempo, ma solo la pervicace e seria volontà, su una legge così importante, così sensibile, di dare una risposta agli italiani. Il 9 giugno c’è il termine per gli emendamenti e io mi auguro che l’opposizione non metta su una legge così necessaria una bandierina politica, perché sarebbe ingiusto per le tante persone che soffrono. Io mi auguro la responsabilità di tutti, maggioranza e opposizione”.

Italiane delle scienze, Elena Pasquali: il potere sui nostri dati

Roma, 26 mag. (askanews) – “Non avere il controllo della visibilità dei propri dati è qualcosa di molto più grande che semplicemente ricevere delle pubblicità noiose. Significa, per esempio, non essere più in grado di ottenere un’assicurazione nel momento in cui i miei dati relativi al mio battito cardiaco, piuttosto che la mia bassa attività fisica, sono disponibili… così come pure i dati relativi alla mia guida. guidi troppo veloce, acceleri troppo, non ti darò un’assicurazione. Quindi 1984 è diventato una realtà, ma abbiamo la possibilità di cambiare le cose”.

A parlare è Elena Pasquali, CEO di Ecosteer, che lavora da anni sulla cybersecurity, prima da Londra, ora dall’Italia, a Bolzano, in una puntata del podcast “Italiane della scienza” prodotta da Askanews e ideato da Alessandra Quattrocchi. Dovremmo tutti essere coscienti che per legge abbiamo la proprietà dei nostri dati, quelli che ogni giorno vengono succhiati dagli apparecchi intelligenti che popolano le nostre case e le nostre vite. Elena Pasquali da anni lavora sulla crittografia per riconsegnarci il controllo dei dati. Biologa di formazione, imprenditrice per passione, entra nei dettagli, e ci parla anche di Brexit e dei pregiudizi che assalgono le imprenditrici della scienza.

Quanto alla comprensione del problema, “c’è poco non solo in Italia, ma in tutta Europa. La cybersecurity è considerata un accessorio e non qualcosa di strategico. Ma il vero problema dell’Europa è la avversità all’innovazione” dice. “Se vogliamo qualcosa di perfetto, alla fine ce lo darà chi prima ha provato e sbagliato e riprovato, e sbagliato fino a che non arriva ad avere qualcosa di perfetto. Gli americani e i cinesi”. E i pregiudizi? “le donne che fondano aziende vanno bene fino a quando fanno appunto biotech piuttosto che FEM tech o comunque qualunque cosa correlato alla cura. Se entrano in materie scientifiche più hard immediatamente quello che fanno perde di credibilità, e questo è stato un problema anche per la nostra azienda, è una cosa che mi spacca il cuore dover dire ma purtroppo è così”.

“Italiane della scienza” è un podcast della rubrica SGUARDI prodotto da askanews e ideato da Alessandra Quattrocchi.

"Tu cosa fai questa sera" è il nuovo singolo di Noemi

Milano, 26 mag. (askanews) – “Tu cosa fai questa sera” è il nuovo singolo di Noemi in uscita il 29 maggio per Columbia Records / Sony Music Italy. La sua personale colonna sonora dell’estate, scritta da lei stessa con Paolo Antonacci e prodotta da Vito Salamanca, arriva dopo una serie di hit che hanno dominato il 2025, Non sono io, Oh ma! Con Rocco Hunt, e Bianca, e alcuni importanti appuntamenti televisivi e radiofonici che non solo l’hanno affermata tra le voci più amate e riconoscibili del panorama italiano, in grado di misurarsi con diversi generi musicali, ma anche come artista a 360 capace di destreggiarsi anche come presentatrice in tv e in radio.

“Tu cosa fai questa sera” è un brano intenso e magnetico, che racconta le dinamiche di un rapporto fatto di attrazione e desiderio di riscatto. Al centro del racconto emerge la volontà di una donna di riscoprire la propria sensualità, di vivere liberamente la propria femminilità e giocare con la propria passione senza mettersi da parte.

Dal punto di vista delle sonorità il pezzo segna una nuova direzione per Noemi: una veste sonora più ritmica, incisiva e contemporanea, che accompagna un modo nuovo di raccontarsi. Il ritmo serrato e l’energia del brano amplificano il carattere diretto e autentico dell’interpretazione, mostrando un lato inedito dell’artista, più audace e consapevole che si rivede anche in un look rinnovato.

“Tu cosa fai questa sera”, insieme ai brani più amati del repertorio di Noemi, sarà al centro anche del suo nuovo viaggio live. Il tour estivo partirà il 30 maggio 2026 da Potenza, in Piazza Mario Pagano, nuova data appena annunciata di Noemi live 2026, la tournée prodotta da Friends & Partners che attraverserà festival e location tra le più suggestive d’Italia per culminare poi nei due eventi speciali di dicembre: il 14 dicembre al Teatro Arcimboldi di Milano e il 22 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Per info: www.friendsandpartners.it

Gay Pride Roma, Scalfarotto (Iv): assurdo provare a escludere comunità Lgbtqia+ ebraiche

Roma, 26 mag. (askanews) -“La decisione del Roma Pride di non far sfilare le comunità Lgbtqia+ ebraiche di Keshet è assurda e incomprensibile, e la motivazione è perfino peggiore: si pretende da loro ‘una posizione netta e inequivocabile di condanna’ del governo israeliano come condizione per partecipare. È un test ideologico all’ingresso, applicato a Israele e solo a Israele: le comunità di Paesi dove essere gay è reato, e talvolta condanna a morte, sfilano senza che a nessuno si chieda conto di nulla”. Lo dichiara il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto.

“Sono cittadini italiani – aggiunge – ai quali non si può chiedere di rispondere delle scelte di un governo straniero. Ma il punto è più ampio: da quando si entra al Pride esibendo le proprie opinioni politiche? Una persona omosessuale che vota Meloni può venire al Roma Pride, o deve prima firmare la piattaforma giusta? Il Pride è nato per la ragione contraria: si è ciò che si è a prescindere da ogni altra considerazione, incluse le opinioni politiche. E c’è un paradosso – aggiunge – che pochi nominano: Israele è l’unico Paese del Medio Oriente in cui l’omosessualità non è perseguitata. Delle persone gay impiccate in Iran non interessa a nessuno?”.

“Dicono che li giudicano per ciò che non hanno detto – conclude Scalfarotto – Ma pretendere dagli ebrei una presa di distanza pubblica come prova di ammissione non è giudicare ciò che fanno: è pretendere da loro una delle molte prove di lealtà che da sempre si chiedono agli ebrei. È il più antico dei meccanismi antisemiti. C’è ancora tempo per ripensarci”.

I Nothing But Thieves torna con il nuovo album "Stray dogs"

Milano, 26 mag. (askanews) – Dopo aver celebrato lo scorso anno i loro primi dieci anni di carriera, la rock band britannica Nothing But Thieves torna con il nuovo album “Stray dogs”, in uscita il 25 settembre e anticipato dal singolo “Evolution”, attualmente in radio. Inoltre, i Nothing But Thieves arriveranno in Italia per un unico imperdibile appuntamento del “The Stray Dogs Tour”, domenica 24 gennaio 2027 all’Unipol Forum di Milano.

I biglietti saranno disponibili in anteprima per gli utenti My Live Nation dalle ore 11:00 di giovedì 4 giugno. Per accedere alla presale basterà registrarsi gratuitamente su www.livenation.it. La vendita generale dei biglietti sarà aperta a partire dalle ore 11:00 di venerdì 5 giugno su www.ticketmaster.it, www.ticketone.it e www.vivaticket.com.

Con un approccio alla creazione del loro universo artistico in continua evoluzione, sia dal punto di vista musicale che visivo, i Nothing But Thieves hanno scelto di tornare letteralmente alle proprie radici, registrando agli Angelic Studios, proprio dove avevano realizzato il loro album di debutto.

“Evolution”, primo assaggio del nuovo album “Stray Dogs”, esalta la capacità dei Nothing But Thieves di sperimentare tra i generi che li influenzano come gruppo. Un ritmo coinvolgente accompagna voci potenti e chitarre energiche in un brano corale che incarna in modo brillante e inconfondibile lo stile dei Nothing But Thieves.

I Nothing But Thieves sono Conor Mason (voce, chitarra), Joe Langridge-Brown (chitarra), Dominic Craik (chitarra, tastiera), Philip Blake (basso) e James Price (batteria).

Negli anni hanno raccolto un’ampia fanbase intorno al loro alternative rock e hanno raggiunto il successo globale con numerose certificazioni d’Oro e di Platino in tutto il mondo, incluso Regno Unito, Australia, Russia, Paesi Bassi, Corea del Sud e Polonia.

Nel 2020, hanno pubblicato il loro terzo album “Moral Panic”, che si è classificato #3 ottenendo oltre 320 milioni di stream e ha vinto il Best Indie Act ai Global Radio’s 2021 Awards. “Moral Panic” aveva fatto seguito alla pubblicazione del loro EP del 2018 “What Did You Think When You Made Me This Way?”, del loro acclamato album del 2017 “Broken Machine”, e del loro album di debutto omonimo “Nothing But Thieves” (2015).

I Nothing But Thieves sono inoltre riconosciuti ovunque grazie ai loro live appassionati e pieni di energia. Nel 2023, i Nothing But Thieves per la prima volta hanno conquistato la prima posizione in classifica con il loro album “Dead Club City” e la Top 10 per la quarta volta consecutiva, dopo “Moral Panic”, “Broken Machine” e “Nothing But Thieves”.

Con oltre 1,2 milioni di album venduti nel mondo, 2 miliardi di stream globali e 250 milioni di visualizzazioni video, hanno costruito un seguito vasto e fedele grazie al loro potente sound alt rock, ottenendo successo internazionale con numerose certificazioni d’oro e di platino.

Sanchez conferma la candidatura di Luis Planas alla guida della Fao

Roma, 26 mag. (askanews) – “La Spagna ha dalla sua parte la forza dei fatti e delle persone: e per questo motivo abbiamo appoggiato il rinnovo del mandato del presidente dell’Ifad, Alvaro Lario, che ha svolto un lavoro eccellente, e la solida candidatura alla presidenza della Fao del ministro dell’Agricoltura, Luis Planas”: lo ha dichiarato il premier spagnolo Pedro sanchez, intervenuto al simposio “Sicurezza alimentare e alimentazione sotto pressione: conseguenze del conflitto in Medio Oriente”, svoltosi nella sede della Fao a Roma. Sanchez ha infatti ricordato come nel 2025 Madrid abbia aumentato del 13% i fondi destinati alla cooperazione, mentre a livello globale si è registrato il calo più grande della storia, -23%. In materia di cooperazione internazionale quindi “la Spagna fa un passo avanti mentre altri fanno un passo indietro, e lo facciamo con decisione e per convinzione: e per questo stesso motivo rafforziamo il nostro impegno per la salute e la sicurezza alimentare globale”, ha concluso.

Per 80esimo Mattarella "apre" piazza Quirinale a "volti della Repubblica"

Roma, 26 mag. (askanews) – Sergio Mattarella “apre” la piazza del Quirinale per celebrare gli 80 anni della Repubblica, un grande racconto della storia d’Italia che andrà in diretta su Rai 1 la sera del 2 giugno dal titolo “I volti della Repubblica”, espressione usata dal capo dello Stato in uno dei suoi messaggi di fine anno. A presentare l’evento in conferenza stampa nella sala del Bronzino al Quirinale il consigliere per la comunicazione, Giovanni Grasso e l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi. L’evento vede una collaborazione tra Presidenza della Repubblica, Rai, Siae e Anci.

“L’idea del presidente è quella di uscire” dal palazzo e “aprirlo a circa 2700 spettatori – ha spiegato Grasso -, a parte le alte cariche istituzionali ci sarà una nutrita rappresentanza della società civile: sindaci, i corpi dello stato, militari, associazioni di volontariato, mondo della cultura e del giornalismo, ci saranno anche 200 maturandi, tanti campioni sportivi e il Presidente ha voluto anche gli ‘eroi civili’ insigniti negli ultimi anni dell’onorificenza e gli Alfieri della Repubblica”.

“Sarà un grande racconto con filmati canzoni, brani letti e con un cast molto importante che parteciperà a titolo gratuito – spiega Grasso -. A partire dall’Orchestra sinfonica nazionale dei conservatori diretta da Leonardo De Amicis, la voce narrante di Francesco Pannofino, Roberto Bolle, Annalisa, Luca Barbarossa, Cecilia Bartoli, Gianni Morandi, Giuliano Sangiorgi. Per la categoria attori ci saranno Cesare Bocci, Cristiana Capotondi, Paola Cortellesi, Marta Gastini, Carolina Crescentini, Flavio Insinna, Massimo Popolizio, Carlo Verdone e Luca Zingaretti. Spazio anche agli sportivi Giuseppe Bergomi, Federica Brignone, Alessando Del Piero, Arianna Fontana, Abond Panich, Bebe Vio. Come musicisti si esibiranno Paolo Fresu e Danilo Rea. Tra gli autori: Maurizio De Giovanni. La scelta è stata di non avere un conduttore per differenziarla da una serata normale e ottenere un racconto continuo, una formula nuova e sperimentale”.

Grasso ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dell’Anci: “in circa 100 piazze ci saranno maxischermi che trasmetteranno la serata”, un modo per coinvolgere tutto il paese in questa celebrazione così importante.

Confermati poi gli altri eventi celebrativi della festa della Repubblica: il primo giugno l’apertura dei Giardini del Quirinale alle categorie fragili per una giornata di festa dalle 9,30 alle 13.30 con l’incontro con il Presidente alle 12. Alle 15,30 in piazza ci sarà il cambio della Guardia solenne con il Reggimento a cavallo e alle 18 il concerto nella Cappella Paolina con gli ambasciatori e le alte cariche, anche questo evento sarà trasmesso in diretta, si esibirà l’orchestra dell’Opera di Roma diretta da Michele Mariotti. Non si terrà quest’anno l’ambito ricevimento serale nei giardini.

Il giorno seguente il 2 giugno Mattarella renderà omaggio all’Altare della Patria alle 9,15. Alle 18,50 sempre su Rai Uno si terrà una rubrica speciale dal titolo “Ne parliamo con il Presidente” una intervista a Mattarella da parte di varie personalità.

Meloni a Confindustria: la Ue è un gigante burocratico

Roma, 26 mag. (askanews) – “La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è nell’attuale configurazione dell’Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato competitività, crescita, visione strategica, ideologici e tecnocratici contribuendo a spingere il continente verso un progressivo declino economico e geopolitico, un’Europa inarrestabile nella sua capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune, ma esitante improvvisamente quando si tratta di far sentire la propria voce nelle dinamiche globali e le crisi ci hanno mostrato quanto fosse miope l’idea di un’Europa che pensava di poter limitare il suo ruolo a quello di piattaforma commerciale in una posizione quasi passiva tra l’America e i grandi attori asiatici lasciando ad altri il controllo sugli snodi fondamentali delle catene del valore”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento all’assemblea di Confindustria.

“Quando gli shock sono arrivati e quelle catene del valore troppo lunghe e troppo fragili si sono spezzate, noi abbiamo scoperto quanto fosse pericolosa l’esposizione verso dinamiche che non potevamo controllare e abbiamo capito quanto fosse suicida accettare che su materie prime critiche, energia, settori strategici e il nostro destino dipendesse da scelte altrui”, ha aggiunto.

Montezemolo: Ferrari Luce? “Si rischia la distruzione di un mito”

Roma, 26 mag. (askanews) – “Se dovessi dire quello che penso farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito, mi dispiace moltissimo. Spero che si tolga il cavallino, almeno, da quella macchina”. Così Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente Ferrari, a margine dell’assemblea di Confindustria sulla presentazione dell’elettrica Luce. “Questa – ha aggiunto – sicuramente è una macchina che almeno i cinesi non ci copieranno”.

Iran, Tajani: mesi di sacrifici industria? Guerra non dipende da noi

Roma, 26 mag. (askanews) – “Mi auguro che non ci siano mesi di sacrifici” per gli industriali e che “le cose possano migliorare in tempi abbastanza rapidi. Per ciò che è di mia competenza io sono molto soddisfatto dei risultati dell’export, indipendentemente dalle due guerre e dalla situazione dei dazi, va a vele spiegate”. Lo ha detto il vice premier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, parlando con i giornalisti al suo arrivo all’assemblea di Confindustria a Roma.

“Guardiamo pure il bicchiere mezzo pieno, la guerra non dipende da noi, vorrei ricordare che l’export rappresenta quasi il 40% del Pil e se va bene l’export vanno bene anche l’industria. Stiamo crescendo, anche in Cina sono aumentate le esportazioni, i dati sono lusighieri, l’ultimo trimestre si è chiuso con più 7, ed era più 3,3 l’anno scorso, da questo punto di vista credo che il mondo dell’industria possa essere contento, noi faremo ti tutto per aiutarlo, stiamo facendo il possibile. Non dipende da noi la guerra in Ucraina, la guerra in Medio Oriente, i dazi, ma nonostante tutto, anche la benzina costa meno in Italia rispetto a Germania o Francia”, ha aggiunto.

L’energia però costa di più: “Quello non dipende da noi, che non si possa vendere l’energia spagnola all’Italia a prezzi più bassi è una scelta che non dipende da noi ma dalla Francia”, ha tagliato corto.

Venezia, il blocco civico si fa ‘regime locale’: Venturini migliora Brugnaro

Un consenso che resiste al cambio del leader

Il dato numerico è netto. La lista personale di Giovanni Venturini sfiora il 30 per cento, sostanzialmente in linea con le performance ottenute da Luigi Brugnaro nelle tornate del 2015 e del 2021. Non si tratta soltanto di una vittoria elettorale: è la conferma che a Venezia si è consolidato un vero e proprio blocco civico-elettorale (con un impianto efficientistico) capace di sopravvivere persino all’uscita di scena del suo fondatore.

Nel 2015 Brugnaro aveva rotto un equilibrio storico. Venezia veniva considerata una città strutturalmente orientata verso il centrosinistra. Il successo dell’imprenditore-sindaco nacque allora da una forte personalizzazione della sfida e da un asse molto solido tra Mestre, ceti produttivi e amministrazione civica.

Oggi il quadro è diverso. Il voto del 2026 non appare “insurrezionale”, ma di consolidamento.

Venturini eredita, ma aggiunge qualcosa di suo

Ridurre il successo del neo-sindaco a una semplice eredità sarebbe però un errore. Venturini beneficia certamente della macchina civica costruita da Brugnaro, di un elettorato fidelizzato e di una rete territoriale ormai stabile. Tuttavia, il nuovo sindaco sembra aver aggiunto un elemento personale importante: uno stile meno divisivo e più istituzionale.

Brugnaro aveva imposto una leadership energica, spesso polarizzante. Venturini, al contrario, ha condotto una campagna più sobria, quasi rassicurante. È riuscito a trasformare la continuità in una successione ordinata, evitando l’effetto “delegato del capo” che spesso indebolisce gli eredi politici.

Il dato politico è che il consenso non si è disperso. E questo significa che il brugnarismo si è trasformato in qualcosa di più strutturato: una sorta di partito municipale permanente.

Astensionismo e voto fidelizzato

Il risultato assume ancora più rilievo se collocato dentro il quadro generale dell’astensionismo. Anche Venezia registra il calo della partecipazione che ha segnato queste amministrative. In un contesto simile, vincono le forze che dispongono di reti territoriali consolidate e di un voto fidelizzato.

Venturini ha potuto contare proprio su questo: un elettorato moderato ormai abituato a identificare l’efficienza amministrativa con il civismo veneziano costruito negli ultimi dieci anni.

Il centrosinistra, invece, continua a mostrare una debolezza strutturale: mobilita in presenza di campagne eccezionali, ma fatica a consolidare un blocco sociale stabile.

Il prezzo pagato da Forza Italia

Dentro questo schema emerge anche un altro elemento politico. Il prezzo maggiore della vittoria civica sembra pagarlo Forza Italia. Il partito azzurro appare progressivamente assorbito dal contenitore personalistico-amministrativo costruito attorno al sindaco.

È il paradosso di molte realtà urbane italiane: il centrodestra vince, ma i partiti tradizionali si ridimensionano a vantaggio delle liste del sindaco. A Venezia il fenomeno appare ormai compiuto. Non siamo più davanti soltanto a un successo personale, ma a un sistema politico locale relativamente autosufficiente.

Ed è forse questa la vera novità nazionale uscita dalle urne veneziane. Nel Nordest si afferma un modello che finora, osservando anche stavolta i risultati di Salerno e Messina, sembrava confinato al Meridione.

Meloni a Confindustria: il ritorno del nucleare è alla nostra portata

Roma, 26 mag. (askanews) – “Noi vogliamo proseguire speditamente sulla strada per il ritorno dell’energia nucleare in Italia, puntando sulle tecnologie più innovative con mini reattori modulari sicuri, puliti, che ci consentano di avere maggiore sicurezza ma anche costi nettamente più bassi rispetto agli attuali. Entro l’estate, lo ribadisco, sarà approvata la legge delega e poi saranno adottati i decreti attuativi per il quadro giuridico necessario”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento all’assemblea di Confindustria.

“Non ho dubbi sul fatto – ha aggiunto – che la ripresa della produzione nucleare in Italia sia un obiettivo alla nostra portata e non ho dubbi sul fatto che può rappresentare una svolta per la nostra competitività e dunque sono molto determinata su questo”.

Nucleare, Meloni: ripresa produzione a nostra portata, sarebbe svolta

Roma, 26 mag. (askanews) – “Noi vogliamo proseguire speditamente sulla strada per il ritorno dell’energia nucleare in Italia, puntando sulle tecnologie più innovative con mini reattori modulari sicuri, puliti, che ci consentano di avere maggiore sicurezza ma anche costi nettamente più bassi rispetto agli attuali. Entro l’estate, lo ribadisco, sarà approvata la legge delega e poi saranno adottati i decreti attuativi per il quadro giuridico necessario”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento all’assemblea di Confindustria.

“Non ho dubbi sul fatto – ha aggiunto – che la ripresa della produzione nucleare in Italia sia un obiettivo alla nostra portata e non ho dubbi sul fatto che può rappresentare una svolta per la nostra competitività e dunque sono molto determinata su questo”.

Ue, Meloni: chiediamo cambio passo non per distruggere ma per costruire

Roma, 26 mag. (askanews) – In Europa “quando la storia ha bussato alle nostre porte, ha spazzato via gli orpelli ideologici e ci siamo svegliati nel mondo reale. E’ stato un risveglio brusco o se vogliamo quello che per anni alcuni avevano avuto il coraggio di preconizzare e di dire pagando per questo il prezzo di essere tacciati come dei nemici dell’Europa si è semplicemente dimostrato vero”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento all’assemblea di Confindustria.

“Noi – ha aggiunto – dobbiamo imparare dagli errori del passato, chi come voi, come me, pone con forza la necessità di un cambio di passo da parte dell’Europa non lo fa per distruggere, lo fa per costruire. Non lo fa perché è il cavallo di Troia di qualche oscuro potere o interesse, lo fa perché ha a cuore la propria civiltà e la sua capacità di incidere nel futuro. Allora non bisogna avere paura di dire le cose come stanno. Noi chiediamo che l’Europa faccia meno e lo faccia meglio”.

Ue, Meloni: attuale assetto Unione principale fragilità che abbiamo

Roma, 26 mag. (askanews) – “La principale fragilità che ci riguarda da vicino è l’attuale configurazione del’Ue, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la crescita”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando all’assemblea di Confindustria.

“Un’Europa inarrestabile nella sua capacità di moltiplicare regole su ogni aspetto della vita comune, ma esitante nel far sentire propria voce sulle dinamiche globali”, ha aggiunto.

Ha aggiunto la Meloni: “Quando la storia ha bussato alle nostre porte ha spazzato via gli orpelli ideologici, ci siamo svegliati nel mondo reale, è stato un risveglio brusco”.

Confindustria, Meloni: a volte disaccordo ma siamo squadra

Milano, 26 mag. (askanews) – Tra Governo e Confindustria “ci siamo confrontati senza pregiudizi e senza sconti. A volte abbiamo lavorato spalla a spalla, a volte ci siamo detti che non eravamo d’acordo, ma il metodo adottato è stato una piccola grande rivoluzione. Abbiamo dimostrato che anche quando si parte da posizioni diverse, possiamo ritrovarci ad essere squadra se l’obiettivo è lo stesso: e l’obiettivo è lo stesso, mettere la nazione nelle condizioni di affrontare nel migliore dei modi e a testa alta le difficili sfide di questo tempo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando all’assemblea annuale di Confindustria.

Orsini a Governo e parti: riallocare 20 mld per crescita, sanità e scuola

Roma, 26 mag. (askanews) – Il fisco che è una “leva di competitività”, che “richiede una visione, non un accumulo di misure a breve termine, frammentate e inique”. Soprattutto, “non può essere un ostacolo agli investimenti”. Lo ha sottolineato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che, dal palco dell’assemblea annuale, ha lanciato una proposta a Governo e parti sociali: nelle pieghe delle “575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile” è possibile reperire “20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità e un terzo alla scuola”.

Orsini ha detto che “anche su questo vogliamo fare la nostra parte. L’Italia è quarta per pressione fiscale tra i Paesi avanzati. Lavoriamo insieme su queste misure, alcune delle quali hanno perso la propria ragione d’essere o si sovrappongono tra loro. Analizziamole insieme”.

La proposta di riallocare 20 miliardi per crescita, sanità e scuola è “un atto concreto di responsabilità da compiere con decisioni condivise di maggioranza e opposizione. Significa anche riaprire il capitolo di una seria revisione della spesa pubblica, per incidere su privilegi ed equilibri consolidati. Cambiare questo stato di cose richiede fiducia e coraggio politico”.

Confindustria, Orsini si appella alla politica: tempo di coraggio

Roma, 26 mag. (askanews) – “E’ il tempo del coraggio”. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, lancia un appello “a tutta la politica” per “un grande atto di responsabilità, fatto di scelte ispirate a fiducia e coraggio”. Parlando all’assemblea annuale, il leader degli industriali chiede di agire in fretta “per tornare a una crescita del 2% l’anno” perché altrimenti “perderemo la nostra industria e milioni di posti di lavoro”. E, dunque, “le sfide che dobbiamo affrontare richiedono a tutti noi un senso di responsabilità comune, forte e condiviso”. In platea, ad ascoltare la relazione di Orsini, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la premier Giorgia Meloni.

A giudizio di Orsini ci sono due condizioni che rendono “ogni scelta davvero capace di generare effetti duraturi: fiducia e coraggio. La fiducia tiene unite le comunità, sostiene il Paese e dà forza alle imprese e al lavoro. La fiducia è necessaria per trovare soluzioni ai problemi reali che imprese e lavoratori affrontano ogni giorno, ma dipende soprattutto dalla volontà di chi decide di farsene carico. E si rafforza con la responsabilità di tutti: per trasformare in azioni concrete la necessità assoluta di investire per crescere”. Ma “la fiducia da sola non basta, serve il coraggio”.

Il coraggio di “promuovere insieme nuove scelte e nuovi strumenti per affrontare le sfide di un mondo in rapida trasformazione tecnologica e segnato da profonde instabilità geopolitiche. Serve coraggio perché il tempo che stiamo vivendo non ammette attese, esitazioni, incertezze o ritardi”, conclude.

Orsini: 5 leve per rimettere impresa al centro, da energia a fisco

Roma, 26 mag. (askanews) – “La responsabilità nazionale che invochiamo e proponiamo a tutte le parti politiche e sociali italiane deve muovere cinque leve per rimettere l’impresa al centro”. E’ l’invito lanciato dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, in occasione dell’assemblea annuale. Le priorità da affrontare, per mettere le imprese nelle condizioni di crescere e “rafforzare il Paese” sono: “energia; crescita dimensionale delle pmi; contratti di sviluppo e innovazione; semplificazioni e riforma della 231; risorse adeguate agli obiettivi”.

Per Orsini, “la prima leva è l’energia e lo ripeto con la forza che emerge da tutte le nostre assemblee sul territorio: per le imprese il prezzo dell’energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale. Non possiamo continuare a pagare nei nostri stabilimenti l’energia ai prezzi più cari d’Europa”. L’Italia, “per le scelte fatte nel passato rinunciando al nucleare, o per quelle delle Regioni oggi sulle rinnovabili, ormai è completamente fuori scala e fuori mercato. Diamo atto al governo – afferma – di aver impostato una politica energetica di maggior equilibrio, precondizione per salvaguardare il tessuto produttivo”.

La seconda leva da azionare “è una politica industriale orientata alla crescita dimensionale e tecnologica delle piccole e medie imprese”, sottolinea Orsini. Perchè “la sfida è costruire politiche selettive, sostenibili sul piano fiscale e coerenti con il tessuto produttivo. Il Paese cresce se le piccole aziende diventano medie e quelle medie diventano grandi”.

La terza leva da azionare per tornare a crescere “sono i contratti di sviluppo: potenziarli significa credere nel principale strumento a sostegno dei grandi investimenti, che ha già riguardato oltre 1.500 imprese”. Occorre anche “estendere il più possibile la sperimentazione e la rapida applicazione dell’Intelligenza Artificiale in tutte le filiere della manifattura”.

La quarta leva “sono le semplificazioni e la riforma della 231. Autonomia energetica e crescita dipendono da un ecosistema di regole stabili, un fisco prevedibile e organico, un’amministrazione capace di mettere in pratica le scelte della politica e le domande di investimento delle imprese. In tempi certi. Senza queste condizioni qualsiasi investimento rischia di arenarsi in continui rinvii. Anche qui si gioca la partita della fiducia. L’instabilità normativa è un male antico. Servono certezze”. C’è poi una questione centrale “per il nostro sistema produttivo che non possiamo più rimandare. Negli anni è diventato il simbolo dell’incapacità di tradurre in fatti concreti le riforme condivise solo a parole: mi riferisco al sistema della responsabilità connesso alla legge 231. Quando fu concepita, venticinque anni fa, il principio era giusto: incentivare chi innova i propri assetti organizzativi, premiare la prevenzione degli incidenti sul lavoro e punire chi delinque alterando la concorrenza”. Nel tempo, però, “la 231 si è trasformata in uno strumento quasi esclusivamente punitivo, avvicinandosi a forme di responsabilità oggettiva. Già un anno e mezzo fa l’avevamo indicata tra le priorità a costo zero per la competitività, e abbiamo contribuito in modo costruttivo al cantiere avviato dal governo. Dopo un anno e mezzo, quella riforma non è più solo necessaria, è assolutamente urgente”.

La quinta leva da attivare, per Orsini, “è quella delle risorse adeguate agli obiettivi. Sappiamo che la finanza pubblica italiana ha margini molto stretti. Per questo pensiamo che la via da seguire sia quella di un’azione di responsabilità nazionale per mobilitare risorse private a fianco di quelle pubbliche. Cominciamo dal fisco che è una leva di competitività. Richiede una visione, non un accumulo di misure a breve termine, frammentate e inique. Non può essere un ostacolo agli investimenti. Anche su questo, vogliamo fare la nostra parte. L’Italia è quarta per pressione fiscale tra i Paesi avanzati, ma esistono 575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile”. Orsini lancia una proposta al Governo e alle parti sociali: “lavoriamo insieme, su queste misure, alcune delle quali hanno perso la propria ragion d’essere o si sovrappongono tra loro. Analizziamole insieme. E identifichiamo i 20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola”.

Orsini, appello a politica: è tempo di coraggio e responsabilità

Roma, 26 mag. (askanews) – “E’ il tempo del coraggio”. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, lancia un appello “a tutta la politica” per “un grande atto di responsabilità, fatto di scelte ispirate a fiducia e coraggio”. Parlando all’assemblea annuale, il leader degli industriali chiede di agire in fretta “per tornare a una crescita del 2% l’anno” perchè altrimenti “perderemo la nostra industria e milioni di posti di lavoro”. E, dunque, “le sfide che dobbiamo affrontare richiedono a tutti noi un senso di responsabilità comune, forte e condiviso”. In platea, ad ascoltare la relazione di Orsini, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la premier Giorgia Meloni.

E’ proprio l’invito al coraggio, alla fiducia e alla responsabilità il fil rouge delle trenta pagine del discorso del presidente di Confindustria che afferma: “per troppo tempo ci siamo accontentati di fare il minimo indispensabile invece del massimo necessario”. Nel complesso, “il Pil italiano nel 2025 è superiore di appena il 10% rispetto al 2000”. Nello stesso periodo “il Pil europeo è aumentato del 40%, quello degli Stati Uniti di quasi il 70%, quello cinese del 586%”. Non serve “cercare il colore politico dei Governi degli ultimi decenni. La verità è che, collettivamente, non abbiamo fatto abbastanza. Non dobbiamo guardare indietro, ma avanti; cambiare metodo e mettere prima di tutto in sicurezza le imprese. Quelle che garantiscono lavoro, welfare e coesione sociale”.

L’appello di Orsini, non è rivolto solo alla politica italiana, ma anche all’Unione europea: “Oggi l’Italia e l’Europa devono essere davvero capaci di compiere scelte coraggiose perché il momento della verità è arrivato”. Secondo il presidente di Confindustria, “ci sono scelte di politica industriale, energetica, di governance, di struttura della spesa pubblica e di relazioni industriali da compiere subito, con misure rapide ed efficaci.Perché senza produzione e crescita non c’è redistribuzione e non c’è futuro”.

Telefonata Meloni-Venturini, il sindaco: la premier presto a Venezia

Milano, 26 mag. (askanews) – Telefonata tra Giorgia Meloni e il nuovo sindaco di Venezia Simone Venturini. Intervistato da RaiNews24, il neo sindaco eletto con una coalizione di centrodestra ha riferito di aver parlato con la premier tramite il cellulare del coordinatore veneto di Fdi Raffaele Speranzon e ha spiegato: “Ci siamo dati appuntamento molto presto a Venezia, perchè Venezia ha una serie di temi che riguardano molto anche la collaborazione con il livello regionale e con il livello nazionale. È una città complessa, che ha molti livelli di governance in cui il sindaco deve essere capace a lavorare con Regione, Parlamento e governo nazionale”.

Jazz in lutto, è morto Sonny Rollins

Roma, 26 mag. (askanews) – Sonny Rollins, uno dei più grandi sassofonisti della storia del jazz e figura dominante della scena musicale del secondo dopoguerra, è morto nella sua casa di Woodstock, nello stato di New York. Aveva 95 anni.

La morte è stata annunciata dalla sua addetta stampa, Terri Hinte. Rollins era considerato uno dei massimi improvvisatori del jazz moderno, capace di unire energia, invenzione melodica e una sonorità potente, personale, immediatamente riconoscibile.

Nato a Harlem il 7 settembre 1930 da genitori originari delle Isole Vergini, Walter Theodore Rollins crebbe nel quartiere di Sugar Hill, in un ambiente segnato dalla presenza di grandi figure della cultura afroamericana. Da ragazzo fu profondamente colpito dal sassofono di Coleman Hawkins, che sarebbe rimasto uno dei suoi idoli, e passò presto dal sax alto al tenore.

Alla fine degli anni Quaranta era già attivo sulla scena jazz newyorchese. Registrò per la prima volta nel 1949 con il cantante Babs Gonzales e negli anni successivi suonò con musicisti come Miles Davis, Thelonious Monk, Bud Powell e Charlie Parker. Negli anni Cinquanta, dopo aver superato una dipendenza da eroina, raggiunse la notorietà nazionale nel quintetto del batterista Max Roach e del trombettista Clifford Brown.

Il 1956 fu l’anno della consacrazione. Rollins registrò “Tenor Madness”, che contiene il suo unico incontro discografico con John Coltrane, e “Saxophone Colossus”, album diventato un classico. In quel disco compariva “St. Thomas”, adattamento di un brano tradizionale delle Indie occidentali e una delle sue composizioni più celebri.

Nel 1958 pubblicò “Freedom Suite”, con una lunga composizione dedicata alla condizione degli afroamericani e alla denuncia della discriminazione razziale. Fu una delle prime prese di posizione esplicite contro l’ingiustizia razziale emerse dal mondo del jazz.

Proprio mentre la sua carriera sembrava lanciata, nel 1959 Rollins scomparve dalle scene. Insoddisfatto del proprio modo di suonare, iniziò un periodo di studio intensissimo. Per oltre due anni praticò spesso di notte sul Williamsburg Bridge, vicino alla sua abitazione nel Lower East Side di Manhattan, per non disturbare i vicini. Da quell’esperienza nacque nel 1962 l’album “The Bridge”, che segnò il suo ritorno.

Rollins avrebbe poi alternato fasi di intensa attività a nuove pause, compreso un periodo tra Giappone e India alla fine degli anni Sessanta, legato anche a una ricerca spirituale. Nel corso della carriera sperimentò con l’avanguardia, la fusion, i ritmi rock, i calypso e formazioni senza pianoforte, senza mai lasciarsi racchiudere in una sola categoria.

“Ogni volta che prendo il sax voglio ascoltare qualcosa di fresco”, disse in un’intervista del 2002. La ricerca dell’improvvisazione come creazione immediata rimase il centro del suo lavoro.

Negli anni Settanta e Ottanta fu criticato da parte della stampa specializzata per l’uso di strumenti elettrici, backbeat e soluzioni più accessibili al pubblico, ma continuò a essere una delle maggiori attrazioni concertistiche del jazz. Nel 1981 suonò anche in tre brani dell’album “Tattoo You” dei Rolling Stones, tra cui “Waiting for a Friend”, pur rifiutando poi di andare in tour con la band.

La moglie Lucille Pearson, sposata nel 1965 e morta nel 2004, fu anche sua manager e coproduttrice di molti album. Rollins attribuì spesso a lei una parte importante della stabilità e del successo della propria carriera.

Nel corso degli anni ricevette numerosi riconoscimenti. Vinse due Grammy, ottenne un Grammy alla carriera nel 2004, fu nominato Jazz Master dal National Endowment for the Arts, ricevette la National Medal of Arts e il Kennedy Center Honor nel 2011. Nel 2010 fu eletto all’American Academy of Arts and Sciences e divenne il primo jazzista a ricevere la Edward MacDowell Medal.

Continuò a esibirsi fino al 2012, quando tenne il suo ultimo concerto pubblico. Due anni dopo smise anche di suonare a casa, a causa di problemi respiratori legati a una fibrosi polmonare. “Quando ho dovuto smettere di suonare è stato piuttosto traumatico”, disse nel 2020. “Ma ho capito che invece di lamentarmi e piangere dovevo essere grato per il fatto di aver potuto fare musica per tutta la vita”.

Nel 2017 i suoi archivi, con centinaia di registrazioni di prove e sessioni di studio, furono acquisiti dallo Schomburg Center for Research in Black Culture di Harlem. Con la morte di Benny Golson nel 2024, Rollins era diventato l’ultimo sopravvissuto dei 58 musicisti ritratti nella celebre fotografia “Harlem 1958” di Art Kane per Esquire.

Considerato per decenni il più grande improvvisatore vivente del jazz, Rollins lascia un’eredità fondata su composizioni diventate standard, come “St. Thomas”, “Oleo” e “Doxy”, ma soprattutto su un modo di suonare che trasformava ogni assolo in una ricerca aperta.

I paesaggi sonori di Luigi Ghirri a Palazzo dei Musei

Reggio Emilia, 26 mag. (askanews) – Fino al 28 febbraio 2027 a Palazzo dei Musei di Reggio Emilia è visitabile il nuovo percorso espositivo Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori a cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri con la curatela musicale di Giulia Cavaliere.

Nel 2021, nell’ambito del riallestimento curato da Italo Rota, nel secondo piano di Palazzo dei Musei è stata inaugurata una nuova sezione fotografica: uno spazio dinamico di ricerca, pensiero e valorizzazione delle immagini. La sezione dedica uno spazio permanente all’opera di Luigi Ghirri, figura centrale per la storia della fotografia e per l’identità culturale della città. Il progetto – promosso dal Comune di Reggio Emilia (Musei Civici e Fototeca della Biblioteca Panizzi) in collaborazione con la Fondazione Luigi Ghirri – vede ogni anno una nuova esposizione che racconta la complessità della produzione dell’artista anche attraverso il coinvolgimento di autrici e autori contemporanei. Per il 2026-2027 il riallestimento esplora quella che Luigi Ghirri definiva la “strana e misteriosa parentela tra suono e immagine”. Grande appassionato di musica, Ghirri le attribuisce un ruolo fondamentale nella costruzione dello sguardo.

Adele Ghirri, presidente della Fondazione Luigi Ghirri, ha raccontato così il nuovo percorso espositivo: “La mostra racconta il rapporto tra il lavoro di Luigi e la musica: due linguaggi, quello fotografico e quello musicale, che dialogano, si influenzano. Come Fondazione Luigi Ghiri siamo stati molto contenti di mettere disposizione dei materiali unici completamente inediti che non erano mai stati ancora visti da nessuno. Ce ne sono due, nello specifico, due progetti di libri: uno è un menabò, quindi una maquette preparatoria per un libro su Lucio Dalla, e l’altro una maquette per un libro dedicato a Bob Dylan che era l’artista e il musicista preferito di Luigi. È anche una bellissima occasione per mostrare il lavoro di Paola Borgonzoni che ha sempre collaborato con lui durante tutta la sua vita, alla progettazione di alcuni dei suoi libri ma non solo, anche alla progettazione delle numerose copertine che hanno realizzato per alcuni musicisti come ad esempio Lucio Dalla, CCCP, Carboni, Ron, Stadio, il tour Dalla-Morandi e quindi è veramente una grande occasione per raccontare una storia di cui si conosce, però forse non così tanto.

Inoltre la mostra si arricchisce anche della presenza di un’installazione sonora specifica realizzata dall’artista Iosonouncane di cui siamo molto contenti e che ringraziamo, perché questo spazio all’interno dei Musei Civici lo vogliamo proprio utilizzare anche per mettere in dialogo il lavoro di artisti contemporanei con l’opera di Luigi perché crediamo che riesca sempre a trasmettere qualcosa alle nuove generazioni e quindi coinvolgere artisti viventi ora di generazioni successive è qualcosa per noi veramente di molto importante”.

La mostra, che è stata inaugurata nell’ambito della ventunesima edizione del festival Fotografia Europea, comprende anche un video inedito realizzato da Ghirri nel 1991. Le immagini rivelano una forte continuità con la ricerca fotografica di Ghirri, accanto a una dimensione intima e domestica. Il suono assume un ruolo centrale: dalla ricorrenza di Series of Dreams di Bob Dylan alla musica classica, fino ai suoni ambientali che accompagnano le sequenze finali. C’è anche un nucleo intitolato Oltre quei monti il mare concepito grazie alla partecipazione del musicista Iosonouncane, e un focus separato allestito presso il Teatro Municipale Valli, visitabile fino al 14 giugno 2026.

Raid Usa in Iran (durante i difficili negoziati)

Roma, 26 mag. (askanews) – Le forze armate statunitensi hanno condotto diversi raid definiti “di autodifesa” nel sud dell’Iran contro siti di lancio missilistici e imbarcazioni iraniane che stavano – a dire degli americani – cercando di posare mine. Lo ha riferito il Comando centrale degli Stati uniti, spiegando che le operazioni sono state effettuate “per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane”.

Gli attacchi sono avvenuti mentre negoziatori iraniani erano in Qatar per colloqui sulla fine della guerra e rischiano di complicare un possibile accordo che il presidente Usa Donald Trump ha indicato come via per riaprire lo Stretto di Hormuz e attenuare la più grave interruzione energetica degli ultimi decenni.

“Il Comando centrale degli Stati uniti continua a difendere le nostre forze usando moderazione durante il cessate il fuoco in corso”, ha dichiarato il capitano di vascello Tim Hawkins, portavoce del Centcom. Hawkins non ha precisato quali navi siano state minacciate, dove si trovassero né il luogo esatto degli altri raid americani.

Un alto funzionario militare statunitense ha riferito che missili terra-aria iraniani hanno minacciato alcune delle quasi due dozzine di navi da guerra della Marina Usa, comprese due portaerei e le rispettive unità di scorta, dispiegate nel Golfo di Oman e nel Mar Arabico per far rispettare il blocco contro le imbarcazioni dirette verso i porti iraniani o in uscita da essi.

Secondo il funzionario, i raid americani hanno colpito nei pressi di Bandar Abbas, importante porto e base della Marina iraniana. Le ultime azioni arrivano in una fase diplomatica delicata, mentre Washington e Teheran cercano una possibile intesa sul conflitto e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.

La minaccia rappresentata dalle batterie missilistiche iraniane non è stata considerata inattesa da funzionari americani, nonostante le ripetute affermazioni di Trump, del segretario alla Difesa Pete Hegseth e dei vertici militari secondo cui la campagna militare americano-israeliana di 38 giorni avrebbe gravemente indebolito o distrutto gran parte della capacità combattente dell’Iran.

Valutazioni riservate dell’intelligence Usa avrebbero indicato all’inizio del mese che l’Iran ha recuperato l’accesso alla maggior parte dei propri siti missilistici, lanciatori e strutture sotterranee. Mentre gli Stati uniti avrebbero affondato gran parte della Marina convenzionale iraniana, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche conserverebbe ancora centinaia di piccole imbarcazioni veloci utilizzabili per posare mine nello Stretto.

Tra gli elementi di maggiore preoccupazione figura il fatto che Teheran avrebbe ripristinato l’accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici lungo lo Stretto di Hormuz, potenzialmente in grado di minacciare navi da guerra americane e petroliere in transito.

Secondo le valutazioni, l’Iran conserva circa il 70 per cento dei propri lanciatori mobili e circa il 70 per cento dello stock missilistico prebellico, comprendente missili balistici e una quantità minore di missili da crociera.

Khamenei: gli Usa non avranno più un rifugio sicuro nella regione

Roma, 26 mag. (askanews) – “Gli Stati Uniti non solo non avranno più un rifugio sicuro per le loro malefatte e per le loro basi militari nella regione, ma il loro precedente status sta svanendo giorno dopo giorno” e “anche il vacillante regime sionista e il tumore canceroso di Israele si stanno avvicinando alle fasi finali della loro miserabile esistenza”: è quanto ha dichiarato la Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, nel messaggio diffuso oggi in occasione dell’annuale pellegrinaggio alla Mecca (Hajj). Nel messaggio riportato dall’agenzia di stampa Tasnim, Khamenei ha quindi sottolineato che “la Umma islamica e le nazioni della regione possiedono molte capacità e interessi comuni che plasmeranno il nuovo ordine e la futura architettura della regione e del mondo”.

“Con sincerità e purezza d’intenti, invito tutti i paesi e i governi islamici all’amicizia e alla cooperazione nel bene, affinché, lavorando insieme, possiamo compiere passi avanti verso il progresso della Umma islamica e la risoluzione dei problemi del mondo islamico”, ha affermato la Guida suprema.

Festival Lavoro, Ricciardiello: futuro è consulenza integrata

Roma, 25 mag. (askanews) – “Il mercato ci chiede professionisti che sappiano tenere insieme mondi che fino a ieri si parlavano poco: normativa del lavoro, intelligenza artificiale, politiche attive, incentivi all’assunzione, formazione finanziata.” Lo ha dichiarato Andrea Ricciardiello, Direttore Generale di Time Vision Group, intervenendo al Festival del Lavoro 2026, presso il centro congressi La Nuvola di Roma.

Tre giorni di networking nazionale ad altissima intensità con imprese e studi professionali provenienti da tutta Italia durante i quali lo stand di Time Vision ha registrato un’affluenza significativa, confermando l’interesse crescente del mercato nazionale per il modello integrato di consulenza portato dal Gruppo.

Modena, gli psicologi al lavoro per le ferite che non si vedono

Modena, 26 mag. (askanews) – C’è chi non riesce a dormire. C’è chi ha smesso di mangiare. C’è chi guarda una vetrina e si volta dall’altra parte. A Modena, l’auto piombata sui passanti in via Emilia Centro il 16 maggio ha lasciato ferite che non si vedono. Per questo l’azienda Usl ha riunito psicologi e cittadini in un incontro pubblico, “Quando la comunità viene ferita”. A spiegare quei sintomi, Dania Barbieri dell’unità di Psicologia ospedaliera: “Certamente paura, smarrimento, sensazione di irrealtà, perché è un evento che nessuno si sarebbe mai aspettato. Ci raccontano molti sintomi: difficoltà nell’addormentamento, nel mangiare, nella concentrazione, incubi notturni, difficoltà nella ripresa della vita quotidiana”.

Sono già una quarantina le persone che hanno chiamato il numero gratuito attivato dall’Ausl per chiedere un colloquio. “Molte di queste persone sono già state incontrate, altre hanno appuntamento nei prossimi giorni – racconta Cecilia Giuliani, psicologa del servizio di Psicologia clinica e di comunità -. La nostra attività è cambiata, abbiamo dato priorità a questi accessi, perché sappiamo che una buona risposta subito favorisce il processo di ripresa e previene la cronicizzazione, la strutturazione di un disturbo, che è quello che non vogliamo accada”.

L’incontro ha messo a fuoco anche un’altra ferita: quella della comunità intera. Per la vicesindaca con delega alla Sanità Francesca Maletti, la prima risposta è stata proprio quella collettiva. “Dobbiamo fare in modo che questo dramma ci insegni qualcosa – ricorda Maletti -. Non dobbiamo chiuderci in noi stessi, non dobbiamo usare delle nostre capacità per relegare in fondo alle nostre le nostre paure. Dobbiamo chiederci come istituzioni, ma anche come comunità, che cosa possiamo fare di più”.

Playoff Nba, New York vola alle Finals dopo 27 anni

Roma, 26 mag. (askanews) – Non si ferma la corsa dei Knicks, che dominano anche in gara-4 a Cleveland (93-130), eliminano i Cavs con un secco 4-0 e ottengono la 11^ vittoria consecutiva in questi playoff, altro record di franchigia che li riporta alle Finals, dove mancavano dal 1999. Dopo un buon inizio firmato Donovan Mitchell, i padroni di casa si arrendono già nel 1° quartosenza più riuscire a riprendersi, mentre dall’altra parte sono ben 6 i giocatori in doppia cifra per punti segnati e Jalen Brunson, poi eletto MVP delle finali della Eastern Conference, può permettersi una serata del tutto normale chiusa a quota 15.

Finale Eastern Conference (3) New York Knicks vs (4) Cleveland Cavaliers 4-0, qual. New York Knicks

Gara 1: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 115-104 Gara 2: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 109-93 Gara 3: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 108-121 Gara 4: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 93-130

Finale Western Conference (1) Oklahoma City Thunder vs. (2)San Antonio Spurs 2-1

Gara 1: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 115-122 Gara 2: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 122-113 Gara 3: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 108-123 Gara 4: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 103-82 Gara 5: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 27/05 ore 2.30 Gara 6: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 29/05 ore 2.30 Gara 7: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 31/05 ore 2.00

*se necessario