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Oncologia, IEO e AVIS per una firma storica

Milano, 21 mag. (askanews) – Un passo storico per il futuro dell’oncologia. La tre giorni dell’evento “Il futuro dell’oncologia non aspetta. Tecnologie ed approcci avanzati per prevenzione, diagnosi e cura”, promosso da Motore Sanità con l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) in programma dal 20 al 22 maggio presso l’Aula Magna La Pietra dello IEO di Milano, si è aperta con un momento simbolico. La firma dell’accordo quadro tra IEO e AVIS: per aprire prospettive nuove di prevenzione e cura. Ha parlato così Roberto Orecchia, Direttore Scientifico IEO: “Questo accordo con AVIS è realmente molto importante, perché apre una prospettiva che riguarda l’oncologia di precisione in tutte le sue forme, in particolare la prevenzione di precisione. Prevenzione oncologica che oggi è un elemento fondamentale, perché dobbiamo assolutamente intercettare prima possibile, quindi non aspettare gli screening ma andare a intercettare sui profili molecolari, biologici, genetici. Andare a intercettare le predisposizioni per sviluppare il cancro”.

Ricercatori, manager sanitari, istituzioni. Tutti coinvolti per interrogarsi sul futuro dell’oncologia. Un banco di prova importante per tutto il Sistema Sanitario Nazionale. “La medicina sta facendo passi da gigante, però qual è il grosso problema che abbiamo nel nostro paese? Perché in alcuni centri, come l’Istituto Europeo dell’Oncologia, è un centro riconosciuto a livello mondiale e non solo a livello nazionale. Si fanno delle cose straordinarie. Ma come può l’innovazione essere messa a terra nelle altre regioni? E a quale livello comunque le altre regioni devono rinformarsi? Quali devono essere i cosiddetti livelli essenziali e assistenti nell’ambito oncologico in tutte le regioni?” ha aggiunto Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità.

In questo contesto l’accordo quadro con Avis è storico: cura e prevenzione come sempre le due direttrici chiave. “Io oserei dire per il futuro dell’Italia, perché l’accordo di oggi tende a sottolineare l’importanza della prevenzione e soprattutto della ricerca. E quindi mettere a disposizione, da parte dei donatori, del loro sangue proprio per sostenere la ricerca dentro una logica che la prevenzione è certamente un elemento di valore innovativo per la nostra associazione, ma che è stato fortemente voluto da tutto il consiglio di AVIS nazionale. Quindi essere qua oggi è l’inizio di un percorso, ma anche una pietra miliare su quello che è il cambiamento culturale che stiamo cercando di portare sia dentro l’associazione, ma indirettamente dentro le nostre comunità” ha concluso Oscar Bianchi, Presidente AVIS Nazionale.

Una tre giorni fondamentale, per capire il cammino e la prospettiva dell’oncologia in Italia.

Campi Flegrei, Musumeci: mai predisposto prima piano così articolato

Trento, 21 mag. (askanews) – “Il governo ha elaborato e attuato il famoso progetto Campi Flegrei che ha impegnato oltre 600 milioni di euro con l’intervento della Regione e dei Comuni interessati. Stiamo lavorando per mettere in sicurezza le principali infrastrutture, abbiamo nominato un commissario ad hoc, l’ingegnere Soccodato, stiamo intervenendo per le case lesionate dalle scosse delle ultime attività. Io credo che mai si sia predisposto un piano così articolato in un territorio dove vivono centinaia di migliaia di persone”.

Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, parlando dello sciame sismico avvertito nella notte nei Campi Flegrei e a Napoli.

“La scossa 4.4 dei Campi Flegrei si inserisce in un’attività che ormai è particolarmente nota. Quella realtà particolarmente fragile dovrà convivere con le scosse in un territorio che deve fare i conti con il rischio vulcanico, con il rischio sismico e con il bradisismo” ha aggiunto a margine del Festival dell’economia a Trento.

“Possiamo fare tutto tranne che arrestare l’attività sismica. Lì può intervenire soltanto il Padre Eterno. Se questi interventi fossero stati realizzati o avviati 20, 30 anni fa, oggi non saremmo qui a discutere ancora di progetti”, ha concluso Musumeci.

Educare le nuove generazioni al rispetto di animali e ambiente

Roma, 21 mag. (askanews) – Educare le nuove generazioni al rispetto degli animali, dell’ambiente e della salute condivisa: è questo l’obiettivo di “Possesso Responsabile”, progetto di Boehringer Ingelheim Animal Health Italia realizzato in collaborazione con il Comune di Roma e l’Ordine dei Medici Veterinari di Roma e Provincia, che coinvolge le scuole secondarie di primo grado della Capitale.

Protagonisti dell’iniziativa gli studenti e le studentesse, al centro di un percorso educativo dedicato al valore del possesso consapevole degli animali da compagnia. L’appuntamento del 19 maggio ha rappresentato un momento di confronto e crescita, esteso anche alle famiglie.

L’intervista a Alessandro Fogliazza, Technical Service Lead Boehringer Ingelheim Animal Health Italia: “È indispensabile la sinergia che ci deve essere, in questo caso, tra un’azienda come la nostra e l’Ordine dei Medici Veterinari “Diventa cruciale perché riusciamo a abbinare la scienza e l’impegno quotidiano nella cura dei veterinari con la nostra visione nel benessere futuro. Il progetto “Possesso Responsabile” nasce da un’idea molto semplice: tutti i giorni sentiamo parlare della connessione animale-uomo e di come questa connessione faccia parte della nostra vita”.

Un’occasione per l’Istituto Comprensivo Nino Rota dell’XI Municipio, allargata anche alle famiglie. Un progetto per formare cittadini consapevoli del domani.

Le parole di Pierluigi Ugolini, Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Roma e Provincia: “Noi come medici veterinari vogliamo trasmettere ai ragazzi la consapevolezza dell’importanza di prendersi in carico un essere vivente e senziente in modo responsabile, quindi prendendosi cura dall’inizio di tutte quelle che sono le sue necessità, imparando a conoscere non soltanto da un punto di vista morfologico ma anche da un punto di vista caratteriale, imparando a intercettare quelli che sono i suoi bisogni fisici, imparando a conoscerli per poter prevenirenei limiti del possibile o comunque accorgersi quando c’è un malessere.”

In Italia vivono oggi 21 milioni tra cani e gatti, che testimoniano un legame tra persone e animali domestici sempre più stretto. Accogliere un pet nella propria vita è non solo un gesto di affetto, ma anche una responsabilità.

Il commento di Graziella Bianco, Dirigente Scolastico presso IC Nino Rota di Roma: “Diciamo che è fondamentale perché la coscienza civica nasce un po’ a scuola, quindi noi siamo molto propensi a portare a scuola molti progetti che diano tanti stimoli agli alunni e questo è anche un modo per i docenti di fare didattica in un altro modo, di lavorare con altri argomenti che sono sicuramente più vicini ai ragazzi.”

Il progetto, che si sviluppa attraverso un ciclo di incontri formativi nelle scuole, punta a diffondere una cultura del rispetto e della responsabilità, rafforzando il legame tra persone, animali e ambiente e contribuendo a formare cittadini più consapevoli.

Da GBCI Europe Circle focus su innovazione, energia e digital

Milano, 21 mag. (askanews) – Si è aconcluso GBCI Europe Circle, uno degli appuntamenti europei più rilevanti dedicati all’edilizia sostenibile. Al centro del confronto, le sfide del futuro: decarbonizzazione, efficienza energetica e innovazione nel settore delle costruzioni.

Per Knauf la sostenibilità rappresenta oggi una priorità strategica, tra riduzione delle emissioni e trasformazione dei processi produttivi.

Le parole di Luca Sironi, General Manager di Knauf Italia: “Per l’industria delle costruzioni in generale un tema molto pressante è quello della riqualificazione energetica degli edifici e quindi tenendo quello come ambizione fondamentale e imprescindibile, poi le innovazioni che ci vanno a supporto ruotano principalmente intorno al concetto di economia circolare, come assicurare sistemi e soluzioni che minimizzino l’impiego di nuovi materiali, materiali innovativi ad alte prestazioni che permettano di assicurare efficientemente energetico come faro con minor consumo e impiego di risorse”.

Riqualificazione energetica, economia circolare e materiali innovativi saranno sempre più centrali per accelerare la transizione verso un’edilizia sostenibile ed efficiente.

Ancora Luca Sironi, General Manager di Knauf Italia: “Usare materiali riciclati significa innanzitutto trovarli, poi trattarli, poi reimpiegarli. Un altro fronte di innovazioni è in generale connesso a sfruttare la digitalizzazione per controllare gli aspetti di sostenibilità di un edificio attraverso dati e infrastrutture digitali. Gli investimenti continui nel cosiddetto BIM, Building Information Modeling, sono un po’ lo stato dell’arte tra le varie aziende che operano in queste industrie”.

Dalla progettazione digitale all’intelligenza artificiale, le nuove tecnologie stanno rivoluzionando il mondo delle costruzioni, migliorando gestione, tempi e sostenibilità dei cantieri.

Un ultimo commento di Luca Sironi, General Manager di Knauf Italia: “Il BIM permette di modellare una struttura dalla fase di design, alla fase di messa in opera, alla fase di esercizio. E così a tutti gli step della vita utile di un immobile permette di scegliere le soluzioni a più basso impatto, di costruire nella maniera più produttiva e meno impattante possibile, si pensi al caso della riduzione dello spreco dei materiali per esempio, e durante la fase di vita operativa permette di controllare il dispendio energetico di un edificio, di intervenire sulla manutenzione preventiva e aumentando nella produttività il valore del tempo e sicuramente l’impronta sostenibile”.

Innovazione e digitalizzazione guideranno dunque il futuro dell’edilizia europea, con l’obiettivo di costruire in modo sempre più efficiente e sostenibile.

L’industria Life Science come motore trainante del Paese

Roma, 21 mag. (askanews) – Si è tenuta a Villa Spalletti Trivelli la II edizione de “Il Valore Strategico dell’Industria Life Science”, l’evento organizzato da Healthcare Policy e Formiche per promuovere il settore delle Life Sciences, non più indirizzate solo al pubblico, ma anche decisive per economia e competitività dell’Italia. Con un tasso di crescita superiore alla media nazionale, il nostro Paese è tra i protagonisti del mercato farmaceutico Europeo.

L’intervista a Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria: “L’industria farmaceutica italiana vuole continuare a restare leader in Europa e nel mondo. Per fare questo dobbiamo saper leggere gli eventi e agire con grande velocità e con una strategia. Ciò significa da una parte agire sul mercato interno e quindi migliorare le condizioni che danno accesso a farmaci e cittadini, un meccanismo early access per favorire l’innovazione, ridurre i tempi di approvazione dei farmaci a livello nazionale che attualmente sono 439 giorni di media, e quindi ridurre quelle discrepanze a livello regionale nell’accesso da 0 a 16 mesi”.

Necessario, nel breve-medio periodo, rafforzare la competitività industriale del nostro Paese. Anche in quest’ottica, l’industria delle Life Science si candida come motore trainante dell’Italia

Le parole di Francesco Zaffini, Presidente Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato della Repubblica: “La nostra industria del farmaco produce un export rilevantissimo e copre un mercato interno altrettanto rilevante ma soprattutto opera nel sistema salute che è un po’ il primo dei diritti universali, quindi è un primato che noi dobbiamo difendere, tutelare e salvaguardare, ovviamente tutelando anche l’interesse nazionale.”

Il commento di Marina Sereni, Responsabile Salute e Sanità della Segreteria Nazionale del Partito Democratico: “Stiamo parlando di un’industria che ha a che fare con la salute dei cittadini e quindi un’industria che fornisce, sia dal punto di vista dei farmaci, sia dal punto di vista dei dispositivi medici, molte delle innovazioni che oggi consentono di curare delle malattie che prima erano considerate inguaribili ma anche incurabili. Questo però significa che abbiamo bisogno di una politica e di una visione strategica perché c’è una concorrenza molto forte degli Stati Uniti e della Cina, perché l’Europa rischia di rimanere indietro e perché l’Italia, che è uno dei primi paesi per la manifattura di queste produzioni, rischia di pagare un prezzo molto alto”.

All’evento erano presenti anche rappresentanti dell’ecosistema industriale. Paolo Saccò, Vice President Global Public Affairs di Chiesi Group, ha richiamato il tema della crescente competizione internazionale: “Il settore farmaceutico europeo sta perdendo terreno: il divario non è più solo con gli USA, ma cresce rapidamente anche con la Cina. Ritardi regolatori e accesso lento frenano le cure e gli investimenti. Serve una scelta politica netta: i farmaci sono un investimento strategico”. “Investire in ricerca, produzione e tecnologie diagnostiche avanzate non significa solo crescita economica, ma anche rafforzare innovazione, sovranità sanitaria, resilienza industriale e capacità di risposta alle emergenze”, ha aggiunto Giorgio Ghignoni, Corporate Vice President Scientific Affairs & Public Affairs di Diasorin. Riccardo Samele, Director Market Access Italy di Regeneron, ha invece posto l’attenzione sul tema dell’attrattività del sistema Paese: “L’Italia ha tutte le carte per rafforzare il proprio ruolo nelle Life Sciences: qualità della ricerca, competenze cliniche ed eccellenze industriali sono asset riconosciuti a livello internazionale. Per trasformare questo potenziale in attrattività reale servono però segnali chiari sul piano regolatorio e industriale: maggiore prevedibilità delle regole, tempi più competitivi nei processi autorizzativi e un quadro stabile di valorizzazione dell’innovazione”. Da Gilead Sciences è stato portato il messaggio di Frederico Da Silva, Vice President & General Manager, incentrato sull’accesso: “Per dare piena centralità al settore salute è necessario partire dall’innovazione. Ma l’innovazione esprime pienamente il proprio potenziale solo quando è effettivamente accessibile ai pazienti”.

Competitività, sviluppo e innovazione. L’industria delle Life Sciences, in Italia, gode di un elevato prestigio internazionale, ma non basta. Mantenere il vantaggio e conservare il patrimonio costruito fin qui diventa, di fatto, fondamentale per continuare a crescere e al contempo conservare il ruolo di leader

Meloni a Niscemi, "domani in Cdm 150 milioni"

Roma, 21 mag. (askanews) – “La ragione per la quale noi abbiamo voluto, sempre con tempi che sono al cardiopalma nella nostra quotidianità, venire qui per la terza volta in meno di quattro mesi è che chiaramente ci siamo dati come obiettivo quello di confrontarci con l’amministrazione e con la città ogni volta che ci sono dei passaggi importanti che vengono portati avanti”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della riunione operativa al municipio di Niscemi.

“Quello che siamo qui per dirvi oggi è che siamo, con tempi che sono oggettivamente abbastanza veloci, pronti a mettere a terra le risorse. Domani – ha spiegato – abbiamo un altro Consiglio dei ministri” in cui “vorremmo licenziare due programmi, ciascuno del valore di 75 milioni, per un totale quindi di 150: il primo programma riguarda la messa in sicurezza del territorio, il secondo riguarda gli indennizzi ai proprietari di case”.

Meloni a Niscemi: domani in Cdm 150 mln per messa in sicurezza e indennizzi

Roma, 21 mag. (askanews) – “La ragione per la quale noi abbiamo voluto, sempre con tempi che sono al cardiopalma nella nostra quotidianità, venire qui per la terza volta in meno di quattro mesi è che chiaramente ci siamo dati come obiettivo quello di confrontarci con l’amministrazione e con la città ogni volta che ci sono dei passaggi importanti che vengono portati avanti”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della riunione operativa al municipio di Niscemi.

“Quello che siamo qui per dirvi oggi è che siamo, con tempi che sono oggettivamente abbastanza veloci, pronti a mettere a terra le risorse. Domani – ha spiegato – abbiamo un altro Consiglio dei ministri” in cui “vorremmo licenziare due programmi, ciascuno del valore di 75 milioni, per un totale quindi di 150: il primo programma riguarda la messa in sicurezza del territorio, il secondo riguarda gli indennizzi ai proprietari di case”.

Ue, Conte: Italia torna fanalino di coda, mandiamo Meloni a casa

Roma, 21 mag. (askanews) – “Oggi l’Unione europea ci dice che stiamo rivedendo le stime di crescita e saremo il fanalino di coda in Europa. Grazie a questo governo siamo tornati a essere il fanalino di coda in Europa. Non c’è nessun piano industriale, nessun piano sanitario, nessuna misura di crescita, solo spese militari. Ma la ricetta è molto chiara, serve coraggio, occorre mandarli a casa”. Così il presidente di M5s, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti fuori dalla Camera.

“Dobbiamo rivedere le spese militari perché lì sono buttati miliardi, dobbiamo recuperare 13,5 miliardi buttati sul Ponte sullo Stretto. Occorre intervenire per una tassa sugli extra profitti perché solo le banche e le aziende energetiche in tre anni hanno accumulato quasi 200 miliardi di profitti che sono assolutamente irragionevoli rispetto all’andamento di mercato e all’impoverimento di famiglie e imprese. Questo deve fare il nuovo governo, e questo dovremo fare al più presto”, ha aggiunto Conte.

Perché la Spagna cresce più dell’Italia secondo l’Istat

Roma, 21 mag. (askanews) – Negli ultimi anni, la Spagna ha registrato una crescita mediamente superiore a quella dei principali Paesi dell’area euro, inclusa l’Italia. Tra il 2022 e il 2025, nella fase successiva al recupero dei livelli pre-pandemici, il Pil spagnolo ha registrato una crescita cumulata del 9% a fronte di un 2,3% in Italia. Questo risultato non è riconducibile esclusivamente a episodi ciclici, ma riflette anche una maggiore capacità dell’economia spagnola di generare una crescita più sostenuta della domanda interna e dell’attività produttiva, anche attraverso incrementi della produttività e un maggiore orientamento verso settori a tecnologia più avanzata, specialmente nei servizi. E’ quanto emerge da un approfondimento contenuto nel rapporto annuale 2026 dell’Istat.

In Spagna, la crescita del 2025 rispetto al 2022 è stata trainata congiuntamente da consumi ed esportazioni (+6,8 e +3,6 punti percentuali), mentre in Italia i contributi delle stesse componenti sono risultati, in media, significativamente più contenuti (+2,2 e +0,2 punti percentuali). Dal lato dei consumi, le determinanti della migliore performance spagnola sono molteplici e includono non solo una crescita più intensa dei consumi delle famiglie, ma anche un maggiore impulso della spesa pubblica. In Spagna, infatti, l’aumento cumulato della spesa delle amministrazioni pubbliche è stato pari al 10,2 per cento, a fronte del 3,1 per cento registrato in Italia, riflettendo anche vincoli di bilancio meno stringenti.

Il maggiore dinamismo dei consumi delle famiglie in Spagna rispetto a quelli italiani è riconducibile sia a fattori demografi ci sia a una crescita sostenuta dei redditi reali. L’aumento della popolazione spagnola tra i 15 e i 64 anni (+4,6 per cento tra il 2022 e il 2025) è stato infatti superiore a quello italiano (+1,6 per cento), trainato dalla forte espansione della componente degli stranieri regolari (+22,3 per cento; nello stesso periodo, +4,6 per cento in Italia). Tale componente ha ampliato la base produttiva e alimentato la domanda interna, generando un effetto cumulativo tra l’offerta di lavoro e i consumi. In Spagna, i redditi reali aumentano notevolmente nel periodo 2022-2025 (+14,8 per cento), mentre in Italia la loro crescita appare più debole e irregolare (+3,3 per cento nello stesso periodo).

Considerando il Pil pro capite, il differenziale tra i due paesi risulta minore anche in relazione alla diversa intensità nella dinamica demografi ca della popolazione. Tuttavia, è possibile cogliere alcuni segnali importanti in termini di determinanti della crescita economica. Il contributo della produttività è prevalentemente positivo nel caso spagnolo e negativo in quello italiano. L’Italia ha parzialmente compensato questo differenziale negativo tramite un maggiore contributo dell’intensità di impiego dell’input di lavoro, misurata dalle ore per occupato. La crescita spagnola, inoltre, ha fatto maggiormente leva sull’espansione dell’occupazione e della partecipazione al mercato del lavoro, anche in relazione alla crescita della popolazione in età lavorativa, sulla quale ha infl uito positivamente la componente straniera. La Spagna ha inoltre registrato un tasso di crescita degli investimenti, del 2025 rispetto al 2022, superiore a quello dell’Italia (+16,1 per cento, contro +10,4 per cento in Italia), mostrando anche una diversa composizione. In Italia, la crescita degli investimenti è stata fortemente concentrata nelle costruzioni (+14,7 contro +15,4 per cento in Spagna), mentre in Spagna è stata più marcata la dinamica delle attività legate alla proprietà intellettuale (+23,7 contro +7,8 per cento in Italia).

Tale differenza, non solo nell’intensità ma anche nella tipologia, è rilevante, poiché gli investimenti in costruzioni tendono ad avere effetti più limitati sulla produttività di lungo periodo, mentre quelli in capitale immateriale sono più strettamente associati al rafforzamento della crescita potenziale. Ne consegue che, anche a parità di dinamica complessiva, la composizione degli investimenti dovrebbe avere contribuito a rafforzare il vantaggio relativo della Spagna. Con riferimento alla domanda estera, l’Italia ha mantenuto un profilo di crescita delle esportazioni di merci sostanzialmente simile a quello della Spagna, sebbene nel complesso risulti meno dinamico.

Si evidenzia, inoltre, un maggiore impulso alla crescita delle vendite all’estero di servizi (che, in media, nel periodo 2022-2025 pesano per il 32 per cento dell’export totale, pari al 19,2 per cento per l’Italia).

Queste ultime sono diventate un elemento importante della performance economica spagnola sui mercati esteri, avendo sperimentato tra il 2022 e il 2025 una crescita pari al 32,4 per cento (+12,3 per cento quella dell’Italia). Tale tendenza suggerisce una maggiore capacità della Spagna di intercettare la domanda internazionale, non solo nel settore del turismo, ma anche in quello dei servizi a più elevato contenuto tecnologico.

Accessi abusivi ai pc dei magistrati, eseguite perquisizioni

Milano, 21 mag. (askanews) – La Procura di Milano, d’intesa con la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, ha eseguito nello scorso marzo alcune perquisizioni domiciliari e informatiche nell’ambito di un’indagine su presunti accessi abusivi ai computer in uso ai magistrati attraverso il sistema ECM installato sui dispositivi del Ministero della Giustizia. A renderlo noto è il procuratore di Milano Marcello Viola.

Gli accessi non autorizzati, chiarisce il procuratore di Milano, risulterebbero concentrati nel distretto giudiziario di Torino. Gli accertamenti investigativi sono stati avviati dopo che dai primi riscontri sarebbe emerso che le intrusioni informatiche sarebbero avvenute mediante la forzatura del sistema, resa possibile dall’utilizzo di credenziali di amministratore.

Le persone sottoposte a perquisizione, secondo l’ipotesi al vaglio degli inquirenti, avrebbero avuto la disponibilità di queste credenziali nell’ambito di contratti di assistenza informatica stipulati dal Ministero della Giustizia con ditte terze.

Le perquisizioni, sottolinea ancora il procratore Viola, si sono svolte “in modo partecipato e nel pieno rispetto delle garanzie difensive”, le analisi forensi sui dispositivi sequestrati sono ancora in corso.

Terremoto a Napoli, i danni al Belvedere di Baia

Roma, 21 mag. (askanews) – Controlli sul lungomare di Bacoli, i danni e le verifiche all’arcata del Belvedere di Baia, dopo lo sciame sismico in atto dalle 5.50 del mattino nell’area dei Campi Flegrei, con la scossa maggiore di magnitudo 4.4 a una profondità di circa 3.1 chilometri in mare, secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Dai primi accertamenti, si registrano segnalazioni di cedimenti anche in parti degli intonaci delle facciate di abitazioni private. Paura tra la popolazione che ha avvertito il terremoto. In corso verifiche su stabili e strutture scolastiche.

Cannes, "La Gradiva" di Atlan trionfa alla Semaine De La Critique

Roma, 21 mag. (askanews) – “La Gradiva”, il film scritto e diretto da Marine Atlan, ha vinto il Grand Prix Ami Paris, il riconoscimento più prestigioso della 65esima edizione della Semaine de la Critique della 79esima edizione del Festival di Cannes.

Il lungometraggio d’esordio della regista francese con protagonisti Antonia Buresi, Colas Quignard, Suzanne Gerin, Mitia Capellier-Audat è una produzione Francia-Italia ed è ambientato interamente in Italia, tra Pompei e Napoli, una produzione Films du poisson, coprodotto da Arte France Cinema e, per l’Italia, da Bibi Film TV di Angelo Barbagallo. Sarà distribuito in Italia da Fandango Distribuzione, vendite internazionali Mk2 Films.

Racconta di una classe di liceali che si reca a Pompei alla scoperta delle rovine e dei corpi pietrificati dal Vesuvio. Il viaggio si trasforma in un momento unico in cui la forza della giovinezza incontra un mondo congelato nel tempo. I loro desideri cominciano ad affiorare con intensità inaspettata, conducendoli verso una frattura irreversibile. Completano il cast: Rouge Isaac, Hadya Fofana, Lou-Ann Le Glorennec, Chamathka Warahena, Cherazade Hammedi, Camille Ménard-Harnish, Gustave Tersiguel, Mathéo De Carlo, Alma Polgar, Mariam Bouras, Léonilde Moucheroud, Emmanuelle Lafon, Lila Latronche, Anna Heckel, Romaïssa Taleb, Djimo Salim Nassokho, Kessy Mendy, Youssef Ben Hadj Amor.

Dombrovskis: Italia? "Valutiamo opzioni, ma prudenza in Paesi ad alto debito"

Roma, 21 mag. (askanews) – La Commissione europea sta effettivamente valutando quali “opzioni di policy” ci siano sul tavolo per intervenire sulla crisi dei prezzi dell’energia, sulla base delle sollecitazioni giunte dall’Italia e anche dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ma al tempo stesso ribadisce che oggi i margini di bilancio sono limitati e che serve “prudenza” sui conti pubblici nel Paesi maggiormente indebitati, come Italia e Francia. Lo ha affermato il Commissario europeo all’economia, Valdis Dombrovskis rispondendo ad una domanda durante la conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche di primavera.

“Effettivamente siamo valutando le opzioni di policy rispetto alla nostra risposta alla crisi sull’energia, quali elementi possano essere sul tavolo. Non reitererò il messaggio sul fatto che le misure devono essere temporanee mirate, ma si stiamo facendo alcune valutazioni su cosa possa essere fatto”, ha detto.

“Ovviamente – ha aggiunto Dombrovskis – in generale abbiamo margini di bilancio più limitati che nella crisi precedente e questo richiede anche prudenza di bilancio, specialmente per i 00paesi più indebitati”. (fonte immagine: Europea Union).

Calcio, Principe William celebra l’Aston Villa: notte incredibile

Roma, 21 mag. (askanews) – Entusiasmo alle stelle per il principe William dopo la vittoria dell’Aston Villa in Europa League. Il principe del Galles, grande sostenitore del club di Birmingham, ha seguito la finale a Istanbul vivendo la serata tra tribuna e spogliatoi, condividendo i festeggiamenti con la squadra.

Secondo quanto riferito dal difensore Matty Cash, il futuro sovrano ha preso parte ai festeggiamenti post partita insieme ai giocatori, partecipando anche ai momenti di celebrazione negli spogliatoi, in un clima di grande festa collettiva.

La sua presenza era stata già evidente durante il match, con reazioni accese ai gol che hanno deciso la finale e con esultanze particolarmente partecipate sugli spalti.

Per l’Aston Villa si tratta di un successo storico, il primo trofeo europeo dopo quasi trent’anni, che riporta il club ai vertici dopo una lunga attesa. William, nel suo messaggio social, ha ricordato anche il percorso della squadra e ha voluto dedicare un pensiero al centrocampista Boubacar Kamara, fermato da un infortunio.

Il principe ha concluso il suo intervento con i tradizionali slogan dei tifosi, celebrando una vittoria definita da lui stesso una “notte incredibile”.

RTL 102.5 Power Hits Estate raddoppia e parte da Roma

Milano, 21 mag. (askanews) – In occasione del decimo anniversario, RTL 102.5 Power Hits Estate raddoppia. Domenica 31 maggio 2026, al Centrale del Foro Italico di Roma, un cast straordinario di artisti inaugurerà l’estate con un grande evento dal vivo, pensato per celebrare i dieci anni dello show.

Per la prima volta, la sfida che eleggerà il tormentone dell’estate parte dalla Capitale: un viaggio musicale che accompagnerà il pubblico per tutta la stagione, fino alla finalissima di martedì 1° settembre all’Arena di Verona. Dal 2017, lo show della prima radio d’Italia porta sul palco le canzoni e gli artisti più trasmessi dell’estate, diventando un appuntamento fisso, capace di unire musica e pubblico in un’unica grande festa dal vivo. Un evento che negli anni si è affermato come simbolo dell’estate italiana e, prima di tutto, un momento per stare insieme. Quest’anno ancora di più vuole essere la festa di un’intera community, delle persone che ogni giorno seguono RTL 102.5 e ne alimentano l’energia.

Un concerto pensato proprio per gli ascoltatori, che sono il vero cuore di tutto. Per festeggiare questo importante traguardo, RTL 102.5 ha scelto di raddoppiare l’appuntamento con la sua serata simbolo, quella che meglio racconta il suo modo di fare radio: vicino alle persone, tra musica, artisti e un dialogo continuo con il pubblico.

“Anche quest’anno sarà uno spettacolo imperdibile, non solo perché i più grandi artisti si esibiranno dal vivo sul palco del Centrale del Foro Italico di Roma, ma soprattutto perché il Power Hits Estate celebra il suo decimo anniversario. È infatti l’unico evento musicale live con una classifica trasmessa in diretta su RTL 102.5 per decretare la hit dell’estate. La line up che abbiamo preparato è davvero unica e inimitabile, con un ritmo capace di lasciare senza fiato sia il pubblico presente sugli spalti sia chi seguirà la serata attraverso la nostra radiovisione. Chi sarà a casa, davanti alla televisione, potrà seguire il concerto sul canale 36 del digitale terrestre oppure ascoltarlo in diretta radio su RTL 102.5. Perché il 31 maggio prenderà ufficialmente il via l’estate musicale e la corsa al tormentone estivo, che si concluderà il 1° settembre all’Arena di Verona, già sold out. La grande novità di questa edizione sarà la conduzione a quattro: per la prima volta saliranno sul palco due coppie di conduttori, che gli ascoltatori seguono ogni giorno sulla prima radio d’Italia. Si tratta di Paola Di Benedetto e Matteo Campese, Jessica Brugali e Giulia Laura Abbiati. Volti e voci del Power Hits Estate di RTL 102.5, si alterneranno tra il Centrale del Foro Italico e l’Arena di Verona insieme a oltre trenta artisti. E non mancheranno le sorprese. Il rapporto del Censis sull’informazione italiana conferma ancora una volta il primato della radio. Nessuno riuscirà a uccidere la radio: noi lo sosteniamo da sempre e crediamo profondamente in ciò che facciamo come Gruppo RTL 102.5, un vero sistema costruito attorno a tre emittenti — RTL 102.5, Radio Zeta e Radiofreccia — seguite ogni giorno da 9 milioni di italiani, sempre in diretta. In un’epoca digitale, in cui siamo costantemente bombardati dai social, la radio tradizionale, capace di adattarsi ai tempi e ai nuovi device, continua a vincere e a convincere. Milioni di italiani, in auto, al lavoro o a casa grazie alla nostra radiovisione, seguono quotidianamente i nostri programmi in diretta, che rappresentano da sempre un valore aggiunto per il mezzo radiofonico. A questo si aggiungono gli eventi dal vivo, che da sempre animano le piazze: il Power Hits Estate di RTL 102.5 a Roma e Verona, ma anche lo sport, con il Giro d’Italia che abbiamo seguito nell’ultimo mese insieme agli Internazionali BNL d’Italia, la Notte Rosa di Riccione, pronta a far ballare migliaia di persone, e molti altri appuntamenti”, dichiara Lorenzo Suraci, presidente del Gruppo RTL 102.5.

I protagonisti della musica italiana si alterneranno sul palco con i brani che accompagneranno l’estate.

Modena, città a nervi tesi: tensione al presidio di Forza Nuova

Modena, 21 mag. (askanews) – È in carcere il 31enne italiano di seconda generazione che sabato scorso ha lanciato l’auto sui passanti in via Emilia Centro a Modena: otto i feriti, quattro in modo grave. Gli investigatori lavorano ancora sul movente. E intanto le piazze si moltiplicano. Ieri sera in largo Aldo Moro 500 persone al presidio antifascista promosso da Cgil, Pd e associazioni democratiche. Modena è unita ed è contro l’odio hanno ribadito gli organizzatori. Poco dopo, una ventina di militanti di Forza Nuova ha radunato il proprio presidio – prima convocato in piazza Risorgimento, poi spostato al Monumento di viale delle Rimembranze – bloccando mezza città.

“Abbiamo deciso di prendere Modena come modello, come laboratorio per cambiare le cose – spiega il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore -. Passeggiate della sicurezza ogni settimana, con i modenesi: andare nelle zone difficili, dove c’è lo spaccio. Noi la vogliamo cambiare”.

Con lui anche il dirigente nazionale del movimento, Luca Castellini, che se la prende anche con Giorgia Meloni:

“Inopportuno è il governo, è la sinistra, è la destra, è il prefetto che obbliga Modena, come Verona, come Pavia, a distribuire clandestini nei Cpr. Riteniamo che la Schlein e la Meloni siano uguali, cambia solo come si vestono”.

Al termine, cinquanta giovani dei centri sociali hanno cercato di forzare il cordone di polizia al grido via i fascisti da Modena ; gli agenti in assetto antisommossa hanno risposto con una carica di alleggerimento. La settimana non è finita: sabato e domenica nuovi presidi in centro.

Sisma ai Campi Flegrei, scossa di magnitudo 4.4: i crolli a Bacoli

Roma, 21 mag. (askanews) – Nelle immagini, i danni all’arcata del Belvedere di Baia, lungo i costoni di Bacoli, tra Punta Epitaffio e Pennata, in seguito allo sciame sismico in atto dalle 5.50 del mattino nell’area dei Campi Flegrei, con la scossa maggiore di magnitudo 4.4 a una profondità di circa 3.1 km in mare, secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Dai primi accertamenti, si registrano segnalazioni di cedimenti anche in parti degli intonaci delle facciate di abitazioni private. In seguito all’evento la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si è messa in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della Protezione civile.

Il terremoto è stato avvertito dalla popolazione. I sindaci dei Comuni dell’Area flegrea hanno comunicato di aver predisposto ordinanze di chiusura per le scuole, in attesa dei sopralluoghi agli edifici e degli interventi tecnici. Scuole chiuse anche a Giugliano in Campania e a Napoli, limitatamente agli istituti dell’Area della Zona Rossa.

L’Ue rivede al ribasso del stime di crescita dell’Italia

Roma, 21 mag. (askanews) – La Commissione europea ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica per l’Italia, nell’ambito di una generalizzata riduzione per i Paesi della Unione europea legata allo shock energetico per la guerra in Iran. Ora per la Penisola prevede un più 0,5% di crescita quest’anno, cui dovrebbe seguire più 0,6% del Pil nel prossimo.

I dati sono contenuti nelle previsioni economiche primaverili, mentre sei mesi, nelle stime autunnali, fa la Commissione prevedeva 0,8% di crescita sia quest’anno che il prossimo per l’Italia.

Ue: debito-Pil Italia continua a salire anche per colpa del superbonus

Roma, 21 mag. (askanews) – La Commissione europea prevede che il rapporto tra debito pubblico e Pil dell’Italia continui a crescere sia quest’anno che il prossimo, toccando il 139,2% nel 2027. Q questo aumento, afferma Bruxelles nella scheda sulla Penisola inserita nelle previsioni economiche primaverili “è guidato da un aumento della crescita dei differenziali sui tassi di interesse e dagli ampi aggiustamenti sui flussi collegati agli incentivi per le ristrutturazioni (il riferimento è al superbonus per l’edilizia -ndrt) degli anni precedenti, mentre l’impatto degli avanzi primari resta limitato”.

Ue alza stima inflazione Italia 2026 al 3,2%, taglia 2027 a 1,8%

Roma, 21 mag. (askanews) – La Commissione europea ha drasticamente rivisto al rialzo le previsioni di inflazione per l’Italia, a riflesso dello shock energetico innescato dalla guerra in Iran. Ora stima un più 3,2% dei prezzi al consumo sull’insieme di quest’anno, una crescita quasi doppia rispetto al più 1,7% del 2025, ma per il 2027 è atteso un netto calmieramento della dinamica, al più 1,8%. Nelle previsioni di sei mesi fa, Bruxelles stimava l’inflazione 2026 all’1,3% e quella del prossimo anno al 2%.

Ue migliora stime disoccupazione Italia, in 2026 5,7% a minimo record

Roma, 21 mag. (askanews) – Nonostante l’impennata dei prezzi dell’energia, per l’Italia continuano a migliorare le previsioni sul tasso di disoccupazione, a livelli ormai ben inferiori alla media dell’area euro e della intera Unione europea. Secondo la commissione Ue, dal 6,1% dello scorso anno il tasso di disoccupazione nella Penisola dovrebbe scendere ad un minimo storico del 5,7% quest’anno, per poi restare a questo valore anche nel 2027.

Lo scorso autunno la Commissione prevedeva una disoccupazione al 6,1 quest’anno in Italia e al 6% il prossimo.

Nelle sue previsioni economiche primaverili, Bruxelles stima che l’inflazione media dell’area euro si attesti al 6,4% su 2026 e 2027 e al 6% per l’intera Unione europea su entrambi gli anni.

Secondo Bruxelles, rallenterà invece la crescita dell’occupazione della Penisola, al più 0,2% sia quest’anno che il prossimo, dopo il più 1,1% del 2025.

Ue rivede al ribasso stime di crescita Italia, Pil 2026 +0,5%, 2027 +0,6%

Roma, 21 mag. (askanews) – La Commissione europea ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica per l’Italia, nell’ambito di una generalizzata riduzione per i Paesi della Unione europea legata allo shock energetico per la guerra in Iran. Ora per la Penisola prevede un più 0,5% di crescita quest’anno, cui dovrebbe seguire più 0,6% del Pil nel prossimo.

I dati sono contenuti nelle previsioni economiche primaverili, mentre sei mesi, nelle stime autunnali, fa la Commissione prevedeva 0,8% di crescita sia quest’anno che il prossimo per l’Italia.

Ue alza stime deficit-Pil (2,9%) e debito-Pil (138,5%) Italia 2026

Roma, 21 mag. (askanews) – La Commissione europea ha ritoccato al rialzo le previsioni sui rapporti di deficit/Pil e debito/Pil dell’Italia. Nelle sue previsioni economiche autunnali, dopo il 3,1% del Pil segnato dal deficit nel 2025, ora stima una riduzione al 2,9% quest’anno, valore atteso anche per il 2027.

In questo modo il disavanzo si attesterebbe al di sotto della soglia del 3% prevista dal Patto di Stabilità e di crescita, fattore necessario per uscire dalla procedura europea per disavanzo eccessivo.

Per il debito, invece, è atteso un ulteriore aumento al 138,5% del Pil quest’anno e al 139,2% nel 2027, secondo le previsioni economiche premaverili appena diffuse.

Lo scorso autunno la Commissione prevedeva per la Penisola un deficit/Pil al 2,8% quest’anno e al 2,6% il prossimo, con un debito/Pil al 137,9% sul 2026 e una prima limatura al 137,2% il prossimo anno.

Istat: il 16% delle famiglie del ceto medio arriva con difficoltà a fine mese

Roma, 21 mag. (askanews) – In Italia anche il ceto medio arranca. Nel 2025 il 16,1% delle famiglie del ceto medio dichiara di arrivare a fine mese con grande difficoltà o con difficoltà, contro il 45% delle famiglie a rischio di povertà, una quota comunque tripla rispetto a quella delle famiglie della classe ad alto reddito (5,2 per cento). In termini reali, tra il 2014 e il 2024, la spesa equivalente delle famiglie è diminuita del 5,6 per cento per le famiglie del ceto medio, del 7,1 per cento per la classe abbiente e del 4,6 per cento per i ceti più bassi. E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Istat.

Il ceto medio rimane la componente maggioritaria della popolazione, il 61,2 per cento degli individui residenti in Italia, e svolge un ruolo fondamentale come motore dei consumi, dell’innovazione e della stabilità sociale. Negli ultimi dieci anni si osserva, per il ceto medio, un miglioramento diffuso degli indicatori soggettivi di deprivazione, più contenuto rispetto a quello osservato per la classe ad alto reddito, e sembrano permanere segnali di vulnerabilità, nonostante le buone condizioni rispetto al mercato del lavoro.

Nel periodo 2014-2024, la dinamica reddituale del ceto medio è stata decisamente meno sostenuta di quella del ceto più basso, ma anche di quella della classe abbiente, a dimostrazione di una maggiore esposizione del ceto medio alle fasi di rallentamento economico. In particolare, nell’anno della pandemia, il ceto medio ha registrato una contrazione del reddito più che doppia rispetto a quella della classe a rischio di povertà, e simile a quella della classe più abbiente che, tuttavia, ha mostrato una maggiore velocità di recupero.

Istat: da redditi a produttività ecco perchè la Spagna cresce più di noi

Roma, 21 mag. (askanews) – Negli ultimi anni, la Spagna ha registrato una crescita mediamente superiore a quella dei principali paesi dell’area euro, inclusa l’Italia. Tra il 2022 e il 2025, nella fase successiva al recupero dei livelli pre-pandemici, il Pil spagnolo ha registrato una crescita cumulata del 9% a fronte di un 2,3% in Italia. Questo risultato non è riconducibile esclusivamente a episodi ciclici, ma riflette anche una maggiore capacità dell’economia spagnola di generare una crescita più sostenuta della domanda interna e dell’attività produttiva, anche attraverso incrementi della produttività e un maggiore orientamento verso settori a tecnologia più avanzata, specialmente nei servizi. E’ quanto emerge da un approfondimento contenuto nel rapporto annuale 2026 dell’Istat.

In Spagna, la crescita del 2025 rispetto al 2022 è stata trainata congiuntamente da consumi ed esportazioni (+6,8 e +3,6 punti percentuali), mentre in Italia i contributi delle stesse componenti sono risultati, in media, significativamente più contenuti (+2,2 e +0,2 punti percentuali). Dal lato dei consumi, le determinanti della migliore performance spagnola sono molteplici e includono non solo una crescita più intensa dei consumi delle famiglie, ma anche un maggiore impulso della spesa pubblica. In Spagna, infatti, l’aumento cumulato della spesa delle amministrazioni pubbliche è stato pari al 10,2 per cento, a fronte del 3,1 per cento registrato in Italia, riflettendo anche vincoli di bilancio meno stringenti.

Il maggiore dinamismo dei consumi delle famiglie in Spagna rispetto a quelli italiani è riconducibile sia a fattori demografi ci sia a una crescita sostenuta dei redditi reali. L’aumento della popolazione spagnola tra i 15 e i 64 anni (+4,6 per cento tra il 2022 e il 2025) è stato infatti superiore a quello italiano (+1,6 per cento), trainato dalla forte espansione della componente degli stranieri regolari (+22,3 per cento; nello stesso periodo, +4,6 per cento in Italia). Tale componente ha ampliato la base produttiva e alimentato la domanda interna, generando un effetto cumulativo tra l’offerta di lavoro e i consumi. In Spagna, i redditi reali aumentano notevolmente nel periodo 2022-2025 (+14,8 per cento), mentre in Italia la loro crescita appare più debole e irregolare (+3,3 per cento nello stesso periodo).

Considerando il Pil pro capite, il differenziale tra i due paesi risulta minore anche in relazione alla diversa intensità nella dinamica demografi ca della popolazione. Tuttavia, è possibile cogliere alcuni segnali importanti in termini di determinanti della crescita economica. Il contributo della produttività è prevalentemente positivo nel caso spagnolo e negativo in quello italiano. L’Italia ha parzialmente compensato questo differenziale negativo tramite un maggiore contributo dell’intensità di impiego dell’input di lavoro, misurata dalle ore per occupato. La crescita spagnola, inoltre, ha fatto maggiormente leva sull’espansione dell’occupazione e della partecipazione al mercato del lavoro, anche in relazione alla crescita della popolazione in età lavorativa, sulla quale ha infl uito positivamente la componente straniera. La Spagna ha inoltre registrato un tasso di crescita degli investimenti, del 2025 rispetto al 2022, superiore a quello dell’Italia (+16,1 per cento, contro +10,4 per cento in Italia), mostrando anche una diversa composizione. In Italia, la crescita degli investimenti è stata fortemente concentrata nelle costruzioni (+14,7 contro +15,4 per cento in Spagna), mentre in Spagna è stata più marcata la dinamica delle attività legate alla proprietà intellettuale (+23,7 contro +7,8 per cento in Italia).

Tale differenza, non solo nell’intensità ma anche nella tipologia, è rilevante, poiché gli investimenti in costruzioni tendono ad avere effetti più limitati sulla produttività di lungo periodo, mentre quelli in capitale immateriale sono più strettamente associati al rafforzamento della crescita potenziale. Ne consegue che, anche a parità di dinamica complessiva, la composizione degli investimenti dovrebbe avere contribuito a rafforzare il vantaggio relativo della Spagna. Con riferimento alla domanda estera, l’Italia ha mantenuto un profilo di crescita delle esportazioni di merci sostanzialmente simile a quello della Spagna, sebbene nel complesso risulti meno dinamico.

Si evidenzia, inoltre, un maggiore impulso alla crescita delle vendite all’estero di servizi (che, in media, nel periodo 2022-2025 pesano per il 32 per cento dell’export totale, pari al 19,2 per cento per l’Italia).

Queste ultime sono diventate un elemento importante della performance economica spagnola sui mercati esteri, avendo sperimentato tra il 2022 e il 2025 una crescita pari al 32,4 per cento (+12,3 per cento quella dell’Italia). Tale tendenza suggerisce una maggiore capacità della Spagna di intercettare la domanda internazionale, non solo nel settore del turismo, ma anche in quello dei servizi a più elevato contenuto tecnologico.

Istat: disuguaglianze economiche restano marcate, allarme povertà energetica

Roma, 21 mag. (askanews) – Le disuguaglianze economiche, in Italia, rimangono marcate e significative, con un livello di povertà assoluta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. A fronte di un miglioramento dell’indicatore sull’insicurezza alimentare nell’ultimo decennio, la povertà energetica è in aumento su tutto il territorio, ma in modo particolare nel Nord-ovest e nelle Isole. A lanciare l’allarme è l’Istat nel rapporto annuale 2026.

Nel 2025, quasi 11 milioni di individui (18,6 per cento) sono a rischio di povertà, “sebbene stabile rispetto al 2024 il dato conferma la persistenza di un’area di vulnerabilità economica ampia e strutturale all’interno del Paese”, avverte l’Istat. Inoltre oltre un quinto della popolazione dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà e oltre un quarto ha difficoltà a fare fronte a spese impreviste. Nel 2024 la povertà assoluta interessa 5,7 milioni di persone (9,8 per cento), per un totale di 2,2 milioni di famiglie (8,4 per cento).Il Mezzogiorno continua a registrare il valore più elevato (10,5 per cento delle famiglie), con una crescita significativa dell’incidenza individuale nelle Isole (dall’11,9 per cento del 2023 al 13,4 del 2024).

Quanto alla povertà energetica delle famiglie, ossia l’incapacità di riscaldare adeguatamente l’abitazione o di utilizzare servizi energetici essenziali, nel 2024 è pari al 9,1 per cento, in aumento rispetto al biennio precedente: era 7,7 per cento nel 2022 e 9,0 per cento nel 2023. Il valore più basso si registra nel Centro (5,6 per cento), seguito dal Nord-est (7,2 per cento) e dal Nord-ovest (8,0 per cento); Sud (12,7 per cento) e Isole (14,6 per cento) presentano, invece, i valori più elevati.

Le famiglie maggiormente colpite dalla povertà energetica sono quelle più numerose (dall’8,4 per cento delle famiglie monocomponente al 12,7 per cento delle famiglie con 5 componenti o più), ma anche le coppie con almeno tre figli (12,3 per cento), le famiglie monogenitoriali (12,0 per cento) e quelle con più nuclei (11,4 per cento). Se la persona di riferimento della famiglia è di cittadinanza straniera l’incidenza della povertà energetica raggiunge il 22,3 per cento.

Nel 2025, le spese per l’abitazione rappresentano un onere economico pesante per il 35,9 per cento degli individui e il 22,4 per cento riferisce di arrivare alla fine del mese con difficoltà o grande difficoltà. Il 47,7 per cento dichiara, invece, di non essere riuscito a risparmiare nell’ultimo anno. Inoltre, il 35,7 per cento della popolazione non può permettersi una settimana di vacanza all’anno lontano da casa e il 25,6 per cento ha difficoltà a far fronte, con risorse proprie, a spese impreviste.

Le famiglie che non sono in grado di acquisire un paniere di beni e servizi considerato essenziale per condurre una vita dignitosa vanno incontro a situazioni di povertà assoluta. Nel 2024, tale condizione ha riguardato 5,7 milioni di individui (9,8 per cento) per un totale di 2,2 milioni di famiglie (8,4 per cento), in un quadro sostanzialmente stabile rispetto al 2023.

Istat: con caro-energia a rischio potere d’acquisto e attività economica

Roma, 21 mag. (askanews) – Il processo di stabilizzazione dell’inflazione, che risultava consolidato nel 2025, “è messo a rischio dalle nuove pressioni al rialzo sulle quotazioni delle materie prime energetiche, che potrebbero incidere negativamente sul potere d’acquisto e sull’attività economica”. A lanciare l’allarme è l’Istat nel rapporto annuale 2026.

“Qualora persistesse lo scenario di guerra con il blocco dello Stretto – hanno spiegato i tecnici dell’Istat – c’è una prospettiva in cui durante l’anno potrebbe realizzarsi un sorpasso dell’inflazione rispetto alla dinamica dei salari nominali”.

L’inflazione misurata dall’Ipca, in Italia, si è attestata nel 2025 all’1,6%, posizionandosi su tassi inferiori alla media dell’area euro (+2,1%). Tuttavia, nel corso dei primi mesi del 2026, le tensioni geopolitiche hanno determinato una brusca inversione di tendenza dei prezzi dell’energia, +9,3% ad aprile, portando l’indice armonizzato dei prezzi al consumo in Italia a crescere ad aprile al 2,8% su base annua.

Sciame sismico in area flegrea, la scossa maggiore di magnitudo 4.4

Milano, 21 mag. (askanews) – Dalle ore 05.50 di stamani, come segnalato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è in corso uno sciame sismico nell’area dei Campi Flegrei, con l’evento maggiore registrato in mare di magnitudo 4.4. In seguito all’evento la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si è messa in contatto con le strutture locali del Servizio Nazionale della protezione civile. La scossa è stata avvertita dalla popolazione, sono in corso le verifiche sulle segnalazioni di eventuali danni.

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato questa mattina una riunione del Centro Coordinamento dei Soccorsi in relazione alla scossa. I sindaci dei Comuni dell’Area flegrea hanno comunicato di aver attivato i coc e di aver approntato le ordinanze di chiusura per le scuole, in attesa dei sopralluoghi agli edifici e degli interventi tecnici. L’ordinanza di chiusura delle scuole è stata predisposta anche dal Comune di Giugliano in Campania e dal Comune di Napoli, limitatamente, in quest’ultimo caso, alle scuole ricomprese nell’Area della Zona Rossa. La Direttrice dell’I.N.G.V. ha specificato che la scossa ha una magnitudo di 4.4., con una profondità di circa 3.1 km.

Si registrano segnalazioni di cedimenti dell’arcata del Belvedere di Baia, lungo i costoni di Bacoli, tra Punta Epitaffio e Pennata e di parte degli intonaci delle facciate di abitazioni private. Squadre di tecnici della Città Metropolitana e della Regione stanno controllando gli edifici scolastici. Sono monitorati anche gli eventuali picchi di cO2 nella zona Solfatara-Pisciarelli. La Rete ferroviaria Italiana linea Metropolitana L2 Villa Literno-Napoli, inizialmente sospesa per l’intera tratta per le verifiche alle opere civili e fabbricati, è stata poi parzialmente riaperta. Resta interdetto esclusivamente il tratto Giugliano – Villa Literno per sopralluoghi. Le linee flegree (Cumana e Circumflegrea) restato sospese per controlli alle infrastrutture. Chiuso il Parco archeologico di Pozzuoli. La situazione resta attentamente monitorata.

Alla riunione hanno partecipato l’Assessore alla Protezione civile Regionale, Fiorella Zabatta, l’Assessore presso il Comune di Napoli, Maria Striano, i Sindaci di Bacoli, Josi Gerardo della Ragione, Pozzuoli, Luigi Manzoni, il Sindaco di Giugliano in Campania, Diego Nicola D’Alterio, il Sindaco di Monte di Procida, Salvatore Scotto di Santolo, il Sindaco di Quarto, Antonio Sabino, il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, la Direttrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, il direttore della prevenzione della ASL Napoli 2 Nord., il direttore UOC 118, Luigi Langella, la Sala Operativa Regionale Unificata della Protezione Civile, la Città Metropolitana di Napoli, il dott Italo Giulivo per la Protezione Civile della Regione Campania, i rappresentanti del Comune di Napoli, dei Vigili del Fuoco, delle Forze di polizia e l’Ufficio Scolastico Regionale, Terna.

Il Papa: pace perseguita con le armi è sbagliata. Tornare alla diplomazia

Città del Vaticano, 21 mag. (askanews) – “In un’epoca in cui la pace viene perseguita attraverso le armi come condizione per affermare il proprio dominio, e’ urgente un ritorno a una diplomazia che promuova il dialogo e cerchi il consenso a tutti i livelli: bilaterale, regionale e multilaterale”. Lo ha detto stamane Papa Leone XIV incontrando in Vaticano gli ambasciatori di Bangladesh, Ciad, Maurizio, Namibia, Rwanda, Sierra Leone, Sri Lanka e Yemen accreditati presso la Santa Sede.

Per Papa Prevost il vero dialogo, viene “motivato da una sincera ricerca di vie che conducano alla pace, esige che le parole esprimano nuovamente la realta’ in modo chiaro, senza distorsioni od ostilita’. Solo allora si potranno superare i malintesi e ricostruire la fiducia nel contesto delle relazioni internazionali”.

“Nessuna nazione, nessuna societa’ e nessun ordine internazionale – ha poi aggiunto il pontefice – puo’ definirsi giusto e umano se misura il proprio successo unicamente in base al potere o alla prosperita’, trascurando coloro che vivono ai margini”. Una posizione questa, ribadita a più riprese anche dalla dottrina sociale della Chiesa, basata sul fatto che “l’amore di Cristo per gli ultimi e i dimenticati ci spinge a rifiutare ogni forma di egoismo che renda invisibili i poveri e i vulnerabili”, ha precisato il pontefice.

Ma “proprio questo spirito di solidarieta’ e di donazione di se'” è anche quello che, ha concluso il Papa, “deve animare il servizio dei diplomatici e rafforzare le organizzazioni internazionali, al fine di creare spazi di incontro e di mediazione”, visto che “queste istituzioni rimangono strumenti indispensabili per la risoluzione delle controversie e la promozione della cooperazione”.

Accesa telefonata Trump-Netanyahu, discussioni tese sull’Iran

Roma, 21 mag. (askanews) – Le accese discussioni su come procedere con l’Iran sarebbero state alla base della “prolungata e drammatica” conversazione telefonica di martedì tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. I due leader – hanno riferito tre fonti citate dalla Cnn – avrebbero tentato di raggiungere delle posizioni convergenti, ma la conclusione della telefonata avrebbe lasciato il capo del governo israeliano “furioso”.

Trump e Netanyahu si erano già sentiti due giorni prima, domenica. Il presidente americano, in quella occasione, aveva anticipato la sua intenzione di procedere con nuovi attacchi mirati contro l’Iran all’inizio della settimana, un’operazione che avrebbe dovuto assumere un nuovo nome: Operazione Martello. Tuttavia, circa 24 ore dopo quella prima conversazione, Trump ha annunciato la sospensione degli attacchi, a suo dire, su richiesta degli alleati del Golfo, tra cui Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Paesi che, nei giorni successivi, sarebbero rimasti in stretto contatto con la Casa Bianca e i mediatori pachistani per lavorare a un quadro di riferimento che potrebbe favorire i colloqui diplomatici.

“Siamo nelle fasi finali della questione iraniana. Vedremo cosa succederà”, ha quindi detto Trump ai giornalisti ieri, riferendosi agli sforzi per raggiungere un accordo. “O raggiungeremo un accordo o faremo qualcosa di un po’ spiacevole”, ha continuato. “Ma spero che non accada”.

Sul fronte israeliano, però, i negoziati in corso hanno frustrato il primo ministro, che da tempo sostiene un approccio più aggressivo nei confronti di Teheran. Netanyahu ha sostenuto che un rinvio non farebbe altro che avvantaggiare gli iraniani. E il premier avrebbe espresso la sua delusione martedì, dicendo a Trump che a suo avviso il rinvio degli attacchi previsti rappresentava un errore e che il presidente avrebbe dovuto procedere come previsto, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense. Durante la conversazione, durata un’ora, Netanyahu avrebbe anche insistito per la ripresa delle operazioni militari.

Durante la telefonata, dunque, sarebbe emersa una divergenza tra le due posizioni piuttosto evidente: Trump voleva valutare la possibilità di raggiungere un accordo, mentre Netanyahu si aspettava qualcosa di diverso, un attacco immediato contro le infrastrutture iraniane, in particolare quelle energetiche. E la preoccupazione israeliana dopo la telefonata di martedì si sarebbe estesa rapidamente anche ai funzionari vicini a Netanyahu, ha riferito un’altra fonte israeliana alla Cnn. Ai vertici del governo dello Stato ebraico, in particolare, resta un forte desiderio di riprendere l’azione militare e cresce la frustrazione per il fatto che Trump continui a tollerare quello che definiscono un temporeggiamento diplomatico da parte dell’Iran.Iran/ ## Accesa telefonata Trump-Netanyahu, discussioni tese su Iran -2- Roma, 21 mag. (askanews) – Tuttavia, la frustrazione di Netanyahu nei confronti dell’approccio statunitense – e in particolare delle minacce di Trump seguite da successive pause – non è del tutto nuova, secondo fonti a conoscenza delle loro conversazioni. Funzionari statunitensi in passato hanno riconosciuto obiettivi divergenti tra Stati Uniti e Israele in merito alla guerra. Di certo, interrogato su cosa avesse detto al primo ministro la sera precedente, Trump ha lasciato intendere mercoledì di avere il controllo della situazione: “Farà tutto quello che voglio io”, ha commentato il presidente degli Stati Uniti. In altre parole: bisogna attendere ancora qualche giorno. Trump preferisce insistere per un accordo diplomatico, considera la situazione con l’Iran “sul filo del rasoio” e pensa che valga la pena concedere alla diplomazia ancora del tempo (breve).

Di qui, le dichiarazioni del portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, secondo il quale Teheran e Washington hanno continuato a scambiarsi messaggi tramite il Pakistan. “Sulla base del testo iniziale di 14 punti presentato dall’Iran, ci sono stati scambi di messaggi in diverse occasioni e abbiamo ricevuto il punto di vista della parte americana, che stiamo attualmente esaminando”, ha affermato Esmaeil Baghaei.

Il capo dell’esercito pachistano, Asim Munir, sarà oggi nella capitale iraniana nell’ambito degli sforzi di mediazione. Dopo avere ospitato a Islamabad i colloqui di alto livello tra il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ad aprile, il Paese ripropone i suoi tentativi di ricomporre le divergenze. Tuttavia, non è chiaro quali delle principali differenze tra le due parti siano state colmate. L’Iran non ha rinunciato alle sue richieste fondamentali e, all’inizio di questa settimana, le questioni relative al suo programma nucleare e ai beni congelati rimanevano irrisolte, secondo quanto riferito da una fonte regionale. Inoltre, Trump ha ripetutamente indicato che l’azione militare rimane un’opzione. “Se non otteniamo le risposte giuste, si può andare molto velocemente. Siamo tutti pronti a partire”.

Biennale, la strana presenza del Padiglione della Russia

Venezia, 21 mag. (askanews) – Se ne è parlato tanto, probabilmente troppo, e ora che la Biennale Arte è aperta a tutto il pubblico, il Padiglione della Russia vive la sua vita ambigua: le porte sono chiuse, per non violare le sanzioni, non si può entrare, ma lo spazio è formalmente attivo e il pubblico può vedere delle opere video dalle finestre. Non c’è folla, pure in un sabato di sole, e non c’è neanche un gran progetto artistico. Eppure, per settimane, si è parlato solo di quello.

Flotilla, Carotenuto (M5s): mi hanno messo in una panic room e malmenato

Roma, 21 mag. (askanews) – “Siamo stati sequestrati in acque internazionali, a 200 miglia nautiche da Gaza, mentre andavamo a Port Said per una tempesta in arrivo. Mi trovavo su una nave turca, sono stato sequestrato, bendato, costretto a una posizione orribile. Poi mi hanno trasferito in una nave prigione, mi hanno malmenato, spogliato e bagnato, ci hanno tolto le scarpe per farci passare la notte al freddo. Prima di portarci sul ponte, ci hanno fatto attraversare una ‘panic room’ dove siamo stati malmenati. Alcuni sono stati prima bagnati e poi colpiti con il teaser”. Lo ha raccontato, appena atterrato a Fiumicino, il deputato M5s, Dario Carotenuto, che si trovava a bordo di un’imbarcazione della Flotilla diretta a Gaza, bloccata dalla marina israeliana.

“C’era un ragazzo tedesco che aveva decine di segni sulla schiena fatti con la punta del mitra e poi addirittura gli hanno anche sparato con proiettile di gomma”, ha aggiunto Carotenuto ai microfoni di Rainews 24.

Flotilla, Mantovano: portato all’aeroporto con manette e catene a caviglie

Roma, 21 mag. (askanews) – “Sono stato portato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv con le manette e le catene alle caviglie”. Lo ha raccontato il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovano, appena atterrato a Fiumicino, che si trovava a bordo di un’imbarcazione della Flotilla diretta a Gaza, bloccata dalla marina israeliana.

“Durante la perquisizione mi hanno strappato di dosso la cerata e mi hanno tolto i pantaloni dove custodivo il portafogli con i documenti che non mi hanno restituito”, ha aggiunto sottolineando che la marina israeliana “ci ha sparato due volte con proiettili non so di che tipo sulla barca prima di salire a bordo”.

Il popolarismo di Luigi Sturzo alternativa perfetta ai populismi contemporanei

Il populismo contemporaneo una triplice patologia. Il primo elemento è la personalizzazione della politica: i corpi intermedi perdono ogni capacità di mediazione, il potere si concentra nei leader, il rapporto con le masse scivola verso il plebiscitarismo come anticamera dell’autoritarismo. 

Il secondo è la degenerazione della comunicazione: pur illudendosi che i social network ricreino antiche agorà democratiche, il popolo resta in realtà relegato a un ruolo passivo, poiché anche nella rete vi sono soggetti capaci di guidare la discussione e orientare le decisioni.

Il terzo è il linguaggio dell’antipolitica: slogan emotivi al posto di argomentazioni, demagogia al posto di programmi. L’esito complessivo è ciò che Piraino definisce egocrazia — il potere ridotto a fine a se stesso, con la cancellazione di qualsiasi idea di bene comune.

A questo quadro degenerativo si contrappone il popolarismo sturziano come alternativa sistematica, elaborata ben prima che il fenomeno populista assumesse le forme attuali. Nel popolarismo la democrazia non è insieme di regole procedurali ma esperienza di convivenza fondata sulla libertà e correlata al principio di autorità, che si declina a tutti i livelli della vita associata: dalla famiglia alle associazioni, dai comuni alle regioni, dai partiti alle istituzioni dello Stato. Il popolo non è massa omogenea contrapposta a un nemico, ma pluralità organizzata di persone, corpi intermedi e comunità locali. La parola chiave non è sovranità ma responsabilità.

Il partito di massa, nella visione sturziana, non è proprietà del leader ma strumento di educazione civica, mediazione istituzionale e rappresentanza delle forze sociali. Per questo Sturzo, lanciando nel 1919 il Ppi, sostenne con convinzione il sistema proporzionale, unico metodo elettorale in grado di garantire la reale rappresentanza della varietà politica e sociale del paese. Contro il centralismo statale, rivendicò uno Stato organico e decentrato, capace di riconoscere autonomia e iniziativa a tutti gli organismi sociali, culturali, religiosi ed economici. 

Il popolo, in questa prospettiva, non detiene un potere assoluto ma esercita una funzione di controllo e di limite morale nei confronti degli organi statali — un’intuizione che Piraino considera più radicale della stessa separazione montesquieviana dei poteri.

 

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Salvini e il puro esercizio della demagogia

C’erano una volta “partiti di lotta e di governo” (il Pci, versione Berlinguer). E partiti che facevano l’“opposizione a se stessi” (la Dc, versione Moro). Erano nobili acrobazie, chiamate a fare i conti con un sistema politico bloccato.

Da allora, tutto si è mosso. Anche troppo. E però quei cascami del passato sembrano farci visita oggi, inducendo i partiti a indossare due vestiti, uno sopra l’altro, come a volersi riparare dal freddo dell’inverno delle loro poche idee.

Così torna di gran moda il mal vezzo di parlare dai banchi del governo come se ancora si militasse sotto le bandiere dell’opposizione. E come al solito a primeggiare in questo ambiguo gioco di ruolo si erge Matteo Salvini.

Il quale, forse ignaro di essere vicepremier, continua a straparlare come se fosse a capo di un gruppuscolo extraparlamentare privo di ogni rapporto con la responsabilità politica.

Il modo in cui il leader leghista si è avventato sulla follia di Modena, invocando leggi speciali per poter revocare la cittadinanza al responsabile di una italianissima follia, peraltro contrastato da due cittadini immigrati di recente, rivela un modo infantile di trattare argomenti seri e delicati.

Dimenticando ogni volta la banale verità che un vicepremier ha sempre (o almeno dovrebbe avere) una forma di responsabilità per quanto accade nel Paese. Specie dopo aver trascorso anni e anni, e con le più alte responsabilità, nei palazzi del potere.

Quello che per i vecchi democristiani e comunisti era un serio problema politico, per Salvini è diventato un puro esercizio di demagogia.

 

Fonte: La Vice del Popolo – Giovedì 20 maggio 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore

Controcorrente: un centro adeguato ai tempi

Nonostante che il dibattito sull'”offerta politica” di centro appaia molto più condizionato dalla scadenza delle prossime elezioni politiche e dalla legge elettorale con cui si andrà a votare, che da una visione ad ampio raggio sulle sfide del nostro tempo, è proprio questo secondo aspetto a risultare decisivo.

Infatti, il gioco a incastro delle candidature può solo garantire la nomina da parte dei capi-partito (questa purtroppo è la prassi) di un certo numero di parlamentari per la prossima legislatura, all’insegna dell’eterogeneità e della frammentazione.

La questione in sè più importante rimane invece quella del senso e della sostanza di politiche di centro. Viviamo in un tempo in cui sembrano essere rimessi in discussione i presupposti che le hanno rese possibili queste politiche e nel contempo assistiamo a una loro ripresa trasversale agli schieramenti.

Lo si può rilevare in tre ambiti principali, quello sociale, economico e internazionale.

A fronte del declino della classe media, diventano prioritarie politiche volte a rafforzare la coesione sociale, i legami di comunità, ad affrontare la crisi demografica, a mettere in relazione e ad armonizzare le diversità territoriali, sociali, culturali. Ciò esige in chi governa, ad ogni livello, la capacità di ridurre condizionamenti di natura ideologica, spesso sbandierati per la ricerca del consenso.

Un processo analogo si sta verificando in campo economico. Persino nei Paesi che hanno creduto di poter dettare agli altri i loro dogmi economici, spesso indebolendo i Paesi soggetti ai loro diktat, si assiste a una riscoperta dell’intervento dello stato in economia, della programmazione pubblica, senza naturalmente cadere nel dogmatismo opposto, ma trovando un giusto equilibrio, come quello praticato dall’Italia nella prima repubblica, che ha consentito uno sviluppo straordinario, o come quello che molti Stati emergenti – la Cina per prima – ci hanno in parte copiato con risultati altrettanto sbalorditivi.

In terzo luogo, la situazione internazionale che si è venuta a creare, con il ritorno alla politica di potenza, la liquidazione della dura lezione del Novecento e il contestuale sdoganamento della guerra al posto della fatica della costruzione, sempre  possibile, di un nuovo multilateralismo, impone la riscoperta di una politica estera improntata alla moderazione, al dialogo ostinato e al ripudio della guerra. Un centro che, invece, si dovesse limitare ad assecondare lo spirito del tempo incline allo scontro, finirebbe col risultare insipido e accessorio.

In un siffatto contesto le politiche di centro emergono laddove si fanno, piuttosto che in chi solo le invoca, e tendono a estendersi anche oltre a specifici contenitori ad hoc, pur utili e interessanti e in certa misura anche necessari. 

Ciò può costituire uno stimolo a creare delle occasioni di dialogo utili a declinare un progetto politico, capace di guardare oltre una scadenza elettorale che si avvicina e nel quale molti vi si possano riconoscere.

La nuova genitorialità italiana tra scelta, paura e futuro incerto

Nella location dell’Accademia nazionale di San Luca a Roma sono stati presentati i dati raccolti dal CENSIS nell’ambito di una organica ricerca sul tema “Essere genitori oggi – Valori e significati della genitorialità nella società italiana.” Il documento che, per corposità e scansione analitica dei vari aspetti considerati in quanto esponenziali e significativi, ha preso le sembianze di un vero e proprio Rapporto, è stato presentato da Giorgio De Rita, Segretario Generale del CENSIS, illustrato nei dati statistici più rilevanti da Costanza Corsini, Ricercatrice Area Consumi, Mercati e Welfare dell’Istituto e commentato da un panel di quattro esperti invitati all’evento: Stefania Andreoli – Psicoterapeuta, Alli Beltrame – Counselor professionista e scrittrice, fondatrice di Educazione Responsabile, Mauro Magatti – Professore di Sociologia, Università Cattolica di Milano e Maria Pontillo – Psicoterapeuta dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Il CENSIS – fondato e Presieduto da Giuseppe De Rita – finissimo conoscitore della società italiana dal dopoguerra ad oggi ed attento, ineguagliabile interprete delle sue derive socioeconomiche, culturali e di costume, ci ha abituato nei suoi Rapporti annuali a seguire lo sviluppo e la crescita del Paese: nel 2025 siamo giunti al 59° Rapporto che, unito ai precedenti, costituisce un corpus conoscitivo e di scandaglio analitico preziosissimo, un riferimento per chi voglia leggere e documentarsi sull’evoluzione della società italiana, una fonte ricchissima di dati comparabili la cui raccolta va indubbiamente ascritta al “tenace continuismo” dell’illustre sociologo Presidente, che negli alti e bassi del loro excursus storico ha tratteggiato i chiaroscuri, le quotidianità, i pregi e i vizi, degli italiani ‘dappertutto e rasoterra’.

Ho sempre sostenuto che i Rapporti CENSIS andrebbero letti e studiati nelle scuole superiori perché costituiscono il versante sociale della Storia e per fermo immagini e sfondi integratori ci permettono di comprendere chi siamo e da dove veniamo.

Ma l’Istituto di Piazza di Novella a Roma da tempo ha affinato l’indagine sociale complessiva – ad annum – con ricerche e rapporti su ambiti argomentativi significativi, descrittivi e connotativi del quadro d’insieme: sono aree tematiche che salgono dal basso, spinte da quella autopropulsione sociale che caratterizza la crescita di un Paese e sono colti ed approfonditi nelle loro evidenze emergenti ed esplicative, come aspetti di rilievo su cui fare analisi e sintesi. Pochi giorni prima di questo evento sui ruoli genitoriali c’era stata la presentazione del 21° Rapporto sulla comunicazione, centrato sul sottotema dell’informazione.

  1. Un Paese che cambia: meno famiglie, meno figli

In questa ricerca sull’essere genitori oggi, c’è un dato che, più di altri, racconta il cambiamento profondo della società italiana: nel 1994 quasi una famiglia su due era composta da una coppia con figli; oggi quella percentuale è scesa al 29,2%. Nello stesso arco di tempo le famiglie unipersonali sono passate dal 21,1% al 36,2%. È la fotografia di un Paese che in trent’anni ha modificato radicalmente il proprio rapporto con la famiglia, con la natalità e perfino con l’idea stessa di futuro.

Il Rapporto del CENSIS “Essere genitori oggi” affronta il tema della genitorialità non soltanto come questione privata o demografica, ma come uno dei principali indicatori della trasformazione culturale italiana.

La ricerca, discussa insieme a psicoterapeuti, sociologi ed esperti dell’educazione, mostra infatti come diventare genitori non sia più percepito come una naturale tappa della vita adulta, bensì come una scelta complessa, onerosa, emotivamente totalizzante e spesso attraversata da incertezze.

La crisi demografica come mutamento culturale è il contenitore tematico che illustra i dati raccolti dal CENSIS i quali delineano con precisione il ridimensionamento del modello familiare tradizionale.

Le coppie con figli, che nel 1994 rappresentavano il 47,9% dei nuclei familiari italiani, nel 2024 si attestano come già notato al 29,2%. Parallelamente aumentano le persone che vivono sole: dal 21,1% al 36,2%. Anche le coppie senza figli crescono sensibilmente, passando dal 17,8% al 20,2%.

Le nascite registrano un crollo del 32,4% rispetto agli anni Novanta. Se nel 1994 i nuovi nati erano circa 526 mila, oggi si attestano intorno ai 370 mila. L’età media della donna al primo figlio è passata da 27,7 anni a 31,9 anni, mentre i matrimoni sono diminuiti del 40,6%. Un dato comparativo aiuta a dimensionare l’entità del fenomeno: si prevede infatti che la popolazione della Nigeria crescerà entro il 2050 fino a 400 milioni di persone, diventando così la quarta a livello mondiale. Ma in tema di natalità il dato più interessante riguarda la tenuta del numero di 5 figli per donna: facile il confronto con i nostri dati e inevitabile la comparazione con i flussi migratori in Europa e in Italia al fine di comprendere il melting pot etnico a cui va incontro il mondo occidentale.

Sono numeri che raccontano una trasformazione profonda della società italiana. La denatalità non appare più soltanto come conseguenza della precarietà economica o dell’assenza di politiche familiari efficaci, ma come effetto di un cambiamento antropologico e culturale in quanto la famiglia non costituisce più il centro inevitabile della realizzazione personale. In una società dominata dall’incertezza, dall’individualizzazione e dalla fragilità dei legami, la scelta di avere figli viene continuamente rimandata, ponderata, problematizzata.

  1. La genitorialità come progetto emotivo

Uno degli aspetti più significativi del Rapporto riguarda il mutamento del significato simbolico della genitorialità. Fino al Novecento il figlio rappresentava spesso continuità familiare, dovere morale, appartenenza sociale, consuetudine quasi implicita e dovuta, specie nel contesto matrimoniale.

Oggi, invece, la nascita di un figlio viene vissuta soprattutto come esperienza affettiva e identitaria: si potrebbe affermare che la scelta di procreare scaturisce da una decisione commisurata con rilevanze di tipo economico, lavorativo, di tenuta del nucleo familiare; in sostanza mettere al mondo un figlio implica un progetto di vita.

Infatti secondo il Rapporto: il 70,4% degli italiani considera il figlio il modo principale per “costruire una famiglia”, il 37,3% collega la scelta genitoriale all’amore di coppia, circa il 40% delle madri definisce la maternità “uno straordinario atto d’amore”, mentre oltre il 60% ritiene che avere figli rappresenti ancora una delle esperienze più importanti della vita.

Il figlio non è più un evento naturale inscritto nel percorso adulto, ma un progetto emotivamente intenso, spesso idealizzato, sul quale si concentrano aspettative elevatissime. È proprio questa sovrainvestitura simbolica a rendere la genitorialità più fragile e più esposta all’ansia.

  1. Il peso di essere genitori oggi

Il dato forse più significativo dell’intero Rapporto è che il 79,2% degli intervistati ritiene che essere genitori oggi sia più difficile rispetto al passato, a motivo dell’insicurezza e della solitudine che hanno sostituito la continuità generativa del passato e la solidarietà sociale (ci si aiutava, specie nei piccoli paesi; avere più figli rendeva a un tempo le famiglie più aperte sul piano relazionale).

Le motivazioni di una inversione di tendenza evidenziate dai dati raccolti sono molteplici: il 35,7% indica il peso economico, il 18,4% denuncia la mancanza di tempo dovuta al lavoro, il 18,9% segnala la crescente complessità delle richieste educative dei figli, oltre il 40% lamenta una generale assenza di sostegno sociale, più della metà dei genitori dichiara di sentirsi spesso inadeguata nel ruolo educativo.

Si tratta di una debolezza generalizzata a fronte della complessità delle consuetudini sociali, del peso economico e burocratico, della sovraesposizione ai pericoli ricorrenti e diffusi tra i giovani (violenza, uso di sostanze, abitudini e frequentazioni). Giustamente il Prof. Magatti nel dibattito successivo al report dei dati ha sottolineato come debbano essere precisate le difficoltà genitoriali in rapporto all’età dei figli.

  1. Nuove fragilità educative

Emergono così nuove forme di fragilità genitoriale. Il padre e la madre contemporanei appaiono costantemente chiamati a mediare tra aspettative sociali elevate, paura dell’errore educativo e necessità di garantire ai figli benessere emotivo, sicurezza economica e successo formativo.

A differenza del passato, il modello educativo non si fonda più sull’autorità verticale: il genitore contemporaneo dialoga, spiega, negozia, ascolta e tuttavia proprio questa trasformazione produce insicurezza.

La perdita dei modelli tradizionali non è stata compensata dalla costruzione di nuovi riferimenti condivisi.

È significativo che cresca il ricorso al counseling educativo, al supporto psicologico e alla consulenza pedagogica. Temi un tempo marginali entrano oggi nella vita quotidiana delle famiglie perché educare non viene più considerata una competenza spontanea tramandata naturalmente tra generazioni, ma una pratica complessa che richiede supporto professionale.

  1. Figli e schermi: tra controllo e delega digitale

Un capitolo centrale della ricerca riguarda il rapporto tra genitori, figli e tecnologie digitali.

I dati sono particolarmente eloquenti: il 46,4% dei genitori consente l’uso dello smartphone prima dei 10 anni, il 90,4% lo autorizza entro i 12 anni, il 55,1% utilizza sistemi di parental control, il 43% geolocalizza abitualmente i figli, il 32,5% degli studenti usa strumenti di intelligenza artificiale per svolgere compiti scolastici, il 66,7% degli intervistati è favorevole al divieto degli smartphone nelle scuole. Questo paragrafo dovrà presto fare i conti con le reazioni suscitate nell’opinione pubblica mondiale e recepite dai Governi nazionali, dopo la recente sentenza della Corte di Los Angeles che ha condannato alcune piattaforme social a risarcire vittime minori danneggiate dall’uso continuativo e compulsivo dei mezzi tecnologici. Molti Stati si stanno attrezzando per porre un limite certificato di accesso ai social e ciò comporterà inevitabilmente il coinvolgimento e la collaborazione delle famiglie.

Questi dati rivelano una delle contraddizioni più evidenti della genitorialità contemporanea poiché sovente i genitori introducono precocemente i figli nel mondo digitale, ma allo stesso tempo aumentano (non sempre) sorveglianza e controllo. È come se la famiglia contemporanea oscillasse continuamente tra desiderio di autonomia e paura dell’autonomia.

La tecnologia diventa così insieme strumento educativo, forma di intrattenimento e mezzo di controllo. Il ricorso alla geolocalizzazione, al monitoraggio online e ai filtri digitali mostra quanto la percezione del rischio sia cresciuta all’interno della società contemporanea.

Parallelamente cresce anche il disagio verso l’eccessiva esposizione digitale delle nuove generazioni. La scuola, tradizionalmente luogo della trasmissione culturale, si trova oggi al centro di nuove tensioni educative legate alla distrazione permanente, alla perdita della concentrazione e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi di apprendimento.

  1. La persistente asimmetria tra madri e padri

Interessante è poi il paragrafo che segnala una persistente asimmetria di ruolo tra madri e padri: il Rapporto mette infatti in evidenza come la trasformazione della genitorialità si intrecci con una ridefinizione ancora incompleta dei ruoli maschili e femminili.

I dati mostrano che: il tasso di occupazione degli uomini con figli raggiunge il 91,7%, quello delle donne con figli si ferma al 61,5%, il 77,1% delle madri dichiara che avrebbe avuto bisogno di maggiori risorse economiche, l’ 83,8% dei padri afferma invece di aver avuto bisogno soprattutto di più tempo da dedicare alla famiglia.

La maternità continua dunque a incidere fortemente sulla condizione lavorativa femminile. Sebbene la partecipazione maschile alla cura dei figli sia cresciuta rispetto al passato, il carico organizzativo, emotivo ed educativo continua a gravare prevalentemente sulle donne.

La genitorialità contemporanea appare quindi formalmente condivisa ma sostanzialmente ancora squilibrata. La figura paterna è oggi più presente sul piano affettivo, ma non sempre pienamente coinvolta nella gestione quotidiana della vita familiare. In un prossimo saggio approfondiremo il tema della decadenza della figura paterna – con tutti i suoi impliciti e le sue cause – nella società contemporanea: le evidenze raccolte dalla ricerca dimostrano che si tratta di un tema che richiede ulteriori scandagli interpretativi.

  1. Famiglie plurali, legami più fragili

Il Rapporto del CENSIS fotografa anche la crescente pluralità delle forme familiari a motivo di un incremento delle famiglie monogenitoriali, delle separazioni, delle convivenze non matrimoniali, delle famiglie ricomposte e in generale dei nuclei affettivi meno stabili rispetto al passato.

La famiglia contemporanea appare meno normativa e più relazionale, non è più garantita dalla permanenza istituzionale del legame, ma dalla qualità emotiva della relazione.

Questa trasformazione produce maggiore libertà individuale, ma anche una crescente fragilità dei rapporti affettivi. Il nucleo familiare tende così a diventare uno spazio intensamente emotivo ma spesso meno stabile, più esposto alle tensioni economiche, psicologiche e relazionali.

Conclusione

Il Rapporto “Essere genitori oggi” restituisce dunque l’immagine di un’Italia attraversata da una profonda trasformazione antropologica prima ancora che demografica, nell’alveo di una società che fatica a immaginare il futuro.

La genitorialità continua a essere percepita come un valore fondamentale, ma diventa sempre più difficile da sostenere dentro una società caratterizzata da precarietà economica, instabilità relazionale, ipercompetizione educativa e individualizzazione dei percorsi di vita.

Il figlio non è più un evento naturale del ciclo dell’esistenza, ma una scelta ad alta intensità emotiva, economica e psicologica. È proprio questa intensificazione simbolica della genitorialità a produrre rinvio, paura e senso di inadeguatezza.

La crisi delle nascite, in questa prospettiva, non appare soltanto come un problema economico o statistico. Essa riflette la difficoltà collettiva di immaginare il futuro come spazio stabile, condiviso e affidabile entro cui trasmettere la vita.

Ed è forse proprio qui che il Rapporto del CENSIS coglie il nodo più profondo della società italiana contemporanea: il desiderio di famiglia continua a esistere, ma si confronta ogni giorno con una realtà sociale sempre più incerta, competitiva e frammentata.

Oggi più che mai – parafrasando Tolstoj – le famiglie felici sono tutte uguali, tra quelle infelici ciascuna lo è a modo proprio.

 

Francesco Provinciali

Fondazione Varenna per l’infanzia e l’adolescenza

Playoff Nba, i Thunder battono San Antonio, siamo 1-1

Roma, 21 mag. (askanews) – Dopo un’epica gara-1, gara-2 non replica le incredibili emozioni della prima sfida delle finali della Western Conference. A tenere le redini della partita questa volta sono i Thunder, che vincono 122-113. I padroni di casa nel momento più delicato piazzano un parziale di 11-0 che li riporta saldamente al comando. Sembra finita, ma a 1.25 dal termine gli Spurs riescono a tornare a -5 ma senza riuscire nella rimonta

Finale Eastern Conference (3) New York Knicks vs (4) Cleveland Cavaliers 1-0

Gara 1: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 115-104 Gara 2: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 22/5 ore 2.00 Gara 3: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 24/5 ore 2.00 Gara 4: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 26/5 ore 2.00 Gara 5: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 28/5 ore 2.00 Gara 6: Cleveland Cavaliers-New York Knicks* 30/5 ore 2.00 Gara 7: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 1/6 ore 2.00

Finale Western Conference (1) Oklahoma City Thunder vs. (2)San Antonio Spurs 1-1

Gara 1: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 115-122 Gara 2: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 122-113 Gara 3: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 23/05 ore 2.30 Gara 4: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 25/05 ore 2.00 Gara 5: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 27/05 ore 2.30 Gara 6: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder* 29/05 ore 2.30 Gara 7: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 31/05 ore 2.00

*se necessario

Wsj: Israele lavora per uccidere tutti i partecipanti al 7 ottobre

Roma, 21 mag. (askanews) – Israele ha stilato una lista di tutti i palestinesi che hanno partecipato agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e sta lavorando per ucciderli o arrestarli, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita fonti israeliane a conoscenza del dossier.

Secondo il quotidiano, la lista include tutti gli abitanti di Gaza identificati come coloro che hanno attraversato il confine il 7 ottobre, così come tutti i leader di Hamas coinvolti nell’organizzazione del massacro.

Fonti israeliane hanno dichiarato al Wall Street Journal che gli agenti dei servizi aggiungono le persone alla lista non appena ci sono almeno due prove che le collocano sulla scena di una qualsiasi delle atrocità avvenute il 7 ottobre.

La campagna è continuata nonostante il cessate il fuoco in vigore a Gaza da ottobre, afferma il Wsj, citando l’uccisione del capo di Hamas a Gaza, Izz al Din al Haddad, in un raid aereo israeliano la scorsa settimana.

Mosca ha abbattuto 121 droni ucraini durante la notte

Roma, 21 mag. (askanews) – La difesa aerea russa ha abbattuto 121 droni ucraini durante la notte, ha dichiarato il ministero della Difesa russo in un comunicato.

“Tra le 20 ora di Mosca del 20 maggio e le 7 ora di Mosca del 21 maggio, i sistemi di difesa aerea in servizio hanno intercettato e distrutto 121 velivoli a pilotaggio remoto ad ala fissa ucraini”, ha affermato il ministero.

I droni sono stati abbattuti nelle regioni di Belgorod, Bryansk, Voronez, Kursk, Rostov, Samara, Saratov, in Kalmykia, in Crimea e sul Mar Caspio.

L’Iran ha ricevuto una "nuova proposta" Usa e la sta esaminando

Roma, 21 mag. (askanews) – L’Iran ha annunciato che “sta valutando” la nuova proposta statunitense durante la visita a Teheran del ministro dell’Interno pakistano, che sta mediando i colloqui tra le due parti in conflitto.

“Abbiamo ricevuto le posizioni della parte americana e le stiamo attualmente esaminando”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, alla televisione di Stato, esprimendo al contempo la sua “profonda sfiducia” negli Stati Uniti.

Baghaei ha ribadito le richieste della Repubblica islamica: “lo sblocco dei beni iraniani congelati” all’estero e la fine del blocco statunitense dei porti iraniani.

Fondazione Elpis presenta Una Boccata d’Arte 2026

Milano, 21 mag. (askanews) – Fondazione Elpis presenta la settima edizione di Una Boccata d’Arte, il progetto diffuso di arte contemporanea nato nel 2020 da un’idea di Marina Nissim, Presidente di Fondazione Elpis, e sviluppato ogni anno attraverso il coinvolgimento di 20 artisti e artiste italiani e internazionali invitati a realizzare interventi site-specific in 20 borghi italiani, uno per ciascuna regione.

In occasione della conferenza stampa di presentazione presso la Villa della Fondazione a Milano, la project manager dell’iniziativa Bianca Buccioli ha presentato ad askanews l’edizione 2026: “Una Boccata d’Arte 20 artisti – 20 borghi – 20 regioni è il progetto nato nel 2020 e promosso dalla Fondazione Elpis che quest’anno arriva alla settima edizione. Le inaugurazioni si svolgeranno tutte in contemporanea nelle 20 regioni tra il 20 e il 21 giugno e l’edizione sarà in corso fino al 4 ottobre 2026. Con la settima edizione arriviamo a 140 progetti realizzati in altrettanti borghi. Il format è replicabile ogni anno, perché coinvolge 20 artisti italiani e internazionali a confrontarsi con 20 borghi o paesi, per lo più sotto la media dei 5.000 abitanti, e attraverso questo incontro e dialogo tra artisti e borghi, l’idea è quella di sviluppare dei progetti inediti che raccontino il patrimonio culturale di questi luoghi e i territori, spesso lontani anche dai circuiti tradizionali dell’arte contemporanea e del turismo. Se dovessi raccontare qualcosa su quest’anno sicuramente farei riferimento alla temporalità più estesa del progetto. Quest’anno siamo riusciti a far partire gli artisti nei loro periodi di residenza nei borghi molto prima, questo ha significato più sopralluoghi, tempi più lunghi, incontri più significativi con la comunità ma anche banalmente con artigiani, tradizioni locali, fornitori: quindi progetti che riescono a interrogarsi di più sul proprio senso, su quello che stanno facendo nelle comunità. Siamo contenti di annunciare che da quest’anno riusciamo finalmente a riattivare il grande patrimonio di opere permanenti che Una boccata d’Arte ha realizzato negli anni. Siamo arrivati ormai a circa 50 opere permanenti nei borghi delle precedenti edizioni e, nell’idea di riuscire a valorizzare e tutelare queste opere, abbiamo pensato che il modo migliore fosse quello proprio di riattivarle attraverso l’attività degli artisti che le hanno create, dei curatori che hanno seguito i progetti all’epoca e quindi stiamo sviluppando un programma diffuso di eventi che accompagna l’edizione in corso”.

Con l’edizione 2026 Una Boccata d’Arte passa a una pratica di permanenza e relazione continuativa con i territori. Le residenze degli artisti si estendono, i processi si dilatano, le opere vengono riattivate nel tempo e il progetto assume sempre più la forma di una infrastruttura culturale diffusa. Questo sviluppo si inserisce nella più ampia evoluzione di Fondazione Elpis che si ridefinisce attorno ai temi della ricerca e della relazione tra pratica artistica e contesto, attraverso i diversi filoni di attività che si svolgono tra la Villa, la Lavanderia, Atelier Elpis su Milano e il progetto nazionale di Una Boccata d’Arte.

Gli interventi site-specific della settima edizione di Una Boccata d’Arte sono: Enea Toldo a Fontainemore (AO) in Valle d’Aosta, a cura di Elena Graglia; Andrea Ferrero ad Avigliana (TO) in Piemonte, a cura di Veronica Botta; Dominique White a Sori (GE) in Liguria, a cura di Valentina Buzzi; Anouk Tschanz a Cornovecchio (LO) in Lombardia, a cura di Edoardo De Cobelli; Francesco Alberico a Chiusa (BZ) in Trentino-Alto Adige, a cura di Valerio Panella e Valentina Merz; Renato Grieco a Lugo di Vicenza (VI) in Veneto, a cura di Giovanni Giacomo Paolin e Sara Maggioni con Threes Productions; Caterina Gobbi ad Andreis (PN) in Friuli Venezia Giulia, a cura di Marta Oliva; Vasilis Papageorgiou a Tredozio (FC) in Emilia-Romagna, a cura di Sofia Baldi Pighi; Lara Damaso a Palazzuolo sul Senio (FI) in Toscana, a cura di Gabriele Tosi con Threes Productions; Abdel Karim Ougri a Ficulle (TR) in Umbria, a cura di Giovanni Rendina; Maja Escher a Cupra Marittima (AP) nelle Marche, a cura di Matilde Galletti; Natalya Marconini Falconer a Pofi (FR) in Lazio, a cura di Irene Angenica; Alice Minervini a Cellino Attanasio (TE) in Abruzzo, a cura di Andrea Croce e MariaTeresa Daniele; Angelo Leonardo a Trivento (CB) in Molise, a cura di Alessia Delli Rocioli; Rebecca Moccia a Cusano Mutri (BN) in Campania, a cura di Giulia Pollicita; Enrico Malatesta a Ischitella (FG) in Puglia, a cura di VOGA Art Projec – Nicola Guastamacchia e Flavia

Tritto con Threes Productions; Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani) a Forenza (PZ) in Basilicata, a cura di Roberta Mansueto; Francesco Toninelli a Gerace (RC) in Calabria, a cura di Ehab Halabi Abo Kher; Irene Macalli a Ficarra (ME) in Sicilia, a cura di Giulia Monroy; Ilare a Monteleone Rocca Doria (SS) in Sardegna, a cura di Anna Pirisi.

Al via il progetto "Fourteen", prima vera girl band K-Pop

Roma, 20 mag. (askanews) – Prende ufficialmente il via “Fourteen”, il primo progetto mai realizzato in Italia e in Europa con l’obiettivo di creare la prima vera girl band K-Pop italo-europea. Un progetto trasmediale unico nel suo genere, sviluppato in collaborazione con Rai, che unirà musica, televisione, live show e mondo digital in un’esperienza senza precedenti, destinata a ridefinire il panorama teen e pop europeo.

L’obiettivo è chiaro e ambizioso: selezionare e formare quattro artiste che daranno vita alla prima girl band K-Pop italo-europea attraverso un percorso artistico, televisivo e musicale reale, moderno e internazionale.

Sono ufficialmente aperti i casting nazionali per scegliere le 4 protagoniste di Fourteen. La produzione è alla ricerca di ragazze tra i 13 e i 22 anni che sappiano cantare e/o ballare, con forte personalità, energia, presenza scenica e il desiderio di entrare a far parte di un progetto destinato a lasciare il segno nel mondo dell’intrattenimento europeo. Ma non solo. Sono aperti anche i casting per: coprotagonisti della serie Tv, ballerini e ballerine del corpo di ballo ufficiale.

Ma Fourteen sarà molto più di una semplice band. Il progetto prevede infatti: la produzione di un album discografico originale e dei relativi videoclip; una serie TV in onda prossimamente in onda sulle reti Rai; un tour live nazionale nel 2027. Un ecosistema creativo costruito insieme ad alcuni dei principali player italiani dell’intrattenimento e della musica, dove il talento sarà il vero protagonista.

Fourteen nasce per creare una nuova generazione di artisti e portare per la prima volta in Europa il linguaggio del K-Pop attraverso una produzione originale, contemporanea e completamente Made in Italy, con un respiro internazionale.

Date del casting: NAPOLI – 13 e 14 Giugno MILANO – 20 e 21 Giugno ROMA – 25 e 26 Giugno Callback finale: ROMA – 27 e 28 Giugno

Nvidia: utile trimestre +211% e ricavi record, sale il dividendo

Milano, 20 mag. (askanews) – Nvidia chiude il primo trimestre dell’anno fiscale 2027 con un utile netto di periodo a 58,3 miliardi di euro, in crescita del 211% rispetto ai 18,8 miliardi di un anno fa. Un risultato centrato a fronte di ricavi in crescita dell’85% a 81,6 miliardi di dollari, rispetto ai 44,1 miliardi del periodo di riferimento. Il margine operativo balza al 75%, contro il 60,5%, per un utile netto per azione che sale a 2,39 dollari (+214%).

Per il secondo trimestre il gruppo dei chip prevede ricavi a 91 miliardi e conferma di poter centrare un margine operativo lordo al 75%. Spese stimate a 8,3 miliardi di dollari.

“La diffusione delle fabbriche di intelligenza artificiale, la più grande espansione infrastrutturale nella storia dell’umanità, sta procedendo a una velocità straordinaria. L’IA agentica è arrivata: svolge un lavoro produttivo, genera valore reale e si sta diffondendo rapidamente in tutte le aziende e in tutti i settori”, ha detto Jensen Huang, fondatore e CEO di NVIDIA, commentando i dati record del primo trimestre. “NVIDIA occupa una posizione unica al centro di questa trasformazione in quanto unica piattaforma in grado di funzionare su ogni cloud, di alimentare ogni modello all’avanguardia e open source e di scalare ovunque venga prodotta l’IA, dai data center hyperscale all’edge”, ha sottolineato Jensen Huang.

I conti record hanno permesso al Consiglio di Amministrazione di Nvidia di aumentare di 80 miliardi di dollari l’autorizzazione al riacquisto di azioni proprie, senza scadenza. Rivisto al rialzo anche il dividendo trimestrale in contanti da 0,01 dollari per azione a 0,25 dollari per azione ordinaria, che sarà pagato il 26 giugno 2026 a tutti gli azionisti registrati al 4 giugno 2026.

Nel corso del primo trimestre dell’anno fiscale 2027, ricorda la società, NVIDIA ha restituito agli azionisti una somma record pari a circa 20 miliardi di dollari sotto forma di riacquisto di azioni proprie e dividendi in contanti. Alla fine del primo trimestre, che il gruppo dei chip e dei datacenter archivia ad aprile, la società disponeva ancora di 38,5 miliardi di dollari nell’ambito della propria autorizzazione al riacquisto di azioni proprie.

Governo, Salvini evoca il voto anticipato. E poi fa retromarcia

Milano, 20 mag. (askanews) – Il governo arriva a fine legislatura? “Non so…”. Anzi no, come non detto: “L’obiettivo è arrivare all’autunno del 2027”. Cambia così, la versione di Matteo Salvini. E il tutto nel giro di poche ore: in mattinata a Trento la possibilità di chiudere il quinquennio “dipende anche dai fattori economici”; nel pomeriggio a Venezia ogni dubbio rientra: “Il nostro obiettivo è arrivare assolutamente a fine legislatura”.

Cosa sia successo nell’intervallo tra le due dichiarazioni non si sa, se sia arrivata una richiesta di correggere la rotta come dice Giuseppe Conte: “Probabilmente ha ricevuto una chiamata da palazzo Chigi…”. Fatto sta che la retromarcia è netta: “Ne approfitto per una precisazione – ha detto incontrando la stampa a Venezia – perchè ho visto che qualche vostro collega ha scritto da Trento…”. Certo, “è sempre colpa di chi si spiega mai di chi scrive”, concede il segretario della Lega, ma “ho semplicemente detto che la situazione economica mondiale non rende semplice il nostro lavoro”. E tuttavia “non penso minimamente a perdere neanche un giorno – ha insistito Salvini – rispetto a quello che gli italiani ci hanno delegato per governare. Per me si vota all’ultimo giorno utile per andare a votare”, dice Salvini.

Nel frattempo erano arrivate le parole di Antonio Tajani: La legislatura arriverà a scadenza naturale, sono assolutamente convinto. È chiaro che ci sono dei problemi che non dipendono da noi perché la crisi di Hormuz è una crisi provocata da altri ma devo dire che l’Italia sta reagendo in maniera positiva”. Un tentativo di frenare le conseguenze delle parole di Salvini, il primo esponente di maggioranza a parlare esplicitamente di voto anticipato non per riportare le elezioni prima dell’estate, come pure si è più volte ipotizzato, ma a causa della “situazione economica”.

Parole che stridono con la narrazione governativa sui risultati ottenuti e con l’obiettivo mai nascosto di Giorgia Meloni di essere il primo governo a reggere per l’intera legislatura. Tanto che dalle opposizioni subito incalzano: “La Lega terremotata da Vannacci vede nelle elezioni l’unica via d’uscita. “Dopo Tajani che ha parlato di manovra correttiva, oggi Salvini arriva a evocare una fine anticipata della legislatura per i problemi economici. Come al solito usano le istituzioni per risolvere questioni interne”, attacca la capogruppo Dem Chiara Braga.

Offrendo una lettura non dissimile da quella che arriva da Fratelli d’Italia e da Forza Italia. I parlamentari che ne parlano si dividono in due ‘fazioni’. Sia in Fi che in Fdi c’è chi pensa che sia stata solo un’uscita infelice: “È nervoso per Vannacci, e gli è uscita male la dichiarazione”, è la versione ‘buonista’. “È terrorizzato dalla crescita di Vannacci, e pensa che andare prima al voto possa tagliare le gambe a Futuro Nazionale”, dicono invece i più maliziosi. Quale che sia stato l’effettivo intento di Salvini, sia in Fi che in Fdi tutti convergono sull’idea che invece alla maggioranza convenga tenere duro: “Se la situazione internazionale migliora e le crisi rientrano, avremo solo da guadagnarci”, è la speranza.

Ma al di là della situazione in politica estera, restano tutte le tensioni interne, con Fi e Lega che si danno battaglia su diversi terreni: le ultime polemiche sulla cittadinanza sono solo la punta dell’iceberg di un conflitto che si snoda sulle varie nomine che da mesi il governo non riesce a varare. Lo stallo annoso sulla Rai, e quello più recente sulla Consob ne sono la testimonianza. Come dice ancora il leader M5s, “il clima è cambiato dopo il referendum”.

Summit Italia-India a Roma, Meloni e Modi firmano partenariato strategico: "mai così vicine"

Roma, 20 mag. (askanews) – “Italia e India sono più vicine che mai”. Giorgia Meloni può dirlo con convinzione, forte della dichiarazione congiunta firmata oggi a Villa Pamphilj che ha elevato le relazioni bilaterali tra i due paesi al rango di partenariato strategico speciale: un accordo in 11 settori, dalla difesa all’innovazione al commercio con l’obiettivo “alla portata” di raggiungere 20 miliardi di interscambio entro il 2029 e il lancio nel 2027 dell’anno della cultura e del turismo Italia-India.

La presidente del Consiglio non nasconde, anzi rivendica, il ruolo che nel rafforzamento delle relazioni ha avuto la sua “amicizia sincera” con il leader indiano con cui ha avuto sette incontri in tre anni e mezzo. Un’amicizia che fa impazzire i social network dove la coppia soprannominata “Melodi”, dalla crasi dei cognomi dei due leader, raccoglie milioni di like.

Complice la popolarità dell’account di Modi – oltre cento milioni di follower sia su X che su Instagram – i post pubblicati dai due leader, che cavalcano la popolarità social, battono ogni record: dal selfie ieri sera al Colosseo al reel con le caramelle ‘Melody’ portate dal primo ministro indiano. Quest’ultimo diventa il contenuto postato da un leader politico in Italia con il maggior numero di ‘mi piace’ in assoluto. Si dipana così, tra il colore e la sostanza, la missione di Modi, iniziata ieri sera con l’accoglienza da parte di Meloni al Pincio per una cena a Casina Valadier con vista mozzafiato sulla capitale. Proseguita con la visita notturna al Colosseo con la presidente del Consiglio a fare da guida anche nei sotterranei dell’anfiteatro Flavio. Oggi l’editoriale a doppia firma sul Corriere della Sera pubblicato, oltre che in Italia, su più di cento testate indiane e in tutte le 27 lingue riconosciute anticipa che Italia e India “hanno una visione comune del futuro”.

“E’ una giornata che io non considero riduttivo definire storica”, afferma Meloni al termine del bilaterale a Villa Pamphilj, anche perché “colma un vuoto” lungo 26 anni. Da tanto tempo, dal 2000, mancava una missione bilaterale Italia-India a Roma. Per la premier “questa visita sancisce l’apice di un percorso che in questi anni abbiamo costruito con costanza e determinazione per riannodare i fili del rapporto fino a portarlo al livello più alto di sempre”.

Nei 39 punti della dichiarazione congiunta i due leader hanno ribadito il loro impegno a cooperare sul Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC) incoraggiando la prima riunione ministeriale dell’IMEC ad adottare misure concrete per promuovere questa iniziativa nel 2026, hanno sottolineato “l’urgente necessità di riformare le Nazioni Unite per renderle più rappresentative e adatte alle realtà odierne” e “l’importanza di collaborare in seno alle Nazioni Unite e in altre piattaforme globali, tra cui il G20, per proteggere il multilateralismo e sostenere un ordine internazionale basato sulle regole”.

Tra i temi del bilaterale anche la situazione internazionale, il conflitto in Ucraina e in Iran dove “l’auspicio comune – spiega Meloni – è che il negoziato di pace possa andare avanti, trovare una conclusione positiva in un contesto che sappiamo essere precario: entrambi lavoriamo al ripristino della libertà di navigazione nello stretto di Hormuz”.

Dopo il bilaterale, un pranzo con i vertici di alcune aziende: partecipano il presidente di Almaviva, Alberto Tripi, il presidente di Maire, Fabrizio Di Amato, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, l’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane, Stefano Antonio Donnarumma, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, Lorenzo Mariani e il Direttore Generale del CREA Maria Chiara Zaganelli. Quindi la firma di sette accordi tra il governo italiano e quello indiano. Meloni e Modi si salutano con l’impegno di tenere riunioni annuali e di una prossima visita della premier a Nuova Delhi.

40 anni, 30mila minori e una sola missione: non lasciarli soli

Roma, 20 mag. (askanews) – Quarant’anni con i minori nelle periferie sociali. Quarant’anni in prima linea. Quarant’anni con chi rischiava di restare solo. Un lavoro quotidiano, spesso silenzioso, che ha cambiato il futuro di intere generazioni. La Cooperativa Marianella Garcia celebra un cammino fatto di responsabilità e di presenza, nei territori più complessi del Distretto Socio-Sanitario 16, tra Catania, Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. In questi anni ha accompagnato oltre 10mila famiglie, sostenuto 30mila minori, costruito più di 500 servizi e progetti facendo rete con più di 400 partner istituzionali. Numeri importanti, ma dietro ogni numero c’è una storia: un ragazzo rimesso in cammino, una famiglia sostenuta, una fragilità intercettata in tempo. Il quarantennale della Cooperativa etnea entrerà nel vivo il 21 maggio alle ore 20, all’Auditorium Nelson Mandela di Misterbianco, con il musical “Marianella Garcia: la voce dei senza voce”, per la regia di Giovanni Salamone e con la collaborazione artistica del gruppo teatrale della Milizia dell’Immacolata di Catania. La storia di Marianella Garcia Villas, donna che in El Salvador lottò per i diritti umani fino al sacrificio della propria vita, continua a ispirare l’identità della Cooperativa: difendere la dignità umana, stare al fianco degli ultimi, trasformare la giustizia sociale in azione concreta. Oggi la Cooperativa è guidata dal presidente Giuseppe Scionti, affiancato dal vicepresidente Giuseppe Santagati e dal Consiglio di Amministrazione composto da Salvatore Filippello, Cecilia Paola Costanzo Pellegrino e Sebastiano Caudullo. Conta oltre 60 lavoratori, tra psicologi, educatori, assistenti sociali, pedagogisti e professionisti specializzati. Un team virtuoso con 40 donne, 25 giovani under 30 e 28 soci lavoratori. “La Cooperativa – spiega il presidente Giuseppe Scionti – in questi 40 anni non si è limitata ad affrontare il disagio sociale nel territorio etneo: lo ha guardato negli occhi dei minori, tutti i giorni. Vispi, aperti al cambiamento e pieni di paura sul futuro. Ha contrastato la povertà educativa, sostenuto la genitorialità, ridotto la dispersione scolastica, accompagnato giovani fuori dalle dipendenze, costruito percorsi di reinserimento dopo la detenzione. Oggi l’impegno è uguale: vogliamo esserci dove la fragilità è più forte, dove occorre dare ai ragazzi una possibilità in più”. “La Cooperativa per quarant’anni è stata un riferimento – afferma il sindaco di Misterbianco Marco Corsaro – è costituita da persone che sviluppano azioni di grande merito, è un pilastro stabile che fa la differenza per la capacità di lettura del territorio”. Le celebrazioni per i 40 anni di attività sono già iniziate il 14 maggio nella parrocchia Santa Bernadette di Lineri, luogo d’origine della Cooperativa, con un momento dedicato al fondatore padre Antonio Visalli, che nel 1986 scelse la cooperazione sociale come risposta vera ai bisogni emergenti del territorio: solidarietà, partecipazione, giustizia. “Faccio parte del gruppo di giovani della comunità ecclesiale guidata da Don Visalli – racconta Giovanni Rapisarda, socio fondatore della Cooperativa Marianella Garcia e direttore dell’U.O.C. Territoriale di Neuropsichiatria Infantile dell’ASP di Catania – l’identità cooperativistica scelta da Visalli per questa esperienza laica fu profetica, lo dimostrano quarant’anni di attività germogliati da quel seme. Il codice genetico è ancora vivo, la Cooperativa mantiene alti i valori di promozione umana, radicamento del territorio, i servizi orientati alla persona, privilegiando i giovani in condizioni disagiate. Con i soci ancora oggi lavoro su altro versante, quello di dirigente in una azienda sanitaria, con un fronte comune: quello della lotta alla fragilità, all’emarginazione, con un’attenzione costante al territorio e ai suoi bisogni”. “Nel 1986 eravamo ragazzi attivi, obiettori di coscienza, studiavamo la pedagogia degli oppressi e credevamo nella giustizia sociale – spiega Girolamo Monaco, socio fondatore della Cooperativa Marianella Garcia e direttore dell’Istituto Penale per i Minorenni (IPM) di Acireale – Sentivamo il bisogno di incidere nei territori bisognosi, a Lineri con la guida di Don Visalli incontravamo i bambini, gli adolescenti e gli adulti. In alcune zone del quartiere non c’erano elettricità e servizi idrici, mancavano i servizi essenziali. Era urgente fare qualcosa per la comunità, avviammo il percorso con un centro diurno per i giovani e una casa famiglia, tutto si ampliò mentre ciascuno di noi faceva le proprie scelte di vita. Auguro alla Cooperativa di rimanere fedele all’utenza, mettendo sempre al primo posto le persone”. In quarant’anni la Cooperativa ha costruito negli angoli delle città coinvolte tanti presìdi, servizi e opportunità di riscatto: centri di aggregazione giovanile, centri diurni per minori, educativa domiciliare, educativa di strada, educativa scolastica, formazione professionale, inclusione sociale, servizi per la prima infanzia, percorsi per minori e giovani adulti dell’area penale, inserimenti lavorativi, comunità alloggio, spazi neutri e sportelli di ascolto psicologico

La sfida della sicurezza dati per il fotovoltaico europeo

Arezzo/Valdarno, 19 mag. (askanews) – La sicurezza dei dati e delle infrastrutture elettriche è oggi una delle principali sfide del settore energetico. In un contesto sempre più digitale e interconnesso, ZCS Azzurro, brand della divisione Green Innovation di Zucchetti Centro Sistemi, punta su sistemi di gestione proprietari e server europei per garantire protezione delle informazioni, continuità operativa e affidabilità degli impianti fotovoltaici.

L’azienda italiana mantiene in Europa il controllo delle attività strategiche, dalla gestione dei dati ai sistemi di monitoraggio, pur avvalendosi di una filiera internazionale per la produzione hardware. Un modello pensato per assicurare conformità alle normative europee, dal GDPR alla tutela delle reti elettriche.

Le parole di Averaldo Farri, Direttore della Divisione Green Innovation: “Noi diamo grande importanza alla sicurezza dei dati, sia lato utenza, perché da un impianto fotovoltaico si possono ricavare molte informazioni sensibili, per esempio quanto si consuma, quando si consuma e in che modo viene utilizzata l’energia, e poi anche lato sicurezza delle reti, perché paradossalmente mandando con un segnale elettronico in crash tutti gli inverter in una sola volta si potrebbero mettere a grande repentaglio le reti elettriche”.

Attraverso infrastrutture cloud proprietarie e server residenti in Europa, ZCS Azzurro garantisce il controllo diretto delle informazioni e dei sistemi di monitoraggio, evitando dipendenze da piattaforme extra-UE e rafforzando la protezione dei dati sensibili.

A sottolineare il valore del sistema proprietario anche Riccardo Filosa, Sales Director della Green Innovation di Zucchetti Centro Sistemi: “La gestione dei dati attraverso un’infrastruttura cloud proprietaria ci permette di offrire un servizio di qualità nettamente superiore ai nostri clienti, ci permette di offrire personalizzazioni ai clienti”.

L’ offerta ZCS Azzurro comprende inverter di ultima generazione, sistemi di accumulo, soluzioni BESS per applicazioni C&I e utility scale, stazioni di ricarica per veicoli elettrici, pompe di calore aria/acqua e piattaforme avanzate di monitoraggio. Un ecosistema energetico integrato che punta a coniugare innovazione, sicurezza e transizione energetica responsabile.

Energia, Bonelli: “Sull’energia Meloni prende in giro gli italiani”

Roma, 20 mag. (askanews) – “Meloni dice di voler far saltare il Patto di Stabilità per consentire la diminuzione del costo dell’energia? Voglio dire che sta beffando due volte gli italiani: aumentando il debito e facendo pagare la diminuzione del costo dell’energia attraverso le tasse degli italiani”.

Lo ha detto Angelo Bonelli(Avs) a margine della manifestazione, sotto la sede del Gse, in sostegno delle comunità energetiche.

“Chi è che ci guadagna?”, ha aggiunto. “Chi ha speculato sui carburanti, chi ha speculato sull’energia, chi ha accumulato negli ultimi tre anni oltre 70 miliardi di euro di profitti”.

Ma, “a pagare sono gli italiani e non invece chi ha accumulato questa ricchezza perché Giorgia Meloni non li vuole tassare”. “Il punto è che oggi noi siamo qui a sostenere quello che è il futuro, ovvero le comunità energetiche rinnovabili, che questo governo non vuole sostenere, non vuole sostenere le rinnovabili. Pensa al nucleare che la prossima settimana approverà per continuare a prendere i soldi dalle tasche degli italiani”.

“Parliamoci chiaro – ha concluso Bonelli – non vogliono le rinnovabili perché sole e vento sono fonti energetiche gratuite e siccome devono continuare a far lucrare da Descalzi ad altri questo Paese, allora puntano a mettere in ginocchio gli italiani e anche l’ambiente”.

Flotilla, Schlein: Meloni passi dalle parole ai fatti concreti

Roma, 20 mag. (askanews) – “I crimini di Netanyahu e del suo governo di estremisti devono finire, il governo italiano passi dalle parole ai fatti e tolga il veto che impedisce all’Unione europea di sospendere l’accordo di cooperazione con Israele”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine di una iniziativa elettorale ad Avellino.

Ha aggiunto la leader Pd: “Le immagini che abbiamo visto oggi del trattamento inumano e delle violenze subite dagli attivisti della flottiglia sono inaccettabili. Servono fatti concreti per mettere fine a queste violazioni ripetute e costanti del diritto internazionale e dei più basilari diritti umani”.