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Putin: l’Occidente parla di guerra con la Russia, siamo pronti a rispondere

Roma, 23 giu. (askanews) – I Paesi occidentali “mentono” quando evocano il rischio di una guerra con la Russia, perché vogliono giustificare il riarmo e l’aumento delle spese militari. Lo ha detto Vladimir Putin, secondo cui la Russia è pronta a una adeguata risposta alle minacce.

“Vediamo che, se in precedenza i Paesi della Nato si limitavano a sostenere il regime di Kiev, giunto al potere in modo illegale attraverso un colpo di Stato armato, ora in Occidente si parla apertamente del fatto che si stanno preparando alla guerra con noi, aumentando i bilanci militari offensivi”, ha affermato il capo dello Stato durante l’incontro con i laureati delle università del Ministero della Difesa, del Ministero delle Situazioni di Emergenza, dell’FSB, del FSO, della Guardia Nazionale Russa (Rosgvardia), del Ministero degli Interni, del Comitato Investigativo e del Servizio Penitenziario Federale.

“La Russia è pronta a reagire prontamente e adeguatamente a qualsiasi minaccia interna ed esterna”, ha detto il leader russo.

Inps: 834.658 pensioni previdenziali nel 2025, in 4 anni quasi -5%

Roma, 23 giu. (askanews) – Nel 2025 l’Inps ha liquidato 834.658 pensioni previdenziali (445.749 alle donne e 388.909 agli uomini), in calo rispetto al dato registrato nel 2024 (861.949 di cui 454.544 alle donne e 407.405 agli uomini) e ancor più rispetto al 2022 (878.369, in quattro anni il calo è stato pari al 4,976%). E’ quanto rileva il rendiconto sociale dell’istituto, sottolineando che questo calo è determinato soprattutto dalle restrizioni introdotte recentemente nel sistema previdenziale.

I pensionati Inps sono 15.435.694 di cui 7.426.392 maschi (48,1%) e 8.009.302 femmine (51,9%), in calo rispetto ai 15.765.032 pensionati del 2022. Le pensioni vigenti Inps risultano essere 16.454.684.

Gli importi medi delle pensioni previdenziali vigenti e liquidate dall’Inps evidenziano una rilevante differenza tra i due generi, che, nel caso degli assegni di vecchiaia, raggiunge il 45% in meno per le donne.

Per tutte le gestioni delle Ivs vigenti (invalidità, vecchiaia e superstiti) e delle Ivs liquidate, nei dati relativi agli importi medi mensili, dunque, l’Inps segnala una sostanziale differenza tra i due generi. Le variazioni degli importi medi delle pensioni osservate nel 2025, sottolinea l’istituto, devono essere interpretate alla luce dell’andamento dei prezzi al consumo. Nel dettaglio, l’inflazione media tra il 2022 e il 2024 risulta essere pari al 15,4%. Pertanto, incrementi degli importi medi rappresentano una crescita del valore nominale del trattamento pensionistico; mentre incrementi inferiori riflettono una riduzione del potere d’acquisto dei pensionati.

L’istituto evidenzia inoltre uno scostamento, in crescita negli anni, tra gli importi delle pensioni vigenti e quelle liquidate (-148 euro mensili per le pensioni di anzianità dei maschi), a dimostrazione di un tendenziale e preoccupante calo del valore medio delle pensioni.

Aumenta ancora l’età media di pensionamento passando, per le donne, da 64,4 anni del 2022 ai 65,4 anni del 2025; per i maschi, da 63,7 anni del 2022 ai 64,1 anni del 2025. E’ quanto rileva il rendiconto sociale 2025 dell’Inps.

I tempi di accoglimento, sia della gestione pubblica che di quella privata, nella maggior parte dei casi non superino i 30 giorni. In particolare, le pensioni Ivs (invalidità, vecchiaia e superstiti) appartenenti alla gestione privata vengono definite entro 30 giorni per circa il 78,9% delle pensioni totali; mentre le pensioni di vecchiaia e anticipate appartenenti alla gestione pubblica vengono pagate entro 30 giorni per circa l’84,8% delle pensioni totali.

Per le pensioni anticipate si riduce nettamente il numero dei beneficiari di Opzione donna (3.860 nel 2025 rispetto alle 26.427 del 2022) e delle quote (dalle 112.982 del 2021 alle 5.643 del 2025; da ultimo quota 103 con il ricalcolo contributivo con appena 4.868 beneficiari), prosegue l’Inps.

La riduzione di Opzione donna, riferisce l’istituto, è riconducibile al fatto che la misura non è più attiva per la maturazione di nuovi requisiti, pur restando esercitabile da parte delle lavoratrici che avevano già perfezionato i requisiti entro le scadenze previste. Crescono i trattamenti di Ape sociale rispetto all’anno precedente, diminuiscono i trattamenti a favore dei lavoratori precoci, mentre risultano in lieve calo i lavori usuranti.

Alla Camera scontro tra opposizioni e Futuro nazionale: siete razzisti, superato ogni limite

Roma, 23 giu. (askanews) – Acceso scontro nell’aula della Camera tra le opposizioni e i parlamentari di Futuro nazionale. Le opposizioni hanno stigmatizzato il comportamento dei deputati vannacciani di ieri sera, durante il dibattito sul Piano Casa e hanno contestato il processo verbale della seduta.

Nel processo verbale, ha detto il dem Andrea Casu in apertura dei lavori questa mattina, “vi è stato un richiamo all’ordine nei confronti della deputata Bakkali, volevamo contestualizzare che quel richiamo all’ordine è avvenuto in un momento in cui ci sono stati continui interventi di chiara matrice razzista che hanno colpito la sensibilità non solo della Bakkali, ma di tutti i parlamentari della Repubblica che si riconoscono nei valori della Costituzione. Sappiamo che nel resoconto stenografico c’è una più ampia spiegazione” ma – è la richiesta – occorre “valutare un approfondimento di indagine” perché “i lavori di ieri sera – ha concluso Casu – hanno rappresentato un passaggio particolarmente grave nella storia della Repubblica”.

Si è associato Marco Grimaldi di Avs secondo il quale nel processo verbale si dovrebbe parlare “con il linguaggio giusto”, cioè “di razzismo istituzionale. Perché il problema non è dare a noi degli amici degli islamici come se fosse una malattia, il problema è che si sono usati dei potenziali nomi di cittadini italiani come se avere un nome diverso dalla radice italica fosse un segno di demarcazione. Ieri si è toccato il fondo, quelle parole sono anticostituzionali”, ha concluso. Il “tentativo di sdoganare il razzismo e la remigrazione, che è una deportazione, credo non sia tollerabile in un contesto come questo, della democrazia e della repubblica che nasce dalla resistenza al fascismo”, ha sottolineato il Cinque Stelle Andrea Quartini.

Nessun intervento dai banchi della maggioranza. A prendere la parola sono stati invece i deputati di Futuro nazionale. Per primo Edoardo Ziello che ha protestato contro quello che ha definito “un tentativo di strumentalizzazione politica”. Ziello ha rivendicato la “posizione assunta ieri per fare una battaglia per chiedere al governo di inserire un criterio per garantire agli italiani i primi posti nelle graduatorie pubbliche per le case popolari, non c’è stato niente di razzista, niente di violento o anticostituzionale”.

“Non c’entra niente la prima casa agli italiani”, ha replicato il capogruppo di Azione Matteo Richetti esprimendo alla dem Bakkali “qualcosa di più della solidarietà”. Oggi, ha proseguito, “dovremmo alzare il livello di attenzione, anche la presidenza quando le persone diventano bersaglio. La collega Bakkali sono giorni che sui social è presa di mira, e in quest’aula con questa facilità si fa riferimento fino alla dimensione personale. Non ci si nasconda dietro a slogan vergognosi per alimentare l’odio”.

A chiedere un intervento dell’ufficio di presidenza della Camera, è stato il dem Federico Fornaro, il quale ha sottolineato che è stato “superato il limite. Si è arrivati alla generalizzazione di nomi di battesimo di persone straniere. Il problema non è se quel singolo cittadino abbia compiuto atti contro la legge ma solo per l’appartenenza a un’etnia. Noi crediamo che, se ci dovessero essere gli estremi come noi riteniamo, l’ufficio di presidenza debba assumere tutti i provvedimenti del caso. Ieri si è superato quello che non doveva essere superato, cioè il richiamo a ricordi di un passato che nella storia italiana pesa ancora, il 1938 e le leggi razziali”.

Tra gli interventi dei vannacciani l’ex Fdi Emanuele Pozzolo: “ci siamo rotti le balle – ha detto – del politicamente corretto”. E poi Rossano Sasso, il quale ieri sera aveva detto tra le proteste del Pd e della deputata Bakkali: “nelle nostre case popolari, sui citofoni, non abbiamo più Giuseppe, non abbiamo più Maria, non abbiamo più Francesco. Abbiamo Omar, abbiamo Mohamed, abbiamo Abdul. E questo, cari colleghi della sinistra a noi di Futuro nazionale non va giù”. “L’estrema sinistra e parte del centrodestra – ha rincarato oggi la dose – ci dà dei razzisti perché chiediamo che le case popolari vadano prima agli italiani. La nostra è un’opinione politica. Voi – ha concluso – siete razzisti con gli italiani. Fatevene una ragione: abbiamo diritto di parola e finché saremo qui diremo ‘Prima gli italiani'”.

Meno zuccheri e più funzionalità nella caramella del futuro

Roma, 23 giu. (askanews) – Il 95% degli italiani le consuma, ed uno su tre lo fa almeno 3/4 volte a settimana. Italiani e caramelle sono da sempre stati un binomio perfetto ma, come qualsiasi altro settore, anche quello della confetteria è in forte evoluzione. Unione Italiana Food, Associazione aderente a Confindustria, ha realizzato lo scorso aprile un’indagine con il contributo dei principali player del settore per mettere in luce, dal punto di vista dell’innovazione, come saranno le “caramelle del futuro” .

L’intervista a Roberta Russo, Responsabile Comunicazione e Media Relations di Unione Italiana Food: “Le caramelle in Italia sono un prodotto molto amato ed hanno una storia pluricentenaria. Nonostante ciò, le aziende italiane sono anche molto forti nell’innovazione, andando incontro a quelle che sono le esigenze dei consumatori, giovani e meno giovani. Di 35-40 ricette che vengono sviluppate ogni anno, ben 10-15 arrivano sugli scaffali del supermercato, quindi si ha una fortissima spinta innovativa. Tra i gusti più amati dagli italiani, che quotidianamente consumano caramelle, arrivando a picchi di 3-4 volte a settimana, le preferite sono quelle alla menta, anche balsamica, quelle agli agrumi e alla liquirizia.”

Meno zuccheri, coloranti funzionali e ingredienti a base vegetale: la caramella del domani si candida ad un posto sempre più saldo nella quotidianità degli italiani.

Nuovamente Roberta Russo, Responsabile Comunicazione e Media Relations di Unione Italiana Food: “Il settore delle caramelle ha un’innovazione che va sempre più verso le esigenze del consumatore, quindi in primo luogo la parte ingredientistica. Si utilizza meno zucchero, vengono utilizzati anche ingredienti di origine vegetale, magari vegani o con delle funzionalità, per esempio vitamine, fibre, probiotici. Ciò avviene proprio per andare incontro alle nuove esigenze. Inoltre l’innovazione va anche nei processi produttivi: per esempio, si da’ sempre più attenzione alla sostenibilità. Le confezioni hanno un packaging sempre più ripensato proprio in quest’ottica, quindi magari di carta o riciclabili. Anche i processi produttivi si affidano a materie prime che derivano da energie sostenibili, divenendo dunque rinnovabili.”

Giugno è il Candy Month, ossia il mese dedicato alle caramelle in tutte le loro forme e sapori. Quale miglior occasione, dunque, per esaltare la tradizione della confetteria nel nostro Paese, con la consapevolezza che il futuro è già tra di noi.

Milano, Meloni: onore a Imprezzabile, servitore dello Stato

Roma, 23 giu. (askanews) – “Ho appreso con profondo dolore della morte dell’agente della Polizia Locale di Milano Francesco Imprezzabile, che ha perso la vita mentre era in servizio, durante un inseguimento. A nome del Governo italiano esprimo il più sincero cordoglio e la mia vicinanza alla sua famiglia, agli amici e ai colleghi. Chi indossa una divisa mette ogni giorno la propria vita al servizio degli altri. L’Italia non dimentica il sacrificio di chi lavora con dedizione e professionalità per garantire la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle regole. Onore a Francesco, servitore dello Stato. Che la terra ti sia lieve”. Così su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Brexit, dieci anni dopo il sovranismo logora l’Ue ma dall’interno

Roma, 23 giu. (askanews) – Dieci anni oggi dal referendum per la Brexit, e l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea non ha innescato l’effetto domino temuto nel 2016. Londra ha nel frattempo bruciato il sesto premier in un decennio, con le dimissioni ieri di Keir Starmer. Ma la tesi che oggi circola negli ambienti analitici europei è che l’addio britannico all’Unione Europea non abbia sconfitto il sovranismo europeo, piuttosto ne ha cambiato la strategia, diventata ‘interna’. I partiti che un tempo promettevano l’uscita dall’Ue hanno imparato che la via più efficace non è lasciare l’Unione, ma condizionarla rimanendo dentro.

A sostegno di tale lettura c’è il quadro dell’opinione pubblica europea. Secondo lo Standard Eurobarometer 105 realizzato tra il 12 marzo e il 5 aprile scorsi, nei 27 Stati membri quasi tre quarti degli europei ritengono che il proprio Paese abbia beneficiato dell’appartenenza all’Ue. Il sondaggio, realizzato su 26.415 cittadini europei intervistati, conferma un consenso elevato verso la membership e indica una tendenza più ampia: il 75% dichiara di sentirsi cittadino dell’Unione, lo stesso risultato registrato nella primavera del 2025 e lo stesso massimo storico.

In un contesto internazionale molto incerto, l’Ue è percepita come un fattore di stabilità dal 73% degli europei, sei punti in più rispetto alla rilevazione precedente. Il sostegno a una politica comune di difesa e sicurezza tra gli Stati membri raggiunge l’81%, ai livelli più alti degli ultimi vent’anni. Anche la fiducia nell’Unione cresce: il 51% degli intervistati dichiara di fidarsi dell’Ue, tre punti in più rispetto all’Eurobarometro dell’autunno 2025.

Gli incrementi più marcati si registrano in Francia, con un aumento di 11 punti, in Danimarca, più 9, e in Portogallo, più 8. Le dichiarazioni di fiducia sono particolarmente alte tra i giovani tra i 15 e i 24 anni, al 61%. Il sondaggio segnala anche un cauto rafforzamento dell’ottimismo: il 60% degli europei si dice ottimista sul futuro dell’Ue, quota che sale al 68% tra i più giovani. Questi numeri sembrano confermare la lettura rassicurante emersa dopo la Brexit: l’esperienza britannica avrebbe reso politicamente meno credibile l’ipotesi di abbandonare l’Unione. Ma il consenso verso l’appartenenza non coincide necessariamente con la capacità dell’Ue di governare i conflitti interni.

Secondo Fenja Tramsen, Programme Assistant nel programma European Politics and Institutions dello European Policy Centre, “la Brexit non ha sconfitto il sovranismo europeo; lo ha rafforzato, insegnando ai partiti sovranisti a lavorare dall’interno anziché minacciare l’uscita”.

In Francia il Rassemblement National ha accantonato la Frexit, cioè l’ipotesi di uscita francese dall’Unione europea; il Partito per la Libertà olandese, PVV, ha lasciato cadere il Nexit, l’uscita dei Paesi Bassi dall’Ue; e l’estrema destra di Alternative fur Deutschland, AfD, in Germania presenta l’uscita dall’Unione come ipotesi estrema, non programmatica.

La rinuncia alla “Exit” ha tolto dal programma sovranista l’elemento più rischioso, quello che poteva essere contrastato richiamando i costi della Brexit. Si è così affermata una strategia di pressione interna, che sembra mirare a bloccare, diluire o riorientare le decisioni europee usando le regole dell’Unione.

Il punto debole non è più il consenso dei cittadini all’appartenenza, piuttosto la capacità delle istituzioni di decidere. Il caso più evidente è l’uso del veto. L’Ungheria tra il 2011 e il 2025 ha rappresentato 19 dei 46 veti registrati nell’Ue, più del doppio dello Stato membro successivo.

Anche al Parlamento europeo, il gruppo Patrioti per l’Europa ha lavorato per indebolire il Green Deal o opporsi al Patto sulla migrazione. Il meccanismo politico è circolare: il blocco alimenta l’immagine di un’Unione inefficiente, e l’inefficienza diventa materiale di campagna per chi ha contribuito a produrla.

Ecco i 5 finalisti della seconda edizione del Reply AI Music Contest

Roma, 23 giu. (askanews) – Musica e intelligenza artificiale si incontrano al Reply AI Music Contest per esplorare il rapporto tra AI e live performance. La competizione ideata da Reply e realizzata in collaborazione con il Kappa FuturFestival, uno dei principali festival europei dedicati alla musica elettronica e all’innovazione culturale, annuncia i cinque finalisti selezionati da una giuria internazionale composta da professionisti del mondo musicale e creativo: Agoria, Max Cooper, Fleur Shore, Tini Gessler, Ali Demirel, Albi Scotti, Oliver Bohl e Sarah Grimaldi, una nuova generazione di innovatori che utilizzano tecnologie AI per esplorare nuove forme di integrazione tra suono, arti visive e performance live.

La creatività come nuova forma di immaginazione, Imaginatio Nova, è il tema dell’edizione 2026 del contest, che invita a scoprire come l’estro umano si rigeneri attraverso l’incontro con la tecnologia. L’ampia partecipazione registrata testimonia il successo del Reply AI Music Contest: oltre 1.400 candidature provenienti da 45 Paesi e più di 300 performance presentate, con una crescita superiore al 55% rispetto all’edizione precedente.

I cinque progetti selezionati raccontano la varietà di linguaggi che oggi caratterizzano la sperimentazione artistica supportata dall’AI, dalla performance audiovisiva più immersiva alla cultura club contemporanea. Tra i finalisti del Reply AI Music Contest figura Violeta Valcheva (Spagna), artista multimediale con base a Barcellona che sviluppa performance immersive in cui composizione sonora, immagini generate dall’AI e ambienti visivi interattivi si fondono in un unico racconto esperienziale. Accanto a lei, il collettivo spagnolo POLARIS, che porterà sul palco un live show audiovisivo costruito sulla collaborazione tra musicisti, visual artist e performer. Il progetto esplora le potenzialità dell’intelligenza artificiale come strumento creativo condiviso, dando vita a una performance in cui suono e immagine dialogano in tempo reale. L’Italia sarà rappresentata da Ciauru, alias Simone Privitera, DJ e producer che integra strumenti di intelligenza artificiale all’interno di una pratica musicale radicata nella scena elettronica contemporanea. Il suo progetto combina produzione musicale, visual AI generated e influenze culturali eterogenee, trasformando il live set in un’esperienza multisensoriale. Dagli Stati Uniti arriva Yichu Li (New York), artista e innovatrice creativa che utilizza l’AI per sviluppare nuove forme di espressione audiovisiva. La sua ricerca si muove tra arte digitale, design computazionale e sperimentazione musicale, proponendo una riflessione sul ruolo delle tecnologie generative nella creazione contemporanea. Completa la selezione Paraframe & Avis Vox, duo internazionale con base a Francoforte che unisce melodic techno, performance vocale e visual design; la loro proposta esplora nuove modalità di interazione tra artista e macchina, creando ambienti audiovisivi immersivi in cui musica, immagine e AI convergono in una narrazione unica.

Questa selezione – rendono noto gli organizzatori – è il risultato di un progetto che conferma il progressivo interesse verso un nuovo ecosistema multidisciplinare che connette la musica e l’intelligenza artificiale. I cinque finalisti si esibiranno con i propri live set sul Nova Stage powered by Reply (attivo fino alla conclusione del Kappa FuturFestival) venerdì 3 e sabato 4 luglio. Al termine delle performance, la giuria proclamerà il vincitore del contest.

“Vedo l’AI come un’Intelligenza Alternativa. Il suo scopo non è imitare ciò che i musicisti sanno già fare, ma rendere possibile ciò che senza di essa sarebbe impossibile. L’obiettivo è improvvisare insieme all’AI e provare nel creare con essa lo stesso piacere che si prova utilizzando qualsiasi altro strumento o mezzo espressivo tradizionale”, commenta Agoria.

“Quello che mi ha colpito nelle proposte ricevute per questa seconda edizione dell’AI Music Contest è la diversità degli approcci creativi”, afferma Filippo Rizzante Chief Technology Officer Reply. “I finalisti non utilizzano l’intelligenza artificiale come un semplice strumento tecnico, ma come un nuovo mezzo espressivo per esplorare territori artistici differenti. Dai live audiovisivi immersivi alle sperimentazioni tra suono, immagine e interazione, emerge una generazione di artisti che sta contribuendo a ridefinire il concetto stesso di performance. È entusiasmante vedere come l’AI possa amplificare l’immaginazione umana, aprendo possibilità creative che fino a pochi anni fa non esistevano”, aggiunge.

L’AI Music Contest fa parte del programma Reply Challenges, un programma di competizioni tecnologiche e creative che testimonia l’impegno di Reply nello sviluppo di modelli formativi innovativi, capaci di coinvolgere le nuove generazioni.

Il processo per l’uccisione di Regeni, il procuratore: hanno tolto a Giulio la condizione di essere umano

Roma, 23 giu. (askanews) – “Gli abbiamo dato il colpo di grazia”. Così ha iniziato il procuratore aggiunto della Capitale, Sergio Colaiocco, scandendo le parole in arabo, aprendo la requisitoria nel processo ai 007 egiziani che sequestrarono, torturarono ed uccisero Giulio Regeni, tra il 25 gennaio ed il 3 febbraio del 2016. “Ciò che qui si giudica non è la semplice soppressione di una vita umana. Ciò che qui si giudica è l’esercizio metodico, freddo, organizzato della violenza su un uomo inerme. Ciò che qui si giudica è il sequestro di una persona sottratta ad ogni garanzia”, ha detto il magistrato. “Ciò che qui si giudica è la tortura protratta come strumento di dominio. E quell’uomo aveva un nome, un volto, una storia: Giulio Regeni, un cittadino italiano, un giovane ricercatore. Un uomo libero”, ha spiegato.

Giulio Regeni “il 25 gennaio del 2016 entra, inconsapevole, in una zona d’ombra in cui il diritto cessa di esistere e al suo posto subentra soltanto la nuda forza. Da quel momento Giulio non è più una persona. Diventa un corpo sequestrato. Diventa un soggetto da piegare, diventa un destinatario di violenza”. Così ha detto il procuratore aggiunto di Roma, Sergio Colaiocco, nel corso della requisitoria nel processo per la morte del ricercatore universitario, in cui sono sotto accusa 4 agenti dei servizi di sicurezza egiziani.

“Diventa, per chi lo detiene – ha detto ancora il magistrato – materia su cui esercitare il potere assoluto. E questa è la prima, sconvolgente verità che il presente processo ci consegna: Regeni fu privato non soltanto della libertà e della vita. Fu privato della sua stessa condizione di essere umano titolare di diritti. Fu collocato in uno spazio in cui non esistevano più legge, controllo, difesa, limite. Uno spazio in cui il potere aveva assunto la forma dell’arbitrio puro. Ma vi è una seconda verità, ancor più drammatica. A compiere tutto questo – alla luce delle prove che il dibattimento ha progressivamente fatto emergere – non furono criminali comuni, non furono uomini della malavita. Furono uomini dello Stato, appartenenti agli apparati di sicurezza. Furono, cioè, proprio coloro ai quali uno Stato affida l’uso legittimo della forza”.

Insomma – ha detto ancora Colaiocco – è qui che “il delitto assume una dimensione ulteriore. Quando la forza istituzionale, nata per proteggere, diventa forza di oppressione; quando la funzione pubblica, nata per garantire sicurezza, si converte in strumento di tortura, allora non è colpita soltanto la singola vittima”. E ancora: “E’ colpita l’idea stessa di civiltà giuridica, è colpito il principio che nessun potere può esistere senza responsabilità. È colpita la nozione, elementare e insieme solenne, che sopra lo Stato vi deve essere la legge”, aggiunge.

“Il processo che oggi arriva a conclusione non è stato, sin dal suo nascere, un processo come gli altri. Esso è stato un processo contro il silenzio, contro il silenzio di chi non voleva parlare. Di chi non voleva collaborare, di chi confidava che il tempo cancellasse le tracce. È stato un processo contro la menzogna. Contro le ricostruzioni artificiose, contro i depistaggi”, ha detto il procuratore aggiunto della Capitale,nel corso della requisitoria nel processo per la morte di Giulio Regeni.

Il magistrato ha argomentato poi che “secondo l’ordine naturale delle cose, questi fatti avrebbero dovuto essere accertati e giudicati nel luogo in cui furono commessi. Sarebbe stato compito dell’Egitto ricercare i responsabili, assicurare le prove, offrire alla vittima e alla comunità internazionale una risposta di giustizia”. Ma quel che “si è progressivamente rivelato è stato l’esatto contrario: un sistema di ostacoli, di opacità, di resistenze, di chiusure che ha reso via via evidente una conclusione tanto semplice quanto drammatica. Che questo processo, se non fosse stato celebrato in Italia, non sarebbe stato celebrato in nessun luogo”.

Brexit, dieci anni dopo il sovranismo logora l’Ue, ma da dentro

Roma, 23 giu. (askanews) – Dieci anni oggi dal referendum per la Brexit, e l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea non ha innescato l’effetto domino temuto nel 2016. Londra ha nel frattempo bruciato il sesto premier in un decennio, con le dimissioni ieri di Keir Starmer. Ma la tesi che oggi circola negli ambienti analitici europei è che l’addio britannico all’Unione Europea non abbia sconfitto il sovranismo europeo, piuttosto ne ha cambiato la strategia, diventata ‘interna’. I partiti che un tempo promettevano l’uscita dall’Ue hanno imparato che la via più efficace non è lasciare l’Unione, ma condizionarla rimanendo dentro.

A sostegno di tale lettura c’è il quadro dell’opinione pubblica europea. Secondo lo Standard Eurobarometer 105 realizzato tra il 12 marzo e il 5 aprile scorsi, nei 27 Stati membri quasi tre quarti degli europei ritengono che il proprio Paese abbia beneficiato dell’appartenenza all’Ue. Il sondaggio, realizzato su 26.415 cittadini europei intervistati, conferma un consenso elevato verso la membership e indica una tendenza più ampia: il 75% dichiara di sentirsi cittadino dell’Unione, lo stesso risultato registrato nella primavera del 2025 e lo stesso massimo storico.

In un contesto internazionale molto incerto, l’Ue è percepita come un fattore di stabilità dal 73% degli europei, sei punti in più rispetto alla rilevazione precedente. Il sostegno a una politica comune di difesa e sicurezza tra gli Stati membri raggiunge l’81%, ai livelli più alti degli ultimi vent’anni. Anche la fiducia nell’Unione cresce: il 51% degli intervistati dichiara di fidarsi dell’Ue, tre punti in più rispetto all’Eurobarometro dell’autunno 2025.

Gli incrementi più marcati si registrano in Francia, con un aumento di 11 punti, in Danimarca, più 9, e in Portogallo, più 8. Le dichiarazioni di fiducia sono particolarmente alte tra i giovani tra i 15 e i 24 anni, al 61%.

Il sondaggio segnala anche un cauto rafforzamento dell’ottimismo: il 60% degli europei si dice ottimista sul futuro dell’Ue, quota che sale al 68% tra i più giovani.

Questi numeri sembrano confermare la lettura rassicurante emersa dopo Brexit: l’esperienza britannica avrebbe reso politicamente meno credibile l’ipotesi di abbandonare l’Unione. Ma il consenso verso l’appartenenza non coincide necessariamente con la capacità dell’Ue di governare i conflitti interni.

Secondo Fenja Tramsen, Programme Assistant nel programma European Politics and Institutions dello European Policy Centre, “la Brexit non ha sconfitto il sovranismo europeo; lo ha rafforzato, insegnando ai partiti sovranisti a lavorare dall’interno anziché minacciare l’uscita”.

In Francia il Rassemblement National ha accantonato la Frexit, cioè l’ipotesi di uscita francese dall’Unione europea; il Partito per la Libertà olandese, PVV, ha lasciato cadere il Nexit, l’uscita dei Paesi Bassi dall’Ue; e l’estrema destra di Alternative fur Deutschland, AfD, in Germania presenta l’uscita dall’Unione come ipotesi estrema, non programmatica.

La rinuncia alla “Exit” ha tolto dal programma sovranista l’elemento più rischioso, quello che poteva essere contrastato richiamando i costi della Brexit. Si è così affermata una strategia di pressione interna, che sembra mirare a bloccare, diluire o riorientare le decisioni europee usando le regole dell’Unione.

Il punto debole non è più il consenso dei cittadini all’appartenenza, piuttosto la capacità delle istituzioni di decidere. Il caso più evidente è l’uso del veto. L’Ungheria tra il 2011 e il 2025 ha rappresentato 19 dei 46 veti registrati nell’Ue, più del doppio dello Stato membro successivo.

Anche al Parlamento europeo, il gruppo Patrioti per l’Europa ha lavorato per indebolire il Green Deal o opporsi al Patto sulla migrazione. Il meccanismo politico è circolare: il blocco alimenta l’immagine di un’Unione inefficiente, e l’inefficienza diventa materiale di campagna per chi ha contribuito a produrla.

MotoGp, Marc Márquez rinnova con Ducati fino al 2028

Roma, 23 giu. (askanews) – Marc Márquez ha firmato il prolungamento del contratto con la Ducati per altre due stagioni, estendendo così la sua permanenza nel team ufficiale almeno fino al termine del Mondiale 2028. L’accordo conferma la centralità del campione nel progetto sportivo della Ducati, che lo considera uno dei pilastri anche nella nuova fase tecnica e regolamentare della MotoGP.

Il rinnovo era ormai nell’aria da mesi e rappresenta la naturale prosecuzione di un rapporto consolidato dopo l’arrivo del pilota nel box ufficiale. Márquez, che ha ritrovato competitività e risultati dopo il passaggio in Ducati, continuerà quindi a guidare la Desmosedici in una fase cruciale per lo sviluppo futuro della categoria.

L’accordo copre le stagioni 2027 e 2028, con il pilota che resterà legato al marchio italiano fino ad almeno 35 anni di età. Il rinnovo si inserisce anche nel contesto di un mercato piloti in evoluzione e delle prossime modifiche regolamentari della MotoGP, che porteranno a un nuovo ciclo tecnico dal 2027.

“Sono rosso! Sono davvero felice – dice Marc Marquez nel comunicato ufficiale Ducati – di questo nuovo accordo con il Ducati Lenovo Team e di continuare a fare parte di questa famiglia. Quando ho deciso di venire in Ducati, ero convinto che questo fosse il progetto in assoluto più competitivo. Hanno creduto in me e abbiamo costruito un rapporto basato sulla fiducia e il duro lavoro. Con questo rinnovo, hanno ribadito ancora una volta questo impegno, rispettando i miei tempi e dandomi la tranquillità di cui avevo bisogno per prendere la decisione corretta. Nel nostro primo anno insieme, abbiamo lottato per il titolo e l’abbiamo vinto: un risultato dal valore inestimabile che conferma che la strada che avevamo scelto era quella giusta. Continuo a gareggiare perché amo questo sport e voglio impegnarmi a raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi. Sono convinto che questo sia il posto giusto per farlo. Finché sarò qui, darò tutto me stesso per dipingere il futuro di rosso”.

Il futuro di Mps, Lovaglio: valuteremo l’opzione migliore nell’interesse di tutti

Roma, 23 giu. (askanews) – Mps valuterà l’opzione migliore nell’interesse di tutti. L’amministratore delegato del Monte, Luigi Lovaglio, parla in pubblico per la prima volta dopo l’annuncio dell’Opas di Intesa Sanpaolo sul gruppo e la proposta di fusione avanzata da Banco Bpm e lascia aperta ogni strada. Ma, ci tiene a sottolineare, se il processo di consolidamento nel settore è salutare per il Paese lo è altrettanto garantire la concorrenza e tutelare l’indipendenza di una banca come il Monte Paschi.

“C’è un processo in corso, ci sono delle regole e voglio attenermi a queste: il cda è completamente impegnato ad analizzare tutte le opzioni nell’interesse di tutti gli stakeholder e degli azionisti, questo è un dovere che mi sento di confermare al mercato”, ha dichiarato davanti alla platea di investitori riuniti in Piazzetta Cuccia. E a proposito delle regole scattate con l’annuncio dell’Opas, Lovaglio ha garantito: “la passivity rule esiste per proteggere gli azionisti e noi la rispettiamo pienamente. Il dovere di un cda è quello di analizzare, valutare e cercare l’opzione migliore nell’interesse dei nostri azionisti, ed è proprio quello che stiamo facendo”.

“Accogliamo con favore tutto l’interesse che circonda Mps – ha proseguito -. La sua rinascita negli ultimi anni ci ha portato a essere un operatore di punta, altamente attraente. E quando una banca viene riconosciuta anche a livello istituzionale come un gioiello, è chiaro che lo standard di qualsiasi operazione diventa naturalmente più elevato. Quindi per noi è importante continuare a lavorare in questa direzione, perché credo davvero che il nostro dovere sia quello di rendere il valore di Mps ancora più riconoscibile di quanto non lo sia oggi”. Lovaglio torna così a difendere il suo progetto di integrazione di Mediobanca all’indomani dell’approvazione all’unanimità dei progetti di scissione: “credo sempre di più che la combinazione rappresenti una delle migliori iniziative per affrontare le sfide del mercato e per offrire ai nostri clienti servizi unici e completi. E’ un’opportunità unica per il mercato, che potrà beneficiare dei servizi specifici che siamo in grado di offrire”.

Il consolidamento nel settore bancario, ha sottolineato l’AD di Mps, “è utile, è salutare, ma deve anche garantire che il mercato sia ben servito, e affinché il mercato sia ben servito in un paese è necessario un facile accesso al credito per le famiglie, le pmi e le grandi imprese, è necessario che si garantisca una rapida trasmissione del risparmio all’economia reale. Un buon sistema può servire molto bene il Paese se la concorrenza è forte in tutti i segmenti e con tutta la diversità richiesta in un mercato moderno. E penso che in questa direzione – ha concluso Lovaglio -, Mps sia uno dei più importanti operatori indipendenti e penso che questo sia un bene per il cliente, per i nostri dipendenti, per i territori in cui operiamo e, in definitiva, è un bene per il Paese”.

Mps, Lovaglio: valuteremo l’opzione migliore nell’interesse di tutti

Milano, 23 giu. (askanews) – Mps valuterà l’opzione migliore nell’interesse di tutti. L’amministratore delegato del Monte, Luigi Lovaglio, parla in pubblico per la prima volta dopo l’annuncio dell’Opas di Intesa Sanpaolo sul gruppo e la proposta di fusione avanzata da Banco Bpm e lascia aperta ogni strada. Ma, ci tiene a sottolineare, se il processo di consolidamento nel settore è salutare per il Paese, lo è altrettanto garantire la concorrenza e tutelare l’indipendenza di una banca come il Monte Paschi.

“C’è un processo in corso, ci sono delle regole e voglio attenermi a queste: il cda è completamente impegnato ad analizzare tutte le opzioni nell’interesse di tutti gli stakeholder e degli azionisti, questo è un dovere che mi sento di confermare al mercato”, ha dichiarato davanti alla platea di investitori riuniti in Piazzetta Cuccia. E a proposito delle regole scattate con l’annuncio dell’Opas, Lovaglio ha garantito: “la passivity rule esiste per proteggere gli azionisti e noi la rispettiamo pienamente. Il dovere di un cda è quello di analizzare, valutare e cercare l’opzione migliore nell’interesse dei nostri azionisti, ed è proprio quello che stiamo facendo”.

“Accogliamo con favore tutto l’interesse che circonda Mps – ha proseguito -. La sua rinascita negli ultimi anni ci ha portato a essere un operatore di punta, altamente attraente. E quando una banca viene riconosciuta anche a livello istituzionale come un gioiello, è chiaro che lo standard di qualsiasi operazione diventa naturalmente più elevato. Quindi per noi è importante continuare a lavorare in questa direzione, perché credo davvero che il nostro dovere sia quello di rendere il valore di Mps ancora più riconoscibile di quanto non lo sia oggi”. Lovaglio torna così a difendere il suo progetto di integrazione di Mediobanca all’indomani dell’approvazione all’unanimità dei progetti di scissione: “credo sempre di più che la combinazione rappresenti una delle migliori iniziative per affrontare le sfide del mercato e per offrire ai nostri clienti servizi unici e completi. E’ un’opportunità unica per il mercato, che potrà beneficiare dei servizi specifici che siamo in grado di offrire”.

Il consolidamento nel settore bancario, ha sottolineato l’AD di Mps, “è utile, è salutare, ma deve anche garantire che il mercato sia ben servito, e affinché il mercato sia ben servito in un paese è necessario un facile accesso al credito per le famiglie, le pmi e le grandi imprese, è necessario che si garantisca una rapida trasmissione del risparmio all’economia reale. Un buon sistema può servire molto bene il Paese se la concorrenza è forte in tutti i segmenti e con tutta la diversità richiesta in un mercato moderno. E penso che in questa direzione – ha concluso Lovaglio -, Mps sia uno dei più importanti operatori indipendenti e penso che questo sia un bene per il cliente, per i nostri dipendenti, per i territori in cui operiamo e, in definitiva, è un bene per il Paese”.

Rar

I musei di Basilea, le mostre per Art Basel che vanno oltre la fiera

Basilea, 23 giu. (askanews) – Una città culturalmente sempre vivace, che ospita una delle fiere d’arte più importanti al mondo, Art Basel, e che intorno a questo evento offre una serie di musei di primo piano a livello internazionale e una serie di mostre importanti che convivono con la fiera e vanno oltre. Basilea, anche in una tarda primavera caldissima, è una città affascinante che ospita in questo 2026 la mostra di Pierre Huyghe alla Fondation Beyeler, con tutta la forza di una ricerca che cambia in profondità l’idea di arte e di esposizione. Il Museum Tinguely propone due esposizioni principali, la prima dedicata a “Labouring Bodies”, una collettiva che esplora, dal punto di vista femminista, la relazione complessa tra corpi e tecnologia, la seconda dedicata all’artista australiana Angelica Mesiti, che, con una installazione indimenticabile, ragiona sui rituali del quotidiano e delle comunità.

C’è poi il Kunstmuseum Basel, che propone mostre su Helen Frankenthaler, Cao Fei e sui “First Homosexuals”. Anita Haldemann è una curatrice del museo: “Per noi è importantissimo avere la fiera a Basilea – ci ha detto – perché porta visitatori da tutto il mondo che possono avere tempo per visitare i musei e le mostre in città, ma anche le nostre collezioni. È interessante vedere quanti collezionisti, quanti dealer, ma anche artisti ogni anno visitano la nostra collezione, quindi è un’opportunità unica per presentarci a un pubblico globale. Art Basel è un amplificatore per tutta la scena culturale e dei musei di Basilea”.

E se nel caos dei giorni di Art Basel, tra vernissage, anteprime e cene, si trova anche un momento per attraversare il Reno su un battello, ecco che in qualche modo l’esperienza si completa: l’arte dà una forma alla città, ma la città continua a vivere con il suo ambiente e ad affermare il proprio stile, anche quando le luci della fiera si spostano altrove.

Carburanti, Mimit: proseguono cali, verde 1,829 euro-lt, diesel 1,922

Roma, 23 giu. (askanews) – Quattordicesimo giorno consecutivo di ribassi dei prezzi dei carburanti: secondo i dati dell’osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, questa mattina i prezzi medi alla pompa in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale registrano un valore pari a 1,829 euro al litro per la benzina e 1,922 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, aggiunge il Mimit con una nota, il prezzo medio self è di 1,926 euro al litro per la benzina e 2,013 euro al litro per il gasolio.

Agente motociclista della polizia locale muore durante un inseguimento, caccia all’auto pirata

Roma, 23 giu. (askanews) – Un agente motociclista della polizia locale di Milano è morto ieri sera a Peschiera Borromeo, nell’hinterland del capoluogo lombardo, non lontano dall’aeroporto di Linate, durante un lungo inseguimento ad un’Audi Q7. Secondo una prima ricostruzione l’auto aveva forzato un posto di blocco e il 39enne Francesco Imprezzabile l’aveva intercettata in zona Ponte Lambro e si era posto all’inseguimento a bordo della moto di servizio, insieme con altre pattuglie.

Intorno alle 21, per motivi ancora in via di accertamento, il vigile è caduto rovinosamente in via Milano e nonostante l’intervento dell’elisoccorso che lo ha trasporto all’ospedale Niguarda, per lui non c’è stato nulla da fare.

La caccia all’Audi Q7, che potrebbe aver speronato il motociclista, è proseguita per tutta la notte da parte della pattuglie della Locale, della Stradale e dei carabinieri. Gli investigatori, coordinati dalla Procura, stanno continuando ad analizzare i filmati delle telecamere della zona alla ricerca di tracce utili.

In un recente post sul suo profilo Instagram, Francesco Imprezzabile scriveva: “Indossare questa divisa non è solo un lavoro è una responsabilità, non è un mestiere qualunque, è vocazione, passione e senso del dovere. Solo quando fai questo con il cuore puoi dare sempre il meglio di te stesso”; e concludeva: “Il sacrificio, l’onestà e la costanza sono le uniche cose che ripagano davvero”.

(foto da profilo Instagram)

Borsa, Seul a picco sfiora -10%, Asia risente dei cali delle big tech Usa

Roma, 23 giu. (askanews) – Seduta fortemente negativa per le borse dell’Asia, che apparentemente subiscono il contraccolpo delle flessioni dei titoli tecnologici a Wall Street. In particolare la sudcoreana Seul ha accusato in maniera pesantissima la dinamica, con l’indice Kospi arrivato a sfiorare un meno 10% in chiusura (-9,99%).

Molto pesante anche la chiusura a Tokyo, il Nikkei ha siglato gli scambi al meno 3,55%. Più contenute le flessioni per alcune piazze cinesi, Shanghai ha concluso le contrattazioni con un meno 1,37%, Hong Kong al meno 1,74%, ma anche Shenzhen ha registrato un pesante meno 3,17%.

Tornano quindi nervosissimi sulla tenuta del recente rally rialzista dei titoli tecnologici e in particolare dell’intelligenza artificiale. Dinamica che potrebbe risentire anche dai mutamenti delle aspettative sui tassi di interesse dei Treasuries e ufficiali Usa, dopo il direttorio della scorsa settimana della Federal Reserve, che ha spazzato via le ipotesi di tagli al costo del danaro.

Gli scivoloni dell’Asia si sono fatti sentire anche sulle piazze europee che stamattina hanno aperto tutte in ribasso e proseguono in negativo, ma con cali più contenuti: -0,72% per Londra, -1,32% per Francoforte -0,82% per Parigi. A Piazza Affari dopo mezz’ora di contrattazioni l’indice Ftse-Mib perde l’1,05%.

Quattro gruppi di lavoro sui dossier, pronta la prossima fase dei negoziati Iran-Usa

Roma, 23 giu. (askanews) – Iran, Stati Uniti, Pakistan e Qatar hanno completato i preparativi per la prossima fase dei colloqui di alto livello tra le parti: lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi.

“Sulla base degli accordi raggiunti, i prossimi negoziati si svolgeranno sotto la supervisione di un comitato di alto livello, con la partecipazione del presidente del Majlis, del ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, del vicepresidente degli Stati Uniti e dei primi ministri di Pakistan e Qatar”, ha proseguito Gharibabadi.

Il viceministro degli Esteri iraniano ha inoltre annunciato la creazione di quattro gruppi di lavoro specializzati: il Gruppo di lavoro per la revoca delle sanzioni, il Gruppo di lavoro sul nucleare, il Gruppo di lavoro per la ricostruzione e lo sviluppo economico e il Gruppo di lavoro per il monitoraggio e l’attuazione dell’accordo.

Numeri da record per Rothko a Firenze: oltre 200mila visitatori

Milano, 23 giu. (askanews) – Visitatori da record per la mostra “Rothko a Firenze” allestita a Palazzo Strozzi, che ha superato le 200mila presenze, facendo meglio, nello stesso periodo di apertura, rispetto al numero di visitatori della grande esposizione su Beato Angelico.

Curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, la mostra presenta oltre 70 opere, molte delle quali mai esposte prima in Italia, provenienti da collezioni private e musei internazionali, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA) e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington DC. Rothko a Firenze rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, per celebrare il legame speciale tra Rothko e Firenze.

Da Palazzo Strozzi il progetto si estende poi alla città di Firenze, coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista: il Museo di San Marco, con cinque opere esposte in altrettante celle affrescate dall’Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, con due opere in dialogo con lo spazio progettato da Michelangelo.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00 e il giovedì fino alle 23.00. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

A Washington si apre la quinta sessione dei negoziati Libano-Israele

Roma, 23 giu. (askanews) – Si aprirà oggi a Washington la quinta sessione di negoziati diretti fra Libano e Israele: lo ha confermato il Dipartimento di Stato americano. I colloqui, che si concluderanno giovedì,inizieranno con una sessione congiunta politico-militare, seguita da una sessione militare e da un’altra sessione politica, secondo quanto riferito da fonti dell’amministrazione statunitense.

Israele e Libano saranno rappresentati dai rispettivi ambasciatori a Washington, mentre gli Stati Uniti saranno rappresentati dal consigliere del Dipartimento di Stato Dan Holler e dal sottosegretario alla Difesa per gli Affari di sicurezza internazionale, Dan Zimmerman.

Calcio, Mondiali 2026: risultati, classifiche e calendario

Roma, 23 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia ed Erzegovina, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 Scozia-Marocco 0-1 20/06 Brasile-Haiti 3-0 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Brasile, Marocco 4, Scozia 3, Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 Turchia-Paraguay 0-1 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia, Paraguay 3, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 Germania-Costa d’Avorio 2-1 21/06 Ecuador-Curaçao 0-0 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania 6, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 1

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 Olanda-Svezia 5-1 20/06 Giappone-Tunisia 4-0 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Olanda, Giappone 4, Svezia 3, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 Belgio-Iran 0-0 22/06 Nuova Zelanda-Egitto 1-3 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Egitto 4, Belgio, Iran 2, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 Spagna-Arabia Saudita 4-0 22/06 Uruguay-Capo Verde 2-2 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna 4, Capo Verde, Uruguay 2, Arabia Saudita 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 Francia-Iraq 3-0 22/06 Senegal-Norvegia 2-3 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 6, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 Argentina-Austria 2-0 22/06 Algeria-Giordania 2-1 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina 6, Austria, Algeria 3, Giordania 0.

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Colombia 3, Portogallo, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 3, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Mondiali, Haaland trascina la Norvegia: Senegal battuto 3-2

Roma, 23 giu. (askanews) – La Norvegia conquista il secondo successo consecutivo ai Mondiali 2026 battendo il Senegal per 3-2 e stacca il pass per la fase a eliminazione diretta. Dopo il 4-0 rifilato all’Iraq all’esordio, la formazione scandinava si conferma tra le sorprese più interessanti del torneo e aggancia la Francia in testa al girone I in attesa dello scontro diretto.

L’avvio è tutto di marca norvegese. La squadra di Solbakken prende subito il controllo del gioco e sfiora il vantaggio con Ajer, fermato da un intervento di Mendy. Al 13′ arriva però una brutta notizia con l’infortunio muscolare di Ryerson, costretto a lasciare il campo. Al suo posto entra Pedersen, che vive una serata da sogno.

È infatti l’esterno del Torino a sbloccare la partita poco dopo la mezz’ora, approfittando di un grave errore di Koulibaly che gli consegna il pallone in area. Pedersen non si lascia sfuggire l’occasione e firma il suo primo gol con la maglia della nazionale. Prima dell’intervallo Haaland sfiora il raddoppio: pressa Mendy, gli ruba il pallone ma colpisce clamorosamente il palo a porta vuota, per poi costringere il portiere senegalese a una grande parata di testa.

Nella ripresa la Norvegia trova subito il 2-0. Odegaard guida il contropiede e serve perfettamente Haaland, che resiste al recupero di Koulibaly e supera Mendy. Il Senegal reagisce e accorcia le distanze con Sarr, bravo a trovare la rete da posizione complicata al termine di un’azione avviata da Mané.

L’entusiasmo africano dura però pochissimo. Pochi minuti dopo Berg pesca ancora Haaland, che realizza al volo il gol del 3-1. Per il bomber norvegese è la quarta rete nel torneo e il 59° centro in 52 presenze con la nazionale.

Nel finale il Senegal continua a lottare e in pieno recupero trova il 3-2 ancora con Sarr, servito da Jackson al termine della migliore azione offensiva della sua squadra. Non basta però per evitare la sconfitta. La Norvegia gestisce gli ultimi minuti e festeggia una vittoria che vale qualificazione e primato condiviso nel gruppo, trascinata da un Haaland sempre più protagonista della corsa al titolo mondiale.

Mondiali, Algeria, vittoria in rimonta sulla Giordania 2-1

Roma, 23 giu. (askanews) – L’Algeria batte 2-1 la Giordania nella seconda giornata del gruppo J del Mondiale 2026 e resta in corsa per la qualificazione alla fase a eliminazione diretta. La formazione guidata da Vladimir Petkovic rimonta nella ripresa il vantaggio giordano grazie alle reti di Benbouali e Gouiri, entrambe nate da situazioni di palla inattiva. Un successo che permette agli algerini di agganciare l’Austria al secondo posto del girone e di giocarsi tutto nello scontro diretto dell’ultima giornata.

L’Algeria parte con maggiore iniziativa e controllo del possesso, affidandosi soprattutto alle giocate di Riyad Mahrez. Proprio il capitano africano costruisce la migliore occasione della prima parte di gara, ma dopo un buon controllo in area non riesce a dare sufficiente forza alla conclusione, sprecando una chance favorevole.

Nonostante la supremazia territoriale degli uomini di Petkovic, è la Giordania a passare in vantaggio al primo vero affondo. Al-Tamari manca il controllo del pallone ma il suo tentativo si trasforma involontariamente in un assist per Al Rashdan, che raccoglie la sfera e con una conclusione potente supera Zidane, portando avanti la nazionale mediorientale.

Sotto di un gol all’intervallo, Petkovic cambia qualcosa nella formazione e ottiene subito risposte positive. Il pareggio arriva nella ripresa sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Mahrez: il cross del numero 7 trova la deviazione vincente di Benbouali, uno dei giocatori inseriti dal commissario tecnico durante la pausa.

L’inerzia della gara cambia completamente e l’Algeria continua a spingere alla ricerca del successo. A tredici minuti dal pareggio arriva anche il gol del sorpasso. Ancora una situazione da palla inattiva crea problemi alla difesa giordana e Gouiri trova la rete decisiva. L’azione viene controllata dal Var prima della convalida definitiva del gol che scatena la festa della squadra africana.

Nel finale la Giordania prova a reagire ma non riesce a trovare il pareggio. Il 2-1 consegna all’Algeria i primi tre punti nel torneo e mantiene aperte le speranze di qualificazione, mentre la sconfitta condanna matematicamente la Giordania all’eliminazione dal Mondiale. Sarà ora lo scontro diretto con l’Austria a decidere il destino della squadra di Petkovic nel gruppo J.

Mondiali, prima il diluvio, poi Mbappé trascina la Francia

Roma, 23 giu. (askanews) – La Francia supera senza difficoltà l’Iraq per 3-0 a Filadelfia e conquista con un turno d’anticipo la qualificazione alla fase a eliminazione diretta del Mondiale 2026. Protagonista assoluto Kylian Mbappé, autore di una doppietta che gli consente di raggiungere quota 16 reti nella storia della Coppa del Mondo, agganciando Miroslav Klose al secondo posto della classifica all time alle spalle di Lionel Messi.

La sfida si mette subito sui binari favorevoli ai Bleus. Al 14′ Mbappé riceve al limite dell’area dopo uno scambio con Olise e lascia partire un sinistro potente che sorprende Basil, portando avanti la squadra di Didier Deschamps. La Francia domina il possesso e schiaccia gli iracheni nella propria metà campo, pur senza aumentare particolarmente i ritmi.

Dopo il primo tempo, chiuso sull’1-0, una violenta tempesta di fulmini costringe gli organizzatori a evacuare lo stadio. La partita resta sospesa per oltre due ore prima della ripresa.

Al ritorno in campo l’Iraq crolla. Al 55′ un grave errore tra Tahseen e il portiere Basil regala il pallone a Dembélé, che serve Mbappé per il più facile dei tap-in a porta vuota. È il 2-0 che chiude definitivamente il confronto. La Francia continua ad attaccare e sfiora il tris con Olise, che colpisce la traversa dopo una grande giocata dello stesso Mbappé.

Il terzo gol arriva al 66′: Olise recupera palla sulla trequarti e serve Dembélé, bravo a controllare e battere Basil con un destro preciso. Per l’attaccante francese è la prima rete in questo Mondiale. Nel finale Mbappé va vicino alla tripletta con una lunga azione personale, mentre l’Iraq crea la sua migliore occasione con Al-Hamadi, che sfiora il palo in scivolata.

Dopo quasi quattro ore complessive tra gioco e interruzione, il triplice fischio certifica il netto successo dei Bleus. La Francia sale a punteggio pieno nel girone e conferma la propria candidatura al titolo mondiale, trascinata ancora una volta dal talento del suo capitano.

Dollaro prosegue risalita, euro a 1,1421 vicino minimi da un anno

Roma, 23 giu. (askanews) – Proseguono i rafforzamenti del dollaro, con l’euro che nelle contrattazioni mattutine cala 1,1421 sul biglietto verde, ai minimi dallo scorso marzo ma anche un valore non lontano dal minimo precedente, risalente al luglio del 2025.

Il biglietto verde ha iniziato a rafforzarsi dopo il direttorio della Federal Reserve, mercoledì scorso, che confermando i tassi di interesse ha spazzato via le aspettative di tagli sul breve termine, rilanciando la retorica antinflazionistica.

Colombia svolta a destra: chi è il neopresidente che piace a Trump

Una vittoria sul filo dei voti

La Colombia, domenuca scorsa, ha scelto di voltare pagina. Al termine di un ballottaggio combattutissimo, Abelardo de la Espriella ha prevalso sul candidato della sinistra Iván Cepeda, raccogliendo poco meno del 50% dei suffragi e interrompendo l’esperienza politica inaugurata nel 2022 da Gustavo Petro, primo presidente progressista della storia del Paese. Il margine è stato ristretto, ma sufficiente a consegnare al quarantasettenne avvocato colombiano la guida della quarta economia dell’America Latina. 

L’esito del voto è stato salutato con entusiasmo da Donald Trump, che ha definito de la Espriella “il nuovo presidente della Colombia” e ha rivendicato apertamente il proprio sostegno alla sua candidatura, presentandolo come un interlocutore privilegiato degli Stati Uniti.

Chi è “El Tigre”

Avvocato di successo, imprenditore e personaggio mediatico, de la Espriella era noto in Colombia ben prima dell’ingresso in politica. Nato a Bogotá nel 1978, ha costruito la propria notorietà come legale di figure controverse e come commentatore politico dai toni spesso provocatori. Nel 2025 ha fondato il movimento “Difensori della Patria”, presentandosi come outsider deciso a rompere con le élite tradizionali. 

I suoi sostenitori lo descrivono come un uomo forte capace di ristabilire ordine e autorità. I critici, invece, vedono in lui una figura populista ispirata ai modelli di Donald Trump e del presidente salvadoregno Nayib Bukele. 

Sicurezza, Stato leggero e sviluppo energetico

Il programma del nuovo presidente si fonda su alcuni punti chiave. Innanzitutto la sicurezza: de la Espriella promette una lotta senza quartiere ai cartelli della droga e ai gruppi armati, la costruzione di grandi complessi carcerari e la fine dei negoziati con le organizzazioni criminali. Ha inoltre proposto operazioni più aggressive contro le coltivazioni di coca e contro le reti del narcotraffico. 

Sul piano economico, il presidente eletto punta a una drastica riduzione del peso dello Stato, annunciando l’obiettivo di tagliare fino al 40% dell’apparato pubblico. Propone un’economia più aperta agli investimenti privati, minori vincoli per le imprese, una base fiscale più ampia e un rilancio delle attività energetiche tradizionali, compreso lo sfruttamento petrolifero e il fracking. 

Il ritorno dell’asse con Washington

La vittoria di de la Espriella segna anche una svolta geopolitica. Dopo gli anni di Petro, caratterizzati da rapporti spesso complessi con Washington, Bogotá sembra orientata a riallinearsi alle priorità strategiche statunitensi, soprattutto sul contrasto al narcotraffico, sulla sicurezza regionale e sul controllo dei flussi migratori. 

Per Trump, il nuovo presidente colombiano rappresenta un alleato naturale nel continente. Per la Colombia, invece, si apre una stagione che promette cambiamenti profondi e che sarà osservata con attenzione tanto dai mercati quanto dagli organismi internazionali. Il successo di “El Tigre” conferma inoltre una tendenza ormai evidente in America Latina: la crescita di leadership conservatrici che fanno della sicurezza, dell’identità nazionale e della critica alle élite il proprio principale messaggio politico.

Il Premio Strega, voci alla ribalta

Intellettuali allo scontro

Una certa animazione al Premio Strega. Come è noto il finalista Michele Mari con il suo “Convitati di pietra” sembra abbia avuto infelici commenti verso Michela Murgia. Par che abbia detto che “era intransigente e violenta perché era brutta. E sfogava così la sua rabbia. Tutte le donne insoddisfatte che non piacciono diventano rabbiose”. Sono seguite poi le smentite e le scuse all’altra concorrente Teresa Ciabatti in lizza con il suo “Donnaregina” che, all’udir tali parole, ha sensibilmente preso le difese della sua amica Murgia. La riflessione di Mari era corsa con Elena Rui anche lei candidata con il suo “Vedove di Camus”. Nel battibecco che ne è venuto fuori è parso che gli intellettuali sono rimasti vedovi di compostezza e misura.

Il peso degli assenti presenti

Va ricordato che in una celebre opera di Mozart il convitato di pietra è il personaggio del Commendatore che viene ucciso da Don Giovanni. La vittima tornerà in forma di statua per punire il suo assassino rappresentando la giustizia divina. Non sarà questo il caso perché la Murgia ha già trovato la sua soddisfazione dopo tutto il Cancan che ha fatto seguito all’improvvido pensiero di Mari che ha scatenato mari agitati. Giustamente per la Ciabatti che avrebbe forse voluto tirare una ciabattata al protagonista della faccenda essendo per lei probabilmente tutte le donne regine e mai tacciabili di scarso appeal. 

Michela Murgia, una donna tosta

Può darsi che la Murgia comunque non avrebbe avuto bisogno di particolari protezioni essendo stata attrezzata in vita per le sue qualità a cavarsela egregiamente da sola. Pare che Murgia etimologicamente indichi una pietra sporgente ed aguzza capace di lasciare il segno e nel contempo di resistere agli assalti di chi voglia scalfirla. Nata a Cabras e non nelle murge in terra pugliese ha costretto Mari ad un volo cabrato per rimediare ad una uscita improvvida che però non deve muovere scandalo eccessivo. Nel frasario comune spesso si dice che le donne scarsamente avvenenti sono aggressive al pari dei cani di piccola taglia che spesso e volentieri abbaiano in modo molesto. Parimenti si dice che le donne belle sono altezzose o che “se la tirano”.

La pace in pentola

Per dirla tutta sul “van” che aveva a bordo gli scrittori che si scambiavano colorite opinioni sembra ci fosse anche Matteo Nucci con il suo “Platone. Una storia d’amore”. Nella faccenda non si sarebbe trattato proprio d’amore liricamente inteso ma va bene lo stesso. Per dirimere il dissidio nel gioco del caso e delle parole la Fondazione Bellonci, che organizza il Premio Strega, ha biasimato ogni eventuale denigrazione che possa ledere la dignità di ogni persona. La Bellonci si è pronunciata a tutela della bellezza che ciascuno possiede, nessuno insomma è una strega. Così “van” tutti.

Santa Marinella, il civismo che supera gli schieramenti

Il recente responso scaturito dalle urne elettorali di Santa Marinella dovrebbe soddisfare soprattutto coloro (e purtroppo sono sempre meno, come dimostrerebbe l’ormai cronico alto tasso di astensionismo) che ancora considerano la politica una nobile attività volta a migliorare la vita del cittadino attraverso una ragionata sintesi dei crescenti molteplici orientamenti etici esistenti nella società, al di fuori di ogni logica dettata unicamente dal vetero messianico voto politico.

Infatti, nella ridente rivierasca cittadina laziale ha finito per prevalere nettamente un messaggio formulato da gruppi compositi, ma omogenei fra loro nelle idee di fecondo rinnovamento a lungo coltivate, fermamente decisi a contrapporre alle ritrite e stantie litanie dei simboli partitici la volontà di realizzare quanto per anni alla popolazione le precedenti amministrazioni avevano soltanto permesso di vagheggiare, leggendo i rispettivi programmi.

In estrema sintesi, si è proposto l’accantonamento delle “ideologie tout court” per sostituirlo, “sic et simpliciter”, con l’entusiasmo nella realizzazione di vecchi progetti, rimasti troppo a lungo allo stadio di concepimento, e nel varo di nuove iniziative, suggerite da precedenti esperienze amministrative accompagnate da una profonda e appassionata conoscenza del territorio.

Uno dei simboli più significativi della riuscita di questo esperimento è forse rappresentato dall’età e formazione (professionale e politica) del nuovo sindaco, Alessio Manuelli. Giovane medico, molto apprezzato, ha sicuramente contribuito a convincere la maggioranza degli elettori (sicuramente i più giovani) circa la proposta, mettendo a garanzia il prestigio di cui ha sempre goduto e il senso civico dimostrato nell’espletamento della carica di consigliere comunale nella precedente amministrazione.

Accanto a lui (e, per molti aspetti, preziosa guida) Gino Vinaccia, politico di matrice democristiana, navigato ed attento alle trasformazioni dell’oggi, ha saputo coniugare l’utilità del “vissuto” con il pregiato valore della “novità”, pilotando vittoriosamente il “vascello civico”, dai molteplici orientamenti presenti a bordo, attraverso le perigliose acque di una campagna politica caratterizzata da divisioni, lusinghe e veti incrociati.

Ora si deve passare dalle parole ai fatti. Il nuovo gruppo dirigente del Comune dovrà trasformare in pratica virtuosa quanto prospettato alla cittadinanza durante la campagna elettorale. Per capire come, ho incontrato Gino Vinaccia (eletto ieri sera all’unanimità Presidente del Consiglio comunale, ndr) al quale ho sottoposto alcune domande.

Innanzi tutto, facendo un’analisi della vittoria, quale messaggio utile avete mandato in campagna elettorale?

Santa Marinella negli ultimi venticinque anni è rimasta bloccata da un’alternanza di potere destra-sinistra che ha diviso la città in opposte tifoserie, lacerando sempre di più il corpo sociale e lasciando fuori dal sistema politico dei partiti tradizionali le energie migliori di una parte e dell’altra.

Un sistema autoreferenziale e autocelebrativo che ha fatto perdere piano piano, ad entrambi gli schieramenti, il contatto con la realtà cittadina e ha impedito, di fatto, il rinnovamento della classe dirigente.

Il messaggio che abbiamo voluto dare agli elettori è stato, appunto, che bisognava uscire da questo schema e tornare a parlare con la città, riportando al centro della discussione i bisogni reali e le esigenze dei cittadini.

Quali criteri vi hanno guidato per formare una coalizione, per certi versi, eterogenea, ma alla prova dei fatti risultata vincente?

In tal senso il criterio che ci ha guidato nella formazione della coalizione è stato essenzialmente quello di mettere attorno ad un tavolo le energie migliori della città, al di là delle appartenenze, delle storie personali di ognuno, superando diffidenze e barriere ideologiche, per concentrare l’attenzione sui problemi reali (castello, passeggiata, piano regolatore 167, ecc…). Su questi principi si è cementata l’alleanza che ha vinto l’elezione e che ha chiuso, almeno a Santa Marinella, la stagione dell’autoreferenzialità.

La città ha compreso il messaggio perché era stanca di una classe politica sempre più preoccupata del perpetuare il proprio potere e sempre meno sintonizzata con la società civile, coi suoi problemi e con le sue necessità.

Ritieni che l’esperimento politico che avete assunto a Santa Marinella possa, in una certa misura, costituire un esempio anche sul terreno della politica nazionale?

Sono sempre più evidenti, in Italia, i segnali della disaffezione verso la politica e verso il sistema dei partiti che, dalla fine della così detta Prima Repubblica, ha conosciuto un lento ma costante declino. Ne è prova il disinteresse degli italiani al voto cui si cerca di porre riparo con operazioni di “ingegneria elettorale” che, a mio parere, non risolveranno il problema. Di contro, il così detto “civismo”, laddove può esprimersi, offre maggiori garanzie agli elettori per quanto attiene alle possibilità di cambiamento e innovazione.

Quali sono stati i criteri guida per l’assegnazione dei vari incarichi all’interno della coalizione per non creare “malumori” o riserve?

Innanzitutto la competenza, l’impegno che ognuno dovrà mettere in campo per non deludere le aspettative.

Aggiungo la consapevolezza (propria di chi è chiamato a svolgere nella pubblica amministrazione un ruolo da riaffermare in ogni azione e/o iniziativa) che la politica è servizio alla comunità.

Ascolto, condivisione, trasparenza e imparzialità nelle scelte politiche e amministrative sono state le parole d’ordine della nostra campagna elettorale: queste, oltre che parole, devono restare per tutti principi inderogabili.

Quali progetti prioritari saranno realizzati per valorizzare le risorse di ogni tipo esistenti?

Abbiamo deciso di partire dall’ordinario per rendere subito la città più accogliente, più pulita e soprattutto più vivibile per ogni tipologia di cittadino (anziani, diversamente abili, giovani), specialmente nel periodo estivo quando la massa di visitatori sfiora le 90.000 presenze e molti servizi vanno in sofferenza.

Questo richiede grande sforzo e grande impegno politico, amministrativo e soprattutto economico.

Quale politica turistica e culturale intendete attuare per attirare maggiori visitatori?

Santa Marinella continua ad avere delle potenzialità enormi: mare, clima, paesaggio interno, storia, archeologia e soprattutto una posizione strategica che la colloca tra il porto croceristico più importante d’Europa e l’aeroporto internazionale di Fiumicino.

Il tutto all’interno di un’area geografica ampia e ricca di tradizioni, storia, cultura, archeologia, natura, enogastronomia e tanto altro.

Si tratta di mettere in campo, con i comuni vicini, una strategia volta a valorizzare la potenzialità di questo territorio per intercettare una parte sempre più consistente del flusso turistico di valore che gravita su quest’area.

 

Quindi…buon lavoro alla lista civica Manuelli, che ha superato centro-destra e centro-sinistra, sebbene al loro interno figurassero candidati apprezzati e di valore, a dimostrazione che gli elettori sembrano sempre più spesso inclini a premiare la forza audace ed onirica dell’immaginazione creativa piuttosto che adagiarsi sulla pratica settaria, sempre più intrisa di “naftalina scaduta”..

De Gasperi, lezione necessaria

Ci sono libri che conservano intatta la loro attualità perché continuano a parlare al presente. È il caso della nuova edizione di “Alcide De Gasperi. Rivoluzione Riforme Libertà” di Igino Giordani, a cura di Lucio D’Ubaldo e Alberto Lo Presti (Roma, Studium, 2025, pp. 464, euro 38), con presentazione di Giuseppe Fioroni.

L’opera, inserita nella collana della Fondazione De Gasperi e sostenuta dall’Istituto Giuseppe Toniolo, non si limita a riproporre il testo pubblicato nel 1955, ma lo arricchisce con materiali e documenti inediti che ne ampliano il valore storico e politico.

Nella sua presentazione, Giuseppe Fioroni invita a liberare De Gasperi dalla rappresentazione riduttiva del semplice conservatore, mettendo invece in luce la profondità democratica e sociale della sua visione politica. Il leader trentino appare così come uno statista capace di progettare nel lungo periodo, guidato da un’idea alta dell’uomo, della società e delle istituzioni.

L’introduzione dei curatori accompagna il lettore dentro una riflessione che nasce nel Novecento ma parla chiaramente anche all’oggi. D’Ubaldo e Lo Presti evitano ogni lettura nostalgica e restituiscono la figura di De Gasperi nella sua integrità: uomo di fede, di libertà e di responsabilità pubblica, capace di attraversare il secolo senza lasciarsi consumare né dal rancore né dalla retorica. Non a caso, osservano i curatori, a lui si torna a guardare in un tempo che sembra nuovamente assetato di speranza.

Il giorno successivo alla morte di Alcide De Gasperi, avvenuta a Sella di Valsugana il 19 agosto 1954, Igino Giordani — deputato alla Costituente, scrittore e giornalista — ricevette dalla Democrazia cristiana l’incarico di scriverne la biografia. Adone Zoli, allora presidente del Consiglio nazionale della Dc, ricordò nella prefazione del volume il clima di quei giorni: «Dominava nella Direzione un senso di vuoto e di smarrimento». Era lo stesso sentimento che accompagnava il viaggio del feretro da Trento a Roma, lungo una penisola che rendeva omaggio allo statista scomparso.

Giordani ripercorre le tre grandi “vite” di De Gasperi. La più conosciuta è certamente quella successiva alla caduta del fascismo: rappresentante della Dc nel Comitato di Liberazione Nazionale, ministro degli Esteri nei governi Bonomi e Parri, quindi presidente del Consiglio dal dicembre 1945 al 1953. In quegli anni De Gasperi fu protagonista della ricostruzione politica e morale del Paese, della rinascita economica, della nuova collocazione internazionale dell’Italia e dell’avvio del processo di integrazione europea.

Ma il libro mostra con efficacia quanto siano decisive anche le prime due stagioni della sua vita. Suddito dell’Impero austro-ungarico, nato a Pieve Tesino nel 1881, De Gasperi fu eletto nel 1911 al Parlamento di Vienna, dove difese i diritti e l’autonomia delle popolazioni trentine. Durante la Prima guerra mondiale visse da vicino il dramma di migliaia di profughi e internati trentini, mettendosi al servizio delle famiglie colpite dalla guerra e collaborando attivamente con il comitato dei profughi.

La seconda prova decisiva fu quella del fascismo. L’11 marzo 1927 De Gasperi venne arrestato alla stazione di Firenze insieme alla moglie Francesca Romani, con l’accusa di tentato espatrio clandestino. Dopo sedici mesi di carcere e gravi problemi di salute, trovò rifugio in Vaticano dove, anche grazie all’intercessione di Igino Giordani, ottenne un impiego presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. Da lì contribuì, negli anni più difficili, alla ricostruzione della Democrazia cristiana.

Rileggere oggi questa biografia, a circa settant’anni dalla sua prima pubblicazione, significa riflettere su una concezione della politica che non si limita ad amministrare l’esistente ma sa costruire il futuro. Una politica che non si chiude nel risentimento o nella nostalgia, ma affronta la complessità del presente senza smarrire il senso del bene comune.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 18 giugno 2026

[Testo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Maltempo a Roma, albero su taxi e auto parcheggiate a via Ostiense

Roma, 22 giu. (askanews) – Disagi a Roma per l’improvviso temporale che ha colpito diverse zone della città, accompagnato da forte vento.

Dopo una giornata di caldo, sole e temperature bollenti, nel pomeriggio il cielo è diventato nero e la situazione è cambiata in pochi minuti. Molte le chiamate per alberi e rami caduti. Nelle immagini, un albero che si è spezzato su viale Ostiense e ha colpito un taxi e altre auto in sosta.

Salvini punta su "priorità" autonomia ma nordisti delusi da Tavolo

Milano, 22 giu. (askanews) – Un’ora e mezza, in videocollegamento, per passare in rassegna “i principali temi di interesse per cittadini, imprese e territori: autonomia, sicurezza, sanità, sostegno alle famiglie”. La prima riunione del Tavolo dei Territori della Lega scivola via così, con la sintesi affidata ad una nota in cui Stefano Locatelli, responsabile Enti Locali, sottolinea che l’Autonomia è “la priorità” del partito, “da Nord a Sud”.

Tutti i componenti del tavolo – lanciato da Matteo Salvini come momento di coordinamento e confronto tra amministratori e rappresentanti istituzionali del movimento – si collegano e tutti, riferisce Locatelli, sono intervenuti “portando contributi, proposte ed esperienze maturate nei rispettivi territori, in un confronto caratterizzato da un approccio concreto e costruttivo”. Ma certamente l’ala nordista non ritiene soddisfatta da un appuntamento di questo tenore le istanze che da tempo solleva nei confronti della gestione Salvini: “Nessuno si aspettava qualcosa da questo tavolo. La composizione non rendeva possibile affrontare il problema della linea politica”, dicono dalle parti dei governatori del Nord. “Roba moscia, mille temi, ma nulla di sostanza”, si aggiunge, confermando che non sono stati affrontati “temi politici o di organizzazione della Lega. Ci è stato chiesto di proporre temi ‘in salsa leghista’ per la campagna elettorale, a ognuno ha dato il suo contributo”.

Nella nota diffusa a chiusura del tavolo, Locatelli ha invece sottolineato che “particolare condivisione è emersa sul tema dell’autonomia, considerata una priorità strategica da Nord a Sud, su cui proseguire con determinazione. Il Tavolo rappresenta l’avvio di un percorso stabile di confronto e coordinamento che coinvolge l’intero sistema dei territori rappresentati dalla Lega, confermando la vitalità di un movimento radicato in tutto il Paese e attento non solo alle esigenze delle grandi realtà urbane, ma anche a quelle dei piccoli comuni e delle aree interne”.

Un’altra riunione è stata già convocata per la prossima settimana, “con l’impegno di approfondire e istruire i temi e le proposte emerse oggi”. Ma i ‘nordisti’ del partito già guardano all’appuntamento di Treviso il 4 e 5 luglio. Lì si cercherà il modo di tornare alla carica per provare a cambiare la linea della Lega.

Gb, Meloni: grazie a Starmer per il lavoro svolto insieme in questi anni

Roma, 22 giu. (askanews) – “Desidero, a nome del governo italiano, ringraziare il primo ministro Keir Starmer per il lavoro svolto insieme in questi anni”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in una dichiarazione.

“Abbiamo collaborato – aggiunge – su dossier fondamentali per entrambe le nostre nazioni: dalla gestione dei flussi migratori alle principali crisi internazionali, sempre con grande pragmatismo, rafforzando al contempo in modo significativo il rapporto bilaterale, in particolare nei settori strategici dell’industria della difesa e dell’energia”.

Calcio, Mondiali 2026: risultati, classifiche e calendario

Roma, 22 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1 18/06 Messico-Corea del Sud 1-0 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico 6, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 1

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 Svizzera-Bosnia 4-1 19/06 Canada-Qatar 6-0 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Svizzera, Canada 4, Bosnia ed Erzegovina, Qatar 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 Scozia-Marocco 0-1 20/06 Brasile-Haiti 3-0 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Brasile, Marocco 4, Scozia 3, Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 USA-Australia 2-0 19/06 Turchia-Paraguay 0-1 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA 6, Australia, Paraguay 3, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 Germania-Costa d’Avorio 2-1 21/06 Ecuador-Curaçao 0-0 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania 6, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 1

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 Olanda-Svezia 5-1 20/06 Giappone-Tunisia 4-0 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Olanda, Giappone 4, Svezia 3, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 Belgio-Iran 0-0 22/06 Nuova Zelanda-Egitto 1-3 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Egitto 4, Belgio, Iran 2, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 Spagna-Arabia Saudita 4-0 22/06 Uruguay-Capo Verde 2-2 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna 4, Capo Verde, Uruguay 2, Arabia Saudita 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 3, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 Argentina-Austria 2-0 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina 6, Austria 3, Giordania, Algeria 0

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Colombia 3, Portogallo, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 3, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Mondiali, Agentina-Austria 2-0, Messi firma il record

Roma, 22 giu. (askanews) – L’Argentina supera l’Austria per 2-0 e conquista l’accesso ai sedicesimi di finale del Mondiale. Fa tutto Messi: rigore sbagliato e doppietta record. Con i due gol contro l’Austria, Leo Messi è diventato il miglior marcatore di tutti i tempi nella storia della Coppa del mondo, superando il record di 16 gol detenuto dal tedesco Miroslav Klose.

L’avvio è tutto dell’Albiceleste. Dopo appena sette minuti il direttore di gara assegna un rigore agli argentini dopo revisione al Var per un contatto di Posch su Lautaro Martinez. Dal dischetto si presenta Messi, che però calcia fuori, lasciando il risultato sullo 0-0 e sprecando l’occasione di firmare immediatamente il record.

L’Austria prende coraggio e prova a organizzare la propria manovra senza però riuscire a impensierire seriamente Emiliano Martinez. Al 32′ Messi sfiora il vantaggio, ma trova l’opposizione decisiva di Alaba. Il capitano argentino si riscatta al 38′: azione corale dell’Argentina, assist di Medina dalla sinistra, velo di Almada e sinistro chirurgico di Messi sul primo palo per l’1-0.

Nella ripresa la formazione di Lionel Scaloni gestisce il possesso e sfiora il raddoppio con Enzo Fernandez e Nico Gonzalez. L’Austria aumenta la pressione nel finale, affidandosi anche agli ingressi di Arnautovic e Wimmer. Gregoritsch ha una buona occasione di testa, mentre Sabitzer impegna Martinez su punizione.

Gli ultimi minuti sono ricchi di tensione. Laimer e Medina vengono ammoniti dopo un confronto acceso, mentre Paredes riceve il giallo per un intervento in ritardo su Chukwuemeka. Nel recupero arriva l’occasione migliore per gli austriaci: al 93′ Wimmer svetta di testa sul secondo palo ma il pallone termina lentamente a lato.

La chiude l’Argentina al 95′. In contropiede l’Albiceleste ha tanto spazio: Alvarez trova la parata di Schlager, sulla ribattuta Messi (servito da Paredes)viene prima murato dai difensori austriaci e poi ribadisce in rete, arrivando prima di tutti: 2-0.

Alla Galleria Borghese a Roma “Metamorfosi. Ovidio e le arti”

Roma, 22 giu. (askanews) – Approda a Roma alla Galleria Borghese “Metamorfosi. Ovidio e le arti”, fino al 20 settembre. Il poema ovidiano è la chiave di accesso ad una visione del mondo fondata sul mutamento, sull’instabilità delle forme e sulla permeabilità dei confini tra umano, naturale e divino. Il percorso espositivo si apre con il racconto della creazione del mondo narrato nei versi iniziali del poema, attraverso opere del Cinquecento ma anche di Rodin e Br ncus i. Perché la metamorfosi, in questa mostra, attraversa anche i secoli, come ha spiegat la direttrice della Galleria Borghese Francesca Cappelletti: “Proprio per dimostrare la validità e il senso della poesia di Ovidio che arriva fino agli artisti dell’Ottocento, fino all’inizio del Novecento. Interpretazioni molto diverse e che ancora oggi parla agli artisti contemporanei”.

La fortuna del testo ovidiano è al centro della sezione Il poeta e il libro, che indaga le trasformazioni che il poema ha conosciuto nel corso dei secoli, e in questa sala “Apollo e Dafne” di Antonio del Pollaiolo dialoga idealmente con il capolavoro di Bernini conservato nella Galleria, una delle più spettacolari traduzioni visive della poesia di Ovidio. Attorno al gruppo del “Ratto di Proserpina”, sempre di Bernini, si sviluppa invece la sezione dedicata al mondo sotterraneo di Plutone, attraverso opere antiche, dipinti di Agostino Carracci e Orfeo ed Euridice di Rubens.

“Bernini ha probabilmente riletto Ovidio soprattutto in chiave di movimento, in chiave di bellezza che viene creata dal movimento, è un’estetica completamente nuova, è l’estetica che Bernini farà diventare l’estetica di quel secondo che noi chiamiamo il secolo del Barocco ma che c’è già nel racconto ovidiano” ha detto Cappelletti.

Nel racconto ovidiano la tessitura diventa metafora della creazione poetica, che nella sala dedicata ad Aracne si declina in dipinti, arazzi e manufatti tessili oltre alle interpretazioni di Tintoretto e Rubens. Tra le sezioni più importanti troviamo quella dedicata a Leda e il cigno, in cui si trova la straordinaria “Danae” di Correggio. Con il mito di Pigmalione la riflessione si sposta sul rapporto tra arte e vita, rappresentata dalle opere di Jean-Léon Gér me e Auguste Rodin. Il percorso prosegue con le vicende di Perseo e Medusa, attraverso opere di Rubens, Sebastiano Ricci, Antonio Tempesta. L’esposizione si conclude poi con una sezione dedicata al potere dell’amore, con le opere di Tiziano e Nicolas Poussin.

Meloni prova ad andare oltre lo scontro con Trump: non impatti sui rapporti con Usa

Roma, 22 giu. (askanews) – Salvo cambi di programma, lei non ci sarà. Ma l’invito a tutti i ministri è quello di partecipare, di essere presenti al ricevimento che si terrà a villa Taverna il 2 luglio per celebrare il giorno dell’indipendenza americana. Il perché lo ha spiegato la stessa Giorgia Meloni in un passaggio del (breve) Consiglio dei ministri che si è tenuto questo pomeriggio. “Lo scambio tra me e Trump non deve impattare sui rapporti del governo con gli Stati Uniti”. Dopo la burrasca in pubblica piazza seguita all’intervista del presidente americano con la La7 – che ha spazzato via in un secondo la narrazione del disgelo emersa dal G7 di Evian – la presidente del Consiglio cerca quindi di calmare le acque e lo fa identificando un doppio binario. Da una parte c’è la “questione personale” tra lei e Trump, dall’altra deve però essere preservata la lunga storia di rapporti consolidati con gli Stati Uniti.

Per quanto riguarda la prima, la decisione dopo i botta e risposta dei giorni scorsi, è quella di non replicare più. Cosa che la premier ha scelto di fare anche dopo l’attacco odierno del numero uno della Casa Bianca. Ma il tradizionale ricevimento all’ambasciata americana, a questo punto, diventa inevitabilmente cartina di tornasole del tentativo di mantenere ben salde le relazioni transatlantiche. Meloni, come detto, non dovrebbe partecipare anche perché nella stessa giornata potrebbe essere presente al congresso della Uil che si celebra a Padova. Vuole però mandare un segnale attraverso i suoi ministri, anche come gesto di cortesia nei confronti dell’ambasciatore Fertitta che, ha spiegato sempre la premier in Consiglio dei ministri, è sempre stato “estremamente disponibile e professionale nei nostri confronti”.

Ai piani alti di via della Scrofa, il ragionamento suona più o meno così: “Dal punto di vista elettorale probabilmente questo scontro ci avvantaggia, ma il bene primario deve essere un altro”. D’altra parte, la stessa decisione di far saltare il viaggio del ministro degli Esteri a Miami, e di conseguenza il business forum per il quale erano già attivati anche molti imprenditori, avrebbe poi convinto la premier della necessità di evitare ulteriori strappi plateali. Lo stesso Antonio Tajani, in una intervista al Corriere della Sera, fa sapere che lui a villa Taverna ci sarà. Più prudente, almeno per ora, l’altro vice premier, Matteo Salvini. “La cosa che mi sta a cuore – dice – è lavorare per mantenere straordinari rapporti fra Italia e Stati Uniti”, “poi questo ovviamente non dipende dalla festa, chi c’è alla festa, chi non c’è alla festa”.

Inevitabile che il terremoto nel rapporto con Trump seguirà la premier anche nei due appuntamenti internazionali che la attendono questa settimana. Mercoledì la presidente del Consiglio è attesa alla riunione, convocata dal cancelliere Friedrich Merz, del formato E5 (di cui fa parte anche la Gran Bretagna del premier dimissionario Keir Starmer) per discutere di Ucraina ma anche del prossimo vertice Nato di Ankara in cui andrà affrontato il tema delle spese militari, altro fronte su cui il presidente americano continua a recriminare con i Paesi europei. Giovedì, invece, Giorgia Meloni, sarà al vertice Italia-Francia che sarà ospitato ad Antibes, dove ritroverà Emmanuel Macron.

Meloni prova ad andare oltre scontro con Trump: non impatti su rapporti con Usa

Roma, 22 giu. (askanews) – Salvo cambi di programma, lei non ci sarà. Ma l’invito a tutti i ministri è quello di partecipare, di essere presenti al ricevimento che si terrà a villa Taverna il 2 luglio per celebrare il giorno dell’indipendenza americana. Il perché lo ha spiegato la stessa Giorgia Meloni in un passaggio del (breve) Consiglio dei ministri che si è tenuto questo pomeriggio. “Lo scambio tra me e Trump non deve impattare sui rapporti del governo con gli Stati Uniti”. Dopo la burrasca in pubblica piazza seguita all’intervista del presidente americano con la La7 – che ha spazzato via in un secondo la narrazione del disgelo emersa dal G7 di Evian – la presidente del Consiglio cerca quindi di calmare le acque e lo fa identificando un doppio binario. Da una parte c’è la “questione personale” tra lei e Trump, dall’altra deve però essere preservata la lunga storia di rapporti consolidati con gli Stati Uniti.

Per quanto riguarda la prima, la decisione dopo i botta e risposta dei giorni scorsi, è quella di non replicare più. Cosa che la premier ha scelto di fare anche dopo l’attacco odierno del numero uno della Casa Bianca. Ma il tradizionale ricevimento all’ambasciata americana, a questo punto, diventa inevitabilmente cartina di tornasole del tentativo di mantenere ben salde le relazioni transatlantiche. Meloni, come detto, non dovrebbe partecipare anche perché nella stessa giornata potrebbe essere presente al congresso della Uil che si celebra a Padova. Vuole però mandare un segnale attraverso i suoi ministri, anche come gesto di cortesia nei confronti dell’ambasciatore Fertitta che, ha spiegato sempre la premier in Consiglio dei ministri, è sempre stato “estremamente disponibile e professionale nei nostri confronti”.

Ai piani alti di via della Scrofa, il ragionamento suona più o meno così: “Dal punto di vista elettorale probabilmente questo scontro ci avvantaggia, ma il bene primario deve essere un altro”. D’altra parte, la stessa decisione di far saltare il viaggio del ministro degli Esteri a Miami, e di conseguenza il business forum per il quale erano già attivati anche molti imprenditori, avrebbe poi convinto la premier della necessità di evitare ulteriori strappi plateali. Lo stesso Antonio Tajani, in una intervista al Corriere della Sera, fa sapere che lui a villa Taverna ci sarà. Più prudente, almeno per ora, l’altro vice premier, Matteo Salvini. “La cosa che mi sta a cuore – dice – è lavorare per mantenere straordinari rapporti fra Italia e Stati Uniti”, “poi questo ovviamente non dipende dalla festa, chi c’è alla festa, chi non c’è alla festa”.

Inevitabile che il terremoto nel rapporto con Trump seguirà la premier anche nei due appuntamenti internazionali che la attendono questa settimana. Mercoledì la presidente del Consiglio è attesa alla riunione, convocata dal cancelliere Friedrich Merz, del formato E5 (di cui fa parte anche la Gran Bretagna del premier dimissionario Keir Starmer) per discutere di Ucraina ma anche del prossimo vertice Nato di Ankara in cui andrà affrontato il tema delle spese militari, altro fronte su cui il presidente americano continua a recriminare con i Paesi europei. Giovedì, invece, Giorgia Meloni, sarà al vertice Italia-Francia che sarà ospitato ad Antibes, dove ritroverà Emmanuel Macron.

Amb.Usa Fertitta: possibile disaccordo leader, ma Italia vero partner

Roma, 22 giu. (askanews) – “Riconosco che possano esserci momenti di disaccordo tra due leader. Ciò che conta è che il rapporto tra Stati Uniti e Italia continui a essere una vera partnership cooperativa tra i nostri due Paesi”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, Tillman J. Fertitta.

“America e Italia sono da tempo importanti l’una per l’altra ed è stato per me un vero piacere lavorare ogni giorno con il popolo italiano su un’ampia gamma di dossier, inclusi quelli economici, politici e di difesa”, ha aggiunto l’ambasciatore.

Domani all’Orto Botanico Italian Jazz Boom! e Gabriele Mirabassi

Roma, 22 giu. (askanews) – Domani 23 giugno alle ore 20.30 l’Orto Botanico ospita la Jazz Campus Orchestra, orchestra giovanile di Fondazione Musica Roma e diretta dal Maestro Massimo Nunzi, con il concerto “Italian Jazz Boom! (In Swing)” un programma dedicato a un capitolo poco frequentato, malgrado sia ricchissimo, della nostra storia musicale, analizzando la musica italiana attraversata dal linguaggio del jazz tra anni ’30, ’40, ’50 e ’60.

“Italian Jazz Boom! (In Swing)” si propone come un itinerario nella canzone e nella musica popolare di quegli anni, quando il Paese attraversava trasformazioni profonde: dal dopoguerra fino al periodo del boom. In quelle stagioni il jazz, ascoltato, studiato, rielaborato, entra nelle orchestre, nei teatri, nelle radio, e diventa parte di un modo tutto italiano di intendere ritmo, armonia e fraseggio. La Jazz Campus Orchestra affronta questo materiale con cura stilistica e slancio esecutivo, valorizzando sezioni e solisti in un concerto che unisce memoria e scoperta, e restituisce al pubblico un patrimonio musicale italiano di rara qualità. Ospiti dell’Orchestra saranno Cristiana Polegri e Stefano Fresi.

Come consuetudine della rassegna estiva “Classica al Tramonto” dell’Istituzione Universitaria dei concerti (IUC), che ogni estate spazia al di là della classica con interessanti appuntamenti di musica jazz, world e anche elettronica, la serata di domani all’Orto Botanico prosegue alle 21.30 con un secondo concerto: si tratta del progetto Pangea di Pietro Leveratto, special guest il clarinettista Gabriele Mirabassi.

Il nome Pangea evoca una dimensione creativa in continua evoluzione: è un progetto al quale Pietro Leveratto ha dato vita in diverse occasioni durante la sua ricchissima carriera concertistica, modulando sempre in modo diverso i musicisti coinvolti, la formazione e i repertori, esaltando così ogni volta la natura mutevole e imprevedibile di questo genere musicale. Pangea assume qui la forma di un quartetto che racchiude in sé l’incontro fra due generazioni di musicisti: il contrabbassista ospita sul palco il clarinettista Gabriele Mirabassi, musicista di assoluto rilievo con il quale condivide da diversi anni numerose esperienze musicali. A completare il gruppo, Francesco Zanotti alla chitarra e Federico Chiarofonte alla batteria. Il repertorio si compone di musica interamente originale, ricca da un punto di vista compositivo, sebbene l’elemento centrale di questa musica rimanga il gesto improvvisativo, come lo stesso Leveratto ama spesso sottolineare.

Lucchini (AmCham): amicizia Italia Usa “non è in discussione”

Milano, 22 giu. (askanews) – Il momento non è dei più semplici e ora più che mai American Chamber of Commerce in Italy si vuole proporre come ponte strategico tra Italia e Stati Uniti d’America. Con quattro nuove nomine all’interno del Consiglio di Amministrazione e la rielezione di Stefano Lucchini come presidente per il suo secondo e ultimo mandato, si è conclusa oggi a Milano la 111esima Assemblea Generale di AmCham, tenutasi nelle sale del Museo di Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci a Milano. Entrano nel board quattro figure di rilievo nel mondo economico transatlantico: Vito Lo Piccolo (Bank of America), Stefania Radoccia (BIP Law), Nico Losito (IBM) e Giovanni Sandri (Blackrock). Tra gli interventi il rappresentante speciale UE per la regione del Golfo, Luigi Di Maio e in un messaggio la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli.

Il presidente di AmCham Lucchini: “Come succede spesso tra amici, insomma, è abbastanza normale che molto spesso ci si confronti. Ci sono momenti dove i toni magari possono sembrare diversi, ma io credo che la cosa più importante è che, così come è sempre stato, siamo in una situazione dove l’amicizia di due paesi che sono uniti da sempre non è assolutamente in discussione, mai lo sarà. Siamo fieri di poter contare su un amico come l’Ambasciatore Tilman J. Fertitta, che è il nostro Presidente onorario, che arricchisce la nostra diplomazia con una sensibilità autentica verso il sistema imprenditoriale, una persona che conosce il significato del rischio, dell’investimento, della crescita, dell’occupazione e della concretezza. In una fase in cui la diplomazia economica è parte essenziale della politica estera, credo che avere interlocutori che comprendono davvero il linguaggio delle imprese è un inestimabile valore”, spiega.

I numeri lo dimostrano, dice Lucchini: “Le aziende americane in Italia non sono ospiti, ma sono protagoniste, grazie a 3.350 imprese, generano 334.000 posti di lavoro. Noi italiani non siamo da meno: negli Stati Uniti abbiamo 5.954 imprese e sono oltre 300.000 gli americani che in imprese italiane lavorano e sono assunti. Nel 2025 l’interscambio commerciale ha raggiunto una cifra record di 118 miliardi di dollari, i primi dati del 2026 ne confermano questa tendenza. Al di là del mero numero, questi dati rappresentano il termometro della nostra reciproca fiducia”.

Il momento è comunque complesso dopo il recente botta e risposta tra il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Per Simone Crolla, Consigliere Delegato della Camera di Commercio Americana in Italia, “la relazione è assolutamente resiliente e così non potrà che rimanere anche in futuro”. E a chi gli fa notare che non si può far finta di niente rispetto a quanto accaduto in questi giorni, Crolla replica:

“Noi osserviamo, come si dice sempre ‘money or business never sleeps’, e noi aggiungiamo anche ‘business listens’, quindi il business ascolta, sente, osserva, capisce, interpreta, ma va avanti perché le necessità anche di collaborazione strategica sono anche più importanti di alcune querelle che poi alla fine troveranno una loro sistemazione nel tempo”.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Gualtiero Benatelli

Immagini askanews

Canada, spari a Montreal nella zona della comunità ebraica: morto un poliziotto

Roma, 22 giu. (askanews) – La polizia di Montreal ha annunciato di essere intervenuta per una sparatoria in corso nel quartiere di Côte-des-Neiges, area della città canadese con una numerosa comunità ebraica.

Le autorità hanno riferito che almeno un agente è rimasto ucciso e hanno invitato i residenti a restare in casa, chiudere le porte ed evitare la zona tra De Courtrai e Trans Island Avenues. “Chiediamo a tutti di evitare il settore. La situazione non è sotto controllo”, ha dichiarato Jean-Pierre Brabant, portavoce della polizia di Montreal.

Un sospettato è stato “neutralizzato”, riferisce ancora la polizia, che parla anche di un altro agente e un civile feriti.

La crisi non è ancora conclusa e la polizia chiede di evitare il quartiere di Côte-des-Neiges.

Cinema, il "Don Chisciotte" incompiuto di Welles sarà ricostruito

Roma, 22 giu. (askanews) – Il CSC – Cineteca Nazionale, la Cineteca spagnola, la Cinémathèque française e il Filmmuseum di Monaco di Baviera hanno promosso la ricostruzione di “Don Chisciotte”, l’adattamento cinematografico di Cervantes che Orson Welles iniziò nel 1957 e lasciò incompiuto alla sua morte, avvenuta nel 1985. Oja Kodar, collaboratrice creativa di Welles negli ultimi anni della sua vita, ha dato il proprio consenso a questo progetto, che utilizzerà i materiali originali attualmente conservati presso la Filmoteca Espanola, la Cinémathèque Francaise, Cinecittà e il Filmmuseum Munchen.

La sceneggiatura originale di Welles sarà il punto di partenza per la ricostruzione, che sarà diretta dallo storico Esteve Riambau, autore di quattro libri su Welles ed ex direttore della Filmoteca de Catalunya. Welles iniziò le riprese in Messico nell’estate del 1957 con Francisco Reiguera, esiliato spagnolo, nel ruolo di Don Chisciotte e Akim Tamiroff in quello di Sancho Panza. L’attrice bambina Patty McCormack interpretava una giovane Dulcinea che raccontava allo stesso Welles alcuni aneddoti su questi personaggi. Un anno dopo, Welles si stabilì a Roma, proseguì le riprese con gli stessi attori e si fece spedire le bobine girate in Messico per iniziare il montaggio.

Nel 1961, riuscì a ottenere dalla Rai il finanziamento di una serie televisiva sulla Spagna, Viaggio nel paese di Don Chisciotte, che sfruttò per girare nuove scene di Don Chisciotte. Dopo le riprese de Il processo (1961) e durante quelle di Campanadas a medianoche (1964), Welles seguì il montaggio e aggiunse nuove scene. Nel 1966 scartò le parti con Patty McCormack e diede una svolta alla sceneggiatura con nuove scene che non riuscì a girare, ma nel 1969, di nuovo a Roma, continuava a lavorare al progetto e doppiò alcuni dialoghi con la propria voce. La morte di Reiguera e quella di Tamiroff, nel 1972, non gli impedirono di continuare a girare, ora a colori, per un progetto che, secondo lui, era quasi finito. Nel 1982, tuttavia, apportava ancora nuove sfumature a un progetto che avvicinava il suo “Don Chisciotte” più al formato del film di ricerca che alla narrazione.

Nel 1992, Jesús Franco presentò in anteprima all’Esposizione Universale di Siviglia un film intitolato Don Qujote de Orson Welles, che combinava una parte dei materiali originali acquisiti dalla Filmoteca Espanola con scene del documentario Viaggio nel paese di Don Chisciotte e persino altre di nuova realizzazione. Alle voci originali di Welles aggiunse dei doppiatori che recitano frammenti del romanzo senza rispettare la sincronizzazione labiale. Non poté invece contare sulle scene custodite dal montatore Mauro Bonanni a Cinecittà.

Si tratta di circa 50.000 metri di negativo che Oja Kodar ha recuperato nel 2017 e che la Cineteca Nazionale digitalizzerà prossimamente. La Cinémathèque francaise conserva circa ottanta minuti di positivi in 35 mm che furono proiettati al Festival di Cannes del 1986 e che sono stati presentati nella retrospettiva che nel 2025 accompagnò la mostra “My name is Orson Welles”. La Filmoteca Espanola conserva i 50.000 metri di pellicola in 16 mm e 35 mm che ha acquisito nel 1991, insieme ai diritti su tutti i materiali esistenti, a fini culturali e di ricerca.

Il Filmmuseum conserva nella sua collezione dedicata a Orson Welles copie di lavoro, negativi, frammenti, nastri, video e documenti cartacei relativi agli ultimi film di Orson Welles, tra cui anche materiale riguardante il progetto Don Chisciotte. L’insieme di questi materiali sarà presto riunito a Madrid, dove, con il coordinamento della Filmoteca Española e con la collaborazione della Cinémathèque Francaise e della Cineteca Nazionale, Esteve Riambau procederà al loro studio e al confronto con le oltre mille pagine di sequenze della sceneggiatura individuate per procedere alla ricostruzione di un film che Welles non solo lasciò incompiuto, ma che modificò nel tempo con la prospettiva di realizzare almeno tre versioni diverse. Il materiale risultante, assolutamente rispettoso della volontà dell’autore, sarà proiettato in festival e cineteche senza alcuno scopo di lucro. Di tutte le opere incompiute di Welles, Don Chisciotte era quella a cui si sentiva più legato. La chiamava “il mio bambino” e, senza altro produttore che se stesso, la fece evolvere nel tempo fino a quando la sua morte, nel 1985, gli impedì di considerarla definitivamente conclusa. Nelle sue immagini, tuttavia, palpita tutta la bellezza estetica del suo cinema e il rapporto tra due personaggi mitici con cui il cineasta si sentiva indistintamente identificato: il cavaliere chimerico che combatteva contro i mulini o lo scudiero bonario e bon vivant, una replica ispanica di Falstaff.

Meloni in Cdm: mio scambio con Trump non deve impattare su rapporti Italia-USA

Roma, 22 giu. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a quanto si apprende è tornata sul suo botta e risposta con Donald Trump durante la riunione del Consiglio dei ministri.

“Il nostro scambio – avrebbe detto secondo quanto viene riferito – non deve impattare sui rapporti del governo con gli Stati Uniti”.

La premier avrebbe quindi invitato i ministri a partecipare al ricevimento a villa Taverna del 2 luglio, anche perché l’ambasciatore Fertitta – avrebbe argomentato – è sempre stato estremamente disponibile e professionale.

MPMLegal Awards 2026, l’eccellenza italiana ed internazionale

Roma, 22 giu. (askanews) – Nella prestigiosa cornice di Villa del Cardinale, affacciata sul Lago di Albano, si è svolta la seconda edizione degli MPMLegal Awards 2026, evento ideato da MPMLegal per celebrare l’eccellenza italiana ed internazionale nei settori delle istituzioni, dell’imprenditoria, dello sport, dello spettacolo, dell’innovazione e dell’impegno sociale. La giornata ha avuto inizio con la tavola rotonda dal titolo: “Intelligenza Artificiale e Lavoro in Italia: Opportunità o Minaccia”. Un confronto di alto profilo dedicato ad uno dei temi più attuali e strategici per il futuro del Paese: l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro, tra nuove opportunità di crescita economica e professionale e le sfide legate alla tutela dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori. Un confronto che ha visto partecipare figure illustri come il Dott. Vincenzo Caratelli, Segretario Nazionale CISAL Terziario, il Dott. Federico Iadicicco, Presidente ANPIT, l’Avv. Fortunato Costantino, membro del Comitato di Presidenza dell’Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale, il Sen. Marco Silvestroni, Segretario della Presidenza del Senato della Repubblica e Senatore del collegio e la Dott.ssa Valeria Vittimberga, Direttore Generale dell’INPS.

Queste le parole della Dott.ssa Valeria Vittimberga, Direttore Generale dell’INPS: “Quello dell’Inps è sicuramente un osservatorio privilegiato sul mondo del lavoro, sulle trasformazioni tecnologiche che lo stanno attraversando, prima di tutto l’intelligenza artificiale che costituisce da una parte una grande opportunità di sviluppo di nuove tecnologie, di partecipazione dei lavoratori, di capacità di implementazione della parte più creativa e della messa in evidenza delle capacità umane più profonde, ma nell’altra anche una minaccia, se non governata, di andare a sottrarre dal mondo del lavoro dei posti di lavoro”.

È poi intervenuto il Sen. Marco Silvestroni, Segretario della Presidenza del Senato della Repubblica e Senatore del collegio: “Un’iniziativa veramente di pregio, anche perché comunque il parterre era un parterre importantissimo e il ruolo della politica deve essere quello di cercare sempre di più, di cercare di avere e di dare un senso all’intelligenza artificiale che sia quello di riuscire a dargli un’etica e una coscienza attraverso l’uomo”.

La serata, condotta dalla celebre voce italiana Luca Ward, è proseguita con la cerimonia di consegna degli MPMLegal Awards 2026. Riconoscimenti assegnati a personalità che si sono distinte per il loro contributo professionale, istituzionale e umano. Infine abbiamo parlato con Luca Ward, attore e doppiatore:

“Uno studio legale importante, all’avanguardia, che è proiettato soprattutto verso il nuovo, questo è fondamentale ed è importante, non a caso è stato proprio l’avvocato Marco Mastracci che ha registrato il mio marchio vocale, sono stato il primo in Italia, grazie a loro, perché sono stati loro a trovare la chiave giusta, perché in Italia non ne sapevamo nulla, grazie a loro siamo riusciti a farlo”.

La seconda edizione degli MPMLegal Awards si è confermata ancora una volta come un appuntamento di riferimento dedicato all’eccellenza, all’innovazione e alla costruzione di un futuro fondato su competenza, sostenibilità e valorizzazione del capitale umano.

Venezia83, in giuria Ben Hania, Blumberg, Casetti, Giannoli

Roma, 22 giu. (askanews) – Definita la composizione della Giuria internazionale del Concorso della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre 2026) della Biennale di Venezia. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera.

Presieduta – come già annunciato – dalla regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense Maggie Gyllenhaal, la Giuria internazionale del Concorso Venezia 83 sarà inoltre composta dalla regista e sceneggiatrice tunisina Kaouther Ben Hania, il compositore e artista britannico Daniel Blumberg, il docente universitario italiano Francesco Casetti, il regista e sceneggiatore francese Xavier Giannoli, la regista e sceneggiatrice afgana Shahrbanoo Sadat, il regista e produttore hongkonghese Johnnie To.

Maggie Gyllenhaal, regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense, quest’anno ha distribuito il suo film La sposa!(The Bride!) che ha scritto, prodotto e diretto. In precedenza ha fatto il suo debutto alla regia con La figlia oscura (The Lost Daughter). Il film ha ricevuto tre nomination agli Oscar, tre Independent Spirit Awards, quattro Gotham Awards e il premio per la migliore sceneggiatura alla Mostra di Venezia. Come attrice ha ottenuto due nomination ai Golden Globe, nel 2002 per Secretary di Steven Shainberg e nel 2006 per SherryBaby di Laurie Collyer. Nel 2009 ha recitato accanto a Jeff Bridges in Crazy Heart di Scott Cooper, ottenendo una nomination all’Oscar. Ha recitato nelle serie TV The Honourable Woman (2014) della BBC/Sundance, vincendo un Golden Globe, e in The Deuce (2017 -2019) della HBO, di cui è stata anche produttrice.

Kaouther Ben Hania, regista e sceneggiatrice tunisina; il suo cinema si muove tra finzione e documentario, esplorando spesso i temi del potere, dell’ingiustizia e della fragile posizione dell’individuo all’interno di sistemi oppressivi. Il suo ultimo film, The Voice of Hind Rajab, è stato presentato in Concorso a Venezia, dove ha vinto il Leone d’argento – Gran Premio della Giuria, ed è stato candidato all’Oscar come Miglior film internazionale. Il suo film precedente, Quattro figlie è stato candidato all’Oscar come Miglior documentario. Tra i suoi lavori precedenti figurano L’uomo che vendette la sua pelle, candidato all’Oscar come Miglior film internazionale, La bella e le bestie e Challatt Tunes. Con un linguaggio cinematografico singolare che fonde realismo, recitazione e urgenza politica, Ben Hania si è affermata come una delle voci più significative del cinema mondiale contemporaneo.

Daniel Blumberg, compositore e artista britannico, vive a Londra e la sua attività spazia dalla composizione di canzoni all’improvvisazione, dall’elaborazione di suoni al disegno. Ha pubblicato quattro album da solista con l’etichetta Mute – Liv e ha composto colonne sonore per diversi film tra cui The Brutalist di Brady Corbet (2024), Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi (2025) e Il testamento di Ann Lee di Mona Fastvold (2025). Nel 2025 ha ricevuto un Oscar e un BAFTA per la colonna sonora di The Brutalist. Blumberg è anche artista visivo e realizza disegni con la tecnica della punta d’argento. Le sue opere sono state esposte alla Balice Hertling di Parigi, alla Triennale di Milano, all’ICA di Londra, alla Kunsthal di Rotterdam, alla Deichtorhallen di Amburgo e al KW Institute for Contemporary Art di Berlino.

Francesco Casetti, docente universitario di nazionalità italiana e statunitense. È Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies a Yale, dove ha diretto sia il Film and Media Studies Program, sia l’Humanities Program, e dove è anche affiliato alla Facoltà di Architettura. In precedenza, ha insegnato in Italia, dove è stato Presidente della Consulta Universitaria del Cinema e Pro-Rettore dell’Università Cattolica di Milano. È stato Visiting Professor presso l’Università Paris 3 La Sorbonne Nouvelle, l’Università dell’Iowa e Harvard. Ha avuto fellowship presso l’Università di Otago, la Bauhaus University-Weimar e la Freie Universität-Berlin. Nel 2000 gli è stata conferita la Chair of Italian Culture a Berkeley. È stato tra i fondatori di Filmmaker, Milano, una iniziativa a sostegno dei giovani registi. Ha fatto parte del Comitato Scientifico della Scuola Nazionale di Cinema, Roma, ed è stato membro del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Luce. Tra i suoi libri si annoverano Dentro lo sguardo: il film e il suo spettatore (1986), Teoria del Cinema 1945-1990 (1991), L’occhio del Novecento (2005), La Galassia Lumière (2015), Schermare le paure (2023).

Xavier Giannoli, regista e sceneggiatore francese. Nato a Parigi, ha studiato letteratura e ha poi realizzato diversi cortometraggi, tra cui L’Interview, che ha vinto la Palma d’oro a Cannes nel 1998. Ha poi scritto e diretto una decina di lungometraggi, tra cui Marguerite, Illusioni perdute (César per il Miglior film nel 2022) e, quest’anno, Les Rayons et les ombres. I suoi film sono stati selezionati in numerosi festival internazionali come la Mostra di Venezia, Telluride o Cannes. Ha anche scritto e diretto per Canal+ la serie Of Money and Blood, presentata alla Mostra nel 2023.

Shahrbanoo Sadat, regista afghana. È nata nel 1991 e vive ad Amburgo, in Germania, dove si è trasferita dopo la caduta di Kabul nel 2021. Sta realizzando un ambizioso ciclo cinematografico in cinque parti ispirato al manoscritto autobiografico inedito del suo amico e collaboratore di lunga data, Anwar Hashimi. La prima parte, Wolf and Sheep (2016), è stata presentata in anteprima alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes, dove è stata candidata alla Camera d’Or e ha ricevuto l’Art Cinema Award (CICAE). Anche la seconda parte, The Orphanage (2019), è stata proiettata alla Quinzaine. La terza parte, No Good Men, ha aperto la Berlinale nel 2026 e vede sia Sadat che Hashimi nei ruoli principali. Sadat è considerata una regista pionieristica che ha contribuito allo sviluppo del cinema afghano attraverso i suoi film. Il suo lavoro esplora temi quali l’identità, la memoria, la rappresentazione e il genere, ed è caratterizzato da una distintiva prospettiva femminista. Nei suoi film, mette in luce storie ed esperienze afghane che sono spesso trascurate nella cultura cinematografica globale.

Johnnie To, regista e produttore hongkonghese. Johnnie To Kei-fung è nato nel 1955. Pur essendo profondamente radicato nel mercato cinematografico locale e in quello cinese in generale, il suo lavoro ha riscosso un ampio successo anche a livello internazionale. Nell’arco di una carriera pluridecennale, To ha costruito una filmografia impressionante e variegata, sebbene a livello internazionale sia più conosciuto per la sua maestria nei generi d’azione e poliziesco. Grazie a questi film To è diventato autore di culto e ha ottenuto il plauso della critica nei principali festival internazionali. Spesso descritto come “poliedrico e camaleontico” per la capacità di spaziare tra vari toni e generi, To mantiene uno stile di regia coerente, caratterizzato da un approccio intransigente alla narrazione, alla tensione drammatica e alla composizione dell’immagine. È stato membro della giuria di Venezia nel 2008. Quattro dei suoi film sono stati presentati a Venezia: Throw Down (2004), Exiled (2006), Mad Detective (2007, co-diretto con Ka-Fai Wai) e Life Without Principle (2011).

La Giuria Venezia 83 assegnerà ai lungometraggi in Concorso – senza possibilità di ex-aequo – i seguenti premi ufficiali: Leone d’Oro per il miglior film, Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, Leone d’Argento – Premio per la migliore regia, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Premio Speciale della Giuria, Premio per la migliore sceneggiatura, Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente.

Il Corno fortunato, il libro-spettacolo dell’attrice Giulietta Revel

Roma, 22 giu. (askanews) – “Il Corno fortunato” racconta la storia di Al De Vito (italoamericano di terza generazione, laureato ad Harvard, ndr), erede di un grosso impero di pomodori pelati di origine italiana, anzi napoletana, perché il bisnonno era napoletano, che decide di tornare a Napoli. Avrà la meraviglia di scoprire una Napoli che non si aspettava. Una Napoli piena di calore, piena di allegria, piena di misteri, piena di tanti strati che vanno scoperti uno per uno”. A raccontarlo è l’attrice e regista Giulietta Revel che domani, martedì 23 giugno, alle ore 20.30, al Teatro de Servi di Roma, presenta il suo nuovo libro “Il Corno Fortunato”, edito da Baldini+Castoldi. Un format originale che, partendo dal film in fase di realizzazione tra Napoli e New York, approda prima alla versione editoriale e poi all’adattamento teatrale, invertendo la sequenza tipica della transmedialità italiana, che parte quasi sempre dalla pagina scritta per poi irradiarsi verso altri linguaggi.

“E’ la storia di un corno – prosegue l’attrice e regista – che ha 5 generazioni di età, che è partito da Napoli nei primi del Novecento, è andato in America e adesso ritorna in Italia, perché l’erede di questa famiglia importantissima che produce pomodori sente il richiamo delle radici e vuole tornare a Napoli. Noi raccontiamo questa storia – ribadisce – che è un viaggio iniziatico alla scoperta di Napoli, una scoperta dei valori napoletani che sono quelli della leggerezza, della gioia di vivere, del senso magico dell’esistenza”. “Vogliamo trasmettere un po’ di gioia perché credo che ce ne sia bisogno. E poi ci saranno anche delle canzoni napoletane che, come sappiamo, sono candidate per diventare patrimonio UNESCO. Rendiamo omaggio a questa tradizione”, conclude Giulietta Revel.

Schwazer: "Innocente, ma non mi difenderò più"

Roma, 22 giu. (askanews) – “Sono innocente, non ho assunto Epo, ma non mi difenderò più perché non ne ho la forza”. Così Alex Schwazer in conferenza stampa a Bolzano dopo la contestazione di una positività all’eritropoietina.

L’ex campione olimpico ha spiegato di aver ricevuto la comunicazione nella mattinata: “Ho ricevuto una contestazione di positività all’Epo. Non ho preso nulla, ma non ho più fiducia nel sistema”. Schwazer ha annunciato la volontà di non proseguire con la difesa legale: “A 41 anni non ne ho più la forza. Non voglio rovinare la mia vita, il mio lavoro e la mia famiglia”.

L’atleta ha precisato che l’unica richiesta sarà la controanalisi del campione: “Chiederemo la controanalisi, ma solo se verrà analizzato anche un residuo di urina conservato. Se non viene accettato, rinuncio anche alla controanalisi”.

Schwazer ha parlato anche del suo stato d’animo: “Non so perché ce l’hanno con me e non mi interessa più. Se mi metto a indagare mi sfinisco. Sono un innocente e non voglio più perdere energie in queste battaglie”.

Durante la conferenza, l’atleta ha ribadito più volte di non voler tornare a confrontarsi con il sistema antidoping: “Non voglio più mettere a rischio la mia vita. Non mi interessa più lo sport a questi livelli”.

Il suo avvocato ha espresso perplessità sulla vicenda e ha chiesto trasparenza nelle verifiche: “Il risultato è inspiegabile, serve la terza controanalisi. Non ci fidiamo del sistema e chiediamo chiarezza”.

Presente a Bolzano anche Sandro Donati, che ha confermato di aver chiesto l’analisi di un ulteriore campione di urina conservato per chiarire la vicenda.

Schwazer ha infine ribadito: “Non farò più nulla dal punto di vista legale. La mia vita viene prima di tutto”.

Gb, Macron saluta Starmer: ha rinforzato il legame Londra-Parigi

Roma, 22 giu. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha salutato il primo ministro britannico Keir Starmer che ha annunciato oggi le proprie dimissioni.

“Desidero ringraziare il primo ministro Keir Starmer per il suo contributo al rafforzamento delle relazioni franco-britanniche, il suo impegno all’interno della coalizione dei volenterosi per l’Ucraina, così come per il rilancio dei rapporti tra il Regno Unito e l’Unione Europea”, ha scritto Macron su X. “Il lavoro svolto insieme in materia di difesa, energia nucleare, spazio e innovazione, in particolare in occasione del nostro vertice franco-britannico dello scorso luglio, testimonia questo impegno”, ha specificato ancora Macron.

“Proseguiremo su questa strada a beneficio dei nostri popoli e dell’Europa”, ha concluso il leader francese.

Malagò:"Compattare il sistema, riforme e dialogo con la politica"

Roma, 22 giu. (askanews) – Compattare la squadra, impostare un nuovo discorso tecnico e sportivo e riaprire il confronto con la politica. Sono queste le priorità indicate da Giovanni Malagò nel corso della conferenza stampa dopo la sua elezione alla guida della Federcalcio.

“Compattare la squadra, hanno tutti una discreta personalità. C’è da impostare un discorso tecnico e sportivo, da ripristinare un rapporto con una parte della politica”, ha detto Malagò, sottolineando la necessità di un approccio manageriale e di un confronto istituzionale più efficace. “La politica deve rispettare lo sport”, ha aggiunto, evidenziando la necessità di un dialogo strutturato.

Sul piano elettorale, il neo presidente ha espresso soddisfazione per il risultato: “Sono arrivato al 69%, un 12% era dalla Lega Pro. Il risultato è importante. L’incidenza dei dilettanti è di un terzo che ha votato per me. Come si fa a non essere contenti?”. Ha inoltre precisato di non aver ancora affrontato il tema del commissario tecnico: “Sul CT non ho parlato con nessuno, da adesso ci pensiamo”.

Il primo Consiglio federale è fissato per il 1° luglio. “Tappa obbligata da statuto. Sul discorso tecnico, se ci sono elementi da portare nel consiglio si vedrà. Il tempo è clamoroso”, ha spiegato.

Sulle riforme, Malagò ha parlato di necessità di cambiamento: “Non è che ora si risolvono i problemi. Serve disponibilità a cambiare. Ho delle priorità, sennò non si fa nulla”.

Tema centrale anche quello del commissario tecnico ideale: “Il Ct deve abbracciare questo discorso. Non opterò per una figura diversa dalla mia visione, ma la deve sposare a pieno”.

Sul sistema complessivo: “Problema di uomini o di sistema? Entrambi. La situazione è ingessata: difenderò l’autonomia dello sport”.

Ampio passaggio sui giovani e sulle norme di settore: “Oltre il 40% dei giocatori del Mondiale non gioca nella nazionale in cui è nato. È inaccettabile il limbo dei passaporti nel calcio”. Sulle infrastrutture ha richiamato la sfida di Euro 2032: “Servono cinque stadi da consegnare, non possiamo fare brutta figura”.

Sul calcio femminile ha evidenziato le criticità del movimento: “Siamo a circa 45mila tesserate, la metà o meno rispetto a paesi simili. Mancano però le ASD e gli impianti”.

Capitolo multiproprietà e casi locali: “C’è una norma approvata, la materia è del Consiglio federale. Ho parlato con il sindaco, ma non è questa la priorità”.

Infine, sul rapporto con la politica sportiva: “Penso di avere i migliori rapporti con la politica, solo con alcuni non li ho. Ho un appuntamento con il ministro Abodi venerdì”.

Landini: Capitali in fuga da una patrimoniale? "Vadano dove vogliono"

Roma, 22 giu. (askanews) – “Possono andare dove vogliono. Se ne vanno se pagano un contributo di solidarietà dell’1,2%? Vadano un po’ dove vogliono, ma siamo noi a garantire loro su sanità pubblica e scuola. Gliele paghiamo noi, perché siamo noi a pagare le tasse. Non pagano un cavolo sulle successioni. Il problema è che non se ne vanno quelli che non se ne possono andare. Allora, basta”. Il leader della Cgil, Maurizio Landini, insiste sulla patrimoniale e respinge l’idea che questa proposta possa far fuggire i capitali all’estero.

“La proposta che abbiamo fatto di un contributo di solidarietà riguarda 500.000 persone su 60 milioni di italiani – ha detto intervenendo a un’iniziativa su legalità e appalti – di questo stiamo parlando. Abbiamo dato anche un’indicazione, poi uno può dire di essere d’accordo o meno oppure che è poco. Con un contributo di solidarietà dell’1,2% si possono recuperare 26 miliardi da poter investire nella scuola, nella sanità e nelle politiche industriali. Davvero siamo di fronte al fatto che se succede una cosa di questo genere questi non sono più ricchi?”.

Tennis, Sinner: "Sto bene fisicamente e mentalmente"

Roma, 22 giu. (askanews) – Jannik Sinner si dice pronto per Wimbledon, terzo Slam della stagione di cui è campione in carica, e conferma di attraversare un buon momento di forma a una settimana dall’inizio del torneo, previsto il 29 giugno sull’erba dell’All England Club.

“Mi sento bene, abbiamo lavorato molto nelle ultime settimane, quindi fisicamente sono in un ottimo momento”, afferma Sinner in un’intervista a Vogue. Il numero 1 del mondo spiega di aver sfruttato il periodo dopo il Roland Garros per recuperare e allenarsi: “Avevo bisogno di un buon blocco di allenamento per rafforzare il corpo. Mi sono ripreso bene, ma la cosa più importante è stare bene mentalmente”.

Sinner racconta di aver alternato allenamento e riposo: “Mi sono preso una settimana di pausa con amici e familiari, poi siamo tornati subito al lavoro perché ci aspetta un periodo molto intenso, anche in vista della stagione americana”. L’azzurro sottolinea di essere soddisfatto della preparazione: “Cerchiamo di sfruttare ogni giornata, sono molto soddisfatto della mia condizione fisica e mentale”.

Sul ritorno in campo a Wimbledon, il tennista evidenzia le difficoltà iniziali: “Non ho giocato partite sull’erba, quindi i primi match saranno delicati. Il modo in cui inizierò sarà molto importante”.

Parlando del circuito, Sinner dedica un pensiero a Carlos Alcaraz: “Il tennis ha bisogno di lui, gli auguro una pronta guarigione”.

Tra i temi extra sportivi, il numero 1 del mondo racconta le sue passioni: golf, Lego, Formula 1 e attenzione crescente per la moda, settore che dice di conoscere sempre meglio negli ultimi anni.

Wimbledon prenderà il via il 29 giugno con Sinner impegnato nel debutto da campione in carica.