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Ex Ilva, a Genova operai in corteo. Salis incontra i lavoratori

Genova, 14 ott. (askanews) – Continua la protesta degli operai dello stabilimento ex Ilva di Genova. Dopo un’altra notte in tenda davanti alla prefettura, poco prima delle 9 è partito un corteo, anche con i mezzi da lavoro, per la strade del centro, contro l’annunciata chiusura degli impianti del Nord a partire dal 15 novembre. È il terzo giorno di mobilitazione, molti i disagi per il traffico.

La sindaca di Genova Silvia Salis ha incontrato nuovamente i lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano in piazza De Ferarri. Per evitare il fermo dell’impianto, operai e sindacati chiedono che vengano acquistati sul mercato i coils – le bobine di acciaio – o le bramme necessarie ad alimentare lo stabilimento di Cornigliano. Una soluzione a cui starebbe lavorando il governo. Ma, nell’attesa, continua la mobilitazione e il presidio a oltranza davanti alla prefettura.

Armando Palombo della Rsu Fiom Cgl dello stabilimento ex Ilva di Genova: “Questa mattina è venuto il presidente della Regione, adesso è arrivata anche la sindaca di Genova, non ci ha portato notizie buone e definitive, ma ci ha detto che oggi può essere una giornata positiva. Registriamo questo ennesimo messaggio – ha concluso il sindacalista rivolgendosi ai lavoratori in corteo – che ovviamente non calma la nostra pazienza”. “Continuiamo così, disciplinati, organizzati ma pronti a tutto”, ha aggiunto.

Nuovo orizzonte per il mercato automobilistico elettrico italiano

Milano, 14 ott. (askanews) – Il mercato automobilistico italiano si apre a nuovi protagonisti e nuove strategie di distribuzione. Tra questi GAC, gruppo automobilistico con sede a Guangzhou, in Cina, che entra nel nostro Paese con una proposta dedicata alla mobilità elettrica, affidandosi ad ATFlow per la distribuzione.

Una scelta che apre il portfolio della società del gruppo Autotorino e punta a intercettare l’evoluzione di un settore sempre più orientato verso l’elettrico e verso nuovi marchi internazionali.

“ATFlow è un’azienda italiana che si occupa di importazione e distribuzione di autovetture di brand internazionali, creando partnership esclusive sul territorio italiano. Cerchiamo di mettere in comunicazione quella che è un’esigenza sempre più fine del cliente italiano con un’offerta sempre più complessa di costruttori internazionali, portandoci un’eredità di 61 anni in questo mercato e quindi grande consapevolezza di quello che il cliente nostrano cerca” ha dichiarato Mattia Vanini, Presidente ATFlow e Vicepresidente di Autotorino.

Tra i modelli presentati c’è AION V, SUV elettrico pensato per un utilizzo quotidiano ma anche per i lunghi viaggi, con un’autonomia fino a 510 chilometri e una ricarica dal 10 all’80% in 24 minuti.

“AION V è un SUV 100% elettrico. Un prodotto molto interessante perché racchiude tanti aspetti di rilevanza sul mercato. Parliamo di un prodotto di 4,60 metri, molto spazioso e quindi perfetto per chi ha bisogno di spazio per la famiglia, ma non solo. Ha un’ottima qualità costruttiva interna, quindi ti offre, nelle versioni proposte sul mercato, tanto contenuto ad un posizionamento-prezzo molto interessante considerando la media del segmento” ha aggiunto Steven Fariello, Marketing Coordinator & Product Manager di GAC.

E se AION V guarda soprattutto a comfort e versatilità, AION UT punta sulla mobilità urbana senza rinunciare allo spazio. Un progetto nato in Cina ma disegnato a Milano, dal GAC Advanced Design Milano, e premiato al Torino Automotive Design Award 2026.

“Qui nasce la storia che viene da due grandi fattori che si incontrano: il primo è il design tipicamente europeo, italiano per la precisione, con caratteri distintivi, proporzioni ben bilanciate, volumi e superfici morbide apprezzate dal pubblico nostrano. E poi l’incontro con la tecnologia di derivazione cinese. Questo connubio emerge in dettagli ed elementi come i fari anteriori, ma anche nei proiettori e nelle forme geometriche posteriori, così come nella tecnologia presente all’interno della vettura” ha concluso Daniele Costa, Chief Interior Designer di GAC Advanced Design Milan.

Due modelli, dunque, per entrare in un mercato sempre più competitivo, con GAC che punta a combinare tecnologia, design e mobilità elettrica per conquistare anche il pubblico italiano.

RSV, ok AIFA a nuova cura preventiva per i neonati

Roma, 14 ott. (askanews) – Arriva in Italia, dopo l’approvazione dell’AIFA, clesrovimab, un anticorpo monoclonale a dose fissa per la prevenzione del virus respiratorio sinciziale (RSV) nei neonati e nei lattanti. Il farmaco garantisce una protezione rapida e prolungata contro un’infezione che rappresenta la prima causa di ricovero per bronchioliti e polmoniti infantili.

L’impegno per un rapido accesso all’innovazione a tutela dei più piccoli è stato sottolineato da Nicoletta Luppi, Presidente e AD di MSD Italia:

“Come MSD siamo pronti a offrire non solo questa tecnologia innovativa, che permetterà di proteggere i bambini fin dai loro primissimi giorni di vita, ma ci impegniamo anche ad affiancarvi una corretta informazione. È questo l’elemento fondamentale affinché un’innovazione simile possa raggiungere tutti i piccoli che hanno bisogno di essere protetti fin dai loro primi respiri”.

Un’opportunità che garantisce vantaggi e semplicità organizzativa anche per i servizi di prevenzione territoriale, come spiegato dal Dott. Michele Conversano, Consulente della ASL di Taranto:

“L’organizzazione dell’immunizzazione contro l’RSV per neonati e bambini è un processo molto complesso, che coinvolge diverse discipline: dai Dipartimenti di Prevenzione con i centri vaccinali, incaricati di gestire l’intera campagna, fino alle Neonatologie, alle Pediatrie e, soprattutto, ai Pediatri di libera scelta. Avere a disposizione un farmaco a dosaggio unico ci semplifica notevolmente il lavoro, sia nella distribuzione che per un avvio tempestivo. È fondamentale partire entro i primi di ottobre, così da garantire la somministrazione dell’anticorpo monoclonale ai nuovi nati nelle neonatologie già dal primo del mese”

In questo scenario è fondamentale il ruolo della pediatria sul territorio e la vicinanza alle famiglie.

“Dal primo ottobre, i pediatri di famiglia immunizzano tutti i lattanti nati tra il primo aprile e il 30 settembre dell’anno in corso. L’immunizzazione avviene tramite anticorpi monoclonali, utili a prevenire l’insorgenza della bronchiolite da virus respiratorio sinciziale. Avere a disposizione un ulteriore anticorpo monoclonale ci permetterà sicuramente di lavorare al meglio per ridurre sempre di più i casi di bronchiolite da RSV” ha concluso Antonio D’Avino, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).

L’autorizzazione di questa nuova profilassi, già approvata dalla Commissione Europea, rappresenta un passaggio cruciale per tutelare la salute dei neonati fin dai primi mesi di vita e ridurre in modo significativo la pressione sulle strutture ospedaliere durante la stagione epidemica.

"Vita da adulti" è il nuovo singolo di Angelina Mango

Milano, 14 ott. (askanews) – Esce il 16 ottobre Vita da adulti (Latarma Records, distribuito da Ada/Warner Music Italy), il nuovo singolo di Angelina Mango, che sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e sarà in rotazione radiofonica. A distanza di un anno esatto dall’uscita di caramé, l’album pubblicato a sorpresa nell’ottobre 2025, Angelina Mango pubblica Vita da adulti, una storia di cambiamento ed evoluzione personale, che fotografa un momento preciso: quando da adulti ci si ritrova a ricordare le immagini del passato interrogandosi su chi siamo diventati e, allo stesso tempo, su come affronteremo il futuro. Scritto da Angelina Mango e prodotto da Michelangelo, il brano racconta la bellezza di una quotidianità fatta di piccoli gesti: una casa che è un posto sicuro, l’affetto del proprio cane, una vita fatta di cose semplici dal valore inestimabile. In questo brano il presente, “la vita da adulti”, è vissuta con lo sguardo curioso e coraggioso di chi non ha mai smesso di giocare. Luci da accendere, disegni da incorniciare, quadri che aspettano di trovare il loro posto sulle pareti: il brano è fatto di immagini casalinghe che raccontano il piacere di costruire qualcosa di proprio, imparando giorno dopo giorno ad apprezzare la semplicità del quotidiano. Tra piccole avventure raccontate con tenerezza e la capacità di riderci sopra, la vita adulta si rivela un’esperienza che emoziona, soprattutto se vissuta insieme. Il singolo arriva dopo Canto d’amore, pubblicato lo scorso giugno con Marco Mengoni a due anni dalla loro prima collaborazione su Uguale a me, e dopo l’estate di NINA CANTA NEI Teatri d’estate, il tour prodotto e organizzato da Live Nation che ha portato Angelina in alcuni dei luoghi più suggestivi d’Italia. Un percorso che prosegue il racconto iniziato con caramé, l’album pubblicato a sorpresa nell’ottobre 2025, il cui titolo compone le prime parole del disco: l’incipit di una lettera intima che si trasforma in presentazione e apre un viaggio di sincerità e costruzione. Un lavoro in cui Angelina ha scritto e prodotto tutti i brani, affiancata alla produzione da Giovanni Pallotti e più volte dal fratello Filippo. Lo scorso marzo, a conclusione del tour Nina canta nei teatri, l’artista ha inoltre pubblicato a sorpresa quattro brani riarrangiati per la dimensione teatrale dello show, nelle loro caramé live version registrate durante le prove generali del tour.

150 anni di innovazione per una sanità più accessibile

Firenze, 14 ott. (askanews) – Centocinquant’anni di storia, ma lo sguardo rivolto soprattutto al futuro. Al quartier generale di Sesto Fiorentino, Lilly Italia continua a celebrare il suo anniversario con un incontro dedicato a una delle sfide più importanti della sanità contemporanea: garantire a tutti, indipendentemente dal genere e dalle condizioni sociali, le stesse opportunità di accesso alle cure. Salute che include è il titolo dell’iniziativa, che mette al centro il rapporto tra innovazione, prevenzione e disuguaglianze sanitarie.

Da sempre sviluppiamo innovazioni che cambiano la vita delle persone – spiega Elias Khalil, President e General Manager di Lilly Italia – e credo che non siano molte le aziende che possono affermare di aver cambiato la storia della medicina come ha fatto la nostra. Il nostro obiettivo è individuare i bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti e cercare di rispondere attraverso l’innovazione. È parte integrante della nostra missione .

In occasione del confronto sulla salute della donna, realizzato con la supervisione scientifica di UN Women, sono stati inoltre presentati i dati IQVIA, relativi al divario di genere nell’accesso alle cure, nella prevenzione e nella salute mentale.

Il report presentato oggi parla chiaro – sostiene Federico Villa, Assistant VP Corporate Affairs & Patient Access di Lilly Italia -. L’84% delle donne italiane considera la salute una priorità, ma soltanto il 39% riesce a renderla tale nella propria quotidianità. I fattori che contribuiscono a questo divario sono molteplici, ma certamente uno dei principali è rappresentato dalle difficoltà di accesso alla diagnosi e alle prestazioni sanitarie, dovute anche alle lunghe liste d’attesa .

Solo permettendo a ciascuno di curarsi e migliorare la propria salute si può contribuire al benessere collettivo. Ed è proprio da questa convinzione che Lilly intende partire, cercando di ridurre le disuguaglianze prima di tutto all’interno della propria realtà aziendale.

Vogliamo colmare questo divario partendo da casa nostra, dai nostri dipendenti, perché siamo convinti che soltanto agendo prima di tutto all’interno della nostra realtà possiamo chiedere anche agli altri di fare altrettanto – dichiara Manuela Schumann, Vice President HR & Site Services di Lilly Italia -. La sfida per il futuro è riuscire a individuare tempestivamente i bisogni delle persone, che cambiano continuamente, anche in relazione all’evoluzione dell’ambiente che ci circonda .

È da questa consapevolezza che prende forma l’impegno di Lilly per i prossimi anni: rafforzare il dialogo con le istituzioni, promuovere una maggiore equità nell’accesso alle cure e trasformare i risultati della ricerca in opportunità concrete per i pazienti. Una sfida che non riguarda soltanto l’industria farmaceutica, ma l’intero sistema sanitario.

Papa, medici: decorso post-operatorio regolare. Valori nella norma

Città del Vaticano, 14 ott. (askanews) – “Questa mattina il Santo Padre ha eseguito gli esami del sangue e la radiografia del torace previsti dopo l’intervento. Gli esiti confermano un decorso post-operatorio regolare: i valori sono nella norma per il tipo di intervento eseguito”. E’ quanto comunicano in un bollettino, tramie la Sala stampa della Santa Sede, il dott. Luigi Carbone e il prof. Stefano Margaritora sul decorso post operatorio di Papa Leone XIV, dopo l’intervento chirurgico di ieri al Policlinico Gemelli di Roma.

“Il Santo Padre – si conclude – ha svolto la fisioterapia respiratoria ed ha iniziato a camminare in stanza. Ha ripreso una regolare alimentazione facendo colazione e pranzo. Il decorso procede secondo quanto previsto”.

Mazzi: “Turismo da record, Italia sopra Francia e Spagna”

Rimini, 14 ott. (askanews) – “I numeri sono eccezionali, anche i dati usciti adesso a settembre sono numeri da record: c’è il +5% di presenze rispetto all’anno scorso, che era già un anno eccezionale. Con 535 milioni e mezzo di presenze in Italia siamo al di sopra della Francia e al di sopra della Spagna, che è stata sempre la lepre d’Europa e sembrava irraggiungibile”. Lo ha detto il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, a margine della cerimonia di inaugurazione del Ttg a Rimini.

“Dobbiamo essere sempre più ospitali e lavorare sulla formazione per qualificare i professionisti e i giovani che possono entrare in questo comparto, considerando che occupa 3.300.000 persone, vale il 13% del Pil e genera 240 miliardi di fatturato – ha aggiunto il ministro – oggi il turista vale doppio. Il turista è un cliente e lo dobbiamo trattare bene: non solo può ritornare, ma soprattutto può diventare il nostro più grande alleato e ambasciatore. Quando torna nel suo Paese consiglierà ai propri contatti digitali e reali di visitare l’Italia”, ha concluso Mazzi.

Automotive e sicurezza: la sfida di DEKRA al Forum

Milano, 14 ott. (askanews) – Nel pieno della grande trasformazione della mobilità globale, l’industria dell’automobile si trova ad affrontare una fase cruciale. La transizione in atto va ormai ben oltre il semplice passaggio dai motori termici a quelli elettrici, impattando su ogni anello della catena del valore. È proprio in questo scenario che si è inserito il contributo di DEKRA al recente incontro di #FORUMAutoMotive a Milano.

“Siamo presenti nel settore automotive fin dall’inizio della nostra storia: con oltre un secolo di esperienza, continuiamo a investire per garantire la massima sicurezza di tutti i veicoli di nuova generazione. Questo vale sia per i controlli che precedono l’immissione del prodotto sul mercato, sia per le verifiche periodiche come le revisioni. In questo ambito siamo il primo operatore al mondo, con più di 32 milioni di revisioni eseguite ogni anno” ha dichiarato Toni Purcaro, Presidente DEKRA Italia.

La trasformazione del settore non riguarda solo l’elettrificazione, ma un insieme di fattori che include la connettività, i sistemi d’assistenza alla guida, le nuove normative di sicurezza e accesso ai dati.

“La transizione verso l’elettrico non sta progredendo con l’accelerazione inizialmente ipotizzata. Il mercato delle auto elettriche rimane prevalentemente un mercato di sostituzione; tuttavia, per quanto i prezzi siano in parte scesi, i modelli ad oggi disponibili mantengono costi ancora troppo elevati e un tasso di obsolescenza che di certo non incentiva il cambio d’auto. A questo si aggiunge l’incertezza sulle scadenze, come i continui dubbi sullo stop ai motori endotermici, che sta generando molta confusione e perplessità nei consumatori” ha aggiunto Purcaro.

L’espansione dei marchi asiatici, inoltre, è stato uno dei temi dibattuti e viene vista come un’opportunità di crescita.

“La normativa europea si applica in modo uniforme a tutti i produttori. Di conseguenza, pur partendo da contesti geografici differenti, qualsiasi veicolo commercializzato in Europa possiede le autorizzazioni necessarie, avendo soddisfatto tutti gli standard e i controlli di conformità richiesti. Questo principio non deve essere visto come una semplice leva competitiva, ma come una garanzia fondamentale per tutti gli utenti della strada” ha concluso Purcaro.

Dall’appuntamento milanese, dunque, emerge un messaggio chiaro: la trasformazione in atto non lascia spazio a esitazioni. Per valorizzare la transizione servono azioni concrete, standard elevati e la capacità di integrare le nuove tecnologie senza mai scendere a patti con la sicurezza di chi viaggia.

Salute mentale: in Italia 8 milioni provano disagio

Milano, 14 ott. (askanews) – La salute mentale entra al centro del dibattito sanitario. Sono circa 8 milioni gli italiani che convivono con disturbi psicologici, un trend particolarmente in crescita tra i giovani.

Questi i dati presentati durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2026/2027 della

Sigmund Freud University di Milano, ateneo specializzato nella formazione universitaria e nella ricerca in ambito psicologico.

Le parole di Simona Scaini, direttrice del Dipartimento di Psicologia di Milano della Sigmund Freud University: “Oggi si parla molto di salute psicologica perché i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità pongono l’attenzione su delle statistiche davvero significative. L’OMS parla infatti di oltre un miliardo di persone che soffre di disturbo mentale. I disturbi più diffusi ad oggi sono ansia e depressione e abbiamo una stima per la depressione di 280 milioni di persone, quindi 280 milioni di persone che oggi soffrono di depressione. Con la pandemia di COVID-19, ansia e depressione sono fortemente aumentate di circa il 25% a livello globale”.

Negli ultimi anni, sempre più studenti hanno deciso di iscriversi per diventare gli psicologi del domani.

Nuovamente Simona Scaini, direttrice del Dipartimento di Psicologia di Milano della Sigmund Freud University: “La crescita dei disturbi mentali porta a un aumento anche dell’interesse di questa disciplina, dello studio della psicologia, in particolare della psicologia clinica. I dati del Ministero dell’Università e della Ricerca indicano che c’è stato un passaggio da circa 75.000 studenti iscritti alla facoltà di psicologia dal 2020 al 2021 a oltre più del 102.000 nel 2024-2025. Parliamo quindi di una crescita di circa il 36% a livello nazionale. Un trend simile lo vediamo anche in Regione Lombardia, dove abbiamo avuto un aumento degli studenti iscritti a psicologia di circa il 33%. Anche qui alla Sigmund Freud University sede di Milano abbiamo visto un significativo incremento di interesse verso la psicologia clinica, in particolare verso l’indirizzo di psicologia clinica dell’età evolutiva”.

Obiettivo dell’università è anche quello di formare nuovi specialisti, dedicati all’infanzia e all’adolescenza.

In chiusura, Simona Scaini direttrice del Dipartimento di Psicologia di Milano della Sigmund Freud University: “Diventa davvero importante oggi creare dei professionisti che non si occupino di salute psicologica, ma che nello specifico siano preparati sulla psicologia clinica dell’età evolutiva. Questo perché i report sia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che dell’UNICEF segnalano la necessità di occuparci sempre di più di quest’area della psicologia clinica. Oggi infatti, un adolescente su sette tra i 10 e i 19 anni ha un disturbo mentale diagnosticato, con il suicidio che causa oggi all’incirca 700.000 morti all’anno nel mondo ed è una delle prime cause di morte tra i 15 e i 29 anni di età”.

Accendere i riflettori sulla salute mentale e sui più giovani significa rafforzare un pilastro essenziale del nostro sistema sanitario: la cura della mente, oggi più che mai, è la chiave per il futuro.

Limitato l’uso di Starlink all’Ucraina, "compromessa la difesa contro i droni"

Roma, 14 ott. (askanews) – Le restrizioni all’uso di Starlink privano Kiev della possibilità di impiegare droni intercettori per proteggere lo spazio aereo ucraino dai droni Shahed. Lo ha scritto sui propri profili social il consigliere dalla presidente, Serhiy “Flash” Beskrestnov, dopo aver annunciato che “SpaceX ha limitato la velocità operativa dei propri terminali Starlink in movimento”.

“Le nostre forze di difesa non hanno ricevuto alcun preavviso riguardo a tali limitazioni, il che ha portato all’interruzione di diverse missioni”, ha scritto su Telegram, sottolineando che questa decisione “è legata all’attuale situazione politica”. “Tutti scrivono che le restrizioni di Starlink hanno inciso sulle missioni a lungo raggio e sulla logistica in prima linea, ma per noi esiste un altro problema importante. Starlink viene impiegato in quella che attualmente è la soluzione più efficace – gli intercettori – per proteggere i nostri cieli dagli Shahed a propulsione a getto. Di fatto, adottando queste misure, i nostri partner ci privano di una delle poche opzioni a nostra disposizione per difendere il Paese dagli Shahed a propulsione a getto”. Il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha chiesto a Elon Musk se stesse “facendo politica” con Starlink in Ucraina, dopo che Kiev ha dichiarato che SpaceX ha imposto limitazioni ad alcuni servizi, ostacolando così le missioni dei droni da combattimento.

“Ehi, Elon Musk, grande capo, stai ancora giocando a fare politica con i tuoi prodotti?”, ha scritto Radoslaw Sikorski in un messaggio pubblicato su X. “Come clienti europei, ti teniamo d’occhio”, ha aggiunto.

La Polonia ha precisato di farsi carico dell’abbonamento Starlink dell’Ucraina, fondamentale per guidare gli attacchi dei droni a lungo raggio che hanno gettato nel caos la logistica russa nelle aree occupate del sud e dell’est dell’Ucraina.

Elon Musk non ha reagito nell’immediato al messaggio.

Formula1, Domenicali: 900 milioni di tifosi, oltre 40% donne

Roma, 14 ott. (askanews) – La Formula 1 conta 900 milioni di tifosi nel mondo, con una quota femminile superiore al 40% e un’età media scesa sotto i 30 anni in alcuni Paesi. Lo ha dichiarato Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1, intervenendo in collegamento all’ANFIA Motorsport Forum a Milano. “In pochi anni abbiamo cambiato radicalmente il profilo di chi ci segue: da un pubblico prevalentemente maschile siamo passati a una quota femminile superiore al 40%, mentre l’età media è scesa da oltre 55 anni a meno di 30 in alcuni Paesi”, ha spiegato.

Un’evoluzione che, secondo Domenicali, richiede di continuare a innovare. “Siamo contenti dei risultati, ma proprio perché le cose stanno andando molto bene non dobbiamo sederci sugli allori”, ha sottolineato, evidenziando come la Formula 1 non sia più soltanto una piattaforma sportiva, con le corse al centro, ma sempre più “una piattaforma esperienziale”, capace di coinvolgere sia i tifosi storici sia le nuove generazioni. Tra i mercati strategici per la crescita, gli Stati Uniti, il Far East e la Cina.

Domenicali ha commentato anche il progetto del Gran Premio d’Africa dal 2030, annunciato ieri. “La Formula 1 è passata dall’essere un campionato eurocentrico a una competizione davvero mondiale. L’unico continente che ancora ci mancava era l’Africa e abbiamo lavorato a lungo per trovare un interlocutore credibile, disposto a investire e a presentare un progetto importante”, ha affermato.

Il continente africano, ha aggiunto, è “giovane, in grande crescita”, con oltre cinque milioni di persone che già seguono la Formula 1. Il progetto, ha spiegato, potrà produrre ricadute che vanno oltre lo sport, attraverso infrastrutture, investimenti, occupazione e formazione. In Ruanda è previsto un nuovo aeroporto internazionale entro la fine del prossimo anno e diversi partner della Formula 1 hanno scelto di stabilire nel Paese i propri hub per coordinare le future attività di sviluppo.

“La Formula 1 deve guardare anche alla dimensione socioculturale, assumendosi le proprie responsabilità”, ha concluso Domenicali, sottolineando la necessità di intercettare le tendenze delle nuove generazioni e di mantenere la rilevanza del campionato in un contesto in cui la competizione non è soltanto sportiva.

Scherma, al via la Coppa del Mondo con 72 azzurri in pedana

Roma, 14 ott. (askanews) – Parte immediatamente con un super fine settimana la Coppa del Mondo 2026/2027 per la scherma azzurra. L’Italia infatti, tra giovedì 15 e domenica 18 ottobre, schiererà in pedana nel complesso 72 azzurri (36 uomini ed altrettante donne) in rappresentanza di tutte le armi. Il fioretto sarà di scena a Takamatsu (Giappone) mentre la spada e la sciabola ricominceranno i loro rispettivi cammini nel massimo circuito internazionale tra Casablanca (Marocco) ed Orano (Algeria). La data da cerchiare in rosso è quella del 1° aprile 2027, giornata che segnerà l’inizio del periodo della qualifica olimpica in vista dei Giochi di Los Angeles 2028. Il programma sarà il medesimo in tutte e tre le sedi: prime due giornate di qualificazione (giovedì 15 gli uomini e venerdì 16 le donne) per i tabelloni principali da 64, a cui sono ammessi di diritto i migliori 16 delle classifiche mondiali, sabato 17 il clou delle prove individuali ed infine domenica 18 la gran chiusura con le competizioni a squadre.

Il fioretto, guidato dal CT Simone Vanni, schiererà tra gli uomini Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Tommaso Martini, Tommaso Marini, Giulio Lombardi, Davide Filippi, Edoardo Luperi, Giuseppe Franzoni, Lorenzo Nista, Alessio Foconi, Damiano Di Veroli e Mattia De Cristofaro mentre tra le donne spazio a Martina Favaretto (foto FIS/Bizzi Team), Martina Batini, Arianna Errigo, Anna Cristino, Alice Volpi, Martina Sinigalia, Francesca Palumbo, Irene Bertini, Carlotta Ferrari, Aurora Grandis, Matilde Molinari ed Elena Tangherlini. I quartetti per le prove a squadre della Nagawa Prefectural Arena saranno designati in un secondo momento.

Per la Nazionale maschile di spada del CT Diego Confalonieri, quindi, saliranno sulle pedane Simone Mencarelli, Matteo Galassi, Davide Di Veroli, Filippo Armaleo, Andrea Santarelli, Gianpaolo Buzzacchino, Enrico Piatti, Fabrizio Cuomo, Valerio Cuomo, Nicolò Del Contrasto, Cristiano Sena e Riccardo Cedrone. Nella prova femminile, invece, le 12 azzurre del CT Dario Chiadò saranno Alberta Santuccio, Giulia Rizzi, Rossella Fiamingo, Gaia Caforio, Roberta Marzani, Sara Maria Kowalczyk, Gaia Traditi, Alessandra Bozza, Federica Isola, Lucrezia Paulis, Carola Maccagno e Nicol Foietta. Designati anche i quartetti per le prove a squadre domenicali al Mohamed Olympic Complex. Il team degli uomini si schiererà con Mencarelli, Galassi, Di Veroli e Santarelli mentre l’Italia delle spadiste sarà al via con Santuccio, Caforio, Paulis e Traditi.

Infine la sciabola. Esordio per il nuovo CT della Nazionale maschile Leonardo Caserta, che avrà in pedana Cosimo Bertini, Michele Gallo, Matteo Neri, Pietro Torre, Marco Mastrullo, Leonardo Dreossi, Dario Cavaliere, Edoardo Cantini, Mattia Rea, Giorgio Marciano, Leonardo Reale e Lupo Veccia Scavalli. Il gruppo femminile, capitanato dal CT Andrea Aquili, sarà invece composto da Michela Battiston, Mariella Viale, Manuela Spica, Claudia Rotili, Chiara Mormile, Giulia Arpino, Martina Criscio, Carlotta Fusetti, Vittoria Mocci, Michela Landi, Benedetta Fusetti e Gaia Karola Carafa. Al termine delle sfide individuali, poi, verranno delineati i quartetti, che difenderanno il tricolore sulle pedane del Complexe Olympique Miloud Hadefi.

Sci, undici azzurre al via del GS femminile di Soelden

Roma, 14 ott. (askanews) – Saranno undici le azzurre al via del gigante femminile di Soelden, prova di apertura della Coppa del mondo, in programma sabato 24 ottobre sul ghiacciaio del Rettenbach. Assenti annunciate Federica Brignone e Sofia Goggia, la squadra azzurra diretta da Gianluca Rulfi e seguita dall’allenatore responsabile Luca Agazzi presenta il ritorno di Marta Bassino, che ha saltato l’intera scorsa stagione dopo essersi infortunata proprio alla vigilia della gara austriaca. La 30enne cuneese, vincitrice della Coppa del mondo di gigante nel 2021, ha conquistato a Soelden una delle sette vittorie in carriera e riparte con rinnovato entusiasmo.

Accanto a lei Lara Della Mea, attualmente l’italiana meglio classificata nella start list di specialità (undicesima), a cui si affianca Laura Pirovano, che disputerà tutti i giganti della stagione. Attesa anche per il resto delle azzurre, a cominciare da Asja Zenere (17sima nella scorsa edizione), per proseguire con Ilaria Ghisalberti (a caccia della prima qualificazione sul Rettenbach dopo tre eliminazioni a metà gara), Giorgia Collomb (terza presenza), Tatum Bieler (bronzo l’anno passato nel gigante dei Mondiali junior di Narvik e all’esordio assoluto sul massimo circuito), Emilia Mondinelli (alla prima presenza fra le porte larghe) e Anna Trocker (campionessa del mondo juniores di specialità), mentre Alice Pazzaglia e Sophie Mathieu avranno il posto assicurato per tutta la stagione, grazie ai piazzamenti ottenuti l’anno passato in Coppa Europa. Il gruppo sta provando in questi giorni la parte alta del tracciato di gara insieme alle altre nazioni e rifinirà la preparazione in Val Senales da lunedì 19 a mercoledì 21 ottobre, il gigante invece prenderà il via alle ore 10.00 (prima manche) e 13.00 (seconda manche), con diretta televisiva su Raisport ed Eurosport.

Vela, i numeri dell’ultima Barcolana: 550mila presenze a Trieste, 1.858 barche

Roma, 14 ott. (askanews) – Circa 550mila presenze sul territorio in dodici giorni, 1.858 imbarcazioni iscritte alla regata, 21mila persone in mare e un record di 70mila passeggeri trasportati in treno. Sono i primi numeri di Barcolana58 presented by Generali, la manifestazione velica conclusa domenica 11 ottobre nel Golfo di Trieste con la 58esima Coppa d’Autunno. Secondo le rilevazioni di Just One Earth, il 62% delle presenze registrate tra il primo e il 12 ottobre si è concentrato nel fine settimana della regata.

La manifestazione ha coinvolto la città e il territorio con oltre 500 appuntamenti in più di cento luoghi tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia. Sono state 3.482 le persone che hanno partecipato ai 22 eventi collaterali in mare, mentre i contenuti pubblicati sui social hanno superato i 12 milioni di visualizzazioni. Sul fronte dell’informazione, dal primo al 13 ottobre sono state registrate 2.923 uscite stampa, circa il 50% in più rispetto al 2025.

“Barcolana58 ci restituisce l’immagine di una manifestazione che riesce a tenere insieme dimensioni molto diverse: la grande regata, le attività sportive, la cultura, la partecipazione dei giovani e il coinvolgimento della città – ha commentato Mitja Gialuz, presidente della Società Velica di Barcola e Grignano. – Quest’anno abbiamo lavorato per rendere ancora più concreto il significato di Be Barcolana: non soltanto partecipare a un evento, ma sentirsi parte di una comunità”.

La Coppa d’Autunno è stata vinta da Arca SGR del Fast and Furio Sailing Team, con Furio Benussi, che ha tagliato il traguardo in un’ora, 5 minuti e 9 secondi, davanti a Prosecco DOC Shockwave3 e Marta07. La flotta ha confermato anche la dimensione internazionale della regata: 286 iscrizioni provenivano dall’estero, con Slovenia, Austria e Croazia tra i Paesi più rappresentati.

Tra i dati sulla mobilità, Trenitalia ha registrato 70mila passeggeri, con un incremento di 6mila rispetto al 2025. Trieste Trasporti ha trasportato oltre 400mila passeggeri sulle linee ordinarie dal 9 all’11 ottobre, con 247 corse aggiuntive, diventate 291 includendo il servizio shuttle dedicato alla manifestazione.

L’organizzazione ha coinvolto complessivamente 1.387 persone tra personale, operatori, volontari e addetti ai servizi. Sul fronte ambientale, la raccolta differenziata nel Villaggio Barcolana ha raggiunto il 67%, cinque punti percentuali in più rispetto al 2025. Tra gli eventi di questa edizione anche il debutto del Barcolana AI Sea Summit, dedicato alle applicazioni dell’intelligenza artificiale al mare e alla blue economy, e la presenza di Nave Amerigo Vespucci, che insieme al Villaggio IN Italia ha accolto oltre 75mila visitatori. (Credit studio Borlenghi).

Karate, i mondiali del 2027 a Milano-Bergamo

Roma, 14 ott. (askanews) – Milano-Bergamo ospiterà, dall’11 al 14 novembre 2027, i Campionati del Mondo Senior di karate. Il Congresso della World Karate Federation, che ha riunito 90 paesi ieri a Bielsko-Biala, in Polonia, ha ratificato l’Italia come sede della Final Phase della prossima rassegna iridata. Per il karate italiano si tratta di un’assegnazione storica. A sottolinearne il valore è il presidente del Settore Karate FIJLKAM e membro del Comitato Esecutivo WKF Davide Benetello:

“Per la prima volta nella storia della nostra Federazione, l’Italia avrà l’onore e la responsabilità di organizzare il Campionato del Mondo Assoluto di Karate WKF! Un traguardo straordinario, che premia anni di impegno, credibilità internazionale e capacità organizzativa del nostro Paese. Oggi non celebriamo soltanto un grande evento, ma il riconoscimento di un percorso e la fiducia che il mondo del karate ripone nell’Italia e nella FIJLKAM! Una soddisfazione immensa. Un orgoglio che appartiene a tutto il karate italiano. Nel 2027, il mondo del karate parlerà ancora una volta italiano!”

“Ospitare in Italia un Campionato del Mondo Senior – ha aggiunto il presidente FIJLKAM Gianni Morsiani – è motivo di grande orgoglio per tutta la Federazione e rappresenta un passaggio importante nella storia del karate. È un risultato che appartiene a un movimento fatto di atleti, tecnici, società e dirigenti che negli anni hanno contribuito a dare alla FIJLKAM una presenza sempre più autorevole sulla scena internazionale. Un ringraziamento particolare al grande impegno dedicato dal presidente Benetello. Il 2027 sarà per noi una grande responsabilità, ma soprattutto una straordinaria occasione per mostrare ancora una volta il valore della FIJLKAM”

L’assegnazione dei Mondiali arriva a pochi mesi dall’ufficializzazione della candidatura italiana e si inserisce in un percorso che negli ultimi anni ha visto l’Italia ospitare alcuni dei principali appuntamenti internazionali della disciplina: dai Mondiali Giovanili di Jesolo 2024 alla Premier League di Roma 2026 (che si ripeterà nel 2027), passando per la tradizionale Youth League di Venezia-Jesolo.

Tennis, Zverev: "Numero uno per l’assenza di Sinner, ma sarà speciale"

Roma, 14 ott. (askanews) – “Le emozioni arriveranno quando vedrò davvero il numero uno accanto al mio nome. Sarà senza dubbio qualcosa di speciale”. Alexander Zverev commenta così la prospettiva di diventare il numero uno del tennis mondiale a fine anno, approfittando dell’assenza di Jannik Sinner. “Per ora sono ancora il numero due al mondo, cosa piuttosto buffa. Il fatto di aver conquistato il primo posto nella classifica mondiale di fine anno è dovuto, ovviamente, all’assenza di Jannik, purtroppo”, ha detto il tedesco dopo la vittoria contro Alexander Bublik, che gli ha permesso di qualificarsi per i quarti di finale del Masters 1000 di Shanghai.

Zverev ha raccontato anche di aver accusato dolore alla caviglia durante la partita, vinta dopo due ore e 37 minuti di gioco. “Ho iniziato a sentire dolore durante l’ultima partita, ma nel riscaldamento andava bene. Anche all’inizio del primo set mi sentivo bene, poi, a metà del secondo, la situazione ha cominciato a peggiorare. Non mi sono mai ritirato da una partita in vita mia, tranne al Roland Garros del 2022, quando non riuscivo proprio a camminare. Voglio continuare così, non voglio ritirarmi senza motivo. Ancora una volta ho tenuto duro e ho vinto, e ne sono felice”.

Il tedesco ha parlato anche delle caratteristiche della sfida contro Bublik, segnata da servizi potenti e scambi rapidi. “Su una superficie come questa, con questo tipo di palline, entrambi serviamo a 220, 224, a volte anche 225 chilometri orari. Non ci sono molti scambi e non si instaura un ritmo costante, ma anche questo fa parte del tennis. Quando ho iniziato a giocare, più di dieci anni fa, molte superfici erano così. Mi piacciono anche questo tipo di partite e oggi sono felice di aver vinto”.

Rutte: i Paesi Nato devono fare di più per aiutare l’Ucraina

Roma, 14 ott. (askanews) – I Paesi membri della Nato “devono fare di più”, in particolare per quanto riguarda la difesa aerea, per aiutare l’Ucraina mentre la Russia intensifica i suoi attacchi letali: lo ha affermato il Segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte.

“Con l’arrivo dell’inverno e mentre l’aggressione russa non accenna a diminuire, gli alleati (dell’Ucraina) devono fare di più, soprattutto per sostenere la (sua) difesa aerea”, ha spiegato Rutte durante una conferenza stampa a Tallinn, in Estonia.

Energia, Ue conferma: "Su decreto bollette vicini a accordo con Italia"

Roma, 14 ott. (askanews) – La Commissione europea ha confermato di essere vicina ad un accordo con l’Italia sul decreto bollette. “Quello che possiamo dire è che siamo vicini a una soluzione compatibile con le regole dell’Unione europea che renderebbe possibile attuare la misura proposta (dall’Italia), che di fatto riduce l’impatto dei costi da generazione da gas sul prezzo complessivo dell’elettricità”, ha affermato un portavoce della Commissione, Ricardo Cardoso, interpellato durante la conferenza stampa di metà giornata su quanto affermato oggi nelle comunicazioni al Senato dal presidente del consiglio Giorgia Meloni.

“Dopo discussioni intense e costruttive negli ultimi mesi abbiamo gli inizi di un accordo di principio sugli elementi chiave richiesti per attuare la misura in linea con le normative europee. Tutto questo, ovviamente, è soggetto a discussioni tecniche”, ha aggiunto.

Confesercenti, Nico Gronchi eletto all’unanimità presidente nazionale

Roma, 14 ott. (askanews) – Nico Gronchi è stato eletto all’unanimità Presidente nazionale di Confesercenti. A eleggerlo l’Assemblea dell’associazione, che riunisce circa 350mila piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi. Gronchi, riporta un comunicato, è alla guida dell’associazione dal luglio 2025, quando Patrizia De Luise ha lasciato la presidenza dopo otto anni per l’impegno assunto alla Fondazione Enasarco. Le è subentrato in qualità di vicepresidente vicario nazionale.

Imprenditore toscano, Gronchi opera nel commercio di abbigliamento e calzature attraverso l’impresa familiare Luisa Di Mauro, nata nel 1976. Già presidente di Confesercenti Firenze e Toscana e di Italia Comfidi, è stato nominato vicepresidente vicario nazionale nel 2021.

L’assemblea elettiva si è svolta al termine del Forum a Roma. “Portare Piazza del Popolo con noi significa non lasciare che questa giornata resti un’immagine. Abbiamo immaginato un’Italia in cui modernità e umanità non siano opposte; in cui la tecnologia aumenti libertà e competenze; in cui il lavoro sia dignitoso e l’impresa sostenibile; in cui i territori non siano condannati dalla geografia o dalla demografia; in cui chi apre un’attività sia riconosciuto come parte di un’infrastruttura economica e sociale”, ha detto Gronchi nella sua relazione.

“La storia di Confesercenti racconta la forza e l’impegno di questi anni nel sostenere le imprese e contribuire al progresso del Paese: azioni e proposte concrete, iniziative nelle categorie e nei territori, leggi e strumenti per la crescita. Una storia italiana, al fianco di chi continua a fare impresa. Sarebbe stato semplice, oggi, raccontare per immagini le difficoltà dell’Italia, delle imprese, delle donne e degli uomini che queste imprese le guidano. Spesso preoccupati da ciò che ci accade intorno – ha rilevato – ma con un coraggio e una forza che rappresentano, meglio di qualsiasi altra cosa, la vera essenza dell’Italia”.

“Abbiamo scelto invece di guardare avanti e di far partire da oggi, da questo luogo, da questi sei giorni di incontri e idee, la nostra visione del futuro: rigenerare i territori attraverso una legge quadro, unica nel panorama europeo, dedicata alla rigenerazione dei luoghi, delle persone e della nostra economia; semplificare il Paese attraverso un grande progetto, “Italia Semplice”, che liberi risorse ed energie e renda conveniente fare impresa; liberare il potenziale di giovani e imprese con un nuovo patto generazionale: incentivi per l’occupazione giovanile e femminile, accesso al credito e alla casa, formazione e competenze per l’IA, sostegno alla natalità e al ricambio generazionale”.

“Sono queste le tre direttrici che abbiamo voluto mettere al centro in questi giorni per rilanciare crescita, coesione e competitività dell’Italia, e sulle quali abbiamo registrato una fortissima condivisione – ha proseguito il presidente di Confesercenti -. È nostro dovere partecipare alla costruzione degli strumenti, delle norme e delle basi su cui poggia il futuro del Paese. Ce lo chiedono, con forza, le imprese, ma succede ancora che ogni tanto qualcuno immagina un futuro, con tutti noi rinchiusi in qualche luogo, con la testa immersa in uno schermo a regalare il nostro tempo e la nostra vita a qualche multinazionale”.

“Prima i grandi centri commerciali, poi l’e-commerce e adesso l’AI. Quante volte abbiamo sentito dire che tutto questo avrebbe spazzato via negozi, bar, ristoranti, aziende, mercati in pratica il nostro modo di vivere. Non è mai successo e vi dico: non succederà. Siamo in grado di adattarci e interpretare da protagonisti i cambiamenti e lo abbiamo ampiamente dimostrato. Siamo APERTI e il commercio e la prossimità non sono il passato delle nostre città, sono il futuro. Dove c’è impresa – ha concluso Gronchi – c’è futuro. Dove ci sono persone, c’è futuro. Dove c’è futuro, c’è un’associazione che dialoga, ascolta, propone. La nostra”.

Auto, Mit: stretta sulle minicar truccate col nuovo Codice della strada

Roma, 14 ott. (askanews) – Il nuovo Codice della Strada approvato ieri in CdM non prevede la possibilità di patente B per i 17enni. La misura, riporta il ministeso di Infrastrutture e trasporti con una nota, inizialmente prevista nella prima stesura del testo, è stata eliminata su volontà del ministro, la cui priorità è la sicurezza e una condotta consapevole alla guida. Rimosse anche le proposte che prevedevano inizialmente delle sanzioni per i pedoni che utilizzano lo smartphone durante l’attraversamento stradale.

Stretta invece sulle minicar truccate. Si è infatti voluto introdurre, per la sicurezza dei più giovani, disposizioni volte ad aggravare la sanzione nelle ipotesi di alterazione delle caratteristiche costruttive delle cosiddette minicar che, come quadricicli leggeri, sono spesso modificate rispetto al limite di velocità di 45 km/h prescritto per legge. In caso di violazione, si legge, il nuovo testo aggiunge alla sanzione pecuniaria e all’immobilizzazione anche il divieto di marcia per 30 giorni.

Infine, sono state introdotte disposizioni finalizzate a consentire, su richiesta dell’interessato, il rilascio di targhe personalizzate, formate secondo una successione e un impiego di caratteri alfanumerici dedicati. Un’opzione, dice il Mit, che va a integrare la possibilità riconosciuta ai veicoli storici di ottenere una targa del periodo storico di costruzione, riproduttiva anche della sigla alfanumerica, purché tale sigla non sia già in uso a un altro veicolo.

Festa Roma, a Nicola Piovani l’Ifis Lifetime Achievement Award

Roma, 14 ott. (askanews) – Il compositore e direttore d’orchestra Nicola Piovani, già premio Oscar per la colonna sonora de “La vita è bella”, ha ricevuto l’Ifis Lifetime Achievement Award, il riconoscimento promosso da Banca Ifis e assegnato nell’ambito della Festa del Cinema di Roma per celebrare le personalità che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica e della cultura contemporanea.

Il premio è stato consegnato da Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, nel corso della manifestazione cinematografica romana, di cui l’istituto è sponsor.

Con una carriera che attraversa oltre mezzo secolo di cinema, teatro e musica, Piovani ha firmato alcune delle più celebri colonne sonore del panorama italiano e internazionale, collaborando con registi come Federico Fellini, Mario Monicelli e Roberto Benigni. La presenza di Banca Ifis alla Festa del Cinema di Roma si inserisce nel più ampio impegno del Gruppo a sostegno della cultura e delle eccellenze artistiche italiane. Il premio è stato consegnato a Nicola Piovani dal regista Marco Bellocchio.

Russia, Vannacci: Trump è bravo a fare interessi Usa, Ue è masochista

Roma, 14 ott. (askanews) – “Sulle questioni di geopolitica e di geoeconomia non possiamo fare catechismo. Non possiamo dare delle valutazioni morali, dobbiamo essere pragmatici. Trump sta facendo gli interessi degli Stati Uniti e ci sta riuscendo molto bene. Lui ha la necessità di far scendere il prezzo del gallone della benzina e del gasolio negli Stati Uniti da qui alle elezioni di midterm, e quindi comprando gasolio dalla Russia e soprattutto congelando tutti i tipi di sanzioni alla Federazione russa per sei mesi, consente di incrementare la quantità di prodotto raffinato che viene messo nel mercato e molto probabilmente di farne scendere il prezzo”. Lo ha dichiarato il presidente di Futuro Nazionale Roberto Vannacci a “Ping Pong” di Annalisa Chirico su Rai Radio1, commentando la scelta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul gasolio russo, dopo aver scritto su Instagram che Trump si era in qualche modo ispirato alla sua linea.

“È certo – ha sottolineato il leader di Futuro Nazionale- che questo si ritorce contro l’Unione europea, che invece continua in maniera testarda e ingiustificata a rifiutare qualsiasi provvedimento che coinvolga la Federazione russa ma che porterebbe dei vantaggi all’Unione europea stessa, che si trova ingabbiata su più fronti. Da una parte paga l’energia più cara di qualsiasi altra area industrializzata del pianeta e quindi pecca in competitività e in produttività, mantenendo le sanzioni nei confronti della Federazione russa e non solo, finanziando una guerra che va addirittura a distruggere le raffinerie russe, che sono quelle che potrebbero immettere più prodotto raffinato nel mercato. Praticamente un atteggiamento masochistico, e questo lo dobbiamo dire pragmaticamente, al di là di quelli che possono essere giudizi morali o etici”.

Quanto alla sua scelta all’Europarlamento a favore delle Nazioni Sovrane con Afp dopo l’uscita dai Patrioti a cui apparteneva da vicesegretario della Lega, “devo dire – ha affermato Vannacci che io mi trovavo bene con il gruppo europeo dei Patrioti, quindi non avrei avuto alcun problema a rimanerci, ma mi trovo sicuramente meglio nel gruppo di Europa delle Nazioni Sovrane. Un gruppo affiatato, dove c’è convergenza di intenti, dove le varie nazioni che compongono il gruppo stesso si ritrovano quasi in tutto. Ci sono divergenze piccolissime, mentre nei Patrioti l’aspetto nazionale molto spesso prevaleva”.

Stablecoin, Lagarde: Bankitalia ha rilevato ampia variabilità commissioni

Roma, 14 ott. (askanews) – Le sperimentazioni effettuate dalla Banca d’Italia sui costi effettivi di utilizzo delle Stablecoin hanno mostrato valori molto variabili, che spaziano dallo 0,3% al 9% della transazione. Lo ha riferito la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervistata dall’Atlantic Council a margine delle assemblee autunnali di Fmi e Banca mondiale a Bangkok.

“Stablecoin in euro e euro digitale non si escludono a vicenda. Penso che servano scopi diversi: l’euro digitale è concepito per effettuare pagamenti”, ha rilevato.

Poi “ci sta anche una questione del costo. Si ritiene genericamente che le stablcoin siano economiche. Ma la Banca d’Italia ha sperimentato in incognito usando 10 diversi corridoi e indovinate un po’: le commissioni variano tra lo 0,3% e il 9% del valore della transazione. Penso che quando vuoi fare paragoni devi tenere conto di tutti i costi”, ha concluso.

Roma, presi i due aggressori della minicar nera. Ris al lavoro

Milano, 14 ott. (askanews) – Due giovani sono stati fermati dai carabinieri e dai vigili nell’ambito delle indagini sulle sei aggressioni avvenute a Roma il 4 e 5 ottobre scorso da parte di due ragazzi a bordo di una minicar nera. Secondo quanto comunicato dalla Procura di Roma, i due sono stati ascoltati nella notte dal pubblico ministero in una caserma dei carabinieri e hanno ammesso i fatti. Tra le persone colpite c’è l’attore Davide Iacopini, tuttora ricoverato in prognosi riservata.

Gli investigatori ritengono che i due si trovassero a bordo della minicar utilizzata negli episodi, uno alla guida e l’altro come passeggero. Nella stessa notte, i carabinieri della Compagnia Roma San Pietro e gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale hanno sequestrato un veicolo che, per caratteristiche e aspetto, corrisponderebbe a quello impiegato nelle aggressioni.

L’identificazione dei presunti responsabili è arrivata al termine degli accertamenti coordinati dalla Procura della Capitale, ai quali hanno contribuito le sezioni Cyber Investigation e Rilievi tecnico-scientifici del Nucleo investigativo dell’Arma e il Ris di Roma. Le indagini hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari sull’utilizzo della minicar nei sei episodi.

Il Papa: rispettare la vita, dal concepimento al termine naturale

Città del Vaticano, 14 ott. (askanews) – La carità, l’amore per gli altri di cui parla Gesù nel Vangelo, è “fondamentale per il nostro stesso esistere e stare insieme come esseri umani” e in essa “affondano poi le loro radici anche i valori dell’apertura e del rispetto verso la vita, dal concepimento al termine naturale. Di tali valori la famiglia è depositaria per eccellenza, come faro per il bene dell’umanità”. È quanto scrive Papa Leone XIV nell’omelia preparata per la messa nel X anniversario dell’Esortazione Apostolica “Amoris laetitia”, che si svolge in Piazza San Pietro, pronunciata dal card. Luis Antonio Tagle, Decano del Collegio Cardinalizio, che presiede la celebrazione al posto di Prevost, ricoverato al Policlinico Gemelli, dopo l’asportazione di un tumore al polmone.

“Senza famiglie solide, aperte al dono dei figli, attente alla loro educazione e alla loro crescita, il mondo non ha avvenire”, sottolinea Prevost.

Confindustria: Pil 2026 sopra le attese a +1%, ma nel 2027 rallenta a +0,6%

Roma, 14 ott. (askanews) – Nel 2026 il Pil italiano cresce sopra le attese a +1%, sostanzialmente in linea con la variazione già acquisita. A stimarlo è il Centro Studi di Confindustria, nel Rapporto di previsione d’autunno, rivedendo al rialzo le stime diffuse lo scorso marzo. Nel 2027 l’economia italiana dovrebbe, invece, rallentare a +0,6%, un ritmo in linea con quello già osservato nel 2025. Una crescita “fragile”, dunque, frenata dal rincaro dei prezzi dell’energia, dall’aumento dell’inflazione, dai rialzi dei tassi d’interesse e dalla fine del Pnrr nel 2026.

L’elevato costo dell’energia rimane “la più importante vulnerabilità dell’economia italiana”. Secondo il Csc, con un Brent a circa 126 dollari al barile in media annua nel 2027, rispetto ai 75 dello scenario di base e ai 94 di quest’anno, si potrebbe annullare la crescita del Pil prevista per il 2027. Lo stesso accadrebbe con il prezzo del petrolio in media a 115 dollari al barile e quello del gas a 89 euro/Mwh, invece dei 58 dello scenario base.

Il prezzo dell’energia elettrica – rilevano gli economisti di Confindustria nel Rapporto di previsione d’autunno – è sistematicamente più alto rispetto ai competitor europei: +35% rispetto alla Germania nei primi nove mesi del 2026. A settembre è salito a un picco di 208 euro/mwh, da 114 a febbraio, prima della Guerra. Rispetto a sei anni fa, l’incidenza dei costi energetici (petrolio, gas, energia elettrica e altre fonti) sui costi totali è cresciuta del 34,5% (e del 40% per la sola manifattura). A settembre 2026 la quotazione del petrolio Brent è pari in media a 102 dollari al barile, da un minimo di 62 dollari a dicembre 2025 (+65%). Il prezzo del gas in Europa a settembre è salito al livello massimo da inizio anno, 77 euro/mwh in media, da 33 a febbraio (+133%). Il prezzo al consumo della benzina in Italia è salito del 26% a settembre 2026 rispetto al minimo registrato a gennaio. Adesso il prezzo del gas è ai massimi dal 2022 e il petrolio oltre i 100 dollari, “se continua o peggiora occorrerà intervenire”, conclude il Csc.

Energia ed Ets, prosegue l’analisi, rappresentano due “macigni sulla competitività delle imprese”. I recenti rincari – si legge nel Rapporto – riducono la competitività delle imprese italiane rispetto alle altre aree del mondo, in particolare agli Stati Uniti. Il prezzo del gas naturale in Europa ad agosto 2026 è stato pari a quasi 8 volte quello in America, dove la quotazione non è aumentata nel corso di quest’anno. Il meccanismo di riduzione delle emissioni di CO2 adottato dall’Unione Europea (Ets) al momento e in prospettiva aggrava tale vulnerabilità. E i benefici in termini di emissioni, nella manifattura, sono in buona parte riconducibili alla chiusura delle imprese.

Nella sola manifattura italiana sottoposta a Ets, tra il 2005 e il 2025 le emissioni sono diminuite del 43%. Nello stesso periodo sono stati chiusi 386 impianti manifatturieri, a un ritmo di 19 impianti l’anno. Le chiusure di impianti valgono circa la metà (48%) della riduzione delle emissioni, quindi questa riduzione non deriva da un reale processo di decarbonizzazione.

Dell’altra metà di riduzione delle emissioni (52%) non è possibile stabilire quanta parte sia attribuibile a un calo dei volumi produttivi, che c’è stato, e quanta a un reale processo di decarbonizzazione. L’azzeramento delle quote gratuite determinerà altre chiusure di imprese. L’acquisto dei diritti di emissione al prezzo di mercato per coprire le quote oggi gratuite determinerebbe un onere di spesa che supererebbe l’Ebitda per il 18% delle imprese manifatturiere in ETS, che impiegano circa 19mila dipendenti (16,5% del totale) e generano 744 milioni di valore aggiunto (5%)..

Secondo il Csc, poi, la scarsa dinamica della produttività è la causa principale della bassa crescita dell’Italia. Guardando alle dinamiche di lungo periodo, la bassa crescita dell’economia italiana negli ultimi 30 anni (+0,7% in media all’anno contro l’1,5% dell’Eurozona e il 2,5% degli Usa) è attribuibile alla bassa crescita della produttività che contribuisce algebricamente alla crescita del Pil.

Se, in astratto, avessimo la composizione dimensionale dell’economia tedesca, la produttività delle imprese italiane salirebbe del +17,6% e supererebbe il livello della Germania del 2,8%; rispetto alla Francia crescerebbe del +14,8%, colmando sostanzialmente il ritardo.

Sulla sola manifattura, la produttività italiana con la composizione dimensionale tedesca salirebbe del 24,7%, con quella francese del 21,9%, e anche in questo caso il controfattuale azzererebbe il divario con Germania e Francia. La dinamica della produttività in Italia è, quindi, in buona parte legata a effetti di composizione della base produttiva, basata molto più che altrove su micro e piccole imprese, con le prime che hanno una produttività decisamente più bassa delle corrispettive degli altri principali paesi europei (contrariamente alle altre classi dimensionali).

Maggiore produttività significa anche maggiori salari. Se le imprese di 10-19 dipendenti diventassero di 50-249 addetti la produttività dell’economia italiana salirebbe del 4,3%, nella manifattura del 6,1%. Per questo occorre supportare la crescita dimensionale. In direzione contraria va la riforma dell’artigianato che, oltre a mantenere le attuali agevolazioni per gli artigiani e a determinare una riduzione del contributo alle entrate pubbliche delle imprese che verranno assimilate agli artigiani stessi, spingerà le imprese a rimanere sotto la soglia. Per questo avrà effetti negativi sulla produttività e quindi sui salari.

A Chiavenna i titoli italiani di staffetta e il Kilometro Verticale

Milano, 14 ott. (askanews) – Chiavenna ospiterà domenica 18 ottobre i Campionati Italiani Assoluti, Juniores e Master di staffetta di corsa in montagna FIDAL, nell’ambito della decima edizione del Val Bregaglia Trail. La sfida tricolore sarà il principale appuntamento di un fine settimana che vedrà protagonista anche il 27esimo Kilometro Verticale Chiavenna-Lagunc, in programma sabato 17 ottobre. Due competizioni diverse per caratteristiche e tradizione, nelle quali gli appassionati potranno affrontare gli stessi sentieri degli specialisti. Il programma, al via venerdì 16, comprende una classifica combinata e una camminata benefica.

Per il campionato nazionale si tornerà alla staffetta su un percorso in linea, con partenza e arrivo in località differenti, anziché su un circuito da ripetere. Una formula diffusa nella corsa in montagna italiana negli anni Ottanta e Novanta, che mette alla prova anche la capacità delle società di costruire le proprie formazioni. “Portare la staffetta in un contesto come quello del Val Bregaglia Trail significa recuperare alcuni elementi storici del Campionato Italiano: quello di un percorso lineare e non a circuito, come accadeva spesso negli anni Ottanta e Novanta”, evidenzia Paolo Germanetto, coordinatore del settore corsa in montagna, trail e ultradistanze della Nazionale italiana, spiegando che “è anche un tuffo nella storia e mette dirigenti e tecnici nella condizione di scegliere la frazione più adatta alle caratteristiche di ciascun atleta”.

Le categorie maschili Promesse, Assoluta e Master A, B e C affronteranno tre frazioni, ciascuna con caratteristiche differenti tra salite, discese, tratti veloci e terreno tecnico. La prima, da Promontogno, in Svizzera, a San Barnaba di Villa di Chiavenna, misura 9,66 chilometri, con 299 metri di dislivello positivo e 447 negativo. La seconda conduce da San Barnaba a Palazzo Vertemate Franchi per 8,90 chilometri, con 458 metri di salita e 640 di discesa. L’ultima, fino al traguardo di Chiavenna, si sviluppa per 5,92 chilometri, con 230 metri di dislivello positivo e 331 negativo. Le staffette femminili di tutte le categorie, gli Junior e i Master D maschili affronteranno invece le ultime due frazioni, partendo da San Barnaba alle 9.20. Alle 9.30 scatteranno da Promontogno le squadre impegnate sulle tre frazioni, seguite alle 9.40 dai partecipanti alla prova individuale di 25 chilometri. Le premiazioni sono previste alle 15.

Il campionato arriva al termine di una stagione di appuntamenti nazionali e internazionali, con l’incognita delle condizioni fisiche degli atleti e delle energie ancora disponibili. Secondo Germanetto, la gara potrà offrire un’occasione anche a chi ha dovuto affrontare problemi fisici o ha concentrato la preparazione su altri obiettivi. “Il Campionato Italiano a staffetta è una delle manifestazioni più ricche di storia della corsa in montagna italiana”, sottolinea Germanetto, evidenziando che “è forse quella che meglio rappresenta un movimento fatto di tante società che continuano a investire sugli atleti, sulla crescita dei vivai e sull’intero movimento”.

Il Val Bregaglia Trail è nato nel 2016 dall’iniziativa degli Amici Madonna della Neve Lagunc e degli amici bregagliotti, con l’obiettivo di collegare Italia e Svizzera attraverso sentieri, borghi e antiche vie di comunicazione. Nel 2017 la prova principale misurava 42,1 chilometri, con 2.758 metri di dislivello positivo, affiancata dalla staffetta e dalla Half Trail. Il percorso di 42 chilometri era ancora presente nel 2019, mentre nel 2025 è stata introdotta la distanza di 25 chilometri, confermata per quest’anno. La gara individuale partirà da Promontogno per raggiungere Chiavenna, con 1.050 metri di dislivello positivo e 1.000 negativo. Il tracciato sale verso Soglio, attraversa i castagneti secolari di Castasegna e prosegue in territorio italiano lungo mulattiere e antiche vie di collegamento. Il campionato a staffetta utilizzerà tratti dello stesso itinerario, secondo la suddivisione prevista per le diverse categorie.

La giornata di sabato sarà invece dedicata alla salita del Kilometro Verticale Chiavenna-Lagunc, valido anche come 41° Trofeo Amici Madonna della Neve. Le origini della manifestazione risalgono al 1986, con la cronoscalata Pianazzola-Lagunc, dalla quale è nata una competizione diventata il primo Kilometro Verticale omologato dalla FIDAL in Italia. Si tratta di una cronoscalata individuale lungo la storica mulattiera conosciuta come “stràda di mòort”, da affrontare senza bastoncini. Dalla località Loreto, a 352 metri di quota, si raggiunge Lagunc, a 1.352 metri, dopo 3.298 metri di percorso e un dislivello positivo di 1.000 metri. Gli scalini in pietra e la pendenza impongono agli atleti di distribuire lo sforzo lungo l’intera salita.

Su questa mulattiera Bernard Dematteis ha stabilito nel 2013 il tempo di 30 minuti e 27 secondi, mentre l’austriaca Andrea Mayr ha fermato il cronometro a 35 minuti e 40 secondi nel 2018. Gli organizzatori indicano entrambe le prestazioni come primati mondiali della specialità e annunciano per il 2026 un premio di 1.000 euro destinato a chi riuscirà a migliorare uno dei due tempi. Nell’albo d’oro figurano Marco De Gasperi, Martin Dematteis, Jacob Adkin, Patrick Kipngeno ed Henri Aymonod, vincitore per cinque volte.

“Passano le stagioni e cambiano le mode anche nel mondo della corsa in Natura. Tuttavia, le competizioni che hanno segnato un’epoca, sono dei simboli che non vengono scalfiti dal trascorrere del tempo”, osserva Marco De Gasperi, sei volte campione del mondo di corsa in montagna. “Il KV Chiavenna-Lagunc rimane una gara in cui la passione e l’entusiasmo di chi organizza è entrato nel cuore dei concorrenti per restarci”. Kirsty Skye Dickson, vincitrice dell’edizione 2025, racconta invece la propria esperienza sul percorso: “Il Kv Chiavenna-Lagunc è unico nel suo genere. Percorrere il sentiero, saltare da un gradino all’altro e raggiungere l’arrivo con un panorama stupendo, tutto questo la rende una delle migliori gare a cui abbia mai avuto il privilegio di partecipare”. Per gli atleti che completeranno entrambe le prove individuali è prevista la Formula Combo, con una classifica determinata dalla somma dei tempi ottenuti il sabato e la domenica.

Tito F. Tiberti, tecnico della Nazionale italiana di mountain e trail running, coordinatore e manager Endurance e Off-Road per la FIDAL e segretario generale della World Mountain Running Association, ricorda la WMRA Nations Cup organizzata a Chiavenna nel 2021 e la continuità delle competizioni locali. “Dare l’opportunità di correre sui sentieri a quante più persone possibili è un pilastro che la compagine di Nicola Del Curto non trascura mai, anche quando lo ‘spirito del commercio’ dei circuiti agonistici spinge in altre direzioni”, afferma. La manifestazione è organizzata dall’Associazione sportiva dilettantistica Amici Madonna della Neve Lagunc, presieduta da Nicola Del Curto. “Ci sono eventi che nascono, crescono, fanno la storia e diventano leggenda. Il Kilometro Verticale Chiavenna-Lagunc è uno di questi”, dichiara il sindaco di Chiavenna, Luca Della Bitta, che attribuisce all’impegno di Del Curto e dei volontari un ruolo determinante nella continuità delle competizioni.

Il programma comincerà venerdì 16 ottobre, alle 18, con la presentazione degli atleti élite del Kilometro Verticale. Sabato la partenza della cronoscalata è fissata alle 9.15, con premiazioni alle 14.45 in Piazza Bertacchi. Dalla stessa piazza, alle 16, prenderà il via la sedicesima edizione di “Una Corsa con i Campioni – Insieme per la Vita”, camminata benefica legata all’Ottobre in Rosa e aperta ad atleti, famiglie e cittadini. Alle 17 seguiranno la premiazione della camminata e la presentazione dei principali concorrenti del Val Bregaglia Trail. Le iscrizioni sono aperte attraverso il portale ENDU, con scadenza fissata a mercoledì 14 ottobre 2026, alle 24.

Foto di Marco Gulberti

Meloni: sostegno a Kiev non è alternativa alla pace, la rende possibile

Roma, 14 ott. (askanews) – “Il Consiglio europeo vedrà in apertura il confronto con il presidente Zelensky. Siamo ovviamente al tema dell’Ucraina. La Russia ha avviato la sua nuova campagna d’aututunno contro l’Ucraina, incapace di avanzare sul fronte Mosca ha iniziato a colpire sempre più duramente la popolazione civile”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle sue comunicazioni in aula al Senato in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.

“Centrali elettriche, condomini, ospedali, persino gli autobus che portano le persone al lavoro come nell’orrenda strage di Kramatorsk. È una strategia – ha aggiunto la premier – con la quale la Russia punta a piegare il popolo ucraino con il terrore, il freddo e il buio, semplicemente perché non è riuscita a piegarlo sul campo di battaglia”.

“La posizione del Governo non cambia. Sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione”, ha proseguito Meloni, sottolineando: “I fatti smentiscono la propaganda del Cremlino. Dall’inizio dell’anno Mosca ha guadagnato pochissimo terreno e nel solo mese di settembre ha perso buona parte di quanto aveva preso”. Un risultato, ha spiegato, della resistenza “degli ucraini e del sostegno dell’Occidente, compreso di chi continua a ritenere che questo sostegno sia l’unico strumento efficace che abbiamo per portare la Russia a un tavolo negoziale serio. So che su questo il dibattito è acceso anche in quest’aula, anche all’interno degli schieramenti. Lo rispetto e perfino lo comprendo perché nessuno in quest’aula vuole la guerra, tutti vogliamo che si arrivi alla pace, la differenza è su come pensiamo che ci si arrivi”, ha aggiunto la premier.

Ma “la maggiore flessibilità per difesa e sicurezza significa essenzialmente risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola: se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro. Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo”. “Tanto più se gli stessi che oggi ci accusano dall’opposizione, quando erano al governo approvavano – in piena pandemia – un aumento delle spese militari da circa 15 miliardi di euro. E allora non c’era neanche la guerra in Ucraina”, ha aggiunto.

La premier è intervenuta anche in merito all’accordo Usa-Russia sul gasolio: “Dobbiamo considerare anche l’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. È una scelta che considero molto rischiosa”. “Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l’esigenza di contenere i prezzi dell’energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”.

Russia, Meloni: guerra ibrida ormai è ‘nuovo normale’, serve risposta europea

Roma, 14 ott. (askanews) – “Quello che accade in Ucraina non resta in Ucraina. Il Consiglio Europeo discuterà, in modo specifico, dell’escalation degli attacchi ibridi russi. Ed è giusto così, perché la minaccia ibrida è ormai diventata l’ennesimo ‘nuovo normale’ di questa epoca travagliata. Il punto è che la guerra ibrida non si dichiara e non ha un fronte. Sono i droni che violano lo spazio aereo dei nostri partner, e che sorvolano aeroporti e basi in diverse nazioni europee. Sono i cavi sottomarini danneggiati nel Baltico, sono gli attacchi informatici a ospedali, porti e amministrazioni pubbliche, il sabotaggio delle reti ferroviarie. Sono le campagne di disinformazione costruite per dividere le nostre opinioni pubbliche, per screditare esponenti politici considerati nemici e per condizionare le elezioni, fino a vere e proprie forme di manipolazione dello spazio cognitivo. E la strumentalizzazione dei migranti, spinti alle frontiere come armi di pressione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre.

“Un quadro di questo tipo – ha aggiunto – richiede una risposta europea, e l’Italia porterà a Bruxelles alcune priorità che considera fondamentali. Proteggere le nostre infrastrutture critiche: e qui penso a reti energetiche, cavi sottomarini, porti, aeroporti, e al dominio subacqueo, nel quale l’Italia ha competenze di eccellenza; sostenere l’industria italiana nel dare un contributo decisivo ai sistemi anti-drone e antimissile; ribadire che la sicurezza dei confini dell’Unione è indivisibile, e questo significa che mentre contribuiamo a sostenere il fianco Est non possiamo accettare il rischio che si perda di vista il fianco Sud”.

“Perché difendersi oggi non significa soltanto avere carri armati. Difendersi significa un ospedale che continua a curare anche sotto un attacco informatico, una centrale che non si spegne, un aeroporto che non si ferma per un drone. Difendersi non è proteggere un’idea astratta di potenza. È proteggere la vita quotidiana dei cittadini”, ha sottolineato la premier.

Al via l’82a stagione della Iuc con Beethoven e l’Orchestra Canova

Roma, 14 ott. (askanews) – Grande apertura all’insegna di Beethoven, sabato 17 ottobre, per l’82esima stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti (Iuc) all’Aula Magna dell’ Università di Roma La Sapienza: l’Orchestra da Camera Canova diretta da Enrico Pagano – formazione in residenza alla Iuc – eseguirà la Seconda Sinfonia, e la violinista Hawijch Elders sarà protagonista del Concerto in re maggiore op. 61. Sarà il primo atto di un cartellone di 35 concerti in abbonamento, due matinée della rassegna Musica PourParler e un concerto fuori abbonamento, spaziando come ormai tradizione dai grandi interpreti internazionali ai giovani talenti, dal repertorio classico alla musica contemporanea, senza dimenticare la musica antica, il jazz e le nuove sonorità.

“La musica di Beethoven ha sempre avuto un ruolo centrale nella residenza artistica mia e dell’Orchestra Canova alla Iuc, fin dal primo concerto – nel 2021 – in cui eseguimmo l’Imperatore e la Settima Sinfonia – commenta Enrico Pagano, direttore d’orchestra e consigliere artistico – e questa stagione, che giustamente ha Beethoven come figura centrale, non poteva essere da meno. Abbiamo deciso di aprire con una delle sinfonie meno eseguite, la Seconda in Re maggiore, nella quale è però già palpabile quell’urgenza comunicativa che sarà tratto distintivo dell’opera beethoveniana. Quindi il Concerto per violino, anch’esso in Re maggiore, con la neo-vincitrice del Premio Mormone Hawijch Elders. Un progetto, quello del concerto op. 61, a lungo rimandato, che chiude l’ideale ciclo di residenza artistica avviato ormai sei stagioni fa”.

“Beethoven rappresenta senza dubbio la figura centrale ed emblematica della cultura musicale europea dell’epoca moderna – il commento del consigliere artistico Franco Piperno – tedesco di nascita, seppe farsi europeo interagendo da artista libero e indipendente con le vicende storiche degli anni di Napoleone e del Congresso di Vienna, ispirandosi alla musica francese degli anni della Rivoluzione, dialogando con l’opera italiana e con Rossini, studiando la cultura popolare inglese e scozzese, feconda fonte di ispirazione per i suoi ultimi anni. L’Italia dell’Ottocento apprezzò tardivamente l’arte di Beethoven, ma alla metà del secolo ne riconobbe pienamente la grandezza, spesso definendolo il Dante o il Michelangelo della musica: anche per questo Beethoven è oggi pienamente radicato nella prassi concertistica italiana, come dimostrano i cartelloni della Iuc”. (Photo Credit: Damiano Rosa)

Energia, Meloni: negoziato con Ue su Dl Bollette verso esito positivo

Milano, 14 ott. (askanews) – “Al Consiglio Europeo dello scorso marzo eravamo riusciti a inserire nelle conclusioni la possibilità di adottare misure nazionali, temporanee e mirate, per attenuare le diverse componenti di costo della produzione elettrica. Su quella base la Commissione si è impegnata a lavorare con noi sul Decreto Bollette. Il confronto tecnico è stato intenso e costruttivo e ci sta portando verso una soluzione compatibile con le regole europee, che ci consentirebbe di rendere operativa la nostra misura, riducendo il peso del costo della generazione a gas sul prezzo complessivo dell’elettricità. Ecco, il risultato che ci interessa e per cui lavoriamo. Non una riga in più nelle conclusioni di un vertice, ma una bolletta più leggera per una famiglia, un costo in meno per un’impresa”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio Europeip

Meloni ha poi ricordato la proposta sugli ETS “perché il prezzo della CO2 rifletta l’economia reale e non le logiche della finanza. E abbiamo chiesto di rinviare ancora l’ETS2, che dal 2028 scaricherebbe nuovi costi su famiglie e imprese”. C’è poi il problema del prezzo marginale, e cioè il fatto che “l’intero prezzo lo fissa l’ultima centrale chiamata a produrre, quella col prezzo più alto, che molto spesso è una centrale a gas, che paga gli ETS. Così il costo della CO2 pagato da quella centrale si trasferisce sul prezzo di tutta l’elettricità, anche di quella prodotta da fonti rinnovabili. È un problema che riguarda l’Italia in modo particolare, perché sapete bene che il nostro mix energetico ha ancora una quota significativa di gas. Una vulnerabilità che viene da lontano e sulla quale stiamo lavorando, tra le altre cose aumentando le rinnovabili come nessun Governo aveva fatto prima di noi, e riaprendo la strada al nucleare di nuova generazione, per costruire un sistema più sicuro e meno dipendente dall’esterno. Ma questi investimenti hanno bisogno di tempo, e le soluzioni servono ora. Per questo considero molto importante poter indicare una prospettiva concreta che porterà benefici in tempi rapidi”.

Ue, Meloni: l’Europa è chiamata a scelte sempre più complesse

Roma, 14 ott. (askanews) – “Sono sempre più numerose, e più complesse, le scelte che l’Europa è chiamata a compiere per difendere la propria capacità di restare competitiva, sicura e protagonista nel mondo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in aula al Senato nel corso delle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.

“La guerra in Ucraina – ha osservato – continua, con un crescente coinvolgimento di obiettivi civili. L’instabilità in Medio Oriente produce conseguenze che vanno ben oltre i confini della regione. La competizione economica globale è sempre più serrata. Le tensioni geopolitiche incidono sulla sicurezza delle nostre catene di approvvigionamento, sul costo del carburante e su quello della vita, sulla capacità delle nostre imprese di competere. E poi le minacce ibride, le pressioni migratorie, una instabilità crescente e la conseguente necessità di rafforzare la sicurezza e la difesa europea”.

“Sono dossier diversi, naturalmente. Ma hanno una cosa in comune – ha sottolineato – ci ricordano quanto quello che accade fuori dai nostri confini incida sempre più sulla nostra vita quotidiana e metta alla prova la capacità della nostra Nazione di difendere la propria prosperità e la propria sicurezza. Per questo, in questi anni, il Governo ha scelto di essere presente e attivo sulla scena internazionale, con continuità e con una linea chiara. Perché l’interesse nazionale si difende contribuendo a orientare le scelte che ci riguardano, non limitandosi a subirne le conseguenze”.

“Vale in modo particolare in Europa. Ed è con questo spirito che l’Italia ha lavorato anche in vista del prossimo Consiglio Europeo, e che affronterà i principali temi all’ordine del giorno”, ha sottolineato.

Il Papa in ospedale ha trascorso una notte tranquilla, dopo la rimozione di un tumore al polmone

Roma, 14 ott. (askanews) – “La notte per il Papa è trascorsa tranquilla”. Lo afferma una nota della Sala stampa della Santa Sede, dopo l’operazione per la rimozione di un nodulo al polmone, rivelatosi un tumore, subita ieri dal Pontefice al Gemelli.

Ieri il Papa è stato sottoposto ad un intervento di chirurgia toracica per asportare un nodulo al polmone, scoperto durante controlli di routine. Per rendere l’intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita e l’esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori, ha reso noto il Vaticano dopo l’operazione, spiegando che il Papa “è stato in sala operatoria per circa 3 ore, la durata dell’intervento è stata di circa 90 minuti. L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze”. Dopo l’intervento il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato dopo un breve periodo di osservazione nella sua stanza al 10 piano, dove ha trascorso una notte tranquilla.

Ucraina, massicci attacchi missilistici russi: colpite infrastrutture energetiche a Kiev

Roma, 14 ott. (askanews) – Diversi oblast dell’Ucraina sono stati presi di mira da attacchi missilistici russi nelle ultime ore, secondo le autorità ucraine; in particolare a Kiev sono state colpite di nuovo delle infrastrutture energetiche.

“Infrastrutture energetiche di Kiev e della sua regione sono state bersaglio di un massiccio attacco con missili balistici. La capitale sta subendo interruzioni di corrente. La minaccia balistica persiste”, ha dichiarato il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, in un messaggio pubblicato su Telegram.

Il sindaco ha inoltre reso noto che, secondo informazioni preliminari, una persona è rimasta uccisa nel distretto di Holosiivskyi. Lo stesso attacco ha colpito anche un edificio residenziale nel distretto di Desnianskyi, causando due morti e una ventina di feriti, secondo quanto riferito da Klitschko.

L’Ucraina non ha ricevuto di nuovo informazioni di intelligence dei partner occidentali sui lanci di missili russi: lo hanno riferito i media ucraini, citando Dmytro Lytvyn, consigliere per la comunicazione del presidente Volodymyr Zelensky.

L’ufficio di Zelensky ha successivamente confermato la notizia, aggiungendo che le autorità militari stanno indagando sulle circostanze dell’accaduto.

Secondo quanto riportato ieri da Politico gli Stati Uniti hanno comunicato all’Ucraina la mancata emissione di avvisi sui lanci di missili diretti verso Kiev a causa delle avverse condizioni meteorologiche.

Già nella serata di martedì, una centrale elettrica di Kiev era stata colpita da un missile russo senza che l’Ucraina avesse ricevuto alcun preavviso da parte degli alleati occidentali riguardo all’attacco, ha affermato il presidente Volodymyr Zelensky: “I nostri sistemi hanno rilevato questi missili solo quando erano ormai praticamente in prossimità di Kiev”, ha scritto, definendo la centrale colpita un’infrastruttura energetica chiave” per la capitale ucraina.

De Gasperi e la sovranità europea nell’era digitale

Parlare oggi di Alcide De Gasperi significa inevitabilmente parlare di Europa. Ma credo che il modo migliore per ricordarne il pensiero non sia soltanto guardare all’Europa che De Gasperi contribuì a costruire settant’anni fa. È provare a domandarci che cosa significherebbe, oggi, applicare lo stesso principio politico alle grandi sfide del nostro tempo.

E vorrei farlo partendo da tre momenti molto diversi della storia europea: Ventotene, nel 1941; De Gasperi, negli anni Cinquanta; Mario Draghi, con il rapporto sulla competitività europea del 2024. Tre momenti lontani tra loro, ma attraversati, a mio avviso, da una stessa domanda: «Quale sovranità serve agli europei per poter essere realmente padroni del proprio destino?».

 

Da Ventotene a De Gasperi: la sovranità condivisa

Nel 1941 Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi scrivono, durante il confino fascista, quello che diventerà il Manifesto di Ventotene. Il titolo originale è già una dichiarazione politica: «Per un’Europa libera e unita». La guerra è in corso, gli Stati europei si combattono e proprio mentre il nazionalismo sembra aver raggiunto la sua massima espressione, Spinelli e Rossi arrivano a una conclusione radicale: il ritorno puro e semplice alla sovranità nazionale non sarebbe sufficiente. Bisogna costruire qualcosa di diverso. Nel Manifesto leggiamo: «Un’Europa libera e unita è premessa necessaria del potenziamento della civiltà moderna».

È una visione fortemente federalista, ma tra immaginare l’Europa e costruirla c’è una distanza enorme. Ed è qui che entra in scena De Gasperi. De Gasperi non è Spinelli. Le loro culture politiche e i loro percorsi sono diversi. Ma condividono una convinzione fondamentale: dopo la tragedia della prima metà del Novecento, gli Stati europei non possono semplicemente tornare a essere ciò che erano prima. Una parte della loro sovranità deve essere esercitata insieme.

De Gasperi diventa uno degli uomini che trasformano questa intuizione in istituzioni. La Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio ne è forse l’esempio più straordinario. Carbone e acciaio non erano semplicemente due settori industriali. Erano le materie prime della potenza industriale e militare. Metterle in comune significava accettare che una parte essenziale della potenza nazionale fosse sottoposta a istituzioni comuni.

Non significava cancellare Francia, Germania o Italia, ma riconoscere che, in alcuni ambiti, la sovranità nazionale poteva diventare più forte se esercitata insieme. Questo, secondo me, è il punto che rende il pensiero di De Gasperi straordinariamente contemporaneo. Perché settant’anni dopo non discutiamo più soltanto di carbone e acciaio, discutiamo di semiconduttori, di cloud, di intelligenza artificiale, di reti di telecomunicazioni. E la domanda, in fondo, è sorprendentemente simile.

La sovranità digitale non è autarchia tecnologica

Oggi utilizziamo spesso l’espressione sovranità digitale, ma è un’espressione che rischia qualche volta di essere fraintesa. Sovranità digitale non significa necessariamente produrre in Europa ogni microchip, ogni software, ogni server. Non significa autarchia tecnologica. Un’economia avanzata vive inevitabilmente di interdipendenze.

La sovranità è piuttosto la capacità di scegliere. Significa evitare che una dipendenza tecnologica diventi una vulnerabilità strategica, poter decidere dove risiedono i nostri dati, sotto quale giurisdizione vengono trattati, su quali infrastrutture funzionano i servizi essenziali. Significa anche avere competenze, infrastrutture e tecnologie sufficienti per non trovarsi nella condizione in cui qualcun altro possa decidere per noi.

E vista in questa prospettiva, credo che la sovranità digitale sia profondamente coerente con l’intuizione degasperiana. Non occorre recuperare ventisette sovranità tecnologiche nazionali, ma costruire una capacità europea. Perché nessun Paese europeo, preso singolarmente, possiede oggi la scala degli Stati Uniti o della Cina, ma l’Unione Europea, con il suo mercato, le sue imprese, le sue università, le sue infrastrutture e oltre 400 milioni di cittadini, ha una scala completamente diversa. Il problema è trasformare quella dimensione potenziale in capacità effettiva.

 

Il rapporto Draghi e la libertà di scegliere il proprio futuro

Ed è precisamente qui che arriviamo al terzo passaggio. Il rapporto presentato da Mario Draghi nel settembre del 2024 sul futuro della competitività europea non è formalmente un manifesto politico. Ma possiamo leggerlo come un nuovo appello alla capacità europea di agire.

Draghi individua tre grandi necessità: colmare il divario di innovazione, decarbonizzare l’economia e ridurre le dipendenze strategiche. E nella presentazione del rapporto utilizza parole che meritano attenzione. Il rischio per l’Europa, sostiene, non è semplicemente diventare meno ricca. È diventare progressivamente meno prospera, meno sicura e quindi meno libera di scegliere il proprio destino.

Ecco il collegamento con De Gasperi: la questione della sovranità europea non riguarda il prestigio delle istituzioni europee, riguarda la libertà concreta degli europei. Nel 1950 significava poter garantire pace, sicurezza, ricostruzione industriale. Nel 2026 significa anche poter disporre delle infrastrutture tecnologiche dalle quali dipenderanno economia, pubblica amministrazione, difesa, industria e perfino funzionamento delle nostre democrazie.

Draghi quantifica inoltre in 750-800 miliardi di euro l’anno gli investimenti aggiuntivi necessari per conseguire gli obiettivi che l’Europa si è già data nei diversi settori. È uno sforzo enorme, paragonabile per intensità agli investimenti europei degli anni Sessanta e Settanta. E una parte decisiva di questa sfida riguarda proprio il digitale.

 

La bussola digitale europea: obiettivi e ritardi

L’Europa, in realtà, una strategia digitale l’ha già definita. Nel 2021 nasce il Digital Compass, poi tradotto nel programma strategico per il Digital Decade 2030. La scelta del termine «bussola» è interessante, perché una bussola non descrive semplicemente dove siamo, indica dove vogliamo andare.

L’Europa individua quattro punti cardinali: competenze digitali, infrastrutture digitali sicure e sostenibili, digitalizzazione delle imprese e digitalizzazione dei servizi pubblici. E stabilisce obiettivi ambiziosi.

Entro il 2030, almeno l’80% della popolazione dovrebbe possedere competenze digitali di base; dovremmo raggiungere 20 milioni di specialisti ICT; il 75% delle imprese dovrebbe utilizzare tecnologie come cloud, intelligenza artificiale o big data; tutte le famiglie dovrebbero avere accesso a connettività Gigabit; e l’Europa dovrebbe arrivare al 20% della produzione mondiale di semiconduttori.

La direzione quindi è stata individuata, la questione è la velocità con cui stiamo percorrendo quella strada. E i dati del 2026 restituiscono un’immagine con luci e ombre. La copertura 5G di base ha raggiunto il 96,8% delle famiglie europee. Più del 60% degli europei possiede ormai almeno competenze digitali di base. Ma persistono importanti ritardi.

Solo il 46,7% delle imprese utilizza il cloud. L’intelligenza artificiale è utilizzata da circa un’impresa su cinque. Gli specialisti ICT rappresentano circa il 5% dell’occupazione, mentre il traguardo europeo per il 2030 equivale al 10%. E soprattutto l’Europa detiene soltanto circa il 9% del mercato globale dei semiconduttori, rispetto all’obiettivo del 20%.

La stessa Commissione riconosce inoltre dipendenze significative da fornitori extraeuropei nel cloud, nella cybersecurity e in altre tecnologie strategiche. E allora possiamo dire che la bussola indica la direzione giusta, ma la distanza dalla meta rimane significativa.

 

San Marino, laboratorio europeo di sovranità digitale

In questo quadro, San Marino può diventare un vero laboratorio europeo di sovranità digitale: un Paese con copertura FTTH completa e 5G al 100%, che sta pianificando un proprio data center e lo spegnimento integrale della rete in rame, con il passaggio delle otto centrali dei nove Castelli alla fibra. Un ecosistema nel quale infrastrutture digitali, smart city e piattaforme pubbliche possono convergere in una transizione che sia insieme digitale, sovrana e green.

Qui emerge, a mio avviso, la lezione più interessante di De Gasperi. L’Europa non nasce aspettando che tutti i problemi siano risolti. Nasce scegliendo alcuni problemi concreti che gli Stati non riescono più a risolvere efficacemente da soli e costruendo intorno a essi istituzioni comuni. Prima carbone e acciaio, poi il mercato unico, poi la moneta. Oggi dobbiamo domandarci se lo stesso principio non debba valere per alcune infrastrutture digitali strategiche.

Pensiamo alla capacità europea di calcolo per l’intelligenza artificiale, ai grandi data center, al cloud, ai semiconduttori, alle infrastrutture quantistiche. Non necessariamente per sostituire tutto ciò che viene dal resto del mondo, ma per garantire che l’Europa disponga di una capacità autonoma minima credibile. Una capacità che consenta di cooperare con gli altri da una posizione di forza e non di dipendenza.

Perché autonomia e apertura non sono concetti contraddittori, anzi. Solo chi possiede una propria capacità di scelta può costruire interdipendenze realmente equilibrate.

 

La centralità della persona nel progetto europeo

C’è poi un altro elemento che considero profondamente degasperiano. La tecnologia non può essere il fine ultimo del progetto europeo. De Gasperi aveva un’idea dell’Europa che non era semplicemente economica. Nel suo celebre discorso del 21 aprile 1954, quello che verrà ricordato come «La nostra patria Europa», parla di un patrimonio europeo comune fondato sulla centralità della persona, sul diritto, sulla ricerca della giustizia e sulla libertà democratica.

Questo punto è fondamentale anche quando parliamo di intelligenza artificiale. L’Europa non deve perseguire sovranità digitale soltanto per avere più data center o più GPU. Deve farlo perché le tecnologie stanno diventando una parte dell’infrastruttura attraverso la quale esercitiamo diritti, libertà e democrazia.

Chi controlla queste infrastrutture esercita inevitabilmente una forma di potere. E quindi costruire una capacità tecnologica europea significa anche poter decidere quali valori incorporare nella tecnologia che utilizziamo.

Da questo punto di vista esiste una continuità sorprendente. Ventotene ci dice che la libertà europea richiede il superamento delle insufficienze dello Stato nazionale. De Gasperi ci insegna che questa aspirazione deve diventare istituzioni concrete. Draghi ci ricorda che, se non disponiamo di capacità economica, industriale e tecnologica, rischiamo di perdere la libertà di determinare il nostro futuro.

Il Digital Compass prova a trasformare questa esigenza in obiettivi misurabili. E la sovranità digitale rappresenta forse uno dei grandi terreni sui quali questa generazione dovrà completare il progetto europeo.

 

Continuare a costruire la casa comune europea

Vorrei allora concludere tornando a De Gasperi. Nel 1954, pochi mesi prima della sua morte, davanti alla Conferenza Parlamentare Europea di Parigi, parlò della necessità di trovare una sintesi «in base alla quale gli Stati sovrani possano decidere di edificare la casa comune».

Mi sembra un’immagine straordinariamente moderna. Gli Stati rimangono sovrani, ma decidono di costruire insieme una casa. Settant’anni fa le fondamenta di quella casa erano la pace, il carbone, l’acciaio, la ricostruzione economica. Oggi una parte di quelle fondamenta è inevitabilmente digitale.

Costruire una sovranità digitale europea non significa quindi allontanarsi dall’idea di De Gasperi. Potrebbe significare, al contrario, continuare a costruire quella casa comune con i materiali del XXI secolo.

E forse proprio per questo possiamo ancora riconoscerci nelle parole con cui De Gasperi definì, in quel discorso, il bene comune verso cui orientare il lavoro degli europei: «La nostra Patria Europa».

La meritocrazia come problema: il valore della persona oltre la logica della competizione

Dal merito alla meritevolezza

È iniziato il nuovo anno scolastico e in pedagogia non meno che in politica si torna a parlare di meritocrazia. Forse sarà opportuno appellarsi a un termine desueto – quello di “meritevolezza” – per non rinunciare al riconoscimento del “merito” senza cedere alla “meritocrazia”.

Un’espressione, questa, che è stata coniata nel 1958 dal sociologo Michael Young nel libro pubblicato in italiano da Comunità (L’avvento della meritocrazia), dove aveva valenza negativa, indicando una distopia. Il termine ha poi assunto una valenza positiva: e non solo nel contesto del “liberismo”, ma anche della “democrazia”, pur con intenti diversi. Così ha circolato l’idea di una indiscussa validità della “meritocrazia”.

Ritengo, invece, che occorra distinguerne un uso ideologico e un uso personologico: mentre il primo rischia di rinnovare un sistema che (sotto mentite spoglie) giustifica ideologicamente le diseguaglianze, il secondo insiste sulle diversità secondo una logica che non le trasforma in disparità, bensì tende a valorizzarle.

A fare la differenza tra queste due impostazioni è l’idea di merito, che può essere letto come un patrimonio personale da incrementare in modo “concorrenziale” oppure come un dono da apprezzare in termini di “gratuità”. Nel primo caso prevale l’istanza del “riconoscimento” del merito, e ciò porta a insistere sulla “competenza”; nel secondo caso, invece, prevale un sentimento di “riconoscenza” per ciò di cui si dispone, e che acuisce la “responsabilità”, intesa come risposta alla “fiducia” che a quel dono si accompagna.

 

La parabola dei talenti e il senso del dono

Queste due concezioni del “merito” potrebbero essere ricondotte a due diverse visioni della vita: quella che trova espressione nelle molteplici forme dello “spirito individualistico” (vecchio e nuovo), e quella che, invece, può essere ricondotta nella sua radice allo spirito evangelico.

Sotto questo profilo, la “parabola dei talenti” può, se letta in modo cristiano e non ragionieristico, essere emblematica, in quanto a fare la differenza non è la quantità dei talenti, bensì la modalità in cui li si mette a frutto. Perciò conta non tanto essere in concorrenza con gli altri per vincere, bensì operare per la valorizzazione di se stessi.

Questo per dire che la concezione “donativa” del merito, diversamente da quella “patrimoniale”, configura la persona come essere in relazione: non solo “a valle” ma anche e, prima ancora, “a monte”, per cui la persona è ontologicamente “relazione”: è in relazione ed entra in relazione.

Così i talenti non devono essere ridotti a “investimenti”, ma colti nella loro dimensione più originaria di “vestimenti”, propri dell’essere persona. Quindi il rapporto con i talenti non può ridursi a un loro uso meramente “strumentale”: ne va, invece, della nostra esistenza, in quanto comportano una “scelta di vita”.

 

La dignità della persona come misura del merito

Ecco perché (a me pare) si rende necessario fuoriuscire da un’impostazione funzionale e collocarsi in un’ottica valoriale del merito. E in tale ottica quella evangelica (con la parabola dei talenti) risulta veramente la “buona novella”, in quanto ricorda che tutti sono affidabili (a tutti viene dato un qualche talento). Quindi è la diversità di condotta che rende alcuni affidabili e altri inaffidabili, cioè rispettivamente degni o indegni della fiducia del dono avuto.

Allora, il rischio della “meritocrazia” è quello di portare l’attenzione sul numero di talenti di cui uno dispone, mentre occorre prestare attenzione alla modalità con cui ciascuno si rapporta ai propri talenti.

Chiamerei questa modalità “meritevolezza” (evocando i “meritevoli” di cui parla la Costituzione italiana). Mentre la prima finisce per inclinare verso l’“avarizia” (nel senso deprecato da don Milani), la seconda è all’insegna della “generosità”, nel senso di capacità di “condividere”, per cui il concorrere riacquista il suo significato originario: non individualistico bensì comunitario (cum-petere).

 

Le ambiguità della meritocrazia nella democrazia

Senza dimenticare che la “meritocrazia” può costituire la condizione per il superamento di una serie di atteggiamenti incompatibili con la democrazia, quali il familismo, il clientelismo, il lobbismo o, addirittura, il sessismo e il razzismo, tuttavia occorre fare attenzione che questo non finisca per farne perdere di vista l’equivocità.

Pertanto, il criterio cui fare riferimento deve pur sempre essere la persona: la dignità della persona (sempre fine, mai puro mezzo) e i suoi meriti (prima ancora che il merito).

Dunque, non si può dare per scontato il significato della meritocrazia. Invece dobbiamo avere contezza che siamo di fronte a una “parola ombrello” che ripara diverse impostazioni, ovvero a una “parola ambigua”, tant’è che alcuni esaltano il paradigma della meritocrazia, mentre altri si pongono contro la meritocrazia, contro le trappole della meritocrazia (per usare due titoli di libri).

A me pare necessario che il merito non debba essere sacrificato, ma al merito si debba fare posto: epperò non in termini di meritocrazia, intesa (come è stata definita nei titoli di altri libri) quale “ideologia”, “feticcio”, “imbroglio”, bensì in termini di meritevolezza, nel senso che l’apprezzamento del merito deve avere come sua unità di misura sempre e solo la persona: la sua dignità speciale e il suo orientamento pluralistico e comunitario.

Gigi Meroni, un ricordo che è storia

Due date scolpite nella storia granata

Ci sono delle date che sono destinate a restare nella storia. Quando parliamo di calcio, e nello specifico del Torino calcio e dei colori granata, ci sono due date scolpite nella memoria non solo di quel club, ma dell’intero calcio nazionale e mondiale. La drammatica tragedia di Superga del 4 maggio 1949, dove perì il Grande Torino, e il 15 ottobre 1967, la scomparsa in un incredibile incidente automobilistico in pieno centro a Torino di Gigi Meroni, l’ormai storica “farfalla granata”.

Due date che segneranno per sempre la storia del club granata e che, soprattutto, sono entrate a pieno titolo nella storia del calcio nazionale e internazionale.

 

Quando la tragedia diventa leggenda

Ora, è indubbio che le tragedie si trasformino sin da subito in leggende. E la fine del Grande Torino, come quella di Gigi Meroni, non sono solo ricordi, per la semplice ragione che proprio la rilettura di quelle date innesca sempre un meccanismo attuale e contemporaneo. Perché la tragedia non cancella il mito e il mito continua a vivere e ad accompagnare le persone. Sempre e in ogni luogo.

Certo, quando parliamo di calcio e, soprattutto, di calciatori, parliamo di persone che sono quotidianamente sotto i riflettori e, di conseguenza, sono destinate a diventare rapidamente punti di riferimento. E anche dei beniamini. Non solo della propria squadra e della rispettiva comunità di riferimento.

 

Il romanticismo di un calcio che non c’è più

Ma il ricordo, a distanza di molti anni, di Gigi Meroni coincide anche con quello di un calcio romantico, dove il calciatore più carismatico era anche una bandiera della squadra, un punto di riferimento culturale e sociale, una persona le cui gesta atletiche erano destinate a condizionare il comportamento e il giudizio di un’intera tifoseria, e non solo.

È proprio il caso di Gigi Meroni, scomparso a soli 24 anni, a Torino, in un rocambolesco incidente stradale, dove venne travolto involontariamente da un giovane tifoso granata che si identificava in tutto e per tutto nella funambolica ala destra granata e che divenne poi, dopo molti anni, presidente dello stesso club. Una circostanza che aggiunge un tocco di mistero a un dramma che resta paradossalmente contemporaneo.

E questo anche perché la vita personale, l’estro e la fantasia calcistica e il suo modo d’essere nella società avevano già trasformato Gigi Meroni in un leader indiscusso nell’opinione pubblica dell’epoca e in un punto di riferimento incancellabile nella galassia del calcio italiano.

 

Gli eroi sono sempre immortali

E proprio la scomparsa, tragica e inspiegabile, di Gigi Meroni in una fredda sera d’autunno lungo un corso centrale del capoluogo subalpino, corso Re Umberto, lo ha trasformato subito in un mito. Sempre presente e sempre in mezzo a noi.

E per Gigi Meroni, quindi, non può non valere quella storica frase scritta da Indro Montanelli il 6 maggio 1949 sulla terza pagina del Corriere della Sera, dopo la tragedia di Superga:

«Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta».

Parole storiche e commoventi, che valevano per il Grande Torino ma che si possono tranquillamente estendere a Gigi Meroni, la “farfalla granata” che è volata in cielo il 15 ottobre 1967, ma che continua ad alimentare i sogni e la fantasia del popolo granata e del calcio italiano.

Premio Toniolo 2026, a Preziosi il riconoscimento per il pensiero e la pace

La pace come responsabilità della politica e dell’informazione

È Antonio Preziosi, direttore del TG2 Rai, il vincitore del Premio Giuseppe Toniolo 2026 per la sezione nazionale “Pensiero”. Il riconoscimento è stato consegnato il 7 ottobre a Pieve di Soligo, città del beato economista e sociologo cattolico, durante una cerimonia molto partecipata nell’auditorium Battistella Moccia.

Al centro della premiazione il volume Pasqua di Pace. Da Giovanni XXIII a Leone XIV verso il Giubileo del 2033 (San Paolo), dedicato alla continuità del magistero pontificio nella promozione della pace, dell’ecumenismo e della cooperazione internazionale. Preziosi ha richiamato la responsabilità etica dell’informazione, chiamata a contrastare le fake news e a servire la verità e il bene comune.

 

Una finanza al servizio della persona

Il Premio “Azione & Testimoni” è andato ai docenti Oreste Bazzichi e Fabio Reali, autori di La ricchezza delle comunità (L’ALTRO Editore), dedicato ad Amadeo Peter Giannini, fondatore della Bank of Italy, poi Bank of America. La sua esperienza testimonia la possibilità di una finanza ispirata al solidarismo, nella quale l’etica prevale sulla ricerca esclusiva del profitto.

Per la sezione “Giovani” è stato premiato Silvio Pasqualetto, attore e regista del Centro Teatrale Da Ponte, distintosi nell’attività culturale e formativa.

 

Da Pieve di Soligo a Roma, nel segno di Toniolo

La manifestazione ha offerto anche l’occasione per rilanciare l’attualità del pensiero sociale cristiano. Giuseppe Fioroni, vicepresidente dell’Istituto Toniolo dell’Università Cattolica, monsignor Nicola Longobardo e Marco Zabotti hanno discusso dell’eredità del beato e del percorso verso il quindicesimo anniversario della beatificazione, con appuntamenti a Verona il 14 novembre, Napoli l’11 dicembre e Roma nella primavera 2027.

Il vescovo di Vittorio Veneto, Riccardo Battocchio, ha concluso la serata, organizzata dall’Istituto diocesano Beato Toniolo con la collaborazione delle realtà ecclesiali e civili del territorio.

Già annunciato il tema dell’edizione 2027: Dottrina sociale della Chiesa e ottant’anni della Costituzione, nel centoventesimo anniversario delle Settimane Sociali avviate da Toniolo nel 1907. Un richiamo alle radici cristiano-sociali dell’impegno per il bene comune, tutt’altro che esaurito nella memoria storica.

Festa di Roma, primo red carpet tra cinema, musica e politica

Roma, 13 ott. (askanews) – Da Ferzan Ozpetek a Manuel Agnelli, da Luisa Ranieri ad Anna Pepe e Tommaso Paradiso, da Carlo Verdone a Christian De Sica, passando per Maria Elena Boschi, Elly Schlein, Maurizio Gasparri e Pier Ferdinando Casini. Mondo del cinema, della musica e della politica sul red carpet della serata d’apertura della 21esima Festa del Cinema di Roma all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Sul tappeto rosso tra gli altri Ema Stokholma, dj e conduttrice televisiva e radiofonica, presentatrice della serata inaugurale e il cast del film d’apertura, “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, presentato nella sezione Grand Public: Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce, Claudia Pandolfi, Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Claudio Santamaria. Sul tappeto rosso anche Nicola Piovani, premiato con il Banca Ifis Music Award consegnatogli dal regista Marco Bellocchio.

Festa di Roma, Emanuela Fanelli sul red carpet: bellissimo tornare qui

Roma, 13 ott. (askanews) – “È sempre bellissimo essere qui all’apertura, in questa festa, poi io sono legatissima a questo posto perché ero qui con ‘C’è ancora domani’ con Paola Cortellesi, il mio film del cuore e il film d’esordio di una persona che amo artisticamente da sempre e nella mia vita e tornare è bello”. Così Emanuela Fanelli sul primo red carpet della Festa del Cinema di Roma insieme al cast del film d’apertura di questa edizione, “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, presentato nella sezione Grand Public.

“Lì provavo a guardare la mia amica con amore e speravo che potesse guardarsi come la vedevo io, qui è il mio personaggio che deve ricordarsi come deve guardare se stessa”.

Festa di Roma, Mollicone: edizione speciale, celebriamo nostro cinema

Roma, 13 ott. (askanews) – “Una festa che si apre con la nuova commedia all’italiana, a dimostrazione che il film di genere vince. Poi siamo alla vigilia dell’approvazione definitiva della legge cinema, una riforma storica dopo dieci anni che sarà tra qualche giorno al Senato, in seconda lettura, approvata come speriamo alla Camera all’unanimità o quasi. Quindi è un’edizione speciale del Roma Film Fest, e siamo qui per celebrare il cinema italiano in tutte le sue forme.

Così Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera sul primo red carpet della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Almanacco Barbanera 2027, dal 17 ottobre in edicole e librerie

Roma, 13 ott. (askanews) – Ogni mese ha uno spirito che lo anima. Lo raccontano i santi e i personaggi del folclore italiano che scandiscono il ritmo dell’anno e delle stagioni ispirando feste, proverbi, riti, cibi e leggende. È a questo patrimonio di storie e immaginari che guarda il Barbanera 2027, l’Almanacco più celebre e longevo d’Italia e dal 2015 “Memoria del mondo” UNESCO, che dal 17 ottobre torna in tutte le edicole e nelle librerie italiane e in rete, portando al centro della sua narrazione “Gli spiriti dei mesi”: una selezione di dodici figure della cultura popolare italiana, che incarnano il carattere di ciascun mese, ne segnano le festività e ne tramandano i significati.

A dare visivamente un volto a questi personaggi, veri e propri archetipi del calendario tradizionale, è Lucamaleonte, pseudonimo dell’artista romano Luca Vollono, tra i protagonisti indiscussi della scena italiana dell’arte urbana, che ha sviluppato negli anni un linguaggio originale e immediatamente riconoscibile nei tanti murales che portano la sua firma presenti in tante città italiane. Il suo segno, vivace e figurativo, capace di intrecciare simboli della cultura metropolitana, animali e soggetti ispirati alla natura, interpreta per il nuovo Almanacco le dodici figure che accompagnano il 2027, e restituisce in chiave contemporanea storie, miti e tradizioni ancora molto sentite nella cultura popolare.

IL TEMA DELL’ANNO

Il tema dell’anno si sviluppa lungo un percorso che attraversa epoche e territori. Le dodici figure scelte per l’Almanacco 2027 non hanno un’origine comune: alcune sono santi della tradizione cristiana, altre sono legate a culti agrari, ricorrenze stagionali o leggende locali. Ci sono personaggi benevoli e presenze più ambigue, figure familiari e concilianti e spiriti misteriosi e persino inquietanti. Insieme compongono un pantheon variegato nel quale convivono sacro e profano, cultura alta e cultura popolare, grandi tradizioni e microstorie locali. A unirli sotto il segno del Barbanera è il rapporto con il tempo: il desiderio di interpretare il succedersi delle stagioni, di scandirlo attraverso riti e feste, di esorcizzare le paure più ancestrali e celebrare il ritorno ciclico della vita. Così, la semplice successione dei mesi si trasforma in un racconto lungo un anno, fatto di tradizioni, gesti rituali e saperi tramandati. Dalle pagine, emerge un passato che non è soltanto memoria, ma anche elemento identitario e chiave per comprendere il presente e guardare al futuro con rinnovato ottimismo.

I VOLTI DEI DODICI MESI DELL’ANNO

Gennaio La Befana. Lo spirito più familiare del Barbanera 2027. Vola nei cieli invernali e fa da ponte tra il vecchio e il nuovo anno, portando doni e felicità a tutti.

Febbraio L’Uomo Cervo. La maschera animalesca delle celebrazioni carnascialesche molisane, in dialogo con le maschere zoomorfe sarde e con i riti di rovesciamento propri del Carnevale.

Marzo La Vecchia Pastora. Figura legata alla leggenda dei Giorni imprestati, i giorni nei quali il freddo torna improvvisamente a interrompere l’avanzare della primavera, in una tradizione diffusa dal Veneto all’Emilia e alla Campania.

Aprile San Giorgio. Il santo cavaliere e agricoltore, protagonista della lotta contro il drago e simbolo della difesa del raccolto e della fertilità della terra.

Maggio Il Re e la Regina di Maggio. Le figure dell’esplosione primaverile, legate ai riti della fertilità e alle celebrazioni della rinascita della natura, dal Calendimaggio di Assisi alle Nozze degli alberi di Accettura.

Giugno San Giovanni Battista. Il santo delle tradizioni del solstizio d’estate, tra acqua, fuochi, erbe e ritualità legate alla notte più luminosa dell’anno.

Luglio Solleone e Canicola. Le personificazioni del caldo torrido, tra antiche credenze, osservazioni del cielo e consigli per affrontare la stagione estiva.

Agosto San Lorenzo. Il santo associato alla notte delle stelle cadenti e ai desideri da esprimere, in uno dei momenti più suggestivi dell’estate.

Settembre Pantasema. L’enorme pupazza che anima una danza rituale delle stagioni in diverse località del Lazio, dell’Abruzzo e della Campania e che viene arsa in piazza alla fine dell’estate.

Ottobre San Francesco. Il santo che più di ogni altro incarna lo spirito dell’autunno, il ritorno all’essenzialità e il rapporto con la natura che si spoglia del superfluo.

Novembre Il Capo con gli occhi. Dalle tradizioni umbre alle Animeddas sarde e alle Lumere friulane, il mese degli antenati che tornano a visitare i propri cari nel periodo più buio dell’anno, attraverso riti che richiamano le radici italiane delle celebrazioni oggi associate ad Halloween.

Dicembre Santa Lucia. La santa legata ai riti del fuoco e all’attesa del ritorno della luce, nel passaggio dall’autunno all’inverno sancito dal solstizio.

LE RUBRICHE DELL’ALMANACCO

Intorno agli spiriti dei mesi si sviluppano le tanto amate rubriche che accompagnano la lettura del Barbanera: il simpatico dialogo tra Barbanera e l’amico Silvano sul senso di ogni mese, le curiosità narrative, le effemeridi, cioè i fenomeni astronomici e le giornate della tradizione, il meteo, gli approfondimenti sui personaggi e sui riti, le previsioni astrologiche e l’interpretazione dei sogni. Non mancano i contenuti dedicati alla vita quotidiana e al rapporto con i ritmi della natura: le lune per l’orto, il giardino e il balcone, la cantina, il raccolto del mese e quest’anno anche i lavori per l’apicoltura. E poi le ricette stagionali e gli approfondimenti sull’ingrediente del mese, il fai da te per recuperare il piacere di fare e creare con le mani, mentre a chiudere il mese è il calendario lunare, ancora più ricco di consigli per la casa, il benessere e la cura del verde.

LUCAMALEONTE ILLUSTRATORE DELL’ANNO

Lucamaleonte, pseudonimo di Luca Vollono, è un artista e illustratore romano, nato nel 1983. Formatosi all’Istituto Centrale per il Restauro, si avvicina giovanissimo ai graffiti e alla street art, sviluppando un linguaggio personale che dagli stencil si evolve nella pittura murale. Nel 2008 partecipa a Londra al Cans Festival, promosso da Banksy, e si afferma tra i principali interpreti della scena italiana dell’arte urbana. Tra le sue opere pubbliche figurano il murale dedicato ad Alberto Sordi alla Garbatella, e i ritratti a Roma di Francesco Totti, nel quartiere Appio-Latino, e di Gigi Proietti, al Tufello. La sua ricerca si confronta con la natura, i bestiari e le tecniche grafiche tradizionali. La sua ricerca si confronta con la natura, i bestiari e le tecniche grafiche tradizionali, come dimostrato nel suo recente lavoro ‘Mucchio migratorio’ per il Porto Turistico di Roma. Per il Barbanera 2027 ha realizzato le illustrazioni che accompagnano i dodici mesi dell’Almanacco, reinterpretando in chiave contemporanea figure, miti e tradizioni del folclore italiano.

LE EDIZIONI DEL BARBANERA PER IL 2027

L’Almanacco Barbanera 2027, insieme al calendario e all’oroscopo saranno disponibili dal 17 ottobre in tutte le edicole italiane e nelle librerie, singolarmente o abbinati nel tradizionale paccotto. In libreria e in rete, oltre al calendario da parete e da scrivania, l’Almanacco sarà disponibile anche con sovracoperta/poster illustrato da Lucamaleonte. Inoltre, anche quest’anno, dall’8 dicembre il famoso Almanacco Barbanera, con il calendario e l’oroscopo per il 2027, torna in edicola in una curata confezione natalizia pronta da mettere sotto l’albero.

Festa del Cinema Roma, Stokholma: mi preoccupa la erre moscia

Milano, 13 ott. (askanews) – “Cosa mi preoccupa di più sul palco? La Erre moscia, perché a volte dico delle cose e nessuno le capisce”. Così Stokholma, sul palco della Festa dekl Cinema di Roma, dove presenterà la serata inaugurale.

“Mi sento come qualcuno che è stato riconfermato. E’ bello, c’è meno agitazione rispetto all’anno scorso, ma c’è”, aggiunge.

Festa del Cinema Roma, Mazzi: grandi eventi fondamentali per il turismo

Roma, 13 ott. (askanews) – “Oggi è fondamentale per il turismo essere qui presenti perché questi sono eventi importantissimi. fanno parte sia del turismo culturale che del turismo dei grandi eventi. Quest’anno è un’edizione, la ventunesima ricchissima: ci sono 150 film, 55 nazioni rappresentate, io aggiungo che ci saranno 116.500 partecipanti, una partecipazione del 63 % straniera. E c’è un dato che nel turismo è importantissimo che si chiama il tasso di saturazione tasso di occupazione che significa la percentuale di camere e di alloggi disponibili sulle più grandi piattaforme del turismo a livello internazionale. E qui quest’anno c’è un tasso di saturazione del 68 % a Roma e provincia che è 2,5 punti in più in più rispetto al 2025. E’ una manifestazione di grandissimo successo, turismo di qualità e provenienza dagli Stati Uniti d’America, dalla Gran Bretagna, dalla Germania e dalla Francia. Il 63 % di stranieri e quindi meglio di così non si potrebbe”. Lo ha detto il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, parlando sul red carpet della serata d’apertura della 21esima Festa del Cinema di Roma, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Ad aprire questa edizione “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, presentato nella sezione Grand Public, con Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce, Claudia Pandolfi, Lino Musella, Stefano Accorsi, Vittoria Puccini e Claudio Santamaria.

L’ultimo sì del governo all’Autonomia differenziata, sottoscritte le intese definitive

Roma, 13 ott. (askanews) – “Quest’oggi in Consiglio dei ministri l’Autonomia compie un passo avanti decisivo: abbiamo sottoscritto le intese definitive con le quattro Regioni che hanno avviato questo percorso, approvando gli schemi di intesa definitiva, e deliberato i rispettivi disegni di legge per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Un passaggio istituzionale importante e soprattutto decisivo per la riforma, che ora è pronta per iniziare il suo percorso in Parlamento”. Lo afferma in una nota il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, commentando il passaggio delle intese definitive in Cdm.

“Garantire ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai territori – aggiunge – non è solo uno dei capisaldi del programma con cui il centrodestra ha vinto le elezioni, ma anche e soprattutto una storica battaglia della Lega che non è mai stata così vicina alla sua realizzazione. Ci abbiamo lavorato tanto, con convinzione e senza sosta, e ora il risultato è più vicino che mai. Resta un ultimo miglio da percorrere in Parlamento e io non vedo l’ora di cominciare”.

Milan, per Saelemaekers stop di 4-5 mesi

Roma, 13 ott. (askanews) – Alexis Saelemaekers è stato sottoposto a un intervento chirurgico alla caviglia destra già operata nel 2024. Come comunicato dal Milan, l’intervento di pulizia artroscopica e stabilizzazione, eseguito dal Dr. Gino Kerkhoffs alla presenza del Dr. Andrea Bulgheroni e di Mantovani dello staff medico del Milan, è perfettamente riuscito. La decisione di tornare sotto i ferri è arrivata dopo un’altra valutazione specialistica effettuata lunedì ad Amsterdam: il belga era infatti alle prese con un dolore persistente alla caviglia e gli ultimi esami avevano evidenziato una perdita di stabilità. Il suo stop sarà di circa 4-5 mesi.

Tennis, Zverev avanzaa Shanghai: battuto Sascha Bublik

Roma, 13 ott. (askanews) – Alexander Zverev soffre oltre due ore e mezza, supera anche un problema alla caviglia ma si qualifica ai quarti di finale del Masters di Shanghai. Il tedesco, n.1 del seeding, vince 7-6, 4-6, 7-6 contro Sascha Bublik, che come al solito regala perle e follie, riuscendo a stare in campo alla pari con il futuro numero 1 del mondo. A decidere il match un tie-break completamente sbilanciato in favore di Zverev, che mercoledì affronterà Alex De Minaur. Il campione del Roland Garros ha dovuto fare i conti con un problema alla caviglia, come confermato nell’intervista di fine match: “Ho giocato tanto quest’anno e il corpo sta presentando il conto”, ha spiegato. Quello che conta, per Sascha, era vincere per inseguire uno dei 1000 che ancora manca alla sua bacheca: per lui sono 40 quarti di finale a livello Masters, il 12° della stagione.

Polimi Innovators, università e cultura d’impresa

Milano, 13 ott. (askanews) – Parola d’ordine: cultura d’impresa. Al Politecnico di Milano nasce Polimi Innovators, una piattaforma che mette insieme orientamento, formazione e accompagnamento imprenditoriale per studenti, dottorandi e ricercatori. L’Innovators Day ha riunito la comunità politecnica per condividere esperienze, idee e progetti.

“Abbiamo fatto emergere un bisogno latente che c’era già: soltanto cinque anni fa nessuno avrebbe immaginato che avremmo avuto qui oggi, a lavorare insieme, così tanti giovani e ricercatori, dai 19 ai 40 anni. Sono tutti qui per condividere la propria esperienza, informarsi, mettere in campo la propria curiosità e capire davvero cosa si possa fare” ha dichiarato Donatella Sciuto, Rettrice di Polimi.

Tre le aree del percorso: Inspiration & Discovery, Education & Development e Innovation Studio, dall’orientamento allo sviluppo delle competenze fino alla valorizzazione dei progetto: “Oggi è una bella giornata, ma è solo il primo evento di questo tipo: l’obiettivo è farlo diventare un appuntamento ricorsivo, ogni anno. Vogliamo riunire l’intera comunità di studenti, ricercatori e gruppi di lavoro per condividere insieme ogni esperienza, sia quelle andate a buon fine che quelle meno fortunate; d’altronde, nel mondo dell’imprenditorialità non tutte le storie sono di successo” ha aggiunto Daniele Rocchi, Vicerettore per il Trasferimento tecnologico e i rapporti con le imprese di Polimi.

Una giornata di confronto e ispirazione per diffondere la cultura d’impresa e mettere in connessione studenti, ricercatori, competenze e idee.

Papa, l’affetto al Gemelli: “Una pronta guarigione, preghiamo per lui”

Roma, 13 ott. (askanews) – Papa Leone è arrivato poco dopo le 13 al policlinico Gemelli di Roma per essere ricoverato e poi sottoporsi ad un intervento chirurgico per un nodulo circoscritto al polmone.

L’ingresso principale della struttura, dove spicca la statua dedicata a Papa Giovanni II e intitolata “Non abbiate paura!”, era gremito di curiosi, pazienti, cameramen e giornalisti, molti di testate internazionali. Il pontefice è arrivato a bordo di un suv Ford nero ed è stato accolto dagli applausi dei presenti.

Papa Prevost ha salutato le autorità e la dirigenza del nosocomio e si è subito diretto all’interno. Le persone presenti hanno augurato al pontefice una “pronta guarigione”, detto di “pregare per lui” e qualcuno ha chiesto anche “la fine delle guerre”.

Ristorazione collettiva, nasce EmerGente Collettiva

Milano, 13 ott. (askanews) – Ogni anno in Italia la ristorazione collettiva garantisce oltre 800 milioni di pasti. Un settore che vale 4,5 miliardi di euro e conta circa 100mila addetti. Per raccontare questo mondo, Dussmann Service presenta EmerGente Collettiva, una competizione tra i propri cuochi della ristorazione scolastica, sanitaria e aziendale. La prima edizione si svolgerà il 7 novembre nella sede Eni di San Donato Milanese, con 27 professionisti suddivisi in tre squadre.

Ne ha parlato Renato Spotti, amministratore delegato di Dussmann Service, specificando quale sia il peso della ristorazione collettiva per il Paese e cosa significhi garantire tutti i giorni un servizio così: “È un settore industriale che deve coniugare due esigenze: da un lato produrre pasti in grandi volumi, dall’altro rispondere ai bisogni di ogni singolo consumatore. Per questo richiede l’impiego di professionisti preparati, capaci di gestire le derrate alimentari e tutte le fasi di produzione, distribuzione e controllo, garantendo sempre il rispetto di rigorosi standard qualitativi”.

La gara riprodurrà le sfide quotidiane nelle cucine collettive. Accanto alla giuria tecnica, con tra gli altri Andrea Berton, ci sarà anche una giuria popolare di 50 persone. Simona Pozzi, direttrice Marketing & Sales di Dussmann Service, ne ha parlato così: “Emergente Collettiva nasce con lo scopo di far conoscere al grande pubblico tutto ciò che sta dietro alla ristorazione collettiva: i nostri chef che preparano e distribuiscono i pasti, ma soprattutto il rispetto delle procedure, delle regole e un’attenzione costante alla riduzione degli sprechi e alla sostenibilità, sempre valorizzando la materia prima e gli aspetti nutrizionali”.

Per l’occasione, anche il pubblico sarà protagonista, potendo entrare a far parte dei componenti della giuria popolare.