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Custodire l’umano nell’era digitale planetaria

C’è una parola che attraversa la prima enciclica Magnifica Humanitas e che dovrebbe tornare al centro del dibattito pubblico: custodia. Custodire non significa frenare la storia, né guardare con sospetto ogni innovazione. Custodire significa impedire che il progresso perda la sua misura umana, che la tecnica diventi potere senza volto, che l’intelligenza artificiale si trasformi da strumento a criterio ultimo delle decisioni.

Papa Leone XIV non consegna un testo difensivo. Non invita a rifugiarsi nella nostalgia di un mondo precedente alla rivoluzione digitale. Al contrario, riconosce che l’intelligenza artificiale, la robotica, la gestione avanzata dei dati e le nuove tecnologie possono aprire possibilità enormi per la ricerca, la cura, l’educazione, l’organizzazione dei servizi, la qualità della vita. Ma proprio perché queste possibilità sono grandi, grande deve essere anche la responsabilità di chi le orienta.

Il punto decisivo è qui: l’uomo non può essere ridotto a ciò che di lui può essere calcolato. Una società che confonde la persona con i suoi dati, la salute con un algoritmo, il lavoro con una prestazione misurabile, l’educazione con un addestramento funzionale, rischia di apparire modernissima e insieme profondamente disumana. Può essere veloce, efficiente, connessa, persino seducente; ma se perde il volto dell’altro, se non sa più riconoscere il fragile, il malato, il giovane, l’anziano, il lavoratore esposto alla precarietà, allora costruisce una nuova Babele.

Una nuova questione umana

In questo passaggio si coglie l’attualità del magistero sociale della Chiesa. Come la Rerum novarum seppe leggere, dentro la rivoluzione industriale, non soltanto una questione economica ma una ferita aperta nella dignità del lavoro, così oggi Magnifica Humanitas ci invita a riconoscere nella rivoluzione digitale una nuova questione umana. Non si tratta solo di governare strumenti sempre più sofisticati, ma di decidere quale idea di persona, libertà e futuro vogliamo consegnare alle generazioni che vengono.

La forza dell’enciclica sta nel riportare la questione tecnologica dentro una grande domanda antropologica e politica. Che cosa vogliamo farne della potenza che abbiamo tra le mani? Chi decide? Con quali criteri? A vantaggio di chi? Non basta chiedersi se una tecnologia funzioni. Bisogna chiedersi se renda più giusta la società, se allarghi o restringa la libertà, se rafforzi o indebolisca la democrazia, se serva la cura o introduca nuove forme di selezione.

Il bene comune nell’età degli algoritmi

Per chi viene dalla tradizione del cattolicesimo democratico e dalla dottrina sociale della Chiesa, queste non sono domande laterali. Sono il cuore stesso dell’impegno pubblico. Bene comune, solidarietà, sussidiarietà, destinazione universale dei beni, sviluppo umano integrale non appartengono a un lessico consumato. Sono, al contrario, categorie decisive per abitare il nostro tempo.

In un mondo in cui i dati diventano ricchezza, potere e capacità di orientare comportamenti collettivi, non possiamo lasciare che pochi soggetti concentrino nelle proprie mani strumenti capaci di incidere sulla libertà di molti.

Educare alla libertà, non alla dipendenza

Questo vale in modo particolare per la scuola, l’università, il lavoro e anche per la medicina. L’innovazione può aiutare il medico a diagnosticare meglio, a curare prima, a personalizzare le terapie. Ma la cura resta sempre incontro, prossimità, alleanza terapeutica. Nessun algoritmo potrà sostituire lo sguardo, l’ascolto, la responsabilità di chi si china sulla fragilità di un altro essere umano.

Allo stesso modo, l’università non può limitarsi a produrre competenze spendibili sul mercato: deve formare coscienze, intelligenze libere, persone capaci di giudizio.

Anche il lavoro è un banco di prova decisivo. L’intelligenza artificiale può liberare energie, ridurre fatiche inutili, migliorare processi. Ma può anche aumentare disuguaglianze, precarizzare mansioni, trasformare il lavoratore in un soggetto controllato, valutato, sostituibile. Una politica degna di questo nome non può limitarsi ad accompagnare passivamente la trasformazione. Deve governarla, investire in formazione continua, tutelare chi rischia di restare indietro, costruire nuove garanzie dentro il cambiamento.

La politica dell’umano contro il dominio invisibile

L’enciclica parla poi con particolare forza della pace. In un tempo in cui tecnologia, potere e guerra sembrano saldarsi pericolosamente, ricorda che nessun algoritmo può rendere moralmente accettabile la violenza. Delegare a sistemi automatizzati decisioni che riguardano la vita e la morte significa oscurare la responsabilità umana proprio dove essa dovrebbe essere più vigile.

La pace non è ingenuità. È realismo alto. È diplomazia, giustizia, ascolto delle vittime, ricostruzione paziente di legami spezzati.

Magnifica Humanitas ci chiede dunque una conversione dello sguardo. Non basta usare tecnologie intelligenti; occorre una società sapiente. Non basta innovare; bisogna discernere. Non basta essere connessi; bisogna tornare a essere comunità.

La dignità non si automatizza. La cura non si delega. La libertà non può essere profilata. Il futuro non va temuto, ma nemmeno consegnato a mani invisibili. Va governato con responsabilità, giustizia e speranza. Questa è la politica dell’umano di cui oggi abbiamo bisogno.

Saragozza modello europeo: così le città diventano davvero inclusive

Una vittoria che parla spagnolo

Nell’edizione 2026 del Premio dell’U.E. “Access City Award” per le città a misura di disabili, la Spagna occupa i primi due posti in graduatoria: vince Saragozza e al secondo posto si classifica Valencia. Appare significativo questo risultato perché vuol sottolineare come questa nazione abbia dimostrato un grande impegno sul piano politico e istituzionale per adeguare il contesto urbano delle due città alle esigenze di stanzialità, mobilità e trasporto delle persone con disabilità, attrezzandosi per facilitarne il contesto di vita, a cominciare dall’abbattimento delle barriere architettoniche.

Ma esprime anche una accresciuta sensibilità presso la stessa opinione pubblica in materia di vivibilità dei contesti urbani, solitamente pensati, organizzati e strutturati non certo per agevolare i movimenti e l’accesso alle strutture pubbliche da parte di soggetti con difficoltà motorie. Aggiornare l’arredo e il contesto urbano per realizzare condizioni di vita migliori per chi ha problemi di questo genere costituisce un segno di maturazione del senso civico, imprime una direzione di marcia per il futuro principalmente in tema di strutture edilizie ed è dunque meritevole di apprezzamento.

Che cos’è l’Access City Award

Il Premio “Access City Award” consiste in un importante riconoscimento che ogni anno – a partire dal 2010 – viene assegnato, previo apposito bando di concorso e selezione dei meriti certificati, dalla Commissione Europea con la collaborazione con il Forum per le persone disabili e la Piattaforma AGE per gli anziani, alle città con più di 50 mila abitanti che abbiano realizzato significativi interventi di adeguamento e innovazione del proprio contesto urbano, infrastrutturale, edilizio e residenziale al fine di migliorarne l’accessibilità e la fruizione da parte delle persone con difficoltà motorie, a partire proprio da quelle riconosciute disabili e dagli anziani.

La mission dell’iniziativa è sensibilizzare la sempre più vasta platea di cittadini comunitari ai concreti problemi di spostamento, accesso e utilizzo dei servizi quotidianamente vissuti dalle persone con deficit fisici, affinché possa prender corpo e consistenza la consapevolezza dei condizionamenti di queste oggettive e spesso insormontabili difficoltà e si diffonda una politica di “avvertita attenzione” e “adeguate iniziative” presso i governi centrali e le autorità locali per garantire ai disabili pari opportunità di accesso alla vita delle città e dei contesti metropolitani.

Questi sono i parametri in base ai quali la Commissione dell’U.E. valuta la pertinenza, la congruenza e la tangibilità dei miglioramenti infrastrutturali adottati o in via di elaborazione: ambiente urbano, spazi pubblici, trasporti e relative infrastrutture, aree pedonali, eliminazione delle barriere architettoniche, verde attrezzato, informazione e comunicazione, comprese le nuove tecnologie TIC, progetti di inclusione, strutture e servizi, accesso al lavoro e allo sport.

Saragozza, la città progettata per tutti

Previa selezione delle città partecipanti al bando di concorso indetto dalla Comunità Europea, vengono valutati e graduati i contesti urbani. Come scritto, la vincitrice dell’edizione 2026 è risultata la città spagnola di Saragozza, capoluogo dell’Aragona e quinta città della Spagna per abitanti, con circa 682 mila residenti, per l’impegno profuso negli ultimi anni al fine di rendere accessibili le strutture urbane alle persone con disabilità e a tutti gli altri utenti.

Dal comunicato stampa della Commissione Europea si evince che Saragozza ha vinto l’ambito riconoscimento per i suoi sforzi eccezionali volti a rendere la città accessibile alle persone disabili.

La città adotta un approccio basato sui diritti e fondato sulla Convenzione delle Nazioni Unite. La sua infrastruttura di accessibilità è composta da regole comunali complete, un chiaro piano strategico con obiettivi, tempistiche e budget e una solida governance attraverso un ufficio dedicato a questo specifico requisito e un comitato per il controllo formale di efficienza ed efficacia.

Saragozza è inoltre all’avanguardia nel garantire la piena partecipazione delle persone con disabilità alla società, con trasporti pubblici accessibili, spazi pubblici e servizi digitali. Dispone, ad esempio, di una rete di tram pienamente fruibile, ampi percorsi pedonali senza gradini, iniziative bancarie e commerciali inclusive e siti web e app certificati che hanno contribuito in modo significativo a rendere la città più accessibile e inclusiva per le persone con difficoltà motorie.

L’alloggio rappresenta un altro punto di forza, grazie a iniziative come il progetto Flumen, che fornisce case inclusive e di facile accesso, favorendo sia la vita indipendente sia l’inclusione sociale.

Valencia e Rennes, accessibilità come politica pubblica

Valencia ha ricevuto il secondo premio per il suo approccio all’accessibilità basato sui dati emersi in tutta la città. Ha raggiunto un trasporto esemplare riportando il 96% di accessibilità urbana e una rete di autobus e metropolitana completamente fruibile. Le persone con disabilità sono riconosciute come validatori dell’accessibilità e le organizzazioni testano sistematicamente le soluzioni innovative e migliorative prima della loro messa in opera.

Questa città ha anche ricevuto una menzione speciale nella preparazione alle emergenze per l’integrazione nella pianificazione attraverso la co-progettazione di protocolli ed esercitazioni con organizzazioni di persone con disabilità, corsi di formazione per vigili del fuoco, polizia e personale municipale e un sistema di allarme inclusivo.

La città di Rennes, in Francia, ha invece vinto il terzo premio per i significativi progressi compiuti in materia di facilitazione agli accessi grazie allo stretto coordinamento tra i servizi comunali. Metro e autobus sono completamente fruibili da tutti i cittadini, supportati da veicoli porta a porta e app per viaggi senza cambi.

Le strade sono state migliorate con marciapiedi più ampi, attraversamenti più sicuri, strisce tattili, panchine e servizi igienici accessibili, mentre i luoghi culturali come il Jeu de Paume e la scuola d’arte della città dispongono ora di rampe, ascensori, servizi igienici adattati e scale facilitate. Il 68% dei siti comunali è accessibile e un’agenda programmata renderà conformi tutti gli edifici pubblici di accoglienza entro il 2027.

Piacenza premiata per l’innovazione tecnologica

Salisburgo, in Austria, ha ricevuto una menzione speciale per il suo approccio strutturale volto a integrare l’accessibilità nell’edilizia abitativa, compresi i nuovi alloggi sociali e le ristrutturazioni edilizie, con il sostegno del consiglio consultivo sulla disabilità. Ciò è rafforzato da un servizio di consulenza gratuito per la pianificazione degli alloggi che qualsiasi residente, associazione, pianificatore, architetto o impresa di costruzione può utilizzare.

Gli orientamenti in materia di assegnazione degli alloggi rispondono inoltre alle esigenze delle persone con disabilità, con accesso prioritario nei casi urgenti.

Anche Piacenza ha ricevuto una Menzione Speciale sulle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione per un approccio inclusivo e guidato dalla tecnologia all’accessibilità. Questa città italiana utilizza la tecnologia di mappatura e analisi dei dati per testare oltre tremila problemi frequenti di accessibilità, guidando aggiornamenti mirati tra strade ed edifici, un assistente virtuale comunale e punti di facilitazione che semplificano l’ingresso ai servizi.

L’Europa delle persone prima dei mercati

Secondo Eurostat oltre 90 milioni di persone nell’Unione Europea sono portatrici di almeno una disabilità. Gli spazi accessibili, sia fisici che digitali, costituiscono un primo passo fondamentale verso il raggiungimento dell’uguaglianza.

L’accesso ai trasporti, agli edifici pubblici, ai negozi, ai parchi o ai siti web su basi di piena uguaglianza con gli altri cittadini è essenziale affinché le persone con difficoltà possano compiere le proprie scelte e assumere il controllo della propria vita.

Si stima che nell’U.E. una persona su cinque sia oggi affetta da disabilità, per un totale di circa 120 milioni di cittadini, mentre un terzo degli ultrasettantacinquenni accusa deficit neuro-motori che ne limitano la qualità della vita.

Per questi motivi José Manuel Barroso, quando era Presidente della Commissione Europea, aveva adottato fin dal 2010 una vera e propria strategia globale europea per superare gradualmente le barriere e gli ostacoli urbanistici, architettonici, infrastrutturali, legislativi e di comunicazione che impediscono alle persone disabili un accesso paritetico alla vita sociale, a partire proprio dai contesti urbani di vita e di residenzialità.

Condizione ineludibile per consentire a tutti di esercitare pienamente i diritti sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite, dai trattati europei e dalla Carta dei Diritti fondamentali, oltre che dalle rispettive legislazioni nazionali.

Una sfida di civiltà che riguarda tutte le città

Abbattere ogni tipo di barriera è innanzitutto un dovere di civiltà, che restituisce piena e paritetica dignità alle persone in vista del superamento di ogni discriminazione fisica e di ogni stigma sociale. Tutti gli ostacoli materiali e immateriali che si frappongono a questo principio di eguaglianza e partecipazione devono dunque essere rimossi.

A questi principi sanciti e condivisi a livello di Unione Europea dovrebbero ispirarsi le politiche nazionali e locali in materia di normative urbanistiche in rapporto alle disabilità. Si tratta di un tema stimolante e attuale sul quale misurarsi in termini di sostenibile progettualità, a partire dai vertici della Commissione europea, per rimettere – più dei mercati, delle banche e della globalizzazione – la persona e i suoi diritti al centro del dibattito politico.

Quest’anno 51 città candidate hanno presentato domanda per il premio. Di queste, 18 erano state preselezionate dalle giurie nazionali mentre le cinque città finaliste sono state valutate e classificate dalla giuria dell’U.E.

Ecco infine le città vincitrici del primo premio delle precedenti edizioni: 2025 Vienna; 2024 San Cristóbal de La Laguna; 2023 Skellefteå; 2022 Lussemburgo; 2021 Jönköping; 2020 Varsavia; 2019 Breda; 2018 Lione; 2017 Chester; 2016 Milano; 2015 Borås; 2014 Göteborg; 2013 Berlino; 2012 Salisburgo; 2011 Ávila.

Nel nome dei Ganna: un secolo di ciclismo tra laghi, fatica e modernità

C’è un’eco profonda che rimbalza tra i tornanti delle valli del Varesotto e le sponde del lago, una frequenza acustica che a Varese conoscono tutti. È il rumore di una catena che gira, il respiro ritmico di chi sfida la fatica e il tempo. Una linea retta, lunga più di un secolo, che unisce la terra e l’aria, il fango delle prime strade d’Italia e il carbonio delle gallerie del vento. Al centro di questo legame indissolubile c’è un nome che per il territorio è quasi un sinonimo di identità: Ganna.

Il dossier che lega Varese a questo cognome si divide in due atti distinti, eppure speculari. È la storia di un pioniere che ha inventato il ciclismo moderno e di un campione contemporaneo che ne ha ridisegnato i confini scientifici.

Luigi Ganna, il muratore che conquistò il primo Giro

Per capire la radice di questo fenomeno bisogna sfogliare i registri d’inizio Novecento e fermarsi a Induno Olona. È qui che prende forma il mito di Luigi Ganna. I testimoni dell’epoca lo descrivevano come un uomo fatto di ghisa e volontà: un muratore che per raggiungere i cantieri di Milano percorreva cento chilometri al giorno in bicicletta, prima ancora di iniziare a lavorare.

Nel maggio del 1909, quell’uomo normale compì l’impresa: la vittoria del primo, storico Giro d’Italia. Un’epopea di polvere, strade bianche e tubolari a tracolla. Ma il legame profondo con Varese si cementò dopo il ritiro, quando Ganna fondò in città la sua fabbrica di biciclette. Per decenni, quei telai sono stati l’orgoglio industriale del territorio, trasformando la provincia in una scuderia a cielo aperto e in un distretto d’avanguardia per le due ruote.

Filippo Ganna e il ciclismo del vento

Passano le generazioni, la fabbrica chiude e il ciclismo in bianco e nero si trasferisce nei musei. Eppure, il legame non si spezza. Molti anni dopo, il destino decide di rimettere in circolo lo stesso identico nome, quasi a voler verificare la tenuta di quel DNA podistico. Compare Filippo Ganna.

Sebbene nato sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, a Verbania, il cordone ombelicale di Filippo con la sponda varesina resta strettissimo. Varese, con le sue salite storiche come il Cuvignone, il Velodromo di Masnago e le strade della “Tre Valli”, diventa il laboratorio d’elezione per il gigante della Ineos Grenadiers. Se Luigi rappresentava la forza bruta della terra, Filippo è la sublimazione aerodinamica del vento: un atleta capace di sbriciolare i cronometri, abbattere il Record dell’Ora e dominare le piste di tutto il mondo.

«Due epoche diverse, due interpretazioni antitetiche dello stesso sport. Ma un unico istinto predatore che si nutre delle stesse strade».

Varese, officina naturale del ciclismo

I tecnici e gli appassionati che frequentano le Prealpi varesine lo sanno bene: non si tratta di una parentela diretta in linea di sangue, ma di una filiazione elettiva e geografica. Le strade del Varesotto agiscono come un’incubatrice.

Qui la bicicletta non è mai stata soltanto uno sport. È stata lavoro, mobilità sociale, orgoglio industriale, sacrificio quotidiano. Le salite che spezzavano le gambe ai pionieri del primo Novecento sono diventate oggi banchi di prova scientifici per atleti che viaggiano oltre i sessanta chilometri orari. Cambiano i materiali, cambiano i ritmi, ma resta identica la cultura della fatica.

Una staffetta lunga cent’anni

Varese ha preso il coraggio ruvido di un muratore del 1909, lo ha custodito tra le sue colline per cent’anni e lo ha restituito al mondo moderno sotto forma di un atleta progettato per sfidare il tempo.

Nel nome dei Ganna si racconta così qualcosa di più di una semplice vicenda sportiva. Si racconta la continuità silenziosa di una terra che ha trasformato il ciclismo in linguaggio civile, memoria collettiva e identità popolare. Un passaggio di testimone che attraversa generazioni, epoche e tecnologie, senza mai perdere il contatto con l’asfalto ruvido delle origini.

Critica alla critica del post-liberalismo: al centro la difesa della libertà

[…] La tesi del post-liberalismo è ormai nota e il libro di Reno non si sottrae a questa prospettiva: il liberalismo, una volta realizzato il proprio ideale di emancipazione individuale, sebbene solo tendenzialmente, finisce per aprire la strada al proprio superamento. Secondo questa prospettiva, l’affermazione dei diritti individuali, sempre più estesi e potenzialmente illimitati, avrebbe comportato anche l’indebolimento dei legami sociali che tenevano unita la comunità. Da qui deriverebbe la necessità di prendere atto della crisi dell’ordine liberale, fondato su “dèi” considerati “deboli”, come la società aperta, la globalizzazione e il confronto critico, e di cercare nuove forme di convivenza. Tuttavia, i teorici del post-liberalismo sembrano indicare solo in modo vago una possibile alternativa, richiamandosi a un rinnovato spirito comunitario capace di restituire centralità ai cosiddetti “dèi forti”: religione, nazione e famiglia.

Va inoltre osservato che il post-liberalismo, nato nel contesto della cultura politica statunitense, risente dello slittamento di significato che il termine “liberale” ha subito negli ultimi decenni. Negli Stati Uniti, infatti, “liberale” è ormai spesso sinonimo di “progressista”, con un progressivo distacco dal liberalismo classico.

Questo mutamento linguistico ha spinto gran parte del conservatorismo americano ad abbandonare del tutto il termine “liberale”, cedendolo completamente agli avversari politici. Così facendo, il liberalismo è stato identificato con fenomeni molto lontani dalla sua tradizione originaria, come alcune espressioni della woke culture e del progressismo contemporaneo.

A questo punto sorgono alcune domande decisive. Se il liberalismo viene accusato di aver fallito, quale modello istituzionale propone realmente il post-liberalismo? In che modo immagina di organizzare il potere per evitare derive autoritarie o arbitrarie? È comprensibile che una società aperta e il confronto critico possano apparire scomodi, ma quale alternativa viene proposta? Forse una società silenziosa e priva di dissenso, dove nessuno possa mettere in discussione il potere? Se oggi si ritengono inaccettabili alcune opinioni espresse nello spazio pubblico, cosa accadrà quando saranno le nostre idee a essere considerate illegittime? Dovremmo forse accettare senza opposizione la censura di giornali non allineati o l’emarginazione di docenti e intellettuali contrari ai nuovi “dèi forti” imposti dal potere?

Se la democrazia liberale si fonda sulla società aperta e sul confronto critico: le idee si combattono con le idee, allora una democrazia post-liberale, rinunciando a questi principi, rischia inevitabilmente di trasformarsi in una “via verso la schiavitù”. Rinunciare al dibattito e alla libertà di confronto significherebbe privarsi di una delle dimensioni più autentiche e vitali dell’esperienza umana. Il liberalismo, infatti, sostituisce il conflitto delle armi con quello delle idee: il ferrum con il verbum, e trova nella critica il proprio elemento essenziale.

 

Il testo, qui riproposto per gentile concessione dell’autore, è la parte finale dell’articolo apparso su “Il Pensiero storico – Rivista internazionale di storia delle idee” (online).

 

Per leggere il testo completo clicca qui

https://ilpensierostorico.com/la-tentazione-post-liberale-contro-la-societa-aperta/

Ferrari Luce, la prima elettrica del Cavallino: 5 posti e 1050 cv

Roma, 25 mag. (askanews) – Ferrari apre un nuovo capitolo della sua storia con Luce, la prima vettura full electric del Cavallino, presentata ieri sera a Roma nella Vela di Calatrava in anteprima a oltre 200 giornalisti arrivati da tutto il mondo, 79 anni dopo la prima vittoria ufficiale della Casa di Maranello nel Gran Premio di Roma del 1947. La vettura sarà mostrata questa sera a un primo gruppo di 800 clienti selezionati e domani ad altrettanti ospiti.

La nuova Ferrari è stata svelata con l’ingresso sul palco di cinque vetture in colori diversi. “Ferrari non è mai stata definita da ciò che la alimenta, ma da ciò che fa provare”, ha detto il presidente John Elkann. Per il Ceo Benedetto Vigna, Luce è “il risultato di cinque anni di lavoro” e nasce da una scelta precisa: “Partire da Ferrari, non dalla tecnologia elettrica”.

Luce nasce su una piattaforma dedicata, con quattro motori elettrici indipendenti, batteria da 122 kWh e architettura a 800 volt. La potenza massima arriva a 1050 CV in Launch Control, con oltre 11mila Nm alle ruote, 0-100 km/h in 2,5 secondi, 0-200 in 6,8 secondi, velocità massima di 310 km/h e autonomia stimata di 530 chilometri. Il peso in ordine di marcia è di circa 2,2 tonnellate.

Ferrari ha confermato un prezzo di 550mila euro al pubblico in Italia. Gli ordini sono aperti da questa sera, in occasione della prima presentazione ai clienti, mentre le prime consegne in Europa partiranno da fine anno. La Luce amplia la gamma Ferrari e porta Maranello in un segmento inedito. Secondo Enrico Galliera, nelle prime valutazioni il pubblico potenziale sembrava orientato soprattutto verso nuovi clienti, “quasi un 80-20”, ma oggi il mix “forse si avvicina più al 50-50”. “È una vera sport car ma con il comfort e lo spazio di una macchina più grande: la combinazione è qualcosa di diverso e unico”, ha aggiunto.

È anche la prima Ferrari a cinque posti e la seconda a quattro porte, con apertura a portafoglio come sulla Purosangue, grande abitabilità per i passeggeri seduti dietro e bagagliaio da quasi 600 litri. Il design è stato realizzato da LoveFrom, il collettivo fondato dall’ex Apple Jony Ive e da Marc Newson, in collaborazione con il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni.

La vettura si distingue per la grande glass house, i fari posteriori rotondi e i cerchi da 23 pollici all’anteriore e 24 al posteriore, i più grandi mai montati su una Ferrari Stradale. Gli interni, sviluppati con LoveFrom, puntano su schermo centrale orientabile e numerosi tasti fisici, dai manettini sul volante ai comandi separati, evitando un abitacolo dominato solo da maxi-schermi.

Tra le principali novità tecnologiche debuttano Vehicle Control Unit, trazione integrale elettrica, torque vectoring, sospensioni attive e ruote posteriori sterzanti indipendenti. Un pacchetto definito Full active corner pensato per far percepire la Luce come una vettura più leggera e agile rispetto al suo peso reale. Ferrari introduce anche la gestione della coppia tramite palette al volante e un sound brevettato e non sintetico, che nasce dalla meccanica del powertrain elettrico e può accompagnare la guida sportiva oppure lasciare spazio al silenzio.

La batteria utilizza celle della coreana Sk on, ma è assemblata nell’e-Building di Maranello, dove vengono prodotti tutti i componenti elettrici della vettura. È composta da 15 moduli sostituibili singolarmente e potrà essere aggiornata nel tempo in ottica Ferrari Forever, qualora arrivino tecnologie o celle più efficienti per gestire il rischio di obsolescenza tecnologica. Sul valore residuo dell’elettrico, Galliera ha spiegato che la Casa studia “soluzioni finanziarie dedicate” per sostenere il valore dell’auto nel tempo e “dire al mercato che ci crediamo”. Quanto alle garanzie, Ferrari offre una protezione di 8 anni sul powertrain elettrico, inclusa la batteria.

Comunali, Venezia delude ‘campo largo’. Pd: "Non cambia nulla"

Roma, 25 mag. (askanews) – Il dato di Venezia brucia, anche se la linea ufficiale è “non cambia nulla”. Il voto nella laguna delude il ‘campo largo’, proprio perché – come viene fatto notare – questo primo turno di comunali ha riservato anche sorprese positive, dalla riconquista di Pistoia alle vittorie a Mantova, Andria e Prato, dove si veniva da anni complicati. A maggior ragione, però, il risultato di Venezia rovina tutto, perché era la città più importante e perché nelle ultime settimane si era diffusa la convinzione che fosse possibile strapparla alla destra, dopo il secondo mandato difficile di Luigi Brugnaro. Un blitz che avrebbe inferto un colpo duro ad una Giorgia Meloni ancora in affanno dopo la sconfitta al referendum.

“In Veneto, a Venezia, sapevamo che non sarebbe stato facile dopo 11 anni di governo della destra”, commenta la segretaria Pd Elly Schlein. Ma la leader Pd allarga lo sguardo, perché – come dice Igor Taruffi – “c’erano sei milioni al voto in questo primo turno. E i conti si fanno dopo il ballottaggio…”. La Schlein sottolinea “i buoni risultati in Toscana con le vittorie al primo turno a Prato e Pistoia e in Emilia-Romagna. Così come risultati positivi li stiamo riscontrando anche in Campania, a partire da Avellino, e in Puglia con la netta riconferma di Andria, su percentuali alte come accade a Mantova”.

Insomma, conclude la segretaria Pd, “un risultato che nel suo insieme, pur con tutte le specifiche del caso trattandosi di un voto locale, conferma che quando siamo uniti come campo progressista siamo competitivi e lo saremo anche alle prossime elezioni politiche”.

Il punto, come sottolinea anche Francesco Boccia, è che per il Pd non si può enfatizzare il voto di Venezia mettendo tutto il resto in secondo piano, “il quadro politico nazionale non cambia”, quello nella città della laguna è un fatto dovuto a “dinamiche locali. Avendo strappato Pistoia alla destra, avendo vinto al primo turno anche a Prato, Mantova e Andria con numeri importanti non è che diciamo che le elezioni politiche cambieranno corso. Sono elezioni amministrative”. Semmai, aggiunge mentre legge le parole della Meloni che festeggia lo scampato pericolo “il dato è che lei sta governando male. Poi se pensa di avere vinto… Buon per lei”.

Nel Pd nessuno apre discussioni, anche se nelle chat dell’area riformista del partito qualche ragionamento si fa: “Nessun dramma, ma un insegnamento: il risultato delle politiche non è scontato, è bene smorzare qualche entusiasmo di troppo che si era diffuso dopo il referendum”.

Giuseppe Conte non parla, M5s affida il commento a Paola Taverna, vice-presidente vicaria del Movimento che parla di “risultati in chiaroscuro: alcuni risultati ci rallegrano altri non ci soddisfano”. Ma, aggiunge, “questo voto, essendo a carattere locale, va interpretato in base alle condizioni e ai risultati di ogni singola realtà comunale. È improprio ricavarne valutazioni di ordine generale, ancor più proiettate sul dibattito nazionale”.

Lo stesso Matteo Renzi rinvia il bilancio definitivo al termine dei ballottaggi, anche se un paio di giorni fa aveva detto che il segno di queste elezioni lo avrebbe dato il voto di Venezia: “Peccato per Venezia – dice ora – la partita più importante, dove si conferma l’amministrazione di destra. Il centrosinistra recupera da subito Pistoia e forse Agrigento ma perde Reggio Calabria. Per capire chi avrà vinto e perso questo turno di amministrative occorrerà aspettare i ballottaggi tra 15 giorni”.

Taruffi insiste: “Non cambia nulla. Il risultato complessivo credo che confermi che il centrosinistra è in campo per vincere le elezioni il prossimo anno. I conti si faranno alla fine, dopo il ballottaggio. E si vedrà che siamo avanti sia come numero di comuni vinti che come voti complessivi”.

Ebola, test effettuati al Sacco di Milano sono negativi

Roma, 25 mag. (askanews) – I test per il virus dell’Ebola effettuati oggi al “Sacco” di Milano su due persone rientrate nelle scorse ore dall’Uganda sono negativi: è quanto si legge in un comunicati diffuso dal Ministero della Salute. (Segue) I due sono stati sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica nell’ambito delle attività di monitoraggio con riferimento all’epidemia di malattia da Ebola che si è sviluppata nella Repubblica Democratica del Congo.

Il Ministero della Salute, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia. Il Ministero della Salute sta anche partecipando al Comitato operativo della Protezione civile nell’ambito delle attività di coordinamento e monitoraggio in corso. Il Ministero continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell’evoluzione del quadro epidemiologico. Il rischio in Italia resta molto basso.

Venezia fa sorridere Meloni. E’ già sfida 2027 (con fari su l.elettorale)

Roma, 25 mag. (askanews) – Roma, 25 mag. (askanews) – Il dato era inatteso e, a volerla riassumere in poche parole, la reazione di Fratelli d’Italia alla tornata di amministrative, soprattutto grazie alla insperata vittoria al primo turno a Venezia, suona più o meno così: “L’abbiamo sfangata”. La premessa, quasi d’obbligo persino a taccuini chiusi, è che non si può dare a un voto per le comunali un significato nazionale. E, tuttavia, il sospiro di sollievo, anche per Giorgia Meloni, sta soprattutto nel poter provare a invertire il vento della narrazione, cambiando quell’immagine di esecutivo ammaccato e in confusione dopo la batosta al referendum sulla giustizia. E’ quello che la stessa presidente del Consiglio fa con un messaggio di prassi sui social di auguri ai neo eletti, che si conclude con un post scriptum dal tono molto meno istituzionale: “E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani”. D’altra parte, già mentre gli exit poll sconfessavano qualsiasi sondaggio sul voto nella città lagunare, Meloni aveva scritto al senatore veneto Raffaele Speranzon, che una affermazione senza nemmeno finire al ballotaggio sarebbe stata “mondiale”.

Il ragionamento che nella sostanza viene fatto filtrare è che quando ci sono da votare le facce e i simboli, gli elettori scrivono una storia diversa da quella raccontata dall’opposizione dopo il referendum. “Settimane e settimane che si parlano addosso e gioiscono a sinistra su come è cambiato il vento. Poi arrivano gli italiani, si esprimono, e si svegliano e i loro sogni si infrangono con la realtà dei fatti”, dice il responsabile Organizzativo di Fdi, Giovanni Donzelli. A palazzo Chigi considerano questa come una boccata di ossigeno, anche per un dato fattuale non secondario: questa è l’ultima elezione che precede il grande test a cui sempre la premier ha rinviato ogni giudizio sul suo operato, quello delle Politiche. Una sfida che nella sostanza è cominciata da mesi ma che a questo punto entra nel vivo anche perché, tra la priorità della premier, c’è quella di una riforma delle regole del voto che, attraverso una riforma proporzionale con premio di maggioranza, allontani il suo grande incubo: il pareggione.

La maggioranza ha deciso di procedere in commissione con delle modifiche concordate rispetto alla proposta iniziale, tra cui quella che prevede l’innalzamento della soglia minima per accedere al ‘bonus’ da 40 al 42%. E tuttavia non lo farà attraverso emendamenti ma presentando direttamente una versione bis al termine della discussione generale, dunque tra mercoledì e giovedì. Domani mattina è prevista una nuova riunione tecnica degli sherpa per mettere a punto le ultime limature. Il timing per via della Scrofa resta quello di un via libera in prima lettura entro l’estate. Per una questione di tempi, ma soprattutto di equilibri interni alla stessa maggioranza, si è preferito per ora tralasciare il grande nodo, quello delle preferenze fortemente volute da Meloni ma non da Lega e Fi. Se ne riparlerà direttamente in aula, dove non si potrà sfuggire al voto segreto, ma dove, grazie anche a un meccanismo previsto dal regolamento della Camera, una volta incardinato il testo a giugno, sarà possibile contingentare i tempi della discussione nel mese successivo.

Un varo o meno della legge elettorale, d’altra parte, è anche una delle variabili che ai piani alti dell’esecutivo si stanno prendendo in considerazione quando si ragiona sulla data del voto per le Politiche. Un sistema come quello attuale, con il rischio di pareggio e dunque di tempi lunghi per la formazione di un eventuale governo, renderebbe più complessa – viene spiegato – l’opzione di una scadenza naturale della legislatura, e dunque di elezioni a settembre. Con la nuova legge in vigore – prosegue il ragionamento – non sarebbe invece più necessario anticipare il voto alla primavera. Questo, peraltro, risolverebbe a monte il problema dell’eventuale accorpamento con elezioni in grandi città come Milano e Roma che, è il timore del centrodestra, potrebbero fare da traino negativo.

Comunali,ciao ciao referendum. Centrodestra tiene Venezia ed prende Reggio. Chance centrosinistra ad Arezzo

Roma, 25 mag. (askanews) – L’effetto referendum, se mai c’è stato, è finito. Il centrodestra tiene, conserva quanto aveva e in qualche caso, come a Reggio Calabria, avanza: restano alla coalizione che sostiene il governo Meloni le città che già governava e che il centrosinistra, anche con una presenza notevole di ‘big’ sul territorio, ha cercato di riconquistare. Ma non ce l’ha fatta e l’ultima tornata di elezioni amministrative, a cui è andato a votare il 60% degli aventi diritto, in calo del 5% rispetto a cinque anni fa, consegna una situazione in cui sostanzialmente si cristallizza lo status quo. Con tre eccezioni (nelle città sopra i 15mila abitanti): Arezzo, dove il centrosinistra riesce a strappare il ballottaggio – con il ruolo tutto da vedere di Azione che ha conquistato, con Marco Donati, un rilevantissimo 20% di voti – Reggio Calabria dove, con un ribaltone, l’amministrazione passa dal centrosinistra al centrodestra e Pistoia che, con Giovanni Capecchi sindaco, torna al campo progressista. E ci si interroga sul ruolo e sul peso elettorale delle candidature centriste, mentre Azione fa un ulteriore passo verso il centrodestra appoggiando, a Reggio Calabria come a Venezia, il candidato sindaco.

Il centrodestra vince al primo turno a Venezia, il centrosinistra lo fa a Prato e a Salerno, dove Vincenzo De Luca vola oltre il 60% – senza il simbolo del Pd e con Avs e M5s che vanno per conto loro – e torna, a 77 anni, lì dove tutto è iniziato, sulla poltrona di sindaco della sua città. A Mantova Andrea Murari è, a metà sezioni scrutinate, sulla via per essere riconfermato sindaco con quasi il 70% dei voti, ma un problemino per il campo largo c’è visto che il Movimento Cinquestelle ha presentato un proprio candidato sindaco (che raccoglie meno del 2%). Un quadro meno rassicurante per i progressisti a Lecco dove il centrosinistra sperava di portare a casa il bis già al primo turno e invece, a meno di sorprese, il ballottaggio sembra quasi certo: a poco meno della metà delle sezioni scrutinate è testa a testa, intorno al 45% ciascuno, tra Filippo Boscagli sostenuto dal centrodestra e Mauro Gattinoni appoggiato dal centrosinistra e sindaco uscente.

Ma è Venezia a fare davvero male ai Dem. Lì la speranza del centrosinistra era che la candidatura autorevole di Andrea Martella, deputato e con una lunga storia di impegno a livello nazionale, potesse riuscire nell’impresa o raggiungere quantomeno il ballottaggio. Proprio da Venezia, dove nelle ultime settimane sono passati tutti i leader del campo largo a sostegno di Martella, da Conte a Renzi, da Bonelli a Fratoianni, la segretaria Dem Elly Schlein aveva ipotizzato potesse partire la riscossa del campo largo per mandare a casa il governo Meloni alle Politiche del 2027. Ha vinto, invece, la continuità: Simone Venturini, 38 anni, assessore uscente della giunta Brugnaro, si avvia ad essere sindaco al primo turno, con oltre il 53% dei consensi contro il 37% di Martella (mentre l’economista Michele Boldrin porta a casa un lusinghiero risultato personale del 3,3%).

Poteva finire così anche ad Arezzo, dove il centrodestra ha schierato Marcello Comanducci, imprenditore noto per il suo impegno nel settore del turismo, ma il centrosinistra, con Vincenzo Ceccarelli, riesce a conquistare il ballottaggio. Quando ad essere scrutinate sono oltre la metà delle sezioni disponibili, 55 su 97, Comanducci è al 43,8% e Ceccarelli al 32,2% ma soprattutto Marco Donati, candidato da Azione e da alcune liste civiche, supera il 20% e diventa ago della bilancia per il ballottaggio che si profila. Nella città toscana il Pd, secondo le prime proiezioni, è il primo partito con il 21% e Fratelli d’Italia è al secondo posto con il il 18%.

A Reggio Calabria va in scena il ribaltone: il centrodestra espugna la città governata per due mandati dal centrosinistra, e Francesco Cannizzaro, deputato, sostenuto non solo da Fi, Fdi, Lega, Noi Moderati ma anche da Democrazia Cristiana-Libertas-Unione di Centro, Alternativa Popolare e Azione, vince al primo turno avvicinandosi al 70% dei voti (Domenico Battaglia sostenuto dal centrosinistra è poco sopra il 24%). A Chieti Giovanni Legnini, sostenuto dal campo largo unito è avanti con il 41,9% contro Cristiano Sicari del centrodestra (ma la Lega ha presentato un candidato sindaco diverso raccogliendo intorno al 12%) con poco più del 32%. Ad Andria, dalle prime sezioni scrutinate – lo spoglio procede a rilento – Giovanna Bruno sostenuta da tutto il campo largo sfiora il 75% dei consensi contro il candidato del centrodestra Sabino Napolitano (24%). A Macerata, con circa la metà delle schede scrutinate, la situazione è in bilico: il sindaco uscente di centrodestra Sandro Parcaroli è al 48,7%, il candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli al 42,8% (c’è anche un candidato del Terzo Polo con Azione, Mattia Orioli, che raccoglie un goloso 3,3%).

Comunali, Vannacci: bene la destra, a Vigevano candidato FnV oltre il 14%

Roma, 25 mag. (askanews) – “Le elezioni comunali hanno visto una buona affermazione delle forze politiche alternative alla sinistra e di questo ne sono contento. A Vigevano dove correva il nostro candidato, Furio Suvilla, abbiamo sfondato il 14%, superando, con la nostra lista, la Lega. Vigevano è apripista per le prossime elezioni politiche. Questi sono i veri sondaggi non quelli delle agenzie ammaestrate”. Lo dichiara il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, commentando il risultato delle elezioni comunali.

Comunali, Donzelli: vento cambiato? Sogni sinistra si infrangono su realtà

Roma, 25 mag. (askanews) – “Noi aspettiamo e rispettiamo sempre il parere dei cittadini e normalmente dalle elezioni amministrative non è mai utile trarne un risultato nazionale. Prendo atto però che la Schlein aveva dichiarato ‘da Venezia arriverà un messaggio per Giorgia Meloni’, il messaggio è arrivato. Andiamo avanti così perché mi sembra che il messaggio sia arrivato con chiarezza”. Lo ha detto il responsabile Organizzazione di Fdi, Giovanni Donzelli, commentando l’esito della tornata di amministrative.

“Si erano presentati tutti convinti a Venezia di proseguire una narrazione che in queste settimane era circolata della Meloni finita, del centrodestra in crisi, settimane e settimane che si parlano addosso e gioiscono a sinistra su come è cambiato il vento, poi arrivano gli italiani, si esprimono e si svegliano e i loro sogni si infrangono con la realtà dei fatti”.

Energy Mundi, Palumbo (Trina Solar): un evento per comprendere

Roma, 25 mag. (askanews) – “Energy Mundi è un evento molto interessante per noi che siamo presenti in Sicilia ormai da 7 anni e abbiamo sviluppato e realizzato impianti fotovoltaici. Interessante perchè ci permette di capire il contesto normativo e quali siano le intenzioni della parte amministrativa così come dei principali player che operano in questo settore e quali sono gli sviluppi futuri di tutto lo scenario energetico in quanto la Sicilia è probabilmente il principale hub a livello europeo di tutte le forme di energia ma in particolare per l’energia rinnovabile”.

Lo ha affermato ad Acireale l’Ing. Vincenzo Palumbo, responsabile sviluppo di Trina Solar Italy Systems, in occasione di Energy Mundi, il progetto promosso dall’Associazione Globe Italia e dal Gruppo Altea, con l’obiettivo di costruire un luogo stabile di confronto, approfondimento e proposta sui temi dell’energia sostenibile, delle fonti energetiche rinnovabili e della transizione ecologica.

A Milano l’evento “Oltre il traguardo: la Lombardia che cura”

Milano, 25 mag. (Askanews) – Milano-Cortina 2026 non è stata soltanto una vetrina sportiva, ma anche un banco di prova per il sistema sanitario lombardo. È così nato “Oltre il traguardo: la Lombardia che cura”, evento promosso da BeOne Medicines a Palazzo Pirelli, per riflettere in merito all’eredità organizzativa, clinica e territoriale lasciata dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali.

Al centro, il modello lombardo di sanità in rete: integrazione tra ospedali e territorio, collaborazione tra pubblico e privato, coordinamento tra emergenza-urgenza, presidi di comunità, innovazione digitale e percorsi di presa in carico del paziente. L’obiettivo è rafforzare la capacità di risposta sanitaria non solo nei contesti emergenziali, ma anche nella gestione quotidiana.

Emanuele Monti, Presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia, spiega come Regione Lombardia intende fare tutto ciò: “La Legacy Olimpica parte anche nella sanità. Chiaramente l’investimento che è stato fatto è importantissimo: l’assessore Bertolaso, il presidente Fontana ci hanno creduto fin dal primo minuto. Oggi abbiamo la fortuna di avere concretamente dei lasciti importanti in termini di strutture, protocolli organizzativi e gestionali, eccellenze non solo italiane ma internazionali”.

Nel corso dell’evento, presentati i dati raccolti durante Milano-Cortina 2026 relativi all’impatto sulla salute, sull’organizzazione sanitaria e sui percorsi clinici, con un approfondimento dedicato al “modello Niguarda”. Di questo virtuosismo parla Roberto Cairoli, Direttore SC Ematologia, ASST GOM Niguarda: “Dobbiamo dotarci di una struttura di data manager che parli con le istituzioni, con i comitati etici e con le aziende, in modo da ottenere farmaci ancora in sperimentazione clinica che, sebbene siano promettenti, non sono ancora in commercio. Questi rappresentano l’ultima frontiera di cura”.

Dati che danno indicazioni importanti, evidenziando gli elementi da migliorare e quelli che funzionano già nel migliore dei modi. Interviene in tal senso Alberto Zoli, Medical Care Manager Lombardia per i Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: “Pochi casi critici, ma gestiti al meglio con l’organizzazione comune che abbiamo creato tra Niguarda e Valtellina. Niguarda, insieme al Morelli di Sondalo, ha realizzato l’ospedale olimpico e ha gestito i due pronto soccorso olimpici e quanto occorreva per tenere aperta la parte ospedaliera, compreso il reparto fatto per la family, quindi appositamente per quella parte di popolazione che aveva un badge”.

Particolare attenzione è stata rivolta alle reti oncologiche ed ematologiche regionali e ai modelli di gestione delle cronicità e dei follow-up territoriali, temi centrali nella prospettiva di una sanità sempre più integrata e vicina ai cittadini. In questo contesto, l’evento si è proposto come un momento di confronto e restituzione dedicato alla costruzione di una visione a lungo termine: una Lombardia che, oltre il traguardo sportivo, sa investire su una sanità di rete, inclusiva, innovativa e orientata alla cura della persona.

Electrolux, Urso chiede all’azienda di ritirare il piano: irricevibile

Roma, 25 mag. (askanews) – “Il piano presentato dall’azienda è irricevibile, inaccettabile, sia per l’assenza di adeguate prospettive industriali sia per le ricadute occupazionali che comporterebbe. Chiedo a Electrolux di ritirarlo e di aprire un confronto vero, per costruire una soluzione industriale condivisa e sostenibile, fondata su investimenti, innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione”. Lo ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo quanto riporta un comunicato al tavolo Electrolux convocato oggi a Palazzo Piacentini, dell’azienda, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria, delle Regioni e dei Comuni sede degli stabilimenti del gruppo. Presenti al tavolo nazionale anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e il sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto.

Il ministro Urso ha quindi riconvocato il tavolo Electrolux per il 15 giugno alle ore 15.00, al Mimit, chiedendo all’azienda di sospendere subito ogni azione unilaterale e utilizzare i giorni che separano dalla nuova riunione per ritirare il piano e presentare una proposta industriale compatibile con le richieste avanzate da istituzioni, regioni, parti sociali e lavoratori.

“Il piano industriale annunciato da Electrolux, con il taglio di circa 1.700 posti di lavoro, è per il Governo assolutamente inaccettabile. Non possiamo consentire che il peso delle riorganizzazioni industriali ricada ancora una volta sui lavoratori e sui territori. È necessario che l’azienda si sieda con serietà al tavolo e presenti un nuovo piano industriale concreto, condiviso e sostenibile, fondato su investimenti, innovazione e tutela degli stabilimenti produttivi. La salvaguardia dell’occupazione resta per noi una priorità assoluta e l’idea che abbiamo come governo su questo tavolo è condivisa in maniera unitaria da tutte le parti coinvolte. Come ha ricordato il ministro Urso, la strada da seguire è chiara ed è quella indicata dall’articolo 1 della Costituzione: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, ha dichiarato il sottosegretario con delega alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto.

Nel corso dell’incontro, Urso ha richiamato il metodo seguito dal Mimit nelle principali crisi industriali, a partire dal caso Beko, concluso senza licenziamenti collettivi, senza chiusure di stabilimenti e con nuovi investimenti. “Le crisi industriali vanno governate, non subite: anche nelle situazioni più difficili si può arrivare a un accordo che non lasci nessuno indietro”, ha sottolineato il Ministro, evidenziando come, nel corso della legislatura, siano già stati raggiunti 39 accordi e come il numero dei tavoli di crisi attivi al Mimit sia sceso dai 55 ereditati agli attuali 43.

Urso ha infine evidenziato la dimensione europea della crisi dell’elettrodomestico, un settore strategico sempre più esposto alla sovracapacità asiatica e a una tutela europea ancora insufficiente. “Giovedì sarò a Bruxelles, dove porterò la questione al Consiglio Competitività UE, a partire dal confronto con i ministri dei Paesi ancora maggiormente coinvolti nella produzione europea del comparto. La Commissione ci ascolti, riconosca questo settore come strategico e, al pari dell’automotive, elabori un Piano per il comparto, che comprenda la revisione del CBAM con l’estensione a questi beni, reciprocità negli standard e strumenti di sostegno, anche europei, agli investimenti produttivi e alla domanda”, ha concluso.

Festival Mònde, premi speciali a Margherita Buy e Maurizio Nichetti

Roma, 25 mag. (askanews) – Margherita Buy e Maurizio Nichetti, due grandi protagonisti del cinema italiano saranno ospiti della nona edizione di “Mònde – Festa del Cinema sui Cammini”, il festival diretto da Luciano Toriello in programma a Foggia dal 28 al 31 maggio 2026.

Margherita Buy riceverà sabato 30 maggio il Premio Speciale Maria Marcone, riconoscimento assegnato dal festival a figure capaci di attraversare il cinema contemporaneo con autenticità, sensibilità e forza interpretativa. La pluripremiata attrice sarà inoltre presente con “Volare” (2023), film che segna il suo esordio alla regia e che racconta, con ironia e delicatezza, un viaggio personale dentro le proprie paure e fragilità.

Il festival renderà omaggio anche a Maurizio Nichetti, autore, regista e interprete tra i più originali del cinema italiano ed europeo, al quale sarà conferito domenica 31 maggio il Premio Speciale Fondazione Monti Uniti. Regista di film diventati cult come “Ratataplan”, “Ho fatto Splash”, “Ladri di saponette” e “Volere volare”, presenterà al pubblico “Amiche mai” (2024) e terrà una masterclass dedicata al linguaggio cinematografico e ai processi creativi, offrendo al pubblico e ai giovani autori un’occasione di confronto diretto con uno dei grandi innovatori del cinema italiano.

Mònde – Festa del Cinema sui Cammini si svolgerà a Foggia dal 28 al 31 maggio 2026 con un programma di oltre 60 eventi tra proiezioni, incontri, masterclass, concerti e attività culturali diffuse in diversi luoghi della città.

Il festival è sostenuto dalla Regione Puglia con risorse del Programma Operativo Complementare 2021-2027 – Accordo per la Coesione, Linea 6.2 Attività culturali, ed è rientrato tra i progetti che hanno ottenuto il massimo punteggio nell’Avviso regionale per i festival cinematografici 2025-2027.

Voltaggio (Eni): TEF piattaforma unica per creare filiere

Roma, 25 mag. – Durante le giornate del TEF – Taranto Eco Forum 2026, Eni, main partner dell’edizione, è intervenuta nel confronto dedicato agli ecosistemi di open innovation e al ruolo delle startup nei processi di transizione energetica, digitale e ambientale. A margine della sessione, Mattia Voltaggio, Head of Joule – Eni School for Entrepreneurship, ha sottolineato:

“Il TEF – Taranto Eco Forum è una piattaforma di dialogo unica, perché mette insieme tutti gli attori del territorio necessari per creare filiere di innovazione. Siamo convinti che il potenziale delle startup innovative, capaci di unire le competenze delle due transizioni, le competenze digitali e la conoscenza del mondo energetico, delle molecole, dell’aria, dell’acqua e della bioeconomia, possa produrre valore non solo per Eni, ma anche per l’indotto e per le piccole e medie imprese del territorio. Per fare questo serve un terreno di discussione e il TEF, ormai da diversi anni, è davvero il luogo in cui si possono costruire dialoghi, sinergie e nuove opportunità”.

Pronto a colpire per lo Stato Islamico: 22enne fermato a Reggio E.

Milano, 25 mag. (askanews) – Un 22enne italiano di origine marocchina è stato fermato dalla polizia a Reggio Emilia ed è ora in custodia cautelare in carcere. Il giovane, nato in provincia della cittadina emiliana ma senza fissa dimora, è accusato di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale. Secondo gli investigatori si sarebbe dichiarato sostenitore dello Stato Islamico e pronto a compiere un attacco armato.

L’intervento è scattato nella serata di giovedì scorso, dopo la segnalazione di un giovane che avrebbe voluto raggiungere il centro cittadino con un coltello per compiere un’aggressione. In quel momento la zona era molto affollata per un’importante partita di basket, con migliaia di spettatori, e per un evento musicale in piazza San Prospero. Gli agenti delle Volanti e della Digos hanno rintracciato il 22enne in via Roma, una laterale della centralissima via Emilia, mentre camminava da solo.

Il giovane era già monitorato dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione dal 2024. In Germania era stato arrestato per alcuni reati e, secondo quanto emerso, si era dichiarato più volte sostenitore dello Stato Islamico e intenzionato ad agire per l’organizzazione terroristica. A gennaio era rientrato in Italia dopo un provvedimento di espulsione disposto dalle autorità tedesche, che lo avevano considerato socialmente pericoloso. Dopo il rientro, la Questura di Reggio Emilia, insieme con il Centro di salute mentale e i servizi socio-assistenziali del territorio, lo aveva inserito in un percorso di assistenza. Quel percorso si era poi interrotto. Una nuova segnalazione della Direzione centrale della Polizia di prevenzione aveva infatti collegato l’utenza telefonica del giovane ad alcune chat nelle quali, secondo gli investigatori, si sarebbe parlato della preparazione di atti di matrice terroristica.

Una volta in Questura, gli accertamenti hanno fatto emergere contatti tra il 22enne e un presunto sostenitore del Daesh attraverso una piattaforma di messaggistica: l’uomo gli avrebbe proposto di istruirlo e finanziarlo per compiere un attentato, in Italia o all’estero. Secondo l’accusa, il giovane avrebbe accettato e si sarebbe nuovamente dichiarato sostenitore dello Stato Islamico. Gli agenti hanno quindi disposto il fermo e sequestrato il telefono del 22enne.

Il giovane è stato portato nella casa circondariale di Reggio Emilia e all’esito dell’udienza di convalida, il Gip ha accolto le richieste della procura e ha disposto nei confronti del 22enne la custodia cautelare in carcere. Le indagini proseguono per chiarire ulteriori aspetti della vicenda.

Max Pezzali Direttore d’eccezione di Topolino

Milano, 25 mag. (askanews) – Che cosa succede quando l’autore di hit che non smettono mai di essere cantate incontra personaggi che non smettono mai di essere letti? Su Topolino 3680 – disponibile in edicola, fumetteria e su Panini.it da mercoledì 3 giugno – Max Pezzali prende la guida del magazine a fumetti più amato come “Direttore per un numero”. Un incontro inedito tra musica e fumetto, dove l’immaginario degli anni ’90, i tormentoni senza tempo e la cultura pop si intrecciano con le avventure del settimanale edito da Panini Comics.

«Ed eccomi qua al timone di un intero numero di Topolino, un sogno che si avvera, come per un bimbo entrare in un negozio di giocattoli e poter prendere qualunque cosa. Alla consegna delle chiavi del regno ho sentito salire una grande responsabilità. Topolino è una delle realtà più autorevoli dal punto di vista non solo della qualità delle storie, del fumetto in sé, ma anche del significato sociologico che c’è dietro a ogni vignetta, a ogni singolo personaggio. Quando Alex Bertani mi ha proposto un passaggio di consegna, ho iniziato a pensare a come far sì che questo numero potesse essere conforme al livello di una pubblicazione così alta, ma allo stesso tempo contenere elementi che raccontassero la mia storia, in armonia con il mondo di Topolino», racconta Max Pezzali.

Dalla musica che attraversa le generazioni, ai fumetti che non smettono mai di parlare al futuro: sulle pagine del numero 3680 del settimanale Max Pezzali vive un nuovo capitolo dei suoi “anni d’oro”. Dopo aver tenuto il timone della nave di Sanremo, oggi guida – per un numero – l’universo Del magazine Topolino, intrecciando passioni, tormentoni e memoria pop. Perché certe storie, proprio come certe canzoni, non finiscono: restano, si trasformano e continuano a essere tramandate, diventando un mito.

«Questo numero di Topolino è una vera chicca, un esperimento mai fatto prima. Un concept comics costruito sulla falsariga di un concept album, in cui ogni storia rap presenterà una specie di traccia e dove ogni pagina contribuirà a un racconto più grande sorprendente e corale. Storie diverse ed eterogenee accomunate da uno stesso filo conduttore (o colonna sonora I se preferite). Un test insolito. Talmente “personale” che dopo 400 numeri ininterrotti ho deciso, per una settimana, di alzarmi dalla sedia di direttore e di godermi Topolino dalla poltrona! La lascerò a Max Pezzali, direttore d’eccezione, che ha portato in redazione tanta energia e un’idea precisa di narrazione», commenta Alex Bertani, Direttore di Topolino.

Tutte le storie nascono da spunti, passioni, idee e tematiche care a Max Pezzali, poi sviluppate da un team di talentuosi autori Disney. Ad aprire il numero è Paperino e il suono del tempo, scritta da Tito Faraci e disegnata da Alessandro Perina, con Pezzali protagonista in una inedita versione “paperizzata”. E c’è anche un curioso gioco del destino dietro questo incontro sulle pagine di Topolino: Tito e Max si conoscono infatti fin dai tempi dell’università, uniti dalla passione per i fumetti, la musica e dalla ricerca di uno spazio dove poter suonare. «A un certo punto condividemmo un’improbabile sala prove in un edificio di proprietà di un comune sperduto della bassa pavese… E non andò benissimo!», racconta Pezzali.

Si prosegue con quattro autoconclusive – L’ispirazione arriva quando meno te l’aspetti – Nord, Sud, Ovest ed Est – realizzate da Claudio Sciarrone, che vedono ancora una volta Max Pezzali in versione Papero. Completano il numero altre cinque storie, tutte ispirate alle passioni, all’universo narrativo e al linguaggio dell’artista: Chilometri di lettere, scritta da Marco Nucci e disegnata da Davide Cesarello, Manetta e la squadra che vince sempre, firmata da Roberto Gagnor e Luca Usai, Il paperotto che leggeva Rider Duck, sceneggiata da Francesco Pelosi e disegnata da Giampaolo Soldati, Paperino e la lunga giornata dell’eroe, di Marco Nucci e Andrea Maccarini, e Vecchia storia, stessi amici, firmata da Corrado Mastantuono come autore completo.

Naturalmente, l’universo dell’artista incontra quello Disney anche nella cover d’eccezione realizzata da Alessandro Perina. L’inizio perfetto dell’incredibile viaggio che guiderà i lettori in questo speciale numero, in cui lo sguardo e lo stile di Max Pezzali si fanno racconto, trasformando ricordi e passioni in nuove storie da leggere, da vivere e rileggere.

Tra desiderio e trauma, dopo Venezia 82 arriva in sala "Hiedra"

Roma, 25 mag. (askanews) – Dopo il successo all’82esima Mostra del Cinema di Venezia, dove, nella sezione Orizzonti, si è aggiudicato il premio Miglior Sceneggiatura, uscirà al cinema il 27 maggio, distribuito da MFF – Michael Fantauzzi Film, “Hiedra”, il nuovo film scritto e diretto da Ana Cristina Barragán.

Interpretato da Simone Bucio e da Francis Eddú Llumiquinga, al suo esordio cinematografico, Hiedra è un’opera che si muove sul confine tra desiderio e trauma, costruendo un racconto sospeso, attraversato da una tensione costante tra attrazione e distanza.

Al centro della storia Azucena, una donna di trent’anni che osserva da lontano un gruppo di adolescenti in una casa famiglia. Tra loro c’è Julio, diciassettenne, con cui nasce un legame ambiguo e istintivo. Nonostante le differenze sociali che li separano, il riconoscimento reciproco e le ferite che entrambi portano li conducono verso un percorso comune, lontano da ogni forma di appartenenza, fino a un paesaggio vulcanico che diventa spazio di trasformazione.

Con “Hiedra”, Barragán prosegue una ricerca cinematografica che privilegia ciò che resta implicito rispetto a ciò che viene dichiarato. Il film si costruisce per sottrazione, lavorando sulle zone d’ombra dell’intimità e lasciando emergere il non detto attraverso i corpi, i gesti e i silenzi. La macchina da presa si avvicina ai personaggi con discrezione, quasi come una presenza invisibile, restituendo una dimensione fisica e sensoriale dell’esperienza.

Il lavoro con attori non professionisti, affiancati da una protagonista di grande intensità come Simone Bucio, contribuisce a creare una materia viva, in cui fragilità e spontaneità diventano elementi centrali della messa in scena. Ne deriva un film che rifiuta ogni forma di spiegazione didascalica e si affida piuttosto a una costruzione emotiva e percettiva, capace di evocare più che raccontare.

“Mi interessava la forza dell’ambiguità, ciò che si muove sotto la superficie della storia. Il formicolio al braccio quando è il gomito a urtare, il volto che si accende per l’ansia, la ferita dell’infanzia che si rivela nei piccoli gesti. Volevo portare al limite le intimità che abbiamo stabilito come normali. In Hiedra cerco qualcosa di disordinato nel desiderio, qualcosa di irrisolto, edipico”, ha spiegato la regista.

Dopo Alba (2016), presentato al Festival di Rotterdam e candidato dell’Ecuador agli Oscar, e La Piel Pulpo (2022), selezionato al festival di San Sebastian, Hiedra segna un nuovo capitolo nel percorso autoriale della Barragán, confermandola come una delle voci più personali e riconoscibili del cinema contemporaneo latinoamericano. Attualmente sta sviluppando: il suo quarto lungometraggio, “Amapola”, una serie di finzione intitolata “La Costra y la Miel”, il suo primo documentario e diversi progetti di fotografia analogica e scrittura.

Sclerosi multipla, al via settimana nazionale dal 23 al 30 maggio

Milano, 25 mag. (askanews) – Dal 23 al 30 maggio torna la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla promossa dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la sua Fondazione FISM. Presso l’Hangar Bicocca, per l’evento di AISM “Lo sguardo oltre – Per costruire insieme il nostro domani” grande risalto all’Agenda 2030 della SM: un progetto che punta a migliorare ricerca, diagnosi e qualità della vita delle oltre 150 mila persone che convivono con la malattia in Italia.

Sensibilizzazione, diritti e inclusione: la Settimana Nazionale vuole accendere i riflettori sulle esigenze delle persone affette dalla malattia e sul ruolo delle istituzioni nel costruire un futuro più accessibile e vicino ai pazienti. Ha parlato così Francesco Vacca, Presidente Nazionale AISM: “Nella settimana della sclerosi multipla, ogni anno, noi andiamo sulle piazze proprio a sensibilizzare le persone sulla sclerosi multipla. Quest’anno l’evento grande di questa settimana è il lancio della nostra agenda, dell’agenda 2030 che è uno sguardo verso il futuro. Noi, ogni cinque anni, abbiamo un’agenda che è un documento programmatico, ma non programmatico di AIS, ma programmatico per il Paese, perché noi vogliamo che istituzioni e stakeholder se ne prendano in carico un pezzettino, perché da soli non riusciremo a portare a casa tutto e quindi di conseguenza abbiamo bisogno di aiuto”.

Dalla diagnosi precoce alle nuove terapie, passando per la ricerca scientifica: la sfida della sclerosi multipla non si gioca solo nei laboratori e nei centri di ricerca. Ne ha parlato Mario Alberto Battaglia, Presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e presidente della Federazione Internazionale Sclerosi Multipla: “L’agenda 2030 per la sclerosi multipla e le patologie correlate vuole essere una pietra miliare che cambia la realtà di queste malattie per le persone e per le famiglie. Oggi possiamo farlo con i farmaci che ci sono, con quelli che arriveranno, con un buon approccio riabilitativo, con il servizio psicologico, con tutti quei servizi che insieme possono consentire il lavoro, una buona qualità di vita, piena inclusione. Le leggi di oggi vanno applicate, le disponibilità di strumenti ci sono e la persona è al centro di tutte le soluzioni che possono essere trovate e discusse con tutti gli stakeholder. In primis con le reti assistenziali, sanitarie e sociali”.

Dietro i numeri ci sono storie quotidiane fatte di ostacoli, forza e voglia di normalità. La convivenza con la sclerosi multipla significa affrontare ogni giorno sfide personali, lavorative e sociali. “Io faccio l’attrice, ci ho messo tantissimo tempo a farmi spazio nel mondo dell’apparire ed è stato molto difficile. Tante porte mi sono state chiuse in faccia ma io, con grande fiducia, ho continuato a bussare alle porte perché voglio fare questo lavoro, voglio continuare a lavorare nonostante la sclerosi multipla perché la protagonista della mia vita sono io e non è lei” le dichiarazioni di Antonella Ferrari, Madrina AISM.

Accesso alle cure, servizi sul territorio e sostegno concreto nella vita quotidiana: chi convive con la sclerosi multipla chiede maggiore attenzione da parte del sistema sanitario e delle istituzioni, per non sentirsi lasciato solo davanti alla malattia. “Credo che l’agenda 2030 ci dia la possibilità di ripensare il sistema cura salute proprio intorno alla persona a 360 gradi, grazie anche ad una leva importante che è quella del progetto di vita che le persone con sclerosi multipla, le persone con disabilità in generale, possono attivare” ha concluso Angela Martino, Testimonianza persona con SM.

Eventi, ricerca e testimonianze per informare e sensibilizzare il Paese su una malattia che colpisce soprattutto i giovani adulti. Il 28 maggio inoltre, l’Agenda SM e patologie correlate 2030 sarà al centro dell’incontro istituzionale alla Camera dei Deputati, in occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla.

"Hippy ya yo (Però anche no)" è il nuovo singolo di J-Ax

Milano, 25 mag. (askanews) – Venerdì 29 maggio disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali “Hippy ya yo (Però anche no)”, nuovo singolo di J-Ax. Rap, country e folk per il cantautore milanese che da il benvenuto all’estate con atmosfere da toga party e immagini che fanno venire voglia di ballare, cantare e divertirsi, di fare festa alla vita senza smettere di riflettere e di pensare.

Con la sua inimitabile cifra stilistica lo zio d’Italia parla del bisogno urgente di abbassare i toni e racconta il suo rifiuto per la guerra. “Hippy ya yo (Però anche no)” è l’invito a dire no alla violenza e agli estremismi per difendere la libertà individuale senza cadere nell’odio e nella contrapposizione continua.

Un inno pacifista fuori dagli schemi tra peace & love e quel “però anche no” che descrive perfettamente la visione del mondo di J-Ax. L’importante è non rifiutare intere culture solo perché una parte di quella cultura per noi è sbagliata. Ad esempio amare il cibo americano e la loro musica ma rifiutare di essere trascinati in guerra “Pollo fritto, rap e country, Basi Nato qui, però anche no”.

“Hippy ya yo (Però anche no)” anticipa l’uscita del nuovo album “Vita Morte e Miracoli”. J-Ax tornerà live in quattro prime date sabato 10 e domenica 11 ottobre al Fabrique a Milano e venerdì 23 e sabato 24 ottobre all’Atlantico di Roma, dove canterà gli ultimi brani e naturalmente una oculata selezione dei brani preferiti dai suoi fan.

I biglietti sono disponibili su www.ticketone.it

TG Poste, Poste Italiane motore dell’economia italiana

Roma, 25 mag. (askanews) – Nel 2025 l’attività di Poste Italiane ha generato circa 14 miliardi di euro di Pil, oltre mezzo punto percentuale dell’economia nazionale. Secondo l’ultima Relazione Finanziaria del Gruppo guidato dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante, in un anno sono stati sostenuti oltre 7 miliardi di euro di redditi da lavoro e circa 182 mila posti di lavoro tra effetti diretti, indiretti e indotti lungo tutta la filiera economica. Il contributo alle Pubbliche Amministrazioni è stato pari a 2,6 miliardi di euro tra imposte e altre entrate fiscali. Dal 2018 al 2025 l’impatto complessivo sul Sistema Paese supera i 104 miliardi di euro di Pil. Il servizio del TG Poste

TEF 2026, Moretti: Taranto genera nuovi contenuti

Roma, 25 mag. – La partecipazione di Ferrara Expo alla quarta edizione del Taranto Eco Forum rafforza il legame tra l’esperienza di RemTech Expo e il percorso costruito negli ultimi anni a Taranto. Andrea Moretti, presidente di Ferrara Expo, ha evidenziato il valore di una collaborazione che mette in rete territori, competenze e innovazione sui temi della rigenerazione ambientale.

“Come presidente di Ferrara Expo sono particolarmente orgoglioso di partecipare alla quarta edizione del Taranto Eco Forum, un evento ormai consolidato, che in questi anni ha costruito una propria identità. È un orgoglio legato anche al fatto che questo percorso nasce dalla collaborazione con RemTech Expo, evento che Ferrara Expo organizza da anni a Ferrara. Il TEF genera nuovi contenuti che arricchiscono il lavoro portato avanti su innovazione tecnologica, progresso scientifico, tutela del pianeta, dei territori e della società. Questa è la direzione giusta: stiamo crescendo insieme, rafforzando una comunità che ha una responsabilità enorme nei confronti del futuro e del bene comune”, ha dichiarato Moretti.

Mazza (Edison): Il TEF consolida il dialogo con un territorio

Roma, 25 mag. – Durante le giornate del TEF – Taranto Eco Forum 2026, che si è tenuto il 21 e 22 maggio a Taranto, Edison, Platinum Partner dell’edizione, è intervenuta nel confronto dedicato alla transizione energetica, all’innovazione e allo sviluppo sostenibile dei territori. A seguito della sessione, Leonardo Mazza, Puglia Green Hydrogen Valley Project Director di Edison, ha evidenziato il valore del Forum come luogo di dialogo con le istituzioni e con il territorio pugliese:

“Essere al fianco del TEF – Taranto Eco Forum ci fa veramente molto piacere, perché lo consideriamo un evento fondamentale per consolidare il dialogo con le istituzioni e con il territorio di una regione chiave per l’implementazione della strategia di transizione energetica del Gruppo Edison. Al Forum stiamo raccontando le iniziative in corso in quattro macroambiti: le progettualità per la valorizzazione delle risorse portate avanti da Edison Next; i nuovi vettori energetici, come l’idrogeno verde, con un focus sulle sfide e sulle opportunità del progetto Puglia Green Hydrogen Valley; la mobilità sostenibile, ambito verso il quale il Gruppo ha un approccio di neutralità tecnologica; e le iniziative per lo sviluppo di una filiera formativa a supporto dell’indotto locale”.

Al Motion OEM Hub alle porte di Milano si guarda al futuro

Milano, 25 mag. (askanews) – Sviluppo costante delle nuove tecnologie, con un occhio attento agli aspetti di efficienza energetica e alla Cybersecurity. Sono questi i pilastri dell’ABB Motion OEM Hub di Vittuone, centro di eccellenza di ABB dedicato ai costruttori di macchine italiani ed europei. Aida Curci, Responsabile Motion OEM Hub Sud Europa e Middle-Est Africa, racconta la realtà sita alle porte di Milano: “Il Motion OEM Hub non è solo uno spazio fisico, ma un vero e proprio laboratorio tecnologico all’interno del quale siamo in grado di replicare le applicazioni dei nostri clienti da 0 fino a 400 kW. I servizi che offriamo sono completamente gratuiti, in quanto il fine ultimo è quello di costruire un rapporto di partnership che permetta ai nostri clienti di diventare i migliori nel loro segmento di riferimento grazie alle nostre tecnologie. Oltre 50 esperti, esperti di applicazioni e prodotti quali motori, drives, PNC, sistemi di automazione e prodotti di terze parti, collaborano all’interno di questa struttura, con l’obiettivo di diventare una community of expert”.

Sono oltre 50 gli esperti altamente specializzati che operano quotidianamente nell’hub, in cui vige una particolare attenzione al delicato tema dell’efficienza energetica, come spiegato ancora da Curci: “L’efficienza energetica è una priorità, oltre che un’urgenza. Pensate che noi di ABB abbiamo una vera e propria agenda di sostenibilità, all’interno della quale l’efficienza energetica è una componente fondamentale. All’interno del Motion OEM Hub, abbiamo la possibilità di dimostrare ai nostri clienti come, la scelta delle nostre tecnologie, possa contribuire a un incremento concreto dell’efficienza energetica delle macchine”.

Fra gli aspetti in cui nell’Motion OEM Hub di Vittuone si fa più attenzione, poi, c’è quello della cybersecurity: “La cybersecurity è sicuramente una priorità dei nostri giorni. Se pensiamo che, con l’avvento dell’intelligenza artificiale e con l’aumento dell’energia richiesta dai datacenter sempre crescenti, ormai sempre di più abbiamo a che fare con sistemi complessi dove, tantissimi prodotti come motori, drives, sistemi scada e PLC sono interconnessi tra di loro. Ciascuno di questi punti può rappresentare un veicolo, o comunque un punto di ingresso, una minaccia dal punto di vista digitale”.

Quello di Vittuone, dunque, per ABB non è un semplice showroom tecnologico, ma un ambiente operativo in cui vengono replicate le condizioni reali degli impianti dei clienti, consentendo di testare nuove soluzioni senza rischi per la produzione e di sviluppare progetti su misura in co-progettazione con i costruttori stessi.

CCNL, la sfida dell’equivalenza sui contratti di lavoro

Roma, 25 mag. (askanews) – Durante il Festival del Lavoro tenutosi a Roma, è stato presentato all’interno del Centro Congressi La Nuvola “CCNL Equivalenti”, il volume nato per offrire ai professionisti, alle imprese e agli operatori una guida chiara e trasparente su come leggere un contratto collettivo e cosa pretendere dallo stesso. In un momento storico dove soprattutto il settore lavoro attraversa una forte perturbazione, diventa di fondamentale importanza avere ben chiaro quali sono le condizioni e le tutele in un rapporto lavorativo.

L’intervista a Andrea Cafà, presidente CIFA Italia e presidente di FonARCom: “Il libro ha un duplice obiettivo, il primo è quello di dare una corretta informazione ad HR, amministrazioni pubbliche, stazioni appaltanti, imprenditori, consulenti, professionisti, addetti ai lavori per capire come si realizza un’equivalenza tra un contratto collettivo e un altro richiesto dalla legge del Codice Appalti. Oltre a questa spiegazione, dove serviva un caso pratico, abbiamo messo in comparazione il nostro CCNL intersettoriale Commercio Terziario Distribuzione Servizi e Pubblici Esercizi in comparazione con un contratto leader.”

Il libro, che analizza il lato giuridico dei contratti di lavoro collettivi, non esaurisce qui le sue finalità. Esso diviene uno strumento per operatori economici ed HR manager, che vengono chiamati a documentare l’effettiva equivalenza delle tutele.

Il commento di Paolo Pizzuti, professore di diritto del lavoro presso l’università del Molise:”Il messaggio è che la contrattazione collettiva è un riferimento importante per tutelare il lavoro, i lavoratori e i contratti collettivi che hanno questo compito sono quelli comparativamente più rappresentativi, ma non solo, anche quelli che hanno un contenuto uguale, analogo, equivalente ai primi, questo consente di tutelare il pluralismo sindacale perché la nostra Costituzione impone che qualunque sindacato possa esprimersi attraverso il principale strumento che è il contratto collettivo, se però il contratto collettivo rispetta quelli che sono gli standard tutelanti, quindi la rappresentatività è importante ma è più importante e decisivo il contenuto del contratto”.

Le parole di Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confsal:”Attraverso l’equivalenza noi puntiamo all’affermazione di una contrattazione collettiva che porta ai lavoratori miglioramenti economici anche rispetto alla contrattazione di riferimento”.

Riflessione sulle dinamiche industriali, analisi giuridica e utilizzo degli strumenti operativi. Il libro prova a unire le tre tematiche e lancia un messaggio chiaro: quando si firma un contratto, è bene porre particolare attenzione ad elementi quali retribuzione, orario, part-time, malattia, maternità; verificando al contempo tutele economiche e normative equivalenti, senza farsi condizionare dalla fama delle sigle.

Guè, TonyPitony e Shablo annunciano il singolo Cadillac

Milano, 25 mag. (askanews) – Per la prima volta insieme un trio che già si preannuncia iconico: Guè, TonyPitony e Shablo annunciano il singolo Cadillac, disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 29 maggio 2026. Cadillac, nasce come un dialogo a tre voci in cui scrittura, interpretazione e produzione si intrecciano. È una corsa all’ultimo centimetro, in cui ogni barra diventa parte di una sfida condivisa e ogni dettaglio ridefinisce i confini della collaborazione. Il brano unisce il meglio dei tre mondi: il carisma e il savoir faire delle rime Gué, la raffinatezza delle produzioni di Shablo, il sound e l’ironia inconfondibile di TonyPitony. Tre artisti che hanno segnato, ciascuno a modo proprio, l’immaginario della musica italiana si incontrano in un brano destinato a lasciare il segno.

Comunali, affluenza definitiva al 60,06% in calo del 4,85%

Roma, 25 mag. (askanews) – Il dato finale dell’affluenza in 6.278 seggi per le elezioni amministrative per il rinnovo di 748 sindaci e consigli comunali è del 60,06% rispetto al 64,91% della tornata elettorale precedente negli stessi comuni, in calo del 4,85%.

Solo in Umbria dove si votava in 14 comuni l’affluenza è stata superiore al 70%, 70,78% per la precisione, contro il 76,01% delle ultime amministrative.

Fanalino di coda il Molise – dove si rinnovavano le assemblee comunali in 44 città – con il 47,71% contro il 52,30% della volta precedente.

Lazza "Re Mida" della musica italiana, per lui nuovo record

Milano, 25 mag. (askanews) – Nuovo record per Lazza. Il suo album “Re Mida” registra un risultato unico nel panorama discografico italiano: con 377 settimane di permanenza nella Top 100 Album FIMI/NIQ, il progetto risulta oggi l’unico album a mantenere una presenza stabile in classifica per un periodo così esteso.

Secondo lavoro in studio dell’artista, pubblicato nel 2019 per Island Records e certificato 5 volte Disco di Platino, “Re Mida” ha consolidato negli anni numeri costanti, attraversando diverse generazioni di pubblico e confermando una longevità rara all’interno del mercato italiano.

Quello delle 377 settimane senza mai uscire dalla Top 100 FIMI/NIQ è un dato senza precedenti, che certifica sì il successo del progetto nel momento della sua uscita, ma soprattutto la sua capacità di rimanere centrale nel tempo, diventando un punto di riferimento stabile della discografia.

A questo traguardo si aggiunge la nuova certificazione ottenuta oggi: il brano Buio davanti, incluso nell’album “LOCURA”, conquista il Doppio Disco di Platino, portando il palmarès di Lazza a quota 1 Disco di Diamante, 109 Platini e 47 Dischi d’Oro.

Piazza di Siena, al via primo Fip Arena Polo European Championship

Roma, 25 mag. (askanews) – Il grande polo internazionale torna a Piazza di Siena con la prima edizione del FIP Arena Polo European Championship – U.S. Polo Assn. Trophy, in programma al Galoppatoio di Villa Borghese dal 27 al 30 maggio. L’evento, organizzato dalla Federazione Italiana Sport Equestri con il contributo del Ministero per lo Sport e promosso dalla Federazione Internazionale Polo, vedrà in campo quattro nazionali: Italia, Francia, Inghilterra e Svizzera.

La manifestazione – si legge in una nota – si aprirà domani, martedì 26 maggio, alle 16.30 con la sfilata inaugurale dei giocatori a cavallo da Piazzale delle Canestre fino alla Terrazza del Pincio, attraverso Villa Borghese, con l’accompagnamento della Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo. L’ingresso alle tribune del Galoppatoio sarà gratuito. La competizione entrerà nel vivo da mercoledì 27 maggio alle 21.30 con il match tra Francia e Inghilterra. Giovedì debutto dell’Italia contro la Svizzera. Venerdì 29 le semifinali e sabato 30 le finali a partire dalle 20.30.

Accanto al torneo principale, spazio anche alla NextGen con un triangolare di Junior Polo tra Lazio, Sardegna ed Emilia Romagna, in programma prima delle gare ufficiali di mercoledì e giovedì. L’Arena Polo, disciplina giocata su campo in sabbia con squadre da tre giocatori, proporrà una formula più veloce e dinamica rispetto al polo tradizionale, con continui cambi di fronte e grande intensità. Il Galoppatoio si trasformerà inoltre in un’arena serale con eventi collaterali, area hospitality e momenti di intrattenimento, tra aperitivi e cene a bordocampo.

L’edizione 2026 si inserisce nel percorso di valorizzazione delle strutture di Villa Borghese: tra gli interventi previsti anche la riqualificazione delle Scuderie delle Botticelle, che ospiteranno parte dei cavalli delle squadre partecipanti. “È un appuntamento capace di unire tradizione, spettacolo e grande passione sportiva”, ha dichiarato il presidente della FISE Marco Di Paola, sottolineando il valore del torneo nell’anno del centenario della Federazione e dello CSIO di Piazza di Siena.

Il programma prevede:

Martedì 26 maggio 16.30 sfilata delle squadre a Villa Borghese

Mercoledì 27 maggio 20.30 Junior Polo 21.30 Francia-Inghilterra

Giovedì 28 maggio 20.30 Junior Polo 21.30 Italia-Svizzera

Venerdì 29 maggio 20.30 semifinali

Sabato 30 maggio 20.30 finale 3° posto 21.30 finale 1° posto

Ebola, monitoraggio sanitario per alcune persone rientrate in Italia dall’Uganda

Roma, 25 mag. (askanews) – Il Ministero della Salute comunica, con riferimento all’epidemia di malattia da Virus Bundibugyo-BVD che si è sviluppata nella Repubblica Democratica del Congo, che sono attualmente in corso approfondimenti sanitari relativi ad alcuni soggetti rientrati nelle scorse ore dall’Uganda e sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica presso strutture ospedaliere ad alta specializzazione.

In particolare, 2 persone con sintomatologia febbrile sono state trasferite presso il “Sacco” di Milano, struttura dotata dei più elevati livelli di biocontenimento e di gestione delle malattie infettive ad alto rischio, dove saranno eseguiti gli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali. Le altre persone appartenenti ai nuclei familiari coinvolti sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti. Il Ministero della Salute, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia, che si è subito attivata.

Il Ministero monitora costantemente l’evolversi della situazione relativa al virus Ebola in stretto raccordo con le Regioni, l’Istituto Superiore di Sanità, le strutture ospedaliere di riferimento, le autorità sanitarie nazionali e tutti gli enti coinvolti. Proprio nella giornata di ieri il Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute ha partecipato alla riunione dell’HSC-Health Security Committee della Commissione europea e ha organizzato un punto di coordinamento nazionale dedicato alla situazione Ebola, con la partecipazione dei rappresentanti dei Ministeri degli Affari Esteri, della Difesa e dell’Interno, dell’Unità di Crisi, dell’Istituto Superiore di Sanità, del Consiglio Superiore di Sanità, del Coordinamento interregionale prevenzione, dell’Istituto Spallanzani, dell’Ospedale Sacco di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia.

Il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate. Il Ministero della Salute continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell’evoluzione del quadro epidemiologico e degli esiti diagnostici in corso. “Il rischio in Italia – si precisa – resta molto basso”.

Cartoons on the Bay, dal 27 al 30 maggio edizione numero 30 a Pescara

Roma, 25 mag. (askanews) – Mondo dell’animazione in festa per i 30 anni di Cartoons on the Bay. L’International Animation and Transmedia Festival, promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com con la direzione artistica di Adriano Monti Buzzetti, in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara, spegne le trenta candeline dal 27 al 30 maggio nella città abruzzese, aprendo i lavori all’Aurum, che ospiterà i programmi professionale, cinema e scuole, e nel cuore della città (Piazza Salotto e Corso Umberto I), dove andrà in scena il programma pubblico e si svolgeranno le attività del Cartoons on the Bay Village.

Sono 325 le opere iscritte al Pulcinella Awards 2026 nelle sette categorie (Preschool Tv Show, Upper Preschool Tv Show, Kids Tv Show, Youth Tv Show, Interactive Animation, Short Film, Feature Film) di artisti e studi provenienti da 53 paesi nel mondo. L’edizione del trentennale di Cartoons on the Bay assegnerà i Pulcinella Career Award al regista Kirk Wise, noto al grande pubblico per avere diretto capolavori Disney come “La bella e la bestia”, “Il gobbo di Notre Dame”, “Atlantis – L’impero perduto” e all’autore di videogame Don Daglow, maestro in video giochi di simulazione e di ruolo. Pera Toons sarà premiato con il Pulcinella Digital Award, la piattaforma di gioco online Roblox con il Pulcinella Immersive Award. Il riconoscimento Studio of the Year andrà a Cartobaleno, l’International Studio of the year alla belga Peyo Company, il Pulcinella Diversity Award al videogioco Bye Sweet Carole (di Chris Darril), il Pulcinella Transmedia Award a Pokémon. Sarà il Belgio il paese ospite dell’edizione 2026, al quale il Festival dedicherà panel e proiezioni. Il regista Alessandro Rak riceverà il premio Sergio Bonelli, realizzato in collaborazione con Sergio Bonelli Editore, giunto alla quinta edizione.

Ospiti di Cartoons nomi di primo piano del mondo del disegno e dell’animazione, gli illustratori di Magic Domenico Cava e Katerina Ladon, la fumettista e scrittrice Barbara Baraldi, lo scrittore e sceneggiatore Pierdomenico Baccalario. Tre le mostre organizzate da Cartoons a Pescara: “Oltre le Terre di Mezzo: visioni tolkeniane” di Angelo Montanini, curata da Emanuele Vietina in collaborazione con Lucca Comics, “Corto Maltese, un mare infinito” sul leggendario marinaio avventuriero di Hugo Pratt e curata da Patrizia Zanotti e Marco Steiner, entrambe allestite nei saloni dell’Aurum, e quella lungo Corso Umberto I, “Quarant’anni di sogni e incubi con Dylan Dog” in collaborazione con Sergio Bonelli Editore.

A celebrare il traguardo del trentennale è anche il manifesto disegnato da Francesca Ghermandi, che raffigura una sirena con cappello e maschera di Pulcinella che emerge dalle acque del mare Adriatico. Protagonisti di Cartoons on the Bay anche gli studenti di classi primarie e secondarie di primo e secondo grado. Ad animare gli incontri mattutini all’Aurum, che alterneranno momenti di spettacolo, gioco e divulgazione, saranno popolari personaggi della tv e della radio, da Armando Traverso e il pupazzo Krud al trio Dodò, Laura e Andrea de “L’albero azzurro”, al doppiatore di cinema e Tv Fabrizio Vidale. Pescara al centro del Festival anche con il Cartoons on the Bay Village, quest’anno allestito in Piazza Salotto, che consentirà al pubblico di ogni età di sperimentare giochi e attività dalle dieci del mattino a mezzanotte e di incontrare ospiti speciali del mondo dell’animazione.

A completare il programma, due serate di grande spettacolo. A esibirsi sul palco allestito in Piazza della Rinascita (Piazza Salotto) alle ore 21.00 saranno Carl Brave, con un live acustico, e a seguire il dj-set di Ema Stokholma (venerdì 29 maggio) e Cristina D’Avena feat. Gem Boy, seguita dal dj-set di Claudio Cannizzaro (sabato 30 maggio). Gli eventi saranno a in- gresso libero e gratuito. Main partner di Cartoons on the Bay sono RaiPlay, Rai Kids, Rai Radio2, Rai Radio Kids.

Rai Kids porta a Cartoons una presenza articolata, che intreccia divulgazione, intrattenimento e confronto professionale: anteprime, uno spettacolo live, un laboratorio, un corner espositivo all’Aurum e un panel istituzionale. RaiPlay propone un’offerta esclusiva interamente dedicata all’evento, con contenuti legati ai temi portanti dell’edizione, disponibile all’indirizzo: https://www.raiplay.it/cartoonsonthebay. Anche Rai Radio Kids, No Name Radio, Radio Tutta Italiana a Pescara. Oltre agli spettacoli di Radio Kids inseriti nel programma scuole, la Direzione Radio Digitali Specializzate e Podcast sarà presente con le playlist di No Name Radio e Radio Tutta Italiana, che accompagneranno il pubblico negli spazi del Village e del Corso.

Elezioni comunali, la situazione aggiornata

Roma, 25 mag. (askanews) – Di seguito le notizie principali sulle elezioni comunali dopo la chiusura dei seggi alle 15. Si è votato per 750 nuovi sindaci. I ballottaggi sono previsti per il 7 e l’8 giugno. Riflettori puntati su Venezia, Reggio Calabria e sul ritorno di De Luca a Salerno.

-15:18 Salerno, exit poll opinio Rai: De Luca avanti tra il 56 e il 60%.

-15:17 Arezzo, exit poll Opinio-Rai: Comanducci avanti al 41,5-45,5%.

-15:09 Venezia, exit poll Opinio-Rai: Venturini (Cdx) 47-51%, Martella (Cs) 40-44%.

-15:07 Prato, exit poll Opinio-Rai: Biffoni (centrosinistra) 49,5-53,5.

-15:00 Le 15 è l’orario previsto per la chiusura dei seggi.

Grado, dalla spiaggia di Sissi al wellness di ultima generazione

Grado, 25 mag. (askanews) – Destinazione Grado: dalla spiaggia di Sissi al wellness di ultima generazione, conosciuta come “Isola del sole” con i suoi chilometri di arenili esposti a sud, Grado nel 2025 è stata spiaggia record italiano di assegnazione di Bandiere Blu insieme con la località ligure di Moneglia. E con un mare così pulito, l’acqua è anche una cura. Va detto che le Terme Marine di Grado furono costruite in epoca austroungarica e sono appena state rinnovate con una nuova area wellness spa che si aggiunge all’ala sanitaria. Agostino Marcon presidente del Consorzio Grado Turismo ci spiega che Grado un tempo era territorio austriaco e da secoli era una località turistica, molto amata anche dall’imperatrice Sissi alla quale è dedicata una parte di spiaggia:

“Siamo una località che fa circa un milione e mezzo di presenze all’anno. Il primo mercato rimane austriaco. Poi abbiamo una clientela tedesca, abbiamo una clientela dei Paesi dell’est, però l’impronta principale è di una località molto tranquilla: la nostra clientela è di famiglie, con bambini e giovani. Come dicevo prima, l’acqua è molto bassa, quindi è una località sicura anche per le famiglie. Abbiamo la spiaggia principale, che è la Git, una spiaggia chiusa: per entrare, o si paga il biglietto, o comunque bisogna passare da varchi controllati”, dice.

Il mare che rigenera e il sole che illumina. La scienza che innova. Il benessere che dura nel tempo. Come base il Sea Water Hub, un ecosistema dove acqua marina, iodio, sabbia, aria della laguna e sole – i cinque elementi naturali dell’isola – vengono combinati e valorizzati in modo scientifico per creare rituali di benessere, percorsi rigenerativi e programmi legati alla longevità, ovvero i percorsi di Longevity Healthspan, secondo uno stile che può sembrare un po’ austero ma che bada all’essenzialità.

Nata in epoca romana come scalo mercantile di Aquileia, Grado è poi un labirinto di calli e campielli sui quali si affacciano le pittoresche case dei pescatori. Ma anche una delle località più romantiche del Friuli Venezia Giulia. Per famiglie e per chi cerca il mare, cultura e storia, soprattutto con i nuovissimi spazi espositivi del Museo Civico del Tesoro di Grado oltre al sorprendente e interattivo Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico, dove persino un relitto prende nuova vita.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandro Violante

Immagini askanews

Tennis, per Berrettini buona la prima a Parigi

Roma, 25 mag. (askanews) – Matteo Berrettini vince e convince nel debutto a Parigi. Il romano, sceso al n. 105 del ranking, ha sconfitto in rimonta al 1° turno del Roland Garros l’ungherese Marton Fucsovics, 65 del mondo per 6-7, 7-5, 6-1, 6-2.. L’azzurro, che non giocava lo Slam parigino dal 2021, anno in cui perse in quarti di finale perso contro Novak Djokovic, è stato solido al servizio (13 ace, 59% di prime), sfruttando la velocità dei campi bollenti e salvando sei palle break sulle sette concesse. Per Matteo si tratta anche della prima vittoria Slam da quella ottenuta contro Norrie al 1° turno degli Australian Open 2025. Giovedì sfiderà al 2° turno il francese Arthur Rinderknech (25 ATP), che ha superato in tre set il qualificato austriaco Jurij Rodionov, n. 158 e che guida 1-0 nei precedenti.

Tennis, per Paolini debutto vincente a Parigi

Roma, 25 mag. (askanews) – Jasmine Paolini ritrova il sorriso a Parigi. La n. 13 del mondo debutta infatti con un successo al Roland Garros 2026. Sul campo Simonne Mathieu la toscana ha infatti superato l’ucraina Dayana Yastremska, n.45 del ranking, con i parziali di 7-5, 6-3. Finalista nel 2024, Jasmine si conferma solida negli Slam, dove ha superato il primo turno negli ultimi dieci Slam giocati. Paolini affronterà al 2° turno l’argentina Solana Sierra, n. 68 del mondo, che ha sorprendentemente eliminato la britannica Emma Raducanu, vincendo così il suo primo match in carriera al Roland Garros.

Nepi Molineris: "Curling a Colle Oppio con tre piste da giugno"

Roma, 25 mag. (askanews) – Dal ghiaccio olimpico al cuore di Roma. Da metà giugno e fino a metà settembre – si legge in una nota – il curling approda al Parco di Colle Oppio, all’ombra del Colosseo, trasformando uno dei luoghi simbolo della rigenerazione urbana e sportiva della Capitale in un nuovo punto di riferimento per lo sport accessibile e inclusivo.

L’iniziativa porterà per la prima volta nella Capitale una disciplina che negli ultimi anni è diventata un vero fenomeno globale, anche sui social media. “Lo avevamo promesso e abbiamo lavorato duramente per realizzare un progetto a cui teniamo tantissimo. Il curling diventerà un’esperienza quotidiana e tutti, giovani e adulti, potranno avvicinarsi a una disciplina inclusiva, educativa e bellissima. Questa storia dimostra che se ci sono le idee, la voglia, l’unione di intenti, anche l’impossibile può diventare possibile. L’obiettivo è quello di rendere lo sport sempre più accessibile, generando nuove opportunità”, ha dichiarato Diego Nepi Molineris.

Saranno tre le piste da curling installate all’interno del parco di Colle Oppio, ciascuna di 12 metri per 3, realizzate con ghiaccio sintetico di ultima generazione. Le superfici saranno composte da pannelli in materiale plastico ad alta densità progettati per simulare le caratteristiche di scorrimento del ghiaccio naturale, senza necessità di sistemi di refrigerazione né utilizzo di acqua. La tecnologia adottata si basa su pannelli in polietilene ad alta resistenza, una soluzione innovativa e sostenibile che consentirà di praticare il curling anche in un contesto urbano e all’aperto.

Il playground di Colle Oppio, negli ultimi anni diventato simbolo di rinascita sociale e sportiva del territorio, si prepara così a vivere una nuova stagione da protagonista. Il curling arriverà infatti negli stessi giorni in cui il grande skateboarding internazionale tornerà nella Capitale con una tappa della World Skateboarding Tour, in programma dal 14 al 21 giugno, evento ormai iconico fortemente voluto dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Contestualmente sarà inaugurato anche il nuovo campo da basket completamente rinnovato con i colori di Illumina, nuove resine e canestri premium, consolidando ulteriormente la vocazione del parco come spazio urbano aperto, moderno e partecipato. “Il parco di Colle Oppio sarà ancora più attrattivo e coinvolgente. Un vero hub dello sport di tutti, che stiamo valorizzando insieme al Parco Archeologico del Colosseo, al Comune di Roma e alla Soprintendenza Capitolina per farlo vivere ogni giorno, lasciando un’eredità sociale e culturale permanente nel territorio. Un’offerta ampia, con lo sport sempre più come diritto di tutti: inclusivo e gratuito”, ha concluso Nepi Molineris.

Con il curling, il basket e lo skateboarding internazionale, Colle Oppio si conferma sempre più come uno dei cuori pulsanti dello sport urbano italiano, capace di unire giovani, famiglie, turismo e inclusione sociale nel centro della Città Eterna. Un progetto che rompe anche gli schemi tradizionali dello sport, andando incontro ai linguaggi, agli interessi e alle nuove esigenze delle giovani generazioni: spazi aperti, discipline innovative, esperienze condivise e accessibili. Lo sport – conclude la nota – diventa così non soltanto attività fisica, ma anche un importante canale di comunicazione, aggregazione e identità sociale, capace di creare connessioni autentiche tra persone, territori e culture diverse.

Ciclismo, Vingegaard: "Il Giro è speciale, ora vincere in rosa"

Roma, 25 mag. (askanews) – Jonas Vingegaard si gode la maglia rosa e guarda con fiducia alla settimana decisiva del Giro d’Italia 2026. “Mi sto divertendo, il Giro d’Italia è speciale. Ora voglio vincere una tappa in rosa”, ha dichiarato il 29enne danese della Visma | Lease a Bike nel giorno di riposo della corsa.

Il due volte vincitore del Tour de France si presenta all’ultima settimana con un vantaggio di 2’26″ su Eulalio e di 2’50″ su Felix Gall. “Non ho ancora vinto, ma sono in una ottima posizione, avrei firmato per essere a questo punto a due terzi della corsa”, ha spiegato Vingegaard, che domani ripartirà con la tappa tutta svizzera prima della conclusione di domenica a Roma.

Il danese ha anche ammesso di non essere stato al meglio nei giorni scorsi: “Ho avuto tosse e raffreddore per qualche giorno, in particolare nelle tappe nove e dieci”. Un problema che potrebbe aver inciso soprattutto nella cronometro di Massa, dove aveva perso terreno da Filippo Ganna.

Vingegaard ha poi rivolto un pensiero alla famiglia: “Senza di loro non potrei fare quello che faccio, sono orgoglioso ed è naturale che il mio pensiero sia per loro ogni volta che finisce la tappa”. E sul futuro ha aggiunto: “Non starò nel ciclismo fino ai 35 anni, ma ho ancora degli obiettivi da raggiungere. Mi immagino sempre con la Visma”.

Non manca infine un riferimento al grande rivale Tadej Pogacar, che ritroverà al Tour de France: “Penso che il Giro mi aiuterà per essere al meglio anche in Francia. Ma ora la testa è soltanto alla maglia rosa”.

Leone XIV contro la nuova Babele digitale: la prima enciclica del pontificato

Non una crociata contro la tecnologia

La prima enciclica di Papa Leone XIV era attesa come un documento capace di definire il profilo culturale del nuovo pontificato. E tale è. Ma in modo meno prevedibile del previsto. Magnifica Humanitas non è infatti una requisitoria contro l’intelligenza artificiale, né un testo nostalgico sulla perdita del passato. È piuttosto una grande meditazione sul destino dell’uomo contemporaneo, collocata nel punto esatto in cui tecnica, potere e antropologia si incrociano.  

Il Papa evita accuratamente tanto l’entusiasmo ingenuo quanto il catastrofismo. La tecnica, scrive, non è un nemico dell’uomo: nasce dalla creatività umana e può contribuire a migliorare la vita. Tuttavia, proprio per questo, essa non è mai neutrale. Dipende da chi la progetta, da chi la finanzia, da chi la governa.  

Qui emerge uno dei nuclei più forti dell’enciclica: il problema non è soltanto ciò che le macchine saranno capaci di fare, ma quale idea di uomo guiderà la civiltà digitale.

Da Babele a Gerusalemme

L’immagine centrale del testo è sorprendentemente biblica. Leone XIV contrappone due simboli: la torre di Babele e la ricostruzione di Gerusalemme guidata da Neemia.  

Babele rappresenta la tentazione di una tecnica assoluta, capace di uniformare il mondo, ridurre tutto a dati e trasformare la potenza in fine ultimo. Gerusalemme, invece, è il simbolo di una comunità che ricostruisce insieme, riconoscendo il limite, la pluralità e la dipendenza reciproca.

È difficile non leggere in questa contrapposizione un giudizio severo sul modello culturale dominante delle grandi piattaforme digitali e sul mito contemporaneo dell’efficienza totale. Il Papa comprende che l’intelligenza artificiale non è soltanto una questione tecnologica: è una nuova forma di organizzazione del potere.

Ed è qui che l’enciclica acquista un respiro apertamente politico.

Il potere privato e la crisi della democrazia

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda infatti il trasferimento del potere dagli Stati ai grandi soggetti tecnologici privati. Leone XIV osserva che oggi gli attori principali dello sviluppo tecnologico sono spesso organismi transnazionali dotati di risorse superiori a quelle di molti governi.  

La questione, dunque, non è solo etica ma democratica. Chi controlla gli algoritmi? Chi decide le priorità culturali? Chi governa l’immaginario collettivo?

L’enciclica non indulge in slogan anti-capitalistici, ma recupera con forza la tradizione della Dottrina sociale della Chiesa: il bene comune, la sussidiarietà, la dignità del lavoro, la funzione sociale dell’economia. In filigrana riappare la lunga linea che va dalla Rerum Novarum fino alla Laudato si’, ma trasportata dentro l’universo digitale.

La fragilità umana contro il mito del potenziamento

Il punto più originale di Magnifica Humanitas è forse un altro. Leone XIV comprende che la vera sfida dell’intelligenza artificiale non riguarda le macchine, ma l’uomo stesso.

Per questo il testo prende le distanze sia dal transumanesimo sia dall’idea di un potenziamento indefinito dell’essere umano. La fragilità, il limite, la dipendenza dagli altri non vengono considerati difetti da eliminare, ma elementi costitutivi della dignità personale.  

In un tempo che promette efficienza assoluta e identità artificiali, il Papa riafferma una visione radicalmente cristiana: l’uomo non si salva da solo, non si auto-produce, non coincide con la propria prestazione.

È una critica culturale profonda all’ideologia tecnocratica contemporanea, ma senza alcun rifiuto della modernità. L’enciclica non invita a fuggire il futuro: chiede piuttosto di umanizzarlo.

Un’enciclica destinata a lasciare il segno

Le grandi encicliche sociali non diventano importanti soltanto per i loro contenuti immediati, ma perché riescono a dare un nome al tempo storico. Magnifica Humanitas sembra possedere questa ambizione.

Leone XIV non propone nostalgie antimoderne. Chiede invece che la civiltà digitale venga ricondotta dentro un orizzonte umano e spirituale. Non basta regolamentare gli algoritmi: occorre decidere quale civiltà vogliamo costruire.

Per questo il passaggio finale dell’enciclica appare destinato a restare. Il Papa invita a “fermarsi” prima di edificare una nuova Babele tecnologica e a ricostruire, come Neemia, una città fondata sulla relazione, sulla giustizia e sulla dignità della persona.  

È probabilmente qui il senso più autentico del documento: ricordare che nessuna innovazione sarà davvero progresso se l’uomo perderà sé stesso lungo il cammino.

 

MAGNIFICA HUMANITAS

Nelle sale dall’11 giugno "Le Bambine", il nuovo film sorelle Bertani

Roma, 25 mag. (askanews) – Dopo il successo all’ultima edizione del Locarno Film Festival, esce al cinema l’11 giugno distribuito da Adler Entertainment “Le bambine”, il nuovo film scritto da Valentina e Nicole Bertani assieme Maria Sole Limodio, e diretto dalle Bertani (prodotto da Emma Film in collaborazione con Rai Cinema, Adler Entertainment e 360 Degrees Film, e in coproduzione con Cinédokké, RSI Radiotelevisione Svizzera e Mathematic Studio Production).

Unico film italiano presentato in concorso a Locarno, Le bambine conferma la cifra stilistica immediatamente riconoscibile di Valentina Bertani, già autrice di “La timidezza delle chiome”, che qui firma insieme alla sorella Nicole un’opera di grande libertà espressiva: molto più di un coming of age, un racconto che rompe i preconcetti sull’identità, anche sessuale, e mette in scena rabbia, ribellione e desiderio di riscatto.

Ambientato nel 1997, il film racconta la storia di Linda, una bambina di 8 anni con pochi denti, una nonna ricchissima e una madre bella, pericolosa e dirompente. Sarà l’incontro con due coetanee, le sorelle Azzurra e Marta, a insegnarle a diventare una bambina.

In una strada borghese dove tutto è sotto gli occhi di tutti, tra vicini spioni, punture di zanzare e cacche di cane che nascondono segreti, “Le bambine” è una storia di formazione al contrario sul diritto a restare piccole tutto il tempo a noi dovuto. Una commedia con le ginocchia sbucciate e i lividi sul cuore.

Nel cast, per la prima volta sul grande schermo Mia Ferricelli, Agnese Scazza e Petra Scheggia, accanto a Clara Tramontano, Milutin Dapcevic, Jessica Piccolo Valerani e con la partecipazione di Benjamin e Joshua Israel – i gemelli già protagonisti del precedente film di Valentina Bertani “La timidezza delle chiome”, che creano così un ideale ponte narrativo tra le due opere; e con la partecipazione di Cristina Donadio e Matteo Martari.

Vela, SailGP sbarca a Roma nel 2027: accordo triennale

Roma, 25 mag. (askanews) – Il SailGP, il campionato velico considerato tra i più spettacolari al mondo, debutta a Roma nel 2027. Il circuito internazionale approderà nella Capitale italiana l’11 e 12 settembre 2027 per l’Italy Sail Grand Prix | Rome, appuntamento che inaugura una partnership triennale con Roma Capitale e la Regione Lazio.

Le regate si svolgeranno lungo il litorale di Ostia, all’interno di un vero e proprio “Race Stadium” che sarà realizzato al Porto Turistico di Roma e nelle spiagge limitrofe. Gli F50, i catamarani foil capaci di superare i 100 km/h, gareggeranno davanti a migliaia di spettatori attesi per un weekend di sport, intrattenimento e ospitalità internazionale.

L’accordo è stato annunciato al Museo dell’Ara Pacis dal CEO e co-fondatore di Sir Russell Coutts insieme ai rappresentanti delle istituzioni e al Red Bull Italy SailGP Team. “Quando io e Larry Ellison abbiamo fondato SailGP, la nostra ambizione era creare una piattaforma sportiva e di intrattenimento capace di andare oltre il pubblico della vela”, ha spiegato Coutts. “Roma rappresenta il palcoscenico ideale per amplificare questa visione”.

Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha definito l’arrivo del SailGP “un risultato di straordinario valore internazionale”, sottolineando come l’evento rafforzi il ruolo del Lazio tra le destinazioni dei grandi eventi sportivi. “Il mare è un elemento identitario e strategico per il Lazio”, ha aggiunto.

Soddisfazione anche da parte del sindaco di Roma Roberto Gualtieri: “Ostia sarà protagonista di uno straordinario evento internazionale che porterà nella Capitale 14 team provenienti da tutto il mondo. Un’opportunità speciale per valorizzare il litorale romano e confermare il ruolo centrale di Roma nel panorama dei grandi eventi sportivi”.

Il CEO del Red Bull Italy SailGP Team Jimmy Spithill ha parlato di Roma come della sede ideale per il primo “home event” della squadra italiana: “Poter regatare qui rende tutto ancora più emozionante. Credo che tutti resteranno colpiti dal numero di tifosi che verranno a sostenere il team”.

Il SailGP tornerà così in Italia per la terza volta dopo le tappe disputate a Taranto nel 2021 e nel 2023. Nel calendario 2027 figurano anche tappe a Hong Kong, San Francisco, New York, Rio de Janeiro e Dubai, con la finale mondiale prevista tra novembre e dicembre in sede ancora da confermare.

Secondo gli organizzatori, il weekend romano unirà regate ad alta velocità, spettacolo dal vivo e iniziative sul territorio, con interventi di riqualificazione destinati a lasciare un’eredità permanente sul litorale di Ostia. (Foto Sail Gp)

Roma, torna "Caracalla Danza": performance nel sito archeologico

Roma, 25 mag. (askanews) – Presentata oggi a Roma la nuova edizione di “Caracalla Danza”, festival voluto dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con la collaborazione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto, che mostra il meglio della danza internazionale e allo stesso tempo è un appuntamento di grande rilievo nella programmazione culturale della Capitale.

L’edizione 2026 si apre con una novità: una iniziativa site specific dal 26 al 28 giugno, con il CCN/Aterballetto protagonista di un percorso a sorpresa negli spazi celebri – e in altri segreti e nascosti – del complesso archeologico, curato da Diego Tortelli, mentre dal 30 giugno al 5 luglio sono previsti spettacoli da palcoscenico sullo Specchio d’Acqua.

“Caracalla Danza rappresenta una iniziativa importante per le Terme di Caracalla – ha dichiarato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – perché offre alla città linguaggi contemporanei capaci di dialogare con la sua identità storica e monumentale. La danza, in questo contesto, non si sovrappone al paesaggio archeologico, lo accompagna, lo valorizza, dando al pubblico una esperienza intimamente legata al luogo. Le passate edizioni hanno confermato l’importanza di creare occasioni culturali che sappiano unire tutela, ricerca artistica e partecipazione, rendendo le Terme un sito archeologico e anche uno spazio di produzione culturale”.

“Caracalla Danza” nasce con un’installazione architettonica al centro dei giardini delle Terme, lo Specchio d’Acqua inaugurato nel 2024 con la coreografia “Rhapsody in blue”, le immagini di quella serata hanno fatto il giro del mondo: una performance nitida ed emozionante, senza che nessun apparato scenico distraesse dalla bellezza assoluta del monumento alle spalle dei performer. Da quel successo è nata l’idea di dare continuità all’esperienza e alle sue caratteristiche: “Caracalla Danza” 2025, organizzato al calar del sole, ha offerto allo spettatore un’immersione totale in un’esperienza visiva di grande naturalezza. Come se quei corpi si collocassero fuori dal tempo.

“La valorizzazione del patrimonio monumentale – ha detto Gigi Cristoforetti, direttore del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto – è uno dei nostri ambiti progettuali più importanti. Il corpo che danza su un palcoscenico è un meraviglioso segno estetico e coreografico, ma quando si lavora in site specific il pubblico scopre emozioni diverse. Emergono risonanze inattese con i luoghi, e la vicinanza agli interpreti trasforma l’esperienza sia della danza che del paesaggio monumentale attraversato”.

L’edizione 2026 mette ulteriormente a fuoco una duplice missione: valorizzare il sito archeologico nel suo articolato significato con la performance site specific, e ricreare la magica atmosfera degli spettacoli serali, nella quale paesaggio archeologico e immagini dei danzatori si riflettono insieme nello specchio d’acqua, sigillati dai colori di un tramonto romano. Quest’anno si aggiungono come partner artistici del progetto il Teatro dell’Opera di Roma con la sua Scuola di Danza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni.

Dal 26 al 28 giugno (con repliche alle 18:00, 19:15 e 20:30) “Découverte: Caracalla” è una nuova creazione in site-specific, prodotta appositamente per le Terme di Caracalla e coreografata da Diego Tortelli, con danzatori e una violoncellista che attraverseranno con gruppi di visitatori/spettatori gli spazi delle Terme, dallo specchio d’acqua al mitreo sotterraneo. Una sorta di visita guidata alle Terme di Caracalla, tra le architetture interrotte, i volumi mancanti, e proprio questa assenza che diventa materia. La coreografia si costruisce a partire da qui: non riempie lo spazio, lo ascolta; non impone una forma, si lascia attraversare da ciò che persiste; non è una ricostruzione, ma un atto di presenza. Eppure, al centro di tutto, c’era l’acqua. In questo lavoro l’acqua non viene rappresentata, ma evocata: nei flussi del movimento, nelle transizioni, nella qualità del tempo. Lo spettatore non è chiamato a osservare una storia, ma a entrare in una condizione sensoriale, in cui il passato non viene rappresentato, ma riemerge come eco fisica, come temperatura che ancora si avverte senza poterne più individuare l’origine.

Il 30 giugno andrà in scena “Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni”, dove danza e musica si incontrano, si intrecciano e si trasformano in performance inedite. Un progetto nato nel 2025 dal Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto e Fondazione Ravenna Manifestazioni con la volontà di creare uno spazio creativo in cui coreografi e musicisti lavorino fianco a fianco, dando forma a opere che nascono dall’improvvisazione e dalla reciproca ispirazione. L’obiettivo del progetto è di esplorare nuovi modi di interazione tra movimento, suono e spazio, favorendo una relazione fluida e spontanea tra le discipline. Danzatori e musicisti attraverso la sperimentazione artistica si spingono oltre i confini tradizionali della composizione, creando brevi performance che esprimano l’intensità di questo incontro. (danzatori: Matilde Di Ciolo e Matteo Capetola, musicisti: Simone Zanchini (fisarmonica) e Michele Rabbia (percussioni).

Da venerdì 3 a domenica 5 luglio, in programma tre creazioni del CCN/Aterballetto: “Preludio” di Diego Tortelli, “An Echo, A Wave” di Philippe Kratz e “Bliss” di Johan Inger (con inizio alle 20:30).

Creazione per 5 interpreti, “Preludio” è costruita attorno ad alcuni dei più intensi brani del cantautore australiano Nick Cave, uno dei più grandi esponenti del Post Punk. In questi suoi brani Cave affronta l’intreccio tra temi come l’amore, il “credo”, la dipendenza, l’ossessione e la perdita intersecandosi tra di loro come se stesse raccontando una storia, un vissuto che può essere percepito da tutti tramite il suo uso delle note o del tono di voce. La sua forza è che non è indispensabile capirne completamente il contenuto o la risorsa di ispirazione per poter “sentire” e “farsi sentire”. Tramite la sua opera Cave sostiene che non dovremmo andare a teatro, a un concerto, a un museo, per comprendere, ma per porci delle domande e per arricchire noi stessi, per analizzare noi stessi.

“An Echo, A Wave” rimanda al mare, luogo di meraviglia, di sogni e promesse; guardando il fluire del movimento di un danzatore, si ritrova a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi, emozioni contrastanti, vicinanza e distanza. Infine “Bliss” è uno dei cavalli di battaglia del CCN/Aterballetto. Solo e proprio per Caracalla la coreografia di Johan Inger viene ripresa dalla compagnia con un cast tutto nuovo, in occasione del suo decimo anniversario dal debutto nel 2016.

“Il punto di partenza di questo nuovo spettacolo è la musica del Koln Concert di Keith Jarrett, che, oltre che il sottoscritto, ha ispirato e toccato milioni di persone grazie al suo perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita – ha detto Johan Inger – il mio compito, insieme a quello dei danzatori, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi, è presente sia una sfida compositiva che emotiva”.

Il Papa mette in guardia il mondo da una nuova schiavitù

Città del Vaticano, 25 mag. (askanews) – “La libertà, nell’era digitale, non è soltanto un fatto interiore: è anche una questione pubblica, che domanda regole chiare, trasparenza, possibilita di ricorso e limiti proporzionati all’uso di tecnologie invasive, affinche la tecnica resti al servizio della persona e non diventi una forma di dominio delle coscienze”. Questo un passaggio dell’Enciclica “Magnifica humanitas” di Papa Leone XIV.

Alla radice di questi problemi, ricorda ancora il Papa, “si trova una mentalità tecnocratica e postumanista, che tende a considerare la persona come oggetto manipolabile o risorsa da ottimizzare, eliminando tutto ciò che pone limiti alla massimizzazione del profitto”. Una mentalità nella quale “ciò che conta è l’efficienza, non il rispetto della libertà e della dignità umana”.

Papa Prevost nota, quindi, che “alcune correnti postumaniste arrivano persino a ipotizzare esseri umani ‘di seconda classe’, funzionali agli interessi di elite che si percepiscono superiori: una prospettiva inquietante, tanto più grave se si combina con strumenti tecnologici che ampliano in modo esponenziale il potere di controllo e di selezione”.

“Anche certe logiche di indebitamento strutturale, che mantengono interi popoli in condizioni di dipendenza, – conclude il Papa – rivelano la stessa mentalità che accetta, in forme nuove, relazioni di subordinazione vicine alla schiavitù”.

“Il colonialismo ai nostri giorni mostra un volto inedito. Non domina solo i corpi, ma si appropria dei dati, trasformando le vite personali in informazioni sfruttabili. Interi territori, soprattutto quelli con minore rilevanza geopolitica e maggiore fragilita strutturale, vengono al presente attraversati da una nuova logica di estrazione: quella di flussi sanitari, profili epidemiologici, mappe genetiche e dati demografici”. Lo scrive Papa Leone XIV nella sua Enciclica “Magnifica humanitas”.

“Sono queste le nuove ‘terre rare’ del potere: informazioni vitali che, una volta correlate, possono essere usate per addestrare modelli predittivi, guidare strategie di investimento, anticipare le crisi e soprattutto selezionare chi e che cosa conta. Chi possiede i dati sanitari di intere popolazioni, oggi raccolti spesso sotto il segno dell’aiuto, della ricerca o dell’innovazione, possiede in realta una leva strutturale sul futuro: puo modellare i bisogni e i mercati. E può decidere, prima degli altri, a chi destinare farmaci, investimenti, protezioni. E qui – si conclude – che si gioca una delle questioni morali piu urgenti del nostro tempo: trasformare la conoscenza condivisa in bene comune, non in leva di dominio; restituire ai popoli non solo i dati che li descrivono, ma anche la possibilita di decidere come verranno usati, da chi e per chi. Altrimenti, l’era digitale non sara postcoloniale, ma coloniale sotto altra forma”.

"A War on Women" arriva in sala, regista iraniana a Roma il 28 maggio

Roma, 25 mag. (askanews) – Dopo il grande successo di pubblico e di critica al Bif&st – Bari International Film&Tv Festival, approda il 28 maggio nelle sale di tutta Italia grazie a Filmclub Distribuzione, “A War on Women”, il film diretto dall’iraniana-canadese Raha Shirazi e scritto da Samira Mohyeddin e Raha Shirazi. Si preannuncia affollata la prima che si terrà nella sala del quartiere Pigneto a Roma giovedì: al termine della proiezione delle 21 la regista Raha Shirazi risponderà alle domande del pubblico presente. Modera l’incontro Mimmo Calopresti, direttore artistico del Nuovo Cinema Aquila.

Storico, personale e politico, oggi più urgente che mai, A War on Women non è soltanto il racconto di un’oppressione, ma la testimonianza della forza e del coraggio delle donne iraniane che, attraverso la loro indomita ribellione, continuano a ridefinire il presente, chiedendo al mondo di non voltarsi dall’altra parte.

A War on Women raccoglie le testimonianze di alcune tra le più autorevoli voci femminili dell’attivismo iraniano: Mahnaz Afkhami, Asieh Amini, Masih Alinejad, Golshifteh Farhani, Azam Jangravi, Shaparak Shajarizadeh, Elahe Tavakolian.

Il film ha ricevuto il patrocinio da parte di Amnesty International Italia per la seguente motivazione: “Da quasi mezzo secolo le attiviste iraniane per i diritti delle donne lottano contro una violenta discriminazione di genere, sistematica perché ‘di sistema’, fatta di leggi, prassi e punizioni applicate contro le bambine, le donne e le ragazze. È un costante rammarico vedere come la loro determinazione sia ignorata, se non spesso infantilizzata e strumentalizzata. Ma è motivo di orgoglio per tutti i movimenti per i diritti umani, compresa Amnesty International, essere accanto a loro”.

A War on Women – prodotto da Rosamont, Doppio Nodo Double Bind, Eolo Film Productions, Minerva Pictures, Luce Cinecittà con Rai Cinema – racconta cinquant’anni di resistenza femminile attraverso filmati privati, testimonianze e immagini girate clandestinamente in Iran. Quattro generazioni di donne che hanno sfidato il regime degli Ayatollah e il controllo imposto sui loro corpi e sulle loro vite, trasformando l’oppressione in un movimento capace di attraversare rivoluzione, repressione ed esilio.

Attiviste, madri, attrici, prigioniere ed esiliate compongono una catena ininterrotta di resistenza. Uno sguardo intimo e diretto su un Paese spesso frainteso, che mette al centro le voci di chi ha scelto di non tacere.

Roma, Muti, Covatta, Andreozzi nella stagione del Teatro Manzoni

Roma, 25 mag. (askanews) – Ornella Muti, Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta, Michela Andreozzi, Francesca Reggiani, Iva Zanicchi, Rosita Celentano, Giuseppe Pambieri, Pamela Villoresi, Carlotta Proietti: saranno alcuni dei protagonisti della stagione 2026/2027 del Teatro Manzoni di Roma.

Il nuovo cartellone propone un percorso tra commedie firmate da importanti autori italiani e internazionali, capaci di coniugare profondità e leggerezza, riflessione e intrattenimento. Inoltre, ci sarà un grande classico shakespeariano, destinato a coinvolgere non solo il pubblico abituale ma anche scuole e giovani spettatori, offrendo un’occasione importante di avvicinamento al teatro. Sul palco alcuni volti amati torneranno dopo essere stati già protagonisti nelle passate stagioni, mentre altri saliranno per la prima volta sul palcoscenico del Manzoni, arricchendo l’offerta artistica con nuove presenze e sensibilità.

“Tra le novità più attese della prossima stagione – ha affermato il direttore artistico Pietro Longhi – spicca l’arrivo in cartellone di un grande classico di Shakespeare: ‘Sogno di una notte di mezza estate’. Con questo importante allestimento, il Manzoni torna alle sue origini e rinnova la propria vocazione verso il teatro classico, nella convinzione che questi capolavori abbiano ancora oggi la forza di emozionare e coinvolgere, avvicinando giovani e adulti alla straordinaria bellezza dei grandi testi teatrali”.

“Uno degli aspetti che più ci caratterizza e che confermiamo anche quest’anno – ha continuato Longhi – è la scelta di mantenere le compagnie in cartellone per almeno tre settimane, una formula ormai poco diffusa nella maggior parte dei teatri, non soltanto a Roma. Questo permette agli spettacoli di maturare, di ottenere una promozione più efficace nel tempo e di beneficiare del passaparola del pubblico. Grazie a questa impostazione, molti artisti hanno avuto l’opportunità di emergere e conquistare l’apprezzamento degli spettatori, creando un legame sempre più forte con il pubblico e diventando un riferimento stabile per il Manzoni”.

Ad inaugurare la stagione 2026/2027 del Manzoni saranno Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi sul palco con “Gin Game” di Donald L. Coburn. Premio Pulitzer nel 1978, “Gin Game” è una commedia amara e tagliente che mette a nudo la solitudine, l’orgoglio e il bisogno di vincere almeno una volta nella vita (Regia di Giampiero Francese – dall’8 al 25 ottobre 2026). Un’altra coppia attesa è quella formata da Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti, in scena con “Buongiorno ministro!” di Jordi Galceràn, impreziosito dalle musiche del Maestro Nicola Piovani. Un mix di comicità grottesca e imprevedibile, talvolta romantica, mai volgare, scritta in modo elegante e indimenticabile da una delle penne più geniali della drammaturgia spagnola (Regia di Ferdinando Ceriani dal 29 ottobre al 15 novembre 2026).

Con “Viva la mamma” Iva Zanicchi, sul palco con Milena Miconi, Samuel Peron e Diego Ruiz, sarà invece una madre moderna, brillante e piena di energia che manda in crisi i figli a causa di una relazione con un uomo più giovane (Scritto e diretto da Diego Ruiz – dal 17 al 22 novembre 2026 – Fuori Abbonamento). Rosita Celentano, Attilio Fontana e Stefano Artissunch esplorano le intricate dinamiche della vita di coppia con “L’Illusione coniugale” di Éric Assous, uno spettacolo vivace e coinvolgente che, tra situazioni esilaranti e dialoghi brillanti, invita a riflettere sulle complessità e illusioni che spesso si nascondono dietro il matrimonio (Regia di Stefano Artissunch – dal 26 novembre al 13 dicembre 2026).

Con un viaggio tenero, ironico e musicale a ritroso nel tempo fino ai mitici anni 70, Michela Andreozzi porta in scena “È Tornato Carosello!” Contro il logorio della vita moderna!, uno spettacolo capace di far sorridere, emozionare e riscoprire un periodo in cui eravamo più leggeri, audaci e pieni di fiducia nel domani. Un appuntamento che accompagnerà il pubblico anche Capodanno. (Regia di Michela Andreozzi – dal 29 Dicembre 2026 al 17 gennaio 2027).

Sarà quindi la volta di Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli con “Fiore di cactus” di Barillet e Gredy, commedia che mette in scena con ironia e leggerezza il conflitto tra apparenza e sentimento (regia di Francesco Bellomo – dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027), per poi passare a uno dei più celebri classici teatrali di William Shakespeare, “Sogno di una notte di mezza estate”. Nel ruolo di Puck Melania Giglio, grande protagonista delle ultime stagioni del Manzoni, sul palco con Martino Duane e un cast di altri 12 attori. (Regia di Daniele Salvo – dall’ 11 al 28 febbraio 2027).

Per la prima volta sul palco del Teatro Manzoni, Ornella Muti sarà una madre segnata dalla perdita del figlio ne “L’invisibile che c’è” di Antonio Grosso. Una storia sull’assenza che diventa presenza, sul dolore che si fa memoria, e sull’amicizia che tenta di tenere in vita ciò che non si vede più. (Regia di Enrico Maria Lamanna – dal 4 al 21 marzo 2027).

Francesca Reggiani sarà invece protagonista di “Sugo finto” commedia brillante e agrodolce scritta da Gianni Clementi in cui due sorelle zitelle, intrappolate da anni in un rapporto fatto di rancori e dipendenza reciproca, si ritrovano a regolare i conti dopo un ictus che lascia una delle due immobile e muta. (Dall’ 8 al 25 aprile 2027).

Chiudono la stagione Giobbe Covatta e Patrizia Pellegrino con “Il gufo e la gattina” di Bill Manhoff, commedia del 1970 con Barbra Streisand e George Segal. Una prostituta e uno scrittore fallito vivono entrambi in un condominio equivoco e mal frequentato. (Regia di Giobbe Covatta – dal 6 al 23 maggio 2027).

Il cartellone del Teatro Manzoni si arricchisce di un vivace programma di iniziative culturali ed eventi che ripartiranno il prossimo autunno, tra cui spiccano Scrittori in Scena e Manzoni Idee, dirette da Alessandro Vaccari e nate da un’idea di Carlo Alighiero, indimenticabile regista, attore e fondatore del teatro nel 1985 insieme a Pietro Longhi.

Per Manzoni Idee, ci saranno invece percorsi alla scoperta dell’arte e del pensiero contemporaneo raccontati con uno sguardo originale e coinvolgente. Tra i protagonisti tornerà Alessandro Alfieri, giornalista, filosofo della popular culture e professore di Teoria e metodo dei mass media, che attraverso i suoi viaggi negli universi musicali di grandi artisti – da Madonna e Lady Gaga a Bob Marley e Bad Bunny – racconterà come alcune icone immortali dell’industria culturale contemporanea abbiano plasmato l’immaginario collettivo. E ci sarà Giuseppe Di Giacomo, raffinato divulgatore, che guiderà il pubblico in un affascinante percorso tra letteratura, estetica, arti visive e contaminazioni con altre discipline.

Il calendario del Teatro Manzoni si arricchisce anche di altri appuntamenti speciali dedicati alla cultura e allo spettacolo che celebrano l’arte in tutte le sue espressioni: performance musicali, rassegne cinematografiche e teatrali e appuntamenti con la danza. Proprio al balletto il Teatro Manzoni dedica la settimana dal 15 al 20 dicembre con una speciale iniziativa curata da Antonio Desiderio, pensata per celebrare il fascino dell’arte del movimento. Il palcoscenico del Manzoni si trasformerà in uno spazio interamente consacrato alla danza, ospitando quattro spettacoli che accompagneranno il pubblico in un viaggio tra eleganza, emozione e intensità scenica.

Non mancheranno gli spettacoli dedicati alle famiglie che torneranno ad animare i weekend con l’atteso appuntamento di Un teatro da favola, a cura di Pietro Clementi. Un mondo di storie fantastiche, avventure emozionanti e personaggi amatissimi prenderà vita sul palco, regalando momenti di magia e divertimento a bambini e adulti.

Tajani: il mio cognome deriva da al-Tijani, un profeta dell’Islam

Roma, 25 mag. (askanews) – “I legami tra i nostri popoli sono legami antichi, io ricordo sempre qual è l’origine del mio cognome: Tijani (da Ahmad al-Tijani, ndr), un profeta dell’Islam molto conosciuto nell’Africa, non soltanto nel Nord, ma anche nell’Africa centrale, nel Marocco, quindi sono molti i fedeli musulmani che vanno alla tomba di Tijani e quindi vuol dire che qualcuno che è arrivato da là è venuto qua. Questo per dire che sono talmente forti attraverso il Mediterraneo i legami tra i nostri continenti che non possiamo rinnegarli”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo all’iniziativa “Italia-Africa: culture in gioco” all’Istituto dell’Enciclopedia Treccani in occasione della Giornata dell’Africa 2026.

Il Cinema in Piazza XII edizione, al via con Bellocchio e Myss Keta

Roma, 25 mag. (askanews) – Saranno Marco Bellocchio e Stefano Nazzi in dialogo con M¥ss Keta, in occasione della proiezione sul grande schermo di “Portobello”, a inaugurare giovedì 28 maggio la XII Edizione de Il Cinema in Piazza, promossa dalla Fondazione Piccolo America. La manifestazione si svolgerà dal 28 maggio al 12 luglio, con l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, e grazie al contributo di Regione Lazio e Roma Capitale – Assessorato alla Cultura – Dipartimento Attività Culturali.

In attesa della pubblicazione del programma integrale della XII edizione di una delle iniziative più popolari dell’Estate Romana, Piazza San Cosimato ospiterà il grande regista italiano e l’autore del podcast Indagini, che nel corso di alcuni episodi ha ricostruito con grande attenzione il caso Enzo Tortora. In dialogo con Bellocchio e Nazzi ci sarà M¥ss Keta. Un incontro inedito su una drammatica vicenda giudiziaria che ha segnato la storia d’Italia, accompagnato da una lettura di Fabrizio Gifuni, protagonista della serie, dal titolo 17 giugno 1983: la vita si arresta – breve drammaturgia degli orrori quotidiani.

Venerdì 29 maggio, sempre in Piazza San Cosimato, sarà proiettata la seconda parte della serie (episodi 4, 5, 6) con ospiti le tre interpreti femminili del cast: Barbora Bobulova nel ruolo di Anna, sorella di Enzo Tortora, Carlotta Gamba, che presta volto e voce a Gaia Tortora, e Romana Maggiora Vergano, che interpreta Francesca Scopelliti, compagna del presentatore. L’incontro sarà moderato dalla scrittrice Lisa Ginzburg.

Dopo la presentazione in anteprima mondiale all’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e il debutto sulla piattaforma HBO Max a febbraio 2026, Portobello si è imposta come un’opera di assoluto rilievo nella stagione corrente, vincendo anche il Nastro d’Argento come Serie dell’Anno.

All’apice del successo televisivo con Portobello, programma capace di raggiungere oltre 28 milioni di spettatori, Enzo Tortora diventa un volto amatissimo della televisione italiana. Ma quando il pentito della Nuova Camorra Organizzata Giovanni Pandico fa il suo nome durante un interrogatorio, la vita del celebre conduttore cambia improvvisamente. L’arresto del 17 giugno 1983 segna l’inizio di una devastante odissea giudiziaria che lo trascinerà dalla gloria al baratro. La serie ripercorre uno dei più clamorosi errori giudiziari nella storia del nostro Paese, restituendo al pubblico la figura privata e pubblica di Enzo Tortora.

Portobello è la prima serie italiana HBO Original, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Our Films e da Simone Gattoni per Kavac Film, in collaborazione con Rai Fiction e The Apartment Pictures, società del gruppo Fremantle.

La sceneggiatura è firmata da Marco Bellocchio insieme a Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore.

Nel cast, accanto a Fabrizio Gifuni nel ruolo di Enzo Tortora, figurano Lino Musella, Barbora Bobulova, Romana Maggiora Vergano, Federica Fracassi, Carlotta Gamba, Giada Fortini, Irene Maiorino, Giovanni Buselli, Davide Mancini, Paolo Pierobon, Gianluca Gobbi, Fausto Russo Alesi, Massimiliano Rossi, Pier Giorgio Bellocchio, Alessio Praticò, Alma Noce, Salvatore D’Onofrio, Francesco Russo, Gennaro Apicella, Luciano Giugliano, Alessandro Fella, Antonia Truppo e Gianmaria Martini. Con la partecipazione di Gianfranco Gallo nel ruolo di Raffaele Cutolo, Tommaso Ragno nel ruolo di Marco Pannella, Valeria Marini nel ruolo di Moira Orfei, Francesca Benedetti nel ruolo di Paola Borboni e di Alessandro Preziosi nel ruolo di Giorgio Fontana. La fotografia è di Francesco Di Giacomo, la scenografia di Andrea Castorina, i costumi di Daria Calvelli, il montaggio di Francesca Calvelli e le musiche di Teho Teardo.

Fondazione Scanavino: Homage to Latin America – Veiling

Milano, 25 mag. (askanews) – Fino al 14 giugno 2026 presso la Fondazione Emilio Scanavino è visibile la mostra Omaggio all’America Latina, con l’opera omonima realizzata nel 1971 da Alik Cavaliere ed Emilio Scanavino per l’undicesima Biennale di San Paolo del Brasile: una grande parete, suddivisa in riquadri che reca i nomi di martiri per la libertà del continente latinoamericano. Le superfici pittoriche di Scanavino, dialogano con “i grovigli vegetali bronzei” di Cavaliere che si protendono nello spazio come presenze organiche, nodose, resistenti. È un’opera che rifiuta ogni retorica celebrativa e assume su di sé la responsabilità di nominare la violenza della storia. Nel 1971 quella assunzione di responsabilità fu ritenuta inopportuna e l’opera venne ritirata prima dell’inaugurazione.

Nella mostra l’opera dialogo con le testimonianze della performance di Regina José Galindo Homage to Latin America / Veiling realizzata il 14 aprile 2026 all’apertura dell’esposizione. Nella sala adiacente il video postprodotto dall’artista stessa è parte del percorso espositivo.

Le parole di Marco Scottini, curatore facente parte del Centro Alti Studi Emilio Scanavino, e Greta Petese, curatrice e direttrice scientifica della Fondazione Emilio Scanavino.

La prima Enciclica di Papa Leone: "Disarmare l’IA, stop alla guerra"

Città del Vaticano, 25 mag. (askanews) – Occorre “disarmare l’IA” per “sottrarla alla logica della competizione armata, che oggi non è più solo militare ma economica e cognitiva”. Esce oggi la prima Lettera Enciclica di Papa Leone, dal titolo “Magnifica humanitas”. Un trattato sui rischi e i pericoli dell’Intelligenza artificiale in 231 pagine, divisi in 5 capitoli, oltre all’introduzione e alla conclusione. C’è anche un passaggio sulla “guerra giusta”: un concetto da superare. “Oggi è più che mai importante ribadire il superamento della teoria della ‘guerra giusta’, troppo spesso invocata a giustificare qualsiasi guerra, fermo restando il diritto alla legittima difesa intesa nel senso più stretto”.

Epidemia di Ebola, l’Oms: in Congo oltre 900 casi sospetti e 204 morti

Roma, 25 mag. (askanews) – Sono oltre 900 i casi sospetti di Ebola identificati finora nella Repubblica Democratica del Congo, dove è in corso un’epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono al momento vaccini né trattamenti specifici. Lo ha reso noto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus.

“Con il rafforzamento delle attività di sorveglianza nella lotta contro l’Ebola nella RDC, sono stati identificati finora più di 900 casi sospetti, di cui 101 confermati”, ha scritto domenica Ghebreyesus su X, fornendo un aggiornamento sulla situazione.

Secondo l’ultimo bilancio diffuso sabato dal Ministero della Salute congolese, l’epidemia ha causato 204 morti su 867 casi sospetti. Le autorità locali avevano decretato ufficialmente l’inizio dell’epidemia il 15 maggio, con l’Oms che ha conseguentemente attivato un’allerta sanitaria internazionale.

Il ceppo Bundibugyo presenta un tasso di letalità che può raggiungere il 50%. Negli ultimi cinquant’anni, secondo l’Oms, Ebola ha provocato oltre 15mila morti in Africa, con tassi di mortalità variabili tra il 25% e il 90%.