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Carburanti, Schlein: tetto prezzi crollato come ogni bugia di Meloni

Roma, 6 ott. (askanews) – “Il tetto al prezzo dei carburanti che Giorgia Meloni si è affrettata a celebrare, ringraziando i colossi petroliferi, è durato – per quanto riguarda il diesel – poco più di una settimana. È crollato anche quello, come tutte le loro bugie nel corso di questi 4 anni per loro stessa incompetenza”. Lo ha scritto la segretaria del Pd, Elly Schlein, sui suoi canali social.

“Ma mentre loro ringraziano le compagnie petrolifere, le famiglie e le imprese italiane – ha aggiunto – non sanno più come fare il pieno alle loro auto e come pagare le bollette della luce e del gas, e il costo della vita cresce sempre di più”.

“Il Governo ci ascolti e lo faccia subito: attivi le accise mobili e tassi gli extraprofitti dei colossi energetici e petroliferi per aiutare davvero le famiglie e le imprese. Agli italiani servono risposte immediate”.

Avanti con fiducia sulla legge elettorale, nel centrodestra tiene banco la data del voto

Roma, 6 ott. (askanews) – Il governo incassa in aula alla Camera le prime due fiducie sulla legge elettorale e si appresta a ottenere la terza e ultima domani mattina. Ma mentre la maggioranza dà grande prova di presenza e compattezza (226 sì al primo voto per appello nominale, 227 al secondo) in aula, a tenere banco in Transatlantico è la discussione sulla data delle elezioni politiche.

Non sembra impensierire il centrodestra lo scrutinio segreto previsto per giovedì sul voto finale, l’ultimo scoglio della riforma cui la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha legato il destino del suo governo e dell’intera legislatura. Nessuno, neanche dall’opposizione, si aspetta sorprese. “Hanno tutti paura della fine anticipata della legislatura minacciata dalla premier”, sintetizza il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci Edoardo Ziello ribadendo che la sua componente voterà contro la legge elettorale. “Se avesse minacciato le elezioni anche a luglio, il governo non sarebbe andato sotto sul voto sulle preferenze alla Camera”, osserva. Il Pd già guarda ai ricorsi che porteranno la riforma davanti alla Corte Costituzionale. “Questa legge – dice Chiara Braga, capogruppo Pd in dichiarazione di voto – sfida palesemente la Costituzione e quindi sfida l’Italia intera, libera, democratica, quella che noi continueremo a difendere qui e fuori da qui perché presto vi punirà per la vostra arroganza”.

Mentre in aula alla Camera va avanti l’appello nominale al quale la maggioranza risponde al gran completo, ad animare i capannelli in Transatlantico è l’ipotesi di election day a maggio prospettata ieri dal capogruppo Fdi Lucio Malan nel corso di una trasmissione radiofonica. Non è stata sufficiente la precisazione del numero uno dei senatori meloniani (“la legislatura va fino in fondo, cioè fino all’autunno del 2027”, ha detto sempre ieri al Tg3) a fermare la ridda di voci su una fine anticipata della legislatura a primavera. Tra le ipotesi fatte a via della Scrofa nei mesi passati c’è sempre stata ma oggi la linea è rassicurante per gli alleati: “Il dibattito sul voto anticipato è stato travisato e forzato: la legislatura arriverà alla fine, voteremo a novembre”, dice Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, davanti alle telecamere.

Fi, Lega e Noi Moderati ribadiscono che si arriva fino in fondo. “Noi siamo favorevoli ad arrivare alla fine della legislatura”, taglia corto il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, alla Camera per votare le fiducie. Dello stesso avviso Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati: “Riteniamo che la stabilità sia un valore sociale e anche economico”. Anche per la Lega l’orizzonte è lo stesso, soprattutto perché il partito di via Bellerio vuole portare a casa l’approvazione definitiva delle pre-intese in Lombardia, Veneto, Liguria e Lombardia sull’autonomia differenziata: Matteo Salvini ha più volte dichiarato che si andrà al voto in autunno 2027, Roberto Calderoli si è spinto addirittura a ipotizzare un 23 dicembre.

A chi obietta che con un voto in autunno complicherebbe l’approvazione della legge di bilancio del prossimo anno, i sostenitori della scadenza naturale della legislatura ricordano il precedente del 2011 quando la manovra fu impostata dal governo Berlusconi – ministro dell’economia Giulio Tremonti – e conclusa dal successivo governo Monti in carica da novembre 2011. In quel caso, tuttavia, non ci fu di mezzo una tornata elettorale ma dopo le dimissioni del Cavaliere il senatore a vita ricevette l’incarico di formare l’esecutivo.

Avanti con fiducia su l.elettorale, in centrodestra tiene banco data voto

Roma, 6 ott. (askanews) – Il governo incassa in aula alla Camera le prime due fiducie sulla legge elettorale e si appresta a ottenere la terza e ultima domani mattina. Ma mentre la maggioranza dà grande prova di presenza e compattezza (226 sì al primo voto per appello nominale, 227 al secondo) in aula, a tenere banco in Transatlantico è la discussione sulla data delle elezioni politiche.

Non sembra impensierire il centrodestra lo scrutinio segreto previsto per giovedì sul voto finale, l’ultimo scoglio della riforma cui la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha legato il destino del suo governo e dell’intera legislatura. Nessuno, neanche dall’opposizione, si aspetta sorprese. “Hanno tutti paura della fine anticipata della legislatura minacciata dalla premier”, sintetizza il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci Edoardo Ziello ribadendo che la sua componente voterà contro la legge elettorale. “Se avesse minacciato le elezioni anche a luglio, il governo non sarebbe andato sotto sul voto sulle preferenze alla Camera”, osserva. Il Pd già guarda ai ricorsi che porteranno la riforma davanti alla Corte Costituzionale. “Questa legge – dice Chiara Braga, capogruppo Pd in dichiarazione di voto – sfida palesemente la Costituzione e quindi sfida l’Italia intera, libera, democratica, quella che noi continueremo a difendere qui e fuori da qui perché presto vi punirà per la vostra arroganza”.

Mentre in aula alla Camera va avanti l’appello nominale al quale la maggioranza risponde al gran completo, ad animare i capannelli in Transatlantico è l’ipotesi di election day a maggio prospettata ieri dal capogruppo Fdi Lucio Malan nel corso di una trasmissione radiofonica. Non è stata sufficiente la precisazione del numero uno dei senatori meloniani (“la legislatura va fino in fondo, cioè fino all’autunno del 2027”, ha detto sempre ieri al Tg3) a fermare la ridda di voci su una fine anticipata della legislatura a primavera. Tra le ipotesi fatte a via della Scrofa nei mesi passati c’è sempre stata ma oggi la linea è rassicurante per gli alleati: “Il dibattito sul voto anticipato è stato travisato e forzato: la legislatura arriverà alla fine, voteremo a novembre”, dice Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, davanti alle telecamere.

Fi, Lega e Noi Moderati ribadiscono che si arriva fino in fondo. “Noi siamo favorevoli ad arrivare alla fine della legislatura”, taglia corto il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, alla Camera per votare le fiducie. Dello stesso avviso Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati: “Riteniamo che la stabilità sia un valore sociale e anche economico”. Anche per la Lega l’orizzonte è lo stesso, soprattutto perché il partito di via Bellerio vuole portare a casa l’approvazione definitiva delle pre-intese in Lombardia, Veneto, Liguria e Lombardia sull’autonomia differenziata: Matteo Salvini ha più volte dichiarato che si andrà al voto in autunno 2027, Roberto Calderoli si è spinto addirittura a ipotizzare un 23 dicembre.

A chi obietta che con un voto in autunno complicherebbe l’approvazione della legge di bilancio del prossimo anno, i sostenitori della scadenza naturale della legislatura ricordano il precedente del 2011 quando la manovra fu impostata dal governo Berlusconi – ministro dell’economia Giulio Tremonti – e conclusa dal successivo governo Monti in carica da novembre 2011. In quel caso, tuttavia, non ci fu di mezzo una tornata elettorale ma dopo le dimissioni del Cavaliere il senatore a vita ricevette l’incarico di formare l’esecutivo.

Domani Meloni a Spalato per Med9, focus su energia, migranti e M.O.

Roma, 6 ott. (askanews) – Sicurezza europea e mediterranea, competitività ed energia, controllo dei flussi migratori, allargamento dell’Ue ai Balcani occidentali e rafforzamento dei partenariati con i Paesi della sponda Sud. Ma anche, e forse soprattutto, un’attenzione particolare alla situazione in Medio Oriente, alla sicurezza delle rotte marittime e alle prospettive di cooperazione tra Europa, Mediterraneo, Africa e Golfo.

Sono i principali temi al centro del vertice Med9, in programma domani a Spalato, dove è attesa la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il gruppo informale include gli altri otto Paesi mediterranei dell’Ue, Francia, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta, Slovenia, Croazia e Spagna, e al tavolo ci saranno i vertici dell’Unione, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e quello del Consiglio Antonio Costa. Ci sarà dunque Emmanuel Macron ma non il premier spagnolo Pedro Sanchez che, dopo aver annunciato le elezioni anticipate, ha scelto di non partecipare delegando il segretario di Stato per l’Unione europea, Fernando Sampedro Marcos.

Il summit – sottolineano fonti italiane – sarà dedicato al Mediterraneo come spazio strategico per la sicurezza e la competitività dell’Europa, in considerazione della sua centralità per le rotte commerciali ed energetiche, per la sicurezza marittima, per il governo dei flussi migratori, per gli approvvigionamenti, per la connettività e per i rapporti con il Medio Oriente e il Nord Africa.

Tra le 9.30 e le 9.50 si svolgeranno gli arrivi e i saluti ufficiali, seguiti dalla foto di famiglia. La prima sessione di lavoro sarà dedicata al tema ‘A Resilient Mediterranean at the Heart of a Stronger Europe’ in vista del Consiglio europeo di ottobre.

Tra i temi della sessione, la necessità di un approccio europeo a 360 gradi alla sicurezza, capace di tenere insieme le minacce provenienti da Est e le vulnerabilità del fianco Sud; la protezione delle rotte marittime e delle infrastrutture strategiche; il rafforzamento delle grandi connessioni tra Europa, Mediterraneo, Africa e Golfo; la sicurezza e l’accessibilità dei prezzi dell’energia.

Per l’Italia, la discussione – osservano sempre le stesse fonti – si inserisce nel lavoro portato avanti nelle ultime settimane su competitività ed energia: la videoconferenza del 6 ottobre co-organizzata dalla presidente del Consiglio Meloni, con il cancelliere Merz e il primo ministro De Wever, il contributo elaborato con la Repubblica Ceca sui prezzi dell’energia e la competitività e il confronto in ambito G7 sull’energia. Sul prossimo bilancio europeo, l’Italia ha inoltre promosso insieme alla Romania l’iniziativa dei 17 leader del gruppo ‘Amici della Coesione’, a sostegno di un Quadro finanziario capace di finanziare le nuove priorità senza indebolire agricoltura e coesione.

Un altro tema centrale sarà l’allargamento, con particolare attenzione ai Balcani occidentali e alla necessità di mantenere credibile un processo fondato sul merito, accompagnando i progressi delle nazioni candidate con avanzamenti concreti nel percorso di adesione.

Per l’Italia – si osserva – resterà centrale anche il governo dei flussi migratori, con l’obiettivo di consolidare il cambio di approccio maturato negli ultimi anni in Europa: difesa dei confini esterni, cooperazione con le Nazioni di origine e transito, contrasto all’immigrazione irregolare di massa, rimpatri più veloci e utilizzo delle nuove possibilità offerte dalla più recente legislazione europea.

La seconda sessione sarà dedicata a ‘Partnering for a Sustainable and Thriving Mediterranean’ e vedrà la partecipazione, come ospite, del Principe Alberto II di Monaco. Il confronto riguarderà il rapporto tra sostenibilità ambientale, crescita e partenariati, con particolare attenzione a blue economy, pesca, turismo sostenibile, investimenti, cooperazione regionale. Per l’Italia, l’obiettivo è coniugare sostenibilità e prosperità, anche attraverso strumenti come il Patto europeo per gli oceani, il Piano Mattei e il Patto per il Mediterraneo, promuovendo iniziative comuni con i partner della sponda Sud, come ad esempio il progetto ELMED con la Tunisia.

In programma, inoltre, un pranzo di lavoro dedicato al Medio Oriente, al quale parteciperà come ospite esterno il Principe ereditario di Giordania Al Hussein bin Abdullah II. La discussione toccherà Gaza e le prospettive del processo politico, Iran, Siria, Libano, sicurezza marittima ed energetica e, più in generale, le ricadute dell’instabilità regionale su energia, commercio, trasporti e sicurezza europea. Particolare attenzione sarà dedicata alla necessità di rafforzare il coordinamento con i partner regionali, a partire dai Paesi del Golfo.

Il vertice si concluderà con una conferenza stampa congiunta dei leader.

Tennis, Djokovic vince Pechino: titolo numero 102

Roma, 6 ott. (askanews) – Novak Djokovic non finisce mai. Il serbo conquista per la settima volta il torneo di Pechino e mette in bacheca il titolo numero 102 della carriera. In finale supera Alex De Minaur, costretto al ritiro dopo il primo game del secondo set per un problema alla gamba sinistra. Djokovic, che aveva vinto il primo parziale al tie-break per 7-3, chiude dunque sul 7-6, 0-1 e torna anche nella top 10 mondiale, all’ottavo posto.

Una vittoria arrivata dopo una settimana nella quale Djokovic ha dovuto superare anche qualche difficoltà, ma che conferma la straordinaria longevità del campione serbo. Con il successo di Pechino, Nole conquista almeno un titolo per il 21esimo anno consecutivo, dal 2006. Per lui anche un altro record: è la 34esima vittoria in altrettante partite disputate al torneo cinese, un primato nell’Era Open.

Per il serbo il successo vale anche punti preziosi nella corsa alle Atp Finals di Torino. Djokovic, a 39 anni, ha già annunciato che parteciperà alla kermesse di fine stagione in caso di qualificazione. I 500 punti conquistati a Pechino lo portano a 2.830 nella Race 2026, a 390 punti dall’ottava posizione occupata da Daniil Medvedev e a 140 dal decimo posto di De Minaur. Con il posto che sarà lasciato libero da Jannik Sinner, che ha chiuso anzitempo la sua stagione, la corsa verso Torino resta apertissima.

Dopo 11 anni dall’ultima vittoria a Pechino, Djokovic torna dunque a sollevare il trofeo cinese. Un altro passo verso le Finals e l’ennesima risposta al tempo che passa. Anche con un pizzico di fortuna, quella che spesso aiuta gli audaci.

Calcio, infortunato Vergara, out 3-4 settimane

Roma, 6 ott. (askanews) – Brutte notizie per il Napoli. Lesione di medio grado al polpaccio destro per Vergara, infortunatosi nel corso del match con la Turchia dell’Italia di Maldini. Il giocatore del Napoli, infortunatosi nel corso del match di Nations League tra Italia e Turchia, si è sottoposto a esami strumentali che hanno evidenziato una lesione distrattiva di medio grado al polpaccio destro. Il calciatore azzurro ha già iniziato l’iter riabilitativo. Previsto poco meno di un mese di stop.

A Roma una mostra per celebrare i 90 anni dell’Eur

Roma, 6 ott. (askanews) – Dalle origini della “Città Bianca” nata con l’E42 fino alle icone contemporanee come la Nuvola di Fuksas. Dal 6 novembre 2026 al 7 febbraio 2027 il Palazzo Uffici dell’EUR ospita la mostra “EUR – UNA STORIA LUNGA 90 ANNI”, grande progetto espositivo promosso e co-prodotto da EUR Spa per celebrare il novantennale dalla fondazione dell’Ente Esposizione Universale di Roma.

L’esposizione, curata da Alessandro Nicosia e Marco Pizzo e organizzata da COR, ripercorre la trasformazione urbanistica, sociale e culturale di uno dei quartieri più iconici del Novecento.

“È un anniversario quasi tondo, novant’anni, che in realtà ne racchiude due: novant’anni dell’EUR e dieci anni della Nuvola. È un quartiere che nella sua storia ha attraversato sia i momenti più alti che quelli più bassi della storia italiana e mondiale. Nato per parlare al mondo, vuole continuare a farlo: non è soltanto l’espressione del Futurismo e del Razionalismo. Peraltro, allestiamo questa mostra in quello che era lo spazio dei disegnatori, all’interno del Palazzo Uffici, il primo edificio realizzato all’EUR alla fine degli anni Trenta” ha concluso Enrico Gasbarra, Presidente di EUR Spa.

Un valore testimoniale e identitario rinforzato dalla scelta della sede: la mostra trova infatti spazio all’interno della suggestiva Sala dei disegnatori del palazzo, il luogo simbolico dove i progettisti dell’epoca tracciarono per la prima volta i contorni di una città proiettata nel futuro.

“È una mostra speciale che abbiamo realizzato proprio in occasione del novantesimo anniversario della nascita dell’EUR. Si tratta di un’esposizione con un taglio nuovo e diverso: non c’è soltanto la dimensione urbanistica e architettonica, che nella nostra mostra ovviamente non poteva mancare, ma anche un’attenzione profonda agli aspetti sociali, culturali e della vita quotidiana, raccontati attraverso una serie di eventi che ripercorrono le cose più belle di questi novant’anni” ha dichiarato Alessandro Nicosia, curatore della mostra “EUR – UNA STORIA LUNGA 90 ANNI”.

L’esposizione offre così una lettura completa dell’evoluzione dell’EUR, superando il confine tra centro storico e metropoli moderna. L’iniziativa valorizza la doppia identità del distretto: un grande polo direzionale ed economico, ma al contempo un luogo di socialità, cultura e servizi integrati al servizio dei cittadini e proiettato verso un futuro internazionale.

"Il Labirinto", documentario sul cimitero militare tedesco della Futa

Roma, 6 ott. (askanews) – Un’indagine poetica sul tempo, sulla morte e su ciò che sopravvive nella coscienza dei vivi. Arriva al cinema “Il Labirinto”, il documentario di Alberto Gemmi, in sala dal 20 ottobre. Un racconto di come memoria e oblio si intrecciano nel cimitero tedesco della Futa, sull’Appennino tosco-emiliano, tra corpi dimenticati e riti teatrali. Come quelli della compagnia Archivio Zeta, protagonisti nel film, che oggi rischiano di perdere il proprio palcoscenico, dopo oltre vent’anni di attività.

Dopo la prima assoluta al Biografilm Festival, il doc sarà in sala per la prima volta a Torino martedì 20 ottobre al Cineteatro Baretti (ore 21), e a Bologna al Cinema Galliera giovedì 29 ottobre alle 21, alla presenza del regista. Tutte le date in aggiornamento sono sul sito: https://openddb.it/film/il-labirinto/.

Viviamo in un’epoca di conflitti, ma cosa lascia davvero dietro di sé la guerra? Il cimitero militare tedesco della Futa ha una struttura che ricorda un labirinto. Qui sono sepolti oltre 30.000 soldati. Le stagioni scorrono, il paesaggio cambia, il luogo dedicato ai morti è intanto abitato dai vivi. Nei boschi, cercatori di corpi riportano alla luce frammenti di uomini dimenticati. Il custode cataloga le ossa, paziente, meticoloso. La compagnia teatrale Archivio Zeta ritorna, anno dopo anno, a recitare tra le tombe del cimitero, portando in scena ogni volta uno spettacolo diverso, tra questi La montagna incantata di Thomas Mann. Immagini d’archivio ed echi del passato rendono la memoria qualcosa di fluido, scorrevole, continuamente rimodellato. Nulla è definitivo: né la guerra, né il lutto, nemmeno i morti.

Il Cimitero militare tedesco della Futa è un sacrario situato sull’Appennino tosco-emiliano, presso il Passo della Futa, nel comune di Firenzuola (FI). Inaugurato nel 1969, ospita le spoglie dei soldati tedeschi caduti in Italia durante la Seconda guerra mondiale. Progettato dall’architetto Dieter Oesterlen e dal paesaggista Walter Rossow, il cimitero si distingue per la sua architettura sobria e imponente. È composto da una grande spirale muraria in pietra, simile ad un labirinto, che si snoda lungo il pendio, integrandosi armoniosamente nel paesaggio montano. Le tombe sono semplici lapidi in pietra, disposte in gruppi ordinati. Il luogo ha un forte valore simbolico e storico, ed è concepito come spazio di memoria e riconciliazione.

Il cimitero è curato dalla Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge, l’associazione tedesca per la conservazione dei cimiteri di guerra. Lo scorso agosto, l’associazione ha comunicato che non si svolgeranno più rappresentazioni teatrali nel Cimitero militare germanico, dopo ventitré anni.

“Il film nasce dal desiderio di confrontarsi con il nostro recente passato per comprendere meglio il presente, interrogandosi sui rischi legati alla banalizzazione dei conflitti. – ha dichiarato il regista Alberto Gemmi – Conoscere le storie dei luoghi e delle persone diventa, oggi, una forma concreta di resistenza all’oblio. Il primo incontro con il cimitero militare tedesco della Futa è un’esperienza percettiva e simbolica insieme. Appare come un luogo del paradosso: ospita le tombe di migliaia di soldati tedeschi su suolo italiano e sorge a poche decine di chilometri da Marzabotto, teatro di uno dei più gravi crimini di guerra compiuti contro la popolazione civile in Europa durante la Seconda guerra mondiale. Al tempo stesso, il rifiuto di ogni forma di glorificazione bellica e il modo in cui il cimitero si inserisce nel paesaggio circostante fanno di questa architettura uno degli esempi più riusciti in Europa”.

“Il Labirinto non è un documentario sul nazifascismo, né un’opera di carattere storiografico: è piuttosto un lavoro che diventa un invito a mantenere vivo un confronto critico con il nostro recente passato. Indaga quindi come la memoria si costruisce, si conserva e, al tempo stesso, venga continuamente messa alla prova dalle dinamiche contemporanee. Si inserisce così nel dibattito europeo di oggi, ancora attraversato dalle eredità della guerra e dalle tensioni sociali ed economiche del presente. Le fratture politiche e culturali, unite alla difficoltà di riconoscere radici comuni, rendono questo film estremamente attuale”, ha aggiunto il regista.

Prodotto da Tekla Films, è realizzato con il contributo del PR FESR Toscana 2021-2027 – Bando per la concessione di sovvenzioni a fondo perduto per la produzione di opere cinematografiche e audiovisive- 2023 messo a disposizione dalla Regione Toscana, con la collaborazione di Toscana Film Commission, e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, distribuito in Italia da OpenDDB.

Il regista Alberto Gemmi (1984) lavora presso il laboratorio di restauro cinematografico L’Immagine Ritrovata, parte della Cineteca di Bologna, dal 2013. Il suo lavoro come autore si concentra sulla ricerca di materiali d’archivio per la creazione di brevi film-diario che riflettono sull’idea di tempo e memoria. Attraverso un linguaggio vicino all’antropologia visiva e uno sguardo documentaristico, affronta anche tematiche urbane e questioni sociali complesse. Go Burning Atacama Go vince il Lucca Experimental Film Festival, mentre Sinai – Un altro passo sulla terra è presentato al Torino Film Festival. Il suo primo lungometraggio Ogni Opera di Confessione è stato selezionato a Visions du Réel.

Equitazione, a Roma torna il Longines Global Champions Tour

Roma, 6 ott. (askanews) – La grande equitazione mondiale torna a Roma con il Longines Global Champions Tour, il circuito di salto ostacoli più prestigioso del mondo. Dal 9 all’11 ottobre i migliori binomi del pianeta si ritroveranno sotto il cielo della Capitale per la tredicesima tappa stagionale della meglio conosciuta “Formula 1 dell’Equitazione” in un’edizione speciale che omaggerà la storia e il luogo dove è nata l’equitazione moderna: l’Ippodromo Militare “Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto, culla del salto ostacoli moderno e impianto sede dell’8° Reggimento Lancieri di Montebello. La manifestazione è stata presentata questa mattina alla stampa con una conferenza nello storico impianto militare alla presenza tra gli altri della Senatrice Isabella Rauti, Sottosegretario di Stato alla Difesa, e di Remo Chiodi, Direttore generale per l’Ippica al Ministero dell’Agricoltura Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Legge elettorale, ok dalla Camera alla fiducia sull’articolo 2 con 227 sì

Roma, 6 ott. (askanews) – L’aula della Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal governo all’articolo 2 della legge elettorale con 227 sì, 149 no e 3 astenuti.

Il seguito dell’esame della riforma è rinviato a domani alle 9 con le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia all’articolo 3 del testo. Quindi si passerà all’esame dell’articolo 8, il quarto e ultimo articolo che ha subito modifiche durante il passaggio al Senato e su cui il governo non ha posto la fiducia. Nel pomeriggio, dopo il question time, saranno esaminati gli ordini del giorno e giovedì ci sarà il voto finale a scrutinio segreto sull’intero provvedimento.

L.elettorale, ok Camera a fiducia su articolo 2 con 227 sì

Roma, 6 ott. (askanews) – L’aula della Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal governo all’articolo 2 della legge elettorale con 227 sì, 149 no e 3 astenuti.

Il seguito dell’esame della riforma è rinviato a domani alle 9 con le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia all’articolo 3 del testo. Quindi si passerà all’esame dell’articolo 8, il quarto e ultimo articolo che ha subito modifiche durante il passaggio al Senato e su cui il governo non ha posto la fiducia. Nel pomeriggio, dopo il question time, saranno esaminati gli ordini del giorno e giovedì ci sarà il voto finale a scrutinio segreto sull’intero provvedimento.

Francia, violenti scontri a Parigi fra polizia e manifestanti

Roma, 6 ott. (askanews) – A Parigi, poco prima delle 16, diverse decine di persone vestite di nero hanno divelto elementi di arredo esterno dei negozi per trasformarli in proiettili, lanciandoli contro le forze dell’ordine presenti a Place de la Nation. I poliziotti in tenuta antisommossa hanno risposto lanciando un numero considerevole di lacrimogeni verso la testa del corteo.

Successivamente, i manifestanti vestiti di nero sono stati respinti all’interno del corteo o isolati nella piazza. Un incendio ha sprigionato una grande quantità di fumo nero. Alcuni negozi nei pressi della piazza hanno subito la rottura delle vetrine e alcune persone si sono impossessate di caschi da cantiere prelevandoli da un’agenzia di lavoro interinale, dopo averne forzato l’ingresso.

Sulla piazza si udivano esplosioni di mortai pirotecnici e granate tra nubi di gas lacrimogeno, mentre le forze dell’ordine impedivano al resto del corteo di accedervi. La prefettura di polizia ha riferito di aver contenuto “300 individui ostili fino a Place de la Nation”, dove sono scoppiati scontri con le forze dell’ordine. Un giovane, con la testa sanguinante, è stato soccorso dagli “street medic” – manifestanti che prestano volontariamente i primi soccorsi – secondo quanto riportato da un giornalista dell’Afp.

Calcio, Malagò: "Ho la schiena dritta"

Roma, 6 ott. (askanews) – “Io penso che chi ha seguito la vicenda sia in grado di valutare se io sia uno sconfitto o un vincitore. Magari non c’è uno sconfitto o un vincitore. Dire che ci sono state incomprensioni con Buonfiglio mi pare che sia affettuosamente eufemistico”. Così Giovanni Malagò dopo la ratifica del Consiglio Nazionale del Coni alla sua nomina di commissario della Figc. “Ho ricevuto una chiamata da Buonfiglio che mi ha chiesto di incontrarlo, c’è stata una proposta che mi sento di condividere in pieno, come confermato prima da tutti i colleghi di Giunta, nessun escluso, senza che nessuno sia stato condannato a non esprimersi, poi anche dal Consiglio nazionale”.

Poi il suo punto di vista sulla vicenda e sull’ok alla nomina a commissario: “L’ho fatto per amore dello sport, del Coni, dei miei colleghi di Giunta e Consiglio, per evitare imbarazzi perché per molti sarebbe stato complesso. L’ho ritenuto una cosa giusta. Lo sport autonomo dalla politica? Ora mi sento tranquillo, in questo senso ci sono stati dei ragionamenti di buon senso. Io penso sia una vittoria del buon senso, della logica delle cose. Mi sento più responsabilizzato, ritrovarsi commissario senza alcun tipo di vice, con un mandato molto chiaro…”.

I prossimi passi sono evidentemente su un doppio binario: la prosecuzione della sua attività e il processo che porterà alle nuove elezioni. “Ci sono minimo 60 giorni per indire le elezioni, quindi fino al 7 dicembre – ha detto Malagò -. Mi sembra che la prima data fattibile sia il 14 dicembre. Si andrà a elezioni, non perdiamo del tempo”. In chiusura, le sue considerazioni con la comprensibile punta di veleno post-braccio di ferro: “Il calcio sempre dalla mia parte? Non so come si possa pensare che non lo sia. È stata una vicenda difficile, imbatazzante ma così è la vita. È confermato che ho la schiena dritta. Se Diana Bianchedi tornerà capo delegazione? Il presidente Buonfiglio mi ha anticipato questa sua volontà e ha fatto richiesta espressa in Giunta, dice che mi manderà una lettera. Gli ho detto che è un tema che si potrà affrontare ma credo sia una cosa che dovrà affrontare il presidente, non il commissario. Domani vado a Berlino e sto tre giorni in Uefa, vedrò Ceferin”.

Il sorriso si allarga solo parlando del bel momento della Nazionale di Mancini, che Malagò ha voluto in panchina: “Sono molto felice del percorso della Nazionale, vedo anche gli italiani felici. Ci saranno momenti difficili ma mi darete atto che ho partecipato a molte conferenze stampa, praticamente non ho mai dormito. C’è un progressivo entusiasmo. Ieri la partita ha avuto il 40% di share, 8 milioni di persone, con quasi 4 milioni di italiani che hanno seguito i commenti dopo la partita. Penso che il merito sia di Mancini, dei ragazzi, di Claudio Ranieri”.

In Spagna Sanchez avvia la campagna ripresentando i decreti casa

Roma, 6 ott. (askanews) – Il giorno dopo lo scioglimento delle Cortes, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha ripresentato i decreti sull’edilizia abitativa la cui bocciatura ha sancito sia la rottura della propria coalizione che il ricorso alle elezioni anticipate, il 29 novembre prossimo.

Una mossa che di fatto obbedisce alla logica che ha spinto Sanchez, appoggiato in questo dalla maggior parte dei ‘baroni’ socialisti, a optare per un voto il più immediato possibile: vale a dire, sfruttare al massimo l’indignazione popolare per l’affossamento dei decreti nella speranza di ottenere una mobilitazione elettorale tale da poter effettuare una rimonta che i sondaggi danno al momento come assai problematica.

Il Psoe – e la sinistra di Sumar e Podemos – hanno 54 giorni per compiere il miracolo, e per trenta di questi i decreti torneranno ad essere in vigore, quindi al centro dell’attenzione mediatica ed elettorale; come se non bastasse, entro quest’arco di tempo dovrebbe anche verificarsi lo sciopero generale promesso dai sindacati in appoggio al movimento degli inquilini.Ma non solo: il fatto che le Cortes siano state sciolte dà all’esecutivo anche la possibilità di far approvare i decreti dall’organo che le sostituisce in attesa del voto, la Commissione permanente: in questo caso un eventuale governo della destra dovrebbe derogarli attivamente, e non semplicemente chiuderli in un cassetto – con un costo politico molto più elevato.

La Commissione infatti, pur rispecchiando la maggioranza parlamentare, è formata da solo 68 membri più il presidente della Camera, e gli inevitabili arrotondamenti aritmetici fanno si che i voti (il voto, in questo caso) dei nazionalisti catalani di Junts non siano più indispensabili per il via libera; con l’appoggio dell’altra destra nazionalista, quella basca del Pnv, la coalizione avrebbe 35 voti contro i 34 prevedibilmente contrari.

Un’approvazione quindi darebbe a Sanchez un’arma in più per basare la sua campagna sulla necessità di ridare fiducia al suo governo per non perdere dei diritti conquistati a fatica – e a dire il vero, alquanto tardivamente e solo dopo lo scoppio del “caso Maricarmen”, l’anziana sfrattata da un fondo la cui vicenda ha innescato le proteste popolari; ma per il Psoe, sempre infinitamente meglio che andare alle urne sullo sfondo della crisi dei migranti di Ceuta o degli scandali che hanno visto coivolti esponenti di primo piano del partito.

Calcio Buonfiglio: "Malagò vittima di un malfunzionamento".

Roma, 6 ott. (askanews) – Il presidente del Coni difende la scelta di commissariare la Figc e affidare l’incarico a Giovanni Malagò: “Le regole non sono state rispettate. Non mi faccio influenzare da nessuno”

“Malagò è stato vittima di un malfunzionamento e non doveva pagare lui”. Luciano Buonfiglio, al termine del Consiglio nazionale straordinario del Coni, difende la decisione di commissariare la Figc e di affidare a Giovanni Malagò il ruolo di commissario per i prossimi novanta giorni.

“Ci fosse stato un episodio del genere in un’altra federazione, in 60 giorni si sarebbe rimesso tutto in ordine”, ha spiegato Buonfiglio, tornando sulle ragioni che hanno portato alla scelta del commissariamento. “Gli uffici non hanno funzionato, la giustizia sportiva ha perso troppo tempo, insomma le regole non sono state rispettate”.

Una decisione che, secondo il presidente del Coni, consente di riportare la vicenda all’interno dell’autonomia dello sport. “Il presidente del Coni si è preso la responsabilità di nominare il commissario, in maniera tale che l’autonomia dello sport italiano sia rimasta all’interno dello sport italiano. Meglio di così non si poteva arrivare”.

E sulla scelta di Malagò, Buonfiglio non ha dubbi: “Perché lui? Perché ha un curriculum perfetto, stiamo riprendendo il cammino con la Nazionale di calcio e così gli diamo la possibilità di condurla in questi novanta giorni”. Quanto ai rapporti con l’ex presidente del Coni, Buonfiglio respinge qualsiasi ricostruzione su possibili contrasti: “Mi avete mai sentito parlare male di Malagò?”.

Il presidente del Coni ha inoltre precisato di non aver parlato nei giorni scorsi con il ministro dello Sport Andrea Abodi: “No, perché comunque è una decisione che riguarda il mondo sportivo”. E ha aggiunto che l’ipotesi Malagò era già sul tavolo: “Era un’idea, perché se non l’avesse condivisa non sarebbe andata avanti”.

Particolarmente duro, invece, il passaggio sugli attacchi personali ricevuti nelle ultime settimane. “Qualcuno ha mandato anche dei messaggi mafiosi. Ma sono solido e non mi faccio influenzare da nessuno”. Poi il riferimento alla famiglia: “Attacchi personali squallidi alla mia famiglia. Li ho sempre criticati e mi riservo anche di denunciare. Non è colpa di nessuno se un figlio è più bravo del padre”.

Buonfiglio ha infine affrontato anche il caso di Diana Bianchedi, ex capo delegazione della Nazionale, che ha presentato le proprie dimissioni. “Mi auguro che vengano respinte. L’ho annunciato al commissario Malagò: essendo commissario dovrò dire io a lui di reintegrare Bianchedi”. E sul rapporto fiduciario ha precisato: “La fiducia è un altro tipo di rapporto, il parere contrario fa parte dei principi della democrazia. L’importante è arrivare a una delibera unanime”.

Teatro, Compagnia Teatro Verde di Roma in Sudafrica, Lesotho e Namibia

Roma, 6 ott. (askanews) – In occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo 2026 e per celebrare i 40 anni di storia, la Compagnia Teatro Verde di Roma, diretta da Veronica Olmi, è in partenza per una nuova tournée internazionale in Sudafrica, Lesotho e Namibia. Su invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria, dal 14 al 26 ottobre la tournée toccherà tre Paesi, con sei rappresentazioni e una Masterclass, in un programma che unisce teatro di figura, clownerie, musica e formazione.

Due i titoli portati in tournée. Opera Buffa, di Andrea Calabretta, Emanuele Avallone e Gianluigi Capone, con la regia di Walter Broggini, scene e burattini di Roberto Capone e musiche del repertorio lirico italiano a cura di Enrico Biciocchi. Sulle note delle arie più celebri, il Teatro di figura e il Circo si incontrano grazie alla curiosità di due facchini. Dietro le quinte del Teatro dell’Opera spostano scatole, sistemano, giocolano, scherzano… Dalle scatole escono suoni, desideri, dubbi e certezze. Insieme al pubblico, immaginano storie di amore e poesia. Andrea Calabretta e Gianluigi Capone ci accompagnano tra sogno e realtà, tra cultura alta e popolare, lasciandosi cullare dal bel canto. Troveremo Rossini, Puccini, Mozart e con loro Cenerentola, La gaza ladra, Turandot, Il Flauto Magico, Don Giovanni da ascoltare con altre orecchie e nuovi sguardi ad ogni età.

Circo in valigia, di e con Gianluigi Capone, per la regia di Andrea Calabretta, parte invece da pochi elementi essenziali: un clown, una valigia e una buona dose di immaginazione. Da qui prende forma un circo tutto da inventare, nel quale pensieri, idee e sogni diventano materia teatrale e conducono il pubblico di tutte le età dentro un gioco poetico e divertente.

Alla tournée si affianca la Masterclass Segui il ritmo, a cura di Veronica Olmi e Matilde Biciocchi, rivolta a giovani studenti delle arti performative. Il laboratorio propone un avvicinamento alla lingua italiana in modo pratico, giocoso e creativo, partendo dalla storia del teatro di figura e del teatro ragazzi italiano e dall’esperienza quarantennale del Teatro Verde di Roma. I partecipanti saranno coinvolti nella creazione di piccole storie e personaggi, utilizzando il teatro e la musica come linguaggi universali capaci di favorire l’incontro e creare relazioni tra persone e culture diverse.

La Compagnia Teatro Verde, riconosciuta dal MIC – Ministero della Cultura dal 1979, affonda le sue radici nell’Opera dei Burattini fondata nel 1947 da Maria Signorelli e dal 2000 opera con l’attuale denominazione. La direzione artistica è affidata a Veronica Olmi. La Compagnia ha sede al Teatro Verde di Roma, storico teatro dedicato alle nuove generazioni, dove cura la Rassegna Nazionale Oltre la scena, quest’anno giunta alla 41ª edizione. Accanto alla stagione teatrale, la sua attività comprende la Scuola di Teatro…verde, i laboratori espressivi, il Teatro a Motore, i percorsi di formazione, le attività nelle scuole, le letture nelle biblioteche e nelle librerie, il Teatrino dei Burattini e il Cantastorie. È socia dell’UNIMA Italia, di ASSITEJ e di AsT.Ra. e svolge attività di produzione e tournée in Italia e all’estero.

La tournée è realizzata grazie all’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria, al suo direttore Michele Gialdroni e al Ministero della Cultura, che hanno sostenuto questo progetto di scambio culturale.

Calcio, Coni: "Elezioni in Figc entro il 31 gennaio"

Roma, 6 ott. (askanews) – Arrivata la comunicazione ufficiale da parte del Coni sull’esito della Giunta di questa mattina che ha nominato Giovanni Malagò commissario straordinario della Figc: “Si è tenuta questa mattina, alle 13, al Foro Italico a Roma la 1177ª riunione della Giunta Nazionale CONI. Il Presidente Buonfiglio ha proposto alla Giunta il Commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio nella persona di Giovanni Malagò, affinché si proceda a celebrare nuove elezioni entro e non oltre il 31 gennaio 2027. Non avendo altro da deliberare, la Giunta ha concluso i propri lavori alle ore 13.15”

Dall’8 all’11 ottobre Roma torna capitale del tatuaggio

Roma, 6 ott. (askanews) – Dopo un anno di pausa, Urban Land Tattoo Expo Roma torna dall’ 8 all’11 ottobre 2026 con una nuova edizione, una nuova location e un programma ancora più ricco. Giunto alla nona edizione, l’evento firmato AG INK EVENT di Alessio Greco si prepara a trasformare l’Ippodromo delle Capannelle, in via Appia Nuova 1245, in un grande spazio dedicato al tatuaggio, alla street art e alla cultura underground.

Dopo l’ultima edizione ospitata al San Paolo District, Urban Land cambia casa e approda in uno dei luoghi più iconici di Roma, con un format che mette insieme arte del tatuaggio, graffiti, musica, performance e cultura urban. «La scelta di Capannelle nasce dalla volontà di legare l’evento a un luogo di grande fascino e autenticità, capace di valorizzarne l’identità e di rendere questa esperienza ancora più memorabile. Tra le novità di quest’anno c’è il Tattoo Party, da sempre un appuntamento privato dedicato agli operatori e che, per la prima volta, sarà aperto al pubblico, con una prestigiosa line up di artisti della scena rap. Una scelta che si sposa perfettamente con la location di Capannelle, da sempre protagonista dell’estate romana con i suoi numerosi concerti», dichiara Alessio Greco, ideatore di Urban Land Tattoo Expo Roma. Il programma prende il via giovedì 8 ottobre con il Tattoo Party, una serata inaugurale a ingresso gratuito e aperta al pubblico, mentre da venerdì 9 a domenica 11 ottobre sarà protagonista la Tattoo Convention vera e propria.

Per quattro giorni Roma sarà così punto di incontro per artisti, appassionati e curiosi, con oltre 500 tatuatori provenienti dall’Italia e da tutto il mondo, impegnati in sessioni di tatuaggio dal vivo e nei contest dedicati alle diverse tecniche e stili. A completare il programma saranno graffiti jam e live painting, musica hip hop e rap, contest, parkour, street food e la Museum Zone, uno spazio dedicato a tele, sculture, fotografia e live art.

IL TATTOO CONTEST: OLTRE 500 ARTISTI IN GARA Cuore della manifestazione sarà, come da tradizione, il Tattoo Contest, che quest’anno cambia volto con un format completamente rinnovato. La principale novità riguarda l’introduzione, all’interno delle singole categorie, dei pezzi guariti, con la possibilità per ogni tatuatore di presentarne fino a due per categoria. Accanto ai lavori già completati, restano protagonisti i tatuaggi iniziati e terminati durante le giornate della Convention, che concorreranno al Best of Day: uno per il venerdì, uno per il sabato e uno per la domenica.

I vincitori delle categorie dedicate ai lavori realizzati in Convention accederanno inoltre alla sfida finale per il Best of Show, che decreterà il miglior tatuaggio della manifestazione. Le competizioni si svilupperanno nell’arco delle tre giornate. Venerdì saranno protagoniste le categorie Black Work, Color, Oriental e Best Body Suite, oltre al Best of Day. Sabato sarà la volta di Lettering, Anime/Cartoon & New School, Tribal/Ornamental – che comprende Dotwork, Maori, Polinesiano e Geometrico -, Traditional e Neo Traditional, con il relativo Best of Day. La giornata di domenica sarà dedicata a Black and Grey, Realistic Black and Grey, Realistic Color e Best Combo, oltre allo Special Contest Cavallo/Horse, al Best of Day e al gran finale con il Best of Show.

Come da tradizione, tutti i riconoscimenti premieranno sia il tatuatore sia la persona tatuata, valorizzando non soltanto la tecnica e lo stile dell’artista, ma anche il risultato finale dell’opera e il rapporto tra chi la realizza e chi la porta sulla propria pelle. A rendere unici i riconoscimenti saranno gli esclusivi premi in terracotta, vere e proprie opere d’arte, firmate dallo scultore Davide Ferrari di Hand Made Napoli. A comporre la giuria saranno numerosi nomi di rilievo del panorama italiano e internazionale. Tra gli artisti annunciati: Alessandro Covallero, Alessandro Lippo, Alex Santucci, Alex Van Dutch, Anakin, Blackrose, Blunt, Brigante, Chiara Tradimento, Claudia Bindi, Daniele Lo Scritto, Doddo & Mr. Nobody, Domenico Ferone, El Big, Fabio Onorini, Federico Costantini, Flaks, Gabriele Marano, Gipsy G, Ivan Gordienko, Ivano Natale, Katsuhiko Taniguchi, Koji Yamaguchi, Luca Natalini, Lucky Luchino, Marcello Cestra, Marcello Iacovelli, Marco Matarese, Marco Wallace, Matteo Paglione, Michele Agostini, Myke Chambers, Otto D’ambra, Placido e Posco Losco.

Tra gli special guest figurano tra i nomi: Victor Chil, Angel Bustos e Gabriele Pellerone

AmCham presenta al Senato il white paper "Future Callin'"

Roma, 6 ott. (askanews) – Un quadro normativo più semplice e prevedibile, tempi certi per gli investimenti, maggiore sostegno all’innovazione e alle competenze e un dialogo stabile tra istituzioni e sistema produttivo. Sono alcune delle priorità emerse oggi nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato della Repubblica, in occasione dell’appuntamento conclusivo di “Future Callin’ – Dialoghi di Policy”, il percorso biennale promosso dal Comitato Public Affairs di American Chamber of Commerce in Italy, con il supporto non condizionato di AbbVie, Baker Hughes e Lilly. L’iniziativa, ospitata su impulso della Senatrice Elena Murelli, ha rappresentato il momento di sintesi di due anni di confronto tra imprese e istituzioni e l’occasione per presentare il white paper che raccoglie le principali evidenze e proposte maturate nel corso del progetto.

Il documento nasce da cinque incontri e altrettanti position paper dedicati ad alcuni dei temi che oggi incidono maggiormente sulla capacità dell’Italia di competere e attrarre investimenti: autonomia strategica, intelligenza artificiale, sostenibilità, comunicazione e responsabilità aziendale. Un lavoro al quale hanno contribuito oltre 60 imprese, insieme a rappresentanti delle istituzioni nazionali, territoriali ed europee, con l’obiettivo di trasformare il confronto pubblico-privato in proposte utili alle future scelte di policy.

Al centro della discussione la necessità di rendere il sistema Paese più rapido e attrattivo, intervenendo sui principali fattori che condizionano le decisioni di investimento: dalla certezza del diritto alla semplificazione dei procedimenti autorizzativi, dalla stabilità degli strumenti a sostegno della ricerca e delle infrastrutture strategiche alla formazione del capitale umano, fino al coordinamento tra i diversi livelli amministrativi. Sullo sfondo, il rafforzamento della cooperazione economica e industriale tra Italia e Stati Uniti, considerata una leva decisiva per affrontare le trasformazioni tecnologiche e geopolitiche in corso.

“Concludiamo oggi istituzionalmente questo percorso, consegnando simbolicamente alla classe politica italiana le riflessioni maturate in questi due anni – ha dichiarato Simone Crolla, Consigliere Delegato di American Chamber of Commerce in Italy -. È un lavoro nato da un dialogo e da un ascolto molto approfonditi e arriva in una fase particolarmente importante per entrambi i Paesi. Dall’intelligenza artificiale ai data center, fino ai temi del permitting e della competitività, sono stati compiuti passi avanti ma resta ancora molto da fare. Il nostro invito alle istituzioni è a fare tesoro di queste proposte, nella convinzione che il legame transatlantico resti forte e rappresenti un patrimonio strategico per la crescita”.

Il white paper individua in particolare la necessità di favorire investimenti pluriennali nella ricerca e nelle infrastrutture digitali, prevedere meccanismi di incentivazione stabili, ridurre le duplicazioni amministrative e sviluppare procedure autorizzative più semplici e con tempi definiti per i progetti strategici. Un’impostazione che punta a trasformare più rapidamente gli investimenti in attività produttive, occupazione e innovazione, valorizzando al tempo stesso le competenze presenti nel Paese.

“Future Callin’ – dichiara il Presidente del Comitato Public Affairs di AmCham Italy e Vice Presidente associato Corporate Affairs & Patient Access di Lilly, Federico Villa – è un percorso che come imprese italiane a capitale americano, abbiamo costruito insieme alle istituzioni, a partire da una convinzione condivisa: la competitività del Paese si costruisce attraverso il dialogo costruttivo. In questi due anni il Comitato Public Affairs ha offerto uno spazio di confronto concreto su temi che incidono sul futuro dell’Italia, dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità socio-economica e ambientale, dalla comunicazione alla responsabilità d’impresa. Il white paper restituisce questo lavoro e vuole contribuire a rafforzare le partnership pubblico-private necessarie per attrarre investimenti, valorizzare l’innovazione e consolidare il ruolo dell’Italia nel rapporto transatlantico.”

Nel corso della mattinata il confronto ha approfondito anche il rapporto tra qualità della regolazione e competitività, evidenziando come l’efficacia delle norme dipenda sempre più dalla capacità di valutarne preventivamente gli effetti sull’attività delle imprese, sulle filiere e sugli investimenti. Un approccio fondato sulla collaborazione anticipata tra decisore pubblico e sistema produttivo può contribuire a ridurre incertezza interpretativa, oneri burocratici e rischi reputazionali.

“La qualità delle regole è oggi un fattore di competitività – ha affermato Francesco Paolo Bello, Managing Partner di Deloitte Legal -. Le imprese valutano dove investire anche sulla base della chiarezza e dell’efficienza dell’ecosistema normativo. L’incertezza si riduce quando il confronto tra decisore pubblico e impresa avviene in maniera anticipata, mentre gli oneri possono essere contenuti se chi scrive le norme è messo nella condizione di comprenderne pienamente gli impatti. È dall’incontro tra l’interesse generale rappresentato dalle istituzioni e la conoscenza concreta dei mercati e delle filiere propria delle imprese che possono nascere regole più chiare, applicabili ed efficaci”.

Con la presentazione del white paper al Senato si chiude così il primo ciclo di Future Callin’ – Dialoghi di Policy, trasformando il patrimonio di analisi e confronto maturato nel biennio in una call to action rivolta alle istituzioni. L’obiettivo è ora dare continuità al metodo avviato, affinché collaborazione pubblico-privato, innovazione, certezza normativa e sviluppo delle competenze possano diventare leve strutturali per accrescere la competitività italiana e consolidare ulteriormente le relazioni economiche e industriali tra Italia e Stati Uniti.

Energia, Bernardi (Illumia): volatilità più alta di quella del Nasdaq

Bologna, 6 ott. (askanews) – “Il mercato dell’energia negli ultimi anni ha assunto un tasso di volatilità più alto di quello del Nasdaq. I focolai di guerra sono tutti in location che riguardano risorse importanti dell’energia, come Venezuela, Medio Oriente, Russia-Ucraina. C’è l’impatto geopolitico, ma c’è anche l’impatto della comunicazione: oggi basta un tweet o un annuncio di pace che non si realizza per definire l’andamento del prezzo”. Lo ha detto Marco Bernardi, presidente del gruppo Tremagi, a Bologna in occasione della presentazione di Keiros Analytics, la nuova società della holding, di cui fa parte Illumia, dedicata all’analisi quantitativa dei mercati energetici.

“Noi come gruppo Tremagi, che ci occupiamo di energia ormai da 20 anni, sentiamo la necessità di tornare ai fondamentali o comunque di valorizzare quegli asset in cui i fondamentali ancora contano. E l’aspetto che abbiamo rintracciato nella nostra storia è quello della meteorologia”, ha aggiunto Bernardi.

“La possibilità di prevedere l’irraggiamento, l’idricità, la ventosità in tutta Europa o nel mondo permette di prevedere l’impatto che avranno sul prezzo dell’energia le centrali rinnovabili, che oggi rappresentano più del 50% della capacità produttiva in Europa”, ha spiegato Bernardi. Avere in anticipo queste proiezioni “permette di aprire opportunità di mercato” e “sacche di marginalità che poi possono essere reinvestite, arrivando ultimamente ad abbassare quella volatilità”.

Energia, Masato (Illumia): avvio inverno mite, consumi in calo

Bologna, 6 ott. (askanews) – “Dopo l’estate torrida dovremmo avere, almeno nella prima parte dell’inverno, quindi ottobre, novembre e dicembre, temperature sopra la norma, una partenza mite. Dovrebbe esserci un calo dei consumi rispetto a un inverno con temperature nella norma, perché essendo più mite c’è meno richiesta di riscaldamento”. Lo ha detto Giacomo Masato, head of analytics di Illumia, a Bologna in occasione della presentazione di Keiros Analytics, la nuova società del gruppo Tremagi dedicata all’analisi quantitativa dei mercati energetici. Per gennaio e febbraio “ci si riaggiornerà strada facendo”, ha aggiunto.

All’origine della previsione c’è il fenomeno in corso nel Pacifico tropicale. “Stiamo osservando uno dei El Nino più importanti degli ultimi 100-150 anni”, ha spiegato Masato, ricordando quello del 2015, “l’ultimo molto forte”, che portò “un inverno estremamente mite, soprattutto nella sua prima parte. In quella occasione i prezzi dell’energia e del comparto oil and gas furono bassi proprio a fronte di una domanda minore. Quest’anno, proprio perché c’è un evento molto simile, ci attendiamo un’evoluzione, quantomeno nella prima parte invernale, simile a quella del 2015”, con una media “di circa 2 gradi in più rispetto alla norma”.

In Francia 450mila manifestanti in tutto il Paese, 100mila a Parigi

Roma, 6 ott. (askanews) – Le manifestazioni degli studenti delle scuole superiori hanno visto sfilare oggi 450.000 persone in tutta la Francia, di cui 100.000 a Parigi, secondo le stime delle organizzazioni studentesche (Usl, Fage, Union etudiante, Unef) promotrici dell'”Atto III” della mobilitazione.

La Cgt, principale sindacato francese, ha confermato all’Afp di ritenere valida tale stima: la sua leader, Sophie Binet, ha dichiarato su Lci che “dimostra una nuova intensificazione della mobilitazione giovanile”.

A Rennes, mentre la manifestazione volgeva al termine e sembrava pacifica, la situazione si è fatta improvvisamente tesa. Place Charles-de-Gaulle è avvolta in una nube di lacrimogeni. Le forze dell’ordine si stanno schierando e fronteggiano giovani vestiti di nero. Molti manifestanti cercano di lasciare il luogo, senza riuscirci.

Formenti (Confindustria Nautica): Genova è il primo Salone al mondo

Genova, 6 ott. (askanews) – “Crescere sulla crescita non è facile, penso che un 11,2% sia tantissimo, quasi 140mila visitatori in sei giorni è una cosa che nessun salone ha al mondo, quindi a questo punto possiamo dirlo: siamo il più grande salone nautico al mondo”.

Così il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, parlando a margine della conferenza stampa conclusiva della 66esima edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova.

Durante i sei giorni della manifestazione a Genova sono state eseguite più di 4.600 prove in mare, sono stati organizzati 90 dibattiti istituzionali e sono state esposte 215 novità.

“Io giro saloni in tutto il mondo – ha detto Formenti – e non c’è niente di così bello. Adesso dobbiamo mantenere questo primato che è la cosa più difficile. La spostamento della data ad ottobre è stato utile e lo abbiamo fatto perché ce lo hanno chiesto le imprese” ha detto.

Stellantis, Fim: produzione 9 mesi +28%, a Cassino situazione insostenibile

Milano, 6 ott. (askanews) – La produzione Stellantis in Italia torna a crescere dopo il crollo del 2025, ma resta lontana dai livelli degli anni precedenti e con forti differenze tra gli stabilimenti. Nei primi nove mesi del 2026 sono stati prodotti 340.745 veicoli, il 28,3% in più rispetto a un anno fa: le autovetture sono salite del 36,7% a circa 207mila unità e i veicoli commerciali del 17,3% a 134mila.

La Fim-Cisl stima per l’intero anno circa 450mila veicoli, contro i 380mila del 2025 e i 500mila indicati in precedenza, con la revisione legata soprattutto ai fermi e ai minori ordinativi della 500 ibrida a Mirafiori.

“La ripresa dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni”, ha detto il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, sottolineando però che il gruppo resta lontano dall’obiettivo di un milione di veicoli indicato ai tavoli ministeriali. L’uso degli ammortizzatori sociali è calato di oltre il 30%, anche per la riduzione dell’occupazione.

La criticità maggiore resta Cassino, unico stabilimento di assemblaggio auto ancora in calo: 8.897 vetture (-37,1%) nei nove mesi, fra Alfa Romeo Giulia e Stelvio e Maserati Grecale. L’attività è ridotta a 5-6 giornate al mese e l’organico è sceso a circa 2.120 addetti. La Fim stima per l’intero anno circa 12mila vetture. “La situazione sta diventando veramente insostenibile”, ha affermato Uliano.

Stellantis ha confermato che Giulia e Stelvio resteranno in produzione per tutto il 2027 con una serie speciale e che nello stesso anno arriverà la nuova Maserati Grecale. Il futuro di Cassino, insieme a quello di Modena, sarà però delineato nel piano Maserati atteso a dicembre, quando sono previste anche indicazioni sulle partnership per il marchio del Tridente. Secondo indiscrezioni stampa, sarebbero allo studio accordi con i gruppi cinesi Jac e Huawei. Sul partner “al momento non abbiamo notizie neanche della nazionalità”, ha detto Uliano.

A Mirafiori la produzione è salita del 151,1% a 46.323 vetture grazie alla 500 ibrida, ma il rallentamento del terzo trimestre, gli stop per mancanza di materiali e la minore domanda portano la Fim a stimare circa 60mila unità nel 2026, contro le 100mila previsti da Stellantis per la sola 500 ibrida. “Bisogna riflettere su un nuovo modello”, ha ribadito Uliano.

A Pomigliano sono state prodotte 103.500 auto, di cui 92mila Panda e 11.500 Tonale, con 68 giorni di contratto di solidarietà sulla linea Tonale/Hornet e 34 sulla Panda. Per la Fim le tre nuove e-Car, per le quali non è stato comunicato il partner, dovranno arrivare prima dell’uscita del Tonale, per il quale “non abbiamo ad oggi una definizione di una data di termine della produzione”.

Melfi ha recuperato il 77,2% a 47.580 vetture grazie soprattutto alla nuova Jeep Compass. La produzione del nuovo C-Suv Alfa Romeo prevista entro il 2028, secondo Uliano è “molto probabile” che inizi già a fine 2027.

In crescita Atessa (+17,3%, senza contratto di solidarietà da luglio) e Modena, salita da 75 a 645 Maserati. Resta “sotto osservazione e sotto pressione” Termoli, dove cambi eDct e motori Gse Euro 7 “non danno una garanzia di prospettiva”: sulle batterie per Uliano è “molto più probabile un’operazione come quella di Catl in Spagna” che una riproposizione di Acc.

Il 15 ottobre la direzione Stellantis incontrerà i sindacati per fare il punto sul piano industriale. La Fim chiederà risposte soprattutto su Cassino, Mirafiori e Termoli. Sul fronte Ue, Uliano giudica la revisione delle regole sulle emissioni “un primo elemento positivo”, ma chiede di rafforzarla con il principio della neutralità tecnologica, senza mettere a rischio gli investimenti già fatti sull’elettrico.

Abi, presentata a Roma la quarta edizione di "è cultura!"

Roma, 6 ott. (askanews) – Entra nel vivo la quarta edizione del Festival “è cultura!”: la manifestazione è stata presentata oggi a Roma alla stampa, nella sede dell’Associazione Bancaria Italiana, dal Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e dal Vice Presidente Vicario dell’ACRI, Bernabò Bocca, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli.

La manifestazione policentrica, dedicata alla cultura, arte e creatività come leve di sviluppo, inclusione, innovazione ed educazione finanziaria, è promossa da ABI (Associazione Bancaria Italiana) e Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio S.p.A.), con la partecipazione delle banche operanti in Italia, delle fondazioni di origine bancaria e anche della Banca d’Italia.

La settimana centrale del Festival – che prenderà il via venerdì 16 ottobre per concludersi sabato 24 ottobre – coinvolgerà l’intero territorio nazionale con oltre 100 eventi e iniziative, in presenza e online, rivolti a un pubblico ampio e diversificato, con particolare attenzione anche a giovani e studenti per promuovere la cultura come valore condiviso e bene comune.

“è cultura!” si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, dell’Accademia di Belle Arti di Roma e del Touring Club Italiano, e con la Media Partnership del TGR e di RAI Cultura.

Sono oltre 100 le iniziative per appassionati di cultura, arte e musica che si terranno nella settimana di è cultura! oltre 80 le novità. Il programma completo della manifestazione, con il calendario degli eventi, le sedi coinvolte e le schede di approfondimento dedicate ai singoli appuntamenti è online sul sito www.eculturadavivere.it, con tutte le informazioni utili anche per partecipare.

La manifestazione, che ogni anno si arricchisce di nuovi spazi per aperture straordinarie, concerti ed esposizioni coinvolgerà oltre 40 città in tutta Italia con tanti eventi che uniscono arte, divulgazione culturale ed educazione finanziaria, e tante novità. Tra le novità, le iniziative a L’Aquila, città Capitale italiana della Cultura 2026.

C’è un settimo arresto per terrorismo alla base aerea Raf di Fairford

Roma, 6 ott. (askanews) – Un cittadino britannico di 22 anni è stato arrestato con l’accusa di preparazione di atti terroristici in relazione ai fatti avvenuti a settembre nei pressi della base della Royal Air Force di Fairford, in Inghilterra. Lo ha reso noto la polizia antiterrorismo del Regno Unito.

L’uomo – riporta la Bbc – è stato arrestato oggi a Londra nell’ambito delle indagini sull’episodio verificatosi il 27 settembre scorso vicino alla base aerea nel Gloucestershire. Si tratta del settimo arresto legato all’incidente. Gli altri sei uomini coinvolti sono stati rilasciati su cauzione. Domenica 27 settembre la polizia era stata allertata della presenza di tre “veicoli sospetti” vicino alla base aerea. Era stato dichiarato lo stato di emergenza e decine di abitazioni erano state evacuate. In quell’occasione gli agenti avevano arrestato cinque uomini di età compresa tra i 23 e i 25 anni, con l’accusa di reati legati agli esplosivi e successivamente per la preparazione di un atto terroristico, prima di rilasciarli su cauzione.

Un sesto uomo, un venticinquenne con doppia cittadinanza iraniana e britannica, era stato arrestato il 1° ottobre a Westminster (Londra) e anch’egli è stato successivamente rilasciato su cauzione.

Vicki Evans, coordinatrice nazionale senior per le attività di polizia antiterrorismo – riporta ancora la Bbc -, ha dichiarato che “le indagini sono ancora in corso” e che la polizia continua a “seguire diverse piste investigative”.

Paramount chiude acquisizione di Warner Bros. Discovery: nasce Skydance

New York, 06 ott. (askanews) – Concordata alla fine dello scorso febbraio, l’acquisizione di Warner Bros. Discovery (WBD) da parte di Paramount Skydance è stata completata oggi mettendo il 43enne David Ellison a capo di un impero mediatico ribattezzato Skydance. Dopo avere avuto la meglio su Netflix (che voleva gli asset cinematografici e dello streaming di WBD) e dopo mesi di battaglie legali, il gruppo combinato si ritrova ai primi posti tra i concorrenti dei colossi dello streaming come Netflix e YouTube, appena dietro a giganti come Disney e Amazon.

In una nota, Ellison ha definito “storico” questo giorno: “Non potremmo essere più entusiasti di metterci al lavoro”.

Per colui che fino allo scorso anno non aveva mai gestito una società quotata, la sfida è appena cominciata. Deve convincere Wall Street di potere navigare un calo degli abbonamenti alle reti TV via cavo, la competizione forte nello streaming con rivali tech come Amazon e Apple, costi crescenti e i rischi posti dall’AI.

Il tutto mentre deve ridurre un debito arrivato a superare 80 miliardi di dollari e deve raggiungere i tagli ai costi promessi di 6 miliardi in tre anni. Il timore è che per riuscirci, eliminerà migliaia di posti di lavoro nelle TV CNN e CBS.C’è anche un rischio politico: Ellison è vicino al presidente americano, Donald Trump, che è arrivato recentemente a mettere al bando CNN dalla Casa Bianca. Nel nome dell’indipendenza ieri è stato annunciato che il numero uno del canale, Mark Thompson, resterà al suo posto.

Cinema, il docufilm su Francesca Albanese uscirà in Italia nel 2027

Roma, 6 ott. (askanews) – Mentre “Palestina 36” di Annemarie Jacir supera i 56.000 spettatori e prosegue il suo percorso nelle sale italiane, Wanted Cinema ha annunciato l’acquisizione per l’Italia di “Anatomy of a Genocide” (titolo provvisorio), il nuovo documentario dedicato a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati. Il film arriverà nei cinema italiani nel 2027 distribuito da Wanted Cinema.

Diretto e prodotto dal regista norvegese Torstein Grude, “Anatomy of a Genocide”, attualmente in post-produzione, è stato girato nell’arco di tre anni, seguendo Francesca Albanese nel suo lavoro pubblico e dietro le quinte del suo mandato alle Nazioni Unite.

Il documentario segue Albanese a partire dal 7 ottobre 2023 e nell’arco dei tre anni successivi, offrendo un accesso senza precedenti al suo lavoro di documentazione delle violazioni dei diritti umani e alla sua attività per l’accertamento delle responsabilità. Parallelamente, il film ne racconta la dimensione privata e personale: l’improvvisa esposizione internazionale, le pressioni crescenti, le minacce di morte, le sanzioni imposte dal governo statunitense e le conseguenze che tutto questo ha avuto sulla sua vita familiare.

Il titolo del film riprende quello del rapporto “Anatomy of a Genocide” presentato da Albanese nel 2024 nell’ambito del suo mandato alle Nazioni Unite. Proprio in questi giorni è inoltre arrivato in edicola in Italia il suo nuovo rapporto “Tortura e genocidio”, dedicato alla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati.

Il regista Torstein Grude ha alle spalle una lunga esperienza nel cinema documentario internazionale ed è stato co-produttore di “The Act of Killing” e “The Look of Silence” di Joshua Oppenheimer.

L’annuncio è arrivato mentre Wanted Cinema continua nelle sale il percorso di “Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio” di Annemarie Jacir, che entra nella sua quinta settimana di programmazione dopo aver superato i 56.000 spettatori in Italia. Il film di Jacir, candidato all’Oscar per la Palestina, ricostruisce attraverso una grande narrazione corale la Palestina del 1936 e la rivolta contro il Mandato britannico, riportando lo spettatore alle radici storiche di un conflitto che continua a interrogare il presente.

Un percorso che il 5 ottobre ha riunito oltre 70 cinema italiani in occasione dell’incontro in diretta dall’Anteo CityLife di Milano con Annemarie Jacir, Paola Caridi e alcuni rappresentanti del collettivo di Masafer Yatta, con Francesca Albanese collegata in diretta.

Wanted Cinema prosegue così un percorso editoriale che attraverso il cinema mette in relazione storia, presente, diritti umani e responsabilità internazionale, portando nelle sale italiane opere capaci di offrire strumenti di conoscenza e confronto su una delle questioni centrali del nostro tempo.

Euro digitale, Cipollone: modernizza moneta e infrastrutture pubbliche

Roma, 6 ott. (askanews) – Nell’area euro “stiamo modernizzando la moneta pubblica e le infrastrutture pubbliche in modo che l’innovazione privata possa sbocciare su fondamenta stabili e integrate. L’Euro digitale darebbe alle banche accesso a standard comuni e a una rete paneuropea. Le aiuterebbe a mantenere le relazioni, sviluppare servizi a valore aggiunto e a competere in maniera più più efficiente tra frontiere. E incorporerebbe tutele sostenute da un’analisi dettagliata, proteggendo l’intermediazione bancaria e la stabilità finanziaria”. Lo ha sostenuto Paolo Cipollone, componente del comitato esecutivo della Bce, nel suo intervento iniziale a un webcast organizzato da Market News International.

“Quando si parla di finanza digitale, siamo all’avanguardia. Pontes sta già assicurando accesso a moneta della banca centrale per transazioni tokenizzate. Appia guarda già a un sistema in cui la tokenizzazione della moneta di Banca centrale, i depositi tokenizzati e altri asset regolati possono coesistere e interagire tra istituzioni e reti senza impedimenti”, ha proseguito.

“Assieme, queste iniziative servono un obiettivo: un sistema finanziario europeo che sia innovativo, integrato, resiliente e competitivo a livello internazionale. Lo costruiremo assieme. La storia della moneta è una storia di continui adattamenti. Il nostro compito è preservare quello che rende la moneta affidabile mentre la tecnologia evolve, questo – ha concluso Cipollone – è il ruolo delle banche centrali nell’era digitale”. (fonte immagine: ECB 2026).

Mercato auto: crescita e lusso spingono la mobilità del futuro

Milano, 6 ott. (askanews) – Il mercato automobilistico italiano sta vivendo una fase di profonda trasformazione e tra i protagonisti assoluti di questo cambiamento spicca senza dubbio BYD.

Il colosso globale della mobilità sostenibile continua a consolidare la propria presenza nel nostro Paese, registrando performance di rilievo.

Tracciando il bilancio di questi primi nove mesi del 2026, Alessandro Grosso, Country Manager Italy BYD & DENZA, Regional Director Italy and Poland BYD & DENZA, evidenzia come la straordinaria crescita del brand sia sostenuta da strategie mirate e da campagne commerciali dinamiche, studiate per avvicinare sempre più automobilisti italiani alla mobilità avanzata: “Settembre ha confermato una crescita strutturale del brand in Italia, con una quota del 3,7% e un incremento di quasi due punti percentuali rispetto allo scorso anno. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alle nostre campagne audaci e posizionanti. Tra queste, la campagna “Decreto” supporta concretamente il rinnovo del parco circolante, contribuendo a costruire un futuro migliore e coerente con il nostro obiettivo strategico: favorire l’abbassamento di un grado della temperatura terrestre”.

Al centro di questa espansione c’è una continua evoluzione dell’offerta di prodotto, pensata per rispondere in modo puntuale alle esigenze del mercato europeo. Un esempio emblematico è rappresentato dalla nuova Dolphin G-DMi.

“Entriamo nel mercato con un prodotto tecnologico di livello superiore: EURONCAP, dotato di guida autonoma di secondo livello e dei principali sistemi ADAS già di serie. Lo facciamo valorizzando la nostra tecnologia super ibrida Dual Mode Intelligence, che già a settembre ha registrato un ottimo riscontro, con oltre 600 ordini raccolti tra i clienti privati” ha aggiunto Grosso.

Il futuro immediato riserva inoltre grandi novità per il mercato italiano, a partire dal consolidamento di DENZA, il brand di lusso del gruppo.

“Il progetto è in piena fase esecutiva: in Italia avremo 12 concessionari, di cui due già operativi, e abbiamo appena installato la prima stasione di flash charging, che rappresenterà uno dei tratti distintivi del brand Denza. L’offerta si articolerà su tre anime principali: i MPV, concepiti come shuttle di lusso, la gamma SUV, sia ad altissime prestazioni off-road sia orientata all’eleganza, e le supercar, guidate dalla Z9 GT, vero e proprio manifesto tecnologico del nostro marchio” ha concluso Grosso.

L’ascesa di BYD in Italia, dunque, non è più una semplice promessa, ma una realtà industriale e commerciale strutturata. L’azienda si conferma un pilastro fondamentale nella transizione ecologica e tecnologica della mobilità italiana.

Fuori "Viva la vita" di Ornella Vanoni con Gabbani

Milano, 6 ott. (askanews) – È “Viva la vita” la prima delle due registrazioni inedite di VIVERE il mio concerto più bello!, il nuovo album di Ornella Vanoni in uscita il 13 novembre per BMG. Il singolo è disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 9 ottobre.

La storia di “Viva la vita” è legata fin dall’inizio a Ornella Vanoni. Subito dopo aver scritto il brano, Francesco Gabbani aveva voluto farlo ascoltare a Ornella, chiedendole cosa ne pensasse e condividendo con lei l’idea di presentarlo al Festival di Sanremo. Ornella ne rimase colpita e fu proprio lei a incoraggiarlo a portarlo sul palco dell’Ariston, dove Francesco lo presentò in gara nel 2025.

“Viva la vita” è un brano che nasce dall’esigenza di andare all’essenza dell’esistenza, liberandosi dalle sovrastrutture, per riscoprire la consapevolezza di essere vivi e la gratitudine per la vita stessa. Un modo di guardare alla vita che apparteneva profondamente anche a Ornella e che rappresentava uno dei punti di contatto più profondi tra lei e Francesco.

A distanza di quasi due anni, “Viva la vita” assume una nuova veste nell’interpretazione di Ornella Vanoni insieme a Francesco Gabbani. Le loro voci si ritrovano così in una canzone che porta con sé il legame artistico e umano costruito negli anni, diventato un’amicizia profonda e già tradotto in musica con “Un sorriso dentro al pianto”, brano scritto da Gabbani per Unica, l’album di Ornella Vanoni uscito nel 2021.

Questa nuova versione di “Viva la vita” è una delle ultime due registrazioni in studio di Ornella, realizzate durante le prime fasi di lavorazione del nuovo progetto discografico che l’artista stava preparando e che avrebbe dovuto vedere la luce proprio quest’anno. Un nuovo, emozionante capitolo del percorso condiviso da Ornella e Francesco, che affida ancora una volta alla musica il racconto del loro legame.

VIVERE il mio concerto più bello! racchiude 31 canzoni e vanta al suo interno due speciali inediti e 29 brani. “Viva la vita” è la prima delle due registrazioni inedite a essere svelata, all’interno di un progetto ricco di collaborazioni.

Il disco coinvolge diversi artisti: Calcutta, Colapesce, Daniele Di Bonaventura, Dimartino, Ditonellapiaga, Drusilla Foer, Elisa, Emma, Fiorella Mannoia, Francesco Gabbani, Gigi D’Alessio, Giuliano Sangiorgi, Mahmood, Malika Ayane, Mario Lavezzi, Paolo Fresu e Patty Pravo.

L’album sarà disponibile in due formati fisici, entrambi in Collector’s Edition: Box Limitato e Numerato (3 LP + 45 GIRI): contiene 3 vinili con le 29 canzoni live e un 45 giri speciale con i due brani inediti, accompagnato da un maxi booklet di 32 pagine ricco di immagini con tutti gli ospiti e una dedica speciale che ciascuno di loro ha voluto rivolgere a Ornella. Doppio CD Maxi: formato speciale con booklet di 32 pagine (con foto esclusive e dediche), contenente il CD 1 con il primo dei due inediti e 14 tracce dal vivo, e il CD 2 con il secondo inedito e altre 15 esibizioni live.

L. elettorale, maggioranza approva fiducia su articolo 1 con 226 sì

Roma, 6 ott. (askanews) – L’Aula della Camera ha approvato la fiducia posta dal governo all’articolo 1 della riforma elettorale. I deputati presente sono stati 376, 373 votanti, 3 astenuti. I voti a favore sono stati 226, i contrari 147.

“Sono così respinte tutte le proposte emendative all’articolo 1”, ha detto il Presidente della Camera Lorenzo Fontana che presiedeva la seduta. Quindi l’aula è stata sospesa e riprenderà alle 15 per il secondo voto di fiducia, quello all’articolo 2 del provvedimento.

Newsweek celebra sanità privata e pubblica in Lombardia

Roma, 6 ott. (askanews) – Dalla cardiologia all’oncologia, fino alle neuroscienze: la sanità italiana si fa spazio tra le eccellenze mondiali. Sono 42 le strutture del nostro Paese nella classifica World’s Best Specialized Hospitals 2027 di Newsweek. E la Lombardia guida la presenza italiana, con 15 ospedali selezionati.

A Milano il Carlo Besta conquista l’ottavo posto mondiale in Neurologia e l’undicesimo in Neurochirurgia. L’Istituto Europeo di Oncologia è quattordicesimo in Oncologia, il Centro Cardiologico Monzino diciassettesimo in Cardiologia. Nella stessa specialità il San Raffaele si colloca al ventiduesimo posto, mentre il Galeazzi-Sant’Ambrogio è tra i primi cinquanta al mondo in Ortopedia.

Risultati che vedono protagoniste strutture pubbliche e private accreditate: sette delle 15 strutture lombarde citate sono private.

“Questo risultato dimostra quanto fortemente Regione Lombardia abbia voluto negli ultimi decenni investire non solo nell’erogazione dei servizi sanitari, ma in tutta la filiera del life sciences. E quanto abbia voluto dare importanza agli aspetti di erogazione dei servizi, produttivi, alla qualità dei servizi e alla ricerca applicata, grazie alle collaborazioni all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate”, spiega Michele Nicchio, presidente di Aiop Lombardia. Il dato premia la gestione della sanità in Lombardia portata avanti in questi anni dall’assessore Guido Bertolaso e riporta l’attenzione sul modello lombardo: ospedali pubblici e privati accreditati che operano all’interno dello stesso Servizio Sanitario Regionale. Una collaborazione che Regione Lombardia ha alimentato negli anni attraverso regole comuni e autonomia delle strutture.

“Da più di vent’anni – ricorda Nicchio – la Regione ha deciso concretamente di applicare una vera e piena sussidiarietà tra pubblico e privato. Questo si è concretizzato nei numeri che oggi rappresenta il privato accreditato: il 50% dell’attività di specialistica ambulatoriale di tutta Regione Lombardia, il 40% dei ricoveri; su 19 IRCCS (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico), ben 14 sono privati accreditati. Questi non sono però solo numeri, ma testimoniano anche la qualità che ci viene riconosciuta a livello internazionale, come testimonia la classifica di Newsweek sui migliori ospedali mondiali. Qualità che ovviamente ha una ricaduta, un beneficio, nei confronti dei nostri concittadini”.

Mantenere alta la qualità delle cure significa però affrontare le sfide che attendono la sanità italiana: ridurre le liste d’attesa, garantire risorse adeguate e rispondere a una domanda di assistenza che cambia.

“Pubblico e privato accreditato sono dunque due componenti del sistema sanitario regionale e devono affrontare le medesime sfide fianco a fianco. Due su tutte: quella del CUP unico regionale e quella dell’abbattimento delle liste d’attesa. Due sfide in cui il privato accreditato ha già dimostrato di dare il proprio contributo. A fronte di ciò, dopo più di 15 anni, riteniamo sia però fondamentale un aggiornamento delle tariffe per le prestazioni di ricovero e ambulatoriali, e questo per permetterci di dare il medesimo riconoscimento economico e la medesima dignità ai lavoratori del comparto privato accreditato rispetto ai lavoratori del comparto pubblico”, conclude Nicchio.

Cryptosmart lancia Easy

Roma, 6 ott. (askanews) – Cryptosmart, exchange di criptovalute italiano partecipato dalla Banca Popolare di Cortona e autorizzato come prestatore di servizi per le cripto-attività (CASP) ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR), lancia Easy, la nuova piattaforma per acquistare e vendere criptovalute in pochi passaggi guidati, pensata per chi si avvicina alle criptovalute per la prima volta. È il primo servizio rilasciato dopo l’autorizzazione MiCAR e porta in piattaforma oltre 30 nuove criptovalute, selezionate per capitalizzazione, liquidità e conformità al Regolamento, tutte scambiabili su Easy e gestibili in regime fiscale amministrato.

Semplice, anche per chi comincia. Molti italiani guardano con interesse alle criptovalute ma rinunciano per timore di non saper gestire l’operatività: un ordine impostato male, un prezzo che cambia mentre si conferma, commissioni poco chiare, wallet e chiavi da gestire. Easy è progettata proprio per loro: l’utente sceglie la criptovaluta, indica quanto vuole investire in euro e vede, prima di confermare, il prezzo garantito, le commissioni già incluse e la quantità netta che riceverà; conferma, e ha finito. Vendere segue la stessa logica. Nessun order book da interpretare, nessuna terminologia tecnica da conoscere, nessun wallet o chiave da custodire, nessuna sorpresa al momento dell’esecuzione. Tutto in un’unica schermata sull’account Cryptosmart: le proprie criptovalute con saldi e andamento, le ultime operazioni, le scorciatoie per depositare e prelevare euro e il pannello compra/vendi con i pulsanti rapidi per l’importo.

“Gli italiani non sono un popolo di evasori: è pagare le tasse sulle cripto a essere complicato”, osserva Alessandro Frizzoni, fondatore e CEO di Cryptosmart. “Quando l’intermediario se ne fa carico, come accade da sempre per i titoli, l’adozione cambia scala. Easy serve a questo: rendere l’operatività e il fisco altrettanto semplici, dentro un perimetro autorizzato e vigilato.”

Easy opera nel Regime Fiscale Amministrato che Cryptosmart integra gratuitamente (art. 6 del D.Lgs. n. 461/1997, esteso alle cripto-attività dalla Legge di Bilancio 2023): a ogni vendita l’exchange, in qualità di sostituto d’imposta, calcola l’imposta sostitutiva sulla plusvalenza (attualmente il 33%), la trattiene e la versa all’Agenzia delle Entrate, compensando le eventuali minusvalenze nei limiti di legge. Il cliente incassa un importo già al netto delle imposte e non ha alcun adempimento dichiarativo per le cripto-attività detenute sull’exchange, anche se trasferite da altre piattaforme o da wallet personali: come avviene da decenni per azioni, ETF e obbligazioni.

“La complessità delle criptovalute non è solo tecnica, è anche fiscale” conclude Alessandro Ronchi, founder e consigliere delegato di Cryptosmart. “Con Easy il cliente non deve preoccuparsi né dell’una né dell’altra: compra e vende con pochi passaggi guidati e, grazie al regime amministrato, non ha più alcun obbligo dichiarativo legato alle cripto-attività detenute sull’exchange, perché è Cryptosmart, in qualità di sostituto d’imposta, ad assumersi l’onere del calcolo, della trattenuta e del versamento delle imposte all’Erario. È il completamento naturale del percorso avviato con l’autorizzazione MiCAR: operatività, sicurezza e gestione fiscale in un’unica soluzione italiana.”

Da Caravaggio al Monte di Pietà:due mostre per 800 anni San Francesco

Roma, 6 ott. (askanews) – A ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, la sua eredità torna a interrogare il presente: come hanno inciso nel tempo i valori della predicazione francescana nell’arte e sulla vita concreta delle comunità? È da questa domanda che nasce la volontà di Fondazione Roma di celebrare la figura e l’eredità del Santo di Assisi attraverso due progetti espositivi complementari, che prenderanno vita dal 7 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 a Palazzo Sciarra Colonna, nell’ambito del programma di riapertura del Museo del Corso – Polo museale per la stagione 2026-2027. La proposta intreccia arte, spiritualità, storia ed economia e restituisce la straordinaria attualità del messaggio francescano attraverso due diverse prospettive: da un lato, la rappresentazione di San Francesco nella storia dell’arte, dal Duecento alla contemporaneità, dall’altro il rapporto tra la predicazione francescana, l’economia e nascita dei Monti di Pietà.

Si parte con la mostra ‘Sulle tracce di Francesco. Arte, restauro e contemporaneità’, a cura di Alessandro Zuccari, accademico dei Lincei e professore emerito della Sapienza. Patrocinata dal dicastero per l’Evangelizzazione, raccoglie 28 opere che ripercorrono le trasformazioni iconografiche del santo nei secoli. Dall’intimo San Francesco in meditazione di Caravaggio al potente San Francesco che riceve le stimmate di Tiziano, dalla visione di San Francesco riceve le stimmate di El Greco a San Francesco abbraccia Cristo crocifisso di Murillo, fino all’Estasi di San Francesco di Giovanni Battista Piazzetta, il pubblico è accompagnato in un coinvolgente percorso espositivo che unisce in un dialogo serrato i più grandi maestri della storia dell’arte.

Frutto di una rigorosa ricerca scientifica, la mostra è stata realizzata grazie a prestiti provenienti da prestigiose istituzioni culturali, fra cui la Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, la Pinacoteca Vaticana, la Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, il Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza, il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona.

‘Sulle tracce di Francesco’ si distingue per alcune peculiarità, a partire dall’esposizione di soggetti inediti e importanti interventi di restauro realizzati grazie all’impegno di Fondazione Roma. Il San Francesco medita sul crocifisso di Ludovico Carracci proveniente dai Musei Capitolini, il San Francesco in preghiera con il crocifisso di Gerolamo Muziano e La visione di san Francesco consolato dalla musica di un angelo di Biagio Miniera sono le opere restituite al pubblico per l’occasione. In evidenza anche il legame di Francesco con la Capitale e le grandi famiglie nobiliari romane. A testimoniarlo, la ricostruzione visiva di un raro dossale musivo di fine Duecento: il frammento, finora sconosciuto al grande pubblico, fu realizzato per la cappella della Santa Croce in Santa Maria in Aracoeli e trasferito nel Seicento in Palazzo Colonna ai Santi Apostoli, dove san Francesco è raffigurato come protettore del senatore Giovanni Colonna.

Il percorso si arricchisce con la varietà di linguaggi che definisce l’espressione artistica contemporanea: dall’inedito Il Nuovo Cantico di Omar Galliani, esposto in dialogo con la pittura figurativa di Stefano Di Stasio, alle due creazioni che arrivano dalla Fondazione Berengo, l’invito al silenzio di Jaume Plensa con la scultura in bronzo Silent Maria e Scar di Fatinha Ramos, l’opera in vetro di Murano che rivela il silenzioso legame tra esperienza fisica ed emotiva.

‘Come emerge dalle opere in mostra, Francesco, dal XIII secolo non ha smesso di esercitare un grande fascino e ancor oggi ci interroga e ci invita a riflettere con la sua ‘forza di contemporaneità’, ha affermato il curatore Prof. Alessandro Zuccari .

Oltre allo sguardo retrospettivo, la mostra si proietta anche verso il futuro, coinvolgendo attivamente le nuove generazioni. Grazie alla collaborazione con il Liceo Artistico Via di Ripetta, gli studenti realizzeranno nel periodo della mostra – in uno spazio dedicato all’interno del Museo – un’opera site-specific a tema francescano che sarà infine donata al Villaggio Fondazione Roma, struttura creata per migliorare la vita a persone colpite da Alzheimer e Parkinson.

‘Sulle tracce di Francesco’ rappresenta infine l’occasione per l’avvio di un progetto pilota di accessibilità partecipata, rivolto a persone con disabilità uditive, visive e cognitive, a pazienti affetti da Alzheimer, ai migranti e a persone con diversi gradi di alfabetizzazione culturale, in perfetta coerenza con il messaggio universalistico di san Francesco d’Assisi. In occasione della mostra, saranno presentate le nuove acquisizioni della Collezione permanente della Fondazione Roma: opere di artisti di fama assoluta quali Domenichino, Gentileschi, Ribera.

Parallelamente la narrativa prosegue con ‘Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà’, a cura di Fra Lorenzo Turchi, Docente alla Pontificia Università Antonianum, percorso che mette in dialogo l’Archivio storico della Fondazione con prestigiosi prestiti da parte di enti terzi, tra cui la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Biblioteca storico-francescana e picena San Giacomo della Marca di Falconara Marittima, l’Archivio storico del Comune di Ripatransone, la Biblioteca Multimediale ‘Romualdo Sassi del Comune di Fabriano e la Biblioteca Guarnacci del Comune di Volterra, per raccontare il rapporto tra francescanesimo ed economia e, in particolare, la nascita dei Monti di Pietà, istituzione sorta nel Quattrocento grazie soprattutto all’azione dei frati dell’Osservanza, con l’obiettivo di contrastare l’usura e promuovere forme di credito rivolte alle fasce più fragili della popolazione. La mostra consente di valorizzare una parte importante del patrimonio della Fondazione e, al tempo stesso, di mettere in relazione la storia del Monte con ulteriori documenti relativi alla tradizionale attività di assistenza e solidarietà della Cassa di Risparmio di Roma, da cui trae origine proprio l’attuale Fondazione Roma.

Il percorso dell’Archivio storico della Fondazione Roma, che custodisce il fondo archivistico dei Monti di Pietà di Roma, consente di entrare nel vivo della storia dell’istituzione attraverso documenti che ne testimoniano le origini, l’organizzazione e l’evoluzione. Tra i materiali esposti figurano la bolla di Paolo III Farnese del 9 settembre 1539, con la quale viene istituito il Monte di Pietà di Roma, il verbale della prima Congregazione del Sacro Monte della Pietà di Roma, dell’11 aprile 1540, e la copia degli Statuti del Sacro Monte della Pietà di Roma sottoscritti nel 1565 dal cardinale Carlo Borromeo.

Il racconto si apre quindi a una più ampia storia della predicazione francescana e al suo rapporto con le comunità urbane. Tra le testimonianze più significative figura il quattrocentesco Sermones dominicales di Giacomo della Marca, esponente dell’Osservanza francescana e discepolo di san Bernardino da Siena. Il codice documenta l’intensa attività di predicazione dei frati e la promozione di pratiche economiche ispirate ai principi della carità, della solidarietà e del sostegno ai ceti più deboli. Dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, con cui Fondazione Roma ha intrapreso una collaborazione pluriennale, provengono alcuni dei più significativi prestiti della mostra, tra cui il Liber conformitatum di Bartolomeo da Pisa e il Consilium montis pietatis di Fortunato da Perugia, accanto a manoscritti liturgici medievali, incunaboli, opere a stampa e testimonianze numismatiche. Completano il percorso importanti prestiti da istituzioni bibliotecarie e archivistiche italiane. Particolare attenzione è dedicata anche agli strumenti di mediazione culturale. Il facsimile del Leggendario Ungherese Angioino permette ai visitatori di esplorare direttamente le miniature dedicate alla vita di san Francesco e di approfondire la diffusione europea della sua figura e del suo culto.

‘La mostra – ha spiegato fra Lorenzo Turchi – offre l’occasione di incontrare documenti di straordinaria bellezza, nei quali la memoria di san Francesco e della tradizione francescana prende forma attraverso la scrittura, le immagini e la materia stessa dei manoscritti. Non sono soltanto fonti da interrogare, ma testimonianze vive, capaci di raccontare come il messaggio di Francesco abbia attraversato i secoli, incidendo profondamente sulla vita religiosa, sociale ed economica delle comunità’.

‘Le due mostre nascono da uno stesso intento: rileggere l’eredità di Francesco attraverso due percorsi distinti e complementari, che permettono di guardare alla sua figura tanto attraverso la storia dell’arte e la valorizzazione del patrimonio, quanto attraverso il rapporto tra predicazione, economia e società. Con la mostra ‘Sulle tracce di Francesco – Arte, restauro e contemporaneità’, Fondazione Roma invita a riscoprire una figura capace di ispirare ancora oggi con la forza universale della sua spiritualità. Valorizzare la nostra Collezione permanente, riunire capolavori straordinari e restituire nuova luce a opere mirabili grazie al restauro significa per noi proteggere la bellezza e, attraverso di essa, mantenere vivo un messaggio che attraversa i secoli fino a illuminare il nostro tempo. Parallelamente, il percorso ‘Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà’ ci conduce nel cuore di un’altra dimensione dell’eredità francescana: quella di una visione della società e dell’economia nella quale la carità non era soltanto assistenza, ma possibilità concreta di recuperare autonomia e dignità. La nascita dei Monti di Pietà ne rappresenta una delle espressioni più significative: il credito diventava così uno strumento di riscatto e la fiducia un principio capace di contrastare l’usura e sostenere chi si trovava in difficoltà. È una continuità di valori solidaristici e filantropici che Fondazione Roma riconosce nella propria storia e che ancora oggi orienta la sua missione e il suo impegno verso la comunità del bisogno’, ha dichiarato il Presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi.

‘È con vivo piacere che vedo nascere la mostra ‘Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà’, poiché al di là dell’indubbio valore scientifico e culturale, essa segna uno dei primi passi del gemellaggio istituzionale tra Fondazione Roma e la Biblioteca Apostolica Vaticana. Una collaborazione in nome di valori comuni, quali la condivisione del sapere, la divulgazione e lo studio del patrimonio antico’, ha affermato il Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, don Mauro Mantovani.

Per il grande rilievo culturale, il Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi ha manifestato il proprio apprezzamento per le finalità artistico-culturali delle due iniziative, riconoscendo ufficialmente il proprio patrocinio.

Con queste due iniziative, Fondazione Roma celebra gli 800 anni dalla morte di San Francesco attraverso due diverse prospettive che ne restituiscono la ricchezza e l’attualità: da un lato, la sua predicazione e il suo rapporto con la società e l’economia, fino alla nascita dei Monti di Pietà; dall’altro, la sua presenza nella storia dell’arte e la capacità della sua figura di continuare a parlare anche alla contemporaneità. Un racconto che, a otto secoli di distanza, invita a riscoprire la forza ancora attuale del suo messaggio di solidarietà, dignità e attenzione alla persona.

Calcio, Malagò-Figc, il Coni verso il commissariamento – La vicenda

Roma, 6 ott. (askanews) – La vicenda Malagò e Figc nasce dall’elezione del 22 giugno, quando Giovanni Malagò viene eletto presidente della Figc con il 68,58% dei voti. Al centro della disputa c’è il tesseramento federale: l’articolo 29 dello statuto Figc prevede che chi si candida alle cariche federali sia “in regola con il tesseramento” alla data della candidatura. La Figc ha sostenuto che la norma non imponesse un tesseramento già perfezionato, mentre la Procura generale dello Sport ha considerato il requisito indispensabile e preventivo.

La questione è così arrivata al Coni, che nelle ultime ore ha cercato una soluzione per evitare un lungo contenzioso. Questa mattina il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha incontrato Malagò e, al termine del confronto, è maturata l’ipotesi di un accordo. La Giunta nazionale del Coni ha quindi approvato all’unanimità, con 15 voti su 15, la proposta di commissariamento della Figc indicando proprio Malagò come commissario.

Ora il passaggio decisivo è quello del Consiglio nazionale del Coni, convocato alle 14. I 77 membri aventi diritto al voto sono chiamati a ratificare la proposta della Giunta. Tra loro anche Gregorio Paltrinieri, che prima della riunione ha spiegato di avere studiato la vicenda e di aver maturato una posizione favorevole a Malagò: “Ha dimostrato di saper fare bene il suo lavoro in tanti anni di sport, merita di proseguire come presidente Figc”.

Se il Consiglio confermerà il commissariamento, si aprirà una fase transitoria. L’ipotesi sul tavolo prevede un mandato di circa 90 giorni, anche se il regolamento non fissa un limite temporale preciso. Il compito del commissario sarà quello di gestire la Federazione e accompagnarla verso nuove elezioni, definendo nel frattempo gli obiettivi e i tempi del mandato.

Malagò potrebbe assumere temporaneamente il ruolo di commissario, regolarizzare la propria posizione federale e poi presentarsi nuovamente alle elezioni (probabilmente da candidato unico) con i requisiti richiesti. Non si tratterebbe quindi di una conferma automatica della presidenza, ma dell’apertura di un nuovo percorso elettorale.

Sul fronte opposto, la Figc ha finora difeso la validità dell’elezione, sostenendo anche che eventuali contestazioni dovessero essere presentate entro i termini previsti dalle procedure. La Lega Serie A ha espresso il proprio sostegno a Malagò e si è detta contraria al commissariamento, richiamando anche il principio dell’autonomia del calcio.

Il nodo del tesseramento, che ha aperto la vicenda, potrebbe così essere affrontato attraverso una nuova candidatura, questa volta con tutti i requisiti formali necessari.

Carburanti, doppio appuntamento Ue domani su scorte greggio e diesel

Roma, 6 ott. (askanews) – Doppio appuntamento domani su carburanti e petrolio a livello di Unione europea, che accelera sulla questione del rilascio supplementare di scorte di diesel. Per domani mattina è stata convocata una riunione ad hoc del gruppo di coordinamento UJe sul petrolio: sul tavolo proprio la questione del gasolio. Lo riporta una portavoce dalla Commissione europea.

La scorsa settimana l’Ue ha concordato di sbloccare – in un quadro di interventi coordinati nell’ambito dell’agenzia internazionale dell’energia – altre scorte di petrolio e diesel, dopo che gli Stati Uniti avevano minacciato di bloccare le esportazioni di gasolio; minaccia poi rientrata. Seempre domani, sul tavolo, il coordimamento degli interventi tra i Paesi Ue.

Sempre domani, ma in questo caso nel pomeriggio, alle 16, si terrà una nuova riunione della Energy Union Task Force, a cui partecipano rappresentati dei governi e della Commissione, prevalentemente per dare seguito a quanto concordato la settimana scorsa sempre sul tema delle scorte.

Il Pranzo dalla Nonna riparte dal Westin Palace con l’Emilia-Romagna

Milano, 6 ott. (askanews) – Dopo l’appuntamento settembrino dedicato alla Liguria, “Il Pranzo dalla Nonna” torna al The Westin Palace, Milan. Per la stagione autunnale il format si sposta negli ambienti interni del The Lounge Bar, con un menu dedicato all’Emilia-Romagna e realizzato dallo chef Moris La Greca. Il percorso spazia dal tagliere di salumi con gnocco fritto alle chips di zucca all’aceto balsamico e polenta fritta, tagliatelle al ragù sino al brasato o alla faraona al forno con verdure. Per concludere con torta tenerina, zuppa inglese e un carretto di dolci tradizionali.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Pina1930, brand di tableware fondato da Tommaso Zorzi e ispirato alla nonna Pina, originaria dell’Emilia-Romagna. E proprio a Zorzi chiediamo: Chi era la nonna?

“Per me? La nonna è stata… chi era la nonna? Non saprei neanche descrivertelo, perché è stata forse la persona più importante della mia vita. Una donna che mi ha insegnato tutto e a cui mi è sembrato giusto poi ridare qualcosa”, risponde.

Questi pranzi della domenica sono un modo anche per farcela conoscere?

“Sicuramente sì, specialmente in questa fase di ottobre in cui la regione è l’Emilia-Romagna, che era proprio la regione di mia nonna, sicuramente questo è un mese molto speciale perché ripercorri proprio un menù molto simile a quello che faceva lei la domenica. Quindi la lasagna, l’erbazzone, la faraona, insomma piatti della tradizione emiliana che vengono riproposti qua dallo chef al Westin e mi torno un po’ a casa.

Zorzi, volto televisivo e content creator con Pina1930 – la nonna si chiamava Giuseppina ed era nata nel 1930 – ha debuttato nell’home decor con una linea che fonde immaginario fiabesco ed estetica futurista, ispirandosi ai ricordi d’infanzia e ai momenti passati in famiglia.

“Ottobre è il mese dei nonni, quindi insieme al Westin abbiamo deciso di invogliare i nipoti a portare fuori i propri nonni a pranzo e chiunque verrà con il proprio nonno, al nonno il pranzo lo offriamo noi. È una promozione alla quale teniamo particolarmente e ci rende fieri fare un progetto di questo tipo perché, insomma, i nonni non vanno lasciati soli e soprattutto bisogna goderseli finché ci sono, perché – lo posso dire io che sono orfano di nonni – poi ti mancano”, chiosa Zorzi.

Dopo l’Emilia-Romagna, il viaggio culinario proseguirà a novembre con la Sardegna e a dicembre con il Lazio, continuando a raccontare il patrimonio gastronomico italiano attraverso ricette, tradizioni e memorie di famiglia.

Campi Flegrei: patto fra ricerca, università e istituzioni

Roma, 6 ott. (askanews) – “La messa in sicurezza dei Campi Flegrei è possibile ma richiede uno sforzo congiunto delle istituzioni con i centri di ricerca, le università, le comunità, le imprese e il terzo settore in maniera innovativa. La scelta di tenere l’open conference di ‘Construction Days’ proprio qui a Bagnoli va in questa direzione. In questo luogo si sta portando avanti un processo di bonifica importante, una messa in sicurezza di tutti i Campi Flegrei che deve essere non solo fisica ma anche sociale. In questo la ricerca può essere di grande aiuto individuando percorsi e tecnologie innovative per accompagnare questi percorsi di rigenerazione dei territori”. Lo ha detto Massimo Clemente, direttore Cnr-Itc, a margine della open conference annuale internazionale “Construction Days”, promossa dall’Istituto per le Tecnologie della Costruzione (ITC) del CNR in collaborazione con il Commissariato straordinario di Governo per la bonifica di Bagnoli Coroglio, svoltosi nell’auditorium della Porta del Parco di Bagnoli. Filippo de Rossi, subcommissario per la bonifica ambientale Bagnoli-Coroglio, ha affermato: “La ricerca e l’innovazione costituiranno il cuore delle attività che svolgeremo a Bagnoli in termini di impatto ambientale e di sicurezza vista l’area sismica in cui ci troviamo. Dal confronto su scala nazionale possiamo portare le migliori intelligenze e le migliori competenze qui. Un’occasione da non perdere”. L’assessora all’Ambiente, Politiche abitative e Pari opportunità della Regione Campania, Claudia Pecoraro, ha sottolineato che “l’ambiente e l’abitare sono strettamente correlati nella visione e nell’azione dell’Assessorato e che, soprattutto nei processi di rigenerazione urbana, le politiche ambientali e quelle abitative devono procedere in maniera integrata, mettendo al centro la qualità dei territori, la sicurezza e il benessere delle comunità”. Il ruolo della ricerca e dell’innovazione è stato evidenziato da Andrea Mazzucchi, rettore dell’Università ‘Federico II’ di Napoli: “Il nostro ateneo mette insieme tantissime competenze diversificate in materia di ingegneria edile e civile, scienza e tecnologie della costruzione. Competenze al servizio del territorio come dimostra la collaborazione con l’Itc Cnr. Il fatto che tutto ciò avvenga proprio a Bagnoli è un segno molto importante del contributo che università e mondo della ricerca possono offrire ai territori”. L’impatto sulla città è stato messo in rilievo da Edoardo Cosenza, assessore comunale alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile: “Le esigenze dei cittadini sono molto cambiate. In particolare, in un sito come Bagnoli dalle enormi potenzialità ma con diversi problemi che stiamo risolvendo. La discussione tra competenze e sensibilità diverse è per noi un momento molto rilevante specie se parliamo di uno dei più grandi cantieri di bonifica in Italia. La priorità è la riconquista di una larga parte del mare e proseguendo verso Nisida la grande spiaggia e poi gli spazi per il diporto. Un’area che sarà pienamente fruibile per i cittadini dopo decenni”. Per Antonio Felice Uricchio, professore e giurista (già rettore dell’Università ‘Aldo Moro’ di Bari), “i temi della rigenerazione urbana e del ripensamento della città si incrociano con quelli della salute. Un collegamento tra urban health e one health che oggi si impone per garantire un futuro migliore alle giovani generazioni. Rendere sostenibili le nostre città passa necessariamente per la ricerca e la sperimentazione”.

Energia, Meloni in call con Merz e De Wever: prossimo Consiglio Ue agisca

Milano, 6 ott. (askanews) – In vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro belga Bart De Wever hanno ospitato una nuova riunione – la quarta – in videoconferenza dei Capi di Stato e di Governo del gruppo informale sulla competitività europea.

Insieme a Italia, Germania e Belgio, hanno preso parte alla videoconferenza la Commissione europea, Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria.

La discussione – riferisce una nota di palazzo Chigi – si è concentrata su tre temi: costo dell’energia, semplificazione delle regole europee e rapporti commerciali internazionali.

La presidente Meloni “ha sottolineato la necessità che il prossimo Consiglio europeo dia indicazioni politiche chiare e concrete, in particolare per ridurre il costo dell’energia e tutelare la competitività dell’industria europea e, in questo quadro, ha richiamato il contributo comune elaborato con il Primo Ministro ceco Andrej Babiš, con proposte per alleggerire i costi legati al sistema ETS, sostenere i settori industriali più esposti, limitare l’impatto del costo della CO2 sul prezzo dell’elettricità e rinviare ulteriormente l’entrata in vigore dell’ETS2. È stata inoltre richiamata l’importanza della capacità europea di raffinazione per la sicurezza energetica”.

Sul fronte della semplificazione, prosegue la nota di palazzo Chigi, “è stata evidenziata la necessità di eliminare o rivedere gli obblighi europei non necessari, sproporzionati o controproducenti, a partire dalla prossima entrata in vigore del Regolamento europeo sul metano che potrebbe rendere più difficile e costoso ricorrere a fornitori alternativi di energia”.

Quanto alle relazioni commerciali internazionali, “il confronto si è concentrato sulla necessità di rafforzare la capacità dell’Europa di competere sui mercati mondiali, garantendo condizioni di concorrenza più eque e un migliore accesso ai mercati esteri per le imprese europee”.

Premio Nobel per la Fisica al belga Francis Halzen

Roma, 6 ott. (askanews) – Il Comitato per il Premio Nobel ha assegnato il riconoscimento per la fisica al belga Francis Halzen, “per i contributi decisivi all’Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta di neutrini ad alta energia di origine astrofisica”.
Halzen ha gettato le basi per un tipo di astronomia completamente nuovo: la sua idea consisteva nell’utilizzare il ghiaccio glaciale del Polo Sud per catturare quelle particelle sfuggenti note come neutrini. Il risultato è stato l’IceCube Neutrino Observatory, in grado di tracciare i neutrini provenienti dal cosmo profondo.

Cresciuto in Belgio, Halzen si è avvicinato alla fisica delle particelle grazie ai progressi compiuti nel settore durante gli anni ’60 e, inizialmente, si è concentrato sulle particelle massicce composte da quark. Poco dopo aver conseguito il dottorato, si è trasferito negli Stati Uniti, presso l’Università del Wisconsin-Madison. In seguito, ha compreso cosa la fisica delle particelle potesse apprendere dalle particelle provenienti dallo spazio e come, a sua volta, l’astrofisica potesse trarre vantaggio dalla fisica delle particelle.

Negli anni ’80, mentre lavorava con le particelle cosmiche, Halzen venne a sapere che alcuni ricercatori sovietici stavano pianificando l’uso di ricevitori radio per captare i segnali dei neutrini in Antartide. L’idea era che la collisione di un neutrino con un nucleo atomico nel ghiaccio generasse una scarica elettrica, producendo così un’onda radio. Se tale onda fosse stata sufficientemente intensa, avrebbe potuto essere rilevata tramite un’antenna. Ispirato da questa intuizione, Halzen comprese che un metodo alternativo avrebbe potuto consistere nell’installare sensori di luce all’interno del ghiacciaio per rilevare i lampi luminosi prodotti dalle collisioni.

Halzen si rese quindi conto che collocare l’osservatorio per neutrini al Polo Sud geografico avrebbe offerto numerosi vantaggi: in quel luogo era già presente una stazione di ricerca, dotata di un’organizzazione per i trasporti regolari e di tutto il necessario per consentire a un team di lavorare. Anche il ghiaccio, come materiale, offre molti benefici: a profondità elevate, l’oscurità è costante e a differenza dell’oceano, non vi sono interferenze da parte di organismi viventi e i livelli di sostanze radioattive sono bassi. Il ghiaccio è stabile e fornisce una superficie solida per il personale che opera nella struttura, e l’area è geologicamente stabile e priva di attività sismica.

Il risultato finale è l’Ice Cube Neutrino Observatory, che ha raggiunto le sue dimensioni definitive nel 2011, con 5.160 sensori di luce distribuiti lungo 86 cavi.

Inflazione e stipendi fermi, il franchising come via d’uscita

Roma, 5 ott. (askanews) – Gli stipendi italiani non crescono, l’energia costa sempre di più e i centri città si svuotano di negozi e botteghe storiche. È questo il quadro economico che fa da sfondo a una delle tendenze più silenziose ma significative del mercato italiano: la crescita costante del franchising, un modello che nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 39 miliardi di euro, pari all’1,7% del PIL nazionale, con una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. Dati che stonano con il clima generale di stagnazione salariale e inflazione persistente, e che aprono una domanda scomoda: se il franchising cresce così, perché così pochi italiani lo considerano una risposta concreta alla crisi?

La risposta non è semplice, ma chi lavora ogni giorno in questo settore ha le idee chiare. ‘In un contesto nazionale dove abbiamo costi dell’energia alle stelle, stipendi bloccati e produttività ai minimi termini, è qui che si inserisce il franchising’, afferma Enrico Tosco, founder e CEO di Reting e content partner del Salone del Franchising Milano 2026. ‘È una necessità, per noi operatori, farlo conoscere.’ Tosco non usa mezzi termini: il franchising non è solo un modello commerciale, è una risposta strutturale a problemi che affliggono milioni di italiani.

I numeri sembrano dargli ragione. Secondo i dati di Assofranchising, nel 2025 il numero di addetti nel settore è aumentato del 12%, un dato che contrasta nettamente con la stagnazione occupazionale che caratterizza altri comparti dell’economia italiana. I punti vendita in franchising hanno raggiunto quota 67.275 unità nel 2024, con una crescita del 2,2% rispetto all’anno precedente. Non si tratta di una bolla speculativa, ma di una crescita organica che resiste alle turbolenze macroeconomiche.

Il meccanismo che rende il franchising particolarmente interessante in un periodo di inflazione è quello degli accordi quadro. ‘Mantenendo i volumi, i prezzi rimangono stabili e bassi’, spiega Tosco. ‘Il ristoratore indipendente subisce l’aumento del prezzo delle materie prime e non riesce ad applicare prezzi più alti senza perdere clienti. Nel franchising, invece, gli accordi quadro su materie prime, servizi e digitalizzazione permettono di far lavorare meno persone, ma meglio, con stipendi più alti e più stabili rispetto a quelli che potrebbe offrire il ristorante tradizionale.’ Un ragionamento che tocca direttamente il tema della produttività, uno dei talloni d’Achille dell’economia italiana.

La questione non riguarda solo la ristorazione. Tosco allarga la prospettiva: ‘Il franchising porta produttività e posti di lavoro in settori che tradizionalmente sono a basso valore aggiunto, come la ristorazione o i servizi alla persona. Se consideriamo turismo, retail e servizi alle persone, stiamo parlando di quasi il 20% del PIL italiano. Il franchising può impattare su tutto questo.’ Un dato che, se confermato da analisi più approfondite, ridimensionerebbe radicalmente la percezione del franchising come fenomeno di nicchia.

C’è poi il tema dello svuotamento dei centri urbani, che negli ultimi anni ha accelerato in modo preoccupante. Le piccole botteghe di quartiere, i negozi storici, i bar di paese: realtà che chiudono sotto la pressione dei costi fissi, della concorrenza dell’e-commerce e di una domanda sempre più frammentata. ‘Le piccole imprese locali, per quanto belle e importanti per la nostra storicità e per la nostra economia, oggi purtroppo stanno chiudendo le serrande’, osserva Tosco. ‘Il vuoto che si crea nei centri città può essere colmato dal franchising, perché solo una grande organizzazione riesce a costruire quegli accordi che permettono di battere l’inflazione sui costi.’ Una tesi che non è priva di critici, ma che trova riscontro nella crescita dei punti vendita in franchising proprio nelle aree urbane.

C’è anche una dimensione generazionale in questa storia. Sempre più giovani, stanchi di lavorare per il successo altrui e spaventati dall’idea di aprire un’attività in proprio senza rete di protezione, guardano al franchising come a una via di mezzo tra il lavoro dipendente e l’imprenditoria pura. ‘Fare impresa fa paura’, riconosce Tosco. ‘Farlo col franchising è come avere una business school e un mentore allo stesso tempo. Hai un sistema collaudato, ma sei comunque imprenditore di te stesso.’ Un messaggio che risuona in modo particolare in un Paese dove il tasso di fallimento delle nuove imprese nei primi cinque anni supera il 50%.

Il Salone del Franchising Milano, tenutosi dall’1 al 3 ottobre 2026, si è presentato quest’anno con una novità significativa: per la prima volta, Reting ha assunto il ruolo di content partner dell’evento, imprimendo un taglio marcatamente formativo alla manifestazione. L’obiettivo dichiarato è stato quello di aprire il salone a nuovi pubblici, superando la logica del ‘salotto dei quattro operatori storici’ per attrarre imprenditori, giovani e famiglie che si avvicinano per la prima volta al mondo del franchising. Durante la prima giornata sono stati presentati i risultati di due ricerche inedite: una condotta su circa 2.000 imprenditori affiliati e una dedicata all’imprenditoria femminile nel franchising, un segmento in crescita che merita attenzione specifica.

‘Noi come operatori di settore, e Reting in primis, ci dobbiamo prendere la responsabilità di far conoscere che cos’è questo sistema’, sottolinea Tosco. ‘E ci dobbiamo prendere la responsabilità di far sì che questo sistema sia solido, sano e non venga sfruttato negativamente. Perché usare la parola franchising per vendere sul mercato proposte che non stanno in piedi è un danno per tutti.’ Un avvertimento che suona come un appello alla regolamentazione e alla cultura d’impresa, in un settore dove la qualità dei franchisor è estremamente variabile.

Il quadro emerso è quello di un settore che cresce nonostante tutto, o forse proprio grazie alle difficoltà del contesto economico. Quando il mercato del lavoro tradizionale delude e l’inflazione erode i risparmi, il franchising si propone come alternativa concreta. Non una panacea, non una scorciatoia, ma un sistema che, se scelto con consapevolezza e supportato da formazione adeguata, può offrire stabilità economica sia all’imprenditore che ai suoi dipendenti. La sfida, come spesso accade in Italia, è culturale prima ancora che economica.

Tennis, Binaghi: tutela dell’integrità fisica di Sinner è priorità assoluta

Roma, 6 ott. (askanews) -“La tutela dell’integrità fisica di Jannik viene prima di qualsiasi risultato e di qualsiasi impegno agonistico. È una priorità assoluta, che deve guidare ogni scelta. – Così il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, dopo l’annuncio di Jannik Sinner di chiudere anitempo la stagione 2026 – In questo momento la cosa più importante è che possa recuperare pienamente e affrontare con serenità il percorso che lo attende. Lo aspettiamo a braccia aperte, con la stima e l’affetto di sempre, e con la certezza che tornerà in campo quando sarà nelle condizioni migliori per farlo. La Federazione sarà al suo fianco, come sempre”

Dopo lo stop di Sinner, Zverev sarà numero 1 al mondo

Roma, 6 ott. (askanews) – Con la decisione di Sinner di terminare in anticipo il suo 2026 per svolgere una terapia conservativa per guarire dal problema al ginocchio destro, Alexander Zverev è certo di superare Jannik nel ranking e di diventare numero 1 al mondo. Il tedesco sarà il 30° giocatore della storia a prendersi la prima posizione del ranking. Con i 90 punti conquistati a Pechino, Zverev è salito a 9.720 punti, riducendo a 1.280 lunghezze il distacco da Sinner. Un margine che rende però impossibile il sorpasso già a Shanghai: anche vincendo il Masters 1000 cinese, infatti, il tedesco arriverebbe a 10.670 punti, contro i 10.950 che Sinner avrà dopo il torneo.

La certezza matematica, dunque, è destinata a resistere per tutta la trasferta asiatica. La situazione potrebbe però cambiare al ritorno in Europa. A inizio novembre, quando Sinner sarà numero 1 per la 95ª settimana consecutiva, Zverev avrà a Vienna la prima concreta occasione per il sorpasso: il tedesco difenderà 330 punti, contro i 500 dell’azzurro. Se riuscisse a vincere sia a Shanghai sia in Austria, sarebbe lui il nuovo numero uno del mondo. Si giocherà dal 26 ottobre al 1° novembre 2026

L’annuncio di Sinner: la stagione 2026 è finita, devo curarmi

Roma, 6 ott. (askanews) – Jannick Sinner ha annunciato tramite un video sui social che la sua stagione 2026 è ufficialmente finita. Dopo i consulti medici avuti, la decisione di proseguire con la terapia conservativa per curare la tendinopatia al ginocchio destro. “Ciao a tutti vorrei darvi un piccolo aggiornamento. Insieme ai medici abbiamo deciso che ho bisogno di un ciclo di cure per il mio ginocchio, il che significa che la stagione 2026 è ufficialmente conclusa – ha detto Sinner nel video condiviso sui social -. Gli ultimi due anni, in particolare il finale a Torino, mi hanno regalato tante bellissime sensazioni ed emozioni, e quest’anno andrà in modo molto diverso, ma al momento devo pensare anche alla mia carriera a lungo termine. Quindi farò tutto il possibile per tornare al 100%. Vi ringrazio già in anticipo per il vostro supporto e spero di rivedervi molto, molto presto di nuovo in campo”.

Stellantis, Fim: in 9 mesi produzione veicoli +28,3%. Situazione Cassino grave

Roma, 6 ott. (askanews) – I dati sulla produzione nei primi 9 mesi dell’anno negli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis confermano una ripresa dei volumi rispetto all’anno nero registrato nel 2025, con un incremento complessivo del 28,3%. Lo ha riferito il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, illustrando in conferenza stampa il report trimestrale sulla produzione Stellantis in Italia.

Nel periodo gennaio-settembre sono state prodotte 340.745 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 265.490 unità dei primi nove mesi del 2025. La produzione di autovetture registra un aumento del 36,7% raggiungendo 206.945 unità; quella dei veicoli commerciali recupera la leggera flessione del primo semestre e attesta una crescita rispetto al 2025 del 17,3% con 133.800 unità. L’unico stabilimento di assemblaggio di autovetture che segna un dato negativo rispetto al 2025 è Cassino. La situazione nel sito laziale si sta sempre più aggravando con una perdita del 37,1%.

Inoltre, secondo Uiliano, “la ripresa in crescita dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto al dato negativo degli ultimi due anni. Siamo però lontani dall’obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere un milione di veicoli”. Lo ha sottolineato il leader della Fim, Ferdinando Uliano, illustrando in conferenza stampa i dati trimestrali relativi alla produzione negli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis.

L’utilizzo degli ammortizzatori sociali nei primi 9 mesi è calato di oltre 30% per effetto dei nuovi lanci di produzione e per una flessione dell’occupazione. Nel corso del 2026 si dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della nuova Jeep Compass e della DS8. Nell’ultimo trimestre si aggiungeranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma. Pertanto, il livello produttivo del 2026 sarà superiore a quello del 2025, ma si attesterà intorno ai 450mila veicoli complessivi con le auto sopra le 250mila. Un dato meno positivo rispetto alle previsioni, ha spiegato Uliano.

In particolare, per la flessione riscontrata nell’ultimo periodo della produzione della 500, a causa dei fermi produttivi per mancanza di materiale e per meno ordinativi che hanno portato alla richiesta di due settimane di cassa integrazione a ottobre. Sul piano occupazionale, per il 2026, ad esclusione degli stabilimenti di Cassino, Pomigliano e Mirafiori, si prevede un calo dell’uso degli ammortizzatori sociali.

Legaccop, Gamberini lancia il "Patto per l’Italia"

Roma, 6 ott. (askanews) – Oltre 91 miliardi di euro di valore della produzione, 7,5 milioni di soci, quasi mezzo milione di occupati e circa 10.500 cooperative. È partendo dalla forza economica e sociale di questo sistema che Legacoop porterà alla Biennale dell’Economia Cooperativa, in programma il 9 e 10 ottobre a Milano, una serie di idee che guardano al futuro del Paese: un nuovo “Patto per l’Italia” per affrontare alcune delle grandi fragilità economiche e sociali.

Le proposte saranno al centro del Manifesto della cooperazione che verrà presentato alla Biennale, nell’anno in cui Legacoop celebra i 140 anni dalla propria nascita. Casa, sanità e invecchiamento della popolazione, lavoro e continuità delle imprese, aree interne, energia, intelligenza artificiale e governo dei dati sono i terreni sui quali il movimento cooperativo propone un cambio di passo.

“Non chiediamo al Paese di proteggere la cooperazione – afferma il presidente di Legacoop, Simone Gamberini – ma proponiamo esattamente il contrario: mettere la cooperazione e la mutualità al servizio dell’Italia. Non serve una politica per una categoria, ma un modello di sviluppo capace di tenere insieme crescita, competitività, partecipazione e coesione sociale. Serve un cambio di passo da parte di tutti “.

Una proposta che nasce di fronte a trasformazioni destinate a cambiare profondamente l’Italia. Entro il 2040 gli over 75 aumenteranno di 2,2 milioni, passando dagli attuali 7,4 a 9,6 milioni. Già oggi 5,8 milioni di italiani rinunciano a prestazioni sanitarie e circa il 24% della spesa sanitaria complessiva è sostenuta direttamente dai cittadini. (fonte immagine: Legacoop).

Nucleare, Mimit: al via raccolta manifestazioni su Ipcei

Roma, 6 ott. (askanews) – Al via la raccolta per le manifestazioni di interesse delle imprese italiane che intendono partecipare all’Ipcei Int – Innovative Nuclear Technologies, il progetto di comune interesse europeo dedicato allo sviluppo delle tecnologie nucleari innovative.

L’iniziativa, promossa congiuntamente dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, punta a rafforzare il ruolo dell’Italia nello sviluppo delle tecnologie nucleari di nuova generazione e nelle filiere tecnologiche e industriali strategiche per il futuro dell’Europa. Il bando pubblicato dal Mimit fissa al 3 dicembre 2026 il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse.

“Il nucleare rappresenta una scelta strategica per far tornare l’Italia al futuro. Insieme alle rinnovabili, può contribuire a costruire un mix energetico più sicuro e competitivo. Una prospettiva che trova ora concreto riscontro nel ddl delega sul nucleare sostenibile, appena approvato dal Parlamento, decisivo per attrarre investimenti, sviluppare nuove tecnologie e rafforzare la capacità industriale del Paese”, ha detto Urso. “Con l’Ipcei sulle tecnologie nucleari innovative puntiamo a portare il nostro sistema produttivo al centro della nuova stagione energetica europea”, ha aggiunto.

“L’avvio dell’Ipcei Nucleare si inserisce nel percorso avviato dal governo per definire il quadro necessario allo sviluppo dell’energia nucleare in Italia”, ha affermato Pichetto. “L’iniziativa consentirà di valorizzare progetti italiani ad alto contenuto innovativo e con concrete prospettive industriali, mettendo in rete imprese, ricerca e competenze tecnologiche e favorendo lo sviluppo di filiere europee nel settore. Il progetto offrirà, al contempo, un’opportunità per consolidare il patrimonio e le competenze industriali, scientifiche e tecnologiche nazionali in una filiera di rilevanza strategica a livello europeo”, ha sottolineato.

Il Mimit pubblicherà sul proprio sito tutte le informazioni e gestirà il processo di selezione delle proposte progettuali italiane, nelle varie fasi, sino alla formale notifica alla Commissione europea.

Conte: da Schlein no a terzo nome, primarie non a ridosso voto

Milano, 6 ott. (askanews) – Giuseppe Conte conferma di aver incontrato recentemente Elly Schlein, di averle proposto di fare entrambi un passo indietro per indicare un terzo nome, e di aver ricevuto un no da parte della segretaria del Pd. Ora prima delle primarie delle coalizioni “dobbiamo fare il programma” e bisogna sbrigarsi perchè “non possiamo a ridosso della campagna elettorale stare ancora a parlare di primarie”. In ogni caso, anche in caso di sconfitta alle primarie, il leader M5s assicura: “Le pare che se non vinco la nostra comunità politica non appoggerà il leader vincente? Non succederà mai”.

Ospite di Coffee Break su La7, Conte ha dunque conferamto la notizia data da ‘Repubblica’: “Con Schlein ci siamo incontrati anche altre volte, ma non nego ci sia stato questo recentissimo incontro e ho già detto pubblicamente che ho invitato Schlein a valutare che visto che una parte dell’elettorato sembra spaventato dalle primarie, ho fatto un ultimo tentativo per un passo indietro di tutti i leader di partito e proporre una terza figura. Gualtieri? Non ho fatto nomi perchè Schlein ha detto che per lei non c’è questa disponibilità”.

Quanto al rischio che gli elettori del M5s non sostengano il candidato vincente nel caso in cui non fosse lo stesso Conte, il diretto interessato assicura: “Sono orgoglioso di rappresentare una comunità politica che non ha mai fatto pressioni per una poltrona in più. Le pare che se non vinco la mia comunità non appoggerà il leader vincente? Non succederà mai”. Infine, i tempi: “Credo sia abbastanza probabile” il voto “in primavera. Prima dobbiamo fare il programma, ma sicuramente non possiamo a ridosso della campagna elettorale stare ancora a parlare di primarie. Noi siamo pronti a confrontarci e aspettiamo le altre forze politiche”.

Bce, Bini Smaghi: torna lo spettro dell’eurocrisi, mettere in pausa il QT

Roma, 6 ott. (askanews) – La Banca centrale europea deve interrompere la sua manovra di “inasprimento quantitativo”, la progressiva riduzione di obbligazioni nel suo portafoglio che effettua non rinnovandoli alla scadenza, perché in particolare sui titoli di Stato sta avendo un effetto peggiorativo sui rialzi dei tassi in un quadro di difficoltà globali già in corso. Lo sostiene Lorenzo Bini Smaghi, ex presidente di Société Générale e ex componente del Comitato esecutivo della Bce in un articolo sul Financial Times.

“In Europa le ombre della crisi del 2011-2012 stanno nuovamente materializzando. Uno dei segni più chiari – rileva – è l’allargamento dei differenziali sui tassi tra titoli di Stato tra Paesi centrali e della periferia (spread), con la Francia che viene trattata dai mercati come se questa volta facesse parte della periferia”.

Non si capisce perché in questa fase di tensioni la Bce continui ad attuare la sua linea di inasprimento quantitativo, riducendo la mole del suo bilancio non rinnovando i titoli a scadenza, in particolari titoli pubblici: “Questo significa che un’ampia quota di emissioni pubbliche devono essere assorbite da investitori privati, in una fase in cui i tassi di interesse di lungo termine sono già sottoposti a pressioni al rialzo”, osserva l’economista toscano.

Alla Bce “modificare la mole del bilancio dovrebbe essere considerato uno strumento. Potrebbe creare indesiderati che non sono pienamente compresi. Il principio della prudenza suggerirebbe quindi di mettere in pausa il QT – conclude Bini Smaghi – fino a quando un contesto più stabile verrà ripristinato, prendendosi il tempo per capire meglio le implicazioni per i mercati finanziari”.