Home Blog

Viareggio, ricompare Pozzolo con Vannacci: “Non lo lascio indietro”

Viareggio, 6 giu. (askanews) – Non era presente alla conferenza stampa a Roma ma c’è a Viareggio, Emanuele Pozzolo, deputato di Futuro Nazionale, finito fuori strada col suo Suv nel biellese con un tasso alcolemico che sarebbe stato doppio rispetto al consentito. L’ex generale Roberto Vannacci l’ha difeso dal primo momento e lo ha fatto ancora con le stesse parole, ribadendo che deve pagare per ciò che ha fatto ma “così come non ho abbandonato mai nessun uomo sul campo di battaglia, così non lascio indietro nessuno del mio partito”.

“La legge è uguale per tutti. Perché ci sono delle norme diverse che devono essere applicate a certe categorie di persone? A me mette in imbarazzo sempre quando qualcuno sbaglia o infrange delle norme, però sono le vicende della vita e la gente che infrange le norme paga per quello che ha fatto, o qualcuno dovrebbe pagare di più?” ha rilanciato Vannacci.

“Qua siamo siamo in Toscana, lo sapete che Giani si è catapultato dalla sua assessora che viaggiava sulla corsia di emergenza dell’autostrada e l’ha accompagnata in prefettura tutto preoccupato… E di questo non se ne parla?” ha concluso.

Vannacci: in FnV Furgiuele, Bof, Bergamini e Pierro

Viareggio, 6 giu. (askanews) – È ufficiale: a Futuro Nazionale aderiscono altri quattro deputati, due vengono dalla Lega e due da Forza Italia. Con Roberto Vannacci passano, dal Carroccio, il calabrese Domenico Furgiuele e il veneto Gianangelo Bof, mentre dal partito di Antonio Tajani arrivano Davide Bergamini (già transfugo dalla Lega agli azzurri) e Attilio Pierro. Enrico Maria Rinaldi, ex eurodeputato a Bruxelles e ora docente di economia.

Lo ha annunciato lo stesso Roberto Vannacci in una conferenza stampa all’hotel Principe di Piemonte, nella sua Viareggio (Lucca).

Prorogato il taglio alle accise dei carburanti ma cambiano le aliquote

Milano, 6 giu. (askanews) – Il taglio delle accise sui carburanti è prorogato fino al 3 luglio prossimo. Lo riporta il decreto del ministro dell’Economia e delle finanze di concerto con il ministro dell’Ambiente pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale. Le aliquote vengono rideterminate “a decorrere dal 7 giugno 2026 e fino al 3 luglio”, si legge nel testo.

Le aliquote sulle accise vengono rideterminate in queste misure: benzina: 622,90 euro per mille litri; oli da gas o gasolio usato come carburante: 622,90 euro per mille litri; gas di petrolio liquefatti (Gpl) usati come carburanti: 242,77 euro per mille chilogrammi; gas naturale usato come carburante: zero euro per metro cubo. Rimane dunque confermato a 5 centesimi il taglio delle accise sulla benzina, mentre si dimezza da 10 a 5 centesimi lo sconto per il gasolio.

Alle minori entrate derivanti dalla proroga al 3 luglio del taglio delle accise sui carburanti “si provvede, con quota parte, pari a 149,4 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal 1° maggio al 31 maggio 2026 in relazione ai versamenti periodici dell’Imposta sul valore aggiunto”. La copertura finanziaria del provvedimento di proroga del taglio delle accise sui carburanti mediante l’extra gettito Iva è indicata all’articolo due del decreto pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale.

Calcio, Mondiali: l’Iran riceve i visti per gli Stati Uniti

Roma, 6 giu. (askanews) – La nazionale iraniana ha ottenuto i visti per entrare negli Stati Uniti in vista dei Mondiali 2026, risolvendo almeno in parte una situazione rimasta incerta fino agli ultimi giorni. La conferma è arrivata da fonti ufficiali statunitensi e dai media internazionali, che hanno chiarito come i giocatori e lo staff tecnico siano stati autorizzati a partecipare alla competizione.

La decisione arriva a pochi giorni dall’inizio del torneo e dopo settimane di tensioni diplomatiche che avevano messo in dubbio la presenza dell’Iran, impegnato in un contesto geopolitico complesso. La squadra dovrebbe comunque stabilirsi in Messico, a Tijuana, per poi spostarsi negli Stati Uniti in occasione delle partite del girone.

Restano invece alcune criticità sul fronte dirigenziale: diversi membri della federazione non avrebbero ancora ricevuto il via libera per l’ingresso negli USA, con possibili limitazioni agli spostamenti della delegazione ufficiale.

L’Iran è atteso al debutto il 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda, in un gruppo che comprende anche Belgio ed Egitto. La situazione dei visti era diventata uno dei temi più delicati dell’avvicinamento al torneo, con la FIFA costretta a seguire da vicino il dossier per garantire la partecipazione della nazionale.

Nonostante le tensioni politiche, la presenza dell’Iran al Mondiale è ora confermata, con la squadra pronta a completare la preparazione in vista dell’esordio.

Formula1, a Monaco Antonelli si prende le Libere 3

Roma, 6 giu. (askanews) – Le prove libere 3 del Gran Premio di Monaco 2026 si chiudono nel segno di Andrea Kimi Antonelli, autore del miglior tempo in una sessione ricca di colpi di scena tra incidenti, bandiere rosse e continui cambi di leadership. Il pilota Mercedes ha fermato il cronometro in 1:12.720, diventando il più veloce del weekend e il primo a scendere sotto il muro dell’1:13 sul tracciato del Principato.

Alle spalle dell’italiano si sono alternati al comando diversi protagonisti. La Ferrari ha mostrato competitività sul giro secco, con Charles Leclerc e Lewis Hamilton spesso nelle posizioni di vertice, ma con il monegasco che ha anche espresso forte insoddisfazione via radio per il comportamento dei freni, definendoli “orrendi” in un momento di tensione durante la sessione.

La Red Bull di Max Verstappen ha chiuso con il quinto tempo, senza mai riuscire a trovare il giro pulito nelle fasi decisive, mentre la McLaren di Lando Norris ha mostrato buoni segnali ma senza impensierire la vetta. Oscar Piastri si è mantenuto nelle posizioni di metà alta classifica.

La sessione è stata interrotta da una bandiera rossa causata dall’incidente di Oliver Bearman alla curva di Massenet, con il pilota che ha perso il controllo del posteriore e impattato contro le barriere. Il britannico è uscito illeso, ma l’episodio ha richiesto il ripristino delle protezioni e dello striscione pubblicitario, causando una lunga sospensione.

Problemi anche per altri piloti, tra cui Franco Colapinto, finito contro le barriere al Loews, e diversi episodi di traffico che hanno complicato i giri lanciati nel decisivo finale di sessione. Non sono mancati rischi anche per Liam Lawson, vicino al muro dopo un passaggio sul cordolo alle Piscine.

Nelle fasi iniziali era stato George Russell a dettare il ritmo, poi superato prima da Leclerc e quindi da Antonelli, in una continua alternanza dovuta anche al miglioramento progressivo della pista e all’utilizzo strategico delle gomme Soft nuove.

La giornata di Monaco si chiude quindi con Mercedes in evidenza, Ferrari competitiva ma instabile sul piano del feeling, e Red Bull chiamata a reagire in vista delle qualifiche, considerate decisive come da tradizione sul circuito cittadino più prestigioso del mondiale.

Vannacci: 94mila iscritti. Il partito è partito, non lo ferma nessuno

Viareggio, 6 giu. (askanews) – “Siamo a 94mila iscritti, il partito è partito, non ci ferma più nessuno”. Così Roberto Vannacci in una conferenza stampa all’hotel Principe di Piemonte di Viareggio, presentando i quattro nuovi deputati che hanno deciso di lasciare Lega e Forza Italia per aderire a Futuro Nazionale.

“Continuano le iscrizioni al partito, continua la formazione di comitati, i giornalisti continuano a parlare di noi, anche i politici…, l’incubo Vannacci, sarò il vostro incubo, molto bene” ha aggiunto.

Il Papa: bene la Spagna sulla fedeltà al diritto internazionale e al multilateralismo

Roma, 6 giu. (askanews) – “Esprimo apprezzamento al vostro Paese per la sua fedeltà al diritto internazionale e al multilateralismo, che si traduce in un attivo impegno per la pace e la solidarietà fra i popoli. Al tempo stesso, incoraggio a coltivare anche al suo interno il dialogo e l’amicizia sociale, a tenere conto del punto di vista dei poveri e dei giovani nell’immaginare il futuro, a volgere in positiva armonia le istanze di autonomia e quelle di unità, a favorire il processo di unione europea, non in contrapposizione ad altre potenze, ma come dono per l’intera famiglia umana”. Così Papa Leone XIV concludendo il discorso nell’incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico al Palazzo Reale di Madrid.

Ad Acaya il 72° evento di Industria Felix – L’Italia che compete

Acaya, 6 giu. (askanews) – Si è svolto presso l’Acaya Golf Resort di Acaya, in provincia di Lecce, il 72esimo evento di Industria Felix – L’Italia che compete, dedicato alle imprese più performanti di Basilicata, Calabria, Molise e Puglia. Un’iniziativa che si conferma come uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati alla valorizzazione delle eccellenze imprenditoriali del Mezzogiorno, basata su un’inchiesta giornalistica che ha analizzato circa 10mila bilanci di società con fatturati sopra i 2 milioni di euro e che ha visto la partecipazione di imprenditori, manager, professionisti e rappresentanti delle istituzioni.

L’incontro è stato organizzato da Industria Felix Magazine, fondato da Michele Montemurro, in collaborazione con Cerved e con il patrocinio di Confindustria Puglia, del Politecnico di Bari, dell’Università degli Studi della Basilicata, dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dell’Università degli Studi di Foggia, del Tecnopolo del Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile, con la media partnership di Askanews e con le partnership di Banca Mediolanum, Mediolanum Private Banking, ELITE (Euronext Group), M&L Consulting Group ed EpyonVivida.

“Anche quest’anno, come banca Mediolanum, siamo presenti a questa iniziativa straordinaria che è Industria Felix, una grande intuizione di Michele Montemurro. Ci fa veramente piacere stare al fianco di queste 75 aziende premiate qui ad Acaya. Sono 75 aziende virtuose, che hanno dimostrato di essere veramente adeguate al periodo che stiamo vivendo” ha dichiarato Ugo Lombardi, regional manager di Banca Mediolanum.

“Siamo una società di consulenza con base su Milano e siamo qui come partner di Industria Felix in questa nuova tappa pugliese. Per me è un grande orgoglio parteciparvi, perché sono di origini pugliesi. Parliamo di revisione contabile, un processo importante per le aziende, anche perché Industria Felix non esisterebbe se non ci fossero valutazioni sui bilanci, che sono l’elemento essenziale con cui vengono selezionate le imprese che vengono premiate. Parleremo anche di operazioni straordinarie, come per esempio di come l’Advisor può essere determinante nell’assistere le imprese nelle operazioni di carattere straordinario, come la compravendita di un’altra azienda o di un competitor” ha aggiunto Angelo Conte, socio di EpyonVivida.

Particolare rilievo riservato alla cerimonia di conferimento delle menzioni di merito ai neo Cavalieri del Lavoro, nominati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una conferma del ruolo di Industria Felix come osservatorio di riferimento sulla competitività del sistema produttivo italiano e sulle strategie di sviluppo del Sud del Paese.

Di seguito le 75 società che hanno ricevuto le Alte onorificenze di bilancio tramite imprenditori e manager, distinte per sedi legali.

BASILICATA (16):

Matera (9): Alex S.p.a., Cave e Cantieri S.r.l., Clemente S.r.l., Datacontact S.r.l., Istituto di Vigilanza “L’aquila” Società Cooperativa, Organizzazione di Produttori Athena S.C.A R.L., Progetto Popolare Cooperativa Sociale Onlus, Sacel S.r.l., Tescom S.r.l.. Potenza (7): Autolinee Liscio S.p.a., Azzurra Società Semplificata a R.L., Edil Bradanica Calcestruzzi S.r.l., Felc S.r.l., Fiore S.r.l., Gda S.p.a., Spix Italia S.r.l..

CALABRIA (18):

Catanzaro (6): Cal.Me. S.p.a., Camas Energy S.r.l., Lamezia Multiservizi S.p.a., Raffaele S.p.a., Scamar S.r.l., Tutto Calabria di A. Celli S.r.l.. Cosenza (5): Anmi Siss S.r.l., Cps S.r.l., Greco Ecology S.r.l., No.Do. e Servizi S.r.l., Sila S.p.a.. Crotone (3): Cantine Vincenzo Ippolito S.r.l. Agricola, Gruppo Oleario Portaro S.r.l., I.C.G. S.r.l.. Reggio Calabria (3): International Juices S.r.l., Tec.Al.Co. S.r.l., Vitasì Società Cooperativa Sociale – Impresa Sociale. Vibo Valentia (1): Vivisol Calabria S.r.l..

MOLISE (14):

Campobasso (11): C.U.S. Consorzio Utilità Sociale Società Cooperativa Sociale, D.R. Multiservice S.r.l., Delta Impianti Industriali di Caposiena R. & C. S.r.l., Di Ciero S.r.l., La Molisana S.p.a., Laboratorio Niro S.r.l., M.B.C. S.r.l., Molisedea S.r.l., Ortofrutta Sol Sud Società Cooperativa Agricola Organizzazione di Produttori, Panificio Azzurro S.r.l., S.E.A. – Servizi e Ambiente S.p.a.. Isernia (3): Grafica Isernina S.r.l., Nej Donadio S.r.l., Teniamoci per mano Società Cooperativa Sociale.

PUGLIA (27):

Bari (9): Acquedotto Pugliese S.p.a., Autolinee Dover di Veccaro Cosimo S.r.l., Delizia S.p.a., Dicosola S.r.l., Domar S.p.a., Ifac S.p.a., Master Italy S.r.l., Non Solo Strade S.r.l., Sita Sud S.r.l.. Barletta Andria Trani (4): Cofra S.r.l., Idcert S.r.l. Società Benefit, Il Pastaio di Maffei Savino & C. S.r.l., Inart3 S.r.l.. Brindisi (1): Scaff System S.r.l.. Foggia (2): Garganica Residence S.r.l., Guardia Locale S.r.l.. Lecce (2): Affreschi & Affreschi S.r.l., Pellegrino Vending S.r.l.. Taranto (9): Castiglia S.r.l., Feni Gioielli di Marzano Maria Rosaria & C. S.r.l., Ilstudio Engineering & Consulting Studio S.r.l., Nuova Luce Società Cooperativa Sociale a R.L., Progeva S.r.l., Società Autotrasporti Eccezionali S.r.l., T & D S.r.l., Tecnology Project S.r.l., Zanzar S.p.a..

Il Papa: in Iran non è una guerra giusta, preoccupato per l’Ucraina

Roma, 6 giu. (askanews) – “Credo che sia già stato detto molto chiaramente: in Iran, non c’è una guerra giusta… Il problema è che la teoria della guerra giusta proviene dai secoli passati: non contemplava nemmeno le armi e la capacità di distruzione di cui dispone l’essere umano al giorno d’oggi”. Lo ha detto Papa Leone XIV sul volo da Roma Madrid, rispondendo a una domanda di un giornalista sulle dichiarazioni del vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance che ha sostenuto che la guerra in Iran presenti le caratteristiche di una “guerra giusta”.

Leone XIV si è anche detto “preoccupato” per il conflitto in Ucraina: “La situazione peggiora sempre di più. Ora, anche negli Stati Uniti, c’è chi vuole offrire il proprio sostegno. Sono passati quattro anni e mezzo. Dobbiamo trovare una soluzione”, ha detto il Papa. Prevost ha ricordato che il messaggio della sua enciclica “è promuovere i negoziati, che almeno erano in corso”, ma “dobbiamo davvero esercitare pressioni per porre fine alla violenza e alla guerra e trovare una soluzione. Si stanno perdendo troppe vite in questo momento; dobbiamo porre fine alla violenza e alla guerra”.

MotoGp: Marquez cade e poi conquista la pole in Ungheria

Roma, 6 giu. (askanews) – Ancora una volta è Marc Marquez il protagonista delle qualifiche del Gran Premio d’Ungheria della MotoGP. Sul circuito del Balaton Park, il pilota Ducati conquista la pole position dopo una sessione movimentata, segnata da una caduta nelle prime fasi del Q2. Lo spagnolo riesce però a tornare rapidamente in pista e firma il miglior tempo in 1’36″785, confermando il proprio feeling con il tracciato magiaro.

Marquez precede la KTM di Pedro Acosta, secondo in 1’36″888 dopo aver a lungo occupato la vetta della classifica, e l’altra Ducati di Fermin Aldeguer, terzo. Alle loro spalle una seconda fila interamente italiana con Fabio Di Giannantonio quarto, Francesco Bagnaia quinto e Marco Bezzecchi sesto.

Le qualifiche sono state caratterizzate da diversi colpi di scena. In apertura di Q2, Marquez e Di Giannantonio sono finiti a terra in curva 1 a pochi secondi di distanza l’uno dall’altro. Entrambi sono riusciti a rientrare ai box e a riprendere la sessione, con il campione del mondo che ha poi trovato il giro decisivo negli ultimi minuti.

Bagnaia, costretto a passare dal Q1 dopo non essere riuscito ad accedere direttamente alla seconda fase, ha ottenuto il miglior tempo della sessione preliminare in 1’37″443, guadagnandosi l’accesso al Q2 insieme a Luca Marini. Esclusi invece Joan Mir, che scatterà tredicesimo, Enea Bastianini quattordicesimo e Fabio Quartararo quindicesimo.

Nelle prove libere 2 del mattino era stato ancora Marquez il più veloce con il tempo di 1’37″436 davanti a Di Giannantonio e Acosta, confermando la competitività della Ducati sul tracciato ungherese.

Per il pilota spagnolo si tratta della 76ª pole position nella classe regina e della 104ª in carriera considerando tutte le categorie del Motomondiale. Ducati festeggia invece la 121ª pole nella top class.

Dalla nona posizione scatterà Jorge Martin, mentre Ai Ogura, Raul Fernandez e Diogo Moreira completano la top ten della griglia. Nel pomeriggio è in programma la Sprint Race, primo appuntamento del weekend che assegnerà punti iridati prima della gara di domenica.

Taormina Film Festival, l’alluvione di Giampilieri in "Fango"

Roma, 6 giu. (askanews) – Non è una Sicilia da cartolina quella raccontata in “Fango”, il nuovo documentario di Daniele Gonciaruk, selezionato in gara nella sezione “Concorso Cortometraggi – “Sguardi di Sicilia” della 72esima edizione del Taormina Film Festival, dove sarà presentato in anteprima nazionale il 14 giugno (ore 16.00) presso la Casa del Cinema.

Per Gonciaruk si tratta di un ritorno significativo: proprio al Taormina Film Festival debuttò alla regia cinematografica nel 2012 con il film indipendente “Storie Sicilian Comedy”. Oggi torna con un’opera dedicata a una delle più grandi tragedie legate al dissesto idrogeologico in Sicilia.

Già autore del documentario “Turi Ferro – L’ultimo Prospero”, presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2019, attore noto al pubblico per numerose interpretazioni cinematografiche e televisive – tra cui quella di Nino Bixio nel recente “L’Abbaglio” di Roberto Andò – e da anni attivo anche come regista teatrale, Gonciaruk pone al centro del suo nuovo lavoro l’alluvione che il primo ottobre 2009 devastò il villaggio di Giampilieri, frazione collinare di Messina, causando 37 vittime e lasciando dietro di sé una ferita ancora aperta nella memoria collettiva.

Attraverso un viaggio tra passato e presente, il regista torna sui luoghi della tragedia a diciassette anni di distanza, intrecciando testimonianze, memoria personale e immagini girate all’epoca dei fatti. “Fango” nasce infatti anche da un prezioso archivio personale rimasto sepolto per anni: riprese realizzate dallo stesso regista nei giorni immediatamente successivi al disastro superando divieti e difficoltà logistiche, che restituiscono una testimonianza diretta e autentica di quanto accaduto.

Suoni, voci e immagini sono assolutamente originali. Persino il rumore dei tuoni è reale, registrato dagli stessi abitanti delle zone colpite. Le interviste ai sopravvissuti si inseriscono nel flusso emotivo del racconto come frammenti di memoria: voci spezzate, esitazioni, ricordi confusi che restituiscono tutta la dimensione umana della tragedia.

“Dentro questa tragedia emerge una verità tanto semplice quanto brutale: la natura torna sempre a reclamare il proprio spazio – ha dichiarato Gonciaruk – si impone con una forza primitiva contro l’illusione del controllo umano, inghiotte case, sradica certezze e mette a nudo la fragilità delle nostre costruzioni, fisiche ed emotive”.

“Questo lavoro non cerca colpevoli né eroi – ha proseguito il regista -. Restano mani sporche di fango, occhi attoniti, oggetti quotidiani trasformati in simboli e la ricerca ostinata di una possibile rinascita”. “Fango” è prodotto da Officine Dagoruk con la collaborazione tecnica di LaserFilm e il contributo di Rai Teche.

Vannacci: in FnV Furgiuele, Bof, Bergamini e Pierro

Viareggio, 6 giu. (askanews) – E’ ufficiale: a Futuro Nazionale aderiscono altri quattro deputati, due vengono dalla Lega e due da Forza Italia. Con Roberto Vannacci passano, dal Carroccio, il calabrese Domenico Furgiuele e il veneto Gianangelo Bof, mentre dal partito di Antonio Tajani arrivano Davide Bergamini (già transfugo dalla Lega agli azzurri) e Attilio Pierro. Enrico Maria Rinaldi, ex eurodeputato a Bruxelles e ora docente di economia. Lo ha annunciato lo stesso Roberto Vannacci in una conferenza stampa all’hotel Principe di Piemonte, nella sua Viareggio (Lucca).

Ballottaggi delle comunali, domenica e lunedì un milione alle urne

Roma, 6 giu. (askanews) – Saranno i ballottaggi di domani e lunedì a stabilire chi, tra centrodestra e centrosinistra, ha vinto la tornata di elezioni amministrative di primavera che questo fine settimana coinvolge 1 milione 133.135 elettori distribuiti in 1.303 sezioni. Va scelto il nuovo sindaco di 42 comuni sopra i 15mila abitanti tra cui sei capoluoghi di provincia: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. Si vota domani dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Quello che salta subito agli occhi è che, dopo il primo turno, gli apparentamenti ufficiali sono merce rara eppure, con grande probabilità, saranno i voti presi da centristi, civici e vannacciani a fare la differenza.

Il caso più politico di tutti è a Vigevano, in provincia di Pavia, dove, per quanto non con il simbolo ufficiale del partito, ha debuttato un candidato sindaco, Furio Suvilla, sostenuto da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci: è stato un exploit a due cifre, il 14,2%. Al ballottaggio la candidata del centrosinistra Rossella Buratti parte in vantaggio, con il 34,3%, sul civico Paolo Previde Massara (24,4%), sostenuto da Forza Italia, ma bisognerà vedere, pur in mancanza di accordi ufficiali, cosa farà la Lega, il cui candidato Riccardo Ghia, sostenuto da Fdi, è arrivato terzo con il 21,4% dei voti. E, poi, ovviamente pesa l’incognita Vannacci: dove finiranno i suoi voti?

L’accordo formale è scattato a Chieti, dove il centrodestra, diviso al primo turno, si ricompatta per provare a strappare la riconferma a sindaco al candidato del campo largo Giovanni Legnini, che è in testa con il 47,2%. A sfidarlo c’è Cristiano Sicari, uscito dal primo turno con il 27,4% che adesso, oltre al sostegno di Fratelli d’Italia e di Forza Italia, potrà contare sull’appoggio del candidato di Lega e Udc Mario Colantonio – che quindici giorni fa ha preso il 16,7% dei voti – e anche del civico Alessandro Carbone (4,7%).

Ma gli apparentamenti ufficiali, nelle grandi città, finiscono qui. Ad Agrigento il centrodestra non ritrova unità nemmeno al ballottaggio che vede in corsa Michele Sodano del campo progressista con il 39,1% e Dino Alonge appoggiato da Fi-Fdi-Udc e autonomisti con il 34,8%. Il leghista Luigi Gentile, arrivato terzo con il 14,1%, sostenuto anche da Dc e Noi moderati, non ha dato indicazione di voto anche se il Carroccio ha invitato a “non votare per il centrosinistra”.

Anche ad Arezzo i centristi di Marco Donati, sostenuto da Azione di Carlo Calenda e da alcune liste civiche, non hanno scelto dove riversare il loro, determinante, pacchetto del 20,5% di consensi. A sfidarsi saranno dunque Vincenzo Ceccarelli per il centrosinistra, con il 32,4% dei voti e Marcello Comanducci che con il suo 43,8% proverà a far restare il comune nelle mani del centrodestra, che da dieci anni governa Arezzo.

Partita delicata anche in un’altra città toscana, la città dell’ex generale Roberto Vannacci, Viareggio. Qui si sfidano Sara Grilli, candidata civica sostenuta dall’ex sindaco Del Ghingharo e dal centrodestra, che è avanti con il 34,29% e Federica Maineri appoggiata dal campo largo, più alcune liste civiche, con il 30,17%. Anche qui nessun apparentamento: Marialina Marcucci, ex vice presidente della Regione Toscana, arrivata terza al primo turno con il 27,5% dei voti, ha scelto di non dare indicazioni di voto, pur invitando a non disertare le urne.

A Lecco il ballottaggio è tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,5%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli, avanti con il 48,6%. Resta alla finestra Mauro Fumagalli, candidato della lista civica centrista Orizzonte per Lecco, terzo con il 5,2%. Anche a Trani secondo turno senza patti, e con un campo largo che non ha resistito alla prova dell’unità: la corsa è tra Marco Galiano (40,7%), sostenuto dal Pd ma non dal Movimento Cinquestelle, e il candidato del centrodestra Angelo Guarriello, indietro con il 30,3%. In mezzo c’è il 21,5% conquistato dal candidato civico, Giacomo Marinaro, che lascia libertà di voto.

A Macerata il sindaco uscente di centrodestra Sandro Parcaroli è andato vicinissimo alla riconferma al primo turno, sfumata per una manciata di voti: ha ottenuto il 49,96%. A sfidarlo è il candidato del campo largo Gianluca Tittarelli che parte dal 41,9% ma in queste due settimane ha raggiunto un’intesa con Marco Sigona, che al primo turno ha ottenuto il 3,48% con la lista Officina delle idee.

Mattarella al Papa in visita in Spagna: Mediterraneo sia luogo di dialogo

Roma, 6 giu. (askanews) – “Questo Suo viaggio apostolico, in un Paese dove il cattolicesimo è radicato sin dai primi secoli, ci esorta fin dal motto – ‘Alzad la mirada. Alzate i vostri occhi’ – ad allargare l’orizzonte, a sollevare lo sguardo oltre le contingenze particolari, per aprirsi agli altri e riconoscersi fratelli. L’incertezza del contesto internazionale, aggravata dai numerosi conflitti in corso, con il loro intollerabile tributo di sangue e sofferenze, suscita ovunque, tra credenti e non, una riscoperta delle domande fondamentali sulla vita e sul futuro. Come la Santità Vostra ci ha spesso ricordato, la pace nasce nei cuori di ciascuno e non bisogna mai rassegnarsi alla guerra. Confido che il Suo pellegrinaggio imprimerà un forte impulso tra tutti gli uomini e le donne di buona volontà a recuperare il senso di comunità, di incontro e sostegno reciproco”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Papa Leone XIV in occasione della partenza per la Spagna del Santo Padre.

“La Spagna, come l’Italia e l’Europa intera, si confronta oggi con grandi sfide. Da una parte, resta forte e largamente condiviso il richiamo alla preservazione del significativo patrimonio spirituale, storico e culturale, che sarà tra l’altro valorizzato, durante il Suo viaggio, nelle celebrazioni per i cento anni dalla morte di Antoni Gaudì. Dall’altra, si impone l’esigenza di continuare ad assicurare, anche in avvenire, condizioni di stabilità, sicurezza e progresso, a fronte di crescenti difficoltà e tumultuosi cambiamenti tecnologici, sociali ed economici. L’attenzione che Ella rivolgerà ai giovani e ai più vulnerabili, come i bisognosi, i migranti, i detenuti, consentirà di ribadire l’importanza dell’inclusione, per fare in modo che sia tutelata la dignità umana e l’intera regione mediterranea sia restituita alla sua vocazione di luogo di dialogo, di scambio e di solidarietà. Certo che il viaggio apostolico in Spagna sarà foriero di messaggi di fiducia e speranza, Le rinnovo, Santità, le espressioni della mia massima considerazione”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Papa Leone XIV in occasione della partenza per la Spagna del Santo Padre.

Vannacci: in FnV Furgiuele, Bof, Bergamini e Pierro

Viareggio, 6 giu. (askanews) – E’ ufficiale: a Futuro Nazionale aderiscono altri quattro deputati, due vengono dalla Lega e due da Forza Italia. Con Roberto Vannacci passano, dal Carroccio, il calabrese Domenico Furgiuele e il veneto Gianangelo Bof, mentre dal partito di Antonio Tajani arrivano Davide Bergamini (già transfugo dalla Lega agli azzurri) e Attilio Pierro. Enrico Maria Rinaldi, ex eurodeputato a Bruxelles e ora docente di economia. Lo ha annunciato lo stesso Roberto Vannacci in una conferenza stampa all’hotel Principe di Piemonte, nella sua Viareggio (Lucca).

L’uomo come dato, la persona come mistero

«Non spetta a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è fare il possibile per salvare gli anni in cui viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, affinché chi verrà dopo possa disporre di una terra pulita».

Le parole che Tolkien affida a Gandalf nel Signore degli Anelli sembrano attraversare il nostro tempo con una forza sorprendente. Non ci invitano a controllare la storia, ma ad assumerci la responsabilità del tratto di strada che ci è stato affidato. È una lezione che interpella ogni generazione, ma che oggi acquista un significato particolare.

 

La nuova questione antropologica

Viviamo infatti una stagione di trasformazioni profonde. L’AI ridefinisce il rapporto tra uomo e conoscenza. Le piattaforme digitali influenzano il modo in cui costruiamo opinioni e relazioni. Le tensioni geopolitiche ridisegnano gli equilibri internazionali. Le migrazioni, la crisi demografica e le nuove povertà interrogano la tenuta delle nostre società. Eppure, nel cuore di questi cambiamenti, permane una domanda che precede ogni altra:

Che cosa significa essere uomini nel XXI secolo?

È una questione che viene prima della politica, dell’economia e perfino della tecnologia. Perché ogni sistema sociale, ogni innovazione e ogni modello di sviluppo presuppongono sempre una determinata idea dell’essere umano. La nostra epoca sembra averne elaborata una particolarmente insidiosa. L’uomo viene progressivamente tradotto in dato per essere profilato. Le nostre preferenze, le nostre emozioni, le nostre relazioni, le nostre fragilità e i nostri desideri vengono raccolti, elaborati e trasformati in informazioni. Ogni ricerca, ogni acquisto, ogni interazione contribuisce a costruire una rappresentazione sempre più dettagliata della nostra identità. Mai nella storia l’essere umano si era mostrato così completamente. Mai aveva consegnato con tanta spontaneità parti così profonde della propria esistenza. Per secoli il potere ha cercato di conoscere gli uomini per governarli. Oggi gli uomini partecipano volontariamente alla costruzione della propria profilazione. La questione non consiste nel demonizzare la tecnologia. Sarebbe una semplificazione sterile. La tecnica è uno strumento straordinario, capace di migliorare la vita delle persone, ampliare le opportunità e generare sviluppo. La domanda decisiva è un’altra:

La tecnologia è ancora al servizio dell’uomo o l’uomo rischia di diventare funzionale ai meccanismi della tecnologia?

La tecnocrazia contemporanea si alimenta di dati. Ma quei dati non sono elementi astratti. Sono frammenti di umanità. Sono comportamenti, emozioni, convinzioni e vulnerabilità. Abbiamo creduto di essere utenti di strumenti costruiti per servirci. In molti casi siamo diventati la materia prima di sistemi economici che prosperano sulla nostra attenzione, sulle nostre emozioni e sul tempo che trascorriamo nello spazio digitale.

Il rischio più profondo non è soltanto la perdita della privacy. È la riduzione della persona a profilo. È la convinzione che l’uomo coincida con ciò che può essere misurato. È l’illusione che la libertà possa essere prevista da un algoritmo. Quando ciò accade, il cittadino diventa utente. La coscienza diventa dato. La persona diventa funzione. E una società che misura tutto rischia di non comprendere più ciò che conta davvero.

 

La persona oltre il profilo

Questa intuizione attraversa una delle correnti più feconde del pensiero cristiano del Novecento. Jacques Maritain ed Emmanuel Mounier compresero che la crisi della modernità non nasceva dall’eccesso di libertà, ma dal progressivo smarrimento della persona.

Entrambi denunciarono il rischio di una società capace di organizzare tutto, tranne ciò che conta davvero: la dignità irripetibile di ogni essere umano. La persona non è un individuo isolato né un semplice ingranaggio della collettività. È un essere relazionale, aperto alla trascendenza, portatore di una dignità che precede ogni funzione economica, sociale o politica. Una convinzione che oggi appare sorprendentemente attuale proprio mentre cresce la tentazione di ridurre l’uomo a profilo, consumatore o dato statistico. L’uomo è più dei suoi dati. La persona è più del suo profilo. La sua dignità non dipende dalla sua utilità.

 

La Dottrina Sociale come bussola del presente

Non è un caso che il Magistero sociale della Chiesa abbia dedicato crescente attenzione alle trasformazioni tecnologiche e culturali del nostro tempo. Dalla centralità della persona affermata dal Concilio Vaticano II fino alle più recenti riflessioni sull’AI nell’enciciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV , emerge una preoccupazione costante: che il progresso non smarrisca il suo fondamento umano. Le grandi questioni ecclesiali contemporanee — dalla rivoluzione digitale alla crisi demografica, dalle migrazioni alle guerre che attraversano il mondo — non sono soltanto emergenze politiche o sociali. Sono anzitutto interrogativi antropologici. Ci costringono a domandarci quale idea di uomo intendiamo servire e quale civiltà desideriamo consegnare alle generazioni future.

La Chiesa non offre soluzioni tecniche ai problemi della storia. Offre però un criterio di giudizio che conserva una straordinaria attualità: la persona umana deve restare il principio, il soggetto e il fine della vita sociale. Ogni innovazione, ogni scelta politica, ogni modello economico trova la propria legittimità nella misura in cui contribuisce alla promozione integrale dell’uomo e della sua dignità. Per questo la grande questione del nostro tempo non consiste nel rallentare il progresso, ma nell’orientarlo.

 

Il ritorno del personalismo cristiano

Abbiamo bisogno di una cultura capace di tenere insieme innovazione e responsabilità, sviluppo e dignità, tecnologia e umanesimo. Forse è proprio qui che la tradizione del personalismo cristiano può tornare a offrire un contributo decisivo al dibattito pubblico.

Mounier ricordava che ogni civiltà si giudica dal modo in cui tratta la persona, mentre Maritain vedeva nella democrazia non soltanto una forma di governo, ma una concezione dell’uomo fondata sulla sua dignità e sulla sua vocazione al bene comune. In un’epoca dominata dalla velocità, dalla frammentazione e dalla logica della prestazione, il personalismo ci ricorda che la persona non è mai un mezzo, ma sempre un fine. Non un numero, non una funzione, non un algoritmo, ma una presenza irripetibile, chiamata alla relazione, alla responsabilità e alla trascendenza.

 

Una Costituente per custodire l’umano

Abbiamo bisogno, soprattutto, di una nuova Costituente cattolica. Non come operazione nostalgica e come ricostruzione di formule appartenenti ad altre stagioni politiche, ma come luogo di elaborazione culturale, civile e spirituale. Una comunità di donne e uomini che non pretende di possedere tutte le risposte, ma che riconosce la responsabilità di cercarle.

Quando è in gioco la dignità della persona, nessuna risposta può essere improvvisata. Non è nei tempi facili che si misura la qualità di una classe dirigente, ma nei passaggi più incerti della storia. Quando i rischi aumentano, aumentano anche il dovere del discernimento, la serietà della ricerca e la responsabilità delle decisioni. È allora che diventa necessario custodire l’umano senza smarrire l’orientamento.

 

Identità, migrazioni e bene comune

Questa riflessione riguarda anche uno dei temi più delicati del nostro tempo: il rapporto tra identità e migrazioni. Da una parte emerge la tentazione di considerare ogni differenza come una minaccia. Dall’altra si diffonde l’illusione che le identità siano realtà irrilevanti, destinate a dissolversi in una società globale senza radici. Entrambe le visioni appaiono insufficienti.

Una comunità che perde la propria memoria fatica a costruire il futuro. Ma una comunità che trasforma la memoria in paura rischia di rinunciare alla propria vocazione civile. L’identità non è immobilità ma continuità. È la capacità di custodire un patrimonio di valori, cultura e tradizioni rendendolo vivo nelle nuove generazioni.

La questione migratoria non può essere affrontata soltanto come un problema di sicurezza, né esclusivamente come una questione economica. Essa interpella la nostra idea di persona, di comunità e di bene comune. Una società sicura della propria identità non teme il confronto con l’altro. Ma proprio per questo non rinuncia a trasmettere ciò che la rende sé stessa.

 

Una nuova presenza cattolica nella società

Questa dovrebbe essere la missione di una nuova presenza cattolica nella società.

Non occupare spazi di potere, ma generare pensiero. Non imporre risposte, ma favorire il discernimento. Non alimentare contrapposizioni ideologiche, ma ricostruire una cultura della persona capace di parlare a tutti. Perché la sfida decisiva del XXI secolo non riguarda soltanto il controllo delle tecnologie emergenti, la competizione tra le grandi potenze o l’accesso alle risorse strategiche. Riguarda l’uomo. Riguarda la sua libertà, la sua dignità e la sua capacità di restare pienamente umano in un mondo che tende sempre più a trasformarlo in dato.

La politica, allora, torna ad essere ciò che dovrebbe sempre essere: uno strumento al servizio della persona e del bene comune.

 

Custodire gli anni che ci sono stati affidati

Il nostro compito non è dominare le maree della storia. È custodire gli anni che ci sono stati affidati. Difendere chi non ha voce.Proteggere ciò che rende umano l’uomo. Ricercare con umiltà le risposte che ancora non possediamo.

Ottant’anni fa donne e uomini usciti dalle macerie della guerra seppero costruire una casa comune fondata sulla dignità della persona, sulla libertà e sulla solidarietà. La nostra generazione è chiamata a un compito diverso, ma non meno esigente: custodire quegli stessi valori nell’era degli algoritmi, affinché il progresso non smarrisca l’uomo e quest’ultimo non smarrisca sé stesso. Perché il valore di ogni progresso, ieri come oggi, si misura sempre a partire dalla dignità della persona umana.

L’intelligenza artificiale e la centralità della persona

Dalla questione sociale alla questione algoritmica

C’è un filo che attraversa la Dottrina sociale della Chiesa e riguarda la centralità della persona umana. Lo ritroviamo nella Rerum Novarum di Leone XIII, così come nella Magnifica Humanitas di Leone XIV, scritta in un tempo in cui le macchine non muovono più ingranaggi e pistoni, ma elaborano linguaggio, generano contenuti creativi, comunicano con le persone e simulano decisioni, talvolta, purtroppo, anche poco piacevoli.

Partiamo da un presupposto: ogni tempo storico, anche in relazione alla dimensione lavorativa, affronta le sue difficoltà. Leone XIII, ad esempio, si trovò di fronte alla “questione sociale”: il salario basso, le condizioni non dignitose, l’assenza di sicurezza, lo sfruttamento dei lavoratori più fragili. Leone XIV affronta una nuova questione, quella dell’intelligenza artificiale, che rischia di sfruttare il pensiero, la creatività, il giudizio, i sentimenti e tutti quei caratteri che sono tipicamente della persona. Sebbene la macchina a vapore di fine Ottocento imponesse ritmi al corpo, l’algoritmo rischia di imporre ritmi alla mente. Eppure la risposta è la stessa: l’essere umano, creato ad imago Dei, non è un ingranaggio dell’efficienza né un costo da ottimizzare, ma il fine ultimo di tutte le cose.

 

Il rischio della velocità senza umanità

Il pericolo più concreto oggi è quello di misurare ogni relazione, a cominciare da quella lavorativa, con il metro della velocità anziché con quello della personalità. Leone XIV ricorda che «la necessità di stare al passo con il ritmo della tecnologia può erodere il senso della propria capacità di agire da parte dei lavoratori e soffocare le capacità innovative che questi sono chiamati a profondere nel loro lavoro» (n. 150). E ancora: «i lavoratori sono spesso costretti ad adattarsi alla velocità e alle richieste delle macchine, piuttosto che queste ultime progettate per aiutare chi lavora» (n. 150). In questi termini, come denuncia il Papa, la persona rischia così diventa mezzo, anziché fine.

Se riflettiamo, anche nella quotidianità siamo continuamente immersi in un’accelerazione senza sosta, tra scadenze, notifiche e piattaforme, finché ci scopriamo affaticati, svuotati e a rischio di burnout. Strumenti nati al servizio dell’uomo, e spesso acquistati spontaneamente attraverso abbonamenti mensili per “semplificarci la vita”, finiscono per invadere ciò che più ci appartiene: il tempo delle relazioni, della riflessione, della cura degli altri, ma anche la facoltà di creare, decidere, inventare.

 

Le decisioni non possono essere delegate alle macchine

Un nodo cruciale, infatti, è proprio quello delle decisioni. Nel mondo del lavoro, ad esempio, l’IA entra sempre più nella selezione del personale, nella valutazione delle prestazioni, nella stesura dei contratti, nelle scelte strategiche, nella pianificazione dei percorsi professionali, nella gestione dei turni e persino nel controllo del lavoro umano. Delegare a sistemi artificiali scelte che toccano la dignità umana nel lavoro significherebbe rinunciare alla responsabilità che ci costituisce come persone, ancor prima che come lavoratori.

Leone XIV afferma che il lavoro «non è soltanto fonte di reddito, ma un ambito decisivo in cui si forma l’identità, si intrecciano amicizie e relazioni, si imparano responsabilità concrete e si discerne la propria vocazione». In queste parole sta tutta la distanza tra la visione cristiana del lavoro e qualsiasi riduzionismo tecnocratico.

 

Il primato del lavoro umano

Per questo l’enciclica richiama la necessità di «affermare il primato del lavoro umano su ogni logica puramente produttiva o finanziaria».

In tempi di intelligenza artificiale non si tratta di una raccomandazione morale astratta, quanto piuttosto di un criterio concreto per non trasformare la rivoluzione tecnologica in regressione dell’umano. Custodire il lavoro e chi lo svolge significa, oggi, custodire quella magnifica humanitas che ci è stata affidata e che siamo chiamati a vivere.

Antonio Zizza,

Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale

Giovani, lavoro e declino demografico: la questione rimossa

Un disagio che rischia di diventare strutturale

Il tema dei giovani in Italia compare ormai quasi quotidianamente su giornali, podcast e trasmissioni televisive. Studiosi ed esperti analizzano problemi che rischiano di diventare strutturali: l’ascensore sociale si è fermato e la mobilità tra le classi è sempre più condizionata dalla famiglia in cui si nasce; il numero dei NEET — i giovani che non lavorano, non studiano e non sono inseriti in percorsi formativi — rimane tra i più elevati d’Europa; il precariato continua a crescere, così come aumentano le occupazioni a basso contenuto professionale e salariale. I cosiddetti gig workers, inoltre, faticano a costruire progetti di vita stabili e a pianificare il proprio futuro.

Mentre il dibattito pubblico si concentra quasi esclusivamente sull’immigrazione in entrata, si sviluppa parallelamente un fenomeno più silenzioso ma altrettanto rilevante: l’emigrazione giovanile. Ogni anno migliaia di ragazzi lasciano il Paese, in larga parte laureati e altamente qualificati. Secondo i dati del CNEL e del Ministero dell’Interno, al netto dei rientri, l’Italia ha registrato una perdita di circa 61 mila giovani. Dal 2011 al 2024 sono espatriati complessivamente oltre 630 mila ragazzi, con destinazioni prevalenti in Europa e negli Stati Uniti.

 

Linverno demografico e il rischio declino

Si tratta di una dinamica che si intreccia con il progressivo calo della natalità, un fenomeno destinato ad avere conseguenze economiche e sociali profonde. L’Italia, oggi collocata tra l’ottava e la nona posizione mondiale per PIL nominale, rischia di perdere ulteriore terreno nei prossimi decenni. Diverse proiezioni internazionali indicano infatti che, entro la metà del secolo, il nostro Paese potrebbe scivolare significativamente nella classifica delle principali economie mondiali , dall’attuale 8 posto al 19 (fonte Goldman Sachs e PwC) Le ragioni non riguardano soltanto la modesta crescita della produttività, ma soprattutto il cosiddetto “inverno demografico”: una popolazione sempre più anziana e una forza lavoro progressivamente ridotta.

Eppure le forze politiche, sia di governo sia di opposizione, continuano a non proporre una vera visione di lungo periodo. Forse perché il peso elettorale delle nuove generazioni è numericamente inferiore rispetto a quello delle fasce più anziane della popolazione. Tuttavia, ignorare i giovani significa compromettere il futuro stesso del Paese.

 

La proposta di Piketty e il tema della redistribuzione

A formulare proposte concrete aveva già provato l’economista francese Thomas Piketty, tra i più autorevoli studiosi delle disuguaglianze economiche. Per riattivare i meccanismi di mobilità sociale, Piketty ha sostenuto l’introduzione di una “eredità universale”: un trasferimento economico garantito dallo Stato a ogni cittadino al compimento dei 25 anni, finanziato attraverso una maggiore tassazione dei grandi patrimoni. Nelle sue elaborazioni, la somma proposta si aggirava intorno ai 120 mila euro, con l’obiettivo di consentire soprattutto ai giovani provenienti da famiglie meno abbienti di acquistare una casa, investire nella propria formazione o avviare un’attività imprenditoriale.

Considerata da molti una proposta utopistica, l’idea è stata successivamente riproposta dallo stesso economista alla luce delle trasformazioni che l’intelligenza artificiale potrebbe produrre nel mercato del lavoro. In questo scenario, l’eredità universale non rappresenterebbe soltanto uno strumento di giustizia sociale, ma una misura di adattamento sistemico, capace di sostenere la riqualificazione professionale delle nuove generazioni e, al tempo stesso, di preservare la domanda interna e la vitalità dell’economia di mercato. Alla base vi è il principio della redistribuzione della ricchezza, tema destinato a occupare un ruolo centrale nel dibattito pubblico dei prossimi anni.

 

La politica davanti alla prova del 2027

Che la proposta di Piketty sia realistica o meno, una considerazione appare evidente: l’epoca degli slogan dovrebbe ormai avviarsi al tramonto. I giovani chiedono risposte concrete che, al momento, né la politica né le organizzazioni sindacali sembrano in grado di offrire. Ma non basta. Occorre anche pianificare politiche migratorie che prevedano reali percorsi di integrazione e un inserimento dignitoso nel mondo del lavoro.

Allo stesso tempo, l’istruzione — il più potente strumento di emancipazione sociale a disposizione di una democrazia moderna — continua a essere sottovalutata. Gli investimenti nella scuola e nell’università restano insufficienti rispetto alle esigenze del Paese. Né possono essere le pur preziose attività del volontariato a colmare lacune che richiederebbero un intervento pubblico strutturale e continuativo.

Nel 2027 gli italiani saranno chiamati a eleggere un nuovo Parlamento. La domanda è semplice: quale forza politica avrà il coraggio di mettere davvero i giovani al centro della propria agenda e di dire agli elettori la verità sulla situazione del Paese? Senza un insieme coerente di misure — favorire il rientro dei talenti emigrati, aumentare i salari, migliorare le condizioni di vita dei lavoratori più giovani e programmare un’immigrazione ordinata e integrata — il declino dell’Italia rischia di diventare una prospettiva concreta. E la storia difficilmente assolverà chi avrà scelto di ignorare questo problema.

Toniolo, profeta di pace: Pieve di Soligo ricorda il miracolo del 2006

Un anniversario che parla ancora al presente

“Giuseppe Toniolo: profeta di pace, santo per l’oggi”. Con questo titolo domani, domenica 7 giugno, la comunità cristiana di Pieve di Soligo vivrà una giornata speciale di memoria, riflessione e festa nel ventesimo anniversario della guarigione miracolosa di Francesco Bortolini, attribuita all’intercessione del beato Giuseppe Toniolo.

L’iniziativa è promossa dalla parrocchia di Santa Maria Assunta e dall’Istituto Beato Toniolo, con il patrocinio del Comitato nazionale per la canonizzazione del Toniolo, presieduto dall’arcivescovo Domenico Sorrentino. Un appuntamento che assume un significato particolare non solo per la comunità locale, ma per quanti continuano a vedere nella figura del sociologo ed economista trevigiano un riferimento spirituale e culturale di sorprendente attualità.

 

Il miracolo che aprì la strada alla beatificazione

Sono trascorsi vent’anni da quel 7 giugno 2006, quando il giovane imprenditore pievigino Francesco Bortolini, precipitato rovinosamente da un’altezza in un luogo pubblico e ricoverato in condizioni gravissime, recuperò improvvisamente e in modo permanente la salute, senza spiegazioni cliniche plausibili.

La comunità del Duomo di Pieve di Soligo, allora guidata da monsignor Giuseppe Nadal, si raccolse in una preghiera intensa e diffusa rivolta al venerabile Giuseppe Toniolo. A quella invocazione venne successivamente attribuito il merito decisivo della guarigione.

Il miracolo fu riconosciuto ufficialmente da papa Benedetto XVI il 4 gennaio 2011, divenendo il passaggio fondamentale che condusse alla beatificazione di Toniolo, celebrata il 29 aprile 2012 nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma.

 

Una mattinata tra dialogo, liturgia e partecipazione popolare

Il programma della giornata prenderà avvio alle ore 9.30 nell’aula magna “Giuseppe Toniolo” dell’Oratorio Beato Toniolo di via Marconi con una tavola rotonda introdotta dai saluti istituzionali di monsignor Luigino Zago, arciprete di Pieve di Soligo, di Annalina Sartori, presidente dell’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi, di Enrico Ioppo per l’Azione Cattolica diocesana di Vittorio Veneto e del sindaco Stefano Soldan.

I “dialoghi tonioliani” vedranno gli interventi di Matteo Filippetto, direttore dell’Istituto Toniolo dell’Azione Cattolica della diocesi di Treviso, di Cristina Franceschi, insegnante e presidente della Pro Loco di Trebaseleghe, dell’attore e regista Silvio Pasqualetto e di Stefano Uliana, direttore del Collegio Vescovile Balbi Valier. I lavori saranno coordinati da Marco Zabotti, direttore scientifico dell’Istituto Beato Toniolo.

Alle ore 11 si terrà in Duomo la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Giuseppe Nadal, protagonista della stagione che accompagnò il riconoscimento del miracolo e la causa di beatificazione insieme al compianto monsignor Massimo Magagnin.

Al termine della celebrazione è prevista la processione verso la tomba del beato Toniolo, dove sarà recitata la preghiera per la canonizzazione. La mattinata si concluderà con un momento conviviale e con i saluti all’esterno del Duomo.

 

Toniolo, una figura che continua a generare iniziative e comunità

L’appuntamento di domani si inserisce in una fase di rinnovato interesse attorno alla figura di Giuseppe Toniolo, studioso cattolico, economista sociale e protagonista del pensiero cristiano moderno.

Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le iniziative dedicate alla sua eredità culturale e spirituale. Il 26 maggio, a Roma, si sono svolti due incontri nazionali – al Policlinico Gemelli e in Vaticano – per avviare un coordinamento operativo tra i principali Centri Toniolo italiani e rilanciare i progetti legati alla causa di canonizzazione.

Nei giorni successivi, Marco Zabotti, vicepresidente dell’IBT, è intervenuto a Feltre in un convegno dedicato alla solidarietà sociale nel pensiero tonioliano, mentre una delegazione corale proveniente dal Padovano ha visitato la tomba del beato animando la liturgia domenicale in Duomo.

Infine, il 3 giugno, gli studenti del Collegio Balbi Valier hanno concluso un percorso scolastico dedicato a Toniolo con una visita alla storica Latteria Soligo, cooperativa nata nel 1883 con statuti firmati proprio da Giuseppe Toniolo, primo grande interprete di un cattolicesimo sociale capace di coniugare fede, economia e bene comune.

La giornata di Pieve di Soligo avrà dunque anche il valore di una testimonianza collettiva: non soltanto memoria di un evento straordinario, ma segno di una presenza spirituale e culturale che continua a parlare all’Italia di oggi.

Playoff Nba, New York vince a San Antonio e va 2-0

Roma, 6 giu. (askanews) – New York vince una incredibile gara-2 a San Antonio per 105 a 104, conquistando la 13^ vittoria consecutiva ai playoff e portandosi a soli due successi dal titolo NBA con le prossime due gare da disputare al Madison Square Garden. I Knicks vanno avanti di 14 punti a metà ultimo quarto ma subiscono la rimonta degli Spurs, che all’inizio dell’ultimo minuto di gioco vanno avanti con un gioco da tre punti di Victor Wembanyama. Sempre il francese però a 9 secondi dalla fine commette una palla persa disastrosa che regala il libero del sorpasso a Jalen Brunson e infine sbaglia il tiro dalla media distanza che avrebbe dato il successo ai suoi. Gara3 il 9 giugno

Questo il programma delle Finals

San Antonio Spurs-New York Knicks 0-2

Gara 1: San Antonio Spurs-New York Knicks: 95-105 Gara 2: San Antonio Spurs-New York Knicks: 104-105 Gara 3: New York Knicks-San Antonio Spurs: 9 giugno ore 2.30 Gara 4: New York Knicks-San Antonio Spurs: 11 giugno ore 2.30 Gara 5: San Antonio Spurs-New York Knicks: 14 giugno ore 2.30* Gara 6: New York Knicks-San Antonio Spurs: 17 giugno ore 2.30* Gara 7: San Antonio Spurs-New York Knicks: 20 giugno ore 2.30*

* se necessario

Fuori Partenope di Merk e Kremont feat. Serena Brancale e The Kolors

Milano, 6 giu. (askanews) – E’ già in radio e su tutte le piattaforme digitali “Partenope”, il nuovo singolo di Merk e Kremont feat. Serena Brancale e The Kolors, in uscita per Atlantic Records/Warner Music Italy. “Partenope” segna il grande ritorno di Merk e Kremont, che incontrano l’anima funk-pop dei The Kolors e la voce libera, riconoscibile e fortemente identitaria di Serena Brancale, oggi tra le artiste più trasversali della musica italiana contemporanea.

Ispirata alle sonorità fresche, ritmate e sfacciatamente estive delle grandi hit del passato, “Partenope” unisce una cassa dritta potentissima a un giro di basso funk “slappato”, che detta il ritmo dall’inizio alla fine. Le chitarre funk in stile italo-disco si intrecciano a percussioni travolgenti, costruendo un ponte sonoro perfetto tra la Milano da ballare e il calore del Sud.

Il risultato è un singolo solare, fisico e contagioso, in cui la cifra elettronica e pop di Merk & Kremont dialoga con l’identità brillante e riconoscibile dei The Kolors e con la vocalità esplosiva di Serena Brancale. Un brano che porta nel titolo il richiamo a Napoli e al suo mito, ma che guarda a un immaginario universale fatto di ritmo, notti d’estate, club, mare e libertà.

«Partenope nasce dalla nostra passione per il sound partenopeo, tra funk, soul e sonorità mediterranee. Avere Serena Brancale & The Kolors al nostro fianco è per noi una grande soddisfazione, dato il loro enorme talento ed energia», dichiarano Merk & Kremont.

«Tutto ciò che veniva fuori nella fase creativa in studio metteva d’accordo tutti all’istante. Ogni fraseggio, ogni colpo di batteria, ogni nota di chitarra, di basso, percussioni ecc… era come se fossimo una big band! Un grande tuffo nel funk ispirato alla Partenope che amiamo da sempre!» dichiarano i The Kolors.

«Sono molto entusiasta di Partenope, una canzone che fin dal primo ascolto mi diverte e mi ricorda il mio mare in Puglia e tutte le emozioni che porta con sé. Sono felice di aver scritto questo pezzo insieme ai ragazzi. Trovo che Partenope sia un brano pieno di energia e voglia d’estate, capace di mettere tutti di buon umore!» dichiara Serena Brancale.

Italy Major Premier Padel, Giulia Dal Pozzo in semifinale al Foro

Roma, 5 giu. (askanews) – Una settimana che cambierà la carriera di Giulia Dal Pozzo. Al BNL Italy Major di Premier Padel, la 21enne romagnola, in coppia con la spagnola Nuria Rodriguez, ha centrato una storica semifinale superando in rimonta le teste di serie numero 4 Claudia Fernandez e Sofia Araujo con il punteggio di 3-6 6-3 6-2.

Una partita – si legge in una nota – dal doppio volto sul campo del Foro Italico: avvio solido delle avversarie, più esperte nella gestione dei momenti chiave, poi la progressiva crescita della coppia italo-spagnola, capace di ribaltare inerzia e certezze del match con un secondo set di grande intensità e un terzo parziale dominato con lucidità e aggressività. Per Dal Pozzo si tratta della prima semifinale nel circuito Premier Padel: “Essere qui, e vincere partite come questa, per me è un sogno”. Ora l’attesa è per la sfida contro le numero uno del mondo Gemma Triay e Delfi Brea (3-6 6-4 6-3 su Icardo-Jensen) campionesse in carica del Major, in un confronto che rappresenta il livello più alto possibile in questo momento del torneo.

Semifinale di grande fascino anche nella parte bassa del tabellone tra Paula Josemaria e Ari Sanchez, protagoniste di uno straordinario ciclo vincente fatto di 44 titoli conquistati insieme. Stavolta si ritroveranno avversarie con Josemaria in coppia con Bea Gonzalez e Sanchez al fianco di Andrea Ustero. Josemaria e Gonzalez hanno raggiunto il penultimo atto superando Marta Ortega e Martina Calvo in tre set (6-2 2-6 6-3). Più netto il successo di Sanchez e Ustero, che hanno battuto Marta Barrera e Jimena Velasco(6-1 6-2).

Il torneo maschile intanto, vivrà la semifinale che tutti aspettavano. Ale Galan e Juan Lebron hanno rispettato i pronostici e sabato si ritroveranno uno di fronte all’altro al Foro Italico, rinnovando una delle rivalità più affascinanti del circuito mondiale. Galan e Fede Chingotto hanno ottenuto il pass per il penultimo atto con un 6-3 6-1 su Pol Hernandez e Guille Collado, mentre Lebron e Leo Augsburger hanno dovuto lottare di più per superare Coki Nieto e Jon Sanz (6-4 7-6). In serata la vittoria è invece andata a Momo Gonzalez e Lucas Campagnolo (6-3 6-3) che sabato affronteranno Arturo Coello e Agustin Tapia (6-3 7-6 su Garrido-Bergamini).

Wall Street crolla zavorrata dai chip, DJ -1,35%% e Nasdaq -4,18%

Milano, 5 giu. (askanews) – Crollo di Wall Street, oggi, in una seduta zavorrata dalle vendite sui titoli tech e dall’impennata dei rendimenti dei Treasury sui timori di un rialzo dei tassi dopo il rapporto sull’occupazione Usa di maggio risultato nettamente migliore delle previsioni. L’indice Dow Jones Industrial è sceso dell’1,35% a 50.866,78 punti e lo S&P 500 ha ceduto il 2,63% a 7.384,59 punti. Ma il vero e proprio tonfo lo ha subito il Nasdaq, finito in rosso del 4,18% a 25.709,43.

A far precipitare l’indice dei titoli tecnologici è stato in particolare il settore dei semiconduttori, colpito da forti ribassi in seno a un pesante sell-off tecnologico globale. Tra i big dei chip, le azioni Nvidia hanno segnato -6,20%, le Intel -11,28%, le Broadcom -7,92%, le Qualcomm -10,98%.

Tennis, Arnaldi: "Ritiro non lo auguro a nessuno"

Roma, 5 giu. (askanews) – È il ritiro di Matteo Arnaldi a decidere la prima semifinale del Roland Garros contro Flavio Cobolli, con il ligure costretto a fermarsi per un virus che lo ha colpito alla vigilia del match. Una rinuncia dolorosa raccontata direttamente in sala stampa.

“È difficile essere qui, non è quello che avrei voluto fare”, esordisce Arnaldi davanti ai giornalisti, ripercorrendo le ore più complicate della sua settimana parigina. Il problema, spiega, nasce nella serata precedente con segnali inizialmente sottovalutati: “Ieri sera ho iniziato a non sentirmi bene. Inizialmente pensavo fosse un problema di digestione”.

La situazione però peggiora rapidamente durante la notte: “Mi sono svegliato all’una di notte e ho iniziato a vomitare. Non stavo per niente bene. Poi ho cercato di dormire, ma non ci sono riuscito”. Il malessere continua anche nelle ore successive: “Verso le 6 o le 7 del mattino ho vomitato di nuovo, questa volta è stato più grave”.

A quel punto viene attivato lo staff medico: “Abbiamo chiamato il medico in camera e mi ha dato delle medicine. Speravo che fosse semplicemente qualcosa che avevo mangiato a cena, ma durante la giornata non sono riuscito a mangiare”. La situazione non migliora: “Ogni volta che mangiavo o bevevo qualcosa, dovevo tornare in bagno. È davvero dura”.

Il momento della decisione arriva dopo ore di incertezza: “Per come stava andando il torneo, per quante ore ho passato in campo, in realtà mi sentivo molto bene. Dovermi ritirare dalla mia prima semifinale di uno Slam non è qualcosa che augureresti a nessuno”. Arnaldi racconta anche il tentativo di restare in partita: “Ho provato a prepararmi e a restare qui il più a lungo possibile. Ho cercato di capire se sarei riuscito a scendere in campo, ma ogni volta che mi alzavo mi sentivo stordito e non stavo bene”.

La condizione fisica resta però incompatibile con la partita: “Sono abbastanza sicuro che se provassi a mangiare di nuovo non mi sentirei bene. È stata la decisione giusta da prendere per me”. Un epilogo amaro per il tennista ligure, fermato a un passo dalla prima semifinale Slam della carriera.

Sul fronte opposto, Cobolli si ritrova in finale senza scendere in campo e racconta così il momento: “Non è facile per me parlare in questo momento. Quando Matteo mi ha detto che si sarebbe ritirato ho quasi pianto. Non me l’aspettavo, ero pronto a giocare questa partita”. E aggiunge: “Ero veramente triste per lui quando me l’ha detto. Sono felice e triste allo stesso tempo”.

Per Flavio Cobolli si tratta della prima finale Slam in carriera, conquistata senza disputa della semifinale attesa contro Arnaldi, in un epilogo che chiude il percorso del torneo in modo inatteso.

Marina Militare Nastro Rosa Tour 2026 parte da Venezia

Venezia, 5 giu. (askanews) – È stata presentata a Venezia la sesta edizione del Marina Militare Nastro Rosa Tour, il Giro d’Italia a Vela che il 4 giugno ha preso il via dal Bacino San Marco per un percorso di oltre 1.250 miglia lungo le coste italiane, con arrivo previsto a Genova dopo aver attraversato Adriatico, Ionio e Tirreno.

L’intervista all’Ammiraglio di Divisione Domenico Guglielmi, Comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi e Comandante del Presidio Militare di Venezia: “Una manifestazione che si è evoluta in appena sei anni, ha raggiunto un livello tecnico molto elevato e la Marina Militare è molto contenta di essere partner principale: questo evento avvicina il Paese alla sua componente principale, la sua identità che è quella marittima, attraverso il valore dello sport velico che tende a esaltare la disciplina, l’impegno e il coraggio, l’audacia.”

L’iniziativa coinvolge equipaggi italiani e internazionali chiamati a confrontarsi in diverse discipline veliche, dalle regate offshore alle prove inshore fino alle competizioni foil. Un format che racchiude differenti anime della vela e che negli anni si è affermato come uno degli appuntamenti più originali del panorama sportivo nazionale.

Le parole del Dott. Riccardo Simoneschi, CEO SSI Sport & Events: “Le discipline in questo caso sono tre: l’offshore (vela ad altura). l’inshore (regate intorno alle boe) e le tavole, (tavole a vela). Sono queste le tre grandi discipline della vela”.

Al centro dell’edizione 2026 il tema “Giovani, Mare e Futuro – Valore Paese Italia”, sviluppato attraverso attività dedicate alla formazione, alla cultura del mare e alla valorizzazione delle competenze delle nuove generazioni. Un percorso che affianca la dimensione agonistica con iniziative educative e divulgative rivolte ai territori coinvolti.

Il commento del Colonnello Elio Babbo, Capo Divisione Brand e Media – Difesa Servizi: “Questo è il primo anno che lanciamo questa attività nell’ambito delle nuove tappe. Faremo una giornata dedicata proprio a questo evento, ciò non vuol dire che i giovani non possano partecipare alle altre giornate ma questa è proprio dedicata, ci sarà un avvicinamento al mare, ci sarà un avvicinamento al rispetto del mare e chiaramente anche un promemoria relativo alla sicurezza del mare.”

La partenza da Venezia ha assunto un forte valore simbolico, nel segno della tradizione marittima della città e del suo storico rapporto con il mare. Il Tour si è confermato così non solo come una competizione sportiva, ma anche come un’occasione per promuovere il patrimonio costiero italiano, la sostenibilità ambientale e il legame tra mare, comunità e futuro.

L’Ue accelera sui Balcani, Meloni in ritardo salta il vertice

Tivat (Montenegro), 5 giu. (askanews) – Il Montenegro si avvicina all’Unione europea, con l’obiettivo di entrare nel 2028 ormai “a portata di mano”, Macron e Merz incontrano tutti i leader balcanici e lavorano sull’Ucraina, annunciando anche un incontro con Zelensky per domenica a Londra. Giorgia Meloni non è invece al vertice di Tivat: la sua presenza era nell’agenda del governo, prevista alle 15, dopo la partecipazione alla festa dei Carabinieri a Reggio Calabria, e appena mezz’ora prima che il vertice – secondo il programma – terminasse. Ma alle 13.50 ecco la nota di palazzo Chigi: con “rammarico” la partecipazione è annullata, “a causa del protrarsi della cerimonia celebrativa del 212esimo Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria”. La cerimonia termina all’una, la premier però si reca anche in prefettura, per uno speciale annullo filatelico dedicato all’anniversario.

L’aereo di Stato fa quindi rotta direttamente su Roma, per non rischiare di atterrare a Tivat mentre gli altri leader già decollavano. Del resto alle 14 molto si era già deciso, anche prima del vertice. Ieri il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Merz hanno avanzato la loro proposta per l’ingresso dei Paesi dei Balcani, e sempre ieri era diventato pubblico il piano di Parigi, Berlino e Londra per rilanciare i colloqui di pace tra Ucraina e Russia. Ieri sera la cena informale offerta ai leader presenti dal presidente montenegrino aveva invece consentito di fare passi avanti – secondo fonti francesi – anche sulla questione dell’Alto rappresentante per la Bosnia che vede l’Italia in campo con un proprio candidato – l’ambasciatore Zanardi Landi – con il sostegno degli Usa, “contro” il francese Renè Troccaz sostenuto da Germania e Gran Bretagna.

Oggi invece i leader di Francia e Germania hanno incontrato il serbo Vucic, insieme ai vertici Ue, e poi confermato l’incontro con Zelensky per il fine settimana, a Londra insieme al britannico Starmer. Non solo: Macron ha invitato i leader dei Volenterosi a Parigi, il 13 e 14 luglio, per “strutturare” la coalizione. Insomma, due giorni segnati dall’attivismo franco-tedesco, su questioni centrali per l’Europa e per l’Italia. Ieri fonti italiane sottolineavano che “da tempo l’Italia è tra i principali promotori dell’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione europea”, rimarcando che “l’Italia è impegnata nel sostenere un approccio strategico che, pur nella complessità delle sfide dell’area, riconosca la necessità di offrire a questi Stati una chiara prospettiva di integrazione”.

A sottolineare l’assenza dell’Italia, le opposizioni. Sarcastico il presidente M5s Giuseppe Conte: “L’ultima di Meloni è che non è riuscita a prendere l’aereo, a raggiungere un vertice Unione europea-Balcani importantissimo. Mi chiedo, ma l’aereo lo guidava Salvini? Ma è possibile, voglio dire, che l’Italia sia caduta così in basso? E abbiamo ancora un presidente che parla di ritrovo della centralità, riconquista dell’autorevolezza, della credibilità. Ma quale credibilità? Ma manco forse i suoi familiari ci credono più”. Il Dem Piero De Luca si chiede se si tratti di “disguido di agenda ed incidente diplomatico o fuga dal vertice, come precisa scelta politica? Il sospetto è fondato. Meloni guida una maggioranza attraversata da profonde fratture sulla politica estera: Salvini corteggia ancora Mosca, Tajani cerca sponde atlantiste, e Meloni oscilla tra sovranismo e ambiguità di convenienza. Presentarsi a un tavolo dove si discute di sostegno all’Ucraina, di ingresso nell’Ue, di un fronte comune con Parigi e Berlino, significava dover scegliere e scegliere, per questa maggioranza, è pericoloso”. Infine il verde Angelo Bonelli: “Europa ho perso l’aereo. Mentre a Tivat i leader europei discutono di allargamento dell’Unione ai Balcani occidentali, stabilità del continente, ruolo dell’Europa nella guerra in Ucraina, la presidente del Consiglio italiana, stando alle cronache, si dilunga alla presentazione di un francobollo e salta il vertice. Un’immagine plastica dell’irrilevanza in cui questo governo sta trascinando l’Italia. Non è una gaffe di protocollo: è un fatto politico. Meloni parla ogni giorno di patriottismo, ma nei tavoli in cui si decidono gli equilibri europei e il ruolo dell’Italia il governo non c’è”.

Tennis, Virus mette ko Arnaldi, Cobolli in finale a Parigi

Roma, 5 giu. (askanews) – Salta la semifinale tutta italiana al Roland Garros. Matteo Arnaldi è stato costretto a ritirarsi dal torneo a causa di un virus influenzale che gli ha impedito di scendere in campo per il derby azzurro contro Flavio Cobolli.

Il forfait del tennista ligure spalanca così le porte della finale a Cobolli, che raggiunge per la prima volta in carriera l’atto conclusivo di un torneo del Grande Slam senza dover disputare la semifinale. Un traguardo storico per il romano, protagonista di un percorso straordinario sulla terra rossa parigina.

Cobolli avrà ora due giorni per preparare la sfida più importante della sua carriera. Domenica alle ore 15 contenderà il titolo a Alexander Zverev, qualificato per la finale dalla parte opposta del tabellone.

Per il tennis italiano resta comunque un risultato di grande prestigio, con la presenza di un azzurro nella finale del torneo parigino. L’assenza di Arnaldi priva il pubblico di una sfida tutta italiana che avrebbe garantito la presenza certa di un connazionale nell’ultimo atto, ma Cobolli avrà ora l’occasione di inseguire il titolo più importante della sua giovane carriera sulla terra battuta del Roland Garros.

Iran, Putin: non abbiamo evidenze sviluppo armi nucleari di Teheran

Roma, 5 giu. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia non ha prove che l’Iran stia perseguendo lo sviluppo di armi nucleari, sebbene Israele abbia espresso tali preoccupazioni.

“Le preoccupazioni di Israele sono ben note. Derivano dalla convinzione che l’Iran stia cercando di sviluppare armi nucleari, sebbene l’Iran abbia ripetutamente affermato in passato e continui ad affermare di non avere tali piani. Non abbiamo motivo di dubitarne, perché non abbiamo nemmeno prove che l’Iran stia cercando di sviluppare armi nucleari”, ha detto Putin durante il Forum economico internazionale di San Pietroburgo.

Ue accelera su Balcani, Meloni in ritardo salta il vertice

Tivat (Montenegro), 5 giu. (askanews) – Il Montenegro si avvicina all’Unione europea, con l’obiettivo di entrare nel 2028 ormai “a portata di mano”, Macron e Merz incontrano tutti i leader balcanici e lavorano sull’Ucraina, annunciando anche un incontro con Zelensky per domenica a Londra. Giorgia Meloni non è invece al vertice di Tivat: la sua presenza era nell’agenda del governo, prevista alle 15, dopo la partecipazione alla festa dei Carabinieri a Reggio Calabria, e appena mezz’ora prima che il vertice – secondo il programma – terminasse. Ma alle 13.50 ecco la nota di palazzo Chigi: con “rammarico” la partecipazione è annullata, “a causa del protrarsi della cerimonia celebrativa del 212esimo Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria”. La cerimonia termina all’una, la premier però si reca anche in prefettura, per uno speciale annullo filatelico dedicato all’anniversario.

L’aereo di Stato fa quindi rotta direttamente su Roma, per non rischiare di atterrare a Tivat mentre gli altri leader già decollavano. Del resto alle 14 molto si era già deciso, anche prima del vertice. Ieri il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Merz hanno avanzato la loro proposta per l’ingresso dei Paesi dei Balcani, e sempre ieri era diventato pubblico il piano di Parigi, Berlino e Londra per rilanciare i colloqui di pace tra Ucraina e Russia. Ieri sera la cena informale offerta ai leader presenti dal presidente montenegrino aveva invece consentito di fare passi avanti – secondo fonti francesi – anche sulla questione dell’Alto rappresentante per la Bosnia che vede l’Italia in campo con un proprio candidato – l’ambasciatore Zanardi Landi – con il sostegno degli Usa, “contro” il francese Renè Troccaz sostenuto da Germania e Gran Bretagna.

Oggi invece i leader di Francia e Germania hanno incontrato il serbo Vucic, insieme ai vertici Ue, e poi confermato l’incontro con Zelensky per il fine settimana, a Londra insieme al britannico Starmer. Non solo: Macron ha invitato i leader dei Volenterosi a Parigi, il 13 e 14 luglio, per “strutturare” la coalizione. Insomma, due giorni segnati dall’attivismo franco-tedesco, su questioni centrali per l’Europa e per l’Italia. Ieri fonti italiane sottolineavano che “da tempo l’Italia è tra i principali promotori dell’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione europea”, rimarcando che “l’Italia è impegnata nel sostenere un approccio strategico che, pur nella complessità delle sfide dell’area, riconosca la necessità di offrire a questi Stati una chiara prospettiva di integrazione”.

A sottolineare l’assenza dell’Italia, le opposizioni. Sarcastico il presidente M5s Giuseppe Conte: “L’ultima di Meloni è che non è riuscita a prendere l’aereo, a raggiungere un vertice Unione europea-Balcani importantissimo. Mi chiedo, ma l’aereo lo guidava Salvini? Ma è possibile, voglio dire, che l’Italia sia caduta così in basso? E abbiamo ancora un presidente che parla di ritrovo della centralità, riconquista dell’autorevolezza, della credibilità. Ma quale credibilità? Ma manco forse i suoi familiari ci credono più”. Il Dem Piero De Luca si chiede se si tratti di “disguido di agenda ed incidente diplomatico o fuga dal vertice, come precisa scelta politica? Il sospetto è fondato. Meloni guida una maggioranza attraversata da profonde fratture sulla politica estera: Salvini corteggia ancora Mosca, Tajani cerca sponde atlantiste, e Meloni oscilla tra sovranismo e ambiguità di convenienza. Presentarsi a un tavolo dove si discute di sostegno all’Ucraina, di ingresso nell’Ue, di un fronte comune con Parigi e Berlino, significava dover scegliere e scegliere, per questa maggioranza, è pericoloso”. Infine il verde Angelo Bonelli: “Europa ho perso l’aereo. Mentre a Tivat i leader europei discutono di allargamento dell’Unione ai Balcani occidentali, stabilità del continente, ruolo dell’Europa nella guerra in Ucraina, la presidente del Consiglio italiana, stando alle cronache, si dilunga alla presentazione di un francobollo e salta il vertice. Un’immagine plastica dell’irrilevanza in cui questo governo sta trascinando l’Italia. Non è una gaffe di protocollo: è un fatto politico. Meloni parla ogni giorno di patriottismo, ma nei tavoli in cui si decidono gli equilibri europei e il ruolo dell’Italia il governo non c’è”.

Kumi Naidoo: “Il nucleare è troppo costoso e pericoloso”

Milano, 5 giu. (askanews) – Il nucleare non è una risposta efficace alla domanda di energia e alla crisi climatica, perché “è troppo costoso e troppo pericoloso. E come soluzione al cambiamento climatico darà troppo poco, troppo tardi”. A sostenerlo è Kumi Naidoo, presidente della Fossil Fuel Non-Proliferation Treaty Initiative ed ex segretario generale di Amnesty International, intervenuto al Green & Blue Festival di Milano.

Secondo Naidoo, le energie rinnovabili come solare ed eolico rappresentano oggi alternative meno costose e più rapide da realizzare rispetto alle nuove centrali nucleari.

Per l’attivista sudafricano, il tema delle scorie resta uno dei principali punti critici del nucleare, sia per la gestione sia per i tempi necessari a renderle non pericolose: “Le scorie nucleari vengono sepolte da qualche parte nel vostro Paese. E sapete quanto tempo serve prima che non siano più pericolose per l’umanità? Tra i 200 e i 600 anni”.

Formula1, Hamilton davanti a tutti nelle Libere 2 a Monaco

Roma, 5 giu. (askanews) – La Ferrari conferma le ottime indicazioni emerse nella prima sessione di prove libere e chiude al vertice anche le FP2 del Gran Premio di Monaco, sesto appuntamento del Mondiale di Formula 1. A firmare il miglior tempo tra le stradine del Principato è Lewis Hamilton, autore di un eccellente 1’13″026 che gli consente di precedere il compagno di squadra Charles Leclerc, staccato di poco più di un decimo.

La scuderia di Maranello lancia così un segnale importante alla concorrenza su un tracciato che tradizionalmente esalta le qualità del pilota e l’efficienza meccanica delle vetture. Dopo il miglior tempo ottenuto da Leclerc nelle prime libere, è Hamilton a prendersi la scena nella seconda sessione, confermando la competitività della SF-26 sul circuito cittadino più celebre del calendario.

Alle spalle delle due Ferrari si piazza Max Verstappen con la Red Bull, terzo a poco più di quattro decimi dalla vetta. L’olandese resta in corsa per le posizioni di vertice ma sembra dover inseguire il ritmo mostrato dalle Rosse nel venerdì monegasco. Quarta posizione per George Russell con la Mercedes, davanti al leader del campionato Kimi Antonelli, autore di una prova solida e costante che lo mantiene tra i protagonisti del weekend.

La sessione è stata caratterizzata anche da alcuni episodi che hanno provocato interruzioni e neutralizzazioni. Lando Norris è stato costretto a fermare la propria McLaren all’uscita del tunnel per un probabile problema elettrico, causando una Virtual Safety Car e perdendo gran parte del lavoro programmato. Nel finale, invece, una Cadillac guidata da Sergio Perez è finita contro le barriere provocando una bandiera rossa a pochi minuti dalla conclusione delle prove. Le fiamme sviluppatesi sulla vettura sono state rapidamente domate dai commissari intervenuti con gli estintori.

Tra gli altri protagonisti, da segnalare un leggero contatto con le barriere per Oscar Piastri, senza conseguenze per la sua McLaren, e il buon rendimento dell’Audi, capace di inserirsi nelle posizioni di rilievo durante alcune fasi della sessione.

Le indicazioni emerse dal venerdì lasciano intravedere una Ferrari particolarmente competitiva in vista delle qualifiche di sabato, tradizionalmente decisive a Monaco dove i sorpassi sono estremamente difficili. Hamilton e Leclerc si candidano così a un ruolo da protagonisti nella caccia alla pole position, mentre Verstappen e le Mercedes proveranno a ridurre il distacco mostrato nelle prove libere.

Sabato il programma prevede la terza e ultima sessione di prove libere prima delle qualifiche, in programma alle 16, appuntamento chiave del fine settimana nel Principato.

Mussolini: Gf esperimento incredibile. Rifare l’attrice? È il passato

Roma, 5 giu. (askanews) – “È stata un’esperienza importante, non posso dire sempre divertente perché non lo è, carica di emozioni, io non mi aspettavo niente perché non è che avessi mai partecipato a un reality, vivi proprio in modo promiscuo con un gruppo di persone: con alcune vai d’accordo, con altre molto meno ed è stato un percorso bello dall’inizio alla fine, con momenti che uno se ne voleva andare e altri di divertimento quando facevamo le coreografie”.

Così Alessandra Mussolini dopo la vittoria al Grande Fratello Grande Fratello Vip 2026, raccontando la sua esperienza nel reality di Canale 5.

“È un’esperienza, un esperimento incredibile, ti svegli la mattina con un frastuono di musica e i led sparati in faccia che sembra ‘Arancia Meccanica’, poi però ti abitui anche a questo”, ha aggiunto.

“Io me li sono tolti tutti, sassi, sassetti, macigni, tutto, io mi sono sempre sfogata, non ho mai tenuto le cose in sospeso, sono sempre andata fino in fondo. Questo secondo me è anche stato apprezzato, forse non dai concorrenti, ma dagli altri sì”, ha detto parlando della sua permanenza nella Casa più spiata d’Italia.

E alla domanda se le fosse venuta voglia di tornare a recitare, visto il suo passato da attrice, oltre a quello in politica, ha risposto: “Io sono tranquilla, sono ritornata a vivere come prima, tanto la vita ti sorprende molto di più dei programmi che tu puoi fare, quindi non è che io ho fatto il Gf perché adesso devo fare la carriera, l’ho fatto per divertimento, perché è una cosa che tutti mi hanno detto di non fare, io l’ho fatto perché sono fatta così, diciamo”. “L’attrice, la politica… sono tutte cose che sono passate, quindi adesso non è che devo fare l’attrice, assolutamente”, ha aggiunto.

Sulle piume che l’hanno “contraddistinta” nel look durante tutto il reality, ha spiegato: “Le piume sono nate così, per caso, perché mi piaceva mettere queste piume che in fondo anche inconsapevolmente danno il senso di leggerezza”.

A Roma, per festeggiare la sua vittoria, è anche stato organizzato il “Plumage Party”, ideato dal suo manager Nando Moscariello, la sera del 5 giugno al Royal Space di Palazzo Brancaccio, tra piume e musica, con i concorrenti dell’ultima edizione del Grande Fratello Vip insieme a volti noti del mondo dello spettacolo e della televisione.

Calcio, Calendario serie A 2026-2027, tutte le date

Roma, 5 giu. (askanews) – Il campionato di Serie A 2026/27 partirà nel weekend del 22-23 agosto 2026, con la prima giornata, per arrivare al fine settimana del 29-30 maggio 2027, data in cui verrà disputata la 38ª e ultima giornata. Confermata anche l’asimmetria del calendario, in vigore dalla stagione 2021/22: la sequenza delle partite nel girone di andata è diversa rispetto alle gare che verranno disputate nel girone di ritorno con un minimo di 8 giornate di distanza tra le gare di andata e ritorno contro la medesima avversaria. Prevista, come di consueto, l’alternanza degli incontri in casa ed in trasferta per le seguenti coppie di società: Inter-Milan, Lazio-Roma e Juve-Torino. Due i turni infrasettimanali: 9^ giornata: mercoledì 28 ottobre 2026; 18^ giornata: mercoledì 6 gennaio 2027. A partire dalla stagione 2026/27 ci sarà l’accorpamento delle partite delle nazionali di settembre e ottobre in un’unica sosta con 4 date. Le finestre FIFA si riducono, dunque, da 4 a 3. Queste le date delle soste: domenica 27 settembre 2026 e 4 ottobre 2026; domenica 15 novembre 2026; domenica 28 marzo 2027. Un’ulteriore pausa si registrerà il 26-27 dicembre 2026, a cavallo delle festività natalizie. I club che partecipano alla Champions League (Inter, Napoli, Roma e Como) non sfideranno le partecipanti all’Europa League (Milan e Juve) e all’Europa Conference League (Atalanta) nelle giornate 7ª, 21ª, 25ª, 28ª, 31ª, 34ª comprese tra due turni di Competizioni Uefa “back to back” e per la 4ª giornata limitatamente a Milan e Juve che parteciperanno all’Europa League. Le stracittadine (Inter-Milan, Lazio-Roma e Juve-Torino) ma anche gli altri big match verranno calendarizzati in giornate diverse e non alla prima o all’ultima giornata, né nel turno infrasettimanale feriale (giornata 9). Scongiurata così la sovrapposizione con altri eventi sportivi di rilievo come accaduto, di recente, a Roma per il derby della Capitale e gli Internazionali BNL d’Italia. I turni infrasettimanali? Saranno due e si disputeranno nelle giornate 9 (28 ottobre 2026) e 18 (6 gennaio 2027).

La Nasa ordina agli astronauti Iss di riprendere le operazioni

Roma, 5 giu. (askanews) – La Nasa ha ordinato ai membri dell’equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale di riprendere le operazioni programmate dopo che l’agenzia spaziale russa Roscosmos ha terminato le attività di riparazione strutturale all’interno del modulo di servizio Zvezda, come affermato dal portavoce dell’agenzia spaziale in un post su X.

“Considerato questo sviluppo, la Nasa ha ordinato ai membri dell’equipaggio a bordo della navicella Dragon di interrompere le procedure di rifugio sicuro e di riprendere le operazioni programmate a bordo della Stazione Spaziale Internazionale”, ha dichiarato la portavoce della Nasa Bethany Stevens in un post su X.

La Nasa non vede l’ora di collaborare con Roscosmos per affrontare il problema delle perdite, ha aggiunto.

Tennis, Zverev il primo finalista al Roland Garros

Roma, 5 giu. (askanews) – Alexander Zverev è il primo finalista del Roland Garros. Il tennista tedesco, numero 3 del mondo, batte in 4 set il ceco Jakub Mensik, numero 27 Atp: 7-5 6-2 3- 6-3 il punteggio finale. Zverev raggiunge così la sua quarta finale Slam in carriera (finora ne ha perse 3 su 3) e giocherà domenica contro il vincente tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. “Mensik nelle ultime due settimane ha giocato in maniera incredibile, sapevo che sarebbe stata la sfida più dura ma l’ho gestita, l’ho vinta e sono felice”. Così Alexander Zverev dopo la vittoria che gli ha spalancato le porte della finale del Roland Garros. “Spero di giocare un altro grande match domenica – ha aggiunto il tedesco – Qui l’atmosfera e’ sempre fantastica, ogni punto va giocato come se fosse l’ultimo”.

Calderone: contro il caporalato impegno Governo totale, gli strumenti ci sono

Roma, 5 giu. (askanews) – L’impegno del Governo contro il caporalato e lo sfruttamento sul lavoro è “totale”. Così il ministro del Lavoro, Marina Calderone, al termine della riunione nella prefettura di Reggio Calabria per discutere le misure da adottare dopo l’uccisione di quattro braccianti agricoli ad Amendolara, in provincia di Cosenza.

“Abbiamo assunto provvedimenti per il contrasto dello sfruttamento lavorativo in generale e nel contesto specifico dell’agricoltura”, ha sottolineato Calderone ricordando che “coloro che sono in condizioni di sfruttamento denunciano, hanno la possibilità non solo di avere un permesso di lavoro regolare, ma anche di avere l’assegnazione dell’assegno di inclusione: un sostegno economico per essere inseriti in un percorso di accompagnamento al lavoro. Gli strumenti ci sono, li stiamo mettendo in campo anche con il personale dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dei carabinieri del nucleo tutela del lavoro”.

Il ministro del Lavoro ha aggiunto che “abbiamo aumentato la nostra capacità ispettiva, aumentando il numero degli ispettori. Siamo sempre più qualificati nell’attività ispettiva perché abbiamo maggiori capacità di analisi dei dati, di messa a disposizione dei dati in sinergia tra le forze ispettive e questo ci consente di poter anche mirare meglio gli interventi. Sono consapevole del fatto che ci sia ancora tanto da fare. Credo sia importante dare la possibilità alle aziende di poter riqualificare una parte del patrimonio edilizio che insiste sui fondi agricoli – ha concluso – in modo da coinvolgerle in un recupero di un patrimonio che poi può essere messo al servizio dei lavoratori. E’ l’obiettivo di tutti”.

E.ON Italia rafforza il progetto Energy4Blue

Roma, 4 giu. (askanews) – Prosegue l’impegno di E.ON Italia nella tutela del mare e della biodiversità, attraverso il progetto Energy4Blue, che negli ultimi anni ha portato risultati tangibili grazie alla collaborazione con UNESCO-COI e l’Università di Bari per l’iniziativa Save the Wave e con Filicudi Wildlife Conservation, associazione no profit volta allo studio e alla conservazione delle risorse marine dell’Arcipelago Eoliano.

In particolare, dal 2021, E.ON è partner di Save the Wave di UNESCO-COI, un progetto di educazione e partecipazione civica con l’obiettivo di ripristinare le praterie di Posidonia oceanica nei siti pilota di Mondello e delle Isole Tremiti. Più di 2100 gli studenti di primaria e secondaria coinvolti, con il ripristino di 280 m di Posidonia oceanica, laddove 100 m2 di Posidonia oceanica possono assorbire ogni anno circa 13 tonnellate di carbonio. Inoltre, grazie alla collaborazione con l’Università di Bari, nel corso degli anni è anche stato sviluppato un modello scientifico avanzato di monitoraggio e valutazione degli ecosistemi marini, basato su solide evidenze, che consente di valutarne l’impatto e rendere le azioni di rigenerazione scalabili e replicabili. Ora, per il biennio 2026-2027, Save the Wave concentrerà le attività sull’Area Marina Protetta delle Isole Tremiti, ampliando le superfici ripristinate e potenziando il monitoraggio ecologico.

Con il Filicudi Wildlife Conservation, il Turtle Point di Lipari inaugurato nel 2025 grazie al contributo di E.ON e attivo tutto l’anno funge da hub scientifico e da centro educativo e divulgativo.

Dalla sua apertura e fino a maggio 2026, il Turtle Point di Lipari ha gestito con successo 79 interventi di recupero.

Ditonellapiaga ironica e pungente torna con "Businessman"

Milano, 5 giu. (askanews) – Dopo aver incuriosito il web con l’annuncio di una surreale posizione aperta nella fantomatica “Ditonellapiaga Inc.”, Ditonellapiaga torna con “Businessman”, il nuovo singolo in uscita oggi su tutte le piattaforme digitali per BMG/Dischi Belli, accompagnato dal videoclip ufficiale.

Con questo brano Ditonellapiaga racconta in modo ironico e pungente la pressione di dover stare continuamente al passo, mantenendo tutto sotto controllo anche quando si è emotivamente esausti. “Businessman” si muove tra alienazione lavorativa, aspettative sociali e ossessione per la performance, restituendo il senso di affanno di una generazione abituata a vivere ogni aspetto della propria vita come qualcosa da ottimizzare.

Il brano scorre su un ritmo serrato e quasi ipnotico, che richiama la ripetizione automatica delle giornate e la sensazione di essere sempre connessi, sempre disponibili, sempre abbastanza efficienti. Tra elettronica pulsante, immagini quotidiane e una tensione che cresce dall’inizio alla fine, Ditonellapiaga trasforma ansia, frustrazione e stanchezza in un racconto lucido e ironico di un mondo in cui anche le emozioni sembrano dover essere performanti. Ma “Businessman” è anche un’altra faccia dell’estate: quella passata a guardare il sole dalla finestra dell’ufficio, fantasticando sulle vacanze mentre le mail continuano ad arrivare e le giornate sembrano tutte uguali.

Ad accompagnare il nuovo singolo, il videoclip ambientato all’interno di un ufficio dove viene trasformato l’universo aziendale in una commedia surreale fatta di corridoi infiniti, telefoni che squillano senza sosta, riunioni inutili e colleghi sull’orlo dell’esaurimento. Tra impiegati modello, segretarie impeccabili e dinamiche da ufficio portate all’estremo, il video gioca con tutti i cliché del mondo corporate contemporaneo, mescolando estetica anni ’90, ironia pop e una sottile sensazione di caos imminente.

Il 2026 segna un momento importante per Ditonellapiaga: dopo il podio alla 76ª edizione del Festival di Sanremo con “Che fastidio!”, brano tra i più trasmessi e ascoltati in radio e tv nel mese di marzo e che ha ottenuto la certificazione di disco d’oro, l’artista ha pubblicato l’album Miss Italia, confermando la forza di un immaginario pop ironico, originale e sempre più riconoscibile. Un percorso che prosegue oggi con l’uscita del nuovo singolo Businessman e un annuncio perfettamente in linea con lo stile provocatorio e fuori dagli schemi di Ditonellapiaga.

Le tracce del nuovo album Miss Italia e i brani più iconici di Margherita verranno portati on stage in occasione di numerosi appuntamenti live – prodotti da Magellano Concerti – che da giugno a settembre la vedranno calcare i palchi dei principali festival italiani, per poi proseguire in autunno con due speciali appuntamenti nei club: il 27 novembre all’Atlantico di Roma il 30 novembre al Fabrique di Milano.

Il tour estivo è partito il 26 maggio al COOLtura Fest a L’Aquila e proseguirà il 4 giugno ad AteneiKa a Cagliari, il 18 giugno a Sguardi Live di Rivoli, il 26 giugno al We Make Future di Bologna, il 28 giugno a L’Umbria che spacca di Perugia, il 2 luglio al Tanta Robba Festival di Cremona, il 3 luglio all’NXT di Bergamo, il 4 luglio al Locus Festival di Alberobello, il 15 luglio a Suoni di Marca di Treviso, il 16 luglio al Men/Go Music Fest di Arezzo, il 18 luglio al Porto Rubino – Molo San Nicola di Otranto, il 30 luglio al Montesilvano Summer Fest di Montesilvano, il 31 luglio al Mind Festival di Montecosaro, il 1° agosto all’Effetto Venezia di Livorno, il 3 agosto al Rotonda by La Mobiliare di Locarno, il 9 agosto al Festival dell’Aspide di Roccadaspide, l’11 agosto al Mish Mash Festival di Milazzo, il 13 agosto al Red Valley Festival di Olbia, il 22 agosto One Night Summer Hits a Sanremo, il 4 settembre al Trento Live Fest di Trento e il 12 settembre al Pride Village di Padova, il 26 settembre al Cous Cous Fest a San Vito Locapo.

I biglietti dei live sono disponibili sui circuiti di vendita e prevendita abituali.

Flotilla, lanciata petizione per liberare attivisti detenuti in Libia

Roma, 5 giu. (askanews) – “Libertà Per Domenico Centrone, Dina Alberizia e tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla”: è il titolo della petizione lanciata oggi su Open Petition (openpetition.eu/it/bfkws) dal regista e produttore Christian Carmosino Mereu.

Secondo il testo, i firmatari chiedono “al Governo italiano di intervenire immediatamente per ottenere la liberazione” dei due connazionali detenuti in Libia, dopo essere stati fermati, assieme ad altri attivisti del Land Convoy, a un posto di blocco a Sirte il 24 maggio mentre tentavano di negoziare l’avanzamento del convoglio diretto a Gaza.

“Da oltre dieci giorni Domenico Centrone e Leonarda ‘Dina’ Alberizia, cittadini italiani e membri della missione internazionale della Global Sumud Flotilla, sono detenuti in Libia insieme ad altri attivisti provenienti da diversi Paesi. La missione, impegnata in iniziative di solidarietà e nel trasporto di aiuti destinati alla popolazione civile di Gaza, è stata fermata dalle autorità libiche”, ricordano i promotori.

“Ad oggi le informazioni disponibili sulle contestazioni mosse agli attivisti e sui tempi della loro liberazione restano limitate e incerte – denunciano – Secondo quanto riferito dai familiari, Domenico e gli altri attivisti hanno intrapreso uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione sulla loro situazione e chiedere chiarezza sul proprio status e sul proprio futuro. Domenico Centrone è documentarista, regista e operatore culturale. Come molti altri membri della missione, ha scelto di partecipare a un’iniziativa civile e non violenta di solidarietà internazionale. Oggi lui, Dina e tutti gli altri attivisti coinvolti si trovano privati della libertà personale lontano dalle loro famiglie e dai loro Paesi”.

I firmatari chiedono pertanto “al Governo italiano di intervenire con la massima urgenza presso le autorità libiche; al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di intensificare ogni iniziativa diplomatica utile; alle istituzioni italiane ed europee di attivarsi affinché siano garantiti i diritti fondamentali delle persone detenute; la liberazione di Domenico Centrone, di Leonarda ‘Dina’ Alberizia e di tutti gli altri attivisti della Global Sumud Flotilla attualmente trattenuti; il loro rapido e sicuro rientro presso le rispettive famiglie”.

“Cittadine e cittadini, associazioni, organizzazioni culturali, università, enti del terzo settore e tutte le persone sensibili ai diritti umani e alla libertà di iniziativa civile” sono invitati “a sottoscrivere questo appello e a contribuire alla sua diffusione”, perché “la solidarietà non può essere criminalizzata. La tutela dei diritti fondamentali deve valere per tutti”.

Sustainability Talks, a Milano il secondo incontro

Milano, 5 giu. (askanews) Analizzare la questione energetica, scorporando i temi legati alla transizione ecologica, alla decarbonizzazione e all’efficienza energetica. Sono stati questi i punti focali del secondo incontro della serie Sustainability Talks, promossa dalla School of Management del Politecnico di Milano in partnership con POLIMI Graduate School of Management, tenutosi giovedì 4 giugno.

Le dichiarazioni di Vittorio Chiesa, Presidente di POLIMI Graduate School of Management: “L’Unione Europea ha concesso l’utilizzo di 14 miliardi per il sostegno della spesa energetica.

In realtà il dettaglio sembra che sia quello di intervenire a favore delle rinnovabili e di ridurre la

dipendenza dalle fonti fossili. Quindi in realtà il dettaglio con cui potrà essere impiegato questo

ammontare di denaro va ancora capito in maggior profondità.”

Durante l’incontro è stata formulata una riflessione sulla responsabilità condivisa di istituzioni e imprese, il cui ruolo non è più quello di semplici destinatarie di vincoli normativi o ambientali, poiché diventano attori chiave nel disegnare il futuro energetico attraverso scelte di investimento, governance, innovazione e alleanze.

Nuovamente, l’intervento di Vittorio Chiesa, Presidente di POLIMI Graduate School of Management: “La crisi energetica che è in corso mette in luce come il Paese ancora una volta sia

fortemente dipendente energeticamente dagli eventi nel resto del mondo. Andrebbe intrapreso una traiettoria molto decisa al fine di ridurre la dipendenza energetica perché questo consentirebbe anche di coniugare all’indipendenza energetica sostenibilità e a maggior competitività per le nostre imprese.”

Nel panel è intervenuta anche Emanuela Trentin, Amministratore Delegato di Veolia Italia, che ha portato l’esperienza di Veolia proprio nella riduzione del consumo di energia.

Il commento di Emanuela Trentin, Amministratore Delegato di Veolia Italia: “Il nostro focus è sicuramente legato all’efficienza energetica, quindi a investimenti che hanno l’obiettivo di ridurre il consumo di energia, sia termica che elettrica. Questa si combina in maniera ottimale anche con l’installazione di fonti rinnovabili e non di autoproduzione in autoconsumo locale. Quindi integriamo quella che è la traiettoria nazionale sulla produzione di grandi dimensioni, ovvero l’utility scale, e mantenendo l’obiettivo di transizione energetica, per raggiungere un’autonomia nazionale sul fronte energetico.”

Sustainability Talks, dunque, si è confermata un’importante occasione di confronto tra manager, decision maker, studiosi e stakeholder interessati alle grandi sfide energetiche del presente e del futuro, con un occhio attento al quadro attuale.

Milan Games Week & Cartoomics 2026, con Romita jr e Posuka Demizu

Milano, 5 giu. (askanews) – Dalla leggenda dei fumetti Marvel e Dc Comics John Romita Jr alla mangaka Posuka Demizu, disegnatrice del grande successo “The Promised Neverland”. Sono alcuni degli ospiti annunciati per la Milan Games Week & Cartoomics 2026, dal 27 al 29 novembre nei padiglioni della Fiera Milano a Rho. Fabrizio Savorani, direttore artistico della Milan Games Week ha raccontato ad askanews tutto quello che c’è da sapere sulla prossima edizione dell’evento milanese dedicato a videogame, fumetti, serie tv e tutte le arti che la cultura pop abbraccia.

“Alziamo l’asticella ogni anno cerchiamo di superarci e di fare di più dell’edizione precedente – ha spiegato Savorani – L’edizione 2025 è stata l’edizione dei record, nel 2026 si apre con alcuni grandi annunci e un importante tema, il tema è quello dell’acqua, ‘In Motion’, rappresentato dallo splendido poster realizzato da Posuka Demizu, un’artista giapponese che ci ha onorato di questo artwork, un artista che ha disegnato ‘The Promised Neverland’, un manga da 42 milioni di copie, che sarà con noi come prima guest of honor della manifestazione”.

“Ci sono altri importanti ospiti come Mark Waid, scrittore di fumetti americano, scrittore di comics quindi di grandi e importanti run come quelle di The Flash, The Daredevil, oggi al lavoro su Justice League e sulla prossima run di Batman e Robin, un autore che è una leggenda del fumetto americano – ha aggiunto – Oltre a lui, John Romita Jr., grandissimo disegnatore e artista a Marvel e DC Comics e Bill Morrison, disegnatore dei fumetti di Simpson e Futurama”.

Fra i super ospiti ci sarà anche Angela Sant’Albano, che dà volto e voce alla Grace Ashcroft di Resident Evil Requiem, e ha partecipato alla presentazione milanese dell’evento.

MotoGP, Acosta domina le pre-qualifiche in Ungheria

Roma, 5 giu. (askanews) – Pedro Acosta ottiene il miglior tempo nelle pre-qualifiche del Gran Premio d’Ungheria, sesto appuntamento del Mondiale MotoGP 2026. Sul circuito del Balaton Park, il pilota della Ktm ferma il cronometro a 1:36.827, infliggendo distacchi pesanti a tutta la concorrenza. Al secondo posto si piazza Fabio Di Giannantonio, che con la sua Ducati chiude a circa quattro decimi dalla vetta, risultando il migliore tra i piloti della casa di Borgo Panigale.

La sessione pomeridiana del venerdì vede un Acosta inarrestabile, capace di scendere sotto il muro dell’1:37 e di migliorare sensibilmente le prestazioni mostrate durante le libere del mattino. Alle spalle dei primi due si inserisce Raul Fernandez con l’Aprilia del team Trackhouse, seguito da Fermin Aldeguer e Ai Ogura. Marco Bezzecchi chiude in sesta posizione, portando la terza Aprilia ufficiale nella top ten dopo un turno condotto con ritmi costanti sia con pneumatici medi che con mescola morbida al posteriore. Marc Marquez si qualifica direttamente per il Q2 con il settimo tempo, nonostante uno spavento nel finale per una perdita di controllo della sua Desmosedici in rettilineo.

Completano il quadro dei primi dieci, validi per l’accesso diretto alla fase finale delle qualifiche, la sorpresa Diogo Moreira su Honda Lcr, Jorge Martin con la quarta Aprilia e Jack Miller, che riesce a portare la Yamaha nel gruppo dei migliori. Restano esclusi dalla top ten Fabio Quartararo, undicesimo, e Toprak Razgatlioglu. Venerdì critico per il campione del mondo Pecco Bagnaia, che dopo aver faticato per tutta la durata del turno non riesce ad andare oltre il quattordicesimo tempo. Il pilota piemontese è dunque costretto a passare per la sessione di qualifica Q1, così come Enea Bastianini, quindicesimo, e Franco Morbidelli, ventesimo.

Pesca e conserve, nasce il Manifesto della sostenibilità

Milano, 5 giu. (askanews). – Nasce il primo Manifesto di Sostenibilità dell’industria ittica europea. A presentarlo per la prima volta in Italia è ANCIT, l’Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare. Un documento che definisce gli obiettivi del settore in materia di ambiente, responsabilità sociale, sicurezza alimentare e tutela delle risorse marine, con l’obiettivo di coinvolgere tutta la filiera in un percorso comune di crescita sostenibile.

Un manifesto che punta a diventare una guida concreta per imprese e operatori del settore. Rappresenta la sintesi di un impegno che l’industria ittica porta avanti da anni sul fronte della sostenibilità.

Le parole di Giovanni Battista Valsecchi, Presidente ANCIT: “Il manifesto rappresenta un documento che tutta la filiera europea della pesca ha voluto sottoscrivere per sancire quello che è il proprio impegno già da diversi anni in ambito di sostenibilità, ma con un approccio olistico che parte dall’attenzione verso l’ambiente, quindi dalla sostenibilità della pesca, per abbracciare anche la sostenibilità sociale, l’aspetto nutrizionale e l’importanza di un alimento come il pesce all’interno di una dieta sana ed equilibrata, facendo attenzione anche alla sostenibilità economica.”

La sostenibilità è sempre più un fattore strategico per la competitività delle imprese e per il dialogo con i consumatori. Un percorso che richiede investimenti, innovazione e una visione condivisa tra industria e istituzioni.

L’intervista a Laura Ponti, Vice Presidente di Confindustria per la Transizione Ambientale e gli Obiettivi ESG: “Da una parte la sostenibilità è sicuramente diventata una dimensione, una leva di competitività, soprattutto perché si muove su mercati internazionali e soprattutto perché, come il mercato ittico, si rivolge direttamente ai consumatori e alle consumatrici e quindi offre un prodotto così rilevante come il cibo.”

Il Manifesto si articola in sei capitoli, dalla pesca responsabile alla tutela dei diritti umani, fino alla comunicazione trasparente. Un impegno che arriva in un momento positivo per il comparto: nel 2025 l’industria italiana delle conserve ittiche ha superato i 2 miliardi di euro di valore, confermando il ruolo centrale del settore nell’economia agroalimentare nazionale.

Formula1, Leclerc domina le prime libere a Monte-Carlo

Roma, 5 giu. (askanews) – Charles Leclerc firma il miglior tempo nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Monaco, sesto appuntamento del Mondiale di Formula 1 2026. Sul circuito cittadino di Monte-Carlo, il pilota monegasco della Ferrari ferma il cronometro davanti a tutti, precedendo il proprio compagno di squadra Lewis Hamilton, che si piazza in seconda posizione.

La sessione si svolge in condizioni di cielo sereno, con temperature diurne stabili e l’asfalto che tocca un picco di 40,1 gradi. Leclerc prende il comando della classifica fin dai primi minuti, sfruttando l’ottimale rendimento delle mescole Pirelli più morbide della gamma, scelte dal fornitore unico per le caratteristiche del tracciato del Principato. Alle spalle delle due Ferrari si posiziona la Red Bull di Max Verstappen, staccata di mezzo secondo dal battistrada. Quarto tempo per il leader del campionato del mondo Kimi Antonelli sulla Mercedes, il quale precede il compagno di scuderia George Russell e la McLaren di Lando Norris.

I primi novanta minuti di prove sul circuito, lungo 3.337 metri e caratterizzato da 19 curve, subiscono una breve interruzione a causa dell’incidente di Isack Hadjar. Il pilota, finito a muro, costringe i meccanici della Red Bull a un lavoro straordinario per tentare di ripristinare la monoposto in vista della seconda sessione di libere. Nel corso della mattinata le scuderie testano inoltre le risposte della vettura senza l’utilizzo dell’aerodinamica attiva nei rettilinei, soluzione vietata dalla Federazione Internazionale dell’Automobile per motivi di sicurezza proprio a partire dall’appuntamento monegasco.

Nucleare, Pichetto “confida” di approvare legge delega entro l’estate

Milano, 5 giu. (askanews) – “Confido di chiudere il processo di approvazione della legge delega entro la pausa estiva”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin a margine del Festival Pianeta 2030 al Teatro Parenti.

“Nel contempo – ha aggiunto – partirà la definizione dei decreti legislativi e c’è un impegno da parte del governo e da parte mia, da parte del Presidente del Consiglio, a chiudere la proposta dei decreti legislativi entro fine anno”.

“Il primo passo – ha ricordato Pichetto – è fatto, l’approvazione da parte della Camera, con un dibattito anche molto intenso, chiaramente un dibattito politico rilevante. Nei prossimi giorni passa al Senato. Naturalmente confido che possa approvarlo in aula quanto prima e qualora ci fossero modifiche, ritornare per la lettura successiva”.

Pichetto Fratin: sul nucleare servono informazione e trasparenza

Milano, 5 giu. (askanews) – Sul tema del nucleare serve un confronto basato su “informazione, trasparenza e consapevolezza”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine del Green & Blue Festival di Milano, commentando anche il dibattito nell’ipotesi referendum.

“È una questione di chiarezza, di trasparenza, di informazione e noi dobbiamo informare davvero, deve esserci coscienza di che cosa parliamo – ha affermato il ministro – Perché non siamo più sulle grandi centrali, quando parliamo di rifiuti tutti dicono di non volere il deposito ma non si rendono conto che i rifiuti li abbiamo in ogni angolo del Paese e quindi la soluzione la dobbiamo dare. Quando parliamo di scorie pure parliamo di un quantitativo ridottissimo, ma queste scorie sono il combustibile dei nuovi reattori, in gran parte, e pertanto è materia prima- seconda secondo il principio dell’economia circolare”.

“È chiaro, ideologicamente possono esserci le contrapposizioni politiche, ma direi facciamo fede prima di tutto alla scienza e alle informazioni che la scienza e la realtà ci danno. I giovani sono più attenti a tutto ciò”, ha concluso il ministro.

Per la morte di Andrea Purgatori rinviati a giudizio 4 medici

Roma, 5 giu. (askanews) – Rinvio a giudizio per i medici che ebbero in cura il giornalista Andrea Purgatori, deceduto il 19 luglio 2023. Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale della Capitale ha deciso il processo per il radiologo Gianfranco Gualdi, l’assistente Claudio Di Biasi e la dottoressa Maria Chiara Colaiacomo dell’equipe di Gualdi, e il cardiologo Guido Laudani. Il processo prenderà il via il 12 gennaio 2027. “Massima soddisfazione per il rinvio a giudizio di tutti gli imputati e delle cliniche private. Una decisione che conferma la convinzione che nella gestione sanitaria di Andrea Purgatori siano stati commessi a diversi livelli gravi errori”. Così l’avvocato  Alessandro Gentiloni Silveri, parte civile nel procedimento e legale dei familiari del giornalista. Il penalista ha risposto ai cronisti dopo la
decisione del gup della Capitale che ha disposto il processo per i 4 medici che ebbero in cura Andrea Purgatori. Tutti dovranno rispondere dell’accusa di omicidio colposo.

Nucleare, Pichetto Fratin: reattori vicino a industrie e data center

Milano, 5 giu. (askanews) – I piccoli reattori nucleari di cui si discute in questi giorni nell’eventualità di un ritorno al nucleare in Italia potrebbero essere collocati nelle vicinanze delle aree industriali e dei grandi centri di consumo energetico, come i data center. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’evento Green & Blue Festival di Milano.

“La parte dove insediare questi piccoli reattori, lo vedo nelle vicinanze delle aree industriali o comunque di realtà di grande consumo, pensiamo ai data center. Può essere in nord Italia, può essere in centro Italia, ma ci sono aree industriali rilevanti anche in sud Italia che hanno necessità di corrente elettrica continua, non da fotovoltaico ed eolico che invece non sono in grado di garantire questa continuità”.

Pichetto Fratin ha poi affrontato il tema delle scorie nucleari e del loro futuro stoccaggio in Italia. “Le scorie del passato sono dei blocchi vetrificati che dovranno ritornare in Italia, devono ritornare in Italia. Nel contempo dobbiamo mandare in Francia, secondo l’accordo fatto con i francesi, le ultime parti di materiale radioattivo d’alta intensità da vetrificare, abbiamo questo termine, anche se non è scientifico. Quindi quando torneranno in Italia bisogna collocare in un luogo che sia sicuro, che sia idoneo come stoccaggio temporaneo all’inizio. Perché il ragionamento del cosiddetto deposito geologico è una valutazione che faremo a livello europeo. In questo momento solo la Finlandia ha mandato avanti il deposito geologico”.

Jeremy Rifkin: siamo un pianeta d’acqua, ripensiamo l’adattamento

Venezia, 5 giu. (askanews) – Il cambiamento climatico è la grande realtà, forse ancora troppo ignorata da parte di molti, dei nostri tempi. Per riportare il tema al centro del dibattito si tiene anche la Venice Climate Week, che quest’anno ha tra le sue voci più autorevoli quella di Jeremy Rifkin, teorico e filosofo di una nuova idea di ecologia che ha dedicato al tema dell’acqua, che è al centro della settimana veneziana, il suo ultimo libro.

“Viviamo in un pianeta d’acqua – ha detto Rifkin ad askanews – questo è un pianeta acquatico, non un pianeta terrestre. È un pianeta acquatico unico nell’universo. Ed ecco cosa sta succedendo: nell’ultimo secolo abbiamo riversato nell’atmosfera enormi quantità di combustibili fossili sotto forma di metano, protossido di azoto e CO2, e queste molecole sono così dense nell’atmosfera che bloccano il calore del sole, impedendogli di tornare indietro verso il pianeta. Quindi, per ogni grado Celsius di aumento della temperatura dovuto alle emissioni che causano il riscaldamento globale, l’atmosfera assorbe il 7% in più di precipitazioni dagli oceani, dai laghi, dai fiumi, dai torrenti, persino dalle foglie degli alberi. Oggi stiamo iniziando a capire che questo pianeta acquatico è molto più potente di quanto pensassimo. E la nostra piccola specie è molto più piccola e meno significativa nel grande schema delle cose. Il motivo per cui ho scritto ‘Planet Aqua’ e per cui ho dedicato così tanto tempo all’acqua è che ora dobbiamo iniziare a ripensare a come adattarci all’acqua, invece di costringere l’acqua ad adattarsi a noi”.

È chiaro che, per i tempi che stiamo vivendo, la parola decisiva e necessaria, per quanto a volte difficile da fare accettare, è “adattamento”. Che porta in sé il senso di una sfida molto profonda “Non c’è altro modo di interpretare la cosa – ha aggiunto Rifkin -. Ecco cosa è successo: per il 98% del tempo, e la nostra piccola specie è su questo pianeta da 300.000 anni, abbiamo fatto quello che hanno fatto tutte le altre specie: ci siamo adattati, momento per momento, in base a dove ci portavano le acque. E questo ha significato che, invece di adattarci all’idrosfera del pianeta, abbiamo avuto la presunzione di pensare di poter adattare l’idrosfera a noi. E ora questa si sta ribellando, sta cercando di trovare una nuova normalità. Quindi questo rappresenta un grande cambiamento nella nostra visione del mondo e deve avvenire molto, molto rapidamente perché siamo nel bel mezzo di un evento di estinzione. E voglio dirlo a tutti i giovani: i nostri scienziati ci dicono che potremmo perdere metà delle specie viventi a causa dell’estinzione nei prossimi 75 anni. Sono qui da milioni di anni, quindi questo è un campanello d’allarme”.

Una chiamata che riguarda tutti, che ha tempi sempre più stretti e che siamo tenuti ad ascoltare. Senza catastrofismi, Rifkin non ne ha mai fatti, ma con la lucidità che la situazione oggi richiede. (Leonardo Merlini)

Libano, Tajani: dopo Unifil serve una nuova iniziativa europea

Roma, 5 giu. (askanews) – “Il lavoro fatto in Libano è importante, ma dobbiamo già pensare a cosa verrà dopo la fine della missione Unifil e a un nuovo impegno europeo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al 55esimo Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

Tajani ha ricordato la presenza italiana nella missione Onu Unifil e il ruolo nella formazione delle forze armate libanesi, sottolineando la necessità di rafforzare le capacità dell’esercito locale anche in funzione del disarmo di Hezbollah.

Il ministro ha inoltre evidenziato come la missione Unifil sia destinata a concludersi a fine anno e come sia già in corso una riflessione con partner internazionali, tra cui la Francia, per definire una possibile nuova iniziativa europea di stabilizzazione nell’area.