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Né Destra né Sinistra. Il lascito di Aldo Moro

Piace constatare che attorno alla figura di Aldo Moro si concentra ogni anno, specialmente in occasione della data del 9 maggio, l’interesse di molte persone. Proprio questo sabato, nel Giardino dei Padri Passionisti a Roma, ne ricorderanno l’impegno pubblico i promotori del convegno che reca come titolo “Per la costituzione europea”. Anche in quella sede, dovendo tenere la commemorazione, mi sentirò in dovere di sottolineare ciò che ancora permane nella vicenda dell’europeismo d’ispirazione democratico cristiana e quanto, al riguardo, l’azione dello statista pugliese vi abbia contribuito.

Moro non va confuso con un dispensatore di facili ricette politiche. Quando la Dc, dopo il referendum sul divorzio, entrò in crisi, la sua analisi fu rigorosa ed esigente, ben lontana dai discorsi sulla fine del partito d’ispirazione cristiana. Qualcuno si ostina a vedere nella stretta di mano al tavolo delle trattative tra Moro e Berlinguer come l’incompiuta volontà, stroncata dalle Br, dei due leader di dare vita al compromesso storico. Dal che viene dedotto che il lascito moroteo si condensa nella esperienza del Partito democratico.

Non è così. Moro fu tenace nel distinguere la strategia del suo partito da quella sostenuta dai comunisti. Vide nella solidarietà nazionale il passaggio decisivo per arrivare alla democrazia compiuta, ovvero all’alternanza tra Dc e Pci in condizione di sicurezza democratica. La sua visione era agli antipodi del compromesso storico, il cui esito, secondo il più lucido teorico, Franco Rodano, doveva consistere nella formazione di un “partito nuovo” frutto del dissolvimento e della successiva ricomposizione unitaria delle due grandi forze popolari uscite dalla Resistenza.

Ipotizzare che il rinnovamento prefigurato da Moro – la famosa Terza fase – potesse avere questo sbocco, significa travisare e svilire il pensiero del leader democristiano. Se oggi fosse ripreso, in un contesto molto diverso, il suo tragitto nel cuore della democrazia italiana, si dovrebbe fare leva sulla riflessione da lui svolta sul ruolo dei cattolici in politica, la sua difesa di una rappresentanza autonoma, sotto forma di partito, delle forze ispirate ai valori del Costituzione e della dottrina sociale della Chiesa, infine il suo incitamento a rendere sempre nuovo il programma che giustifica la presenza di una tale componente culturale e politica.

Personalmente aderisco all’appello lanciato dal “Domani d’Italia” per quella che viene definito “Un centro autonomo e indipendente”: direi che andrebbe incastonato sotto un titolo semplice ed efficace, ovvero “Né sinistra né Destra”. Sono tra coloro che non intendono occupare il campo, immaginando chissà quale ritorno alla vita politica attiva. Ciò nondimeno, sapendo quanto valga la testimonianza nella società civile e nei suoi corpi intermedi, non mi sottraggo al compito di sviluppare insieme ad altri un’azione diretta a far rinascere il “centro”, prima di tutto sul piano della coerenza di principi e comportamenti. C’è oggi uno spazio che l’ondata plebiscitaria e populista, iniziata con lo sfascio di Tangentopoli, sembrava aver cancellato definitivamente.

Teniamone conto con intelligenza, impariamo la lezione del passato per guardare avanti. Moro lo possiamo incontrare o meglio reincontrare lungo questa prospettiva di rinnovamento della democrazia. Non altrove, francamente.

Il centro come intelligenza della politica. Wooldridge e il liberalismo dimenticato

Un saggio storico e civile che restituisce dignità al centrismo liberale, non come zona grigia ma come tradizione riformatrice capace di governare la complessità e costruire istituzioni durature.

Nel dibattito contemporaneo, il “centro” è spesso evocato come spazio residuale, privo di identità e di energia politica. Il libro di Adrian Wooldridge, Centrists of the World, Unite! (Allen lane, 2026), rovescia questo luogo comune con un’operazione ambiziosa: restituire al liberalismo moderato il suo statuto originario di forza storica creativa, capace di trasformare le società senza cedere né al radicalismo ideologico né all’inerzia conservatrice.

La tesi è netta. Il liberalismo che ha costruito le democrazie occidentali non era un pensiero debole, ma una cultura politica fondata su competenza, gradualismo e senso delle istituzioni. Wooldridge ricostruisce una genealogia che va da John Stuart Mill a William Ewart Gladstone, mostrando come il riformismo centrista abbia prodotto conquiste decisive: ampliamento dei diritti, modernizzazione dello Stato, integrazione sociale. In questa prospettiva, il compromesso non è un cedimento, ma la tecnica attraverso cui si governa il pluralismo.

Il cuore del libro sta però nella diagnosi della crisi attuale. Il centrismo è arretrato non per esaurimento storico, ma per una trasformazione dell’ambiente politico: la polarizzazione, alimentata da media e social, premia le posizioni estreme; la sfiducia nelle élite erode il prestigio della competenza; i partiti si riducono a contenitori identitari. Ne deriva una politica più visibile ma meno efficace, dove la semplificazione sostituisce la mediazione e la promessa prevale sulla capacità di governo.

Wooldridge non offre un manifesto, ma indica una direzione precisa. Recuperare il “genio perduto” del liberalismo significa ricostruire una classe dirigente all’altezza delle istituzioni, restituire valore al metodo riformista, riabilitare l’idea stessa di governo come esercizio responsabile del potere. In filigrana, emerge un invito a ripensare il centro non come mera collocazione elettorale, ma come funzione politica: tenere insieme libertà e ordine, mercato e coesione, innovazione e stabilità.

Per un lettore europeo, e in particolare italiano, il libro ha un interesse ulteriore. Pur muovendosi entro un orizzonte anglosassone, esso dialoga implicitamente con la tradizione del cattolicesimo democratico, che ha fatto della mediazione e del riformismo una cifra distintiva. Resta, tuttavia, una distanza: Wooldridge privilegia la dimensione delle élite e delle istituzioni, mentre meno spazio è riservato ai corpi intermedi e alla dimensione sociale della politica.

Nel complesso, Centrists of the World, Unite! è un saggio solido e opportuno. Non propone nostalgie, ma una rilettura esigente di una tradizione che, lungi dall’essere esaurita, appare oggi necessaria. In tempi di radicalizzazione, la vera sfida non è scegliere tra gli estremi, ma ricostruire quella intelligenza della politica che il centro, quando è autentico, ha saputo incarnare.

Adrian Wooldridge è uno dei più autorevoli editorialisti politici britannici. Per molti anni ha lavorato presso The Economist, dove ha ricoperto anche il ruolo di firma della rubrica “Bagehot”, dedicata alla politica inglese. Ha scritto numerosi saggi di successo sul rapporto tra potere, classi dirigenti e meritocrazia, distinguendosi per uno stile che unisce rigore storico, taglio giornalistico e capacità interpretativa. Oggi collabora con Bloomberg Opinion.

Un’intesa che può cambiare il Medio Oriente

L’ipotesi di un accordo quadro tra Stati Uniti e Iran rappresenta, in queste ore, uno dei passaggi diplomatici più delicati degli ultimi anni in Medio Oriente. Le indiscrezioni rilanciate dai media israeliani e americani parlano di un memorandum di una sola pagina, articolato in quattordici punti, che potrebbe costituire la base per una tregua più ampia e per l’avvio di negoziati strutturati tra Washington e Teheran.

Il dato politicamente più rilevante riguarda il Libano. Secondo Channel 12, l’intesa comprenderebbe infatti anche un cessate il fuoco sul fronte israelo-libanese, con l’obiettivo dichiarato di “porre fine alla guerra in tutta la regione”. Una formulazione che, se confermata, segnerebbe un cambio di paradigma rispetto ai mesi scorsi, quando il dossier iraniano e quello libanese erano stati tenuti distinti.

 

Il nodo libanese

Il fronte libanese resta oggi uno dei punti più instabili dell’intera crisi mediorientale. Dopo la tregua mediata dagli Stati Uniti tra Israele e Libano nella primavera del 2026, i combattimenti non si sono mai realmente fermati. Hezbollah ha continuato a lanciare razzi e droni verso il nord di Israele, mentre l’esercito israeliano ha mantenuto operazioni mirate nel sud del Libano e nella periferia di Beirut.

Nelle ultime ore, un raid israeliano nella capitale libanese ha riacceso le tensioni, mettendo in evidenza quanto fragile sia l’attuale equilibrio. Proprio questa instabilità spinge Washington a cercare una soluzione complessiva, nella convinzione che il contenimento del programma nucleare iraniano non basti senza una contestuale de-escalation regionale.

Resta tuttavia aperta una questione decisiva: il possibile accordo comporterebbe anche il ritiro delle truppe israeliane dal Libano meridionale? Oppure si limiterebbe a congelare le operazioni militari, lasciando irrisolti i nodi strategici sul controllo del territorio e sul ruolo di Hezbollah? Al momento non emergono dettagli certi.

 

Hormuz, petrolio e diplomazia

Dietro la trattativa si muove anche una gigantesca questione economica. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita una quota decisiva del petrolio mondiale, è diventato nelle ultime settimane il simbolo della nuova guerra di pressione tra Stati Uniti e Iran.

Secondo le indiscrezioni circolate sui media americani, il memorandum prevederebbe la riapertura stabile dello Stretto, la sospensione di alcune sanzioni contro Teheran e l’avvio di negoziati più approfonditi sul nucleare iraniano. In cambio, l’Iran dovrebbe accettare una moratoria sull’arricchimento dell’uranio e alcune limitazioni alle proprie attività strategiche.

 

Una tregua ancora fragile

Nonostante il clima di apparente apertura diplomatica, il quadro resta estremamente instabile. All’interno dell’amministrazione americana convivono infatti posizioni diverse, mentre a Teheran persistono forti resistenze verso qualsiasi accordo percepito come una resa politica.

Anche Israele osserva con prudenza l’evoluzione dei negoziati. Il timore di Gerusalemme è che un’intesa troppo favorevole all’Iran possa rafforzare indirettamente Hezbollah e consolidare l’influenza iraniana nella regione.

Eppure, dopo mesi di escalation militare, migliaia di vittime e tensioni globali sui mercati energetici, l’ipotesi di una tregua estesa dal Golfo Persico al Libano appare oggi come uno dei pochi spiragli realistici per evitare una destabilizzazione ancora più ampia del Medio Oriente.

L’Algoritmo umano: etica e lavoro nell’era digitale

C’è un momento, in ogni cambiamento profondo, in cui ci si accorge che non è la tecnologia a trasformare il mondo, ma il modo in cui scegliamo di usarla. L’ho capito una mattina, entrando in una sala riunioni dove si parlava di innovazione, di piattaforme, di intelligenza artificiale. Tutto sembrava perfetto, efficiente, misurabile. Eppure, mancava qualcosa. Mancava l’uomo.

Negli ultimi anni abbiamo costruito sistemi capaci di analizzare dati, prevedere comportamenti, ottimizzare il lavoro. Gli algoritmi decidono turni, selezionano candidati, valutano performance. Ci aiutano, ci velocizzano, ci semplificano la vita. Ma, senza accorgercene, rischiamo di adattarci noi a loro. Di diventare parte del meccanismo.

E allora la domanda si fa urgente: quale spazio resta per la persona

Ricordo un confronto con un giovane professionista che lavorava in una grande azienda digitale. Mi disse che il suo lavoro era monitorato da un sistema che misurava ogni attività. “Funziona tutto”, mi disse, “ma a volte ho la sensazione di non esistere davvero”. In quelle parole ho colto il punto cruciale del nostro tempo. L’efficienza non basta. Senza dignità, senza relazione, senza senso, il lavoro si svuota.

L’algoritmo umano nasce proprio qui. Non come opposizione alla tecnologia, ma come sua evoluzione. Significa rimettere al centro ciò che non può essere codificato: l’empatia, la responsabilità, la capacità di scegliere. Significa costruire modelli in cui il digitale non sostituisce l’uomo, ma lo accompagna.

In fondo, lo vediamo già nei contesti più delicati, come la cura. La tecnologia può migliorare diagnosi e terapie, ma è lo sguardo di un medico, la parola giusta, l’ascolto autentico a fare la differenza. Allo stesso modo, nel lavoro, non è solo il risultato a contare, ma il modo in cui viene raggiunto.

C’è una parola che torna spesso nei percorsi che abbiamo costruito come FareRete BeneComune: fiducia. Senza fiducia non esiste innovazione vera. I sistemi possono controllare, ma solo le relazioni possono generare valore. E la fiducia nasce quando una persona si sente riconosciuta, non misurata.

Per questo oggi parlare di lavoro nell’era digitale significa parlare di etica. Non un limite, ma una direzione. Significa chiederci se le tecnologie che sviluppiamo riducono o ampliano le disuguaglianze, se rendono le persone più libere o più dipendenti, più consapevoli o più invisibili.

L’algoritmo umano è una scelta culturale prima ancora che tecnologica. È decidere che il progresso non è solo ciò che funziona meglio, ma ciò che fa vivere meglio. È costruire organizzazioni in cui la persona non è una risorsa, ma un valore.

Forse il futuro non sarà meno digitale, ma potrà essere più umano. Dipende da noi. Dalla nostra capacità di non delegare tutto alle macchine, ma di restare presenti, responsabili, partecipi.

Perché alla fine, dietro ogni algoritmo, c’è sempre qualcuno che lo ha scritto. E la vera innovazione sarà avere il coraggio di scriverlo con uno sguardo umano.

È proprio in questa direzione che FareRete Innovazione BeneComune sta oggi lavorando, trasformando l’innovazione in un percorso concreto di umanizzazione della società, dove tecnologia, lavoro e relazioni tornano a generare valore per la persona e per il Bene Comune.

 Rosapia Farese è impegnata nell’innovazione sociale e nella promozione della cultura del Bene Comune, attiva in progetti che integrano etica, lavoro e sviluppo sostenibile attraverso reti collaborative tra istituzioni, imprese e cittadini.

FareRete Innovazione BeneComune nasce proprio dalla convinzione che l’innovazione abbia senso solo se orientata all’umanizzazione della società, costruendo relazioni, fiducia e valore condiviso attorno alla persona.

Usa, resa pubblica presunta nota pre-suicidio di Epstein

Milano, 7 mag. (askanews) – Un giudice federale americano ha desecretato un possibile biglietto scritto prima del suicidio scritto da Jeffrey Epstein, che sarebbe stato ottenuto dal suo ex compagno di cella.

Nbc News ha mostrato il foglio a righe scarabocchiato, dove all’inizio si riesce a distinguere: “Mi hanno investigato per anni: non hanno trovato NIENTE”. Alcuni passaggi sono di difficile interpretazione. Il New York Times non ha confermato che sia stato scritto da Epstein.

Russia chiede alle ambasciate di evacuare Kiev "a tempo debito"

Milano, 7 mag. (askanews) – La Russia ha esortato le ambasciate straniere a Kiev a garantire la “tempestiva evacuazione” del personale e dei cittadini prima di inevitabili “attacchi di rappresaglia”, nel caso l’Ucraina interrompa le celebrazioni per la vittoria sulla Germania nazista il 9 maggio.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato da parte sua Mosca di aver ignorato la proposta di cessate il fuoco avanzata da Kiev. “Per tutto il giorno, a ogni ora, sono giunte segnalazioni di attacchi nelle nostre regioni: Donetsk, Kharkiv, Dnipro, Sumy, Chernihiv, Zaporizhia e Kherson. La Russia non ha interrotto alcuna attività militare”, ha dichiarato nel suo videomessaggio serale. Zelensky ha aggiunto che l’Ucraina risponderà “in modo speculare” e determinerà “risposte del tutto eque” questa sera e domani, sottolineando che Mosca ha ricevuto un’offerta e sa come contattarla per i dettagli.

In una nota al corpo diplomatico, il Ministero degli Esteri russo ha avvertito di possibili “attacchi di rappresaglia” sulla capitale ucraina, inclusi “i centri decisionali”, se Kiev ostacolerà le celebrazioni moscovite del 9 maggio.

Zelensky ha criticato aspramente Vladimir Putin e la parata della vittoria sulla Piazza Rossa, insinuando che il presunto desiderio russo di diplomazia si limiti a garantire lo svolgimento impeccabile dell’evento. “Se a Mosca c’è una sola persona che non può vivere senza la guerra, interessata solo a una parata e nient’altro, allora è un altro discorso”, ha affermato. “La Russia ha condotto una guerra a tal punto che la sua parata principale dipende da noi. Ha l’opportunità di scegliere la diplomazia; è giunto il momento di porre fine al conflitto in modo dignitoso”.

Mosca non ha commentato la posizione di Zelensky, ma aveva già annunciato un cessate il fuoco temporaneo per l’8 e il 9 maggio, in commemorazione dell’81° anniversario della vittoria sul nazismo nel 1945.

Casa Bianca pubblica strategia antiterrorismo e sferza l’Europa

Milano, 7 mag. (askanews) – La Casa Bianca ha diffuso mercoledì la “Strategia antiterrorismo degli Stati Uniti”, documento che individua tre minacce principali per il Paese: “narcoterroristi e bande internazionali”, “terroristi islamisti storici” ed “estremisti di sinistra violenti, inclusi anarchici e antifascisti”.

Il rapporto critica le politiche europee, definite “incubatrice di minacce terroristiche”, e accusa “gruppi ostili ben organizzati” di sfruttare “frontiere aperte e ideali globalisti”. “Più queste culture straniere si diffondono e più durano le politiche europee, maggiore sarà il terrorismo”, si legge nel testo, che invita l’Europa – “culla della cultura occidentale” – a invertire il suo “declino”.

Questa impostazione segna una differenza rispetto all’amministrazione Biden, che aveva indicato i gruppi di estrema destra, inclusi i suprematisti bianchi, come priorità.

La strategia è coordinata da Sebastian Gorka, consigliere di Trump, e prevede il proseguimento delle operazioni contro il narcotraffico nell'”emisfero” americano (Nord e Sud America). Il documento cita attacchi a imbarcazioni di narcotici e la cattura a gennaio dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Coerente con la “Strategia di sicurezza nazionale” del dicembre 2025 – anch’essa critica verso le politiche migratorie europee -, il testo annuncia priorità per “gruppi politici violenti antiamericani, radicalmente a favore dei transgender e anarchici”. Verranno usati “strumenti costituzionali” per identificarne membri e legami con organizzazioni come Antifa.

Antifa (antifascista) è un movimento decentralizzato associato alla sinistra estrema, spesso menzionato dalla destra in contesti di violenza durante le proteste. Nel 2025, Trump l’ha designata “organizzazione terroristica straniera” dopo l’assassinio del conservatore Charlie Kirk.

Music Opening Ceremony, Liga da record, Unipol Dome top, viabilità flop

Milano, 7 mag. (askanews) – Un voto con lode, una netta promozione e un esame di riparazione. LA PRIMA NOTTE – Music Opening Ceremony, lo show evento con cui Luciano Ligabue ieri sera, mercoledì 6 giugno, ha inaugurato il palco dell’Unipol Dome di Milano è stata una grande festa di musica, impegno e bellezza. Un successo con una grande pecca da segnalare: la difficolta a raggiungere la nuova e futuristica venue.

Sotto il profilo dello spettacolo la promozione è totale, l’acustica è ottima nonostante le “dimensioni monstre” dell’Arena che si è fatta anche apprezzare per la visibilità dagli spalti. Il concerto ha registrato il primo sold out con 16.000 spettatori che hanno assistito al live di debutto. Liga ha scelto una scaletta di hit, che il pubblico ha cantato a squarciagola, sul palco ha voluto i migliori chitarristi che in tanti anni di carriera lo hanno accompagnato live e in studio.

Resta la nota dolente della viabilità, nonostante gli ingenti sforzi per potenziare il trasporto pubblico del Comune e di Atm, arrivare alla nuova Arena è complesso, scomodo e richiede tempi biblici. Complice anche la novità che disorienta i fan, si sono registrati pesanti ingorghi per accedere ai parcheggi e mezzi pubblici sono stati presi d’assalto anche a fine concerto. La nuova spettacolare venue milanese, creata come palazzo del ghiaccio per le Olimpiadi di Milano Cortina, merita una fermata di metropolitana dedicata, come il Forum di Assago e San Siro perchè da qui passa il futuro del tempio della musica live internazionale e della città.

Per quanto riguarda lo spettacolo, il live è stato costruito con cura maniacale per far felici i fan. Ad accompagnare Luciano Ligabue sono stati Fede Poggipollini (chitarra), Max Cottafavi (chitarra), Mel Previte (chitarra), Niccolò Bossini (chitarra), Luciano Luisi (tastiere), Davide Pezzin (basso) e Lenny Ligabue (batteria).

A sorpresa sul palco sono saliti Emma, Giuliano Sangiorgi e Luca Carboni per emozionare ancora una volta il pubblico con tre speciali duetti, rispettivamente sulle note di “Quella che non sei”, “Vivo Morto o X” e “Sogni di Rock’n’Roll”.

Nel corso del concerto, anche Fiorella Mannoia ha raggiunto Luciano Ligabue sul palco e insieme hanno dato appuntamento al 21 settembre all’Arena di Verona per la 4ª edizione di Una Nessuna Centomila, l’evento speciale che anche quest’anno riunirà le più grandi voci italiane contro la violenza sulle donne.

L’annuncio è stato anticipato dall’esibizione a sorpresa di “Nessuno è di qualcuno”, un brano inedito di Luciano Ligabue dedicato al tema della violenza contro le donne, i cui diritti verranno devoluti alla Fondazione Una Nessuna Centomila.

Soprendente anche il palco con 500 light fixtures che hanno illuminato il grande stage (largo 20 metri e profondo 16 metri), caratterizzato da una passerella lunga 18 metri che ha portato il Liga al centro dell’arena. 13 telecamere hanno ripreso le immagini live proiettate durante il concerto sui tre schermi che hanno fatto da sfondo sul palco (per un totale di 520 metri quadri di ledwall).

Dopo il successo dello scorso anno alla RCF Arena di Reggio Emilia e alla Reggia di Caserta, prosegue LA NOTTE DI CERTE NOTTI con attesissimi 4 eventi a giugno negli stadi di Bibione, Roma, Torino e Milano e con il gran finale nei principali palasport italiani da settembre, che partirà dall’Arena di Verona.

Liga si conferma in grande forma e pronto a affrontare le grandi feste estive che partiranno dagli stadi a giugno: il 5 giugno allo Stadio Comunale di Bibione (Venezia) si terrà la data zero Certe notti a Bibione a cui seguiranno i grandi eventi live Certe notti a Roma il 12 giugno allo Stadio Olimpico di Roma, Certe notti a Torino il 17 giugno all’Allianz Stadium di Torino e Certe notti a Milano il 20 giugno (a un anno esatto da Campovolo 2025) allo Stadio San Siro di Milano (Sold out). Le celebrazioni per il trentennale di “Certe notti” e dell’album “Buon Compleanno Elvis”, che nel 1995 hanno segnato uno dei momenti più importanti della carriera del Liga, e il ventennale del primo Campovolo proseguiranno a settembre e ottobre con un tour che si preannuncia imperdibile.

Da settembre il gran finale: 14 città e 14 appuntamenti unici che non prevederanno repliche per rendere ogni “notte” speciale e irripetibile; una grande festa che partirà il 22 settembre dall’Arena di Verona e che si concluderà il 24 ottobre all’Unipol Dome, ultima data live di Ligabue per il 2026.

In attesa dei live italiani, prosegue Certe notti in Europa, il tour partito il 1° maggio da Barcellona che toccherà anche Parigi, Londra, Utrecht, Bruxelles, Lussemburgo e Zurigo.

Di Alessandra Velluto

La crisi del Cinema Italiano protagonista ai David 71

Roma, 7 mag. (askanews) – Una Festa del Cinema italiano che guarda dentro se stesso, facendo squadra per difendere se stesso. È questa la Festa dei David di Donatello, che ha celebrato a Cinecittà il meglio della settima arte declinata in italiano. Fuori, la protesta dei lavoratori del cinema si materializza davanti ai cancelli di Cinecittà. Mentre ospiti e candidati si preparavano alla serata dei David di Donatello, il movimento #siamoaititolidicoda ha messo in scena la sua manifestazione simbolica – con cartelli e maschere – per denunciare una crisi “senza precedenti”, descrivendo un comparto “agonizzante”, oppresso da produzioni ferme, precarietà diffusa e incertezza sui finanziamenti.

Dentro, Flavio Insinna, conduttore della serata, ricorda: “Questa serata è una lettera d’amore per il cinema in mezzo a mille difficoltà, non è un luogo comune, continua a creare tra volti, teste che pensano, mani che attaccano cavi. Senza bandiere né ideologia, un Paese che non difende le proprie sale, i cinema dove andavo io – ora bingo -, dove rifugiarsi dall’orrore, e non sostiene i suoi film, smette di sognare. Non chiamiamoli Oscar italiani, siamo noi che abbiamo insegnato il cinema al mondo”.

Matilda De Angelis, migliore attrice non protagonista, parla di un impoverimento culturale: “Il nostro Paese sta vivendo un impoverimento importante della cultura e mi spiace che si debba umiliare una categoria come quella dei lavoratori e delle lavoratrici del cinema, che sono la mia famiglia. Non capisco perché ci siamo fatti addomesticare. Il cinema deve tornare a essere sociale e politico come un atto d’amore. Io ho questa speranza e vedo questo futuro. Dedico il premio a mia madre e mio padre, che mi hanno insegnato l’amore e l’arte”.

Fortuna che ci sono persone come Vittorio Storaro (Premio Cinecittà, tre Oscar in carriera), Bruno Bozzetto, Gianni Amelio e Ornella Muti, che ricordano come il cinema italiano poggi su fondamenta solidissime. Un cinema che non conosce età: come quella di Aurora Quattrocchi, che a 83 anni ha vinto per “Gioia mia” il David alla migliore attrice protagonista ed ha fatto vivere uno dei momenti clou della serata. “Che bellezza – ha urlato l’attrice dal palco, premiata da Raul Bova – grazie dal profondo del mio cuorissimo. Grazie per sempre. E poi la meravigliosissima regista che mi ha portato a questo trionfo, e al bravissimo Marco Fiore, un attore fantastico: lui giovanissimo e io vecchissima, meravigliosi tutti e due”.

Premio del pubblico per il film più visto è andato a “Buen camino” di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone che ha sbancato il botteghino. Premio che non aveva rivali. Ma, come previsto, Zalone non si è presentato. Hanno ritirato il premio Giampaolo Letta, Marco Cohen e Benedetto Habib.

Nella Milano dei vicoli dell’arte al via la mostra "Pianeta Brera"

Milano, 6 mag. (askanews) – Presso la Fondazione Ambrosianeum, in via delle Ore, 3, a Milano, si è aperta la mostra Pianeta Brera, opere fotografiche di Roberto Ricci, fino al 24 maggio, con ingresso gratuito e possibilità, previa prenotazione, di farsi fotografare da Roberto Ricci. Una selezione di cinquanta opere, frutto di un lungo lavoro di ricerca di Ricci, sviluppatosi in diversi momenti, ma coerentemente al titolo, avente per oggetto i luoghi, gli spazi espositivi, i protagonisti del quartiere che a Milano, ma anche internazionalmente, è vissuto come luogo dell’Arte, e ancora un vero e proprio atto di amore per l’Arte e la Fotografia.

Brera nel cuore di Milano è un luogo dove il tempo sembra rallentare per lasciare spazio alla bellezza. Tra vicoli acciottolati e palazzi eleganti, ogni passo racconta una storia fatta di arte, luce e incontri inattesi. Brera non è solo un luogo: è una promessa di emozioni, un piccolo angolo di poesia nel ritmo frenetico della città.

In questo senso le opere di Roberto Ricci, in rigoroso bianco e nero analogico, assumono anche il valore documentario di una trasformazione che il quartiere ha subito, avviandosi verso una tumultuosa turistizzazione: evidenziare i luoghi di “resistenza” a questo processo costituisce una modalità per parlare della storia della nostra Città, dando voce, e immagine, a momenti di riflessione su come innovazione e persistenze debbano necessariamente dialogare. D’altra parte, istituire legami tra contesto ambientale e ritratto, è una delle caratteristiche peculiari dell’opera di Ricci, che differenzia le sue immagini dal fotogiornalismo, dalla cronaca dei luoghi.

La mostra è scandita per ideali capitoli che disegnano un itinerario tra i protagonisti e le evidenze che, intorno al Palazzo di Brera, hanno contribuito a renderlo il quartiere dell’Arte di Milano.

In primo luogo, le presenze storiche, lo studio di Piero Manzoni, l’ex chiesa di san Carpoforo, il Jamaica, i negozi di Belle Arti, le Gallerie d’arte. Poi il Palazzo di Brera, un ideale scrigno di saperi, che mette insieme la monumentalità del cortile e della Pinacoteca, con la vitalità dei quattromila allievi dell’Accademia. E infine gli artisti che in questo ambiente si sono formati, e che continuano a frequentare anche come docenti dell’Accademia di Belle Arti, con un’idea di trasversalità che accosta Maestri di fama consolidata a più giovani, ritratti anche in momenti di lavoro in studio.

La mostra, curata da Renato Galbusera e supportata da Reinvest S.p.A., sarà visitabile sino al prossimo 24 maggio con il seguente orario: nei giorni feriali su prenotazione all’indirizzo mail robertoriccibn@gmail.com; venerdì dalle ore 15.00 alle ore 19.00, sabato e domenica dalle ore 11.00 alle ore 19.00.

Matthew Modine ai David: “Girerò un film in Italia fino a settembre”

Roma, 6 mag. (askanews) – Matthew Modine ospite ai 71esimi David di Donatello, negli Studi di Cinecittà. L’attore americano ha raccontato il suo legame con l’Italia e con il cinema italiano, da De Sica a Fellini fino a Matteo Garrone, definendo “Io Capitano” un film “brillante”. Modine ha ricordato anche l’amicizia con Mel Gibson, con cui lavorò nel film “Mrs. Soffel”, uscito in Italia come “Fuga d’inverno”, e ha annunciato che resterà in Italia fino a settembre per dirigere un film scritto da lui, “Splendid Thing”.

“Oh, sono sempre, sempre onorato di venire in Italia e partecipare a ogni tipo di evento, sai, è il posto più bello del mondo”, dice l’attore. E alla domanda se è un grande fan del cinema italiano replica: “Assolutamente. Sì. Voglio dire, per molti versi, il cinema è un’invenzione degli italiani, sai, da De Sica a Fellini a Matteo Garrone. Sì. Intendo dire, e Io Capitano è un film davvero brillante, brillante. Sì”.

“Spero che le piaccia – dice l’intervistatrice – Stasera camminerà attraverso il set di Roma”- Sì, è fantastico. Mel Gibson ed io siamo vecchi amici. Abbiamo lavorato insieme molto tempo fa in un film intitolato Mrs. Soffel. Quindi è meraviglioso. E sono molto felice di annunciare che rimarrò in Italia fino a settembre per lavorare a un film che ho scritto e che sto dirigendo”. Il titolo? “Splendid thing”.

“Spero di riuscire a “rubare” qualcuno di questi set e a poter filmare sui set”, conclude l’attore.

Una Nessuna Centomila torna con un nuovo evento all’Arena di Verona

Milano, 6 mag. (askanews) – Dopo il successo a Campovolo (RCF Arena di Reggio Emilia) nel 2022 con 100.000 presenze, il doppio sold out all’Arena di Verona nel 2024 e il grande evento tutto esaurito, per la prima volta al Sud Italia, in Piazza del Plebiscito a Napoli nel 2025, Una Nessuna Centomila torna con un nuovo evento speciale che anche quest’anno riunirà le più grandi voci italiane contro la violenza sulle donne.

L’appuntamento per la quarta edizione della manifestazione che coniuga musica e impegno sociale è per il 21 settembre 2026 all’Arena di Verona, su un palco e in uno scenario unici, dove già in passato le voci della musica si sono unite per raccogliere fondi in favore dei centri antiviolenza.

Ad annunciarlo ieri sera, mercoledì 6 maggio, sono stati Fiorella Mannoia e Luciano Ligabue in occasione de LA PRIMA NOTTE – Music Opening Ceremony, il concerto del Liga con cui è stato inaugurato l’Unipol Dome di Milano. Durante il concerto, a sorpresa Luciano Ligabue ha presentato dal vivo “Nessuno È Di Qualcuno”, un brano inedito dedicato al tema della violenza contro le donne, i cui diritti verranno devoluti alla Fondazione Una Nessuna Centomila.

Una Nessuna Centomila chiamerà a raccolta, anche in questa edizione, grandissimi nomi della musica e del mondo dello spettacolo che si alterneranno sul palco per esibizioni, duetti e collaborazioni ricche di emozioni. Tutti uniti per dire basta ai femminicidi, dare un aiuto concreto ai centri antiviolenza che sostengono e supportano le donne nei loro percorsi di fuoriuscita dalla violenza e sensibilizzare il pubblico contro questo fenomeno sociale e culturale.

I biglietti per il concerto, organizzato e prodotto da Friends & Partners e Oyà, saranno disponibili a partire dalle ore 16.00 di oggi, giovedì 7 maggio, su Ticketone.it e nei punti vendita e prevendite abituali.

I proventi dell’evento, al netto dei costi, saranno destinati ai centri antiviolenza individuati dalla Fondazione Una Nessuna Centomila sulla base di criteri trasparenti, di territorialità, in relazione alle esperienze e al bisogno. Come per tutte le edizioni, gli utilizzi di tutte le risorse economiche raccolte nell’ambito di UNA NESSUNA CENTOMILA verranno rendicontati e comunicati nella totale trasparenza.

La Fondazione Una Nessuna Centomila, nata in seguito all’omonimo evento live del 2022, grazie alla volontà delle quattro fondatrici, Fiorella Mannoia (Presidente Onorario), Giulia Minoli (Presidente), Celeste Costantino e Lella Palladino (Vicepresidenti), è la Fondazione italiana dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne. È la prima fondazione nata in Italia per sostenere i Centri Antiviolenza e l’empowerment femminile; per promuovere il cambiamento culturale nella società utilizzando linguaggi artistici come la musica, il teatro, il cinema; e per supportare progetti di educazione all’affettività nelle scuole. Per info: www.unanessunacentomila.net.

Da Arisa a Matilda De Angelis, le star del red carpet ai David 2026

Roma, 6 mag. (askanews) – Matilda De Angelis, Arisa, Tecla Insolia, il super ospite, l’attore americano Matthew Modine, Bianca Balti (in veste di co-conduttrice con Flavio Insinna). E ancora Francesco Geghi, Pietro Marcello, Claudio Santamaria, Vinicio Marchioni, Valeria Golino che abbraccia Valeria Bruni Tedeschi, Emma Marrone, il “David speciale” Bruno Bozzetto e molti altri, sfilano sul red carpet dei 71esimi David di Donatello, gli “Oscar” del cinema italiano, presso gli Studi di Cinecittà a Roma.

La cerimonia quest’anno si svolge nel nuovo Teatro 23, inaugurato per l’occasione, ed è trasmessa in diretta su Rai 1.

David, Geghi: “Ho saputo della candidatura che ero a casa in pigiama”

Roma, 6 mag. (askanews) – “È sempre una bellissima miscela tra la fortuna e un po’ quello che amo fare. Cerco sempre di fare dei film importanti, 40 secondi lo è, quando mi è stato proposto, la scelta di Vincenzo Alfieri di avermi nel film, io ho sentito da subito un impegno civile prima che artistico”: così l’attore Francesco Gheghi sul red carpet prima della cerimonia dei David di Donatello 2026, dove è candidato come Miglior attore protagonista per il suo ruolo nel film “40 secondi” di Vincenzo Alfieri.

Quando ho saputo della candidatura “ero in pigiama a casa, è apparso il nome, mi ha fatto molto, molto piacere, non ci si abitua mai. Sono felice di essere qui in mezzo a mille artisti che adoro, in mezzo al cinema italiano, sono contento di essere qui in rappresentanza di ’40 secondi’ e di me!”, ha aggiunto.

Protesta cinema, De Angelis: “Sono con loro, mi spezza il cuore”

Roma, 6 mag. (askanews) – Matilda De Angelis, candidata come miglior attrice non protagonista per “Fuori”, ha parlato sul red carpet dei 71esimi David di Donatello, agli Studi di Cinecittà. L’attrice ha espresso sostegno alla protesta dei lavoratori del cinema, dicendo di voler portare la propria voce e solidarietà a persone con cui ha lavorato per mesi e che considera “famiglia”.

“Sono con loro. Sono con loro. Umanamente io arrivo alla fine di un processo che inizia molto molto prima di me, quindi sarei ipocrita nel dire che ho la possibilità di cambiare le cose attivamente. Posso portare la mia voce, posso portare il mio sostegno, posso portare la mia solidarietà, ma c’è qualcuno che si deve prendere la responsabilità e purtroppo la responsabilità non è mia in questo momento, quindi ovviamente ovviamente li supporto, ovviamente li sostengo, ovviamente mi spezza il cuore. Sono persone con con le quali ho lavorato e per mesi e mesi e mesi persone che diventano la mia famiglia a un certo punto, quindi è la mia famiglia che è in difficoltà in questo momento”.

Bruno Bozzetto: Mi fa piacere il David, qui sono nel mondo del cinema

Roma, 6 mag. (askanews) – “Sempre bello, sempre emozionante. È una cosa che mi fa molto piacere, soprattutto perché facendo i disegni animati qui sono nel mondo del cinema”: così il disegnatore, animatore e regista Bruno Bozzetto, 88 anni, sul red carpet prima di ricevere il David Speciale, alla cerimonia della 71esima edizione dei Premi David di Donatello negli Studi di Cinecittà.

“Io vivo sempre nel mondo dei disegni animati, uscire un po’ dal proprio giro mi fa molto piacere”, ha aggiunto.

Il David speciale “mi stupisce, perché pensavo di avere finito, ormai le cose che ho fatto le ho fatte. Ieri ero al cinema San Lorenzo, c’era il cinema pieno e vedevano un film di 50 anni fa, mi fa piacere che dopo 50 anni regga ancora, questo è molto bello”, ha sottolineato, riferendosi alla proiezione speciale di “Allegro non troppo” alla sua presenza a Palazzo San Lorenzo.

"15 minuti con" Moses Pendleton (Momix) nei Podcast di Sguardi

Roma, 6 mag. (askanews) – Moses Pendleton, straordinario affabulatore di arte e realtà, americano, creatore della compagnia di danza Pilobolus, e poi nel 1980 di Momix, è il protagonista di questo episodio dei podcast di SGUARDI, la rubrica di approfondimento prodotta da Askanews, e ideata da Alessandra Quattrocchi.

I danzatori di Momix sono tornati in Italia, dove riscuotono sempre straordinario successo, con “Botanica 2” in tour in tutto il paese e a Roma presentati dal Teatro Olimpico e dall’Accademia Filarmonica Romana.

“Pensare che gli esseri umani stiano facendo agli altri esseri umani quello che stanno facendo è… sa. l’unica soluzione, penso, anche se non mi piace dirlo, ma penso che se domani ci fossero delle elezioni, voterei per l’intelligenza artificiale perché ci aiuti a a risolvere i problemi. Penso che noi, gli esseri umani, abbiamo avuto molto tempo per farlo e non abbiamo fatto un gran lavoro, come si può vedere” dice Pendleton. riflettendo sul nostro mondo. Racconto del suo rapporto con l’Italia, della speranza di una nuova generazione di spettatori, della sua passione per la danza nata da una gioventù sugli sci e dalla riabilitazione dopo un incidente: “Tutta la vita riguarda il modo in cui reagisci agli incidenti e all’ignoto. E ho portato la stessa filosofia anche nel lavoro e nella creazione delle danze. Non so mai che cosa sto facendo. Ma cerco di creare un’atmosfera in cui qualcosa possa essere fatto”

Momix, per lui, è “teatro visivo” con una compagnia di danzatori estremamente allenati. In questo Botanica 2, attraverso la bellezza, la vitalità del nostro mondo, c’è anche un messaggio su quello che rischiamo di perdere attraverso il cambiamento climatico? “Non direttamente. Ma un modo per fare un’affermazione sul riscaldamento globale è mostrare perché dovremmo proteggere la natura. Mostrare uno spettacolo che celebra la bellezza e l’energia e la connessione dell’umano con l’albero e con la pianta, e con l’architettura della natura. In questo modo prendiamo una posizione”.

Meloni chiede compattezza ad alleati su legge elettorale. Stallo nomine

Roma, 6 mag. (askanews) – Il comunicato finale mette agli atti due soli temi: la “situazione internazionale” e “soprattutto la crisi energetica”. Ma nel vertice di maggioranza che Giorgia Meloni convoca a palazzo Chigi prima di andare a Gemona per le cerimonia dell’anniversario del terremoto in Friuli, una buona fetta della discussione ha l’obiettivo di serrare i ranghi sulla riforma della legge elettorale.

All’ora di pranzo la premier mette intorno al tavolo i suoi due vice premier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, e il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi. Tra gli argomenti trattati, appunto, quello della crisi energetica. Tutti si sarebbero trovati d’accordo, come dice il leader leghista, nel continuare a perorare con l’Europa la richiesta “di spendere per l’energia quello che ci permetterebbe di spendere per le armi”. L’esigenza principale, viene poi sottolineato al termine del vertice, è quello “di ridurre la dipendenza da fonti esterne” e tra le linee d’azione individuate c’è “l’accelerazione del percorso verso il nucleare”. In particolare, si sarebbe ragionato di andare avanti spediti con la delega al governo “in materia di energia nucleare sostenibile” che è calendarizzata in aula alla Camera il 26 maggio. E’ “ragionevole” ipotizzare la conclusione dell’iter “entro la fine dell’anno”, commenta il ministro Gilberto Pichetto Fratin.

Nell’incontro si è parlato anche della situazione internazionale, in particolare dell’evoluzione del conflitto in Iran – anche perché nel corso del vertice è arrivata l’ennesima dichiarazione di Trump sulle possibilità di chiusura del fronte – ma anche dell’incontro che la premier e i ministri Tajani e Crosetto avranno con il segretario di Stato americano Marco Rubio venerdì.

Non si sarebbe invece parlato delle nomine dei presidenti di Consob e Antitrust: la premier, che pure aveva sostenuto che la pratica sarebbe stata chiusa entro questa settimana, avrebbe subito rinviato la discussione nella consapevolezza che ancora manca un accordo anche perché resta l’obiezione di Forza Italia su Federico Freni a presidente dell’autorità sulla Borsa.

E tuttavia il focus della riunione sarebbe stato proprio la legge elettorale. La premier, viene spiegato, avrebbe sondato la reale intenzione degli alleati di andare avanti in maniera compatta. Nello specifico, avrebbe chiesto conto di indiscrezioni che raccontano di malumori nella Lega e Forza Italia, in un caso per l’addio ai collegi uninominali, e nell’altro per dubbi che la famiglia Berlusconi avrebbe messo in circolo attraverso Gianni Letta. Alla fine tutti avrebbero garantito la loro intenzione di andare avanti con l’obiettivo di un primo via libera della Camera entro l’estate. “Procederemo dritti”, mette agli atti Salvini.

Ma se questa è la volontà politica, molti sono i tecnicismi su cui in realtà non è stata ancora trovata intesa. Che la legge elettorale vada cambiata, fermo restando l’impianto proporzionale con premio di maggioranza, è infatti ormai dato per assodato. Altro discorso è come e su cosa intervenire. Meloni avrebbe ribadito l’intenzione di introdurre le preferenze, anche per una questione di “coerenza” rispetto alla posizione sempre avuta. Punto sul quale però la Lega non è intenzionata a cedere. Allo stesso tempo, invece, Forza Italia ha messo in dubbio il listone attraverso il quale si dovrebbe assegnare il premio di maggioranza chiedendo che si opti per un meccanismo proporzionale invece che basarsi su una ‘spartizione’ fatta prima. Il timore sarebbe quello di essere danneggiati, magari proprio a vantaggio del Carroccio, che farebbe la voce grossa sui posti in cambio della rinuncia agli uninominali. Ed è proprio per provare a sciogliere questi nodi che la settimana prossima si terrà una riunione degli esperti della maggioranza.

La premier ha però voluto anche che dall’incontro emergesse la volontà di una apertura nei confronti dell’opposizione. “Purché non si tocchi l’impianto siamo disposti a discutere di tutto, anche dell’entità del premio. Per noi la priorità è evitare alchimie di palazzo il giorno dopo le elezioni”, spiega uno degli esponenti di Fdi che si occupano del dossier. E non è forse un caso che il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, arrivato alla Camera in serata per il voto di fiducia, sia stato visto conversare con più di un esponente dell’opposizione.

Meloni chiede compattezza agli alleati sulla legge elettorale. Stallo nomine

Roma, 6 mag. (askanews) – Il comunicato finale mette agli atti due soli temi: la “situazione internazionale” e “soprattutto la crisi energetica”. Ma nel vertice di maggioranza che Giorgia Meloni convoca a palazzo Chigi prima di andare a Gemona per le cerimonia dell’anniversario del terremoto in Friuli, una buona fetta della discussione ha l’obiettivo di serrare i ranghi sulla riforma della legge elettorale.

All’ora di pranzo la premier mette intorno al tavolo i suoi due vice premier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, e il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi. Tra gli argomenti trattati, appunto, quello della crisi energetica. Tutti si sarebbero trovati d’accordo, come dice il leader leghista, nel continuare a perorare con l’Europa la richiesta “di spendere per l’energia quello che ci permetterebbe di spendere per le armi”. L’esigenza principale, viene poi sottolineato al termine del vertice, è quello “di ridurre la dipendenza da fonti esterne” e tra le linee d’azione individuate c’è “l’accelerazione del percorso verso il nucleare”. In particolare, si sarebbe ragionato di andare avanti spediti con la delega al governo “in materia di energia nucleare sostenibile” che è calendarizzata in aula alla Camera il 26 maggio. E’ “ragionevole” ipotizzare la conclusione dell’iter “entro la fine dell’anno”, commenta il ministro Gilberto Pichetto Fratin.

Nell’incontro si è parlato anche della situazione internazionale, in particolare dell’evoluzione del conflitto in Iran – anche perché nel corso del vertice è arrivata l’ennesima dichiarazione di Trump sulle possibilità di chiusura del fronte – ma anche dell’incontro che la premier e i ministri Tajani e Crosetto avranno con il segretario di Stato americano Marco Rubio venerdì.

Non si sarebbe invece parlato delle nomine dei presidenti di Consob e Antitrust: la premier, che pure aveva sostenuto che la pratica sarebbe stata chiusa entro questa settimana, avrebbe subito rinviato la discussione nella consapevolezza che ancora manca un accordo anche perché resta l’obiezione di Forza Italia su Federico Freni a presidente dell’autorità sulla Borsa.

E tuttavia il focus della riunione sarebbe stato proprio la legge elettorale. La premier, viene spiegato, avrebbe sondato la reale intenzione degli alleati di andare avanti in maniera compatta. Nello specifico, avrebbe chiesto conto di indiscrezioni che raccontano di malumori nella Lega e Forza Italia, in un caso per l’addio ai collegi uninominali, e nell’altro per dubbi che la famiglia Berlusconi avrebbe messo in circolo attraverso Gianni Letta. Alla fine tutti avrebbero garantito la loro intenzione di andare avanti con l’obiettivo di un primo via libera della Camera entro l’estate. “Procederemo dritti”, mette agli atti Salvini.

Ma se questa è la volontà politica, molti sono i tecnicismi su cui in realtà non è stata ancora trovata intesa. Che la legge elettorale vada cambiata, fermo restando l’impianto proporzionale con premio di maggioranza, è infatti ormai dato per assodato. Altro discorso è come e su cosa intervenire. Meloni avrebbe ribadito l’intenzione di introdurre le preferenze, anche per una questione di “coerenza” rispetto alla posizione sempre avuta. Punto sul quale però la Lega non è intenzionata a cedere. Allo stesso tempo, invece, Forza Italia ha messo in dubbio il listone attraverso il quale si dovrebbe assegnare il premio di maggioranza chiedendo che si opti per un meccanismo proporzionale invece che basarsi su una ‘spartizione’ fatta prima. Il timore sarebbe quello di essere danneggiati, magari proprio a vantaggio del Carroccio, che farebbe la voce grossa sui posti in cambio della rinuncia agli uninominali. Ed è proprio per provare a sciogliere questi nodi che la settimana prossima si terrà una riunione degli esperti della maggioranza.

La premier ha però voluto anche che dall’incontro emergesse la volontà di una apertura nei confronti dell’opposizione. “Purché non si tocchi l’impianto siamo disposti a discutere di tutto, anche dell’entità del premio. Per noi la priorità è evitare alchimie di palazzo il giorno dopo le elezioni”, spiega uno degli esponenti di Fdi che si occupano del dossier. E non è forse un caso che il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, arrivato alla Camera in serata per il voto di fiducia, sia stato visto conversare con più di un esponente dell’opposizione.

I “Contro David” dei lavoratori del cinema: Stop ai set se necessario

Roma, 6 mag. (askanews) – Indossando le maschere bianche degli “invisibili”, e con megafono alla mano, i lavoratori e le lavoratrici del cinema, le maestranze tutte e le professionalità del comparto, hanno partecipato numerosi alla mobilitazione di protesta intitolata “Contro David”, o “Festa degli Invisibili”, davanti agli Studios di Cinecittà, in via Tuscolana a Roma, dove è in programma la cerimonia di premiazione della 71esima edizione dei premi David di Donatello, in diretta su Rai 1. Su un grande striscione, che porta la firma del comitato Siamo ai titoli di coda, la scritta “Premiate l’apparenza, al buio la maestranza – le scelte di oggi sono il vuoto di domani”.

Vincenzo Lauricella, rappresentante USB, ha preso la parola e ha spiegato: “Noi oggi siamo qui davanti agli Studios perché speriamo, e ad oggi ancora non è arrivata la solidarietà che speravamo, speriamo che qualcuno lì dentro qualcuno alzi la voce, alzi la testa, e dia voce alle istanze di questi lavoratori, che da 27 anni lavorano, in maniera peggiore delle campagne foggiane, dove c’è la malavita che sfrutta i lavoratori, qui ci sono le grandi produzioni. Oggi qui premiamo questi lavoratori, che hanno avuto il coraggio, anche con le maschere, di essere qui, e rompere questo sistema basato sulla flessibilità, paghe basse e sfruttamento. Proclameremo lo sciopero nazionale, fermeremo i set se necessario, non faremo un passo indietro, vogliamo il salario, i diritti e la dignità per questi lavoratori”, ha dichiarato Lauricella.

Gigi Piepoli, assistente operatore alla macchina da presa e delegato USB-Cinema: “I Contro David perché portiamo alla luce, all’attenzione, i lavoratori invisibili, che sono le maestranze fondamentalmente, che da 27 anni si vedono negato il rinnovo contrattuale. Oggi vogliamo dare importanza anche alla filiera del cinema che vive da tre anni ormai una crisi fortissima e dare lustro e importanza alle vertenze dei lavoratori e delle lavoratrici”, ha spiegato.

“Centinaia di lavoratori hanno inviato delle denunce alla nostra mail, ricordandoci che lavorano 11-12 ore al giorno, senza pause. La risposta che ricevono dalle produzioni è ‘ce lo chiede l’industria del cinema, ce lo chiedono le produzioni internazionali’. O lavori e stai zitto o perdi il lavoro. Ci sono lavoratori, anche qui tra chi indossa la maschera, che non ha fatto nemmeno un giorno di lavoro nel 2026”, ha aggiunto Lauricella.

“È giunto il tempo di riprenderci il nostro lavoro e di ricostruire il nostro cinema. Le troupe fanno il cinema, senza le troupe la macchina dei sogni non funziona e per noi questa macchina dei sogni è diventata un incubo reale”, ha dichiarato uno dei partecipanti. La protesta è promossa da USB Cinema e sostenuta da Siamo ai titoli di Coda, movimento indipendente dei lavoratori e delle lavoratrici del settore cine-audiovisivo, “per difendere” il settore in difficoltà e “chi lo rende possibile ogni giorno”, per chi, specialmente in queste grandi occasioni, è “invisibile”, e “per dare voce a chi da 27 anni aspetta il rinnovo del contratto”.

Calcio, Malagò incontra la Lega di B: "Contesto positivo"

Roma, 6 mag. (askanews) – Giovanni Malagò prende tempo ma lascia intendere che la strada verso una possibile candidatura alla presidenza della Figc è sempre più concreta. A margine dell’incontro con i club della Serie B, il presidente del Coni usa toni distesi e anche una battuta per descrivere il confronto: “È come se vai a un ristorante e gli chiedi come si mangia”.

Malagò definisce il faccia a faccia “interessante, divertente”, sottolineando il clima costruttivo con interlocutori in parte già ben conosciuti e in altri casi meno, ma comunque legati da rapporti personali consolidati. Al centro del confronto, spiega, il momento attuale del calcio italiano e soprattutto una serie di idee e riflessioni emerse durante il dialogo con i rappresentanti della Lega Serie B.

Il numero uno del Coni entra poi nel merito dei contatti con il presidente della Serie B, Paolo Bedin, incontrato già in due occasioni nelle scorse settimane: prima a Milano dopo l’assemblea della Lega Serie A e successivamente a Roma, quando Bedin gli ha presentato un documento programmatico. “Molte di quelle cose sono condivise – chiarisce Malagò – lo dico senza alcuna logica elettorale, ma è anche un po’ un libro dei sogni”.

Nel corso dell’incontro, prosegue, sono state individuate alcune priorità, senza però volerle esplicitare pubblicamente per rispetto del lavoro delle componenti coinvolte. “Molti hanno fatto riflessioni sulle mie idee – aggiunge – il contesto mi è sembrato decisamente positivo, pur senza poter dare un giudizio definitivo. Saranno loro a farlo”.

Sulla possibile discesa in campo per la guida della Federcalcio, Malagò conferma che il tema è stato affrontato direttamente. “Qualcuno mi ha fatto questa domanda, considerando che ci sarebbero già i numeri per portare avanti la candidatura, viste le manifestazioni di Serie A, allenatori, calciatori e anche altri soggetti”. Tuttavia, invita alla prudenza: “Questo è un mondo in cui basta mancare di rispetto a una componente per perdere qualcosa”.

Infine, il presidente del Coni fissa i prossimi passaggi: venerdì è in programma l’incontro con la Lega Pro, tappa decisiva prima di eventuali scelte ufficiali. “Aspettiamo venerdì – conclude – poi formalizzeremo le questioni”.

David, Orfini (Pd) a protesta lavoratori cinema: “Giusto stare qui”

Roma, 6 mag. (askanews) – “Penso sia giusto stare al fianco di chi più ha pagato questi anni di crisi, cioé i lavoratori e le lavoratrici del cinema e dell’audiovisivo. Senza di loro non ci sarebbe nulla di quello che oggi è dentro alla celebrazione dei David, quindi mi sembrava doveroso, come in tutti questi anni siamo stati al fianco di questi lavoratori, esserci e rilanciare anche alcune questioni”: lo ha dichiarato Matteo Orfini, deputato del Pd, che si è presentato davanti agli studi di Cinecittà in via Tuscolana, dove è in programma la cerimonia di premiazione dei David di Donatello, per partecipare ai “Contro David”, protesta dei lavoratori e delle lavoratrici del cinema e dell’audiovisivo.

“Lo abbiamo detto oggi insieme a tutte le altre opposizioni al ministro Giuli: se si vuole fare una riforma, si parta da chi quella riforma l’ha già scritta, con lenostre proposte, a cominciare dal ripristino di quelle forme di tutela sociale, penso all’indennità di discontinuità, che in questi anni sono state smantellate”, ha sottolineato Orfini.

La protesta è promossa da USB Cinema e sostenuta da Siamo ai titoli di Coda, movimento indipendente dei lavoratori e delle lavoratrici del settore cine-audiovisivo, “per difendere” il settore in difficoltà e “chi lo rende possibile ogni giorno”, per chi, specialmente in queste grandi occasioni, è “invisibile”, e “per dare voce a chi da 27 anni aspetta il rinnovo del contratto”.

Da ballottaggio a premio, centrodestra studia modifiche a riforma elettorale

Roma, 6 mag. (askanews) – Avanti “dritti”, per usare le parole di Matteo Salvini, con la riforma della legge elettorale sulla quale l’orientamento che emerge dal vertice di governo a Palazzo Chigi è di procedere aperti al dialogo con le opposizioni che però fino a oggi continuano a considerare il testo Bignami “irricevibile”.

Con o senza opposizione, tuttavia, la maggioranza andrà avanti, tanto che gli sherpa già studiano – in alcuni casi hanno già pronte – le modifiche da apportare “assolutamente” al testo per risolvere criticità già emerse nella fase di messa a punto della proposta di legge e confermate in questi giorni dagli esperti nelle audizioni.

Ad esempio il superamento dell’ipotesi che il risultato elettorale possa riportare maggioranze diverse tra Camera e Senato. L’intenzione, viene spiegato, è di stabilire che in questo caso non venga assegnato il premio di maggioranza e che tutti i seggi – anche quelli del premio – siano attribuiti con un sistema proporzionale puro.

Un’ipotesi di proporzionale puro è già prevista dalla proposta di legge attuale che, in assenza dei presupposti per lo svolgimento del ballottaggio, prevede che anche i seggi del premio vengano ripartiti nell’ambito della distribuzione proporzionale generale.

Anche l’ipotesi del ballottaggio, nella fase emendativa, sarà certamente rivista: il testo del centrodestra a prima firma Bignami lo prevede nel caso non siano soddisfatti i requisiti per l’assegnazione del premio al primo turno (ovvero il raggiungimento della soglia del 40%) tra le coalizioni che abbiano ottenuto almeno il 35% dei voti a livello nazionale. Anche qui, l’eventualità che vengano fuori due maggioranze diverse alla Camera e al Senato è concreta e va scongiurata.

Quanto ai tempi, in commissione Affari costituzionali alla Camera si procede senza sosta con le audizioni, ne sono state fatte già più di trenta: anche questa settimana la commissione ha dedicato ben tre giornate ad ascoltare professori ed esperti e così sarà la prossima. Quindi sarà rispettato il timing di chiudere questa fase entro fine maggio, secondo i più ottimisti anche con una settimana di anticipo. Poi si entrerà nel vivo con la fase emendativa.

Domani mattina intanto il vicepremier e segretario di Fi, Antonio Tajani, farà il punto con il presidente della commissione Affari Costituzionali e tra i quattro relatori della riforma, Nazario Pagano (Fi). Ma sia quest’ultimo che Stefano Benigni, vicesegretario del partito, assicurano: “Non c’è nessuna frenata di Fi sulla legge elettorale”.

Contagio da Hantavirus, Pregliasco: pochissimi casi da umano a umano

Milano, 6 mag. (askanews) – “La gran parte degli Hantavirus conosciuti si trasmette solo attraverso le urine, le feci di roditori infetti. I casi di trasmissione interumana sono ad oggi molto limitati, legati soprattutto a stringenza di vicinanza, di vicinanza familiare”. Lo ha spiegato ad askanews il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale e direttore Sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio, approfondendo il funzionamento del virus Hantavirus, che ha contagiato alcune persone su una nave da crociera; al momento si contano tre vittime, mentre l’Oms è entrata in campo per contenere il focolaio.

Dai primi test, per alcuni casi confermati sulla nave, si tratterebbe proprio dell’Hantavirus Andes trasmissibile da umano a umano, non solo dai roditori, ma anche in questo caso, Pregliasco rassicura: “Il contatto vuol dire sicuramente un contatto con liquidi biologici, con una vicinanza anche respiratoria, davvero i casi ad oggi di contatto interumano sono veramente così pochi che ancora non c’è chiarezza su questa modalità e capacità, un po’ come poi si è approfondito con il Covid rispetto ai droplets e al volume di maggior rischio di contatto”, ha spiegato.

Riguardo ai sintomi di questo virus Pregliasco ha spiegato che è “una patologia presumibilmente sottostimata perché per molte persone decorre in modo asintomatico o con sintomi aspecifici, però per alcuni può avere, come in questo caso, problematiche pesanti a livello respiratorio o anche emorragico o anche a livello gastroenterico”.

Flotilla, Scotto (Pd) chiede “liberazione immediata Thiago e Saif”

Roma, 6 mag. (askanews) – “Chiediamo la liberazione immediata di Saif e Thiago, quello a cui abbiamo assistito è un sequestro, è un’inaccettabile violazione del diritto internazionale e della sovranità dell’Europa. Occorre una iniziativa europea per scortare la Global Sumud Flotilla e farla arrivare finalmente a Gaza”: lo ha dichiarato il deputato del Pd Arturo Scotto, che nel 2025 ha partecipato alla missione della flotilla, a margine della presentazione del suo libro “Flotilla” nella sala Berlinguer di Montecitorio, in riferimento ai due attivisti – il brasiliano Thiago Avila e il cittadino spagnolo di origini palestinesi Saif Abukeshek – prelevati dalla Marina israeliana in acque internazionali al largo di Creta e poi trasferiti in Israele il 29 aprile scorso.

Cbi Società Benefit approva il bilancio 2025 e rivela utili del +14%

Roma, 6 mag. (askanews) – L’assemblea dei soci di Cbi Società Benefit ha approvato il bilancio 2025, che segna ricavi in aumento del 14% e un margine operativo lordo al 21%. I dati confermano il successo dei servizi digitali. Le verifiche di Cbi Name Check sono state 150 milioni al mese, mentre il servizio Check Iban è cresciuto del 36%.

Il presidente Salvatore Maccarone spiega cosa ci sia dietro questa crescita e quali siano gli obiettivi per il 2026: “È stato un bilancio soddisfacente, ma è soddisfacente anche per tutto quello che è accaduto e che ha portato poi a questi numeri che sono effettivamente lusinghieri. Il Cbi durante questo anno ha fatto delle cose che si sono anche legate allo sviluppo del sistema dei pagamenti in sede europea e quindi questo ha comportato la elaborazione di alcune iniziative che sono poi alla base anche del successo che ha consolidato anche attività che venivano svolte in precedenza che con il consolidarsi sul mercato di CBI hanno prodotto numeri più importanti e che siamo contenti di poter offrire ai nostri soci e continuare a lavorare per il mercato. Io cosa che tengo sempre a sottolineare è che noi siamo una società che opera non per realizzare un profitto che vada a favore dei soci, ma per migliorare un servizio o produrne di nuovi creando delle economie a livello di sistema e per il pubblico che di questi servizi poi si gioverà”.

In occasione dell’assemblea, la Società Benefit ha presentato anche la relazione di impatto, confermando il proprio impegno per l’innovazione sostenibile del settore finanziario. Maccarone ha delineato le sfide strategiche previste per il 2026:

“Il 2026 è un anno molto impegnativo. È un anno impegnativo perché il meccanismo dei bonifici istantanei si consoliderà e quindi quello che il Cbi ha fatto dovrà farlo ancora in misura più importante nel corso dell’anno, perché ricordo che l’attività è cominciata alla fine del 2025 e sta crescendo con numeri assolutamente importanti nel 2026. Poi a questo si aggiungerà l’impegno derivante dal nuovo ruolo che il Cbi acquisirà attraverso la successione nel sistema di compensazione che era gestito dalla Banca d’Italia, il BI-COMP, e che ora sarà attribuito a Cbi. Quindi un anno di impegno, ma anche di risultati che sicuramente si produrranno e di cui noi siamo assolutamente soddisfatti”.

Minetti, Nordio annuncia causa civile contro Mediaset e ‘È sempre carta Bianca’

Milano, 6 mag. (askanews) – Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha dato mandato all’avvocato Giulio Micioni del Foro di Roma, per avviare azione risarcitoria in sede civile nei confronti di Bianca Berlinguer e di Mediaset, a seguito del sostegno alla diffusione di notizie relative al ‘caso Minetti’, andate in onda durante la puntata della trasmissione “E’ sempre Cartabianca” del 28 aprile 2026. Lo scrive il Ministero di via Arenula in una nota.

Il comunicato fa notare che si tratta di notizie e dichiarazioni, per le quali si è resa necessaria la smentita in diretta dello stesso ministro, considerate lesive dell’immagine dell’uomo e della istituzione che egli rappresenta. Nel caso di vittoria della causa civile, l’eventuale somma risarcita verrà interamente devoluta in beneficenza a una istituzione a tutela dei minori.

Tennis, Matteo Arnaldi al secondo turno a Roma

Roma, 6 mag. (askanews) – Matteo Arnaldi (n.106 ATP) dopo la splendida cavalcata vincente al Sardegna Open della scorsa settimana conferma l’ottimo momento di forma vincendo un match tutt’altro che facile sul Centrale del Foro Italico contro lo spagnolo Jaume Munar (n.38 ATP, vicino al proprio “best” di n.33), 63 36 63 lo score conclusivo dopo due ore e 33 minuti di gioco. Matteo vola al secondo turno degli Internazionali BNL d’Italia, dove lo aspetta una sfida affascinante e impegnativa contro Alex De Minuar, n.8 ATP e sesto nel seeding degli IBI26 (un precedente, vinto dall’australiano nello Slam di Melbourne edizione 2024).

Milano, strategie d’investimento di L&G al Salone del Risparmio

Milano, 6 mag. (askanews) – Al Salone del Risparmio, Legal&General punta su ETF e innovazione per rispondere alle nuove esigenze degli investitori, tra ricerca di reddito, sostenibilità e accesso sempre più digitale ai mercati.

Tra le soluzioni presentate, strategie orientate alla qualità e alla distribuzione di reddito, come ETF con cedole mensili, accanto a tematici legati ai grandi trend globali, in particolare sul fronte della clean energy e della gestione sostenibile dell’acqua.

“Il tema che portiamo è quello dei dividendi, i dividendi globali e di qualità. Quindi un portafoglio diversificato, che cerca di andare a prendere le azioni che pagano i dividendi più alti, ma che abbiano anche i bilanci di qualità. Il secondo tema che portiamo, invece, è più specifico ed è legato alla clean energy. Abbiamo visto che con la crisi petrolifica è tornata l’importanza delle fonti alternative e quindi tutto il tema del solare, dell’eolico, delle smart grid, all’interno di un ETF sulle rinnovabili, è un tema sicuramente di interesse” ha dichiarato Giancarlo Sandrin, Deputy Head of Wholesale Distribution Europe di L&G.

Accanto ai prodotti, al centro anche l’evoluzione della distribuzione: partendo dall’esperienza tedesca, il modello si fa sempre più digitale e ETF-friendly, con l’obiettivo di rendere gli investimenti più accessibili e attivare la liquidità inattiva.

“Il tema della digitalizzazione è fondamentale per gli investitori che si approcciano al mondo degli ETF. Digitalizzazione vuol dire conoscenza dei mercati, vuol dire anche formazione su cosa significa costruire un portafoglio ben diversificato in ETF, piattaforme che offrono la possibilità anche di selezionare i migliori ETF sul mercato e, non da ultimo, piattaforme di negoziazioni digitali che consentono agli investitori di poter costruire un portafoglio ben diversificato in ETF, con costi veramente accessibili” ha aggiunto Sandrin.

Tra innovazione di prodotto e trasformazione dei canali, gli ETF si confermano strumenti chiave per un risparmio più efficiente, con uno sguardo sempre più orientato al lungo periodo.

Schlein rilancia: disponibili a confronto con Giuli su riforma cinema

Roma, 6 mag. (askanews) – “Abbiamo sentito le parole del ministro Giuli su un’occasione da non sprecare per sostenere il settore del cinema e dell’audiovisivo. Ribadiamo la nostra disponibilità, è uscito da poco un comunicato di tutte le opposizioni unite, che ribadiscono la nostra disponibilità a un confronto per sostenere un settore in difficoltà, quello del cinema e dell’audiovisivo, che è un settore strategico del nostro Made in Italy”: così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine della presentazione nella Sala Berlinguer a Montecitorio, del libro del deputato Arturo SCotto “Flotilla: in viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta”.

“Chiaramente il confronto a partire dalle nostre proposte già calendarizzate. Perché se questa occasione di confronto c’è, è perché le opposizioni hanno chiesto la calendarizzazione delle nostre proposte. Ad esempio quella di un’agenzia pubblica e indipendente sul cinema che possa promuoverlo e valorizzarlo, ma anche quella delle tutele che servono per le lavoratrici e i lavoratori del settore, a partire dal ripristinare l’indennità di discontinuità come era stata pensata”, ha aggiunto Schlein.

Nucleare, Pichetto: ragionevole chiusura iter legge delega entro anno

Roma, 6 mag. (askanews) – E’ “ragionevole” ipotizzare la conclusione dell’iter per l’approvazione e l’attuazione della legge delega sul nucleare “entro la fine dell’anno”. Così il ministro per l’Ambiente e la Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, parlando con i cronisti alla Camera.

Per quanto riguarda la “accelerazione” sul progetto, emersa oggi dal vertice di governo con Giorgia Meloni, Pichetto ha sottolineato che “l’accelerazione riguarda il rispetto dei tempi previsti, alla Camera e poi al Senato. Poi c’è da fare i decreti attuativi, entro la fine dell’anno o subito all’inizio del 2027”.

Pichetto, conversando con i giornalisti, ha anche evidenziato che “il clima è completamente cambiato” tra i cittadini rispetto al tempo del referendum che disse no al nucleare: questo “per la crisi energetica, ma anche per l’informazione all’opinione pubblica”.

Torna Nuova Scena, il rap show che scova nuovi talenti

Milano, 6 mag. (askanews) – Nuova Scena, il rap show prodotto da Fremantle, torna solo su Netflix con la terza stagione ogni lunedì, a partire dal 22 giugno. Nove episodi, uno in più rispetto alle edizioni precedenti, con una giuria che si fa ancora più forte: accanto agli ormai iconici Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain si aggiunge Guè, altra leggenda della scena che alza il livello della competizione per scovare i nuovi talenti del rap italiano. I primi quattro episodi – disponibili da lunedì 22 giugno – avranno una struttura totalmente rinnovata: i giudici si riuniranno nella prima puntata per le audition, che quest’anno apriranno la fase di selezione, alla ricerca dei migliori rapper emergenti, tra brani originali e battle di freestyle. Per completare lo scouting, infine, Fabri Fibra, Geolier, Rose Villain e Guè ascolteranno nuove promesse della scena a Lugano, Bologna e Milano, affiancati da alcune icone urban. Chi supererà le final audition verrà messo alla prova nei quattro successivi episodi – disponibili da lunedì 29 giugno – con sfide sempre più intense: cypher, una prova inedita sui sample, elemento di grande novità di questa edizione, videoclip e featuring. Solo i migliori accederanno alla finale di lunedì 6 luglio, in cui gli artisti si sfideranno per l’ultima volta e uno solo vincerà il premio di 100.000 euro. La terza stagione di Nuova Scena, prodotta da Fremantle Italia, è scritta da Marco Curti, Matteo Lenardon, Paola Papa, Sonia Soldera, con Alessandra Colombo, Vincenzo Maiorana, Alessandra Tomaselli, per la regia di Alessio Muzi. Le prime due stagioni di Nuova Scena hanno lasciato decisamente il segno: gli inediti dei concorrenti che sono arrivati alle fasi finali dello show (videoclip e finale) hanno raggiunto in totale quasi un miliardo di stream, considerando tutte le piattaforme musicali e social. Numeri che confermano come lo show sia ormai una delle vetrine più seguite per il rap italiano, capace di scovare nuovi e promettenti talenti.

Hector Villanueva al Forum Comunicazione 2026

Roma, 6 mag. – Nel contesto delle trasformazioni che investono le società contemporanee, segnate dalla crisi dei linguaggi pubblici, dalla digitalizzazione delle relazioni e dall’emergere di nuove forme di frammentazione sociale e culturale, il Forum Comunicazione 2026 si configura come uno dei principali luoghi di elaborazione teorica e professionale sul ruolo della comunicazione nella costruzione del senso collettivo. L’evento si è svolto presso la Sede di Assolombarda a Milano ed è organizzato da Comunicazione Italiana in collaborazione con Assolombarda.

Giunto alla sua diciannovesima edizione, il Forum rappresenta una piattaforma stabile di confronto tra impresa, istituzioni, cultura e innovazione, in cui la comunicazione è intesa non solo come funzione operativa ma come infrastruttura simbolica e culturale della società contemporanea. Il programma include Talk Show, Tavoli Tematici, Workshop e momenti di dialogo tra C-Level manager e professionisti del settore, con l’obiettivo di ridefinire linguaggi, modelli e responsabilità nell’ecosistema digitale.

Il tema dell’edizione 2026, ‘Tone of Voice: la voce delle organizzazioni tra linguaggio, fiducia e tecnologia’, pone al centro la parola come elemento costitutivo dell’identità organizzativa e della fiducia, in un contesto di iperconnessione e trasformazione tecnologica che ridefinisce profondamente il linguaggio e le sue responsabilità.

Nel quadro teorico del Forum si colloca il contributo congiunto di Biagio Maimone e Héctor Villanueva, che si configura come una proposta di nuovo umanesimo della comunicazione, fondato sulla parola come principio generativo di relazione, coesione, integrazione e lotta alla povertà economica e morale. Biagio Maimone, giornalista e Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, nonché Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, è autore del volume ‘La comunicazione creativa per lo sviluppo socio-umanitario’, nel quale sviluppa una visione della parola come strumento di relazione e dialogo, in contrasto con le derive di una comunicazione distorta e aggressiva tipica di una parte dei social e dei media. In tale prospettiva, il suo contributo si colloca all’interno di una riflessione più ampia sul rinnovamento del giornalismo e della comunicazione contemporanea, orientata al futuro e profondamente attenta alla dimensione sociale, nella quale l’atto comunicativo si configura come responsabilità etica e impegno civile. La sua proposta si fonda su una comunicazione creativa intesa come pratica etica e sociale, capace di ricostruire legami e promuovere una cultura del rispetto, dell’ascolto e della dignità della persona, anche come risposta concreta alle diverse forme di povertà materiale e immateriale che attraversano la società contemporanea. In questo quadro, l’attività di Maimone si distingue per una costante attenzione alle istanze degli ultimi e degli esclusi, configurando un modello di giornalismo socialmente impegnato e orientato alla promozione del bene comune. Per il suo impegno nel dare voce a persone che vivono il disagio della povertà, è stato definito “il giornalista dei poveri”. Inoltre, a breve prenderà vita l’associazione Progetto Vita e Umanità, iniziativa volta a promuovere una comunicazione al servizio degli ultimi e degli esclusi, in linea con una visione che coniuga etica della parola, responsabilità sociale e prospettive di sviluppo umano integrale.

Héctor Villanueva, Responsabile Area America Latina e Caraibi della Federazione Eurandina e fondatore di Milano Siamo Noi, sviluppa una prospettiva centrata sull’integrazione interculturale e sulla costruzione di una nuova identità sociale. La parola viene intesa come spazio di relazione e inclusione, capace di valorizzare i “nuovi italiani” come espressione di una cittadinanza plurale in evoluzione, fondata sul dialogo tra culture, lingue e religioni e sulla partecipazione attiva alla vita sociale del Paese. Tale visione si estende anche alla necessità di contrastare le disuguaglianze e le nuove forme di esclusione che alimentano povertà sociale ed educativa.

La Chiesa del dialogo di Papa Francesco e la Chiesa missionaria di Papa Leone XIV vengono assunte come riferimento etico, spirituale e di grande respiro del pensiero di Maimone e Villanueva, nella prospettiva di una comunicazione che si apre alla dimensione trascendente dell’umano, coniugando responsabilità sociale, visione universale e costruzione del bene comune, in un orizzonte orientato alla dignità integrale della persona e alla fraternità tra i popoli.

L’incontro tra queste visioni genera una lettura condivisa della relazione umana come pratica pedagogica e trasformativa, fondata su un’architettura simbolica capace di costruire ponti tra individui, comunità e sistemi culturali differenti.

In questa prospettiva si inserisce la proposta della nuova materia scolastica “Comunicazione e Linguaggio”, avanzata da Maimone e Villanueva e sostenuta anche da Angelo Bertoglio. L’obiettivo è introdurre sin dalla scuola primaria un percorso formativo dedicato alla consapevolezza dei linguaggi e dei media, come strumento di educazione critica e di autodifesa rispetto agli ecosistemi digitali.

La proposta si configura anche come risposta educativa ai fenomeni di bullismo, cyberbullismo e odio sociale, promuovendo un uso consapevole della parola, lo sviluppo dell’empatia e la responsabilità relazionale sin dalle prime fasi dell’istruzione, con una funzione preventiva rispetto alle povertà educative e relazionali che alimentano esclusione e marginalità.

All’interno del Forum Comunicazione 2026, Maimone e Villanueva partecipano al Tavolo Tematico “Comunicazione & Terzo Settore”, dedicato a “Comunicare il no-profit: impatto, credibilità e governance del racconto”, nel quale i processi narrativi vengono analizzati come dispositivi di legittimazione sociale e costruzione della fiducia.

Il tavolo affronta il rapporto tra narrazione, impatto sociale e responsabilità etica, ponendo l’accento sulla necessità di coniugare efficacia espressiva e trasparenza, evitando semplificazioni e valorizzando la complessità dei processi del Terzo Settore.

La conduzione è affidata a Tullia Cautiello, Content & Music Development per For Human Relations, Presidente, Co-Founder e Tesoriere dell’Associazione For Human Community, con funzione di regia e mediazione del dibattito tra prospettive accademiche, istituzionali e professionali.

Intervengono inoltre Lea Barzani (CBM Italia Onlus), Andrea Compagnucci (ANFOLS), Beatrice Frascatani (ALDA), Francesca Lucci (Fondazione Alberto Sordi), Debora Piovesan (UNICEO), Pier Raffaele Spena (FAIS ONLUS) e Antonella Zaghini (Guna). Nel complesso, il contributo dei protagonisti si configura come una proposta di nuovo umanesimo della comunicazione, in cui lam parola diventa fondamento di integrazione interculturale e interreligiosa e strumento di costruzione di una società fondata su dialogo, relazione, responsabilità del linguaggio e lotta concreta contro ogni forma di povertà materiale, culturale ed educativa.

“La comunicazione, in quanto arte profondamente umana, deve assumere un ruolo decisivo e non più rinviabile nella lotta alla povertà economica e alla povertà morale. Coloro che operano nell’ambito della comunicazione e del giornalismo, oltre a narrare la verità e a promuovere la giustizia, sono chiamati ad assumere una responsabilità etica e civile non eludibile: dare voce a quanti vivono condizioni di disagio, esclusione e invisibilità sociale, sottraendoli alla marginalità simbolica oltre che materiale. Non bisogna smarrire la missione originaria della comunicazione e della narrazione: costruire ponti tra le persone, generare consapevolezza critica e contribuire alla piena dignità degli individui e delle comunità, soprattutto delle più fragili. In questo orizzonte, solidarietà, sostenibilità e spiritualità non costituiscono un’opzione retorica, bensì delineano la traiettoria necessaria e irreversibile del futuro dell’umanità, configurandosi come una trilogia assiologica imprescindibile. Ogni forma di comunicazione sia essa istituzionale, aziendale, politica, sociale, culturale o sportiva deve necessariamente fondarsi su tali principi, pena la propria irrilevanza etica e il rischio di contribuire alla disgregazione del tessuto sociale. Solo attraverso questo equilibrio valoriale è possibile articolare un linguaggio autentico e responsabile, capace non solo di orientare le coscienze, ma di incidere concretamente sui processi di trasformazione sociale, promuovendo uno sviluppo realmente umano, inclusivo e sostenibile. Senza una parola che si faccia responsabilità e relazione, non può darsi giustizia sociale né un autentico futuro condiviso”, hanno dichiarato Maimone e Villanueva.

Bmw batte le stime e punta a compensazione per dazi Usa

Milano, 6 mag. (askanews) – Bmw festeggia in Borsa dopo i conti del primo trimestre, sostenuta da un margine auto migliore delle attese e dalla conferma della guidance 2026, nonostante dazi Usa, Cina e tensioni geopolitiche. Il gruppo si attende un secondo semestre più forte con il roll-out dei modelli Neue Klasse. Il titolo ha chiuso in rialzo del 5,4%, meglio del Dax (+2,2%) e dell’indice Euro Stoxx di settore (+4%).

Bmw ha chiuso il trimestre con ricavi in calo dell’8,1% a 31 miliardi di euro e utile netto a 1,67 miliardi (-23,1%). Nell’Automotive i ricavi sono scesi del 7% a 27,1 miliardi, l’Ebit è calato del 33,5% a 1,34 miliardi, e il margine al 5%, dal 6,9%, restando al centro della guidance annua 4-6%. Il free cash flow della divisione è salito a 777 milioni, da 413 milioni, grazie alla riduzione degli investimenti (-39%) dopo il picco per lo sviluppo della Neue Klasse, costato complessivamente 10 miliardi di euro.

Sui conti auto hanno pesato dazi, Cina, cambi e materie prime. Il Cfo Walter Mertl ha quantificato in circa 400 milioni l’impatto negativo di cambi e materie prime e in circa 700 milioni quello di volumi, mix e prezzi rispetto al primo trimestre 2025. I dazi Usa hanno ridotto il margine Ebit di circa 1,25 punti nel trimestre; Bmw prevede per il 2026 un impatto analogo sul margine Automotive, dopo circa 1,5 punti nel 2025.

Il Ceo Oliver Zipse ha ridimensionato il rischio di un aumento dei dazi Usa sulle auto europee dal 15% al 25%, definendolo una “pressione negoziale” sull’Ue perché rispetti l’accordo commerciale con Washington. Nella call, Zipse ha detto che Bmw sta discutendo con l’amministrazione Usa una accordo di “compensazione”: l’ingresso negli Stati Uniti di un’auto importata dall’Europa per ogni vettura prodotta negli Usa ed esportata. A riguardo un portavoce Bmw ha confermato ad Askanews che “è in corso un costante confronto con l’amministrazione Usa e con Bruxelles”.

In Cina le consegne sono calate del 10% a 144mila unità, facendo comunque meglio di un mercato in flessione di oltre il 17%. Il Ceo ha ribadito che la Cina “resterà il più grande mercato del gruppo”. Sulle partnership industriali in Europa con costruttori cinesi, Zipse ha escluso la necessità di accordi: “non abbiamo bisogno di ridurre la capacità”.

Riguardo le tensioni in Medio Oriente che pesa per l’1,5% delle consegne, Bmw scommette sul fatto che il conflitto sia temporaneo e indica un impatto limitato nel primo trimestre (vendite -7%). Il rincaro del prezzo dei carburanti spinge intanto la domanda di auto elettriche in Europa: gli ordini Bev sono aumentati di oltre il 60%, sostenuti anche dal successo dei nuovi modelli. La iX3 elettrica, primo modello della Neue Klasse, ha già raccolto oltre 50mila ordini. Negli Usa invece cresce l’interesse per motori termici efficienti.

Quella sui conti del primo trimestre è stata l’ultima call di Oliver Zipse da Ceo di Bmw. Il manager lascerà l’incarico dopo 35 anni in Bmw il 13 maggio e sarà sostituito da Milan Nedeljkovic, attuale responsabile della produzione. In apertura Zipse ha ricordato Alessandro Zanardi, pilota e ambassador del brand, definendolo “un esempio per il mondo”.

Passante Bologna, Priolo: Paese non può permettersi di stare fermo

Bologna, 6 mag. (askanews) – “Penso che non se lo possa permettere il sistema Paese. Ogni weekend, ogni incidente c’è un problema sul nodo di Bologna. Non se lo può permettere Bologna, non se lo può permettere la Riviera, non se lo può permettere Milano quando qualcuno viene giù per andare a Firenze. Non possiamo rimanere in questo stato dell’arte”. Lo ha dichiarato l’assessora alle Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna Irene Priolo, a margine del convegno sulla ricostruzione, facendo il punto con i cronisti sul progetto del Passante di Bologna.

“Il presidente e il ministro si sono sentiti telefonicamente perché abbiamo bisogno di concludere il lavoro che abbiamo fatto – ha spiegato Priolo -. Stiamo aspettando una convocazione a Roma. Durante l’incontro vedremo il famoso protocollo che dovremo sottoscrivere come Regione, Ministero, Aspi, Comune di Bologna e Città metropolitana. Ho visto che Aspi ha presentato il Pef, quindi credo che il Ministero si stia prendendo tempo per verificare come le opere che abbiamo chiesto siano collocate nel nuovo piano economico-finanziario”.

“Si tratta di capire le tempistiche con cui verranno date le risorse, perché ci sono progetti esecutivi che vorremmo già partissero – ha aggiunto l’assessora -. Il tracciato in sede del passante è stato rivisitato, deve essere rifatto, per cui dobbiamo decidere il calendario degli interventi. A forza di star fermi i costi delle opere continuano a crescere, non ce lo possiamo più permettere”.

Spionaggio, Cassazione: 20 anni di carcere per Walter Biot

Roma, 6 mag. (askanews) – Condanna definitiva a 20 anni di reclusione per Walter Biot, l’ex ufficiale della Marina militare italiana arrestato la sera del 30 marzo 2021 mentre passava documenti segreti Nato ad un diplomatico russo. I giudici della Cassazione hanno confermato il giudizio d’appello e accolto in sostanza richiesta espressa stamane dall’avvocato generale dello Stato, Marco Dall’Olio.

Finisce così in un palazzo di giustizia, quasi vuoto, il caso del capitano di fregata che venne colto in flagrante dal Ros dei carabinieri mentre dava una micro SD, con dentro 181 fotografie di dossier riservati, ad un agente di Mosca. Il momento della cattura di Biot, come ricordato stamane, non fu una sorpresa. I magistrati lo avevano già messo nel mirino da alcuni giorni.

In particolare Biot il 18, 23 e 25 marzo 2021 scatta numerose foto a documenti sia in formato cartaceo che visualizzati sullo schermo della propria postazione di lavoro. Le telecamere nascoste dagli investigatori provano tutto. Nessun dubbio per gli inquirenti. Basta seguire le tracce e scatta la trappola. Lo 007 russo ha una carta d’identità diplomatica e dopo alcune formalità viene accompagnato all’aeroporto ed espulso. Biot non ha parole. Nel suo borsello ci sono cento banconote da 50 euro, il prezzo della corruzione.

Il processo a carico di Biot “ha consentito di appurare che era munito di nulla osta di sicurezza di livello SS/Cosmic/UE avendo perciò accesso alle informazioni classificate, anche in virtù dell’incarico di ‘ufficiale alla sicurezza designato’ presso il reparto”. Rispetto a quel che contenevano le schede di memoria nascoste nella scatola di farmaci le carte erano “del tutto indivulgabili, indipendentemente dall’apposizione del segreto di Stato da parte della Presidenza del consiglio dei ministri”.

L’ex ufficiale sta già scontando in carcere la condanna definita della magistratura militare, a 29 anni e 2 mesi, per la violazione del segreto militare in cambio di denaro. La detenzione nel carcere di Velletri e l’attività dei corsi di studio e recupero è il giorno dopo giorno con la quale Biot si deve confrontare. Da ora in avanti.

Nessuna spiegazione è mai stata offerta sul perché sia finito a fare l’informatore di un diplomatico russo. “Era uno molto rispettato ed anche pignolo sul lavoro”, dice adesso un collega di allora. “Nessuno che lo conosceva poteva aspettarsi un coinvolgimento del genere da parte sua”, continua il militare. Le indagini fiscali e patrimoniali, avviate all’epoca dell’arresto di Biot, non hanno mai portato a trovare traccia chiara e netta di una presunta ricchezza accumulata nel tempo.

I quattro figli, la moglie, la villetta vicino Pomezia con un mutuo ancora da pagare. Era questa la realtà di Biot quando a bordo della sua auto raggiungeva gli uffici del terzo reparto di politica militare dello Stato maggiore della difesa. Non si riesce a capire perché andasse poi nel parcheggio di un supermarket, tra Spinaceto e la Pontina, per incontrarsi con un agente russo. Le motivazioni economiche, con lo stipendio che non bastava mai, non definiscono il quadro. Anzi, ogni cosa resta avvolta nella nebbia, come in un romanzo di cappa e spada, o di spionaggio.

Riccardo Ponzio si prepara ad una nuova stagione con AF Corse

Pineto, 6 mag. (askanews) – Il 10 maggio, al Misano World Circuit, si darà il via alla stagione 2026 del Campionato Italiano Gran Turismo Endurance. In tanti, ai nastri di partenza, che ambiscono alla vittoria finale, tra cui, certamente Riccardo Ponzio. Classe 97, il pilota nativo di Pescara può contare su un’esperienza al volante già consolidata che lo accredita tra i favoriti per vederlo, a fine competizione, sul gradino più alto del podio.

Le sensazioni di Riccardo Ponzio alla vigilia della nuova stagione: “Questo è il terzo anno con AF Corse, vengo da due stagioni molto positive dove abbiamo centrato anche le vittorie assolute, ma quest’anno penso sarà l’anno giusto per puntare al titolo. L’equipaggio è di livello e il team è di primo ordine come la sua storia dimostra”.

E sui compagni di abitacolo: “Francesco Braschi e Andrew Rackstraw sono due compagni perfetti per questo campionato Endurance. Io credo che le qualità di tutti e tre messe insieme potranno farci puntare non meno che alle posizioni di vertice”.

La grande novità è il kit Evo: “La 296 GT3 che ho usato negli ultimi tre anni è una macchina già di per sé molto molto buona di partenza, hanno sviluppato il kit Evo che ha dato degli ottimi risultati soprattutto in scia con le altre macchine, quindi soprattutto nella situazione di gara dovrebbe avere dei grossi vantaggi e adesso questa domenica vedremo come andrà”.

E sull’esperienza consolidata nel tempo che lo ha portato fin qui: “L’esperienza accumulata negli ultimi 3-4 anni nel GT italiano è importantissima, spero di portare il mio bagaglio di esperienza a tutto l’equipaggio e che questo possa essere l’arma in più per farci puntare finalmente al titolo tricolore”.

Esordio il 10 maggio al Misano World Circuit, poi si continua il 21 giugno a Monza, per poi passare il 6 settembre all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola e concludere l’1 novembre al tempio del Mugello. 4 incontri, da non perdere, e un solo vincitore. Per Ponzio è giunto il momento di entrare, in maniera definitiva e stabile, nei grandi del Gran Turismo Endurance.

Mattarella: Italia in momenti difficili esprime formidabili risorse

Gemona del Friuli, 6 mag. (askanews) – “Il nostro Paese conserva formidabili risorse morali di umanità e senso di unità, che sa esprimere nei momenti più difficili, prezioso patrimonio sociale e civile. E’ accaduto in Friuli. Era già accaduto prima altrove. E questa storia generosa si è sovente riproposta”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento a Gemona del Friuli per il consiglio regionale straordinario del Friuli Venezia Giulia, in occasione del 50esimo anniversario del terremoto del 1976.

Dfp, Conte: Governo si attivi in Ue per rivedere Patto di stabilità

Roma, 6 mag. (askanews) – “Gli stipendi crollano di quasi l’8 per cento rispetto a 4 anni fa, salgono i prezzi della benzina dopo l’ultimo decreto, la pressione fiscale è ai massimi dai tempi di Monti. Qui il toro va preso per le corna e siamo già fuori tempo massimo: abbiamo presentato un atto a firma del nostro Filippo Scerra per premere in questi giorni in Parlamento sul Governo affinché si attivi urgentemente e con la massima forza in Europa per rivedere immediatamente il Patto di stabilità che gli stessi Meloni e Giorgetti hanno sottoscritto, commettendo un errore storico che, a causa dei vincoli che ci siamo autoimposti, non ci permette di investire su una rete di protezione contro la crisi economica ed energetica”. Lo ha scritto il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in un post sui suoi canali social.

A giudizio dell’ex premier “bisogna rivedere i vincoli europei e dare vita a un nuovo Recovery con investimenti comuni come nel 2020. Abbiamo anche chiesto che il Governo venga in aula a garantire che un eventuale scostamento di bilancio sia destinato alle emergenze dei cittadini e che non ci sia un solo euro sulla spesa militare. Al Governo non se la possono cavare con un decreto lavoro che non mette fuorilegge gli stipendi da fame e non mette un euro in più in tasca ai lavoratori, con gli slogan delle briciole di un piano casa di 10 anni, presentato a fine legislatura”.

“I cocci lasciati per terra sono talmente numerosi che sarà complicato rimettere in carreggiata il Paese, ma noi ci siamo e abbiamo già dimostrato che si può fare. Anche nei contesti più difficili”, ha concluso Conte.

Sal Da Vinci annuncia il nuovo album Per sempre sì: parla d’amore

Milano, 6 mag. (askanews) – A meno di una settimana dal debutto sul palco dell’Eurovision Song Contest di Vienna, Sal Da Vinci annuncia oggi il suo nuovo album Per sempre sì, omonimo del brano vincitore di Sanremo, in uscita il prossimo 29 maggio e da ora disponibile in preorder.

Il disco segna un nuovo capitolo artistico e personale, in cui Sal Da Vinci continua a esplorare il tema dell’amore nelle sue molteplici sfumature. Un progetto fatto di storie e frammenti di vita quotidiana, tra esperienze personali e racconti in cui il pubblico può riconoscersi, sempre guidato da una cifra autentica e profondamente umana.

Intanto, la popolarità della title track Per sempre sì continua a crescere: il brano ha già superato oltre 24 milioni di stream su Spotify e milioni di visualizzazioni su YouTube, affermandosi come una delle colonne sonore di questo 2026.

L’annuncio dell’album arriva inoltre a pochi giorni da un altro momento importante: proprio la scorsa settimana l’artista ha annunciato la tripletta nella sua Napoli, con l’aggiunta della terza data all’Arena Flegrea il 27 settembre.

Per Sal in arrivo un’estate di intensa attività live, tra rassegne e grandi palchi in tutta Italia, che culminerà proprio con le date napoletane, prima del ritorno in autunno nei teatri, dove porterà il suo mondo in una dimensione più raccolta e narrativa.

Calendario aggiornato del tour estivo 2026 Giovedì 9 luglio 2026 | Locarno, Moon+Stars Mercoledì 15 luglio 2026 | Benevento, BTC Music Festival (Piazza Cardinal Pacca) Sabato 18 luglio 2026 | Cattolica (RN), Arena della Regina Martedì 21 luglio 2026 |Cervere (CN), Anima Festival (Anfiteatro dell’Anima) Lunedì 27 luglio 2026 | Este (PD), Este Music Festival Giovedì 30 luglio 2026 | Agrigento, Festival Il Mito (Live Arena) Sabato 1 agosto 2026 | Francavilla al Mare (CH), Piazza Sant’Alfonso Mercoledì 5 agosto 2026 | Golfo Aranci (SS), Golfo Aranci Mon Amour (gratuito) Venerdì 7 agosto 2026 | Giovinazzo (BA), Levante Arena Sabato 8 agosto 2026 | San Pancrazio Salentino (BR), Forum Eventi Lunedì 10 agosto 2026 | Santa Maria di Castellabate (SA), Villa Matarazzo Mercoledì 12 agosto 2026 | Cirò Marina (KR), KrimiSound Festival (Arena Saracena) Giovedì 13 agosto 2026 | San Nicola Arcella (CS), Arcella Open Air Sabato 15 agosto 2026 | Lucera (FG), Lucera Music Lights Festival (gratuito) Domenica 16 agosto 2026 | Tottea (TE) XX Edizione Notte Azzurra Martedì 18 agosto 2026 | Sabaudia (LT), Arena del Mare BCC Roma Giovedì 20 agosto 2026 | Forte dei Marmi (LU), Villa Bertelli Giovedì 3 settembre 2026 |Roma, Roma Summer Fest (Cavea – Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone) Venerdì 25 settembre 2026 | Napoli, Arena Flegrea Sabato 26 settembre 2026 | Napoli, Arena Flegrea Domenica 27 settembre 2026 | Napoli, Arena Flegrea NUOVA DATA

Teatri 2026 Mercoledì 7 ottobre 2026 | San Marino, Teatro Nuova Dogana Venerdì 9 ottobre 2026 | Roma, Auditorium Conciliazione Lunedì 12 ottobre 2026 | Brescia, Teatro Clerici Mercoledì 14 ottobre 2026 | Torino, Teatro Colosseo Venerdì 16 ottobre 2026 | Padova, Gran Teatro Geox Domenica 18 ottobre 2026 | Bologna, Europauditorium Martedì 20 ottobre 2026 | Milano, Teatro Arcimboldi Venerdì 23 ottobre 2026 | Bitritto (BA), Palatour Martedì 3 novembre 2026 | Firenze, Teatro Verdi Giovedì 5 novembre 2026 | Catania, Teatro Metropolitan Sabato 7 novembre 2026 | Avellino, Teatro Gesualdo Lunedì 9 novembre 2026 | Ancona, Teatro delle Muse

L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

E’ morto Ted Turner, il fondatore della Cnn

Roma, 6 mag. (askanews) – Ted Turner, fondatore dell’emittente statunitense Cnn è morto oggi all’età di 87 anni: lo riferisce l’emittente americana.

L’imprenditore di Atlanta, originario dell’Ohio, ha costruito un impero mediatico che comprendeva la prima superstazione via cavo e canali popolari per film e cartoni animati, oltre a squadre sportive professionistiche di Baseball come gli Atlanta Braves.

La Cnn ricorda i trascorsi del suo fondatore: Turner fu un velista di fama internazionale; un filantropo che fondò la Fondazione delle Nazioni Unite; un attivista che si batté per l’eliminazione globale delle armi nucleari; e un ambientalista, svolgendo un ruolo cruciale nella reintroduzione dei bisonti nell’ovest americano.

Nel 1991, Turner è stato nominato Uomo dell’anno dalla rivista Time per aver “influenzato le dinamiche degli eventi e trasformato gli spettatori di 150 paesi in testimoni istantaneamente della storia”.

Turner alla fine vendette le sue reti a Time Warner e in seguito si ritirò dal settore, ma continuò a esprimere orgoglio per la Cnn, definendola il “più grande successo” della sua vita.

“Ted era un leader profondamente coinvolto e impegnato, intrepido, impavido e sempre pronto a seguire il proprio intuito e a fidarsi del proprio giudizio”, ha dichiarato Mark Thompson, Presidente e CEO di Cnn Worldwide, in un comunicato. “È stato e sarà sempre lo spirito guida di CNN. Ted è il gigante sulle cui spalle poggiamo, e oggi tutti noi ci prenderemo un momento per ricordarlo e per onorare il suo impatto sulle nostre vite e sul mondo”.

Turner lascia cinque figli, quattordici nipoti e due pronipoti.

Biennale, protesta palestinese al Padiglione Israele: “No genocidio”

Venezia, 6 mag. (askanews) – Protesta filo palestinese davanti al padiglione di Israele alla Biennale d’arte di Venezia. Un gruppo di attivisti e di artisti ha manifestato per protestare contro la presenza dello Stato ebraico, gli slogan erano “No al padiglione del genocidio”, “No morte a Venezia”, “No art washing”.

Pd, de Pascale: Madia lascia? scelta personale non fatto politico

Bologna, 6 mag. (askanews) – “Dispiace sempre quando qualcuno esce, però mi sembra sinceramente più una scelta personale che un fatto politico. Non mi sembra che siano avvenute recentemente prese di posizione o atti del Pd che abbiano determinato un cambiamento della linea rispetto a quella degli ultimi tre-quattro anni”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, a margine del convegno sulla ricostruzione, commenta l’addio di Marianna Madia al Partito democratico.

“Quando si va verso le elezioni c’è sempre qualche smottamento, a volte per ragioni facilmente comprensibili – ha aggiunto de Pascale -. Ma sono molto convinto che alle prossime elezioni politiche il Partito democratico prenderà molti più voti di quelli che aveva preso la volta scorsa, e che alla fine il perimetro del Pd sarà più largo di quello di cinque anni fa”.

Calcio, Abete incontra i club di B: "Vado avanti"

Roma, 6 mag. (askanews) – Concluso l’incontro tra Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, e i club della Lega Serie B. Un confronto definito “positivo” dallo stesso Abete, che ha sottolineato l’importanza di un dialogo approfondito in una fase delicata per il sistema calcio.

“Importante che ci siano approfondimenti dei problemi in questa fase. L’obiettivo è che le componenti parlino dei problemi del calcio. Bisogna legittimare un percorso e dare delle priorità”, ha spiegato il presidente LND al termine della riunione.

Abete ha poi ribadito la volontà di proseguire nel percorso già avviato: “Io vado tranquillamente avanti e la presentazione di una candidatura che determina e facilita un percorso nei 40 giorni successivi di approfondimenti delle tematiche. Sappiamo come vanno le cose. Se non c’è competizione tutti dicono vediamo che fa il presidente”.

Nel suo intervento, il dirigente ha posto l’accento non tanto sulla figura del presidente federale quanto sulla necessità di una sintesi condivisa: “Il problema non è la qualità del presidente federale ma la capacità di trovare insieme la sintesi dei problemi esistenti. Se non si fa questo nessuno può risolvere i problemi”.

Dopo l’incontro con Abete, sarà ora il turno di Giovanni Malagò, presidente del Coni, proseguire il ciclo di confronti con i club della Serie B.

Alluvione Emilia-R., Curcio: in arrivo l’ordinanza per le imprese

Bologna, 6 mag. (askanews) – “A breve uscirà l’ordinanza per le imprese per gli eventi del 2024 che conterrà, tra le altre cose, le semplificazioni già previste per i privati. Rispetto all’anno scorso abbiamo un incremento importante, oltre due terzi in più rispetto alle richieste effettuate, e questo significa che c’è un movimento importante”. Lo ha dichiarato il commissario alla Ricostruzione Emilia-Romagna Fabrizio Curcio al convegno organizzato in Regione da RemTech e Ansfisa.

“Oggi il commissario ha un quadro chiaro delle cose che deve fare, soprattutto sulla ricostruzione pubblica – ha spiegato Curcio -. Abbiamo la famosa ordinanza 57 che stabilisce le 6.368 opere sotto la responsabilità del commissario. A giorni apriremo nel nostro portale la possibilità per tutti, cittadini, amministrazioni ed enti, di controllare lo stato dell’arte per comune e per soggetto attuatore delle singole opere”.

Sul fronte delle risorse, Curcio ha ricordato che “il governo con il decreto legge 65 ha messo a disposizione un miliardo per le tre regioni, 919 milioni per l’Emilia-Romagna. Il Dpcm di suddivisione è nella fase finale, il commissario lo ha proposto a febbraio”.

Alluvione E-R, Sogesid: 136 cantieri in programma, 78 entro agosto

Bologna, 6 mag. (askanews) – “Abbiamo un programma di 136 cantieri in corso. Di questi è previsto che 100 partiranno operativamente tra settembre e ottobre, e i primi 78 già entro il mese di agosto”. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Sogesid Errico Stravato al convegno sulla ricostruzione organizzato in Regione Emilia-Romagna da RemTech e Ansfisa.

“Siamo in una fase importante e anche critica, se vogliamo, perché è la fase di attivazione dei cantieri – ha spiegato Stravato -. L’apertura dei cantieri significa temi di esproprio, temi di accesso alle aree, ma questo lo stiamo affrontando di concerto con i Comuni e con la Regione, in maniera da accelerare tutti questi passaggi. La pianificazione è completa, lo stato di attuazione è definito, è una questione di tempi, ci possono essere sfasamenti di un mese prima o un mese dopo”.

“Il lavoro che si sta facendo è veramente di squadra con il commissario, con la Regione, con i Comuni – ha concluso l’ad di Sogesid -. Lo spirito è che chi ha la possibilità faccia un passo avanti per risolvere il problema”.

"Immaginaria": il cinema delle donne a Roma, tra politica e desiderio

Roma, 6 mag. (askanews) – Dall’8 al 10 maggio il Cinema Nuovo Sacher di Roma accoglie la XXI edizione di “Immaginaria – International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women”, appuntamento di riferimento per il cinema indipendente delle donne. Tre giorni di proiezioni, incontri e dialoghi con registe e attrici per dare spazio a narrazioni ancora marginalizzate nei circuiti mainstream e riflettere sul ruolo del cinema indipendente contemporaneo.

La XXI edizione di Immaginaria è dedicata a Edda Billi (1933-2026), figura storica del movimento femminista e lesbico italiano, recentemente scomparsa. Attivista, teorica e poetessa, lesbica dichiarata, ha attraversato più di cinquant’anni di lotte influenzando generazioni di donne. Tra i suoi contributi fondamentali, la fondazione del Centro di Studi e Iniziative Alma Sabatini, la partecipazione all’occupazione di Via del Governo Vecchio e alla fondazione della Casa Internazionale delle Donne di Roma.

Testimonial di Immaginaria è Federica Rosellini, regista, drammaturga, performer e musicista elettronica, tra le voci più originali e visionarie del teatro italiano contemporaneo. Due premi UBU, Premio Hystrio Mariangela Melato, Artista Associata del Piccolo Teatro di Milano, direttrice del Festival delle Colline Torinesi e fondatrice della compagnia Ariel dei Merli. Ha portato in scena lavori potenti e radicali tratti da Mary Shelley, Paul B. Preciado, Virginie Despentes, Hildegard von Bingen. Autrice del libro Carne blu e docente di Regia Teatrale presso il DAMS dell’Università di Torino. È l’incarnazione perfetta dello spirito ribelle e creativo di Immaginaria.

Il festival prende il via con la serata inaugurale venerdì 8 maggio alle ore 20, seguita dalla proiezione evento di “When Night is Falling” (1995), della regista canadese Patricia Rozema, presentato per la prima volta in Italia nella versione recentemente restaurata in 4K. Considerato un pilastro del cinema indipendente, “When Night is Falling” ha lasciato un segno indelebile nella rappresentazione delle relazioni fra donne, conquistando il pubblico di tutto il mondo per la sua capacità di raccontare il desiderio femminile con autenticità e forza poetica. A distanza di trent’anni dalla sua uscita, “When Night is Falling” mantiene intatta la sua carica rivoluzionaria.

Tra gli appuntamenti di punta, la prima italiana del documentario “A Culinary Uprising: The Story of Bloodroot” di Annie Laurie Medonis, che sarà presente al festival insieme alla produttrice associata Julie Zimmermann e all’assistente di produzione Victoria Torres Bolaños per un incontro con il pubblico dopo la proiezione. Il film preserva la memoria del Bloodroot di Bridgeport, Connecticut: ristorante vegano, libreria e spazio di resistenza femminista e lesbica, rimasto aperto per quasi cinquant’anni e chiuso dopo la scomparsa di una delle sue fondatrici, Selma Miriam.

Immaginaria dedica uno spazio speciale al cortometraggio italiano, con una selezione di opere e il panel di discussione dal titolo “Senza chiedere il permesso: i female gazes nel cortometraggio italiano contemporaneo”. Ne discuteranno – moderate da Domizia De Rosa di WIFTM Italia – le registe Giulia Cosentino, Perla Sardella, Bianca Arnold, Moss Berke, Anna Coccoli e l’attrice Dharma Mangia Woods. L’incontro intende offrire visibilità a un formato spesso sottovalutato che si conferma invece spazio privilegiato di libertà e possibilità espressiva.

Il festival presenta opere – lungometraggi, documentari e corti – provenienti da tutto il mondo che affrontano temi quali la maternità e l’omogenitorialità, l’identità e la scoperta di sé, la rappresentazione e la visibilità, il corpo e la sessualità, l’età e l’invecchiamento, la discriminazione e le barriere istituzionali, gli spazi comunitari di resistenza.

Quattro i lungometraggi in programma: oltre a When Night is Falling di Patricia Rozema, in cartellone “Hot Milk”, diretto da Rebecca Lenkiewicz, produzione anglo-greca che segue Sofia (Emma Mackey), giovane donna che ha dedicato la vita alla madre malata (Fiona Shaw) e che ad Almería scopre l’amore e la libertà grazie all’incontro con Ingrid (Vicky Krieps). Il francese Des preuves d’amour presentato al Festival di Cannes 2025, segna il debutto di Alice Douard nel lungometraggio, con due interpreti d’eccezione, Ella Rumpf e Monia Chokri: Céline e Nadia aspettano una figlia, ma per Céline, madre non biologica, il riconoscimento legale è una battaglia contro stigma e ambiguità giuridiche. Chiude la selezione “The Queen of My Dreams”, commedia drammatica pakistano-canadese, scritta e diretta da Fawzia Mirza: Azra, giovane lesbica musulmana trasferitasi in Canada per studiare, alla morte del padre è costretta a tornare nella casa d’infanzia in Pakistan e a confrontarsi con la madre severa.

Tre dei quattro documentari in programma esplorano il tema della memoria da prospettive diverse. Oltre a “A Culinary Uprising: the Story of Bloodroot” di Annie Laurie Medonis, che ricostruisce la storia del ristorante Bloodroot, Sally, della statunitense Deborah Craig, porta sullo schermo una figura chiave del femminismo lesbico negli Stati Uniti, oggi quasi dimenticata: attivista, scrittrice e docente, Sally Gerheart ha combattuto le battaglie degli anni Settanta con carisma e radicalità. Il quarto documentario, il canadese “Bulletproof – A Lesbian’s Guide to Surviving the Plot”, di Regan Latimer, è un viaggio ironico e personale che analizza il potere delle serie TV nel modellare l’immaginario e l’identità LGBTQ+.

Quindici i cortometraggi presentati, di cui quattro in anteprima italiana e tre di animazione provenienti da Belgio, Canada, Francia, Giappone, Inghilterra, Italia, Stati Uniti e Australia.

Il claim che accompagna la XXI edizione è The Power of Love, una visione dell’amore come forza rivoluzionaria e potenza trasformatrice capace di sovvertire le strutture del potere patriarcale. L’amore tra donne, l’amore per la libertà, l’amore come pratica di autodeterminazione e solidarietà sono gli strumenti con cui costruire mondi nuovi. In un’epoca segnata da violenza, guerra e oppressione, rivendicare il potere dell’amore è una dichiarazione di forza: l’amore è un atto politico radicale.

Immaginaria gode dei seguenti patrocini: UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali; Università degli Studi della Tuscia – GEP (Gender Equality Plan); Centro Sperimentale di Cinematografia – CSC; Accademia di Cinema e Televisione Griffith – Roma. Questi i partner del festival: MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Queer Culture – Milano; LGBT+ History Month Italia 2026; Women in Film, Television & Media Italia – Roma.

Gaza, la proposta di Mladenov ad Hamas riscrive il piano di pace Trump

Roma, 6 mag. (askanews) – “Un ultimatum” che “riscrive completamente il piano” di pace del presidente Donald Trump per la Striscia di Gaza: così è stata definita la proposta presentata dal direttore del Board of Peace, Nickolay Mladenov, ad Hamas e agli altri gruppi armati palestinesi nelle scorse settimane. Stando a quanto appreso dalla testata israelo-palestinese +972, la proposta prevede che “tutte le fazioni palestinesi a Gaza devono accettare il disarmo completo di armi pesanti e leggere, pena la ripresa dell’offensiva israeliana”, senza avere garanzie né tempistiche sul ritiro israeliano dall’enclave palestinese.

Come ricorda la testata, l’accordo entrato in vigore lo scorso ottobre prevedeva il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani da parte di Hamas in cambio del rilascio di prigionieri palestinesi, del ritiro delle forze israeliane fino alla Linea Gialla e della cessazione immediata di tutte le operazioni militari. Successivamente, Israele avrebbe dovuto facilitare l’ingresso a Gaza di una Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) e del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, garantire un minimo di 600 camion di aiuti al giorno e fornire 200.000 tende e 60.000 alloggi temporanei. Dopodichè sarebbero dovuti iniziare i negoziati per la seconda fase del cessate il fuoco, che prevedeva un graduale ritiro israeliani e disarmo di Hamas.

“Hamas conosce Mladenov da oltre un decennio, dal suo precedente ruolo di Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Processo di Pace in Medio Oriente tra il 2015 e il 2020, e lo aveva incontrato regolarmente durante le sue visite a Gaza per allentare le tensioni con Israele”, ricorda la testata, secondo cui “questa volta i leader di Hamas sono rimasti scioccati dal suo comportamento”. Le fonti sentite da +972 hanno raccontato che “Mladenov ha avanzato la proposta verbalmente, non per iscritto, e ha chiesto una risposta immediata”. Quando è stato chiesto più tempo per consultazioni interne, il rappresentante del Board of Peace ha concesso una settimana.

“La tempistica prevista dalla proposta subordina la sospensione degli attacchi israeliani su Gaza all’accettazione da parte di Hamas e delle altre fazioni palestinesi del principio del disarmo completo. Allo stesso modo, Mladenov ha posto l’accettazione del disarmo completo come prerequisito per l’ingresso a Gaza sia della Forza internazionale di stabilizzazione sia del Comitato Nazionale per l’amministrazione di Gaza, così come di eventuali alloggi temporanei”, ha precisato la testata, che ha visionato una copia della proposta “annonatata dai mediatori”.

“Il piano prevede inoltre il disarmo completo di armi pesanti e leggere e lo smantellamento totale di tunnel e altre infrastrutture militanti nel 58% di Gaza attualmente controllato dall’esercito israeliano, entro 60 giorni. Chiede che Hamas e le altre fazioni forniscano tutte le informazioni su dove si trovino le loro infrastrutture in quelle aree, il tutto senza alcun ritiro israeliano o dispiegamento della Forza internazionale di stabilizzazione. Nel corso di questi 60 giorni, le fazioni palestinesi sono inoltre tenute a interrompere tutte le attività militanti, comprese le parate – ha aggiunto la testata – dal 30esimo al 90esimo giorno, anche ‘Gaza Ovest’, ossia la zona attualmente controllata da Hamas, verrebbe ‘bonificata’ da tutte le armi ‘pesanti’. Le fazioni palestinesi dovrebbero consegnare tutti i loro razzi, fucili e ordigni esplosivi e consentire la completa distruzione di tutti i tunnel e le infrastrutture militanti, anche in questo caso senza alcun ritiro israeliano”.

Nel corso dei negoziati che avevano portato al cessate il fuoco, i mediatori americani e arabi avevano distinto tra “armi offensive”, che rappresentano una minaccia per Israele, come razzi o tunnel che attraversano il confine con Israele, e “armi difensive”. La proposta di Mladenov ha invece introdotto i termini “armi pesanti” e “armi personali”: tutte le armi “pesanti”, tra cui AK-47 e Kalashnikov, dovrebbero essere consegnate entro il novantesimo giorno. Dal 91esimo al 250esimo, verrebbero registrate e raccolte tutte le “armi personali” e solo una volta accertata l’assenza di qualsiasi arma, Israele inizierebbe un ritiro limitato e “graduale”, in un arco di tempo non precisato, fino a una cosiddetta “Linea Rossa”, per cui manterrebbe il controllo di circa il 38% di Gaza.

La rimozione delle macerie e la ricostruzione, secondo la proposta di Mladenov, inizierebbero solo a partire dal giorno 251. Da quel giorno, Israele inizierebbe a ritirarsi verso un “perimetro di sicurezza” che gli consentirebbe di controllare il 20% di Gaza, inclusa gran parte dei terreni agricoli dell’enclave. Israele rimarrebbe a Gaza a tempo indeterminato fino a quando “non sarà adeguatamente al sicuro da qualsiasi possibile recrudescenza della minaccia terroristica”.

Due leader di Hamas, che hanno parlato a condizione di anonimato, hanno detto di considerare questa proposta “catastrofica” e un trucco del premier israeliano Benjamin Netanyahu per riprendere la guerra o mantenere Gaza in una situazione di stallo. Il gruppo palestinese ha presentato la sua risposta a Mladenov a metà aprile, ribadendo che prima di procedere verso il disarmo, Israele deve rispettare tutti gli impegni previsti dalla prima fase del cessate il fuoco.

Il “modello Berlusconi” per affrontare le crisi di oggi in politica estera

Roma, 6 mag. (askanews) – Sembra passato un secolo da Pratica di Mare, da quell’incontro tra Bush e Putin fortemente voluto da Silvio Berlusconi. Un incontro che avrebbe dovuto segnare la fine della guerra fredda, mentre la storia è andata in un’altra direzione. Ma proprio per questo alcuni dei protagonisti di quella stagione provano a rilanciare il “modello Berlusconi” nei rapporti internazionali: il dialogo, sempre, tra Usa e Russia, tra occidente e mondo arabo. Sergio Castellaneta e Marco Carnelos sono stati consiglieri diplomatici del Cavaliere e ripercorrono la sua politica estera nel libro “Berlusconi, il mondo secondo lui”. Lo fanno dialogando con Massimo D’Alema e Angelino Alfano in un incontro organizzato da Bistoncini and partners di Fabio Bistoncini.

“Come Bistoncini partners dopo avere letto il libro abbiamo pensato di organizzare questo evento perché dalla lettura del ventennio di politica estera berlusconiana si possono anche trarre indicazioni su come leggere la politica estera di oggi.. che cambia sempre più velocemente”, spiega Fabio Bistoncini.

Come spiega Castellaneta “il libro è sicuramente sull’attività politica, internazionale del presidente Berlusconi, ma è soprattutto sul ‘metodo Berlusconi’, quello che lui ha utilizzato in quegli anni e che potrebbe essere un punto di riferimento in politica estera”.

D’Alema racconta un episodio inedito, quando all’indomani della vittoria di Berlusconi nel 2001 venne chiamato da Gianni Agnelli che lo invitò a casa per un colloquio urgente. C’era anche Henry Kissinger, preoccupato che il nuovo governo potesse abbandonare la tradizionale linea di politica estera italiana. Insieme al presidente della Fiat chiese a D’Alema di convincere l’ambasciatore Renato Ruggiero ad accettare la nomina a ministro degli Esteri. Un episodio, sottolinea, che rivela “quanta diffidenza ci fosse” nei confronti del leader di Fi. Ma, aggiunge, “Berlusconi fu in realtà un continuatore della tradizionale politica estera del nostro paese”.

Di certo, aggiunge Alfano, è improprio paragonare Berlusconi a Trump “nella sostanza della linea politica non si somigliano per niente”. La prospettiva del leader di Fi – spiega – “aveva sempre al centro l’idea di occidente. Non mi sembra che questa idea sia compatibile” con la visione dell’attuale presidente Usa”. La linea del leader di Forza Italia in politica estera, sottolinea Alfano, è stata “coerente con la tradizione italiana”, quella inaugurata da Alcide de Gasperi.

E appunto, Castellaneta chiude ricordando l’incontro di Pratica di Mare, che definisce “una delle grandi intuizioni di Berlusconi, cioè considerare la Russia parte integrante dell’Europa”: “Purtroppo viviamo in un’epoca di antagonismi, di divaricazione, non solo in Italia. In tutto il mondo. È importantissimo ritrovare un clima di condivisione, di concordia, per difendere gli interessi nazionali, italiani”.

Contagiato da hantavirus trovato in Svizzera, era sulla nave da crociera

Roma, 6 mag. (askanews) – Le autorità sanitarie svizzere hanno rilevato un caso di contagio da hantavirus in un paziente che aveva realizzato una crociera nell’Atlantico: lo ha reso noto il Ministero della Sanità elvetico. “Una persona infetta da hantavirus è in cura presso l’Ospedale Universitario di Zurigo. Il paziente è un uomo rientrato in Svizzera che in precedenza si trovava a bordo della nave da crociera dove sono stati segnalati diversi casi di infezione da hantavirus”, si legge nel comunicato diffuso dal ministero. Un test effettuato presso il laboratorio dell’Ospedale Universitario di Ginevra ha confermato la positività al virus, conclude la nota.

Intanto, le autorità sanitarie sudafricane hanno dichiarato di aver identificato il ceppo Andes dell’hantavirus, che può essere trasmesso da persona a persona, in due passeggeri che si trovavano sulla nave da crociera dove è in corso un focolaio dell’infezione.  L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha osservato che il virus delle Ande, una specie specifica di hantavirus, è presente in Sudamerica, principalmente in Argentina e Cile.

L’hantavirus può trasmettersi da persona a persona, sebbene ciò sia raro e la diffusione della malattia sia in genere contenuta poiché si trasmetterebbe solo attraverso contatti ravvicinati, come ad esempio condividendo il letto o il cibo, affermano gli esperti sentiti dall’AP. Il ministero della Salute sudafricano ha dichiarato che i risultati provengono da test effettuati sui passeggeri dopo che erano stati fatti sbarcare dalla nave e trasportati in aereo in Sudafrica. Uno dei passeggeri, un cittadino britannico, è ricoverato in terapia intensiva in un ospedale sudafricano. Gli esami sull’altra passeggera sono stati effettuati post mortem, dopo il suo decesso in Sudafrica.