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A Catania bilancio finale per Samothrace che chiude e rilancia

Roma, 9 apr. (askanews) – Oltre 2.000 ricercatori coinvolti, di cui 300 giovani e il 45% donne. Più di 100 prototipi sperimentali sviluppati, 5 spin-off avviati, 70 brevetti depositati e 600 pubblicazioni scientifiche. Sono questi i numeri che raccontano la conclusione del progetto SAMOTHRACE – Sicilian Micro and Nano Technology Research and Innovation Center – dopo quattro anni di attività. Un bilancio significativo presentato oggi a Catania, mercoledì 8 aprile, nell’aula S. Mazzarino del Monastero dei Benedettini, in occasione dell’evento finale che ha riunito istituzioni, mondo accademico e imprese. Ma lo sguardo è già rivolto al futuro: sono infatti due i nuovi progetti già approvati e finanziati, per un valore complessivo di 40 milioni di euro. “La Fondazione Samothrace è capofila di due cordate da 20 milioni di euro, che coinvolgono non solo la Sicilia ma il territorio nazionale, con la collaborazione di hub di Roma e Milano – ha dichiarato il presidente della Fondazione Samothrace Salvatore Baglio – Il primo progetto si chiama “Eh-lix” e si occuperà di mettere a terra la filiera che va dalle micro e nanotecnologie ai dispositivi per la fruizione e la valorizzazione dei beni culturali; il secondo è denominato “Quantas” e utilizzerà le tecnologie quantistiche sui dispositivi microelettronici per aumentare sensibilità e selettività nell’ambito dell’agricoltura e dell’energia”.

“Un risultato reso possibile anche dal quadro normativo nazionale – ha aggiunto Fabrizio Cobis del Ministero dell’Università e della Ricerca – grazie al decreto ministeriale n. 307 del 18 marzo 2025 emanato dal MUR, che prevede azioni di proseguimento per gli HUB PNRR invitandoli a fare squadra, come ha fatto Samothrace, esempio concreto di come la ricerca si trasformi in soluzione”. Per l’Università di Catania, il progetto rappresenta una conferma del ruolo strategico dell’Ateneo. “Samothrace – ha dichiarato il rettore Enrico Foti – ha dimostrato che il nostro Ateneo è già oggi al centro di un ecosistema di innovazione capace di generare ricerca, brevetti e collaborazione tra università, imprese e istituzioni. La sfida, ora, è trasformare questi risultati in un modello stabile e duraturo, capace di produrre lavoro qualificato e nuove opportunità sul territorio. L’Università di Catania intende consolidarsi come un vero polo di ricerca e sviluppo, capace di attrarre tutti gli attori dell’innovazione e di mettere a sistema competenze, investimenti e progettualità”. Presente anche il sindaco Enrico Trantino, che ha sottolineato l’impatto sul territorio: “Catania, tra le realtà urbane italiane con la più alta incidenza di auto private, rappresenta un caso emblematico di congestione strutturale e pressione sul sistema della mobilità. In questo contesto, il lavoro sviluppato all’interno del pillar dedicato alla mobilità sostenibile si è rivelato strategico, consentendo di attivare un confronto concreto con l’Università per soluzioni intelligenti, integrate e orientate al futuro”.

Momento centrale della mattinata è stata la tavola rotonda “La voce agli Spoke”, moderata dal giornalista Massimo Cerofolini, occasione di confronto tra i protagonisti dei diversi ambiti progettuali.

A Rapallo il secondo Forum Nazionale sull’Ecosostenibilità

Genova, 9 apr. (askanews) – La transizione ecologica e le sfide legate alla gestione sostenibile delle risorse sono stati i temi al centro del secondo Forum Nazionale sull’Ecosostenibilità, organizzato da Telenord Events & Media all’Excelsior Palace Portofino Coast Hotel di Rapallo, in provincia di Genova. Un importante momento di confronto strategico tra istituzioni, imprese, associazione dei consumatori, gestori dei servizi ambientali e i consorzi Conai, Conou, Comieco, Cial, Corepla, Ricrea, Coreve e Biorepack, durante il quale sono state presentate innovazioni tecnologiche e modelli industriali sostenibili, offerti aggiornamenti normativi e finanziari legati alle politiche europee, al Pnrr e agli obblighi in materia di riciclo e responsabilità estesa del produttore e promosse le best practices, attraverso casi studio e testimonianze di successo provenienti dalle diverse filiere dei materiali.

“Raramente – spiega Antonio Protopapa, direttore gestione operativa di Corepla – si riesce in un forum a mettere insieme tante realtà della nostra filiera perché la raccolta differenziata, di cui noi ci occupiamo, ovviamente gode dei servizi fatti dai gestori, poi ci sono le attività che facciamo noi di coordinamento e poi ci sono i riciclatori a valle. Questa è un’occasione quasi unica per un confronto soprattutto in questo momento di crisi sia ovviamente da un punto di vista politico ma anche del settore perché sappiamo che la plastica riciclata in questo momento sta attraversando una fase di difficoltà sia in termini di competizione che anche di costi, basta guardare ai costi dell’energia. Quindi confrontarsi anche su modelli innovativi di raccolta, su quelle che sono le risorse a disposizione anche dei vari consorzi e di tutti gli attori della filiera credo che sia fondamentale”.

L’Italia, intanto, ha già fatto dei grossi passi avanti nella transizione ecologica, anche se permangono ancora alcune storiche criticità.

“Sulla parte ecologica – sottolinea Eugenio Bertolini, amministratore delegato di Iren Ambiente – è messa molto bene. Oggi anche alcuni deficit impiantistici che c’erano alcun anni fa sono stati risolti. Rimane oggi probabilmente un tema legato al recupero di alcune tipologie di plastiche che sono le più complicate da recuperare ma di fatto oggi tutti i materiali raccolti dal sistema pubblico a livello italiano vengono trattati e recuperati all’interno di impianti italiani. Quindi credo che questo sia un grosso elemento. Quello sul quale oggi abbiamo ancora deficit è quello del trattamento del rifiuto finale, dell’indifferenziato, dove oggi l’utilizzo delle discariche è ancora abbastanza ampio a livello nazionale”.

Oltre che per fare il punto sulla transizione ecologica, il convegno di Rapallo è stato anche l’occasione per parlare delle nuove tecnologie e delle nuove sfide dell’economia circolare.

“Come Aprica – afferma Filippo Agazzi, amministratore delegato di Aprica – che è una società del gruppo A2A, stiamo affrontando le nuove sfide dell’economia circolare su più fronti. Uno interno, che è quello di motivare e valorizzare il personale perché, ancorché la tecnologia sta entrando nel nostro settore, ancora viviamo di uomini e mezzi. Quindi valorizzare la risorsa umana è una delle nostre azioni che abbiamo nel piano industriale. L’altra è quella di cercare di introdurre il più possibile la tecnologia nella pianificazione e programmazione degli itinerari ad esempio, ma anche nella identificazione dei rifiuti. Con l’intelligenza artificiale stiamo facendo dei test, delle sperimentazioni dove riluciamo ad individuare i conferimenti impropri all’interno dei rifiuti conferiti dagli utenti”.

Acqua, Amoroso (CiviSmart): partner sistemi idrici intelligenti

Roma, 9 apr. (askanews) – Per Riccardo Amoroso (Amministratore Delegato di CiviSmart), “CiviSmart promuove progetti, anche in partenariato pubblico-privato, per sviluppare soluzioni innovative nello smart metering, nelle reti di comunicazione e nel telecontrollo, integrando impianti fotovoltaici per ridurre i consumi del sistema idrico. Attraverso modelli data-driven, contribuisce a ridurre le perdite, ottimizzare la gestione della risorsa e sviluppare soluzioni per il recupero delle acque reflue. In questo contesto, supporta la Pubblica Amministrazione locale nella transizione energetica, dall’illuminazione pubblica all’adozione di tecnologie sostenibili nei settori adiacenti, posizionandosi come partner strategico per sistemi idrici intelligenti”.

Amoroso è intervenuto in occasione del convegno “Acqua, Agricoltura e Salute: innovazione e ricerca per la sicurezza, la qualità e la sostenibilità”, promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti.

Acqua, Esposito (E.P.M.): investire in innovazione

Roma, 9 apr. (askanews) – Per Carmine Esposito (Consigliere Delegato di E.P.M. e Presidente di FNIP-Confcommercio) “Come EPM abbiamo scelto di sostenere la traduzione del Rapporto ONU 2026, poiché crediamo che l’efficienza idrica sia il pilastro della transizione eco-digitale e che quindi sia fondamentale divulgarne il contenuto. Il forte consenso dei cittadini verso i certificati blu e il riuso delle acque reflue conferma che il sistema Paese è pronto per modelli di gestione integrata e circolare. Innovazione tecnologica e servizi avanzati sono strumenti strategici per garantire sostenibilità e qualità, trasformando la gestione delle risorse in una reale opportunità di sviluppo per le imprese e i territori”.

Esposito è intervenuto in occasione del convegno “Acqua, Agricoltura e Salute: innovazione e ricerca per la sicurezza, la qualità e la sostenibilità”, promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti.

Per ‘campo largo’ Meloni arranca: "Tra poco tocca a noi"

Roma, 9 apr. (askanews) – Erano pronti a qualche colpo di teatro, nel campo largo, la scelta di Giorgia Meloni di presentarsi in aula per un’informativa era stata letta come l’annuncio di una controffensiva della premier – che poteva prendere la forma di un’accelerazione verso il voto o quella di un rilancio politico – ma i leader del centrosinistra sono rimasti sorpresi quando hanno ascoltato quei 50 minuti di intervento. La conclusione è comune: la Meloni è in affanno, “ha perso il tocco”, come dice più di un parlamentare e l’unica incognita sarà capire se davvero riuscirà a tirare avanti fino alla fine della legislatura con un quadro economico e internazionale come questo. La vittoria alle politiche adesso comincia a sembrare un’ipotesi concreta e in qualche modo lo dicono in tanti.

“Lei ha fallito presidente – dice Elly Schlein in aula – toccherà a noi dare all’Italia un futuro migliore”. La segretaria Pd calca la mano sui mancati risultati del governo: “Che occasione storica che ha sprecato, presidente, di cambiare questo paese. Avevate i numeri per fare tutto e non avete fatto nulla per cambiare la vita degli italiani”. Soprattutto, aggiunge chiacchierando con i cronisti, “ha chiesto lei di fare l’informativa con la diretta tv, uno si poteva aspettare un rilancio”. Invece “niente, ha ripetuto il solito repertorio”.

Giuseppe Conte accusa la premier di avere la “faccia tosta”, definisce “ignobile la subalternità” a Donald Trump e poi, anche lui, assicura: “Quattro anni, zero riforme. La manderemo a casa con gli italiani, perché gli italiani non ne possono più delle sue menzogne”. Per Angelo Bonelli, Avs, la premier “oggi ha fatto il discorso del suo declino. Ha detto di non dimettersi ma ha fatto il discorso di apertura della sua campagna elettorale”.

Ancora più perentorio Matteo Renzi: “Il governo-Vinavil ha una data di scadenza molto chiara. Tra poco tocca, ritocca a noi”. Conversando con i cronisti aggiunge: “Con la sconfitta al referendum è entrata in un loop da cui fa fatica a uscire. E noi non dobbiamo fare l’errore di aiutarla ad uscirneà”. Il leader di Iv è certo che la Meloni abbia imboccato un sentiero in discesa: “E’ in difficoltà, cosa si inventa? La ripartenza? E su cosa?”.

C’è quasi incredulità di fronte ad un intervento della premier che è sembrato quasi di routine, senza guizzi, la riproposizione di un copione “stantio” come lo definisce un parlamentare Pd. Riccardo Magi, Più Europa, afferma: “Questa giornata sancito lo stato di crisi irreversibile del governo. Quanto riusciranno ad andare avanti non so. Tutti abbiamo sensazione di grande nervosismo, di un rilancio non riuscito”. Ed è vero che la Meloni ha detto di voler andare avanti fino alla fine, ma qualcuno dubita che ci possa riuscire davvero. “Tutti sanno che non è scontato”, aggiunge Magi. Renzi la vede diversamente, il leader Iv non esclude che la premier voglia arrivare proprio a settembre-ottobre 2027.

Di sicuro i leader del centrosinistra hanno avuto modo di fare subito qualche riflessione insieme. Prima Schlein con Conte, nella sala fumatori della Camera, poi la leader Pd ha chiacchierato con Riccardo Magi e, quindi, con Nicola Fratoianni. Il leader di Sinistra italiana, quindi, si è seduto con Conte su un divanetto in Transatlantico, dove sono stati raggiunti anche da Angelo Bonelli.

Nessuno, almeno in pubblico, è tornato sull’argomento primarie. Solo Renzi lo ha fatto, con i giornalisti, per dire che “sbagliano i miei alleati a temerle. Se facciamo le primarie sia che vinca la Schlein o che vinca Conte, i due che possono vincere, un minuto dopo si cancella tutto, le primarie danno una spinta formidabile”. Di certo il leader M5s non ha gradito troppo che la Meloni abbia scelto la Schlein come interlocutore durante il suo intervento di oggi, citandola due volte: “Meloni si può rassegnare. Qualsiasi decisione prenderemo non sarà certo lei che deciderà il leader del campo progressista”.

Acqua, Conti (Almaviva): agricoltura, salute e sostenibilità

Roma, 9 apr. (askanews) – Per Fulvio Conti (Head of Water, Agriculture, Environment and Space Business Unit, Almaviva Group): “L’acqua è il filo invisibile che collega tre elementi fondamentali per il nostro futuro: agricoltura, salute e sostenibilità. Gestirla bene significa garantire sicurezza alimentare, resilienza climatica e qualità della vita dei territori. Eppure, oggi sottovalutiamo questo potenziale: in Italia riusiamo appena il 3% delle acque reflue. Integrare dati ambientali, agricoltura digitale e monitoraggio delle acque permette non solo di migliorare l’uso della risorsa idrica, ma anche di rafforzare gli strumenti di prevenzione sanitaria. È su questa integrazione tra acqua, cibo, salute e tecnologia che Almaviva sta costruendo soluzioni digitali per accompagnare territori e istituzioni verso un modello di sviluppo realmente sostenibile”. Conti è intervenuto in occasione del recente convegno “Acqua, Agricoltura e Salute: innovazione e ricerca per la sicurezza, la qualità e la sostenibilità”, promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti.

Mattarella: dopo Ucraina indifferibile avere difesa comune Ue

Praga, 9 apr. (askanews) – “La vicenda dell’Ucraina ha prospettato all’Ue l’esigenza indifferibile di organizzare la propria sicurezza e difesa rispetto a pericoli di questo genere che oggi riguardano l’Ucraina e domani potrebbero riguardare qualunque altro paese. Per questo è importante procedere velocemente nella difesa comune europea per intensificare la sua capacità di sicurezza non solo per se stessa ma per contribuire alla sicurezza della vita internazionale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo il colloquio con il presidente ceco Pavel al Castello di Praga.

Acqua, Giglio (G.M.T.): è infrastruttura strategica

Roma, 9 apr. (askanews) – Per Emanuele Giglio (Responsabile R&D di G.M.T.) “L’acqua non è più solo una risorsa naturale, ma una vera infrastruttura strategica per l’agricoltura, l’industria e le città che richiede un approccio sistemico e non solo ambientale. La vera sfida non riguarda solo la disponibilità, ma la performance: efficienza significa ottenere gli stessi risultati con meno risorse, riducendo sprechi, perdite ed energia impiegata nella gestione. Per trasformare l’acqua in un’infrastruttura intelligente servono dati, tecnologie e modelli economici sostenibili, con strumenti come i certificati blu che fungono da acceleratori degli investimenti. GMT, in qualità di ESCO, ha sviluppato strategie per applicare al settore idrico lo stesso approccio già consolidato in quello energetico, puntando sull’integrazione tra efficienza idrica ed energetica e sull’uso intelligente dei dati. Trattare l’acqua come infrastruttura strategica è la condizione necessaria per garantire sicurezza, sostenibilità e competitività nel lungo periodo”.

Giglio è intervenuto in occasione del convegno “Acqua, Agricoltura e Salute: innovazione e ricerca per la sicurezza, la qualità e la sostenibilità”, promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti.

Nato, Mattarella: alleanza è interesse bilaterale di Usa e Ue

Praga, 9 apr. (askanews) – “L’alleanza atlantica è interesse di entrambe le sponde, sia Usa che Ue, si tratta di avere soggetti nel dialogo, si spera sempre collaborativo con altri grandi soggetti, è interesse bilaterale e sono convinto che le sue ragioni storiche si vanno accrescendo e non diminuendo”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella conferenza stampa al termine dell’incontro con il Presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel al Castello di Praga.

“Quando nacque la Nato è nata essenzialemte per contenere l’offensiva dell’Unione sovietica ma anche con una visione più ampia sul futuro – ha spiegato -, l’idea che il mondo sia organizzato in grandi soggetti internazionali, infatti a Usa e Russia si sono affiancati altri protagonisti: Cina, India e altri. Il mondo sempre più si caratterizza per un concerto di grandi soggetti, tra questi ci sono due soggetti che per motivi storici, culturali, di sangue, di valori di convivenza democratica sono indissolubilmente legati: Usa e Ue”.

Libano, Mattarella: paese indipendente sotto tempesta di bombardamenti

Praga, 9 apr. (askanews) – “Il Libano, un paese indipendente con un nuovo governo che procede ad una stabilizzazione crescente e progressiva di riduzione e disarmo di Hezbollah oggi è sotto una tempesta di bombardamenti devastanti”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine dell’incontro con il Presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel al Castello di Praga.

“Nel mondo ci sono tensioni e problemi che richiedono un ruolo dell’Ue più attivo per diffondere pace e collaborazione nel mondo”, ha aggiunto.

David Michelangelo su manifesti FnV, polemica a Firenze

Roma, 9 apr. (askanews) – Fa discutere a Firenze l’uso dell’immagine del David di Michelangelo su alcune ‘vele’ realizzate da Futuro nazionale per Vannacci.

“Abbiamo ricevuto la risposta all’istanza presentata al Ministero della Cultura sull’utilizzo del capolavoro di Michelangelo nelle vele di Futuro Nazionale, e quanto emerso è grave. Il generale Vannacci ha utilizzato l’immagine del David accanto al simbolo del proprio movimento politico senza alcuna autorizzazione. Un comportamento inaccettabile. Parliamo di un bene culturale dello Stato, inalienabile e tutelato da norme precise, che non può essere piegato a operazioni di propaganda personale”, denunciano i consiglieri Pd Luca Milani, Andrea Ciulli e Stefania Collesei.

“Non c’è stata alcuna autorizzazione”, conferma al ‘Corriere fiorentino’ Andreina Contessa, direttrice della Galleria dell’Accademia, in cui è esposto il capolavoro.

I ‘vannacciani’, però, respingono le accuse. “La polemica sollevata dalla sinistra e dal Partito Democratico appare del tutto pretestuosa e francamente incomprensibile. Ci chiediamo dove risiederebbe la presunta violazione, considerato che non esiste alcuna finalità di lucro nell’utilizzo dell’immagine e che Futuro Nazionale non è un soggetto commerciale”, affermano il responsabile regionale Tommaso Villa e il responsabile provinciale Andrea Cuscito. “L’immagine del David – proseguono – è stata utilizzata esclusivamente con finalità descrittive e simboliche, per richiamare la città di Firenze e il suo patrimonio culturale universalmente riconosciuto. Non vi è stata alcuna volontà di sfruttamento economico né tantomeno di appropriazione indebita di un bene culturale”.

Musumeci: Stato emergenza per Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia

Roma, 9 apr. (askanews) – “A seguito degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal 30 marzo 2026 nel territorio delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia, il Governo Meloni ha deliberato, su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, la dichiarazione dello stato di emergenza per la durata di dodici mesi”. Lo dichiara il ministro in una nota,

“È stato anche deliberato uno stanziamento di 50 milioni di euro,a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Le risorse sono destinate all’attuazione dei primi interventi urgenti di soccorso e assistenza alla popolazione e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture. La somma – spiega Musumeci – è ripartita tra le Regioni interessate come segue: 15 milioni di euro per la Regione Abruzzo, 5 milioni per la Regione Basilicata, 20 milioni per la Regione Molise e 10 milioni per la Regione Puglia. Si procederà con ordinanze del Capo del Dipartimento della Protezione civile, d’intesa con le Regioni interessate”.

Libano, Mattarella: Ue deve essere unita per essere credibile

Praga, 9 apr. (askanews) – “L’Ue deve essere unita nelle posizioni e iniziative per contribuire alla pace e risolvere i conflitti drammatici, occorre una posizione comune e si sta costruendo in questi giorni, occorre che venga completato questo processo, per avanzare proposte autorevoli e credibili in queste crisi drammatiche che non riguardano solo i territori interessati ma l’equilibrio mondiale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rispondendo ad una domanda sulla interruzione della tregua in Iran e su quanto accade in Libano, al termine dell’incontro con il Presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel al Castello di Praga.

Libano, Mattarella: paese indipendente sotto tempesta di bombardamenti

Praga, 9 apr. (askanews) – “Il Libano, un paese indipendente con un nuovo governo che procede ad una stabilizzazione crescente e progressiva di riduzione e disarmo di Hezbollah oggi è sotto una tempesta di bombardamenti devastanti”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine dell’incontro con il Presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel al Castello di Praga.

“Nel mondo ci sono tensioni e problemi che richiedono un ruolo dell’Ue più attivo per diffondere pace e collaborazione nel mondo”, ha aggiunto.

The Strokes annunciano l’uscita dell’album "Reality Awaits"

Milano, 9 apr. (askanews) – A sei anni dal loro ultimo lavoro in studio, il 26 giugno esce “Reality Awaits” (Sony Music / Cult Records / RCA Records), il settimo atteso album di inediti di The Strokes, già disponibile in pre-order.

L’album sarà disponibile nelle versioni digitale, CD, LP nero, LP Black Ice Glitter (Esclusiva Discoteca Laziale), LP Metallic Gold (Esclusiva IBS/Feltrinelli). “Reality Awaits” è stato anticipato dal singolo, già disponibile in digitale, “Going Shopping”, che sarà in radio da venerdì 17 aprile.

L’album è stato registrato in Costa Rica con il produttore Rick Rubin e poi terminato in giro per il mondo, e segna l’atteso ritorno della band con nuova musica, sei anni dopo l’album del 2020 “The New Abnormal”, a cui seguirà un intenso tour mondiale.

The Strokes si esibiranno infatti in alcuni dei principali festival in giro per il mondo, come il Coachella (in cui suoneranno l’11 e il 18 aprile), e saranno headliner al Bonnaroo, Outside Lands, Summer Sonic 2026 in Giappone e molti altri.

The Strokes sono una delle band più influenti degli inizi del 21esimo secolo, tanto che dal 2001, data del loro debutto, la loro discografia è stata in grado di ridefinire il suono di un’intera generazione.

Trump a Netanyahu: diminuire gli attacchi sul Libano

Roma, 9 apr. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto ieri in un colloquio telefonico al premier israeliano Benjamin Netanyahu di diminuire gli attacchi sul Libano per non mettere rischio i negoziati con l’Iiran: è quanto riporta la Nbc, citando fonti dell’Ammministrazione.

Secondo le fonti, sebbene sia l’Amministrazione Trump che Israele abbiano ribadito che il Libano non è incluso nell’accordo con di cessate il fuoco, Israele ha accettato “di essere un partner collaborativo”.

Jack Savoretti torna con nuova musica e nuovi live

Milano, 9 apr. (askanews) – Sarà disponibile da venerdì 10 aprile in tutti gli store digitali e nei negozi tradizionali “We Will Always Be The Way We Were”, il nuovo album di inediti di Jack Savoretti (pubblicato su etichetta Lanza Music/The Orchard).

In quasi vent’anni di carriera il cantautore italoinglese ha pubblicato 8 album di studio di cui 2 arrivati alla numero 1 e 4 nella top 10 nel Regno Unito, una produzione prolifica sotto ogni punto di vista

A 41 anni, il suo nono album in studio, “We Will Always Be the Way We Were”, mostra un’accettazione di sé che solo l’esperienza di vita può portare.

Carl Jung descrisse la mezza età come il momento in cui l’ego perde importanza e le persone che ci circondano diventano più centrali nel nostro ruolo nella vita. È il momento in cui si fa un bilancio e si decide se si è soddisfatti della persona che si è diventati e delle decisioni prese per arrivarci. È proprio in questa fase che si trova Jack Savoretti. “Se avessi realizzato questo album 10 anni fa, la gente avrebbe potuto vederlo come un’inversione di marcia, come un passo indietro. Ma ora mi sembra un cerchio che si chiude: è una conclusione, una sintesi di tutto ciò che ho fatto finora. Sono tornato a registrarlo a Notting Hill, dove è iniziata la mia carriera. Gli ultimi due album che ho realizzato erano concept album (Europiana, Miss Italia), in cui mi sono cimentato in sonorità diverse, e mi hanno dato lo spazio per tornare a fare un album su di me e che parla di me.”

Jack ha sempre eccelso nelle canzoni d’amore e nelle ballate, ma questo album è una lettera d’amore non a una persona, bensì a questo periodo della vita, alla bellezza della mezza età.

L’album prodotto da Tommaso Colliva (Muse, Damon Albarn solo per citarne alcuni) e registrato dal vivo in otto giorni agli Eastcote Studios in Inghilterra, è stato anticipato alla fine dello scorso anno dalla pubblicazione dell’inedita “Do It For Love”, dalla title track “We Will Always Be The Way We Were” e dal nuovo singolo “I Hear You Calling (Echi Di Sirene)”, che nella versione italiana vede il cantautore collaborare per la prima volta con MILLE, cantautrice, musicista, attrice tra le artiste più interessanti del nuovo panorama italiano (“MILLE ha l’eleganza di Patty Pravo e lo spirito di Lou Reed. Lavorare con lei è stata una rivelazione continua poiché incarna tutto ciò che amo della musica italiana, portando il passato nel presente. Non vedo l’ora di scoprire cosa farà in futuro.”)

“Do It for Love” è una canzone d’amore scritta con l’amico Miles Kane in stile Morricone e Bassey che trasmette il dramma travolgente e la grandiosità soul che sono diventati il segno distintivo del modo di scrivere canzoni dello chansonnier Savoretti. Il brano parla del motivo per cui Jack continua a fare musica: per amore di essa. Per amore del pubblico, della musica, della band, della libertà di creare una realtà senza tempo. È un’affermazione in forma di canzone.

Nel disco c’è anche una buona dose di insicurezza in “Time Will Tell”, “Tick Tock” dove Savoretti continua ad interrogarsi sull’esperienza universale della vita: gli alti e bassi, i momenti belli che si alternano a quelli dolorosi come la perdita di un genitore e la nascita di un figlio, due esperienze polarizzanti.

La title track “We Will Always Be the Way We Were” è una canzone che descrive il rapporto di Jack con sua moglie (con cui è sposato da 15 anni). Il brano è una lettera d’amore che racconta come tutto nella vita possa cambiare ma anche come le persone più care e le esperienze condivise siano ciò che ti permette di andare avanti. È l’inno perfetto alla vita ed è per questo che è diventato il titolo ideale per l’album.

“La ragione per cui ho voluto tornare alle mie radici, a una forma di scrittura più confessionale, è nata dall’esperienza della realizzazione del mio ultimo disco. Ho dovuto scrivere e cantare in italiano, cosa che era decisamente fuori dalla mia zona di comfort. Ma ho avuto la guida del produttore Tommaso Coliva. Ho pensato: se lui è in grado di tirare fuori questo da me, allora può anche aiutarmi a trovare un modo per mescolare questi due suoni; qualcuno che possa far incontrare il mio passato e il mio presente.”

“We Will Always Be the Way We Were” è un album che vede Jack assumere un ruolo da veterano, ruolo che Jack ricopre con disinvoltura. Artista che non ha mai rinunciato alla sua visione né compromesso la sua arte, Jack è uno dei pochi cantautori britannici della metà degli anni 2000 ancora rilevanti e attivi. Con la partecipazione di KT Tunstall (“Tempting Fate”), anche lei cresciuta nella stessa scena di Jack, e della nuova promessa Steph Fraser (“Only Gonna Cry for You”), è una fusione di epoche che crea un suono senza tempo. Il suono di Jack al culmine della sua carriera.

“We Will Always Be the Way We Were” è un’espressione di sé, non solo delle sue esperienze come padre, marito e figlio, ma anche di tutto ciò che Jack ha imparato nel corso della sua carriera: è il giovane menestrello acustico di “Singing to Strangers” che incontra il crooner europeo di “Miss Italia”. Sono tutti gli aspetti della vita di Jack che si fondono per creare qualcosa di meraviglioso per questo momento. Il 2026 non è solo l’anno del ritorno discografico di Savoretti (un ritorno anche alla lingua inglese dopo il suo precedente lavoro in italiano “Miss Italia” del 2024) ma anche di quello live. Savoretti, infatti, dopo il sold out registrato in meno di un’ora dall’apertura delle vendite per l’atteso concerto alla Royal Albert Hall di Londra in agenda per il 23 aprile 2026 (a cui è stata aggiunta a grande richiesta una seconda data il 27 maggio 2026), è pronto per tornare a calcare i palchi di tutto il mondo e farà tappa in Italia con una data speciale il prossimo 15 ottobre al Fabrique di Milano, un live che sarà l’occasione per ascoltare i brani del nuovo album ma anche per festeggiare i primi 20 anni di carriera di Savoretti (biglietti già disponibili su ticketone, ticketmaster, su Libraesva ESG ha rilevato un possibile tentativo di phishing da “voodoocomm.voxmail.it” www.JackSavoretti.com e in tutti i punti vendita abituali).

Tennis, Sinner ai quarti a Monte-Carlo

Roma, 9 apr. (askanews) – Jannik Sinner torna ai quarti a Monte-Carlo per la quarta volta! Il n°2 del mondo soffre ma batte Tomas Machac, 53 del ranking, con i parziali di 6-1, 6-7, 6-3 in due ore di gioco. Sfiderà venerdì il canadese Felix Auger-Aliassime, 6° del seeding, con cui guida 4-2 i precedenti. Una partita dai tre volti. Dopo un primo set dominato in meno di mezz’ora, Jannik ha avuto un vistoso calo fisico: sotto di due break ha prima recuperato fino al tie-break, perdendolo piuttosto nettamente (interrotta la striscia di 37 set vinti di fila nei 1000). Nel terzo Sinner, dopo aver preso un integratore, è tornato sui suoi livelli: quarto quarto di finale a Monte-Carlo.

Tennis, Sinner: "Avuto un calo di energia, importante vincere"

Roma, 9 apr. (askanews) – “Posso essere contento, ero stanco e ho fatto fatica. Ora cercherò di recuperare per domani”. Così Jannik Sinner dopo il successo che gli vale i quarti di finale a Montecarlo. ” La cosa importante oggi era vincere – continua – tutto può cambiare domani quando magari giocherò ancora un grande tennis. La considero una giornata positiva. Prima del match mi sentivo bene, poi ho fatto un po’ fatica a trovare la giusta energia. Può succedere, ho cercato di portarla a casa. Oggi ho trovato le soluzioni per vincere. Domani sarà un’altra bella partita, Auger gioca bene. E’ stata una partita difficile, ho avuto un calo nel 2° set e l’importante era vincere. Vediamo di recuperare, quello è l’importante”.

Cnpr forum, in Europa meno burocrazia e più investimenti

Roma, 9 apr. (askanews) – “L’Europa non sta investendo abbastanza sia per sostenere gli investimenti pubblici che per quelli privati. Il governo ha fatto alcuni interventi per attrarre investimenti nel nostro Paese. Certezza delle regole e stabilità sono i primi due fattori importanti che valgono sia per i risparmiatori che per i grandi capitali e gli investitori istituzionali. L’Italia ha registrato questo incremento grazie anche a strumenti come lo sportello unico incentivi. Ma serve avere una strategia in termini energetici perché non si può sempre correre ai ripari quando c’è un’emergenza. Spesso si chiedono investimenti immediati e a breve termine che non danno la stabilità dei piani a medio e lungo termine che devono essere coordinati con l’UE. Ci dovrebbe essere una collaborazione tra Paesi membri e non una competizione. Dobbiamo cambiare il paradigma delle direttive europee che dovrebbero tendere verso la semplificazione. Poi bisogna arrivare verso il mercato unico dei capitali per avere una massa importante. L’Europa nasce come aggregazione per acquistare energia, poi diventa un mercato comune e poi l’unione monetaria. Servono nuove sinergie affinché possiamo costituire massa critica”. Lo ha dichiarato Fabrizio Sala, deputato di Forza Italia in Commissione Finanze della Camera, nel corso del Cnpr forum “Europa e Italia: competitività, investimenti e futuro”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

Non bisogna guardare lontano secondo Filiberto Zaratti (AVS) segretario dell’Ufficio di presidenza della Camera: “Se noi guardiamo ciò che accade in Spagna ci accorgiamo che lì si registra il costo dell’energia più basso d’Europa perché negli ultimi anni la Spagna ha puntato in maniera decisa sulle fonti rinnovabili, sul fotovoltaico e sull’eolico, ed è in grado di assicurare a famiglie e imprese costi competitivi. Questa è anche la ragione della crescita del pil spagnolo. In Italia dobbiamo seguire questa strada. Da noi il tempo medio per avere le autorizzazioni per realizzare un campo fotovoltaico o eolico è di circa cinque anni mentre per un rigassificatore, come ad esempio quello di Piombino, sono necessari non più di sei mesi. Dobbiamo invertire questo rapporto, produrre energia pulita senza andare a comprare fossili sui mercati internazionali. Non siamo ricchi di petrolio, gas, uranio e carbone ma di sole e di vento. Ma non si possono fare grandi speculazioni con il sole e con il vento che sono gratuiti. L’Europa rappresenta ancora il più grande mercato del mondo ma serve una politica economica unitaria che punti fortemente sulla valorizzazione del mercato interno perché quello internazionale, tra dazi e guerre, è diventato complesso. Servono soprattutto salari più consistenti in particolare in Italia dove si registrano i salari più bassi d’Europa”.

Per Paola Mancini, senatrice di Fratelli d’talia in Commissione Affari sociali e lavoro a Palazzo Madama: “Energia, sostenibilità e ambiente sono temi intrecciati, tra i più dibattuti in quanto toccano la quotidianità di tutti i cittadini. Accade però che nelle decisioni finisce per prevalere uno stato di resistenza al cambiamento. Resta però un dato: lo stare fermi è solo apparente perché questo atteggiamento ci condanna all’arretramento. Se parliamo di fattori energetici oggi paghiamo il conto salatissimo del no al referendum per l’energia nucleare. Non solo in termini economici, visto che compriamo l’energia prodotta da centrali che stanno a poca distanza dai nostri confini, ma soprattutto in termini di continua dipendenza dai paese terzi. E questo diventa un problema enorme per la competitività delle nostre imprese e per le famiglie. Bisogna invertire la rotta con una visione saldamente proiettata al futuro, che non vuol dire allentare le forme di tutela dell’ambiente ma trovare un giusto equilibrio considerando anche i progressi della scienza e delle tecnologie ed i cambiamenti geopolitici in atto, portatori di incertezza e densi di rischi. Bisogna procedere e investire sul nucleare pulito, sostenere in maniera efficace a livello europeo il discorso delle rinnovabili e individuare forme realmente efficienti di risparmio energetico”.

Il ruolo centrale dell’Europa è stato sottolineato da Riccardo Magi, parlamentare di +Europanella Commissione Affari costituzionali a Montecitorio: “Il documento di Mario Draghi dovrebbe essere preso come una bussola per il rilancio della competitività del sistema europeo. Il tema dell’energia è centrale. Bisogna riformare la definizione dei prezzi affinché non sia quello del gas a condizionare tutto il resto. Investire sui grandi impianti da energie rinnovabili, come accaduto in Spagna, non chiudere le porte al nucleare e trovare il modo di aumentare le capacità di stoccaggio dell’energia da fonti rinnovabili che hanno un problema di non continuità. Misure che farebbero bene all’economia e alle tasche delle famiglie oltre che alle imprese. Ci sono poi semplificazione che riguardano i diversi livelli burocratici nel nostro continente. Non dobbiamo però avere la tentazione di disfarci dell’intero sistema di regolazione europeo, che in molti casi, ad esempio quelli dei servizi digitali e dell’intelligenza artificiale, ci tutela rispetto al predominio delle big tech americane che in qualche modo rischiano anche di penetrare nelle democrazie cercando di sovvertirle”.

Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato illustrato da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Roma: “L’integrazione europea non significa rinunciare alle identità nazionali, ma valorizzarle all’interno di un progetto comune basato sulla cooperazione tra Stati, soprattutto per affrontare sfide globali come immigrazione, sicurezza e stabilità politica. I nazionalismi odierni, diversi da quelli del passato, nascono spesso da crisi economiche e sociali, e vanno monitorati e prevenuti attraverso politiche e formazione culturale. Rafforzare l’Europa significa promuovere pace, diritti e stabilità, anche economica, in un contesto globale complesso in cui l’unità rappresenta un valore imprescindibile”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili: “Commentare il Rapporto Draghi sulla competitività europea è non solo opportuno, ma necessario. Il documento, presentato nel settembre 2024, deve rappresentare un punto di riferimento per le future politiche economiche dell’Unione europea, grazie a un’impostazione innovativa e orientata alla crescita. Tra i temi centrali emerge quello dell’energia: oggi le imprese europee sostengono costi anche doppi o tripli rispetto a quelle statunitensi, con evidenti ripercussioni sulla competitività. Per questo sono indispensabili scelte strategiche a livello europeo. Il Rapporto evidenzia, in particolare, la necessità di disaccoppiare i prezzi dell’energia e di investire in modo significativo nelle infrastrutture e nelle reti, al fine di aumentare la produzione da fonti rinnovabili e garantire maggiore sostenibilità ed efficienza al sistema”.

Cinema, "Fatherland" di Pawlikowski in concorso al Festival di Cannes

Milano, 9 apr. (askanews) – “Fatherland”, l’ultimo lungometraggio di Pawel Pawlikowski (autore di “Ida” e “Cold War”), sarà presentato in concorso al 79esimo Festival di Cannes.

Ambientato all’apice della Guerra Fredda, il film racconta il rapporto tra lo scrittore Thomas Mann (Hanns Zischler) e sua figlia Erika (Sandra Hüller), attrice, giornalista e pilota di rally. A bordo di una Buick nera intraprendono un viaggio attraverso una Germania in macerie in una pellicola che esplora i temi dell’identità, del senso di colpa, della famiglia e dell’amore, sullo sfondo del tumulto e della confusione morale dell’Europa del dopoguerra.

Scritto da Pawlikowski e Henk Handloegten, il film vede come protagonisti la candidata all’Oscar Sandra Hüller (La zona d’interesse, Anatomia di una caduta), Hanns Zischler (Munich, Germania nove zero, Nel corso del tempo), August Diehl (La vita nascosta – Hidden Life, Bastardi senza gloria), Devid Striesow (Niente di nuovo sul fronte occidentale) e Anna Madeley (Patrick Melrose, Creature grandi e piccole). Pawlikowski torna a lavorare con i suoi collaboratori di lunga data, tra cui il direttore della fotografia candidato all’Oscar Lukasz Zal, la costumista Aleksandra Staszko e gli scenografi Katarzyna Sobanska e Marcel Slawinski.

Il film è una coproduzione internazionale, MUBI (che ha rilasciato la prima immagine del film), l’italiana OUR Films (di Lorenzo Mieli e Mario Gianani, una società Mediawan), Extreme Emotions (Polonia), Nine Hours (Germania) e Chapter 2 (una società Mediawan, Francia), in collaborazione con Circle One (Italia) e Apocalypso Pictures, con la partecipazione di Arte e Pathé. È prodotto da Mario Gianani e Lorenzo Mieli per OUR Films, Ewa Puszczynska per Extreme Emotions, Jeanne Tremsal ed Edward Berger per Nine Hours, Dimitri Rassam per Chapter 2 e Lorenzo Gangarossa per Circle One.

“Ida” di Pawlikowski ha ottenuto 70 premi internazionali, tra cui 5 European Film Awards e l’Oscar nel 2015 per il Miglior Film Internazionale. Il regista ha vinto inoltre il premio per la Miglior Regia (Prix de la mise en scène) a Cannes nel 2018 per “Cold War”, film che ha collezionato 52 vittorie e 126 nomination, tra cui le candidature agli Oscar per il Miglior Film Internazionale, Miglior Regia e Miglior Fotografia.

Fmi: taglieremo le stime di crescita se non ci sarà il ritorno allo status quo

Milano, 9 apr. (askanews) – Se non ci fosse stato lo shock causato dalla guerra in Iran, “avremmo rivisto al rialzo le previsioni di crescita globale. Ma ora, anche il nostro scenario più ottimistico prevede una revisione al ribasso delle previsioni di crescita”. Lo ha dichiarato la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, nel suo intervento all’evento di apertura degli Spring Meetings 2026 del Fmi. “L’economia mondiale, resiliente, è nuovamente messa alla prova dalla guerra in Medio Oriente, ora in fase di tregua”, ha spiegato, e “anche nel migliore dei casi, non ci sarà un ritorno chiaro e netto allo status quo precedente. Quello che sappiamo è che la crescita sarà più lenta, anche se la nuova pace dovesse rivelarsi duratura”.

L’impatto della guerra in Iran sull’economia mondiale “dipende dal fatto che il cessate il fuoco regga, e porti a una pace duratura, e dall’entità dei danni che la guerra si lascerà alle spalle”, ha spiegato. “Date le incertezze, il nostro World Economic Outlook, che sarà pubblicato la prossima settimana, includerà una serie di scenari, che vanno da una normalizzazione relativamente rapida, a uno scenario intermedio, fino a uno in cui i prezzi del petrolio e del gas rimangono molto più alti per molto più tempo e gli effetti secondari prendono piede”.

“Tutti questi scenari – ha proseguito Georgieva – partono da una situazione in cui gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale e nella tecnologia, le condizioni finanziarie favorevoli e altri fattori stavano generando un notevole slancio nell’economia mondiale. Infatti, se non fosse stato per questo shock, avremmo rivisto al rialzo le previsioni di crescita globale. Ma ora, anche il nostro scenario più ottimistico prevede una revisione al ribasso delle previsioni di crescita. Ciò a causa dei danni alle infrastrutture, alle interruzioni dell’approvvigionamento, alla perdita di fiducia e ad altri effetti di lunga durata”.

“Sappiamo inoltre che esistono notevoli differenze a livello mondiale – ha sottolineato -. I paesi in grado di esportare petrolio e gas senza ostacoli sono quelli meno colpiti. Al contrario, i paesi direttamente colpiti dalla guerra – compresi gli esportatori di petrolio e gas che hanno subito il blocco – e i paesi che dipendono dalle importazioni di petrolio e gas continuano a subire il peso maggiore dell’impatto”.

Genitori in crisi: adolescenti senza limiti in Italia

Roma, 9 apr. (askanews) – L’Italia sta attraversando una profonda crisi educativa che vede i genitori sempre più in difficoltà nel gestire i propri figli adolescenti. Secondo i dati del Rapporto Nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, solo il 6% degli adolescenti dichiara che la madre limita molto la loro libertà, mentre il 23,1% afferma che lo fa abbastanza. La maggioranza dei giovani, quindi, cresce senza restrizioni significative, in quello che gli esperti definiscono una vero e proprio ‘anarchia educativa’.

Il problema emerge con particolare gravità nella fascia d’età tra gli 11 e i 15 anni, quando il concetto di limite risulta indefinito per gli adolescenti e viene percepito principalmente attraverso il punto di vista degli adulti. ‘Oggi assistiamo a un capovolgimento dei ruoli: non sono più i figli in balia dei genitori come nell’epoca del Novecento, ma i genitori in balia dei figli’, spiega il Prof. Daniele Popolizio, presidente del Gruppo CENPIS e pioniere della psicologia della performance in Italia.

La correlazione tra monitoraggio genitoriale e comportamenti a rischio è scientificamente dimostrata: esiste una correlazione negativa tra il controllo parentale e i comportamenti pericolosi, specialmente nella fascia d’età 14-15 anni. Questo significa che un maggiore controllo da parte dei genitori può ridurre significativamente la propensione degli adolescenti a comportamenti rischiosi.

‘Il problema nasce dal fatto che i giovani di oggi si percepiscono onnipotenti perché hanno in mano lo scibile umano attraverso un telefonino’, continua Popolizio. ‘Pensano di poter controllare tutto perché possono avere informazioni su tutto, ma rimangono ancora come i bambini piccoli che spesso diventano vittime di incidenti casalinghi’.

Il National Parent Forum, primo evento nazionale dedicato alle competenze genitoriali organizzato dal Gruppo CENPIS, ha evidenziato come questa problematica stia assumendo dimensioni preoccupanti. Con 400 partecipanti al Cavalieri Hilton di Roma, l’evento ha registrato una partecipazione straordinaria che testimonia l’urgenza del problema. ‘Sorprendentemente, mentre mediamente alle conferenze scolastiche partecipano 15-20 genitori, quando le organizziamo noi arriviamo a 180-200 presenze’, racconta Popolizio.

La questione si complica ulteriormente nell’era digitale, dove i genitori hanno delegato l’educazione a strumenti esterni che non hanno finalità educative ma commerciali. ‘I social network e le piattaforme digitali non devono educare i ragazzi, sono strumenti economici’, osserva l’esperto.

‘Abbiamo creato la prima scuola per genitori in Italia’, annuncia Popolizio, riferendosi al circuito di eventi formativi che il suo gruppo organizza mensilmente nelle scuole più importanti di Roma, come il Liceo Righi, classificato primo in Italia. L’approccio si basa sul tema ‘conoscere l’adolescenza per essere genitori competenti oggi’, una necessità sempre più urgente in una società che ha perso i punti di riferimento educativi tradizionali.

Il fenomeno ha radici profonde nella trasformazione sociale degli ultimi decenni. Se nel Novecento il problema era l’eccesso di autorità genitoriale, oggi siamo passati all’estremo opposto: l’assenza totale di controllo. Questa situazione genera adolescenti che non sviluppano il senso del limite e della percezione del pericolo, come dimostrato tragicamente da recenti episodi di cronaca.

La soluzione, secondo gli esperti, passa attraverso un recupero delle competenze genitoriali e una maggiore consapevolezza del ruolo educativo. ‘Servirà un recupero dell’autorevolezza genitoriale, non autoritaria ma autorevole’, conclude Popolizio. ‘I genitori devono tornare a essere guide per i propri figli, non loro amici o complici’.

L’impatto di questa crisi educativa si riflette non solo sul benessere familiare, ma sull’intera società. Giovani che crescono senza limiti diventano adulti che faticano a rispettare regole e a gestire responsabilità, creando un circolo vizioso che perpetua il problema generazionale.

Il futuro richiede un intervento strutturato che coinvolga famiglie, scuole e istituzioni in un progetto educativo condiviso, capace di restituire ai giovani quella percezione del limite che è fondamentale per una crescita equilibrata e responsabile.

A Milano il Telco Hub, nuovo centro eccellenza

Milano, 9 apr. (askanews) – A Milano nasce il Telco Hub, il nuovo centro di eccellenza europeo dedicato alla trasformazione delle reti e delle infrastrutture nelle telecomunicazioni. Un luogo fisico e simbolico dove innovazione, competenze e visione strategica si incontrano per accompagnare gli operatori verso ecosistemi digitali più autonomi, intelligenti e sostenibili. Abbiamo parlato con Alessandro Puglia, Capgemini Italia:

“Il nostro obiettivo è chiaro, è sopportare le telecomunicazioni nel passare da un modello tradizionale dell’operation delle reti a un modello invece basato su ecosistemi digitali automatici, sensienti e che siano anche sostenibili. Il Telco Hub si articola su tre direttrici le reti autonome, le reti sostenibili e le reti come servizio. Ogni area è presidiata da team dedicati e altamente specializzati che vengono alimentati da una forte sincronizzazione e sinergia tra i team di Capgemini Invent e Capgemini Engineering”.

Non solo un laboratorio locale, ma una piattaforma di eccellenza al servizio dei clienti Telco di Capgemini in tutto il mondo. L’obiettivo è chiaro: guidare il cambiamento e contribuire concretamente alla trasformazione del settore delle telecomunicazioni.

L’Iran tiene il punto: colloqui con Usa solo se tregua in Libano

Roma, 9 apr. (askanews) – L’Iran ha ribadito oggi che il Libano rientra nell’accordo di cessate di fuoco raggiunto con gli Stati Uniti, rendendo così Beirut una variabile decisiva per la tenuta dell’intesa e per il futuro del colloqui che dovrebbe iniziare questo fine settimana in Pakistan.

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, che potrebbe guidare la delegazione iraniana in Pakistan, ha ribadito oggi che “il Libano e tutto l’Asse della resistenza, sono una parte inseparabile del cessate il fuoco”, come “pubblicamente e chiaramente dichiarato” dal premier pachistano Shehbaz Sharif, per cui “non c’è spazio per smentite e marce indietro”.

“Violazioni dei cessate il fuoco comportano costi espliciti e una risposta forte. Spegnere immediatamente l’incendio”, ha aggiunto.

Da parte sua il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha detto oggi che la scorsa notte è stata “critica, perchè non avevamo altra opzione che rispondere alla nuova atrocità” commessa in Libano, lasciando poi intendere che Teheran non ha risposto agli attacchi israeliani dopo “scambi di messaggi attraverso il Pakistan”. “Ora speriamo che l’America riesca a controllare il suo alleato”, ha aggiunto Khatibzadeh, auspicando che “si possa procedere e andare in Pakistan”. Anche il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha denunciato gli attacchi israeliani in Libano come “una palese violazione” dell’accordo di cessate il fuoco, così come “un pericoloso segnale di inganno e di mancanza di impegno verso eventuali accordi”, ammonendo che “continuare questi attacchi renderà inutili i negoziati”. Pezeshkian ha quindi rimarcato che “l’Iran non abbandonerà mai i suoi fratelli e sorelle libanesi”.

In mattinata l’ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, aveva annunciato per stasera l’arrivo a Islamabad della delegazione iraniana, per poi cancellare il post pubblicato su X. Un funzionario dell’ambasciata contattato dall’agence France Presse ha spiegato che la cancellazione è stata determinata da una questione di “tempistica”: “Non avremmo dovuto pubblicarlo”.

Cdp chiude il 2025 con nuovo record dell’utile netto: 3,4 mld (+3%)

Roma, 9 apr. (askanews) – Il gruppo Cassa Depositi e Prestiti ha chiuso il 2025 con un nuovo massimo storico dell’utile netto, a 3,4 miliardi di euro è cresciuto del 3% rispetto al 2024 (3,3 miliardi). Nel primo anno dall’avvio del Piano Strategico 2025-2027, riporta un comunicato diffuso a seguito dell’approvazione dei conti da parte del Consiglio di Amministrazione, il Gruppo Cdp ha impegnato risorse per 29,5 miliardi di euro, pari ad oltre un terzo dell’obiettivo triennale.

Gli investimenti sostenuti sono pari a 73,6 miliardi, con un effetto leva di 2,5 volte le risorse impegnate, anche grazie all’attrazione di capitali addizionali. Il totale dei crediti in essere a favore di imprese, PA, infrastrutture e Cooperazione internazionale ammonta a 127 miliardi (in crescita rispetto alla fine del 2024).

La raccolta complessiva è pari a 355 miliardi e include il risparmio postale che raggiunge i 297 miliardi, si legge, e la raccolta obbligazionaria che arriva a 24 miliardi (rispettivamente +3% e +20% a confronto con la fine dell’esercizio precedente).

Il patrimonio netto di Cdp SpA sale a 32 miliardi, in crescita del 6% rispetto a fine 2024 (30 miliardi) grazie all’utile maturato nell’esercizio, al netto dei dividendi distribuiti. L’utile netto consolidato è pari a 5,5 miliardi (6 miliardi nel 2024).

Meloni: al fianco degli Usa ma non subalterni, voglio Ue più forte

Milano, 9 apr. (askanews) – Un’Italia saldamente ancorata all’Alleanza atalantica come “da circa 80 anni a questa parte” ma “non subalterna” agli Usa, che è capace di dire no a Washington “come dimostra Sigonella” e che costruisce una Europa “più forte”, con una sua autonomia strategica e di difesa.

Nell’informativa alle Camere, Giorgia Meloni descrive così la sua strategia di politica estera, rivendicando la capacità di “parlare con chiarezza” a Israele e a Donald Trump quando non si era d’accordo con le loro scelte, e respingendo lo “scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al Presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ‘la Meloni scelga tra Trump e l’Europa’”.

Un ragionamento anche in questo caso declinato nell’attacco alle opposizioni: “La posizione italiana, nella crisi iraniana, è stata esattamente la stessa dei principali paesi europei. Allora mi chiedo, e vi chiedo, se quando si dice che dobbiamo stare con l’Europa si intenda davvero l’Europa, o si intenda piuttosto la sinistra europea, anche quando questo significa dividere l’Europa. Perché temo che le due cose non stiano insieme. Attendo fiduciosa una risposta”.

A giudizio della premier, l’Europa deve però “saper adeguare la sua strategia a un mondo che cambia alla velocità della luce, anteponendo il principio di realtà alle sovrastrutture burocratiche e ai dogmi ideologici”. E dunque “competitività, semplificazione burocratica, transizione verde realistica e non ideologica, autonomia strategica bilanciata che riduca gradualmente le nostre dipendenze. E una capacità di difesa che non ci faccia dipendere dai nostri alleati americani”. Ovvero, “prima di aspettarci qualcosa dagli altri, proviamo a occuparci davvero di noi stessi”.

La premier prende le distanze dall’intervento di Usa e Israele in Iran, e spera nella “flebile prospettiva di pace” rappresentata dalla tregua: “Condanniamo con fermezza qualsiasi forma di violazione del cessate il fuoco. Cessazione permanente delle ostilità, cessazione degli attacchi verso i Paesi del Golfo, cessazione delle operazioni militari in Libano; rinuncia dell’Iran al proprio programma nucleare e alla costante minaccia nei confronti dei vicini regionali e oltre; pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz, che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione, come invece sembra essere accaduto nelle ultime ore”, sono gli auspici.

Detto questo, Meloni riconosce che “è innegabile che stiamo vivendo un momento di particolare difficoltà nei rapporti tra l’Europa e gli Stati Uniti”. Ma si tratta di “una traiettoria chiara che le leadership europee del recente passato hanno lungamente, e a mio avviso colpevolmente, preferito non cogliere. Comprese quelle che governavano in Italia, e che si accontentavano di una pacca sulla spalla o di un tweet di endorsement quando formavano un nuovo governo”, ha aggiunto. Ma ciò nonostante, “continuo a credere nella necessità di lavorare per garantire l’unità dell’Occidente. Siamo ‘testardamente occidentali'” dice tirando in ballo Elly Schlein, “perché solo se l’Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli”.

Fausto Lama continua a raccontarsi da solista con "Giovani Bukowski"

Milano, 9 apr. (askanews) – Dopo aver aperto l’anno con un primo capitolo intimo e diretto, Fausto Lama continua a raccontarsi e a costruire passo dopo passo il suo nuovo percorso artistico: venerdì 10 aprile esce “Giovani Bukowski”, il suo nuovo brano che prosegue questo racconto personale, fatto di osservazione, ironia e uno sguardo lucido sul presente. Un brano che, pur partendo da un immaginario legato allo sballo, parla di ciò da cui oggi scegliamo di dipendere.

Giovani Bukowski è una canzone indie pop dal tono agrodolce, scritta dallo stesso Fausto, che racconta una notte fuori tra amici trasformandola in una fotografia generazionale. Tra attese, eccessi e momenti di sospensione, prende forma un mondo emotivo condiviso, in equilibrio tra noia, disincanto e desiderio di evasione. La produzione, ritmica e immediata, accompagna una scrittura visiva e cantabile, sorretta da un ritornello che resta impresso.

Sotto una superficie brillante e notturna emerge un sottotesto più amaro: Giovani Bukowski scava in una condizione più ampia e profondamente contemporanea, in cui si rincorrono approvazione, performance e appartenenza, spesso senza metterle davvero in discussione. L’eccesso diventa un linguaggio condiviso, un modo per sentirsi parte di qualcosa, mentre sotto le apparenze si muovono frustrazione, vuoto e una sottile difficoltà a sottrarsi a dinamiche che si ripetono. Più che raccontare lo sballo, il brano ne smonta il meccanismo, mettendo a fuoco un sistema che riguarda tutti, anche quando facciamo finta di non vederlo.

Come racconta lo stesso Fausto: “Questa canzone non parla di droga. Parla di te quanto di me. Perché oggi siamo tutti dipendenti da qualcosa che non ammettiamo: dal consenso, dalla performance, dalla paura di non esserci. Viviamo in un mondo intossicato da una positività che la maggior parte delle volte è solo scenografia — e spesso empatizziamo cose che nemmeno ci interessano pur di ‘appartenere’.

‘Giovani Bukowski’ parla di chi vuole evolvere da un ambiente che si spegne nella ripetitività e della solitudine di chi fa del cambiamento la propria normalità.” La scrittura di Fausto, da sempre capace di unire ironia e profondità, costruisce così un racconto che si riconosce immediatamente come personale ma allo stesso tempo collettivo, restituendo l’immagine di una generazione sospesa tra slanci e vuoti, tra il bisogno di sentirsi vivi e la difficoltà di trovare un equilibrio.

Dopo anni di percorso condiviso con i Coma Cose, Fausto torna a dare spazio a una dimensione più diretta e individuale, continuando a sviluppare un progetto che si sta svelando brano dopo brano nel corso del 2026.

Moses Pendleton (Momix): "Botanica 2 parla a una nuova generazione"

Roma, 9 apr. (askanews) – Creatore della compagnia Pilobolus, e poi nel 1980 di Momix, Moses Pendleton è di nuovo in tournée per un mese in Italia, dove la sua compagnia riscuote sempre straordinario successo. Momix parte da Bologna il 9 aprile, sarà a Roma a fine mese con “Botanica 2”, riedizione di un lavoro del 2009: visivamente stupefacente, i suoi danzatori acrobatici si trasformano in piante, larve, farfalle con l’aiuto anche degli scatti di Pendleton: “la fotografia è il mio vero lavoro”, ride lui. È un inno alla bellezza della natura, certo, e anche un messaggio, indiretto, sui rischi che corre il nostro mondo con il cambiamento climatico: “Non diretto, no, ma io sono molto attratto dal mondo naturale, che rischiamo di perdere se si continua su questa strada” spiega. “Creiamo immagini che celebrano la sua delicatezza, la sua bellezza, la sua natura effimera. Politicamente… beh, siamo coinvolti perché abbiamo un pubblico. Quindi immagino che sia anche un atto politico. Chiunque trascorra seriamente del tempo in un giardino botanico italiano capisce la meraviglia, il mistero degno della nostra ammirazione, che dovremmo proteggere in ogni modo possibile. È uno spettacolo che celebra la bellezza e l’energia e la connessione dell’umano con l’albero e con la pianta, e con l’architettura della natura”.

Momix è una compagnia statunitense che vive di immaginazione e apertura al mondo, in un mondo che diventa sempre più frenetico e polarizzato, anche per la presenza di personalità come Donald Trump, e non solo. Pendleton però non parla direttamente di politica: alla domanda se questa atmosfera influenzi il suo lavoro risponde “solo nel senso che vorrei fuggirne. Il mondo in molti modi è oscuro, orribile, terrificante. Pensare che gli esseri umani stiano facendo agli altri esseri umani quello che vediamo… guardi non mi piace dirlo, ma se domani ci fossero delle elezioni, voterei per l’intelligenza artificiale. Mi pare che gli esseri umani abbiano avuto molto tempo per capire come risolvere i loro problemi e non ci sono riusciti”.

Non è solo una provocazione, ma una previsione sul mondo che ci aspetta, sulla fusione futura della creatura umana come la vediamo oggi, e il cervellone artificiale: “nel prossimo futuro non useremo più la parola ‘macchina’, l’AI prenderà il sopravvento come parte dell’evoluzione del genere umano. Se andiamo indietro di miliardi di anni vediamo che siamo solo un piccolo puntino nel grafico temporale dell’evoluzione. La mia filosofia è la metamorfosi: forse siamo in un momento di spostamenti tettonici, il carbonio e il silicio stanno cominciando a mescolarsi al punto che anche il telefono cellulare fa parte di ciò che rende umani gli esseri umani. Forse l’AI potrà pensare a un nuovo nome per questa specie che usa e interiorizza e probabilmente opera come un super robot, ma un robot che ha empatia. Un robot che può essere dieci volte più, un milione di volte più intelligente di chiunque di noi. Credo che questo ci aspetti nel prossimo futuro, nel bene o nel male. Mi piacerebbe poter vivere, sa, per vedere questi cambiamenti. E poi, una delle grandi paure della maggior parte dell’umanità è la mortalità. E forse la macchina può trascendere l’idea stessa di mortalità. Magari tra altri trent’anni si potrà fare un accordo con qualche corporation per dire: vorrei vivere mille anni, come robot, mantenendo però il mio cervello, i miei ricordi. Ho tutto quello che mi serve. Solo che non ho bisogno di carne e sangue. È un concetto difficile, ma con un po’ di aiuto da parte dell’AI…”.

Difficile però prescindere dal corpo quando si parla di Pendleton. Nato in una fattoria in Vermont, sciatore da ragazzo, poi l’incidente che lo costringe alla riabilitazione, ed è così che scopre la danza; laureato in letteratura inglese nella prestigiosa università di Dartmouth, il coreografo è una creatura eclettica: “ho avuto l’esperienza dello sci alpino, dell’agricoltura, della poesia romantica… Ogni volta che sono a Roma, vado sempre alla casa di Keats e a Piazza di Spagna per riallacciarmi a quel mondo. Questi interessi esterni mi hanno formato come coreografo e regista. Se c’è un modo per descrivermi, è che sono interessato ad allenare l’occhio e lasciare che la natura faccia il suo corso. In altre parole, non sai mai che cosa farai: tutta la vita dipende da come reagisci all’ignoto. Ho portato la stessa filosofia nel lavoro e nella creazione della danza. La grande domanda, naturalmente, è l’energia: da dove viene l’energia per essere curiosi, per essere un artista o un musicista o un giardiniere o un agricoltore o qualcuno che scrive poesie? Ho sempre pensato a Momix non solo come danza, ma come una sorta di teatro visivo, fisico, che non ha altra logica se non quella di un’ode. La celebrazione del corpo fa parte del mix, una celebrazione della forma umana, del corpo umano che entra fisicamente in contatto con il non umano, con la pianta e l’animale e il minerale e altre immagini surreali. I danzatori di Momix sono altamente allenati. Fanno la sbarra di balletto ogni giorno, e tuttavia indossano costumi che li fanno sembrare fiori, ma hanno comunque bisogno di fare la loro sbarra di balletto per far danzare i fiori”.

Cosa la lega di più all’Italia? “La sensualità, il surreale, la commedia dell’arte, il vino, l’olio d’oliva… molte cose. Ormai da 46 anni facciamo tournée qui, abbiamo avuto la nostra prima mondiale proprio a Milano, al Teatro Nazionale, nel 1980. Penso che ci sia una connessione con la natura a cui gli italiani rispondano. Proprio stamattina ho visitato un bellissimo giardino botanico a Bologna, e tutti sembravano assorbiti dagli alberi e dalla luce del sole tanto quanto me.”.

E da questa nuova tournée, cosa si aspetta? “Sa, dico spesso che da vent’anni a questa parte c’è un’intera nuova generazione. L’anno scorso a Roma al Teatro Olimpico, un uomo è venuto a incontrarmi: ‘Signor Pendleton, ho portato mia figlia di dodici anni alla sua prima esperienza di Momix, come mio padre ci portò me trentacinque anni fa’. Insomma, c’è un nuovo pubblico per Momix; penso che possa piacere anche a loro; soprattutto agli adolescenti che passano il tempo con la PlayStation e il cellulare, potrebbe fare bene uscire e vedere il teatro dal vivo, anche se molti non hanno idea di che cosa sia”.

Iran, Meloni ipotizza stop a Patto Stabilità "se crisi prosegue"

Milano, 9 apr. (askanews) – Dopo essere arrivati “a un passo dal punto di non ritorno”, la tregua con l’Iran rappresenta una “flebile prospettiva di pace, che deve essere perseguita con determinazione”. Ma se la crisi in Medio Oriente dovesse vedere “una recrudescenza”, allora l’Unione Europea dovrà porsi il problema delle conseguenze economiche del conflitto, ragionando sulla sospensione temporanea del Patto di Stabilità e su un approccio “non dissimile” da quello con cui si è affrontata la pandemia. Giorgia Meloni guarda all’Europa per affrontare le conseguenze economiche del conflitto con l’Iran. E nell’informativa alla Camera sposa la richiesta già avanzata da Matteo Salvini di arrivare a sospendere le regole di bilancio: “non una deroga per un singolo Stato ma un provvedimento generalizzato”, dice la presidente del Consiglio.

Prospettiva che il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, nelle stesse ore – durante una audizione al Parlamento Ue – invece allontava: “La condizione per attivare la clausola è di avere un grave deterioramento dell’economia nell’area euro o nell’intera Ue. E attualmente non siamo in questo scenario”. Anche considerando il potenziale impatto economico della guerra in Iran lo scenario “è di rallentamento ma non di grave deterioramento”. Per Meloni invece “se la crisi in Medio Oriente vedrà una nuova recrudescenza, dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per la pandemia. In quel caso, riteniamo che non debba essere un tabù” discutere dello stop al Patto. Anche perchè “se l’Iran esercita la sua facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto di Hormuz, le conseguenze economiche sarebbero imponderabili”.

È in questa ottica che Meloni replica alle critiche delle opposizioni per la missione della scorsa settimana nel Golfo: “Di fronte al rischio dello shock energetico più pesante che abbiamo visto di recente, alla possibilità di ulteriori rincari dell’energia, dei carburanti e dei generi di consumo, di fronte al rischio di vedere interrotte intere catene di approvvigionamento e bloccata la nostra economia, è preciso dovere del Presidente del Consiglio fare tutto il possibile per assicurare alle imprese e ai cittadini energia sufficiente e a prezzi il più possibile contenuti”, rivendica.

E insieme a questo, agire ancora in Europa per eliminare alcuni fattori che contribuiscono ad aumentare il prezzo dell’energia, a partire dal meccanismo ETS: “Nel Decreto Energia avevamo chiesto che l’ETS non comportasse un aumento del costo delle rinnovabili per abbassare i costi complessivi. È una norma che richiede l’autorizzazione dell’Unione Europea, siamo fiduciosi che l’obiettivo si possa raggiungere”. Inoltre “continueremo a chiedere di sospendere temporaneamente l’applicazione dell’ETS dal termoelettrico: provvedimento che serve subito e almeno fino a quando i prezzi globali non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente”.

Al contempo, prosegue la premier, c’è da impedire eventuali comportamenti speculativi, e “l’Italia rimane pronta ad attivare ogni possibile misura, compresi se necessari ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche”.

Pittura, segni, memoria e radici: i 90 anni di Giorgio Griffa

Torino, 9 apr. (askanews) – Una mostra che celebra i 90 anni di Giorgio Griffa attraverso la riproposizione di un momento, l’estate del 1969, quando con l’incontro con il gallerista Gian Enzo Sperone e il fotografo Paolo Mussat Sartor l’artista in un certo senso diventa se stesso, si riconosce attraverso lo sguardo esterno e stabilisce una sua più forte relazione con il mondo. La Fondazione Giorgio Griffa presenta a Torino l’esposizione “Summer 69”.

“È in qualche modo una riflessione sul passato e sul presente – ha detto l’artista ad askanews – ed erano lavori in cui cercavo, e me ne sono reso conto in seguito, perché si acquisisce dopo la consapevolezza, prima si intuisce soltanto, si sente qualcosa, cercavo di fissare l’identità dei segni per sé stessi piuttosto che dei segni come indicazione di una identità diversa. Era l’identità dei segni che mi interessava”.

Nel lavoro di Griffa, che vive di una leggerezza poetica che resta di grande fascino e che indaga con lucidità sulla pittura, come arte che viene dai millenni dell’umano, il segno è un elemento decisivo, è la base di ogni discorso sulle possibilità espressive. Un segno, il suo, che pur nell’essenzialità formale oggi si rivela prezioso nel momento in cui il digitale sta lentamente facendo sparire le cose e la loro anima. “Cosa sarà il segno nel futuro non lo so e non lo so prevedere – ha aggiunto Griffa -. Penso che cosa possiamo fare in questo momento di grande cambiamento è cercare di accumulare il più possibile delle radici, delle memorie, per vedere se possono essere poi trasferite”.

La mostra torinese, in uno spazio che sfrutta mirabilmente la luce naturale, è anche una celebrazione, un compleanno, e abbiamo chiesto a Giorgio Griffa, a fronte di tutto il tempo che è passato, come guarda oggi alla sua pittura. “Io per quello che mi riguarda – ci ha risposto – cerco di continuare a percorrere una linea di pensiero: ho questi lavori ultimissimi che in qualche modo si riallacciano ai cicli precedenti, ma sono assolutamente nuovi e sono molto contento di vedere che il colore trattato in questo modo mi richiama la luce della pittura sul muro, del fresco del Medioevo, più ancora che quello del Rinascimento”.

Il dialogo con il passato è costante, ma è un dialogo che vuole portare l’artista a continuare a dire cose nuove. Forse la lezione più importante di Griffa, in tempo che si vanta di non avere memoria, potrebbe essere questa.

Ecco Cannes, cinema globale senza l’Italia

Roma, 9 apr. (askanews) – Dal 12 al 23 maggio la Croisette torna a essere il centro del mondo. La 79ª edizione del Festival di Cannes si annuncia come una grande abbuffata di cinema globale, ricca di nomi, storie e geografie lontane. Ma dentro questa mappa sempre più ampia e inclusiva manca clamorosamente l’Italia. Un’assenza che pesa, che fa rumore, che riporta indietro le lancette fino al 2016, ultima volta senza tricolore nel programma ufficiale.

La presentazione guidata dalla presidente Iris Knobloch e dal delegato generale Thierry Frémaux ha messo in chiaro i pilastri dell’edizione: libertà artistica e libertà di espressione. Ma è proprio nella libertà della selezione che emerge una geografia sorprendente. C’è il Costa Rica per la prima volta, ci sono Nepal, Kenya, Somalia e Libano. C’è molta Asia, segno di un cinema in piena espansione. E c’è pochissima Europa mediterranea. L’Italia, semplicemente, non c’è.

Frémaux prova a stemperare, quasi a consolare: ricorda la vitalità della nuova generazione, cita Paolo Sorrentino, Valeria Golino e i produttori emergenti come Nicola Giuliano. Poi l’ironia, persino calcistica, come a cercare complicità: anche la Francia ha saltato Mondiali prima di tornare a vincere. Ma il dato resta. Cannes 2026 parla tutte le lingue del cinema contemporaneo, tranne quella italiana.

Eppure il programma è ricchissimo. In concorso, ventuno titoli, con il ritorno di maestri e autori tra i più attesi. Su tutti Pedro Almodóvar, che presenta “Amarga Navidad”, racconto intimo e doloroso di una separazione durante le feste. Accanto a lui, il cinema rigoroso e politico di Asghar Farhadi con “Histoires parallèles”, e quello contemplativo di Hirokazu Kore-eda. C’è anche Ryusuke Hamaguchi, ormai presenza stabile nei grandi festival, e il talento europeo emergente di Lukas Dhont, in gara con “Coward”, ambientato nelle trincee della Prima guerra mondiale.

Tra i titoli più attesi anche “Fatherland” di Pawel Pawlikowski, racconto del ritorno di Thomas Mann nella Germania del dopoguerra, e “Fjord” del veterano Cristian Mungiu, al suo primo film in lingua inglese. Il cinema europeo si muove tra memoria storica e tensioni contemporanee, mentre quello asiatico continua a offrire nuove prospettive narrative.

Fuori concorso arriva l’estetica visionaria di Nicolas Winding Refn, mentre Hollywood resta ai margini, lontana dai grandi studios ma presente con incursioni autoriali: Steven Soderbergh con un documentario su John Lennon e Ron Howard con un lavoro dedicato a Richard Avedon.

Le star però non mancano. Il cinema francese domina la scena con una vera e propria parata: Marion Cotillard è presente con due film, così come Catherine Deneuve, simbolo vivente di una tradizione che continua a rinnovarsi. Accanto a loro, nomi come Vincent Cassel e Léa Seydoux.

Tra gli eventi speciali spicca la Palma d’oro alla carriera per Barbra Streisand, icona assoluta dello spettacolo, mentre John Travolta porta il suo debutto alla regia con un film personale, ispirato alla sua passione per il volo. Un’opera breve, quasi intima, che racconta un’altra dimensione dell’attore americano.

Il festival si aprirà con “La Vénus électrique” di Pierre Salvadori, ambientato nella Parigi del 1928, mentre la giuria sarà presieduta dal regista sudcoreano Park Chan-wook. Cinque le registe in concorso, circa un quarto del totale: un dato ancora limitato, ma in crescita.

E poi c’è il grande paradosso italiano. Un Paese celebrato indirettamente, omaggiato attraverso riferimenti e influenze – da Federico Fellini in poi – ma assente nei fatti. Senza Nanni Moretti, senza Alba Rohrwacher, senza nuovi titoli a rappresentare una cinematografia che pure continua a produrre.

Cannes resta una vetrina globale, sempre più aperta e plurale. Ma proprio in questa apertura si consuma l’esclusione più dolorosa. L’Italia, questa volta, resta fuori dalla festa. E osserva da lontano una tavola apparecchiata per tutti, tranne che per lei.

Meloni: alla Camera sentito insulti e demagogia, nessuna proposta reale

Roma, 9 apr. (askanews) – “Conto molto su di voi in questo dibattito perché alla Camera ho ascoltato molti improperi, molti insulti, molta demagogia, quasi nessuna proposta reale in una delle fasi delicate che l’Italia sta affrontando”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in uno dei passaggi dell’informativa aggiunti al Senato rispetto al discorso pronunciato alla Camera.

Nessuna proposta, ha spiegato “salvo due, quella dei congedi parentali dove non si dice dove si prendono le risorse che è un tema che ci interessa, salvo che siamo stati noi ad ampliare i congedi in questi anni” e “salvo quando ci si propone di reperire soldi dalle banche e dalle società energetiche che è pure qualcosa che abbiamo fatto noi e non la sinistra”, ha aggiunto.

Pd-Avs-M5s vs Fdi contro sospensioni deputati: difesa antifascismo

Roma, 9 apr. (askanews) – Pd, M5S e Avs all’attacco, con momenti di tensione, nell’aula della Camera contro le sanzioni comminate a 32 deputati per l’occupazione della sala stampa di Montecitorio durante la conferenza stampa sulla remigrazione organizzata da realtà come CasaPound e ‘ospitata’ dal leghista Furgiuele.

Al termine dell’informativa della premier Giorgia Meloni, il dem Andrea Casu chiede di parlare sul regolamento, sottolinea l’assenza ‘forzata’ di alcuni parlamentari a causa delle sospensioni e chiede di rimettere la questione alla “Giunta per il regolamento per un chiarimento utile al funzionamento dell’istituzione nel suo complesso. Anche Meloni ha citato la Costituzione ma dimenticate sempre che la Costituzione è antifascista e non si possono sanzionare parlamentari che in maniera pacifica e non violenta vogliono difenderla”. Un intervento interrotto da brusii e dal richiamo del vicepresidente di turno Fabio Rampelli (Fdi): “Deve parlare del regolamento attuale”. A Casu viene tolto l’audio del microfono e poi gli viene restituito: “Sta parlando più lei di me. Dà fastidio ascoltare un discorso antifascista?”.

Marco Grimaldi di Avs evidenzia ‘due pesi e due misure’: “Mentre Delmastro, per non aver pubblicato nella dichiarazione dei redditi della Camera la partecipazione a un’azienda ha ricevuto una censura, 32 deputati si prendono quattro o cinque giorni di sospensione per aver impedito a un pregiudicato, lui sì picchiatore di agenti di polizia, di usare la Camera come cassa di risonanza per diffondere messaggi razzisti e discriminatori. Ci rivolgiamo al presidente della Camera Fontana: le sembra normale espellere alcuni deputati per obbedienza civile ai valori repubblicani? Le sembra normale sanzionarli come se avessero assalito o provato a picchiare qualcuno? I provvedimenti di espulsioni funzionano come il decreto sicurezza che punisce i pacifici attivisti del clima paragonandoli a persone violente”.

Per il Movimento parla Alfonso Colucci: “Questa aula è azzoppata da una decisione dell’ufficio di presidenza che ha sospeso chi ha diligentemente difeso la Costituzione antifascista”, sottolinea parlando di “vulnus del principio costituzionale, il diritto di ciascun deputato di lavorare, non come se avesse acquistato un biglietto alla bocciofila ma per rappresentare gli italiani”. Anche lui torna su Delmastro (“ha avuto dall’ufficio di presidenza poco più di un buffetto per non aver comunicato la titolarità di quote in una società che vedeva come socio una persona collegata al clan Senese”). A quel punto Rampelli puntualizza come l’esempio di Delmastro fa “riferimento al codice di condotta che ha un trattamento diverso”.

Una replica secca arriva dal contrattacco del responsabile organizzazione di Fdi Giovanni Donzelli: “Ricordo che il regolamento prevede che le sanzioni non si possono commentare, per l’ennesima volta avete forzato il regolamento”, sostiene aggiungendo: “oggi dovreste ringraziare il presidente che è stato particolarmente elastico”. Poi tra le proteste dei banchi delle opposizioni che urlano accusa: “Vedo che mi fanno minacce fisiche, ‘vieni qua, vieni qua’. La prego presidente di vedere poi i filmati in ufficio di presidenza perché non si può minacciare fisicamente un parlamentare mentre parla. Coloro che si riempiono la bocca di antifascismo devono sapere che questo è l’atteggiamento pericoloso che in altri anni si è tenuto in questa aula: quello di poter decidere chi poteva o non poteva parlare. Non c’è nessun deputato in quest’aula che può fare lo sceriffo della democrazia e chi scavalca le istituzioni deve pagare. Se domani uno si arroga il diritto di dire cosa è il fascismo e chi è fascista finiscono la democrazia e la libertà”.

Calcio, Juve avanti con Spalletti

Roma, 9 apr. (askanews) – La Juventus sceglie la continuità e conferma Luciano Spalletti alla guida dei bianconeri. L’accordo, ormai definito, va oltre il presente e si inserisce in una strategia di lungo periodo orientata alla costruzione della squadra del futuro. Il tecnico ha convinto la dirigenza sin dal suo arrivo alla Continassa, dove era stato chiamato a raccogliere un’eredità pesante dopo Igor Tudor.

In pochi mesi Spalletti ha dato identità e ambizione, parlando apertamente di scudetto e alzando le aspettative di un gruppo abituato a considerare il piazzamento Champions come obiettivo minimo. Un percorso non privo di difficoltà, come evidenziato anche dalla recente gara con il Genoa, ma sufficiente a consolidare la fiducia del club.

Determinante la volontà della proprietà, con John Elkann in prima linea nel rilancio di una Juventus competitiva, e il lavoro di raccordo svolto da Giorgio Chiellini per favorire l’intesa tra allenatore e dirigenza.

Il nuovo contratto, da circa 6 milioni netti a stagione, rappresenta un investimento significativo e una chiara scelta tecnica: nessun piano alternativo, ma piena condivisione anche sulle strategie di mercato, con l’obiettivo di rafforzare la rosa con profili esperti e mentalità vincente.

L’annuncio ufficiale è atteso a breve, senza particolari formalità, mentre la squadra resta concentrata sulla sfida di Bergamo. Il progetto è avviato, ora serve continuità per riportare la Juventus ai vertici.

Tennis, Berrettini ko agli ottavi: Fonseca vince in due set

Roma, 9 apr. (askanews) – Matteo Berrettini saluta il Masters 1000 di Monte-Carlo, sconfitto agli ottavi di finale da Joao Fonseca con il punteggio di 6-3, 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Berrettini ha pagato una bassa percentuale di prime in campo e, di conseguenza, non è mai riuscito a prendere in mano gli scambi, soprattutto dal lato del dritto, il suo colpo più incisivo, che Fonseca è stato bravo a neutralizzare fin dall’inizio. Grazie a questo successo, il brasiliano diventa il primo giocatore del suo Paese a raggiungere i quarti di finale in un Masters 1000 da Thomaz Bellucci a Madrid 2011 e il secondo di sempre a Monte-Carlo dopo Gustavo Kuerten.

Mafia, Conte: Meloni chiarisca su presunte infiltrazioni in Fdi

Roma, 9 apr. (askanews) – Giorgia Meloni non può limitarsi a dire che il suo impegno politico è nato sull’emozione per l’omicidio di Paolo Borsellino, lei è premier e leader di Fdi e deve “chiarire” sulle “presunte infiltrazioni” della criminalità nel suo partito. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte, conversando con i giornalisti alla Camera.

“Su questo capitolo diciamo che – nell’economia di 10 minuti (di intervento in aula, ndr) – non sono intervenuto puntualmente”, Ma “questo è un capitolo per quanto mi riguarda rimane aperto, hanno molto da chiarire”.

L’ex premier ha insistito: “Il problema è che deve chiarire i rapporti e le presunte infiltrazioni in Fratelli d’Italia. Quindi non solo il caso Delmastro, c’è un’inchiesta a Milano – ‘Hydra’ – da cui filtrano alcune notizie. Lei non può continuare a rispondere ‘sono entrata in politica quando c’è stato il delitto Borsellino’. Non è sufficiente se sei responsabile di un partito. Non sei solo presidente del Consiglio, sei leader di un partito”. Insomma, “il caso Delmastro e alcune notizie che leggo come voi – quelle che filtrano dall’inchiesta ‘Hydra’ – ci dicono che c’è un problema di presunte infiltrazioni che va chiarito, se sei leader di partito”.

Tennis, Atp Finals a Torino anche nel 2027

Roma, 9 apr. (askanews) – Le Atp Finals si giocheranno a Torino anche nel 2027, di fatto chiudendo ogni possibilità immediata di trasferimento a Milano. Non c’è ancora l’ufficialità formale dell’Atp, ma, come scrive la Gazzetta dello sport online, la decisione è ormai definita anche per motivi organizzativi e logistici.

Il capoluogo piemontese, che ospita il torneo dei Maestri dal 2021 all’Inalpi Arena, consolida così il proprio ruolo nel circuito internazionale, dopo il successo delle ultime edizioni e la crescita dell’evento in termini di pubblico e visibilità.

Resta aperta la partita per il periodo successivo: l’Italia ha in mano l’assegnazione delle Finals fino al 2030 e Torino punta a mantenere la sede anche negli anni successivi, mentre Milano resta sullo sfondo come possibile alternativa per il futuro.

Già nei mesi scorsi il presidente Atp Andrea Gaudenzi aveva sottolineato la volontà di partire dalla base solida costruita a Torino, senza però escludere altre opzioni, segnale di un confronto ancora aperto tra istituzioni e organizzatori sul lungo periodo.

Schlein: da Meloni ci aspettavamo rilancio, invece solito repertorio

Roma, 9 apr. (askanews) – Quello esibito da Giorgia Meloni in aula è stato “il solito repertorio”, secondo la leader Pd Elly Schlein. Conversando con i giornalisti alla Camera la segretaria democratica ha spiegato: “Ha chiesto lei di fare l’informativa con la diretta tv, uno si poteva aspettare un rilancio”. Invece “niente, ha ripetuto il solito repertorio”.

E’ stato, ha aggiunto, “un comizio postumo sul referendum, una sfida che ha già perso perché 15 milioni di italiani hanno votato ‘no’ per difendere la Costituzione”.

Ue, Dombrovskis: guerra Iran può abbassare di 0,2-0,6 punti crescita 2026

Roma, 9 apr. (askanews) – Per l’economia dell’Unione europea, le conseguenze della guerra in Iran potrebbero comportare una crescita economica tra 0,2 e 0,4 punti percentuali più bassa quest’anno, rispetto ai livelli previsti lo scorso autunno, e un’inflazione di 1 punto percentuale più elevata. Lo ha riferito il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis durante un’audizione al Parlamento europeo.

Ma se la crisi si rivelasse più grave e persistente, la crescita potrebbe risultare diminuita tra 0,4 e 0,6 punti percentuali sia quest’anno che il prossimo e l’inflazione tra 1,1 e 1,5 punti percentuali più elevata, ha aggiunto.

Lo scorso 17 novembre la Commissione europea prevedeva 1,2% di crescita economica dell’Ue quest’anno e 1,4% il prossimo, con un’inflazione all’1,9% quest’anno e al 2% il prossimo.

Secondo l’eurocommissario non si tratterebbe di ricadute così gravi da giustificare l’attivazione della clausola generale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita.

I droni e il divino: Cao Fei tra smart agricolture e condizione umana

Milano, 9 apr. (askanews) – Le strade dell’arte contemporanea sono molteplici e sempre di più, in spazi che sono fisici, ma anche intellettuali, come Fondazione Prada, si assiste alla messa in scena di pratiche che abbracciano la società in maniera profonda e costituiscono, attraverso un nuovo tipo di opere, dispositivi per una comprensione più intensa del presente che viviamo. È il caso della mostra “Dash” dell’artista cinese Cao Fei, che ha portato a Milano un grande progetto sulla diffusione nelle campagne del suo Paese della Smart Agriculture, che è anche una grande metafora del modo in cui la tecnologia sta completamente rivoluzionando la nostra vita e, spesso, la sta soffocando.

“Il progetto – ha detto ad askanews Chiara Costa, Head of Program di Fondazione Prada – porta una dimensione tecnologica che per molte persone credo sia sconosciuta, però porta anche molte domande su cosa significa la sparizione degli esseri umani dalle campagne”.

Algoritmi che sostituiscono il sapere tradizionale, droni venerati come nuove divinità, la modificazione, ai confini della scomparsa, del lavoro: l’indagine sull’agricoltura all’epoca della vita digitale è parte di un progetto che l’artista porta avanti da decenni sulla condizione umana nel contesto della trasformazione tecnologica. Una storia che, accanto ai risultati sempre sbandierati dal potere, reca con sé anche innumerevoli domande su di noi, su cosa resta della nostra umanità.

“Le persone – ha detto Cao Fei ai giornalisti – sono ancora alla ricerca di un modo per soddisfare i propri bisogni. Le storie su come la tecnologia, interrompendo le negoziazioni, è arrivata a coesistere con i singoli individui nei luoghi, con la tradizione e con il futuro: questo è ciò che ho voluto davvero esprimere”.

Attraverso imponenti, ma anche stravaganti installazioni, archivi, visori per la realtà virtuale e, soprattutto un grande video, che dà il titolo alla mostra, ci si trova, forse anche senza rendersene conto, a confrontarsi con i valori che oggi sono alla base dell’era delle macchine pensanti ed è un confronto che, in ogni caso, genera dubbi e inquietudini.

“Per Fondazione Prada – ha concluso Chiara Costa – questo è un progetto paradigmatico di quelle che sono le nostre intenzioni, cioè è un progetto che parla di un’attività reale di tutti i giorni che esiste in tutto il mondo ed esiste da millenni, ma nell’analizzarla ci aiuta a capire qual è il ruolo degli esseri umani nel mondo e soprattutto ci ricorda che se non riusciamo a mantenere un discorso sulla complessità del mondo in cui viviamo non riusciamo a capirlo e non riusciamo a modificarlo”.

Ecco qual è il punto: usare anche l’arte contemporanea come strumento di interpretazione profonda, come palestra per il ragionamento complesso, infine come possibilità di cambiamento. Questo accade qui e, in mezzo a tante inquietudini, è anche un modo per non smettere di sperare. (Leonardo Merlini)

Energia, Dombrovskis apere a tassa su extra profitti: "Una possibilità"

Roma, 9 apr. (askanews) – Quella di prevedere una tassa specifica sugli “extra profitti” delle compagnie petrolifere e energetiche, derivanti dai rincari innescati dalla guerra in Iran “resta una possibilità”, anche studiando un coordinamento a livello di Unione europea. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis durante una audizione al Parlamento Ue.

“Sulla questione degli extra profitti diversi Paesi hanno interpellato la Commissione su questo tipo di misura. Avevamo proposto una misura di questo tipo nella precedente crisi, strettamente parlando – ha detto in risposta ad una domanda – non c’è nulla che impedisca aglio Stati di adottare misure simili, perché la tassazione diretta è nella competenza degli Stati membri. Stiamo valutando se possiamo studiare un approccio un po’ più coordinato a livello Ue. Ma è stata adottata nella precedente crisi e resta una possibilità”.

Ci sarà caldo fino a sabato, poi dal 13 aprile calo termico e piogge

Milano, 9 apr. (askanews) – Fino a sabato 11 aprile, sull’Italia continuerà a prevalere l’alta pressione di matrice nordafricana, ma da lunedì 13 è atteso un peggioramento del tempo con piogge diffuse e un calo delle temperature dopo giorni segnati da valori quasi estivi, con massime oltre i 26 gradi, ben superiori alle medie della prima decade di aprile. Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, i primi segnali di cambiamento interesseranno già nelle prossime ore la fascia orientale della Penisola, dalle Dolomiti fino al Molise, con un aumento della nuvolosità.

Tra venerdì 10 e sabato 11 non sono previste variazioni termiche rilevanti ma il cielo apparirà progressivamente meno limpido per l’arrivo di pulviscolo sahariano, soprattutto sulle regioni del Centro-Sud. Si tratta di particelle molto fini in sospensione che renderanno l’atmosfera più opaca.

Una prima fase di peggioramento è attesa da domenica sera tra Sardegna, Liguria e Piemonte, dove potrebbero arrivare deboli precipitazioni. In presenza del pulviscolo atmosferico, le piogge potranno assumere carattere fangoso.

Il passaggio più marcato è previsto da lunedì 13 aprile, quando sull’Italia convergeranno aria mite e umida da sud, accompagnata da nuovo pulviscolo sahariano, e aria più fresca e instabile in arrivo dall’Atlantico. Ne deriverà una fase di maltempo destinata a coinvolgere per alcuni giorni gran parte del Paese, in particolare il versante tirrenico e il Sud, senza escludere precipitazioni frequenti anche al Nord.

Le temperature massime dovrebbero tornare attorno ai 17-18 gradi, su valori più vicini a quelli tipici del periodo. Nella prima decade di aprile, infatti, le medie delle massime si collocano intorno ai 17-18 gradi a Milano e Roma e sui 19-20 gradi a Palermo. Per oggi il quadro resta in prevalenza stabile, con bel tempo al Nord, anche se con più nubi sul Nordest, nuvolosità più presente sui settori adriatici del Centro e cielo poco nuvoloso al Sud. Venerdì 10 aprile il Nord sarà interessato da nuvolosità irregolare, mentre al Centro prevarrà il bel tempo e al Sud condizioni soleggiate. Sabato 11 aprile il cielo si presenterà localmente nuvoloso al Nord, con un primo calo termico, nuvolosità più diffusa al Centro e poche nubi al Sud. Da domenica sera è atteso il peggioramento sul Nord-Ovest.

Iran, le notizie più importanti del 9 aprile sulla guerra

Milano, 9 apr. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di giovedì 9 aprile sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con ripercussioni sull’economia globale. Dopo l’intesa su una tregua di due settimane, ora le speranze sono riposte nei negoziati.

-10:50 Iran, Dombrovskis: economia europea rischia shock stagflazionistico.

-10:28 Libano, Meloni: chiesto a Israele fermare escalation militare.

-09:57 Dombrovskis: non siamo in scenario da sospensione Patto stabilità (FT).

-09:38 Iran, cancellato post ambasciatore su arrivo delegazione in Pakistan.

-09:35 Iran, Meloni: se crisi prosegue ragionare su stop a Patto Stabilità.

-09:24 Iran, Spagna riapre la sua ambasciata a Teheran.

-09:05 Libano, almeno 13 morti in attacchi israeliani.

-08:53 Iran, Takaichi a Pezeshkian: rapida riapertura stretto di Hormuz.

-07:35 Petrolio, Wti pagato 97,5 dollari al barile ritocca del 3,3%.

-07:26 Delegazione iraniana sarà a Islamabad da questa sera.

-07:15Hormuz, Pasdaran costringono le navi a passare vicino costa Iran.

-07:01 Iran, Trump: non ritiriamo forze fino a vero accordo.

-00:09 Lo stretto di Hormuz è di nuovo chiuso e il traffico marittimo interrotto. E’ quanto riferisce la Cnn citando le Guardie della rivoluzione iraniane che avrebbero deciso lo stop dopo l’attacco di Israele in Libano ritenuto una violazione del cessate il fuoco.

Dombrovskis: non ci sono le condizioni per sospendere il Patto di stabilità

Roma, 9 apr. (askanews) – “Sulla sospensione del Patto di stabilità e di crescita, è legata alla clausola generale di sospensione e la condizione per attivare la clausola è di avere un grave deterioramento dell’economia nell’area euro o nell’intera Ue. E attualmente non siamo in questo scenario”, anche considerando il potenziale impatto economico della guerra in Iran “è di rallentamento ma non di grave deterioramento”. Lo ha ribadito il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis durante una audizione al Parlamento Ue.

“Ovviamente continuiamo a monitorare la situazione e risponderemo come appropriato”, ha aggiunto.

Conte: Meloni racconta realtà mitologica, non ha sentito ‘sveglia’

Roma, 9 apr. (askanews) – “Lei racconta una realtà mitologica, credo che la sveglia referendaria non abbia suonato a palazzo Chigi. Si presenta qui dicendo ‘diremo, faremo’… Quattro anni, zero riforme”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte parlando in aula dopo l’informativa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Lei dice ‘ci metto la faccia’. Cosa lodevole, ma se non ci mette anche competenza e capacità l’Italia si trova in braghe di tela”.

E poi, “non dica che ha aumentato gli stipendi, i salari reali sono crollati. Le imprese: possibile che un presidente del Consiglio non si fermi un attimo a commentare tre anni di calo della produzione industriale?”

Ocse, Scarpetta: bene Italia su stabilità, alzare partecipazione al lavoro

Roma, 9 apr. (askanews) – L’Italia ha fatto molti progressi in termini di stabilità macroeconomica, cruciale anche per promuovere l’innovazione e rassicurare le imprese nei loro piani di investimento, ora per rafforzare la crescita della produttività deve fare leva su ulteriori aumenti della partecipazione al mercato del lavoro di giovani e donne, su cui vi sono ancora ampi margini, e su competenze del capitale umano e formazione. E’ la ricetta illustrata dal neo capo economista dell’Ocse, l’italiano Stefano Scarpetta, rispondendo ad una domanda nella conferenza stampa di presentazione del primo rapporto su competitività e crescita stilato dall’organizzazione parigina.

Tra due settimane, il 23 aprile, l’Ocse presenterà a Roma uno studio sull’economia dell’Italia. “Ovviamente non ne darò i dettagli, ma parlerò di quello che diciamo nello studio di oggi. Penso che in Italia siano stati fatti tanti progressi in termini di stabilità macroeconomica – ha detto Scarpetta -. E questo è qualcosa che incoraggiamo a continuare, perché la stabilità macroeconomica è fondamentale per promuovere l’innovazione, per consentire alle imprese di assumere i rischi. Penso che l’Italia abbia fatto progressi rilevanti nel rendere il mercato del lavoro più inclusivo, una delle questioni chiave della lenta crescita è stata quella di aumentare l’occupazione”.

E qui “fondamentalmente si possono fare altri progressi – ha proseguito – la partecipazione delle donne resta molto bassa. Se guardi alcune parti dell’Italia, il Sud, ci stanno ampi margini di miglioramento. La disoccupazione giovanile è calata ma resta a due cifre”. E per i giovani “bisogna investire nelle qualifiche, per aiutarli nella transizione dalla scuola al lavoro”, ha detto.

“La partecipazione al mercato del lavoro è importante ma un altro pilastro, se posso dire, è il capitale umano. Dobbiamo davvero investire in tutti i Paesi, non solo in Italia, ma anche in Italia, su educazione e formazione nel corso di tutta la vita”. In genere si investe meno su formazione e educazione delle persone di mezza età o età avanzata: “il loro accesso a programmi di formazione è basso”. E invece “si può fare in mille modi – ha detto Scarpetta – anche da remoto, da casa. Ma è cruciale farlo. C’è un’agenda complessa che l’Italia deve perseguire, ovviamente dopo che c’è stato un lungo periodo di bassa crescita della produttività o di crescita negativa”. (fonte immagine: OECD)

Ue, Dombrovskis: non siamo in scenario da sospensione Patto stabilità (FT)

Roma, 9 apr. (askanews) – La Commissione europea continua a respingere le ipotesi di innescare la clausola generale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita della Ue. “Esiste per intervenire su gravi deterioramenti (delle prospettive economiche-ndrt) della Ue o dell’area euro, e attualmente non siamo in questo scenario”, afferma il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis in una intervista oggi al Financial Times.

E questo, apparente possibile contraddizione, a dispetto del fatto che lo stesso Dombrovskis affermi che nella Ue, a riflesso del conflitto in Iran, ci si trovi “chiaramente a fronteggiare uno shock deflazionistico”. Ossia il rischio di una fase di crescita economica a rilento o ferma e inflazione elevata.

Sul Patto di stabilità, le regole Ue sui conti pubblici, è possibile invocare le clausole nazionali di sospensione, su iniziativa dei singoli paesi, mentre la clausola generale di sospensione a cui fa riferimento Dombrovskis viene attivata su iniziativa della stessa Commissione europea.

La recente tregua concordata da Usa e Iran “è certamente un passo benvenuto verso una de-escalation e potrebbe calmierare la crisi energetica”. Ma “in merito all’impatto economico della guerra in Iran – dice l’eurocommissario – ovviamente resta circondato da elevata incertezza”. (fonte immagine: European Union)

Iran, Meloni: se crisi prosegue ragionare su stop a Patto Stabilità

Milano, 9 apr. (askanews) – “Se la crisi in Medio Oriente vedrà una nuova recrudescenza, dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per la pandemia. In quel caso, riteniamo che non debba essere un tabù discutere della sospensione temporanea del patto di stabilità e crescita: non una deroga per un singolo Stato ma un provvediemnto generalizzato”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera.

Governo, Meloni: mai ipotesi dimissioni, governo fino all’ultimo giorno

Milano, 9 apr. (askanews) – “Ci siamo presi l’impegno di governare per 5 anni ed è esattamente quello che faremo. Non importa quanto sarà difficile, siamo troppo responsabili per far ripiombare l’Italia nell’incertezza”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera, smentendo di aver mai pensato all’ipotesi di dimissioni.

“Il governo c’è, nel pieno delle sue funzioni, determinato a fare del suo meglio fino all’ultimo giorno del suo mandato fino a quando non si farà nelle urne un nuovo governo, non nel palazzo. Non scapperemo, non indietreggeremo, non faremo pagare ai cittadini il prezzo dei soliti giochi di palazzo. Governeremo come fanno le persone serie e in pace con la propria coscienza”.