Home Blog

2 Aprile, Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo

Roma, 2 apr. (askanews) – In occasione della giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, si è tenuto al Bioparco di Roma un’ incontro organizzato dalla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico dedicato alle famiglie con bambini aventi una condizione di neurodivergenza. L’evento, reso possibile anche grazie al patrocinio della Società Italiana di Pediatria e dell’Ordine dei Medici-Chirurghi, e degli Odontoiatri della Provincia di Roma, ha permesso a ragazzi tra i 6 e i 18 anni di vivere un’esperienza utile sotto diversi aspetti, riducendo stress sensoriale e creando un clima sicuro di interazione e condivisione.

L’intervista a Pietro Ferrara, Responsabile Pediatria, NPI e Servizio Disturbi Neurosviluppo : “Abbiamo voluto dare un taglio diverso a tutte le altre iniziative, lavorando e stando vicini alle famiglie, cioè promuovendo quella che è una salute sociale. Tutte queste problematiche non sono solo relativamente alle famiglie, ma sono problematiche che riguardano tutti noi. Per cui, se vogliamo diffondere una cultura della salute vera, dobbiamo incrementare iniziative come queste.”

Le parole di Melania Martucci, Medico Neuropsichiatria infantile,Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico: “L’adattamento e la modifica non deve essere solo tramite interventi terapeutici che favoriscono la gestione delle difficoltà di questi bimbi, ma soprattutto ed è fondamentale che avvenga un adattamento da parte dell’ambiente per includerli, per essere più funzionale e più adeguato al supporto di questi bimbi. E questo era il nostro obiettivo della giornata, speriamo di essere riusciti a passare questo messaggio.”

Presso il Giardino Zoologico di Roma, inaugurato oltre 100 anni fa, i bambini hanno potuto osservare da vicino animali provenienti da ogni dove: leoni, elefanti, scimmie, rinoceronti e giraffe a rimarcare l’elevata biodiversità presente all’interno del parco, vero valore aggiunto che ha regalato ai piccoli ospiti una mattinata che conserveranno a lungo.

Luciana Di Palma, Psicologa, Servizio Neuropsichiatria infantile e Disturbi del neurosviluppo, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico :”Giornate come queste sono molto importanti, perché è sicuramente molto importante aumentare la consapevolezza su quello che è il quadro della neurodivergenza, e i bambini e le famiglie nello spettro, e penso che giornate come queste appunto sono importanti per creare delle situazioni di condivisione, di condivisione di esperienze quotidiane”.

In prima linea la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, organizzatrice dell’evento, da sempre impegnata nel campo della Neuropsichiatria Infantile, che negli ultimi anni ha registrato un costante aumento delle richieste di valutazione. Con questa iniziativa la Fondazione rimarca ulteriormente l’importanza di consapevolezza e diagnosi tempestive accessibili a tutti, dando assoluta priorità ai bambini e alla loro tutela.

Piantedosi, Conte: governo collassa, iniziato il fuoco amico

Roma, 2 apr. (askanews) – La vicenda Piantedosi dimostra che il referendum ha innescato il “fuoco amico” nel centrodestra, secondo il leader M5s Giuseppe Conte. In una intervista a ‘Dritto e rovescio’ che andrà in onda questa sera il leader M5s spiega: “Il tema rilevante è che ormai dopo il voto referendario sono così traballanti che stiamo assistendo a un tracollo completo di questo governo”.

“Non solo sono state prese decisioni che andavano già prese – Delmastro, Bartolozzi, Santanché – ma adesso è iniziato anche il fuoco incrociato amico. E’ chiaro che questa vicenda del ministro Piantedosi fa pensare che siano attacchi interni, l’un contro l’altro armato. La maggioranza sta franando clamorosamente, sta collassando e iniziano attacchi di fuoco amico”.

Premio Mazzacurati 2026, Gianni Di Gregorio è "Personaggio d’Onore"

Roma, 2 apr. (askanews) – La Giuria Ufficiale composta da Francesca Comencini, Marco Pettenello e Marina Zangirolami Mazzacurati ha selezionato i 3 film finalisti che concorreranno per il Premio al miglior personaggio:

“La città proibita” di Gabriele Mainetti – Marcello / Enrico Borello, “Gioia mia” di Margherita Spampinato – Zia Gela / Aurora Quattrocchi, e “Nonostante” di Valerio Mastandrea – Lui / Valerio Mastandrea.

Il Premio annuncia inoltre il vincitore della Menzione Speciale al “Film Nascosto” che quest’anno andrà a “Fiume o Morte!” di Igor Bezinovic. La menzione è un riconoscimento speciale che testimonia il valore dell’opera e l’importanza di riportarla al pubblico nelle sale cinematografiche. Il film di Bezinovic, una co-produzione croata, slovena e italiana è del resto reduce del massimo riconoscimento europeo come vincitore nella categoria documentari agli European Film Awards.

Dal 9 all’11 aprile al Cinema Odeon di Vicenza, sede del Premio, sarà possibile rivedere in sala i film finalisti. Domenica 12 alle 10.30 toccherà alla proiezione del film vincitore della Menzione Speciale “Fiume o Morte!” mentre alle 20.30 si terrà la cerimonia di premiazione alla presenza della Giuria e dei vincitori di questa edizione.

Protagonista della serata, condotta dal giornalista e critico di Cinematografo Federico Pontiggia, sarà anche Gianni Di Gregorio (Pranzo di Ferragosto, Lontano lontano, Come ti muovi sbagli) a cui va un riconoscimento che racchiude il senso del Premio Mazzacurati: Il Premio al Personaggio d’Onore per aver costruito un personaggio unico e universale che attraversa i film che abita con ironia e malinconia. Un personaggio che, con la sua mitezza, si impone con forza e rimane impresso come se avesse una vita propria anche al di fuori delle storie dove lo incontriamo al cinema.

La serata del 12 aprile sarà aperta da Natalino Balasso, l’attore e autore di cinema, teatro e televisione, sarà infatti ospite speciale della Terza Edizione del Premio.

Il Premio Carlo Mazzacurati ha un approccio indipendente verso i personaggi cinematografici che nascono da un’ispirazione artistica pura, non necessariamente protagonisti, ma figure che rimangono credibili nel loro insieme, dando la stessa importanza all’idea, alla scrittura, al casting, alla direzione, all’interpretazione fino ai costumi e il trucco. La menzione speciale al Film Nascosto vuole invece individuare il film italiano che più degli altri avrebbe meritato maggiore diffusione e attenzione.

Il Premio al Miglior Personaggio consiste in una speciale targa in pietra di Vicenza con l’illustrazione originale che rappresenta il Premio, opera dell’artista Lorenzo Mattotti, mentre la menzione al Film Nascosto, oltre al riconoscimento materiale, si propone di riportare il lungometraggio al pubblico con sale e arene d’essai che collaborano con il Premio, alla presenza del regista.

Regista nipponico Koji Fukada super ospite di Asia film festival 2026

Roma, 2 apr. (askanews) – Dal 7 al 15 aprile il Cinema Farnese di Roma ospita la 23esima edizione di Asian Film Festival, appuntamento che da oltre vent’anni porta nella Capitale il meglio del cinema asiatico contemporaneo. L’edizione 2026 presenta 36 lungometraggi – 18 in concorso, 9 nella sezione Newcomers, 9 fuori concorso – oltre a 10 cortometraggi, offrendo una panoramica cinematografica che attraversa Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Filippine, Malesia, Cina, Vietnam, Singapore, Cambogia, Hong Kong e Taiwan.

Asian Film Festival conferma così il suo ruolo di ponte culturale tra Roma e l’Asia, con una programmazione che unisce il grande cinema d’autore a opere capaci di intercettare un pubblico più ampio.

Il festival si apre il 7 aprile con “Girl” (2025), esordio alla regia della celebre Shu Qi, presentato in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025. Il film offre un intenso e delicato ritratto femminile, segnando un debutto autoriale di forte sensibilità e inaugurando un’edizione del festival particolarmente attenta ai mutamenti e alle tensioni della società asiatica contemporanea.

Il programma prevede focus nazionali dedicati alle diverse cinematografie: “Filipino Day” (8 aprile), “Indonesian Day” (9 aprile), “Thailand Day” (10 aprile), “Korean Day” (11 aprile), “Japan Day” (12 aprile) e “Malaysian Day” (14 aprile), momenti di approfondimento culturale realizzati in collaborazione con le rappresentanze diplomatiche di Filippine, Indonesia, Thailandia, Corea del Sud, Giappone e Malesia, pensati per valorizzare le specificità artistiche e i contesti culturali di ciascun Paese.

Tra gli ospiti internazionali previsti saranno presenti: Koji Fukada (12 aprile), tra i nomi più prestigiosi del cinema giapponese contemporaneo; Isabel Sandoval (8 aprile), tra le voci più interessanti del nuovo cinema filippino; e Lee Kwang-kuk (11 aprile), tra i talenti più raffinati della scena coreana contemporanea.

Inoltre, in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura, il 10 aprile Fukada Koji presenterà in anteprima italiana – anche nella sede dell’Istituto stesso (via A, Gramsci, 74) – una proiezione speciale con ingresso gratuito di “Love on Trial” (2025), in versione originale con sottotitoli in italiano, dalle 18 alle 20, seguita da un Q&A con il regista.

Si chiude 15 aprile con la cerimonia di premiazione e le proiezioni di due titoli di grande richiamo: “She Has No Name” (2024) del maestro hongkonghese Peter Chan — autore a cui il Festival aveva dedicato una retrospettiva nel 2011 — e “The Ugly” (2025) di Yeon Sang-ho, thriller coreano che suggella un’edizione all’insegna della varietà e della ricerca.

Quest’anno la giuria è composta da Gianluca Arcopinto, produttore cinematografico, Francesco Maesano, giornalista del TG1, e Martina Barone, selezionatrice del Torino Film Festival e critica cinematografica. La giuria assegnerà cinque premi: miglior film, miglior regia, miglior attore, miglior attrice e film più originale.

Accanto alla giuria ufficiale, saranno presenti anche tre giurie studentesche: quella dell’Università LUMSA attribuirà il premio al miglior film della sezione Newcomers, la giuria della RUFA – Rome University of Fine Arts, assegnerà il premio al miglior cortometraggio in concorso e quella degli studenti UNINT si occuperà del premio menzione speciale. Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

La Thailandia presenta due opere di grande interesse: “Morte Cucina” (2025), raffinato thriller culinario di Pen-ek Ratanaruang, che segna il ritorno al cinema del regista con atmosfere intense e curatissime; e “Human Resource” (2025) di Nawapol Thamrongrattanarit, ironica e profonda riflessione sulle dinamiche del lavoro moderno, acclamata all’ultima Mostra di Venezia, Premio Fondazione FAI-Cisl Persona, Lavoro, Ambiente nella sezione Orizzonti.

Dall’Indonesia arrivano film di impegno civile e commedie generazionali: “Siapa Dia” (2025) e “Whisper in the Dabbas” (2025) di Garin Nugroho, raccontano storie intime con uno sguardo critico sulle tensioni sociali; mentre “Rangga & Cinta” (2025) di Riri Riza, è una commedia musicale che celebra amicizia, amore e sogni giovanili.

Le Filippine propongono opere che intrecciano respiro storico e tensione introspettiva: “Magellan” (2025) di Lav Diaz, un’epica e rigorosa riflessione sulle ferite della colonizzazione, e “Moonglow” (2026) di Isabel Sandoval, delicato e luminoso ritratto dell’identità e della memoria personale.

La Corea del Sud stabilisce un record per il festival con otto titoli in programma, spaziando dal cinema di genere alle opere più intime: “The Old Woman with the Knife” (2025) di Min Kyu-dong e “The Ugly” (2025) di Yeon Sang-ho esplorano thriller e suspense con grande impatto visivo; “Beautiful Dreamer” (2025) di Lee Kwang-kuk invece si concentra sui desideri e le fragilità interiori dei protagonisti, in chiave poetica e introspettiva.

Dal Giappone arrivano due opere molto attese: “Love on Trial” di Fukada Koji, presentato a Cannes 2025, riflette con ironia e delicatezza sulle relazioni moderne; mentre Sham (2025) di Miike Takashi mescola thriller e satira sociale in uno stile audace e provocatorio.

Il tema dell’adolescenza è trattato dai vari paesi, in particolare dalle registe Jirassaya Wongsutin in Flat Girls, Shu Qi in Girl e Siyou Tan in Amoeba.

Asian Film Festival si realizza con il patrocinio dell’Ambasciata delle Filippine, con il sostegno dell’Ambasciata della Malesia, dell’Ambasciata dell’Indonesia, dell’Ambasciata della Thailandia, dell’Istituto Culturale Coreano e dell’Istituto Giapponese di Cultura. Partner istituzionali sono il MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e la Regione Lazio. Con il sostegno di Credem Euromobiliare PB.

Meloni vede Giorgetti su dl carburanti. Focus con Tajani-Crosetto su Hormuz

Roma, 2 apr. (askanews) – Il maltempo che ha colpito il Centro-Sud Italia, il Cdm di domani in cui è prevista la proroga del taglio delle accise e un vertice con ministri e intelligence sulla situazione nello Stretto di Hormuz. Sono questi, a quanto si apprende, i dossier su cui si è concentrata oggi la presidente del Consiglio.

In particolare, Giorgia Meloni, ha incontrato a palazzo Chigi il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, per definire le misure da inserire nel provvedimento sui carburanti, con l’obiettivo – viene spiegato – di provare a prevedere interventi anche sul gasolio agricolo.

Per quanto riguarda invece la situazione internazionale, la premier in mattinata ha avuto una telefonata con il primo ministro britannico Keir Starmer, “per uno scambio di valutazioni sulla situazione di sicurezza nello Stretto di Hormuz”. Tema che è stato anche al centro di un incontro che la presidente del Consiglio ha avuto nel pomeriggio con i vertici dei servizi, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e quello degli Esteri, Antonio Tajani, il quale in precedenza aveva preso parte alla riunione ministeriale convocata in videocollegamento su inziativa della Gran Bretagana.

Meloni, inoltre, ha fatto il punto della situazione sull’ondata di maltempo che sta colpendo il Centro-Sud Italia con il ministro Nello Musumeci, il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

Libano, razzo il contro il quartier generale italiano Unifil

Roma, 2 apr. (askanews) – Questo pomeriggio un razzo, la cui origine è ancora in fase di accertamento, ha colpito la base di Shama, quartier generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil. Lo si apprende dal ministero della Difesa. Non si registrano feriti tra i militari italiani. Si segnalano soltanto lievi danni alle infrastrutture. Il ministro della Difesa Guido Crosetto è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comandante del Covi e con il Comandante del contingente italiano per ricevere aggiornamenti costanti sulla situazione e sulle condizioni del personale.

Crans Montana, governo si costituirà parte civile

Roma, 2 apr. (askanews) – Si è tenuto a Palazzo Chigi l’incontro tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l’avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, i rappresentanti dei ministeri degli Esteri, della Giustizia e della Protezione Civile e i familiari delle vittime e dei feriti della tragedia di Crans-Montana.

Secondo quanto riferisce una nota di palazzo Chig, l’incontro, voluto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni “e in coerenza con l’indirizzo espresso dal Parlamento, è servito a condividere i passi compiuti in queste ultime settimane sul fronte della collaborazione investigativa e giudiziaria, sia in territorio elvetico sia in quello italiano, e a valutare le ulteriori possibili iniziative da intraprendere: la prima di esse sarà la richiesta, da parte del Governo, di costituzione di parte civile”.

Carceri, esodo giuliano-dalmata e Gaza al centro Podcast Summit 2026

Roma, 2 apr. (askanews) – Si è conclusa la Settimana del Podcast 2026, culminata nel Podcast Summit, che ha visto protagonisti i grandi temi sociali e civili del nostro tempo: dal conflitto israelo-palestinese, raccontato attraverso le testimonianze del collettivo ControVoce con Ero di Gaza e dall’esperienza sul campo del giornalista e podcaster Valerio Nicolosi, alla situazione delle carceri italiane affrontata dal podcast Gattabuia di Fandango Podcast, fino alla memoria dell’esodo giuliano-dalmata narrata nel podcast La Gita di 24Ore Podcast, che restituisce quella vicenda storica attraverso la voce di una bambina profuga, che oggi la rievoca da anziana.

Spazio anche alla riflessione sul giornalismo narrativo, sui casi di criminalità e dei cold case italiani con Doppio Fondo, di Carlo Annese, direttore di Piano P.

Tra i momenti più significativi, la finale del Premio Podcast a Scuola, che ha visto entrare in nomination 35 scuole, dalla primaria alla secondaria di secondo grado. Il Premio rappresenta oggi il terzo pilastro di un percorso strutturato da ASSIPOD.org – Associazione Italiana Podcasting per la diffusione del podcasting nella didattica, insieme al programma di certificazione per formatori podcast nella scuola e alla partnership con INDIRE. L’obiettivo è promuovere una cultura del podcast come strumento didattico trasversale, capace di sviluppare competenze linguistiche, digitali, critiche e collaborative.

I vincitori del Premio Podcast a Scuola sono stati: Scuola primaria: “Radio Doc, voci e immagini dal territorio” – IC M.L. King (Roma); Secondaria di I grado: “Scuola 2025” – IC G.B. Puerari di Sospiro (Cremona); Secondaria di II grado: “CantiPod – dal Cantico alla comunicazione della Gen Z” – Istituto Silvio D’Arzo di Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia).

Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’uguaglianza di genere nel mondo del podcast, sostenuto da ASSIPOD.org. Il Summit ha rilanciato il patrocinio dell’iniziativa Tutte abbiamo voce promossa da Ester Memeo, membro del consiglio direttivo di ASSIPOD, sottolineando la necessità di una rappresentazione più equa e inclusiva del podcasting femminile.

La Settimana si è conclusa con la presentazione della rivista Podcast, la prima rivista italiana interamente dedicata al mondo di podcast, audiolibri e digital audio. Annunciato anche Pod Journalist, un programma formativo con training on the job rivolto ai giovani che desiderano lavorare nel giornalismo, con un forte focus sulle competenze narrative e produttive legate al podcasting.

“Il podcast non è solo un media, ma un ecosistema culturale che connette scuola, informazione, editoria e impegno civile – afferma Giulio Gaudiano, presidente di ASSIPOD – e si conferma uno strumento contemporaneo capace di generare consapevolezza e partecipazione”. Un settore in crescita che guarda al futuro con nuove professionalità, nuovi linguaggi e un sempre maggiore impatto culturale e sociale.

Calcio, Buffon annuncia le dimissioni con un post

Roma, 2 apr. (askanews) – Dopo le dimissioni del presidente Gravina, sono arrivate anche le dimissioni di Buffon, capo delegazione azzurro, attraverso un post sui social: “Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo”

Guterres (Onu): siamo sull’orlo di una guerra più ampia

Roma, 2 apr. (askanews) – Il segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres ha lanciato oggi l’allarme su un mondo “sull’orlo di una guerra più ampia” in Medio Oriente, chiedendo l’immediata cessazione sia degli attacchi americano-israeliani contro l’Iran sia delle azioni di Teheran contro i paesi vicini.

“Siamo sull’orlo di una guerra più ampia che inghiottirebbe il Medio Oriente, con impatti drammatici in tutto il pianeta”, ha dichiarato Guterres ai giornalisti, all’indomani del discorso con cui il presidente Usa Donald Trump ha cercato di giustificare l’operazione militare americana.

“Molti aspetti del conflitto sono incerti, ma una cosa non lo è: se i tamburi della guerra continueranno a farsi sentire, l’escalation peggiorerà tutto. La spirale di morte e distruzione deve cessare”, ha aggiunto il capo dell’Onu.

"Libri Liberi", il 9 aprile con Porcaroli nel carcere minorile a Roma

Roma, 2 apr. (askanews) – Riparte da Roma, dall’Istituto Penale per i Minorenni di Casal del Marmo, la nuova edizione di “Libri Liberi”, la rassegna che porta i grandi capolavori della letteratura all’interno delle carceri, trasformando ogni incontro in un’esperienza di condivisione, riflessione e dialogo. Il primo appuntamento, in programma il 9 aprile, propone la proiezione di “Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli”, film diretto da Giuseppe Piccioni. A seguire, un momento di confronto aperto vedrà protagonista l’attrice Benedetta Porcaroli, interprete del film, in dialogo con la giornalista Laura Pertici. Un’occasione per intrecciare cinema e letteratura, memoria e attualità, in uno spazio in cui le storie diventano strumenti di crescita personale.

Il progetto “Libri Liberi” torna nelle carceri con un percorso articolato in sette tappe distribuite nell’arco dell’anno, attraversando diverse città italiane, tra cui Roma, Firenze, Napoli, Milano e l’Isola di Gorgona. In ciascun appuntamento, personalità del mondo della cultura e dello spettacolo accompagneranno i detenuti in un viaggio attraverso le opere letterarie, dando voce ai testi e stimolando un confronto diretto e partecipato. I titoli scelti spaziano dai grandi classici, come Cime tempestose di Emily Brontë, alla non fiction narrativa con La chiamata di Leila Guerriero. E ancora, a testimonianza della varietà e della ricchezza dei percorsi proposti, saranno al centro della discussione opere come Il Ventre di Napoli di Matilde Serao, Il Saltatempo di Stefano Benni, “Amatissima” di Toni Morrison, Fuoco Amico di Giuliana Sgrena e Il Nibbio, film del regista Alessandro Tonda.

Tra i protagonisti di questa edizione ci sono Paolo Briguglia e Lorenza Pieri, Claudio Santamaria e Giovanna Botteri, Claudio Bisio e Daria Bignardi, Claudia Gerini e Diego De Silva, Giorgio Pasotti e Veronica Raimo, Alessandro Preziosi e Chiara Francini: presenze che testimoniano il valore di un progetto capace di unire linguaggi artistici diversi nel segno della condivisione culturale.

Promossa dalla Fondazione De Sanctis, con il patrocinio del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità (DGMC), della RAI e con il supporto di Poste Italiane e Fondazione Lottomatica -, la rassegna si propone di offrire ai detenuti l’opportunità di esplorare mondi narrativi alternativi e di confrontarsi con le grandi temi dell’esistenza attingendo dalla letteratura.

“Crediamo profondamente nelle potenzialità di questo progetto, che mette in dialogo il mondo della scrittura e quello del cinema per una missione sociale concreta: offrire strumenti e opportunità che favoriscano crescita, creatività e confronto. L’esperienza maturata nei precedenti incontri, caratterizzati da ampia partecipazione e sincero apprezzamento da parte dei destinatari, ci ha confermato il valore di questo percorso. È anche per questo che abbiamo scelto di proseguire e ampliare l’iniziativa, portandola in ulteriori istituti penitenziari con il coinvolgimento di altri ospiti”, ha dichiarato Francesco De Sanctis, Presidente Fondazione De Sanctis.

Gli incontri non si limitano alla fruizione passiva, ma diventano spazi vivi di partecipazione: letture ad alta voce, dialoghi e momenti di scambio trasformano il pubblico in protagonista, favorendo un coinvolgimento autentico e diretto. In questo contesto, il patrimonio letterario e cinematografico si fa esperienza condivisa, capace di generare empatia, consapevolezza e nuove prospettive.

“Libri Liberi” si inserisce così in un più ampio orizzonte di promozione della cultura come strumento di riscatto sociale e personale. Un progetto che riconosce nella parola scritta e raccontata una possibilità concreta di rinascita, offrendo ai partecipanti un’occasione preziosa per riscoprire se stessi e il proprio ruolo all’interno della comunità.

Caso Almasri, l’Italia deferita all’Assemblea degli Stati membri della Cpi

Roma, 2 apr. (askanews) – La presidenza della Corte penale internazionale ha deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati Parte per il mancato assolvimento degli obblighi di cooperazione nel caso Almasri: lo ha reso noto la stessa Cpi in un comunicato, confermando quanto stabilito a gennaio.

“Il 29 gennaio 2026 la Presidenza della Corte penale internazionale (CPI) ha trasmesso al Presidente dell’Assemblea degli Stati Parte la “Decisione di deferire all’Assemblea degli Stati Parte l’inadempimento dell’Italia a una richiesta di cooperazione”, datata 26 gennaio 2026, deferendo così la questione all’Assemblea degli Stati Parte ai sensi dell’articolo 109(4) del Regolamento della Corte”, prosegue il comunicato.

“Il 17 ottobre 2025, la Camera preliminare I ha emesso una “Decisione sull’inadempimento da parte dell’Italia a una richiesta di cooperazione”, nella quale ha constatato che l’Italia non ha rispettato i propri obblighi internazionali ai sensi dello Statuto di Roma, impedendo alla Corte di esercitare le proprie funzioni e poteri ai sensi dello Statuto “[non] eseguendo correttamente la richiesta della Corte di arresto e consegna del signor Njeem mentre si trovava sul territorio italiano, e non consultando e cooperando con la Corte per risolvere le presunte questioni derivanti dall’emissione del mandato d’arresto e dalla presunta richiesta concorrente di estradizione”.

In conformità con la risoluzione dell’Assemblea IC-ASP/17/Res.5, allegato II, paragrafo 14 (c), un rappresentante dell’Italia è stato invitato alla riunione dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea del 1° aprile 2026 per discutere le implicazioni della decisione della Corte in merito alla sua mancata cooperazione e per presentare il suo punto di vista su come intende cooperare con la Corte in futuro. Ai sensi del paragrafo 15 del medesimo allegato, l’Ufficio presenterà una relazione sulle azioni intraprese, unitamente a eventuali raccomandazioni, alla prossima sessione dell’Assemblea”, conclude la nota.

Stellantis, Filosa: +4% vendite Usa mostra che nostra strategia funziona

Roma, 2 apr. (askanews) – I risultati del gruppo Stellantis in Nord America “sono la prova che la nostra strategia di mettere il cliente al centro sta funzionando. I numeri dimostrano che il nostro impegno ci sta aiutando a riconquistare quote di mercato offrendo prodotti che i nostri clienti amano e chiedono”. Lo afferma l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa in una lettera ai dipendenti Usa.

Il manager rivendica che in un contesto impegnativo Stellantis ha registrato un aumento del 4% sulle vendite nella regione e aumentato la sua quota di mercato di 78 punti base.

“Ora abbiamo una delle offerte di prodotti più nuova del settore. I nostri concessionari Usa lavorano a pieno ritmo. Riceviamo riscontri positivi dalle misure che abbiamo adottato per sostenerli – aggiunge – e abbiamo avuto scambi di idee positivi su come continuare a costruire su questo slancio”.

Cinema, finite le riprese del nuovo film di Edoardo De Angelis

Roma, 2 apr. (askanews) – Si sono concluse a Napoli, dopo cinque settimane di lavorazione, le riprese de “Il fuoco che ti porti dentro”, il nuovo film di Edoardo De Angelis tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini edito da Marsilio Editori. Protagonisti del film Vanessa Scalera e Lino Musella. Nel cast anche Elena Radonicich, Ivana Lotito e Tommaso Ragno.

Con “Il fuoco che ti porti dentro”, De Angelis disegna un racconto attraversato da memorie che riaffiorano e verità difficili da sostenere. Un film in cui le relazioni e i sentimenti muovono i personaggi proprio come accade quando si è vicino a un fuoco: lontani si gela, mentre troppo vicini ci si brucia.

La sceneggiatura è firmata da Francesco Piccolo, Ilaria Macchia ed Edoardo De Angelis. La fotografia è a cura di Vladan Radovic, la scenografia di Carmine Guarino, i costumi sono firmati da Massimo Cantini Parrini e il montaggio è a cura di Lorenzo Peluso. Le musiche della colonna sonora sono composte da La Nina. Il film è stato realizzato e distribuito con il contributo del Fondo per lo Sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo. Il film sarà distribuito nelle sale da 01 Distribution.

Antonio, fuggito molti anni fa da Napoli, ha costruito a Milano una famiglia e una carriera di successo, lontano da sua madre Angela, una donna esagerata nel bene e nel male, irresistibile, antica e ostile come poche, che lo ha raggiunto per Natale e sembra decisa a restare. La cena della Vigilia diventa così un campo di battaglia emotivo, comico e feroce al tempo stesso che fa riemergere un passato di sopraffazioni e incomprensioni. Con un tenace cappone che non vuole saperne di finire in pentola, una figlia che non si sa se mai arriverà e un illustre ospite inatteso, la serata si trasforma in una resa dei conti tra madre e figlio destinata a cambiare per sempre il senso del loro legame: un amore che brucia come un fuoco dentro e che mai si consuma, neppure andando via.

“Sto cercando un linguaggio nuovo. Non ne ho ancora capito l’alfabeto ma so che tratta le cose di casa come paesaggi e la vita in famiglia come una lotta epica per la sopravvivenza” ha detto Edoardo De Angelis.

Dimissioni Gravina, Calcagno: "Ora rimboccarsi le maniche"

Roma, 2 apr. (askanews) – Il primo ad uscire dopo la riunione con Gravina è stato Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione calciatori: “Finalmente si parla di qualcosa che noi portiamo avanti da tanto tempo, ovvero che gli italiani giocano poco, speriamo che anche con la politica si possano studiare norme che possano rilanciare il mondo del calcio italiano. Gravina anche oggi ha la fiducia e la stima delle componenti federali, ma ci rendiamo conto del momento di difficoltà, sappiamo che dovremo rimboccarci tutti le maniche. La delusione deve essere trasformata in positività. Il calcio è il primo movimento in Italia, ma non riusciamo a valorizzare tutto quello che facciamo. La nostra non è una guerra allo straniero, negli altri Paesi hanno le nostre stesse norme, come in Spagna, dove però giocano il 60% di spagnoli. Dobbiamo insegnare il calcio alla base in maniera diversa, perché i nostri ragazzi si appassionino in maniera diversa al nostro sport, il cambio va fatto alla base e anche nella parte apicale. La rifinitura del talento non la fa la Federazione, ma la fanno le società”

Tajani: pronti a valutare un’iniziativa multilaterale per Hormuz

Roma, 2 apr. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha “indicato la disponibilità dell’Italia a valutare la partecipazione a iniziative multilaterali per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto (di Hormuz,ndr), sottolineando come un chiaro mandato delle Nazioni Unite rappresenti un elemento essenziale”, si apprende da un comunicato trasmesso dalla Farnesina, in seguito alla riunione internazioanle, in videocollegamento, sulla situazione in Iran e sulle conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz. Nel suo intervento, il ministro ha ribadito la posizione italiana a favore di un’immediata de-escalation e del ritorno al dialogo diplomatico, sottolineando il pieno coordinamento con i partner europei e internazionali e il sostegno a ogni soluzione negoziale capace di garantire stabilità nella regione, si apprende dalla Farnesina.

Gravina precisa su sport professionistici e dilettantistici

Roma, 2 apr. (askanews) – Il presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina, incontrando i vertici della Federazione si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici.

Queste per Gravina non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici).

Calcio, al vertice Figc Gravina annuncia le dimissioni

Roma, 2 apr. (askanews) – Gabriele Gravina ha annunciato le dimissioni da presidente della Figc durante il vertice con le componenti federali. Le elezioni per le nuove cariche saranno indette per il 22 giugno.

Questo il testo del comunicato integrale della Federcalcio che annuncia le dimissioni di Gravina.

“Si è svolto oggi presso la sede della Figc a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della Figc per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici. Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi
reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano. Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo. A tal
proposito, Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione
delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e
professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive
nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensi erano un
riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne
(ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni
di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)”.

Vela, Tre Golfi Sailing Week da record con 211 yacht

Roma, 2 apr. (askanews) – La Tre Golfi Sailing Week 2026 ha raggiunto un traguardo storico, stabilendo un nuovo record assoluto di partecipazione con 211 yacht iscritti nelle flotte ORC, Maxi e Multiscafi. Le iscrizioni per le regate di Maxi Yacht e Multiscafi , in programma dal 21 al 28 maggio, si sono ufficialmente chiuse, con 36 imbarcazioni confermate per uno degli eventi velici più prestigiosi del Mediterraneo. Organizzato dal Circolo del Remo e della Vela Italia, in collaborazione con lo Yacht Club Italiano e con il fondamentale supporto del Reale Yacht Club Canottieri Savoia, l’evento continua a consolidare la sua posizione di appuntamento chiave nel calendario internazionale delle regate offshore e maxi.

“Il fatto che le iscrizioni si siano chiuse con largo anticipo, e con una flotta di queste dimensioni e qualità, è per noi motivo di grande soddisfazione”, ha dichiarato Roberto Mottola di Amato , Presidente del Circolo del Remo e della Vela Italia. “Ringraziamo sinceramente gli armatori per la fiducia accordataci e per la loro continua e appassionata partecipazione. Allo stesso tempo, stiamo già lavorando a un programma entusiasmante per il prossimo anno, quando Napoli ospiterà la 38ª America’s Cup e il Club organizzerà una serie di regate ed eventi per alcune delle classi veliche più iconiche”.

Una delle principali novità per il 2026 è l’introduzione del titolo di Campione Europeo per il vincitore di ogni singola categoria, il che conferisce ulteriore rilevanza competitiva a quella che si preannuncia come una settimana di campionato estremamente combattuta. Tra le imbarcazioni di punta, la categoria Wally100 accoglie il ritorno di Galateia, V e Tilakkhana II, a cui si aggiungono quest’anno Magic Carpet E di Sir Lindsay Owen-Jones e il formidabile Leopard 3.

Altrettanto impressionante è la presenza di sei yacht da Grand Prix – gli ex Mini Maxi 72 – tra cui il campione del mondo in carica Django 7X , insieme al recente campione europeo Maxi Bella Mente , oltre a Jethou, Jolt, North Star e Proteus .

È confermata anche la flotta di Maxi Multiscafi , con sei imbarcazioni iscritte che apportano un’ulteriore dimensione di velocità, spettacolo e innovazione alla regata, rafforzando ulteriormente l’evoluzione della Tre Golfi Sailing Week verso le espressioni più avanzate e performanti della vela d’altura.

Un elemento fondamentale della Tre Golfi Sailing Week Il programma Maxi e Multiscafi includerà l’iconica 71ª Regata dei Tre Golfi , che prenderà il via venerdì 22 maggio e servirà come regata d’altura valida sia per l’ IMA Maxi European Championship che per il Multihull Trophy . L’azione si sposterà poi a Sorrento dal 25 al 28 maggio , dove le flotte si sfideranno in una serie di regate costiere altamente tecniche.

La Tre Golfi Sailing Week si svolge sotto il patrocinio della Federazione Italiana Vela (FIV) e dell’IMA , con il supporto della Regione Campania e dei comuni di Napoli, Sorrento, Piano di Sorrento, Sant’Agnello e Vico Equense .

Poste, Mef deposita lista: confermati Del Fante AD e Rovere presidente

Milano, 2 apr. (askanews) – Confermati i vertici di Poste Italiane con Matteo Del Fante amministratore delegato e Silvia Rovere presidente.

Il ministero dell’Economia ha depositato, infatti, la lista per il rinnovo degli organi sociali in vista dell’assemblea degli azionisti di Poste convocata per il 27 aprile. La lista del Mef – titolare del 29,26% del capitale e per il tramite di Cdp di un ulteriore 35% – prevede un cda composto dai seguenti componenti: Silvia Rovere (presidente), Matteo del Fante (amministratore delegato), Wanda Ternau, Salvatore Muscarella, Francesco Scacchi, Olga Cuccurullo.

Il Mef “augura buon lavoro ai nuovi componenti indicati e ringrazia gli uscenti per quello svolto”.

Iran, P.Chigi: telefonata Meloni-Starmer, focus su sicurezza Stretto Hormuz

Roma, 2 apr. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, per uno scambio di valutazioni sulla situazione di sicurezza nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce una nota di palazzo Chigi.

I due leader – si sottolinea – hanno approfondito l’impatto della crisi sulla stabilità regionale e sui mercati energetici mondiali, con particolare attenzione alle ricadute per le economie nazionali. Nel corso del colloquio è stata rinnovata la comune preoccupazione per le minacce alla sicurezza dei partner dell’area, ribadendo l’importanza di una stretta cooperazione con i Paesi del Golfo.

Nel sottolineare l’interesse della comunità internazionale alla piena tutela della libertà di navigazione, Meloni e Starmer – precisa la nota – hanno concordato di mantenere un costante coordinamento per iniziative volte alla de-escalation e a garanzia della sicurezza delle rotte commerciali nell’area.

Panetta: aumenti inflazione rischiano di portare a timori su crescita

Roma, 2 apr. (askanews) – “Nell’economia oggi l’attenzione è concentrata sull’energia. È un elemento fondamentale e oggi abbiamo delle tensioni. Dopo lo scoppio delle ostilità nel Medioriente i prezzi dell’energia sono aumentati e questo, ovviamente, ha una serie di effetti in prima battuta sull’inflazione e poi sull’economia reale. A un certo punto gli effetti sull’inflazione si trasformeranno in timori per la crescita”.

Lo ha rilevato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, durante un punto stampa, assieme al vicepremier Antonio Tajani, alla XVI conferenza annuale di Ministero degli Esteri e Bankitalia con i Delegati e gli Addetti finanziari accreditati all’estero.

“Ovviamente questi sviluppi potrebbero avere effetti sull’inflazione e certamente – ha sottolineato Panetta – non sentiamo alcun bisogno di sommare agli effetti negativi e sfavorevoli dei conflitti e delle tensioni sul mercato dell’energia anche gli effetti di un aumento dell’inflazione, che depaupererebbe il potere di acquisto delle famiglie. Questo sarà salvaguardato: se non avessimo un una dinamica sotto controllo dell’inflazione, potremmo avere degli effetti sulla crescita più sfavorevoli”.

Tajani: Farnesina e Bankitalia insieme per affrontare crisi Hormuz

Roma, 2 apr. (askanews) – “Il Governatore (della Banca d’Italia, Fabio Panetta) è qui alla Farnesina per fare il punto sulla collaborazione tra le nostre istituzioni, una collaborazione fondamentale, quella tra Banca d’Italia e ministero degli Esteri, che perseguono lo stesso fine, la crescita del nostro Paese affrontando insieme situazioni complicate come quelle che abbiamo davanti: una guerra sul fronte orientale, una guerra nel Mediterraneo, a Sud del nostro Paese, più la tensione commerciale mondiale”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine della XVI edizione della Conferenza annuale Ministero degli Esteri – Banca d’Italia, dal titolo “Un mondo turbolento: crisi politiche, contrasti commerciali e shock economico-finanziari. Quali strategie per lo sviluppo delle esportazioni e la sicurezza economica dell’Italia?”.

“La collaborazione è fondamentale per affrontare una situazione non facile. L’obiettivo del Ministero degli Esteri è quello di lavorare al massimo per raggiungere la pace e garantire attraverso la pace, per quanto riguarda l’area mediorientale, la riapertura di Hormuz”, ha dichiarato Tajani.

“I dati che ci ha fornito il governatore sono dati che ci devono far riflettere, perché una crisi energetica farà calare tra lo 0,4 e lo 0,9 la crescita dell’intero continente europeo, chi ha responsabilità di governo ha il dovere assoluto di cavalcare questa situazione”, ha sottolineato il ministro.

Lavoro, Inps: nel 2025 dinamica positiva, saldo +342mila posti

Roma, 2 apr. (askanews) – A fine 2025 si registra un saldo annualizzato positivo delle posizioni di lavoro nel settore privato pari a 342mila, confermando una “dinamica positiva consistente, anche se in rallentamento”. E’ quanto rileva l’osservatorio sul mercato del lavoro dell’Inps. Il dato è calcolato come somma delle differenze tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi e rappresenta la variazione tendenziale su base annua delle posizioni di lavoro.

I contratti a tempo indeterminato pesano per il 91,5% su questa variazione tendenziale con un saldo pari a +313mila rapporti di lavoro. Anche per le altre tipologie contrattuali la variazione è risultata positiva e pari a +29mila rapporti di lavoro. Su questo dato, sottolinea l’Inps, hanno inciso gli incrementi dei rapporti di lavoro intermittenti, stagionali, a tempo determinato e in somministrazione.

Complessivamente le assunzioni attivate nel 2025 dai datori di lavoro privati sono state 8.031.000, in leggera flessione rispetto al 2024 (-1,3%), mentre le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato sono state 775.000, in aumento rispetto al 2024 (+1%). Aumentano anche le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo pari a 115mila (+4%). Le cessazioni nel corso del 2025 sono state 7.690.000, in diminuzione rispetto all’anno precedente (-1,1%).

“I dati dell’osservatorio (mercato del lavoro, ndr) restituiscono un quadro incoraggiante. La tenuta del sistema previdenziale dipende in modo diretto dalla qualità e dalla continuità dell’occupazione. Il saldo annualizzato positivo di 342mila posizioni di lavoro e il peso prevalente dei rapporti a tempo indeterminato ci dicono che la solidità del mercato del lavoro resta la prima condizione per costruire una previdenza più forte. Non esiste pensione senza lavoro, e non esiste previdenza solida senza percorsi occupazionali stabili, continui e capaci di generare contribuzione nel tempo”, ha commentato il presidente dell’Inps, Gabriele Fava.

“Per questa ragione abbiamo scelto di mettere al centro del nuovo corso dell’istituto i giovani e le donne – dice – che rappresentano una leva decisiva non solo per il futuro del sistema previdenziale, ma per la crescita complessiva del Paese. I dati sulle attivazioni incentivate confermano che questa direzione è giusta e va rafforzata. Di fronte alla trasformazione prodotta dall’intelligenza artificiale, diventa ancora più necessario investire nelle politiche attive, nella formazione e nell’aggiornamento continuo delle competenze. L’innovazione sarà davvero utile solo se saprà tradursi in più opportunità, maggiore inclusione e lavoro di qualità. Una strategia che ha nella piattaforma Siisl di incrocio di domanda e offerta di lavoro e servizi al cittadino voluta dal ministro Calderone e gestita dall’istituto uno strumento innovativo associato a misure come Adi, Sfl e nuova Naspi”.

Cinema, dal 7 al 10 maggio torna il Festival Tulipani di Seta Nera

Roma, 2 apr. (askanews) – Torna il Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera, appuntamento di riferimento per il racconto delle diversità e delle trasformazioni culturali attraverso il linguaggio audiovisivo. La 19esima edizione si svolgerà dal 7 al 10 maggio presso il The Space Cinema Moderno di Roma.

Dopo il successo della scorsa edizione, il Festival apre ufficialmente una nuova stagione, rilanciando il concorso e presentando le opere in gara per il Premio Sorriso Rai Cinema Channel. Testimonial 2026 sono Antonia Liskova e Alessio Vassallo, rispettivamente madrina e padrino della selezione dei film sociali per Rai Cinema Channel.

Un festival che rimette in primo piano l’essere umano come origine del racconto: una presenza viva, mai neutrale, capace di trasformarne forma e significato. Cuore pulsante della programmazione è il valore della narrazione come strumento di inclusione: storie che restituiscono centralità all’esperienza umana – nelle sue fragilità, unicità e differenze – e la riconducono al nucleo più autentico del nostro tempo. Quattro giorni di proiezioni e incontri, il festival sarà un’importante occasione di confronto e approfondimento sui temi della cinematografia sociale.

Salute, disabilità, bullismo, stereotipi di genere, ambiente, tecnologia, lavoro, legalità e guerra, sono solo alcuni dei principali ambiti di forte rilevanza sociale al centro di questa edizione, che pone l’accento sul racconto delle fragilità fisiche e psicologiche dell’essere umano e sulla necessità di una narrazione rispettosa e consapevole.

Con 540 opere iscritte provenienti da tutto il mondo di cui 400 cortometraggi, 80 documentari e 60 #socialclip, a testimonianza di una partecipazione sempre più ampia e diversificata e di una pluralità di linguaggi espressivi, il Festival si conferma un punto di riferimento nel panorama audiovisivo internazionale, registrando per questa edizione un risultato straordinario in termini di partecipazione.

Sono 105 le opere selezionate tra cortometraggi, documentari e #socialclip che da oggi e fino alla fine del Festival saranno disponibili sulla piattaforma Cinema sociale e sostenibile www.tulipanidisetanera.rai. it realizzata da Rai Cinema Channel in collaborazione con Rai per la Sostenibilità ESG e Rai Pubblica Utilità.

Le cinque opere più visualizzate per ciascuna categoria accederanno alla fase finale per il Premio Sorriso Rai Cinema Channel, mentre l’assegnazione dei vincitori sarà affidata ai direttori artistici delle tre sezioni. Le votazioni saranno aperte da oggi fino a mezzogiorno del 30 aprile.

Nel dettaglio, la sezione Cortometraggi – diretta da Paola Tassone – presenta 70 opere selezionate, di cui 64 dall’Italia, 5 internazionali e 1 mista. Il Lazio si distingue come principale polo produttivo con 27 titoli, seguito dalla Puglia (7), dalla Campania (6) Piemonte e Sicilia (5), Toscana (3), Emilia Romagna, Lombardia e Liguria (2), mentre Lazio/Toscana, Lazio/Calabria, Sicilia/Lazio, Calabria, Valle D’Aosta e Sardegna completano il quadro territoriale con 1 titolo.

Per i Documentari curati da Christian Carmosino Mereu, sono stati selezionati 17 titoli di cui 10 italiani, 2 internazionali e 5 misti. Anche in questo caso il Lazio conferma il proprio ruolo centrale con 3 opere, seguito dalla Campania, Lombardia e Veneto (2), mentre Liguria, Emilia-Romagna, Piemonte, Marche/Piemonte/Lombardia registrano 1 presenza ciascuna a testimonianza della diffusione capillare della produzione documentaristica sul territorio nazionale.

Per i #SocialClip, diretti da Igor Righetti, conta 18 opere tutte italiane, tra cui 1 realizzata in Spagna. Domina la Lombardia con 7 titoli seguita dal Lazio (3), Puglia (2) e, infine, Lazio/Puglia, Piemonte, Calabria, Campania e Marche con 1 presenza ciascuna. La sezione evidenzia l’importanza dei nuovi linguaggi digitali nella comunicazione sociale contemporanea.

AIL, nuovo libro su impatto ambiente nel rischio onco-ematologico

Milano, 1 apr. (askanews) – È stato presentato a Milano, mercoledì 1° aprile, il libro “L’impatto dell’Ambiente e degli Stili di Vita nel rischio onco-ematologico”, curato da Aurelio Angelini e Mariaclaudia Cusumano e promosso dall’Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma.

Nel volume, edito da FrancoAngeli, sono raccolti gli interventi di oltre trenta relatori che hanno affrontato temi centrali come l’impatto degli inquinanti atmosferici e delle plastiche, l’importanza di una buona alimentazione e la nutrizione, i cambiamenti climatici, l’inquinamento elettromagnetico e la prevenzione primaria, come sottolineato dallo stesso Giuseppe Toro, Presidente di AIL che ha curato la prefazione del libro: “Questo volume raccoglie i dati del nostro ultimo convegno, che ne segue altri due che abbiamo svolto in questi anni su ambiente e salute. Questa relazione tra ambiente e salute oggi è stata studiata, in maniera completa”.

La presentazione presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha rappresentato un momento di confronto istituzionale per ribadire anche la necessità che le nostre città diventino più sane, come ribadito anche da Paolo Corradini, Professore di Ematologia alla Statale di Milano: “Il riscaldamento del pianeta ci fa capire che cominciano ad avere non solo un effetto sulla mortalità degli uomini legato alle catastrofi, ma anche ad un aumento di certe malattie. Per esempio, certi agenti infettivi che non c’erano in certe zone del pianeta, adesso con il riscaldamento cominciano a esserci. Quindi è veramente un problema globale”.

Fondamentale, poi, è anche il ruolo della prevenzione, rimarcato dall’autore del libro, Aurelio Angelini, nonché Presidente Comitato Nazionale per l’Educazione alla Sostenibilità Agenda 2030: “La prevenzione riguarda tutti. Intanto riguarda chi esercita la governance, che deve fare in modo che viviamo in ambienti sani e salutistici, ed è l’aspetto cruciale della vicenda. Poi, individualmente, possiamo fare da nostra parte, scegliendo di fare delle scelte appropriate come consumatori, di vivere in ambienti e in luoghi meno inquinati”.

Con questa pubblicazione AIL conferma il proprio impegno, accanto al sostegno alla ricerca scientifica e all’assistenza ai pazienti ematologici, nel diffondere conoscenza e nel favorire una cultura della salute che integri ambiente, stili di vita e benessere psicofisico, nell’interesse dell’intera collettività.

Difesa, agenzia GCAP affida a jv Edgewing contratto da 686 mln pound

Roma, 2 apr. (askanews) – È stato assegnato il primo contratto internazionale congiunto per il Global Combat Air Programme (GCAP), la collaborazione internazionale tra Italia, Giappone e Regno Unito per lo sviluppo di un velivolo da combattimento di nuova generazione. L’agenzia GCAP, che gestisce il programma per conto delle tre nazioni, ha affidato il contratto a Edgewing, la joint venture industriale trinazionale costituita per guidare la progettazione e lo sviluppo del programma.

Il contratto, del valore di 686 milioni di sterline, finanzia attività chiave di progettazione e ingegneria e consente al partenariato trilaterale di consolidare il proprio slancio e accelerare i tempi di realizzazione.

“Questo contratto – ha dichiarato Masami Oka, amministratore delegato dell’Agenzia GCAP – rappresenta un momento importante per il GCAP, poiché attività precedentemente svolte nell’ambito di contratti separati delle tre nazioni saranno ora portate avanti come parte di un programma internazionale pienamente strutturato”.

“La rapidità con cui Edgewing e l’Agenzia GCAP hanno aumentato la propria operatività è stata resa possibile dal nostro obiettivo condiviso e dalla forza della collaborazione. Siamo orgogliosi di portare avanti questo slancio”, ha aggiunto Marco Zoff, amministratore delegato di Edgewing.

Il GCAP, lanciato nel 2022, porterà allo sviluppo di un innovativo caccia stealth di nuova generazione dotato di tecnologie all’avanguardia, sostenendo le industrie sovrane dei Paesi partner nel rispondere alle minacce globali.

Made in Italy Urso: cresciuto negli anni del governo Meloni

Roma, 2 apr. (askanews) – “L’Italia ha il migliore sistema di diversificazione produttiva e geografica che gli consente di essere più flessibile, più capace di reagire, più capace di inventare il rischio laddove ci sono e più capace di cogliere le opportunità”. Così il ministro Adolfo Urso alla presentazione del rapporto della Fondazione Edison “Le nuove sfide del Made in Italy” in corso a Palazzo Piacentini a Roma.

“L’Italia ha incrementato del 3,3% l’export globale nel 2025, agguantando il Giappone come quarto paese esportatore mondiale, pur essendo l’Italia un paese di 60 milioni di abitanti, una demografia e un prodotto interno lordo ben lontano dal Giappone, dalla Germania, dalla Cina e gli Stati Uniti”.

“L’Italia – ha spiegato – ha cresciuto le sue esportazioni negli Stati Uniti del 7,8%, le migliori performance tra i paesi europei, smentendo con clamore i profeti di sventura che pronosticavano il tracollo dell’export”.

“Gli investimenti esteri in Italia sono cresciuti di oltre il 18% negli anni del governo Meloni. Sono cresciuti di oltre persino gli investimenti esteri americani in Italia del 41% nei tre anni del governo Meloni. Ed è per questo che l’Italia ha scalato le posizioni globali sia per quanto riguarda gli investimenti esteri, passando dall’11esimo posto nella scala globale degli investimenti esteri 2022 all’ottavo posto 2025. Ed è per questo che l’Italia ha scalato di sette posizioni l’indice di attrattività globale, dal 23esimo posto del 2022 al 16esimo posto dello scorso anno”.

“Dobbiamo quindi affrontare – ha detto – al meglio le sfide della duplice transizione digitale ed energetica, su cui l’Europa ha realizzato la sua politica industriale”. Per il titolare del Mimit bisogna puntare “a ridurre la dipendenza dall’estero, sia per quanto riguarda le fonti energetiche, sia per quanto riguarda le materie prime, e quindi all’indipendenza europea”.

Cinema, su Rai 3 "Ferdinando Scianna il fotografo dell’ombra" di Andò

Roma, 2 apr. (askanews) – Domenica 5 aprile andrà in onda in seconda serata, in anteprima, su Rai3, il documentario di Roberto Andò “Ferdinando Scianna il fotografo dell’ombra” che ha appena ottenuto la candidatura ai David di Donatello come miglior documentario.

Una produzione Bibi Film in collaborazione con Rai Cultura, nel docufilm ci sono Ferdinando Scianna, Giuseppe Tornatore Gianni Berengo Gardin, Silvano Nigro, Dacia Maraini, Marco Belpoliti, Mimmo Paladino, Vincenzo Campo, Renata Colorni, Carlo Ottaviano, Nonuccio Di Quarto, Pupetta Lo Galbo, Tanina Visconti.

“Mangiatore di vita, Ferdinando Scianna è oggi un signore di ottant’anni e passa, con una testa meravigliosamente scattante e veloce, piena di storie incredibili. Può persino raccontare di aver fatto delle prove di morte, per una malattia che pochi anni fa lo portò a scrivermi che era necessario rivedersi al più presto perché stava per andar via” ha spiegato Roberto Andò. “Entrare nella sua vita vuol dire ripercorrere una esistenza ricca di incontri con alcuni giganti della cultura del Novecento, intessuta dall’amicizia e dal continuo interrogarsi sul senso del fotografare, e sul significato che può ancora avere produrre delle immagini”.

Tajani: discusso con Panetta del contesto geopolitico pieno di incognite

Roma, 2 apr. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, oggi alla Farnesina, ha dichiarato che ha discusso con il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta del “contesto internazionale complesso e pieno di incognite, le guerre in Medio Oriente e in Ucraina, lo shock commerciale”, queste sono sfide “gravose per tutta l’Italia, per le famiglie e le imprese”.

“Io e il governatore abbiamo due responsabilità, io più politica e lui più economica”, ha specificatp Tajani, nel corso del suo intervento XVI edizione della Conferenza annuale MAECI – Banca d’Italia, dal titolo “Un mondo turbolento: crisi politiche, contrasti commerciali e shock economico-finanziari. Quali strategie per lo sviluppo delle esportazioni e la sicurezza economica dell’Italia?”.

Il ministro degli Esteri ha ringraziato il governatore Panetta e la sua squadra, “preziosi elementi per far lavorare meglio il nostro paese”.

La Bce: con la guerra dell’Iran impennata dei prezzi dell’energia e vendite in Borsa

Roma, 2 apr. (askanews) – Nelle ultime settimane, i mercati finanziari dell’area dell’euro “hanno registrato una ridefinizione brusca e volatile dei prezzi, innescata dall’inizio della guerra in Medio Oriente alla fine di febbraio”, con una “impennata” dei prezzi dell’energia e “un’ondata di vendite sui mercati azionari”. Lo rileva la Bce, secondo cui “l’incertezza circa l’ampiezza e la durata del conflitto è stata un fattore fondamentale alla base degli andamenti recenti e futuri dei mercati”.

“Benché le azioni dell’area abbiano complessivamente mostrato una buona tenuta, nei settori fortemente dipendenti dall’energia – dice ancora la Bce – le vendite seguite all’inizio della guerra sono state particolarmente pronunciate”.

Nel suo ultimo Bollettino economico, l’istituzione osserva inoltre che i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine “sono saliti e i differenziali di rendimento sono aumentati, nel contesto di un’accresciuta avversione al rischio” ma “la dispersione dei rendimenti tra i paesi dell’area dell’euro è tuttavia rimasta contenuta”.

Bce: determinata a assicurare inflazione al 2%, Iran ha impatto rilevante

Roma, 2 apr. (askanews) – La guerra in Iran “ha reso le prospettive notevolmente più incerte, generando rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica” e, in questo quadro, la Bce riafferma di essere “determinata ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine”. Nell’ultimo bollettino economico, l’istituzione ribadisce che per le future decisioni sui tassi “seguirà un approccio guidato dai dati secondo il quale le decisioni (del Consiglio direttivo) vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”.

La prossima riunione monetaria del direttorio è calendarizzata per il 29 e 30 aprile, e da giorni i mercati si interrogano se in quella occasione possa essere deciso un primo rialzo dei tassi cautelativo. La settimana prossima i banchieri centrali dell’eurozona si riuniranno poi per un ritiro a porte chiuse a Parigi, da cui non sono attese decisioni.

Secondo la Bce, il conflitto in Medio Oriente “avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine per effetto dei rincari dei beni energetici. Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra”. Ad ogni modo l’istituzione reputa di trovarsi “in una posizione favorevole” per affrontare l’incertezza. “Negli ultimi trimestri l’inflazione si è collocata intorno all’obiettivo del 2 per cento, le aspettative di inflazione a più lungo termine risultano saldamente ancorate e l’economia ha evidenziato una buona capacità di tenuta”.

“Le informazioni che si renderanno disponibili nel prossimo periodo consentiranno al Consiglio direttivo di valutare l’impatto del conflitto sulle prospettive di inflazione e sui rischi a esse associati. Il Consiglio direttivo segue attentamente la situazione – conclude il Bollettino – e il suo approccio guidato dai dati contribuirà alla definizione di una politica monetaria adeguata”.

Bce: misure governi su shock energia siano mirate e temporanee

Roma, 2 apr. (askanews) – “Nell’attuale contesto geopolitico i governi dovrebbero dare priorità alla sostenibilità dei conti pubblici, agli investimenti strategici e a riforme strutturali che favoriscano la crescita. Qualsiasi manovra di bilancio in risposta allo shock sui prezzi dell’energia causato dalla guerra in Medio Oriente dovrebbe essere temporanea, mirata e modulata”. Lo afferma la Bce nell’ultimo Bollettino economico.

“L’attuale crisi energetica – aggiunge l’istituzione – rende evidente la necessità di ridurre ulteriormente la dipendenza dai combustibili fossili”.

Calcio, Buonfiglio: "Rabbia non costruttiva fa danni"

Roma, 2 apr. (askanews) – “La rabbia non costruttiva fa solo danni. Il calcio è una realtà molto complessa, con tante componenti, va affrontata con serietà”. Così Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, al Corriere della Sera: “Da presidente del Coni, devo accantonare qualsiasi tipo di passionalità e rispettare lo statuto del Coni, quello delle federazioni e le regole. Significa che il Coni può commissariare una federazione per gravi mancanze amministrative”, ha spiegato Luciano Buonfiglio. “Anche qualora dovesse dimettersi, spetterebbe a Gabriele Gravina il potere di portare alla nuova assemblea l’elezione del consiglio federale e del nuovo presidente. Continuare con Gravina? Non tocca a me dire di cambiare. La Federcalcio è una azienda importantissima a livello nazionale che va oltre gli aspetti sportivi. Resto convinto che il consiglio e il suo presidente attueranno una strategia chiara e adeguata al momento difficile che stiamo vivendo”.

Ceferin difende Gravina:"Infrastrutture tra le peggiori d’Europa"

Roma, 2 apr. (askanews) – Il presidente della Uefa Aleksander Ceferin interviene sul momento difficile del calcio italiano dopo l’eliminazione dai Mondiali, difendendo il numero uno della Figc Gabriele Gravina e puntando il dito contro la politica. “La Bosnia ha meritato, l’Italia ha perso dopo l’espulsione”, ha spiegato alla Gazzetta dello Sport, escludendo responsabilità dirette della federazione, dei giocatori e dell’allenatore.

Ceferin ha criticato duramente il contesto strutturale: “Forse sono i politici italiani che dovrebbero chiedersi perché avete una delle peggiori infrastrutture calcistiche d’Europa”. Parole nette anche sulle polemiche interne: “Mi rattrista vedere persone che aspettano che qualcosa vada storto per attaccare. Non sostengono l’Italia, sostengono se stessi”.

Il presidente Uefa ha quindi ribadito la sua fiducia in Gravina: “È il mio primo vicepresidente ed è molto importante. La sua eventuale uscita sarebbe una perdita per la Figc”. E sul tema convocazioni ha aggiunto: “Ditemi quale giocatore avrebbe dovuto esserci e non è stato chiamato”.

Infine, lo sguardo si allarga agli Europei: “Euro 2032 si giocherà, spero con infrastrutture pronte. Altrimenti il torneo non si terrà in Italia”, ha avvertito, sottolineando come il nodo impianti resti centrale per il futuro del calcio nazionale.

Blanco torna con l’abum Ma’: la noia è grande componente dell’arte

Milano, 2 apr. (askanews) – Un disco in cui sono rinchiusi tutti i colori delle emozioni umane. MA’ è il nuovo album di Blanco, in uscita venerdì 3 aprile 2026 per EMI Records Italy (Universal Music Italy) con la direzione artistica di Stefano Clessi (Eclectic Music Group). Tutto il nuovo lavoro si muove attorno a un messaggio positivo, cercando luce anche nei momenti più complessi. “Io credo che il messaggio centrale sia la speranza, ci sono dei pezzi dove sono stato sicuramente molto male e dei pezzi dove sono stato molto bene, però mi piaceva anche parlare dello stare male, comunque la speranza che è una cosa più figa” ha detto Blanco presentando il suo lavoro alla stampa.

Il titolo MA’ nasce dall’esigenza di dire in musica tutto ciò che nel tempo è rimasto in sospeso con una figura centrale come la propria madre: non per distanza o mancanza, ma per quel naturale allontanamento che accompagna la crescita. Un rapporto profondo, mai incrinato, che nel tempo cambia forma e si traduce in parole oggi raccolte in un racconto diretto e sincero.

“È stato un percorso, forse per questo ci ho messo più tempo, anche se poi l’album l’ho preso in mano davvero l’estate scorsa, quando ho detto: adesso inizio il disco – ha raccontato. – Credo che bisogna vivere tanto per scrivere delle canzoni”.

C’è un altro elemento fondamentale nella creatività di Blanco: la noia, una motore creativo che lo ha anche spinto a scegliere la provincia e non la città per vivere. “Ho fatto questa scelta perché volevo provare una cosa che è la noia. Secondo me se vivi in posti è così ti rompi le scatole quotidianamente perché non ci sono tante cose da fare. Però allo stesso tempo ci sono meno distrazioni e ho capito che forse le cose migliori nella vita per assurdo sono le cose gratis, come fare una passeggiata, respirare all’aria aperta, fare delle cose che sembrano scontate ma non lo sono. Poi invece è bello anche stare a Milano, però sei bombardato, qui non ti annoi mai. Invece la noia è una grande componente dell’arte”.

A suggellarne la dimensione più intima del suo lavoro, giovedì 2 aprile, giorno prima della release, Blanco intraprenderà un cammino di undici ore da Cisano fino a casa della madre, a Calvagese della Riviera, per consegnarle personalmente il disco a lei dedicato: un gesto simbolico che restituisce il senso di un percorso lungo, fisico e interiore, alla base del progetto.

Una nuova tappa suo percorso artistico, 15 brani, di cui 11 inediti oltre ai singoli estratti negli scorsi mesi “Piangere a 90”, “Maledetta Rabbia” e “Anche a vent’anni si muore” – tutti ai vertici delle classifiche streaming e radio – e al più recente “Ricordi” con Elisa, pubblicato venerdì 27 marzo, attualmente in rotazione radiofonica. Due le collaborazioni presenti nel disco, entrambe nate da una profonda stima e affinità artistica: “Peggio del diavolo” con Gianluca Grignani, brano iconico dall’anima rock, e “Ricordi” con Elisa, il nuovo singolo in rotazione radiofonica che unisce due delle voci più riconoscibili della musica italiana contemporanea, capaci di attraversare generazioni e linguaggi diversi. “Gianluca è un grandissimo artista, quando ho scritto il brano ho subito pensato a lui, lo conoscevo per le canzoni che ha fatto, però mi è proprio piaciuto anche a livello di persona, perché è un puro. Anche gli errori che ha fatto, li ha fatti solamente perché è troppo puro”.

Agli inizi della carriera, Blanco ha avuto tutto e in fretta, un successo impensabile a cui sono anche seguiti momenti più difficili e polemiche come quella dopo Sanremo. Ha saputo fermarsi per poi ripartire: “In realtà non l’ho fatto per insegnare qualcosa a qualcuno, l’ho fatto perché mi sentivo di farlo. Fermarmi, non è stata una strategia, l’ho fatto proprio perchè volevo ricostruirmi come persona e tornare con una consapevolezza diversa di tutto quello che sto facendo” racconta ancora Blanco che è consapevole di essere fortunato: “Faccio musica che è quello che volevo fare da piccolo, in realtà sono felicissimo di tutto quello che sto facendo. Sicuramente il successo mi ha portato a vivere la mia età in un modo diverso su alcune cose, a fare delle esperienze incredibili. E comunque cerco sempre di essere una persona solare, nonostante magari tanti pensano che sia cupo come persona. Però c’è la speranza, basta guardare fuori dalla finestra: siamo vivi, ci stiamo”.

Il nuovo disco sarà presentato dal live tra aprile e maggio 2026 durante “Il primo tour nei palazzetti” di Blanco, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti. I biglietti sono disponibili su Ticketone e nei punti vendita abituali. A questi appuntamenti si affianca anche il “Tour Estate 2026”.

Di Alessandra Velluto

Le parole di Trump affossano le Borse

Roma, 2 apr. (askanews) – Piazza Affari ha aperto la seduta in deciso ribasso con L’Ftse Mib che cede l’1,61%, a 44.977 punti.

Le Borse europee aprono la giornata in netto ribasso, sotto pressione per il petrolio che è arrivato a far registrare 106 dollari al barile dopo il discorso alla nazione del presidente Usa, Donald Trump sulla durata della guerra in Iran. Francoforte cede l’1,46%, mentre Londra si mostra in negativo per lo 0,74%. Male anche Parigi che cede l’1,34%.

Inoltre, il prezzo del gas naturale al Ttf di Amsterdam si mostra in aumento del 5,35% a 50,50 euro al MWh.

La borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in deciso ribasso, con il Nikkei che ha ceduto il 2,40%, a 52.449 punti.

Oggi videoconferenza di 35 Paesi, i "volenterosi di Hormuz"

Roma, 2 apr. (askanews) – Circa 35 Paesi si riuniscono oggi su iniziativa del Regno Unito per affrontare la paralisi dello stretto di Hormuz scatenata dalla guerra in Iran, che secondo il presidente Donald Trump continuerà ancora alcune settimane. A convocare il vertice virtuale è stato il primo ministro britannico Keir Starmer, che ha affidato la guida dei lavori al ministro degli Esteri Yvette Cooper, quindi si tratta di consultazioni a livello di capi delle diplomazie e per l’Italia si collegherà il ministro Antonio Tajani. La riunione è prevista alle 13.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: ristabilire la libertà di navigazione in un’area attraverso cui, in condizioni normali, transita circa un quinto del petrolio mondiale e una quota significativa di gas naturale liquefatto. Dalla fine di febbraio, quando sono scattati gli attacchi congiunti israelo-americani, Teheran ha di fatto bloccato il passaggio, provocando un’impennata dei prezzi energetici e gravi ripercussioni sulle catene di approvvigionamento.

Alla riunione partecipano, tra gli altri, Francia, Germania, Italia, Giappone e Paesi Bassi, firmatari di una dichiarazione congiunta già a metà marzo. Nel frattempo, altri Paesi si sono aggiunti e i ‘volentori di Hormuz a consulto oggi dovrebbero essere almeno 35 . Il vertice servirà a valutare strumenti diplomatici e politici per garantire la sicurezza delle navi e degli equipaggi ancora bloccati, oltre a favorire la ripresa dei traffici commerciali essenziali.

Non si esclude una successiva fase operativa. Starmer ha infatti annunciato che dopo le consultazioni politiche verranno coinvolti i responsabili della pianificazione militare per studiare modalità concrete di messa in sicurezza dello stretto una volta cessate le ostilità.

Particolarmente esposto è il Giappone, che importa circa il 90% del proprio petrolio dal Medio Oriente e ha già iniziato ad attingere alle riserve strategiche. Tokyo valuta anche l’invio di unità specializzate, come dragamine.

Sullo sfondo resta il confronto tra alleati occidentali e Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha più volte criticato la Nato, definendola una “tigre di carta” per il mancato coinvolgimento diretto nel conflitto. Ancora ieri il presidente americano ha minacciato il ritiro Usa dalla Nato alla luce del fatto che gli alleati non hanno dato concreto aiuto per la guerra all’Iran.

Spazio, Nasa torna su Luna: verso primo sorvolo dopo mezzo secolo

Roma, 2 apr. (askanews) – Missione Artemis II in viaggio verso la Luna. Quattro astronauti sono partiti per un volo ad alto rischio intorno alla Luna, il primo viaggio lunare dell’umanità in più di mezzo secolo apripista dei progetti della NASA per un allunaggio tra due anni.

Il razzo alto l’equivalente di un edificio di 32 piani trasporta tre americani e un canadese. E’ decollato dal Kennedy Space Center in Florida davanti a decine di migliaia di spettatori, che hanno invaso le strade e le spiagge circostanti in un’atmosfera che ha ricordato le missioni Apollo degli anni ’60 e ’70.

“Con questa missione storica, portate con voi il cuore di questo team Artemis, lo spirito audace del popolo americano e dei nostri partner in tutto il mondo, e le speranze e i sogni di una nuova generazione”, ha detto il direttore del lancio Charlie Blackwell-Thompson all’equipaggio subito prima del decollo. “Buona fortuna, che Dio vi accompagni, Artemis II”.

A bordo della capsula Orion ci sono il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, Christina Koch (prima donna a partecipare a una missione lunare) e il canadese Jeremy Hansen. I media americani evidenziano come si tratti di un equipaggio lunare senza precedenti anche in termini di diversificazione: la prima donna, la prima persona di colore e il primo cittadino non statunitense sono a bordo.

Cinque minuti dopo il lancio, Wiseman ha visto l’obiettivo del team: “Abbiamo una bellissima alba lunare, ci stiamo dirigendo dritti verso di essa”, ha detto dalla capsula in volo.

La missione, della durata di quasi dieci giorni, prevede che l’equipaggio trascorra le prime 25 ore in orbita terrestre per verificare la capsula, poi dovrà accendere il motore principale che li spingerà verso la Luna. Gli astronauti non si fermeranno né orbiteranno attorno al nostro satellite, ma la loro capsula supererà la Luna e proseguirà per altri 6.400 chilometri prima di invertire la rotta e fare ritorno sulla Terra con un ammaraggio nel Pacifico.

La tensione era alta nelle ore precedenti il lancio a causa di problemi tecnici riscontrati in passato con perdite di idrogeno. Il team di lancio ha caricato più di 2,6 milioni di litri di carburante nel razzo, e due ultimi inconvenienti dell’ultimo minuto – sensori della batteria difettosi e problemi di comunicazione con il sistema di interruzione del volo – sono stati rapidamente risolti, consentendo di procedere al decollo.

Artemis II della Nasa è in viaggio verso la luna, a bordo 3 statunitensi e un canadese

Roma, 2 apr. (askanews) – Roma, 2 apr. (askanews) – Missione Artemis II in viaggio verso la luna. Quattro astronauti sono partiti per un volo ad alto rischio intorno alla Luna, il primo viaggio lunare dell’umanità in più di mezzo secolo apripista dei progetti della Nasa per un allunaggio tra due anni.

Il razzo alto l’equivalente di un edificio di 32 piani trasporta tre americani e un canadese. E’ decollato dal Kennedy Space Center in Florida , alle 18.35 ora della costa est, (ore 00.35 in Italia) davanti a decine di migliaia di spettatori, che hanno invaso le strade e le spiagge circostanti in un’atmosfera che ha ricordato le missioni Apollo degli anni ’60 e ’70.

“Con questa missione storica, portate con voi il cuore di questo team Artemis, lo spirito audace del popolo americano e dei nostri partner in tutto il mondo, e le speranze e i sogni di una nuova generazione”, ha detto il direttore del lancio Charlie Blackwell-Thompson all’equipaggio subito prima del decollo. “Buona fortuna, che Dio vi accompagni, Artemis II”.

A bordo della capsula Orion ci sono il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, Christina Koch (prima donna a partecipare a una missione lunare) e il canadese Jeremy Hansen. I media americani evidenziano come si tratti di un equipaggio lunare senza precedenti anche in termini di diversificazione: la prima donna, la prima persona di colore e il primo cittadino non statunitense sono a bordo.

Cinque minuti dopo il lancio, Wiseman ha visto l’obiettivo del team: “Abbiamo una bellissima alba lunare, ci stiamo dirigendo dritti verso di essa”, ha detto dalla capsula in volo.

La missione, della durata di quasi dieci giorni, prevede che l’equipaggio trascorra le prime 25 ore in orbita terrestre per verificare la capsula, poi dovrà accendere il motore principale che li spingerà verso la Luna. Gli astronauti non si fermeranno né orbiteranno attorno al nostro satellite, ma la loro capsula supererà la Luna e proseguirà per altri 6.400 chilometri prima di invertire la rotta e fare ritorno sulla Terra con un ammaraggio nel Pacifico. La tensione era alta nelle ore precedenti il lancio dati i problemi tecnici riscontrati in passato con perdite di idrogeno. Il team di lancio ha caricato più di 2,6 milioni di litri di carburante nel razzo, e due ultimi inconvenienti dell’ultimo minuto – sensori della batteria difettosi e problemi di comunicazione con il sistema di interruzione del volo – sono stati rapidamente risolti, consentendo di procedere al decollo.

I punti principali toccati da Trump nel suo discorso alla nazione

Roma, 2 apr. (askanews) – A più di un mese dall’inizio della guerra contro l’Iran, il presidente Donald Trump ha tenuto in prima serata un discorso alla nazione insolitamente breve per i suoi standard – 19 minuti – per difendere la necessità del conflitto e tracciare prospettive future, su cui è rimasto tuttavia piuttosto vago. Ecco i punti principali.

I SUCCESSI MILITARI SECONDO TRUMP Il presidente ha descritto l’azione militare come un grande successo, ha ribadito che i sistemi missilistici e di droni iraniani sono stati “drammaticamente ridotti” e che “le fabbriche di armi e i lanci di razzi vengono fatti a pezzi”.

I TEMPI DELLA GUERRA: “FINIRÀ ENTRO TRE SETTIMANE” Trump ha chiesto agli americani, preoccupati per i costi del conflitto, di mettere le cose in prospettiva Ha stimato che la guerra dovrebbe concludersi entro tre settimane. “Siamo in pista per completare tutti gli obiettivi militari americani a breve, molto a breve”, ha detto. “Nelle prossime due o tre settimane, li riporteremo all’età della pietra, dove appartengono”. “Teniamo il conflitto in prospettiva” Sensibile alle critiche interne, Trump ha citato la durata della Prima Guerra Mondiale, della Seconda Guerra Mondiale, della guerra in Vietnam, di quella Corea e in Iraq per sostenere che la campagna militare in corso è stata finora molto più breve. “È molto importante che teniamo questo conflitto in prospettiva”, ha affermato. La guerra “è un vero investimento nel futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti”.

NEGOZIATI ED ESCALATION Il presidente ha oscillato tra l’endorsement di negoziati per porre fine alla guerra e la promessa di un’escalation della violenza. “Nel frattempo, le discussioni sono in corso”, ha aggiunto. Tuttavia, l’Iran ha dichiarato che non ci sono trattative dirette con gli Stati Uniti, e le agenzie di intelligence americane ritengono che Teheran sia disposta a mantenere aperti i canali di comunicazione ma non a fare concessioni decisive in questa fase.

NATO: LA MINACCIA SCOMPARSA DAL DISCORSO Donald Trump non ha ripetuto l’avvertimento lanciato poche ore su un possibile ritiro degli Stati Uniti dalla NATO, cosa che ha suscitato critiche persino anche di alcuni esponenti repubblicani. Tuttavia, durante il suo intervento dalla Casa Bianca, il presidente non ha fatto riferimento alle precedenti minacce.

NESSUNA MISSIONE PER ESTRARRE L’URANIO ARRICCHITO?

Trump ha valutato a lungo se autorizzare una missione per estrarre l’uranio altamente arricchito custodito sotto il sito nucleare di Isfahan. Ieri ha dichiarato che i siti nucleari iraniani sono stati colpiti così duramente che “ci vorrebbero mesi per avvicinarsi alla polvere nucleare”. Ha affermato che gli Stati Uniti monitorano i siti con satelliti e colpiranno se l’Iran tenterà di recuperare il materiale che al momento sembra restare dove si trovava prima della guerra.

LO STRETTO DI HORMUZ: “NON È UN PROBLEMA AMERICANO” Il presidente ha ripetuto le richieste che siano i paesi che importano petrolio dal Golfo Persico attraverso lo Stretto a farsi carico di costringere l’Iran a riaprirlo. Ha affermato che “non abbiamo bisogno” del petrolio che transita attraverso quell’arteria. Gli Stati Uniti importano pochissimo petrolio dal Golfo, tuttavia i prezzi del petrolio sono fissati a livello globale e le interruzioni delle forniture in Medio Oriente si ripercuotono sugli Stati Uniti. Meno petrolio sui mercati globali significa prezzi della benzina più alti per gli americani.

Trump: in Iran "lavoro quasi completo", lo finiremo molto velocemente

Roma, 2 apr. (askanews) – In un discorso alla nazione in prima serata, il primo dall’inizio della guerra contro l’Iran, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che le forze statunitensi “finiranno il lavoro” molto presto. Gli “obiettivi strategici sono quasi completati”, ha detto in un’allocuzione, durata meno di 20 minuti che i mercati asiatici – aperti mentre parlava – non hanno gradito. Si è trattato di una difesa difesa a tutto campo della guerra, iniziata più di un mese fa, con concetti già espressi, senza citare una possibile operazione di terra.

“In queste ultime quattro settimane le nostre forze armate hanno ottenuto vittorie rapide, decisive e schiaccianti sul campo di battaglia”, ha affermato Trump, descrivendo l’azione militare “così potente, così brillante” da aver reso “uno dei paesi più potenti” una minaccia fatalmente ridimensionata. Il presidente non ha dichiarato la vittoria, contrariamente a quanto anticipato ieri da fonti interne all’amministrazione, ma quasi. . “Stasera sono lieto di dire che questi obiettivi strategici sono quasi completati”, ha detto, “finiremo il lavoro, e lo finiremo molto velocemente. Ci stiamo avvicinando molto”. Ha anche accennato a un termine di tempo precis: “Li colpiremo molto duramente nelle prossime due o tre settimane. Li riporteremo all’età della pietra, a cui appartengono”.

Trump ha esortato i paesi che dipendono dal petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz a “costruirsi un po’ di coraggio ritardato” e ad andare a “prenderselo”.

Nel discorso non ha menzionato l’invio di truppe di terra in Iran né la NATO, quest’ultima era stata per tutta la giornata di ieri al centro delle speculazioni su piani di ritiro americano dall’Alleanza, alti funzionari come l’ambasciatore presso la Nato Matthew Whitaker ha molto insistito sul fatto che il presidente sta “valutando e rivalutando tutto”, deluso dai bei discorsi senza azione da parte degli alleati, quelli europei in primo luogo. Trump ha invece suggerito che altri paesi, in particolare asiatici, dovrebbero farsi carico della sicurezza dello Stretto.

Durante un pranzo alla Casa Bianca per la Pasqua a cui la stampa non ha partecipato, Trump ha citato la Corea del Sud, il Giapppne e anche la Cina come Paesi che devono impegnarsi in prima fila. “Abbiamo 45mila soldati a rischio laggiù, vicini a una forza nucleare. Lasciate che lo faccia il Giappone. Loro ricevono il 90% del loro petrolio dallo Stretto. Lasciate che lo faccia la Cina”.

In quello stesso intervento, non ripreso nel discorso serale ma trapelato tramite un video poi rimosso dalla Casa Bianca, Trump ha parlato del petrolio iraniano come di un’opportunità forse persa. “Potremmo semplicemente prenderci il loro petrolio. Ma non sono sicuro che la gente nel nostro paese abbia la pazienza per farlo, il che è un peccato. Se restassimo lì, preferirei solo prendere il petrolio. Potremmo farlo così facilmente”.

Poche ore prima dell’intervento, il presidente aveva scritto su Truth che “il nuovo presidente del regime iraniano” voleva un cessate il fuoco. L’ambasciata iraniana ha respinto la definizione come “falsa e infondata”. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in una lettera ai cittadini americani, ha chiesto: “Quale preciso interesse del popolo americano è realmente servito da questa guerra?”.

. Gli attacchi iraniani contro Israele e i vicini del Golfo Persico sono proseguiti anche nelle prime ore di oggi.

Guerra in Iran. Si fatica a vedere una via d’uscita

Questa guerra che covava da anni ora che è esplosa rischia di divenire il preludio di una esplosione regionale che terremoterà l’intera economia mondiale. E non solo l’economia. Bisogna allora assolutamente chiuderla, al più presto. Ma il problema è che i suoi attori non vogliono (Israele) o non sanno (USA e Iran) come concluderla senza correre il rischio di essere dichiarati perdenti dal nemico.

Il calcolo politico di Israele e limprevedibilità americana

L’oltranzista maggioranza che governa lo stato ebraico ha colto l’occasione che attendeva da anni per abbattere il mortale nemico iraniano. Percepitolo indebolito e reso vulnerabile della campagna mirata condotta ai danni suoi e dei suoi proxy siti a Gaza e nel Libano con l’operazione distruttiva decisa per rispondere al pogrom dal 7 ottobre, Netanyahu dopo non essere riuscito a convincere Biden ha poi avuto facile gioco con Trump, un presidente in pieno delirio di onnipotenza incapace di valutare gli scenari, indisponibile a studiare i dossier e solo uso a minacciare, alleati e avversari.

Lerrore di sottovalutare lIran

Forti della propria indiscutibile potenza militare Israele e Stati Uniti hanno sottovalutato il regime degli ayatollah e soprattutto la forza intrinseca della Repubblica Islamica. Uno Stato con 90 milioni di cittadini, ben strutturato, di vaste dimensioni, con un territorio montagnoso difficile da scrutare anche dall’alto e soprattutto – sottovalutazione imperdonabile – detentore di un plus geografico potentissimo: lo Stretto di Hormuz, collo di bottiglia fra i più decisivi al mondo. Una evidenza, quest’ultima, che tutti gli osservatori hanno ben presente da sempre e che gli stessi iraniani hanno sempre apertamente dichiarato essere una leva che in caso di necessità avrebbero adoperato.

La resilienza del regime

Anche la criminale determinazione con la quale il regime ha soffocato (e soffoca) nel sangue le periodiche proteste popolari è stata sottostimata, immaginando una sollevazione impossibile se non supportata da una rottura del sistema di potere che governa, opprimendolo, il Paese.

E infatti nonostante gli omicidi mirati, a cominciare da quello della Guida Suprema, la teocrazia ha resistito, probabilmente acuendo la forza dell’ala più estrema del potere, quella dei Guardiani della Rivoluzione, a scapito di quella clericale e di quella più moderata rappresentata dall’ulteriormente indebolito presidente Pezeshkian. Il regime è senz’altro infiacchito nelle sue strutture materiali, dopo tanti missili caduti sulle sue città. Ma rafforzato nella sua ferrea presa sul Paese e dalla intima convinzione che una propria caduta significherebbe la fine dell’influenza sciita in tutta la regione mediorientale.

Il fattore Hormuz e la mossa iraniana

Un “istinto di sopravvivenza”, come lo definisce l’intellettuale marocchino Taher Ben Jelloun, che motiva la resistenza, alimenta la più feroce determinazione, favorisce la lucidità delle azioni decise. Attaccare sistematicamente e chirurgicamente gli stati sunniti del Golfo era un’opzione alla quale gli strateghi israeliani probabilmente non avevano pensato. E invece questa è la mossa che al momento – unita alla gestione di Hormuz – sta consentendo a Teheran di sostenere che la guerra la sta vincendo.

 

Il dilemma americano e lassenza di una via duscita

Non è così. Ma è certo che le difficoltà degli alleati arabi, unite a quelle derivanti dalla crisi petrolifera e del gas così innescata, sta ponendo gli USA nella non facile condizione di dover decidere fra un’intensificazione drammatica del conflitto con un intervento di terra che li trascinerebbe in un gorgo infernale e una via d’uscita che sarebbe ben arduo, allo stato, vendere come una vittoria. Che l’Iran, al contrario, dichiarerebbe sua e che Israele tale confermerebbe – paradossalmente – provando a proseguire, da solo, un attacco che però, privo dell’indispensabile supporto americano, a un certo punto inevitabilmente sarebbe costretto a concludere. Ecco perché una via d’uscita continua a non vedersi.

Dc, la modernità di quel “metodo”

Oltre la commemorazione

Il ricordo di Benigno Zaccagnini, del 13° congresso nazionale della Dc e di quella straordinaria classe dirigente fatta di leader e di statisti, non esauriscono il significato dell’iniziativa messa in campo dall’amico Dario Franceschini domenica scorsa a Roma. C’è molto di più. È appena sufficiente leggere alcuni articoli apparsi su vari quotidiani, anche se un po’ romanzati, per rendersi conto che c’è stato qualcosa di più. E quel “di più” non è solo l’attualità di una cultura politica che, tra l’altro, conserva una straordinaria modernità ed attualità anche in una stagione post ideologica e a volte addirittura post democratica e che non può essere archiviata frettolosamente.

Il valore di un metodo

Ma, semmai, parliamo di un “metodo” politico che non tramonta. Perchè appartiene alla qualità della democrazia, alla miglior storia democratica del nostro paese e allo stesso “spirito” costituzionale. Un “metodo” di marca democristiana che resta, ancora e soprattutto oggi, l’elemento qualificante per un politico che non subisce il fascino della deriva della radicalizzazione violenta e sfacciatamente anti democratica.

Una presenza che continua

Al riguardo, e al di là delle costanti che hanno caratterizzato la fase politica che hanno visto come protagonista Zaccagnini e quel gruppo dirigente, quello che merita di essere ricordato oggi non è che la Dc è tramontata 33 anni fa ma che, e soprattutto, i “democristiani” attraverso la riproposizione di quel “metodo” politico continuano ad essere presenti nella cittadella politica italiana. E non solo come semplici comparse perchè rivestono ancora oggi, e come tutti sanno, ruoli politici ed istituzionali molto significativi e qualificati.

Il contesto contemporaneo

Ed è proprio sulla base di questo dato, semplice ma oggettivo, che l’iniziativa di Franceschini è destinata ad avere un significato che va oltre un semplice convegno. Un significato anche per il futuro della politica italiana. Soprattutto alla luce di un contesto come quello contemporaneo dove la radicalizzazione persin violenta della lotta politica rischia di indebolire la qualità della nostra democrazia e la stessa credibilità delle nostre istituzioni democratiche. Nonchè, e come ovvio e persin scontato, l’efficacia dell’azione di governo. Di qualsiasi governo.

Tra populismo e il nulla della politica”

E proprio il “metodo” democristiano, al di là della fisiologica evoluzione della società e del cambiamento dell’assetto politico, si ripropone in tutta la sua attualità e modernità. Un “metodo” che è anche, e soprattutto, frutto di un modo d’essere in politica che non può essere qualunquisticamente archiviato solo perchè siamo alle prese con partiti e movimenti che affondano le loro radici nel populismo, nel sovranismo e nel “nulla della politica”, per dirla con una felice ed efficace espressione di Mino Martinazzoli pronunciata ormai molti anni fa.

Una lezione ancora necessaria

E rileggere, oggi, pezzi di quella storia cinquantennale non solo è utile per non archiviare la ‘nostra’ memoria storica o per evitare di riproporre quella sterile polemica tra chi proviene da quel ceppo e ha fatto scelte politiche diverse se non addirittura alternative ma, soprattutto, è consigliabile per chi non si rassegna ad una politica fatta solo di insulti, di attacchi personali, di delegittimazioni moralistiche e di criminalizzazioni di natura politica e culturale.

Il “metodo” democristiano, infine, si rende necessario anche per evitare che si affermi una deriva chiaramente e quasi scientificamente anti democratica che può avere effetti nefasti e persin fatali per la conservazione del nostro impianto costituzionale. Non solo quello sbandierato strumentalmente durante il recente e violento confronto sul referendum costituzionale sulla giustizia.

Al riguardo, rileggere la storia – e nello specifico quella storia – è anch’esso un contributo politico e di cultura politica di livello che solo un qualunquista o un populista può ritenere essere un esercizio inutile e dannoso.

Campo largo? Fare muro è una cosa, forgiare la coalizione un’altra.

Il risultato referendario ha segnato una indubbia inversione di tendenza nell’indirizzo dell’opinione pubblica nei confronti del governo e della maggioranza parlamentare che lo sostiene, con risultati che hanno visto prevalere il “No” anche in molte regioni guidate dal centrodestra.

Una soddisfazione da non assolutizzare

In alcune piazze iconiche come Arcore; a Napoli il “No” ha toccato il 75,5%, a Roma il 60,3%, a Bologna il 68,2% e stessa cosa dicasi per al tre grandi città del nord e del sud, come ad esempio Palermo dove nella parte centrale della città in molti seggi il “No” è arrivato intorno all’80%.

Va altresì sottolineata il segnale positivo del ritorno degli elettori alle urne e del voto giovanile che ha tirato la volata al “No”.

Questi lusinghieri risultati, visti dall’osservatorio del centrosinistra, devono ispirare una riflessione che non può fermarsi alla comprensibile soddisfazione per il successo referendario, quantunque non fosse affatto scontato visto che tutti i sondaggi di qualche mese fa vedevano il ”Si” avanti di 10-15 punti percentuali.

Il significato politico del referendum

Poi i sostenitori del “No” sono riusciti a trasmettere l’importanza di un appuntamento che aveva un inevitabile significato politico, come del resto si conviene per un quesito che chiama alle urne tutti gli elettori di un intero paese per una modifica della Costituzione. La soddisfazione è quindi comprensibile e legittima. Ma è proprio il successo nelle aree amministrate dal centrodestra che deve indurre a valutazioni molto prudenti.

Dal successo al progetto

Chi è chiamato ad organizzare la proposta alternativa alla destra non può contare sull’automatica trasposizione del voto referendario nello scenario delle prossime elezioni politiche; sarebbe un errore fatale. Il risultato referendario certifica che il vento politico è cambiato e non gonfia più le vele della nave governativa e che la guida del paese è contendibile. Ma da qui in poi è tutto ancora da fare e la costruzione di posizioni condivise è sicuramente più complessa rispetto all’aggregazione di un muro a difesa della Costituzione.

 

La necessità della coalizione

Per le prossime elezioni politiche è necessario costruire una coalizione che condivida dei punti programmatici qualificanti di politica interna e di politica estera e sarà quindi necessario mettere in campo una notevole capacità di mediazione e di inclusione. Si dovranno rispolverare le doti che hanno segnato la parte migliore della nostra storia repubblicana per non incorrere nell’errore che caratterizza l’attuale maggioranza di governo tenuta insieme solo dal collante generato dalla gestione del potere, ma divisa – e troppo spesso ferma – rispetto alla soluzione dei problemi degli italiani.

Il No è una vittoria della magistratura, non della sinistra. Dibattito

di Alessandro Cagliani

Una sconfitta che interroga il sistema

La sconfitta del Sì in questo referendum mostra come la debolezza dei partiti sia così palese da essere sconfortante. Un’analisi scevra da ideologie preconcette suggerisce a mio giudizio di prendere in considerazione come il metodo utilizzato per arrivare a questi appuntamenti sia sbagliato nella sua consistenza. Una parte politica che oggi è maggioranza nel paese non riesce a portare a compimento una riforma importante, basilare per la nostra democrazia stante l’auspicato riequilibrio di poteri che poteva scaturirne. Ma perché il risultato non è positivo?

Partiti svuotati e governo senza distinzione

La logica con cui i partiti si sono riorganizzati e ristrutturati è perversa. L’orizzonte strategico è sempre quello di breve periodo poiché non vi è più la scissione tra classi dirigenti di partito e di governo. Il governo del paese deve prevedere l’amministrazione dello stesso mentre il luogo del pensiero che deve rapportarsi più con i gruppi parlamentari è il partito quale luogo di elaborazione di progettualità, visioni di medio lungo periodo.

Ma se oggi i leader, piuttosto che segretari politici che dir si voglia, sono Primo Ministro, ministro della difesa, ministro di trasporti, come possono organizzare la campagna elettorale per un referendum e nel contempo governare?

E i gruppi parlamentari che dovrebbero raccogliere col partito le istanze provenienti dal basso e proporre visioni strategiche di medio periodo derivanti dal tessuto sociale per elaborare proposte in ambito legislativo, dove sono?

Il corto circuito delle riforme

Il percorso per cui è il governo che si occupa della stesura di testi di riforma, porta il dibattito ad essere asfittico, mancante del proprio principio da cui dovrebbe svilupparsi e quindi, nel caso di fattispecie, la risultante rischia di essere quella di dare in pasto al popolo il frutto di un lavoro non condiviso, non respirato dai parlamentari e dal partito e quindi, in ultima istanza, mettendone a rischio ontologicamente la possibilità di successo.

La parola democrazia rischia ormai di essere veramente una chimera. E questo appuntamento in tal senso deve farci riflettere.

 

La crisi della rappresentanza

L’eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti, le leggi elettorali susseguitesi nei decenni offensive del popolo e dell’elettore, una continua visione bipartisan di percepire il corpo elettorale come oggetto da blandire piuttosto che soggetto da ascoltare, da percepire e rispettare. L’eliminazione di tutti i corpi intermedi rappresentativi e portatori di interessi portando a sistema quell’individualismo derivante da una visione dell’uomo visto come consumatore e non parte di una comunità.

Tutto questo genera esclusivamente la necessità di leaders che per loro natura sono scorciatoie rispetto al processo faticosamente democratico che porta un paese a essere parte di un processo di crescita e di sviluppo.

L’incapacità della politica di intercettare quindi il popolo stesso e le sue istanze crea un vuoto che purtroppo a volte è riempito da altri che si insinuano negli spazi lasciati liberi dalla rappresentanza che non c’è più e che si ergono a divenire punti di riferimento invece che essere cerniere del funzionamento di uno Stato nei ruoli che loro spettano.

Il ruolo della magistratura e lesito del voto

È il caso della magistratura che da ordine è divenuto potere e che oggi festeggia un No che lascia le cose come stanno.

Il tutto perché il referendum confermativo che sapientemente la costituzione ha disciplinato come strumento di conferma a una scarsità di confronto parlamentare ha sentenziato che con le scorciatoie metodologiche non si va da nessuna parte.

Una vittoria senza vincitori

Ben si intenda. La sinistra non ha vinto nulla, perché il vero dramma è che buona una parte di chi ha votato No non ha come riferimento i partiti di sinistra. Bensì ha come punto di riferimento la magistratura che è ormai con l’Associazione nazionale magistrati un soggetto che si muove esplicitamente nella politica e ha i suoi leader, così come l’impolitica dei partiti odierni.

Il No è una vittoria di Gratteri. Non della Schlein o del partito democratico. Sicuramente non è la vittoria della costituzione contrapposta a chi ha votato sì.  Questa volgarità è da lasciare solo in mano a chi usa ciò che dovrebbe unire per dividere.

Centrosinistra, si infiamma scelta leader. Schlein: no in stanze chiuse

Roma, 1 apr. (askanews) – Primarie sì, primarie no, primarie solo dopo “il programma”, primarie divisive meglio il “federatore”: la scelta del leader agita il “campo largo”, la vittoria al referendum fa intravedere la possibilità di un bis alle politiche e apre ufficialmente le ostilità nel centrosinistra tra i tanti pretendenti al ruolo di timoniere. La segretaria Pd Elly Schlein, candidata naturale se si applicasse il “metodo centrodestra”, deve fronteggiare quasi un accerchiamento, tra Giuseppe Conte che ormai “ha indossato di nuovo l’abito da premier”, come commenta un parlamentare democratico, e i tanti che anche nel suo partito pensano sia meglio puntare su un “federatore”, o su un “papa straniero”. L’affondo di oggi di Goffredo Bettini è di quelli che fanno scattare l’allarme: il più convinto sostenitore del “campo largo” e dell’alleanza con M5s ringrazia la segretaria per il “lavoro enorme” svolto fin qui, ma aggiunge: “La questione della premiership non va posta oggi. La mia esperienza mi dice che bisogna pensare al migliore per vincere”.

Non solo, il “Gianni Letta” di sinistra si spinge oltre: “Non abbiamo l’esigenza di un nuovo Prodi – premette – perché quell’operazione è nata in una condizione particolare. Comunque mi pare che all’epoca l’operazione fu fatta con grande generosità da D’Alema. Il partito più grande comprese che per conquistare un pezzo di elettorato bisognava fare un atto di generosità”. Certo, aggiunge, “allo stato attuale, sia Schlein che Conte hanno un legittimo sentimento di giocare una partita che li riguarda. Ma la generosità può venire strada facendo”. Bettini spesso si muove da battitore libero, ma la segretaria sa che le sue parole danno voce ad un pensiero che circola nella testa di molti nel Pd, la richiesta di “generosità” fa breccia anche all’interno della sua stessa maggioranza congressuale.

L’idea che ci possano essere nomi più efficaci per consolidare la coalizione circola e il dualismo con il leader M5s non fa che rafforzare la convinzione di chi pensa che serva un “federatore” che eviti lacerazioni. “Il problema è che Conte e Schlein non si riconoscono e non si legittimano tra di loro”, insiste Rosy Bindi, che già qualche giorno fa aveva suggerito alla Schlein di “non essere troppo assertiva” nello scartare l’idea di un “papa straniero”, ruolo per il quale – secondo molti – lei penserebbe a Pier Luigi Bersani.

Ma la segretaria democratica, assicura un ex ministro, non ha “nessuna intenzione di fare passi indietro, come pure Conte”. La Schlein, a Fanpage, dimostra di non voler raccogliere il suggerimento della Bindi: per scegliere il leader, spiega, “penso che sia giusto coinvolgere la nostra gente, anziché chiuderci nelle stanze e in un dibattito politicista”. Semmai, sottolinea, meglio capire come non deludere i tanti astenuti che sono tornati a votare per il referendum: “Non dare per scontati quei cinque milioni di elettori che hanno votato ‘no’ ma che non avevano votato alle scorse elezioni europee”.

Conte, dal canto suo, spiega che le primarie non sono l’ultimo metodo per scegliere il leader: “Sono stato l’ultimo a parlare di primarie, prima di me si erano pronunciati tutti”. Sono una risposta alla domanda di “partecipazione” emersa al referendum, ma “non sono da imporre sempre e comunque, c’è da fare un ragionamento di volta in volta. Noi abbiamo fatto tantissimi appuntamenti regionali confrontandoci con le altre forze che erano in coalizione e scegliendo molto spesso un candidato particolarmente accreditato che mette d’accordo tutti”.

Roberto Gualtieri, uno dei possibili “federatori” secondo i rumors, le primarie le sconsiglia: “Non è che demonizzo le primarie, si possono pure fare, ma io, perché sono un po un vecchio, tradizionale, sono attaccato al modello parlamentare della democrazia europea”.

Per Matteo Renzi, invece, i gazebo sono la soluzione migliore: “Se fatte bene le primarie sono una grande festa di popolo. Il rischio divisioni esiste, certo. Ma parliamoci chiaro: qual è l’alternativa? Far decidere a chi?”. Bettini poi cita anche Silvia Salis e Gaetano Manfredi come possibili leader. Una ridda di nomi e metodi per scegliere che non piace ad un parlamentare vicino alla Schlein: “Così ci facciamo male. Prima o poi qualcuno dovrà dirlo”.

Meloni al lavoro su fase due e bollette. E incontra Piantedosi

Roma, 1 apr. (askanews) – Una giornata a preparare gli interventi di quella che a palazzo Chigi chiamano la fase due del governo, quella cioè in cui Giorgia Meloni intende dimostrare che il referendum non ha fermato l’attività dell’esecutivo. La presidente del Consiglio vuole arrivare al 9 aprile, giorno dell’informativa al Parlamento, con una serie di provvedimenti già presi. Il primo della serie è quello che sarà varato venerdì in Consiglio dei ministri e che consentirà una proroga del taglio delle accise sulla benzina che altrimenti sarebbero scadute lunedì prossimo.

La premier sente a più riprese il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti “per definire – spiegano fonti di palazzo Chigi – gli aspetti tecnici e reperire le risorse necessarie”. L’orientamento, viene spiegato, sarebbe quello di fare un decreto fotocopia del precedente con identica durata di 20 giorni. Sempre nell’ottica di affrontare il tema del costo dell’energia e dell’approvvigionamento, poi, Giorgia Meloni ha visto l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi.

La premier ha poi sentito al telefono il ministro dell’Istruzione Valditara in merito alla firma del rinnovo della parte economica del contratto collettivo nazionale della scuola e incontrato la ministra del Lavoro, Elvira Calderone, “per fare il punto sulle misure già adottate a sostegno dell’occupazione e dei salari” e per avviare “una riflessione in vista della Festa dei lavoratori del 1° maggio, su nuovi interventi finalizzati a rafforzare le politiche per il lavoro e a contrastare il fenomeno del lavoro povero”.

Ma in questo giro di incontri, quello che forse la presidente del Consiglio non si aspettava di dover fare è stato quello con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Il titolare del Viminale è al centro di ogni discorso in Transatlantico da stamattina, da quando cioè è stata pubblicata l’intervista al sito Money.it in cui la giornalista e influencer Claudia Conte di fatto ammette di avere una relazione con lui. Una notizia svelata dalla stessa protagonista che da “affare privato” è diventata rapidamente fatto pubblico, in particolare dopo che sono emersi una serie di incarichi a lei affidati. Tra questi, quello di consulente della commissione parlamentare sulle periferie, presieduta dal forzista Alessandro Battilocchio, il quale ha poi precisato che Conte è una tra i 30 di cui si avvale la commissione e che, come gli altri, opera “a titolo gratuito”. Troppo forte, tuttavia, resta il ricordo del caso Boccia che alla fine portò alle dimissioni del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

Nell’incontro a palazzo Chigi – viene riferito – Piantedosi avrebbe rassicurato la presidente del Consiglio sul rischio che vi siano fatti o eventi che vadano oltre la sfera privata e che possano mettere in difficoltà il governo. Lo stesso responsabile del Viminale, inoltre, nel pomeriggio avrebbe avuto un lungo incontro con il leader del suo partito di riferimento, Matteo Salvini. A sera, infatti, la Lega in una nota “conferma totale stima e amicizia” nei confronti del ministro e spiega di non chiedere “modifiche alla squadra di governo”.

Chi di certo non le vuole, anche per evitare un vero rimpasto, è Giorgia Meloni che sa bene che il Viminale non è paragonabile al ministero del Turismo rimasto senza responsabile dopo le dimissioni (richieste) di Daniela Santanché. Ed è anche pienamente consapevole che un caso che polpisse un dicastero così importante difficilmente non innescherebbe una serie di effetti a catena, a cominciare dall’ipotesi di un bis. Anche perché, al di là delle smentite, Salvini non ha mai fatto mistero di voler tornare a ricoprire il ruolo che aveva nel primo governo Conte.

Momix, Pendleton: in “Botanica – Season 2” un giardino di meraviglie

Roma, 1 apr. (askanews) – Moses Pendleton riprende e reinventa il suo spettacolo “Botanica” del 2008, trasformandolo e sperimentando nuove suggestioni artistiche che hanno sempre come ispirazione la natura. Il fondatore e direttore artistico dei Momix ha lanciato da Roma “Botanica-Season 2” che debutterà a Bologna il 7 aprile e sarà in tour in Italia con tappa a Roma, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana, al Teatro Olimpico dal 28 aprile al 10 maggio.

Più che una ripresa, questo secondo capitolo fa rifiorire “Botanica” ha detto Pendleton: “Ciò che mi sorprende di più dei giardini, e tutti i giorni io cammino nei giardini, un po’ per la mia salute e per la mia energia è che i giardini cambiano come le stagioni. Un giardino è pieno di meraviglie e di ispirazioni per me, e certamente questo si vede riflesso in ‘Botanica 2′”.

“Dovete aspettarvi l’inaspettato perché parliamo di Momix! Abbiamo preso lo spettacolo che abbiamo fatto circa vent’anni fa, l’abbiamo rivisitato con nuove idee, nuove idee tecnologiche, nuovi visuals, cambi di musica e nuovi pezzi di coreografia. E abbiamo un cast completamente nuovo” ha detto.

In scena 12 danzatori-acrobati che si alternano tra coreografie, gesto atletico, illusioni e giochi di luce: vespe leggere, calendule luminose e tronchi d’albero, l’energia della natura si espande oltre il palcoscenico.

C’è attesa per il discorso di Trump alla nazione

Roma, 1 apr. (askanews) – Nel discorso alla nazione di questa sera, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “fornirà un aggiornamento operativo sui progressi dell’Operazione Epic Fury, che sta raggiungendo o superando tutti i suoi obiettivi”, ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca al giornale israeliano Times of Israel, osservando che potrebbe dire che il conflitto si prolungherà per altre due o tre settimane.

“Metterà in evidenza il successo delle forze armate statunitensi nel raggiungimento di tutti gli obiettivi dichiarati prima dell’operazione”, ha specificato il funzionario americano al giornale israeliano.La fonte ha affermato al TOI che gli obiettivi sono i seguenti: distruggere i missili balistici e gli impianti di produzione iraniani, annientare la marina iraniana, garantire che i gruppi terroristici affiliati all’Iran non possano più destabilizzare la regione e assicurare che l’Iran non possa mai dotarsi di un’arma nucleare.

Secondo il funzionario della Casa Bianca, Trump probabilmente ribadirà che la guerra durerà altre due o tre settimane, il che prolungherebbe probabilmente il conflitto oltre le quattro-sei settimane previste da Washington.