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A Castel Gandolfo il “conclave” dei Nobel: l’IA alla prova della pace

LIA entra nel cuore della diplomazia globale

Dal 14 al 16 luglio il Borgo Laudato Si’, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo, diventerà il centro di uno dei più ambiziosi appuntamenti internazionali dedicati al rapporto tra intelligenza artificiale, sicurezza globale e pace. La Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War riunirà oltre duecento personalità provenienti dal mondo della ricerca, delle istituzioni e della politica, in un confronto che gli stessi promotori definiscono una sorta di “conclave” della comunità scientifica internazionale.

L’iniziativa nasce in un momento storico segnato dal ritorno della competizione strategica tra le grandi potenze, dalla diffusione dei sistemi d’arma autonomi e dalla rapidissima evoluzione dell’intelligenza artificiale, destinata a incidere sempre più profondamente anche sulle decisioni militari e sui delicati equilibri della deterrenza nucleare.

Lispirazione di Papa Leone XIV

A fare da sfondo all’Assemblea è la nuova enciclica Magnifica humanitas, con la quale Papa Leone XIV ha richiamato la necessità di riportare la persona umana al centro dello sviluppo tecnologico. L’idea di una «pace disarmata e disarmante» costituisce il filo conduttore dei lavori: l’innovazione non può essere lasciata esclusivamente alle logiche della competizione economica o geopolitica, ma richiede una governance capace di coniugare responsabilità, dignità della persona e bene comune.

Non è casuale che il Vaticano scelga di ospitare un confronto nel quale la riflessione etica accompagna quella scientifica. Negli ultimi anni la Santa Sede è infatti divenuta uno dei principali interlocutori internazionali sul tema dell’intelligenza artificiale, insistendo sulla necessità di uno sviluppo realmente umano delle nuove tecnologie.

Premi Nobel, università e colossi dellinnovazione

Per tre giorni si confronteranno Premi Nobel, Capi di Stato e di Governo emeriti, ricercatori, rappresentanti delle maggiori università mondiali e alcuni dei principali protagonisti dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, tra cui OpenAI, Google DeepMind e Anthropic. Accanto a loro saranno presenti istituzioni come Harvard, Stanford, Oxford, Princeton, Berkeley, la Sorbona e numerosi centri di ricerca specializzati nelle politiche di sicurezza internazionale.

L’Assemblea rappresenta anche l’evoluzione del percorso avviato nel 2025 dalla Nobel Laureate Assembly for the Prevention of Nuclear War, che aveva richiamato l’attenzione della comunità internazionale sui rischi derivanti dall’intreccio tra nuove tecnologie e armamenti nucleari.

La Dichiarazione di Roma

L’esito atteso dei lavori sarà la Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante nellera dellintelligenza artificiale, che verrà presentata il 16 luglio nella Sala Giulio Cesare del Campidoglio. Il documento punta a delineare principi condivisi per la governance dell’IA, dei sistemi d’arma autonomi e dei nuovi protocolli digitali, indicando una strada nella quale sicurezza, cooperazione internazionale e sviluppo tecnologico non siano più considerati obiettivi alternativi.

Non si tratta di un testo destinato ad avere effetti giuridici immediati. Tuttavia il valore politico e simbolico dell’iniziativa è notevole: riunire Premi Nobel, grandi laboratori scientifici, università, imprese tecnologiche e Santa Sede significa tentare di costruire un nuovo linguaggio comune proprio mentre il mondo appare attraversato da conflitti sempre più aspri. In un’epoca nella quale gli algoritmi possono influire persino sulle decisioni di guerra, la sfida non è soltanto rendere l’intelligenza artificiale più potente, ma soprattutto più umana.

L’ora dell’Europa. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale

Un libro che interpreta il cambiamento depoca

Per come pensa e scrive Vittorio Emanuele Parsi – ordinario di Relazioni internazionali all’Università Cattolica di Milano, Accademico dei Lincei ed uno tra i più autorevoli politologi del nostro tempo – mi ricorda una definizione di cui mi aveva messo a parte Giulio Andreotti (anche se nello specifico riferita ad uno statista del 900): “usa più spesso e volentieri i sostantivi che gli aggettivi”. Significativamente un complimento perché Parsi esprime la rara capacità di andare al cuore dei temi che affronta e sui quali si misura con competenza e conoscenza indiscusse. Era stato così per ‘Titanic – Naufragio o cambio di rotta per l’ordine liberale’, e si conferma tale con altrettanta e forse più penetrante e mirata lucidità in questo libro “Contro gli imperi – Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale” edito nella collana Saggi Bompiani.

Quantomeno la consapevolezza di stringere i tempi per decollare con una presenza unita, forte, coesa dell’Europa è speculare al tambureggiante, imprevedibile incedere della politica estera di Trump in materia di alleanze e di difese strategiche comuni alle democrazie occidentali.

Se nella precedente riflessione Parsi considerava i pericoli di una lenta agonia dell’ordine liberale e del pensiero occidentale, pena l’inabissamento nell’irrilevanza geopolitica, in questo nuovo e recentissimo saggio affronta senza tante reticenze e con piglio argomentativo l’emergenza di un fatto nuovo nello scenario internazionale, al quale nessuno aveva mai pensato dopo la fine della seconda guerra mondiale: il disimpegno americano rispetto agli schemi consolidati di alleanza atlantica, di presenza e valorizzazione all’interno degli organismi internazionali (a cominciare dall’ONU e fino alla stessa NATO), la rottura di un equilibrio geopolitico basato sull’ordine liberale che da sempre e gloriosamente gli USA hanno storicamente fondato e realizzato.

 Il disimpegno americano e la crisi dellordine liberale

Ne consegue che pace e democrazie (secondo la tradizione occidentale) possono essere rovinosamente compromesse da un atteggiamento che da storicamente amichevole si è reso ostile, in nome di un isolazionismo americano sul quale si pensa di riposizionare i destini di quel continente e di ridefinire bruscamente le relazioni internazionali, spesso con prese di posizioni inusitate e disarmanti, come il lento squagliarsi dal sostegno militare all’Ucraina aggredita, (perché il problema della difesa dei confini europei è ‘faccenda nostra’), dalla minaccia di far rientrare negli USA le presenze dell’esercito nei Paesi dell’U.E. smantellando le basi militari, ai ripetuti proclami di annessione di Canada e Groenlandia, per non parlare di ciò che è accaduto in Venezuela, sta accadendo in Medio Oriente e potrebbe accadere a Cuba, senza dimenticare l’altalenante politica di imposizione dei dazi con stizziti saliscendi dovuti più all’irascibilità del momento, come scelta ritorsiva, che a sostenibili ragioni economiche nello stesso interesse degli USA.

Attingendo alla potente metafora del ‘modello di Schweller’ le pagine di questo libro ci raccontano come la superpotenza americana abbia abbandonato il ruolo del leone che veglia sulla foresta per tornare a vestire quello di lupo affamato in un mondo popolato di altri lupi e di sciacalli pronti a seguirli. Pensando proprio all’Europa e alle presenze fagocitanti di Russia e Cina a livello planetario si potrebbe anzi affermare che l’America ha di fatto consegnato le pecore al lupo.

La stessa immagine scelta sulla copertina del libro – la testa in frantumi della Statua della libertà (la denominazione completa è “la Statua della Libertà che illumina il mondo”) dono della Francia nel 1886 per celebrare il centenario della Dichiarazione di indipendenza americana e come simbolo di amicizia tra i due Paesi, situata al centro della baia di Manhattan sul fiume Hudson – dimostra metaforicamente come la stessa si sia simbolicamente girata dall’altra parte, in nome delle teorie MAGA e dell’America first.

 LEuropa davanti alla prova della storia

Il nuovo (dis)ordine mondiale si configura così come un sistema instabile e frammentato, dove il ritorno all’uso della forza appare sempre più frequente. La minaccia nucleare, che si credeva relegata agli anni più bui della Guerra Fredda, torna a essere evocata. Le crisi regionali rischiano di trasformarsi rapidamente in conflitti su scala più ampia, mentre gli equilibri internazionali si fanno sempre più precari. Lo scompaginamento più incisivo nella geopolitica mondiale lo sta realizzando proprio Trump, sovvertendo l’ordine che da Yalta ai giorni nostri ha retto, nonostante la guerra fredda: l’Europa – in realtà ancor oggi debole militarmente e incapace di uno slancio vitale (come raccomandato ad esempio più volte dall’ex Presidente BCE Mario Draghi a cominciare dal suo corposo documento strategico (400 pagine) presentato il 9 settembre 2024 alla Commissione Europea, che delinea il futuro della competitività UE. per evitare la stagnazione economica e l’irrilevanza internazionale invocando riforme radicali tendenti a colmare il gap di innovazione con USA/Cina, decarbonizzare l’economia e ridurre le dipendenze esterne attraverso una comune difesa strategica e militare – non ha ancora elaborato una linea politica forte, chiara e condivisa, vivendo piuttosto di un passatismo nostalgico ma effimero.

Forse le ragioni di alcune difficoltà risiedono nell’allargamento dell’U.E. a 27 Stati membri: significativamente lo aveva sottolineato Sylvie Goudard nel suo saggio “Grande da morire”.

Eppure la via per uscire dall’impasse che sta attanagliando il mondo passa principalmente e ancora una volta nella Storia dal Vecchio continente.

 Contro la logica degli imperi

È qui che Parsi sviluppa il nucleo più originale e provocatorio del suo ragionamento: non una nostalgia dell’ordine perduto, non un lamento per l’America che fu, bensì una sfida rivolta direttamente all’Europa perché smetta di contemplare il proprio declino come un destino ineluttabile. La sovranità, argomenta con rigore, non si delega né si esternalizza: si costruisce, si difende, si aggiorna. E un continente che ha generato la democrazia moderna, il diritto internazionale, la stessa idea di pace come progetto politico – e non soltanto come assenza di guerra – non può permettersi di abdicare proprio nel momento in cui queste conquiste vengono messe sotto scacco da chi le aveva storicamente sostenute.

La categoria degli ‘imperi’ cui allude il titolo non va intesa in senso meramente geografico o militare. Parsi la usa con precisione analitica per indicare quei soggetti – statali ma anche corporativi e tecnologici – che operano secondo una logica di dominio piuttosto che di cooperazione, che misurano il potere in termini di esclusione anziché di inclusione, che trattano le regole internazionali come strumenti di convenienza da adottare o scartare a seconda dell’interesse del momento. In questo senso, l’impero non è una forma di governo del passato: è una tentazione permanente della politica, e la sua versione contemporanea si manifesta tanto nella spregiudicatezza di Mosca e Pechino quanto nella nuova brutalità transazionale di Washington.

 Le risorse e i limiti dellUnione Europea

Di fronte a questa triplice pressione, l’Europa appare nel libro di Parsi come un soggetto ancora incompiuto ma non irrecuperabile: una potenza normativa che stenta a diventare potenza tout court, frenata da egoismi nazionali, da una cultura strategica che ha storicamente delegato la difesa agli americani, e da un’integrazione politica che avanza a geometria variabile. Parsi non risparmia la critica, ma non cede al pessimismo. Individua nella crisi stessa – nella brutalità dell’aggressione russa all’Ucraina, nella freddezza raggelante del disimpegno americano, nella competizione tecnologica con la Cina – il possibile detonatore di una maturità politica che l’Europa ha finora rimandato. Le emergenze, nella storia, hanno spesso accelerato ciò che la prudenza burocratica ritardava.

Le condizioni oggettive perché questo salto avvenga esistono, e sono più solide di quanto il catastrofismo corrente lasci supporre. L’Unione Europea resta la prima potenza commerciale del pianeta, il più grande mercato interno del mondo, il principale donatore di aiuti allo sviluppo internazionale. Dispone di un’agenda normativa e regolatoria – dal GDPR 679/2016 alla tassonomia verde, dal Digital Markets Act alla normativa sull’intelligenza artificiale – che ha già dimostrato una capacità di proiezione globale invidiabile: le grandi piattaforme tecnologiche americane e i colossi industriali cinesi si adeguano agli standard europei non per convinzione ma perché il mercato unico è semplicemente troppo grande per essere ignorato. È quello che gli studiosi chiamano l’“effetto Bruxelles”, e rappresenta una forma concreta, già operante, di soft power strutturale.

 Difesa comune e autonomia strategica

Sul fronte della difesa, i segnali di discontinuità rispetto al passato sono per la prima volta sostanziali. Il ReArm Europe Plan, varato dalla Commissione nel 2025, ha stanziato risorse senza precedenti per il riarmo coordinato degli Stati membri, aprendo la strada a una politica di sicurezza comune che fino a pochi anni fa sembrava un’utopia federalista. La proposta di emettere eurobond per finanziare la difesa collettiva – impensabile nel decennio scorso – è oggi sul tavolo di negoziazione.

Paesi storicamente neutrali come la Finlandia e la Svezia sono entrati nella NATO, ricalibrando l’equilibrio interno all’alleanza atlantica e rafforzando indirettamente anche il pilastro europeo della sicurezza. La Germania, con la storica inversione di rotta impressa dal cancelliere Scholz già nel febbraio 2022 con la Zeitenwende – la svolta epocale nella politica di difesa tedesca – ha abbandonato decenni di pacifismo costituzionale, tornando a investire massicciamente nelle proprie forze armate e assumendo un ruolo di leadership continentale che Berlino aveva a lungo evitato per ovvie ragioni storiche.

Sul terreno dell’autonomia strategica, il percorso è più accidentato ma non privo di direzione.

La dolorosa dipendenza energetica dalla Russia, esplosa drammaticamente con l’invasione dell’Ucraina, ha impresso un’accelerazione straordinaria alla diversificazione delle fonti e alla transizione verso le rinnovabili: l’Europa, costretta dalla necessità, ha compiuto in tre anni progressi che la prudenza politica non avrebbe mai consentito in dieci. Analogamente, la dipendenza tecnologica dalla Cina per le terre rare e i semiconduttori ha generato una risposta industriale – il Critical Raw Materials Act, il Chips Act europeo – che comincia a strutturare filiere produttive alternative. Non è ancora autonomia, ma è la consapevolezza che l’autonomia è una necessità strategica, non un’aspirazione retorica.

 Una responsabilità politica che non può più attendere

Resta il nodo più complesso: quello della voce politica unitaria. Finché il Consiglio Europeo delibera in materia di politica estera all’unanimità, ogni singolo Stato membro conserva di fatto un diritto di veto che può paralizzare la risposta collettiva nei momenti più critici. Parsi riconosce che superare questa soglia richiede una volontà politica che ancora difetta, ma segnala come proprio le crisi degli ultimi anni – dalla pandemia alla guerra in Ucraina, dallo shock energetico alle tensioni sui dazi – abbiano progressivamente eroso la retorica della sovranità nazionale come scudo sufficiente.

Lo stesso esito delle elezioni politiche in Ungheria con l’estromissione di Orban preludono a scelte condivise senza la minaccia sistematica del diritto di veto, per compiacere Putin.

Nessuno Stato europeo, nemmeno il più grande, possiede da solo la massa critica per negoziare alla pari con Washington, Pechino o Mosca. La geometria del potere nel XXI secolo premia la scala, e la scala europea esiste già: manca ancora la determinazione politica di usarla pienamente.

È in questo spazio – tra le risorse già disponibili e la volontà ancora incompiuta di mobilitarle – che si gioca la partita decisiva per il futuro del continente.

Il libro si legge anche come un atto di responsabilità intellettuale in un tempo in cui il pensiero geopolitico rischia di ridursi a commento di giornata o a tifoseria ideologica. Parsi sceglie invece la strada più impervia: quella dell’analisi strutturale, del confronto con le fonti, della costruzione di un argomento che regga al di là dell’evento contingente. Non è un saggio consolatorio, né un manifesto di parte. È qualcosa di più raro e prezioso: un libro che obbliga a pensare, che disturba le certezze comode tanto della destra quanto della sinistra, che restituisce alla politica estera la sua dimensione di scelta morale oltre che di calcolo strategico.

Rimane, alla fine della lettura, una domanda che l’autore lascia aperta con sapienza: l’Europa saprà trasformare questa crisi in fondazione, o si limiterà ad amministrare la propria irrilevanza? La risposta, Parsi lo sa bene, non è scritta nei libri. Si scrive – o non si scrive – nella volontà politica di chi governa e nella consapevolezza civile di chi è governato. “Contro gli Imperi” ha il merito non secondario di ricordarci che questa consapevolezza si coltiva. E che farlo, oggi, non è un lusso intellettuale: è una necessità democratica. Come ebbe modo di riferirmi al termine di una intervista che mi aveva concesso… ‘dobbiamo avere ben presente che la difesa della nostra democrazia passa attraverso una visione più ampia, che ingloba le democrazie nel mondo’.

Forse questo principio è stato trascurato nella visione strategica planetaria di Trump, più preoccupato di blindare i confini e la politica dell’Unione che di salvaguardare l’impianto consolidato di alleanze nel mondo occidentale.

Parsi dimostra – persino emotivamente – di rammaricarsi di questa deriva. L’autorevolezza della sua analisi, la compiutezza documentata delle argomentazioni sono il migliore viatico per coltivare la speranza di una collettiva assunzione di responsabilità che ci liberi dalle secche dei rinvii e dei veti incrociati, delle primazie e delle singole iniziative (segno di debolezza, non di forza).

L’autore in fondo considera come nei corsi e ricorsi storici, nelle alternanze delle leadership nazionali e nelle stesse ragioni dei popoli – sovente inespresse – maturino tempi nuovi e diversi perché nulla è perduto se la ragionevolezza incarnata in uomini di valore prenderà il sopravvento e la democrazia tornerà ad essere un principio da difendere e consolidare.

 

Francesco Provinciali
(Rivista scientifica “Umanità Penalità” – UP)

La politica torni a costruire fiducia

La crisi silenziosa che attraversa la società

Viviamo in un tempo segnato da crisi molteplici: guerre, instabilità geopolitiche, cambiamenti climatici, trasformazioni tecnologiche, declino demografico e crescenti disuguaglianze. Ma al di sotto di queste emergenze se ne nasconde una ancora più profonda e meno visibile: la crisi della fiducia.

È una crisi silenziosa che attraversa le istituzioni, la politica, l’economia, i corpi intermedi e perfino le relazioni quotidiane. Diminuisce la fiducia nei partiti, nelle amministrazioni pubbliche, nella scienza, nei mezzi di comunicazione, nelle imprese e, sempre più spesso, nelle persone. Quando la fiducia si indebolisce, la società si frammenta, cresce il conflitto, aumenta la paura e si moltiplicano i controlli, le procedure e la burocrazia nel tentativo di sostituire ciò che un tempo era garantito dalla responsabilità reciproca.

La fiducia, invece, è il capitale sociale più prezioso di una comunità. È un bene comune invisibile che permette alle persone di cooperare, alle istituzioni di essere credibili, all’economia di generare valore e alla democrazia di funzionare. Senza fiducia, anche le migliori riforme rischiano di fallire, perché nessuna norma può sostituire completamente la qualità delle relazioni.

 

La Dottrina Sociale e il valore del Bene Comune

La Dottrina Sociale della Chiesa ha sempre richiamato questa dimensione, pur senza utilizzare esplicitamente il termine “capitale sociale”. Da Paolo VI a Giovanni Paolo II, da Benedetto XVI fino a Papa Francesco, il Magistero ha ricordato che lo sviluppo autentico nasce dalla dignità della persona, dalla solidarietà, dalla sussidiarietà e dalla fraternità. In particolare, Fratelli Tutti ci ricorda che nessuno si salva da solo e che il Bene Comune si costruisce attraverso relazioni capaci di generare fiducia, corresponsabilità e partecipazione.

Anche numerosi studiosi hanno mostrato come la fiducia rappresenti una vera infrastruttura della vita democratica. Non è un sentimento ingenuo né un fatto esclusivamente morale. È una risorsa civile che riduce i costi delle transazioni, favorisce la cooperazione, sostiene l’innovazione e rende più efficaci le istituzioni. Dove cresce la fiducia, cresce anche la capacità di affrontare insieme le sfide collettive. Dove prevale la sfiducia, ogni relazione tende a trasformarsi in conflitto o in controllo.

 

La politica come costruttrice di relazioni

Per questo la politica è chiamata a recuperare una delle sue funzioni più alte: non soltanto amministrare risorse, ma costruire fiducia.

Ciò significa promuovere processi partecipativi autentici, valorizzare i corpi intermedi, rafforzare le comunità locali, investire nell’educazione civica, sostenere le famiglie, il volontariato, il Terzo Settore e tutte quelle realtà che alimentano il tessuto relazionale del Paese. Significa anche esercitare un linguaggio pubblico capace di unire anziché dividere, di ascoltare anziché delegittimare, di generare speranza anziché alimentare paure.

In un tempo dominato dagli algoritmi e dall’Intelligenza Artificiale, la fiducia non può essere considerata un fattore secondario. È la condizione che rende possibile ogni autentico sviluppo umano. Le tecnologie possono accelerare i processi decisionali, ma non possono sostituire quella responsabilità condivisa che nasce dall’incontro tra persone.

Forse è arrivato il momento di riconoscere che il progresso di una società non si misura soltanto dalla crescita economica, dall’efficienza amministrativa o dall’innovazione tecnologica. Si misura anche dalla qualità della fiducia che riesce a generare.

Perché una democrazia è davvero forte non quando controlla tutto, ma quando sa costruire comunità nelle quali le persone possano riconoscersi, collaborare e guardare al futuro con speranza.

E forse proprio da qui dovrebbe ripartire la politica: dalla ricostruzione di quella fiducia che, pur essendo invisibile, costituisce il fondamento più solido della convivenza democratica e del Bene Comune.

 

Osservare e valutare la fiducia

Come ricostruire la fiducia? e concludere che, come ogni bene pubblico, anche la fiducia va osservata e valutata?

Ma perché tutto questo non rimanga una semplice dichiarazione di principio, occorre compiere un ulteriore passo avanti. Se la fiducia rappresenta una delle infrastrutture invisibili della democrazia, allora dobbiamo imparare anche a osservarla, comprenderla e valutarla.

Per troppo tempo abbiamo misurato quasi esclusivamente ciò che è economico, finanziario o amministrativo, trascurando dimensioni altrettanto decisive per la qualità della vita democratica: la fiducia nelle istituzioni, la partecipazione dei cittadini, la qualità delle relazioni, la capacità di cooperazione tra soggetti pubblici e privati, il senso di appartenenza alle comunità, la corresponsabilità civica e la generatività sociale.

Non si tratta di ridurre questi valori a semplici numeri, ma di renderli osservabili affinché possano orientare le decisioni pubbliche. Ciò che non viene osservato difficilmente viene governato; ciò che non viene valutato rischia di restare ai margini delle politiche.

 

LHIF e la sfida del progresso umano

È da questa convinzione che nasce l’Humanization Impact Framework (HIF), il modello metodologico sviluppato nell’ambito del Manifesto per l’Umanizzazione della Società. L’HIF non misura il valore della persona, che resta irriducibile a qualsiasi indicatore, ma osserva quanto istituzioni, organizzazioni, comunità e politiche pubbliche siano capaci di generare condizioni favorevoli allo sviluppo umano.

Tra queste condizioni vi sono proprio la fiducia, la qualità delle relazioni, la partecipazione, la dignità della persona, la generatività, la coesione sociale e la responsabilità verso le future generazioni. Sono dimensioni che non possono essere lasciate alla sola percezione o alla buona volontà, ma che devono diventare parte integrante della valutazione dell’azione pubblica.

La vera sfida della politica del futuro non sarà soltanto governare l’economia o l’innovazione tecnologica, ma saper governare il progresso umano. E questo richiede anche nuovi strumenti di conoscenza, capaci di rendere visibile ciò che, pur essendo spesso invisibile, costituisce il fondamento più solido della convivenza democratica e del Bene Comune.

Rilanciare, con lo spirito di Camaldoli, l’azione politica dei cattolici

Camaldoli, dove nacque un progetto per lItalia democratica

Nel monastero benedettino di Camaldoli, nel 1943, dal 18 al 24 luglio, si ritrovarono intellettuali cattolici, mossi da un concreto sentimento politico. Il cattolicesimo italiano fu capace di tradurre in realtà l’anima politica, redigendo un documento che gettò le basi della democrazia moderna, la cui stesura permise di mettere sul tavolo le idee che poi avrebbero portato alla Costituzione Italiana. Era un tempo di grande tormento sociale, un tempo assai delicato, oppresso dal regime fascista di Benito Mussolini, e occorreva pensare al futuro dell’Italia. S. Ecc. Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI, in quel tempo era nella segreteria di Stato vaticana, fu fautore dell’incontro di Camaldoli. Dopo la stesura nel 1943, il Codice di Camaldoli uscì nel 1945. Sette i punti fondamentali: Stato, Famiglia, Educazione, Lavoro, Produzione e scambio, Attività economica, Vita internazionale.

 

I protagonisti e le radici culturali del Codice

Ma chi erano questi temerari pensatori di costrutto, di azione cattolica, figli di un sentimento di costruzione politica e di liberazione sociale, attenti al senso di Bene Comune e all’armonia sociale dell’Italia?

Presso l’eremo di Camaldoli si riunì, per una settimana, un gruppo di studiosi. Al Movimento Laureati di Azione Cattolica, fondato nel 1932-33 da Igino Righetti, già presidente della FUCI, con l’impulso, appunto, dell’assistente Giovanni Battista Montini, appartengono gran parte della cinquantina di studiosi riuniti nella settimana di studio 18-23 luglio 1943, coordinati dal vescovo di Bergamo, e assistente dei Laureati, mons. Adriano Bernareggi. Tra essi Mario Ferrari Aggradi, Guido Gonella, Giorgio La Pira, Aldo Moro, Gesualdo Nosengo, Giulio Andreotti, Giuseppe Capograssi, Paolo Emilio Taviani, Ezio Vanoni. Il documento trae ispirazione da: Tommaso d’Aquino, Politicorum, Ethicorum, Summa theologiae; Atti degli Apostoli 4,20; Paolo di Tarso, Romani 12,1-13,5; Leone XIII, Rerum novarum; Pio XI, Mit brennender Sorge; Pio XII, radiomessaggio alla vigilia del Santo Natale 1942. La redazione definitiva si deve alle cure di Sergio Paronetto, a Pasquale Saraceno, che provvide al coordinamento di tutto il materiale, a Gesualdo Nosengo, Ludovico Montini, Ezio Vanoni. In una nota a piè di pagina, la Presentazione elenca coloro che variamente hanno contribuito alla redazione del testo, o sono stati consultati su argomenti specifici. La lista non può oggi non colpirci: da Giuseppe Capograssi a Vittore Branca, da Ferruccio Pergolesi a Guido Gonella, Giorgio La Pira, Aldo Moro, Giulio Andreotti, Paolo Emilio Taviani, ai teologi Carlo Boyer, Angelo Brucculeri, Carlo Colombo. Il Codice di Camaldoli, in linea con il magistero della Chiesa, è un condensato di enunciati che muovono, innanzitutto, dal superamento del corporativismo. I due pilastri sono costituiti da ‘il bene comune’ e ‘l’armonia sociale’, due fari che devono guidare l’azione politica e sociale dei cattolici. Si diede vita,così, a una sorta di Carta dei principi che influenzerà la scrittura della Costituzione e le scelte di politica economica e sociale della Democrazia Cristiana.

 

Una settimana decisiva nel pieno della guerra

Gli amici cattolici del cenobio di Camaldoli sentirono il bisogno di superare l’inquieto offuscamento da cui era avvolto l’incombente domani italiano, preannunciante il crollo del regime fascista e l’avvicinarsi della fine della guerra. Nonostante i Patti Lateranensi del 1929, il rapporto fra regime e cattolici fu attraversato da gravi tensioni: il 15 luglio, tre giorni prima dell’inizio dei lavori, Giorgio La Pira inizia in clandestinità le pubblicazioni del periodico ‘San Marco’, subito soppresso dal regime. Il giorno dopo l’inizio dei lavori, il 19 luglio, gli Alleati angloamericani bombardano per la prima volta Roma, colpendo particolarmente il rione di San Lorenzo e il 13 agosto la zona di San Giovanni in Laterano-Prenestino-Tuscolano. In entrambe le occasioni Pio XII accorre tra i romani. Il 24-25 luglio il Gran Consiglio del fascismo destituisce Benito Mussolini. Le bombe portano a un’accelerazione dei lavori.

 

Un programma di rinascita fondato sul bene comune

L’armistizio dell’8 settembre 1943, l’invasione tedesca dell’Italia e la Resistenza spezzano la Penisola in due e impediscono agli amici cattolici di ritrovarsi per la versione definitiva del Codice di Camaldoli, che appare nel 1945 sulla rivista degli universitari cattolici. Erano riusciti in appena una settimana a stilare un programma per la rinascita dell’Italia dalle macerie della guerra, e della prepotenza immonda dei fascisti, ridisegnano un modello di ordine sociale intriso di vita nuova. Pensarono d’anticipo sul cosa ne sarebbe stato dell’Italia, sul come il Popolo italiano si sarebbe potuto riprendere, determinando, con impegno intellettuale e spirituale, i capisaldi valoriali che costituirono e costituiscono fortezza di aggregazione sociale, culturale. Era necessario riflettere sul come si sarebbe dovuto costruire e ricostruire, soppesando speranza e incertezza, ardimento e inquietudine. Formularono idee, riflessioni di costrutto, capacità proprie di una politica che ha creduto nel servizio al bene comune, non spogliandosi del senso del sacro, piuttosto lasciandosi da questo motivare, con sentimento fermo di fortezza, nutrendo un’azione concreta, coerente. L’intento pregevole fu quello di nutrire queste idee non limitandosi al gruppo di studiosi amici, piuttosto favorire un agire cristianamente orientato, radicandolo sempre di più nella società.

 

Lattualità dello spirito di Camaldoli

È dell’anima politica del Codice di Camaldoli che oggi abbiamo bisogno, a quel sentimento occorre ripensare e così ritrovare la consapevolezza che la politica è una cosa seria, fatta per persone serie, che hanno a cuore il bene comune, capaci di mettere al centro dell’interesse politico la Persona.

La Cultura Cattolica può, anche oggi, farsi pietra d’angolo di una visione e di un’azione politica ispirata, avviare una nuova stagione di rinnovamento. Sussiste un vasto campo di lavoro per i cattolici, aggregazioni, associazioni, movimenti, soprattutto in questo tempo in cui gli effetti della secolarizzazione si mescolano alle pericolose spinte relativiste, fluide, che rende la società sempre più illiberale, innaturale, disarmonica, priva di giustizia sociale, orfana di senso del sacro. Ieri come oggi necessita sentire, urgente, il tumulto morale dei cattolici. Certo i tempi sono diversi, non viviamo il tempo del fascismo, ma forse viviamo ancora nostalgie, autarchie, prepotenze che non rendono alla società civile italiana una giustizia sociale equa e libera. Occorre rilanciare, con lo spirito di Camaldoli, l’azione politica dei cattolici.

Iran, nuovi raid Usa. Trump: se Teheran continua andrà molto peggio

Roma, 9 lug. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, per il secondo giorno consecutivo, su ordine del presidente Donald Trump. Il Comando centrale americano ha spiegato che le operazioni mirano a “ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”.

“Gli Stati Uniti ritengono l’Iran responsabile delle recenti aggressioni ingiustificate contro le navi commerciali e gli equipaggi civili che navigano liberamente in una via d’acqua internazionale vitale”, ha affermato il Centcom.

Trump ha presentato personalmente l’operazione come una risposta agli attacchi contro il traffico mercantile. “Questa è una rappresaglia per il bombardamento di ieri delle navi da parte dell’Iran. Se accadrà di nuovo, andrà molto peggio!”, ha scritto il presidente americano sulla piattaforma Truth Social, pubblicando un’immagine che, secondo la Casa Bianca, mostrava un’esplosione a Chabahar.

La nuova offensiva è arrivata poche ore dopo le dure dichiarazioni di Trump al vertice Nato di Ankara. Il presidente aveva definito “finito” l’accordo provvisorio raggiunto con Teheran e annunciato che gli Stati Uniti avrebbero “probabilmente colpito duramente” l’Iran nella notte. Trump aveva inoltre messo in dubbio la possibilità di una nuova intesa, affermando: “Non sono sicuro di volere un accordo con loro. Possiamo giocare, ma non sono sicuro di volere un accordo. Finiamo semplicemente il lavoro”.

Secondo un funzionario statunitense, la nuova tornata di raid avrebbe interessato un numero di obiettivi superiore a quello della precedente operazione. Il Centcom non ha tuttavia ancora fornito un bilancio complessivo dei bersagli colpiti.

Esplosioni sono state segnalate lungo gran parte della costa meridionale iraniana, da Chabahar e Konarak, sul Golfo di Oman, fino a Bandar Abbas, Sirik, Jask, l’isola di Abu Musa e la provincia di Bushehr. Altre segnalazioni hanno riguardato Iranshahr, Khormoj e il porto di Deyr, ma non tutte le località e gli obiettivi indicati dai media iraniani sono stati confermati dalle autorità militari americane.

A Chabahar sarebbero stati colpiti i moli di Toosyeh e Kalantari e la torre di controllo del traffico marittimo. I raid hanno provocato interruzioni dell’energia elettrica in alcune zone della città. La televisione di Stato iraniana ha inoltre riferito che frammenti prodotti da un’esplosione hanno raggiunto l’ospedale Imam Ali, senza fornire notizie di vittime all’interno della struttura.

Nella provincia di Bushehr, due proiettili americani hanno colpito una base militare situata a sud del capoluogo. Il vicegovernatore provinciale per gli Affari politici e la sicurezza ha inizialmente dichiarato all’agenzia Irna che non erano state segnalate vittime in quell’attacco. La televisione iraniana ha successivamente riferito che, nel bilancio complessivo dei raid sulle regioni meridionali, otto membri delle forze armate, appartenenti all’aeronautica e alla marina, sono rimasti uccisi nelle aree di Bandar Abbas e Bushehr.

Fonti iraniane hanno assicurato che la centrale nucleare di Bushehr non ha subito danni. Nella stessa provincia sarebbero stati presi di mira anche installazioni missilistiche e strutture dei Guardiani della rivoluzione.

La nuova ondata segue gli oltre 80 attacchi annunciati dal Centcom nella precedente tornata. Le forze americane avevano dichiarato di avere colpito sistemi di difesa aerea, reti di comando e controllo, radar costieri, capacità missilistiche antinave e più di 60 imbarcazioni leggere dei Guardiani della rivoluzione.

Washington sostiene che l’operazione sia stata una risposta agli attacchi contro tre navi commerciali battenti bandiera delle Isole Marshall, dell’Arabia Saudita e della Liberia. L’Iran non ha rivendicato gli attacchi alle imbarcazioni e accusa a sua volta gli Stati Uniti di avere violato l’accordo provvisorio sulla gestione del traffico nello Stretto di Hormuz.

Il ‘tridente’ Pd-M5s-Avs parte da Napoli: "Non ci divideremo più"

Roma, 8 lug. (askanews) – “Siamo uniti, ora tocca a noi”. E’ questo il messaggio che il tridente Pd-M5s-Avs manda da Napoli, per quella che di fatto sembra la prima iniziativa di una lunghissima campagna elettorale che porterà alle politiche del 2027. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni salgono uno dopo l’altro sul palco di piazza del Gesù – non proprio uno spazio sconfinato – con l’obiettivo di mostrare un’alleanza magari ancora incompleta ma già pronta ad affrontare la sfida elettorale. La scelta di Napoli è simbolica, qui il centrosinistra allargato governa sia la città che la regione, anche se l’operazione viene un po’ rovinata dalle proteste di Potere al popolo, disoccupati e comitati per l’acqua pubblica.

Qualche minuto di tensione, i contestatori urlano “vergogna”, “vattene”, “fuori l’Italia dalla Nato”, viene strappata di mano qualche bandiera M5s. Giuseppe Conte sfida chi protesta: “Fenomeni, venite a parlare qui dietro al palco, lasciate stare i militanti”. La diretta streaming viene interrotta, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si incaricano di fare da negoziatori, alla fine spariscono le bandiere di ‘Potere al popolo’ e si può ricominciare.

Il “tridente” Pd-M5s-Avs è incalzato da sinistra, ma anche dal centro. In piazza, ad ascoltare, ci sono anche Riccardo Magi di Più Europa e Enzo Maraio del Psi. Ma Magi spiega che la sua è una presenza che vuole portare un messaggio: non pensate di fare da soli. Il segretario di Più Europa chiede a tutti di impegnarsi per evitare che la nuova legge elettorale preveda solo per alcuni – tra i quali appunto Più Europa – lo ‘sbarramento’ della raccolta delle firme per presentare le liste.

Dal palco i quattro leader elencano i temi su cui in questi mesi sono state costruite battaglie comuni, dal salario minimo al congedo parentale, passando per il no al 5% del Pil di spesa militare e al richiamo alla Costituzione. Conte ne approfitta per rilanciare la sua idea, chiamare la coalizione “Alleanza per la Costituzione”, Schlein dice che attuare la Carta è “il programma migliore”, tutti spiegano che l’obiettivo è “mandare a casa” la destra.

La leader Pd sottolinea che sono già “tante le proposte” unitarie del ‘campo largo’, le questioni ancora da sciogliere vengono ovviamente tenute fuori dagli interventi. Solo Conte, per contestare il riarmo, azzarda un passaggio sulla Russia che può creare più di qualche sussulto nel Pd: “Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti”. La leader Pd – che ha sempre definito “criminale” la guerra iniziata da Putin – preferisce glissare, da un lato perché certo non è una fan del riarmo, dall’altro perché non è il momento e il luogo per i distinguo.

Lo spiega bene Fratoianni: “Il fatto politico è che siamo qui su questo palco insieme, uniti e unite per dire a questo Paese che lo cambieremo, che siamo uniti e che non ci divideremo più, che non faremo più il regalo che abbiamo fatto alla destra nel 2022”. Bonelli fa eco: “Uniti si vince, siamo pronti a incominciare questo cammino verso la vittoria, per mandare Giorgia Meloni e la destra a casa, all’opposizione”. E Schlein chiosa: “Tocca a noi, non faremo più alla destra il regalo di dividerci”.

Iran, Aie-Fmi-BM-Wto sollecitano progressi su riapertura Stretto Hormuz

Roma, 8 lug. (askanews) – Agenzia Internazionale per l’energia, Fondo monetario internazionale, Banca mondiale e Organizzazione mondiale del commercio lanciano un appello congiunto per incoraggiare “altri progressi verso una soluzione del conflitto e la riapertura dello stretto di Hormuz. I prezzi di carburanti e fertilizzanti sono calati dall’ultima volta in cui ci siamo incontrati a giugno. Tuttavia, l’incertezza resta alta e gli impatti della guerra potrebbero trascinarsi”, affermano le istituzioni internazionali, secondo quanto riporta un comunicato a seguito di una riunione tra i rispettivi direttori che si è tenuta oggi.

“I mercati dell’energia e il transito delle merci continuano a subire restrizioni. I governi e la comunità internazionale devono restare vigili e continuare a lavorare assieme per salvaguardare il principio della libertà di navigazione nello Stretto e a livello globale, per supportare la ripresa economica, proteggere i posti di lavoro, i mezzi di sussistenza, rafforzare la sicurezza di energia e alimentare – proseguono – anche migliorando le infrastrutture portuali e aumentare la resilienza complessiva agli shock futuri”.

Secondo le quattro istituzioni internazionali, “l’economia globale stata ampiamente resiliente allo shock della guerra in Medioriente, anche se alcune economie hanno assistito a rallentamenti della crescita e a una risalita dell’inflazione. Complessivamente l’impatto è stato altamente diseguale, colpendo le forniture di energia, la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari, diverse materie prime e attività economiche tra paesi e regioni e creando grandi preoccupazioni su crescita e stabilità dei prezzi”.

“Continueremo a lavorare assieme e con i nostri paesi membri per monitorare da vicino energia, commercio e sviluppi economici-concludono Aie, Fmi, BM e Wto -. E continueremo a rafforzare la nostra preparazione ad agire se necessario e ad adattare il nostro supporto ai paesi mentre la situazione si evolve. Questo include costruire maggiore resilienza su energia, alimentari, commercio e economia”.

Fed, i verbali di giugno rivelano un direttorio diviso

Roma, 8 lug. (askanews) – È un quadro di posizioni diversificate quello descritto dai verbali dell’ultimo direttorio della Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, il resoconto della riunione del 16 e 17 giugno, alla quale ha debuttato il nuovo presidente, che Kevin Warsh.

Se il comunicato al termine del Fomc era stato insolitamnente breve, i verbali sono all’opposto molto lungi e riportano come siano state discusse “una molteplicità di ipotesi”, tra cui quelle di chi ritiene che serviranno lievi ribassi dei tassi e chi, all’opposto, reputa probabile serviranno lievi rialzi per riportare l’inflazione al 2%.

Sulle prospettive della linea monetaria, “diversi partecipanti – si legge – hanno discusso una serie di scenari e la maggior parte ha rimarcato quello in cui le pressioni inflazionistiche si dissiperebbero e l’inflazione inizierebbe presto a tornare al 2%. In questi scenari quasi tutti i partecipanti – proseguono le ‘minute’ – hanno notato che sarebbe appropriato mantenere o eventualmente abbassare i tassi per i fed funds”.

“La maggior parte dei partecipanti ha tuttavia anche segnalato scenari in cui in un contesto di mercato del lavoro sarebbe stabile e l’inflazione resterebbe elevata, data rilevanza domanda di energia per il conflitto in Medioriente e altri effetti dei dazi. In questi scenari, la maggior parte di questi partecipanti hanno indicato che alcuni inasprimenti della linea sarebbero probabilmente opportuni – precisa il documento – per riportare l’inflazione al 2%”.

Ad ogni modo, in merito alle posizioni previsionali dei singoli componenti, “molti partecipanti hanno indicato che il livello appropriato dei fondi sarebbe in linea o leggermente inferiore al livello attuale per la fine dell’anno”.

Questo, mentre, ormai oltre due settimane fa, ben prima quindid egli ultimi sviluppi negativi attuali “gli ottimismi sul conflitto in Iran hanno schiacciato gli indicatori di aspettative di inflazione dei mercati significativamente più in basso, portando le aspettative di inflazione sul breve termine solo moderatamente più elevate rispetto a quanto fossero prima del conflitto”, riporta ancora il documento.

Le informazioni disponibili mostrano al tempo stesso !che l’inflazione è rimasta elevata che si è alzata in parte a riflesso dell’energia e di altri shock sul lato dell’offerta. Le condizioni del mercato del lavoro sono rimaste stabili – si legge – e quelle del Pil hanno continuato a espandersi a un tasso solido”.

Musica, Ultimo Stadi 2027: vendite boom e già annunciate nuove date

Roma, 8 lug. (askanews) – Dopo il live dei record Ultimo 2026 – La favola per sempre che ha radunato 250.000 persone a Roma Tor Vergata, sarà Ultimo ad andare “a casa del suo popolo” con Ultimo Stadi 2027 – La favola continua…, il nuovo tour che arriverà nei più grandi stadi italiani, da Nord a Sud, per la prima volta anche in Sardegna e in Calabria, e che ha polverizzato 300mila biglietti solo nei primi 30 minuti. E a quattro ore dall’apertura vendite è arrivato l’annuncio lampo di nuove date: biglietti già disponibili per i raddoppi delle città di Bologna, Milano, Napoli, Messina, Bari, Torino.

La partenza di Ultimo Stadi 2027 – La favola continua… è fissata per il 10 giugno 2027 allo Stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro, prima data del nuovo tour che arriverà ovunque, negli stadi delle più grandi città italiane: doppietta a Bologna (13 giugno e nuova data il 14 giugno 2027 – Stadio Dall’Ara), a seguire Padova (17 giugno 2027 – Stadio Euganeo), e poi altro tris di doppiette a Milano (20 giugno, nuova data il 21 giugno 2027 – Stadio San Siro), Napoli (24 giugno, nuova data il 25 giugno 2027 – Stadio Diego Armando Maradona) e Messina (28 giugno, nuova data il 29 giugno 2027 – Stadio Franco Scoglio).

E ancora Reggio Calabria (3 luglio 2027 – Stadio Granillo), raddoppio a Bari (6 luglio, nuova data il 7 luglio 2027 – Stadio San Nicola), a seguire Firenze (10 luglio 2027 – Visarno Arena), poi doppietta a Torino (16 luglio, nuova data il 17 luglio 2027 – Allianz Stadium) e gran finale a Olbia (24 luglio 2027 – Olbia Arena).

Cultura, si accendono le Villae di Tivoli: arte, teatro e musica

Roma, 8 lug. (askanews) – Un patrimonio che al calare del sole cambia volto, con i giardini che diventano scenografie naturali e i monumenti luoghi di incontro e spettacolo. È da questa visione che nasce Villaestate 2026, il progetto con cui l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este mette a sistema i tre complessi di Villa Adriana, Villa d’Este e del Santuario di Ercole Vincitore, a Tivoli, restituendoli alla comunità come un unico ecosistema culturale, dove il patrimonio UNESCO delle Ville e il Santuario potranno essere vissuti anche dopo il tramonto.

Dall’acqua che diventa materia artistica nelle installazioni contemporanee ai grandi classici del teatro, fino all’omaggio per i 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi, dalla musica alle osservazioni astronomiche sotto il cielo estivo di Tivoli, fino al 26 settembre prende forma un programma che attraversa linguaggi, epoche e pubblici diversi. Le aperture serali e le iniziative culturali che si svolgeranno all’imbrunire non rappresentano semplicemente un’estensione dell’orario di visita, ma diventano il cuore di una progettualità che invita cittadini e visitatori a vivere Villa Adriana, Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore in una dimensione nuova.

Dopo il sold-out registrato a Villa Adriana lo scorso 21 giugno con lo spettacolo “Emozioni” che ha proposto i brani del duo Battisti-Mogol, con Mogol ospite d’onore, insieme a Gianmarco Carroccia, questo racconto prosegue con l’arte contemporanea. Dal 16 luglio Villa d’Este accoglierà Cosmogonie dell’acqua, la mostra dell’artista Claudia Muller composta da tre installazioni site-specific che dialogano con il patrimonio monumentale e con l’elemento che più identifica la Villa: l’acqua. Un percorso espositivo pensato per instaurare un confronto diretto tra ricerca artistica contemporanea e uno dei luoghi simbolo del Rinascimento italiano, restituendo ai visitatori una nuova percezione dello spazio storico (inaugurazione il 16 luglio alle 17,30. Ingresso libero. L’esposizione sarà visitabile per tre mesi, fino al 18 ottobre 2026).

Il 23 e 24 luglio alle ore 20.00 Villa Adriana ospiterà Memorie di Adriano, con Alessandro Preziosi, tratto dal celebre romanzo di Marguerite Yourcenar, affiancato da Elisa Di Eusanio, dalle opere di Alfredo Pirri e dalle musiche di Giacomo Vezzani. Dal 31 luglio all’8 agosto alle ore 19.00, invece, il Santuario di Ercole Vincitore diventerà il palcoscenico della rassegna Heroides – Donne che svelano la fragilità degli eroi, cinque appuntamenti dedicati alle grandi protagoniste del mito che intrecciano la forza del teatro classico con uno sguardo contemporaneo. A chiudere la stagione teatrale sarà, il 26 settembre alle ore 19.00, il Certamen Ercole Vincitore, concorso riservato ad attori e compagnie under 35 che animerà gli spettacolari grottoni monumentali del Santuario, recentemente restaurati e restituiti al pubblico.

Tra gli appuntamenti più attesi spicca Eterno Pinocchio – Duecento anni di Collodi, il progetto con cui le ville celebrano il bicentenario della nascita dello scrittore che ha dato vita al burattino più famoso del mondo. Il 9 agosto alle ore 18.45 Villa d’Este ospiterà un incontro con Giordano Bruno Guerri, Daniela Marcheschi, Fulvia Toscano e Luigi Turinese, seguito dalla proiezione del classico film d’animazione Disney, mentre l’11 agosto alle ore 18.45 il pubblico ritroverà Andrea Balestri, indimenticabile interprete televisivo di Pinocchio, insieme a Massimo Benenato, figlio di Franco Franchi, all’esecuzione dal vivo della colonna sonora di Fiorenzo Carpi e a uno spettacolare audiovisual mapping curato da FLYer.

Ad accompagnare l’intera estate sarà anche la musica. Il 14 settembre alle ore 20.00 Villa d’Este ospiterà Canto delle Creature, progetto originale dedicato a San Francesco con Ambrogio Sparagna, l’Orchestra Popolare Italiana e la partecipazione straordinaria del poeta Davide Rondoni. A chiudere idealmente questo percorso sarà uno spettacolo tra musica e teatro: Lumen Lunae, il 18 settembre alle ore 20.00 a Villa Adriana, intenso melologo dedicato alla figura dell’imperatore Adriano con testi di Filippo Arriva e musiche originali del Maestro Mario Modestini eseguite dal vivo da un quartetto d’archi.

A fare da filo conduttore dell’intero programma saranno le aperture serali con il culmine il 29 agosto alle ore 20.00 con Ad osservar le stelle, l’osservazione astronomica del cielo estivo dalla Torre di Roccabruna. Le aperture serali interesseranno Villa Adriana il 6 luglio, 15 e 29 agosto e 18 settembre, Villa d’Este il 10, 12 e 13 agosto e 14 settembre, mentre il Santuario di Ercole Vincitore sarà visitabile il 5 luglio, il 1° e l’8 agosto.

“Lee aperture serali delle Villae – ha sottolineato il direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonà – restituiscono questi siti unici al mondo alla dimensione di un tempo dilatato, dove le luci notturne ridefiniscono le architetture e gli spazi. Il nostro obiettivo è fare di Villa Adriana, Villa d’Este e del Santuario di Ercole Vincitore dei presidi culturali dinamici, dove la stratificazione dei secoli incontra il presente e diviene essa stessa contemporaneità, invitando la comunità a riappropriarsi di spazi che non sono semplici scenari, ma luoghi di pensiero e di partecipazione attiva”.

Ad Ankara nessun chiarimento, resta gelo con Trump. Meloni: Ma non mi pento di nulla

Ankara, 8 lug. (askanews) – La trincea dietro cui prova a tenere tutto è fatta di due parole: interesse nazionale. Non è un caso che Giorgia Meloni le ripeta per ben quattro volte durante la conferenza stampa al termine del vertice Nato, tre delle quali mentre risponde a una domanda sui suoi rapporti con Donald Trump. E’ la cortina dietro cui la premier cerca di conciliare la freddezza dei rapporti con la strategia messa a punto a palazzo Chigi dopo le bordate degli ultimi giorni: distinguere il piano personale da quello dei rapporti tra Italia e Stati Uniti.

Non c’è stato nessun chiarimento, le distanze non si sono accorciate e la presidente del Consiglio non fa niente per dissimularlo, al massimo evita con cura di usare aggettivi che possano derogare dalla linea che si è data di non alimentare alcun botta e riposta. Lo stesso vale quando le viene chiesto di commentare l’ormai famoso meme in cui il numero uno della Casa Bianca invocava per lei un ordine restrittivo. “Ho detto che non sarei tornata su questo argomento, e non lo farò”, dice.

Ma soprattutto la premier ha l’esigenza di dimostrare che lo smacco subito con gli attacchi personali degli ultimi tempi non è l’esito del fallimento di una strategia che l’aveva portata, subito dopo la rielezione del tycoon, a tentare di ritagliarsi il ruolo di ponte tra lui e l’Europa. “Io – spiega – ho fatto un investimento politico per convinzione sull’unità dell’Occidente, l’ho rivendicato a 360 gradi, non è una strategia messa in campo con l’arrivo di Donald Trump, l’ho fatto con tutti gli interlocutori che ho trovato di fronte”. In questo ragionamento, il concetto di interesse nazionale è il viatico per tentare di raddrizzare la narrazione, per trasformare una scommessa oggettivamente persa in un argomento perfetto per la campagna elettorale, soprattutto considerando quanto l’immagine del presidente degli Stati Uniti sia calata nell’apprezzamento dell’opinione pubblica. La premier ammette che “chiaramente con Donald Trump c’erano delle affinità, ci sono delle affinità su alcuni temi della politica, l’immigrazione, la cultura woke, per cui chiaramente ritenevo che potesse essere più semplice” e anche se “le cose stanno andando come stanno andando”, sottolinea, “non cambio idea” perché “le scelte che faccio non sono dettate dal piccolo cabotaggio” ma da “una strategia che ho in testa” che è, appunto, quello dell’interesse nazionale italiano in cui rientra “il rafforzamento dell’unità occidentale”.

E così va letta anche la risposta indiretta a Trump che ancora oggi dalla Turchia ha accusato l’Italia di essere stata “pessima” sull’uso delle basi militari in occasione della guerra in Iran. “Abbiamo avuto una linea molto chiara dall’inizio del conflitto e quella linea manteniamo”, “non partecipiamo agli attacchi”, ribadisce la premier. D’altra parte, aggiunge con una stoccata, “finora l’opzione militare non ha portato risultati così concreti”.

Stesso filone quando si tratta di far capire, seppur senza nominarlo esplicitamente, per quale ragione il governo abbia deciso di non partecipare al Purl, l’iniziativa Nato per l’acquisto di armi Usa da destinare a Kiev, che secondo i sospetti che hanno albergato ai piani alti di palazzo Chigi, potrebbe essere uno dei motivi per cui Trump è diventato così ostile. “Se investiamo nella nostra difesa quei soldi devono restare in Italia”, rimarca Meloni.

D’altra parte, il nodo delle spese per rafforzare la sicurezza è di quelli che vanno maneggiati con cura anche all’interno della maggioranza di governo. Ad Ankara, la presidente del Consiglio ha avuto un incontro anche con il leader ucraino Volodomyr Zelensky al quale ha rinnovato il sostegno italiano. Quanto agli aiuti, però, nella sostanza l’Italia ha deciso di puntare soprattutto sull’assistenza alla popolazione “con particolare attenzione agli interventi volti a rafforzare la resilienza delle infrastrutture energetiche”. Nessun riferimento a forniture militari, anche se la premier spiega che ci dovrebbe essere un nuovo pacchetto di aiuti e che il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sta facendo “una valutazione in questo senso”.

Ma è proprio da Ankara, da uno dei vertici internazionali più delicati degli ultimi anni, che la presidente del Consiglio manda un messaggio che è da leggere anche in chiave interna, ossia l’intenzione d’ora in poi di concentrarsi di più sui problemi di casa. Le elezioni, d’altra parte incombono, e con loro anche la spina nel fianco di Roberto Vannacci che attacca la maggioranza sui temi che la destra considera più identitari, come quello della sicurezza e della lotta all’immigrazione clandestina. Meloni infatti ha deciso di non partecipare lunedì a Parigi alla riunione dei volenterosi. “Stavolta io, al sesto vertice in tre settimane e mezzo, passo. E voi – provoca – potete scrivere tutti gli articoli che volete sull’isolamento, il cambio di posizionamento. C’è il disimpegno sull’Ucraina? No, ma neanche me ne posso permettere uno sull’Italia, quindi siccome ho diversi dossier dei quali occuparmi in patria saremo ottimamente rappresentati dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani”. Dal suo entourage fanno anche trapelare lo scarso interesse di Meloni a prendere parte a un incontro che nello stesso formato, in occasioni precedenti, “non ha prodotto nessun risultato concreto”. Meglio farsi vedere di più in Italia: nei prossimi mesi, infatti, la premier intende intensificare le uscite pubbliche in giro per il Paese a cominciare già dalla settimana prossima quando, proprio lunedì 13, è attesa a Palermo per la cerimonia di svelamento della Fiat Croma bianca sulla quale viaggiavano il giudice Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo il 23 maggio 1992, quando furono uccisi nella strage di Capaci.

Difesa, Conte: Meloni fa il fenomeno, spieghi dove prende i miliardi

Roma, 8 lug. (askanews) – “Meloni dovrebbe spiegare dove va a prendere i 19 miliardi già programmati nella prossima legge di bilancio. Dove li prende? Viste le condizioni economiche dei nostri cittadini, di famiglie sempre più impoverite, delle imprese che sono schiacciate dalla pressione fiscale record. Quindi io non farei queste dichiarazioni da fenomeno a palazzo Chigi, piuttosto porterei risorse concrete per i cittadini e non per le industrie delle armi. Risorse concrete e soluzioni per le famiglie, per le imprese e non per le aziende energetiche o per le banche”. Lo ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte, commentando, a margine della manifestazione del centrosinistra che sta per iniziare a Napoli, le parole della presidente del Consiglio che giudica “ridicole” le accuse rivolte al Governo di privilegiare le spese militari su quelle per la sanità.

“La realtà – ha aggiunto l’ex premier – è che con questo governo ci stiamo tutti impoverendo, ma si arricchiscono, guarda caso, i gruppi imprenditoriali e i poteri forti e questo governo è assolutamente funzionale ai loro interessi, ma gli italiani hanno capito, non si lasciano più incantare da queste dichiarazioni di comodo”.

Tennis, Paolini fuori ai quarti a Wimbledon

Roma, 8 lug. (askanews) – Il sogno Wimbledon di Jasmine Paolini finisce ai quarti di finale. Se ne va dal Centrale dopo un’ora e 9′, battuta sotto gli occhi della Regina Camilla 6-3 6-2 dall’ucraina Marta Kostyuk, probabilmente la giocatrice più in forma del circuito. Non c’è stata partita, nel tempio del tennis, con l’ucraina che ha martellato e l’azzurra che non è mai riuscita a trovare il suo gioco, quello che l’aveva portata al terzo quarto di finale slam della sua carriera.

Nato, Trump: un summit di successo, c’era molta unità e molto amore

Roma, 8 lug. (askanews) – Si è concluso un summit della Nato di “grande successo”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, nella conferenza con cui conclude la sua presenza ad Ankara, in Turchia, dove ha partecipato al summit della Nato.

Il leader Usa ha ringraziato il padrone di casa, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan definendolo “un grande uomo, una persona dalla personalità forte, un mio amico”. Lodi anche per il segretario generale della Nato, Mark Rutte, definito “intelligente” e un “grande leader, non è facile guidare tanti leader e le loro personalità forti. Ha fatto un lavoro incredibile. Nessuno meglio di lui si potrebbe trovare”.

In riferimento al summit, Trump ha detto che “c’era molto amore” nella stanza delle riunione e che “è un peccato che la stampa non abbia potuto vederlo”. Facendo riferimento all”unità nella stanza”, Trump ha spiegato che i leader presenti “hanno molto bene nei loro cuori, non il male, e stanno facendo un buon lavoro per i loro paesi”.

Sport equestri, progetto Fise “Road to Los Angeles”

Roma, 8 lug. – Grande novità nel mondo degli sport equestri: la Federazione Italiana Sport Equestri presenta “Road to Los Angeles”, una strategia orientata al futuro per accompagnare il cammino sportivo dei binomi azzurri. Con questa iniziativa la FISE segna una svolta, introducendo nella propria gestione un approccio di tipo “corporate”, volto a sostenere e raggiungere un unico grande obiettivo comune: supportare gli atleti verso i Giochi Olimpici 2028.

Dalle qualifiche al sogno olimpico: i tre pilastri del progetto Il progetto guiderà i binomi azzurri degli sport equestri dalle imminenti gare di qualifica fino all’ambizioso traguardo dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Los Angeles 2028. Questo percorso d’eccellenza si distingue per tre pilastri: un sistema innovativo e meritocratico che riserva risorse specifiche agli atleti di interesse federale; una partnership che unisce cavalieri, proprietari, sponsor e Federazione, ciascuno con ruoli definiti ma tutti uniti verso la qualificazione olimpica; il “Diario di Bordo”, uno strumento di aggiornamento in tempo reale che trasforma i partner commerciali da semplici finanziatori a protagonisti attivi del team.

La visione della FISE: gli interventi della presentazione “Road to Los Angeles 2028 non è solo un progetto sportivo – ha detto il Presidente FISE Avv. Marco Di Paola – ma un piano aziendale che guarda al futuro di tutto il movimento. Oggi presentiamo un percorso di crescita che unisce per la prima volta la filiera e gli sponsor, investendo su giovani, programmazione e continuità per costruire binomi sempre più competitivi.”

“Il lavoro tecnico verso i Giochi di Los Angeles è in corso – ha dichiarato il Direttore Sportivo FISE Francesco Girardi – e l’obiettivo più immediato sono le gare di selezione per l’ottenimento dei pass di qualifica nelle discipline olimpiche (Salto Ostacoli e Concorso Completo) e paralimpiche (Paradressage). Grazie a questa pianificazione strutturata, garantiremo ai nostri migliori talenti criteri trasparenti, monitoraggi costanti e risorse mirate.”

“Le Olimpiadi sono un patrimonio unico di valori, sacrificio e responsabilità – ha aggiunto Mauro Checcoli, medaglia d’oro individuale e a squadre di Concorso Completo a Tokyo 1964. Questo nuovo progetto federale ha il grande merito di proteggere e valorizzare questo patrimonio, offrendo ai giovani una strada meritocratica e una struttura solida per raccogliere e trasmettere la nostra grande eredità sportiva.”

“Per ottenere risultati di rilievo – ha commentato il Segretario Generale FISE Simone Perillo – serve un progetto solido anche fuori dal campo, ispirato dall’obiettivo di promuovere congiuntamente l’eccellenza dei nostri atleti con l’eccellenza del Made in Italy della filiera equestre. Con ‘Road to Los Angeles 2028’ diamo vita a un ecosistema sostenibile tra sport e imprese, dove i partner fanno squadra con atleti, proprietari e dirigenza federale. L’obiettivo comune è chiaro: valorizzare il brand della Nazionale e supportare concretamente l’intero movimento.”

Unendo l’eredità della nostra storia a una programmazione d’avanguardia, la FISE apre la strada a una nuova stagione per gli sport equestri italiani. Il viaggio è iniziato: l’obiettivo è portare il tricolore a brillare sotto i riflettori di Los Angeles 2028.

Mennini: “Italia pronta alle sfide dell’MFN sui farmaci”

Roma, 8 lug. (askanews) – Il futuro del sistema sanitario e il ruolo delle life science nelle strategie di sviluppo del Paese sono stati al centro del confronto sull’innovazione, la ricerca e la sostenibilità della sanità. Di questi temi ha parlato Francesco Saverio Mennini, Capo del Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio sanitario nazionale del Ministero della Salute, intervenuto all’incontro “Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale”: “Grazie a un gruppo di lavoro interno al Ministero, stiamo affrontando tutte le possibili problematiche legate all’approvazione dell’MFN da parte del Governo americano. Non ci siamo fatti trovare impreparati: su impulso del Ministro abbiamo istituito un gruppo dedicato che ha analizzato i rischi e le possibili criticità, ma anche individuato soluzioni per ridurre al minimo gli impatti sull’accesso ai farmaci. Allo stesso tempo, questo lavoro ci ha permesso di ragionare sugli strumenti più efficaci per favorire l’attrazione degli investimenti nel nostro Paese, sia sul fronte della ricerca e sviluppo sia su quello dei trial clinici”.

Calcio, Amorim si presenta: "Al Milan per vincere"

Roma, 8 lug. (askanews) – Un nuovo corso, una nuova struttura societaria e un’identità calcistica ben definita. È il messaggio che il Milan affida a Gerry Cardinale e Ruben Amorim nel giorno della presentazione ufficiale del nuovo allenatore rossonero. Per la prima volta da quando è proprietario del club, il fondatore di RedBird introduce personalmente il tecnico, a testimonianza della centralità del progetto affidato al portoghese. “È una giornata molto importante per il Milan – esordisce Cardinale -. Nell’ultimo mese avete visto quante cose sono cambiate. L’obiettivo era rivedere completamente la nostra organizzazione e il nostro modo di vedere il calcio. Ci sarà molto altro di nuovo”.

Il numero uno rossonero rivendica il lavoro svolto dietro le quinte per rifondare il club dopo una stagione deludente. “Abbiamo fatto sei mesi di meeting concentrati in un solo mese. È stato uno sforzo enorme per ricostruire, rafforzare e rivedere il rapporto tra proprietà, management e area tecnica. Ho portato al Milan le mie persone migliori perché vogliamo creare una struttura più forte e una cultura nuova. Dobbiamo lasciarci alle spalle il passato e riportare questo club al suo glorioso passato”.

Il concetto chiave è uno soltanto: vincere. “Noi giochiamo per vincere, non per non perdere. Questo dovrà essere il nostro stile. Vogliamo un calcio offensivo, entusiasmante, bello da vedere, capace di coinvolgere i tifosi. Ruben Amorim rappresenta la pietra fondante di questa nuova organizzazione calcistica e siamo felici di iniziare questo percorso insieme”.

Il tecnico portoghese raccoglie subito il testimone, mostrando entusiasmo e grande senso di responsabilità. “Mi scuso se ancora non parlo italiano, ma è molto importante per me impararlo il prima possibile per rispetto della vostra cultura. Per me è un onore essere qui. Milanello è straordinario, mi sento assolutamente a casa”. Amorim spiega di aver scelto il Milan non soltanto per il prestigio del club, ma soprattutto per la condivisione di idee con la nuova dirigenza. “Già al primo incontro è scattato qualcosa. Mi sono stati presentati principi e valori che sento miei. Ho fatto tante domande e ho ricevuto tutte le risposte che volevo. Mi sento completamente a mio agio”.

Il nuovo allenatore chiarisce immediatamente quale sarà la sua filosofia di gioco. “Voglio una squadra dominante, che recuperi il pallone il più velocemente possibile, che faccia più gol e sappia controllare la partita attraverso il possesso. Voglio un calcio bello da guardare e capace di divertire i tifosi. So che servirà tempo, ma spero che già dalla prima partita si possa riconoscere la mentalità della mia squadra”.

I riferimenti non sono casuali. Amorim cita il Milan di Arrigo Sacchi e quello di Fabio Capello come modelli che hanno segnato la storia del calcio. “Ricordo il Milan di Sacchi che ha rivoluzionato il gioco e quello di Capello che sembrava non perdere mai. Poi ci sono stati campioni straordinari come Van Basten, Gullit e tanti altri. Entrare nella storia di questo club rappresenta una responsabilità enorme, ma è proprio questo tipo di sfida che cercavo”.

Il mercato sarà condiviso con la dirigenza, anche se il tecnico preferisce non entrare troppo nei dettagli. Conferma però la fiducia nei giocatori già presenti in rosa e la necessità di valutare attentamente tutti gli elementi prima di intervenire. “Prima di guardare fuori dobbiamo guardare dentro. Ci sono giocatori che possono darci molto, come Chukwueze, Saelemaekers e diversi giovani che avranno la possibilità di mettersi in mostra. Voglio conoscere tutti e capire chi ha davvero voglia di restare e lottare per questa maglia”.

Tra le poche eccezioni c’è Luka Modric, che Amorim considera una figura centrale nel nuovo progetto. “È un giocatore che vogliamo assolutamente tenere. Ci ho parlato due volte e, se servirà, lo richiamerò ancora. Non giocherà tutte le partite, ma la sua esperienza sarà fondamentale per la crescita della squadra”. Parole importanti anche per Rafael Leão, definito “uno dei nostri giocatori con la G maiuscola”, mentre Christian Pulisic viene descritto come “perfetto per il calcio italiano” e destinato a ricoprire un ruolo chiave nel nuovo sistema di gioco.

Non manca un passaggio sul confronto con José Mourinho. “Ho imparato tantissimo da lui e gli porto un enorme rispetto, ma sono completamente diverso. Un allenatore non deve copiare nessuno, deve costruire la propria identità”. Identità che Amorim vuole trasferire anche nel rapporto umano con il gruppo. “Sarò sempre vicino ai miei giocatori. Credo nell’onestà, nell’equità e nel contatto umano. È così che si costruisce la fiducia e si crea uno spirito di squadra capace di vincere”.

Infine il messaggio rivolto ai tifosi, chiamati a ritrovare entusiasmo dopo una stagione difficile. “Capisco il loro scetticismo e non voglio prendere in giro nessuno promettendo cambiamenti immediati. Non si sistema tutto in ventiquattro ore. Posso però promettere lavoro, passione e il massimo impegno. Esiste un percorso ben preciso e vogliamo iniziare subito, vincendo la prima partita di campionato. Da lì costruiremo il nostro futuro”.

Life science, la sfida dell’Italia nel nuovo scenario globale

Roma, 8 lug. (askanews) – Presso la Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani si è svolto l’incontro “Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale”, promosso da Healthcare Policy e Formiche, con il contributo non condizionante di Angelini Pharma e Bristol Myers Squibb. Istituzioni, accademia, comunità clinica e industria si sono confrontate sul ruolo strategico delle life science e sulla capacità di Italia ed Europa di attrarre investimenti, rafforzare la ricerca e favorire l’accesso all’innovazione terapeutica.

“In questo ambito più vasto delle life science, l’Italia può e deve avere un ruolo sistemico rivolto in particolare al dialogo, atteso che noi abbiamo un ingente avanzo commerciale, in particolare nel settore farmaceutico e con gli Stati Uniti d’America. Serve quindi un dialogo costante per cercare di contemperare interessi che non sono pienamente coincidenti. Noi abbiamo un interesse a mantenere particolarmente aperto il canale commerciale, gli Stati Uniti hanno un maggiore interesse a ridurre il loro deficit e ad attrarre investimenti” ha dichiarato Renato Loiero, Consigliere Economico del Presidente del Consiglio dei Ministri.

L’incontro è stato anche l’occasione per presentare il volume Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale, con i contributi di esponenti del mondo accademico, clinico, istituzionale e industriale.

“Noi abbiamo sistemi sanitari prevalentemente nazionali. L’Italia in particolare ha digitalizzato tutti questi dati con le cartelle sanitarie elettroniche e questo rappresenta una risorsa naturale, sulla quale i sistemi di intelligenza artificiale possono accelerare in maniera importantissima l’innovazione in ambito sanitario. Si tratta di un’occasione che non possiamo sprecare e che potrebbe rappresentare un punto di svolta importante per il settore sanitario italiano ed europeo” ha spiegato Carlo Altomonte, Professore di Economics, Università Commerciale Luigi Bocconi.

Dal confronto è emersa la necessità di una governance farmaceutica più efficace a livello nazionale ed europeo.

“L’Europa deve capire quali risposte può dare ai pazienti che hanno bisogno che vengano accorciati i tempi di accesso ai farmaci innovativi e ha bisogno di rivedere la governance dal punto di vista regolatorio, affinché il diritto alla salute venga pienamente riconosciuto a tutti. Credo che la domanda intorno alla quale far ruotare tutte le scelte decisionali sia esattamente questa: cosa stiamo facendo per accelerare i tempi di accesso alla salute? Questo dovrebbe essere il comune denominatore di riflessione per tutti gli attori del sistema” ha concluso Roberto Scrivo, Chief External Affairs, Communications & Sustainability Officer, Angelini Pharma.

Pur potendo contare su una filiera farmaceutica d’eccellenza e su competenze cliniche e scientifiche di alto livello, l’Italia è quindi chiamata a rafforzare il legame tra politica sanitaria, politica industriale e innovazione per consolidare il proprio ruolo nello sviluppo delle life science.

Di Giacomo: in Italia 1.300 detenuti sono over 70 malati cronici

Milano, 8 lug. (askanews) – “C’è chi scrive di ‘caso record’ per il 98enne che ha tentato di uccidere la moglie e si trova nel carcere di Genova. È sicuramente il detenuto più anziano di età in assoluto ma purtroppo oltre ad Antonio Russo che all’età di 88 anni, nonostante la grazia parziale ottenuta nei giorni scorsi, resta in carcere a Roma in condizioni di salute precarie, non ci sono statistiche del ministero della Giustizia sugli over 80 mentre circa 1.300 detenuti sono over 70 anni con patologie croniche”. Lo denuncia in un nota Aldo Di Giacomo segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria.

“La detenzione di persone anziane comporta grandi problemi prima di tutto di assistenza sanitaria e cura per buona parte degli over 70enni che, nell’80%, hanno particolari problemi di salute mentre negli istituti è ben nota la carenza di medici e personale sanitario” prosegue il sindacalista, spiegando che “tra le malattie più frequenti quelle infettive che interessano il 48% dei detenuti. A seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%)”.

“Nelle carceri italiane il 40,3% dei detenuti assume sedativi e ipnotici, il 20% stabilizzanti dell’umore: ma solo il 9,3% della popolazione carceraria ha diagnosi psichiatriche gravi. Un quadro allarmante che dovrebbe orientare i magistrati per non appesantire la situazione tanto più che i detenuti anziani, ad eccezione dei capo clan e uomini di spicco della criminalità organizzata, vivono la detenzione in condizioni di maggiore difficoltà” continua, sottolineando che “tutto questo aggravando il già pesante lavoro del personale penitenziario che in molti casi deve fare da ‘badante’ ai più anziani”.

“E’ questa inoltre l’occasione per ricordare che, per condizioni detentive inumane, come è stato riconosciuto a Gianni Alemanno, sono già numerosi i ricorsi della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) contro l’Italia ritenendo che lo Stato italiano in più casi abbia violato i loro diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo” mette in risalto Di Giacomo, concludendo che “i problemi di sovraffollamento delle carceri si affrontano anche affrontando la questione dei detenuti over 80 e quanti hanno a più di 70 anni hanno malattie croniche”.

Surf, due stelle Usa diventano azzurre per il sogno olimpico

Roma, 8 lug. (askanews) – L’Italia del surf cambia passo e guarda al futuro con ambizioni sempre più alte. Due tra i più interessanti talenti del panorama statunitense, Nora Liotta, hawaiana con profonde radici italiane, e Zoe Benedetto, nata in Florida e anch’essa discendente di una famiglia italiana, sono ufficialmente cittadine italiane e potranno rappresentare il nostro Paese nelle competizioni internazionali, con lo sguardo già rivolto alle Olimpiadi di Los Angeles 2028.

Un’operazione di grande valore sportivo e istituzionale, resa possibile grazie al lavoro della FISSW – Federazione Italiana Surfing, Sci Nautico e Wakeboard, che ha affidato a MFLAW, attraverso la propria Unit di Diritto Sportivo guidata dall’Avv. Carlo Celani, il compito di seguire il complesso iter giuridico che ha portato al riconoscimento della cittadinanza italiana delle due atlete. La procedura è stata sviluppata sulla base delle disposizioni introdotte dalla Legge n. 74/2025, individuando il percorso previsto per il riconoscimento della cittadinanza per meriti sportivi, uno strumento che valorizza il talento e l’interesse nazionale.

Determinante il ruolo dell’Ufficio Sport – Preparazione Olimpica del CONI, che ha coordinato e istruito le pratiche con rapidità ed elevata competenza, lavorando in stretta collaborazione con la FISSW, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e i Consolati d’Italia di San Francisco e Miami. Il percorso si è concluso con la firma del Decreto del Presidente della Repubblica, che ha conferito la cittadinanza italiana alle due surfiste.

Dopo il giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, Nora Liotta e Zoe Benedetto hanno ricevuto il passaporto italiano, diventando a tutti gli effetti nuove atlete azzurre. Ora inizia la sfida più importante: conquistare risultati di prestigio con la maglia della Nazionale italiana. Sotto la guida del presidente federale Claudio Ponziani, del direttore tecnico Marco Gregori e dello staff della FISSW, le due atlete rappresentano un significativo investimento tecnico in vista del quadriennio olimpico che porterà ai Giochi di Los Angeles.

Il presidente della FISSW e tutti i protagonisti del progetto parlano di un risultato che va oltre il semplice riconoscimento amministrativo: un esempio concreto di come sport, istituzioni e competenze giuridiche possano lavorare insieme per rafforzare il movimento italiano e renderlo sempre più competitivo sul palcoscenico internazionale. L’Italia del surf si arricchisce così di due nuove protagoniste. E il sogno olimpico, oggi, appare un po’ più vicino.

Scrivo: “Bisogna rivedere la governance europea della salute”

Roma, 8 lug. (askanews) – Ridurre i tempi di accesso alle terapie innovative e costruire una governance più efficace del sistema farmaceutico sono tra le sfide principali per l’Europa della salute. Su questi temi è intervenuto Roberto Scrivo, Chief External Affairs, Communications & Sustainability Officer di Angelini Pharma, durante l’incontro “Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale”: “L’Europa deve capire quali risposte può dare ai pazienti che hanno bisogno che vengano accorciati i tempi di accesso ai farmaci innovativi e ha bisogno di rivedere la governance dal punto di vista regolatorio, affinché il diritto alla salute venga pienamente riconosciuto a tutti. Credo che la domanda intorno alla quale far ruotare tutte le scelte decisionali sia esattamente questa: cosa stiamo facendo per accelerare i tempi di accesso alla salute? Questo dovrebbe essere il comune denominatore di riflessione per tutti gli attori del sistema”.

Attentato a Ranucci, l’avvocato di Lavitola: è sconvolto dalle accuse

Roma, 8 lug. (askanews) – “Lavitola è sconvolto per le accuse che gli sono state mosse e ciò in ragione dello stretto e fraterno rapporto di amicizia che ha con Ranucci come ha confermato lo stesso giornalista”. Lo ha detto l’avvocato Sergio Cola, legale di Valter Lavitola, rispondendo ai cronisti, appena fuori la cittadella giudiziaria di piazzale Clodio a Roma per l’interrogatorio del suo assistito nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato al conduttore ed autore di Report.

Altomonte: “IA e dati, svolta per la sanità”

Roma, 8 lug. (askanews) – La disponibilità di grandi quantità di dati sanitari e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale possono rappresentare una leva decisiva per trasformare il futuro della sanità. Delle opportunità offerte dalla digitalizzazione e delle prospettive per l’innovazione nel settore delle life science ha parlato Carlo Altomonte, Professore di Economics dell’Università Commerciale Luigi Bocconi, intervenuto all’incontro “Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale”: “Noi abbiamo sistemi sanitari prevalentemente nazionali. L’Italia in particolare ha digitalizzato tutti questi dati con le cartelle sanitarie elettroniche e questo rappresenta una risorsa naturale, sulla quale i sistemi di intelligenza artificiale possono accelerare in maniera importantissima l’innovazione in ambito sanitario. Si tratta di un’occasione che non possiamo sprecare e che potrebbe rappresentare un punto di svolta importante per il settore sanitario italiano ed europeo”.

Life science, Loiero: “Italia ponte nel dialogo globale”

Roma, 8 lug. (askanews) – In un contesto internazionale segnato dalla competizione per attrarre investimenti e rafforzare le filiere strategiche, il settore delle life science assume un ruolo sempre più centrale per il sistema Paese. Del rapporto tra industria farmaceutica, commercio internazionale e capacità dell’Italia di giocare un ruolo da protagonista ha parlato Renato Loiero, Consigliere Economico del Presidente del Consiglio dei Ministri, a margine dell’incontro “Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale”: “In questo ambito più vasto delle life science, l’Italia può e deve avere un ruolo sistemico rivolto in particolare al dialogo, atteso che noi abbiamo un ingente avanzo commerciale, in particolare nel settore farmaceutico e con gli Stati Uniti d’America. Serve quindi un dialogo costante per cercare di contemperare interessi che non sono pienamente coincidenti. Noi abbiamo un interesse a mantenere particolarmente aperto il canale commerciale, gli Stati Uniti hanno un maggiore interesse a ridurre il loro deficit e ad attrarre investimenti”.

Tony Boy, al via l’11 luglio da Bassano del Grappa il Summer Tour 2026

Roma, 8 lug. (askanews) – Tony Boy torna live con il “Summer Tour 2026”, che lo vedrà portare la sua energia sui palchi dei principali festival italiani durante l’estate. Al via l’11 luglio da Bassano del Grappa al Bassano Music Park.

Le date estive di Antonio Hueber, nato a Padova nel ’99 e ritenuto uno dei nomi più rilevanti della nuova scena urban italiana sono organizzate da Vivo Concerti e arrivano dopo il primo tour nei palazzetti: dopo Bassano del Grappa (Prato S.Caterina), tappa a Majano (Udine) venerdì 7 agosto per il Festival di Majano, il 27 agosto Palermo per il Wave Summer Music (Velodromo), il 29 agosto Empoli (Firenze) al Beat Festival, l’8 settembre al Roma Summer Fest (Cavea Auditorium Parco della musica Ennio Morricone) e venerdì 11 settembre al Bari per la Fiera del Levante.

I nuovi appuntamenti saranno l’occasione per ascoltare live il suo nuovo album “Trauma”, il primo disco più ascoltato al mondo nel suo weekend di debutto, con più di 15 milioni di streaming nella prima settimana, e il nuovo singolo “Cuore rotto” uscito il 5 giugno

Le vendite sono disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita autorizzati. Info su http://www.vivoconcerti.com/.

Italia-Usa, Meloni: su basi linea chiara, non partecipiamo ad attacchi

Ankara, 8 lug. (askanews) – Trump deluso dall’Italia sulle basi? “Per quello che riguarda le basi non è che abbiamo preso delle decisioni o abbiamo fatto delle scelte così… un giorno ne facciamo una e un giorno ne facciamo un’altra. Abbiamo avuto una linea molto chiara dall’inizio del conflitto in Iran e quella linea manteniamo, abbiamo rispettato i nostri impegni come sempre fanno le nazioni serie. Dopodiché, abbiamo detto che non avremo partecipato agli attacchi all’Iran, non stiamo partecipando agli attacchi all’Iran e non parteciperemo agli attacchi all’Iran”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa al termine del vertice di Ankara.

Fmi, Brooks: per Italia rischi al rialzo su inflazione e al ribasso su Pil

Roma, 8 lug. (askanews) – Sull’Italia le previsioni economiche del Fondo monetario sono state confermate mentre “gli indicatori chiave del paese hanno mantenuto sostanzialmente i livelli previsti”, su valori deboli. Come per il quadro generale i rischi sono “al ribasso sulla crescita economica e al rialzo sull’inflazione”, ha spiegato Petya Koeva Brooks, vicedirettrice del dipartimento ricerca economica del Fondo monetario internazionale, intervendo sulle previsioni per la Penisola durante la conferenza stampa di presentazione di un parziale aggiornamento del World Economic Outlook.

“La previsione per l’Italia è invariata da aprile. Gli indicatori hanno tenuto sostanzialmente i livelli che ci attendevamo, per quanto deboli. Ci attendiamo mezzo punto percentuale di crescita quest’anno e il prossimo. Gli investimenti del Pnrr continuano a sostenere l’attività, ma i rialzi dei prezzi di energia e alimitari pesano sui consumi. Gli investimenti sono stati rivisti al rialzo – ha aggiunto – e data la dipendenza dall’energia importata ci si attende che restino sopra il target fino al 2028. I rischi sono al ribasso sulla crescita – ha concluso – e al rialzo sull’inflazione”.

Italia-Usa, Donzelli: anche agli amici, se sbagliano, bisogna dire no

Roma, 8 lug. (askanews) – “Il rapporto l’Italia lo tiene con gli Usa a prescindere da chi siano governati gli Usa e secondo noi dovrebbe essere anche a prescindere da chi governa l’Italia. L’amicizia tra il popolo italiano e il popolo americano è stata, dal dopoguerra in poi, la garanzia di democrazia e dei valori occidentali. Deve avere un valore addirittura maggiore di chi governa le due nazioni tanto è vero che l’Italia aveva un ottimo rapporto anche con Biden. Non anteponiamo né chi governa né i post sui social all’interese della convergenza e dell’amicizia tra le due nazioni”. Lo ha detto Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi, a margine di una conferenza stampa alla Camera.

“Il fatto che sono due nazioni che devono essere unite – ha aggiunto – non vuol dire si debba sempre dire sì a tutto. Su Sigonella Meloni e il governo hanno difeso gli accordi e anche agli amici se sbagliano si dice di no”.

Iran, Brooks (Fmi): escalantion farebbe salire petrolio e inflazione

Roma, 8 lug. (askanews) – Una escalation degli scontri in Medioriente “si farebbe sentire tramite rincari di petrolio e materie prime, che farebbero salire l’inflazione e peserebbero sulle aspettative di inflazione e, quindi, potrebbero innescare una correzioni nelle condizioni finanziarie”. Lo ha affermato Petya Koeva Brooks, vicedirettrice del dipartimento ricerca economica del Fondo monetario internazionale, durante la conferenza stampa di presentazione di un parziale aggiornamento del World Economic Outlook.

Fmi conferma le stime di crescita Italia, Pil +0,5% su 2026 e su 2027

Roma, 8 lug. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale conferma le previsioni di crescita economica dell’Italia, per cui indica lo 0,5% di espansione del Pil sia quest’anno che il prossimo. I dati sono contenuti in un parziale aggiornamento del Word Economic Outlook, in cui l’istituzione di Washington ha operato una limatura delle previsioni sulla crescita globale di quest’anno al più 3%, un decimale di punto in meno rispetto alle stime precedenti, effettuate lo scorso aprile, mentre all’opposto ha alzato di 0,2 punti percentuali l’attesa di crescita sul 2027, al più 3,4%.

Per l’insieme dell’area euro il Fmi prevede un più 0,9% del Pil quest’anno e più 1,2% il prossimo, con un taglio di 0,2 punti percentuali sul 2026. Per la Germania più 0,7% quest’anno e più 1% il prossimo, con tagli rispettivamente 0,1 e 0,2 punti percentuali. Per la Francia più 0,6% quest’anno e più 0,9% di crescita il prossimo, con un taglio 0,3 punti percentuali quest’anno. Per la Spagna le previsioni sono invariate a 2,1% di crescita quest’anno e 1,8% il prossimo.

Per gli Stati Uniti, il Fmi ha confermato l’attesa di crescita del 2,3% quest’anno è alzato di 0,1 punti percentuali quella del 2027 al più 2,2%.

Per il Giappone, l’istituzione di Washington pronostica più 1% del Pil quest’anno e più 1,3% il prossimo, un rialzo di 0,2 punti sull’anno in corso. Per la Cina stima più 4,6% di crescita quest’anno e più 4,1% il prossimo, rispettivamente 0,2 e 0,1 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di aprile.

Sulla Russia il Fmi conferma la previsione di 1,1% di crescita sia sul 2026 che sul 2027, mentre il Paese con i livelli di espansione più marcati è l’India, su cui è atteso un più 6,4% di crescita quest’anno e più 6,7% il prossimo.

Covid, Conte: per colpire me regole stravolte in commissione d’inchiesta

Roma, 8 lug. (askanews) – Il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, torna sulle polemiche che hanno animato nella giornata di martedì la seduta della commissione d’inchiesta sul Covid. Pubblica sui suoi canali social il suo intervento in commissione e dichiara: “I finti patrioti di Fratelli d’Italia, quando hanno l’obiettivo di colpire un avversario politico, stravolgono ogni regola, anche la Costituzione”.

“Nell’attesa che mi indichino finalmente una data per essere audito, in modo da spazzare via questo teatrino indecente che hanno organizzato con i giornali di Angelucci, ieri – afferma – hanno prodotto in commissione Covid un ulteriore strappo istituzionale. Il presidente Lisei, di Fratelli d’Italia, ha ottenuto, con un colpo di maggioranza, che comuni cittadini potranno essere ascoltati come testimoni in totale segretezza. Proprio così. Non saranno ascoltati davanti alla commissione, permettendo così a tutti i componenti di maggioranza e di opposizione di chiedere chiarimenti e a tutti i cittadini di seguire le testimonianze in streaming facendosi una propria opinione. Niente affatto. Con il voto di ieri il presidente Lisei potrà perseverare – lo ha già fatto – nel delegare a consulenti della commissione designati da Fratelli d’Italia l’ascolto di testimoni in un Commissariato di polizia. Così i comuni cittadini potranno essere torchiati ben bene,senza neppure la presenza dei parlamentari”.

“Non bisogna essere laureati in legge – sottolinea l’ex presidente del Consiglio – per comprendere che questo modo di procedere non solo impedisce ai parlamentari che sono in Commissione di esercitare i loro diritti e doveri, ma vìola le garanzie costituzionali che tutelano ‘tutti’ i cittadini. In pratica i Fratelli d’Italia, con questo abuso, potranno permettersi quello che a nessun giudice in Italia è permesso di fare. Nei processi penali i testimoni vengono esaminati nel contraddittorio tra pm, giudice e difesa. Le prove non possono formarsi nelle stanze segrete di un pm o di suoi delegati, ma solo durante il dibattimento processuale”.

“Ma a Fratelli d’Italia e ai partiti di maggioranza – accusa Conte – le garanzie costituzionali del ‘giusto processo’ non interessano affatto. Loro sono maggioranza e possono anche fregarsene del principio costituzionale per cui ‘Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova’ (art. 111, 4° comma, Costituzione). Loro indicano le persone da sentire, le fanno sentire da consulenti che hanno la loro fiducia, acquisiscono così materiale ‘probatorio’ illegittimo, lo passano ai tre giornali del loro collega di maggioranza Angelucci, e così alimentano la campagna del fango, di cui sono specialisti con alcuni trombettieri sulle tv amiche”.

“Tutto questo dice ancora il leader stellato – funziona a un patto: che gli italiani siano tutti tonti. Ma gli italiani hanno già dimostrato, con il secco NO al referendum sulla giustizia, che il loro ‘garantismo’ funziona solo quando devo proteggere i vari Santanché, Delmastro, e i vari amministratori accusati di peculato e corruzione oltreché la schiera dei loro amici. Dobbiamo mandarli a casa, con un voto libero e democratico. Con una ‘Alleanza per la Costituzione'”, conclude Conte.

Donzelli: grazie a Meloni Ue parla di come evitare arrivo clandestini

Roma, 8 lug. (askanews) – “Si parlava di rimpatri volontari, che è un altro tema. Oggi si parla invece di rimpatri che non sono affatto volontari, di persone che hanno avuto una condanna definitiva e che quindi vanno a scontare la pena nel Paese d’origine. Molto semplice”.

Così il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, dopo la presentazione alla Camera di una proposta di legge per “aumentare i rimpatri e revocare la cittadinanza”, con lo slogan “Immigrato condannato subito rimpatriato”.

“Non si parlava di trovare una soluzione, se ne parlava che bisognava accogliere tutti, grazie a Giorgia Meloni non si parla più di accogliere tutti, di distribuire gli immigrati che arrivano sul territorio europeo, ma si parla di come evitare che arrivino i clandestini nel territorio europeo. Se ne parlava, ma nella direzione sbagliata, non si parlava di come controllare il fenomeno migratorio, ma si parlava di come, diciamo così, subirlo e quindi c’è una grossa differenza” ha aggiunto.

Fdi ha assicurato che non è una rincorsa a Roberto Vannacci che con Futuro Nazionale ha fatto della ‘remigrazione’ il suo cavallo di battaglia. “Non stiamo rincorrendo niente e nessuno anzi”, ha assicurato Donzelli. “Le altre nazioni europee rincorrono l’Italia e il governo Meloni. Quando si è insediato il governo Meloni in Europa non si parlava del tema dell’immigrazione. Grazie a Meloni in Europa oggi tutti si chiedono come fare a controllare i confini, sono cambiate le norme europee con la maggioranza Meloni e grazie a questo possiamo fare questa pdl che era già nel nostro programma elettorale” ha detto.

Iran, Trump: li colpiremo duramente. Si stanno comportando male"

Roma, 8 lug. (askanews) – “Abbiamo colpito duramente ieri sera, probabilmente colpiremo duro anche questa sera. Do un piccolo avvertimento: li colpiremo duramente stasera”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, a margine del summit Nato in Turchia. Durante un bilaterale con il presidente ucraino, Trump ha sostenuto che l’Iran “si sta comportando molto male come ha fatto negli ultimi 47 anni”.

Quella in Iran “non è una guerra, è una denuclearizzazione”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, tornando a dire che a Teheran “sono pazzi”. A margine dei lavori della Nato in Turchia, il leader Usa ha ribadito che l’Iran non può avere un’arma nucleare e che non vuole un cambio di regime anche se di fatto per lui c’è stato.

"Democracy at Stake in Europe", bando Arte-The Guardian per filmmaker

Roma, 8 lug. (askanews) – Fino al 14 settembre 2026 è possibile inviare la propria candidatura per il bando audiovisivo “Democracy at Stake in Europe”, nato dalla partnership tra la piattaforma di streaming europea ARTE e il quotidiano britannico The Guardian.

L’iniziativa invita i filmmaker di tutto il mondo, di almeno 18 anni, di ogni livello di esperienza e con ogni tipo di background, a presentare proposte di cortometraggi documentari capaci di esplorare, attraverso storie personali e sguardi autoriali, le sfide che la democrazia sta affrontando nell’Europa contemporanea. Le proposte potranno essere realizzate in qualsiasi lingua, ma le candidature devono essere redatte in inglese.

Il progetto selezionato riceverà un finanziamento di 10.000 sterline, oltre a supporto editoriale, attività marketing e distribuzione sulle piattaforme digitali arte.tv e Guardian Documentaries.

Catherine Colas, commissioning editor ZDF/ARTE, evidenzia il valore del formato breve come strumento di racconto civile: “Nella sua diversità formale e tematica, il cortometraggio è da sempre una voce della democrazia. Ha la capacità unica di riflettere la società contemporanea e metterne in luce disfunzioni e contraddizioni in modo diretto e distintivo. La partnership tra The Guardian e ARTE permette a nuove voci di essere ascoltate e di raggiungere pubblici diversi”.

Il progetto vincitore sarà annunciato durante DOK Leipzig, il festival internazionale del documentario e del film d’animazione che si terrà a Lipsia (Germania) dal 26 ottobre al primo novembre 2026.

Fmi conferma stime di crescita Italia, Pil +0,5% su 2026 e su 2027

Roma, 8 lug. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale conferma le previsioni di crescita economica dell’Italia, per cui indica lo 0,5% di espansione del Pil sia quest’anno che il prossimo. I dati sono contenuti in un parziale aggiornamento del Word Economic Outlook, in cui l’istituzione di Washington ha operato una limatura delle previsioni sulla crescita globale di quest’anno al più 3%, un decimale di punto in meno rispetto alle stime precedenti, effettuate lo scorso aprile, mentre all’opposto ha alzato di 0,2 punti percentuali l’attesa di crescita sul 2027, al più 3,4%.

Per l’insieme dell’area euro il Fmi prevede un più 0,9% del Pil quest’anno e più 1,2% il prossimo, con un taglio di 0,2 punti percentuali sul 2026. Per la Germania più 0,7% quest’anno e più 1% il prossimo, con tagli rispettivamente 0,1 e 0,2 punti percentuali. Per la Francia più 0,6% quest’anno e più 0,9% di crescita il prossimo, con un taglio 0,3 punti percentuali quest’anno. Per la Spagna le previsioni sono invariate a 2,1% di crescita quest’anno e 1,8% il prossimo.

Per gli Stati Uniti, il Fmi ha confermato l’attesa di crescita del 2,3% quest’anno è alzato di 0,1 punti percentuali quella del 2027 al più 2,2%.

Per il Giappone, l’istituzione di Washington pronostica più 1% del Pil quest’anno e più 1,3% il prossimo, un rialzo di 0,2 punti sull’anno in corso. Per la Cina stima più 4,6% di crescita quest’anno e più 4,1% il prossimo, rispettivamente 0,2 e 0,1 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di aprile.

Sulla Russia il Fmi conferma la previsione di 1,1% di crescita sia sul 2026 che sul 2027, mentre il Paese con i livelli di espansione più marcati è l’India, su cui è atteso un più 6,4% di crescita quest’anno e più 6,7% il prossimo.

Il summit Nato, la dichiarazione finale: "Un attacco a uno è un attacco a tutti"

Roma, 8 lug. (askanews) – I capi di Stato e di governo dell’Alleanza Nord Atlantica, riuniti ad Ankara, hanno riaffermato il loro “incrollabile impegno per la difesa collettiva ai sensi dell’articolo 5 del Trattato di Washington e per il legame transatlantico”. E’ quanto si legge nella dichiarazione conclusiva del vertice in Turchia. “Un attacco a uno è un attacco a tutti. La nostra unità, solidarietà e forza collettiva rimangono il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità per il miliardo di cittadini della nostra Alleanza di nazioni libere e democratiche. Rimaniamo fedeli al nostro approccio a 360 gradi in materia di deterrenza e difesa”, si legge.

“L’Ucraina contribuisce alla sicurezza transatlantica e gli Alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale”. E’ quanto si legge nella dichiarazione finale del vertice dei capi di Stato e di governo della Nato, ad Ankara, in Turchia. “Gli Alleati europei e il Canada finanziano attualmente la stragrande maggioranza dell’assistenza alla sicurezza fornita all’Ucraina attraverso mezzi bilaterali e multilaterali. Gli Alleati sottolineano che tale sostegno deve essere equo, prevedibile e sostenibile a lungo termine”, hanno aggiunto i Paesi membri.

Bignami: “Immigrati condannati in Italia scontino la pena a casa loro”

Roma, 8 lug. (askanews) – “Con questa proposta di legge Fratelli d’Italia fa sì che finalmente degli immigrati condannati in Italia possano scontare la pena a casa loro. È una modifica importante finalmente realizzabile graeize alle modifiche che Giorgia Meloni è riuscita a ottenere in seno al diritto europeo”: così Galeazzo Bignami, capogruppo di FDI alla Camera dei deputati, dove è stata presentata una proprosta di legge per “aumentare i rimpatri e revocare la cittadinanza” con lo slogan “Immigrato condannato subito rimpatriato”.

Presenti, inoltre, il capigruppo di FDI al Senato Lucio Malan, il responsabile organizzazione del partito Giovanni Donzelli, il responsabile del programma Francesco Filini e la responsabile immigrazione Sara Kelany.

Luciana Castellina presidente onoraria di Bookciak, Azione! 2026

Roma, 8 lug. (askanews) – “Simone de Beauvoir diceva che ci vuole una vita per capire cosa significa essere donne. Io ho quasi cent’anni e ancora non l’ho capito”. È Luciana Castellina, immensa intellettuale, comunista eretica, scrittrice, europarlamentare e punto di riferimento di battaglie politiche e culturali, la presidente onoraria di Bookciak, Azione! 2026.

Il concorso cineletterario ideato e diretto da Gabriella Gallozzi giunge quest’anno alla XV edizione che si svolgerà, nel segno e nel ricordo di Giorgio Gosetti, come evento in chiusura delle Giornate degli Autori al Lido di Venezia (11 e 12 settembre) e in collaborazione con Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici (SNGCI) e RaiCultura media partner.

Per celebrare l’importante traguardo il tema scelto è lo scambio tra generazioni, inteso come passaggio di testimone, parlando di cinema, diritti, donne, giustizia sociale. Si rafforza e diventa centrale la storica sezione Memory Bookciak, rinnovando la collaborazione con Spi-CGIL, LiberEtà, Premio Zavattini e Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) per rimettere in circolo la memoria attraverso il riutilizzo creativo del repertorio.

Come sempre al servizio dei bookciak: corti sperimentali di max tre minuti ispirati ai libri e realizzati da filmmaker, da quest’anno under 40. Due testi per questa edizione: Il sapore di armellina di Oriano Campini (LiberEtà, 2025), delicata storia di emigrazione italiana negli anni ’50 e Chernobyl, raccolta fotografica-reportage di Pierpaolo Mittica (Gost Books, 2024) a quarant’anni dal disastro nucleare.

Lo scambio tra generazioni è centrale anche nella giuria completamente rinnovata e tutta al femminile. Costanza Quatriglio, autrice determinante del nostro cinema; Aurora Palandrani, nuova direttrice del Premio Zavattini (partner di Bookciak e da sempre impegnato a rimettere in circolo la memoria); Elisabetta Giannini, giovanissima regista (classe 1997) già apprezzata e premiata per il corto Sognando Venezia.

Generazioni diverse a confronto, quindi, che saranno protagoniste di Bookciak, Azione! in accordo con le Giornate degli Autori nell’incontro dibattito: Il tempo passa parola- riflessione a più voci su donne, cinema, diritti e intelligenza (speriamo non artificiale). Protagonista Luciana Castellina con le nostre giurate, Gaia Furrer, direttrice artistica delle Giornate, Laura Delli Colli, presidente SNGCI, Gabriella Gallozzi direttrice di Bookciak e le registe ed amiche presenti alla Mostra. L’appuntamento è l’11 settembre (Sala Laguna ore 18.30). Al termine dell’incontro proiezione dei bookciak vincitori 2026. L’indomani, 12 settembre, in mattinata la premiazione-picnic e la consegna delle targhe alla presenza dei vincitori, delle giurate e degli scrittori.

La storica sezione dedicata alle ragazze detenute di Rebibbia, quest’anno è ampliata e realizzata attraverso il progetto (con bando MIM-MIC di cui è capofila il Liceo Enzo Rossi): Bookciak. Visioni Fuori Luogo che ha coinvolto le studentesse, dentro e fuori le mura del carcere, nella realizzazione di un cortometraggio ispirato al graphic novel Ma siamo ancora qui a parlarne? di Cleo Bissong (Coconino Press-Fandango), sul tema della violenza di genere e dell’identità. Quando meno te lo aspetti è il cortometraggio nato dal laboratorio (direzione scientifica di Monica Repetto) che sarà presentato nell’ambito di Bookciak, Azione!.

Novità assoluta di questa XV edizione è poi L’istante Bookciak che spinge ancora di più la sperimentazione del rapporto tra cinema e letteratura e di cui annunceremo i dettagli nelle prossime settimane.

Bookciak, Azione! è prodotto da Associazione Calipso e Bookciak Magazine. Col sostegno di MiC, Spi-CGIL e LiberEtà. Sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura del Mic. In collaborazione con Giornate degli Autori, SNGCI, Premio Cesare Zavattini, ANAC, Premio Solinas, ADEI, Premio Emilio Lussu, Festa di cinema del reale, Le Giornate della Luce, Vo-Vf. Traduire le monde. RaiCultura mediapartner.

Spazio, Urso: con Esa più forte l’Europa protagonista della nuova era

Roma, 8 lug. (askanews) – La cooperazione internazionale tra l’ESA e le altre agenzie spaziali internazionali, i principali dossier strategici del settore, i programmi e le strategie di medio e lungo periodo per rafforzare la sovranità tecnologica e l’autonomia strategica dell’Europa, con particolare attenzione ai lanciatori e ai programmi di esplorazione della Luna e di Marte. Questi i temi al centro della riunione dei ministri degli Stati membri e associati dell’Agenzia Spaziale Europea, alla quale hanno preso parte 28 delegazioni, svoltasi in videoconferenza su iniziativa del ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata per le Politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso, e della ministra federale tedesca della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio, Dorothee Bär.

L’incontro, iporta un comunicato, ha rappresentato un passaggio fondamentale nella preparazione della prossima Conferenza Ministeriale Intermedia (IMM26), confermata a Roma il 15 dicembre. L’Italia esercita infatti la presidenza del Consiglio dell’ESA per il triennio in corso, un mandato che culminerà con il Consiglio ministeriale dell’Agenzia, previsto nel 2028 e ospitato dal nostro Paese.

“Dobbiamo rafforzare le capacità europee nell’esplorazione spaziale, valorizzando le competenze industriali e tecnologiche del nostro continente, senza rinunciare alla cooperazione internazionale, a partire dalla storica partnership con la NASA”, ha dichiarato il Urso. “L’obiettivo – ha proseguito – è fare dell’Europa un protagonista dell’esplorazione spaziale, capace di esprimere un ruolo da leader attraverso programmi ambiziosi e una crescente autonomia tecnologica, con una visione strategica all’altezza delle sfide globali del prossimo decennio”.

“Oggi vediamo una piena sintonia tra le 28 delegazioni presenti, accomunate dalla volontà di rafforzare il ruolo dell’ESA e consolidare la leadership europea nello spazio. Solo attraverso una forte coesione potremo trasformare queste ambizioni in risultati concreti”, ha concluso.

Nel suo intervento, prosegue il comunicato, il ministro Urso ha indicato tre obiettivi strategici per rafforzare le ambizioni europee nello spazio: aumentare la presenza umana europea in orbita bassa; raggiungere la Luna entro il 2030, con l’obiettivo di portare un astronauta europeo sulla superficie lunare nel prossimo decennio; arrivare su Marte entro il 2030 con una missione esplorativa.

Per l’orbita bassa, Urso ha evidenziato la necessità di sviluppare capacità europee di servizio cargo e, in prospettiva, di trasporto umano, favorendo la competizione tra operatori per rendere i servizi più efficienti e competitivi. Ha inoltre richiamato l’importanza di valutare, nel medio-lungo periodo, lo sviluppo di un lanciatore pesante e di un’infrastruttura orbitante europea.

Sul fronte dell’esplorazione, il ministro ha sottolineato il ruolo del programma Argonaut per il ritorno europeo sulla Luna e l’importanza della collaborazione con la NASA, a partire dal contributo dell’ESA al programma Artemis, che vedrà anche la partecipazione dell’astronauta italiano Luca Parmitano, designato dall’Agenzia americana come pilota della missione Artemis III, il cui lancio è previsto nel 2027. Riguardo all’esplorazione di Marte, Urso ha ribadito la necessità di una cooperazione internazionale, in particolare con gli Stati Uniti, per raggiungere quello che rimane un obiettivo prioritario per l’Europa.

Oltre Urso e Bär, conclude la nota, tra le rappresentanze degli Stati membri dell’Esa collegate all’incontro, hanno partecipato i ministri Heleen Herbert (Paesi Bassi), Vanessa Matz (Belgio), Christina Egelund (Danimarca), Sakari Puisto (Finlandia), Philippe Baptiste (Francia) e Lex Delles (Lussemburgo), nonché Liz Lloyd per il Regno Unito.

Mondiali, domani al via i quarti di finale con Francia-Marocco

Roma, 8 lug. (askanews) – Il campionato del mondo di calcio entra nella sua fase decisiva. Oggi primo giorno di riposo. Ad aprire il programma sarà Francia-Marocco, in campo domani alle 22 italiane al Boston Stadium di Foxborough. I campioni del mondo in carica arrivano all’appuntamento dopo aver superato di misura il Paraguay negli ottavi, mentre il Marocco ha confermato il suo eccellente torneo imponendosi con un netto 3-0 sul Canada, tornando tra le migliori otto del mondo.

Venerdì, alle 21 italiane, riflettori puntati su Miami per Spagna-Belgio. Le Furie Rosse si sono qualificate eliminando il Portogallo con un guizzo di Mikel Merino al 91′

Alle 23 dell’11 luglio Los Angeles ospiterà Norvegia-Inghilterra. Gli scandinavi sono la sorpresa di questi quarti dopo aver eliminato il Brasile, mentre la formazione inglese ha staccato il pass per il turno successivo battendo il Messico al termine di una gara intensa e combattuta.

A chiudere il quadro sarà Argentina-Svizzera, in programma nella notte tra sabato e domenica alle 3 italiane al Kansas City Stadium. L’Albiceleste ha conquistato la qualificazione con una spettacolare rimonta per 3-2 sull’Egitto, mentre la Svizzera ha avuto la meglio sulla Colombia ai calci di rigore dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari, guadagnandosi così l’accesso ai quarti di finale.

OTTAVI DI FINALE 04/07 1- Paraguay-Francia 0-1 04/07 2- Canada-Marocco 0-3 05/07 3- Brasile-Norvegia 0-2 06/07 4- Messico-Inghilterra 2-3 06/07 5- Portogallo-Spagna 0-1 07/07 6- Usa-Belgio 1-4 07/07 7- Argentina-Egitto 3-2 07/07 8- Svizzera-Colombia 4-3 dcr

QUARTI DI FINALE 09/07 (Boston): Francia-Marocco ore 22 10/07 (Miami): Spagna-Belgio ore 21 11/07 (L.Angeles): Norvegia-Inghilterra ore 23 12/07 (Kansas City): Argentina-Svizzera ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Dallas): Francia/Marocco-Spagna/Belgio ore 21 15/07 (Atlanta): Norvegia/Inghilterra-Argentina/Svizzera ore 21

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 23

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Tennis, Djokovic: "Io come Messi? Magari giocare solo 90′"

Roma, 8 lug. (askanews) – Vincere una maratona è già di per sé qualcosa di speciale. Vincerla a 39 anni, quando il tuo avversario ne ha 25, rende la questione degna del termine impresa. Novak Djokovic impiega 5 ore e 15 minuti per avere la meglio su Felix Auger-Aliassime, prendendosi la semifinale contro Jannik Sinner a Wimbledon.

“Sarebbe stato bello – spiega con un sorriso il serbo, accostato subito a Messi secondo quanto riportato da Supertennis – giocare solo 90 minuti come lui, ma è stato fantastico far parte di una partita così epica, durata più di cinque ore. Non ricordo di aver mai giocato un match così lungo a Wimbledon. Forse la finale con Federer del 2019 si avvicina per durata (furono 4 ore e 55, ndr), ma questa è stata una battaglia incredibilmente equilibrata. Poteva vincere chiunque. Anche Felix ha giocato a un livello altissimo. Nel super tie-break ha abbassato un po’ il rendimento e io sono riuscito a sfruttare tutte le occasioni che ho avuto, restando lì fino alla fine e scegliendo i colpi giusti nei momenti decisivi. È bastato quello. Negli ultimi trenta minuti il pubblico era tutto in piedi. Credo che tutti abbiano capito quanto fosse speciale quel momento, anche per il fatto che stavamo lottando contro il ‘coprifuoco’ (alle 23, ndr). Sono davvero orgoglioso di essere uscito vincitore da una partita così”.

La sorpresa, per Nole, si mischia con le ambizioni, sempre alte a prescindere da età e fatica.

“Mi sorprendo ancora di quello che riesco a fare. Da una parte sì, sono sorpreso perché alla mia età riesco ancora a lottare contro giocatori che hanno quindici anni meno di me e a batterli al termine di incontri tiratissimi. Da questo punto di vista è una bellissima sorpresa. Dall’altra parte, però, ho sempre aspettative molto alte nei confronti di me stesso. Sono molto autocritico e molto severo con me, ma allo stesso tempo cerco anche di godermi momenti come questo. Non so cosa porterà il domani. Sono ancora nel torneo e voglio fare almeno un altro passo avanti. Però questa partita, per me, è stata quasi come una finale, ho dato tutto quello che avevo. È stata un’esperienza emozionante sia per noi giocatori sia per il pubblico e per chi ci ha seguito in televisione. Sono felice di aver preso parte a un’altra partita destinata a rimanere nella storia”.

Ance, Antonio Ciucci è il nuovo presidente dell’associazione

Roma, 8 lug. (askanews) – Eletto all’unanimità dall’assemblea dell’Associazione nazionale dei costruttori edili l’ingegnere romano, Antonio Ciucci, presidente e amministratore delegato di Ircop, importante realtà imprenditoriale specializzata nelle infrastrutture e nell’edilizia civile pubblica e privata.

Lo riporta un comunicato dell’Ance, rendendo conto “di un clima di grande coesione e compattezza” dei soci ordinari chiamati a eleggere la nuova Presidenza Ance, confermando l’indicazione ricevuta dal Consiglio generale del 16 giugno scorso nel quale era stato designato all’unanimità presidente dell’Ance.

Antonio Ciucci, che succede a Federica Brancaccio, è stato presidente di Ance Roma-ACER e nel corso dell’ultimo mandato ha seguito come delegato della Presidenza nazionale la complicata partita della revisione prezzi. Frequenta attivamente l’Associazione sin dai primi anni duemila dove ha ricoperto diverse cariche sia a livello territoriale che nazionale, tra cui componente del Consiglio generale, vicepresidente Ance Roma-ACER alle opere pubbliche, presidente della Consulta Nazionale delle Specializzazioni, presidente del Comitato Nazionale di Specializzazione “Applicazione di bitumi e derivati” e vicepresidente dell’Associazione.

Tre le parole chiave del suo mandato che ha illustrato ai soci in assemblea: mercato, identità e innovazione, quali assi strategici per il futuro del settore e dell’intera economia nazionale. E quindi, prosegue il comunicato, un richiamo a un mercato che deve essere stabile e costante nei volumi, ma anche aperto, trasparente e competitivo nell’interesse dei cittadini e degli operatori. Grande attenzione, inoltre, sulla tutela del contratto collettivo nazionale e del sistema bilaterale che garantiscono alti standard di formazione e sicurezza, senza però tralasciare la necessità di avviare un progetto di ristrutturazione e rafforzamento del sistema associativo. Il tutto passando necessariamente attraverso un processo di profonda innovazione del settore che si declina in particolare nella digitalizzazione, nella sostenibilità e nell’investire sulle persone.

Eletta anche la squadra di presidenza: Stefano Betti, vicepresidente Transizione Ecologica; Regina De Albertis, vicepresidente Edilizia e Territorio; Massimo Angelo Deldossi, vicepresidente Tecnologia e Innovazione; Vanessa Pesenti, vicepresidente Economico Fiscale Tributario; Piero Petrucco, vicepresidente Centro Studi; Luigi Schiavo, vicepresidente Rapporti Interni; Carlo Trestini, vicepresidente Relazioni Industriali e Affari Sociali; Francesco Tuccillo, vicepresidente Opere Pubbliche. Eletto inoltre il tesoriere Antonio Mattio.

L.elettorale, La Russa: su preferenze FdI presenterà emendamento

Roma, 8 lug. (askanews) – Sulle preferenze o meno nella legge elettorale “decide il Parlamento”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa a margine di un convegno a Palazzo Madama. “Io sono l’unico che ha presentato un emendamento per le preferenze quando è stata varata l’attuale legge. Fu bocciato da tutti, escluso Fratelli d’Italia che allora era un piccolissimo partito. I miei due emendamenti furono bocciati: uno prevedeva le preferenze, l’altro preferenze e capolista bloccato”, ha spiegato. “Adesso vedo molti partiti che sono promotori delle preferenze”, ha detto ancora La Russa sottolineando che FdI “presenterà un emendamento dopo averne discusso giustamente con gli alleati”.

Lucertola delle Eolie a rischio estinzione, appello urgente al Governo

Lipari, 8 lug. (askanews) – “Gentili Ministri, Gentile Presidente, ci rivolgiamo a Voi per segnalare con urgenza la condizione di una delle specie più rare e fragili d’Europa: la Podarcis raffonei, detta “lucertola delle Eolie”.

E’ l’appello urgente rivolto al Governo e in particolare al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Ministro della Cultura, al Ministro dell’Università e della Ricerca e al Ministro del Turismo, che l’Associazione Un Sanpietrino lancia per la salvaguardia della Podarcis raffonei – Lucertola delle Eolie, patrimonio unico della biodiversità italiana. L’ultima edizione, appena conclusa, del Festival Eoliè promosso a Lipari dalla stessa associazione, ha voluto dedicare uno spazio importante al grande lavoro dei ricercatori del progetto Life Eolizard. Da qui la denuncia della situazione, a rischio estinzione, e l’appello ad agire.

“Un recente studio internazionale, pubblicato il 28 marzo 2026 sulla rivista scientifica “Heredity” e coordinato dall’Università di Ferrara, ha portato alla luce la presenza di alcuni esemplari rarissimi ed a rischio estinzione – spiegano i promotori dell’appello al Governo -. Nello studio si attesta che su uno scoglio vulcanico al largo di Filicudi, La Canna, sopravvive una popolazione di Podarcis raffonei, questa lucertola endemica delle Eolie. L’analisi genomica ha rilevato il livello di diversità genetica più basso mai osservato in un animale selvatico: in media 1 solo sito variabile ogni 300 mila basi del genoma”. La popolazione “è piccola, isolatissima e rappresenta un “laboratorio naturale” unico al mondo per capire i limiti della sopravvivenza delle specie. Nonostante la bassissima variabilità, per ora il “carico genetico” dannoso resta contenuto. Ma questa condizione rende la specie estremamente vulnerabile a qualsiasi perturbazione: incendi, specie aliene, turismo non regolato, cambiamenti climatici”.

La Podarcis raffonei è presente solo in pochi nuclei dell’arcipelago eoliano. “Ogni nucleo perso è una perdita irreversibile per il patrimonio genetico e naturale dell’Italia e del Mediterraneo”, prosegue l’appello. Che, alla luce di quanto emerso dallo studio, chiede al Governo di assumere con urgenza le seguenti iniziative: “Rafforzare la tutela legale e l’area protetta degli scogli di La Canna e Strombolicchio, con divieti di sbarco e accesso regolamentato, e con un piano di sorveglianza annuale; Finanziare un Piano Nazionale di Conservazione per la Podarcis raffonei, in collaborazione con Università, ISPRA e Parco delle Eolie, che preveda monitoraggio genetico continuo e azioni contro le minacce ambientali e antropiche; Sostenere la ricerca scientifica come quella condotta dall’Università di Ferrara. La genomica della conservazione è uno strumento essenziale per valutare il rischio reale di estinzione e orientare interventi efficaci; Avviare campagne di sensibilizzazione per far conoscere questa specie simbolo dell’unicità del territorio italiano e del valore della biodiversità insulare”.

“Proteggere la lucertola delle Eolie non significa tutelare “solo una lucertola”. Significa difendere un unicum evolutivo, un indicatore della salute dei nostri ecosistemi più fragili e una responsabilità dell’Italia verso il mondo – conclude l’appello -. Come sottolineano i ricercatori: “Le popolazioni molto piccole non sono tutte uguali dal punto di vista genetico. Capire come varia il carico genetico è essenziale per costruire strategie di conservazione più efficaci e basate su evidenze scientifiche”. Confidiamo in una Vostra celere risposta e in un impegno concreto per non lasciare che questa specie, sopravvissuta per millenni su uno scoglio, scompaia per nostra distrazione”.

(Foto: Leonardo Vignoli, Università deggli Studi Roma Tre)

New York, Massimiliano Gioni nuovo direttore del New Museum

Milano, 8 lug. (askanews) – Massimiliano Gioni è il nuovo Toby Devan Lewis Director del New Museum di New York, in sostanza il direttore generale del museo nel quale da anni era direttore artistico. Succede a Lisa Phillips e sarà ufficialmente in carica dal 1 agosto.

Uno dei curatori italiani più apprezzati a livello internazionale, Gioni, nato a Busto Arsizio nel 1973, è stato direttore artistico della 55esima Biennale d’arte di Venezia nel 2013 ed è entrato nel New Museum nel 2006. Da anni lavora per allargare gli spazi del contemporaneo seguendo spesso direzioni inconsuete e alternative, battendo territori ambigui, talvolta anche con sfumature che vanno oltre il razionale. In qualche modo è significativo anche il motto che ha scelto per raccontare la sua Biennale: “Sogno di sapere tutto”. Un desiderio che diventa curiosità, conoscenza e inclusione, oltre che apertura mentale. Come ha esemplificato una mostra come “La grande madre” organizzata a Milano per la Fondazione Trussardi, altra istituzione di cui Gioni è direttore artistico.

La sua impronta curatoriale ha portato al New Museum progetti importanti, nel solco della missione del museo stesso, che fin dalla sua fondazione vuole dare spazio ad artisti emergenti e a pratiche innovative. Il tutto con il talento di saper dare spazio a protagonisti che poi si sono affermati come figure centrali del sistema dell’arte.

Iran, Pezeshkian: Usa imbrogliano in politica estera, come nel calcio

Roma, 8 lug. (askanews) – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha attaccato duramente gli Stati Uniti, paragonando ironicamente la loro politica estera al comportamento tenuto in qualità di paese ospitante dei Mondiali di calcio.

“Il comportamento del governo statunitense in qualità di paese ospitante dei Mondiali segue la sua solita politica estera: aggirare le regole, intimidire gli avversari, creare ostacoli e imbrogliare. Questo è il loro manuale MAGA. L’Iran rifiuta questi giochi. Noi difendiamo fermamente i nostri diritti”, ha dichiarato Pezeshkian su X.

Queste dichiarazioni sono giunte dopo uno scambio di attacchi nel Golfo Persico avvenuto durante la notte. L’Iran ha affermato di aver colpito obiettivi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta a una serie di attacchi americani. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che le loro azioni militari e la reintroduzione delle sanzioni sul petrolio iraniano erano una “punizione” per gli attacchi alle navi vicino allo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense.

Dopo gli attacchi, il presidente statunitense Donald Trump ha affermato di ritenere che il memorandum d’intesa “finito”, pur aggiungendo che avrebbe lasciato che i suoi negoziatori “continuassero a parlare se lo desiderano”.

Cinema, Pieraccioni gira a Roma "Un weekend artificiale"

Roma, 8 lug. (askanews) – Sono in corso a Roma le riprese di “Un weekend artificiale”, la nuova commedia diretta da Leonardo Pieraccioni e da lui stesso interpretata, con Giulia Vecchio. Nel cast anche Herbert Ballerina, Massimo Ceccherini, Tosca D’Aquino, Tim Daish, Giovanni Esposito, Paolo Hendel, Alessandro Mauthe, Roberto Zibetti e Marta Zoboli, con la partecipazione di Giorgio Panariello. Il film uscirà nei cinema italiani il 19 novembre distribuito da Vision Distribution, che ne curerà anche le vendite estere.

Racconterà di Leonardo, parrucchiere fiorentino che viene invitato insieme ad altri sei sconosciuti in una villa da sogno per partecipare a un esperimento senza precedenti: dovranno scoprire chi tra di loro è un umanoide creato con l’intelligenza artificiale. Un incasinatissimo weekend di sospetti, emozioni e colpi di scena… prima che siano i sentimenti e la vita vera a mandare tutti in tilt.

In un post sui social lo stesso Pieraccioni ha scherzato sull’Ia e ha scritto: “Ho chiesto all’intelligenza artificiale il cast perfetto. Ecco il risultato!”, con un video in cui si vedono gli interpreti che si trasformano in sequenza l’uno nell’altro.

Sceneggiato dallo stesso regista e attore con Filippo Bologna e Andrea Bassi, il film è prodotto da Mario Gianani, Lorenzo Mieli e Valentina Avenia per Our Films ed è una produzione Our Films, società del gruppo Mediawan, e Vision Distribution, in collaborazione con Sky. La fotografia è affidata a Davide Manca, le scenografie a Biagio Fersini, i costumi a Claudio Cordaro e il montaggio a Patrizio Marone. Le musiche saranno di Gianluca Sibaldi.

Fisco, il gip: da Adinolfi una truffa su ‘schema Ponzi’ per 5 milioni

Roma, 8 lug. (askanews) – Ha raccolto quasi cinque milioni di euro Mario Adinolfi dai suoi “clienti”. Con causale “Scommessa Collettiva” il giornalista ha ricevuto dal 1 gennaio 2020 al 27 febbraio 2026 complessivamente euro 4.794.647. Lo scrive il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Roma, Giulia Arcieri, in un passo dell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari eseguita oggi dalla Guardia di finanza della Capitale. A completare il quadro degli accertamenti anche una causale “Cristo Regna” per 3.830 euro. L’esame dei conti correnti bancari intestati da parte degli esperti delle Fiamme gialle hanno fatto saltare fuori gli addebiti poi contestati ad Adinolfi. “Sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia delle entrate – scrive il giudice – è risultata un’incoerenza tra le somme accreditate sui rapporti finanziari di cui il contribuente risultava unico titolare e i dati reddituali e dichiarativi allo stesso riferibili”. Insomma Adinolfi “non ha presentato alcuna dichiarazione dei redditi” nel 2017.

Le operazioni sospette segnalate dagli istituti di credito, e la ricostruzione di quanto accaduto a distanza di tempo – continua il gip – “inducono fondatamente gli inquirenti a ritenere messo in atto un sistema piramidale, il cosiddetto ‘schema Ponzi’ (dal nome del suo ideatore, operante negli Stati Uniti agli inizi del 1900), relativo ad una truffa finanziaria basata sulla raccolta sistematica di fondi privati, e sull’accredito parziale, nel tempo, di vincite e interessi promessi così da incentivare gli ulteriori finanziamenti, inscenando la parvenza di un meccanismo che funziona; sistema che, in presumibile assenza di effettiva attività di valorizzazione del capitale investito, regge solo fino a quando vengono introdotte ulteriori risorse attraverso nuovi accrediti/di denaro, altrimenti entrando in crisi”.

Adinolfi – si sottolinea – è un soggetto noto per i trascorsi politici e come “giornalista, opinionista, uomo di fede religiosa”, ex deputato. Quindi – continua il magistrato – “proprio la sua notorietà ha inciso sull’affidamento delle persone nella bontà di quanto convintamente affermava al fine di raccogliere il denaro. La notorietà di Adinolfi – spiega il gip – ha “posto in una situazione di debolezza il consumatore-cliente, che si accontentava delle dichiarazioni scritte senza avere modo, attraverso una interlocuzione personale in presenza, di approfondire e meglio comprendere i termini dell’accordo”.

Insomma “Adinolfi – continua il giudice – appare pericoloso anche emergendo, dalle interviste televisive, un suo atteggiamento di negazione dei debiti contratti e dichiarazioni sulla asserita falsità delle denunce sporte nei suoi confronti -che, invece appaiono veridiche in quanto corroborate dai bonifici eseguiti e dalle mail intercorse tra le parti dell’accordo – e denotano come l’indagato, lungi dal prendere le distanze da eventuali errori del passato, persista con determinazione nell’infingimento e nella manipolazione della realtà rifuggendo dalle proprie responsabilità”.

Ma dove sono finiti i soldi raccolti da Adinolfi attraverso il miraggio delle scommesse sicure? Il giudice Arcieri scrive: “Si deve rimarcare la scaltrezza, la pervicacia, la spregiudicatezza nella complessiva elaborazione ed attuazione del progetto criminoso, indicativa di una specifica volontà, oltre che abilità, nella movimentazione dei rilevanti flussi di denaro, che evidenziano una spiccata propensione all’occultamento dei flussi reddituali e all’elusione dei controlli dell’amministrazione finanziaria”.

Quindi il gip aggiunge: “Nel caso di specie va evidenziato che, dagli accertamenti finora svolti, è emerso che Adinolfi pur a fronte di movimentazioni finanziarie per importi assai considerevoli, nell’ordine di centinaia di migliaia di euro, rilevate su conti correnti a lui riferibili e direttamente intestati, non risulta proprietario di immobili né titolare di partecipazioni sociali e nemmeno di cariche di rappresentanza all’interno di enti commerciali. Risulta solo intestatario di un’auto”. Mario Adinolfi ha “speso ingenti somme di denaro (raccolte attraverso lo svolgimento della abusiva attività in esame) anche e soprattutto per l’acquisto di beni voluttuari, spese personali per beni di lusso quali, ad esempio, l’acquisto di orologi nonché viaggi all’estero (Maldive ed Egitto), quadri ed imbarcazioni. Tra questi beni mobili registrati (imbarcazioni ed automobili) che stranamente (eccetto l’autovettura) non sono riconducibili alla persona fisica di Adinolfi benché siano stati dallo stesso acquistati con denaro proveniente dai propri conti correnti”. Quindi “risulterebbero conti correnti dell’indagato all’estero sui quali sono in corso accertamenti (come in Lituania). E’ dunque evidente come l’indagato si premuri di evitare la formale intestazione a sé di beni e come abbia l’accortezza di disperdere il patrimonio allontanandolo dalla formale riferibilità al medesimo”.

Transizione energetica: le PMI puntano sulle comunità

Roma, 8 lug. (askanews) – La transizione energetica non è più solo un obiettivo normativo, ma la più grande sfida competitiva del nostro tempo. Nella prestigiosa Sala Matteotti della Camera dei Deputati, istituzioni e imprese si sono date appuntamento per fare il punto sulla rivoluzione verde in Italia, partendo dal ruolo cruciale delle piccole e medie imprese.

Tra i temi caldi, le comunità energetiche rinnovabili come motore di sviluppo locale, che spesso devono affrontare tempi lunghi per l’allaccio alla rete: connessioni che possono superare i due anni e mezzo prima di avere risposte certe sulla TICA. Come ovviare?

Su questo punto è intervenuto Pierluigi Benemerito. Esistono degli strumenti che permettono di capire se un’area è particolarmente critica in termini di connessioni di allaccio, ma servirebbe una maggiore trasparenza e una maggiore chiarezza su quelle che sono realmente le criticità della zona, senza dover obbligatoriamente richiedere la TICA e attendere i tempi necessari solo per conoscere le tempistiche e i costi per connettere un impianto .

Riuscire a semplificare questo passaggio ha proseguito permetterebbe agli imprenditori, e perché no, eventualmente anche agli investitori, di programmare meglio le opere di investimento e magari decidere, in relazione alla zona, se investire su un impianto di produzione fotovoltaico o su un sistema di accumulo, quindi BESS. Riusciremmo in qualche modo a conciliare le esigenze private e i capitali privati con quello che è un’esigenza nazionale: stabilizzare la rete elettrica nazionale .

Abbinare il risparmio energetico delle comunità energetiche rinnovabili, che può raggiungere il 40%, a progetti sociali di economia circolare sui territori è la vera chiave per vincere le resistenze culturali. Quali strumenti normativi e incentivi servono alle imprese per rendere questo modello replicabile e strutturale in tutta Italia?

Ha risposto Giuseppe Russo Lacerna. Dirò quello che dicono tanti: snellire la burocrazia, avere un’assistenza più diretta da parte degli enti preposti, regole più chiare. Ma soprattutto noi siamo quella parte delle rinnovabili che crede nella comunità, che crede a partire dal piccolo, dall’unità, dalla cellula, perché anche la distribuzione e le reti, che io conosco molto bene, non sono adatte ancora a grandi sistemi, soprattutto di produzione, e vanno spesso in saturazione .

Allora perché non partire dalla cellula, dalla parte più piccola ha aggiunto così da dare il tempo anche alla rete nazionale di adeguarsi, sfruttare al meglio l’energia sul territorio, ottimizzarla? È un aiutarsi a vicenda tra chi deve rimodernare le reti e chi vuole fare rinnovabili .

Nel corso del dibattito l’ingegnere Miriam Di Nardo ha presentato un progetto sperimentato in Sicilia. Siamo partiti dal piccolo, con un test che ha trovato grande riscontro nella popolazione del territorio siciliano. Abbiamo deciso di tendere la mano alle famiglie con bambini affetti da autismo attraverso un sistema virtuoso basato su una moneta virtuale, qualcosa di totalmente innovativo che parte dalla condivisione di crediti energetici .

Questa moneta ha spiegato consente alle famiglie di acquistare, tramite un e-commerce, prodotti ad altissimo valore biologico, perché i bambini autistici hanno bisogno di un’alimentazione particolare per sbloccare il loro potenziale, promuovendo al contempo i prodotti del territorio. Abbiamo sviluppato un triplice impatto positivo: aiutare i ragazzi che hanno bisogno, alleggerire il carico economico delle famiglie e sostenere l’economia locale. È assolutamente replicabile: siamo partiti da un piccolo nucleo, ma può essere esteso ovunque .

Sono Greta Scarano e Nicolas Maupas i conduttori cerimonie Venezia 83

Roma, 8 lug. (askanews) – L’attrice e regista Greta Scarano con l’attore italo-francese Nicolas Maupas condurranno le serate di apertura e di chiusura dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026.

Greta Scarano con Nicolas Maupas guideranno sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido) la cerimonia di inaugurazione dell’83esima Mostra nella serata di mercoledì 2 settembre, nonché la cerimonia di chiusura di sabato 12 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali dell’83esima edizione della Mostra.