Roma, 4 ott. (askanews) – Si conclude con un bilancio di pubblico e partecipazione che supera ogni aspettativa la quarta edizione di “Collega-Menti”, il festival della divulgazione scientifica e culturale organizzato dall’Università di Udine per condividere con la cittadinanza il valore, l’impatto e le scoperte della ricerca accademica. In tre giorni di programmazione intensa, che si aggiungono ad alcune fortunate antreprime, le iniziative diffuse sul territorio hanno registrato oltre 5.000 presenze complessive, confermando la manifestazione come un momento importante per condividere con le persone di tutte le età il valore, l’impatto e le scoperte della ricerca accademica.
I numeri dell’edizione 2026 – si legge in un comunicato – testimoniano l’imponente macchina organizzativa e la capillarità del progetto targato Ateneo friulano. Il festival ha visto la partecipazione di oltre 90 ospiti tra docenti, ricercatori, esperti, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni, che hanno dato vita a un palinsesto di ben 72 appuntamenti complessivi. Tra questi si sono distinti 23 laboratori interattivi per famiglie e studenti e 19 “Vetrine della Ricerca” allestite all’ex Chiesa di San Francesco a Udine, trasformata per un intero fine settimana in un percorso esperienziale.
A caratterizzare fortemente questa edizione è stata la scelta di estendere la rassegna a tutte le città sedi dell’Ateneo – Udine, Pordenone, Gorizia e Gemona del Friuli – articolando le attività in ben 20 luoghi. Una dimensione policentrica che ha valorizzato le specificità di ciascun territorio e che ha visto la presenza di eventi di grandissimo richiamo: dalle serate speciali al Teatro San Giorgio di Udine, con artisti come Moni Ovadia e Barbara Errico e scrittrici come Elisabetta Dami e Lucia Tancredi, allo spettacolo dei Papu a Pordenone scritto appositamente per il festival, fino all’evento inaugurale al Teatro Nuovo Giovanni da Udine con il fisico Marco Testa alla presenza di oltre mille studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado, alla lezione del divulgatore scientifico Massimo Polidoro a Pordenone con circa 200 studenti e a quella del matematico Medaglia Fields Alessio Figalli con oltre 300 giovani a Udine.
A trainare l’entusiasmo dei visitatori è stato anche il cartellone dei laboratori interattivi ed esperienziali, che ha registrato un vero e proprio boom di adesioni con la stragrande maggioranza degli appuntamenti andati sold out in pre-iscrizione. Grande partecipazione per le attività dedicate al mondo delle scuole e per i percorsi volti al benessere psicofisico, tra cui le apprezzatissime “passeggiate benessere”, le sessioni e lezioni di yoga e gli incontri dedicati alle strategie operative per la gestione dello stress e delle ansie quotidiane. Tra le iniziative che hanno fatto segnare il tutto esaurito si evidenziano il laboratorio di scrittura con l’intelligenza artificiale, la caccia al tesoro fotografico per le vie cittadine, la riscoperta degli spazi verdi urbani con “l’architettura della calma” e il laboratorio con le scrittrici Elisabetta Dami e Lucia Tancredi, dedicato all’esplorazione della parola come cura dell’anima.
“Il successo di questa quarta edizione e il sold out registrato da tanti laboratori per le famiglie dimostrano quanta sete vi sia di una divulgazione pratica, coinvolgente e rigorosa. Collega-Menti è un progetto realizzato interamente da docenti, ricercatori e personale tecnico e amministrativo del nostro Ateneo – sottolinea il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari -. L’interdisciplinarietà è la cifra identitaria del festival fin dalla sua nascita, nella convinzione che le sfide contemporanee vadano affrontate integrando cultura scientifica e cultura umanistica. La scelta di espandere capillarmente la rassegna in tutte le sedi universitarie si è rivelata vincente – continua il rettore Montanari – Il Friuli è il nostro territorio di riferimento e la risposta ricevuta a Udine, Pordenone, Gorizia e Gemona ci spinge a confermare con convinzione questa formula diffusa anche per il prossimo anno. In una società che spinge verso facili semplificazioni, l’Università rivendica il compito di raccontare la complessità e offrire strumenti critici alla comunità. Il nostro sentito grazie va a tutti coloro che hanno lavorato all’organizzazione e alle migliaia di cittadini e studenti che hanno vissuto con noi questa straordinaria festa del sapere, oltre che alla curatrice scientifica Barbara Gallavotti”.
Un’impostazione corale e un approccio rigoroso che trovano perfetto riscontro nelle parole della direzione scientifica della rassegna. “Scegliere il tema degli Equilibri per questa edizione è stata una sfida affascinante e al tempo stesso quanto mai necessaria – sottolinea la curatrice scientifica del festival, Barbara Gallavotti -. Oggi abbiamo sempre più l’impressione di aver perso l’equilibrio, di essere sul punto di cadere, e questo ci mette molto a disagio. Con questo festival abbiamo voluto proporre un punto di vista diverso: in un mondo in rapida evoluzione l’equilibrio non può che essere dinamico, e quanto più abbiamo l’impressione di perderlo tanto più è il momento di trovarne uno nuovo: adatto ai tempi che viviamo e al futuro che desideriamo costruire. Tutti insieme, ricercatori e cittadini, ognuno condividendo, anzi mettendo in collegamento, le proprie competenze e conoscenze, ma anche i propri valori, le proprie priorità e i propri desideri”.



















































