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"Junkie Musik" il nuovo album del producer e dj TY1

Milano, 10 ott. (askanews) – Si intitola “Junkie Musik” il nuovo album di TY1, tra i più riconosciuti e affermati producer e dj della scena hip hop italiana, da sempre protagonista di un percorso musicale che unisce ricerca, tecnica e contaminazione. Il disco già disponibile su tutte le piattaforme digitali per Thaurus in licenza esclusiva M.A.S.T./Believe.

Annunciato attraverso un trailer sui social, “Junkie Musik” continua a raccontare il rapporto viscerale di TY1 con la musica, insieme alla sua necessità di ascoltare, cercare, campionare e produrre. Un’attitudine che porta avanti da sempre e che in questo nuovo progetto torna a essere il punto di partenza.

Il percorso di TY1 comincia giovanissimo, all’interno della scena hip hop italiana, e attraversa oltre tre decenni di musica, collaborazioni e sperimentazione. Si afferma come dj e producer lavorando con alcuni dei protagonisti più importanti del rap italiano e sviluppando un linguaggio personale, capace di muoversi tra hip hop, elettronica e contaminazioni diverse, senza perdere il legame con la cultura da cui è partito.

Con “Junkie Musik”, TY1 costruisce un universo sonoro attraversato da alcune delle voci più rappresentative della scena italiana contemporanea: Noyz Narcos, Guè, Rrari Dal Tacco, Kid Yugi, Marracash, Rkomi, Nerissima Serpe, Ernia, Sayf, Frah Quintale, Gemitaiz, Joshua, Promessa, Macello, G.Mineiro, Ele A, 18K, Rasty Kilo, Flaco G, Caneda, YD Frost, Ivanbi, Kay Carter, JeFlako, R3versal, SKT, Freshmüla. Il disco mette in dialogo generazioni, attitudini e linguaggi differenti, mantenendo sempre al centro la visione di TY1.

Un percorso che era già stato anticipato da “SQUALO 2”, realizzata insieme a Guè e Nerissima Serpe, traccia che chiude la tracklist. Il risultato è un album in cui le diverse personalità degli artisti entrano nell’universo di TY1 e si confrontano con il suo modo di intendere il suono. Una scelta che riflette la sua identità di producer e dj: accogliere stimoli diversi, contaminarli e ricondurli a un linguaggio personale.

Al centro del progetto c’è ancora una volta il suo lato dj: “Junkie Musik” è un disco potente – pensato anche per essere suonato dal vivo e nei club – e attraversato da influenze diverse: hip hop, afro-music, rage, trap, baile funk, phonk e bass music.

È proprio dal rapporto quotidiano e viscerale con la musica che nasce il titolo “Junkie Musik”: TY1 si nutre di suoni come fosse junk food. Un bisogno costante, una vera dipendenza dall’ascolto. Ma il titolo racconta anche il modo in cui oggi consumiamo la musica: velocemente, attraverso skip continui e un flusso di nuove uscite che rende sempre più difficile fermarsi ad ascoltare davvero un album. “Junkie Musik” nasce, in questo senso, quasi in controtendenza. Dietro ogni traccia c’è un lavoro lungo e stratificato: idee sviluppate nel tempo, suoni ricercati, produzioni ripensate e influenze sedimentate negli anni.

Trump ringrazia Putin per l’accordo sul gasolio

Roma, 10 ott. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha ringraziato la Russia per aver accettato di fornire agli Stati uniti milioni di barili di gasolio, sulla base di un accordo raggiunto durante la conversazione telefonica avuta ieri con il presidente russo Vladimir Putin. L’annuncio è stato fatto durante un comizio a Syracuse, nello Stato di New York, dove Trump ha sottolineato l’importanza delle forniture russe per il mercato americano.

“E a proposito, oggi la Russia ha accettato di inviarci milioni e milioni di barili di petrolio, e si tratta di gasolio. È proprio quello di cui abbiamo davvero bisogno. Quindi grazie”, ha dichiarato Trump, accolto dagli applausi dei suoi sostenitori.

Il presidente americano aveva già annunciato che, durante il colloquio telefonico con Putin, era stata raggiunta un’intesa sulle forniture di gasolio dalla Russia agli Stati uniti. Trump non ha fornito ulteriori dettagli sulle quantità concordate né sulle modalità e sui tempi delle consegne.

Brunori Sas e Sanremo: Mi sono divertito, appuntamento entro 2035

Milano, 10 ott. (askanews) – L’emozione dei palazzetti, la magia dei teatri e la sorpresa di Sanremo, Dario Brunori, incontrando i giornalisti dopo lo spettacolo TuttoBrunori, canzoni e monologhi che lo vedrà protagonista nei prossimo mesi in un trionfale tour teatrale già praticamente tutto esaurito, ha parlato della sua esperienza all’Ariston. Partendo e ironizzando sulla sua ritrovata forma, che potrebbe far pensare a un ritorno in riviera ha spiegato.

“Mi si fatto una larva come dice mia mamma, anche se il primo di magrimento è nato per questo, non c’è niente. Non vi posso dire niente, anzi vi posso dire che non c’è niente in questo momento. A Sanremo penso, devo dire la verità, ci penso perché comunque io mi sono divertito quando ho fatto… contro ogni previsione! Ho capito che lo volevo fare come ogni cosa che ti neghi, invece quando l’ho fatto sono stato contento di farlo. Poi è bello perché il pubblico ti sente cantare per la prima volta una canzone dal vivo, quindi per un artista è una cosa incredibile. Quindi si dovrebbe fare…quindi è il 2035…no, no, no sicuramente no, ma anche perché è giusto aspettare, che uno non ma hai fatto uno buono, meglio che…la seconda volta, magari…”.

Schlein insiste: nè ingenui nè deboli, Pd sa qual è il suo ruolo e peso

Firenze, 10 ott. (askanews) – “Nel 2022 siamo andati alle elezioni tutti scombinati e abbiamo regalato una maggioranza parlamentare enorme a chi non era maggioranza nel Paese”, “la generosità e la responsabilità della prima forza di opposizione non va confusa con l’ingenuità o la debolezza, sappiamo qual è il ruolo del Pd nell’alleanza”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervistata alla festa del Foglio in corso a Palazzo Vecchio a Firenze.

“Abbiamo già costruito nelle regioni e nei comuni una alleanza che non è contro ma per fare cose, vogliamo metterci a disposizione dell’alleanza” senza la pretesa “autosufficienza” che è “stata un errore”, “ma senza dimenticare che ci sono differenze, nè le dimensioni” dei diversi partiti dell’alleanza progressista.

“E’ difficile essere più divisi di quanto lo è il centrodestra in questo momento” ha concluso la segretaria Dem.

Centrosinistra, Ruffini: tema non è vincere primarie ma elezioni

Roma, 10 ott. (askanews) – “Le primarie sono patrimonio del centrosinistra perché sono uno strumento per portare i cittadini a impegnarsi, a occuparsi della politica, ma di certo non sono al primo posto dei pensieri dei cittadini”. Lo ha detto il leader di Più Uno, Ernesto Maria Ruffini, all’assemblea del movimento in corso a Roma.

“Guardate – ha aggiunto – che non bisogna vincere le primarie, bisogna vincere le elezioni e cercare di far sì che la destra non rivinca le prossime elezioni”.

“L’unico obiettivo di chi ha un impegno politico nel centrosinistra è quello di far vincere il centrosinistra, riportando una maggioranza che si occupi del paese e non di una parte del paese”, ha aggiunto.

Legge elettorale, Amoroso: ci sono principi che sono il binario della valutazione

Firenze, 10 ott. (askanews) – “La legge elettorale è stata approvata, promulgata ed è già in Gazzetta. Ovviamente il riserbo è tale che non ci si avventura in valutazioni, posso dire che la Corte si è già occupata di legge elettorale, la legge Calderoli e successivamente quella che si abbinava alla riforma Renzi. Ci sono dei principi e questi costituiscono il binario per una valutazione che ovviamente spetterà alla Corte se e quando” riterrà. Lo ha detto Giovanni Amoroso, presidente della Corte Costituzionale, intervistato alla festa del Foglio in corso a Firenze.

E’ ottimista sul futuro della legge Stabilicum? “Come posso dirlo… Il percorso possibile è quello che si è visto negli altri due casi” ha risposto Amoroso. Comunque, “non sarò nella Corte” che si pronuncerà, “il mio mandato è in scadenza il 13 novembre” e “non sarò nella Corte che valuterà la legittimità costituzionale della legge sempre che venga sollevata”.

Trump: mi dovrebbeto dare otto premi Nobel per la pace

Roma, 10 ott. (askanews) – Durissimo attacco del presidente americano Donald Trump contro il Comitato norvegese per il Nobel, accusato di aver ignorato ancora una volta i suoi presunti meriti nella risoluzione dei conflitti internazionali, assegnando il premio per la Pace a Navi Pillay. In un lungo messaggio pubblicato sul social network Truth, Trump ha sostenuto che avrebbe meritato non uno, ma addirittura otto premi Nobel, uno per ciascuna delle guerre che afferma di aver risolto, e ha definito la decisione del Comitato “una macchia indelebile sulla Norvegia, che non sarà mai dimenticata”.

“Questa è la donna che ha ricevuto il premio Nobel per la Pace al posto dei grandi Stati uniti d’America, il cui rappresentante, IO, ha risolto otto guerre e fatto molte altre cose”, ha esordito Trump, prendendo di mira direttamente la vincitrice. “Non so nulla di questa donna, e nemmeno nessun altro! In realtà, per quanto ne so, nessuno ne aveva mai sentito parlare, a parte il fatto che, molto evidentemente, odia Israele. Non so che cosa abbia fatto questa donna”, ha aggiunto.

Il presidente americano ha quindi rivendicato il proprio ruolo nella risoluzione di otto conflitti, sostenendo che i leader dei Paesi coinvolti avevano inviato lettere al Comitato norvegese per sostenere la sua candidatura. “Ho risolto otto guerre e sto per risolverne, o vincerne, altre due, Iran e Russia-Ucraina. Entrambe stanno procedendo a una velocità vertiginosa”, ha scritto. Trump ha elencato gli otto conflitti che sostiene di aver concluso: Cambogia e Thailandia, Kosovo e Serbia, Repubblica democratica del Congo e Ruanda, Pakistan e India, Israele e Iran, Egitto ed Etiopia, Armenia e Azerbaigian, Israele e Hamas. “Ognuno di questi, in particolare quello tra Pakistan e India, sarebbe stato più che sufficiente per vincere il premio Nobel. In realtà avrei dovuto vincere otto premi Nobel per la Pace, non soltanto uno”, ha affermato.

Il presidente ha inoltre rivendicato di aver impedito all’Iran di dotarsi di armi nucleari, di aver ottenuto il rilascio degli ostaggi israeliani, di aver contribuito alla liberazione di oltre 900 prigionieri politici nell’Europa orientale e di aver riportato a casa 196 ostaggi detenuti in diversi Paesi. Ha citato anche la rimozione dal potere del presidente venezuelano Nicolas Maduro e il proprio ruolo nella prevenzione di possibili conflitti nella penisola coreana e nello Stretto di Taiwan.

“Ho salvato più vite di chiunque altro nella storia”, ha sostenuto Trump, richiamando anche le parole della leader venezuelana Maria Corina Machado, vincitrice del Nobel per la Pace nel 2025, che a suo dire avrebbe riconosciuto i suoi meriti quando gli consegnò il proprio premio. “Donald Trump ha risolto molte guerre e merita il premio Nobel per la Pace più di chiunque altro lo abbia mai ricevuto”, ha riportato il presidente, aggiungendo: “Sulla base del mio bilancio di pace, un bilancio che nessun altro ha mai raggiunto, sono d’accordo!”.

Trump ha poi attaccato le Nazioni unite, sostenendo che non hanno svolto alcun ruolo nelle sue iniziative diplomatiche. “Nonostante tutto questo, oggi il premio Nobel è stato assegnato a una persona liberal che lavora alle Nazioni unite, di cui nessuno ha mai sentito parlare. In tutte le guerre che ho risolto, non ho mai parlato con le Nazioni unite: non sono state di alcun aiuto”, ha scritto.

L’affondo più livoroso è stato riservato al Comitato norvegese e all’intera Norvegia, accusati di aver screditato definitivamente il riconoscimento. “Gli Stati uniti d’America, rappresentati da me, in qualità di vostro presidente, avrebbero dovuto ricevere il premio Nobel per la Pace, ma non lo hanno ricevuto. Questa è una macchia indelebile sulla Norvegia, che non sarà mai dimenticata”, ha dichiarato Trump.

“Il premio Nobel per la ‘Pace’ è stato screditato per sempre da un manipolo di ideologi radicali, antidemocratici e nemici della civiltà!”, ha concluso il presidente americano.

Torna il sole al Nord ma ancora piogge e temporali al Centro-Sud

Milano, 10 ott. (askanews) – L’attuale fase di marcata instabilità che sta interessando il territorio nazionale costituisce la risposta termodinamica all’ingresso della prima perturbazione atlantica strutturata della stagione autunnale. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che l’elevata temperatura della superficie del Mar Mediterraneo, a causa dell’eccesso termico accumulato durante i mesi estivi, fornisce un ingente quantitativo di vapore e calore all’atmosfera. Questa riserva energetica favorisce lo sviluppo di sistemi temporaleschi organizzati, precipitazioni localmente intense e persino tornado.

Nel corso del fine settimana la circolazione depressionaria persisterà sulle regioni centro-meridionali. La presenza di un minimo di bassa pressione di 1008 hPa posizionato sul Tirreno meridionale, in lento movimento verso la Grecia, manterrà attiva una Warm Conveyor Belt: questo canale di flusso pre-frontale convoglierà aria calda e fortemente umida dal Nord Africa (settore algerino-tunisino) verso il Meridione, il Basso Lazio e il Medio Adriatico, alimentando precipitazioni diffuse e abbondanti su terreni che presentano già un elevato grado di saturazione idrica a causa delle piogge dei giorni precedenti. Nella giornata di domenica l’instabilità interesserà in modo significativo il settore adriatico, con precipitazioni consistenti tra Abruzzo, Molise e Puglia, oltre a rovesci diffusi sul resto del Sud. A partire dal pomeriggio si assisterà a un graduale spostamento della perturbazione verso oriente, con l’apertura di ampie schiarite da ovest. Il Settentrione, la Toscana, il Lazio e la Sardegna registreranno condizioni soleggiate sin dalla mattinata.

Entro la giornata di lunedì il sistema perturbato abbandonerà definitivamente l’Italia, muovendosi verso la penisola balcanica e lasciando spazio a una residua ventilazione dai quadranti settentrionali con temperature temporaneamente inferiori alle medie del periodo.

Successivamente, si prevede una progressiva espansione dell’alta pressione, che favorirà un rapido incremento termico al Centro-Nord con valori massimi compresi tra 22 e 25°C, mentre il Meridione risentirà di una più graduale attenuazione delle correnti fresche da nord-est.

Wallace Chan a Shanghai, tra il monumentale e l’invisibile

Shanghai, 10 ott. (askanews) – La scala monumentale, ma anche una sorta di evocazione di ciò che è invisibile, in costante dialogo con la dimissione del fluido, il mondo acquatico. Al Long Museum di Shanghai è stata allestita la seconda mostra del progetto “Vessels of Other Worlds” dell’artista Wallace Chan, il cui primo capitolo si tiene a Venezia, nella Cappella di Santa Maria della Pietà. Un progetto che ripropone i tre “vasi” presentati a Venezia su scala molto più grande, con opere alte anche dieci metri. Utilizzando un materiale concepito per sfidare l’eternità come il titanio, Chan crea forme che evocano una costante mutazione, un’instabilità che apparentemente stride con la consistenza del metallo, ma probabilmente permette di oltrepassare di continuo delle soglie mentali, con l’intento di ampliare l’esperienza della mostra. Che a sua vota si pone come soglia tout-court, porta rivolta agli altri mondi evocati fin dal titolo.

Il Long Museum, con la sua struttura capace di accogliere opere monumentali e un’anima postindustriale di grande fascino, gioca un ruolo importante nell’esperienza della mostra e stabilisce una relazione positiva, nel senso di esistente e “data”, con la visione di Chan, il che contribuisce a rendere l’intero allestimento un “ambiente” unico, fluido per l’appunto, come il lavoro dell’artista di Hong Kong. E se le grandi sculture sono, oltre che imponenti, anche sovraccariche e molteplici, è altrettanto importante la dimensione sottile, inafferrabile, del progetto, quella che si poggia sulle ombre, sugli specchi, sull’evocazione di tutte le diverse emozioni che il lavoro vero e proprio può indurre negli spettatori, ciascuno individualmente. Ed è lo stesso Wallace Chan a sottolinearci l’importanza di questa dimensione invisibile, che è parte del progetto visibile, nonché la centralità del ruolo dello spettatore, che attiva le opere e, in un certo senso, fornisce a esse il senso più vero. Come se fossero dei grandi marchingegni venuto da un tempo diverso che la presenza umana, ogni presenza umana, ha la forza di mettere in azione, sia sul piano delle percezioni dirette, con gli specchi e le dinamiche partecipative, sia sul piano dell’ignoto, che ci accompagna passo dopo passo, alla ricerca di spiragli di chiarezza.

La mostra a Shanghai presenta anche opere provenienti da altri progetti di Chan, anch’essi legati a Venezia, e proprio con la città lagunare il legame, sempre in una dimensione a suo modo magica, è garantito da dei “portali” che mostrano in Cina le immagini della mostra e delle persone in Santa Maria della Pietà, mentre in Italia si vedono gli spazi del Long Museum e i suoi visitatori. Anche a questa semplice dinamica, banalmente creata con videocamera, schermo e una mediazione sul fuso orario, lo spazio mentale della mostra offre possibilità più ampie, che ben si adattano all’immagine del vascello che collega mondi e alternative, sempre con un sottofondo di problematicità – in questo caso le sensazioni “in differita” – che rende il discorso più affascinante e “reale”.

Una importante sezione dell’esposizione di Shanghai è poi dedicata al lavoro di Wallace Chan sui gioielli, punto di partenza della sua carriera e caratterizzato da un taglio particolare che porta il suo stesso nome. In queste sale la sensazione di trovarsi di fronte a un universo complesso e ricchissimo di immagini si completa con le farfalle e altre figure, ma a dominare l’orizzonte emotivo del progetto, nonostante l’incredibile preziosità di alcuni manufatti, sono sempre le sculture più grandi, che provano a contenere memoria, spirito e trasformazione, oltre a tutto quello che non riusciamo a toccare, ma che possiamo sentire e che vive intorno alle opere e a noi. (Leonardo Merlini)

sangiovanni è uscito con il singolo ok buonanotte

Milano, 10 ott. (askanews) – sangiovanni è uscito con ok buonanotte (Sugar Music), il nuovo singolo disponibile in digitale e in rotazione radiofonica. Il brano è il secondo estratto da Tutto bene grazie, il nuovo album in uscita il 13 novembre, già disponibile in pre-save e in pre-order nei formati fisici CD e VINILE con poster. In esclusiva sul sito di Sugar è disponibile nelle edizioni limitate: CD con il poster autografato e vinile giallo trasparente con poster autografato.

ok buonanotte, scritto da sangiovanni e Alessandro La Cava e prodotto da CELO, nasce dal desiderio di raccontare la quotidianità con uno sguardo leggero, ironico e profondamente condivisibile. Il brano lascia da parte il vissuto personale per entrare nelle piccole situazioni che appartengono un po’ a tutti: le giornate che iniziano già di corsa, la voglia di staccare, i programmi che cambiano all’ultimo e quelle discussioni improbabili che, senza nemmeno accorgercene, finiscono per diventare parte della nostra routine.

Con un sound pop fresco e un ritmo contagioso, ok buonanotte trasforma il caos delle giornate in qualcosa da vivere con un sorriso. È una canzone che invita a non prendersi troppo sul serio, a riconoscersi nelle piccole assurdità della vita quotidiana e, soprattutto, a trovare un motivo per cantarle insieme. Perché a volte non serve che tutto vada secondo i piani, basta un ritornello giusto per cambiare prospettiva.

Il nuovo singolo fa parte di Tutto bene grazie, l’album scritto da sangiovanni e Alessandro La Cava e prodotto da CELO e Pietro Posani in uscita il 13 novembre, un disco che mette al centro il presente e lo racconta come un percorso di crescita. Un disco che racconta il presente di sangiovanni senza cercare risposte definitive ma lasciando spazio alle domande, ai dubbi e alle contraddizioni che fanno parte del percorso di ogni persona. Le canzoni parlano di sentimenti personali che diventano universali come la paura di scegliere, la sensazione di essere in ritardo, la solitudine, ma anche il desiderio di farcela, il bisogno di condividere e il valore degli affetti.

L’album è anticipato dal singolo ti ho cercata (felicità), un brano sulla consapevolezza che la felicità è qualcosa che si trova dentro di sé e che si può scegliere di vivere ogni giorno. Il videoclip ufficiale, girato tra i portici di Bologna, città natale di Lucio Dalla, restituisce uno spaccato autentico della quotidianità di sangiovanni insieme ai suoi amici.

Cantautore veneto, sangiovanni fonde il pop contemporaneo con influenze urban e melodie leggere, trasformando la sua scrittura diretta in un racconto autentico delle emozioni. Con uno stile immediato e riconoscibile, riesce a unire freschezza e profondità, dando voce a una generazione in bilico tra sogni e fragilità.

Pena morte, Coalit-Ass. Sacco e Vanzetti: punizione disumana

Roma, 10 ott. (askanews) – La pena di morte è una punizione crudele, disumana, degradante e soprattutto irreversibile. Lo ricordano la Coalizione Italiana contro la Pena di Morte (Coalit) e l’Associazione Sacco e Vanzetti in occasione della Giornata mondiale ed europea contro la pena di morte del 10 ottobre. La prima fu celebrata dal 2003 su iniziativa della World Coalition Against the Death Penalty, di cui Coalit è stata tra i fondatori, mentre la seconda è stata istituita dal Consiglio d’Europa nel 2007.

“Nei certificati di morte dei giustiziati statunitensi si poteva leggere, alla voce causa del decesso, la parola ‘homicide’, omicidio. Un paradosso: lo Stato punisce l’omicidio commettendone uno a sua volta. E il danno più grave di questo omicidio di Stato è la sua irreversibilità”, sottolineano le due associazioni.

Emblematica la vicenda di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, immigrati italiani anarchici giustiziati sulla sedia elettrica nel Massachusetts nel 1927, dopo un processo segnato da pregiudizi politici e xenofobi. Solo nel 1977 il governatore Michael Dukakis riconobbe ufficialmente le ingiustizie del procedimento, senza annullare le condanne.

“Sacco e Vanzetti non sono soltanto due nomi consegnati alla storia. Sono il simbolo di ciò che accade quando il pregiudizio, la discriminazione e la paura del diverso entrano nelle aule di giustizia. La loro vicenda ci ricorda che i diritti umani o sono universali o diventano privilegi riservati a pochi”, dichiara Francesco Fortinguerra, dell’Associazione Sacco e Vanzetti. Quasi un secolo dopo, nel 2024, il tribunale giapponese di Shizuoka ha assolto Iwao Hakamada, ex pugile condannato a morte nel 1968 per un quadruplice omicidio. Liberato nel 2014, aveva trascorso quasi 48 anni in carcere, la maggior parte dei quali nel braccio della morte, dove in Giappone i detenuti vivono nell’angoscia di un’esecuzione annunciata soltanto poche ore prima.

“Da Sacco e Vanzetti a Hakamada, la storia dimostra che essere innocenti non basta a evitare una condanna a morte. Nessun sistema giudiziario è infallibile e nessuna esecuzione può essere annullata. Ma la nostra opposizione alla pena capitale non riguarda soltanto il rischio di uccidere una persona innocente: riguarda il principio stesso secondo cui nessuno Stato dovrebbe disporre della vita di un essere umano”, sottolinea Alessandra Ruberti, della Coalizione Italiana contro la Pena di Morte.

Le due associazioni ricordano inoltre che anche numerosi familiari delle vittime di reati violenti si oppongono alla pena capitale, rifiutando l’idea che un’altra morte possa rappresentare una forma di giustizia. Una giustizia autentica deve accertare le responsabilità, tutelare le vittime e mantenere aperta la possibilità del recupero sociale. “L’abolizione universale non è un traguardo simbolico, ma una responsabilità politica e civile che richiede impegno, cooperazione internazionale e scelte concrete”, afferma Fortinguerra.

Coalit e l’Associazione Sacco e Vanzetti rinnovano quindi il loro impegno per una moratoria universale delle esecuzioni e per l’abolizione definitiva della pena capitale. “Dietro ogni condanna c’è un essere umano, con la propria storia e la propria dignità. Anche chi ha commesso un crimine conserva diritti che nessuno Stato può cancellare. La pena di morte non è giustizia, ma una violazione irreversibile del diritto alla vita”, concludono le due associazioni.

Il «fattore Pillay», Nobel per la Pace, modifica le coordinate della politica internazionale

L’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Navi Pillay non rappresenta solo il doveroso riconoscimento a una vita spesa in difesa dei diritti umani, ma sta agendo come un inatteso catalizzatore geopolitico. Le reazioni delle cancellerie internazionali rivelano una dinamica nuova, capace di incrinare la narrazione di un mondo nettamente diviso tra Occidente e «Sud globale».

È un fatto di estremo interesse osservare come le posizioni espresse da diversi Stati membri dell’Unione Europea, dalla Commissione, dal Regno Unito, dal Canada e dal Giappone siano non dissimili rispetto a quelle della «maggioranza globale». Questa convergenza non è un mero esercizio di diplomazia verbale; costituisce un segnale che il consenso attorno a figure che testimoniano la giustizia universale sta superando le tradizionali linee di demarcazione ideologica.

Difficilmente un evento di tale portata resterà privo di conseguenze. Il plauso a Pillay agisce come un collante imprevisto, rafforzando i progetti di chi, da tempo, lavora sottotraccia per costruire ponti con l’altra metà del mondo, quella aggregata attorno al Coordinamento dei Brics.

In questo quadro, la diplomazia europea mostra segni di un pragmatismo rinnovato. Emmanuel Macron, con un approccio lungimirante, aveva già tracciato la rotta con importanti aperture di dialogo verso Brasile e India, sfruttando le loro presidenze di turno del Coordinamento Brics. È una strategia che mira a non isolare le nuove potenze emergenti, ma a integrarle in un dialogo paritario, evitando la trappola del bipolarismo novecentesco.

Anche l’Italia, lontano dai riflettori, sta esplorando nuove vie per trovare una formula istituzionale che consenta al nostro Paese di interloquire con i Brics non soltanto attraverso le relazioni bilaterali con gli undici Stati membri, ma con l’organizzazione in quanto tale. E di fare da apripista perché una simile strada sia intrapresa anche dall’Unione Europea. Si tratta di una sfida complessa, che richiede sensibilità e visione strategica, ma necessaria per superare la via avventurosa dello scontro, che caratterizza il tempo attuale.

In questo scenario, la vasta e inedita convergenza politica emersa attorno alle motivazioni che hanno portato al Nobel per Navi Pillay non è solo simbolica. Essa dimostra che, quando si parla di diritti e dignità umana, lo spazio per il dialogo esiste ancora. Nessun Paese può vantare una primazia in materia e, allo stesso tempo, nessuno Stato può pensare di calpestare impunemente tali diritti inviolabili.

Se son rose, fioriranno: le similitudini di giudizio sulla Pillay potrebbero costituire il terreno fertile per far sbocciare una nuova stagione di diplomazia multilaterale, dove i ponti contano più dei muri. La politica internazionale ha bisogno di queste scintille di dialogo per trasformare la competizione tra blocchi in una cooperazione basata su valori finalmente condivisi, su cui fondare il nuovo ordine globale multilaterale.

Nota redazionale importante: ho rispettato il testo, intervenendo soltanto sulla punteggiatura, sui refusi e sui grassetti. Prima della pubblicazione, tuttavia, occorre verificare l’attribuzione del Nobel per la Pace 2026 a Navi Pillay: non ho accertato ufficialmente questa notizia, che costituisce il presupposto dell’intero articolo.

Legge elettorale, il falso proporzionale che perpetua la Seconda Repubblica

Il bipolarismo non apre una nuova stagione

La nuova legge elettorale non segnerà l’inizio della Terza Repubblica, bensì il proseguimento ostinato e ancora più marcato della Seconda.

La nuova legge elettorale, che di fatto difende e promuove il bipolarismo esasperato, nascondendosi in maniera ibrida dietro un falso proporzionale, distorto da un premio di maggioranza abnorme, premiale per le coalizioni e i partiti più grandi, presenta anche altri aspetti fortemente critici.

Il numero esagerato di firme per la presentazione delle liste, i capilista bloccati e la subdola e intrinseca forzatura del premierato di fatto, attraverso una legge ordinaria che prevede l’indicazione del premier, altro non sono che l’accanimento di una minoranza della rappresentanza del Paese, che vorrebbe difendere il proprio sistema di autoconservazione.

Un sistema che, in questi ultimi trent’anni, ha profondamente dissestato il Paese e compresso in modo pericoloso lo spirito del dettato costituzionale.

 

La centralità del Parlamento tradita

Il dettato costituzionale si fonda sulla rappresentanza, sulla pluralità e sulla centralità del Parlamento, oggi invece trasformato in un luogo di scontro e sterile contrapposizione.

Un terreno fertile per radicalismi esasperati, sempre impegnati in un duello perenne e di parte, decisamente lontani dalle vere esigenze dei territori, del Paese e soprattutto degli italiani.

Molti profili di possibile incostituzionalità sono stati giustamente rilevati e sollevati, e su questi si dovrà assolutamente dare battaglia. Ma da oggi il tentativo di passaggio da una democrazia rappresentativa e parlamentare a una capocrazia è sul tavolo.

Gli italiani devono sapere che le regole della rappresentanza parlamentare, e dunque la legge elettorale, dovrebbero nascere da un’ampia condivisione, perché riguardano tutti.

Si afferma invece una logica di parte, che spinge sempre più il Paese verso la divisione e la litigiosità tra fazioni contrapposte, rinunciando a una visione costruttiva e unitaria.

Insomma, oggi assistiamo al trionfo del bipolarismo della Seconda Repubblica, non all’avvio di una Terza.

Lo «Stabilicum» e la distanza dalla Costituzione

Abbiamo assistito a una deriva di leggi elettorali sempre più lontane dalla Costituzione, sorte dopo la fine della Prima Repubblica, in un alternarsi di proposte e provvedimenti promossi da sinistra e da destra.

Con lo «Stabilicum» si raggiunge oggi l’apice dell’allontanamento dallo spirito dei padri e delle madri costituenti.

Si continua a inseguire la governabilità attraverso meccanismi che alterano la rappresentanza, anziché ricercare un equilibrio tra la necessaria stabilità degli esecutivi e la piena espressione della volontà popolare.

La vera Terza Repubblica: proporzionale e cancellierato

La vera Terza Repubblica potrà nascere soltanto con il ritorno a un clima unitario, pur nel rispetto delle giuste, legittime e marcate differenze politiche.

Occorre una legge elettorale il più possibile condivisa, che ci riporti alla fonte dello spirito e del dettato costituzionale e, quindi, a una vera legge elettorale proporzionale con preferenze.

A questa riforma si potrebbe e si dovrebbe accompagnare l’introduzione di un cancellierato italiano, sul modello tedesco, con sfiducia costruttiva, attraverso un’apposita legge costituzionale.

Una riforma costituzionale capace di dare maggiore forza al Governo e al Presidente del Consiglio, senza però comprimere o ledere il ruolo centrale del Parlamento e la funzione di garanzia, autorevole e insostituibile, della Presidenza della Repubblica.

 

Un passo indietro, non avanti

Solo così si potrà ridare voce e forza alla Repubblica, restituire rappresentanza ai cittadini e imprimere nuovo slancio a una democrazia sana, forte e pienamente realizzata.

La Terza Repubblica non nascerà dalla semplice modifica delle regole elettorali, tanto meno se queste continueranno a riprodurre le distorsioni che hanno segnato gli ultimi trent’anni.

Oggi non si sta compiendo un passo avanti. Si sta compiendo un passo pericolosamente indietro.

 

Mattia Orioli

Presidente del Comitato Iniziative Popolari

La salute comincia in casa. Ma quanto ne sappiamo davvero?

Un mal di testa, qualche linea di febbre, un raffreddore. Disturbi comuni che spesso affrontiamo autonomamente, cercando una soluzione nell’armadietto dei medicinali di casa.

L’automedicazione, se praticata correttamente, rappresenta una risorsa preziosa. Richiede però conoscenza e attenzione: anche un medicinale acquistabile senza ricetta presenta controindicazioni, possibili interazioni ed effetti indesiderati.

Un fenomeno che riguarda milioni di italiani

Secondo Federchimica Assosalute, su dati New Line Ricerche di Mercato, nel 2025 in Italia sono state vendute quasi 292 milioni di confezioni di medicinali senza obbligo di prescrizione (OTC e SOP), per circa 3,2 miliardi di euro.

A queste si aggiungono gli integratori alimentari: secondo Integratori & Salute, il settore supera i 5 miliardi di euro, con circa 318 milioni di confezioni vendute annualmente. Oltre 35 milioni di italiani li hanno utilizzati nell’ultimo anno e il 34% degli intervistati dichiara di sceglierli autonomamente.

Numeri che rendono evidente l’importanza di conoscere ciò che assumiamo.

 

Gli errori che non ci aspettiamo

Pensiamo a chi assume paracetamolo come antidolorifico e successivamente un medicinale per i sintomi influenzali, senza accorgersi che entrambi contengono lo stesso principio attivo. Due prodotti differenti che possono portare a superare le dosi raccomandate, con possibili danni anche gravi al fegato.

Oppure a chi, durante una terapia anticoagulante, assume autonomamente ibuprofene per un mal di denti, aumentando il rischio di sanguinamento.

Anche l’uso prolungato di spray nasali vasocostrittori può provocare una congestione di rimbalzo, spingendo a utilizzarli sempre più frequentemente, e causare effetti cardiovascolari, tra cui un aumento della pressione arteriosa, soprattutto nei soggetti predisposti.

La stessa attenzione dovrebbe accompagnare l’uso degli integratori alimentari, spesso considerati innocui perché contenenti sostanze di origine naturale. Un esempio è l’iperico, presente in alcuni preparati per il tono dell’umore, che può interagire con numerosi medicinali, riducendo l’efficacia di alcune terapie.

Uno studio esplorativo italiano pubblicato nel 2023 su Current Neuropharmacology, condotto su 717 partecipanti, ha rilevato che il 17,7% dichiarava un uso improprio o abusivo di farmaci da banco. Tra coloro che avevano acquistato OTC senza indicazione di un professionista sanitario, il 43,7% aveva ricevuto il consiglio di un familiare e il 21,7% quello di un amico o conoscente. Sebbene il campione non sia rappresentativo della popolazione italiana, questi risultati offrono uno spunto di riflessione sul peso dell’esperienza altrui nelle scelte di automedicazione.

Infatti il vero rischio, talvolta, non è ciò che non sappiamo, ma ciò che crediamo di sapere.

 

La conoscenza come prima forma di prevenzione

L’abitudine a utilizzare un medicinale, così come la fiducia riposta nei consigli di amici e familiari, può abbassare la nostra soglia di attenzione, facendoci dimenticare che un prodotto efficace per una persona potrebbe essere inadatto, o persino rischioso, per un’altra.

Da qui emerge l’importanza di promuovere una maggiore educazione sanitaria, che fornisca ai cittadini gli strumenti necessari per conoscere i medicinali, comprenderne i limiti e riconoscere le situazioni in cui è opportuno rivolgersi al medico, prevenendo così errori spesso legati a convinzioni sbagliate o informazioni incomplete.

In questo percorso assume un ruolo fondamentale il farmacista, la cui competenza professionale, unita al dialogo diretto con il cittadino, permette di chiarire dubbi, individuare possibili rischi e orientare verso scelte appropriate, anche nella gestione dei disturbi più comuni.

Chiedere consiglio al farmacista, anche quando si acquista un medicinale senza ricetta, dovrebbe quindi diventare un’abitudine naturale e consapevole, un gesto di responsabilità che contribuisce concretamente alla tutela della nostra salute.

La famiglia interroga la Chiesa: in Vaticano il confronto sulle nuove realtà

La persona al centro

L’approccio più frequente al tema della famiglia è quello sociologico, che certamente è importante, in quanto, tra l’altro, permette di individuarne le trasformazioni con cui occorre misurarsi. Ma — ecco il punto spesso trascurato — occorre tenere presente che la famiglia è essenzialmente una comunità “personocentrica”, nel senso che è la prima comunità nella quale la persona si trova a vivere: con la consapevolezza di tale peculiarità vanno affrontate le res novae della famiglia.

Quindi, pur nella diversità delle odierne configurazioni, essa rimane prima di tutto una comunità di persone, nella quale ogni persona trova accoglienza nella sua specificità individuale e nel suo sviluppo originale. Con ciò voglio dire che, senza far torto alla dimensione sociale, economica e politica della famiglia, è essenziale muovere dall’idea di persona e dalle concrete persone che la costituiscono.

Al riguardo può servire una definizione che della “persona” ha dato il filosofo Jacques Maritain: “bisogno di avere e di dare”, per dire che le sono costitutivi il bisogno di ricevere e il bisogno di donare. Ciò significa che relazionalità e individualità sono costitutive della persona e nella famiglia trovano originale traduzione.

 

Un dono e un compito

Questa connotazione porta a dire che la categoria qualificante della famiglia è l’amore: essa è “comunità d’amore”. In tale ottica Leone XIV la caratterizza per un duplice aspetto: è un dono, perché gratuitamente godiamo dell’amore familiare nelle sue diverse versioni — coniugale, genitoriale, filiale, fraterna, parentale —; è un compito, perché richiede l’adempimento di doveri da svolgere con gratuità e generosità.

In occasione del Giubileo delle famiglie, papa Leone ha caratterizzato la famiglia come «segno di pace per tutti, nella società e nel mondo», volta a realizzare una comunione fondata sull’amore. La famiglia allora è il luogo privilegiato per vivere «un legame libero e liberante di umanità e di cura vicendevole». Queste parole racchiudono nel modo più semplice e preciso il senso della famiglia, la quale per sua struttura coniuga insieme legami e libertà, cura e reciprocità.

Sarebbe troppo facile ricordare antichi modi di dire che parlano di “fratelli coltelli” e di “parenti serpenti”, che certamente trovano riscontro nella realtà, ma che costituiscono dei tradimenti del senso della famiglia. Occorre conoscere questi pericoli per evitarli, non per diventare pessimisti nei confronti della famiglia, la quale — ha detto papa Prevost in un’udienza al corpo diplomatico — è una «società piccola, ma vera, anteriore a ogni civile società».

Pertanto c’è bisogno di maneggiare con cura il gioiello che è la famiglia, rispettandone alcune condizioni di esercizio che riassumerei nelle tre effe di fiducia, fedeltà e fecondità.

In altra occasione, nella visita in Spagna, Leone XIV ha affermato che «la famiglia sarà sempre la prima scuola di umanità, dove si apprende, prima che in qualsiasi altro luogo, la grammatica elementare della convivenza: accogliere la vita, prendersi cura dell’altro, perdonare, servire e sentirsi parte di qualcosa».

 

In ascolto delle fragilità

Quanto accennato fa ovviamente riferimento alla famiglia in senso naturale e cristiano, mentre della complessità delle famiglie nell’odierna società Leone XIV ha deciso di occuparsi in un incontro con i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo per il decennale di Amoris laetitia, l’esortazione postsinodale di papa Francesco che, fin dal suo apparire, ha suscitato un vasto interesse nella società contemporanea e nel mondo cattolico.

A dieci anni di distanza, questo incontro, aperto in Vaticano per durare una settimana (dal 7 al 14 ottobre), permetterà di capire quale atteggiamento la Chiesa può tenere di fronte alle res novae della famiglia e come coniugare nova et vetera.

In apertura dell’incontro, papa Prevost ha posto una serie di interrogativi a indicare l’atteggiamento che dovrebbe essere assunto: mettersi in ascolto per un verso e alla ricerca per l’altro, nella consapevolezza delle situazioni di fragilità. La sfida non è solo quella di «interpretare queste realtà, ma di lasciare che esse ci interpellino e stimolino la nostra responsabilità pastorale».

Nella meditazione d’apertura suor Helen Alford, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha evidenziato il senso dell’«annuncio del Vangelo della famiglia e alla famiglia», perché la famiglia «non solo annuncia attivamente il Vangelo ma ha anche bisogno di ricevere tale annuncio».

 

Riscoprire la bellezza dei legami

In tale ottica, due questioni vorrei segnalare. In primo luogo, il nesso tra persona e famiglia, in quanto, se la famiglia perde il senso della persona, si snatura inevitabilmente. Dunque la dimensione personocentrica dovrebbe costituire il criterio di valutazione delle novità della famiglia.

In secondo luogo, il nesso tra bellezza e famiglia: un rapporto trascurato, mentre, se non è edulcorato, costituisce il presupposto di un valido approccio alla famiglia che vale per tutti, ma specialmente per i giovani, i quali della bellezza sono affamati e la cercano, ma trascurando la famiglia.

Eppure è difficile innamorarsi di qualcosa se non se ne vede la bellezza. Per questo è auspicabile — ha detto Leone XIV — che la Chiesa sappia mettere in luce «la bellezza del piano di Dio per il matrimonio e la famiglia e la sua chiamata all’amore e alla tenerezza».

La famiglia è il «primo ambiente — ha scritto in Magnifica humanitas (n. 165) — in cui ognuno sviluppa le proprie potenzialità, prende coscienza della propria dignità e impara le prime forme di verità e di bontà, interiorizzando abitudini che preparano alla vita sociale».

Panama, terremoto magnitudo 7,6 semina il panico nella capitale

Roma, 10 ott. (askanews) – Un terremoto di magnitudo 7,6 sulla scala Richter ha colpito Panama, provocando il panico nella capitale e il crollo di alcuni edifici. Al momento non sono state segnalate vittime. La scossa si è verificata alle 12.56 ora locale (le 19.56 italiane), con epicentro a 10 chilometri da Pitaloza Arriba, nella provincia di Herrera, nella parte centro-meridionale del Paese, secondo quanto riferito dallo Usgs (Servizio geologico degli Stati Uniti).

Successivamente, i servizi specializzati statunitensi hanno diramato un’allerta tsunami per la parte orientale dell’Oceano Pacifico. La minaccia è ormai rientrata e non sussiste più alcun rischio di tsunami, ha comunicato il sistema statunitense di allerta tsunami.

Inizialmente, lo Usgs aveva indicato una magnitudo di 8, per poi correggerla a 7,6. La scossa è stata registrata a una profondità relativamente ridotta, pari a 12 chilometri.

“Sono sotto shock e non sono riuscito a mettermi in contatto con la mia famiglia”, ha raccontato Luis Poveda, dipendente di uno stabilimento industriale situato a Santiago de Veraguas, nella parte centrale del Paese. Secondo le immagini diffuse dai media locali, un hotel è parzialmente crollato nella città di Penonomé, 150 chilometri a sud-ovest della capitale Panama. Anche una chiesa dello stesso comune ha riportato gravi danni e su altri edifici sono comparse delle crepe.

“Siamo usciti tutti di corsa dall’edificio, i cavi elettrici oscillavano”, ha raccontato all’Afp Arnulfo Santos, un altro lavoratore intervistato a Santiago de Veraguas.

La protezione civile stava valutando i danni, rilevati soprattutto nelle regioni centrali di Herrera, Azuero, Veraguas e Los Santos. Secondo le immagini diffuse dalla stampa locale, una strada nella provincia di Veraguas presentava delle crepe.

Il terremoto, avvertito per circa un minuto, è stato percepito con particolare intensità a Panama, dove migliaia di persone, in preda al panico, hanno abbandonato gli edifici, secondo quanto constatato dalla France Presse.

I terremoti colpiscono raramente la capitale e si verificano soprattutto nella provincia di Chiriqui, nella parte occidentale del Paese, al confine con la Costa Rica. Secondo i rapporti preliminari del Sinaproc (Sistema nazionale di protezione civile), la scossa è stata avvertita in tutto il Paese e persino a San José, capitale della vicina Costa Rica.

Per quanto riguarda il Canale di Panama, situato a circa 200 chilometri dall’epicentro del terremoto, le operazioni proseguivano “normalmente”, ha annunciato l’ente che gestisce la via navigabile. “Sono stati attivati i protocolli di emergenza” e gli impianti sono attualmente sottoposti a ispezioni “per individuare eventuali danni”, ha dichiarato in un comunicato l’Autorità del Canale di Panama (Acp), responsabile di questa via di comunicazione che collega gli oceani Pacifico e Atlantico.

Secondo i dati di tracciamento di Lseg Workspace, circa 90 navi, tra cui portarinfuse, petroliere e portacontainer, erano in attesa alle due estremità di questa strategica via navigabile, per attraversarla oppure attraccare ai moli che servono i terminal di stoccaggio e le strutture per il trasbordo delle merci.

Secondo l’istituto locale di geoscienze, dopo la potente scossa sono state segnalate più di dieci forti repliche, alcune delle quali di magnitudo 6 sulla scala Richter. Sul proprio account del social network X, il presidente di Panama, José Raúl Mulino, ha dichiarato di aver chiesto agli organismi specializzati di fornirgli “rapporti sugli effetti” del sisma, invitando al contempo la popolazione a mantenere la calma.

Lunedì prossimo Panama avrebbe dovuto organizzare un’esercitazione nazionale di evacuazione per verificare la capacità del Paese di intervenire in caso di terremoto. Anche il Venezuela e la Colombia sono stati colpiti da forti terremoti negli ultimi mesi, che complessivamente hanno provocato migliaia di vittime.

Il ministero dell’Istruzione ha annunciato la sospensione delle lezioni su tutto il territorio nazionale, in “tutti gli istituti scolastici”. Il sistema statunitense di allerta tsunami aveva avvertito che onde di tsunami avrebbero potuto raggiungere le coste del Pacifico orientale, dal Messico al Perù, segnalando la possibilità di onde “pericolose (…) nelle successive tre ore”.

Lo Usgs ha stimato che le perdite economiche potrebbero ammontare a una cifra compresa tra l’1 e il 10 per cento del prodotto interno lordo di Panama. Secondo il fornitore di energia elettrica Naturgy, sei province sono rimaste senza corrente. Anche l’aeroporto internazionale di Tocumen, uno dei principali hub del trasporto aereo regionale, ha sospeso i voli.

Nestor Luque, direttore dell’Istituto di geoscienze di Panama, ha dichiarato che il terremoto è stato provocato dal sistema di faglie Azuero-Sona, caratterizzato da un accumulo di pressione protrattosi per lungo tempo. “Si tratta di un sistema di faglie attive che, di tanto in tanto, a causa dell’accumulo di tensioni, rilasciano una quantità di energia di questa portata”, ha spiegato, “I segnali sismici si sono propagati su tutto il territorio nazionale, il che spiega perché il terremoto sia stato avvertito ovunque”.

Trump annuncia intesa con Putin per immettere gasolio russo su mercato

Roma, 9 ott. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il presidente russo Vladimir Putin che consentirà a Mosca di immettere “immediatamente” gasolio sul mercato globale.

Trump ha spiegato che Putin ha accettato di fornire subito 300mila tonnellate di gasolio, seguite da altre 500mila a novembre e da un ulteriore milione di tonnellate in seguito.

“I prezzi del gasolio per gli americani e, in effetti, per il mondo intero SCENDERANNO RAPIDAMENTE E IN MISURA RECORD!”, ha scritto Trump sul social network Truth. I prezzi del gasolio negli Stati Uniti sono raddoppiati dall’inizio della guerra con l’Iran, a febbraio, mettendo sotto pressione i repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato, a causa dell’aumento del costo della vita.

Secondo l’AAA, il prezzo medio del gasolio negli Stati Uniti è attualmente di 6,28 dollari al gallone, in calo rispetto al record di 6,53 dollari raggiunto alla fine di settembre.

Poco dopo l’annuncio di Trump, il Dipartimento del Tesoro statunitense ha formalmente rilasciato una licenza temporanea che autorizza l’immissione sul mercato del gasolio russo.

Kirill Dmitriev, inviato speciale di Putin, ha accolto con favore l’accordo sui social media, dichiarando: “La cooperazione tra Russia e Stati Uniti nel settore del gasolio e dell’energia porterà benefici al mondo intero”.

Si tratta dell’ultimo tentativo del presidente statunitense di ridurre i prezzi dei carburanti negli Stati Uniti. All’inizio di questa settimana, Trump ha dichiarato che stava “valutando” la possibilità di sospendere l’imposta federale sulla benzina. Ha inoltre annunciato che avrebbe consentito l’utilizzo sulle autostrade statunitensi del cosiddetto red-dyed diesel, un tipo di gasolio contrassegnato da un colorante rosso, normalmente esente dall’imposta federale, senza che venisse applicata tale imposta.

Trump è inoltre riuscito a esercitare pressioni sui Paesi del G7 affinché immettessero sul mercato 100 milioni di barili di petrolio e gasolio provenienti dalle riserve strategiche, allo scopo di attenuare i timori relativi all’approvvigionamento. In precedenza, aveva anche sostenuto le richieste di vietare le esportazioni di gasolio dagli Stati Uniti.

Lgct Roma, vince la pioggia: rinviata la Global Champions League

Roma, 9 ott. (askanews) – A prendersi la scena nel pomeriggio della prima giornata di gare del Longines Global Champions Tour, uno dei circuiti internazionali più prestigiosi del salto ostacoli, è stata la pioggia. Dopo una mattinata dedicata alle gare 2 stelle, con Luca Coata e Stefano Nogara che hanno trionfato rispettivamente nella 1.40m a tempo e nella 1.25 a fasi consecutive, è saltata larga parte del programma pomeridiano – si legge in una nota – con il solo primo 5 stelle valido per la qualificazione al LGCT Grand Prix di domenica che si è concluso regolarmente, mentre la Global Champions League è stata definitivamente rinviata a domani, sabato 10 ottobre.

L’unica gara 5 stelle andata in scena nella prima giornata del concorso capitolino è stata la prova individuale di 1.60m che ha qualificato i primi 10 classificati al LGCT Grand Prix di domenica. Tre gli italiani che hanno staccato il pass per l’appuntamento più importante del weekend capitolino, con Riccardo Pisani che ha centrato il secondo posto, seguito dalla sua allieva Greta Lepratti, quarta, e da Elisa Chimirri, settima.

Un risultato che assume un significato particolare alla luce del legame sportivo tra Pisani e Lepratti: il cavaliere lombardo, di grande esperienza, è infatti anche l’allenatore della giovane amazzone, fresca vincitrice del titolo europeo Young Rider conquistato lo scorso luglio ad Hagen, in Germania. Un sodalizio iniziato soltanto a gennaio e già capace di regalare importanti soddisfazioni, che nella cornice di Tor di Quinto ha visto maestro e allieva confrontarsi sullo stesso tracciato, confermando la qualità del lavoro svolto insieme e il valore di due protagonisti del salto ostacoli italiano.

In sella a Chacco’s Lawito PS, Pisani chiude senza penalità in 71″97, preceduto soltanto dall’americana Kristen Vanderveen, vincitrice su Bull Run’s Jireh con un netto in 69″08. Completa il podio l’irlandese Harry Allen su Edison de Hus, senza errori in 73″46. Ottima quarta posizione per la campionessa d’Europa giovanile Greta Lepratti su Mercy van’t Ruytershof, netto in 75″73. Settimo posto per Elisa Chimirri, che su Calandro Z conclude senza penalità in 77″89. Tra le due amazzoni italiane si inseriscono il rappresentante di Monaco Iñigo Lopez De La Osa Franco, quinto su Nacco Blue DNL in 76″54, e la svizzera Jane Richard, sesta su Aequitus vh Bergerhof Z in 77″28, entrambi senza errori. Chiudono la top ten, tutti con quattro penalità, la tedesca Katrin Eckermann su Iron Dames Cascajall NRW (70″68) e il connazionale Patrick Stühlmeyer su Baloutaire PS (72″19), seguiti dal belga Gilles Thomas su Luna van het Dennehof (72″96).

Nobel Pace, Israele e Usa furiosi col mondo per il premio a Pillay

Roma, 9 ott. (askanews) – L’annuncio del conferimento del Premio Nobel per la Pace 2026 a Navanethem “Navi” Pillay, la giurista che alla guida della commissione d’inchiesta Onu stabilì che durante la guerra a Gaza Israele aveva commesso un genocidio, ha scatenato la furia cieca di Tel Aviv e Washington, che hanno attaccato in maniera scomposta il Comitato norvegese del Nobel e la Corte Penale Internazionale, di cui Pillay è stata una delle prime giudici.

Insignita del premio “per il suo impegno nella promozione della pace e del diritto internazionale”, l’85enne sudafricana, che al momento dell’annuncio si trovava a Norimberga (i cui processi l’avevano sempre affascinata), ha dapprima scherzosamente minacciato: “Se applaudite un po’ più forte potrei dividere il premio con Trump…”, riferendosi alle innumerevoli volte in cui il presidente Usa ha rivendicato per sé il premio, ma poi ha rivelato di essere “rimasta sorpresa dal fatto che la motivazione parli di coraggio, perché non ci vuole coraggio per dire la verità, basta vedere i fatti, interpretare la legge e prendere una decisione imparziale”. E “quel che accade a Gaza – ha rivendicato – può definirsi genocidio”.

Dedicando il premio “a tutti i sopravvissuti ai crimini internazionali” e a “quanti difendono la giustizia penale internazionale”, Pillay ha lanciato un messaggio “forte sulle priorità che il mondo deve darsi: la giustizia e la tutela dei diritti umani. Il mio messaggio ai leader politici, è che avete un obbligo giuridico: al di là di qualsiasi altro impegno morale, avete l’obbligo legale di proteggere i diritti umani, di evitare la guerra e di rendere concreta la Carta delle Nazioni Unite. È un obbligo che chiedo a ogni Stato di adempiere. L’ultima cosa che vogliamo è che gli Stati canaglia agiscano di propria iniziativa, come nel caso degli attacchi alla Corte Penale Internazionale”. Quasi una profezia.

E mentre il mondo iniziava a celebrare l’opera di Pillay (“Poche persone hanno dedicato la propria vita alla giustizia, alla pace e alla dignità umana quanto lei”, ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen; “Ha dimostrato anche che la difesa dei diritti umani è la garanzia più sicura contro le ingiustizie”, ha commentato il segretario generale Onu Antonio Guterres; “Un riconoscimento davvero meritato e quanto mai opportuno, in un momento in cui il diritto internazionale è sottoposto a crescenti pressioni”, ha scritto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa), Israele ha iniziato a lanciare le sue bordate.

Il ministero degli Esteri israeliano ha dapprima scritto che con la sua decisione “il Comitato Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo” e che “Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall’inferno”, poi è arrivata la velenosa dichiarazione del primo ministro Benjamin Netanyahu: “Il Comitato per il Nobel ha perso la bussola morale. Ha conferito il suo massimo riconoscimento a una persona intollerante che ha costruito la propria carriera inventando e diffondendo calunnie antisemite contro l’unico Stato ebraico al mondo”.

Dall’altra parte dell’Atlantico il presidente americano Trump si è inizialmente limitato a condividere un post dello studio legale del suo avvocato David Schoen: “Oggi il Comitato per il Nobel si è screditato in modo irreparabile e ha sminuito il prestigioso Premio Nobel per la Pace assegnandolo a Navi Pillay dell’Onu. Pillay nutre un odio sfacciato verso l’America e Israele. Nel suo ruolo ha esaltato i terroristi e premiato Hamas. Ha condotto una finta ‘indagine’, sostenendo che Israele abbia commesso un genocidio, sollecitando che venga perseguito. Non gode di alcuna credibilità in alcun ambito serio e non ha mai fatto nulla per promuovere la pace. Tutt’altro”. Ma più tardi l’Amministrazione Usa ha scatenato una vera e propria rappresaglia per la decisione di conferire il premio a Pillay, con il segretario di Stato Marco Rubio che ha annunciato sanzioni alla Cpi (che nel 2024 ha emesso un mandato d’arresto nei confronti di Netanyahu): “Oggi gli Stati Uniti sanzioneranno la Corte penale internazionale. Vieteremo le transazioni con questa corte canaglia, tagliando le sue risorse e paralizzando la sua capacità operativa. Ci aspettiamo – ha minacciato Rubio – che i nostri alleati, molti dei quali fanno parte della Cpi e si affidano ai militari americani per la propria difesa, mettano un freno alla Corte”.

La decisione dell’Amministrazione Usa è stata definita “deplorevole” dalla Commissione europea, la quale ha assicurato pieno appoggio al Tribunale dell’Aia. “L’Ue collaborerà strettamente con la Cpi per garantirne la continua ed efficace operatività. Restiamo inoltre impegnati – ha proseguito la Commissione guidata da Von der Leyen – a lavorare con tutti i 125 Stati che fanno parte dello Statuto di Roma per preservarne e rispettarne l’indipendenza, affinché la Corte possa proseguire la sua missione fondamentale”.

Non solo Europa: al fianco della Cpi sono poi scesi in campo anche Canada, Danimarca, Germania, Francia, Italia, Giappone, Paesi Bassi e Regno Unito: “Noi, Stati membri dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale – hanno affermato i ministri degli Esteri degli otto Paesi in una dichiarazione congiunta -, ribadiamo il nostro continuo e incrollabile sostegno all’indipendenza, imparzialità e integrità della Cpi. In qualità di convinti sostenitori della Corte Penale Internazionale esprimiamo il nostro rammarico e la nostra ferma opposizione all’annuncio delle sanzioni che gli Stati Uniti intendono imporre alla Corte”.

Insomma, Israele e Stati Uniti contro tutti. O perlomeno, contro quella parte di mondo che crede fermamente allo stato di diritto e all’ordinamento giuridico internazionale.

(di Massimo Santucci).

Poste, Moody’s conferma rating Baa2: rafforzata da acquisto Tim

Roma, 9 ott. (askanews) – Moody’s ha confermato il rating Baa2 su Poste Italiane, dopo il completamento dell’offerta su Tim Telecom Italia di cui si ritrova ora circa l’87% del capitale. L’Outlook su Poste resta stabile, riferisce l’agenzia di rating con un comunicato.

La valutazione di affidabilità creditizia “riflette la nostra aspettativa che l’operazione rafforzerà il profilo di business di Poste Italiane tramite accresciute economie di scala, maggiore diversificazione dei servizi e un miglioramento dell’impronta internazionale, mentre il profilo finanziario – afferma Moody’s – resterà coerente con l’attuale livello di rating”.

Andaf: energia e talento, un binomio per il futuro delle imprese

Roma, 9 ott. (askanews) – Mai come in questo momento l’energia sta rivelando quanto sia strategica. Lo scenario geopolitico e le sfide tecnologiche in atto ne stanno facendo emergere tutto il valore, dimostrando come non sia assolutamente qualcosa di scontato. La sfida che aziende e decisori hanno davanti richiede una capacità di guardare oltre il breve termine, richiede strategia. Per questo il Congresso nazionale Andaf (Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari), giunto alla sua quarantottesima edizione si è interrogato sul connubio “Energia e Talento, motori del futuro”. Una tre giorni di riflessioni cui hanno partecipato anche rappresentanti del governo come il ministro per l’Ambiente e la sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, con un videomessaggio.

Agostino Scornajenchi, Presidente Andaf e Ad Snam: “L’energia è oggi al centro dell’attenzione della politica quotidiana, della comunicazione, dei giornali. Questo non è un caso. Forse veniamo da anni in cui pensavamo che l’energia fosse qualcosa di assodato, fosse qualcosa di garantito. Hanno scoperto che le cose effettivamente non stanno così e mai come adesso ci si rende conto che l’energia è il frutto di scelte che vengono prese lontano nel tempo e che l’elemento centrale è quello della pianificazione, è la definizione di strategie di lungo termine. E qua che si interseca col talento. Effettivamente nulla può essere fatto in campo energetico dalla mattina alla sera, nessun problema può essere risolto dalla mattina alla sera, tutto quello che facciamo e tutto quello che abbiamo è l’eredità di un talento straordinario di chi ci ha preceduto, e noi oggi lo stesso talento lo dobbiamo ricercare applicare, in modo tale che chi verrà dopo di noi, e che non potrà discutere con noi, possa ricevere un sistema della stessa qualità, della stessa competenza e della stessa resilienza di quello che abbiamo ricevuto noi”.

In tale direzione si inserisce proprio il ruolo di Andaf, in una fase in cui il compito che i direttori finanziario sono chiamati a svolgere non è più solo presidio dei numeri ma guardare a uno scenario ben più ampio a 360 gradi.

Paolo Fanti, Direttore generale di Andaf: “Il Cfo oggi deve abilitare gli investimenti all’innovazione, al cambiamento, allo sviluppo delle imprese, e portare valore, portare valore anche attraverso il talento. Oggi il talento, le competenze, gli interessi e le relazioni che danno valore alle imprese mancano si chiama talent shortage non solo nei giovani ma anche nelle nostre imprese che richiedono competenze. Su questo Andaf sta lavorando da tempo per portare competenze e anche aggiornamento costante attraverso il networking ma anche attraverso una Academy che porta corsi alle aziende e ai cfo se fu proprio per integrare il talento che manca. In una recente nostra survey tri nostri partner è stato rilevato che solo uno su cinque si sentono confidenti nel governare il cambiamento che a che fare con l’intelligenza artificiale, quindi 4 su 5 si sentono in difficoltà ed è questo il bisogno che vogliamo colmare attraverso eventi, attraverso formazione, attraverso forum, per esempio quello nuovo sull’intelligenza artificiale che ha avuto 300 partecipanti, Un momento quindi di aggregazione associativa che ha però valore per le imprese e per quanto riguarda il cfo una figura di riferimento, per permettere non solo l’innovazione con gli investimenti, ma anche uno sguardo verso il futuro, perché i bilanci non devono guardare solo il passato, ma dare una visione verso le prospettive di crescita e le soluzioni e i problemi”.

Acqua, Decollanz: risorsa strategica sociale ed economica

Roma, 9 ott. (askanews) – “La risorsa idrica è sempre più necessaria e strategica non solo da un punto di vista sociale ma anche da un punto di vista economico e dello sviluppo, lasciatemi dire, democratico perchè dove c’è acqua c’è democrazia. Il nostro compito è mettere a disposizione queste risorse per i prossimi anni, per le future generazioni soprattutto nei paesi dove questa risorsa è più scarsa in un sistema ecosostenibile dal punto di vista sociale ed economico. Su questo bisogna lavorare insieme”.

Lo ha evidenziato Luigi Decollanz, presidente di Acque del Sud,

in occasione del recente percorso espositivo multimediale promosso da UNESCO WWAP, Fondazione UniVerde e One Water Committee Italy nell’ambito del Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026 alla Nuvola di Roma.

Medisolve, 70 milioni di nuovi finanziamenti

Roma, 9 ott. (askanews) – Medisolve rafforza la propria struttura finanziaria e prepara una nuova fase di espansione in Europa. Il Gruppo, attivo nei servizi di ingegneria clinica, manutenzione e gestione integrata delle tecnologie sanitarie, ha completato un’operazione di rifinanziamento con il supporto di Barings e Deutsche Bank, affiancati da Mediobanca in qualità di Debt Advisor. L’accordo prevede il rifinanziamento delle linee esistenti e ulteriori finanziamenti per 70 milioni di euro, destinati alla crescita organica e a nuove acquisizioni. L’operazione arriva dopo un triennio di sviluppo che ha modificato dimensioni e presenza geografica dell’azienda. Medisolve ha superato i 200 milioni di euro di fatturato e i mille dipendenti, con personale dedicato operativo in oltre 300 strutture sanitarie europee. La presenza del Gruppo si estende oggi tra Italia, Spagna, Portogallo, Germania e Austria. Tre anni fa il fatturato era di circa 130 milioni di euro e l’attività si concentrava prevalentemente sul mercato italiano. Da allora, sette acquisizioni, per un valore complessivo di circa 60 milioni di euro, hanno sostenuto l’espansione internazionale e l’ampliamento delle competenze tecniche. “Negli ultimi anni abbiamo costruito un Gruppo sempre più internazionale, integrando competenze altamente specialistiche e ampliando la nostra presenza in Europa. Le nuove risorse ci consentiranno di continuare a investire in competenze, tecnologie e nuovi mercati, mantenendo al centro la qualità dei servizi che offriamo alle strutture sanitarie”, ha dichiarato Angelo Maresca, CEO di Medisolve. Le acquisizioni hanno rafforzato le specializzazioni nella diagnostica per immagini, nelle sonde ecografiche, nell’endoscopia e nelle apparecchiature per i laboratori di analisi. In questo percorso si inserisce il recente ingresso dell’austriaca MIDES, che consolida la presenza nell’area DACH, comprendente Germania, Austria e Svizzera, considerata strategica per lo sviluppo europeo. L’obiettivo è valorizzare le competenze locali e introdurre il modello operativo del Gruppo nei nuovi mercati, anche attraverso le attività formative della Medisolve Academy. “Il completamento di questa operazione non rappresenta semplicemente un rifinanziamento, ma riflette la forte fiducia del mercato nella solidità del nostro modello di business e nella nostra disciplina finanziaria”, ha affermato Nicola Antognetti, Group CFO. “L’estensione delle scadenze e le nuove linee di credito ci garantiscono la flessibilità finanziaria necessaria per accelerare l’attuazione del nostro piano strategico, sostenendo sia la crescita organica sia le opportunità di sviluppo per linee esterne”. La nuova struttura finanziaria sostiene dunque la strategia di consolidamento di Medisolve come operatore europeo indipendente nel settore dell’Healthcare Technology Management. Le prossime acquisizioni si concentreranno su realtà capaci di apportare competenze tecniche specialistiche e rafforzare la presenza nei principali mercati continentali. Parallelamente, il Gruppo proseguirà l’integrazione delle aziende acquisite, armonizzando i processi operativi e finanziari, i sistemi informatici, gli acquisti e le procedure di qualità e compliance. L’adozione di standard condivisi accompagnerà la crescita, con l’obiettivo di rendere più efficiente la gestione delle apparecchiature biomedicali e diagnostiche e garantire elevati livelli di servizio alle strutture sanitarie. “Abbiamo cura di chi cura” continua quindi a rappresentare il principio guida attorno al quale Medisolve intende costruire la propria crescita in Europa. Per l’operazione, Mediobanca ha agito in qualità di Debt Advisor dell’emittente. Latham & Watkins ha assistito l’emittente in qualità di consulente legale, anche per gli aspetti dell’operazione relativi ai mercati dei capitali. Ropes & Gray ha assistito l’emittente per gli aspetti societari, di compliance e relativi agli investimenti diretti esteri. Maisto e Associati ha assistito l’emittente per gli aspetti fiscali italiani. Hogan Lovells Cadwalader ha assistito gli obbligazionisti e i finanziatori nell’ambito della linea di credito revolving. Fortlane Partners ha fornito supporto nelle attività di business planning e commercial due diligence. EY-Parthenon ha assistito l’emittente nella financial due diligence, mentre EY ha fornito consulenza in materia di tax due diligence. GLAS ha agito in qualità di Escrow Agent, Issuing and Calculation Agent, Security Agent e rappresentante degli obbligazionisti in relazione ai titoli, nonché di Facility Agent per la linea di credito revolving.

Food & Beverage, distributori bevande in crescita: +2,4% nel 2026

Milano, 9 ott. (Askanews) – Il mercato italiano del Food & Beverage affronta il 2026 tra crescita, consumi selettivi e nuove sfide per tutta la filiera. È quanto emerge dagli Stati Generali del Mercato Food & Beverage in Italia, promossi da Italgrob a Milano, dove sono state analizzate le prospettive del comparto e le strategie per affrontare i cambiamenti nel modo migliore.

Per i dati Circana, nel 2026 il fatturato dei distributori di bevande è cresciuto del 2,4%, mentre il Cash&Carry segna +3,4% e la grande distribuzione organizzata +1,4%. Il giro d’affari complessivo supera i 22 miliardi di euro. Anche la stagione turistica è stata positiva, con un’estate particolarmente calda.

Le parole di Antonio Portaccio, presidente di Italgrob, sull’andamento del mercato e le strategie necessarie per affrontare le sfide attuali e future.

“Sicuramente il periodo che stiamo vivendo non è semplice, data la complessa situazione geopolitica e i conflitti in corso nel mondo. Ormai è chiaro che ogni dinamica si riverbera sull’economia: dal caro carburanti alle materie prime, fino a un’inflazione che non è un semplice numero o una percentuale, ma si traduce in un vero e proprio caro vita. Tutto questo, inevitabilmente, condiziona i consumi degli italiani” ha dichiarato Antonio Portaccio, Presidente di Italgrob.

Il risultato dei distributori è positivo, ma il settore deve fare i conti con consumatori più attenti alla spesa. La sfida è rafforzare la collaborazione tra gli attori della filiera.

“Ad oggi, sebbene i dati di agosto e settembre parlino di un segno positivo, prima di esprimere un giudizio complessivo sull’anno aspetterei la fine dei dodici mesi. Veniamo infatti da un’estate calda e la caratteristica tipica degli italiani resta comunque quella di vivere molto fuori casa e di non rinunciare alle vacanze” ha aggiunto Portaccio.

In un contesto economico ancora incerto, c’è il rischio di nuove pressioni sui prezzi legate ai costi energetici.

“L’ultima parte dell’anno non sarà sicuramente positiva e ne tratteremo gli strascichi anche nel 2027. Abbiamo di fronte dei grossi rischi e bisognerà capire come si evolveranno e come verranno affrontati: solo in base a questo potremo comprendere quale sarà l’andamento del prossimo anno” ha concluso Alessandro Fontana, Direttore del Centro Studi di Confindustria.

L’obiettivo è accompagnare l’evoluzione della filiera, rafforzando competitività e capacità di rispondere a una domanda sempre in crescita.

Ue-Cina, intesa per dimezzare auto ibride e plug-in

Roma, 9 ott. (askanews) – L’Unione europea e la Cina hanno raggiunto un’intesa per dimezzare le esportazioni di auto ibride e ibride plug-in cinesi verso il mercato europeo. Lo ha annunciato il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefcovic, al termine dei colloqui con il ministro cinese del Commercio Wang Wentao a Pechino.

“Il commercio tra Ue e Cina ha bisogno di un vero riequilibrio”, ha scritto Šefcovic in un post su X. “Con il ministro Wang Wentao abbiamo raggiunto un’intesa per dimezzare le esportazioni di auto ibride e plug-in, migliorare l’accesso al mercato cinese e facilitare ulteriormente il rilascio delle licenze per l’esportazione delle terre rare”.

“È un primo passo. Accolgo con favore il dialogo costruttivo. Ci incontreremo nuovamente entro gennaio”, ha aggiunto il commissario europeo.

L’intesa arriva in un momento di forti tensioni commerciali tra Bruxelles e Pechino, in particolare nel settore automobilistico. Dall’ottobre 2024 l’Ue applica dazi compensativi sulle auto completamente elettriche prodotte in Cina, mentre le vetture ibride e plug-in sono escluse dalle misure e soggette al normale dazio del 10%.

Non sono stati ancora precisati i tempi e le modalità di attuazione dell’intesa, che riguarda anche due dossier strategici per l’industria europea: l’accesso al mercato cinese e le esportazioni di terre rare.

“Il corpo che si cura”: la sfida della medicina rigenerativa

Milano, 09 ott. (askanews) – Non più soltanto intervenire sul corpo, ma aiutarlo a ripararsi sfruttando i suoi stessi meccanismi naturali. È il principio alla base della medicina rigenerativa, al centro del nuovo libro del professor Carlo Tremolada, Il corpo che si cura, che racconta un possibile cambio di paradigma nel modo di affrontare alcune patologie e il processo di invecchiamento.

Dalle patologie articolari alla medicina estetica, l’approccio descritto nel libro parte dal tessuto adiposo e dalla possibilità di utilizzarne le componenti per favorire la riparazione e la rigenerazione dei tessuti.

Le parole di Prof. Carlo Tremolada, Direttore Scientifico di Image Regenerative Milano e St. Moritz: “Con questa particolare preparazione i tessuti sono in grado di attaccarsi in maniera stabile dove vengono trapiantati. Puoi farlo sotto ecografia, nel caso di un’articolazione, oppure senza l’ausilio dell’ecografo, con il trapianto dei tessuti che si completa in modo totalmente naturale, cioè facendo ciò che già fanno normalmente, però sono in numero molto più elevato e soprattutto restano lì per tanto tempo”.

Una prospettiva che si inserisce in un settore in forte crescita, sostenuto anche dall’aumento dell’aspettativa di vita. Ma a cambiare, insieme alla medicina, sono anche alcuni dei luoghi comuni sull’invecchiamento.

L’intervista a Annachiara Annino, Partner Lattanzio KIBS e responsabile Centro Studi: “L’invecchiamento adesso deve essere accompagnato non solo da uno stile di vita sano, ma anche da tutta una serie di attività che ci permettono di arrivare in salute e oltrepassare i 60/65 anni. Ciò è coerente con i pensionamenti che sono sempre più tardivi”.

Dalla gestione del dolore alle prospettive legate alla longevità, la medicina rigenerativa punta dunque a spostare il confine della cura: non soltanto intervenire sul problema, ma valorizzare la capacità del corpo di recuperare e rigenerarsi.

Il futuro dell’industria automotive tra Cina, Italia ed Europa

Altavilla Vicentina, 9 ott. (askanews) – Si è tenuto presso la CUOA Business School di Altavilla Vicentina il convegno “Dalla produzione al fine vita: il nuovo paradigma globale dell’industria automotive tra Cina e Italia”, organizzato da Ecoeuro in collaborazione con la stessa business school. L’appuntamento ha posto al centro del dibattito la profonda trasformazione che sta investendo l’intera catena del valore dell’industria automotive, dalla produzione fino alla dismissione.

Le parole del fondatore e Presidente di Ecoeuro S.r.l. Antonello Di Mauro: “Questo convegno è il primo che si fa con i costruttori cinesi in Italia e di questo siamo molto orgogliosi. Sembra che ci sia molto interesse a vedere il flusso di persone. Oggi parleremo di quello che non è più un fenomeno, bensì una realtà: l’industria cinese ha una certa rilevanza all’interno del mercato europeo. Alla luce del regolamento europeo, che cade sulla testa di tutti gli operatori della filiera con delle responsabilità, noi diamo informazione e studiamo soluzioni per tutto il mercato dell’auto”.

Una location di assoluto prestigio per un convegno che ha saputo unire Italia e Cina, come sottolineato da Federico Visentin, presidente della CUOA Business School: “È un convegno molto interessante, perchè affronta un settore importante che è quello dell’automotive e mette al centro il concetto della collaborazione. Soprattutto in questo confronto tra due sistemi, quello italiano e quello cinese, diventa uno degli aspetti che stimola nel riflettere. Dobbiamo passare dalla logica di competizione a una logica di cooperazione e collaborazione, questo evento può dare degli spunti molto importanti in questa direzione”.

Al centro del confronto vi sono stati due fattori determinanti: la crescente presenza dei costruttori cinesi sui mercati italiano ed europeo e l’impatto del nuovo quadro normativo sull’economia circolare.

L’intervento di Corrado Clini, ex Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare: “L’iniziativa di oggi è molto importante, è un segnale concreto che viene dato all’industria italiana ed europea, e che riguarda le autorità cinesi. Il senso della cooperazione e del suo valore tecnologico tra imprese italiane e cinesi, che lavorano nel settore dell’automotive, riguarda sul recupero e il riciclaggio dei veicoli.

Quest’ultimo consentirà di sviluppare e approfondire la conoscenza delle tecnologie e sviluppare nuove soluzioni”.

L’incontro ha così offerto un dialogo stabile tra chi produce e immette i veicoli sul mercato e chi ne gestisce il fine vita, evidenziando come il futuro dell’automotive europeo dipenda dall’integrazione tra innovazione, responsabilità ambientale e recupero delle risorse.

Nobel per la Pace, la Cpi: le sanzioni Usa contro di noi un passo senza precedenti

Roma, 9 ott. (askanews) – La Corte penale internazionale (Cpi) ha respinto le misure restrittive adottate da Washington nei suoi confronti, definendo la decisione statunitense un passo senza precedenti.

“Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro la Cpi in quanto istituzione. Questo passo senza precedenti segue una serie di sanzioni contro 13 giudici e procuratori indipendenti che operano per la causa della giustizia”, ha dichiarato la Corte in un comunicato.

La Corte ha sottolineato il suo totale rifiuto della decisione delle autorità statunitensi, riaffermando il proprio impegno per la giustizia internazionale.

Finanziare l’energia del futuro, la sfida della Giornata del credito

Roma, 9 ott. (askanews) – Energia, sostenibilità e il contributo che la finanza può dare al percorso verso fonti più pulite sono stati i temi al centro della 58esima Giornata del credito, alla Camera di Commercio di Roma. La sfida è trovare le risorse per la transizione: un impegno che coinvolge il settore pubblico e la finanza privata, come spiega Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia.

“I numeri sono decisamente imponenti perché le stime della Commissione Europea parlano appunto di investimenti per 660 miliardi l’anno dal ’26 al ’30 sul tema proprio della transizione energetica. È evidente che investimenti di queste dimensioni non possono essere gestiti solamente attraverso il sistema pubblico, quindi è necessario un intervento del sistema finanziario anche privato, ma direi che soprattutto è importante creare un ecosistema in cui tutti gli stakeholder, tutti i protagonisti poi svolgano un ruolo complementare”.

Energia e finanza sono quindi i temi scelti per questa edizione della Giornata del credito. Il presidente dell’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, Ercole Pellicanò, spiega il legame tra i due settori.

“Diciamo che la Giornata del Credito come concetto di base tende, ormai da 58 anni, a diffondere la cultura economico-finanziaria, fare cultura. Oggi abbiamo naturalmente un tema principale per il Paese, che è il problema dell’energia. L’energia è enorme, non solo per il nostro Paese, ma per noi in particolare. E l’energia va sostenuta attraverso un supporto finanziario, le banche, il sistema finanziario, le assicurazioni e così via. Quindi riflettendo sull’argomento di quest’anno, ho messo insieme le due cose: energia e finanza, perché si completano e sono indispensabili insieme. Comunque l’energia è l’argomento principale di oggi ed il supporto delle banche e del sistema finanziario”.

Per sostenere questi investimenti serve anche un maggiore impegno europeo. È la richiesta di Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria per l’Energia.

“Uno studio che abbiamo realizzato come Confindustria negli anni scorsi indicava in 1100 miliardi di euro l’impegno, diciamo, economico come Sistema Paese per raggiungere gli obiettivi che l’Unione Europea ha condiviso con gli Stati membri. Sono una mole ingente che nessun Stato né singolarmente, né a livello di singoli investimenti privati può sopportare. Quindi occorre davvero un grande sforzo comune, un grande sforzo anche da parte dell’Unione Europea; in questo io credo che debba mettere a disposizione delle imprese e degli Stati membri, diciamo, una capacità di finanziamento ulteriore oltre quella dello singolo Stato”.

ATuPU:Poli universitari chiedono regole certe, tutele, rappresentanza

Roma, 9 ott. (askanews) – Cresce l’interesse per ATuPU – Associazione per la Tutela dei Poli Universitari. Dopo la presentazione ufficiale, numerose richieste di adesione e di chiarimento confermano l’esigenza di una rappresentanza autorevole a tutela delle imprese del settore universitario digitale.

“Vogliamo dare voce a chi contribuisce quotidianamente alla crescita dell’Università italiana – dichiara Massimiliano Scognamiglio, Presidente di ATuPU – Chiediamo rapporti contrattuali equilibrati, regole trasparenti e piena libertà di rappresentanza, senza timore di ripercussioni commerciali”.

L’Associazione promuoverà un’Assemblea Nazionale dei Poli Universitari per definire proposte condivise su contratti, compensi, autonomia imprenditoriale e tutela degli investimenti, da sottoporre agli Atenei e ai principali gruppi universitari, a partire da Multiversity.

“Dietro ogni Polo – sottolinea Walter Scognamiglio, Vicepresidente Vicario – ci sono imprenditori, famiglie, collaboratori e anni di sacrifici. Un patrimonio che merita rispetto e certezze. Non cerchiamo contrapposizioni, ma un dialogo fondato sulla dignità delle imprese e sulla reciprocità degli impegni”.

ATuPU auspica inoltre chiarimenti sulle recenti notizie giudiziarie riguardanti Multiversity e l’Università Pegaso, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, a tutela della fiducia degli studenti e degli operatori.

“La nostra priorità è trasformare le criticità in proposte concrete – dichiara Matteo Fortunati, Segretario Generale.- costruendo un confronto stabile con Atenei e istituzioni, nel segno della trasparenza e della tutela del lavoro”.

“Nei prossimi giorni – conclude Walter Scognamiglio – avvieremo interlocuzioni con le istituzioni governative, a cominciare dalla Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, affinché le istanze della nostra categoria trovino ascolto e adeguata attenzione istituzionale”.

Apre a Roma il MAM, arte digitale e IA nel Museo Media Art permanente

Roma, 9 ott. (askanews) – Il primo museo permanente di Roma interamente dedicato alla Media Art, il MAM (Media Art Museum) apre le porte al pubblico da venerdì 9 ottobre: un luogo in cui tecnologia e arte si fondono in esperienze che ridefiniscono il rapporto tra opera, spazio e pubblico.

Il MAM, in Corso d’Italia 37/D è diretto da Gianluca Del Gobbo e occupa circa 1.000 metri quadrati. Riunisce mostre, installazioni, performance, ricerca, formazione e attività educative. Al centro una sala immersiva di 300 metri quadrati, con un palco e 27 proiettori che trasformano pareti, soffitto e pavimento in un unico ambiente visivo. Oltre alla mostra, il MAM ha in programma di animarsi con festival ed eventi dedicati alle arti digitali, audiovisive e immersive dal vivo.

Il museo nasce da oltre venticinque anni di attività nelle arti digitali e audiovisive – dai pionieri del web e dell’intelligenza artificiale fino alle pratiche generative e alle esperienze immersive – del suo fondatore con i suoi collaboratori: un percorso tra opere storiche e contemporanee che raccontano come tecnologia, immagini, codice e spazio hanno trasformato il modo di creare e vivere l’arte.

Net Art e NFT, live immersivi, AI art, opere interattive, installazioni e molto altro trovano spazio all’interno di HyperMedia, la mostra permanente del Media Art Museum curata da Del Gobbo, contenente l’archivio storico di Shockart.net con più di 25 anni di creatività, insieme alle produzioni di artisti provenienti dalla rete AVnode.

HyperMedia conta 35 collettivi artistici (per un totale di 48 artisti) di fama internazionale e provenienti da dieci stati diversi (tra questi Australia, Stati Uniti, Ungheria, Italia, Turchia, Cile, Francia) che portano al MAM le loro creazioni fatte di pixel, immagini mutevoli e codici html.

A incuriosire sono le opere immersive che modificano completamente la relazione tra spettatore e opera d’arte, abbattendo ogni barriera. Questo concetto è ben visibile in Continuum, l’opera dell’ungherese Kati Katona – già presente a Fotonica 2024 – in cui esplora la struttura dello spazio e del tempo su scala cosmica. Insieme a lei anche il progetto Pixel Orchestra vs FLxER dello studio italiano Ultravioletto: un’installazione interattiva in cui due software (Pixel Orchestra e FLxER) dialogano creando immagini che lo spettatore può comporre e manipolare.

Il programma dei Live Immersivi si arricchisce anche con le opere degli italiani Alice Felloni, FLxER, Dario Buratti, martae, Carlo Alfano, Angela D’onghia e Simona Vacca, insieme a Stanislav Glazov (Ungheria), SARV (Francia), Infratonal (Francia), Susan Kosti (Australia), Lake Heckaman (Stati Uniti), Sergey Prokofyev (Germania), Konx-on-pax (Regno Unito), Jana Tox e Bruno Tripodi (Cile), Pandelis Diamantides (Olanda), Anna Bacheva (Francia), Benjamin Sandro Jantzen (Germania), Bad Pedestrian (Stati Uniti), DECOL Media Arts Studio (Turchia).

In HyperMedia è possibile ammirare anche opere generate con l’Intelligenza Artificiale. Ad esporre in questa sezione, sono l’italiana Francesca Fini con Blood & Ink, una serie di animazioni che nascono da un archivio personale; l’ungherese David Szauder – protagonista a Fotonica 2024 – con I Believe with All My Soul in cui intelligenza artificiale, memoria e cultura visiva creano un tempo sospeso, in cui l’assenza è parte fondamentale dell’opera; e V3RBO che partendo dall’arte dei graffiti esplora anche quella digitale, con Metamorphosis Insectorum: un’opera in cui le lettere dell’alfabeto si scompongono e ricompongono diventando delle armature, mettendo così in discussione il confine tra struttura artificiale e organismo vivente.

Insieme alle precedenti forme d’arte, HyperMedia dedica uno spazio anche alla NetArt in cui la rete diventa medium e spazio dell’opera, creando una correlazione tra codice, immagini, link e interazione. Per questa sezione ci saranno le creazioni degli americani GMUNK, Perfectl00p, Chris Maestas (0009), Ghassan Naji (g0naji) e Joshua Davis, Jaromil (Olanda), Ross Mawdsley (Regno Unito) e Deliriouniversale.com(a) (Italia).

La programmazione del museo comincia nella giornata di sabato 10 ottobre con Visual Sound Academy dedicato alla creatività delle nuove generazioni di artisti digitali: fino al 21 ottobre, accoglierà residenze artistiche e workshop intensivi con artisti professionisti internazionali. Nei suoi spazi inoltre, gli studenti esporranno le opere create in questa occasione.

Il MAM è anche sede di alcuni dei festival residenti più longevi del panorama artistico-digitale internazionale come la XXVI edizione di LPM – Live Performers Meeting (il più grande evento mondiale di Audio Visual Performing Arts) in programma dal 22 al 25 ottobre.

Successivamente, gli spazi del museo ospiteranno Live Cinema Festival dal 5 al 7 novembre, dedicata al live cinema e alle performance audiovisive e la X edizione di Fotonica Festival, il festival internazionale di Audio Visual Digital Art e Luce, in programma dal 20 al 28 novembre.

Dai videomapping futuristici alle residenze artistiche, passando per performance artistiche, musica elettronica e workshop per tutte le età, Fotonica celebra l’arte digitale e la sperimentazione audiovisiva presentando le migliori esperienze mondiali e contribuendo alla creazione di un network globale che raduna le più importanti realtà del settore. Il programma completo verrà svelato nelle prossime settimane e si suddividerà nella sede del MAM e dell’Accademia di Ungheria, che ospiteranno residenze artistiche, workshop e incontri con gli artisti.

Infine il Media Art Museum è anche luogo di workshop e di didattica rivolta non solo a giovani artisti ma anche a scuole, bambini e famiglie, un luogo vivo con una programmazione che interseca mostre, festival internazionali e attività didattiche per tutte le età: dal 2027 infatti saranno attivati dei corsi per bambini e ragazzi con l’obiettivo di avvicinarli al mondo della digital art, attraverso laboratori, installazioni interattive e percorsi educativi.

Tutte le opere esposte nel museo sono raccolte all’interno di un catalogo edito da Art’Officina.

Il MAM – Media Art Museum è aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle ore 19, l’area didattica è aperta su prenotazione. Per tutte le informazioni e per acquistare i biglietti, visitare il sito https://mediaartmuseum.org/

20 centesimi in più per il pane di domani

Milano, 9 ott. (askanews) – Carburante sempre più caro, costi di produzione in aumento e margini sempre più ridotti. Per gli agricoltori, fare impresa diventa una sfida quotidiana, tra difficoltà economiche e incertezze sul futuro. Nonostante ciò, a Milano, a Palazzo dei Giureconsulti, il pane continua ad essere impastato, ma dietro questo gesto antico c’è una domanda urgente: se il grano continua a essere pagato così poco a chi lo produce, tra vent’anni chi lo coltiverà?

A fine agosto, alla Borsa di Bologna, il grano tenero biologico valeva 33 centesimi al chilo, mentre il convenzionale appena 22. Da qui nasce la campagna di NaturaSì “20 centesimi per il pane di domani”, che chiede ai consumatori un contributo di soli 20 centesimi in più per ogni chilo di pane.

Abbiamo chiesto a Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, perché chiedere ai clienti di pagare di più il pane: “Il pane viene dal grano e noi abbiamo bisogno di valorizzare il grano. Oggi il grano purtroppo è pagato troppo poco e gli agricoltori non ce la fanno a continuare a produrre con questo prezzo che, pur essendo un prezzo internazionale, è insostenibile. Dobbiamo assolutamente investire più denaro in agricoltura e pagare il grano a un prezzo più giusto, che possa permettere agli agricoltori di andare avanti e di continuare a lavorare in futuro”.

Il contributo, che sarà attivo per un anno nei negozi NaturaSì, sarà destinato alle aziende agricole della filiera. Per chi consuma un etto di pane al giorno si tratta di soli 2 centesimi in più al giorno, mentre il prezzo di pasta, farine e biscotti rimarrà invariato.

Alla presentazione hanno partecipato anche giovani agricoltori, tra cui Marta Galimberti di Cascina Bagaggera, che ha raccontato le difficoltà del settore lanciando un messaggio forte sulla necessità di cambiare le cose: “Io sono un po’ stufa, sinceramente, da giovane agricoltrice della retorica che si fa veramente da troppi anni, dell’agricoltore missionario che deve spaccarsi la schiena e lavorare 365 giorni all’anno. Per fortuna che c’è lui e per fortuna che ci fa il cibo. Quello che dobbiamo pensare è una responsabilità un po’ condivisa e una corresponsabilità e cercare di dare dignità al lavoro agricolo e a questo giovane agricoltore che in alternativa dura per qualche anno e poi molla”.

Alla presentazione è intervenuto con un videomessaggio anche il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, che sottolinea il peso e l’importanza delle singole scelte quotidiane di tutti noi: “Oggi mangiare può essere un atto rivoluzionario che cambia il nostro sistema produttivo, che valorizza la qualità, che valorizza il rispetto dei lavoratori, il rispetto dell’ambiente. I cittadini possono davvero dare una mano quando sanno scegliere”.

La mattinata si è conclusa con un rito di panificazione collettiva guidato dal maestro panificatore Davide Longoni, con la partecipazione straordinaria anche di Giovanni Storti, del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, che ci ha tenuto a esserci.

Calcio, Inter, Chivu: "Attenzione ai minutaggi dei nazionali"

Roma, 9 ott. (askanews) – Dopo tre settimane di pausa, l’Inter è pronta a ripartire in campionato dalla sfida con il Parma. Cristian Chivu ha presentato la partita in conferenza stampa, soffermandosi sulle condizioni dei nazionali e sulle scelte di formazione. “Non possiamo non guardare i minutaggi fatti in nazionale e metterli a rischio fisicamente, ma abbiamo giocatori abituati a giocare ogni tre giorni: bisogna capire momento, avversario ed equilibrio di squadra”, ha spiegato il tecnico nerazzurro.

Chivu ha respinto anche le etichette legate alla corsa scudetto. “Ma perché si parla sempre di anti-Inter? Perché non parliamo di anti-Roma? O anti-Como? Noi sappiamo chi siamo, non serve che gli altri ci ricordino che abbiamo la medaglia al collo. Noi sappiamo solo lottare, ma è troppo presto per parlare di certe cose. Siamo solo a ottobre”.

Tra i temi della vigilia anche la situazione di Provedel, sul quale l’allenatore non ha sciolto le riserve: “Lo vedrete domani”. Spence, invece, sarà convocato dopo una settimana di allenamenti con il gruppo, pur essendo reduce da due mesi di assenza dai campi. “È a disposizione e, soprattutto, ci fa piacere vedere il suo sorriso”, ha aggiunto Chivu.

Il tecnico ha poi chiarito la gestione di Calhanoglu, finito al centro delle critiche in Turchia per non essere andato a trovare i compagni di nazionale a Bologna. “Ho deciso io: ho messo l’allenamento il pomeriggio, era il suo primo in gruppo e ci tenevo che ci fosse, per questo non gli ho dato il giorno libero”.

Fiducia anche per Aleksandar Stankovic, possibile alternativa proprio al centrocampista turco. “Sappiamo quanto è importante in quel ruolo Hakan, ma siamo curiosi anche di vedere Ale, che poteva giocare di più. L’ho tenuto in braccio da bambino, l’ho allenato da adolescente ed è consapevole che è in una squadra evoluta e con tanta ambizione. Lavora seriamente per far capire che a questo livello ci sa stare”.

Nessun caso, inoltre, per Sucic, arrivato in ritardo rispetto alla preparazione per gli impegni al Mondiale e assente per una settimana in occasione della nascita del figlio. “Siamo contenti di lui e della sua umiltà”, ha assicurato Chivu, che ha promosso anche la duttilità di Diouf, impiegato da terzino in una recente partita della Francia. “Mi fa piacere quando un giocatore capisce che non deve legarsi a un ruolo fisso e quanto la duttilità sia importante”.

Formula1, Singapore, Verstappen in pole per la Sprint

Roma, 9 ott. (askanews) – Max Verstappen conquista la pole position nelle qualifiche della Sprint del Gran Premio di Singapore di Formula 1, ma la sua prima posizione è in bilico. L’olandese della Red Bull è finito sotto investigazione per aver superato Lewis Hamilton in regime di bandiera gialla durante la SQ1. I commissari dovranno valutare l’episodio, che potrebbe comportare una penalizzazione in griglia.

Alle spalle di Verstappen si è piazzata la Mercedes di George Russell, staccata di un decimo, mentre Charles Leclerc ha portato la Ferrari in terza posizione, a due decimi e mezzo dalla vetta. Quarto e quinto tempo per le McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, con Hamilton sesto. Soltanto settimo Kimi Antonelli, leader del Mondiale, a quasi sette decimi dal miglior crono.

Il risultato del pilota italiano risente delle difficoltà legate alla nuova configurazione tecnica della Mercedes, già sperimentata in Malesia e confermata a Singapore. Russell ha invece utilizzato la versione precedente della vettura, con risultati migliori nella sessione di qualifica.

La giornata è stata condizionata anche da problemi tecnici ai sistemi GPS e di rilevamento dei tempi, che hanno rallentato l’ufficializzazione della classifica dopo la SQ1 e ritardato l’inizio della seconda fase. La sessione era stata interrotta anche per un incidente di Sergio Perez: il messicano della Cadillac è finito contro le barriere in curva 4, danneggiando l’ala della vettura e provocando l’esposizione della bandiera rossa.

Eliminate nella SQ1 le Williams di Carlos Sainz e Alex Albon, le Cadillac di Perez e Valtteri Bottas, l’Aston Martin di Lance Stroll e la Racing Bulls di Arvid Lindblad. Nella SQ2 sono invece usciti Fernando Alonso, Franco Colapinto, Nico Hulkenberg, Gabriel Bortoleto, Oliver Bearman ed Esteban Ocon.

La Sprint è in programma domani alle 11 italiane, mentre alle 15 si disputeranno le qualifiche per il Gran Premio di domenica. Verstappen dovrà attendere la decisione dei commissari prima di conoscere la propria posizione definitiva in griglia.

Contratti, Fumarola (Cisl): lavoriamo per chiudere al più presto

Modena, 9 ott. (askanews) – “Stiamo lavorando molto, perché sono temi importanti e non vogliamo dare risposte alla sola fase contingente, ma tracciare una visione e una strategia di politica e di relazioni sindacali solide”. Lo ha detto la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, a margine del convegno organizzato dalla Cisl a Modena, sulla trattativa per la contrattazione. “Abbiamo affrontato il tema della rappresentanza e della contrattazione, e stiamo lavorando su salute e sicurezza, formazione e partecipazione”, ha spiegato. “Auspichiamo di poter chiudere nel più breve tempo possibile, ma ci sono 14 associazioni che devono ragionare fra di loro; Cgil, Cisl e Uil hanno presentato la propria piattaforma”.

La segretaria ha rivendicato il valore del metodo concertativo: “Vorrei recuperare il metodo: credo che questo metodo concertativo debba poter andare avanti anche dopo la sigla dell’accordo, perché il Paese ha bisogno di tenere insieme le forze e che ognuno si assuma il proprio pezzo di responsabilità”.

L. Elettorale, Fumarola (Cisl): preoccupa premio maggioranza al 42%

Modena, 9 ott. (askanews) – “Il Parlamento è sovrano. Certo, magari si poteva raggiungere con una modalità diversa, ma non è la prima volta che viene posta la fiducia su una legge elettorale: anche le ultime sono state votate in questa modalità”. Lo ha detto la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, a margine del convegno organizzato dalla Cisl a Modena, commentando la nuova legge elettorale. “Quello che ci preoccupa è la quota del 42% del premio di maggioranza”, ha aggiunto, “perché laddove non si dovesse raggiungere c’è bisogno di uno scatto in avanti di tutte le forze politiche riformiste, liberali e democratiche, che dovranno unirsi per arginare gli estremismi e dare un governo solido al Paese”.

Orsini: “Basta campagna elettorale, parliamo di cose serie”

Modena, 9 ott. (askanews) – “Si parla troppo di campagna elettorale e di elezioni. Oggi ci sono problemi molto importanti e dobbiamo cercare di risolvere ciò che sta accadendo”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine del convegno “Costruire il futuro: dialogo tra impresa e lavoro”, organizzato dalla Cisl a Modena, interpellato sulle tensioni dei mercati e sulla data del voto. “Cominciamo a parlare di cose che hanno un senso: di come proteggere le imprese italiane ed europee e di come fare in modo che i nostri imprenditori rimangano sui nostri territori”, ha aggiunto.

Al centro delle preoccupazioni, “quello che posso definire un attacco dei prodotti cinesi verso l’Europa”: “Abbiamo un saldo negativo europeo di 376 miliardi, e l’Italia ha un saldo negativo di 46 miliardi, che cresce di 14 miliardi all’anno”, ha sottolineato il presidente di Confindustria.

Contratti, Orsini (Confindustria): auspico accordo entro fine mese

Modena, 9 ott. (askanews) – “Questa è una cosa molto seria: l’accordo deve essere fatto”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine del convegno “Costruire il futuro: dialogo tra impresa e lavoro”, organizzato dalla Cisl a Modena, a proposito dell’intesa con i sindacati sulla contrattazione. “Mi auguro che si arrivi alla fine del mese o ai primi giorni di novembre a poterlo chiudere: questa è la volontà”, ha aggiunto.

“E’ una cosa complessa, non conta un giorno in più o un giorno in meno: l’importante è farla bene, nell’interesse dei lavoratori e nell’interesse delle imprese”. Ha spiegato il vicepresidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni industriali Maurizio Marchesini, che sta seguendo in prima persona le relazioni con i sindacati. “Ci stiamo lavorando, siamo fiduciosi, però sono temi complessi che riguardano la vita di tutti noi: stiamo lavorando con molta intensità. Io sono ottimista”, ha concluso Marchesini.

Mattarella: evitare che le tecnologie digitali manipolino il libero confronto

Roma, 9 ott. (askanews) – “La stagione delle tecnologie digitali in atto, che suscita tanta doverosa attenzione per evitare che possano essere funzione di riduzione e manipolazione di spazi del libero confronto, può essere occasione per dare nuovo impulso alla ricerca e al sapere collettivo, incrementando opportunità e protagonisti della ricerca, mettendo in rete e agevolando l’accesso a fondi archivistici e raccolte bibliografiche e audiovisive, rafforzando sempre più il legame con le università e i centri di cultura, favorendo, quindi, la cooperazione europea e internazionale”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente AICI – Associazione delle istituzioni di cultura italiane – Flavia Piccoli Nardelli, in occasione della X Conferenza Nazionale dal titolo “Italia e cultura. Trent’anni di storia degli istituti: punti di arrivo e nuove sfide”.

Borsa, accordo all’Ecofin sulla riforma dei mercati dei capitali

Roma, 9 ott. (askanews) – Favorire l’impiego del risparmio privato negli investimenti nelle imprese europee, riducendo gli ostacoli tra i mercati finanziari dei diversi Paesi. È l’obiettivo del pacchetto sul quale l’Ecofin, il Consiglio dei ministri di Finanze e Economia della Ue, ha raggiunto un accordo politico, come riporta un comunicato del Consiglio Ue.

Le misure fanno parte dell’Unione del risparmio e degli investimenti. Secondo le stime riportate dal Consiglio, circa 10mila miliardi di euro di risparmi delle famiglie europee sono oggi detenuti in depositi bancari a basso rendimento, anziché essere investiti nei mercati dei capitali. Il pacchetto punta a facilitare il finanziamento delle imprese e a rafforzare la competitività dell’Ue.

“L’Europa ha i risparmi. Ora è il momento di metterli al lavoro. L’accordo di oggi rappresenta un importante passo avanti verso un’Unione del risparmio e degli investimenti più profonda, con un significativo valore aggiunto per la competitività dell’Ue nel lungo periodo”, ha dichiarato Simon Harris, vicepremier e ministro delle Finanze irlandese.

La posizione concordata prevede di trasferire dalle autorità nazionali all’Esma, l’autorità europea dei mercati finanziari, la vigilanza sulle principali sedi di negoziazione transfrontaliere e sui più rilevanti operatori che gestiscono le attività successive agli scambi, tra cui depositari centrali di titoli e controparti centrali. L’obiettivo è rendere la supervisione più uniforme e ridurre la frammentazione tra i mercati nazionali.

Per i fornitori di servizi su cripto-attività, il passaggio immediato alla vigilanza dell’Esma riguarderebbe soltanto quelli transfrontalieri più significativi, anziché tutti gli operatori come proposto dalla Commissione.

Sono inoltre previste semplificazioni per i gestori di fondi che operano in più Stati membri, per ridurre la complessità delle regole e i costi. Un nuovo “passaporto del depositario” consentirebbe ai fondi di nominare un depositario in un Paese dell’Ue diverso da quello in cui sono stabiliti. Secondo la posizione del Consiglio, il regime resterebbe facoltativo per gli Stati membri.

Il pacchetto amplia anche le possibilità di sperimentare nuove tecnologie per la negoziazione e il regolamento degli strumenti finanziari, attraverso il regime pilota per la tecnologia a registro distribuito.

La posizione negoziale, si legge, sarà ora completata sulla base dell’accordo politico, prima dell’adozione formale da parte del Consiglio. I negoziati con il Parlamento europeo potranno iniziare quando anche questo avrà adottato la propria posizione.

Domani riprende la serie A con la sesta giornata

Roma, 9 ott. (askanews) – Ripartirà da domani il campionato di serie A dopo due settimane di sosta. Si comincia sabato con gli anticipi della sesta giornata: Genoa-Fiorentina, Inter-Parma, Napoli-Frosinone. Poi Como-Roma anticipo di lusso delle ore 12 la domenica. Questo il programma completo:

Sesta giornata Sabato 10 ottobre: ore 15.00 Genoa-Fiorentina, ore 18.00 Inter-Parma, ore 20.45 Napoli-Frosinone; Domenica 11 ottobre: ore 12.30 Como-Roma, ore 15.00 Lazio-Monza, Lecce-Bologna, ore 18.00 Sassuolo-Milan, ore 20.45 Cagliari-Juventus; Lunedì 12 ottobre: ore 18.30 Atalanta-Venezia, ore 20.45 Torino-Udinese.

Classifica: Roma, Inter, Lazio 13, Cagliari 12, Milan 11, Frosinone, Juventus, Como 10, Napoli, Sassuolo 7, Atalanta, Lecce 6, Udinese, Torino, Parma, Monza, Fiorentina 4, Bologna 2, Genoa 1, Venezia 0

Settima giornata Venerdì 16 ottobre: ore 20.45 Frosinone-Sassuolo; Sabato 17 ottobre: ore 15.00 Venezia-Napoli, ore 18.00 Bologna-Inter, ore 20.45 Roma-Genoa; Domenica 18 ottobre: ore 12.30 Udinese-Lecce, ore 15.00 Fiorentina-Como, ore 18.00 Milan-Atalanta, ore 20.45 Juventus-Lazio; Lunedì 19 ottobre: ore 18.30 Monza-Cagliari, ore 20.45 Parma-Torino.

Dalla difesa degli anti-apartheid al diritto internazionale, il Nobel a Pillay

Roma, 9 ott. (askanews) – Navi Pillay ha ottenuto oggi il Premio Nobel per la Pace “per i suoi sforzi per promuovere la pace e la legalità internazionale”, diventando la quinta personalità sudafricana a ricevere il prestigioso riconoscimento. La giurista nata 85 anni fa a Durban in una famiglia di origine indiana tamil, trascorse la prima parte della sua carriera difendendo proprio gli attivisti contro l’apartheid, insigniti negli scorsi decenni del Nobel.

Albert Luthuli, uno dei primi leader dell’African National Congress (Anc), ricevette il premio nel 1960, per la sua “lotta non violenta contro l’apartheid; quindi nel 1984 venne premiato l’arcivescovo Desmond Tutu, primo vescovo nero del Sudafrica, “per il suo ruolo di leader unificante nella campagna non violenta contro l’apartheid”; infine nel 1993 il Comitato del Nobel assegnò il premio a Nelson Mandela e FW De Klerk “per il loro impegno per la risoluzione pacifica del regime di apartheid e per aver gettato le basi per un nuovo Sudafrica democratico”.

“Da studentessa di legge nel 1963, ero affascinata dai processi di Norimberga, che studiavo approfonditamente in biblioteca; mi offrivano un quadro di riferimento per comprendere i crimini dell’era dell’apartheid e il modo in cui il diritto potesse contrastare la violenza e le disuguaglianze promosse dallo Stato”, scrisse Pillay in un articolo pubblicato cinque anni fa dalla Cnn.

Nel 1967 fu la prima donna ad avviare uno studio legale nella Provincia del Natal e nel 1995 la prima donna non bianca a far parte della Corte suprema del Paese. “Divenni avvocato nel 1967, in un periodo in cui nessuno studio legale voleva assumermi perché ero una ‘persona di colore’. Difesi attivisti anti-apartheid, denunciai le torture subite dai detenuti politici e ottenni in sede giudiziaria che mio marito, anche lui detenuto, non venisse torturato. Feci in modo che i prigionieri politici, tra cui Nelson Mandela, potessero avere accesso all’assistenza legale. Il primo ufficio da giudice in cui entrai fu il mio, nel 1995, quando divenni la prima donna non bianca a far parte della Corte Suprema”, raccontò ancora.

Nel 1999 divenne giudice e Presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda dove, secondo il Comitato del Nobel, si distinse per “il ruolo svolto nel determinare che la violenza sessuale e lo stupro, così come la diffusione della propaganda, potevano portare all’incriminazione per crimini contro l’umanità e genocidio”.

Pillay è stata anche una delle prime giudici nominate alla Corte penale internazionale (Cpi), creata nel 2002 per perseguire gli individui accusati di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. “Sebbene la creazione stessa della Cpi abbia rappresentato un risultato straordinario e l’istituzione abbia conseguito successi notevoli, il nostro lavoro è appena iniziato – scrisse cinque anni fa – guardandomi intorno nel mondo, vedo il divario tra le nostre aspirazioni e la realtà vissuta dalle vittime nel mondo”.

Dal 2008 al 2014 ha ricoperto la carica di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani; ha inoltre presieduto la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, dal 2021 al 2025 e, nel 2019, è diventata giudice ad hoc presso la Corte internazionale di giustizia nel procedimento che vede il Myanmar accusato di genocidio.

“Il percorso verso l’attuazione dei principi di Norimberga simboleggia l’aspirazione dell’umanità e il suo progresso verso la giustizia. Abbiamo l’obbligo morale di proseguire il nostro impegno collettivo per un futuro più giusto e pacifico per le prossime generazioni. Dobbiamo abbandonare la cultura dell’impunità per i crimini più gravi e le violazioni flagranti dei diritti umani, per abbracciare una cultura fondata sulla responsabilità. Questa è l’essenza di Norimberga ed è un elemento centrale dell’eredità che anch’io spero di lasciare”, concluse Pillay il suo intervento sulla Cnn del 2021.

Nazionale Crazy for Football al Milano 4 Mental Health il 9 e 10 ottobre

Roma, 9 ott. (askanews) – La Nazionale Italiana di calcio a 5 (Futsal) per la Salute Mentale Crazy for Football sarà tra i protagonisti di Milano 4 Mental Health 2026, la rassegna promossa dal Comune di Milano per rimettere il benessere psichico al centro del dibattito pubblico, contrastare lo stigma e promuovere una cultura della cura e dell’inclusione attraverso il coinvolgimento diretto di cittadini, istituzioni e Terzo Settore. In concomitanza con la 34esima Giornata Mondiale della Salute Mentale, il 9 e il 10 ottobre, Crazy for Football propone un programma di iniziative centrate sul linguaggio universale del pallone e sul connubio tra Calcio, Cultura e Comunità, realizzato in collaborazione con Bocconi Sport e Il Cinemino, e con il patrocinio della Fondazione Cariplo.

Oggi, dalle ore 14 alle 16, una Sessione Speciale di Selezione Azzurra. I Servizi di Salute Mentale, le comunità terapeutiche e le associazioni del territorio milanese collaboreranno con la Nazionale per un provino speciale volto a individuare nuovi talenti da inserire nel giro azzurro in vista del prossimo mondiale. Dalle ore 16 alle 18, Torneo Quadrangolare “CRAZY CHALLENGE” con un evento clou: un torneo a quattro squadre che vedrà scendere in campo la Nazionale Crazy for Football (campione del Mondo e d’Europa in carica), la Selezione Comune di Milano e leggende Inter-Milan, la Selezione Bocconi e la Selezione Play2Give. Un’occasione unica per unire istituzioni, glorie del calcio, giovani e comunità territoriali. L’evento è a partecipazione libera.

Domani, sabato 10 ottobre 2026, la Giornata Mondiale della Salute Mentale – Il Cinemino. Alle ore 18, tavola Rotonda e proiezione del film documentario. Un incontro dedicato al valore dello sport come strumento di riscatto e inclusione con esponenti del mondo dello sport, dei media e della comunicazione. A seguire, la proiezione del documentario “The Madmen Coach”, che racconta la storia di Malick Bitèye e della squadra nazionale senegalese fondata a Dakar per sfidare la Nazionale Crazy for Football in Italia. Il film – già insignito della Menzione Speciale ai Nastri d’Argento 2026 e del premio come Miglior Film al GO MENTAL! di Berlino – è stato selezionato in oltre 40 festival internazionali. Evento aperto con prenotazione al link https://forms.gle/jGCGDv4JrKTHsjor6.

“Quello della Nazionale Crazy for football – commenta Lamberto Bertolè Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano – è uno straordinario esempio di come lo sport possa contribuire all’inclusione e al superamento dello stigma attraverso iniziative che allargano la partecipazione e coinvolgono la comunità. Ospitare le selezioni per i nuovi talenti è per la città motivo di orgoglio, ma anche dimostrazione di un’attenzione che non rimane sulla carta, ma si fa ogni giorno concreta, anche grazie alla partnership tra la Rete Italiana Città Sane OMS, di cui Milano ha la presidenza, e il progetto che la squadra porta avanti quotidianamente”.

Il Raduno della Nazionale e la Location Simbolo. Milano ospiterà parallelamente il 3° raduno annuale della Nazionale in vista dei prossimi Campionati del Mondo di Salute Mentale, previsti all’inizio del 2027. La rosa vedrà alternarsi i veterani già campioni d’Europa nel 2024 e nuovi innesti selezionati dal campionato della Divisione Calcio Paralimpico FIGC e dai raduni regionali in Puglia, Lazio e Piemonte.

La squadra alloggerà presso l’OstellOlinda, ex convitto infermieri dell’Ospedale Psichiatrico “Paolo Pini”: un luogo altamente simbolico, riconvertito in spazio di accoglienza e promozione sociale grazie al Progetto Olinda avviato dallo psichiatra Thomas Emmenegger nell’ambito del percorso di superamento del manicomio.

“La salute mentale – spiega il dottor Santo Rullo, fondatore del progetto Crazy for Football e Presidente dell’International Football Committee for Mental Health IFCMH – è una delle sfide sociali, sanitarie e organizzative più grandi del nostro tempo. Richiede un impegno corale da parte di istituzioni, comunità, imprese e Terzo Settore per creare contesti capaci di includere e generare nuove opportunità. Il nostro strumento è lo sport: quando gli atleti indossano la maglia azzurra e lo scudetto FIGC, smettono di sentirsi ed essere percepiti come “malati” per diventare rappresentanti di un’Italia che lotta e gioca ad alti livelli. È il modo più efficace per abbattere i pregiudizi che ancora oggi circondano il disturbo mentale”.

Calcio, Napoli, Allegri:"McTominay convocato, può giocare 20-30′"

Roma, 9 ott. (askanews) – Scott McTominay torna a disposizione del Napoli. Alla vigilia della sfida contro il Frosinone, Massimiliano Allegri annuncia il recupero del centrocampista scozzese, fermo nelle ultime settimane per infortunio. “McTominay verrà convocato, avremo a disposizione un giocatore per 20-30 minuti”, ha spiegato l’allenatore azzurro, che guarda con fiducia alla ripresa del campionato.

Il Napoli è chiamato a conquistare i tre punti per rilanciarsi in classifica e affrontare nel modo migliore il successivo impegno europeo contro il Villarreal. “Inizia un mese importante. Domani dobbiamo portare a casa la vittoria per preparare bene la partita anche col Villarreal”, ha sottolineato Allegri, chiedendo alla squadra “consapevolezza e responsabilità”, ma anche “umiltà e rispetto del Frosinone”.

Restano alcune situazioni da monitorare sul fronte degli infortuni. Mathías Olivera dovrebbe recuperare entro una settimana, mentre André-Frank Zambo Anguissa è ancora in fase di recupero. In difesa rientra Marianucci, con Beukema in buone condizioni. “Su quello non sono per nulla preoccupato”, ha assicurato il tecnico, che ha promosso anche i progressi di Badiashile.

Allegri ha poi difeso Rasmus Hojlund, reduce da buone prestazioni con la nazionale, e Kevin De Bruyne. “Hojlund ha giocato cinque partite, non tutte per 90 minuti, facendo due gol. Se facesse due gol ogni quattro-cinque partite arriverebbe a 16-18 gol”, ha osservato. Su De Bruyne ha aggiunto: “Ha fatto buone partite, in nazionale ha fatto anche gol. Sull’aspetto fisico stanno crescendo e mi fa piacere quando fanno bene”.

Infine, un messaggio alla squadra in vista del ciclo di impegni: “Dobbiamo restare focalizzati sull’obiettivo, è importante riuscire a fare un filotto di vittorie perché queste ti fanno vedere le cose in un altro modo”. Prima il Frosinone, dunque, poi l’attenzione si sposterà sul Villarreal.

Formula1, Singapore: Russell davanti a tutti, Leclerc è secondo

Roma, 9 ott. (askanews) – George Russell è il più veloce nelle prove libere del Gran Premio di Singapore di Formula 1. Il pilota della Mercedes chiude in 1’32″274 e precede la Ferrari di Charles Leclerc, secondo in 1’32″472, e la McLaren di Lando Norris, terzo in 1’32″547.

Quarta posizione per Lewis Hamilton con l’altra Ferrari in 1’32″773, davanti alla McLaren di Oscar Piastri, quinto in 1’32″838. Sesto tempo per il campione del mondo Max Verstappen con la Red Bull in 1’33″006, mentre Kimi Antonelli, dopo aver guidato la classifica nella prima parte della sessione, chiude settimo in 1’33″525.

Ottavo Isack Hadjar con la seconda Red Bull, davanti all’Alpine di Pierre Gasly e alla Racing Bulls di Liam Lawson, che completano la top ten. La sessione è stata caratterizzata da alcuni episodi senza conseguenze: Antonelli è finito nella via di fuga alla curva 16 a causa del surriscaldamento dei freni, mentre Nico Hülkenberg ha dovuto fermarsi all’uscita della pit lane per un problema al cambio.

Il fine settimana di Singapore prosegue con le qualifiche Sprint, in programma alle 14.30, mentre sabato si disputerà la Sprint sulla distanza di 20 giri.

MotoGp Fernandez il più veloce in Indonesia, Aprilia domina

Roma, 9 ott. (askanews) – Raul Fernandez è il più veloce nelle prequalifiche del Gran Premio d’Indonesia di MotoGP. Lo spagnolo dell’Aprilia Trackhouse firma il record della pista di Mandalika in 1’28″725 e precede le Aprilia ufficiali di Marco Bezzecchi, secondo in 1’28″944, e Jorge Martin, terzo in 1’29″206. Quarto tempo per Pedro Acosta con la KTM in 1’29″394, davanti alla Ducati di Marc Marquez, quinto in 1’29″426.

Aprilia piazza così tre moto nelle prime tre posizioni, confermando la competitività sul circuito indonesiano. Alle spalle dei primi cinque c’è Fabio Di Giannantonio, sesto con la Ducati del team VR46, seguito dalla Yamaha di Fabio Quartararo. Ottavo Alex Marquez, mentre Franco Morbidelli è nono e Francesco Bagnaia decimo, entrambi su Ducati.

I primi dieci accedono direttamente alla Q2 delle qualifiche. Nelle prove libere del mattino era stato Bezzecchi a ottenere il miglior tempo in 1’30″132, davanti a Marc Marquez e al leader del Mondiale Jorge Martin, terzo a 266 millesimi. Quarto Acosta.

Banche, Dombrovskis: pacchetto competitività nel I trimestre

Roma, 9 ott. (askanews) – “Presenteremo il pacchetto sulla competitività delle banche nel primo trimestre del prossimo anno. Coprirà gli aspetti legati al completamento dell’Unione bancaria, all’integrazione bancaria e alla semplificazione”. Lo ha riferito il commissario europeo all’economia, Valdis Dombrovskis, precisando nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin che l’esatta struttura di questo pacchetto è ancora da definire.

In generale in Europa sulle banche “bisogna rimuovere le complicazioni e le duplicazioni normative non necessarie”, ha detto, puntando anche a “dare priorità all’innovazione”.

Acqua, de França Doria (WWAP): ispirati da paesaggi italiani

Roma, 9 ott. (askanews) – “In un momento dove il mondo si confronta con diverse sfide collegate all’acqua siamo grati al Governo italiano e alla Fondazione Univerde per questa opportunità di poter presentare nuove soluzioni ma anche di essere ispirati da queste belle immagini di paesaggi di territori italiano per proteggere l’acqua e averne cura come risorsa per tutti noi”.

Lo ha affermato Miguel de França Doria (Direttore UNESCO WWAP) in occasione del orso espositivo multimediale promosso da UNESCO WWAP, Fondazione UniVerde e One Water Committee Italy nell’ambito del Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026 a Roma.

La sfida di finanziare l’energia del futuro, il punto alla Giornata del credito

Roma, 9 ott. (askanews) – Energia, sostenibilità e il contributo che la finanza può dare al percorso verso fonti più pulite sono stati i temi al centro della 58esima Giornata del credito, alla Camera di Commercio di Roma. La sfida è trovare le risorse per la transizione: un impegno che coinvolge il settore pubblico e la finanza privata, come spiega Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia.

“I numeri sono decisamente imponenti perché le stime della Commissione Europea parlano appunto di investimenti per 660 miliardi l’anno dal ’26 al ’30 sul tema proprio della transizione energetica. È evidente che investimenti di queste dimensioni non possono essere gestiti solamente attraverso il sistema pubblico, quindi è necessario un intervento del sistema finanziario anche privato, ma direi che soprattutto è importante creare un ecosistema in cui tutti gli stakeholder, tutti i protagonisti poi svolgano un ruolo complementare”.

Energia e finanza sono quindi i temi scelti per questa edizione della Giornata del credito. Il presidente dell’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, Ercole Pellicanò, spiega il legame tra i due settori.

“Diciamo che la Giornata del Credito come concetto di base tende, ormai da 58 anni, a diffondere la cultura economico-finanziaria, fare cultura. Oggi abbiamo naturalmente un tema principale per il Paese, che è il problema dell’energia. L’energia è enorme, non solo per il nostro Paese, ma per noi in particolare. E l’energia va sostenuta attraverso un supporto finanziario, le banche, il sistema finanziario, le assicurazioni e così via. Quindi riflettendo sull’argomento di quest’anno, ho messo insieme le due cose: energia e finanza, perché si completano e sono indispensabili insieme. Comunque l’energia è l’argomento principale di oggi ed il supporto delle banche e del sistema finanziario”.

Per sostenere questi investimenti serve anche un maggiore impegno europeo. È la richiesta di Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria per l’Energia.

“Uno studio che abbiamo realizzato come Confindustria negli anni scorsi indicava in 1100 miliardi di euro l’impegno, diciamo, economico come Sistema Paese per raggiungere gli obiettivi che l’Unione Europea ha condiviso con gli Stati membri. Sono una mole ingente che nessun Stato né singolarmente, né a livello di singoli investimenti privati può sopportare. Quindi occorre davvero un grande sforzo comune, un grande sforzo anche da parte dell’Unione Europea; in questo io credo che debba mettere a disposizione delle imprese e degli Stati membri, diciamo, una capacità di finanziamento ulteriore oltre quella dello singolo Stato”.

Banche, tassi nuovi mutui a massimi 2 anni e su credito al consumo record

Roma, 9 ott. (askanews) – Il 3,9891% raggiunto in Italia ad agosto dal Tasso Annuale Effettivo Globale (Taeg) sui nuovi mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, è il livello più elevato da due anni a questa parte: per trovare un valore superiore nelle statistiche della Banca d’Italia bisogna infatti risalire al 4,0962%, registrato su questa stessa voce nell’agosto del 2024.

Per quanto riguarda invece il tasso sui nuovi prestiti al consumo, che ha raggiunto il 10,7789%, apparentemente si tratta di un nuovo massimo storico: nelle tabelle, che risalgono fino al 2003, non risulta un valore superiore sebbene a più riprese il tasso abbia superato il 10%.

I rialzi dei tassi di mercato riflettono – e spesso anticipano – le mosse effettuate dalla Banca centrale europea sui livelli ufficiali per tutti i Paesi che adottano l’euro. Lo scorso settembre la Bce ha effettuato un nuovo aumento di 0,25 punti percentuali dei tassi, portando il principale riferimento al 2,50%.