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martedì, 17 Febbraio, 2026
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Calcio, la Juventus crolla a Istanbul: è 5-2 per il Galatasaray

Roma, 17 feb. (askanews) – Crollo clamoroso della Juventus all’Ali Sami Yen Spor Kompleksi di Istanbul: da 2-1 all’intervallo a 5-2 finale per il Galatasaray nell’andata dei playoff di Champions League.

La squadra di Luciano Spalletti, avanti grazie alla doppietta di Koopmeiners dopo l’iniziale vantaggio turco, si scioglie nella ripresa tra errori difensivi e l’espulsione di Cabal. Per la qualificazione servirà un’impresa nel ritorno del 25 febbraio.

L’avvio è elettrico. Ambiente infuocato e subito equilibrio, finché al 15′ il Galatasaray passa: pasticcio in area bianconera, recupero di Osimhen e assist per Sara che batte Di Gregorio. La reazione della Juve è immediata: un minuto dopo Koopmeiners ribadisce in rete una respinta di Cakir su colpo di testa di Kalulu. Al 32′ l’olandese completa la rimonta con un sinistro sotto l’incrocio dopo uno scambio con McKennie.

Sembra l’inerzia giusta per i bianconeri, ma nella ripresa cambia tutto. Al 49′ Lang pareggia sfruttando un errore di Cabal; al 60′ una punizione di Sara deviata da Sanchez inganna Di Gregorio per il 3-2. La Juve accusa il colpo e al 67′ resta in dieci: Cabal stende Yilmaz e viene espulso per doppia ammonizione.

Con l’uomo in più il Galatasaray dilaga. Al 74′ ancora Lang, dopo un’altra indecisione difensiva juventina, firma il 4-2. Nel finale Osimhen anticipa Kelly e serve l’assist per il definitivo 5-2, chiudendo una serata da incubo per la Signora.

Una delle sconfitte europee più pesanti della storia recente bianconera: mercoledì 25 servirà una rimonta quasi impossibile per evitare l’eliminazione e tenere viva la corsa agli ottavi.

L.elettorale, Meloni vuole sprint. Alleati chiedono garanzie su ‘premio’

Roma, 17 feb. (askanews) – Magari non si sono persi in tecnicismi, perché a quelli ci stanno pensando i ‘delegati’ dei vari partiti. Ma d’altra parte il punto da affrontare era tutto politico. E ieri Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi ne hanno parlato durante il vertice di maggioranza convocato per fare un’analisi dei dossier di fine legislatura. E sarà pur vero che la legge elettorale non è materia governativa, ma di certo è tra le priorità che la presidente del Consiglio si è data per questo 2026. Al punto, come ha spiegato, di essere pronta ad approvare la riforma con i soli voti di maggioranza.

Ed è esattamente per questo che prima di mettere ufficialmente le carte in tavola è necessario che si stringa un accordo solido all’interno della coalizione di centrodestra. L’impianto da cui si parte è noto: sistema proporzionale con premio di maggioranza da far scattare per chi supera il 40% (si ragiona anche sul 42%) dei voti. La soglia di sbarramento dovrebbe rimanere al 3% mentre non ci dovrebbe essere l’indicazione del leader della coalizione sulla scheda. C’è poi la questione delle preferenze che piacciono a Meloni e Tajani ma non a Salvini (ma che in molti sono pronti a scommettere non arriveranno mai a tagliare il traguardo).

La presidente del Consiglio avrebbe dato ai suoi l’input di imprimere una accelerazione nella scrittura della proposta e di chiudere gli ultimi dettagli che, come noto, quando si parla della legge elettorale non sono mai solo dettagli. Ma fuori dai tecnicismi l’accordo è da chiudere, appunto, a livello politico. E Giorgia Meloni ieri avrebbe spiegato agli alleati la sua intenzione di non indugiare troppo nel deposito della proposta, di non aspettare la celebrazione del referendum sulla giustizia, ma di avviare la pratica già nelle prossime settimane. E se su questo punto ci sarebbe stato un sostanziale via libera, a inceppare il ragionamento sarebbe però stata la richiesta di ‘garanzie’ da parte degli alleati, in particolare sulle quote attraverso cui verrà distribuito il premio di maggioranza che dovrebbe passare attraverso listini circoscrizionali alla Camera e regionali al Senato.

Secondo quanto viene riferito, infatti, i leader degli altri partiti avrebbero chiesto di decidere sin da ora le percentuali. Non un particolare indifferente, visto che sarebbe il veicolo di ‘compensazione’ per tutti: basti pensare cosa significherebbe per la Lega, che rinuncerebbe ai collegi uninominali, o anche per partiti che non rischiano di superare la soglia come Noi moderati. Da parte di Fratelli d’Italia, tuttavia, c’è una certa reticenza e si sottolinea che certe trattative vanno fatte più avanti. D’altra parte, si cita il precedente del 2022 quando la distribuzione dei collegi uninominali sicuri avvenne sulla base dei sondaggi del momento che alla fine, per esempio, consentirono alla Lega di essere sovradimensionata rispetto ai voti effettivi e a Forza Italia il contrario.

Resta la questione del dialogo con l’opposizione. I più aperti ufficialmente sembrano essere quelli di Azione sebbene Carlo Calenda abbia messo come paletto l’assegnazione di un eventuale premio di maggioranza soltanto alla coalizione che abbia raggiunto almeno il 50% dei consensi. Più difficile il canale tra Fratelli d’Italia e il Pd anche se oggi non è sfuggito il dialogo in pieno Transatlantico alla Camera tra Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione dei meloniani (e grande tessitore della legge elettorale) e la segretaria dem Elly Schlein.

Ucraina, Zelensky: no a ogni accordo che prevede ritiro da Donbass

Roma, 17 feb. (askanews) – Il “popolo ucraino respingerebbe qualsiasi accordo di pace che implichi il ritiro unilaterale dell’Ucraina dalla regione orientale del Donbass e la sua cessione alla Russia”. Lo ha affermato il presidente del Paese, Volodymyr Zelensky, che ha concesso un’intervista al media americano Axios. Il presidente ucraino ha inoltre
dichiarato che è “ingiusto” che Donald Trump continui a chiedere pubblicamente all’Ucraina, e non alla Russia, di fare concessioni per la pace. Ha sostenuto che, anche se per il presidente americano potrebbe essere più facile esercitare pressioni sull’Ucraina piuttosto che sulla Russia – molto più grande – il modo per creare una pace duratura non è “consegnare la vittoria” al presidente russo Vladimir Putin.

Trump ha dichiarato due volte negli ultimi giorni che spetta al capo di stato ucraino fare concessioni. “Spero che sia solo una sua tattica e non una decisione”, ha replicato Zelensky.

Lione, omicidio Quentin Deranque: arrestate 4 persone, tra cui l’assistente del deputato LFI Arnault

Roma, 17 feb. (askanews) – Le autorità francesi hanno eseguito l’arresto di quattro sospetti per l’omicidio, avvenuto la scorsa settimana, di un attivista di estrema destra. Lo ha dichiarato il procuratore della città di Lione.

Quentin Deranque, 23 anni, è morto dopo aver riportato una grave lesione cerebrale quando è stato aggredito da almeno sei persone a margine di una manifestazione di estrema destra contro un politico di sinistra che interveniva in un’università di Lione.

Una fonte che segue la vicenda ha chiarito che tra le persone fermate per l’omicidio c’è Jacques-Élie Favrot, un assistente di un deputato del partito di estrema sinistra La France Insoumise (LFI) Raphael Arnault. L’episodio di giovedì scorso ha alimentato le tensioni tra estrema destra ed estrema sinistra in vista delle elezioni amministrative di marzo e delle presidenziali del 2027, nelle quali il partito di estrema destra Rassemblement National (RN) è considerato avere finora le migliori possibilità di vittoria.

Distrutto il Teatro Sannazaro: “Bruciato un pezzo di Napoli”

Napoli, 17 feb. (askanews) – “E’ una ferita per tutta Napoli” ha detto il sindaco Gaetano Manfredi, commentando sui social l’incendio che ha distrutto il Teatro Sannazaro. Le fiamme si sono propagate all’alba in via Chiaia: la procura di Napoli ipotizza il reato di incendio colposo a carico di ignoti. Il prefetto Michele Di Bari:

“Da quello che mi dicono il teatro è completamente distrutto”. “Qui c’è un danno immateriale enorme, in una città come Napoli che vive di cultura, che ha una vivacità culturale enorme, che si spende perché la cultura possa essere anche un motore, credo sia una pagina molto brutta ma credo che Napoli sia resiliente come sempre”.

I vigili del fuoco stanno ultimando le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. Evacuate decine di persone dagli appartamenti vicini. Il teatro “è tutto bruciato, dal palcoscenico, ai palchi, dalla platea al foyer” ha dichiarato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Napoli, Giuseppe Paduano:

“Resta poco, vedere un pezzo di storia di Napoli bruciare fa un certo effetto”. “Dovremmo probabilmente evacuare tutto il fabbricato accanto al teatro, 12 appartamenti, poi nella parte dietro altri 10, quindi in tutto dovrebbero essere 22 appartamenti”. A collassare è stata la cupola, ha spiegato, che sovrastava le poltrone della platea, poi il rogo si è propagato un po’ ovunque, anche nei palchi ai piani superiori. Alcune persone sono rimaste intossicate, ma stanno bene, ha comunicato Fiorella Zabatta, assessora regionale alla Protezione Civile.

Chi abita lì vicino ha raccontato il brusco risveglio: “Brutto…. Io sentivo rumori, mi sono alzata dal letto, ho girato per casa e ho visto del fumo, ho chiamato subito i vigili del fuoco e polizia, poi è arrivata la polizia e ci ha fatto scendere, io abito al 156, quindi sulla cupola del teatro Sannazzaro”, racconta una donna.

Napoli cerca di guardare avanti, nonostante la tristezza per il teatro noto in città come la “Bomboniera”. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha dichiarato: “Tornerà splendida com’era prima. Ve lo prometto”.

Su Board per Gaza opposizioni compatte, scontro con Tajani in assenza Meloni

Roma, 17 feb. (askanews) – Copione già scritto, dai numeri della maggioranza. L’aula della Camera approva, con 183 sì e 122 voti contrari, la risoluzione di centrodestra con cui si sostiene la scelta del governo Meloni di accogliere l’invito del presidente Donald Trump a far parte del Board of peace come osservatori. A spiegare al Parlamento la presenza dell’Italia alla riunione inaugurale giovedì a Washington è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che si ritrova però quasi solo: insieme a lui, tra i banchi del governo, ci sono solamente il ministro della P.A. Paolo Zangrillo e tre sottosegretari in quota Fi, Ferrante, Valentini e Tripodi. Mentre, in tema di politica estera, le opposizioni – e non è scontato – trovano l’unità con una risoluzione comune che chiede che il paese non abbia alcun ruolo in questo organismo per evitare di “legittimare” qualcosa che, sostengono, si colloca fuori dalla Costituzione e dal diritto internazionale. La fotografia per una volta di un campo larghissimo, compresa Azione.

E la segretaria del Pd, ‘testardamente unitaria’, Elly Schlein, decide di intervenire. Lo fa prendendo di mira la premier, che non è in aula ma viene continuamente evocata, le chiede di scegliere “da che parte stare”. L’Italia, dice Schlein, “forte della sua storia, deve difendere le sedi multilaterali, il diritto internazionale”. La verità, affonda, è che “Giorgia Meloni non riesce a dire di no a Donald Trump”. Altro che “pontiera, mediatrice… Si è rivelata una spettatrice. c’è subalternità”. “Degli altri paesi fondatori dell’Ue non ci sarà nessuno, neanche la Germania di Merz” e neanche la “commissione europea”. “State cercando di aggirare un divieto costituzionale giocando con le parole”, sottolinea.

Il dibattito si infuoca quando il ministro, nella sua replica, accusa le opposizioni di non avanzare proposte. Ricorda ai gruppi di minoranza di essersi astenuti “sulla risoluzione per sostenere l’iniziativa di pace messa in campo dagli Stati Uniti per Gaza” mentre Davide Faraone di Iv protesta, richiamato all’ordine dalla presidenza. Piccata è la replica a Riccardo Magi di +Europa che aveva accusato la premier di “aspettare che altri decidano per capire dove è meglio accucciarsi, dove è meglio ripararsi, dove è meglio scodinzolare”. “Noi non andavamo a scodinzolare attorno alla signora Merkel, sottovoce, al bar, per dire: ‘Ci penso io a tenere buoni gli altri'”, dice il ministro riferendosi al governo giallo-verde di Giuseppe Conte. Un vociare accompagna il suo elencare i paesi che faranno parte del Board: “parteciperanno Paesi come la Romania, la Slovacchia, la Croazia, la Grecia e l’Austria…”.

Faraone esprime “solidarietà” al ministro mandato “qui in aula e persino a Washington” da una “presidente Maga” che gli fa “rinnegare una carriera da europeista”, contrariamente alle posizioni di Marina Berlusconi che critica Trump: “qual è la linea di Fi?”. Già il dem Giuseppe Provenzano l’aveva punzecchiato poco prima sullo stesso argomento: “‘Io so che il mondo di Trump non è quello che vorrei per me o per i miei figli’. Lei parla ancora” con la figlia del fondatore di Forza Italia?

Di “incredibile superficialità”, un “discorso vuoto” che “non ha detto nulla sulla natura del board of peace e sul ruolo del nostro Paese”, parla Nicola Fratoianni. E sono scintille sulla Cisgiordania: “Ha detto che è contro le annessioni, ma è successo un fatto nuovo, siamo di fronte ad una azione del governo israeliano e lei non ha avuto il coraggio di pronunciare un giudizio chiaro”. Poi affonda: “guardoni o imbucati il Board of peace è inaccettabile, una privatizzazione immorale del diritto internazionale”. Quanto al voto sulla risoluzione sul piano di pace, “è indecente dire che quel voto è uguale a ciò di cui discutiamo oggi. Quel voto era così perché gli astenuti avevano presentato altre risoluzioni, in cui dicevano ‘sì’ a un piano di pace” di cui “avevamo visto i rischi conclamati di un nuovo colonialismo”.

Non va giù al capogruppo M5S Riccardo Ricciardi l’appunto del ministro alle opposizioni di non aver fatto proposte alternative: “sa cosa avrebbe dovuto fare e non ha fatto? Riconoscere la Palestina, interrompere i rapporti con Israele durante il genocidio, arrestare Netanyahu, non astenersi dalle condanne di genocidio all’Onu e perseguire Israele per aver bombardato la Flotilla. Aveste fatto così, ci sareste anche potuti andare al Board. Ora ci andate in un solo modo: come complici”.

“Il Board of peace non è stato costruito in base alle risoluzioni delle Nazioni Unite, che dicevano molte altre cose, perché questo non è altro che un comitato d’affari che si preoccupa di predisporre i rendering delle nuove infrastrutture, delle spiagge”, dice Ettore Rosato di Azione.

Medio Oriente, 85 paesi (tra cui Italia e UE) condannano l’espansione di Israele in Cisgiordania

Roma, 17 feb. (askanews) – Ottantacinque paesi, tra cui l’Italia, e tre organizzazioni internazionali, tra cui l’Unione europea, hanno sottoscritto una dichiarazione di condanna delle “decisioni e misure unilaterali israeliane volte a espandere la presenza illegale israeliana in Cisgiordania”.

“Queste decisioni violano gli obblighi israeliani previsti dal diritto internazionale e devono essere immediatamente revocate. Rimarchiamo a questo riguardo la nostra forte opposizione a qualunque forma di annessione”, recita la dichiarazione diffusa dal rappresentante palestinese presso le Nazioni Unite, Riyad Mansour.

Migranti, Meloni: faremo rispettare leggi nonostante parte politicizzata toghe

Roma, 17 feb. (askanews) – “Gli italiani hanno votato il centrodestra anche per questo, per ristabilire regole chiare e farle rispettare e il governo lo sta facendo con determinazione nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l’immigrazione illegale di massa perché accogliere chi ha diritto è doveroso, rispettare le leggi italiane è indispensabile e chi non intende farlo non è benvenuto in Italia”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social, commentando la notizia del migrante che ha ottenuto un risarcimento per essere stato inviato in un Cpr in Albania.

Referendum, Nordio "Tafazzi" preoccupa maggioranza e Comitati per Sì

Roma, 17 feb. (askanews) – A poco più di un mese dall’appuntamento con le urne per il referendum sulla riforma della magistratura i toni della campagna hanno assunto un clima da curva da stadio, alimentato anche dalla riduzione della forbice tra il ‘Sì’ e il ‘No’.

Nelle fila della maggioranza, che ha presentato la riforma, e tra i Comitati per il ‘Sì’, impensieriscono le ultime uscite del ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il guardasigilli, in un’intervista al Mattino di Padova, ha affermato che “il sorteggio eliminerà un sistema para-mafioso al Csm”. Parole che hanno scatenato critiche aspre non solo da parte dei sostenitori del ‘No’. Il ministro Salvini, sollecitato sul tema da alcuni cronisti, ha invitato tutti, compreso Nordio, a “evitare aggettivi, attacchi e insulti” e a parlare “del merito perché è necessario che tutti abbiano toni più tranquilli”.

In difesa di Nordio è scesa Matilde Siracusano, sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia, che ha definito “ipocrita” chi “finge di scandalizzarsi per le parole del ministro” perché “riproducono fedelmente il contenuto delle dichiarazioni del magistrato Nino Di Matteo, verbo e musa ispiratrice della parte più manettara della sinistra”.

Ma le affermazioni del titolare di via Arenula hanno continuato ad agitare i tanti Comitati di cittadini per il Sì sparsi da Nord a Sud Italia. ‘Off the record’, alcuni si sono detti “preoccupati per gli scivoloni” del ministro che “non fanno altro che spingere gli indecisi a votare per il ‘no’. Alla causa del ‘Sì’ non serve un Nordio-Tafazzi: dovrebbe abbassare il volume”, hanno sottolineato.

Da parte sua, Giuseppe Conte, in campo per bocciare la riforma, ha definito “inaccettabili le uscite degli ultimi giorni del ministro Nordio, serve lucidità”. Sulla crescita dei ‘No’ nei sondaggi, il leader di M5s ne era sicuro, “perchè i cittadini si informano e non ci stanno più ad accettare questo modo di fare. Noi cerchiamo di fargli capire il merito di questa riforma che modifica 7 articoli della Costituzione”.

Mps delibera il delisting di Mediobanca con la piena integrazione

Roma, 17 feb. (askanews) – Il Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, riunitosi sotto la presidenza di Nicola Maione, ha deliberato di procedere alla piena integrazione con Mediobanca – Banca di Credito Finanziario Società per Azioni, attraverso la fusione per incorporazione, ed il conseguente delisting della medesima. Lo riporta un comunicato di Mps.

Contestualmente le attività di corporate & investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta saranno trasferite in una società non quotata posseduta al 100% da BMPS, si legge, che manterrà la denominazione di “Mediobanca S.p.A.”, un brand di altissimo valore con un patrimonio unico di competenze e sinonimo di eccellenza nei servizi di consulenza alle imprese e ai privati.

In tale perimetro, prosegue il comunicato, sarà ricompresa anche la partecipazione in Assicurazioni Generali S.p.A. La nuova struttura del Gruppo è finalizzata al raggiungimento degli obiettivi strategici e reddituali e alla piena realizzazione delle sinergie industriali per la massimizzazione della creazione di valore.

Tale configurazione, dice ancora Mps, è volta a valorizzare l’expertise distintiva di Mediobanca e delle risorse professionali, in un modello operativo specializzato. Mps, infine, ha informato Mediobanca, che ha preso atto delle decisioni assunte nel rispetto della disciplina sulle operazioni con parti correlate e degli obblighi di legge. (fonte immagine: Mediobanca)

Il cardinale Parolin: il Vaticano non parteciperà al Board of Peace

Roma, 17 feb. (askanews) – “Il Vaticano non parteciperà” al Board of Peace “per la sua particolare natura”. Così il segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin lasciando Palazzo Borromeo a Roma, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, dove si sono svolte le celebrazioni tra Italia e Santa Sede del 97mo anniversario dei Patti Lateranensi e del 42esimo anniversario dell’Accordo di modificazione del Concordato.

“La particolare natura” della Santa Sede, ha continuato il cardinale Parolin, “non è evidentemente quella degli altri Stati. Abbiamo preso nota che l’Italia parteciperà come osservatore. Evidentemente ci sono punti critici che lasciano perplessi e avrebbero bisogno di trovare delle delle spiegazioni. La cosa importante è che si stia tentando di dare una risposta, però per noi ci sono alcune criticità che dovrebbero essere risolte”.  Sul motivo, ha continuato, “credo che non vale la pena qui di soffermarci, ma una preoccupazione è quella che a livello internazionale sia soprattutto l’ONU che gestisce queste situazioni. Questo è una dei punti sui quali noi abbiamo insistito”, ha concluso Parolin.

Board of Peace un test politico per Trump: chi ci sarà e chi no

Roma, 17 feb. (askanews) – La prima riunione del Board of Peace, voluto dal presidente degli Stati uniti Donald Trump, è in calendario questa settimana a Washington, con un incontro fissato per giovedì 19 febbraio. L’appuntamento, secondo quanto ricostruito da notizie di stampa e da indicazioni filtrate da fonti governative e diplomatiche in vari paesi, dovrebbe mettere attorno allo stesso tavolo un gruppo eterogeneo di leader e delegazioni, con una componente rilevante di partecipazioni ‘non di vertice’ (ministri, inviati speciali, alti funzionari) e una presenza europea in buona parte in formula di ‘osservatore’.

Il Board of Peace nasce come meccanismo politico-diplomatico parallelo, con al centro il dossier Gaza: ricostruzione, sicurezza, gestione civile e coordinamento dei contributi. In questa prima riunione, tuttavia, la definizione del perimetro resta fluida: in diversi casi i governi risultano aver accettato l’invito o aver manifestato disponibilità, ma senza sciogliere fino in fondo i nodi su adesione formale, ruolo, livello della delegazione e mandato operativo.

I LEADER PRESENTI Sul fronte delle partecipazioni con rango di capo di stato o capo di governo, la presenza certa è quella del presidente degli Stati uniti Donald Trump, che ospita la riunione, ne rivendica la regia politica e un potere di veto.

Tra i leader che, secondo le ricostruzioni di stampa, dovrebbero essere a Washington figurano il primo ministro ungherese Viktor Orban; il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif; il primo ministro albanese Edi Rama; il presidente argentino Javier Milei; il presidente indonesiano Prabowo Subianto. A questi si aggiunge la Romania, con la presenza del presidente Nicusor Dan, anche se in formula di osservatore.

MINISTRI E ALTRE FIGURE DI GOVERNO Sul piano delle presenze non di vertice, ma già attribuite a nomi specifici, Israele è indicato come partecipante con il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, mentre per la Commissione europea la partecipazione viene descritta in forma di osservatore con la commissaria per il Mediterraneo Dubravka Suica. La Grecia, secondo notizie di stampa elleniche, dovrebbe essere rappresentata come osservatore dal viceministro degli Esteri Haris Theoharis.

Cipro viene a sua volta indicata in formula di osservatore, con una rappresentanza che, in assenza di conferme nominali consolidate, è ragionevole attendersi di livello ministeriale o alto funzionario.

L’ITALIA L’Italia non può aderire al Board per un preciso vincolo costituzionale. Tuttavia il governo, tra le polemiche dell’opposizione, intende partecipare in qualità di Paese osservatore. Non è stato ancora definito il nominativo della figura che siederà al tavolo per Roma, e anche le voci di stampa che sostengono che potrebbe andarci il ministro degli Esteri Antonio Tajani non hanno ancora trovato alcuna conferma ufficiale.

Lo stesso Tajani ha spiegato in un intervento alla Camera: ‘Il governo ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione americana a presenziare in qualità di paese osservatore alla prima riunione del board office in programma giovedì a Washington. Questa è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali’. Secondo il ministro, attuare il piano di pace significa creare le condizioni per una stabilità duratura, evitare che Gaza resti un terreno di radicalizzazione, di scontro permanente, preda del terrorismo e a rischio di collasso migratorio. ‘L’Italia, per la sua storia, per la sua collocazione geografica e il ruolo politico di primo piano che svolge nella regione non può e non deve restare ai margini di questo processo’.

IL CASO GIAPPONE Sul Giappone, le indicazioni più aggiornate delineano una linea prudente ma politicamente significativa. Tokyo sta valutando l’invio dell’ambasciatore incaricato della ricostruzione di Gaza, Takeshi Okubo, alla prima riunione di Washington. Le fonti governative citate dalla stampa sottolineano che la decisione finale sull’adesione del Giappone al Board of Peace non è ancora stata presa.

MEDIO ORIENTE Il capitolo più delicato riguarda il Medio Oriente. In più ricostruzioni di stampa, diversi attori regionali vengono indicati come aderenti o comunque coinvolti nel perimetro del Board. In molti casi, però, non è stato ancora chiarito se la rappresentanza sarà affidata a capi di stato o di governo, o a figure di livello ministeriale e tecnico.

In assenza di annunci ufficiali su leader in arrivo, lo schema più probabile è quello di una partecipazione affidata ai ministeri degli Esteri o a inviati speciali con delega su Gaza e ricostruzione. E’ un profilo coerente con la natura dell’incontro inaugurale: un tavolo che mira a definire impegni, contributi e coordinate operative, prima di eventuali passaggi di livello politico più alto.

Tra i paesi dell’area mediorientale citati come partecipanti o aderenti compaiono, secondo ricostruzioni giornalistiche, Arabia saudita, Emirati arabi uniti, Qatar, Giordania, Egitto e Turchia. Per ciascuno di questi attori, se non dovessero arrivare i leader, l’opzione più verosimile è l’invio del ministro degli Esteri o di un ministro di stato/consigliere con delega specifica, eventualmente accompagnato da un capo intelligence o da un consigliere per la sicurezza nazionale, formule già sperimentate in precedenti round negoziali e conferenze multilaterali sulla regione.

Il quadro resta, però, soggetto a oscillazioni fino all’ultimo: alcuni governi mantengono margini di manovra per calibrare il livello della delegazione in funzione del formato definitivo dell’incontro, dell’agenda e della presenza o meno di altri attori regionali.

ALTRE REGIONI Oltre al Medio Oriente, le ricostruzioni di stampa accreditano una partecipazione di paesi di Asia centrale e altre aree con delegazioni in larga misura ministeriali o tecniche. In diverse liste circolate nei giorni scorsi, compaiono paesi come Uzbekistan e Kazakistan, oltre ad altri attori che, in assenza di annuncio di leader, tendono a essere rappresentati da ministri degli Esteri o da inviati speciali.

GRANDI ASSENTI (O FORSE ASSENTI) Accanto all’elenco delle presenze, l’altro dato politico rilevante riguarda chi non ci sarà o non ha reso nota una posizione.

Cina e Russia risultano, nel quadro pubblico, senza un’adesione formalizzata e senza indicazioni di presenza alla riunione inaugurale. In termini politici, l’assenza o la mancata definizione della posizione di Pechino e Mosca pesa sia sul profilo geopolitico dell’iniziativa sia sulla sua pretesa di rappresentatività globale.

Sul Brasile, le informazioni disponibili parlano di contatti e di un dialogo in corso, ma senza annuncio di adesione o di partecipazione alla prima riunione. Anche l’India rientra tra i grandi attori per i quali non emerge una decisione pubblica univoca su adesione e livello di presenza.

Nel campo dei paesi occidentali, alcune capitali europee hanno assunto posizioni di distacco o di rifiuto nella forma attuale. Il Regno unito viene indicato come non disponibile a sottoscrivere il testo o l’impianto del Board; la Francia è descritta come orientata a declinare l’invito; la Germania viene rappresentata come non in grado di accettare l’architettura proposta ‘nella forma attuale’, richiamando vincoli e valutazioni di governance. La Polonia, secondo ricostruzioni di stampa, ha escluso l’adesione ‘nelle circostanze attuali’, lasciando teoricamente aperti spiragli futuri ma non per la fase inaugurale. In questo stesso orizzonte, si collocano anche paesi nordici indicati come non aderenti o scettici.

IL G7 Il fatto che, allo stato attuale, nel G7 solo gli Stati uniti risultino aver aderito a pieno titolo al Board of Peace è un elemento che incide sulla lettura dell’iniziativa. Da un lato, segnala la cautela di alleati e partner nel legarsi a un meccanismo percepito come esterno ai formati multilaterali tradizionali; dall’altro, spiega la scelta di diversi governi di ‘stare dentro’ senza essere membri, optando per lo status di osservatore o per l’invio di figure tecniche di alto profilo.

In questo senso, la riunione di Washington assomiglia a un test politico prima che a un summit conclusivo: un passaggio in cui si misureranno la capacità statunitense di aggregazione, la disponibilità dei paesi a sedersi in un formato guidato da Washington e la sostenibilità del Board come canale capace di produrre risultati concreti su ricostruzione e sicurezza.

Danza, il "Béjart dell’hip-hop" Mourad Merzouki arriva a Bologna

Roma, 17 feb. (askanews) – Definito da Le Figaro “le Béjart du hip-hop”, accolto dal pubblico come una rock star, il coreografo francese Mourad Merzouki, pioniere nel trasformare la danza Hip Hop da pratica di strada ad arte di palcoscenico, arriva in Italia per presentare Beauséjour, in prima ed esclusiva italiana il 6 e 7 marzo al Teatro Comunale di Bologna – Comunale Nouveau (ore 20:30).

Cinquantaduenne originario di Saint-Priest, nella periferia di Lione, con genitori di origini algerine, quinto di sette figli con il sogno iniziale di diventare acrobata, Mourad Merzouki è oggi l’autore francese più rappresentato sui palcoscenici di tutto il mondo. Attivo sin dalla fine degli anni Ottanta, dal 1996 è alla testa della sua Compagnie Kafig che proprio a Bologna festeggerà il trentennale della sua fondazione con 40 creazioni e 2 milioni di spettatori in 65 paesi.

“Beauséjour” è una riflessione sul passare del tempo e sulla trasformazione dei corpi. Una sorta di affresco voluto dal veterano dell’Hip Hop per fare un bilancio della propria parabola artistica e illuminare, quindi, con nuova luce gli elementi costitutivi della sua prassi coreografica: il corpo, l’energia, la ricerca della bellezza. “Guardo al corpo consumato, al corpo che ha vissuto, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo – ha affermato – la nostalgia qui non è un sentimento amaro, è una forza viva che rinasce e si dispiega”. Il coreografo esplora così i corpi che cambiano con l’età, trasformando i danzatori attraverso costumi e gestualità inedite.

Le sonorità electro-latine create ad hoc da Muller and Makaroff, il duo svizzero-argentino fondatore con il francese Philippe Cohen Solal a Parigi nel 1998 del gruppo musicale Gotan Project che è stato pioniere nella reinvenzione elettronica del tango, evocano qui una dimensione conviviale da “guinguette” (balera), un luogo di festa e memoria dove riaffiorano ricordi d’infanzia, primi amori e momenti condivisi con gli amici, sapientemente resa dallo scenografo Benjamin Lebreton, in cui è possibile udire i testi del MC e poeta urbano Fafapunk. In scena dialogano generazioni diverse: quattordici interpreti, giovani e anziani, non per contrapporsi, ma per mostrare il fluire del tempo. Si riflette così sull’inesorabile scorrere del tempo e sulla trasformazione dei corpi, perché la bella danza è universale e transgenerazionale.

“In questa nuova creazione, esploro il corpo al cospetto del tempo. Sto guardando con occhi nuovi e con impegno a come cambiano il movimento e la performance fisica. Alla mia età e dopo una carriera trentennale, i ballerini della mia generazione non hanno più lo stesso rapporto con il corpo. Eppure, nei nostri spettacoli e nelle nostre performance, continuiamo a celebrare la bellezza. Non cerchiamo più spettacolari prodezze fisiche, ma un’estetica diversa, che sia comunque aggraziata ed energica. Ho scelto di costruire una coreografia attorno a questa realtà. Quella del corpo che invecchia. La nostra società accetta il corpo e lo valorizza, ma entro i criteri specifici che si è imposta. In Beauséjour, guardo al corpo consumato, al corpo che ha vissuto, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo. La nostalgia qui non è un sentimento amaro, è una forza viva che rinasce e si dispiega. Beauséjour è l’utopia sia di un passato che rinasce attraverso i ricordi, sia di un presente vissuto da corpi prominenti, gonfi e curvi. È una vera sfida coreografica per i ballerini hip-hop, che devono appropriarsi di nuovi movimenti, incarnando personaggi singolari molto lontani dalle loro esibizioni abituali” ha detto Merzouki.

Dalle scarpe rosse ai suoi oggetti, mostra per centenario di Ratzinger

Roma, 17 feb. (askanews) – È stata presentata all’Ambasciata tedesca presso la Santa Sede a Roma la mostra “Ricordando Benedetto XVI Verso il centenario della nascita”, in programma dal 21 febbraio al 12 aprile 2026 al Museo Diocesano di Arte Sacra di Pordenone. È una delle prime, se non la prima, esposizione organizzata per i 100 anni (il 16 aprile 1927) del papa teologo, per “rivitalizzare la sua eredità”, come ricordato dall’Ambasciatore tedesco Bruno Kahl, in vista dell’anno centenario che sarà denso di iniziative.

Luca Caruso, addetto stampa della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger Benedetto XVI, da cui, insieme al centro studi Ratzinger di Bydgoszcz, in Polonia, per il quale è intervenuto il direttore Mariusz Kucinski, provengono la maggior parte dei pezzi esposti, ha spiegato:

“C’è un comitato proprio sul centenario, costituito all’interno della Fondazione vaticana dedicata a papa Benedetto, che sta stilando un intenso calendario di iniziative, prevalentemente accademiche – convegni, giornate di studio e iniziative elettorali – che a breve sarà presentato sul sito della fondazione, che intendono proprio celebrare la grandezza dell’uomo, del teologo, del pastore Joseph Ratzinger Benedetto XVI”.

A Pordenone saranno esposti per la prima volta oggetti personali e paramenti liturgici, tra cui la talare bianca, la mozzetta di velluto rosso bordata di ermellino e le famose scarpe rosse, realizzate dal “calzolaio dei papi” Adriano Stefanelli. Ma anche oggetti e suppellettili appartenuti al cardinale bavarese prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, e, ancora, un focus fotografico sulla visita di Benedetto XVI ad Aquileia e Venezia nel (7 e 8) maggio 2011, a sottolineare il legame con la città friulana come sede dell’evento. Sandro Sandrin, presidente Associazione Eventi Pordenone:

“Perché Papa Benedetto è stato l’uomo che, con il suo libro Gesù di Nazareth, ci ha consentito di aprire in una piazza con 500 persone la conoscenza di un papa che aveva scritto e da lì sono iniziati una serie di eventi ‘Ascoltare Leggere Crescere’ con la Libreria Editrice Vaticana di Don Costa e quest’anno siamo arrivati al ventesimo anno di attività”, ha spiegato ad askanews.

Alla presentazione sono intervenuti anche don Stefano Vuaran (pro-rettore dello studio teologico cardinale Celso Costantini Diocesi di Concordia-Pordenone) e lo storico Giovanni Maria Vian, direttore emerito dell’Osservatore Romano. Il dibattito sulla gigantesca eredità del papa tedesco, che lasciò a sorpresa il soglio pontificio nel 2013, il suo grande impegno teologico e il suo importante pensiero sull’Europa cristiana può ufficialmente ripartire.

La mostra è promossa dal Centro Studi Odoriciani e Associazione Eventi di Pordenone con la partnership scientifica di Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI e il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione e la Diocesi di Concordia-Pordenone. L’esposizione è realizzata con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Io Sono Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Comune di Pordenone e con il sostegno di Cafc-Acque del Friuli, ATAP, gsm – gestione servizi mobilità spa, Setten, BCC Pordenonese e Monsile, Grimel, Theke.

Inter, Chivu: "Smettiamola di lamentarci"

Roma, 17 feb. (askanews) – Vigilia europea per l’Inter, attesa dalla trasferta in Norvegia per l’andata dei playoff di Champions League. Dopo il successo nel derby d’Italia contro la Juventus e le inevitabili polemiche che ne sono seguite, Cristian Chivu prova a spegnere il rumore di fondo e a riportare l’attenzione esclusivamente sul campo.

A Sky Sport il tecnico nerazzurro è tornato sul clima incandescente post gara: “Hanno parlato anche troppi, inutile che io dica altro. Ho già detto la mia dopo la partita e mi tengo quanto detto, anche perché penso corrisponda alla realtà; poi se vogliamo girarla come ci pare è diverso. Non ho altro da aggiungere e non ho tempo di guardare indietro. Domani è importantissimo e dobbiamo essere pronti sotto ogni punto di vista, visto che non sarà semplice”.

Chivu non cerca alibi in vista della sfida in terra norvegese, neppure legati alle condizioni ambientali o al terreno di gioco: “Non cerchiamo scuse, siamo arrivati qui dalla mattina proprio per fare un allenamento e per abituarci a questo campo; ma non c’è freddo o campo sintetico che tengano, dobbiamo essere pronti mentalmente e fisicamente. Qui loro hanno battuto il City e vinto a Madrid contro l’Atletico. Sono ambiziosi e hanno un progetto portato avanti da anni con dignità. Sappiamo bene come sta evolvendo il calcio norvegese, è un movimento importante”.

Capitolo infermeria: Hakan Calhanoglu dovrebbe tornare presto a disposizione. “Calhanoglu dovrebbe rientrare la prossima settimana, è solo un piccolo affaticamento ed è normale dopo questa serie di partite e poco allenamento… Spero che lo staff medico e lui mi abbiano detto la verità (ride, ndr)”. Più incerte le rotazioni, anche alla luce di qualche imprevisto: “Vedremo domani come stiamo, visto che ogni giorno ci capita una sorpresa, come la febbre di Frattesi”.

In conferenza stampa, il tecnico ha ribadito il suo pensiero sulle polemiche arbitrali: “Ribadisco, io dico la mia, sono qui per dire quello che vedo e che penso. Non mi interessa altro, magari c’è un po’ di frustrazione, ma bisogna anche accettare le critiche e che la squadra in testa è sempre la più odiata. Il calcio è così da cinquanta o cento anni, ci sono episodi pro e contro, smettiamola di lamentarci e fare i moralisti. C’è un caso ogni domenica. Anche noi a Napoli abbiamo subito un torto”.

Infine, una riflessione più ampia sul tema delle simulazioni e delle polemiche nel calcio moderno: “Come mai il calcio è lo sport più amato nonostante quello che accade? Forse è perché ci piace la polemica. Quando troveremo la risposta e non faremo finta di tante cose, questo sport migliorerà”.

Presentata la seconda edizione dei Corporate Wellness Games

Parma, 17 feb. – Si è svolta presso Palazzo del Governatore a Parma, la presentazione dei Corporate Wellness Games 2026 – Giochi interaziendali. Un’iniziativa organizzata da Go Athletic Studio, che utilizza lo sport come strumento per promuovere valori condivisi e che si svolgerà presso lo Stadio Lanfranchi il 22 e 23 maggio, dopo che la passata edizione si era svolta nella cornice dello stadio Tardini, riscuotendo un grande successo. Ne ha parlato Paolo Giordani, Responsabile Tecnico e ideatore dei Corporate Wellness Games: “Dall’anno scorso è nata, appunto collaborando con le varie aziende, l’idea di proporre un’attività che mettesse insieme quelli che sono i valori dello sport, quali gioco di squadra, aggregazione, etica sportiva con quelli delle aziende, quindi la volontà di team building, la volontà appunto di aggregazione, di gioco di squadra, di inclusione”.

L’impianto comunale è in gestione alla Federazione Italiana Rugby di Parma e ospiterà tutte le attività in programma. In merito ha parlato Roberto Manghi della Federazione Italiana Rugby: “La cittadella del rugby penso che sia un punto di riferimento per lo sport della città, ben venga questa unione tra sport e aziende. Come Federazione Rugby siamo aperti a far vedere questo nostro nuovo centro di alte performance che stiamo cercando di migliorare sempre di più, oltre ad essere la casa delle Zebre e delle Nazionali femminili del Sei Nazioni”.

L’edizione di quest’anno, è patrocinata dal Comune di Parma e punta a valorizzare gli spazi simbolo della città, come spiegato anche da Marco Bosi, Assessore allo Sport del Comune di Parma: “Siamo convinti che oggi le persone cerchino luoghi dove vivere bene. Le città diventano attrattive non solo grazie alle opportunità lavorative, ma anche al benessere che sanno generare sui cittadini e farlo tramite le aziende, quindi con i luoghi di lavoro dove le persone stanno bene, in cui lo sport è un veicolo di promozione del benessere, crediamo renda il territorio più attrattivo”.

Un evento che pone l’interesse su salute fisica e mentale dei lavoratori e che vede come partner l’Università di Parma. Giuliana Gobbi, Delegata del Rettore per lo Sport Universitario dell’Università di Parma ha spiegato: “Sono tutti aspetti dal punto di vista dello sport che sono positivi e che l’Università supporta. Le aziende stesse si stanno organizzando per il benessere dei dipendenti, cercando di favorire un’attività motoria supervisionata e che abbia proprio un’attenzione alla salute dell’uomo e del dipendente stesso” ha spiegato Gobbi.

Lo sport è così visto come un alleato prezioso per costruire ambienti di lavoro più produttivi, migliorando le dinamiche all’interno dei contesti di lavoro.

Calcio, il Napoli perde anche Rrahmani

Roma, 17 feb. (askanews) – Il Napoli perde un altro pezzo. Amir Rrahmani sarà out per le prossime partite azzurre per un problema alla coscia sinistra e Antonio Conte non avrà a disposizione il difensore che aveva appena riabbracciato, ma si è fermato contro la Roma dopo essersi infortunato in occasione di un inseguimento (con fallo) su Wesley. Questo il bollettino medico pubblicato dal Napoli: “In seguito all’infortunio durante il match contro la Roma, Amir Rrahmani si è sottoposto oggi, presso il Pineta Grande Hospital, a esami strumentali che hanno evidenziato una lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia sinistra. Il difensore azzurro ha già iniziato l’iter riabilitativo”.

Calcio, Bastoni: "Ho sbagliato, mi prendo le mie responsabilità"

Roma, 17 feb. (askanews) – Alessandro Bastoni rompe il silenzio dopo le polemiche seguite a Inter-Juve e torna sul caso che ha acceso il dibattito social e mediatico. Il difensore dell’Inter, intervenuto prima a Sky Sport e poi in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Bodo, ha ammesso l’errore e condannato con forza le minacce ricevute dalla sua famiglia.

“Dal punto di vista personale questa vicenda non mi ha segnato più di tanto, perché comunque siamo persone esposte e abituate a questo tipo di pressione e gogna mediatica, come l’ha definita giustamente il presidente (Giuseppe Marotta, ndr)”, ha spiegato Bastoni. Il difensore ha però sottolineato il disagio vissuto dai suoi familiari: “Mi dispiace di più per mia moglie e per mia figlia… Mia moglie si è trovata diversi commenti con minacce di morte o auguri di malattie che non stanno né in cielo né in terra. Questa è una cosa che va assolutamente condannata”. Un pensiero anche per l’arbitro Federico La Penna, bersaglio a sua volta di attacchi.

Il centrale nerazzurro ha poi affrontato nel merito l’episodio contestato: “Ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo e capire le differenze rispetto a quello che ho percepito io in campo. Ho sentito un contatto con il mio braccio che, rivedendo le immagini, è stato assolutamente accentuato. Per questo sono qui, per ammetterlo e prendermi le mie responsabilità”. Un’ammissione chiara, accompagnata dal rammarico per la reazione dopo l’espulsione: “La cosa per cui mi dispiaccio di più è il comportamento successivo”.

In vista della sfida europea contro il Bodo, Bastoni promette di essere il solito: “Sarò quello che avete sempre visto in oltre 300 partite in carriera… vedrete il solito Bastoni”. E sulla partita: “Loro sono una squadra forte, che ha qualità e gamba per ripartire, sono organizzati. Giocheremo sul campo sintetico, sarà diverso nei cambi di direzione, ma non vogliamo nessun alibi”.

Infine, una riflessione più ampia: “L’essere umano per essere definito tale deve avere il diritto di sbagliare, ma deve avere l’altrettanto dovere di riconoscere l’errore. Io oggi sono qui appositamente per questo”. Un’assunzione di responsabilità pubblica, nel tentativo di chiudere il caso e riportare l’attenzione solo sul campo.

NEF supera i 10 miliardi di risparmio gestito

Milano, 17 feb. (askanews) – NEF, fondo comune di diritto lussemburghese, multimanager e multicomparto, istituito da NEAM S.A., management company del Gruppo Cassa Centrale, supera i 10 miliardi di euro in asset under management e presenta due nuovi comparti per ampliare la propria offerta. A Milano nella mattinata di giovedì 12 febbraio, presso la sede di Cassa Centrale Banca, è stato svelato il raggiungimento del prestigioso traguardo e spiegato come funzioneranno i due nuovi prodotti.

“La gamma NEF è in continua evoluzione: in questa fase sono in collocamento due nuovi fondi, con caratteristiche distintive come la gamma NEF. L’elemento forte per il nostro Gruppo consiste nell’ evolvere il servizio di consulenza finanziaria per la nostra clientela. Abbiamo messo in cantiere e attuato una nuova consulenza finanziaria in banca denominata ‘Consulenza Valore’ che orienta il paradigma su due direttrici: la personalizzazione e l’attenzione alla relazione col cliente in una logica di patrimonio finanziario complessivo” – commenta Marco Galliani, Chief Wealth Management Officer di Cassa Centrale Banca.

“NEF rappresenta un elemento centrale e primario nella distribuzione di fondi comuni d’investimento. In questo ambito il Gruppo ha deciso di attuare un’architettura aperta, con un’ampia offerta di prodotti finanziari e fondi comuni, che sono oltre 2.500 a disposizione della clientela. NEF riveste un ruolo centrale perché svolge un’attività di selezione e monitoraggio su tutti i fondi.” – continua Galliani.

“I due nuovi comparti saranno denominati NEF Target 2031 e NEF Ethical Step to Balanced 2030, – spiega Flavio Bonomo, Amministratore Delegato di NEAM. “Il primo è dedicato a quei clienti che desiderano diversificare nell’ambito di un portafoglio obbligazionario. Si tratta quindi di clienti che intendano delegare al gestore la costruzione di un portafoglio costituito sia da titoli di Stato che da esposizioni a obbligazioni corporate, con una chiara gestione del rischio e un orizzonte temporale definito. Il secondo fondo è più originale e bilanciato, step to balanced, che parte con un portafoglio al 100% obbligazionario, dando mandato al gestore di aumentare la quota azionaria nel tempo, mediamente di un 10% all’anno in base all’andamento dei mercati, fino a raggiungere, in un arco temporale teoricamente intorno ai cinque anni, le caratteristiche di un fondo bilanciato. Per cui, a regime, questo fondo avrà un’esposizione Equity fra il 40 e il 60%” – conclude Bonomo.

I due nuovi comparti, dunque, si uniscono a differenti strumenti proposti all’interno di un processo di investimento che risponde ai bisogni dell’intera clientela del Gruppo Cassa Centrale, con particolare riferimento a una consulenza evoluta e globale, costruita nell’ottica di un rafforzamento della relazione tra cliente e banca, distintiva del credito cooperativo.

Olimpiadi, Di Centa: bilancio medaglie splendido e non è finita

Milano, 17 feb. (askanews) – “Innanzitutto, diciamo subito che non è finita. E quindi già questo è importante. Il bilancio non solo come atleta, ma anche come dirigente, è ovviamente splendido”.

Lo ha detto la campionessa olimpica, Manuela Di Centa, a margine di un evento a Casa Italia organizzato da Confindustria per fare il punto sull’impatto economico dei Giochi di Milano Cortina. “Ma lo è non solo per numero di medaglie e soprattutto di ori, ma come donna e come atleta donna dico anche che è un bilancio femminile incredibile perché il lavoro che è stato fatto come Coni, in particolare nelle due federazioni che si occupano di sport invernali, è stato fatto un grande lavoro sotto profilo proprio della programmazione, delle impostazioni delle squadre. E anche ogni minima virgola è stata curata nell’arco di questi quattro anni per dare la possibilità alle ragazze e alle mamme di poter essere mamma e di poter gareggiare e in questo caso vincere alla grande. Quindi per me è un grande successo non solo sportivo ma un successo sociale, un successo di crescita del nostro sport insieme anche alla nostra nazione, perché questo è un presentare l’Italia capace di vedere come lo sport sa essere compatibile con gli altri aspetti e gli altri momenti della vita. E questo non è un’ultima cosa, questa è la prima cosa perché noi siamo atleti ma principalmente siamo persone prima e questo credo che sia il successo più grande assieme a quello che è condiviso con il Paese Italia, perché la presenza di Mattarella a Cortina con una vittoria di Federica Brignone, e il miracolo che Federica ha fatto, ha reso veramente il senso di squadra italiana. Squadra vuol dire tutta, non solo sportiva”.

Milano-Cortina, l’Italia è oro nel pattinaggio inseguimento uomini

Rho(Mi), 17 feb. (askanews) – L’Italia ha vinto in una gara combattutissima la medaglia d’oro nella finale del pattinaggio di velocità inseguimento uomini dei Giochi olimpici di Milano Cortina. Il terzetto formato da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti ha avuto la meglio su quello statunitense. L’Italia ha vinto con il tempo di 3:39.20, recuperando un distacco inziale di 7 decimi sugli Stati Uniti. Il terzetto azzurro ha avuto la meglio su quello americano distaccato sul traguardo di 4,51 secondi. È la nona medaglia d’oro degli azzurri per un totale di 24. Nella finale B, tra olandesi e cinesi, si sono imposti i secondi conquistando il bronzo.

Ue, Schlein: governo Meloni cavallo di Troia di Trump in Europa

Roma, 17 feb. (askanews) – “Non solo ci isolate in Europa, ma come cavalli di Troia di Trump frenate il salto in avanti di integrazione necessaria alla sopravvivenza dell’Unione. Serve l’Europa federale, ma voi siete contrari”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando in aula alla Camera. “Servono le cooperazioni rafforzate, serve un grande piano di investimenti comuni finanziati da Eurobond… Ma voi no, non avete il coraggio di fare questa battaglia perché Orban e Trump non sono d’accordo. Serve una difesa europea, ma voi siete contrari perché preferite continuare a comprare le armi da Trump. La vostra subalternità a Trump la paga a caro prezzo l’Italia”.

M.O., Schlein: Meloni scelga da che parte stare, no a Board of peace

Roma, 17 feb. (askanews) – Giorgia Meloni deve “scegliere da che parte stare”, l’Italia deve “dire di no” al ‘Board of peace'”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein intervenendo in aula alla Camera. “L’Italia, forte della sua storia, deve dire di no (al ‘Board of peace’, ndr) e difendere le sedi multilaterali, il diritto internazionale”. L’Italia, ha aggiunto deve “dire che sono le Nazioni unite a dover guidare i processi di pace” che “non si fanno con le telefonate in cui Trump dà ragione a Putin” e nemmeno con i club privati” o “con transazioni opache e nemmeno coi video che trasformano le macerie di Gaza che ha subito dei crimini di genocidio in resort di lusso per ricchi e per i propri interessi”.

Ha aggiunto la leader Pd: “Scegliete di stare dalla parte della Costituzione della dignità del paese e di un’Europa capace di contare. Mi rivolgo alla presidente Meloni: noi siamo all’opposizione, abbiamo presentato oggi una risoluzione unitaria di tutte le opposizioni. Ma quando Meloni va all’estero rappresenta tutto il paese e rappresenta anche noi”. Dunque “io chiedo di non andare a Washington e di non far partecipare l’Italia al ‘Board of peace’ con cui Trump vuole sostituire le Nazioni unite”. Il governo deve “tener fede alla nostra Costituzione e alla storia del nostro paese”.

M.O., Schlein: governo cerca di violare Costituzione giocando con parole

Roma, 17 feb. (askanews) – “State cercando di violare un divieto costituzionale giocando con le parole”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando in aula alla Camera.

“Si decide se l’Italia accetta di partecipare a un organismo nato per soppiantare le Nazioni unite. Si decide se l’Italia accetta di partecipare allo smantellamento del diritto internazionale per sostituirlo con il ‘Board of peace'”, ha aggiunto.

Stiamo parlando di “sostituire la diplomazia con gli affari” e la “Commissione europea ha chiarito che non sarà parte del board nemmeno come osservatrice”. Rivolta al ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aggiunto: “Non ci venga a raccontare che è previsto dalla risoluzione Onu: prevedeva un organismo temporaneo che coinvolgesse i palestinesi, lo statuto proposto da Trump non prevede nessuna di queste cose”.

Referendum, Salvini: Nordio? Conto che si abbiano toni più tranquilli

Milano, 17 feb. (askanews) – “Evitiamo aggettivi, attacchi e insulti e parliamo del merito. Gli italiani non voteranno pro o contro Salvini, Nordio, Gratteri, il governo, la Schlein”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, a margine della visita al villaggio olimpico a Milano, a chi gli chiedeva un commento dopo l’uscita del ministro della Giustizia Carlo Nordio, sul sistema di correnti del Csm.

“Se uno è convinto che la giustizia va bene così com’è, vota no, ma se uno ritiene che, come in quasi in tutti gli altri paesi europei o occidentali, serva soprattutto una corte indipendente che decida, in caso, come sanzionare un magistrato che mette in galera la persona sbagliatam, parliamo di questo…” “Conto – ha concluso Salvini – che tutti abbiano toni più tranquilli”.

Milano-Cortina, l’Italia hockey perde con la Svizzer: eliminata

Roma, 17 feb. (askanews) – Si conclude il torneo olimpico della nazionale italiana di Hockey. Gli azzurri perdono 3-0 contro la Svizzera nei playoff del torneo maschile e salutano quindi l’Olimpiade, nonostante un’ottima prova contro gli elvetici. Il Blue Team chiude così il torneo con quattro sconfitte in altrettante partite: 5-2 con la Svezia, 3-2 con la Slovacchia, 11-0 con la Finlandia e, appunto, 3-0 con la Svizzera. Solo con la Finlandia, affamata di gol per salvaguardare la propria differenza reti, è stato un flop. Per il resto tre ko, ma sempre a testa alta.

Dl Bollette, Salvini: doveroso chiedere alle banche un contributo

Milano, 17 feb. (askanews) – “Ci sta lavorando il ministro dell’Energia, l’obiettivo è di arrivare in consiglio dei Ministri domani, tagliando di quanti più euro possibile il peso e il costo delle bollette per gli italiani, chiedendo un sacrificio e un contributo alle aziende”.

Lo ha detto il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, rispondendo ai giornalisti che a margine della visita al villaggio olimpico gli chiedevano conto del dl bollette che domani andrà in consiglio dei ministri.

Salvini a tal proposito è tornato a proporre di innalzare il contributo delle banche per finanziare il provvedimento. “Sono appena usciti gli utili del 2025 delle principali banche italiane che si avvicinano ai 30 miliardi di euro. Io penso che sarà doveroso chiedere alle banche che stanno facendo profitti incredibili grazie agli italiani e grazie al governo, un ulteriore contributo anche per le bollette”.

“L’obiettivo del ministro Pichetto di cui ci ha parlato ieri è quello di arrivare domani in Consiglio dei Ministri – ha concluso – Però io sono qua e non sono il ministro Pichetto, quindi conto che riesca a farlo e conto che riesca a farlo. Io sono pronto a esserci per votarlo”.

Beer and Food, Barilla porta la pasta Al Bronzo agli chef

Rimini, 17 feb. (askanews) – Un caso che ribalta la logica tradizionale dell’industria alimentare: un prodotto nato per il consumatore finale che, su richiesta degli chef, fa il percorso inverso ed entra nelle cucine professionali. Lo porta al Beer&Food Attraction di Rimini Barilla che ha sviluppato una nuova linea con la Federazione Italiana Cuochi, con formati e packaging ripensati per il foodservice.

“Il prodotto ha avuto talmente tanto successo nel pubblico – spiega Marco Gandolfi, Associate Director Barilla for Professional Food Service – che alcuni chef si sono accorti che era un prodotto perfetto per la loro cucina e quindi hanno cominciato a chiederci: ‘Quand’è che fate un prodotto adatto anche alle esigenze della ristorazione professionale?'”.

Il lancio di Barilla Al Bronzo for Professionals è previsto per marzo, ma il progetto guarda già oltre i confini nazionali. “Lo lanciamo innanzitutto oggi a questa fiera Beer&Food Attraction di Rimini per il mercato Italia – precisa Gandolfi – ma da marzo sarà in vendita non solo in Italia, ma anche in altri paesi d’Europa e poi da quest’estate addirittura negli Stati Uniti”.

Meloni chiama la madre del bimbo di Napoli con il cuore bruciato: tutto il possibile per aiutarvi

Roma, 17 feb. (askanews) – Una telefonata per esprimere la “vicinanza” delle istituzioni e ribadire che si sta facendo “tutto il possibile, per quanto di competenza” perché si possa mantenere viva la speranza. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, questa mattina ha telefonato a Patrizia, la madre del bambino ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo aver subito un trapianto di cuore con un organo lesionato, bruciato dal ghiaccio secco. La premier, viene spiegato, avrebbe anche detto di condividere l’obiettivo che sia fatta chiarezza e giustizia quando verranno accertate le responsabilità.

Intanto il ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente della Regione Campania Roberto Fico hanno avuto un colloquio oggi a Roma. Un incontro programmato nelle scorse settimane per un confronto su temi sanitari. “Il ministro e il presidente – si legge in una nota di Palazzo Santa Lucia – hanno rivolto massima attenzione a quanto avvenuto all’ospedale Monaldi di Napoli. Nell’esprimere la più sentita e sincera vicinanza e solidarietà alla famiglia del piccolo paziente ricoverato, sottolineano il forte impegno sinergico e la collaborazione istituzionale, perché venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto”.

Allo scopo sono stati attivati nei giorni scorsi i poteri ispettivi e conoscitivi in capo sia al ministero che alla Regione, per poter assumere i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze. Nella giornata di oggi sarà, inoltre, trasmessa al ministero la relazione predisposta dagli uffici regionali su impulso del presidente Fico.

Meloni a madre bimbo Napoli: istituzioni vicine, il possibile per aiutarvi

Roma, 17 feb. (askanews) – Una telefonata per esprimere la “vicinanza” delle istituzioni e ribadire che si sta facendo “tutto il possibile, per quanto di competenza” perché si possa mantenere viva la speranza. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, questa mattina ha telefonato a Patrizia, la madre del bambino ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo aver subito un trapianto di cuore con un organo lesionato.

La premier, viene spiegato, avrebbe anche detto di condividere l’obiettivo che sia fatta chiarezza e giustizia quando verranno accertate le responsabilità.

M.O., risoluzione unitaria opposizioni: Italia non legittimi Board of peace

Roma, 17 feb. (askanews) – La risoluzione unitaria delle opposizioni “impegna il Governo a non aderire, né a partecipare in qualunque forma al ‘Board of peace’ o ai suoi lavori, al fine di non legittimare un organismo internazionale non conforme ai principi fondamentali previsti dall’articolo 11 della Costituzione né a quelli del diritto internazionale”. E’ quanto si legge nel testo firmato dalla segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente M5S Giuseppe Conte, i leader Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il capogruppo di Azione Matteo Richetti, la presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi, e il segretario di +Europa Riccardo Magi.

Nella risoluzione, c’è quindi l’impegno a “non delegittimare il ruolo dell’Onu che va rafforzato e sostenuto”. Occorre, scrivono, “scongiurare, in ogni caso, qualsiasi forma di contribuzione finanziaria, diretta o indiretta, al ‘Board of Peace’.

Tajani: il governo accetta l’invito Usa alla prima riunione del Board of Peace

Roma, 17 feb. (askanews) – “Il governo ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione americana a presenziare in qualità di paese osservatore alla prima riunione del board offfice in programma giovedì a Washington. Questo è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle sue comunicazioni nell’Aula della Camera sul “Board of Peace”.

“L’Unione Europea – ha proseguito Tajani – ha già confermato la partecipazione con la presidenza di turno e con un rappresentante della commissione. Parteciperanno anche tutti i principali partner della regione, penso all’Egitto, alla Giordania, l’Arabia Saudita, al Qatar, anche all’Indonesia, il più grande paese musulmano al mondo. Come potrebbe l’Italia non essere presente dove si discute e si costruisce la pace in
Medio Oriente, la presenza di tutti i principali attori regionali”.

“Per questo parteciperemo alla riunione di Washington, forti dell’importante contributo che il nostro paese ha messo in campo sin dal primo momento per il cessate il fuoco e per l’assistenza umanitaria alla popolazione della Striscia attraverso Food for Gaza”, ha sottolineato il ministro degli Esteri.

Calcio, Giudice sportivo Inter-Juve, una giornata a Kalulu

Roma, 17 feb. (askanews) – Giorgio Chiellini inibito fino al 27 febbraio e Damien Comolli fino al 31 marzo (con l’aggravante di un’ammenda di 15 mila euro). È questa la decisione del Giudice Sportivo nei confronti dei dirigenti della Juventus protagonisti di “un atteggiamento aggressivo gravemente intimidatorio” e di “espressioni gravemente insultanti avverso il medesimo Direttore di gara” per le proteste verso l’arbitro, La Penna, dopo la simulazione di Bastoni e l’espulsione di Kalulu. Quest’ultimo, ma è una beffa attesa, è stato squalificato per un turno (“doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario”) perché vittima di un clamoroso abbaglio.

La sanzione nei confronti di Damien Comolli è più severa, come si apprende dalla nota ufficiale del Giudice Sportivo: “Inibizione a tutto il 31 marzo 2026 e ammenda di 15.000,00 euro a Comolli Damien Jacques (Juventus): per avere, al termine del primo tempo, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, assunto un atteggiamento aggressivo gravemente intimidatorio nei confronti del Direttore di gara, cercando il contatto fisico con il medesimo, evitato grazie all’intervento dell’allenatore della soc. Juventus e di altri tesserati e collaboratori, proferendo inoltre espressioni gravemente insultanti avverso il medesimo Direttore di gara e reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell’Arbitro”.

Decisione abbastanza simile anche per che riguarda Giorgio Chiellini: “Inibizione a tutto il 27 febbraio per avere, al termine del primo tempo, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, contestato in modo concitato ed irriguardoso l’operato del Direttore di gara, reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell’Arbitro; per avere inoltre, nel medesimo contesto, rivolto critiche offensive indirizzate agli Ufficiali di gara; infrazione quest’ultima rilevata da un Assistente”.

Calcio, Lotito e il nuovo Flaminio: lavoro per una Lazio immortale

Roma, 17 feb. (askanews) – Un progetto da 480 milioni di euro per restituire alla città un impianto storico e consegnare alla Lazio una casa moderna, identitaria e sostenibile. A Formello il presidente Claudio Lotito ha alzato il velo sul piano di riqualificazione dello Stadio Flaminio, destinato a diventare il nuovo quartier generale biancoceleste e candidato a ospitare gli UEFA Euro 2032. “Presentiamo una visione”, ha dichiarato Lotito, spiegando che la rifunzionalizzazione dell’impianto “non riguarda solo la Lazio, ma Roma, la sua storia urbanistica e la sua capacità di guardare al futuro con responsabilità”. L’obiettivo è rigenerare un’area oggi in stato di abbandono, restituendole qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale. Il nuovo Flaminio potrà accogliere 50mila spettatori e sarà operativo durante tutto l’arco dell’anno, con spazi culturali, ristoranti e aree di aggregazione. Il progetto prevede il recupero integrale della struttura originaria, che resterà visibile e protetta da una nuova copertura esterna. La nuova ossatura sarà indipendente da quella esistente, grazie a telai distanziati a 12 metri – il doppio rispetto agli attuali 6 – così da garantire sicurezza e tutela architettonica. Saranno inoltre ripristinati ambienti storici come palestre e piscina, nel segno della valorizzazione dell’identità dell’impianto nato per le Olimpiadi del 1960.

Uno dei nodi centrali riguarda l’impatto sul quartiere Flaminio. Il piano prevede la delocalizzazione dei parcheggi fuori dal quartiere, in prossimità della caserma Salvo D’Acquisto su viale Tor di Quinto. Da lì tifosi e mezzi privati potranno raggiungere lo stadio con navette in circa sei minuti o a piedi in 25.

Previsto anche il potenziamento del trasporto pubblico locale nei quindici minuti precedenti e successivi alle partite. Una parte dei tifosi potrà usufruire della metropolitana: nel progetto di prolungamento della Metro C fino a Farnesina è prevista la fermata Apollo d’Oro, nelle immediate vicinanze dell’impianto. Il completamento della linea è stimato entro il 2032.

Il piano include inoltre un ponte ciclopedonale, il rafforzamento della mobilità dolce e la trasformazione dell’area in un’isola ambientale, con l’obiettivo di ridurre il traffico privato e migliorare la qualità della vita del quadrante nord della Capitale. Sul fronte ambientale è previsto un incremento significativo delle aree verdi, con una cintura alberata attorno allo stadio e oltre 57mila metri quadrati di pavimentazioni innovative in grado di contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti. Saranno adottate soluzioni tecnologiche per l’abbattimento dell’impatto acustico, nel rispetto delle abitazioni circostanti.

Nel suo intervento, Lotito ha lanciato anche un messaggio alla tifoseria, dopo le tensioni degli ultimi mesi: “Ogni tifoso sogna uno stadio pieno, moderno, identitario. Ma il sogno deve camminare sulle gambe della sostenibilità, del rispetto delle regole e dell’equilibrio economico. La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro. Noi stiamo lavorando per renderla immortale”.

Il 2032 non è una data casuale. La SS Lazio ha formalizzato una manifestazione di interesse per candidare il Flaminio tra le sedi ospitanti dell’Europeo. Un ritorno nel circuito dei grandi eventi continentali per uno stadio che nacque olimpico e che oggi sogna di tornare protagonista.

Referendum, Salvini: giusto chiedere chi finanzia chiunque

Milano, 17 feb. (askanews) – “E’ giusto chiedere chi finanzia chiunque. Mensilmente escono articoli su alcuni giornali su chi finanzia la Lega in maniera trasparente, non mi offendo, è giusto”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha risposto ai giornalisti che a margine della visita al villaggio olimpico a Milano gli hanno chiesto conto della polemica tra il il Ministero della Giustizia e l’Anm dopo la richiesta del primo della lista dei finanziatori del comitato per il No.

Per il rogo al teatro Sannazaro la procura di Napoli indaga per incendio colposo

Napoli, 17 feb. (askanews) – La procura di Napoli ipotizza il reato di incendio colposo a carico di ignoti in merito al violento incendio che si è verificato all’alba all’interno del teatro Sannazaro in via Chiaia.

Le indagini proseguiranno più accuratamente soprattutto dopo le perizie dei tecnici e dei vigili del fuoco che sono ancora impegnati a domare piccoli focolai in un paio di appartamenti situati nello stabile dove si trova il teatro.

All’interno del Sannazaro noto in città come la Bomboniera, invece, il rogo è stato completamente domato.

Olimpiadi, Fugatti: da qui nascerà una promozione del territorio

Val di Fiemme, 17 feb. (askanews) – Ci sono ancora sei giorni di gare e tante medaglie da assegnare alle Olimpiadi di Milano Cortina, ma è già tempo di fare i primi bilanci, come spiega il Presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti.

“Sì perché sappiamo che da questo evento nascerà una promozione importante del nostro territorio a livello internazionale e quindi abbiamo fatto tanti investimenti, abbiamo lavorato, abbiamo progettato però poi siamo convinti che ci sarà un’eredità non solo infrastrutturale, non solo culturale ma sicuramente promozionale del nostro territorio.

Ma per il Trentino e la Val di Fiemme è già tempo di pensare ai prossimi appuntamenti.

“Guardiamo al futuro perché nel 2028 ci sono le Olimpiadi Giovanini e il Trentino insieme a Lombardia e Veneto è parte centrale e del 31 abbiamo il Mondiale di ciclismo, in Trentino quindi abbiamo da fare”.

Sanremo, Tredici Pietro: “Sono in attesa della grande scossa”

Milano, 17 feb. (askanews) – Tredici Pietro, rapper e cantautore già reduce da un tour sold out e importanti collaborazioni, sarà per la prima volta in gara alla 76 edizione del Festival di Sanremo con il brano “Uomo che cade”.

“Sono in attesa della grande scossa. Sono ancora un metro fuori, aspettando di essere elettrizzato. Spero sarà un’esperienza indimenticabile. Il mio primo ricordo di Sanremo è Renga che vince Angelo e canta la canzone dopo aver ricevuto il premio di vincitore. Noi canta Angelo, bellissima scena”.

L’inedito Uomo che cade è scritto da Tredici Pietro insieme ad Antonino Dimartino. La musica è di Antonino Dimartino e Marco Spaggiari. È prodotto da Vanegas; la produzione aggiuntiva è di Giovanni Pallotti, Fudasca, Sedd e Montesacro e fonde influenze hip hop, R’n’B e cantautorali, dando vita a un arrangiamento dal groove raffinato. Le strofe, costruite su accordi intensi dal gusto retrò, si alternano a un ritornello aperto e luminoso, capace di evocare una leggerezza che amplifica il tema profondo del brano. Il brano è la conclusione ideale del suo album “Non guardare giù”.

“Non guardare giù, e Uomo che cade si parlano. Sono concetti che si parlano. Perché non guardare giù per me vuol dire non mollare il colpo poco prima proprio in quel momento lì, proprio quando stai per crollare e lì che non devi mollare. Non guardare giù, perché le vertigini possono solo farti sentire che in pericolo, ma se tu guardi su, l’equilibrio lo mantieni. Un uomo che accetta il fatto che tanto se facciamo qualcosa cadremo, sbaglieremo, andremo in crisi. È inevitabile. E quindi con Uomo che cade voglio celebrare il fatto che per vincere una volta bisogna perderne dieci di sfide della vita. Almeno secondo me. E quindi è come se ci fosse un filo rosso evidentissimo tra una cosa e l’altra, tra un disco e la sua fine in qualche modo. Io la vedo come la chiusura”.

Tredici Pietro è reduce dal successo del suo tour sold out che lo ha portato ad esibirsi nei club di Bologna, Roma e Milano, consolidando un legame live sempre più profondo con il suo pubblico. Nel 2025 non sono mancate le collaborazioni musicali, tra cui quella con Fabri Fibra in Che Gusto C’è, brano certificato disco d’oro con oltre 34 milioni di stream su Spotify, che ha conquistato le principali playlist mainstream, e quella con Mecna nell’intensa ballad notturna Solamente di te.

Morto il reverendo Jackson: figura carismatica degli afroamericani

Roma, 17 feb. (askanews) – Il reverendo Jesse Jackson, predicatore battista e storico leader dei diritti civili, tra le voci più influenti dell’America nera dopo l’assassinio di Martin Luther King e primo afroamericano a ottenere un consenso significativo nelle primarie presidenziali democratiche, è morto oggi all’età di 84 anni. Lo ha reso noto la famiglia in una dichiarazione, senza indicare la causa del decesso, secondo quanto riporta il Washington Post. A Jackson era stato diagnosticato il Parkinson nel 2015 e, in seguito, la paralisi sopranucleare progressiva, una patologia neurologica che compromette i movimenti.

Figura carismatica e presenza costante nelle proteste e nelle marce per i diritti civili e la giustizia sociale, Jackson nei momenti di disordine pubblico – dall’ondata di violenze dopo l’uccisione di King nel 1968 fino ai disordini seguiti alla morte di Michael Brown a Ferguson nel 2014 – invitò alla moderazione e alla non violenza. Ordinato ministro battista, non ebbe mai una propria chiesa, preferendo l’attivismo su scala nazionale.

Negli anni Settanta ampliò l’azione anche fuori dagli Stati Uniti, intervenendo in iniziative diplomatiche e umanitarie, dalla mediazione in Medio Oriente alle campagne contro l’apartheid in Sudafrica, fino a missioni per la liberazione di prigionieri. La sua oratoria, radicata nella tradizione delle chiese nere del Sud, diventò un tratto distintivo: “Keep hope alive” (“Lascia vivere la speranza”), ripeteva spesso, e nelle riunioni pubbliche a Chicago guidava il coro “I am somebody”. Jackson si candidò alle primarie democratiche nel 1984, raccogliendo oltre 3 milioni di voti e 384 delegati alla convention, e tornò in corsa nel 1988 con risultati più solidi: circa 7 milioni di voti e oltre 1.200 delegati, arrivando per un periodo a guidare la competizione dopo la vittoria nei caucus del Michigan. “La mia corsa non è mai stata solo per la Casa Bianca”, spiegò in seguito, rivendicando l’obiettivo di allargare la partecipazione politica afroamericana a livello locale e nazionale.

Nato Jesse Louis Burns l’8 ottobre 1941 a Greenville, nella Carolina del Sud, Jackson studiò a North Carolina A&T e si trasferì a Chicago per il seminario teologico, che lasciò per dedicarsi al movimento per i diritti civili. Fu ordinato nel 1968 e lavorò con la Southern Christian Leadership Conference, dove diresse Operation Breadbasket, prima di fondare nel 1971 Operation PUSH, poi confluita nella Rainbow/PUSH Coalition.

Negli anni Duemila rimase un punto di riferimento nel Partito democratico e nella mobilitazione dell’elettorato afroamericano, celebrando nel 2008 l’elezione di Barack Obama alla presidenza come un passaggio storico per gli Stati Uniti.

Olimpiadi, la Korea House conquista Milano tra cibo e Squid game

Milano, 17 feb. (askanews) – Una partita ad uno dei giochi resi celebri da Squid game o un assaggio di cibo tradizionale, fra cui la tipica fish cake (Eomuk) regina dello street food sudcoreano.

In queste Olimpiadi di Milano Cortina, la Korea house è una delle case delle Nazioni più amate fra i luoghi scelti dai Paesi partecipanti ai Giochi come quartier generale, sparsi fra Milano e le località montane: ha conquistato tifosi e turisti macinando record di visitatori, fino a raggiungere il picco di 3.200 persone in un solo giorno, durante il weekend.

Complice del successo sicuramente le bellezza del luogo in cui è stata allestita, la splendida Villa Necchi Campiglio, gioiello, in pieno centro, delle dimore storiche milanesi. Ma anche la creatività coreana che ha reso l’esperienza un piccolo assaggio di tante peculiarità della nazione asiatica, come spiega ad askanews, Minho Park direttore delle relazioni internazionali del Comitato Olimpico coreano che gestisce la casa.

“Il nostro concetto principale è proprio ‘essere coreani’ – dice – Quando gli ospiti vengono in questa Korea House, possono giocare come i coreani, possono vestirsi come i coreani e poi possono mangiare come i coreani. Quindi se gli ospiti vengono qui, possono sicuramente sentirsi proprio come se fossero in alcuni luoghi della Corea”.

Così è possibile indossare abiti tradizionali, stampandosi poi la foto da tenere come ricordo, e cimentarsi in vari giochi tipici delle festività coreane in famiglia, fra cui appunto quelli resi famosi in tutto il mondo dalla serie tv, ma non solo.

Un padiglione, al cui centro svetta il maxi schermo per seguire le competizioni, è dedicato a gadget, turismo, cultura : su questo display si può eseguire un test per capire in base al tipo di carattere quali città coreane ci piaceranno di più.

Ampio spazio a cura del corpo e make up, per cui la Corea è famosa nel mondo: qui è possibile creare una tonalità di rossetto perfettamente adatta al tipo di pelle.

E poi l’angolo dello street food, in cui ci si mette in fila per un assaggio, questa volta letterale, di Corea del Sud.

Conte: con me premier l’Italia mai nel Board, predellino non dignitoso

Roma, 17 feb. (askanews) – “Mai, non è dignitoso che l’Italia partecipi neppure da spettatrice, non abbiamo bisogno del predellino nè di una posizione principale”, “è un progetto che nasce come una privatizzazione della funzione delle Nazioni Unite e contempla una speculazione immobiliare che non è in linea con i bisogni di una popolazione palestinese martoriata da un genocidio”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte parlando con i giornalisti davanti a Montecitorio e sottolineando che “mai” se fosse stato lui premier avrebbe accettato un ingresso dell’Italia nel Board of peace di Trump per Gaza.

“Meloni si preoccupa di precipitarsi a Washington per cercare di compiacere Trump, ma è una follia” ha aggiunto Conte.

Istat: nel 2025 export +3,3%, surplus sale a +50.746 milioni

Roma, 17 feb. (askanews) – Nel complesso del 2025, rispetto al 2024, l’export in valore cresce del 3,3%: a contribuire sono principalmente le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,8%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+11,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%). Lo ha reso noto l’Istat.

Nell’anno 2025 il surplus commerciale è pari a +50.746 milioni (+48.287 milioni nel 2024). Il deficit energetico si riduce a -46.939 milioni, da -54.290 milioni dell’anno prima. L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (+97.685 milioni) è elevato ma meno ampio rispetto al 2024 (+102.577 milioni).

La crescita dell’export in valore nel 2025 “coinvolge entrambe le aree, Ue ed extra Ue, e si deve a un numero ristretto di settori tra cui spiccano farmaceutica e metalli e prodotti in metallo. Anche la crescita dell’import riguarda entrambe le aree ed è spiegata soprattutto dall’aumento degli acquisti di prodotti della farmaceutica, dell’agricoltura, metalli e prodotti in metallo, alimentari e macchinari, che più che compensa la contrazione degli acquisti di prodotti energetici (petrolio greggio e raffinazione)”, è il commento dell’Istat.

Rispetto al 2024, il 2025 “si chiude con un deficit energetico in forte riduzione e un avanzo commerciale più elevato, totalmente dovuto agli scambi con i paesi extra Ue”.

La flessione dei prezzi all’import nella media 2025 si deve in particolare all’andamento dei prezzi dei prodotti energetici; al netto di questi prodotti, la flessione è più contenuta (-0,6%; era -0,8% nel 2024).

La crescita dell’export in valore nel 2025 è stata trainata sia dall’aumento delle vendite dirette sui mercati Ue (+4,2%) – in particolare verso Spagna (+10,6%), Francia (+5,3%), Germania (+2,3%) e Polonia (+5,8%) – sia dalle maggiori vendite dirette verso alcuni principali paesi partner extra-Ue, fra cui Svizzera (+16,3%), Stati Uniti (+7,2%) e paesi Opec (+11%). Si riduce l’export verso la Turchia (-23,1%), per il quale si era registrata una forte crescita nel 2024, e, in misura minore, verso la Cina (-6,6%). Lo ha reso noto l’Istat.

Dall’analisi per prodotto e paese, emerge che le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso Stati Uniti, Francia e Spagna forniscono un contributo positivo di 1,8 punti percentuali alla crescita nell’anno dell’export nazionale. Un ulteriore contributo positivo di 0,8 punti percentuali proviene dall’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti verso la Svizzera. Al contrario, un contributo negativo di 0,6 punti percentuali deriva dalla riduzione delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a. verso la Turchia.

Per l’import, la crescita in valore nell’anno è principalmente spiegata dal forte aumento degli acquisti di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+35,5%). Aumentano anche gli acquisti di prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+18%), metalli e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,2%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7%) e macchinari e apparecchi n.c.a. (+7,5%). Si riducono invece, in ampia misura, le importazioni di petrolio greggio (-28,1%) e coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,8%).

All’aumento dell’import nel 2025 contribuiscono in particolare gli aumenti degli acquisti da Stati Uniti (+35,9%) e Cina (+16,4%), che da soli forniscono un contributo positivo di 3,1 punti percentuali. Il contributo negativo maggiore deriva dalla contrazione degli acquisti dai paesi Opec (-23,2%).

L’avanzo commerciale è sintesi di un deficit commerciale con l’area Ue (-5.501 milioni di euro; era -9.271 nel 2024) e un surplus con l’area extra-Ue (+56.247 milioni di euro; +57.558 milioni nel 2024).

Guardando ai principali partner commerciali, il saldo commerciale del nostro Paese con gli Stati Uniti, per quanto ampiamente positivo, si riduce portandosi a +34.191 milioni di euro, da +38.883 milioni del 2024; in netta riduzione anche l’avanzo commerciale con la Turchia, che da +5.751 milioni di euro del 2024 scende a +1.265 milioni nel 2025. Aumenta invece l’avanzo commerciale con la Svizzera (da +14.424 milioni di euro del 2024 a +19.722 milioni del 2025) e la Spagna (+5.083 milioni di euro nel 2025, da +599 milioni dell’anno precedente) e si confermano elevati, e in linea con il 2024, i saldi commerciali positivi con Regno Unito e Francia. Migliora nettamente il saldo commerciale con i paesi Opec che, dopo otto anni consecutivi di valori negativi, diventa positivo per +461 milioni di euro (era -9.614 milioni nel 2024).

Peggiora drasticamente il deficit commerciale con la Cina, che si porta a -46.290 milioni di euro, da -36.729 milioni del 2024; peggiorano anche i deficit commerciali con Paesi Bassi e Germania mentre si rileva una riduzione di quello con l’India (-2.844 milioni di euro, da -3.948 milioni nel 2024).

Teatro Sannizaro, il ministro Giuli in costante contatto con il sindaco

Roma, 17 feb. (askanews) – Il ministro della cultura, Alessandro Giuli, da questa mattina sta seguendo dalla Liguria l’evolversi dell’incendio che all’alba ha colpito il Teatro Sannazaro di Napoli.

Il ministro è in costante contatto con il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, con il quale si è subito confrontato sulla situazione in corso. È previsto, appena le condizioni dell’emergenza lo permetteranno, anche un confronto con il prefetto del capoluogo partenopeo, Michele Di Bari.

Nel primo pomeriggio, il sottosegretario alla cultura, Gianmarco Mazzi, si recherà a Napoli per un sopralluogo utile al monitoraggio dei danni e alla valutazione degli interventi necessari per tutelare la struttura del Sannazaro.

Giovani e anziani in fuga dal Sud, Svimez: boom dei trasferimenti familiari

Roma, 17 feb. (askanews) – Il Mezzogiorno continua a perdere giovani competenze qualificate, con una mobilità sempre più anticipata già al momento dell’iscrizione all’Università, che riduce strutturalmente le possibilità di rientro. Accanto a questa dinamica si afferma un fenomeno in rapida crescita: la mobilità “sommersa” degli anziani, i “nonni con la valigia”, che conservano la residenza al Sud ma raggiungono figli e nipoti emigrati al Centro-Nord. Questi i principali dati del Report della Svimez ‘Un Paese, due emigrazioni’, presentato in collaborazione con Save the Children, nel corso di un convegno a Roma.

Dal 2002 al 2024 quasi 350mila laureati under 35 hanno lasciato il Mezzogiorno in direzione del Centro-Nord, per una perdita secca (al netto dei rientri) di 270 mila unità. Nel periodo, la quota di laureati tra i migranti meridionali tra i 25 e i 34 anni è triplicata: dal 20% del 2002 a circa il 60% nel 2024. Ai flussi migratori interni, si affianca la crescente scelta della rotta Sud-estero: tra il 2002 e il 2024 oltre 63mila under 35 laureati meridionali hanno lasciato il Paese. Al netto dei rientri, la perdita complessiva per il Sud è di 45mila giovani qualificati.

Nel solo 2024, i giovani qualificati del Mezzogiorno che si sono trasferiti al Centro-Nord sono 23mila, quelli che hanno “scelto” l’estero sono più di 8mila. In un anno la perdita netta di giovani laureati del Sud, sommando migrazioni interne ed estere, ammonta a 24mila unità.

Il fenomeno delle migrazioni intellettuali è fortemente femminile: dal 2002 al 2024 sono emigrate 195mila donne laureate dal Sud al Centro-Nord, 42mila in più degli uomini. La quota di qualificati tra i migranti meridionali diretti al Centro-Nord è cresciuta soprattutto tra le donne: dal 22% nel 2002 a quasi il 70% nel 2024, contro un aumento dal 14,6% al 50,7% tra gli uomini.

Il Nord guadagna dal Sud, ma perde verso l’estero Anche il Nord registra una crescente emigrazione internazionale: tra il 2002 e il 2024, 154mila laureati hanno lasciato una regione del Centro-Nord. Il fenomeno ha raggiunto il picco nel 2024: 21mila giovani laureati under 35 centro-settentrionali si sono trasferiti all’estero, valore doppio di quello del 2019 (circa 10 mila).

Il Centro Nord compensa ampiamente le proprie perdite estere grazie ai flussi dal Mezzogiorno: +270mila saldo netto positivo nei confronti del Mezzogiorno tra il 2002 e il 2024.

L’emigrazione dei laureati dai territori in cui si sono formati si traduce in una dispersione dell’investimento pubblico sostenuto per la loro istruzione a beneficio delle regioni e dei Paesi di destinazione.

La Svimez quantifica in 6,8 miliardi di euro l’anno il costo associato alla mobilità interna dei giovani laureati dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord: un trasferimento netto e strutturale di risorse pubbliche a favore delle aree più forti del Paese.

A questo si aggiunge il costo delle migrazioni estere: per il Mezzogiorno la perdita di investimento formativo è stimabile in 1,1 miliardi di euro annui, mentre il Centro-Nord registra una perdita superiore ai 3 miliardi di euro l’anno per l’emigrazione all’estero dei profili più qualificati.

La mobilità non attende più la fine degli studi: si anticipa già al momento dell’avvio degli studi universitari. Nell’anno accademico 2024/2025, quasi 70 mila studenti meridionali – su circa 521 mila – studiano in un ateneo del Centro Nord: oltre il 13% del totale, con picchi del 21% nelle discipline Stem. Campania e Sicilia generano da sole quasi metà del flusso in uscita. La Lombardia si conferma la regione più attrattiva, seguita da Emilia Romagna e Lazio.

L’emigrazione “anticipata” è motivata dalla scelta di avvicinarsi ai mercati del lavoro caratterizzati da maggiori opportunità occupazionali. Tra i laureati occupati che hanno conseguito il titolo in un ateneo del Centro-Nord, l’88,5% risulta occupato nella stessa macro-area a tre anni dalla laurea. La situazione appare significativamente diversa per chi si è laureato in un ateneo del Mezzogiorno: meno del 70% dei laureati trova occupazione nei territori di origine.

La Svimez evidenzia un segnale importante in controtendenza. Negli ultimi anni è migliorata la capacità attrattiva degli Atenei meridionali: a parità di immatricolazioni negli atenei meridionali (108mila), per i corsi di laurea triennali e a ciclo unico, gli immatricolati meridionali negli Atenei nel Centro-Nord si sono ridotti dai 24mila studenti nell’a.a. 2021/2022 a 17mila nell’a.a 2024/2025.

Per i ragazzi che vivono in aree marginali e periferiche, come attestano i dati di Save the Children, già in età adolescenziale oltre un terzo dei giovanissimi che vivono nelle regioni del Sud e nelle Isole ritiene particolarmente importante spostarsi in futuro in un altro comune o città: 37,5% contro il 26,9% di chi vive al Centro o Nord Italia. I ragazzi e le ragazze che vivono nelle regioni meridionali sono anche i più propensi a valutare positivamente l’idea di andare a vivere all’estero (38,2% rispetto al 35,6% di chi vive al Centro o al Nord). Tra gli adolescenti figli di famiglie immigrate, il 58,7% dichiara di volersi trasferire in futuro in un altro paese, possibile testimonianza delle difficoltà incontrate nel percorso di crescita anche a causa di uno status giuridico incerto. L’aspirazione di trasferirsi all’estero è condivisa da un numero rilevante anche di 15-16enni di origine italiana, uno su tre (34,9%).

A tre anni dal conseguimento del titolo, i laureati italiani che lavorano all’estero guadagnano tra 613 e 650 euro netti in più al mese rispetto a chi resta in Italia. All’interno del Paese, il Mezzogiorno registra la retribuzione media più bassa (1.579 euro), contro i 1.735 euro del Nord Ovest. Il differenziale retributivo tra una laureata del Mezzogiorno e un laureato del Nord-Ovest ammonta a circa 375 euro mensili a favore di quest’ultimo (1.862 contro 1.487 euro).

La Svimez ha stimato il numero di over 75 meridionali che, pur mantenendo la residenza in una regione del Sud, vivono stabilmente nel Centro-Nord. Le stime si basano sull’analisi delle compensazioni della mobilità farmaceutica convenzionata e sulla spesa pro-capite per farmaci della popolazione anziana.

Secondo le stime Svimez, tra il 2002 e il 2024 gli anziani formalmente residenti al Sud che vivono stabilmente al Centro-Nord (“nonni con la valigia”) sono quasi raddoppiati, passando da 96 mila a oltre 184 mila unità. Questa emigrazione “sommersa” riflette due dinamiche intrecciate. Da un lato, il ricongiungimento familiare con figli e nipoti emigrati al Centro-Nord anche a supporto die carichi di cura familiari; dall’altro, la crescente difficoltà di ricevere servizi di cura adeguati nel Mezzogiorno, caratterizzati da carenze nei servizi sanitari e assistenziali.

Teatro Sannazaro, Manfredi: colpito il cuore della città

Roma, 17 feb. (askanews) – “Questo è il cuore della città, quindi è una ferita che brucia ancora di più”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, parlando a Skytg24, in merito al vasto incendio che ha interessato il teatro Sannazaro. I Vigili del fuoco stanno indagando per capire quali sono le origini dell’incendio che ha fatto crollare la cupola dell’auditorium sulla platea e provocato danni ai palazzi vicini. Gli investigatori dei Vigili del fuoco sottolineano che in merito alle cause del rogo non si esclude alcuna ipotesi, compresa quella accidentale.

Sanremo, Arisa: il festival è la mia casa, la mia identità artistica

Milano, 17 feb. (askanews) – Arisa sarà in gara al 76° Festival di Sanremo con “Magica favola”, brano scritto dalla stessa Arisa con Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass, che segna il suo ritorno sul palco dell’Ariston dopo due vittorie, un secondo posto e una partecipazione come co-conduttrice.

“Sanremo per me è la mia casa. Il sogno di bambina che si realizza dopo 26 anni di vita, perché io l’ho fatto la prima volta a 26 anni. Il posto che ha accolto il mio sogno e l’ha fatto diventare realtà, quindi io sono molto grata a Sanremo.

Ci sarò sempre anche quando non posso accedervi, in qualche modo cercherò di esserci perché per me consacrare la mia musica è il mio sogno e la mia identità artistica”.

La canzone racconta il viaggio emotivo di una donna dall’infanzia all’età adulta, tra le prime scoperte dell’amore, le ferite, la stanchezza e il desiderio di pace. L’amore diventa oceano: un luogo in cui perdersi e ritrovarsi, fino alla scelta di rinunciare alla “guerra del cuore” per cercare serenità, verità e protezione.

“Vi dico che Magica Favola è un resoconto di una vita che è un po’ manifesto generazionale, un po’ femminile. Dopo tanti tentativi amorosi uno capisce che ha incentrato la sua vita solo sulla ricerca dell’amore e capisce che in realtà l’amore è una cosa universale e può essere indirizzata in molteplici direzioni. E’ qualcosa che si deve sentire dentro piuttosto e non solo essere espresso nell’amore romantico. Musicalmente mi ispiro alle grandi melodie dei primi del novecento, alle operette che ha cantato Pavarotti che hanno cantato tanti artisti della classica, soprattutto nel ritornello volevamo un brano che potesse resistere al tempo e potesse non essere soggetto alle mode”.

“Magica favola” sarà inclusa in “Foto Mosse”, il suo nuovo album in uscita nella prossima primavera a cinque anni dal suo precedente lavoro.

Nella serata dei duetti del Festival, Arisa salirà sul palco insieme al Coro del Teatro Regio di Parma per interpretare “Quello che le donne non dicono”, un brano-manifesto che attraversa generazioni e che nel tempo è diventato un inno alla femminilità e alla sua forza, capace di raccontarne tutte le sfumature.

Conclusa l’esperienza sanremese, Arisa tornerà ad abbracciare il pubblico dal vivo con Arisa – Live Première, due appuntamenti speciali prodotti e organizzati da Friends & Partners, che la riporteranno in una dimensione intima ed emozionante, pensata per offrire un’esperienza ravvicinata e coinvolgente.

Olimpiadi, una driver: oggetto del desiderio? La borraccia dei Giochi

Milano, 17 feb. (askanews) – Oggetto del desiderio? Una borraccia dei giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026. Almeno è così per questa volontaria, attiva sul fronte trasporti per questi giochi. Le chiediamo come sta andando.

“Io sono una driver, sta andando tutto bene al momento. Portiamo solitamente giornalisti, ogni tanto atleti.

È fantastico, è una bellissima esperienza”.

Qualcosa di curioso che le è successo? “Non ho riconosciuto un atleta finlandese che mi ha chiesto un passaggio. Purtroppo non gliel’ho dato e mi sono un po’ mangiata le mani”.

Ma il traffico in città come va? “Il traffico è parecchio, soprattutto sabato sera c’era la partita Inter-Juve. E quindi è stato un po’ complicato, però alla fine tutto bene. Direi abbastanza bene, c’è una app che ci aiuta nel trasporto. Quindi tutto è gestito bene. Poi noi possiamo usare le corse dei taxi, quindi ottimo”.

Invece adesso sta entrando all’Official Store. L’oggetto del desiderio quale sarebbe?

“Una borraccia, che abbiamo trovato nel Megastore a dicembre. Non sappiamo se la troveremo. So che sono finite anche le mascotte, quindi non so. Speriamo di trovarla”.

Annunciati i vincitori del "Premio Biagio Agnes 2026″

Roma, 17 feb. (askanews) – La giuria del Premio Internazionale di Giornalismo, Informazione e Comunicazione “Biagio Agnes”, presieduta dal dottor Gianni Letta, ha decretato i vincitori della XVIII edizione. La Cerimonia di premiazione della manifestazione – promossa dalla Fondazione Biagio Agnes – è in programma a Roma, in Piazza di Spagna, giovedì 25 giugno e sarà condotta, come ormai da tradizione, da Mara Venier e Alberto Matano.

Dall’analisi economica allo sguardo internazionale, dalla trasformazione digitale all’intrattenimento televisivo, dalla divulgazione scientifica alla creatività fino all’impegno per la libertà di stampa e l’attenzione ai giovani: un riconoscimento che celebra i valori del giornalismo, della comunicazione e dell’informazione nel segno del rigore, della passione e della responsabilità.

A Paolo Bricco, inviato de Il Sole 24 Ore va il Premio Carta Stampata per la capacità di approfondire l’economia e la politica industriale con rigore analitico e profondità storica.

In un mondo in cui l’informazione attraversa confini e crisi, il Premio Inviati è stato assegnato a Giovan Battista Brunori, responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente a Gerusalemme e ad Andrea Nicastro del Corriere della Sera, esperto di scenari di guerra e fronti sensibili. Il Premio Corrispondenti va a Rosalba Castelletti de la Repubblica e a Leonardo Panetta di Mediaset: voci che testimoniano la forza di un racconto lucido e accurato, nei luoghi cruciali.

Il Premio Speciale Libertà di Stampa è stato attribuito al quotidiano La Stampa, al direttore Andrea Malaguti e alla redazione per l’attacco subito e le intimidazioni da parte di un gruppo di antagonisti di Askatasuna il 29 novembre 2025 e per il coraggio dimostrato dai giornalisti nella difesa quotidiana del loro lavoro e della loro autonomia.

Il Premio per la Televisione celebra due protagonisti capaci di coniugare professionalità, empatia e qualità dell’intrattenimento, raccogliendo risultati di assoluto rilievo: Gerry Scotti, volto storico della televisione generalista, modello di conduzione che unisce misura, autorevolezza e vicinanza agli spettatori e Stefano De Martino, simbolo di una nuova generazione di conduttori che dialoga con pubblici diversi con ironia e naturalezza.

Il Premio Audiovisivo è stato assegnato alla serie evento Sandokan, con Can Yaman nuovo volto della tigre della Malesia, Alessandro Preziosi e Alanah Bloor, per la regia di Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. Un ritorno memorabile della saga di Emilio Salgari, a cinquant’anni dallo storico sceneggiato Rai.

Arianna Ravelli, vicedirettrice con delega al digitale de La Gazzetta dello Sport – prima donna a ricoprire questo ruolo nei 130 anni di storia della testata – riceve il Premio Giornalismo Sportivo.

Vincono il Premio Generazione Digitale-Podcast Andrea Gerli, Rai per la Sostenibilità e Guglielmo Nappi, caporedattore e responsabile web de Il Messaggero per aver portato sul web e sui social media la profondità e la complessità del racconto giornalistico.

Al direttore de Il Foglio Claudio Cerasa va il Premio Giornalista Scrittore per il libro: L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo: uno sguardo critico sul presente proietta l’analisi giornalistica in un saggio che aiuta a leggere con lucidità il nostro tempo.

Vincenzo Schettini, volto de “La fisica che ci piace”, riceve il Premio Divulgazione Scientifica per la competenza accademica e il forte talento comunicativo che lo hanno consacrato tra i divulgatori più seguiti, in particolare dai giovani.

Il Premio Under 30 viene conferito alla giornalista de Il Messaggero Valentina Pigliautile, espressione della sensibilità di una nuova generazione attenta alle trasformazioni istituzionali e sociali del Paese.

Al corto “Tutti suonano Sanremo” della Direzione Comunicazione Rai – tratto dalla campagna di promozione del Festival di Sanremo 2026 condotto da Carlo Conti – è riconosciuto il Premio Comunicazione Creativa. Un viaggio attraverso le più belle realtà musicali del Paese, tra cui i Conservatori, luoghi di formazione ed eccellenza, in cui l’energia collettiva ha dato vita a un ritratto intimo e autentico.

La Cerimonia di premiazione del “Premio Biagio Agnes” si svolgerà in piazza di Spagna, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e dell’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato.

Una tifosa italiana: per Milano le Olimpiadi sono un’occasione unica

Milano, 17 feb. (askanews) – Da Torino 2006 a Milano Cortina 2026. Ecco come la pensa chi ha vissuto intensamente le prime e sta vivendo da tifosa i Giochi invernali attualmente in corso. La sua esperienza delle Olimpiadi: come la potrebbe descrivere?

“Marginale, perché guardo alcune discipline in tv. In città oggi è la prima giornata, per cui abbiamo visitato casa Corea. E speravamo non ci fosse questa folla per Casa Esselunga, di cui sto ammirando l’allestimento che trovo geniale, veramente esteticamente perfetto”.

Che discipline ha visto? Chi ha visto di campioni in tv?

“Campioni? Beh, insomma, la Brignone per forza”.

E lì volevo arrivare.

“La Brignone per forza. Poi lo short track di velocità, la Lollobrigida, lo slittino”.

E queste Olimpiadi a Milano come le ha trovate?

“Le Olimpiadi a Milano? Allora, sono partite un po’ tardi. Rispetto a come ho vissuto Torino 2006, dove la città si è entusiasmata subito con tantissimo marketing, tantissime presenze di immagine olimpica in Torino, qui è partita in sordina fino a poco prima dell’apertura. Cioè, a parte qualche logo qui e là… dico marketing, ecco, abbinato appunto a Esselunga o altri partner commerciali, vedo che la città partecipa. Non ho sentito commenti negativi sul caos. Ma insomma, è un’occasione unica direi”.

A Milano la valanga arancione, ovvero i tifosi olandesi: siamo 4 mila

Milano, 17 feb. (askanews) – A Milano ormai la chiamano scherzosamente la valanga arancione: sono i tifosi olandesi. Pare siano 4 mila, venuti apposta per le Olimpiadi Milano Cortina 2026. O almeno così ci racconta questa coppia che abbiamo fermato proprio accanto al Castello Sforzesco.

“Siamo a Milano da cinque giorni, in uno di questi giorni eravamo all’arena dedicata al pattinaggio di velocità e abbiamo visto Jordan Stolz (Usa) vincere i 500 metri di pattinaggio di velocità e l’olandese Jenning de Boo arrivare secondo. Nei prossimi giorni rimaniamo a Milano: c’è una casa della squadra olandese, Team NL house, quella per i tifosi olandesi”.

“Andiamo lì, è aperta dalle 16:00 e possiamo vedere le partite anche sul maxischermo”, ci spiega lei. Mentre lui sottolinea:

“E quando un atleta vince una medaglia, viene a casa per festeggiare con 4000 olandesi”.

Sì, perché ho visto un sacco di olandesi in giro, gli facciamo notare. È così?, gli chiediamo.

“E sono un po’ pazzi. Camminano tutti vestiti in arancione”.

È come se quasi metà dei Paesi Bassi fosse qui, gli diciamo scherzosamente.

“Sì, siamo più bravi nello short track di pattinaggio di velocità, non così bravi nello sci”.

Non ci facciamo sfuggire l’occasione di parlare della Brignone. L’Italia non è poi così male nello sci. Avete visto la Brignone? gli diciamo. Vi piace la Brignone?

“Ha vinto due medaglie d’oro, credo. È tutto quello che so”.

“Ma se ci chiedete per lo short track o il pattinaggio di velocità, possiamo aiutarvi”.