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Fondazione Scanavino: Homage to Latin America – Veiling

Milano, 25 mag. (askanews) – Fino al 14 giugno 2026 presso la Fondazione Emilio Scanavino è visibile la mostra Omaggio all’America Latina, con l’opera omonima realizzata nel 1971 da Alik Cavaliere ed Emilio Scanavino per l’undicesima Biennale di San Paolo del Brasile: una grande parete, suddivisa in riquadri che reca i nomi di martiri per la libertà del continente latinoamericano. Le superfici pittoriche di Scanavino, dialogano con “i grovigli vegetali bronzei” di Cavaliere che si protendono nello spazio come presenze organiche, nodose, resistenti. È un’opera che rifiuta ogni retorica celebrativa e assume su di sé la responsabilità di nominare la violenza della storia. Nel 1971 quella assunzione di responsabilità fu ritenuta inopportuna e l’opera venne ritirata prima dell’inaugurazione.

Nella mostra l’opera dialogo con le testimonianze della performance di Regina José Galindo Homage to Latin America / Veiling realizzata il 14 aprile 2026 all’apertura dell’esposizione. Nella sala adiacente il video postprodotto dall’artista stessa è parte del percorso espositivo.

Le parole di Marco Scottini, curatore facente parte del Centro Alti Studi Emilio Scanavino, e Greta Petese, curatrice e direttrice scientifica della Fondazione Emilio Scanavino.

Epidemia di Ebola, l’Oms: in Congo oltre 900 casi sospetti e 204 morti

Roma, 25 mag. (askanews) – Sono oltre 900 i casi sospetti di Ebola identificati finora nella Repubblica Democratica del Congo, dove è in corso un’epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono al momento vaccini né trattamenti specifici. Lo ha reso noto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus.

“Con il rafforzamento delle attività di sorveglianza nella lotta contro l’Ebola nella RDC, sono stati identificati finora più di 900 casi sospetti, di cui 101 confermati”, ha scritto domenica Ghebreyesus su X, fornendo un aggiornamento sulla situazione.

Secondo l’ultimo bilancio diffuso sabato dal Ministero della Salute congolese, l’epidemia ha causato 204 morti su 867 casi sospetti. Le autorità locali avevano decretato ufficialmente l’inizio dell’epidemia il 15 maggio, con l’Oms che ha conseguentemente attivato un’allerta sanitaria internazionale.

Il ceppo Bundibugyo presenta un tasso di letalità che può raggiungere il 50%. Negli ultimi cinquant’anni, secondo l’Oms, Ebola ha provocato oltre 15mila morti in Africa, con tassi di mortalità variabili tra il 25% e il 90%.

I Vigili del Fuoco si calano dal Colosseo in vista del 2 giugno

Roma, 25 mag. (askanews) – Domenica di prove al Colosseo per i Vigili del Fuoco che si sono calati in perfetta sincronia sulla facciata esterna del più celebre monumento di Roma fra gli sguardi di curiosi e turisti. Prove e esercitazioni in vista della Festa della Repubblica, il 2 giugno, quando verrà srotolato sul Colosseo come da tradizione un enorme Tricolore.

Il lavoro ecosistemico della Fondazione Zegna

Trivero Valdilana (Biella), 25 mag. (askanews) – Durante la presentazione alla stampa del nuovo progetto di Chiara Camoni a Casa Zegna, Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice, a cura di laria Bonacossa, la presidente della Fondazione Zegna Anna Zegna ha presentato ad askanews le attività e la missione: “La Fondazione si riferisce e si ispira alla visione di Ermenegildo Zegna, il fondatore che è stato il primo vero filantropo e quindi ha unito tutti gli ambiti del vivere, dove la cultura, l’arte, la natura, l’educazione, la formazione e l’aiuto alla comunità, nella salute, nel benessere, nel migliorare la qualità della vita erano fondamentali. Dopo un periodo dove ci siamo rivolte anche a progetti all’estero siamo tornati da una decina di anni a lavorare molto di più sul territorio per creare dei progetti innovativi in collaborazione con altre realtà o fondazioni o addirittura degli imprenditori sociali molto attivi sul territorio per aumentare l’impatto, coinvolgere anche le persone che spesso sono i beneficiari, per far sì che il lavoro corale diventi un lavoro ecosistemico. Si parte dalla nostra essenza che è l’impresa, il tessile, la conoscenza della materia, un Oasi Zegna che cura un territorio di oltre cento kilometri quadrati e un cercare di dare valore alla realtà locale e soprattutto ai giovani. Gli artisti ci aiutano, ci ispirano e collaborano con noi. Oggi stiamo lavorando con Chiara Camoni, abbiamo appena concluso una mostra meravigliosa con Francesco Jodice che ha fatto addirittura un laboratorio nella scuola di Trivero dove i ragazzi sono diventati degli artisti protagonisti e lui stesso ha fotografato le opere dei ragazzi. È proprio uno scambio di comunità dove noi accogliamo, ma raccogliamo e ci nutriamo di tutto questo contesto unico che parte dall’impresa, entra nella comunità e si rivolge a un ambiente più ampio che l’universo nel quale viviamo nell’Oasi Zegna”.

Ispirandosi all’etica che guidò il fondatore del Lanificio fin dal 1910, la terza generazione della famiglia nel 2000 ha creato la fondazione per dare continuità all’eredità filantropica ricevuta. Negli anni Trenta l’imprenditore Ermenegildo Zegna realizzò un ampio progetto di valorizzazione del paesaggio attorno al Lanificio, fondato nel 1910, dando vita a un ecosistema ben prima che il termine fosse coniato. Ponendo il Lanificio al centro di una comunità molto più vasta, ha creato la strada Panoramica Zegna e l’Oasi Zegna, grazie ad un attento lavoro di riforestazione, per creare un’interdipendenza positiva e sostenibile. Nata nel 1993, l’Oasi Zegna è un territorio ad accesso libero che si estende su cento kilometri quadrati e si sviluppa su millequattrocentoventi ettari di boschi e in centosettanta ettari di pascoli, rappresentando il luogo perfetto per entrare in contatto con la natura. Nel 2014 l’Oasi Zegna ha ottenuto il patrocinio del FAI Fondo Ambiente Italiano e dal 2022 è certificata internazionalmente dai rigorosi standard FSC per la gestione forestale e la conservazione dei servizi ecosistemici a favore della comunità. Parte di Fondazione Ermenegildo Zegna fin dal 2007, Casa Zegna valorizza e promuove il patrimonio e i valori del Gruppo: lo spazio multi-funzionale di Casa Zegna comprende gli archivi destinati alla conservazione e alla divulgazione della storia di stile e imprenditoria responsabile, i campionari tessili e gli spazi espositivi dedicati a mostre commissionate ad artisti contemporanei. ZEGNART riunisce e orienta le iniziative artistiche di Fondazione Zegna, commissionando opere d’arte. Ogni intervento nasce da un processo di collaborazione e ricerca, entrando a far parte di una narrazione più ampia in cui l’arte accompagna l’evoluzione culturale del brand. Al Lanificio sono presenti, fra le altre, opere di Daniel Buren, Roman Signer, Francesco Jodice, Emilio Vavarella, Stefano Arienti. Nell’Oasi Zegna all’aperto sono presenti opere di Lilana Moro, Alberto Garutti, Dan Graham e altri. In questo percorso si inserisce anche quest’anno il sostegno al Padiglione Italia della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.

Seggi aperti fino alle 15 per le elezioni comunali, affluenza in calo

Roma, 25 mag. (askanews) – Seggi riaperti in Italia fino alle 15 per il secondo e ultimo giorno di votaazioni per la tornata di elazioni amministrative Comunali in 748 Comuni di Regioni a Statuto ordinario dal Veneto alla Calabria e di Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Val d’Aosta fra le Regioni a Statuto Speciale. La tornata interessa circa 6 milioni e 600 mila elettori italiani. L’affluenza nella prima giornata di votazioni di ieri è risultata in media in calo di poco meno di 4 punti. A chiusura seggi, alle 23, aveva complessivamente votato il 46,3% degli aventi diritto.

Contro la media del 50,2% della precedente tornata negli stessi Comuni. A Venezia, unico capoluogo di regione alle urne, il calo è stato ancora maggiore, di ben 7 punti: 41,8% contro 48,8% di cinque anni fa. A Reggio Calabria, di contro, il calo è stato di un solo punto e mezzo: 47% a fronte del 48,1% delle ultime Comunali. A Salerno,poi, dove torna a correre da Sindaco Vincenzo De Luca dop i 10 anni trascorsi a Napoli da presidente della Campania, l’affluenza nel primo giorno è risultata invariata: 49,9%, esattamente come cinque anni fa.

Lo scrutinio oggi avrà inizio alle 15, senza soluzione di continuità con la chiusura dei seggi. Nel tardo pomeriggio sono attesi i primi verdetti sui nuovi Sindaci: i nomi di tutti i Comuni al voto sotto i 15 mila abitanti dove si vota a turno unico, quelli dei Comuni sopra i 15 mila abitanti dove uno dei candidati abbia ottenuto olte il 50%+1 dei voti validamente espressi. E dove dunque non sarà necessario ricorrere ad un secondo turno di ballotaggio stabilito per il 7 e l’8 Giugno fra i due candidati piu’ votati oggi. Data in cui, invece, si voterà per il primo turno anche in Sardegna in 149 comuni interessati, con eventuale turno di ballottaggio il 21 e 22 giugno.

Al voto c’è un solo capoluogo di Regione: Venezia. E 17 altre città capoluogo di provincia:Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno. In Sicilia sono al voto Agrigento, Enna e Messina. I riflettori sono puntati soprattutto su Venezia e Reggio Calabria: in Laguna il campo largo tenta la riconquista dopo il decennio Brugnaro; nel tacco d’Italia è invece il centrodestra che prova ad allineare il capoluogo al governo regionale controllato da 10 anni.

Questa tornata di elezioni Comunali rappresenta in questo senso anche un primo, piccolo ma significativo, test politico elettorale dopo il referendum sulla giustizia che ha bocciato la riforma del centrodestra e in vista, tra un anno, delle elezioni Politiche. Un test in grado di rassicurare il governo Meloni sul fatto che, in fondo, la connessione con il Paese non si è spezzata oppure di far suonare l’ennesimo campanellino di allarme per la maggioranza di centrodestra. Parimenti, nel campo cosiddetto largo progressista, queste elezioni potrebbero dare ulteriore conferma del mantra “uniti si vince”, ma anche offrire materia di riflessione sulla strada, non priva di insidie, che conduce alla costruzione di un’alternativa progressista vincente per il 2027.

Intanto va capito quanto è largo il campo largo. Azione conferma nei fatti, oltre che nelle parole, che non sarà della partita: sia a Venezia che a Reggio Calabria il partito di Carlo Calenda si schiera con il centrodestra mentre il campo progressista non riesce a mostrarsi unito in tutti i territori: vedi i casi di Mantova e Salerno).

Le sfide più delicate, quelle considerate ago della bilancia per capire chi, tra centrodestra e centrosinistra, potrà dirsi vincitore si giocano a Venezia e a Reggio Calabria ma anche a Salerno dove si prepara a tornare Vincenzo De Luca. E ancora: a Prato, ad Arezzo, a Pistoia. Nei 118 comuni al voto al di sopra dei 15mila abitanti, 47 sono amministrati dal centrosinistra, 41 dal centrodestra, 15 da sindaci civici, 5 da esponenti M5s e dieci da amministratori non collocabili nei poli tradizionali.

Verso l’accordo Usa-Iran, ma manca l’ok di Khamenei

Roma, 25 mag. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei non hanno ancora finalizzato un accordo quadro tra i due Paesi. Lo ha riportato il quotidiano The Telegraph, citando un funzionario statunitense rimasto anonimo.

Sebbene sia stata elaborata una bozza generale dell’accordo, è ancora necessaria l’approvazione finale di Trump e Khamenei, ha riferito il quotidiano. Una fonte del Golfo Persico ha dichiarato a The Telegraph che i leader regionali avevano esortato Trump ad accettare la proposta di cessate-il-fuoco per stabilizzare la situazione nella regione.

Domenica, Fox News ha riferito che l’accordo quadro tra Stati Uniti e Iran era “completo al 95 per cento”, anche se i colloqui continuavano a divergere sulla formulazione riguardante lo Stretto di Hormuz e le scorte di materiale nucleare di Teheran.

Inizio di settimana estivo, poi arriva qualche temporale

Roma, 25 mag. (askanews) – Il caldo estivo ha deciso di bruciare le tappe e di imporsi con decisione sull’Italia. La settimana si aprirà sotto il segno di una potente struttura anticiclonica di matrice subtropicale che continuerà a pilotare masse d’aria molto calde verso il nostro Paese, determinando una fase di stabilità quasi assoluta e temperature pienamente estive, con anomalie termiche marcate soprattutto al Centro-Nord. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che ci attende un avvio di settimana decisamente bollente, con il clou del caldo che si concentrerà sulle regioni settentrionali e lungo il versante tirrenico. L’azione congiunta del forte soleggiamento e della compressione dell’aria nei bassi strati farà impennare i termometri in Pianura Padana, dove nelle zone centrali si potranno toccare punte massime di 34-35°C. Lo scenario sarà parzialmente diverso al Sud e lungo il versante adriatico: qui una ventilazione debole o moderata dai quadranti settentrionali garantirà un clima più respirabile e temperature leggermente più fresche.

In questa prima parte della settimana lo spazio per l’instabilità sarà praticamente nullo. Soltanto sui rilievi di Sicilia e Calabria si potrà sviluppare qualche isolato e rapido rovescio pomeridiano, mentre altrove i cieli rimarranno sereni. Questo monologo anticiclonico inizierà a perdere parzialmente colpi nella seconda metà della settimana. A partire da giovedì, infatti, si registreranno le prime infiltrazioni d’aria più fresca in quota.

Non assisteremo a un vero e proprio ribaltone, ma all’innesco di temporali sparsi che colpiranno prima il Nord-Est, per poi estendersi lungo la dorsale appenninica e le aree limitrofe, con qualche locale sconfinamento verso le pianure tirreniche. Si tratterà comunque di fenomeni localizzati che non intaccheranno il quadro termico generale: il contesto rimarrà caldo, sancendo l’inizio ufficiale della stagione estiva.

Flotilla, gli italiani fermati a Sirte portati a Bengasi come clandestini

Roma, 25 mag. (askanews) – I due attivisti italiani della Flotilla, che sarebbero stati fermati a Sirte da miliziani libici affiliati al generale Khalifa Haftar, sarebbero stati trasferiti a Bengasi e trattati come possibili clandestini. Lo riferiscono fonti informate.

Un convoglio di circa duecento persone, sette ambulanze e dieci camion umanitari intendeva aprire un varco umanitario attraverso la Cirenaica, verso Gaza. Ma le autorità della Libia orientale avevano di fatto bloccato il passaggio. Una delegazione di dieci persone, con due auto e un’ambulanza, avrebbe avanzato la sua posizione per negoziare, ma da quel momento di loro non si sono avute più notizie.

L’Europa davanti alla svolta americana: unità politica o irrilevanza strategica

Una frattura destinata a durare

La crisi nei rapporti transatlantici provocata dalla politica neo-imperiale degli Stati Uniti guidati dall’attuale presidente, un guastatore di prima grandezza dell’ordine internazionale, dovrebbe essere affrontata dall’Europa nella piena consapevolezza della sua gravità. E della non assoluta certezza di una sua possibile conclusione con l’avvento di un nuovo inquilino alla Casa Bianca, che comunque non avverrà prima del gennaio 2029.

Anzi, dovesse trattarsi di JD Vance la situazione potrebbe facilmente anche peggiorare. Forse pure con Marco Rubio le cose non migliorerebbero molto, se non nella civiltà verbale — del resto impresa assai facile, a fronte della cafoneria di Trump. Un esponente del Partito Democratico adotterebbe indubbiamente un approccio più amichevole e senz’altro lavorerebbe a un rafforzamento delle relazioni, ma non è affatto detto che queste ultime, pure in questa eventualità, ritornerebbero uguali a prima. Le scorie lasciate dall’attuale amministrazione nella società e nella politica americana faranno sentire per lungo tempo i loro effetti negativi.

Il trumpismo e il ritorno della politica di potenza

In questo quadro sarebbe un errore immaginare che la sconfitta elettorale del sovranista Viktor Orbán, esplicitamente supportato da Washington, nella piccola Ungheria abbia risolto ogni problema. Non è così, ed è bene tenerlo presente. E non solo per l’inquietante ascesa della destra più radicale e nazionalista in paesi di primario rilievo, secondo i sondaggi e gli esiti elettorali amministrativi.

Ma soprattutto perché il nazionalismo esasperato del trumpismo, per quanto confusionario e pure contraddittorio, intriso di volontà imperiali tali da impenare considerevolmente il budget federale riducendo il già limitatissimo welfare a tutto svantaggio dei ceti popolari che pure in buona misura hanno votato il tycoon nemmeno due anni fa, rimuove l’Europa dal proprio orizzonte strategico, riducendola a un coacervo di singoli stati con i quali mantenere una relazione commerciale condotta da una posizione di totale preminenza.

Questo è del resto il pensiero che orienta il famoso documento dello scorso dicembre sulla National Security Strategy, esplicitando la convinzione che “il mondo funziona meglio quando le nazioni pensano ai loro interessi”. Più grande è la nazione, maggiori sono gli interessi: è il sottotesto non scritto, ma evidente. La logica della forza, e soltanto quella. Interessi, dunque: non alleanze.

Bruxelles oltre Trump

L’Unione deve pertanto assumere piena consapevolezza di questa nuova condizione, praticamente contraria a quella che gli Stati Uniti nel dopoguerra promossero a suo sostegno — dal Piano Marshall al sostegno all’integrazione europea. Al tempo stesso, Bruxelles deve operare con determinazione e forza, confidando che proprio questa postura possa indurre l’alleato americano — l’alleato, non il padrone — a comprendere che il predominio mondiale esercitato negli ultimi decenni è stato tale solo in quanto “occidentale” e quindi condiviso con l’Europa.

È così che Washington ha dominato l’Atlantico, cosa che non potrà più fare pienamente nel Pacifico, stante la crescita cinese, anche militare. Ed è così che ha mantenuto un ruolo preminente nel Mediterraneo, luogo la cui rilevanza strategica tutti gli eventi di queste due decadi del nuovo secolo hanno drammaticamente confermato.

C’è dunque molto lavoro da fare, a Bruxelles. Durante gli anni di Trump, guardando oltre Trump.

Alle radici cristiane della Costituzione italiana

Una cultura costituzionale dalle radici profonde

La storiografia che si è occupata delle radici di cultura politica della Costituzione italiana ne ha spesso messo in luce il carattere plurale. Accanto a questo gli studi hanno anche fatto luce su come i principi e i valori che informano di sé il dettato della Carta non siano stati dettati dalla sola contingenza della situazione italiana del 1946-47, ma abbiano radici più profonde. Essi condensano percorsi di riflessione ed elaborazione che fanno tesoro della storia lunga della vita politica del Paese. Le opzioni politiche di matrice liberale o socialista o social-liberale o repubblicana, che trovano spazio negli articoli della Costituzione, sono il frutto di una vicenda che si intreccia con la storia stessa dello Stato unitario e questo vale anche per l’apporto di parte cattolica.

Gli anni della guerra e la crisi della civiltà europea

Accanto a una diacronia così ampia vi è però un tempo più stretto, che è quello degli anni di guerra, nei quali, di fronte alla progressiva consapevolezza del disastro a cui il Paese andava incontro, si iniziò a pensare l’Italia di domani. Presero forma in quel momento numerose occasioni di confronto e sforzi di elaborazione condivisa, che cercarono di radunare donne, uomini e idee per interrogarsi sulle ragioni profonde di una crisi che aveva il suo tragico specchio nei campi di battaglia, nelle città bombardate, nelle deportazioni e negli stermini di massa.

L’impegno di pensiero politico che in quel frangente vide protagonisti i cattolici, portando alla stesura di documenti come le Idee ricostruttive o il Codice di Camaldoli, restituisce una pluralità di voci, tutte però animate dall’urgenza di prendere una posizione. La guerra, il crollo del fascismo, la lotta di liberazione rappresentarono, in un certo senso, la strettoia storica che obbligò anche i cattolici ad assumere una responsabilità diretta nella politica italiana e tuttavia questo avvenne interrogandosi sulle ragioni di quella che era intesa come una crisi di civiltà.

Così, mentre il fronte risaliva la penisola, portando con sé anche la dinamica della guerra civile, emergevano una serie di proposte sull’economia, sulla società, sulle istituzioni, che alimentarono il dibattito pubblico e politico di un Paese che era chiamato a decidere quale assetto dare alla propria vita civile.

Firenze 1945 e il laboratorio costituente dei cattolici

La Settimana sociale dei cattolici che si tenne a Firenze dal 22 al 28 ottobre 1945 fu uno dei primi momenti in cui queste diverse elaborazioni trovarono uno spazio di confronto e di ulteriore approfondimento. La scelta di dedicare quelle giornate al tema Costituente e Costituzione rispondeva infatti alla volontà di mettere al centro della riflessione la questione di come porsi di fronte al passaggio dell’elezione dell’Assemblea Costituente e della stesura di una nuova Carta costituzionale.

Quel tema operò come una cornice politica, nella quale dare ordine a tutta una serie di nodi problematici: dalla riflessione sulla natura dello Stato alla definizione dei rapporti sociali ed economici, dall’elaborazione di una prospettiva cristiana sui diritti al tema della libertà religiosa.

La persona al centro della nuova democrazia

Tutto questo emerse dal coinvolgimento di figure che, pur avendo spesso il profilo accademico di chi padroneggia il sapere economico, sociale e giuridico, declinarono la loro riflessione nelle reti associative, in volumi e scritti, sulle pagine delle riviste. Si trattò di una riflessione che rispondeva all’esigenza di pensare al passaggio costituente che si avvicinava come fatto di popolo.

Di fronte a quella sfida, le diverse anime del cattolicesimo italiano percepirono l’urgenza di tenere assieme due istanze diverse: la costruzione di un regime di compiuta libertà politica doveva saldarsi alla definizione di relazioni sociali ed economiche imperniate sulla solidarietà, sulla giustizia e sull’equità.

La relazione che Guido Gonella tenne in occasione del primo congresso della Democrazia Cristiana a fine aprile 1945 è un documento evidente di questo sforzo di sintesi. Quel testo, che presentò la proposta del partito dei cattolici in vista del referendum e dell’elezione della Costituente, fissava sì nella libertà il punto di riferimento politico. E tuttavia declinava il regime di libertà alla luce di quella centralità della persona che, pochi mesi dopo, sarebbe divenuta il principio su cui imperniare l’intero impianto concettuale della nuova Repubblica.

Pio XII e il regime politico democratico

I contenuti dell’elaborazione culturale di ispirazione cattolica entrarono dunque come contributi di rilievo in quel dibattito. Ed è da questo processo che è emersa la peculiare declinazione della democrazia nel contesto italiano e il modo in cui i cattolici italiani impararono a praticarla.

È noto che i discorsi natalizi di Pio XII in tempo di guerra segnarono l’apertura, sul piano magisteriale, a una compiuta accettazione del regime politico democratico. L’importanza del lavoro di elaborazione degli anni di guerra e poi dei mesi che precedettero il referendum del 2 giugno risiede nello sforzo di costruzione di una proposta di democrazia che assume la persona umana come misura dell’agire politico.

In essa, infatti, si afferma una concezione del potere che viene ripensato come realtà “diffusa”, che si struttura non come monopolio di alcune istituzioni, ma come strumento presente nei diversi ambiti nei quali la persona svolge la propria esistenza.La democrazia personalista come eredità storica

La scelta della democrazia “personalista”

In ragione di queste caratteristiche, quella stagione di elaborazione politica non esaurì il proprio ruolo nel solo passaggio storico dei lavori dell’Assemblea Costituente. Il contributo di pensiero che emerse dall’apporto di Aldo Moro, Giorgio La Pira, Guido Gonella, Amintore Fanfani e Giuseppe Dossetti fissò, oltre ai contenuti, un modo di concepire la democrazia come via alla costruzione del consenso, come metodo di elaborazione di sintesi condivise, capaci di governare una realtà plurale che contiene in sé istanze anche contraddittorie e che però possono essere ordinate in ragione del valore della persona umana.

È questa la democrazia “personalista” che, dopo il referendum costituzionale del 2 giugno 1946, ha operato come via alla costruzione della cittadinanza democratica in Italia e come contributo italiano alla storia politica dell’Europa del secondo dopoguerra.

 

Titolo originale

La persona come misura dell’agire politico

L’AI non ci sta rubando il lavoro. Ci sta togliendo alcune illusioni

La fine di una distinzione rassicurante

Negli ultimi mesi il settore tecnologico globale ha continuato a registrare licenziamenti significativi, anche in aziende ad alta redditività e fortemente impegnate negli investimenti in intelligenza artificiale. Un dato che viene spesso interpretato in modo immediato: come il segnale di una progressiva sostituzione del lavoro umano da parte dei sistemi automatizzati. Ma questa lettura rischia di essere riduttiva.

Non siamo davanti a una semplice crisi occupazionale né a una sostituzione lineare tra uomo e macchina. Stiamo attraversando qualcosa di più profondo: una ridefinizione del rapporto tra tecnologia, lavoro e persona. E quindi, in ultima analisi, del modo in cui una società attribuisce valore all’essere umano.

Per molti anni il lavoro intellettuale è stato percepito come relativamente stabile. Le macchine avrebbero automatizzato la produzione materiale, mentre scrittura, progettazione, analisi e comunicazione sarebbero rimaste attività esclusivamente umane. Questa distinzione oggi si sta progressivamente indebolendo.

L’intelligenza artificiale è ormai in grado di supportare o automatizzare una parte crescente delle attività cognitive: produzione di testi, sintesi di informazioni, traduzioni, generazione di codice, analisi documentale, gestione di processi ripetitivi. Non si tratta di pensiero umano, ma di una capacità operativa sufficiente a modificare gli equilibri economici e organizzativi di molte professioni.

Il lavoro non sparisce: cambia valore

Ed è qui che il fenomeno diventa meno visibile, ma più rilevante. Molti lavori non stanno scomparendo. Stanno cambiando significato sociale.

Il copywriting non sparisce, ma perde valore nella sua componente standardizzata. Lo sviluppo software non scompare, ma si sposta verso livelli superiori di progettazione, integrazione e supervisione. Il customer care continua a esistere, ma il primo livello di assistenza viene progressivamente automatizzato.

Il punto, dunque, non è la fine del lavoro. È la trasformazione del suo valore.

Questa trasformazione produce conseguenze che vanno oltre l’economia. Ciò che ieri appariva stabile oggi diventa dinamico. Ciò che sembrava “sicuro” richiede ridefinizione continua. In realtà la storia del lavoro non ha mai garantito immobilità: ogni grande rivoluzione tecnologica ha redistribuito valore, ridefinito competenze e modificato gli equilibri sociali.

La differenza, oggi, è la velocità. E la velocità non è mai neutra: cambia il tempo che una società ha a disposizione per comprendere, adattarsi e accompagnare le persone dentro il cambiamento.

Lo “spogliamento” delle vecchie certezze

In questo passaggio emerge una chiave di lettura semplice ma decisiva. Esiste un verbo latino, exuere, che significa spogliare, togliere ciò che riveste qualcosa. È un’immagine efficace per descrivere ciò che sta accadendo: non soltanto innovazione tecnologica, ma uno spogliamento progressivo di alcune convinzioni che hanno sostenuto per lungo tempo il nostro modo di intendere il lavoro.

Si indebolisce l’idea che una competenza possa restare stabilmente centrale per tutta la vita professionale. Si indebolisce la convinzione che il lavoro intellettuale sia automaticamente protetto dal cambiamento. E si incrina anche l’idea che il valore di una professione resti fisso nel tempo.

È in questo punto che la trasformazione tecnologica smette di essere soltanto economica e diventa inevitabilmente sociale e culturale. La domanda non riguarda più soltanto ciò che l’intelligenza artificiale è in grado di fare, ma ciò che una società considera irrinunciabilmente umano.

Il rischio più profondo non è la sostituzione del lavoro, ma la progressiva delega del giudizio. L’intelligenza artificiale può generare contenuti, analizzare dati e suggerire soluzioni con grande efficienza. Ma non assume responsabilità sulle conseguenze delle decisioni. E questa differenza resta decisiva.

La vera sfida: preservare il giudizio umano

Per questo il tema non è soltanto tecnologico o economico, ma anche educativo e politico, nel senso più alto del termine. Il cosiddetto reskilling non riguarda esclusivamente nuove competenze tecniche. Riguarda la capacità di una società di accompagnare le persone dentro un cambiamento che è anche identitario.

Non è possibile prevedere con precisione quale sarà l’esito occupazionale complessivo di questa trasformazione. Ma appare evidente che non sarà uniforme, né socialmente neutro.

Le organizzazioni che sapranno crescere saranno quelle capaci di integrare tecnologia e lavoro umano senza ridurre la persona a semplice funzione produttiva. E i lavoratori che riusciranno ad adattarsi non saranno soltanto quelli che utilizzeranno strumenti di intelligenza artificiale, ma quelli che sapranno farlo senza rinunciare alla propria capacità di giudizio.

Perché il punto decisivo non è l’efficienza della tecnologia, ma la qualità umana con cui viene governata.

Automatismo e consapevolezza

Il paradosso di questa fase storica è evidente: mentre si costruiscono sistemi sempre più capaci di elaborare informazioni, cresce la necessità di preservare la capacità umana di interpretarle e attribuire loro senso. La distinzione più importante non è tra uomo e macchina, ma tra automatismo e consapevolezza.

In questo scenario la trasformazione in corso non riguarda soltanto il lavoro. Riguarda il modo in cui una società decide di pensare se stessa.

L’AI non sta semplicemente cambiando il lavoro. Sta contribuendo a togliere alcune illusioni. Ed è proprio nello spazio che si apre — più incerto, ma forse anche più autentico — che si gioca una parte decisiva del futuro. Non soltanto economico, ma umano.

Il “cinichilismo”, incrocio di cinismo e nichilismo, nell’epoca dell’intelligenza artificiale

Un titolo che fotografa il presente

Cinichilismo. Il nuovo paradigma del potere di Virginia Saba è uno di quei libri che colpiscono anzitutto per il titolo. La fusione tra “cinismo” e “nichilismo” suggerisce infatti una diagnosi radicale della condizione contemporanea: il potere non si limita più a essere pragmatico o spregiudicato, ma sembra aver smarrito ogni riferimento stabile alla verità, alla coerenza e perfino al senso del limite.

L’uscita del volume assume oggi un significato particolare. Proprio mentre il Papa sceglie di dedicare la sua prima enciclica al tema dell’intelligenza artificiale e delle trasformazioni antropologiche prodotte dalla tecnica, il libro di Saba richiama l’attenzione sul deterioramento morale e simbolico dello spazio pubblico.

Politica, algoritmi e disillusione

Il cuore del saggio è la descrizione di una politica dominata dalla comunicazione permanente e dalla gestione emotiva del consenso. La leadership contemporanea — suggerisce l’autrice — non costruisce più visioni collettive durature, ma occupa lo spazio mediatico attraverso messaggi rapidi, polarizzanti e spesso contraddittori.

In questo quadro il cinismo diventa metodo di governo. Le parole perdono peso, le appartenenze si fanno liquide, la distinzione tra vero e falso appare secondaria rispetto all’efficacia comunicativa. È difficile non vedere, dietro questa analisi, il riflesso dell’ecosistema digitale contemporaneo: social network, algoritmi, personalizzazione estrema del discorso pubblico.

Ed è qui che la coincidenza con l’enciclica papale diventa interessante. Se l’intelligenza artificiale rischia di moltiplicare la capacità tecnica di orientare emozioni e comportamenti, il “cinichilismo” descritto da Saba potrebbe rappresentarne il clima culturale ideale.

La crisi della responsabilità

Il libro non è un trattato accademico. Procede per intuizioni, osservazioni, scorci polemici. Talvolta privilegia l’effetto aforistico all’approfondimento teorico, ma mantiene una sua forza evocativa. Soprattutto coglie un sentimento diffuso: la sensazione che il potere contemporaneo non chieda più fiducia, bensì adattamento.

La crisi non riguarda soltanto la politica. Coinvolge il linguaggio, i media, le relazioni sociali e perfino la percezione della realtà. Quando tutto diventa narrazione competitiva, anche la verità rischia di apparire soltanto come una tecnica retorica.

Una domanda aperta per le democrazie

Forse il punto più interessante del volume sta nella domanda implicita che attraversa tutte le sue pagine: è ancora possibile una politica della responsabilità nell’epoca della velocità digitale e dell’intelligenza artificiale?

È una questione che riguarda direttamente le democrazie occidentali e i loro corpi intermedi, sempre più deboli davanti alla forza delle piattaforme comunicative e della leadership personalizzata.

Per questo il libro di Virginia Saba arriva in un momento simbolicamente importante. Da una parte la tecnica promette potenza illimitata; dall’altra cresce il rischio di una società incapace di distinguere tra libertà e manipolazione, tra consenso e condizionamento.

Ed è significativo che proprio la Chiesa cattolica, con la prima enciclica di Leone XIV sull’intelligenza artificiale, abbia scelto di riaprire pubblicamente la questione del rapporto tra tecnologia ed etica. Perché il vero tema, oggi, non è soltanto ciò che le macchine potranno fare, ma ciò che gli uomini decideranno peggio accetteranno. di diventare.

Playoff Nba, San Antonio si riporta 2-2 nella serie

Roma, 25 mag. (askanews) – Con una grande prova difensiva, i San Antonio Spurs rispondono alle ultime due sconfitte e spazzano via gli Oklahoma City Thunder 103-82 in una gara-4 senza discussioni, pareggiando i conti nella serie sul 2-2. Victor Wembanyama è maestoso con 33 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 3 stoppate, guidando una difesa che tiene i campioni in carica al secondo punteggio più basso nella loro storia ai playoff. Shai Gilgeous-Alexander è il migliore dei suoi con 19 punti ma tira 6/15 dal campo in una serata storta in cui i Thunder segnano appena il 33% delle loro conclusioni con un pessimo 6/33 (18%) dalla lunga distanza.

Finale Eastern Conference (3) New York Knicks vs (4) Cleveland Cavaliers 3-0

Gara 1: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 115-104 Gara 2: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 109-93 Gara 3: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 108-121 Gara 4: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 26/5 ore 2.00 Gara 5: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 28/5 ore 2.00 Gara 6: Cleveland Cavaliers-New York Knicks* 30/5 ore 2.00 Gara 7: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 1/6 ore 2.00

Finale Western Conference (1) Oklahoma City Thunder vs. (2)San Antonio Spurs 2-1

Gara 1: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 115-122 Gara 2: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 122-113 Gara 3: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 108-123 Gara 4: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 103-82 Gara 5: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 27/05 ore 2.30 Gara 6: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 29/05 ore 2.30 Gara 7: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 31/05 ore 2.00

*se necessario

"Per me la Repubblica è…", sul sito del Quirinale i video degli italiani

Roma, 24 mag. (askanews) – “Per me la Repubblica è…”. Racconta in pochi secondi che cos’è per te la Repubblica, posta il tuo video sul sito della Presidenza della Repubblica e insieme celebriamo l’importante anniversario anche sul web e sui social media. Vuoi essere anche tu un volto della Repubblica? Bastano pochi secondi di video con te in primo piano e completa, con il tuo pensiero, che cosa è per te la Repubblica. Che cosa rappresenta e ha rappresentato: “Per me la Repubblica è…”. E’ on line sul sito della presidenza della Repubblica l’iniziativa rivolta a tutti gli italiani per raccogliere volti e voci dei cittadini sui nostri ottanta anni di democrazia che si festeggeranno il prossimo 2 Giugno, a 80 anni dalla scelta referendaria a suffragio universale di italiane e italiani di governarsi da soli e congedare la monarchia. Da oggi i primi video sono on line. La parola chiave della iniziativa sono le parole del presidente Sergio Mattarella: “la Repubblica siamo noi…”

Vela, Outteridge: "Determinante la penalizzazione in avvio"

Roma, 24 mag. (askanews) – Deluso lo skipper di New Zealand Nathan Outteridge penalizzato per una partenza anticipata nella finale con Luna Rossa delle regate preliminari di America’s cup a Cagliari. “Peccato soprattutto per la partenza: eravamo in una posizione molto buona, ma siamo stati penalizzati un po’ troppo presto. Non siamo riusciti a rallentare abbastanza alla fine e questo ha dato loro il vantaggio in partenza. Dopo di quello non ci sono state molte opportunità, anche se in alcuni momenti abbiamo navigato davvero bene. Ovviamente volevamo vincere oggi, ma alla fine l’America’s Cup è l’anno prossimo e porteremo via molti insegnamenti da questa esperienza per tornare più forti. Oltre la linea per meno di mezzo secondo. Hanno appoggiato lo scafo sull’acqua nel tentativo di rallentare all’ultimo momento per restare sotto linea… “Sì, esattamente. Quando loro si sono spostati a destra avevamo quattro o cinque secondi da smaltire. Pensavamo di riuscire a farlo completamente e in gran parte ci siamo riusciti, ma non del tutto. Alla fine abbiamo provato a rallentare proprio in prossimità della linea di partenza, ma purtroppo è stata un’occasione sfuggita. Ci saranno comunque tante altre opportunità. Questa non è ancora l’America’s Cup con gli AC75, ma è già stato un test importante per tutti i team di vela. Credo che da qui porteremo via molto: questo è solo l’inizio di un lungo percorso verso l’America’s Cup per noi. Essendo un gruppo nuovo, abbiamo tantissimo da imparare da questo evento. Sono rimasto davvero colpito da quanto il team sia unito e da quanto tutto il supporto dietro le quinte stia facendo un lavoro fantastico. Noi abbiamo fatto il nostro dovere arrivando in finale, anche se ci è mancato qualcosa. Era successo anche nella scorsa campagna: non vincemmo il primo evento, poi tornammo molto più forti. Sono sicuro che cresceremo ancora e saremo migliori già dal prossimo appuntamento.” (credit JAMES SOMERSET / Emirates Team Nuova Zelanda)

Vela, Burling e Tita: "Abbiamo fatto un lavoro incredibile"

Roma, 24 mag. (askanews) – “È stato davvero fantastico. Credo che loro abbiano fatto un lavoro incredibile, ma già da questa mattina sentivamo che qualcosa stava funzionando. Abbiamo fatto davvero un grande lavoro: siamo partiti spingendo forte sin dall’inizio e poi tutto si è incastrato perfettamente.” Così Ruggero Tita festeggia il successo di Luna Rossa nelle regate preliminari di Cagliari. Soddisfatto anche l’altro timoniere: Peter Burling: “Era la nostra prima regata con questa nuova formazione. All’inizio della settimana abbiamo commesso qualche errore di troppo, ma oggi abbiamo mostrato davvero quello che sappiamo fare. Vincere il primo evento per Luna Rossa è qualcosa di speciale. Tutto il team ha lavorato in maniera incredibile: Marco e gli altri ci hanno spinto continuamente in allenamento, rendendoci la vita difficile e alzando il livello di tutti. È davvero bellissimo.” Luna Rossa ha percepito tutto il calore della città e degli spettatori, entusiasti per lo spettacolo che hanno regalato: “Sì, assolutamente – aggiunge Tita – È fantastico essere qui, è fantastico vincere il primo evento qui a Cagliari ed è incredibile avere così tanti amici e tifosi a sostenerci oggi. Quindi grazie, grazie davvero a tutti.” (Foto Luna Rossa)

Iran, Trump: "il blocco resta in vigore fino al raggiungimento dell’accordo"

Roma, 24 mag. (askanews) – “Il blocco rimarrà pienamente in vigore fino al raggiungimento, alla certificazione e alla firma di un accordo” con l’Iran, ha dichiarato il presidente americano Donald Trump su Truth Social mentre proseguono i colloqui per una possibile intesa tra Washington e Teheran.

Il presidente statunitense ha inoltre indicato di aver “informato i suoi rappresentanti di non affrettare un accordo, perché il tempo è dalla nostra parte”. Allo stesso tempo, Trump ha affermato che le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Iran “stanno diventando molto più professionali e produttive”.

Vela, Luna Rossa di Burling e Tita vince le preregate di Cagliari

Roma, 24 mag. (askanews) – E’ Luna Rossa senior con Peter Burling e Ruggero Tita al timone a trionfare nelle prime regate di Cagliari dell’America’s cup. Il Team1 italiano ha battuto il team New Zealand principal nel match race conclusivo a Cagliari nelle gare preliminari della Louis Vuitton 38^ America’s Cup in vista della sfida del 2027 a Napoli.

L’equipaggio italiano ha condotto la finale dall’inizio alla fine ed è riuscita ad anticipare i neozelandesi, nonostante un brivido nel finale. Il vento costante sui 12-13 nodi ha soffiato su un campo di regata perfetto, confermando Cagliari come uno degli scenari più spettacolari per far volare i velocissimi AC40, i monoscafi foiling capaci di superare i 40 nodi.

La prima regata delle preliminary della Luis Vuitton America’s Cup di Cagliari ha regalato subito emozioni e colpi di scena. Quello dell’eliminazione dopo due penalità dei capoclassifica di Luna Rossa Women&Young di Gradoni-Porro alla rincorsa vincente di Luna Rossa senior che ha anticipato i francesi nella gara al secondo posto. Race vinta dalla Gran Bretagna che di fatto ha comandato i giochi fin dall’inizio.

Il duo Gradoni-Porro sbaglia la partenza anche della seconda regata di giornata buttando alle ortiche la chance di disputare il match race di giornata. Quanto però fatto nei giorni precedenti è comunque da scrivere nelle pagine belle dei libri di vela italiani. Così è stata Luna Rossa senior ad aggiudicarsi la seconda regata e qualificarsi per il match race contro gli avversari più illustri, quelli di Emirates New Zealand.

Nella finale l’equipaggio italiano ha condotto la finale dall’inizio alla fine ed è riuscita ad anticipare i neozelandesi, nonostante un brivido nel finale. Ora appuntamento a Napoli dal 24 al 27 settembre per la seconda preregata. (Foto Luna Rossa)

Bolzano provincia top per i giovani, Firenze per i bambini

Trento, 24 mag. (askanews) – Firenze è la provincia italiana dove i bambini vivono meglio, Bolzano conquista il primato nella qualità della vita dei giovani e Trieste guida la classifica dedicata agli anziani. Sono questi i primi dati della nuova edizione della Qualità della vita per fasce d’età del Sole 24 Ore, presentata in anteprima al Festival dell’Economia di Trento.

L’indagine, giunta alla sesta edizione, rappresenta una delle tappe di avvicinamento alla storica classifica della Qualità della vita delle province italiane, che Il Sole 24 Ore pubblicherà a fine anno. La nuova edizione amplia il numero degli indicatori territoriali, che passano da 15 a 20 per ciascuna fascia generazionale, per un totale di 60 statistiche provinciali certificate. Tra le principali novità entrano i servizi di prossimità raggiungibili a piedi in 15 minuti – farmacie, negozi, servizi ricreativi e assistenziali – e la presenza di reti familiari o sociali su cui poter contare nei momenti di bisogno.

Un Paese a più velocità: i dati territoriali.

Dai primi dati emergono forti differenze territoriali e nuovi segnali sociali. Nella graduatoria dedicata ai bambini, Bolzano guida il Paese per fecondità con 1,55 figli per donna, mentre Cagliari conquista il primato per presenza di pediatri ma registra contemporaneamente uno dei dati più critici sulla natalità, con appena 0,75 figli per donna. Milano si distingue per servizi di prossimità, scuole con palestra e infermieri pediatrici, ma scivola nelle ultime posizioni per spazio abitativo medio disponibile alle famiglie (56,6 metri quadrati).

Tra i giovani pesa soprattutto il divario occupazionale: a Taranto la disoccupazione under 35 raggiunge il 44%, oltre dieci punti sopra Agrigento, mentre Bologna si conferma capitale universitaria con un giovane su due laureato.

Sul fronte degli anziani, Trento primeggia nell’assistenza domiciliare e nella partecipazione civile, mentre Milano registra gli assegni pensionistici medi più elevati d’Italia, pari a 26.300 euro annui. Bari, Napoli e Palermo si distinguono invece per la presenza di servizi di prossimità dedicati agli over 65.

L’indagine fotografa inoltre un Paese attraversato da profondi cambiamenti demografici e culturali: la fecondità nazionale scende a 1,14 figli per donna, l’età media delle neo-madri sale a 32,7 anni e i matrimoni calano a 2,8 ogni mille abitanti. Crescono anche le persone che vivono sole (+7,9%) e aumenta il consumo di antidepressivi (+3,3%), mentre peggiorano le competenze scolastiche rilevate dai test Invalsi: risultano inadeguate per il 44% degli studenti quelle numeriche e per il 39,9% quelle alfabetiche, ancora sotto i livelli pre-pandemia.

I giovani e il sondaggio Eumetra: meno lavoro, più equilibrio.

Accanto alle classifiche territoriali, Il Sole 24 Ore presenta anche un sondaggio qualitativo realizzato da Eumetra, in collaborazione con la Fondazione Fair, su mille giovani tra 18 e 35 anni. L’indagine restituisce il ritratto di una generazione meno focalizzata esclusivamente sul lavoro e più attenta all’equilibrio personale: salute mentale, relazioni affettive e tempo libero vengono oggi considerati prioritari più dell’occupazione e del reddito.

Quattro giovani su cinque si dichiarano soddisfatti della propria qualità della vita, ma emerge un forte divario tra ciò che viene ritenuto importante e il livello di soddisfazione reale, soprattutto sul fronte economico, lavorativo e della salute mentale. Il rapporto con l’intelligenza artificiale appare ambivalente: prevale la percezione dei benefici in termini di produttività e risparmio di tempo, ma restano forti i timori legati alla dipendenza tecnologica e alla perdita di posti di lavoro.

Almirante, La Russa: chi insulta me offende parole Napolitano e Mattarella

Roma, 24 mag. (askanews) – “Quegli esponenti della sinistra che negano sistematicamente la verità, fanno finta di non accorgersi che insultando il presidente La Russa ma soprattutto contrastando quanto riportato dal Corriere della sera su ciò che hanno testualmente detto gli ultimi due Capi dello Stato, offendono le parole dei Presidenti Mattarella e Napolitano che, in messaggi ufficiali, diedero ampio riconoscimento al ruolo e all’opera di Giorgio Almirante nell’Italia repubblicana, così come il presidente del Senato si è limitato a ricordare nell’intervista”. Lo sottolineano fonti vicini al presidente del Senato sulle critiche all’intervista di La Russa al Corsera.

“Gli stessi – sottolineano le stesse fonti- fanno altresì finta di non sapere che al funerale del capo del MSI, resero omaggio, in diretta RAI, Nilde Iotti e Giancarlo Pajetta. Che tristezza rilevare come la becera polemica partitica possa cancellare quel dovuto rispetto per gli avversari che era presente almeno in Parlamento nei comunisti. Quelli veri che avevano combattuto per le loro idee così come Almirante per le sue”.

Almirante, Bonelli:La Russa riscrive la storia e insulta vittime leggi razziali

Roma, 24 mag. (askanews) – “Le dichiarazioni del Presidente del Senato La Russa su Almirante pubblicate oggi dal Corriere della Sera sono l’ennesima operazione di revisionismo storico inaccettabile da parte della seconda carica dello Stato. Almirante fu capo di gabinetto del Minculpop nella Repubblica di Salò, collaboratore della rivista ‘La Difesa della Razza’, sostenitore delle leggi razziali e teorico di un antisemitismo feroce e consapevole. Presentarlo come protagonista del percorso democratico italiano significa insultare la verità storica e la memoria degli ebrei italiani perseguitati, deportati e uccisi”. Lo dichiara il leader Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde.

“La politica del dialogo e la storia dei crimini sono piani distinti e La Russa – denuncia Bonelli- li mescola deliberatamente per riscrivere il passato e non è la prima volta. Come quando disse che nella Costituzione non c’è riferimento antifascista, quando reinterpretò i fatti via Rasella definendo ‘semi-pensionati’ i soldati nazisti. Oggi fa di un protagonista della propaganda razzista fascista un padre nobile della democrazia repubblicana. È inaccettabile”.

“Da chi rappresenta le istituzioni ci si attende rispetto rigoroso della verità storica e dei valori antifascisti su cui si fonda la nostra Costituzione. La Russa non li rispetta. Non li ha mai rispettati”, conclude il leader Avs.

Ebola, Pregliasco: le epidemie non si fermano ai confini

Roma, 24 mag. (askanews) – “L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è un segnale che il mondo non può permettersi di ignorare. Non siamo davanti a uno scenario da pandemia globale come il Covid, perché Ebola ha modalità di trasmissione molto diverse e meno efficienti, ma il rischio di espansione regionale africana è concreto e serio”. In una nota Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International, interviene sull’emergenza Ebola dopo che l’agenzia sanitaria dell’Unione Africana (Africa Cdc) ha spiegato che oltre alla Repubblica Democratica del Congo, epicentro dell’epidemia, e all’Uganda, dieci paesi africani rischiano di essere colpiti dal virus.

“Quando Africa CDC parla di dieci Paesi a rischio, sta lanciando un messaggio preciso: bisogna rafforzare immediatamente sorveglianza, tracciamento, laboratori e cooperazione internazionale. L’Europa e l’Italia oggi non sono in una situazione di emergenza sanitaria imminente, ma sarebbe irresponsabile sottovalutare il problema. Dopo il Covid dovremmo aver imparato una lezione fondamentale: le epidemie non si fermano ai confini. La sicurezza sanitaria italiana si difende anche sostenendo la risposta sanitaria nei Paesi colpiti. Servono investimenti nella preparedness, nella medicina delle malattie infettive e nel coordinamento con OMS e Africa CDC. La prevenzione costa sempre meno dell’improvvisazione”, conclude Pregliasco.

Verso l’accordo, l’Iran: daremo garanzie al mondo sul nucleare

Roma, 24 mag. (askanews) – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato oggi che Teheran è pronta a garantire al mondo di non perseguire l’armamento nucleare, mentre si delinea un accordo preliminare tra Iran e Stati Uniti.

“Non cerchiamo disordini nella regione”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Irna, sostenendo invece che “chi cerca di destabilizzare la regione” è Israele. Pezeshkian ha affermato inoltre che la squadra negoziale di Teheran “non comprometterà in alcun modo l’onore e l’orgoglio del Paese”.

L’Iran possiede un arsenale di oltre 400 chilogrammi di uranio arricchito a un livello tale da essere a un passo dalla produzione di armi nucleari e che, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, non ha alcun utilizzo civile. Funzionari israeliani affermano che, se ulteriormente arricchito, sarebbe sufficiente per costruire 11 bombe atomiche.

Alti responsabili hanno detto ai media arabi Al-Arabiya e Al-Hadath oggi che il possibile accordo preliminare tra Iran e America sarà chiamato “Dichiarazione di Islamabad”.

Le fonti hanno aggiunto che il Pakistan annuncerà il memorandum d’intesa, mentre il prossimo ciclo di colloqui tra America e Iran potrebbe si tenersi il 5 giugno. Le fonti di Al-Arabiya e Al-Hadath hanno osservato che Washington e Teheran invieranno i capi delle loro delegazioni quando inizierà la negoziazione dell’accordo finale. I responsabili citati hanno osservato che l’accordo preliminare è un protocollo d’intesa, seguito dalla negoziazione di un accordo decisivo finale.

Meloni condanna l’attacco russo a Kiev, lavoriamo per favorire la pace

Roma, 24 mag. (askanews) – “Esprimo ferma condanna per il pesante attacco russo che ha colpito nuovamente le infrastrutture civili in Ucraina, con il progressivo innalzamento del livello degli armamenti utilizzati. La nostra solidarietà va alla popolazione ucraina, che da oltre quattro anni subisce le drammatiche conseguenze di questa guerra di aggressione”. E’ quanto afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Continueremo a lavorare con determinazione insieme ai partner europei e internazionali per favorire il percorso verso una pace giusta e duratura”, aggiunge.

Lunedì esce "Magnifica Humanitas", la prima Enciclica di Papa Leone

Città del Vaticano, 24 mag. (askanews) – Dopo poco più di un anno dalla sua elezione al Soglio di Pietro, esce domani la prima Enciclica di Papa Leone, dal titolo “Magnifica Humanitas”: una riflessione che ruota attorno al tema dell’Intelligenza artificiale, tra sfide e preoccupazioni, nell’epoca degli algoritmi.

Il mondo intero attende la prima Lettera del Pontefice che ha già una novità, prima ancora di essere resa pubblica, ovvero che sarà il Papa in persona – fatto storico – a presentarla, nell’Aula del Sinodo, davanti alla Curia romana e ad alcuni giornalisti.

Il documento sul tema della “custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza artificiale” (come recita il sottotitolo) reca la firma del Pontefice il 15 maggio, nel 135esimo anniversario della Rerum Novarum di Leone XIII, un testo considerato nevralgico, con la quale per la prima volta la Chiesa cattolica prese posizione sulle questioni sociali e fondò la moderna dottrina sociale della Chiesa.

Domani mattina, alle 11.30, a fianco al Papa ci saranno i cardinali Victor Manuel Fernandez, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, e Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Ma anche la professoressa Anna Rowlands, teologa e docente presso la Durham University nel Regno Unito e Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic (USA) e responsabile della ricerca sull’interpretabilità dell’Intelligenza artificiale, oltre alla professoressa Leocadie Lushombo, docente di teologia politica e pensiero sociale cattolico presso la Jesuit School of Theology, della Santa Clara University, in California. La conclusione sarà affidata al cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin.

Intanto è già ‘caccia’ alla Lettera Enciclica sul Web. La Libreria Editrice Vaticana, (editrice del testo), pubblica sui social la copertina e scrive: “Da domani in libreria e negli store on-line Magnifica Humanitas, la prima lettera enciclica di Papa Leone XIV “.

Mentre su Amazon, la pubblicazione di Leone ha già conquistato la prima posizione dei libri più venduti. Acquistandolo ora, l’arrivo è garantito al 3 giugno.

Comunali, l’affluenza alle 12 al 14,74% (in calo dell’1%)

Roma, 24 mag. (askanews) – L’affluenza alle 12 delle elezioni amministrative, a livello nazionale, è del 14,74%, in calo di un punto percentuale rispetto al dato precedente registrato a livello nazionale del 15,74%. I seggi sono aperti dalle 7 di questa mattina e si chiuderanno alle 23, riaprendo domani dalle 7 alle 15. Sono 894 i Comuni al voto: di questi 121 sono Comuni superiori a 15mila abitanti (di cui 18 capoluoghi) e 773 i Comuni pari o inferiori a 15mila abitanti. Oltre 6,6 milioni gli italiani chiamati alle urne.

Calcio, serie A 2026-2027 via il 23 agosto

Roma, 24 mag. (askanews) – La stagione calcistica 2026/2027 è già pronta a entrare nel vivo con un calendario ricchissimo tra campionato e coppe europee. La Serie A scatterà nel weekend del 22-23 agosto 2026, con la prima giornata fissata ufficialmente domenica 23 agosto, mentre l’ultima giornata si giocherà il 30 maggio 2027. Venerdì 5 giugno alle 18.30 a Parma, nell’ambito del Festival della serie A è prevista la presentazione del calendario della Serie A 2026-’27 al Teatro Regio

Anche la nuova Champions League prenderà il via a settembre con il format a girone unico confermato. La prima giornata della League Phase è prevista tra il 15 e il 17 settembre 2026, mentre la finale si giocherà sabato 5 giugno 2027 all’Estadio Metropolitano di Madrid, casa dell’Atlético Madrid.

L’Europa League inizierà invece tra il 24 e il 25 settembre 2026. La finale dell’edizione 2026/2027 è in programma il 26 maggio 2027 al Frankfurt Stadium di Francoforte, in Germania.

La Conference League scatterà a ottobre 2026, con la prima giornata della fase campionato prevista il 1° ottobre. L’atto conclusivo si giocherà il 2 giugno 2027 al Besiktas Park di Istanbul, in Turchia.

Il Papa: prego per i cattolici in Cina, ottengano unità e pace

Città del Vaticano, 24 mag. (askanews) – “Ricorre oggi la Giornata di Preghiera per la Chiesa in Cina. Nella memoria liturgica della Beata Vergine Maria aiuto dei cristiani, venerata con grandissima devozione nel Santuario di Sheshan, a Shanghani. Uniamo la nostra preghiera a quella dei cattolici cinesi, come segno del nostro affetto per loro e della loro comunione con la Chiesa universale e con il successore di Pietro”. Lo ha detto il Papa al termine della recita del Regina Caeli, in piazza San Pietro.

“L’intercessione della Regina del Cielo – ha aggiunto – ottenga alla comunità credente in Cina la grazia dell’unità e doni a tutti la forza di testimoniare il vangelo nelle fatiche quotidiane per essere seme di speranza e di pace. In particolare, invoco la pace eterna per le vittime dell’incidente avvenuto nei giorni scorsi in una miniera nel nord della Cina”, ha concluso il Papa.

Usa, spari davanti alla Casa Bianca. Ucciso l’assalitore, Trump informato

Roma, 24 mag. (askanews) – Spari davanti alla Casa Bianca, intorno alle 18 (la notte italiana). Gli agenti dei Servizi Segreti americani hanno ucciso una persona che si era avvicinata a un posto di blocco davanti alla sede del presidente americano e aveva aperto il fuoco, sparando contro gli agenti.

“Durante la sparatoria, anche un passante è stato colpito da un proiettile. Non è ancora chiaro se il passante sia stato colpito dal primo colpo sparato dal sospetto o durante il successivo scontro a fuoco”, ha detto un portavoce degli agenti Usa.

Il personale dei servizi segreti non ha riportato feriti e il presidente Donald Trump, che si trovava nella residenza, non ha subito alcun danno, ha dichiarato il portavoce. È stato informato dell’accaduto dai servizi segreti, ha riferito un funzionario della Casa Bianca.

L’incidente è avvenuto a meno di un mese dalla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, durante la quale giornalisti e funzionari dell’amministrazione Trump si erano messi a riparo.

Trump, in un post pubblicato domenica mattina su Truth Social, ha ringraziato i funzionari dei servizi segreti e delle forze dell’ordine per aver reagito prontamente alla minaccia.

L’incidente “dimostra quanto sia importante, per tutti i futuri presidenti, disporre di quello che sarà lo spazio più sicuro e protetto mai costruito a Washington, D.C. La sicurezza nazionale del nostro Paese lo esige!”, ha aggiunto Trump.

Trump: accordo con Iran "in gran parte negoziato". Tregua di 60 giorni e riapertura Hormuz

Roma, 24 mag. (askanews) – L’accordo con l’Iran “è in gran parte negoziato”: lo ha affermato il presidente americano Donald Trump dopo aver avuto una conversazione positiva con Netanyahu. Un accordo che coinvolge Stati Uniti, Iran e diversi paesi del Medio Oriente, ha annunciato il presidente degli Stati Uniti.

L’accordo prevede l’estensione del cessate il fuoco per 60 giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’avvio di un nuovo negoziato sul programma nucleare iraniano. A riferirlo è il sito statunitense “Axios”, che cita un funzionario americano secondo cui l’intesa potrebbe essere formalizzata nelle prossime ore dopo una serie di contatti diplomatici regionali promossi dal presidente Donald Trump.

Secondo la bozza dell’accordo, il cessate il fuoco verrebbe prorogato per 60 giorni, periodo durante il quale lo Stretto di Hormuz resterebbe aperto senza imposizione di tariffe o restrizioni alla navigazione commerciale. L’Iran si impegnerebbe inoltre a rimuovere eventuali mine collocate nel tratto marittimo per garantire la libertà di passaggio delle navi.

Calcio, Vince la Lazio, stasera si chiude la serie A

Roma, 24 mag. (askanews) – La Lazio chiude la sua stagione con una vittoria in rimonta contro il Pisa, che certifica anche l’ultimo posto in classifica dei toscani. Sono gli ospiti a passare in vantaggio alla metà del primo tempo con il colpo di testa di Moreo, ma i biancocelesti la ribaltano in due minuti: prima il colpo in buca di Dele-Bashiru, poi arriva lo splendido gol di Pedro (all’ultima in A) per il definitivo 2-1. Oggi la chiusura della serie A:

38ª giornata: Fiorentina-Atalanta 1-1, Bologna-Inter 3-3, Lazio-Pisa 2-1, domenica 24 maggio 15.00 Parma-Sassuolo, 18.00 Napoli-Udinese, 20.45 Cremonese-Como, Lecce-Genoa, Milan-Cagliari, Torino-Juventus, Verona-Roma.

Classifica: Inter 87, Napoli 73, Milan, Roma 70, Como, Juventus 68, Atalanta 59, Bologna 56, Lazio 54, Udinese 50, Sassuolo 49, Torino 44, Parma, Fiorentina 42, Genoa 41, Cagliari 40, Lecce 35, Cremonese 34, Verona 21, Pisa 18 (Inter campione d’Italia, Napoli in Champions. Atalanta in Conference. Retrocesse in B Pisa e Verona).

Playoff Nba, New York a un passo dalle Finals

Roma, 24 mag. (askanews) – Non si ferma la marcia dei New York Knicks che vincono gara-3 alla Rocket Arena di Cleveland 121-108 contro i Cavs, si portano sul 3-0 e ipotecano l’accesso alle NBA Finals (mai nessuno nella storia ha rimontato da 0-3). La squadra di Mike Brown parte 9-1, è avanti 37-27 al primo riposo con 12 su 17 al tiro e poi rimane sempre in vantaggio, tranne una parità sul 50-50 nel secondo periodo. Nella ripresa comanda sempre New York, conduce 83-70 a fine terzo periodo dopo un break di 8-1 firmato da Brunson, poi a inizio ultimo quarto è Shamet con tre triple in fila a fare +14 sul 105-91 e a lanciare i bluarancio verso la vittoria

Finale Eastern Conference (3) New York Knicks vs (4) Cleveland Cavaliers 3-0

Gara 1: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 115-104 Gara 2: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 109-93 Gara 3: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 108-121 Gara 4: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 26/5 ore 2.00 Gara 5: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 28/5 ore 2.00 Gara 6: Cleveland Cavaliers-New York Knicks* 30/5 ore 2.00 Gara 7: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 1/6 ore 2.00

Finale Western Conference (1) Oklahoma City Thunder vs. (2)San Antonio Spurs 2-1

Gara 1: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 115-122 Gara 2: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 122-113 Gara 3: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 108-123 Gara 4: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 25/05 ore 2.00 Gara 5: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 27/05 ore 2.30 Gara 6: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder* 29/05 ore 2.30 Gara 7: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 31/05 ore 2.00

*se necessario

De Mita, la memoria di una politica che pensava lontano

Una piazza per ricordare lo statista irpino

A quattro anni dalla morte di Ciriaco De Mita, un piccolo comune dell’Irpinia sceglie di affidare alla toponomastica un segno di riconoscenza politica e civile. Montefredane, in provincia di Avellino, ha infatti deliberato l’intitolazione di una piazzetta allo statista democristiano, figura centrale della vita pubblica italiana nella seconda metà del Novecento.

Non è soltanto un omaggio commemorativo. In tempi nei quali la politica appare spesso ridotta a comunicazione istantanea e consumo mediatico, la scelta dell’amministrazione guidata dal sindaco Ciro Aquino assume un significato più profondo: riaffermare il valore della memoria politica come elemento della coscienza democratica.

De Mita apparteneva a una generazione – la terza della genealogia dc – di dirigenti che concepivano la politica come interpretazione della società e costruzione del futuro. La sua riflessione, talvolta complessa e spiazzante, nasceva dalla convinzione che governare significasse comprendere i mutamenti profondi del Paese, non inseguire gli umori del momento.

L’Irpinia e il senso delle aree interne

Nel comunicato del Comune emerge un aspetto decisivo della figura di De Mita: il rapporto con il territorio. Per l’Irpinia e per il Mezzogiorno egli fu molto più di un leader nazionale. Rappresentò la possibilità che le aree interne non fossero considerate periferia passiva dello sviluppo italiano, ma parte integrante della modernizzazione del Paese.

La sua attenzione ai comuni, ai ceti popolari, ai luoghi marginali dell’Italia appenninica derivava da una cultura politica profondamente radicata nella tradizione del cattolicesimo democratico. Non c’era, nel suo pensiero, contrapposizione tra dimensione nazionale e comunità locali. Al contrario, la coesione democratica nasceva proprio dalla capacità di tenere insieme centro e periferia, Stato e autonomie, istituzioni e società.

Anche per questo De Mita continua a essere ricordato con particolare intensità nei territori dell’Irpinia. La sua vicenda personale e politica resta intrecciata alla storia di una terra che egli tentò di sottrarre tanto al fatalismo quanto all’assistenzialismo.

Memoria e tesfimonianza  

Nel tempo della politica senza radici, colpisce inoltre il lavoro discreto e rigoroso portato avanti da Antonia De Mita, impegnata nella cura del ricordo del padre e nella valorizzazione della sua eredità culturale e civile. Non una semplice custodia affettiva, ma il tentativo di mantenere aperta una riflessione sul significato della partecipazione democratica e sul ruolo delle istituzioni.

È probabilmente questo il punto più attuale della vicenda di De Mita. La memoria non serve a costruire nostalgia. Serve, piuttosto, a interrogare il presente. E il fatto che un piccolo comune scelga oggi di dedicargli una piazzetta indica che, nonostante tutto, una parte dell’Italia continua a riconoscere nella politica una forma alta di responsabilità collettiva.

Riprendersi le chiavi: il centro che manca e i cattolici che non servono

L’eredità politica del Partito popolare

Non si può non prendere atto, purtroppo e almeno per il momento, della concreta impossibilità di dare vita a una sorta di nuovo, rinnovato e contemporaneo Partito Popolare Italiano. Un’esperienza che, comunque la si giudichi, ha rappresentato una pagina di straordinaria importanza nella storia politica del nostro Paese e nel cammino concreto del cattolicesimo politico italiano.

Non si trattava di un partito clericale o confessionale. Era, molto più semplicemente, un’esperienza laica di cattolici impegnati in politica che traevano la propria legittimazione ideale dalla storia, dal pensiero, dalla tradizione e dalla prassi del cattolicesimo popolare e sociale.

La conferma arrivò anche dall’esperienza dell’ultimo Ppi, quello promosso dopo la fine della Dc da figure come Mino Martinazzoli, Rosa Russo Iervolino, Gerardo Bianco e soprattutto Franco Marini. Un progetto politico, culturale e di governo che forse si è interrotto troppo presto e con eccessivo anticipo rispetto alle sue potenzialità.

Quel progetto, infatti, custodiva ancora molti degli elementi che storicamente hanno rappresentato il meglio della tradizione riformista italiana: il radicamento democratico, la cultura di governo, la sensibilità sociale, il richiamo all’umanesimo cristiano popolare e alla stessa architettura culturale della Costituzione repubblicana.

Oltre la nostalgia del passato

Preso atto della difficoltà — se non dell’impossibilità — di ricostruire in tempi brevi un nuovo Ppi, esiste però una strada concreta per evitare che la cultura del popolarismo cristiano diventi sempre più irrilevante nella cittadella politica italiana.

Quella strada consiste nella capacità, nel coraggio e nella coerenza di declinare la propria cultura politica all’interno di partiti, movimenti e luoghi che possiedono altre tradizioni e altre culture di riferimento.

L’invito riguarda soprattutto quei cattolici popolari e sociali che non intendono rassegnarsi a un ruolo marginale, subalterno o puramente decorativo. Il modello da respingere resta quello dei “cattolici indipendenti di sinistra” eletti nelle liste del Pci negli anni Settanta: una presenza spesso simbolica, più utile a certificare il pluralismo altrui che a incidere realmente sugli indirizzi politici.

Non è quella la prospettiva da perseguire. Al contrario, si tratta di organizzare — nel pieno rispetto del pluralismo politico dei cattolici impegnati in politica — una presenza significativa, riconoscibile e culturalmente autorevole dentro i partiti democratici e riformisti esistenti.

La sfida della presenza nei partiti

Naturalmente esistono forze politiche quasi antropologicamente incompatibili con il patrimonio storico del cattolicesimo politico italiano. Si pensi alla Lega salviniana, agli estremismi ideologici di Avs o al populismo dei Cinque Stelle.

Ma proprio per questo, nei partiti autenticamente democratici, riformisti e credibilmente di governo, i cattolici popolari dovrebbero recuperare un ruolo da protagonisti e non da semplici comprimari.

Ne va della credibilità stessa di una cultura politica che ha contribuito in modo decisivo alla costruzione democratica del Paese. Quel cattolicesimo democratico, popolare e sociale non può continuare a ridursi a una presenza ornamentale o a un espediente utile soltanto a certificare la pluralità interna di un partito.

Se vuole tornare a essere incisiva, questa tradizione deve ritrovare organizzazione, consapevolezza e capacità di iniziativa politica. Non per nostalgia del passato, ma per dare voce, anche nel presente, a una cultura che resta ancora essenziale per l’equilibrio democratico e sociale dell’Italia.

Nascite in caduta, futuro in bilico

Un Paese che perde giovani

La natalità nel nostro Paese è ai minimi storici. Nel 2025, secondo l’ultimo Rapporto Istat sugli indicatori demografici, i nati hanno toccato quota 355 mila: un calo del 3,9% rispetto al 2024, con un rapporto medio di figli per donna pari a 1,14 e un tasso di appena 6 nascite ogni mille abitanti. Inoltre, le nascite registrate nei primi due mesi del 2026 ammontano a circa 56 mila unità, evidenziando un’ulteriore riduzione della natalità (-1,7% rispetto allo stesso periodo del 2025).

Sul piano economico e sociale si tratta di dati estremamente preoccupanti per la prospettiva di un Paese appartenente al G7 e seconda manifattura dell’Unione Europea. Un’Italia che continua a perdere popolazione giovane rischia progressivamente di indebolire la propria capacità produttiva, innovativa e competitiva nello scenario globale.

Come evidenziato dal demografo Alessandro Rosina, il problema non riguarda soltanto il numero delle nascite, ma soprattutto il venir meno della fiducia delle nuove generazioni nel futuro, nella stabilità lavorativa e nella possibilità concreta di costruire un progetto familiare. La crisi demografica, quindi, non è soltanto una questione statistica, ma rappresenta una vera emergenza sociale, culturale ed economica.

Welfare sotto pressione

Anche il Rapporto Dreghi sottolinea come il progressivo invecchiamento della popolazione italiana stia producendo effetti sempre più rilevanti sulla sostenibilità del welfare, sulla disponibilità di forza lavoro e sulla tenuta complessiva del sistema produttivo nazionale.

In assenza di politiche strutturali a favore delle famiglie, della stabilità occupazionale giovanile, dei servizi per l’infanzia e dell’accesso alla casa, il rischio è quello di una progressiva contrazione della capacità di crescita del Paese.

La questione demografica si intreccia infatti con una più ampia crisi sociale: precarietà lavorativa, salari stagnanti, difficoltà abitative e incertezza economica rendono sempre più difficile immaginare la formazione di una famiglia stabile. In questo quadro, il calo delle nascite appare non come una scelta individuale isolata, ma come il riflesso di un sistema che fatica a offrire sicurezza e prospettive.

L’Europa davanti alla sfida globale

Nonostante anche l’Unione Europea nel suo complesso soffra una dinamica demografica negativa — con un tasso medio di fertilità pari a circa 1,5 figli per donna rispetto al 2,1 necessario per garantire il ricambio generazionale — il rafforzamento dell’integrazione politica, economica e sociale europea appare sempre più una scelta obbligata.

Di fronte alla crescita demografica e produttiva delle economie dell’area indo-pacifica, alla stabilità della Cina e alla potenza economica degli Stati Uniti, soltanto un’Europa più coesa, capace di investire sulle nuove generazioni, sul lavoro di qualità e sulle politiche familiari, potrà continuare a garantire competitività economica, coesione sociale e centralità geopolitica in un contesto internazionale sempre più instabile e competitivo.

La sfida demografica, dunque, non riguarda soltanto i singoli Stati nazionali, ma investe direttamente il futuro politico ed economico dell’intero continente europeo.

L’illusione dei nazionalismi

In questo scenario, il ritorno dei nazionalismi e delle chiusure identitarie rappresenta una risposta illusoria e controproducente. Nessun Paese europeo, da solo, possiede oggi la forza demografica, economica e geopolitica necessaria per affrontare le grandi sfide globali.

La difesa del modello sociale europeo, della capacità industriale e della qualità della vita dei cittadini passa invece attraverso una maggiore integrazione, una visione comune e politiche condivise in materia di sviluppo, innovazione, lavoro e sostegno alle famiglie.

La crisi demografica deve quindi diventare uno dei temi centrali di una nuova stagione europea fondata sulla cooperazione e non sulla frammentazione, sulla solidarietà e non sulle contrapposizioni nazionalistiche.

Persone sole, territori fragili: la crisi invisibile delle comunità

Per rispondere alla crisi della partecipazione e della rappresentanza occorre ricominciare dalle comunità. Da questa idea ha preso il via l’Indagine Nazionale su Persone, Territori, Comunità, promossa da Connect-Italia, associazione che opera per riconnettere le persone ai territori, e da Andigel, Associazione Nazionale dei Direttori Generali degli Enti Locali.

Proposte concrete

Come viviamo i nostri territori? In che modo i cittadini partecipano attivamente alla vita della propria comunità e quali sono gli ostacoli che frenano la coesione sociale? Per rispondere a queste domande è stato predisposto un breve questionario volto ad analizzare nel profondo il rapporto tra cittadini e territorio.

L’iniziativa si prefigge un obiettivo preciso: raccogliere dati e proposte concrete da fornire a istituzioni, enti locali e organizzazioni presenti sui territori per favorire la progettazione di politiche pubbliche mirate a favorire la partecipazione, a migliorare i servizi e a consolidare una società più inclusiva.

Ricerca, due dimensioni chiave 

Come le persone vivono i territori. Un’analisi accurata sulla fruizione delle opportunità formative, lavorative, culturali e sociali presenti a livello locale. L’indagine valuterà la percezione della qualità della vita, la sicurezza, l’inclusività e il livello di soddisfazione sia verso i servizi pubblici, sia in generale della vita su un dato territorio, cercando di fare emergere le criticità strutturali delle diverse aree.

La seconda dimensione fondamentale dell’indagine è quella relativa alla partecipazione sociale. Un focus dedicato a comprendere in quale misura i cittadini svolgono un ruolo nelle attività comunitarie (eventi culturali, volontariato, associazionismo, impegno civico e politico). L’obiettivo è mappare le motivazioni profonde ma anche gli ostacoli reali, come la mancanza di tempo, di risorse economiche o il disinteresse, raccogliendo al contempo idee innovative per superare l’isolamento e le nuove solitudini che riguardano tanto le aree interne che i grandi centri.

Il questionario

Proprio questo confronto tra le dinamiche delle città con quelle delle periferie e delle aree rurali o insulari, costituisce il cuore del progetto.

Il questionario, suddiviso per sezioni tematiche, è completamente anonimo, con finalità puramente sociali e di ricerca. È aperto a tutti. I risultati saranno presentati pubblicamente per focalizzare l’attenzione sull’importanza di rafforzare i legami di comunità e promuovere interventi mirati al bene comune. Un’occasione per tutti per far sentire la propria voce e avanzare proposte dirette.

 

Ecco il link al questionario 

https://forms.gle/8wpqNbTkWh4xAhjn8

Strage Capaci, Schlein a Palermo:a politica ed economia servono anticopri antimafia saldi

Roma, 23 mag. (askanews) – “Le forze politiche e le istituzioni devono tenere alta la guardia nella lotta alla mafia. Va alzata la guardia da ogni punto di vista, rafforzando i presidi di legalità e trasparenza ” perchè la mafia “e’ tornata a chiedere il pizzo e a sparare: trenta colpi di Kalashnikov”. La segretaria del Pd Elly Schlein ha raggiunto il corteo dei giovani a conclusione della Giornata della legalità in ricordo di Giovanno Falcone Paolo Borsellino e delle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio, dopo aver visitato il quaritere commerciale di Sferracavallo oppresso dalla nuova offensiva di pizzo mafioso.

“Hanno subito in questi ultimi mesi intimidazioni mafiose inaccettabili: tutta la società deve reagire per non lasciarli soli, le istituzioni non devono lasciarli soli.Hanno lasciato bottiglie di benzina ai commercianti – ha raccontato Schlein- per far capire che se non cedono al ricatto possono subire conseguenze. La mafia purtroppo è pericolosa anche se non spara perché cerca di infiltrare l’economia.Occorre rafforzare i presidi di legalita’ e trasparenza e questo vale anche negli appalti. La mafia deve trovare anticorpi molto saldi e molto sani che non la facciano passare”.

Caseifici Aperti, il Parmigiano accoglie il pubblico

Noceto, 23 mag. (askanews) – Torna ‘Caseifici Aperti’, l’appuntamento promosso dal Consorzio del Parmigiano Reggiano in programma sabato 23 e domenica 24 maggio. Dopo il successo dello scorso anno, che aveva richiamato oltre 30 mila visitatori, saranno ben 53 i caseifici coinvolti nelle cinque province del comprensorio Dop: Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Bologna. Per due giorni il pubblico potrà entrare nel cuore della produzione del Parmigiano Reggiano, assistere dal vivo alla nascita delle forme, visitare stalle e magazzini di stagionatura, partecipare a degustazioni guidate e pranzi nei caseifici.

L’intervista a Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano DOP: “Caseifici Aperti è un’iniziativa che il Consorzio del Parmigiano Reggiano fa dal 2012 ed oggi è centrale nella strategia di marca del Parmigiano Reggiano. Perché? Perché vivere un’esperienza in caseificio, quindi entrare in queste cattedrali del formaggio, parlare con il casaro, vedere gli allevamenti. Questa situazione esperienziale fa capire perché il Parmigiano Reggiano è molto di più di un pezzo di formaggio e questo diventa centrale guardando al futuro, all’internazionale, all’estero. Il Parmigiano Reggiano diventerà un luogo da visitare, una meta turistica, perché solo così si capisce perché il Parmigiano Reggiano è insostituibile”.

In calendario anche numerosi eventi speciali tra musica dal vivo, laboratori per bambini, spettacoli, aperture delle forme e persino sessioni di fitness in caseificio, il nuovo “Caseifit”. Grande novità del 2026 sarà il debutto dell’evento OFF ai Giardini Margherita di Bologna, con cooking show dedicati alla tradizione emiliana, degustazioni e navette dirette verso i caseifici del territorio bolognese. Il Consorzio punta così a rafforzare il turismo legato alla Dop e al territorio, con l’obiettivo di arrivare a 300 mila visitatori entro il 2029 in un momento non semplice per l’economia mondiale che vede l’export italiano, però, a grandi livelli.

Ancora un commento di Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano DOP: “Il Parmigiano Reggiano è molto di più di un pezzo di formaggio, è un emblema dell’Italia, del made in Italy, in un mondo che sta consumando sempre più Italiano, 74 miliardi di euro l’export alimentare italiano e il turismo, che è il 13% del PIL di questo paese, che vede nel percorso gastronomico una delle ragioni per le quali un turista straniero viene in Italia. Guardando al futuro sarà l’internazionale il luogo dove vedere il nostro sviluppo”.

Serie A, Classifica, l’Inter chiude a 87 punti

Roma, 23 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Bologna-Inter 3-3

38ª giornata: Fiorentina-Atalanta 1-1, Bologna-Inter 3-3, 20.45 Lazio-Pisa, domenica 24 maggio 15.00 Parma-Sassuolo, 18.00 Napoli-Udinese, 20.45 Cremonese-Como, Lecce-Genoa, Milan-Cagliari, Torino-Juventus, Verona-Roma.

Classifica: Inter 87, Napoli 73, Milan, Roma 70, Como, Juventus 68, Atalanta 59, Bologna 56, Lazio 51, Udinese 50, Sassuolo 49, Torino 44, Parma, Fiorentina 42, Genoa 41, Cagliari 40, Lecce 35, Cremonese 34, Verona 21, Pisa 18 (Inter campione d’Italia, Napoli in Champions. Atalanta in Conference. Retrocesse in B Pisa e Verona).

Arabia Saudita, Lepore (MSDesk Italy): paese in forte fermento

Roma, 23 mag. – L’Arabia Saudita si conferma un mercato strategico per le imprese italiane, anche in una fase segnata da tensioni nell’area del Golfo. È il messaggio lanciato da Giuseppe Lepore, Presidente di MS Desk Italy, in occasione del workshop “Presentazione opportunità per le imprese del Lazio. L’Arabia Saudita e gli strumenti di supporto all’internazionalizzazione per le imprese”, organizzato presso l’Auditorium WEGIL di Roma in collaborazione con Lazio Innova.

All’incontro, dedicato alle opportunità di investimento e agli strumenti di supporto per l’export e l’internazionalizzazione, hanno preso parte rappresentanti di Lazio Innova, Saudi EXIM Bank, SIMEST, CDP, SACE e del sistema istituzionale italiano e saudita.

“Abbiamo voluto organizzare questo incontro in un momento particolarmente delicato per l’area del Golfo proprio per dimostrare come l’Arabia Saudita sia oggi un Paese in forte fermento, capace di offrire grandissime opportunità alle imprese italiane”, ha dichiarato Giuseppe Lepore, Presidente di MS Desk Italy. “Grazie all’impegno delle istituzioni italiane e saudite si possono realizzare progetti importanti e portare sviluppo per entrambi i Paesi. MS Desk Italy vuole essere un ponte tra queste due grandi realtà, accompagnando sempre più imprese italiane nel Regno dell’Arabia Saudita”

Automotive: sbloccato Dpcm per settore, risorse per 1,34 mld

Milano, 23 mag. (askanews) – Industria,Via libera al Dpcm automotive, che destina 1,343 miliardi di euro al sostegno delle imprese della filiera per investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione. Il provvedimento prevede anche incentivi mirati per la mobilità sostenibile e il rinnovo del parco circolante dei veicoli commerciali.

“Una grande spinta alla ricerca e all’innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità e quindi agli investimenti produttivi, per affrontare la transizione industriale ed energetica nel momento decisivo in cui le case automobilistiche rivedono i loro piani industriali per rispondere meglio alla sfida del mercato e alla concorrenza asiatica”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Le risorse, ha sottolineato il ministro, si aggiungono a quelle già destinate al Piano Transizione 5.0, che ha una dotazione triennale di 9,8 miliardi di euro per l’innovazione digitale e l’efficientamento energetico del sistema industriale.

Urso ha inoltre annunciato che, nel Consiglio dei ministri di ieri, è stata raggiunta l’intesa per ripristinare già a luglio 251 milioni di euro destinati, per esigenze di bilancio, alla copertura del decreto-legge contro il caro carburanti e a sostegno delle imprese dell’autotrasporto. “Le nuove risorse, già individuate, si aggiungeranno quindi a quanto già destinato al comparto con questo provvedimento, aumentandone l’importo complessivo”, ha spiegato.

L’obiettivo, ha aggiunto Urso, è “sostenere la transizione, con uno sforzo aggiuntivo a beneficio di un settore che si trova ad affrontare la sfida più difficile”, rafforzando il ruolo dell’Italia nell’industria europea dell’auto. Il ministro ha richiamato anche il confronto in sede Ue sulla revisione del regolamento CO2 sulle auto e sull’Industrial Accelerator Act, che introduce il principio del Made in Europe.

Oltre il 70% delle risorse del Dpcm sarà destinato ad Accordi per l’innovazione, rivolti a progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, Contratti di sviluppo e Mini Contratti di sviluppo, nuovo strumento pensato per essere più compatibile con gli investimenti delle Pmi dell’automotive.

“Un piano strutturale”, ha concluso Urso, per sostenere la trasformazione della filiera, dalla componentistica ai nuovi sistemi di mobilità, fino alle tecnologie per veicoli sostenibili, connessi, autonomi e sicuri. Una linea, ha aggiunto, orientata a “spostare l’asse dai sussidi al mercato al sostegno agli investimenti delle imprese”.

Ciclismo, Giro: Vingegaard domina a Pila e conquista la rosa

Roma, 23 mag. (askanews) – Non c’è due senza tre. Dopo i trionfi sul Blockhaus e a Corno alle Scale, Jonas Vingegaard conquista anche il tappone valdostano con arrivo a Pila e si prende per la prima volta in carriera la maglia rosa del Giro d’Italia. Il danese della Visma firma la terza vittoria in questa edizione dominando la 14ª tappa grazie a un nuovo capolavoro di gestione collettiva e forza individuale.

La frazione alpina, durissima e ricca di salite, si decide ancora una volta sull’ultima ascesa. Dopo il lavoro impeccabile dei compagni di squadra, Vingegaard cambia ritmo a meno di cinque chilometri dal traguardo e lascia sul posto tutti i rivali, scavando rapidamente un margine incolmabile. Dietro di lui resiste il solo Felix Gall, secondo a 49 secondi, mentre Jai Hindley completa il podio di giornata a 58 secondi.

Ottime indicazioni anche per il ciclismo italiano con Davide Piganzoli e Giulio Pellizzari protagonisti di una prova di grande personalità: i due giovani azzurri chiudono rispettivamente quarto e quinto, confermando la crescita mostrata nelle ultime tappe di montagna. Più indietro Thymen Arensman, sesto a 1’23″, davanti a Egan Bernal e agli altri uomini di classifica.

Si chiude invece con onore la giornata dell’ormai ex maglia rosa Eulalio, staccatosi sull’ultima salita dopo avere provato a difendere il simbolo del primato ed ora secondo a 2’26″. Le immagini dell’arrivo a Pila, con due ali di folla ad accompagnare l’azione del danese, consegnano al Giro uno dei momenti simbolo di questa edizione. Ora la corsa cambia padrone: Vingegaard veste rosa e manda un messaggio chiaro a tutti gli avversari.

Abiogen e vitamina D: ricerca italiana e visione globale

Verona, 23 mag. (askanews) – A Verona, il congresso “Ti racconto la storia.D” offre un’occasione per leggere l’evoluzione della vitamina D attraverso la storia di una realtà industriale italiana che ha contribuito a costruirne la cultura clinica: Abiogen Pharma. Ha parlato così il Presidente di Abiogen Pharma Massimo Di Martino: “Noi siamo coloro che sono in grado di mettere insieme, su un argomento così, gli specialisti e creare un’occasione di incontro e di dibattito su quelli che sono dati internazionali con una grande produttività scientifica, che però non trovano mai l’occasione di fare una sintesi o un approfondimento e di tirare poi delle conclusioni da cui ripartire per le fasi successive”.

Abiogen Pharma nasce nel 1997, ma affonda le proprie radici nella tradizione dell’Istituto Gentili di Pisa, attivo dal 1917. Nel tempo l’azienda ha consolidato la propria presenza nell’area del metabolismo osseo sviluppando un dialogo costante con la comunità scientifica e clinica. “E’ stato un cammino assolutamente virtuoso, che nasce dalla collaborazione con la scuola di Verona e col professor Adami, il quale ha avuto un’intuizione, nell’ambito di una collaborazione che spaziava anche su altre molecole, di dirci che effettivamente c’era un grande bisogno medico insoddisfatto che si affacciava per gli anni successivi. C’era necessità di presentare un farmaco esclusivamente con la vitamina D” ha detto Di Martino.

In questo percorso, la vitamina D rappresenta non solo un’area terapeutica, ma anche un ambito di evoluzione scientifica e culturale, legato ai temi della fragilità ossea e della gestione dei pazienti a rischio. Un’evoluzione che oggi si intreccia con una crescente apertura internazionale e con lo sviluppo di nuove competenze e mercati. Ha parlato così Prisca Di Martino, Direttore Commerciale di Abiogen Pharma: “Siamo molto orgogliosi di essere qui oggi in quanto, come leader in questo settore, ci sentiamo in obbligo di essere presenti e di continuare ad investire al fine di mettere a disposizione dei nostri pazienti le migliori soluzioni adeguate ed efficaci, per determinate patologie o fattori di rischio. L’obiettivo di Abiogen, a livello worldwide, è di tipo culturale. La ricerca, la formazione, il dialogo con le società scientifiche sono i pilastri del nostro lavoro quotidiano”.

Da un lato quindi l’evoluzione della vitamina D come tema centrale della pratica clinica moderna, dall’altro il percorso di una realtà italiana che ha contribuito a costruire questa cultura scientifica e che oggi la proietta in una dimensione più ampia, tra ricerca, innovazione e mercati internazionali.

Teheran: Iran e Usa lavorano su un memorandum in 14 punti

Roma, 23 mag. (askanews) – Iran e Stati Uniti stanno ultimando il lavoro su un memorandum di intesa in 14 punti: lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, le cui dichiarazioni sono state riportate dall’agenzia di stampa Fars. “Il nostro obiettivo era quello di elaborare un memorandum d’intesa in 14 punti, che coprisse le questioni più importanti necessarie per porre fine alla guerra e quelle di fondamentale importanza per noi. Stiamo attualmente finalizzando questo memorandum d’intesa”, ha proseguito Baghaei. I punti chiave del memorandum riguardano la cessazione delle ostilità tra Iran e Stati Uniti, la revoca del blocco marittimo imposto all’Iran e lo sblocco dei beni sovrani iraniani detenuti in banche estere, ha concluso il portavoce.

L.elettorale, Ciriani: entro giugno speriamo approvazione Camera

Roma, 23 mag. (askanews) – “Mercoledì abbiamo la riunione dei capigruppo alla Camera col presidente Fontana. I capigruppo della maggioranza chiederanno la calendarizzazione nel mese di giugno della riforma della legge elettorale. C’è la massima volontà di accelerare al massimo l’approvazione”. Così Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, al Festival dell’economia di Trento.

“Dopo aver atteso le proposte del centrosinistra che non sono mai arrivate, il centrodestra ha deciso naturalmente col consenso del governo di accelerare. Speriamo entro la fine di giugno di poter approvare almeno in prima lettura alla Camera la nuova legge elettorale”, ha aggiunto.

P.A. Zangrillo: "Un milione di assunzioni nei prossimi 6-7 anni"

Trento, 23 mag. (askanews) – “E’ evidente che dover assumere 1 milione di persone nei prossimi 6-7 anni significa uno sforzo di reclutamento significativo”. Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica Paolo Zangrillo dal Festival dell’Economia di Trento. “Io sono piuttosto ottimista – ha aggiunto – per diverse ragioni, intanto per una ragione di tipo numerico, nel senso che le attività che abbiamo svolto in questi anni finalizzate a rendere il nostro processo di reclutamento più efficace ci hanno dato ragione. Dal 2023 al 2025 abbiamo assunto 641.000 persone che è un risultato di straordinaria importanza”.

“Nel 2026 contiamo di assumere tra le 200 e le 250mila persone, abbiamo un piano di reclutamento per il 2026 sostanzialmente in linea con i numeri gli ultimi tre anni – ha evidenziato Zangrillo – dal 2023 al 2025 abbiamo assunto 641.000 persone”.

TEF 2026, Paparella (RemTech): Appuntamento fondamentale

Roma, 23 mag. – Durante i lavori del TEF 2026, Silvia Paparella, General Manager di RemTech, ha ribadito con fermezza la crescente urgenza di una transizione ecologica concreta e misurabile, evidenziando il ruolo centrale delle tecnologie ambientali nella rigenerazione dei territori.

“Il TEF in questa quarta edizione si conferma un evento di grande rilievo, un appuntamento fondamentale per la transizione ecologica ed energetica del territorio e del Paese. Nel corso delle diverse sessioni del Taranto Eco Forum sono stati presentati numerosi progetti, proposte e soluzioni innovative, con un livello qualitativo di eccellenza a supporto del Sistema Paese, a testimonianza della centralità del Forum come spazio di confronto e sviluppo condiviso.” Ha dichiarato Paparella.

TEF 2026, Poggi: Non un evento vetrina

Roma, 23 mag. – Nel corso della quarta edizione del Taranto Eco Forum, Patrick Poggi, presidente di Eurota ETS e founder del TEF, ha richiamato il valore del confronto tra istituzioni, imprese, ricerca, advisory internazionali, associazioni e cittadinanza attiva, sottolineando la capacità dell’evento di accompagnare progetti concreti per il territorio.

“Il Taranto Eco Forum è ormai un evento consolidato, capace di attrarre partner istituzionali, aziende private, mondo della ricerca, advisory internazionali, associazionismo e cittadinanza attiva, sia nazionale sia locale. Dopo tanti anni è forse anche qualcosa di più di un laboratorio. Le imprese del territorio che in passato hanno presentato qui i loro progetti oggi rappresentano valore tangibile. Per questo il TEF non è un evento vetrina, non serve a fare passerelle, ma a mettere in maniera programmatica risultati a terra. L’obiettivo è contribuire a una transizione davvero giusta, in cui ambiente e salute delle persone non entrino più in conflitto con il diritto delle imprese a investire, portando occupazione, valore e dignità al territorio”, ha dichiarato Poggi.

Il Papa ad Acerra: nella Terra dei Fuochi concentrato di morte, raccolgo le lacrime

Acerra, 23 mag. (askanews) – “Convertitevi”, non cedere alla rassegnazione ma scegliere la giustizia e la responsabilità: il grido del Papa ad Acerra risuona nella Terra dei Fuochi, ferita e piena di dolore. Ma anche capace di rialzarsi, di scegliere la via del riscatto. Per la prima volta un Pontefice arriva in questa terra. Lo fa Leone, raccogliendo il sogno di Francesco, che “avrebbe desiderato venire qui”, in quella che “ha tristemente preso il nome di ‘Terra dei Fuochi'”.

Incontra, Papa Prevost, i familiari delle vittime dell’inquinamento ambientale e dice di essere ad Acerra per “raccogliere le lacrime” di quanti hanno perso familiari a causa dei danni ambientali. E’ questo uno dei momenti più commoventi dell’incontro del Papa nella Cattedrale di Acerra. Un discorso forte, che suona come un monito contro i criminali, un grido di dolore e un appello alla conversione. “Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale. È un grido che chiede conversione!”, ammonisce il Papa.

I fedeli lo ascoltano, alcune mamme asciugano le lacrime che segnano il loro volto. Lacrime di commozione e di dolore per la perdita di un figlio, un fratello, un marito. Morti nella Terra dei Fuochi, “uccisi dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”, dice Prevost, che fa sua la sofferenza per la “devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie”. Di fronte a questa realtà, il Papa individua due strade: “l’indifferenza o la responsabilità” e plaude al fatto che la popolazione di questa terra abbia scelto la seconda via.

“Avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia”. “La morte sembra essere dappertutto – chiosa – l’ingiustizia sembra avere vinto, la criminalità, la corruzione, l’indifferenza uccidono ancora, il bene sembra restare inaridito”. Ma c’è la speranza. E il Papa la invoca. “Signore Dio, tu sai che possiamo rialzarci, perché tu stesso ci prendi per mano. Tu sai che il nostro deserto può fiorire”. Poi l’invito a quelle famiglie “che la morte ha colpito” e generare “vita nuova” e a “lasciare morire il risentimento”. “Praticate per primi la giustizia che chiedete, testimoniate la vita, educate alla cura”, è l’invito del Papa.

In Cattedrale il Pontefice saluta uno ad uno i familiari delle vittime. Ascolta le loro storie, benedice bimbi, ha una parola per ciascuno. Riceve lettere, foto, preghiere, richieste. E assicura preghiere. Dopo l’incontro in Duomo, il Papa attraversa il cuore della città a bordo della papamobile e arriva in piazza Calipari per l’abbraccio alla cittadinanza. In prima fila ci sono anche i 90 sindaci della Terra dei Fuochi, “un’espressione che non fa giustizia al bene che c’è e che resiste, ma che ha certamente facilitato una presa di coscienza diffusa della gravità del malaffare e dell’indifferenza che ha lasciato spazio ai crimini”, dice.

“Questa terra ha pagato un tributo alto, ha sepolto tanti suoi figli, ha assistito alla sofferenza di bambini e innocenti. Il valore e il peso di quel dolore impongono di provare insieme a essere testimoni di un nuovo patto. Siete in cammino verso il tempo della rinascita, che non è tempo di rimozione, ma di azione etica e di memoria operosa”, ribadisce Prevost.

Un discorso forte arriva anche dal vescovo di Acerra, mons. Antonio Di Donna. “Convertitevi, cambiate strada – dice rivolgendosi a chi, nel corso degli anni, ha commesso reati contro l’ambiente – perché il vostro non è soltanto un reato ma è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio. Convertitevi”. Ed ancora: “Mai più, mai più, mai più Terra dei fuochi, mai più. Mai più accada che questa terra sia raccontata e conosciuta solo per le sue ferite, ma sia conosciuta e raccontata anche e soprattutto per la sua gente, la forza della sua gente, la sua resilienza, la sua laboriosità, la sua storia, la sua cultura, per la sua capacità di accogliere i migranti e, soprattutto, per la scelta ostinata di restare qui nonostante tutto”. (Di Serena Sartini).

TEF 2026, Bitetti: Rinnovabili e tecnologia

Roma, 23 mag. – Nel corso del Taranto Eco Forum, il sindaco di Taranto Piero Bitetti è intervenuto sul ruolo delle istituzioni locali nella transizione ambientale ed energetica, richiamando la necessità di legare sviluppo, innovazione e tutela dell’ambiente a ricadute concrete per la città e per i cittadini.

“È importante avere tavoli tematici di confronto con gli stakeholder del territorio, con realtà imprenditoriali nazionali e internazionali che guardano con attenzione a un modello di sviluppo fondato sulla tecnologia e su una maggiore attenzione all’ambiente. Le energie rinnovabili sono un tema che come amministrazione comunale stiamo sostenendo con forza. Taranto è stata spesso associata, negli ultimi anni, a notizie negative legate all’inquinamento. Noi vogliamo cambiare questa narrazione e puntare su un hub capace di produrre energia pulita, migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua e contribuire anche alla riduzione dei costi per famiglie e imprese. L’obiettivo è generare una quantità di energia utile alla città e al Paese”, ha dichiarato Bitetti.