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Emma Bonino, una vita spesa per la libertà

Se ne va oggi, a 78 anni, una delle figure più libere e scomode della politica italiana degli ultimi cinquant’anni. Emma Bonino, nata a Bra, in provincia di Cuneo, nel 1948, è stata radicale prima ancora di essere politica.

Eletta alla Camera dei deputati nel 1976 nelle file del Partito Radicale, Bonino ha attraversato quasi mezzo secolo di vita pubblica italiana ed europea senza mai abbandonare lo stile che l’ha resa riconoscibile: diretto, combattivo, insofferente verso le mediazioni di palazzo. Le sue battaglie hanno toccato i diritti civili nella loro accezione più ampia — dall’autodeterminazione delle donne alla lotta contro la pena di morte, dalla contraccezione alla liberalizzazione delle droghe, fino all’impegno contro l’infibulazione e per i diritti umani nei contesti di guerra e genocidio.

Il suo percorso istituzionale è stato tanto lungo quanto trasversale: parlamentare europea, Commissaria europea per la Salute e la tutela dei consumatori dal 1995 al 1999, Ministra per le Politiche europee e il Commercio internazionale nel governo Prodi, e infine Ministra degli Affari Esteri dal 2013 al 2014 nel governo Letta. Ha inoltre ricoperto per due mandati il ruolo di senatrice, eletta prima in Piemonte e poi a Roma.

Convinta europeista, Bonino ha fatto dell’integrazione del continente una delle cause più costanti della sua vita politica. Nel 2017 ha fondato +Europa, movimento che porta nel nome stesso la sua visione, e nel 2024 ha promosso insieme a Matteo Renzi la lista Stati Uniti d’Europa per le elezioni europee, coerente fino alla fine con l’idea di un’Europa politicamente unita, non solo economica.

Dal 2015 conviveva con un tumore al polmone, contro cui aveva combattuto per anni continuando comunque un’intensa attività pubblica; nel 2023 aveva annunciato di averlo superato, salvo poi affrontare negli ultimi mesi un nuovo aggravarsi delle condizioni respiratorie che l’ha portata al ricovero d’urgenza a Roma nei giorni scorsi.

Con la scomparsa di Emma Bonino l’Italia perde una delle voci più lucide e libere del proprio dibattito pubblico, una protagonista che ha saputo tenere insieme, per tutta la vita, la radicalità delle battaglie civili e la tenacia di chi crede nelle istituzioni come strumento di cambiamento.

A questo Link troverete l’incontro,  che nel 2019, abbiamo avuto con l’Onorevole Bonino “La nostra Europa” 

Tecnologia, innovazione e passione per la cucina

Milano, 11 set. (askanews) – Innovazione e passione per la cucina si incontrano con l’arrivo ufficiale di HexClad in Italia. Il brand americano di cookware premium, nato a Los Angeles nel 2016, ha costruito il proprio successo intorno a un approccio innovativo al cookware, combinando le caratteristiche dell’acciaio inox e delle superfici antiaderenti in una tecnologia ibrida pensata per offrire performance e versatilità.

L’ingresso in Italia, con l’e-commerce dedicato per l’acquisto di tutti i prodotti della linea, rappresenta quindi, un nuovo importante capitolo per il brand, che ha scelto proprio il nostro Paese – e uno degli chef italiani più riconosciuti al mondo – per raccontare il proprio approccio all’innovazione in cucina: Massimo Bottura.

Una collaborazione che nasce da una visione condivisa: continuare a mettere in discussione le certezze, sperimentare e cercare nuove soluzioni per migliorare l’esperienza in cucina, senza perdere il legame con la tradizione culinaria e il piacere del cibo.

Daniel Winer, CEO e Co-Founder di HexClad: “Mia nonna era originaria della Sicilia e arrivò in America circa cento anni fa. Eravamo molto legati e, come accadeva in tante famiglie siciliane dell’epoca, ogni domenica ci si riuniva con cugini, zii e parenti per cucinare e stare insieme. È anche per questo che mi sono sentito legato alle mie origini fin dalla nascita. Crescendo, ho iniziato a visitare l’Italia sempre più spesso, fino a decidere di viverci per una parte dell’anno, cosa che faccio ancora oggi. Per me era quindi particolarmente importante portare HexClad in questo Paese. Questo è stato uno dei primi mercati europei in cui abbiamo deciso di lanciarla. Gli italiani hanno un rapporto speciale con il cibo: per loro non si tratta semplicemente di mangiare, ma di sedersi a tavola con le persone che ami, condividere un momento e celebrare il piacere di stare insieme. Per questo, alla prima occasione, ci è sembrato naturale dedicare a questo mercato un lancio speciale, pensato appositamente per il pubblico locale.”

Le parole dello chef Massimo Bottura: “La cosa fondamentale è non avere mai certezze e avere sempre dei dubbi. Se entri in cucina con i dubbi, ti poni delle domande e quindi la tua cucina deve continuare a evolversi. Per me è esattamente quello che sta facendo HexClad. Si sono chiesti: come possiamo creare delle padelle da condividere con il mondo intero, ma che siano all’altezza delle grandi cucine? Le hanno fatte provare a grandi chef, come Gordon Ramsay, Dominic Randle e me, cercando non solo la qualità, ma anche un approccio etico. E soprattutto con un’ossessione: l’ossessione per la qualità.”

La collaborazione con Massimo Bottura si estende anche al suo impegno sociale: HexClad sosterrà infatti Food for Soul, l’organizzazione non profit fondata dallo chef insieme alla moglie Lara Gilmore, che promuove un sistema alimentare più inclusivo e combatte lo spreco alimentare.

Bonino, le lotte, il cuore Radicale e la via senza sbocco per il Colle

Roma, 11 set. (askanews) – Femminista, europeista, antiproibizionista, laica, più volte ministro, Radicale da sempre, al di là delle alleanze e dei ‘patti’ (sempre con molti distinguo) con il centrodestra o con il centrosinistra nel sentiero obbligato del bipolarismo. Prima volta alla Camera dei deputati nel 1976, a ventotto anni, e poi, ancora, per varie legislature, con qualche parentesi al Parlamento europeo, per tornare di nuovo a Montecitorio e, infine, l’ultima volta, eletta al Senato con il centrosinistra, tra il 2018 e il 2022. Raccontare l’esperienza di vita politica, pubblica, ma anche privata per le poche, centellinate, confidenze, di Emma Bonino è quasi impossibile: troppi gli incarichi, le vicissitudini, le svolte, le alleanze con le forze politiche – partendo sempre dalla casa Radicale e poi, dal 2019, dalla costola di +Europa -, ma anche troppe le amicizie e le militanze condivise e complicate, prima tra tutte quella con Marco Pannella.

Con Pannella il sodalizio politico, iniziato negli anni Settanta, è durato decenni, condividendo tante battaglie a fianco della società civile, ma si è andato via via sfilacciando fino a incrinarsi irreparabilmente nel 2015 per volere di Pannella, secondo il quale la compagna di tante lotte non operava “più da militante ed esponente radicale”. Bonino ha sempre sostenuto di non essere stata espulsa dal partito, senza però nascondere il dispiacere per quella rottura con una figura importante della propria vita, con cui, ha più volte smentito, non c’è mai stata una relazione nè “sentimentale” nè “sessuale”. Alla galassia radicale appartengono, comunque, i due grandi amori di Emma Bonino – che negli anni Settanta, ha rivelato molti anni dopo, ha avuto anche in affido due bambine -, i militanti radicali Marcello Crivellini e Roberto Cicciomessere. E anche qui, dopo tante parole spese per la politica, non sono mancate anche alcune considerazioni personali: il “dolore” per una storia che finisce e la fatica e la bellezza di amare chi “non è all’altezza delle proprie contraddizioni”.

La sua carriera ha toccato quasi tutte le assemblee. Commissaria europea dal 1995 al 1999 (indicata dal primo governo Berlusconi), ministra del commercio internazionale e delle politiche europee nel governo Prodi II dal 2006 al 2008, vice presidente del Senato tra il 2008 e il 2013 e poi di nuovo ministro in un altro governo di centrosinistra, quello di Enrico Letta che le affida la guida degli Esteri tra il 2013 e il 2014. Ma, anche, unica donna candidata presidente della Repubblica, nel 1999, da una amplissima mobilitazione d’opinione, con gazebo nelle piazze, raccolta di firme e un vero e proprio comitato elettorale come per un’elezione popolare. Ai tempi i manifesti lanciavano uno slogan che è restato negli annali: “Emma, finalmente l’uomo giusto”. Ma non andò e fu eletto Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2013, in vista della scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, riaffiora il suo nome per il Quirinale, viene sostenuta dai socialisti, inclusa nella “rosa” dei Cinquestelle, appoggiata da un vasto arco bipartisan di forze parlamentari, ma il sogno sfuma ancora.

Nella lunga carriera di impegno politico e civile non sono mancati gli esperimenti nè le sfide. Alle Politiche del 2006 si presenta con la lista della Rosa nel pugno, un nuovo partito nato dall’unione dei Radicali con i socialisti democratici di Enrico Boselli, ma l’esperienza non decolla e raccoglie un modesto 2,6%. Nel 2010 è di nuovo in pista per la corsa alla Regione Lazio, appoggiata dai Radicali e successivamente dal Pd e dai partiti del centrosinistra, ma viene sconfitta, con una differenza del 2,8% di voti, dalla candidata del centrodestra Renata Polverini.

Nel 2017 nasce la lista elettorale +Europa, formazione europeista nata dalla convergenza con la lista di Benedetto Della Vedova, il tesseramento del nuovo partito parte in estate ed è il congresso di inizio 2019 a sancire il passaggio da cartello elettorale a soggetto politico. Le Europee, nonostante le oltre 48mila preferenze raccolte da Bonino come capolista, non premiano il nuovo partito che non supera la soglia minima d’accesso.

E’ di nuovo in lista alle Politiche del 2022, dove viene candidata con il centrosinistra al Senato, ma non viene eletta perchè sconfitta nel collegio uninominale dalla candidata del centrodestra Lavinia Mennuni. Alle Europee del 2024, nonostante le molte preferenze raccolte, si ripete lo stesso copione: i consensi della lista di scopo Stati Uniti d’Europa risultano inferiori alla soglia di sbarramento del 4% e Bonino resta fuori dal Parlamento europeo. Pochi mesi dopo viene eletta presidente di +Europa. L’impegno politico non viene mai meno, neanche quando il corpo è provato dalla lunga malattia, nè viene meno una capacità di intessere relazioni e rapporti anche con interlocutori molto distanti da lei. Storica la visita a sorpresa con cui Papa Francesco la omaggia il 5 novembre 2024, nella sua casa di Trastevere, poco dopo le dimissioni della leader radicale dall’ospedale.

E’ morta Emma Bonino, storica leader radicale

Roma, 11 set. (askanews) – E’ morta oggi a Roma all’età di 78 anni Emma Bonino. La leader radicale nei giorni scorsi era stata ricoverata in terapia intensiva a seguito di una crisi respiratoria. Ieri era stata poi trasferita in una struttura privata.

“Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. Emma fu ‘scelta dalla politica radicale’ quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera”, si legge in una nota di +Europa.

Mattarella: riemergono logiche sopraffazione, Italia contro terrorismo

Roma, 11 set. (askanews) – “Di fronte al riemergere di logiche di sopraffazione e di nuovi conflitti, rimane fermo l’impegno dell’Italia contro il terrorismo, a difesa della vita dei nostri concittadini e di ogni altra nazione, e dei diritti inalienabili dei popoli. Solo una cooperazione coraggiosa, giusta e lungimirante può garantire pace, sicurezza e prosperità alle future generazioni”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario dell’attentato terroristico dell’11 settembre.

Ia usata per armi biologiche? Anthropic: Bloccati casi a rischio

Roma, 11 set. (askanews) – Ricercatori impegnati su virus ad alto rischio, tossine e studi “gain-of-function”, volti a modificare o potenziare determinate caratteristiche biologiche di un virus, hanno utilizzato i modelli di intelligenza artificiale Claude per attività che potrebbero teoricamente contribuire allo sviluppo di armi biologiche. E’ quanto emerge da un nuovo rapporto di Anthropic, che ha individuato cinque casi di possibile uso pericoloso dei propri sistemi e ha bloccato gli account coinvolti. La società precisa tuttavia di non avere elementi per affermare che gli scienziati avessero effettivamente intenzione di produrre armi biologiche.

Il rapporto, “Detecting and countering misuse of AI: September 2026”, individua nel possibile uso dell’Ia in campo biologico uno dei rischi più gravi legati ai modelli di frontiera. Secondo Anthropic, i sistemi di ultima generazione sono ormai in grado di assistere attività scientifiche complesse a un livello tale che non è più possibile escludere che possano fornire un contributo significativo anche a ricerche pericolose.

Il problema è soprattutto quello del “dual use”: le stesse conoscenze utili per sviluppare vaccini e terapie possono essere impiegate per rendere un agente patogeno più pericoloso. “Non è che qualcuno, come in un fumetto, dica: ‘Ehi, voglio costruire un’arma biologica per uccidere tutti'”, ha spiegato al New York Times Jacob Klein, responsabile della threat intelligence di Anthropic. “E’ una situazione incredibilmente sfumata”.

Il caso considerato più preoccupante risale a maggio. I sistemi di sicurezza di Anthropic hanno bloccato una richiesta di assistenza per preparare una domanda di finanziamento relativa a uno studio “gain-of-function” che puntava a modificare determinate caratteristiche biologiche del virus chikungunya. La ricerca mirava a individuare mutazioni capaci di modificarne la trasmissibilità e la capacità di eludere la risposta immunitaria, per poi selezionare in animali vivi le varianti più virulente.

Un’attività che può avere finalità legittime, per esempio nello sviluppo di vaccini e terapie, ma che può anche produrre conoscenze utili a rendere un virus più pericoloso. A destare particolare preoccupazione è stato il fatto che gli esperimenti erano destinati a essere condotti presso un istituto militare di ricerca. “Quello che non sappiamo è se la ricerca fosse destinata a essere trasformata in un’arma”, ha detto Klein. “Ma un’istituzione militare che conduce ricerche gain-of-function è motivo di preoccupazione”.

Anthropic ha inoltre scoperto che i ricercatori avevano aggirato i controlli destinati a impedire l’accesso ai suoi modelli da regioni sottoposte a restrizioni e avevano cercato di mascherare la finalità delle loro attività per eludere le protezioni della società. Gli account coinvolti sono stati chiusi.

Un secondo caso riguarda un ricercatore che per diverse settimane ha utilizzato Claude per progettare studi sull’influenza aviaria altamente patogena e sull’adattamento del virus ai mammiferi. Il lavoro comprendeva anche approcci di ingegneria genetica diretti a introdurre mutazioni associate all’adattamento ai mammiferi e alla trasmissione per via aerea in modelli animali.

Nel terzo caso Claude Opus 5 è stato utilizzato attraverso una rete di accesso anonima per preparare in circa un’ora una domanda di finanziamento per ricerche sugli orthopoxvirus, famiglia che comprende anche il virus del vaiolo. Il modello ha contribuito alla formulazione dell’ipotesi scientifica, al disegno sperimentale e ai piani statistici. Anche in questo caso Anthropic sottolinea che si tratta di ricerche che possono avere finalità legittime, ma che le conoscenze sui meccanismi di evasione immunitaria possono avere applicazioni dual-use.

Gli ultimi due casi riguardano invece veleni e tossine. In uno, un ricercatore sostenuto da un programma statale ha usato Claude per costruire un archivio di peptidi derivati da veleni e un sistema capace di ottimizzarne le caratteristiche, anche verso bersagli paralizzanti. Nell’altro il modello è stato impiegato nella riprogettazione computazionale di diverse tossine nell’ambito di un programma nazionale di ricerca. In quest’ultimo caso, secondo Anthropic, il ricercatore chiese al modello di mantenere volutamente vaghe nei rapporti periodici le identità di una tossina batterica e di una proteina virale coinvolte nel lavoro.

Susan Monarez, microbiologa ed esperta di sanità pubblica che ha esaminato il rapporto prima della pubblicazione, ha affermato al Nyt che i casi forniscono prove concrete a sostegno del timore che soggetti ostili stiano cercando di utilizzare in modo occulto sistemi avanzati di Ia “per aumentare le loro possibilità di costruire agenti patogeni biologici capaci di causare danni significativi”.

L’Ia, ha osservato Monarez, offre enormi possibilità per lo sviluppo di nuove terapie e per il progresso della medicina; allo stesso tempo, però, le medesime capacità potrebbero “consentire a soggetti ostili di nascondersi in piena vista, utilizzando ricerche apparentemente legittime per creare agenti patogeni che potremmo non vedere arrivare e che potremmo non essere in grado di fermare una volta rilasciati”.

Andrew Weber, senior fellow del Council on Strategic Risks ed ex responsabile dei programmi di difesa nucleare, chimica e biologica del Pentagono, ha definito i casi descritti da Anthropic “esempi agghiaccianti di sviluppatori di armi biologiche sponsorizzati da Stati che attingono alle capacità in rapido progresso” dei modelli di Ia più avanzati.

Secondo Weber, proprio l’esistenza di programmi di armamento biologico rende necessario limitare l’accesso agli strumenti di Ia più potenti nel settore biologico a ricercatori affidabili. “Il fatto che Russia, Cina e Corea del Nord continuino a sviluppare armi biologiche proibite rende imperativo negare ai loro ricercatori l’accesso a questi modelli straordinariamente capaci”, ha affermato.

Anthropic avverte comunque che i cinque episodi non dimostrano l’esistenza di imminenti attacchi biologici facilitati dall’Ia e che non è stato possibile stabilire se le ricerche avessero realmente una finalità militare offensiva. Mostrano però, secondo la società, che la crescente capacità dei modelli di assistere ricerche scientifiche complesse rende sempre più difficile distinguere tra attività legittime e attività potenzialmente pericolose, imponendo controlli più severi sull’accesso agli strumenti più avanzati.

11 settembre, Meloni: preservare democrazia e sicurezza

Roma, 11 set. (askanews) – “11 settembre. 25 anni fa il terrorismo non attaccò soltanto il cuore degli Stati Uniti, ma tutto il mondo libero. Un mondo libero che seppe unirsi e restare saldo nella consapevolezza di ciò che rappresenta. L’anniversario di oggi ci ricorda che la democrazia e la sicurezza non sono conquiste scontate. Sono pilastri della nostra civiltà, che abbiamo il dovere di preservare insieme”. Così su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“L’Italia – conclude – è stata e continuerà a stare al fianco dei suoi alleati nella lotta al terrorismo, nel solco della difesa dei valori che uniscono le nostre Nazioni. Il nostro pensiero commosso, oggi come allora, va alle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e alle loro famiglie. Non dimentichiamo”.

Sfide all’intero impianto delle nostre democrazie

Le armate del populismo che cingono sempre più strettamente le sempre più deboli roccaforti liberal-democratiche pongono un grande problema strategico. E cioè se quegli assalti debbano essere fronteggiati prendendoli di petto oppure cercando di riassorbirli all’interno di una strategia, diciamo così, più inclusiva.

Ora, si dirà che c’è populismo e populismo. E che quello che stiamo vedendo all’opera in Germania appare tra i più insidiosi. Sia per la forza espansiva che ha appena mostrato nelle elezioni in Sassonia-Anhalt. Sia per quei chiarissimi e inquietanti riferimenti al passato nazista da cui ha preso in appalto argomenti e parole d’ordine.

Dunque, in questo caso lillusione di riassorbire la protesta dovrebbe essere preclusa dalla gravità del fenomeno in questione. Ma il problema, se vogliamo, è più ampio.

E riguarda cioè la possibilità che, attraverso un gioco più sottile – «romanizzare i barbari», come si usa dire – si possano gradualmente riassorbire fenomeni politici che si presentano come sfide allintero impianto delle nostre democrazie.

Con i loro difetti, s’intende. Ma anche con quella loro cultura del limite che ha segnato un grande balzo di civiltà all’indomani della Seconda guerra mondiale.

E dunque: fare il viso dellarme, non avendone la forza, oppure indossare la maschera del sorriso, non avendone la convinzione?

Sta tutto qui il nostro dilemma. E forse, tra i custodi del nostro vecchio e glorioso «sistema», sarebbe il caso di aprire una discussione più esplicita. Si para infatti davanti a noi uno di quei casi in cui le mezze misure non portano da nessuna parte.

Fonte: La Voce del Popolo – 10 settembre 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

11 settembre, venticinque anni dopo: l’America ferita e il mondo che cambiò

New York trasformata in un gigantesco formicaio

A distanza di venticinque anni dalla tragedia delle Torri Gemelle, ricordo ancora con chiarezza quei drammatici giorni durante i quali New York si trasformò in un gigantesco formicaio umano impazzito, “Ground Zero” divenne una spaventosa bolgia dantesca e le centinaia e centinaia di soccorritori sembravano anime in pena, condannate a frugare affannosamente, senza sosta, fra enormi cumuli di macerie fumanti e polverose, alla disperata ricerca di qualche segno di vita.

Mi risuona nelle orecchie il fragore assordante dei velivoli che penetrano con oscena violenza nelle due imponenti torri e l’immane esplosione di smisurate nuvole di fuoco, polvere e detriti che si addensano rapidamente verso la sommità dei due colossi in cemento e acciaio.

All’interno dei due grattacieli, centinaia di persone scendono precipitosamente in cerca di una via di fuga attraverso le interminabili rampe di scale, scontrandosi e ostacolando le squadre dei pompieri in salita, gravati dal peso di grossi sifoni idrici, mandati a spegnere le fiamme. Moriranno tutti.

Coloro che hanno scelto di utilizzare gli ascensori sono rimasti intrappolati: per tutti costoro la sorte è subito segnata.

Vedo decine di persone appese alle finestre per sfuggire al fumo tossico che ha invaso i locali, nella vana attesa di essere salvate dagli elicotteri, che volteggiano impazziti attorno agli edifici fumanti come enormi calabroni preistorici.

Altre scelgono deliberatamente di gettarsi, fluttuando come fantocci nell’aria per poi, dopo un folle disperato volo, schiacciarsi sull’asfalto, dove già annaspano terrorizzati centinaia di esseri umani emergenti da una spessa coltre di fuliggine, soffocati da tonnellate di detriti.

Sono immagini apocalittiche nelle quali emerge, agghiacciante, il panico incontrollato della popolazione che il destino ha fatto trovare in quel momento al World Trade Center, incapace di spiegare la causa di quel cataclisma da cui tenta in ogni modo di salvarsi.

 

Immagini destinate a entrare nella storia

Oggi, per assurdo, ancora più di ieri, quell’evento a volte assume ai miei occhi connotati biblici, come il diluvio universale, la distruzione di Sodoma e Gomorra, la caduta della Torre di Babele, il terremoto di Pompei e le grandi epidemie mortali. La tradizione, la leggenda, le credenze popolari e la religione hanno fornito via via chiavi di lettura rimaste poi in maniera indelebile nella storia dell’uomo e senza possibilità di contraddittorio.

Ecco perché il crollo delle Torri Gemelle e le circostanze entro le quali è maturato potranno, con il passare degli anni e dei secoli, assumere significati imprevedibili.

Tra questi, molto probabilmente, l’affannoso barcollare del Polifemo americano colpito nell’unico occhio dall’Ulisse islamico.

In qualità di testimone privilegiato, a me resta il compito di riveder passare dinanzi agli occhi e rievocare il combattivo sindaco Giuliani, gli eroici pompieri e poliziotti, l’indomito presidente George W. Bush che arringa il Congresso e incoraggia i connazionali, esortandoli a una decisa reazione, nonché le migliaia di anonimi volontari di vario sesso, età ed estrazione, tutti estremamente impegnati a prestare una generosa e disinteressata assistenza, nel quadro di una interminabile catena di solidarietà.

Non posso, infine, dimenticare l’angoscia struggente impressa sul volto dei familiari delle vittime, anche quando soltanto potenziali, che mi avvicinano per ottenere informazioni in grado di alimentare le loro speranze.

 

La forza morale di un popolo colpito al cuore

Tutto concorre a tracciare un affresco umano irripetibile destinato, con lo scorrere del tempo, a prendere sempre più forma e caratterizzato dall’enorme forza morale di un popolo chiamato a cimentarsi, per la prima volta nella sua storia, con un attacco devastante portato direttamente nel cuore della “capitale dell’impero”.

Dal timore di nuovi attentati si passerà poi a quello del bioterrorismo per l’improvvisa apparizione nel Paese del Bacillus anthracis, sotto forma di una strana polverina inviata con crescente, inquietante frequenza da anonimi spedizionieri ai principali centri di potere nazionali.

A volte risulterà letale per chi la riceve e incautamente la maneggia.

L’effetto psicologico sulla popolazione è devastante, ma l’imperativo è sempre quello: resistere e reagire.

In quei drammatici giorni, il Consolato Generale d’Italia ricevette migliaia di richieste d’informazioni alle quali fu spesso possibile dare seguito anche grazie alla preziosa collaborazione fornita dalle principali associazioni italiane e italo-americane di New York, così come dai numerosi connazionali che operavano nelle strutture amministrative e sanitarie della città. A tutti loro va ancora oggi la mia più sentita gratitudine.

Come pure tengo ancora a ringraziare i rappresentanti dei Comuni, delle Province e delle Regioni italiane che in gran numero visitarono la metropoli per portare la loro solidarietà alla popolazione.

Dedico un rinnovato grato ricordo all’allora ministro degli Esteri Renato Ruggiero, al ministro Mirko Tremaglia, all’Unità di Crisi della Farnesina e a tutto il personale del Consolato Generale per il pieno e incondizionato sostegno prestatomi.

Rendo, infine, onore a tutti coloro – membri di istituzioni pubbliche e private – per la perdurante, instancabile e meritoria attività volta, ancora oggi, a tenere vivo il ricordo delle centinaia di italiani e italo-americani periti in quel terribile criminale attentato.

 

Dalla memoria alla domanda: che cosa resta dell11 settembre?

Ciò detto, al di là di questa spontanea, doverosa commemorazione, penso che il venticinquesimo anniversario di quella immane tragedia debba costituire anche motivo di riflessione per tentare di capire, tra l’altro, se i motivi che la provocarono siano stati rimossi o, ancor meglio, se la frattura tra mondo islamico e imperialismo americano – punta più avanzata della civiltà occidentale, fondata su profonde differenze etniche, politiche e religiose – sia stata, seppur in parte, ricomposta.

In realtà, dall’11 settembre 2001 l’America non ha mai cessato di considerarsi in guerra con l’estremismo islamista, in un conflitto definito comunemente a bassa intensità.

Nel 2001, di fronte a una gravissima emergenza, il presidente Bush adottò decisioni che rafforzavano tendenze unilaterali e neoconservatrici già presenti all’interno dell’Amministrazione. Dopo l’attacco all’Afghanistan, per la mancata consegna di Osama bin Laden, fu la volta dell’Iraq, considerato dall’ala più integralista del Partito repubblicano il necessario completamento della reazione.

Di fatto, l’America doveva continuare a dare una forte risposta alla gravissima e cruenta provocazione, anche se la produzione di armi di distruzione di massa in Iraq, all’origine dell’intervento, si rivelò poi un autentico stravolgimento della realtà.

 

Afghanistan e Iraq, la potenza militare non è bastata

Eppure, sia in Iraq sia in Afghanistan la strapotenza militare americana non è servita a cambiare il corso degli eventi locali né tantomeno a trasformare i rapporti esistenti tra Washington e quei governi in rassicurante collaborazione.

In ambedue i Paesi i principi dei vecchi regimi – soprattutto quello talebano – perdurano e il sentimento antiamericano resta profondo.

Di sicuro, Atta e i suoi diciotto complici, autori suicidi del terribile attentato, e il diabolico organizzatore Osama bin Laden, le cui spoglie furono sepolte in mare dagli americani, sono ancora oggi rimpianti in quelle terre e, altrettanto sicuramente, numerosi emuli sarebbero pronti a ripetere il loro gesto criminoso.

Il fatto è che fino a oggi l’America, mentre ha continuato a predisporsi contro eventuali nuove, improbabili offensive islamiste, ha sottovalutato non poco la politica espansionista di Putin, con il risultato che oggi l’Occidente – soprattutto europeo – deve fare i conti sia con il pericoloso “neo-imperialismo russo” sia con la minacciosa invadenza del regime estremista di Teheran, basata sull’acquisizione della forza nucleare.

 

Venticinque anni dopo, un mondo non più sicuro

In altri termini, il venticinquesimo anniversario delle Torri Gemelle non può che registrare la sostanziale scarsa efficacia della politica estera americana, incapace di creare le condizioni idonee per instaurare nel mondo un maggior grado di sicurezza collettiva, fondato anche – ma non solo – sulla creazione di un reale pluralismo globale, che consenta alle masse più diseredate di acquisire decorose condizioni di vita e il riconoscimento di diritti civili fondamentali.

In tal senso, i predecessori di Trump non possono certamente vantare un migliore curriculum.

Troppo spesso e volentieri ci si dimentica, infatti, che politica, religione ed economia sono sempre più frequentemente indissolubili l’una dall’altra nel “villaggio globale” che ci caratterizza.

La memoria del perdono: il martirio di don Bonifacio

«No so… no me ricordo…»

«No so… no me ricordo… iera bruti tempi.» In Istria, ottant’anni dopo, chi ancora sa qualcosa risponde così. Quella non è memoria consumata dal tempo, è paura.

Oggi, 11 settembre, sono esattamente ottant’anni da quando don Francesco Bonifacio è stato fatto sparire.

Era nato a Pirano nel 1912, secondo di sette figli. Il padre Giovanni faceva il fuochista sui vaporetti della linea Istria-Trieste e morì a quarantotto anni per la malattia ai polmoni presa sul lavoro. La madre Luigia portava l’acqua alle famiglie benestanti: riempiva la mastella alla fontana di piazza Tartini e se la caricava sulla testa. Quando sulla tavola non c’era abbastanza per tutti quei figli, mandava Francesco con il fratellino Nino dai frati francescani a chiedere quello che allora si chiamava il pane dei poveri. Povertà dignitosa, e una fede semplice tenuta in piedi da lei. Alla mamma che si preoccupava dei soldi per gli studi il figlio scriveva quasi rimproverandola: «Voi non dovete mai dubitare della Provvidenza». Le sorelle, ancora ragazzine, andarono a servizio nelle case, perché, diceva la madre, «Checco deve diventare prete».

A dodici anni entrò nel piccolo seminario di Capodistria, dove stavano insieme ragazzi italiani, croati e sloveni. Lo chiamavano «el santin», e a chiamarlo così erano perfino i professori. Da seminarista fece la professione nel Terz’Ordine francescano. Ordinato prete a San Giusto il 27 dicembre 1936, mandato a Cittanova, dove il suo confessionale cominciò a riempirsi al punto da dare fastidio, dopo due anni lo spedirono a Villa Gardossi, oggi Crassiza: due case, la chiesa, il campanile, il cimitero e una canonica senz’acqua e senza luce. Aveva ventisette anni.

 

Un prete in mezzo alla sua gente

Andava a piedi o in bicicletta per le borgate sparse, con qualsiasi tempo, a fare catechismo nelle frazioni lontane, a trovare i malati e le persone sole. Mise su un coro, i chierichetti, una piccola biblioteca circolante per ragazzi contadini più abituati alla zappa che ai libri. Introdusse l’adorazione quotidiana, con un quaderno in fondo alla chiesa dove ciascuno segnava il proprio turno. Quello che riceveva dalle famiglie più agiate lo passava ai più poveri, e spesso restava lui con poco da mettere in tavola. In sette anni fece di una dozzina di villaggi distanti una comunità vera. Quando lo trasferirono da Cittanova, i suoi ragazzi dissero di lui una cosa sola: «Parlava con il Vangelo nel cuore e sulle labbra».

I suoi quaderni li scriveva in italiano ma con l’alfabeto greco, perché nessuno leggesse. «Advena ego sum», sono un forestiero su questa terra. Si esaminava con domande che fanno male: ho provato dispiacere nel fare l’elemosina? Ho mangiato e bevuto fuori del bisogno? Portava il cilicio alle caviglie. Il suo confessore, il parroco di Verteneglio dal quale andava ogni settimana in bicicletta, di lui diceva: «Quello sì che è un santo».

 

L11 settembre 1946

L’11 settembre 1946 si inginocchiò in chiesa davanti al Santissimo. Il suo nome è l’ultimo scritto su quel quaderno dell’adorazione. Alle quattro del pomeriggio uscì di casa, salutò due ragazze che rammendavano i paramenti con il suo «sia lodato Gesù Cristo», poi si voltò a guardarle e disse: «Voglio proprio vedere cosa mi faranno i drusi». Sapeva. Un ragazzo di sedici anni, Andreino, aveva già pedalato di notte per avvisare i preti della zona che era stata presa la decisione di toglierli di mezzo.

Andò lo stesso a Grisignana, da un confratello di dieci anni più giovane, appena arrivato, spaventato. Ci andò per consolare lui. Pregarono insieme davanti al Santissimo e volle confessarsi. Gli disse che voleva restare con la sua gente qualunque cosa gli fosse successa, perché non aveva mai fatto del male a nessuno. Prima di uscire si tolse il cilicio dalle caviglie e lo lasciò in quella stanza. Lo ritrovarono decenni dopo, alla morte di quel prete, in una busta con scritto sopra «Reliquia».

Poi il ritorno a casa, al tramonto, un quarto d’ora di sentiero. Dal cimitero di San Vito escono due uomini e lo seguono a distanza. Al bivio tra Danielisi e Radanici lo trascinano nella vigna e poi nel bosco. Una donna e la figlia sedicenne, che rientravano con gli animali dal pascolo, vengono cacciate via a male parole. Un bambino guarda dalla finestra e la madre lo strappa via perché non veda il resto.

Poco prima, mentre mangiava un boccone in una casa che credeva amica, qualcuno gli aveva detto a mezza voce, in dialetto: «Magna, magna, Checo, per l’ultima volta».

«Ecco la mia fronte»

In macchina don Francesco prega sottovoce con il breviario in mano. L’ufficiale gli ordina di piantarla con quelle scemenze e lui risponde: «Che Dio ti perdoni». Arrivano gli schiaffi, gli rinfacciano il male fatto, e chiede perdono a Dio. Quelli ridono di un perdono chiesto a un Dio che non esiste invece che a loro. Per la terza volta chiede perdono a Dio per tutti. Lo buttano giù dall’auto, in ginocchio sulla terra, e continua a pregare.

«Se non smetti di dire stupidaggini, ti do questa pietra sulla fronte.»

Don Francesco si toglie le mani dal viso: «Ecco la mia fronte».

Uno degli assassini, per tutto il resto della sua vita, non riuscì a scrollarsi di dosso quella scena: «Questo prete non ha mai smesso di essere prete sino alla morte».

La sua colpa? Radunava i ragazzi attorno alla chiesa. I bambini servivano all’altare invece di iscriversi ai pionieri, le ragazze seguivano lui e non il partito. In una riunione di partito lo decisero citando la Scrittura mentre preparavano un omicidio: percutiam pastorem, et dispergentur oves, colpisci il pastore e le pecore si disperderanno. Don Rocco, l’ultimo che lo vide vivo, se l’è chiesto per tutta la vita e la risposta gli tornava sempre uguale: un prete seguito più del capo partigiano era intollerabile.

 

«Rimanga a difendere le sue pecorelle»

A fine luglio era andato a Trieste dal vescovo Santin a raccontargli le minacce, le corde delle campane tagliate, gli uomini del Comitato seduti in chiesa a prendere nota delle prediche. Chiedeva che cosa doveva fare. Santin gli rispose che al suo posto sarebbe rimasto a difendere le sue pecorelle: continuasse il ministero, tenesse catechismo e riunioni in chiesa, a porte aperte, sotto gli occhi di tutti, senza lasciarsi intimidire da nessuno. Se ne andò sereno, disse, perché ora era sostenuto dall’obbedienza.

Sette anni prima, arrivando in quella canonica, sua madre si era lasciata scappare: «Ma dove ti hanno mandato?». Lui le aveva risposto che obbedire al vescovo è il primo atto di fede verso Dio.

Dieci giorni prima del bosco, domenica 1° settembre, aveva predicato per l’ultima volta. Vale la pena rileggere oggi quell’omelia: «Oggi ci siamo fabbricati un Cristianesimo come ci si fa fare un vestito, ossia su misura: e la misura sono i nostri comodi e i nostri interessi». Un battesimo, una prima comunione, un funerale: fin lì passi. Ma amare Dio sopra ogni interesse e il prossimo come te stesso, ah, quella è un’altra questione, e comincia il distinguo, fin che mi torna conto.

Quel vestito su misura ce l’hai anche tu nell’armadio. Io per primo. Lo tiriamo fuori le domeniche buone e lo rimettiamo via appena la fede ci chiede qualcosa che costa davvero.

 

«Di cuore perdono a tutti»

Nella stessa omelia diceva che Gesù ama persino i propri crocifissori e per loro domanda perdono al Padre. Dieci giorni dopo lo ha fatto anche lui, con la faccia rotta. Nel testamento spirituale, scritto due anni prima, aveva già messo per iscritto la stessa cosa: «Di cuore perdono a tutti». E una richiesta sola, quasi una supplica: pregate Dio che faccia sentire la sua voce a qualche ragazzo, perché venga a coprire il posto lasciato da me.

Il corpo non è mai stato ritrovato. Al vescovo che cercava notizie risposero che era meglio seppellire ogni cosa nel segreto. Si cerca ancora, tra archivi e cimiteri, e si deve cercare, perché a un martire si deve una tomba. Ma il posto lasciato da lui non è un buco nella terra istriana: è il posto della fedeltà di ogni giorno, e tocca a noi.

Beatificato a San Giusto il 4 ottobre 2008, nella stessa cattedrale dove era stato ordinato prete. Suo fratello Giovanni salì all’altare e gli parlò come si parla a uno di casa, ricordandogli il pane dei poveri che da bambini andavano a chiedere ai frati di Pirano. Accanto al suo nome si mette sempre quello di don Miroslav Bulešić, prete croato, ucciso pochi mesi dopo dalla stessa furia. Il sangue dei martiri tiene unite le Chiese che i confini avevano separato.

C’è ancora chi, in quei paesi, e non solo, dice di non ricordare. Noi ricordiamo, per continuare a vivere la memoria dell’amore e del perdono, gli unici capaci di demolire l’odio ideologico che genera mostruosità.

Scardinare il bipolarismo per battere i populismi

Il bipolarismo non garantisce più una cultura di governo

Anche alla luce del risultato tedesco, è indubbio che la rigida ingessatura bipolare nel nostro Paese non favorisca il recupero di una politica autenticamente democratica, schiettamente riformista e palesemente liberale. Sono ormai troppe le spinte estremiste, populiste, massimaliste e radicali dei due schieramenti maggioritari, che difficilmente possono garantire una credibile e trasparente cultura di governo.

E questo per una ragione persino troppo semplice da spiegare. Le due coalizioni, ovvero la destra e la sinistra – centrodestra e centrosinistra fanno ormai parte di un passato che oggi non trova più cittadinanza nella vita politica italiana – hanno al loro interno forze politiche e partiti che esprimono in modo plastico una postura estremista e populista, con cui la rispettiva alleanza deve fare i conti.

 

Lillusione di poter contenere le ali estreme

È inutile pensare di poter ridimensionare queste forze. La logica del «testardamente unitaria» della segretaria del Pd Schlein, per fare un solo esempio concreto, è dettata dalla semplice motivazione che, per vincere la battaglia finale, occorre unire tutti i soggetti che vogliono distruggere – o annientare – definitivamente il nemico politico.

Un nemico con cui non si può e non si deve né dialogare né, tantomeno, confrontarsi, in virtù del fatto che ci troviamo di fronte non a una normale democrazia dell’alternanza ma, molto più semplicemente, a una sorta di riedizione di quella deriva degli «opposti estremismi» che, purtroppo, ha caratterizzato gli anni peggiori della storia democratica del nostro Paese.

 

Dagli «opposti estremismi» agli «opposti populismi»

Una stagione degli «opposti estremismi» che oggi, con un linguaggio più contemporaneo, possiamo tranquillamente definire come una fase dominata dagli «opposti populismi».

Ora, se non vogliamo consolidare questa pericolosa e nefasta deriva per la stessa conservazione della qualità della nostra democrazia, c’è una sola iniziativa politica concreta da mettere in campo, pur senza conoscerne, almeno all’inizio, quale possa essere l’epilogo finale.

 

Riunificare tutto ciò che è riconducibile al Centro

Ovvero, un’iniziativa che sia in grado di riunificare tutto ciò che è anche solo lontanamente riconducibile al Centro, alla politica di centro, a un progetto centrista e autenticamente riformista e democratico.

Anche perché proprio questa sensibilità politica, e queste culture politiche, sono destinate quasi scientificamente a essere sacrificate sull’altare degli «opposti estremismi».

Al di là della legittima e anche comprensibile propaganda, è di tutta evidenza che queste forze, soprattutto nella futura «gioiosa macchina da guerra» di occhettiana memoria, siano relegate a giocare un ruolo del tutto marginale e periferico. E, per dirla in termini calcistici, ad avere un semplice e banale «diritto di tribuna».

 

La galassia centrista deve diventare un progetto politico

Per queste ragioni, semplici ma essenziali, l’unica vera, credibile e coerente alternativa al trionfo dei populismi e degli estremismi oggi risiede nella capacità di saper riunificare e ricomporre l’intera galassia centrista e riformista nel nostro Paese.

Attorno a questa sfida, difficile e impervia ma non impossibile, capiremo se la prassi riformista, democratica e di governo avrà ancora un futuro – o meno – nel nostro Paese.

Suicidio assistito, il piano inclinato della politica verso la morte

Osservando le notizie della cronaca politica recente, ciò che colpisce è la trasversalità con cui avanzano le politiche per la morte.

Perché tali sono. Si passa dal segretario della Lega Nord, che snocciola il rosario in campagna elettorale, a Zaia che si fa portavoce del suicidio assistito, portandolo nel Servizio sanitario nazionale.

Il piano inclinato è sotto i nostri occhi. Basta osservare la deriva di alcuni Paesi del Nord Europa, quelli che si dice siano «molto più avanti di noi», per cogliere verso quale oblio della ragione possano tendere gli ordinamenti e, con essi, le società.

La cultura dello scarto, il concepire anziani, malati e disabili come un peso di cui liberarsi, è dietro l’angolo, se non già qui e ora.

La trasversalità di tutto questo, che nel nostro Paese parte da sinistra ma ora – occorre dirlo con forza – permea anche le cosiddette forze liberal” del centrodestra, a mio giudizio sorge da una deriva ipercapitalistica che raccoglie consenso ovunque.

L’efficientismo bieco diventa strumentale a un economicismo privo di etica.

La valorizzazione dell’essere umano quale mero produttore o consumatore, la sua misurazione in base al reddito e alla capacità di produrne altro, sempre di più, generano l’idea che chi non sia più nella condizione o nell’età per produrre capitale, ricchezza, PIL, o alimentare qualsivoglia indicatore, finisca per essere considerato soltanto uno scarto di cui disfarsi il prima possibile e al minor costo possibile.

Le società di rating, assurte a entità misuratrici del benessere, sembrano così diventare una sorta di pietra angolare della nuova umanità”.

E così il Servizio sanitario nazionale, che ha nei propri atti fondativi concetti quali efficacia ed efficienza, rischia di oggettivare queste categorie economiche in una deriva disumana conferitagli dalla politica della morte.

Una disumanità evidente, che va contrastata senza infingimenti.  Nella speranza di non sentirsi soli, ma avendo il coraggio di rischiare di esserlo.

Perché, se non si ha il coraggio almeno su questi principi fondamentali, siamo condannati a essere intesi meccanicisticamente come parte di un ingranaggio nel quale il nostro essere, il nostro spirito, si annullano a favore di dinamiche esclusivamente economicistiche.

Carburanti, lo sconto sul diesel prosegue fino al 17 settembre

Roma, 10 set. (askanews) – Arriva un altra proroga dello sconto di 17 centesimi sulle accise del gasolio, questa volta di una settimana, in attesa del pacchetto di misure più organico contro il caro-energia che slitta alla prossima settimana.

Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto sui carburanti che proroga di una settimana lo sconto, fino alla mezzanotte del 17 settembre, e le norme a favore dell’autotraspprto. La misura costa circa 12-13 milioni al giorno quindi l’onere si aggira intorno agli 86 milioni di euro.

Il taglio delle accise “è stato ancora prorogato oggi per tenere sotto controllo il costo di benzina e gasolio in attesa di nuovi provvedimenti che sono in arrivo la prossima settimana” ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video diffuso dopo la riunione del Cdm.

Prosegue quindi il lavoro sulle misure per fronteggiare il caro carburanti. Si ipotizza una sorta di carta benzina da riconoscere ai lavoratori dipendenti ma la Lega ne chiede l’estensione agli autonomi. Da sciogliere anche il nodo delle coperture con gli interventi sugli extraprofitti di banche e imprese energetiche che non trovano consenso nella maggioranza.

Il decreto contiene anche delle norme per ridurre i tempi e snellire le procedure poer il rilascio di concessioni e permessi per la ricerca di idrocarburi in Italia con la possibilità di nominare dei commissari ad acta in coordinamento con le regioni.

“Abbiamo avuto il coraggio di riaprire la strada del nucleare e vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e gas perché non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche in Italia. Ed è questo l’obiettivo della norma licenziata oggi”, ha sottolineato Giorgia Meloni.

Sensualità e incanto muliebre, è “Frank Horvat” a Terme di Caracalla

Roma, 10 set. (askanews) – Tra sensualità e incanto muliebre, “Frank Horvat” alle Terme di Caracalla celebra il lavoro del grande fotografo, noto per essere il “fotografo intellettuale”, pioniere nella sperimentazione delle nuove tecnologie digitali – si dice sia stato il primo a usare photoshop – scomparso a 92 anni nel 2020, che sarebbe stato senz’altro felice di vedere 72 suoi scatti esposti nel complesso termale, grazie alla mostra promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma su organizzazione di Electa, che resterà aperta dall’11 settembre al 10 gennaio 2027.

Tra i curatori la figlia dell’artista, Fiammetta Horvat, affiancata dall’ultima assistente del fotografo, Mathilde Oudin, (Studio Frank Horvat), che conserva e gestisce il suo archivio completo, rimasto intatto nella sua casa vicino a Parigi:

“È un po’ un sogno essere qui. Abbiamo scelto tre serie, che erano già curate da lui, era un progetto di ritratti, in cui siamo ora, che è molto legato alla storia dell’arte, un omaggio alla bellezza delle donne attraverso la storia dell’arte, della pittura”, ha spiegato ad askanews.

“Tutta la sua vita, sua madre era molto importante, era psicologa, tutta la sua vita ha fatto un dialogo con sua madre, anche attraverso le altre donne”, ha aggiunto Fiammetta Horvat.

Fiammetta Horvat compare anche in un ritratto da bambina che rimanda a una damigella di Velazquez:

“Era un progetto di passione, io ricordo ore di attesa, parliamo di un’epoca, nel 1983, in cui non c’era photoshop è un lavoro di luce di stoffe, un lavoro teatrale”, ha affermato la curatrice.

Nel corso della sua carriera lunga oltre 70 anni, Horvat, nato in Istria nel 1928 (nella città di Abbazia, oggi Croazia), è passato dalla moda, che lo ha reso celebre, al reportage sociale e di viaggio, dai ritratti al rapporto con l’arte. È di un bianco e nero “pittorico” la sezione “Goethe e la Sicilia”. Il curatore ed editor di Electa, Nunzio Giustozzi:

“Lui va nell”81 in Sicilia con il libro Viaggio in Italia sotto il braccio, e vede che alcuni luoghi sono rimasti intatti, pensa addirittura che la mafia abbia fatto questo miracolo”, ha spiegato.

E poi i servizi per Harper’s Bazaar: “C’è anche un Mastroianni, ci sarebbe stato anche un Fellini e un Barzini, perché nei primi anni ’60 lui è Roma, è chiamato da Irene Brin e Gaspare del Corso per costruire dei servizi di moda nella Roma che era diventata eterna per il cinema. Questi personaggi si prestano a dialogare in modo anche civettuolo, e anche davanti a un piatto di maccheroni, con le grandi modelle internazionali”, ha spiegato.

La mostra di Horvat si aggiunge a una serie di fotografi che le Terme di Caracalla hanno ospitato negli ultimi anni. La soprintedente di Roma, Daniela Porro:

“Prosegue la fortunata serie delle iniziative dedicate alla fotografia contemporanea, abbiamo avuto Letizia Battaglia e Narciso allo Specchio e ora Frank Horvat, è un artista straordinario, forse poco conosciuto al grande pubblico, questa è un’occasione per farlo conoscere ancora meglio”.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Carlo Molinari

L.elettorale, Schlein: Meloni perde la faccia per non perdere la legge

Roma, 10 set. (askanews) – Giorgia Meloni “per non perdere la legge ha perso la faccia”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine della festa dell’Unità a Reggio Emilia. “Ce la ricordiamo – ha aggiunto – quando qualche anno fa diceva ‘va bene qualsiasi legge elettorale purché abbia le preferenze’. Le opposizioni unite hanno presentato un emendamento sulle preferenze per tutti per tutti i parlamentari e la destra ha votato contro”.

Ha concluso la Schlein: “Questi sono i fatti, il resto è propaganda di Giorgia Meloni, che ha votato con la sua maggioranza un emendamento che invece reintroduce i capilista bloccati. Traduco: comunque la maggioranza dei parlamentari sarà eletto con liste bloccate”. Inoltre “è una legge incostituzionale che continueremo a contrastare. Insieme alle altre opposizioni faremo muro, perché è una legge che ha un premio abnorme ed è una legge che fa l’antipasto del premierato”.

Meloni: ok Cdm a norma per accelerare estrazione idrocarburi in Italia

Roma, 10 set. (askanews) – Di fronte alla crisi energetica “serve fare di più per costruire soluzioni strutturali e di lungo periodo. Abbiamo avuto il coraggio di riaprire la strada del nucleare e vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e gas perché non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche in Italia. Ed è questo l’obiettivo della norma licenziata oggi dal Cdm per permettere allo Stato di nominare dei commissari che aiutino le Regioni a tagliare i tempi e a rilasciare molto più velocemente permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi sul nostro territorio”. Così in un video la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Perché l’Italia – aggiunge – non può permettersi di aspettare decenni prima di sbloccare una concessione. Aumentare la produzione nazionale significa ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della nazione, oltre a generare maggiori royalties e benefici economici e occupazionali per i territori”.

“E ai professionisti del no che già annunciano barricate – conclude – voglio dire una cosa semplice: andremo avanti fino in fondo perché questo significa essere patrioti e difendere l’interesse nazionale”.

Bce alza i tassi mentre il caro petrolio torna a sferzare i mercati

Roma, 10 set. (askanews) – Proprio nel giorno in cui la Bce è tornata ad alzare i tassi di interesse di riferimento per tutta l’eurozona, il caro petrolio – che in serata vede il barile superare quota 106 dollari – ha messo a segno nuovi balzi rialzisti. Uno altro shock, che stavolta ha proiettato al rialzo tutti i tassi di mercato sull’obbligazionario pubblico nel mondo, nella prospettiva che sia l’istituzione europea, sia le Federal Reserve statunitese, sia altre banche centrali siano costrette a muovere ulteriormente verso l’alto il costo del danaro.

Questo ha finito per favorire letture più aggressive e restrittive anche delle comunicazioni direttorio Bce, che altrimenti avrebbero mantenuto una linea abbastanza cauta e prudente. La presidente Christine Lagarde ha accuratamente evitato di sbilanciarsi verso qualsivoglia indicazione sulle mosse future.

“I mercati fanno il loro lavoro e noi facciamo il nostro – ha detto, rispondendo ad una domanda sulle aspettative degli operatori di mercato sul futuro dei tassi Bce -. E vi posso assicurare che tutta la discussione di oggi è stata focalizzata sulla decisione che abbiamo preso. Non abbiamo per nulla discusso di alcun tipo di percorso futuro, perché siamo assolutamente seri” sulla procedura decisionale che prevede di non vincolarsi su alcuna decisione futura.

Peraltro se dul breve termine le aspettative di inflazione restano “a livelli elevati”, sul lungo periodo la maggior parte degli indicatori restano vicini all’obiettivo del 2% di inflazione della Bce, ha notato. D’altra parte, secondo il comunicato del Consiglio, ora ci si attende che l’inflazione resti “ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato”.

L’istituzione monetaria ha infatti rivisto al rialzo le previsioni di inflazione, ma anche quelle di crescita economica. Ora si attende più 3 percento dei prezzi al consumo per la media dell’eurozona quest’anno, più 2,3 percento nel 2027 e più 2,1 percento nel 2028. Per il Pil aggregato dei Paesi, più 0,9 percento sul 2026, più 1,4% nel 2027, mentre ha confermato l’attesa di un più 1,5% sul 2028.

Tuttavia, la peculiarità stavolta è che le stime vedono una gamma molto dilatata di possibili scenari, con implicazioni contrapposte nei due estremi per la politica monetaria. Nello scenario più negativo, quest’anno la crescita economica dell’eurozona si fermerebbe allo 0,8%, ma soprattutto il prossimo anno sarebbe ridotta allo 0,4%, laddove nel 2028 risalirebbe all’1,4%. All’opposto per lo scenario meno negativo si stima 0,9% di crescita quest’anno, 1,5% il prossimo e 1,6% nel 2028.

Per l’inflazione nello scenario più avverso quest’anno raggiungerebbe il 3,3%, nel 2027 salirebbe al 5,4% e nel 2028 si attesterebbe 3,2%. Nello scenario meno negativo, invece, segnerebbe 2,9% quest’anno, 1,9% il prossimo e 1,8% nel 2028.

E questo divario potrebbe spiegare l’attuale prudenza della Bce: in un caso, quello dello scenario avverso, dovrebbe muoversi in senso più restrittivo, mentre anche al 2,5% i tassi dell’area sono ritenuti in una zona di “neutralità”. Nell’altro dovrebbe evitarlo, perché rischierebbe di ritrovarsi nella situazione opposta, con l’inflazione sotto il livello obiettivo e la crescita verso lo zero.

Quindi, più che mai, le decisioni verranno prese “volta per volta”, in base all’evolversi dei dati e delle prospettive, che come ha detto Lagarde “possono cambiare totalmente da un giorno all’altro”. Il prossimo direttorio sarà il 28 ottobre.

L.elettorale, Conte: inserita vergognosa norma proteggi-casta

Roma, 10 set. (askanews) – “Incredibile ma vero. Fratelli d’Italia ha appena presentato al Senato una modifica alla legge elettorale per impedire a nuovi formazioni politiche di potersi presentare alle prossime elezioni politiche”. Lo scrive sui social il leader di M5s, Giuseppe Conte.

“Partono avvantaggiate solo le forze politiche che hanno già parlamentari di riferimento. Mentre chi oggi dà vita a una nuova formazione politica che non ha rappresentanti nell’attuale Parlamento non avrà nessuna possibilità di presentarsi alle prossime elezioni politiche. Questo perché il sub-emendamento di FdI eleva irragionevolmente il numero di firme da raccogliere per ogni collegio elettorale: 9.000, una soglia impossibile da raggiungere anche per molti partiti già consolidati”, sottolinea.

“Con questa norma palesemente incostituzionale Fratelli d’Italia costruisce uno scudo per proteggere la casta che è in Parlamento e soffocare qualsiasi tentativo della società civile di esprimere nuove formazioni politiche. Complimenti cari Fratelli d’Italia: nella ‘legge truffa’ inserite adesso anche una vergognosa norma proteggi-casta”, conclude.

Massino Popolizio apre a Roma la seconda edizione di "Mondi Sonori"

Roma, 10 set. (askanews) – Sarà Massimo Popolizio, sabato 12 settembre, a inaugurare “Mondi Sonori”, seconda edizione del festival tra musica, teatro e letteratura, di scena al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma.

Nell’ambito delle attività di valorizzazione promosse dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, diretto da Luca Mercuri, il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, diretto da Sonia Martone, presenta dal 12 settembre al 19 dicembre 2026 la seconda edizione di Mondi Sonori, la rassegna dedicata alla musica come esperienza trasversale, capace di intrecciare suono, parola, storia e immaginazione. Un progetto che attraversa mondi culturali e linguaggi diversi con concerti, incontri e spettacoli, con l’ideazione della direttrice del Museo, Sonia Martone.

La nuova edizione, con la supervisione artistica di Stefano Saletti, si articola nelle due sezioni Scenari Sonori e Atlanti Sonori – Musica e Parole dalla tradizione al contemporaneo, accomunate dal dialogo tra suono e parola, musica e letteratura, e da un percorso che attraversa la tradizione musicale e teatrale italiana ed europea fino alle espressioni contemporanee.

Scenari Sonori propone cinque spettacoli e concerti (tutti con inizio alle ore 20) dedicati al rapporto tra testo letterario, scrittura musicale ed esecuzione dal vivo, mettendo in relazione sulla scena la parola degli attori e degli interpreti con la musica. Ad aprire la rassegna, sabato 12 settembre, sarà Massimo Popolizio con Pilato, da Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Popolizio dà voce alle pagine dedicate al procuratore romano Ponzio Pilato e al suo incontro a Gerusalemme con Jeshua Hanozri. La narrazione si intreccia al tessuto sonoro creato da Stefano Saletti, all’oud, bouzouki ed electronics, e Barbara Eramo, voce, con composizioni originali e musiche che attingono alla tradizione mediterranea ed ebraico-sefardita.

Sabato 26 settembre sarà la volta di Ascanio Celestini con alcuni dei racconti del suo ultimo romanzo Poveri Cristi. Accompagnato per la prima volta da Danilo Blaiotta, pianista e compositore tra i più interessanti talenti italiani. La parola si intreccia alla musica nelle storie di persone e vite ai margini, da sempre al centro della ricerca narrativa di Celestini, mettendo in relazione scrittura, memoria e realtà.

Sabato 3 ottobre, Enrico Lo Verso sarà protagonista di Resta diva – Omaggio a Maria Callas, con le musiche di Mirko Lodedo. Lo spettacolo ripercorre la vita della Callas attraverso lo sguardo degli uomini che l’hanno amata e segnata, da Meneghini a Pasolini e Onassis, in un viaggio tra musica, amori, fragilità e successo.

Giovedì 29 ottobre arriva Pamela Villoresi con Mitiche donne. Dalle donne del mito alle nostre vite, recital diretto e interpretato dall’attrice. Attraverso le parole delle grandi eroine classiche, da Medea a Fedra, Antigone e Cassandra, lo spettacolo attraversa duemila anni di letteratura interrogando figure e miti sui dilemmi e i passaggi cruciali dell’esistenza femminile. Le musiche sono composte ed eseguite da Stefano Saletti, con Barbara Eramo alla voce.

A chiudere Scenari Sonori, sabato 21 novembre, sarà Flo con Brave ragazze, accompagnata alla chitarra da Cristiano Califano. Un lavoro di ricerca e rielaborazione di classici del patrimonio musicale del Sud Italia e di brani dell’area mediterranea e latina tradotti in italiano, scelti soprattutto per il punto di vista femminile delle autrici e delle interpreti che li hanno portati al successo.

Accanto agli spettacoli, Atlanti Sonori propone cinque incontri (tutti con inizio alle 17.30) dedicati alla conoscenza degli strumenti musicali, alla loro costruzione, alle tecniche esecutive e alla loro storia, mettendoli in relazione con i territori e le culture da cui provengono. Protagonisti saranno: sabato 31 Ottobre Mauro Palmas e Giacomo Verdeu con il liuto cantabile e la Sardegna; domenica 22 Novembre, Nando Citarella con i tamburi a cornice e i rituali vesuviani; sabato 5 dicembre Giuliana De Donno e Gabriella Aiello con l’arpa viggianese e la Basilicata; sabato 12 dicembre Mànu Théron e Damien Toumi/Duo Lavoa Lapo con il canto occitano; sabato 19 dicembre Ettore Castagna con la chitarra battente, la lira e la tradizione della Calabria.

Mondi Sonori ospiterà inoltre la XIII edizione del Festival Popolare Italiano, diretto da Stefano Saletti (realizzato all’interno della “Programmazione Puglia Sounds 2026” e con il contributo del Nuovo Imaie) con quattro appuntamenti dedicati alle diverse espressioni della musica popolare e contemporanea, tutti con inizio alle ore 17.30.

Sabato 10 ottobre apre Malutempu, il progetto ideato dal polistrumentista e compositore Antonio Olivo, che intreccia tradizione popolare calabrese, suggestioni mediterranee e sensibilità contemporanee. Sabato 17 ottobre sarà la volta di Bronagh Slevin, cantautrice e polistrumentista irlandese, tra voce, violoncello e pianoforte, la cui musica unisce le radici irlandesi alle sonorità mediterranee. Sabato 7 novembre protagonista sarà Maria Mazzotta, una delle voci più riconosciute della world music italiana, con una ricerca che parte dalle tradizioni musicali del Sud Italia e del Mediterraneo per incontrare linguaggi e sonorità contemporanee. Chiude, sabato 14 novembre, La Banda del Sud, orchestra di musica popolare nata nell’ambito di un progetto sostenuto dalla Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura nell’ambito del Dipartimento per le Attività culturali, che riunisce musicisti, cantori e danzatori provenienti da diverse regioni del Sud Italia. Il progetto, con la direzione artistica di Gigi Di Luca e la direzione musicale di Mario Crispi, proporrà Tracce Mediterranee, in cui tradizione orale e scrittura contemporanea, tra canti di lavoro, invocazioni rituali, danze arcaiche e nuove composizioni, si fondono in una musica fisica, pulsante e profondamente partecipata.

“Progetti come Mondi sonori – commenta Luca Mercuri, direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma – testimoniano una visione del museo sempre più aperta al dialogo con la contemporaneità e con i diversi pubblici. I musei afferenti all’Istituto, di cui fa parte anche il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, sono chiamati a essere non soltanto luoghi di conservazione e ricerca, ma spazi vivi di partecipazione culturale, capaci di attivare nuove forme di relazione tra patrimonio, creatività e comunità. In questo percorso, il dialogo con la musica dal vivo, il teatro, la letteratura, le tradizioni rappresenta uno strumento particolarmente efficace per ampliare le occasioni di conoscenza e favorire un accesso sempre più inclusivo e dinamico al patrimonio culturale”.

“Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali – dichiara Sonia Martone, direttrice del Museo – custodisce una delle più importanti collezioni italiane dedicate alla storia della musica e degli strumenti musicali. Progetti come Mondi Sonori consentono di valorizzare questo patrimonio attraverso le arti performative, capaci di mettere in relazione le collezioni, gli spazi del museo e il pubblico. La musica, il teatro, il racconto, diventano così strumenti per vivere il Museo in modo nuovo e per rafforzarne il ruolo come luogo di conoscenza, partecipazione e incontro”.

Il costo del biglietto d’ingresso di 6 euro permette, prima della partecipazione agli spettacoli, anche la visita alle sale espositive.

(Credits photo Stefano Cioffi)

Fumo a bordo durante rullaggio, scalo Malpensa chiuso

Milano, 10 set. (askanews) – L’aereoporto di Malpensa è stato chiuso per circa un’ora dalle 17.30 circa per uno “stato di incidente” dichiarato in seguito a una segnalazione di emergenza del comandante di un Volo easy jet diretto a Praga.

Il velivolo si trovava in fase rullaggio dal terminal verso la pista da dove avrebbe dovuto effettuare il decollo.

A quanto si apprende, il comandante avrebbe dichiarato “may day” per fumo a bordo e fatto estrarre – come da procedura di emergenza – gli scivoli per consentire l’uscita dei passeggeri dall’aereo. Durante l’operazione due persone sarebbero rimaste contuse.

L’incidente sarebbe stato causato da un power Bank all’interno del bagaglio a mano di un passeggero.

Le operazioni aeroportuali hanno ripreso regolarmente attorno alle 18.30 su una sola pista.

L. elettorale, Meloni: preferenze grazie a c.destra, sinistra non credibile

Roma, 10 set. (askanews) – “Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di Fratelli d’Italia. Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa. Quindi la differenza non è tra chi vuole più preferenze e chi ne vuole meno. È tra chi le ha rimesse nella legge e chi no”. Così su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

RAEE e batterie nel sacco nero, separarli costa 100 milioni

Milano, 10 set. (askanews) – Ogni italiano getta in media quasi 2 kg di piccoli rifiuti elettrici ed elettronici e 0,12 kg di batterie esauste nell’indifferenziato all’anno. Rifiuti che dovrebbero essere invece recuperati attraverso i canali di raccolta dedicati.

Così nasce lo studio realizzato da Erion Energy ed Erion WEEE insieme al Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, che ha analizzato la possibilità di recuperare questi rifiuti anche dopo il loro errato conferimento.

Il professor Marcello Colledani, del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, ci spiega perché è nato questo studio: “Lo studio è nato dalla necessità di capire come separare RAEE e batterie dai flussi di rifiuti indifferenziati, per dare poi la giusta destinazione a questi prodotti, che erroneamente vengono mischiati con altri tipi di rifiuti indifferenziati”.

Separare batterie e piccoli RAEE dall’indifferenziato è possibile. Servono però tra 1,5 e 2,9 milioni di euro per impianto e, applicando queste tecnologie ai principali 60 impianti italiani, potrebbe raggiungere complessivamente i 114 milioni: “Il problema di questi RAEE e delle batterie è soprattutto che, quando vanno nell’indifferenziato, possono causare problemi agli impianti che lo trattano. Problemi che possono essere di efficienza, ma anche legati alla sicurezza e al possibile rischio di incendi. Quello che è stato fatto è progettare una linea di identificazione e sorting, utilizzando anche tecnologie avanzate come la robotica e l’AI, per riconoscere i tipi di prodotti da separare dalla frazione di indifferenziato e riuscire a separarli, dando quindi il giusto trattamento a queste frazioni” ha aggiunto Colledani.

La tecnologia può quindi contribuire, ma non può sostituire la raccolta differenziata. Se tutti smaltissero bene, il tasso di raccolta dei piccoli RAEE potrebbe passare dal 17% al 37% e quello delle batterie portatili dal 25% al 52%.

Abbiamo allora chiesto a Laura Castelli, Direttore Generale di Erion Energy, cosa manchi per aiutare i cittadini a conferire correttamente le batterie esauste: “La richiesta dei cittadini è quella di avere una modalità di conferimento più vicina a casa, più comoda e più accessibile. Quindi, quello su cui dobbiamo lavorare sicuramente è creare un’occasione quotidiana per il cittadino di conferire. Stiamo provando a lavorare sulla capillarità dei punti di raccolta, in modo da avvicinare i luoghi del conferimento al passaggio quotidiano del cittadino”.

Sensibilizzazione, maggiore accessibilità dei punti di raccolta e comportamenti corretti restano gli strumenti principali ed Erion Energy vuole contribuire così.

“Abbiamo lavorato l’anno scorso per introdurre, all’interno della normativa di armonizzazione tra il regolamento uscito tre anni fa e la normativa italiana, un obbligo di comunicazione per tutti i consorzi che si occupano della raccolta delle batterie portatili, proprio per destinare un importo minimo annuale alla sensibilizzazione del cittadino e far crescere la consapevolezza sulle modalità di conferimento di questa tipologia di rifiuto” ha concluso Castelli.

L’obiettivo è dunque aumentare la raccolta alla fonte, considerando le nuove tecnologie negli impianti come una soluzione complementare per recuperare ciò che ancora oggi sfugge.

MotoGP, Marquez e Bezzecchi, "Misano gara speciale"

Roma, 10 set. (askanews) – Marc Marquez e le condizioni della sua spalla, dopo la foto pubblicata sui social che aveva mostrato i segni degli infortuni sono stati al centro della consueta conferenza stampa dei piloti alla vigilia del Gp di San Marino che si corre domenica a Misano. “La mia decisione è quella di continuare, nessuno mi obbliga. Sono abbastanza competitivo, mi diverto ancora e so che cercherò di continuare a godermi la mia passione se continuerò a essere competitivo”, ha spiegato il pilota spagnolo.

Marquez ha raccontato anche il motivo della pubblicazione della foto: “Avevo già detto ad Aragon che ero un po’ stanco delle solite domande. Ho imparato nella mia carriera che quando ci sono dei punti di domanda, delle speculazioni, la cosa più semplice è essere onesto. Così da mettere a tacere tutto”. E ancora: “Se voglio lottare per il titolo le mie energie devono essere focalizzate solo sulla pista. Ora mi sento più tranquillo”.

Sulla sua condizione fisica ha aggiunto: “Non devo modificare il setup per la mia condizione fisica, semplicemente devo adattarmi. So cosa bisogna fare per andare veloce”. E sul miglior Marquez possibile: “Sarebbe quello di 20 anni ma con questa esperienza, che non è possibile. Ora mi sforzo di più per cercare di ‘sopravvivere’ in MotoGP. I piloti giovani arrivano e sono molto rapidi, quindi devo lavorare di più per arrivare a ciò che voglio, cioè vincere. Prima era più istinto naturale”.

Jorge Martin guarda invece alle prossime gare con prudenza: “La lotta è ancora molto lunga, sembra che noi tre siamo un po’ più avanti. Non mi sento ancora al 100%, in alcune piste sto bene mentre in altre faccio più fatica. Devo iniziare bene questo weekend”. Il pilota Aprilia ha aggiunto: “Non sento di avere la velocità per lottare per la vittoria ogni weekend. Cercherò di continuare a lavorare per raggiungere la velocità di Marc e Marco”.

Per Marco Bezzecchi quella di casa resta una gara speciale. “Quando vieni qui in casa e stai facendo bene, i tifosi sono qui a spingerti e questo è positivo. Per me è una gara speciale, ma è una gara come le altre e cercherò di fare il massimo come sempre”. Poi l’ammissione: “Mentirei se dicessi che non mi piacerebbe vincere, ma so che sto ancora recuperando dal mio ultimo infortunio”. Sul confronto con lo scorso anno ha spiegato: “La moto è molto cambiata, il pacchetto tecnico è più competitivo. Io sono un po’ più indietro a livello fisico rispetto all’anno scorso, ma cercherò di fare del mio meglio”.

A Bezzecchi è stato chiesto anche un commento sul successo di Kimi Antonelli a Monza: “Siamo semplicemente amici, però sicuramente vedere il successo che Kimi sta avendo è una grande motivazione per me. Spero di essere un po’ un’ispirazione per lui. Vedere quello che ha fatto a Monza è stato un bel plus di adrenalina”.

Infine, la domanda più leggera: descrivere la propria moto con una sola parola. Martin ha risposto “Leone”, Marquez “Gatto”, accompagnando la risposta con una risata, mentre Bezzecchi ha scelto “Moglie”.

Formula1, Leclerc: "Sto bene. A Monza ho esagerato con Lewis"

Roma, 10 set. (askanews) – Charles Leclerc sta bene e può guardare avanti dopo l’incidente di Monza. Nel giovedì del Gran Premio di Madrid, il pilota della Ferrari ha rassicurato sulle proprie condizioni e ha fatto chiarezza anche sul contatto con il compagno di squadra Lewis Hamilton, avvenuto alla seconda curva del GP d’Italia.

“È tutto ok. Sono ancora un po’ scosso, ma non ho tanti dolori. Subito dopo l’impatto non mi sentivo molto bene, ma probabilmente era soprattutto lo shock. Ho fatto molti esami nei giorni dopo la gara, soprattutto al collo perché lo sentivo contratto, ma i riscontri hanno dato esito positivo, quindi sono pronto per correre”, ha detto Leclerc.

Il monegasco si è poi assunto la responsabilità per quanto accaduto con Hamilton: “Mi prendo la piena responsabilità di quanto successo con Lewis, so di aver esagerato in curva 2. Abbiamo avuto un meeting lunedì e abbiamo parlato a lungo di tutto, io gli ho detto come mi sentivo a riguardo e lui lo ha detto a me”.

Leclerc non esclude che possano esserci altri momenti di tensione tra i due: “Non sarà l’ultima volta che una cosa del genere succederà, ne sono certo, perché sono cose che capitano nelle corse soprattutto tra due compagni di squadra molto vicini. Ma allo stesso tempo sono situazioni da evitare, in particolare in una gara di casa come nel nostro caso”.

Le parole del monegasco trovano conferma in quelle di Hamilton, che ha parlato di un confronto franco avuto dopo Monza: “Ci siamo seduti faccia a faccia, io e Charles, e abbiamo parlato in modo sincero e onesto. Abbiamo risolto la questione e siamo pronti per andare avanti”.

Il sette volte campione del mondo ha sottolineato come la vicinanza tra i due possa portare nuovamente a situazioni di questo tipo: “Ovviamente ci saranno in futuro altri momenti di frustrazione e altre occasioni in cui io e Leclerc saremo vicini, perché abbiamo un ritmo simile e vogliamo entrambi vincere. Ma vogliamo soprattutto il meglio per la squadra, questo è fondamentale”.

Calcio, Ciro Immobile capo delegazione dell’Under 16

Roma, 10 set. (askanews) – Ciro Immobile è il nuovo capo delegazione dell’Italia Under-16: lo ha annunciato la Figc con un comunicato pubblicato sul proprio sito. La scelta su Immobile, voluta fortemente dal Presidente federale Giovanni Malagò, arriva a pochi giorni dal doppio impegno che la formazione azzurra dovrà affrontare a Coverciano contro la Spagna: le due partite sono in programma il 15 settembre alle 17 e il 17 settembre alle 11. L’ex attaccante, tra le altre, di Lazio e Torino ritrova l’azzurro dopo la vittoria agli Europei del 2020 e affiancherà il commissario tecnico, Giovanni Constantino, e i ragazzi dell’Under 16 durante le occasioni ufficiali in rappresentanza del Presidente federale. Riferendosi alla nomina di Immobile, la Figc scrive: “Come capo delegazione, rappresenta qualcosa che va oltre il ruolo istituzionale: mettere al fianco dei ragazzi un calciatore che ha vissuto da protagonista grandi competizioni, tra vittorie e momenti difficili, può diventare un patrimonio prezioso nel loro percorso di crescita, perché, a quell’età non si costruisce solamente il giocatore, ma soprattutto la persona: esperienza, professionalità, gestione della pressione, rispetto delle regole e passione verso la maglia azzurra sono insegnamenti che difficilmente si possono trovare sui libri e che una figura come Immobile può trasmettere, giorno dopo giorno, con l’esempio prima ancora che con le parole”.

Commentando il suo nuovo incarico come capo delegazione, Immobile ha dichiarato: “È arrivato il momento di restituire al calcio qualcosa di quello che mi ha dato in tanti anni di carriera. Farlo con i ragazzi rappresenta per me una grande opportunità: quella di rimettermi in gioco e, soprattutto, di trasmettere loro ciò che ho imparato dentro e fuori dal campo. Credo che l’esperienza abbia valore soprattutto quando può essere messa a disposizione di chi sta percorrendo i primi passi del proprio percorso in azzurro. Ringrazio il presidente Malagò per questa opportunità: tornare a Coverciano sarà per me un’emozione grandissima”.

Anche il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha voluto spendere un commento sul nuovo ruolo di Immobile: “Affidare a Ciro Immobile il ruolo di capo delegazione dell’Under 16 significa mettere al fianco dei nostri ragazzi un esempio autentico di cosa voglia dire indossare la maglia azzurra, non parliamo solo di un campione d’Europa, ma di un professionista che ha unito talento, serietà e rispetto delle regole. A quest’età si cresce come calciatori e come persone: sono certo che Ciro saprà trasmettere ai ragazzi, con il suo esempio quotidiano, i valori e la responsabilità che comporta rappresentare l’Italia”. (Foto Figc.it)

Elezioni, La Russa: se non indebolito centrodestra vince senza Vannacci

Roma, 10 set. (askanews) – “Certo che può vincere il centrodestra” senza Vannacci, “basta che gli elettori lo votino, è sempre quello, non sono gli alambicchi, le parole o i proclami… certo se qualcuno indebolisce il centrodestra il rischio che vinca la sinistra c’è. Ma se l’indebolimento sarà limitato il centrodestra vincerà”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa intervistato a Dritto e Rovescio su Retequattro, nella puntata in onda stasera.

I sondaggi? “Bah i sondaggi non dicono che con quello si vince e con l’altro si perdere, il centrodestra è il centrodestra, poi spetta agli elettori decidere se rafforzarlo. Basta non indebolirlo il centrodestra vince, me l’ha insegnato Tatarella: il 60% degli italiani sono di centrodestra, quando perdiamo è perchè ci dividiamo”, ha osservato.

A Pechino il Forum Tutela e Digitalizzazione Patrimonio Culturale

Roma, 10 set. (askanews) – Si è aperto a Pechino, presso l’Università Tsinghua, l’ottavo Forum Accademico Internazionale per la Tutela e la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale (CHCD2026), dal tema “Risonanza: patrimonio vivente, futuro digitale e intelligente”, con la partecipazione di numerosi esperti e studiosi provenienti da oltre 20 Paesi del mondo, insieme a rappresentanti di primo piano dei settori culturale, tecnologico e industriale, per esplorare insieme nuove strade per la tutela digitale e la trasmissione innovativa del patrimonio culturale.

Dall’Italia era presente Civita Mostre e Musei, con Federico Camerini, Responsabile dell’Area Innovazione Culturale, e Fulvio Rinaudo, Professore del Politecnico di Torino e Presidente del Comitato Scientifico di ICOMOS CIPA.

Nel contesto attuale, caratterizzato dal continuo rinnovamento delle tecnologie digitali e dall’evoluzione dei modelli di consumo culturale e delle forme di partecipazione sociale, la questione di come adattare un patrimonio culturale millenario alla vita contemporanea e costruire nuove filiere di trasmissione e sviluppo rappresenta un tema centrale per il settore, ed è anche il fulcro di questa edizione del forum.

In linea con le criticità del settore e le tendenze dell’epoca, il forum si concentra su tre grandi temi — le tecnologie intelligenti al servizio della valorizzazione del patrimonio, i nuovi modelli di consumo a sostegno della trasmissione culturale, le energie giovanili come motore di innovazione della tradizione — ed esplora, nuovi modelli e percorsi pratici per la tutela, la valorizzazione e la trasmissione innovativa del patrimonio culturale.

La co-presidente di questa edizione del forum, He Yan — presidente del Tsinghua Heritage Institute for Digitalization e del Comitato direttivo del CHCD — ha dichiarato: “Ci auguriamo che, costruendo una piattaforma di scambio di alto livello aperta, plurale e interdisciplinare, e riunendo le competenze di governo, imprese, mondo accademico e della ricerca, si possa superare le barriere settoriali, approfondire il collegamento delle risorse e continuare a esplorare nuovi paradigmi per la trasmissione contemporanea e lo sviluppo innovativo del patrimonio culturale, infondendo nuove energie alla tutela viva del patrimonio culturale, alla valorizzazione digitale e alla diffusione della civiltà nella nuova epoca.”

Federico Camerini, per Civita Mostre e Musei, ha sottolineato: “Siamo lieti di proseguire nelle attività che vedono la collaborazione di Civita con Tsinghua Heritage Institute for Digitalization, già avviate con la sottoscrizione di apposito memorandum lo scorso anno, che in occasione di questo importante forum internazionale dimostrano come la cultura sia sempre un ponte di dialogo, d’impresa e di sviluppo”.

Mostra di Venezia, dove il cinema incontra il beauty

Venezia, 10 set. – Il Lido torna a essere il punto d’incontro del cinema internazionale, con l’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Ma tra proiezioni, premiere e appuntamenti che accompagnano il festival, trovano spazio anche iniziative legate ai mondi che gravitano intorno a questo settore, dalla moda alla bellezza. In questo contesto si inserisce anche la partecipazione di Shark Beauty, divisione di Shark Ninja, con attività dedicate allo styling.

Jaime Bobillo, Senior Marketing Director South Europe di SharkNinja, ha dichiarato: “La capacità d’innovazione è ciò che mi rende più orgoglioso dell’azienda. Lanciamo 25 nuovi prodotti ogni anno in tantissime categorie diverse ed è incredibile come stiamo rivoluzionando completamente i prodotti di consumo nella vita dei nostri utenti. E il dato più impressionante è che stiamo crescendo da 13 trimestri consecutivi, con un’evoluzione a doppia cifra, qualcosa che pochissime aziende riescono a fare”.

Anita de Leòn-Padmore, Category Marketing Manager ITA & ESP di Shark Beauty, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “La missione della nostra campagna For All Her Kind è creare prodotti che funzionino su qualsiasi tipo di capello. Noi di Shark Beauty sappiamo che i consumatori hanno diverse lunghezze di capelli, diverse texture, diversi tipi e differenti stili di vita a cui adattarsi. Per questo ci assicuriamo che i nostri prodotti funzionino su ogni tipo di capello. La nostra missione è assicurarci di creare un prodotto che funzioni per tutti”.

“Partiamo da un ascolto del consumatore locale” – afferma Francesca Iodice, Marketing Director South Europe di Shark – “Abbiamo anche ampliato il team, sia in Italia che in Spagna. Abbiamo una strategia di prezzo che è premium ma accessibile e abbiamo una distribuzione multicanale, quindi vendiamo sia attraverso i nostri canali dedicati ma anche tramite rivenditori, tramite Amazon. A giugno del 2026 abbiamo lanciato anche il TikTok Shop”.

Un contesto in cui il cinema rimane il fulcro della manifestazione, mentre intorno si sviluppano occasioni di incontro e confronto tra settori diversi dell’industria dello spettacolo.

(Servizio Pubbliredazionale)

Sell-off sui bond sovrani con Bce e petrolio, tasso Bund al top 2011

Milano, 10 set. (askanews) – Schizzano i rendimenti dei titoli di Stato dell’eurozona, coi Bund tedeschi sui massimi da oltre 15 anni, dopo la Bce, con il mercato che rivede al rialzo le attese sui tassi, e in scia alla corsa dei prezzi del petrolio che alimenta ulteriormente i timori di inflazione. Il rendimento del Bund a 10 anni sale al 3,48%, in aumento di 8 punti base rispetto alla chiusura di ieri, valori che non vedeva dal 2011 e oltre. In aumento di 10 punti base anche il tasso del Btp decennale al 4,34%, sui massimi degli ultimi tre anni, e quello dell’Oat francese al 4,39%.

Il sell-off sui bond governativi riguarda anche gli Stati Uniti. Il rendimento del Treasury a 10 anni — un importante parametro di riferimento per i costi di finanziamento nella più grande economia mondiale — è salito al 4,9%, il livello più alto dalla fine del 2023, mentre il tasso del titolo a 30 anni si attesta al livello più alto dal 2007.

TG Poste, Poste Italiane per l’ambiente

Roma, 10 set. (askanews) – L’efficienza energetica degli edifici continua ad essere al centro della strategia di sostenibilità di Poste Italiane. Nei primi sei mesi del 2026 il Gruppo ha incrementato gli investimenti per abbattere l’impatto ambientale del patrimonio immobiliare e per aumentare la produzione di energia rinnovabile. Prosegue lo sviluppo del fotovoltaico che, anche grazie al Progetto Polis, nei primi sei mesi di quest’anno ha già registrato circa 210 installazioni di nuovi impianti, portando il totale a circa 1.080, con una potenza installata di circa 31.700 kilowatt picco: l’obiettivo è quello di raggiungere, entro la fine del 2026, la quota di 1.300 impianti con una produzione attesa di oltre 40 gigawattora all’anno. Inoltre, nel primo semestre è aumentato di circa 2.400 unità il numero di edifici coinvolti nel progetto Smart Building, altro tassello importante nella strategia green di Poste Italiane, che nel 2025 ha consentito un risparmio di 10,5 gigawattora di energia elettrica. L’obiettivo è quello di raggiungere, entro il 2027, un risparmio di circa 17 GWh. Al momento sono circa 6.700 gli edifici in cui sono stati installati sensori evoluti che raccolgono dati gestiti da una piattaforma unica di supervisione, gestione e controllo integrato, capace di regolare in modo automatico ed ottimale gli impianti di illuminazione, riscaldamento e ventilazione, garantendo così una riduzione di consumi di energia elettrica stimata intorno al 15%, oltre a una migliore gestione del confort ambientale. Una strategia chiara, quella di Poste Italiane, che poggia su investimenti mirati con l’obiettivo di ridurre i costi operativi e offrire un contributo prezioso alla tutela dell’ambiente. Il servizio del TG Poste.

Presentati palinsesti 2026-2027 di Tv2000, Radio InBlu2000 e Play2000

Roma, 10 set. (askanews) – Restyling della fascia mattutina, nuovi format dedicati alla cucina e all’economia domestica, Paola Saluzzi la domenica pomeriggio, una docuserie di Alessandro Sortino su San Francesco, ampliamento dell’informazione con un’altra edizione flash del TG2000 alle 10. E oltre 200 film e documentari, tra cui, in prima tv, I Santi: un viaggio con Martin Scorsese in onda dal 5 ottobre ogni lunedì in prima serata.

I palinsesti di Tv2000 e Radio InBlu2000 per la stagione 2026-2027, presentati questa mattina a Roma, nello Studio 1 della sede di via Aurelia, dall’amministratore delegato Massimo Porfiri e dal direttore di rete e dell’informazione Vincenzo Morgante.

Presente mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, editore delle emittenti. Quest’anno ci sono importanti novità nella programmazione e una significativa evoluzione della struttura del palinsesto, con l’obiettivo di rafforzare l’identità della rete, intercettare nuovi pubblici e consolidare il rapporto di fiducia con gli spettatori. Già ora, oltre il 50% della programmazione giornaliera di Tv2000 è in diretta. Negli ultimi dodici mesi sono state oltre 1.600 le ore live che hanno coperto anche i più rilevanti appuntamenti della Chiesa e i primi viaggi apostolici di Leone XIV.

Tra i cambiamenti più significativi, il rinnovo del palinsesto del mattino. Alle 7 il Rosario, poi alle 7.30 la preghiera delle Lodi mattutine.

Di buon mattino, il contenitore condotto da Grazia Serra e Giacomo Avanzi, inizia alle 8 con due sezioni: la prima fino alle 8.24; la seconda, dopo la Messa, dalle 9.05 alle 10. Il Mio Medico, il programma di divulgazione e servizio su sanità e medicina condotto da Monica Di Loreto, inizia invece alle 10.05 e quest’anno ha una novità: la sezione Ospedale aperto, un racconto della sanità pubblica italiana direttamente dai luoghi della cura.

Alle 11 debutta Avanzi il Prossimo – Tutti a Tavola, il nuovo cooking show prodotto dall’Antoniano di Bologna e condotto da Veronica Maya, che porta sul piccolo schermo una nuova idea di cucina, sostenibile e inclusiva.

Alle 12.20 arriva Le cose di casa, un nuovo programma dedicato all’economia domestica, condotto da Melania Giacò ed Enrico Selleri, che accompagna il pubblico alla scoperta di strumenti e buone pratiche per una gestione più consapevole delle risorse familiari, promuovendo uno stile di vita attento alla sostenibilità economica e ambientale.

L’offerta del fine settimana si rafforza. Tra gli appuntamenti del sabato sera, la docuserie Francesco per davvero – Indagine sul Santo di Assisi, firmata da Alessandro Sortino, che debutta il 26 settembre. Sempre il sabato, da fine ottobre, alle 15.15, in successione, la seconda stagione di Algoretica – Noi e l’intelligenza artificiale, condotto da Monica Mondo; Eccomi, la nuova docuserie che racconta la vocazione femminile alla vita religiosa; Ascoltami, un dialogo tra generazioni alla luce delle Sacre Scritture con l’economista Luigino Bruni ed Eugenia Scotti.

Da novembre Paola Saluzzi approda alla domenica pomeriggio, alle 15.15, con il programma Un’altra domenica.

In autunno doppio appuntamento nella millenaria Pieve di Romena, all’insegna della musica, della spiritualità e della poesia. Si parte con I miei frammenti di luce – Sinfonia di voci per ricominciare, evento ideato e guidato da Simone Cristicchi con canzoni, testimonianze e riflessioni condivise insieme a don Luigi Verdi. Si prosegue con il concerto La certezza di essere vivi di Amara, che si esibisce tra testi mistici ed echi spirituali.

Alle cinque edizioni quotidiane del TG2000 e alle due domenicali, agli appuntamenti del Giornale Radio, si aggiunge da quest’anno, dal lunedì al sabato, anche un’altra edizione del Tg flash alle ore 10. Si rafforza così una testata che ha già un importante volume di produzione giornalistica, con oltre 11 mila servizi realizzati nell’arco di un’intera stagione e oltre 300 ore di diretta, arricchite dagli speciali dedicati ai grandi eventi ecclesiali e di attualità. Ci sono ancora le rubriche culturali Terza Pagina e Il Tornasole, a cura di Saverio Simonelli. E il sabato alle 17.30 c’è di nuovo il magazine Storie d’Italia, che esplora le grandi trasformazioni dei territori attraverso il racconto diretto dei suoi protagonisti.

L’emittente conferma il suo ruolo di punto di riferimento per l’informazione religiosa e sociale con i programmi religiosi e le dirette dei grandi eventi con Papa Leone XIV, in collaborazione con Vatican Media.

Tra le proposte per il prime time: a partire dal 5 ottobre, ogni lunedì, in prima tv, I Santi: un viaggio con Martin Scorsese, docuserie prestigiosa che vede uno dei più grandi autori della storia del cinema accompagnare il pubblico in un viaggio straordinario attraverso le vite di uomini e donne che hanno segnato profondamente la storia del Cristianesimo. Dal 18 ottobre, tutte le domeniche, la serie Disney in prima tv We were the lucky ones, con protagonista una famiglia ebrea determinata a sopravvivere e a riunirsi dopo essere stata separata durante la Seconda Guerra Mondiale. La stagione autunnale inizia con due cicli di film: dal 14 ottobre Racconti Italiani e dal 29 ottobre Affari di famiglia. Tra le nuove docuserie, Pharos – Luci del Mediterraneo, dedicata ai fari italiani e realizzata in collaborazione con la Marina Militare. E Intelligenza artigianale, che racconta la sapienza, l’esperienza, la cultura degli artigiani italiani.

Siamo noi, giunto alla tredicesima stagione, condotto da Gabriella Facondo alle 15.15, rinnova e rilancia la sua missione originaria: offrire ai telespettatori, giorno dopo giorno, il “controracconto” di quella Italia polarizzata e conflittuale che media e social diffondono.

Chiesa viva, condotto da Gennaro Ferrara, torna a raccontare quotidianamente il papato di Leone XIV e della comunità ecclesiale dal lunedì al venerdì alle ore 17.30.

Confermati i programmi settimanali: Indagine ai confini del sacro, condotto da David Murgia, lunedì in seconda serata; Retroscena, il magazine sul teatro condotto da Michele Sciancalepore, martedì in seconda serata; Guerra e pace, l’approfondimento di attualità estera condotto da Antonio Soviero, il giovedì in seconda serata; Effetto notte, il rotocalco cinematografico condotto da Fabio Falzone, venerdì in seconda serata; Caro Gesù, pensato e realizzato per i bambini, il sabato alle 10.15, con don Dino Mazzoli, suor Emma Di Ganci, il catechista Paolo Minnielli, le favole di Gianni Rodari raccontate da Mario Incudine e le canzoni dei bambini del Coro dell’Antoniano; Borghi d’Italia, condotto da Mario Placidini, sabato e domenica alle 12.15; Sulla strada, il Vangelo della domenica con suor Roberta Vinerba, sabato alle 14.20 e domenica alle 8; Buongiorno Prof, con gli studenti dell’Istituto Sant’Apollinare e i professori Pierluigi Pavone e Daniela Di Pasquale, la domenica alle 9.20; Terramater, dedicato all’ambiente, alla natura e alla tutela del pianeta, condotto da Carolina Di Domenico, la domenica alle 16.15; Soul, con le grandi interviste di Monica Mondo, la domenica alle 21.05.

Si rafforza anche Radio InBlu2000 che, con il DAB, è riuscita in questi anni ad affermarsi tra le emittenti radiofoniche nazionali grazie a un palinsesto caratterizzato da musica e intrattenimento, approfondimenti, informazione e dirette ecclesiali. Quest’anno tra i nuovi titoli c’è il programma settimanale Pirandello. Un anno di novelle di Alfonso Veneroso, in onda a partire dal 26 settembre. Un percorso attraverso alcuni dei più significativi racconti di Luigi Pirandello, selezionati dalle diverse raccolte delle Novelle per un anno. Ogni puntata propone la lettura integrale di uno o più racconti, preceduta da un’introduzione critica che ne definisca il contesto, i temi e la straordinaria modernità.

Confermati i programmi: Buongiorno InBlu2000, Magazine InBlu2000, Chiesa e Comunità, Le Parole della sostenibilità, InBlu2000 Replay, Le Classifiche, Le parole di InBlu2000, InBlu Social Club, Buona la prima, Cose di musica, Soul, Vocazioni, InBlu live, Effetto Notte, Retroscena, Disco InBlu2000, Buongiorno InBlu2000 weekend, La Biblioteca di Gerusalemme, Magazine InBlu2000 weekend, Le Classifiche del weekend, Le parole del weekend, La biblioteca dei ragazzi, Playlist InBlu, Caro Gesù, Sulla Strada, Buongiorno Prof, Percorsi di musica sacra.

In grande espansione con web, social (Instagram, Facebook, X e Threads) e soprattutto Play2000, la piattaforma streaming di Tv2000 e InBlu2000, che a due anni e mezzo dal lancio consolida la propria vocazione digital first, con produzioni originali e contenuti appositamente ideati. Un’attenzione particolare è rivolta alle fasce più giovani. Sono già in preparazione rubriche, podcast e brevi documentari per accompagnare il cammino verso la GMG di Seul 2027.

Play2000 si rafforza come casa digitale della Media Company. Il catalogo conta oggi oltre 27.000 contenuti on demand, tra programmi di Tv2000 e InBlu2000, una selezione del cinema di Tv2000, documentari, docuserie, fiction e podcast. A questi si aggiungono le dirette e due canali streaming dedicati ai grandi eventi.

L’amministratore delegato di Tv2000 e Radio InBlu2000, Massimo Porfiri, sottolinea: ‘La televisione e la radio continuano a essere il cuore pulsante della nostra emittente, confermando la solidità di un modello editoriale basato sulla qualità, sull’affidabilità e su un profondo legame di fiducia con i nostri spettatori e ascoltatori. Accanto alla forza di Tv2000 e alla costante crescita sul territorio nazionale di Radio InBlu2000 tramite il digitale DAB, assistiamo oggi con grande soddisfazione anche alla crescita esponenziale di Play2000. L’evoluzione della nostra piattaforma streaming dimostra la bontà di una strategia che ha saputo integrare la tradizione del broadcasting con le nuove modalità di fruizione, trasformando la nostra realtà in una vera e propria media company digitale e multicanale. Questo percorso di sviluppo tecnologico e di continuo ampliamento della nostra offerta è reso possibile anzitutto grazie a tutto il personale: un sentito ringraziamento va a ciascuno di loro per il lavoro, la professionalità, l’impegno e la passione con cui, ogni giorno e nei diversi ruoli, contribuiscono a dare vita e identità al nostro gruppo editoriale. Un merito che si affianca al solido supporto della nostra concessionaria pubblicitaria PRS: un ringraziamento doveroso va al loro lavoro, che ci permette di consolidare la sostenibilità economica dell’intero gruppo e di programmare con maggiore serenità e visione strategica gli investimenti futuri”.

Il direttore di Tv2000 e Radio InBlu2000, Vincenzo Morgante, prosegue: ‘Il rinnovamento della fascia mattutina rappresenta uno degli investimenti editoriali più significativi di questa stagione. Abbiamo voluto ridisegnare l’inizio della giornata costruendo un racconto quotidiano fluido e completo, capace di integrare armonicamente la dimensione spirituale, la salute, l’intrattenimento di qualità e il servizio ai cittadini, mantenendo sempre rigorosa e coerente l’identità di Tv2000. Un’identità che trova nel giornalismo il suo perno fondamentale. In un momento storico in cui la tempestività e la trasparenza sono essenziali, abbiamo scelto di potenziare ulteriormente il nostro impegno informativo: alla struttura consolidata del TG2000 affianchiamo quest’anno, dal lunedì al sabato, la nuova edizione flash delle ore 10. Un nuovo appuntamento che ci consentirà di essere ancora più pronti nel raccontare i fatti del giorno, offrendo una finestra costante ed essenziale sull’attualità, sull’attività del Papa e della Chiesa in Italia e nel mondo”.

Intesa Sp: sì unanime a aumento per Opas Mps, Messina rassicura Siena

Milano, 10 set. (askanews) – Intesa Sanpaolo incassa, come da attese, il sostegno pressochè unanime dei soci all’aumento di capitale a servizio dell’Opas su Mps, passaggio fondamentale per portare a termine l’operazione da 30,6 miliardi di euro annunciata a giugno. Forte del risultato, il Ceo Carlo Messina intende portare avanti “con determinazione” il progetto e rassicura Siena: la centralità della città sarà ulteriormente rafforzata, il marchio Mps e la sede centrale a Rocca Salimbeni saranno mantenuti.

All’assemblea straordinaria, che si è tenuta “al chiuso” tramite il solo rappresentante designato, ha partecipato il 63,9% del capitale della banca, coi sì che sono stati pari al 97% circa. “Ringrazio i nostri azionisti per il forte sostegno espresso a favore della nostra proposta”, ha commentato Messina. “L’approvazione dell’aumento rappresenta un passaggio fondamentale per realizzare l’operazione annunciata lo scorso giugno nei confronti del Monte dei Paschi di Siena e costruire un gruppo ancora più forte, a beneficio di azionisti, clienti, famiglie, territori e dell’Italia nel suo insieme”, ha aggiunto.

Siena avrà un ruolo importante, ha assicurato Messina dopo i timori espressi quest’estate dalla città e dagli enti locali toscani. In caso di successo dell’Opas, “il progetto prevede il successivo coinvolgimento di Unipol per la creazione del secondo gruppo bancario nel nostro Paese, con una forte base azionaria italiana, il mantenimento del marchio Mps e della sede centrale a Rocca Salimbeni, rafforzando ulteriormente il ruolo di Siena”. D’altronde, ha sottolineato, Monte dei Paschi “rappresenta una storia unica nel panorama bancario mondiale, oltre cinque secoli di storia hanno creato un legame straordinario con Siena, la Toscana, le persone, le imprese e le comunità di questi territori. È un patrimonio di identità, professionalità, relazioni e fiducia che consideriamo un grande valore e vogliamo preservare e valorizzare”. E Intesa Sanpaolo “ha dimostrato di saper gestire integrazioni complesse, come nel caso di Ubi, valorizzando le competenze e rafforzando la presenza nei territori”. Anche Mediobanca, ha sottolineato Messina, rappresenta “un elemento di grande valore” nell’operazione. “Intendiamo valorizzarne il marchio, le professionalità e le capacità distintive all’interno di un gruppo con maggiore scala e ruolo europeo”.

Il numero uno di Intesa Sanpaolo ha rassicurato anche su Generali, crocevia di intrecci finanziari e sempre al centro di speculazioni. L’acquisizione di una quota azionaria del Leone è “in un’ottica puramente finanziaria”, ha spiegato Messina, e “la presenza di Intesa Sanpaolo nel capitale di un grande gruppo, protagonista nella gestione del risparmio nel nostro Paese, rappresenterà un significativo valore, sotto il profilo della stabilità dell’azionariato e dell’indipendenza di Generali”.

“Affrontiamo le prossime fasi dell’operazione con la forza dei nostri risultati, la chiarezza del progetto e la determinazione a costruire un gruppo ancora più forte, capace di creare valore per l’Italia e di avere un ruolo sempre più importante in Europa”, ha concluso Messina. Una volta ottenute le autorizzazioni delle Autorità e l’approvazione del documento d’offerta (depositato lo scorso 27 giugno) da parte di Consob, si aprirà ufficialmente il periodo di adesione dell’Opas che dovrebbe chiudersi entro la fine dell’anno. Intanto, sul campo avversario, ieri Mps ha depositato in Consob i documenti relativi alle due Ops difensive annunciate, su Banco Bpm e su Banca Generali, con l’assemblea del Monte chiamata a votare sulle operazioni convocata per il 29 ottobre.

L.elettorale, Vannacci: Lupi, Lega e Fi hanno paura di vere preferenze

Roma, 10 set. (askanews) – “Lupi, la Lega e FI hanno paura delle preferenze vere. Le preferenze vere, infatti, farebbero saltare molte poltrone a cui loro tengono più che alla sovranità del popolo. Tirate fuori gli attributi e votate per gli italiani e non per chi vuole rimanere nelle stanze del potere senza il suffragio dei cittadini. Le preferenze meticce con i capolista bloccati sono una presa per i fondelli degli italiani. Piuttosto che ridare la sovranità al popolo farebbero saltare la legge elettorale e il governo”. Così l’europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci.

Lagarde: le aspettative di inflazione a lungo termine restano vicine al 2%

Roma, 10 set. (askanews) – Sul breve termine le aspettative di inflazione restano “a livelli elevati” nell’area euro, ma sul lungo periodo la maggior parte degli indicatori restano vicini all’obiettivo del 2% di inflazione della Bce. Lo ha riferito la presidente Christine Lagarde, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

Al Consiglio direttivo della Bce di oggi “non abbiamo per nulla discusso di alcun tipo di percorso futuro” dei tassi,  ha riferito la presidente Christine Lagarde.

“I mercati fanno il loro lavoro e noi facciamo il nostro – ha detto, rispondendo ad una domanda sulle aspettative degli operatori di mercato sul futuro dei tassi Bce -. E vi posso assicurare che tutta la discussione di oggi è stata focalizzata sulla decisione che abbiamo preso. Non abbiamo per nulla discusso di alcun tipo di percorso futuro, perché siamo assolutamente seri” sulla procedura decisionale (che prevede di non vincolarsi su alcuna decisione futura).

La decisione di oggi di alzare nuovamente i tassi di riferimento per l’area euro è stata presa all’unanimità dal Consiglio direttivo della Bce ed è stata una decisione “non complicata” (no brainer).

Harry Styles aggiunge 25 nuove date live in 12 città nel 2027

Milano, 10 set. (askanews) – La superstar internazionale Harry Styles amplierà il suo acclamato tour globale “Together, Together” con 25 nuove date in 12 città nel 2027. Prodotti da Live Nation, i nuovi show appena annunciati porteranno Together, Together in altre città del Nord America, dell’Europa e del Regno Unito proseguendo sulla scia del grande successo del tour 2026. In Italia Harry Styles sarà protagonista di due appuntamenti unici sabato 7 e domenica 8 agosto al Circo Massimo di Roma.

Ogni città del tour 2027 avrà uno special guest diverso: Tinashe, CA7RIEL & Paco Amoroso, Kylie Minogue, Lainey Wilson, Q Marsden, The Womack Sisters, Getdown Services, Caroline Polachek, Feist, LCD Soundsystem, Baby Rose e Tears For Fears si uniranno a Styles in date selezionate. Special guest dei due show italiani: LCD Soundsystem.

Le date 2027 prenderanno il via venerdì 2 aprile con due show consecutivi allo State Farm Stadium di Phoenix, Arizona, segnando il suo debutto negli stadi di Stati Uniti e Canada, per poi proseguire a Dallas, Los Angeles, Toronto, Atlanta e Chicago. Styles si sposterà quindi in Europa per esibirsi a Berlino, Parigi, Madrid, Roma e Dublino, prima di tornare a Londra per tre concerti al Wembley Stadium che chiuderanno il tour.Tutte le informazioni sui prezzi dei biglietti e sulle modalità di vendita sono disponibili qui.

Together, Together ha preso il via nel maggio 2026 con 67 show in sette città: Amsterdam, Londra, San Paolo, Città del Messico, New York, Melbourne e Sydney. Dopo gli appuntamenti già conclusi ad Amsterdam, Londra, San Paolo e Città del Messico, Styles è attualmente nel pieno di una serie da record di 30 concerti al Madison Square Garden di New York, le sue uniche esibizioni negli Stati Uniti del 2026. Il tour proseguirà a Melbourne e Sydney a dicembre.

Styles ha inoltre recentemente ottenuto un titolo Guinness world records™ per la più lunga residency di un musicista al Wembley Stadium nell’arco di un’unica serie di concerti, dopo 12 show nell’iconica venue londinese. Tornerà a Wembley per le tre esibizioni finali di Together, Together nell’agosto 2027.

Venezia83, i registi di "Naza": un film per non negare strage a Gaza

Roma, 10 set. (askanews) – Presentato in Concorso alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, “Naza”, il docufilm degli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor sulle testimonianze di ufficiali e militari dell’intelligence israeliana, con volti e nomi alterati digitalmente per tutelarne l’anonimato, che hanno lavorato alla sorveglianza remota utilizzata nell’uccisione sistematica di civili palestinesi nella Striscia di Gaza.

Il titolo del film, firmato da due dei quattro autori di “No Other Land” e prodotto da The Guardian e James Wilson, e che ha tra i produttori esecutivi anche Jonathan Glazer (il regista Premio Oscar de “La zona d’interesse”), riprende un acronimo militare usato eufemisticamente dall’intelligence israeliana per indicare il numero di civili che si prevede possano essere uccisi durante un raid aereo e si basa sulle inchieste pubblicate tra il 2023 e il 2025 anche dal Guardian.

“Molte delle cose sono state già scritte nelle rivelazioni pubblicate, sono risapute, pubblicate da giornalisti presenti a Gaza”, ha spiegato Rachel Szor in conferenza stampa. “Ma crediamo che sia importante metterle in un film, perché è diverso sentire le persone che hanno progettato quei sistemi e far vedere la città di Tel Aviv dove vivono gli ufficiali israeliani”. Yuval Abraham ha aggiunto: “Ascoltare le testimonianze di chi ha progettato e messo in atto questi sistemi rende più difficile negarli: l’uccisione di civili a Gaza continua, anche questa settimana, mentre c’è la Mostra del Cinema, è stata uccisa una bambina di sette anni. Quello che mostra il film va avanti quindi abbiamo sentito la necessità di renderlo sempre più difficile da negare”. “Nel nostro piccolo vogliamo mettere pressione su Israele per fermare quello che sta succedendo” ha affermato Rachel Szor.

Abraham ha ripercorso il lungo lavoro d’inchiesta: “Il film ha richiesto tre anni, la maggior parte dei media israeliani ha ignorato quello che accadeva ai civili a Gaza, o lo ha giustificato. Si è creato quindi uno spazio per il giornalismo d’inchiesta e noi abbiamo contattato i generali per chiedere come funzionava il sistema: a volte da una domanda semplice arrivano tante risposte”. E il giornalista, Paul Lewis, responsabile delle indagini del Guardian e produttore esecutivo del film, ha sottolineato la difficoltà di accesso a Gaza per i corrispondenti esteri e la necessità di tempo per costruire fiducia con le fonti, osservando che si tratta di “un film che avrebbe potuto fare solo un regista israeliano”.

Alla domanda se gli intervistati, pur riconoscendo il genocidio, abbiano mostrato rimorso, Abraham ha risposto: “Il film non si sofferma su questo o sul perché abbiano deciso di parlare perché il centro del film è l’uccisione stessa: sono le vittime. Ci siamo voluti concentrare sulla strage sistematica dei civili a Gaza e il mondo che l’ha resa possibile”. E sul perché, a suo parere, alcuni soldati abbiano fatto riferimento a Olocausto e Shoah, ha detto: “Dovremmo riconoscere schemi simili di deumanizzazione ogni volta che si è di fronte a un sistema di uccisione che, come mostra il film, ha come target le case delle famiglie: dal mio punto di vista la memoria deve servire per ricordarci sempre l’importanza dei diritti umani per tutti”.

Infine, sul film girato di notte sui tetti di Tel Aviv, i registi hanno spigato che “le riprese notturne riflettono il buio in cui viviamo, per vedere la luce serve un’ammissione di responsabilità e un prezzo da pagare per quanto commesso”.

I Wonder Pictures ha acquisito i diritti per l’Italia, in conferenza stampa è stato annunciato che il documentario uscirà nelle sale 28,29 e 30 settembre.

Malagò: "Roma vive ancora dell’eredità delle Olimpiadi del 1960″

Roma, 10 set. (askanews) – “Qui a Roma ancora viviamo, sotto il profilo dell’impiantistica, al 100% dell’eredità del 1960”. Lo ha detto il presidente della Figc ed ex numero uno di Milano-Cortina, Giovanni Malagò, intervenendo agli “Stati generali degli Eventi” a Roma.

Malagò ha raccontato un aneddoto legato alle Olimpiadi del 1960: “Si diceva che Ciampino non sarebbe bastato come aeroporto e così, nel bid dell’epoca, si costruì l’idea di un nuovo aeroporto, pronto per Roma ’60. Dopo una corsa contro il tempo fu inaugurato Fiumicino, alla presenza del Capo dello Stato, del Santo Padre, del sindaco dell’epoca, del presidente del Cio e del numero uno del comitato organizzatore, un giovanissimo Giulio Andreotti. Durante le Olimpiadi, però, si atterrò solo a Ciampino perché non c’erano le certificazioni e bisognava completare i lavori. Ce la siamo cavata in qualche modo”.

“Oggi Roma ha il migliore aeroporto d’Europa da nove anni – ha aggiunto -. Senza le Olimpiadi del ’60 non so quale sarebbe stata la storia aeroportuale della città e del sistema Paese”.

Parlando più in generale dei grandi eventi, Malagò ha sottolineato quanto sia difficile prevedere tutte le variabili: “Quando si parla di eventi, pianifichi tutto ma le variabili di ogni tipo sono sistematicamente presenti. Oggi l’Italia inaugura a Napoli, a piazza del Plebiscito, con tribune montate e il Presidente della Repubblica, l’Europeo di volley maschile, ma fino a ieri non si sapeva se ci fossero le condizioni indispensabili, per umidità e rischio pioggia, per poter giocare”.

Il riferimento è poi a Milano-Cortina: “È stato un successo strepitoso, ma ci è andato tutto bene. Le prove della cerimonia non si sono fatte perché c’era una grandinata. Lo scenario in montagna, nei vari eventi, 20 giorni prima era un disastro, tra il grigio e il verde bruciato, ma poi sono arrivati sette-otto giorni di neve. Fortuna”.

“Io mi occupo di grandi eventi legati allo sport e qualcuno non è andato bene, perché non è mai cominciato come le Olimpiadi a Roma”, ha concluso Malagò.

Tornando al calcio, senza entrare nella vicenda Infantino, Malagò ha parlato dello spettacolo del Mondiale e delle nuove regole: “C’è stata una formidabile volontà di integrare qualcosa di industriale allo spettacolo sportivo. Lo spot più caro in assoluto è quello durante l’intervallo del Super Bowl e hanno seguito questa scia. I puristi non l’hanno vista bene, ma i dati di audience, share e pubblico dei giovani l’hanno vista positivamente. Poi sono state cambiate alcune regole del calcio che sono state azzeccate e anche in Italia le abbiamo adottate e hanno fatto sì che lo spettacolo sia migliorato”.

Formula1, il piano di Antonelli: "Fare la pole e scappare via"

Roma, 10 set. (askanews) – Il piatto di pasta più speciale della sua vita Kimi Antonelli lo ha mangiato domenica sera, dopo la vittoria di Monza. Spaghetti al ragù direttamente dentro al trofeo conquistato al termine di una rimonta che lo ha portato dalla 19ª posizione al gradino più alto del podio. “Non erano gli spaghetti al ragù più buoni che io abbia mai mangiato, ma erano decisamente i più speciali”, ha raccontato il ventenne della Mercedes appena arrivato a Madrid, dove questo fine settimana debutterà il nuovo circuito cittadino Madring.

Antonelli non ha ancora avuto modo di assaporare fino in fondo il successo di Monza. “Non mi sono ancora reso conto di tutto quello che ho vissuto. Da una parte è meglio così, perché mi sono subito concentrato sul preparare il fine settimana di gara qui a Madrid, mentre dall’altra parte un po’ mi dispiace non aver festeggiato a dovere”. Dopo il Gran Premio di Spagna, però, arriverà una settimana libera: “Potrò godermela un po’ di più”.

L’unico giorno di festa è stato lunedì, trascorso sui kart insieme al team e alla famiglia. “Era da gennaio che non giravo con i kart da gara e alla fine della giornata ero distrutto, anche perché venivo da un weekend bello impegnativo. Però è stato bello passare del tempo con tutti i ragazzi della squadra e con la famiglia, un modo per divertirci come piace a noi”. Una giornata che aveva preoccupato anche il team principal Toto Wolff, memore della “lunga storia di incidenti durante attività fuori dalla pista”. Antonelli sorride: “Sì sì, lo confermo. Mi ha anche mandato un messaggio per sapere se era tutto ok, ma l’ho visto solo alla sera. Comunque io giravo praticamente da solo, ho fatto qualche sessione con i meccanici ma solo per girare un po’ insieme. Sono andato piuttosto rilassato”.

Ora, però, tutta la concentrazione è sulla nuova sfida di Madrid. “Non cambia il mio atteggiamento, continuo a fare le cose come le ho fatte per tutto l’anno. Penso solo a Madrid”. Il Madring sarà una novità per tutti e Antonelli lo considera un tracciato particolarmente impegnativo: “È una pista complicata dove non sarà facile adattarsi perché siamo tutti qui per la prima volta. Ovviamente l’ho provata al simulatore, ma le Prove Libere saranno molto importanti per tutti, per capire quanto ci possiamo spingere”.

Il paragone è con Jeddah, ma con margini ancora più ridotti: “È un cittadino con i muri vicinissimi, ma con ancora meno margine di errore rispetto a lì”. Una pista difficile anche per il lavoro degli ingegneri: “Hai tutti i tipi di curve, alcune lente, altre veloci. Hai tanti tipi di frenate e la macchina deve anche assorbire bene sui cordoli. Ci sarà parecchio lavoro da fare sia per noi piloti che per gli ingegneri, ma è una bella sfida soprattutto per il sabato”.

La qualifica potrebbe diventare decisiva su un circuito dove i sorpassi, almeno sulla carta, non saranno semplici. Antonelli ha già chiaro il piano: “Fare la pole, mettersi là davanti e scappare via”.

Cosa prevede la legge sul cinema approvata dalla Camera

Milano, 10 set. (askanews) – La Camera ha approvato oggi con 218 voti favorevoli e 6 contrari la riforma del cinema e dell’audiovisivo, che interviene sull’assetto definito dalla legge 220 del 2016 e delega il governo al riordino della disciplina del settore. Il testo unificato nasce dalla convergenza di cinque proposte di legge presentate da esponenti di maggioranza e opposizione ed era già stato approvato all’unanimità dalla Commissione Cultura. Tra gli interventi previsti ci sono una nuova Agenzia, la revisione degli incentivi, misure per i lavoratori, disposizioni sui videogiochi e principi per l’impiego dell’intelligenza artificiale.

Dal 1 gennaio 2028 è prevista l’istituzione dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, ente pubblico dotato di autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale. Alla nuova struttura saranno trasferite funzioni operative oggi esercitate dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del ministero della Cultura. Al ministero resteranno le funzioni di indirizzo politico, vigilanza e ispettive.

L’Agenzia sarà chiamata a gestire gli interventi pubblici e le risorse destinate alle politiche di sviluppo e sostegno del settore, oltre a occuparsi dell’accesso al credito delle imprese e delle relazioni con le Film Commission. Il nuovo assetto comprende anche il Forum del cinema e dell’audiovisivo, organismo di consultazione e monitoraggio delle politiche pubbliche chiamato a rappresentare le diverse componenti della filiera.

Al Governo è affidata una delega da esercitare entro due anni dall’entrata in vigore della legge, attraverso uno o più decreti legislativi per la riforma, il coordinamento e il riordino della disciplina del cinema e dell’audiovisivo. Tra i criteri indicati figurano una programmazione triennale del settore, almeno due finestre temporali annuali per l’erogazione dei contributi, la gestione della tesoreria del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo attraverso un intermediario bancario e l’introduzione della figura del responsabile dei crediti d’imposta.

La delega comprende la revisione del tax credit e degli altri strumenti di sostegno economico, con criteri di maggiore selettività e una differenziazione degli interventi in relazione alle caratteristiche delle opere, dei beneficiari e alle dimensioni delle imprese. Sono previsti sostegni alle opere prime e seconde, ai giovani autori e alle micro, piccole e medie imprese, insieme a interventi sulle coproduzioni internazionali e sull’attrazione in Italia di investimenti e produzioni.

Per le sale cinematografiche la riforma prevede contributi diretti destinati all’attività e allo sviluppo delle strutture, alla realizzazione di nuove sale e schermi, al ripristino di quelle inattive e agli interventi di ristrutturazione e adeguamento strutturale e tecnologico. La delega interviene inoltre sulla distribuzione e sulla fruizione delle opere nelle sale.

Tra gli interventi previsti figura anche la costituzione di un Polo nazionale del cinema e dell’audiovisivo, con il coinvolgimento delle amministrazioni competenti, di Cinecittà e della Fondazione Centro sperimentale di cinematografia. Funzioni, rapporti e modalità operative saranno definiti con i successivi provvedimenti attuativi.

La riforma comprende anche il settore dei videogiochi, con strumenti di sostegno alle imprese videoludiche, comprese forme di incentivazione fiscale. Per l’intelligenza artificiale vengono indicati principi di trasparenza nell’impiego dei sistemi e tutele per autori, interpreti, esecutori e titolari dei diritti. Il testo disciplina inoltre il consenso per l’utilizzo delle prestazioni artistiche e prevede il monitoraggio degli effetti delle nuove tecnologie sul lavoro creativo e sulla produzione audiovisiva.

Un capitolo specifico riguarda il lavoro. La delega comprende il riordino delle tutele previdenziali e assistenziali dei lavoratori dello spettacolo, degli ammortizzatori sociali e dell’indennità di discontinuità. Viene inoltre istituito il Fondo per il sostegno ai lavoratori dello spettacolo in emergenza pensionistica, con una dotazione di 10 milioni di euro l’anno dal 2027 al 2030, destinato a intervenire sulle situazioni di fragilità socioeconomica della comunità artistica e delle maestranze.

Sono previste anche disposizioni sull’accesso al credito delle imprese, sulle garanzie e sulla gestione dei crediti maturati attraverso gli incentivi fiscali. Saranno i decreti legislativi e i successivi provvedimenti attuativi a definire nel dettaglio criteri, aliquote, procedure, controlli e modalità di erogazione delle risorse.

Dopo il rinvio del voto prima della pausa estiva, con l’approvazione di Montecitorio il provvedimento passa ora al Senato. Se Palazzo Madama dovesse modificarlo, il testo dovrà tornare alla Camera per una nuova deliberazione.

La Bce ha aumentato i tassi d’interesse (+0,25 punti), rialzo dell’inflazione

Roma, 10 set. (askanews) – La Banca centrale europea ha deciso un nuovo aumento dei tassi di interesse ufficiali per l’area euro, come lo scorso giugno sempre nella misura di 0,25 punti percentuali, con cui il principale riferimento sale al 2,50%, con decorrenza dal 16 settembre. La decisione è stata comunicata al termine del Consiglio direttivo, che si è svolto in trasferta a Berlino (la sede istituzionale è a Francoforte).

Si tratta del livello più elevato dall’aprile del 2025, quando la Bce ridusse i tassi al 2,25%. La decisione è in linea con le attese prevalenti. E avviene in un contesto di rinnovati rincari di carburanti e petrolio, oggi il Barile di Brent ha ampiamente superato i 102 dollari. Ad agosto l’inflazione media dell’eurozona ha segnato una accelerazione al 3,3% annuo.

La Banca centrale europea ha rivisto al rialzo le previsioni di inflazione per la media dei Paesi dell’area euro su 2027 e 2028: ora si attende più 3 percento quest’anno, 2,3 per cento nel 2027 e 2,1 percento nel 2028. Lo scorso giugno i tecnici della Bce prevedevano 3% di inflazione sull’insieme del 2026, 2,3% sul 2027 e 2% del 2028.

La Banca centrale europea ha anche rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica per l’aggregato dei Paesi dell’area euro per quest’anno, ad un più 0,9 percento del Pil, e il prossimo, al più 1,4%, mentre ha confermato l’attesa di un più 1,5% sul 2028.

Bce alza nuovamente i tassi di 0,25 punti, depositi al 2,50%

Roma, 10 set. (askanews) – La Banca centrale europea ha deciso un nuovo aumento dei tassi di interesse ufficiali per l’area euro, come lo scorso giugno sempre nella misura di 0,25 punti percentuali, con cui il principale riferimento sale al 2,50%, con decorrenza dal 16 settembre. La decisione è stata comunicata al termine del Consiglio direttivo, che si è svolto in trasferta a Berlino (la sede istituzionale è a Francoforte).

Si tratta del livello più elevato dall’aprile del 2025, quando la Bce ridusse i tassi al 2,25%. La decisione è in linea con le attese prevalenti. E avviene in un contesto di rinnovati rincari di carburanti e petrolio, oggi il Barile di Brent ha ampiamente superato i 102 dollari. Ad agosto l’inflazione media dell’eurozona ha segnato una accelerazione al 3,3% annuo.

Dalla Camera ok bipartisan alla legge sul cinema

Roma, 10 set. (askanews) – Via libera bipartisan dell’aula della Camera alla proposta di legge sul cinema che istituisce, dal 2028, l’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo. I voti a favore sono stati 218 e i contrari sei (tra i ‘no’ i deputati di Futuro nazionale di Vannacci e il libdem Luigi Marattin). Ora il provvedimento passa all’esame del Senato. Il testo parte da una Pdl, a prima firma della segretaria del Pd Elly Schlein, cui sono state abbinate proposte di Fdi, M5S, Azione e Lega.

“Siamo molto soddisfatti di questo primo passo, perché sulla cultura il parlamento deve saper costruire delle convergenze larghe, perché il cinema appartiene a tutti, è un patrimonio della Repubblica” e “una democrazia è più forte quando una democrazia investe in cultura”. Così nell’aula della Camera, in sede di dichiarazione di voto sulla proposta di legge sul cinema, la segretaria del Pd Elly Schlein, prima firmataria di un testo cui poi sono state abbinate altre proposte da Fdi a M5S.

Schlein ha voluto “ringraziare Pupi Avati che aveva rivolto un appello a me e alla presidente Meloni di lavorare trasversalmente per aiutare un settore fondamentale come il cinema che abbiamo voluto raccogliere”. Le leggi “migliori”, ha evidenziato, sono “proprio quelle che nascono dal confronto, dall’ascolto, dalla capacità di fare sintesi”. E “maggioranza e opposizione pur partendo da posizioni diverse hanno saputo individuare obiettivi comuni nell’interesse del cinema e soprattutto nell’interesse del paese”. Poi ha puntualizzato: “serviranno risorse per attuare questa legge a partire dalla prossima legge di bilancio” e “noi vigileremo che quelle risorse si trovino”. Il “confronto col settore per noi non deve finire con l’approvazione della legge, ma deve accompagnare passo per passo tutta la sua attuazione. Questa proposta finalmente – ha proseguito – istituisce l’agenzia per il cinema l’audiovisivo, un organismo indipendente a cui destinare una parte dei compiti operativi oggi assegnati alla direzione generale per il cinema e l’audiovisivo per garantire maggiore autonomia e trasparenza, sottraendo le scelte strategiche al condizionamento della politica”.

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, da parte sua ha dichiarato: “Il via libera della Camera alla riforma del cinema e dell’audiovisivo è un risultato concreto, frutto del contributo di maggioranza e opposizioni. Un modello di coesione che pone al centro l’interesse del settore. Con questo provvedimento inauguriamo uno stilnovo nei rapporti con il cinema, fondato sul dialogo, sulla fiducia e sulla responsabilità reciproca. L’istituzione dell’Agenzia, la programmazione triennale, le finestre temporali certe e il rafforzamento dei controlli pongono le basi per procedure più trasparenti e tempi prevedibili”.

“Il procedimento dispone, inoltre, il riordino del tax credit, secondo criteri attenti alle dimensioni delle imprese, alla qualità delle opere e alla congruità dei costi. La Tutela del lavoro è parte essenziale del cambiamento. Le nuove disposizioni rafforzano le garanzie previdenziali e assistenziali e prevedono la revisione dell’indennità di discontinuità e degli ammortizzatori sociali, nel rispetto delle specificità di artisti, tecnici, professionisti e maestranze. L’istituzione di un fondo di solidarietà offrirà un sostegno concreto ai lavoratori in condizioni di fragilità economica”.

“Il voto della Camera conferma la centralità del Parlamento e dà forma concreta all’appello che, alla cerimonia dei David di Donatello, avevo rivolto a tutte le forze politiche: lavorare insieme per una riforma condivisa del sistema audiovisivo nazionale. Ringrazio la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, il suo Presidente Federico Mollicone, il relatore Gimmi Cangiano e l’intera Aula per il lavoro svolto e l’impegno profuso. Continueremo a seguire l’iter della legge nel passaggio al Senato, consapevoli che la sua approvazione definitiva segnerà un vero punto di ripartenza per l’intera filiera cinematografica e audiovisiva”, conclude Giuli.

Il Cremlino dice che l’aereo di Zelensky non è stato minacciato da un drone

Roma, 10 set. (askanews) – Non c’è stata alcuna minaccia per l’aereo di Volodymyr Zelensky a Chisinau – circostanza riconosciuta dagli stessi ucraini – e la minaccia in questione era effimera: lo ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store aveva affermato che l’aereo di Zelensky era stato “quasi colpito” da un drone martedì, durante il decollo dalla Moldavia. Successivamente, le autorità moldave hanno smentito tale affermazione.

“Quanto a questa minaccia effimera per l’aereo (di Zelensky), essa non è mai esistita; gli stessi ucraini lo hanno già riconosciuto”, ha detto Peskov ai giornalisti.

Calcio, Malagò: "Caso tesseramento? Ha dell’incredibile"

Roma, 10 set. (askanews) – “Il caso tesseramento? Ha dell’incredibile, non è un cavillo ma semplicemente una dinamica interpretativa e il caso strano è che valga solo ad personam”. Lo ha detto il presidente della Figc, Giovanni Malagò, a margine del suo intervento agli “Stati generali degli eventi”.

A chi gli ha chiesto se si sarebbe aspettato una vicenda di questo tipo, Malagò ha risposto: “Onestamente me ne potevo aspettare una, due o tre vicende, ma che poi a un certo punto ci si fermasse. Per certi versi c’è una affettuosa ossessione, ma fa parte della vita. Io sono molto sereno”.

“Siamo abituati alle difficoltà da sempre, ma ci sono state cose anche importanti e belle in questi due mesi”, ha aggiunto il presidente della Figc, soffermandosi poi sulla squadra tecnica: “Vedo entusiasmo e complicità, tante sinergie tra Ranieri, Zola e Mancini. Poi vediamo in campo cosa succederà”.

Infine, sulla possibilità che l’attuale vicenda possa avere ripercussioni sul dossier per Euro 2032, Malagò ha risposto: “Se rispondessi no non sarei sincero, ma se rispondessi sì sbaglierei, perché non devo dare preoccupazioni”.

Torna "Metopolis" la parodia a fumetti del film cult di Fritz Lang

Milano, 10 set. (askanews) – Il grande cinema incontra il fumetto Disney in un volume da collezione che omaggia un capolavoro del grande schermo. In occasione dei 50 anni dalla scomparsa del regista Fritz Lang, torna “Metopolis” di Panini Comics in una nuova veste, all’interno della collana Parodie Disney De Luxe.

Scritta da Francesco Artibani e disegnata da Paolo Mottura, “Metopolis” è stata pubblicata per la prima volta su Topolino 3189 nel gennaio 2017 e si ispira alle atmosfere visionarie di Metropolis, il film cult di Fritz Lang ambientato proprio nel 2026 e considerato il primo film di fantascienza moderno. I protagonisti, Topolino, Pippo e Minni sono al centro di una storia in due parti che rende omaggio a una pietra miliare del cinema attraverso l’ironia. A completare il volume, una selezione di sketchbook che permette di approfondire il lavoro svolto sulla storia e di scoprire studi e disegni preparatori firmati da Paolo Mottura, che ha realizzato anche la cover inedita.

Il volume contiene approfondimenti autoriali, con la prefazione del critico cinematografico Gianni Canova: “Con la sua allucinata potenza visiva, Metropolis è un impressionante documento della civiltà di massa e delle sue aberrazioni, oltre che un lucidissimo apologo sulla situazione che incombe nel cuore del Novecento – ha detto il critico – Gli autori e i disegnatori della Disney ne fanno qui non tanto una parodia quanto un omaggio affettuoso e sorridente: ci dicono che uomini e topi, pur così diversi, sono accomunati da due cose fondamentali: il desiderio di libertà e il bisogno di amore”.

Calcio, Messi investe ancora in Spagna: rileverà l’Eldense

Roma, 10 set. (askanews) – Lionel Messi prosegue i suoi investimenti nel calcio e guarda ancora alla Spagna. L’ex fuoriclasse del Barcellona ha raggiunto un accordo di massima per rilevare il club spagnolo Eldense, società che milita nella seconda divisione e ha sede nell’entroterra di Alicante. La notizia è stata confermata dalla stessa società all’agenzia Afp.

L’operazione rappresenterebbe la seconda esperienza di Messi nel mondo della proprietà calcistica spagnola, dopo l’acquisto del Cornellà, club di quarta divisione, avvenuto lo scorso aprile.

“L’Eldense conferma che Lionel Messi ha raggiunto un accordo di massima con gli attuali proprietari del club per acquisire le quote oggi detenute dal Grupo TH Soluciones, operazione che lo renderebbe azionista di maggioranza del club”, ha comunicato la società.

La transazione non è però ancora conclusa. Restano da completare le procedure legali e contrattuali, compresa la due diligence, oltre all’autorizzazione del Consiglio Superiore dello Sport spagnolo (CSD). Il club, fondato nel 1921, non ha fornito per il momento dettagli sui termini economici dell’operazione né indicato una possibile data per il completamento.

“Una volta completate le procedure pertinenti e ottenute le autorizzazioni necessarie, il Cd Eldense comunicherà ufficialmente eventuali sviluppi in merito”, ha aggiunto la società.

Messi, 39 anni, gioca attualmente nell’Inter Miami.

Attentato a Ranucci, i legali di Lavitola: faremo ricorso in Cassazione

Roma, 10 set. (askanews) – “Il tribunale del riesame ha confermato l’ordinanza cautelare, chiaramente noi rispettiamo in pieno quelle che sono le decisioni della magistratura, anche se non le condividiamo assolutamente sia in fatto che in diritto. Ora attenderemo che siano depositate le motivazioni che arriveranno entro 45 giorni ma già oggi presenteremo ricorso in Cassazione, quindi per saltum, contro l’ordinanza del gip che ha rigettato la nostra richiesta sulla perdita di efficacia della custodia cautelare che riteniamo sia ampiamente fondata”. Così ha detto l’avvocato Sergio Cola che assiste Valter Lavitola, in carcere in relazione all’attentato a Sigfrido Ranucci.

Carceri, 31,3% detenuti è straniero: sono 20.293, 2.707 comunitari

Milano, 10 set. (askanews) – Quasi una persona detenuta su tre nelle carceri italiane è straniera. Al 31 luglio 2026 sono 20.293, pari al 31,32% delle presenze riportate nelle tabelle del Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale. La loro presenza è più concentrata nelle fasce di età giovani e varia fortemente sul territorio, con percentuali più elevate nelle regioni settentrionali. Dei detenuti stranieri, 17.586 sono cittadini extracomunitari e 2.707 comunitari. Gli uomini sono 19.508 e le donne 785. In termini assoluti è la Lombardia a ospitare il maggior numero di persone straniere, 4.157, seguita dal Lazio con 2.454, dall’Emilia-Romagna con 2.081, dal Piemonte con 1.828, dalla Toscana con 1.628 e dal Veneto con 1.477.

Le differenze territoriali diventano ancora più evidenti considerando l’incidenza della componente straniera tra gli uomini detenuti nelle singole regioni. In Trentino Alto Adige raggiunge il 63,60%, in Liguria il 57,27%, in Valle d’Aosta il 55,84%, in Veneto il 53,03% e in Emilia-Romagna il 52,91%. Le percentuali più basse si registrano invece in Puglia, 10,30%, Campania, 11,68%, Sicilia, 13,90%, Calabria, 15,27%, Basilicata, 16,02%, e Molise, 16,94%. Il profilo per età mostra una presenza straniera particolarmente consistente tra i più giovani. Nella fascia tra 18 e 24 anni si contano 2.147 stranieri e 2.174 italiani; tra 25 e 34 anni sono rispettivamente 6.671 e 8.107. Fra i 18 e i 34 anni, dunque, i detenuti stranieri sono 8.818 e gli italiani 10.281. Con l’aumentare dell’età la distanza cresce: tra 35 e 54 anni gli stranieri sono 10.055, contro 23.463 italiani, mentre dai 55 anni in su sono 1.420, a fronte di 10.754 italiani.

Anche la posizione giuridica presenta differenze. Gli stranieri sono 3.341 tra le 9.002 persone in attesa del primo giudizio, il 37,11%; rappresentano il 39,04% degli appellanti e il 40,02% dei ricorrenti. Fra le persone con condanna definitiva sono 13.839 su 45.213, pari al 30,61%. La quota scende al 19,71% nella categoria mista con definitivo. Tra i 14.698 stranieri compresi nelle tabelle sulle pene definitive, 9.182 hanno una pena residua fino a tre anni, pari al 62,47%. Sono 3.237 quelli ai quali resta meno di un anno da scontare, 3.308 quelli tra uno e due anni e 2.637 quelli tra due e tre. Altre 4.847 persone hanno una pena residua tra tre e dieci anni, 516 superiore a dieci anni e 153 stanno scontando l’ergastolo.

Il tema assume rilievo anche nell’accesso all’esecuzione penale esterna. Tra luglio 2025 e luglio 2026, delle 19.354 persone uscite dal carcere in misura alternativa, 4.751 erano straniere. La Lombardia ne conta 1.153, l’Emilia-Romagna 517, la Toscana 461, il Lazio 395, il Piemonte 391 e il Veneto 374. In Campania sono 197, in Sicilia 174 e in Puglia 138. Il Report richiama proprio le differenze territoriali nella gestione della popolazione straniera e i loro effetti sull’accesso alle misure alternative. La distribuzione nei circuiti penitenziari vede 17.411 stranieri nella categoria dei detenuti “comuni”, 2.297 in Alta sicurezza, 401 tra “protetti e altro”, 178 nella categoria residuale “altro” e sei sottoposti al regime dell’articolo 41-bis. Il Garante precisa che questa classificazione riguarda il circuito e il regime di assegnazione e non deriva direttamente dai reati per i quali le persone sono detenute.

Nei movimenti registrati durante lo stesso anno, i cittadini stranieri rappresentano circa il 41% degli ingressi dalla libertà, con 17.591 persone su 43.351, e circa il 46% delle uscite in libertà, 14.136 su 30.821. La differenza tra ingressi e uscite è di 3.455 unità.

Le espulsioni di detenuti stranieri censite dal 31 luglio 2025 al 31 luglio 2026 sono 451. La Lombardia ne registra 118, il 26,16% del totale, il Lazio 79, il Piemonte 39, l’Emilia-Romagna 36, la Sicilia 29 e il Veneto 27. Il Report fa riferimento all’espulsione come sanzione sostitutiva prevista dall’articolo 16 del Testo unico sull’immigrazione, che consente al giudice, alle condizioni stabilite dalla legge, di sostituire pene detentive non superiori a due anni con l’allontanamento.

Per quanto riguarda i reati ascritti, le categorie più numerose tra gli stranieri sono quelle contro il patrimonio, che coinvolgono 10.956 persone, contro la persona, con 9.474, e i reati collegati alla normativa sugli stupefacenti, con 6.143. I dati non possono essere sommati, perché una stessa persona può comparire in più categorie quando le sono ascritti reati differenti. La componente straniera è presente anche tra le madri detenute con figli al seguito. Delle 29 madri censite al 31 luglio, 12 sono straniere; dei 34 bambini che vivono con loro, 14 non sono italiani. In Lombardia sono straniere sei delle sette madri e sette degli otto bambini; in Campania cinque madri su 13 e sei figli su 16; in Piemonte una madre e un bambino.

La maggiore concentrazione degli stranieri nelle fasce giovanili porta il Garante a richiamare la necessità di interventi che tengano conto delle specificità linguistiche, culturali e giuridiche. Il Report indica in particolare due ambiti: l’accesso alle misure alternative alla detenzione e i percorsi di mediazione culturale all’interno degli istituti penitenziari.

Intesa Sanpaolo: ok soci ad aumento per Opas Mps, sì dal 97% dei presenti

Milano, 10 set. (askanews) – Via libera dall’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo all’aumento di capitale a servizio dell’Opas sul gruppo Mps. Presente il 63,88% circa del capitale: i sì sono stati il 96,96%, comunica una nota del gruppo bancario. I soci non hanno partecipato fisicamente ai lavori, ma l’esercizio del voto è avvenuto attraverso il rappresentante designato.

Nel dettaglio, l’assemblea ha approvato, con 10.952.907.059 voti favorevoli, pari al 96,96025% sulle azioni ordinarie rappresentate, la proposta all’unico punto dell’ordine del giorno, riguardante la facoltà del cda, da esercitarsi entro il 10 settembre 2027, di aumentare il capitale sociale, in una o più volte, con emissione di un numero massimo pari a 5,7 miliardi di azioni ordinarie da liberare mediante conferimento in natura, in quanto a servizio dell’Opas, annunciata l’8 giugno.

Per le modifiche statutarie approvate dall’assemblea, sono stati già rilasciati i prescritti provvedimenti dell’Autorità di Vigilanza, la quale ha autorizzato la computabilità nel Common Equity Tier 1 di Intesa Sanpaolo delle azioni che saranno emesse nell’ambito dell’aumento a servizio dell’offerta.

Carceri, Garante: sovraffollamento al 140%, 7 istituti al 200% o più

Milano, 10 set. (askanews) – Il sovraffollamento delle carceri italiane raggiunge il 139,79% se le persone detenute vengono rapportate ai posti effettivamente disponibili, contro il 138% rilevato ad aprile. Sette istituti sono indicati al 200% o oltre, altri 69 tra il 150 e il 199% e soltanto 27 risultano sotto capienza. È il dato più netto dell’aggiornamento al 31 luglio scorso del Report “Rispetto della dignità della persona privata della libertà personale” del Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale, stilato con i dati messi a disposizione dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.

Le tabelle del Report assumono come riferimento 64.791 persone presenti negli istituti, una capienza regolamentare di 51.244 posti e 46.348 posti regolarmente disponibili. È su quest’ultimo valore che viene calcolato il tasso del 139,79%. Se si utilizzasse invece la capienza regolamentare, l’indice sarebbe del 126,44%, con una differenza di 4.896 posti. Il Garante collega lo scarto ai criteri utilizzati per individuare i posti realmente fruibili, richiamando gli standard europei relativi agli spazi vitali e alle condizioni materiali di detenzione. Ad aprile la differenza era di 4.933 posti.

La pressione più alta, nel confronto regionale basato sui posti disponibili, viene registrata in Puglia, con un tasso del 180,56%. Seguono Molise al 167,05%, Basilicata al 161,15%, Lombardia al 158,15% e Friuli Venezia Giulia al 153,75%. Il Lazio è al 149,57%, il Veneto al 148,89%, la Campania al 146,07% e l’Emilia-Romagna al 140,10%. La Valle d’Aosta è l’unica regione sotto il 100%, con l’87,01%. Anche la Sardegna mostra quanto possa incidere la differenza tra capienza teorica e posti disponibili: è al 93,11% rispetto alla capienza regolamentare, ma sale al 102,69% se si considerano i posti effettivamente utilizzabili.

Ancora più marcate sono le differenze tra i singoli istituti. La graduatoria del Garante colloca ai primi posti Lucca, con un tasso indicato del 254,05%, Milano San Vittore al 225,47%, Foggia al 221,19%, Latina al 216,88%, Lodi al 206,98%, Brescia Canton Mombello al 204,95% e Arezzo al 200%. Subito dopo vengono Taranto al 198,14%, Altamura al 193,88%, Udine al 192,86%, Trieste al 191,11%, Cassino al 190,8%, Monza al 190,6% e Busto Arsizio al 190,5%. Regina Coeli, a Roma, è indicato al 188,81%. A Lucca il tasso sale al 254,05%, e ad Arezzo registra un indice del 200%.

Aumentano anche le carceri con più di mille persone presenti, passate da nove in aprile a undici a luglio. Napoli Poggioreale è l’istituto più popoloso tra quelli elencati, con 2.287 detenuti e 1.357 posti disponibili. Seguono Bollate con 1.616 persone, Rebibbia Nuovo Complesso con 1.547, Napoli Secondigliano con 1.512, Torino con 1.507 e Palermo Pagliarelli con 1.485. Lecce ne ospita 1.439, Opera 1.357, San Vittore 1.089, Regina Coeli 1.063 e Santa Maria Capua Vetere 1.040. Fra questi istituti il tasso varia sensibilmente: dal 127,55% di Bollate al 225,47% di San Vittore.

Il Report dell’Ufficio del Garante restituisce anche la distribuzione dei detenuti nei diversi circuiti. La categoria indicata come “comuni” comprende 46.561 persone, il 71,86% del totale utilizzato nelle tabelle; 9.417, il 14,53%, sono in Alta sicurezza, 7.424 rientrano nella voce “protetti e altro”, 745 sono sottoposti al regime dell’articolo 41-bis e 644 alla categoria “altro”. Il documento precisa che questa classificazione riguarda il circuito penitenziario di assegnazione e non deriva automaticamente dal tipo di reato contestato o giudicato.

Guardando alle sezioni, 28.885 persone sono assegnate a quelle ordinarie, 24.634 alle sezioni ordinarie a trattamento intensificato, 1.110 alla custodia attenuata, 9.417 all’Alta sicurezza e 745 al 41-bis. Il Garante aggrega custodia attenuata e trattamento intensificato in un gruppo di 25.744 persone, il 39,74%, mentre sezioni ordinarie, Alta sicurezza e 41-bis raccolgono 39.047 detenuti, il 60,26%. Sono 533, infine, i reparti a vigilanza dinamica, con 14.924 persone, pari al 23,03% delle presenze considerate dal Report. La diffusione non è uniforme: il modello interessa il 44,41% dei detenuti nel Triveneto, il 39,48% in Emilia-Romagna e il 34,46% nell’area Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta. La quota scende all’11,09% in Campania, all’8,40% nell’area Puglia-Basilicata e al 4,83% in Calabria.

L’aggiornamento di luglio mostra che, rispetto alla precedente rilevazione di aprile, la pressione complessiva non si è ridotta, e conferma quanto la capienza nominale, da sola, non sia sufficiente a descrivere lo spazio realmente disponibile nelle carceri italiane.