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Malattia di Fabry: presentata a Roma la campagna “She SpeaXX”

Roma, 30 apr. (askanews) – É stata presentata a Roma la campagna “She SpeaXX”, iniziativa promossa da Chiesi Global Rare Diseases con la partecipazione dell’Associazione Italiana Anderson-Fabry (AIAF) che accende i riflettori sulla Malattia di Fabry, una patologia rara e ancora poco conosciuta, e dunque poco diagnosticata, soprattutto tra le donne. L’obiettivo è di promuovere una maggiore consapevolezza sui sintomi, spesso sottovalutati.

La Malattia di Fabry è una patologia genetica rara legata al cromosoma X, causata da mutazioni del gene GLA. Fino a qualche anno fa, le donne erano considerate come portatrici sane della patologia, oggi è noto che circa l’80% dei soggetti di sesso femminile possono presentare sintomi o segni della malattia, con un ritardo diagnostico medio di circa vent’anni, spesso a causa di iniziali errori diagnostici. Ma che cos’è la Malattia di Fabry?

L’intervista a Irene Motta, prof.ssa associata di Medicina Interna, Università degli Studi di Milano: “La Malattia di Fabry è una patologia ancora poco conosciuta, quindi il primo aspetto su cui dobbiamo lavorare è la consapevolezza da parte dei medici e di tutti gli operatori sanitari. Questo deve partire ovviamente dalla comunità scientifica, toccando le società scientifiche che possono essere coinvolte nelle manifestazioni cliniche della patologia, ma anche la scuola di medicina e tutte le scuole di specialità che possono poi portare i futuri specialisti ad incontrare la malattia di Fabry”.

Ciò che colpisce è che ci sono donne che potrebbero non sapere di essere affette dalla malattia.

L’intervento di Stefania Tobaldini, Presidente AIAF: “Il messaggio importante che possiamo dare alle donne è quello di informarsi ed essere consapevoli, perché la conoscenza di quello che implica la patologia e dei rischi a cui si va incontro è sicuramente un modo per poter essere protagonista del proprio stato di salute e quindi affrontare con consapevolezza tutte le scelte che comporta la vita con questa patologia”.

La campagna “She SpeaXX” nasce simbolicamente nel mese di aprile, interamente dedicato alla Malattia di Fabry, per informare, sensibilizzare e offrire alle donne strumenti per migliorare la qualità del percorso di cura e supportare decisioni terapeutiche più tempestive e appropriate.”

Il commento di Alessandra Vignoli, Vice President Cluster Mediterranean Chiesi Global Rare Diseases: “Questa importante iniziativa si dividerà ovviamente in due momenti principali. Il primo quello della divulgazione, quindi di far conoscere e riconoscere i sintomi di questa patologia che è la malattia di Fabry, che ancora ha ovviamente un grosso numero di pazienti non diagnosticati e di aspetti della patologia e, poi, quello del monitoraggio che ancora merita di essere discusso in questo tavolo. In particolare per la donna è necessario un monitoraggio ancora più attento, personalizzato e focalizzato su quelli che sono gli aspetti della sua patologia.”

Il lancio della campagna ha stimolato un interessante momento di confronto tra clinici, associazione di pazienti e stampa, con l’obiettivo comune di aumentare conoscenza e consapevolezza sulla Malattia di Fabry, favorendo un percorso diagnostico più tempestivo ed equo. Oggi, per la scienza, le donne non sono più semplici spettatrici, ma pazienti a tutti gli effetti: la patologia può infatti determinare un notevole carico fisico ed emotivo, con effetti estesi anche al nucleo familiare. Dopo la diagnosi, è quindi fondamentale il confronto con un medico genetista o con uno specialista nelle malattie da accumulo lisosomiale, per supportare le pazienti e i caregiver nella gestione della malattia.

Biennale Arte, si dimette la giuria internazionale

Milano, 30 apr. (askanews) – Non c’è pace per la Biennale Arte di Venezia, dopo le polemiche dei mesi e delle settimane scorse oggi si è dimessa la giuria internazionale. La stessa Fondazione della Biennale ha diffuso una nota ufficiale: “La Biennale di Venezia comunica che in data odierna – si legge – sono pervenute le dimissioni della Giuria internazionale della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte, In Minor Keys di Koyo Kouoh, composta da Solange Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma, Giovanna Zapperi”.

La notizia arriva dopo le polemiche per la decisione della giuria di escludere Israele e Russia dai possibili premi e dopo l’invio a Venezia degli ispettori del ministero della Cultura.

La Biennale apre al pubblico il prossimo 9 maggio, in un clima ora ancora di maggiore incertezza.

La grazia a Nicole Minetti, il Quirinale: nuovi accertamenti d’intesa con il ministero Giustizia

Roma, 30 apr. (askanews) – “Quando giunge al Quirinale una domanda di grazia accompagnata da parere favorevole degli organi giudiziari competenti il Presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia. In questo caso la domanda era accompagnata da un parere dell’autorità giudiziaria ampiamente e decisamente favorevole”. È quanto affermano fonti del Quirinale, a proposito del caso della grazia a Nicole Minetti e dei rapporti con il ministero della Giustizia.

“Successivamente – spiegano – sulla stampa sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentate alla base della domanda di grazia e del parere che l’accompagnava. Il Presidente ha dunque ritenuto necessario chiedere – d’intesa con il Ministero della Giustizia – che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento. Adesso è doveroso – conclude la fonte – che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche da parte della Magistratura”.

Fa tappa a Roma la "Marvels of Saudi Orchestra", super ospite Bocelli

Roma, 30 apr. (askanews) – Sotto il patrocinio di Sua Altezza il Principe Bader bin Abdullah bin Farhan Al Saud, ministro della Cultura e presidente della Saudi Music Commission, la Commissione ha annunciato l’undicesima tappa del tour mondiale “Marvels of Saudi Orchestra”, in programma a Roma in programma a Roma al Colosseo nella prima metà di maggio. L’evento vedrà la partecipazione straordinaria di Andrea Bocelli, insieme all’Orchestra e al Coro Nazionale Saudita e alle arti performative saudite.

Il tour ha toccato Parigi, Città del Messico, New York, Londra e Tokyo, per poi fare ritorno a Riyadh e proseguire verso la Sydney Opera House, il Château de Versailles e il Maraya Theater di AlUla, affermandosi come piattaforma di scambio culturale tra Arabia Saudita e pubblico internazionale.

La tappa di Roma, capitale della tradizione artistica e musicale europea, vuole confermare il ruolo della musica come linguaggio condiviso capace di favorire il dialogo tra culture.

Il programma includerà opere saudite, italiane e internazionali, eseguite dall’Orchestra e dal Coro Nazionale Saudita insieme a musicisti italiani sotto la direzione del Maestro Marcello Rota, con la partecipazione di Andrea Bocelli.

La serata presenterà inoltre arti performative tradizionali saudite, tra cui Ardah Wadi Al-Dawasir, Al-Khatwa e Yanbaawi, offrendo un’esperienza artistica che unisce musica, movimento e poesia.

“Questa tappa rappresenta un’opportunità per condividere l’arte saudita e sviluppare un dialogo creativo con talenti internazionali”, ha dichiarato in un comunicato Paul Pacifico, CEO della Music Commission.

Minetti, Quirinale: nuovi accertamenti d’intesa con ministero Giustizia

Roma, 30 apr. (askanews) – “Quando giunge al Quirinale una domanda di grazia accompagnata da parere favorevole degli organi giudiziari competenti il Presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia. In questo caso la domanda era accompagnata da un parere dell’autorità giudiziaria ampiamente e decisamente favorevole”. È quanto affermano fonti del Quirinale, a proposito del caso della grazia a Nicole Minetti e dei rapporti con il ministero della Giustizia.

“Successivamente – spiegano – sulla stampa sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentate alla base della domanda di grazia e del parere che l’accompagnava. Il Presidente ha dunque ritenuto necessario chiedere – d’intesa con il Ministero della Giustizia – che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento. Adesso è doveroso – conclude la fonte – che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche da parte della Magistratura”.

Sogesid, Graffignano: bonifica 20.000 tonnellate rifiuti tossici

Roma, 30 apr. – Iniziati i lavori di bonifica per cancellare l’incubo dei rifiuti tossici nel Comune di Graffignano (VT). L’avvio dell’intervento rappresenta la svolta attesa da decenni per la messa in sicurezza e la riqualificazione della Valle del Tevere, interessata nei primi anni 2000 dallo smaltimento illecito di circa 20.000 tonnellate di rifiuti tossici.

L’operazione, gestita da Sogesid – la Società di ingegneria ambientale dello Stato – e svolta dalle imprese Furia e Gentile Ambiente, leader nel campo dei rifiuti, è finalizzata alla rimozione delle tonnellate di veleni sepolti e al ripristino delle condizioni ambientali, nel sito orfano del Pascolaro in località Sipicciano, nel Comune di Graffignano.

I lavori avranno una durata di 29 giorni naturali e consecutivi e saranno realizzati nell’ambito dell’Accordo di Programma per la bonifica dei siti orfani, sottoscritto tra la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’intervento è finanziato con 13 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che prevede, come obiettivo finale della misura, la riqualificazione di almeno il 70% della superficie dei suoli individuati dal Piano d’Azione. “Dopo oltre vent’anni la ferita aperta nel cuore della Valle del Tevere può finalmente iniziare a rimarginarsi”. Lo afferma l’onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati.

“L’avvio del cantiere per la bonifica del sito orfano del Pascolaro – spiega – rappresenta un passaggio cruciale e decisivo per mettere finalmente fine a una delle emergenze ambientali più critiche della provincia di Viterbo e segna l’inizio di una nuova fase, fondata sulla tutela dell’ambiente, sulla sicurezza dei cittadini e sul recupero al territorio. Un ringraziamento, infine, a Sogesid, società di ingegneria ambientale dello Stato, per il contributo tecnico e operativo che ha reso possibile l’avvio di questo importante intervento di bonifica”, conclude il presidente Rotelli.

Cinema, torna a Roma il Moscerine Film Festival per registi under 12

Roma, 30 apr. (askanews) – Dal 4 al 10 maggio torna a Roma Moscerine Film Festival, primo e unico festival cinematografico per bambine e bambini 0-12 anni, sotto la direzione artistica di Nina Baratta, che spiega: “Siamo arrivati alla quinta edizione, un successo che continua: fino ad ora sono stati quasi 350 i cortometraggi realizzati dai registi under 12, oltre 8.000 i bambini protagonisti dei laboratori di educazione all’immagine, 10 i giovanissimi presentatori che hanno condotto le serate e premiato i vincitori”.

Quest’anno la giuria, presieduta come ogni anno da Maria Fares, produttrice di film per bambini e ragazzi, sarà composta da Lino Banfi, Nonno d’Italia e ambasciatore Unicef, Mussi Bollini, ex vice direttrice Rai Kids, la produttrice di Eurofilm e presidente di Agici Simonetta Amenta, la regista, attrice, cantautrice Margherita Vicario, l’attrice Ester Pantano, il regista Maurizio Forestieri, la produttrice e ideatrice dell’Hollywood Florida Film Fest Simona Muresan, la sceneggiatrice e vicepresidente Writers Guild Italia Francesca Romana Massaro.

Le giornate saranno condotte da 4 giovani presentatori under 12, Benedetta Mollo, Aurora Palmisano, Vinicio Ottaviani e Andrea Mignanti, accompagnati dalla madrina del festival Margot Sikabonyi.

Come ogni anno sono tre le sezioni del Festival: “Under 12”, “Focus scuole” e “A Scuola con Le Moscerine” che si terranno nel territorio e grazie al contributo del V Municipio di Roma Capitale. I primi due giorni al Cinema Broadway saranno fitti di laboratori per le scuole e attività. Seguiranno al Nuovo Cinema Aquila le 3 giornate di proiezione dei corti in gara e le serate dedicate alla premiazione.

Giovedì 7 maggio si comincerà con la proclamazione dei vincitori delle sezioni “Focus Scuole”, dedicate ai corti presentati dagli istituti e “A scuola con le Moscerine”, opere realizzate con il supporto dell’associazione Le Moscerine. Mentre la serata di venerdì 8 maggio (Nuovo Cinema Aquila) sarà dedicata all’inclusione, grazie ai partner del Moscerine Film Festival come la Lega del Filo D’oro. In questa occasione verranno presentate due attività legate alle disabilità sensoriali: Mami Voice, ausilio per i sordo-ciechi creato inizialmente per i prematuri in culla per far sentire la voce della mamma in incubatrice, e la mostra tattile sul cinema. Nella serata di sabato 9 maggio (Cinema Broadway) sarà premiata la categoria “Under 12”.

Durante il pomeriggio di domenica 10 saranno protagoniste le premiazioni dei partner e una grande festa a Largo Venue dove tutti i bambini, partecipanti e non, potranno partecipare.

“Il Moscerine Film Festival nasce con l’intento di educare all’immagine le nuove generazioni e creare consapevolezza e senso critico nei bambini ha detto la presidente dell’associazione Le Moscerine Zein Batayneh – durante l’anno operiamo nelle scuole di tutto il Lazio per portare l’educazione all’immagine a più bambini possibile”.

In questa edizione sono arrivati numerosi cortometraggi da Gaza, uno dei quali è entrato ufficialmente in concorso. La mattinata di giovedì 7 maggio sarà dedicata a uno speciale momento di visione delle opere ricevute, accompagnato da una riflessione sul valore del cinema nei territori segnati dalla guerra.

Torna quest’anno il Premio Cinema in Pediatria che per questa quinta edizione verrà consegnato dai giovanissimi pazienti del Centro Pediatrico del Mediterraneo di Taormina. Per il 2026 questa iniziativa vede la cura anche di Ester Pantano, giurata del MFF, che accompagnerà i piccini del CCPM nella visione dei corti.

Bonifica Graffignano, Stravato: momento concreto riscatto AD

Roma, 30 apr. -“L’avvio di questo cantiere rappresenta un momento concreto di riscatto ambientale per Graffignano e per l’intera Valle del Tevere. Interveniamo su un sito che per troppo tempo è stato simbolo di degrado e illegalità, restituendo sicurezza ai cittadini e dignità al territorio. Grazie alle risorse del PNRR e al lavoro coordinato tra istituzioni e operatori qualificati, possiamo finalmente affrontare in modo risolutivo una ferita aperta da oltre vent’anni. Il nostro obiettivo è non solo rimuovere i rifiuti, ma ripristinare condizioni ambientali sostenibili e durature, nel rispetto dei tempi previsti e con la massima attenzione alla tutela della salute pubblica”.

Lo dichiara l’Amministratore delegato di Sogesid Errico Stravato in occasione dell’avvio dei lavori di bonifica di 20.000 tonnellate di rifiuti tossici nella valle del Tevere. Partito infatti il cantiere per cancellare il disastro ambientale, termine lavori entro il 30 giugno, secondo nuove scadenze PNRR.

Bce conferma i tassi ma Lagarde avverte: a giugno "decisione informata"

Roma, 30 apr. (askanews) – Nonostante i continui rafforzamenti dell’inflazione, la Banca centrale europea ha confermato al 2% i tassi di interesse di riferimenti dell’area euro. Ma nella conferenza stampa successiva al consiglio direttivo, la presidente Christine Lagarde ha lanciato segnali che rafforzano l’aspettativa di un primo intervento restrittivo alla riunione che si svolgerà il 10 e 11 giugno.

Peraltro già oggi l’ipotesi di un rialzo dei tassi è stata esaminata. “Abbiamo discusso a lungo e in maniera approfondita di diverse opzioni. Abbiamo dibattuto la decisione che abbiamo preso all’unanimità. Ma abbiamo anche discusso a lungo e in maniera approfondita un possibile rialzo (dei tassi) – ha riferito Lagarde -. È stato dibattuto da tutti i componenti del Consiglio”.

Il punto è che sulle prospettive di inflazione per l’area euro “c’è una tale incertezza che dobbiamo capire e rivedere tutto per la nostra prossima riunione”. I rischi sul caro vita sono al rialzo, mentre quelli sull’economia sono orientati a maggiore debolezza. “Riteniamo che data la posizione in cui ci troviamo, una buona posizione, che queste sei settimane (prima del Consiglio di giugno) saranno il momento giusto per valutare gli sviluppi, capire gli esiti del conflitto, o se non ci sono esiti”. E poi, assieme alla pubblicazione delle previsioni economiche aggiornate, si potrà “prendere una decisione informata”, ha detto.

E’ chiaro, peraltro, che la posizione dell’istituzione rischia di diventare molto scomoda, con tassi ritenuti neutrali, ogni giorno che il problema caro energia non rientra, o magari peggiora. Lagarde ha però rilevato che al momento non si ravvisano effetti secondari o di secondo livello dal caro energia, e che la questione verrà attentamente monitorata a livello di trattative salariali.

Di sicuro l’istituzione non vuole ritrovarsi in situazioni già vissute: “Il personale della Bce è molto attento alla nostra storia e a quello che è stato fatto in passato. Abbiamo imparato dalla storia e vogliamo tenerci alla larga dai rischi di muoverci troppo presto, in riferimento al 2011, e a quello di farlo un po’ troppo tardi, che alcuni di voi direbbero per il 2022. Staremo molto attenti ai dati – ha detto ancora Lagarde – alle aspettative di inflazione e guarderemo attentamente agli accordi salariali che verranno negoziati”.

Interpellata su un tema recentemente dibattito dal Consiglio dei capi di Stato e di governo della Ue, Francoforte non si sbilancia sull’ipotesi di far ricorso alla clausola generale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita: è un argomento di competenza della Commissione europea. Ma per quanto riguarda le misure in risposta alla crisi energetica, Lagarde ha ribadito che devono essere “temporanee, su misura e mirate”.

Infine, un’altra precisazione: nell’area euro il quadro attuale dell’economia e delle sue prospettive non è di “stagnazione”. “Abbiamo avuto a che fare con la stagnazione. È qualcosa che inquadrerei negli anni ’70. E date le proiezioni che abbiamo avuto a marzo: 0,8% di crescita seguito da più 1,2% e più 1,3% non lo chiamerei stagnazione, mi dispiace. E’ crescita bassa, certamente, ma non siamo stagnazione e tantomeno in recessione”, ha concluso Lagarde. (di Roberto Vozzi). (Fonte immagine: ECB).

La Marea di Melissa McGill: la Laguna sulle lenzuola a Corte Nova

Venezia, 30 apr. (askanews) – La strada è celebre per i panni stesi e per quel senso di verità del luogo che a Venezia è a rischio tanto quanto gli ecosistemi lagunari e Melissa McGill, artista newyorchese con un forte legame con il capoluogo veneto, ha scelto di usare proprio quell’estetica per il progetto di arte pubblica “Marea”, allestito fino al 10 maggio a Corte Nova a Castello.

“Sono sempre stata molto ispirata da Corte Nova – ha detto l’artista ad askanews – perché ha ancora un cuore veneziano ed è pieno di persone che risiedono lì da molti anni. E oggi io vorrei unire e celebrare questa comunità attraverso questa opera e usare il mio ruolo di artista per dare vita a uno spazio molto creativo nel quale possiamo collaborare e celebrare la loro presenza”.

Le grandi lenzuola occupano la strada, formano un cielo d’acqua che è profondamente veneziano e, complice il vento, creano un movimento che è fisico, ma anche metaforico, e ci riporta alla potenza naturale dei luoghi e all’intensità dello spazio mentale che ci permettono di avere.

“Ho usato tantissima acqua per dipingere, è proprio una conversazione con l’acqua – ha aggiunto Melissa McGill – si vedono i disegni, i gesti, i colori che ho studiato, quindi passa l’energia della Laguna, ma si parla anche di cambiamenti climatici, di moto ondoso, di turismo di massa. E quindi nel progetto ci sono anche tutti questi temi”.

Il progetto prevede anche una mostra, poco distante da Corte Nova, nella galleria 10 & zero uno, che, in collaborazione con Mazzoleni, ospita una serie di altre opere dell’artista sempre ispirate al tema dell’acqua, come il progetto Red Regatta, che ha visto l’arte di Melissa McGill letteralmente attraversare la Laguna. E questo legame oggi si rinsalda.

Calcio, Gervasoni: "Ho dato le risposte che dovevo"

Roma, 30 apr. (askanews) – Si è concluso dopo oltre quattro ore l’interrogatorio di Andrea Gervasoni, autosospeso e indagato per concorso in frode sportiva dalla Procura di Milano. All’uscita dalla caserma della Guardia di Finanza “Silvio Novembre” di via Oglio, Gervasoni ha dichiarato: “Ho dato le risposte che dovevo, rispetto il lavoro dei magistrati”, sottolineando di essersi messo a completa disposizione degli inquirenti e di restare ora in attesa degli sviluppi dell’indagine.

L’audizione, condotta dal pm Ascione, si è concentrata in particolare sull’episodio di Salernitana-Modena, ritenuto centrale nell’inchiesta sul mondo arbitrale. Solo un accenno, invece, alla gara Inter-Roma, oggetto di una singola domanda da parte dei magistrati.

A margine dell’interrogatorio è intervenuto anche il legale di Gervasoni, Michele Ducci, che ha ribadito la linea difensiva: “Abbiamo chiarito tutto, non c’è stata alcuna interferenza sul Var in occasione di Salernitana-Modena”. Il difensore ha confermato la durata dell’interrogatorio e la disponibilità del suo assistito a fornire ogni elemento utile agli inquirenti.

L’indagine della Procura di Milano prosegue per fare luce su eventuali irregolarità nella gestione del Var, mentre dal diretto interessato arriva una posizione improntata alla collaborazione e al rispetto dell’operato della magistratura.

Flotilla Italia: respingiamo notizie false di Israele. Richiesto intervento del governo italiano e Ue

Roma, 30 apr. (askanews) – La Global Sumud Italia “respinge con forza le notizie infondate diffuse dal ministero degli Esteri israeliano relative alla presunta presenza di ‘preservativi e droga’ a bordo delle nostre barche”, si apprende da una nota stampa condivisa dall’ufficio stampa della rappresentanza italiana della Global Sumud Flotilla.

“I partecipanti alla missione sono stati formati secondo stringenti policy ed i loro effetti personali monitorati prima della partenza”, specifica la nota. “Per quanto ci riguarda il video e le ‘prove’ diffuse durante un atto di pirateria internazionale con danneggiamenti di mezzi umanitari e sequestri e violenze a cittadini europei non hanno alcun valore perché maturate in un contesto totalmente forzoso e illegale dove può essere detta e mostrata qualunque cosa minacciando con le armi attivisti inermi e pacifici senza il vaglio di autorità giudiziarie competenti”, dichiara l’ufficio stampa della Flotilla.

“Serva di esempio il diritto cristallizzato dalle recenti prese di posizione della Corte di Cassazione e del Tribunale del Riesame di Genova in merito alle ‘prove’ nelle indagini sul ‘caso’ di Mohamed Hannoun di dicembre 2025, dove è stato giudicato inammissibile un dossier dei servizi segreti israeliani derivante da indizi raccolti ‘sul campo’ dall’esercito israeliano, senza alcun valore non solo processuale ma anche istruttorio. Con un nulla di fatto finale imbarazzante per le istituzioni”, osserva ancora la rappresentanza italiana dalla Global Sumud. “Global Sumud Flotilla Italia chiede ancora una volta con forza al governo italiano e all’Unione europea di proteggere i propri cittadini sequestrati e di attivare le vie di protezione legale e umanitaria per impedire, tra l’altro, che vengano accusati grazie a prove false e mistificazioni secondo una giurisprudenza inapplicabile peraltro in acque internazionali. Non è possibile che cittadini italiani siano in balia di un governo autoritario e genocida”, conclude la nota.

L’Unione Europea ha ribadito il suo appello a Israele affinché rispetti il diritto marittimo internazionale in relazione alla situazione della Global Sumud Flotilla, ha dichiarato oggi il portavoce per gli affari esteri della Commissione europea, Anouar El Anouni.

“La libertà di navigazione ai sensi del diritto internazionale deve essere rispettata, questo è un punto fondamentale; inoltre, abbiamo ripetutamente chiesto e ribadiamo questo appello a Israele affinché rispetti il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e il diritto marittimo internazionale, che sono piuttosto chiari”, ha dichiarato El Anouni durante il consueto punto stampa odierno.

Roma, caregiver familiari in piazza il 1 maggio: siamo stanchi

Roma, 30 apr. (askanews) – I Caregiver familiari romani del coordinamento nazionale Caregiver Familiari Uniti (Cfu) domani saranno con una delegazione in piazza a Roma per il 1 maggio, per testimoniare come il proprio sia un vero e proprio lavoro, usurante, h 24 e ancora non riconosciuto. Raggiungiamo Giulia Bencivenni, romana, appartenente a Cfu, tre figli, due con disabilità gravi, il più piccolo, totalmente non autosufficiente, di 3 anni, autrice di una lettera-appello rivolta ai media: “dovete raccontare che le nostre famiglie tutti i giorni tengono in piedi un intero sistema che senza di noi crollerebbe”. La lettera aperta, racconta Bencivenni all’Askanews “nasce dopo l’ennesima batosta del dl Locatelli, che doveva far riconoscere i nostro come un lavoro, con un suo valore sociale, giuridico, con un sostegno economico strutturato e una vera copertura previdenziale, ma non lo ha fatto”. Per questo il Cfu ha chiesto anche di intervenire dal palco del Concertone: “il nostro è un lavoro che difende diritti fondamentali, e lo vorremmo raccontare e rendere finalmente visibile”. Il Cfu ha lanciato una petizione a livello nazionale per il riconoscimento del lavoro del cargiver (www.ioscelgo.org/petizioni/il-caregiver-familiare-h24-va-riconosc iuto-come-lavoratore/) che ha superato le 10mila firme, ma sembra che nulla cambi ancora. “Io mi ritengo una mamma fortunata – spiega Bencivenni – perché posso portare a spasso mio figlio in sedia a rotelle, mentre altri caregiver sono chiusi in casa con i loro cari, e troppo spesso sono soli e isolati con i propri problemi”. “Da quando è nato mio figlio – constata la caregiver romana – io non ho avuto un solo sostegno. Nel XI Municipio, ad esempio, dove risiedo, il rapporto con le assistenti sociali è ottimo, ma nel caso dell’introduzione del cosiddetto ‘Progetto di vita’ per i miei figli, sono ancora in una fase interlocutoria con l’assessorato”. Quanto al Servizio per l’Autonomia e l’Integrazione Sociale della persona disabile (Saish), un servizio socioassistenziale dei Municipi di Roma Capitale per le persone con disabilità, e al Servizio, sempre comunale, per le persone con disabilità gravissima “da due anni è tutto fermo”. Il gruppo romano del Cfu ha elaborato una mozione per l’Assemblea Capitolina che solleva questi problemi, “l’ha presentata la consigliera dem Erica Battaglia, ma noi abbiamo chiesto il coinvolgimento di tutti i gruppi capitolini perché la nostra è un’iniziativa apolitica, che crediamo riguardi tutti”. Rispetto al recente bando della Regione Lazio prevede misure di sostegno economico fino a 8.400 euro l’anno per i caregiver, inclusi buoni servizio, “chiede di anticipare le spese di sei mesi e di presentarle a rendiconto. Io non applicherò al bando perché non mi posso permettere questo anticipo”, denuncia Bencivenni, che evidenzia anche la contraddizione “di pretendere un esborso così ingente a famiglie cui si richiede, d’altro canto di certificare con l’Isee dei redditi bassi”. Nel manifesto rivolto ai media Giulia Bencivenni sottolinea che “il valore che viene attribuito a questo carico umano, fisico, affettivo e mentale è umiliante”, “una vergogna”, afferma “visto che ci si chiede di dimostrare un carico assistenziale di 91 ore settimanali”, mentre “anche molto prima di quella soglia è già incompatibile con una vita lavorativa normale”. La solitudine del caregiver, “è il fallimento del welfare, che dovrebbe prevenire l’isolamento delle famiglie”. La richiesta alla comunicazione è di non mostrare la disabilità “solo attraverso immagini rassicuranti, simboliche, emotivamente belle, ma lontanissime dalla realtà quotidiana delle famiglie”. “Dopo le passerelle”, come quelle di Sanremo, ricorda Bencivenni, “c’è il silenzio delle amministrazioni, le famiglie sole, la fatica quotidiana lontana dai riflettori”. “Siamo stanchi, non siamo invisibili – conclude Giulia nella sua lettera di madre, caregiver e cittadina – chiediamo ai giornali, ai giornalisti, ai direttori, ai responsabili istituzionali e a tutti i cittadini di entrare nelle nostre case e guardare la distanza enorme tra ciò che viene annunciato e ciò che realmente viviamo”.

Poste: richiesta passaporto in circa 7.500 uffici postali

Roma, 30 apr. (askanews) – In circa 7.500 uffici postali è possibile richiedere il rilascio e il rinnovo del passaporto. Tutti i 6.932 uffici postali del progetto Polis – l’iniziativa di Poste Italiane che punta a sostenere la coesione economica, sociale e territoriale e il superamento del digital divide nei comuni con meno di 15mila abitanti – sono stati abilitati. A loro si uniscono i 431 uffici nelle grandi città, come Roma, Milano, Napoli, Firenze, Bologna, Verona, Venezia e Cagliari.

Il servizio di rilascio e rinnovo dei passaporti, avviato a marzo 2024 con la sperimentazione in provincia di Bologna, è stato completato nei tempi stabiliti e coinvolge ora tutto il territorio nazionale. Gli uffici postali hanno erogato circa 206mila passaporti, di cui 156mila nei Comuni Polis. Grazie al progetto, i cittadini si sono potuti procurare i passaporti senza l’obbligo di recarsi in Questura e con la possibilità di ricevere il documento a casa (una scelta effettuata da 8 persone su 10 che risiedono nei piccoli centri).

L’iniziativa conferma il ruolo di Poste Italiane come punto di riferimento per i cittadini, ed è stata resa possibile grazie alla convenzione stipulata tra l’Azienda, il Ministero dell’Interno e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Complessivamente, gli uffici postali Polis hanno fornito oltre 222mila servizi della Pubblica Amministrazione tra passaporti, certificati pensionistici e documenti anagrafici e di stato civile.

Significativo l’impatto economico generato da Polis: oltre 1 miliardo di euro di apporto al Pil; oltre 18.500 posti di lavoro creati e 484 milioni di euro generati da redditi da lavoro. Il progetto Polis, lanciato a gennaio del 2023, permette ai cittadini residenti nei Comuni al di sotto di 15mila abitanti di accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione direttamente presso gli uffici postali. Polis ha l’obiettivo di favorire l’inclusione digitale e la coesione sociale nel Paese, contrastando il pericolo di desertificazione dei servizi nelle aree interne. L’investimento complessivo del progetto è 1,2 miliardi di euro, di cui 800 milioni provenienti da risorse del piano complementare al Pnrr e 400 milioni di euro di investimento diretto di Poste Italiane. Il servizio del TG Poste.

Le opposizioni: atto di terrorismo contro la Flotilla. E attaccano Meloni "complice": riferisca in aula

Roma, 30 apr. (askanews) – Opposizioni all’attacco dopo l’arrembaggio di 21 navi della Flotilla da parte dell’Idf, in acque internazionali a centinaia di chilometri dalle coste di Gaza ma a poche miglia dalla Grecia. Prima alla Camera e poi in Senato, i gruppi di minoranza hanno chiesto (per ora senza avere alcuna risposta) una informativa urgente della premier Giorgia Meloni e dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto. Davanti a Montecitorio si è svolta una conferenza stampa della Global Sumud Flotilla, tra bandiere palestinesi, con esponenti di Pd, M5S e Avs. Convocata per stasera alle 18 una manifestazione al Colosseo della Sumud.

Attorno alle 13, è arrivata una nota di “condanna” del “sequestro” da parte di Palazzo Chigi dove si chiedeva al governo israeliano di “liberare immediatamente gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo”.

Per le opposizioni una posizione che è stata definita “ipocrita”. Pd-M5S-Avs si sono scagliati contro l’atto di “terrorismo” compiuto da Israele e contro il governo italiano che, “complice”, non mette in campo “atti concreti”. All’Italia viene rimproverato di non garantire “fino in fondo” l’embargo sulle armi, di aver ostacolato la sospensione dell’accordo di cooperazione Ue-Israele, oltre alla “amicizia speciale” della Meloni con Netanyahu. Sotto accusa anche l’Ue: “Von der Leyen indecente, si volta dall’altra parte”, la Kallas è un “fantasma”, la portavoce della commissione “si è limitata a dire che era imprudente partire anziché dire ‘caro Netanyahu apri il canale umanitario'”. E’ stata polemica poi per la presenza questa mattina alla Camera, ad un evento sui campi di internamento, dell’ambasciatore di Israele in Italia Jonathan Peled, il quale non ha risposto alle domande dei cronisti. “L’ambasciatore di uno Stato genocida non è benvenuto in Parlamento”, ha osservato il dem Arturo Scotto.

“Questa è pirateria internazionale – sono state le parole della segretaria del Pd Elly Schlein – Le istituzioni europee e il governo italiano esprimano una chiara condanna e facciano tutto quanto in loro potere per tutelare la sicurezza degli attivisti sequestrati, per garantirne l’immediato rilascio e per ottenere lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi a Gaza”.

Sono andati all’attacco i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, presenti in piazza Montecitorio. “Non basta la condanna” della Meloni, dice Bonelli. “Quando in Europa si è trattato di passare dalle parole ai fatti l’Italia si è messa di traverso. Senza sanzioni, senza la sospensione degli accordi, senza il riconoscimento dello Stato di Palestina e senza un cambio netto di posizione, quella del governo italiano resta solo ipocrisia”, ha sottolineato, chiamando in causa le “comunità israeliane italiane: mi sarei aspettato una condanna di questi atti criminali come quando noi abbiamo condannato il feroce atto terroristico di Hamas”. Il governo Netanyahu, ha affermato Fratoianni, “si comporta come uno stato terrorista, c’è un evidente salto di qualità, tra un po’ c’è da aspettarci che ci vengano a prendere a casa. Tutti i governi europei devono attivarsi. Non è più possibile considerare Israele come un alleato”.

“Ci faremo sentire sicuramente anche nel Parlamento europeo – ha assicurato Scotto – Israele si è messa fuori dalla comunità democratica internazionale. Il dato oggi è che ci sono cittadini italiani rapiti su una nave militare diretta a Israele, bisogna fermare quella nave, chiedere il rilascio immediato, mandare una fregata militare altrimenti il governo che parla di sovranità è solo complice dello scempio di Israele”.

A chiedere per primo l’informativa di Meloni-Tajani-Crosetto in aula era stato questa mattina il deputato di Avs Marco Grimaldi: “servono sanzioni, serve dire che Netanyahu è un criminale di guerra che vuole la guerra permanente e serve fermare ogni relazione economica. Ci sono italiani sotto sequestro che sono stati rapiti in acque internazionali. Questo è un atto ostile contro l’Ue, contro il nostro Paese e contro il diritto internazionale”. Seguito dalla Cinque Stelle Stefania Ascari: “quello che è successo questa notte è una cosa aberrante. Le navi sono state attaccate dal governo terrorista israeliano. Cos’altro deve succedere per interrompere i rapporti commerciali e militari con un governo genocida?. Ieri sera c’è stato un atto di guerra contro l’Italia e la Ue”.

“Dato che Netanyahu ha allargato fino alle porte dell’Europa le azioni dell’Idf, visto che questo fermo è avvenuto a pochi chilometri da Creta, tutta l’Ue dovrebbe preoccuparsi”, ha scritto in un comunicato Riccardo Magi (+Eu).

Beatrice Zaia eletta presidente di FenImprese Padova

Roma, 30 apr. (askanews) – L’avvocato Beatrice Zaia è stata eletta presidente di FenImprese Padova, assumendo la guida della struttura provinciale con l’obiettivo di rafforzare la rappresentanza delle piccole e medie imprese e consolidare il dialogo tra sistema produttivo, professioni e istituzioni locali.

L’elezione di Zaia arriva in una fase economica caratterizzata da importanti trasformazioni, tra innovazione tecnologica, transizione energetica, internazionalizzazione dei mercati e necessità di sostenere la competitività delle imprese. In questo scenario, il ruolo delle associazioni di categoria diventa sempre più strategico per accompagnare gli imprenditori nelle nuove sfide.

Nel territorio padovano, storicamente tra i più dinamici del Nord Est, il tessuto produttivo è composto in larga parte da PMI, realtà che rappresentano il motore dell’economia locale grazie alla capacità di innovare, creare occupazione e presidiare filiere di eccellenza nei settori manifatturiero, commerciale, artigianale e dei servizi.

“Le piccole e medie imprese – ha sottolineato l’avvocato Zaia – rappresentano il cuore pulsante della provincia di Padova. Sono aziende che ogni giorno generano lavoro, valore e coesione sociale, contribuendo in modo determinante alla crescita del territorio. Il nostro impegno sarà quello di ascoltare gli imprenditori, offrire strumenti concreti e costruire una rete capace di sostenere sviluppo, innovazione e competitività” A evidenziare il valore della designazione anche il presidente della Federazione Nazionale Imprese, Luca Vincenzo Mancuso: “L’elezione di Beatrice Zaia rappresenta un segnale importante per FenImprese e per tutto il territorio padovano. La sua competenza professionale, unita alla capacità di visione e dialogo, sarà determinante per rafforzare la presenza dell’associazione e dare voce alle esigenze delle imprese locali in una fase cruciale per il sistema economico nazionale”.

Un messaggio di sostegno è arrivato anche da Daniele Pescara, numero uno di FenImprese Dubai, che ha evidenziato le opportunità internazionali per le aziende del territorio: “Padova esprime un tessuto imprenditoriale di altissimo livello, con imprese che possono competere con successo sui mercati esteri. La collaborazione tra i territori italiani e realtà strategiche come Dubai può aprire nuove prospettive in termini di export, investimenti e networking internazionale”. Con la nuova presidenza, FenImprese Padova punta ora a rafforzare i servizi associativi, promuovere iniziative dedicate alla formazione, sostenere l’accesso al credito e favorire processi di internazionalizzazione, confermando la centralità delle PMI nello sviluppo economico e sociale del territorio.

Jacopo Veneziani inaugura "Naturae",terra e arte a Gradisca e Gorizia

Roma, 30 apr. (askanews) – Al via a Gradisca D’Isonzo e a Gorizia per la sua prima edizione “Naturae. Connessioni tra terra e arte”, manifestazione che nasce dalla volontà di creare connessioni multiple tra luoghi, arte, scienza e natura, coinvolgendo il pubblico in esperienze di bellezza e conoscenza attraverso una nuova narrazione del rapporto tra uomo e natura.

Promosso e realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, in collaborazione con l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC, Comune di Gradisca D’Isonzo e Codice Produzioni, Naturae evoca l’essenza molteplice della natura, una visione del mondo non più unitaria, ma stratificata. Il sottotitolo “Connessioni tra terra e arte” mette in luce la ricchezza di piani di cui si compone la manifestazione, un viaggio artistico e culturale composito che si snoda lungo quattro mesi.

Attraverso tre momenti – una mostra, un evento, un ciclo di incontri scientifico-culturali -, che si svolgeranno dal 29 maggio alla fine di settembre 2026, la manifestazione prenderà avvio a Gradisca D’Isonzo venerdì 29 maggio con una giornata inaugurale.

Alle 21 al Nuovo Teatro Comunale in programma l’evento aperto al pubblico “Il linguaggio dei fiori. Storie, simboli e visioni nell’arte” del celebre storico dell’arte e divulgatore Jacopo Veneziani, un grande racconto tra natura e arte, un viaggio iconografico dai Giardini dell’Eden alle nature morte del Novecento, per riscoprire come ogni pianta custodisca un alfabeto di significati profondi e possa raccontare una storia.

Dal 30 maggio al 30 agosto all’interno dello SpazioLab della Galleria d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan sarà ospitata la mostra “Flowers”, composta da opere fotografiche dell’artista newyorkese Katinka Matson in dialogo con i dipinti di Luigi Spazzapan. Attraverso l’uso pionieristico dello scanner CCD, Matson trasforma petali e pistilli in ritratti metafisici, rivelando la vitalità silenziosa e la geometria segreta del mondo vegetale. Un’esperienza immersiva che invita il visitatore a rallentare e osservare in profondità. Le immagini, prive di profondità prospettica ma straordinariamente dettagliate, restituiscono la struttura e la bellezza delle piante con una precisione che stupisce e incanta. Le composizioni floreali iperrealistiche che sembrano quadri contemporanei entrano in dialogo con le opere di Spazzapan. Questo intreccio dà vita a un allestimento inedito, che mette in comunicazione il passato e il presente, l’analogico e il digitale, l’arte figurativa e la fotografia botanica

Dopo l’esperienza estetica e poetica della mostra e della conferenza-spettacolo, Naturae prosegue nel mese di settembre spostandosi al Giardino Viatori di Gorizia: qui, tra i viali del patrimonio botanico lasciato alla Fondazione Carigo da Luciano Viatori, con un articolato ciclo di sei incontri scientifico-culturali si entrerà nel vivo della riflessione tecnica e progettuale, rafforzando l’idea di interconnessione tra arte, terra, scienza e natura che caratterizza la manifestazione.

Il Giardino diventerà un teatro della conoscenza ospitando un palinsesto di incontri aperti al pubblico dedicati alla cura e alla visione del paesaggio contemporaneo, pensati per valorizzare la biodiversità, il sapere botanico e il dialogo tra uomo e natura. Botanici, architetti del paesaggio, esperti e studiosi approfondiranno temi come la biodiversità, la crisi ecologica, la progettazione dei giardini come spazi di resilienza e bellezza, riflettendo insieme al pubblico sul rapporto tra uomo, spazio pubblico e natura.

Il ciclo di incontri chiude il percorso di Naturae, spazio dove arte, cultura, natura, luoghi e scienza si fondono per immaginare nuovi modi di abitare il pianeta.

“Uno dei pilastri intorno a cui ruota l’azione della Fondazione per il triennio 2026-2028 è la parola connessioni – ha dichiarato la presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin – una parola che evoca legami, incontri, intrecci vitali. Connessioni che nascono tra persone e istituzioni, tra luoghi e paesaggi, tra culture e visioni, ma anche tra idee e sensibilità diverse che, incontrandosi, generano nuove possibilità. Già a partire dal 2017, la Fondazione ha avviato il masterplan goGreen con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico della provincia di Gorizia, riscoprendo e rafforzando il rapporto tra uomo e natura. Oggi il masterplan raggiunge un livello ulteriore, lavorando sempre più sulle connessioni: collegando i luoghi cardine del nostro territorio e costruendo una rete invisibile, capace di unire e attivare la cultura. In questo contesto si inserisce il progetto Naturae: una manifestazione che nasce per esplorare le relazioni profonde tra arte e natura, tra uomo e paesaggio. Un progetto che mette in connessione non solo temi e linguaggi, ma anche luoghi fisici, creando in particolare un dialogo tra il Giardino Viatori a Gorizia e la Galleria Spazzapan a Gradisca d’Isonzo. È proprio da queste relazioni che emerge e si rafforza il corpo identitario del territorio: un sistema vivo, in cui le diverse componenti si potenziano reciprocamente, liberando nuove energie e visioni per il futuro”.

La Bce conferma al 2% i tassi nell’area euro, "i rischi si sono intensificati"

Roma, 30 apr. (askanews) – A dispetto dei continui aumenti dell’inflazione, la Banca centrale europea ha confermato i livelli dei tassi di interesse di riferimento per l’area euro, al 2% cui erano stati portati nel giugno dello scorso anno dopo una fase di ribassi.

La decisione interviene mentre ad aprile il caro vita medio dell’area euro è balzato al 3%, a riflesso dei forti rincari dell’energia (+10,9% annuo) innescati dai conflitti in Medioriente e in Iran.

Nel comunicato sulle decisioni, la Bce rileva che appaiono “intensificati i rischi al rialzo sull’inflazione e quelli al ribasso sulla crescita” per l’eurozona.

Secondo la Bce, la guerra in Medioriente ha innescato una impennata dei prezzi che sta pesando sull’inflazione sul clima di fiducia. “Le implicazioni della guerra per l’inflazione nel e per l’attività economica nel medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi dell’energia e dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo livello. Più prosegue la guerra – dice la Bce – più a lungo resteranno alti prezzi dell’energia, maggiore è la probabilità di un impatto sull’inflazione e sull’economia”.

1 maggio, Mattarella difende il lavoro e avverte: il Paese vive di coesione sociale

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – La festa dei lavoratori di tutto il mondo “è una festa della Repubblica, che sul lavoro si fonda”. E’ la premessa da cui parte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che al Museo Piaggio di Pontedera, cuore storico del polo dei motori fin dal primo dopoguerra, avvia le celebrazioni del Primo Maggio. Lavoro, con una tutela effettiva dei diritti dei lavoratori “contro ogni illegalità”, storia della Repubblica e democrazia vanno di pari passo nel discorso del presidente, che stigmatizza, per l’ennesima volta, la “piaga che non accenna a sanarsi” delle morti e degli incidenti sul lavoro, un “tributo inaccettabile”.

“La lotta alle incurie, all’illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti”, ricorda Mattarella, senza fare sconti perché “sono le cronache a intimarci che ciò che facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora”. Il lavoro, insiste il presidente, è “fondamento essenziale della nostra convivenza, del nostro progredire, della nostra vita democratica”, segna alcuni passaggi della storia italiana e difatti, osserva dopo aver visitato, accompagnato da Michele e Matteo Colaninno, rispettivamente ad e presidente esecutivo di Piaggio, la Linea 2R, la linea di produzione della Vespa, “gli scooter hanno caratterizzato un’epoca nella ricostruzione italiana del secondo Dopoguerra”. La Vespa che quest’anno compie 80 anni, aggiunge, “è, tutt’ora, nel mondo, uno dei simboli della creatività e della industriosità dell’Italia”.

Non si può, però, vivere con lo sguardo rivolto al passato, l’industria è “un pilastro dell’Italia” e per “essere attori, e non piatti curatori di un’eredità passata” è necessario coniugare innovazione con sostenibilità e, in un mondo di giganti economici e di sfide globali, è per l’Unione europea “tempo di visione. Non di misure di corto respiro”. “E’ tempo – insiste Mattarella – di procedere, con coraggio, sulla strada dell’integrazione europea”.

Il lavoro, che “plasma” la società e il futuro ed è “attore preminente nella realizzazione degli obiettivi di solidarietà sociale assegnati dalla Costituzione”, deve essere lavoro buono, con tutele e diritti (“l’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia”), con pari dignità tra lavoratori e lavoratrici. Lavoro buono anche per le donne, chiede Mattarella, per le quali è urgente “colmare il gap” che perdura “nelle carriere e nelle retribuzioni”. Lavoro buono per i giovani perchè è “ancora troppo alta l’età di ingresso nel mercato” e, in generale, “nella nostra società i giovani sono poco ascoltati”. Succede così che quelli ben istruiti finiscano per andarsene all’estero e per non tornare più: va “invertita” questa tendenza. Mattarella rivolge un pensiero anche “a chi il lavoro lo sta cercando, a chi lo difende, a chi cerca di superare le barriere del lavoro povero e precario”.

Poi il presidente guarda ai sindacati, al loro ruolo di corpo intermedio nella società, a quel “dialogo sociale” che non deve interrompersi mai. In tempi molto difficili per la vita del paese, tra guerre vicine e conseguenze economiche vicinissime, contrapposizioni interne e il ritorno della violenza nelle piazze Mattarella lo dice chiaro: “Un Paese forte, in cui vige l’eguaglianza dei cittadini, vive di coesione sociale” e “la coesione sociale richiede che il lavoro e la tutela dei lavoratori siano effettive, contro l’illegalità, contro ogni illegalità e sfruttamento che rappresentano una minaccia alla convivenza stessa”. Proprio per questo, conclude, “l’organizzazione sindacale, la sua libertà, e anche la sua capacità di trovare ampi e importanti momenti di unità, è parte insostituibile della vita democratica”.

Bce conferma al 2% i tassi nell’area euro, "rischi si sono intensificati"

Roma, 30 apr. (askanews) – A dispetto dei continui aumenti dell’inflazione, la Banca centrale europea ha confermato i livelli dei tassi di interesse di riferimento per l’area euro, al 2% cui erano stati portati nel giugno dello scorso anno dopo una fase di ribassi.

La decisione interviene mentre ad aprile il caro vita medio dell’area euro è balzato al 3%, a riflesso dei forti rincari dell’energia (+10,9% annuo) innescati dai conflitti in Medioriente e in Iran.

Nel comunicato sulle decisioni, la Bce rileva che appaiono “intensificati i rischi al rialzo sull’inflazione e quelli al ribasso sulla crescita” per l’eurozona.

Secondo la Bce, la guerra in Medioriente ha innescato una impennata dei prezzi che sta pesando sull’inflazione sul clima di fiducia. “Le implicazioni della guerra per l’inflazione nel e per l’attività economica nel medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi dell’energia e dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo livello. Più prosegue la guerra – dice la Bce – più a lungo resteranno alti prezzi dell’energia, maggiore è la probabilità di un impatto sull’inflazione e sull’economia”.

1 maggio, sindacati quest’anno insieme a Marghera ma divisi sul decreto lavoro

Roma, 30 apr. (askanews) – Nel 2025 i leader di Cgil, Cisl e Uil celebrarono il primo maggio in tre città diverse: Maurizio Landini a Roma ai Fori Imperiali; Daniela Fumarola a Casteldaccia (Palermo); Pierpaolo Bombardieri a Prato. Lo slogan fu “Uniti per un lavoro sicuro”. Quest’anno, i segretari generali delle tre confederazioni si ritroveranno sullo stesso palco a Marghera (Venezia) per un “Lavoro dignitoso” e per la qualità dell’occupazione, i diritti e la necessità di nuove politiche industriali e sociali. Un’unità, però, solo apparente. I sindacati sono infatti divisi, a partire dal giudizio sul decreto lavoro varato martedì dal consiglio dei ministri.

Promosso da Cisl e Uil, critiche al provvedimento sono invece arrivate dalla Cgil. Rispetto a un anno fa, il dato nuovo è che non c’è più l’asse Cgil-Uil. Il tempo degli scioperi e delle manifestazioni indette dalle due confederazioni è alle spalle. I segnali di un cambio di strategia della Uil c’erano già stati in occasione dei referendum su lavoro e appalti promossi dalla Cgil. Linea, quella dettata da Bombardieri e dalla sua segreteria, diventata ancora più chiara nel confronto con il Governo sull’ultima legge di bilancio, che ha accolto una delle richieste della Uil: la detassazione degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi.

Bombardieri si è dichiarato “molto soddisfatto” per il decreto primo maggio “perché, per la prima volta, c’è un intervento legislativo che identifica il salario giusto, il salario dignitoso, con i contratti di Cgil, Cisl e Uil”. Sulla stessa lunghezza d’onda Fumarola: “E’ un risultato importante. Conferma ancora una volta che la buona contrattazione, che è quella che copre circa il 95% dei lavoratori, è quella da prendere come riferimento”. Di diverso avviso Landini, sottolineando che “i soldi del decreto sono per le imprese. Per i lavoratori non c’è un euro”.

Intervenendo a Pontedera all’inziativa dell’Unione industriale pisana alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, il ministro Marina Calderone ha sottolineato che “il lavoro, soprattutto la qualità del lavoro, è il perno attorno a cui si costruisce la coesione sociale e insieme la capacità di crescita del nostro Paese. L’obiettivo e cuore delle nostre politiche è la qualità del lavoro. I numeri dell’occupazione e della disoccupazione in Italia ci spingono a guardare oltre i risultati raggiunti. Non ci basta infatti che il lavoro esista, che l’occupazione aumenti e la disoccupazione diminuisca. Il lavoro deve essere regolare e sicuro – ha aggiunto il ministro del Lavoro – deve essere capace di sostenere lo sviluppo e, al tempo stesso, garantire condizioni adeguate a chi lo svolge”.

Il programma del primo maggio dei sindacati prevede appuntamenti e centinaia di iniziative locali. Il cuore delle celebrazioni nazionali è a Marghera. Tra le città più importanti si segnalano Milano, dove ci sarà un corteo da corso Venezia fino a piazza della Scala; Torino con il corteo sindacale da corso Cairoli a piazza Castello; Napoli con la manifestazione unitaria in piazza Municipio; Portella della Ginestra (Palermo), luogo simbolo della memoria e delle lotte del lavoro dove quest’anno si commemora il 79esimo anniversario della strage. La giornata sarà caratterizzata anche dal tradizionale concertone in piazza San Giovanni a Roma.

1 maggio, sindacati insieme a Marghera ma divisi su decreto lavoro

Roma, 30 apr. (askanews) – Nel 2025 i leader di Cgil, Cisl e Uil celebrarono il primo maggio in tre città diverse: Maurizio Landini a Roma ai Fori Imperiali; Daniela Fumarola a Casteldaccia (Palermo); Pierpaolo Bombardieri a Prato. Lo slogan fu “Uniti per un lavoro sicuro”. Quest’anno, i segretari generali delle tre confederazioni si ritroveranno sullo stesso palco a Marghera (Venezia) per un “Lavoro dignitoso” e per la qualità dell’occupazione, i diritti e la necessità di nuove politiche industriali e sociali. Un’unità, però, solo apparente. I sindacati sono infatti divisi, a partire dal giudizio sul decreto lavoro varato martedì dal consiglio dei ministri.

Promosso da Cisl e Uil, critiche al provvedimento sono invece arrivate dalla Cgil. Rispetto a un anno fa, il dato nuovo è che non c’è più l’asse Cgil-Uil. Il tempo degli scioperi e delle manifestazioni indette dalle due confederazioni è alle spalle. I segnali di un cambio di strategia della Uil c’erano già stati in occasione dei referendum su lavoro e appalti promossi dalla Cgil. Linea, quella dettata da Bombardieri e dalla sua segreteria, diventata ancora più chiara nel confronto con il Governo sull’ultima legge di bilancio, che ha accolto una delle richieste della Uil: la detassazione degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi.

Bombardieri si è dichiarato “molto soddisfatto” per il decreto primo maggio “perché, per la prima volta, c’è un intervento legislativo che identifica il salario giusto, il salario dignitoso, con i contratti di Cgil, Cisl e Uil”. Sulla stessa lunghezza d’onda Fumarola: “E’ un risultato importante. Conferma ancora una volta che la buona contrattazione, che è quella che copre circa il 95% dei lavoratori, è quella da prendere come riferimento”. Di diverso avviso Landini, sottolineando che “i soldi del decreto sono per le imprese. Per i lavoratori non c’è un euro”.

Intervenendo a Pontedera all’inziativa dell’Unione industriale pisana alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, il ministro Marina Calderone ha sottolineato che “il lavoro, soprattutto la qualità del lavoro, è il perno attorno a cui si costruisce la coesione sociale e insieme la capacità di crescita del nostro Paese. L’obiettivo e cuore delle nostre politiche è la qualità del lavoro. I numeri dell’occupazione e della disoccupazione in Italia ci spingono a guardare oltre i risultati raggiunti. Non ci basta infatti che il lavoro esista, che l’occupazione aumenti e la disoccupazione diminuisca. Il lavoro deve essere regolare e sicuro – ha aggiunto il ministro del Lavoro – deve essere capace di sostenere lo sviluppo e, al tempo stesso, garantire condizioni adeguate a chi lo svolge”.

Il programma del primo maggio dei sindacati prevede appuntamenti e centinaia di iniziative locali. Il cuore delle celebrazioni nazionali è a Marghera. Tra le città più importanti si segnalano Milano, dove ci sarà un corteo da corso Venezia fino a piazza della Scala; Torino con il corteo sindacale da corso Cairoli a piazza Castello; Napoli con la manifestazione unitaria in piazza Municipio; Portella della Ginestra (Palermo), luogo simbolo della memoria e delle lotte del lavoro dove quest’anno si commemora il 79esimo anniversario della strage. La giornata sarà caratterizzata anche dal tradizionale concertone in piazza San Giovanni a Roma.

Levante, Michielin e Vicario sono le tre Roma Pride Ambassadors 2026

Roma, 30 apr. (askanews) – Il Roma Pride 2026 annuncia con orgoglio le sue ambassadors: Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario. Tre artiste, tre voci autorevoli e sensibili del panorama culturale italiano, che scelgono di attraversare il Pride non da spettatrici, ma da alleate: lo annunciano gli organizzatori in un comunicato. “Perché il Pride è, prima di tutto, di chi lo attraversa: uno spazio politico, culturale e umano che si costruisce insieme, passo dopo passo, corpo dopo corpo, voce dopo voce”, aggiungono.

La loro presenza – si legge nel testo – rappresenta un segnale forte in un momento storico in cui i diritti civili vengono messi in discussione e gli spazi di libertà rischiano di restringersi. Levante, Michielin e Vicario porteranno in parata il loro impegno, la loro arte e il loro sguardo, contribuendo a rendere il Roma Pride uno spazio ancora più inclusivo, visibile e necessario.

Le tre artiste sfileranno insieme alla comunità LGBTQIA+ durante la parata del Roma Pride 2026 di sabato 20 giugno.

“Essere al Pride significa scegliere da che parte stare», dichiara Levante. “E io scelgo di stare accanto a chi lotta ogni giorno per essere semplicemente se stesso, senza paura”, sottolinea.

“La libertà non è mai un fatto individuale. O è di tutte e tutti, o non è”, aggiunge Francesca Michielin. “Per questo il Pride è una responsabilità collettiva, oltre che una festa meravigliosa”, afferma.

Per Margherita Vicario, “scendere in piazza sta tornando a rivelarsi salutare, salvifico, necessario. Soprattutto in questo momento storico è un’esigenza collettiva a cui prendo parte con entusiasmo e responsabilità. Sono da sempre ‘amica del pride’ ancora più bello esserlo in via ufficiale”.

A sottolineare il valore di questa scelta è anche Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e portavoce del Roma Pride, che a nome dell’organizzazione dichiara: “Vogliamo ringraziare Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario per aver scelto di essere al nostro fianco come ambassadors. La loro presenza è fondamentale perché ci permette di portare le nostre istanze ancora più lontano. Con la loro voce e la loro visibilità riescono ad arrivare anche dove, con i nostri canali, facciamo più fatica. È questo il senso più autentico dell’alleanza: condividere spazio, responsabilità e possibilità”.

MotoGP Bagnaia-Aprilia: Romagnoli verso il ruolo di capotecnico

Roma, 30 apr. (askanews) – In attesa dell’ufficialità, prende forma il nuovo corso di Francesco Bagnaia in Aprilia Racing: dal 2027 il due volte campione del mondo MotoGP dovrebbe iniziare l’avventura con la Casa di Noale affiancato da Daniele Romagnoli nel ruolo di responsabile tecnico. Come scrive la gazzetta dello sport online, Una decisione condivisa tra pilota e team, orientata su una figura di grande esperienza e già centrale nello sviluppo della moto veneta.

Per Bagnaia si apre così un capitolo nuovo dopo l’esperienza con Ducati Corse, con cui ha conquistato i titoli iridati 2022 e 2023 sotto la guida tecnica di Cristian Gabarrini, destinato a restare in Ducati. Il passaggio in Aprilia comporterà quindi anche un cambio profondo nello staff, con l’obiettivo di ritrovare competitività e sensazioni di guida dopo una stagione 2025 complicata e un avvio 2026 in salita, soprattutto nelle fasi di frenata e ingresso curva.

Romagnoli, classe 1966, marchigiano di Gallo di Petriano, è uno dei tecnici più stimati del paddock, soprannominato “Radar” per la sua capacità di lettura strategica e analisi dei dati. La sua carriera nel Motomondiale attraversa tutte le categorie: dagli inizi negli anni ’80 fino all’approdo in MotoGP, dove ha lavorato tra Yamaha Factory Racing e Ducati per oltre due decenni, collaborando con piloti come Casey Stoner, Jorge Lorenzo, Cal Crutchlow e Danilo Petrucci.

Determinante è stato il sodalizio con Jorge Martín, seguito dal 2021 e portato al titolo mondiale 2024, prima del passaggio condiviso in Aprilia. Anche in assenza prolungata del pilota spagnolo nella stagione 2025, Romagnoli ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della RS-GP, lavorando con il collaudatore Lorenzo Savadori per migliorare stabilità, erogazione e percorrenza della moto.

Il tecnico marchigiano ha inciso soprattutto sull’evoluzione della moto nella seconda parte del 2025, rendendo l’Aprilia un riferimento per inserimento in curva e stabilità. Un lavoro basato su raccolta e interpretazione dei dati, ma anche su una visione complessiva del box, qualità che potrebbero rivelarsi decisive per un Bagnaia alla ricerca del miglior feeling sull’anteriore e della velocità di percorrenza che ne aveva caratterizzato le stagioni vincenti.

Non meno rilevante la componente umana. Romagnoli è considerato una figura capace di creare empatia e stabilità psicologica con i piloti, come dimostrato proprio nel rapporto con Martín. Un aspetto che Aprilia e Bagnaia valutano centrale per rilanciare il rendimento del pilota italiano, in un contesto tecnico e personale rinnovato.

Israele: dietro la Flotilla c’è Hamas

Roma, 30 apr. (askanews) – “La forza trainante dietro la provocazione della Flotilla è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l’obiettivo di sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace del presidente Trump e di distogliere l’attenzione dal rifiuto di Hamas di disarmarsi”, ha scritto oggi su X il ministero degli Esteri israeliano, in seguito all’arresto dei 175 attivisti arrestati dalla Marina israeliana.

“Israele è impegnato a garantire la libertà di navigazione. A causa del gran numero di imbarcazioni che partecipano alla Flotilla, del rischio di escalation e della necessità di impedire la violazione di un blocco legale, è stato necessario intervenire tempestivamente in conformità con il diritto internazionale”, ha specificato il ministero, precisando che “l’operazione è stata condotta in acque internazionali in modo pacifico e senza vittime”.”Un’ispezione iniziale delle imbarcazioni ha rivelato materiali che sembrano essere droghe e contraccettivi. Questa Flotilla è un altro stunt mediatico, privo di aiuti umanitari. Si tratta di provocatori professionisti in crociere di piacere”, ha aggiunto ancora il ministero, concludendo: “‘Una Flotilla di preservativi'” – niente di più, niente di meno”.

Flotilla, ActionAid condanna intercettazione navi e arresto attivisti

Roma, 30 apr. (askanews) – ActionAid condanna con fermezza l’intercettazione da parte della Marina israeliana delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuta nella notte in acque internazionali e l’arresto delle attiviste e attivisti a bordo.

L’organizzazione sin dalla prima missione del 2025 ha espresso solidarietà alla Global Sumud Flotilla e sostiene pubblicamente la nuova missione salpata pochi giorni fa.

ActionAid, ribadendo il valore civile e politico della missione della Global Sumud Flotilla, si unisce alle richieste della società civile affinché sia garantita la sicurezza degli attivisti e delle attiviste e il loro immediato rilascio, assicurando piena trasparenza e il rispetto del diritto internazionale.

“Questa operazione rappresenta un grave attacco contro civili e una violazione del diritto internazionale”, dichiarano Katia Scannavini e Lorenzo Eusepi, Co-Segretari Generali di ActionAid Italia. “Chiediamo protezione diplomatica e il rilascio immediato delle attiviste e attivisti coinvolti, una chiara condanna dell’accaduto e il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario”, aggiungono.

Iniziative come la Global Sumud Flotilla sono oggi fondamentali per mantenere alta l’attenzione globale e contrastare la narrazione di una normalizzazione della situazione di conflitto a Gaza, che non trova alcun riscontro nella realtà quotidiana, si legge nel comunicato di ActionAid, che ribadisce di sostenere le manifestazioni pacifiche che si stanno svolgendo in queste ore in tutta Italia. E ricorda: “Non esiste alcun reale cessate il fuoco: a Gaza la violenza continua senza sosta e, negli ultimi mesi, si è intensificata anche in Cisgiordania, con un’escalation sempre più grave che si allarga a macchia d’olio nella regione, investendo il Libano ed altri Paesi”.

A Gaza e nei Territori occupati della Palestina in Cisgiordania, ActionAid è impegnata a garantire aiuti, beni di prima necessità come acqua, cibo, kit igienici salvavita, supporto a donne e bambini, difesa dei diritti fondamentali con il suo staff palestinese, insieme ad associazioni di donne, di giovani e di attivisti. “Ancora oggi il nostro intervento umanitario all’interno della Striscia è portato avanti da donne e uomini colpiti da fame, lutti e sfollamenti forzati come tutta la popolazione civile”, conclude l’organizzazione.

P. Chigi: condanna sequestro Flotilla, liberare immediatamente italiani

Roma, 30 apr. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto questa mattina una riunione cui hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sugli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla.

In questo quadro, si legge in una nota di palazzo Chigi, “il governo italiano condanna il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche e chiede al Governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo”.

Il Governo “ribadisce il suo impegno per continuare a fornire aiuti umanitari a Gaza nel quadro della nostra cooperazione e nel rispetto del diritto internazionale”.

Migranti, Mattarella: usare razionalità e saggezza

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Il tema delle migrazioni è rilevante in tutta Europa. L’impoverimento demografico da un lato, la crescita delle domande di lavoro che non trovano risposta dall’altro, pongono le nostre società di fronte al bisogno di misurarsi con questi problemi usando razionalità e saggezza, sollecitando cooperazione con i Paesi di origine. In questo ambito si colloca il Piano Mattei, varato e sviluppato dal Governo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’auditorium del Museo Piaggio a Pontedera.

Oltre 20.000 prenotazioni per Kérastase Society

Milano, 30 apr. – A Milano, durante il Salone del Mobile, Kérastase rivoluziona il concetto di haircare trasformando un hotel in una vera e propria destinazione di bellezza. Nasce così Kérastase Society, il primo format immersivo del brand che unisce lusso, esperienza sensoriale e cura dei capelli in un unico spazio. Un progetto innovativo che punta a coinvolgere il consumatore in modo diretto e immersivo. Ha parlato così Valerio Vecchio, General Manager Kérastase Italia : “Il nostro consumatore viene qui ingaggiato in un’esperienza multisensoriale, che parte dal nostro Glazed cafè, quindi con il gusto, l’olfatto e tutti i sensi più legati a tutto quello che si può offrire in un caffè parigino. E poi l’esperienza continua fino alla nostra penthouse, in cui si riesce a entrare in contatto con la professionalità di Kérastase, ad avere un hairstyle che è basato sia sulla dimensione artistica dei nostri pro, che sulla tecnologia, grazie ad una diagnosi tecnologica e aumentata dalla intelligenza artificiale con le nostre K-Scan”.

Al centro dell’esperienza restano i parrucchieri e la consulenza professionale, insieme alle novità prodotto e ai servizi personalizzati: “la K-Scan analizza il cuoio capelluto e suggerisce le routine hair care più adatte in base ai bisogni della persona. E questa è proprio l’esperienza che i visitatori del nostro evento Kérastase Society hanno potuto vivere, affidandosi proprio alle mani esperte dei nostri acconciatori, che hanno fatto provare loro anche le ultime novità in casa Kérastase, come ad esempio Gloss Absolu Cream e l’ultima linea Chronologiste che si ispirano alla longevity hair care” ha aggiunto Federica Scolaro, Marketing Manager Kérastase.

Dalla lobby alle suites, tra consulenze beauty tech, ritocchi styling e spazi dedicati alla socialità e alla creatività, un nuovo modo di vivere la bellezza: non solo da scoprire, ma da indossare e condividere. Un concept destinato a viaggiare nel mondo, con prossime tappe già previste a Parigi, Madrid, Amsterdam e New York.

1 maggio, Mattarella: morti e incidenti su lavoro piaga inaccettabile

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Due giorni fa, la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro ha riproposto alla attenzione delle opinioni pubbliche una piaga che non accenna a sanarsi. Un richiamo che, in verità, giunge dalle dolenti note di ogni giorno”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al Museo Piaggio a Pontedera.

“Le cronache ci restituiscono, pressoché quotidianamente, notizie di lavoratrici e di lavoratori che perdono la vita, rimangono infortunati, nello svolgimento delle loro attività. La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo. Tra luoghi di lavoro e in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno. Nel ricordarle, rinnovando la vicinanza alle famiglie delle vittime, ribadiamo che si tratta di un tributo inaccettabile. La lotta alle incurie, all’illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti. Sono le cronache a intimarci che ciò facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora. Imprenditori, lavoratori, istituzioni, società. Deve migliorare l’organizzazione, il rispetto delle regole, la cultura della sicurezza comune”, ha osservato Mattarella.

1 maggio, Mattarella e il lavoro delle donne: colmare gap di genere

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Potremmo intendere i punti maggiormente critici del nostro mercato del lavoro come potenzialità ancora inespresse, come riserve a cui attingere per dare nuovo impulso alla società e all’economia italiana. Certamente la prima di queste leve su cui concentrarsi è il lavoro delle donne”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’auditorium del Museo della Piaggio a Pontedera.

“L’occupazione femminile in Italia è anch’essa cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi che per noi costituiscono un primato. Tuttavia resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea – ha sottolineato il presidente -. Il divario di genere, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato con un complesso di interventi e attenzioni: sui fattori strutturali e sui contesti territoriali, ma anche sulla qualità del lavoro e sui servizi per favorire la conciliazione con gli altri impegni di vita”.

1 maggio, Mattarella: in Ue tempo di visione, no misure corto respiro

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Per produttività e capacità di innovazione registriamo in Europa un deficit competitivo. Occorre eliminare al più presto le barriere che ancora impediscono una compiuta unione dei nostri mercati interni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al Museo Piaggio a Pontedera e sottolineando che è “tempo di visione” e non di “misure di corto respiro”.

“Bisogna orientare gli investimenti nei settori più strategici e con il maggiore potenziale di crescita. E’ una consapevolezza diffusa fra i membri dell’Unione, tanto è vero che la Commissione ha ritenuto di proporre un regolamento, dal significativo titolo Provvedimento di accelerazione industriale, ispirato al rapporto Draghi e diretto a rafforzare la base industriale continentale, a promozione del Made in EU. E’ tempo di visione. Non di misure di corto respiro. E’ tempo di procedere, con coraggio, sulla strada dell’integrazione europea”, ha sottolineato il presidente.

1 maggio, Mattarella: lavoro presidio società, messaggio Costituenti

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Il lavoro è presidio della società. E’ espressione della libertà della persona e delle comunità. E’ dignità. E’ strumento di partecipazione, di costruzione. L’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’auditorium del Museo Piaggio a Pontedera.

“E’ il messaggio dei Costituenti che hanno voluto che la Repubblica – di cui stiamo per festeggiare l’ottantesimo compleanno – fosse “fondata sul lavoro” proprio per dare alla democrazia, alla libertà, all’uguaglianza – finalmente conquistate – un contenuto più forte e impegnativo”, ha sottolineato.

1 maggio, Mattarella: lavoro fondamento essenziale nostra convivenza

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Siamo a Pontedera per celebrare, oggi, il lavoro italiano, fondamento essenziale della nostra convivenza, del nostro progredire, della nostra vita democratica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’auditorium del Museo Piaggio a Pontedera.

“Domani, Primo maggio, è la festa dei lavoratori di tutto il mondo. E’ una festa della Repubblica, che sul lavoro si fonda. Anticiparne la celebrazione in questo luogo così iconico ricorda il cammino del nostro Paese con le sue fatiche e i suoi successi, il dinamismo che ha fatto breccia nei mercati e nell’immaginario collettivo, sottolinea la tessitura della solidarietà e dei diritti in fabbrica e fuori di essa” ha sottolineato il presidente.

Su Sky Arte due documentari degli studenti di Luiss Business School

Roma, 30 apr. (askanews) – Alla seconda edizione di “Luiss Business School Creative Productions: dall’aula al set” sono stati presentati i progetti audiovisivi realizzati dagli studenti e dalle studentesse del Master in Management delle Imprese Creative e Culturali, major in Art Management, Writing School for Cinema & Television e Gestione della Produzione Cinematografica e Televisiva della Luiss Business School.

Il progetto, che per l’edizione 2026 si avvale della partnership con Sky, ha visto gli studenti e le studentesse di questi percorsi ideare, progettare e realizzare due documentari, “SA.L.A.D. – San Lorenzo Art District”, sul grande distretto artistico spontaneo nato nel quartiere romano di San Lorenzo, e “Ultramoderni”, che racconta la nascita di un’associazione culturale (La Conventicola degli Ultramoderni) di varietà e burlesque (sempre a San Lorenzo), prodotti da Luiss Business School con la collaborazione di Nikada Film e Indaco Studios. La Luiss Business School si riconferma laboratorio avanzato di formazione e sperimentazione:

“Noi abbiamo come scuola un nostro modus operandi che è quello del fare, poi quando questo fare si arricchisce con delle partnership straordinarie come quelle di Sky ovviamente è tutto più ‘ingaggiante’ per i nostri studenti – ha spiegato Luca Pirolo Associate Dean for Multi-Hub strategy e Head of Specialized Masters Luiss Business School.

I Master della Scuola permettono ai partecipanti di confrontarsi con tutte le fasi dello sviluppo di un progetto audiovisivo, dall’ideazione alla produzione, fino alla distribuzione. La collaborazione con partner di primo piano come Sky Italia rappresenta un elemento chiave di questo percorso:

“Andranno in onda su Sky Arte il 3 e 5 maggio, siamo contenti di arricchire la nostra offerat per i n ostri abbonati con due prodotti effettivamente unici, non soltanto per il racconto che ne fanno ma anche per come sono stati realizzati”, ha rivelato Omar Schillaci, Director Sky Content Factory e vice-direttore di Sky Tg24.

Presentato inoltre Giulia, il progetto di fine Master che ha visto gli studenti cimentarsi con la scrittura e realizzazione del pilot di una serie TV.

Commissario UE Cultura: bene Giuli per posizione chiara su Russia

Roma, 30 apr. (askanews) – Durante il dibattito sul rischio di normalizzazione delle relazioni con la Russia, nella seduta plenaria del Parlamento europeo il Commissario UE alla Cultura Glenn Micallef ha ringraziato il ministro della Cultura Alessandro Giuli per la sua posizione chiara sul tema.

“Desidero esprimere il mio pieno sostegno al ministro della Cultura Alessandro Giuli – ha detto Micallef intervenendo in italiano – per la sua posizione chiara e di principio: è una posizione che io condivido pienamente e per questo devo dire grazie Alessandro”.

Alla Pinacoteca Agnelli in buona compagnia di Walter Pfeiffer

Torino 30 apr. (askanews) – La Pinacoteca Agnelli presenta dal 30 aprile al 13 settembre 2026 la prima mostra istituzionale in Italia dedicata all’opera fotografica di Walter Pfeiffer a cura di Nicola Trezzi e Simon Castets.

Ne ha parlato ad askanews Nicola Trezzi: “Walter Pfeiffer. In Good Company, in buona compagnia, è una mostra fotografica con più di 100 opere dagli anni Settanta agli anni Venti del Duemila e raccoglie fotografie a colori e in bianco e nero scattate da Walter Pfeiffer, questo artista e fotografo svizzero. La mostra si concentra su come il desiderio, l’erotismo, ma anche il formalismo, il modernismo e la storia dell’arte sono stati catturati da questo artista in maniera unica, in maniera molto peculiare e in una maniera che ha preceduto moltissimi linguaggi, uno fra tutti i linguaggi della moda contemporanea. La foto che vediamo è un ritratto di Eva Herzigovà, la fotomodella, in realtà qua è irriconoscibile perché è completamente camuffata, questo fa parte un po’ del modo giocoso di Walter Pfeiffer di creare le sue immagini. La fotografia è parte di un servizio che l’artista ha fatto per l’edizione francese di Vogue nei primi anni Duemila: quando aveva sessant’anni e senza agente, senza una minima esperienza, diventa immediatamente una star della fotografia di moda. Lui racconta come si trovò in questo campo che lui aveva studiato tantissimo già dai tempi in cui era studente e sognava di fare le fotografie di moda e arriva a sessant’anni creando queste immagini che fondono di nuovo il desiderio, la bellezza ma anche questo spirito giocoso che lo contraddistingue”.

Il titolo della mostra In Good Company è una giocosa allusione al casting dei soggetti e al processo collaborativo e performativo messo in atto da Pfeiffer: amici, passanti, gatti, top model, oggetti e se stesso mascherato, travestito e in posa. Il fotografo si muove liberamente fra soggetti e generi, fra temi e stili. Enciclopedia visiva del desiderio, dell’erotismo, dell’ironia e dell’autoritratto, ma anche del formalismo e della storia dell’arte, la mostra non segue un ordine cronologico nelle sei sale tematiche: Glamour Elvetico, Tra le righe, El Dorado, Centro di ispirazione, Atlante del desiderio e Anti eroe super model. Walter Pfeiffer è un pioniere della fotografia contemporanea.

L’Istat: ad aprile l’inflazione balza al 2,8%, pesa l’energia

Roma, 30 apr. (askanews) – Balzo dell’inflazione ad aprile. Secondo le stime provvisorie dell’Istat, l’indice registra una variazione del +1,2% su base mensile e del +2,8% su base annua, da +1,7% del mese precedente. L’aumento è sostenuto essenzialmente dalle tensioni che si registrano sui prezzi degli Energetici (+9,5% da -2,1%) e degli Alimentari non lavorati (+6,0% da +4,7%) Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona sale a +2,5% (da +2,2%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +3,1% a +4,3%).

Inflazione media eurozona balza al 3% ad aprile, energia +10,9% annuo

Roma, 30 apr. (askanews) – Ad aprile l’inflazione media nell’area euro è balzata al 3%, dal 2,6% annuo di marzo. Lo riporta Istat con la stima preliminare. In un mese i prezzi sono saliti dell’1%, secondo l’ente di statistiche Ue.

Gli sviluppi riflettono innanzitutto l’impennata dei prezzi dell’energia: più 3% su mese e più 10,9 per cento su anno. E rendono problematico per la Bce il mantenimento dello status quo sui tassi di interesse, che al 2% sono coniderati ad un livello neutrale. Oggi si tiene il Consiglio direttivo da cui sono attese le decisioni proprio sui tassi.

L’Istat: a marzo la disoccupazione cala al 5,2%

Roma, 30 apr. (askanews) – A marzo il tasso di disoccupazione scende al 5,2% (-0,1 punti), mentre quello giovanile sale al 18,1% (+0,6 punti). E’ la stima dell’Istat.

Il calo delle persone in cerca di lavoro (-2,8%, pari a -38mila unità) si osserva per uomini e donne e per tutte le classi d’età ad eccezione dei 15-24enni, tra i quali i disoccupati risultano in lieve crescita.

La crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,4%, pari a +46mila unità) si riscontra per entrambi i sessi, tra i 15-24enni e chi ha almeno 50 anni d’età; gli inattivi risultano invece stabili tra i 25-34enni e in diminuzione tra i 35-49enni. Il tasso di inattività sale al 34,1% (+0,1 punti).

Al Castello di Rivoli il ghiacciaio scomparso di Cecilia Vicuna

Torino 30 apr. (askanews) – Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta nella Manica Lunga Cecilia Vicuna: El glaciar ido (The vanished glacier / Il ghiacciaio scomparso), la prima mostra personale dell’artista in un museo italiano: un importante ritorno dell’artista nell’istituzione che ha presentato per la prima volta il suo lavoro in Italia nel 2000, nell’ambito della mostra collettiva Quotidiana. Artista, poetessa e attivista, il pensiero femminista ed ecologico di Vicuna si focalizza su tematiche legate alla difesa della democrazia, alla libertà d’espressione e a pratiche decoloniali volte alla tutela dell’eredità culturale delle popolazioni indigene e del territorio. Il processo di preparazione della mostra ha incluso un’azione collettiva che ha coinvolto le comunità locali in passeggiate e nella raccolta di piccoli materiali residui provenienti dalle sponde dei vicini corsi e bacini d’acqua, come il fiume Dora Riparia e i laghi di Avigliana.

Marcella Beccaria, curatrice della mostra ha raccontato ad askanews: “Quando Cecilia è venuta qua effettivamente una delle prime cose che ha notato è stato che dalle finestre della Manica Lunga si vedono vette di montagne innevate. Questa mostra nasce dall’incontro di Cecilia Vicuna con questo luogo e il suo territorio, guardando innanzitutto alla memoria geologica di questo luogo e al paesaggio che è stato modellato da queste varie fasi glaciali, un paesaggio fatto di colline moreniche. Il Castello di Rivoli siede su una collina morenica e quindi per sua natura su una collina fatta di detriti e di sedimenti. La mostra continua una lunga relazione tra l’artista e la fisicità dell’acqua, del ghiaccio, delle montagne: lei come dice è una creatura delle montagne, in molti suoi lavori effettivamente acqua, montagna e ghiaccio sono fortemente presenti. Questa è una mostra che parla chiaramente anche di quanto è preziosa oggi l’acqua, di quanto sono drammatiche le varie tipologie di attentati al paesaggio e all’ambiente naturale che noi continuamente facciamo.

In mostra sono presenti le parole, i suoni, la voce dell’artista che in accordo con lei possono essere esperiti man mano che ci si muove nello spazio e alla fine re-incontrati poi sotto forma di alcuni video che sono presenti in mostra e sono ovviamente anche delle altre opere poetiche profondamente connesse appunto con acqua, montagne, ghiacciai e con la sensibilità ecologica, poetica e politica che connota il lavoro dell’artista.

L’arte di Cecilia Vicuna è fatta di ciò che si vede ma è anche fatta di ciò che non si vede ed è fatta di esperienza. È fatta del tempo che passa e di gesti minimi, non è un’arte che si può vedere e basta: questa è una mostra che in un certo senso non si vede. Bisogna venire qua, bisogna esperirla, bisogna passarci del tempo, bisogna avere anche voglia di capire e di ricordarsi che il nostro corpo conosce il mondo non solo attraverso gli occhi, ma attraverso molteplici sensi, attraverso anche l’incredibile capacità che noi come esseri umani abbiamo di conoscere lo spazio nel momento in cui ci muoviamo, nel momento in cui molteplici sensi si attivano”.

Appositamente progettata per gli spazi longitudinali dell’edificio, l’opera è immaginata dall’artista come un quipu acostado, installazione orizzontale sospesa a più altezze di corda, bambù e lana grezza: una presenza evocativa dello scorrere del tempo, umano e geologico, del movimento di elementi naturali, come vento e acqua, e della transitorietà della presenza umana rispetto all’ambiente. Come la stessa Cecilia Vicuna ha raccontato: “Quando dissolviamo questo lavoro, il lavoro ritorna alla terra. Quindi non si tratta solo di parlare della circolarità, ma di incarnarla, praticarla e gioire del fatto che questa morirà. Ed è la morte ed è ancora più bello della vita. Questo è il concetto di rigenerazione. La morte è parte della vita e la vita è parte della morte”.

Mattarella: iniziative La Torre ancora oggi fondamento norme contro mafia

Roma, 30 apr. (askanews) – “L’uccisione, il 30 aprile 1982, di Pio La Torre e Rosario Di Salvo mise in evidenza ancora una volta la pericolosità della criminalità organizzata, nemica della comunità. Pio La Torre, intensamente impegnato sul versante sociale, profuse la sua azione anche nella lotta alla mafia. Deputato, membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia, offrì un decisivo contributo alla causa della legalità, con interventi legislativi che ancora oggi costituiscono le fondamenta dell’impianto normativo di contrasto alle mafie”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato al Presidente del Centro di Studi e iniziative Culturali Pio La Torre, Emilio Miceli.

“La Legge “Rognoni-La Torre” – continua Mattarella – fu approvata nei mesi successivi alla sua morte e oggi costituisce parte della preziosa eredità civica ed etica che, anche attraverso le iniziative promosse dal Centro a Lui intitolato, viene trasmessa alle giovani generazioni, come con il Progetto Educativo Antimafia, volto a sensibilizzare gli studenti sul tema della legalità. In questa giornata di commemorazione di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo, la Repubblica rende omaggio alla loro figura e al loro impegno”.

Cotec Italia, Fabiola Giannotti nuova presidente

Roma, 30 apr. (askanews) – L’Assemblea dei Soci della Fondazione Cotec ha nominato Fabiola Gianotti nuova Presidente. Fisica italiana riconosciuta a livello mondiale, secondo quanto riporta un comunicato dal 2016 al 2022 è stata Direttore Generale del CERN di Ginevra, prima donna in questo ruolo e unica ad essere stata nominata per due mandati completi.

“Una nomina di grande valore per la Fondazione, che avviene in vista del prossimo Summit COTEC Europa – si legge – appuntamento centrale per il dialogo tra Italia, Spagna e Portogallo sui temi dell’innovazione e delle grandi trasformazioni in atto, che si terrà a Venezia il prossimo 17 giugno”.

“La Fondazione esprime alla nuova Presidente la più profonda gratitudine per aver accolto questo incarico. La sua autorevolezza – prosegue il comunicato – la sua visione e il suo straordinario percorso scientifico e istituzionale rappresentano un riferimento prezioso per il proseguimento delle attività di Cotec e per il rafforzamento della cultura dell’innovazione nel nostro Paese”.

Lavrov: la Russia è interessata a riprendere i negoziati sull’Ucraina

Roma, 30 apr. (askanews) – La Russia intende rirpendere i negoziati per risolvere il conflitto ucraino sulla base degli accordi raggiunti con gli Stati Uniti: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri di Mosca, Sergey Lavrov.”Restiamo interessati a riprendere il processo negoziale sulla base degli accordi esistenti tra Russia e Stati Uniti, e ieri, in una conversazione telefonica con il presidente [Donald] Trump, il presidente [Vladimir] Putin ha confermato questa posizione”, ha proseguito Lavrov.

Il ministro ha tuttavia avvertito che una pace durevole sarà impossibile se non si risolvono le cause profonde del conflitto, e si è augurato che gli accordi raggiunti fra Trump e Putin ad Anchorage vengano infine applicati.

M.O., Schlein: illegale abbordaggio Flotilla, Ue e governo condannino

Roma, 30 apr. (askanews) – “L’esercito israeliano sta abbordando illegalmente le barche della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza per portare aiuti umanitari. Questa è pirateria internazionale. Si tratta nuovamente di una inaccettabile violazione del diritto del mare, fatta con arroganza a largo di Cipro, in acque internazionali a 50 miglia dalle coste greche e quindi dall’Europa. Da alcune ore si sono persi i contatti con gli attivisti umanitari a bordo. L’abbordaggio è illegale e gli attivisti sono stati sequestrati in acque internazionali. Questa operazione illegale dell’IDF deve interrompersi subito e gli attivisti sequestrati devono essere immediatamente liberati. Le istituzioni europee e il Governo italiano esprimano una chiara condanna e facciano tutto quanto in loro potere per tutelare la sicurezza degli attivisti sequestrati, per garantirne l’immediato rilascio e per ottenere lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi a Gaza”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Israele: arrestati 175 attivisti della Flotilla

Roma, 30 apr. (askanews) – La Marina israeliana ha fermato circa 175 attivisti della Global Sumud Flotilla che si stava dirigendo verso la Striscia di Gaza per protestare contro il blocco navale israeliano. In un post su X, il ministero degli Esteri israeliano ha pubblicato un video che mostra alcuni attivisti “che si divertono a bordo di imbarcazioni israeliane”, aggiungendo che “circa 175 attivisti provenienti da oltre 20 imbarcazioni della flotilla dei preservativi stanno ora raggiungendo pacificamente Israele”.Ieri sera il ministero aveva pubblicato un video che mostra “preservativi e droga” rinvenuti su una delle imbarcazioni.

In totale, secondo il Times of Israel, la Marina israeliana ha intercettato 21 delle 58 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla durante la notte, vicino all’isola greca di Creta, a centinaia di miglia nautiche da Israele. Le altre imbarcazioni sono state avvertite di cambiare rotta, altrimenti saranno a loro volta intercettate.

Volkswagen: utile netto -28% nel I trim, pesano Cina e dazi Usa

Milano, 30 apr. (askanews) – Il gruppo Volkswagen chiude il primo trimestre 2026 con un utile netto in calo del 28,4% a 1,56 miliardi di euro, penalizzato dalla contrazione dei volumi in Cina e Nord America, dall’impatto dei dazi Usa e da voci stroardinarie, ma conferma la guidance per l’intero esercizio e indica progressi sul fronte dei costi e della generazione di cassa. Il gruppo tedesco ha registrato ricavi per 75,66 miliardi di euro, in calo del 2,5%, mentre il risultato operativo è sceso del 14,3% a 2,46 miliardi.

Il margine operativo si è attestato al 3,3%, dal 3,7% di un anno prima. Le consegne ai clienti sono calate del 4% a 2,05 milioni di veicoli, le vendite di veicoli del 6,9% a 1,95 milioni e la produzione dell’1,7% a 2,16 milioni.

Il gruppo ha segnalato una dinamica positiva in Europa, dove il portafoglio ordini è aumentato di circa il 15% rispetto a fine 2025, sostenuto dai nuovi modelli, fra cui Volkswagen T-Roc, Cupra Terramar, Skoda Elroq, Audi Q3 e Porsche Cayenne Electric. Gli ordini Bev sono cresciuti del 4%. Sul piano geografico, tuttavia, la crescita in Sud America (+3%), Europa occidentale (+1%) ed Europa centro-orientale (+7%) ha compensato solo in parte i cali in Cina (-20%) e Nord America (-9%).

Nel trimestre Volkswagen ha ridotto i costi generali di quasi 1 miliardo di euro e ha generato un net cash flow positivo per 1,99 miliardi nella divisioen Auto, contro un assorbimento di 828 milioni un anno prima. La liquidità netta della divisione automotive resta solida a 34,24 miliardi di euro, poco sotto i 34,5 miliardi di fine 2025.

Per il 2026 Volkswagen conferma ricavi attesi tra stabili e +3% rispetto all’anno precedente, un margine operativo tra il 4% e il 5,5%, un net cash flow automotive tra 3 e 6 miliardi e liquidità netta tra 32 e 34 miliardi. La guidance si basa sull’ipotesi che il livello dei dazi Usa resti invariato, mentre non incorpora l’eventuale impatto di un’escalation in Medio Oriente, che il gruppo afferma di non poter valutare in modo affidabile.

Tra le divisioni, il Brand Group Core ha migliorato il risultato operativo a 1,54 miliardi di euro, +38%, con un margine del 4,4%, grazie a costi prodotto ottimizzati e controllo deii costi che hanno più che compensato i dazi Usa e la svalutazione della ID.4 negli Stati Uniti. Il Brand Group Progressive, che include Audi, ha visto i ricavi scendere dell’8,1% a 14,18 miliardi, ma il risultato operativo è salito del 9,5% a 588 milioni, con margine al 4,2%.

Più debole la performance del Brand Group Sport Luxury, cioè Porsche, con ricavi in calo del 5,6% a 7,38 miliardi e risultato operativo sceso a 517 milioni da 678 milioni, per minori volumi e dazi Usa; il margine è sceso al 7%. Pesante flessione anche per la divisione Trucks, con ricavi -5,3% a 9,78 miliardi e risultato operativo crollato a 40 milioni da 640 milioni, per minori volumi, dazi e oneri legati a progetti elettrici e alla vendita di un impianto negli Stati Uniti. Cariad ha invece ridotto la perdita operativa a 420 milioni da 755 milioni, grazie agli effetti del piano di ristrutturazione.

Nel ricordo del beato Giuseppe Toniolo

Ricordare il beato Giuseppe Toniolo non significa soltanto rendere omaggio a una grande figura del cattolicesimo sociale italiano. Significa, piuttosto, tornare a una sorgente viva del pensiero cristiano dentro la storia, là dove la fede non si separa mai dalla responsabilità pubblica, dalla giustizia sociale, dalla dignità del lavoro, dalla formazione delle coscienze.

Toniolo comprese con straordinaria lucidità che una società non si custodisce solo attraverso le istituzioni, ma attraverso un tessuto morale, culturale e comunitario capace di tenere insieme libertà e solidarietà, sviluppo e giustizia, economia e persona. Il suo pensiero conserva oggi un’importanza decisiva, perché ci ricorda che il bene comune non è un principio disincarnato, ma il nome concreto di una convivenza più umana.

In un tempo segnato da solitudini crescenti, disuguaglianze profonde e smarrimento educativo, Toniolo continua a parlarci con sorprendente attualità. La sua lezione ci chiede di non rassegnarci a un’economia senza volto, a una politica senza popolo, a una cultura senza anima. Ci invita, al contrario, a ricostruire legami, a formare classi dirigenti responsabili, a mettere la persona al centro dei processi sociali.

Il suo pensiero economico resta, in questo senso, di grande modernità. Per Toniolo l’economia non poteva essere ridotta a pura tecnica, a calcolo impersonale, a meccanismo separato dalla vita reale delle persone. Doveva essere, invece, un’economia umana, ordinata alla dignità del lavoro, alla giustizia nei rapporti sociali, alla cooperazione, alla responsabilità dei corpi intermedi. Anche la sua riflessione sulla pace nasceva da qui: non da un sentimento astratto, ma dalla convinzione che non vi possa essere pace autentica senza giustizia, senza diritto, senza un ordine internazionale fondato sulla dignità della persona e sulla fraternità tra i popoli.

Tra le sue intuizioni più grandi vi è quella che preparò spiritualmente e culturalmente la nascita dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: non come semplice istituzione accademica, ma come luogo in cui sapere, fede, ricerca e servizio al Paese potessero incontrarsi fecondamente. In quella visione c’era già l’idea che l’università dovesse essere non un luogo separato dalla vita, ma un laboratorio di pensiero, responsabilità e futuro.

Per questo la memoria di Giuseppe Toniolo non appartiene al passato. È una consegna. È un compito. È una bussola per quanti credono che la democrazia abbia bisogno di cultura, che la politica abbia bisogno di coscienza, che l’economia abbia bisogno di giustizia, che la fede abbia bisogno di incarnarsi nella storia.

Nel suo nome, siamo chiamati ancora oggi a servire l’Italia con intelligenza, con sobrietà, con passione civile e con quella speranza cristiana che non evade dal mondo, ma lo ama abbastanza da volerlo più giusto.

 

* Testo pubblicato dal sito web dell’Istituto Toniolo

https://www.istitutotoniolo.it

Irresponsabile violare le regole di bilancio

L’idea che l’Italia possa alleviare le pene della sua economia e indurre al sorriso i suoi elettori violando allegramente le regole di bilancio europee e rimettendo in movimento la spirale della spesa pubblica è un atto di pura irresponsabilità. Si tratta di un peccato che magari abbiamo già commesso in altri tempi (e noi democristiani dobbiamo dircelo senza troppa indulgenza per noi stessi). Ma che ora, in tempi di euro, diventerebbe devastante, finendo col minare assai seriamente la credibilità del nostro paese.

Non si tratta, infatti, di adempiere a un odioso obbligo contabile. Si tratta piuttosto di decidere se intendiamo stare sulla scena globale forniti di un attestato di affidabilità, o se invece vogliamo riproporci come un luogo di allegra disinvoltura. Sapendo che l’indomani ci troveremmo inevitabilmente a fare i conti con le severe leggi del mercato globale.

Non c’è bisogno di ricordare che le conseguenze di questi giri di valzer sarebbero assai severe e che a pagarle finirebbero per essere proprio “le imprese e le famiglie”. Quelle imprese e quelle famiglie a cui la demagogia politica ed elettorale ammicca ogni sera, sempre più vanamente, dagli schermi dei nostri telegiornali.

Molto probabilmente, nulla di tutto questo avverrà. Ma appunto per questo si vorrebbe suggerire a quanti teorizzano lo sfondamento delle linee di bilancio di evitare i loro proclami. Poiché quei proclami non arrecano nessun sollievo ai cittadini e nessun vantaggio ai suoi cantori. Mentre rischiano di aggiungere, questo sì, altri oneri a spese dei loro destinatari.

 

Fonte – La Voce del Popolo – 29 aprile 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

L’affare Minetti, un solito caso italiano

Minetti o non Minetti, questo è il problema

Il caso Minetti primeggia nei titoli di testa dei giornali con la stessa caratura dei conflitti in Iran e in Ucraina. Si tratta di una guerra interna al nostro paese che potrebbe lasciare sul campo il buon Nordio e comunque sta sollevando un polverone tossico da cui guardarsi per il sano respiro della nostra politica. La faccenda è singolare perché da ex igienista dentale la Minetti potrebbe essere proprio lei a compromettere la salute del Governo e forse anche della opposizione mettendo in luce una carie nella procedura del rilascio della grazia concessa dal Capo dello Stato a quella che è stata una delle donne caduta, al tempo, nelle simpatie di Berlusconi. La Minetti sta conoscendo una rinnovata fama liberandosi dall’oblio per le sue gesta di un tempo e che non hanno lasciato neanche tracce esaltanti come Consigliera regionale in quel della Lombardia un vissuto, del quale è inutile scomodare la memoria alla ricerca di un segno da conservare.

La giustizia e un possibile inciampo

Oggi costituisce una mina per la Meloni e la conduzione del Dicastero della Giustizia, pur dovendosi attendere se corrisponda al vero la falsità degli elementi che hanno indotto la Corte d’Appello della Procura di Milano ad esprimere un parere favorevole per il decreto con cui Mattarella ha levato il peso di una condanna alla Minetti in questione. Destino vuole che dalle parti di Milano accada sempre qualcosa che metta in croce Berlusconi e i suoi futuri eredi politici.

Si è attivato subito un sistema di scarica barile in virtù del quale l’ufficio della “grazia” del Quirinale non ha fatto che prendere atto di quanto rappresentato da Nordio che a sua volta si è fidato della istruttoria e delle indagini della Procura meneghina che oggi dice di essere stata “ingenua” nel considerare i fatti. In proposito sembra che abbia rilasciato una dichiarazione che non è di gran conforto: “…Potremmo alla fine anche ammettere di non essere stati perspicaci, seppure diligenti, ma prima dobbiamo fare tutte le verifiche”. Se la Mnetti avesse effettivamente preso in giro la giustizia, non si sarebbe avuto uno sguardo acuto ma nello stesso tempo ci sarebbe il vanto di non essere stati vittime di pregiudizio verso una persona pur munita di una storia non proprio esemplare.

Smanie di contrapposizioni

Quindi ora ci si affida al superiore salvagente dell’Interpol per ulteriori verifiche e accertamenti e subito i costituzionalisti cominciano a dibattere se comunque si possa revocare la grazia anche in assenza di un nuovo reato, ferma l’eventuale mendacia dei fatti di cui la Minetti si è fatta forte nel sostenere la sua causa relativa ad una adozione di un bambino che avrebbe dovuto restare riservata e che invece è adesso sulla pubblica piazza, commettendosi almeno per questo un male certo.

Un triste clamore mediatico

Resta adesso di dover correre velocemente per uscire dai pasticci, il caso Minetti richiede una giustizia veloce come su un percorso di Minneapolis e mettere fine alla baraonda che ne è venuta fuori. Forse sarebbe stato più opportuno non farne materia di contenzioso politico perché c’è pur sempre un minore da tutelare e che pesa di più di tutte le diatribe in corso. Che gli avversari del Governo ne facciano un motivo per sperare su questo di metterlo in crisi non lascia tranquilli. Occorrerebbero altri argomenti ed altre proposte per candidarsi ad essere alternativa alla guida del Paese. Dalla nobile disfida di Barletta a uno scontro dal sapore di burletta il passo è breve.

Tutto questo trambusto prima poi passerà, forse la Minetti avrà ragione a lamentarsi di essere stata messa alla gogna o forse le si potranno aggiungere nuove critiche ed altre accuse per un procedere che anche in passato non è stato del tutto luminoso. Prima poi tutto questo passerà, ci sono fatti più importanti a cui guardare e un giorno si potrà dire finalmente “Minetti chi?”.