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Pd, colloquio Schlein-Gualtieri dopo un evento al Pigneto a Roma

Roma, 31 lug. (askanews) – Lungo colloquio tra la segretaria del Pd Elly Schlein e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri a margine della presentazione della proposta di legge Dem sull’emergenza caldo.

Dopo l’evento, che si è svolto nel pomeriggio al Giardino Galafati del quartiere Pigneto di Roma, la leader del PD e il primo cittadino della Capitale si sono appartati per un colloquio durato all’incirca 20 minuti lontano dai cronisti e dai cittadini che hanno partecipato all’evento.

Italia sospende Schengen con Spagna, crisi diplomatica con Madrid

Roma, 31 lug. (askanews) – Come in qualche modo preannunciato ieri, l’Italia ha sospeso – prima in Europa – l’accordo di Schengen con la Spagna, in seguito alla crisi dei migranti a Ceuta.

Il Ministero dell’Interno ha annunciato oggi in una nota di aver disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree. La decisione – viene spiegato – è stata presa dopo “le più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale”. Inoltre – si aggiunge – “a seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia”.

Al momento la sospensione di Schengen, secondo quanto si apprende a Bruxelles, non è ancora stata notificata alla Commissione europea, che, tramite un portavoce, spiega che la chiusura delle frontiere immediata è possibile, ma lo Stato membro che la dispone deve “spiegare in che modo la situazione a Ceuta costituisca una grave minaccia al proprio ordine pubblico o alla propria sicurezza interna”.

Oggi la premier Giorgia Meloni, spiegano fonti di governo, ha avuto vari contatti telefonici con partner europei, tra cui quello con la premier danese Mette Frederiksen, con cui da tempo condivide una visione comune sulla gestione dei fenomeni migratori. Poi, in serata, su X, ha spiegato la decisione assunta. La sospensione di Schengen, scrive, è “una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”. Comunque l’Italia, assicura, “è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”.

Con la Spagna, però, è scontro diplomatico. Dopo le parole di ieri di Antonio Tajani (“Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani”) Madrid ha convocato l’ambasciatore italiano per chiedere conto di un messaggio ritenuto “indegno del Ministro degli Esteri di un Paese partner e amico”. E oggi anche il premier Pedro Sanchez si è fatto sentire. “La solidarietà e l’empatia sono facoltative. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, invece no – ha scritto su X -. Secondo i dati di Frontex, tra il 2021 e il 2026 gli ingressi irregolari nell’Unione europea sono stati 478.600 attraverso l’Italia, 340.600 dalla rotta dei Balcani occidentali, 259.800 dalla Grecia, 234.760 dalla Spagna e 48.000 attraverso la frontiera orientale”.

Sulla linea tenuta dal governo l’opposizione va all’attacco. E’ un esecutivo di “irresponsabili propagandisti” secondo la segretaria del Pd Elly Schlein, che si chiede: “Ma davvero il Governo non sa che Ceuta è un enclave in Africa e da lì non c’è libera circolazione né verso la penisola spagnola né verso gli altri paesi europei?” Stessa linea da Giuseppe Conte, per il quale “la psicosi Vannacci spinge il governo italiano a operazioni di sciacallaggio” mentre con Meloni “siamo stati il colabrodo per l’ingresso in Europa di migranti irregolari”. “Segnalo che chi arriva a Ceuta non può entrare in UE – regime speciale – e muoversi all’interno secondo i parametri di Schengen. Così per evitare discussioni inutili, slogan e propaganda”, puntualizza il leader di Azione Carlo Calenda.

Premio Fabrizio De André, il 18 e 19 settembre 2026 a Roma la finale

Roma, 31 lug. (askanews) – Il 18 e il 19 settembre si terrà, eccezionalmente, nel parco di Villa Bonelli a Roma (Via Camillo Montalcini, 1) la finale della 25esima edizione del Premio Fabrizio De André Parlare Musica, riconoscimento patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André ETS e organizzato da iCompany, con la direzione artistica di Luisa Melis, che da anni promuove la creatività e l’originalità delle nuove produzioni artistiche italiane nella musica, nella poesia e nella pittura.

In attesa di restituire a cittadine e cittadini la storica sede di Piazza Fabrizio De André alla Magliana – dove la fase finale del Premio è tornata negli ultimi due anni e oggi oggetto di lavori di riqualificazione – la manifestazione si sposta per quest’anno nella vicina Villa Bonelli.

Alla finale, a ingresso libero e gratuito, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con il Municipio Roma XI e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura, saranno presenti i vincitori della Targa Faber e della Targa Quelli che cantano Fabrizio (il premio per le reinterpretazioni delle opere di De André), oltre ai vincitori della sezione poesia e della sezione pittura e i finalisti della sezione musica.

Nelle edizioni precedenti sono stati premiati per la Targa Faber e la Targa Quelli che cantano Fabrizio: Ariete, Bandabardò, Bobo Rondelli, Bresh, Brunori Sas, Clementino, Cristina Donà, Daniele Silvestri, Diodato, Enrico Ruggeri, Enzo Avitabile, Eugenio Finardi, Ex-Otago, Fiorella Mannoia, Luca Marinelli, Madame, Mannarino, Mauro Ermanno Giovanardi, Mauro Pagani, Morgan, Motta, Musica Nuda, Negrita, Neri Marcorè, Niccolò Fabi, Paola Turci, Peppe Barra, Perturbazione, Piero Pelù, Roberto Vecchioni, Ron, Samuele Bersani, Simone Cristicchi, The Andre, Vinicio Capossela.

I finalisti della sezione poesia saranno selezionati da Vincenzo Costantino Cinaski; tra loro verrà decretato il vincitore che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma.

I finalisti della sezione pittura saranno selezionati da Roberto Sironi; tra loro verrà decretato il vincitore, che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma.

I semifinalisti della sezione musica si esibiranno il 26, 27 e 28 agosto all’ex Convento delle Clarisse di Caramanico Terme (Pescara) e, tra loro, verranno selezionati i finalisti che saliranno sul palco del giardino di Villa Bonelli a Roma il 18 e 19 settembre.

Dieci dei semifinalisti saranno selezionati attraverso il tour nazionale di scouting “E ti piace lasciarti ascoltare”, ideato da Teresa Mariano e progettato insieme a Luisa Melis, giunto alla sua terza edizione e organizzato da Borghi Artistici. I restanti venti semifinalisti saranno invece individuati da Luisa Melis attraverso il contest nazionale.

Il progetto-format “E ti piace lasciarti ascoltare” è dedicato alla ricerca e alla valorizzazione di nuovi talenti e coinvolge promotori e produttori culturali partner del Premio, attivi in Centri Culturali di Produzione e Formazione, Teatri, Live Club, Festival e Rassegne Musicali. Attraverso una rete di appuntamenti e concerti organizzati in diverse regioni italiane, il progetto offre l’opportunità di incontrare, ascoltare e far emergere gli artisti del territorio.

Dal 27 giugno al 21 agosto, il tour attraversa Emilia-Romagna (27 giugno), Toscana (11 luglio), Piemonte (18 luglio), Liguria (24 luglio), Abruzzo (31 luglio), Molise (2 agosto), Puglia (4 agosto), Lazio (6 agosto), Sardegna (9 agosto), Calabria (21 agosto), coinvolgendo cantautori e artisti emergenti provenienti da tutta Italia. Al termine di ogni tappa live sarà selezionato un artista che accederà direttamente alle semifinali, in programma a Caramanico Terme (Pescara) e organizzate dall’Associazione Centro Adriatico Produzione Musica ETS.

Ogni anno il Premio De André registra oltre mille iscritti al contest online, confermando il forte interesse verso spazi di ascolto, confronto e valorizzazione dedicati alle nuove generazioni di artisti. Un dato che testimonia come l’eredità artistica e culturale di Fabrizio De André continui a rappresentare un riferimento imprescindibile per chi sceglie la canzone d’autore come forma di espressione.

La 25esima edizione del “Premio Fabrizio De André – Parlare Musica” è patrocinata dalla Fondazione Fabrizio De André ETS, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con il Municipio Roma XI, la produzione esecutiva di iCompany, la direzione artistica di Luisa Melis, il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

Il Premio Fabrizio De André, istituito nel 2002, nasce con l’obiettivo di valorizzare nuovi talenti che si distinguono per l’originalità delle loro creazioni artistiche. Mira a incentivare la creatività di autori, compositori, interpreti ed esecutori emergenti della musica italiana. L’intento è quello di promuovere una creatività libera, svincolata da mode, generi e logiche commerciali, per incoraggiare l’innovazione e la freschezza delle nuove opere artistiche. Riconosciuto come uno degli eventi di riferimento per gli artisti che esplorano nuove vie nella musica d’autore, il Premio si avvale di una giuria composta da musicisti, scrittori, giornalisti, critici musicali e professionisti del settore, presieduta da Dori Ghezzi.

Enrico Rava in concerto alla Casa del Jazz a Roma con "Fearless Five"

Roma, 31 lug. (askanews) – Sabato 1 agosto, Enrico Rava si esibirà in concerto alla Casa del Jazz con il nuovo progetto Fearless Five, un quintetto “senza paura” composto da una nuova generazione di musicisti, che mette insieme energie giovani e creative, insieme all’enorme esperienza del band leader.

La storica rivista Musica Jazz, in occasione dell’annuale referendum del Top Jazz, ha assegnato a Fearless Five il premio per il 2024 come “Disco dell’anno” e “Formazione dell’anno”. Inoltre, Enrico Rava ha anche ottenuto il premio nella categoria “Musicista dell’anno” al Top jazz del 2025.

Ancora una volta, Rava è riuscito a dare vita a una formazione fresca ed entusiasmante. The Fearless Five schiera, infatti, una serie di musicisti di grande spessore: l’energia di Matteo Paggi (Premio Top Jazz 2024 Miglior Nuovo Talento) al trombone e all’elettronica, e la straordinaria batterista e cantante Evita Polidoro (le ultime sorprendenti scoperte di Rava, scovate ai seminari di Siena Jazz) si uniscono alla spinta propulsiva del contrabbasso di Francesco Ponticelli e all’indispensabile chitarra di Francesco Diodati, già al fianco di Rava da una decina di anni e vero e proprio baricentro di questo quintetto di jazzisti impavidi.

Con questo gruppo – racconta Rava – mi sento come su un’isola ideale, dove ognuno dà e ognuno ricevere quello di cui ha bisogno. C’è grandissima libertà ma rispetto reciproco, ognuno è in ascolto dell’altro, come in una democrazia perfetta che solo il jazz può rappresentare. I musicisti hanno tutti questa grande capacità, quasi telepatica, di ascoltare e interagire agli input. Ma ci vuole anche coraggio per stare su quest’isola. Circondata a volte da un mare minaccioso, a volte meno, visti i tempi così difficili che stiamo vivendo, rimane pur sempre la mia isola ideale dove amo vivere e suonare”.

A febbraio 2024, il quintetto si è riunito negli studi della Casa del Jazz a Roma per registrare un album, pubblicato a luglio dello stesso anno dalla Parco della Musica Records. È prevista invece per l’autunno 2026 l’uscita di un nuovo album co-prodotto da Parco della Musica ed ECM, che avrà come ospite speciale il sassofonista statunitense Joe Lovano.

Umbria, la filiera del tabacco guarda al futuro

Perugia, 31 lug. (askanews) – Ha preso il via a Perugia la prima tappa del Roadshow territoriale “Da 15 anni nei territori, guardando al futuro”, promosso da Philip Morris Italia e Coldiretti per celebrare i quindici anni dalla firma dell’accordo di filiera sottoscritto con il Ministero dell’Agricoltura. Un modello di collaborazione di lungo periodo che ha sostenuto lo sviluppo della tabacchicoltura italiana attraverso investimenti, innovazione e valorizzazione dei territori. L’Umbria rappresenta uno dei territori centrali di questo percorso. A confrontarsi sul ruolo delle istituzioni regionali nella tutela e nello sviluppo di una filiera così rilevante per il territorio è Simona Meloni, Assessore regionale al PNRR, alle politiche agricole e agroalimentari: “Philip Morris acquista il 40% del tabacco dall’Umbria e la nostra regione è una delle cinque regioni italiane che produce tabacco. Per questo motivo siamo sempre presenti a tutti i tavoli. Anche oggi abbiamo parlato della nuova frontiera della sostenibilità, dell’innovazione tecnologica, della componente ambientale e anche dei nuovi prodotti che Philip Morris, attraverso la ricerca, lo studio e la collaborazione con l’università, continua a mettere in campo”.

L’accordo di filiera guarda al futuro anche attraverso innovazione, formazione e occupazione, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del comparto e creare condizioni di sviluppo sostenibili nel lungo periodo. Su questi temi è intervenuto Cesare Trippella, Director Value Chain and External Engagement di Philip Morris Italia: “La cosa importante sono anche le poste strategiche che facciamo, come ad esempio il programma Digital Farmers, nato per cercare di attrarre i giovani e permettere loro di continuare l’attività dei propri genitori. Questo significa guardare al futuro: il contratto che abbiamo rinnovato fino al 2035 serve proprio a dare prospettive ai giovani e a favorire l’innovazione. Lo facciamo attraverso Digital Farmers, ma anche attraverso la Leaf Innovation Hub, con cui coinvolgiamo delle start-up. Quelle che risultano vincitrici sviluppano poi progetti che noi andiamo a implementare all’interno delle nostre aziende”.

Sottoscritto nel 2011 e recentemente esteso con una nuova intesa decennale, l’accordo viene presentato come un esempio di collaborazione capace di unire agricoltura, industria e istituzioni in una prospettiva di lungo periodo. Il valore della collaborazione pubblico-privata per lo sviluppo dei territori è al centro dell’intervento di Damiano Bernardini, Segretario regionale del PD Umbria: “Il pregio più grande di questa iniziativa è quello di offrire un orizzonte di lungo termine alle nostre imprese, che possono così programmare la propria attività su più annualità. Siamo nell’epoca delle grandi incertezze, ma anche delle grandi opportunità, e riuscire a programmare significa consentire uno sviluppo più organizzato e dare una prospettiva più solida alle nostre attività, che rappresentano anche una vera opportunità di crescita e di rilancio per i nostri territori”.

Dalla tutela della produzione agricola alla valorizzazione del rapporto tra imprese, cittadini e territori, fino alla collaborazione tra pubblico e privato, la tappa umbra del Roadshow mette al centro il rapporto tra filiera e territorio. Un percorso che guarda ai prossimi anni con l’obiettivo di continuare a sostenere investimenti, competenze, occupazione e innovazione.

Migranti, Trump: a Ceuta una "catastrofe", "sembra un’invasione"

New York, 31 lug. (askanews) – Una “catastrofe”. Così il presidente americano, Donald Trump, ha definito l’ampio flusso di migranti che hanno superato i confini di Ceuta, l’enclave spagnola sulla punta settentrionale del Marocco affacciata sullo Stretto di Gibilterra. Parlando durante una riunione di gabinetto a Camp David, la residenza presidenziale sulle montagne del Maryland, Trump ha aggiunto: “Sembra l’invasione di un paese e la stessa cosa succederà [in Usa] se i repubblicani non vengono eletti” alle elezioni di metà mandato di novembre.

Paola Turci in "Live a Dismisura", l’anteprima tour a Milano e Roma

Roma, 31 lug. (askanews) – In attesa del nuovo album “Amore a dismisura”, in uscita il 2 ottobre per BMG, Paola Turci annuncia “Live a Dismisura”, due speciali appuntamenti dal vivo di anteprima tour in cui porterà sul palco il nuovo progetto insieme ai brani che hanno segnato oltre quarant’anni di carriera. Queste le date, prodotte da Baobab Music: il 29 novembre presso la Santeria Toscana 31 a Milano e il 3 dicembre a Largo Venue a Roma.

I biglietti sono già disponibili in prevendita da oggi su Ticketone.

Dopo aver aperto le porte del nuovo progetto con “Vita Mia” e aver condiviso “Manchi” come un dono speciale per il suo pubblico, Paola Turci compie un altro passo verso “Amore a dismisura”: due concerti che offriranno per la prima volta l’occasione di ascoltare dal vivo le canzoni del nuovo album, in un incontro speciale con il pubblico a Milano e nella sua Roma.

Con “Amore a dismisura”, Paola Turci inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico, tornando a raccontare l’amore nelle sue forme più complesse e contraddittorie, dando voce a fragilità, assenze, rinascite e legami che lasciano un segno profondo. Un album che attraversa le emozioni senza cercare risposte semplici, confermando ancora una volta la cifra autentica e personale di una delle interpreti più intense della musica italiana.

Migranti, telefonata Meloni-Frederiksen su crisi Ceuta

Roma, 31 lug. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sentito la premier danese Mette Frederiksen. Al centro del colloquio, secondo quanto si apprende, la crisi in corso a Ceuta e l’ipotesi di sospensione di Schengen.

“Ancora una volta Roma si conferma al centro del dibattito europeo sulle politiche migratorie”, sottolineano fonti di governo, aggiungendo che “le reazioni di oggi evidenziano come la linea promossa da Roma stia trovando un consenso crescente anche tra altri governi europei”.

Meloni e Frederiksen da tempo sono allineate sulle soluzioni nella gestione dei fenomeni migratori, promuovendo anche le riunioni dei paesi cosiddetti “like minded” che si svolgono ormai di consueto a margine delle sedute del Consiglio europeo.

I vigneti di Villa Sandi trasformati in ecosistema intelligente

Crocetta del Montello, 31 lug. (askanews) – A Villa Sandi si è tenuto un incontro di resoconto inerente il percorso di trasformazione del vigneto in un ecosistema intelligente per una viticultura di precisione. Negli oltre 200 ettari di proprietà della famiglia Moretti Polegato, è in corso da oltre due anni una gestione supportata da un’unica piattaforma digitale, capace di raccogliere e interpretare in tempo reale dati agronomici e climatici. Nello specifico, il progetto di digitalizzazione ha visto l’installazione di una rete di centraline meteorologiche che monitora costantemente temperatura, umidità, precipitazioni e vento, mentre foglie elettroniche rilevano la bagnatura della vegetazione e sensori installati nel terreno analizzano l’umidità del suolo fino a circa settanta centimetri di profondità. Tutti questi dati, vengono elaborati attraverso sistemi di supporto alle decisioni e alimentati da algoritmi di intelligenza artificiale, che trasformano le informazioni raccolte sul campo in indicazioni operative per gli agronomi. Il supporto tecnologico al vigneto prosegue poi anche ad alta quota, dove droni e immagini satellitari monitorano la vigoria vegetativa delle singole vigne, individuando variazioni che possono manifestarsi nell’arco di pochi metri. Una fotografia che consente agli agronomi non solo di pianificare gli interventi in modo sempre più accurato, ma anche di localizzare eventuali situazioni di sofferenza della vegetazione e persino di definire il momento ideale della vendemmia, valorizzando al massimo il potenziale qualitativo di ogni filare.

“Oggi il nostro mondo, quello del prosecco nelle sue dominazioni, è sicuramente in una situazione molto favorevole rispetto al resto d’Italia, dove ci sono delle giacenze e un minore consumo di vino, specialmente per i vini rossi”, ha commentato Giancarlo Moretti Polegato, Presidente di Villa Sandi. “Il prosecco invece si sta difendendo per le sue tipicità, per la possibilità di essere versatile con tutte le cucine. Inoltre, nel mondo della gestione delle vigne sono stati fatti molti passi in avanti grazie alla tecnologia”.

Grazie a questo approccio, Villa Sandi stima oggi una riduzione fino al 20% dei trattamenti fitosanitari, mentre il monitoraggio continuo dell’umidità del terreno permette di ottimizzare l’irrigazione con un risparmio idrico medio di circa il 10%.

“Abbiamo fatto il possibile per aumentare la mole di dati raccolta tramite sensoristica sul terreno e immagini satellitari. Con questa quantità di dati servono però anche sistemi per riuscire a interpretarli. A questo scopo è arrivata l’IA, grazie alla quale riusciamo a sintetizzare questi dati e renderli fruibili ad agronomi e tecnici. La componente umana rimane molto importante, l’intelligenza artificiale non si sostituisce all’uomo che la utilizza per i propri scopi, per essere più efficace e anticipare eventuali problemi”, ha aggiunto il Vice Presidente di Villa Sandi Leonardo Moretti Polegato.

I benefici aumentano ulteriormente nei vigneti dove la gestione di precisione si integra con studi sulla composizione del suolo e con l’impiego dei portinnesti del gruppo “M”, sviluppati nell’ambito della collaborazione con il Wine Research Team e l’Università degli Studi di Milano. In queste aree il risparmio di acqua può raggiungere il 70% rispetto ai vigneti limitrofi.

Ematologia, a Tricase nasce il progetto “SOS PEOPLE”

Tricase, 31 lug. (askanews) – Rafforzare la capacità di cura dell’ematologia salentina e garantire ai pazienti l’accesso alle terapie più innovative. Sono questi gli obiettivi di “SOS PEOPLE”, il progetto promosso da AIL Lecce insieme alla Fondazione Cardinale Giovanni Panico di Tricase. L’iniziativa punta a potenziare strutture, tecnologie e servizi dedicati ai pazienti affetti da leucemie, linfomi, mieloma e altre patologie onco-ematologiche, con l’obiettivo di offrire cure sempre più avanzate senza costringere i malati a spostarsi fuori dal territorio.

Vincenzo Zonno, Responsabile progetto: “Questa è un’iniziativa per migliorare e potenziare tutto il sistema ematologico della provincia di Lecce. AIL è accanto alla Fondazione Panico per ammodernare i reparti, per incrementare la tecnologia nei laboratori di diagnostica e tutto questo naturalmente a favore dei pazienti e naturalmente anche delle famiglie. È un modo per essere vicino ai pazienti.”

Anna Mele, Dir. UOC Ematologia e Trapianto di CSE, AO “Card. G Panico” Tricase: “Un progetto fortemente voluto. L’obiettivo era ottenere l’accreditamento CNT del Centro Nazionale Trapianti e per fare questo abbiamo adeguato da un punto di vista tecnologico e strumentale il nostro programma Trapianti. Nonostante non fosse obsoleto, l’accordo prevede degli standard ben restrittivi e alla luce di questo abbiamo ottenuto l’accreditamento e siamo tra i centri poi riconosciuti anche dalla Regione Puglia come il programma Trapianti che può prescrivere e somministrare le nuove terapie cellulari come le CAR-T”

Il progetto prevede un investimento complessivo di 315 mila euro, di cui 155 mila finanziati da AIL Lecce grazie a un contributo ottenuto da AIL Nazionale attraverso un bando competitivo.

Vincenzo Pavone, Responsabile Scientifico UOC Ematologia e Trapianto di CSE AO “Card G Panico” Tricase: “L’ho sentita anche come una missione insieme a Suor Margherita: c’era la necessità di creare qualcosa che servisse per i pazienti del Salento, quindi ho fatto un’immigrazione al contrario ma sono stato felice di averla fatto e di aver buttato il cuore oltre l’ostacolo perché poi i risultati si vedono. La giornata di oggi è una giornata importante per capire come l’ematologia è andata avanti: abbiamo fatto quasi 1000 trapianti dal 2005. È un grande risultato, soprattutto perché fondato da zero”.

Suor Margherita Bramato, (già Direttore Generale): “Un messaggio di gratitudine perché in tutti questi anni grazie anche alla presenza del Dottore Pavone ci abbiamo creduto nella cura della malattia ematologica. Sono stati curati e trapiantati centinaia di persone per cui l’augurio che faccio è di poter continuare guardando al futuro anche con le nuove terapie, con le nuove tecnologie e che possa, questo ospedale, essere sempre più a servizio degli ammalati”.

Attivo dal 2005 e parte della Rete Ematologica Pugliese, il Centro di Tricase ha già effettuato oltre 815 trapianti di cellule staminali, confermandosi uno dei principali punti di riferimento della sanità pugliese nella cura delle patologie ematologiche ad alta complessità

Europei tuffi, Italia d’oro nel Team Event misto

Roma, 31 lug. (askanews) – L’Italia conquista la prima medaglia d’oro agli Europei di tuffi di Parigi vincendo il Team Event misto. Il quartetto azzurro formato da Chiara Pellacani, Matteo Santoro, Sarah Jodoin Di Maria e Raffaele Pelligra chiude la gara con il punteggio di 410.60, precedendo gli Atleti Neutrali (Russia) e l’Ucraina.

Dopo una prima parte di gara chiusa al secondo posto alle spalle degli Atleti Neutrali, gli azzurri cambiano passo nelle prove decisive. A metà competizione la classifica vedeva la Russia al comando con 203.30 punti contro i 198.75 dell’Italia, ma le ottime prestazioni di Sarah Jodoin Di Maria e Raffaele Pelligra consentono il sorpasso, portando gli azzurri a 345.00 punti contro i 318.60 degli avversari quando mancava un solo tuffo.

L’ultimo esercizio di Di Maria e Pelligra vale 410.60 punti complessivi e mette in cassaforte il successo, con gli Atleti Neutrali troppo distanti per ribaltare il risultato. Per la squadra italiana arriva così il primo titolo continentale della rassegna parigina, davanti agli Atleti Neutrali e all’Ucraina.

Delmastro, Dori: “Negato a Giunta accesso a documenti, inaccettabile”

Roma, 31 lug. (askanews) – “È inaccettabile: ai membri della giunta delle autorizzazioni della Camera è stato di fatto negato il diritto – come sempre avvenuto per prassi – alla documentazione che il procuratore di Roma Lo Voi ieri (giovedì 30 luglio, ndr) aveva inviato al presidente Fontana, che poi lo aveva trasmesso alla Giunta”. Lo ha detto il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera Devis Dori, Avs. Si tratta, ha precisato, di “una negazione dei diritti della Giunta che rappresento come presidente”, ha aggiunto.

Basket 3×3, BEA Chieri alle Finali Nazionali da primo nel ranking

Roma, 31 lug. (askanews) – Al primo anno di partecipazione al circuito federale Elite di basket 3×3 (massimo livello nazionale), il team Leopardi 3×3 accede alle Finals di Riccione (1 agosto 2026) da prima nel ranking italiano. Un risultato incredibile, arrivato anche grazie al secondo posto al torneo Master Shock Da Ground di Marsala, domenica 26 luglio, ciliegina sulla torta in una stagione da incorniciare.

Da inizio giugno a oggi, la squadra del Progetto BEA Leopardi ha conquistato il primo posto di due tornei Master (Pavia e Jesolo) e del torneo Top Sand di Rimini, arrivando così a quota 17.435 punti. A questi ottimi risultati, si aggiungono due secondi posti a Tornei Master (Dat di Perugia e Marsala) e la semifinale al torneo Top di Sanremo.

A Riccione, gli Arancioni incontreranno nuovamente le migliori squadre della Penisola, per il torneo che assegnerà lo scudetto 2026.

Commenta il DS Stefano Piccionne: “Il primo posto nel ranking nazionale è un risultato incredibile, che non ci aspettavamo. Al di là di come andranno le Finals, è già un successo. Al primo anno di partecipazione al circuito Elite 3×3, abbiamo raggiunto risultati di cui andare molto orgogliosi. Questo è stato fatto coinvolgendo giocatori da diverse regioni d’Italia, non senza difficoltà, creando un gruppo solido e unito anche grazie al lavoro del dirigente Gigi Ferraris. La convocazione di Niccolò Piccionne per il raduno della Nazionale Under 21 è un altro traguardo che ci gratifica e ci fa ben sperare per la prossima stagione, dove ci piacerebbe coinvolgere sempre di più anche il Settore Giovanile nelle attività 3×3. Vogliamo continuare su questa strada”.

Migranti, la crisi a Ceuta divide l’Ue: ombre su Schengen

Roma, 31 lug. (askanews) – “Un attacco alla sovranità nazionale spagnola”, così il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha definito l’ampio flusso di migranti marocchini che hanno superato i confini dell’enclave spagnola nella punta orientale dell’Africa. Un “attacco” che ha diviso l’Unione europea: tra chi ha espresso solidarietà, pur sottolineando la necessità di ristabilire lo status quo ante, come il cancelliere tedesco Friederich Mer. E altri, tra cui il governo Meloni, che ritengono Madrid responsabile di quanto accaduto, minacciando la chiusura di Schengen.

Quella che si sta dimostrando essere una delle crisi migratorie più importanti che hanno toccato i confini dell’Unione europea, con gli ultimi dati da Ceuta che parlano di circa 50.000 ingressi in poche ore e 34 morti, ha generato un’immediata reazione delle capitali europee che hanno chiesto un pronto intervento da parte di Madrid per sanare questa crisi.

Il governo di Roma è stato uno dei primi ad intervenire sulla fattispecie, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha ipotizzato la possibilità di “sospendere Schengen con Madrid”. Opzione che ha visto il sostegno anche del ministro degli Esteri Antonio Tajani che, ieri, si è detto “favorevole” alla sospensione poiché “l’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale”.

Le parole del ministro degli Esteri non sono piaciute all’omologo spagnolo José Manuel Albares, il quale ha immediatamente stigmatizzato le dichiarazioni come non “degne” e ha convocato l’ambasciatore italiano a Madrid per riferire.

A difesa di Madrid è intervenuto l’ex Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera, Josep Borrell, che ha bocciato la richiesta italiana di sospendere la partecipazione della Spagna all’area Schengen, definendola incompatibile con il diritto europeo. Secondo Borrell, infatti, “nessuno Stato membro può sospendere unilateralmente la partecipazione di un altro a Schengen”. L’ex capo della diplomazia europea ha inoltre criticato l’iniziativa italiana, sostenendo che rivela come alcuni governi stiano “utilizzando e abusando dell’ordinamento giuridico dell’Ue”, arrivando a violare il principio di leale cooperazione” che vincola gli Stati membri. Critiche verso la posizione di Roma sono giunte anche da Javí Lopez, vicepresidente del Parlamento europeo e membro del Partito Socialista e Democratico, che ha definito le dichiarazioni di Meloni “indegne di un partner europeo”. “Dopo oltre 700.000 arrivi dalla Libia, l’Italia ha ricevuto sostegno europeo, non prediche. La solidarietà non è una strada a senso unico”, ha osservato Lopez.

Tuttavia, la posizione italiana ha ricevuto il sostengo di alcuni partner europei, come la Finlandia e la Svezia. Il ministro dell’Interno finlandese Mari Rantanen, membro del partito di destra Finns Party, infatti, ha sostenuto la leader italiana accusando la Spagna di non riuscire a “proteggere il confine esterno dell’Area Schengen dalle infiltrazioni”, aggiungendo che “tutti i Paesi europei devono sostenere la proposta di Meloni”. Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha condiviso queste posizioni, dichiarando che il suo ministro per la Migrazione è “in contatto con i suoi omologhi nordici e non esclude di adottare le misure necessarie per evitare che si ripeta il 2015”, riferendosi alla crisi migratoria durante la quale oltre un milione di rifugiati e migranti raggiunse l’Europa in fuga dalle guerre in Siria, Afghanistan e Iraq.In questo contesto, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito “inaccettabili” le immagini provenienti da Ceuta, ribadendo che l’ingresso nell’Unione europea deve avvenire nel rispetto delle regole. Ha chiesto di fermare gli attraversamenti irregolari, smantellare le reti dei trafficanti e accelerare i rimpatri. Von der Leyen ha inoltre annunciato il coinvolgimento dei commissari Magnus Brunner e Dubravka Suica per rafforzare il sostegno alla Spagna e il coordinamento con il Marocco, anche attraverso Frontex.

Sulla stessa linea si è mosso anche il cancelliere Merz che ha sottolineato che “la Spagna vuole e deve riportare la situazione a Ceuta sotto controllo il più rapidamente possibile”, rimarcando la necessità di coinvolgere il Marocco per risolvere la crisi.

“Proteggere le frontiere esterne dell’Unione europea è fondamentale per combattere l’immigrazione clandestina. Mi aspetto che tutti gli Stati membri dell’UE rispettino questo obbligo. Siamo in contatto con il governo spagnolo su questo tema”, ha riferito Merz, aggiungenco che accoglie con “favore l’intenzione della Spagna di non consentire l’ingresso di migranti illegali nel continente europeo”.

“Ci aspettiamo che il Marocco riprenda immediatamente i migranti illegali”, ha affermato ancora Merz, non lasciando la responsabilità unicamente in capo a Madrid.

Anche il Belgio, con il suo ministro degli Esteri Maxime Prévot, è giunto in soccorso della Spagna, sottolineando come “quando uno Stato membro si trova sotto pressione, si tratta di una questione europea”. “Quando uno Stato membro situato alla frontiera esterna dell’Unione si trova ad affrontare una simile pressione, non è un problema esclusivamente spagnolo, ma una questione europea”, ha indicato Prevot, specificando che “in momenti come questi, la Spagna deve garantire la protezione delle proprie frontiere e poter contare sul sostegno sia delle autorità europee sia di quelle marocchine”.

Carabinieri: a Terni il primo workshop operativo sui droni

Milano, 31 lug. (askanews) – A Rieti, dal 28 al 30 luglio, si è tenuto il 1° Workshop Operativo sull’impiego dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR). L’evento, promosso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri (II Reparto – Dipartimento Aereo e Navale), si è svolto presso i locali e le aree di volo della Sezione Addestramento APR situata presso la sede del 16° Nucleo Elicotteri Carabinieri (NEC) di Rieti, con il supporto logistico della Scuola Forestale Carabinieri.

L’impiego dei droni da parte delle Forze di Polizia, disciplinato dal Decreto Interministeriale del 13 giugno 2022 e dal discendente Protocollo d’intesa con l’ENAC, compie nell’Arma un ulteriore salto di qualità. Grazie alla recente riconfigurazione ordinativa che ha interessato il Dipartimento Aereo e Navale e il Raggruppamento Aeromobili Carabinieri (RAC) di Pratica di Mare, è stato istituito sull’aeroporto di Roma Urbe il primo Nucleo APR, reparto che ha assunto un fondamentale ruolo di guida dottrinale per tutte le attività di Polizia e specialistiche.

Al Nucleo APR della Capitale è stata strategicamente affiancata la neo-istituita Sezione Addestramento di Rieti, la quale svilupperà una capacità di formazione autonoma per piloti e operatori APR. Questa struttura si attesta come la “cabina di regia” dell’iniziativa addestrativa odierna. Diretta da un Ufficiale qualificato Istruttore e affiancata da personale esperto del RAC, la Sezione di Rieti, di fatto prima “scuola” di volo di polizia con APR, è destinata a diventare non solo il punto di riferimento addestrativo dell’Istituzione, ma anche l’elemento trainante di un vero e proprio Think Tank, operando come vettore dottrinale di eccellenza nello specifico settore.

L’obiettivo primario è creare un amalgama operativo tra tutti i Reparti dell’Arma dotati di sistemi APR, superando eventuali incertezze procedurali e garantendo la piena aderenza (compliance) alla disciplina di settore. Questa prima edizione ha un taglio prettamente pratico e vede la partecipazione di 20 militari esperti, già in possesso dei titoli richiesti, i quali opereranno in modalità “live” con i droni in dotazione ai rispettivi reparti per dimostrarne sul campo le peculiarità operative.

L’importanza strategica della capacità APR per l’Arma dei Carabinieri è stata sottolineata dalla presenza del Vice Comandante Generale, Gen. C.A. Massimo Mennitti e del Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma, Gen. C.A. Andrea Taurelli Salimbeni, che hanno incontrato i partecipanti all’evento.

Carabinieri: a Terni il primo workshop operativo sui droni

Milano, 31 lug. (askanews) – A Rieti, dal 28 al 30 luglio, si è tenuto il 1° Workshop Operativo sull’impiego dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR). L’evento, promosso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri (II Reparto – Dipartimento Aereo e Navale), si è svolto presso i locali e le aree di volo della Sezione Addestramento APR situata presso la sede del 16° Nucleo Elicotteri Carabinieri (NEC) di Rieti, con il supporto logistico della Scuola Forestale Carabinieri.

L’impiego dei droni da parte delle Forze di Polizia, disciplinato dal Decreto Interministeriale del 13 giugno 2022 e dal discendente Protocollo d’intesa con l’ENAC, compie nell’Arma un ulteriore salto di qualità. Grazie alla recente riconfigurazione ordinativa che ha interessato il Dipartimento Aereo e Navale e il Raggruppamento Aeromobili Carabinieri (RAC) di Pratica di Mare, è stato istituito sull’aeroporto di Roma Urbe il primo Nucleo APR, reparto che ha assunto un fondamentale ruolo di guida dottrinale per tutte le attività di Polizia e specialistiche.

Al Nucleo APR della Capitale è stata strategicamente affiancata la neo-istituita Sezione Addestramento di Rieti, la quale svilupperà una capacità di formazione autonoma per piloti e operatori APR. Questa struttura si attesta come la “cabina di regia” dell’iniziativa addestrativa odierna. Diretta da un Ufficiale qualificato Istruttore e affiancata da personale esperto del RAC, la Sezione di Rieti, di fatto prima “scuola” di volo di polizia con APR, è destinata a diventare non solo il punto di riferimento addestrativo dell’Istituzione, ma anche l’elemento trainante di un vero e proprio Think Tank, operando come vettore dottrinale di eccellenza nello specifico settore.

L’obiettivo primario è creare un amalgama operativo tra tutti i Reparti dell’Arma dotati di sistemi APR, superando eventuali incertezze procedurali e garantendo la piena aderenza (compliance) alla disciplina di settore. Questa prima edizione ha un taglio prettamente pratico e vede la partecipazione di 20 militari esperti, già in possesso dei titoli richiesti, i quali opereranno in modalità “live” con i droni in dotazione ai rispettivi reparti per dimostrarne sul campo le peculiarità operative.

L’importanza strategica della capacità APR per l’Arma dei Carabinieri è stata sottolineata dalla presenza del Vice Comandante Generale, Gen. C.A. Massimo Mennitti e del Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma, Gen. C.A. Andrea Taurelli Salimbeni, che hanno incontrato i partecipanti all’evento.

Musica, esce "31/07": storico brano di Mecna

Roma, 31 lug. (askanews) – È disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali “31/07”, lo storico brano di Mecna, tra le voci più riconoscibili della scena rap italiana. La release è stata preceduta da un cortometraggio suddiviso in tre parti e pubblicato sui canali social dell’artista nei giorni scorsi.

“31/07” – il primo capitolo della nota trilogia del 31 uscito nel luglio del 2011 solo su Soundcloud – nasce sulle note di Avril 14th di Aphex Twin e racconta la distanza che può emergere nei rapporti durante l’estate quando la leggerezza delle ferie e il movimento delle persone amplificano le mancanze. A distanza di anni il pezzo è diventato un culto per i fan e per l’occasione il brano è stato risuonato al pianoforte da Pierfrancesco Pasini e cantato da Mecna. Attraverso immagini quotidiane – uffici vuoti, traslochi, telefonate – Mecna racconta una stagione che non coincide con il suo stato d’animo.

Il brano riflette sulla difficoltà di comunicare, sulle domande che restano sospese e su quella sensazione di essere fuori tempo rispetto agli altri. L’artista osserva se stesso e l’altro con lucidità, restituendo un’estate fatta di silenzi, distanze e piccoli cambiamenti che diventano decisivi.

Con il suo stile unico e flow inimitabile, capace di regalare barre memorabili destinate a restare nel cuore degli ascoltatori, Mecna pubblica “31/07” proprio nel giorno che dà il titolo al brano, trasformando la data in un elemento narrativo e simbolico. Una decisione che chiude un cerchio iniziato quindici anni fa e che restituisce al pubblico uno dei capitoli più significativi della sua produzione, ora finalmente disponibile ufficialmente su tutte le piattaforme.

Lo scorso 24 ottobre Mecna ha pubblicato “Discordia, armonia, e altri stati d’animo”, un album che ruota intorno a quelle emozioni universali che appartengono a tutti. Con un linguaggio chiaro e diretto, Mecna è stato in grado di entrare in intimità con il lato profondamente più umano dell’ascoltatore. I testi, infatti, diventano uno specchio e voce non solo delle sue esperienze più personali, ma anche di quelle di chi ascolta.

Biennale Danza 2026 chiude con 17mila presenze, McGregor confermato

Venezia, 31 lug. (askanews) – Sir Wayne McGregor è stato confermato alla direzione artistica della Biennale Danza di Venezia anche per i prossimi due anni, dopo avere guidato il festival internazionale già per sei edizioni. Ora il suo incarico è stato prolungato fino al 2028. In concomitanza con la notizia della riconferma del direttore, sono Tati anche diffusi i numeri dell’edizione 2026 della Biennale Danza, che si chiude sabato 1 agosto: 17mila le presenze registrate con sale piene al 90%.

“La riconferma di Sir Wayne McGregor alla direzione artistica del settore Danza – ha commentato il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco – rappresenta un segnale di continuità nella volontà di eccellenza della Biennale. La sua visione ha profondamente ampliato i confini del linguaggio coreografico, valorizzando sia i grandi protagonisti internazionali sia l’attenzione per le nuove generazioni attraverso Biennale College. Nel rafforzare il profilo internazionale e il prestigio del Settore, Sir Wayne McGregor continuerà per i prossimi due anni a fare di Venezia un laboratorio privilegiato a cui guardare per scorgere il futuro della danza contemporanea”.

“Sono onorato di continuare a ricoprire il ruolo di direttore della Biennale Danza per altri due mandati – ha aggiunto McGregor. È stato un privilegio lavorare al fianco di artisti, pubblico e collaboratori eccezionali, esplorando la danza come potente forza di innovazione, immaginazione e connessione. Sono profondamente grato al presidente Pietrangelo Buttafuoco e all’intero, straordinario team della Biennale di Venezia per la fiducia che continuano a riporre in me. Insieme continueremo ad ampliare le possibilità della coreografia, a sostenere voci nuove e audaci, a interrogare i nostri archivi come preziosi luoghi di produzione di conoscenza innovativa e a creare uno spazio in cui possano fiorire la curiosità artistica, la sperimentazione e l’eccellenza. Non vedo l’ora di portare avanti ciò che abbiamo iniziato e di plasmare il prossimo capitolo della Biennale Danza con ambizione, apertura e ottimismo”.

Cinema, a ottobre in sala "Zustissia", il film su Beniamino Zuncheddu

Roma, 31 lug. (askanews) – Arriverà al cinema dal 15 ottobre “Zustissia” di Francesco Piras, film tratto dal libro di Mauro Trogu e Beniamino Zuncheddu “Io sono innocente” pubblicato in Italia da De Agostini.

Nel cast Michele Riondino, Fabrizio Ferracane, Paola Giannini, Jacopo Cullin e con Francesco Colella, Geppi Cucciari e la partecipazione di Philippine Leroy-Beaulieu.

Il film, soggetto e sceneggiatura di Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili è ambientato nel 1991, quando un triplice omicidio commesso sui monti del Sud Sardegna porta alla rapida condanna di un uomo innocente: Beniamino Zuncheddu. Tre gradi di giudizio in un anno per dare un ergastolo. Venticinque anni dopo, un giovane avvocato decide di lottare – pro bono – per restituirgli la libertà.

“Zustissia” è la storia di una vita rubata dal più lungo errore giudiziario della storia italiana: 33 anni di ingiusta detenzione. Ed è anche la storia dell’emozionante battaglia che l’avvocato Mauro Trogu e altri alleati hanno ingaggiato per arrivare alla revisione del processo e all’assoluzione, giunta il 26 gennaio 2024. È un film d’inchiesta, d’impegno civile, d’amicizia e d’amore. Amore per “sa zustissia”, amore per la verità, e amore per le montagne, quei meravigliosi monti da cui Beniamino è stato tenuto lontano tutta una vita… e dove ora, finalmente, è tornato.

Migranti: circa 60.000 ingressi a Ceuta "nelle ultime ore"

Roma, 31 lug. (askanews) – Il presidente della Città autonoma di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha affermato che le prime stime indicano in circa 60.000 le persone nelle ultime ore hanno attraversato la frontiera con il Marocco, una cifra pari a circa il 70% della popolazione della enclave. Dopo un incontro con il premier Pedro Sßnchez, Vivas ha definito la situazione “insostenibile” e “impossibile”, chiedendo una risposta da parte del governo centrale di Madrid. Le autorità spagnole non hanno finora confermato ufficialmente il numero degli ingressi indicato dal presidente dell’esecutivo di Ceuta.

(fonte: Servimedia)

Migranti, Von der Leyen: inaccettabili le immagini da Ceuta

Roma, 31 lug. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito “inaccettabili le immagini che arrivano da Ceuta”, sottolineando che “non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole”.

In un post su X, Von der Leyen ha chiesto la fine immediata degli “attraversamenti pericolosi” e lo smantellamento delle “reti di trafficanti”, sollecitando allo stesso tempo “rimpatri rapidi, come previsto dalle nostre regole”.

“Ho incaricato due Commissari di fornire supporto per il controllo della situazione – ha aggiunto – Magnus Brunnes (Commissario europeo per gli affari interni e la migrazione, ndr) sta già lavorando a stretto contatto con la Spagna ed è pronto a recarsi nei punti critici. Si occuperà di fornire ulteriore supporto operativo alla Spagna, anche tramite Frontex. Dubravka Suica (Commissario per il Mediterraneo, ndr) è in contatto con la sua controparte marocchina. Sono fiduciosa che la nostra stretta collaborazione con il Marocco aiuterà a ottenere risultati concreti”.

Calcio, Inter, Chivu, serve pazienza sul mercato

Roma, 31 lug. (askanews) – “Ci vuole pazienza, il mercato è ancora lungo. La squadra è competitiva, ma c’è sempre bisogno di giocatori importanti. Siamo attenti alle opportunità”. Così l’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, alla vigilia dell’amichevole contro il Manchester City in programma a Hong Kong.

Il tecnico nerazzurro ha sottolineato il valore del test contro gli inglesi pur ammettendo che la squadra non è ancora al massimo della condizione. “È speciale per noi avere l’opportunità di giocare contro una grande squadra come il Manchester City. Anche se entrambe le squadre non sono al 100%, tutti saranno felici del livello che proveremo a mettere in campo. La squadra sta bene, ha lavorato in Germania e faremo del nostro meglio, mettendo in campo il massimo della nostra intensità possibile”.

Chivu ha poi commentato l’arrivo del nuovo acquisto John Stones. “Sono contento del suo arrivo. È importante per la qualità, la personalità e il carisma. Aumenta il livello della nostra difesa”. Sul prosieguo del mercato, il tecnico ha ribadito la necessità di rinforzare ulteriormente la rosa: “Ho sempre chiesto di alzare il livello con giocatori importanti, che abbiano voglia di fare parte di questo gruppo. Siamo attenti alle opportunità che possano permetterci di fare un ulteriore salto di qualità”.

Infine, un pensiero per Franco Baresi, scomparso nelle scorse ore. “Ci uniamo al mondo dello sport nelle condoglianze alla famiglia di Franco Baresi. Tutti quelli che amano il calcio hanno perso una grande icona di questo sport”.

Calcio, progetto Fifa, si dimette braccio destro di Infantino

Roma, 31 lug. (askanews) – Carlos Cordeiro, principale consigliere del presidente Fifa Gianni Infantino, ha annunciato le sue dimissioni. Cordeiro è stato tra l’altro rappresentante della Fifa nella task force della Casa Bianca per il Mondiale 2026. Cordeiro, indiano, ha spiegato che la decisione è maturata per la contrarietà al piano di Infantino di aprire la Fifa ai privati, vendendo quote delle prossime edizioni della Coppa del Mondo. “Voglio essere chiaro: non ho avuto alcun ruolo in questa proposta e sono categoricamente contrario. Questo è un male per le associazioni membri della Fifa, un male per il calcio e un male per il futuro a lungo termine del calcio”, ha scritto l’ex banchiere su LinkedIn.

Spagna, Schlein: Meloni fa propaganda irresponsabile e apre crisi con Madrid

Roma, 31 lug. (askanews) – “Giorgia Meloni anziché dare solidarietà a un paese di frontiera come il nostro nel contrasto a trafficanti e mafie, apre una crisi diplomatica con la Spagna, e annuncia di voler chiudere Schengen. Ma davvero il Governo non sa che Ceuta è un enclave in Africa e da lì non c’è libera circolazione né verso la penisola spagnola né verso gli altri paesi europei?”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.

“È un Governo di irresponsabili propagandisti – aggiunge – che da quattro anni non risolve un problema degli italiani e ogni giorno offre solo un nuovo nemico. Anziché litigare con le cartine geografiche si occupassero dei prezzi stellari dei carburanti, della crescita a zero e dei salari italiani tra i più bassi d’Europa. Ma anche oggi con la sua propaganda il Governo cercherà di nascondere i suoi fallimenti come nasconde le chat di Delmastro”.

Esodo, Anas: domani weekend da bollino nero sulle strade italiane

Roma, 31 lug. (askanews) – L’Anas ricorda che domani mattina sabato primo agosto è previsto bollino nero sulle strade italiane, bollino rosso nei pomeriggi di oggi, domani e domenica 2 agosto. Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore oggi dalle ore 16 alle 22, domani sabato 1° agosto dalle 8 alle 22 e domenica 2 agosto dalle 7.00 alle 22.00 “Rivolgiamo un invito a tutti i viaggiatori a programmare gli spostamenti verificando le condizioni del traffico, lo stato del veicolo e le previsioni meteo”, ha detto l’ad di Anas, Claudio Andrea Gemme.

Edificio crollato a Messina, individuato un corpo sotto le macerie

Milano, 31 lug. (askanews) – C’è una prima vittima per il crollo della palazzina avvenuto nel pomeriggio di ieri a Pistunina, quartiere alla periferia Sud di Messina. I vigili del fuoco hanno individuato il corpo di uno dei sei dispersi sotto le macerie della palazzina. A confermarlo è Antonino Bertucci, portavoce dei vigili del fuoco, intervistato da SkyTg24: “Abbiamo seguito una strategia in funzione delle indicazioni che ci sono state fornite dai parenti e dai conoscenti dei dispersi: sulla base di questa strategia abbiamo individuato il primo corpo. Proseguiamo su questa linea sperando di poter trovare nel più breve tempo possibile anche le altre persone: siamo in una fase di soccorso, la speranza è poter trovare qualcuno in vita”.

Dal punto di vista operativo, ha spiegato il portavoce dei vigili del fuoco, il problema è che “abbiamo un incendio che si muove sotto delle macerie, quindi siamo costretti a lavorare su due fronti: una parte degli operatori lavora per abbassare i fumi, e una parte invece lavora movimentando le macerie cercando di individuare le persone”.

Caldo: domenica bollino rosso in quasi tutta Italia

Milano, 31 lug. (askanews) – Si intensifica nel fine settimana la quarta ondata di calore dell’estate. Secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute, oggi sono 11 le città contrassegnate con il bollino rosso, livello massimo di allerta, ma saliranno a 19 domani e a 23 domenica 2 agosto, confermando un progressivo aggravamento dell’ondata di calore soprattutto nelle aree urbane.

Per la giornata di oggi il livello 3 riguarda Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino e Viterbo. Domani, sabato 1 agosto, si aggiungeranno Bologna, Brescia, Cagliari, Milano, Napoli, Pescara, Venezia e Verona, portando a 19 il numero delle città con il massimo livello di rischio.

Un ulteriore aggravamento è atteso per domenica 2 agosto, quando le città da bollino rosso diventeranno 23 sulle 27 monitorate. All’elenco si aggiungeranno infatti Catania, Genova, Palermo e Trieste, che passeranno dal bollino arancione al livello massimo di allerta. Le città con bollino arancione scenderanno così a tre – Ancona, Bari e Messina – mentre Reggio Calabria resterà l’unica città monitorata contrassegnata con il bollino giallo.

Banche, Cisl: nel 2026 chiusi altri 126 sportelli, sempre più comuni scoperti

Roma, 31 lug. (askanews) – Le banche italiane continuano a ridurre la loro presenza sul territorio: nei primi sei mesi del 2026 sono stati chiusi altri 126 sportelli, con il numero complessivo delle filiali che scende a livello nazionale a 19.016. È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, che elabora i dati di Banca d’Italia e Istat.

Il fenomeno continua a colpire non solo le aree interne e i piccoli comuni, ma anche le grandi città, dove in molti casi il calo è superiore alla media nazionale. Rispetto al 31 dicembre 2021 la contrazione più marcata si registra a Milano (-16,2%), seguita da Roma (-14,1%) e Palermo (-13,9%), a fronte di una media nazionale del 12,2%.

A livello regionale, dall’inizio dell’anno la riduzione più forte del numero di sportelli si registra in Liguria (-2,6%), seguita da Lombardia (-1,7%) e Valle d’Aosta (-1,6%). Tra le regioni con la maggiore incidenza di comuni senza sportelli figurano Molise (83,8%), Calabria (74,5%) e Valle d’Aosta (74,3%), mentre il valore più basso si registra in Emilia Romagna (8,2%).

Nei primi sei mesi del 2026 è inoltre aumentato di 9 unità il numero dei comuni totalmente privi di sportelli bancari. Nel complesso, sono ormai quasi 11,5 milioni gli italiani che vivono in comuni senza sportelli o con una sola filiale.

Nella classifica dei gruppi bancari per presenza territoriale, al primo posto si conferma Iccrea con 2.450 sportelli, seguito da Intesa Sanpaolo (2.295) e Unicredit (2.252).

Il "caldo spietato" travolge l’Italia: punte di oltre 40 gradi

Milano, 31 lug. (askanews) – Come in molte parti del mondo, anche in Giappone le Estati stanno diventando sempre più estreme e pericolose, con picchi che superano regolarmente i 40°C. Basti pensare che nel 2025 circa 2.000 persone hanno accusato malori legati al caldo sul luogo di lavoro: un record drammatico che ha spinto il governo ad adottare nuove norme, sdoganando persino l’uso dei pantaloncini corti in ufficio.

Ma i giapponesi, che hanno una precisione linguistica invidiabile, hanno fatto di più. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ci ricorda infatti che, dopo un sondaggio che ha coinvolto ben 400.000 persone, l’Agenzia Meteorologica Giapponese ha introdotto ufficialmente il termine “Kokushobi”. Suona quasi come un’antica arte marziale o una filosofia zen, vero? In realtà, significa “giorno di caldo spietato”: è la parola perfetta per indicare quelle giornate in cui il caldo oltrepassa ogni limite di sopportazione, diventando una vera e propria minaccia per il corpo umano. Nel frattempo, a Tokyo si continuerà a cuocere a fuoco lento: è previsto “Kokushobi” fino a domenica, con minime di 26°C e massime di 37°C.

Purtroppo, non serve andare a Tokyo per vivere un giorno di “caldo spietato”. La nostra quarta ondata di calore porterà il Kokushobi direttamente in Italia, con picchi che supereranno i 40°C. L’ultimo giorno di luglio vedrà i termometri toccare i 40°C a Firenze, Modena e Terni (sebbene il Nord-Ovest dovrà prestare attenzione a qualche improvviso temporale, possibile anche in pianura). Ma il peggio arriverà nel weekend. Dal 1° agosto, giornata da bollino rosso per il meteo e nero per il traffico, la soglia Kokushobi verrà ampiamente superata. A chi si metterà in viaggio raccomandiamo le classiche “partenze intelligenti”, portando con sé molta acqua in auto, perché i numeri saranno “spietati”: avremo 41°C a Terni e 40°C a Ferrara, Mantova, Modena e Parma, valori che insisteranno almeno fino a lunedì.

Nei giorni successivi avremo un leggero calo termico assoluto (il termometro scenderà dai 40-41 ai 38-39 gradi), ma attenzione all’inganno: aumenterà l’umidità e farà più caldo di notte, con frequenti notti super tropicali. Avremo anche un aumento dei temporali su Alpi e Prealpi. In sintesi, non sapremo se scegliere di passare dalla padella alla brace o viceversa: l’afa renderà il caldo insopportabile almeno fino all’8 agosto.

C’è una speranza? Al momento alcuni modelli intravedono un veloce break temporalesco tra l’8 e il 10 agosto, con una leggera attenuazione della canicola (che scenderebbe a 34-35°C) sul Nord Italia e sul versante adriatico.

Forse solo una breve illusione: il caldo anomalo del 2026 sembrerebbe già pronto a rimettere le tende sull’Italia almeno fino a Ferragosto. Per una svolta vera e decisa, sembra che dovremo, purtroppo, attendere la seconda metà del mese.

Calcio, Franco Baresi: il cordoglio del calcio italiano

Roma, 31 lug. (askanews) – Il calcio italiano si stringe attorno alla famiglia di Franco Baresi e al Milan per la scomparsa dello storico capitano rossonero. Dai messaggi dei principali club di Serie A agli omaggi degli ex compagni e degli avversari di sempre, il ricordo è unanime: quello di un campione che ha saputo conquistare il rispetto di tutto il mondo del calcio, oltre ogni rivalità.

Tra i primi a ricordarlo c’è Clarence Seedorf. ‘Sono senza parole. Troppo presto ci ha lasciati Franco Baresi, leggenda del calcio, grande uomo e capitano indimenticabile. Non serve raccontare il tuo impatto: la tua storia parla da sola. Sei stato e resterai un simbolo eterno di leadership, lealtà, eleganza e classe’, ha scritto l’ex centrocampista olandese, esprimendo vicinanza alla famiglia e a tutto il popolo rossonero.

Particolarmente significativo il messaggio dell’Inter, storica rivale cittadina. ‘Addio a Franco Baresi, protagonista delle grandi sfide del derby di Milano e una delle figure che più hanno definito la storia della rivalità. Capitano, uomo squadra e bandiera del Milan, ha vissuto ogni confronto con l’Inter tra competizione e rispetto’. Il presidente Giuseppe Marotta e tutto il club nerazzurro hanno espresso il proprio cordoglio alla famiglia, al fratello Beppe e al Milan. Anche il vicepresidente Javier Zanetti ha affidato ai social il suo saluto: ‘Bandiera, Capitano, Leggenda: 6 per sempre. Buon viaggio, Franco’.

In Australia, dove il Milan è impegnato nella tournée estiva, la squadra e lo staff hanno appreso la notizia al termine dell’allenamento. Sul campo è stato osservato un minuto di silenzio, concluso da un lungo applauso in memoria del capitano simbolo della storia rossonera.

Numerosi i messaggi arrivati dagli altri club. La Juventus ha ricordato Baresi come ‘classe, stile, leadership e rispetto dentro e fuori dal campo. Un esempio per generazioni di calciatori e tifosi’. Il Napoli, con il presidente Aurelio De Laurentiis, l’allenatore Massimiliano Allegri, i dirigenti e tutta la società, ha espresso ‘profondo cordoglio per la scomparsa di una bandiera e leggenda del Milan e dell’intero panorama calcistico italiano’. Cordoglio anche da Roma, Lazio, Fiorentina e Genoa, che hanno sottolineato il segno indelebile lasciato da Baresi nella storia del calcio.

Commoventi anche le parole degli ex compagni. Adriano Galliani ha pubblicato una foto insieme a Silvio Berlusconi e Fabio Capello accompagnandola con la frase: ‘Hai raggiunto il tuo Presidente. 6 per sempre’. Filippo Galli, che ha condiviso con Baresi quattordici stagioni in maglia rossonera, lo ha ricordato come ‘un esempio per tutti noi’, aggiungendo: ‘Il tuo silenzio era una voce forte nello spogliatoio e sul campo. Il dolore e le lacrime, concedetemele. Per sempre il nostro capitano’.

Tra i ricordi più intensi anche quello di Pietro Paolo Virdis, protagonista con Baresi della rinascita del Milan negli anni Ottanta: ‘Per me eri semplicemente il Capitano. Hai guidato un reparto con poche parole, ma tanta classe e carisma. Sei stato tutto ciò che il calcio aveva di bello. Per me hai vinto l’immortalità. Numero 6 per sempre’.

L’ultima apparizione pubblica di Baresi risale alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, quando entrò a San Siro con la fiaccola olimpica al fianco di Giuseppe Bergomi, altro storico capitano milanese. Un’immagine che oggi assume il valore di un ultimo, commosso saluto a uno dei più grandi difensori della storia del calcio.

Tra i messaggi più emozionanti quello di Paolo Maldini, che con Baresi ha condiviso anni irripetibili in maglia rossonera e un legame che ha superato il campo.

‘Ciao Franco, oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano?’, ha scritto Maldini. ‘Mi hai insegnato a lottare fino all’ultimo respiro, cosa significhino l’attaccamento alla maglia e il valore di essere un vero leader. Lo hai fatto con l’esempio, ogni giorno: poche parole, ma tantissimi fatti’.

L’ex capitano rossonero ha poi raccontato il rapporto personale con Baresi: ‘Mi hai protetto quando ero un bambino, mi hai guidato da ragazzo e mi hai ispirato da uomo. Sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare’. Maldini ha rivolto infine un abbraccio alla famiglia del capitano: ‘Ci mancherai, Capitano. Ma la luce della tua stella continuerà ad accompagnarci per sempre’.

Numerosi i messaggi arrivati dal mondo del calcio. La Lega Serie A ha ricordato Baresi come ‘uno dei più grandi difensori centrali della storia del calcio mondiale’, sottolineando la sua intera carriera in maglia rossonera e il ruolo di simbolo prima del Milan di Sacchi e poi di quello di Capello. ‘Ha interpretato il ruolo del libero come pochi, diventando modello per intere generazioni’, si legge nella nota.

Anche il presidente della Figc Giovanni Malagò ha espresso il proprio dolore: ‘Il calcio italiano perde una delle sue leggende. Un campione straordinario che in tutta la sua carriera ha indossato solo due maglie, quella del Milan e quella azzurra. Una scelta romantica che lo ha fatto entrare nel cuore dei tifosi e di milioni di italiani’.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha ricordato Baresi come ‘non solo una bandiera del Milan, ma un simbolo di dedizione e lealtà che ha reso grande questa città e l’Italia nel mondo’, annunciando di fatto il forte legame tra la città e il suo storico capitano. Per Baresi si profila anche l’iscrizione al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, riconoscimento riservato ai cittadini illustri.

Dal panorama internazionale è arrivato il cordoglio de La Liga spagnola, mentre in Italia si sono unite al dolore Sampdoria, Udinese, Cagliari, Atalanta, Torino, Palermo e Lecce.

Particolarmente toccante anche il ricordo di Aldo Serena: ‘Qui avevi 22 anni, ed era la tua prima stagione da capitano del Milan. L’hai sempre indossata non come un impegno quella fascia, ma con onore e rispetto, era una tua appendice naturale. Non amavi molto le parole, la tua vita erano i fatti, il campo, dove sei stato un imperatore’.

Anche l’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, in conferenza stampa, ha voluto unirsi al dolore della famiglia Baresi: ‘Ci uniamo alle condoglianze rivolte alla famiglia di Franco. Tutti coloro che amano questo sport oggi hanno perso una grande icona del calcio mondiale’.

Il cordoglio è stato trasversale. Il Venezia ha ricordato Baresi come ‘autentica leggenda del calcio italiano e internazionale, simbolo di lealtà e leadership, punto di riferimento per intere generazioni di calciatori e appassionati’. La Lega Serie B ha sottolineato come il calcio italiano perda ‘una delle sue icone più leggendarie, un uomo diventato esempio intramontabile di professionalità, leadership e rispetto’.

Tra gli omaggi più emozionanti quello di Pietro Paolo Virdis, compagno di squadra negli anni della rinascita rossonera: ‘Quando mi chiedono chi sia stato il giocatore più forte con cui ho giocato o contro, la risposta è sempre la stessa: Franco Baresi. Hai guidato un reparto con poche parole, ma tanta classe e carisma. Sei stato tutto ciò che il calcio aveva di bello: passione, morale, ideale’.

Anche il calcio internazionale si è fermato per ricordarlo. Il Barcellona ha definito Baresi ‘leggenda del calcio italiano e capitano per sempre del Milan’, mentre la Uefa ha sottolineato il suo ruolo tra ‘i migliori difensori della storia del calcio’, ricordando i successi europei e le 81 presenze con la Nazionale. Il Real Madrid ha espresso vicinanza alla famiglia e al Milan, celebrando la carriera di un giocatore che ha legato tutta la sua storia a un’unica maglia.

Tra i messaggi arrivati dai campioni del presente e del passato anche quello di Gianluigi Buffon, che ricordò il suo esordio in Serie A proprio contro il Milan di Baresi nel 1995: ‘Da quel giorno ho avuto ancora più chiaro cosa significasse rappresentare il calcio con classe, leadership e rispetto’.

Ruud Gullit lo ha salutato con poche parole ma dal significato enorme: ‘Per sempre mio capitano’. Olivier Giroud lo ha definito ‘un monumento del Milan e del calcio italiano’, mentre Rafael Leao ha scritto: ‘La tua eredità vivrà per sempre. Grazie capitano’. Anche Jamie Carragher lo ha ricordato come ‘il miglior difensore centrale che abbia mai visto e l’esempio perfetto di giocatore fedele a un unico club’.

Dal mondo rossonero sono arrivati i messaggi del presidente Gerry Cardinale, che ha sottolineato come Baresi abbia incarnato ‘i valori, il carattere e l’eccellenza che definiscono questo club’, e di tanti protagonisti della storia del Milan. Demetrio Albertini ha scritto: ‘I tuoi silenzi gridavano più delle tue parole. Ciao capitano’.

Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha ricordato un uomo ‘mai sopra le righe, mai una parola fuori posto’, simbolo di lealtà, passione e dedizione. Dino Zoff lo ha definito ‘un campione dentro e fuori dal campo’, sottolineando la perdita per tutta la famiglia dello sport italiano.

Inflazione, Istat: a luglio frena al 2,8% annuo, prezzi +0,2% su mese

Roma, 31 lug. (askanews) – Secondo le stime preliminari, a luglio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una aumento dello 0,2% su base mensile e un più 2,8% su base annua, dal più 3% del mese precedente. Lo comunica l’Istat in una nota.

Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati (dal +4,4% al +3,8%), degli energetici non regolamentati (dal +13,3% al +10,6%) e dei servizi vari (dal +2,5% all’1,8%); in accelerazione risultano invece gli alimentari lavorati (da -0,2% a +0,2%), gli energetici regolamentati (dal +9,2% al +14,9%) e i servizi di trasporto (dall’1,1% all’1,6%).

L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, resta stabile al +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta dall’1,9% all’1,8%. I prezzi dei beni decelerano (dal +3,3% al +3,1%), mentre quelli dei servizi restano stabili al +2,6%.

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,7% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione di -1,0% su base mensile, per effetto dei saldi estivi non considerati dal Nic, e di +2,9% su base annua, dal +3,0% di giugno.

Un Elliott Erwitt inedito al Museo Archeologico di Bologna

Milano, 31 lug. (askanews) – Una rilettura inedita dell’opera di Elliott Erwitt (Parigi, 1928 – New York, 2023), tra i più importanti fotografi del Novecento, andando oltre la dimensione che ne ha consacrato la fama internazionale per restituire il ritratto più intimo e personale dell’autore. La mostra “Elliott Erwitt. L’arte di osservare”, in programma dal 1 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 al Museo Civico Archeologico di Bologna, è curata da Biba Giacchetti, prodotta e organizzata da Civita Mostre e Musei in collaborazione con il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna. Il progetto nasce dal desiderio di raccontare non soltanto il fotografo che ha saputo trasformare la quotidianità in immagini divenute patrimonio della memoria collettiva, ma soprattutto l’uomo dietro l’obiettivo: il padre, il marito, l’amico, il viaggiatore, l’osservatore instancabile della condizione umana.

Il percorso espositivo riunisce circa un centinaio di fotografie che attraversano l’intera carriera di Erwitt, affiancando ai suoi lavori più celebri un importante nucleo di immagini provenienti dalla sua collezione privata, molte delle quali mai esposte al pubblico. Il progetto intende offrire una nuova chiave di lettura della sua opera, mostrando come anche le fotografie più conosciute nascano da frammenti di biografia per superarne immediatamente i confini. Dal racconto intimo e profondamente personale di Erwitt emerge una fotografia universale: pur affondando le radici in esperienze private, le sue immagini isolano emozioni e sentimenti che appartengono all’intero genere umano, ed è questa capacità di parlare a tutti a renderle straordinariamente senza tempo. Più che una retrospettiva cronologica, Elliott Erwitt. L’arte di osservare si configura come un ritratto in movimento, capace di intrecciare memoria privata e storia collettiva, restituendo al pubblico la complessità di uno sguardo che ha segnato la fotografia del Novecento.

La scelta della sede espositiva bolognese vuole confermare la vocazione del Museo Civico Archeologico a creare efficaci collaborazioni e sinergie che spaziano dall’archeologia alla fotografia, per offrire al pubblico esposizioni di alta qualità e forte interesse. Il percorso espositivo Il percorso si sviluppa attraverso cinque sezioni, che accompagnano il visitatore nella vita e nell’opera dell’autore. Alle immagini che hanno reso celebre Elliott Erwitt nel mondo – fotografie entrate nell’immaginario collettivo sin dalla storica esposizione The Family of Man, curata da Edward Steichen al Museum of Modern Art di New York nel 1955 – si affianca un capitolo completamente dedicato alla sua produzione più personale. Qui la fotografia assume la forma del diario, senza mai ridursi a un semplice album di famiglia: dalle immagini private affiorano emozioni, relazioni e gesti nei quali ciascuno può riconoscersi. Le immagini raccontano la vita privata dell’autore: le mogli, i figli, gli amici più cari, il maestro Edward Steichen, ritratto insieme alla sua prima figlia, e Sammy, il fedele cane che lo accompagnò per molti anni. Anche fotografie ormai universalmente conosciute vengono restituite al loro contesto originario. Il celebre ritratto della piccola Ellen osservata dalla madre, ad esempio, non viene presentato soltanto come una delle immagini simbolo della fotografia del Novecento, ma come un momento della vita familiare di Erwitt capace di trasformarsi, quasi inconsapevolmente, in un’icona universale. Alcune opere esposte appartengono a un corpus finora inedito e vengono presentate per la prima volta. Ogni fotografia è accompagnata da un testo che ne ricostruisce il contesto umano, affettivo e biografico, offrendo una lettura che va oltre l’immagine e restituisce il racconto della vita da cui essa è nata.

Il cuore del progetto risiede nella volontà di mostrare come la fotografia di Elliott Erwitt sia sempre stata profondamente autobiografica. La sua ironia, spesso interpretata come cifra stilistica, nasce in realtà da una straordinaria capacità di osservare l’esistenza nelle sue contraddizioni, nei suoi momenti di tenerezza, nelle sue fragilità e nella sua imprevedibile leggerezza. Le fotografie private dialogano con i grandi reportage, con gli eventi che hanno segnato il Novecento e con i celebri ritratti delle personalità della politica, del cinema e della cultura internazionale. Il funerale del Presidente John Fitzgerald Kennedy, gli incontri con le grandi star del cinema, le immagini di strada, la vita familiare e gli episodi del quotidiano vivere convivono nello stesso racconto, dimostrando come per Erwitt non sia mai esistita una separazione tra storia e vita. L’intero percorso è attraversato dalla sua inconfondibile ironia: uno sguardo capace di raccontare la realtà senza retorica, con eleganza, compassione e straordinaria lucidità.

Un capitolo significativo della mostra è dedicato al rapporto tra Elliott Erwitt e l’Italia. Prima dell’emigrazione negli Stati Uniti, trascorse a Milano un periodo fondamentale della propria formazione.

A dieci anni, a causa delle leggi razziali fasciste, fu costretto a lasciare l’Italia con la famiglia: un allontanamento forzato che non incrinò mai il suo profondo legame con il nostro Paese. Al contrario, continuò ad amare l’Italia e a tornarvi per tutta la vita, mantenendo con essa un rapporto di affetto e appartenenza che non venne mai meno.

Quegli anni milanesi furono decisivi per la costruzione del suo immaginario visivo e della sua sensibilità culturale. L’Italia rappresentò per lui molto più di un luogo dell’infanzia: fu una vera patria sentimentale, destinata a riaffiorare costantemente nella sua memoria e nel suo modo di guardare il mondo. Questo legame emerge lungo tutto il percorso espositivo, nelle immagini e nei testi, contribuendo a delineare una biografia profondamente europea e internazionale.

Inflazione media eurozona risale al 2,9% a luglio, prezzi +0,2% su mese

Roma, 31 lug. (askanews) – A luglio l’inflazione media dell’area euro è lievemente risalita, segnando un più 2,9% di variazione annua. Lo riporta Eurostat con la stima preliminare, secondo cui i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2% tra giugno e luglio.

A giugno l’inflazione dell’eurozona si era moderata al 2,8%, dopo un picco del 3,2% toccato a maggio. Due settimana fa la Bce ha deciso di confermare i tassi di interesse dell’area euro dopo un rialzo da 0,25 punti percentuali, che era stato effettuato a giugno proprio in risposta alle accelerazioni inflazionistiche.

La Fifa risponde all’Uefa: "Nessun sta vendendo il calcio"

Roma, 31 lug. (askanews) – “Nessuno sta vendendo il calcio. È un’ipotesi che la Fifa non prenderebbe mai in considerazione”. Con una lunga nota ufficiale il massimo organismo mondiale del calcio prova a spegnere le polemiche esplose dopo la presentazione della Fifa Forward Enterprise (Ffe), il progetto destinato ad attirare capitali privati e a gestire i diritti commerciali delle competizioni organizzate dalla Fifa. Una proposta che ha provocato la dura reazione di Uefa e Concacaf e aperto una frattura senza precedenti all’interno del calcio internazionale.

La Fifa ha ribadito di rispettare “le opinioni e le preoccupazioni espresse pubblicamente” dalle confederazioni, confermando l’intenzione di portare avanti “un processo di consultazione aperto e democratico”. Secondo Zurigo, però, il dibattito sarebbe stato condizionato da “informazioni errate diffuse dai media” che avrebbero compromesso il percorso iniziale di confronto con le federazioni affiliate.

“La Ffe è stata proposta esclusivamente per garantire che tutte le Associazioni Membro abbiano l’opportunità di assumere un ruolo di reale protagonismo nella valorizzazione delle opportunità commerciali legate al calcio nei rispettivi Paesi, senza che ciò vada a scapito dello spirito o della governance della Fifa o del calcio stesso”, si legge nella nota.

Il punto centrale della difesa della Fifa è che non ci sarebbe alcuna cessione del controllo. “Nessun singolo ente può pretendere di rappresentare tutte le 211 federazioni affiliate nel mondo – sottolinea il comunicato -. A ogni federazione dovrebbe essere consentito di esaminare la proposta e contribuire a definire il proprio futuro. Questi sono i principi democratici della Fifa”.

Secondo il progetto, la Ffe trasferirebbe le attività commerciali e operative legate alla realizzazione degli eventi Fifa a una società controllata e di proprietà dello stesso organismo mondiale. I ricavi generati verrebbero poi distribuiti tra le 211 federazioni affiliate, con l’obiettivo dichiarato di aumentare gli investimenti nello sviluppo del calcio locale.

La proposta prevede inoltre che ogni federazione riceva 20 milioni di dollari di fondi Fifa Forward nel quadriennio 2027-2030, indipendentemente dal voto espresso. A questi potrebbero aggiungersi ulteriori 20 milioni attraverso il programma “Fifa Fast Forward”, finanziato tramite investimenti esterni e sempre, secondo la Fifa, senza modificare la struttura di governance.

“Se non ci sarà il sostegno della maggioranza delle federazioni affiliate, le attività commerciali della Fifa rimarranno invariate. La Ffe non verrà costituita”, precisa il documento.

La partita, però, resta aperta. Dopo Uefa e Concacaf anche la confederazione asiatica (Afc) ha preso posizione contro il progetto, esprimendo “serie preoccupazioni” sull’ingresso di investitori privati nelle competizioni principali della Fifa e sul processo decisionale. “Il fatto che si sia arrivati al punto in cui la possibilità concreta di un boicottaggio della Coppa del Mondo Fifa è entrata nel dibattito pubblico dovrebbe preoccupare chiunque abbia a cuore il futuro del nostro sport”, ha dichiarato l’Afc.

La confederazione asiatica ritiene che, alla luce delle divisioni emerse, la Ffe “non possa realisticamente raggiungere l’ampio consenso e l’unità necessari per andare avanti”. Un fronte comune che mette in discussione il progetto di Infantino e apre un confronto politico ed economico sul futuro della gestione del calcio mondiale.

Cinema, 25 anni dal primo film di "Harry Potter": festa a Venezia

Roma, 31 lug. (askanews) – Un evento speciale alla Mostra di Venezia per omaggire i 25 anni di “Harry Potter e La Pietra Filosofale”, con una proiezione celebrativa.

Come ogni anno, il primo settembre i fan del maghetto di tutto il mondo celebrano il “Back to Hogwarts”, la giornata che segna il ritorno degli studenti alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts a bordo dell’Hogwarts Express, in partenza dal leggendario binario 9 e 3/4. Nato come un momento celebre della storia di Harry Potter, il Back to Hogwarts è diventato negli anni una tradizione globale capace di riunire generazioni di appassionati attraverso eventi, uscite cinematografiche, attività e iniziative che celebrano il legame senza tempo con il mondo creato da J.K. Rowling.

L’edizione del 2026 sarà ancora più speciale, con i fan pronti a festeggiare il 25esimo anniversario del primo capitolo sul grande schermo, anche in vista dell’imminente serie originale HBO “Harry Potter e la Pietra Filosofale”, che debutterà a Natale 2026 su HBO Max. Le celebrazioni in tutto il mondo coinvolgeranno i fan di numerosi paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, Cina, Australia e Giappone, con eventi, esperienze e iniziative dedicate.

E in Italia, quest’anno, ci si ritroverà a Venezia con una serata-evento in cui, oltre a una speciale proiezione di “Harry Potter e la Pietra Filosofale”, ci saranno aree tematizzate ed elementi famosi della saga, pensati per regalare momenti indimenticabili e l’emozione di tornare, almeno per un giorno, tra le mura di Hogwarts. (L’evento – su invito – è realizzato con Witor’s, Lego, Panini e Rubies).

Le celebrazioni del 25esimo anniversario arriveranno anche nelle sale cinematografiche: dal 26 agosto al 2 settembre tornerà sul grande schermo “Harry Potter e la Pietra Filosofale”, il primo capitolo della saga diretto da Chris Columbus. Un’occasione unica per i fan di rivivere la magia che ha dato inizio alla storia di Harry Potter e per le nuove generazioni di scoprire al cinema il film che ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo. I biglietti saranno disponibili dal 31 luglio.

Il Back To Hogwarts rappresenta anche un’occasione per i fan di rivivere la magia della saga, grazie a tutti gli otto film di Harry Potter disponibili su HBO Max, in attesa della nuova serie. Per celebrare il Back to Hogwarts, inoltre, Warner Bros. Discovery Global Consumer Product (WBDGCP) lancia una collezione di prodotti dedicata al mondo di Harry Potter.

Bce, stress test geopoltico: impatto su rischi di credito e redditività

Roma, 31 lug. (askanews) – Con impatti che si trasmettono tramite economia reale e mercati, i rischi sui prestiti concessi e la redditività sono i canali più probabili dai quali shock e incidenti di geopolitica possono scaricarsi sui bilanci delle banche. Frequenti anche le svalutazioni sulle poste registrate a bilancio, specialmente nel caso di esposizioni a settori più vulnerabili agli sviluppi geopolitici come il manifatturiero, l’energia e i trasporti.

E nel caso delle banche più grandi, a contribuire all’erosione patrimoniale a seguito di incidenti geopolitici, possono aggiungersi cali sui ricavi da commissioni e dalle attività di trading. Sono alcuni dei risultati chiave del primo stress test sui rischi geopolitici effettuato dalla Banca centrale europea, coinvolgendo 110 banche attive nell’area euro su cui opera direttamente la l’attività di vigilanza.

La Bce riporta che generalmente le banche hanno dimostrato una buona capacità di approntare scenari di stress test per valutare i loro rischi specifici, ma che al tempo stesso sono emerse alcune “vulnerabilità” che richiedono attenzione.

La procedura seguita è quella di una simulazione su uno shock a posteriori (reverse stress test). L’istituto è chiamato a ipotizzare un incidente della tipologia definita e si verifica che tipo di danni e tramite quali canali ne deriverebbero ricadute. Sotto i riflettori soprattutto i livelli patrimoniali.

“Le banche – afferma la Bce con un comunicato – sono state generalmente in grado di produrre scenari di stress test consistenti, a riflesso delle loro singole vulnerabilità. Tuttavia, l’esercizio ha anche messo in rilievo aree in cui sono necessari ulteriori miglioramenti”.

E questi miglioramenti, a detta dell’istituzione di vigilanza, includono la sensibilità alla valutazione dei rischi e la granularità sugli stessi, la coerenza tra scenari ipotizzati e le valutazioni che comportano per i livelli di liquidità e i criteri di solvibilità. Sotto i fari anche la realisticità delle azioni di mitigazione e le ramificazioni delle ricadute sui livelli di liquidità.

Alle banche è stato chiesto di elaborare scenari di rischi geopolitici che avrebbero portato all’esaurimento di 300 punti base dell’indicatore chiave sulla solidità patrimoniale (Common Equity Tier 1). L’esercizio quindi differisce dagli stress tradizionali, in cui le banche devono fornire relazioni su uno scenario previsionale uguale per tutte, in quel caso elaborato dall’autorità.

Gli istituti hanno quindi sviluppato un’ampia gamma di possibilità che includevano conflitti militari, conflitti commerciali, problemi sugli approvvigionamenti di energia e sulle catene di forniture di beni, sanzioni economiche, shock macroeconomici e incidenti sulla sicurezza cibernetica. Questa gamma così diversificata “mostra la capacità delle banche di elaborare simulazioni che mettano alla prova le loro specificità nei modelli di business e sui profili di rischio”, osserva la Bce.

La maggior parte delle banche hanno indicato come principali canali di trasmissioni del rischio l’economia reale, seguita dall’impatto sui mercati finanziari. In caso di conflitti armati e attacchi cibernetici, anche l’elemento della sicurezza, che include rischi fisici e attacchi ibridi, è stato indicato come un canale di trasmissione rilevante.

I risultati ora alimenteranno il dialogo che la vigilanza bancaria europea porta avanti con le singole banche e potrebbe anche fare parte delle valutazioni della procedura periodica di valutazione (Supervisory Review and Evaluation Process o Srep).

Istat: a luglio migliora il clima fiducia di consumatori e imprese

Roma, 31 lug. (askanews) – A luglio il clima di fiducia dei consumatori migliora, passando da 92,4 a 94,2 punti. Anche l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese è stimato in aumento da 95,3 a 95,6. Lo comunica l’Istat in una nota.

Tra i consumatori, si evidenzia un deciso miglioramento sia del clima economico sia di quello futuro (da 87,6 a 90,9 e da 87,4 a 89,8, rispettivamente), mentre il clima personale e quello corrente registrano un progresso più contenuto (da 94,2 a 95,4 e da 96,2 a 97,4, rispettivamente).

Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia è in aumento in tutti i comparti indagati ad eccezione delle costruzioni: nella manifattura l’indice cresce da 88,6 a 89,6, nei servizi di mercato sale da 97,2 a 98,1 e nel commercio al dettaglio passa da 105,6 a 106,4. Nelle costruzioni, invece, l’indice diminuisce da 101,6 a 96,8. (segue)

Addio a Franco Baresi, il capitano che cambiò il modo di difendere

Roma, 31 lug. (askanews) – Se n’è andato a 66 anni Franco Baresi, una delle figure più grandi della storia del calcio italiano e mondiale. Il Milan perde il suo capitano simbolo, la Nazionale uno dei protagonisti del Mondiale del 1982, il calcio un campione che ha trasformato il ruolo del difensore in un’arte fatta di eleganza, intelligenza tattica e leadership silenziosa.

Operato nel 2025 per un nodulo polmonare, negli ultimi mesi aveva continuato a partecipare alla vita del club rossonero e, soltanto pochi mesi fa, era stato tra gli ultimi tedofori della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, ricevendo l’abbraccio di San Siro e del pubblico italiano.

Nato l’8 maggio 1960 a Travagliato, in provincia di Brescia, Baresi aveva conosciuto molto presto il dolore, perdendo entrambi i genitori quando era appena adolescente. Cresciuto nell’oratorio del suo paese, arrivò al Milan nel 1974 dopo essere stato scartato dall’Inter, la squadra per cui tifava da bambino e nella quale militava invece il fratello maggiore Giuseppe. Una beffa del destino destinata a cambiare la storia del calcio.

Con il Milan esordì in Serie A nel 1978, lanciato da Nils Liedholm. Bastarono poche stagioni perché diventasse il punto di riferimento della squadra e, ad appena 22 anni, il capitano più giovane della storia rossonera. Da allora la fascia non lasciò più il suo braccio, accompagnando il club attraverso i momenti più difficili, dalle retrocessioni successive allo scandalo del Totonero fino alla rinascita firmata Silvio Berlusconi.

Fu proprio con l’arrivo di Arrigo Sacchi che Baresi entrò definitivamente nella leggenda. Libero moderno, interprete perfetto della difesa a zona e del fuorigioco, guidò una linea arretrata diventata modello per intere generazioni di allenatori e calciatori. Più che un marcatore era un regista della difesa: anticipava il gioco, leggeva le situazioni con un secondo di vantaggio, comandava i movimenti dei compagni con poche parole e molti sguardi.

Con il Milan disputò 719 partite ufficiali, vincendo sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, tre Supercoppe Europee e due Coppe Intercontinentali, diventando il simbolo di una delle squadre più forti di sempre insieme a Gullit, Van Basten, Rijkaard, Maldini e Costacurta.

In Nazionale collezionò 81 presenze. Convocato da Enzo Bearzot al Mondiale del 1982, contribuì alla spedizione conclusa con il trionfo in Spagna, pur senza scendere in campo. Diventò poi il leader della difesa azzurra fino alla finale dei Mondiali del 1994 negli Stati Uniti. Rientrato dopo un infortunio lampo per giocare la sfida decisiva contro il Brasile, disputò una prestazione memorabile nonostante le condizioni fisiche precarie. Rimase però l’immagine del suo rigore alto nella serie finale e delle lacrime inconsolabili dopo la sconfitta: uno dei momenti più dolorosi e umani della storia del calcio italiano.

Riservato fuori dal campo quanto autorevole dentro, Baresi non ebbe mai bisogno di atteggiamenti plateali. Il suo carisma nasceva dall’esempio, dalla disciplina e da una professionalità riconosciuta da compagni e avversari. “Piscinin”, il soprannome affibbiatogli negli anni giovanili per il fisico minuto, divenne sinonimo di grandezza.

Conclusa la carriera nel 1997, il Milan ritirò immediatamente la maglia numero 6, un onore riservato ai simboli assoluti del club. Dopo una breve esperienza al Fulham come direttore tecnico, tornò definitivamente in rossonero, ricoprendo diversi incarichi dirigenziali e mantenendo sempre un ruolo di riferimento per il settore giovanile e per l’intera società.

Con la sua scomparsa il calcio perde uno dei suoi interpreti più raffinati. Un difensore capace di rendere spettacolare il gesto più difficile, quello di fermare gli attaccanti senza rinunciare alla bellezza del gioco. Per il Milan e per gli appassionati resterà semplicemente “il Capitano”: il numero 6 che ha insegnato come si possa comandare una squadra con il talento, il carattere e il rispetto.

Il Pianeta ha esaurito le risorse rigenerative: dal 31 luglio viviamo a debito

Un debito ecologico che cresce da mezzo secolo

Un allarmante Rapporto del WWF di questi giorni ci pone di fronte ad una realtà di sostenibilità ambientale e antropologica che ha i connotati dello scenario distopico. Secondo l’organizzazione mondiale che da 60 anni si occupa di tutelare la salvaguardia e la sopravvivenza delle specie viventi a partire dal 30 luglio 2026 l’umanità ha azzerato le risorse naturali disponibili poiché nei sette mesi precedenti ha richiesto e utilizzato più risorse e servizi ecosistemici di quanti la Terra sia in grado di rigenerare in un anno. Dal giorno successivo vivremo quindi in debito ecologico, utilizzando risorse oltre la capacità di rigenerazione del Pianeta. Il WWF ricorda che oggi consumiamo infatti l’equivalente di 1,73 ‘pianeti Terra’ e che è necessario invertire questa corsa, in particolare intervenendo sulle città, responsabili di una quota rilevante del consumo di risorse e degli impatti ambientali. Esaurito questo budget medio annuale il Pianeta piomba in uno stato di debito ecologico al quale occorrerà far fronte. Questa data fatidica è chiamata Earth Overshoot Day cioè ‘Giorno del sovrasfruttamento della Terra’ o ‘Giorno dello sforamento’ ed è il preludio di una condizione deficitaria di compatibiltà tra l’uomo e l’ambiente: si tratta peraltro di una situazione che si rinnova di anno in anno da circa mezzo secolo, accumulando un debito ecologico di 20,6 anni della stessa capacità rigenerativa del Pianeta. Questi dati sono in linea con le previsioni che annualmente vengono denunciate a partire da Protocollo di Kyoto (COP 3- 1997), al COP 21 di Parigi (2015), fino al recente COP 31. Ma anche con gli studi dell’Ipbes e dell’ONU che ipotizzano la catastrofica previsione della sesta estinzione della vita sul pianeta, questa volta per mano dell’uomo.

Le città al centro della crisi ambientale

Di fatto ci troviamo a gestire una sistematica alterazione delle biodiversità esistenti: è come se il mare, i corsi d’acqua, il verde, l’aria stessa, l’agricoltura, i contesti e le condizioni di vita (quasi di sopravvivenza) nelle grandi aree metropolitane non fossero più in grado di conciliarsi con gli esseri viventi.  Ormai oltre la metà della popolazione mondiale attuale stimata in 8,3 miliardi di esseri umani (quindi più di 4 miliardi di persone) vive in aree urbane e metropolitane e potrebbe superare il 70% quando intorno al 2060 il globo sarà abitato da 10 miliardi di uomini e donne (dei quali 3 miliardi e mezzo nell’Africa sub-sahariana). Questi centri ad alta densità abitativa detengono il 75% dei consumi energetici globali e producono il 70 % delle emissioni di gas serra. D’altra parte un climatologo di rara competenza come Luca Mercalli – Presidente della Società metereologica italiana – ha ammonito sulla necessaria salita ad alte quote per cercare condizioni di sopravvivenza che superino la deriva incessante del rialzo termico nelle città: non sembra esagerato prevedere che il trend attuale e quelli che chiamiamo picchi dei 40° diventeranno temperature estive intorno ai 45°.

Il problema interessa l’uomo ma tutte le specie viventi che abitano aria, terra e mare.

Le scelte necessarie per spostare la data dell’Overshoot

La ricetta per rimediare a questa deriva negativa viene testualmente così riassunta dal WWF “Trasformare il sistema energetico e alimentare, ridurre il consumo di risorse e materiali, ripensare produzione e consumi e progettare città ricche di natura sono le sfide per posticipare la data dell’Overshoot”. Si tratta di un compito che riguarda i decisori politici e l’uomo della strada, ciascuno secondo le proprie competenze, responsabilità, abitudini e stili di vita. Secondo il Global Footprint Network, l’adozione rapida e su scala globale di tecnologie oggi disponibili per accelerare la transizione energetica, puntando su efficienza, fonti rinnovabili ed eliminazione della dipendenza dai combustibili fossili, insieme a edifici e sistemi produttivi più efficienti e a una mobilità più sostenibile, potrebbe posticipare l’Earth Overshoot Day di 29 giorni. Altri 5 giorni sarebbero recuperabili da una mobilità urbana più sostenibile. La riduzione dello spreco alimentare, una maggiore diffusione di diete a prevalenza vegetale e pratiche agricole più sostenibili potrebbero spostare la data di un ulteriore mese. Il WWF ritiene da anni che L’Earth Overshoot Day non sia una data inevitabile, ma il colpevole risultato delle nostre scelte e può essere spostata. Sono le città uno dei luoghi in cui questa trasformazione può diventare realtà, contribuendo a ridurre l’impronta ecologica e a riportare consumi e sviluppo entro i limiti del Pianeta. Nei centri urbani che stanno diventando invivibili il problema non si risolve solo installando nelle abitazioni impianti di condizionamento termico. Se non cambia qualcosa potrebbe arrivare il giorno in cui indosseremo maschere portatili di aria condizionata e questa non è una prospettiva a lieto fine del problema del default ecologico.

Populismo e radicalismo, nemici della cultura di governo

La cultura di governo? Assente. La maturità, la serietà, la coerenza e l’affidabilità dei partiti si misurano anche e soprattutto attorno alla cosiddetta cultura di governo. Quella cultura di governo che ha caratterizzato per quasi 50 anni l’esperienza politica, culturale e programmatica della Democrazia Cristiana e i partiti alleati con la Dc. Ma anche alcuni partiti che sono stati protagonisti all’inizio della cosiddetta seconda Repubblica non erano affatto estranei alla cultura di governo, tanto nel campo del centrosinistra quanto sul versante del centrodestra.

La responsabilità sostituita dalla propaganda

Ora, senza indugiare oltre misura sulle costanti del passato, è indubbio che la situazione è cambiata radicalmente negli ultimi anni e si è particolarmente aggravata negli ultimi tempi. Questo per una ragione che è persino troppo semplice da spiegare. E cioè, ci sono dei disvalori e delle precise derive che erano, sono e saranno sempre alternativi, se non addirittura incompatibili, con qualsiasi cultura di governo.

Parlo, nello specifico, del populismo ma anche del radicalismo, dell’estremismo e del massimalismo. Perché si tratta di derive che, nella loro declinazione dell’azione politica, prescindono quasi in modo strutturale dal principio della responsabilità. Perché il populismo, appunto, unito con l’estremismo e il radicalismo, individuano nella propaganda permanente e continuativa l’unico criterio di fondo a cui fare sistematico riferimento. L’unica regola da rispettare in modo quasi ossessivo a prescindere da tutto il resto. Appunto, da qualsiasi cultura di governo che, come tutti sanno, richiede altri valori e altri criteri a cui attenersi per guidare un Paese.

Le contraddizioni dei due schieramenti

Ed è proprio su questo versante che entrano in gioco i protagonisti — cioè i partiti — che attualmente affollano la cittadella politica italiana. Non possiamo negare il fatto che ci sono partiti strutturalmente populisti ed estremisti — sia a destra e sia, soprattutto, a sinistra — che contengono al loro interno gli elementi che impediscono, di fatto, di dispiegare una vera e credibile cultura di governo.

È persino inutile ricordare che sul versante della politica estera, ad esempio, non ci può essere una credibile convergenza politica nei due schieramenti maggioritari per la ragione che il populismo è incompatibile con qualsiasi strategia a medio-lungo termine e, soprattutto, con qualunque progetto di coerenza politica che vada oltre la propaganda spicciola, qualunquista e demagogica.

Ne sono prova plateale i populisti dei 5 Stelle di Conte, gli estremisti di Avs sul versante della coalizione di sinistra; la Lega di Salvini e Futuro Nazionale di Vannacci nello schieramento di destra. È di tutta evidenza che con questi partiti qualunque ipotesi di costruire una coalizione di governo è semplicemente impossibile e impraticabile. E a nulla valgono le ipocrisie o i sotterfugi propagandistici per giustificare o, peggio ancora, spiegare la bontà e l’efficacia di coalizioni simili.

Un Centro per ricostruire la cultura di governo

Ed è anche per queste motivazioni, tutt’altro che peregrine o virtuali, che quasi si impone in vista delle prossime elezioni politiche la costruzione di un soggetto/polo/lista di centro che, soprattutto, sappia rideclinare una vera e credibile cultura di governo.

È appena sufficiente, al riguardo, rileggere le vicende della nostra storia democratica per arrivare alla conclusione che la cultura di governo né si inventa e né si pianifica a tavolino. Chi è populista, chi è estremista e chi è massimalista semplicemente non può governare un Paese. Sempreché non si voglia far deragliare definitivamente e irreversibilmente l’intero Paese verso lidi imprevedibili e del tutto misteriosi anche sul versante democratico, liberale e costituzionale.

La guerra ridotta a un brusio di fondo

Ascolto dal Tg1 le notizie sull’escalation del conflitto mediorientale. Un’estensione delle operazioni belliche che già ora coinvolge la Giordania, Israele, il Libano, l’Arabia Saudita, l’Iraq, l’Egitto, la Cina, persino l’Ucraina e altri.

Ecco, mi chiedo quale sia la percezione dei più di tali eventi lontani e, insieme, vicini, al di là delle oscillazioni del prezzo del carburante, con le loro ricadute.

A livello di psicologia politica, così a me sembra, è come se, rispetto alla nostra routine, quelle vicende militari rappresentassero un brusio di fondo, delle fastidiose interferenze, un indesiderato rumore.

È gravemente deficitaria, invece, la propensione a comprendere meglio quelle dinamiche, ad approfondirne motivazioni e rischi, a impegnarsi attivamente per sostenere una nuova “diplomazia dei popoli” volta a incidere sul corso degli eventi.

L’attività di psicoterapeuta, poi, mi porta ad ascoltare discorsi del tipo: “che senso ha, in un mondo del genere, procreare?”. Non sarà il principale fattore della denatalità, ma a livello quasi “atmosferico” le tensioni internazionali non incoraggiano in tal senso.

Poi, però, manca il passaggio successivo: come assumere una posizione più attiva? Come non limitarsi a registrare le “interferenze”?

Domiciliari ai tossicodipendenti: cura e reinserimento, ma fondi per pochi

Il Parlamento ha approvato in via definitiva la norma che permette ai detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti, con condanna entro gli otto anni, di scontare la pena fuori dal carcere — a domicilio o in comunità — seguendo un percorso terapeutico. Il Ministro della Giustizia ha parlato di oltre 10mila persone potenzialmente coinvolte, un numero che non trova riscontro né nella platea reale né nelle risorse stanziate.

Uno scarto tra annuncio e copertura

Il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, osserva che la cifra indicata dal Governo si scontra con paletti concreti — adesione volontaria, valutazione del tribunale e della magistratura di sorveglianza — che possono ridurre il numero dei beneficiari potenziali. Ma è sul piano economico che il divario si fa più evidente: fare i conti tra lo stanziamento previsto — poco meno di 20 milioni di euro — e il costo medio di una persona in comunità, circa 100 euro al giorno, porta a un risultato ben lontano dai 10mila annunciati: meno di 600 persone potranno davvero beneficiare della misura.

Comunità già al limite

A questo si aggiunge un problema di capienza. Le comunità di recupero accolgono già centinaia di persone inviate da altri canali, inclusi i 4.400 affidamenti terapeutici gestiti dagli uffici di esecuzione penale esterna, mentre l’ultima ricognizione del Dipartimento politiche antidroga contava 13.276 posti a livello nazionale — di cui, secondo Antigone, difficilmente più di 3mila risultano oggi realmente occupati e disponibili. A complicare il quadro c’è la rete pubblica di prossimità: i SerD, che dovrebbero prendere in carico gli utenti e orientarli verso i percorsi di cura, lavorano da tempo con organici ridotti rispetto alla domanda.

Un rischio da monitorare

C’è infine un nodo da sottolineare: non è un’accusa alle strutture private, spesso accreditate e di qualità, ma un richiamo a vigilare con rigore sugli standard offerti — a prescindere dallo status della struttura — perché il percorso di cura sia effettivo, non solo formale. Sull’edilizia penitenziaria, il piano carceri promette 10mila nuovi posti entro il 2027, ma dal 2025 il numero di posti realmente disponibili è già sceso di 481 unità.

Il nodo che resta

Al di là dei numeri, il recupero da una dipendenza non dipende solo dall’accesso a un trattamento, ma dal tessuto sociale che accoglie la persona fuori dal circuito penale — famiglia, lavoro, comunità di riferimento. Una legge che sposta il luogo della pena senza le risorse per rafforzare questi legami rischia di restare più un annuncio che una riforma.

Spagna, Meloni: pronti anche a sospendere Schengen con Madrid

Roma, 30 lug. (askanews) – DI fronte all’ondata migratoria in atto a Ceuta l’Italia è “pronta a intervenire” anche arrivando a “sospendere lo spazio di Schengen con la Spagna”. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti – spiega – e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei”.

“Mi sono confrontata con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi”, aggiunge. “L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all’esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna”.

Conclude la Meloni: “Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo”.

Delmastro: ho inoltrato io chat a Procura, nulla da nascondere

Roma, 30 lug. (askanews) – “Ho provveduto ad inoltrare al Procuratore Capo della Repubblica, Dott. Francesco Lo Voi, via pec la corrispondenza intercorsa relativa alle chat al centro delle polemiche di questi giorni, non avendo alcunché da nascondere. Spero che ora cessino le inaccettabili strumentalizzazioni di una certa parte politica che ha provato a rimestare nel torbido e ha alzato solo fango, pur non essendo io neanche indagato”. Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro deputato di Fratelli d’Italia.

Slitta voto su Delmastro, scontro su decisione Giunta visionare chat

Roma, 30 lug. (askanews) – E’ scontro alla Camera sulle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (Fdi) e Mauro Caroccia, ritenuto prestanome del clan Senese. Oggi l’aula avrebbe dovuto votare sulla relazione della Giunta per le autorizzazioni che, a maggioranza, una settimana fa ha deciso di respingere la richiesta della procura di Roma di sequestrare la corrispondenza ma il voto è slittato.

L’assemblea di Montecitorio però è stata costretta a fermarsi dopo la lettera inviata dal procuratore Lo Voi al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, per ribadire “l’assoluta necessità” di un via libera al sequestro delle conversazioni per “verificare, mediante confronto con il contenuto del dispositivo telefonico in sequestro, l’esatta corrispondenza alla messaggistica ivi memorizzata e la completezza della documentazione prodotta dalla difesa”. La conferenza dei capigruppo, dunque, ha affidato alla Giunta per le autorizzazioni le valutazioni in merito e il presidente della Giunta Davis Dori (Avs) ha stabilito che da domani alle 10 i componenti della Giunta possano consultare quanto contenuto nel “dischetto” allegato alla lettera di Lo Voi. “Ho il dovere, come presidente – ha spiegato Dori – di tutelare il diritto di tutti i membri Giunta di poter prendere visione della documentazione per avere un quadro completo. Mai la Giunta ha limitato l’accesso a se stessa. Ci sono precedenti in tal senso e non intendo compromettere i diritti dei commissari e violare le prerogative parlamentari”.

La maggioranza, che oggi avrebbe voluto procedere al voto su Delmastro in aula, ha protestato con una lettera a Fontana chiedendo una convocazione della Giunta per il Regolamento. Secondo Dario Iaia (Fdi) “la lettera inviata dalla Procura di Roma non aggiunge nulla perché la nostra posizione attiene all’ufficio e alle prerogative parlamentari e non tanto a quello che Delmastro ha scritto o meno. La decisione di Dori crea un precedente”.

Per il Pd “il maldestro tentativo della destra di rimettere in discussione una decisione già assunta andava respinto con fermezza”. Fontana però decide di dare seguito alla richiesta della maggioranza convocando la Giunta per il Regolamento lunedì sera e congelando di fatto la possibiltà di consultare le chat da parte dei componenti della giunta per le autorizzazioni.

La prossima settimana, in ogni caso, la Giunta per le Autorizzazioni con un voto deciderà se alla luce della mossa di Lo Voi è necessaria un’ulteriore istruttoria o se invece si può procedere al voto dell’assemblea previsto per oggi e rinviato. Per la maggioranza la questione può essere definita la prossima settimana senza ulteriori rinvii: “L’opposizione – dice in aula la deputata Fdi Sara Kelany – ha una grandissima coda di paglia, perché mentre chiede le chat di Delmastro nasconde quelle del senatore Scarpinato con il consigliere del Csm Natoli relative a uno dei più grandi depistaggi della storia della Repubblica: la pista Mafia Appalti in merito agli omicidi di Falcone e Borsellino. Mentre Fdi è disponibile a trattare della vicenda Delmastro la prossima settimana, aspettiamo che il senatore Scarpinato venga in Antimafia a riferire tutto quello che sa su quanto accaduto in quegli anni di stragi di mafia”.

“Dentro Fratelli d’Italia sono disperati. Non sanno che pesci prendere per salvare Delmastro e nascondere le chat con un prestanome della Camorra. Alla Camera è intervenuta una meloniana che risponde al nome di Kelany, che si è permessa di attaccare Roberto Scarpinato nel tentativo, ridicolo, di distogliere l’attenzione dai rapporti del suo partito con gente in orbita mafiosa. Davanti a un eroe come Scarpinato Kelany e i suoi amici dovrebbero solo sciacquarsi la bocca”, la replica del capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini.

IA, flash mob contro misure sul riconoscimento facciale

Roma, 30 lug. (askanews) – Le opposizioni si ritrovano davanti a palazzo Chigi per dire “No al Grande fratello d’Italia”. Le minoranze hanno improvvisato un ‘flash mob’ davanti alla sede del governo per protestare contro il Dlgs che disciplina il riconoscimento facciale e l’uso dei dati biometrici, mostrando dei manifesti con la grafica della trasmissione ‘Grande fratello’. È giusto mettere l’intelligenza artificiale a disposizione di polizia e magistrati, spiegano, ma servono regole per evitare abusi e tutelare la privacy e la libertà dei cittadini.

“L’intelligenza artificiale è molto potente se applicata alle azioni di polizia e alla sicurezza. Si deve poter usare ma garantendo ai cittadini che venga tutelata la loro libertà, loro privacy, la loro riservatezza. Il governo sta andando in una direzione sbagliata e oggi gliel’abbiamo fatto notare, ma quello che è a rischio sono libertà fondamentali, garanzie fondamentali in una democrazia. Vai, ci hanno provato” ha detto Riccardo Magi, Segretario di Più Europa.

“Speriamo che strumenti innovativi come l’intelligenza artificiale vengano messi a disposizione della magistratura e delle forze dell’ordine, ma devono essere utilizzati dentro le regole. Le regole vengono date dall’Europa, dall’Italia, nostra carta costituzionale. Questo schema di decreto legislativo del governo Meno di non ne teneva assolutamente conto” ha aggiunto Debora Serracchiani, Deputata del Partito Democratico.

“Sul riconoscimento facciale – ha spiegato Filippo Sensi, Senatore del Partito Democratico – quello che loro cercano è non una questione di sicurezza, non è una questione che riguarda l’ordine del pubblico, ma riguarda l’idea della società con la sorveglianza. Il cittadino che va in strada può avere il volto riconosciuto e incrociati dati su quanto guadagna, delle bollette in pendenza o cose del genere. Noi siamo tutti per la Polizia di Stato ma non siamo per lo Stato di Polizia”.

Devono rispettare le norme europee che dicono chiaramente una cosa, non si fa raccolta massiva di dati biometrici negli spazi pubblici, perché non siamo la Cina, non siamo l’Ungheria di Orban, noi non andiamo in quella direzione. Per fortuna abbiamo tutti gli strumenti per farli dire, anche con interrogazioni, io presenterò un’interrogazione alla Commissione Europea, per far dire che una cosa del genere non va bene” conclude

Brando Maria Benifei Europarlamentare del Partito Democratico.

Calcio: Roma, Castro "Scelto subito giallorossi, qui per aiutare"

Roma, 30 lug. (askanews) – “Dal primo momento volevo venire alla Roma”. Si presenta così Santiago Castro, nuovo attaccante giallorosso, nella sua prima intervista ai canali ufficiali del club. L’argentino racconta una trattativa rapida e spiega di aver scelto subito il progetto illustratogli dalla società.

“Ho parlato con il direttore sportivo, mi ha spiegato cosa volevano da me e cosa pensavano potessi dare alla squadra. Io so quello che posso fare e come posso aiutare il mister e i compagni. Da quel momento ho scelto la Roma”, afferma.

Castro parla poi del rapporto con Gian Piero Gasperini, tecnico che considera un punto di riferimento. “Mi piace il suo modo di giocare. È un allenatore che da tanti anni dimostra il suo valore in Italia: lo ha fatto con l’Atalanta e adesso con la Roma, riportandola in Champions League. Io mi vedo dove vuole lui. Sono qui per aiutare la squadra e fare quello che mi chiederà”.

L’ex Bologna sottolinea di voler continuare a crescere senza fermarsi ai numeri personali. “Sono un giocatore che deve migliorare in tutto. Si può sempre crescere, magari facendo numeri migliori. Però sono uno che vuole aiutare la squadra: recuperare palloni, fare un assist o un movimento che permetta a un compagno di segnare. Non guardo soltanto le statistiche, ma il bene della squadra”.

Infine un pensiero all’Olimpico, stadio dove ha già lasciato il segno da avversario: “Nelle ultime due partite giocate qui ho fatto gol, ho preso anche una traversa e contro la Lazio ho segnato una doppietta. Speriamo di continuare su questa strada, magari facendo due gol nel derby”.

Ia, scontro sul riconoscimento facciale poi l’accordo: "Servono più garanzie"

Milano, 30 lug. (askanews) – Saranno rafforzate alcune garanzie a tutela della privacy e di altri diritti costituzionali, nel Decreto legislativo con cui il governo recepirà l’AI Act dell’Unione Europea, con particolare riguardo all’utilizzo dei dati biometrici per il riconoscimento facciale negli spazi pubblici. Un tema sui cui l’opposizione aveva denunciato il rischio di schedatura di massa, su cui l’Unione Europea aveva ricordato i limiti fissati nella norma, e su cui anche Forza Italia ha chiesto una impostazione maggiormente “garantista”.

Situazione che stamattina aveva determinato il rinvio del voto sul parere da parte della Commissione Politiche europee della Camera. E su cui – dopo il monito di Bruxelles – anche palazzo Chigi era dovuto intervenire: “L’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorita giudiziaria”, hanno assicurato fonti della Presidenza.

Ecco allora che l’accordo si trova nelle commissioni Affari e Costituzionali e Giustizia della Camera, dove la maggioranza vota un parere che invita il governo a recepire queste preoccupazioni. In particolare l’autorizzazione all’uso dei sistemi di identificazione biometrica deve essere rilasciata dal giudice competente; la gestione dei dati deve essere “accorta, proporzionata e realizzata dall’uomo (due persone contemporaneamente, con tracciamento della attività)”; i risultati dell’autenticazione non devono poter avere autonoma efficacia probatoria seppur preziose ai fini della prova.

Soluzione che soddisfa Forza Italia: “Abbiamo fatto un lavoro per implementare, anche con il contributo delle opposizioni, la proposta di parere, e migliorarla in senso garantista”, ha spiegato il relatore al parere in I e II commissione, Paolo Emilio Russo (Fi). “Abbiamo voluto chiarire nel testo alcuni passaggi che erano stati evidentemente male interpretati: non ci sono schedature di massa, grandi fratelli, modelli cinesi. Le nuove norme – ha sottolineato Russo – perseguono una perfetta armonizzazione tra il sacrosanto diritto alla sicurezza dei cittadini e le garanzie e gli altri diritti, come quello alla riservatezza, che sono previste dalla nostra Costituzione”.

Resta da vedere se anche l’opposizione riterrà sufficiente la raccomandazione al governo. Prima del parere votato alla Camera, la stessa Ely Schlein tuonava: “Giorgia Meloni costringe il Parlamento ad approvare una norma per raccogliere massivamente i dati biometrici dei cittadini a loro insaputa, e senza previa autorizzazione di un giudice. Una norma che si pone palesemente in contrasto con le norme europee che regolano il riconoscimento facciale in tempo reale e vietano quello generalizzato e sproporzionato negli spazi pubblici. Il governo litiga su tutto, è distante dai problemi delle persone, vanno spediti solo sul Grande Fratello: assecondare la loro ossessione per il controllo e la sorveglianza di tutti i cittadini. Evidentemente preferiscono controllare le persone, anziché risolverne i problemi”, era stata l’accusa della leader Pd.

Di sicuro il parere votato alla Camera non convince M5s che “timidamente invita il governo a valutare correttivi al testo”. Troppo poco per i Cinque Stelle, visto che “sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici il decreto legislativo del governo apre la strada ad una deriva pericolosa che può assestare un colpo mortale ai diritti e alle libertà dei cittadini, in totale spregio della Costituzione”. Insomma, “quel decreto legislativo è pericoloso e il governo deve ritirarlo”, affermano gli esponenti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera

Irma Testa e Filippo Tortu portabandiera Giochi del Mediterraneo

Roma, 30 lug. (askanews) – Saranno Irma Testa e Filippo Tortu i portabandiera dell’Italia ai XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. Lo ha annunciato il Coni, ufficializzando la scelta della pugile campana e del velocista lombardo come alfieri dell’Italia Team nella cerimonia di apertura in programma venerdì 21 agosto allo stadio Erasmo Iacovone di Taranto.

La composizione della delegazione azzurra sarà resa nota domani, 31 luglio, alla chiusura delle iscrizioni. L’Italia sarà rappresentata da circa 500 atleti, impegnati in tutte le discipline del programma, e aprirà così una manifestazione che vedrà gli azzurri protagonisti in Puglia fino al 3 settembre.

Per Testa, soprannominata “The Butterfly”, si tratta di un ulteriore riconoscimento in una carriera ricca di primati. È stata la prima pugile italiana a partecipare ai Giochi Olimpici, a Rio 2016, e la prima a conquistare una medaglia olimpica nella boxe femminile italiana con il bronzo di Tokyo 2020. Nel suo palmarès figurano anche il titolo mondiale dei 57 kg conquistato a Nuova Delhi nel 2023, due titoli europei (2019 e 2022), l’argento mondiale del 2022, il bronzo ai Giochi Europei di Cracovia 2023 e l’argento ai Giochi Olimpici Giovanili di Nanchino 2014.

Tortu è invece uno dei simboli dell’atletica azzurra dell’ultimo decennio. Primo italiano a correre i 100 metri sotto i dieci secondi (9″99), è stato protagonista dello storico oro olimpico della staffetta 4×100 a Tokyo 2020. Con il quartetto azzurro ha conquistato anche l’oro alle World Relays 2021, l’argento mondiale a Budapest 2023, l’oro europeo a Roma 2024 e l’argento ai Giochi Europei 2023. Ai Giochi del Mediterraneo aveva già vinto l’oro nella 4×100 a Tarragona 2018, mentre a livello individuale vanta anche un argento e un bronzo europeo nei 200 metri.

Calcio, Malagò: "Zola? Né sì né no, penso tornerà Oriali"

Roma, 30 lug. (askanews) – Giovanni Malagò, presidente della FIGC, ha fatto il punto in esclusiva ai microfoni di SportMediaset sui movimenti in casa Nazionale, confermando la lunga riunione di questa mattina tra Roberto Mancini e Claudio Ranieri e aprendo alla possibilità di un ingresso di Gianfranco Zola nel nuovo staff azzurro: “Questa mattina c’è stata una lunga riunione fra Mancini e Ranieri. Io ho assistito ad una parte, quella più organizzativa, mentre per quella tecnica, ovviamente, non sono entrato né ho intenzione di influenzare”. Sarà quello di Gianfranco Zola il terzo volto del nuovo corso azzurro? “È sbagliato dire sì, ma sarebbe sbagliato anche dire no. A prescindere da tutto è una persona che darebbe valore aggiunto per quello che ha dimostrato anche nel suo lavoro in Lega Pro sui giovani”. Per quanto riguarda, invece, Gabriele Oriali: si può dire che tornerà anche lui in azzurro? “Questo dovete chiederlo a Roberto Mancini. Io penso di sì, ma dovete chiederlo a lui. Non spetta a me”.