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Tiziana Rocca: Taormina Film Festival per tutti, ricco parterre star

Roma, 4 giu. (askanews) – Russell Crowe, Helen Mirren, Jane Campion, Holly Hunter, Clive Owen, Scott Eastwood; e ancora Giancarlo Giannini, Franco Nero, Michele Placido, Can Yaman, Serena Brancale, Levante, Miriam Leone, Arisa e molti altri.

Tante le star attese al Taormina Film Festival, dal 10 al 14 giugno. Inaugura l’anteprima per l’Italia del primo episodio della nuova stagione della serie “House of the Dragon”. Quest’anno nove film nel Concorso internazionale lungometraggi, con l’italiano “Piccolo miracolo” di Guido Chiesa con Marco D’Amore e Greta Scarano; 11 film nel Concorso Cortometraggi – Sguardi di Sicilia, 10 titoli Fuori Concorso e 9 eventi speciali. La direttrice artistica Tiziana Rocca, presentando la 72esima edizione nella sede della Stampa estera a Roma ha spiegato: “Sarà un ricco parterre, come sempre, di ospiti italiani e di ospiti internazionali. Un festival per tutti, un festival dove i ragazzi saranno molto coinvolti, ho riportato il Campus Giovani, come era quando io ero direttrice tantissimi anni fa, quindi con tantissimi giovani che arriveranno, due giurie giovani create, una dall’Anec Sicilia e una Arca Enel, che giudicheranno anche il film preferito dal pubblico, il film italiano preferito dal pubblico; quindi voteranno tutti i film che vedranno al festival. È molto importante perché i giovani vivranno delle emozioni, cerchiamo di staccarli dai telefonini, di vivere una vera emozione reale, con tante conversazioni che sono tutte dedicate a loro, perché i talent veramente si danno con generosità e cercano di far capire ai giovani che se hanno una passione e se hanno un obiettivo lo possono perseguire e devono avere fiducia. Io ricordo l’anno scorso la conversazione con Martin Scorsese di un’ora e mezza, loro sono usciti veramente rigenerati, perché comunque meno social e più un festival invece dove al centro c’è l’essere umano e i ragazzi, soprattutto. I giovani sono generazioni di registi, di attori del futuro”, ha detto Rocca.

Ampio spazio anche in questa edizione alle donne a partire dalle giurate da Oscar Jane Campion e Holly Hunter: “Essendo direttore donna di festival, una delle rare direttrici di festival, sicuramente ho un occhio molto al mondo del cinema di donne registe, donne attrici bravissime e cerco di valorizzarle all’interno del festival. Abbiamo anche quest’anno il panel delle donne, che sarà l’11 giugno, con delle donne straordinarie. Oltre a tutta la giuria, anche tantissimi altri ospiti, ringrazio Francesca Archibugi, ringrazio Fernando Torres, ringrazio Clotilde Courau, ringrazio Romana Maggiore Vergano, Donatella Finocchiaro, che saranno presenti a questo panel delle donne, che sono ‘Donne oltre allo sguardo’, questo è il titolo, perché cerchiamo sempre di avere un punto della situazione, anche visto che è in questo momento difficile che stiamo vivendo, penso che le donne possano sempre dare uno sguardo, un punto di vista innovativo e anche di speranza e di pace”, ha concluso Tiziana Rocca.

Ita Airways, Eberhart: potremmo riprendere elementi del marchio Alitalia

Roma, 4 giu. (askanews) – “Ci sono degli elementi del brand Alitalia che ci interessano. Stiamo considerando di riprendere questi elementi e integrarli in un certo modo nel brand Ita, ma il brand Ita non sparisce: il marchio Ita è quello su cui abbiamo investito negli ultimi anni e rimarrà il marchio di questa compagnia”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Ita Airways, Joerg Eberhart a margine del convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”, promosso a Roma dall’Enac per la presentazione del Fact Book 2026.

“Ci sono dei simboli molto forti come il timone, un simbolo bellissimo, iconico. E sul timone si possono fare varie cose – ha aggiunto – possiamo riprendere il timone. E’ allo studio, non è finito ancora”.

Ita, Eberhart: speriamo accordo con sindacati in prossime settimane

Roma, 4 giu. (askanews) – A Ita Airways con i sindacati sul contratto “siamo in mezzo alle negoziazioni. Abbiamo scambiato delle posizioni, c’è un avvicinamento, speriamo che nelle prossime settimane si possa raggiungere l’accordo”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Ita Airways, Joerg Eberhart a margine del convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”, promosso a Roma dall’Enac per la presentazione del Fact Book 2026.

Il quadro “è un po imprevedibile. Noi come azienda direi che abbiamo fatto il nostro: abbiamo fatto delle proposte a 360 gradi, non solo sulle condizioni economiche ma anche sulla lista dei temi welfare che penso sia molto attrattiva. Adesso – ha concluso – aspettiamo un po dall’altra parte”.

Poste Italiane, logistica da record nei primi tre mesi 2026

Roma, 4 giu. (askanews) – Nuovo primato della logistica di Poste Italiane, che nei primi tre mesi del 2026 ha consegnato la cifra record di 89 milioni di pacchi, in aumento del 14,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nell’ottica di offrire consegne sempre più sostenibili, prosegue anche lo sviluppo del progetto Green Delivery, che offre ai clienti numerosi punti di ritiro: oltre la rete dei 12700 uffici postali, Poste Italiane mette a disposizione circa 20 mila punti tra Rete Punto Poste e Locker. Il servizio del TG Poste.

Bonelli: Meloni vuole il nucleare anche per scopi militari?

Roma, 4 giu. (askanews) – “Oggi si è scritta una pagina nera della storia della democrazia nel nostro paese”. Così Angelo Bonelli, insieme ai deputati di Avs davanti a Montecitorio per un flash mob contro il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile appena approvato alla Camera.

“Il governo ha fatto carta straccia della volontà popolare di 55 milioni di italiani che con ben due referendum avevano detto no al nucleare. Vogliono il nucleare – spiega – un’energia estremanente costosa, per continuare a mettere le mani nelle tasche degli italiani. Bloccano le rinnovabili, è il segno del fallimento della strategia energetica di Giorgia Meloni e la cosa grave è che hanno detto no a un emendamento di Avs che chiedeva di fermare l’uso militare nel nucleare, hanno detto no, chiediamo a Meloni: che intenzioni hai, di fare un utilizzo anche militare del nucleare?”.

Appalti, Calderone: risparmio non ricada sul costo del lavoro

Roma, 4 giu. (askanews) – A margine dell’assemblea di Confcooperative Lavoro e Servizi a Roma, la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone interviene sul tema degli appalti e del “salario giusto”. Il decreto Primo maggio, spiega, punta a valorizzare la buona contrattazione e il trattamento economico complessivo garantito dai contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Per Calderone, negli appalti la ricerca del risparmio deve fermarsi prima di comprimere il costo del lavoro, che deve remunerare in modo adeguato le energie spese dalle persone.

“Noi riteniamo importante – afferma Calderone – quello che stiamo facendo sia in termini dei rinnovi contrattuali, ma anche di valorizzazione della buona contrattazione. Non a caso il decreto primo maggio si sofferma su questo parlando di trattamento economico complessivo, minimo garantito dai contratti delle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Vuol dire fare una scelta importante e non accontentarsi di una scelta, come dire, minimale, che è quella del salario minimo, ma invece andare a guardare a un complesso di servizi, ma anche di garanzie, di tutele che i buoni contratti e la buona contrattazione possono dare. Certamente su questo ci deve essere un’attenzione anche a riconoscere in sede di gestione anche dei tanti appalti che quel salario giusto è poi la condizione – conclude – per far progredire la nostra società e che quindi certamente gli appalti non possono essere invece gestiti solo in una logica di risparmio, che poi potrebbe portare se non opportunamente accompagnata e gestita a un risparmio su un costo del lavoro che invece deve poter remunerare attentamente quelle che sono le energie lavorative spese dalle persone”.

Lavoro, Calderone: l’inclusione passa dal salario giusto

Roma, 4 giu. (askanews) – Il lavoro come strumento di dignità, sicurezza e inclusione sociale. A margine dell’assemblea di Confcooperative Lavoro e Servizi a Roma, la ministra del Lavoro Marina Calderone lega il concetto di “salario giusto”, inserito nel decreto Primo maggio, alla qualità della contrattazione e alla responsabilità delle parti sociali. Per Calderone, nelle cooperative sociali il valore del lavoro riguarda anche la cura delle fragilità: operatori qualificati, servizi alle persone, percorsi di integrazione e possibilità concreta di costruire un progetto di vita.

“Parlare di valore sociale di mercato – afferma Calderone – vuol dire tener conto di quello che è l’elemento importante di tutte le riflessioni: il valore del lavoro, il valore del lavoro sicuro e del lavoro ben retribuito e giustamente considerato e valorizzato. Si sposa molto bene con quello che il governo sta facendo e che ha inserito anche nel decreto ‘Primo maggio’, il concetto di ‘salario giusto’ che vuole guardare proprio al lavoro di qualità, alla contrattazione di qualità, anche riconoscendo la responsabilità delle parti sociali nel sottoscrivere contratti che siano utili per garantire a lavoratori e lavoratrici non solo una buona esperienza di lavoro, ma di poter vivere dignitosamente del lavor”.

“E’ uno sforzo importante – prosegue la ministra – che si collega a quello che è proprio la dimensione sociale del mondo della cooperazione che guarda nel caso delle cooperative sociali soprattutto a servizi resi a chi è in condizione di bisogno, di fragilità, chi ha bisogno di avere operatori qualificati ma ancor di più operatori sensibili che comprendano qual è l’importanza della loro missione attraverso il lavoro, cioè fare integrazione sociale e soprattutto consentire alle persone anche di poter realizzare un progetto di vita che partendo anche da una condizione di fragilità però poi possa, se opportunamente supportato portare a un’inclusione lavorativa. Inclusione sociale per noi passa attraverso il lavoro, come dicevo prima, lavoro sicuro, lavoro onesto, lavoro ben pagato, lavoro di qualità, salario giusto”.

Stragi ’93, Meloni: spazzata ogni ombra, centrodestra non si fonda su illegalità

Roma, 4 giu. (askanews) – “Silvio Berlusconi è stato il fondatore del centrodestra e per quattro volte presidente del Consiglio. Per trent’anni, insieme a lui, un’intera comunità politica, composta da milioni di italiani che esprimevano liberamente il proprio voto, è stata ingiustamente posta davanti al sospetto infamante che il consenso raccolto nelle urne poggiasse su finanziamenti mafiosi o dinamiche illegali. I fatti e le decisioni giudiziarie spazzano via definitivamente ogni ombra: quel dubbio non aveva fondamento allora e non lo ha oggi. Il centrodestra italiano non si fonda sull’illegalità e non accetta che la propria storia venga letta attraverso teoremi costantemente smentiti nel tempo. Rivendico con fermezza e orgoglio il ruolo politico e istituzionale di questa comunità: il centrodestra è, ed è sempre stato, una forza della legalità e per la legalità in Italia”. Lo dichiara in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni dopo l’archiviazione della Procura di Firenze.

Stragi ’93, Meloni: confermata inesistenza rapporti tra Berlusconi e mafia

Roma, 4 giu. (askanews) – “L’archiviazione disposta dal Tribunale di Firenze nell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993 rappresenta l’ennesima conferma di una verità storica e giudiziaria incontrovertibile: dopo decenni di indagini e processi, si chiude anche quest’ultimo capitolo con l’unica conclusione possibile, ovvero l’assoluta inesistenza di rapporti tra Silvio Berlusconi e la criminalità organizzata”. Lo dichiara in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Ecco la prima immagine di Matilda de Angelis dal set di "Balcanica"

Roma, 4 giu. (askanews) – È stata diffusa la prima immagine di Matilda De Angelis sul set di “Balcanica”, debutto alla regia di Nicola Sorcinelli. Nel cast anche Babak Karimi, Ivar Wafaei e Giovanni Toscano. Lo rende noto Fremantle.

Il film racconta la storia di una giovane dottoressa (Matilda De Angelis) e di un padre e figlio (Babak Karimie Ivar Wafaei), entrambi musicisti, in fuga dall’Afghanistan. Le loro vite si intrecceranno in un viaggio segnato da confini invisibili, scelte morali e desiderio di riscatto.

La sceneggiatura è firmata da Nicola Sorcinelli e Andrea Brusa. La fotografia è a cura di Damjan Radovanovic, la scenografia di Dragana Bacovic, i costumi sono firmati da Maria Letizia Della Felice e il montaggio è a cura di Ian Degrassi. Le musiche sono firmate da Michele Braga, Il suono è di Filip Popadic e il trucco è a cura di Višnja Karaulic.

“Balcanica” è prodotto da Ines Vasiljevic e Stefano Sardo per Nightswim, Sonia Rovai e Ludovica Damiani per Wildside, società del gruppo Fremantle, in co-produzione con Snežana van Houwelingen per This and That Productions, Katarina Prpic e Danijel Pek per Antitalent, in associazione con M74 e Nieminen Film; produttore associato Matilda De Angelis.

Il film è stato realizzato e distribuito con il contributo del Fondo per lo Sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, con il supporto di Lazio Innova – Lazio Cinema International e con il supporto di Film Center Serbia.

Seduzione e vibrazioni mediterranee in Tucamacarena di Baby K

Milano, 4 giu. (askanews) – Dopo alcuni avvistamenti tra i vicoli e le piazze di Napoli, che nelle ultime settimane avevano fatto intuire che qualcosa stesse bollendo in pentola, Baby K — l’artista dei record, unica artista femminile italiana ad aver raggiunto il Disco di Diamante, prima artista italiana a superare il miliardo di visualizzazioni su YouTube con un singolo e a rimanere per 11 settimane consecutive al n.1 della classifica ufficiale FIMI/GfK, oltre che tra le prime donne ad affermarsi nel mondo urban-pop italiano — annuncia oggi ufficialmente l’uscita di “Tucamacarena”, il nuovo singolo fuori venerdì 5 giugno per Columbia Records/Sony Music Italy.

Prodotto e arrangiato da Room9 e scritto da Baby K e Daniele Chiarolanza, “Tucamacarena” è un concentrato di ritmo, seduzione e vibrazioni mediterranee pronto a conquistare l’estate italiana. Il brano mescola sonorità urban-pop e suggestioni latinoamericane contemporanee, tra linee di pianoforte dal gusto latin, percussioni dinamiche e un ritornello ipnotico che cresce su un groove caldo e coinvolgente.

Al centro del brano c’è un’estate vissuta tra desiderio, gioco e libertà, lontana dagli stereotipi da cartolina e immersa invece nella vitalità autentica di Napoli, città simbolo di passione, caos, musica e incontri. “Tu dammi un bacio sotto il murales di Maradona” canta Baby K, eleggendo il capoluogo partenopeo a vera destinazione “hit” della stagione.

Anche il titolo gioca con l’immaginario pop: “Tucamacarena” unisce e reinterpreta due balli iconici, dando vita a un gioco di seduzione contemporaneo tra corpi che si cercano nei vicoli incandescenti dell’estate napoletana.

Racconta Baby K sul brano: “Tucamacarena” parla di due persone che sanno di essere una cattiva idea, ma continuano a scegliersi lo stesso. Mi piaceva l’idea di un amore quasi illegale, che nel brano si muove tra immagini di contrabbando, latitanti e piccoli reati del cuore: quelle situazioni in cui sai che probabilmente finirà male, ma ci vai lo stesso. Allo stesso tempo è una canzone piena di immagini nazionalpopolari che sento profondamente mie: Napoli, il murales di Maradona, le sirene nella notte, il Mediterraneo, le suggestioni latine. È una cartolina estiva romantica e ribelle, che parla della gente, del popolo e di quel luogo dove mi sento a casa.

Con “Tucamacarena”, Baby K mette la firma anche su questa estate: una firma sonora, visiva e identitaria che promette ancora una volta di lasciare il segno. Mentre il brano si prepara a conquistare la bella stagione, Baby K ha già svelato sui social le prime date dell’OH BABY! Summer Tour, una tournée in continuo aggiornamento che la porterà nei prossimi mesi sui palchi più caldi di tutta Italia.

Lucia Pappalardo (Osservatorio Vesuviano): monitorare il vulcano

Roma, 4 giu. (askanews) – “Se ci si organizza bene si può convivere anche in zone ad alto rischio vulcanico come quella napoletana”. Lucia Pappalardo, geologa, direttrice dell’Osservatorio vesuviano dell’INGV, è la protagonista del nuovo episodio podcast di “Italiane della scienza”. Abbiamo parlato dei rischi del Vesuvio, di come si monitora il vulcano, e di come si vive all’ombra del “formidabil monte sterminator” come lo chiamò Leopardi.

Ci sono settecentomila persone che abitano nella zona rossa intorno al Vesuvio che potrebbe essere investita da una eruzione; si monitorano i segnali del vulcano ora in quiescienza, si usa la tecnologia, si comunica senza allarmismi e soprattutto ci si prepara all’evento.

“A differenza del terremoto che avviene all’improvviso, nel caso delle eruzioni vulcaniche l’evacuazione è preventiva, entra in gioco l’esercito. Nei periodi come questi, nei periodi tranquilli è necessario che la popolazione sia ben informata, che sappia esattamente cosa deve fare” spiega Pappalardo, da settembre 2025 direttrice dell’Osservatorio Vesuviano a Napoli; laurea in Scienze geologiche, dottorato di ricerca in geofisica e vulcanologia con la specializzazione in eruzione esplosive su larga scala: “è una passione che ho avuto da sempre, forse perché sono nata a Torre del Greco, quindi proprio alle falde del Vesuvio”.

Pappalardo ci parla di evacuazione, monitoraggio dei segnali, importanza della comunicazione e di come il Vesuvio erutti catastroficamente ogni qualche centinaio di anni – fra cui la celeberrima eruzione del 79 aC che sepolse Pompei. Ma psicologicamente cosa vuol dire vivere all’ombra del Vesuvio, zona ormai di densità abitativa altissima? “Un po’ si è perso il ricordo del Vesuvio come sterminatore, viene più visto come un vulcano buono e questo non è un bene perché non si ha una percezione del rischio; la popolazione vive serenamente. Anche noi che lavoriamo in questo settore siamo affascinati dai vulcani, però poi chiaramente ne conosciamo tutti i pericoli- Questo aspetto della natura va compreso e rispettato; bisogna conviverci conoscendone la pericolosità”.

“Italiane delle Scienze” è una serie di podcast della rubrica Sguardi prodotta da askanews e ideata da Alessandra Quattrocchi, reperibile sul sito di askanews, sul canale Sguardi-Askanews su YouTube, e su tutte le piattaforme di streaming.

Cinecittà diploma 18 nuovi sceneggiatori con Molly Bloom

Roma, 4 giu. (askanews) – Un corso totalmente gratuito che aiuta a formare i professionisti del domani nel settore audiovisivo. A Cinecittà si è chiuso con la consegna dei diplomi la prima edizione del Master in Scrittura cinematografica, corso di formazione finanziato dal MiC con fondi PNRR e organizzato da Accademia Molly Bloom e da Cinecittà. Visto il successo riscontrato nell’annata appena conclusa, insieme alla consegna dei diplomi è stato anche annunciato il nuovo corso del Master, che farà affidamento a grandi professionisti del campo cinematografico per formare la classe del domani.

L’intervista a Lucia Borgonzoni, sottosegretario al Ministero della Cultura: “Per noi la formazione è fondamentale, è la base di tutto perché non potremmo vedere i film, le serie e tutti i grandi prodotti italiani se non esistesse. Il Ministero della Cultura attraverso il PNRR ha fatto un investimento enorme in tutto da quello che sono le maestranze in diversi ambiti, dalla scenografia alla scrittura che è fondamentale”.

90 ore di laboratori e lezioni, da febbraio a maggio 2026, con l’esposizione finale di un progetto dinanzi ad 11 case di produzione. Il corso ha l’obiettivo non solo di formare i futuri esperti del settore audiovisivo, ma anche di fornire loro una possibilità di mettersi in mostra con realtà cinematografiche.

Le parole del Presidente di Cinecittà, Antonio Saccone: “Cinecittà non si occupa solo di affittare i propri studi per le grandi produzioni nazionali o internazionali. Un altro pilastro su cui si fonda Cinecittà è certamente quello della formazione. In questo caso stiamo formando dei giovani sceneggiatori, degli autori. Ma con formazione si intende anche piu in generale le maestranze, un grazie speciale al MiC, con la sottosegretaria Borgonzoni che hanno voluto sostenere questo progetto. Oggi qui escono 18 nuovi sceneggiatori che avranno la possibilità di esprimere tutto il loro talento.”

La prima edizione ha visto, nelle 90 ore del corso, un mix di attività di laboratorio e teoriche, creando il giusto connubio tra pratica e fondamenti della scrittura. Il tutto è stato arricchito dalle masterclass di professionisti quali Francesco Martinotti, Giancarlo De Cataldo e Diego De Silva. Per la nuova edizione del master, gli iscritti sono 18, che si recheranno a Cinecittà da giugno e per tutto il mese di luglio, con la speranza di ottenere risultati tanto buoni quanto quelli della precedente edizione

Taormina Film Festival, Gore Verbinski presenterà il suo nuovo film

Roma, 4 giu. (askanews) – “Good Luck, Have Fun, Don’t Die” del regista Gore Verbinski, protagonista Sam Rockwell, sarà presentato in anteprima nazionale al Taormina Film Festival, per poi arrivare nelle sale dal 25 giugno, distribuito da Vertice 360.

L’avventura sci-fi, divertente e dal ritmo serrato, di Gore Verbinski (I pirati dei Caraibi, Rango – Premio Oscar come miglior film d’animazione -, La cura dal benessere), sarà proiettata per la prima volta in Italia a Taormina, e introdotta da Verbinski stesso, ospite del Festival. Il film è una commedia dal ritmo incandescente, con Sam Rockwell nei panni di un improbabile Messia dei nostri tempi, un outsider pazzoide dal cuore buono.

Una notte oscura. Un diner affollato. Un uomo armato di detonatore irrompe nel locale proclamando di venire dal futuro. È la 117esima volta che torna con lo stesso imperativo. Prima che il tempo scada, deve reclutare un gruppo di avventori del tutto improbabili e palesemente impreparati (Haley Lu Richardson, Michael Peña, Zazie Beetz, Asim Chaudhry e Juno Temple) per fermare l’imminente apocalisse dell’intelligenza artificiale e salvare l’umanità dai pericoli dei social media. Il problema? Tutto gioca contro di loro: dagli sconosciuti scettici agli adolescenti con il cervello ormai consumato dagli algoritmi, fino a mostruosità digitali fuori da ogni controllo. Eppure, se questo improbabile gruppo riuscirà nell’impresa, forse il mondo potrebbe ancora salvarsi… oppure no, chi lo sa.

Taormina Film Festival, premio a Crowe e antemprima del nuovo film

Roma, 4 giu. (askanews) – Dopo la straordinaria performance in “Norimberga”, il premio Oscar Russell Crowe torna all’action movie nel film “La vendetta perfetta – Bear Country”, che sarà presentato in anteprima mondiale al Festival di Taormina il 13 giugno al Teatro Antico, dove Crowe riceverà il Taormina Film Festival International Achievement Award.

Il film è un’esclusiva per l’Italia Minerva Pictures con Rai Cinema. Uscirà in sala il 26 agosto, con anteprime nelle migliori arene estive dal 10 al 18 agosto, distribuito da 01 Distribution.

A Taormina, “La vendetta perfetta – Bear Country” sarà accompagnato da Russell Crowe, Aaron Paul, Danny Zovatto, Nina Dobrev, dal regista Derrick Borte, e dai produttori Mark Fasano e Jeffrey Greenstein.

Questo crime thriller dal ritmo serrato, che alterna atmosfere tesissime, momenti divertenti e altri di forte suspense, vede nuovamente insieme Crowe e il regista Derrick Borte dopo Il giorno sbagliato, ed è basato sul romanzo “Strip” di Thomas Perry, adattato dallo stesso Borte assieme a Daniel Forte. Un film ad alta tensione, dove si incontrano personaggi stravaganti e fuori dal comune in un crescendo di inseguimenti, rapine e decisioni inaspettate, che ha in sé lo spirito di cult come “Una vita al massimo”, “Le Iene” e “Point Break”.

Nel cast, assieme a Crowe, ci sono Luke Evans, Teresa Palmer, Nina Dobrev e Aaron Paul (interprete amatissimo della serie cult Breaking Bad).

Taormina Film Festival, Fuori Concorso "Baracoa" con Giannini

Roma, 4 giu. (askanews) – Sarà presentato Fuori Concorso alla 72esima edizione del Taormina Film Festival, “Baracoa” film d’esordio di Luis Ernesto Donas (El despertar de un sueño Oslo, La trucha) con Giancarlo Giannini (Ti voglio bene Eugenio, Book Club -Tutto può succedere, Leonardo), Carlos Luis González (El mundo de Nelsito, Fábula, Silencio) e Yadier Fernández (Il mio anno a Oxford, Buscando a casa Casa Vieja). Il film, una co-produzione Pointmedia Italia (Italia) e De La Huerta Producciones (Cuba) con il sostegno del Programa Ibermedia e il Fondo de Fomento del Cine Cubano, è già stato presentato al Festival Internacional de Cine de La Habana dove ha vinto il premio collaterale della diversità “Súmate” ed è entrato nella shortlist per il Best First Feauture Film and Best Original Music Score al XIII Premios Platino del Cine Iberoamericano.

Sceneggiato dallo stesso regista con Filippo Ascione, “il film – ha sottolineato Luis Ernesto Doñas – è un viaggio nell’anima mutevole di Cuba, raccontato attraverso l’incontro di mondi opposti che resistono, si trasformano, si reinventano. Sul fondale di una società che cambia pelle — aprendosi lentamente all’iniziativa privata, al pensiero imprenditoriale, al pluralismo sociale e di genere — si intrecciano le vite di Felipe, Pepe e Jimmi: tre esistenze sospese, tre modi diversi di sopravvivere alla ricerca di sé. Felipe è un anziano che ha inseguito ideali umanistici trovati soltanto lontano dal proprio paese. Pepe, suo figlio, forse per naturale ribellione, è un uomo svuotato dalle passioni, alla ricerca di un senso e di una quiete possibile. Jimmi, infine, è una creatura fragile e multiforme, che ha fatto della maschera la propria armatura e del travestimento la sua più autentica verità. In questo racconto Cuba non è soltanto un’ambientazione: è una protagonista viva. Convivono i colori e i profumi dei nuovi alberghi della capitale, le periferie operose e brulicanti d’ingegno, le strade sterrate delle campagne orientali. L’ispirazione al neorealismo italiano è evidente nel modo di guardare la povertà con dignità e poesia, così come nell’omaggio a opere come Il sorpasso e Fragola e cioccolato, capaci di intrecciare leggerezza e profondità, eros e disincanto. Ma Baracoa è soprattutto una riflessione sulla rivoluzione dell’animo: quella di chi cambia pelle, di chi si libera da un’identità imposta, di chi sceglie di riscrivere la propria storia”.

Tennis, Sabalenka dopo il ko: "Finita in un buco nero mentale"

Roma, 4 giu. (askanews) – “In questo momento vorrei solo smettere di giocare a tennis”. È una Aryna Sabalenka profondamente scossa quella che si presenta in conferenza stampa dopo l’eliminazione nei quarti di finale del Roland Garros, arrivata al termine di una clamorosa rimonta subita contro Diana Shnaider.

La numero 1 del mondo aveva la partita in pugno: dopo aver vinto il primo set, nel secondo era avanti 5-3 e aveva servito per chiudere l’incontro. Da quel momento però il match è cambiato radicalmente, con Sabalenka che ha perso dieci game consecutivi, lasciando strada alla rimonta dell’avversaria e dicendo addio al sogno Parigi.

“Ho avuto opportunità importanti per chiudere la partita nel secondo set. Le ho sprecate e lei ha iniziato a giocare con grande determinazione. Mentalmente non sono più riuscita a riprendermi dopo quel parziale. Credo di essere caduta in un buco nero molto profondo e non sono riuscita a uscirne”, ha spiegato la bielorussa, aggiungendo: “Non ricordo nemmeno l’ultima volta che mi è capitato di perdere dieci game di fila”.

Nell’analisi del ko, Sabalenka ha individuato soprattutto un aspetto mentale. “Forse penso troppo a non sbagliare. Inizio a rimuginare, divento troppo emotiva e perdo il controllo. Commetto errori semplici e dall’altra parte l’avversaria prende fiducia”. E ancora: “Sono stufa di perdere partite perché mi lascio sopraffare dalle emozioni. Devo capire cosa succede nella mia testa in quei momenti”.

Nel finale della conferenza, però, emerge anche un accenno di reazione. “Ciò che non ci uccide ci rende più forti, no? Prima o poi troverò una soluzione e tornerò più forte”. Poi, con un sorriso amaro, aggiunge: “Avete presente quelle stanze dove si entra per distruggere tutto? Probabilmente passerò l’intera giornata di domani lì dentro a spaccare qualsiasi cosa. Magari funzionerà. Magari no”.

Calcio, Napoli e Conte, ufficiale risoluzione consensuale

Roma, 4 giu. (askanews) – Si chiude ufficialmente l’avventura di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. Il club azzurro ha annunciato la risoluzione consensuale e anticipata del rapporto con l’allenatore e con il suo staff, mettendo fine a un percorso durato due stagioni.

Attraverso una nota ufficiale, la società partenopea ha comunicato “di aver risolto consensualmente ed in anticipo rispetto alla naturale scadenza i rapporti di lavoro con l’allenatore Antonio Conte e con i suoi collaboratori”.

Nel messaggio di saluto, il Napoli ha voluto esprimere riconoscenza per il lavoro svolto dal tecnico leccese durante la sua esperienza in azzurro. “Salutando l’allenatore in uscita – si legge nel comunicato – il Napoli rivolge all’allenatore e al suo staff i ringraziamenti per l’eccellente lavoro svolto, oltre ai migliori auguri per il futuro e per le prossime sfide professionali che decideranno di affrontare. Grazie, mister!”.

L’ufficialità dell’addio pone fine alle indiscrezioni che si erano susseguite nelle ultime settimane sul futuro di Conte. La separazione arriva di comune accordo tra le parti e apre ora una nuova fase per il club campano, impegnato nella scelta del successore in panchina e nella programmazione della prossima stagione.

Tennis, Errani-Vavassori: "Trionfo che nasce dall’amicizia"

Roma, 4 giu. (askanews) – Entusiasmo e commozione nelle parole di Sara Errani e Andrea Vavassori dopo il successo che vale la finale del torneo di doppio misto al Roland Garros. I due azzurri, protagonisti di un percorso brillante sulla terra rossa parigina, hanno condiviso sul campo tutta la loro emozione per un traguardo che conferma la forza del loro legame umano oltre che sportivo.

“Questo è un sogno ancora vivo”, ha dichiarato Errani al termine dell’incontro. “Andrea è il mio migliore amico, è pazzesco giocare con lui. È troppo bravo. Grazie ai nostri team, senza di voi tutto questo non sarebbe possibile. Siamo contenti di vivere questi momenti”.

Parole ricambiate da Vavassori, che ha sottolineato l’importanza del rapporto costruito negli anni con la compagna di squadra. “Grazie Sara, sei la mia migliore amica. Sei la prima persona con cui parlo quando perdo una partita. Sono contento di condividere questo viaggio con te, ogni giorno è un percorso straordinario”.

Ita Airways, Eberhart: potremmo riprendere elementi del marchio Alitalia

Roma, 4 giu. (askanews) – “Ci sono degli elementi del brand Alitalia che ci interessano. Stiamo considerando di riprendere questi elementi e integrarli in un certo modo nel brand Ita, ma il brand Ita non sparisce: il marchio Ita è quello su cui abbiamo investito negli ultimi anni e rimarrà il marchio di questa compagnia”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Ita Airways, Joerg Eberhart a margine del convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”, promosso a Roma dall’Enac per la presentazione del Fact Book 2026.

“Ci sono dei simboli molto forti come il timone, un simbolo bellissimo, iconico. E sul timone si possono fare varie cose – ha aggiunto – possiamo riprendere il timone. E’ allo studio, non è finito ancora”.

Tennis, Errani-Vavassori trionfano a Parigi nel doppio misto

Roma, 4 giu. (askanews) – Sara Errani e Andrea Vavassori sono ancora i campioni del doppio misto al Roland Garros. Gli azzurri confermano il titolo nella specialità grazie al successo in rimonta su Gabriela Dabrowski ed Evan King con il punteggio di 4-6, 6-3, 10-4 in un’ora e 20 minuti. Una partita in crescendo di Sara e Andrea che hanno giocato sempre meglio, fino a dominare il super tiebreak del terzo set. La conferma dell’intelligenza tattica e la qualità dei colpi dei due italiani, al loro quarto Slam nella specialità dopo US Open 2024 e 2025 e Roland Garros 2025.

FnV: quattro nuovi parlamentari entrano nel partito

Roma, 4 giu. (askanews) – Quattro nuovi parlamentari aderiscono a Futuro nazionale con Vannacci. Lo comunica in una nota il partito, annunciando che sabato prossimo alle ore 11.30 avrà luogo una conferenza Stampa a Viareggio (LU) presso il Grand Hotel Principe di Piemonte alla presenza del presidente nazionale Roberto Vannacci e del coordinatore nazionale, Massimiliano Simoni.

“Per l’occasione – si legge nella nota – saranno presentati alla Stampa i Parlamentari che hanno deciso di aderire al partito ed al progetto dell’On. Roberto Vannacci, per una Destra vera, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura, contagiosa: L’unica che Noi conosciamo”.

Quinta edizione dell’Operazione Paladini del Territorio

Roma, 4 giu. (askanews) – In occasione della Giornata Internazionale dell’Ambiente che si celebra il 5 giugno, Fondazione UNA – Uomo, Natura e Ambiente ha reso noti i risultati della quinta edizione dell’Operazione Paladini del Territorio. Un progetto che, anno dopo anno, continua a registrare un’ampia partecipazione e a consolidare il proprio ruolo nella tutela dell’ambiente.

Sono infatti già stati coinvolti oltre 1.200 volontari in tutta Italia, coordinati da più di 90 sezioni locali delle principali associazioni venatorie nazionali. Grazie al loro impegno, ad oggi sono state rimosse dall’ambiente oltre 27 tonnellate di rifiuti, inclusa una significativa quantità di materiali pericolosi potenzialmente dannosi per la salute pubblica e per gli ecosistemi.

Le attività di pulizia hanno interessato decine di aree verdi distribuite in oltre 30 province italiane, dal Nord al Sud del Paese, contribuendo al recupero di parchi urbani, boschi, argini fluviali, zone rurali e spiagge. Un risultato che evidenzia la capillarità organizzativa e il ruolo attivo delle associazioni venatorie nella cura del territorio.

Rafforzata, inoltre, l’attenzione verso le nuove generazioni attraverso attività di educazione ambientale. Nella sola primavera del 2026, infatti, i volontari hanno dedicato oltre 300 ore di formazione nelle scuole primarie e secondarie, affrontando temi come la biodiversità, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la prevenzione del degrado ambientale.

Attiva da oltre dieci anni nella promozione di iniziative concrete a favore dell’ambiente, Fondazione UNA conferma il proprio impegno anche attraverso collaborazioni con realtà internazionali come IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) e Mountain Partnership. Il progetto è stato realizzato con il supporto delle associazioni venatorie socie Federcaccia, Enalcaccia e Arcicaccia, oltre che delle istituzioni locali.

Taormina Film Festival, Tiziana Rocca: parata di star per il pubblico

Roma, 4 giu. (askanews) – Da Russell Crowe a Helen Mirren, da Jane Campion a Holly Hunter, da Aaron Eckhart a Emile Hirsch, e ancora Giancarlo Giannini, Fernanda Torres, Lina Sastri, Serena Brancale, Levante, Can Yaman, Franco Nero e molti altri. Tante le star attese al Taormina Film Festival, in programma nella rinomata località siciliana dal 10 al 14 giugno.

“Il mio obiettivo è riempiere il Teatro antico da 6.000 posti”, ha annunciato la direttrice artistica Tiziana Rocca presentando la 72esima edizione del festival alla Stampa estera a Roma.

“A Taormina il pubblico può incontrare le star – ha assicurato – io obbligo gli attori internazionali a condividere, a farsi le foto sul red carpet, a fermarsi con il pubblico, Taormina è un festival diverso, va verso la gente”.

Inaugurazione in grande stile con la presentazione in anteprima per l’Italia del primo episodio della nuova stagione della serie “House of the Dragon”, prequel di “Game of Thrones”, alla presenza di quattro protagonisti: Steve Toussaint (Lord Corlys Velaryon), Harry Collett (Jacaerys Velaryon), Bethany Antonia (Baela Targaryen) e Phoebe Campbell (Rhaena Targaryen). “E ci sarà una sorpresa”, ha anticipato Tiziana Rocca.

Tra le novità di questa edizione, il ritorno del concorso internazionale e una nuova sezione per i cortometraggi girati in Sicilia.

“L’obiettivo era rafforzare il concorso con una giuria d’eccezione con due premi Oscar come Jane Campion (anche presidente) e Holly Hunter” – ha detto Rocca, annunciando anche un omaggio a “Lezioni di piano” – e in cui figurano la costumista Miyako Bellizzi, la casting director Francine Maisler, Akinola Davies Jr., la Head of Global Marketing di Amazon MGM Studios Sue Kroll e Pietro Castellitto per l’Italia.

In concorso per l’Italia “Piccolo miracolo” di Guido Chiesa con Marco D’Amore e Greta Scarano.

Grande attesa anche per l’attrice premio Oscar Helen Mirren, che riceverà il Taormina Film Festival Achievement Award durante una serata speciale dedicata ad Anna Magnani, in cui sarà proiettata la versione restaurata di “Bellissima” di Luchino Visconti a 75 anni dall’uscita del film; e per il “Gladiatore” Russell Crowe, con il suo nuovo film, “Bear Country” di Derrick Borte, presentato come evento speciale, nel cast Luke Evans, Teresa Palmer, Nina Dobrev e Aaron Paul; Russell Crowe riceverà anche il premio alla carriera al Teatro Antico.

Nella sezione Fuori Concorso tra i tanti titoli verrà presentato “The Struggle for Mother Water” di Michael Zelniker, serie documentario sulla crisi idrica globale e la lotta delle donne. Inoltre, il film-documentario “Brunello, il visionario garbato” del regista premio Oscar e Golden Globe Giuseppe Tornatore sulla vita dell’imprenditore Brunello Cucinelli verrà insignito del Golden Globes Prize for Documentary in Partnership with Artemis Rising Foundation.

Ampio spazio dedicato alle donne come nella passata edizione: in programma il panel, “Donne oltre lo sguardo” con la madrina, Anna Valle, le giurate Jane Campion, Holly Hunter, Francine Maisler, Miyako Bellizzi, a cui si uniranno Clotilde Courau, Fernanda Torres, Francesca Archibugi, Romana Maggiora Vergano e Malika Ayane.

La direttrice artistica ha ricordato anche la grande attenzione rivolta ai giovani: anche in questa edizione ci sarà la giuria del Campus Giovani, che assegnerà il Cariddino d’Oro, formata grazie alla collaborazione con la sezione regionale Anec Sicilia.

Felice Panebianco, Sovrintendente della Fondazione Taormina Arte Sicilia, ha aggiunto: “Era difficile fare meglio dello scorso anno, il bilancio si fa alla fine, ma i presupposti per dire che ci siamo impegnati a fare un ottimo lavoro ci sono già tutti”.

Stragi ’93, M. Berlusconi: mio padre protagonista lotta a criminalità organizzata

Roma, 4 giu. (askanews) – “Tutto questo accanirsi su una tesi insensata, cioè che le stragi mafiose del 1993-94 avrebbero avvantaggiato la nascente Forza Italia, ha alimentato trent’anni di sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Ma alla fine ha prodotto solo una montagna di carta straccia, sia in tribunale, sia nelle redazioni di certi giornali”. Lo afferma in una nota Marina Berlusconi commentando l’archiviazione dell’inchiesta sulle stragi mafiose.

“La verità storica è totalmente diversa: mio padre è stato uno dei principali protagonisti della lotta alla criminalità organizzata in Italia”, sottolinea.

“È la sesta volta che l’assurda inchiesta di Firenze finisce nel nulla. È la sesta volta che viene archiviata, come sempre su richiesta stessa dei Pubblici ministeri”, aggiunge la figlia dell’ex premier.

“Sono stati i governi Berlusconi – osserva – a rendere stabile il carcere duro per i boss mafiosi, a introdurre il primo Codice antimafia e a istituire l’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. Questi sono i fatti, tanto concreti quanto inconfutabili. Tutto il resto è una vergognosa e illogica mistificazione che, oltre ad aver rappresentato un gravissimo spreco di tempo e risorse per il nostro Paese, ha avvelenato la vita di uno dei suoi protagonisti. Ora che mio padre non c’è più, chi potrà mai restituirgli il tempo trascorso sotto il peso di queste accuse, terribili e infondate? E qualcuno risponderà mai del falso spacciato per vero? La mia speranza, oggi, è che sia davvero l’ultima volta che mi trovo costretta a sollevare pubblicamente queste domande. Di certo, dentro di me, non smetterò mai di pormele. Perché il tempo passa, ma la cicatrice dell’ingiustizia resta per sempre”.

Stragi ’93, Marina Berlusconi: giustizia resta emergenza, non si accantoni tema

Roma, 4 giu. (askanews) – “L’incredibile storia dell’inchiesta di Firenze, mostra una volta di più in quali condizioni si trovi la giustizia italiana, e conferma anche che la sconfitta del referendum di marzo è stata un’immensa occasione perduta per il nostro Paese. Da cittadina che ha visto da vicino fin troppi disastri giudiziari, vorrei che la politica non accantonasse il tema: i nodi da sciogliere sono tanti, a partire dall’assenza di una vera responsabilità civile dei magistrati. Quella della giustizia resta un’emergenza. La bandiera del garantismo non può e non deve essere ammainata”. Lo dichiara in una nota Marina Berlusconi in merito all’archiviazione dell’inchiesta di Firenze.

Ddl nucleare, Pichetto: ok Camera passo importante per futuro energetico

Roma, 4 giu. (askanews) – “Con l’approvazione alla Camera della legge delega sul nucleare sostenibile compiamo un passo importante per il futuro energetico dell’Italia. Oggi abbiamo iniziato a porre le condizioni affinché il Paese sia pronto ad adottare il nucleare sostenibile quando le nuove tecnologie, alle quali puntiamo, saranno mature e disponibili all’inizio del prossimo decennio”. Ad affermarlo è il ministro dell’Ambiente e della sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

“Il nucleare sostenibile significa più sicurezza energetica, più decarbonizzazione, più indipendenza.In un mondo in cui la domanda di energia è destinata a crescere rapidamente, anche per effetto dell’intelligenza artificiale, dei data center, dell’elettrificazione industriale e civile, chi sarà in grado di produrre energia sarà più libero, più forte e più sicuro. Vogliamo un’Italia meno dipendente dall’estero, con energia più accessibile per famiglie e imprese”, ha aggiunto il ministro.

Pichetto ha poi spiegato: “la bolletta arriva indistintamente nelle case e nelle imprese di tutti gli italiani. Per questo il nucleare non è una bandiera politica o ecologica: è uno strumento da valutare con serietà, fiducia nella ricerca e responsabilità verso le prossime generazioni. Questa è una scelta di concretezza, non di ideologia. Una scelta di Libertà. Più sicurezza energetica, più indipendenza, più Italia”.

Libano, Palazzo Chigi: ferma condanna per uccisione peacekeeper serbo Unifil

Roma, 4 giu. (askanews) – “Il governo italiano esprime la più ferma condanna per l’uccisione di un peacekeeper serbo di Unifil nel sud del Libano e per il ferimento di altri militari impegnati nella missione. L’Italia esprime il proprio cordoglio alla famiglia della vittima, alle Autorità e al popolo serbo, augurando una pronta guarigione ai feriti. Si richiama la responsabilità di tutte le parti in causa nel garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite, il cui contingente non deve in alcun modo essere oggetto di attacchi o restrizioni della libertà di movimento”. Così in una nota di Palazzo Chigi.

“L’Italia accoglie con favore l’annuncio del rinnovato cessate il fuoco tra Israele e Libano, auspicando una conclusione duratura delle ostilità attraverso il rigoroso rispetto degli impegni assunti, incluso il termine di ogni attività militare da parte di Hezbollah. Il governo italiano conferma, infine, il proprio sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano, proseguendo nell’impegno per la pace e la stabilità della regione”, conclude.

Fitto: erogata all’Italia la IX rata del Pnrr, 12,8 miliardi

Roma, 4 giu. (askanews) – “Oggi la Commissione europea ha erogato all’Italia 12,8 miliardi di euro nell’ambito del PNRR e di NextGenerationEU. Risorse che finanziano riforme e investimenti in settori strategici per il futuro del Paese: pubblica amministrazione, giustizia, lavoro, istruzione, ricerca, sanità, energia, mobilità sostenibile e sostegno alla competitività. Con questa nona rata, l’Italia raggiunge l’85% delle risorse previste dal Piano. Un risultato importante che conferma il percorso di attuazione del PNRR e il suo contributo alla crescita e alla modernizzazione dell’Italia”. Lo afferma su X il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto.

Iran, Wsj: Trump riprenderà la guerra solo se saranno uccisi soldati Usa

Roma, 4 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confidato privatamente ai suoi collaboratori che prenderà in considerazione la possibilità di porre fine al cessate il fuoco con l’Iran solo se Teheran ucciderà soldati americani. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti statunitensi, le quali hanno insistito sul fatto che la tregua di alcune settimane nei bombardamenti aerei rimane intatta nonostante un flusso costante di violenti scontri.

La riluttanza del presidente a riaccendere la guerra suggerisce – scrive ancora il quotidiano – che Trump potrebbe essere disposto a sopportare piccoli focolai di violenza per settimane, o addirittura mesi, per evitare un conflitto più ampio in Medio Oriente.

Trasporto aereo, Rixi (Mit): sempre più centrale, cresce più di media Ue

Roma, 4 giu. (askanews) – “Il trasporto aereo è sempre più centrale e i dati oggi ci dicono che il traffico, specialmente quello passeggeri, cresce più del Pil e più della media europea. Bisogna investire dove si cresce, perché un settore che ha un futuro può vedere il nostro Paese protagonista. Il trasporto areo e il trasporto marittimo sono i settori che crescono di più nel nostro Paese e consentono di dare una spinta a tutto il sistema logistico”. Lo ha affermato il viceministro a Infrastrutture e trasporti, Edoardo Rixi, nel suo intervento al convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”, promosso a Roma dall’Enac per la presentazione del Fact Book 2026, il rapporto annuale del Centro ITSM – ICCSAI Transport and Sustainable Mobility.

“La nostra visione è che il nostro sistema paese è in competizione soprattutto con gli altri sistemi, europei ma soprattutto i sistemi catapultuali fuori dal continente europeo”.

I trasporti devono “consentire al nostro Paese di superare quella difficoltà geografica dovuta alle barriere fisiche al nord delle Alpi e al sud al mare.È evidente che questo è un grande tema – ha proseguito Rixi – che può consentire al secondo paese a livello europeo di poter continuare a crescere e poter avere un ruolo all’interno e l’Europa anche di grande logistica”.

“Questa è la sfida che abbiamo davanti, questi sono gli obiettivi. Ovviamente dal nostro punto di vista avere le maggiori informazioni possibili sull’andamento dei mercati, confrontarci con i protagonisti del settore, cercare di precedere le tendenze globali è quello che ispira una visione di un paese che non dovrebbe avere una cultura regressiva”.

Rixi ha elogiato il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma. “Io vi ringrazio per quello che è stato fatto fino adesso, soprattutto per quello che si farà. Ci tenevo però a parlare anche del tema dei traffico merci, su cui voglio ritornare, perché è evidente che per avere un profondo equilibrio nel sistema e riuscire ad avere una capacità aeroportuale equilibrata sul tema delle merci abbiamo bisogno ancora di fare degli importanti passi in avanti. Quindi questo è un tema su cui penso che bisognerà lavorare nei prossimi anni”.

“Quindi io vi ringrazio per il lavoro che fate, ringrazio ovviamente le compagnie, gli operatori, anche chi ha redatto questo Factbook che credo particolarmente significativo. Credo che serva perché ogni tanto fare il punto di dove stiamo arrivati e riuscire a capire dove si potrà andare è un elemento fondamentale anche per rivedere quelle che sono le dinamiche o quelle che sono le prospettive del settore che a mio avviso vanno aggiornate. Perché con l’ideologia si fa poca strada, quindi dobbiamo attenerci ai fatti, cercare di prevedere il futuro e cercare di invitare il settore a emanciparsi, a fare investimenti e a cercare di avere una visione sempre più alta sulle sfide che ci aspetteranno”.

Israele tenta rilancio turismo in attesa di una nuova normalità

Gerusalemme, 4 giu. (askanews) – Dopo il crollo del turismo dovuto prima alla pandemia e poi alle guerre seguite al 7 ottobre 2023, c’è una parte di Israele che vuole gettare il cuore oltre l’ostacolo, lavorando a quando il Paese potrà di nuovo godere di una situazione di stabilità e tornare ad essere una meta attrattiva come in passato. Parliamo di un settore che nel 2019 aveva toccato livelli record, facendo registrare oltre 4 milioni e mezzo di visitatori internazionali, di cui 200.000 italiani, e un contributo pari al 2,6% del Pil nazionale. Poi i voli con Tel Aviv sono stati ridotti al minimo e il flusso di visitatori in arrivo dall’estero, nonostante il rapido recupero dopo il Covid, è praticamente collassato per la seconda volta.

“Siamo passati da 3.000 visitatori al giorno al nulla o quasi di oggi, forse 100 persone, e sono tutte israeliane” racconta una dipendente del sito archeologico di Cesarea, il secondo più importante del Paese dopo Masada, altrettanto deserto.

A soffrire è però anche il turismo religioso, verso i luoghi sacri delle tre religioni monoteiste, che attiravano pellegrini e viaggiatori da tutto il mondo.

“Noi – ricorda Giuseppe Gaffurini, frate minore dei Custodi di Terra Santa e presidente del Santo Sepolcro – ormai siamo diversi anni che passiamo da un’attesa a un’altra. Attese tutte frustrate come ha dimostrato il tempo. In questo momento, non ci sono pellegrini anche perché i pellegrinaggi devono essere organizzati per tempo, le compagnie aeree ancora non si sono aperte, e quindi se continuerà questa tregua, chiamiamola così, per diversi mesi allora è possibile sperare che in ottobre-novembre qualcosa cominci a muoversi, ma purtroppo penso che perderemo tutta l’estate”.

In attesa di una nuova normalità, che tarda ad arrivare, il Paese si è comunque preparato, realizzando ad esempio nuove indagini archeologiche a Gerusalemme, difficili in un contesto di maggiore affollamento, e organizzando iniziative che cercano con ostinazione di costruire un futuro di convivenza tra i popoli. È il caso di “The way to Jerusalem”, cammino intereligioso di 111 chilometri da Tel Aviv alla Porta di Jaffa, nelle Città Santa, che mira a riprodurre, con tanto di credenziali e alloggi per pellegrini, il clima di spiritualità e fratellanza dell’itinerario di Santiago o della Via Francigena.

“Abbiamo capito e scoperto – racconta la cofondatrice Yael Tarasiuk – che la via dei pellegrini passa sopra il tempo, sopra la situazione politica e sopra tutto. È come una gabbia che ti protegge dal rumore esterno perché quando cammini con qualcuno e parli con le persone vedi che la maggior parte della gente vuole soltanto vivere la propria vita in pace”

Un messaggio di speranza che fatica a farsi largo, anche se le autorità professano ottimismo, confidando nella resilienza già dimostrata in passato dal settore.

“Vediamo il movimento che sta tornando – osserva Kalanit Goren, Head of Hosting Department Israel Minister of Tourism – anche grazie a delle compagnie aeree che stanno tornando proprio adesso da giugno da tutta Europa e anche dagli Stati Uniti e qui speriamo che questo sia un segno di ripresa per il nostro bellissimo Paese. Il turismo è soprattutto ponte tra culture e amicizia”

Anche dall’Italia qualcosa si muove, con la ripresa da luglio dei voli tra Roma e Tel Aviv da parte di Ita Airways, e per un Paese come Israele che aveva fatto del turismo uno dei simboli della propria apertura internazionale, con le elezioni del prossimo autunno alle porte, la sfida non è soltanto economica, ma anche politica e d’immagine.

Unifil: un Casco Blu ucciso e due feriti nel sud del Libano

Roma, 4 giu. (askanews) – Un Casco Blu della missione Unifil in Libano è morto questa mattina presto a causa di ferite gravi riportate quando colpi di mortaio hanno colpito la sua posizione vicino a Marjayoun, nel Libano sudorientale. Lo riferisce la stessa missione Onu su X.

Due altri caschi blu, che hanno anch’essi riportato ferite, stanno ricevendo cure in un centro medico presso la base della Unifil, ha aggiunto la missione.

“Poco dopo l’incidente, avvenuto nella tarda serata di ieri, il soldato gravemente ferito è stato trasportato in aereo in un ospedale di Beirut, dove è deceduto a causa delle ferite riportate”, ha riferito la missione Unifil.

“Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato che ha perso la vita al servizio della pace. Il nostro pensiero va anche alla pronta e completa guarigione dei soldati feriti”, ha aggiunto la missione.

Unifil ha avviato “un’indagine per accertare le circostanze esatte che hanno portato a questo tragico incidente” ed “ha rilevato un numero sempre maggiore di traiettorie e impatti di proiettili nel sud del Libano”. “La violenza deve cessare”, ha insistito la missione.

“Ribadiamo il nostro appello a tutti gli attori affinché rispettino i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite, astenendosi da azioni che possano mettere in pericolo i caschi blu. Chiediamo inoltre alle autorità nazionali competenti di indagare sull’incidente, assicurare i responsabili alla giustizia e garantire la loro incriminazione”, ha sottolineato la missione Onu.

“Gli attacchi deliberati contro i caschi blu costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e possono configurarsi come crimini di guerra”, ha concluso Unifil.

Khamenei: i nemici dell’Iran hanno subito una "profonda umiliazione"

Roma, 4 giu. (askanews) – L’Iran ha inferto un “colpo decisivo” ai suoi nemici israeliani e americani, che hanno subito una “sconfitta” e ora cercano di “seminare dubbi, disperazione, paura, sospetto e discordia”, ha dichiarato la Guida suprema Mojtaba Khamenei in un messaggio letto a suo nome in occasione dell’anniversario della morte dell’ayatollah Khomeini, fondatore della Repubblica islamica.

“Pertanto, per contrastare queste forze maligne, tutti devono neutralizzare il loro sinistro piano rimanendo saldi e lucidi, preservando l’unità, la coesione e la fiducia reciproca e rifiutando di allearsi con il nemico”, ha continuato. “A questo proposito, il ruolo delle autorità è fondamentale”, ha detto ancora. “Qualsiasi atto che possa seminare pessimismo e frustrazione tra la popolazione viene percepito come una forma di appeasement nei confronti del nemico di questo Paese e del suo popolo”, ha concluso Mojtaba Khamenei.

Delfin, pace sul riassetto tra Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico

Milano, 4 giu. (askanews) – Passo decisivo per il via libera al riassetto della holding degli eredi Del Vecchio. Secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, Leonardo Maria Del Vecchio si è impegnato a ritirare ogni causa avanzata in Tribunale e lo stesso ha fatto suo fratello Rocco Basilico. A questo punto, a quattro anni dalla scomparsa del fondatore della dinastia, verrà sbloccato l’empasse sull’eredità di Leonardo Del Vecchio e si potrà procedere al riassetto della holding, con Leonardo Maria pronto a salire al 37,5% di Delfin acquistando il 25% delle azioni dai fratelli Luca e Paola.

Nelle scorse settimane, Rocco Basilico si era rivolto al tribunale del Lussemburgo per contestare le delibere approvate il 27 aprile dai soci di Delfin, sull’acquisto delle quote da parte di Leonardo Maria e sull’aumento del limite imposto alla distribuzione dei dividendi (ora pari all’80% dell’utile netto). Rocco Basilico a fine aprile si era opposto ad entrambe le delibere, per poi decidere di impugnare le decisioni dell’assemblea davanti al giudice del Granducato. Un ricorso che all’epoca fu definito “infondato” dalla stessa Delfin che aveva ribadito la validità delle delibere assembleari.

Delfin è la holding lussemburghese che custodisce l’eredità di Leonardo Del Vecchio. La società detiene, tra le altre partecipazioni, il 32,4% di EssilorLuxottica, il 17,5% di Monte dei Paschi di Siena, il 10% di Generali e il 2,7% di Unicredit.

Venice Climate Week, il flash mob di Pistoletto che sposa la Laguna

Venezia, 4 giu. (askanews) – Un flash mob artistico per inaugurare in piazza San Marco la seconda edizione della Venice Climate Week. Michelangelo Pistoletto, storica figura dell’arte italiana, ha celebrato insieme a molte persone un nuovo e sostenibile “matrimonio d’amore con la Laguna di Venezia”. “Questo matrimonio – ha detto Pistoletto ad askanews – è il principio di una visione nuova che per me è poi quella che porta verso il Terzo Paradiso dove due elementi che sono nel simbolo del Paradiso che sono io, tu e al centro noi. Allora io posso essere la persona, tu sei la laguna, sei Venezia, insieme facciamo questo matrimonio e quindi sono come due anelli che si sposano e il terzo anello è quello del matrimonio e quindi c’è un matrimonio della natura con l’artificio e della persona con la società”.

La performance, che ha visto la composizione del celebre simbolo del Terzo Paradiso, è stata preceduta dalla letture di dichiarazioni di intenti ispirate ai principi dell’ecologia e del riconoscimento della Laguna come una persona. Idee e suggestioni che ci parlano della necessità di un nuovo approccio, anche filosofico, al tema dell’ambiente e della crisi climatica. E l’arte, anche in questo campo, gioca un ruolo di primo piano. “L’arte e la cultura – ha aggiunto Michelangelo Pistoletto – sono il seme del pensiero, sono il seme della dinamica attiva dell’essere umano. L’essere umano è creativo, crea, l’arte è creazione, quindi bisogna ripartire dall’arte, bisogna ricreare”.

E serve farlo per evitare che la crisi diventi irreversibile e che la rassegnazione generi una drammatica inevitabilità storica.

Playoff Nba, New York vince a San Antonio e va 1-0

Roma, 4 giu. (askanews) – Gara-1 delle Finals Nba è dei Knicks, che superano i San Antonio Spurs in Texas 105-95 e già orientano le finali. I New York Knicks faticano nel primo tempo, chiuso a -7, e nel 3° quarto sembrano sul punto di cedere quando San Antonio tocca il +14. New York, però, sulle spalle del suo leader Jalen Brunson (30 punti) e di Karl-Anthony Towns (18 punti e 12 rimbalzi), prima torna in partita e poi domina gli ultimi 2 minuti, chiudendo la sfida con un parziale di 11-0 che vale il colpo in trasferta e il punto dell’1-0 nella serie. Agli Spurs non bastano i 26 punti e 12 rimbalzi di un Victor Wembanyama in difficoltà al tiro (6/21) e 16 punti e 8 rimbalzi in uscita dalla panchina del rookie Dylan Harper.

Questo il programma delle Finals

San Antonio Spurs-New York Knicks 0-1

Gara 1: San Antonio Spurs-New York Knicks: 95-105 Gara 2: San Antonio Spurs-New York Knicks: 6 giugno ore 2.30 Gara 3: New York Knicks-San Antonio Spurs: 9 giugno ore 2.30 Gara 4: New York Knicks-San Antonio Spurs: 11 giugno ore 2.30 Gara 5: San Antonio Spurs-New York Knicks: 14 giugno ore 2.30* Gara 6: New York Knicks-San Antonio Spurs: 17 giugno ore 2.30* Gara 7: San Antonio Spurs-New York Knicks: 20 giugno ore 2.30*

* se necessario

Murri e il Risorgimento: genesi del partito della nazione?

Dobbiamo partire dal libro di Sergio Zoppi – Dalla Rerum novarum alla democrazia cristiana di Murri, il Mulino, 1991- per fare luce sul cambio di prospettiva che interessò il movimento cattolico all’indomani dell’enciclica di Leone XIII. George Bernanos, nel suo Diario di un parroco di campagna, la fece rievocare dal curato di Torcy con queste parole: “… voi la leggete tranquillamente con l’orlo delle ciglia, come una qualunque pastorale di quaresima. Alla sua epoca ci è parso di sentir tremare la terra sotto i piedi”.

Gli anni a cavallo del Novecento suonano il de profundis  del vecchio intransigentismo: vecchio, innanzi tutto, perché aggrappato a una retorica stanca che nascondeva una volontà di tregua nella lotta tra cattolici e liberali. Si andava esaurendo la polemica per il vulnus di Porta Pia. Non risuonava più negli incontri periodici dell’Opera dei Congressi l’eco dell’invettiva pronunciata da don David Albertario a Bergamo nel 1977: “Per lottare con energia dobbiamo odiare il nemico, odiarlo di un odio razionale, frutto della cognizione intima che di lui ci è d’uopo; odiare cordialmente, odiare con tutte le forze dello spirito, odiare sempre, odiare collo scritto, coi fatti, colle parole, odiare in modo che l’odio divenga natura nostra e tutti la veggano, la sentano, l’imitino o la temano; odiare come in cielo si odia il peccato, odiare tanto, che l’odio al liberalismo uguagli l’amore alla fede e a Dio”. Acqua passata. Il mondo clerico moderato, con alla testa il conte Paganuzzi, tanta verve corrosiva e sprezzante l’aveva archiviata senza clamore.

Cosa era successo, a parte la stanchezza degli uomini? Nei moti del ‘98, a Milano, cattolici e socialisti avevano condiviso la protesta popolare contro l’aumento del prezzo del pane. La repressione del generale Bava Beccaris provocò un numero imprecisato di morti e feriti. Lo stesso don Albertario fu arrestato insieme a Filippo Turati e Anna Kulishoff. Si chiudeva così, tra sgomento ed allarme della pubblica opinione, l’ingloriosa parentesi del governo Di Rudinì. Ebbene, se le classi dirigenti liberali toccavano con mano l’urgenza di una nuova fase politica, di cui saranno interpreti prima Zanardelli e poi Giolitti, anche i cattolici prendevano coscienza del logoramento del tradizionale paradigma antiliberale. Adesso il pericolo si materializzava nell’ascesa impetuosa del socialismo e la risposta, in nome di un’istanza d’ordine a fronte della conclamata fragilità dello Stato postrisorgimentale, gettava le basi per quella convergenza contro gli estremisti che avrebbe portato dopo un decennio o poco più al Patto Gentiloni (1913).

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Uno spazio aperto per ricostruire il Centro politico

Un tempo straordinario tra potenza e smarrimento

Viviamo un tempo straordinario. Di scoperte, di cambiamenti e pure di deragliamenti. Ma ogni generazione, compresa la nostra, è chiamata a dare forma e a plasmare il proprio tempo. Nella “Laudato Si’” papa Francesco ci mette in guardia: “Mai l’umanità ha avuto tanto potere!”. Ma niente ci dice che lo saprà utilizzare al Bene.

Papa Leone XIV nella recente Magnifica Humanitas si spinge anche oltre: “Costruire il futuro, escludendo Dio” è una tentazione antica e sempre nuova che va contrastata. Se queste considerazioni possono valere per tutti, valgono particolarmente per i cattolici che intendono impegnarsi in politica.

 

La politica come edificazione della Civitas Dei

Ma se l’imperativo di misurarsi sul terreno della politica deve avere come obiettivo primo quello di riportare Dio nella quotidianità e i contenuti di fede in disponibilità della Modernità e quindi, di rendere concreto e vivo l’impegno di ciascuno a edificare la “Civitas Dei”, non secondario è avere chiare le modalità, il come di questo ambizioso disegno vada costruito e perseguito.

La Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) costituisce un patrimonio ed una fonte surgiva insostituibile e sempre attuale. Leone XIV ci è tornato su più e più volte: la DSC ci educa a riconoscere che, piu importante dei problemi e delle risposte da dare ad essi, è il modo con cui queste questioni vengono affrontate.

E ancora: “Chiedo a tutti…di unire le forze per edificare il Bene”. Oppure: “Raccomando la Cultura del Dialogo, perché il Bene Comune va individuato insieme, memori che Gerusalemme sarà ricostruita non grazie alla iniziativa di singole persone ma attraverso una responsabilità condivisa”. E infine: “Nessun uomo, da solo, è sufficiente a sostenere il peso della sfida”.

 

Fare squadra per tornare protagonisti

Noi di PIattaforma Popolare da tempo stiamo percorrendo questa strada cercando di dare forma e concretezza a questa metodologia, consapevoli che oltre a dare risposte e fornire soluzioni è prioritaria la capacità di fare squadra, di dialogare e di unirsi.

Il tornare uniti va considerata una precondizione ineliminabile se si vuole rendere il nostro ruolo concreto e percepito. Per questo Piattaforma Popolare non ha voluto oggi strutturarsi in Partito, nemmeno in Associazione: tutti passaggi che saranno declinati più avanti.

Piattaforma Popolare si qualifica per essere uno spazio aperto. Un punto di incontro, di aggregazione, di messa in comunione delle diverse esperienze. Un luogo di elaborazione autentica e di innovazione concreta.

 

Un’iniziativa autonoma oltre i poli

Nasce come iniziativa umanitaria, civica, popolare dai chiari orizzonti sovranazionali.

E pur collocandosi nel solco delle esperienze cristianamente ispirate mira anzitutto a superare la frammentazione (che ci ha portato alla irrilevanza) per favorire la messa a terra di una Rete Unitaria di quanti, sia soggetti che persone, vogliano ritornare protagonisti nel “centro politico”, tanto riferito al quadro nazionale che alla  dimensione europea.

Coerentemente la sua operatività si svilupperà fuori e distante dagli schieramenti bipolari oggi in campo, sia del centrodestra che del centrosinistra. Sicché la sua qualificazione sarà contrassegnata da “autonomia e indipendenza” proprio in omaggio alla tesi che pone il nostro patrimonio di valori quanto meno alla pari delle grandi culture politiche europee, segnatamente dei socialisti e dei liberali.

Il gesto che pensa: riscoprire la scrittura a mano

Dalla Silicon Valley al ritorno del corsivo

Tra le notizie che arrivano dagli Stati Uniti, una in particolare merita attenzione al di là del clamore mediatico quotidiano: il ritorno della scrittura corsiva a partire dalle Elementary School. Per gli addetti ai lavori e le famiglie degli alunni rappresenta pur sempre un’inversione di tendenza per certi aspetti sorprendente visto che dai sistemi scolastici a matrice linguistica anglosassone era partita la lunga stagione delle tecnologie applicate alla didattica.

A cominciare dal New Jersey e dalla Pennsylvania l’onda lunga del ripensamento si è estesa finora a 27 Stati della Confederazione e promette di non fermarsi qui, nella patria della Silicon Valley.

 

La lezione finlandese dopo il fallimento digitale

In Europa avevamo già rubricato la retromarcia della Finlandia che dopo aver abolito nel 2016 l’uso del corsivo (residuando il solo stampatello) e l’introduzione generalizzata di tablet, computer e smartphone nell’apprendimento della letto-scrittura è ritornata alle metodologie tradizionali, visti gli scadenti risultati ottenuti dalle tecnologie pervasive: al termine del primo ciclo di istruzione si era infatti appurato che gli alunni non erano in grado di mettere la propria firma sotto un elaborato né di scrivere con carta e matita la lista della spesa.

Troppo affidamento ad hardware e software produceva una sorta di dipendenza totale dalle dotazioni digitali in uso, banalmente messe in crisi dal consumo di una batteria o dalla mancanza di energia elettrica. Il coordinamento oculo-manuale andava inoltre scemando e riducendo le abilità pratiche al solo premere dei tasti: qualcosa di ripetitivo e atrofizzante, il keyboarding favoriva il coding, abituava all’applicazione di algoritmi, introduceva alle applicazioni dell’I.A. ma riduceva gli spazi vitali della creatività, spostando l’attenzione verso il mondo virtuale senza favorire la connessione con il mondo reale.

 

Neuroscienze, memoria e pensiero critico

Soprattutto le prove di verifica al termine della scuola primaria accertavano un azzeramento della manualità correlata all’uso del pensiero poiché lo scorrere della penna su un foglio era sostituito dalla digito pressione della tastiera. In un mondo globalizzato ciò che accade in un angolo del pianeta si riscontra altrove: le scuole americane sono arrivate successivamente a queste conclusioni in modo sovrapponibile alle deduzioni dei pionieri dell’elettronica e il ritorno alla scrittura manuale sta prendendo la sua rivincita.

Si può affermare che le metodologie tradizionali sono rimaste sottotraccia per alcuni anni nei sistemi scolastici che hanno vissuto la stagione dell’introduzione massiva e totalizzante delle tecnologie ma ora stanno lentamente riappropriandosi del diritto di cittadinanza nel ritorno alla manualità attraverso il ripristino della scrittura in corsivo.

Ci si è accorti che a lungo andare gli alunni dipendendo totalmente degli strumenti elettronici perdevano appunto quella creatività espressiva – lungamente preconizzata dalla cultura tramandata – che inizia con una calligrafia personale e porta tutto sommato a modelli comunicativi più semplici e più efficaci: soprattutto più personali e liberi.

Proprio negli USA i paladini delle neuroscienze con i loro studi hanno dimostrato come il corsivo stimoli la sinergia tra i due emisferi cerebrali, perfezioni la motricità fine (la capacità di coordinazione dei piccoli muscoli di dita, mani e polsi) e migliori la capacità di memorizzazione a lungo termine. In modo molto più incisivo rispetto all’uso di un device elettronico.

Ricordando la celebre tassonomia di Benjamin Bloom (conoscenza-comprensione-applicazione – analisi- sintesi e valutazione) senza contare la programmazione curricolare a partire delle teorie di Jerome Bruner o l’enfasi sul problem solving come traguardo formativo nella costruzione del pensiero critico, si sta materializzando una riscoperta delle metodologie e della didattica tradizionale più affine al perseguimento di risultati tangibili in tema di abilità pratiche, a partire dal saper leggere, scrivere e far di conto.

 

Disconnessione educativa e ritorno alla persona

Ciò che sembrava esaustivo e surrogatorio, addirittura sostitutivo come l’uso di strumenti digitali sta rivelando invece quanto sia importante e decisivo consolidare apprendimenti che favoriscano la connessione tra mente-pensiero e manualità- capacità esecutive nella stesura di un testo, addirittura insieme al corsivo si sta consolidando l’attitudine ad una bella e personale calligrafia, un segno distintivo di identità e personalità.

Senza contare che almeno a scuola si può offrire ai ragazzi-studenti l’opportunità di uno stacco rispetto allo smanettamento compulsivo delle tastiere che occupa gran parte delle loro giornate, a casa, nella messaggistica con gli amici e nel tempo libero: una vera e propria cura disintossicante, un metodo a valenza pedagogica ed educativa che introduce pause di disconnessione dagli schermi, impegnando i giovani utenti a regolare il proprio pensiero rispetto ai ritmi intensivi e frenetici della cultura digitale, favorendo la riflessione e la rilettura di ciò che si scrive.

Si tratta di argomentazioni che ritroviamo intatte nelle “Indicazioni nazionali” che il Ministero dell’istruzione e del merito ha redatto in previsione dell’inizio del nuovo anno scolastico.

Come sottolineato in più occasioni dallo stesso Ministro Sen. Valditara si tratta di contemperare ratio e traditio, innovazione e cultura consolidata con un approccio di metodo che prediliga l’et-et rispetto all’aut-aut, favorendo i processi di continuità rispetto alle drastiche soluzioni alternative, riscoprendo ad esempio il valore della lettura, l’importanza dei libri e la capacità espressiva nei componimenti scritti, che devono restare a fondamento del processo formativo pur essendo gradualmente affiancati dall’uso di tecnologie che favoriscano gli apprendimenti, senza cadere in una loro riduttiva facilitazione poiché la vera cultura implica motivazione, impegno e dedizione, immedesimazione nella costruzione di un sapere consapevole e lentamente interiorizzato.

 

Francesco Provinciali
(Fondazione Varenna per l’infanzia e l’adolescenza)

Il dubbio e la libertà di pensare oltre le vecchie appartenenze

 Le nuove ombre sulla democrazia

Le riflessioni di Walter Veltroni, al solito lungimiranti e sature di futuro senza nostalgie del passato, mi trascinano spesso nel vicolo — per me ancora più che cieco — delle sfide sociali e culturali, oltre che politiche e tecnologiche, che la democrazia dovrà affrontare nei prossimi anni.

Mi preoccupa, sopra ogni cosa, un futuro ancora inesplorato nelle sue possibili ricadute autoritarie e antidemocratiche, favorito da un inatteso quanto pericoloso bisogno di un leader solitario, forte e indisturbato, capace di concentrare poteri sempre maggiori.

E mi allarma, forse più di ogni altra cosa, l’uso sempre più esteso dell’intelligenza artificiale nelle decisioni e nella comunicazione sociale e politica, nelle mani di una ristrettissima élite ultraricca proprietaria di tecnologie e algoritmi manipolatori. Sono gli stessi gruppi che hanno già trasformato il capitalismo industriale democratico e liberale – con lo Stato come elemento di equilibrio – in un capitalismo finanziario ultraliberista, elitario e insofferente verso ogni mediazione pubblica capace di limitare il potere delle grandi lobby economiche, ormai pronte a invadere, o che forse hanno già invaso, la stessa democrazia politica.

 

Il percorso culturale di Veltroni

A Veltroni va riconosciuto il merito di essere riuscito, pur provenendo da una formazione e da una militanza giovanile rigidamente comunista, segnata dall’idea di un internazionalismo rivoluzionario e proletario, ad abbandonare progressivamente quelle categorie, diventando un convinto europeista senza, grazie a Dio, essere accusato di trasformismo.

Ha saputo leggere i cambiamenti culturali e sociali, prendendo le distanze dalle pseudo-razionali e materialistiche certezze del comunismo storico. Senza rimpianti.

Ed è riuscito a introdurre nelle sue analisi incertezze, perplessità e perfino dubbi sulla complessità sociale e culturale del nostro tempo. Quella complessità che, mi permetto di dire, è sempre stata presente nel pensiero di Aldo Moro, evocata dal leader democristiano nel tentativo di sollecitare riflessioni fuori dagli schemi semplificatori, alternativi e polarizzati che dominavano la politica dei suoi giorni, a partire dagli stessi ambienti della Democrazia Cristiana.

 

Dialogo, pluralismo e superamento degli schemi

Veltroni ha fatto capire che occorre evitare posizioni rigide e definitive suggerite dal proprio retroterra storico. A partire dal riconoscimento di chi appare diverso; passando attraverso il pluralismo culturale e politico, la valorizzazione dei principi cristiani di fraternità e uguaglianza; fino ad arrivare all’idea di sussidiarietà e al rispetto delle realtà sociali, locali e comunitarie.

Tutti temi mai realmente valorizzati da un marxismo statalista e centralizzato come quello incarnato oggi da Vladimir Putin. Anche se, va detto, il liberismo spettacolare di Donald Trump, con la sua quotidiana democrazia-mediatica, non appare meno insidioso.

In diverse occasioni Veltroni ha lasciato intendere che il nostro tempo richiede esitazione, prudenza e capacità di valutazione anche verso chi riteniamo distante dai nostri valori. Così, ad esempio, ha parlato di Giorgia Meloni definendola – pur con molte riserve sulle sue politiche sociali – “la migliore di tutto lo schieramento post-missino”.

Si è così aperto ai tempi nuovi e all’incontro che questi tempi sembrano sollecitare, leggendo nella prospettiva del dialogo, di evidente matrice morotea, i segnali di una trasformazione già in corso. Una trasformazione che richiede soprattutto il camminare insieme e lo stare insieme – non dico “Fratelli tutti”, per non offenderlo – mettendo in discussione antichi convincimenti e appartenenze storiche spesso riproposte con l’illusione di poterle conservare intatte.

 

Da Sturzo a Bobbio: le categorie che non bastano più

Dopo che Veltroni ha più volte lodato Papa Francesco per la sua attenzione ai poveri e alla pace, ho avuto spesso l’impressione che abbia fatto propria anche la lezione di Luigi Sturzo: quella dello sforzo di leggere criticamente e sociologicamente la società concreta che si ha davanti, evitando nostalgie, riduzionismi individualistici e fughe astratte.

Non intendo tessere l’elogio di Veltroni. So bene che esistono altri politici e intellettuali, provenienti anche dal cattolicesimo democratico e sociale, che da tempo ragionano in modo analogo sui cambiamenti sopraggiunti. Ho solo tentato di mostrare come, spesso, tra persone diverse per formazione e cultura politica possano nascere sorprendenti sintonie.

Soprattutto quando si prende atto del logoramento delle categorie tradizionali di destra, centro e sinistra. Categorie abusate quotidianamente e ormai profondamente incrinate dagli eventi degli ultimi trent’anni. Anche Norberto Bobbio, riflettendo su questi mutamenti, arrivò a sostenere che la vera distinzione andasse ricercata non più tra destra e sinistra, ma tra chi crede nell’uguaglianza e chi invece accetta la disuguaglianza.

 

La società liquida e il valore del dubbio

Viviamo dentro una società “liquida”, composta da individui isolati, disintermediati, interamente giocati sul rapporto tra individuo e social network. Una società che ha fatto evaporare le tradizionali definizioni di borghesia, classe operaia, ceto medio, impiegati, professionisti e perfino quella di classe dirigente.

Una liquidità senza spessore culturale, denunciata molti anni fa da Franco Ferrarotti, quando sosteneva con forza la necessità di investire sull’inculturazione. Ricordo che solo pochi anni fa l’Istat informava che il 38% delle famiglie italiane era composto da nuclei privi di libri in casa o con meno di venticinque volumi.

E questa liquidità si è trasferita anche nel mondo cattolico, attraversato da una secolarizzazione senza precedenti e da una religiosità sempre più riservata, intimistica e personalizzata, proprio come i partiti di oggi.

Concludo. Lo stimolo a questo mio appunto è venuto da un editoriale di Veltroni apparso pochi giorni fa sul Corriere della Sera, “La difesa del dubbio”, dedicato a una frase di Francesco De Gregori contro le certezze categoriche di alcuni artisti suoi colleghi.

Veltroni si soffermava sulle virtù che hanno alla loro base la “vasta” libertà del pensare senza vincoli. Virtù che dovrebbero caratterizzare l’uomo e la donna del nostro tempo. Virtù di grande realismo cognitivo che, dati i tempi che viviamo, dovrebbero accompagnarci costantemente, aiutandoci a liberarci dai pregiudizi ed evitando le cattedre morali e i diktat di chi presume di possedere la verità storica e sociale.

“Si può stare da una parte – scrive Veltroni – ma con la testa libera, senza doversi sentire richiamare a ortodossie che non esistono più, per fortuna”.

Kriptia New York Forum 2026, focus sulla sicurezza aziendale

New York, 3 giu. (askanews) – Il prossimo giugno presso la St. John’s University – Manhattan Campus, Astor Place, a New York City, si terrà il Kriptia New York Forum 2026, appuntamento internazionale dedicato al rapporto tra financial crime, corporate security, governance, investigazioni e gestione del rischio.

L’evento, dal titolo “From Financial Crime to Corporate Security: Managing Risk in a Volatile World”, nasce con l’obiettivo di favorire un confronto qualificato tra università, mondo finanziario, industria, professionisti della sicurezza, compliance, investigazioni e rappresentanti istituzionali.

In un contesto globale segnato da instabilità geopolitica, evoluzione delle minacce ibride, crescente pressione regolatoria e nuove vulnerabilità per imprese e istituzioni, il Forum, con la media partnership del Gruppo VNY (La Voce di New York, America Oggi News Agency, Radio ICN) e di askanews intende offrire uno spazio di dialogo tra Stati Uniti e Italia sulle strategie più efficaci per prevenire, comprendere e gestire i rischi emergenti.

Il programma prevede interventi e momenti di confronto con esperti provenienti dal mondo accademico, finanziario, giornalistico, corporate e della sicurezza, con il contributo di rappresentanti di realtà internazionali come NASDAQ, Citi, Intesa Sanpaolo, PARC Solutions LLC, St. John’s University, Università degli Studi di Palermo e Kriptia International.

Tra i temi al centro dell’incontro vi saranno il contrasto al crimine finanziario, l’evoluzione delle strategie di enforcement, le sanzioni internazionali, la financial intelligence, la compliance, la protezione degli asset strategici, le minacce interne, la governance del rischio e il ruolo sempre più centrale della corporate security nei processi decisionali delle organizzazioni.

Il Forum rappresenta anche un’occasione per rafforzare il dialogo transatlantico tra competenze accademiche, istituzioni, imprese e professionisti, promuovendo un approccio integrato alla sicurezza e alla resilienza organizzativa.

A moderare i lavori, tra gli altri, sarà Lori Ioannou, giornalista e contributor per The Wall Street Journal, già senior editor of special reports per CNBC. Tra gli speaker figurano inoltre David Shafer, Head of Global Security at NASDAQ, Pawneet Abramowski, CEO & Founder di PARC Solutions LLC, Howard Spieler, Global Lead Sanctions Risk presso Citi Bank, Marco Ranieri, Insider Threat Manager presso Intesa Sanpaolo Bank, e Manuel Di Casoli, President of Kriptia International.

In una fase storica in cui la sicurezza non può più essere letta solo come tema operativo, ma come leva strategica per la tutela degli interessi economici, reputazionali e istituzionali, il Kriptia New York Forum 2026 si propone come un momento di riflessione concreta su come imprese, università e istituzioni possano collaborare per anticipare le minacce e costruire modelli di protezione più efficaci, segnala La Voce di New York.

New York, capitale globale della finanza e crocevia internazionale di competenze, diventa così il luogo simbolico per avviare un confronto tra esperienza americana ed europea su alcuni dei temi più urgenti del nostro tempo: criminalità finanziaria, sicurezza aziendale, governance del rischio e protezione degli asset strategici.

Venice Climate Week, Intesa Sanpaolo: sostenibilità scelta strategica

Venezia, 3 giu. (askanews) – “In uno scenario geopolitico caratterizzato dalle tensioni che tutti i giorni leggiamo e vedendo quelli che sono gli impatti climatici, sempre più tangibili sull’economia reale, come Intesa Sanpaolo siamo convinti che la sostenibilità debba essere una scelta, non solo di tipo valoriale o di compliance, ma una scelta strategica. Proprio per questa ragione l’abbiamo inserito nel nostro nuovo piano di impresa, 2026-2029, confermando l’impegno non solo verso la decarbonizzazione con tutti i nostri target settoriali e i target sulle linee di business e le emissioni proprie, ma anche favorendo e supportando le imprese nella loro transizione, in particolare transizione elettrica e da questo nuovo piano adattamento climatico”. Lo ha detto ad askanews Laura Maida, responsabile ESG Steering di Intesa Sanpaolo, a margine della partecipazione alla Venice Climate Week.

“Se siamo convinti che il percorso di decarbonizzazione sarà sempre più accidentato e che quindi dovremo affrontare in misura maggiore gli impatti del cambiamento climatico – ha aggiunto – vorrà dire che di adattamento dovremo tutti occuparci in maniera più convinta”.

Fine vita, maggioranza stoppa esame aula Senato. Opposizioni: affossato ddl

Roma, 3 giu. (askanews) – Ennesima battuta d’arresto sull’iter del fine vita in Parlamento, probabilmente fatale. Almeno di questo sono convinte le opposizioni che attaccano il centrodestra che, in Senato, ha impedito l’avvio dell’esame in aula del ddl del dem Bazoli (sostenuto da tutti i gruppi di minoranza) chiedendone il rinvio nelle commissioni Giustizia e Affari sociali. Peccato che a decidere l’approdo in aula nella giornata odierna del fine vita fosse stata una capigruppo, all’unanimità. Lo scontro politico è così ‘servito’. A domanda dei cronisti, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si smarca: “Il Parlamento è sovrano. Io il mio lavoro l’ho fatto: quello di convincere tutti che fosse corretto portarlo in aula” ma la “democrazia è questa” e “da presidente del Senato non posso rammaricarmi per una decisione presa dal Senato”.

Per la segretaria del Pd Elly Schlein è “vergognoso che la destra abbia affossato una proposta che porta la firma di tutti i senatori di tutte le opposizioni” ed è “indegno” perché “vuol dire che la maggioranza non vuole una legge che garantisca un fine vita dignitoso, tra l’altro nel giorno in cui un’altra donna – Lucia da Trieste – ha dovuto andare altrove (in Svizzera, n.d.r.) per trovare una risposta”. Bazoli, per parte sua, fa notare che “manca un anno al voto, cosa si torna a fare in commissione? Non prendete in giro gli italiani”. Per Bazoli la destra scappa dalle sue divisioni interne. Al voto di oggi, spiega, che “era procedurale”, il centrodestra è arrivato “compatto” (88 ‘sì’ contro ’59’ no). Quando bisogna invece esprimersi “sugli emendamenti in aula, su temi che investono i diritti civili, il voto è segreto” e quindi “il centrodestra teme defezioni” tra le sue fila.

“Il Parlamento – dice il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli – non può continuare a voltarsi dall’altra parte. Servono regole chiare, certe e rispettose della dignità delle persone, nel solco di quanto indicato dalla Corte costituzionale”. Per Peppe De Cristofaro (Avs), “la destra non vuole una legge sul suicidio medicalmente assistito e non ha nemmeno il coraggio di fare questa cosa alla luce del sole” utilizzando una “farsa”. Di ennesimo “schiaffo” parla il segretario di +Europa Riccardo Magi: “anche oggi – affonda – la destra approva la legge domani”.

La capogruppo di Fi Stefania Craxi assicura che il ritorno in commissione “non è una strategia dilatoria” ma il tentativo di individuare una “sintesi” che possa avere i ‘numeri’ per passare. “Difficilmente” ci riuscirebbe il testo Bazoli, aggiunge. Invitando poi a non “gridare allo scandalo” e “mettere da parte gli slogan e costruire convergenze, anziché alimentare divisioni”.

La richiesta di rinvio era stata preannunciata nei giorni scorsi quando in commissione, sempre con un voto a maggioranza, si era deciso di ‘tenere’ il testo base Zanettin (Fi) – Zullo (Fdi) e di fissare un nuovo termine per gli emendamenti il 9 giugno. A riaprire il ‘dossier’, all’interno del centrodestra, dopo mesi di stallo, era stata proprio Forza Italia che ha deciso di proporre delle modifiche tentando una mediazione con Fratelli d’Italia che invece sul fine vita frena. Anche se il relatore Ignazio Zullo tiene a puntualizzare che l’obiettivo è “arrivare a una proposta di legge quanto più condivisa possibile per il bene degli italiani, evitando velleità ideologiche”.

Resta defilata la Lega, che lascia la libertà di coscienza, con il presidente dei senatori Massimiliano Romeo che si limita a osservare che “si cercherà di arrivare a un testo che comprenda tutte le sensibilità”.

Le opposizioni bocciano il testo dei relatori, in particolare perchè viene escluso un ruolo al servizio sanitario nazionale. Si vedrà il 9 giugno se su questo punto ci sarà qualche effettiva novità.

Nel frattempo, oggi si sono tenute due audizioni, volute dal centrodestra, quelle dell’istituto superiore di sanità (Iss) e del Cnr. Che per la seconda volta sono state invitate ad esprimersi. Con una ‘coda’ polemica. Il tema era quello dei dispositivi per l’autosomministrazione dei farmaci per il suicidio assistito. Il Cnr ha inviato una memoria scritta nella quale ha sottolineato che non esistono allo stato strumenti “regolarmente autorizzati all’immissione in commercio con marchio Ce”. Ma il dispositivo utilizzato recetemente da una paziente in Toscana è stato messo a punto dal Cnr, ha fatto notare il Pd.

Energia, ok Ue a flessibilità (con paletti) per Italia. Meloni: indichiamo via

Roma, 3 giu. (askanews) – Una serie di richiami, ma anche un via libera che consente a Giorgia Meloni di dire che “l’Italia indica la strada all’Ue” e al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che Bruxelles “ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato”. La Commissione apre infatti alla possibilità di estendere la clausola nazionale di salvaguardia per la difesa anche a misure per affrontare la crisi energetica. E sebbene il commissario Valdis Dombrovskis precisi che “non copre le misure che sovvenzionano l’uso di carburanti fossili, come le riduzioni non mirate della tassazione”, tipo il taglio delle accise, e che “servono misure temporanee e mirate, che non alimentino la domanda di carburanti fossili perché ora fronteggiamo uno shock dell’offerta”, la presidente del Consiglio può cantare vittoria per essere riuscita a portare a casa, dice, “un risultato molto importante, un risultato che in molti consideravano impossibile, ma che abbiamo costruito con determinazione e con pazienza e che conferma la capacità dell’Italia di far valere i propri interessi e di proporre soluzioni efficaci e di buon senso all’intera Europa”.

Per Meloni questo “ci consentirà di spendere 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia che colpisce chiaramente le famiglie vulnerabili, le imprese energivore, che colpisce gli italiani”.

Ma cosa significa per l’Italia la possibilità per gli Stati membri di una flessibilità aggiuntiva, fino allo 0,3% del Pil?Premesso che la flessibilità della spesa per la sicurezza energetica può riguardare solo misure che riducano la dipendenza dalle fonti fossili, non ne aumentandone quindi la domanda, e che incrementino la resilienza del sistema energetico, riducendo le dipendenze dall’esterno, è chiaro che la Commissione non prenderà in considerazioone misure come quelle già prese dall’Italia riguardo alla riduzione delle accise sui carburanti, o eventuali sussidi agli autottrasportatori come compensazione dei rincari sugli stessi carburanti, e qualunque misura di sostegno che abbia l’effetto di ridurre i costi pagati per le fonti fossili.

Sarebbero ammissibili invece tutte le misure per ridurre la dipendenza da carburanti fossili e promuovere la decarbonizzazione, per accelerare l’elettrificazione (compresi gli investimenti per lo sviluppo delle reti elettriche, lo stoccaggio di elettricità e le batterie), per il risparmio di energia e per l’espansione delle fonti di energia pulite.

La possibilità per un paese di superare di un punto e mezzo percentuale la soglia del 3% del deficit/Pil con la propria spesa per la difesa (e fino allo 0,3%, all’interno di questo margine, per la sicurezza energetica), senza che questo comporti l’apertura di una procedura Ue per deficit eccessivo non può riguardare oggi l’Italia. Questo perché questa clausola vale solo per i paesi che non sono sotto procedura. Invece, i paesi in deficit eccessivo, come attualmente l’Italia, se utilizzano la clausola dovranno comunque tornare sotto la soglia del 3% del Pil, senza che sia scomputata dal deficit la spesa per la difesa, prima di poter uscire dalla procedura.

A che può servire, dunque, la nuova flessibilità dello 0,3% del Pil proposta oggi per le misure energetiche che non aumentano la dipendenza dalle fonti fossili? La riposta, fornita da fonti qualificate della Commissione, è che l’Italia potrà spendere per il 2026 e per il 2027, per finanziare questo tipo di misure, lo 0,3% del Pil, in più rispetto al percorso di riduzione della spesa netta per sette anni che è stato fissato per il Paese per mettersi in regola, secondo quanto previsto dal nuovo Patto di stabilità. Ma al termine dei sette anni, l’Italia dovrà comunque aver riassorbito la spesa aggiuntiva per le misure energetiche, e soprattutto dovrà avere il suo debito pubblico dell’ultimo anno in diminuzione, rispetto all’anno precedente, e il trend di riduzione confermato anche nelle previsioni per i due anni seguenti.

Domani alla Camera primo ok a riforma elettorale, muro opposizioni

Roma, 3 giu. (askanews) – Primo voto domani alla Camera sulla riforma elettorale targata centrodestra: la commissione Affari Costituzionali adotterà come testo base il cosidetto Bignami bis, un proporzionale con premio di governabilità e liste bloccate già modificato rispetto all’articolato originario per correggere i punti più a rischio incostituzionalità. Modifiche che non hanno cambiato la posizione delle opposizioni sintetizzata questa mattina dalla chiusura totale della segretaria del Pd, Elly Schlein: “Non ci sono novità, continuiamo a non vedere le condizioni per un dialogo sulla proposta fatta dalla destra”.

Oggi si è svolto un ciclo di audizioni sul nuovo testo che ha confermato le perplessità sulla norma che esclude il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta dal computo generale, non facendo pesare i voti degli elettori delle due regioni a statuto speciale sul risultato complessivo del premio. Una disposizione che inficia il principio dell’eguaglianza del voto e potrebbe non passare al vaglio della Corte Costituzionale. La maggioranza ne aveva già preso nota studiando una correzione che sarà proposta in fase emendativa. Esclusa l’ipotesi – invero per gli sherpa del centrodestra mai esistita – di inserire la modifica in un testo ter, quello sul Trentino non sarà l’unico cambiamento. Il centrodestra lavora anche a un emendamento per ridurre il numero delle circoscrizioni all’estero (nella legge attualmente in vigore sono 4 per entrambi i rami del Parlamento) portandole a 2 per la Camera e per il Senato. Non cambia per ora – nonostante le pesanti critiche – la scelta delle due tipologie di liste bloccate: quelle presentate a livello di ciascun collegio plurinominale (con massimo sei candidati) e quelle a livello circoscrizionale per l’eventuale attribuzione del premio.

Sia Fdi che Noi Moderati che Futuro Nazionale con Vannacci hanno annunciato nelle scorse settimane un emendamento da presentare in aula per l’introduzione delle preferenze andando incontro a una altamente probabile bocciatura col voto segreto. Mentre oggi è circolata l’ipotesi – non confermata da chi si occupa da vicino del dossier – di un ritocco anche alla norma del Bignami bis che prevede che la coalizione, insieme al programma elettorale, presenti anche il nome “della persona da indicare come proposta per l’incarico di presidente del Consiglio”. Seppure sulla costituzionalità della disposizione (la nomina del capo del governo è prerogativa del Capo dello Stato) gli esperti auditi in commissione si siano divisi, secondo alcune indiscrezioni il centrodestra potrebbe optare per indicare il capo della coalizione, mutuando una formula del Porcellum sopravvissuta tra l’altro alla scure della Consulta su quella legge.

Per quanto riguarda le opposizioni, l’orientamento è di presentare soltato emendamenti soppressivi. Il campo largo ragiona anche sulla possibilità di ostacolare l’approvazione delle modifiche che saranno proposte dalla maggioranza in commissione in modo da spostare la battaglia in aula dove, secondo la minoranza, non è esclusa l’ipotesi che il governo già dalla Camera possa ricorrere al voto di fiducia.

Energia, Meloni: con ok flessibilità 14 mld da spendere in tre anni

Roma, 3 giu. (askanews) – “La Commissione europea ha accolto la richiesta italiana di avere maggiore possibilità di bilancio per affrontare la crisi energetica e questo ci consentirà di spendere 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia che colpisce chiaramente le famiglie vulnerabili, le imprese energivore, che colpisce gli italiani”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video postato sui social, corredato dalla frase “L’Italia ancora una volta indica la strada all’Ue”.

Fine vita, Schlein: maggioranza affossa legge, gravissimo

Roma, 3 giu. (askanews) – “La maggioranza ha affossato la nostra proposta di tutte le opposizioni per una legge sul fine vita, è gravissimo”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando a margine di un evento a San Giovanni Rotondo. Quanto accaduto, aggiunge, è “la dimostrazione che questa destra non vuole una legge che garantisca un fine vita dignitoso seguendo quello che già la Corte costituzionale ha spiegato”.

“Noi – ha proseguito – dobbiamo continuare a insistere, ma trovo vergognoso che la destra con il voto di oggi al Senato abbia affossato una proposta che – ripeto – porta la firma di tutti i senatori di tutte le opposizioni. E’ da anni che stiamo provando a farla passare, si sono fatte decine e decine di audizioni, ci hanno fatto fare più audizioni sul fine vita che non sulla riforma costituzionale, che per fortuna gli italiani hanno bloccato”.

“Però – ha concluso la Schlein – è indegno: vuol dire che la maggioranza non vuole una legge che garantisca un fine vita dignitoso, tra l’altro nel giorno in cui un’altra donna – Lucia da Trieste – ha dovuto andare altrove per trovare una risposta. Ecco noi continueremo a insistere su una legge per il fine vita insieme alle altre opposizioni”.

Marisa Merz, la danza delle ore: progetto espositivo per Torino

Milano, 2 giu. (askanews) – Al Museo del Novecento di Milano alla presenza di Tommaso Sacchi Assessore alla Cultura della Città di Milano, Rosanna Purchia Assessora alla Cultura della Città di Torino, Paola Casagrande Vice Presidente Fondazione CRT e Gianfranco Maraniello Direttore Area Musei d’arte moderna e contemporanea del Comune di Milano è stato presentato il progetto curatoriale per la celebrazione del centenario della nascita di Marisa Merz che coinvolgerà tre istituzioni a Torino dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027. Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Merz, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino si uniscono per collaborare a una mostra in tre atti concepita per ripercorrere l’opera e l’eredità dell’artista: Marisa Merz – La danza delle ore.

Ne hanno parlato ad askanews alcuni dei curatori del progetto.

Beatrice Merz: “È un progetto molto grande, molto bello, molto emozionante e soprattutto ha visto la convergenza di molte persone dei diversi musei in un desiderio comune di riuscire appunto a esporre il più possibile i lavori di Marisa e far vedere quello che è stata la sua sperimentazione per anni. Quindi il fatto di fare questa mossa in tre atti ci aiuta tutti a vedere quanto è stata un’artista polivalente e sperimentale”. La Fondazione Merz presenta, a cura di Beatrice Merz e Sébastien Delot, il lato più inatteso della ricerca dell’artista, attraverso una selezione di opere organizzate intorno all’idea di processo e trasformazione. Tema centrale è l’approccio di Marisa alla scelta e alla distribuzione dei materiali, insieme alla sua modalità del fare e comporre le opere: le opere, talvolta apparentemente effimere, nascono da un processo di continua evoluzione, fatto di variazioni sottili attraverso cui l’artista si avvicina progressivamente all’essenza dei suoi soggetti.

Chiara Bertola: “Questo progetto che si articola in tre capitoli differenti alla GAM si focalizzerà sull’aspetto più privato, intimo e declinerà proprio le opere storiche che ci saranno nella mostra in questa dimensione, un po’ per sottolineare come l’opera diciamo sempre germinativa e sperimentale di Marisa Merz sempre teneva insieme la dimensione dell’arte con quella della vita”. Alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea a cura di Chiara Bertola e Chiara Parisi, il percorso espositivo prenderà avvio dal concetto di casa-studio- laboratorio, lo spazio generativo e trasformativo per eccellenza, in cui la dimensione dell’arte coincide con quella della vita. La mostra è l’occasione per restituire al pubblico dopo un attento restauro del Centro di Conservazione e Restauro di Venaria l’opera in collezione GAM Living Sculpture del 1966.

Francesco Manacorda: “Questa è una mostra veramente speciale perché è una collaborazione tra tre istituzioni torinesi che hanno messo insieme le forze, l’intelligenza e le strategie per riuscire a fare quella che sarà veramente la mostra più grande mai fatta su Marisa Merz. Celebriamo i cent’anni della nascita e questa è stata l’occasione per la città, dove lei ha vissuto e che ha anche plasmato e formato molto le sue opere, di dedicarle veramente la retrospettiva più importante che ci sia mai stata e che forse mai ci sarà”. L’esposizione al Castello di Rivoli, curata da Francesco Manacorda e Marianna Vecellio, è l’occasione per ricostruire e proporre nuovamente al pubblico l’installazione E il naufragar m’è dolce in questo mare, importante progetto che Marisa presentò nel 1980 alla galleria torinese Tucci Russo per poi replicarla lo stesso anno alla 39. Biennale Arti Visive di Venezia. L’installazione, collocata nella Manica Lunga al terzo piano del Castello di Rivoli, sarà il fulcro espositivo da cui si dirameranno temi e ricerche.

Marisa Merz – La danza delle ore è realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRT.

Nick Cave, Gorillaz, Richard Ashcroft e altri big a "La Prima Estate"

Roma, 3 giu. (askanews) – La grande musica internazionale, esclusive italiane e artisti attesi da tempo. Su un palco unico a pochi passi dal mare, in una cornice naturale che abbraccia i colori dell’estate tra il Tirreno e le Alpi Apuane, ‘La Prima Estate’ torna per la sua quinta edizione dal 19 al 21 e dal 26 al 28 giugno al Parco BussolaDomani di Lido di Camaiore, in Versilia.

Una line-up di alto profilo che vede tra i protagonisti Jack White, per la prima volta in Italia da solista, e i Gorillaz con il nuovo album fresco di stampa. Con loro, in esclusiva italiana per il festival: Richard Ashcroft, Nick Cave & The Bad Seeds, Twenty One Pilots, The Libertines, The Wombats, The Hives, Wolf Alice, Wet Leg, Emiliana Torrini, Nation of Language e Don West.

Sleaford Mods, Dove Ellis, Ewan Sim, The Ramona Flowers e Midnight Generation – insieme a una speciale serata italiana con Marlene Kuntz, Ministri, Casino Royale e SI! BOOM! VOILÀ! – completano un cartellone di qualità, capace di guardare oltre i trend del momento.

Scenario prestigioso ed evocativo si conferma Parco BussolaDomani, che diversi anni fa ospitò Frank Zappa e Miles Davis, e ora per le passate edizioni de La Prima Estate ha applaudito artisti quali St. Vincent, Air, Fontaines DC, Michael Kiwanuka, Jamiroquai, Anderson. Paak e nel 2023 l’unica data italiana di Lana Del Rey.

Consolidando la novità dell’anno scorso, il festival rinnova il proprio impegno verso i talenti emergenti della scena italiana con Next Stage: La Prima Estate. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Detune di Milano, ha visto la partecipazione di 24 artisti in sei serate di live e una giuria composta da musicisti, produttori e giornalisti ha selezionato i vincitori. Sei sono i nomi che apriranno ogni serata del festival: il 19 giugno doppio appuntamento con il garage punk ironico e schizofrenico dei Jagwari e con Unadasola, duo di Pietrasanta che intreccia sonorità pop alternative a una scrittura intensa e personale. Il 20 giugno danno il via alla serata italiana i milanesi Verìda, capaci di fondere attitudine rock, ricerca sonora ed eleganza stilistica, mentre il 26 giugno tocca alle atmosfere intime e profonde di Sara Parigi. Bhadmari sale sul palco sabato 27 per proporre l’aperto contrasto tra il suo immaginario fiabesco e testi crudi e diretti; domenica 28 sono invece gli Aurevoir Sofia a salutare il pubblico con il loro travolgente mix di punk hardcore e melodia.

Poliedrico e imprevedibile, per la prima volta in Italia da solista e dopo anni di lontananza dal nostro Paese, è Jack White ad aprire la V edizione de La Prima Estate venerdì 19 giugno. Tra i nomi più amati e attesi, il leggendario co-fondatore dei The White Stripes – inseriti da quest’anno nella Rock & Roll Hall of Fame – ha regalato recentemente al suo pubblico due nuovi brani, arrivati a due anni di distanza dall’acclamato album “No Name”, celebrato dalla critica tra i migliori progetti musicali del 2024. Ad accendere il palco prima dell’artista di Detroit sarà la band svedese a cui lo stesso White ha dichiarato di ispirarsi: i The Hives. Definiti una forza della natura dalla BBC e consacrati da Joe Strummer dei Clash come coloro che hanno salvato il rock, si confermano tra le formazioni più frenetiche, vitali e influenti della propria generazione.

Sabato 20 giugno salgono sul palco alcuni dei nomi più autentici del rock alternativo italiano. A partire dall’esibizione dei Marlene Kuntz, che celebrano i trent’anni de “Il Vile”, vera pietra miliare inserita da Rolling Stone tra i 100 dischi italiani più belli di sempre. I Ministri promettono un viaggio tra i loro storici successi e le novità dell’ultimo album “Aurora Popolare”, con brani carichi di rabbia e attesa, e del nuovo EP appena uscito “Canzoni Ombra”. Un altro anniversario prestigioso per i Casino Royale con il tour “Sempre Più Vicini RELOADED”: un’occasione speciale per reinterpretare, trent’anni dopo, l’album simbolo del loro percorso. Ad accendere la giornata è l’energia dei SI! BOOM! VOILÀ!, nati dall’incontro tra Roberta Sammarelli, Davide Lasala, Giulio Ragno Favero, Giulia Formica e Michelangelo Mercuri (N.A.I.P.). Con l’omonimo album d’esordio si affermano come una formazione che vive di pura urgenza e ritmo.

Domenica 21 giugno chiude il primo weekend una grande serata dal DNA interamente britannico, capace di riunire quattro protagonisti di epoche e sensibilità diverse. Richard Ashcroft, The Libertines e The Wombats salgono sul palco de La Prima Estate per la loro unica data italiana, anticipati dai The Ramona Flowers, il quintetto di Bristol caratterizzato dal riconoscibile sound tra rock ed elettronica. Se con i The Verve prima, e una fortunata carriera solista poi, Ashcroft ha firmato pagine fondamentali del brit-pop grazie a una scrittura intensa e a live di grande impatto emotivo, prima di lui la scena sarà tutta per l’energia viscerale dei The Libertines – una delle formazioni più influenti guidata dal carisma di Pete Doherty e Carl Barât – e i The Wombats, tra le realtà più longeve e amate degli ultimi anni.

Venerdì 26 giugno è atteso Nick Cave con i fedeli The Bad Seeds, fautori di uno dei live più emozionanti al mondo. Insieme, sono pronti a ripercorrere quattro decenni di una carriera leggendaria fino alle atmosfere dell’ultimo album ‘Wild God’. A caricare di energia la giornata, il ritorno al festival degli Sleaford Mods, tra le formazioni post-punk più incisive e riconoscibili degli ultimi anni, con il nuovo disco ‘The Demise Of Planet’. Ancora, ecco le sonorità più intime e avvolgenti di Emiliana Torrini, la cantautrice islandese di origini italiane capace di muoversi tra dream pop, folk e atmosfere nordiche; e l’intensa scrittura indie-alternative di Dove Ellis, una delle voci più interessanti della nuova scena internazionale.

Vero fenomeno globale e un Grammy portato a casa, sabato 27 giugno i Gorillaz festeggiano i loro primi 25 anni con il nuovo disco “The Mountain” e un nuovo live che segna un atteso ritorno dopo quattro anni dall’ultima data in Italia. Insieme alla formazione capitanata da Damon Albarn, una band simbolo del rinnovamento del pop-rock britannico come i Wolf Alice, che arriva a Lido di Camaiore dopo una serie di sold out, partecipazioni nei principali festival mondiali e la recente performance all’iconico Saturday Night Live UK. Li precede uno dei progetti più originali della scena synthpop contemporanea, i Nation of Language, che si sono guadagnati l’attenzione internazionale con la loro sensibilità elettronica e il loro lirismo umano; e il soul moderno ed elegante di Don West.

Domenica 28 giugno il gran finale è affidato ai Twenty One Pilots. Forti di decine di certificazioni multiplatino, di un Grammy per la memorabile Stressed Out e di miliardi di streaming globali, portano in Versilia l’ultimo lavoro “Breach”, uscito nel 2025. Prima di loro le Wet Leg, il duo dell’Isola di Wight tra le realtà più dirompenti, brillanti e amate dell’alternative rock attuale; e i messicani Midnight Generation, capaci di conquistare il pubblico con un sound magnetico che fonde ispirazioni anni ’70, retro-pop, funk ed elettronica in una chiave squisitamente contemporanea.

La Prima Estate quest’anno ha organizzato nuovi servizi per rendere ancora più facile raggiungere il festival senza auto: è stato introdotto un servizio di navette dedicate da Firenze e Pisa con collegamenti diretti di andata e ritorno verso il Parco BussolaDomani. I concerti iniziano alle 18,30 e terminano intorno a mezzanotte.

Tra i partner di questa edizione spicca l’ingresso di American Express come Powering Partner del festival, una collaborazione che contribuisce ad arricchire ulteriormente l’esperienza del pubblico attraverso servizi dedicati, corsie d’accesso riservate ai Titolari di Carta American Express e nuove attivazioni all’interno del Parco BussolaDomani. Si conferma inoltre Warsteiner come Birra Ufficiale del festival e Acqua Silva come Acqua Ufficiale. Debutta inoltre al festival Pepsi, Cola Ufficiale della manifestazione, mentre Santa Cristina si conferma Vino Ufficiale con un wine bar dedicato all’interno del Parco BussolaDomani. Gruppo Montenegro è Official Mixology Partner dell’evento con Cointreau e gli altri brand del gruppo, protagonisti di uno spazio cocktail dedicato e presenti nei punti bar del festival. TicketOne è partner del festival e ticketing agent ufficiale della manifestazione, mentre UNA Hotels ospita anche quest’anno HANGOVER sul rooftop dell’UNA Hotel Versilia Lido, diventato negli anni uno dei luoghi simbolo degli incontri e delle conversazioni del festival. Il Comune di Camaiore e la Regione Toscana sono i partner istituzionali.

Virgin Radio è la radio ufficiale e trasmetterà in diretta dalla venue durante i pomeriggi del festival; ogni sera sarà inoltre protagonista di un DJ set dei suoi talent prima dell’esibizione dell’headliner di giornata.